PRIVILEGIA NE IRROGANTO    di    Mauro Novelli

“Più dei tanti che tumultuano, i tiranni temono i pochi che pensano”. (Platone)

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R I F L E S S I O N I

 

INDICE

 

Riflessione n° 45 (7-8-2022)  ( --> Torna all’indice) Conglomerato degli Inerti. Il programma massimo del centrosinistra.

Riflessione n° 44  (6-8-2022). Il pallottoliere promosso a strumento politico. Anche da Letta.

Riflessione n° 43  (28-7-2022). Promesse per gonzi, realizzate da personaggi deboli per restare al potere

Riflessione n° 42  (26-7-2022). Metà dei nostri partiti politici (quelli di sinistra)  non sanno che cosa significhi competere ad armi pari con gli avversari.

Riflessione n° 41 / 2022  (22-7-2022). Politici. Anche delegittimare l’avversario è diventato troppo faticoso.

Riflessione n° 40 / 2022  (20-7-2022) In Senato, un Draghi fuori misura chiede la fiducia. Nel paese, un Letta sbroccato dimostra la sua pochezza politica

Riflessione  n° 39 / 2022  (13-7-2022)  . 6Torna l’inflazione, aggravata da trent’anni di irresponsabilità economiche, politiche, imprenditoriali e sindacali. 6

Riflessione  n° 38/ 2022  (4-7-2022)   Perugia. Sindrome di Stendhal contemplando il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca. 12

Riflessione  n° 37/ 2022  (1-7-2022)   Europa addio! 15 Hanno vinto i barbari del Nord, approfittando dei barbari dell’Est. 15

Riflessione  n° 36/ 2022  (25-6-2022)  Per risparmiare il gas usato in cucina. 16

Riflessione  n° 35/ 2022  (22-6-2022)   La resipiscenza di Di Maio poteva essere anticipata di tre anni. 17 Con riduzione dei danni per il paese. 17

Riflessione  n° 34/ 2022  (28-5-2022)   18Prezzi dei prodotti agricoli e finanza. 18 I potentati hanno definitivamente vinto. 18

Riflessione  n° 33/ 2022  (26-5-2022)   Stragi americane. 21

Riflessione  n° 32 / 2022  (24-5-2022)   Referendum. Sulla legge Severino. 22

Riflessione  n° 31 / 2022  (21-5-2022)   Domande a Zelensky sul da lui auspicato Piano Marshall per l’Ucraina. 23

Riflessione  n° 30 / 2022  (20-4-2022)   Potenze atomiche. Anche potenze militari?. 24

Riflessione  n° 29 / 2022  (28-3-2022)  Domandine ai due strateghi del terzio millennio. 25

Riflessione  n° 28 / 2022  (25-3-2022)   Da Formigli (La 7 ) Professor Orsini, stai punito! 26

Riflessione  n° 27 / 2022  (24-3-2022)   Fusione nucleare e e colpi di coda dei paesi produttori di petrolio. 28 La soluzione russa anti Zelensky riproponibile dall’Occidente in funzione anti Maduro?. 28

Riflessione  n° 26 / 2022  (15-3-2022)  Ucraina. Se le cose stanno così…….. 30

Riflessione  n° 25 / 2022  (5-3-2022)    Ipotizziamo che Putin abbia ragione…. 30

Riflessione  n° 24 / 2022  (2-3-2022)    La mossa di Putin: un successone! 31

Riflessione  n° 23 / 2022  (26-2-2022)   “Meglio un maglione della mimetica”. 32 Aiutiamoci con buon senso. 32

Riflessione  n° 22 / 2022  (20-2-2022)   Traghetto in fiamme .Perché non si pensa…. 33

Riflessione  n° 21 / 2022  (16-2-2022)   Guerra! E guerra sia! 34

Riflessione  n° 20 / 2022  (7-2-2022) 36  SITUAZIONE NEI PARTITI 36   1) Come sta la destra. 36

Riflessione  n° 19 / 2022  (3-2-2022)  “Saper prendere tempo!” 39

Riflessione  n° 18 / 2022  (1-2-2022)   Maturità: “Oddio! La seconda prova scritta!” 40

Riflessione  n° 17 / 2022  (30-1-2022) Sul populismo e sul qualunquismo dopo le presidenziali. 42

Riflessione  n° 16 / 2022  (30-1-2022)   Meloni dovrà fare da sola. 44

Riflessione  n° 15 / 2022  (30-1-2022)   Mattarella bis? A mio avviso e andata così. 45

Riflessione  n° 14 / 2022  (28-1-2022)  Elezioni presidenziali. Ma la sinistra ha un nome da proporre?  47

Riflessione n° 13 / 2022  (26-1-2022)   Crisi ucraina. Sanzioni. Grossolanità anglosassone. 48

Riflessione n° 12 / 2022 (22-1-2022)   Un Cavaliere da cortile, prima ancora che provinciale. 49 Che cosa ha insegnato la vicenda Draghi agli Italiani. 49

Riflessione n° 11 / 2022 (22-1-2022) Il presidente della Repubblica?. 51 Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera. 51

Riflessione n° 10 / 2022    (18-1-2022)    Rispettare le leggi?. 53 In Italia chi lo pretende è connotato negativamente dai furbi: è un giustizialista. 53

Riflessione n° 9 / 2022    (16-1-2022)   Divisivita’ di Berlusconi? Dipende. Per Letta nel 2013 andava benissimo. 54

Riflessione n° 8 / 2022    (16-1-2022)    Sicurezza dei conti correnti bancari e postali 55. informazioni, consigli, raccomandazioni minime ai correntisti. 55

Riflessione    7 / 2022    (12-1-2022)   Trivelle off shore. come aumentarne la sicurezza. 58

Riflessione  n° 6 / 2022    (11-1-2022)   Covid, varianti, vaccini. letto, latte e lana. 59

Riflessione n° 5 / 2022    (9-1-2022)    Energia. condannati ad usare fino all’ultimo barile di petrolio?. 60

Riflessione  n°  4 / 2022  (6-1-2022)   L’estro ci premia, almeno nel breve periodo. 61

Riflessione  n° 3 / 2022   (4-1-2022)    Sulla fine delle ideologie. 61

 Riflessione  n°  2 / 2022.  (3-1-2022)    Sul fenomeno migrazioni 62

Riflessione n° 1 / 2022      (2-1-2022)    Sulle scorie radioattive. 63

 

 

 

 

 

MinigrammaRiflessione n° 45 (7-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Conglomerato degli Inerti. Il programma massimo del centrosinistra.

 

Ma certo! Chi glielo fa fare? Per mettere in piedi un programma credibile occorre cervello, cultura, buon intelletto, fatica, capacità di coinvolgimento,  una struttura adeguata capace di rapportarsi ai problemi dei cittadini. Ancor più faticoso mettere insieme un raggruppamento con obiettivi quanto più convergenti possibile.  Cose praticamente impossibili per il Conglomerato degli Inerti (Letta + Cetto La Calenda + Fratoianni + Gelmini + Bonelli + Carfagna + Bonino +  il povero Ape Maio + Della Vedova)   e perse da decenni, visto che non c’è stato più bisogno di essere all’altezza con valentia e adeguatezza. Molto più comodo e facile sostenere – per quanto possibile convinti - che gli Inerti  hanno come obiettivo massimo quello di difendere la Costituzione da fascisti, populisti, razzisti, qualunquisti, nazisti antieuropei, sovranisti, orbanisti, criptoputinisti ecc.  e di ostacolare il governo delle destre (secondo gli Inerti già è decisa la loro vittoria), sperando che le masse di gonzi costituenti i vari zoccoli duri, continuino a credere ai loro capi.

Per il raggiungimento della convergenza degli Inerti su questo obiettivo, è stato sufficiente che il Primo Inerte parlasse di Agenda Draghi (inesistente anche a detta dello stesso Draghi) con Azione+EU e non ne parlasse con Verdi+SI. Parallelamente,  Ha imposto al Partito Democratico di trasformarsi in Scrannomat e permettere ai cespugli di attingere ad esso.  Dice: “Ma anche il centro destra si è diviso gli scranni! Lo impone il Rosatellum!”. Certamente, ma mentre nel centro destra ciascun partito ha una dotazione personale di scranni, tra gli Inerti solo i Dem possono contare sulla quasi totalità di quelli a disposizione. Secondo You trend questa è la media dei sondaggi al 4 agosto:

Destra:  FdI= 23,4%;  Lega= 13,4%;  FI= 8 %

Sinistra: PD= 22,8%:  Azione+Europa= 5%:   Verdi+SI= 4%;   Art1 – MDP=  1,8%

Comunque, all’obiettivo massimo degli Inerti concorreranno anche i sindacati. I  quali, facendo finta di non sapere chi vincerà e chi governerà il paese (risate a destra, al centro e a sinistra), hanno già deciso di manifestare ad ottobre contro il governo.

Dice: “Ma insomma,  chi affronta i problemi del paese, chi governerà i difficili tempi dell’autunno? Chi proseguirà nella realizzazione del Pnrr? Possibile che a sinistra non ci sia  un programma minimo da valutare?”.

Vabbè ma mica possono fare tutto gli Inerti! Bisogna arrangiarsi! I cittadini si diano da fare! Il Conglomerato già deve difendere la Costituzione! Che altro potete pretendere? Piuttosto, dopo la costituzione del Conglomerato (6-8-22) con la conferma di Verdi, SI e Di Maio, Cetto La Calenda – in genere incline a super utilizzare Twitter -  tace da 24 ore. Che vorrà dire?

I guai per l’Italia sarebbero inaffrontabili qualora il Conglomerato degli Inerti dovesse risultare vincente rispetto alla destra: come potrà governare il paese? Che deciderebbe Mattarella? E Draghi?

Aggiornamento delle ore 14:15. Sembra che Cetto La Calenda abbia intenzione di abbandonare la casamatta costruita dagli Inerti a difesa della Costituzione. Mentre +Europa ha espresso apprezzamento per l’azione di Letta.

Aggiornamento delle 14:40. Carlo Calenda lascia ufficialmente il Conglomerato degli Inerti.

 

MinigrammaRiflessione n° 44  (6-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Il pallottoliere promosso a strumento politico. Anche da Letta.

 

E così, il pallottoliere è stato adottato anche dal segretario PD Letta. E’ facile da usare perché una pallina vale l’altra: cambia solo il colore. Letta preme per alleanze tra tutti coloro che  hanno poco da dire, anche se quel poco è in netto contrasto con l’ennesimo “alleato” convinto a partecipare. L’unico impegno richiesto a Letta è quello di evitare che le palline coinvolte parlino tra loro: si scannerebbero e tutto salterebbe. Solo rapporti bilaterali, quindi, gestiti dal PD. Operazione facile, poiché i coinvolti (consapevoli della loro nullità come classe dirigente)  sanno benissimo che sarebbero messi in condizione di nullità se vincesse la destra.

Lo strumento  fu promosso ad arnese politico dal presidente Mattarella che impose il Conte Bis attraverso un connubio contro natura tra PD e 5Stelle pur di evitare le elezioni anticipate nel 2019.  I danni di quella decisione sono sotto gli occhi di tutti. Sebbene abbia dato pessimi risultati ed abbia causato seri problemi al paese, lo strumento è di grande aiuto per chi non sa fare politica.

Insomma, adottare il  pallottoliere è semplice e di nessun impegno, perché una pallina vale l’altra!

Mi chiedo che cosa accadrebbe al nostro paese se dovesse risultare vincente la manovra di Letta: come affiancare i principi di Fratoianni con quelli della Gelmini o quelli di Bonelli con Cetto La Calenda? Per tacer di Di Maio.

Queste sono le situazioni assurde che democristiani, non in grado di fare politica, hanno scaricato addosso al PD. Costoro possono vantare solo una discendenza meccanica dalla vecchia Democrazia Cristiana, senza averne ereditato la benché minima capacità come classe dirigente.

E anche se dovessero perdere, hanno sempre nella manica la carta Landini, pur se ridotto a gestire i pensionati iscritti alla Confederazione Geriatrica del Lavoro.

Berlinguer! Chi era costui?

Vedi: Riflessione n° 11 / 2022    (22-1-2022)     Il presidente della Repubblica? Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera.

 

 

MinigrammaRiflessione n° 43  (28-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Pensioni. Promesse per gonzi, realizzate da personaggi deboli per restare al potere

 

Portare, come ha promesso Berlusconi,  a 1000 euro al mese per 13 mesi le pensioni al disotto di quella cifra (circa 5,5 milioni) costerebbe circa 25 miliardi di euro. L'anno. Attenzione! Se vince la destra, Berlusconi è capace di mettere in croce il governo perché realizzi quella promessa, pena la sua fuoriuscita. Ricordo il precedente col governo Letta (2013): il Cavaliere aveva promesso in campagna elettorale l’eliminazione dell’IMU: minacciò di abbandonare il governo se Letta non avesse proceduto all’eliminazione della tassa [Indovinate dove prese i soldi]. Letta cedette, ponendo il paese tra le pochissime nazioni che non hanno una tassazione sulla prima casa. Qualche tempo dopo, comunque,  Berlusconi lasciò la maggioranza.

Se vince, la Meloni è avvisata.

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Riflessione n° 42  (26-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Metà dei nostri partiti politici (quelli di sinistra) non sanno che cosa significhi

competere ad armi pari con gli avversari.

 

Sono per la meritocrazia. Sia quando cerco di star dietro ai miei interessi personali (se ho bisogno di un avvocato o di un medico, non scelgo il mediocre), sia quando si tratta di affidare a responsabili le strutture collettive di  organismi sociali. Nei due casi cercherò di optare per il migliore, perché questa scelta, oltre a garantire  risultati superiori, si rivelerà – in ultima analisi – la più economica perché obbligherà tutti a mettere a miglior frutto le risorse disponibili.

Strumento per la scelta del migliore è una sana competizione. Non la legge del più forte (mercato brado), ma del più adeguato, preparato, intelligente (mercato libero perché normato)  certamente sì! Questa opzione permette un progresso personale e istituzionale generalizzato e duraturo perché spinge individui e organizzazioni sociali a migliorare se stessi attraverso la promozione e la scelta dei più preparati. 

Questo in ogni campo.

Ma c’è un settore in Italia, fondamentale per un paese che si definisce democratico, dove la competizione è tenuta alla larga e i processi di promozione sono assoggettati a dinamiche esogene al settore: è il campo di operatività della cosiddetta classe politica. Mi riferisco al sistema dei partiti politici richiamato dalla costituzione, che risulta entità fondamentali per la formazione della volontà delle istituzioni e per dettare le azioni  di funzionamento della macchina dello stato.

In Italia, in questo settore, la competizione non è genuina, essendo falsata da pesanti commistioni generate da interventi della magistratura e delle alte autorità, in grado di creare consenso ai partiti “amici” indipendentemente dalla qualità della loro produzione politica. Si tratta di interventi che, in ultima analisi, drogano le potenzialità dei partiti coinvolti e ne promuovono l’immagine nel corpo sociale ben al di là della loro capacità “normale”  di gestire strutture ed infrastrutture. A queste formazioni politiche non serve promuovere i migliori, investire sugli apparati, affinare le capacità di analisi e di sintesi degli elementi collocati in ruoli di responsabilità, investire al meglio le risorse: sono sufficienti quegli interventi esogeni in grado di fare premio sugli sforzi – magari corretti - dei partiti avversari.

