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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL  19-24 ottobre 2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (52)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Razzismo, le reticenze della chiesa cattolica ( da "Manifesto, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: reticenze della chiesa cattolica Filippo Gentiloni Il problema degli immigrati sta mettendo in crisi non solo lo stato ma anche la chiesa. Nessuno può chiamarsene fuori o delegare a altri. Gli episodi di razzismo più o meno evidente e diffuso chiamano inevitabilmente in causa l'educazione, la mentalità, la civiltà: proprio quegli aspetti che nel nostro paese si dichiarano cristiani.

Pio XII e la fabbrica dei santi ( da "Stampa, La" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma anche il mondo dei laici "tutti invitati a perseguire la santità e la perfezione del proprio stato". A partire dalla svolta conciliare, due fenomeni contraddittori, ma bilanciati, hanno caratterizzato l'attività della cosiddetta "fabbrica dei santi", costituendo un'anomalia significativa se confrontata con la plurisecolare tradizione ecclesiastica precedente,

"pio xii controverso ma la targa del museo è davvero eccessiva" - renato caprile ( da "Repubblica, La" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la deportazione degli ebrei italiani Noi pensiamo che il suo silenzio sia stata una mancanza, ma comprendo che ciò irriti i cattolici RENATO CAPRILE DAL NOSTRO INVIATO TEL AVIV - Il rabbino David Rosen è l'uomo del dialogo inter-religioso, già responsabile per conto del ministero degli Esteri israeliano delle relazioni con il Vaticano e dei rapporti tra cattolici e mondo ebraico.

Il prete di strada "spesso la chiesa è troppo timida" - concita sannino ( da "Repubblica, La" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: prete ucciso dalla mafia a Casal di Principe, c'era solo la sua voce e quella dei laici a onorare quel sacrificio. "Sì, ci sono state timidezze. è anche per superarle che, il 19 marzo prossimo, con il sostegno del cardinale Sepe, celebreremo nel Duomo di Napoli una veglia con testimonianze in sua memoria, con i giovani, i vescovi.

SARKOZY ( da "Corriere della Sera" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e qualcuno commentò che l'uno aveva nel suo letto la cattolica Maintenon e l'altro la "illuminista" Pompadour. Oggi si trova sorprendente la "tolleranza" di Sarkozy, marito della radical-chic Carla Bruni, verso la nostra brigatista. La spiegazione giusta a volte è la più banale... Rosalino Sacchi lino.

Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni ( da "Stampa, La" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Vescovo di Palestrina e assistente nazionale Azione Cattolica) e con Marco Brusati (direttore generale Hope - Servizio nazionale per la pastorale giovanile Cei). Giovedì 23 ottobre: alle 10 Festa degli ottantenni (classe 1928, i nati con il santuario) e incontro con gli anziani del quartiere; alle 21 concerto dei ragazzi "La musica a scuola".

Missione per conto di Dio ( da "Riformista, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici in politica. Anche il Papa ha detto parole in merito recentemente in Sardegna. Come dovrebbe dispiegarsi questo impegno? Con la libertà e la responsabilità proprie che appartengono ai credenti laici, ai cristiani laici. E con una coraggiosa fedeltà ai contenuti sostanziali di quella concezione della persona e della società che è messa in luce dalla fede ma che rispecchia

Lo scontro con Prodi ( da "Riformista, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e non solo per le divisioni sulla "questione cattolica" - e la strategia di Ruini di esasperare i conflitti tra laici e cattolici sembra non pagare più. È l'inizio della fine: "Vennero le elezioni - prosegue Brancoli - e si scoprì che ormai era finito, tutto intero, il cattolicesimo politico, anche nella sua versione clerico-moderata".

Foa, una vita - nello ajello ( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dai suoi interventi dai suoi libri emergeva una laica saggezza. Il quasi centenario che ieri si è congedato dalla vita venne a lungo giudicato, dai suoi amici e compagni più antichi, un esempio di precocità. Nato da una famiglia di buona borghesia, frequenta quel liceo D'Azeglio, dal quale proviene gran parte dell'élite democratica torinese, da Ginzburg a Mila,

"Chi è lo straniero?" La Caritas si interroga ( da "Stampa, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: "Riteniamo faccia parte della vocazione di noi laici cristiani prendere posizione, esprimere valutazioni sulle vicende sociali e politiche italiane - coclude l'associazione -, interpellando l'intera comunità cristiana e promovendo iniziative volte a favorire il confronto sulla realtà dell'immigrazione.

Le radici democratiche ( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cultura A Torino Le radici democratiche Nasce nel 1910 a Torino da una famiglia della buona borghesia ebraica e laica (nella foto con i genitori, a destra, insieme ai fratelli Anna e Beppe). Qui frequenterà il liceo D'Azeglio, da dove proviene l'élite democratica, da Ginzburg a Mila, Bobbio, Pavese.

INCONTRI Piovono libri Conferenza (ore 17) su cesare pavese, "quell'antico rag ( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Presentano Fabio Trevisan militante Alleanza Cattolica, Alessandro Gnocchi studioso e scrittore, Luca Finatti critico cinematografico. Orbassano, piazza Vittorio Veneto CONVEGNI Generazioni Si aprono alle 9,30 i lavori del convegno "Le opportunità formative del fumetto nella didattica interculturale e il valore educativo del progetto Approdi".

La ministra: "i miei figli a scuola pubblica" ma i suoi colleghi preferiscono il privato - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ai suoi tre figli ha fatto frequentare la medesima elementare cattolica. "Ma poi medie e superiori in istituti pubblici, anche perché a Modena i salesiani hanno dovuto chiudere, vittime delle difficoltà che in questo Paese incontrano le scuole cattoliche, col conseguente monopolio e impoverimento della scelta formativa".

Lo charme di letta ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Spettacoli Il premier e Putin Lo charme di Letta I cattolici Vilipendio tour è la vendetta per chi non parla di torta per chi non parla di fetta, per chi non è sedotto dallo charme di Gianni Letta Berlusconi e Putin? Lui lo va a trovare in Sardegna, vedono uno spettacolo di Apicella e del Bagaglino fino a notte fonda Oggi il contributo dei cattolici al dibattito pubblico è scarso.

Regione, amianto a peso d'oro la bonifica costa 700mila euro ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: gruppo assicurazioni Cattolica) e soprattutto se non fosse che ad intimare all'ente (e non ai proprietari dell'immobile) l'esecuzione dei lavori che riguardano la struttura dell'edificio è la Asl 3. Che è come dire: la stessa Regione. La Asl infatti dopo i sopralluoghi negli uffici, dove peraltro l'Arpal ha certificato che i livelli di amianto sono ampiamente dentro alla norma,

Rete del futuro e quarta corsia autostrade investe 6,1 milioni - valerio varesi ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dovrebbero cominciare i lavori per la terza corsia tra Rimini e Cattolica, ma questo fa parte di un programma precedente. è il responsabile sviluppo di Autostrade Gennarino Tozzi a illustrare il programma degli interventi il quale prevede la quarta corsia tra Modena nord e Piacenza sulla A1 e tra Bologna e lo svincolo per Ravenna sulla A14, nonché la terza corsia sulla A13.

Consultori e difesa della legge 194 la regione approva le linee guida ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: si codifica il rapporto tra consultori e associazioni di volontariato "laico, cattolico e di altri orientamenti culturali e religiosi, nel rispetto della libera scelta della donna e delle competenze pubbliche di aziende sanitarie e comuni". Ma, si legge in una nota della Regione, "la donna che si rivolge al consultorio sarà informata di tutte le opportunità di intervento e,

Bari si mobilita alla sala murat staffetta di lettori per saviano - antonio di giacomo ( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: una lettura laica, senza null'altro aggiungere, delle pagine di Gomorra, il mai abbastanza discusso libro di Saviano. Mentre sul sito di Repubblica si moltiplicano le adesioni all'appello di solidarietà per lo scrittore - oltre 140mila ieri sera - l'invito a questo reading di Gomorra arriva da Nicola Laforgia, assessore alle Culture del Comune di Bari.

Pellicole per capire e scoprire la Turchia ( da "Unita, L'" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: proiezione sarà preceduta da un intervento di Iclal Aydin Margariti sul ruolo della religione nella Turchia contemporanea, il più laico dei paesi musulmani che negli ultimi anni ha visto rifiorire sentimenti fondamentalisti. "Yanlis Zaman Yolculari" di Aren Perdeci sarà invece presentato mercoledì 29 alla presenza di Canan Cemali, protagonista femminile e sceneggiatrice del film.

Consulta, Frigo mette d'accordo tutti ( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come spiegava ieri a un attento Massimo D'Alema il diessino Vincenzo Siniscalchi, membro laico del Csm. E l'ex premier annuiva: "Potevano scegliere molto peggio", concedeva. L'appoggio delle opposizioni a Frigo era d'altronde scontato, dopo il no a Pecorella, e il voto favorevole del Pd è stato annunciato formalmente ieri pomeriggio.

Da Pavia a Firenze, la carica dei baroni anti-Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laica e razionale". Sindacalese allo stato puro. Ma il meglio deve ancora arrivare. Queste, nel dettaglio, le richieste dei firmatari del documento: "Il sistema di finanziamento delle università deve essere basato su una previsione pluriennale di crescita che avvicini l'Italia alla media Ocse e gli atenei non devono essere usati per fare cassa"

La moschea si schiera a difesa del parroco ( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: fanno la partita di calcio islamici contro cattolici, come se fossero scapoli e ammogliati ("e vincono sempre loro", dice el Houssine, il parrucchiere). Ma don Marini non è solo questo, come spiega Marisa Di Stefano, che è la segretaria del Consiglio Pastorale e forse pure l'autrice della lettera firmata dai musulmani: è quello che gestisce lo Sportello Pio,

Convegno storico sul Marchesato ( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Soprintendenza archivistica per la Liguria), Cinzia Cremonini (Università Cattolica Milano), Mario Rizzo (Università di Pavia), Paolo Calcagno (Università di Verona), Luca Lo Basso (Università di Genova), Andrea Lercari (Istituto internazionale di studi liguri Sezione ingauna) e Marco Leale (Società savonese di storia patria).

Consulta, dopo 18 mesi arriva Giuseppe Frigo ( da "Voce d'Italia, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Politica Articoli correlati: *Senatori occupano camera, procedimento senza fine *Consulta, ancora una fumata nera in Aula *Consulta, stallo sull'elezione del togato laico Guarda tutti i correlati.

Illuminazione pubblica Piano da un milione di euro ( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Illuminazione pubblica Piano da un milione di euro La sostituzione di 4 mila lampade consentirà risparmi per 87 mila euro l'anno [FIRMA]MAURIZIO ALFISI BIELLA Perfettamente in linea con il grande dibattito a livello europeo sulla riduzione delle fonti d'inquinamento, l'amministrazione Barazzotto presenterà all'approvazione del prossimo Consiglio comunale un progetto di ammodernamento

Portella e la dc il '47 visto da foa - vittorio foa ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Università Cattolica, in virtù del concordato del 1929. Dico questo per dire che il '47 fu il completamento di un processo. (...) La difficoltà nelle condizioni materiali, la mancanza di viveri, le difficoltà di approvvigionamento di materie prime, il livello di reddito pro capite, le difficoltà di utilizzazione delle capacità produttive,

Se la verità non si scopre ma si può regalare - fulvio tessitore ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Napoli SE LA VERITà NON SI SCOPRE MA SI PUò REGALARE La scienza o è tale e dunque positiva o non è scienza La laicità o è rispetto degli altri di tutti gli altri anche di quelli che si vuole convincere o non è laicità ma intolleranza FULVIO TESSITORE O ggi è tutto diverso: a causa dei lavori la stagione sinfonica è ridotta di due terzi e di quella lirica si attende il programma.

È agli arresti domiciliari, niente messa - emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: esercizio della libertà religiosa e nell'adempimento delle pratiche di culto dei cattolici". Di fronte alla nuova richiesta, il gip di Sondrio ha leggermente corretto il suo primo provvedimento, concedendo all'indagato di "comunicare con un ministro del culto cattolico". In soldoni, ha permesso a un prete di visitare l'indagato nella sua abitazione.

Evita l'amputazionegrazie alle staminali ( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: questo originale intervento è stata data solo ieri dagli esperti del Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche dell'Università Cattolica di Campobasso. La paziente, che aveva un'ischemia irreversibile, cioè una carenza di sangue all'arto inferiore che l'avrebbe portata all'amputazione, ha trovato proprio nel grande e invisibile lavorio delle cellule "

Il commossoaddioa vittorio foa ( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Molti i leader della sinistra presenti alla cerimonia laica di commiato a Foa: da Massimo D'Alema a Sergio Cofferati, da Piero Fassino a Fausto Bertinotti. "Vittorio era l'uomo più moderno della sinistra che io abbia mai conosciuto", ha detto Veltroni, che ha insistito sull'ottimismo di Foa, un modello da seguire.

Le coppie di fatto ai tempi dell'inquisitore ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sono storici di formazione laica, mentre De Gregorio guarderà l'argomento di questo libro per qualche verso "laicista", da un punto di vista cattolico. L'autore, nato a Procida, oltre a insegnare alla Federico II nel Dipartimento di Discipline storiche, collabora con l'archivio arcivescovile da molti anni.

Da veltroni a epifani l'addio della sinistra a foa "era il più moderno tra noi" - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: addio della sinistra a Foa "Era il più moderno tra noi" Commozione alla cerimonia laica davanti alla Cgil con Bertinotti, D'Alema, Cofferati ALESSANDRA LONGO ROMA - In una bella giornata di sole, Vittorio Foa riceve il saluto di chi gli voleva bene e lo stimava. Congedo laico, sulla scalinata della sede della Cgil nazionale a Roma.

Consigliere gay dell'Udc fa outing poi lascia il partito: mi hanno emarginato ( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico e moderato", le cose sono cambiate, Villa è stato "emarginato " e oggi non si sente più rappresentato nelle sue posizioni "politiche e ideali". Tutto è iniziato a settembre quando le diverse organizzazioni gay hanno annunciato di aver scelto Genova come sede della manifestazione nazionale dell'orgoglio omosessuale indicando anche una data,

Moschea a Cairo, trattative aperte ( da "Stampa, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tendono a sottolineare che questa sorta di passo indietro non dev'essere inetsa come razzismo, o fondamentalismo laico o cristiano contro i mussulmani e le loro esigenze di avere un luogo di ritrovo e preghiera; così come nessuno invoca problemi di ordine pubblico, anche se tra gli inquilini del palazzo si ammette che la scelta di corso Dante non era considerata la più opportuna.

Una collana per capire e comunicare al malato ( da "Stampa, La" del 23-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'

Abstract: Associaizone Medici Cattolici, l'Agenzia regionale per i servizi sanitari Piemonte e Ieo Milano. L'iniziativa, voluta dalla Fondazione per la cura dei tumori con l'adroterapia (presidente Ugo Amaldi, segretario Gaudenzio Vanolo) ha già partorito un volume: "Riflessioni sugli aspetti psicosociali in oncologia", edito da Mercurio,

<Solo due cattolici al governo Nel Pdl regna la massoneria> ( da "Riformista, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tra i suoi pubblicisti c'è il presidente emerito "Solo due cattolici al governo Nel Pdl regna la massoneria" Parla Cossiga. "Ho votato Pd ma oggi non so più che cos'è. Veltroni dura perché non sanno chi mettere al suo posto". E su Berlusconi: "L'unico a potergli succedere è Tremonti". L'errore di Letta il giorno del voto.

CITTADINI NON SI NASCE SI DIVENTA ( da "Stampa, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Forse insegnanti in scuole con molti studenti cattolici, ebrei o musulmani cercheranno modi per naturalizzare la democrazia all'interno di tradizioni che sono state nei fatti ostili ad essa, ma io sarei per favorire un confronto onesto con le forme di governo - di re o preti o saggi religiosi - preferite dalla religione.

Gli ebrei e la controversa figura di papa pio xii - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il timore di danneggiare i cattolici tedeschi, l'educazione antisemita che prevaleva nei seminari e nelle scuole cattoliche. C'è però a mio giudizio un elemento che assume, anche in quel contesto, carattere dirimente. Dopo l'infame razzia degli ebrei romani (16.10.1943) Pio XII non mosse ciglio sebbene i camion con i prigionieri sfilassero quasi sotto le sue finestre.

La scienziata antinazista che anticipò il femminismo - marco lombardi ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: investitura laica che, miracolosamente, non conflisse con l'affetto dimostratele dal futuro arcivescovo Ursi: a sancire una strana, affascinante, riconciliazione tra fede e ragione, negli ultimi anni di vita. Passaggio caratterizzato, talvolta, da una teatralità parecchio slava, di cui diede prova nel 1938, in occasione della visita di Hitler a Napoli.

I prof di scienze politiche "stop lezioni per un giorno" ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E mentre alla Cattolica la lista Ateneo studenti, vicina a Comunione e liberazione, appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è tenuta un'assemblea di 300 persone;

"non possono intromettersi nelle cose della chiesa cattolica" - marco politi ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ha negoziato gli accordi per lo status giuridico degli enti cattolici e per il trattamento fiscale della Chiesa cattolica (di cui il governo israeliano ancora non ha varato le norme di applicazione). Eminenza, come giudica l'intervento del ministro israeliano Herzog? "L'atteggiamento nella Santa Sede è di chi è un po' annoiato per l'intromissione da parte di autorità,

"inaccettabile santificare pioxii" il governo israeliano all'attacco - alberto stabile ( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un ministro dello Stato di Israele faccia un intervento con cui si ingerisce con un affare che, per la sua natura, è un affare interno alla Chiesa cattolica". Poi, la replica nel merito delle accuse mosse da Herzog. Il postulatore, infatti, si dice altrettanto stupito dell'affermazione secondo cui non vi sarebbe "alcuna testimonianza di alcun passo concreto adottato dal Pontefice"

Questo è un governo neoautoritario ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: "Su questo tema serve un approccio laico. È opportuno praticare forme di aggregazione democratica come una piazza civile ma ferma dove una forza di opposizione trova le sue ragioni per stare insieme. Al di là di motivi speciali per protestare contro qualcosa o qualcuno". Significa che non sarà un corteo "contro"?

Israele: inaccettabile fare santo Pio XII Il ministro Herzog: nel periodo della Shoah il Vaticano sapeva cosa succedeva in Europa Il promotore della causa di beatificazione: no a i ( da "Unita, L'" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ambasciatore ha replicato che "il Papa è il benvenuto in Israele, è stato invitato, e spetta a lui decidere tempi e modi, noi - ha concluso - non interferiamo in questo". La polemica non si attenua. La beatificazione di Pio XII è "un affare interno della Chiesa cattolica" e le affermazioni di Herzog appaiono come una "ingerenza".

La Sacra famiglia fra squali, marineria e figuranti medievali ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nostro itinerario parte da Cattolica, dove la rappresentazione della Natività è circondata da… feroci squali. è lo spettacolo a cui si potrà assistere al Parco Le Navi, che ha allestito un presepe subacqueo nella vasca dove nuotano undici squali Toro. Le statue che compongono il presepe, alte 60 cm, sono state realizzate in terracotta naturale da artigiani di Gualdo Tadino.

Se la notte è "rosa" il divertimento è assicurato ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Da Comacchio a Cattolica sarà festa dal tramonto sino all'alba. Tutto all'insegna del rosa In ogni angolo della Riviera ci sarà qualcosa di rosa a fare da trait d'union: dal cocktail, alle mongolfiere color confetto che voleranno in cielo, alle acrobatiche evoluzioni dei paracadutisti.

"Notte rosa", maxi festa sulla Riviera romagnola per il Capodanno dell'Estate ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: da Comacchio a Cattolica, sarà festa dal tramonto all'alba. Una lunga festa colorata di rosa in ogni suo aspetto, con mille e più eventi e ospiti di eccezione, per celebrare l'ospitalità e la gentilezza di una terra che ha saputo raggiungere, in oltre 160 anni di storia (il primo stabilimento balneare fu aperto nel 1843) un livello di eccellenza nel settore turistico.

Riviera romagnola: si alza il sipario su "Incontri di mare 2007" ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolica saranno i teatri di questo racconto, lungo un'intera estate. Ogni Comune metterà in risalto la propria vocazione, artistica e marinara, connotando con una tematica il programma di “Incontri di mare”. Arte, teatro, musica, gastronomia Per promuovere davvero lo spirito dell'Emilia Romagna tutti gli appuntamenti saranno animati da compagnie teatrali ed artisti

"Un mare di sapori" per l'estate in Riviera ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il Parmigiano Reggiano A Cattolica e a Riccione – le date sono in fase di definizione – sulla spiaggia, di sera andrà in onda la cottura di una forma di Parmigiano Reggiano secondo la vecchia tradizione del fuoco a legna. Uno spettacolo garantito che proporrà altresì una mostra e la proiezione di filmati su questo formaggio unico al mondo.

Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: SABATO 26 CONVEGNO ALLA GAM Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici DOMENICO AGASSO JR "L'immaginazione al potere: luci e ombre del '68" è il titolo di un convegno organizzato per sabato 25 ottobre dal Liceo Faà Di Bruno, in collaborazione con altre sette licei cattolici di Torino: Maria Ausiliatrice, Sacra Famiglia, Edoardo Agnelli, San Giuseppe, Sant'Anna,

Libertà religiosa, per i cristiani è emergenza da Islamabad a Pechino ( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: inaugurazione della prima chiesa cattolica in Qatar. Pure in Africa permangono situazioni di gravi violazioni dei diritti umani. Negli Stati più islamizzati della Nigeria, ad esempio, continuano a diffondersi atti di intolleranza e di discriminazione religiosa nei confronti delle comunità cristiane: coloro che si sono convertiti al cristianesimo sono perseguitati e minacciati di morte.

E' la giornata del dialogo ( da "Stampa, La" del 24-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattoliche e protestanti della città. Nella Sala Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23 i protagonisti del dibattito "Conoscerci per costruire convivenza e pace" sono Enrico Peyretti della chiesa cattolica, il pastore Paolo Ribet della chiesa evangelica valdese, padre Rosu della chiesa ortodossa romena e due esponenti musulmani:


Articoli

Razzismo, le reticenze della chiesa cattolica (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

DIVINO Razzismo, le reticenze della chiesa cattolica Filippo Gentiloni Il problema degli immigrati sta mettendo in crisi non solo lo stato ma anche la chiesa. Nessuno può chiamarsene fuori o delegare a altri. Gli episodi di razzismo più o meno evidente e diffuso chiamano inevitabilmente in causa l'educazione, la mentalità, la civiltà: proprio quegli aspetti che nel nostro paese si dichiarano cristiani. Lo sono veramente? Il problema è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. Con alcune punte più vistose e tragiche. Basti pensare, da una parte, ai tragici sbarchi a Lampedusa e dintorni, e, dall'altra, alla vita nei campi rom che a decine circondano le nostre città. Ogni giorno episodi di razzismo più o meno diffuso, anche se spesso nascosto. Proprio il contrario di quella accettazione - carità - che l'educazione cristiana - cattolica - degli italiani dovrebbe favorire. Non che la chiesa non intervenga. Lo stesso pontefice invita "a essere solidali con questi nostri fratelli e sorelle, perché la chiesa è aperta a tutti, formata da credenti senza distinzione di cultura e di razza". Ma sul problema dell'immigrazione e della razza il cattolicesimo interviene con una certa debolezza, soprattutto se si confrontano gli interventi contro il razzismo con altri interventi, più decisi e vigorosi. Penso, fra gli altri, a quelli contro l'aborto o anche contro certi atteggiamenti intorno al testamento e alla morte. Come anche agli interventi che mettono la custodia della famiglia tradizionale in primo piano.In questi casi il cattolicesimo ufficiale interviene più decisamente. Eppure il razzismo colpisce direttamente al cuore lo spirito cristiano. Come mai una certa debolezza cattolica? Forse il desiderio di non contrastare il mondo della Lega che si proclama e cattolico e anche razzista. Nel mondo della Lega si arriva a proporre classi scolastiche separate. Il ministro Maroni: "Il governo non sottovaluta i recenti episodi di razzismo, ma bisogna evitare strumentalizzazioni". Forse una certa reticenza cattolica è dovuta al desiderio di non contrastare più decisamente il governo di centrodestra che promette di mantenere - e anche di accrescere - i vantaggi del cattolicesimo nel paese. In realtà alcune voci di stampa parlano di una "tensione strisciante" tra governo e Vaticano, dovuta proprio al razzismo. Ma in realtà fra gli oppositori del razzismo i cattolici non sempre figurano in primo piano.

