Sezione
principale: Costi dei politici
"Italiani
Brava Gente" a Firenze ( da "superEva notizie"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sergio Rizzo
e Gian Antonio Stella, apprezzati autori del bestseller "La Casta - Così i
Politici Italiani Sono Diventati Intoccabili". Chiuderà la prima serata la
proiezione, ore 22:30, del documentario di Italo Moscati, "Il Paese
Mancato", un racconto del nostro Paese negli anni segnati dal miracolo
economico e dalla ricerca di una nuova identità.
Consiglio
sul bilancio ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
quando il
sindaco Ghidini e la giunta avevano accolto l'emendamento presentato il giorno
stesso dalle opposizioni, di abbassare l'addizionale comunale all'Irpef dallo
0,4 allo 0,3% decidendo, per trovare le necessarie risorse in bilancio,
l'azzeramento di tutti gli stipendi di sindaco, vicesindaco, assessori e
gettone di presenza dei consiglieri comunali.
Perenzin
apre il comune ( da "Corriere delle Alpi"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma si può
fare di più, per esempio aggiungendo il quadro delle presenze ai lavori
consiliari, un quadro dei voti espressi su ogni atto, gli incarichi ricoperti
da ciascuno, lo stipendio o i gettoni di presenza percepiti dal comune. Ma si
può anche rendere più facile il sistema di consultazione delle delibere»,
prosegue Perenzin,
il
comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei
consiglieri ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Pagina 10 -
Udine Il Comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i
gettoni dei consiglieri La polemica MARTIGNACCO. Non è piaciuta
all'amministrazione comunale di Martignacco la proposta dei consiglieri Edi
Picco e Marco Quai di attivare un fondo di solidarietà con le indennità degli
amministratori comunali.
spoltore,
bilancio comunale forza italia propone i tagli
( da "Centro,
Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dei gettoni
di presenza dei consiglieri comunali; 65mila destinati alla rassegna estiva
Ensemble, più altre spese, per un risparmio complessivo di 232mila euro. «La
somma potrebbe essere utilizzata» si legge nell'emendamento proposto da Forza
Italia «per un abbattimento dell'addizionale Irpef, con una percentuale di
riduzione dell'
Foggia,
Palombo, Bocchetti: ecco la nazionale dei peones
( da "Giornale.it,
Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
altronde ho
sempre preferito compagni di reparto italiani, sono tanti i bravi
centrocampisti di casa nostra». E a Coverciano ce ne sono alcuni che
scalpitano, dai redivivi Brighi (una sola presenza con Trap nel 2002 a Trieste
contro la Slovenia) e Foggia (due gettoni azzurri, l'ultimo a Siena con il
Sudafrica un anno e mezzo fa) al talentino viola Montolivo,
Luca
Francescangeli Maria Stella e Danila hanno una cosa in comune: i loro figli hanno
bisogno di terapie continue, perché sono nati meno fortunati di altri.
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Maria Stella
Grillo (nella foto a destra) ha un figlio di 13 anni, chiamiamolo Giacomo, che
dalle elementari soffre di disturbi d'apprendimento e di linguaggio. Giacomo
viene al Riah tre volte a settimana da circa due anni, dopo aver fatto sei mesi
di terapia, in terza elementare, all'interno del servizio Materno Infantile
della Asl,
Quanto
ci costano tutti i premi letterari
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I nostri
gettoni di presenza sono bassissimi". Stringe la cinghia anche lo Strega:
i centomila euro che di norma gli servono sono ridimensionati, per la
diminuzione del contributo pubblico. E dallo sponsor fondatore, gli Alberti del
blasonato liquore, ormai giunge poco.
Basta
mondanità e vincitori annunciati ( da "Tempo, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ma distinguo
sempre di più. Dello Strega, per esempio, mi piace l'opportunità che mi dà di
incontrare scrittori, intellettuali, editori. Ma altri premi apprezzo di più».
Quali? «Quelli piccoli. Costano non più di 10 mila euro. Ai giurati non danno
gettoni di presenza, ai premiati un gruzzoletto di 1500 euro, e talvolta meno».
(
da "Adige,
L'" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che trovano
posto anche in quattro commissioni (riferimento a Manuali, ndr) e dunque
percepiscono gettoni di presenza plurim». Infine una stoccata a Pino Morandini:
«Certo, lui non si impressiona di fronte a questi poveri tagli, visto che la
Regione ha già accantonato per il suo vitalizio da consigliere provinciale una
somma cospicua». 27/03/2009
Pochi
assenteisti tanti i consiglieri sempre presenti
( da "Adige,
L'" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
In questi
giorni sono stati liquidati i gettoni di presenza (75 euro per seduta) per una
spesa complessiva di 24.450 euro. Naturalmente questa è anche l'occasione per
valutare le presenze (e le assenze, di conseguenza) dei consiglieri comunali
arcensi alle riunioni del civico consesso.
è
in crisi la cultura che va in piazza - simonetta fiori
( da "Repubblica,
La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
presidente
della Fondazione Carisbo, per liquidare il festival bolognese. Ma chi può
escludere che la rassegna della politica sia stata bruciata da chi non
apprezzasse l´esclusione annunciata dei politici di professione? Da un
ridimensionamento di fondi nasce la rissa che ha animato violentemente la cittadella
filosofica di Modena.
un
paese allo specchio - david fiesoli
( da "Tirreno,
Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Fra gli
ospiti Stella e Rizzo DAVID FIESOLI FIRENZE. E' l'Italia che va. Anzi, che non
va. E si mostra allo specchio ma sul grande schermo, per quanto piuttosto
brutta. Sia che si parli di diritti, di donne, di omosessualità, di
informazione, di elezioni e di criminalità organizzata, emerge la voglia di
lottare.
Nel
leggere l'analisi critica nei confronti delle circoscrizioni proveniente da
alcuni ci... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 27-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ha annullato
i compensi mensili dei presidenti ed ha annullato i gettoni di presenza dei
consiglieri». Quindi Scarmigliatio passa al particolare: «Tutte e quattro le
circoscrizioni sono al completo sbando organizzativo in quanto il primo
cittadino, l'uomo del fare nulla per la città, è il primo che non rispetta
quanto stabilito all'art.
TERNI
(
da "Nazione, La (Umbria)"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politicaAbstract: Sperando ovviamente in progetti incisivi da finanziare sul versante dello sviluppo. «In realtà nel 2008 afferma ancora il sindacato si era stanziato per la politica' un milione e 60mila euro euro a fronte dei 930mila attuali: ma non ci dobbiamo far trarre in inganno in quanto non si tratta di una pur modesta inversione di tendenza.>
i
consiglieri si tengono l'indennità
( da "Nuova Venezia, La" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di carica
e gettoni di presenza di sindaco, giunta e consiglieri. «Ritengo - ha detto
Catto - che le istituzioni debbano sentirsi partecipi alle problematiche dei
cittadini che oggi sempre più chiedono forme di assistenza; con questo
emendamento, se veniva approvato, il consiglio comunale dava un segnale forte a
tutta la popolazione che sta vivendo grandi difficoltà economiche
Biblioteche
pubbliche ( da "Blogosfere"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gli utenti
delle biblioteche comunali crescono di anno in anno: a Milano nel 2009 c'è
stato un aumento del 3,47% . E tra i libri che si chiedono in prestito non solo
best-sellers: tra i primi dieci titoli più richiesti lo scorso anno, La Casta
di Rizzo e Stella e Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi. (Fonte
dati: La Repubblica Milano.it)
CANNAVARO,
CERCASI SQUADRA ( da "Wall Street Italia"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
cercasi squadra
-->Cannavaro, cercasi squadra Il nuovo Real vuol rifondare, il Napoli ha
chiuso la porta. Per il capitano solo offerte inglesi. E intanto il difensore
azzurro pensa al record di Maldini (i due sono divisi da soli tre gettoni di
presenza in nazionale) e si impegna per un'iniziativa del Wwf
Ordinamenti
locali: voltare pagina ( da "Denaro, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
scadente
qualità dei servizi. Un inghiottitoio di risorse, una Fossa delle Antille per
la finanza pubblica. Da tempo al centro della attenzione e della analisi
politico-finanziaria del governo, era bersaglio prossimo di un Commissariamento
governativo. Un colpo durissimo per la Regione Campania e per il suo governo,
sinonimo di incapacità politica e di gestione operativa.
(
da "Sicilia, La" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
merito
alla stabilizzazione del personale precario e la corresponsione del gettone di
presenza sono stati raggiunti a seguito di una seduta alla quale, con invito
scritto del 05/11/08, erano state convocate diverse sigle sindacali del teatro
ad eccezione di Cgil e Cisl che, a ricordo, avevano inviato comunicazione
scritta di non voler partecipare più a nessuna riunione sindacale.
incuria
ma anche inciviltà ( da "Sicilia, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
rinunciare
a riscuotere il gettone di presenza, mentre il capogruppo delle stesso
Movimento per l'Autonomia ha aggiunto che l'aver deciso di votare con lo
stillicidio di argomenti, costituisce un atto politico di protesta e un
atteggiamento con il quale il centrodestra intende dimostrare come la
coalizione di centrosinistra, non è più in grado di dare risposte concrete alla
cittadina.
Alla
fine della sessione invernale del calcio-mercato era opinione comune tra gli
addetti ai lavori ... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
per un
totale di 638 minuti in campo e due gol: buono l'inizio fino all'espulsione
contro il Mantova, meno positivo il prosieguo, come confermano le due panchine
consecutive di Modena (è subentrato in entrambe le circostanze). Otto gettoni
per il connazionale Magallanes, prelevato dalla Sangiustese (Seconda Divisione)
e schierato titolare in ben sette occasioni,
Casa,
le proposte della Cgil ( da "AprileOnline.info"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
definire
una norma quadro di sintesi dei comportamenti delle regioni in materia, deve
sciogliere il nodo del finanziamento per le politiche abitative di interesse
sociale. Il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica deve poter contare in
prima istanza sulla certezza del contributo Pubblico (fiscalità generale), con
l'apporto di soggetti sociali istituzionali e fondi etici quali:
spese
allegre e poi sforano il patto ( da "Nuova Venezia, La"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
come
Venezia, hanno deciso di "sforare". Tra di esse, un taglio del 5 per
cento dei contributi ordinari dovuti dal ministero dell'Interno, il divieto di
ricorrere all'indebitamento, il blocco delle assunzioni, la riduzione del 30
per cento delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori
locali.
il
gettone di presenza va offerto alla caritas
( da "Tirreno, Il" del
28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
LA
PROPOSTA «Il gettone di presenza va offerto alla Caritas» PRATO. I consiglieri
del gruppo consiliare Forza Italia verso il Popolo della Libertà, Riccardo Bini
e Vinicio Mari hanno scritto al presidente della Provincia chiedendo di
devolvere il gettone di presenza dell'ultimo consiglio alla Caritas.
la
lega: aboliamo le circoscrizioni ( da "Tirreno, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la ricetta
della Lega davanti alle voci, che si alimentano sempre di più, sulle
inefficienze della pubblica amministrazione e dei costi della politica: «Si
attaccano a sproposito istituzioni che al contrario sono importanti per il
territorio come le Province, che invece di essere abolite dovrebbero assorbire
piuttosto le competenze delle Prefetture,
auguri
a nencini, ma perché l'auto con la scorta?
( da "Tirreno, Il" del
28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il
Presidente Nencini è tornato sulla scena politica, come si legge correttamente
sul "Tirreno", ponendo di nuovo e con forza la questione del costo
della politica; il suo impegno sarà dedicato alla riduzione del numero dei
consiglieri della Regione Toscana che peraltro già ora "sembra"
percepiscano indennità tra le più basse nel panorama nazionale.
Preferenze
fatali a giovani e donne ( da "Italia Oggi"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
È questa la
scommessa della politica: farsi interprete delle necessità vere, senza fare uso
del sistema clientelare, essere in grado di coinvolgere la cittadinanza e farla
partecipe dei processi di selezione della classe dirigente del partito.
Le
agli stipendi dei deputati europei
( da "Giorno, Il (Lecco)" del
28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettone di
presenza tra 1300 euro e 500 euro e sono quelli che si muovono maggiormente per
il territorio avendo un vero contatto con la gente. Beh fin qui direte nulla di
nuovo, sappiamo che tutti si "ammazzano" per fare i poltici per avere
uno stipendio garantito e la relativa pensione che badate bene è 3 volte
superiore a quella di un onesto lavoratore che ha fatto 40 anni di servizio,
Dopo
le elezioni di giugno, ci saranno altre elezioni. Ma nella seconda tornata i
pesaresi non saran... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è più il
gettone di presenza», con l'autonomia di villa San Martino e la scissione tra
Soria-Porto e centro-mare. «Con questo regolamento rispettiamo la legge, ma non
rinunciamo a questa esperienza di partecipazione». Sulla città-cantiere, il
sindaco, oltre alla parte legata ai disagi viari, ha voluto vedere il bicchiere
mezzo pieno:
TERNI
, se n'è...
( da "Nazione, La (Umbria)" del
28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dal
giornalista Sergio Rizzo, coautore con Gian Antonio Stella dell'ormai celebre
libro-inchiesta sul mondo politico «La Casta» . «I giovani sono troppo spesso
distratti, sfiduciati o indifferenti rispetto al tema della legalità ha
affermato tra l'altro la dottoressa Chinnici che invece così pesantemente
influenzerà la loro possibilità di crescere e di scegliere di essere liberi.
nostro
servizio Esempio quasi unico, il governo turco non sembra risentire gl...
( da "Messaggero, Il" del
28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
nove
osservatori in ogni seggio per un totale di un milione e mezzo di
simpatizzanti; calcolando che l'importo minimo del gettone di presenza ammonta
a due lire turche (meno di un euro), l'AKP spenderà circa 1,3 milioni di euro.
Dal canto suo, il maggiore partito di opposizione (CHP, Partito Repubblicano
del Popolo) utilizzerà tre osservatori in ogni seggio per un totale di 500.
Lotta
ai deficit strutturali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
di
emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del
consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d)
previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come
disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che
compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia
Giunta
e Consiglio si autotassano ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il sindaco
aveva rammentato che due anni fa c'era stata una riduzione sempre del dieci per
cento di quello che una volta era definito il gettone di presenza, con il
ripristino delle quote è possibile finanziare interventi a sostegno
dell'attuale momento di crisi che non risparmia,oltre agli immigrati stranieri,
ma anche la cittadinanza locale.
GIANPAOLO
RICCA BARONISSI. OPERE PUBBLICHE: PRESTO A BARONISSI IL PIù GRANDE ISTITUTO
SCOLAS... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Si tratta
di un grande opera pubblica finanziata in parte dalla Provincia, che ha
stanziato ben nove milioni di euro, e in parte da imprenditori privati con un
sistema d'appalto particolare e innovativo. Si tratta infatti del primo caso in
Italia di struttura pubblica che sarà realizzata con la tecnica di appalto
denominata «leasing in costruendo».
vale
oro la miniera verde dell'udinese
( da "Messaggero Veneto, Il" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
88 a
servizio di Marino. Che dire poi di Alexis Sanchez? Il Niño Maravilla conta già
25 presenze (delle quali 13 da titolare) in campionato, deve ancora esplodere e
confermarsi all'altezza delle aspettative, ma il suo pedigree è di prestigio
con 50 presenze collezionate negli scrosi due anni in cui ha indossato la
maglia di una grande come il River Plate.
Â
( da "Tempo, Il" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
costi
della politica» L'AQUILA Continua la battaglia di Pio Rapagnà e Giovanna Forti
per la riduzione dei costi della politica. I due promotori della proposta di
legge di iniziativa popolare invitano i cittadini a «recarsi in massa a firmare
la proposta di legge per dare un segnale forte e inequivocabile agli
amministratori abruzzesi affinchè procedano senza perdita di tempo a ridurre
che
c'azzecca qui da noi la lega nord?
( da "Tirreno, Il" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
4º
circoscrizione i cittadini del territorio hanno a disposizione un "motore
unico" dal quale migliaia di cittadini traggono delle risposte che mai
avrebbero da qualsiasi sportello unico che sia,questo grazie a dei
consiglieri,che lui chiama costi della politica,che al di la di qualsiasi
schieramento politico,lavorano nel solo unico interesse dei cittadini
amministrati.
SONO
invalidi e resteranno invalidi. La loro patologia è compresa tra quelle per le
quali n... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 29-03-2009) + 8 altre fonti
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gli
invalidi permanenti, quelli che non guariranno mai e che pure ogni mano con le
loro carrozzine devono mettersi in fila per avere confermati i loro diritti.
Una onlus ha calcolato quanto costa la mancata applicazione della legge 80 tra
gettone di presenza alle commissioni e spese varie. Un'altra sprecopoli.
il
gruppo di an diserta il consiglio comunale
( da "Messaggero Veneto, Il" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Tutte le
proposte di delibera sono state votate all'unanimità. Il consigliere Alessia
Rovere all'inizio della seduta ha fatto richiesta, subito accolta, di devolvere
il gettone di presenza per le cure di Riccardo Rinaldi, il ragazzo di Plasencis
colpito da una grave malattia.
MOLTI
si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei quiz. E allora perché ...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che
comunque finiscono per usufruire di un'appagante apparizione televisiva, il
gettone di presenza più le spese non accantonare i premi in un fondo a favore
di enti e associazioni le cui ricerche possono portare a risultati di cui tutti
potremmo beneficiare? Gastone Capitoni, Castel Maggiore (Bologna)
La
Francia trema ma Domenech resiste
( da "Corriere della Sera" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
della
ripresa e autore di un assist-gol, ha collezionato la sua 109ª partita in
nazionale e diventa il secondo nella graduatoria di tutti i tempi, dietro il
portiere Shilton, che ha 125 gettoni. Per lui l'abbraccio degli 85.000 di
Wembley. Nell'ultimo raggruppamento, l'unico con cinque sole squadre, facile e
fondamentale successo dell'Olanda sulla Scozia.
la
questione morale, boomerang per fi
( da "Tirreno, Il" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Questioni
che il consiglio aveva già affrontato, e sulle quali solo un dibattito aperto
alla cittadinanza avrebbe forse potuto aggiungere qualcosa. Infine, il
consiglio comunale ha deciso all'unanimità di devolvere i gettoni di presenza
della seduta a favore della consigliera Manola Lucchesi, da tempo assente per
malattia. Guido Bini
Fondo
anti-crisi, no al taglio dei compensi
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Potremmo
inserire un contributo straordinario di noi amministratori, consiglieri
comunali compresi. Tagliamo le nostre indennità e i nostri gettoni di presenza
e inseriamoli nel fondo». Per rendere concreta l'idea, Tonon ha suggerito di
inserire un emendamento ad hoc al bilancio di previsione.
Centrodestra
sull'Aventinoe il Consiglio non va avanti
( da "Sicilia, La" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Udc
Giuseppe Vinciguerra - non mira certamente a gonfiare il corrispettivo dovuto
per i gettoni di presenza. Ma è un atteggiamento con il quale evidenziare di
come in democrazia dignità imporrebbe che quando un sindaco non è appoggiato da
una maggioranza, il suo dovere morale e istituzionale dovrebbe costringerlo
alle dimissioni.
L'eternit
condanna la palestra ( da "Sicilia, La"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ricoprendo
pure incarichi dirigenziali all'Ipab "Gulinello Rizzo" e all'ospedale
"Basso Ragusa" di Militello. Promosse un'azione civica per
incrementare, con il supporto di un comitato, la dotazione dei posti letto nel
presidio. Nell'autunno del '76 salvò un'anziana dalle fiamme, sprigionate da
una vecchia stufa a gas, ricevendo una benemerenza al valor civile.
Berlusconi
acclamato presidente "Serve un premier con più poteri"
( da "Quotidiano.net" del
29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
quello
vero non quello falso della sinistra - dice - servirà, a regime, a ridurre gli
sprechi, i costi della politica, a razionalizzare e a tagliare le spese
inutili. Servirà ad abbassare le tasse ed è lì che metteremo le risorse del
federalismo". Il federalismo, aggiunge, "non è un tributo alla Lega
nè una mera redistribuzione di risorse".
Leggi
la seconda parte ( da "Giornale.it, Il"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
era dei
finanziamenti a pioggia e degli sprechi inaugurando invece l?era della
responsabilità. Quando sarà a regime, il federalismo ci porterà ad una
riduzione delle spese inutili e quindi delle tasse, razionalizzerà le risorse
indirizzandole dove ce n?
PRESENZE
DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica, Cannavaro ha collezionato
il 12... ( da "Stampa, La"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è anche
ricordato per la tripletta segnata agli inglesi con l'Under il 24 marzo 2007
alla riapertura di Wembley. 123 PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera,
a Podgorica, Cannavaro ha collezionato il 123° gettone azzurro. Gliene mancano
soltanto tre per raggiungere a quota 126 il recordman Paolo Maldini
Caro
Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo.
( da "Tempo, Il" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
E abbiamo
lavorato per costruire quello che oggi si presenta agli italiani: questo nostro
nuovo grande partito moderato, liberale, nazionale, riformista, intorno al
quale ruoterà la politica italiana dei prossimi decenni. Quali sono allora le
missioni del nostro nuovo partito del Popolo della Libertà oltre quella di
sostenere il governo e la sua maggioranza?
il
pordenone spinge la sacilese a più tre
( da "Messaggero Veneto, Il" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
5), Warger
6, Rizzato Ribeiro 6, Rigatti 6, Tonelli 6.5, Marcolin 6. All. Genta-Ferrari.
ARBITRO Savorgnani di Maniago, 5,5. MARCATRICE Al 45' Trifunjagic. PASIANO
FRANCIACORTA 4 1 PASIANO Fagotto 6, Marcuzzi 6, Santonocito 6, Toppan 6 (Piccinin
6.5), Capalozza 6, Gobbo 6, Brendariol 6.
Un
Mazzi da... Sanremo Penasa e Capretti super
( da "Arena, L'" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ausonia
brinda a Trento e il La Rizza T.K. fa festa a Rossano Alessandro Mazzi,
ventiduenne di Valeggio, cresciuto nel Pedale Scaligero, alla quarta stagione
da Under, ha vinto a Sovizzo la "Piccola Sanremo". Si aggiunge ad un
albo d'oro prestigioso (Marzio Bruseghin l'ha vinta nel 1996, Ivan Basso nel
1997), onorato dai veronesi Enzo Serpelloni (1981)
BASILICATA
ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA
( da "marketpress.info" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ambito
delle imprese private. L?assegnazione del finanziamento da parte del Programma
Interreg Sud-est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido
processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare
solo il 5% delle stesse.
Beckham,
un Diavolo per Capello ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
un Diavolo
per Capello Dopo il Milan, anche in Nazionale (gettone delle 109 presenze)
David si è reso utilissimo alla causa Claudio Negri Milano IN PANCHINA per 45
minuti. Con Fabio Capello - occhialuto sguardo di paguro - come vicino (o
quasi) di natica. Poi il segnale verde, gli applausi della gente.
Kazakistan/
Firmati accordi da 520 mln Usd per "nuova" Via ...
( da "Virgilio Notizie" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sono
previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni
di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori
150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il
tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a
sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta,
KAZAKISTAN/
FIRMATI ACCORDI DA 520 MLN USD PER NUOVA VIA SETA
( da "Wall Street Italia" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sono
previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni
di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori
150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il
tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a
sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta,
In
pareggio il derby del NissenoReal Niscemi incontenibile
( da "Sicilia, La" del
30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Genova
Giuseppe, Caramanna, La Rizza, Giordano, Alfano, Lodato, Genova Antonino, Di
Maria Piero, Strazzeri. A disp. Barone, Stagno, Rumeo Fabrizio, Rumeo
Salvatore, Barbera, Di Maria Giuseppe. All. Angelo Genova. ARBITRO: Termine di
Agrigento. RETI: 18' Capizzi, 32' Genova Antonino, 88' Rumeo Salvatore.