Perché, quindi, perdere tempo e denaro ad impostare politiche del territorio e dell’elettorato di riferimento? Perché impegnare cervelli (spesso non all’altezza) e risorse per “pensare” linee politiche in grado di aggredire i problemi dei cittadini e caratterizzare i singoli partiti?  E’ sufficiente mettere all’opera presidenti della repubblica di area, o accordarsi con pezzi della magistratura per abbattere la fazione avversa per via giudiziaria e gestire le sorti del paese, mobilitando altresì entità politiche internazionali ad adiuvandum. Questa ultima iniziativa è particolarmente indicata per fare breccia tra i gonzi più provinciali.  E se l’incapacità dei partiti beneficiari è particolarmente seria, basta inventare le ormai istituzionalizzate allonge presidenziali, in grado di mantenere al potere quei presidenti di area ben oltre i sette anni istituzionali, termine temporale ormai assurdamente lungo per i moderni stati democratici.

I partiti dovrebbero prefigurare la società futura attraverso l’impostazione di politiche che lascino intuire il modello di società che si vuole perseguire nel tempo. Nulla di tutto ciò. I partiti che godono di quegli interventi esogeni si limitano a tacciare gli avversari di qualunquismo, sovranismo, giustizialismo, razzismo, antieuropeismo e, quindi, di fascismo. Tanto basta per competere  nell’agone politico. Nella certezza che, qualora tutto ciò non fosse sufficiente, arriveranno dall’esterno interventi in grado di mantenerli comunque negli ambiti di gestione del potere. 

Questo stato di cose è responsabile dell’ormai dimostrata incapacità di governo della nostra classe dirigente nel corso degli ultimi decenni, mai obbligata a confrontarsi sul “mercato politico”. Comunque, in caso di affermazione da parte delle forze politiche avversarie, si porranno in essere azioni istituzionali (e, come si diceva, anche internazionali) per affossare i vincitori e rimettere in carreggiata i partiti figliocci e drogati. Magari imponendo governi guidati da elementi estranei ai partiti, di una certa levatura, quella levatura che i nostri partiti bisognosi di aiutini pseudo istituzionali non sono più in grado di ricercare tra i loro dirigenti.

Questa assenza di elementi di concorrenza nel settore ha ridotto metà dei nostri partiti politici a semplici gestori del potere, incapaci di confrontarsi con i veri problemi del paese. Questo è un serio problema.

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Riflessione n° 41  (22-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Politici. Anche delegittimare l’avversario è diventato troppo faticoso.

 

I nostri politici sono ormai del tutto incolti. Molti sono addirittura ignoranti. La cosa è dimostrata dal fatto che, da una trentina d’anni e fino a qualche anno fa, piuttosto che far politica si sono adagiati sul molto poco impegnativo esercizio di delegittimazione di chi non è della propria fazione. Per contrastare politicamente le idee, le proposte, le critiche di un avversario occorre intelligenza, cultura, impegno. La delegittimazione è più abbordabile. Basta individuare, nel rivale, qualche caratteristica connotata negativamente e tagliare corto senza impegnarsi in faticose analisi, proposte alternative: è omosessuale, è veterocomunista, ha frequentazioni malavitose, è amico del magnate, è raccomandato, è fascista.

[  Il PuntO n° 112. (17-6-2007). Incapaci? Resta solo la delegittimazione. ]

Ma, da qualche anno,  è considerata troppo faticosa anche la delegittimazione. E il politico degli anni venti ha avuto una trovata dialettica, uno strumento molto facile da usare, anche dagli ignoranti: basta tacciare l’avversario, e tutto ciò che non proviene dalla propria parte politica, di qualunquismo e sovranismo. Fateci caso: ormai è sufficiente connotare come qualunquiste le azioni, le linee politiche, le critiche portate avanti dalla fazione avversa  per superare ogni prova mediatica.  E’ sufficiente sostenere - con fiero e grave cipiglio -  che occorre smetterla definitivamente con questi qualunquisti  e non se ne può più delle azioni dettate da sovranismo e delle inclinazioni giustizialiste, che tutti coloro diversi da noi sono antisistema, anti UE. E il politico – se  fiero e grave – può legittimamente aspirare al ruolo di leader della sua fazione, esattamente come il giornalista che – se fiero e grave – può aspirare alla fattiva  benevolenza dei potenti.

Inutile dire che giornalisti embedded hanno fatto passare come corretto il messaggio che l’accusa di qualunquismo, sovranismo, giustizialismo e antisistema chiude correttamente la discussione a favore di chi lancia l’anatema.

Curiosità: nelle eterne discussioni sessantottine sui massimi sistemi ricordo che, nel corso dei dibattiti,  gli studenti più pigri intellettualmente e meno ferrati ideologicamente, aspettavano che l’interlocutore ideologicizzato inciampasse dialetticamente in affermazioni anche lontanamente tacciabili di corporativismo per sbaragliarlo accusandolo di aver assunto, appunto, posizioni corporative. Era la fine dell’interlocutore E spesso l’accusato, un po’ perplesso e disorientato,  impiegava un po’ di tempo per reagire scompostamente.

 

 

MinigrammaRiflessione n° 40  (20-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

In Senato, un Draghi fuori misura chiede la fiducia.

Nel paese, un Letta sbroccato dimostra la sua pochezza politica..

 

20-7-2022 HuffPost. Letta: "Giorno di follia, il Parlamento contro l'Italia". Di Maio: "Pagina nera". Gentiloni: "Rischiamo tempesta perfetta"Il segretario dem: "Credo che andremo ad elezioni e credo che gli italiani sceglieranno tra chi ha affossato questa esperienza di governo e chi si è battuto per portare avanti il governo"

 

Stiamo arrivando velocemente a: “Dio lo vuole!”. Letta non si rende conto che gran parte dei problemi che stanno frantumando le palle (per ora)  e la vita (fra qualche mese) degli Italiani derivano dall’aver voluto imporre il “governo del pallottoliere” (il Conte bis)  per evitare di andare alle urne. Un presidente di parte [ vedi: Riflessione n° 11 / 2022    (22-1-2022) Il presidente della Repubblica? Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera.] impose al paese quell’obbrobrio costituzionale del pallottoliere  rimettendo in circolo il PD, ben contento di mandar giù i 5 stelle, nonostante i vari giudizi di schifo proclamati da quasi tutti i dirigenti dem. Consapevole dei problemi creati, il presidente cercò di rimediare chiamando al governo il tecnico della provvidenza. Ma la gestione di Draghi  sta risultando altrettanto problematica del governo precedente. Credo di non sbagliare se sostengo che, da quando Supermario è stato trombato nella sua corsa al Quirinale, ha tirato i remi in barca essendosi sentito tradito (truffato) rispetto agli accordi che lo convinsero ad accettare l’incarico.

Fino a giungere ad oggi quando Supermario ha sostenuto in Parlamento che, se lui è presente in Senato, è perché  lo vogliono gli Italiani.

Got mit uns.

Minigramma

Riflessione  n° 39 / 2022  (13-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Torna l’inflazione, aggravata da trent’anni di irresponsabilità economiche, politiche, imprenditoriali e sindacali.

Col prepotente ritorno dell’inflazione, si cominciano anche a fare calcoli circa le ripercussioni su retribuzioni da lavoro dipendente e pensioni.

Ricordo che almeno fino a d un lustro fa ancora si condannava l’alto costo del lavoro di cui era gravata l’Italia rispetto all’omologa variabile delle altre nazioni europee. Solo da circa  un anno a questa parte, si è proceduto ad indagini quantitative serie sull’incidenza del costo del lavoro nell’ambito dei costi aziendali. A fine 2021, il 55° Rapporto del Censis informava: “Negli ultimi trent`anni di globalizzazione, tra il 1990 e oggi, l`Italia è l’unico Paese Ocse in cui le retribuzioni medie lorde annue sono diminuite: -2,9% in termini reali rispetto al +276,3% della Lituania, il primo Paese in graduatoria, al +33,7% in Germania e al +31,1% in Francia. […]

Ma come abbiamo fatto a raggiungere questi risultati aberranti?

 

Due decenni fa.

Mi è tornato in mente un pezzo che scrissi nel 2007, nel quale indagavo  in materia di previdenza, assistenza, costo del lavoro procedendo al     confronto tra  i paesi europei.

[ Il PuntO n° 119. 20-12-2007. Costo del lavoro: perché Eurostat non può rendere pubblici i dati dell’Italia?]

In esso riportavo una tabella pubblicata nel 2005 dal Ministero del Tesoro nell’ambito di uno studio sull’andamento dei prezzi , che  fornisce i dati del 2001 circa la struttura dei costi per le imprese.

Meraviglia che dati di importanza fondamentale quali quelli sul costo del lavoro non siano a disposizione dei cittadini, ma – probabilmente – solo per alcuni addetti ai lavori. I sindacalisti conoscevano questi dati, o hanno deciso spannometricamente? E se li conoscevano, perché non ne hanno imposto la diffusione ufficiale? Sta di fatto che, da sempre, politici e imprenditori hanno contribuito a diffondere la fake news che in Italia  le cose vanno male, soprattutto in termini di concorrenza, perché il costo del lavoro è troppo alto e superiore a quello dei paesi concorrenti.

Comunque non ci si limiti ai dati sul costo del lavoro, in verità più basso di Francia e Germania. Le aziende italiane sopportavano già nel 2001 costi maggiori delle concorrenti esteri anche sui servizi bancari e assicurativi, sull’energia.

Ecco la tabella:

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Un decennio fa

Nel 2011, secondo il rapporto OCSE l’Italia è caratterizzata da un’incidenza degli oneri fiscali e contributivi a carico di lavoratori e imprese italiane pari al 47,6% del costo del lavoro. Il dato colloca il nostro Paese al sesto posto della graduatoria dei 34 Paesi considerati, comunque alle spalle di Belgio (55,5%), Germania (49,8%), Francia (49,4%), Ungheria (49,4%) e Austria (48,4%)

 

Oggi

Per arrivare ai nostri giorni, riportiamo parte di uno studio di Assolombarda sul cuneo fiscale. Dati OCSE 2021.

Nel grafico viene riportata la graduatoria relativa al cuneo fiscale (in percentuale sul costo del lavoro) di un lavoratore senza carichi familiari: 

 


Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse

 

Il cuneo fiscale italiano è al quinto posto (46,5%), sempre dopo Germania (48,1%) e Francia (47%).

Riparametrando il calcolo del cuneo fiscale in rapporto alla retribuzione netta, la situazione dell’Italia e dei suoi tre principali concorrenti dell’Area Euro è quella rappresentata nel grafico a fianco.

 

imm2 - comp cuneo fiscale

Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse.

 

Quindi, su 100 in busta paga, in Germania il lavoro costa 193, in Francia 189, in Italia 187.

In soldoni (euro)  il grafico successivo riporta la graduatoria dei Paesi in funzione decrescente del costo del lavoro:


Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse.

Il report completo di Assolombarda è disponibile al seguente -> LINK.

 

Alla luce di questi dati, non è difficile comprendere il perché in Italia, da almeno 30 anni, la domanda aggregata risulti asfittica tanto da non riuscire a sostenere il versante della produzione, positivo  o, almeno, “tranquillo” solo per le aziende esportatrici.

Perché questo disastro?

Ma che cosa era successo nel corso degli anni ’90? Quali azioni e quali decisioni di politica economica hanno causato questi danni all’economia nazionale non più in grado di competere con gli altri paesi UE che, invece, hanno una domanda interna robusta e comunque di livello adeguato?

Dal punto di vista istituzionale, giubilato il governo Berlusconi da Bossi nel 1966, nei cinque anni successivi si sono alternati i seguenti governi di centro sinistra: governo Prodi, appoggiato anche dal PRC, in carica dal 17.5.96 al 20.10.98; il governo D'Alema dal 21.10.98 al 21.12.99; il governo D'Alema-bis dal 22.12.99 al 17.4.2000; il governo Amato dal dal 26-4-2000 all'11.6.2001.

Ci limitiamo ad elencare alcune iniziative politiche risultate troppo spesso deleterie per il paese: il federalismo fiscale e amministrativo, il presidenzialismo regionale, la cosiddetta "riforma Bassanini'' che introduce il federalismo amministrativo; la definitiva controriforma costituzionale sull'ordinamento federalista della Repubblica (8 marzo 2001) che costituzionalizza il principio liberista della "sussidiarietà'' e frantuma l'Italia attraverso il federalismo fiscale; la controriforma dei servizi segreti in base alla quale i servizi dipendono direttamente dal premier; l’arma dei Carabinieri  promossa a quarta forza armata praticamente alla diretta dipendenza del presidente del consiglio.

Nei 5 anni considerati, leggi finanziarie massacranti hanno carpito ai cittadini circa 150 mila miliardi di lire anche con  tagli alla spesa sociale, sanitaria e previdenziale. Sono stati permessi salti in alto alle tariffe di  acqua, luce, gas, telefono, fognature, rifiuti. Il federalismo fiscale ha permesso l’introduzione di  balzelli locali e di addizionali Irpef per regioni e comuni.

Di particolare incidenza sono risultate le privatizzazioni, ai migliori livelli neoliberisti cileni e Tatcheriani, che, oltre alla perdita di controllo da parte dello stato, hanno causato oltre 100mila “esuberi”: INA, IMI, Stet incorporata in Telercom messa in vendita nel 1997 (ricorderete i famosi “capitani coraggiosi” di D’Alema). E ancora, IRI con FinMeccanica, FinCantieri, Autostrade, Alitalia, Aeroporti di Roma; Enel, Istituto S. Paolo di Torino. Poste è trasformata in SPA.

Nel mercato del lavoro, la liberalizzazione iniziata dal governo Amato nel 1993 con l’abolizione della scala mobile. Continua Prodi con la flessibilità su orari e salari, instaurando l’era del precariato. Si inaugura l’introduzione (per sei mesi)  del blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.

Tutte iniziative  fatte passare con il pretesto dell’ingresso dell’Italia nell’area euro, per cui sono stati richiesti ed ottenuti atteggiamenti “morigeratamente responsabili” da parte dei sindacati, i quali – per ragionevolezza -  hanno rinunciato da trent’anni a chiedere aumenti salariali.

Nel complesso, una serie di iniziative legislative e amministrative che hanno visto il sindacato cascare in trappola a sua insaputa. Cominciata come cinghia di trasmissione strettamente controllata, la trappola ancora oggi svolge il suo ruolo tanto da rendere i sindacati praticamente asfittici e afoni.

Sorvoliamo sugli accordi per la formazione del “governo del pallottoliere”, il conte bis, per entrare nel quale il PD ha regalato troppo ai 5 Stelle: scelta del capo del governo, mantenimento dell’assegno di cittadinanza e di altri superbonus. Accettazione della riduzione dei parlamentari ecc.

