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“Più dei tanti che tumultuano, i tiranni temono i pochi che pensano”.

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NB: Riflessioni sull’ I.A.:  n° 74 (16-5-2023); n° 81 (19-6-2023); n° 99 (15-2-2024); n° 119 (6-1-2025); n° 120 (17-1-2025);  n° 125  (29-1-2025); n° 163 (21-12-2025)

 

Riflessione n°  168  Per ricordare, onorandolo, il dramma dell’esodo degli Italiani giuliano dalmati.

Riflessione n°  167 Geopolitica. Gli errori della  Cina creano enormi vantaggi all’India. Gli accordi India-UE.

Riflessione n°  166  21-1-2026  Adusbef e i “consumattori”

Riflessione n°  165. 7-1-2026  Il mondo tripolare? Troppo semplice.

 

 

 

Riflessione n°  168

Per ricordare, onorandolo, il dramma dell’esodo degli Italiani giuliano dalmati.

Fu interessata anche la mis Sabina.

(Con l’aiuto di I.A. Gemini)

( --> Torna all’indice )

 

"L'esodo fu una scelta di libertà. Gli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia scelsero di restare italiani, anche a costo di perdere tutto."

Questa loro scelta fu spesso disonorata, per opportunismo politico [Tito si stava allontanando dall’URSS] da molti italiani e da molte istituzioni. Per decenni.

Una tristezza su tutte: il Partito comunista di Bologna impedì di rifornire, anche di latte per i piccoli, i treni che trasferivano i profughi nei luoghi di  destinazione. Perché quegli Italiani avevano avuto il torto di scegliere di abbandonare il Sole titino dell’Avvenir per “restare” in Italia

 

Come onorarne il ricordo?

 

1. Conoscere e celebrare il Giorno del Ricordo

L'appuntamento principale è il 10 febbraio, istituito come solennità civile.

·      Il 10 febbraio 1947 è il giorno in cui furono firmati i Trattati di Pace di Parigi, che sancirono il passaggio di gran parte della

·      Venezia Giulia e dell'Istria alla Jugoslavia, dando inizio al grande esodo.

·      Molti comuni organizzano deposizioni di corone nei luoghi della memoria o presso monumenti dedicati.

 

2. Coltivare la cultura e la testimonianza

L'onore passa attraverso la comprensione dei fatti. Non si tratta solo di numeri, ma di vite spezzate.

·      Leggere i classici: Autori come Enzo Bettiza, Fulvio Tomizza o Marisa Madieri hanno raccontato l'esodo con una potenza letteraria straordinaria:

·      "Esilio" di Enzo Bettiza: Un'opera monumentale che mescola autobiografia e storia, focalizzandosi sulla Spalato (Dalmazia) cosmopolita che svanisce sotto i colpi del nazionalismo

·      "Materada" di Fulvio Tomizza: Il primo capitolo della sua "Trilogia istriana". Descrive il momento della scelta: restare sotto un regime straniero o partire verso l'ignoto, abbandonando la propria terra.

·      "La radura" di Marisa Madieri: Un libro delicatissimo. L'autrice racconta il suo esame di coscienza e i ricordi d'infanzia legati all'esodo da Fiume. È una lettura intima e toccante.

·      Ascoltare i testimoni: Molte associazioni di esuli caricano online video-interviste. Ascoltare la voce di chi ha lasciato tutto, portando con sé solo una chiave di casa che non avrebbe mai più usato, è il modo più diretto per onorarli.

·      Visitare i luoghi simbolo: il Magazzino 18 a Trieste, dove sono ancora conservate le masserizie degli esuli, o il MonumentoNazionale della Foiba di Basovizza.

 

3. Valorizzare il contributo degli esuli all'Italia

Un modo per onorarli "attivamente" è riconoscere quanto hanno dato al Paese nonostante l'accoglienza spesso gelida (o ostile) che ricevettero al loro arrivo.

·      Ricordare i nomi illustri: molti non sanno che figure come lo stilista Ottavio Missoni, l’atleta Abdon Pamich, il cantante Sergio Endrigo, l’attrice Alida Valli, il musicista Luigi Dallapiccola erano esuli.

·      Riscoprire le tradizioni: La cucina, i dialetti e le usanze istriane, fiumane e dalmate sono parte integrante del patrimonio culturale italiano.

·      Suggerire a chi, esule, è ancora in vita di lasciarne memoria, approntando testimonianze scritte.

