PRIVILEGIA NE IRROGANTO

Di Mauro Novelli

 

 

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Documento inserito: 21-08-2017

 

Il PuntO n° 354

Drittes Reich (tausend Jahre)  oder Erste Pervitinreich (tausend Tage) ?

21-8-2017

 

I soldati tedeschi drogati con Pervitin (Metamfetamina)

Gli anglo americani drogati con benzedrina (Amfetamina)

I nostri soldati “drogati” con para-metossifenilpropene

Che cos’è il para-metossifenilpropene? E’ il famoso “cordiale” al sapore di anice (anetolo).

Insomma, un goccetto di sambuca e andavi a combattere contro i drogati veri.



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Dal National Geographic: La doppia vita di Hitler.

https://youtu.be/X5f9j-dkLw4

 

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Rachel Cooke “The Guardian”

 

Il 6 ottobre Norman Ohler pubblica “Blitzed” per la “Penguin”, la storia mai raccontata delle droghe usate dal Terzo Reich - nessuna esclusa, cocaina, eroina, morfina e soprattutto metanfetamina - e l’effetto che ebbero sugli ultimi giorni di Hitler.

In Germania lo scorso anno è diventato bestseller ed ora è tradotto in 18 lingue. Per l’autore Hitler era drogatissimo, nei giorni del bunker aveva ormai le vene distrutte. Le fonti usate sono le carte private del Dr Theodor Morell, medico personale del dittatore, e la storia inizia dalla Repubblica di Weimar, quando l’industria farmaceutica tedesca era fiorente, esportava oppiacei e la droga si trovava facilmente per strada.

 

IL BESTSELLER BLITZED

All’epoca, 1930, per Hitler il corpo era un tempio, libero da tossine, nemmeno il caffè doveva contaminarlo. Si diceva che non beveva, mangiava solo verdure e non toccava le donne. Nel 1933 i drogati erano ritenuti “criminalmente insani”, alcuni venivano uccisi con iniezioni letali, altri spediti nei campi di concentramento. Addirittura furono sanzionate le aziende che producevano integratori ed energizzanti.

Tuttavia, il biologo di Hitler, Dr Fritz Hauschild, ispirato dal successo americano della benzedrina ai Giochi Olimpici del 1936, creò il “Pervitin” a base di anfetamina, inizialmente si poteva ottenere senza prescrizione medica. La prendevano tutti, dai ferrovieri alle segretarie. Alle donne era consigliata perché lavoravano meglio e le faceva dimagrire. Fu una specie di nazionalsocialismo in pillola.

 

LA TEMMLER DI BERLINO FABBRICAVA DROGA PER SOLDATI

Chiaramente anche l’esercito ne faceva uso. E’ stata ritrovata una lettera dal fronte del 1939 firmata Heinrich Böll, futuro Nobel, in cui supplicava rifornimenti di “Pervitin” per combattere il nemico più grande: il sonno. Il “Pervitin”, concluse il Dr Otto Ranke, è la medicina perfetta per i soldati esausti.

Si poteva lavorare 50 ore senza sentire la stanchezza, le inibizioni sparivano. Nel 1940, mentre si programmava l’invasione in Francia attraverso le Ardenne, la Wehrmacht ordinò grosse quantità di pillole per l’esercito tedesco e Luftwaffe. Da prendere ogni tre ore, se necessario. L’invasione quindi fu possibile, secondo l’autore del libro, grazie alle droghe. Senza quelle, probabilmente non sarebbe riuscita. Solo così i soldati riuscirono a tenersi svegli tre giorni e tre notti.

 

PERVITIN LA DROGA DEI NAZISTI

La droga era un’arma potente. Nel 1944-45, i tedeschi svilupparono le “U-boat”, sottomarini monoposto da inviare all’estuario del Tamigi, ma come potevano fare i piloti, da soli, a guidare per giorni e notti? Il Dr Gerhard Orzechowski inventò il potentissimo chewing gum alla cocaina, e lo testò prima sui prigionieri del campo di concentramento di Sachsenhausen. L’effetto era terribile. E i piloti tedeschi, chiusi nel metallo, impossibilitati a muoversi e vittime di forti episodi psicotici, dovevano guidare sette giorni pur di sancire la vittoria della Germania.