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Pio XII e la fabbrica dei santi (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Miguel Gotor Pio XII e la fabbrica dei santi La Santa Sede ama i tempi lunghi e i passi felpati, in materia di santità e non solo. E dunque l'autorevole smentita di padre Lombardi delle parole del gesuita Gumpel, postulatore del processo di canonizzazione di Pio XII, merita di essere sottolineata, insieme con la volontà di Benedetto XVI di continuare a fare di quella causa "oggetto di approfondimento e riflessione". Quest'increspatura non è solo il segno di una frizione estemporanea riguardante la diplomazia tra gli Stati e subito ricomposta, né il frutto dell'inopportuna quanto comprensibile reazione di un sacerdote che ha dedicato buona parte della sua esistenza a un obiettivo che vede forse allontanarsi per sempre dal proprio orizzonte di vita. In realtà, è anche il sintomo di un movimento più profondo che concerne la "politica della santità" della Sede apostolica negli ultimi quarant'anni, dal Concilio Vaticano II fino ai nostri giorni. In quella assise epocale fu deciso di delineare i contorni di una vocazione universale alla santità e si auspicò la possibilità di un suo esercizio multiforme e quotidiano che investisse non solo i sacerdoti, ma anche il mondo dei laici "tutti invitati a perseguire la santità e la perfezione del proprio stato". A partire dalla svolta conciliare, due fenomeni contraddittori, ma bilanciati, hanno caratterizzato l'attività della cosiddetta "fabbrica dei santi", costituendo un'anomalia significativa se confrontata con la plurisecolare tradizione ecclesiastica precedente, molto cauta in materia di canonizzazioni. In primo luogo, Giovanni Paolo II ha deciso di proclamare da solo più della metà delle proposte agiografiche elaborate dal 1588 in poi dai suoi 37 predecessori: 1.338 beati e ben 482 santi. Inoltre, il Novecento è diventato il secolo in cui si sono avviati più processi di canonizzazione in onore di Pontefici: su 8 Papi, ben 6 hanno avuto una causa aperta e, a partire dal 1939, proprio da Pio XII, tutti i successori si trovano avviati all'onore degli altari o già beatificati, come Giovanni XXIII. Insomma, l'apertura alla santità universale ha portato a una moltiplicazione mai vista prima di proposte agiografiche, che rischiano di svilirsi nella loro autorevolezza carismatica; ma questa spinta diffusa è stata controbilanciata da un parallelo investimento gerarchico e verticistico sulla sovranità pontificia. Si tratta dell'inevitabile conclusione di un processo di centralizzazione normativa e burocratica che ha consegnato, a partire dal 1588, con l'istituzione della Congregazione dei Riti, le chiavi di accesso della santità nelle mani del Papa. Gli esiti, oggi, possono essere paradossali: il Pontefice decide della santità del suo predecessore, con buone speranze di vedere il proprio successore fare lo stesso con lui, in una catena agiografica in cui sembra delinearsi qualche conflitto di interessi di troppo. Ovviamente, il fenomeno non è solo di natura normativa, ma anche di carattere culturale e finisce con l'offrire l'immagine di una Chiesa di Roma arroccata intorno alla figura del suo Pontefice e però impoverita della molteplicità e della ricchezza dei modelli esemplari di vita cristiana esistenti nella società. Anche sotto questo profilo, il modo di procedere di Benedetto XVI in merito alla causa di Pio XII appare assai saggio. La santità è un modello universale di fede e di comportamento proposto pubblicamente ai fedeli, ma nel caso di papa Pacelli la volontà di canonizzarlo si è ormai trasformata in una battaglia in cui sembrano prevalere l'ideologia e la politica piuttosto che la dimensione religiosa e spirituale. Un atto che già sembra destinato non a unire, bensì a dividere. Nell'attuale temperie storica sembrerebbe più opportuno lasciare l'esperienza umana di Pio XII, con le sue complessità, difficoltà, ricchezze e tensioni, al libero giudizio degli studiosi e alla privata devozione dei fedeli. E, forse, accettare che non tutti i pontificati, proprio come le ciambelle, riescono necessariamente col buco, ossia con l'aureola. Meglio guardare avanti con fede e speranza a nuove proposte agiografiche perché, come ha scritto la poetessa Alda Merini in L'altra verità, "la santità è di tutti, come di tutti è l'amore".

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"pio xii controverso ma la targa del museo è davvero eccessiva" - renato caprile (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca La didascalia La percezione Il rabbino Rosen: la questione ora è in mano agli storici "Pio XII controverso ma la targa del museo è davvero eccessiva" Pacelli fu una figura controversa, ma non è vero che non fece nulla contro la deportazione degli ebrei italiani Noi pensiamo che il suo silenzio sia stata una mancanza, ma comprendo che ciò irriti i cattolici RENATO CAPRILE DAL NOSTRO INVIATO TEL AVIV - Il rabbino David Rosen è l'uomo del dialogo inter-religioso, già responsabile per conto del ministero degli Esteri israeliano delle relazioni con il Vaticano e dei rapporti tra cattolici e mondo ebraico. A lui abbiamo posto alcune domande sulla "crisi" diplomatica innescata dall'"irriguardosa" didascalia a corredo della foto di Pio XII al museo Yad Vashem di Gerusalemme. Rabbino Rosen, che pensa di quella didascalia? "Ritengo che sia, come dire, alquanto problematica. Se non ricordo male, da un lato vi è scritto che Pio XII è stato una "figura controversa", ma al tempo stesso si afferma che è stato a guardare e non ha fatto nulla per salvare gli ebrei durante l'Olocausto. Il che, storicamente parlando, non è la pura verità". Si riferisce alla taglia di 50 chili d'oro imposta dai tedeschi agli ebrei romani dopo l'8 settembre '43, alla quale papa Pacelli contribuì con 20 chili, all'apertura delle porte del Vaticano a un certo numero di ebrei in fuga? "Certo anche a queste cose e ad altre informazioni di cui oggi siamo in possesso. Sappiamo che molti conventi che ospitavano ebrei chiesero e ottennero la sua approvazione nella loro opera di salvataggio. è assai probabile che Pio XII fosse convinto di non essere rimasto con le mani in mano, ma è evidente che le nostre percezioni sono differenti. Noi, in quanto ebrei, abbiamo la sensazione che non abbia fatto abbastanza e che il suo silenzio sia stata una mancanza, un fallimento morale. Penso tuttavia, che il modo con cui Yad Vashem definisce le cose urti davvero i cattolici, anche quelli più critici, e che ciò non contribuisca all'interesse né di Yad Vashem né a quello del popolo ebraico". E allora qual è la soluzione? "Si deve fare in modo che la visita dei cattolici a Yad Vashem abbia un'influenza pedagogica positiva. Ritengo, quindi, che la cosa non sia poi così saggia. Come non è saggio minacciare conseguenze diplomatiche. Il modo corretto di trattare la questione è attraverso un convegno di storici, che tentino di stabilire che cosa sia davvero possibile chiarire e che cosa no. La tesi che finché gli archivi del Vaticano rimangono chiusi noi non sapremo tutto è, a mio avviso, un sofisma. è vero che dobbiamo pretenderne l'apertura per accertare la verità storica, ma qui si tratta di una divergenza di vedute nell'interpretazione soggettiva della situazione di quel periodo. E in ogni caso si impone una domanda: se Pio XII avesse potuto fare e avesse fatto ciò che non ha fatto, le cose sarebbero andate diversamente?". Ritiene che questa tensione possa creare un frattura nelle relazioni tra Israele e il Vaticano? "No, nel modo più assoluto. La questione della dicitura di Yad Vashem è materia di discussione già da quattro anni e penso che la Chiesa stia semplicemente tentando in diversi modi di fare pressione su Yad Vashem. Sarebbe stato saggio se Yad Vashem avesse accettato di discutere la cosa in passato. Mi sembra di avere capito, da fonti del Ministero degli Esteri israeliano, che oggi c'è una certa disponibilità a farlo". E che pensa dell'intervento assai critico su papa Pacelli del rabbino capo di Haifa, ospite al sinodo dei vescovi a Roma? "Ciò che ha detto di fronte al Sinodo mi è sembrato piuttosto saggio ed indiretto, ed era d'uopo in quel foro. Nelle interviste ai giornali, invece, è stato un po' troppo "diretto", ma qui abbiamo il solito, vecchio problema se sia nato primo l'uovo o la gallina". (Ha collaborato Mila Rathuss ).

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Il prete di strada "spesso la chiesa è troppo timida" - concita sannino (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Il colloquio Il prete di strada "Spesso la Chiesa è troppo timida" CONCITA SANNINO DAL NOSTRO INVIATO POMPEI - Don Antonio Palmese, un prete come lei impegnato nella trincea culturale e pastorale dell'antimafia, si riconosce nella scelta di Papa Ratzinger? "Questo silenzio sulla camorra, in un momento di massima esposizione mediatica, io lo colgo come carezza e balsamo. Carezza perché è quel sostegno che si fa percepire al di là della parola. E balsamo: perché la Parola che Ratzinger ci ha consegnato, "non stancatevi di lavorare con passione in questa terra", è uno sprone a fare che va al di là della denuncia, cioè verso la giustizia. Che coincide, per noi, con il regno di Dio". Don Palmese, 50 anni, referente campano di Libera, braccio destro di don Luigi Ciotti, è prete di parole limpide e coraggiose. A Napoli porterà, il 21 marzo prossimo, la giornata nazionale della Memoria per le vittime delle mafie. Lei si è più volte battuto contro le timidezze di certa Chiesa. L'anno scorso, dinanzi alla tomba di don Peppino Diana, prete ucciso dalla mafia a Casal di Principe, c'era solo la sua voce e quella dei laici a onorare quel sacrificio. "Sì, ci sono state timidezze. è anche per superarle che, il 19 marzo prossimo, con il sostegno del cardinale Sepe, celebreremo nel Duomo di Napoli una veglia con testimonianze in sua memoria, con i giovani, i vescovi. Per vincere vuoti, indecisioni, anche posizioni sbagliate". Dal Papa non era lecito attendersi un incoraggiamento più esplicito a favore di chi si schiera dalla parte dei giusti? "Guai a far calare la voce alta della Chiesa. Ma c'è un tempo della denuncia e un tempo del silenzio. Così come esiste un'antimafia gridata, che può persino dare fastidio; e c'è quella sociale, che punta a sottrarre i patrimoni ai padrini di ogni clan, che mira al riutilizzo sociale di quei beni. Questa è l'antimafia di cui abbiamo bisogno per crescere, come cittadini e come cristiani". Lei pensa che non servirà anche un grido a squarciare la notte di Gomorra? "Anche. Ma penso soprattutto al proverbio orientale: "E' preferibile accendere un fiammifero nella notte anziché limitarsi a maledire l'oscurità"".

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SARKOZY (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-10-20 num: - pag: 25 categoria: BREVI SARKOZY Il pubblico e il privato Caro Romano, il grande Emil Cioran, in uno dei suoi libri, sottolineò la differenza di comportamento tra Luigi XIV (duro verso i Giansenisti) e Luigi XV (tollerante verso gli Enciclopedisti), e qualcuno commentò che l'uno aveva nel suo letto la cattolica Maintenon e l'altro la "illuminista" Pompadour. Oggi si trova sorprendente la "tolleranza" di Sarkozy, marito della radical-chic Carla Bruni, verso la nostra brigatista. La spiegazione giusta a volte è la più banale... Rosalino Sacchi lino.sacchi@alice.it Sarkozy ha dimostrato di avere, nei momenti decisivi, la stoffa di un uomo di Stato. Ma temo che nel corso della sua presidenza avrà sempre la tendenza a confondere il pubblico e il privato.

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Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

DAL 18 UNA SETTIMANA DI FUNZIONI Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni Il quartiere si prepara a vivere con grande intensità l'anniversario della parrocchia Il 26 ottobre la processione DOMENICO AGASSO JR Da sabato 18 a domenica 26 ottobre si svolge la festa a Santa Rita per gli 80 anni della sua parrocchia-santuario (via Vernazza 38). La comunità si appresta così a vivere una settimana intensa di incontri e di avvenimenti a suggello dell'importante ricorrenza, per fare memoria di una realtà che dal 1928 è cresciuta insieme al quartiere che ne ha poi preso il nome, con il territorio e gli abitanti, rappresentando una parte fondamentale della storia di Torino. La manifestazione ha anche ricevuto il Patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 2 Santa Rita-Mirafiori Nord. Ecco il programma delle iniziative. Sabato 18 ottobre: alle 15,30 benvenuto della Banda municipale; alle 16 arrivo della delegazione da Cascia, accoglienza della reliquia di santa Rita, saluto delle autorità delle città di Cascia e di Torino; alle 17 celebrazione del rettore di Cascia; alle 21 in santuario, concerto d'organo e coro. Domenica 19 ottobre: alle 10,30 celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Torino card. Severino Poletto. Lunedì 20 ottobre: alle 21 "Giovani e fede, musica e i nuovi strumenti di comunicazione": incontro con mons. Domenico Sigalini (Vescovo di Palestrina e assistente nazionale Azione Cattolica) e con Marco Brusati (direttore generale Hope - Servizio nazionale per la pastorale giovanile Cei). Giovedì 23 ottobre: alle 10 Festa degli ottantenni (classe 1928, i nati con il santuario) e incontro con gli anziani del quartiere; alle 21 concerto dei ragazzi "La musica a scuola". Sabato 25 ottobre alle 21 presso il salone dell'oratorio concerto rock di Francesco Sportelli dal titolo "Tutto il cielo dentro ad un uomo solo" dedicato alla figura di papa Giovanni Paolo II. Domenica 26 ottobre alle 16 solenne processione di Santa Rita per le strade del quartiere, con la partecipazione del Card. Severino Poletto; alle 17 s. Messa. Durante tutta la settimana alle 10 e alle 17 sono previste celebrazioni con la reliquia di santa Rita da Cascia. Informazioni allo 011/329.01.69.

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Missione per conto di Dio (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

CONFESSIONI. Dal suo buen retiro fuori le Mura Vaticane, il cardinal Sottile ripercorre gli anni passati alla guida della Cei e al Vicariato di Roma. E ci sorprende col racconto di come divenne prete e delle passioni poco note, come quella per lo sport. segue dalla prima Mi hanno anche chiesto - spiega - di scrivere una sorta di diario della mia vita. Ma non lo farò. Mi dedicherò, invece, a un altro libro incentrato su Dio e sul nostro rapporto con Dio". Un rapporto, per Lei, suggellato anni fa quando divenne sacerdote. Come decise di farsi prete? Ho deciso in modo repentino. Nei mesi tra la fine dei miei diciassette e l'inizio dei miei diciotto anni di età. L'incontro fu quello con la realtà della Chiesa. Nel concreto, della parrocchia di San Giorgio a Sassuolo. In particolare con il sacerdote che seguiva i giovani: si chiamava don Dino Carretti. E con qualcuno di questi giovani. Ero da sempre credente. E avevo letto i Vangeli nel latino della Vulgata che mi era stata regalata da un altro sacerdote quando avevo tredici anni. Ma poi ho avvertito che Dio stava davvero al centro della realtà. E allora ho pensato che la via più ovvia per metterlo al centro della mia vita era dedicarmi a lui per così dire anche "professionalmente". Poi tutto è proseguito ed è avvenuto in modo molto naturale, in un modo che ancora adesso mi sorprende. Oggi lei guida il comitato per il progetto culturale della Cei. In cosa consiste questo lavoro? Consiste nel presiedere - che poi significa lavorare insieme - un comitato di tredici persone di cultura cattoliche, di competenza e estrazione diverse e farlo in stretta relazione con il servizio per il progetto culturale che nella Cei esiste già da tempo. Abbiamo due obiettivi principali: il primo è incrementare la presenza della cultura cattolica all'esterno. Il secondo obiettivo è quello di andare al cuore dei problemi nella linea indicata da Benedetto XVI con la formula "allargare gli spazi della razionalità". Questo vale non solo a proposito, ad esempio, del grande problema dell'emergenza educativa, ma vorrei fare anche un esempio meno legato apparentemente alla vita quotidiana: cioè il tema di Dio e il nostro rapporto complessivo con Dio. Tema che nella cultura di oggi sembra spesso periferico ma che, in realtà, è centrale e decisivo perché in base al nostro rapporto con Dio, e più concretamente in base alla convinzione che Dio esista o non esista, cambia tutta la prospettiva della nostra vita personale e sociale. Parliamo dell'impegno dei cattolici in politica. Anche il Papa ha detto parole in merito recentemente in Sardegna. Come dovrebbe dispiegarsi questo impegno? Con la libertà e la responsabilità proprie che appartengono ai credenti laici, ai cristiani laici. E con una coraggiosa fedeltà ai contenuti sostanziali di quella concezione della persona e della società che è messa in luce dalla fede ma che rispecchia e interpreta la realtà profonda dell'uomo riconoscibile dalla ragione. Di questi laici abbiamo davvero molto bisogno in Italia, ma anche in tutto l'Occidente e direi nel mondo. Se dovesse dire a cosa ha puntato maggiormente in questi anni di lavoro intenso per il Papa a Roma e per la Chiesa italiana alla Cei, cosa risponderebbe? Ho puntato sull'evangelizzazione. Anzi sulla missione, per essere più chiari. In due modi diversi. A Roma dove, in aiuto al Papa, avevo il compito del vescovo, ho lavorato perché le parrocchie, le case religiose, le associazione e i movimenti fossero concretamente missionari. E questo si è concretizzato nella "missione cittadina". Alla Cei non ci può essere questo contatto diretto con la gente dato che la Cei non può essere sostitutiva delle diocesi. Ma abbiamo puntato all'evangelizzazione della cultura e alla presenza cristiana nella società. Tutto ciò si è concretizzato nel progetto culturale, nell'impegno sulle grandi frontiere dell'etica e dell'antropologia. Sempre alla Cei però abbiamo anche sviluppato una riflessione comune sulle linee portanti dell'evangelizzazione oggi, ad esempio sulla parrocchia in un mondo che cambia. Quale era l'intenzione del Papa riguardo alla Cei? L'intenzione di Giovanni Paolo II era che la Chiesa italiana divenisse più coraggiosa riguardo al ruolo della fede per dare senso e direzione alla vita personale e alla vita collettiva. Poi venne la diocesi di Roma? Le indicazioni del Papa riguardavano due grandi direttrici. La prima: configurare la diocesi di Roma sulla base dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II, un'ecclesiologia di comunione. E anche far emergere il ruolo che questa diocesi ha in quanto diocesi del Papa. E questo si è concretizzato nel Sinodo diocesano di Roma, iniziato già dal cardinale Ugo Poletti il quale, devo dire, ha avuto un ruolo fondamentale per far assumere una più precisa coscienza diocesana a Roma. La seconda direttiva fu quella di dare alla diocesi uno slancio missionario, di evangelizzazione. Tutto questo si può riassumere con le parole di Giovanni Paolo II: "Parrocchia cerca e trova te stessa fuori di te stessa". Nell'ultima prolusione al consiglio permanente della Cei, il presidente Angelo Bagnasco ha insistito sul fatto che oggi in Italia occorre rispondere al bisogno educativo dei giovani. Perché la Chiesa parla così tanto di emergenza educativa? È stato lo stesso Benedetto XVI a lanciare questo tema rivolgendosi alla diocesi di Roma già a partire dal convegno diocesano del giugno 2006. E poi il messaggio è stato ripetuto più volte fino alla lettera indirizzata dal Papa ai cristiani di Roma in febbraio e all'ultimo convegno del giungo 2008. L'educazione è questione cruciale per la crisi in atto, ma soprattutto perché si tratta della formazione dell'uomo. Farsi carico anzitutto noi adulti di questa responsabilità è qualcosa di irrinunciabile. È una responsabilità in cui è coinvolta la Chiesa come la società tutta, oltre alla famiglia, alla scuola e alle altre realtà dedicate più specificatamente all'educazione. È quindi una responsabilità di cui la società deve diventare consapevole. Alla radice del problema però c'è la questione dell'uomo. Non si può educare l'uomo se non si ha fiducia nel valore dell'uomo stesso: nella sua unicità, nella sua libertà, intelligenza, capacità di essere responsabile. Quindi se manca nella società e nella cultura una chiara e autentica visione dell'uomo, l'educazione per forza di cose entra in crisi. Lei disse che il discorso che il Papa fece alla curia romana il 22 dicembre del 2005 nel quale mise l'attenzione sulla corretta ermeneutica che occorre dare ai lavori del Concilio Vaticano II fu uno dei discorsi destinati a lasciare il segno? Secondo lei oggi la Chiesa ancora deve apprendere compiutamente cosa rappresentò il Concilio? C'è sicuramente ancora bisogno di un grande lavoro di assimilazione del Concilio, lavoro che non è certo finito. Ma questo lavoro va fatto secondo due linee fondamentali. La prima è quella indicata dal Papa: la linea dell'ermeneutica della riforma e della continuità, non della rottura. La seconda linea riguarda la consapevolezza che dal Concilio a oggi il contesto socio culturale mondiale è cambiato profondamente. È un conteso nuovo. E quindi gli orientamenti fondamentali del Vaticano II vanno rielaborati in rapporto a questo nuovo contesto. Su questa base diventa possibile l'incontro con il mondo di oggi: incontro positivo e anche critico. Cioè l'evangelizzazione del mondo contemporaneo, che è poi il grande obiettivo del Vaticano II come aveva scritto Paolo VI all'inizio dell'Evangelii Nunziandi. Paolo Rodari 20/10/2008.

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Lo scontro con Prodi (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 20-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Il libro di brancoli Lo scontro con Prodi Che i rapporti tra il cardinal Ruini e Romano Prodi fossero burrascosi, questa non è una novità. Basta ricordare lo scontro duro, durissimo in occasione del referendum sulla fecondazione assistita: il presidente della Cei aveva chiesto ai credenti di non andare a votare, per far mancare il quorum, mentre il Professore si definì "un cattolico adulto", cioè autonomo rispetto alle scelte delle gerarchie. Ma la rottura tra i due, questa è la novità, si consuma almeno un decennio prima, quando attorno alla candidatura di Prodi nasce l'Ulivo. A raccontarlo è Rodolfo Brancoli, uno dei più stretti collaboratori del Professore, nel suo ultimo libro "Fine corsa. Le sinistre italiane dal governo al suicidio". Scrive Brancoli: "Su quella candidatura avvenne la rottura personale tra Prodi e il cardinale Camillo Ruini, spezzando un legame forte e intenso nato a Reggio Emilia attorno a un circolo di giovani laureati di cui il futuro cardinale e Romano erano forti animatori". Le ragioni riguardano, appunto, il ruolo dei cattolici in politica: "Chi li conosce entrambi - prosegue Brancoli - dice che Ruini probabilmente aveva altri piani per Prodi, che lo vedeva alla guida di uno schieramento moderato che salvaguardasse, scomparsa la Dc, una presenza identitaria del cattolicesimo politico organizzato, ritenendo che il sistema bipolare non fosse destinato a mettere radici. L'opposto del Prodi bipolarista, che portava al governo i popolari, cioè i cattolici della sinistra ex Dc, assieme ai post comunisti". Il "duello" tra Prodi e Ruini diventa più acuto col governo dell'Unione. Sui Dico, ad esempio: Brancoli ricorda come per Prodi fossero un esempio di sintesi tra cattolicesimo democratico e cultura socialista; mentre la Cei scatenò "una violenta contestazione" attorno alla parola d'ordine dei "valori non negoziabili". Ma il contesto cambia per entrambi. Il governo Prodi è infatti più debole dell'Ulivo - e non solo per le divisioni sulla "questione cattolica" - e la strategia di Ruini di esasperare i conflitti tra laici e cattolici sembra non pagare più. È l'inizio della fine: "Vennero le elezioni - prosegue Brancoli - e si scoprì che ormai era finito, tutto intero, il cattolicesimo politico, anche nella sua versione clerico-moderata". La parola fine l'ha messa Berlusconi. Dicendo no all'alleanza con Casini, il Cavaliere relega l'Udc a un ruolo marginale e spegne "l'illusione centrista del cardinale". Conclusione (scrive Brancoli): "Prodi perse, ma perse anche Ruini". Alessandro De Angelis 20/10/2008.

