PRIVILEGIA NE IRROGANTO    di    Mauro Novelli

“Più dei tanti che tumultuano, i tiranni temono i pochi che pensano”. (Platone)

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R I F L E S S I O N I          di Mauro Novelli

 

I N D I C E

 

RIFLESSIONI 2023

 

Riflessione n°66 (1-2-2023) Auto elettrica. Non piace agli Italiani, ma  avremo colonnine di ricarica sovrabbondanti.

Riflessione n°64 (25-1-2023) Case green. Iniziativa UE da condannare, ma un po’ di conoscenza della situazione non guasta

Riflessione n°64(21-1-2023) Il giornale.  Strumento di informazione della prima metà del scorso secolo.

Riflessione n°63 (15-1-2023).  Alimentazione e civiltà.

Riflessione n°62 (14-1-2023). Cambiamenti climatici e azioni dell’uomo

Riflessione n°61 (6-1-2023) Microcosmo famiglia  e macrocosmo società.

Riflessione n°60 (6-1-2023)  Migranti. I nostri buonisti proprio non ci riescono!

Riflessione n° 59 (3-1-2023).  Embedded. A loro insaputa?

 

RIFLESSIONI 2022

 

Riflessione n° 58 / 2022  (7-12-2022). Politica salariale. Chi era costei ?

Riflessione n° 57 / 2022  (4-12-2022). Ma l’unione Europea non e’ una cupola di Cosa Nostra.

Riflessione n° 56 / 2022  (23-11-2022). Come calcolare il numero di partecipanti  ad una manifestazione a Roma.

Riflessione n° 55 / 2022  (6-11-2022). Ancora sui migranti. Integrazioni del 7,8 e 10 novembre 2022

Riflessione n° 54 / 2022  (31-10-2022)  Inflazione e cura della BCE attraverso l’aumento dei tassi. Il governatore Visco lancia alcuni avvisi. Ma non può fare di più.

Riflessione n° 53 / 2022  (31-10-2022)  Uno dei problemi della sinistra. Forse il più serio.

Riflessione n° 52 / 2022  (30-10-2022) . Uso dei contanti. Ennesima puntualizzazione sul limite imposto e sui prelievi in banca.

Riflessione n° 51 / 2022  (18-10-2022)  Nuovo governo: la debolezza delle opposizioni è anche una debolezza del governo

Riflessione n° 50 / 2022  (7-10-2022). Il PD obbligato ad abbandonare la realtà virtuale in cui si crogiolava.

Riflessione n° 49 / 2022 (12-9-2022). Scandalo. Meloni. L’Italia proteggerà in UE i propri interessi!

Riflessione n° 48 / 2022  (8-9-2022)  BCE: +0,75% il tasso sull’euro, fissato a 1,75%. Incongruente. A meno che….

Riflessione n° 47 / 2022  (7-9-2022)  Nuova gestione mondiale. Senza la Cina?

Riflessione n° 46 / 2022  (30-8-2022)  Euroinomani e crisi energetica. Perché in Italia non deve vincere il centro destra.

Riflessione n° 45 / 2022  (7-8-2022)  Conglomerato degli Inerti. Il programma massimo del centrosinistra. (Un aggiornamento)

Riflessione n° 44 / 2022  (6-8-2022). Il pallottoliere promosso a strumento politico. Anche da Letta.

Riflessione n° 43 / 2022  (28-7-2022). Promesse per gonzi, realizzate da personaggi deboli per restare al potere

Riflessione n° 42 / 2022 (26-7-2022). Metà dei nostri partiti politici (quelli di sinistra)  non sanno che cosa significhi competere ad armi pari con gli avversari.

Riflessione n° 41 / 2022  (22-7-2022). Politici. Anche delegittimare l’avversario è diventato troppo faticoso.

Riflessione n° 40 / 2022  (20-7-2022) In Senato, un Draghi fuori misura chiede la fiducia. Nel paese, un Letta sbroccato dimostra la sua pochezza politica

Riflessione  n° 39 / 2022  (13-7-2022)  6Torna l’inflazione, aggravata da trent’anni di irresponsabilità economiche, politiche, imprenditoriali e sindacali. 6

Riflessione  n° 38/ 2022  (4-7-2022)   Perugia. Sindrome di Stendhal contemplando il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca. 12

Riflessione  n° 37/ 2022  (1-7-2022)   Europa addio! 15 Hanno vinto i barbari del Nord, approfittando dei barbari dell’Est. 15

Riflessione  n° 36/ 2022  (25-6-2022)  Per risparmiare il gas usato in cucina. 16

Riflessione  n° 35/ 2022  (22-6-2022)   La resipiscenza di Di Maio poteva essere anticipata di tre anni. 17 Con riduzione dei danni per il paese. 17

Riflessione  n° 34/ 2022  (28-5-2022)   18Prezzi dei prodotti agricoli e finanza. 18 I potentati hanno definitivamente vinto. 18

Riflessione  n° 33/ 2022  (26-5-2022)   Stragi americane. 21

Riflessione  n° 32 / 2022  (24-5-2022)   Referendum. Sulla legge Severino. 22

Riflessione  n° 31 / 2022  (21-5-2022)   Domande a Zelensky sul da lui auspicato Piano Marshall per l’Ucraina. 23

Riflessione  n° 30 / 2022  (20-4-2022)   Potenze atomiche. Anche potenze militari?. 24

Riflessione  n° 29 / 2022  (28-3-2022)  Domandine ai due strateghi del terzio millennio. 25

Riflessione  n° 28 / 2022  (25-3-2022)   Da Formigli (La 7 ) Professor Orsini, stai punito! 26

Riflessione  n° 27 / 2022  (24-3-2022)   Fusione nucleare e e colpi di coda dei paesi produttori di petrolio. 28 La soluzione russa anti Zelensky riproponibile dall’Occidente in funzione anti Maduro?. 28

Riflessione  n° 26 / 2022  (15-3-2022)  Ucraina. Se le cose stanno così…….. 30

Riflessione  n° 25 / 2022  (5-3-2022)    Ipotizziamo che Putin abbia ragione…. 30

Riflessione  n° 24 / 2022  (2-3-2022)    La mossa di Putin: un successone! 31

Riflessione  n° 23 / 2022  (26-2-2022)   “Meglio un maglione della mimetica”. 32 Aiutiamoci con buon senso. 32

Riflessione  n° 22 / 2022  (20-2-2022)   Traghetto in fiamme .Perché non si pensa…. 33

Riflessione  n° 21 / 2022  (16-2-2022)   Guerra! E guerra sia! 34

Riflessione  n° 20 / 2022  (7-2-2022) 36  SITUAZIONE NEI PARTITI 36   1) Come sta la destra. 36

Riflessione  n° 19 / 2022  (3-2-2022)  “Saper prendere tempo!” 39

Riflessione  n° 18 / 2022  (1-2-2022)   Maturità: “Oddio! La seconda prova scritta!” 40

Riflessione  n° 17 / 2022  (30-1-2022) Sul populismo e sul qualunquismo dopo le presidenziali. 42

Riflessione  n° 16 / 2022  (30-1-2022)   Meloni dovrà fare da sola. 44

Riflessione  n° 15 / 2022  (30-1-2022)   Mattarella bis? A mio avviso e andata così. 45

Riflessione  n° 14 / 2022  (28-1-2022)  Elezioni presidenziali. Ma la sinistra ha un nome da proporre?. 47

Riflessione n° 13 / 2022  (26-1-2022)   Crisi ucraina. Sanzioni. Grossolanità anglosassone. 48

Riflessione n° 12 / 2022 (22-1-2022)   Un Cavaliere da cortile, prima ancora che provinciale. 49 Che cosa ha insegnato la vicenda Draghi agli Italiani. 49

Riflessione n° 11 / 2022 (22-1-2022) Il presidente della Repubblica?. 51 Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera. 51

Riflessione n° 10 / 2022    (18-1-2022)    Rispettare le leggi?. 53 In Italia chi lo pretende è connotato negativamente dai furbi: è un giustizialista. 53

Riflessione n° 9 / 2022    (16-1-2022)   Divisivita’ di Berlusconi? Dipende. Per Letta nel 2013 andava benissimo. 54

Riflessione n° 8 / 2022    (16-1-2022)    Sicurezza dei conti correnti bancari e postali 55. informazioni, consigli, raccomandazioni minime ai correntisti. 55

Riflessione    7 / 2022    (12-1-2022)   Trivelle off shore. come aumentarne la sicurezza  58

Riflessione  n° 6 / 2022    (11-1-2022)   Covid, varianti, vaccini. letto, latte e lana. 59

Riflessione n° 5 / 2022    (9-1-2022)    Energia. condannati ad usare fino all’ultimo barile di petrolio?. 60

Riflessione  n°  4 / 2022  (6-1-2022)   L’estro ci premia, almeno nel breve periodo. 61

Riflessione  n° 3 / 2022   (4-1-2022)    Sulla fine delle ideologie. 61

Riflessione  n°  2 / 2022.  (3-1-2022)    Sul fenomeno migrazioni 62

Riflessione n° 1 / 2022      (2-1-2022)    Sulle scorie radioattive. 63

 

 

 

 

RIFLESSIONI 2023

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°66 (1-2-2023)

Auto elettrica. Non piace agli Italiani, ma  avremo colonnine di ricarica sovrabbondanti.

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Il motore a combustione interna, brevettato nel 1853 da due lucchesi, Barsanti e Matteucci e sviluppato da Daimler oltre venti anni dopo, andrà in pensione dopo circa 180 anni. Il motore elettrico avrà una vita di circa 30 anni. Fra due o tre lustri verrà soppiantato dal motore a idrogeno. Nonostante ciò, costruttori e governi impongono al mondo di adottare il motore totalmente elettrico, anche se avrà vita brevissima se paragonata a quella del motore a scoppio. I Cinesi, praticamente monopolisti nel settore delle batterie, ringraziano.

L'attuale tecnologia dell'elettrico impone accumulatori invadenti (peso di 800-900 chili), dalla capacità non esaltante (percorrenze di 400-500 Km) e durata molto variabile (5-8 anni), soprattutto se si è obbligati a lasciare l'auto in sosta al sole. Trascorsi i quali, occorrerà smaltire batterie di oltre 40 milioni di autoveicoli solo in Italia. Quando la tecnologia ci permetterà di dimezzarne il peso, raddoppiarne la capacità e la durata, saremo pronti per il motore a idrogeno.

L'andamento delle vendite di auto elettriche vede gli Italiani non particolarmente entusiasti. Siamo praticamente gli ultimi tra i paesi importanti: in Germania, 198.293 nuove immatricolazioni da ottobre a dicembre (+66,1%), seguita dalla Francia che sale del 12,6%; in Italia, invece, si è registrato un calo; - 34,2% Ma stavolta il buon senso non paga: se la propulsione completamente elettrica verrà adottata massicciamente nel mondo, un paese turistico come il nostro sarà comunque obbligato a dotarsi di un numero adeguato di punti di ricarica, anche se sovrabbondante rispetto alle nostre esigenze e anche se le colonnine, rese inutili dall'affermarsi del motore a idrogeno, verranno dismesse entro pochi anni. In caso di mancata, scarsa o lacunosa diffusione, molti turisti potrebbero preferire altri paesi dove ricaricare una batteria non costituisca una criticità.

Ringraziamo costruttori e governi comprensivi degli investimenti da loro fatti. I cittadini devono avere pazienza. Le case costruttrici hanno speso per imporre il motore elettrico: devono rientrare delle spese e guadagnarci un po'. Poi passeremo all'idrogeno.

 

25-3-2022 HDMotori. In Italia le auto sono sempre più vecchie: l'età media è quasi di 12 anni

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°65 (25-1-2023)

Case green. Iniziativa da condannare, ma un po’ di conoscenza della situazione.

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Case green. Io sono contrario all’impostazione che è stata data dalla UE. Però occorre mettere in campo, se c'è, un po' di (chiamiamola) capacità analitica e di osservazione.


La Palombelli (e non solo) insiste a dire che le case dei nostri centri storici dovranno mettere il cappottino coibentante. Evidentemente non è mai entrata in una casa in un centro storico di qualche secolo fa. Prima del cemento armato, i muri maestri delle case erano spessi dai 70 cm. ad un metro. Non hanno certo bisogno di coibentazione. Semmai gli infissi delle  finestre vanno raddoppiate o sostituite con quelle a doppi vetri.

Vivo in una casa popolare all'Ostiense (Roma), in uno di quei complessi fatti costruire dal sindaco Nathan negli anni ’10 del secolo scorso. I due muri maestri dei lati lunghi dell'appartamento (di cui uno esterno) hanno uno spessore di 70 cm. Feci mettere i doppi vetri una ventina di anni fa. Io non devo fare proprio nulla. Dei cinque termosifoni di cui è dotato il mio appartamento, viene acceso per qualche ora, la mattina, quello del bagno e, quando fa molto freddo, quello del soggiorno per qualche ora la sera. Gli altri sono perennemente chiusi, compreso quello della camera da letto.

Altra cosa sono le case costruite in cemento armato dagli anni '40.


PS: Devo precisare cha l'appartamento è esposto tutto a mezzogiorno. Chi ha occasione di entrare in casa durante una giornata d'inverno ci suggerisce di abbassare i termosifoni, perché fa troppo caldo. Ma se anche la casa  fosse esposta a nord, il cappottino non servirebbe a nulla perché non apporterebbe alcun vantaggio.

17-6-2021 Huff.Post. Storia di Nathan, il più grande sindaco di Roma. Con Nathan, Roma lasciò l'Ottocento e in pochi anni fu trasformata in una moderna città novecentesca.

 

Monogramma Tric.Riflessione n°64 (21-1-2023)

Il giornale.  Strumento di informazione della prima metà del  scorso secolo.

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Mi sono chiesto: ma quanto vendono i quotidiani nel luogo deputato, cioè in edicola? In altri termini, quanti sono i concittadini che ogni giorno si attivano per “acquistare dal loro giornalaio il loro giornale”?

I dati sono avvilenti. Soprattutto se confrontati con quelli di un paio di lustri fa.

Curiosità. Negli anni ’20 del secolo scorso, il Corriere della Sera aveva una tiratura superiore ai due milioni di copie: le fonti di informazione erano limitate alla sola carta stampata e la radio ancora non aveva una diffusione tale da poter competere con l’informazione dei quotidiani. Negli anni ’90, Il Corriere della Sera e La Repubblica competevano con tirature superiori alle 700mila copie.

21-11-2022 Affari Italiani.  Il Domani, chiude l'edizione cartacea? La smentita del direttore Feltri. De Benedetti vorrebbe lasciare le edicole e tenere esclusivamente la versione digitale del quotidiano. Selvaggia Lucarelli: "Voci arrivate anche a me"

 

Ecco i dati relativi  ad alcuni quotidiani.

 

Quotidiani
nazionali

Copie vendute in edicola  9/2022

Copie vendute in edicola 9/2021

Copie vendute
in edicola 12/2015

Vendite
dicembre
2014

Vendite
dicembre
2013

Vendite
dicembre
2012

Il Corriere d. Sera

150.774

154.117

213.001

236.049

263.530

304.764

La Repubblica

88.388

103.318

216.890

244.123

279.259

329.176

La Stampa

68.027

69.166

139.387

153.671

172.856

192.774

Il Giornale

30.035

33.695

71.615

84.760

96.149

104.643

Il Sole 24 Ore

23.850

29.341

87.027

96.883

115.994

130.692

La Verità

26.775

26.379

 

 

 

 

Il Fatto Quotidiano

24.456

24.645

35.152

37.576

45.803

46.002

Libero

20.475

20.558

33.886

35.973

43.596

50.979

Italia Oggi

6.490

6.930

27.028

26.875

33.902

41.603

Avvenire

5.337

5.238

21.950

20.866

21.285

20.445

Fonte: https://www.blitzquotidiano.it/

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°63 (15-1-2023)

Alimentazione e civiltà.

 

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15-1-2023 AGI. La dieta mediterranea è la migliore mondo, ma è "sotto attacco". Esplosione dei costi di produzione, cambiamento climatico e etichette "terroristiche" minacciano la tenuta del sistema di alimentazione più salutare per il cuore ed è stata associata a una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo

 

11-1-2023 ANSA. Vino: ok Ue a etichetta Irlanda con avvertenze sanitarie. Roma, Parigi e Madrid contrarie: 'Ostacolo al mercato interno'

 

Sosteneva Paracelso, intelligente prima ancora che uomo di buon senso: “Per l’uomo tutto è veleno. Dipende dalla dose”. Dopo quasi sei secoli, i barbari del Nord ancora non ci sono arrivati.

Ricordate quando Guzzanti-Funari chiamava Helmut Khol per sapere se la Germania ce l’avrebbe fatta ad entrare nell’euro?

“Pronto… scusa Ermu..  te volevo chiede: secondo te ‘a Germania ja’a fa o gna’a fa? Ah… ma che stai a magna’? Hai magnato. Ch’hai magnato? Ah.. i briuste.”

Se i barbari del Nord preferiscono “magna’ i briuste  mangino i briuste. E’ inutile insistere. E’ una questione di civiltà e non ci saranno insegnamenti che tengano. Lasciamoli tranquilli a gustare  i loro salamacci!

 

Mi raccontava la responsabile (nonché cuoca) di un agriturismo vicino Deruta, che il novembre precedente aveva avuto a pranzo - nel loro giorno del ringraziamento - un gruppo di americani. Non chiesero particolari piatti, ma, dopo alcuni piatti umbri,  lei si presentò con due tacchini ripieni, in onore degli ospiti. I quali rimasero sorpresi sia per l'omaggio della signora che, soprattutto per la qualità della portata. Coinvolgendo la "cuoca" si misero quindi a parlare della cucina e dell'attenzione che in Italia si poneva circa il mangiare. La signora spiegò di aver letto e riflettuto sulla ricetta del tacchino ripieno, alla quale però aveva apportato due piccole varianti che, evidentemente avevano avuto successo. La piacevole conversazione fu interrotta bruscamente dal commento di uno dei commensali il quale, con una punta di astio, informò la nostra cuoca (e ricordò ai connazionali) che in America, le signore non "avevano tempo da perdere in cucina!"

Ecco chiarita la differenza di civiltà: noi mangiamo secondo l'esperienza e le invenzioni secolari di chi vede la cucina come un laboratorio alchemico  e inventa e prova varianti per il solo piacere di migliorare quello che porta in tavola, proprio come un alchimista alla ricerca della pietra filosofale. Non a caso il procedimento operativo in cucina ha lo stesso nome di quello dallo speziale e, oggi, dal farmacista: ricetta. E molto spesso si ricavano eccellenze da prodotti poveri ( o rifiutati dai consumatori o invendibili). Basti pensare alle ricette ricavate - con grande intelligenza e sapienza - da prodotti quasi di scarto. A Roma è sufficiente ricordare la coda alla vaccinara, la pajata.  E che dire della poverissima focaccia ligure che, grazie agli alchimisti genovesi,  ha raggiunto vette sublimi partendo semplicemente da acqua, farina, sale e olio, con la semplice aggiunta dei profumi del posto e farcibile, sia calda che fredda,  a piacere? E della pizza napoletana?

Questa è quindi la differenza tra civiltà e barbarie: nelle nostre cucine operano da secoli alchimisti (uomini e, soprattutto, donne). Nella cucina dei barbari, dove si perderebbe tempo, sono dominanti le salutari scatolette e i relativi apriscatole, magnifici nella loro variante elettrica.

 

Quanto al vino, visto che i ns. esportatori  in Irlanda devono cambiare etichetta, inventiamo etichette con immagini e scritte  ironiche, tipo fumetti, che prendano per il culo gli Irlandesi. Tipo, Tex Willer che esclama: "Vino rosso non avrai il mio scalpo!"

Se le etichette si rinnovano e cambiano spesso,  potrebbero creare una moda da collezione. E regaleremo loro anche l'album per raccoglierle...

Se poi i barbari del Nord pensano di risolvere i loro problemi di alcolismo con iniziative da stato etico, tanto paternalistiche quanto false e diseducative, sbagliano: Non con la sola comunicazione (sbagliata) risolvono i problemi dei loro concittadini dediti all'alcol, ma con informazione corretta ed educazione fin nelle scuole.