 

HITLER CON IL DOTTOR MORELL

l Führer intanto soffriva di dolori intestinali e assoldò il Dr Morell, diventando il suo “Paziente A”. Fu lì che iniziò il loro rapporto di dipendenza. Morell partì con il somministrare iniezioni di vitamina, poi ormoni animali, poi “Eukodal”, oppiaceo cugino dell’eroina. Hitler lo prendeva più volte al giorno, combinato con due dosi giornaliere di cocaina. I due parlavano sempre in termini di salute, ma di dipendenza. Così Hitler era un minuto euforico e l’altro fragile e depresso. Mussolini era il “Paziente D” del dottor Morell, gli venivano somministrate le stesse droghe di Hitler e ogni settimana si faceva rapporto sulla sua salute e sui suoi progressi.

 

HITLER MALMESSO

Le fabbriche dove si producevano “Pervitin” e “Eukodal” furono però bombardate, i rifornimenti finirono.

Hitler stava malissimo, si parla di Parkinson ma secondo il libro è chiaro che fosse in crisi di astinenza. Si legge: «Si pensa che il nazismo fosse ordine, invece fu caos totale. La gente sotto metanfetamina stava in quel sistema senza nemmeno pensarci».



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LA STAMPA 09/09/2015

 

Oppiacei e anfetamine, le armi segrete di Hitler

 

In un libro tutte le droghe del Reich: dal Führer ai soldati al fronte

I soldati al fronte assumono soprattutto la metanfetamina Pervitin, del tutto legale, che permette di combattere per giorni e notti.

 

TONIA MASTROBUONI INVIATA A BERLINO



«Ricordatevi di spedirmi tanto Pervitin, la prossima volta. Fa miracoli». Lettera dal fronte di uno dei più grandi scrittori tedeschi del Novecento: Heinrich Böll. Supplica la famiglia di mandargli «tanto» Pervitin. Niente di scandaloso: la metanfetamina va di moda, nella Germania nazista, soprattutto nelle trincee della Seconda guerra mondiale. Una droga travestita da farmaco che mantiene svegli ed euforici per ore e ore. L’ha sviluppata un medico, Fritz Hauschild, strabiliato dagli effetti delle benzedrine sugli atleti americani arrivati a Berlino nel 1936, per le Olimpiadi del Führer. Pazienza se questo micidiale «Crystal Meth» del Terzo Reich rende dipendenti e ha effetti devastanti: il Pervitin si diffonde rapidamente, nel regno degli «invincibili». Lo prendono sportivi, cantanti, studenti sotto esame. La fabbrica di Pervitin inventa addirittura il cioccolatino al Pervitin per allietare le casalinghe.

«La grande euforia»

Quando comincia la Seconda guerra mondiale, la droga si diffonde rapidamente tra i soldati della Wehrmacht. Tanto che l’autore di un libro appena uscito sull’argomento è convinto che abbia avuto un ruolo fondamentale non solo nel Blitzkrieg contro la Francia del 1940, ma anche nel comportamento di Adolf Hitler. «Medici e droghe spiegano molto della struttura interna del nazismo» sostiene Norman Ohler, autore di «Der totale Rausch» («La totale euforia»).

Per il capo dei medici del Reich, Otto Ranke, è «un farmaco militarmente prezioso!». Quando la Germania invade la Francia, Ranke non fa fatica a convincere i generali, tra cui Erwin Rommel, che guidano l’attacco a distribuire Pervitin tra i soldati. Rommel, l’abile generale passato poi alla storia come la «volpe del deserto», conosce il farmaco perché lo usa personalmente. L’attacco della Wehrmacht è notoriamente micidiale: i carri armati procedono a tutta velocità attraverso le Ardenne senza fermarsi mai, notte e giorno, in quattro giorni macinano centinaia di chilometri. A metà maggio del 1940 raggiungono e radono totalmente al suolo l’accampamento militare francese ad Avesnes. I soldati francesi sono sconvolti dallo stato si esaltazione dei loro nemici. Sono inarrestabili. È un blitzkrieg metanfetaminico.