DRESSAGE.
Gran giornata ad Equipolis con due vittorie nelle Saint Georges di Riccardo
Sanavio con Uson ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Dalla
Rizza Chiara), 2. Quand Il Veut (Celadon Bianca), 3. Ramona (Coana Marco). BP60
- 1. Cappuccino (Serra Letizia), 2. For-Ever (Bruson Erik). B80 - Primi ex
aequo - Bruson Erik, Callegaro Maurizio, Segatto Laura, Vianello Sara, Candeo
Mariapaola, Anfodillo Chiara, Ravaglia Roberto, Callegari Michael, Montin
Luisella,
31
marzo 2009 ( da "Foglio, Il"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Rizzo
& Stella, Sella & Mosca, Sofocle, Voltaire, Ivan Turgenev, Alessandro
Baricco, Aristofane e il suo erede, Andrea Camilleri, Michail Bulgakov e la sua
erede, Isabella Bossi Fedrigotti, Aristotele e le sue prolunghe, vale a dire
Emanuele Severino con Vittorino Andreoli, ma altresì vorremmo avvisare Fedor
Dostoevskij,
Provincia,
stop alle maxicommissioni ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
commissioni
di 19 membri (il gettone di presenza è di 90 euro lordi per commissione). «La
nuova regola - spiega Rossi - non avrà valore retroattivo. Tuttavia le
commissioni non passeranno a 19 membri perché Roberto Lamagni (il fuoriuscito
dal gruppo lumbard), Massimo Fainozzi (Rosa bianca) e Marco Zampriolo (Udc)
hanno deciso di restare nelle sole comissioni di cui fanno già parte.
ALL'ASILO
L'energia prodotta e mai pagata nSono il presidente d...
( da "Giornale di Brescia" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dello
stanziamento dei fondi a disposizione, contro l'1,5% preventivato dal Governo.
L'entità delle carte emesse è decisamente inferiore alle previsioni: 424.000,
contro 1.300.000 famiglie calcolate dal Governo, evidentemente la maggior parte
degli aventi diritto ha rinunciato o è stata esclusa a causa di criteri
farraginosi,
stipendio
ai consiglieri un'idea di baldassarre
( da "Centro, Il" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ricordare
atteggiamenti e prese di posizione dei nostri rappresentanti politici in
consiglio comunale. Così, leggere sulla stampa che il consigliere Valerio
Baldassarre si fa paladino della battaglia per la riduzione dello stipendio dei
politici è quantomeno stupefacente. Occorre ricordare che il Baldassarre è
stato il proponente e primo firmatario della richiesta di istituzione dello
"
Affidato
il progettodi videosorveglianza ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dell'impianto
di videosorveglianza che sarà attivato sul lungomare Migliorini. Tre telecamere
ad alta definizione terranno costantemente sorvegliato il lungomare. Il costo
dell'intervento è di 18 mila 446 euro, finanziato con parte dei proventi delle
infrazioni al codice della strada, messi a disposizione dell'amministrazione
dal comando di polizia municipale che ha deciso di incrementare
il
"paperone" è giannelli ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dove sono
presenti solo i gettoni di presenza da consigliere. E' vero che le entrate non
sono elevate, ma d'altronde i primi anni per un giovane professionista non
garantiscono grandi soddisfazioni dal punto di vista economico». Penultimo il
consigliere del Fiume, Alessandro Corazza, studente universitario, con un
reddito di 6 mila 98 euro che ormai appartiene a un'
E'
Ceccarini la maglia nera delle presenze in consiglio
( da "Nazione, La (Livorno)" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma anche
la prassi di presentarsi e poi eclissarsi perché tanto il gettone di presenza,
una volta registrato l'arrivo, viene pagato lo stesso. Importante infatti è
rispondere all'appello perché tanto dopo non ci sono controlli stretti. Secondo
i dati elaborati dall'ufficio di presidenza del consiglio comunale aggiornati
al dicembre 2008, ma validi anche per i primi tre mesi 2009,
L'azienda
sanitaria locale non rispetta la legge sulla privacy quando visita i pa...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
è di
assistenti sociali per esempio nel Dipartimento di salute mentale!) e
dall'altro assottiglia ancor di più le casse aziendali già fortemente provate
dalla crisi sanitaria regionale, visto che il dipendente per ogni servizio in
Commissione percepisce un gettone di presenza». Secondo Raccogli la Asl non può
non comprendere che la situazione che vive il paziente durante l'
ENERGIA,
viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo. Sono i punti...
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
un gettone
di presenza in consiglio comunale proporzionato al tempo in cui i consiglieri
rimangono all'interno dell'aula, eliminazione delle consulenze esterne,
bilancio partecipato. Sempre ieri Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it insieme a
Bene Comune sono tornati a parlare dell'Informagiovani augurandosi che il
consiglio accetti la mozione presentata tra gli altri,
La
politica si deve rinnovare ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ma
apprezzato ruolo nel consiglio di quartiere prima e di circoscrizione poi, non
ha mai fatto vedere in casa uno straccio di "gettone" di presenza.
No. Quello serviva per l'attività politica. Cos'è rimasto della Politica? Basta
un'occhiata per rendersi conto che il cambiamento non ha prodotto una società
migliore.
Consiglieri,
270mila euro per rimborsi ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il costo
per il Comune si aggira sui 270 mila euro. Il resto — circa 550 mila euro —
sono soldi spesi per i consiglieri municipali. Costo che è cosa diversa dal
gettone- presenza versato al Consigliere quando prende parte ai Consigli o alle
commissioni.
Ma
sul referendum Franceschini dà i numeri (sbagliati)
( da "Giornale.it, Il" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
anticasta
Stella & Rizzo, aveva parlato di 400 milioni di euro di maggiori spese in
caso di referendum elettorale fatto in altro giorno rispetto all'Election day.
Senza preoccuparsi di verificare i «gonfiatissimi» e in parte risibili calcoli.
Franceschini ha «cavalcato la tigre» ed i milioni sono diventati prima 460 ed
ora 500 e soprattutto ha indicato l'
regione,
taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del centro
( da "Centro, Il" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I
cittadini chiedono la riduzione dei costi della politica Regione, taglio degli
stipendi 1.800 firme sul sito del Centro PESCARA. Vicini alle 1.800 firme. Ieri
sera, dopo le 22, la petizione on line del Centro per ridurre gli stipendi dei
consiglieri regionali aveva superato le 1.
Primo
confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città | DIRETTA
( da "RomagnaOggi.it" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
necessario
per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente
significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso
virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di
sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul
rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani
industriali,
Redditi,
"vince" l'architetto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Nel 2007
ha dichiarato 6 mila euro, faceva lo studente e quindi l'unico reddito era
quello derivante dai gettoni di presenza. Il prossimo anno sarà un discorso
diverso: l'elezione in Regione gli garantirà entrate tali da schizzare ai primi
posti. ldf
Il
politico rimbalzato in Regione ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il
politico rimbalzato in Regione Martedì 31 Marzo 2009, Alessandro Corazza,
ultimo nella classifica dei redditi dei consiglieri comunali, nel 2007 faceva
lo studente a Trieste e quindi le uniche entrate (6 mila euro) derivano dai
gettoni di presenza. Eletto in Regione è pronto per il grande salto. Economico.
Primo
confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città
( da "RomagnaOggi.it" del
31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
necessario
per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente
significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso
virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di
sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul
rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani
industriali,
Confesercenti,
Randazzoconfermato presidente ( da "Sicilia, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Salvatore
Simone, Calogero Meli, Salvatore Scarpulla, Angela Mendola, Carlo Sulsenti,
Umberto Graglia, Mario Rosario La Placa, Giuseppe Rizza, Annunziata Guglielmo,
Marisa Cardinale, Liborio Lipani, Federico Buscemi, Salvatore Andolina, Alfonso
Stella, Giovanni Buonasera, Antonella Robutti e Gerlando Salomone.
AL
VIA IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL GIORNALISMO
( da "AgoPress" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
incontro
con Giuseppe Lo Bianco ANSA, Sandra Rizza freelance e Andrea Purgatori Corriere
della Sera. Sarà presentato il libro Profondo Nero (Chiarelettere) di Giuseppe
Lo Bianco e Sandra Rizza, che svela inediti scenari sulla morte del giornalista
De Mauro, di Pasolini e del presidente dell?
Primo
confronto Rondoni-Balzani ( da "RomagnaOggi.it"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
necessario
per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente
significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso
virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di
sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul
rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani
industriali,
( da "superEva notizie"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
"Italiani
Brava Gente" a Firenze Per un intero fine settimana, Venerdì 27 Sabato 28
e Domenica 29 marzo, Firenze risplenderà di punti di vista illuminanti sul
contemporaneo del nostro paese, con il contributo di ospiti di grande
valore[...] Per un intero fine settimana, Venerdì 27 Sabato 28 e Domenica 29
marzo, Firenze risplenderà di punti di vista illuminanti sul contemporaneo del
nostro paese, con il contributo di ospiti di grande valore provenienti da tutta
la penisola. La prima giornata vedrà protagonisti numerosi ospiti di spessore.
Si comincia con Silvano Agosti, presidente di giuria del festival, che
commenterà due pellicole fuori concorso: "Matti Da Slegare" e
"Forza Italia!". Per discutere dei passaggi cruciali tra "Prima
e Seconda Repubblica" interverranno alle ore 21:00, in un incontro
gratuito, moderato dal giornalista e regista Italo Moscati, Sergio Rizzo
e Gian Antonio Stella,
apprezzati autori del bestseller "La Casta - Così i Politici Italiani Sono
Diventati Intoccabili". Chiuderà la prima serata la proiezione, ore 22:30,
del documentario di Italo Moscati, "Il Paese Mancato", un racconto
del nostro Paese negli anni segnati dal miracolo economico e dalla ricerca di
una nuova identità. Nella giornata di sabato, a partire dalle 11:00 si
susseguiranno le proiezioni dei cinque documentari in concorso:
"Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi,
"Il Corpo delle Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e
Cesare Cantù, "Lost in Election" dei fiorentini Clemente Bicocchi e
Lapo Ristori, "Alza La Testa!" di Piero Ricca, Franz Baraggino, Diego
Fabricio ed Elia Mariano e "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio. Gli
ultimi tre saranno seguiti dagli incontri con gli autori. Lo staff di
"Italiani Brava Gente" ospiterà il pubblico per uno speciale
aperitivo delle 19:30, in presenza degli ospiti del festival, al termine del
quale il giornalista Antonio Capellupo presenterà il volume "Storia del
Documentario Italiano" di Marco Bertozzi, in un incontro alla presenza
dell'autore. Chiuderà la giornata un evento speciale, la proiezione alle ore
21:00 del pluripremiato "Cover Boy: l'Ultima Rivoluzione" di Carmine
Amoroso, cui seguirà l'incontro con il regista ed il direttore della fotografia
Paolo Ferrari, condotto dal presidente di giuria, Silvano Agosti. Nella
giornata di chiusura, domenica 29 marzo, si ripeteranno le proiezioni dei
documentari in concorso, che saranno accompagnati dagli incontri con gli autori
de "Il Corpo delle Donne" e "Improvvisamente, l'Inverno
Scorso". Alle 18:30 verranno proclamati i vincitori e chiuderanno il
festival la proiezione de "Il Fare Politica" di Huge Le Paige e di
"D'Amore Si Vive" di Silvano Agosti, che commenterà il proprio lavoro,
moderato da Carlo Pastore. per maggiori info, clicca qui. PUBBLICITà PUBBLICITà
Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo
Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune
di Roma--> Pubblicato il 27 marzo 2009 in: Festival News » Invia tramite
EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni
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( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
SCHIVENOGLIA
Consiglio sul bilancio SCHIVENOGLIA. Martedì alle 21 è di nuovo convocato il
consiglio comunale per approvare il bilancio di previsione 2009. Il punto era
stato rinviato in occasione della precedente seduta del 23 marzo, quando il sindaco Ghidini e la giunta avevano accolto
l'emendamento presentato il giorno stesso dalle opposizioni, di abbassare
l'addizionale comunale all'Irpef dallo 0,4 allo 0,3% decidendo, per trovare le
necessarie risorse in bilancio, l'azzeramento di tutti gli stipendi di sindaco,
vicesindaco, assessori e gettone di presenza dei consiglieri comunali. Il rinvio si era reso
necessario per apportare le conseguenti e necessarie modifiche allo strumento
economico e finanziario dell'ente. (r.b.)
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( da "Corriere delle Alpi"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Perenzin «apre»
il comune Più trasparenza, su internet e con i consigli in video FELTRE. Grazie
a internet il comune è a più trasparente e più vicino ai cittadini ma la strada
perché il municipio sia una vera casa di vetro è ancora lunga. Un passo in avanti
però si può fare subito. Ne è convinto il consigliere di Sinistra Paolo
Perenzin che lunedì in consiglio presenterà un ordine del giorno per introdurre
alcune novità proprio in nome della trasparenza. «Nel sito del comune ci sono
già molte informazioni», premette Perenzin, «ma si può fare
di più, per esempio aggiungendo il quadro delle presenze ai lavori consiliari,
un quadro dei voti espressi su ogni atto, gli incarichi ricoperti da ciascuno,
lo stipendio o i gettoni di presenza percepiti dal comune. Ma si può anche rendere più facile il
sistema di consultazione delle delibere», prosegue Perenzin, «e
semplificare i documenti economici come il bilancio e la programmazione
finanziaria dell'ente per poi metterli a disposizione di tutti per la
consultazione». Perenzin solleciterà l'aula a prendere posizione anche sulla
questione delle riprese audio-video delle sedute di consiglio, sollecitate a
più riprese dai cittadini. «Credo che si possa fare almeno uno studio di
fattibilità», conclude il consigliere, «per verificare se si possono mettere su
internet le immagini o se si può ricorrere ad una tv locale. Proporrò che entro
un mese dall'approvazione dell'ordine del giorno sia portata in aula una
relazione, così da poter ragionare sul da farsi».
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( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
10 - Udine Il Comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei
consiglieri La polemica MARTIGNACCO. Non è piaciuta all'amministrazione
comunale di Martignacco la proposta dei consiglieri Edi Picco e Marco Quai di
attivare un fondo di solidarietà con le indennità degli amministratori
comunali.
«Spiace - dice il sindaco Marco Zanor a nome di tutta la giunta - constatare
che una situazione così difficile come quella della Safilo venga sfruttata per
lanciare messaggi demagogici attraverso proposte impraticabili. Sono stati
comunicati dati che non hanno nulla a che fare non le cifre reali. Basti
pensare che le indennità dei consiglieri attualmente in carica, nel 2008 sono
ammontate a 3.300 euro al netto delle tasse». La cifra ipotizzata da Quai e
Picco di 200 mila euro, quindi non troverebbe riscontri. «Servono invece della
azioni concrete - tuona ancora il sindaco - come quelle intraprese dalla mia
giunta. Abbiamo infatti attivato una progettualità a livello di ambito socio assistenziale
che riguarda anche i dipendenti senza ammortizzatori sociali. Abbiamo coinvolto
anche l'Inps, e l'Anci in merito all'eventuale anticipazione della cassa
integrazione speciale, da parte dei comuni». Il primo cittadino non risparmia
neanche una frecciata all'indirizzo di Quai e Picco. «Buttare fumo negli occhi
non fa bene a nessuno soprattutto a quelle persone che stanno rischiando un
posto di lavoro. Non abbiamo bisogno di scoop - prosegue - ma di unità di
intenti con la giunta comunale e con tutti quei soggetti che stanno cercando
insieme soluzioni per ovviare le conseguenze delle crisi». Insomma risposte
concrete. «Ci attiveremo, ad esempio, per sensibilizzare i cittadini di
Martignacco a firmare, in sede di dichiarazione dei redditi, per il 5 per mille
a favore del Comune per la creazione di un vero fondo di assistenza solidale
per tutte le persone bisognose». (e.b.)
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( da "Centro, Il" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 21 -
Cronaca Spoltore, Bilancio comunale Forza Italia propone i tagli SPOLTORE.
Spendere di meno, per le indennità dei politici, per nuove assunzioni e per il
festival "Spoltore Ensemble", con l'obiettivo di ridurre dallo 0,45
allo 0,28 per mille il balzello dell'addizionale Irpef che grava sui cittadini.
E' una delle proposte anti-crisi avanzate dal gruppo consiliare di Forza
Italia, contenuta in un emendamento presentato al Consiglio comunale per
chiedere la modifica del bilancio di previsione 2009, che andrà in aula entro
metà aprile. I consiglieri Enio Rosini, Roberto D'Intino e Moreno Cascini
suggeriscono alla giunta Ranghelli di togliere le seguenti voci di spesa:
30mila euro per assunzione messoautista; 6mila per addetto stampa; riduzione di
50mila euro degli stipendi dei rappresentanti istituzionali (su un totale di
220mila); taglio di 10mila euro (su 50mila) dei gettoni di presenza dei consiglieri
comunali; 65mila destinati alla rassegna estiva Ensemble, più altre spese, per
un risparmio complessivo di 232mila euro. «La somma potrebbe essere utilizzata»
si legge nell'emendamento proposto da Forza Italia «per un abbattimento dell'addizionale
Irpef, con una percentuale di riduzione dell'imposta del 38 per cento».
Ora la parola passa alla maggioranza. (g.d.l.)
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( da "Giornale.it, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 74 del
2009-03-27 pagina 40 Foggia, Palombo, Bocchetti: ecco la nazionale dei peones
di Marcello Di Dio nostro inviato a Firenze Berlino è sempre più lontana.
Nell'Italia, a tre anni dal trionfo tedesco, si respira aria di rinnovamento.
Inevitabile tra gli infortuni (se ne contano otto in questo raduno) e le
rinunce ad alcuni campioni del Mondo, da tempo ai margini del gruppo azzurro.
Un'Italia nuova, dunque, ma il solito Lippi. Molto irritato dal fatto che si
continui a parlare sin dall'inizio del raduno fiorentino di Amauri e Cassano,
«fantasmi» ingombranti che aleggiano sul futuro (sicuro o quasi per il
brasiliano, impossibile per il barese) in Nazionale. Al ct non piace l'idea di
un'eventuale contestazione a Bari per l'assenza di Totò (anche se gli ultras
della squadra pugliese hanno assicurato agli azzurri solo tifo e incitamento) e
non gradisce che l'attenzione venga spostata dal gruppo che sta nascendo.
L'undici che dovrà affrontare il decisivo doppio impegno con Montenegro (domani
a Podgorica) e Irlanda (mercoledì prossimo allo stadio San Nicola) comprende
«solo» sette reduci della vittoria mondiale - otto se si considera Amelia,
riserva di Buffon -. Se la difesa pare obbligata (con l'esordiente Motta che ha
piacevolmente sorpreso lo staff azzurro e si candida a prima riserva di
Zambrotta), la novità vera sarà Palombo, buttato allo sbaraglio a Ferragosto
2006 nella «sperimentale» di Livorno, che rappresentò l'esordio dell'era
Donadoni, e ora «ripescato» con i gradi di vice Gattuso al fianco di Pirlo e De
Rossi. «I miei idoli - precisa il sampdoriano con un possibile futuro nella
Fiorentina - e sarà un sogno giocare al loro fianco. D'altronde
ho sempre preferito compagni di reparto italiani, sono tanti i bravi
centrocampisti di casa nostra». E a Coverciano ce ne sono alcuni che
scalpitano, dai redivivi Brighi (una sola presenza con Trap nel 2002 a Trieste contro la Slovenia) e Foggia (due gettoni azzurri, l'ultimo a Siena con il
Sudafrica un anno e mezzo fa) al talentino viola Montolivo, attualmente
però in cattive condizioni di forma. Diverso il discorso di Di Natale, trait
d'union tra la gestione Donadoni e quella bis di Lippi. Guardando la batteria
offensiva schierata dal ct viareggino nelle prime sette partite, l'ala
dell'Udinese è sempre partito titolare (unica eccezione la partita con la
Grecia del novembre scorso, ma non fu nemmeno convocato a causa di qualche
guaio fisico). Sarà così anche in Montenegro, dove affiancherà un altro pezzo
di Udinese (Pepe o Quagliarella, provati entrambi a ripetizione nei primi tre
giorni di lavoro) e Iaquinta. Lo juventino fa gruppo proprio con gli ex
compagni di squadra - ai quali ha chiesto anche di fermare domenica prossima
l'Inter per riaprire la lotta scudetto - e in assenza di Toni e Gilardino sarà
il terminale principale dell'attacco azzurro. Giuseppe Rossi, per il quale il
ct stravede, verrà tenuto in caldo per l'Irlanda, il Pazzini già convincente
avrà bisogno di ambientarsi ancora un po'. Il giocatore calabrese fu la mossa a
sorpresa di Lippi in Scozia nel 2005 (quando fece coppia con Vieri) e da allora
è stata una presenza costante nelle convocazioni del
ct viareggino. A Iaquinta, mai schierato da punta centrale in azzurro, verranno
chiesti i gol per scardinare la difesa montenegrina ma finora in azzurro se ne
conta uno solo (con il Ghana nella prima partita del Mondiale tedesco) in 25
partite. «Non mi sento inferiore a nessuno, ora che sto bene e gioco con
continuità nella Juve», il grido di battaglia del calciatore bianconero. Che
non teme l'arrivo di Amauri («lo aspetto ma forse ha sbagliato a parlare troppo
della vicenda del suo passaporto») né quello eventuale in bianconero di Cassano
(«giocatore importante, ma decide la Juve chi acquistare»). Con buona pace di
Lippi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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( da "Tempo, Il" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Luca
Francescangeli Maria Stella e Danila hanno una cosa in
comune: i loro figli hanno bisogno di terapie continue, perché sono nati meno
fortunati di altri. Sono due storie che abbiamo raccolte al centro Riah, la
struttura sanitaria privata che si occupa di riabilitazione dell'età evolutiva
e che da anni è in attesa di accreditamento da parte della Regione Lazio. Una
vicenda di cui ci siamo occupati spesso negli ultimi mesi e che coinvolge non
meno di 1250 bambini a Rieti e dintorni, a cui viene di fatto negato il diritto
alla salute e a ricevere adeguate cure mediche. Maria Stella Grillo (nella foto a destra) ha
un figlio di 13 anni, chiamiamolo Giacomo, che dalle elementari soffre di
disturbi d'apprendimento e di linguaggio. Giacomo viene al Riah tre volte a
settimana da circa due anni, dopo aver fatto sei mesi di terapia, in terza elementare,
all'interno del servizio Materno Infantile della Asl, un servizio che
non riesce a tenere il passo delle richieste d'intervento. «Per accedere alle
cure pubbliche, bisogna mettersi in lista d'attesa e dopo sei mesi di terapia,
torni in fondo alla lista – spiega Maria Stella –
Questo significa che i bambini rimangono anche anni senza terapie, almeno che i
genitori decidano di portarli a Collevecchio (l'unico centro accreditato del
territorio, che dista un'ora e un quarto dal capoluogo ndr) oppure fuori
provincia». E Maria Stella non può davvero permettersi
troppe trasferte visto che è separata, ha un contratto a progetto e deve già
pagare 200 euro al mese per una parte delle terapie erogate dal Riah a suo
figlio. Dello stesso segno, la storia di Danila Nobili (nella foto a sinistra)
che ha due gemelline, A. e S., bionde, vivaci e con problemi di apprendimento.