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Foa, una vita - nello ajello (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura Foa, una vita è morto ieri a novantotto anni un grande protagonista del Novecento un giovane vecchio ottimista per la sinistra Sindacalista e politico è stato sempre aperto e impegnato nella costruzione del nuovo Nato nel 1910, antifascista, conobbe il carcere per otto anni e partecipò poi alla Resistenza Da ragazzo frequentò il Liceo D'Azeglio di Torino dove insegnava Augusto Monti Venne arrestato per la delazione dello scrittore Pitigrilli, specialista in simili mansioni NELLO AJELLO L'Italia ha perduto uno dei protagonisti politici più appassionati, uno dei testimoni più vitali della sua democrazia. Tale era Vittorio Foa, morto ieri a novantotto anni. La sua è una biografia intensa, a tratti febbrile. Durante la dittatura fascista egli fece parte di quel nucleo compatto di oppositori, che a Torino, la sua città, operavano sotto le insegne di Giustizia e Libertà. All'opposizione si sarebbe poi svolta gran parte della sua esperienza politica. Vide la propria gioventù � dai venticinque ai trentatré anni � tagliata in due dal carcere, per poi partecipare alla Resistenza come dirigente del Partito d'Azione. Fino a ieri, la presenza di Foa ha animato in vari ruoli politici o sindacali, o nelle vesti di osservatore molto ascoltato, la vita civile del nostro Paese. Ebreo, era esente da ogni settarismo confessionale. A proposito del dramma mediorientale, di cui con dolore percepiva la tragicità, dava anche di recente giudizi lucidi, scevri da malanimo. Da ultimo, quando la sua esperienza di militante ha ceduto al bisogno della riflessione e dell'elaborazione culturale, dai suoi interventi dai suoi libri emergeva una laica saggezza. Il quasi centenario che ieri si è congedato dalla vita venne a lungo giudicato, dai suoi amici e compagni più antichi, un esempio di precocità. Nato da una famiglia di buona borghesia, frequenta quel liceo D'Azeglio, dal quale proviene gran parte dell'élite democratica torinese, da Ginzburg a Mila, da Bobbio a Pavese. Vi insegnano grandi maestri, Augusto Monti, Umberto Cosmo, Zino Zini: maestri, oltre tutto, di antifascismo. Monti in specie continuerà a mantenere i contatti con i ragazzi del D'Azeglio, fra i quali Foa, anche dopo gli anni del liceo. Per suo conto, Foa è molto legato a Carlo Levi, il futuro pittore e scrittore, anche lui fervente antifascista. Intanto, non ancora quindicenne, egli si trasferisce per alcuni mesi a Parigi, dove lavora presso un'azienda commerciale. A ventun anni � luglio 1931 � si laurea in Giurisprudenza nella stessa sessione di laurea di Bobbio, con il quale compila talvolta, a quattro mani, dietro modesto compenso, qualche tesi di laurea per altri giovani torinesi. A ventitré anni entra nel movimento Giustizia e Libertà, ai cui Quaderni collabora con articoli apertamente critici sull'economia fascista e sul corporativismo; e ciò finisce per esporlo ai sospetti del regime. Nei rapporti di polizia riguardanti un super-ricercato, Franco Antonicelli, compare spesso il nome del giovane Foa, come un amico in odore di "complicità". Nel maggio del �35, i sospetti si addensano. Foa viene arrestato, nel quadro di una retata che investe, a Torino, l'intero gruppo dirigente di Giustizia e Libertà. A fare la spia, in particolare ai suoi danni, è stato lo scrittore Pitigrilli (pseudonimo di Dino Segre), specialista in simili mansioni. Segue, nel febbraio 1936, la condanna di Foa a quindici anni di reclusione. La cesura impressa alla sua vita dall'avventura carceraria non ne muta granché l'indole d'intellettuale riflessivo con una naturale inclinazione al sorriso. Lo dimostrano i messaggi che egli indirizza a casa dai vari istituti di pena che via via lo ospitano � le celle romane di Regina Coeli, il reclusorio di Civitavecchia, il carcere di Castelfranco Emilia � e che egli stesso raccoglierà nel 1998 per Einaudi, sotto il titolo Lettere dalla giovinezza. "Salute ed umore ottimi", si legge su quei fogli. La notizia vi ricorre insistente, anche quando s'intravedono nelle righe vari disagi fisici: dal raffreddore allergico al ben più allarmante morbo di Basedow. E' il modo che il detenuto Foa usa per tranquillizzare i suoi cari. Ma questo understatement carcerario nasce anche da un'avversione: quella maturata in cella leggendo i memoriali dei detenuti del Risorgimento. In particolare Le mie prigioni di Silvio Pellico. "Adesso Pellico fa la lagna", così Foa sottolinea qualche frase di quel carbonaro ottocentesco sulla via della conversione religiosa. Trova incoerente e penosa l'immagine di patriota baciapile che Pellico trasmette di sé. E decide di regolarsi all'opposto. Non sentirsi un derelitto. Meno che mai comunicare una simile sensazione all'esterno. Ecco le direttive preposte al comportamento di Foa e dei suoi compagni di cella. Ogni missiva da Regina Coeli è un inno all'amicizia. L'aver trascorso gran parte della gioventù in carcere accanto ad Ernesto Rossi e a Riccardo Bauer verrà sempre da lui citato come una incancellabile fortuna. Rispetto a quei due, che erano stati fra i massimi esponenti di Giustizia e Libertà, lui, di quindici anni più giovane, si sentiva un novizio. Lo abbagliava la loro leggenda di vecchi lupi di galera. Il senso dell'umorismo di Rossi e la pacatezza austera di Bauer gli sembravano una miscela preziosa, un antidoto alle malinconia della reclusione. Un altro compagno prigioniero, Massimo Mila, avrebbe raccontato in un saggio vivace pubblicato sul Ponte che a tenerli svegli, e perfino allegri, era una dose traboccante di autoironia. Usavano l'epiteto di "martire" per autocanzonarsi. "Martire Rossi, che tempo fa oggi?". "Martire Bauer, passami il sale". "Martire Foa, smettila di scrivere a casa". Nessun giornale entrava nella prigione. Non vi era ammessa la radio. Ma le notizie "pesanti" foravano le mura. "Ho sentito dire che è scoppiata una guerra", si legge in una lettera di Foa ai suoi (17 settembre 1939). Quella riga risulta censurata, a riprova che i guardiani non tollerano l'ironia. Man mano che il conflitto mondiale rivela il suo volto più atroce, le missive di Foa perdono l'effervescenza degli esordi: vi si coglie l'angoscia per i familiari, esposti alle insidie razziali. La guerra fascista va male, ma il recluso non sembra gioire in pieno dell'auspicato ritorno alla vita civile. Parla delle possibili "amarezze della libertà". Mezzo secolo più tardi, Vittorio Foa mi avrebbe raccontato in un'intervista il momento del passaggio fra la detenzione e i compiti politici che lo aspettavano "fuori": "Era l'agosto del �43 quando uscii dal carcere di Castelfranco Emilia. Provavo, dopo la lunga segregazione, un desiderio di silenzio e di solitudine. La sera stessa della liberazione, in un'osteria accanto alla prigione, stappammo alcune bottiglie fra amici. E mentre bevevamo vedemmo passare a ritmo di marcia una schiera di ragazzi armati: erano i giovani nazisti della divisione Hermann Goering. Appena una settimana dopo l'8 settembre mandai alla sede del Partito d'Azione un memoriale con una serie di proposte politiche". E' un nuovo inizio, difficile come previsto. Il partito d'Azione si dissolve subito dopo la Liberazione. I suoi militanti si spargono nelle file agitate di una sinistra non più relativamente coesa, com'era apparsa negli anni di vigilia. Uno spirito irrequieto come Foa, quasi vocato per destino a sentirsi in minoranza, rievocherà la diaspora azionista nel 1947, in un saggio intitolato Carlo Levi, uomo politico. E' una radiografia di quella forza politica che fin dagli inizi lasciava presagire una sorte effimera. "Ci dividemmo allora", scriveva Foa, "fra chi credeva nella tecnica politica e chi riaffermava il valore della poesia e della verità, e cademmo tutti insieme: i poeti (come Carlo Levi, Emilio Lussu, Guido Dorso e Ferruccio Parri) e i tecnici". Foa non specificava in quale delle due categorie si riconoscesse. Sta di fatto che tardava a trovare una collocazione soddisfacente nei ranghi di questo o di quel partito, o nelle file sindacali. Questo genere di peregrinazioni non appartiene soltanto a lui. Fra i sogni maturati nell'attesa e la realtà del presente � appesantito, fra l'altro, dallo stalinismo che incombe su una parte essenziale della sinistra � un'intera generazione di spiriti liberi e laici stenta a trovare la sua strada. A Vittorio Foa, nel lunghissimo dopoguerra che gli è toccato di vivere, non è mancato ciò che a tanti politici fa difetto: proprio quel senso poetico di cui parlava a proposito degli "azionisti" suoi amici. Ha sempre saputo scrivere bene, con incisiva chiarezza. Da Il Cavallo e la Torre a Questo Novecento, da La Gerusalemme rimandata a Passaggi, dalla conversazione con suo figlio Renzo intitolata Del disordine e della libertà al Dialogo che egli pubblicò nel 2003 avendo come interlocutore Carlo Ginzburg, i suoi libri compongono una lunga, dubbiosa recensione del secolo appena trascorso. Dubbiosa, soprattutto. Piena di domande, come ha notato una volta Cesare Garboli. Avara di risposte se non revocabili, a loro volta, in dubbio. Ciò che rendeva convincente il personaggio, fino a ieri, era proprio la sua capacità di sottrarsi al destino di Vecchio Grillo Parlante, diffusore di sentenze non controverse. Quando lo accusavano di aver rinunziato a certi estremismi della sua gioventù e maturità, rispondeva: "Il mondo è così cambiato che sarei uno strano tipo se non fossi cambiato anch'io". E soprattutto proclamava, ancora una volta, il sacro dovere di non lamentarsi. "Penso a questo secolo", così suonano alcune delle sue ultime parole. "Non finisce mai. Tutto si ripete a non finire. C'erano una volta delle belle ideologie e sono venute meno: come facciamo?". E si rispondeva: "Se invece di piangere come orfanelli criticassimo sul serio quelle che non erano ideologie ma semplici frivolezze, potremmo finalmente entrare nel futuro. E dare anche un senso al passato". Che per un combattente è un modo molto leggero � poetico, appunto � di dettare la propria lapide.

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"Chi è lo straniero?" La Caritas si interroga (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 21-10-2008)

Argomenti: Laicita'

INTEGRAZIONE. INCONTRO VENERDI' "Chi è lo straniero?" La Caritas si interroga "Chi è lo straniero?" L'associazione Piazza d'uomo, insieme alla Caritas Diocesana e all'associazione Pacefuturo, affronteranno quest'argomento venerdì sera, alla luce dei recenti episodi di cronaca, delle norme del pacchetto sicurezza in discussione al Parlamento e da prese di posizione di esponenti del mondo culturale e religioso. L'appuntamento è per le 21 nella Casa dei Popoli e delle Culture in via Novara 4 a Biella. Relatore della serata sarà don Giovanni Perini, direttore della Caritas e promotore di iniziative di integrazione e di solidarietà verso gli immigrati. "Abbiamo deciso di organizzare quest'incontro - spiega l'associazione Piazza d'uomo-, perché siamo preoccupati nell'assistere a un clima crescente di ostilità nei confronti degli immigrati, che si manifesta in diverse forme". Non si tratta della prima iniziativa dell'associazione in merito alla questione: già nel mese di luglio Piazza d'uomo aveva divulgato una lettera (disponibile sul sito www.fratellimigrati.splinder.com), in cui affermava la necessità di proseguire le scelte concrete di accoglienza messe in atto, il valore della conoscenza e del rapporto con il diverso da noi e la sostanziale unità della famiglia degli uomini. "Riteniamo faccia parte della vocazione di noi laici cristiani prendere posizione, esprimere valutazioni sulle vicende sociali e politiche italiane - coclude l'associazione -, interpellando l'intera comunità cristiana e promovendo iniziative volte a favorire il confronto sulla realtà dell'immigrazione. Pensiamo sia utile, adesso, continuare la riflessione e andare alla radice della vita di fede, la Parola di Dio ricercata nella Bibbia, per cogliere qual è l'idea di straniero che la tradizione cristiana propone".

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Le radici democratiche (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 21-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura A Torino Le radici democratiche Nasce nel 1910 a Torino da una famiglia della buona borghesia ebraica e laica (nella foto con i genitori, a destra, insieme ai fratelli Anna e Beppe). Qui frequenterà il liceo D'Azeglio, da dove proviene l'élite democratica, da Ginzburg a Mila, Bobbio, Pavese.

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INCONTRI Piovono libri Conferenza (ore 17) su cesare pavese, "quell'antico rag (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

INCONTRI Piovono libri Conferenza (ore 17) su "cesare pavese, "quell'antico ragazzo"". Intervengono Lorenzo Mondo, Mariarosa Masoero e Roberto Cerati. Biblioteca Reale, piazza Castello 191 I MartedìSera "Le cose buone a Torino e Provincia": ne parla alle 21,15 Paolo Massobrio, presidente nazionale del Club Papillon conBarbara Ronchi della Rocca. Unione Industriale, via Vela 17 Acquarelli Alle 17,30 conferenza su "Pittura in Piemonte nell'800. Gli acquarelli" a cura di Piergiorgio Dragone, docente dell'Università di Torino. Museo Accorsi, via Po 55 Impressioni botaniche Conferenza, ore 17,30, della pittrice Gianna Tuninetti dal titolo "L'uso dell'acquarello". Ingresso libero. Museo Regionale di Scienza Naturali, via Giolitti 36 Labirinti Domani alle 9, La Venaria Reale e il Progetto Polymath, organizzano un incontro, per studenti e insegnanti delle medie inferiori e superiori, dedicato al labirinto nei suoi collegamenti non solo con la matematica - in particolare con la Topologia - ma anche con il gioco, la storia, l'arte. E' il momento conclusivo dell'esperienza dei labirinti realizzati ai Giardini della Reggia. Politecnico, corso Duca degli Abruzzi 24 Festa del libro S'intitola "Il ritorno di Giovannino Guareschi un classico del '900", la serata (ore 21) dedicata all'uomo, allo scrittore, ai film che hanno reso popolari i personaggi dei suoi racconti. Presentano Fabio Trevisan militante Alleanza Cattolica, Alessandro Gnocchi studioso e scrittore, Luca Finatti critico cinematografico. Orbassano, piazza Vittorio Veneto CONVEGNI Generazioni Si aprono alle 9,30 i lavori del convegno "Le opportunità formative del fumetto nella didattica interculturale e il valore educativo del progetto Approdi". Centro Multifunzionale, corso Francia 285 LIBRI Gli appuntamenti Nel libro "Bernardette e Lourdes" che viene presentato stamane alle 10, Michele Cénnamo e Franco Vaudo ricostruiscono fedelmente la vita eccezionale di una donna semplice e la società del suo tempo. Modera l'incontro il giornalista Marco Bonatti, direttore del settimanale della Curia torinese la voce del Popolo. Interviene l'assessore Giovanna Pentenero. Unione Industriale, via Fanti 17 Teenager Andrea Bajani presenta (ore 18) "Domani niente scuola", un reportage ironico sull'Italia dei teenagers. Interviene Giovanni Tesio. La Feltrinelli, piazza Cln 251 Piovono libri in tram Alle 15,30, presentazione sul tram, in viaggio attraverso le vie del centro cittadino, del libro "Patate, latte e castagne. Storie e ricette dell'alta Val Tanaro" di Savina Acquarone. Letture a cura dell'attore Matteo Brancaleoni. Organizza la Biblioteca della Regione. Via Bertola 10 Filosofia del vino Roberto Cipresso e Giovanni Negri presentano alle 18 il loro libro "Vinosofia". Enoteca Rossorubino, via Madama Cristina 21 Storia della Lega Presentazione (ore 18) del libro "Romanzo Padano" di David Parenzo e Davide Romano. Intervengono, fra gli altri, il sindaco Sergio Chiamparino e Luca Ricolfi. La Libreria, via Roma 80 Romanzo breve Viene presentato (ore 21) il romanzo di Enrico Lupano "Pellediluna". Con l'autore interviene la scrittrice Elena Varvello. Libreria Massena28, via Massena 28 SPETTACOLI Cabaret Alle 22,30 "41, nessuno e centomila" con i migliori artisti del Cab 41. Cab 41, via Fratelli Carle 41 MUSICA Schubert La pianista Inger Soedergren e Nathalie Stutzmann, voce contralto, si esibiscono in concerto alle ore 21. In programma, musiche di Franz Schubert. Organizza l'Unione Musicale. Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni CINEMA Sguardi in macchina S'inaugura alle 18 con "Grido" di Pippo Delbono, la rassegna di film in dialogo con gli spettacoli del Teatro Stabile e in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Il film viene presentato dal regista Pippo Delbono, da Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema e da Evelina Christillin, presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Cinema Massimo, sala 2, via Verdi VARIE Inaugurazione Alle 17, cerimonia d'inaugurazione dell'Istituto Confucio di Torino. Gli Istituti Confucio sono enti di carattere culturale creati in collaborazione con il Ministero per l'Educazione della Repubblica Popolare Cinese. Via Po 18, primo piano CORSI Suoni e voci Aperte le iscrizioni ai corsi musicali per l'anno 2008/2009 dal Centro Jazz Torino. Sono previsti corsi per: sassofono, clarinetto, tromba, trombone, pianoforte, contrabbasso, basso elettrico, batteria, chitarra. Ma anche canto e tecnica vocale. Info: tel. 011/884.477. Centro Jazz Torino, via Pomba 4 a cura di Elena Del Santo giornonotte@lastampa.it.

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La ministra: "i miei figli a scuola pubblica" ma i suoi colleghi preferiscono il privato - carmelo lopapa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Rotondi: "Voglio che ricevano una buona educazione cattolica". Giovanardi: "Purtroppo a Modena il liceo salesiano ha chiuso" La ministra: "I miei figli a scuola pubblica" ma i suoi colleghi preferiscono il privato CARMELO LOPAPA ROMA - Si fa presto a dire scuola pubblica. Ministri e onorevoli poi ci pensano due volte prima spedirvi i propri, di pargoli. Dice: "Voglio avere figli in futuro. E li iscriverò a una scuola pubblica di qualità". Nei giorni dell'assedio, il ministro Mariastella Gelmini decide di giocare la carta dei sentimenti e in un'intervista molto personale al settimanale Donna moderna assicura che, sebbene per adesso solo fidanzata, se e quando avrà figli li manderà negli istituti statali. Ora, si vedrà se l'annuncio-promessa farà cambiare idea al milione e passa di operatori della scuola pubblica che si ritengono vittime dei suoi tagli e della sua riforma. Quel che è certo è che l'outing sull'istruzione dei figli (potenziali) non è affatto in linea con il trend, diciamo così, dei suoi colleghi di governo. Perché in tanti hanno preferito spedirli dai privati, specie se scuole cattoliche. Chi per le elementari, chi per le medie, chi soprattutto per le superiori. è storia ormai archiviata di quest'estate la bocciatura del maturando Renzo Bossi proveniente dall'istituto religioso e imbattutosi nella commissione inflessibile del liceo scientifico pubblico Bentivoglio di Tradate, salvo ripescaggio dal Tar. "Io li manderei pure nella scuola pubblica - spiega Gianfranco Rotondi, ministro per i Rapporti col Parlamento e padre di tre bimbe - L'anno prossimo Mariangela di 5 anni, la più grande, dovrà iniziare il suo percorso, ma mia moglie teme che nella scuola pubblica difficilmente riceverebbe l'educazione cattolica che io e lei abbiamo ricevuto. Perché, checché ne pensino in Vaticano dopo il mio ddl sulle coppie di fatto, io i precetti della Chiesa faccio di tutto per seguirli". Come d'altronde il sottosegretario alla Presidenza, Carlo Giovanardi, scuole elementari dalle suore della Casa Famiglia di Modena e medie dai Salesiani. Ai suoi tre figli ha fatto frequentare la medesima elementare cattolica. "Ma poi medie e superiori in istituti pubblici, anche perché a Modena i salesiani hanno dovuto chiudere, vittime delle difficoltà che in questo Paese incontrano le scuole cattoliche, col conseguente monopolio e impoverimento della scelta formativa". Pubbliche fino alle medie e poi superiori dai privati per Dario e Pietro, i due figli di 26 e 28 anni del sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso: "Perché sono due modelli validi entrambi. L'importante è che si possa scegliere in base alle proprie esigenze, senza pregiudizi". Qualche pregiudizio lo ha la senatrice radicale Donatella Poretti. Alice, due anni e mezzo, una battaglia per l'asilo nido a Montecitorio già alle spalle nella passata legislatura, frequenta appunto un nido privato, "ma ho dovuto girare non poco per evitare che finisse in uno gestito dalle suore. Non confessionale ma nel quartiere Prati, purtroppo non in centro dove io lavoro. Sono per il pubblico, ma spesso si è costretti ad altro". "Scuoletta Arcobaleno di impostazione steineriana" (come quelle scelte per i loro figli da Veronica e Silvio Berlusconi), per la piccola dell'ex ministro Pd Giovanna Melandri. Opzione privata, per ora, nel quartiere romano di residenza. All'istituto San Giuseppe vanno da generazioni in famiglia Tajani. Ma Antonio, commissario Ue ai Trasporti, dopo le scuole medie ha spedito il figlio in un liceo statale ai Parioli. Pubblico e solo pubblico per Miranda di 20 anni e Costanza di 15 in casa Finocchiaro. La capogruppo Pd al Senato non ha mai tentennato: "Scelta dettata da tradizione di famiglia".

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Lo charme di letta (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Spettacoli Il premier e Putin Lo charme di Letta I cattolici Vilipendio tour è la vendetta per chi non parla di torta per chi non parla di fetta, per chi non è sedotto dallo charme di Gianni Letta Berlusconi e Putin? Lui lo va a trovare in Sardegna, vedono uno spettacolo di Apicella e del Bagaglino fino a notte fonda Oggi il contributo dei cattolici al dibattito pubblico è scarso. Si litigano i morti. Sei morto quando si ferma il cuore o il cervello?.

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Regione, amianto a peso d'oro la bonifica costa 700mila euro (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VII - Genova Durante l'estate negli uffici del Consiglio vennero trovati alcuni pannelli Regione, amianto a peso d'oro la bonifica costa 700mila euro La Regione dovrà pagare qualcosa come 700 mila euro per bonificare dall'amianto gli uffici di via D'Annunzio 113 dove l'estate scorsa, durante dei lavori di manutenzione, erano stati trovati un paio di pannelli con amianto a quanto pare non inertizzato. La notizia non avrebbe nulla di curioso se non fosse che la Regione non è proprietaria di quei locali ma li ha presi in affitto dal fondo Immobiliare Catullo (gruppo assicurazioni Cattolica) e soprattutto se non fosse che ad intimare all'ente (e non ai proprietari dell'immobile) l'esecuzione dei lavori che riguardano la struttura dell'edificio è la Asl 3. Che è come dire: la stessa Regione. La Asl infatti dopo i sopralluoghi negli uffici, dove peraltro l'Arpal ha certificato che i livelli di amianto sono ampiamente dentro alla norma, ha inviato alla Regione un documento in cui intima il monitoraggio dei livelli di amianto, la quantificazione del materiale presente e la bonifica che essendo dunque prevista in una prescrizione della Asl diventa obbligatoria anche se il monitoraggio fosse stato negativo. Il fatto però è che la Asl invia la prescrizione solo alla Regione e non ne invia una copia ai proprietari da cui l'ente ha preso in affitto l'immobile. La morale è che a pagare sarà la Regione, che dovrà anticipare i quattrini nella speranza di potersi rivalere in futuro con la proprietà. Gli uffici in questione sono quelli di via D'Annunzio dove hanno sede l'urbanistica, l'ambiente e lo sviluppo economico. In tutto si tratta di circa 250 persone che durante i lavori dovranno essere spostate. Dove? L'estate scorsa l'assessore alle finanze G. B. Pittaluga aveva opzionato alcuni uffici in via Ravasco: dunque, la Regione nel periodo dei lavori pagherà anche un doppio affitto. E c'è anche un altro risvolto: la Asl 3 è la stessa che nel 1995, quando la Regione prende in affitto quegli uffici, certifica che l'immobile è completamente bonificato.

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Rete del futuro e quarta corsia autostrade investe 6,1 milioni - valerio varesi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XI - Bologna Rete del futuro e quarta corsia Autostrade investe 6,1 milioni "Dobbiamo essere rapidi, ogni giorno che passa può voler dire un morto in più" VALERIO VARESI Società autostrade punta sull'Emilia Romagna 6,1 miliardi di euro per ammodernare la rete e ben 5 rappresentano ampliamenti di corsie. L'assessore ai Trasporti Alfredo Peri azzarda anche una data di inizio dei cantieri: entro la fine del 2010. Un anno prima, invece, dovrebbero cominciare i lavori per la terza corsia tra Rimini e Cattolica, ma questo fa parte di un programma precedente. è il responsabile sviluppo di Autostrade Gennarino Tozzi a illustrare il programma degli interventi il quale prevede la quarta corsia tra Modena nord e Piacenza sulla A1 e tra Bologna e lo svincolo per Ravenna sulla A14, nonché la terza corsia sulla A13. Inoltre le intenzioni sono di realizzare anche la nuova Romea, la bretella Campogalliano-Sassuolo e la Ferrara-mare, tutt'e tre con la formula del project financing consentendo ai privati investitori di rientrare dall'investimento con nuovi pedaggi. Infine, ci sono i vecchi cantieri da chiudere, come il casello di Crespellano, il raccordo tra quest'ultimo e la Bazzanese e il nodo di Casalecchio. Se Autostrade potrà lavorare con le proprie aziende (la "Pavimental", per esempio, direttamente controllata) i lavori procederanno con rapidità. Se, invece, dovrà procedere ad appalti esterni, tutto sarà più complicato. "Dobbiamo essere rapidi perché ogni giorno che passa senza ammodernare può voler dire un morto in più, congestione e inquinamento" spiega Tozzi. Non solo. Autostrade più ampie, secondo uno studio della stessa Autostrade, significa meno code e una diminuzione dell'inquinamento. Uno studio effettuato sull'Autosole tra Barberino del Mugello e Firenze nord ha dimostrato che con la terza corsia è diminuito del 18% l'ossido di carbonio, del 22% l'ossido di azoto, del 28% le sostanze organiche e del 24% le polveri sottili. Tutto questo grazie all'eliminazione delle code. Analoghi risultati sono stati ottenuti sulla A4 Milano-Bergamo, mentre la quarta corsia sulla A1 tra Bologna e Modena ha portato a un calo del 70% delle ore di coda per incidente, a una diminuzione del 60% dei blocchi del traffico, a una discesa del 24% degli incidenti nonché del 40% dei morti. Dati positivi anche dalla terza corsia dinamica del tratto bolognese della A14. Qui sono calati del 25% gli incidenti, del 9,4% le ore di blocco del traffico e del 50% il tempo perso. Complessivamente quasi tutta la rete autostradale della regione cambierà aspetto. Peri, oltre alla nuova Romea promette anche una manutenzione straordinaria della famigerata E45 Cesena-Orte attualmente in condizioni disastrose con un tasso di pericolosità altissimo. SEGUE A PAGINA V.

