PRIVILEGIA NE IRROGANTO    di    Mauro Novelli

“Più dei tanti che tumultuano, i tiranni temono i pochi che pensano”. (Platone)

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Riflessione 10 / 2022    (18-1-2022)

Rispettare le leggi?

In Italia chi lo pretende è connotato negativamente dai furbi: è un giustizialista.

 Dominazioni straniere hanno imposto per secoli alle popolazioni autoctone del nostro paese un apparato normativo vessatorio ed estraneo. Inutile ricordare le dominazioni dal Sacro Romano Impero alla normanna, alla sveva, alla angioina. Si pensi al periodo di dominio spagnolo (dal 1559) dell’Italia non solo meridionale con la sostituzione del dominio francese nel nord Italia.

I cittadini che a quelle leggi si appellavano, o erano membri della casta dei dominanti o  erano dominati ai quali convenivano atteggiamenti collaborazionisti. Agli occhi dei cittadini normali quella collusione appariva come deprecabile e comunque foriera di ulteriori vessazioni.

Le cose non sono migliorate con l’unità d’Italia: ampie fasce di popolazione meridionale accolsero di buon grado i suggerimenti del Cardinale Rufo che spingeva i veri cristiani ad opporsi all’apparato imposto dai piemontesi.

Più in generale, il Papa tenne lontani i cattolici da una attiva vita politica nazionale, imponendo loro di considerarsi estranei ai processi di unificazione che avevano visto il vicario di Cristo ridursi a dominare il territorio racchiuso entro le mura paoline. Il veto ad una compiuta cittadinanza dei cattolici fu rimosso solo nel 1913 (Patto Gentiloni).

Dopo neanche un decennio da quella data, la dittatura fascista impose una legislazione totalitarista, rifiutata da una parte della popolazione, almeno come atteggiamento intellettuale e di contrasto all’assolutismo del ventennio.

Dopo la liberazione, passato  il momento costituente di enorme forza unificante, una parte della popolazione (la sinistra) non ebbe un completo atteggiamento di adesione alla nuova struttura giuridico istituzionale della Repubblica. Atteggiamento perdurato almeno fino al discorso di Berlinguer col quale si annunciava che “.. non si governa il Paese col 51 per cento dei voti…”.

Da quel momento, a mio avviso, è iniziato un faticoso processo di adesione alle istituzioni di questo  paese. Ma le disarticolazioni operate per secoli hanno portato a storture difficili da raddrizzare: dagli atteggiamenti della Lega anni ‘90, a quelli di Berlusconi sul pagamento delle tasse, a quelle del Subcomandante Fausto che opponeva allo Sceriffo Cofferati il fatto che “…la legalità non è mai stata un valore della sinistra marxista…”. Per arrivare a Mimmo Lucano, a Carola Rakete e, oggi, ai “no vax”, “no tav”, “no tut”.

Insomma, in Italia rispettare le leggi è una opzione dettata non da etica, ma da personali adesioni a schieramenti politici.

In conclusione: il proverbio “fatta la legge, trovato l’inganno” non nasconde una rassegnazione di fondo, ma esplicita un modus operandi “legittimo”, addirittura apprezzato.

Oggi il legalismo è trapassato in giustizialismo, con connotati fortemente negativi alimentati dai furbi per mettere in difficoltà i cittadini che, ligi, “pretenderebbero” il rispetto delle leggi. Quei furbi che hanno fatto del mancato rispetto delle norme un lucroso business, e della non piena adesione alle istituzioni un ascensore sociale.

Un inciso: Il procuratore capo di Milano  Ciro Cascone, così commentava i fatti di Capodanno: «I genitori che lavorano fino a notte non sanno come prenderli: il modello con cui sono stati allevati nel Paese d’origine, basato sull’obbedienza all’autorità, qui non funziona» Domanda al dottor Cascone: “ Perché da noi il rispetto dell’autorità non funziona?”.

E noi che ci ribelliamo a questo atteggiamento eversivo? Beh, siamo dei poveracci. D’altra parte, che cosa pretendere da noi cittadini giustizialisti? E se, in quanto deprecati giustizialisti, fossimo in grado di far breccia nel corpo sociale e trovassimo “pericolosamente” un po’  di seguito, diventeremmo addirittura forcaioli, da combattere sempre e comunque.

