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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL  10-13 novembre 2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (14)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Martini non sa quando comincia e finisce la vita (anche lui) ( da "Foglio, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come tende a fare un certo magistero cattolico, e che nella considerazione del valore della vita la parte del leone la fa il suo carattere spirituale. Perciò, almeno nella questione del testamento biologico inteso come legge dello stato, l?opinione di Mancuso, che per il resto è un chiaro antiabortista, è che deve prevalere la libertà dell?

Attacco laico ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è figlio di un noto giornalista della Nbc di adamantina fede cattolica e di una signora di religione ebraica. è stato radiato dalla ABC, con il suo popolare show di interviste e dibattiti (intitolato Politically Incorrect), dopo aver innescato uno scandalo nazionale per aver detto che i terroristi dell'attacco alle Due Torri non erano «vili né codardi ».

Obama? Eretico e libertario ( da "Unita, L'" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: erano più laici di cattolici, evangelici e anglicani d'Europa. E l'Europa? Anch'essa è ovviamente laicizzata. E con storia diversa dagli Usa «puritani». In certo senso è persino meno laica rispetto all'estremo «libertarismo» americano. Ma come gli Usa, e con modalità diverse, ha laicizzato le sue promesse cristiane: con i Lumi e la democrazia sociale.

di Antonella Cardone Rimini ( da "Riformista, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: con il volontariato laico e cattolico che in questo feudo rosso hanno saputo isolare immediatamente le intemperanze di certi gruppuscoli di estrema destra. E non ci sta a essere messa sul banco degli imputati in tema di intolleranza. «Quello della città dove tutto è concesso - chiarisce Pier Pierini, uno dei più noti trendsetter della Riviera -

dal nostro corrispondente NEW YORK - Durante la campagna elettorale, Barack Obama ha ... ( da "Messaggero, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: opinione pubblica laica, anche leader repubblicani e conservatori del calibro di Nancy Reagan o di Orrin Hatch hanno dato il loro sostegno all'idea che si utilizzino gli embrioni "in sovrannumero", e quindi abbandonati, nelle cliniche della fertilità. Quegli embrioni sarebbero destinati a rimanere per sempre congelati o a essere distrutti.

Togliere il sondino sarebbe omicidio ( da "Tempo, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: termine gradito alla Chiesa cattolica) o il «testamento biologico» (impostazione più laica) all'esame del Parlamento. Qualche settimana fa, dalle pagine del nostro giornale, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Vita nonchè cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una «soluzione condivisa e partecipata»

La guerra su un corpo per spostare il confine tra la vita e la morte ( da "Giornale.it, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La vita è indisponibile», avvertono i cattolici, spalleggiati però da non pochi laici. «Nessuno puòstabilire il confine oltre il quale non merita più di essere vissuta. Violare questo principio significa non solo praticare l?eutanasia, ma anche spalancare le porte all?eugenetica, alla selezione artificiale della specie».

Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio" ( da "Tempo, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: termine gradito alla Chiesa cattolica) o il «testamento biologico» (impostazione più laica) all'esame del Parlamento. Qualche settimana fa, dalle pagine del nostro giornale, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Vita nonchè cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una «soluzione condivisa e partecipata»

il pd è scosso, letta: no all'unità a tutti i costi - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: anima cattolica prossima alla Cisl, quella laica e socialista legata alla Uil. Ecco perché il tentativo è arrivare subito a una ricucitura. La frattura è un danno in sé, ma c´è anche il riflesso negativo sul partito. «Una forza come la nostra - dice Achille Passoni, oggi senatore democratico, già segretario confederale della Cgil -

QUANDO OBAMA DECIDE ( da "Unita, L'" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Noi ministri di un culto religioso, quello cattolico. Ma neanche per sogno! Come ha detto J.F. Kennedy nel 1960 «Io credo in un'America in cui nessun prelato possa insegnare al Presidente quel che deve fare». Bene, anche Obama. E Noi con lui. Noi chi? Noi, del partito dei laici democratici.

Oggi chiusura in Vaticano ( da "Manifesto, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: incontro dovrebbe portare alla firma di una sorta di «statuto» richiesto dalla chiesa cattolica brasiliana. Il Brasile, nonostante sia il paese cattolico più popoloso del mondo, è uno stato laico, incrocio di religioni oltre che di razze dove per di più le sette evangeliche stanno attuando una politica molto aggressiva che sta mangiandosi milioni di cattolici ogni anno.

Chiti: Serve una legge di civiltà ( da "Tempo, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così si è espresso il vice-presidente del Senato, Vannino Chiti, presentando a Roma il suo libro «Laici e Cattolici», nel corso di una significativa e articolata intervista di Luca Collodi per Radio Vaticana. «Senza una vigilanza critica - ha aggiunto Chiti - le scoperte scientifiche possono sfuggire di mano all'uomo e muoversi contro di esso.

IN REALTà, QUESTO NON DOVREBBE FARE MERAVIGLIA. SI RIPENSI AL SUO INGRESSO IN CITTà. QUEL ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come espressione della partecipazione del laicato cattolico alla vita della città. Se è così, mi sembra che la dimensione politica non solo delle parole ma di tanti gesti del cardinale - dimensione che Berlusconi deve avere intuito bene - è nella capacità di intessere relazioni con le persone, di coglierne i bisogni e di darvi risposta, beninteso nell'ambito delle sua competenze,

La riforma Casati ( da "Voce d'Italia, La" del 13-11-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La sua importanza, oltre al fatto di essere stata la prima legge in materia, nasce dal fatto di aver combattuto l?analfabetismo e di aver dato allo Stato il diritto dovere di aver voce in capitolo nel ruolo dell?istruzione, fino ad allora esclusivamente appannaggio della Chiesa Cattolica.