·      E’ stato calcolato che metà dell’importo pagato dall’Italia alla Jugoslavia come riparazioni di guerra, è stato messo assieme dal valore dei beni (case ecc.) che i profughi furono obbligati a regalare a Tito.

 

4. Combattere l'indifferenza e le strumentalizzazioni

Onorare queste vittime significa anche proteggere la loro storia da chi vorrebbe negarla o usarla per fini puramente  politici.

·      Promuovere un ricordo equilibrato: riconoscere l'orrore delle foibe e dell'esodo non significa cancellare altre pagine di storia, ma aggiungere un tassello fondamentale alla verità.

·      Parlarne nelle scuole: proporre momenti di riflessione che vadano oltre la semplice lettura del libro di testo.

Ricordare, ad esempio, la strage di Vergarolla che contò, 77 anni fa, oltre 100 italiani massacrati dall’attentato dei titini: il 18 agosto del 1946, il maresciallo Tito ordinò una delle stragi più esecrabili contro gli italiani. A guerra finita e nell’ambito di una persecuzione che vide nelle foibe il punto più drammatico. Gli italiani di Pola andavano al mare a Vergarolla, una spiaggia disseminata di ordigni anti sommergibili innocui, perché disinnescati: ci giocavano i bambini, gli adulti li utilizzavano per vari scopi. Qualcuno vi impiantò nuovamente l’innesco, riconvertendoli in macchine di guerra. E 28 di essi esplosero nel primo pomeriggio del 18 agosto, quando la folla gremiva la spiaggia. Oltre cento i morti, molti corpi impossibile dall’essere ricomposti.

 

Ecco una selezione di saggi, video ecc.  per approfondire l'esodo

e la realtà delle terre di confine e  per  evitarne l’oblio.

 

Bibliografia minima(oltre i tre classici ricordati)

 

Saggistica (Per capire il contesto)

·      "Il lungo esodo" di Raoul Pupo: Probabilmente lo storico più autorevole sul tema. Il libro spiega con estrema chiarezza le cause politiche e sociali che portarono alla scomparsa della civiltà italiana in Istria e Dalmazia.

·      "L'Adriatico conteso" di Egidio Ivetic: Utile per capire come quel mare sia stato per secoli un punto di incontro e scontro tra mondi diversi (Venezia, l'Impero Austriaco, il mondo slavo).

Film e Documentari

·       Molti documentari prodotti da Rai Cultura (spesso disponibili su RaiPlay) offrono testimonianze dirette di esuli che oggi, anziani, mostrano le chiavi delle loro vecchie case.

 

I Luoghi della Memoria

Per chi volesse trasformare la lettura in un'esperienza reale, questi sono i siti più significativi da visitare:

·      Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza (Trieste): Luogo di raccoglimento e centro di documentazione.

·      CRP di Padriciano: Un ex campo profughi vicino a Trieste, oggi museo, che mostra le condizioni difficili in cui vivevano  gli esuli appena arrivati in Italia.

·      Quartiere Giuliano-Dalmata a Roma: Nato proprio per accogliere i profughi, conserva ancora un'identità e monumentimolto forti legati a quella storia.

 

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Tramite I.A. Gemini

 

E’ fondamentale scegliere testi che siano storicamente rigorosi ma capaci di coinvolgere emotivamente, evitando linguaggi troppo accademici o eccessivamente tecnici.

Ecco una selezione di risorse pensate per studenti, insegnanti o per chiunque voglia un approccio chiaro e diretto:

 

📖 Libri e Narrativa per Ragazzi (e non solo)

Questi testi usano storie personali per spiegare la Storia con la "S" maiuscola:

·      "Magazzino 18" di Simone Cristicchi (Libro + Video): Oltre allo spettacolo, esiste il libro che raccoglie le storie degli oggetti lasciati nel porto di Trieste. È perfetto per la scuola perché parla attraverso le cose quotidiane (una sedia, una foto, una bambola), rendendo il dolore dell'esilio tangibile e immediato.

·      "La bambina con la valigia" di Egea Haffner e Gigliola Alvisi: È la storia vera di Egea, diventata celebre per la foto che la ritrae piccola con una valigia in mano. Il libro è scritto apposta per un pubblico giovane, spiegando con delicatezza cosa significasse per una bambina dover lasciare la propria casa.