Le due bambine hanno otto anni, sono in terza elementare, ma ancora non sanno
quasi leggere e scrivere. Fanno terapia due volte a settimana al Riah, con
mamma Danila che le porta e rimane con loro finché non finiscono. «Nella
sfortuna sono stata fortunata – ci racconta Danila – perché le cure per le mie
gemelle rientrano nel ristretto numero di quelle che il Riah può fornire gratis
grazie alle convenzioni con la Asl e con la Provincia. Altrimenti ci vorrebbero
circa 500 euro al mese. Ma nella nostra famiglia lavora solo mio marito, che fa
il muratore, e dobbiamo anche pagare l'affitto di casa». Maria Stella e Danila, come tutte le altre mamme e papà che ogni
giorno vengono al Riah, aspettano con ansia l'accreditamento regionale promesso
e mai arrivato. Per stare finalmente tranquille, per poter guardare i propri
figli senza l'angoscia del futuro.
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( da "Tempo, Il" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Quanto ci
costano tutti i premi letterari Cene, giurie, ospiti: al Grinzane erogati 8,5
milioni dallo Stato Ma agli altri, «Strega» compreso, bastano centomila euro
Rachele Zinzocchi Premi letterari: business o investimento utile a promuovere
cultura? La domanda s'impone dopo lo scandalo del Grinzane Cavour. L'abbiamo
girata a chi li organizza, i premi. Quanto costano? Le risposte, dopo aver
superato le resistenze iniziali e i prevedibili appelli alla privacy su un
argomento spinoso ma che esige trasparenza, delineano un quadro chiaro. «Il
problema non sta nella quantità dei finanziamenti erogati, ma nel modo in cui
questi vengono usati», spiega Giuliano Vigini, direttore dell'Editrice
Bibliografica, l'osservatorio su tutto quanto si pubblica in Italia, e
Presidente del Premio "Alassio Cento Libri". «In genere i budget non
sono alti. Quasi mai superano le poche centinaia di migliaia di euro: il minimo
per dar vita alla complessa macchina di un premio letterario, tra cene di gala,
inviti a giuria e ospiti, eventi collaterali. Da stigmatizzare sono quei premi
che non danno garanzie sulla qualità della giuria e sull'entità, anche
economica, dei premi per i vincitori. E poi forse di Premi ce ne sono fin
troppi in certi settori, come la poesia, mentre mancano in altri. I traduttori,
ad esempio, un Premio lo meriterebbero". Insomma, conclude Vigini, "i
Premi importanti e seri non sono più di un centinaio. Ma guai a condannare
quelli - la maggior parte - che operano con trasparenza e correttezza nell'interesse
di autori, editori e lettori. Questi andrebbero forse sostenuti ancora di
più". Il Premio presieduto da Vigini si attesta quasi sul minimo:
"Abbiamo un budget di circa 100.000 euro, fornito per la maggior parte dal
Comune di Alassio e, per il resto, da qualche sponsor. Ma riusciamo a
realizzare una grande manifestazione: a presentare c'è Gerry Scotti, che per
fortuna è un amico". Spiccioli rispetto ai milioni di euro di cui il
Grinzane avrebbe beneficiato. "Finanziamenti per 8,5 milioni di cui 6,874
già erogati", ha precisato Sandro Bondi, "concessi dal Ministero dei
Beni Culturali nel corso degli anni". Ancora più povero l'ottimo
"Acqui Storia", giunto alla 42ª edizione con nomi in carnet quali
Bobbio e Spadolini. "Nel 2008 il nostro budget è stato di circa 90.000
euro", dice Carlo Sburlati, Assessore alla cultura di Acqui Terme e anima
dell'alloro. "Abbiamo premiato Vittorio Feltri, Uto Ughi, monsignor
Fisichella. Ma potevamo contare solo su 20.000 euro dalla Regione (meno
dell'anno precedente, quando il finanziamento era stato di 30.000), 47.000
dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e circa 15-20.000 dal Comune
di Acqui Terme e altri sponsor privati". Persino il "Campiello",
che pure ha il sostegno di Confindustria Veneto, non stappa bottiglie di
champagne. "Il nostro budget è di poco superiore ai 500.000 euro, ma
sempre lontano anni luce dalle cifre del Grinzane", spiega Alessandra
Pivato, Presidente del Comitato di Gestione. "Le cifre a disposizione sono
volta a volta proporzionate alle possibilità degli imprenditori. Quest'anno
abbiamo il 20% in meno. I finanziamenti pubblici sono solo il 10% del budget
totale. Provengono dalla Regione Veneto e sono riservati interamente al
Campiello Giovani". La parola d'ordine è dunque "sobrietà. Su tutto
ci muoviamo con grande attenzione. I nostri gettoni di presenza sono
bassissimi". Stringe la cinghia anche lo Strega: i centomila euro che di
norma gli servono sono ridimensionati, per la diminuzione del contributo
pubblico. E dallo sponsor fondatore, gli Alberti del blasonato liquore, ormai
giunge poco. Ancor più austero un altro premio storico, il
"Viareggio": "Il nostro budget si aggira sui 100.000 euro",
precisa il Presidente Rosanna Bettarini. "In base allo statuto siglato tra
il sindaco di Viareggio e il fondatore storico Leonida Repaci, la città si è
assunta l'onere e onore di finanziare un premio di gloriosa tradizione.
L'Assessorato alla cultura garantisce l'autonomia della giuria che, come il
Presidente, non maneggia denaro, ma si limita a stabilire il calendario e i
libri meritevoli del premio. Il budget è davvero ridottissimo, per garantire il
decoro minimo".
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( da "Tempo, Il" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Walter
Pedullà Basta mondanità e vincitori annunciati «Attenzione a non buttare via il
bambino con l'acqua sporca. Distinguere i premi con budget milionari e finanza
allegra da quelli poveri che però agglomerano interesse per i libri dove
langue». Walter Pedullà ha insegnato letteratura italiana per 50 anni alla
«Sapienza» di Roma ed è stato nelle giurie di Campiello, Viareggio, Scanno,
Mondello, Strega, che lo vede attualmente tra la schiera dei 500 Amici della
Domenica, i grandi elettori inseguiti dalle case editrici in cerca di voti.
Professor Pedulla, si è stufato dei premi letterari? «Stufato non è la parola
giusta. Ma distinguo sempre di più. Dello Strega, per
esempio, mi piace l'opportunità che mi dà di incontrare scrittori,
intellettuali, editori. Ma altri premi apprezzo di più». Quali? «Quelli
piccoli. Costano non più di 10 mila euro. Ai giurati non danno gettoni di presenza, ai premiati un
gruzzoletto di 1500 euro, e talvolta meno». Dove si fanno? «Molti al
Sud. Il Siderno e il Palmi in Calabria. A Roma, l'Orient Express ha insignito
grandi poeti. Poi c'è il Penna, in Toscana, il Penne in Abruzzo». Come
funzionano? «Privilegiano, invece dei galà, le letture degli autori, i dibattiti.
Un paese intero, per uno o due giorni, si riunisce attorno a un tema culturale.
Piccole comunità si animano per la presenza di un
grande autore. La promozione suscita reazioni. Che fanno bene alla
letteratura». Insomma, invitano a leggere. «Sì. Prenda il Premio Bari. Di
ciascuno dei cinque finalisti il Comune compra 500 copie, date in lettura agli
studenti. Che devono giudicare». Lo Strega è sotto accusa. Circola già il nome
del vincitore, Daniele Del Giudice. «Penso che non vincerà. Ma il polverone
sollevato, unito al caso-Grinzane, dà una spallata al sistema. Occorre
saggezza. I premi servono, basta saperli gestire».
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( da "Adige, L'" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Elezioni Tagli
della politica, la replica di Andreatta: «Non fanno mai nulla» «Nel
centrodestra recordman di commissioni» «Chissà come mai ogni proposta di taglio
ai costi della politica viene archiviata dai consiglieri del centrodestra sotto
l'etichetta "demagogia"». Alessandro Andreatta , sindaco reggente e
candidato del centrosinistra autonomista affida al suo blog una replica alle
accuse della minoranza. «Allungare la durata (e ridurre le sedute) del
consiglio comunale è demagogia, riorganizzare le commissioni è ancora
demagogia. Diciamo pure che, come s'è visto in questi anni, con le nostre minoranze
si va sempre sul sicuro: qualunque sia la proposta, non è mai quella giusta. A
pensar male, viene il sospetto che per il centrodestra l'importante sia non far
niente, non cominciare mai e poi addossare la colpa alla maggioranza. Ne prendo
atto, ma non ho alcuna intenzione di farmi scoraggiare». «E comunque - aggiunge
condividendo il ragionamento con Michelangelo Marchesi (Pd) - il consiglio
comunale lungo è una consuetudine diffusa in tutti i Comuni del nord Italia.
Che problema c'è a imitare il comportamento virtuoso dei nostri vicini di casa?
Forse i consiglieri di centrodestra temono di non riuscire a tener desta
l'attenzione per 5 - 6 ore?». Altre due considerazioni. «Suona quanto meno
strano sentire la minoranza difendere il numero delle commissioni e tuonare
contro l'aumento dei commissari perché proprio tra i banchi della minoranza
siedono dei veri recordman, che trovano posto anche in
quattro commissioni (riferimento a Manuali, ndr) e dunque percepiscono gettoni di presenza plurim». Infine una
stoccata a Pino Morandini: «Certo, lui non si impressiona di fronte a questi
poveri tagli, visto che la Regione ha già accantonato per il suo vitalizio da
consigliere provinciale una somma cospicua». 27/03/2009
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( da "Adige, L'" del
27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
gettoni
di presenza
Pochi assenteisti tanti i consiglieri sempre presenti Sono state quattordici
l'anno scorso le sedute del consiglio comunale di Arco: una in gennaio, due in
marzo, una in aprile, due in maggio, due in giugno, una in luglio, due in
agosto, una in ottobre e due in dicembre. In questi giorni
sono stati liquidati i gettoni di presenza (75 euro per seduta) per una spesa complessiva di 24.450 euro.
Naturalmente questa è anche l'occasione per valutare le presenze (e le assenze,
di conseguenza) dei consiglieri comunali arcensi alle riunioni del civico
consesso. Balza subito all'occhio al riguardo il fatto che tanti sono
stati nel 2008 i consiglieri che hanno fatto l'en plein. Insomma molti sono
stati presenti a tutte le 14 sedute. Ecco i nomi dei più diligenti: Claudia
Angelini (Partito Democratico), Michela Calzà (Pd), Marco Mancabelli (Pd),
Franco Michelotti (Unione per Arco), Bruna Todeschi (Unione per il Trentino),
Ricky Zamnpiccoli (Verdi), Mario Caproni (Lista per Caproni), Sergio Prandi
(Leali), Giovanni Signoretti (Upt), Maurizio Zambarda (Partito Rifondazione
Comunista). Hanno registrato 13 presenze invece Angioletta Maino (Alleanza
Democratica Arco), Franco Miori (ex Margherita), Andrea Bernardis (Arco nel
cuore), Alberto Corradini (Verdi), Igor Leoni (Pd). A quota 12 presenze:
Claudio Del Fabbro (Alleanza Nazionale), Marco Santoni (An), il compianto Mario
Miorelli (Unione per Arco), Fabio Zanetti (Progetto per Arco-Ppe). Undici
presenze per Massimo Amistadi (Upt), Nilla Bertamini (Pd), Severino Bombardelli
(Leali), Haim Portugheis (Lista per Caproni) e Marco Rigo (Upt). Marco Ioppi
(Upt) ha collezionato 10 gettoni seguito da Marco
Michelotti (Pd) e Cristina Berlanda (Lega Nord) a quota 8, Roberto De Laurentis
(An) con 6 e Roberta Angelini (Verdi) e Arrigo Pascal (Upt) con una sola presenza. Bisogna tener presente di dimissioni e surroghe
registrate l'anno scorso. De Laurentis si è dimesso per presiedere la
Fondazione Comunità di Arco, Roberta Angelini da consigliere è entrata in
giunta al posto di Fabrizio Miori, Arrigo Pascal è entrato in consiglio di recente.
27/03/2009
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( da "Repubblica, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 52 -
Cultura è IN CRISI LA CULTURA CHE VA IN PIAZZA inchiesta/se i grandi eventi non
sono più un modello intellettuali o divi? E ora Da Modena a Bologna a Roma.
Risorse limitate Rivalità. Nervosismi. Appetiti di partito Su molte iniziative
di questa fiorente industria si addensa la paura della débacle I costi
oscillano da quarantamila a tre milioni di euro. Ma i ritorni economici nelle
città sono molto elevati: in certi casi anche dieci volte l´investimento
iniziale L´entusiasmo di Zygmunt Bauman Lo scetticismo di Gianarturo Ferrari
Laterza: "Le difficoltà accrescono la domanda delle rassegne più serie e
argomentate" SIMONETTA FIORI Festival sull´orlo di una crisi di nervi?
Prima la zuffa tra la crème filosofica e la Fondazione San Carlo per la piazza
di Modena. Poi il "caso Bologna": il festival della politica prima annunciato da Giuseppe Laterza, poi smentito
a causa dell´improvviso ritiro del finanziamento da parte di Fabio Roversi
Monaco. Infine l´ultimo capitolo di questa nevrotica saga festivaliera, con il
giallo di Piergiorgio Odifreddi, che ieri denuncia turbato il suo licenziamento
dalla rassegna della matematica («Ho nel computer la mail con cui Fuortes mi fa
fuori»), oggi a sorpresa cambia la sua versione, ostentando divertita
indifferenza. Che cosa succede nell´effervescente festivalificio italico, vanto
nazionale dell´Italia municipale, orgoglio patrio che da Chiasso a Trani, da
Trento a Lucera, da Pordenone a Genova vanta oltre milleduecento festival
all´anno (trentatré gli appuntamenti più importanti)? Un´industria fiorente, i
cui costi oscillano da quarantamila/cinquantamila euro per le manifestazioni
più piccole ai tre milioni del festival della Scienza (dati ricavati da
Effettofestival di Guido Guerzoni), con un ritorno economico immediato sul
territorio che in qualche caso (Festival dell´economia) supera il doppio
dell´investimento, e per il Festivaletteratura di Mantova, madre di tutti i
festival, addirittura lo decuplica (ricerca dell´Irer a cura di un´équipe della
Bocconi). Un fenomeno in crescita vertiginosa, che dilaga e raccoglie un
crescente seguito soprattutto nel Nord e nel Centro dello Stivale, là dove è
più forte una storia comunale e una cultura civica. «Un torreggiante monumento
al pensiero italiano e ai suoi protagonisti», ci dice Zygmunt Bauman,
entusiasta habitué dei nostri festival. «Il sogno di ogni intellettuale degno
di questo nome». Ma se davvero è un importante tributo alla tradizione
italiana, dobbiamo ricavarne che il genio nazionale è a pezzi? Oppure è
impazzita la politica, che ha allungato i suoi
appetiti golosi anche su queste attraenti piazze mediatiche? O, più
semplicemente, s´è consumata una formula mediatica affidata al tripudio di
Nobel e intellettuali-divi, lanciati in uno star system culturale afflitto da eccitazione
e megalomania? La crisi è in parte attribuibile alla débcle economica.
Scarseggiano le risorse pubbliche, latitano le fondazione bancarie. Una penuria
generalizzata che addirittura ha fatto temere la trasformazione in edizione
biennale del Salone del libro torinese, ipotesi poi superata. «La crisi
economica si fa già sentire», dice Giuseppe Laterza, l´editore che più ha
investito nell´officina festivaliera. «Bisogna fare i conti con finanziatori
più prudenti. Ma è la stessa crisi che accresce la domanda di festival seri e
argomentati». In queste settimane si decide il destino di alcune rassegne.
Tuttavia la penuria di fondi può essere anche un pretesto per affossare od
occupare palcoscenici appetibili. Dietro la crisi economica s´è rifugiato Roversi
Monaco, presidente della Fondazione Carisbo, per liquidare
il festival bolognese. Ma chi può escludere che la rassegna della politica sia stata bruciata da chi non
apprezzasse l´esclusione annunciata dei politici di professione? Da un
ridimensionamento di fondi nasce la rissa che ha animato violentemente la
cittadella filosofica di Modena. Poi la contesa ha rivelato competizioni
e antagonismi all´interno della stessa sinistra emiliana. «Il festival fa gola
a molti», denunciò in quei giorni il suo supervisore scientifico Remo Bodei. I
festival mobilitano decine di migliaia di persone, procurano consenso. Possono
ingolosire. Tra i primi a comprenderlo fu Walter Veltroni, princeps maximus
della capitale, che nella cultura investì ogni anno circa cinquanta di milioni
di euro. Attraverso l´inarrestabile festivalificio dell´Audodirium passava la
sua identità di primo cittadino, e non è facile per i suoi successori sfruttare
una miniera sottraendola all´immagine ingombrante del fondatore. Lo stesso
problema si pone in altre realtà di mutata geografia politica.
Ad esempio nella Sardegna del "dopo Soru": come non sprecare un
tesoro festivaliero legato indissolubilmente al dominus di Tiscali? I festival
nascono in amministrazioni di sinistra, più inclini agli investimenti
culturali. La relazione tra gli intellettuali e quella parte politica
è storicamente più forte e consolidata. Non è da escludersi che l´attuale
sfilacciamento festivaliero sia prodotto anche da uno spaesamento più generale
di una "sinistra invertebrata", incapace di tradurre in seria politica culturale incontri destinati - secondo un severo
Goffredo Fofi - ad animare un immenso karaoke. Un fastidioso "rumore di
fondo", l´ha definito di recente lo studioso, che s´è bruscamente
licenziato dalla rassegna teatrale di Napoli. I festival come un karaoke? «I
festival consumano idee e consumano le persone», dice Marino Sinibaldi,
protagonista di molte rassegne e spesso in collegamento con Fahrenheit dalle
piazze principali. «I Nobel sono sempre gli stessi, così le star. Il rito
tradizionale, affidato al fascino dell´incontro con il "monumento",
ha esaurito la sua forza propulsiva; se non cambia, rischia di tradursi in
consumismo e autocelebrazione, quando non in una ridicola caccia al Nobel».
Però il festival mantiene meriti insuperati, aggiunge Sinibaldi. «Ha interrotto
il lungo inverno dell´Italietta intellettuale comandata da ristrette élites, da
salotti chic e dalle pagine culturali». Ma il pueblo festivaliero, argomenta
Gianarturo Ferrari, palesa profili culturali piuttosto elitari, include
"coloro che sono già entrati nel recinto sacro". «La falla
strutturale che colpisce l´Italia è la scarsa circolazione dei libri», dice il
direttore generale della Mondadori, critico ante litteram del format festivaliero.
«è qui che occorre investire i soldi, progettando un piano organico e
pluriennale di promozione della lettura». L´usura della formula spinge gli
inventori dell´archetipo a trovare nuove soluzioni. «Meno star e più talenti
sconosciuti», dice Marzia Corraini, tra le fondatrici del Festival di Mantova.
«Questa è la nostra nuova direttrice, segnata prevalentemente dallo scouting.
Abbiamo inventato un genere, e siamo molto felici che sia stato copiato in
tutta la penisola. Però già dalla scorsa edizione stiamo sperimentando altre
strade». Secondo Laterza, l´attuale crisi avrà l´effetto di selezionare le
iniziative più solide. «Il "modello Soria", praticato nelle
iniziative del Grinzane, può servire da ammonimento: basta con le tavole
rotonde affollate di premi Nobel e divi internazionali, che magari hanno poco
da dire. Occorre mettersi al servizio delle città, comprendendone idiosincrasie
e propensioni». Sbagliato dunque demonizzare indiscriminatamente il festival.
«Sono l´unica alternativa alla monocultura televisiva, un possibile traghetto
verso la ricerca intellettuale», dice Laterza. Sempre che il festival rimanga
fedele alla sua radice di festa, dal latino festivus, piacevole, festivo. E non
si traduca in farsa degli equivoci o sceneggiate bugiarde, come insegna
l´ultimo capitolo di questa sovreccitata saga festivaliera.
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( da "Tirreno, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 26 -
Spettacolo Un Paese allo specchio Al via "Italiani brava gente",
rassegna del film documentario Si apre oggi a Firenze una tre giorni di
proiezioni e incontri. Fra gli ospiti Stella e Rizzo DAVID FIESOLI FIRENZE. E' l'Italia che va. Anzi, che non va. E
si mostra allo specchio ma sul grande schermo, per quanto piuttosto brutta. Sia
che si parli di diritti, di donne, di omosessualità, di informazione, di
elezioni e di criminalità organizzata, emerge la voglia di lottare.
Emerge attraverso gli occhi attenti di giovani registi: lottare contro
l'immobilità della politica, delle istituzioni, e la sostanziale incapacità dei
media tradizionali a rappresentare il vero volto del Paese. Perchè da
riflettere c'è parecchio sulla società italiana oggi, e la prima edizione del
festival "Italiani brava gente", a Firenze all'auditorium Stensen da
oggi a domenica, ha esattamente questa intenzione, attraverso film,
documentari, incontri e un concorso che premierà il documentario più significativo.
Iniziamo dai documentari arrivati in finale: sono cinque, selezionati tra un
totale di cento. "Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer
e Luca Ragazzi mette sul grande schermo le speranze e le delusioni di due
cittadini italiani, una "coppia di fatto", alle prese con il
crescente sentimento di omofobia e la proposta di legge dei Di.Co. lanciata nel
2006 dal governo Prodi: un viaggio alla ricerca dei giudizi e pregiudizi degli
italiani sui diritti civili e le libertà individuali. "Il Corpo Delle
Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, riflette
sull'immagine della donna nell'Italia contemporanea, attraverso i volti e i
corpi femminili che vediamo ogni giorno in tv, e non c'è da stare allegri:
cinquanta anni fa, Anna Magnani diceva al truccatore che prima del ciak stava
per coprirle le rughe: "Lasciamele tutte, ci ho messo una vita a
farmele". Ma oggi, quali sono i modelli femminili di riferimento? E
ancora,"Lost In Election" dei registi fiorentini Clemente Bicocchi e
Lapo Ristori immortala la campagna elettorale di Firenze per le politiche del
2008, le prime elezioni del "voto utile" per capire le nuove
"motivazioni" della politica italiana, di fronte al sempre crescente
scetticismo da parte dei cittadini. "Alza La Testa!" di Piero Ricca,
Franz Baraggino, Diego Fabricio ed Elia Mariano parla di Milano e di un gruppo
di giovani che, stufo dell'inaffidabilità dell'informazione italiana, decide di
rompere il muro di gomma e di chiedere spiegazioni ai potenti: si arma di
volantini, telecamere, megafoni e incontra faccia a faccia politici, ministri,
giornalisti, uomini d'affari affrontando i temi più scottanti dell'attualità
italiana. Infine "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio,
originalissima indagine sulla mafia, attraverso una finta campagna elettorale
per Bernardo Provenzano, il boss mafioso rimasto latitante per oltre
quarant'anni, che si candida a Primo Ministro per il paese con un suo
schieramento dal nome "La Grande Famiglia Italiana". Domenica la
premiazione: il vincitore si aggiudicherà una borsa di studio da tremila euro.