Monogramma Tric.Riflessione n°62 (14-1-2023)

Cambiamenti climatici e azioni dell’uomo

 

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Ricordate quando, oltre 40 anni fa, scoprimmo il buco dell'ozono? La colpa fu annessa quasi immediatamente alle attività umane. Nel caso specifico, fu individuato il freon quale causa principale  della distruzione dell'ozono, trasformato in ossigeno: il freon aveva creato un buco nello strato di ozono al di sopra del Polo Sud. Subito al lavoro per sostituire il freon (usato nelle bombolette spray e nei frigoriferi) con un gas  non aggressivo dell'ozono. Il freon fu messo al bando nel 1987.

Tutto a posto, dunque? l'uomo condannato ed il pericolo scampato?

No! Come no?! Abbiamo sostituito – sostenendo notevoli costi - il distruttivo per l’ozono  gas freon prodotto dall'uomo per le bombolette di deodorante e di lacca fin dal 1987 e il problema ancora non è risolto?!

Proprio così. La Nasa ha calcolato che il buco creatosi nel 2021 è tra i più grandi mai osservati e tra i più longevi. Insomma, ogni anno da agosto ad ottobre si crea il buco che poi tende a rimarginarsi nel tempo. A metà anni ’70, molti scienziati sostenevano che sarebbero occorsi  40 anni per veder chiudersi  il buco dell’ozono…..

In conclusione, io credo che abbiano ragione quegli scienziati che considerano l'influenza delle attività umane  non incidere massicciamente  nei cambiamenti climatici. Alcuni scienziati valutano che quell’incidenza non vada oltre il 5 per cento. Al resto pensano i cicli della natura.

 

è https://atmosphere.copernicus.eu/sites/default/files/2022-09/CAMS_ECMWF%20Ozone%20layer%20newsflash%202022_ITA.pdf

 

è https://www.iconaclima.it/salute-del-pianeta/atmosfera/buco-ozono-2021/

 

Monogramma Tric.Riflessione n°61 (6-1-2023)

 

Microcosmo famiglia  e macrocosmo società.

 

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Mi interrogavo sulle differenze tra l'adolescenza della mia generazione (prima metà degli anni '60) e gli adolescenti di oggi. In particolare mi chiedevo  perché molti ragazzi di oggi si comportino come se la società attuale fosse senza autorità, con la possibilità, quindi, di avere praticamente la man salva (così credono)  su qualsiasi comportamento adolescenziale.

Sono arrivato a questa conclusione (generalizzo per semplicità di analisi): "ai miei tempi" la famiglia riproponeva le strutture gerarchiche della società, con l'individuazione precisa del ruolo dei genitori quale autorità (non interessa in questo momento se quel ruolo era  imposto con autoritarismo o autorevolezza) in grado di gestire le gerarchie familiari con i figli in posizione subordinata da essi normalmente accettata. In altri termini, la famiglia di noi adolescenti altro non era che il microcosmo del macrocosmo rappresentato dalla società. Altro non era che un allenamento al nostro futuro divenire cittadini. Al contrario, gli adolescenti di oggi vivono e crescono in famiglie che, troppo spesso, non sono in grado di fornire la concezione di autorità, tanto meno di offrire loro una educazione utile. Molti genitori, complessati dal fatto che vedono poco i figli, tendono a ricompensare se stessi  con la giustificazione che i genitori devono essere non educatori, ma "amici" della prole. Da troppe famiglie, quindi, i ragazzi che si affacciano alla società non sono "avvisati" che quella società è libera perché si è data delle regole, imposte da chi riveste il ruolo di autorità in grado di farle rispettare. Ritengono quindi che, come i loro "genitori-amici", quell'autorità sia obbligata a riconoscere la loro mansalva in ogni manifestazione sociale: dal comportamento da bulli, alle garrule violazioni delle regole, col solo piacere di violarle, all'insofferenza per ogni inquadramento comportamentale. E si meravigliano se le loro azioni vengono invece sanzionate e gli autori colpiti da penalità: ma come? mio padre mi rassicurava che se mi avessero bocciato a scuola, avrebbe fatto ricorso al TAR, che avrebbe preso di petto il professore se si fosse azzardato a rimproverarmi in classe, a darmi troppi compiti, a mettermi una nota sul registro o a sospendermi per aver bullizzato un compagno di classe ed ora qualcuno vuole sanzionarmi perché con gli amici ci siamo divertiti a prendere di petto l'anziano del quartiere, solitario, impedito e indifeso, o a picchiare chi si azzarda a guardare in un certo modo  la  compagna o il  compagno. Insomma, ho diritto ad avere il Reddito di cittadinanza senza lavorare così come il "genitore-amico" (troppo spesso assente) mi diceva essere un mio diritto avere i 10, 20 o 50 euro  a fine settimana per i miei divertimenti. E per sua assoluzione consolatoria .

Oggi la proiezione del microcosmo famiglia non è più coincidente con le caratteristiche del macrocosmo società.

Pertanto la famiglia non allena più l’alunno e, poi, lo studente alla scuola. La scuola non allena più il cittadino alla società. Ad insegnargli qualche cosa , bon gré mal gré, ci penserà la vita.

A rimetterci sono anzitutto i ragazzi e, di conseguenza, l'intera società.

Si dirà: e allora il '68!? Proprio l'aver assorbito il senso di autorità ci portò a considerare necessario il sovvertimento di quel concetto, prima in famiglia e poi nello stato. Noi pensavamo e volevamo un mondo migliore per tutti, non semplicemente punire gli adulti.

Oggi il massimo del sovvertimento operato dagli adolescenti è gettare una pentola di minestrone su un quadro di Van Gog, tanto per far dispetto agli adulti che non vogliono abbassare la temperatura della Terra.

 

6-1-2023 Il Giornale  "Cinghiate della destra ai nostri figli". L'ultima sparata di Concita De Gregorio. Marco Leardi

        

          Illuminante!

 

Monogramma Tric.Riflessione n°60 (6-1-2023)

 

Migranti. I nostri buonisti proprio non ci riescono!

 

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Stavo riflettendo sulla difficoltà di governare, in Italia,  il fenomeno delle migrazioni.  Questa consapevolezza induce i cittadini a due atteggiamenti contrapposti: alcuni pensano  che comunque tutti i migranti debbano essere accolti, anche se poi sarà molto difficile integrarli; altri ritengono che il fenomeno vada governato scoraggiando la loro partenza fin dai paesi d'origine, anche alla luce del fatto che i paesi UE non hanno alcuna intenzione di accoglierne una parte. Ne è una dimostrazione l'isterismo che ha colpito la Francia per aver dovuto "accogliere" qualche decina di migranti dopo l'unico sbarco di una nave ONG in Francia. L'atteggiamento francese è stato giustificato e “capito” dai nostri "accogliamolitutti" i quali  hanno dato la colpa degli screzi con la Francia all'Italia. Insomma, i buonisti nostrani hanno approvato l'incazzatura della Francia  per una cosa per la quale l'Italia deve giornalmente provvedere, destinare e accogliere centinaia di migranti clandestini traghettati dalle navi delle organizzazioni ONG. ONG che incamerano 3,4 miliardi di euro da Bruxelles anche per i salvataggi dai marosi di sopravvissuti da naufragi a pagamento. 

Sono anni che gli "accogliamolitutti" tacciano di razzismo, fascismo, nazismo, qualunquismo coloro che vorrebbero governare il fenomeno. Per questo non se la sentono di rivedere le loro valutazioni e adottano tre atteggiamenti autoassolventi. 

1) Si limitano a considerazioni esclusivamente quantitative: che volete che siano 100mila ingressi l'anno per un paese come il nostro di quasi 60 milioni di abitanti, oltretutto con un bilancio demografico negativo? Però, ancora una volta, si limitano a valutazioni quantitative: emigrano 120mila Italiani ed entrano 104 mila migranti. Si guardano bene dall'informare (e forse informarsi) che vanno via nostri laureati (medici, architetti, ingegneri, ricercatori ecc.) ed entrano migranti che, essendo poco o nulla qualificati, andranno ad ingrassare la malavita (spaccio e prostituzione)  e - quando va bene - il caporalato. 

2) Si autocensurano sulla qualità della nostra capacità di accoglienza e di integrazione  e cassano dalla loro vita quanto accade ai migranti dopo lo sbarco, soprattutto non vogliono sapere quanti miliardi di euro paghiamo agli "accoglienti" prelevandoli dall'Erario. 

3) Infine, fanno finta (mi auguro) di non capire la differenza tra numero dei  “richiedenti asilo”, che possono essere arrivati anche anni prima della richiesta, e numero di immigrati clandestini. Parallelamente mistificano il dato del contributo degli immigrati al PIL nazionale non chiarendo che il contributo stesso è appannaggio degli immigrati regolarmente integrati da anni e non anche di quelli clandestini ed irregolari. 

Per concludere, le nostre famiglie si sacrificano per far studiare i figli; molti di questi (medici, ingegneri, architetti, ricercatori ecc.) sono costretti ad emigrare  e, (si diceva tempo fa) se li cuccherà  la Merkel accogliendoli  a costo zero. In cambio, le nostre famiglie continueranno a pagare le tasse per mantenere i migranti sbarcati (di bassa o nulla qualificazione) ed i medici chiamati in Italia da Cuba, per provvedere all’insufficienza dei sanitari e alle lacune operative del sistema a causa sia del numero chiuso imposto dai baroni della medicina per limitare l’offerta di laureati ed aumentare gli stipendi dei medici già in servizio, che dalla emigrazione di laureati in medicina.

C’è però da dire che la causa di tali atteggiamenti, che nulla hanno di sociale o di umanitario poiché mirano esclusivamente a soddisfare aspirazioni personali dei nostri “accogliamolitutti”, deriva dalla loro incapacità ad avere una visione complessiva di un fenomeno che assume sempre più dimensioni intercontinentali, anche in termini di potenziali sviluppi futuri, . Mi ricordano quei tecnici che, nella prima metà degli anni ‘60 del secolo scorso, circa la sicurezza della diga e dell’invaso del Vajont consideravano i piccoli smottamenti del monte Toc come assestamenti naturali: non furono in grado di prefigurarsi gli sviluppi potenziali del fenomeno, con il disastro e i morti che derivarono dal crollo del monte nel bacino formato dalla diga.

 

I COSTI DEL FENOMENO

 

è Da Osservatorio Conti Pubblici Italiani. Diretto da Carlo Cottarelli. 2018: 

https://lh3.googleusercontent.com/EOWgG54_CpSZng6arTBA-UG2DaIqybrs8Mpj1sprYgztsu4dlwD-KQp3aRsPPvj6xeSEeOHNCflm07iVJS6kCzuWIL2F4IyW4YPgSrQRZz-7oGcNFJVUBzyaOqGzT1lnlSeZqyEKTVwmxfYQLYfUMqKPkCUCZ1noHefYzZ_X6mH_JnjAQsfH9iYCAxmcFw

 

è 30-7-2021 Da Openpolis. Il ministero dell’interno e il bilancio dell’accoglienza. Analizzare i fondi pubblici che sostengono il sistema di accoglienza è un’operazione complessa. Infatti per individuare le voci specifiche occorre entrare nel dettaglio escludendo dai calcoli alcuni capitoli di spesa, che in certi casi possono riguardare materie anche molto diverse.

[Nel documento di Openpolis il grafico è interattivo]


https://lh5.googleusercontent.com/u0DlhzkO3GVBfB19QycauHHoBXgFVU8K9o5Kz_A5ihnPIF3BCgUNBp0xXXYnkPIxPhJTCNgXEmsTYHrjn1RMvfyav7QAXyiemguz5AdsESPdWc1p036lQ19z0KvUZZCJz9zHFjuPKjHjpLvhjXJitfunF9vGj2AYL_WDS0AjLjo_FNUwq_u1GH8A_Scc2g

 

 

AGGIORNAMENTO DEL 7-1-2023:

Riporto una informativa di Laura Riga postata su FaceBook il 7-1-2023.

[https://m.facebook.com/1603691227/posts/pfbid0TkX63GPvReY2mGCQasxXW9sRPrvdw2RfSBmvbfPtMkQJQmK8kfuMJcJ44bGmv5kql/?sfnsn=scwspwa ]

La fonte è a questo sito: https://www.brusselsreport.eu/2023/01/06/a-closer-look-at-ngocracy-in-the-eu/

 

UN PO’ DI NOTIZIE. 

[Ndr: riporto gli articoli trovati in giornali di destra perché quelli di sinistra e blasonati non le riportano o sono tutti a pagamento]

è 13-12-2021 Openpolis. Che cosa si intende per migranti irregolari, richiedenti asilo o rifugiatiAlcune definizioni per fare chiarezza sulle parole che caratterizzano il dibattito sui flussi migratori in Italia e nel mondo.

[Ndr: in Italia l'industria dell'accoglienza ha inventato il "Permesso umanitario" per permettere a tutti i migranti, anche ai non aventi diritto,  di restare nel paese]

è 5-1-2023 Il Giornale. "Rimpatriati con l'inganno": la beffa francese all'Italia sui migranti. Se Parigi ha accusato Roma di aver tenuto comportamenti disumani, adesso è lo stesso Eliseo a essere tirato in ballo dai migranti rimpatriati subito dopo lo sbarco di Ocean Viking a Tolone. Mauro Indelicato

 

è 5-1-2023 Il Giornale. "Cancellate il decreto". Ma l'Ue mette a tacere le Ong. Mentre le Ong scalpitano e vorrebbero l'ingerenza dell'Europa e degli altri Paesi nel processo decisionale italiano, la Commissione europea placa le polemiche. Francesca Galici

 

è 22-12-2022 Il Tempo. Cinquemila migranti in arrivo a Roma: bando da 243 milioni di euro (Ndr: 471  miliardi di vecchie lire) per accoglierli. Di Antonio Sbraga.

 

è 23-12-2022 Il Primato nazionale. Di Francesca Totolo Sbarchi di immigrati aumentati del 775%: vi mostriamo tutti i dati choc del 2022

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 59 (3-1-2023)

 

Embedded. A loro insaputa?

 

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E’ strabiliante come sia stato facile per la casta acquisire giornalisti, alcuni dei quali si definiscono di estrema sinistra. Ormai alcuni sono giornalmente  presenti nei TG (delle 19) e nei talkshow di Rete Quattro..

Al di là dei Caroselli a favore del Cavaliere (" statista" a cui "la Meloni farebbe bene ad affidare il dicastero della giustizia"), commentando il Qatargate dimostrano di aver ben assorbito - tanto da riproporlo ai gonzi - il concetto di "garantista" così come  fatto passare dalla casta: finché non ci sono condanne, i politici (a cui si sono subito accodati i grand commis) devono restare al loro posto perché innocenti e - nel caso di specie - la presidente Metsola deve difenderli dai magistrati belgi dipietreschi, invadenti e prepotenti. E basta con il carcere per i genitori (la Barbie e ‘u bello guaglione) di una bambina di due anni! Si diano, almeno alla madre – beccata mentre dava indicazioni su come gestire una valigia di soldi - gli arresti domiciliari!

Da anni, la casta ha convinto i cittadini  gonzi  che essere garantisti significhi attendere i tre gradi di giudizio per poter decidere la sorte di un imputato, fino ad allora da considerare innocente. Ha dovuto, però, parallelamente soffocare con cura mediatica professionale, il concetto di "opportunità", nel nostro caso "politica", infamandone i i sostenitorii come "giustizialisti", a loro avviso atteggiamento tipico di qualunquisti poveracci ed inclini al fascismo. Per chiarire il concetto, ripropongo un esempio: se la baby sitter di vostro figlio è inquisita per pedofilia, che cosa fate? Convincete vostra moglie ad attendere la Cassazione prima di sostituirla o ritenete che sia più  "opportuno" sostituirla  subito? Dice: ma che c'entrano le sorti di un bambino! Bene! Mentre la baby sitter condiziona le sorti di un bambino, il politico condiziona, oltre all'infanzia del bambino,  la sua vita futura, la sua crescita culturale, la società in cui si inserirà come cittadino e lavoratore, la sua famiglia, la vita dei genitori, il loro lavoro, la loro cultura, il loro tempo libero, la salute di tutti, la loro vecchiaia, la loro pensione, la società in cui vivono ecc.

Ma i garantisti sono spesso  ottusi e dichiarano che fino alla condanna, contro ogni buon senso di opportunità, il politico (come il grand commis) deve  restare al suo posto, perché deve essere considerato innocente.

 

 

RIFLESSIONI 2022

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 58 (7-12-2022)

 

Politica salariale. Chi era costei ?

 

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E’ da fine 1996 che i sindacati italiani si astengono da politiche di rivendicazione salariale. Da quando, cioè, Prodi impose il "Contributo straordinario per l'Europa" manovra tributaria di 4.300 miliardi di lire (eurotassa) per permettere all’Italia di entrare in Eurolandia. I sindacati aderirono alla raccomandazione di Prodi mirante ad imporre una moderazione salariale per non creare criticità finanziarie al sistema Italia, in un momento tanto delicato.

Da allora, i sindacati non hanno più rivendicato adeguamenti salariali per i lavoratori dipendenti.  E il susseguirsi delle crisi ( 11 settembre, sub prime, Berlusconi e il prime rate ecc.) ha giustificato – ai loro occhi -  questa loro rinuncia. Ne è derivato che, negli ultimi trent’anni, le retribuzioni italiane sono scese dello 0,5 % mentre quelle in altri paesi europei sono aumentate del 30 % in media.

Questa situazione di ristrettezza salariale  ha, tra l’altro, generato problemi di asfissia della domanda interna, non in grado di sostenere i consumi e tutto il sistema produttivo. Proprio nel momento in cui, nei grandi paesi della UE la domanda aggregata interna era in grado di adeguarsi all’offerta sostenendo l’intero sistema economico.  Non a caso, in Italia, le positività del settore dell’offerta sono tutte imputabili alle aziende esportatrici. Oggi, oltre alle esportazioni,  ci stanno salvando il settore turistico e, soprattutto, l’estro italico: i nostri imprenditori non hanno bisogno di una organizzazione amministrativa sovraziendale nazionale  che ne tracci le linee di condotta e li supporti soprattutto nel commercio estero. Come abituati da sempre, inventano azioni e tracciano vie senza attendere iniziative statali.

Oggi, dopo 27 anni di afonia retributiva, i sindacati scoprono che le nostre retribuzioni sono inadeguate e pretendono dal governo una più incisiva politica fiscale a favore delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti: l’azione governativa sul cuneo è del tutto inadeguata. Anche la Confindustria si inserisce nel coretto sostenendo che il governo avrebbe dovuto avere più coraggio. Non una parola critica con i gli ultimi quattordici governi succedutisi al governo Prodi fino al governo Draghi.  Ma oggi, Confindustria e sindacato riscoprono la politica salariale e ne chiedono conto al governo Meloni.

A parte la restaurazione del sindacato come cinghia di trasmissione dei partiti di riferimento, i cittadini dovrebbero porsi una domanda. Da 27 anni le aziende e tutto il settore dell’offerta non ha dovuto sostenere dispendiose richieste di adeguamenti salariali: i capitali risparmiati dove sono finiti? In azienda, a sostenere l’apparato produttivo? Portati all’estero? Versati nei paradisi fiscali come capitali sottratti al sistema fiscale e produttivo del paese? Insomma che fine hanno fatto quei capitali?

Ricordate le litanie confindustriali a cui si era soggetti circa l’alto costo del lavoro in Italia? Da qualche lustro quelle filastrocche non sono più in cartellone. 

Oggi, invece, i sindacati riscoprono che un capitolo importante del loro essere sindacato  è proprio la politica salariale. E la rispolverano non per chiedere alle aziende nuove iniziative perché salari e stipendi recuperino, ma per mettere in mora il governo. 

Una cosa è sconsolante: oltre a chiedere soldi allo stato, né sindacati, né Confindustria  sanno che cosa fare e come ridarsi un ruolo utile. 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 57 (4-12-2022)

 

MA L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA CUPOLA DI COSA NOSTRA.

 

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Si grida allo scandalo e si accusa il governo - fregandosi le mani -  di incongruenza e di palese marcia indietro rispetto a precedenti “proclami” contro la UE perché Meloni, da una parte, chiede più Europa nella gestione dei flussi di migranti attraverso il Canale di Sicilia, e dall’altra chiede un minore “interventismo” su materie ed argomenti che possono essere gestiti “meglio”  dai singoli stati.

 Un simile atteggiamento (tanto frettoloso quanto infantile), che condanna il governo per incoerenza visto che chiede più Europa e meno Europa al contempo,  lascia intuire una concezione pericolosa circa le istituzioni dell’Unione  da parte delle forze politiche che in esso si crogiolano. Sembra che considerino Bruxelles alla stregua di una dépendance di  Cosa Nostra, una succursale della Cupola: occorre giurare fedeltà alla Cupola ed attendere, senza chiedere e senza criticare,  i favori che essa può elargire ai fedeli picciotti.Chi non si comporta in tal modo è un sovranista e nemico di Bruxelles. 