·      "Pola addio" di Annamaria Mori: Un libro-testimonianza molto scorrevole che racconta la partenza di un'intera città (Pola) nel 1947, un evento unico nella storia per la sua drammaticità e compattezza.

 

📘 Saggi Divulgativi e Guide Storiche

Per chi cerca una sintesi chiara dei fatti cronologici:

·      "Vademecum per il Giorno del Ricordo" (IRSREC FVG): Molti Istituti Regionali per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea (come quello del Friuli Venezia Giulia) pubblicano opuscoli gratuiti online pensati proprio per le scuole. Sono pieni di mappe, grafici e brevi paragrafi esplicativi.

·      "Adriatico amarissimo" di Raoul Pupo: Sebbene sia uno storico di alto livello, Pupo ha scritto testi agili che riassumono il "secolo breve" sul confine orientale, spiegando perché quel territorio è stato così conteso.

·      "Foibe" di Gianni Oliva: Un saggio molto diretto che ricostruisce il contesto delle violenze e del silenzio politico che per decenni ha avvolto questa vicenda, utile per stimolare un dibattito critico in classe.

 

💻 Risorse Multimediali (Per presentazioni o lezioni)

Oggi la memoria passa molto attraverso il video. Ecco due canali fondamentali:

·      Rai Scuola / Rai Cultura: Sul loro portale dedicato al "Giorno del Ricordo" si trovano clip da 5-10 minuti che riassumono perfettamente i Trattati di Pace, il dramma di Norma Cossetto e l'arrivo dei profughi nei campi di raccolta in tutta Italia.

·      Archivio Luce: Cercando "Esodo Giuliano Dalmata" si trovano i cinegiornali dell'epoca. Vedere le navi cariche di persone che lasciano Pola o Fiume nel 1947 ha un impatto visivo che nessun libro può eguagliare.

 

Un'idea per un'attività didattica o di gruppo

Un modo molto efficace per onorarli nelle scuole è la "Mappa dell'Accoglienza":

Sapevi che esistevano oltre 100 Campi Profughi sparsi in tutta Italia (da Tortona a Laterina, fino ad Altamura)? Cercare se nel proprio territorio o nella propria regione c'era un centro di raccolta è un modo incredibile per sentire questa storia "vicina" e non confinata solo al confine orientale.

Per onorare i profughi giuliano-dalmati nel modo più concreto, è fondamentale riconoscere che la loro storia non è rimasta confinata al confine orientale, ma ha attraversato tutta l'Italia.

Dopo l'esodo, furono allestiti oltre 100 Centri di Raccolta Profughi (CRP) in quasi tutte le regioni. Molti di questi erano ex caserme, vecchi monasteri o addirittura campi di prigionia riadattati, dove intere famiglie hanno vissuto per anni dietro il filo spinato, in attesa di una casa vera.

Ecco una mappa dei principali centri suddivisi per regione, utile per capire dove questa storia ha lasciato tracce:

 

📍 Principali Centri di Raccolta Profughi (CRP) in Italia

 

Regione

Principali Comuni e Centri

Friuli V.G.

Trieste (Padriciano, San Sabba, Silos), Gorizia, Udine (Via Pradamano).

Veneto

Venezia (Lido e Convitto Foscarini), Padova, Verona, Vicenza, Rovigo.

Lombardia

Milano (Via Baggio), Brescia, Cremona, Mantova, Pavia, Monza.

Piemonte

Torino (Casermette di Borgo S. Paolo), Tortona (tra i più grandi), Novara, Asti.

Liguria

Genova (Caserma San Martino), La Spezia, Chiavari.

Emilia-Romagna

Bologna (Caserma d'Azeglio), Ferrara, Modena, Fossoli (Carpi), Ravenna.

Toscana

Laterina (Arezzo), Lucca, Massa Carrara, Firenze, Pisa, Livorno.

Lazio

Roma (Villaggio Giuliano-Dalmata a EUR e Cinecittà), Latina, Gaeta, Rieti.

Campania

Napoli (Capodimonte), Aversa, Capua, Salerno, Cava de' Tirreni.

Puglia

Bari, Altamura, Barletta, Brindisi, Trani.

Sardegna

Fertilia (Alghero - un intero borgo rinato grazie agli esuli), Cagliari.

Sicilia

Palermo (Favorita), Catania, Siracusa, Termini Imerese.