Sono risultati ormai da anni controproducenti e fallimentari i risultati dei trenta anni di lacci al collo dei cittadini resi funzionali da una classe politica e imprenditoriale – con il concorso del sindacato -  per nulla lungimiranti, rese satolle per quanto ottenuto nel breve e medio periodo, con salari in calo e stato sociale disfatto e ormai  bisognevole di assistenza continua nei periodi difficili come quello che stiamo attraversando  dal 2020. Sarebbe interessante sapere quanti capitali – “risparmiati” negli ultimi 30 anni sul versante della produzione - sono stati trasferiti all’estero e distolti dal sistema produttivo italiano. Non è un caso se le imprese italiane sono dipendenti da capitali presi in banca per circa l’80% del totale del capitale di rischio, contro il 50-60% delle imprese dei paesi concorrenti. Di fatto gli imprenditori chiedono allo stato di rinunciare a parte della quota di cuneo fiscale introitato dalle finanze pubbliche.

Per tacer del fallimento della globalizzazione accompagnata dalla delocalizzazione di molte nostre aziende: oggi molti imprenditori cercano di tornare indietro, alla luce delle complessità, anche geopolitiche, introdotte da pandemia e guerra.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 38/ 2022  (4-7-2022)    ( --> Torna all’indice)

Perugia. Sindrome di Stendhal contemplando il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca.

 

Una trentina di anni fa, invacanza a Deruta,  con moglie figlio decidemmo di visitare il museo di Perugia. In un ambiente del museo, ero circondato ed abbagliato da splendori di oro di arte. Mi soffermai a contemplare il Polittico di S. Antonio di Piero della Francesca.

Piero della Francesca. Perugia. Polittico di S. Antonio.

Abbagliato, feci scorrere lo sguardo verso l’alto fino ad arrivare al triangolo superiore: colori un po’ smorti, nessuna elaborazione pittorica. Non più frastornato, mi  sembrò di tornare alla normalità. Tornai ad abbassare lo sguardo verso il corpo centrale dell’opera, passando obbligatoriamente ad osservare la fuga di archi. Lì cominciai a perdermi e, quando posai di nuovo la mia ttenzione al cuore  del polittico ed allo splendore fattomi dimenticare dal triangolo superiore incerto nei colori e nella composizione quasi affrettata, cominciai  letteralmente a perdere l’equilibrio. Dovetti fare un paio di passi indietro per tenerimi in piedi. 

A dire il vero, l’aver subito la sindrome di Stendhal  mi lasciò un senso di insicurezza e non di esaltazione.

Di quell’esperienza non ho mai parlato con nessuno.

 

MinigrammaRiflessione  n° 37/ 2022  (1-7-2022)     ( --> Torna all’indice)

Europa addio! 

Hanno vinto i barbari del Nord, approfittando dei barbari dell’Est.

 

L’idea d’Europa incarnata (bene o male) dalla UE è finita. Gli Anglosassoni, dominatori della Nato,  hanno cancellato quell’idea. Provarono, senza riuscirci, a controllarla con l’ingresso della Gran Bretagna nella CEE nel 1973. Ma col successo di Eurolandia  e dell’euro competitivo nei confronti di dollaro e sterlina, gli Anglosassoni si convinsero di dover  impostare la liquidazione politica dell’Unione Europea. Hanno preso la palla al balzo approfittando dell’iniziativa di Putin contro l’Ucraina. Praticamente l’Unione Europea, rinunciando alla strutturazione di una difesa e di una politica estera comune, è diventata una semplice espressione geografica. Rubiamo questa espressione ad un altro barbaro del Nord, Von Metternich, il quale, a metà Ottocento, così qualificava l’Italia.

E’ la prosecuzione – con altri mezzi – della “diplomazia  delle cannoniere” del Regno Unito del 1800, affiancata, nei primi anni del ‘900, dalla diplomazia “del grosso bastone” di  Theodore Roosevelt.

Non è un caso che il segretario della Nato a Madrid si sia lamentato per il fatto che molti paesi aderenti all’alleanza non abbiano ancora raggiunto il livello di spesa in armamenti definito nel 2% del rispettivo PIL. E il problema della difesa comune europea timidamente accennato da Macron? De minimis non curant Britannici! Molto più utile creare, all’interno dell’espressione geografica Europa, delle zone di influenza, una sorta di protettorati del terzo millennio, in Polonia, nei paesi baltici ed ora in Ucraina e in Moldavia.

2-7-2022 Linkiesta: Il nuovo Occidente è Nato. Il punto di Luciolli sul vertice di Madrid. Con l’adozione del nuovo Strategic concept, la Nato risulta più solida, coesa e dotata di una coerente visione politico-strategica. Il nuovo Concetto Strategico testimonia dunque la straordinaria capacità di adattamento dell’Alleanza. L’analisi di Fabrizio W. Luciolli, presidente del Comitato atlantico italiano   

2-7-2022 Linkiesta. di Gianfranco D'Anna. La Nato mette il turbo e riparte  dall’Ucraina. Il vertice Nato di Madrid ha segnato una profonda svolta non solo della strategia difensiva ma anche della stessa motivazione ideale e costitutiva dell’Alleanza Atlantica. In primo piano l’esigenza del continuo potenziamento della resistenza ucraina. L’analisi di Gianfranco D’Anna.

 

MinigrammaRiflessione  n° 36/ 2022  (25-6-2022)      ( --> Torna all’indice)

Per risparmiare il gas usato in cucina.

 

Ho rifatto l'esperimento che feci un anno fa per curiosità. Ho voluto calcolare il tempo impiegato per far bollire l'acqua di un bricco per il tè sia sistemandolo normalmente sulla griglia della cucina a gas, sia poggiandolo direttamente sul bruciatore dopo aver tolto la griglia. Il tempo impiegato nel secondo caso è del 35% inferiore: 6:30 minuti sulla griglia; 4:30 minuti direttamente sul bruciatore. Il risultato è simile a quello di un anno fa con fornello e pentolino diversi: 11 minuti circa contro 7.

Il risparmio è notevole e molto interessante visto il costo attuale del gas. Se le verifiche dell'esperimento  dovessero confermare il risultato, sarebbe il caso di avvisare i produttori perché riducano l'altezza della griglia fino a permettere che il fondo delle pentole tocchi il bruciatore.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 35/ 2022  (22-6-2022)        ( --> Torna all’indice)

La resipiscenza di Di Maio poteva essere anticipata di tre anni.

Con riduzione dei danni per il paese.

 

I 5 Stelle hanno avuto una congiuntura favorevole alla nascita: molti cittadini, desiderosi di cambiare il sistema, non avevano più una offerta politica  credibile - secondo loro -  dai partiti "normali" e moltissimi cittadini incolti, ai quali non è parso vero che qualcuno dicesse loro che uno vale uno anche se non capisce un piffero e che quindi, anche loro – diciamo -  un po’ digiuni, valgono come gli altri anche se non capiscono un piffero. Giggino ha impiegato 9 anni per capire che tutta la costruzione era campata in aria. Probabilmente perché messo di fronte alla sua inadeguatezza proprio nel ruolo di ministro degli esteri,  con una serie di figuracce che non conosciamo, nei confronti dello strapotere dei grand commis del ministero e nei confronti dei colleghi esteri.. Se il presidente Mattarella fosse stato più accorto, avrebbe permesso all'Italia di avere un Parlamento più in linea col sentire dei cittadini  e non imponendo un governo del Pallottoliere, con l’obbligare, nell’agosto 2019, il PD e i cespugli di sinistra a tripli salti mortali carpiati per giustificare a dirigenti e votanti un’alleanza aborrita fino a qualche settimana prima.I danni di un anno e mezzo del governo Conte 2 sono stati enormi. Se si fossero permesse le elezioni, forse quei 9 anni impiegati da Giggino potevano accorciarsi a 6. Ne sarebbe conseguita una importante riduzione dei danni subiti irragionevolmente dal paese.

Oggi la maggiore forza del governo Draghi è diventata la Lega. Agli occhi del mondo, comunque, Draghi è più debole se non traballante. Magnifici risultati!

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 34/ 2022  (28-5-2022)   ( --> Torna all’indice)

Prezzi dei prodotti agricoli e finanza.

                 I potentati hanno definitivamente vinto.

 

Fino a qualche tempo fa, gli economisti seri si scagliavano contro l’influenza che i futures su commodities e sui prodotti agricoli avevano circa l’andamento dei prezzi di quei prodotti: prezzi così determinati non avevano più a base i costi di produzione, immagazzinaggio, trasporto ecc. ma soltanto una valutazione esclusivamente finanziaria circa le tendenze del mercato (finanziario).

Si veda: à Da Agriregionieuropa anno 10 n°36, Mar 2014. La speculazione finanziaria nei mercati future: operatori e informazioni disponibili. Di Marco Zuppiroli   Università di Parma, Dipartimento di Economia.

Da qualche tempo, gli economisti più attenti al problema della crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, suggeriscono, sussurrando e quasi scusandosi, di tornare a valutazioni corrette di costi di produzione e, possibilmente, ad abbandonare le previsioni suggerite esclusivamente dall’andamento finanziario dei futures con sottostanti quei prodotti.

Perché questa timidezza? Insomma, se è “naturale” che i prezzi si formino in base alle dinamiche del mercato (economico), sembra che si consideri  altrettanto “naturale” che il prezzo  si formi per analisi finanziarie sui futures.

Si veda: à da Agronotizie del  28-11-2016. Giusti o sbagliati, i prezzi dei prodotti agricoli si formano così. Borse merci, contratti di filiera, futures e finanza. Ecco quali sono le dinamiche che portano alla formazione dei prezzi dei prodotti agricoli.  di Tommaso Cinquemani

Oggi, troppi di quegli addetti ai lavori sono stranamente afoni. Come si diceva, azzardano – ma con voce tremolante – il consiglio (per carità, solo un suggerimento) di svincolare la formazione dei prezzi di quei prodotti dall’andamento dei relativi futures. Fingono di agitarsi ma in concreto si limitano a guardare: politicamente non sono in grado di articolare denunce e soluzioni risolutive.

Oggi, troppi politici non sanno neanche di che cosa si stia trattando: figuriamoci se sono in grado di imporre un dibattito serio e articolato tale da permettere alla società di reagire a questa imposizione, che di economico non ha più nulla.

Si veda: à 16-3-2022 Il Fatto. Cosa sono i contratti “future” e perché sono in grado di muovere con violenza i prezzi di gas e altre materie prime. Nati come strumenti finanziari per assicurare i guadagni degli agricoltori i future sono diventati potenti strumenti speculativi maneggiati da colossi della finanza. Grazie alle loro caratteristiche consentono di moltiplicare i ritorni sulle somme investite ma comportano anche il rischio di perdere tutto. Gli ingenti capitali investiti in questi prodotti esasperano le pressioni al rialzo o al ribasso sulle materie prime. di Mauro Del Corno 

Ma in Occidente nessuno sembra essere interessato a denunciare con forza e convinzione quelle che potrebbero risultare manovre addirittura disarticolanti ed esiziali per le società democratiche. Infatti, non sono causa dei disastri economici di questo periodo, ma si limitano ad “esasperare al rialzo o al ribasso…” . Né il G 20 manifesta l’intenzione  di affrontare il problema.

Che cosa è accaduto? Che cosa non sappiamo? Che cosa non dobbiamo sapere?

 

AGGIORNAMENTO DEL 10-6-2022.

Il prezzo del gas:

9-6-2022 AGI. Descalzi: "Prezzi del gas non sono giustificati, il mercato è distorto". Il ministro Cingolani: "L'Italia si trova ad affrontare "una doppia sfida: accelerare sulla transizione energetica e garantire allo stesso tempo la sicurezza nazionale". L'ad di Eni: "Ci sono movimenti speculativi che il mercato da solo non riesce a curare, il mercato è libero, ovviamente c'è spazio per l'offerta, per la domanda e anche per la speculazione". di Giandomenico Serrao e Gaia Vendettuolli.

Certamente c’è posto anche per la speculazione. Ma questa va “governata” affinchè il mercato resti “libero”, cioè regolato. Se assume una dimensione planetaria come in questi frangenti, la speculazione va colpita duramente e le regole che fanno da cornice ad un mercato libero vanno riviste.

Il prezzo del grano:

Oggi, quegli stessi potentati finanziari  stanno riuscendo a far credere al mondo che il problema dell’aumento del prezzo del grano dipenda dalla guerra e che la carestia prossima ventura – specie in Africa - derivi dal blocco dei porti ucraini.

La produzione mondiale di cereali è di 2.800 milioni di tonnellate. La produzione mondiale di grano è pari a 750 milioni di tonnellate L’ Ucraina produce 4 per cento del grano tenero mondiale, il 3 per cento del mais, e poco grano duro. Come si fa a sostenere che il blocco di 20 milioni di tonnellate sia causa di carestia  mondiale?

Questo è l’andamento dell’Import/Export di grano nel mondo per gli anni 2015-2016:

I principali paesi esportatori e importatori di grano nel mondo

Grado

Stato

ESPORTAZIONE DI GRANO, FARINA E PRODOTTI A BASE DI GRANO IN 2015 / 2016, (in 1,000 tonnellate)

Stato

IMPORTAZIONE DI GRANO, FARINA E PRODOTTI A BASE DI GRANO in 2015 / 2016, (in 1,000 tonnellate)

1

Un.Europea

33,000

Egitto

11,500

2

Russia

24,500

Indonesia

9,100

3

Canada

22,500

Algeria

8,100

4

Stati Uniti

21,200

Turchia

7,300

5

Australia

16,300

Un.europea

6,700

6

Ucraina

15,800

Brasile

5,800

7

Argentina

8,800

Giappone

5,700

8

Kazakistan

7,500

Iran

5,500

9

Turchia

5,500

Messico

4,500

10

Messico

1,300

Nigeria

4,300

 

Come si vede, Russia, Canada, USA, Australia, Ucraina, Ucraina, Argentina e Kazakistan sono esportatori netti di grano. Nel 2016, gli 8 paesi considerati hanno esportato 116 milioni di tonnellate di frumento. All’Ucraina è imputabile il 10 % delle esportazioni.  I dati andrebbero aggiornati ad oggi, ma la situazione non cambierebbe di molto.

Ed infatti, nel 2021, la quota di export di grano imputabile all’Ucraina è addirittura scesa ed è pari all’8,5%.

Siamo in presenza di un vero e proprio processo di false notizie.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 33/ 2022  (26-5-2022)     ( --> Torna all’indice)

Stragi americane.

 

Immagino i molti giovani americani, cresciuti a film western e ketchup, gracili mentalmente e fortificati solo dall'idea di possedere un'arma, che a 18 anni fanno un salto in negozio e comprano fucili d'assalto ed altre armi da guerra. Vere.

Li immagino come, una volta tornati a casa, davanti allo specchio mimino gli assalti finti con mitragliatori veri: “pampam” come facevano da bambini con i fuciletti di plastica. Poi a nanna pensando di essere diventati invincibili. Li immagino avviliti e depressi, dopo un mese di quei giochi allo specchio, per non poter passare dal gioco del mimo ad un assalto vero.