 

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Riflessione 9 / 2022    (16-1-2022)

DIVISIVITA’ DI BERLUSCONI? DIPENDE. PER LETTA NEL 2013 ANDAVA BENISSIMO.

 Certamente quella di Berlusconi da parte della destra è un indicazione divisiva. Ma detto da Letta che, nel 2013, pur di tenersi il cavaliere come alleato di governo, fece la grande stupidaggine fiscale di eliminare l’Imu dalla prima casa, è affermazione risibile, per gonzi smemorati.  infatti, nel 2013, Berlusconi aveva impostato la sua campagna elettorale proprio sull’abolizione della tassa sulla prima casa. Dal governo Letta (di cui era forza di maggioranza con il Popolo delle libertà) ottenne quella eliminazione e poi ( cucù!) abbandonò il governo

“Grande” mormora Letta al termine della dichiarazione di fiducia al suo governo da parte di Berlusconi.

https://www.iltempo.it/politica/2022/01/15/news/enrico-letta-diceva-grande-silvio-berlusconi-30108974/

 

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Riflessione  8 / 2022    (16-1-2022)

SICUREZZA DEI CONTI CORRENTI BANCARI E POSTALI

 INFORMAZIONI, CONSIGLI, RACCOMANDAZIONI MINIME AI CORRENTISTI.

Occorre riflettere anzitutto sulle conseguenze che la pandemia ha ingenerato nell’ambito della clientela bancaria, postale e delle società finanziarie di trading on line e non solo.

Le restrizioni fisiche che i vari governi hanno imposto alla popolazione al fine di ridurre al minimo contatti e, quindi, diffusione del virus, ha convinto (in molti casi , obbligato) una consistente quota di cittadini ad adottare soluzioni procedurali on line per i servizi bancari e finanziari da loro sottoscritti, risultando di particolare impaccio la esecuzione “in presenza” delle operazioni bancarie necessarie alla loro gestione finanziaria personale e familiare. I new entry hanno comunque abbassato la media delle conoscenze di tecnica bancaria e, soprattutto, la media di consapevolezza dei rischi insiti nelle nuove tecnologie informatiche.

Questi “nuovi” clienti del settore on line possono risultare particolarmente esposti alle aggressioni di cybercriminali. Ecco alcuni suggerimenti, non solo per loro.

1) Non si cada nella compulsiva  ricerca affannosa della velocità, della semplicità e della comodità di esecuzione, soprattutto nel campo delle operazioni finanziarie on line.

Più si semplificano le procedure di esecuzione, più è facile per i cybercriminali aggredirci. Abbandonare il mito della velocità, della semplicità e della comodità di esecuzione degli obbiettivi che vogliamo raggiungere. Più il sistema ci permette di raggiungerli facilmente e senza passaggi “rognosi”, più è possibile che ci renda intrappolabili da parte della rete cybercriminale, anche per via del grande numero di dati sensibili che dobbiamo affidare ad altri. Questo meccanismo compulsivo fa premio sulla sicurezza delle operazioni.

2) Usare smartphone che abbiano il riconoscimento tramite impronte digitali.

Negli  apparti attivabili  tramite impronta digitale il sistema di sicurezza risulta meno facilmente violabile rispetto a quello che richiede solo la PW. Al contrario, non adottare assolutamente la possibilità del riconoscimento facciale perché facilmente violabile: gli stessi costruttori di smartphone preavvisano, nelle istruzioni del telefonino, di questa debolezza  .

3) Resettare a fondo gli apparecchi (magari vecchiotti) recuperati in famiglia e destinati a gestire le nostre finanze.

Non è opportuno riattare vecchi apparecchi abbandonati, perché superati, da figli, nipoti e cugini. Soprattutto non si utilizzino per le operazioni finanziarie device sui quali siano stati scaricate decine di giochi e tanta paccottiglia pericolosa: potrebbero essere “appestati”.  Soprattutto non usare lo stesso computer per l’operatività on line dei vari conti della famiglia. In ogni caso è opportuno resettare a fondo gli apparati recuperati prima di predisporli alle funzionalità finanziarie.

