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Pongo gli stessi quesiti a sei programmi di I. A. (CHAT GPT, DEEP SEEK, GEMINI, COPILOT, CLAUDE, PERPLEXITY).

Riporto gli elaborati risultanti senza alcuna correzione o integrazione.

 

Vai all’ --> INDICE dei quesiti e delle risposte elaborate.

 

 

Quesito n° 18  del 10-1-2026  

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

SOMMARIO del Quesito n° 18

 

Risponde Chat GPT

RISPONDE GEMINI 1

RISPONDE DEEP SEEK. 1

RISPONDE COPILOT. 1

RISPONDE CLAUDE. 1

RISPONDE PERPLEXITY. 1


 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde Chat GPT.

 

L’affermazione coglie un rischio reale, ma va precisata e argomentata con maggiore rigore.
È vero che i sistemi di intelligenza artificiale vengono addestrati anche su grandi quantità di contenuti presenti sul web e che, se tali contenuti includono un’alta percentuale di fake news, esiste il pericolo che informazioni errate influenzino i risultati. Tuttavia, da ciò non discende automaticamente l’inaffidabilità complessiva della tecnologia dell’IA. I modelli non apprendono in modo acritico singoli contenuti, ma individuano schemi statistici su insiemi molto ampi di dati, spesso filtrati, ponderati e integrati con fonti considerate più autorevoli. Inoltre, l’inaffidabilità non dipende solo dalla presenza di notizie false, ma anche dalle scelte progettuali dei gestori: criteri di selezione delle fonti, tecniche di validazione, aggiornamento dei modelli e supervisione umana. In questo senso, le fake news rappresentano un fattore di rischio serio, ma non una condanna inevitabile dell’IA: il problema centrale non è la tecnologia in sé, bensì la qualità dell’ecosistema informativo e la responsabilità di chi progetta e governa questi sistemi.

 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde GEMINI:

 

Hai centrato uno dei punti più critici e discussi nel campo dell'intelligenza artificiale. La tua osservazione tocca il cuore del principio "Garbage In, Garbage Out" (se inserisci spazzatura, otterrai spazzatura).

Il rischio che l'IA diventi un "eco" delle fake news presenti sul web è reale, ma le aziende tecnologiche utilizzano diverse strategie per mitigare questo problema. Ecco un'analisi di come viene gestita questa sfida:

1. Selezione e filtraggio dei dati

Non tutto il web viene dato "in pasto" ai modelli allo stesso modo. Durante la fase di addestramento (pre-training), i dati vengono sottoposti a una pulizia rigorosa:

  • Fonti autorevoli: Viene dato un peso maggiore a fonti verificate come enciclopedie (Wikipedia), archivi scientifici, testate giornalistiche reputate e libri.
  • Algoritmi di ranking: Vengono usati filtri per scartare contenuti a bassa qualità, spam o testi generati casualmente.

2. Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF)

Questa è forse la fase più importante per la "verità" del modello. Dopo l'addestramento iniziale, migliaia di esperti umani interagiscono con l'IA.

  • Se l'IA genera una fake news o un'allucinazione, l'operatore umano corregge il tiro, istruendo il modello a preferire risposte accurate e basate su fatti.
  • Questo processo aiuta il modello a "capire" non solo la lingua, ma anche quali schemi informativi sono ritenuti affidabili dagli esseri umani.

3. Il rischio del "Model Collapse" (Collasso del Modello)

C'è un problema ulteriore che conferma la tua preoccupazione: cosa succede se il web viene invaso da testi generati da altre IA che contengono errori? Se i futuri modelli venissero addestrati principalmente su dati sintetici (creati da IA precedenti) invece che su dati umani reali, potrebbero iniziare a degenerare, amplificando gli errori e perdendo il contatto con la realtà. Questo è un fenomeno che i ricercatori stanno studiando attentamente per evitare che la tecnologia diventi inaffidabile nel lungo periodo.


In sintesi: l'IA è uno specchio, ma con dei filtri

L'IA riflette la conoscenza umana presente sul web, incluse le sue distorsioni. Tuttavia, non è un assorbitore passivo:

  • Affidabilità: Non è mai assoluta. L'IA va considerata uno strumento di supporto, non una fonte di verità suprema.
  • Responsabilità dell'utente: Rimane fondamentale il pensiero critico umano per verificare le informazioni più sensibili.