Niente di più errato! Soprattutto, niente di più dannoso per le istituzioni europee. La cui attività può essere paragonata a quelle di un sindaco di una città: se prende iniziative giuste, verrà approvato, se la sua azione è carente in alcuni settori, se ne richiederanno interventi più incisivi. Questo è il modo di agire di cittadini interessati alla buona salute delle istituzioni e questo approccio ne manterrà efficace l’azione. 

Non intervenire mai con azioni stimolanti o di critica nei confronti di quanto vanno realizzando  le istituzioni europee, è indice di provincialismo e trascuratezza, non di “adesione ai principi ed ai valori di cui l’Unione è portatrice” che i “sovranisti” minano quotidianamente.

L’Unione Europea non ha bisogno di manifestazioni di fedeltà, ma di membri intelligentemente critici.  

 

 

 

 

Riflessione n° 56 (23-11-2022)

 

COME CALCOLARE IL NUMERO DI PARTECIPANTI  AD UNA MANIFESTAZIONE A ROMA.

 

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Anche se un po’ strettini, consideriamo quattro manifestanti per metro quadrato.

Paragoniamo a quella dello  stadio Olimpico le aree dei luoghi abituali di riunione: Piazza San Giovanni e Circo Massimo.

Calcoliamo quante persone possono essere accolte in un’area grande come lo stadio Olimpico:

SPALTI: l’attuale sistemazione (seduti) accoglie 72.689 persone, ma nel 1960 (Olimpiadi di Roma) si parlava di 100mila spettatori. Sovrastimiamo: l’area degli spalti può accogliere 110.000 persone.

ELLISSE INTERNA AGLI SPALTI: le misure dell’area sono 180x110 metri (campo: 105x58 metri) Area dell’ellisse= 90x55x3,14= 15.543. Arrotondiamo a 16.000 metri quadri. Calcolando 4 persone a metroquadro, arriviamo 64mila individui. Sovrastimiamo in 65.000 le presenze nell’ellisse interna agli spalti.

Ne consegue che l’area pedonabile dello stadio Olimpico può accogliere 175.000 persone che sovrastimiamo ulteriormente fino a  200.000 presenze.


La foto allegata compara le dimensioni dell’Olimpico con quelle del Circo Massimo e di Piazza S. Giovanni. Sono tratte dalla stessa mappa, quindi sono a parità di scala.

Per il Circo Massimo, si consideri che il lunotto verso la Fao è chiuso al pubblico perché sono in corso scavi archeologici. Il numero di partecipanti dipende infine dalla collocazione del palco, in genere dalla parte opposta agli scavi: più è vicino al lunotto, meno partecipanti avremo.


Quindi, quando si parla di un milione di partecipanti, occorre rimpinzare 5 stadi.

I tre milioni di partecipanti alla manifestazione CGIL-Cofferati (23-3-2002) avrebbero riempito 15 stadi.

I dati vanno comunque accomodati perché, in occasione di eventi molto partecipati, manifestanti sono presenti nelle vie limitrofe ai due luoghi presi  in considerazione.

Manifestaz

 

 

 

Riflessione n° 55 (6-11-2022)

 

Ancora sui migranti

Integrazioni del 7, 8 e 10 novembre 2022

 

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Non riproporrò  le mie posizioni sul fenomeno dei migranti, sui naufragi a pagamento per comitive, sulla territorialità implicita di una nave battente bandiera di un paese sovrano,  sul perché si parla di porto sicuro più vicino, sulla incapacità di gestire il fenomeno dell’accoglienza, dimostrata ormai da lustri, da parte dei vari governi avvicendatisi, di sinistra, di destra, di tecnici della provvidenza. Incapacità che dovrebbe suggerire il blocco del fenomeno fino a prova contraria.

Intanto ho notato un cambiamento nelle informazioni fornite dai vari TG sul fenomeno. Se in precedenza si informava che “i profughi fuggono da guerre e dai lager libici” oggi si accomoda l’informazione sui “migranti molti dei quali fuggono da guerre e dai lager libici”.

Mi limiterò a fornire alcuni dati. 

La tabella mostra i paesi di origine dei migranti giunti in Italia nel periodo 1° gennaio – 4 novembre  2022

Forse fuggono da guerre i migranti provenienti da Siria, Afghanistan, Eritrea, per un totale di 14.458 su oltre 87mila. Quindi fugge da guerre il 16,6 % dei migranti sbarcati u Italia.

I primi tre paesi non sono in guerra ed  hanno addirittura un fiorente turismo internazionale: quasi 15 milioni verso l’Egitto, oltre 4 milioni di turisti verso la Tunisia. Meno massivo ma presente il turismo in Bangladesh. Perché a Tunisia ed Egitto non si chiede di indicare un porto sicuro? Nei loro porti possono attraccare meganavi con migliaia di turisti a bordo e non un barcone con qualche centinaio di migranti?

Dai primi tre paesi di provenienza,  è giunto il 53,6 % pari a  46.823 migranti,  ben oltre la metà degli sbarcati  che, quindi, non stanno fuggendo da guerre.

Secondo un rapporto dell’ UNHCR di tre o quattro anni fa, circa la metà dei migranti in patria aveva una occupazione. Quindi possiamo affermare che per almeno la metà si tratta di migranti economici.

In Italia, per ogni migrante entrato, il nostro Erario preleva 33 euro al giorno, 990 euro mensili, e li fornisce alla industria dell’accoglienza. Di questi 33 euro, 2,5 possono essere forniti al migrante come argent de poche.

Per avere un termine di paragone, ricordo che:

-      l’assegno sociale per gli Italiani non percettori di reddito è pari a 468,11 euro mensili (13 mensilità);

-      l’assegno sociale mensile di assistenza invalidi è pari a 287,09 euro (13 mensilità);

-      l’indennità di accompagnamento per invalidi civili è di 522,10 euro (12 mensilità);

-      il reddito di cittadinanza è mediamente pari a 600 euro mensili per 18 mesi rinnovabili.

Dati interessanti sui migranti forniti dall’Unicef: https://www.unicef.it/emergenze/rifugiati-migranti-europa/

Proposta: mettiamo in piedi una commissione di buoni cervelli, competenti e colti e di buon senso  che decida quanti migranti il nostro paese, data la sua situazione economica e sociale attuale, può accogliere degnamente ogni anno? Deciso il numero, offriamoci di trasferirli direttamente  dai loro paesi, dalle coste del golfo di Guinea o del Corno d'Africa, dal Bangla Desh o dall’Afghanistan. Evitiamo loro la traversata del Sahara e il vero finto naufragio nel Canale di Sicilia. Resterebbero nelle loro tasche i 6.500-7.500  dollari (calcolo per difetto) che oggi spendono per la traversata del deserto, e per il biglietto del naufragio a pagamento. Raggiunto il numero definito dalla commissione, possiamo chiudere le frontiere.

 

MinigrammaIl PuntO 429. (26-5-2021) Problema delle migrazioni. Considerazioni e proposte.

 

 

Integrazione del 7-11-2022

UNHCR Sul naufragio e sugli interventi di salvataggio. .

A questo link potete trovare un interessante e doveroso approfondimento di UNHCR sui salvataggi in mare. https://acrobat.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:96d2437c-7493-304d-8e85-3f13b635995b

E' evidente che il "naufragio" contemplato è quello della definizione data dalla Treccani:

naufràgio s. m. [dal lat. naufragium, comp. di navis «nave» e tema di frangĕre «rompere»]. – Sommersione o perdita totale di una nave per grave avaria del suo scafo, dovuta all’azione degli elementi naturali, a urto contro un ostacolo o a collisione con altra nave, a incendio o altra causa di forza maggiore (se conseguente ad azione bellica, si parla più comunem. di affondamento): [....] carta di n. (o carta di localizzazione dei naufraghi), carta sulla quale i soccorritori delimitano la zona di probabile esistenza dei superstiti, tenuto conto della posizione della nave naufragata e dei dati relativi al vento e alle correnti che possono aver determinato la deriva e lo scarroccio delle imbarcazioni di salvataggio; diritto di n. (lat. ius naufragii), diritto, invalso nel medioevo e non più vigente, di occupazione sulle cose dei naufraghi. Per analogia, è detto n. (o n. aereo) il sinistro aereo, quando l’aeromobile perduto cada in mare.

Dispiace che nel documento non sia riportata   la data di pubblicazione:

Tra le altre informazioni di interesse riportato dal documento UNHCR mi hanno colpito le due seguenti:

- Il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5)

- Sebbene una nave che presta assistenza possa costituire temporaneamente un luogo sicuro, essa dovrebbe essere sollevata da tale responsabilità non appena possano essere. intraprese soluzioni alternative. (para. 6.13)

 

Integrazione dell’8-11-2022.

Il Diritto internazionale non esiste, essendo semplicemente costituito dall'insieme dei trattati internazionali sottoscritti da un paese. Anni fa, il Giappone ritirò la sua adesione al Trattato sulla pesca alle balene e pesca quello che vuole, senza che nessuno possa dire nulla. E' fondamentale riconoscere che una nave è territorio del paese di cui batte bandiera, tanto che il comandante è anche istituzione civile: celebra matrimoni, funerali, registra nascite, tutte azioni con valenza civile presso il suo paese. Con una furbata la UE ha imposto che per quanto riguarda i migranti, il paese dove mette piede il disgraziato non è quello della nave che lo ha accolto, ma quello del primo  paese di cui calpesta il territorio. Nel frattempo paga la Turchia perché blocchi il flusso via terra dai Balcani. Quindi per la UE il paese che dovrà farsi carico del migrante non è quello la cui bandiera è innalzata dalla nave che lo ha imbarcato, ma quello della prima discesa a terra, dove chiederà asilo. Me se chiede asilo al comandante della nave che lo ha accolto? Forse lo stesso comandante scoraggerà l’iniziativa.

 Ricapitolando: i naufragi non sono naufragi veri ma, con poveracci nel ruolo di comparse alcuni fino alla morte, spettacoli organizzati, tra scafisti (che scelgono i migranti da imbarcare sui gommoni, inserendo qualche donna incinta, minori e qualche malato per gettare fumo negli occhi a chi dovrà controllare) e ONG con la supervisione di Alarm phone che coordina le coincidenze. Ci sono filmati in cui si vedono navi "madre" che lasciano i gommoni nel luogo di appuntamento - senza possibilità di manovra - carichi di poveracci (che però hanno pagato il biglietto). Ci sono filmati in cui, i gommoni, giunti sul luogo pilotati da scafisti, vengono privati dei motori, caricati su navi madre e riutilizzati. L'UNHCR non li chiama più profughi, ma migranti: la metà di quelli sbarcati in Italia proviene infatti da Egitto, Libia e BangklaDesh, con florido turismo e non in guerra, quindi sono migranti economici. Solo il 16% fugge da guerre. L'UNHCR ha verificato che la metà dei migranti lascia nel paese di origine una occupazione lavorativa. E' risibile la giustificazione per la quale "ma che volete che siano alcune migliaia di migranti!". Il problema è continentale e non può essere sottovalutato. Solo dei barbari possono considerare il fenomeno in base alla numerosità con cui si manifestano. Nessuno vuole gestirlo.

Infine, non è vero che il "porto sicuro" debba essere definito dal paesi di SAR o limitrofi. Il porto sicuro è a carico del paese di SAR. Dice l'UNHCR: Il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5).

Quando la Lamorgese ha respinto sette navi con migranti, i guardiani della rivoluzione non hanno detto nulla, dimostrando la loro nullità anche come guardiani, informati secondo convenienza dai superiori.

 

Integrazione del 10-11-2022

Dove quel “i sopravvissuti” fa la differenza tra buona e mala fede.!

 

SAR

Linee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare .

 

[….]

-      il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5)

Leggi à UNHCR SOCCORSO IN MARE

 

 

 

 

 

 

 


Sar 4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTEGRAZIONE DEL 10-11-2022:

Interviene anche la UE e bacchetta la Francia.

https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/ocean-viking-ritorsione-francia-stop-trasferimento-3500-2084042.html?fbclid=IwAR2_glUWyojWbFBYMnq6S_-Ls8EexaQRmtjgZ46bJl8He1-yHxIUzlvUR6k

 

   Riflessione n° 54 (31-10-2022) 

 

Inflazione e cura della BCE attraverso l’aumento dei tassi.

Il governatore Visco lancia alcuni avvisi. Ma non può fare di più.

 

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L’ inflazione da costi (offerta) si combatte soprattutto con una politica fiscale mirata. Peccato che l’Ufficio legislativo di palazzo Chigi abbia fornito a Draghi un testo sbagliato della legge sulla tassazione degli extraprofitti! Però, un presidente del Consiglio che non può fare affidamento sul suo ufficio legislativo... Chissà quanti magistrati lavorano in quell'ufficio a Palazzo Chigi?...... O avranno sbagliato il testo della legge per far fare bella figura alla Meloni che sta per modificarla?

Certamente, c’è il rischio che l’aspettativa di inflazione si trasli nel campo delle preoccupazioni delle famiglie, accettando ulteriori aumenti dei prezzi. Ma vi sembra che oggi l'offerta aumenti i prezzi perché vuole approfittare delle aspettative di ulteriori crescite? Con voci di costo cresciute di due, quattro, sei volte ed oltre (energia) ; con voci di trasporto, di distribuzione, di assicurazione, dei servizi bancari, delle materie prime cresciute altrettanto (si vedano i noli di qualche mese fa: +600%); si ritiene che i produttori, la distribuzione e i commercianti vogliano approfittare delle aspettative? Oltretutto sanno che una quota crescente di consumatori naviga in ristrettezze atroci. Quindi, o aumentano i prezzi per rientrare dei costi o devono chiudere.

E tralasciamo il fenomeno dell'usura in eccellente salute.

Ma che cosa può fare il governatore della Banca d’Italia per informare la BCE che sta sbagliando manovra se non intervenire due volte in pochi mesi in manifestazioni ufficiali per allertare Francoforte  di essere accorta almeno sui tempi di somministrazione della “strana”  cura decisa per combattere l’inflazione importata?

Intervento di Ignazio Visco alla Giornata Mondiale del Risparmio (31-10-2022) organizzata dall’ACRI

[….] Il rialzo dei tassi ufficiali dovrà proseguire per attenuare il rischio che il persistere di un’elevata inflazione causata dal susseguirsi di shock “di offerta” si trasli sulle aspettative di famiglie e imprese, alimentando la dinamica dei prezzi e determinando aumenti più forti delle retribuzioni. Il ritmo di incremento dei tassi e il loro punto di arrivo, tuttavia, non possono essere predeterminati sulla base di proiezioni o scenari precostituiti, che in questa fase hanno una natura puramente indicativa. L’elevata incertezza richiede di procedere in modo graduale, valutando con attenzione l’adeguatezza dell’orientamento monetario sulla base delle evidenze che si renderanno via via disponibili. Non va comunque sottovalutato il pericolo che il deterioramento delle prospettive economiche si riveli peggiore del previsto, rendendo sproporzionato un passo eccessivamente rapido nella normalizzazione dei tassi ufficiali. Si tratta di un rischio di cui il Consiglio dovrà tenere conto nei prossimi mesi, al pari di quello di lasciare che l’inflazione resti eccessivamente alta per troppo tempo.[….]

 

Già il 16 luglio 2022 Ignazio Visco aveva masso in guardia la BCE almeno da un intempestiva accelerazione dell’aumento dei Tassi da parte della BCE:

Intervento del Governatore su  “Inflazione e tassi di interesse a lungo termine” in Analysis: Forum Istituzionale:

[….] La scelta del ritmo di normalizzazione della politica monetaria deve bilanciare due rischi. Nel caso in cui esso fosse troppo graduale, l’inflazione potrebbe radicarsi nelle aspettative e nei processi di fissazione dei salari, rischiando di compromettere la credibilità della banca centrale e rendendo necessaria una correzione della stance con ricadute negative più forti sull’attività economica e sull’occupazione. D’altro canto, se il ritmo di normalizzazione della politica monetaria fosse troppo rapido o il suo annuncio male interpretato, i mercati potrebbero reagire in modo eccessivo e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento potrebbe risultare più forte del necessario, con rischi per la stabilità finanziaria, l’attività economica e, in ultima analisi, la dinamica dei prezzi, che solo da poco è prevista attestarsi al 2 per cento nel medio termine. Se da un lato non vi possono più essere preclusioni all’abbandono della politica di tassi ufficiali negativi, dall’altro ritengo cruciale che, come annunciato, la normalizzazione della politica monetaria continui in modo graduale e con molta attenzione all’incerta evoluzione delle prospettive economiche e delle condizioni finanziarie. Solo in questo modo potremo infatti preservare e consolidare il patrimonio di credibilità che abbiamo costruito nel tempo. [….]

 

 

   Riflessione n° 53 (31-10-2022) 

 

Uno dei problemi della sinistra. Forse il più serio.

 

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Se la sinistra di casa farà la stessa fine dei socialisti francesi la colpa è solo in parte  di una dirigenza incapace. Le responsabilità maggiori sono attribuibili a militanti e simpatizzanti infingardi. Sempre pronti a sostenere acriticamente fino all’ultima stupidaggine della nomenklatura, ma preparatissimi a  condannare i compagni di viaggio (parigrado) che azzardano qualche appunto alle decisioni dei dirigenti. E costoro non hanno più preteso che la base sia mobilitata: il partito sopravviveva degnamente per gli aiutini di alte istituzioni embedded, della magistratura embedded, di giornalisti embedded, di burosauri embedded, consolidando le posizioni di dirigenti, col tempo divenuti una concrezione a capo di un  partito che da lustri non ha più bisogno di fare politica.

E gli infingardi hanno fatto da palo ai superiori. Nel controllo di compagni di strada sono prontissimi a tacitarli se solo provassero a sollevare dubbi sulla correttezza o l’utilità degli apparati.  Insomma, sembra che soffrano di invidia nei confronti di quei compagni di base  che, più abituati di loro  a riflettere e ad approfondire i problemi, osano sollevare  critiche più o meno velate alle decisioni dei “superiori”. La reazione degli infingardi è addirittura astiosa verso chi osa ciò che loro non sono in grado di osare. Fino all’accusa di fascismo per chi non arretra dai giudizi negativi sul partito, perché loro, gli infingardi, sanno ben riconoscere un fascista, anche se dissimulato.

Ecco quindi il problema: i dirigenti possono essere cambiati, i neuroni degli infingardi no!

 

 

Riflessione n° 52 (30-10-2022)  (  --> Torna all’indice )

 

Uso dei contanti. Ennesima puntualizzazione sul limite imposto e sui prelievi in banca.

 

La decisione di rivedere il limite massimo dell'uso dei contanti sta creando una gran confusione. In molti interventi critici, politici blasonati argomentano sostenendo che la gran parte dei cittadini non ha interesse ad andare in giro con diecimila euro in tasca. Questa critica fa pensare al fatto che l'imposizione di un nuovo limite (diecimila euro) nell'uso del contante sia il massimo che può essere prelevato in banca.

Ribadisco che il limite all'uso del contante è inteso come limite massimo di pagamento in contanti di una singola obbligazione e che per obbligazioni di importo superiore occorre lasciar traccia attraverso l'uso di strumenti tracciabili (assegno, bonifico, pagamento con carta di debito o di credito). Ma io posso - se voglio - andare in giro con 100mila euro in contanti in tasca da sempre, limiti o non limiti imposti al loro uso: se li ho accantonati in decenni di lavoro e, ho sempre pagato le tasse, posso chiedere alla banca dove sono depositati di prelevarli tutti (tutti) in contanti. La banca mi dirà che, per motivi di sicurezza, non potrò ritirarli in unica soluzione ma dovrò farlo in dieci, venti volte. Ma nessuno mi potrà impedire il loro prelievo totale. Molto spesso, bancari solerti provano ad opporsi perché "non si può prelevare più del limite fissato per legge". Basta insistere  di parlare col direttore per sbloccare la situazione: nessuno mi può impedire di ritirare l'intera somma di 100mila euro. Di fronte alla sconfitta, il solerte impiegato mi avviserà minaccioso che "dovrà inviare una denuncia dell'operazione alle autorità di controllo". Gli si risponda che può fare tutte le denunce che vuole, visto che ho sempre lasciato traccia dei miei versamenti e lascerò traccia dei miei prelevanti  e che ho sempre pagato tutte le tasse.