4) Per l’ e-commerce usare una carta prepagata.

Le spese di e-commerce vanno gestite non tramite il conto corrente, ma tramite una carta prepagata dove terremo giacenti pochi euro. Con le prepagate le spese on line sono gestibili anche in assenza di conti correnti o in presenza di conti correnti che non abbiano la gestibilità on line. La ricaricheremo in funzione degli acquisti on line programmati, effettuati i quali, il saldo tornerà ad essere di pochi euro: in caso di violazione cyber criminale, il danno sarà di piccola entità. Oltre che tramite app, le ricariche dal conto corrente possono essere effettuate tramite ATM, quindi approfittando dei sistemi di sicurezza delle banche, di Poste, delle finanziarie.

5) Evitare di essere sempre collegati in rete.

I pericoli vengono dalla rete. Chi è costantemente collegato ad internet - perché è in ansiosa attesa che qualcuno lo messaggi -  corre maggiori pericoli di chi si collega qualche minuto ogni due o tre ore, verifica la posta, controlla i messaggi giunti dai contatti, risponde e torna a scollegarsi. Ricordo che i professionisti preferiscono utilizzare gli sms piuttosto che ogni altro sistema di comunicazione: i messaggini arrivano sempre, anche se il destinatario è scollegato dalla rete o se, per cause di forza maggiore, ha dovuto sistemare la sim in uno dei vecchi telefonini perché il suo smartphone è temporaneamente  fuori uso.

6) Phishing e Sim swap.

Due sono le truffe più comunemente usate dai cybercriminali per entrare in possesso di codici e procedure in grado di permettere una loro operatività diretta, tramite il cellulare, sul nostro contocorrente: il (vecchio) phishing e il (recente) Sim swap.

Il phishing consiste nell’inviare all’indirizzo di posta elettronica del correntista preso di mira,  un messaggio che sembra inviato da un contatto conosciuto, dalla banca o da altre entità. Il messaggio contiene link che, se attivati dal ricevente, permettono al criminale di gestire in ns. conto. Questo sistema vecchiotto si è aggiornato con telefonate al cellulare, dato come riferimento alla banca, che invitano a dar seguito alle richieste da parte di interlocutori che si dichiarano dipendenti della banca. Ancora oggi è uno dei sistemi più usati e fertili per i cybercriminali. Oltretutto è gratuito.

Il Simswap permette l’intrusione nei nostri conti attraverso la duplicazione della sim il cui numero fornimmo all’atto dell’apertura del rapporto bancario o postale. Ottenuto il duplicato, il cybercriminale – impostando una operazione di addebito - riceverà dalla banca il messaggio con l’indicazione della  password da usare  una sola volta (secondo livello di sicurezza) per autorizzare l’operazione truffa impostata.

E’ evidente che se alla banca abbiamo fornito come riferimenti la ns. e-mail e il nostro numero di cellulare che stiamo usando da 15 anni ed è conosciuto da centinaia di ns. contatti, non sarà difficile per i malintenzionati (anche sprovveduti) venirne e conoscenza e procedere con tentativi di phishing e Simswap.

Dobbiamo quindi far sì che siano forniti alla banca due riferimenti quanto più riservati possibile. Apriremo quindi  un nuovo account di posta elettronica (gratis)  che non daremo a nessuno e attiveremo una nuova Sim (PosteMobile ne offre una da 2 euro al mese) che non utilizzeremo mai. Forniremo alla banca entrambi questi riferimenti.

Pertanto, messaggi della banca indirizzati alla e-mail da noi usata pubblicamente, e non all’indirizzo riservato, saranno facilmente individuati con phishing. Mentre sarà molto più complicato per il cybercriminale entrare in possesso del nostro nuovo e riservato numero di cellulare al fine di richiedere il duplicato della sim.

.Certamente i suggerimenti indicati  non risolvono alla radice i problemi di sicurezza, ma aiutano e potrebbero scoraggiare una banda criminale non molto attrezzata.