Articoli

Martini non sa quando comincia e finisce la vita (anche lui) (sezione: Laici e chierici)

( da "Foglio, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Laicita'

10 novembre 2008 Martini non sa quando comincia e finisce la vita (anche lui) Sentite qui. “Siccome credo nella vita eterna, su quella temporale, fisica, di questa terra, posso transigere, sfumare, variare a seconda dei tempi e della storia e delle culture, e alla fine nascere e morire sono misteri sui quali ciascuno può e deve giudicare secondo la propria sensibilità. Contro un?etica non negoziabile della vita, dal concepimento alla morte naturale, c?è il relativismo cristiano della libertà che decide”. L?altro giorno ho letto queste cose, che mi sono permesso di parafrasare e mettere tra virgolette, in una pagina di giornale. E ho visto che erano firmate dal cardinal Martini. Sabato prossimo devo parlare del “concepito” a una riunione di medici cattolici che mi hanno gentilmente invitato. Dovrò dire che il concepito è un essere misterioso di cui è difficile stabilire lo status di “persona” o “individuo”, come dice il cardinale? E se dirò il contrario, se dirò di sapere perfettamente che cosa sia un concepito, e che è una persona, un individuo, andrò contro il pensiero di un principe della chiesa? Sarò giudicato un oltraggioso ateo devoto che predica una religione civile, non sa niente della vita eterna, e vuole ridurre il cristianesimo a una banale teoria etica? Carlo Maria Martini è un esegeta, teologo e pastore universalmente rispettato, e con suo merito. Il celebre gesuita viene proposto da alcuni ambienti come una specie di “altro Papa”, insomma un?autorità di immenso rilievo, e una personalità venerabile, nel cattolicesimo mondiale. La sua idea delle cose, in molti aspetti essenziali, differisce da quella considerata prevalente nei magisteri di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Il dissenso particolare, a parte grandi questioni sospese che secondo Martini dovrebbero utilmente essere ridefinite in un Concilio Vaticano III, verte sull?etica del nostro tempo, specie sul controverso rapporto tra la nostra mentalità, l?insieme delle nostre conoscenze scientifiche, la nostra capacità di sperimentare e operare nel campo della medicina e della biogenetica, e la vita umana. Ma anche sul resto, su materie decisive come la liturgia, la concezione moderna del clero e del laicato, il metodo di lettura e interpetazione delle scritture e del messaggio di Gesù Cristo, Martini ha un punto di vista spiccatamente personale, che arricchisce la chiesa e la cultura di un?opinione e di un?esperienza culturale e teologica molto pesanti, e influenti. Da banditore laico del valore assoluto, non negoziabile, non relativizzabile, della vita umana, mi è capitato e mi capita di convergere, talvolta entusiasticamente ma in genere abbastanza sobriamente, con le posizioni dei Papi, e di Benedetto in particolare. Ci ho messo del mio, nel bene e nel male, in questi conflitti che oppongono chiesa e mondo, dall?aborto all?eutanasia alla procreazione assistita alla contraccezione eccetera. Il mio punto di vista non è strettamente religioso né magisteriale né dogmatico. E? o cerca di essere un orientamento genericamente umanistico e razionale, secolare, che però non si lascia intimidire e tacitare dalla versione ideologicamente secolarizzata del conformismo nichilista corrente, quello per cui niente è vero e stabile, tutto è sfuggente e storico, e dunque la vita di questa particella della natura che è l?uomo va considerata con il beneficio dell?inventario tecno-scientifico. La vita sarebbe per così dire a disposizione di chi la voglia o debba manipolare per il bene supremo della causa della conoscenza e del benessere umano materialisticamente inteso, la fitness senza buonumore e senza una anche minima scintilla di felicità e di bene a cui, per dirla corta, ci siamo banalmente ridotti. Mi ha dunque molto deluso e irritato il testo del cardinal Martini pubblicato dal Corriere della Sera di martedì 5 novembre, tratto da una pubblicazione dell?Università di don Verzè, e intitolato: “Inizio e fine, i due misteri della vita – Carlo Maria Martini: difficile stabilire quando un essere si posa chiamare ?persona? o ?individuo?”. Martini spende molte parole per argomentare una tesi corta e chiara, la stessa, più o meno, esposta sulle pagine del Foglio dal teologo laico Vito Mancuso, il coraggioso scrittore e pensatore che si batte per la rifondazione della fede cristiana, per la scrematura dalla fede cristiana di ciò che in essa a suo giudizio è morto e sepolto (e non si tratta di poca cosa, si tratta di un corpo di dottrina piuttosto ingombrante). Mancuso dice che il cristianesimo non deve essere ridotto a materialismo volgare, a bios, come tende a fare un certo magistero cattolico, e che nella considerazione del valore della vita la parte del leone la fa il suo carattere spirituale. Perciò, almeno nella questione del testamento biologico inteso come legge dello stato, l?opinione di Mancuso, che per il resto è un chiaro antiabortista, è che deve prevalere la libertà dell?anima individuale su ogni altra considerazione. Ho riassunto e semplificato, ma nella sostanza è così. Martini la pensa come Mancuso. Ma ho l?impressione che vada molto oltre, sia pure senza dichiararlo, sia pure nell?esitazione e nel tremore che ogni persona capace di speranza prova parlando di queste faccende decisive. Ho avuto l?impressione che il risultato sia un certo grigiore gesuitico, un argomentare ambiguo e intriso di negatività, una prova di relativismo cristiano, ma non nel senso ovvio e buono che si potrebbe addebitare alla teoria relativistica, per esempio, del minor danno. A leggere il testo viene fuori un elemento ovvio per un cristiano che abbia letto e meditato i vangeli: la vita vera è l?altra, quella emancipata dal peccato e dalla morte che la resurrezione garantisce per l?eterno a chi ha creduto. Ma da questa verità di fede, con un movimento del pensiero che a me sembra integralistico, poco rispettoso dei termini dell?alleanza di fede e ragione, Martini conclude che la vita fisica è relativizzabile, ché “non è facile stabilire il momento preciso della morte” e “non è facile stabilire quando cominci esattamente una vita umana, soprattutto quando un essere possa essere chiamato ?persona? o ?individuo? e sia soggetto di diritti e doveri”. Forse a Martini era sfuggito, ma Barack Obama, nella peggiore delle sue risposte ai problemi del nostro tempo, quando un pastore evangelico gli aveva domandato a che punto cominci la vita umana, aveva risposto che “la domanda è al di sopra delle mie competenze”, e poi aveva impapocchiato una di quelle solite tiritere parascientifiche con le quali si usa offuscare ciò che abbiamo di più chiaro sotto gli occhi, e anche sotto a lente del microscopio: che un atto d?amore genera un figlio, cioè una vita umana unica e irripetibile, e che il concepito è il frutto immediato del concepimento, il concepito è il nome naturalistico dell?individuo prodotto dall?amore. Tutto il testo di Martini è la negazione radicale delle ragioni profonde che avevano condotto una parte della società secolare a battersi con la chiesa contro il tentativo di sfondare ogni confine e ogni pudore nella legge sulla fecondazione artificiale. La fede nella vera vita è il punto di partenza, nonostante espressioni prudenziali e di convenienza, per un ragionamento che nega l?indisponibilità assoluta della vita umana nell?epoca degli aborti forzati e di stato in Asia, della pianificazione familiare culturalmente coatta in tutto l?occidente, dell?aborto seriale, selettivo ed eugenetico protetto dall?indifferenza morale della società e dei governi, dell?eutanasia - anche infantile - secondo il modello venuto dall?Olanda. La curiosità verso la vita e verso le questioni etiche generalmente presenti a un punto di vista umano mi ha portato alla viva curiosità verso la “vita vera” e la fede dei cristiani. Ma se un cardinale di così vasta influenza brandisce la fede nella resurrezione e nella vera vita per svalutare e relativizzare la vita umana, e di questi tempi, allora mi sfugge il senso della sua fede. La sequela di Gesù non è una teoria etica, questo lo so bene; ma non voglio che dalla sequela del Risorto siano tratte idee etiche relativistiche buone per opacizzare i chiari confini che definiscono il nostro inizio, la nostra vita e la nostra morte. Mi sembra troppo.