Di fronte ad opposizioni tanto minacciose quanto inconsistenti, dovette intervenire - anni fa - anche l'ABI per sostenere il diritto del correntista a prelevare allo sportello ed in contanti la totalità delle somme che ha in giacenza.

 

21-9-2012 Il ConsigliO n° 75. Ancora “equivoci”  sul problema del prelievo e del versamento di contanti allo sportello.

 

Integrazione del 31-10-2022.

PER I DURI DI COMPRENDONIO.

Il limite fissato si riferisce al pagamento di una singola obbligazione, non ai soldi che posso ritirare allo sportello e che voglio tenermi in tasca.

Faccio alcuni esempi.

Ipotizziamo che il limite sia fissato a 2000 euro.

Se devo pagare 1.500 euro ad un avvocato, 700 ad un idraulico e 500 ad un medico, io posso effettuare tre pagamenti in contanti anche nello stesso giorno. Quindi avrò prelevato 2.700 euro in contanti, anche in unica soluzione, per poter effettuare quei pagamenti. Pertanto, dopo aver prelevato LEGITTIMAMENTE alla cassa i 2.700 euro (rivenienti da miei risparmi e sui quali ho, a suo tempo, pagato le tasse) girerò LEGITTIMAMENTE con quei soldi in tasca e procederò, altrettanto LEGITTIMAMENTE, ai tre pagamenti in contanti.

Se devo pagare al concessionario 2.100 euro per una moto di seconda mano, devo invece effettuare il pagamento con strumenti tracciabili, anche se mi ritrovo in tasca 5.000 euro.

Sono vietati i frazionamenti di una unica obbligazione. In altri termini non posso pagare al concessionario la moto acquistata con 1000 euro in contanti oggi, altri 1000 domani e 200 dopodomani.

Se, a seguito delle mie richieste di prelevamento di contanti, la banca dovesse insospettirsi e ritenere che io sia il noto riciclatore e filoevasore del quartiere, procederà a denunciarmi alle autorità monetarie. Le quali indagheranno sulle mie operazioni e non troveranno nulla di anormale, avendo sempre effettuato operazioni tracciabili, regolari versamenti e prelevamenti e pagate le tasse sui redditi imponibili. La pratica verrà archiviata.

Per concludere.

Tutti accettiamo per vera l'affermazione per cui una mancanza del limite nell'uso del contante o un limite troppo alto favorisce l'evasione fiscale e tacitiamo la ns. coscienza dando le colpe al sistema ed al venditore. A ben riflettere, siamo noi acquirenti che, di fronte alla proposta "100 senza fattura oppure 120 con fattura" permettiamo al venditore di diventare evasore scegliendo la prima opzione.

Quindi, la soluzione non è un limite basso, ma tutto si risolverebbe ponendo l’acquirente in conflitto di interessi, permettendo all'acquirente di scaricare dal reddito imponibile parte di quella fattura.

 

 

 

Riflessione n° 51 (18-10-2022)  ( --> Torna all’indice)

Nuovo governo: la debolezza delle opposizioni è anche una debolezza del governo

 

Tra le altre, due circostanze rendono particolarmente difficile il lavoro dei partiti di opposizione:

1) La destra è consapevole della irripetibilità dell’occasione in cui si è venuta a trovare, con le forze di minoranza praticamente senza linea politica, inconsistenti e inadeguate. Questo la rende particolarmente “accorta” e attenta a non fare stupidaggini, tipo quella commessa dal Cavaliere che pensava di imporre la Ronzulli con un  semplice esercizio di volontà. Il quale, però,  sembra non aver imparato nulla dal ceffone ricevuto: alla Giustizia va la Casellati: accordo smentito da Meloni, ma megafonato come successo da Berlusconi. Bisogna capirlo: se al Rubi Ter viene condannato prima che la Legge Severino sia messa in condizione di non nuoceregli, torna ad Arcore senza passare dal Via.

2) Mi sembra di aver capito che la Meloni voglia dimostrare a tutti  - in Italia e all’estero - di saper fare bene il proprio lavoro, caratteristica piuttosto rara tra i politici, soprattutto maschi. Dalla squadra di governo pretenderà quindi efficienza, lealtà e buona volontà. Parallelamente mi sembra di capire che deciderà per le soluzioni, secondo lei, più vantaggiose per tutti, senza sfilacciamenti o cedimenti per quieto vivere, che informerà il paese della situazione reale, specie finanziaria, che avvertirà per tempo delle possibilità reali di soluzione dei problemi.

La maggior forza di opposizione, il PD, in assenza di una linea politica in grado di prospettare vie alternative a quelle che il futuro governo proporrà, è alla ricerca di aiuti sul versante quantitativo, l’unico che sa valutare. Se le forze di opposizione non saranno capaci di organizzare un minimo di politiche alternative credibili, al governo verrà a mancare una componente fondamentale perché il suo operato sia messo alla frusta: la concorrenza e la competizione su basi accettabili con le opposizioni. E questa, in un sistema democratico,  è una vera iattura.

 

Riflessione n° 50 (7-10-2022)  ( --> Torna all’indice)

Il PD obbligato ad abbandonare la realtà virtuale in cui si crogiolava.

7-10-2022 Il Giornale Il Pd a pezzi: gli europarlamentari dem votano contro le armi all'Ucraina. Ecco chi ha "tradito" la linea europeista, riavvicinandosi ai 5 Stelle, votando contro il rafforzamento dell'invio di armi durante la plenaria del Parlamento europeo. Bianca Leonardi

Che abbia avuto ragione Renzi quando sosteneva  che, al primo rovescio politico serio, il PD non avrebbe retto sfaldandosi?

Ma la colpa non è solo di una dirigenza inadeguata e spesso incapace. E' infatti mancata al PD la volontà di sentire il polso di iscritti e simpatizzanti che, con le loro critiche e i loro commenti avrebbero potuto instillare qualche dubbio tra i neuroni di molti satrapi circa le politiche attuate. Oltretutto non esisteva più un luogo di raccolta di quei pareri, vista la loro inutilità: a nessuno della dirigenza interessava confrontarsi con chi ancora viveva in una realtà “reale”.

 Per la verità, da tempo, iscritti e simpatizzanti sono risultati affetti da afonia politica promossa e concimata  dall’albagia di cui soffriva tutta la nomenklatura. E aveva ragione chi sosteneva che il PD era ormai diventato il partito di chi non aveva problemi. Comunque, quanti si esprimevano lo facevano come azione di risulta nei confronti delle poche consapevoli voci critiche circa la  "linea del partito" espressa dei dirigenti, per tacitarle e colpirle.

Questi sono i risultati favoriti anche dal fatto che oggi non sono più possibili aiutini istituzionali come negli ultimi due lustri.  

 

Riflessione n° 49 (12-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

Scandalo. Meloni. L’Italia proteggerà in UE i propri interessi!

Invece la Francia che non fa passare un gasdotto nel suo territorio per portare metano rigassificato dalla Spagna, che ne processa in sovrabbondanza, perché deve vendere il suo surplus di energia elettrica, non ha atteggiamenti sovranisti? E la Germania ? E l’Olanda? E l’Austria che non vende più legna in attesa che i primi freddi facciano schizzare in alto il prezzo? Non fanno forse i propri interessi? Solo in Italia, finora, abbiamo avuto gli euroinomani, contrabbandati per europeisti. Il loro programma è: se non rompiamo le palle a Bruxelles, gli euroburosauri non romperanno le palle ai nostri governi, anzi li aiuteranno, ma quelli “seri”, cioè i “nostri” non quelli degli altri partiti, sovranisti, fascisti, razzisti, qualunquisti, antimimmolucanisti!

Il programma degli euroinomani è stato finora un po’ nascosto. Ma Emiliano governatore della Puglia,  lo ha esplicitato apertis verbi: la Puglia sarà la Stalingrado contro la Meloni. Finito il programma.

Minigramma

Riflessione n° 48 (8-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

BCE: +0,75% il tasso sull’euro, fissato a 1,75%. Incongruente. A meno che….

 

Con una economia europea bisognosa di flebo finanziarie sempre più consistenti, l’aumento della BCE (+0,75%) che porta il tasso sull’euro a 1,25%, risulta del tutto incongruente. A parte l’economia dell’Olanda, che lucra sul sistema di fissazione dei prezzi del suo gas mutuandoli – speculativamente – dai futures registrati alla cosiddetta borsa di Amsterdam, le economie degli altri paesi risultano asfittiche. La fissazione del prezzo del gas alla borsa dei futures, sta massacrando famiglie ed imprese di quasi tutti i paesi europei.  Finora le flebo hanno immesso nell’economia della UE oltre 280 miliardi di euro. E’ di questi giorni l’annuncio che la Germania aprirà il portafogli per 65 miliardi a favore di famiglie e imprese. L’Italia dovrebbe aggiungere altri 17 miliardi di euro ai 49,5 già stanziati. Le flebo hanno il compito minimo di mantenere in vita aziende e famiglie, integrando – solo in parte – entrate e redditi a fronte delle emorragie causate dal  costo soprattutto dell’energia  E l’aumento del tasso imposto dalla BCE non sarà altro che l’ennesimo aumento dei costi di una delle voci di bilancio più pesanti, per le aziende: il tasso di interesse pagato alle banche sugli affidamenti; per le famiglie: l’aumento delle rate dei mutui e dei prestiti a tasso variabile.

In questa situazione, le cause dell’inflazione europea sono riconducibili all’aumento delle materie prime importate (in testa gas e petrolio) e non da eccesso di domanda, come sta succedendo negli USA. Gli economisti più accorti hanno già evidenziato l’incoerenza dell’aumento dei tassi della BCE, che raffredderà una domanda interna asfittica (ulteriormente mortificata dal massacro dei redditi a seguito del costo dell’energia) , a fronte della correttezza delle manovre della FED, miranti a raffreddare la domanda interna, bollente per eccesso di liquidità. Ricorderete che, in piena pandemia,  le iniziative di Biden per migliaia di miliardi di dollari a favore dei cittadini americani, non hanno mai resa necessaria la loro acquisizione o copertura tramite aumento delle tasse. Si è trattato di dollari stampati dalla FED.

A meno che…..

L’aumento del tasso di riferimento di una valuta, apportato dalla relativa banca centrale, rende più convenienti gli investimenti in quella valuta, proprio perché godranno di una remunerazione  maggiore. Questo creerà maggiori flussi di capitali verso questa valuta ed una dismissione di asset nelle valute concorrenti. Il risultato finale sarà una rivalutazione della prima valuta (per aumento di domanda) ed una svalutazione delle valute concorrenti dovuta alle vendite. Fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio di cambio.

Nel nostro caso, quindi, la necessità della FED di aumentare il tasso sul dollaro (oggi al 2,50%) creerebbe un flusso di capitali da euro a dollaro in assenza di interventi della BCE: il dollaro si rivaluta e l’euro si svaluta, creando svantaggi per le esportazioni e la bilancia commerciale degli USA e vantaggi per le esportazioni e la bilancia commerciale dei paesi di Eurolandia, anche se verrebbe importata inflazione.

A meno che non ci sia un accordo per evitare che Eurolandia si avvantaggi della svalutazione dell’euro rispetto al dollaro. Questo risultato è ottenibile attraverso aumenti del tasso sull’euro apportati dalla BCE paralleli e conseguenti agli aumenti del tasso sul dollaro apportati dalla FED. Solo così si può spiegare quella che, altrimenti, verrebbe considerata una maldestra manovra della Lagarde mirante a raffreddare un ambiente economico già freddino di suo. Comunque ha tenuto a chiarire che”…  La decisione di alzare i tassi di 0,75 punti, ha aggiunto, è stata proposta del capo economista Philip Lane ed è stata presa all’unanimità, sia pure dopo un ampio dibattito alimentato da diversità di vedute sulle dimensioni del rialzo”. Ulteriore notizia: ci saranno altri aumenti. Obiettivi della BCE? Boh!

Si ricorderanno, infine, le lamentazioni irate di Trump contro la Cina perché manteneva basso il valore dello yuan rispetto al dollaro.

Sono curioso di vedere come si sviluppa la vicenda dei rapporti dollaro-euro e quale sarà l’andamento dell’inflazione nei due sistemi economici.

 

Questo è l’andamento del cambio euro/dollaro (oggi in parità)  dell’ultimo mese:

 

MinigrammaRiflessione n° 47 (7-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

Nuova gestione mondiale. Senza la Cina?

 

7-9-2022 AGI. Il mercato degli smartphone è in crisi. Ma non per i modelli più costosi. Stretti tra i dispositivi più economici e quelli premium, è la fascia media a pagare la crisi. Tengono Samsung e Apple, mentre continuano le difficoltà dei produttori cinesi.  Di Paolo Fiore

 Non era difficile preventivare le difficoltà mercantili  della Cina. Non ha saputo gestire la possibilità di svolgere un ruolo di primo piano nei tentativi di fermare la guerra russo-ucraina. I Cinesi hanno pensato di fare i pesci in barile ritenendo di colonizzare la Russia con i loro capitali e la loro tecnologia e, al contempo, di mantenere intatte le posizioni di mercato acquisite nel mondo, specie occidentale. Ma i popoli dell’Occidente non se la sentono più di affidarsi  a paesi come la Cina, vicina alla Russia e lontana dalla pace, perché ritengono che quanto sta facendo la Russia con il gas, possa essere ripetuto, domani,  dalla Cina per la tecnologia. Quindi, alla larga Russia e paesi ad essa vicini. Credo che si vada realizzando un dominio mercantile assoluto degli Anglosassoni in Occidente. Ma molti, compresi i Giapponesi, alla luce di come hanno impastato le cose Russia e Cina,  ritengono che sia preferibile il dominio USA-GB-CAN-AUS-NZL a quello cinese e russo.

Insomma, la commistione della immagine della Cina con quella russa, che i cinesi non hanno saputo tenere separate, sarà probabilmente letale per Xi: da codominatore del mondo (con gli USA) a dominatore di un pezzetto di Eurasia.

MinigrammaRiflessione n° 46 (30-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Euroinomani e crisi energetica.

Perché in Italia non deve vincere il centro destra.

Più perdura la crisi energetica e più precise e articolate sono le informazioni  che i media sono in grado di fornire ai cittadini.

Siamo venuti a sapere quindi che il prezzo dell’energia elettrica che il consumatore finale deve pagare è quello definito dal più costoso dei sistemi di trasformazione in elettricità. Oggi è il gas. Ne deriva che una società che produce e distribuisce energia elettrica ricavata dal vento definirà il suo prezzo finale come se stesse usando il gas. Questo ha voluto Bruxelles e a questo meccanismo finanziario soggiacciono i cittadini europei. Si tratta del più ingiusto procedimento di formazione del prezzo che gli euroburocrati abbiano mai inventato. Per non scontentare le aziende che producono elettricità tramite gas i e metterle fuori mercato, la UE – paladina a parole del liberismo e del libero mercato, ha inventato il meccanismo più anti concorrenza che quelle aziende potessero sperare. I nostri euroinomani non si resero conto delle conseguenze? Cosa gravissima! Se ne resero conto e accettarono,  tacendo? Cosa ancor più grave e sconcertante. Di fatto, non essendo in grado di articolare alcunché i nostri euroinomani sostengono che la UE è di loro proprietà e guai a governi che (sovranisti!) ne vorrebbero correggere gli errori più marchiani.

Oggi la UE cerca di uscire da questa trappola cercando di eliminare l’allineamento automatico del prezzo finale dell’elettricità venduta  da quello  definito dal procedimento più costoso.

Siamo venuti a sapere che la famosa Borsa del Gas di Amsterdam non è affatto un luogo dove si incontrano domanda e offerta di gas, ma un luogo dove si incontrano acquirenti e venditori di Futures e Options sul gas. Di economico (libero mercato, competizione tra produttori, libero accesso dell’offerta, competizione, pari condizioni imposte dal regolatore  ecc.)  non ha nulla, trattandosi di pure operazioni finanziarie. Questa è la Waterloo per quei paesi solo nominalmente liberisti, che fanno finta di mobilitarsi contro i potentati speculativi finanziari, ma che tengono stretti tra le loro mani i cordoni delle borse di Bruxelles.

Finora nessuno è riuscito ad uscire da questa trappola, la cui stretta potrebbe essere mitigata dalla definizione da parte dei paesi acquirenti del prezzo massimo a cui sono disposti ad acquistare il gas. Ma due sono i paesi che si oppongono “per l’alto senso della comunità a cui appartengono”: la Germania, che ritiene che il price cap potrebbe irritare la Russia tanto da farle cessare le forniture, cosa che sta comunque avvenendo.; e l’Olanda, che da paese produttore ed esportatore di gas sta lucrando miliardi di euro per puri meccanismi finanziari. Per inciso, l’Olanda (17,5 milioni di abitanti) è il diciassettesimo paese produttore di gas e secondo in Europa, dopo la Norvegia (4,5 milioni di abitanti seduti su barili di petrolio e metri cubi di gas).

Bruxelles, in un primo tempo, aveva assecondato Olanda e Germania  rinviando la discussione a metà ottobre (sic!). Poi dopo i colpi sempre più pesanti della crisi è stata costretta ad anticipare a metà settembre. Ora sembra che si discuterà del prezzo massimo il 9 settembre, in una riunione dei ministri dell’economia dei 27. Sempre comunque troppo tardi

Cominciamo a capire perché tanta preoccupazione se in Italia si dovesse affermare una maggioranza di centro destra: quante altre magagne gli euroinomani cercano di tenere accuratamente riservate, nascondendole dietro il loro sbandierato europeismo  e latrando impauriti contro i sovranisti, fascisti, antieuropeisti, razzisti, antimimmolucanisti, antiraketisti ecc.?

Pensate ad immaginare che cosa potrebbe essere l’Europa senza queste storture – imposte dai barbari del nord -  che di europeista non hanno nulla. Pensate al potere geopolitico che potrebbe assumere con decisioni più corrette e meno disarticolate dai sovranismi (oggi) di Germania e Olanda.

 

è 29-8-2022 RaiNews.it  Il ruolo del TTF di Amsterdam e la crisi energetica. Chi decide il prezzo del gas? Ecco perché ad Amsterdam il metano vola e batte record dopo record:  300 euro al megawattora, con una crescita che sembra inarrestabile. Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia non si era mai toccato un livello così alto. Con ricadute drammatiche per la mostra economia. Laura Aprati

 

è  Riporto, sull’argomento, undici minuti della Rassegna stampa di Radio Radicale di oggi 30-8-2022               à (Stampa e Regime)

 

è 29-8-2022 Teleborsa. Gas ritraccia dai record alla borsa di Amsterdam. Cosa accade? I future hanno chiuso in ribasso del 16,8% a 282 euro per mwh

 

 

MinigrammaRiflessione n° 45 (7-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Conglomerato degli Inerti. Il programma massimo del centrosinistra. Un aggiornamento

 

Ma certo! Chi glielo fa fare? Per mettere in piedi un programma credibile occorre cervello, cultura, buon intelletto, fatica, capacità di coinvolgimento,  una struttura adeguata capace di rapportarsi ai problemi dei cittadini. Ancor più faticoso mettere insieme un raggruppamento con obiettivi quanto più convergenti possibile.  Cose praticamente impossibili per il Conglomerato degli Inerti (Letta + Cetto La Calenda + Fratoianni + Gelmini + Bonelli + Carfagna + Bonino +  il povero Ape Maio + Della Vedova)   e perse da decenni, visto che non c’è stato più bisogno di essere all’altezza con valentia e adeguatezza. Molto più comodo e facile sostenere – per quanto possibile convinti - che gli Inerti  hanno come obiettivo massimo quello di difendere la Costituzione da fascisti, populisti, razzisti, qualunquisti, nazisti antieuropei, sovranisti, orbanisti, criptoputinisti ecc.  e di ostacolare il governo delle destre (secondo gli Inerti già è decisa la loro vittoria), sperando che le masse di gonzi costituenti i vari zoccoli duri, continuino a credere ai loro capi.

