PRIVILEGIA NE IRROGANTO    di    Mauro Novelli

“Più dei tanti che tumultuano, i tiranni temono i pochi che pensano”. (Platone)

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     RIFLESSIONI     di Mauro Novelli

 

I N D I C E

Monogramma Tric.

RIFLESSIONI 2023

 

 

Riflessione n° 87 (27-9-2023) Ancora sui bassi salari. Una informazione curiosa

Riflessione n° 86 (23-9-2023) Notarelle a margine del Regolamento di Dublino III (2013)

Riflessione n° 85 (24-8-2023). Occidente in crisi di identità. decadenza  alle porte?

Riflessione n° 84 (30-7-2023). I CUP: Comunisti di unità papalina.

Riflessione n° 83 (26-7-2023). Intelligenze politiche in Italia ed in Spagna.

Riflessione n° 82 (27-6-2023). Il PD e gli analfabetismi estremisti di ritorno. Si riaprano i corsi alle Frattocchie.

Riflessione n° 81 (19-6-2023). Pericoli e problemi da uso inappropriato e/o predatorio di sistemi di I.A. Accortezze ed alcune possibili soluzioni.

Riflessione n° 80 (11-6-2023). “Come organizzare un partito politico?” Ho giocato per un’oretta con la I.A. E’ venuto fuori un documento interessante. Potrebbe essere utile alla segretaria del PD Schlein?

Riflessione n° 79 (8-6-2023). Migrazioni. Le basi per affrontare (seriamente!) il problema.

Riflessione n°78 (7-6-2023)  Elementi di analisi marxiana recuperati ahumm….ahumm….

Riflessione n°77 (6-6-2023). Elly e le candeline dell’avvenire.

Riflessione n°76 (28-5-2023). Riscaldamento globale e sue cause  

Riflessione n°75 (23-5-2023).Il primato della “persona”. All’Indice le “etnie”!   

Riflessione n°74 (16-5-2023) L’Intelligenza Artificiale non potrà mai avere intuizioni. Forse.

Riflessione n°73 (9-5-2023)  Ponte sullo stretto: preoccupazioni.

Riflessione n°72 (3-5-2023). GPT e problemi di sistema delle relazioni umane.

Riflessione n°71 (21-3-2023). Ricollocamento migranti nei paesi UE. Come i millesimi di un condominio e obbligatorio.

Riflessione n°70 (19-3-2023) Autovetture. Comparazione di inquinamento ed emissione di CO2.

Riflessione n°69 (11-3-2023). I furbastri della Banda Bassotti di Dublino.           

Riflessione n°68 (27-2-2023) Meglio la Schlein

Riflessione n°67 (19-2-2023). Superbonus con i miei soldi! Uno scherzetto tra governi?

Riflessione n°66 (1-2-2023) Auto elettrica. Non piace agli Italiani, ma  avremo colonnine di ricarica sovrabbondanti.

Riflessione n°64 (25-1-2023) Case green. Iniziativa UE da condannare, ma un po’ di conoscenza della situazione non guasta

Riflessione n°64(21-1-2023) Il giornale.  Strumento di informazione della prima metà del scorso secolo.

Riflessione n°63 (15-1-2023).  Alimentazione e civiltà.

Riflessione n°62 (14-1-2023). Cambiamenti climatici e azioni dell’uomo

Riflessione n°61 (6-1-2023) Microcosmo famiglia  e macrocosmo società.

Riflessione n°60 (6-1-2023)  Migranti. I nostri buonisti proprio non ci riescono!

Riflessione n° 59 (3-1-2023).  Embedded. A loro insaputa?


 

RIFLESSIONI 2022

 

Riflessione n° 58 / 2022  (7-12-2022). Politica salariale. Chi era costei ?

Riflessione n° 57 / 2022  (4-12-2022). Ma l’unione Europea non e’ una cupola di Cosa Nostra.

Riflessione n° 56 / 2022  (23-11-2022). Come calcolare il numero di partecipanti  ad una manifestazione a Roma.

Riflessione n° 55 / 2022  (6-11-2022). Ancora sui migranti. Integrazioni del 7,8 e 10 novembre 2022

Riflessione n° 54 / 2022  (31-10-2022)  Inflazione e cura della BCE attraverso l’aumento dei tassi. Il governatore Visco lancia alcuni avvisi. Ma non può fare di più.

Riflessione n° 53 / 2022  (31-10-2022)  Uno dei problemi della sinistra. Forse il più serio.

Riflessione n° 52 / 2022  (30-10-2022) . Uso dei contanti. Ennesima puntualizzazione sul limite imposto e sui prelievi in banca.

Riflessione n° 51 / 2022  (18-10-2022)  Nuovo governo: la debolezza delle opposizioni è anche una debolezza del governo

Riflessione n° 50 / 2022  (7-10-2022). Il PD obbligato ad abbandonare la realtà virtuale in cui si crogiolava.

Riflessione n° 49 / 2022 (12-9-2022). Scandalo. Meloni. L’Italia proteggerà in UE i propri interessi!

Riflessione n° 48 / 2022  (8-9-2022)  BCE: +0,75% il tasso sull’euro, fissato a 1,75%. Incongruente. A meno che….

Riflessione n° 47 / 2022  (7-9-2022)  Nuova gestione mondiale. Senza la Cina?

Riflessione n° 46 / 2022  (30-8-2022)  Euroinomani e crisi energetica. Perché in Italia non deve vincere il centro destra.

Riflessione n° 45 / 2022  (7-8-2022)  Conglomerato degli Inerti. Il programma massimo del centrosinistra. (Un aggiornamento)

Riflessione n° 44 / 2022  (6-8-2022). Il pallottoliere promosso a strumento politico. Anche da Letta.

Riflessione n° 43 / 2022  (28-7-2022). Promesse per gonzi, realizzate da personaggi deboli per restare al potere

Riflessione n° 42 / 2022 (26-7-2022). Metà dei nostri partiti politici (quelli di sinistra)  non sanno che cosa significhi competere ad armi pari con gli avversari.

Riflessione n° 41 / 2022  (22-7-2022). Politici. Anche delegittimare l’avversario è diventato troppo faticoso.

Riflessione n° 40 / 2022  (20-7-2022) In Senato, un Draghi fuori misura chiede la fiducia. Nel paese, un Letta sbroccato dimostra la sua pochezza politica

Riflessione  n° 39 / 2022  (13-7-2022)    6Torna l’inflazione, aggravata da trent’anni di irresponsabilità economiche, politiche, imprenditoriali e sindacali. 6

Riflessione  n° 38/ 2022  (4-7-2022)   Perugia. Sindrome di Stendhal contemplando il polittico di S. Antonio di Piero della Francesca. 12

Riflessione  n° 37/ 2022  (1-7-2022)   Europa addio! 15 Hanno vinto i barbari del Nord, approfittando dei barbari dell’Est. 15

Riflessione  n° 36/ 2022  (25-6-2022)  Per risparmiare il gas usato in cucina. 16

Riflessione  n° 35/ 2022  (22-6-2022)   La resipiscenza di Di Maio poteva essere anticipata di tre anni. 17 Con riduzione dei danni per il paese. 17

Riflessione  n° 34/ 2022  (28-5-2022)   18Prezzi dei prodotti agricoli e finanza. 18 I potentati hanno definitivamente vinto. 18

Riflessione  n° 33/ 2022  (26-5-2022)   Stragi americane. 21

Riflessione  n° 32 / 2022  (24-5-2022)   Referendum. Sulla legge Severino. 22

Riflessione  n° 31 / 2022  (21-5-2022)   Domande a Zelensky sul da lui auspicato Piano Marshall per l’Ucraina. 23

Riflessione  n° 30 / 2022  (20-4-2022)   Potenze atomiche. Anche potenze militari?  24

Riflessione  n° 29 / 2022  (28-3-2022)  Domandine ai due strateghi del terzio millennio. 25

Riflessione  n° 28 / 2022  (25-3-2022)   Da Formigli (La 7 ) Professor Orsini, stai punito! 26

Riflessione  n° 27 / 2022  (24-3-2022)   Fusione nucleare e e colpi di coda dei paesi produttori di petrolio. 28 La soluzione russa anti Zelensky riproponibile dall’Occidente in funzione anti Maduro?  28

Riflessione  n° 26 / 2022  (15-3-2022)  Ucraina. Se le cose stanno così…….. 30

Riflessione  n° 25 / 2022  (5-3-2022)    Ipotizziamo che Putin abbia ragione…. 30

Riflessione  n° 24 / 2022  (2-3-2022)    La mossa di Putin: un successone! 31

Riflessione  n° 23 / 2022  (26-2-2022)   “Meglio un maglione della mimetica”. 32 Aiutiamoci con buon senso. 32

Riflessione  n° 22 / 2022  (20-2-2022)   Traghetto in fiamme .Perché non si pensa…. 33

Riflessione  n° 21 / 2022  (16-2-2022)   Guerra! E guerra sia! 34

Riflessione  n° 20 / 2022  (7-2-2022) 36  SITUAZIONE NEI PARTITI 36   1) Come sta la destra. 36

Riflessione  n° 19 / 2022  (3-2-2022)  “Saper prendere tempo!” 39

Riflessione  n° 18 / 2022  (1-2-2022)   Maturità: “Oddio! La seconda prova scritta!” 40

Riflessione  n° 17 / 2022  (30-1-2022) Sul populismo e sul qualunquismo dopo le presidenziali. 42

Riflessione  n° 16 / 2022  (30-1-2022)   Meloni dovrà fare da sola. 44

Riflessione  n° 15 / 2022  (30-1-2022)   Mattarella bis? A mio avviso e andata così. 45

Riflessione  n° 14 / 2022  (28-1-2022)  Elezioni presidenziali. Ma la sinistra ha un nome da proporre?  47

Riflessione n° 13 / 2022  (26-1-2022)   Crisi ucraina. Sanzioni. Grossolanità anglosassone. 48

Riflessione n° 12 / 2022 (22-1-2022)   Un Cavaliere da cortile, prima ancora che provinciale. 49 Che cosa ha insegnato la vicenda Draghi agli Italiani. 49

Riflessione n° 11 / 2022 (22-1-2022) Il presidente della Repubblica?  51 Deve saper rispettare lo spirito della Costituzione, non solo la lettera. 51

Riflessione n° 10 / 2022    (18-1-2022)    Rispettare le leggi?  53 In Italia chi lo pretende è connotato negativamente dai furbi: è un giustizialista. 53

Riflessione n° 9 / 2022    (16-1-2022)   Divisivita’ di Berlusconi? Dipende. Per Letta nel 2013 andava benissimo. 54

Riflessione n° 8 / 2022    (16-1-2022)    Sicurezza dei conti correnti bancari e postali 55. informazioni, consigli, raccomandazioni minime ai correntisti. 55

Riflessione    7 / 2022    (12-1-2022)   Trivelle off shore. come aumentarne la sicurezza  58

Riflessione  n° 6 / 2022    (11-1-2022)   Covid, varianti, vaccini. letto, latte e lana  59

Riflessione n° 5 / 2022    (9-1-2022)    Energia. condannati ad usare fino all’ultimo barile di petrolio?  60

Riflessione  n°  4 / 2022  (6-1-2022)   L’estro ci premia, almeno nel breve periodo. 61

Riflessione  n° 3 / 2022   (4-1-2022)    Sulla fine delle ideologie. 61

Riflessione  n°  2 / 2022.  (3-1-2022)    Sul fenomeno migrazioni 62

Riflessione n° 1 / 2022      (2-1-2022)    Sulle scorie radioattive. 63

 

 

 

 

RIFLESSIONI 2023

 

 

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 87 (27-9-2023)

Ancora sui bassi salari. Una curiosità

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Ho postato in un social la domanda che segue, nel tentativo di approfondire le motivazioni che hanno portato l’Italia ad avere salari molto più bassi che in altri paesi, al punto che in 30 anni il reddito dei nostri lavoratori  dipendenti si è ridotto dello 0,5 %.,

Mia domanda

Dove sono andati a finire (oltre che in generosi dividendi) i capitali che le aziende hanno risparmiato per l'inesistente politica salariale adottata dagli anni '90 dai sindacati ed alla luce del fatto che i nostri stipendi sono fermi da 30 anni?

Tra le varie risposte, una mi è sembrata particolarmente interessante, per le articolate argomentazioni. Tanto da farmi ritenere che chi mi risposto sia ben addentro al problema, almeno dal punto di vista sindacale.

Tra le altre, mi ha incuriosito questa risposta:

Il patto è stato di limitare i licenziamenti, evitare la meritocrazia, non competere sulla produttività, ma manteniamo gli stipendi bassi e quando serve usiamo la cassa integrazione per evitare i fallimenti e le relative perdite di posti di lavoro.

Si è preferito (politici, elettori, sindacati, lavoratori) difendere i posti di lavoro invece che la competitività, la meritocrazia, l'innovazione.

Andava bene a tutti, ma ovviamente sono scelte che hanno sempre un prezzo…

I salari li aumenti solo con una maggiore produttività che implica cambiamenti a cascata e prima di tutto deve essere un cambiamento culturale per tutti.

 

Incuriosito dalla risposta ben organizzata (si parla di “patto” come se chi mi ha risposto avesse partecipato o dal lato sindacale o dal lato politico) , ho fatto una veloce ricerca  in merito alla produttività ed ho risposto a mia volta:

Mia risposta alla risposta:

Questo è l'andamento della produttività dal 1995. Forse qualche margine per aumenti salariali il sindacato e i partiti di riferimento dei salariati avrebbero anche po-tuto trovarlo. Non mi è chiaro il vantaggio della rinuncia alla meritocrazia: vuol dire che invece di assumere o promuovere un buon ingegnere avete preferito assumere l'ingegnere capra, figlio del politico di turno, che avrebbe promesso di farvi rientrare procacciando affari di ritorno? Non mi è chiaro neanche il vantaggio della rinuncia alla competitività: competitività tra chi? Tra aziende italiane ? Con aziende estere? Non mi è chiaro neanche l'accordo "partiti-elettori e sindacati-lavoratori”. Cercherò i dati sulla disoccupazione. Ma adesso capisco il perché della fuga precipitosa di Bonanni (Cisl). Se mi autorizza metterò questa sua risposta sul mio sito

Ultimo dato sulla produttività: giugno 2023: 12,90

 

Quanto alla disoccupazione, il grafico che segue riporta l’andamento  dal 1992 al 2018 del tasso di disoccupazione per vari paesi. Tra i paesi più importanti, dopo un livello di minima nel 2007,  l’Italia è quello con il livello più alto dal 2013.

Non mi sembra che il “patto” di cui parla chi mi ha risposto, sia stato foriero di buoni risultati: l’unico risultato raggiunto è stato quello di avere i lavoratori dipendenti italiani con salari talmente bassi da obbligare all’emigrazione molti concittadini con titoli di studio   ed esperienza di buon livello: se ne vanno ingegneri, medici, infermieri, architetti, ricercatori. Ma, secondo i giustificazionisti, tali fuoriuscite vengono bilanciate: in cambio accogliamo raccoglitori di pomodori, quando va bene!  Oltretutto non hanno capito che salari bassi vuol dire fra qualche anno pensioni altrettanto basse.

Di fatto, la nostra domanda interna è parallela ai nostri salari e stipendi: asfittica da oltre trent’anni, non riesce a supportare il nostro settore produttivo. Siamo costretti a puntare tutto sulle aziende che esportano.

Circa la risposta sul social, sto ancora riflettendo sulla rinuncia a puntare sulla meritocrazia e sulla competitività. Mah!

 

 

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 86 (23-9-2023)

Notarelle a margine del Regolamento di Dublino III (2013)

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A ben guardare è proprio il Regolamento Dublino III a scavalcare, violandola, una delle regole fondamentali rispettare in tutti i trattati in materia di  navigazione: la nave che batte la bandiera di un paese è territorio di quel paese; a bordo si applicano le leggi di quel paese e il comandante è pubblico ufficiale riconosciuto da quel paese. I furbi del Nord hanno, infatti, inserito una  clausoletta in base alla quale:  il regolamento di Dublino si applica a qualsiasi richiedente asilo, a prescindere dal mezzo utilizzato per arrivare in Ue, quindi anche a chi sbarca sul territorio dell'Unione con una nave. In questo caso, sarà dunque lo Stato costiero di sbarco a dover esaminare le domande d'asilo.

Il governo  Berlusconi e quello successivo, di Letta, si distrassero. Ma anche in assenza di distrazioni non credo che avessero i mezzi intellettuali per capire che cosa stessero approvando, tanto meno per intuire le implicazioni di quelle norme.

I furbi del Nord hanno poi inserito tre criteri  miranti ad ampliare le tutele dei migranti, ben sapendo che solo il terzo avrebbe avuto applicazione. Si è andata a stabilire infatti una gerarchia dei criteri che tenga conto di posizioni particolari dei richiedenti asilo. Il primo criterio indica come competente lo “Stato membro dove può meglio realizzarsi il ricongiungimento familiare”. Il secondo “lo Stato membro che ha rilasciato al richiedente un titolo di soggiorno o un visto di ingresso in corso di validità”. Il terzo criterio prevede la competenza dello "Stato membro la cui frontiera è stata varcata illegalmente dal richiedente". Si tratta del criterio "del primo ingresso illegale”. Questa si è rivelata negli anni la norma più applicata e ha messo sotto pressione i Paesi esposti ai confini esterni dell'Ue: Italia, Grecia, Cipro, Malta, Grecia.

E’ evidente come i primi due criteri  furono messi lì solo pour épater nos bourgeois: quanto al primo, figuriamoci se si è in grado di analizzare la posizione familiare del migrante per poterlo collocare nel paese dove sarà più agevole il ricongiungimento!  Quanto al secondo, questo è del tutto pleonastico:  se già c’è un titolo di soggiorno o un visto d’ingresso offerti da uno stato membro della UE, è inutile parlare di stato a cui assegnare il migrante.

Ma Dublino III è imputabile una ulteriore gravissima violazione dei diritti fondamentali. Intendo il diritto ad emigrare. Come mai, i migranti sbarcati in Italia perdono il diritto ad ulteriori migrazioni. La Francia li respinge, come la Germania. Non è possibile che un Regolamento della UE impedisca ulteriori migrazioni dopo quella di primo approdo esercitata dal migrante.

Domanda: finora i cittadini italiani hanno fatto affidamento sulla capacità di sopportazione dei cittadini meridionali coinvolti in prima battuta dagli sbarchi dei  “naufraghi”. Ma se nei porti di sbarco indicati dal governo italiano, si dovessero creare manifestazioni di popolo contrarie ad accogliere i migranti coinvolti, creando disordini e  impedendo lo sbarco, quei porti potrebbero essere considerati ancora “sicuri”?

Oltre ad imporre la ridefinizione  di “naufragio” e di salvataggio di naufraghi, l’Italia dovrebbe imporre la revisione del Regolamento Dublino III per manifesta inapplicabilità, per contrasto con la fondamentale regola sulla territorialità della nave, per violazione del diritto ad ulteriori migrazioni, per eccessiva onerosità sopravvenuta e per motivi di ordine pubblico.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 85 (24-8-2023)

Occidente in crisi di identità. decadenza  alle porte?

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24-8-2023  L’Identità.  Huawei si produce i chip da sé”, ombre cinesi sui semiconduttori. By Giovanni Vasso

 

Abbiamo insegnato al mondo  che la competitività, in ogni settore economico, si affronta con investimenti, ricerca, buone scuole e migliori università. Cina e India hanno imparato la lezione, (si vedano i loro risultati in campo spaziale)  ed ora l’Occidente pensa di batterli chiudendo a quei paesi l’accesso ai prodotti della sua tecnologia e della sua ricerca. Troppo tardi: capitali, ricerca e scuole sia indiane che cinesi possono procedere da sole, essendo in grado di competere anche nei settori più avanzati. Oltretutto, negli ultimi 20 anni, la Cina ha proceduto a consistenti e solide acquisizioni (più o meno dirette) di importanti mercati delle materie prime fondamentali per le nuove tecnologie.

Piuttosto, l’Occidente ha un handicap quantitativo fondamentale e, forse, non sanabile: la dimensione dei suoi mercati di riferimento è nettamente inferiore a quella di Cina e India. Questi due paesi, da soli, contano su circa tre miliardi di persone. L’Occidente non arriva al miliardo: sommando la popolazione di USA, UE, Giappone e GB si ferma a 970 milioni.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 84 (30-7-2023)

I CUP. Comunisti di unità papalina.

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Non sono pochi coloro che, oggi, si atteggiano a “vecchi” comunisti duri e puri. Molti, costituiscono il commovente zoccolo duro del PD. Altri – coloro che possono utilizzare media, TV in particolare – assumono atteggiamenti clowneschi. Il loro scimmiottare quanti hanno una solida formazione marxista assume addirittura l’immagine della commedia popolare. Uno per tutti, il povero Piero Sansonetti, direttore del quotidiano comunista fondato da Antonio Gramsci.  Tutti dimostrano scarsi o poco fruttuosi studi sull’analisi marxiana. Oggi al massimo si possono rapportare, infatti, alle posizioni sociali della Chiesa o, più frettolosamente e comodamente alle posizioni di papa Mario Bergoglio.

Per Marx, due sono le sottoclassi che possono risultare avversarie della classe operaia: i migranti e gli appartenenti al sottoproletariato.

 I primi, i migranti,  perché, invece di lottare in casa loro affiancando i proletari,  emigrano in nazioni – a loro avviso – più prospere, andando ad irrobustire le legioni di quell’esercito di riserva che mina alla basa l’azione degli operai locali, soprattutto in materia salariale.

I secondi, i sottoproletari, perché invece di allearsi con la classe operaia, si accontentano delle briciole e delle elemosine benignamente elargite dalle classi al potere, purché si astengano dal lottare al fianco dei proletari sostenendone l’azione politica. Pena, la cessazione delle elemosine.

Oggi, quindi,  in prima linea a sostenere l’accoglienza, sempre e comunque, di ogni migrante (ma solo fino allo sbarco, poi si arrangino!) e ad accusare il governo Meloni di affamare i cittadini con la trasformazione/eliminazione dell’elemosina di stato del reddito di cittadinanza sono proprio i sedicenti comunisti di unità papalina. Con l’Unità dell’ignaro Sansonetti, che si definisce, gigionescamente, “vecchio comunista”, in prima linea senza rendersi conto di aver sostituito – in barba al povero Marx -  la classe operaia con i poveri del momento. Non a caso, ha pubblicato sull’Unità (quotidiano comunista fondato da Antonio Gramsci!) quale fonte ideologica di ispirazione, non il Manifesto di Marx ed Engels, ma la Populorum progressio di Palo VI, così introdotta [Dall’Unità del 21-6-2023]:   Il 21 giugno del 1963 Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, veniva eletto papa e prendeva il nome di Paolo VI. Quattro anni dopo scrisse una enciclica, la Populorum progressio, con un gigantesco valore di rivolta sociale”. Ne pubblichiamo un ampio estratto”.  

Capisco comunque l’affanno dei CUP “comunisti di unità papalina” nel valorizzare anzi, megafonare le iniziative e le posizioni socio-politiche di  Mario Bergoglio, allo scopo di creare con Luca Casarini un duopolio nel cuore del papa, nel tentativo di affiancare il rivoluzionario di professione nella lista dei favoriti del Vicario di Cristo. 