 

Riflessioni

 

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Riflessione   7 / 2022    (12-1-2022)

TRIVELLE OFF SHORE. COME AUMENTARNE LA SICUREZZA

Per aumentare la sicurezza delle trivelle off shore in caso di incidente e conseguente fuoriuscita di greggio, si potrebbe predisporre un cilindro  dal fondale alla superficie dell’acqua che, usando le zampe  di ancoraggio dell’isola come scheletro di supporto e inglobando la struttura di estrazione, eviti che eventuali fuoriuscite di petrolio si disperdano in mare in balia delle correnti. Il cilindro manterrebbe tali fuoriuscite al suo interno fino alla superficie, dove verrebbe raccolto da idrovore.

 

 

Monogramma 1  - CopiaRiflessione   6 / 2022    (11-1-2022)

COVID, VARIANTI, VACCINI. LETTO, LATTE E LANA

La Pfizer informa che a primavera sarà disponibile il nuovo vaccino contro la variante omicron. Questa informazione fa presupporre che, conclusa la tornata vaccinale contro la variante delta, occorrerà iniziare il tris vaccinale contro la omicron. Secondo molti addetti ai lavori, sembrerebbe la omicron più virulenta della delta, ma meno aggressiva e distruttiva. Se a queste caratteristiche virali aggiungiamo il livello di vaccinazione della popolazione, potremmo affermare che la variante omicron colpisce come una brutta influenza. Al contrario, la variante delta continua a massacrare la popolazione non vaccinata o vaccinata ma senza aver  concluso il ciclo delle tre inoculazioni.

Se questa analisi è – per quanto possibile – corretta, non risulterebbero giustificate le restrizioni imposte avendo come parametri l’occupazione ospedaliera dei casi di ricovero con sintomi o in terapia intensiva. Se tre quarti delle nuove ospedalizzazioni sono a carico di non vaccinati o parzialmente vaccinati non si giustificano le restrizioni e l’imposizione di giorni di quarantena  che coinvolgano anche i vaccinati.

Ricordo che nelle epidemie di influenza “stagionale”, si arriva ad attribuire ogni anno in Italia mediamente 8000 decessi per la malattia in sé e le sue complicanze (polmonite ecc.). Inoltre, tutti ricordiamo i titoli eclatanti circa il numero di Italiani costretti a letto.  Nel 2018 si valutò in circa quattro milioni gli allettati durante il picco massimo di incidenza. Ma in quei frangenti nessuno si sognò di chiudere il paese: chi si “beccava l’influenza” se ne stava, per qualche giorno, a casa  a curarsi  il suo malanno con letto, lana e latte. come suggerivano le nonne.

Sono di questo parere USA e Spagna, confortati soprattutto dal fatto che il rapporto tra numero di contagi e numero di morti per Covid suggerisce il passaggio da «pandemia» a influenza di stagione. Allenteranno quindi le restrizioni. Pronti a rivedere ogni impostazione se l’evoluzione dovesse scostarsi di molto dalle previsioni.

D’altra parte, la scienza procede galileianamente, “provando e riprovando” anche se molti poveri di spirito starebbero più tranquilli se potessero affidarsi all’ “ Ipse dixit”. Soprattutto per annettere colpe con facilità in caso di fallimenti.

 

  

Monogramma 1  - CopiaRiflessione   5 / 2022    (9-1-2022)

ENERGIA. CONDANNATI AD USARE FINO ALL’ULTIMO BARILE DI PETROLIO?

 Una quindicina di anni fa, tre premi Nobel, tra i quali Carlo Rubbia, chiesero il finanziamento di 40 milioni di euro per sviluppare il progetto di una centrale atomica che non utilizzasse come combustibile l’uranio, ma il torio. A differenza del primo, il torio è quattro volte più diffuso sulla Terra, non è radioattivo per natura, ma lo diventa con un processo di innesco tramite uranio; rilascia scorie che decadono più velocemente di quelle prodotte da centrali ad uranio; non può essere usato direttamente come materiale per la costruzione di bombe atomiche. Non se ne fece nulla. Ancora oggi Rubbia deve argomentare  con valutazioni vecchie di qualche lustro, nella speranza di convincere qualche politico più intelligente della media. [ Si veda Rivista energia.it del 26-10-2020 Intervista a Carlo Rubbia: tra nucleare e fossili a 0 emissioni]