Ed eccoli risolvere le loro frustrazioni: imbracciare la bacchetta magica che li rende invincibili, rifornirsi di munizioni ed uscire di casa e recarsi a scuola, magari la loro scuola dove sono stati presi in giro per le loro posizioni antropologicamente inaccettabili e inaccettate da parte di quegli amici che, "normali, li prendevano in giro per i loro ragionamenti tanto infantili quanto pericolosi.

Ed ecco che l'assalto finto si trasforma in vero e non serve più fare "pam...pam..." imitando gli spari: questa volta gli spari parlano da soli e uccidono veramente.

A quale soluzione pensano molti Americani per evitare queste tragedie? Per molti di loro è sufficiente che si armino maestri e professori, bidelli e inservienti,  e si addestrino per rispondere col fuoco vero all'assalto vero. In questo modo si potrebbero dimezzare o addirittura ridurre ad un terzo i morti del gioco vero del commando. Istruzione, informazione, cultura, approfondimento delle dinamiche cerebrali sottostanti? Troppo complicato, meglio un M12 nel cassetto della cattedra o della guardiola.

Queste posizioni mi ricordano la guerra ucraina. Diplomazia, incontri, studi, conoscenze reciproche, consultazioni periodiche con chi si atteggia ad avversario o a nemico? Troppo complicato. Meglio che Zalensky sia rifornito di missili. Però, una domanda: Zalensky è presidente dell'Ucraina dal 20 maggio 2019. Possibile che non abbia pensato per tempo ad armarsi, proprio alla luce delle sue intenzioni di dichiarare al mondo di voler entrare nella Nato?

Mistero!

 

MinigrammaRiflessione  n° 32 / 2022  (24-5-2022)      ( --> Torna all’indice)

Referendum. Sulla legge Severino.

 

I nostri responsabili politici non sono più in grado di conoscere e seguire  le regole di "opportunità politica", che vorrebbero fosse escluso dalle liste il personaggio “chiacchierato”, sopportato perché temuto per i suoi metodi e nelle sue frequentazioni, colluso anche lontanamente con la mala più o meo organizzata.  Ad esempio, non sono in grado  di escludere dalle liste chi abbia avuto una condanna anche in primo grado per opportunità politica. L'opportunità partitica vince su quella politica. Non sono in grado perché se l'escluso si incazza potrebbe “scoprire gli altarini” del partito. Allora, da grandi statisti, hanno trasferito per legge quell'opportunità.

Solo che la legge Severino viola uno dei principi fondanti della ns. Costituzione: l'innocenza fino  al terzo grado di giudizio.. Ma con chi non una robustezza intellettuale  da mettere in gioco, c'è poco da fare: deve sempre rendere  le sue decisioni in maniera tale dapoter dire che non si poteva fare diversamente: è la legge!

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MinigrammaRiflessione  n° 31 / 2022  (21-5-2022)      ( --> Torna all’indice)

Domande a Zelensky sul da lui auspicato Piano Marshall per l’Ucraina.

 

Credo che questa guerra dimostri in maniera inequivocabile come i conflitti non siano mai tra popoli o nazioni, ma solo tra governi, supportati da quelle entità istituzionali direttamente embedded (in Italia si veda la posizione della totalità dei 1700 giornalisti RAI).  E' evidente che l'eventuale cambio di governo nei paesi interessati, potrebbe radicalmente rivedere le posizioni dei paesi occidentali. Domanda a Zelensky: " A Zele', il tuo paese sta andando incontro a distruzioni di ricchezza incalcolabile. Sei proprio sicuro che l'Occidente compatto ti finanzierà la ricostruzione? Voglio dire che se in USA dovesse vincere un trumpiano, in Russia dovesse consolidarsi Putin, se in Italia si formasse un governo di destra (attento all'ultima presa di posizione in merito di Berlusconi) sei così sicuro che ci sarà un generosissimo  Piano Marshall per l'Ucraina e non cominceranno i “distinguo”? Al di là delle condizioni di pace, è proprio  così remota l'ipotesi che i paesi occidentali non ti richiedano addirittura il pagamento delle armi fornite? Sei così sicuro che le posizioni di Anglosassonia restino quelle di oggi?".

Suggerimento a Zelensky: studia e medita sulla storia del popolo kurdo dall’inizio del ‘900 ad oggi. Cerca di evitare che Anglosassonia ti riservi un trattamento simile.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 30 / 2022  (20-4-2022)      ( --> Torna all’indice)

Potenze atomiche. Anche potenze militari?

 

Guerra Russia-Ucraina. Riflettevo su una serie di fatti: una nazione dotata di armamenti atomici è anche una potenza militare? Il Pakistan o la Corea del Nord sono anche potenze militari? Una potenza atomica che cerca di ingerirsi negli affari interni di una nazione e procede ad una aggressione sul campo per cambiare governi e condizionare la politica di quel paese, può essere considerata una potenza militare se non usa la bomba atomica? Le vicende del Viet Nam, dell’Afghanistan e dei paesi in cui le iniziative  delle potenze atomiche non hanno avuto successo, non avendo “voluto/potuto” usare l’atomica, starebbero a dimostrare che una guerra non classica, ma mirante ad impedire ad una nazione autonome espressioni di politica estera e, quindi, riconducibile a reazioni di guerriglia di popolo,  starebbero a dimostrare il contrario. 

Insomma, l’armata di Putin ha mostrato tutte le caratteristiche di una scarsa potenza militare: dai piani di invasione, ai risultati sul campo, alle perdite di materiale bellico. Invece di una guerra lampo, come negli auspici dei Russi, si sta dimostrando una guerra monsonica e gommosa,  che potrebbe andare avanti per tutta una stagione senza vedere conclusioni, per sfociare, infine,  in una guerra di guerriglia.

E infatti molte potenze atomiche hanno costruito bombe nucleari di basso e bassissimo potenziale, comunque tali da poter essere usate senza creare reazioni avverse planetarie. Se non ricordo male, gli USA di Reagan lavoravano alla bomba a neutroni, in grado di distruggere ogni forma di vita ma di lasciare le infrastrutture intatte.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 29 / 2022  (28-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Domandine ai due strateghi del terzio millennio.

 

Domanda a Zelensky, che continua a sostenere che l'Occidente non ha il coraggio di far scoppiare l'ultima (nel senso proprio di ultima) guerra mondiale: "Caro Zelensky, con la Russia siete in guerra nel Donbass da otto anni. Gli Ucraini sono 45 milioni, i Russi 145 milioni e ,in geopolitica, il differenziale non è così eclatante.  Governanti previdenti avrebbero resa l'Ucraina una super potenza locale, come ha provveduto a fare la Turchia (82 milioni di abitanti) mettendo in piedi  il secondo esercito della Nato. Invece siete ancora a corto di armi. Come mai? Dove è mancata la vostra classe dirigente? Tu sei al potere da tre anni. Dunque?".

Domanda a Putin che dopo un mese dall'invasione dell'Ucraina, sostiene - non molto convinto - di aver raggiunto finalmente  gli obiettivi che si era dato per i  primi tre giorni di guerra: "Caro Putin hai potuto verificare che una buona metà del tuo arsenale è finta, nel senso che i sistemi d'arma di precisione non sono poi tanto precisi (verifica i fornitori) ; che alcuni di questi non possono neanche definirsi sistemi d'arma perché fanno cilecca; che gli Ucraini sono in grado di individuare con precisione la localizzazione degli alti comandi della campagna di invasione, tanto che ti hanno fatto fuori ben sette alti generali in capo del corpo di spedizione; che, per evitare figuracce,  non è quindi opportuno che tu provi ad utilizzare una delle 5mila bombe atomiche, molte delle quali costruite anche oltre mezzo secolo fa, visto che potrebbero riuscire a stento  a fare un bel buco in un parcheggio di un supermercato ucraino. Bene, perché non aggiorni la tua strategia? Gli stati cuscinetto che tu pretendi sono stati resi inutili dai sistemi balistici intercontinentali  e relegati alla storia delle guerra del secolo scorso. Invece di generare decine di migliaia di morti, promuovi alti ufficiali in grado di aiutarti, invece di pescarli tra i tuoi fedeli. Ti informo che, in genere, i fedeli sono anche un po' coglioni".

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 28 / 2022  (25-3-2022)      ( --> Torna all’indice)

Da Formigli (La 7 ) Professor Orsini, stai punito!

 

24-3-2022 ANSA. Ucraina: Rai, non si procederà con il contratto di Orsini. Berlinguer, non condivido lo stop. L'annuncio in una nota di Viale Mazzini. Il docente di Sociologia del  terrorismo internazionale: "Sono pronto a partecipare gratis alla trasmissione".

25-3-2022 Il Riformista. Alessandro Orsini licenziato, la Rai manda via l’opinionista perché ha opinioni sbagliate… Angela Azzaro —

 

Premetto che è mio costume criticare le cose che ritengo malfatte e elogiare le cose che ritengo benfatte, indipendentemente da chi abbia male o bene operato. Nella guerra in corso mi schiero a favore degli Ucraini contro i drammi causati  da Putin e i danni generati dalla  Nato negli ultimi 20 anni (ci si informi).

 Il professor Orsini della LUISS -  semplifico - ha posizioni filo russe. Come si vede, tutti i maestri del pensiero unico  sono pronti a criticare i metodi autocratici che, però, in ultima analisi, per chi sostiene  - a sua insaputa – il pensiero monoverso , risultano molto comodi, veloci, facili da usare e  definitivi per tutti, anche per chi ha sulla spalla il marchio della democrazia. Lo hanno dimostrato gli invitati di Formigli nei confronti del prof. Orsini. Sembrava una scena di un film tratto dai romanzi di Salgari:  schiumanti piraña (niente plurale, dice La Crusca) intenti a spolpare  la carcassa  di un facocero.

 Credo che la trasmissione di Formigli (che non seguo ma che, su indicazione di amici,  ho scaricato da YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=rdw5zJMW4DE ) rappresenti il  giornalismo italiano plasticamente (termine questo che va di moda tra i lavoratori dell’informazione nostrani un po’ così). Per la verità Formigli era ben spalleggiato da un altro giornalista, il direttore Calabresi, in grado di affermare che gli Italiani vogliono che si inviino armi all’Ucraina – ma forse non guarda i sondaggi e si fida del suo intuito -   e da una ricercatrice,  di cui non ricordo il nome che, comunque, è bene tacere, ma che dirige l’Istituto Affari Internazionali, la quale sostiene che non si può parlare di eventi che non siano stati vissuti personalmente.  Con questi geni dell’informazione, in grado di risolvere problemi di politica internazionale in due minuti di interventino,  ed il livello  che  hanno imposto  ai media italiani (medium, sosterrebbe La Crusca), Putin può dormire sonni tranquilli nel settore della comunicazione.

Ormai siamo all’infantilismo informativo militante. Come quando il maestro  che doveva allontanarsi  incaricava il capoclasse di segnare sulla lavagna i buoni e i cattivi e il massimo dell’accomodamento e della elasticità di giudizio era il + o il – segnato accanto al nome. Nella fattispecie  il cattivo era uno solo e i capiclasse tutti gli altri. Formigli  gestiva alla grande gesso e cancellino, non essendo in grado di andare oltre il ruolo di bidello.

Che dire? Mark Twain sosteneva che a voler insegnare a cantare ad un maiale si perde tempo e si finisce per annoiare  lo stesso maiale.

 

MinigrammaRiflessione  n° 27 / 2022  (24-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Fusione nucleare e e colpi di coda dei paesi produttori di petrolio.

La soluzione russa anti Zelensky riproponibile dall’Occidente in funzione anti Maduro?

 

23-3-2022 Libertà Nucleare pulito, il sindaco Brugnaro: “Eni realizzi la prima centrale a Venezia”

14-3-2022 La Repubblica. Nuova centrale atomica in Finlandia. E' la prima in Europa da quasi 15 anni. di Elena Dusi

Occorre decuplicare gli sforzi finanziari e cerebrali per accelerare sulla ricerca in materia di fusione atomica. Il trend attuale porterebbe ad un primo utilizzo “industriale” nella seconda metà del secolo, ma la nuova situazione di mercato potrebbe premiare un mastodontico aumento delle risorse messe a disposizione del settore, accelerandone i progressi e l’impostazione di tecnologie che permettano la sua utilizzazione entro trenta anni.

La Russia e molti paesi arabi sono in rotta con l’Occidente e, avviandosi lo sfruttamento degli idrocarburi verso la loro conclusione, potrebbero riservare tristi e micidiali novità per i paesi importatori.

Mappa dei giacimenti petroliferi nel mondo.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/74/USGS_world_oil_endowment.png

Questi sono i paesi con la più grande riserva di petrolio comprovata.

Grado

Stato

Barili (in milioni)

1

Venezuela

300,878

2

Arabia Saudita

266,455

3

Canada

169,709

4

Iran

158,400

5

Iraq

142,503

6

Kuwait

101,500

7

Emirati Arabi Uniti

97,800

8

Russia

80,000

9

Libia

48,363

10

Stati Uniti

39,230

11

Nigeria

37,062

12

Kazakistan

30,000

13

Cina

25,620

14

Qatar

25,244

15

Brasile

12,999

16

Algeria

12,200

.

In caso di forti turbolenze nei processi di approvvigionamento, l’Occidente arriverà a riproporre contro Maduro la soluzione trovata da Putin contro Zelensky?

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 26 / 2022  (15-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Ucraina. Se le cose stanno così……..

 

Se ne parlava circa un mese fa. Se i Russi sono convinti della grande difficoltà da parte delle forze armate occidentali di intercettare i missili ipersonici (si arriva anche a Mach 7) potrebbero anche fare un pensierino alla guerra prima che la tecnologia Nato riesca a realizzare intercettori adeguati. Soprattutto se la  tecnologia di intercettazione russo-cinese fosse più avanzata. Se le cose stanno in tal modo, ogni reazione farebbe avvicinare la deflagrazione. Mentre l'assenza di reazioni convincerebbe i Russi a continuare a sbocconcellare i paesi confinanti. Non riusciamo ad affrancarci dall'errore più frequente commesso dall'homo militaris da almeno 10mila anni: "Le cose stanno così e così resteranno per mille anni". E' l'errore degli Occidentali ripetuto da almeno una trentina di anni. Adesso corriamo per correggere le nostre decisioni prese negli ultimi decenni fidandoci del fatto che "se le cose stanno così, così resteranno per i prossimi mille anni".

 

MinigrammaRiflessione  n° 25 / 2022  (5-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Ipotizziamo che Putin abbia ragione….

Ipotizziamo che Putin abbia ragione sull'espansionismo della NATO. Ma perché ha fatto il pesce in barile cercando di rispondere con un suo espansionismo (Donbass) a quello occidentale, invece di impostare una battente campagna mediatica mondiale contro l'atteggiamento aggressivo della Nato? Non essendo riuscito nell'intento espansivo con la forza, ha deciso di invadere l'Ucraina. Si è cacciato così  in un vicolo sempre più stretto, ed è caduto nella trappola occidentale (sempre nell'ipotesi degli Occidentali cattivi) che lo ha fatto passare dalla ragione al torto.  Questo fatto non depone a favore del q.i. di chi pretende di essere uno dei grandi statisti del pianeta.

Credo che se ne uscirà solo con la mediazione della Cina.