Nota: L'inaffidabilità non distrugge la tecnologia, ma ne cambia l'uso: da "oracolo" sta diventando sempre più un "assistente al ragionamento" che richiede supervisione.

 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde DEEP SEEK.

 

questa è un'osservazione molto acuta e importante. L'utente ha colto perfettamente il problema centrale: l'IA impara dai dati disponibili online, e se questi sono inquinati da disinformazione, l'affidabilità stessa della tecnologia è compromessa.

L'utente sembra avere una buona comprensione tecnica di base, forse è un professionista del settore o un appassionato informato. La domanda è formulata in modo chiaro e mostra una preoccupazione reale per le implicazioni pratiche dell'addestramento dell'IA.

La risposta dovrebbe riconoscere la correttezza dell'osservazione, approfondire i meccanismi specifici del problema, e poi offrire sia le sfide che le soluzioni attualmente in esplorazione. È importante non essere troppo tecnicistici ma neanche superficiali, mantenendo un tono equilibrato tra allarme e speranza nelle contromisure.

Potrei strutturare la risposta in tre parti: confermare il problema, dettagliare come le fake news influenzano concretamente l'addestramento, e infine discutere le strategie di mitigazione. Questo flusso logico dovrebbe soddisfare la curiosità dell'utente e fornire una visione completa.

La sua osservazione è assolutamente corretta e rappresenta una delle maggiori sfide e criticità nello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale contemporanea. Questo fenomeno è noto come "Garbage In, Garbage Out" (se entrano spazzatura, esce spazzatura) applicato su scala massiva.

Ecco come il problema si articola e perché è così grave:

1. Il Problema di Base: L'Addestramento su Dati Inquinati

  • Web come Biblioteca Principale: Gran parte degli LLM (Large Language Model) viene addestrata su enormi dataset raccolti dal web (Common Crawl, Wikipedia, libri, articoli, forum, social media). Questo include sia conoscenza verificata che disinformazione, bias, teorie complottiste e contenuti tossici.
  • Assimilazione Passiva: Il modello impara pattern statistici da tutto ciò che legge. Se una falsa notizia (es. "Le vaccinazioni causano autismo") è presente in migliaia di post, blog e articoli, il modello imparerà ad associare quei termini, senza avere la capacità intrinseca di distinguere il vero dal falso.
  • Autorità Illusoria: L'IA tende a presentare le informazioni in modo autorevole e fluido, dando un'impressione di affidabilità anche quando sta riproponendo una fake news imparata durante l'addestramento.

2. Conseguenze Dirette

  • Risposte Plausibili ma Errate: L'IA può generare risposte ben strutturate e convincenti che però si basano su informazioni false.
  • Amplificazione di Bias e Stereotipi: Le distorsioni presenti online (di genere, razza, politica) vengono cristallizzate e riproposte dalle risposte dell'IA.
  • Creazione di "Allucinazioni" Ibride: L'IA può fondere fatti reali con disinformazione, creando narrazioni false difficili da smascherare.

3. Perché è un Problema Sistemico e Gravitante

Non è solo un errore tecnico, ma una minaccia alla credibilità stessa della tecnologia:

  • Crisi di Fiducia: Se gli utenti non possono più fare affidamento sulla correttezza fattuale base delle risposte, perdono fiducia nello strumento.
  • Rischio per Applicazioni Critiche: Se si utilizzasse l'IA in campi come la medicina (diagnosi), la giurisprudenza (precedenti) o l'informazione (notizie), l'inaffidabilità diventerebbe pericolosa.
  • Automazione della Disinformazione: L'IA potrebbe essere usata per generare nuove fake news in massa, inquinando ulteriormente il web e creando un ciclo vizioso per i modelli futuri addestrati su quei contenuti.

4. Le Strategie per Mitigare il Problema (Nessuna è Perfetta)

La comunità dell'IA è consapevole del problema e lavora su più fronti:

1.     Curated Datasets: Pulire e filtrare i dati di addestramento, usando fonti ritenute più affidabili (riviste scientifiche, libri, siti istituzionali). È un processo costoso e soggettivo (chi decide cos'è affidabile?).