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Consultori e difesa della legge 194 la regione approva le linee guida (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XI - Bologna LA DIRETTIVA Consultori e difesa della legge 194 La Regione approva le linee guida Le linee guida regionali sulla 194 sono arrivate all'epilogo. Dopo l'approvazione in giunta, il provvedimento ha concluso il suo percorso costellato da varie polemiche. Ma "il confronto - afferma l'assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni - è stato a volte difficile, ma sicuramente di merito e costruttivo". Sia fra le forze politiche, sia con le organizzazioni del mondo femminile "con le quali abbiamo l'impegno di continuare il confronto sulle tematiche più generali di politiche socio-sanitarie di genere". Nella direttiva si sancisce il rilancio dei consultori familiari emiliano-romagnoli. E, al tempo stesso, si codifica il rapporto tra consultori e associazioni di volontariato "laico, cattolico e di altri orientamenti culturali e religiosi, nel rispetto della libera scelta della donna e delle competenze pubbliche di aziende sanitarie e comuni". Ma, si legge in una nota della Regione, "la donna che si rivolge al consultorio sarà informata di tutte le opportunità di intervento e, qualora espressamente richiesto, si attiverà anche il collegamento con le organizzazioni di volontariato da lei stessa indicate". Per le donne che scelgono di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza, i consultori "collaborano con gli ospedali e con i servizi ambulatoriali per garantire tempestività e continuità dell'assistenza e la necessaria dotazione di personale non obiettore".

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Bari si mobilita alla sala murat staffetta di lettori per saviano - antonio di giacomo (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina I - Bari L'iniziativa Bari si mobilita alla sala Murat staffetta di lettori per Saviano ANTONIO DI GIACOMO Bari legge Gomorra. Per esserci, per schierare la propria voce dalla parte di Roberto Saviano, basterà andare alla sala Murat. Venerdì sera, a partire dalle 20, prenderà forma una sorta di orazione civile, una lettura laica, senza null'altro aggiungere, delle pagine di Gomorra, il mai abbastanza discusso libro di Saviano. Mentre sul sito di Repubblica si moltiplicano le adesioni all'appello di solidarietà per lo scrittore - oltre 140mila ieri sera - l'invito a questo reading di Gomorra arriva da Nicola Laforgia, assessore alle Culture del Comune di Bari. "è stata un'iniziativa - spiega - nata in maniera spontanea, per esprimere la vicinanza della città a un ragazzo che non solo ha perso il bene della libertà nella vita di tutti i giorni ma che ora corre il rischio di scivolare nell'isolamento". SEGUE A PAGINA X.

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Pellicole per capire e scoprire la Turchia (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

È in corso di svolgimento al Cinema Detour la prima edizione di Grand Tour, una rassegna che presenta al pubblico romano una selezione di film in collaborazione con diversi festival internazionali. Si è iniziato, dal 17 al 29 ottobre, con la Turchia: in collaborazione con il Bursa International Silk Road Film Festival, giunto alla terza edizione, vengono presentati film che possono offrire un assaggio del cinema turco contemporaneo, accanto a incontri e conferenze. Gli ultimi due appuntamenti della rassegna saranno - entrambi in collaborazione con il Festival internazionale del Film di Roma - lunedì 27 e mercoledì 29 ottobre. Nel primo sarà presentato "Takva" di Özer Kiziltan, viaggio nei tormenti di un islamico alle prese con le proprie pulsioni peggiori. La proiezione sarà preceduta da un intervento di Iclal Aydin Margariti sul ruolo della religione nella Turchia contemporanea, il più laico dei paesi musulmani che negli ultimi anni ha visto rifiorire sentimenti fondamentalisti. "Yanlis Zaman Yolculari" di Aren Perdeci sarà invece presentato mercoledì 29 alla presenza di Canan Cemali, protagonista femminile e sceneggiatrice del film. Associazione culturale - Cineclub Detour - Via Urbana 47/a Telefono: +39 06 45490845 email: cinedetour@tiscali.it Federico Pedroni.

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Consulta, Frigo mette d'accordo tutti (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)

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N. 253 del 2008-10-22 pagina 0 Consulta, Frigo mette d'accordo tutti di Laura Cesaretti Dopo 19 mesi la fumata bianca. Anche l'opposizione vota il penalista bresciano indicato dal Pdl come giudice costituzionale. Schifani: "Spero che inizi il disgelo". Pecorella: "Bruciato da una trappola della sinistra" Roma - Che la scelta fosse caduta su di lui lo ha saputo lunedì sera: una telefonata "a tarda ora", ha raccontato, una notte di riflessione e ieri mattina Giuseppe Frigo ha sciolto la riserva e accettato, "non senza emozione", la candidatura a giudice della Corte costituzionale. Eletto ieri sera con 690 voti. Si è sbloccata l'impasse, la Consulta è tornata a ranghi completi e come ha rilevato "con vivo compiacimento" il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio a Schifani e Fini, si è posto fine "a un grave ritardo". La decisione finale l'ha presa il premier in persona, dopo che il veto dell'opposizione e i franchi tiratori della maggioranza avevano affossato la candidatura di Gaetano Pecorella e le divisioni interne a Forza Italia, partito cui spettava la designazione del giudice costituzionale, mettevano a rischio di veti incrociati altri nomi più "politici". Così la scelta è caduta su un "esterno" di rango, un tecnico di fama, ex presidente delle Camere penali e "garantista erga omnes, al di sopra dei sospetti", come spiegava ieri a un attento Massimo D'Alema il diessino Vincenzo Siniscalchi, membro laico del Csm. E l'ex premier annuiva: "Potevano scegliere molto peggio", concedeva. L'appoggio delle opposizioni a Frigo era d'altronde scontato, dopo il no a Pecorella, e il voto favorevole del Pd è stato annunciato formalmente ieri pomeriggio. Ma Walter Veltroni mette subito le mani avanti: bene Frigo, ma "non c'è alcun baratto tra la Consulta e la Vigilanza Rai, e voglio dire che continueremo a votare Orlando, perché sono inaccettabili pregiudiziali verso una forza politica". Per quanto riguarda il Pd, insomma, e nonostante le sollecitazioni che arrivano pressanti dalla maggioranza, la partita della Commissione di vigilanza resta bloccata sul candidato dell'Idv, che per ora Veltroni non ha intenzione di mollare. "Qualcosa si sbloccherà dopo la manifestazione del 25 ottobre", ripetono dal suo partito. Mentre dal Pdl Donato Bruno accusa: "Mi sembra evidente che si stia facendo un gioco non trasparente. Avevano proposto di ritirare Orlando se si fosse ritirato Pecorella, mi sembra invece che una certa posizione sia diventata granitica". Antonio Di Pietro ieri ha fatto annunciare che anche il suo partito avrebbe votato per Frigo: un modo per rendere ancora più difficile al Pd lo "scaricamento" di Orlando. E comunque, con la questione Abruzzo ancora aperta e la manifestazione del Circo Massimo alle porte un dietrofront sulla Vigilanza sarebbe politicamente troppo oneroso. Senza contare che a quel punto Idv reclamerebbe un posto nel Cda Rai a spese di Veltroni. Meglio temporeggiare ancora e cercare nel frattempo un accordo con la maggioranza su tutta la partita Rai, a cominciare dalle nomine che contano, presidente e direttore generale. "Noi - spiega un dirigente del Pd che segue da vicino la materia - non abbiamo alcun interesse a uscire da questa vicenda, ora che la questione Consulta è risolta, trasformando Orlando nel martire della democrazia e il simpatico Di Pietro nel censore dei nostri inciuci". La speranza di Veltroni, dunque, è che il Pdl riapra la trattativa su tutto il pacchetto Rai e che alla fine (concordato il presidente "di garanzia" della tv pubblica, e incassato il futuro dg) si rassegni a digerire anche Orlando. Certo, la maggioranza nei prossimi giorni potrebbe anche "farci qualche scherzetto", votando per la Vigilanza un nome dell'opposizione, dal radicale Marco Beltrandi a un esponente Pd. Ma "non conviene neppure a loro, visto che poi quella stessa commissione dovrà votare a maggioranza qualificata il nuovo Cda". Il presidente del Senato Schifani auspica che il voto bipartisan sulla Consulta segni "l'inizio del disgelo, e sia una tappa utile a un percorso di apertura del confronto". Ad accelerare la soluzione di una vicenda che si trascinava da 18 mesi è stata anche l'iniziativa dei radicali, che ieri hanno applaudito la scelta di Frigo: "Lo voteremo con convinzione". Dopo l'ennesima fumata nera, lunedì sera - capeggiati dalla vicepresidente del Senato Emma Bonino - hanno occupato l'aula di Montecitorio. I cinque deputati e tre senatori hanno passato tutta la notte sugli scomodi scranni dell'emiciclo, fino alla nuova seduta comune delle Camere di ieri mattina. Al termine della quale il presidente Fini ha invitato i tre "infiltrati" del Senato ad abbandonare l'aula, invocando il "rispetto delle regole". Di fronte alla resistenza passiva dei radicali, la seduta è stata sospesa e i tre (Bonino, Perduca e Donatella Poretti) sono stati sollevati di peso dai commessi e depositati su un divano del Trasatlantico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Da Pavia a Firenze, la carica dei baroni anti-Gelmini (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 253 del 2008-10-22 pagina 3 Da Pavia a Firenze, la carica dei baroni anti-Gelmini di Nino Materi Il catastrofismo dell'Associazione docenti universitari: "Le scuole statali scompariranno" "Obiettori universitari". A prescindere. Il decreto-Gelmini li ignora, ma loro si schierano comunque "contro". Contro cosa, non si sa; ma contro chi, è ben chiaro: il ministro della Ricerca. L'Università di Pavia, ad esempio, ieri è scesa in trincea attaccando le "scelte del governo in materia scolastica". L'annuncio è arrivato nel corso di un'assemblea svoltasi nel cortile del rettorato. In particolar modo il Senato accademico dell'ateneo pavese "manifesta un vigoroso dissenso contro le attuali scelte del governo". Poca importa che il governo - in materia universitaria - abbia "scelto" poco o nulla. Una protesta del tutto virtuale, su provvedimenti puramente ipotetici. Primo esempio: "La drastica riduzione del fondo di finanziamento ordinario, nel corso dei prossimi cinque anni". Peccato che non sia stato deciso alcuna "drastica riduzione"; secondo esempio: "Il blocco del turnover al 20% che impedirà il rinnovamento del corpo docente e ridurrà pesantemente le possibilità di carriera di dottorandi, ricercatori e professori associati". Anche su questi aspetti la Gelmini ha offerto ampie garanzie. Ma gli "obiettori cronici" preferiscono non tenerne conto. A dare manforte agli "obiettori per partito preso" di Pavia sono i loro colleghi di Firenze: "Le manifestazioni in atto hanno cause totalmente condivisibili, cioè la difficoltà ad immaginare un futuro per l'Università con la drastica riduzione delle risorse da parte dello Stato", ha dichiarato il rettore dell'Università di Firenze, Augusto Marinelli. Che però lascia aperta una porta al dialogo: "Come ateneo fiorentino abbiamo avviato per questo un dialogo con la Regione e con il ministero". Intanto l'Associazione docenti universitari (Adu), Cgil, Cisl, Uil, l'Unione degli universitari (Udu) e altre 8 sigle hanno stilato una "piattaforma programmatica" (da anni se n'erano perse le tracce, ndr) per l'università, contro "i recenti provvedimenti legislativi e quelli annunciati". Provvedimenti che, "se non bloccati, determineranno la scomparsa dell'università pubblica". Avete letto bene: "la scomparsa dell'università pubblica". Tra i principi fondanti della "piattaforma" c'è proprio "la natura pubblica del sistema universitario", il suo ruolo sociale e la sua "natura cooperativa e partecipata, laica e razionale". Sindacalese allo stato puro. Ma il meglio deve ancora arrivare. Queste, nel dettaglio, le richieste dei firmatari del documento: "Il sistema di finanziamento delle università deve essere basato su una previsione pluriennale di crescita che avvicini l'Italia alla media Ocse e gli atenei non devono essere usati per fare cassa". Insomma, l'esatto contrario, del modello universitario che ha più successo nel mondo. I firmatari affrontano anche il nodo del diritto allo studio: "L'università dovrebbe svolgere un ruolo di mobilità sociale". Traduzione: tutti in piazza per protestare. A prescindere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La moschea si schiera a difesa del parroco (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

IL MUSULMANO Reportage Moncalieri Petizione al cardinale Cinquecento musulmani firmano contro il trasferimento di don Marini "Il prete è un uomo buono, mandarlo via sarebbe ingiusto" La moschea si schiera a difesa del parroco PIERANGELO SAPEGNO MONCALIERI Il primo che ha messo la sua firma è Mohamed el Yandouzi, con la sua bella pancia rotonda e il sorriso di chi s'è appena tagliato una morbida fetta di manzo da incartare nella macelleria di Rashid. Anche il parrucchiere ha firmato, el Houssine, e anche suo nipote Yassin, e il giovane Younes, il fratello di Mohamed, che studia economia e commercio all'Università, se Allah lo vuole, come Anissa, che fa linguistica. Hanno firmato tutti, pure Rashid, col suo pizzetto sotto il labbro: "Solo Elyass che ha 4 anni non l'ha fatto". Ma Dio è grande e lui lo sa. Entro sera sono già 500 le firme di musulmani, rumeni e italiani. Almeno 300 sono magrebini: "Molti di prima generazione, e molti di seconda, come noi, che siamo ormai più italiani che marocchini", spiega el Yandouzi. Il fatto strano è che scrivono al cattolicissimo arcivescovo di Torino, e che gli parlano come dei fedeli, e gli chiedono solo di non mandare via un sacerdote di Borgo San Pietro, don Ruggero Marini. E che glielo domandano così, come in una preghiera comunitaria, una supplica quasi medioevale, con toni persino ingenui, così spontanei: "Siamo un piccolo frammento della Comunità parrocchiale rimasta improvvisamente senza la sua Voce. L'amarezza, il dolore e lo sconcerto che stiamo vivendo reclamano delle risposte. È a Lei, Cardinale Poletto, che noi, in nome di un personale Bene defraudato, chiediamo da Figli, non solo conforto, ma soprattutto chiediamo di capire". Per capire, non è così semplice. "Questo prete è un uomo buono", dice Mohamed el Yandouzi, che è il presidente della moschea. Gli vogliono così bene che una volta all'anno vanno addirittura a leggere il Vangelo nella sua chiesa Anni 70, che sta su corso Roma, con la navata spoglia e la preghiera scritta a caratteri cubitali, "Chi mangia questo pane vivrà in eterno", di fronte a tutti questi squallidi palazzi dell'immigrazione, edifici di color ruggine buttati in mezzo alle strade di periferia, fra la polvere, i binari spezzati e i cavalcavia delle tangenziali. "Se ce lo mandano via è ingiusto", dice Mohamed. E dice che possono permettersi di dirlo anche loro, "perché tutti gli uomini buoni sono al servizio del Signore". Tutto cominciò quando costruivano la moschea, e la Lega e Borghezio sfilavano davanti con 300 maiali e gli insulti, e lui venne a difenderli. Da allora fanno la festa dell'amicizia tutti gli anni, vanno ai battesimi insieme, fanno la partita di calcio islamici contro cattolici, come se fossero scapoli e ammogliati ("e vincono sempre loro", dice el Houssine, il parrucchiere). Ma don Marini non è solo questo, come spiega Marisa Di Stefano, che è la segretaria del Consiglio Pastorale e forse pure l'autrice della lettera firmata dai musulmani: è quello che gestisce lo Sportello Pio, che aiuta i poveri a pagare i loro debiti, e la Caritas a Moncalieri, e la Mensa dei Poveri, e il Banco Alimentare. "È il prete scomodo che ha tuonato contro la mafia dei calabresi e gli affari sporchi dei politici e dei massoni", amato dai musulmani ma anche dagli alpini, il sacerdote che denunciò con violenza "la piaga dei preti omosessuali. E gli risposero guardi don Ruggero, non si preoccupi. Lei faccia il prete". È anche quello che fece una predica a favore di Papa Ratzinger e gli anarchici gli imbrattarono la statua della Madonna e lo attaccarono su internet chiamandolo "prete nazista". Oggi succede che il parroco di Borgo San Pietro, storico quartiere degli immigrati di Moncalieri, 23 mila abitanti e una grande colonia di extracomunitari, rumeni, slavi e marocchini, ma anche di malavitosi, il quartiere dove venne ritrovato incaprettato e murato il boss Toni Musumeci, dove si nascondono il capo della 'ndrangheta di Torino e il solista del mitra, succede che questo parroco finisca per ricevere una solidarietà trasversale: i musulmani, i fedeli cattolici, gli umili e i potenti. Anche il sindaco, Angelo Ferrero, "un brav'uomo cresciuto a pane e Dc", come lo descrivono in Comune, lo difende: "Di sicuro ci saranno delle buone ragioni se hanno preso questa decisione. Ma in questo caso ci sono anche dei progetti avviati che devono essere portati a termine, e io prego il vescovo di ripensarci". Se chiedi a lui di spiegarti questa strana comunione, raccogli appena un sorriso. Lo becchiamo quando scende di corsa i gradini sul sagrato, e gli facciamo vedere la lettera e le firme. E le domande che rivolgono al vescovo: "Perché Voi Eminenza non avete mai appoggiato le battaglie del nostro Parroco? Quali pressioni ci sono dietro questa scelta?". Glielo chiediamo, mentre sfugge. "Ne sto prendendo atto anch'io adesso", risponde. "Non lo so davvero. Posso dire quello che ho detto ai miei fedeli durante la messa. In un momento particolare della mia vita, perché ho appena perso la mamma, il vescovo mi ha chiesto se volevo andare a La Loggia. Ho detto di sì. Per una questione di umiltà e di amore. E anche l'obbedienza è una forma di amore". Ma el Yandouzi dice che è sbagliato se le loro feste dovranno finire, e dice persino che vorrebbe continuare a leggergli il Vangelo in chiesa. Don Ruggero ha una barba grigia e un sorriso stanco. Così alla fine dice l'unica cosa che conta, anche se non vuole parlare: "Io non uso molto la testa. Ma uso il cuore". Non è un peccato. Ma forse è una colpa?.

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Convegno storico sul Marchesato (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

FINALE LIGURE SABATO A SANTA CATERINA Convegno storico sul Marchesato [FIRMA]AUGUSTO REMBADO FINALE LIGURE Finale Ligure ricoprì un ruolo molto importante all'interno del sistema imperiale asburgico, e fu oggetto di contesa tra le potenze d'antico regime per più di due secoli. "Partendo da questo dato, si è voluto dar spazio a relazioni che collochino la vicenda storica del Marchesato nel suo giusto contesto internazionale, e in particolare che affrontino l'argomento locale per sviluppare riflessioni di carattere più generale, tenendo conto della congiuntura politica-economica di lungo periodo. In un certo senso, Finale diventa la ''scusa'' per poter parlare di diplomazia europea, di equilibri politici, di questioni logistico-militari, di guerra di corsa, della discussione giuridica sullo status nobiliare". Flavio Menardi, direttore della civica biblioteca, presenta le finalità del convegno storico in programma dalle 10 alle 18 di sabato nell'Oratorio De' Disciplinanti di Finalborgo. Il titolo dell'incontro è "Finale fra le potenze di antico regime. Il ruolo del marchesato sulla scena internazionale". Ad organizzarlo il Comune in collaborazione con l'Università di Genova, la Società Savonese di Storia Patria e la Fondazione De Mari. "Questa giornata di studi ha una sua impronta metodologica ben precisa. Non un tradizionale convegno comunale di storia locale, di taglio erudito e con scopi smaccatamente celebrativi, ma l'occasione per discutere di tematiche di ampio respiro partendo da una comune e specifica esperienza storica. Con due obiettivi ben precisi: intanto quello di "svecchiare" la storia finalese, liberandola dai vecchi luoghi comuni e sgombrando il campo dalle leggende municipalistiche; in secondo luogo quello di "sponsorizzare" gli studi sulla Finale moderna, e di dar loro un indirizzo di ricerca (oltre che dei riferimenti storiografici nuovi)", sottolinea e conclude Menardi. Le relazioni presentate al convegno saranno di Riccardo Musso (Soprintendenza archivistica per la Liguria), Cinzia Cremonini (Università Cattolica Milano), Mario Rizzo (Università di Pavia), Paolo Calcagno (Università di Verona), Luca Lo Basso (Università di Genova), Andrea Lercari (Istituto internazionale di studi liguri Sezione ingauna) e Marco Leale (Società savonese di storia patria).

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Consulta, dopo 18 mesi arriva Giuseppe Frigo (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 22-10-2008)

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Illuminazione pubblica Piano da un milione di euro (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 22-10-2008)

Argomenti: Laicita'

BIELLA. CONVENZIONE COMUNE ENEL SOLE PER MODERNIZZARE LA RETE Illuminazione pubblica Piano da un milione di euro La sostituzione di 4 mila lampade consentirà risparmi per 87 mila euro l'anno [FIRMA]MAURIZIO ALFISI BIELLA Perfettamente in linea con il grande dibattito a livello europeo sulla riduzione delle fonti d'inquinamento, l'amministrazione Barazzotto presenterà all'approvazione del prossimo Consiglio comunale un progetto di ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica con un cambiamento importante per quanto riguarda la gestione. Dei 7707 punti luci esistenti in città, 2266 sono di proprietà comunale e i restanti 5341 sono di Enel Sole. Fino ad oggi, quindi, il Comune ha provveduto alla gestione dei suoi impianti con una apposita squadra di tecnici e operai, in forza al all'Ufficio tecnico: "Un metodo che oggi non è più né pratico né economico - sottolinea il vice sindaco Diego Presa - anche perché ogni volta che si rendeva necessario intervenire in una strada bisognava capire se il lampione era nostro o dell'Enel.Di qui la decisione di voltare pagina". Essendo Enel Sole proprietaria dei 2/3 della rete d'illuminazione pubblica, il Comune ha chiesto alla società era interessata a gestire tutta la rete e partecipare ad un progetto di ammodernamento dei punti luci finalizzato alla riduzione dell'inquinamento luminoso e dei costi energetici. "Enel Sole ci ha presentato un progetto che prevede costi inferiori alle tabelle Consip, la società di indirizzi strategici del Ministero dell'Economia e delle Finanze, e del 17% alle tabelle regionali - precisa Presa -. La convenzione ventennale prevede investimenti per ammodernamenti alla rete di illuminazione pubblica per un milione e 200 mila euro di cui 400 mila a carico di Enel e 800 mila del Comune. Dovranno essere sostituite 4 mila lampade di vecchia costruzione con bulbi di ultima generazione ad altissimo rendimento (potere illuminante superiore del 46% ma in linea con le norme antinquinamento luminoso). Il costo annuo di ammortamento per il Comune sarebbe di 60 mila euro a fronte di una minore spesa annua per costi di elettricità pari a 87 mila euro su un totale di 679 mila euro. Con un utile, quindi, per le casse comunali di 27 mila euro l'anno. Lo smantellamento della squadra comunale sarà graduale. Uno dei due operai sta per andare in pensione, l'altro resterà con altri incarichi".