Per il raggiungimento della convergenza degli Inerti su questo obiettivo, è stato sufficiente che il Primo Inerte parlasse di Agenda Draghi (inesistente anche a detta dello stesso Draghi) con Azione+EU e non ne parlasse con Verdi+SI. Parallelamente,  Ha imposto al Partito Democratico di trasformarsi in Scrannomat e permettere ai cespugli di attingere ad esso.  Dice: “Ma anche il centro destra si è diviso gli scranni! Lo impone il Rosatellum!”. Certamente, ma mentre nel centro destra ciascun partito ha una dotazione personale di scranni, tra gli Inerti solo i Dem possono contare sulla quasi totalità di quelli a disposizione. Secondo You trend questa è la media dei sondaggi al 4 agosto:

Destra:  FdI= 23,4%;  Lega= 13,4%;  FI= 8 %

Sinistra: PD= 22,8%:  Azione+Europa= 5%:   Verdi+SI= 4%;   Art1 – MDP=  1,8%

Comunque, all’obiettivo massimo degli Inerti concorreranno anche i sindacati. I  quali, facendo finta di non sapere chi vincerà e chi governerà il paese (risate a destra, al centro e a sinistra), hanno già deciso di manifestare ad ottobre contro il governo.

Dice: “Ma insomma,  chi affronta i problemi del paese, chi governerà i difficili tempi dell’autunno? Chi proseguirà nella realizzazione del Pnrr? Possibile che a sinistra non ci sia  un programma minimo da valutare?”.

Vabbè ma mica possono fare tutto gli Inerti! Bisogna arrangiarsi! I cittadini si diano da fare! Il Conglomerato già deve difendere la Costituzione! Che altro potete pretendere? Piuttosto, dopo la costituzione del Conglomerato (6-8-22) con la conferma di Verdi, SI e Di Maio, Cetto La Calenda – in genere incline a super utilizzare Twitter -  tace da 24 ore. Che vorrà dire?

I guai per l’Italia sarebbero inaffrontabili qualora il Conglomerato degli Inerti dovesse risultare vincente rispetto alla destra: come potrà governare il paese? Che deciderebbe Mattarella? E Draghi?

Aggiornamento delle ore 14:15. Sembra che Cetto La Calenda abbia intenzione di abbandonare la casamatta costruita dagli Inerti a difesa della Costituzione. Mentre +Europa ha espresso apprezzamento per l’azione di Letta.

Aggiornamento delle 14:40. Carlo Calenda lascia ufficialmente il Conglomerato degli Inerti.

 

MinigrammaRiflessione n° 44  (6-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Il pallottoliere promosso a strumento politico. Anche da Letta.

 

E così, il pallottoliere è stato adottato anche dal segretario PD Letta. E’ facile da usare perché una pallina vale l’altra: cambia solo il colore. Letta preme per alleanze tra tutti coloro che  hanno poco da dire, anche se quel poco è in netto contrasto con l’ennesimo “alleato” convinto a partecipare. L’unico impegno richiesto a Letta è quello di evitare che le palline coinvolte parlino tra loro: si scannerebbero e tutto salterebbe. Solo rapporti bilaterali, quindi, gestiti dal PD. Operazione facile, poiché i coinvolti (consapevoli della loro nullità come classe dirigente)  sanno benissimo che sarebbero messi in condizione di nullità se vincesse la destra.

Lo strumento  fu promosso ad arnese politico dal presidente Mattarella che impose il Conte Bis attraverso un connubio contro natura tra PD e 5Stelle pur di evitare le elezioni anticipate nel 2019.  I danni di quella decisione sono sotto gli occhi di tutti. Sebbene abbia dato pessimi risultati ed abbia causato seri problemi al paese, lo strumento è di grande aiuto per chi non sa fare politica.

Insomma, adottare il  pallottoliere è semplice e di nessun impegno, perché una pallina vale l’altra!

Mi chiedo che cosa accadrebbe al nostro paese se dovesse risultare vincente la manovra di Letta: come affiancare i principi di Fratoianni con quelli della Gelmini o quelli di Bonelli con Cetto La Calenda? Per tacer di Di Maio.

Queste sono le situazioni assurde che democristiani, non in grado di fare politica, hanno scaricato addosso al PD. Costoro possono vantare solo una discendenza meccanica dalla vecchia Democrazia Cristiana, senza averne ereditato la benché minima capacità come classe dirigente.

E anche se dovessero perdere, hanno sempre nella manica la carta Landini, pur se ridotto a gestire i pensionati iscritti alla Confederazione Geriatrica del Lavoro.

Berlinguer! Chi era costui?

Vedi: Riflessione n° 11 / 2022    (22-1-2022)     Il presidente della Repubblica? Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera.

 

 

MinigrammaRiflessione n° 43  (28-7-2022) ( --> Torna all’indice)

Pensioni. Promesse per gonzi, realizzate da personaggi deboli per restare al potere

 

Portare, come ha promesso Berlusconi,  a 1000 euro al mese per 13 mesi le pensioni al disotto di quella cifra (circa 5,5 milioni) costerebbe circa 25 miliardi di euro. L'anno. Attenzione! Se vince la destra, Berlusconi è capace di mettere in croce il governo perché realizzi quella promessa, pena la sua fuoriuscita. Ricordo il precedente col governo Letta (2013): il Cavaliere aveva promesso in campagna elettorale l’eliminazione dell’IMU: minacciò di abbandonare il governo se Letta non avesse proceduto all’eliminazione della tassa [Indovinate dove prese i soldi]. Letta cedette, ponendo il paese tra le pochissime nazioni che non hanno una tassazione sulla prima casa. Qualche tempo dopo, comunque,  Berlusconi lasciò la maggioranza.

Se vince, la Meloni è avvisata.

Minigramma

Riflessione n° 42  (26-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Metà dei nostri partiti politici (quelli di sinistra) non sanno che cosa significhi

competere ad armi pari con gli avversari.

 

Sono per la meritocrazia. Sia quando cerco di star dietro ai miei interessi personali (se ho bisogno di un avvocato o di un medico, non scelgo il mediocre), sia quando si tratta di affidare a responsabili le strutture collettive di  organismi sociali. Nei due casi cercherò di optare per il migliore, perché questa scelta, oltre a garantire  risultati superiori, si rivelerà – in ultima analisi – la più economica perché obbligherà tutti a mettere a miglior frutto le risorse disponibili.

Strumento per la scelta del migliore è una sana competizione. Non la legge del più forte (mercato brado), ma del più adeguato, preparato, intelligente (mercato libero perché normato)  certamente sì! Questa opzione permette un progresso personale e istituzionale generalizzato e duraturo perché spinge individui e organizzazioni sociali a migliorare se stessi attraverso la promozione e la scelta dei più preparati. 

Questo in ogni campo.

Ma c’è un settore in Italia, fondamentale per un paese che si definisce democratico, dove la competizione è tenuta alla larga e i processi di promozione sono assoggettati a dinamiche esogene al settore: è il campo di operatività della cosiddetta classe politica. Mi riferisco al sistema dei partiti politici richiamato dalla costituzione, che risulta entità fondamentali per la formazione della volontà delle istituzioni e per dettare le azioni  di funzionamento della macchina dello stato.

In Italia, in questo settore, la competizione non è genuina, essendo falsata da pesanti commistioni generate da interventi della magistratura e delle alte autorità, in grado di creare consenso ai partiti “amici” indipendentemente dalla qualità della loro produzione politica. Si tratta di interventi che, in ultima analisi, drogano le potenzialità dei partiti coinvolti e ne promuovono l’immagine nel corpo sociale ben al di là della loro capacità “normale”  di gestire strutture ed infrastrutture. A queste formazioni politiche non serve promuovere i migliori, investire sugli apparati, affinare le capacità di analisi e di sintesi degli elementi collocati in ruoli di responsabilità, investire al meglio le risorse: sono sufficienti quegli interventi esogeni in grado di fare premio sugli sforzi – magari corretti - dei partiti avversari.

Perché, quindi, perdere tempo e denaro ad impostare politiche del territorio e dell’elettorato di riferimento? Perché impegnare cervelli (spesso non all’altezza) e risorse per “pensare” linee politiche in grado di aggredire i problemi dei cittadini e caratterizzare i singoli partiti?  E’ sufficiente mettere all’opera presidenti della repubblica di area, o accordarsi con pezzi della magistratura per abbattere la fazione avversa per via giudiziaria e gestire le sorti del paese, mobilitando altresì entità politiche internazionali ad adiuvandum. Questa ultima iniziativa è particolarmente indicata per fare breccia tra i gonzi più provinciali.  E se l’incapacità dei partiti beneficiari è particolarmente seria, basta inventare le ormai istituzionalizzate allonge presidenziali, in grado di mantenere al potere quei presidenti di area ben oltre i sette anni istituzionali, termine temporale ormai assurdamente lungo per i moderni stati democratici.

I partiti dovrebbero prefigurare la società futura attraverso l’impostazione di politiche che lascino intuire il modello di società che si vuole perseguire nel tempo. Nulla di tutto ciò. I partiti che godono di quegli interventi esogeni si limitano a tacciare gli avversari di qualunquismo, sovranismo, giustizialismo, razzismo, antieuropeismo e, quindi, di fascismo. Tanto basta per competere  nell’agone politico. Nella certezza che, qualora tutto ciò non fosse sufficiente, arriveranno dall’esterno interventi in grado di mantenerli comunque negli ambiti di gestione del potere. 

Questo stato di cose è responsabile dell’ormai dimostrata incapacità di governo della nostra classe dirigente nel corso degli ultimi decenni, mai obbligata a confrontarsi sul “mercato politico”. Comunque, in caso di affermazione da parte delle forze politiche avversarie, si porranno in essere azioni istituzionali (e, come si diceva, anche internazionali) per affossare i vincitori e rimettere in carreggiata i partiti figliocci e drogati. Magari imponendo governi guidati da elementi estranei ai partiti, di una certa levatura, quella levatura che i nostri partiti bisognosi di aiutini pseudo istituzionali non sono più in grado di ricercare tra i loro dirigenti.

Questa assenza di elementi di concorrenza nel settore ha ridotto metà dei nostri partiti politici a semplici gestori del potere, incapaci di confrontarsi con i veri problemi del paese. Questo è un serio problema.

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Riflessione n° 41  (22-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

Politici. Anche delegittimare l’avversario è diventato troppo faticoso.

 

I nostri politici sono ormai del tutto incolti. Molti sono addirittura ignoranti. La cosa è dimostrata dal fatto che, da una trentina d’anni e fino a qualche anno fa, piuttosto che far politica si sono adagiati sul molto poco impegnativo esercizio di delegittimazione di chi non è della propria fazione. Per contrastare politicamente le idee, le proposte, le critiche di un avversario occorre intelligenza, cultura, impegno. La delegittimazione è più abbordabile. Basta individuare, nel rivale, qualche caratteristica connotata negativamente e tagliare corto senza impegnarsi in faticose analisi, proposte alternative: è omosessuale, è veterocomunista, ha frequentazioni malavitose, è amico del magnate, è raccomandato, è fascista.

[  Il PuntO n° 112. (17-6-2007). Incapaci? Resta solo la delegittimazione. ]

Ma, da qualche anno,  è considerata troppo faticosa anche la delegittimazione. E il politico degli anni venti ha avuto una trovata dialettica, uno strumento molto facile da usare, anche dagli ignoranti: basta tacciare l’avversario, e tutto ciò che non proviene dalla propria parte politica, di qualunquismo e sovranismo. Fateci caso: ormai è sufficiente connotare come qualunquiste le azioni, le linee politiche, le critiche portate avanti dalla fazione avversa  per superare ogni prova mediatica.  E’ sufficiente sostenere - con fiero e grave cipiglio -  che occorre smetterla definitivamente con questi qualunquisti  e non se ne può più delle azioni dettate da sovranismo e delle inclinazioni giustizialiste, che tutti coloro diversi da noi sono antisistema, anti UE. E il politico – se  fiero e grave – può legittimamente aspirare al ruolo di leader della sua fazione, esattamente come il giornalista che – se fiero e grave – può aspirare alla fattiva  benevolenza dei potenti.

Inutile dire che giornalisti embedded hanno fatto passare come corretto il messaggio che l’accusa di qualunquismo, sovranismo, giustizialismo e antisistema chiude correttamente la discussione a favore di chi lancia l’anatema.

Curiosità: nelle eterne discussioni sessantottine sui massimi sistemi ricordo che, nel corso dei dibattiti,  gli studenti più pigri intellettualmente e meno ferrati ideologicamente, aspettavano che l’interlocutore ideologicizzato inciampasse dialetticamente in affermazioni anche lontanamente tacciabili di corporativismo per sbaragliarlo accusandolo di aver assunto, appunto, posizioni corporative. Era la fine dell’interlocutore E spesso l’accusato, un po’ perplesso e disorientato,  impiegava un po’ di tempo per reagire scompostamente.

 

 

MinigrammaRiflessione n° 40  (20-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

In Senato, un Draghi fuori misura chiede la fiducia.

Nel paese, un Letta sbroccato dimostra la sua pochezza politica..

 

20-7-2022 HuffPost. Letta: "Giorno di follia, il Parlamento contro l'Italia". Di Maio: "Pagina nera". Gentiloni: "Rischiamo tempesta perfetta"Il segretario dem: "Credo che andremo ad elezioni e credo che gli italiani sceglieranno tra chi ha affossato questa esperienza di governo e chi si è battuto per portare avanti il governo"

 

Stiamo arrivando velocemente a: “Dio lo vuole!”. Letta non si rende conto che gran parte dei problemi che stanno frantumando le palle (per ora)  e la vita (fra qualche mese) degli Italiani derivano dall’aver voluto imporre il “governo del pallottoliere” (il Conte bis)  per evitare di andare alle urne. Un presidente di parte [ vedi: Riflessione n° 11 / 2022    (22-1-2022) Il presidente della Repubblica? Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera.] impose al paese quell’obbrobrio costituzionale del pallottoliere  rimettendo in circolo il PD, ben contento di mandar giù i 5 stelle, nonostante i vari giudizi di schifo proclamati da quasi tutti i dirigenti dem. Consapevole dei problemi creati, il presidente cercò di rimediare chiamando al governo il tecnico della provvidenza. Ma la gestione di Draghi  sta risultando altrettanto problematica del governo precedente. Credo di non sbagliare se sostengo che, da quando Supermario è stato trombato nella sua corsa al Quirinale, ha tirato i remi in barca essendosi sentito tradito (truffato) rispetto agli accordi che lo convinsero ad accettare l’incarico.

Fino a giungere ad oggi quando Supermario ha sostenuto in Parlamento che, se lui è presente in Senato, è perché  lo vogliono gli Italiani.

Got mit uns.

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Riflessione  n° 39 / 2022  (13-7-2022)  ( --> Torna all’indice)

 

Torna l’inflazione, aggravata da trent’anni di irresponsabilità economiche, politiche, imprenditoriali e sindacali.

Col prepotente ritorno dell’inflazione, si cominciano anche a fare calcoli circa le ripercussioni su retribuzioni da lavoro dipendente e pensioni.

Ricordo che almeno fino a d un lustro fa ancora si condannava l’alto costo del lavoro di cui era gravata l’Italia rispetto all’omologa variabile delle altre nazioni europee. Solo da circa  un anno a questa parte, si è proceduto ad indagini quantitative serie sull’incidenza del costo del lavoro nell’ambito dei costi aziendali. A fine 2021, il 55° Rapporto del Censis informava: “Negli ultimi trent`anni di globalizzazione, tra il 1990 e oggi, l`Italia è l’unico Paese Ocse in cui le retribuzioni medie lorde annue sono diminuite: -2,9% in termini reali rispetto al +276,3% della Lituania, il primo Paese in graduatoria, al +33,7% in Germania e al +31,1% in Francia. […]

Ma come abbiamo fatto a raggiungere questi risultati aberranti?

 

Due decenni fa.

Mi è tornato in mente un pezzo che scrissi nel 2007, nel quale indagavo  in materia di previdenza, assistenza, costo del lavoro procedendo al       confronto tra  i paesi europei.

[ Il PuntO n° 119. 20-12-2007. Costo del lavoro: perché Eurostat non può rendere pubblici i dati dell’Italia?]

In esso riportavo una tabella pubblicata nel 2005 dal Ministero del Tesoro nell’ambito di uno studio sull’andamento dei prezzi , che  fornisce i dati del 2001 circa la struttura dei costi per le imprese.

Meraviglia che dati di importanza fondamentale quali quelli sul costo del lavoro non siano a disposizione dei cittadini, ma – probabilmente – solo per alcuni addetti ai lavori. I sindacalisti conoscevano questi dati, o hanno deciso spannometricamente? E se li conoscevano, perché non ne hanno imposto la diffusione ufficiale? Sta di fatto che, da sempre, politici e imprenditori hanno contribuito a diffondere la fake news che in Italia  le cose vanno male, soprattutto in termini di concorrenza, perché il costo del lavoro è troppo alto e superiore a quello dei paesi concorrenti.

Comunque non ci si limiti ai dati sul costo del lavoro, in verità più basso di Francia e Germania. Le aziende italiane sopportavano già nel 2001 costi maggiori delle concorrenti esteri anche sui servizi bancari e assicurativi, sull’energia.

Ecco la tabella:

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Un decennio fa

Nel 2011, secondo il rapporto OCSE l’Italia è caratterizzata da un’incidenza degli oneri fiscali e contributivi a carico di lavoratori e imprese italiane pari al 47,6% del costo del lavoro. Il dato colloca il nostro Paese al sesto posto della graduatoria dei 34 Paesi considerati, comunque alle spalle di Belgio (55,5%), Germania (49,8%), Francia (49,4%), Ungheria (49,4%) e Austria (48,4%)

 

Oggi

Per arrivare ai nostri giorni, riportiamo parte di uno studio di Assolombarda sul cuneo fiscale. Dati OCSE 2021.

Nel grafico viene riportata la graduatoria relativa al cuneo fiscale (in percentuale sul costo del lavoro) di un lavoratore senza carichi familiari: 

 


Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse

 

Il cuneo fiscale italiano è al quinto posto (46,5%), sempre dopo Germania (48,1%) e Francia (47%).

Riparametrando il calcolo del cuneo fiscale in rapporto alla retribuzione netta, la situazione dell’Italia e dei suoi tre principali concorrenti dell’Area Euro è quella rappresentata nel grafico a fianco.

 

imm2 - comp cuneo fiscale

Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse.

 

Quindi, su 100 in busta paga, in Germania il lavoro costa 193, in Francia 189, in Italia 187.

In soldoni (euro)  il grafico successivo riporta la graduatoria dei Paesi in funzione decrescente del costo del lavoro:


Fonte: elaborazione Centro Studi Assolombarda su dati Ocse.

Il report completo di Assolombarda è disponibile al seguente -> LINK.

 

Alla luce di questi dati, non è difficile comprendere il perché in Italia, da almeno 30 anni, la domanda aggregata risulti asfittica tanto da non riuscire a sostenere il versante della produzione, positivo  o, almeno, “tranquillo” solo per le aziende esportatrici.

Perché questo disastro?

Ma che cosa era successo nel corso degli anni ’90? Quali azioni e quali decisioni di politica economica hanno causato questi danni all’economia nazionale non più in grado di competere con gli altri paesi UE che, invece, hanno una domanda interna robusta e comunque di livello adeguato?

Dal punto di vista istituzionale, giubilato il governo Berlusconi da Bossi nel 1966, nei cinque anni successivi si sono alternati i seguenti governi di centro sinistra: governo Prodi, appoggiato anche dal PRC, in carica dal 17.5.96 al 20.10.98; il governo D'Alema dal 21.10.98 al 21.12.99; il governo D'Alema-bis dal 22.12.99 al 17.4.2000; il governo Amato dal dal 26-4-2000 all'11.6.2001.

Ci limitiamo ad elencare alcune iniziative politiche risultate troppo spesso deleterie per il paese: il federalismo fiscale e amministrativo, il presidenzialismo regionale, la cosiddetta "riforma Bassanini'' che introduce il federalismo amministrativo; la definitiva controriforma costituzionale sull'ordinamento federalista della Repubblica (8 marzo 2001) che costituzionalizza il principio liberista della "sussidiarietà'' e frantuma l'Italia attraverso il federalismo fiscale; la controriforma dei servizi segreti in base alla quale i servizi dipendono direttamente dal premier; l’arma dei Carabinieri  promossa a quarta forza armata praticamente alla diretta dipendenza del presidente del consiglio.

Nei 5 anni considerati, leggi finanziarie massacranti hanno carpito ai cittadini circa 150 mila miliardi di lire anche con  tagli alla spesa sociale, sanitaria e previdenziale. Sono stati permessi salti in alto alle tariffe di  acqua, luce, gas, telefono, fognature, rifiuti. Il federalismo fiscale ha permesso l’introduzione di  balzelli locali e di addizionali Irpef per regioni e comuni.