Tra gli eventi speciali del festival spicca l'incontro di stasera alle 20.45
con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo,
autori dei best seller "La casta" e "La deriva", ma altri
eventi speciali sono dedicati ai membri della giuria: venerdì sarà presentato
il documentario "Il Paese Mancato" di Italo Moscati, sabato Marco
Bertozzi incontrerà il pubblico per presentare la sua "Storia del
Documentario Italiano" (Marsilio), e domenica saranno proiettati i
documentari "D'amore si vive", capolavoro di Silvano Agosti, e
"Il Fare Politica" di Hughes Le Paige, un racconto lungo 22 anni
sull'evoluzione umana e politica di un gruppo di militanti del Pci in un
paesino della provincia fiorentina. Ad aprire la manifestazione sarà il lavoro
di Pier Paolo Pasolini "Comizi d'amore". Info
www.italianibravagente.info.
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( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 27-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Viterbo))
Argomenti: Costi della politica
Venerdì 27 Marzo
2009 Chiudi «Nel leggere l'analisi critica nei confronti delle circoscrizioni
proveniente da alcuni cittadini ho compreso che la cittadinanza ha le idee
confuse su cosa e' e cosa fa la circoscrizione». Roberrto Scarmigliati,
capogruppo del Pd alla seconda attacca così un suo intervento sui consigli
decentrati che si evolve in una critica al primo cittadino. «La circoscrizione
- scrive Scarmigliati - viene regolarmente eletta alle amministrative ed e'
regolamentata da un regolamento emanato dal Consiglio Comunale nel 1998. Nelle
ultime finanziarie il governo Prodi, a mio avviso giustamente, ha annullato i compensi mensili dei presidenti ed ha annullato i gettoni di presenza dei consiglieri».
Quindi Scarmigliatio passa al particolare: «Tutte e quattro le circoscrizioni
sono al completo sbando organizzativo in quanto il primo cittadino, l'uomo del
fare nulla per la città, è il primo che non rispetta quanto stabilito all'art.
69 del regolamento che prevede l'Osservatorio sul Decentramento che va convocato
almeno una volta al mese. Moscherini, circa un anno fa, ha emanato una
determina sindacale per la nomina dei componenti dell'Osservatorio e a
tutt'oggi il sindaco non lo ha convocato con il conseguente risultato che gli
assessori brancolano nel buio ed i quattro parlamentini sono al completo
sbando. Fermo restando che due anni di gestione Moscherini tutta la città è
completamente disastrata».
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(
da "Nazione, La (Umbria)"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA TERNI pag. 18 TERNI «MENO SOLDI per la politica' e più pe... TERNI «MENO SOLDI per la >politica'
e più per gli investimenti», lo chiede la Uil-Funzione pubblica in relazione al
bilancio 2009 della Provincia, per il quale si è svolto un incontro a Palazzo
Bazzani. «E' inconcepibile attacca il segretario del sindacato, Gino Venturi
che la Provincia spenda più per il funzionamento degli organi istituzionali
(presidente, assessori, consiglieri e via dicendo) che per l'attività
complessiva in settori di importanza vitale per le prospettive del territorio
come il turismo, lo sviluppo economico, lo sport, la protezione civile, le
politiche sociali, la sicurezza». «Infatti alla voce Organi Istituzionali
continua il sindacato è prevista una spesa di 930mila euro mentre in tutte le
alte voci sopra indicate si arriva ad una somma complessiva di 92omila euro: in
particolare 180mila per la prevenzione e protezione, 200mila per il sociale,
10mila per la protezione civile, 130mila per lo sport, 220mila per lo sviluppo
economico e 180mila per il turismo». «Soprattutto in tempi di profonda crisi si
dovrebbe invece ridurre il costo della politica' a
favore di spese che promuovano lo sviluppo aggiunge Venturi . Sarebbe
significativo che nel bilancio si riducessero almeno 300mila euro per gli
organi istituzionali a favore dello sviluppo economico». Sperando
ovviamente in progetti incisivi da finanziare sul versante dello sviluppo. «In
realtà nel 2008 afferma ancora il sindacato si era stanziato per la politica' un milione e 60mila euro euro
a fronte dei 930mila attuali: ma non ci dobbiamo far trarre in inganno in
quanto non si tratta di una pur modesta inversione di tendenza. Infatti
il lieve contenimento è legato al fatto che quest'anno ci sono le elezioni e che
quindi per un periodo non sarà necessario pagare consiglieri ed assessori.
Invece sulle spese produttive' i tagli sono reali. Ecco qualche esempio di
spese ridotte rispetto al 2008: 50mila euro sulla sicurezza, 130mila sul
sociale, 20mila sulla protezione civile, 60mila sullo sport, 12mila sullo
sviluppo economico, 40mila sul turismo. Chiediamo quindi di ridurre di 300mila
euro le spese per gli organi istituzionali».
(
da "Nuova Venezia, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
SAN
STINO. RESPINTO L'EMENDAMENTO DI CATTO I consiglieri si tengono l'indennità La
proposta: rinunciare per un anno ai soldi a favore dei servizi sociali 127.000
euro complessivi Zanutel: «Solo come scelta individuale» SAN STINO. Dicono di
prendere pochi soldi. Nessun privilegio. Zero sprechi. Nessuno scambio di
favori. Auto blu, soggiorni gratuiti e l'aereo di stato, loro, a differenza dei
parlamentari, se li sognano. Perciò gli stipendi dei politici comunali non si
devono toccare. E' stato infatti bocciato e definito «scandaloso» l'emendamento
proposto da Omar Catto, capogruppo di «Vivere San Stino» che proponeva al
consiglio e alla giunta di rinunciare per un anno alla propria indennità per
devolverla a favore dei servizi sociali. Il costo della democrazia per i
sanstinesi costa 127 mila euro all'anno. Comprende stipendi, indennità di carica e gettoni di presenza di sindaco, giunta e consiglieri. «Ritengo - ha detto Catto -
che le istituzioni debbano sentirsi partecipi alle problematiche dei cittadini
che oggi sempre più chiedono forme di assistenza; con questo emendamento, se
veniva approvato, il consiglio comunale dava un segnale forte a tutta la
popolazione che sta vivendo grandi difficoltà economiche e poteva
superare gli sforzi affrontati dall'amministrazione nel chiudere il bilancio di
previsione». Schierati a favore della politica gratuita anche il gruppo di opposizione
«San Stino delle libertà-lega nord» il quale in campagna elettorale aveva fatto
del punto «nessun stipendio per sindaco e assessori» il suo cavallo di
battaglia. Contrari alla rinuncia delle indennità politiche tutta la
maggioranza eccetto Claudio Schiavon di Rifondazione Comunista che si è
astenuto. Sappiamo infatti che Schiavon non percepisce nulla per la sua
funzione di consigliere comunale perché la sua quota viene devoluta
all'associazione Actom Eido del Congo. Nemmeno il vice sindaco Rita Zanutel
percepisce l'indennità in quanto già assessore provinciale alle politiche
sociali, ma la proposta di togliere i soldi ai politici non le è piaciuta per
nulla. «Non trovo giusto - ha detto Zanutel - che si paragonino le indennità
degli amministratori locali con quelle molto più elevate degli amministratori
regionali che percepiscono quasi quanto un parlamentare. Togliere i soldi agli
assessori o ai consiglieri significa svilirli nella loro funzione e non
garantire più un rimborso spese per comprare qualche libro di aggiornamento,
fare le fotocopie, pagare le iscrizioni a dei corsi di aggiornamento o svolgere
al meglio il loro compito. In ogni caso, chi vuole devolvere la propria
indennità a titolo individuale lo può fare in qualsiasi momento».
(
da "Blogosfere"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mar 0927
Biblioteche pubbliche Pubblicato da Francesca Bastianelli alle 10:34 in Tra le
righe Qualche giorno fa una notizia mi sorpreso, e non certo in positivo. Eh
sì, perchè a partire da quest'anno i visitatori della Biblioteca Nazionale di
Roma potranno consultare i volumi solo la mattina. Prima di tutto bisogna
evidenziare il fatto che la Nazionale di Roma non è una semplice biblioteca
dove richiedere un romanzo in prestito, ma è un grandissimo complesso aperto
anche, e soprattutto, a chi deve compiere ricerche e studi. Al suo interno
infattici sono aree dedicate alla consultazione non solo di libri specializzati
e particolari, ma anche di giornali e riviste, anche storiche. Ma allora...
perchè mai questa decisione? Beh, semplicemente si tratta di un provvedimento
che segue un nuovo taglio dei fondi (dal 2001 i fondi preposti sono stati
ridotti del 60%, come afferma il direttore Osvaldo Avallone – Fonte: Metro).
Biblioteche pubbliche in crisi? Beh, neanche Milano, Firenze, Napoli con le
loro grandi strutture sono esenti dalle stesse problematiche... Non parliamo
delle piccole realtà di quartiere che speriamo riescano a tener duro, visto che
rappresentano una vera risorsa soprattutto per gli studenti e l'infanzia, con
il loro servizio di prestito dei libri e le loro aree tranquille dedicate allo
studio e alla ricerca. Nell'ambito di questa segnalazione nera, però, qualche
buona notizia. Prima di tutto vi ricordo che il 9 marzo è stato presentato un
progetto interessante che riguarda la provincia di Bologna e che prevede
l'invio di una tessera bibliotecaria ad ogni neonato e neonata. E ora qualche
dato statistico. Se le biblioteche hanno i loro problemi, anche di
ammodernamento, non solo di gestione dei fondi, gli utenti
delle biblioteche comunali crescono di anno in anno: a Milano nel 2009 c'è
stato un aumento del 3,47% . E tra i libri che si chiedono in prestito non solo
best-sellers: tra i primi dieci titoli più richiesti lo scorso anno, La Casta di Rizzo e Stella e
Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi. (Fonte dati: La Repubblica
Milano.it)
(
da "Wall Street Italia"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cannavaro,
cercasi squadra -->Cannavaro, cercasi squadra Il nuovo Real vuol rifondare,
il Napoli ha chiuso la porta. Per il capitano solo offerte inglesi. E intanto
il difensore azzurro pensa al record di Maldini (i due sono divisi da soli tre gettoni di presenza in nazionale) e si impegna per
un'iniziativa del Wwf
(
da "Denaro, Il"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Enti
Locali & Cittadini autonomie Ordinamenti locali: voltare pagina
Apprezzabile il restyling fatto di decisionismo ed efficienza della Regione
Campania nando morra Due punti importanti si impongono nell'ordine del giorno
che investe le Autonomie Locali. Il primo riguarda la Regione Campania,
l'accelerazione legislativa e operativa, la capacità di governo ed il tema
specifico della Sanità; il secondo relativo al federalismo ed all'irrisolto
nodo tra centralismo, autogoverno locale e partecipazione. In ordine. Primo. Il
restayling connotato di decisionismo e di efficienza della Regione Campania. Il
dato più importante e significativo è che Bassolino ha recuperato Bassolino. Ha
recuperato connotazioni particolari di ordine politico e di governo che hanno
contribuito a delineare e consolidare ruolo politico e leadership
istituzionale. Se è giusto esercizio culturale, civile e politico esercitare il
diritto-dovere di critica quando necessario è altresì giusto culturalmente e politicamente corretto riconoscere i passaggi che segnano
l'aprirsi di una nuova fase positiva. Parlano i fatti. La tenacia con la quale
ha retto le posizioni nel pieno di uno tsunami
politico-giudiziario-istituzionale e mediatico, la determinazione di non
abbandonare la nave già mezza affondata, la straordinaria capacità di invertire
la rotta passando dalle dichiarazioni ai fatti. Senza perdersi nelle nebbie dei
circoli della capitale e nei circuiti delle candidature. Ed i fatti sono il
notevole impulso alla legislazione regionale su materie fondamentali, a partire
dallo Statuto al decentramento, alla sanità. Sulla sanità si registra il
passaggio più forte e più incisivo del Bassolino decisionista. Certo, la sanità
in Campania è un pianeta complesso. Le tante straordinarie positività ed
eccellenze vengono oscurate purtroppo, da sprechi, inefficienze, scadente qualità dei servizi. Un inghiottitoio di risorse, una
Fossa delle Antille per la finanza pubblica. Da tempo al centro della
attenzione e della analisi politico-finanziaria del governo, era bersaglio prossimo
di un Commissariamento governativo. Un colpo durissimo per la Regione Campania
e per il suo governo, sinonimo di incapacità politica e di gestione operativa. Da qui, lo scatto di Bassolino.
Prima la dura battaglia per ridurre ed accorpare Asl e servizi. Un punto che,
sul piano operativo va rivisitato non in funzione dei campanili e dei localismi
ma della efficienza operativa e della qualità e tempestività dei servizi e
della erogazione del diritto primario della salute dei cittadini. Dal nuovo
assetto alla rivoluzione dirigenziale. Un colpo solo, secco. Commissariamento
generale e sostituzione totale dei vertici con alti dirigenti regionali. Da
tennista, un diritto incrociato poderoso, repentino, inatteso. Un colpo senza
scampo. E, poi, un rovescio tattico. Da sanità commissariata a Regione che
commissaria. Con buona pace di quanti erano in attesa, a Roma come in Campania,
delle decisioni di Palazzo Chigi. Forse non si è compreso fino in fondo il
senso ed il valore strategico della operazione che era e resta salvaguardare ed
affermare l'autonomia della Regione, la capacità e la forza dello autogoverno
di affrontare e risolvere i problemi. Di sicuro i vecchi equilibri politici
dentro e fuori la coalizione, vacillano. La scossa ha la valenza di un
terremoto politico. Sussurri e grida servono a poco. Una mossa giusta ed
opportuna anche la nomina dei vice commissari. C'è un altro punto da
sottolineare e positivamente. E' la prima volta che vengono indicati alti
dirigenti regionali per funzioni complesse e delicate. E' la prima volta che
invece di politici o professionisti di medio-lungo corso, si ricorre alla
professionalità, spesso sottovalutata, delle forze più attrezzate della
macchina amministrativa. Un esempio significativo anche per il forte contenuto
innovativo è la designazione nelle maggiori Asl di due dirigenti di alto
profilo, quali il capo di gabinetto, Maria Grazia Falciatore e De Angelis.
Anche i sub commissari sono dirigenti e funzionari della Regione Campania. Una
salutare innovazione ma anche la certezza di un impegno senza confini. Secondo.
Lo scontro tra centralismo e decentramento non finisce mai. Quel che è peggio è
il manifestarsi anche in tempi di federalismo. Con le elezioni amministrative
del 6 e 7 giugno entrerà in vigore, per i comuni tra i 30.000 e i 100.000
abitanti che andranno al rinnovo degli organi amministrativi, quanto disposto
dalla legge finanziaria per il 2008 che sopprime per questi enti la facoltà di
istituire le circoscrizioni. Il decentramento comunale è una istituzione con
oltre 40 anni di esperienza, e anche se oggi necessita di una corposa
operazione di revisione istituzionale, che dovrebbe trovare la giusta sede
nella riforma dell'ordinamento degli enti locali, in attuazione del nuovo
titolo V della costituzione, non può essere cancellata con un provvedimento
originato dal tema dei costi della politica. La
circoscrizione ha rappresentato e rappresenta uno strumento concreto per avvicinare
le istituzioni al cittadino, per attivare le forme di partecipazione e di
co-decisione alle scelte che lo coinvolgono, per l'esercizio della democrazia e
per l'educazione al rispetto delle idee degli altri; istituzione sicuramente da
riformare ma non da sopprimere. Va sottolineato che l'art. 114 della Costituzione riconosce ai comuni piena potestà statutaria e
regolamentare in ordine alla propria organizzazione per quanto riguarda le
forme di governo decentrato, il sistema di elezione e di legittimazione, le
funzioni attribuite.Su questi temi, il primo messaggio che lanciano gli
amministratori riuniti a Pesaro è di chiedere il ripristino della facoltà di
istituire gli organi di decentramento anche nei Comuni compresi nella fascia
tra i 30.000 e i 100.000 abitanti. Organi facoltativi con competenze rivolte a
soddisfare i servizi di base e di prossimità e alla semplificazione delle
procedure e dei procedimenti amministrativi a carico dei cittadini. E'
fondamentale pertanto che la loro istituzione sia inquadrata in un disegno di
razionalizzazione delle strutture e degli uffici, di snellimento burocratico, e
siano rispettati i principi di adeguatezza e di unicità delle funzioni a essi
delegate. Il processo di razionalizzazione e di gestione oculata delle risorse
che da più di 15 anni ha visto protagonisti gli enti locali, ha infatti fatto
emergere nelle medie città la consapevolezza che l'eccessivo decentramento
delle funzioni gestionali non deve comportare una perdita di efficienza e di
efficacia nell'erogazione dei servizi e un ingiustificato aumento dei costi. Di
contro è cresciuta nelle amministrazioni locali la consapevolezza del ruolo
sempre più importante di cerniera e di relazione tra l'amministrazione e i
cittadini rappresentato dalla circoscrizione. In questi anni, infatti, molti
Comuni hanno provveduto a rivedere le funzioni delle circoscrizioni comunali,
soprattutto quelli sotto i 100.000 abitanti, facendo prevalere nella loro
riorganizzazione gli aspetti dedicati alla partecipazione e alla consultazione
dei cittadini. Un loro rafforzamento attraverso la pratica dei bilanci
partecipati e delle altre forme di rendicontazione sociale si renderà opportuno
soprattutto in vista dell'ampliamento, con il federalismo fiscale, degli ambiti
di autonomia impositiva e finanziaria e la previsione di tributi di scopo. Le
esperienze più interessanti di evoluzione delle funzioni del decentramento sono
state sicuramente quelle che hanno incardinato nella circoscrizione il bilancio
partecipativo, con un processo strutturato di coinvolgimento dei cittadini,
combinando insieme democrazia elettiva/rappresentativa e democrazia
partecipativa. Legautonomie, insieme alle altre Associazioni, ritiene
necessario valorizzare e promuovere questa ricchezza di iniziative e di esperienze
che possono dare vita ad una comunità capace di affrontare le difficoltà con
spirito solidaristico e accompagnare la complessa attuazione della riforma
federalista dello Stato. Le indicazioni sugli strumenti per favorire il
coinvolgimento dei cittadini, al governo delle comunità locali debbono trovare,
nel pieno rispetto dell'autonomia degli enti locali nell'organizzazione delle
proprie funzioni, una loro collocazione all'interno dei disegni di legge delega
sulla riforma dell'ordinamento degli enti locali che il governo dovrebbe
presentare nelle prossime settimane. Sono in cantiere da tempo, è ora di
vararli. del 27-03-2009 num.
(
da "Sicilia, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Nota di
Ugl e Uil sul teatro Bellini «Cgil e Cisl volutamente non hanno partecipato» I
segretari provinciali Ugl e Uil, Ugl Pietro Romano e Giovanni Nicotra hanno
inviato una lunga nota sull'accoglimento del ricorso del giudice del lavoro
sugli accordi al teatro Bellini. «In relazione all'articolo - si legge - le
scriventi organizzazioni ritengono necessario esprimere alcune precisazioni.
L'articolo enuncia ciò che è scritto in un ricorso ancor prima di essere
verificato e valutato nelle sedi opportune sulla veridicità dei fatti. Poiché
l'articolo non si limita ad una esposizione generalizzata dei fatti, bensì cita
anche le scriventi le quali chiamate in causa ritengono giusto informare per
fare chiarezza, ad esempio, su una delle questioni che non corrisponde a
verità. Nello specifico - si legge - si precisa che gli accordi intrapresi
dalle scriventi con il sovrintendente in merito alla
stabilizzazione del personale precario e la corresponsione del gettone di presenza sono stati raggiunti a seguito
di una seduta alla quale, con invito scritto del 05/11/08, erano state
convocate diverse sigle sindacali del teatro ad eccezione di Cgil e Cisl che, a
ricordo, avevano inviato comunicazione scritta di non voler partecipare più a
nessuna riunione sindacale... Chi non ha volutamente partecipato alla
seduta lo ha fatto poiché dichiaratamente in contrasto con il sovrintendente,
pertanto non corrisponde a verità che tale seduta è stata programmata soltanto
per parteggiare con le scriventi a lui gradite per averlo difeso. Riguardo alla
difesa citata nell'articolo occorre anche verificare se è stata mirata
sovrintendente oppure all'interesse dei lavoratori e del teatro, perché in quel
clima di scontro generale alcuni sindacalisti strumentalizzarono tutto, essendo
dotati più di capacità di fare politica che di fare sindacato. Per quello che
riguarda le scriventi, si precisa che non è nel loro stile omettere
pregiudizialmente sedute sindacali quando i rapporti con l'amministrazione sono
di duro scontro e ciò per correttezza sindacale...
(
da "Sicilia, La"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
incuria
ma anche inciviltà Palma di Montechiaro. Per approvare un solo punto
dell'ordine del giorno e per ratificare il riconoscimento di un debito fuori
bilancio, i consiglieri comunali hanno avuto bisogno di ben 4 sedute
consiliari. Nelle riunioni di giovedì e venerdì della scorsa settimana, i
componenti del consesso hanno discusso e deciso di rinviare la decisione sulla
vicenda riguardante la variante del piano di lottizzazione della ditta
Scicolone- Lo Vasco, martedì sera hanno discusso l'argomento riguardante la
variante al Prg in un'area di contrada Camarruna e mercoledì sera si sono
limitati ad approvare all'unanimità il regolamento comunale per i trasporti
funebri e a riconoscere un debito al dipendente comunale Salvatore Tutino.
Sulla decisione di spalmare i lavori consiliari si sono assunti la
responsabilità i consiglieri comunali del Pdl e dell'Mpa che ormai detengono la
maggioranza. In aula il consigliere comunale dell'Mpa Vincenzo Pace ha
assicurato che i consiglieri del centrodestra sono pronti a rinunciare a riscuotere il gettone di presenza, mentre il capogruppo delle stesso Movimento per l'Autonomia ha
aggiunto che l'aver deciso di votare con lo stillicidio di argomenti,
costituisce un atto politico di protesta e un atteggiamento con il quale il
centrodestra intende dimostrare come la coalizione di centrosinistra, non è più
in grado di dare risposte concrete alla cittadina. «Dignità politica
imporrebbe ha ancora sottolineato Pace che si
ponesse fine anzitempo alla legislatura con le dimissioni del sindaco e
di tutto il Consiglio comunale. Un Consiglio che è costretto quasi
sistematicamente a votare prevalentemente debiti fuori bilancio o altri
argomenti per i quali vige l'obbligo istituzionale mentre invece sono stati
accantonati strumenti indispensabili per la crescita economica e sociale tra
cui il piano di recupero del centro storico. Strumento questo - ha concluso il
capogruppo dell'Mpa- che non si sa in quale cassetto del Comune si trova
impolverato, mentre gli edifici del centro storico, i monumenti e le chiese
stanno andando in rovina, proprio perché il Comune non si è dotato ancora del
piano per il loro recupero». La seduta di mercoledì, su proposta sempre del
centrodestra in possesso dei numeri per dominare nell'aula consiliare di Palazzo
degli Scolopi, è stata rinviata per la quinta volta a stasera venerdì per
l'esame dei rimanenti 7 punti dell'ordine del giorno. FILIPPO BELLIA
(
da "Gazzettino, Il
(Vicenza)" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Venerdì
27 Marzo 2009, Alla fine della sessione invernale del calcio-mercato era
opinione comune tra gli addetti ai lavori che il Vicenza si fosse rinforzato.
Alla conferma degli elementi-chiave (Raimondi, Morosini, Sgrigna) si era
aggiunto infatti l'arrivo di giovani interessanti in prospettiva (Forestieri,
Magallanes, Maiorino, Maaroufi) e di elementi esperti in grado di completare
l'organico (Innocenti). Le cose invece, come sappiamo, sono andate
diversamente, per una concausa di fattori (in primis infortuni e squalifiche)
che hanno fatto precipitare la squadra di Gregucci quasi a ridosso della zona
play out. Ma qual è stato finora l'apporto degli ultimi arrivati di gennaio?