Curiosamente, i costi sostenuti per i migranti e per i sottoproletari non hanno, come conseguenza, il classico appunto fatto all’Italia in caso di spese notevoli. Nel nostro caso: “Visto l’altissimo debito pubblico italiano, non vi potete permettere di spendere anche per migranti e sottoproletari”. Qualcuno è  riuscito a farne  due variabili indipendenti dal debito italico.

       

Alcuni “bignamini”:

Non dico i testi di Marx ed Engels, ma i CUP (comunisti di unità papalina) dovrebbero  almeno rileggere (leggere?) à Il Manifesto del partito comunista e  il riassunto che fece Carlo Cafiero del Capitale nel 1878, approvato dallo stesso Marx: à Compendio de Il capitale di K. Marx

Comunque i rapporti tra PCI e Chiesa cattolica dovrebbero averli più presenti. Un aiutino: dalla Enciclopedia Treccani: à La condanna dei comunisti del 1949 in "Cristiani d'Italia" (treccani.it)

Inoltre è bene non dimenticare che: 3-10-2022 Da Culturacattolica.it à Difesa della proprietà privata e Dottrina Sociale della Chiesa. Di Mons. Giampaolo Crepaldi

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 83 (26-7-2023)

Intelligenze politiche in Italia ed in Spagna.

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Dove si dimostra che, spesso, allontanare l’amaro calice crea solo i presupposti per una ineludibile bicchierata generale ancora più amara.

Nel 2019, Salvini forzò la mano alle istituzioni dimettendosi (Papete). Sperava di andare velocemente alle elezioni. Ma la paura delle istituzioni di sinistra di dover cedere la mano a governi di destra, riuscì a convincere il PD ad allearsi con i 5Stelle, nonostante i plateali anatemi precedenti di Zingaretti. In quel periodo, Fratelli d’Italia a stento raggiungeva nei sondaggi il 5%: la Lega stava attorno al 15, Forza Italia attorno al 16%. Col senno di poi, possiamo considerare quella distribuzione come fortemente a favore dei partiti di sinistra. Per rendere più adeguato il governo, manifestamente inconcludente nella versione Conte 2, M5Stelle+PD), e per allontanare ulteriormente il “pericolo” di una vittoria delle destre alle eventuali elezioni, i grandi statisti della sinistra pensarono ad un governo con a capo un tecnico della provvidenza. Fratelli d’Italia passò all’opposizione.

Nel 2020, questi erano, più o meno,  i risultati dei sondaggi: Lega 31%, FdI 11%, FI 6%, PD 20%, M5S 13%.

A luglio 2022, le percentuali erano ancora cambiate: FdI 25%, PD 22%, Lega 13%, M5S 10%, FI 7,5.

 La crisi del governo Draghi causata da Giuseppe Conte, convinse tutti gli strateghi della sinistra che non si poteva andare avanti così e, presciolosamente, a luglio 2023, furono indette nuove elezioni politiche  ponendo fine alla legislatura. Tutti sappiamo con quali risultati:  col PD in mutande e col M5S sull’orlo di una crisi di nervi, il governo Meloni dovrebbe durare non poco più di un anno, ma fino al 2027. La sinistra, non più abituata a fare politica seria, stenta ad estrae nella nuova fase di opposizione e corre dietro a piccolezze politiche che la Meloni dissemina ad arte sulla sua strada.

Superiore (e più coraggiosa)  l’intelligenza strategica di Sanchez in Spagna: vista la possibilità che il trend delle destre spagnole potesse seguire la tendenza consolidata in molti paesi della UE,  ha imposto il ritorno tempestivo alle urne. La sinistra spagnola non ha vinto, ma è in grado di tenere testa ai conservatori e, soprattutto, ha  dimostrato capacità e coraggio politico, cosa impossibile in Italia, visto il bassissimo q.i. dei politici di sinistra.

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 82 (27-6-2023)

Il PD e gli analfabetismi estremisti di ritorno.

Si riaprano i corsi alle Frattocchie.

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Bisogna capire le forze di opposizione avvicendatesi in Italia negli ultimi 75 anni: ben sapendo che i nostri esecutivi restano in carica mediamente meno di un anno e mezzo, trascorsi 10, 12 mesi dalla formazione del governo in carica cominciano a tirare le somme, cercando di mettere in mora le forze di maggioranza: “In campagna elettorale hanno sostenuto di saper contare fino a dieci, ma si sono fermate a tre!”. IL PD schleinista segue esattamente lo stesso canovaccio nei confronti del governo Meloni ed ha iniziato la solita cantilena: “Hanno ingannato gli elettori: sostenevano di saper contare fino a dieci e si sono fermati a due!”.

Disgraziatamente per la Schlein, questo governo può durare non un anno e mezzo, ma cinque anni. Essendo però la Schlein affetta da analfabetismo estremista di ritorno, non è in grado di impostare una politica tale da poter competere con la destra. Lo confermano anche i risultati nelle regionali in Molise: è andata male nonostante i 5Stelle siano il partito maggiore. Ritiene, infatti,  che tracciare la linea politica del partito per i prossimi anni  consista nel farsi vedere, nel canonico – ma sempre più raro -  minuto mediatico di TV, in atteggiamento supplice alla corte di Conti o al seguito di Landini. I quali la fanno galoppare come un galoppino dimostrando in tal modo di essere loro i padroni del campo (un po’ più) largo, di cui sostengono di essere in grado di gestire i picchetti di confine.

Al PD restano  quattro anni per organizzarsi con l’obiettivo di potersi accreditare come forza in grado di competere con il centro destra  e tentare di vincere le elezioni politiche del ‘27. E la smetta di trincerarsi dietro la scusa secondo cui la destra vince perché, a differenza della sinistra,  sa organizzare alleanze: il centro destra vinche perché la sua visione di società e la sua offerta politica sono più accettate di quelle – inesistenti – di PD e cespugli.

Infine, visto che i cittadini non hanno ancora capito in che mondo vive la sinistra e in  che mondo la sinistra vuole che si viva, contro l’analfabetismo estremista di ritorno si riapra, intanto, il Centro delle Frattocchie, per organizzare corsi di gestione dell'amministrazione del partito, di organizzazione delle riunioni, di comunicazione interna ed esterna, di supervisione delle campagne elettorali, di collaborazione con i membri del partito per sviluppare la strategia politica e delineare la società futura immaginata dal PD, di capacità di coinvolgimento e motivazione di militanti e simpatizzanti.

E, per evitare precoci abbandoni scolastici, potrebbero rendere più appetibili  i programmi inserendo qualche ora di Armocromia italiana e comparata. 

 

 

Monogramma Tric.

Riflessione n° 81 (19-6-2023)

Pericoli e problemi da uso inappropriato e/o predatorio

di sistemi di I.A. Accortezze ed alcune possibili soluzioni.

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Uno dei problemi evidenziati da Nello Cristianini (“La scorciatoia” ed. Il Mulino) potrebbe derivare da una voluta o casuale cattiva progettazione dell’algoritmo di un sistema di IA. In particolare, se l’obiettivo da raggiungere non è ben pensato, ben delimitato, ben vincolato al rispetto di normative di dettami di legge, rispettoso dal punto di vista etico, ben controllato e controllabile;  se  l’algoritmo non viene messo a disposizione di indagini terze e verificabile in ogni sua parte, l’I.A. potrebbe dar luogo a risultati indesiderati se non addirittura nocivi.

Stavolta ho giocato per meno di un quarto d’ora con il sistema di I.A. messo a disposizione del volgo. Ecco il risultato.

Esistono preoccupazioni legate alla possibilità che un sistema di intelligenza artificiale (IA) possa sfuggire al controllo se è imposto a perseguire un obiettivo senza le giuste limitazioni. Questo concetto è noto come "problematica dell'obiettivo mal definito" o "problematica dell'ottimizzazione inappropriata".

Quando si crea un sistema di IA che deve raggiungere un obiettivo specifico, è essenziale definire chiaramente i limiti e le restrizioni per garantire che il sistema operi in modo sicuro ed etico. Se il sistema è programmato in modo da massimizzare l'obiettivo senza considerare altri fattori importanti, potrebbe intraprendere azioni indesiderate o dannose per raggiungere quel risultato.

Per evitare che ciò accada, ci sono diverse accortezze  che possono essere adottate, sia in materia progettuale, coinvolgenti strettamente gli addetti ai lavori  sia in materia istituzionale imponendo agli organismi di indagine e di controllo di imporre un corpus normativo in grado di obbligare ogni livello istituzionale ad attivarsi di continuo per controllare, verificare, analizzare, imponendo anche sistemi di educazione dei potenziali utilizzatori affinché siano consapevoli dello strumento che intendono attivare.

Funzioni di obiettivo ben definite: Definire con precisione la funzione di obiettivo del sistema di IA, includendo una valutazione equilibrata dei risultati desiderati. Questo richiede una chiara definizione di quali valori etici e priorità devono essere considerati nel raggiungimento dell'obiettivo.

Limiti e restrizioni: Imporre limiti e restrizioni al sistema di IA può aiutare a prevenire comportamenti indesiderati. Ad esempio, stabilire un insieme di vincoli che il sistema deve rispettare durante il raggiungimento dell'obiettivo, come il rispetto dei principi etici o il rispetto delle leggi.

Valutazione continua: Monitorare e valutare costantemente le azioni del sistema di IA per identificare comportamenti anomali o indesiderati. Questo può richiedere audit periodici, test approfonditi e revisioni da parte di esperti per assicurarsi che il sistema si stia comportando in modo conforme alle aspettative.

Controllo umano: Mantenere il coinvolgimento e il controllo umano nelle decisioni critiche. L'IA può essere utilizzata come strumento per supportare e assistere le decisioni umane, ma le decisioni finali dovrebbero essere prese da esseri umani responsabili.

Algoritmi di sicurezza: Sviluppare algoritmi di sicurezza che rilevano e mitigano i comportamenti indesiderati o dannosi del sistema di IA. Questi algoritmi possono funzionare come meccanismi di sicurezza e intervento per prevenire l'ottimizzazione inappropriata.

Regolamentazione: I governi e le organizzazioni internazionali devono collaborare per stabilire norme e regolamenti che guidino lo sviluppo e l'uso dell'IA. Questi regolamenti potrebbero riguardare aspetti come la privacy, la sicurezza, la responsabilità e la trasparenza. Inoltre, dovrebbero essere implementati meccanismi di controllo e monitoraggio per garantire la conformità alle regole stabilite.

Trasparenza: È importante che i sistemi di intelligenza artificiale siano trasparenti e comprensibili. Gli algoritmi e i modelli utilizzati dovrebbero essere documentati e resi disponibili per l'ispezione e la revisione da parte di esperti indipendenti. Ciò consentirebbe di individuare eventuali devianze o comportamenti indesiderati.

Sicurezza informatica: Dato che l'IA può essere vulnerabile a minacce come l'hacking o l'utilizzo improprio, è essenziale sviluppare robuste misure di sicurezza informatica. Gli sviluppatori devono proteggere i sistemi di intelligenza artificiale da accessi non autorizzati e attacchi dannosi.

Coinvolgimento e partecipazione pubblica: Gli sviluppatori di IA dovrebbero coinvolgere il pubblico, gli esperti e le parti interessate nelle discussioni sull'IA. È importante tenere conto delle diverse prospettive e considerare gli impatti sociali, etici ed economici dell'IA nella formulazione delle politiche e delle decisioni.

Educazione e formazione: Dovrebbe essere promossa un'educazione sulla tecnologia dell'IA a vari livelli, per aiutare le persone a comprendere le implicazioni e i rischi associati. L'alfabetizzazione digitale e la comprensione delle capacità e dei limiti dell'IA possono contribuire a una maggiore consapevolezza e a una partecipazione informata.

Monitoraggio e controllo: Dovrebbero essere sviluppati meccanismi di monitoraggio e controllo continui per valutare l'uso dell'IA e mitigare i rischi associati. Questi meccanismi potrebbero comprendere la valutazione dell'impatto sociale, l'auditing degli algoritmi e la gestione delle violazioni o degli abusi.

Ricerca e sviluppo responsabile: Gli sviluppatori di IA dovrebbero impegnarsi nella ricerca responsabile, valutando attentamente gli impatti sociali, etici e legali delle tecnologie che creano. Dovrebbero essere promossi standard di sviluppo che incoraggino la sicurezza, la trasparenza e l'accountability.

È importante sottolineare che la riduzione dei pericoli dell'IA richiede un approccio multi-stakeholder, coinvolgendo governi, industria, esperti tecnici. In definitiva, è cruciale considerare attentamente le implicazioni etiche e le conseguenze potenziali di un sistema di IA, nonché garantire una progettazione responsabile che prenda in considerazione la sicurezza e i limiti appropriati per mitigare il rischio di sfuggire al controllo.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 80 (11-6-2023)

“Come organizzare un partito politico?”. Ho giocato per un’oretta con la I.A.

E’ venuto fuori un documento interessante.

                   Potrebbe essere utile alla segretaria del PD  Schlein?

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ORGANIZZARE UN PARTITO POLITICO.

INDICE

·      Organizare un partito politico anche  con strumenti di informatica. 1

·      Come progettare le strutture dirigenti di un partito politico…... 2

·      …. Anche con strumenti informatici …... 3

·      Come  organizzare sezioni locali…. 4

·      …. Anche con strumenti informatici 5

·      Come organizzare cellule aziendali….. 6

·      …Anche utilizzando strumenti informatici. 7

·      Come organizzare un circolo culturale di un partito politico…. 9

·      …Anche con strumenti informatici. 10

 

 

ORGANIZZARE UN PARTITO POLITICO ANCHE  CON STRUMENTI DI INFORMATICA

·     Visione e idee: Definire una visione politica chiara e articolata, con obiettivi e idee che siano rilevanti per il contesto socio-economico attuale. Comunicare in modo efficace la tua piattaforma politica e i valori del partito.

·     Sito web e piattaforma online: Creare un sito web attraente e ben strutturato che rappresenti il partito politico. Assicurarsi che il sito contenga informazioni sulla leadership, la piattaforma politica, le attività e gli eventi del partito. Offrire anche una piattaforma online per coinvolgere i membri e i sostenitori, consentendo loro di contribuire con idee, fare donazioni, iscriversi e partecipare alle discussioni.

·     Social media: Sfruttare i social media per raggiungere un pubblico più ampio e interagire con gli elettori. Creare pagine ufficiali del partito su piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, LinkedIn, ecc. Condividere contenuti pertinenti come annunci politici, aggiornamenti, articoli, video e immagini. Interagisci con gli utenti, rispondi alle domande e partecipa alle discussioni.

·     Strategia di email marketing: Utilizzare strumenti di email marketing per inviare aggiornamenti, newsletter e comunicazioni ai membri e ai sostenitori del partito. Assicurarsi che le email siano ben strutturate, coinvolgenti e pertinenti. Si possono anche segmentare le liste di email in base agli interessi e inviare messaggi mirati.

·     Mobilitazione online: Sfruttare gli strumenti informatici per la mobilitazione politica. Creare petizioni online, organizzare campagne di raccolta fondi tramite piattaforme di crowdfunding, promuovere eventi online come webinar o trasmissioni in streaming per coinvolgere il pubblico e diffondere il messaggio del partito.

·     Analisi dei dati: Utilizzare gli strumenti di analisi dei dati per monitorare l'efficacia delle campagne online e misurare l'engagement del pubblico. Questo aiuterà a valutare cosa funziona meglio e a prendere decisioni informate per migliorare le tue strategie di comunicazione.

·     Coinvolgimento dei volontari: Creare una piattaforma online per reclutare e coordinare i volontari del partito. Offrire strumenti per l'organizzazione delle attività, la comunicazione e il monitoraggio dei progressi.

·     Protezione dei dati e sicurezza: Assicurarsi di adottare misure di sicurezza per proteggere i dati dei membri e dei sostenitori del partito. Rispettare le leggi sulla privacy e fai attenzione alle pratiche di sicurezza informatica.

·     Monitoraggio delle tendenze e della concorrenza: Utilizzare strumenti di monitoraggio online per tenere traccia delle tendenze politiche, della concorrenza e delle opinioni pubbliche. Questo aiuterà a adattare la strategia in base alle dinamiche in corso.

·     Ricordare che gli strumenti informatici sono un mezzo per raggiungere gli obiettivi del partito politico, ma è fondamentale mantenere una strategia olistica che combini sia gli aspetti online che quelli offline per avere un impatto significativo.

 

COME PROGETTARE LE STRUTTURE DIRIGENTI DI UN PARTITO POLITICO…

La progettazione delle strutture dirigenti di un partito politico dipende da vari fattori, come la dimensione del partito, il suo scopo, la sua ideologia e le norme statutarie.

·     Leadership: Definire chiaramente i ruoli di leadership nel partito, come il presidente, il segretario generale o il coordinatore. Queste figure saranno responsabili della direzione strategica e della gestione del partito.

·     Organi decisionali: Creare organi decisionali, come un comitato esecutivo o un consiglio direttivo, che abbiano il potere di prendere decisioni importanti sulle politiche, le strategie e le attività del partito. Questi organi dovrebbero riflettere una rappresentanza diversificata e inclusiva all'interno del partito.

·     Assemblea o congresso: Considerare l'organizzazione di un'assemblea generale o un congresso periodico, in cui i membri del partito si riuniscono per discutere e votare sulle questioni cruciali. Questo fornisce un'opportunità per coinvolgere attivamente i membri nella presa di decisioni e nel processo democratico interno del partito.

·     Commissioni tematiche o settoriali: Creare commissioni o gruppi di lavoro specifici per affrontare temi o settori di particolare interesse o rilevanza per il partito. Queste commissioni possono svolgere ricerche, formulare politiche e fornire consulenza sui temi specifici di competenza.

·     Strutture locali: Considerare l'organizzazione di strutture dirigenti a livello locale, come sezioni o circoli, per coinvolgere i membri nelle attività politiche a livello regionale o comunale. Queste strutture possono avere propri organi decisionali e rappresentanti che collegano le decisioni locali con la leadership centrale del partito.

·     Canali di comunicazione e partecipazione: Creare canali di comunicazione e partecipazione tra i membri del partito, come newsletter, forum online o piattaforme di discussione, per consentire la condivisione di informazioni, opinioni e idee. Questo favorisce la partecipazione attiva dei membri e promuove un clima di trasparenza e dialogo all'interno del partito.

·     Monitoraggio e responsabilità: Stabilire meccanismi di monitoraggio e responsabilità per garantire che i membri delle strutture dirigenti siano tenuti a rendere conto delle loro azioni e decisioni. Ciò può includere la revisione periodica delle performance, la valutazione dei risultati e il rispetto delle norme etiche e statutarie del partito.

·     Ricordare che la progettazione delle strutture dirigenti di un partito politico è un processo dinamico e può richiedere adattamenti nel tempo. È importante coinvolgere i membri del partito nel processo decisionale e promuovere una cultura di partecipazione e democrazia interna.

 

COME PROGETTARE, ANCHE CON STRUMENTI INFORMATICI, LE STRUTTURE DIRIGENTI DI UN PARTITO POLITICO …

L'utilizzo di strumenti informatici può semplificare e migliorare l'organizzazione della struttura dirigente di un partito politico

·     Gestione dei contatti: Utilizzare un software di gestione dei contatti, come un CRM (Customer Relationship Management), per organizzare le informazioni sui membri del partito, i sostenitori, i volontari e i donatori. Questo consentirà di mantenere un database centralizzato con i dettagli di contatto e altre informazioni pertinenti.

·     Comunicazione interna: Utilizzare strumenti di comunicazione online come Slack, Microsoft Teams o Telegram per facilitare la comunicazione e la collaborazione tra i membri della struttura dirigente. Si possono creare canali specifici per dipartimenti, progetti o temi specifici, consentendo la condivisione di messaggi, file e informazioni in modo efficiente.

·     Gestione delle riunioni: Utilizzare strumenti di pianificazione delle riunioni, come Google Calendar o Doodle, per coordinare gli appuntamenti e inviare inviti alle riunioni. Si possono anche utilizzare strumenti di videoconferenza come Zoom o Google Meet per condurre riunioni online con i membri della struttura dirigente che potrebbero essere dispersi geograficamente.

·     Collaborazione sui documenti: Utilizzare strumenti di collaborazione sui documenti, come Google Docs o Microsoft Office 365, per consentire ai membri della struttura dirigente di lavorare insieme su documenti, fogli di calcolo o presentazioni in tempo reale. Questi strumenti permettono di apportare modifiche, fornire commenti e tenere traccia delle versioni dei documenti.

·     Progetti e attività: Utilizzare strumenti di gestione dei progetti online, come Trello o Asana, per organizzare e tenere traccia dei progetti, delle attività e dei compiti assegnati alla struttura dirigente. Si possono  assegnare responsabilità, impostare scadenze e visualizzare lo stato di avanzamento del lavoro.

·     Sondaggi e feedback: Utilizzare strumenti di sondaggio online, come Google Forms o SurveyMonkey, per raccogliere feedback e opinioni dai membri della struttura dirigente o dagli iscritti al partito. Si possono creare sondaggi personalizzati per ottenere informazioni specifiche o valutare il livello di soddisfazione e coinvolgimento dei membri.

·     Archiviazione e condivisione dei documenti: Utilizzare servizi di cloud storage come Google Drive, Dropbox o OneDrive per archiviare e condividere documenti, file e risorse importanti tra i membri della struttura dirigente. Si possono organizzare le cartelle in modo logico e consentire l'accesso ai membri selezionati per garantire la collaborazione e l'accessibilità ai materiali condivisi.

·     Social media e promozione: Utilizzare strumenti di gestione dei social media, come Hootsuite o Buffer, per programmare e gestire la pubblicazione dei contenuti sui canali social del partito. Si possono  anche utilizzare strumenti di monitoraggio delle prestazioni sui social media per valutare l'impatto delle attività di promozione e comunicazione.

·     Assicurarsi di valutare attentamente la sicurezza e la privacy dei dati quando si utilizzano strumenti informatici per l'organizzazione della struttura dirigente di un partito politico. Proteggere adeguatamente le informazioni sensibili e adottare buone pratiche di sicurezza informatica per evitare accessi non autorizzati o perdite di dati.

 

COME  ORGANIZZARE SEZIONI LOCALI….

Organizzare sezioni  locali con strumenti informatici e tramite conference call può essere un ottimo modo per migliorare la comunicazione, la collaborazione e l'efficienza all'interno delle sezioni.

·     Utilizzare strumenti di comunicazione online: Esistono molte piattaforme di comunicazione online, come Slack, Microsoft Teams o Google Hangouts, che consentono di creare canali di comunicazione specifici per ogni sezione o progetto. Questi strumenti consentono di inviare messaggi, condividere documenti e organizzare videochiamate per tenere tutti aggiornati.

·     Pianificare conferenze periodiche: Organizzare regolarmente conference call con tutti i membri delle sezioni locali può aiutare a mantenere la comunicazione fluida. Puoi fissare una volta alla settimana o al mese per discutere dei progressi, condividere informazioni importanti e risolvere eventuali problemi.

·     Utilizzare strumenti di gestione dei progetti: Esistono molti strumenti online per la gestione dei progetti, come Trello, Asana o Jira. Questi strumenti consentono di assegnare attività, tenere traccia dei progressi e condividere documenti pertinenti. In questo modo, tutti i membri delle agenzie possono lavorare in modo collaborativo e tenere traccia dello stato dei progetti.