 

 

Profughi in Sabina

 

A Rieti, onorare la memoria degli esuli giuliano-dalmati significa riscoprire una pagina di storia locale spesso definita la "periferia dell'esodo". Anche la Sabina, infatti, accolse centinaia di profughi che cercavano di ricostruirsi una vita lontano dalle loro terre.

Ecco i luoghi e i riferimenti principali per onorarli nella tua città:

 

1. Il Luogo del Ricordo: Piazza della Repubblica

Nel 2020 è stato inaugurato a Rieti, in Piazza della Repubblica, un Monumento in ricordo dei martiri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

·      Gesto d'onore: Visitare questo monumento è il modo più diretto per rendere omaggio alle vittime. È qui che ogni anno, intorno al 10 febbraio, le istituzioni e le associazioni si riuniscono per le commemorazioni ufficiali.

 

2. La Storia locale: La Caserma "Attilio Verdinois"

Rieti ospitò un importante Centro di Raccolta Profughi (CRP) presso la Caserma Attilio Verdinois.

·      Cosa sapere: Tra le sue mura trovarono rifugio famiglie intere di istriani, fiumani e dalmati. Molti di loro decisero poi di restare nel reatino, integrandosi nel tessuto sociale della città.

·      Onorare il passato: Sapere che luoghi oggi destinati ad altro uso (o caserme ancora attive) hanno dato asilo a chi aveva perso tutto, aiuta a guardare la mappa della città con occhi diversi e più consapevoli.

 

3. Approfondimento: Il libro "Dalle foibe a Rieti"

Un modo eccellente per onorare la memoria locale è leggere il libro "Dalle foibe a Rieti" di Daniele Scopigno (Edizioni Ristampa).

·      È una ricerca preziosissima basata sui documenti dell'Archivio di Stato di Rieti. Ricostruisce le storie dei sacerdoti esuli a Leonessa, dei reatini che fuggirono da Pola e di uomini, donne e bambini che giunsero in Sabina. Leggerlo significa dare un nome e un volto ai profughi che hanno camminato sulle stesse strade che percorri oggi.

 

4. Il Parco "Norma Cossetto"

Rieti ha dedicato un parco a Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nelle foibe e insignita della medaglia d'oro al merito civile.

·      Attività: Spesso il parco è teatro di iniziative con le scuole (come gli istituti "Elena Principessa di Napoli" e "Luigi di Savoia"). Partecipare o proporre momenti di pulizia e decoro di questo spazio è un gesto di cittadinanza attiva e memoria.

 

5. Archivi e Ricerca

Per un lavoro di ricerca più profondo, l'Archivio di Stato di Rieti conserva fascicoli e dati statistici sulle presenze degli esuli nel territorio. Potresti trovare documenti che testimoniano l'arrivo dei treni o l'assegnazione dei primi sussidi agli italiani che arrivavano dal confine orientale.

L'Archivio di Stato di Rieti è il luogo ideale per chi vuole onorare la memoria dei profughi giuliano-dalmati attraverso la ricerca e lo studio dei documenti originali. È qui che la "Storia" diventa "Cronaca" locale, conservando le tracce del passaggio di centinaia di esuli nel territorio reatino.

Ecco le informazioni utili per visitarlo e condurre le tue ricerche:

📍 Informazioni Pratiche

·      Indirizzo: Via M. di Gaio, 7, 02100 Rieti RI

·      Sito Web: asrieti.it

·      Telefono: +39 0746 204297

·      Orari di Apertura:

·      Lunedì - Venerdì: 08:30 – 18:30

·      Sabato: 08:30 – 13:30

·      Domenica: Chiuso

📂 Cosa cercare nell'Archivio per onorare gli esuli

Per condurre una ricerca mirata, puoi consultare i seguenti fondi archivistici (previa autorizzazione del personale dell'Archivio):

1.  Fondo Prefettura (Gabinetto): Contiene i fascicoli relativi alla gestione dell'ordine pubblico e all'accoglienza dei profughi. Qui si trovano spesso elenchi nominativi, dati sulla provenienza (Pola, Fiume, Zara) e relazioni sulle condizioni di vita nella caserma "Verdinois".

2.  Documentazione sul CRP (Centro Raccolta Profughi): Puoi cercare atti amministrativi riguardanti la logistica del centro, l'erogazione dei sussidi e le richieste di occupazione presentate dagli esuli ai comuni della provincia.

3.  Registri della Questura: Spesso includono i visti e i documenti di riconoscimento rilasciati ai cittadini italiani provenienti dal confine orientale al momento del loro arrivo in città.