 

L’articolo indicato ha un commento del prof. Ettore Ruberti. Ne riporto qualche frase:

[…]  “come correttamente sottolineato da Rubbia sia il solare fotovoltaico che l’eolico sono caratterizzati dalla bassa intensità energetica e dall’intermittenza della disponibilità e, se si stanno diffondendo in maniera massiccia, è solo perché lautamente finanziati con soldi pubblici. Se avessero finanziato, con un millesimo di quanto sprecato con il fotovoltaico, il solare termodinamico a concentrazione (brevetto dell’ENEA realizzato proprio grazie a Rubbia quando era Presidente dell’Ente) e lo avessero realizzato in Paesi con alta insolazione, allora sì che il solare sarebbe competitivo, anche, se non soprattutto, per produrre idrogeno”.

Inoltre, è evidente che se si discute di nucleare quando il petrolio è a 15 dollari al barile (costo del barile a novembre 1987, quando si tenne il referendum sul nucleare) sarà difficile argomentare sulla sua economicità. Col petrolio a 80 dollari (come oggi) risulteranno economiche anche soluzioni basate sulla produzione di energia alternativa, problematiche ma facilitate dal prezzo del greggio e abbondantemente finanziate.  E non valutiamo l’intervento delle mafie.

Mi sembra chiara la nostra condanna: finché non verrà utilizzato l’ultimo barile di petrolio la lobby mondiale dei petrolieri ostacolerà ogni scostamento dall’uso dei combustibili fossili per produrre energia. Oltre a questi potentati dobbiamo considerare anche “l’interessata incapacità” dei nostri politici a valutare la gravità del problema energetico.

 Le prossime generazioni si arrangino!

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Energia. Un ulteriore problema.

8-1-2022 Formiche.net. Turismo energetico da criptovaluta e crisi Kazakha. Problemi per l’AI italiana? Di Andrea Monti. Turismo energetico da criptovaluta e crisi Kazakha. Problemi per l’AI italiana? La crisi energetica del Kazakhstan solleva un tema apparentemente meno drammatico ma strategicamente critico: il “turismo energetico” delle aziende high-tech e la pericolosità delle criptovalute. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di digital law nell’università di Chieti-Pescara

DELLO STESSO ARGOMENTO

 

SULLE SCORIE RADIOATTIVE. 4

 

 

Monogramma 1  - CopiaRiflessione     4 / 2022  (6-1-2022)      

L’ESTRO CI PREMIA, ALMENO NEL BREVE PERIODO.

Nei momenti di difficoltà complessiva e generalizzata, in cui è vincente chi “inventa” prima e meglio soluzioni creative, l’estro italico viene a galla e ci fa emergere. Non abbiamo bisogno di grandi riorganizzazioni, anche alla luce del fatto che non abbiamo mai potuto contare su grandi organizzazioni. Proprio per questo gli altri paesi impiegano più tempo per “riorganizzarsi”, ma alla fine si riorganizzano accomodando i difetti evidenziati dalle loro strutture nel periodo di grande difficoltà. E ricominceranno ad andare avanti meglio di noi.

A meno che non si prenda una italica palla al balzo per cominciare anche noi ad “organizzarci” e fare squadra, correggendo i difetti generati da individualismi e scarso senso della collettività.

DELLO STESSO ARGOMENTO

 

 

Monogramma 1  - CopiaRiflessione      3 / 2022   (4-1-2022)    

SULLA FINE DELLE IDEOLOGIE.

Solo chi ritiene che l’ideologia sia una sovrastruttura mentale può tranquillamente parlare di fine delle ideologie, nello specifico “ideologie politico-sociali”. Ma l’ideologia è una struttura della mente umana non una sovrastruttura. E’ l’organizzazione intellettuale di pensieri, culture, idee, conoscenze, sentimenti che ogni uomo si crea per interpretare le vicende che la vita e la realtà pongono giornalmente alla sua osservazione. Senza una ideologia, l’uomo non saprebbe interpretare il suo vivere.