Ecco i numeri. Il giocatore più utilizzato è stato l'argentino Forestieri, undici
presenze (di cui otto dall'inizio) per un totale di 638
minuti in campo e due gol: buono l'inizio fino all'espulsione contro il
Mantova, meno positivo il prosieguo, come confermano le due panchine
consecutive di Modena (è subentrato in entrambe le circostanze). Otto gettoni per il connazionale Magallanes,
prelevato dalla Sangiustese (Seconda Divisione) e schierato titolare in ben
sette occasioni, anche per l'emergenza che ha colpito il centrocampo
(614' in totale). Solamente quattro gettoni (361')
invece per il difensore centrale Innocenti, arrivato in prestito dal Grosseto
nell'operazione che ha portato in Maremma Capone: debutto con il Pisa, in campo
anche ad Avellino, ad Ancona e con l'AlbinoLeffe, per finire poi in panchina e
addirittura in tribuna sabato scorso. Una sola partita da titolare, ad Ancona,
e tre subentri (in totale 142') per Brivio, rientrato dal prestito al Genoa.
Quattro spezzoni per un totale di soli 94' per il trequartista Maiorino,
prelevato dagli svizzeri del La Chaux de Fonds, ma che già si allenava da tempo
con i biancorossi. Zero totale, invece, per il difensore Minieri, rientrato dal
Perugia con i postumi di un'operazione ad una spalla, per il centrocampista
belga Maaroufi, girato al Vicenza dall'Inter dopo un'esperienza poco fortunata
in Olanda al Twente e in campo in una sola occasione con la Primavera a
Viareggio contro il Milan, e per il terzo portiere Cicioni, svincolatosi dal
Rovigo. Per quanto riguarda gli ex biancorossi ceduti in gennaio, spiccano gli
otto gol in altrettante partite (prima di infortunarsi) a Ravenna in Prima
Divisione per l'attaccante Curiale (solo 3 apparizioni nel Vicenza), e le nove
presenze nella Salernitana dell'esterno difensivo Fatic (utilizzato solo in 7
circostanze da Gregucci). Sette volte in campo (con un gol all'attivo), di cui
tre dall'inizio, Capone a Grosseto, mentre nell'ex C1 sono scesi 6 volte in
campo a Pescara Perrulli, 5 Calori a Perugia e Pietribiasi (con una rete) alla
Sambenedettese. Andrea Lazzari
(
da "AprileOnline.info"
del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Casa, le
proposte della Cgil Antonio Crispi*, 27 marzo 2009, 11:50 La lettera Un
documento indirizzato dalla Funzione pubblica al Tavolo istituzionale per la
definizione delle linee strategiche del piano abitativo. Frutto della
conferenza organizzata dalla categoria a Roma in febbraio, il sindacato rimarca
la centralità dello Stato, che deve garantire investimenti per la costruzione
di nuove abitazioni e la manutenzione dell'edilizia pubblica La riunione
straordinaria della Conferenza Unificata che si è svolta il 25 marzo a Palazzo
Chigi, con al centro la discussione sul piano di edilizia per il rilancio
economico proposto dal governo, ha scongiurato la possibilità che il governo
procedesse con un decreto in materia di politiche abitative ed ha istituito un tavolo
tecnico-politico con gli enti locali. Le risultanze del tavolo tecnico avranno
un riscontro in sede di Conferenza Unificata martedì 31 Marzo. Congelato al
momento il provvedimento straordinario sull' edilizia e il bonus volumetrico,
si apre un percorso istituzionale corretto e di garanzia democratica. A questo
tavolo che definirà i principali aspetti, sia tecnici che di competenza, la FP
CGIL Nazionale sottopone i deliberati sintetici della Prima Conferenza
Nazionale sulle politiche abitative. La Prima Conferenza Nazionale della
Funzione Pubblica CGIL - La Casa come diritto, che si è svolta a Roma il 26
Febbraio ha recepito la richiesta da più parti avanzata circa la necessità di
istituire un "tavolo di confronto" per la individuazione dei livelli
essenziali per l'edilizia pubblica residenziale, e la definizione di un piano
di edilizia pubblica. Come evidenziato dai molteplici interventi nel nostro
paese la questione casa risponde ad una vera e propria emergenza. Questa
situazione se non adeguatamente governata può assumere contorni imprevedibili.
La risposta a questa emergenza non può essere fumosa e tattica, come sembra
essere quella proveniente dalle fila del Governo. Prioritario per la FP CGIL e
per il paese è invece un adeguato piano finanziario per la costruzione di case
di edilizia pubblica ed economica per una gran mole di domanda assolutamente
non compatibile con gli attuali prezzi di mercato (anche degli affitti). La
prima Conferenza ha tra l'altro recepito la richiesta avanzata dall'Anci, da SUNIA
e SICET, per una proposta di modifica della Legge 431 che disciplina il mercato
privato delle locazioni, fissando un tetto massimo di affitto a fronte di
benefici fiscali. Dalla Conferenza Nazionale è emerso chiaro e forte l'intento
di voler contribuire con le Istituzioni preposte e con le forze parlamentari
disponibili ad apportare concrete line di modifica al piano casa in
discussione, al fine di dare risposta alla grave emergenza abitativa, inserendo
nel piano il valore sociale e pubblico della casa. Dal dibattito è emersa la
preoccupazione per l'ipotesi interpretativa che si evince dalle linee di piano
casa in discussione. Il cambiamento ordinamentale a cui si ispira sembra
orientato ad una ristrutturazione del comparto e dell'intervento pubblico verso
schemi e stili di welfare abitativo organici ad un modello di "Stato
sociale minimo". L'evidente intento di riposizionare le politiche
pubbliche per la casa sul comparto del Social housing, e su regimi di project
financing e di partenariato privato, sostanzia l'idea di abbandono
dell'intervento diretto sovvenzionato. Per la CGIL è pregiudiziale l'impegno
dello Stato, che deve garantire adeguati investimenti, finalizzati non solo
alla costruzione di nuove abitazioni ma anche e soprattutto alla manutenzione
straordinaria per l'edilizia residenziale pubblica, insieme ad azioni di
recupero di immobili pubblici e di riqualificazione dei quartieri periferici.
Per tutte le sopraesposte considerazioni e proposte si auspica che il tavolo
istituzionale assuma la questione casa come vera emergenza del Paese e
corrisponda alle pressanti richieste di milioni di famiglie con redditi bassi e
molto bassi che non sono in grado di permettersi niente neanche un affitto
calmierato. Urge un piano per il recupero dei vecchi e dimessi edifici pubblici
e la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in
difficoltà, per gli studenti universitari fuori sede, per i lavoratori in
mobilità, per gli anziani soli e per gli immigrati. A proposito di studenti e giovani
lavoratori in mobilità si fa ogni anno più dura la vita per i fuori sede, oggi
più di ieri alle prese con gli affitti delle stanze ormai alle stelle e con i
proprietari delle abitazioni che, nella maggioranza dei casi, non registrano i
contratti venendo meno ai propri doveri. Il problema si aggrava quando si
considera che molte case affittate agli studenti sono in pessime condizioni,
spesso senza riscaldamento e prive di ogni comfort. Per molti giovani
l'insostenibile onere per l'alloggio in affitto preclude il diritto allo studio
e al lavoro. Una recente indagine di fonte sindacale, evidenzia il pesante
onere a carico delle famiglie degli studenti, spesso proibitivo per le camere
in affitto. L'indagine basata sui dati raccolti in alcune città metropolitane e
in centri minori, sedi di Università, rivela prezzi da capogiro. Secondo il
SECIT, un contratto di locazione su due non è registrato. Si stima che il
gettito sottratto all'Erario sia di 5 miliardi euro l'anno. Al grave problema
del sommerso si va ad aggiungere una scarsissima offerta d'alloggi, in deficit
perenne, che non lascia altra scelta se non quella di sottostare alle "non
regole", al nero e alle illegalità che vigono in questo settore. Al tavolo
istituzionale la FP CGIL affida anche un ulteriore riflessione e proposta sul
sistema dell'edilizia residenziale pubblica ex IACP. La modifica della Carta
costituzionale attuata con la legge costituzionale 3 del 2001, attribuendo la
potestà legislativa alle Regioni su tutte le materie non riservate alla
competenza esclusiva dello Stato, ha superato anche per la normativa del
settore il vincolo del rispetto dell'interesse nazionale. Cosa ha prodotto
l'applicazione di queste norme nelle singole Regioni è chiaro a tutti: si è
istaurato un federalismo "a macchia di leopardo", senza una trama
unitaria, che rende difficilmente governabile il sistema. L'attività dei
legislatori regionali sull'assetto istituzionale degli enti, priva di
riferimenti e linee guida nazionali, ha diversificano sempre di più ruoli, funzioni
e articolazioni degli Enti. Il trasferimento delle competenze dallo Stato alle
Regioni, ha comportato la trasformazione degli ex IACP in entità con varie
denominazioni e diverso assetto giuridico, a seconda delle diverse scelte
normative regionali. In alcune Regioni continuano a sussistere gli IACP (
Campania, Sicilia e Puglia). Le aziende casa hanno mantenuto, in generale la
competenza territoriale degli ex IACP e sul territorio nazionale se ne contano
108, tutte aderenti a Federcasa, l'associazione di categoria. Tutte le Aziende
Casa, con acronimi diversi, hanno mantenuto la proprietà degli alloggi di erp,
tranne che in Emilia-Romagna e Toscana dove la proprietà è stata assegnata agli
EE.LL., lasciando la gestione alle Aziende circa l'assetto giuridico, in
Toscana e Trentino si è optato per la forma societaria, mentre gran parte delle
Regioni hanno scelto l'Ente pubblico economico o il vecchio schema dell'Ente
pubblico non economico. Ora più che mai, a fronte dell'incombere del
Federalismo fiscale non è in discussione il potere legislativo e di indirizzo
delle Eegioni in materia di edilizia pubblica, però, nei confronti di un
"diritto universale" come quello della casa, è auspicabile e
necessaria una sintesi nazionale, che le stesse regioni negli organismi
istituzionali preposti (Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Conferenza
Stato- Regioni e città) possano e debbano ricercare. Inoltre, per la FP CGIL
sono decisivi due punti ordinamentali che dovrebbero essere introdotti per
tutti gli Enti su scala nazionale: • Ambito territoriale degli Enti Titolarità
degli Enti in tutte le funzioni amministrative e gestionali in materia di
edilizia sociale e contemporanea proprietà degli immobili. • Ambito
territoriale degli Enti A fronte della elevata proliferazione degli Enti in
costanza dell'attuale regolamentazione, abbiamo verificato la ridotta capacità
degli stessi nel governo delle politiche abitative e le scarse capacità
finanziarie ed organizzative per far fronte alla marcata emergenza che in tutto
il paese si manifesta, anche se in forme diverse. Molti enti di fatto, sono
autoreferenziali e approdo per politici nei copiosi consigli di
amministrazione. Si propone di individuare la Regione quale ambito territoriale
ottimale dell'Ente con l'articolazioni amministrativa territoriali per il
disbrigo di procedure e rapporti con l'utenza. Il Consiglio di Amministrazione
dovrebbe essere composto da massimo 5 consiglieri a seconda della dimensione
dell'ente. • Titolarità degli Enti Quando gli Enti (come nel caso dell'Emilia e
della Toscana) non sono più proprietari del patrimonio che gestiscono, vedono
di fatto compromesso il loro stesso ruolo a favore dell'edilizia sociale come
concepito sino ad oggi. I Comuni, in entrambi i casi titolari di tutte le
funzioni amministrative e gestionali in materia di edilizia sociale e
contemporaneamente proprietari degli immobili ad essa finalizzati, acquistano
infatti la piena disponibilità delle scelte sulle modalità e sugli strumenti
per l'esercizio della gestione di un patrimonio divenuto loro. Il ruolo degli
enti, privati del patrimonio, è contestualmente ridotto a quello di semplici
strumenti della gestione stessa, quindi subordinati all'Ente proprietario che
può utilizzarli come mero braccio tecnico per lo svolgimento dei compiti loro
affidati. Detto in altri termini, ruolo, missione, finalità ed esistenza stessa
degli enti non sono più scontati, devono se vogliono sopravvivere assolvere ad
una duplice funzione: gestire l'edilizia sociale del territorio loro affidato e
contemporaneamente procurarsi risorse e nuovi strumenti per lo svolgimento di
attività imprenditoriali che li affranchino dall'incertezza dell'incarico
pubblico. La proposta che avanziamo è la seguente, essa riassume in capo agli
Enti adeguatamente riformati la Titolarità in tutte le funzioni amministrative
e gestionali in materia di edilizia sociale e piena responsabilità di Ente
proprietario degli immobili, con il conseguente primato nella definizione delle
graduatorie e nelle assegnazioni degli immobili. Questa proposta oltre che
rilanciare la primaria funzione degli enti, si fa carico anche della riduzione
dei costi della politica. Status delle Aziende Le
opzioni legislative sull'assetto giuridico degli Enti al momento sono tre: •
Ente Pubblico Economico; • Ente Pubblico non Economico; • Società di Capitali.
Per la FP CGIL pregiudiziale è che gli enti mantengano l'ancoraggio allo status
di Ente Pubblico Economico. Perché la casa, come l'acqua, l'ambiente, la salute
e la scuola, deve rientrare nella categoria dei beni comuni e per tanto
pubblici. Per le suddette osservazioni, si propone l'adozione di una norma
quadro nazionale per armonizzare il comportamento delle Aziende in tutte le
regioni . L'emergenza abitativa con la grave crisi economica in atto, abbisogna
di misure strutturali e pubbliche non più rinviabili. Il Piano casa del Governo
fermo al palo, più che la perdurante crisi abitativa che colpisce la domanda,
sembra orientato a sostegno del mercato edilizio per lo sgonfiamento della
bolla sugli immobili e la prospettiva di una "crisi di rendita"
incombente. L'impossibilità di accedere ad una abitazione a canone sociale o
comunque sostenibile per milioni di famiglie, giovani, anziani, immigrati
produce conseguenze negative sul piano sociale e sulla struttura familiare e
demografica e, rappresenta un handicap per la stessa competitività del paese.
In molti città la questione rappresenta anche un fattore di ordine pubblico.
Nel nostro paese per far fronte alle diverse e nuove domande di casa a costi
sostenibili, è imprescindibile il ruolo e la centralità del pubblico. E' nostra
ferma e determinata convinzione che solo il rilancio dell' ERP, può rispondere
a questa grave emergenza, e a maggior ragione vanno valorizzate e pienamente
responsabilizzazione le Aziende Casa, nate appunto per la promozione e la
gestione degli alloggi sociali. Riteniamo pertanto che il processo in atto per
la riforma del paese in senso federalista all'ordine del giorno del Parlamento,
oltre che definire una norma quadro di sintesi dei comportamenti
delle regioni in materia, deve sciogliere il nodo del finanziamento per le
politiche abitative di interesse sociale. Il rilancio dell'edilizia
residenziale pubblica deve poter contare in prima istanza sulla certezza del
contributo Pubblico (fiscalità generale), con l'apporto di soggetti sociali
istituzionali e fondi etici quali: - Fondazioni Bancarie; - Fondi
Pensione; - Enti Previdenziali. Solo in questo senso, si può attivare un
processo virtuoso, capace di rinverdire il sistema simil ex GESCAL, che ha
prodotto negli anni il patrimonio abitativo popolare e sociale in Italia. In
ultimo, non è una provocazione ma un ulteriore proposta. Con la grave crisi in
atto con il licenziamento dei precari, la perdita di milioni di posti di
lavoro, il dilagare della cassa integrazione chiediamo al tavolo di
concertazione di intervenire immediatamente a sostegno di chi oggi non può
permettersi non già e non solo il pagamento del mutuo ma anche di chi non può
far fronte al pagamento della pigione, con l'auspicio che il Governo risponda
con fatti concreti senza colpi di teatro e propaganda. Chi vive di reddito da
lavoro non può più aspettare, le risposte devono essere immediate, lo esige il
Paese. *Seg.naz. Fp Cgil
(
da "Nuova Venezia, La"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
La mossa
che «libera» 40 milioni di euro da destinare alla città «Spese allegre e poi
sforano il Patto» Il centrodestra fa quadrato contro la scelta annunciata dalla
giunta Cacciari Rifondazione: «Possono farlo, ma diano i soldi alle fasce più
deboli» E' già polemica per la decisione del Comune - annunciata dall'assessore
al Bilancio Michele Mognato - di sforare il patto di stabilità interno imposto
dal governo, per non vedere così bloccati gli investimenti in opere pubbliche
già previsti, grazie anche ai fondi delle vendite immobiliari. A scatenarla, in
particolare, le opposizioni di centrodestra, che criticano la politica di spesa
di Ca' Farsetti (nella foto). «E' una forzatura sbagliata - attacca il
consigliere comunale del Pdl Cesare Campa - perché il Comune di Venezia non può
non rispettare una legge dello Stato, significa delegittimarlo. Si batta, come
altri Comuni, perché esso venga modificato, facendo presenti le difficoltà
della sua applicazione e in questo il centrodestra, anche a livello locale, è
pronto a fare la sua parte. Ma se la strada scelta è invece quella
dell'infrazione del Patto, non possiamo seguirli, anche perché bisognerebbe
discutere di tutta la politica di spesa del Comune e anche di situazioni di
oggettivo privilegio rispetto ad altre amministrazioni comunali, come quella di
poter contare sulle entrate del Casinò». Ancora più duro il leghista Alberto
Mazzonetto, presidente della Commissione consiliare bilancio, che l'altro ieri
ha rinviato la discussione proprio su una possibile mozione bipartisan sul
Patto di stabilità da approvare in Consiglio comunale, proposto dal capogruppo
del Pd Claudio Borghello. «E' inaccettabile che il Comune di Venezia sfori il
patto di stabilità, che peraltro elude già da anni, utilizzando le risorse
delle alienazioni immobiliari anche per spese correnti - "spara"
Mazzonetto - e per giustificare un'amministrazione allegra. Invece di perdere
milioni di euro sui derivati o di inserire a bilancio alienazioni immobiliari
che poi non riesce a realizzare, reiterandole, il Comune sceglie la strada
della violazione del patto di stabilità per fare fronte alla sua finanza
allegra». Favorevole, invece, ma con riserva il capogruppo di Rifondazione
Comunista Sebastiano Bonzio. «Già approvando il bilancio 2009 - ricorda Bonzio
- avevo ricordato che il patto di stabilità poteva essere superato, soprattutto
per sostenere i lavoratori in difficoltà, ma ricevendo scarso ascolto anche
dalla giunta. Sforare si può, ma l'importante è che lo si faccia a vantaggio
della cittadinanza, e non per sostenee dubbie operazioni di carattere
immobiliare». Il Patto di stabilità interno, che è l'applicazione in sede
nazionale dell'accordo sulla propria spesa stipulato tra i paesi dell'Unione
Europea, prevede una serie di pesanti sanzioni, sul bilancio successivo, per
quei Comuni che, come Venezia, hanno deciso di
"sforare". Tra di esse, un taglio del 5 per cento dei contributi
ordinari dovuti dal ministero dell'Interno, il divieto di ricorrere
all'indebitamento, il blocco delle assunzioni, la riduzione del 30 per cento
delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori locali. Ma è un rischio che Ca'
Farsetti - come accadrà per altri Comuni del Veneto - con il sostegno
dell'Anci, ha deciso di correre, per non pregiudicare il proprio programma di
investimenti in un momento di crisi per la città.
(
da "Tirreno, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA PROPOSTA «Il gettone di presenza
va offerto alla Caritas» PRATO. I consiglieri del gruppo consiliare Forza
Italia verso il Popolo della Libertà, Riccardo Bini e Vinicio Mari hanno
scritto al presidente della Provincia chiedendo di devolvere il gettone di presenza
dell'ultimo consiglio alla Caritas. «La crisi del nostro distretto -
scrivono - già da tempo ha messo a dura prova gli "equilibri
economici" di tante famiglie. Negli ultimi mesi la situazione si è
esponenzialmente aggravata in conseguenza della grave crisi
economico-finanziaria dei paesi occidentali e molti nuclei familiari, oramai,
stentano a garantirsi le loro minime necessità». «E' doveroso da parte degli
eletti in questo Consiglio Provinciale esprimere concreta solidarietà nei
confronti di chi si trova in situazioni oggettivamente difficili e quindi chiediamo
di devolvere il gettone, frutto dell'ultima seduta consiliare a favore
dell'associazione Insieme per la famiglia Onlus recentemente costituitasi
presso la Caritas».
(
da "Tirreno, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
I COSTI
DELLA POLITICA La Lega: aboliamo le circoscrizioni LIVORNO. Le circoscrizioni?
Meglio abolirle. E' la proposta della Lega nord, secondo il cui segretario
Emiliano Baggiani «hanno anche sedi disposte geograficamente in maniera
disomogenea sul territorio cittadino, senza alcun criterio logico: pensiamo al
caso estremo di Quercianella». Da qui, la proposta drastica: basta con le
circoscrizioni a Livorno. «Forse - dice la Lega - hanno senso solo nei comuni
con oltre 500mila abitanti». A Livorno l'idea dei leghisti è sostituirle con
«agili ed economici "sportelli unici", con tutti i principali ed
essenziali servizi al cittadino, sulla falsariga di quanto fatto in altri
Comuni». «Certo - considera Baggiani - si perderebbero i consigli di circoscrizione,
ma crediamo che nessuno li rimpiangerà». E' la ricetta
della Lega davanti alle voci, che si alimentano sempre di più, sulle
inefficienze della pubblica amministrazione e dei costi della politica: «Si attaccano a sproposito
istituzioni che al contrario sono importanti per il territorio come le
Province, che invece di essere abolite dovrebbero assorbire piuttosto le
competenze delle Prefetture, questi sì enti elefantiaci ed
inefficienti».
(
da "Tirreno, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
COSTI
DELLA POLITICA E COERENZA Auguri a Nencini, ma perché l'auto con la scorta?
Apprendo con grande sollievo che le condizioni di salute del presidente del
Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, sono nettamente
migliorate; voglio unirmi ai molti che hanno manifestato solidarietà al
Presidente augurandogli una pronta guarigione. Il
Presidente Nencini è tornato sulla scena politica, come si legge correttamente sul "Tirreno", ponendo di
nuovo e con forza la questione del costo della politica; il suo impegno sarà dedicato alla riduzione del numero dei
consiglieri della Regione Toscana che peraltro già ora "sembra"
percepiscano indennità tra le più basse nel panorama nazionale.
Benissimo, questo mi pare davvero un buon punto di partenza. Come si ricorderà,
il presidente del Consiglio regionale, Nencini è rimasto ferito in un incidente
automobilistico occorsogli sull'Autostrada del Sole nel tratto Firenze-Roma.
Viaggiava a bordo di una vettura Alfa Romeo 166 di Stato in compagnia di due
Carabinieri della sua scorta, a loro volta rimasti feriti in maniera seria. Una
domanda: quale gruppo eversivo, integralista, camorrista o terrorista minaccia
l'incolumità del Presidente del Consiglio Regionale della civile Toscana da
rendere necessaria la scorta? E quali impegni assolve lo stesso per avere a
disposizione una vettura dei carabinieri quando a decine sono ferme addirittura
perché mancanti della benzina? Non sarebbe stato forse più corretto per il
serio e sobrio Presidente Nencini spostarsi da Firenze a Roma con un comodo,
veloce, confortevole Eurostar? Più di tutto poté l'esempio, diceva qualcuno.