Di particolare incidenza sono risultate le privatizzazioni, ai migliori livelli neoliberisti cileni e Tatcheriani, che, oltre alla perdita di controllo da parte dello stato, hanno causato oltre 100mila “esuberi”: INA, IMI, Stet incorporata in Telercom messa in vendita nel 1997 (ricorderete i famosi “capitani coraggiosi” di D’Alema). E ancora, IRI con FinMeccanica, FinCantieri, Autostrade, Alitalia, Aeroporti di Roma; Enel, Istituto S. Paolo di Torino. Poste è trasformata in SPA.

Nel mercato del lavoro, la liberalizzazione iniziata dal governo Amato nel 1993 con l’abolizione della scala mobile. Continua Prodi con la flessibilità su orari e salari, instaurando l’era del precariato. Si inaugura l’introduzione (per sei mesi)  del blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.

Tutte iniziative  fatte passare con il pretesto dell’ingresso dell’Italia nell’area euro, per cui sono stati richiesti ed ottenuti atteggiamenti “morigeratamente responsabili” da parte dei sindacati, i quali – per ragionevolezza -  hanno rinunciato da trent’anni a chiedere aumenti salariali.

Nel complesso, una serie di iniziative legislative e amministrative che hanno visto il sindacato cascare in trappola a sua insaputa. Cominciata come cinghia di trasmissione strettamente controllata, la trappola ancora oggi svolge il suo ruolo tanto da rendere i sindacati praticamente asfittici e afoni.

Sorvoliamo sugli accordi per la formazione del “governo del pallottoliere”, il conte bis, per entrare nel quale il PD ha regalato troppo ai 5 Stelle: scelta del capo del governo, mantenimento dell’assegno di cittadinanza e di altri superbonus. Accettazione della riduzione dei parlamentari ecc.

Sono risultati ormai da anni controproducenti e fallimentari i risultati dei trenta anni di lacci al collo dei cittadini resi funzionali da una classe politica e imprenditoriale – con il concorso del sindacato -  per nulla lungimiranti, rese satolle per quanto ottenuto nel breve e medio periodo, con salari in calo e stato sociale disfatto e ormai  bisognevole di assistenza continua nei periodi difficili come quello che stiamo attraversando  dal 2020. Sarebbe interessante sapere quanti capitali – “risparmiati” negli ultimi 30 anni sul versante della produzione - sono stati trasferiti all’estero e distolti dal sistema produttivo italiano. Non è un caso se le imprese italiane sono dipendenti da capitali presi in banca per circa l’80% del totale del capitale di rischio, contro il 50-60% delle imprese dei paesi concorrenti. Di fatto gli imprenditori chiedono allo stato di rinunciare a parte della quota di cuneo fiscale introitato dalle finanze pubbliche.

Per tacer del fallimento della globalizzazione accompagnata dalla delocalizzazione di molte nostre aziende: oggi molti imprenditori cercano di tornare indietro, alla luce delle complessità, anche geopolitiche, introdotte da pandemia e guerra.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 38/ 2022  (4-7-2022)    ( --> Torna all’indice)

 

Perugia. Sindrome di Stendhal contemplando il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca.

 

Una trentina di anni fa, invacanza a Deruta,  con moglie figlio decidemmo di visitare il museo di Perugia. In un ambiente del museo, ero circondato ed abbagliato da splendori di oro di arte. Mi soffermai a contemplare il Polittico di S. Antonio di Piero della Francesca.

Piero della Francesca. Perugia. Polittico di S. Antonio.

Abbagliato, feci scorrere lo sguardo verso l’alto fino ad arrivare al triangolo superiore: colori un po’ smorti, nessuna elaborazione pittorica. Non più frastornato, mi  sembrò di tornare alla normalità. Tornai ad abbassare lo sguardo verso il corpo centrale dell’opera, passando obbligatoriamente ad osservare la fuga di archi. Lì cominciai a perdermi e, quando posai di nuovo la mia ttenzione al cuore  del polittico ed allo splendore fattomi dimenticare dal triangolo superiore incerto nei colori e nella composizione quasi affrettata, cominciai  letteralmente a perdere l’equilibrio. Dovetti fare un paio di passi indietro per tenerimi in piedi. 

A dire il vero, l’aver subito la sindrome di Stendhal  mi lasciò un senso di insicurezza e non di esaltazione.

Di quell’esperienza non ho mai parlato con nessuno.

 

MinigrammaRiflessione  n° 37/ 2022  (1-7-2022)     ( --> Torna all’indice)

 

Europa addio! 

Hanno vinto i barbari del Nord, approfittando dei barbari dell’Est.

 

L’idea d’Europa incarnata (bene o male) dalla UE è finita. Gli Anglosassoni, dominatori della Nato,  hanno cancellato quell’idea. Provarono, senza riuscirci, a controllarla con l’ingresso della Gran Bretagna nella CEE nel 1973. Ma col successo di Eurolandia  e dell’euro competitivo nei confronti di dollaro e sterlina, gli Anglosassoni si convinsero di dover  impostare la liquidazione politica dell’Unione Europea. Hanno preso la palla al balzo approfittando dell’iniziativa di Putin contro l’Ucraina. Praticamente l’Unione Europea, rinunciando alla strutturazione di una difesa e di una politica estera comune, è diventata una semplice espressione geografica. Rubiamo questa espressione ad un altro barbaro del Nord, Von Metternich, il quale, a metà Ottocento, così qualificava l’Italia.

E’ la prosecuzione – con altri mezzi – della “diplomazia  delle cannoniere” del Regno Unito del 1800, affiancata, nei primi anni del ‘900, dalla diplomazia “del grosso bastone” di  Theodore Roosevelt.

Non è un caso che il segretario della Nato a Madrid si sia lamentato per il fatto che molti paesi aderenti all’alleanza non abbiano ancora raggiunto il livello di spesa in armamenti definito nel 2% del rispettivo PIL. E il problema della difesa comune europea timidamente accennato da Macron? De minimis non curant Britannici! Molto più utile creare, all’interno dell’espressione geografica Europa, delle zone di influenza, una sorta di protettorati del terzo millennio, in Polonia, nei paesi baltici ed ora in Ucraina e in Moldavia.

2-7-2022 Linkiesta: Il nuovo Occidente è Nato. Il punto di Luciolli sul vertice di Madrid. Con l’adozione del nuovo Strategic concept, la Nato risulta più solida, coesa e dotata di una coerente visione politico-strategica. Il nuovo Concetto Strategico testimonia dunque la straordinaria capacità di adattamento dell’Alleanza. L’analisi di Fabrizio W. Luciolli, presidente del Comitato atlantico italiano   

2-7-2022 Linkiesta. di Gianfranco D'Anna. La Nato mette il turbo e riparte  dall’Ucraina. Il vertice Nato di Madrid ha segnato una profonda svolta non solo della strategia difensiva ma anche della stessa motivazione ideale e costitutiva dell’Alleanza Atlantica. In primo piano l’esigenza del continuo potenziamento della resistenza ucraina. L’analisi di Gianfranco D’Anna.

 

MinigrammaRiflessione  n° 36/ 2022  (25-6-2022)      ( --> Torna all’indice)

 

Per risparmiare il gas usato in cucina.

 

Ho rifatto l'esperimento che feci un anno fa per curiosità. Ho voluto calcolare il tempo impiegato per far bollire l'acqua di un bricco per il tè sia sistemandolo normalmente sulla griglia della cucina a gas, sia poggiandolo direttamente sul bruciatore dopo aver tolto la griglia. Il tempo impiegato nel secondo caso è del 35% inferiore: 6:30 minuti sulla griglia; 4:30 minuti direttamente sul bruciatore. Il risultato è simile a quello di un anno fa con fornello e pentolino diversi: 11 minuti circa contro 7.

Il risparmio è notevole e molto interessante visto il costo attuale del gas. Se le verifiche dell'esperimento  dovessero confermare il risultato, sarebbe il caso di avvisare i produttori perché riducano l'altezza della griglia fino a permettere che il fondo delle pentole tocchi il bruciatore.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 35/ 2022  (22-6-2022)        ( --> Torna all’indice)

La resipiscenza di Di Maio poteva essere anticipata di tre anni.

Con riduzione dei danni per il paese.

 

I 5 Stelle hanno avuto una congiuntura favorevole alla nascita: molti cittadini, desiderosi di cambiare il sistema, non avevano più una offerta politica  credibile - secondo loro -  dai partiti "normali" e moltissimi cittadini incolti, ai quali non è parso vero che qualcuno dicesse loro che uno vale uno anche se non capisce un piffero e che quindi, anche loro – diciamo -  un po’ digiuni, valgono come gli altri anche se non capiscono un piffero. Giggino ha impiegato 9 anni per capire che tutta la costruzione era campata in aria. Probabilmente perché messo di fronte alla sua inadeguatezza proprio nel ruolo di ministro degli esteri,  con una serie di figuracce che non conosciamo, nei confronti dello strapotere dei grand commis del ministero e nei confronti dei colleghi esteri.. Se il presidente Mattarella fosse stato più accorto, avrebbe permesso all'Italia di avere un Parlamento più in linea col sentire dei cittadini  e non imponendo un governo del Pallottoliere, con l’obbligare, nell’agosto 2019, il PD e i cespugli di sinistra a tripli salti mortali carpiati per giustificare a dirigenti e votanti un’alleanza aborrita fino a qualche settimana prima.I danni di un anno e mezzo del governo Conte 2 sono stati enormi. Se si fossero permesse le elezioni, forse quei 9 anni impiegati da Giggino potevano accorciarsi a 6. Ne sarebbe conseguita una importante riduzione dei danni subiti irragionevolmente dal paese.

Oggi la maggiore forza del governo Draghi è diventata la Lega. Agli occhi del mondo, comunque, Draghi è più debole se non traballante. Magnifici risultati!

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 34/ 2022  (28-5-2022)   ( --> Torna all’indice)

Prezzi dei prodotti agricoli e finanza.

                 I potentati hanno definitivamente vinto.

 

Fino a qualche tempo fa, gli economisti seri si scagliavano contro l’influenza che i futures su commodities e sui prodotti agricoli avevano circa l’andamento dei prezzi di quei prodotti: prezzi così determinati non avevano più a base i costi di produzione, immagazzinaggio, trasporto ecc. ma soltanto una valutazione esclusivamente finanziaria circa le tendenze del mercato (finanziario).

Si veda: à Da Agriregionieuropa anno 10 n°36, Mar 2014. La speculazione finanziaria nei mercati future: operatori e informazioni disponibili. Di Marco Zuppiroli   Università di Parma, Dipartimento di Economia.

Da qualche tempo, gli economisti più attenti al problema della crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, suggeriscono, sussurrando e quasi scusandosi, di tornare a valutazioni corrette di costi di produzione e, possibilmente, ad abbandonare le previsioni suggerite esclusivamente dall’andamento finanziario dei futures con sottostanti quei prodotti.

Perché questa timidezza? Insomma, se è “naturale” che i prezzi si formino in base alle dinamiche del mercato (economico), sembra che si consideri  altrettanto “naturale” che il prezzo  si formi per analisi finanziarie sui futures.

Si veda: à da Agronotizie del  28-11-2016. Giusti o sbagliati, i prezzi dei prodotti agricoli si formano così. Borse merci, contratti di filiera, futures e finanza. Ecco quali sono le dinamiche che portano alla formazione dei prezzi dei prodotti agricoli.  di Tommaso Cinquemani

Oggi, troppi di quegli addetti ai lavori sono stranamente afoni. Come si diceva, azzardano – ma con voce tremolante – il consiglio (per carità, solo un suggerimento) di svincolare la formazione dei prezzi di quei prodotti dall’andamento dei relativi futures. Fingono di agitarsi ma in concreto si limitano a guardare: politicamente non sono in grado di articolare denunce e soluzioni risolutive.

Oggi, troppi politici non sanno neanche di che cosa si stia trattando: figuriamoci se sono in grado di imporre un dibattito serio e articolato tale da permettere alla società di reagire a questa imposizione, che di economico non ha più nulla.

Si veda: à 16-3-2022 Il Fatto. Cosa sono i contratti “future” e perché sono in grado di muovere con violenza i prezzi di gas e altre materie prime. Nati come strumenti finanziari per assicurare i guadagni degli agricoltori i future sono diventati potenti strumenti speculativi maneggiati da colossi della finanza. Grazie alle loro caratteristiche consentono di moltiplicare i ritorni sulle somme investite ma comportano anche il rischio di perdere tutto. Gli ingenti capitali investiti in questi prodotti esasperano le pressioni al rialzo o al ribasso sulle materie prime. di Mauro Del Corno 

Ma in Occidente nessuno sembra essere interessato a denunciare con forza e convinzione quelle che potrebbero risultare manovre addirittura disarticolanti ed esiziali per le società democratiche. Infatti, non sono causa dei disastri economici di questo periodo, ma si limitano ad “esasperare al rialzo o al ribasso…” . Né il G 20 manifesta l’intenzione  di affrontare il problema.

Che cosa è accaduto? Che cosa non sappiamo? Che cosa non dobbiamo sapere?

 

AGGIORNAMENTO DEL 10-6-2022.

Il prezzo del gas:

9-6-2022 AGI. Descalzi: "Prezzi del gas non sono giustificati, il mercato è distorto". Il ministro Cingolani: "L'Italia si trova ad affrontare "una doppia sfida: accelerare sulla transizione energetica e garantire allo stesso tempo la sicurezza nazionale". L'ad di Eni: "Ci sono movimenti speculativi che il mercato da solo non riesce a curare, il mercato è libero, ovviamente c'è spazio per l'offerta, per la domanda e anche per la speculazione". di Giandomenico Serrao e Gaia Vendettuolli.

Certamente c’è posto anche per la speculazione. Ma questa va “governata” affinchè il mercato resti “libero”, cioè regolato. Se assume una dimensione planetaria come in questi frangenti, la speculazione va colpita duramente e le regole che fanno da cornice ad un mercato libero vanno riviste.

Il prezzo del grano:

Oggi, quegli stessi potentati finanziari  stanno riuscendo a far credere al mondo che il problema dell’aumento del prezzo del grano dipenda dalla guerra e che la carestia prossima ventura – specie in Africa - derivi dal blocco dei porti ucraini.

La produzione mondiale di cereali è di 2.800 milioni di tonnellate. La produzione mondiale di grano è pari a 750 milioni di tonnellate L’ Ucraina produce 4 per cento del grano tenero mondiale, il 3 per cento del mais, e poco grano duro. Come si fa a sostenere che il blocco di 20 milioni di tonnellate sia causa di carestia  mondiale?

Questo è l’andamento dell’Import/Export di grano nel mondo per gli anni 2015-2016:

I principali paesi esportatori e importatori di grano nel mondo

Grado

Stato

ESPORTAZIONE DI GRANO, FARINA E PRODOTTI A BASE DI GRANO IN 2015 / 2016, (in 1,000 tonnellate)

Stato

IMPORTAZIONE DI GRANO, FARINA E PRODOTTI A BASE DI GRANO in 2015 / 2016, (in 1,000 tonnellate)

1

Un.Europea

33,000

Egitto

11,500

2

Russia

24,500

Indonesia

9,100

3

Canada

22,500

Algeria

8,100

4

Stati Uniti

21,200

Turchia

7,300

5

Australia

16,300

Un.europea

6,700

6

Ucraina

15,800

Brasile

5,800

7

Argentina

8,800

Giappone

5,700

8

Kazakistan

7,500

Iran

5,500

9

Turchia

5,500

Messico

4,500

10

Messico

1,300

Nigeria

4,300

 

Come si vede, Russia, Canada, USA, Australia, Ucraina, Ucraina, Argentina e Kazakistan sono esportatori netti di grano. Nel 2016, gli 8 paesi considerati hanno esportato 116 milioni di tonnellate di frumento. All’Ucraina è imputabile il 10 % delle esportazioni.  I dati andrebbero aggiornati ad oggi, ma la situazione non cambierebbe di molto.

Ed infatti, nel 2021, la quota di export di grano imputabile all’Ucraina è addirittura scesa ed è pari all’8,5%.

Siamo in presenza di un vero e proprio processo di false notizie.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 33/ 2022  (26-5-2022)     ( --> Torna all’indice)

 

Stragi americane.

 

Immagino i molti giovani americani, cresciuti a film western e ketchup, gracili mentalmente e fortificati solo dall'idea di possedere un'arma, che a 18 anni fanno un salto in negozio e comprano fucili d'assalto ed altre armi da guerra. Vere.

Li immagino come, una volta tornati a casa, davanti allo specchio mimino gli assalti finti con mitragliatori veri: “pampam” come facevano da bambini con i fuciletti di plastica. Poi a nanna pensando di essere diventati invincibili. Li immagino avviliti e depressi, dopo un mese di quei giochi allo specchio, per non poter passare dal gioco del mimo ad un assalto vero.

Ed eccoli risolvere le loro frustrazioni: imbracciare la bacchetta magica che li rende invincibili, rifornirsi di munizioni ed uscire di casa e recarsi a scuola, magari la loro scuola dove sono stati presi in giro per le loro posizioni antropologicamente inaccettabili e inaccettate da parte di quegli amici che, "normali, li prendevano in giro per i loro ragionamenti tanto infantili quanto pericolosi.

Ed ecco che l'assalto finto si trasforma in vero e non serve più fare "pam...pam..." imitando gli spari: questa volta gli spari parlano da soli e uccidono veramente.

A quale soluzione pensano molti Americani per evitare queste tragedie? Per molti di loro è sufficiente che si armino maestri e professori, bidelli e inservienti,  e si addestrino per rispondere col fuoco vero all'assalto vero. In questo modo si potrebbero dimezzare o addirittura ridurre ad un terzo i morti del gioco vero del commando. Istruzione, informazione, cultura, approfondimento delle dinamiche cerebrali sottostanti? Troppo complicato, meglio un M12 nel cassetto della cattedra o della guardiola.

Queste posizioni mi ricordano la guerra ucraina. Diplomazia, incontri, studi, conoscenze reciproche, consultazioni periodiche con chi si atteggia ad avversario o a nemico? Troppo complicato. Meglio che Zalensky sia rifornito di missili. Però, una domanda: Zalensky è presidente dell'Ucraina dal 20 maggio 2019. Possibile che non abbia pensato per tempo ad armarsi, proprio alla luce delle sue intenzioni di dichiarare al mondo di voler entrare nella Nato?

Mistero!

 

MinigrammaRiflessione  n° 32 / 2022  (24-5-2022)      ( --> Torna all’indice)

Referendum. Sulla legge Severino.

 

I nostri responsabili politici non sono più in grado di conoscere e seguire  le regole di "opportunità politica", che vorrebbero fosse escluso dalle liste il personaggio “chiacchierato”, sopportato perché temuto per i suoi metodi e nelle sue frequentazioni, colluso anche lontanamente con la mala più o meo organizzata.  Ad esempio, non sono in grado  di escludere dalle liste chi abbia avuto una condanna anche in primo grado per opportunità politica. L'opportunità partitica vince su quella politica. Non sono in grado perché se l'escluso si incazza potrebbe “scoprire gli altarini” del partito. Allora, da grandi statisti, hanno trasferito per legge quell'opportunità.

Solo che la legge Severino viola uno dei principi fondanti della ns. Costituzione: l'innocenza fino  al terzo grado di giudizio.. Ma con chi non una robustezza intellettuale  da mettere in gioco, c'è poco da fare: deve sempre rendere  le sue decisioni in maniera tale dapoter dire che non si poteva fare diversamente: è la legge!

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MinigrammaRiflessione  n° 31 / 2022  (21-5-2022)      ( --> Torna all’indice)

Domande a Zelensky sul da lui auspicato Piano Marshall per l’Ucraina.

 

Credo che questa guerra dimostri in maniera inequivocabile come i conflitti non siano mai tra popoli o nazioni, ma solo tra governi, supportati da quelle entità istituzionali direttamente embedded (in Italia si veda la posizione della totalità dei 1700 giornalisti RAI).  E' evidente che l'eventuale cambio di governo nei paesi interessati, potrebbe radicalmente rivedere le posizioni dei paesi occidentali. Domanda a Zelensky: " A Zele', il tuo paese sta andando incontro a distruzioni di ricchezza incalcolabile. Sei proprio sicuro che l'Occidente compatto ti finanzierà la ricostruzione? Voglio dire che se in USA dovesse vincere un trumpiano, in Russia dovesse consolidarsi Putin, se in Italia si formasse un governo di destra (attento all'ultima presa di posizione in merito di Berlusconi) sei così sicuro che ci sarà un generosissimo  Piano Marshall per l'Ucraina e non cominceranno i “distinguo”? Al di là delle condizioni di pace, è proprio  così remota l'ipotesi che i paesi occidentali non ti richiedano addirittura il pagamento delle armi fornite? Sei così sicuro che le posizioni di Anglosassonia restino quelle di oggi?".