 

MinigrammaRiflessione  n° 24 / 2022  (2-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

La mossa di Putin: un successone!

Risultati dell'azione del Putìn: ha ricompattato l'Occidente; ha fatto prendere coscienza alla UE della sua nullità in campo internazionale; ha rotto le uova nel paniere di Pechino, visto che la Cina sta aspirando a prima potenza mondiale pur giocando con le regole dettate dagli stessi Occidentali; ha  aperto alle finanze cinesi l'acquisto di asset russi, visto che Putin non ha una lira e finanziamenti internazionali sono ormai compromessi, mentre i Cinesi non sanno dove mettere i miliardi di dollari a disposizione: oltre a pensare all'Africa, si compreranno la Russia investendo lì (intanto stanno impostando il progetto del più grande gasdotto del mondo, dalla Russia); ha convinto la Germania a riarmarsi (Berlino cercava solo l'occasione per far parte – alla pari -  dei paesi leader mondiali); ha convinto tutti i paesi Nato a spendere di più in armamenti; ha ricompattato la UE circa le posizioni da tenere con i paesi di Visegrad; ha reso conveniente per l' Europa riconversioni sulle fonti di approvvigionamento energetico, troppo costose (e, infatti, sempre  accantonati) in periodi di tranquillità e con accettabili prezzi di gas e petrolio; ha reso praticabile lo spazzar via i governi di Cuba, del Venezuela e di tutti quei paesi che si ritiene "rompano le palle" all'Occidente; ha obbligato Turchia e Cina schierarsi su posizioni di non adesione nei confronti della mossa  di Mosca; i contractor russi spediti in Africa (Libia, paesi subsahariani ecc.) verranno spazzati via in pochi mesi. Insomma, per i Russi un successone!.

Dispiace che, con tutto questo cambiamento nel crogiolo, gli Ucraini rivestano il ruolo, occasionale, di catalizzatore.

MinigrammaRiflessione  n° 23 / 2022  (26-2-2022)       ( --> Torna all’indice)

 “Meglio un maglione della mimetica”.

Aiutiamoci con buon senso.

           Abbassiamo di un paio di gradi il riscaldamento di casa. Meglio indossare un maglione oggi  che una mimetica domani.

           Sostituire con lampade a led tutte le fonti di luce casalinghe. La sera, accendiamo la luce un po' dopo rispetto alle nostre abitudini.

           Mettiamo a bollire il quantitativo giusto di acqua per lessare la verdura, per il tè, per la pasta. Utilizziamo una pentola di diametro adeguato  rispetto alle dimensioni del fuoco su cui verrà posta: la fiamma non deve superare il fondo del recipiente. Se abbiamo fretta e vogliamo riempire una pentola di acqua già calda, utilizziamo il rubinetto più vicino allo scaldabagno.

·       Se dobbiamo mettere a bollire l’acqua (tè, pasta, verdure ecc.) utilizziamo recipienti senza i tripli e quadrupli fondi. Occorrono minuti solo per scaldare il fondo delle pentole.

 

·       Attiviamo la lavastoviglie solo a pieno carico e non perché non abbiamo più forchette o piatti puliti a disposizione. Cerchiamo di caricare la lavatrice con il massimo peso di panni consentito.

           Evitiamo di fare il bagno e cerchiamo di fare docce economiche. Teniamo acceso lo scaldabagno solo durante la notte.

Le famiglie italiane sono 26 milioni.

Se riuscissimo a risparmiare un solo  centesimo ogni 24 ore a famiglia, recupereremmo 260.000 euro al giorno, 94.900.000 di euro l'anno.

Se arrivassimo a risparmiare  un euro al mese a famiglia, recupereremmo 312 milioni di euro l’anno.

 

MinigrammaRiflessione  n° 22 / 2022  (20-2-2022)       ( --> Torna all’indice)

Traghetto in fiamme .Perché non si pensa….

Perché non si pensa ad un sistema antincendio con elementi  posti al di fuori delle murate, alimentati autonomamente e con idrovora con pescaggio direttamente  in mare.  Questi riverserebbero l’acqua all’interno dell’imbarcazione  e potrebbero risultare risolutivi qualora i sistemi antincendio “normali” vengano messi fuori uso da incidenti. Oltretutto il sistema non obbligherebbe ad attendere gli idranti di rimorchiatori o imbarcazioni di soccorso.

 Riflessione  n° 21 / 2022  (16-2-2022) Minigramma       ( --> Torna all’indice)

Guerra! E guerra sia!

I due principali paesi anglosassoni, USA e GB, alternatisi negli ultimi due secoli come gendarmi del mondo, hanno perso quel ruolo nell’ultimo ventennio. Una serie di non ben valutate iniziative anglosassoni sugli scacchieri internazionali hanno relegato i due paesi un po’  ai margini delle dinamiche geopolitiche: dalla seconda guerra irachena, alle primavere arabe, alle manovre di Sarkozy, il quale per scalzare l’Italia dalla Libia, ha permesso alla Russia e ai Turchi di ricavarsi un posticino nel Mediterraneo centrale. Per non parlare del disastro afghano e della Brexit .

Anche la Russia, praticamente emarginata negli anni ’90, ha stentato a recuperare posizioni, sopravanzata dalla Cina che ha praticamente globalizzato il mondo e fra tre o quattro anni ci ritroveremo anche sulla Luna. Nel frattempo, mentre gli altri tre giocano alla data della guerra, ha creato notevoli interessenze in Oceania (Isole Fiji ecc.)

Le attuali difficoltà interne di Biden e di Johnson e la stagnante posizione geopolitica russa hanno suggerito il rimescolamento delle forze nello scacchiere internazionale attraverso la crisi ucraina. Oggi è mercoledì 12 febbraio: secondo Biden oggi (ora di Washington?)  dovrebbe scoppiare la guerra. Aspettiamo ancora qualche ora.

Gli obiettivi dei tre contendenti paciocconi in parte coincidono: far emergere la debolezza europea in campo energetico, militare  e diplomatico. A fronte di questa vicenda, la UE dovrà trovarsi, nel breve periodo,  nuove fonti di approvvigionamento (gli Stati Uniti?); dovrà cominciare a spendere di più per gli armamenti; in ultimo, non riuscirà mai a parlare con una sola voce in campo diplomatico internazionale, restando un nano in feluca. In conclusione, la UE non cerchi di avvicinarsi alla Cina che, in questo frangente ha dimostrato di stare al fianco di Putin, e torni a schierarsi - senza se e senza ma – con gli Anglosassoni.

Analisi  troppo semplicistica? Domanda:  come mai neanche  i potentati finanziari  internazionali hanno creduto a uno “scrocchio” vero? Il dollaro, in genere valuta rifugio nelle crisi vere, ha avuto qualche giorno di rivalutazione negli ultimi giorni di gennaio (1,11 per 1 euro) per tornare a scendere ai livelli di dicembre-gennaio (1,13 – 1,14).

AGGIORNAMENTO del 17-2-2022.

Un amico mi fa presente che in situazioni di crisi occorre guardare non tanto al dollaro quanto all’oro.

La quotazione dell’oro ha cominciato a crescere da metà 2019. Ha raggiunto il picco massimo di 1725,35 euro il 10 agosto 2020. Mercoledì 16 febbraio (giorno della guerra) l’oro quotava 1629,83 euro.

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Riflessione  n° 20 / 2022  (7-2-2022)

SITUAZIONE NEI PARTITI

1) Come sta la destra.

Salvini sostiene che per ricomporre il centro destra occorrerà un anno. Nel frattempo lui prova a sondare il terreno per capire se il Grande Centrino (FI e cespugli) può dargli spazio e se avrà un futuro. Intanto continua ad accusare di tradimento e diserzione quanti hanno fatto mancare il voto alla Casellati nelle elezioni presidenziali.

Dopo una ansimante fuga in avanti, Berlusconi  ha capito che,  per continuare a gestire da Arcore l’eventuale Grande Centrino, dovrebbe  impedire alla Lega di convergere su quello che considera un suo terreno esclusivo. Pena l’irrilevanza di Forza Italia  come forza egemonica della nuova formazione.

Ma sia Salvini che Berlusconi commettono un errore: non è vero che la situazione odierna si limita a spingere gli innervositi elettori di centro a trovarsi una offerta politica liberal moderata. E’ vero invece che molti cittadini italiani (il 40% non va a votare) sono alla ricerca dell’ennesimo percorso politico che sia in grado di prospettare quel cambiamento radicale politico, partitico, comportamentale che da una decina d’anni vanno affannosamente esplorando, nella speranza  di riconoscersi in nuove offerte politiche, finora comunque tutte deludenti e fallimentari. Dalla mancata rottamazione di Renzi e le sue conversioni sulla spending review fino al licenziamento di Cottarelli, al grande bluff dei 5Stelle i quali, lungi dall’aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, si sono esercitati in manovre autoimmuni tanto evidenti quanto foriere di disastri.

Oggi a destra  è  la Meloni ad incarnare la voglia e la possibilità di un drastico cambio di rotta rispetto all’andazzo generale. E la sua proposta politica risulta la più adeguata  ad accogliere il  cambiamento auspicato da una buona parte di cittadini. Cambiamento non certo rivoluzionario (Giorgia Meloni sostiene di essere la più rispettosa delle istituzioni) ma  negli atteggiamenti politici; nel tentativo di imporre una  maggiore correttezza e lealtà nei rapporti interpartitici, appunto, con le istituzioni, con le altre forze politiche e con i cittadini; nel più fermo  e diverso atteggiamento nei confronti di questa UE.

Queste almeno sono le caratteristiche di Fratelli d’Italia agli occhi di almeno un terzo dei cittadini italiani. Gli altri partiti, quelli che non sanno fare più politica, hanno da contrapporre solo l’accusa di fascismo, di estremismo di razzismo alla formazione di Giorgia Meloni, non essendo in grado di opporre linee e visioni politiche, soluzioni diverse, diversi metodi operativi nell’affrontare i vari problemi della nostra società.

Sosteneva Leonardo Sciascia cheIl più bell’esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere (e ne raccomandiamo agli esperti la più accurata descrizione e catalogazione) è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è”.  (Nero su nero, Einaudi 1979 - Pag. 73)

Salvini e Berlusconi cercheranno di saggiare la disponibilità di altri forni, ma mentre loro  devono affannosamente prendere tempo per cercar di trovare la strada più conveniente a loro ed alle loro formazioni, la Meloni può invece più semplicemente aspettare, approfittando della loro inadeguata e sconclusionata offerta politica e della conversione di parte di quel 40 % di cittadini che si astengono. Con le amministrative alle porte, le decisioni rischiano di essere affette da presciolosità intellettuale.

Altri sono i problemi di FdI. 

1) Mancanza di una classe politico-amministrativa adeguata da proporre localmente. Può contare su una esperienza di governo ridotta: partecipò  come  Alleanza Nazionale al IV governo Berlusconi (2008-2011) con 4 ministri e 8 sottosegretari. Dal 2018 partecipa alla avanzata della destra nelle amministrative, regionali e comunali.

2) Mancanza di canali mediatici di comunicazione che vadano oltre i social e Il Secolo d’Italia. Certamente Berlusconi (Silvio)  farà mancare quelli di Mediaset o cercherà di mettere in luce critica  – tramite i suoi giornalisti – la partecipazione di esponenti di FdI. Dovrebbero  progettare l’impostazione di alternativi canali di comunicazione sfruttando  le nuove tecnologie, anche alla luce del fatto che i due anni e passa di pandemia hanno costretto moti cittadini ad impadronirsi degli strumenti per accedere alle nuove forme di informazione e partecipazione.

Alle elezioni politiche del 2018  il partito si attestò al 4,35 % alla Camera e al 4,26 % al Senato. Risultati prossimi all’irrilevanza rispetto ad oltre il 17 % della Lega e al 14 % di Forza Italia. Oggi, grazie all’esposizione mediatica offerta anche dai canali del Cavaliere, i sondaggi collocano la Meloni tra il 18 ed il 20 %. C’è da aggiungere che la partecipazione ai talk show di Giorgia Meloni fa aumentare gli ascolti di quei canali, ripagando in tal modo quegli stessi canali.

3)  Mancanza di presa di distanza nei fatti e nell’azione di tutti i giorni, non semplicemente in dichiarazioni formali, da frange violente che si definiscono simpatizzanti di estrema destra. Oppure da coloro che ridicolizzano il suo partito con manifestazioni infantili di approccio folkloristico richiamanti il ventennio fascista.

4) Difficoltà nel promuovere una cultura di destra adeguata, attraendo in maniera organica forze intellettuali di area e non, attive  e critiche, in grado di prospettare da qui a dieci, venti anni soluzioni strutturali  ai gravi problemi che una società complessa deve affrontare.

 5) Mancata valorizzazione (conseguenza del punto 2)  del ruolo di Meloni nella UE quale presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.  

 

Per concludere, la voglia di cambiamento degli Italiani e le posizioni raggiunte nei sondaggi possono indurre la Meloni a posizioni politco-sociali dettate da pigrizia operativa.

Sbaglierebbe.

I tre partiti devono decidere prima delle amministrative di metà anno.

 

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 Riflessione  n° 19 / 2022  (3-2-2022) Minigramma      ( --> Torna all’indice)

“Saper prendere tempo!”

3-2-2022 Il Tempo. Elezioni amministrative, il centrodestra diviso rischia il cappotto dalla Sicilia a Verona

I vecchi democristiani sapevano benissimo che il “Saper prendere tempo!” era arte raffinata e sempre pagante. Sapendo fare, male che fosse andata, il bilancio dell’attesa sarebbe stato uguale a zero.

Quando Mattarella impose il BisConte per meriti di pallottoliere e contro ogni morale costituzionale, sapeva benissimo che il suo partito non ci avrebbe rimesso nulla e che, anzi, avrebbe potuto ben lucrare. Soprattutto se gli avversari non avessero avuto in dote lungimiranza, buona organizzazione, costanza, adeguatezza.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: è stato sufficiente aspettare per veder cuocere nel loro misero  brodo Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Non sono stati in grado di adeguare la loro politica alle  vicende che la realtà poneva loro innanzi.

Dei tre, ha retto meglio il partito di Giorgia Meloni, con una impostazione etica più solida  rispetto agli altri due e con migliore approccio istituzionale, nel senso di migliore adesione e più manifesto rispetto dei valori istituzionali. Ma, se non riuscirà ad attirare una parte cospicua del corpo centrista  del vecchio schieramento di centro-destra, a che servirà? Certo, Meloni potrebbe essere avvantaggiata dagli obiettivi indecifrabili e nebulosi degli ex alleati,  dalle manifeste incapacità dimostrate dai vertici della Lega e dalle umoralità del Cavaliere che ancora sbatacchiano malamente Forza Italia. Ma in questa  manovra di coinvolgimento si varrà la nobilitate dei dirigenti di Fratelli d’Italia.

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Riflessione  n° 18 / 2022  (1-2-2022)   ( --> Torna all’indice)

Maturità: “Oddio! La seconda prova scritta!”