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Portella e la dc il '47 visto da foa - vittorio foa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina X - Palermo PORTELLA E LA DC IL '47 VISTO DA FOA L'intellettuale della sinistra fu a Palermo nel '77 per parlare di "Una strage per il centrismo": De Gasperi e la politica antioperaia VITTORIO FOA Con il convegno "Portella della Ginestra: una strage per il centrismo", svoltosi a Palermo il 4 e 5 giugno 1977, il Centro siciliano di documentazione, successivamente intitolato a Giuseppe Impastato, cominciava la sua attività. Il convegno nasceva dalla necessità di avviare un'analisi fuori dagli schemi celebrativi di un evento che si inscriveva in un contesto nazionale e internazionale. Le relazioni furono svolte da Nicola Gallerano, Umberto Santino, Lisa Foa, Aldo Brigaglia, , Anna Rossi Doria, Claudio Pavone. Il Centro siciliano di documentazione pubblicò una parte degli Atti, nel fascicolo Ricomposizione del blocco dominante. In occasione della scomparsa di Vittorio Foa pubblichiamo stralci della sua relazione interesse per lo studio dell'Italia del 1947 è fortemente sollecitata dall'attualità politica. Due soli esempi: Portella della Ginestra appare come un test importante del ruolo politico del banditismo, cioè dell'utilizzazione di un banditismo politico al fine del consolidamento di un blocco di potere, ma la rottura dell'alleanza dell'unità democratica, la questione in generale dell'unità democratica, della sua validità e della sua rottura, cioè del governo tripartito che fu al centro della vita politica di quell'anno, presenta degli elementi stimolanti ai fini della valutazione della situazione attuale, cioè delle alleanze politiche tra Partito comunista e Democrazia cristiana, e in genere della linea del compromesso storico. Ma proprio perché ci sono delle sollecitazioni di attualità allo studio del '47, credo che abbia ragione Pavone, quando introducendo un dibattito in corso sul "Quotidiano dei lavoratori", ammoniva a non fare trasposizioni meccaniche, a non vedere il '47 con gli occhi di oggi, o cercare, peggio ancora, di affrontare i problemi di oggi alla luce delle esperienze del '47. Io credo che il modo migliore di capire il '47, anche nelle nostre necessità di milizia politica, è non per analogie, ma proprio per differenze, per specificità. Quanto più noi vediamo il '47 per quello che era veramente nelle sue differenze profonde con la situazione attuale, tanto più riusciamo a comprendere gli elementi di fondo, di continuità fondamentale che esistono nei processi storici. L'Italia del '47 era, inutile dirlo, totalmente diversa da quella di oggi: era diversa come condizioni materiali, come sviluppo di rapporti internazionali, nei soggetti politici, anche quando essi hanno lo stesso nome di allora, si chiamano Partito comunista, Partito socialista, Democrazia cristiana, sono cose diverse da quelle che erano allora. Che cosa ha significato nella storia politica italiana il '47? Il '47 ha visto due cose fra loro strettamente legate: la prima è la definizione formale, attraverso il Piano Marshall, della collocazione internazionale dell'Italia nella sfera occidentale; la seconda è la definizione formale del blocco dominante politico-economico verificatasi attraverso la rottura dell'unità democratica, cioè la fine del governo tripartito nel mese di maggio di quell'anno e la costruzione centrista, con l'incorporamento dei socialdemocratici, dei liberali, nel governo Dc, il governo De Gasperi-Einaudi. Queste due manifestazioni così clamorose, del Piano Marshall e della rottura dell'unità democratica, non sono che manifestazioni esplicite di processi che erano in atto da molto tempo, direi anche durante la Resistenza, sia per quello che riguarda la collocazione internazionale dell'Italia, sia per quello che riguarda la formazione del nuovo asse di dominio attraverso la Dc. Era un processo di formazione presente già durante il fascismo, durante gli anni Trenta: La Dc si costruisce sotto la cornice del fascismo, attraverso la Fuci e l'Università Cattolica, in virtù del concordato del 1929. Dico questo per dire che il '47 fu il completamento di un processo. (...) La difficoltà nelle condizioni materiali, la mancanza di viveri, le difficoltà di approvvigionamento di materie prime, il livello di reddito pro capite, le difficoltà di utilizzazione delle capacità produttive, le difficoltà di comunicazioni, tutto quello che stava alla base dei processi di ricostruzione materiale dell'economia, potevano dar luogo a due linee politiche diverse: una che è quella che fu vincente, secondo cui i bisogni sono così acuti che è meglio non toccare le strutture prima di avere risolto almeno i bisogni elementari, cioè una ricostruzione materiale, fisica, come precondizione di una ricostruzione strutturale. E questa fu la linea vincente, che fu chiamata dei due tempi: prima mettiamo a posto le cose materiali, rimettiamo in moto il processo economico e poi penseremo a fare delle riforme. (...) L'altra linea era invece quella, a me pare molto più convincente, che non è possibile scindere fra loro una ricostruzione materiale e la natura di questa ricostruzione.(...) Se io decido di ricostruire e affido alla spontaneità dei rapporti di forza la ricostruzione, io poi non posso pensare che una volta ricostruita l'economia possa cambiare dei rapporti di forza che sono definiti proprio attraverso la ricostruzione. Secondo me questo è un punto su cui vale la pena di riflettere. (...) De Gasperi costituì l'asse politico accogliendo i liberali nel '47 per fare una scelta di campo nel settore della politica economica, però li aveva già scelti di fatto nel '46 con l'esperienza Corbino, ma nel '47 codificò, formalizzò la scelta della libera impresa che era la richiesta della Confindustria... In questo quadro trovo molto importante aver parlato di Portella, perché Portella della Ginestra è veramente la sollecitazione, per così dire, alla Dc di fare da sé, essa come Stato, la politica antioperaia, anticontadina; ma per fare la politica antioperaia, anticontadina, essa deve avere una base politica abbastanza larga. Il centrismo, Scelba, simbolo del centrismo, voleva dire violenza anticontadina, antioperaia, con l'alleanza con i socialdemocratici e i liberali. La forma dello Stato italiano era stata risolta col referendum istituzionale del 2 giugno '46, con la vittoria della Repubblica. Però la sostanza, la natura dello Stato italiano non cambiò. La costituzione materiale, cioè l'effettivo rapporto, la struttura dei rapporti di potere, all'interno delle istituzioni, non cambiò anche se era cambiato il suo vertice.

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Se la verità non si scopre ma si può regalare - fulvio tessitore (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XII - Napoli SE LA VERITà NON SI SCOPRE MA SI PUò REGALARE La scienza o è tale e dunque positiva o non è scienza La laicità o è rispetto degli altri di tutti gli altri anche di quelli che si vuole convincere o non è laicità ma intolleranza FULVIO TESSITORE O ggi è tutto diverso: a causa dei lavori la stagione sinfonica è ridotta di due terzi e di quella lirica si attende il programma. In contemporanea con siffatte entusiasmanti elucubrazioni, docenti, famiglie, scolari protestano per la "riforma" del ministro Gelmini; i rettori alzano noiosi lai per la miseria delle università, costrette a tagliare ricerca e servizi; qualche docente illuminato quanto angosciato invita a fare autocritica, a eliminare gli sprechi per ottenere davvero la riforma delle università, tanto che conta se sono fondazioni di diritto privato o istituzioni pubbliche, l'importante è che costino il meno possibile; e gli studenti protestano, tanto si sa non vogliono fare lezioni e poi i professori non sono dei "fannulloni" che lavorano tre ore alla settimana e percepiscono diecimila euro al mese? Si tratta di cose poco rilevanti, dinanzi al "nuovo" che avanza e bisogna mediaticamente controllarle, perché sono cose fastidiose, che rischiano di distrarre i benpensanti concentrati sulla sicurezza, che va garantita dal basso, per esempio discriminando i ragazzi stranieri, che vanno chiusi in classi apposite; è necessario non allontanare lo sguardo dalla Napoli finalmente pulita e splendente. Se proprio bisogna lamentare qualcosa, è opportuno concentrarsi sui troppi lavori in corso, che impediscono di trovare comodi parcheggi, quando si va a teatro o a qualche festa da amici. Né bisogna dimenticare che quanto "succede a Napoli" (chi ricorda una antichissima trasmissione radiofonica di tal titolo, trasmessa cinquant'anni fa?) è tutto e solo opera della camorra, a iniziare da qualche innocente scappatella di qualche politico. Non voglio essere frainteso e mi affido a un solo fatterello, per spiegarmi. Da insonne seguo nottetempo o in ore antelucane le trasmissioni della ottima Rainews 24. Orbene questa tv nazionale (peraltro sulle orme di quanto già scritto su questo giornale) per almeno due volte ha trasmesso un servizio, corredato dalle testimonianze di due giornalisti austriaci e dello stesso pm indagante, secondo cui il famoso assalto al treno di cinquecento/mille invasati tifosi del Napoli fu mediaticamente esagerato, perché un solo gabinetto fu devastato e quattro o cinque vetri rotti, nessun ferroviere fu picchiato e nessun passeggero sbarcato di forza. Ma allora, forse, aveva ragione il capo della polizia che, per difendere prefetto e questore, anche lui ricorse alla camorra ed è appena il caso di precisare che una cosa è costatare, tra cinquecento/mille scalmanati inquisiti, violenti e delinquenti, altra cosa è lasciar pensare a una congiura della camorra, quando forse la congiura contro la squadra del Napoli fu accarezzata da altri, come prontamente e coraggiosamente denunciò il sindaco di Napoli. Che dire? Potenza della comunicazione mediatica. Che cosa fa notizia? Il negativo, qualche "balla" estemporanea, tanto divertente (lo dico nel senso etimologico della parola, ciò che di-verte, ossia allontana da altro). E i problemi seri, come quelli della scuola e dell'università, della ricerca scientifica e della formazione? Beh, questi sono interessi di pochi. Può essere sufficiente affidarsi al Sommo Pontefice, il quale, parlando a Pompei non ha citato la camorra per non offendere gli onesti, forse dimenticando la maledizione che il suo predecessore lanciò contro la mafia, su cui invocò il giudizio severo di Dio. Altri tempi! Il 16 ottobre, qualche giorno prima di Pompei, Benedetto XVI ha sostenuto che "la scienza non è in grado di elaborare principi etici, essa può solo accoglierli in sé e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie". Ciò perché la ragione e la scienza che deve seguirla devono sentire che "esiste una verità che non potranno mai scoprire partendo da se stesse, ma solo ricevere come dono gratuito". E la responsabilità degli scienziati? Questi devono affidarsi ai doni gratuiti, derivanti dalla "intelligibilità della creazione", che "non è frutto dello sforzo dello scienziato, ma condizione a lui offerta di scoprire la verità in essa presente". Se fossi irriverente, direi chi si contenta gode. Io ammiro il Pontefice per la drasticità, senza ammiccamenti, con cui enuncia le sue convinzioni, che ritiene essere la verità. Ciò che non apprezzo - a proposito di "regime di propaganda" - sono i tentativi dei corifei e commentatori per attenuare le impietose condanne papali. Confesso che non so capire che significa distinguere una scienza buona e una scienza cattiva, come non so capire che significa "laicità positiva" rispetto a una negativa (distinzione che, in verità, ha accolto anche il Papa, quando, in terra di Francia si è rivolto al presidente francese, con trattamento non riservato al presidente italiano). La scienza o è tale, e dunque positiva, o non è scienza. La laicità o è rispetto degli altri, di tutti gli altri, anche di quelli che si vuol convincere, o non è laicità, ma intolleranza. La mia è certo una semplificazione, ma confesso da impenitente che questa semplificazione mi sembra quella che, senza infingimenti che non piacciono al Pontefice, consente di capire i "segni dei tempi", ai quali guardava, con inquieta lucidità, il più grande papa dei nostri anni, Giovanni XXIII, che quei "segni" avvertiva con desta sensibilità e anziché guardarli strabicamente li affrontava per coniugarli con la consistenza dottrinale evangelica, non confondendo il relativo con l'indifferentismo etico. Da laico, da laico davvero e perciò rispettoso della fede, non mi affido al tanto peggio, tanto meglio, e ricevo da tutto quanto ho fin qui ricordato una ragione di angoscia, di preoccupazione. Mi angoscia la ottusa giovialità con la quale i nostri intellettuali revisionisti applaudono un davvero strabico neo-teocraticismo o neo-temporalismo, che non ha per sé l'avvenire, ma può far grande male al presente, che richiede ben altra "ricostituzione delle coscienze". Segni dei tempi, ahimè, anche questo?.

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È agli arresti domiciliari, niente messa - emilio randacio (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina X - Milano è agli arresti domiciliari, niente Messa EMILIO RANDACIO (segue dalla prima di Milano) In manette erano finiti due dipendenti pubblici e altri due avevano ricevuto misure interdittive. Le accuse parlano a vario titolo di turbativa d'asta e concorso in corruzione. Il legale dell'indagato aveva presentato istanza chiedendo di permettere al proprio assistito di "recarsi alla messa domenicale e di ricevere l'assistenza spirituale". Niente da fare. "La ratio del diniego", spiega nel suo provvedimento Della Pona, non permette questi permessi, come stabilisce anche una ordinanza della Corte Costituzionale del dicembre del 2002. I legali di A. B. non hanno però lasciato perdere. In una seconda istanza, hanno fatto presente che il diritto è "garantito costituzionalmente", nonché previsto anche dal Concordato del 1984, ed è concesso anche ai detenuti. I difensori ricordano l'articolo 19 della Costituzione, che stabilisce anche come "la permanenza negli istituti di prevenzione e pena non possano dare luogo ad alcun impedimento nell'esercizio della libertà religiosa e nell'adempimento delle pratiche di culto dei cattolici". Di fronte alla nuova richiesta, il gip di Sondrio ha leggermente corretto il suo primo provvedimento, concedendo all'indagato di "comunicare con un ministro del culto cattolico". In soldoni, ha permesso a un prete di visitare l'indagato nella sua abitazione. Questa mattina del caso si occuperà il Tribunale del Riesame, davanti a cui sono ricorsi i legali del funzionario. Innanzitutto hanno chiesto la revoca della misura di arresti domiciliari, in subordine, anche che venga concesso il permesso di andare a messa la domenica al proprio assistito.

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Evita l'amputazionegrazie alle staminali (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)

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Medicina LE CELLULE STAMINALI del midollo osseo di una donna l'hanno salvata dall'amputazione della gamba. È successo circa un mese fa a Campobasso, ma la notizia dell'efficacia di questo originale intervento è stata data solo ieri dagli esperti del Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche dell'Università Cattolica di Campobasso. La paziente, che aveva un'ischemia irreversibile, cioè una carenza di sangue all'arto inferiore che l'avrebbe portata all'amputazione, ha trovato proprio nel grande e invisibile lavorio delle cellule "bambine" una soluzione al sua grave problema di salute. Grazie all'immissione delle staminali, infatti, potrebbero essersi aperte nuove vie per la circolazione del sangue che hanno consentito di offfrire nuovamente ossigeno e nutrienti alla gamba ormai in cancrena. Risultato: a quattro settimane dall'eccezionale intervento, peraltro molto poco invasivo, la donna non ha più i fortissimi dolori che accompagnavano la distruzione dei tessuti e soprattutto sta riprendendo a camminare con le proprie gambe. L'operazione è stata eseguita il 23 settembre scorso e rappresenta un importante motivo di speranza per le persone che, in seguito a una trombosi oppure a una grave embolia, vedono completamente bloccata la circolazione del sangue diretto alle gambe. Se tutti i trattamenti tradizionali non hanno successo e si entra nella soglia dell'ischemia "critica" e irreversibile, con conseguente progressivo danno legato alla morte e alla distruzione dei tessuti, purtroppo si può rendere necessaria l'amputazione, come è accaduto per esempio all'alpinista Marco Confortola dopo la recente sfortunata spedizione sul K2 che gli è costata la perdita di alcune dita dei piedi. Questa menomazione è stata risparmiata alla paziente proprio grazie all'immissione nel circolo sanguigno di staminali: l'ipotesi di lavoro è nata dalla speranza di far "rinascere" almeno in parte i vasi, tanto da assicurare per quanto possibile una circolazione e quindi mantenere in vita l'arto in via di necrotizzazione. L'intervento, che rappresenta un significativo progresso nell'ambito dei centri di ricerca europei che si occupano di cellule staminali dedicate per la ricostruzione dell'apparato vascolare, è stato eseguito in un'unica sessione e utilizzando le cellule prelevate dalla stessa paziente. Dapprima sono state aspirate dal midollo osseo le cellule disponibili, poi si è proceduto a selezionare le staminali attraverso sofisticate tecniche di laboratorio. Le stesse cellule sono state reiniettate immediatamente secondo il protocollo dello studio, sostenuto da fondi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Il trattamento, che ha sfruttato la capacità delle cellule "bambine" di essere completamente indifferenziate e quindi di potersi trasformare nelle unità che hanno il compito di formare la parete dei vasi sanguigni, pare aver avuto successo. "A oggi la paziente è in buone condizioni, al controllo ambulatoriale non riferisce i dolori tipici della cancrena, la temperatura della gamba operata è normale e da qualche giorno ha ripreso con prudenza a camminare - fanno sapere gli esperti dell'ateneo molisano - l'obiettivo della sperimentazione non è di rivoluzionare le metodiche tradizionali di trattamento di queste patologie vascolari, che mantengono tutta la loro validità, ma di offrire un'ulteriore ed efficace possibilità ai pazienti in cui le altre terapie si sono dimostrate inefficaci".Federico Mereta 23/10/2008 La paziente soffriva di ischemia irreversibile. Si è salvata grazie alle cellule prelevate dal suo midollo osseo 23/10/2008.

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Il commossoaddioa vittorio foa (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

La cerimonia ROMA. Cerimonia di addio a Vittorio Foa, ieri mattina a Roma, di fronte la sede nazionale della Cgil. L'estremo saluto all'ex dirigente sindacale e icona della sinistra non comunista è stato dato dal segretario del Pd Walter Veltroni e dal leader della Cgil Guglielmo Epifani, che hanno parlato dopo i famigliari di Foa; dalla figlia Anna che ha toccato il tema delle radici ebraiche, al giovane nipote che ha ricordato l'abilità del nonno in cucina nel preparare una sua personale "salsa dell'amicizia". Molti i leader della sinistra presenti alla cerimonia laica di commiato a Foa: da Massimo D'Alema a Sergio Cofferati, da Piero Fassino a Fausto Bertinotti. "Vittorio era l'uomo più moderno della sinistra che io abbia mai conosciuto", ha detto Veltroni, che ha insistito sull'ottimismo di Foa, un modello da seguire. Guglielmo Epifani ha poi concluso la cerimonia: "Se ne va uno dei grandi uomini della Cgil - ha detto -. Fino agli ultimi giorni aveva chiesto di vederci, di parlarci: non si sentiva uno messo di lato, si considerava, ed era, uno di noi". La più grande preoccupazione di Foa, ha spiegato il segretario della Cgil, era quella di avere un sindacato autonomo e unito. 23/10/2008.

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Le coppie di fatto ai tempi dell'inquisitore (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XVIII - Napoli Giovanni Romeo e il suo "Amori probiti" alla Feltrinelli Le coppie di fatto ai tempi dell'inquisitore al megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri, sarà presentato oggi alle 18 il libro dello storico Giovanni Romeo "Amori proibiti. I concubini tra Chiesa e Inquisizione" (Laterza editore). Ne parlano con l'autore Vincenzo De Gregorio, Girolamo Imbruglia, Pierroberto Scaramella, coordina Giovanni Muto, letture di Ilaria Caputi. Il volume, di estrema attualità, è il primo mai scritto in Italia e all'estero sulla lotta alle coppie di fatto in età moderna. Uscito nello scorso mese di giugno, "Amori proibiti", che si occupa della curia napoletana in relazione agli anni 1563-1656, ma ha anche una robusta proiezione italiana in almeno tre capitoli su sei, ha già dato luogo a un ampio dibattito sulla stampa nazionale. Imbruglia, Scaramella e Muto, che parteciperanno alla presentazione con loro relazioni, sono storici di formazione laica, mentre De Gregorio guarderà l'argomento di questo libro per qualche verso "laicista", da un punto di vista cattolico. L'autore, nato a Procida, oltre a insegnare alla Federico II nel Dipartimento di Discipline storiche, collabora con l'archivio arcivescovile da molti anni. Ha pubblicato con Sansoni "Inquisitori, esorcisti e streghe nell'Italia della Controriforma" e "Aspettando il boia. Condannati a morte, confortatori e inquisitori nella Napoli della Controriforma"; ed ancora "Esorcisti, confessori e sessualità femminile nell'Italia della Controriforma. A proposito di due casi modenesi del primo Seicento (Le Lettere).

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Da veltroni a epifani l'addio della sinistra a foa "era il più moderno tra noi" - alessandra longo (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Da Veltroni a Epifani l'addio della sinistra a Foa "Era il più moderno tra noi" Commozione alla cerimonia laica davanti alla Cgil con Bertinotti, D'Alema, Cofferati ALESSANDRA LONGO ROMA - In una bella giornata di sole, Vittorio Foa riceve il saluto di chi gli voleva bene e lo stimava. Congedo laico, sulla scalinata della sede della Cgil nazionale a Roma. Due corazzieri reggono la corona del presidente della Repubblica ed è l'unico segno di solennità in una cerimonia dal tratto dolce, essenziale, come lo era Foa, morto a 98 anni, estraneo al potere e curioso della vita. Accanto a Sesa Tatò, la moglie, ai figli Renzo, Bettina e Anna, ai giovani nipoti, con la faccia pallida e le lacrime agli occhi, ci sono Guglielmo Epifani e Walter Veltroni. E poi: Alfredo Reichlin, Piero Fassino, Massimo D'Alema, Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Anna Finocchiaro, Luciano Violante, Giovanna Melandri, Dario Franceschini, Silvio Sircana, Rosi Bindi. Omaggio collettivo al grande vecchio che se ne è andato, "l'uomo più moderno della sinistra italiana che io abbia mai conosciuto", come lo definisce Veltroni, "l'ultimo padre vivente della Cgil", ricorda Epifani. C'è forte, nella comunità riunita, il senso della sottrazione, della perdita. Vedi lacrime di sindacalisti e gente comune, la faccia pallida di Gino Giugni in carrozzella, il volto teso di Antonio Pizzinato, segretario della Cgil vent'anni fa. Tra politica e memorie personali, familiari, il mix è tuttavia lieve. Anna, la figlia, cita Freud e ricorda l'"identità ebraica" del padre, i nipoti Andrea, Matteo e Viviana raccontano con rimpianto di quel nonno che sapeva parlare con loro, che con loro giocava a scacchi e "Forza 4", preparava la "salsa dell'amicizia" usando i pomodori buoni e rievocava gli anni del carcere senza vittimismo, con ironia (Diceva, rovesciando la lettura: "Non sono stato perseguitato dal fascismo ma sono stato io il loro persecutore, tanto che mi hanno messo in galera"). Ritratto di un uomo fuori dal coro, uno "sconcertatore", così lo chiama la sua amica Marinella Sclavi, sempre pronto a sparigliare, a lasciare un lavoro per un altro, il Parlamento, il sindacato, l'università, uno "che, per costruire, gettava le carte per aria e ricominciava daccapo, non si attaccava mai alle poltrone come fa certa gente oggi". Uno più moderno degli altri, dice Veltroni che rende omaggio ai padroni di casa: "La pubblicistica moderna presenta la Cgil come un sindacato arroccato e chiuso in se stesso, in realtà questo sindacato ha dato uomini come Giuseppe Di Vittorio, Luciano Lama, Bruno Trentin e lo stesso Vittorio, veri innovatori della politica e della vita democratica". Foa è morto preoccupato per le divisioni sindacali, rivela Epifani ("Si sentiva - ed era - uno di noi, aveva chiesto di vederci, di parlarci"). E' morto assistendo anche al progressivo, angosciante, svuotarsi del linguaggio: "Chi governa � scriveva � può dire qualunque cosa e il suo opposto a seconda delle convenienze immediate, a seconda di chi ascolta nel momento in cui ascolta. Ma quando le parole diventano irrilevanti cade un impegno etico: non c'è più bisogno di rispondere alla parola data". Una fase della vita italiana difficile, scoraggiante, ma Foa, ricorda Pietro Marcenaro, già "ragazzo di bottega" della Fiom e Flm di Bruno Trentin, oggi senatore Pd, "aveva una profonda fiducia nelle persone, nella capacità di cambiare le cose che non vanno, nel bisogno profondo, prepolitico, di serietà, di moralità, che la parte migliore della società continua a manifestare". Marcenaro sceglie una sua frase per ricordarlo: "Prima di dire che gli altri sono muti, controlla di non essere sordo". Dura poco più di un'ora l'ultimo omaggio al partigiano che lascia. Sabato, dietro al palco della manifestazione del Pd, ci sarà la sua immagine. Grande, sorridente, protettiva.

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Consigliere gay dell'Udc fa outing poi lascia il partito: mi hanno emarginato (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-10-23 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE A Genova Lettera di Villa a Casini: estromesso perché ho appoggiato il Gay Pride. La replica dei centristi: non è in linea con noi Consigliere gay dell'Udc fa outing poi lascia il partito: mi hanno emarginato GENOVA - "Estromesso e emarginato" dopo aver dichiarato di essere d'accordo sullo svolgimento del Gay Pride a Genova e aver esternato la propria omosessualità: Alberto Villa, 38 anni, ha dato le dimissioni da consigliere nazionale dell'Udc e dal partito. Lo ha scritto in una lettera a Buttiglione, Casini e Cesa. Villa ricorda il suo lungo impegno: "Ho partecipato alla fondazione del partito, ho collaborato per anni con il segretario regionale Rosario Monteleone e ho sostenuto lealmente la linea di Casini". Ma, scrive, "dopo aver ritenuto di dichiarare con sincerità" di essere "omosessuale, cattolico e moderato", le cose sono cambiate, Villa è stato "emarginato " e oggi non si sente più rappresentato nelle sue posizioni "politiche e ideali". Tutto è iniziato a settembre quando le diverse organizzazioni gay hanno annunciato di aver scelto Genova come sede della manifestazione nazionale dell'orgoglio omosessuale indicando anche una data, il 13 giugno. Lo stesso giorno della processione del Corpus Domini, una delle ricorrenze religiose più importanti della città. Se davanti al Gay Pride il cardinale di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco aveva avuto da Gerusalemme parole di cauto equilibrio, riconoscendo "la libertà di manifestare" ma invocando "il rispetto di tutti", per la Curia la data era stata da subito un problema. E le polemiche sono presto divampate in città. "Ho visto - spiega Villa - reazioni veramente stravaganti anche nel mio partito. Come se a Genova dovessero arrivare orde di pazze seminude con le piume, ho sentito parlare di oscenità e di carnevalate. E ho deciso di intervenire. Che io sia omosessuale ritengo che lo sapessero tutti, ma fino ad allora era un fatto mio. Ho fatto outing per chiedere un dibattito nel partito. Invece ho ricevuto un attacco inaudito dal segretario regionale Monteleone che ha perfino dichiarato di non sapere bene chi fossi: io gli ho organizzato la campagna elettorale ". Monteleone aveva preso subito le distanze dall'appoggio di Villa al Gay Pride: "Parla a titolo personale" aveva chiosato. E ieri, alla notizia dell'abbandono, ha commentato: "Non ho emarginato nessuno e la sua omosessualità non è un problema. Ma ha esposto posizioni sulla famiglia e sui gay in netto contrasto con la linea dell'Udc. Si è isolato da solo". Villa si aspettava un intervento romano: "Invece, intorno a me si è fatto il vuoto. Sono diventato invisibile. Ci sono dei silenzi molto rumorosi. Mi hanno messo nella condizione di andarmene e allora va bene, me ne vado. Però voglio dire che io sono cattolico, credo nella famiglia, ma penso anche che si possa quanto meno discutere del riconoscimento dei diritti delle coppie - non dico delle famiglie - omosessuali o delle coppie di fatto eterosessuali. Così come avevo chiesto di discutere sul problema dell'adozione da parte dei gay, non dico che sia la cosa giusta da fare ma solo che se ne può parlare. Invece no, nell'Udc non se ne può parlare". Tuttavia Villa misura le parole: "Discriminato no, non lo sono stato: discriminazione è una parola pesante e va usata con cautela. Mi hanno avvolto nel silenzio. Quello che mi è successo è la dimostrazione di quanto fa paura il Gay Pride. E di quanto fa paura spiacere alla Curia". Erika Dellacasa Dimissioni Il genovese Alberto Villa, si è dimesso dall'Udc perché dopo l'outing si è sentito "emarginato" dal suo stesso partito.