Suggerimento a Zelensky: studia e medita sulla storia del popolo kurdo dall’inizio del ‘900 ad oggi. Cerca di evitare che Anglosassonia ti riservi un trattamento simile.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 30 / 2022  (20-4-2022)      ( --> Torna all’indice)

 

Potenze atomiche. Anche potenze militari?

 

Guerra Russia-Ucraina. Riflettevo su una serie di fatti: una nazione dotata di armamenti atomici è anche una potenza militare? Il Pakistan o la Corea del Nord sono anche potenze militari? Una potenza atomica che cerca di ingerirsi negli affari interni di una nazione e procede ad una aggressione sul campo per cambiare governi e condizionare la politica di quel paese, può essere considerata una potenza militare se non usa la bomba atomica? Le vicende del Viet Nam, dell’Afghanistan e dei paesi in cui le iniziative  delle potenze atomiche non hanno avuto successo, non avendo “voluto/potuto” usare l’atomica, starebbero a dimostrare che una guerra non classica, ma mirante ad impedire ad una nazione autonome espressioni di politica estera e, quindi, riconducibile a reazioni di guerriglia di popolo,  starebbero a dimostrare il contrario. 

Insomma, l’armata di Putin ha mostrato tutte le caratteristiche di una scarsa potenza militare: dai piani di invasione, ai risultati sul campo, alle perdite di materiale bellico. Invece di una guerra lampo, come negli auspici dei Russi, si sta dimostrando una guerra monsonica e gommosa,  che potrebbe andare avanti per tutta una stagione senza vedere conclusioni, per sfociare, infine,  in una guerra di guerriglia.

E infatti molte potenze atomiche hanno costruito bombe nucleari di basso e bassissimo potenziale, comunque tali da poter essere usate senza creare reazioni avverse planetarie. Se non ricordo male, gli USA di Reagan lavoravano alla bomba a neutroni, in grado di distruggere ogni forma di vita ma di lasciare le infrastrutture intatte.

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 29 / 2022  (28-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Domandine ai due strateghi del terzio millennio.

 

Domanda a Zelensky, che continua a sostenere che l'Occidente non ha il coraggio di far scoppiare l'ultima (nel senso proprio di ultima) guerra mondiale: "Caro Zelensky, con la Russia siete in guerra nel Donbass da otto anni. Gli Ucraini sono 45 milioni, i Russi 145 milioni e ,in geopolitica, il differenziale non è così eclatante.  Governanti previdenti avrebbero resa l'Ucraina una super potenza locale, come ha provveduto a fare la Turchia (82 milioni di abitanti) mettendo in piedi  il secondo esercito della Nato. Invece siete ancora a corto di armi. Come mai? Dove è mancata la vostra classe dirigente? Tu sei al potere da tre anni. Dunque?".

Domanda a Putin che dopo un mese dall'invasione dell'Ucraina, sostiene - non molto convinto - di aver raggiunto finalmente  gli obiettivi che si era dato per i  primi tre giorni di guerra: "Caro Putin hai potuto verificare che una buona metà del tuo arsenale è finta, nel senso che i sistemi d'arma di precisione non sono poi tanto precisi (verifica i fornitori) ; che alcuni di questi non possono neanche definirsi sistemi d'arma perché fanno cilecca; che gli Ucraini sono in grado di individuare con precisione la localizzazione degli alti comandi della campagna di invasione, tanto che ti hanno fatto fuori ben sette alti generali in capo del corpo di spedizione; che, per evitare figuracce,  non è quindi opportuno che tu provi ad utilizzare una delle 5mila bombe atomiche, molte delle quali costruite anche oltre mezzo secolo fa, visto che potrebbero riuscire a stento  a fare un bel buco in un parcheggio di un supermercato ucraino. Bene, perché non aggiorni la tua strategia? Gli stati cuscinetto che tu pretendi sono stati resi inutili dai sistemi balistici intercontinentali  e relegati alla storia delle guerra del secolo scorso. Invece di generare decine di migliaia di morti, promuovi alti ufficiali in grado di aiutarti, invece di pescarli tra i tuoi fedeli. Ti informo che, in genere, i fedeli sono anche un po' coglioni".

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 28 / 2022  (25-3-2022)      ( --> Torna all’indice)

Da Formigli (La 7 ) Professor Orsini, stai punito!

 

24-3-2022 ANSA. Ucraina: Rai, non si procederà con il contratto di Orsini. Berlinguer, non condivido lo stop. L'annuncio in una nota di Viale Mazzini. Il docente di Sociologia del  terrorismo internazionale: "Sono pronto a partecipare gratis alla trasmissione".

25-3-2022 Il Riformista. Alessandro Orsini licenziato, la Rai manda via l’opinionista perché ha opinioni sbagliate… Angela Azzaro —

 

Premetto che è mio costume criticare le cose che ritengo malfatte e elogiare le cose che ritengo benfatte, indipendentemente da chi abbia male o bene operato. Nella guerra in corso mi schiero a favore degli Ucraini contro i drammi causati  da Putin e i danni generati dalla  Nato negli ultimi 20 anni (ci si informi).

 Il professor Orsini della LUISS -  semplifico - ha posizioni filo russe. Come si vede, tutti i maestri del pensiero unico  sono pronti a criticare i metodi autocratici che, però, in ultima analisi, per chi sostiene  - a sua insaputa – il pensiero monoverso , risultano molto comodi, veloci, facili da usare e  definitivi per tutti, anche per chi ha sulla spalla il marchio della democrazia. Lo hanno dimostrato gli invitati di Formigli nei confronti del prof. Orsini. Sembrava una scena di un film tratto dai romanzi di Salgari:  schiumanti piraña (niente plurale, dice La Crusca) intenti a spolpare  la carcassa  di un facocero.

 Credo che la trasmissione di Formigli (che non seguo ma che, su indicazione di amici,  ho scaricato da YouTube:  https://www.youtube.com/watch?v=rdw5zJMW4DE ) rappresenti il  giornalismo italiano plasticamente (termine questo che va di moda tra i lavoratori dell’informazione nostrani un po’ così). Per la verità Formigli era ben spalleggiato da un altro giornalista, il direttore Calabresi, in grado di affermare che gli Italiani vogliono che si inviino armi all’Ucraina – ma forse non guarda i sondaggi e si fida del suo intuito -   e da una ricercatrice,  di cui non ricordo il nome che, comunque, è bene tacere, ma che dirige l’Istituto Affari Internazionali, la quale sostiene che non si può parlare di eventi che non siano stati vissuti personalmente.  Con questi geni dell’informazione, in grado di risolvere problemi di politica internazionale in due minuti di interventino,  ed il livello  che  hanno imposto  ai media italiani (medium, sosterrebbe La Crusca), Putin può dormire sonni tranquilli nel settore della comunicazione.

Ormai siamo all’infantilismo informativo militante. Come quando il maestro  che doveva allontanarsi  incaricava il capoclasse di segnare sulla lavagna i buoni e i cattivi e il massimo dell’accomodamento e della elasticità di giudizio era il + o il – segnato accanto al nome. Nella fattispecie  il cattivo era uno solo e i capiclasse tutti gli altri. Formigli  gestiva alla grande gesso e cancellino, non essendo in grado di andare oltre il ruolo di bidello.

Che dire? Mark Twain sosteneva che a voler insegnare a cantare ad un maiale si perde tempo e si finisce per annoiare  lo stesso maiale.

 

MinigrammaRiflessione  n° 27 / 2022  (24-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Fusione nucleare e e colpi di coda dei paesi produttori di petrolio.

La soluzione russa anti Zelensky riproponibile dall’Occidente in funzione anti Maduro?

 

23-3-2022 Libertà Nucleare pulito, il sindaco Brugnaro: “Eni realizzi la prima centrale a Venezia”

14-3-2022 La Repubblica. Nuova centrale atomica in Finlandia. E' la prima in Europa da quasi 15 anni. di Elena Dusi

Occorre decuplicare gli sforzi finanziari e cerebrali per accelerare sulla ricerca in materia di fusione atomica. Il trend attuale porterebbe ad un primo utilizzo “industriale” nella seconda metà del secolo, ma la nuova situazione di mercato potrebbe premiare un mastodontico aumento delle risorse messe a disposizione del settore, accelerandone i progressi e l’impostazione di tecnologie che permettano la sua utilizzazione entro trenta anni.

La Russia e molti paesi arabi sono in rotta con l’Occidente e, avviandosi lo sfruttamento degli idrocarburi verso la loro conclusione, potrebbero riservare tristi e micidiali novità per i paesi importatori.

Mappa dei giacimenti petroliferi nel mondo.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/74/USGS_world_oil_endowment.png

Questi sono i paesi con la più grande riserva di petrolio comprovata.

Grado

Stato

Barili (in milioni)

1

Venezuela

300,878

2

Arabia Saudita

266,455

3

Canada

169,709

4

Iran

158,400

5

Iraq

142,503

6

Kuwait

101,500

7

Emirati Arabi Uniti

97,800

8

Russia

80,000

9

Libia

48,363

10

Stati Uniti

39,230

11

Nigeria

37,062

12

Kazakistan

30,000

13

Cina

25,620

14

Qatar

25,244

15

Brasile

12,999

16

Algeria

12,200

.

In caso di forti turbolenze nei processi di approvvigionamento, l’Occidente arriverà a riproporre contro Maduro la soluzione trovata da Putin contro Zelensky?

 

 

MinigrammaRiflessione  n° 26 / 2022  (15-3-2022)      ( --> Torna all’indice)

Ucraina. Se le cose stanno così……..

 

Se ne parlava circa un mese fa. Se i Russi sono convinti della grande difficoltà da parte delle forze armate occidentali di intercettare i missili ipersonici (si arriva anche a Mach 7) potrebbero anche fare un pensierino alla guerra prima che la tecnologia Nato riesca a realizzare intercettori adeguati. Soprattutto se la  tecnologia di intercettazione russo-cinese fosse più avanzata. Se le cose stanno in tal modo, ogni reazione farebbe avvicinare la deflagrazione. Mentre l'assenza di reazioni convincerebbe i Russi a continuare a sbocconcellare i paesi confinanti. Non riusciamo ad affrancarci dall'errore più frequente commesso dall'homo militaris da almeno 10mila anni: "Le cose stanno così e così resteranno per mille anni". E' l'errore degli Occidentali ripetuto da almeno una trentina di anni. Adesso corriamo per correggere le nostre decisioni prese negli ultimi decenni fidandoci del fatto che "se le cose stanno così, così resteranno per i prossimi mille anni".

 

MinigrammaRiflessione  n° 25 / 2022  (5-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

Ipotizziamo che Putin abbia ragione….

Ipotizziamo che Putin abbia ragione sull'espansionismo della NATO. Ma perché ha fatto il pesce in barile cercando di rispondere con un suo espansionismo (Donbass) a quello occidentale, invece di impostare una battente campagna mediatica mondiale contro l'atteggiamento aggressivo della Nato? Non essendo riuscito nell'intento espansivo con la forza, ha deciso di invadere l'Ucraina. Si è cacciato così  in un vicolo sempre più stretto, ed è caduto nella trappola occidentale (sempre nell'ipotesi degli Occidentali cattivi) che lo ha fatto passare dalla ragione al torto.  Questo fatto non depone a favore del q.i. di chi pretende di essere uno dei grandi statisti del pianeta.

Credo che se ne uscirà solo con la mediazione della Cina.

 

MinigrammaRiflessione  n° 24 / 2022  (2-3-2022)       ( --> Torna all’indice)

La mossa di Putin: un successone!

Risultati dell'azione del Putìn: ha ricompattato l'Occidente; ha fatto prendere coscienza alla UE della sua nullità in campo internazionale; ha rotto le uova nel paniere di Pechino, visto che la Cina sta aspirando a prima potenza mondiale pur giocando con le regole dettate dagli stessi Occidentali; ha  aperto alle finanze cinesi l'acquisto di asset russi, visto che Putin non ha una lira e finanziamenti internazionali sono ormai compromessi, mentre i Cinesi non sanno dove mettere i miliardi di dollari a disposizione: oltre a pensare all'Africa, si compreranno la Russia investendo lì (intanto stanno impostando il progetto del più grande gasdotto del mondo, dalla Russia); ha convinto la Germania a riarmarsi (Berlino cercava solo l'occasione per far parte – alla pari -  dei paesi leader mondiali); ha convinto tutti i paesi Nato a spendere di più in armamenti; ha ricompattato la UE circa le posizioni da tenere con i paesi di Visegrad; ha reso conveniente per l' Europa riconversioni sulle fonti di approvvigionamento energetico, troppo costose (e, infatti, sempre  accantonati) in periodi di tranquillità e con accettabili prezzi di gas e petrolio; ha reso praticabile lo spazzar via i governi di Cuba, del Venezuela e di tutti quei paesi che si ritiene "rompano le palle" all'Occidente; ha obbligato Turchia e Cina schierarsi su posizioni di non adesione nei confronti della mossa  di Mosca; i contractor russi spediti in Africa (Libia, paesi subsahariani ecc.) verranno spazzati via in pochi mesi. Insomma, per i Russi un successone!.

Dispiace che, con tutto questo cambiamento nel crogiolo, gli Ucraini rivestano il ruolo, occasionale, di catalizzatore.

MinigrammaRiflessione  n° 23 / 2022  (26-2-2022)       ( --> Torna all’indice)

 “Meglio un maglione della mimetica”.

Aiutiamoci con buon senso.

Abbassiamo di un paio di gradi il riscaldamento di casa. Meglio indossare un maglione oggi  che una mimetica domani.

Sostituire con lampade a led tutte le fonti di luce casalinghe. La sera, accendiamo la luce un po' dopo rispetto alle nostre abitudini.

Mettiamo a bollire il quantitativo giusto di acqua per lessare la verdura, per il tè, per la pasta. Utilizziamo una pentola di diametro adeguato  rispetto alle dimensioni del fuoco su cui verrà posta: la fiamma non deve superare il fondo del recipiente. Se abbiamo fretta e vogliamo riempire una pentola di acqua già calda, utilizziamo il rubinetto più vicino allo scaldabagno.

·     Se dobbiamo mettere a bollire l’acqua (tè, pasta, verdure ecc.) utilizziamo recipienti senza i tripli e quadrupli fondi. Occorrono minuti solo per scaldare il fondo delle pentole.

 

·     Attiviamo la lavastoviglie solo a pieno carico e non perché non abbiamo più forchette o piatti puliti a disposizione. Cerchiamo di caricare la lavatrice con il massimo peso di panni consentito.

Evitiamo di fare il bagno e cerchiamo di fare docce economiche. Teniamo acceso lo scaldabagno solo durante la notte.

Le famiglie italiane sono 26 milioni.

Se riuscissimo a risparmiare un solo  centesimo ogni 24 ore a famiglia, recupereremmo 260.000 euro al giorno, 94.900.000 di euro l'anno.

Se arrivassimo a risparmiare  un euro al mese a famiglia, recupereremmo 312 milioni di euro l’anno.

 

MinigrammaRiflessione  n° 22 / 2022  (20-2-2022)       ( --> Torna all’indice)

Traghetto in fiamme .Perché non si pensa….

Perché non si pensa ad un sistema antincendio con elementi  posti al di fuori delle murate, alimentati autonomamente e con idrovora con pescaggio direttamente  in mare.  Questi riverserebbero l’acqua all’interno dell’imbarcazione  e potrebbero risultare risolutivi qualora i sistemi antincendio “normali” vengano messi fuori uso da incidenti. Oltretutto il sistema non obbligherebbe ad attendere gli idranti di rimorchiatori o imbarcazioni di soccorso.

 Riflessione  n° 21 / 2022  (16-2-2022) Minigramma       ( --> Torna all’indice)

Guerra! E guerra sia!

I due principali paesi anglosassoni, USA e GB, alternatisi negli ultimi due secoli come gendarmi del mondo, hanno perso quel ruolo nell’ultimo ventennio. Una serie di non ben valutate iniziative anglosassoni sugli scacchieri internazionali hanno relegato i due paesi un po’  ai margini delle dinamiche geopolitiche: dalla seconda guerra irachena, alle primavere arabe, alle manovre di Sarkozy, il quale per scalzare l’Italia dalla Libia, ha permesso alla Russia e ai Turchi di ricavarsi un posticino nel Mediterraneo centrale. Per non parlare del disastro afghano e della Brexit .

Anche la Russia, praticamente emarginata negli anni ’90, ha stentato a recuperare posizioni, sopravanzata dalla Cina che ha praticamente globalizzato il mondo e fra tre o quattro anni ci ritroveremo anche sulla Luna. Nel frattempo, mentre gli altri tre giocano alla data della guerra, ha creato notevoli interessenze in Oceania (Isole Fiji ecc.)

Le attuali difficoltà interne di Biden e di Johnson e la stagnante posizione geopolitica russa hanno suggerito il rimescolamento delle forze nello scacchiere internazionale attraverso la crisi ucraina. Oggi è mercoledì 12 febbraio: secondo Biden oggi (ora di Washington?)  dovrebbe scoppiare la guerra. Aspettiamo ancora qualche ora.

Gli obiettivi dei tre contendenti paciocconi in parte coincidono: far emergere la debolezza europea in campo energetico, militare  e diplomatico. A fronte di questa vicenda, la UE dovrà trovarsi, nel breve periodo,  nuove fonti di approvvigionamento (gli Stati Uniti?); dovrà cominciare a spendere di più per gli armamenti; in ultimo, non riuscirà mai a parlare con una sola voce in campo diplomatico internazionale, restando un nano in feluca. In conclusione, la UE non cerchi di avvicinarsi alla Cina che, in questo frangente ha dimostrato di stare al fianco di Putin, e torni a schierarsi - senza se e senza ma – con gli Anglosassoni.

Analisi  troppo semplicistica? Domanda:  come mai neanche  i potentati finanziari  internazionali hanno creduto a uno “scrocchio” vero? Il dollaro, in genere valuta rifugio nelle crisi vere, ha avuto qualche giorno di rivalutazione negli ultimi giorni di gennaio (1,11 per 1 euro) per tornare a scendere ai livelli di dicembre-gennaio (1,13 – 1,14).

AGGIORNAMENTO del 17-2-2022.

Un amico mi fa presente che in situazioni di crisi occorre guardare non tanto al dollaro quanto all’oro.

La quotazione dell’oro ha cominciato a crescere da metà 2019. Ha raggiunto il picco massimo di 1725,35 euro il 10 agosto 2020. Mercoledì 16 febbraio (giorno della guerra) l’oro quotava 1629,83 euro.

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Minigramma

Riflessione  n° 20 / 2022  (7-2-2022)   ( --> Torna all’indice)

SITUAZIONE NEI PARTITI

1) Come sta la destra.

Salvini sostiene che per ricomporre il centro destra occorrerà un anno. Nel frattempo lui prova a sondare il terreno per capire se il Grande Centrino (FI e cespugli) può dargli spazio e se avrà un futuro. Intanto continua ad accusare di tradimento e diserzione quanti hanno fatto mancare il voto alla Casellati nelle elezioni presidenziali.

Dopo una ansimante fuga in avanti, Berlusconi  ha capito che,  per continuare a gestire da Arcore l’eventuale Grande Centrino, dovrebbe  impedire alla Lega di convergere su quello che considera un suo terreno esclusivo. Pena l’irrilevanza di Forza Italia  come forza egemonica della nuova formazione.

Ma sia Salvini che Berlusconi commettono un errore: non è vero che la situazione odierna si limita a spingere gli innervositi elettori di centro a trovarsi una offerta politica liberal moderata. E’ vero invece che molti cittadini italiani (il 40% non va a votare) sono alla ricerca dell’ennesimo percorso politico che sia in grado di prospettare quel cambiamento radicale politico, partitico, comportamentale che da una decina d’anni vanno affannosamente esplorando, nella speranza  di riconoscersi in nuove offerte politiche, finora comunque tutte deludenti e fallimentari. Dalla mancata rottamazione di Renzi e le sue conversioni sulla spending review fino al licenziamento di Cottarelli, al grande bluff dei 5Stelle i quali, lungi dall’aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, si sono esercitati in manovre autoimmuni tanto evidenti quanto foriere di disastri.