1-2-2022 Il Corriere della Sera. Maturità 2022, l’ira dei presidi. Giannelli (Anp): Bianchi, tolga la seconda prova. di Gianna Fregonara. Gli studenti in piazza venerdì. Ma anche i presidi cambiano idea: prova non significativa, non serve. Iv e Pd: seconda prova? Ottima notizia il ritorno verso la normalità

Ai miei tempi…

Feci l’esame di maturità nel 1965. Liceo scientifico. Fui rimandato in tre materie. Promosso poi ad   ottobre.

Nel 1965, l’esame prevedeva i riferimenti degli ultimi tre anni: se, per caso, nel corso degli orali  ci fosse stata occasione di parlare del trapasso dal feudalesimo ai comuni, del citoplasma,  o di Machiavelli non potevamo obiettare che, trattandosi di argomenti studiati due anni prima, la domanda era irricevibile. Gli scritti consistevano in cinque prove: Italiano, Matematica, Latino, Francese, Disegno. Agli orali si portavano tutte le materie, compresa “Educazione civica”. Nessuno ci consolava con “Poveri ragazzi… vi stanno massacrando!”. Ricordo che terminata la prova di disegno, il membro della commissione ci informò che il giorno dopo ci saremmo dovuti presentare in tuta e scarpe da ginnastica: avremmo dovuto sostenere anche la prova di Educazione Fisica.

L’indomani, in cortile, tutti in riga sull’attenti. L’esaminatore ci fece avanzare a turno. A ciascuno chiese di mimare i movimenti  di una prova di atletica. Quando fu il mio turno, mi toccò simulare le movenze di un lanciatore di disco. Superai l’esame perché nel 1960, in TV tra i vari servizi sulle gare olimpiche (Roma 1960) seguii quelli relativi al lancio del disco. Ricordai i lanci  e i relativi movimenti di Adolfo Consolini (un grande campione, ormai vecchietto di oltre 40 anni). Come posizione iniziale adottai quella del Discobolo di Mirone. Fu un  successo, a parte le tre materie ad ottobre.

Per decenni, l’esame di maturità fu un mio incubo ricorrente – almeno annuale -  e sempre uguale: un personaggio mi convocava e mi informava che avrei dovuto sostenere di nuovo l’esame di stato. Mi lamentavo affranto, sostenendo che non vedevo il motivo …. che non era giusto…. soprattutto che ero già laureato…. Niente da fare. Sebbene afflitto, cercavo sul patibolo di organizzarmi: va bene alcune materie … ma matematica mi avrebbe affossato, chi ricordava nulla dello studio delle funzioni? Quando, angosciato e sudato, mi svegliavo, da quell’incubo, me ne stavo minuti e minuti a crogiolarmi, ridendo, sotto le lenzuola, felice per lo scampato patibolo. Uno dei momenti esaltanti della mia vita!

 Curioso: da una trentina d’anni quel sognaccio non si è più ripresentato. Che sia, nel frattempo,  maturato?

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Riflessione  n° 17 / 2022  (30-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Sul populismo e sul qualunquismo dopo le presidenziali.

1) E’ stata dimostrata l’inamovibilità di Draghi. E’ stata dimostrata l’insostituibilità di Mattarella.

2) E’ stata dimostrata l’inadeguatezza dei partiti a svolgere un ruolo pur minimo di rappresentanza e iniziativa democratica. Non sono in grado di svolgere neanche un “lavoretto”. Ricordo che i partiti politici hanno una rilevanza costituzionale e che le entità che si definiscono “partito politico” rispondono ai cittadini ed alla costituzione del loro comportamento.

3) E’ stata dimostrata  l’incapacità dei capipartito a gestire politicamente le formazioni di riferimento. La prova di questa loro insulsaggine è stata data da Mattarella: per i 30 secondi  di pseudo supplica perché accettasse la rielezione, ha accolto i gruppi parlamentari (cioè i peones che l’hanno voluto ed eletto) e i grandi elettori regionali, ma non i capibastone.

4) E’ stata dimostrata l’assoluta estraneità dei partiti rispetto alla società italiana: non sono più capaci di fare politica. Per la quale occorrono cultura, intelligenza, intuizione, lavoro, impegno,  tutte qualità di cui i partiti sono orfani. Le “fortune” della nomenclatura si basano esclusivamente su tre cose: sull’essere fedeli (pur se coglioni) a chi ha il potere di “stilare le liste elettorali”;  sulla più o meno intensa partecipazione ai talk show televisivi (da cui deriva un obbligato loro asservimento ai padroni dei canali mediatici) e, soprattutto,  sul fatto che gli iscritti, i militanti, gli attivisti sono del tutto afoni e non in grado di svolgere un minimo di controllo e di sindacato circa l’azione dei capi: devono solo mettere la croce dove sanno quando ci saranno le votazioni.

5) E’ stato dimostrato che il paese può andare avanti anche senza partiti e capipartito, ridotti ormai a comitati d’affari, e che anzi spesso il loro coinvolgimento fa crollare la qualità degli interventi e delle decisioni politiche.

6) E’ stato dimostrato che sono in mala fede (per altro obbligata dalla loro scarsa cultura) quanti tacciano di qualunquismo e populismo coloro che si riconoscono nelle considerazioni appena esposte:  li condannano le loro analisi miserevoli che cianciano di cultura, progressismo, umanitarismo, antifascismo, antirazzismo ecc. senza neanche conoscere a fondo il significato di quei concetti, ripetuti come leggendo una lista della spesa dal droghiere. Se i cittadini imponessero un radicale cambiamento a questo andazzo, se le cose tornassero “normali”, non saprebbero che cosa fare o dire.

7) E’ stato dimostrato che i pigri profittatori della situazione attuale accusano ferocemente di qualunquismo e populismo ogni minima nuova inclinazione democratica mirante a ridare voce  ai cittadini perché si torni ad ascoltarli. Chi oggi cerca di ergersi al di sopra di tutti e di tutto dimostra un vero disprezzo proprio per i cittadini, considerati ignoranti ed incapaci di ricoprire, senza la loro alta ed indispensabile mediazione, il ruolo che la costituzione loro assegna come guardiani e custodi della sovranità.

Anche perché sanno che, se le cose tornassero “normali”, il loro sciamanesimo verrebbe spazzato via e dovrebbero (faticosamente) ricominciare a fare politica.  

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MinigrammaRiflessione  n° 16 / 2022  (30-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Meloni dovrà fare da sola.

30-1-2022 Il Corriere della Sera. Meloni: «Restiamo maggioranza nel Paese, ricostruiremo il centrodestra» di Paola Di Caro. La leader di FdI: «Con Salvini e Berlusconi oggi non siamo più alleati, hanno preferito l’alleanza con il centrosinistra sia per Draghi che per Mattarella. Potevamo vincere, ci siamo fatti male da soli»

29-1-2022 Iacchite.blog. Quirinale 2022. Cacciari: “Politici incompetenti, si salva solo la Meloni”

 

Dopo la dimostrazione di inaffidabilità di Letta e relativo cerchio, e al di là delle ideologie, FdI è l’unico partito che ha dimostrato una tempra resistente  e una adeguata coerenza nei fatti. Il partito di Meloni sarà l’unico  ad attrarre  deputati e senatori  perché – nonostante il taglio dei parlamentari - sarà l’unico partito a crescere anche numericamente.  Meloni si rende conto che dovrà fare tutto avendo indisponibili i canali di Mediaset? Sarà obbligata e costruire canali di comunicazione alternativi. Ne sarà capace? Meloni ha due vantaggi. Il primo è costituito dalla esigenza di Berlusconi+cespugli e Renzi di costituire un centro per reggere alla prossima legge elettorale proporzionale: tale urgenza obbligherà gli statisti Renzi e Berlusconi a non andare oltre progetti old style. Oltretutto non sarebbero capaci di procedere ad  innovazioni. .. Per inciso, non so se la Lega mendicherà uno strapuntino.  Tutto verrà appoggiato a Mediaset in una campagna elettorale già cominciata. Il secondo vantaggio le deriva dagli atteggiamenti che  Draghi  assumerà nei confronti degli squalificati partiti della maggioranza ed in quelli dei loro ministri, ancor più squalificati: opererà da decisionista dando luogo ad una continua loro mortificazione.

Meloni avrà la Lega contro.

Mi corre l’obbligo di una correzione al giudizio di Meloni sulla “sinistra” espresso sul Corriere: il comportamento di Letta e della maggioranza del PD non è dettato da complesso di superiorità, ma di inferiorità nei confronti dei competitori: chi è sicuro di sé, delle proprie idee e delle proprie ragioni tratta a viso aperto con tutti ed in ogni frangente, e rifugge da atteggiamenti meschini e sleali come la fregatura rifilata da Letta al povero Salvini circa il presidente donna.

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MinigrammaRiflessione  n° 15 / 2022  (30-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Mattarella bis? A mio avviso e andata così.

                                                                                                                                                                                                                         La destra riteneva che si dovesse eleggere il nuovo presidente della Repubblica. La sinistra invece mirava al Mattarella bis e cercava di squalificare la destra agli occhi dei cittadini, disseminando di trappole il percorso che avrebbe seguito Scout Salvini. Conte cercava di approfittare della vicenda rendendola un trampolino per la sua posizione di capo statista dei 5Stelle. 

Compulsi verso questi telos, Scout Salvini cercava di proporre una serie di personaggi  degni di essere eletti. Letta, statista sornione, rifiutava ogni nome proposto e, al contempo, cercava il modo di predisporre la trappola finale contro la destra. Conte non ci stava capendo nulla, ma si atteggiava a chi aveva capito tutto. Da lontano Berlusconi affinava la progettazione  della vendetta contro gli alleati (Scout Salvini e Mamy Meloni) dei quali non aveva digerito la quasi-manifesta - pur se sotterranea - disapprovazione della sua auto candidatura e della avvilente campagna acquisti. 

Come ultimo tentativo Scout Salvini gettava nell'agone la Casellati, ritenendo che sarebbe stata votata da tutto il centro destra compatto per poterla riproporre ancora.  Berlusconi pensava bene che fosse giunto il momento di tirare il laccio dove  Scout Salvini aveva infilato un piede. Faceva così mancare una quarantina di voti alla presidente del Senato: candidatura bruciata.

A quel punto Scout Salvini – ormai impotente - si recava nel campo avversario per trattare direttamente con capo Letta e capo Conte.  Capo Letta capiva che era arrivato il momento della trappola finale: offriva allo Scout una rosa di nomi, tra i quali è presente anche  Belloni. Lo Scout riferiva a Mamy Meloni e al povero Taiani la proposta Letta-Conte. Otteneva un loro assenso nei riguardi di Belloni. Tornato nel campo avversario, comunicava il placet per Belloni. Tutto a posto.

Da bravo provinciale, Scout Salvini si precipitava per primo in braccio ai cronisti e comunicava soddisfatto a tutto il mondo: “Sto lavorando perché ci sia un presidente donna…. Se tutti la smettono di mettere veti …. Lavoro perché domani si chiuda”. Da bravo provinciale si era annesso la definizione procedurale e la soluzione  al femminile del problema: avrebbe tutto risolto il giorno dopo.

Usciva anche capo Conte e preannunciava per l’indomani l’elezione di un presidente donna.

Tutto bene?

No!

La mattina successiva, capo Letta ritirava l’indicazione (da lui fatta) della candidata Belloni e tutto precipitava in un vergognoso nulla. A quel punto, affossato Scaut Salvini, i grandi elettori hanno cominciato a premere  per il Mattarella bis. Che, messosi a disposizione, verrà eletto.

 Grande vittoria del furbo capo Letta: rovinato Scout Salvini e la destra. Rovinato, ma era già disastrato di suo,  capo Conte e le varie  tribù dei 5Stelle.  Lo scaltro capo Letta affossa gli avversari e fa  eleggere l’ennesimo presidente di area che gestirà le prossime elezioni e la formazione del nuovo governo.

Dopo questi avvenimenti, Giorgia Meloni dovrà fare da sola, rinunciando ai canali mediatici che il Cavaliere metterà a disposizione della nuova formazione di centro, con i vari cespugli e Matteo Renzi, oltre Forza Italia. Non so ipotizzare la fine di Salvini.

La politica italiana, squalificata agli occhi del mondo, ha dimostrato di aver quasi toccato il fondo. Vedremo come e quando lo toccherà

Tutto è pronto per una legge proporzionale.

Sarà interessante vedere come si distribuiranno i transfughi del 5Stelle, anche alla luce del fatto che l’unica formazione in grado – secondo i sondaggi – di veder crescere i propri eletti è Fratelli d’Italia, pur con il taglio dei parlamentari.

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MinigrammaRiflessione  n° 14 / 2022  (28-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Elezioni presidenziali. Ma la sinistra ha un nome da proporre?

La sinistra non ha fatto una proposta, non ha indicato un nome da proporre alla discussione. Forse vuole imporre a Mattarella un mandato bis? Non si capisce altrimenti la strategia dello statista Enrico Letta. I tifosi della curva di sinistra danno la colpa a Salvini. Ma credo che si tratti solo della lezioncina imparata par coeur dalla  tifoseria. I cittadini si chiedono perché dopo nove nomi proposti dalla destra (tutti di levatura notevole) la sinistra abbia sempre cassato quei nominativi per nove volte senza proporne uno di sua pertinenza.

Quando a Mattarella fu consigliato di fare lo spot “Il Presidente cerca casa” mi venne un sospetto: troppo plateale quella manifestazione di volontà nel non voler accettare un secondo mandato. Come l’altro spot (altrettanto plateale) della preparazione degli scatoloni per il trasloco, per altro tutti vuoti. Perché tanta teatralità?

Col Mattarella bis la sinistra può continuare a contare su un presidente di area che gestirebbe le elezioni prossime e – comunque vadano – la formazione del prossimo governo. E non solo. Doverlo sostituire vuol dire non poter  più contare su quella benevolenza istituzionale. Inoltre, imporlo dopo aver disastrato la situazione ma avendo dimostrato ai gonzi  l’incapacità dei grandi elettori di formulare ipotesi adeguate, riuscirebbe forse a farlo passare – sempre agli occhi dei gonzi -  superpartes.

Curioso di vedere come reagirà il centro destra.

I cittadini hanno altri problemi.

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MinigrammaRiflessione n° 13 / 2022  (26-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Crisi ucraina. Sanzioni. Grossolanità anglosassone.

 

25-1-2022 ASCA Ucraina, Caracciolo: con sanzioni alla Russia scoppierà una crisi Usa-Ue. Non possiamo escludere che un incidente porti a un conflitto aperto.

Gli Anglosassoni non sono in  grado di avere una visione dei problemi geopolitici che vada oltre il loro sentirsi ed essere isolani. USA, GB, Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno solo tre confini di terra. Ben due hanno problemi: USA-Messico e Irlanda del Nord-Irlanda. Il terzo (USA-Canada) è domestico. Non si rendono conto di che cosa significhi per molti paesi europei questionare duramente (sanzioni) con la Russia e cioè con il fornitore di energia da cui attinge la Germania e molti paesi del Nord. Soprattutto in questo frangente, con una crisi energetica massacrante. Ed una pandemia preoccupante.