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Attacco laico (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-11-11 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Ilcaso «Religulous»siscagliacontroipredicatorielecelebritàche ostentanolafede Attacco laico Le religioni in un documentario «comico» Cristiani, ebrei e musulmani nel mirino LOS ANGELES — «La religione è una sovrastruttura dell'uomo e del potere. è sempre foriera di traumi, inibizioni, gerarchie. Non solo è pericolosa, ma nasconde anche una ricattatoria fandonia: quella di far diventare gli esseri umani buoni». Questo è l'assioma che sostiene Bill Maher nel documentario che ha scritto e prodotto, Religulous, e di cui ha affidato la regia a Larry Charles ( Borat) — il miglior amico di Michael Moore — che, ironia della sorte, con la sua gran barba e sempre vestito di nero sembra proprio un predicatore. Maher è il «comedian/reporter » più politicamente scorretto d'America: nato a New York nel 1956, è figlio di un noto giornalista della Nbc di adamantina fede cattolica e di una signora di religione ebraica. è stato radiato dalla ABC, con il suo popolare show di interviste e dibattiti (intitolato Politically Incorrect), dopo aver innescato uno scandalo nazionale per aver detto che i terroristi dell'attacco alle Due Torri non erano «vili né codardi ». Religulous non sarà sicuramente in corsa per gli Oscar, ma resta nella top ten degli incassi Usa a diverse settimane dal debutto; in Italia uscirà il 5 dicembre, dopo essere passato al morettiano Festival di Torino. Il New York Times lo ha definito «il più irriverente, divertente documento sulla fede», ma è anche molto angoscioso e «foriero di interrogativi profondi», ha ribattuto il Los Angeles Times. Il film è imperniato su una carrellata di predicatori, sette, religioni ufficiali, ortodosse e non dell' America. Racconta Bill: «Da sempre volevo girare un documentario sulla fede essendo io stato segnato da una crescita divisa tra due religioni. Ho girato il mondo e volevo, non è un paradosso, che il nostro lavoro fosse anche divertente e che, nell'analizzare il potere spesso corrotto che si nasconde dietro tanti culti, instaurasse un dibattito tra intelligenza e stupidità con i suoi discutibili idoli, spesso simili a rock star nella loro leva sulle folle. Ho intervistato centinaia di persone, scienziati, letterati, intellettuali, vescovi, ciarlatani... Ho utilizzato migliaia di spezzoni, compresi quelli di Bush quando afferma, per i suoi tornaconti e crimini di guerra «Dio e Gesù Cristo sono esistiti per dare libertà agli uomini». E anche McCain, che di religione non parla, ma dichiara di credere al diavolo. Tom Cruise seguace di Scientology ha rifiutato l'incontro, ma appare in alcune sue dichiarazioni, come John Travolta, adepto della fede di L. Ron Hubbard». Che cosa ha divertito e preoccupato di più l'indomito Bill, che da bambino litigava con la madre ebrea e con il padre cattolico, decisi entrambi a imporgli la loro fede (ma per rispetto e amore ha dedicato il film a mamma Julie, defunta)? «Sicuramente — risponde — gli incontri con i predicatori americani, che hanno migliaia e migliaia di fedeli ». Ed ecco gli esempi che più l'hanno colpito: «Due soprattutto rappresentano l'assurdità del bisogno di fede. Il miliardario predicatore Josè Luis de Jesus Mirada che, coperto di oro e con abiti di sartoria ("Perché Cristo è stato e resta una icona fashion") proclama di essere il nuovo Gesù a folle adoranti; l'ex leader gay oggi sposato John Wescott, che ha creato il suo business di fede per convertire tutti i gay alla cristianità e che nega che Gesù abbia mai parlato della materia. E, poi, gli islamici integralisti da me intervistati, i cittadini dell' America profonda che dichiarano di aver parlato con il loro angelo custode, gli scienziati, gli analisti della religione autori di best seller, il capo della Cannaba Religion, Ferre van Beveren". Ce n'è per tutti e genitori e figli fanno la fila per vedere e contestare il documentario con striscioni «God helps us» (Dio ci aiuta) o poster irridenti. Dice Maher: «Mi interessa molto la reazione della platea italiana, cattolica e no. Perché avevo solo un obiettivo nel realizzare il nostro lavoro. Far confrontare i popoli con la fede, quindi con la politica, il potere e la propria coscienza ». Scusi, una o due regole di fede per lei?: «Stimolare controversie, essere frugale e sempre ragionare con i fatti». Il regista Larry Charles e l'autore Bill Maher Poster Da sinistra: Bill Maher, autore del documentario e uno dei protagonisti. Sopra, la locandina Giovanna Grassi

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Obama? Eretico e libertario (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

Obama? Eretico e libertario Davvero pedissequo, l'argomento svolto da Ernesto Galli Della Loggia nel suo editoriale di domenica sul Corsera. E cioè: la forza di Obama deriva dal suo richiamo ai «princìpi originari» della nazione americana. A «speranze», opportunità» e «libertà», racchiuse nella promessa «giudaico-cristiana» a base degli Usa come Paese di Dio. Talché, a differenza dell'Europa laica priva di quei fondamenti, l'America sì che può rinnovarsi. Laddove i nostri laici «piegano le ginocchia» dinanzi a Obama, ma senza trarne le conseguenze. Ovvero: accettare il «religioso» dentro la statualità. Ebbene, è un ragionare insensato. Perché diceva Jefferson: «C'è un muro tra religione e politica». E poi perché la «religiosità» costituzionale americana è ultra-laica e pluralista: al più «deista», ma secolare e persino ereticale. Terrestre. Di volta in volta fondamentalista (a destra) e «liberal» o «libertarian» (a sinistra). Laicamente fusa con la nazione-stato: col primato netto di quest'ultimo. Fino a generare a cascata un'idea dei diritti individuali totalmente opposta ad ogni Chiesa, clero e religione. La prova? Sta proprio nell'Obama che vuol cancellare le leggi religiose di Bush Jr: su fecondazione, aborto, staminali, gay, etc. Insomma, l'Obama «liberal-socialist» che parla di pace e lavoro, smentisce le ubbie teocon di Della Loggia. E proprio in nome di una religiosità libertaria e integralmente secolare. Dove conta la «promessa» laicizzata della democrazia americana: laicizzata fin dall'inizio. Poiché già i protestanti d'America, a metà '600, erano più laici di cattolici, evangelici e anglicani d'Europa. E l'Europa? Anch'essa è ovviamente laicizzata. E con storia diversa dagli Usa «puritani». In certo senso è persino meno laica rispetto all'estremo «libertarismo» americano. Ma come gli Usa, e con modalità diverse, ha laicizzato le sue promesse cristiane: con i Lumi e la democrazia sociale. In ogni caso, con buona pace di Della Loggia, sia qui che lì «c'è un muro tra religione e politica». E ancor più ci sarà, col «profetico» Obama e il suo «dream».