·     Organizzare webinar o sessioni di formazione online: Se è necessario condividere informazioni o fornire formazione a distanza, puoi organizzare webinar o sessioni di formazione online utilizzando strumenti come Zoom o Webex. Questo ti consente di coinvolgere tutti i membri delle agenzie locali contemporaneamente e risparmiare tempo ed energie per gli spostamenti.

·     Creare una piattaforma/bacheca di condivisione documenti: Utilizzare strumenti di condivisione documenti come Google Drive o Dropbox per creare una piattaforma centralizzata in cui tutti i membri delle agenzie locali possono accedere e condividere documenti importanti. Questo rende più semplice la collaborazione e assicura che tutti abbiano accesso alle ultime versioni dei file.

·     Promuovere una cultura di comunicazione aperta: È importante incoraggiare tutti i membri delle sezioni locali a comunicare apertamente e a condividere idee, suggerimenti e preoccupazioni. Ciò può essere fatto attraverso canali di comunicazione dedicati, riunioni one-on-one o attraverso strumenti di feedback online. La comunicazione aperta aiuta a mantenere tutti coinvolti e a risolvere eventuali problemi in modo tempestivo.

·     Organizzare sezioni  locali con l'ausilio di strumenti informatici e tramite conference call può portare molti benefici in termini di efficienza e collaborazione. Assicurati di scegliere gli strumenti e le piattaforme più adatti alle esigenze delle tue agenzie e incoraggia i membri del team a utilizzarli in modo efficace per massimizzare i risultati.

 

…. ANCHE CON STRUMENTI INFORMATICI

Organizzare con l’informatica sezioni  locali richiede una pianificazione oculata

·     Definire gli obiettivi e le responsabilità delle sezioni locali: Iniziare stabilendo chiaramente gli obiettivi e le responsabilità di ogni agenzia locale. Identificare quali sono le aree di competenza e le responsabilità specifiche di ciascuna agenzia, in modo da avere una visione chiara del ruolo di ognuna nell'organizzazione complessiva.

·     Scegliere gli strumenti di gestione dei progetti: Utilizzare strumenti di gestione dei progetti online come Trello, Asana o Basecamp per creare un ambiente virtuale in cui tutte le attività e i progetti delle sezioni locali possono essere organizzati e monitorati. Creare bacheche di progetto, assegnare compiti, impostare scadenze e tenere traccia dei progressi in modo centralizzato.

·     Utilizzare strumenti di comunicazione online: Optare per piattaforme di comunicazione online come Slack, Microsoft Teams o Google Hangouts per facilitare la comunicazione e la collaborazione tra i membri delle sezioni locali. Creare canali specifici per ogni sezione o progetto, inviare messaggi istantanei, condividere file e documenti, e organizzare videochiamate o riunioni virtuali.

·     Condividere documenti e file in cloud: Utilizzare servizi di cloud storage come Google Drive, Dropbox o OneDrive per condividere documenti, file e risorse importanti tra i membri delle sezioni locali. Assicurati di organizzare i file in modo logico, utilizzando una struttura di cartelle chiara e accessibile a tutti i membri della sezione.

·     Promuovere la condivisione delle conoscenze e l'apprendimento: Creare una piattaforma online, come un forum o una wiki interna, in cui i membri delle sezioni locali possano condividere le loro esperienze, risolvere problemi comuni e condividere risorse utili, suggerire iniziative. Incentivare la partecipazione attiva e la condivisione delle conoscenze per migliorare la collaborazione e l'efficienza complessiva.

·     Organizzare videoconferenze periodiche: Programmare conferenze online regolari utilizzando strumenti come Zoom, Webex o Skype. Queste videoconferenze consentono di tenere aggiornati tutti i membri delle sezioni locali, discutere i progressi, affrontare eventuali problemi e mantenere un flusso costante di comunicazione tra le diverse sedi.

·     Valutare  e ottimizzare l'utilizzo degli strumenti: monitorare l'utilizzo degli strumenti informatici e raccogliere feedback dai membri delle sezioni locali per valutare l'efficacia e l'efficienza delle soluzioni adottate. Apporta eventuali miglioramenti o modifiche in base ai bisogni e ai suggerimenti ricevuti, al fine di ottimizzare il flusso di lavoro e la collaborazione

 

COME ORGANIZZARE CELLULE AZIENDALI…..

L'organizzazione delle cellule aziendali di un partito politico può essere un processo complesso che richiede una pianificazione attenta e una buona comprensione delle esigenze e degli obiettivi del partito stesso.

·     Definire gli obiettivi: Prima di organizzare le cellule aziendali, è fondamentale definire chiaramente gli obiettivi del partito politico. Questo potrebbe includere l'elezione di candidati, l'implementazione di politiche specifiche o la diffusione di un messaggio politico. Gli obiettivi del partito politico aiuteranno a guidare la struttura e le attività delle cellule aziendali.

·     Creare una struttura organizzativa: Una volta definiti gli obiettivi, è importante creare una struttura organizzativa per le cellule aziendali. Questo può includere la nomina di un coordinatore o un direttore delle operazioni per ogni cellula aziendale e l'assegnazione di responsabilità chiare a ciascun membro. Potrebbe essere utile creare anche un organigramma per visualizzare la struttura gerarchica delle cellule aziendali.

·     Identificare le funzioni chiave: Ogni cellula aziendale dovrebbe svolgere funzioni chiave per supportare gli obiettivi del partito politico. Queste funzioni potrebbero includere la raccolta di fondi, l'organizzazione di eventi, l'elaborazione delle politiche, la comunicazione con i membri e l'elettorato, la gestione dei social media, la ricerca e l'analisi politica, ecc. Identificare queste funzioni chiave aiuterà a definire i ruoli e le responsabilità dei membri di ciascuna cellula aziendale.

·     Promuovere la comunicazione e la collaborazione: Le cellule aziendali dovrebbero essere in grado di comunicare e collaborare efficacemente tra loro. Potrebbe essere utile stabilire canali di comunicazione regolari, come riunioni settimanali o mensili, e utilizzare strumenti di collaborazione online per condividere informazioni, documenti e risorse. Inoltre, incoraggiare la condivisione delle migliori pratiche e delle esperienze tra le diverse cellule aziendali può favorire l'apprendimento e il miglioramento continuo.

·     Formazione e sviluppo: Investire nella formazione e nello sviluppo dei membri delle cellule aziendali è importante per garantire che abbiano le competenze e le conoscenze necessarie per svolgere i loro compiti in modo efficace. Potrebbe essere utile organizzare seminari o sessioni di formazione interne per migliorare le capacità di leadership, la comunicazione, la gestione del tempo e altre competenze rilevanti.

·     Valutazione delle prestazioni: Periodicamente, valutare le prestazioni delle cellule aziendali e dei loro membri può aiutare a identificare punti di forza e debolezza e apportare eventuali miglioramenti necessari. Questa valutazione può includere indicatori chiave di prestazione, feedback dai membri del partito e analisi dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi stabiliti.

·     Adattabilità e flessibilità: Le cellule aziendali dovrebbero essere in grado di adattarsi ai cambiamenti nelle esigenze politiche e all'evoluzione del panorama politico. Mantenere una mentalità aperta e flessibile consentirà alle cellule aziendali di rispondere in modo tempestivo alle sfide emergenti e di apportare modifiche alla struttura e alle attività se necessario.

·     Ricorda che l'organizzazione delle cellule aziendali di un partito politico può variare a seconda delle dimensioni del partito, dei suoi obiettivi specifici e del contesto politico in cui opera.

 

…ANCHE UTILIZZANDO STRUMENTI INFORMATICI.

·     Gestione delle informazioni: Utilizzare un software di gestione delle informazioni o un sistema di customer relationship management (CRM) per tenere traccia dei dati dei membri, dei volontari, degli elettori e dei donatori. Questo consentirà di organizzare facilmente le informazioni, inviare comunicazioni mirate e monitorare l'interazione con i vari gruppi di interesse.

·     Strumenti di comunicazione: Utilizzare strumenti di comunicazione come e-mail, chat e videoconferenze per facilitare la comunicazione tra i membri delle cellule aziendali. App come Slack o Microsoft Teams possono essere utilizzate per organizzare i team di lavoro e consentire la comunicazione istantanea tra i membri.

·     Gestione delle attività: Utilizzare strumenti di gestione delle attività come Trello, Asana o Monday per assegnare compiti, tenere traccia dei progressi e coordinare le attività delle cellule aziendali. Questi strumenti consentono di creare elenchi di attività, definire scadenze e tenere tutti i membri aggiornati sulle attività in corso.

·     Condivisione e collaborazione sui documenti: Utilizzare strumenti di condivisione e collaborazione sui documenti come Google Drive o Microsoft Office 365 per consentire ai membri delle cellule aziendali di lavorare insieme su documenti, fogli di calcolo e presentazioni in modo simultaneo e sincronizzato. Ciò favorirà un lavoro di squadra più efficiente e garantirà che tutti abbiano accesso alle ultime versioni dei documenti.

·     Social media e marketing online: Utilizzare strumenti di gestione dei social media come Hootsuite o Buffer per pianificare e gestire le attività di marketing sui social media. Questi strumenti consentono di programmare post, monitorare l'engagement e analizzare i risultati delle campagne sui social media.

·     Ricerca e analisi politica: Utilizzare strumenti di ricerca online per monitorare notizie, analizzare dati e raccogliere informazioni politiche rilevanti. Motori di ricerca avanzati, aggregatori di notizie e strumenti di analisi dei dati possono essere utili per ottenere informazioni approfondite sulle questioni politiche e per supportare la formulazione di politiche e strategie.

·     Raccolta fondi online: Utilizzare piattaforme di crowdfunding o software di raccolta fondi online per semplificare il processo di raccolta fondi per il partito politico. Questi strumenti consentono di creare pagine di donazione personalizzate, inviare e-mail di richiesta di donazioni e tenere traccia dei contributi.

·     E’ importante fornire formazione e supporto tecnico ai membri delle cellule aziendali per garantire che siano in grado di utilizzare efficacemente questi strumenti informatici. Occorre assicurarsi di proteggere le informazioni sensibili e rispettare la normativa sulla privacy nel trattamento dei dati dei membri e degli elettori del partito politico.

 

COME ORGANIZZARE UN CIRCOLO CULTURALE DI UN PARTITO POLITICO….

Organizzare un circolo culturale per un partito politico può essere un'ottima opportunità per coinvolgere i membri e la comunità locale, promuovere dibattiti e discussioni su temi importanti e creare un ambiente stimolante per lo scambio di idee.

·     Scopo e obiettivi: Definire chiaramente lo scopo e gli obiettivi del circolo culturale. Ad esempio, si può  promuovere la cultura, l'arte, la letteratura, la filosofia o discutere di temi sociali e politici. Questo aiuterà a stabilire il focus del circolo e ad attirare le persone interessate.

·     Identifica una leadership: Designare una persona o un gruppo di persone responsabile dell'organizzazione e della gestione del circolo culturale. Queste persone dovrebbero essere motivate, impegnate e disposte a dedicare del tempo per coordinare le attività del circolo.

·     Ricerca e coinvolgimento dei membri: Identificare i membri del partito politico che potrebbero essere interessati a partecipare al circolo culturale. Inviare loro comunicazioni personalizzate per spiegare l'iniziativa, i suoi obiettivi e l'importanza di un coinvolgimento attivo. Inoltre, si può pubblicizzare l'apertura del circolo attraverso i canali di comunicazione del partito politico, come newsletter, social media e incontri locali.

·     Struttura organizzativa: Creare una struttura organizzativa chiara per il circolo culturale, che può includere un presidente, un segretario, un tesoriere e altri ruoli a seconda delle necessità. Definire i compiti e le responsabilità di ciascun ruolo per garantire un funzionamento efficace del circolo.

·     Pianificare incontri e attività: Stabilire una cadenza regolare per gli incontri del circolo culturale. Si possono organizzare dibattiti, conferenze, presentazioni di libri, mostre d'arte, proiezioni cinematografiche, visite culturali e altre attività che siano in linea con gli obiettivi del circolo. Invitare esperti, accademici o rappresentanti di altre organizzazioni a partecipare come relatori o moderatori.

·     Promozione e comunicazione: Utilizzare i canali di comunicazione del partito politico, come il sito web, i social media e la newsletter, per promuovere le attività del circolo culturale. Creare un calendario degli eventi e diffondere le informazioni attraverso i canali appropriati. Inoltre, sfruttare la rete personale dei membri del circolo per invitare amici, familiari e colleghi a partecipare.

·     Coinvolgimento della comunità: Cercare di coinvolgere la comunità locale organizzando eventi aperti al pubblico. Questo può aiutare a creare connessioni più ampie e a mostrare l'impegno del circolo verso la promozione della cultura e del dibattito aperto.

·     Valutazione e adattamento: Periodicamente, rivedere le attività

 

…ANCHE CON STRUMENTI INFORMATICI.

·     Creazione di un sito web: Creare un sito web dedicato al circolo culturale, dove poter condividere informazioni sulle attività, gli eventi, i membri del circolo e i risultati raggiunti. Assicurarti che il sito sia facilmente navigabile e che includa un modulo di contatto per coloro che desiderano unirsi o ricevere ulteriori informazioni.

·     Utilizzo di una piattaforma di gestione dei membri: Utilizzare una piattaforma di gestione dei membri che consenta di tenere traccia delle informazioni personali, delle preferenze e delle attività dei membri del circolo. Ciò faciliterà l'organizzazione degli eventi e la comunicazione mirata con i partecipanti.

·     Piattaforme di comunicazione: Utilizzare strumenti come gruppi Facebook, Slack o Discord per creare un canale di comunicazione interno tra i membri del circolo culturale. Queste piattaforme consentono di condividere idee, organizzare discussioni online, proporre nuovi argomenti e fornire aggiornamenti in tempo reale.

·     Videoconferenze e webinar: Organizzare incontri virtuali utilizzando piattaforme come Zoom, Google Meet o Microsoft Teams. Queste piattaforme consentono di tenere dibattiti, conferenze e presentazioni online, coinvolgendo i membri del circolo culturale da diverse posizioni geografiche.

·     Strumenti di sondaggio e voto online: Utilizzare strumenti come Google Forms o SurveyMonkey per raccogliere feedback, opinioni, suggerimenti o votazioni dai membri del circolo. Questi strumenti semplificano la raccolta e l'analisi dei dati in modo rapido ed efficiente.

·     Social media: Utilizzare i social media per promuovere le attività del circolo culturale, condividere aggiornamenti, foto e video degli eventi passati e futuri. Assicurarsi di creare e gestire pagine o account specifici per il circolo culturale su piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram o LinkedIn.

·     Newsletter e-mail: Creare una newsletter periodica da inviare via e-mail ai membri del circolo. Includere notizie, informazioni sugli eventi imminenti, approfondimenti culturali, inviti speciali e risorse utili. Utilizzare strumenti di email marketing come Mailchimp o SendinBlue per gestire le liste di contatti e creare newsletter professionali.

·     Archiviazione online dei documenti: Utilizzare servizi di archiviazione cloud come Google Drive o Dropbox per condividere e archiviare documenti importanti, come programmi degli eventi, presentazioni, relazioni o materiali di studio. Ciò faciliterà l'accesso ai documenti da parte dei membri del circolo e ne faciliterà la condivisione.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 79 (8-6-2023)

Migrazioni. Le basi per affrontare (seriamente!) il problema.

Che cosa deve fare la UE.

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Non esiste una soluzione unica e definita per risolvere completamente il problema delle migrazioni. Tuttavia, adottando un approccio complessivo che affronti le cause profonde, promuova la cooperazione internazionale, l'integrazione e lo sviluppo sostenibile, si può sperare di mitigare e cambiar di segno agli effetti negativi delle migrazioni per  creare un ambiente più stabile e inclusivo per tutti.

1) Cooperazione internazionale: I problemi delle migrazioni richiedono una risposta globale e una cooperazione internazionale. Gli stati dovrebbero lavorare insieme per condividere informazioni, scambiare migliori pratiche, coordinare le politiche di accoglienza e fornire assistenza umanitaria ai rifugiati. Soprattutto abbandonare atteggiamenti paternalistici post-coloniali.

 

2) Affrontare le cause profonde: È fondamentale affrontare le cause profonde delle migrazioni, come la povertà, i conflitti armati, la mancanza di opportunità economiche, l'instabilità politica, la corruzione nei paesi d'origine. Ciò richiede buona volontà e buonsenso internazionali,  investimenti in programmi di sviluppo sostenibile, promozione della pace, buona governance e accesso all'istruzione e ai servizi sanitari nei paesi di origine.

 

3) Mediazione dei conflitti: La risoluzione pacifica (anche forzosa) dei conflitti può prevenire la migrazione obbligata. Gli sforzi diplomatici e la mediazione dovrebbero essere incoraggiati per affrontare i conflitti interni ed esterni che spingono le persone a lasciare le loro case.

 

4) Cooperazione con i paesi d'origine: I paesi di destinazione dovrebbero collaborare con i paesi d'origine per promuovere lo sviluppo economico, la governance efficace e la stabilità politica. Ciò potrebbe includere la cooperazione in ambito commerciale, la condivisione di conoscenze e risorse, e il sostegno alla capacità istituzionale.

5) Sviluppo regionale: Promuovere lo sviluppo regionale può contribuire a ridurre la pressione migratoria. Investimenti in infrastrutture, industrie e programmi di cooperazione economica possono creare opportunità all'interno delle regioni e ridurre la necessità di migrazione.

L’Italia potrebbe seriamente operare nel Corno d’Africa (Somalia, Etiopia, Eritrea, Gibuti) e nei paesi della sponda africana del Mediterraneo (Libia, Tunisia, Algeria, Egitto)

 

6) Migrazione sicura e legale: Promuovere canali di migrazione sicuri e legali può contribuire a ridurre le migrazioni irregolari e pericolose. Occorre che i paesi avanzati tornino a fornire visti di ingresso tramite Ambasciate e Consolati. I quali dovrebbero fare opera di informazione circa le richieste numeriche e qualitative del paese che rappresentano. Questo potrebbe includere programmi di riunificazione familiare, visti di lavoro temporanei, corridoi umanitari nei due sensi (da e verso i paesi di origine) per i lavoratori stagionali e programmi di reinsediamento.

7) Integrazione e inclusione: Gli sforzi dovrebbero essere fatti per promuovere l'integrazione e l'inclusione dei migranti nelle comunità di accoglienza. Ciò implica garantire l'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria, all'occupazione e all'alloggio adeguato. La diversità dovrebbe essere considerata come una risorsa. Soluzioni di questo tipo faranno abbandonare  atteggiamenti discriminatori o xenofobi causati, nella popolazione che accoglie, dal senso di abbandono del problema da parte dei governi del loro paese. Finora, almeno in Italia, i vari governi hanno lasciato tutte le negatività del fenomeno a carico dei cittadini: le conseguenze di spaccio, macro e microcriminalità, caporalato, prostituzione, occupazione di immobili sono lasciate nell’abbandono da parte delle istituzioni e devono essere sopportate dai cittadini.

8) Educazione e consapevolezza: L'educazione e la sensibilizzazione sulle questioni legate alla migrazione possono contribuire a combattere l'intolleranza, i pregiudizi e le false informazioni. La promozione della tolleranza, dei diritti umani e del rispetto reciproco può favorire una migliore accoglienza dei migranti, purché rispettosi dei valori, delle leggi e delle prassi civiche dei residenti.

 

Oggi, agli occhi dei cittadini, i governi non sembrano interessati a risolvere problemi post sbarchi. Da qui, atteggiamenti xenofobi sempre più consolidati nella popolazione. Si vedano i recenti atteggiamenti di Olanda e Danimarca, per tacer del Regno Unito e della Francia e , in genere, dei paesi ex sovietici, dove sarebbe dovuto nascere l’uomo nuovo ad opera del comunismo. Ricordo che l’ungherese Orban è stato responsabile della gioventù comunista nell’Ungheria sovietica.

 

 

Che cosa deve fare la UE

 

Integrando i punti precedenti, la UE deve (puo?) promuovere:

1) Investimenti nel paesi di origine: L'UE può sostenere i paesi di origine attraverso programmi di sviluppo economico e sociale. Investimenti mirati possono contribuire a creare opportunità economiche, migliorare l'istruzione e l'accesso ai servizi sanitari, riducendo così la motivazione delle persone a migrare.

2) Gestione dei flussi migratori: L'UE dovrebbe sviluppare politiche comuni per la gestione dei flussi migratori tramite un sistema di asilo armonico che garantisca l'equa distribuzione delle richieste di asilo tra gli Stati membri. Tali politiche dovrebbero definire l'assegnazione di quote di rifugiati tra gli Stati membri, consentendo un equo carico tra i paesi europei.

3) Investimenti nella sicurezza delle frontiere: L'UE deve rafforzare la sicurezza delle sue frontiere esterne, sia terrestri che marittime. Ciò per contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari e il traffico di esseri umani.

4) Lotta alle reti criminali. Una maggiore cooperazione tra le forze di polizia e le autorità di frontiera europee può aiutare a prevenire l'immigrazione illegale e il traffico di esseri umani. Occorre intensificare gli sforzi per combattere le reti criminali coinvolte anche nel contrabbando di migranti, “usati” anche come portatori di organi di ricambio da trapiantare. Questo richiede una maggiore cooperazione tra le forze dell'ordine dell’Unione, il potenziamento delle attività investigative e la punizione dei responsabili.

Soprattutto richiede la condivisione di obiettivi comuni.

 

Nel frattempo:  https://www.mauronovelli.it/RIFLESSIONI.htm#_Riflessione_n_71

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°78 (7-6-2023)

Elementi di analisi marxiana recuperati ahumm….ahumm….

(segue dalla riflessione n° 77)

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 Vari economisti continuano a "recuperare" Marx sotto il velo di una critica alle sue elaborazioni. Samuel Bawles, professore di ricerca e direttore del programma di scienze comportamentali presso il  Santa Fe Institute. comincia con una serie di negatività a carico del filosofo tedesco ma ipotizza la possibilità che le analisi marxiane possano approfondire e migliorare i rapporti tra capitale e lavoro, tanto da permettere al moderno capitalismo di trarne giovamento.

 

Queste posizioni di non pochi teorici dell'economia mi fanno venire in mente l’astuta prefazione che Osiander (pastore luterano) stilò per il libro  sull'eliocentrismo di Copernico il quale, ormai sul letto di morte, non ebbe mai il coraggio di pubblicare. Per evitare gli strali delle gerarchie cattoliche, la prefazione di Osiander avvertiva che le teorie copernicane non volevano rappresentare la realtà dei moti celesti, ma costituivano semplicemente un modello, una scorciatoia per effettuare calcoli astronomici con maggiore facilità e precisione rispetto a quelli, molto più complicati, imposti dal geocentrismo tolemaico che nessuno metteva in discussione.

Così Bowles: prima dimostra la validità e l'attualità delle analisi marxiane, poi conclude, non sulla vigenza delle contraddizioni del capitalismo e sul  dispotismo nei rapporti industriali capitalistici, ma sul contributo che il modello marxiano può dare allo studio del problema e quindi al miglioramento del capitalismo nella fase attuale.

 

 

_______________________________ 

 

https://promarket.org  (traduzione con l'aiuto di Google. Mie annotazioni in corsivo/grassetto.)