La politica inglese delle cannoniere (1800) si sta riproponendo a livello mondiale dalla pace di Sèvres dopo la prima guerra mondiale: se in continente qualche nazione cresce troppo e mette a repentaglio gli interessi e  l’impero britannico, gli Anglosassoni intervengono, abbattono la nazione che rompe loro le scatole senza alcuna preoccupazione degli effetti collaterali cioè di quello che accadrà nel continente, e se ne tornano nelle loro isole. Gli altri si arrangino.

Oggi, l’iniziativa “cannoniere” è funzionale anche nella politica interna di USA e GB: la crisi di credibilità di Biden e di Johnson ha bisogno della classica cura del “nemico esterno alle porte”. Questo fa abbassare di in ulteriore piano i problemi che dovranno affrontare i paesi europei.

24-1-2022 HuffPost. L’Ue non segue gli Usa: nessun ritiro dei diplomatici dall’Ucraina, dialogo con Mosca. di Angela Mauro.  (ansa ). Blinken al Consiglio Esteri a Bruxelles. Borrell: “Se la diplomazia fallisce, siamo pronti a reagire”.

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MinigrammaRiflessione n° 12 / 2022 (22-1-2022)      ( --> Torna all’indice)

Un Cavaliera da cortile, prima ancora che provinciale.

Che cosa ha insegnato la vicenda Draghi agli Italiani.

 

22-1-2022 AGI. Berlusconi ai suoi: "Ancora non ho deciso". Il leader di Forza Italia ha chiesto il parere di tutti i ministri e sottosegretari in apertura del vertice. 

La destra si sta giocando tutta la credibilità acquisita fino ad oggi. Sta dimostrando una incapacità di fondo, una inadeguatezza a rivestire un ruolo di governo come pretenderebbero i tre leader. Berlusconi  tiene sotto ricatto (per ora vincente) sia Salvini che Meloni ai quali ha fatto balenare il loro ostracismo dai canali Mediaset. Certamente soprattutto per Meloni sarebbe una iattura, visto che ha costruito la progressione di Fratelli d’Italia attraverso l’esposizione delle sue indubbie capacità solo attraverso i canali mediatici di Silvio. Berlusconi sa benissimo che, se anche trovasse i numeri, la sua presidenza sarebbe minata moralmente ed istituzionalmente agli occhi dei cittadini e del mondo a causa del suo petulante mendicar voti. E in questo giudizio è atrocemente coinvolto anche il Parlamento piegato e ruinato dall’insulsaggine della stragrande maggioranza dei parlamentari.

Berlusconi ha chiesto ai suoi di esprimersi. Indovinate con quali risultati.

Il Cavaliere ha avuto la disgrazia di avere come pietra di paragone Mario Draghi. Il quale ha dimostrato agli Italiani (al di là dei giudizi di merito sui risultati) i vantaggi per le istituzioni e l’immagine del paese acquisiti dal coinvolgimento e la responsabilizzazione di persone capaci, serie, professionali e non grettamente razzolanti in un cortiletto. Sarebbe stato tutto più facile per lui se si fosse dovuto offrire in paragone  con personaggi commensurabili: Conte, Letta, Di Maio, Bersani, Speranza.

Non sarà facile per i nostri politici di destra tirarsi fuori da questa che potrebbe risultare una atroce gogna mediatica gestita da Berlusconi e i suoi canali.

 

22-1-2022 HuffPost. Berlusconi ritira la candidatura al Colle, il centrodestra dice no a Draghi. Il Cav non si collega neanche al vertice. Tajani: "Il premier resti a Palazzo Chigi". Anche Meloni contraria all'ipotesi Draghi

Ma il giudizio resta lo stesso. Anzi, con una gestione così provinciale, si aggrava nelle sue negatività.

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Riflessione n° 11 / 2022    (22-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Il presidente della Repubblica?

Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera.

 

Velocemente: non è possibile sostenere che se c’è una qualsivoglia maggioranza in Parlamento, si procede con un qualsivoglia governo.

In materia, lo spirito dei padri costituenti era un altro. Riporto il pensiero di due padri Costituenti, Costantino Mortati e Lelio Basso.

Costantino Mortati - membro della Costituente e giudice della Corte costituzionale - in un manuale di diritto pubblico del 1958 ebbe modo di chiarire che spetta al presidente della Repubblica «una suprema soprintendenza dell' attività degli altri organi costituzionali, non allo scopo di indirizzarla in un senso o nell' altro intervenendovi attivamente, bensì solo per compiere presso gli organi stessi un' opera di segnalazione delle eventuali gravi disarmonie che potessero rilevarsi rispetto al sentimento o alle esigenze espresse dal popolo, o per effettuare un appello al popolo stesso, attraverso l' impiego dell' istituto dello scioglimento anticipato, quando vi siano elementi tali da renderlo necessario o anche solo opportuno».

Mortati non è il solo ad esprimere il concetto della necessità di avere una continua corrispondenza tra il sentire popolare e la composizione delle Istituzioni. Dello stesso avviso un altro padre costituente, Lelio Basso, che dieci anni dopo scriveva:

Lelio Basso - «In un ordinamento democratico ci dev'essere corrispondenza continua fra la volontà degli elettori e quella degli eletti; il nostro ordinamento conosce alcuni meccanismi volti a questo scopo, e precisamente: lo scioglimento anticipato delle Camere da parte del presidente della Repubblica che dovrebbe essere pronunciato quando fosse constatata un'aperta frattura fra Parlamento e Paese». [….].

Nel Medio Evo si sbalzava sul marmo (Palazzo dei Priori a Perugia) il seguente memento: “Ius reddens Iudex semper sis omnibus idem, iudicium alterius iudicis ut fugias”. E’ il giudice che deve essere sempre uguale a se stesso per tutti. Se riusciamo ad ottenere  ciò, ne deriva necessariamente che “la legge sarà uguale per tutti”. Mentre non è vero il viceversa: la legge sarà pure nominalmente  uguale per tutti, ma solo finché il giudice sarà uguale a se stesso per tutti. Infatti, un giudice non all’altezza del suo compito e non sempre coerente,  può applicare o interpretare la stessa norma. Se per gli “amici” conviene applicarla, vuol dire che per i nemici conviene interpretarla. E viceversa.

E’ quanto è accaduto con l’avvento del BisConte: costituito per meriti di pallottoliere. Se un qualsivoglia governo può ottenere una qualsivoglia maggioranza in Parlamento, si faccia il governo! Precedente molto pericoloso.

Cassate dalla memoria le posizioni dei big sia del PD che del M5S ribadite solo pochi giorni prima della costituzione del Bis Conte (5-9-2019):

è 18-7-2019 Il Fatto.  Di Maio al Pd: “Mai col partito di Bibbiano che toglie bimbi a famiglie”. I dem: “Quereliamo”. 

 

è 31-8-2019 Libero. Nicola Zingaretti e l’alleanza con il M5S: il video definitivo che lo cancella: "Io lo dico davanti a tutti", una tragica figuraccia.

Tutti dei veri statisti!

Un sogno. In un’aula di tribunale l’imputato ha di fronte il monito: ”La legge è uguale per tutti”.  Mi piacerebbe che venisse richiamato il monito primario: “Iudex semper idem sit omnibus” riportandolo  di fronte al giudice, sulla parete opposta.

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MinigrammaRiflessione n° 10 / 2022    (18-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Rispettare le leggi?

In Italia chi lo pretende è connotato negativamente dai furbi: è un giustizialista.

 Dominazioni straniere hanno imposto per secoli alle popolazioni autoctone del nostro paese un apparato normativo vessatorio ed estraneo. Inutile ricordare le dominazioni dal Sacro Romano Impero alla normanna, alla sveva, alla angioina. Si pensi al periodo di dominio spagnolo (dal 1559) dell’Italia non solo meridionale con la sostituzione del dominio francese nel nord Italia.

I cittadini che a quelle leggi si appellavano, o erano membri della casta dei dominanti o  erano dominati ai quali convenivano atteggiamenti collaborazionisti. Agli occhi dei cittadini normali quella collusione appariva come deprecabile e comunque foriera di ulteriori vessazioni.

Le cose non sono migliorate con l’unità d’Italia: ampie fasce di popolazione meridionale accolsero di buon grado i suggerimenti del Cardinale Rufo che spingeva i veri cristiani ad opporsi all’apparato imposto dai piemontesi.

Più in generale, il Papa tenne lontani i cattolici da una attiva vita politica nazionale, imponendo loro di considerarsi estranei ai processi di unificazione che avevano visto il vicario di Cristo ridursi a dominare il territorio racchiuso entro le mura paoline. Il veto ad una compiuta cittadinanza dei cattolici fu rimosso solo nel 1913 (Patto Gentiloni).

Dopo neanche un decennio da quella data, la dittatura fascista impose una legislazione totalitarista, rifiutata da una parte della popolazione, almeno come atteggiamento intellettuale e di contrasto all’assolutismo del ventennio.

Dopo la liberazione, passato  il momento costituente di enorme forza unificante, una parte della popolazione (la sinistra) non ebbe un completo atteggiamento di adesione alla nuova struttura giuridico istituzionale della Repubblica. Atteggiamento perdurato almeno fino al discorso di Berlinguer col quale si annunciava che “.. non si governa il Paese col 51 per cento dei voti…”.

Da quel momento, a mio avviso, è iniziato un faticoso processo di adesione alle istituzioni di questo  paese. Ma le disarticolazioni operate per secoli hanno portato a storture difficili da raddrizzare: dagli atteggiamenti della Lega anni ‘90, a quelli di Berlusconi sul pagamento delle tasse, a quelle del Subcomandante Fausto che opponeva allo Sceriffo Cofferati il fatto che “…la legalità non è mai stata un valore della sinistra marxista…”. Per arrivare a Mimmo Lucano, a Carola Rakete e, oggi, ai “no vax”, “no tav”, “no tut”.

Insomma, in Italia rispettare le leggi è una opzione dettata non da etica, ma da personali adesioni a schieramenti politici.

In conclusione: il proverbio “fatta la legge, trovato l’inganno” non nasconde una rassegnazione di fondo, ma esplicita un modus operandi “legittimo”, addirittura apprezzato.

Oggi il legalismo è trapassato in giustizialismo, con connotati fortemente negativi alimentati dai furbi per mettere in difficoltà i cittadini che, ligi, “pretenderebbero” il rispetto delle leggi. Quei furbi che hanno fatto del mancato rispetto delle norme un lucroso business, e della non piena adesione alle istituzioni un ascensore sociale.

Un inciso: Il procuratore capo di Milano  Ciro Cascone, così commentava i fatti di Capodanno: «I genitori che lavorano fino a notte non sanno come prenderli: il modello con cui sono stati allevati nel Paese d’origine, basato sull’obbedienza all’autorità, qui non funziona» Domanda al dottor Cascone: “ Perché da noi il rispetto dell’autorità non funziona?”.

E noi che ci ribelliamo a questo atteggiamento eversivo? Beh, siamo dei poveracci. D’altra parte, che cosa pretendere da noi cittadini giustizialisti? E se, in quanto deprecati giustizialisti, fossimo in grado di far breccia nel corpo sociale e trovassimo “pericolosamente” un po’  di seguito, diventeremmo addirittura forcaioli, da combattere sempre e comunque.

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Riflessione 9 / 2022    (16-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Divisivita’ di Berlusconi? Dipende. Per Letta nel 2013 andava benissimo.

 Certamente quella di Berlusconi da parte della destra è un indicazione divisiva. Ma detto da Letta che, nel 2013, pur di tenersi il cavaliere come alleato di governo, fece la grande stupidaggine fiscale di eliminare l’Imu dalla prima casa, è affermazione risibile, per gonzi smemorati.  infatti, nel 2013, Berlusconi aveva impostato la sua campagna elettorale proprio sull’abolizione della tassa sulla prima casa. Dal governo Letta (di cui era forza di maggioranza con il Popolo delle libertà) ottenne quella eliminazione e poi ( cucù!) abbandonò il governo

“Grande” mormora Letta al termine della dichiarazione di fiducia al suo governo da parte di Berlusconi.

https://www.iltempo.it/politica/2022/01/15/news/enrico-letta-diceva-grande-silvio-berlusconi-30108974/  

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Riflessione 8 / 2022    (16-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Sicurezza dei conti correnti bancari e postali

 informazioni, consigli, raccomandazioni minime ai correntisti.

 

Occorre riflettere anzitutto sulle conseguenze che la pandemia ha ingenerato nell’ambito della clientela bancaria, postale e delle società finanziarie di trading on line e non solo.

Le restrizioni fisiche che i vari governi hanno imposto alla popolazione al fine di ridurre al minimo contatti e, quindi, diffusione del virus, ha convinto (in molti casi , obbligato) una consistente quota di cittadini ad adottare soluzioni procedurali on line per i servizi bancari e finanziari da loro sottoscritti, risultando di particolare impaccio la esecuzione “in presenza” delle operazioni bancarie necessarie alla loro gestione finanziaria personale e familiare. I new entry hanno comunque abbassato la media delle conoscenze di tecnica bancaria e, soprattutto, la media di consapevolezza dei rischi insiti nelle nuove tecnologie informatiche.

Questi “nuovi” clienti del settore on line possono risultare particolarmente esposti alle aggressioni di cybercriminali. Ecco alcuni suggerimenti, non solo per loro.

1) Non si cada nella compulsiva  ricerca affannosa della velocità, della semplicità e della comodità di esecuzione, soprattutto nel campo delle operazioni finanziarie on line.

Più si semplificano le procedure di esecuzione, più è facile per i cybercriminali aggredirci. Abbandonare il mito della velocità, della semplicità e della comodità di esecuzione degli obbiettivi che vogliamo raggiungere. Più il sistema ci permette di raggiungerli facilmente e senza passaggi “rognosi”, più è possibile che ci renda intrappolabili da parte della rete cybercriminale, anche per via del grande numero di dati sensibili che dobbiamo affidare ad altri. Questo meccanismo compulsivo fa premio sulla sicurezza delle operazioni.

2) Usare smartphone che abbiano il riconoscimento tramite impronte digitali.

Negli  apparti attivabili  tramite impronta digitale il sistema di sicurezza risulta meno facilmente violabile rispetto a quello che richiede solo la PW. Al contrario, non adottare assolutamente la possibilità del riconoscimento facciale perché facilmente violabile: gli stessi costruttori di smartphone preavvisano, nelle istruzioni del telefonino, di questa debolezza  .

3) Resettare a fondo gli apparecchi (magari vecchiotti) recuperati in famiglia e destinati a gestire le nostre finanze.

Non è opportuno riattare vecchi apparecchi abbandonati, perché superati, da figli, nipoti e cugini. Soprattutto non si utilizzino per le operazioni finanziarie device sui quali siano stati scaricate decine di giochi e tanta paccottiglia pericolosa: potrebbero essere “appestati”.  Soprattutto non usare lo stesso computer per l’operatività on line dei vari conti della famiglia. In ogni caso è opportuno resettare a fondo gli apparati recuperati prima di predisporli alle funzionalità finanziarie.

4) Per l’ e-commerce usare una carta prepagata.