2.     Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF): Addestrare il modello con feedback umani per premiare risposte veritiere, utili e innocue.

3.     Tecniche di Fattualità (Factuality) e RAG: Collegare l'IA a banche dati esterne verificabili (Retrieval-Augmented Generation) in modo che citi fonti e attinga a informazioni aggiornate e controllate.

4.     Watermarking e Provenienza: Sviluppare strumenti per tracciare l'origine delle informazioni generate dall'IA.

5.     Valutazione Continua: Sottoporre i modelli a test rigorosi sulla loro propensione a generare disinformazione.

Conclusione

La sua preoccupazione è fondata. L'affidabilità dell'IA è direttamente proporzionale alla qualità e veridicità dei dati su cui è addestrata. Un web saturo di fake news è un terreno di addestramento avvelenato.

La sfida per il futuro non è solo tecnica ("costruire modelli più bravi"), ma socio-tecnica: richiederà uno sforzo collettivo per migliorare l'ecosistema informativo digitale, sviluppare protocolli di addestramento più rigorosi e mantenere un pensiero critico umano come baluardo ultimo contro l'inaffidabilità delle macchine. L'IA non è un oracolo infallibile, ma uno specchio, spesso distorto, della conoscenza (e dell'ignoranza) umana raccolta online.

 

 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde Copilot.

 

È una preoccupazione molto sensata, e in effetti è uno dei temi più discussi oggi nel mondo dell’IA. Però la relazione tra “fake news online” e “inaffidabilità dell’IA” è meno lineare di quanto sembri. Vale la pena distinguere alcuni punti chiave, così da capire dove il rischio è reale e dove invece la tecnologia ha già dei meccanismi di difesa.

🧠 1. I modelli non assorbono il web in modo passivo

L’addestramento non consiste nel “prendere tutto il web così com’è”. I dataset vengono filtrati, ripuliti, bilanciati e controllati.

  • Si eliminano duplicati, spam, contenuti tossici.
  • Si applicano filtri automatici e manuali per ridurre fake news e distorsioni.
  • Si integrano fonti curate (libri, articoli scientifici, documentazione tecnica).

Non è un processo perfetto, ma non è nemmeno un copia‑incolla del web.

🧩 2. L’IA non si basa solo sui dati: conta anche l’architettura

I modelli moderni non “credono” ai dati come farebbe un lettore umano. Funzionano per pattern statistici: riconoscono strutture linguistiche, relazioni, coerenze. Una singola fake news non ha lo stesso peso di migliaia di fonti affidabili.

🛡️ 3. I sistemi di sicurezza e di verifica sono parte integrante del modello

Oltre all’addestramento, c’è una fase chiamata alignment o fine‑tuning, dove:

  • si correggono risposte errate,
  • si penalizzano contenuti fuorvianti,
  • si insegnano regole di comportamento,
  • si integra la capacità di dire “non lo so” o “non ci sono prove”.

È un po’ come avere un filtro editoriale sopra il modello grezzo.

🔍 4. Le IA moderne usano anche il web in tempo reale

Quando serve informazione aggiornata, non si affidano solo alla memoria interna: consultano fonti autorevoli, confrontano risultati, e citano le fonti. Questo riduce l’impatto di eventuali dati distorti presenti nel training.

⚠️ 5. Il rischio esiste, ma è gestibile

Se il web diventasse dominato da fake news, il problema non sarebbe solo dell’IA: sarebbe un problema sociale, culturale e informativo molto più ampio. L’IA rifletterebbe quella distorsione, ma non ne sarebbe la causa primaria.

Il vero punto è che l’IA amplifica ciò che trova:

  • se la qualità dell’informazione migliora, l’IA diventa più affidabile;
  • se peggiora, l’IA deve essere progettata per compensare.

Ed è esattamente ciò su cui si sta lavorando: filtri, verifiche, cross‑checking, sistemi di sicurezza.