 

 

Marx e la moderna microeconomia

Pubblicato il 5 maggio 2018 da Samuel Bowles

[Note in corsivo/grassetto di MN]

 

Pochi economisti dubitano che Marx abbia bocciato l'economia, un giudizio basato principalmente sulla sua teoria del valore del lavoro. Ma questo articolo sostiene che la rappresentazione di Marx dei rapporti di potere tra capitale e lavoro nell'impresa è un'intuizione essenziale per comprendere e migliorare il capitalismo moderno. In effetti, questa intuizione è incorporata nei modelli standard di “agente-attore principale” dei mercati del lavoro e del credito.

[La relazione agente-attore principale (o Modello d'agenzia) è definita  come "un contratto in base al quale una delle due parti (l’agente) delega una quota del proprio potere all’altro. In particolare, una o più persone (attore principale) obbliga un'altra persona (agente) ad una particolare attività. Nota di M.N.).

  Nota: il post sottostante è stato pubblicato per la prima volta su VoxEU.org.

 Gli economisti, guardando indietro, non hanno trovato molto da ammirare in Karl Marx, l'economista, il bicentenario della cui nascita commemoriamo il mese prossimo. John Maynard Keynes considerava il Capitale come "un libro di testo economico obsoleto, non solo scientificamente errato ma senza interesse per il mondo moderno e ad esso inapplicabile" (Keynes 1925). Ugualmente duro il giudizio di Paul Samuelson:  "Dal punto di vista della teoria economica pura, Karl Marx può essere considerato un post-ricardiano minore" (Samuelson 1962). Giudizio duro specialmente perché Samuelson riteneva che Ricardo fosse "il più sopravvalutato degli economisti".

 Queste valutazioni si basano in gran parte sulla nostra concezione corrente - e corretta a mio avviso – della teoria del valore del lavoro di Marx come un tentativo pionieristico, ma incoerente e superato, di un modello di equilibrio generale del prezzo e della distribuzione. Ma c'è un altro aspetto del suo lavoro che è stato fortemente rivendicato dai progressi teorici degli ultimi decenni: l'idea che l'esercizio del potere è un aspetto essenziale del funzionamento dell'economia capitalista, anche se impostato su uno stato idealizzato, perfettamente competitivo.

Dominio nella società liberale

 Marx ha usato la teoria del valore del lavoro per dimostrare che lo sfruttamento dei lavoratori è una condizione necessaria per i profitti (Yoshihara 2017). [Marx sostiene (teoria del plusvalore) che il profitto è funzione dello sfruttamento del lavoro (capitale variabile) e non degli investimenti (capitale fisso). Infatti, Il lavoro che il capitalista acquista sul mercato è una  merce particolare che crea un valore maggiore di quello che serve per remunerarla. Il lavoro, dunque, è la sola merce che crea plusvalore. Nota di MN]. II termine "sfruttamento" è giustificato dall'affermazione che il profitto deriva da un sistema di dominio in cui i ricchi, in quanto proprietari di beni capitali, dirigono le attività e limitano le scelte dei dipendenti (Vrousalis 2013). La   agisce per conto di una classe capitalista, o attraverso l'esercizio del potere di mercato reso possibile dalla limitata concorrenza nei mercati delle merci.

 Ma Marx scelse di rispondere ad una domanda più stimolante: come potrebbe realizzarsi il dominio sul lavoro da parte del capitale in un'economia privata, perfettamente competitiva, governata da uno stato liberale? La sua risposta si basava su quella che sembra una rappresentazione del contratto agente-attore principale sorprendentemente moderna del rapporto datore di lavoro-dipendente, derivante da un conflitto di interessi per la quantità di lavoro svolto che potrebbe essere risolta con un rapporto contrattualizzato.

 Marx ha sottolineato che, sul mercato del lavoro, il capitalista acquista il tempo del lavoratore non il lavoro del lavoratore. La fornitura di lavoro materiale [sforzo] da parte del dipendente al processo di produzione non è assicurata da un contratto ma è piuttosto una "estrapolazione" che "solo impropriamente potrebbe ... essere considerata come un qualsiasi tipo di scambio" (Marx 1939).

Per sottolineare l'aspetto distintivo del mercato del lavoro, Marx (1867) ha sottolineato che:

 "La crescita dei salari può ... non essere accompagnata da alcun cambiamento nel costo del lavoro [nel significato di sforzo], o possono anche essere accompagnati da una caduta di quest'ultimo".

L'importante conseguenza per il lavoratore, è che il livello alto o basso del suo salario", era funzione di "dominazione e sfruttamento", "forma di dispotismo più odioso per la sua meschinità" (ibid).

 L'ultimo passo nella spiegazione di Marx del predominio del capitale in un'economia capitalista liberale è la considerazione che il processo di accumulazione e innovazione tecnica [capitale fisso =strumenti di produzione, investimenti. Nota di MN] sostiene un "esercito di riserva" permanente (ibid), costituito da disoccupati, e fornisce la base che impone obbedienza a carico del lavoratore nei rapporti industriali. [Una delle contraddizioni del capitalismo individuate da Marx è costituita dalla necessità del padrone di avere massima libertà d’azione in ambito sociale (stato liberale) mentre in fabbrica ha bisogno della massima subordinazione da parte del lavoratore. Perfetta anarchia in società. Rigida gerarchia in azienda. Insomma, il profitto (plusvalore) è generato dal lavoro; l’esercito di riserva è generato dagli investimenti (innovazioni tecnologiche ecc.) e permette di avere un’offerta di lavoro a basso costo perché sovrabbondante rispetto alla domanda dei capitalisti. Nota di MN].

La proprietà privata dei mezzi di produzione conferisce il diritto di escludere altri dall'uso dei beni dell'impresa, e quindi i proprietari delle imprese hanno una potente minacciosa arma per indurre i lavoratori a fornire quel lavoro che non può essere garantito da un contratto: lavorare sodo, o aderire all' "esercito di riserva".

 La politica della produzione.

 Marx non ha spiegato perché il contratto di lavoro fosse incompleto. Assunse che questa era un'osservazione empirica incontrovertibile e la usava come punto di partenza per la sua teoria economica. In questo, assomiglia a Charles Darwin che ha avanzato una potente teoria della selezione naturale senza una comprensione del meccanismo utilizzato per realizzarsi. L'eredità genetica sarebbe in seguito spiegata da Gregor Mendel.

 Proprio come Mendel sostenne Darwin, una comprensione più completa del contratto di lavoro incompleto si sviluppò nel ventesimo secolo, ma non rovesciò le conclusioni di Marx. Come Marx, Ronald Coase (1937) ha sottolineato il ruolo centrale dell'autorità nelle relazioni contrattuali dell'azienda:

 "Nel contratto entra un fattore che è impiegato all'interno di un'impresa ... Tale fattore ... è costituito dall’accettazione di obbedire alle indicazioni dell'imprenditore per avere in cambio una certa remunerazione ".

 In effetti, Coase ha definito l'azienda con la sua struttura politica:

 "Se un operaio si sposta dal reparto Y al reparto X, non è a causa di un cambiamento dei costi ma perché gli viene ordinato di farlo ... il segno distintivo dell'azienda è la possibilità di non prendere in considerazione l’andamento dei costi." (Ibid)

Herbert Simon ha fornito il primo modello Coasiano dell'azienda (Simon 1951). Ha rappresentato il rapporto di lavoro come uno scambio in cui i dipendenti trasferiscono i diritti di controllo sulle loro mansioni lavorative al datore di lavoro, in cambio di un salario. Simon ha sottolineato il vantaggio per il datore di lavoro di questo accordo, perché c'era un'incertezza inevitabile sui compiti che sarebbero stati necessari nel corso del contratto. Pertanto, concordare una specifica contrattuale completa delle attività da eseguire avrebbe comportato un costo troppo elevato. Simon non sapeva che stava modellando esattamente il contratto di lavoro incompleto, fulcro della teoria economica di Marx.

Coase o Simon non hanno spiegato direttamente perché i diritti di controllo conferiscono potere. Come una questione empirica, l'azienda sembra essere un'istituzione politica nel senso che alcuni membri della società di fatto impartiscono comandi con l'aspettativa di essere obbediti, mentre altri sono costretti a seguire questi comandi. Se diciamo che il manager ha il diritto di decidere cosa farà il lavoratore, questo significa solo che il manager ha l'autorità legittima, non il potere di garantire la conformità di comportamento del lavoratore. Dato che, in una società liberale, il manager è limitato nei tipi di punizione che possono essere inflitti, e dato che il dipendente è libero di andarsene, è un enigma che gli ordini siano in genere rispettati.

 Notando questo, Armen Alchian e Harold Demsetz hanno sfidato l'idea Coasiana che l'azienda è una mini "economia di comando", suggerendo che il contratto di lavoro non è diverso a questo riguardo dagli altri contratti:

 "L'azienda ... non ha potere di iniziativa, nessuna autorità, nessuna azione disciplinare diversa dal minimo comune contratto di mercato tra due persone ... Dov'è allora la diversità nel rapporto tra un droghiere e il suo dipendente diverso da quello tra un droghiere e il suo cliente? "(Alchian e Demsetz 1972)

 Oliver Hart (1989) ha risposto:

 “Il motivo per cui un dipendente è probabilmente più reattivo a quanto il suo datore di lavoro desidera rispetto al cliente di un droghiere è che il datore di lavoro ... può privare il dipendente dei beni con cui lavora e assumere un altro dipendente per lavorare con questi beni, mentre il cliente può solo privare il droghiere del suo essere cliente e fintanto che il cliente è piccolo, presumibilmente non è molto difficile per il droghiere trovare un altro cliente. "

 L'esercizio del potere

 Questa spiegazione richiede una dimostrazione del fatto che il potere, in un certo senso ben definito, può essere esercitato dai datori di lavoro sui dipendenti nell'equilibrio di un'economia competitiva. È tuttavia sconcertante che il potere sia esercitato in un'economia competitiva [ma questa è caratteristica economica in uno stato liberale “ideale”, di scuola, dove vige la perfetta concorrenza, dove sono banditi monopoli ed oligopoli. Nota di MN] in cui ogni attore si impegna volontariamente in scambi, dai quali ognuno è ugualmente libero di andarsene.

 La seguente condizione sufficiente per l'esercizio del potere coglie le caratteristiche centrali della rappresentazione di Marx (1867) del "dispotismo" del posto di lavoro:

Affinché B abbia potere su A, è sufficiente che, imponendo o minacciando di imporre sanzioni su A, B sia in grado di influenzare le azioni di A in modo che gli interessi di B siano soddisfatti, mentre A manchi di questa capacità rispetto a B. (Bowles and Gintis 1992)

La definizione chiarisce la differenza tra il datore di lavoro e il droghiere nella risposta di Hart ad Alchian e Demsetz. Le sanzioni imposte al dipendente attraverso l’impedimento dell'accesso al capitale aziendale (mezzi di produzione) sono severe (di primaria importanza), mentre quelle imposte al droghiere dal cliente che non compra sono trascurabili o pari a zero (di importanza secondaria). Il consumatore scontento che esce dalla porta non impone una sanzione al droghiere perché il droghiere (in equilibrio competitivo) massimizza i profitti selezionando un livello di vendite (e dei prezzi di vendita, nota di MN) che eguaglia il costo marginale al prezzo esogeno dato. Una piccola variazione nelle vendite ha solo un effetto di secondo ordine sui profitti. Ma questo non è applicabile al rapporto di lavoro datore-dipendente. Questo perché la disoccupazione involontaria è una caratteristica dell'equilibrio concorrenziale di un mercato in cui il lavoro materiale non è coperto da un contratto esecutivo (Bowles 1985, Gintis e Ishikawa 1987, Shapiro e Stiglitz 1985). La minaccia del datore di lavoro di porre fine al rapporto col lavoratore, imporrebbe quindi un costo di primo ordine al lavoratore. Questa è la base dell'esercizio del potere da parte dei datori di lavoro.

 La natura incompleta del contratto di lavoro è quindi essenziale per mostrare sia il motivo per cui il potere del datore di lavoro sul lavoratore è essenziale per il profitto, sia il modo in cui può essere sostenuto dal ruolo della disoccupazione di equilibrio. Marx capì il primo assunto ma non il secondo, fornendo invece un resoconto dinamico (e non del tutto convincente) di come l'esercito di riserva sarebbe stato sostenuto nel lungo periodo.

 Microeconomista o precursore di Microeconomia moderna?

 Marx è stato un pioniere nello studio del sistema di relazioni agente-attore principale, anche se ovviamente non usava questo termine. I modelli di agente-attore principale costituiscono ora il fondamento microeconomico per lo studio delle relazioni tra classi (sebbene gli economisti non utilizzino tale termine) nelle economie capitalistiche e di altro tipo, ad esempio nei trattamenti standard degli scambi tra datore di lavoro e dipendente o tra prestatore e mutuatario. Questi modelli sono essenziali per l'analisi attuale dei problemi economici di tutti i giorni, come i modelli ciclici in materia di determinazione salariale e di produttività e i vincoli di quantità che i mutuatari devono affrontare nei mercati del credito. Entrambi questi problemi hanno una notevole importanza microeconomica, ma sono anche importanti basi della macroeconomia.

Marx era un precursore visionario della microeconomia moderna, e la microeconomia moderna gli ha ripagato il favore chiarendo i limiti di alcune delle sue idee più importanti. Tra questi, la teoria del valore del lavoro come rappresentazione di un sistema generale di scambio (Morishima 1973, 1974), e la sua "teoria della tendenza alla caduta del tasso di profitto" (Bowles 1981, Okishio 1961). Come ha fatto notare Michio Morishima (1974), Marx non ha risolto gli eccezionali problemi teorici dei suoi giorni, ma piuttosto i problemi previsti che in seguito sarebbero stati affrontati matematicamente.

 La moderna economia pubblica, la concezione dei meccanismi e la teoria delle decisioni pubbliche hanno anche messo in discussione la nozione - comune tra molti marxisti degli ultimi giorni, sebbene non suggerita da Marx stesso - che la governance economica senza proprietà privata e mercati potrebbe costituire un sistema vitale di governance economica.

 Problemi politici ed economici

Nel 1972, Abba Lerner identificò astutamente uno dei limiti del paradigma neoclassico. Un contratto trasforma "un problema politico in un problema economico. Una transazione economica è un problema politico risolto ... L'economia ha conquistato il titolo di regina delle scienze sociali scegliendo i problemi politici risolti come suo dominio. "(Lerner 1972)

 Se questa è una caratteristica o un bug dipende dal tuo punto di vista. Il dominio della economia-regina non è sembrato troppo angusto perché lo stesso paradigma ha fornito una ragione per pensare che "problemi politici" irrisolti, come la natura incompleta del contratto di lavoro o l'esercizio del potere da parte dei datori di lavoro sui lavoratori, fossero illusioni. Joseph Schumpeter ha sottolineato questo punto: "Ciò che distingue il lavoro dirigente da quello diretto sembra a prima vista fondamentale", ha scritto. Ma, sosteneva, in realtà che la differenza "non costituisce una distinzione economica essenziale ... la condotta del primo è soggetta alle stesse regole di quella del secondo ... e stabilire questa regolarità ... è un compito fondamentale della teoria economica". (Schumpeter 1934)

Perché, ci si chiede, Schumpeter considererebbe questo punto di così eccezionale importanza? La risposta è che se il dispotismo sul posto di lavoro, esplicitato da Marx, fosse accertato, allora l'argomento liberale contro la democrazia economica (“in economia non c'è niente da democratizzare”) è falso.

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 Nota dell'editore: Questo articolo è basato su un'opera più grande dello stesso titolo che sarà pubblicata in giapponese in un numero speciale del Seminario Keizai, edito da Naoki Yoshihara.

 

References

 

-      Alchian, A A and H Demsetz (1972), “Production, Information Costs, and Economic Organization”, American Economic Review 62(5): 777-95.

-      Bowles, S (1981), “Technical Change and the Profit Rate: A Simple Proof of the Okishio Theorem”, Cambridge Journal of Economics 5(2): 183–186.

-      Bowles, S (1985), “The Production Process in a Competitive Economy: Walrasian, Neo- Hobbesian, and Marxian Models”, American Economic Review 75(1): 16-36.

-      Bowles, S and H Gintis (1992), “Power and Wealth in a Competitive Capitalist Economy”, Philosophy and Public Affairs 21(4): 324-53.

-      Coase, R H (1937), “The Nature of the Firm”, Economica 4: 386-405.

-      Gintis, H and T Ishikawa (1987), “Wages, Work Discipline, and Unemployment”, Journal of Japanese and International Economies 1: 195-228.

-      Hart, O (1989), “An Economist’s Perspective on the Theory of the Firm”, Columbia Law Review89(7): 1757-74.

-      Keynes, J M (1925), “Soviet Russia.” Nation and Athenaeum, 17, 19 and 24 October.

-      Lerner, A (1972), “The Economics and Politics of Consumer Sovereignty”, American Economic Review 62(2): 258-66.

-      Mark, K (1867), Capital, Critique of Political Economy, Verlag von Otto Meisner.

-      Marx, K (1939), Grundrisse: Foundations of the Critique of Political Economy, Marx-Engels Institute.

-      Morishima, M (1973), Marx’s Economics: A Dual Theory of Value and Growth, Cambridge University Press.

-      Morishima, M (1974), “Marx in Light of Modern Economic Theory”, Econometrica 4: 611-32.

-      Okishio,  (1961), “Technical Changes and the Rate of Profit”, Kobe University Economic Review 7: 85-99.

-      Samuelson, P (1962), “Economists and the History of Ideas”, American Economic Review 51(1): 1-18.

-      Schumpeter, J (1934), The Theory of Economic Development: An Inquiry into Profits, Capital, Credit, Interest and the Business Cycle, Oxford University Press.

-      Shapiro, C and J Stiglitz (1985), “Equilibrium Unemployment as a Worker Disciplining Device: A Reply”, American Economic Review 75(4): 892-93.

-      Simon, H (1951), “A Formal Theory of the Employment Relation”, Econometrica 19(3): 293-305.

-      Vrousalis, N (2013), “Exploitation, Vulnerability, and Social Domination”, Philosophy and Public Affairs 41: 131-57.

-      Yoshihara, N (2017), “A Progress Report on Marxian Economic Theory and on Controversies in Exploitation Theory since Okishio, 1963”, Journal of Economic Surveys, forthcoming.

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Ma anche Jeremy Rifkin….

Considerazioni sul recupero, mimetizzato e sotto traccia, di elaborazioni marxiane in linea con le precedenti, possono essere svolte in merito alle riflessioni socio-economiche di Jeremy Rifkin. Se si analizza  il suo “ "La società a costo marginale zero: l'internet delle cose, l'ascesa del capitalismo collaborativo e l'eclissi del capitalismo", ci si informa sull'evoluzione delle tecnologie digitali, come l'Internet delle cose e l'economia collaborativa.Nuovi strumenti che  stanno spingendo l'economia verso una nuova fase in cui il costo marginale di produrre e distribuire beni e servizi tende a zero, con il conseguente declino del saggio di profitto, esattamente come indicava Marx.

Il costo marginale si riferisce al costo aggiuntivo necessario a  produrre una ulteriore unità di un bene o servizio, una volta che i costi fissi sono stati sostenuti. Tradizionalmente, l'economia ha funzionato con una struttura di costo marginale positivo, in cui la produzione e la distribuzione richiedono costi significativi anche per ogni unità aggiuntiva.

Tuttavia, secondo Rifkin, le tecnologie digitali stanno cambiando questo paradigma. Con l'avvento di Internet e delle tecnologie digitali, la riproducibilità dei beni e dei servizi è diventata praticamente gratuita o a costo marginale vicino allo zero.

Chi avrebbe ipotizzato, solo qualche decennio fa, la possibilità di comunicare a costo zero con ogni essere umano dotato di un account di posta elettronica?

Rifkin sostiene che questa transizione verso una società a costo marginale zero avrà profonde implicazioni sull'economia, sulle imprese e sulla società nel suo complesso. Egli sostiene che l'economia collaborativa e la condivisione delle risorse saranno sempre più importanti, poiché le persone possono sfruttare le tecnologie per condividere beni e servizi senza bisogno di possederli fisicamente e senza bisogno di (costori) intermediari . Questo potrebbe portare a una maggiore sostenibilità, alla riduzione dei costi e a radicali cambiamenti nei modelli di business tradizionali.

Ci sono, comunque,  implicazioni sociali, politiche e legali che devono essere prese in considerazione quando si affrontano i cambiamenti derivanti da una transizione verso una società a costo marginale zero.

Interessante il suo articolo: à  «Il progresso ha fallito. È ora che inizi l’età della Resilienza» L’ideologia dell’efficienza economica ha divorato il pianeta. Ma comincia ad affermarsi una mentalità diversa, specie tra i giovani, che ha altre priorità. di Jeremy Rifkin. (L’Espresso 28-11-2022)

Ma Rifkin non può dire di aver rivalutato alcune posizioni analitiche di Marx: verrebbe subito censurato! Visto che, ormai (grazie ai coglionazzi di cui alla riflessione 77) marxismo = comunismo.

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°77 (6-6-2023)

Elly e le candeline dell’avvenire.

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Elly &Co hanno scoperto che, vista l’incapacità di elaborare linee politiche e progetti per la società, risulta molto utile adottare principi e metodi del qualunquismo populista: dire, scrivere e fare le cose che il popolino vuol sentire, leggere e vedere. Con l’aiuto di quotidiani blasonati è questa la nuova linea della sinistra che più sinistra, oggi,  non si può..

Qualche esempio recente: Murgia e Saviano sul saluto romano dei comandanti dei reparti in sfilata; Corte dei Conti esclusa dalle verifiche concomitanti  sulla realizzazione dei progetti del PNRR; cacciata di Fazio, Littizzetto e dell’Annunziata dalla Rai; eliminazione dell’assegno di cittadinanza per i poveri; Repubblica dopo il primo turno delle amministrative: “L’onda di destra si è fermata”.

Il fatto è che ormai si è definitivamente confuso il comunismo col marxismo e col cattolicesimo. Non sapendo più che cosa fare per ritrovare una linea politica, i più arditi intellettuali de sinistra si limitano a ripetere che “essere di sinistra significa stare con i più deboli”. Ma questa linea politica non ha nulla a che fare col marxismo. Semmai scimmiotta, con atteggiamento deteriore, il cattolicesimo, neanche la dottrina sociale della chiesa cattolica.

Marx ha indagato il sistema borghese, impostando una visione di classe (semplifico),  e non ha mai individuato come obiettivo lo stare con i più deboli. I quali non sono una classe. Secondo Marx il sistema borghese verrà travolto dalla classe operaia non dai più deboli, cioè disoccupati, sottoproletari, emigranti ecc. Per inciso, dura fu la presa di posizione di Marx contri gli immigrati irlandesi in Gran Bretagna: la creazione di un esercito di riserva avrebbe messo in discussione il livello dei salari degli operai inglesi.  Ma tant’è: rifocillati da Papa Francesco (apprezzato però solo quando conviene)  gli intellettuali de sinistra sono diventati tutti prima cattocomunisti e poi solo catto.