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Moschea a Cairo, trattative aperte (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

IL SINDACO BRIANO "INDIVIDUATA L'AREA OLTRE LA ZONA CIMITERIALE" Moschea a Cairo, trattative aperte CAIRO MONTENOTTE Via libera alla moschea, ma non in centro. Un compromesso, raggiunto anche grazie alla disponibilità di Renato Giambi, proprietario dei locali di corso dante inizialmente scelti dalla comunità Islamica, che affitterà loro un altro spazio, nella zona del cimitero. Ma, dal Comune, tendono a sottolineare che questa sorta di passo indietro non dev'essere inetsa come razzismo, o fondamentalismo laico o cristiano contro i mussulmani e le loro esigenze di avere un luogo di ritrovo e preghiera; così come nessuno invoca problemi di ordine pubblico, anche se tra gli inquilini del palazzo si ammette che la scelta di corso Dante non era considerata la più opportuna. L'ipotesi di corso Dante, ora si spiega, era soprattutto impraticabile per problemi edilizi. Questa, almeno, la tesi del Comune. Lo stesso sindaco, Fulvio Briano, prima "bacchetta" chi, tra la maggioranza, non ha saputo gestire il caso nel migliore dei modi: "Il Comune non ha ricevuto alcuna istanza né ha rilasciato alcuna autorizzazione, sia per l'apertura di circoli culturali sia per luoghi di culto. Se colloqui vi sono stati in tal senso con il vice sindaco devono ritenersi "pour parler", occasionali, ed assunti in via non istituzionale dal medesimo". Poi specifica: "Nel caso dei locali di corso Dante, esiste un oggettivo problema di carattere edilizio che impedisce, a mio parere di fatto, l'apertura di circoli, associazioni e, tanto più, di luoghi di culto. Il problema è legato alla destinazione edilizia dell'immobile, che è commerciale e non permette altri usi". Non solo, "la zona di Corso Dante - prosegue il sindaco - è esondabile e non permette cambi di destinazione d'uso che ne modifichino i carichi insediativi". E il sindaco Briano conclude: "Qualora la comunità mussulmana valbormidese volesse aprire una moschea - e con i loro rappresentanti ci vedremo nuovamente la prossima settimana, abbiamo già individuato un'area oltre la zona cimiteriale, dello stesso proprietario dei locali di corso Dante. A Cairo non esistono situazioni di pregiudizio, lo si è dimostrato, naturalmente nel rispetto delle normative di legge che regolano i piani regolatori, a suo tempo con la comunità dei Testimoni di Geova in località Buglio per la costruzione del loro Tempio".

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Una collana per capire e comunicare al malato (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-10-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Laicita'

"Comunicare è già curare". Non è solo uno slogan. E' anche il titolo di una collana editoriale promossa dalla Fondazione Tera di Novara in collaborazione con l'Unviersità del Piemonte Orientale, le cliniche di Psichiatria, Oncologia, Radioterapia e Pediatria, il servizio di Psicologia. Inoltre: l'Associaizone Medici Cattolici, l'Agenzia regionale per i servizi sanitari Piemonte e Ieo Milano. L'iniziativa, voluta dalla Fondazione per la cura dei tumori con l'adroterapia (presidente Ugo Amaldi, segretario Gaudenzio Vanolo) ha già partorito un volume: "Riflessioni sugli aspetti psicosociali in oncologia", edito da Mercurio, con gli interventi di oncologi, psichiatri, psicologi e bioetici. "Abbiamo voluto affrontare la complessa e sempre attuale questione della relazione con il paziente oncologico" dice Vanolo, che l'altra sera, con l'ospitalità della dottoressa Franchini, ha presentato l'iniziativa nella sede della Clinica psichiatrica di via Gnifetti. Con Vanolo, che ha ricordato come la ricerca senza il rapporto con il territorio non possa crescere, sono intervenuti altri esponenti del mondo universitario e sanitario. Eugenio Torre ha lanciato un appello a tutti gli operatori sanitari affinchè insistano sulla capacità di comunicare. Pier Davide Guenzi si è richiamato all'esigenza di una forte spiritualità e a portare l'ammalato a dialogare con se stesso. Sono intervenuti anche Oscar Alabiso, Antonio Filiberti, Gianni Bona, direttore della clinica pediatrica dell'Ospedale Maggiore di Novara. Presente anche Mario Minola, direttore dell'Asl Novara.

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<Solo due cattolici al governo Nel Pdl regna la massoneria> (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Compleanno Il riformista festeggia sei anni: tra i suoi pubblicisti c'è il presidente emerito "Solo due cattolici al governo Nel Pdl regna la massoneria" Parla Cossiga. "Ho votato Pd ma oggi non so più che cos'è. Veltroni dura perché non sanno chi mettere al suo posto". E su Berlusconi: "L'unico a potergli succedere è Tremonti". L'errore di Letta il giorno del voto. di Fabrizio d'Esposito Francesco Cossiga ha ottant'anni e un piccone come simbolo esistenziale. Il Riformista festeggia oggi il suo sesto compleanno ed è munito di solo cannocchiale. Il gigante e il bambino. Presidente lei è giornalista? Sì, sono un pubblicista dell'ordine del Lazio e Molise. Mi consegnò il tesserino quel giornalista di Repubblica che rapirono... come si chiama? Mastrogiacomo. Sì, lui. Era il segretario dell'ordine. Io sono diventato giornalista grazie al Riformista. A dire il vero, presidente, non è facile ricostruire la sua carriera da pubblicista: lei usa pseudonimi a iosa. Quando ho iniziato con voi e Libero ho scelto Franco Mauri per il centrodestra e Mauro Franchi per il centrosinistra. Mauri è figlio di un maresciallo dei carabinieri che è riuscito a laurearsi in filosofia. Franchi è un mio allievo universitario. Poi c'è il teologo. Sì, Jansenius e anche altri che non ricordo. Io scrivo da quando avevo 15 anni. Il primo articolo lo feci per una rivista della mia città, Sassari. Un saggio sul realismo cinematografico sovietico di Eisenstein. Mi vergognavo di firmare col mio nome, usai Franco Mauri. Lei deve sapere che io mio chiamo Francesco Maurizio Cossiga. Perché si vergognava? Ero il più bravo a scuola in tutta Sassari. Non stava bene scrivere articoli. Il Riformista fa sei anni. Lei sa dove è nata l'idea di fare un giornale del genere? No. È stato qui, in questa casa. Eravamo nel salotto io, Polito e il suo editore di allora, Velardi. E sa pure chi ha inventato l'arancione? No. Ma l'intervista la sta facendo lei, presidente. Sono stato io. Suggerii questo colore perché era inusuale, non era mai stato adoperato da nessuno. Erano i tempi di Cofferati in piazza San Giovanni. Poi è finito a piazza Grande, nel centro di Bologna dove non si perde neanche un bambino. E adesso è in Liguria a fare il papà. Mi sembra tutto naturale. Naturale? Cofferati è diventato un legalitario assoluto dopo essere stato un leader rivoluzionario. E adesso in Genova si troverà bene. I liguri sono stati fedeli sudditi del Regno di Sardegna, hanno il senso dell'ordine. L'opposizione torna in piazza sabato prossimo. Anche sei anni fa era lo stesso. Sembra il gioco dell'oca. Questo paese diventerà una democrazia normale quando Berlusconi non sarà più accusato di essere il mandante degli omicidi di Cesare e Lincoln. Andrà al Quirinale? No. E poi oggi si è completamente innamorato della politica estera. Ma non deve esagerare. In che senso? Dare del tu a Putin e Bush non implica considerarli amici. Lei ha votato Pd. È ancora il suo partito? Per rispondere dovrei sapere che cos'è il Pd. Ma non lo so. Doveva essere un partito riformista anche a costo di non vincere le elezioni. Oggi invece ha rispolverato l'antiberlusconismo. Allora aveva ragione Prodi: che senso aveva rompere con la sinistra radicale? Poi c'è Di Pietro. Non si capisce che c'entrino i riformisti con lui. Di Pietro è un fascista. Appartiene alla grande famiglia dei fascisti italiani. Veltroni dura? Sì. Per un semplice motivo: non sanno chi mettere al posto suo. In verità, un leader ci sarebbe. Scommettiamo che è D'Alema. Sì è lui. Io ero in aula quando alla Camera Togliatti difese Giolitti da Salvemini. D'Alema è l'unico vero antigiustizialista del centrosinistra. In questo è il vero erede di Togliatti. Uno che ha frequentato le Frattocchie non avrebbe mai comprato una casa a New York. A proposito di successione: chi dopo Berlusconi? Nessuno. Non vedo nessuno. L'unico in grado sarebbe Tremonti, ma al sud si scatenerebbe la rivoluzione. Mi faccia però parlare ancora di D'Alema e della sua intelligenza. Ma non è una notizia. No, le devo raccontare una cosa. Prego. Riguarda le elezioni di quest'anno. Mancava un quarto d'ora alla chiusura delle urne e chiamai Gianni Letta. Era preoccupato. Mi disse: "Vinceremo con uno scarto minimo, tra l'uno e il due per cento. Al Senato sarà dura". Poi telefonai a D'Alema. Aveva già tutto chiaro: "Prenderemo una di quelle legnate che non dimenticheremo". Dopo sei mesi il governo ha un consenso alle stelle. Almeno così dicono i sondaggi. Da perfetto uomo di spettacolo, Berlusconi ha messo su una magnifica e grande compagnia di teatro, in cui mi colpisce soprattutto una cosa. Quale? Per la prima volta in questo paese ci sono solo due ministri cattolici di peso, Gelmini e Scajola. A che cosa vuole alludere? Per esempio, alla mole di voti che il centrodestra ha preso in posti come la Toscana. Massoneria? Sì. Nella maggioranza ci sono eminenti figure della massoneria. Ma di più non dico. 23/10/2008.

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CITTADINI NON SI NASCE SI DIVENTA (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Michael Walzer CITTADINI NON SI NASCE SI DIVENTA Immaginate un paese moderno, come il mio e come il vostro, che sia diviso in materia culturale, religiosa, ideologica ed economica. \ Che tipo di educazione civica dovrebbero fornire le scuole statali e le università di questo paese? Voglio concentrarmi qui solo su questioni concernenti l'educazione politica. Che cosa devono sapere gli studenti che voteranno alle "nostre" elezioni, dove il riferimento del pronome è semplicemente l'insieme dei cittadini adulti? Ci sono, credo, tre requisiti curriculari di importanza critica, che valgono tanto per le scuole pubbliche quanto per quelle religiose. Il primo requisito probabilmente può essere meglio soddisfatto al livello delle scuole superiori, perché implica qualcosa di simile a quanto si usava chiamare "educazione civica". Gli studenti hanno bisogno di imparare una scienza politica pratica della democrazia; hanno bisogno di un corso dove si studino il funzionamento quotidiano dei ministeri di governo, delle assemblee rappresentative, delle corti, dei partiti, dei movimenti sociali e così via. Questa è la parte meno controversa dell'educazione democratica. Ciò nonostante, v'è un importante lavoro educativo da fare qui: insegnare agli studenti a pensare se stessi come futuri partecipanti nell'attività politica, non meramente come spettatori bene informati. E siccome lo spettacolo è spesso tutt'altro che edificante e invitante, gli insegnanti devono evidenziare come il sistema democratico non sia mai chiuso, il suo carattere non sia mai deciso una volta per tutte. Nonostante tutte le rigidezze burocratiche, ci sono sempre delle opportunità per persone con idee nuove o diverse. Gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a sperimentare le dottrine politiche, e si dovrebbe insegnare loro come discuterle davanti ai loro pari e all'interno di specifici ambiti istituzionali. Secondo, gli studenti hanno bisogno di studiare la storia delle istituzioni e delle pratiche democratiche dall'antica Grecia in avanti, e parallelamente devono imparare e misurarsi con la preferenza di vari gruppi religiosi per forme di governo non democratiche. Forse insegnanti in scuole con molti studenti cattolici, ebrei o musulmani cercheranno modi per naturalizzare la democrazia all'interno di tradizioni che sono state nei fatti ostili ad essa, ma io sarei per favorire un confronto onesto con le forme di governo - di re o preti o saggi religiosi - preferite dalla religione. Dopo tutto, la democrazia è una cultura della critica e del dissenso. Ci sono vari modi per aiutare gli studenti a sentirsi a casa propria in una società democratica, e la pretesa che tutti ci abbiamo da sempre vissuto non è necessariamente la migliore. Certamente non è il modo più onesto, e i giovani generalmente riconoscono e rifuggono la disonestà. Ciò detto, non penso che sia sbagliato raccontare la storia cattolica, ebrea o musulmana in una versione che metta in rilievo i possibili punti di accesso ad un'intesa democratica. Ma si deve anche raccontare la storia greca e soffermarsi sui momenti genuinamente formativi nella storia della democrazia. Il terzo requisito è a mio parere il più importante: un corso sulla filosofia o la teoria politica della forma di governo democratica, dove si rivedano criticamente tutti gli argomenti standard. Ciò ovviamente dovrebbe includere discussioni sugli ordinamenti costituzionali, ma il fulcro dovrebbe essere sulle pratiche e le attitudini che costituiscono una cultura politica democratica: l'eguaglianza dei cittadini (così degli uomini come delle donne), la loro libertà di parola e associazione, il diritto all'opposizione, la tolleranza per il dissenso, l'esigenza (alle volte) di compromessi, uno scetticismo rispetto all'autorità e così di seguito. Queste, naturalmente, sono le pratiche e le attitudini in una democrazia liberale, ma in questo caso l'aggettivo non qualifica bensì semplicemente rinforza il sostantivo; dubito che una democrazia illiberale possa mantenere a lungo l'eguaglianza, l'inclusione, e il diritto all'opposizione che sono caratteristiche necessarie della politica democratica. Il modo migliore di insegnare queste pratiche e attitudini è esemplificarle in classe: così, i testi teorici nei quali la democrazia è stata spiegata e difesa (o criticata) dovrebbero essere studiati democraticamente, con una discussione libera, una ricerca aperta a qualsiasi interpretazione, un'idea del carattere sempre incompiuto del progetto democratico. Gli argomenti non dovrebbero mai essere ridotti ad un catechismo, in special modo non ai fini dell'esame finale. \ Sebbene le nostre scuole e università pubbliche non possano insegnare teologia cristiana (tranne che, diciamo, in un corso sulla filosofia della religione), esse possono insegnare teoria democratica liberale. Costituzionalmente si tratta di un'attività permessa. Ma a me sembra un'attività politicamente e moralmente necessaria, perché gli studenti stanno per diventare cittadini attivi, e presto prenderanno decisioni di importanza capitale che determineranno la qualità, e forse anche la sicurezza fisica, della nostra vita comune. L'educazione di ciascun giovane incide su ogni altro giovane. Stante il processo decisionale democratico, i figli di genitori religiosi, i figli di politici settari, contribuiranno a decidere il destino dei miei figli e dei vostri. Non ci sono esenzioni possibili, a meno che una comunità religiosa non opti per sottrarsi del tutto dalla condizione di cittadinanza e adotti lo status di stranieri residenti. Forse dovremmo permetterlo, ma non vedo ragione per permettere a futuri cittadini di evitare o sfuggire un'educazione alla cittadinanza. La posta in gioco è troppo alta. Pensate alla cittadinanza come a un incarico politico: senza dubbio, i futuri incaricati dovrebbero imparare qualcosa sulle responsabilità che l'incarico comporta. O meglio, coloro che occupano l'incarico adesso dovrebbero insegnare alla generazione successiva ciò che credono di aver imparato a proposito di quelle responsabilità. Questo perché la riproduzione di una politica democratica non è mai cosa certa. Dobbiamo dimostrare ai nostri ragazzi che veramente crediamo nei valori che rendono possibile la democrazia. Ciò significa innanzitutto che dobbiamo vivere alla luce di quei valori; significa altresì che non dovremmo avere paura di insistere sul loro studio. Per ragioni molto sensate, la cittadinanza, diversamente dalla professione medica o legale, non richiede una licenza; gli studenti non necessitano di una promozione in politica democratica. Ma certamente dovrebbero seguire il corso.

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Gli ebrei e la controversa figura di papa pio xii - corrado augias (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Laicita'

C aro Augias, risiedo in Francia. Qualche mese fa il Nouvel Observateur faceva una ricostruzione storica a sostegno di 'Amen', film di Costa Garvas sull'atteggiamento discutibile del Vaticano durante la guerra e lo sterminio degli ebrei. Non lo sapevano, si disse all'epoca. Negli ambienti della Resistenza invece si sapeva benissimo. Mio padre, Piero Colombi, antifascista, resistente e membro del Partito d'Azione clandestino ne parlava chiaramente definendo Pacelli "figura non nobile", proprio a causa del suo ostinato silenzio. Pio XI com'è noto aveva ordinato un'enciclica per condannare razzismo e antisemitismo. Il documento, redatto da tre gesuiti (un tedesco, un francese ed un americano) venne consegnato al papa nel febbraio del 1939, appena prima della sua morte. Il Cardinal Pacelli succeduto sul trono col nome di Pio XII, fece accantonare l'enciclica che infatti non vide mai la luce. Enrico Colombi e.colombi@orange.fr L a figura di Pio XII è destinata a suscitare polemiche fino a quando non si raggiungerà un ragionevole compromesso storico-diplomatico. Da questo punto di vista non giovano né l'affrettato processo di beatificazione né la rigida didascalia sotto la sua foto allo Yad Vashem. L'apertura degli archivi vaticani potrebbe aiutare. I documenti però sono accessibili solo fino al 1939 il che non depone bene sulla tranquillità d'animo della Cancelleria pontificia. Anche a voler escludere il pericolo di manipolazioni, non si vede perché sessant'anni e passa dopo i fatti gli studiosi non dovrebbero avere accesso. Gli studi che condannano l'operato del papa e quelli che lo assolvono, o addirittura lo esaltano, più o meno si equivalgono credo con una leggera prevalenza dei primi. La somma dei differenti punti di vista dà questo risultato: durante l'occupazione chiese e conventi romani offrirono largo aiuto a ebrei, resistenti, comunisti. Evidente che il papa ne fosse informato e tacitamente approvasse. Vero anche però che, dopo la guerra, il Vaticano offrì analogo aiuto agli esponenti del nazismo che cercavano scampo oltre oceano. Concordata con il comandante delle SS in Italia, Karl Wolff, la 'Rat line' permise a numerosi gerarchi del III Reich di sfuggire alla giustizia. Le ragioni per le quali Pio XII non disse una parola sullo sterminio degli ebrei furono numerose: un temperamento non 'eroico', l'attitudine diplomatica, il forte anticomunismo, il timore di danneggiare i cattolici tedeschi, l'educazione antisemita che prevaleva nei seminari e nelle scuole cattoliche. C'è però a mio giudizio un elemento che assume, anche in quel contesto, carattere dirimente. Dopo l'infame razzia degli ebrei romani (16.10.1943) Pio XII non mosse ciglio sebbene i camion con i prigionieri sfilassero quasi sotto le sue finestre. Che gesto sarebbe stato se il papa, anche senza dire parola, fosse andato al ghetto e si fosse inginocchiato a pregare, solo, muto e solenne ammonimento per sé, per la sua chiesa, per la storia.

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La scienziata antinazista che anticipò il femminismo - marco lombardi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Napoli La scienziata antinazista che anticipò il femminismo Salvò il nipote, il matematico Renato Caccioppoli, che cantò la Marsigliese al passaggio di Hitler MARCO LOMBARDI Di Maria Bakunin(1873/1960), è giusto che, finalmente, si occupino gli storici della scienza, come testimonia il pionieristico lavoro di Pasqualina Mongillo. Per gli amanti dell'aneddotica e di una certa Napoli che fu e non sarà mai più, la figura di Marussia, detta Maria, ha ormai acquistato un alone leggendario, tramutandosi in una sorta di protomartire dell'emancipazione femminile e, nel contempo, quasi nell'icona della bizzarria. Questione di geni, ereditari e trasmessi. Figlia di Bakunin: il principe, il teorico russo dell'anarchismo, rivale di Marx nel ruolo di guida del movimento operaio. Bakunin non ebbe mai, ovviamente, rapporti sereni con le autorità del proprio paese. Maria nacque in Siberia, dove il padre scontava una condanna a vita. Quando la famiglia riuscì a riparare in Svizzera, fu grazie all'ospitalità di Carlo Cafiero, amico e ammiratore di Bakunin ma anche celebre divulgatore del "nemico" Marx, che i Bakunin se la passarono in modo relativamente tranquillo. Una ricostruzione romanzata, all'origine di un'annosa querelle, del periodo sta ne "Il diavolo a Pontelungo" di Riccardo Baccelli, che tramuta in clichè letterario ed esistenziale l'immagine di un Bakunin vecchio però pugnace, fomentatore di rivoluzioni, magari impraticabili, dovunque se ne presentasse l'occasione. Facile lavorare con la fantasia rivedendo Maria bambina, arrivata a Napoli da Berna, mentre doma un cavallo imbizzarrito o si cala in un pozzo a Capodimonte, per afferrare la sorellina cadutavi dentro. Studiare era per lei un destino. E che tipo di studio, la chimica. Una disciplina che proprio nella terra natale stava diventando moderna con la tavola periodica degli elementi, opera di Mendeleev, grazie al cui sforzo poteva considerarsi scienza quantificabile, distaccandosi definitivamente dall'alchimia e dal medioevo. Carriera rapida, rapidissima per una donna, in una realtà, quella della capitale meridionale, che ancora raccontiamo tutta impregnata di filosofia, di sapere astratto. Il desiderio di fare, di contribuire in prima persona alle ricadute pratiche di formule e legami, la orientò verso la geochimica del nostro territorio, con contributi celebri per la mappatura geologica del suolo. Se ne ricorderà Croce, che l'aveva conosciuta giovanissima ricercatrice e appassionata testimone dei doveri etici della scienza durante l'occupazione nazista, caldeggiandone, dopo la guerra, l'elezione a presidente dell'Accademia Pontaniana. Una specie d'investitura laica che, miracolosamente, non conflisse con l'affetto dimostratele dal futuro arcivescovo Ursi: a sancire una strana, affascinante, riconciliazione tra fede e ragione, negli ultimi anni di vita. Passaggio caratterizzato, talvolta, da una teatralità parecchio slava, di cui diede prova nel 1938, in occasione della visita di Hitler a Napoli. Nipote di Maria era quel Renato Caccioppoli, leggendario matematico, che sperimentò il proprio talento di spericolato, intonando La Marsigliese al cospetto del FÜrher. Maria lo salvò, confidando alla polizia che era pazzo. Qualcuno aggiungerebbe quanto il bisnonno e, forse, la zia medesima: donna, straniera e scienziata nella città di Vico. SEGUE A PAGINA XVIII.

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I prof di scienze politiche "stop lezioni per un giorno" (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Milano I prof di Scienze politiche "Stop lezioni per un giorno" Oggi la protesta si sposta in Duomo Il consiglio di facoltà: no ai tagli ma anche a occupazioni che affondino l'ateneo Lezioni all'aperto e sit-in: oggi sarà piazza Duomo il cuore della contestazione contro la riforma dell'università. E a Scienze politiche parte la rivolta dei professori, che la prossima settimana sospenderanno per un giorno (ancora da decidere) tutte le lezioni, sostituite da "momenti di didattica alternativa". Lo stabilisce una mozione approvata quasi all'unanimità dal consiglio di facoltà su proposta del preside Daniele Checchi. Un documento duro, che denuncia i "tagli indiscriminati" previsti dal governo ma critica anche le forme di lotta scelte dagli studenti. Il timore del consiglio, in cui siedono anche rappresentanti delle matricole e dei lavoratori della facoltà, è che occupazioni e blocchi delle lezioni "possano contribuire all'affondamento dell'università" con il rischio di trasformare la protesta "in un problema di ordine pubblico". La mozione provoca la polemica dell'assemblea degli studenti, che ieri mattina avevano chiuso per un'ora gli ingressi e che hanno poi interrotto la seduta per leggere le loro richieste: la convocazione degli "stati generali" e il blocco delle didattica per mercoledì prossimo. Poi, fra gli applausi, hanno lasciato l'aula "per non interrompere una votazione democratica" e in cortile hanno fatto festa fino a notte fonda "per dire no alla linea ambigua dell'università e rilanciare le iniziative dei prossimi giorni". Il programma delle lezioni all'aperto di oggi in Duomo coinvolge otto professori di atenei diversi, dalla Statale a Brera. Si parte alle 9 e si va avanti fino al pomeriggio. Fra i temi, la filologia slava, la cultura giapponese ma anche la storia di "quarant'anni di fallimento dell'università pubblica". E mentre alla Cattolica la lista Ateneo studenti, vicina a Comunione e liberazione, appende striscioni pro-Gelmini nei chiostri, nelle altre università la protesta va avanti, a cominciare dalla Statale. In via Festa del Perdono, ieri pomeriggio, si è tenuta un'assemblea di 300 persone; altre 200 si sono trovate nella sede distaccata di Città Studi e altrettanti in Bicocca, con un corteo interno. A Brera lezioni autogestite in cortile. Intanto Azione universitaria, lista studentesca di Alleanza nazionale, prepara per lunedì un'assemblea in Statale "per spiegare che il vero problema dell'università sono gli sprechi e la mancanza di meritocrazia" come dice Carlo Armeni, rappresentante della lista. Sulle dichiarazioni di Berlusconi, poi ritrattate, per cui "ci vuole la linea dura contro le occupazioni", il prefetto Gianvalerio Lombardi assicura: "Garantire il diritto allo studio è prioritario, ma con la collaborazione di tutti riusciremo a gestire la situazione". Al prefetto si era rivolto il presidente della Provincia Filippo Penati, chiedendo "attenzione e sensibilità per evitare la militarizzazione di scuole e atenei". A Scienze politiche si temono contestazioni al convegno di lunedì in via Conservatorio sulla situazione politica italiana, a cui parteciperà Antonio Di Pietro. (f. v.).