 

💡 Consigli per la ricerca

·      Pianificazione: Prima di andare, ti consiglio di consultare il sito web ufficiale o inviare una mail (as-ri@cultura.gov.it) per verificare se è necessaria la prenotazione della postazione in sala studio.

·      Ricerca per Comuni: Non limitarti alla città di Rieti. Chiedi se esistono documenti relativi all'accoglienza degli esuli in altri comuni del reatino, come Leonessa o Poggio Mirteto, che hanno avuto legami storici con questa vicenda.

·      Digitalizzazione: Chiedi al personale se parte del materiale relativo al Giorno del Ricordo è stato digitalizzato o se esistono mostre documentarie virtuali consultabili online.

Onorare queste persone significa anche non lasciare che i loro nomi marciscano negli scaffali. Riportare alla luce una storia, un certificato di nascita o una richiesta di aiuto dall'Archivio è un modo per dire loro: "Non vi abbiamo dimenticati".

 

 

Riflessione n°  167

Geopolitica. Gli errori della  Cina creano enormi vantaggi all’India.

Gli accordi India-UE.

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A) Errori della Cina e vantaggi dell’India.

L'attuale dinamica tra India, Unione Europea e Cina sta ridisegnando gli equilibri globali, e il "fattore Russia" è diventato causa di questo cambiamento.  La differenza negli approcci tra Cina e India non deriva solo dalle strutture istituzionali, ma da diverse visioni storiche, priorità di sviluppo e posizioni nel sistema internazionale.

Forse la Cina sperava in una veloce conclusione vittoriosa della guerra russo-ucraina. Invece è stata trascinata in lungaggini e iniziative che hanno dato luogo a reazioni del mondo occidentale. Il fenomeno è particolarmente evidente in materia di tecnologie informatiche fornite dalla Cina. Era in corsa per acquisire la realizzazione degli apparati G5 in Europa, ma l’iniziativa è stata bloccata – anche su forte pressione USA -  per via della possibilità di un utilizzo aggressivo dei dati di cui il sistema cinese poteva entrare in possesso proprio attraverso la gestione di quella tecnologia che la UE stava per adottare.

L'avvicinamento strategico tra Cina e Russia si è basato su interessi convergenti nell'attuale contesto multipolare, ma presenta effettivamente tensioni e rischi per Pechino. Da un lato, la partnership offre opportunità di contrastare l'influenza occidentale; dall'altro, l'eccessiva associazione con una Russia isolata comporta costi diplomatici ed economici. Errore che da tattico e di bassa intensità, è diventato strategico proprio per la lunghezza temporale delle ostilità russo-ucraine.

In altri termini, Pechino, stringendo un'alleanza "senza limiti" con Mosca, ha finito per alienarsi i suoi principali partner commerciali (UE e USA). Invece di porsi come mediatore (quasi) neutrale e leader globale "naturale", la Cina è stata ed è  percepita in Europa come un sostenitore tacito dell'instabilità politica generata dall’inclinazione bellica di Mosca.

Questo andamento temporale della guerra ha spinto l'Europa a valutare il rischio ed a cercare meccanismi geopolitici e diplomatici in grado di ridurlo, valutando  alternative alla tecnologia ed alla  manifattura cinese.

In questo scenario, l'India è la candidata naturale ad un confronto con la Cina.

Anzitutto, l'eredità britannica, pur con tutte le complessità storiche e le negatività del colonialismo, ha lasciato all'India una struttura burocratica, legale e linguistica che facilita enormemente l'integrazione con l'Occidente, cosa che alla Cina richiede sforzi e “accomodamenti” enormi e costosi.

 Nonostante le recenti critiche interne su alcune derive autoritarie, l'India, col suo miliardo e quattrocento milioni di abitanti, rimane la democrazia più grande del mondo. Per l'UE, questo è un "bollino di qualità" politico fondamentale per giustificare partnership strategiche a lungo termine. L’eredità istituzionale del colonialismo crea effettivamente punti di familiarità istituzionale con l'Occidente. Tuttavia, l'India ha adattato profondamente queste strutture al proprio contesto culturale e civile, creando un sistema ibrido unico. Non si dimentichi, comunque, che il sistema legale indiano basato sulla Common Law offre garanzie sui contratti e sulla proprietà intellettuale che in Cina rimangono spesso volutamente e necessariamente trascurate.