Disgraziatamente per Marx (il cui sistema di analisi della società è ancora valido e –credo - utile) la sua dottrina è stata confusa  con l’attuazione politica pratica che coglionazzi hanno pensato bene di fare: il comunismo (di Stalin, di Pol Pot, di  Chavez o di Enver Oxa) è stato contrabbandato per realizzazione del marxismo. E dopo settant’anni di applicazione di dittature personali ad opera dei profittatori di cui sopra (i quali però sono riusciti a far passare il messaggio che il loro fosse “dispotismo proletario” secondo i canoni marxisti) l’analisi marxiana è stata confusa e ridotta alla semplice  “dittatura del proletariato”, termine neanche coniato da Marx, ma mutuato da un marxista ex militare prussiano emigrato in USA, di cui non ricordo il nome.

A seguito di queste vicende, il “Sol dell’avvenire” si è rifiutato perfino di sorgere. E la sinistra di Elly, senza più ideologia ormai massacrata e snaturata  dal “comunismo”, deve sperare di illuminare la sua politica accendendo “candeline dell’avvenire” con Murgia, Saviano, con saluti fascisti, sulla Corte dei Conti, con Fazio, Annunziata ecc.

Di Marxismo potremo riparlare esplicitamente tra un paio di generazioni, ma secondo la lettura che ne fece Rosa Luxemburg: conquista democratica del potere democratico. 

 

[Continua alla Riflessione n° 78]

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°76 (28-5-2023)

Riscaldamento globale e sue cause

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https://agora.ilsole24ore.com/jacopogiliberto/wp-content/uploads/sites/15/2015/12/temperature-negli-ultimi-10mila-anni-8.jpg

Dal carotaggio dei ghiacci della Groenlandia.Da Journal of Quaternary Science Reviews .

Negli ultimi 10mila anni, il periodo di maggiore riscaldamento risale a 3.200 anni fa  (1200 a.C.). E’ definito Riscaldamento Minoico.

Dopo la temperatura tende a calare, ma sempre in periodo caldo. Risale nel 300 a.C fino al 200 d.C. E’ definito Riscaldamento Romano

Dal 600 d.C.   all’800 d.C. l’ambiente si raffredda con temperatura in calo.

Dall’800/1000  d.C.. inizia un periodo di forte riscaldamento  fino al 1400 d.C. E’ definito Riscaldamento Medievale.

 

Dal 1400 inizia un raffreddamento evidente fino al 1850. Da quel periodo, sempre in ambiente freddo, inizia un aumento della temperatura fino ai nostri giorni. Questo periodo è definito Piccola Glaciazione.

Il  grafico evidenzia come, negli ultimi 10.000 anni, i periodi di notevole raffreddamento siano significativamente più brevi rispetto a quelli (pur con alti e bassi) di notevole riscaldamento. Il più lungo periodo di raffreddamento è quello della Piccola Glaciazione dal 1400 ad oggi. Nel corso della quale, la temperatura odierna è stata raggiunta anche attorno al 1650.

 

 

 

Il grafico che segue evidenzia meglio l’andamento della temperatura dal 1000 ai giorni nostri.

 

Andamento della temperatura dell'ultimo millennio

 

 

Quindi, nessun problema nel riconoscere che il pianeta si sta riscaldando.

I dubbi nascono sulle cause.

Io non ritengo che il riscaldamento sia colpa dell’uomo e dei suoi barbecue, o delle mucche soggette a sorprendenti  soffioni flatulenti. Mentre è vero che l’inquinamento è tutta colpa nostra.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°75 (23-5-2023)

Il primato della “persona”. All’Indice le etnie!

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Con l’ultimo compulsivo intervento del presidente Mattarella, secondo il quale ad avere diritto ad essere difesa è la singola persona e non l’etnia, possiamo dire concluso, perché perfezionato (nel senso che non saprei come andare oltre nell’affermazione e nel primato dell’individuo), il periodo dell’individualismo, imposto - nei fatti - trent’anni fa da Silvio Berlusconi

Comincia ad essere sanzionabile dagli audaci e corretti progressisti anche parlare di “popolo italiano”, di “ cittadini italiani” e genericamente di “Italiani”. Più corretto sarebbe sostituire quei concetti con “chi staziona (stabilmente o occasionalmente)  entro i confini stabiliti (per l’Italia) 77 anni fa, al termine della seconda guerra mondiale”. 

A conferma di quanto detto, ricordo che  su una delle pareti dell’androne della sede del PD, in Via del Nazareno a Roma, è presente un monito per il viandante: il partito è “Dalla parte delle persone”.

Pertanto, conoscendo l’ignoranza dei suoi concittadini, il presidente sa che se, si parla di etnia, si rischia  di accostarsi troppo al termine  “razza”. Per evitare questa contaminazione, si fa un guazzabuglio di concetti tra etnia, razza, popolo, cittadini. Tutti da rifuggire, pro bono delle singole persone. Meglio evitare contaminazioni e straripamenti concettuali, anche a costo di sostenere, con superficiale originalità culturale,  che, in termini di “protezione”, non si possa andare oltre la “persona”. Penso al concetto marxiano di “classe”; ai gruppi etnici minoritari, a quelli linguistici, a quelli religiosi ecc.

Ecco la definizione di etnia del vocabolario Treccani:

etnìa s. f.– In etnologia e antropologia, aggruppamento umano basato su caratteri culturali e linguistici. Spesso usato, nel linguaggio giornalistico, con il significato di minoranza nazionale, gruppo etnico minoritario.

Quindi le caratteristiche che individuano una etnia sono principalmente “culturali e linguistiche”.

Ma, per carità, il termine etnia si sta usando da destra, quindi meglio censurarlo, anche perché gli ignoranti potrebbero facilmente confonderlo con  razza.

Per inciso, la nostra Costituzione si esprime richiamando la  “razza” e non l’ “etnia” (Art.-3).

 

PS. Sarà opportuno cambiare nome all’Etnologia come materia di studio e settore di ricerca.

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°74 (16-5-2023)

L’Intelligenza Artificiale non potrà mai avere intuizioni.

Forse.

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Così come la veniamo conoscendo, l’Intelligenza Artificiale può apprendere, imparare, dominare, organizzare ed elaborare per le sue risposte tutto lo scibile umano. Ma una cosa non può fare: andare oltre quello scibile. Per superare le attuali conoscenze e poterle superare non solo quantitativamente, è necessaria una particolare capacità umana: l’intuizione. Questa permette all’uomo di guardare dentro le cose, oltre le loro caratteristiche sensibili, quindi di superficie e, quindi, affidabili alla ragione.

 L’IA non può quindi “guardare dentro”, “entrare nelle cose conosciute fino a scoprire di esse quanto ancora non è conosciuto dall’uomo. Il processo umano , attraverso collegamenti umorali, creativi e non lineari  e concatenazioni  irrazionali di esperienze razionali.

A tal proposito, ho interrogato Chat GPT sull’intuizione umana.

Tra le altre cose mi risponde che:

“ L'intuizione umana rimane un fenomeno molto complesso e multifattoriale, che coinvolge non solo l'elaborazione dei dati, ma anche l'esperienza, l'emozione, il contesto e la creatività. È improbabile che le IA raggiungano completamente il livello di intuizione umana nel prossimo futuro, ma potrebbero sviluppare capacità sempre più sofisticate che si avvicinano ad alcune forme di intuizione”.

Insomma, l’I.A. non potrà mai esclamare: “Eureka!”.

Forse.

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AGGIORNAMENTO DEL 17-5-2023: Un ulteriore limite della IA.

Perché l’IA possa essere d’aiuto, occorre che le conoscenze umane siano manifestate attraverso documenti, foto, video, registrazioni. Se non esistono tali media, l’IA non può suggerire alcunché. Voglio dire che se – ad esempio – io scopro la pietra filosofale ma non diffondo la scoperta pubblicando documenti scritti, foto, video, registrazioni, la IA non sa nulla della scoperta della pietra filosofale e non può produrre commenti ecc. .

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°73 (9-5-2023)

Ponte sullo stretto: preoccupazioni.

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Ponte sullo Stretto, ecco il progetto | VIDEO, SCHEDE e RENDERING

-à Il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto: si riparte da qui, tutti i dettagli e le immagini con le schede tecniche della grande opera. Di Peppe Caridi 16 Mar 2023 | 19:22

 

Da tremare! Si legge nell’articolo:

 “Quadro geo-sismotettonico – Revisione critica ed aggiornamento con le conoscenze ed i risultati scientifici più recenti (2003-2011) da parte di un team di esperti in geodinamica, geologia strutturale, sismologia, geodesia, geologia marina (La Sapienza – INGV). Confermato che l’allontanamento tra le due coste avviene con velocità inferiore a 0,5 mm/anno (10 cm in 200 anni), ininfluente ai fini della realizzazione del ponte.

• 7,1 magnitudo della scala Richter resistenza al sisma

 

Per l’estensore dell’articolo (dd 16-3-2023) i “risultati scientifici geodinamici più recenti risalgono al 2011”.

Ma nel 2017 si scopre (CNR) che le cause dell’allontanamento della Sicilia dalla Calabria sono dovute al movimento di alcune microplacche con movimenti particolari che sarebbero individuate sotto il mar Ionio e potrebbero portare alla formazione di catene montuose e a rendere sempre più distante la nostra isola dal resto della nazione.

Da newsicilia.it/Catania/scienze: del 2-3-2018:  La Sicilia si allontana dalla Calabria, ing. Palano (Ingv): "Una lingua crostale penetra in profondità nel mantello terrestre" (newsicilia.it)

Spiega  il dottor Mimmo Palano dell’Ingv, Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia di Catania, che in primis ci ha parlato della struttura geologica della zona e dei complessi movimenti geodetici misurati sul nostro territorio.  “La Sicilia costituisce un blocco crostale noto in letteratura come “micro placca Siculo-iblea” – spiega Palano  […] Questo blocco crostale si muove in direzione nord-nord-ovest con velocità di circa 5-6 mm/anno [Nota di MN: : verso la Sardegna], mentre la Calabria e il settore nord-est della nostra isola si muovono verso nord-nord-est [Nota di MN: verso la Puglia]  al ritmo di un centimetro l’anno.[…]       Infine per quanto riguarda il ponte, suggerisco di acquisire nuovi dati geologici e geofisici, al fine di quantificare meglio i tassi di deformazione a cavallo dello stretto”.

Il, 5 giugno 2020, ai microfoni di CityNow è intervenuto il dott. Enzo Siviero: ingegnere, architetto e Rettore dell’Università eCampus che ha dedicato gran parte della sua carriera nella progettazione di ponti e nell’insegnamento delle strutture nella facoltà di architettura dell’Università di Venezia. [ Ponte sullo Stretto, l'esperto a CityNow: 'Vento e terremoti non sono un problema...']

 

Circa il problema dell’allontanamento costante della Sicilia dalla Calabria, il dott. Siviero afferma:

“Questione risolta che va smentita: la Sicilia si allontana di un cm all’anno dalla Calabria. La vita stimata del ponte (prima di ulteriori interventi) è di 200 anni, quindi l’allontanamento delle due terre sarà di circa 2 metri. Facciamo anche 3 per esagerare. I giunti che verranno utilizzati garantiranno spostamenti per 8 metri. Anche in questo caso non ci saranno problemi.”

Ricordo che i progettisti, hanno approntato  un meccanismo che permette al ponte di “estendersi” di circa 8 metri.

 

Questa possibilità  è  tranquillizzante ad una condizione, che gli spostamenti della micro placca Siculo-Iblea siano, quanto a direzione, sempre uguali a quelli di oggi per i prossimi due secoli.

Domanda seria.

Ipotesi di cambio di direzione delle direttrici di allontanamento Sicilia/Calabria.

Se l’allontanamento – per i motivi tettonici e geodinamici  più vari - cambiasse direzione e si organizzasse su una linea divergente rispetto all’attuale (ad esempio la Sicilia di Nord-Est cambia direzione e comincia a spostarsi verso Nord-Nord Ovest come il resto dell’isola invece che continuare verso Nord-Nord Est come la Calabria), il ponte sarebbe in grado di sopportare la torsione risultante?    

Certamente i progettisti avranno valutato le varie ipotesi.

Sostiene Fuxas, che nessuna delle entità interessate o dei professionisti coinvolti (hanno tutti molta fretta di cominciare)  si curi di prevedere le modalità e i costi per la manutenzione. La vicenda del ponte Morandi inaugurato nel 1967 e crollato 50 anni dopo, non ha insegnato molto. L’ultimo ponte di una certa dimensione realizzato in Francia, ha una struttura ed un cemento armato garantiti per 120 anni. Il nostro, con i problemi tettonici che deve affrontare, lo garantiamo per due secoli.

                                               

Per stare più tranquilli, riporto i terremoti intervenuti in Sicilia ed in Calabria  il 6, 7 e 8 maggio 2023. Non riporto lo sciame sismico che sta coinvolgendo Malta (distante da Messina 272 Km.) con magnitudine tra il 2 e il 4, con una scossa del 31-1-2023 pari a 5,6 ed una  del 22-4-2023 pari a                                                                        5,5.

Data e Ora

Magnitudo

Zona

2023-05-08 16:54:19

ML 2.1

4 km SW Crotone (KR)

2023-05-08 16:38:58

ML 2.1

Costa Ionica Crotonese (Crotone)

2023-05-08 16:35:54

ML 3.4

5 km S Crotone (KR)

2023-05-08 16:29:01

ML 3.0

5 km S Crotone (KR)

2023-05-08 15:17:44

ML 2.4

6 km NE Isola di C.Rizzuto (KR)

2023-05-08 05:39:19

ML 3.2

Tirreno Meridionale (MARE)

2023-05-08 05:37:35

ML 2.3

Costa Siciliana nord orientale (Messina)

2023-05-08 04:28:34

Md 3.4

Campi Flegrei

2023-05-07 22:31:32

ML 2.2

Isole Eolie (Messina)

2023-05-07 20:34:13

ML 2.3

Tirreno Meridionale (MARE)

2023-05-07 07:09:08

ML 2.3

Isole Eolie (Messina)

2023-05-06 19:43:53

ML 2.1

Costa Siciliana nord orientale (Messina)

2023-05-06 18:06:27

ML 2.3

Mar Ionio Meridionale (MARE)

 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°72 (3-5-2023)

GPT e problemi di sistema delle relazioni umane.

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Finora abbiamo considerato vera l'ipotesi che l'informatica potesse eliminare molti posti di lavoro (al netto di quelli che avrebbe creato). Hinton ci informa che probabilmente l'informatica sarebbe in grado di far esplodere l'attuale sistema non solo nel settore lavorativo ma in quello generale dei rapporti umani.

Da Il Sole 24 ore: “Nei primi test e in una demo aziendale, GPT-4 è stato utilizzato per redigere cause legali, superare esami standardizzati e costruire un sito web funzionante partendo da uno schizzo disegnato a mano. Nell’intervista al Times, Hinton ha ribadito le sue preoccupazioni riguardo al potenziale dell’IA di eliminare posti di lavoro e di creare un mondo in cui molti «non saranno più in grado di sapere cosa è vero»”.

Sono già disponibili app che possono "trasferire" una persona e farla diventare protagonista - ad esempio - di film porno: basta fornire al sistema  quattro o cinque foto del volto. Altrettanto avanzate, anche se meno precise di quella appena descritta, app che ripropongono audio con la voce di una persona reale.

Che fare?

Il mondo sarà diviso tra coloro che sono in grado di produrre cultura che definirei “nativa” e coloro che devono appoggiarsi al sistema tipo GPT per poter avere informazioni articolate sui vari argomenti? E i rapporti economici come si struttureranno? E quelli politici?

Problemi molto seri.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°71 (21-3-2023)

Ricollocamento migranti nei paesi UE. Come i millesimi di un condominio e obbligatorio.

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Bruxelles è finanziata dai 27 paesi in base a certi parametri. Prima finanziatrice la Germania ecc. Il criterio per la redistribuzione obbligatoria dei migranti, deve essere basato sulla suddivisione in millesimi da annettere a ciascun paese. 

Come in un condominio, ogni appartamento ha tot millesimi che ne individuano la ripartizione delle spese. In ogni settore di interesse UE, dobbiamo procedere con lo stesso criterio, ma cambiando i pesi dei parametri fondamentali. Ad esempio, per l'accoglienza dei migranti si valuteranno: PIL, demografia, caratteristiche industriali, capacità economica, debito pubblico, situazione finanziaria, disoccupazione ecc. Voglio dire che chi ha un manifatturiero molto sviluppato o una agricoltura intensiva,  potrà accogliere più migranti. Chi ha molto sviluppato il settore dei servizi ne potrà accogliere di meno.

Definiti i millesimi per il settore (rivedibili periodicamente) si procederà al conteggio dei migranti entrati in ciascun paese UE. Fatto pari a mille il numero degli ingressi, si valuterà in funzione dei millesimi chi deve accoglierne e chi deve redistribuire. Si procederà quindi di conseguenza, secondo i millesimi: se la UE ha accolto 400mila migranti e in Italia sono arrivati in 200 mila quando ne deve accogliere solo 80mila, i 1200mila in più verranno accolti obbligatoriamente da quei paesi che non sono arrivati al numero prefissato secondo i propri millesimi. In tal modo tutti accoglieranno il giusto numero di migranti, sopportando – in base ai calcoli – lo stesso impegno degli altri paesi.  Inoltre tutti i 27 paesi saranno coinvolti sul problema delle migrazioni dedicando ad esso lo stesso impegno degli altri.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°70 (19-3-2023)

Autovetture. Comparazione di inquinamento ed emissione di CO2.

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Notizia riportata da un TG. Interessante studio su inquinamento ed emissioni di CO2.

Si sono rilevati sia l’inquinamento che le emissioni di CO2 per due vetture, una col motore a scoppio e l’altra col motore elettrico. L’indagine parte dall’estrazione dei minerali per la costruzione dei due mezzi, la loro trasformazione fino alla  loro messa su strada.

A Km. zero, la vettura elettrica è molto più inquinante e produce una quantità di CO2 enormemente superiore, soprattutto per via dei processi di fabbricazione dei 700-900 chili di batterie.

A questo punto la ricerca ha inteso rispondere alla domanda: quanti Km. deve percorrere l’auto a combustione interna, inquinante,  per raggiungere  inquinamento ed emissioni di quella elettrica prodotti fino alla messa su strada? I ricercatori hanno valutato che la vettura old style deve percorrere 100mila Km. per allinearsi ai valori della vettura elettrica. Solo dopo i 100mila Km. l’auto con motore a scoppio comincia ad inquinare complessivamente di più. 

Sarebbe interessante integrare l’indagine con la valutazione dei valori di inquinamento ed emissione di CO2 prodotti dallo smaltimento delle due vetture al termine del loro ciclo di vita, compresi i vantaggi di un possibile recupero di materiali.

 

Monogramma Tric.Riflessione n°69 (11-3-2023)

I furbastri della Banda Bassotti di Dublino

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Migrazioni. Il nuovo parlamento europeo (2024) deve rivedere gli accordi di Dublino.

Ricapitoliamo: in violazione della fondamentale legge del mare che considera la nave che batte bandiera di un paese come territorio di quel paese, gli accordi di Dublino impongono che il primo paese  a cui il migrante mette piede e chiede protezione sia quello di sbarco e non quello di cui la nave "salvatrice" batte bandiera. Questa norma crea una situazione molto grave nei confronti di Grecia, Malta e Italia.

[Per inciso, la Spagna costruì le barriere alla fine degli anni '90. La separazione  è costituita da barriere coronate da filo spinato. Per il progetto, 30 milioni di euro sono stati stanziati dall'Unione europea. Sono state erette due barriere parallele di tre metri di altezza, con posti di vigilanza alternati e camminamenti per il passaggio di veicoli adibiti alla sicurezza. Cavi posti sul terreno connettono una rete di sensori elettronici acustici e visivi. La barriera è dotata di un'illuminazione ad alta intensità, di un sistema di videocamere di vigilanza a circuito chiuso e strumenti per la visione notturna. Una successiva opera d'innalzamento della barriera l'ha portata a sei metri d'altezza, con il consenso dell'agenzia europea Frontex [Wikipedia]

Perché si è creata una situazione insostenibile per Italia, Grecia e Malta? I migranti arrivati in quei paesi attraversando il Canale di Sicilia, una volta sbarcati, possono anche disperdersi in Europa, in genere nei paesi del Nord Europa. Ma se le autorità di quei paesi decidono che non hanno diritto a ricevere protezione, non devono né tenerseli né rimpatriarli riportandoli nel paese di origine. Basta che li riportino nel primo paese UE  di sbarco, secondo gli accordi di Dublino. Quindi in Italia, in Grecia, o a Malta. Comodo, no?!

Ti t’hee capì? 

La Merkel organizzò dei charter per riportare migranti irregolari in Italia.  

Da Rassegne Italia info del 18-6-2019:

.  Merkel ci manda in aereo migranti storditi e sedati. L'ira dei leghisti: "Siamo pronti a chiudere gli aeroporti" -  

Da Il Giornale 11-3-2023:

 https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/non-avete-idea-cosa-accadr-profezia-sui-migranti-che-2125495.html

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°68 (27-2-2023)

Meglio la Schlein

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Non so se Schlein abbia vinto per le truppe cammellate organizzate dai 5Stelle o per decisioni autonome dei simpatizzanti, visto che gli iscritti si sono già espressi a favore di Bonaccini, ma credo che, viste le caratteristiche attuali del PD, sia stata la scelta migliore.

 Il PD non ha più una organizzazione interna adeguata, in grado di operare un controllo del territorio e di concorrere alla definizione della linea politica del partito. Non controlla più  neanche le periferie, lasciate ormai all’attivismo della destra. Bonaccini, uomo d’apparato, avrebbe dovuto iniziare da capo, ricercando momenti di motivazione per iscritti e militanti. Problema forse di impossibile soluzione, almeno oggi. Una conferma di quanto scrivo è per me clamorosa: il gazebo aperto la domenica mattina dal circolo PD vicino casa, nel pomeriggio era stato sbaraccato, non credo per manca di clienti, semmai per mancanza di militanti/volontari.

La Schlein, non essendo del PD, non ha bisogno di apparati, procederà a trasformare il partito PD in movimento PD, sulla falsa riga del M5S. Per questo le basteranno i talk show, cui farà partecipare gente nuova mirante ad inserire nel corpo dei simpatizzanti momenti di curiosità, di  galvanizzazione e di spontaneismo, escludendo i vecchi e logori figuri onnipresenti e, ormai, rompipalle. Pur sapendo di non avere a disposizione molti media: la RAI potrebbe essere ben presto rivisitata dalla Meloni e le reti Mediaset potrebbero subordinare la sua partecipazione alle sue posizioni e ai suoi giudizi espressi sulla situazione dei partiti sia di destra che di sinistra. A meno che le reti del Cavaliere non intuiscano che, con la sua presenza, il PD verrà ridotto al lumicino. In questo senso è illuminante una sua dichiarazione dopo la vittoria: “Sarò un problema per la Meloni!”. Quindi non il PD, ma lei in prima persona. Infine, non so se riuscirà a mantenere il serbatoio costituito dallo zoccolo duro dei vecchi militanti comunisti (ormai in via di estinzione naturale). Alcuni di questi forse emigreranno verso il partito di Marco Rizzo. Certamente spera di riuscire ad interrompere il deflusso verso il M5S di cittadini che si ritengono di sinistra, soprattutto giovani. 

Vedremo di quali compagni di viaggio si circonderà per questa sua avventura: capiremo subito se lei stessa e gli “assistenti” saranno in grado di convincere i cittadini, che seguono i talk show e i social, di saper affrontare i gravi problemi del paese, oltre che proclamarsi in grado di farlo. Almeno virtualmente.  