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"non possono intromettersi nelle cose della chiesa cattolica" - marco politi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

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Parla il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, ex Nunzio in Terrasanta "Non possono intromettersi nelle cose della Chiesa cattolica" Fare o non fare la beatificazione di Pio XII è una questione che riguarda esclusivamente noi MARCO POLITI CITTà DEL VATICANO - "Non si intromettano nelle cose interne della Chiesa". Il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo respinge con una battuta tagliente l'ultimo attacco contro Pio XII proveniente da Israele. Ad un pranzo di lavoro sull'anno paolino, il porporato non nasconde il suo pensiero. In Vaticano sono irritati. Il portavoce papale padre Lombardi ha già dichiarato il suo "no comment": "Non voglio alimentare la polemica". In Vaticano sono irritati per quella che ritengono una pressione indebita da un'istanza governativa, che non ha voce in capitolo sulla questione. Sono irritati anche perché il rabbino di Haifa, primo invitato ebraico nella storia ad un Sinodo dei vescovi, ha rotto la cortesia protocollare diffondendo già il primo giorno un duro attacco a Pacelli, monopolizzando l'attenzione dei media. Dall'alto dei suoi 83 anni e della sua quarantennale esperienza diplomatica, il cardinale Montezemolo ha più di un titolo per esprimersi. Dal 1990 al 1998 è stato in Israele come delegato apostolico e poi come nunzio. Ha negoziato il trattato con cui la Santa Sede e il governo israeliano hanno allacciato le relazioni diplomatiche, è stato il primo ambasciatore vaticano in quello Stato, ha negoziato gli accordi per lo status giuridico degli enti cattolici e per il trattamento fiscale della Chiesa cattolica (di cui il governo israeliano ancora non ha varato le norme di applicazione). Eminenza, come giudica l'intervento del ministro israeliano Herzog? "L'atteggiamento nella Santa Sede è di chi è un po' annoiato per l'intromissione da parte di autorità, che non c'entrano con la questione. Sono giudizi esterni". La polemica sulla beatificazione di Pio XII continua. "Fare o non fare la beatificazione è una questione interna della Chiesa". E questi interventi? "Disturbano". Qual è la posizione di papa Benedetto XVI? "Il Papa è sensibile, ha scelto un momento di riflessione e di approfondimento, ma non ci possono essere dichiarazioni che obblighino la Santa Sede a muoversi in un senso o nell'altro. Come dicevo ai miei interlocutori quando si negoziava: ciascuno rimanga nell'ambito della propria giurisdizione". Tra Israele e Santa Sede resta aperta la questione della realizzazione degli accordi speciali firmati dopo il ristabilimento delle relazioni diplomatiche. "Quando uno firma, firma. E bisogna attenersi a quel che è firmato". Pensa che tutto ciò influirà su un'eventuale visita di Benedetto XVI in Terrasanta? "Io qui parlo a titolo personale. Da quando sono tornato a Roma non mi occupo più di questi problemi. Dal momento che non ero più nunzio, non sono mai intervenuto. Posso solo dire che ho conosciuto Shimon Peres prima che fosse presidente. E' una persona amica e aperta, difende gli interessi del suo Paese ma non è un fanatico. Quindi considero le sue offerte valide e sincere". Sulla vicenda interviene ancora padre Paolo Molinari, postulatore della causa di Pio XII, spiegando che la mancata fissazione della data di beatificazione di Pio XII è un indizio della volontà di Benedetto XVI di "soprassedere per non urtare certe false sensibilità". In ogni caso la targa su Pacelli al museo Yad Vashem resta, per il postulatore, una falsità.

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"inaccettabile santificare pioxii" il governo israeliano all'attacco - alberto stabile (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-10-2008)

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"Inaccettabile santificare PioXII" il governo israeliano all'attacco Il ministro Herzog: "Sulla Shoah tacque o anche peggio" "In Vaticano sapevano cosa accadeva, ma non fecero passi concreti" ALBERTO STABILE dal nostro corrispondente gerusalemmE - "L'intento di far diventare santo Pio XII è inaccettabile", si scaglia in un intervista ad Haaretz il ministro per gli Affari Sociali e la Diaspora, con delega al dialogo con le minoranze cristiane in Israele, Isaac Herzog. "La beatificazione di Pio XII è un affare interno della chiesa cattolica - ribatte dal Vaticano il postulatore della causa di beatificazione, padre Paolo Molinari - , e quella del ministro Herzog è un'ingerenza". Così, con un improvviso botta e risposta a distanza, si riaccende la polemica esplosa qualche giorno fa tra Israele e la Santa Sede sull'atteggiamento assunto da papa Pacelli di fronte all'Olocausto degli ebrei. "Finse d'ignorare e tacque, finendo con il rendersi complice", come sostengono alcuni, o "agì in silenzio ed aiutò segretamente gli ebrei, pur senza denunciare apertamente lo sterminio", come ritengono altri? Isaac Herzog, laburista, figlio del sesto presidente dello stato d'Israele, Chaim Herzog, non ha dubbi in proposito: "Durante l'intero periodo della Shoah, in Vaticano sapevano bene cosa succedeva in Europa - ha detto il ministro nell'intervista che sarà pubblicata oggi - . Eppure, non c'è alcuna testimonianza di alcun passo concreto adottato dal Pontefice". Di più, nella foga polemica del suo intervento, il ministro sembra alludere ad una sorta di connivenza, o almeno ad un peccato di ignavia, da parte di Pio XII: "Invece di agire in base al principio (biblico) del "Non tacerai di fronte al sangue versato dal tuo vicino" - rincara Herzog - quel Papa ha mantenuto il silenzio e forse anche peggio". Pare che davanti ad un attacco così forte e diretto proveniente da un esponente del governo israeliano, la consegna ufficiale in Vaticano sia stata di non rispondere per non riaprire una diatriba che nei gironi scorsi aveva sottoposto a forti tensioni i delicati rapporti tra Israele e la Santa Sede. Ma, invece del portavoce vaticano, a ribattere è stata una figura di primo piano nella causa per la beatificazione di Pio XII, il gesuita padre Paolo Molinari, che ricopre il ruolo di postulatore. Molinari ha rimproverato a Herzog l'inopportunità della sua uscita. "Stupisce - sostiene il prelato - che un ministro dello Stato di Israele faccia un intervento con cui si ingerisce con un affare che, per la sua natura, è un affare interno alla Chiesa cattolica". Poi, la replica nel merito delle accuse mosse da Herzog. Il postulatore, infatti, si dice altrettanto stupito dell'affermazione secondo cui non vi sarebbe "alcuna testimonianza di alcun passo concreto adottato dal Pontefice" in difesa degli ebrei, " perchè viene - dice Molinari - da un ministro dello Stato di Israele". "Abbia egli la correttezza - ha esortato padre Molinari, riferendosi al ministro Herzog - di andare a leggere ciò che il primo ministro Moshe Sharrett e, dietro di lui, l'ex premier Golda Meir, hanno pubblicamente affermato subito dopo la guerra". Golda Meir, elogiò la figura di Pio XII dopo la sua morte: "Quando lo spaventoso martirio venne alla nostra gente nella decade del terrore nazista - riferisce il postulatore citando le parole della Meir - la voce del Papa si alzò per le vittime". Pur senza voler minimizzare le verità storiche, il presidente Shimon Peres, ha esplicitamente detto che la polemica su Pio XII non dovrà influire sulla futura visita in Terra Santa di Benedetto XVI.

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Questo è un governo neoautoritario (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

Argomenti: Laicita'

"Questo è un governo neoautoritario" di Federica Fantozzi / Roma Senatore Gianrico Carofiglio, lei sarà al Circo Massimo? "Sì. È un'iniziativa che, al di là dei dettagli tattici, giudico positivamente". Quali sono le ragioni della manifestazione? Resta opportuna nonostante la crisi finanziaria? "Su questo tema serve un approccio laico. È opportuno praticare forme di aggregazione democratica come una piazza civile ma ferma dove una forza di opposizione trova le sue ragioni per stare insieme. Al di là di motivi speciali per protestare contro qualcosa o qualcuno". Significa che non sarà un corteo "contro"? "L'obiettivo non sarà criticare la riforma della scuola piuttosto che le leggi vergogna o qualche altro provvedimento. Almeno non solo. Si tratta di ribadire in modo forte la contrarietà collettiva alla deriva che questa destra sta imponendo al Paese. Un disegno neoautoritario che passa approfittando dell'indifferenza". Se il governo agisce nell'indifferenza, non è anche responsabilità dell'opposizione e dell'opinione pubblica? "Infatti bisogna spezzare l'indifferenza. Ritrovare in modo festoso i valori in cui si riconosce l'identità collettiva della sinistra. Ecco perché apprezzo la giornata di sabato. Il Pd ha un problema di individuare i propri valori e le parole con cui chiamarli e comunicarli". Non è un problema piccolo. "Certo, non è cosa da poco, e la manifestazione rappresenta un punto di partenza e non la soluzione. Poi serviranno elaborazione e riflessione. Ma la politica è soprattutto capacità di produrre emozioni, non manipolatorie come nel centrodestra, intorno a valori". Veltroni in campagna elettorale ha prodotto emozioni. Non sono bastate. "Devono viaggiare su un doppio binario. È necessario individuare una costellazione di valori e saperli narrare a chi è smarrito". Quali, per esempio? "Noi vogliamo una società aperta e loro chiusa. Aperta ad altri mondi e paesi, ai giovani e alle generazioni che verranno, a cultura e idee. Il governo pratica la politica del chiavistello: cacciare o emarginare gli immigrati con misure dagli echi vagamente razzisti, rendere la scuola un luogo di normalizzazione e anziché di trasformazione della società, contrapporre il diritto dei poveracci, durissimo, a quello dei privilegiati". Veltroni ha ufficializzato la rottura con Di Pietro, ma IdV sarà in piazza. Avrete problemi di convivenza? "Non credo. Non esiste un problema di coabitazione ma di impostazione strategica e valoriale dell'opposizione". Dall'interno, come valuta lo stato del Pd? Da Parisi a Rutelli a D'Alema non mancano critiche, e c'è chi ritiene che l'esperimento non sia riuscito. "Mi sembra un giudizio forse un po' affrettato che non condivido. In mezzo c'è stata la tempesta legata al voto ed è impossibile valutare. È sano che esistano punti di vista diversi e confronto anche aspro. Non c'è democrazia dove non si polemizza. Mi preoccupano i partiti dove regna il pensiero unico". Dove è il limite tra critica costruttiva e separati in casa? "Bisogna evitare che la dialettica diventi fattore di implosione. Questo è affidato alla responsabilità dei dirigenti e alla capacità di ritrovare la bussola dei valori. La politica basata su analisi razionale non basta: a lungo è stato il limite della sinistra. Ricerche mostrano che la razionalità convince gli elettori per il 4%, il resto sono emozioni". In sintesi come definirebbe la visione del mondo del Pd? "L'idea di una società aperta il cui cardine è l'uguaglianza autentica tra esseri umani".

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Israele: inaccettabile fare santo Pio XII Il ministro Herzog: nel periodo della Shoah il Vaticano sapeva cosa succedeva in Europa Il promotore della causa di beatificazione: no a i (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 24-10-2008)

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Ngerenze, è affare interno della Chiesa cattolica / Roma "IL PROGETTO DI BEATIFICAZIONE di papa Pio XII è inaccettabile". Suonano come una scomunica nei confronti di Pio XII le parole pronunciate contro la beatificazione di Papa Pacelli dal ministro per gli Affari sociali di Israele Yitzhak Herzog (laburista, che è anche responsabile degli Affari della Diaspora, della lotta all'antisemitismo, ed è addetto al dialogo con le minoranze cristiane in Israele. Una presa di posizione ufficiale, consegnata ad una intervista al quotidiano progressista Haaretz. Un j'accuse durissimo. Uno scontro diplomatico in piena regola. "Durante l'intero periodo della Shoah in Vaticano sapevano bene cosa succedeva in Europa. Non c'è alcuna testimonianza di alcun passo concreto adottato dal Pontefice, così come avrebbe richiesto lo status della Santa Sede", insiste Herzog. Secondo il ministro, "invece di agire secondo il principio (biblico) del "Non tacerai di fronte al sangue versato" quel Papa ha mantenuto il silenzio e forse anche peggio". Parole pesantissime, quelle di Herzog, pronunciate questa volta non da un esponente di qualche organizzazione ebraica o da un rabbino, ma da un rappresentante del governo in carica di Israele che, peraltro, ha anche per mandato governativo il compito di gestire le relazioni con le comunità cristiane. Del resto le affermazioni di Herzog arrivano dopo settimane di polemiche intorno alla figura di Pio XII e ai ripetuti interventi del Papa e del Segretario di stato vaticano in difesa di Pacelli e del suo operato durante la seconda guerra mondiale. Silenzio ufficiale della Santa Sede. Ma il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, che firmò per la Santa Sede le relazioni diplomatiche con Israele, osserva "a titolo personale" che nella polemica sulla beatificazione di Pio XII la "Santa Sede ha un atteggiamento responsabile ma certe intromissioni nelle cose interne della Chiesa annoiano: sono giudizi esterni; certo - aggiunge - il Papa è sensibile, ha scelto un momento di riflessione, però non bisogna disturbarlo con dichiarazioni per obbligarlo in un modo o nell'altro. Ciascuno abbia responsabilità nell'ambito delle sue competenze". La beatificazione di Pio XII è una "questione interna alla Chiesa cattolica". I dissensi tra Israele e Vaticano riguardano invece "il ruolo storico" di papa Pacelli, e questo aspetto verrà chiarito soltanto "con l'apertura degli archivi vaticani". Il Papa "è il benvenuto in Israele" e spetta a lui "decidere quando venire", puntualizza l'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Mordechay Lewy. "Non faccio riferimento alla beatificazione - ha detto il diplomatico israeliano interpellato dall'agenzia Ansa - perchè è una questione interna alla Chiesa cattolica e noi abbiamo approcci diversi alla santità". La diversità di pareri, ha ricordato, riguarda il "ruolo storico di Pio XII, e penso che questa disputa sulla storia potrà essere chiarita solo quando verranno aperti gli archivi vaticani". Alla domanda se questa vicenda stia o meno influenzando la possibilità di un viaggio papale in Israele, l'ambasciatore ha replicato che "il Papa è il benvenuto in Israele, è stato invitato, e spetta a lui decidere tempi e modi, noi - ha concluso - non interferiamo in questo". La polemica non si attenua. La beatificazione di Pio XII è "un affare interno della Chiesa cattolica" e le affermazioni di Herzog appaiono come una "ingerenza". A sostenerlo è il postulatore della causa di beatificazione di papa Pacelli, padre Paolo Molinari. "Stupisce - precisa padre Molinari - che un ministro dello Stato di Israele faccia un intervento con cui si ingerisce con un affare che, per la sua natura, è un affare interno alla Chiesa cattolica". Il postulatore si dice altrettanto stupito per l'affermazione di Herzog secondo la quale non vi sarebbe "alcuna testimonianza di alcun passo concreto adottato dal Pontefice" in difesa degli ebrei, " perchè viene - dice Molinari - da un ministro dello Stato di Israele". Molinari controbatte poi con prove e citazioni di segno contrario, tra cui le affermazioni di autorevoli esponenti del mondo ebraico, da Golda Meir allo storico Martin Gilbert, inglese di origine ebraica tra i più noti studiosi dell'Olocausto. u.d.g.