Paolo Schiavon Collesalvetti
(
da "Italia Oggi"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
sezione: Primo Piano data: 28/03/2009 - pag: 5 autore: di Marco Castoro Verso
il Pdl. Il deputato azzurro: Berlusconi piace perché è diretto e rompe tutti gli
schemi Preferenze fatali a giovani e donne Lorenzin, tocca al partito scegliere
e far eleggere i migliori Che spazio ci sarà per i giovani e le donne dentro il
Pdl di Berlusconi? Riusciranno ad andare d'accordo i militanti dei circoli di
Forza Italia con quelli di An? Chi meglio di Beatrice Lorenzin può rispondere a
questi interrogativi. Donna emergente della politica
italiana, da anni profonda conoscitrice del mondo giovanile azzurro. «I giovani
di Fi e di An stanno lavorando assieme fin da prima del congresso. Con le
elezioni universitarie e durante la campagna elettorale c'è stato un grande
spirito di collaborazione. Tuttavia per il futuro diventa necessario puntare
ancora di più sulle strutture giovanili, perché il presidente Berlusconi crede
nei giovani e lo dimostra anche questo congresso che vede protagonisti in prima
fila proprio loro».Domanda. Il partito unico come è visto dai giovani? Come una
semplificazione o un soffocamento degli spazi?Risposta. Come una grande
opportunità, non solo per i giovani di Fi e An. Un grande contenitore che
permetta alla nostra generazione di dire la sua anche in questo momento di
sviluppo e di difficoltà del paese.D. I giovani di oggi si entusiasmano per la politica?R. Sono molto più motivati. Tangentoli lasciò o un
totale disinteresse verso la politica o tanta rabbia
in corpo. Oggi è tornata la voglia di partecipazione. Il merito è di internet
che ha avviato i giovani alla politica perché il
messaggio che trasmette non viene filtrato, come accadeva prima con gli
strumenti paludati tipo giornali e tv. Tutti possono incidere in tempi reali e
senza filtri.D. Perché Berlusconi piace tanto ai giovani?R. Per il suo modo di
comunicare, perché ogni volta che parla rompe tutti gli schemi. Non a caso sono
15 anni che sta sulla piazza. Lui è diretto. Può piacere o no, ma quello che
dice non è mai costruito. E questo ai giovani piace. D. Parlerà al congresso?R.
Mi dicono di sì. D. Che cosa dirà?R. Racconterò le mie esperienze. Quando sono
entrata in Forza Italia non ero né ex di niente, né orfana di qualche cosa. Il
fatto che ci fossero tante anime diverse per me rappresentava una ricchezza, un
momento che permetteva di esprimere qualcosa di diverso. Sono nata con Forza
Italia ma ora con il Pdl non mi voglio sentire una ex, oggi siamo dentro
un'altra entità.D. Del discorso di Fini al congresso di An che cosa pensa? R. È
andato avanti, come è giusto che sia. Non bisogna guardarsi indietro ma andare oltre.
Guardare al Pdl come un grande partito riformatore.D. Perché le donne nella politica italiana faticano a emergere?R. Con questo governo
Berlusconi ha spianato la strada alle donne. Ora tocca a noi prenderci gli
spazi, rivendicarli, ci sono persone che vanno fatte crescere dentro al
partito. Deve salire la percentuale delle donne elette e non solo di quelle
candidate. Facciamole crescere dentro il partito ma facciamole eleggere. Le
donne devono competere ad armi pari coi maschi. D. Quindi secondo lei le scelte
le dovrà fare il partito non gli elettori con le preferenze
R. Le preferenze determinano dei meccanismi negativi,
come la corruzione e i costi elettorali che qualcuno poi deve pagare, o con il
finanziamento ai partiti oppure direttamente dai
candidati. Queste incombenze possono diventare terreno fertile per la
corruzione. D. Quindi è contraria al ripristino delle preferenze
R. Le preferenze uccidono giovani e donne. Occorre che
il partito attivi dei meccanismi di selezione che permettano di portare avanti i
migliori, fare con loro un turn over, coinvolgere i territori nella scelta. È questa la scommessa della politica: farsi interprete delle necessità vere, senza fare uso del
sistema clientelare, essere in grado di coinvolgere la cittadinanza e farla
partecipe dei processi di selezione della classe dirigente del partito.
(
da "Giorno, Il (Lecco)"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE
E COMMENTI pag. 11 Le «ritoccatine» agli stipendi dei deputati europei
L'INTERVENTO VI SIETE MAI chiesti quanto ci costa un politico al mese? Beh non
si può mai esattamente dare una risposta perchè scappa sempre una ritoccatina
allo stipendio. I nostri deputati europei sono i più pagati con circa 10 mila
euro al mese, seguono i deputati nazionali anche loro tra 9 mila e 16 mila, poi
i consiglieri regionali dai 5 mila agli 8 mila euro (eccezion fatta per le
regioni a statuto speciale e per la Sicilia i cui deputati sono equiparati al
parlamento nazionale) e via dicendo fino ai consiglieri provinciali che si
avvicinano ai 2000 euro e i poveri consiglieri comunali e circoscrizionali che
percepiscono un misero gettone di presenza tra 1300 euro e 500 euro e sono quelli che si muovono
maggiormente per il territorio avendo un vero contatto con la gente. Beh fin
qui direte nulla di nuovo, sappiamo che tutti si "ammazzano" per fare
i poltici per avere uno stipendio garantito e la relativa pensione che badate bene
è 3 volte superiore a quella di un onesto lavoratore che ha fatto 40 anni di
servizio, ma la cosa che mi fa specie sono i rimborsi spese. Qualcuno
potrebbe dire che è lecito avere un rimborso per le spese sostenute ma anche
qui esistono delle disparità allucinanti se calcolate che i nostri poltici
possono acnhe raggiungere i3 mila euro mensili di rimborso e se moltiplicate
questa cifra per tutte le cariche presenti nel territorio traete voi le
conseguenze: Francesco Piazza
(
da "Messaggero, Il
(Pesaro)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato
28 Marzo 2009 Chiudi Dopo le elezioni di giugno, ci saranno altre elezioni. Ma
nella seconda tornata i pesaresi non saranno chiamati a votare nelle
tradizionali urne, bensì attraverso un voto elettronico. Che servirà a nominare
gli undici rappresentanti di ognuno dei nuovi comitati di quartiere, che
prenderanno il posto delle circoscrizioni. Il regolamento sugli organismi di
rappresentanza del territorio arriverà lunedì prossimo in consiglio comunale.
«Le elezioni per le associazioni di quartiere si baseranno su un voto
elettronico - afferma il sindaco Ceriscioli - già sviluppato per i referendum
cittadini. Un referendum con la carta costa 50 mila euro, con l'elettronica è
infinitamente meno costoso». Le circoscrizioni passano da otto a dieci, «le aumentiamo
visto che non c'è più il gettone di presenza», con l'autonomia di villa San
Martino e la scissione tra Soria-Porto e centro-mare. «Con questo regolamento
rispettiamo la legge, ma non rinunciamo a questa esperienza di partecipazione».
Sulla città-cantiere, il sindaco, oltre alla parte legata ai disagi viari, ha
voluto vedere il bicchiere mezzo pieno: «I cantieri in questo momento di
crisi servono per far lavorare le ditte, gli artigiani». Si tratta di cantieri
pre elettorali? «No, Se non ci fosse stata una nuova normativa nazionale che ci
permetteva di velocizzare gli appalti, avremmo avuto un terzo degli attuali
cantieri». T.D.
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACHE
pag. 14 TERNI «LEGALITÀ e cosa pubblica», se n'è... TERNI «LEGALITÀ e cosa
pubblica», se n'è discusso ieri all'Hotel Michelangelo di Terni nel corso del
convegno organizzato dall'Ordine provinciale dei dottori commercialisti ed
esperti contabili. A rilanciare l'irrisolta «questione morale» che attanaglia
il Paese, tra infiltrazioni mafiose e cattiva politica, il professor Antonio
Baldassarre, ordinario di diritto costituzionale alla Luiss di Roma, presidente
emerito della Corte Costituzionale e candidato sindaco di Terni; Caterina
Chinnici, procuratore del Tribunale dei minori di Palermo e figlia di Rocco,
ideatore del pool antimafia, magistrato ucciso da un'autobomba a Palermo nel
1983; il professor Mario Caligiuri, docente di Pedagogia della Comunicazione
all'Università della Calabria e nostro editorialista; il professor Giorgio
Chinnici, criminologo all'Università di Palermo. IL DIBATTITO, introdotto dal
dirigente scolastico Luciano Lima e dal presidente dell'Ordine Roberto
Piersantini, è stato moderato, davanti agli studenti di alcuni Istituti della
città, dal giornalista Sergio Rizzo, coautore con Gian Antonio Stella dell'ormai celebre libro-inchiesta sul mondo politico «La Casta»
. «I giovani sono troppo spesso distratti, sfiduciati o indifferenti rispetto
al tema della legalità ha affermato tra l'altro la dottoressa Chinnici che
invece così pesantemente influenzerà la loro possibilità di crescere e di
scegliere di essere liberi. Uomini come mio padre questo ci hanno voluto
insegnare, con il sacrificio della vita: il rispetto della libertà e della
dignità di ogni essere umano, e ciò può avvenire solo nelle legalità che non è
un concetto astratto, ma deve essere vissuta quotidianamente come scelta di
vita. Senza legalità non c'è libertà, non c'è cultura, né vera umanità». Dal
professor Caligiuri la personale esperienza di governatore della cosa pubblica
come sindaco, in Calabria, in un piccolo comune di 3mila abitanti, governato da
una lista civica e dove una serie di normali eccellenze umane, culturali,
tecnologiche e imprenditoriali hanno tenuto lontane le ingerenze mafiose.
«L'unica speranza possibile sono i giovani ha aggiunto Caligiuri, autore del
libro La formazione dell'èlite' , _di fronte a una politica autoreferenziale,
che si perpetua e che molto spesso è connivente. Il riscatto non può che
arrivare dalle nuove generazioni». ssss «QUANDO ERO alla Rai ha ricordato
Baldassarre, già presidente della Tv pubblica ho conosciuto il peggio del
peggio in merito al tema della legalità. La Rai accomuna tutti i vizi della
nostra società, che vengono vissuti come cose normali. Il nostro sistema
giudiziario così lento finisce per favorire chi delinque e punire gli
innocenti. L'arroganza della politica ha sempre umiliato la vera legalità.
Torniamo alla legalità tutti, giovani e meno giovani, politici e non, per
tornare ad essere veramente liberi e fiduciosi». Stefano Cinaglia
(
da "Messaggero, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato
28 Marzo 2009 Chiudi nostro servizio Esempio quasi unico, il governo turco non
sembra risentire gli effetti negativi della crisi globale. Almeno a livello
elettorale. Infatti, il partito di radici islamiche Giustizia e Sviluppo (Akp)
del premier Tayyip Erdogan sembra destinato a vincere le amministrative in
programma domenica. Le previsioni dell' istituto di rilevamento Konda (quello
che alle ultime politiche azzeccò alla virgola tutti i risultati)affermano
infatti che l'Akp potrebbe vincere le elezioni con il 47.9%, contro il 46.54%
riportato alle politiche del 2007. Erdogan infatti sta gestendo con abilità la
grave crisi economica che ha colpito anche la Turchia di modo che la
popolazione non sembra orientata a rischiare anche una crisi politica. Domani
andranno alle urne poco più di 48 milioni di turchi per eleggere in 175 mila
seggi 2.940 sindaci, 37 mila consiglieri comunali e circa 53 mila capi di
villaggio o di quartiere. I seggi si apriranno alle 8 e chiuderanno alle 17. I
primi risultati saranno noti in serata. In Turchia i risultati delle
amministrative normalmente non hanno un impatto rilevante sulla vita politica,
ma questa volta la consultazione ha assunto i toni di un vero e proprio
referendum per l'Akp, che l'anno scorso rischiò di essere messo al bando e
chiuso con l'accusa di aver svolto attività contrarie al principio della
laicità dello Stato, uno dei pilastri immodificabili sanciti nel preambolo
della Costituzione turca. Sempre in base ai sondaggi della Konda, il Partito
Repubblicano del Popolo (Chp, di Deniz Baykal, socialdemocratico
all'opposizione) otterrà il 23.5% dei voti (18.27% alle amministrative del 2004
e 20.79% alle politiche del 2007), mentre il Partito del Movimento Nazionalista
(Mhp di Devlet Baheli, 10.10% nel 2004 e 14.25% nel 2007) dovrebbe raccogliere
il 14.3% delle preferenze. Dell'Akp, sempre secondo i sondaggi di Erdem,
dovrebbero essere i sindaci di Ankara e Istanbul. Per quanto riguarda la città
costiera di Izmir (Smirne) dovrebbe restare saldamente nella mani del Chp di
cui da sempre è la roccaforte. Le segreterie dei partiti politici hanno
organizzato un vero e proprio esercito di osservatori da impiegare nei seggi
per controllare il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Lo ha scritto
ieri il quotidiano Hurriyet secondo cui l' AKP dislocherà un rappresentante e nove osservatori in ogni seggio per un totale di un milione e
mezzo di simpatizzanti; calcolando che l'importo minimo del gettone di presenza ammonta a due lire turche (meno
di un euro), l'AKP spenderà circa 1,3 milioni di euro. Dal canto suo, il
maggiore partito di opposizione (CHP, Partito Repubblicano del Popolo)
utilizzerà tre osservatori in ogni seggio per un totale di 500.000
presenze, mentre il Partito del Movimento Nazionalista (MHP, esso pure
all'opposizione) ha organizzato una schiera di 600.000 simpatizzanti. R.Es.
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME TESTO FEDERALISMO data: 2009-03-28 - pag: 32 autore:
Documenti Il Ddl sul federalismo fiscale approvato dalla Camera Lotta ai
deficit strutturali Concludiamo la pubblicazione del testo del disegno di
legge– approvato dalla Camera dei deputati – recante «Delega al Governo in
materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della
Costituzione». Il testo potrebbe subire qualche ritocco in sede di
coordinamento formale. La prima e la seconda parte sono state pubblicate sul
Sole 24 Ore del 26e 27 marzo. ARTICOLO 21 Perequazione infrastrutturale 1. In
sede di prima applicazione, il ministro dell'Economia e delle finanze, d'intesa
con il ministro per le Riforme per il federalismo, il ministro per la
Semplificazione normativa, il ministro per i Rapporti con le regioni e gli
altri ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli
interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le
strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale,
autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di
trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali e aeroportuali. La
ricognizione è effettuata tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi:
a) estensione delle superfici territoriali; a.1) valutazione della rete viaria
con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno; a-bis) deficit
infrastrutturale e deficit di sviluppo; b) densità della popolazione e densità
delle unità produttive; c) particolari requisiti delle zone di montagna; d)
carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e)
specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla
misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico
derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle risorse per gli
interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione.
2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al fine del recupero
del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto
pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base
della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi
finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma, della
Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti
nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard.
Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle aree
sottoutilizzate sono individuati nel programma da inserire nel Documento di
programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis,
della legge 21 dicembre 2001, n. 443. ARTICOLO 22 Norme transitorie per le
città metropolitane 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla
data di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni
fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che
sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione
delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito
di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di
Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio
Calabria.La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo
congiuntamente alla provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno
il 20 per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino,
unitamente al comune capoluogo, almeno il 60 per cento della popolazione; c)
alla provincia, congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della
provincia medesima che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione.
3. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene: a) la perimetrazione
della città metropolitana, che, secondo il principio della continuità
territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti. Il territorio
metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e
comprende il comune capoluogo; b) l'articolazione del territorio della città
metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio
della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dell'azione
complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano e disciplina le
modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del Consiglio
provvisorio di cui al comma 5, lettera b). 3-bis. Sulla proposta di cui al
comma 2, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro
novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della provincia.
Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è
favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il
quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. 4. Con regolamento
da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
su proposta del ministro dell'interno, di concerto con i ministri della
Giu-stizia, per le Riforme per il federalismo, per la Semplificazione normativa
e per i Rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e
di svolgimento del referendum di cui al comma 3-bis, osservando le disposizioni
della legge 25 maggio 1970, n. 352, in quanto compatibili. 5. Al fine
dell'istituzione di ciascuna città metropolitana, il Governo è delegato ad
adottare, entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, su proposta del ministro dell'Interno, del ministro per le Riforme per
il federalismo, del ministro per la Semplificazione normativa e del ministro
per i Rapporti con le regioni, di concerto con i ministri per la Pubblica
amministrazione e l'innovazione, dell'Economiae delle finanze e per i Rapporti
con il Parlamento, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi: a) istituzione della città metropolitana in
conformità con la proposta approvata nel referendum di cui al comma 3-bis; b)
istituzione, in ciascuna città metropolitana, fino alla data di insediamento
dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, di
una assemblea rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città
metropolitana», composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città
metropolitana e dal presidente della provincia; c) esclusione della
corresponsione di emolumenti, gettoni
di presenza o altre forme di retribuzione ai
componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di
tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi
organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento
degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia
autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla
complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel
limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che,
ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e l'attribuzione delle
risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e
al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono
considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città
metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi
definitivi; f) previsione che, per le finalità di cui alla lettera e) siano,
altresì, considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con
riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: 1) la pianificazione
territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di
sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; 3) la promozione e il
coordinamento dello sviluppo economico e sociale; 5-bis. Gli schemi dei decreti
legislativi di cui al comma 5, corredati delle deliberazioni e dei pareri
prescritti, sono trasmessi al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata,
che rendono il parere nel termine di trenta giorni. Successivamente sono
trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti
Commissioni parlamentari da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione alle
Commissioni medesime. 6. (Soppresso). 7. La provincia di riferimento cessa di
esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di
insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di
cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle
funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle
funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai
sensi del presente articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è
adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento
in base alla legge di cui al comma 1. 8. La legge di cui al comma 1 stabilisce
la disciplina per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della
provincia non inclusi nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da
assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione nel
territorio della città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente,
nel rispetto della continuità territoriale. ARTICOLO 23 Ordinamento transitorio
di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione 1.
In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle città
metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento,
anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i
cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale
autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla
Costituzione. L'ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior
assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi
costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi
presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del
Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente
spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti
funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici,
artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e
le attività culturali; b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con
particolare riferimento al settore produttivo e turistico; c) sviluppo urbano e
pianificazione territoriale; d) edilizia pubblica e privata; e) organizzazione
e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto
pubblico e alla mobilità; f) protezione civile, in collaborazione con la
presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio; g) ulteriori funzioni
conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118,
secondo comma, della Costituzione. 4. L'esercizio delle funzioni di cui al
comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che
assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della
Costituzione, dei vincoli comunitari e internazionali, della legislazione
statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117, sesto comma,
della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto
alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5,
approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 4, del Testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto
di Roma capitale che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua
pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale». 5. Con specifico decreto legislativo,
adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di
Roma e il comune di Roma, è disciplinato l'ordinamento transitorio, anche
finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità
per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi;
b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei
Comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle
specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della
Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al
comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi
istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo
Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni
di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri
dell'Assemblea capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con
riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione,
stabilisce i principi generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale
della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti principi
e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio
commisurato alle funzioni e competenze a essa attribuite; b) trasferimento, a
titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello
Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in
conformità a quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le
disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo
adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate
solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad
applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai Comuni dal Testo
unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione della
disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città
metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si
intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. 9-bis. Per la
città metropolitana di Roma capitale si applica l'articolo 22 a eccezione del
comma 2, lettere b) e c) e del comma 5, lettera d) . La città metropolitana di
Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a
svolgere le funzioni di cui al presente articolo.
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CARTIGLIANO.
Un taglio ai compensi per aiutare i più poveri Costituito all'unanimità un
fondo famiglia di solidarietà 28/03/2009 rss e-mail print Germano Racchella
Costituito a Cartigliano un "fondo famiglia": a volerlo non solo la
Giunta comunale del sindaco Germano Racchella, ma anche tutti i consiglieri
comunali. Saranno proprio parte dei proventi spettanti agli amministratori di
villa Cappello per le loro funzioni, nella percentuale del dieci per cento, a
essere destinati a questa sorta di cassa destinata a interventi di solidarietà.
Il sindaco aveva rammentato che due anni fa c'era stata una
riduzione sempre del dieci per cento di quello che una volta era definito il
gettone di presenza, con il
ripristino delle quote è possibile finanziare interventi a sostegno
dell'attuale momento di crisi che non risparmia,oltre agli immigrati stranieri,
ma anche la cittadinanza locale. Racchella ha precisato che i contributi
saranno erogati sulla base di precise relazioni dell'assistente sociale. Il
consigliere di minoranza Lorenzo Grandesso ha precisato: «Non mi andava che la
Giunta decidesse a chi erogare il fondo, è più opportuno basarsi su parametri
più precisi». Alla votazione parere favorevole unanime. Riguardo ai servizi
sociali, è emerso ancora una volta che sarebbero opportune maggiori risorse in
termini di personale: «Le attuali ristrettezze di bilancio non ce lo
consentono» ha detto l'assessore Mariano Sartore. I servizi sociali di
Cartigliano si svolgono in convenzione con la vicina Nove, ma il personale
addetto (assistente sociale e operatrici dell'assistenza domiciliare) presenzia
per poche ore. La consigliere di minoranza Monia Bordignon ha proposto di cercare
un Comune diverso per vedere se sia possibile avere una maggiore disponibilità,
viste le crescenti necessità cartiglianesi. Tra gli altri temi affrontati in
sede consiliare, il programma per l'assistenza scolastica che contempla un
contributo del Comune di 20 mila euro (tutti favorevoli i consiglieri).R.B.
(
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
GIANPAOLO
RICCA Baronissi. Opere pubbliche: presto a Baronissi il più grande istituto
scolastico mai realizzato dalla Provincia di Salerno. Sarà presentato
ufficialmente lunedì sera il progetto di edificazione dell'istituto tecnico
industriale che sorgerà nel nuovo quartiere di Cariti. A darne notizia ieri il
consigliere provinciale Giovanni Moscatiello che s'era fortemente impegnato per
la realizzazione di questa imponente opera sin dalla sua elezione in seno
all'ente Provincia avvenuta cinque anni fa. Si tratta di un
grande opera pubblica finanziata in parte dalla Provincia, che ha stanziato ben
nove milioni di euro, e in parte da imprenditori privati con un sistema
d'appalto particolare e innovativo. Si tratta infatti del primo caso in Italia
di struttura pubblica che sarà realizzata con la tecnica di appalto denominata
«leasing in costruendo». In sostanza si tratta di un grosso investimento
che vede unirsi fondi pubblici e privati grazie al quale, all'azienda che
v'investirà, saranno garantite rate di rimborso per una durata di 15 anni di
modo da ammortizzare i costi d'opera iniziali con un determinato margine di
guadagno spalmato sul lungo termine. La struttura che ospiterà l'Itis sorgerà
dunque a Cariti, realtà residenziale sorta a Baronissi alcuni anni fa ed ancora
in via di ultimazione, e sarà ricca di spazi multifunzionali come biblioteche, una
palestra di ben 830 metri quadri, un'aula magna, un auditorium, oltre a
laboratori interni e uno spazio verde collocato all'esterno fruibile a tutti e
dell'ampiezza di circa 1000 metri quadri. Nel dettaglio dell'opera scenderanno
lunedì lo stesso Giovanni Moscatiello, l'architetto Angelo Cavaliere, dirigente
generale dell'area tecnica della Provincia di Salerno ed il vice-presidente
della Provincia, Gianni Iuliano. «Questo nuovo istituto scolastico sarà
qualcosa d'importantissimo non solo per Baronissi, ma per l'intera valle
dell'Irno - ha affermato ieri Moscatiello - Si tratta dell'istituto più grande
mai realizzato dalla Provincia e va inoltre sottolineato come l'Itis che
sorgerà a Baronissi è una delle sole tre scuole in via di realizzazione sull'intero
territorio provinciale negli ultimi anni. Contiamo - ha concluso Giovanni
Moscatiello - di dar via ai lavori entro il prossimo mese di giugno». Opere
importanti per Baronissi e non solo dunque mentre, proprio nella cittadina
dell'Irno, tende ad infervorarsi il clima in vista delle prossime comunali.