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°67 (19-2-2023)

Superbonus con i miei soldi! Uno scherzetto tra governi?

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Come vanno le cose! Una volta era il nuovo governo Prodi a dover correggere le cazzate del precedente governo di destra al fine di rimettere in sesto i conti. Oggi le cose si sono invertite: è il governo di destra a dover correggere le cazzate disastrose dei precedenti governi, quello giallorosso (M5S+PD) e quello del tecnico della provvidenza (Mario Draghi).

Passi per i 5Stelle, ma non è credibile che il PD né Draghi si siano resi conto del disastro che le loro normative  avrebbero provocato sui conti pubblici. Da sabino diffidente ritengo: o  che avessero l’assicurazione dalla UE  che – finché in sella il governo Draghi -  non avrebbe imposto di considerare il buco generato  come debito pubblico o (opzione meno probabile) che il tecnico della provvidenza non si sia accorto delle potenzialità esplosive del meccanismo. Infatti, Draghi se ne rese conto: in una prima stesura, la finanziaria 2022 prevedeva l’introduzione di un limite Isee a 25mila euro per poter accedere alla regalia del superbonus. Di fatto quel limite, inserito per i gonzi (Corte dei Conti? UE? Tecnici) è stato cancellato. Ma di questo, il miglior tecnico della provvidenza in circolazione non si è reso conto. Per cui tutto l’ammanco e i gravissimi problemi creati a famiglie ed aziende edili dovranno essere gestiti dal governo Meloni. A giugno 2022  se ne accorse anche la Corte dei Conti che evidenziò il calo di gettito fiscale e gli effetti distorsivi del meccanismo

Per inciso, In un incontro tra amministratori pubblici italiani e tedeschi, spiegavamo i meccanismi del superbonus. I Tedeschi non approfondirono, si limitarono ad osservare seccamente che una normativa del genere sarebbe stata subito cassata dalla loro Corte dei Conti.

A proposito: la Corte dei Conti, chi era costei? Solo a giugno 2022 si accorge del problema?

 

25-6-2022 Il Sole 24 Ore. Superbonus, la Corte dei conti boccia il 110%: «Incentivo distorsivo»   Il sistema di incentivi e   detrazioni è «un elemento di distorsione del prelievo», E la fatturazione elettronica ha portato a risultati inferiori rispetto a quanto previsto di Gianni Trovati.

8-11-2021 fiscoconsulting.it SUPERBONUS 110, cambia tutto. Nessun limite Isee per ville e villette (fiscoconsulting.it) 

10-12-2021 Investireoggi. Proroga Superbonus 110. Salta il limite ISEE, nuove indicazioni da Draghi (investireoggi.it)

18-2-2023  SKY TG24. Bonus edilizi, il governo convoca anche Abi, Cdp e Sace domani a Palazzo Chigi | Sky TG24

 

AGGIORNAMENTI DEL 20-2-2023

20-2-2023. ANSA.  VERTICE SUL SUPERBONUS. Abi, Cdp e Sace dal governo
Ance: 'Risposte rapidissime'. A Palazzo Chigi, in rappresentanza dell'esecutivo, ci sono il sottosegretario alla presidenza Mantovano e i ministri Giorgetti, Urso e Pichetto

Vedremo che cosa chiedono alla CDP. Ricordo che la CDP raccoglie e gestisce  il risparmio degli italiani espresso in Libretti Postali (sic) e Buoni Postali Fruttiferi (risic). Di “postale”  hanno solo la raccolta e  il collocamento, ma la Cassa approfitta della considerazione che Poste Italiane ha nell’ambito dei piccoli e medi risparmiatori. Non vorrei che le cazzate di Conte e Letta (per tacer del “non cale” di Draghi)  le paghino i nostri cittadini titolari di Libretti e BPF.

 

11-2-2022  TGCom 24  Superbonus, Franco: truffe tra le più grandi mai viste

Ma  Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze del governo del tecnico della provvidenza che più tecnico della provvidenza non si può, dov’era?

 

20-2-2023 MSN:COM. Superbonus, Cottarelli e il coraggio dell’onestà: “Meloni ha fatto una scelta giusta” e le va riconosciuto. Franco Locatelli

Cottarelli è persona degna. Ancora non riesco a spiegarmi la castroneria commessa da Matteo Renzi il quale, dopo averlo incaricato di elaborare una spending review di ampio respiro, lo ha giubilato ed ha  accantonato il suo lavoro. A mio avviso quello è stato l’inizio della fine di Renzi. Il successo gli stava dando alla testa.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°66 (1-2-2023)

Auto elettrica. Non piace agli Italiani, ma  avremo colonnine di ricarica sovrabbondanti.

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Il motore a combustione interna, brevettato nel 1853 da due lucchesi, Barsanti e Matteucci e sviluppato da Daimler oltre venti anni dopo, andrà in pensione dopo circa 180 anni. Il motore elettrico avrà una vita di circa 30 anni. Fra due o tre lustri verrà soppiantato dal motore a idrogeno. Nonostante ciò, costruttori e governi impongono al mondo di adottare il motore totalmente elettrico, anche se avrà vita brevissima se paragonata a quella del motore a scoppio. I Cinesi, praticamente monopolisti nel settore delle batterie, ringraziano.

L'attuale tecnologia dell'elettrico impone accumulatori invadenti (peso di 800-900 chili), dalla capacità non esaltante (percorrenze di 400-500 Km), con capacità calante negli anni e durata molto variabile (5-8 anni), soprattutto se si è obbligati a lasciare l'auto in sosta al sole. Trascorsi i quali, occorrerà smaltire batterie di oltre 40 milioni di autoveicoli solo in Italia e di circa 300 milioni in Europa. Quando la tecnologia ci permetterà di dimezzarne il peso, raddoppiarne la capacità e la durata, saremo pronti per il motore a idrogeno. Oltretutto, in caso di incidente, il maggior peso degli autoveicoli causerà danni ben più gravi.

L'andamento delle vendite di auto elettriche vede gli Italiani non particolarmente entusiasti. Siamo praticamente gli ultimi tra i paesi importanti: in Germania, 198.293 nuove immatricolazioni da ottobre a dicembre (+66,1%), seguita dalla Francia che sale del 12,6%; in Italia, invece, si è registrato un calo; - 34,2% Ma stavolta il buon senso non paga: se la propulsione completamente elettrica verrà adottata massicciamente nel mondo, un paese turistico come il nostro sarà comunque obbligato a massicci investimenti per dotarsi di un numero adeguato di punti di ricarica, anche se sovrabbondante rispetto alle nostre esigenze e anche se le colonnine, rese inutili dall'affermarsi del motore a idrogeno, verranno dismesse entro pochi anni. In caso di mancata, scarsa o lacunosa diffusione, molti turisti potrebbero preferire altri paesi dove ricaricare una batteria non costituisca una criticità. Si consideri che le in Italia sono state istallate 36mila colonnine, in Olanda (17,5 milioni di abitanti) 90 mila.

Ringraziamo costruttori e governi comprensivi degli investimenti da fatti dalle aziende. I cittadini devono avere pazienza. Le case costruttrici hanno speso per imporre il motore elettrico: devono rientrare delle spese e guadagnarci un po'. Poi ci verrà offerta l’auto all'idrogeno.

 

25-3-2022 HDMotori. In Italia le auto sono sempre più vecchie: l'età media è quasi di 12 anni.

           Ma non è che gli altri paesi siano messi molto meglio: La media UE è di 12,2.

      https://it.motor1.com/news/631859/parco-cricolante-auto-europa-alimentazioni/ 

Integrazione del 20-3-2023 Colonnine di ricarica in Europa: quante e dove sono nel 2022? - SicurAUTO.it

 

Monogramma Tric.Riflessione n°65 (25-1-2023)

Case green. Iniziativa da condannare, ma un po’ di conoscenza della situazione non guasta.

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Case green. Io sono contrario all’impostazione che è stata data dalla UE. Però occorre mettere in campo, se c'è, un po' di (chiamiamola) capacità analitica e di osservazione.


La Palombelli (e non solo) insiste a dire che le case dei nostri centri storici dovranno mettere il cappottino coibentante. Evidentemente non è mai entrata in una casa in un centro storico di qualche secolo fa. Prima del cemento armato, i muri maestri delle case erano spessi dai 70 cm. ad un metro. Non hanno certo bisogno di coibentazione. Semmai gli infissi delle  finestre vanno raddoppiate o sostituite con quelle a doppi vetri.

Vivo in una casa popolare all'Ostiense (Roma), in uno di quei complessi fatti costruire dal sindaco Nathan negli anni ’10 del secolo scorso. I due muri maestri dei lati lunghi dell'appartamento (di cui uno esterno) hanno uno spessore di 70 cm. Feci mettere i doppi vetri una ventina di anni fa. Io non devo fare proprio nulla. Dei cinque termosifoni di cui è dotato il mio appartamento, viene acceso per qualche ora, la mattina, quello del bagno e, quando fa molto freddo, quello del soggiorno per qualche ora la sera. Gli altri sono perennemente chiusi, compreso quello della camera da letto.

Altra cosa sono le case costruite in cemento armato dagli anni '40.


PS: Devo precisare cha l'appartamento è esposto tutto a mezzogiorno. Chi ha occasione di entrare in casa durante una giornata d'inverno ci suggerisce di abbassare i termosifoni, perché fa troppo caldo. Ma se anche la casa  fosse esposta a nord, il cappottino non servirebbe a nulla perché non apporterebbe alcun vantaggio.

17-6-2021 Huff.Post. Storia di Nathan, il più grande sindaco di Roma. Con Nathan, Roma lasciò l'Ottocento e in pochi anni fu trasformata in una moderna città novecentesca.

 

Monogramma Tric.Riflessione n°64 (21-1-2023)

Il giornale.  Strumento di informazione della prima metà del  scorso secolo.

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Mi sono chiesto: ma quanto vendono i quotidiani nel luogo deputato, cioè in edicola? In altri termini, quanti sono i concittadini che ogni giorno si attivano per “acquistare dal loro giornalaio il loro giornale”?

I dati sono avvilenti. Soprattutto se confrontati con quelli di un paio di lustri fa.

Curiosità. Negli anni ’20 del secolo scorso, il Corriere della Sera aveva una tiratura superiore ai due milioni di copie: le fonti di informazione erano limitate alla sola carta stampata e la radio ancora non aveva una diffusione tale da poter competere con l’informazione dei quotidiani. Negli anni ’90, Il Corriere della Sera e La Repubblica competevano con tirature superiori alle 700mila copie.

21-11-2022 Affari Italiani.  Il Domani, chiude l'edizione cartacea? La smentita del direttore Feltri. De Benedetti vorrebbe lasciare le edicole e tenere esclusivamente la versione digitale del quotidiano. Selvaggia Lucarelli: "Voci arrivate anche a me"

 

Ecco i dati relativi  ad alcuni quotidiani.

Fonte: https://www.blitzquotidiano.it/

Quotidiani
nazionali

Copie vendute

 in edicola  9/2022

Copie vendute

in edicola 9/2021

Copie vendute
in edicola 12/2015

Vendite
dicembre
2014

Vendite
dicembre
2013

Vendite
dicembre
2012

Il Corriere d. Sera

150.774

154.117

213.001

236.049

263.530

304.764

La Repubblica

88.388

103.318

216.890

244.123

279.259

329.176

La Stampa

68.027

69.166

139.387

153.671

172.856

192.774

Il Giornale

30.035

33.695

71.615

84.760

96.149

104.643

Il Sole 24 Ore

23.850

29.341

87.027

96.883

115.994

130.692

La Verità

26.775

26.379

 

 

 

 

Il Fatto Quotidiano

24.456

24.645

35.152

37.576

45.803

46.002

Libero

20.475

20.558

33.886

35.973

43.596

50.979

Italia Oggi

6.490

6.930

27.028

26.875

33.902

41.603

Avvenire

5.337

5.238

21.950

20.866

21.285

20.445

 

Monogramma Tric.Riflessione n°63 (15-1-2023)

Alimentazione e civiltà.

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15-1-2023 AGI. La dieta mediterranea è la migliore mondo, ma è "sotto attacco". Esplosione dei costi di produzione, cambiamento climatico e etichette "terroristiche" minacciano la tenuta del sistema di alimentazione più salutare per il cuore ed è stata associata a una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo

 

11-1-2023 ANSA. Vino: ok Ue a etichetta Irlanda con avvertenze sanitarie. Roma, Parigi e Madrid contrarie: 'Ostacolo al mercato interno'

 

Sosteneva Paracelso, intelligente prima ancora che uomo di buon senso: “Per l’uomo tutto è veleno. Dipende dalla dose”. Dopo quasi sei secoli, i barbari del Nord ancora non ci sono arrivati.

Ricordate quando Guzzanti-Funari chiamava Helmut Khol per sapere se la Germania ce l’avrebbe fatta ad entrare nell’euro?

“Pronto… scusa Ermu..  te volevo chiede: secondo te ‘a Germania ja’a fa o gna’a fa? Ah… ma che stai a magna’? Hai magnato. Ch’hai magnato? Ah.. i briuste.”

Se i barbari del Nord preferiscono “magna’ i briuste  mangino i briuste. E’ inutile insistere. E’ una questione di civiltà e non ci saranno insegnamenti che tengano. Lasciamoli tranquilli a gustare  i loro salamacci!

 

Mi raccontava la responsabile (nonché cuoca) di un agriturismo vicino Deruta, che il novembre precedente aveva avuto a pranzo - nel loro giorno del ringraziamento - un gruppo di americani. Non chiesero particolari piatti, ma, dopo alcuni piatti umbri,  lei si presentò con due tacchini ripieni, in onore degli ospiti. I quali rimasero sorpresi sia per l'omaggio della signora che, soprattutto per la qualità della portata. Coinvolgendo la "cuoca" si misero quindi a parlare della cucina e dell'attenzione che in Italia si poneva circa il mangiare. La signora spiegò di aver letto e riflettuto sulla ricetta del tacchino ripieno, alla quale però aveva apportato due piccole varianti che, evidentemente avevano avuto successo. La piacevole conversazione fu interrotta bruscamente dal commento di uno dei commensali il quale, con una punta di astio, informò la nostra cuoca (e ricordò ai connazionali) che in America, le signore non "avevano tempo da perdere in cucina!"

Ecco chiarita la differenza di civiltà: noi mangiamo secondo l'esperienza e le invenzioni secolari di chi vede la cucina come un laboratorio alchemico  e inventa e prova varianti per il solo piacere di migliorare quello che porta in tavola, proprio come un alchimista alla ricerca della pietra filosofale. Non a caso il procedimento operativo in cucina ha lo stesso nome di quello dallo speziale e, oggi, dal farmacista: ricetta. E molto spesso si ricavano eccellenze da prodotti poveri ( o rifiutati dai consumatori o invendibili). Basti pensare alle ricette ricavate - con grande intelligenza e sapienza - da prodotti quasi di scarto. A Roma è sufficiente ricordare la coda alla vaccinara, la pajata.  E che dire della poverissima focaccia ligure che, grazie agli alchimisti genovesi,  ha raggiunto vette sublimi partendo semplicemente da acqua, farina, sale e olio, con la semplice aggiunta dei profumi del posto e farcibile, sia calda che fredda,  a piacere? E della pizza napoletana?

Questa è quindi la differenza tra civiltà e barbarie: nelle nostre cucine operano da secoli alchimisti (uomini e, soprattutto, donne). Nella cucina dei barbari, dove si perderebbe tempo, sono dominanti le salutari scatolette e i relativi apriscatole, magnifici nella loro variante elettrica.

 

Quanto al vino, visto che i ns. esportatori  in Irlanda devono cambiare etichetta, inventiamo etichette con immagini e scritte  ironiche, tipo fumetti, che prendano per il culo gli Irlandesi. Tipo, Tex Willer che esclama: "Vino rosso non avrai il mio scalpo!"

Se le etichette si rinnovano e cambiano spesso,  potrebbero creare una moda da collezione. E regaleremo loro anche l'album per raccoglierle...

Se poi i barbari del Nord pensano di risolvere i loro problemi di alcolismo con iniziative da stato etico, tanto paternalistiche quanto false e diseducative, sbagliano: Non con la sola comunicazione (sbagliata) risolvono i problemi dei loro concittadini dediti all'alcol, ma con informazione corretta ed educazione fin nelle scuole.

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°62 (14-1-2023)

Cambiamenti climatici e azioni dell’uomo

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Ricordate quando, oltre 40 anni fa, scoprimmo il buco dell'ozono? La colpa fu annessa quasi immediatamente alle attività umane. Nel caso specifico, fu individuato il freon quale causa principale  della distruzione dell'ozono, trasformato in ossigeno: il freon aveva creato un buco nello strato di ozono al di sopra del Polo Sud. Subito al lavoro per sostituire il freon (usato nelle bombolette spray e nei frigoriferi) con un gas  non aggressivo dell'ozono. Il freon fu messo al bando nel 1987.

Tutto a posto, dunque? l'uomo condannato ed il pericolo scampato?

No! Come no?! Abbiamo sostituito – sostenendo notevoli costi - il distruttivo per l’ozono  gas freon prodotto dall'uomo per le bombolette di deodorante e di lacca fin dal 1987 e il problema ancora non è risolto?!

Proprio così. La Nasa ha calcolato che il buco creatosi nel 2021 è tra i più grandi mai osservati e tra i più longevi. Insomma, ogni anno da agosto ad ottobre si crea il buco che poi tende a rimarginarsi nel tempo. A metà anni ’70, molti scienziati sostenevano che sarebbero occorsi  40 anni per veder chiudersi  il buco dell’ozono…..

In conclusione, io credo che abbiano ragione quegli scienziati che considerano l'influenza delle attività umane  non incidere massicciamente  nei cambiamenti climatici. Alcuni scienziati valutano che quell’incidenza non vada oltre il 5 per cento. Al resto pensano i cicli della natura.

 

è https://atmosphere.copernicus.eu/sites/default/files/2022-09/CAMS_ECMWF%20Ozone%20layer%20newsflash%202022_ITA.pdf

 

è https://www.iconaclima.it/salute-del-pianeta/atmosfera/buco-ozono-2021/

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°61 (6-1-2023)

Microcosmo famiglia  e macrocosmo società.

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Mi interrogavo sulle differenze tra l'adolescenza della mia generazione (prima metà degli anni '60) e gli adolescenti di oggi. In particolare mi chiedevo  perché molti ragazzi di oggi si comportino come se la società attuale fosse senza autorità, con la possibilità, quindi, di avere praticamente la man salva (così credono)  su qualsiasi comportamento adolescenziale.

Sono arrivato a questa conclusione (generalizzo per semplicità di analisi): "ai miei tempi" la famiglia riproponeva le strutture gerarchiche della società, con l'individuazione precisa del ruolo dei genitori quale autorità (non interessa in questo momento se quel ruolo era  imposto con autoritarismo o autorevolezza) in grado di gestire le gerarchie familiari con i figli in posizione subordinata da essi normalmente accettata. In altri termini, la famiglia di noi adolescenti altro non era che il microcosmo del macrocosmo rappresentato dalla società. Altro non era che un allenamento al nostro futuro divenire cittadini. Al contrario, gli adolescenti di oggi vivono e crescono in famiglie che, troppo spesso, non sono in grado di fornire la concezione di autorità, tanto meno di offrire loro una educazione utile. Molti genitori, complessati dal fatto che vedono poco i figli, tendono a ricompensare se stessi  con la giustificazione che i genitori devono essere non educatori, ma "amici" della prole. Da troppe famiglie, quindi, i ragazzi che si affacciano alla società non sono "avvisati" che quella società è libera perché si è data delle regole, imposte da chi riveste il ruolo di autorità in grado di farle rispettare. Ritengono quindi che, come i loro "genitori-amici", quell'autorità sia obbligata a riconoscere la loro mansalva in ogni manifestazione sociale: dal comportamento da bulli, alle garrule violazioni delle regole, col solo piacere di violarle, all'insofferenza per ogni inquadramento comportamentale. E si meravigliano se le loro azioni vengono invece sanzionate e gli autori colpiti da penalità: ma come? mio padre mi rassicurava che se mi avessero bocciato a scuola, avrebbe fatto ricorso al TAR, che avrebbe preso di petto il professore se si fosse azzardato a rimproverarmi in classe, a darmi troppi compiti, a mettermi una nota sul registro o a sospendermi per aver bullizzato un compagno di classe ed ora qualcuno vuole sanzionarmi perché con gli amici ci siamo divertiti a prendere di petto l'anziano del quartiere, solitario, impedito e indifeso, o a picchiare chi si azzarda a guardare in un certo modo  la  compagna o il  compagno. Insomma, ho diritto ad avere il Reddito di cittadinanza senza lavorare così come il "genitore-amico" (troppo spesso assente) mi diceva essere un mio diritto avere i 10, 20 o 50 euro  a fine settimana per i miei divertimenti. E per sua assoluzione consolatoria .

Oggi la proiezione del microcosmo famiglia non è più coincidente con le caratteristiche del macrocosmo società.

Pertanto la famiglia non allena più l’alunno e, poi, lo studente alla scuola. La scuola non allena più il cittadino alla società. Ad insegnargli qualche cosa , bon gré mal gré, ci penserà la vita.

A rimetterci sono anzitutto i ragazzi e, di conseguenza, l'intera società.

Si dirà: e allora il '68!? Proprio l'aver assorbito il senso di autorità ci portò a considerare necessario il sovvertimento di quel concetto, prima in famiglia e poi nello stato. Noi pensavamo e volevamo un mondo migliore per tutti, non semplicemente punire gli adulti.

Oggi il massimo del sovvertimento operato dagli adolescenti è gettare una pentola di minestrone su un quadro di Van Gog, tanto per far dispetto agli adulti che non vogliono abbassare la temperatura della Terra.

 

6-1-2023 Il Giornale  "Cinghiate della destra ai nostri figli". L'ultima sparata di Concita De Gregorio. Marco Leardi

                   Illuminante!

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°60 (6-1-2023)

Migranti. I nostri buonisti proprio non ci riescono!

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Stavo riflettendo sulla difficoltà di governare, in Italia,  il fenomeno delle migrazioni.  Questa consapevolezza induce i cittadini a due atteggiamenti contrapposti: alcuni pensano  che comunque tutti i migranti debbano essere accolti, anche se poi sarà molto difficile integrarli; altri ritengono che il fenomeno vada governato scoraggiando la loro partenza fin dai paesi d'origine, anche alla luce del fatto che i paesi UE non hanno alcuna intenzione di accoglierne una parte. Ne è una dimostrazione l'isterismo che ha colpito la Francia per aver dovuto "accogliere" qualche decina di migranti dopo l'unico sbarco di una nave ONG in Francia. L'atteggiamento francese è stato giustificato e “capito” dai nostri "accogliamolitutti" i quali  hanno dato la colpa degli screzi con la Francia all'Italia. Insomma, i buonisti nostrani hanno approvato l'incazzatura della Francia  per una cosa per la quale l'Italia deve giornalmente provvedere, destinare e accogliere centinaia di migranti clandestini traghettati dalle navi delle organizzazioni ONG. ONG che incamerano 3,4 miliardi di euro da Bruxelles anche per i salvataggi dai marosi di sopravvissuti da naufragi a pagamento. 