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di Antonella Cardone Rimini (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

di Antonella Cardone Rimini BRUCIATO. Nella notte, mentre dormiva, lo hanno cosparso di benzina e gli hanno dato fuoco. Il "barbone della Colonnella" si salverà, ma Rimini è inorridita. di Antonella Cardone Rimini. Andrea, "il barbone della Colonnella", dormiva sulla sua panchina di via Flaminia, a Rimini: l'altra notte qualcuno lo ha cosparso di benzina e gli ha dato fuoco. Non è in pericolo di vita, ma ha riportato ustioni gravissime sul 40 per cento del corpo. Ancora gli inquirenti non hanno scoperto se sia stato un gesto di matrice politica o una becera goliardata di annoiati ragazzi di provincia. Si è portati ad escludere, però, una vendetta per punire Andrea di qualche sgarro. Perché chiunque conosca il "barbone della Colonnella" - come è chiamato da tutti qui - giura che sia una persona tranquilla, un solitario, uno che problemi con la giustizia non ne ha mai avuti. Ma la volontà di ucciderlo è evidente: su di lui è stata gettata un'intera tanica di benzina. E se da Roma interviene subito il Pd per condannare la tragedia («che la povertà sia diventata così oscena da volerla far sparire con il fuoco?», si chiede Gianluca Lioni), quanto è accaduto lascia letteralmente atterrita l'intera città. E sì che è abituata a tutto, Rimini: universalmente nota come la capitale del divertimento e dello sballo, non si risente quando vede le sue ragazze messe al primo posto in Italia per la precocità nel perdere la verginità, o quando le statistiche la pongono in cima alle classifiche per scippi, furti, violenze sessuali. Perché è una città a compartimenti stagni, questa: di qua lo sballo e le sue strutture, di là Rimini coi suoi miti felliniani e lo struscio al mercato del pesce, con il volontariato laico e cattolico che in questo feudo rosso hanno saputo isolare immediatamente le intemperanze di certi gruppuscoli di estrema destra. E non ci sta a essere messa sul banco degli imputati in tema di intolleranza. «Quello della città dove tutto è concesso - chiarisce Pier Pierini, uno dei più noti trendsetter della Riviera - è solo un mito. Qui fin dagli anni 80 vennero vietati i saccopelisti in spiaggia, e da lì è stato un crescendo di divieti, con gli stessi gestori delle discoteche che consegnano i pusher ai questurini». Ma a Rimini non c'è un "sindaco sceriffo" come Sergio Cofferati. Banalmente Alberto Ravaioli, medico di scuola dc, si giostra il tema sicurezza in equilibrismi continui per non scontentare nessuno: sui vu cumprà, ad esempio, se la deve vedere sia coi commercianti arrabbiati, sia con i bagnanti che li difendono quando in spiaggia i vigili sequestrano loro la merce. Si riconduce a qualcosa di esterno, quanto è accaduto: «La predicazione dell'intolleranza produce intolleranza e fatti come questi», valuta lo scrittore Piero Meldini. Perché «c'è un clima generale in Italia che mette in discussione il valore della persona. Un vento che può far sentire liberi persino di compiere atti aberranti», ritiene Andrea Gassi, segretario del Pd locale, che ha organizzato per questo pomeriggio un presidio di solidarietà davanti alla panchina di Andrea. 12/11/2008

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dal nostro corrispondente NEW YORK - Durante la campagna elettorale, Barack Obama ha ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

Mercoledì 12 Novembre 2008 Chiudi ANNA GUAITAdal nostro corrispondente NEW YORK - Durante la campagna elettorale, Barack Obama ha più volte promesso di mantenere il diritto di aborto per le donne americane e di restaurare i finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali. Lo ha fatto con la consapevolezza che la maggioranza degli americani è schierata dalla sua parte, soprattutto sul fronte della ricerca sulle staminali, che riscuote l'approvazione del 73 per cento dell'opinione pubblica. Nessuna reazione è venuta ieri da Obama o dai suoi collaboratori, dopo le dichiarazioni di condanna del cardinale Javier Lozano Barragan. Ed è improbabile che ne vengano, perché Obama è riuscito finora a volare al di sopra della controversia, e cercherà di mentenersene fuori più che può. Dopotutto se il 54 per cento dei cattolici americani ha votato per lui si deve in buona parte al fatto che si sono sentiti rassicurati dall'insistenza con cui ha garantito che cercherà punti di contatto e collaborazione anche con chi è su posizioni diverse dalle sue. Lo scorso agosto, ad esempio, Obama ha insistito che il partito democratico includesse nella piattaforma elettorale sia l'impegno a proteggere il diritto di interrompere la gravidanza, sia la promessa di aiutare in modo pratico le donne che invece vogliano scegliere l'alternativa dell'adozione. «Dobbiamo ridurre le gravidanze non desiderate - dice il documento - perché così diminuiranno anche gli aborti». Quanto alla ricerca sulle staminali, Obama sa che in America l'approvazione alla ricerca è bipartisan: oltre alla comunità scientifica, ai progressisti e all'opinione pubblica laica, anche leader repubblicani e conservatori del calibro di Nancy Reagan o di Orrin Hatch hanno dato il loro sostegno all'idea che si utilizzino gli embrioni "in sovrannumero", e quindi abbandonati, nelle cliniche della fertilità. Quegli embrioni sarebbero destinati a rimanere per sempre congelati o a essere distrutti. La ex first lady, che ha visto il suo amatissimo marito morire di Alzheimer, è diventata un'attiva proponitrice di questa ricerca. Il senatore Hatch, un mormone di posizioni conservatrici, ha spiegato: «Ho pregato a lungo prima di arrivare alla conclusione che difendere la vita significhi come prima cosa aiutare chi è vivo. E la ricerca sulle staminali promette grandi passi avanti per trattare malattie come il diabete, l'autismo, l'Alzheimer, il Parkinson».