Ma dopo il 1941, scrive Ohler, anche il Führer comincia ad assumere comportamenti che gli storici non sono mai riusciti del tutto a spiegare: Ohler è convinto che siano in parte attribuibili agli stupefacenti. Alla «Süddeutsche Zeitung» ha dichiarato che «ovviamente ciò non solleva minimamente Hitler dalle sue colpe». I risultati della ricerca sono impressionanti.

Metanfetamine, steroidi e altre sostanze vengono iniettate a Hitler 800 volte in 1349 giorni; prende 1100 pillole. Tanto che Hermann Göring soprannomina il medico personale del Führer, Theo Morell, «il maestro delle punture del Reich». Non senza una punta di sarcasmo: i fedelissimi del Führer non amano il suo medico, ne temono il potere. A quanto pare, a ragione. Nel 1945 Hitler è ormai un rottame: gli cascano i denti, poco prima della capitolazione, il 17 aprile, minaccia il medico di morte, mangia zucchero per superare le crisi di astinenza. Ma un episodio della sua tossicodipendenza ha anche segnato il destino dell’Italia.

Nell’estate del 1943, quando Benito Mussolini sembra voler mollare l’alleato tedesco, Hitler lo raggiunge in Italia. Arriva piegato in due dai mal di stomaco. Morell gli inetta un potentissimo oppioide, l’Eukodal. Il Führer si riprende in un battibaleno, diventa euforico, logorroico. Convince il duce a non mollare. La sera, Morell si appunta nel diario che il Führer ha detto che se Mussolini gli resterà fedele è merito suo. Il resto è storia.



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Il Corriere della Sera 9 settembre 2015 (modifica il 9 settembre 2015 | 08:21)

 

LA STORIA

I soldati della Wehrmacht drogati con le metanfetamine

 

Un libro rivela: «I successi dell’esercito? Non ideologia ma doping». Mommsen, decano degli storici del nazismo: «Cambia il quadro generale»

di Paolo Valentino

La Wehrmacht era un esercito di dopati. La formidabile macchina da guerra di Adolf Hitler vinceva grazie alle anfetamine. La tattica rivoluzionaria del Blitzkrieg e l’autosuggestione di essere gli indistruttibili guerrieri della razza ariana non spiegano da sole i successi dell’esercito nazista nei primi anni del conflitto. In realtà un ruolo determinante ebbe l’uso sistematico fra i ranghi di Pervitin, una pillola a base di metanfetamina brevettata nel 1937 da Theodor Temmler e distribuita regolarmente dai medici militari ai soldati.

 

A sfatare il mito dell’armata resa invincibile dall’ideologia e dalla superiorità tecnica, è un nuovo libro che esce oggi in Germania per i tipi di Kiepenheuer & Witsch. In Der totale Rausch. Drogen im Dritten Reich , lo scrittore Norman Ohler, storico per caso, racconta un capitolo poco conosciuto del Terzo Reich. Quello di un regime superomistico dove moltissimi, dalla guida suprema alle casalinghe, indulgevano nell’uso di stimolanti chimici.

 

Partito con l’idea di scrivere un romanzo, una storia di abuso di droga ambientata nella Germania nazista, Ohler ha fatto lunghe ricerche negli archivi di Friburgo e Coblenza. Nella sede della Cia a Washington ha potuto leggere i protocolli degli interrogatori del famigerato dottor Morell, il medico personale di Hitler, che soprattutto negli anni di guerra tenne di fatto il dittatore «sotto siringa», trasformandolo poco a poco in un tossicodipendente. Così, dall’idea del romanzo l’autore è approdato al saggio.