Sono anni che gli "accogliamolitutti" tacciano di razzismo, fascismo, nazismo, qualunquismo coloro che vorrebbero governare il fenomeno. Per questo non se la sentono di rivedere le loro valutazioni e adottano tre atteggiamenti autoassolventi. 

1) Si limitano a considerazioni esclusivamente quantitative: che volete che siano 100mila ingressi l'anno per un paese come il nostro di quasi 60 milioni di abitanti, oltretutto con un bilancio demografico negativo? Però, ancora una volta, si limitano a valutazioni quantitative: emigrano 120mila Italiani ed entrano 104 mila migranti. Si guardano bene dall'informare (e forse informarsi) che vanno via nostri laureati (medici, architetti, ingegneri, ricercatori ecc.) ed entrano migranti che, essendo poco o nulla qualificati, andranno ad ingrassare la malavita (spaccio e prostituzione)  e - quando va bene - il caporalato. 

2) Si autocensurano sulla qualità della nostra capacità di accoglienza e di integrazione  e cassano dalla loro vita quanto accade ai migranti dopo lo sbarco, soprattutto non vogliono sapere quanti miliardi di euro paghiamo agli "accoglienti" prelevandoli dall'Erario. 

3) Infine, fanno finta (mi auguro) di non capire la differenza tra numero dei  “richiedenti asilo”, che possono essere arrivati anche anni prima della richiesta, e numero di immigrati clandestini. Parallelamente mistificano il dato del contributo degli immigrati al PIL nazionale non chiarendo che il contributo stesso è appannaggio degli immigrati regolarmente integrati da anni e non anche di quelli clandestini ed irregolari. 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n°59 (3-1-2023)

Embedded. A loro insaputa?

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A loro insaputa! E' strabiliante come sia stato facile per la casta acquisire come embedded un direttore di giornale come Piero Sansonetti che si autodefinisce "vecchio comunista". Ormai è quasi giornalmente presente nei TG (ore 19) e nei talkshow di Rete Quattro. Ritiene oltretutto di poter aspirare alla direzione dell'Unità quotidiano Lazzaro/comunista fondato da Antonio Gramsci, risuscitato due o tre volte senza mai rispondere alle cure. Al di là dei Caroselli a favore del Cavaliere ("grande statista" che "avrebbe meritato il dicastero della giustizia"), commentando il Qatargate dimostra di aver ben assorbito e riproposto ai gonzi, il concetto di "garantista" così come fatto passare dalla casta: finché non ci sono condanne i politici (a cui si sono subito accodati i grand commis) devono restare al loro posto e - nel caso di specie - la presidente Metsola deve difenderli dai magistrati belgi dipietreschi, invadenti e prepotenti. Da anni, la casta ha convinto i cittadini gonzi che essere garantisti significhi attendere i tre gradi di giudizio per poter decidere la sorte di un imputato. Ha dovuto, però, parallelamente soffocare con cura mediatica professionale, il concetto di "opportunità", nel nostro caso "politica", infamandolo come "giustizialismo". Per chiarire il concetto, ripropongo un esempio: se la baby sitter di vs. figlio è inquisita per pedofilia, che cosa fate? Convincete vostra moglie ad attendere la Cassazione prima di sostituirla o ritenete che sia più "opportuno" sostituirla subito? Dice: ma che c'entrano le sorti di un bambino! Bene! Mentre la baby sitter condiziona le sorti di un bambino, il politico condiziona, oltre all'infanzia del bambino, la sua vita futura, la sua crescita culturale, la società in cui si inserirà come cittadino e lavoratore, la sua famiglia, la vita dei genitori, il loro lavoro, la loro cultura, il loro tempo libero, la salute di tutti, la loro vecchiaia, la loro pensione, la società in cui vivono ecc. Ma i garantisti sono spesso ottusi e dichiarano che fino alla condanna, contro ogni evidenza e contro ogni buon senso di opportunità, il politico (come il grand commis) deve restare al suo posto. La posizione in divenire di Piero Sansonetti è molto interessante e me la sto studiando da tempo.

 

 

 

 

 

 

RIFLESSIONI 2022

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 58 (7-12-2022)

Politica salariale. Chi era costei ?

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E’ da fine 1996 che i sindacati italiani si astengono da politiche di rivendicazione salariale. Da quando, cioè, Prodi impose il "Contributo straordinario per l'Europa" manovra tributaria di 4.300 miliardi di lire (eurotassa) per permettere all’Italia di entrare in Eurolandia. I sindacati aderirono alla raccomandazione di Prodi mirante ad imporre una moderazione salariale per non creare criticità finanziarie al sistema Italia, in un momento tanto delicato.

Da allora, i sindacati non hanno più rivendicato adeguamenti salariali per i lavoratori dipendenti.  E il susseguirsi delle crisi ( 11 settembre, sub prime, Berlusconi e il prime rate ecc.) ha giustificato – ai loro occhi -  questa loro rinuncia. Ne è derivato che, negli ultimi trent’anni, le retribuzioni italiane sono scese dello 0,5 % mentre quelle in altri paesi europei sono aumentate del 30 % in media.

Questa situazione di ristrettezza salariale  ha, tra l’altro, generato problemi di asfissia della domanda interna, non in grado di sostenere i consumi e tutto il sistema produttivo. Proprio nel momento in cui, nei grandi paesi della UE la domanda aggregata interna era in grado di adeguarsi all’offerta sostenendo l’intero sistema economico.  Non a caso, in Italia, le positività del settore dell’offerta sono tutte imputabili alle aziende esportatrici. Oggi, oltre alle esportazioni,  ci stanno salvando il settore turistico e, soprattutto, l’estro italico: i nostri imprenditori non hanno bisogno di una organizzazione amministrativa sovraziendale nazionale  che ne tracci le linee di condotta e li supporti soprattutto nel commercio estero. Come abituati da sempre, inventano azioni e tracciano vie senza attendere iniziative statali.

Oggi, dopo 27 anni di afonia retributiva, i sindacati scoprono che le nostre retribuzioni sono inadeguate e pretendono dal governo una più incisiva politica fiscale a favore delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti: l’azione governativa sul cuneo è del tutto inadeguata. Anche la Confindustria si inserisce nel coretto sostenendo che il governo avrebbe dovuto avere più coraggio. Non una parola critica con i gli ultimi quattordici governi succedutisi al governo Prodi fino al governo Draghi.  Ma oggi, Confindustria e sindacato riscoprono la politica salariale e ne chiedono conto al governo Meloni.

A parte la restaurazione del sindacato come cinghia di trasmissione dei partiti di riferimento, i cittadini dovrebbero porsi una domanda. Da 27 anni le aziende e tutto il settore dell’offerta non ha dovuto sostenere dispendiose richieste di adeguamenti salariali: i capitali risparmiati dove sono finiti? In azienda, a sostenere l’apparato produttivo? Portati all’estero? Versati nei paradisi fiscali come capitali sottratti al sistema fiscale e produttivo del paese? Insomma che fine hanno fatto quei capitali?

Ricordate le litanie confindustriali a cui si era soggetti circa l’alto costo del lavoro in Italia? Da qualche lustro quelle filastrocche non sono più in cartellone. 

Oggi, invece, i sindacati riscoprono che un capitolo importante del loro essere sindacato  è proprio la politica salariale. E la rispolverano non per chiedere alle aziende nuove iniziative perché salari e stipendi recuperino, ma per mettere in mora il governo. 

Una cosa è sconsolante: oltre a chiedere soldi allo stato, né sindacati, né Confindustria  sanno che cosa fare e come ridarsi un ruolo utile. 

 

 

Monogramma Tric.Riflessione n° 57 (4-12-2022)

MA L’UNIONE EUROPEA NON E’ UNA CUPOLA DI COSA NOSTRA !

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Si grida allo scandalo e si accusa il governo - fregandosi le mani -  di incongruenza e di palese marcia indietro rispetto a precedenti “proclami” contro la UE perché Meloni, da una parte, chiede più Europa nella gestione dei flussi di migranti attraverso il Canale di Sicilia, e dall’altra chiede un minore “interventismo” su materie ed argomenti che possono essere gestiti “meglio”  dai singoli stati.

 Un simile atteggiamento (tanto frettoloso quanto infantile), che condanna il governo per incoerenza visto che chiede più Europa e meno Europa al contempo,  lascia intuire una concezione pericolosa circa le istituzioni dell’Unione  da parte delle forze politiche che in esso si crogiolano. Sembra che considerino Bruxelles alla stregua di una dépendance di  Cosa Nostra, una succursale della Cupola: occorre giurare fedeltà alla Cupola ed attendere, senza chiedere e senza criticare,  i favori che essa può elargire ai fedeli picciotti.Chi non si comporta in tal modo è un sovranista e nemico di Bruxelles. 

Niente di più errato! Soprattutto, niente di più dannoso per le istituzioni europee. La cui attività può essere paragonata a quelle di un sindaco di una città: se prende iniziative giuste, verrà approvato, se la sua azione è carente in alcuni settori, se ne richiederanno interventi più incisivi. Questo è il modo di agire di cittadini interessati alla buona salute delle istituzioni e questo approccio ne manterrà efficace l’azione. 

Non intervenire mai con azioni stimolanti o di critica nei confronti di quanto vanno realizzando  le istituzioni europee, è indice di provincialismo e trascuratezza, non di “adesione ai principi ed ai valori di cui l’Unione è portatrice” che i “sovranisti” minano quotidianamente.

L’Unione Europea non ha bisogno di manifestazioni di fedeltà, ma di membri intelligentemente critici.  

  

 

MonogrRiflessione n° 56 (23-11-2022)

COME CALCOLARE IL NUMERO DI PARTECIPANTI  AD UNA MANIFESTAZIONE A ROMA.

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Anche se un po’ strettini, consideriamo quattro manifestanti per metro quadrato.

Paragoniamo a quella dello  stadio Olimpico le aree dei luoghi abituali di riunione: Piazza San Giovanni e Circo Massimo.

Calcoliamo quante persone possono essere accolte in un’area grande come lo stadio Olimpico:

https://web.archive.org/web/20221208161522im_/https:/www.mauronovelli.it/RIFLESSIONI_file/image011.gifSPALTI: l’attuale sistemazione (seduti) accoglie 72.689 persone, ma nel 1960 (Olimpiadi di Roma) si parlava di 100mila spettatori. Sovrastimiamo: l’area degli spalti può accogliere 110.000 persone.

ELLISSE INTERNA AGLI SPALTI: le misure dell’area sono 180x110 metri (campo: 105x58 metri) Area dell’ellisse= 90x55x3,14= 15.543. Arrotondiamo a 16.000 metri quadri. Calcolando 4 persone a metroquadro, arriviamo 64mila individui. Sovrastimiamo in 65.000 le presenze nell’ellisse interna agli spalti.

Ne consegue che l’area pedonabile dello stadio Olimpico può accogliere 175.000 persone che sovrastimiamo ulteriormente fino a  200.000 presenze.


La foto allegata compara le dimensioni dell’Olimpico con quelle del Circo Massimo e di Piazza S. Giovanni. Sono tratte dalla stessa mappa, quindi sono a parità di scala.

Per il Circo Massimo, si consideri che il lunotto verso la Fao è chiuso al pubblico perché sono in corso scavi archeologici. Il numero di partecipanti dipende infine dalla collocazione del palco, in genere dalla parte opposta agli scavi: più è vicino al lunotto, meno partecipanti avremo.


Quindi, quando si parla di un milione di partecipanti, occorre rimpinzare 5 stadi.

I tre milioni di partecipanti alla manifestazione CGIL-Cofferati (23-3-2002) avrebbero riempito 15 stadi.

I dati vanno comunque accomodati perché, in occasione di eventi molto partecipati, manifestanti sono presenti nelle vie limitrofe ai due luoghi presi  in considerazione.

Manifestaz

 

 

 

MonogrRiflessione n° 55 (6-11-2022)

Ancora sui migranti

Integrazioni del 7, 8 e 10 novembre 2022

 

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Non riproporrò  le mie posizioni sul fenomeno dei migranti, sui naufragi a pagamento per comitive, sulla territorialità implicita di una nave battente bandiera di un paese sovrano,  sul perché si parla di porto sicuro più vicino, sulla incapacità di gestire il fenomeno dell’accoglienza, dimostrata ormai da lustri, da parte dei vari governi avvicendatisi, di sinistra, di destra, di tecnici della provvidenza. Incapacità che dovrebbe suggerire il blocco del fenomeno fino a prova contraria.

https://web.archive.org/web/20221208161522im_/https:/www.mauronovelli.it/RIFLESSIONI_file/image013.gifIntanto ho notato un cambiamento nelle informazioni fornite dai vari TG sul fenomeno. Se in precedenza si informava che “i profughi fuggono da guerre e dai lager libici” oggi si accomoda l’informazione sui “migranti molti dei quali fuggono da guerre e dai lager libici”.

Mi limiterò a fornire alcuni dati. 

La tabella mostra i paesi di origine dei migranti giunti in Italia nel periodo 1° gennaio – 4 novembre  2022

Forse fuggono da guerre i migranti provenienti da Siria, Afghanistan, Eritrea, per un totale di 14.458 su oltre 87mila. Quindi fugge da guerre il 16,6 % dei migranti sbarcati u Italia.

I primi tre paesi non sono in guerra ed  hanno addirittura un fiorente turismo internazionale: quasi 15 milioni verso l’Egitto, oltre 4 milioni di turisti verso la Tunisia. Meno massivo ma presente il turismo in Bangladesh. Perché a Tunisia ed Egitto non si chiede di indicare un porto sicuro? Nei loro porti possono attraccare meganavi con migliaia di turisti a bordo e non un barcone con qualche centinaio di migranti?

Dai primi tre paesi di provenienza,  è giunto il 53,6 % pari a  46.823 migranti,  ben oltre la metà degli sbarcati  che, quindi, non stanno fuggendo da guerre.

Secondo un rapporto dell’ UNHCR di tre o quattro anni fa, circa la metà dei migranti in patria aveva una occupazione. Quindi possiamo affermare che per almeno la metà si tratta di migranti economici.

In Italia, per ogni migrante entrato, il nostro Erario preleva 33 euro al giorno, 990 euro mensili, e li fornisce alla industria dell’accoglienza. Di questi 33 euro, 2,5 possono essere forniti al migrante come argent de poche.

Per avere un termine di paragone, ricordo che:

-        l’assegno sociale per gli Italiani non percettori di reddito è pari a 468,11 euro mensili (13 mensilità);

-        l’assegno sociale mensile di assistenza invalidi è pari a 287,09 euro (13 mensilità);

-        l’indennità di accompagnamento per invalidi civili è di 522,10 euro (12 mensilità);

-        il reddito di cittadinanza è mediamente pari a 600 euro mensili per 18 mesi rinnovabili.

Dati interessanti sui migranti forniti dall’Unicef: https://www.unicef.it/emergenze/rifugiati-migranti-europa/

Proposta: mettiamo in piedi una commissione di buoni cervelli, competenti e colti e di buon senso  che decida quanti migranti il nostro paese, data la sua situazione economica e sociale attuale, può accogliere degnamente ogni anno? Deciso il numero, offriamoci di trasferirli direttamente  dai loro paesi, dalle coste del golfo di Guinea o del Corno d'Africa, dal Bangla Desh o dall’Afghanistan. Evitiamo loro la traversata del Sahara e il vero finto naufragio nel Canale di Sicilia. Resterebbero nelle loro tasche i 6.500-7.500  dollari (calcolo per difetto) che oggi spendono per la traversata del deserto, e per il biglietto del naufragio a pagamento. Raggiunto il numero definito dalla commissione, possiamo chiudere le frontiere.

 

Minigramma  Il PuntO 429. (26-5-2021) Problema delle migrazioni. Considerazioni e proposte.

 

 

Integrazione del 7-11-2022

UNHCR Sul naufragio e sugli interventi di salvataggio. .

A questo link potete trovare un interessante e doveroso approfondimento di UNHCR sui salvataggi in mare. https://acrobat.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:96d2437c-7493-304d-8e85-3f13b635995b

E' evidente che il "naufragio" contemplato è quello della definizione data dalla Treccani:

naufràgio s. m. [dal latnaufragiumcomp. di navis «nave» e tema di frangĕre «rompere»]. – Sommersione o perdita totale di una nave per grave avaria del suo scafo, dovuta all’azione degli elementi naturali, a urto contro un ostacolo o a collisione con altra nave, a incendio o altra causa di forza maggiore (se conseguente ad azione bellica, si parla più comunem. di affondamento): [....] carta di n. (o carta di localizzazione dei naufraghi), carta sulla quale i soccorritori delimitano la zona di probabile esistenza dei superstiti, tenuto conto della posizione della nave naufragata e dei dati relativi al vento e alle correnti che possono aver determinato la deriva e lo scarroccio delle imbarcazioni di salvataggio; diritto di n. (latius naufragii), diritto, invalso nel medioevo e non più vigente, di occupazione sulle cose dei naufraghi. Per analogia, è detto n. (o n. aereo) il sinistro aereo, quando l’aeromobile perduto cada in mare.

Dispiace che nel documento non sia riportata   la data di pubblicazione:

Tra le altre informazioni di interesse riportato dal documento UNHCR mi hanno colpito le due seguenti:

- Il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5)

- Sebbene una nave che presta assistenza possa costituire temporaneamente un luogo sicuro, essa dovrebbe essere sollevata da tale responsabilità non appena possano essere. intraprese soluzioni alternative. (para. 6.13)

 

Integrazione dell’8-11-2022.

Il Diritto internazionale non esiste, essendo semplicemente costituito dall'insieme dei trattati internazionali sottoscritti da un paese. Anni fa, il Giappone ritirò la sua adesione al Trattato sulla pesca alle balene e pesca quello che vuole, senza che nessuno possa dire nulla. E' fondamentale riconoscere che una nave è territorio del paese di cui batte bandiera, tanto che il comandante è anche istituzione civile: celebra matrimoni, funerali, registra nascite, tutte azioni con valenza civile presso il suo paese. Con una furbata la UE ha imposto che per quanto riguarda i migranti, il paese dove mette piede il disgraziato non è quello della nave che lo ha accolto, ma quello del primo  paese di cui calpesta il territorio. Nel frattempo paga la Turchia perché blocchi il flusso via terra dai Balcani. Quindi per la UE il paese che dovrà farsi carico del migrante non è quello la cui bandiera è innalzata dalla nave che lo ha imbarcato, ma quello della prima discesa a terra, dove chiederà asilo. Me se chiede asilo al comandante della nave che lo ha accolto? Forse lo stesso comandante scoraggerà l’iniziativa.

 Ricapitolando: i naufragi non sono naufragi veri ma, con poveracci nel ruolo di comparse alcuni fino alla morte, spettacoli organizzati, tra scafisti (che scelgono i migranti da imbarcare sui gommoni, inserendo qualche donna incinta, minori e qualche malato per gettare fumo negli occhi a chi dovrà controllare) e ONG con la supervisione di Alarm phone che coordina le coincidenze. Ci sono filmati in cui si vedono navi "madre" che lasciano i gommoni nel luogo di appuntamento - senza possibilità di manovra - carichi di poveracci (che però hanno pagato il biglietto). Ci sono filmati in cui, i gommoni, giunti sul luogo pilotati da scafisti, vengono privati dei motori, caricati su navi madre e riutilizzati. L'UNHCR non li chiama più profughi, ma migranti: la metà di quelli sbarcati in Italia proviene infatti da Egitto, Libia e BangklaDesh, con florido turismo e non in guerra, quindi sono migranti economici. Solo il 16% fugge da guerre. L'UNHCR ha verificato che la metà dei migranti lascia nel paese di origine una occupazione lavorativa. E' risibile la giustificazione per la quale "ma che volete che siano alcune migliaia di migranti!". Il problema è continentale e non può essere sottovalutato. Solo dei barbari possono considerare il fenomeno in base alla numerosità con cui si manifestano. Nessuno vuole gestirlo.

Infine, non è vero che il "porto sicuro" debba essere definito dal paesi di SAR o limitrofi. Il porto sicuro è a carico del paese di SAR. Dice l'UNHCR: Il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5).

Quando la Lamorgese ha respinto sette navi con migranti, i guardiani della rivoluzione non hanno detto nulla, dimostrando la loro nullità anche come guardiani, informati secondo convenienza dai superiori.

 

Integrazione del 10-11-2022

Dove quel “i sopravvissuti” fa la differenza tra buona e mala fede.!

 

SARLinee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare .

 

[….]

-        il governo responsabile per la regione SAR in cui sono stati recuperati i sopravvissuti è responsabile di fornire un luogo sicuro o di assicurare che tale luogo venga fornito. (para. 2.5)

Leggi à UNHCR SOCCORSO IN MARE

 

 

 

 

 

 

 


Sar 4 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTEGRAZIONE DEL 10-11-2022:

Interviene anche la UE e bacchetta la Francia.

https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/ocean-viking-ritorsione-francia-stop-trasferimento-3500-2084042.html?fbclid=IwAR2_glUWyojWbFBYMnq6S_-Ls8EexaQRmtjgZ46bJl8He1-yHxIUzlvUR6k

Monogr 

   Riflessione n° 54 (31-10-2022) 

 

Inflazione e cura della BCE attraverso l’aumento dei tassi.

Il governatore Visco lancia alcuni avvisi. Ma non può fare di più.

 

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L’ inflazione da costi (offerta) si combatte soprattutto con una politica fiscale mirata. Peccato che l’Ufficio legislativo di palazzo Chigi abbia fornito a Draghi un testo sbagliato della legge sulla tassazione degli extraprofitti! Però, un presidente del Consiglio che non può fare affidamento sul suo ufficio legislativo... Chissà quanti magistrati lavorano in quell'ufficio a Palazzo Chigi?...... O avranno sbagliato il testo della legge per far fare bella figura alla Meloni che sta per modificarla?

Certamente, c’è il rischio che l’aspettativa di inflazione si trasli nel campo delle preoccupazioni delle famiglie, accettando ulteriori aumenti dei prezzi. Ma vi sembra che oggi l'offerta aumenti i prezzi perché vuole approfittare delle aspettative di ulteriori crescite? Con voci di costo cresciute di due, quattro, sei volte ed oltre (energia) ; con voci di trasporto, di distribuzione, di assicurazione, dei servizi bancari, delle materie prime cresciute altrettanto (si vedano i noli di qualche mese fa: +600%); si ritiene che i produttori, la distribuzione e i commercianti vogliano approfittare delle aspettative? Oltretutto sanno che una quota crescente di consumatori naviga in ristrettezze atroci. Quindi, o aumentano i prezzi per rientrare dei costi o devono chiudere.

E tralasciamo il fenomeno dell'usura in eccellente salute.

Ma che cosa può fare il governatore della Banca d’Italia per informare la BCE che sta sbagliando manovra se non intervenire due volte in pochi mesi in manifestazioni ufficiali per allertare Francoforte  di essere accorta almeno sui tempi di somministrazione della “strana”  cura decisa per combattere l’inflazione importata?