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Togliere il sondino sarebbe omicidio (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

stampa «Togliere il sondino sarebbe omicidio» Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it Sospendere cibo e acqua ad un paziente in stato vegetativo è «un assassinio». La Chiesa cattolica ha ripetuto tante volte questa posizione negli ultimi mesi ma sentirla pronunciare direttamente dal card. Javier Lozano Barragan, «ministro della Salute» vaticano, appare come un monito durissimo ai giudici della Cassazione, chiamati a decidere, per l'ultima volta, sulla sorte di Eluana. L'esponente della Santa Sede, in attesa della sentenza della Corte Suprema, ha voluto ricordare i confini etici invalicabili. «Sospendere idratazione e alimentazione in un paziente in stato vegetativo peggiora il suo stato, e la terribile morte per fame e per sete è una mostruosità disumana e un assassinio». Il porporato precisa che le sue parole non sono indirizzate al papà di Eluana, ma a chi «assumesse decisioni in questo senso». «L'accanimento terapeutico non si consiglia mai, ma l'idratazione e l'alimentazione non appartengono a questa categoria». Al di là delle posizioni di principio ribadite da Barragan, il caso di Eluana Englaro ha costretto l'episcopato italiano a rivedere, lo scorso settembre, la propria posizione sul testamento biologico. La Cei, da sempre contraria a decreti legislativi per sancire le volontà di un individuo rispetto alla propria morte, ha deciso che una legge sul «fine vita» appare ora il male minore, di fronte alla possibilità che la materia finisca per essere decisa a colpi di sentenze giudiziarie. Basti ricordare le parole di Giuseppe Betori, nella sua ultima conferenza stampa da segretario della Cei, prima di insediarsi come arcivescovo di Firenze: «I pronunciamenti giurisprudenziali» nella vicenda di Eluana mettono a rischio «la vita di tutti». Secondo i vescovi italiani, la legge non deve portare nè «ad abbandono terapeutico» nè ad «accanimento terapeutico»: l'idratazione e l'alimentazione - questo è un punto fondamentale per la Cei - non possono però essere considerate terapie e vanno dunque garantite. Così come, secondo i vescovi, non può essere il paziente a decidere sulla sua morte: l'ultima parola spetta sempre al medico, pur se in «comunione». con i familiari dell'assistito. La sentenza che la Corte di Cassazione si appresta a pronunciare avrà sicuramente contraccolpi sulle varie proposte di legge riguardanti il «fine vita» (termine gradito alla Chiesa cattolica) o il «testamento biologico» (impostazione più laica) all'esame del Parlamento. Qualche settimana fa, dalle pagine del nostro giornale, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Vita nonchè cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una «soluzione condivisa e partecipata» da tutti. E aggiungeva: «Credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare».

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La guerra su un corpo per spostare il confine tra la vita e la morte (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

n. 271 del 2008-11-12 pagina 0 La guerra su un corpo per spostare il confine tra la vita e la morte di Massimo De Manzoni C?è una persona che da oltre 16 anni giace in un letto. Ma si potrebbe anche dire diversamente: c?è un corpo che da 16 anni giace in un letto. E in queste due frasi c?è già tutto: due mondi apparentemente inconciliabili. Due mondi che si contrappongono, anche aspramente. E a buon diritto, perché non si tratta di un argomento qualsiasi, ma dell?Argomento: la vita, la morte, il nostro potere nei loro confronti. Due mondi che sostengono le loro ragioni. Eccole. Si chiama Eluana Englaro. Respira. Questa è una delle poche cose davvero sicure. Del resto sappiamo tutto e niente. Sappiamo che non parla, non interagisce, non è in grado di alimentarsi da sola. La definizione clinica è: «stato vegetativo». La maggiorparte dei medici aggiunge «irreversibile», ma ci sono colleghi in disaccordo. La maggior parte dei medici ritiene che non abbia consapevolezza e che non soffra, ma la certezza non c?è e resta un insondabile margine dimistero dietro quegli occhi che si aprono e si chiudono seguendo il ritmo del giorno e della notte ma che «non vedono». Sul destino di Eluana, da quando si schiantò con la sua auto, si tormenta l?Italia. E prima di tutto si tormenta il padre. Il problema è: ha diritto quel corpo/ persona di continuare a essere nutrito/ a e accudito/a? Oppure ha diritto il papà-tutore di impedirlo, ponendo così fine alla sua esistenza? «Mia figlia», sostiene Beppino Englaro, «non avrebbe mai voluto vivere in queste condizioni. L?aveva detto più volte a me e ai suoi amici. Io intendo solo rispettare le sue volontà. Anche Papa Wojtyla ha potuto rifiutare l?accanimento terapeutico, perché Eluana no?». Primo problema: nutrire una persona non è accanimento terapeutico. Qui non si tratta di staccare la spina a un macchinario che la tiene in vita. Qui si tratta di toglierle il sondino che le procura nutrimento e lasciarla morire di fame e di sete. Quandoi giudici americani autorizzarono il procedimento per Terri Schiavo (il caso al mondo che più assomiglia a questo) la donna impiegò 14 giorni a smettere di respirare anche se, assicurano i medici, non soffrì e neppure Eluana soffrirebbe. «Ma accanimento terapeutico ci fu», ribatte Beppino Englaro, «16 anni fa, quando mia figlia fu strappata alla morte naturale da sofisticate tecniche rianimatorie e condannata a un inferno, a un?esistenza assolutamente priva di senso e dignità dalla quale io voglio riscattarla». La vita, la dignità della vita. «La vita è indisponibile», avvertono i cattolici, spalleggiati però da non pochi laici. «Nessuno puòstabilire il confine oltre il quale non merita più di essere vissuta. Violare questo principio significa non solo praticare l?eutanasia, ma anche spalancare le porte all?eugenetica, alla selezione artificiale della specie». «Fantasmi agitati a bella posta per non affrontare il vero problema», è la replica. «In casi come questo la disumanità è mantenere in vita artificialmente un corpo privo di coscienza e senza nessuna possibilità di recupero. Una crudeltà verso la persona e verso tutti coloro che le vogliono bene e soffrono a vederla ridotta in quello stato. L?atto d?amore è invece consegnarlo al suodestino naturale». Ma come? In Italia non c?è una legge che disciplini la delicatissima materia. Ora, proprio dopo il clamore sollevato da questo caso, il Parlamento si accinge finalmente ad affrontare il problema. Anche se è dubbio che lenormepossano contenere l?enormità dei dilemmi. Solo per esempio: se da sempre fosse possibile stilare il proprio testamento biologico, siamo proprio sicuri che un caso Englaro non si sarebbe proposto ugualmente? Siamo sicuri che a 21 anni una ragazza piena di vita abbia già provveduto a dare disposizioni per la fine della sua vita? Eche la determinazione resti la stessa anche dopo? E chi esegue il «verdetto»? Comunque, la legge (ancora) non c?è. E Beppino Englaro si rivolge ai giudici. Prima ottenendo dinieghi. Poi, nel luglio di quest?anno, un eclatante via libera: nel vuoto legislativo, la Corte d?Appello di Milano stabilisce che lo stato vegetativo della giovane donna è irreversibile e riconosce come «dimostrata» la volontà di Eluana, quando era pienamente cosciente, di «preferire la morte all?essere tenuta in vita artificialmente». Di conseguenza, il padre-tutore è legittimato a sospendere l?alimentazione con il sondino. Divampano le polemiche. Mezza Italia applaude al coraggio delle toghe; l?altramezza parla di inaccettabile invasione di campo e ammonisce: «I giudici si stanno prendendo poteri di vita o di morte». Su questa sentenza, dopo il ricorso della Procura, sta ora per pronunciarsi la Cassazione. L?orientamento pare chiaro: la confermerà e darà dunque la definitiva autorizzazione a... che cosa? Comechiamarlo? «Eutanasia», dicono molti laici. «Assassinio», risponde la Chiesa. Ancora una volta, una sola cosa appare certa. Suo malgrado, la povera Eluana, dopo essere stata un campo di battaglia dove ognuno dei combattenti ha le sue parti di ragione e i suoi torti, adesso diventerà anche un?altra cosa ancora: una frontiera. Comunque vada a finire, un confine si è spostato e in qualche modo, dopo di lei, l?Italia non sarà più la stessa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio" (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Laicita'