Decaduta la giunta Cosimato, è adesso il momento delle grandi manovre. Il
centrodestra ha già proposto Raffaele Petta quale candidato alla poltrona di
sindaco, mentre è a sinistra che gli animi sembrano alquanto incandescenti. Il
problema sembra essere tutto interno al Pd i cui vertici pare stiano
osteggiando la candidatura a primo cittadino proprio di Giovanni Moscatiello
puntando sulla questione etica e sulla regolamentazione interna del partito di
Franceschini che vorrebbe «fuori gioco» persone che abbiano pendenze
giudiziarie. Una vecchia questione dalla quale il consigliere provinciale si è
sempre difeso a spada tratta. Circa la questione politica
poi, Moscatiello è deciso a tornare in campo supportato da liste civiche e
rinunciando all'etichetta di partito. Il simbolo del Pd potrebbe dunque
comparire accanto al nome del sindaco uscente Franco Cosimato anche se, sulla
candidatura di quest'ultimo, non ci son state ancora conferme ufficiali.
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
futuro. A Genova hanno giocato contemporaneamente i quattro gioielli,
dimostrando di poter essere protagonisti Il centrocampista cileno nonostante i
19 anni è un veterano con 33 presenze Vale oro la miniera verde dell'Udinese
Asamoah, Isla, Sanchez e Koprivec: club friulano insuperabile nella politica
dei giovani Per alcuni può essere motivo di vanto, per altri una semplice
coincidenza visto che il valore non ha età, oppure ancora strategica e proficua
programmazione divenuta un marchio di fabbrica. Scegliete voi, sta di fatto che
l'Udinese punta sempre di più sui giovani e domenica scorsa a Marassi contro il
Genoa la riprova è stata da record, con ben 4 diciannovenni contemporaneamente
in campo. Ai titolari Sanchez, Asamoah e Isla, dal sesto minuto del primo tempo
si è aggiunto anche Jan Koprivec, il portiere sloveno che ha bagnato il suo
esordio in serie A sostituendo l'infortunato Handanovic. Il tutto, pur se per
una domenica, ha contribuito ad abbassare ulteriormente l'età media (25,6)
dell'Udinese, non proprio una formazione di "vecchietti" visto che
quella friulana è la squadra più giovane del campionato. Regolamento. L'Udinese
dimostra quindi di guardare avanti, a un futuro che è già presente anche dal
punto di vista regolamentare con l'obbligo vigente di presentare nella lista
dei 25 iscritti alle competizioni ben 8 giocatori "locali". Dove per
"locali" si intendono giocatori di qualisiasi nazionalità che dai 15
ai 21 anni siano stati formati nel club di appartenenza per almeno tre
stagioni, ma anche quelli che sono stati formati da federazioni differenti da
quella del club in cui giocano. Alla riforma voluta due anni fa dall'Uefa per
la salvaguardia dei vivai, l'Udinese si è adeguata senza problemi. Miniera.
Ragazzi come Asamoah, Sanchez e Isla si stanno dimostrando una forza, una
risorsa autentica sia per l'apporto dinamico-qualitativo a servizio della
squadra, sia in prospettiva mercato, un fattore a cui ogni singolo giocatore e
la società guardano sempre con interesse. E i numeri sono lì a dimostrarlo.
Prendiamo il cileno Isla per esempio. Il centrocampista vanta già 33 presenze
complessive nel nostro campionato, sommando le 23 del torneo in corso con le 10
dell'anno scorso. A queste vanno aggiunti i 9 gettoni
in coppa Uefa e le 5 presenze in coppa Italia . Cifre ch ne fanno il veterano,
in Italia, tra i giovani rampanti della classe '88 a
servizio di Marino. Che dire poi di Alexis Sanchez? Il Niño Maravilla conta già
25 presenze (delle quali 13 da titolare) in campionato, deve ancora esplodere e
confermarsi all'altezza delle aspettative, ma il suo pedigree è di prestigio
con 50 presenze collezionate negli scrosi due anni in cui ha indossato la
maglia di una grande come il River Plate. Ed eccoci ad Kwadwo Asamoah,
la vera rivelazione della stagione. La sorpresa ghanese si è rivelata
all'inizio dell'anno solare in corso. Patron Pozzo lo aveva caldeggiato e
proposto a Marino fin da novembre. Il tecnico lo ha fatto esordire prima in
coppa Italia e poi in serie A negli ultimi 20 minuti contro la Sampdoria lo
scorso 11 gennaio. Da allora è diventato uno dei punti fermi della squadra,
avendo ridato consistenza alla mediana. Prelevato dal Liberty Professionals per
una cifra inferiore ai 900 mila euro, il valore del centrocampista si è
moltiplicato dopo averlo visto all'opera per 11 volte in campionato e 4 in
coppa Uefa. Domenica a Genova in campo c'era anche Jan Koprivec, il portiere
formatosi col Koper Capodistria, che una volta rescisso il contratto col
Cagliari ha accettato di fare il "terzo" a Udine alle spalle di
Handanovic e Belardi. Lo sloveno si era già messo in luce nella batteria di
rigori attraverso la quale l'Udinese aveva eliminato la Reggina in coppa Italia
a novembre. Domenica non ha avuto paura dell'impatto con Marassi mettendo
insieme i suoi primi 83 minuti in serie A. Stefano Martorano
(
da "Tempo, Il"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa
Proposta di legge di iniziativa popolare «Una firma per ridurre i costi della politica» L'AQUILA Continua la battaglia di Pio Rapagnà e Giovanna Forti
per la riduzione dei costi della politica. I due promotori della proposta di legge di iniziativa popolare
invitano i cittadini a «recarsi in massa a firmare la proposta di legge per
dare un segnale forte e inequivocabile agli amministratori abruzzesi affinchè
procedano senza perdita di tempo a ridurre drasticamente i costi e gli
sprechi della politica e a sciogliere buona parte
degli enti strumentali inutili della Regione». I due referenti del Comitato
promotore della proposta di legge di iniziativa popolare ricordano che «i
cittadini residenti in Abruzzo che intendono firmare si devono recare presso gli
uffici Anagrafe Elettorale del proprio Comune di residenza (in orario di
ufficio e muniti di un documento di riconoscimento) e, in caso di eventuali
difficoltà o in presenza di imprevisti ostacoli organizzativi e burocratici,
devono rivolgersi all'Ufficio rapporti con il Pubblico e chiedere espressamente
al Sindaco o al segretario comunale di volere esercitare il diritto ad apporre
la propria firma sulla proposta di legge di iniziativa popolare». In presenza
di ostacoli insuperabili i cittadini «si possono in ogni caso rivolgere al
difensore civico sollecitandone l'intervento». Inoltre si può firmare anche
presso gli uffici del presidente e del segretario della Provincia.
(
da "Tirreno, Il"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 9
- Livorno Che c'azzecca qui da noi la Lega Nord? Ho letto sul Tirreno di oggi,a
pagina otto della cronaca,una piccola nota con il titolo i costi della politica la Lega: aboliamo le circoscrizioni. Con una
"concionatura" di Emiliano Baggiani anche a me viene da dire che se
noi delle Circoscrizioni a suo dire siamo disposte geograficamente sul
territrorio in maniera disomogenea, anche la lega nord è fuori dai suoi confini
e quindi qui che ci azzecca? In quanto entrando più nello specifico, rabbrividisco
pensando agli agili ed economici "sportelli unici" che dovrebbero
sostituire a suo avviso le circoscrizioni; non credo che lui sappia quel che
dice; ad esempio nella "disomogenea" 4º
circoscrizione i cittadini del territorio hanno a disposizione un "motore
unico" dal quale migliaia di cittadini traggono delle risposte che mai
avrebbero da qualsiasi sportello unico che sia,questo grazie a dei
consiglieri,che lui chiama costi della politica,che al di la di qualsiasi schieramento politico,lavorano nel
solo unico interesse dei cittadini amministrati. Sergio Barsotti
(
da "Messaggero, Il
(Ancona)" del 29-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Pesaro)) (Messaggero, Il) (Messaggero, Il (Civitavecchia)) (Messaggero, Il
(Marche)) (Messaggero, Il (Abruzzo)) (Messaggero, Il (Ostia)) (Messaggero, Il
(Frosinone)) (Messaggero, Il (Rieti))
Argomenti: Costi della politica
Domenica
29 Marzo 2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA SONO invalidi e resteranno invalidi.
La loro patologia è compresa tra quelle per le quali non sarebbe più necessario
sottoporsi alle visite di controllo delle Asl. C'è una legge che lo prevede,
tutela 3 milioni e mezzo di disabili eliminando inutili passaggi burocratici .
Ma pochi la applicano e alcune regioni neanche la conoscono. E' l'altra faccia
dei falsi invalidi. Gli invalidi permanenti, quelli che non
guariranno mai e che pure ogni mano con le loro carrozzine devono mettersi in
fila per avere confermati i loro diritti. Una onlus ha calcolato quanto costa
la mancata applicazione della legge 80 tra gettone di presenza alle commissioni e spese varie. Un'altra sprecopoli.
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mereto
di Tomba. Iniziativa di protesta nei confronti del percorso di approvazione
delle 4 varianti urbanistiche Il gruppo di An diserta il consiglio comunale
MERETO DI TOMBA. Il gruppo consiliare di An non si è presentato nell'ultima
seduta del consiglio comunale di Mereto di Tomba. La spiegazione dell'assenza è
stata chiarita in una lettera pervenuta lo stesso giorno del consiglio al
protocollo comunale. Il motivo riguarda la mancata condivisione del gruppo al
percorso che ha portato alla discussione di quattro varianti al Prgc e alle
tempistiche troppo ridotte - secondo i consiglieri An - che non hanno permesso
una sufficiente trattazione degli argomenti. La loro assenza ha sorpreso non
poco i restanti colleghi i quali, hanno comunque portato avanti regolarmente la
seduta affrontando i vari punti all'ordine del giorno. Tutte
le proposte di delibera sono state votate all'unanimità. Il consigliere Alessia
Rovere all'inizio della seduta ha fatto richiesta, subito accolta, di devolvere
il gettone di presenza per
le cure di Riccardo Rinaldi, il ragazzo di Plasencis colpito da una grave
malattia. «Vale la pena di ricordare - dice il sindaco Andrea Cecchini -
che la convocazione della seduta era stata fatta a termini di regolamento; che
le varianti proposte in delibera non erano varianti sostanziali e che per buona
parte erano propedeutiche alla revisione generale del prg, ad alcuni progetti
che l'amministrazione ha avviato e a piccole varianti normative a seguito di
richieste pervenute dalla popolazione di cui se ne parlava da tempo. Piuttosto
meraviglia - commenta il primo cittadino - il fatto che il gruppo di An chieda
maggior condivisione sulle scelte e sulle decisioni quando, di fatto, negli
ultimi 4 anni ha volutamente evitato la maggior parte delle occasioni di
confronto e di partecipazione alle decisioni dell'ente, compresi i
pre-consigli. I cittadini chiedono veramente questo quando votano delle persone
chiamate a rappresentarli?» si domanda il sindaco Cecchini. Maristella Cescutti
(
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE
E COMMENTI pag. 31 MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei
quiz. E allora perché ... MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv
nei quiz. E allora perché dopo aver dato ai concorrenti, che
comunque finiscono per usufruire di un'appagante apparizione televisiva, il
gettone di presenza più le
spese non accantonare i premi in un fondo a favore di enti e associazioni le
cui ricerche possono portare a risultati di cui tutti potremmo beneficiare?
Gastone Capitoni, Castel Maggiore (Bologna)
(
da "Corriere della Sera"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2009-03-29 num: - pag: 38
categoria: REDAZIONALE Gli altri gruppi Bene anche Germania e Olanda La Francia
trema ma Domenech resiste Soffre in Lituania, passa con Ribéry Romania kappaò,
i Bleus sperano di passare come secondi. L'Inghilterra vince 4-0 in amichevole:
doppietta di Rooney MILANO — Per un'ora la Francia, intesa come nazione, ha
tremato. Sul campo di cipolle di Kaunas, Lituania, con il pallone e le caviglie
che saltavano senza logica apparente, per un'ora Domenech e i suoi galletti
hanno visto il Sudafrica ancora più lontano di quanto suggerisca la geografia.
La Serbia aveva già giocato e battuto a domicilio la Romania e partiva con un
+8 dall'alto di quell'unico posto che garantisce il Mondiale. Poi la sola
possibilità di scardinare lo 0-0 della virtuale eliminazione: un ricamo di
Ribéry, al volo di sinistro dal limite, giusto nel «sette». E tutti
istericamente ad abbracciare il c.t., già pronto con le valigie prima ancora
del «ritorno» di mercoledì con i baltici. Restano comunque 5 i punti di ritardo
dalla Serbia, ma solo 2 dalla stessa Lituania per quel secondo posto da cui si
può raccattare in extremis un passaggio nella stiva per Johannesburg.
Drammatica l'autoeliminazione della Romania, senza il capitano Chivu e con Mutu
che, anziché segnare, offre due assist per i gol di Marica e Stoica. I serbi
però ne hanno fatti 3. Nel gruppo 1 scappano Danimarca (facile a Malta) e
Ungheria, che batte ed elimina l'Albania. Nel secondo girone la Svizzera vince
in Moldavia (gol di Frei e Fernandes) e agguanta al comando la Grecia, fermata
sull'1-1 da Israele, per l'occasione motivata da un colonnello, che è comunque
lì a un'incollatura e vuole i Mondiali dopo 40 anni di astinenza. Mercoledì
ritorno-spareggio in campo ellenico. Il girone 3 è una bolgia con 5 squadre in
4 punti e l'Irlanda del Nord che sbuca a sorpresa. Perfino morbido il 4-0 della
Germania al Liechtenstein con due gol per tempo (Ballack, Jansen e
Schweinsteiger, Podolski). Ma la Russia, vittoriosa sugli azeri, ha 4 punti di
distacco e una partita in meno. Esce di scena il Galles, battuto in casa dalla
Finlandia. L'Inghilterra, che approfitta della sosta per battere 4-0 la
Slovacchia in amichevole, mercoledì potrebbe mettere il punto esclamativo al
girone: con questo Rooney (doppietta ieri) può battere l'Ucraina e lasciarla 8
punti sotto. Intanto Beckham, mandato in campo da Capello al 25' della ripresa e autore di un assist-gol, ha collezionato la sua
109ª partita in nazionale e diventa il secondo nella graduatoria di tutti i
tempi, dietro il portiere Shilton, che ha 125 gettoni. Per lui l'abbraccio degli 85.000 di Wembley. Nell'ultimo
raggruppamento, l'unico con cinque sole squadre, facile e fondamentale successo
dell'Olanda sulla Scozia. Federico Pistone Record David Beckham ha
collezionato contro la Slovacchia la presenza n. 109:
dopo il portiere Peter Shilton (125) nessuno ha vestito tante volte la maglia
(bianchissima ieri a Wembley) della nazionale inglese (Dunham/Ap)
(
da "Tirreno, Il"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Polemiche
per la candidatura a sindaco di Orsolini, ostacolata da alcuni componenti del
partito La questione morale, boomerang per FI Gli azzurri si spaccano al
consiglio comunale da loro richiesto VICOPISANO. La questione morale? Un
boomerang per Forza Italia. A una parte del partito non è affatto piaciuta la
mossa di Roberto Orsolini, che venerdì ha annunciato pubblicamente la sua
candidatura a sindaco, evidentemente senza aver ricevuto il benestare dal
direttivo. Così, dopo che Orsolini aveva attaccato la maggioranza sulla
"questione morale", la risposta più dura è arrivata dagli stessi
scranni di Forza Italia. «Sarebbe bene - ha detto il compagno di partito
Stefano Perini - che chi pretende di venire in consiglio comunale a fare
lezioni di morale e a gettare fango sulle persone, facesse prima un esame di
coscienza». Il consiglio comunale ha così registrato l'ennesimo scossone
politico in vista delle imminenti elezioni amministrative, ma questa volta
nella minoranza. A fine seduta Stefano Perini (probabilmente anche lui
aspirante candidato a sindaco) e Marisa Belli, del direttivo comunale di Forza
Italia, hanno reso noto che il 17 marzo, in un incontro tra i coordinatori
provinciali del futuro Pdl, in realtà era stato dato mandato ai membri del
direttivo di Vicopisano presenti, «di individuare una figura esterna al fine di
dare un segnale di cambiamento». «Soprattutto - hanno aggiunto -, per porre
fine alle fibrillazioni all'interno di Forza Italia vicarese, non è stata
accettata la solita persona presentata, ed è stata rimandata la scelta del
futuro candidato a dopo il congresso nazionale. Inoltre, cittadini
simpatizzanti anche delle altre forze politiche hanno fatto presente di non
concordare su una candidatura già presentata nella passata legislatura». Di
conseguenza anche l'Udc fa un passo indietro. Se prima vedeva di buon occhio
una lista unitaria del centrodestra, adesso Sonia Muncchi fa sapere che «l'Udc
sta lavorano per portare un valido candidato». Nel frattempo, la maggioranza ha
definitivamente perso due seggi, appartenenti ai due assessori rimossi
dall'incarico. Giampiero Nesti e Stefano Bitossi hanno dato vita al gruppo
consiliare "Vicopisano comune aperto", che d'ora in poi seguirà una
linea politica autonoma rispetto al centrosinistra. «Ci sediamo dalla parte del
centrosinistra - ha spiegato Nesti - essendo stati eletti in questo contesto,
ma ci riserviamo la libertà di voto valutando ogni singola questione». Sulla
"questione morale" sollevata da Orsolini, il sindaco Antonella
Malloggi ha ribattuto punto per punto e si è detta disponibile a rendere noti i
bilanci della Aps "Borgo murato", così come a promuovere un dibattito
pubblico sulla gestione urbanistica, magari fra i futuri candidati a sindaco.
Dal canto suo Orsolini ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza da
parte della giunta, andando poi a elencare i nomi più ricorrenti nei progetti
degli ultimi anni, nonché alcune particolari coincidenze verificabili tra i
vari atti. Questioni che il consiglio aveva già affrontato,
e sulle quali solo un dibattito aperto alla cittadinanza avrebbe forse potuto aggiungere
qualcosa. Infine, il consiglio comunale ha deciso all'unanimità di devolvere i gettoni di presenza della seduta a
favore della consigliera Manola Lucchesi, da tempo assente per malattia. Guido
Bini
(
da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Fondo
anti-crisi, no al taglio dei compensi I consiglieri del Pd chiedono un
contributo agli amministratori: la proposta cade nel vuoto Domenica 29 Marzo
2009, Vittorio Veneto La maggioranza lascia cadere nel vuoto la proposta del Pd
di un contributo straordinario degli amministratori per incrementare il fondo
di solidarietà da 58mila euro creato dalla giunta. È accaduto nel bel mezzo del
consiglio comunale di venerdì sera, mentre era in discussione il bilancio di
previsione annuale e triennale, l'ultimo della seconda giunta Scottà. A tenere
banco, complice la precedente interpellanza della capogruppo di Sd Adriana
Costantini, è stato il tema dei derivati, che ha visto le opposizioni sugli
scudi. Il bilancio è stato approvato con i voti favorevoli della sola
maggioranza, ma l'opposizione (che ha votato "no" in modo compatto)
ha lanciato diverse proposte. «A San Bonifacio, comune veronese più piccolo del
nostro, hanno creato un fondo di solidarietà da 200mila euro - ha reso noto
Roberto Tonon, capogruppo del Partito Democratico - non è forse il caso di
incrementare il fondo creato dalla nostra giunta con i soldi dei cittadini? Potremmo inserire un contributo straordinario di noi
amministratori, consiglieri comunali compresi. Tagliamo le nostre indennità e i
nostri gettoni di presenza
e inseriamoli nel fondo». Per rendere concreta l'idea, Tonon ha suggerito di
inserire un emendamento ad hoc al bilancio di previsione. Il dibattito
(sul fondo e sul bilancio) è proseguito a lungo. Ma dell'emendamento non si è
avuta traccia: il bilancio (che gode dell'ok dei Revisori dei conti) è stato approvato
così come arrivato in aula. «Sul piano personale condivido la proposta del
consigliere Tonon - ha commentato l'assessore alle politiche per il lavoro
Michele De Bertolis - sul piano politico, però, al momento non c'è una
situazione sociale così allarmante o drammatica tale da arrivare a compiere
questo passo. Compito del Comune deve essere quello di incrementare il lavoro.
E comunque possiamo ancora realizzare delle economie nel settore culturale così
da rendere più cospicuo il fondo di solidarietà», destinato a chi è in
difficoltà soprattutto nel settore lavorativo. E a proposito di cultura, il
dibattito consiliare ha visto dei tentativi bipartisan di salvare l'edizione
2009 del Concorso di violino, sospesa per salvare i fondi al sociale. «Il Comune
ha stanziato denaro per fare entrare il badminton nelle palestre vittoriesi.
Davvero non si poteva salvare il concorso di violino? Perché non chiediamo alla
Vittorio Veneto Servizi di sponsorizzare la kermesse?» ha domandato Enzo Pavan,
dell'omonima lista. «Spero di trovare in consiglio regionale i fondi per fare
svolgere, a settembre, il concorso di violino. Non so se ce la farò, ma ci
provo» la promessa del capogruppo leghista Gianantonio Da Re, subito bloccato
dal sindaco (del suo stesso gruppo) Giancarlo Scottà: "Non ce la facciamo,
Toni. Non ci sono i tempi necessari per l'organizzazione".
Dall'opposizione sono arrivate altre stoccate alla giunta sulle politiche
culturali: nel mirino, insieme ai relativi costi, soprattutto il festival "Comodamente"
e le "Giornate medievali". Luca Anzanello
(
da "Sicilia, La"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Centrodestra
sull'Aventino e il Consiglio non va avanti Palma di Montechiaro. La quinta
seduta del Consiglio comunale convocata nel volgere di soli 10 giorni, per
esaminare ed approvare pochi punti inseriti nell'ordine del giorno dal presidente
Calogero Alotto, venerdì sera si è sciolta per mancanza di numero legale. A
fare mancare il necessario quorum sono stati ancora una volta gli 11
consiglieri comunali del centrodestra con un atteggiamento da essi ritenuto
legittimo ma che non può essere condivisibile in quanto il loro ostruzionismo
verso il sindaco e la Giunta di centrosinistra, oltre a incidere pesantemente
sulle casse del Comune poiché basta timbrare la presenza per un solo minuto per riscuotere il relativo
gettone costituisce anche un autentico danno per la vita
amministrativa della cittadina. La paralisi esistente nel civico consesso,
costretto ad approvare un solo argomento in ben 5 riunioni consiliari, fa parte
ormai di una sorta di «strategia della tensione» portata avanti dai consiglieri
del Pdl e dell'Mpa. Essi hanno pubblicamente fatto sapere che la loro azione
mira a dimostrare l'ormai incapacità da parte del centrosinistra di avere i
numeri per amministrare e di conseguenza fare riflettere soprattutto il sindaco
sulla ormai necessità di dimettersi e di porre fine alla legislatura, un anno
prima cioè delle elezioni amministrative previste nella primavera del prossimo
anno. «La nostra azione politica - ha ribadito il capogruppo dell'Udc Giuseppe Vinciguerra - non mira certamente a gonfiare il
corrispettivo dovuto per i gettoni di presenza. Ma è un atteggiamento con il quale evidenziare di come in
democrazia dignità imporrebbe che quando un sindaco non è appoggiato da una
maggioranza, il suo dovere morale e istituzionale dovrebbe costringerlo alle
dimissioni. Noi del centrodestra siamo pertanto convinti di essere nel
giusto anche perché non abbiamo arrecato alcun danno alla vita amministrativa
della nostra cittadina. Basti considerare il fatto che all'ordine del giorno
del Consiglio vengono portati all'esame sistematicamente argomenti di poco
conto e debiti fuori bilancio, mentre di proposte serie e di interesse generale
per rilanciare l'economia e l'occupazione, non esiste alcun cenno». F. B.