Da ciò deriva che, mentre la Cina ha scelto una partnership più esplicita, coinvolgente e definitiva con la Russia, l'India mantiene una posizione più equilibrata, partecipando a iniziative come i BRICS con Russia e Cina, ma anche al Quad con Stati Uniti, Giappone e Australia. Questa multivalenza della politica internazionale dell’India riflette la tradizione di non-allineamento e pragmatismo della diplomazia indiana, che cerca di massimizzare i vantaggi di una 'autonomia strategica in un mondo polarizzato.

 

B) L'Accordo India-UE

Le iniziative di Trump in termini di applicazione di dazi planetari hanno accelerato le trattative per un Accordo di Libero Scambio tra India e UE. E, sebbene l’argomento vada per la maggiore nei commenti politici e geopolitici, non si tratta solo di dazi, ma di:

·     Tecnologia: Il Consiglio per il Commercio e la Tecnologia (TTC) UE-India serve a coordinarsi su AI e semiconduttori, escludendo di fatto la tecnologia critica cinese.

·     Corridoio parallelo e alternativo alla via della seta: Il progetto India-Middle East-Europe Economic Corridor è la risposta diretta alla "Via della Seta" cinese. Il nuovo corridoio India-UE sostituisce il complicato -  e sbilanciato -  sistema commerciale con Pechino, con una alternativa foriera di maggiore e migliore produttività, implementati da posizioni condivisibili tra India e UE. L’accordo coinvolge 2 miliardi di cittadini-consumatori ed il 25 % del PIL mondiale. Con esso, l’India emerge come principale contrappeso asiatico alla Cina, mentre l’Europa trova un partner chiave per ridurre la propria vulnerabilità economica e strategica.

 

·      Interessi economici complementari

·      Preoccupazioni di sicurezza comuni in Asia

·      Valori democratici passibili di condivisione (sebbene con interpretazioni diverse)

·      Necessità, per l’India,  di bilanciare l'influenza cinese nella regione indo-pacifica e, per la UE, di diversificare il partenariato economico, finanziario e commerciale con gli USA,  oggi considerato “naturale” ma eccessivamente invadente.

 

Nota di colore: non dimentichiamo che gli Indiani (come del resto i Pakistani) eccellono nelle materie scientifiche e affiancano gli scienziati occidentali senza complessi di inferiorità.

 

 

 

Riflessione n°  166

Adusbef e i “consumattori”

      ( --> Torna all’indice )

 

 

Questa è un'analisi su come rinnovare l'Adusbef per renderla più incisiva nel contesto del consumerismo italiano.

Tutte le associazioni di consumatori, Adusbef compresa, hanno perso parte della loro efficacia nel tempo e cercano soluzioni concrete per un recupero del ruolo che hanno sempre avuto, ma che va sminuendosi. La ricerca  di "ruoli più brillanti" suggerisce un desiderio di maggiore visibilità e impatto, non solo di riforme interne. Forse c'è anche una certa urgenza nella richiesta, data la crescente complessità dei mercati e delle sfide dei consumatori.

È importante bilanciare innovazione e tradizione: l'Adusbef ha una storia da valorizzare, ma deve adattarsi ai nuovi tempi.

Ad esempio, la digitalizzazione è un punto chiave: oggi i consumatori si attivano online e l'associazione deve esserci. Ma non basta la tecnologia, serve anche un cambiamento culturale verso maggiore proattività e collaborazione. Forse l'utente apprezzerà esempi concreti di campagne possibili o partnership innovative.

Attenzione a non cadere in generalità: le proposte devono essere specifiche e attuabili. Meglio concentrarsi su 3-4 aree di intervento prioritarie, mostrando come ognuna contribuisca al rilancio. La conclusione dovrebbe ispirare fiducia: il rinnovamento è difficile ma deve essere continuo e possibile, e l'Adusbef ha ancora un ruolo cruciale da svolgere.

 

Perché  l'ADUSBEF torni ad avere un ruolo di maggiore impatto nel consumerismo italiano.

Il consumerismo italiano è cambiato profondamente: digitalizzazione, crisi climatica, complessità delle filiere, nuovi modelli di consumo (sharing economy, abbonamenti) e una crescente sensibilità alla sostenibilità. Le vecchie battaglie (tariffe, contratti standard) restano, ma non bastano. L'ADUSBEF, storicamente pioniera, rischia di perdere incisività se non si rinnova in alcune aree chiave.