 

Il risultato finale è clamoroso. Perfino Hans Mommsen, decano degli storici del nazismo che ha fatto da consulente scientifico all’opera, riconosce la bontà del lavoro: «La storia del nazionalsocialismo non dev’essere riscritta, ma questo libro cambia il quadro generale» ha detto alla Sueddeutsche Zeitung . Grazie al suo direttore di laboratorio, Fritz Hauschild, Temmler era riuscito a produrre per sintesi la metanfetamina, brevettandola come Pervitin. Ma soprattutto aveva saputo, grazie a una perfetta campagna pubblicitaria, far diventare di moda la pillola magica: eliminava la stanchezza, combatteva la depressione, rendeva euforici, insomma esaltava lo Zeitgeist del nazismo. Ne abusavano in tanti: professionisti, militari, studenti, artisti, impiegati, casalinghe.

 

Quando nel 1939, Hitler invade la Polonia, i medici della Wehrmacht conoscono bene prodotto ed effetti: «Una sostanza di grande valore militare», dice Otto Ranke, capo degli psicologi dell’esercito, nonostante le riserve di alcuni colleghi. I generali non fanno obiezioni: per von Kleist, Guderian, Rommel, distribuire il Pervitin ai soldati insieme alla razione di cibo quotidiana può solo tornare utile ai loro ambiziosi piani d’attacco .

 

E al momento dell’offensiva contro i francesi attraverso il Belgio, la capacità di resistenza delle truppe tedesche diventa fattore decisivo. I reparti motorizzati devono muoversi il più velocemente possibile per aggirare la linea Maginot e inoltrarsi in profondità per prendere alle spalle il nemico. Avanzano nelle Ardenne per 72 ore, senza pause. In 4 giorni i francesi sono annientati. Effetto sorpresa, logistica e superiorità tecnica, certo. Ma come moderni ciclisti, anche soldati dopati in grado di prestazioni sovrumane. «La guerra lampo fu guidata dalle anfetamine», conclude Peter Steinkamp, storico della medicina.

 

Ma come tutte le vittorie col doping, prima o poi i nodi vengono al pettine. Anzi, come scrive Ohler, già nei successi iniziali delle armate hitleriane si celava il germe della catastrofe. Giunse infatti il momento in cui la droga non funzionò più, la dipendenza diventò eccessiva e non ci fu più Pervitin che tenesse nelle lande innevate della Russia o nel deserto nord-africano.

9 settembre 2015 (modifica il 9 settembre 2015 | 08:21)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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Il Giornale 8-11-2016

 

Metanfetamina e svastiche. Così la droga aiutò il Reich

 

Matteo Sacchi - Mar, 08/11/2016 - 08:55

 

Sangue e acciaio. Da sempre i componenti fondamentali della guerra. Ma nelle guerre contemporanee se ne aggiunge almeno un terzo: la chimica.

Se ne è accorto lo storico tedesco Norman Ohler a proposito della Germania nazista. È stato appena tradotto in italiano il suo Tossici. L'arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista (Rizzoli, pagg. 384, euro 22). Ohler racconta come dopo la Prima guerra mondiale uno dei primi settori in cui la Germania riprese rapidamente il suo primato industriale è stato quello farmaceutico. Divenne uno dei principali produttori mondiali di droghe. Ne nacque un mercato fiorente anche se destinato a diventare presto illegale.