Intervento di Ignazio Visco alla Giornata Mondiale del Risparmio (31-10-2022) organizzata dall’ACRI

[….] Il rialzo dei tassi ufficiali dovrà proseguire per attenuare il rischio che il persistere di un’elevata inflazione causata dal susseguirsi di shock “di offerta” si trasli sulle aspettative di famiglie e imprese, alimentando la dinamica dei prezzi e determinando aumenti più forti delle retribuzioni. Il ritmo di incremento dei tassi e il loro punto di arrivo, tuttavia, non possono essere predeterminati sulla base di proiezioni o scenari precostituiti, che in questa fase hanno una natura puramente indicativa. L’elevata incertezza richiede di procedere in modo graduale, valutando con attenzione l’adeguatezza dell’orientamento monetario sulla base delle evidenze che si renderanno via via disponibili. Non va comunque sottovalutato il pericolo che il deterioramento delle prospettive economiche si riveli peggiore del previsto, rendendo sproporzionato un passo eccessivamente rapido nella normalizzazione dei tassi ufficiali. Si tratta di un rischio di cui il Consiglio dovrà tenere conto nei prossimi mesi, al pari di quello di lasciare che l’inflazione resti eccessivamente alta per troppo tempo.[….]

 

Già il 16 luglio 2022 Ignazio Visco aveva masso in guardia la BCE almeno da un intempestiva accelerazione dell’aumento dei Tassi da parte della BCE:

Intervento del Governatore su  “Inflazione e tassi di interesse a lungo termine” in Analysis: Forum Istituzionale:

[….] La scelta del ritmo di normalizzazione della politica monetaria deve bilanciare due rischi. Nel caso in cui esso fosse troppo graduale, l’inflazione potrebbe radicarsi nelle aspettative e nei processi di fissazione dei salari, rischiando di compromettere la credibilità della banca centrale e rendendo necessaria una correzione della stance con ricadute negative più forti sull’attività economica e sull’occupazione. D’altro canto, se il ritmo di normalizzazione della politica monetaria fosse troppo rapido o il suo annuncio male interpretato, i mercati potrebbero reagire in modo eccessivo e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento potrebbe risultare più forte del necessario, con rischi per la stabilità finanziaria, l’attività economica e, in ultima analisi, la dinamica dei prezzi, che solo da poco è prevista attestarsi al 2 per cento nel medio termine. Se da un lato non vi possono più essere preclusioni all’abbandono della politica di tassi ufficiali negativi, dall’altro ritengo cruciale che, come annunciato, la normalizzazione della politica monetaria continui in modo graduale e con molta attenzione all’incerta evoluzione delle prospettive economiche e delle condizioni finanziarie. Solo in questo modo potremo infatti preservare e consolidare il patrimonio di credibilità che abbiamo costruito nel tempo. [….]

 

 

Monogr   Riflessione n° 53 (31-10-2022) 

Uno dei problemi della sinistra. Forse il più serio.

 

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Se la sinistra di casa farà la stessa fine dei socialisti francesi la colpa è solo in parte  di una dirigenza incapace. Le responsabilità maggiori sono attribuibili a militanti e simpatizzanti infingardi. Sempre pronti a sostenere acriticamente fino all’ultima stupidaggine della nomenklatura, ma preparatissimi a  condannare i compagni di viaggio (parigrado) che azzardano qualche appunto alle decisioni dei dirigenti. E costoro non hanno più preteso che la base sia mobilitata: il partito sopravviveva degnamente per gli aiutini di alte istituzioni embedded, della magistratura embedded, di giornalisti embedded, di burosauri embedded, consolidando le posizioni di dirigenti, col tempo divenuti una concrezione a capo di un  partito che da lustri non ha più bisogno di fare politica.

E gli infingardi hanno fatto da palo ai superiori. Nel controllo di compagni di strada sono prontissimi a tacitarli se solo provassero a sollevare dubbi sulla correttezza o l’utilità degli apparati.  Insomma, sembra che soffrano di invidia nei confronti di quei compagni di base  che, più abituati di loro  a riflettere e ad approfondire i problemi, osano sollevare  critiche più o meno velate alle decisioni dei “superiori”. La reazione degli infingardi è addirittura astiosa verso chi osa ciò che loro non sono in grado di osare. Fino all’accusa di fascismo per chi non arretra dai giudizi negativi sul partito, perché loro, gli infingardi, sanno ben riconoscere un fascista, anche se dissimulato.

Ecco quindi il problema: i dirigenti possono essere cambiati, i neuroni degli infingardi no!

 

 

MonogrRiflessione n° 52 (30-10-2022)  (  --> Torna all’indice )

Uso dei contanti. Ennesima puntualizzazione sul limite imposto e sui prelievi in banca.

 

La decisione di rivedere il limite massimo dell'uso dei contanti sta creando una gran confusione. In molti interventi critici, politici blasonati argomentano sostenendo che la gran parte dei cittadini non ha interesse ad andare in giro con diecimila euro in tasca. Questa critica fa pensare al fatto che l'imposizione di un nuovo limite (diecimila euro) nell'uso del contante sia il massimo che può essere prelevato in banca.

Ribadisco che il limite all'uso del contante è inteso come limite massimo di pagamento in contanti di una singola obbligazione e che per obbligazioni di importo superiore occorre lasciar traccia attraverso l'uso di strumenti tracciabili (assegno, bonifico, pagamento con carta di debito o di credito). Ma io posso - se voglio - andare in giro con 100mila euro in contanti in tasca da sempre, limiti o non limiti imposti al loro uso: se li ho accantonati in decenni di lavoro e, ho sempre pagato le tasse, posso chiedere alla banca dove sono depositati di prelevarli tutti (tutti) in contanti. La banca mi dirà che, per motivi di sicurezza, non potrò ritirarli in unica soluzione ma dovrò farlo in dieci, venti volte. Ma nessuno mi potrà impedire il loro prelievo totale. Molto spesso, bancari solerti provano ad opporsi perché "non si può prelevare più del limite fissato per legge". Basta insistere  di parlare col direttore per sbloccare la situazione: nessuno mi può impedire di ritirare l'intera somma di 100mila euro. Di fronte alla sconfitta, il solerte impiegato mi avviserà minaccioso che "dovrà inviare una denuncia dell'operazione alle autorità di controllo". Gli si risponda che può fare tutte le denunce che vuole, visto che ho sempre lasciato traccia dei miei versamenti e lascerò traccia dei miei prelevanti  e che ho sempre pagato tutte le tasse.

Di fronte ad opposizioni tanto minacciose quanto inconsistenti, dovette intervenire - anni fa - anche l'ABI per sostenere il diritto del correntista a prelevare allo sportello ed in contanti la totalità delle somme che ha in giacenza.

 

21-9-2012 Il ConsigliO n° 75. Ancora “equivoci”  sul problema del prelievo e del versamento di contanti allo sportello.

 

Integrazione del 31-10-2022.

PER I DURI DI COMPRENDONIO.

Il limite fissato si riferisce al pagamento di una singola obbligazione, non ai soldi che posso ritirare allo sportello e che voglio tenermi in tasca.

Faccio alcuni esempi.

Ipotizziamo che il limite sia fissato a 2000 euro.

Se devo pagare 1.500 euro ad un avvocato, 700 ad un idraulico e 500 ad un medico, io posso effettuare tre pagamenti in contanti anche nello stesso giorno. Quindi avrò prelevato 2.700 euro in contanti, anche in unica soluzione, per poter effettuare quei pagamenti. Pertanto, dopo aver prelevato LEGITTIMAMENTE alla cassa i 2.700 euro (rivenienti da miei risparmi e sui quali ho, a suo tempo, pagato le tasse) girerò LEGITTIMAMENTE con quei soldi in tasca e procederò, altrettanto LEGITTIMAMENTE, ai tre pagamenti in contanti.

Se devo pagare al concessionario 2.100 euro per una moto di seconda mano, devo invece effettuare il pagamento con strumenti tracciabili, anche se mi ritrovo in tasca 5.000 euro.

Sono vietati i frazionamenti di una unica obbligazione. In altri termini non posso pagare al concessionario la moto acquistata con 1000 euro in contanti oggi, altri 1000 domani e 200 dopodomani.

Se, a seguito delle mie richieste di prelevamento di contanti, la banca dovesse insospettirsi e ritenere che io sia il noto riciclatore e filoevasore del quartiere, procederà a denunciarmi alle autorità monetarie. Le quali indagheranno sulle mie operazioni e non troveranno nulla di anormale, avendo sempre effettuato operazioni tracciabili, regolari versamenti e prelevamenti e pagate le tasse sui redditi imponibili. La pratica verrà archiviata.

Per concludere.

Tutti accettiamo per vera l'affermazione per cui una mancanza del limite nell'uso del contante o un limite troppo alto favorisce l'evasione fiscale e tacitiamo la ns. coscienza dando le colpe al sistema ed al venditore. A ben riflettere, siamo noi acquirenti che, di fronte alla proposta "100 senza fattura oppure 120 con fattura" permettiamo al venditore di diventare evasore scegliendo la prima opzione.

Quindi, la soluzione non è un limite basso, ma tutto si risolverebbe ponendo l’acquirente in conflitto di interessi, permettendo all'acquirente di scaricare dal reddito imponibile parte di quella fattura.

 

 

Monogr 

Riflessione n° 51 (18-10-2022)  ( --> Torna all’indice)

Nuovo governo: la debolezza delle opposizioni è anche una debolezza del governo

 

Tra le altre, due circostanze rendono particolarmente difficile il lavoro dei partiti di opposizione:

1) La destra è consapevole della irripetibilità dell’occasione in cui si è venuta a trovare, con le forze di minoranza praticamente senza linea politica, inconsistenti e inadeguate. Questo la rende particolarmente “accorta” e attenta a non fare stupidaggini, tipo quella commessa dal Cavaliere che pensava di imporre la Ronzulli con un  semplice esercizio di volontà. Il quale, però,  sembra non aver imparato nulla dal ceffone ricevuto: alla Giustizia va la Casellati: accordo smentito da Meloni, ma megafonato come successo da Berlusconi. Bisogna capirlo: se al Rubi Ter viene condannato prima che la Legge Severino sia messa in condizione di non nuoceregli, torna ad Arcore senza passare dal Via.

2) Mi sembra di aver capito che la Meloni voglia dimostrare a tutti  - in Italia e all’estero - di saper fare bene il proprio lavoro, caratteristica piuttosto rara tra i politici, soprattutto maschi. Dalla squadra di governo pretenderà quindi efficienza, lealtà e buona volontà. Parallelamente mi sembra di capire che deciderà per le soluzioni, secondo lei, più vantaggiose per tutti, senza sfilacciamenti o cedimenti per quieto vivere, che informerà il paese della situazione reale, specie finanziaria, che avvertirà per tempo delle possibilità reali di soluzione dei problemi.

La maggior forza di opposizione, il PD, in assenza di una linea politica in grado di prospettare vie alternative a quelle che il futuro governo proporrà, è alla ricerca di aiuti sul versante quantitativo, l’unico che sa valutare. Se le forze di opposizione non saranno capaci di organizzare un minimo di politiche alternative credibili, al governo verrà a mancare una componente fondamentale perché il suo operato sia messo alla frusta: la concorrenza e la competizione su basi accettabili con le opposizioni. E questa, in un sistema democratico,  è una vera iattura.

          Monogr                     

Riflessione n° 50 (7-10-2022)  ( --> Torna all’indice)

Il PD obbligato ad abbandonare la realtà virtuale in cui si crogiolava.

7-10-2022 Il Giornale Il Pd a pezzi: gli europarlamentari dem votano contro le armi all'Ucraina. Ecco chi ha "tradito" la linea europeista, riavvicinandosi ai 5 Stelle, votando contro il rafforzamento dell'invio di armi durante la plenaria del Parlamento europeo. Bianca Leonardi

Che abbia avuto ragione Renzi quando sosteneva  che, al primo rovescio politico serio, il PD non avrebbe retto sfaldandosi?

Ma la colpa non è solo di una dirigenza inadeguata e spesso incapace. E' infatti mancata al PD la volontà di sentire il polso di iscritti e simpatizzanti che, con le loro critiche e i loro commenti avrebbero potuto instillare qualche dubbio tra i neuroni di molti satrapi circa le politiche attuate. Oltretutto non esisteva più un luogo di raccolta di quei pareri, vista la loro inutilità: a nessuno della dirigenza interessava confrontarsi con chi ancora viveva in una realtà “reale”.

 Per la verità, da tempo, iscritti e simpatizzanti sono risultati affetti da afonia politica promossa e concimata  dall’albagia di cui soffriva tutta la nomenklatura. E aveva ragione chi sosteneva che il PD era ormai diventato il partito di chi non aveva problemi. Comunque, quanti si esprimevano lo facevano come azione di risulta nei confronti delle poche consapevoli voci critiche circa la  "linea del partito" espressa dei dirigenti, per tacitarle e colpirle.

Questi sono i risultati favoriti anche dal fatto che oggi non sono più possibili aiutini istituzionali come negli ultimi due lustri.  

 

Monogr

Riflessione n° 49 (12-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

Scandalo. Meloni. L’Italia proteggerà in UE i propri interessi!

Invece la Francia che non fa passare un gasdotto nel suo territorio per portare metano rigassificato dalla Spagna, che ne processa in sovrabbondanza, perché deve vendere il suo surplus di energia elettrica, non ha atteggiamenti sovranisti? E la Germania ? E l’Olanda? E l’Austria che non vende più legna in attesa che i primi freddi facciano schizzare in alto il prezzo? Non fanno forse i propri interessi? Solo in Italia, finora, abbiamo avuto gli euroinomani, contrabbandati per europeisti. Il loro programma è: se non rompiamo le palle a Bruxelles, gli euroburosauri non romperanno le palle ai nostri governi, anzi li aiuteranno, ma quelli “seri”, cioè i “nostri” non quelli degli altri partiti, sovranisti, fascisti, razzisti, qualunquisti, antimimmolucanisti!

Il programma degli euroinomani è stato finora un po’ nascosto. Ma Emiliano governatore della Puglia,  lo ha esplicitato apertis verbi: la Puglia sarà la Stalingrado contro la Meloni. Finito il programma.

 

MonogrRiflessione n° 48 (8-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

BCE: +0,75% il tasso sull’euro, fissato a 1,75%. Incongruente. A meno che….

 

Con una economia europea bisognosa di flebo finanziarie sempre più consistenti, l’aumento della BCE (+0,75%) che porta il tasso sull’euro a 1,25%, risulta del tutto incongruente. A parte l’economia dell’Olanda, che lucra sul sistema di fissazione dei prezzi del suo gas mutuandoli – speculativamente – dai futures registrati alla cosiddetta borsa di Amsterdam, le economie degli altri paesi risultano asfittiche. La fissazione del prezzo del gas alla borsa dei futures, sta massacrando famiglie ed imprese di quasi tutti i paesi europei.  Finora le flebo hanno immesso nell’economia della UE oltre 280 miliardi di euro. E’ di questi giorni l’annuncio che la Germania aprirà il portafogli per 65 miliardi a favore di famiglie e imprese. L’Italia dovrebbe aggiungere altri 17 miliardi di euro ai 49,5 già stanziati. Le flebo hanno il compito minimo di mantenere in vita aziende e famiglie, integrando – solo in parte – entrate e redditi a fronte delle emorragie causate dal  costo soprattutto dell’energia  E l’aumento del tasso imposto dalla BCE non sarà altro che l’ennesimo aumento dei costi di una delle voci di bilancio più pesanti, per le aziende: il tasso di interesse pagato alle banche sugli affidamenti; per le famiglie: l’aumento delle rate dei mutui e dei prestiti a tasso variabile.

In questa situazione, le cause dell’inflazione europea sono riconducibili all’aumento delle materie prime importate (in testa gas e petrolio) e non da eccesso di domanda, come sta succedendo negli USA. Gli economisti più accorti hanno già evidenziato l’incoerenza dell’aumento dei tassi della BCE, che raffredderà una domanda interna asfittica (ulteriormente mortificata dal massacro dei redditi a seguito del costo dell’energia) , a fronte della correttezza delle manovre della FED, miranti a raffreddare la domanda interna, bollente per eccesso di liquidità. Ricorderete che, in piena pandemia,  le iniziative di Biden per migliaia di miliardi di dollari a favore dei cittadini americani, non hanno mai resa necessaria la loro acquisizione o copertura tramite aumento delle tasse. Si è trattato di dollari stampati dalla FED.

A meno che…..

L’aumento del tasso di riferimento di una valuta, apportato dalla relativa banca centrale, rende più convenienti gli investimenti in quella valuta, proprio perché godranno di una remunerazione  maggiore. Questo creerà maggiori flussi di capitali verso questa valuta ed una dismissione di asset nelle valute concorrenti. Il risultato finale sarà una rivalutazione della prima valuta (per aumento di domanda) ed una svalutazione delle valute concorrenti dovuta alle vendite. Fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio di cambio.

Nel nostro caso, quindi, la necessità della FED di aumentare il tasso sul dollaro (oggi al 2,50%) creerebbe un flusso di capitali da euro a dollaro in assenza di interventi della BCE: il dollaro si rivaluta e l’euro si svaluta, creando svantaggi per le esportazioni e la bilancia commerciale degli USA e vantaggi per le esportazioni e la bilancia commerciale dei paesi di Eurolandia, anche se verrebbe importata inflazione.

A meno che non ci sia un accordo per evitare che Eurolandia si avvantaggi della svalutazione dell’euro rispetto al dollaro. Questo risultato è ottenibile attraverso aumenti del tasso sull’euro apportati dalla BCE paralleli e conseguenti agli aumenti del tasso sul dollaro apportati dalla FED. Solo così si può spiegare quella che, altrimenti, verrebbe considerata una maldestra manovra della Lagarde mirante a raffreddare un ambiente economico già freddino di suo. Comunque ha tenuto a chiarire che”…  La decisione di alzare i tassi di 0,75 punti, ha aggiunto, è stata proposta del capo economista Philip Lane ed è stata presa all’unanimità, sia pure dopo un ampio dibattito alimentato da diversità di vedute sulle dimensioni del rialzo”. Ulteriore notizia: ci saranno altri aumenti. Obiettivi della BCE? Boh!

Si ricorderanno, infine, le lamentazioni irate di Trump contro la Cina perché manteneva basso il valore dello yuan rispetto al dollaro.

Sono curioso di vedere come si sviluppa la vicenda dei rapporti dollaro-euro e quale sarà l’andamento dell’inflazione nei due sistemi economici.

 

Questo è l’andamento del cambio euro/dollaro (oggi in parità)  dell’ultimo mese:

https://web.archive.org/web/20221208161522im_/https:/www.mauronovelli.it/RIFLESSIONI_file/image022.gif 

 

MonogrRiflessione n° 47 (7-9-2022)  ( --> Torna all’indice)

Nuova gestione mondiale. Senza la Cina?

 

7-9-2022 AGI. Il mercato degli smartphone è in crisi. Ma non per i modelli più costosi. Stretti tra i dispositivi più economici e quelli premium, è la fascia media a pagare la crisi. Tengono Samsung e Apple, mentre continuano le difficoltà dei produttori cinesi.  Di Paolo Fiore

 Non era difficile preventivare le difficoltà mercantili  della Cina. Non ha saputo gestire la possibilità di svolgere un ruolo di primo piano nei tentativi di fermare la guerra russo-ucraina. I Cinesi hanno pensato di fare i pesci in barile ritenendo di colonizzare la Russia con i loro capitali e la loro tecnologia e, al contempo, di mantenere intatte le posizioni di mercato acquisite nel mondo, specie occidentale. Ma i popoli dell’Occidente non se la sentono più di affidarsi  a paesi come la Cina, vicina alla Russia e lontana dalla pace, perché ritengono che quanto sta facendo la Russia con il gas, possa essere ripetuto, domani,  dalla Cina per la tecnologia. Quindi, alla larga Russia e paesi ad essa vicini. Credo che si vada realizzando un dominio mercantile assoluto degli Anglosassoni in Occidente. Ma molti, compresi i Giapponesi, alla luce di come hanno impastato le cose Russia e Cina,  ritengono che sia preferibile il dominio USA-GB-CAN-AUS-NZL a quello cinese e russo.

Insomma, la commistione della immagine della Cina con quella russa, che i cinesi non hanno saputo tenere separate, sarà probabilmente letale per Xi: da codominatore del mondo (con gli USA) a dominatore di un pezzetto di Eurasia.

 

MonogrRiflessione n° 46 (30-8-2022)  ( --> Torna all’indice)

Euroinomani e crisi energetica.

Perché in Italia non deve vincere il centro destra.

Più perdura la crisi energetica e più precise e articolate sono le informazioni  che i media sono in grado di fornire ai cittadini.

Siamo venuti a sapere quindi che il prezzo dell’energia elettrica che il consumatore finale deve pagare è quello definito dal più costoso dei sistemi di trasformazione in elettricità. Oggi è il gas. Ne deriva che una società che produce e distribuisce energia elettrica ricavata dal vento definirà il suo prezzo finale come se stesse usando il gas. Questo ha voluto Bruxelles e a questo meccanismo finanziario soggiacciono i cittadini europei. Si tratta del più ingiusto procedimento di formazione del prezzo che gli euroburocrati abbiano mai inventato. Per non scontentare le aziende che producono elettricità tramite gas i e metterle fuori mercato, la UE – paladina a parole del liberismo e del libero mercato, ha inventato il meccanismo più anti concorrenza che quelle aziende potessero sperare. I nostri euroinomani non si resero conto delle conseguenze? Cosa gravissima! Se ne resero conto e accettarono,  tacendo? Cosa ancor più grave e sconcertante. Di fatto, non essendo in grado di articolare alcunché i nostri euroinomani sostengono che la UE è di loro proprietà e guai a governi che (sovranisti!) ne vorrebbero correggere gli errori più marchiani.

Oggi la UE cerca di uscire da questa trappola cercando di eliminare l’allineamento automatico del prezzo finale dell’elettricità venduta  da quello  definito dal procedimento più costoso.

Siamo venuti a sapere che la famosa Borsa del Gas di Amsterdam non è affatto un luogo dove si incontrano domanda e offerta di gas, ma un luogo dove si incontrano acquirenti e venditori di Futures e Options sul gas. Di economico (libero mercato, competizione tra produttori, libero accesso dell’offerta, competizione, pari condizioni imposte dal regolatore  ecc.)  non ha nulla, trattandosi di pure operazioni finanziarie. Questa è la Waterloo per quei paesi solo nominalmente liberisti, che fanno finta di mobilitarsi contro i potentati speculativi finanziari, ma che tengono stretti tra le loro mani i cordoni delle borse di Bruxelles.

Finora nessuno è riuscito ad uscire da questa trappola, la cui stretta potrebbe essere mitigata dalla definizione da parte dei paesi acquirenti del prezzo massimo a cui sono disposti ad acquistare il gas. Ma due sono i paesi che si oppongono “per l’alto senso della comunità a cui appartengono”: la Germania, che ritiene che il price cap potrebbe irritare la Russia tanto da farle cessare le forniture, cosa che sta comunque avvenendo.; e l’Olanda, che da paese produttore ed esportatore di gas sta lucrando miliardi di euro per puri meccanismi finanziari. Per inciso, l’Olanda (17,5 milioni di abitanti) è il diciassettesimo paese produttore di gas e secondo in Europa, dopo la Norvegia (4,5 milioni di abitanti seduti su barili di petrolio e metri cubi di gas).

Bruxelles, in un primo tempo, aveva assecondato Olanda e Germania  rinviando la discussione a metà ottobre (sic!). Poi dopo i colpi sempre più pesanti della crisi è stata costretta ad anticipare a metà settembre. Ora sembra che si discuterà del prezzo massimo il 9 settembre, in una riunione dei ministri dell’economia dei 27. Sempre comunque troppo tardi