Cosa Cambiare: Aree Strategiche di Intervento

1. DALLA DIFESA ALL'EDUCAZIONE E PREVENZIONE

Troppa attenzione e impegno  su assistenza post-danno (contenzioso, reclami).

·      Cambiamento: Diventare un "laboratorio di consapevolezza".

o   Scuola & Università: Programmi strutturati di educazione finanziaria, digitale e dei consumi, in collaborazione col MIUR. Molti istituti di scuole superiori sono alla ricerca di un arricchimento dell’offerta formativa da essa proposta. Si possono sondare scuole, soprattutto nei piccoli centri

o   Piattaforma Digitale per creare il  "ConsumAttore": Corsi online, webinar, pillole video su temi caldi (differenze PF/PGI, diritti digitali, investimenti sostenibili). Gli studi e le analisi lunghi articolati e complessi sono seguiti sempre meno e spesso tendono a confondere le idee piuttosto che chiarirle. L’obiettivo è quello di creare un consumatore informato , “affannato” a previene i problemi e non a correre dietro a soluzioni inefficaci ed inutili e spesso costose.

2. DALLA DENUNCIA ALLA PROPOSTA E CO-PROGETTAZIONE

È datata l’immagine deli "guerriero" contro le aziende/pubblica amministrazione è superata. Occorre affiancare alla vigilanza un ruolo di "consulente sociale" un compagno di viaggio per lo sviluppo di mercati equi.

o   Obiettivo: Passare da guardiano a facilitatore di un mercato più giusto.

3. DALLO STATALISMO ALLA MOBILITAZIONE DAL BASSO E ALLE ALLEANZE

Siamo troppo dipendenti (anche per motivi economici) dal dialogo con le istituzioni centrali.

·      Cambiamento: Costruire community attive e reti trasversali.

o   "Consumattori associati "locali”: Gruppi territoriali che mappano problemi, lanciano campagne locali, fanno monitoraggio civico (es. prezzi, trasporti) con l’Adusbef in grado di guidare e organizzare idee e azioni..

o   Alleanze Inedite: Unire forze con ambientalisti, associazioni di piccoli produttori, sindacati innovativi, finanza etica.

o   Piattaforma di Azione Collettiva: Strumenti digitali per organizzare boicottaggi, scelte collettive di acquisto, petizioni mirate.

o   Obiettivo: Moltiplicare la forza attraverso il coinvolgimento diretto e le reti collaterali all’associazione.

4. DALLA COMUNICAZIONE TRADIZIONALE AL DIGITALE E ALLO STORYTELLING

La comunicazione di tutte le associazioni è  spesso tecnica, poco coinvolgente, relegata a stampa e TV generalista.

[ Per inciso: Risparmio e Futuro non può essere un’appendice di Altalex].

Nota Bene: Un esperto di comunicazione ha teorizzato per il, futuro  una comunicazione per pillole: non più lunghi articoli, ma poche frasi sull’argomento. L’intento non è solo quello di informare in merito alle cose essenziali, , ma anche quello di creare curiosità e, quindi, voglia di attivarsi per approfondire l’argomento.

 

·      Cambiamento: procedere alla “narrazione dei diritti”.

o   "Volti" e Casi Umani: Mettere in primo piano storie reali, non solo dati. Creare personaggi rappresentativi (es. l'anziano digitale, il giovane indebitato).

o   Podcast: serie su  YouTube (inchieste, faccia a faccia con amministratori aziendali, interviste), infografiche, informazioni statistiche.

o   Uso Strategico dei Social: TikTok per i giovani (diritti digitali), LinkedIn per il dialogo con le imprese, Instagram per storie di successo/truffe.

o   Obiettivo: Essere rilevanti nel sistema mediatico contemporaneo.

 

5. MODERNIZZAZIONE INTERNA E GOVERNO

Proposta di Visione Rinnovata

Nuovo Slogan/Missione: Da "Difendiamo i consumatori" a "Creiamo consumattori”. Costruiamo insieme il potere del consumatore consapevole, per un mercato giusto e sostenibile."

Ruolo Ambizioso: L'ADUSBEF dovrebbe proporsi come il "terzo pilastro" della vita economica italiana, accanto alle rappresentanze delle imprese (Confindustria) e dei lavoratori (sindacati). Un pilastro che rappresenta la sovranità del consumatore-cittadino nelle scelte economiche, ambientali e sociali. Insomma, deve puntare ad essere considerata una “parte sociale” che il governo deve sentire quando ci sono problemi che giustifichino la “convocazione delle parti sociali”.