 

Come funzionano i filtri anti‑fake news,

I filtri che proteggono i modelli di IA dalle fake news non sono un singolo meccanismo, ma un insieme di livelli che lavorano insieme. Funzionano un po’ come una catena di depurazione: ogni stadio elimina una parte delle impurità, così che il modello finale sia più affidabile.

🧹 1. Filtri sul dataset grezzo

Prima ancora che i dati arrivino al modello, vengono passati attraverso sistemi automatici che cercano segnali di bassa qualità. Questi filtri individuano:

  • contenuti duplicati
  • spam
  • testi generati automaticamente di scarsa qualità
  • siti noti per diffondere disinformazione
  • linguaggio tossico o violento

Sono algoritmi che analizzano pattern linguistici, frequenze, reputazione delle fonti e coerenza interna.

🔍 2. Classificatori di qualità

Dopo la pulizia iniziale, entrano in gioco modelli più sofisticati che valutano la “qualità informativa” dei testi. Questi classificatori stimano:

  • accuratezza probabile
  • coerenza logica
  • presenza di affermazioni verificabili
  • segnali tipici delle fake news (sensazionalismo, contraddizioni, mancanza di fonti)

Non sono perfetti, ma riducono drasticamente il rumore.

🧑‍🏫 3. Filtri umani (curation)

Una parte dei dati viene controllata manualmente da team umani. Questo serve soprattutto per:

  • creare dataset di riferimento affidabili
  • correggere errori dei filtri automatici
  • identificare nuove forme di disinformazione che gli algoritmi non riconoscono ancora

È un po’ come avere editor che controllano la qualità del materiale.

🧠 4. Allineamento e addestramento controllato

Dopo l’addestramento iniziale, il modello viene “educato” tramite:

  • esempi corretti
  • penalizzazioni per risposte scorrette
  • istruzioni su come gestire informazioni incerte
  • preferenze che privilegiano fonti affidabili

Questa fase è fondamentale: insegna al modello a non ripetere ciecamente ciò che ha visto.

🔗 5. Controlli in tempo reale durante l’uso

Quando risponde, il modello non si affida solo alla memoria interna. Ci sono ulteriori filtri che:

  • rilevano contenuti potenzialmente falsi
  • evitano affermazioni non verificate
  • spingono il modello a chiedere chiarimenti o a citare fonti
  • impediscono la generazione di contenuti dannosi o fuorvianti

È come avere un “freno a mano” sempre attivo.

🧭 6. Verifica tramite fonti esterne

Molti sistemi moderni integrano ricerche sul web o database affidabili per:

  • aggiornare informazioni
  • confrontare più fonti
  • evitare di basarsi su dati obsoleti o distorti

Questo riduce ulteriormente l’impatto delle fake news presenti nel training.

 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde Claude.

 

Il ragionamento ha una logica apparente, ma la realtà è più complessa e in parte rassicurante.

È vero che i modelli di IA vengono addestrati su enormi quantità di dati dal web, che includono inevitabilmente contenuti falsi o fuorvianti. Tuttavia, ci sono diversi fattori che mitigano questo rischio:

Curazione e filtraggio dei dati: I dataset di addestramento non sono semplicemente "tutto il web scaricato". Le aziende che sviluppano IA applicano processi di filtraggio per ridurre contenuti di bassa qualità, spam e fonti notoriamente inaffidabili. Vengono privilegiate fonti più autorevoli.

Riconoscimento dei pattern: I modelli linguistici imparano da miliardi di esempi e sviluppano una sorta di "visione d'insieme". Se una fake news specifica circola limitatamente, mentre informazioni corrette appaiono in centinaia di fonti autorevoli con formulazioni coerenti, il modello tende a riflettere il consenso più ampio.

Addestramento post-training: Dopo l'addestramento iniziale, i modelli vengono affinati con tecniche come RLHF (Reinforcement Learning from Human Feedback) che aiutano a correggere comportamenti indesiderati, inclusa la tendenza a ripetere informazioni false.