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La Sacra famiglia fra squali, marineria e figuranti medievali (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 0 La Sacra famiglia fra squali, marineria e figuranti medievali di Redazione Le ultime polemiche sull'opportunità di fare o vendere il presepe non hanno trovato terreno fertile in Romagna dove, in quanto a presepi, non c'è che l'imbarazzo della scelta: da quelli più antichi alle rappresentazioni della Natività realizzate con sabbia, sale, luci, e allestite su barche, in spiaggia, dentro grotte di zolfo o all'interno di suggestive rocche medievali. Ecco i suggerimenti per non perdere le rappresentazioni più belle e crearsi un interessante itinerario lungo la costa romagnola, con qualche bella “incursione” nell'entroterra. Il nostro itinerario parte da Cattolica, dove la rappresentazione della Natività è circondata da… feroci squali. è lo spettacolo a cui si potrà assistere al Parco Le Navi, che ha allestito un presepe subacqueo nella vasca dove nuotano undici squali Toro. Le statue che compongono il presepe, alte 60 cm, sono state realizzate in terracotta naturale da artigiani di Gualdo Tadino. Seconda tappa a Rimini, la cui spiaggia “in letargo” dalla caotica estate si anima sotto i colpi di cazzuola di Antonio Molin. Tra i più famosi “sand sculptor” italiani, Molin ha realizzato un originale presepe di sabbia di 10.000 mq. che fa parte di un percorso di creazioni che tocca, oltre ai Bagni 25, 26 e 27, anche la spiaggia libera del porto di Rimini ed è visibile anche di notte. Tini in rovere per vino come inusuale cornice per il Presepe. Accade a Bellaria, la cui borgata vecchia, illuminata a festa, ospita nelle sue strade 20 tini di grandi dimensioni (fino a 3,5 metri di profondità) all'interno dei quali si possono ammirare dalle rappresentazioni più classiche (in terracotta, ceramica faentina) ai presepi etnici, passando per il “Presepe del Mare”, realizzato dentro una conchiglia oceanica di 50 kg. Risalendo la costa verso nord, ecco i presepi di Cesenatico: quello della Marineria e quello di Piazza delle Conserve. Da vent'anni le statue in legno di cirmolo del Presepe della Marineria fanno capolino dalle barche dell'omonimo museo, nello splendido scenario del porto canale leonardesco. Tra le 42 statue che popolano il Presepe si può cercare di riconoscere la prima ad essere stata realizzata, quella di S. Giacomo, Patrono di Cesenatico. Il nome di Cervia è fin dall'antichità legato a quello del suo “oro bianco”, il sale. E proprio con il sale è stato realizzato il Presepe che si può ammirare nel Museo del Sale cervese: statuette che rappresentano la Sacra Famiglia, il bue e l'asinello alte circa 40 cm e realizzate attraverso la cristallizzazione naturale dell'acqua delle saline. Da non perdere infine il “Presepe animato” della Chiesetta del Suffragio, popolato da una trentina di figure in creta decorate a mano e animate da centinaia di piccoli e delicati meccanismi. Il Presepe come oggetto di collezionismo. è quanto ha fatto Augusto Poverini (1936-2003), noto collezionista di Ravenna, la cui raccolta fa bella mostra di sé nella Sala Manica Lunga della Biblioteca Classense di Ravenna. Qui sono esposte circa 70 delle 471 Natività che Poverini ha raccolto in trent'anni di ricerche in ogni parte del mondo. Ancora il mare come scenario per la Natività. Dopo Cesenatico, anche Comacchio propone un Presepe che si specchia sull'acqua, grazie a una quinta teatrale unica, il seicentesco Trepponti. Non ceramica o cartapesta a dar corpo alle sue figure, ma getti d'acqua colorata e fasci di luce che disegnano, nei canali sotto le arcate dello splendido ponte, le figure della Natività. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Se la notte è "rosa" il divertimento è assicurato (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 255 del 2008-10-24 pagina 0 Se la notte è "rosa" il divertimento è assicurato di Redazione Turismo Trecento eventi, quaranta concerti, due milioni di lampadine rosa, fuochi d'artificio. Di tutto di più nel "Capodanno dell'estate" in programma sabato sera sulla Riviera romagnola Immaginate di percorrere centodieci chilometri di festa in riva al mare, attraversando 300 eventi, con quaranta concerti, dieci dei quali di livello internazionale. Il tutto illuminato da due milioni di lampadine rosa. Stiamo parlando della "Notte Rosa", la festa che anche quest'anno allieterà centinaia di migliaia di persone (l'anno scorso furono un milione) nella riviera romagnola. L'appuntamento è per domani sera. Da Comacchio a Cattolica sarà festa dal tramonto sino all'alba. Tutto all'insegna del rosa In ogni angolo della Riviera ci sarà qualcosa di rosa a fare da trait d'union: dal cocktail, alle mongolfiere color confetto che voleranno in cielo, alle acrobatiche evoluzioni dei paracadutisti. Ventimila grappoli di glicini rosa e 5mila rose saranno distribuiti nelle zone pedonali di Bellaria e Igea Marina. Cinquecento gli aquiloni rosa che si leveranno in cielo a Bellariva. Cinquanta quintali di nettarine e pesche Igp di Romagna saranno utilizzati per preparare cocktail e spiedini di frutta. Non mancheranno, ovviamente, i fuochi d'artificio, la classica ciliegina sulla torta per ogni festa che si rispetti. Saranno venti le postazioni in cui saranno sparati i fuochi di mezzanotte. Una Notte rosa piena di buona musica Numerosi gli appuntamenti musicali, per ogni gusto ed età: Raf, Neffa, Avion Travel, Velvet e Mau Mau a Rimini; Fiorella Mannoia a Riccione; Amalia Grè, Nada, Quintorigo e Vocintransito a Cattolica; Tiromancino, la cantante portoghese Sara Tavares e Caiman a Bellaria Igea Marina, mentre a Cesenatico si esibirà la ballerina Natalia Titola, protagonista di uno scintillante spettacolo di danza latino americana. Infine, in un clima di festa che si allarga anche “oltre confine”, nella vicina Repubblica di San Marino si esibiranno i cantanti de “Le Vibrazioni”. Ma non sarà solo la musica a rendere viva la festa: sfilate di moda, feste sulla spiaggia e sui viali lungomare, mercatini a tema. Di tutto di più. Un programma ricco di eventi di ogni tipo consultabile sul sito www.lanotterosa.it Raduno mondiale Ducati Moltissime sono le iniziative appositamente messe in programma nell'ultima settimana di giugno, per fare da perfetta cornice alla "Notte rosa". Fra le tante si segnala il “World Ducati Week 2007”, il raduno mondiale della Ducati, giunto alla sua quinta edizione. L'azienda di Borgo Panigale l'ha programmata dal 28 giugno al 1° luglio, sul nuovo circuito di Misano. Il pubblico sarà coinvolto in una serie di eventi speciali che si svolgeranno all'interno del circuito: dai giri di dimostrazione di Loris Capirossi e Casey Stoner, alle incredibili acrobazie degli stuntmen. “C'è una tradizione dalle nostre parti, – ha spiegato Massimo Gottifredi, presidente di Apt Servizi Emilia Romagna – quella di essere capaci di far star bene le persone. E in tal senso esiste un forte connubio tra realtà pubbliche e soggetti privati”. Se così non fosse, in effetti, sarebbe difficile immaginare un evento che, nella sua prima edizione – quella dell'anno scorso – ha raccolto intorno a sé un milione di persone. Perché notte rosa? La notte rosa è intesa come “notte dell'amore”, dell'amicizia, dell'incontro. Il rosa è il colore della socializzazione, della festa a 360 gradi. Una festa per tutti: dagli innamorati ai single alle famiglie. Perché fare festa nel primo week-end di luglio è il modo migliore per dare inizio all'estate, all'insegna del divertimento e della gioia di vivere. Una notte dolce, una notte da sogno. Una notte… rosa, per l'appunto. Una regione al top nel turismo Con 3500 alberghi (per 215mila posti letto) e 65mila alloggi privati (300mila posti letto) la Riviera Adriatica si conferma al primo posto, in Italia, nel settore turistico. Gli stabilimenti balneari sono 1426, con 140mila ombrelloni e 253mila tra lettini e sdraio. In ben 800 di questi stabilimenti c'è la possibilità di praticare i classici giochi da spiaggia, senza disturbare nessuno: 580, invece, gli impianti sportivi. La terra dell'accoglienza per antonomasia, la Riviera romagnola, è anche una terra del ben mangiare, con 2250 locali tra ristoranti, trattorie e pizzerie e 3700 tra bar, caffetterie, birrerie ed enoteche. Per chi ama divertirsi la notte c'è solo l'imbarazzo della scelta, tra 145 discoteche, dancing e disco bar. Per il giorno, invece, i sedici parchi divertimento (sei dei quali acquatici) possono essere una valida alternativa alla classica spiaggia. Tredici, in totale, i porti turistici, con 5200 posti barca. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Notte rosa", maxi festa sulla Riviera romagnola per il Capodanno dell'Estate (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 0 "Notte rosa", maxi festa sulla Riviera romagnola per il Capodanno dell'Estate di Orlando Sacchelli Il 30 giugno sarà una serata speciale, indimenticabile, all'insegna del divertimento, della passione e della voglia di divertirsi Sulla Riviera adriatica è iniziato il contro alla rovescia: il 30 giugno sarà una giornata indimenticabile, la “Notte rosa”, il Capodanno dell'estate. In un incantevole palcoscenico naturale lungo 110 chilometri, da Comacchio a Cattolica, sarà festa dal tramonto all'alba. Una lunga festa colorata di rosa in ogni suo aspetto, con mille e più eventi e ospiti di eccezione, per celebrare l'ospitalità e la gentilezza di una terra che ha saputo raggiungere, in oltre 160 anni di storia (il primo stabilimento balneare fu aperto nel 1843) un livello di eccellenza nel settore turistico. Sarà una notte magica il 30 giugno L'anno scorso un milione di persone hanno preso parte all'evento. Questa'anno potrebbero essere anche di più in un'edizione che si preannuncia da “Guinness dei primati”: due milioni di lampadine rosa illumineranno i viali principali e i simboli delle città della Riviera, diecimila brandine rosa attenderanno, sulla spiaggia, la visita delle persone per godersi il chiaro di luna. Le donne, infine, saranno omaggiate di glicini e rose ovviamente dello stesso colore. In ogni angolo della Riviera ci sarà qualcosa di rosa a fare da trait d'union: dal cocktail, alle mongolfiere color confetto che voleranno in cielo, alle acrobatiche evoluzioni dei paracadutisti. Una Notte rosa piena di buona musica Ad allietare la serata moltissimi appuntamenti musicali, per ogni gusto e ogni età: Raf, Neffa, Avion Travel, Velvet e Mau Mau a Rimini; Fiorella Mannoia a Riccione; Amalia Grè, Nada, Quintorigo e Vocintransito a Cattolica; Tiromancino, la cantante portoghese Sara Tavares e Caiman a Bellaria Igea Marina, mentre a Cesenatico si esibirà la ballerina Natalia Titola, protagonista di uno scintillante spettacolo di danza latino americana. Infine, in un clima di festa che si allarga anche “oltre confine”, nella vicina Repubblica di San Marino si esibiranno i cantanti de “Le Vibrazioni”. Ma non sarà solo la musica a rendere viva la festa: sfilate di moda, feste sulla spiaggia e sui viali lungomare, mercatini a tema. Di tutto di più. Un programma ricco di eventi di ogni tipo consultabile sul sito www.lanotterosa.it Nel presentare l'atteso evento l'assessore regionale al Turismo dell'Emilia Romagna, Guido Pasi, ha ribadito l'intenzione che, nella notte del 30 giugno, il Capodanno dell'estate, il rosa riesca come per magia a contagiare tutti i presenti. “La riviera romagnola – ha detto Pasi - è da più di un secolo che funziona. La ragione di questo successo è questa: la gente ci crede. Gli imprenditori che operano nel settore e le istituzioni. Tutti uniti per un solo scopo: fare dell'accoglienza un punto di eccellenza”. L'evento è in programma sabato 30 giugno, ma ci saranno moltissime iniziative che sono state appositamente messe in programma nell'ultima settimana di giugno. Fra i tanti si segnala il “World Ducati Week 2007”, il raduno mondiale della Ducati, giunto alla sua quinta edizione. L'azienda di Borgo Panigale l'ha programmata dal 28 giugno al 1° luglio, sul nuovo circuito di Misano. Il pubblico sarà coinvolto in una serie di eventi speciali che si svolgeranno all'interno del circuito: dai giri di dimostrazione di Loris Capirossi e Casey Stoner, alle incredibili acrobazie degli stuntmen. “C'è una tradizione dalle nostre parti, – ha spiegato Massimo Gottifredi, presidente di Apt Servizi Emilia Romagna – quella di essere capaci di far star bene le persone. E in tal senso esiste un forte connubio tra realtà pubbliche e soggetti privati”. Se così non fosse, in effetti, sarebbe difficile immaginare un evento che, nella sua prima edizione – quella dell'anno scorso – ha raccolto intorno a sé un milione di persone. Perché notte rosa? Si è scelto di chiamarla in questo modo per scimmiottare le più famose “Notti bianche”? La scelta del nome (e del colore) in realtà non è casuale. E non si tratta di un modo superficiale teso solo a volersi differenziare. La notte rosa è intesa come “notte dell'amore”. Il rosa è il colore dell'incontro e della socializzazione: della festa a 360 gradi. Una festa per tutti: dagli innamorati ai single alle famiglie. Perché fare festa nel primo week-end di luglio è il modo migliore per dare inizio all'estate, all'insegna del divertimento e della gioia di vivere. Una notte dolce, una notte da sogno. Una notte… rosa, per l'appunto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Riviera romagnola: si alza il sipario su "Incontri di mare 2007" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 0 Riviera romagnola: si alza il sipario su "Incontri di mare 2007" di Redazione Turismo Più di cento appuntamenti dedicati al mare e ai suoi racconti, sui 110 chilometri di costa, dal 12 luglio al giorno di Ferragosto Da più di trent'anni l'Emilia-Romagna accoglie visitatori da tutto il mondo che la scelgono per diversi motivi: la bellezza dei luoghi, la buona cucina e la straordinaria accoglienza. Ma c'è qualcosa in più che attira i turisti: l'autenticità dei luoghi. E' proprio questo concetto che intende comunicare “Incontri di mare”, la rassegna di eventi dedicati al mare, ai suoi abitanti e alle sue storie, è una kermesse che l'assessorato regionale al turismo, in collaborazione con i Comuni della costa, propone dal 12 luglio al giorno di Ferragosto ai suoi ospiti. Musica, spettacoli per grandi e bambini, gastronomia, uscite in mare con le barche storiche della “Mariegola delle Romagne”, concerti all'alba sono gli ingredienti dell'edizione 2007 di “Incontri di Mare”, che punta a sedurre ed emozionare i propri interlocutori con le storie più belle e per questo più autentiche: quelle del mare. Un programma diverso per ogni Comune Sui 110 chilometri della Riviera dell'Emilia Romagna, i Comuni che si affacciano al mare si “passeranno” la parola, come in una moderna narrazione, dove al centro ci sono le suggestioni provenienti dal mare. Comacchio, Cervia, Cesenatico, Bellaria Igea Marina, San Mauro, Riccione e Cattolica saranno i teatri di questo racconto, lungo un'intera estate. Ogni Comune metterà in risalto la propria vocazione, artistica e marinara, connotando con una tematica il programma di “Incontri di mare”. Arte, teatro, musica, gastronomia Per promuovere davvero lo spirito dell'Emilia Romagna tutti gli appuntamenti saranno animati da compagnie teatrali ed artisti locali, così che “Incontri di mare” diventi davvero la vetrina artistica e culturale di un terra ricca di musica, teatro, gastronomia, tradizione, luoghi ed emozioni. La rassegna prende il via a Comacchio, dove il 12 luglio si alza il sipario sul primo dei sette contenitori di “Incontri di mare”: il mare della cultura. Nella suggestiva scenografia della piazzetta Trepponti, andrà in scena una sorta di medley che presenterà al pubblico tutte le forme di spettacolo e di intrattenimento che animeranno “Incontri di Mare” 2007. Dopo di che, i lidi estensi, per tutta l'estate, vivranno di un cartellone di appuntamenti che entrano nell'anima della cultura del mare. Cervia sarà invece il luogo de il mare del racconto, dove a rapire l'emozione del visitatore saranno le parole raccontate da artisti nelle serate sulla spiaggia. Dalle parole usate per narrare si passa, a Cesenatico, a quelle usate per ricordare e così qui il mare sarà quello della storia. Cesenatico con il suo porto canale unico al mondo disegnato da Leonardo Da Vinci ospiterà incontri che raccontano il mare attraverso la storia. La storia dei grandi Eroi come Garibaldi, ma anche la storia dei tanti pescatori che quotidianamente sfidavano il mare. Mare che può essere vissuto in altri mille modi. Il mare classico è quello che emergerà negli incontri di Bellaria Igea Marina, declinati sulle radici più antiche e quindi più autentiche del mare. La letteratura e a la musica classica in genere arricchiranno i cuori e le anime di chi assisterà alle serate. Scendendo verso sud, a San Mauro, ci sarà il mare dei bambini. Il mare dei giochi, del divertimento, anche del sogno, suscitato dalle compagnie teatrali dell'Associazione arcipelago ragazzi. A Riccione verrà raccontato il mare del teatro con spettacoli e suggestivi momenti nei quali la scena teatrale sarà il porto con le sue imbarcazioni ancorate e ogni singolo gesto diventerà teatro. A volte anche i personaggi e gli abitanti del mare possono entrare in scena e così Cattolica è pronta a raccontare il mondo del mare, divertente, curioso, misterioso, ma sicuramente autentico e tutto da scoprire. E così in un mese di storie, racconti, luoghi, suggestioni, si svolge “Incontri di mare” 2007: più di cento momenti di musica, spettacolo, intrattenimento e conversazione sul mare e le sue mille anime. Tutti gli appuntamenti, ad ingresso gratuito, saranno ospitati in luoghi suggestivi strettamente connessi alla vita del mare (spiagge, porti, banchine, fari, ecc.) che grazie alla rassegna si animeranno e forniranno al pubblico dei turisti una nuova visione ed un nuovo modo per vivere le località marittime. Appuntamenti da non perdere Il 15 luglio su tutta la costa avrà luogo il Big Jump. La giornata, nella quale tutta la costa dell'Emilia Romagna, alle ore 12 in punto, darà il via al “grande tuffo” con una lunga catena umana che simbolicamente si getterà in contemporanea in mare, sarà anche un momento di riflessione sulla culture, con una serata a tema e un momento dedicato alla beneficenza. Il 18 luglio, a Cervia, prenderà vita l'affascinante rievocazione storica della “Rotta del Sale”, che riporta alla luce il profondo legame tra la città e Venezia. La città lagunare, infatti, si riforniva da Cervia dell'oro bianco, il sale, prodotto dalle antiche e celebri saline di epoca etrusca. In chiusura dell'evento, verso le ore 21, il Porto Canale diventerà poi il palcoscenico naturale del concerto dell'Orchestra giovanile città di Cervia i cui membri saranno sulle caratteristiche barche storiche. Il 29 luglio, a Cesenatico, ci sarà un'altra interessante rievocazione storica, quella della pesca alla tratta, una tradizionale e suggestiva tecnica di pesca costiera “povera”, che da oltre trent'anni non è più possibile praticare. Sarà un momento nel quale il passato e il presente si incontrano per provare a vivere davvero il mare come era. Si tratta davvero di un'occasione unica e per questo da non perdere, per coniugare cultura, tradizioni e gastronomia. Il 9 agosto a Cattolica, città nella quale avverrà una kermesse all'ultima ricetta di mare. I cuochi dell'Emilia Romagna si confrontano ai fornelli con quelli di Sardegna, Sicilia e Molise. Il meglio della gastronomia di queste regioni si incontra con i vini e le tradizioni gastronomiche accompagnata da musica, folklore, cultura. L'evento vuole mettere in risalto un altro degli aspetti del mare, quello della sua cucina. Una cucina a volte povera, ma sempre molto creativa. E creatività sarà la parola d'ordine della giornata, nella quale se ne vedranno, ma soprattutto se ne assaggeranno, delle belle…e delle buone! Al termine della gara, infatti, saranno i turisti a giudicare i piatti di mare, degustando tutti i prodotti preparati. La finalità dell'intero progetto è quella di promuovere e diffondere la “cultura del mare”, per creare uno stretto collegamento fra il mondo dei pescatori - con i loro riti, le loro tradizioni, le loro storie - e il turista. Per informazioni e calendario degli eventi: www.incontridimare.it; call center tel. 347 4102412 © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Un mare di sapori" per l'estate in Riviera (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 0 "Un mare di sapori" per l'estate in Riviera di Redazione Dal 28 giugno al 15 settembre oltre cinquanta appuntamenti, organizzati su 110 km di costa. Protagonista assoluta: l'enogastronomia dell'Emilia Romagna Un cartellone estivo di oltre 50 eventi, distribuiti sull'intera Riviera Adriatica. In Emilia- Romagna quest'estate i sapori più tipici diventano spettacolo con l'edizione 2008 di "Emilia-Romagna è Un Mare di Sapori", rassegna dedicata al cibo e ai prodotti di eccellenza dell'Emilia-Romagna, frutto di un progetto dell'assessorato all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna, con la partecipazione dei Consorzi di tutela di Prosciutto di Parma, del Parmigiano-Reggiano, della Pesca e Nettarina di Romagna Igp, dei Salumi Piacentini, dell'Enoteca dell'Emilia-Romagna, di Unioncamere e la collaborazione di Apt Servizi. Dal 28 giugno al 15 settembre si susseguiranno spettacoli teatrali, dirette radiofoniche, mercatini tipici, degustazioni guidate come quelle dedicate al vino nella rassegna "Tramonti DiVino" o la cottura all'aperto di una forma di Parmigiano Reggiano, allestite direttamente in spiaggia. Tutto questo con un unico obiettivo: divertire il pubblico – soprattutto i turisti che ogni estate affollano la costa dell'Emilia-Romagna – e intanto raccontare gli affascinanti segreti che stanno dietro alla produzione di una forma tonda e perfetta di Parmigiano Reggiano, l'invecchiamento di un profumato Pignoletto Doc dei Colli Bolognesi o la stagionatura dei saporiti Salumi tipici della zona di Piacenza. I protagonisti saranno loro: i vini autoctoni e i prodotti a denominazione dell'Emilia Romagna che vanta il record europeo con 26 Dop e Igp. In particolare l'accento di questa edizione sarà posto su produzioni come il Prosciutto di Parma Dop, il Parmigiano-Reggiano Dop, le Pesche e Nettarine di Romagna Igp, i Salumi Piacentini Dop, in abbinamento con i grandi vini come il Sangiovese di Romagna, i Lambruschi, il Pignoletto, l'Albana di Romagna, il Gutturnio, che figureranno sulla grande tavola idealmente allestita lungo la Riviera. "A Buon Mercato": prodotti tipici e teatro La novità 2008 è rappresentata da un ricco cartellone teatrale: otto repliche di "A Buon Mercato", spettacolo prodotto dalla Compagnia Koinè. In un'ora e 20 minuti il pubblico seguirà storie immaginarie. C'è l'amante del casaro che racconta la sua vita accanto a un uomo che ha dedicato la propria vita al Parmigiano-Reggiano: un modo divertente per conoscere tutta la filiera di produzione del Re dei formaggi. Ci sono due dame, la pesca e la nettarina di Romagna che insegnano al pubblico qual è il modo migliore per essere degustate, intanto gli attori offrono al pubblico i frutti utilizzando una grande rete da pesca. Altrettanto divertente sarà la querelle fra Lambrusco di Modena e Lambrusco di Reggio Emilia per decidere qual è il vero territorio d'origine. Come originale sarà lo spazio scenico: il palcoscenico sarà allestito in piazze e luoghi pubblici di grande passaggio. Ci saranno delle bancarelle di legno e al centro una pedana rotante dove saliranno di volta in volta anguille, pesche, pesce azzurro, prosciutto, formaggio, naturalmente tutti “rappresentati” da attori. Oltre al palco ci saranno i mercatini di prodotti tipici organizzati dalle Strade dei Vini e dei Sapori dell'Emilia Romagna: 15 associazioni che rappresentano il turismo enogastronomico nel territorio da Piacenza a Rimini. Le date di "A Buon Mercato" sono: 4-5 luglio a Cervia (piazza Garibaldi), 12-13 luglio a Rimini (piazza Cavour), 18-19 luglio a Comacchio (piazza Trepponti,) 25-26 luglio Cesenatico (piazza Costa). Le dirette di Radio 2 Rai Decanter Per quattro settimane la trasmissione torna in Romagna per raccontare la vacanza, i prodotti tipici e i vini regionali, tra degustazioni, interviste semiserie a personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e ai testimonial dei prodotti con le consuete gag di Federico Quaranta e l'Inutile Tinto (al secolo Nicola Prudente). Prima tappa, Milano Marittima in viale Gramsci, dal 30 giugno all'11 luglio, con dirette ogni sera dalle 22.00 alle 24.00. Dal 14 al 25 luglio, il duo radio-enogastronomico di Decanter si sposterà in Piazza del Grand Hotel a Cesenatico. Durante tutte le serate si esibiranno giovani cantautori nello spazio del DecantAutore adiacente alla postazione microfonica. L'opportunità unica di un palcoscenico e di un pubblico per chi vorrà cimentarsi. Con le Pesche e le Nettarine nella Notte Rosa Saranno tra i protagonisti della Notte Rosa, il 5 e 6 luglio, colorata dal lancio di 5.000 palloncini, ovviamente rosa, da tutta la costa con impresso il marchio Igp Pesca e Nettarina di Romagna. Ancora le pesche protagoniste di due spettacoli che si svolgeranno il 10 luglio, con il cabaret di Marco Giacobazzi, e l'11 luglio, con le note di Giuliano Palma e i Bluebeaters, a Cesenatico (Piazzale Grand Hotel). I Tramonti e i Passaggi di Vino Il 18 luglio a Rimini (dal bagno n.9 al n.28) sarà la serata di "Passaggi di Vino" con degustazioni di vino abbinate a spettacoli in riva al mare. Interessanti contaminazioni fra spettacolo e degustazioni di vino animeranno "Tramonti DiVino", una kermesse dedicata alla presentazione delle guide dell'Associazione Italiana Sommelier "Emilia e Romagna da Bere", dove tanti sommelier presenteranno i vini delle Doc e Docg regionali, in abbinamento con il pesce azzurro a Cesenatico il 24 luglio, con la musica della band dei Popoli Dalpane Ensemble ispirata alle melodie di Brian Eno e la comicità irresistibile di Vito, il 31 luglio a Marinara di Marina di Ravenna, il 3 agosto a Misano Adriatico e ancora il 23 agosto a Lido degli Estensi. Un mito: il Parmigiano Reggiano A Cattolica e a Riccione – le date sono in fase di definizione – sulla spiaggia, di sera andrà in onda la cottura di una forma di Parmigiano Reggiano secondo la vecchia tradizione del fuoco a legna. Uno spettacolo garantito che proporrà altresì una mostra e la proiezione di filmati su questo formaggio unico al mondo. Al termine della cottura si degusterà gratuitamente il "Tosone" e ci saranno assaggi di piatti a base di Parmigiano e pesce. Menù tipici in alberghi e ristoranti Sono stati selezionati circa 130 alberghi e ristoranti lungo tutta la costa che offriranno una carta dei vini emiliano romagnoli e un menù della tradizione. Un'apposita commissione valuterà le migliori carte sia dei vini sia i menù, che saranno segnalate per una premiazione nel contesto della prossima edizione di Enologica – in novembre a Faenza. Presso ogni esercizio sarà collocato un angolo informazioni con espositore per la divulgazione del materiale. Nei ristoranti saranno condotte degustazioni e corsi di formazione sui prodotti e sul loro uso. Subito dopo l'estate sono programmati corsi di formazione incentrati sul valore dell'enogastronomia nell'offerta turistica. Tutti gli spettacoli saranno in orario serale. Per chi vuole saperne di più, il programma è sul sito www.unmaredisapori.com dove dal 15 luglio, per un mese, si potrà partecipare al gioco dell'estate "Emilia-Romagna è Un Mare di Sapori" e vincere uno dei tanti premi in palio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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SABATO 26 CONVEGNO ALLA GAM Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici DOMENICO AGASSO JR "L'immaginazione al potere: luci e ombre del '68" è il titolo di un convegno organizzato per sabato 25 ottobre dal Liceo Faà Di Bruno, in collaborazione con altre sette licei cattolici di Torino: Maria Ausiliatrice, Sacra Famiglia, Edoardo Agnelli, San Giuseppe, Sant'Anna, Sociale, Valsalice. Il 1968 è stato per molti versi un anno particolare, nel quale grandi movimenti di massa socialmente disomogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) e formati per aggregazione spesso spontanea, attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa e sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. La portata della partecipazione popolare e la sua notorietà, oltre allo svolgersi degli avvenimenti in un tempo relativamente concentrato ed intenso, contribuirono ad identificare col nome dell'anno il movimento, il "Sessantotto" appunto. E il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico ancora oggi controverso: molti sostengono che sia stato il fenomeno che ha portato ad un mondo "utopicamente" migliore, mentre tanti altri sostengono invece il contrario, ovvero che sia stata un'ideologia che ha spaccato e distrutto la moralità e la stabilità politica mondiale. Questi e altri, a quarant'anni di distanza, gli argomenti specifici che il convegno dei licei cattolici affronterà sabato, con il seguente programma: dalle 15 alle 19 il Centro Congressi della Gam (via Magenta 3) ospiterà interventi del filosofo e deputato Rocco Buttiglione ("Le matrici culturali del '68 e l'esperienza di Torino") e dello storico Roberto De Mattei ("Il '68 e la Chiesa Cattolica"); testimonianze di Bruno Labate ("Sequestro da parte delle Br e un "processo del popolo"") e Aldo Brandirali ("La contestazione di "Servire il popolo""). Info 011/489.143.

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Libertà religiosa, per i cristiani è emergenza da Islamabad a Pechino (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-10-2008)

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N. 255 del 2008-10-24 pagina 17 Libertà religiosa, per i cristiani è emergenza da Islamabad a Pechino di Redazione Crescono le violenze soprattutto in India, con "veri e propri pogrom che mirano a perpetuare la schiavitù tribale" , padre Bernardo Cervellera - dei "veri e propri pogrom", istigati più che dal fondamentalismo indù, da "coloro che vogliono tenere la popolazione in stato di schiavitù tribale e per questo non sopportano che vi siano persone che si convertono al cristianesimo riacquistando libertà e dignità". La maglia nera della libertà religiosa negata va all'Asia. Nel Bhutan, ad esempio, è proibito celebrare la messa ed è vietato l'ingresso ai sacerdoti cattolici; in Laos, dove avvengono uccisioni di cristiani di etnia Hmong con una vera e propria caccia all'uomo. Continuano ad essere discriminati i cristiani in Cina, mentre in Pakistan crescono gli attacchi contro le minoranze religiose e "lo strumento maggiore di repressione religiosa è la legge sulla blasfemia", con la quale le persone vengono pretestuosamente condannate a morte o all'ergastolo per diffamazioni del profeta Maometto. Pesante rimane anche il clima in Arabia Saudita, Paese che si dichiara "integralmente islamico" e che affida alla polizia religiosa il compito di arrestare chi professa altre fedi: spesso sono incarcerati membri dei gruppi di minoranza, cristiani o musulmani sciiti, che vengono liberati solo dopo aver firmato un documento in cui abiurano la loro fede. "I lavoratori non musulmani sono soggetti all'arresto, alla deportazione e alla prigione se vengono sorpresi nell'esercizio di qualsiasi pratica religiosa". Preoccupante è poi la situazione in Irak e più in generale in Medio Oriente, come ha illustrato lo studioso libanese Camille Eid: "Tra il 2004 e il 2008 le famiglie cristiane sfollate dalle città irachene sono state 50mila. Ventimila di queste si trovano ora nella piana di Ninive, altre trentamila sono fuggite all'estero, in Giordania, in Siria o in Occidente". Si tratta di un problema gravissimo: nelle ultime settimane ben 2.351 famiglia sono state costrette a lasciare Mosul. "Il timore - ha spiegato Eid - è che questo sia il preludio alla creazione di ghetti". Della situazione mediorientale ha parlato anche il vaticanista Marco Politi, ricordando come molti dei Paesi dove avvengono violazioni della libertà religiosa siano Stati chiave degli equilibri mondiali e osservando come la "culla" del cristianesimo in Medio Oriente rischi di diventare soltanto un museo perché i cristiani sono costretti a fuggire. Tra i segnali positivi, l'inaugurazione della prima chiesa cattolica in Qatar. Pure in Africa permangono situazioni di gravi violazioni dei diritti umani. Negli Stati più islamizzati della Nigeria, ad esempio, continuano a diffondersi atti di intolleranza e di discriminazione religiosa nei confronti delle comunità cristiane: coloro che si sono convertiti al cristianesimo sono perseguitati e minacciati di morte. "Sempre meno gli attacchi alla libertà religiosa avvengono per motivi legati al fondamentalismo o alle ideologie - ha concluso padre Cervellera - e sempre di più avvengono per motivi di potere, per schiacciare ciò che nelle religioni porta a costruire libertà". AnTor © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E' la giornata del dialogo (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-10-2008)

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IL 27 CONFRONTO INTERRELIGIOSO E' la giornata del dialogo Era il 27 ottobre 1986 quando ad Assisi si tenne la Giornata Mondiale di preghiera per la pace, convocata da Giovanni Paolo II: i rappresentanti delle grandi religioni mondiali presero parte al più grande incontro interreligioso mai realizzato. E' per ricordare quel giorno che la settima edizione della Giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico - ideata da un gruppo di religiosi dopo l'undici settembre - da quest'anno trova una collocazione fissa nel calendario, proprio il 27 ottobre. Sono numerose le iniziative organizzate in tutto il territorio nazionale: mostre, convegni e conferenze che prendono spunto dal tema del 2008, "La gioia del dialogo", volto a superare timori e diffidenze reciproche. A Torino è il Gruppo Interreligioso "Insieme per la Pace" che organizza, lunedì 27 ottobre dalle ore 20,45, una serata di confronto tra diversi protagonisti delle realtà religiose islamiche, cattoliche e protestanti della città. Nella Sala Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23 i protagonisti del dibattito "Conoscerci per costruire convivenza e pace" sono Enrico Peyretti della chiesa cattolica, il pastore Paolo Ribet della chiesa evangelica valdese, padre Rosu della chiesa ortodossa romena e due esponenti musulmani: Idris 'Abd ar-Razzaq Bergia della Coreis (Comunità Religiosa Islamica) e 'Abd al-Aziz Khounati presidente dell'Umi, Unione dei Musulmani in Italia. Modera Elsa Bianco del gruppo "Insieme per la pace". Per informazioni sulla giornata, 011/532.824 (Centro Studi Sereno Regis). \.

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