stampa attesa per la sentenza della cassazione Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio" Sospendere cibo e acqua ad un paziente in stato vegetativo è «un assassinio». La Chiesa cattolica ha ripetuto tante volte questa posizione negli ultimi mesi ma sentirla pronunciare direttamente dal card. Javier Lozano Barragan appare come un monito durissimo ai giudici della Cassazione L'esponente della Santa Sede, in attesa della sentenza della Corte Suprema, ha voluto ricordare i confini etici invalicabili. «Sospendere idratazione e alimentazione in un paziente in stato vegetativo peggiora il suo stato, e la terribile morte per fame e per sete è una mostruosità disumana e un assassinio». Il porporato precisa che le sue parole non sono indirizzate al papà di Eluana, ma a chi «assumesse decisioni in questo senso». «L'accanimento terapeutico non si consiglia mai, ma l'idratazione e l'alimentazione non appartengono a questa categoria». Al di là delle posizioni di principio ribadite da Barragan, il caso di Eluana Englaro ha costretto l'episcopato italiano a rivedere, lo scorso settembre, la propria posizione sul testamento biologico. La Cei, da sempre contraria a decreti legislativi per sancire le volontà di un individuo rispetto alla propria morte, ha deciso che una legge sul «fine vita» appare ora il male minore, di fronte alla possibilità che la materia finisca per essere decisa a colpi di sentenze giudiziarie. Basti ricordare le parole di Giuseppe Betori, nella sua ultima conferenza stampa da segretario della Cei, prima di insediarsi come arcivescovo di Firenze: «I pronunciamenti giurisprudenziali» nella vicenda di Eluana mettono a rischio «la vita di tutti». Secondo i vescovi italiani, la legge non deve portare nè «ad abbandono terapeutico» nè ad «accanimento terapeutico»: l'idratazione e l'alimentazione - questo è un punto fondamentale per la Cei - non possono però essere considerate terapie e vanno dunque garantite. Così come, secondo i vescovi, non può essere il paziente a decidere sulla sua morte: l'ultima parola spetta sempre al medico, pur se in «comunione». con i familiari dell'assistito. La sentenza che la Corte di Cassazione si appresta a pronunciare avrà sicuramente contraccolpi sulle varie proposte di legge riguardanti il «fine vita» (termine gradito alla Chiesa cattolica) o il «testamento biologico» (impostazione più laica) all'esame del Parlamento. Qualche settimana fa, dalle pagine del nostro giornale, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Vita nonchè cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una «soluzione condivisa e partecipata» da tutti. E aggiungeva: «Credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare».

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il pd è scosso, letta: no all'unità a tutti i costi - goffredo de marchis (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina 2 - Economia Nel partito si accende il confronto tra chi accusa il governo di voler isolare la Cgil e chi la critica per essersi arroccata Il Pd è scosso, Letta: no all´unità a tutti i costi Il ministro ombra: ci sono sindacati che firmano e ce n´è uno che fa lo sciopero generale GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Autonomia, ognuno fa il suo mestiere, ma il Partito democratico viene scosso dalla rottura sindacale. Perché questa rottura può ripercuotersi sui suoi equilibri e dividere anche all´interno del Pd: i più vicini storicamente alla Cgil, l´anima cattolica prossima alla Cisl, quella laica e socialista legata alla Uil. Ecco perché il tentativo è arrivare subito a una ricucitura. La frattura è un danno in sé, ma c´è anche il riflesso negativo sul partito. «Una forza come la nostra - dice Achille Passoni, oggi senatore democratico, già segretario confederale della Cgil - non può non vedere negativamente questa divisione». Ma c´è anche una voce che stona tra tanti commenti «preoccupati» e orientati verso la pace. è quella di Enrico Letta, ministro ombra del Lavoro. «Dobbiamo essere onesti: ormai c´è una distinzione profonda di strategie fra le sigle sindacali. La politica può cercare di gestire questa fase, ma un´unità forzosa non servirebbe a nulla». Realismo è la parola chiave di Letta. «Ci sono dei sindacati che firmano i contratti e ce n´è uno che proclama lo sciopero generale. Questi sono i fatti». Allora l´autonomia dev´essere vera: «La politica stia lontana». E il Pd in particolare dovrebbe starne fuori «perché rappresenta il 30 per cento degli italiani. Immagino che non tutti la pensino alla stessa maniera», dice Letta. Perciò l´ex sottosegretario non demonizza nessuno e nemmeno si spinge ad accusare il governo. Ma l´isolamento di Corso d´Italia è un problema per un´altra parte, e consistente, del partito. Pierluigi Bersani, ministro ombra dell´Economia, scarica le colpe soprattutto sul governo. «Una parte dell´esecutivo vuole isolare Epifani - dice puntando l´indice soprattutto contro Maurizio Sacconi - Non solo. Cerca di rendere stabile, definitivo lo strappo fra le sigle. Questo è inaccettabile». Qualcuno lavora dunque per ricomporre il fronte, magari coltivando il campo più vicino. Franco Marini, ex segretario della Cisl, manovra in silenzio sui suoi uomini nel sindacato cattolico. I collegamenti con Bonanni e la Cisl non sono un mistero. Veltroni, Fassino e Bersani tengono aperta la linea telefonica con il segretario della Cgil. E Bersani, da questi contatti, ha tratto l´impressione che la frattura non durerà. Non dà giudizi sul comportamento di Cisl e Uil. «Credo che le loro ragioni siano sindacali e basta. Non ci vedo dietro la politica, ma so che il mondo del lavoro dovrà trovare una convergenza, non ho dubbi». Fassino per il momento si limita a segnalare la sua «preoccupazione». Non fa classifiche sui torti e sulle ragioni. Altri sono meno diplomatici. «La Cgil deve capire che il mondo è cambiato, i massimalismi non vanno più bene», avverte Beppe Fioroni. E Tiziano Treu rincara: «Basta con il collateralismo, nessuno faccia il tifo. Dico però che proclamare uno sciopero generale da soli non è il miglior invito all´unità sindacale».