Il problema esiste comunque: Nonostante questi accorgimenti, hai ragione che le fake news possono influenzare i modelli, specialmente su:

  • Argomenti controversi dove la disinformazione è pervasiva
  • Eventi recenti dove informazioni false si diffondono rapidamente
  • Temi di nicchia con poche fonti autorevoli

Per questo sistemi come il mio utilizzano strumenti di ricerca web per verificare informazioni aggiornate piuttosto che affidarsi solo alla memoria dell'addestramento, e sono progettati per esprimere incertezza quando appropriato.

 

 

 

Quesito n° 18. Poiché l'addestramento dei sistemi di IA è fatto (anche e, in alcuni casi,  soprattutto) con la documentazione presente sul web, se sul web gira un alto numero di fake news, i responsi dell'I.A. i risulterebbero addirittura inaffidabili, causando l'inaffidabilità complessiva della stessa tecnologia della I.A.

 

Risponde PERPLEXITY

 

Le fake news sul web rappresentano una sfida reale per l'addestramento dei modelli di IA, ma non rendono la tecnologia complessivamente inaffidabile grazie a tecniche di mitigazione avanzate. I sistemi moderni incorporano meccanismi per filtrare e bilanciare i dati, migliorando l'accuratezza dei responsi. Di seguito, un'analisi strutturata.

Impatto delle Fake News

Le fake news diffuse online possono infiltrarsi nei dataset di addestramento estratti dal web, portando a "hallucinations" o output fuorvianti nei Large Language Models (LLM), poiché questi generano testo basato su pattern statistici senza verifica intrinseca. Studi mostrano che gli LLM restano vulnerabili a conflitti di conoscenza e variazioni stilistiche nelle disinformazioni. Questo rischio cresce con l'uso di IA generativa per creare contenuti realistici come deepfake.

Tecniche di Mitigazione

Sviluppatori applicano filtraggio dati, fine-tuning avversariale e Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF) per ridurre bias e falsità nei training data. Modelli come BERT superano approcci tradizionali nel rilevare disinformazione in tempo reale, integrando verifica semantica e correlazione con fonti affidabili. Web scraping selettivo e verifiche multi-agente (es. con Wikipedia o NLI) puliscono i dataset, evitando contaminazioni.

Affidabilità Complessiva

Nonostante i rischi, l'IA non risulta inaffidabile: tool di fact-checking AI e ottimizzazioni proattive mantengono alti livelli di accuratezza, specialmente su domini verificati. Quando la minaccia di disinformazione è evidente, il valore di fonti credibili aumenta, e gli LLM imparano a prioritarle. La tecnologia evolve con benchmark come MisBench per testare resilienza.

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Quali misure tecniche riducono le fake news nei dataset di addestramento

Le principali misure tecniche per ridurre le fake news nei dataset di addestramento coinvolgono filtraggio, ottimizzazione e verifiche integrate durante la fase di preparazione dati. Queste tecniche prevengono la propagazione di disinformazione nei modelli di IA come gli LLM. Ecco le strategie chiave.

Curazione e Preprocessing Dati

Applicare preprocessing standardizzato include imputazione di valori mancanti, pulizia di duplicati e rimozione di outlier per eliminare inconsistenze che amplificano fake news. Tecniche di feature selection rimuovono variabili discriminatorie o proxy indiretti di bias, usando analisi di correlazione. Bilanciamento campionamento e normalizzazione distribuzioni assicurano rappresentatività equa senza dominanza di contenuti falsi.

Ottimizzazione e Filtraggio Avanzato

Data optimization crea dataset affidabili tramite adversarial design, filtrando campioni biased e integrando conoscenza strutturata verificata. Metaheuristic algorithms come GWO, PSO o MFWO tunano iperparametri per massimizzare accuratezza nel rilevare fake news durante la costruzione dataset. Weakly supervised learning etichetta dati non supervisionati, combinata con TF-IDF per estrazione feature, riduce contaminazioni.

Tecniche Post-Training e Dinamiche

Knowledge editing corregge errori post-addestramento senza ritraining completo, mentre Retrieval-Augmented Generation (RAG) ancora output a fonti verificate esterne. Fine-tuning avversariale espone modelli a prompt fuorvianti per insegnare correzioni, integrando RLHF per premiare risposte fattuali [ da conversazione precedente]. Queste misure multilayer mantengono resilienza contro evoluzioni della disinformazione.