Nel frattempo però accaddero due cose: presero il potere i nazisti e vennero sintetizate in Germania le metanfetamine. Un medico tedesco, Fritz Hauschild, alle Olimpiadi di Berlino del 1936, osservò gli effetti della benzedrina sugli atleti Usa. Decise di sintetizzare un equivalente tedesco per la ditta Temmler. Nel 1937 produsse, a prezzo contenuto, la metilanfetamina. Venne commercializzata con il nome di Pervitin. All'epoca nessuno si era preso la briga di studiarne gli effetti collaterali (assuefazione e disturbi del cervello). E la pubblicità si concentrò solo sugli effetti benefici. Capacità di lavoro aumentata, resistenza al sonno, euforia. Venne lanciata una campagna coi fiocchi, ai medici vennero inviate pillole omaggio... Vennero addirittura prodotte delle praline al Pervitin per donne e bambini. La Germania si riempì di ipercinetici consumatori di anfetamine. Ma al Regime (salutista) sembrarono solo tedeschi perfetti dediti alla causa del Reich. E quando scoppiò la nuova guerra i medici al fronte iniziarono a richiederne scorte sempre più grosse per i soldati: guerra lampo a colpi di farmaci simpaticomimetici (li diedero alle truppe che attaccarono i forti del Belgio). E più il conflitto proseguiva e più, si ricorse a questi prodotti, mettendoli nella cioccolata. Alcuni soldati, come il futuro premio Nobel Heinrich Böll, ne rimasero dipendenti per sempre. Esce così dall'indagine di Ohler, tutta documentata dagli archivi militari, un lato ignoto della guerra e della fanatica resistenza tedesca.

 

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Archivi tagPervitin 5 gennaio 2017

 

doktor Morell: therapie A.  Di team557

 

Morell-in-labTheodor Morell, se di lui per molti è rimasta l’idea di un ciarlatano o qualcosa di simile, a detta della moglie era comunque un ottimo amministratore dei suoi beni. Sin dall’inizio del suo rapporto con Hitler ha saputo approfittare della sua posizione per accaparrarsi ogni opportunità per ingrandirsi, pur restando sempre nell’ombra del Fuhrer ed allargare gli orizzonti delle sue attività più o meno misteriose.
Ricordo che con le prime occupazioni in Russia il dottore riesce a mettere le mani su moltissime aziende farmaceutiche sovietiche che gli permettono di produrre, in quantità industriali, tutte quelle sostanze di cui si avvantaggerà anche il Fuhrer.
In questo modo riuscirà anche a sostenere una grossa fornitura per l’esercito che gli frutterà molti, molti soldi.
Nei progetti economici di Morell però c’è un difetto che definirei fatale: il suo impero farmaceutico dipende dalla vittoria in guerra del suo paziente e dalla fine del ’42 si comincia ad assaggiare la sconfitta.
Dopo i disastri militari in Africa ed in Russia, Hitler diventa cupo a livelli patologici e da questo punto in poi avrà un bisogno ancora maggiore di Morell. La moglie lo definirà un “assistente di vita”.

Il Fuhrer quasi sempre sembra depresso, sempre di malumore, insofferente per i frequenti cambi di personale ed estremamente svogliato persino nel muoversi. Dice che non vuole più sentir parlare del Fronte orientale perché gli si rivolta lo stomaco.
Poi, ad un certo punto riappare il suo dottore ed improvvisamente Hitler riappare in pubblico più vitale ed indomito che mai.
In breve le cose cominciano a girare male. Ma spesso lui appare pubblicamente molto tonico. Ma è propaganda. Ed è tutto falso.

Alla fine del ’42 ormai si capiva sempre meglio che la guerra era perduta e si tentava in ogni modo di cambiare le cose.
Hitler era pesantemente sotto stress. E questa causa portò il suo fisico ad un rapido deterioramento senza una causa precisa.
Il dott. Morell osservava giorno per giorno il peggioramento fisico da vicino e lo ha descritto nel suo diario.
Il 6 luglio 1943 riporta: “il Fuhrer non ha dormito per via dell’ansia; ieri mattina è comiciato il più imponente contrattacco sul fronte orientale.
18 luglio 1943 : il Fuhrer ha chiesto di vedermi. E’ stato attanagliato da atroci dolori di stomaco e non ha chiuso occhio.”
Morell decide allora di modificare la sua cura aggiungendo sostanze e farmaci più forti.
Il tutto inizia con un calmante per i crampi allo stomaco: l’Eucoldal.
Un prodotto a base di morfina. Proprio come l’eroina. Hitler lo usa per 24 volte.