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QUANDO OBAMA DECIDE (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

QUANDO OBAMA DECIDE La standing ovation per l'elezione di Obama, l'unanime plauso, la fiera della vanità sostenitrice («Obama mi ama», «L'ho eletto io», «No, l'ho eletto prima io»), in poco più di una settimana, si sta svelando per quello che è: calcolo politico, superficialità provinciale, consumismo d'immagine (nero è chic, giovane è vip). Bisogna ringraziare il Vaticano, se le maschere stanno cadendo. È una sicurezza, la Chiesa cattolica. Non tradisce mai le aspettative. Obama non avrà «un assegno in bianco sui temi etici», ha detto il Cardinale di Chicago. Se «punterà sugli embrioni non saremo con lui», ha detto il Cardinal Barragan. «Obama non è il mio capo, non è scontato che tutto quello che dice si debba esportare», ha detto Enzo Carra del Pd. E finalmente si è fatta chiarezza (fiat lux): Obama non è solo «bello, giovane, più alto di Putin e abbronzato», è anche un pericoloso relativista. Infatti pensa sia più importante «salvare le vite di milioni di americani» che santificare le cellule staminali e innalzarle fino alla sacra pattumiera. Ha «fiducia nella capacità delle donne di decidere» se possono permettersi di diventare madri o no. Pur essendo contrario ai matrimoni gay, è favorevole alle unioni civili e al diritto di adozione. Le sentinelle dell'etica mondiale sono entrate in fibrillazione: in politica faccia un po' come gli pare, ma la gestione della vita e della morte ce la lasci a noi. Noi chi? Noi ministri di un culto religioso, quello cattolico. Ma neanche per sogno! Come ha detto J.F. Kennedy nel 1960 «Io credo in un'America in cui nessun prelato possa insegnare al Presidente quel che deve fare». Bene, anche Obama. E Noi con lui. Noi chi? Noi, del partito dei laici democratici. Pld? Sì, Pielledì. Non Pidielle. Ma nemmeno, purtroppo, Pidì. www.lidiaravera.it

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Oggi chiusura in Vaticano (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

TOUR Oggi chiusura in Vaticano Oggi il presidente Lula da Silva concluderà la sua visita in Italia, cominciata domenica, con la visita di questa mattina in Vaticano dove avrà un colloquio con il papa Benedetto XVI. L'incontro dovrebbe portare alla firma di una sorta di «statuto» richiesto dalla chiesa cattolica brasiliana. Il Brasile, nonostante sia il paese cattolico più popoloso del mondo, è uno stato laico, incrocio di religioni oltre che di razze dove per di più le sette evangeliche stanno attuando una politica molto aggressiva che sta mangiandosi milioni di cattolici ogni anno. Per di più cìè il problema della depenalizzazione dell'aborto che il governo tenta di far approvare dal Congresso (nonostante Lula «personalmente» sia contrario) ma che la poderosa chiesa cattolica cerca di contrastare con forza. Ieri mattina Lula è andato in Campidoglio dove è stato ricevuto dal sindaco Gianni Alemanno con cui si è intrattenuto per un'ora. Hanno parlato di periferie urbane e favelas, un problema che in Brasile assume dimensioni storicamente colossali. E che, dice Alemanno che gli ha detto Lula, «va risolto con la legalità». Formulazione assia vaga.

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Chiti: Serve una legge di civiltà (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

stampa Testamento biologico Chiti: «Serve una legge di civiltà» «Sul testamento biologico il ritardo della politica ha determinato per il nostro Paese la mancanza di una legge che altre nazioni avanzate hanno: una legge di civiltà, non di abbandono di persone, delle famiglie, degli stessi medici. è necessario impegnarsi a non lasciare sole persone come Eluana Englaro e i suoi familiari, senza pregiudiziali e senza certezze assolute di cui nessuno è detentore». Così si è espresso il vice-presidente del Senato, Vannino Chiti, presentando a Roma il suo libro «Laici e Cattolici», nel corso di una significativa e articolata intervista di Luca Collodi per Radio Vaticana. «Senza una vigilanza critica - ha aggiunto Chiti - le scoperte scientifiche possono sfuggire di mano all'uomo e muoversi contro di esso. Il problema è che la fede religiosa non avverta la scienza come nemica e che quest'ultima non consideri la religione un lascito del passato che ostacola le vie del futuro». «è giusto pretendere - la conclusione del vice-presidente del Senato - che la ricerca scientifica goda di una sua libera e indispensabile autonomia. è giusto esigere che la stessa ricerca non si sviluppi calpestando la dignità della persona».