E’ evidente come una tale struttura mentale non può essere costruita una tantum, non può essere imprigionata da poche incorruttibili certezze: ha infatti bisogno di essere continuamente rivista, aggiornata, arricchita. Revisioni e correzioni per le quali occorre un adeguato fardello culturale.

Si prenda l’ideologia costruita sulle realtà politico-sociali del secolo scorso, sull’esigenza cioè di comprendere dinamiche come l’internazionalismo o l’ecumenismo. Sclerotizzate dal leninismo e dal cattolicesimo, hanno finito per non essere più in grado di fornire capacità interpretativa a chi su di esse riponeva immarcescibile fiducia. Ma parallelamente al loro essere abbandonate perché ormai inutili, hanno lasciato il campo a nuove ideologie sul versante socio-politico. Certamente approssimative e superficiali (penso all’ideologia del “No Tutto”) ma comunque  ritenute in grado di aiutare chi le adotta nell’analizzare, spiegare e incasellare la realtà e le nuove esperienze.

Anche se costruita con strumenti intellettuali inadeguati, l’ideologia del  “No tutto” ( No Vax, No Pass, No Tav, No Tap, No Tax, No Nuk)  risulta poderosamente mobilitante: si pensi a chi preferisce morire di covid piuttosto che farsi curare. Ciononostante non è in grado di offrire strumenti culturali tali da permettere all’uomo un progresso socializzante generalizzato e costante.  Anche perché rendono quel versante ideologico – costruito con intelletto inidoneo -  necessariamente immobile, sclerotico incapace di mettersi in discussione e non in grado di aggiornare la capacità di valutazione al mutare delle variegate esperienze vissute.

DELLO STESSO ARGOMENTO

 

 

Monogramma 1  - Copia Riflessione    2 / 2022.  (3-1-2022)    

SUL FENOMENO MIGRAZIONI

Anche  se con anni di ritardo, l’ONU ha preso atto dell’evidenza: buona parte  dei naufraghi “salvati” dalle ONG è composta non da profughi ma da semplici migranti economici. Vedi:. [https://www.ilgiornale.it/news/politica/pure-lonu-smentisce-sinistra-i-migranti-non-sono-profughi-1865683.html ].

Quindi noi, accogliendo tutti tramite il  “permesso umanitario” (invenzione della florida e creativa imprenditoria dell’accoglienza nostrana) non stiamo aiutando gli “ultimi”. 

La UE e i nostri governi hanno dimostrato di non saper gestire il fenomeno. C’è un solo modo corretto per governarlo: chiuse le frontiere alla immigrazione clandestina, in base a parametri da definire, ogni anno  si calcola il numero di migranti che l’Italia può accogliere in maniera corretta e soprattutto degna. 10mila? 100mila? Un milione?  Raggiunta quella cifra si chiudono le frontiere. In attesa dei nuovi calcoli per l’anno successivo. Le ambasciate italiane dei paesi interessati dal fenomeno rilasceranno i visti d’ingresso. Con questo sistema, oltre ad evitare i campi di concentramento in Libia,  i migranti potranno risparmiare i 5.000 dollari pagati per attraversare il Sahara, i 1.500 per organizzare il naufragio nel Canale di Sicilia, il costo del biglietto richiesto da scafisti mediorientali.

DELLO STESSO ARGOMENTO

 

 

Monogramma 1 Riflessione     1 / 2022      (2-1-2022) 

SULLE SCORIE RADIOATTIVE.

Le scorie radioattive Immagazzinate in Italia, derivanti dalle quattro centrali nucleari dismesse e dagli usi civili (in genere clinici)  ammontano a poco più di 34mila metri cubi. Pur considerando la sismicità del nostro paese, non è credibile che non si sappia come interrare ad una profondità di 3 – 4 chilometri (quindi ben al di sotto delle falde acquifere) un cubo di 33 metri di lato per isolarne e renderne innocuo il contenuto. 

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ENERGIA. CONDANNATI AD USARE FINO ALL’ULTIMO BARILE DI PETROLIO?. 1