Oggi a destra  è  la Meloni ad incarnare la voglia e la possibilità di un drastico cambio di rotta rispetto all’andazzo generale. E la sua proposta politica risulta la più adeguata  ad accogliere il  cambiamento auspicato da una buona parte di cittadini. Cambiamento non certo rivoluzionario (Giorgia Meloni sostiene di essere la più rispettosa delle istituzioni) ma  negli atteggiamenti politici; nel tentativo di imporre una  maggiore correttezza e lealtà nei rapporti interpartitici, appunto, con le istituzioni, con le altre forze politiche e con i cittadini; nel più fermo  e diverso atteggiamento nei confronti di questa UE.

Queste almeno sono le caratteristiche di Fratelli d’Italia agli occhi di almeno un terzo dei cittadini italiani. Gli altri partiti, quelli che non sanno fare più politica, hanno da contrapporre solo l’accusa di fascismo, di estremismo di razzismo alla formazione di Giorgia Meloni, non essendo in grado di opporre linee e visioni politiche, soluzioni diverse, diversi metodi operativi nell’affrontare i vari problemi della nostra società.

Sosteneva Leonardo Sciascia cheIl più bell’esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere (e ne raccomandiamo agli esperti la più accurata descrizione e catalogazione) è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è”.  (Nero su nero, Einaudi 1979 - Pag. 73)

Salvini e Berlusconi cercheranno di saggiare la disponibilità di altri forni, ma mentre loro  devono affannosamente prendere tempo per cercar di trovare la strada più conveniente a loro ed alle loro formazioni, la Meloni può invece più semplicemente aspettare, approfittando della loro inadeguata e sconclusionata offerta politica e della conversione di parte di quel 40 % di cittadini che si astengono. Con le amministrative alle porte, le decisioni rischiano di essere affette da presciolosità intellettuale.

Altri sono i problemi di FdI. 

1) Mancanza di una classe politico-amministrativa adeguata da proporre localmente. Può contare su una esperienza di governo ridotta: partecipò  come  Alleanza Nazionale al IV governo Berlusconi (2008-2011) con 4 ministri e 8 sottosegretari. Dal 2018 partecipa alla avanzata della destra nelle amministrative, regionali e comunali.

2) Mancanza di canali mediatici di comunicazione che vadano oltre i social e Il Secolo d’Italia. Certamente Berlusconi (Silvio)  farà mancare quelli di Mediaset o cercherà di mettere in luce critica  – tramite i suoi giornalisti – la partecipazione di esponenti di FdI. Dovrebbero  progettare l’impostazione di alternativi canali di comunicazione sfruttando  le nuove tecnologie, anche alla luce del fatto che i due anni e passa di pandemia hanno costretto moti cittadini ad impadronirsi degli strumenti per accedere alle nuove forme di informazione e partecipazione.

Alle elezioni politiche del 2018  il partito si attestò al 4,35 % alla Camera e al 4,26 % al Senato. Risultati prossimi all’irrilevanza rispetto ad oltre il 17 % della Lega e al 14 % di Forza Italia. Oggi, grazie all’esposizione mediatica offerta anche dai canali del Cavaliere, i sondaggi collocano la Meloni tra il 18 ed il 20 %. C’è da aggiungere che la partecipazione ai talk show di Giorgia Meloni fa aumentare gli ascolti di quei canali, ripagando in tal modo quegli stessi canali.

3)  Mancanza di presa di distanza nei fatti e nell’azione di tutti i giorni, non semplicemente in dichiarazioni formali, da frange violente che si definiscono simpatizzanti di estrema destra. Oppure da coloro che ridicolizzano il suo partito con manifestazioni infantili di approccio folkloristico richiamanti il ventennio fascista.

4) Difficoltà nel promuovere una cultura di destra adeguata, attraendo in maniera organica forze intellettuali di area e non, attive  e critiche, in grado di prospettare da qui a dieci, venti anni soluzioni strutturali  ai gravi problemi che una società complessa deve affrontare.

 5) Mancata valorizzazione (conseguenza del punto 2)  del ruolo di Meloni nella UE quale presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei.  

 

Per concludere, la voglia di cambiamento degli Italiani e le posizioni raggiunte nei sondaggi possono indurre la Meloni a posizioni politco-sociali dettate da pigrizia operativa.

Sbaglierebbe.

I tre partiti devono decidere prima delle amministrative di metà anno.

 

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 Riflessione  n° 19 / 2022  (3-2-2022) Minigramma     ( --> Torna all’indice)

“Saper prendere tempo!”

3-2-2022 Il Tempo. Elezioni amministrative, il centrodestra diviso rischia il cappotto dalla Sicilia a Verona

I vecchi democristiani sapevano benissimo che il “Saper prendere tempo!” era arte raffinata e sempre pagante. Sapendo fare, male che fosse andata, il bilancio dell’attesa sarebbe stato uguale a zero.

Quando Mattarella impose il BisConte per meriti di pallottoliere e contro ogni morale costituzionale, sapeva benissimo che il suo partito non ci avrebbe rimesso nulla e che, anzi, avrebbe potuto ben lucrare. Soprattutto se gli avversari non avessero avuto in dote lungimiranza, buona organizzazione, costanza, adeguatezza.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: è stato sufficiente aspettare per veder cuocere nel loro misero  brodo Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Non sono stati in grado di adeguare la loro politica alle  vicende che la realtà poneva loro innanzi.

Dei tre, ha retto meglio il partito di Giorgia Meloni, con una impostazione etica più solida  rispetto agli altri due e con migliore approccio istituzionale, nel senso di migliore adesione e più manifesto rispetto dei valori istituzionali. Ma, se non riuscirà ad attirare una parte cospicua del corpo centrista  del vecchio schieramento di centro-destra, a che servirà? Certo, Meloni potrebbe essere avvantaggiata dagli obiettivi indecifrabili e nebulosi degli ex alleati,  dalle manifeste incapacità dimostrate dai vertici della Lega e dalle umoralità del Cavaliere che ancora sbatacchiano malamente Forza Italia. Ma in questa  manovra di coinvolgimento si varrà la nobilitate dei dirigenti di Fratelli d’Italia.

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Riflessione  n° 18 / 2022  (1-2-2022)   ( --> Torna all’indice)

Maturità: “Oddio! La seconda prova scritta!”

1-2-2022 Il Corriere della Sera. Maturità 2022, l’ira dei presidi. Giannelli (Anp): Bianchi, tolga la seconda prova. di Gianna Fregonara. Gli studenti in piazza venerdì. Ma anche i presidi cambiano idea: prova non significativa, non serve. Iv e Pd: seconda prova? Ottima notizia il ritorno verso la normalità

Ai miei tempi…

Feci l’esame di maturità nel 1965. Liceo scientifico. Fui rimandato in tre materie. Promosso poi ad   ottobre.

Nel 1965, l’esame prevedeva i riferimenti degli ultimi tre anni: se, per caso, nel corso degli orali  ci fosse stata occasione di parlare del trapasso dal feudalesimo ai comuni, del citoplasma,  o di Machiavelli non potevamo obiettare che, trattandosi di argomenti studiati due anni prima, la domanda era irricevibile. Gli scritti consistevano in cinque prove: Italiano, Matematica, Latino, Francese, Disegno. Agli orali si portavano tutte le materie, compresa “Educazione civica”. Nessuno ci consolava con “Poveri ragazzi… vi stanno massacrando!”. Ricordo che terminata la prova di disegno, il membro della commissione ci informò che il giorno dopo ci saremmo dovuti presentare in tuta e scarpe da ginnastica: avremmo dovuto sostenere anche la prova di Educazione Fisica.

L’indomani, in cortile, tutti in riga sull’attenti. L’esaminatore ci fece avanzare a turno. A ciascuno chiese di mimare i movimenti  di una prova di atletica. Quando fu il mio turno, mi toccò simulare le movenze di un lanciatore di disco. Superai l’esame perché nel 1960, in TV tra i vari servizi sulle gare olimpiche (Roma 1960) seguii quelli relativi al lancio del disco. Ricordai i lanci  e i relativi movimenti di Adolfo Consolini (un grande campione, ormai vecchietto di oltre 40 anni). Come posizione iniziale adottai quella del Discobolo di Mirone. Fu un  successo, a parte le tre materie ad ottobre.

Per decenni, l’esame di maturità fu un mio incubo ricorrente – almeno annuale -  e sempre uguale: un personaggio mi convocava e mi informava che avrei dovuto sostenere di nuovo l’esame di stato. Mi lamentavo affranto, sostenendo che non vedevo il motivo …. che non era giusto…. soprattutto che ero già laureato…. Niente da fare. Sebbene afflitto, cercavo sul patibolo di organizzarmi: va bene alcune materie … ma matematica mi avrebbe affossato, chi ricordava nulla dello studio delle funzioni? Quando, angosciato e sudato, mi svegliavo, da quell’incubo, me ne stavo minuti e minuti a crogiolarmi, ridendo, sotto le lenzuola, felice per lo scampato patibolo. Uno dei momenti esaltanti della mia vita!

 Curioso: da una trentina d’anni quel sognaccio non si è più ripresentato. Che sia, nel frattempo,  maturato?

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Riflessione  n° 17 / 2022  (30-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Sul populismo e sul qualunquismo dopo le presidenziali.

1) E’ stata dimostrata l’inamovibilità di Draghi. E’ stata dimostrata l’insostituibilità di Mattarella.

2) E’ stata dimostrata l’inadeguatezza dei partiti a svolgere un ruolo pur minimo di rappresentanza e iniziativa democratica. Non sono in grado di svolgere neanche un “lavoretto”. Ricordo che i partiti politici hanno una rilevanza costituzionale e che le entità che si definiscono “partito politico” rispondono ai cittadini ed alla costituzione del loro comportamento.

3) E’ stata dimostrata  l’incapacità dei capipartito a gestire politicamente le formazioni di riferimento. La prova di questa loro insulsaggine è stata data da Mattarella: per i 30 secondi  di pseudo supplica perché accettasse la rielezione, ha accolto i gruppi parlamentari (cioè i peones che l’hanno voluto ed eletto) e i grandi elettori regionali, ma non i capibastone.

4) E’ stata dimostrata l’assoluta estraneità dei partiti rispetto alla società italiana: non sono più capaci di fare politica. Per la quale occorrono cultura, intelligenza, intuizione, lavoro, impegno,  tutte qualità di cui i partiti sono orfani. Le “fortune” della nomenclatura si basano esclusivamente su tre cose: sull’essere fedeli (pur se coglioni) a chi ha il potere di “stilare le liste elettorali”;  sulla più o meno intensa partecipazione ai talk show televisivi (da cui deriva un obbligato loro asservimento ai padroni dei canali mediatici) e, soprattutto,  sul fatto che gli iscritti, i militanti, gli attivisti sono del tutto afoni e non in grado di svolgere un minimo di controllo e di sindacato circa l’azione dei capi: devono solo mettere la croce dove sanno quando ci saranno le votazioni.

5) E’ stato dimostrato che il paese può andare avanti anche senza partiti e capipartito, ridotti ormai a comitati d’affari, e che anzi spesso il loro coinvolgimento fa crollare la qualità degli interventi e delle decisioni politiche.

6) E’ stato dimostrato che sono in mala fede (per altro obbligata dalla loro scarsa cultura) quanti tacciano di qualunquismo e populismo coloro che si riconoscono nelle considerazioni appena esposte:  li condannano le loro analisi miserevoli che cianciano di cultura, progressismo, umanitarismo, antifascismo, antirazzismo ecc. senza neanche conoscere a fondo il significato di quei concetti, ripetuti come leggendo una lista della spesa dal droghiere. Se i cittadini imponessero un radicale cambiamento a questo andazzo, se le cose tornassero “normali”, non saprebbero che cosa fare o dire.

7) E’ stato dimostrato che i pigri profittatori della situazione attuale accusano ferocemente di qualunquismo e populismo ogni minima nuova inclinazione democratica mirante a ridare voce  ai cittadini perché si torni ad ascoltarli. Chi oggi cerca di ergersi al di sopra di tutti e di tutto dimostra un vero disprezzo proprio per i cittadini, considerati ignoranti ed incapaci di ricoprire, senza la loro alta ed indispensabile mediazione, il ruolo che la costituzione loro assegna come guardiani e custodi della sovranità.

Anche perché sanno che, se le cose tornassero “normali”, il loro sciamanesimo verrebbe spazzato via e dovrebbero (faticosamente) ricominciare a fare politica.  

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MinigrammaRiflessione  n° 16 / 2022  (30-1-2022)      ( --> Torna all’indice)

Meloni dovrà fare da sola.

30-1-2022 Il Corriere della Sera. Meloni: «Restiamo maggioranza nel Paese, ricostruiremo il centrodestra» di Paola Di Caro. La leader di FdI: «Con Salvini e Berlusconi oggi non siamo più alleati, hanno preferito l’alleanza con il centrosinistra sia per Draghi che per Mattarella. Potevamo vincere, ci siamo fatti male da soli»

29-1-2022 Iacchite.blog. Quirinale 2022. Cacciari: “Politici incompetenti, si salva solo la Meloni”

 

Dopo la dimostrazione di inaffidabilità di Letta e relativo cerchio, e al di là delle ideologie, FdI è l’unico partito che ha dimostrato una tempra resistente  e una adeguata coerenza nei fatti. Il partito di Meloni sarà l’unico  ad attrarre  deputati e senatori  perché – nonostante il taglio dei parlamentari - sarà l’unico partito a crescere anche numericamente.  Meloni si rende conto che dovrà fare tutto avendo indisponibili i canali di Mediaset? Sarà obbligata e costruire canali di comunicazione alternativi. Ne sarà capace? Meloni ha due vantaggi. Il primo è costituito dalla esigenza di Berlusconi+cespugli e Renzi di costituire un centro per reggere alla prossima legge elettorale proporzionale: tale urgenza obbligherà gli statisti Renzi e Berlusconi a non andare oltre progetti old style. Oltretutto non sarebbero capaci di procedere ad  innovazioni. .. Per inciso, non so se la Lega mendicherà uno strapuntino.  Tutto verrà appoggiato a Mediaset in una campagna elettorale già cominciata. Il secondo vantaggio le deriva dagli atteggiamenti che  Draghi  assumerà nei confronti degli squalificati partiti della maggioranza ed in quelli dei loro ministri, ancor più squalificati: opererà da decisionista dando luogo ad una continua loro mortificazione.

Meloni avrà la Lega contro.

Mi corre l’obbligo di una correzione al giudizio di Meloni sulla “sinistra” espresso sul Corriere: il comportamento di Letta e della maggioranza del PD non è dettato da complesso di superiorità, ma di inferiorità nei confronti dei competitori: chi è sicuro di sé, delle proprie idee e delle proprie ragioni tratta a viso aperto con tutti ed in ogni frangente, e rifugge da atteggiamenti meschini e sleali come la fregatura rifilata da Letta al povero Salvini circa il presidente donna.

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MinigrammaRiflessione  n° 15 / 2022  (30-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Mattarella bis? A mio avviso e andata così.

                                                                                                                                                                                                                         La destra riteneva che si dovesse eleggere il nuovo presidente della Repubblica. La sinistra invece mirava al Mattarella bis e cercava di squalificare la destra agli occhi dei cittadini, disseminando di trappole il percorso che avrebbe seguito Scout Salvini. Conte cercava di approfittare della vicenda rendendola un trampolino per la sua posizione di capo statista dei 5Stelle. 

Compulsi verso questi telos, Scout Salvini cercava di proporre una serie di personaggi  degni di essere eletti. Letta, statista sornione, rifiutava ogni nome proposto e, al contempo, cercava il modo di predisporre la trappola finale contro la destra. Conte non ci stava capendo nulla, ma si atteggiava a chi aveva capito tutto. Da lontano Berlusconi affinava la progettazione  della vendetta contro gli alleati (Scout Salvini e Mamy Meloni) dei quali non aveva digerito la quasi-manifesta - pur se sotterranea - disapprovazione della sua auto candidatura e della avvilente campagna acquisti. 

Come ultimo tentativo Scout Salvini gettava nell'agone la Casellati, ritenendo che sarebbe stata votata da tutto il centro destra compatto per poterla riproporre ancora.  Berlusconi pensava bene che fosse giunto il momento di tirare il laccio dove  Scout Salvini aveva infilato un piede. Faceva così mancare una quarantina di voti alla presidente del Senato: candidatura bruciata.

A quel punto Scout Salvini – ormai impotente - si recava nel campo avversario per trattare direttamente con capo Letta e capo Conte.  Capo Letta capiva che era arrivato il momento della trappola finale: offriva allo Scout una rosa di nomi, tra i quali è presente anche  Belloni. Lo Scout riferiva a Mamy Meloni e al povero Taiani la proposta Letta-Conte. Otteneva un loro assenso nei riguardi di Belloni. Tornato nel campo avversario, comunicava il placet per Belloni. Tutto a posto.

Da bravo provinciale, Scout Salvini si precipitava per primo in braccio ai cronisti e comunicava soddisfatto a tutto il mondo: “Sto lavorando perché ci sia un presidente donna…. Se tutti la smettono di mettere veti …. Lavoro perché domani si chiuda”. Da bravo provinciale si era annesso la definizione procedurale e la soluzione  al femminile del problema: avrebbe tutto risolto il giorno dopo.

Usciva anche capo Conte e preannunciava per l’indomani l’elezione di un presidente donna.

Tutto bene?

No!

La mattina successiva, capo Letta ritirava l’indicazione (da lui fatta) della candidata Belloni e tutto precipitava in un vergognoso nulla. A quel punto, affossato Scaut Salvini, i grandi elettori hanno cominciato a premere  per il Mattarella bis. Che, messosi a disposizione, verrà eletto.

 Grande vittoria del furbo capo Letta: rovinato Scout Salvini e la destra. Rovinato, ma era già disastrato di suo,  capo Conte e le varie  tribù dei 5Stelle.  Lo scaltro capo Letta affossa gli avversari e fa  eleggere l’ennesimo presidente di area che gestirà le prossime elezioni e la formazione del nuovo governo.

Dopo questi avvenimenti, Giorgia Meloni dovrà fare da sola, rinunciando ai canali mediatici che il Cavaliere metterà a disposizione della nuova formazione di centro, con i vari cespugli e Matteo Renzi, oltre Forza Italia. Non so ipotizzare la fine di Salvini.

La politica italiana, squalificata agli occhi del mondo, ha dimostrato di aver quasi toccato il fondo. Vedremo come e quando lo toccherà

Tutto è pronto per una legge proporzionale.

Sarà interessante vedere come si distribuiranno i transfughi del 5Stelle, anche alla luce del fatto che l’unica formazione in grado – secondo i sondaggi – di veder crescere i propri eletti è Fratelli d’Italia, pur con il taglio dei parlamentari.

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MinigrammaRiflessione  n° 14 / 2022  (28-1-2022)       ( --> Torna all’indice)

Elezioni presidenziali. Ma la sinistra ha un nome da proporre?

La sinistra non ha fatto una proposta, non ha indicato un nome da proporre alla discussione. Forse vuole imporre a Mattarella un mandato bis? Non si capisce altrimenti la strategia dello statista Enrico Letta. I tifosi della curva di sinistra danno la colpa a Salvini. Ma credo che si tratti solo della lezioncina imparata par coeur dalla  tifoseria. I cittadini si chiedono perché dopo nove nomi proposti dalla destra (tutti di levatura notevole) la sinistra abbia sempre cassato quei nominativi per nove volte senza proporne uno di sua pertinenza.

Quando a Mattarella fu consigliato di fare lo spot “Il Presidente cerca casa” mi venne un sospetto: troppo plateale quella manifestazione di volontà nel non voler accettare un secondo mandato. Come l’altro spot (altrettanto plateale) della preparazione degli scatoloni per il trasloco, per altro tutti vuoti. Perché tanta teatralità?

Col Mattarella bis la sinistra può continuare a contare su un presidente di area che gestirebbe le elezioni prossime e – comunque vadano – la formazione del prossimo governo. E non solo. Doverlo sostituire vuol dire non poter  più contare su quella benevolenza istituzionale. Inoltre, imporlo dopo aver disastrato la situazione ma avendo dimostrato ai gonzi  l’incapacità dei grandi elettori di formulare ipotesi adeguate, riuscirebbe forse a farlo passare – sempre agli occhi dei gonzi -  superpartes.

Curioso di vedere come reagirà il centro destra.

I cittadini hanno altri problemi.

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