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IN REALTà, QUESTO NON DOVREBBE FARE MERAVIGLIA. SI RIPENSI AL SUO INGRESSO IN CITTà. QUEL ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

In realtà, questo non dovrebbe fare meraviglia. Si ripensi al suo ingresso in città. Quel pomeriggio Sepe volle, prima ancora di incontrare le autorità come da protocollo, salutare la gente. E volle salutarla in uno dei suoi quartieri più martoriati, a Scampia. Fu solo dopo che l'ingresso seguì il suo corso ordinario con le consuete modalità. Il cardinale ha recentemente pubblicato quello che si suole definire «piano pastorale». Si tratta del documento programmatico che ci dice dove, in sostanza, la Chiesa di Napoli vorrà andare nei prossimi anni, quali le finalità e le linee di lavoro. È un documento che guarda alle persone, ai loro bisogni e alle loro aspirazioni. E che a tutti questi vuole dare risposte cristianamente orientate. Sta di fatto che questo piano non a caso è nato da un confronto serrato, sviluppatosi nell'arco dei due anni, con le diverse realtà di questo territorio. Da una parte un'indagine socio-religiosa di tipo scientifico, dall'altra parte un'autentica rete di contatti, di relazioni umane intessute con sacerdoti e laici, quartiere per quartiere. È evidente che non si tratta di un testo politico. Si tratta, invece, di un documento che invita ad una «conversione pastorale» con tutto quello che ne consegue. Nondimeno, il pensiero non può non andare anche al versante politico, dove tanto più si avverte l'esigenza, per l'appunto, di una conversione in una terra, come quella napoletana, che lo stesso cardinale riconosce «lacerata da mille contraddizioni e afflitta da atavici problemi» in un momento di «particolare crisi morale, economica e sociale». Una terra «dove spesso si è costretti vivere senza certezze, senza alcuna prospettiva storica, senza lavoro, con il rischio che specialmente i giovani perdano la capacità e la volontà di darsi speranze aperte al futuro e alla trascendenza». In realtà, la linea del cardinale è quella del «dialogo con tutti gli uomini che vivono nel nostro territorio». C'è una ricerca di solidarietà propria di una comunità cristiana che vuole essere «Chiesa dell'unità nella differenza delle situazioni e dei luoghi». È questo lo spirito con cui in questi anni si è voluto promuovere il rapporto con il mondo della cultura e che ha avuto momenti alti negli incontri denominati «Dialogo con la città». Da ciò anche l'attenzione alla struttura mediatica che non è un fatto di immagine. Più semplicemente, significa «cercare i nostri fratelli là dove essi vivono». Il punto è che «comunicare via internet è parlare a quanti non riescono più a parlare o nemmeno conoscono la nostra lingua». Questo vale in particolare - ma non solo - per quei giovani che, senza distinzione di quartiere e di fasce sociali, sono tante volte espressione di quel malessere che alimenta, praticamente tutti i giorni, le pagine della cronaca nazionale. Da ciò anche l'annuncio della costituzione di un osservatorio come espressione della partecipazione del laicato cattolico alla vita della città. Se è così, mi sembra che la dimensione politica non solo delle parole ma di tanti gesti del cardinale - dimensione che Berlusconi deve avere intuito bene - è nella capacità di intessere relazioni con le persone, di coglierne i bisogni e di darvi risposta, beninteso nell'ambito delle sua competenze, che sono di ordine eminentemente spirituale e religioso, senza confusione di ruoli con il livello politico. Mario Di Costanzo

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La riforma Casati (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-11-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura La scuola di ieri e quella di oggi La riforma Casati La prima scuola statale italiana Una delle maggiori critiche fatte alla cosiddetta “riforma” Gelmini, è l?accusa di riportare il sistema scolastico italiano indietro di parecchi decenni, ignorando le reali necessità della scuola, quale principio fondamentale del progresso tecnico-scientifico e culturale dell?uomo. E? invece storicamente accettato come positivo, l?effetto della riforma della scuola promossa dal ministro della Pubblica Istruzione Casati quasi 150 anni fa, durante il Regno di Sardegna. La riforma, diventata legge con il Decreto Regio il 13 novembre del 1859, poi estesa a tutta la penisola dopo l?unificazione, fu alla basa del sistema scolastico e universitario italiano, e durò fino alla riforma Gentile del 1922. La sua importanza, oltre al fatto di essere stata la prima legge in materia, nasce dal fatto di aver combattuto l?analfabetismo e di aver dato allo Stato il diritto dovere di aver voce in capitolo nel ruolo dell?istruzione, fino ad allora esclusivamente appannaggio della Chiesa Cattolica. Ma al di là di voler dare un volto laico all?istruzione, il principio cardine che promosse la riforma fu la volontà di dare al neonato popolo italiano una coscienza storico nazionale. La legge comprendeva 380 articoli e si fondava su due assi portanti: l?obbligo scolastico nelle scuole primarie e la libertà dell?insegnamento. L?obbligatorietà era limitata ai due anni del corso elementare inferiore (su 4 totali), e solo i comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti erano tenuti a istituire corsi elementari superiori. L'istruzione secondaria classica invece, l'unica che consentiva l'accesso all'università, era articolata nel ginnasio, di cinque anni, a carico dei comuni, seguito dal liceo, di tre anni, a carico dello Stato, presenti in ogni capoluogo di provincia. L'istruzione secondaria tecnica (di assai minor prestigio) era invece articolata nella scuola tecnica, di tre anni, gratuita ed a carico dei comuni, seguita dall'istituto tecnico, di tre anni e diviso in sezioni, a carico dello Stato. Quanto all'università, alle tre facoltà di origine medioevale - teologia, giurisprudenza, medicina - se ne aggiunsero due nuove: lettere e filosofia e scienze fisiche, matematiche e naturali; Tutto il settore dell?istruzione primaria, e quindi il peso di allargare l?alfabetizzazione, fu assegnato ai comuni, che dovevano provvedervi in proporzione alle loro facoltà e secondo i bisogni degli abitanti. Questo fu forse il punto più critico della legge, perché metteva in connessione l?istruzione con i bilanci finanziari dei comuni, spesso poverissimi di risorse strutturali ed economiche, consentendo così facili evasioni: ne fu una prova il fatto che, dopo la sua emanazione, l?analfabetismo rimase molto più diffuso nei comuni privi di entrate e con situazioni finanziarie pessime. Il problema era più rilevante nelle province meridionali, dove i comuni dovevano affrontare contemporaneamente questioni più pressanti come l?arretratezza dei mezzi di produzione, la mancanza di lavoro, le scarse condizioni igieniche e così via. La legge quindi incontrò enormi difficoltà per la sua attuazione, soprattutto per la trascuratezza che trovò nella maggior parte delle province italiane e perché dovette adeguarsi alle particolari condizioni economico-sociali dei diversi stati unificati. Tuttavia la riforma, nonostante tutti i sui limiti, paradossi e costi, ebbe il merito di ridurre l?analfabetismo e di portare l?Italia fra i paesi più sviluppati in Europa. La percentuale degli analfabeti in Italia cominciò a diminuire infatti, e dal 75% del 1861 scese al 62% del 1881, fino ad arrivare al 40% del 1911. Una riforma concepita per la scuola che portò reali risultati a lungo termine per tutto lo stato. Andrea Puddu andrea.puddu@voceditalia.it

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