Primi Passi Concreti

1.  Ascolto: Sondaggio nazionale online e forum territoriali per raccogliere priorità dai cittadini.

2.  Rilancio Digitale: Intensificare l’utilizzo del sito web e lanciare un canale YouTube/TikTok con contenuti di valore.

3.  Prima Alleanza Simbolica: Lancio di una campagna congiunta con un'importante ONG ambientale. MI viene in mente un argomento che sta prendendo piede: " Il Diritto alla Riparazione". Un costruttore di smartphone pubblicizza il fatto che i suoi telefonini possono essere riparati e non più “buttati”.

4.  Prototipo di Educazione: Continuare sui  mini-corsi online gratuiti su "Come difendersi dalle truffe online".

Conclusione

Per mantenere e incrementare  "brillantezza e incisività sociale", l'ADUSBEF deve compiere un salto culturale: da associazione di difesa legale e protesta a movimento civico, educativo e propositivo. Deve aggiornare il suo raggio d'azione ai temi del futuro (digitale, sostenibilità, economia circolare) e coinvolgere le nuove generazioni. La sua forza storica è la credibilità e la tenacia; il suo futuro sta nel saperle coniugare con visione, agilità e capacità di mobilitare una comunità consapevole.

Il consumatore italiano ha bisogno non solo di un avvocato, ma di una guida e di un megafono per contare di più come “consumattore”  nell'economia del XXI secolo.

 

 

Riflessione n°  165

Il mondo tripolare? Troppo semplice.

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7-1-2026 Libero. Russia, la mappa che terrorizza il mondo: il pianeta in tre spicchi

 

ImmagineTroppo semplice. Restano fuori potenze economiche equivalenti ai tre, anzi certamente superiori alla Russia di Putin: Giappone, India, UE.

Molto più plausibile un mondo multipolare, ma per pensarlo occorre un po’ di intelligenza, la giusta cultura, e un notevole equilibrio. Chi può mettere in campo queste tre caratteristiche? Trump, Putin, XI? Non scherziamo!

 Anche perché delle tre superpotenze, la Russia non va oltre l’arco della vita di Putin ed economicamente non conta quasi nulla, Addirittura si potrebbe parlare di un bipolarismo tra USA e Cina+Russia, mentre  Trump potrebbe terminare la sua parabola alla fine del secondo mandato. A Xi spetta la posizione più solida, che verrebbe riproposta anche qualora dovesse venir meno: l’organizzazione del Partito Comunista Cinese è tale da garantire la continuità della geopolitica ragionata e decisa anche dal Comitato Centrale.

 

 

Gli attori "restanti": UE, Giappone, India.
Costoro non sono semplicemente "fuori", ma sono potenze autonome che plasmeranno l'ordine mondiale, l’India molto più della Russia:

·     UE: Pur divisa, rimane un gigante economico, normativo e (in misura minore) militare. Cerca una "autonomia strategica". Ma il mercato ricco e con 450milioni di consumatori fa gola a tutte le superpotenze. Nonostante la sua potenza economica, fatica a emergere come un polo geopolitico autonomo a causa di divisioni interne e di una forte dipendenza dagli USA per la sicurezza e dalla Cina/Sud-est asiatico per le catene di approvvigionamento.

·      Giappone: Potenza tecnologica e finanziaria, con una forte alleanza militare con gli USA e presenza in Asia e Africa.

·      India: Potenza demografica ed economica in ascesa, dotata di bomba atomica, membro chiave dei BRICS e del Quad (con USA, Giappone, Australia). Agisce in modo indipendente, comprando petrolio russo ma competendo con la Cina. Non vuole essere un satellite di nessuno dei tre poli. Si muove in modo autonomo, puntando a diventare  la voce dei paesi in via di sviluppo

·      Da considerare anche i paesi come il Brasile, il Sudafrica e le potenze del golfo. Queste rifiutano gli allineamenti rigidi, preferendo una alleanza fluida  basata sulla convenienza economica e sulla diversificazione delle risorse.

Conclusione: Multipolarità Complessa, non Tripolarità Semplice
Lo scenario più probabile non è un mondo tripolare con confini precisi, ma un sistema multipolare conflittuale e, forse, caotico..