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Documento inserito il 15-3-2022

Il PuntO n° 439

Debito pubblico e governi della Repubblica.

Nei primi undici mesi del governo Draghi

 il debito pubblico è cresciuto di quasi 107 miliardi di euro.

Mauro Novelli 15-3-2022

 

NB: Nelle statistiche effettuate fino al 15-6-2015, si era considerato il dato di 59.600.000 abitanti; in quelle dal giugno 2015 al giugno 2017 il dato era di 60.795.612.

Dal luglio 2017 il dato al 1° gennaio 2017: 60.579.000 di abitanti.

Da aprile 2018 il dato al gennaio 2018: 60.494.000.

Da marzo 2019 il dato Istat di gennaio 2019: 60.391.000.

Da aprile 2020 il dato Istat di gennaio 2020: 60.317.000

Da luglio il dato aggiornato  Istat di gennaio: 60.244.639

Da gennaio 2021 il dato aggiornato Istat: 59.641.488

Da marzo 2022 il dato aggiornato Istat al 1°-1-2021: 59.236.213

 

 

 Per valutare la tendenza di ogni governo all’aumento del debito pubblico, prendiamo in considerazione il livello del debito alla data delle dimissioni del governo considerato e lo sottraiamo al livello di debito alla data del suo insediamento. Dividiamo quindi questa differenza per la durata del governo espressa in mesi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Ne deriva che l’ultimo governo Prodi, durato in carica 24 mesi dall’aprile 2006 all’aprile 2008, ha generato un aumento del debito di 92,587 miliardi (da 1.576,688 a 1.669,275 miliardi), pari a 3,857 miliardi di aumento medio mensile.

Con Prodi, il debito pro capite a fine mandato era pari a 28.008 euro

 

L’ultimo governo Berlusconi, durato in carica 42 mesi dal maggio 2008 all’ottobre 2011, ha generato un aumento del debito di 261,665 miliardi (da 1.654,737 a 1916,402 miliardi), pari a 6,230 miliardi aumento medio mensile.

Con Berlusconi, il debito pro capite a fine mandato era pari a 32.154 euro.

 

Il governo Monti, in carica da metà novembre 2011, conclude il suo mandato a fine aprile 2013. La sua azione ha generato un aumento di 128,904 miliardi in 17 mesi, da fine novembre 2011 (1.912,389 miliardi) ad aprile di quest’anno (2.041,293 miliardi, ultimo dato fornito da Bankitalia sull’ammontare del debito pubblico), pari a circa 7,5 miliardi di aumento medio mensile, il peggior risultato rispetto a tutti i governi che l’hanno preceduto dal 1996.  Il calcolo preciso imputabile a Mario Monti è di difficile esecuzione perché non abbiamo il valore del debito a metà novembre 2011.

Con Monti, il debito pro capite a fine mandato era pari a 34.250 euro.

 

Il governo Letta, partito a fine aprile 2013 con un debito di 2.041,293 miliardi di euro, conclude il suo governo, a fine febbraio 2014, con un debito pubblico salito di a 2.107,157, con un aumento in 10 mesi di oltre 65 miliardi.

Con Letta, il debito pro capite a fine mandato era pari a 35.354 euro.

 

Il governo Renzi, partito a fine febbraio 2014 con un debito di oltre 2.107 miliardi di euro, arriva a fine novembre 2016 (praticamente a fine mandato), trentatreesimo mese di governo, con il debito a 2.229, 412 miliardi (+122,225  miliardi), in aumento ( + 6 miliardi)  rispetto al dato di ottobre 2016, ma diminuito di 26 miliardi rispetto al picco massimo di luglio (2.255.610 miliardi). 

Con Renzi, il debito pro capite a fine settembre è passato a 36.670 euro; era di 37.101 a luglio, picco massimo. (Per il numero di abitanti, vedi nota iniziale).

Nel 2016, da inizio gennaio a fine novembre, il debito pubblico è aumentato dell’1,6%, passando da 2.193,383 a 2.229,412 miliardi (+ 36,029 miliardi).

 

Il governo Gentiloni, partito a metà dicembre 2016 con un debito (a fine dicembre) di 2.217,693 mld, in calo rispetto al dato di fine novembre 2016 (2.229 mld), dopo 14 mesi – fine febbraio 2018 - passa a 2.286,451 mld. con un aumento medio mensile di 4,9 mld.

Con Gentiloni, il debito procapite a fine febbraio ammontava a 37.796 euro.

 

Il governo Conte 1° parte il primo giugno 2018 con un debito di 2.328,446 (così rivisto da Bankitalia a dicembre 2018). A fine agosto 2019, dopo 15 mesi, il debito pubblico passa a 2.462,623 miliardi, con un aumento medio mensile di 8,9 miliardi.

Con Conte 1°, il debito procapite a fine agosto 2019 ammontava a 40.778 euro.

Popolazione considerata: 60.391.000 (dato Istat al gennaio 2019)

 

Il governo Conte 2° parte il 5 settembre 2019 con un debito di 2.464,088 (così rivisto da Bankitalia a dicembre 2019). A fine gennaio 2021, dopo 17 mesi, il debito pubblico passa a 2.603,128 miliardi, aumentato di 139,040 miliardi rispetto a settembre 2019. L’aumento  medio mensile è di 4,2 miliardi.

Con Conte 2°, a fine gennaio 2021il debito procapite ammontava a 43.546  euro.

Popolazione considerata: 59.641.488 di abitanti (dato Istat di febbraio 2021, aggiornato il 3-2020).

 

Il governo Draghi parte il 13 febbraio 2021 con un debito di 2.607,044 miliardi (dato di fine gennaio). A fine gennaio 2022, dopo undici  mesi di attività, il debito pubblico passa a 2.713,940, con un aumento di 106,896 miliardi.

Col governo Draghi il debito pro capite aveva raggiunto, a fine  gennaio 2022 , i 45.816 euro.

Popolazione considerata: 59.236.213 di abitanti (dato Istat gennaio 2021, aggiornato il 3-2022)

Va rilevato che il picco massimo del debito si è avuto ad agosto 2021 con 2.734,988 miliardi

 

DEBITO DELLE AMMINISTRAZIONBI LOCALI

Col governo Draghi sale a fine giugno 2021 il debito delle amministrazioni locali: da 84,439 di fine gennaio 2021 (fine governo Conte 2)  a 87,957  di fine gennaio 2022 (+ 4,5 %).

Rispetto al debito pubblico totale del periodo, a fine luglio 2021 il debito delle amministrazioni locali risulta pari al 3,24 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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DETENTORI ESTERI

Circa la quota di debito pubblico detenuto da non residenti, col governo Draghi è leggermente diminuita dal 30,0 %  di inizio  febbraio 2021  (782,519 miliardi su 2.607,044), al 29,13 % di fine dicembre 2021 (780,199 miliardi su 2.235,652).

Per quanto riguarda i detentori dei soli titoli del debito pubblico, all’inizio di febbraio 2021 (il governo Draghi nasce il 13-2-2021) su un ammontare complessivo in circolazione di 2.183,358 miliardi, i non residenti detenevano 713,604 miliardi di titoli, pari al 32,7 %. A fine dicembre  2021, su un monte titoli di 2.235,652 miliardi, erano detenuti da non residenti 684,708 miliardi, pari al 30,6 % del totale, in calo di due punti rispetto al dato di inizio febbraio 2021.

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