Ma è uno solo dei 16 diversi farmaci che nel ’43 Morell utillizza per sostenere il sofferente Hitler.

Uno dei più strani farmaci che Morell inietta ad Hitler è questo Testoviron, un estratto si sperma di toro per stimolare il testosterone e ne è sottoposto spesso, specialmente quando è in compagnia di Eva, al Berghoff.
Mentre uno dei più bizzarri è il Mutaflor, un probiotico per combattere la sindrome dell’intestino irritabile.

Di suo, la tendenza ad assumere droghe poco si sposa con la visione del mondo nazista: il sogno di una razza superiore, pura, è supportata dal culto del vigore fisico, ma la nazione invece si diletta con le droghe, in particolare, con i cristalli di metanfetamina.

All’inizio della guerra, l’aiuto alle truppe del 1940 è dato dal Pervitin; una metanfetamina primitiva, usato da milioni di casalinghe e lavoratori di fabbrica. Si usa questo “aiutino” per superare le difficoltà del periodo bellico anche nel privato.
Nell’estate del’43, quando le cose cominciano ad andare male veramente, Hitler fa un intenso uso di questo espediente per affrontare gli eventi.
Nella mattinata antecedente all’incontro con Mussolini, Hitler appariva esausto e spompato completamente. Improvvisamente, 20 minuti prima di accogliere il Duce alla stazione era inaspettatamente vigoroso e vispo. Chi era presente raccontò che il Fuhrer fu in grado di inveire per 2 ore ininterrotte contro un Mussolini, incapace di reagire.

Secondo un sito catalano, recentemente sono apparse prove inconfutabili che rivelerebbero che il Fuhrer ha avuto ripetutamente tendenze omosessuali, non ignorate dalla stessa Eva Braun, che lo avrebbero costretto a non dormire nella camera da letto con la sua compagna che, appena possibile, avvallò una terapia intensiva a base di ormoni femminili.


rep.catalanaLo scrive il medico viennese Hermann Merl, assoldato dall’esercito americano per intervistare i dottori di Hitler, come Karl Brandt (un ufficiale delle SS che sarebbe stato anche a capo del programma di eutanasia nazista) e Theodor Morell, che hanno lasciato appunti precisi che indicavano Hitler come un “homosex”.
Per cercare di riportarlo alla normalità gli sarebbero state prescritte 50mila unità di ormoni sperimentali femminili Tooke che pareva avessero un prezzo proibitivo per l’epoca e una difficile reperibilità.

 

 

doktor Morell: therapie B. Di team557

 

Morell-in-labDal 1944 il totale dei farmaci per sostenere il Fuhrer è talmente eccessivo anche per gli standard di Morell che sospetta che ci sia qualcosa di fondo che non vada nel suo paziente e gli impone dei nuovi controlli al cuore. Gli esami evidenziano che le arterie sono intasate; oggi la malattia si chiama “malattia coronarica” e lo stress è riconosciuto come un pesante acceleratore della patologia evidenziata.
H-risveglio2Hitler infatti, dal 1943 era sistematicamente sempre stanco e sfibrato, con frequenti stati di sconforto ed ansia; il cameriere personale e diversi altri testimoni lo hanno visto diventare anziano da un giorno all’altro.
In quel momento Hitler è convinto di stare per morire.

Nel 1944 la situazione fisica del dittatore è in rapido declino; il suo cuore sta cedendo e, per tenerlo in qualche modo in vita, somministra al Fuhrer due stimolanti artificiali: Coramina e Cardiazol. Due Cardiazolfarmaci molto potenti che funzionano come eccitanti. Coramina

 

 

Per contrastrare gli effetti di questi prodotti Morell somministra un mix devastante di sedativi, fino al punto massimo del 1944 dove vengono somministrati tranquillanti e stimolanti, a seconda delle occasioni e degli impegni politico-militari del momento.