Le spese di e-commerce vanno gestite non tramite il conto corrente, ma tramite una carta prepagata dove terremo giacenti pochi euro. Con le prepagate le spese on line sono gestibili anche in assenza di conti correnti o in presenza di conti correnti che non abbiano la gestibilità on line. La ricaricheremo in funzione degli acquisti on line programmati, effettuati i quali, il saldo tornerà ad essere di pochi euro: in caso di violazione cyber criminale, il danno sarà di piccola entità. Oltre che tramite app, le ricariche dal conto corrente possono essere effettuate tramite ATM, quindi approfittando dei sistemi di sicurezza delle banche, di Poste, delle finanziarie.

5) Evitare di essere sempre collegati in rete.

I pericoli vengono dalla rete. Chi è costantemente collegato ad internet - perché è in ansiosa attesa che qualcuno lo messaggi -  corre maggiori pericoli di chi si collega qualche minuto ogni due o tre ore, verifica la posta, controlla i messaggi giunti dai contatti, risponde e torna a scollegarsi. Ricordo che i professionisti preferiscono utilizzare gli sms piuttosto che ogni altro sistema di comunicazione: i messaggini arrivano sempre, anche se il destinatario è scollegato dalla rete o se, per cause di forza maggiore, ha dovuto sistemare la sim in uno dei vecchi telefonini perché il suo smartphone è temporaneamente  fuori uso.

6) Phishing e Sim swap.

Due sono le truffe più comunemente usate dai cybercriminali per entrare in possesso di codici e procedure in grado di permettere una loro operatività diretta, tramite il cellulare, sul nostro contocorrente: il (vecchio) phishing e il (recente) Sim swap.

Il phishing consiste nell’inviare all’indirizzo di posta elettronica del correntista preso di mira,  un messaggio che sembra inviato da un contatto conosciuto, dalla banca o da altre entità. Il messaggio contiene link che, se attivati dal ricevente, permettono al criminale di gestire in ns. conto. Questo sistema vecchiotto si è aggiornato con telefonate al cellulare, dato come riferimento alla banca, che invitano a dar seguito alle richieste da parte di interlocutori che si dichiarano dipendenti della banca. Ancora oggi è uno dei sistemi più usati e fertili per i cybercriminali. Oltretutto è gratuito.

Il Simswap permette l’intrusione nei nostri conti attraverso la duplicazione della sim il cui numero fornimmo all’atto dell’apertura del rapporto bancario o postale. Ottenuto il duplicato, il cybercriminale – impostando una operazione di addebito - riceverà dalla banca il messaggio con l’indicazione della  password da usare  una sola volta (secondo livello di sicurezza) per autorizzare l’operazione truffa impostata.

E’ evidente che se alla banca abbiamo fornito come riferimenti la ns. e-mail e il nostro numero di cellulare che stiamo usando da 15 anni ed è conosciuto da centinaia di ns. contatti, non sarà difficile per i malintenzionati (anche sprovveduti) venirne e conoscenza e procedere con tentativi di phishing e Simswap.

Dobbiamo quindi far sì che siano forniti alla banca due riferimenti quanto più riservati possibile. Apriremo quindi  un nuovo account di posta elettronica (gratis)  che non daremo a nessuno e attiveremo una nuova Sim (PosteMobile ne offre una da 2 euro al mese) che non utilizzeremo mai. Forniremo alla banca entrambi questi riferimenti.

Pertanto, messaggi della banca indirizzati alla e-mail da noi usata pubblicamente, e non all’indirizzo riservato, saranno facilmente individuati con phishing. Mentre sarà molto più complicato per il cybercriminale entrare in possesso del nostro nuovo e riservato numero di cellulare al fine di richiedere il duplicato della sim.

.Certamente i suggerimenti indicati  non risolvono alla radice i problemi di sicurezza, ma aiutano e potrebbero scoraggiare una banda criminale non molto attrezzata.

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Riflessione   7 / 2022    (12-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Trivelle off shore. come aumentarne la sicurezza

Per aumentare la sicurezza delle trivelle off shore in caso di incidente e conseguente fuoriuscita di greggio, si potrebbe predisporre un cilindro  dal fondale alla superficie dell’acqua che, usando le zampe  di ancoraggio dell’isola come scheletro di supporto e inglobando la struttura di estrazione, eviti che eventuali fuoriuscite di petrolio si disperdano in mare in balia delle correnti. Il cilindro manterrebbe tali fuoriuscite al suo interno fino alla superficie, dove verrebbe raccolto da idrovore.

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MinigrammaRiflessione  6 / 2022    (11-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Covid, varianti, vaccini. letto, latte e lana

La Pfizer informa che a primavera sarà disponibile il nuovo vaccino contro la variante omicron. Questa informazione fa presupporre che, conclusa la tornata vaccinale contro la variante delta, occorrerà iniziare il tris vaccinale contro la omicron. Secondo molti addetti ai lavori, sembrerebbe la omicron più virulenta della delta, ma meno aggressiva e distruttiva. Se a queste caratteristiche virali aggiungiamo il livello di vaccinazione della popolazione, potremmo affermare che la variante omicron colpisce come una brutta influenza. Al contrario, la variante delta continua a massacrare la popolazione non vaccinata o vaccinata ma senza aver  concluso il ciclo delle tre inoculazioni.

Se questa analisi è – per quanto possibile – corretta, non risulterebbero giustificate le restrizioni imposte avendo come parametri l’occupazione ospedaliera dei casi di ricovero con sintomi o in terapia intensiva. Se tre quarti delle nuove ospedalizzazioni sono a carico di non vaccinati o parzialmente vaccinati non si giustificano le restrizioni e l’imposizione di giorni di quarantena  che coinvolgano anche i vaccinati.

Ricordo che nelle epidemie di influenza “stagionale”, si arriva ad attribuire ogni anno in Italia mediamente 8000 decessi per la malattia in sé e le sue complicanze (polmonite ecc.). Inoltre, tutti ricordiamo i titoli eclatanti circa il numero di Italiani costretti a letto.  Nel 2018 si valutò in circa quattro milioni gli allettati durante il picco massimo di incidenza. Ma in quei frangenti nessuno si sognò di chiudere il paese: chi si “beccava l’influenza” se ne stava, per qualche giorno, a casa  a curarsi  il suo malanno con letto, lana e latte. come suggerivano le nonne.

Sono di questo parere USA e Spagna, confortati soprattutto dal fatto che il rapporto tra numero di contagi e numero di morti per Covid suggerisce il passaggio da «pandemia» a influenza di stagione. Allenteranno quindi le restrizioni. Pronti a rivedere ogni impostazione se l’evoluzione dovesse scostarsi di molto dalle previsioni.

D’altra parte, la scienza procede galileianamente, “provando e riprovando” anche se molti poveri di spirito starebbero più tranquilli se potessero affidarsi all’ “ Ipse dixit”. Soprattutto per annettere colpe con facilità in caso di fallimenti.

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MinigrammaRiflessione n° 5 / 2022    (9-1-2022)        ( --> Torna all’indice)

Energia. condannati ad usare fino all’ultimo barile di petrolio?

 Una quindicina di anni fa, tre premi Nobel, tra i quali Carlo Rubbia, chiesero il finanziamento di 40 milioni di euro per sviluppare il progetto di una centrale atomica che non utilizzasse come combustibile l’uranio, ma il torio. A differenza del primo, il torio è quattro volte più diffuso sulla Terra, non è radioattivo per natura, ma lo diventa con un processo di innesco tramite uranio; rilascia scorie che decadono più velocemente di quelle prodotte da centrali ad uranio; non può essere usato direttamente come materiale per la costruzione di bombe atomiche. Non se ne fece nulla. Ancora oggi Rubbia deve argomentare  con valutazioni vecchie di qualche lustro, nella speranza di convincere qualche politico più intelligente della media. [ Si veda: Rivista energia.it del 26-10-2020 Intervista a Carlo Rubbia: tra nucleare e fossili a 0 emissioni]

 L’articolo indicato ha un commento del prof. Ettore Ruberti. Ne riporto qualche frase:

[…]  “come correttamente sottolineato da Rubbia sia il solare fotovoltaico che l’eolico sono caratterizzati dalla bassa intensità energetica e dall’intermittenza della disponibilità e, se si stanno diffondendo in maniera massiccia, è solo perché lautamente finanziati con soldi pubblici. Se avessero finanziato, con un millesimo di quanto sprecato con il fotovoltaico, il solare termodinamico a concentrazione (brevetto dell’ENEA realizzato proprio grazie a Rubbia quando era Presidente dell’Ente) e lo avessero realizzato in Paesi con alta insolazione, allora sì che il solare sarebbe competitivo, anche, se non soprattutto, per produrre idrogeno”.

Inoltre, è evidente che se si discute di nucleare quando il petrolio è a 15 dollari al barile (costo del barile a novembre 1987, quando si tenne il referendum sul nucleare) sarà difficile argomentare sulla sua economicità. Col petrolio a 80 dollari (come oggi) risulteranno economiche anche soluzioni basate sulla produzione di energia alternativa, problematiche ma facilitate dal prezzo del greggio e abbondantemente finanziate.  E non valutiamo l’intervento delle mafie.

Mi sembra chiara la nostra condanna: finché non verrà utilizzato l’ultimo barile di petrolio la lobby mondiale dei petrolieri ostacolerà ogni scostamento dall’uso dei combustibili fossili per produrre energia. Oltre a questi potentati dobbiamo considerare anche “l’interessata incapacità” dei nostri politici a valutare la gravità del problema energetico.

 Le prossime generazioni si arrangino!

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Energia. Un ulteriore problema.

8-1-2022 Formiche.net. Turismo energetico da criptovaluta e crisi Kazakha. Problemi per l’AI italiana? Di Andrea Monti. Turismo energetico da criptovaluta e crisi Kazakha. Problemi per l’AI italiana? La crisi energetica del Kazakhstan solleva un tema apparentemente meno drammatico ma strategicamente critico: il “turismo energetico” delle aziende high-tech e la pericolosità delle criptovalute. L’analisi di Andrea Monti, professore incaricato di digital law nell’università di Chieti-Pescara 

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MinigrammaRiflessione  n°  4 / 2022  (6-1-2022)           ( --> Torna all’indice)

L’estro ci premia, almeno nel breve periodo.

Nei momenti di difficoltà complessiva e generalizzata, in cui è vincente chi “inventa” prima e meglio soluzioni creative, l’estro italico viene a galla e ci fa emergere. Non abbiamo bisogno di grandi riorganizzazioni, anche alla luce del fatto che non abbiamo mai potuto contare su grandi organizzazioni. Proprio per questo gli altri paesi impiegano più tempo per “riorganizzarsi”, ma alla fine si riorganizzano accomodando i difetti evidenziati dalle loro strutture nel periodo di grande difficoltà. E ricominceranno ad andare avanti meglio di noi.

A meno che non si prenda una italica palla al balzo per cominciare anche noi ad “organizzarci” e fare squadra, correggendo i difetti generati da individualismi e scarso senso della collettività.

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MinigrammaRiflessione  n° 3 / 2022   (4-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Sulla fine delle ideologie.

Solo chi ritiene che l’ideologia sia una sovrastruttura mentale può tranquillamente parlare di fine delle ideologie, nello specifico “ideologie politico-sociali”. Ma l’ideologia è una struttura della mente umana non una sovrastruttura. E’ l’organizzazione intellettuale di pensieri, culture, idee, conoscenze, sentimenti che ogni uomo si crea per interpretare le vicende che la vita e la realtà pongono giornalmente alla sua osservazione. Senza una ideologia, l’uomo non saprebbe interpretare il suo vivere.

E’ evidente come una tale struttura mentale non può essere costruita una tantum, non può essere imprigionata da poche incorruttibili certezze: ha infatti bisogno di essere continuamente rivista, aggiornata, arricchita. Revisioni e correzioni per le quali occorre un adeguato fardello culturale.

Si prenda l’ideologia costruita sulle realtà politico-sociali del secolo scorso, sull’esigenza cioè di comprendere dinamiche come l’internazionalismo o l’ecumenismo. Sclerotizzate dal leninismo e dal cattolicesimo, hanno finito per non essere più in grado di fornire capacità interpretativa a chi su di esse riponeva immarcescibile fiducia. Ma parallelamente al loro essere abbandonate perché ormai inutili, hanno lasciato il campo a nuove ideologie sul versante socio-politico. Certamente approssimative e superficiali (penso all’ideologia del “No Tutto”) ma comunque  ritenute in grado di aiutare chi le adotta nell’analizzare, spiegare e incasellare la realtà e le nuove esperienze.

Anche se costruita con strumenti intellettuali inadeguati, l’ideologia del  “No tutto” ( No Vax, No Pass, No Tav, No Tap, No Tax, No Nuk)  risulta poderosamente mobilitante: si pensi a chi preferisce morire di covid piuttosto che farsi curare. Ciononostante non è in grado di offrire strumenti culturali tali da permettere all’uomo un progresso socializzante generalizzato e costante.  Anche perché rendono quel versante ideologico – costruito con intelletto inidoneo -  necessariamente immobile, sclerotico incapace di mettersi in discussione e non in grado di aggiornare la capacità di valutazione al mutare delle variegate esperienze vissute.

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Minigramma Riflessione  n°  2 / 2022.  (3-1-2022)     ( --> Torna all’indice)

Sul fenomeno migrazioni

Anche  se con anni di ritardo, l’ONU ha preso atto dell’evidenza: buona parte  dei naufraghi “salvati” dalle ONG è composta non da profughi ma da semplici migranti economici.

Vedi:.[https://www.ilgiornale.it/news/politica/pure-lonu-smentisce-sinistra-i-migranti-non-sono-profughi-1865683.html ].

Quindi noi, accogliendo tutti tramite il  “permesso umanitario” (invenzione della florida e creativa imprenditoria dell’accoglienza nostrana) non stiamo aiutando gli “ultimi”. 

La UE e i nostri governi hanno dimostrato di non saper gestire il fenomeno. C’è un solo modo corretto per governarlo: chiuse le frontiere alla immigrazione clandestina, in base a parametri da definire, ogni anno  si calcola il numero di migranti che l’Italia può accogliere in maniera corretta e soprattutto degna. 10mila? 100mila? Un milione?  Raggiunta quella cifra si chiudono le frontiere. In attesa dei nuovi calcoli per l’anno successivo. Le ambasciate italiane dei paesi interessati dal fenomeno rilasceranno i visti d’ingresso. Con questo sistema, oltre ad evitare i campi di concentramento in Libia,  i migranti potranno risparmiare i 5.000 dollari pagati per attraversare il Sahara, i 1.500 per organizzare il naufragio nel Canale di Sicilia, il costo del biglietto richiesto da scafisti mediorientali.

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MinigrammaRiflessione n° 1 / 2022      (2-1-2022)         ( --> Torna all’indice)

Sulle scorie radioattive.

Le scorie radioattive Immagazzinate in Italia, derivanti dalle quattro centrali nucleari dismesse e dagli usi civili (in genere clinici)  ammontano a poco più di 34mila metri cubi. Pur considerando la sismicità del nostro paese, non è credibile che non si sappia come interrare ad una profondità di 3 – 4 chilometri (quindi ben al di sotto delle falde acquifere) un cubo di 33 metri di lato per isolarne e renderne innocuo il contenuto. 

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