 

Mix di medicinali assunti dal Fuhrer.

Eucodal     Testoviron     Mutaflor.suite     Pervitin
Cardiazol     Coramina     Dolatin     Eupaverin-compresse

Strophanthil     Sympatol     Optalidon-pasticche     Optalind-supp

Leopillen

 

Dal febbraio ’44, la routine del Fuhrer diventa tremendamente insolita e per avere sempre la disponibilità del suo dottore Hitler fa costruire gli alloggi di Morell attigui al Berghoff.
Questi locali, accessibili solo fino al 1958, hanno rivelato la quantità impressionante di medicinali e di pozioni misteriose abbandonate per terra, come lasciate improvvisamente dopo una fuga.

Il 6 giugno del 44, giorno del D-Day è nel bel mezzo di una vacanza estiva al Berghoff dove si concedeva sonni fino a tardi; come in quel giorno, giorno del quale il diario di Morell non fa alcun cenno particolare.
Dopo ogni risveglio Hitler era solito ingurgitare un intruglio di “riattivatori” perchè sembrava ridestarsi ogni volta da un lungo letargo.

Il 14 luglio del 44 Hitler e Morell lasciano il Berghoff: non vi faranno più ritorno.
Nel giro di meno di un anno molti della sua cerchia ristretta saranno morti.
E nell’ultimo periodo il Fuhrer sarà sempre più dipendente da Morell.

Esisteva però una nutrita schiera di detrattori del dottore che in una atmosfera piena di ansie e di tradimento, specialmente dopo l’episodio dell’attentato, lo accusava per avere somministrato un farmaco, per limitare la flatulenza del dittatore, contenente stricnina: che è un veleno per topi. Morell viene accusato di avvelenare il suo paziente! E colui imputato di aver tentato di avvelenare il Fuhrer era passibile di essere ammesso alla pena capitale.

H&Morell
Ma Hitler sostenne Morell e rimosse i suoi detrattori dal quartier generale.
Il 13 febbraio 1945 le condizioni di Hitler si erano ulteriormente aggravate: c’era il problema allo stomaco, al cuore, con la pressione sanguigna; tutto quello che prima andava male adesso andava anche peggio.
Da un anno aveva giocato la sua ultima carta; una pozione misteriosa chiamata Vitamultin Forte e contiene una dose importante di Pervitin, la famosa metanfetamina. Nel 45 Hitler fa uso abituale di metanfetamine quasi ogni giorno. Nel bunker di Berlino fa 9 iniezioni di Vitamultin.

VitaMultin-ForteMolti hanno sostenuto che provocasse effetti simili o associabili al morbo di Parkinson, ma l’effetto più grave provocato era quello della rigidità dei muscoli e una strana rigidità cognitiva.
Non riusciva più a passare rapidamente da un pensiero all’altro e ciò ha sicuramente influenzato la sua gestione della seconda guerra mondiale.
Stava peggiorando ancora. Si muoveva lentamente, la sua voce si indeboliva, era incapace di reagire al rapido mutamento degli eventi e Morell capì che nel Fuhrer si era creata una irreversibile dipendenza psicologica. A quel punto rifiuta il contatto con le altre persone, persino negando la realtà della guerra.
Il 21 aprile 1945 Morell venne congedato e sfruttando la sua posizione si imbarcò su uno degli ultimi aerei in partenza da Berlino.

Dopo la guerra verrà arrestato dalla polizia americana e rilasciato senza alcuna accusa. Muore nel 1948 in Germania per problemi di salute dovuti alla sua obesità.

 

 

Treccani: [...] Un uso massiccio delle anfetamine si registrò durante la Seconda guerra mondiale, quando i combattenti, in particolare gli aviatori, se ne servivano per sviluppare una maggiore resistenza alla fatica (i piloti della RAF consumavano quantità enormi di benzedrina).

 
http://www.treccani.it/.../anfetamine_%28Universo-del.../