(
da "Sicilia, La"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Ramacca.
Impianto inagibile a causa della copertura in materiale pericoloso L'eternit
condanna la palestra Con una solenne celebrazione nel Santuario di Maria
Santissima della Stella, presieduta da don Gaetano
Tomagra, Militello ha dato l'estremo saluto all'avv. Giuseppe Burtone,
ufficiale di Fanteria durante la seconda guerra mondiale, comandante di una
Divisione partigiana nella Val Toce, magistrato onorario presso l'ex Pretura
militellese. Centinaia di cittadini, professionisti e politici, ne hanno ricordato
nobiltà d'animo, amore per la città natale e passione civile, qualità morali e
umane. Chiamato alle armi all'età di 21 anni, partecipò in Albania alle
operazioni del secondo conflitto mondiale. Guidò la compagnia
"Antiparacadutisti" sul Monte Rosa, ma a seguito dell'armistizio
venne catturato dalle truppe tedesche in Lombardia. Fuggito dai luoghi di
prigionia, partecipò nel '44 alla battaglia dell'Ossola. Dopo il ritorno a
Militello, completò gli studi in Giurisprudenza, mettendosi in luce tra i più giovani
aderenti alla Dc e aprendo le porte, nell'estate del '75, ai primi impegni
politici del figlio Giovanni. Per quasi un ventennio indossò le vesti di vice
pretore, ricoprendo pure incarichi dirigenziali all'Ipab
"Gulinello Rizzo"
e all'ospedale "Basso Ragusa" di Militello. Promosse un'azione civica
per incrementare, con il supporto di un comitato, la dotazione dei posti letto
nel presidio. Nell'autunno del '76 salvò un'anziana dalle fiamme, sprigionate
da una vecchia stufa a gas, ricevendo una benemerenza al valor civile.
Fu nominato commendatore dell'Ordine di S. Gregorio Magno da Papa Giovanni
Paolo II. Esponente di primo piano dell'Ancr e dell'Associazione partigiani,
l'avv. Burtone lascia un segno indelebile nell'ultimo secolo di vita della
cittadina barocca. LUCIO GAMBERA
(
da "Quotidiano.net"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Berlusconi
ha fatto il suo ingresso tra gli applausi nella platea della nuova fiera di
Roma, sulle note di ‘Meno male che Silvio c’è', proprio nel momento in cui il
congresso lo ha acclamato presidente
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PDL Berlusconi acclamato presidente "Serve un premier con più poteri"
Berlusconi ha fatto il suo ingresso tra gli applausi nella platea della nuova
fiera di Roma, sulle note di Meno male che
Silvio cè', proprio nel momento in cui il congresso lo ha acclamato
presidente Roma, 29 marzo 2009 - Silvio Berlusconi, unico candidato alla guida
del Pdl, è stato acclamato dal Congresso presidente del nuovo partito del
centrodestra. Sessanta minuti di intervento e 70 applausi, con quattro standing
ovation. è la contabilità dellintervento con cui Silvio
Berlusconi, neo acclamato presidente, ha battezzato il Pdl e ha chiuso il
congresso fondativo del nuovo partito del centrodestra. Berlusconi ha fatto
ingresso nel padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma proprio mentre le assise lo
acclamavano presidente del partito, pochi minuti dopo mezzogiorno, ha
sottolineato che la "missione del governo è portare lItalia fuori dalla crisi", e ha aggiunto che la Costituzione "va ammodernata", perchè serve
attribuire più poteri al premier. Berlusconi ha poi confermato la sua
candidatura alle elezioni europee e ha lanciato una sfida al segretario del Pd,
Dario Franceschini, a fare altrettanto. Ecco in sintesi i principali temi su
cui Berlusconi si è soffermato. CRISI: "La nostra missione deve essere quella
di portare lItalia fuori dalla crisi", dice. "Si
tratta di un virus partito dalla finanza che ha colpito leconomia reale,
nessuno al mondo può dire di avere la ricetta sicuro per debellare questo
virus", spiega il premier che ribadisce la necessità che gli italiani non
mutino le proprie abitudini. "Questa crisi non ci impedirà di portare
avanti i nostri progetti", continua Berlusconi, assicurando che
"nessuni sarà lasciato indietro". COSTITUZIONE E POTERI PREMIER:
"Bisogna modificare la Costituzione, arricchendola,
il governo non può farsi imbrigliare. In Italia il premier ha poteri finti
mentre deve avere poteri veri, come in tutte le grandi democrazie
occidentali". Berlusconi si rivolge allopposizione,
sostiene che "le riforme andrebbero fatte in due", ma dopo le
esperienze di questi anni cè molto da
dubitare sulla controparte". EUROPEE: Berlusconi lancia il guanto di sfida
al segretario del pd, Dario Franceschini, che ieri gli aveva chiesto di non
candidarsi alle europee. "Non ho esitazioni ad impegnarmi concretamente -
risponde berlusconi - come un leader deve avere il coraggio di fare. Una
candidatura di bandiera, una bandiera dietro la quale ogni vero leader chiama a
raccolta il proprio popolo. Sarebbe bene che anche un leader dellopposizione, se esistesse un leader, facesse
altrettanto". PDL: "Dovrà essere una fucina di idee e di programmi.
Un grande partito ha bisogno dellapporto
delle diverse sensibilità personale. Tutto questo se non diviene correntismo è
lievito della democrazia", dice. Il nuovo partito, continua, si candida a
raggiungere il 51%, perchè non "ci possiamo accontentare" di essere
al 44%, come testimoniato dai sondaggi. Berlusconi ha definito gli aderenti al
Pdl, "missionari di libertà". SINISTRA: "Questa sinistra è così
arretrata e faziosa che non fa opposizione al governo ma fa opposizione al
Paese". Berlusconi torna a polemizzare con lopposizione
e ripropone il discorso del 26 gennaio del 94, quello della discesa
in campo spiegando che la genesi "del sogno del Pdl", nacque allora. SCUOLA: Il
premier ribadisce che i cittadini devono avere la possibilità di scegliere tra
pubblico e privato, ribadisce che gli insegnanti saranno "scelti per le
loro capacità", e che in tutti i licei si insegnerà anche "la seconda
lingua". La scuola - promette - "non sarà più ammortizzatore sociale.
Il titolo di studio non sarà più un pezzo di carta, ma garanzia di
lavoro". DONNE: "Cè una disparità
occupazionale e salariale a danno delle donne. in Italia cè una questione
femminile da risolvere", sostiene Berlusconi. Il nostro governo ha
fatto ben 7 leggi a difesa delle donne, la sinistra zero, nemmeno una"
FEDERALISMO "Il nostro federalismo, quello vero non
quello falso della sinistra - dice - servirà, a regime, a ridurre gli sprechi,
i costi della politica, a
razionalizzare e a tagliare le spese inutili. Servirà ad abbassare le tasse ed
è lì che metteremo le risorse del federalismo". Il federalismo, aggiunge,
"non è un tributo alla Lega nè una mera redistribuzione di risorse".
PIANO CASA: "Il piano casa che faremo sarà dedicato anche e soprattutto ai
giovani", ha detto Berlusconi. agi MULTIMEDIA Guarda la direttaFini:
"La legge sul fine vita sia laica. Riforme, serve un dibattito
interno" - L'OPPOSIZIONE Applausi dal Pd: "Altro che il deja vu del
premier..." - IL DISCORSO DEL PREMIER "Siamo un popolo, non un
partito"L'album di famiglia del congresso Pdl - I preparativi alla Fiera
di RomaPiù poteri per il premier, sei d'accordo? Segnala ad un amico Tuo nome:
Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al
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padroni14:51:27 - primo vorrei chiedere come mai non si possono commentare
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medico Finocchiaro: "Così uccidete la libertà"14:33:48 - adelante le
pen.[...] Shoah, Le Pen all'europarlamento "Le camere a gas? Un
dettaglio"14:16:59 - x madrid.io non hò guardato che una regione abbia più
o meno rappresentanti in base ai suoi abitanti[...] Silvio: "Sono più
pallido di Obama Troppi deputati lì per fare numero" 14:13:45 - ricordo
che la scorsa estate o giù di lì ci furono polemiche per un cagnolino/a
investita e per null[...] Guinzaglio per cani... ma anche per noi
padroni13:44:20 - Non mi sento nemmeno di criticare Seppi, perchè quando un
atleta come lui si impegna al 100% e riesc[...] Ciao Seppi. Flavia, salvaci tu!
Il Milan cederà Ronaldinho a fine stagione?La Fia dovrebbe squalificare i team
di F1 con i diffusori contestati?Basket: derby numero 103 tra Virtus e
Fortitudo, chi vincerà?Consideri il ministro Brunetta una figura positiva per
il nostro panorama politico?Debora striglia il Pd, ti riconosci nelle sue
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vincolanti?Chi sarà il leader della Juve del futuro?Ti è mai capitato di fare
sesso in ufficio?Testamento biologico, giusto vietare la scelta di staccare il
sondino per alimentazione e idratazione?Lippi non ha convocato Cassano, sei
d'accordo?Guinzaglio e museruola per i cani, sei d'accordo?Fabrizio Corona
sapeva in anticipo che sarebbe stato eliminato dalla Fattoria?Bologna,
preferisci Mihajlovic o Arrigoni?Aids, la polemica sul preservativo: chi ha
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(
da "Giornale.it, Il"
del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 76
del 2009-03-29 pagina 0 Il discorso conclusivo di Silvio Berlusconi al
congresso del Pdl Seconda parte di Redazione Quanto allaltra metà del cielo, alle donne, un primo segno di
rinnovamento lo abbiamo dato quando, nelle ultime elezioni, abbiamo
candidato una percentuale di donne mai vista prima. E ve ne sarete accorti
anche qui al Congresso. Quante ne avete sentite parlare? Quante in posizioni di
grande rilievo istituzionale? Ma il cammino è ancora lungo. Esiste una
disparità occupazionale e salariale per le donne. Esiste una “questione
femminile” in termini di rappresentanza delle donne nei vertici decisionali. Il
nostro Governo da subito si è messo al lavoro per valorizzare le donne. La legge
contro la violenza sulle donne, approvata dal Senato in dicembre e in
Commissione alla Camera, ne è un esempio concreto. I nostri governi hanno già
varato sette leggi in difesa delle donne, mentre i governi della sinistra non
ne hanno fatta nemmeno una. Intendiamo continuare su questa strada, intendiamo
fare ancora di più. Una parola sullambiente.
Come avrete letto, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ci ha scritto
una lettera per chiedere laiuto dellItalia per riattivare il “Major
Economic Forum”
sullenergia e i cambiamenti climatici. Abbiamo già
dato il nostro via libera affinché la riunione si tenga durante i lavori del G8
a La Maddalena. La nostra attenzione allambiente è nei fatti. Valga per
tutti lesempio recentissimo di Acerra. Ma lambiente si tutela
anche a partire dalle piccole cose, come facendo rispettare davvero il divieto
di imbrattare i muri delle case e dei palazzi, il divieto di lordare le strade
con mozziconi, cartacce, plastica e qualunque tipo di rifiuti. Dobbiamo riportare
le nostre città al decoro e alla civiltà che esse meritano e che noi meritiamo.
Il nostro impegno non è mai venuto meno neppure in campo internazionale, dove
abbiamo saputo distinguere il falso ambientalismo ideologico dalle scelte sagge
e utili. Mi riferisco al pacchetto ambiente discusso in Europa, dove abbiamo
difeso le imprese italiane, soprattutto quelle più piccole e medie, da un
aggravio di costi pari a un punto e mezzo del pil che le avrebbe letteralmente
spazzate via dal mercato. Continueremo su questa strada. Fin dallinizio di questa nostra rivoluzione abbiamo preso un
impegno solenne: cambiare lItalia. Cambiare lItalia è una missione
che va oltre lattività quotidiana del governo; unattività che
peraltro vi è stata raccontata dai nostri ministri e dai nostri governatori, unattività che costituisce uno straordinario complesso di
cose fatte e avviate. Un grande movimento come il nostro, però, non si accontenta dei
successi ottenuti, né di guardare soltanto alle prossime elezioni. Il Popolo della
Libertà ha su di sé il peso della conduzione del Paese: per questo dobbiamo
pensare al futuro e alle prossime generazioni. Questo dovere non riguarda solo
noi, ma lintera maggioranza di governo. Riguarda
certamente i nostri amici e alleati della Lega e del Movimento per le Autonomie.
Riguarda anche tutti gli uomini e le donne di buona volontà, tutte le
intelligenze riformatrici, che anche nellopposizione,
e in generale nella classe dirigente avvertiranno lo stesso dovere verso il
Paese. Lopposizione lo avvertirà però davvero, con concretezza e serietà, e non
con le consuete dichiarazioni estemporanee, se e quando cesserà di fare un
passo avanti verso il confronto e due passi indietro. Tornerò tra poco su
questo punto fondamentale. Cambiare lItalia,
dicevo,
significa consegnare alle nuove e future generazioni un Paese diverso, migliore
e più moderno. Un Paese nel quale le istituzioni e la bilancia tra il potere
esecutivo, quello legislativo e lordine
giudiziario svolgano ognuno la propria parte, nel rispetto reciproco
dei ruoli. Quali sono, quindi, le missioni della nostra maggioranza
parlamentare? Innanzitutto quella di ammodernare lassetto istituzionale dello Stato. Ieri Gianfranco ha
ripetuto la bella metafora del calabrone e della farfalla: “Lassetto istituzionale
dello Stato” egli ha detto “è come un calabrone: riesce ad alzarsi in volo ma
il suo volo è quasi immobile. E tempo di passare
dal calabrone alla crisalide, e che dalla crisalide esca finalmente la farfalla
di un nuova Italia”. Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare
il volo. Noi lo vogliamo, lo vogliono soprattutto i nostri giovani. Perché i
giovani si sentono farfalle, non calabroni. Dobbiamo evitare la disaffezione
delle nuove generazioni. Dobbiamo innanzitutto applicare la Costituzione,
dobbiamo rivitalizzarla, dobbiamo arricchirla. E ci metteremo tutto il nostro
impegno. Ci troviamo però in una curiosa situazione, ed a questo mi riferivo
quando parlavo delle contraddizioni della sinistra. Noi la riforma
istituzionale lavevamo fatta e completata
nel 2005, un lavoro a tutto campo iniziato con la prima approvazione della
Camera il 15 ottobre 2004 e terminato il 16 novembre 2005 con definitiva
promulgazione, in seconda lettura, da parte del Senato. Quella riforma, giova
ripeterlo, interveniva su una cinquantina di articoli della Costituzione
e comprendeva: - la devoluzione, un decentramento vero dei poteri dallo Stato
alle Regioni e listituzione del rango di
Roma capitale: entrambe riforme che abbiamo già ripreso e già sono state approvate dalla
Camera ed ora aspettano il sì definitivo del Senato; - comprendeva la riduzione
del numero dei deputati e la competenza della Camera a legiferare solo sulle
questioni attinenti allo Stato centrale; - prevedeva la riduzione del numero
dei senatori e la trasformazione del Senato in Senato federale, con competenze
sulle materie in concorrenza tra Stato e Regioni sancendo così la fine dellattuale bicameralismo perfetto; - prevedeva il
rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, che sarebbe diventato
Primo Ministro, avrebbe avuto – tra laltro
– il potere di nomina e revoca dei componenti del governo e il diritto di
chiedere e ottenere lo scioglimento della Camera; - prevedeva infine
lintroduzione della sfiducia costruttiva e di norme anti-ribaltone, la
riforma della Corte Costituzionale e del Consiglio
Superiore della Magistratura e più ampi e democratici poteri in materia di
referendum popolari. Tutto ciò lo facemmo in oltre un anno di lavoro. Si
trattava di riforme ispirate alle costituzioni di più antica democrazia e di
più collaudata efficienza, da quella inglese a quella tedesca. Ma come si
comportò allora la sinistra, quella sinistra che proprio oggi, attraverso
alcuni suoi esponenti di primo piano, plaude alla richiesta di riforme? Rifiutò
di contribuire a quella importante riforma, impedendo così di raggiungere il
consenso dei due terzi del Parlamento. E da lì a meno di un anno indisse
addirittura un referendum, che cancellò quelle fondamentali innovazioni, dopo
una campagna strumentale e manipolatoria con la quale ci si accusò addirittura
di attentato alla democrazia. Un comportamento irresponsabile, di cui ancora
oggi scontiamo le conseguenze in termini di governabilità, di costi della politica, di distanza e di disaffezione tra i cittadini e lo
Stato. Non solo. Allatto
dellinsediamento di questo governo abbiamo riproposto lofferta
allopposizione di un reciproco rapporto costruttivo, di una legislatura
costituente per ammodernare lo Stato e ridurne i costi e le inefficienze. E labbiamo avanzata, quella offerta, nella sede più
propria: non nei talk show o con interviste estemporanee, ma in Parlamento.
Labbiamo avanzata, aggiungo, accogliendo l auspicio del capo dello
Stato, che era il nostro auspicio. Ci venne risposto di sì. Ma dopo pochi
giorni quel sì si trasformò in no. La conclamata buona volontà costituente
degenerò in una campagna di insulti e di ridicole accuse di regime nelle
piazze, sui giornali, in televisione. E
evidente che riforme di questa portata andrebbero fatte in due,
maggioranza e opposizione. E ancora più
evidente che, dopo queste esperienze, cè molto da dubitare sulla serietà
della nostra controparte. Nonostante questo, ci siamo impegnati a cambiare e a
modernizzare lo Stato. E lo stiamo facendo. Lo sta facendo la nostra
maggioranza parlamentare. Stiamo portando a compimento lapprovazione del federalismo; sul quale parte
dellopposizione, in particolare il Pd, ha deciso di astenersi. Il
federalismo – anche qui sfatiamo un altro luogo comune – non è né un tributo pagato
alla Lega di Bossi né una mera ridistribuzione su base territoriali delle
risorse fiscali e delle spese. Il federalismo è qualcosa in cui insieme a Bossi
abbiamo creduto fin dallinizio del nostro cammino
comune, ed è profondamente diverso da quel finto federalismo che la
sinistra ha approvato in tutta fretta nel 2001, allo scadere della sua
legislatura, con appena quattro voti di maggioranza. Un falso federalismo,
quello, che ha aggravato e non risolto i problemi, che allontana e non avvicina
i cittadini alla cosa pubblica. No. Nulla di tutto questo. Il nostro
federalismo è una vera riforma di sistema che non frammenta le competenze, che
non si occupa dei poteri, ma distribuisce le risorse e le imposte sul
territorio sottoponendole al diretto controllo e alla sovranità dei cittadini,
quindi del popolo. E un federalismo che non
dimentica mai la solidarietà verso le aree ed i ceti più disagiati, verso il
Sud, ponendo così fine allera dei finanziamenti a pioggia e degli sprechi
inaugurando invece lera della responsabilità.
Quando sarà a regime, il federalismo ci porterà ad una riduzione delle spese
inutili e quindi delle tasse, razionalizzerà le risorse indirizzandole dove ce
nè veramente bisogno, responsabilizzerà gli amministratori locali, restituirà
sovranità ai cittadini e al popolo. Al federalismo non può che fare da evidente
ed indispensabile contrappeso il rafforzamento dei poteri del governo centrale
sulle materie di sua competenza. Questa esigenza è già preesistente al
federalismo: il Paese ha bisogno di governabilità. La maggioranza ha finora
governato in una situazione economica mondiale tra le più difficili, difendendo
i beni fondamentali della società italiana: il lavoro, la famiglia, la casa, il
risparmio, la coesione sociale, la libertà dimpresa.
Ma proprio in questi momenti lesperienza ci dimostra che nellazione
di governo il ruolo del premier resta fondamentale e deve avere maggiori poteri
rispetto a quelli attuali, di fatto inesistenti, che la Costituzione gli assegna. Vedete, sui poteri del presidente
del Consiglio italiano si sono costruire molte favole. Eppure da noi la realtà
è che il Capo del governo non può nominare nè revocare i ministri come i suoi
colleghi europei, non ha gli stessi poteri che hanno i capi di governo delle
grandi democrazie, ma può soltanto redigere lordine
del giorno del Consiglio dei ministri ed esercitare unazione di moral
suasion. Scusate, ma è importante chiarire questi punti e portarli alla
conoscenza di tutti. Anche dei giornalisti stranieri che in grande
numero hanno chiesto di essere accreditati al nostro congresso. Io non so fino
a che punto conoscano tutte le regole che limitano lazione del premier italiano. Di certo sanno che nei
loro Paesi il capo del governo ha poteri veri. In Italia, invece, ha poteri
finti. La verità è che, così come è, lo Stato non funziona più. E lento e in costante ritardo nel dare le risposte
appropriate. Lo era in tempi di ordinaria amministrazione; lo è drammaticamente
oggi in situazioni di emergenza. Il governo, però, non può assolutamente lasciarsi
imbrigliare dai ritardi e dalle inefficienze dello Stato. E dunque venuto il tempo di modernizzare la Costituzione nella sua seconda parte arricchendola, non
stravolgendola, per consentire al governo e al Parlamento di svolgere al meglio
ognuno la propria parte, ognuno nel proprio ruolo. Questa è la grande missione
della nostra maggioranza parlamentare. Già oggi, di fatto, nelle elezioni
Politiche gli elettori sono chiamati a votare un partito e ad indicare un Capo
del governo. Questa scelta che ha già profondamente modernizzato la nostra
democrazia, non viene più messa in discussione da alcuno, viene praticata dai
nostri avversari. I quali, anzi, quando il loro premier eletto è stato scalzato
da due capi del governo della stessa coalizione, ma non eletti dal popolo,
hanno pagato pesantemente in termini di governabilità e di credibilità. I loro
elettori si sono sentiti traditi, e non a torto. E non è più rinviabile anche
la riforma dei regolamenti parlamentari, i quali sono rimasti praticamente
immutati dallepoca della prima
repubblica, e non possono essere più strumento di ritardi e pretesto e
strumento di ostruzionismo. La riforma, è perfino superfluo sottolinearlo, non
andrà a ridurre o mortificare il Parlamento, ma restituirà al Parlamento il suo
giusto ruolo legislativo e la sua piena dignità. Che è quella di valutare,
discutere e votare i provvedimenti di legge nei tempi imposti non dal governo,
ma dallurgenza delle circostanze. Anche questo è un
modo per restituire agli eletti dal popolo la credibilità e la
legittimazione agli occhi del popolo stesso. Non spetta al governo né tanto
meno al Presidente del Consiglio riformare i poteri del capo del governo. Io ho
espresso alcune considerazioni e indicato le vie più logiche e percorribili. Ma
la materia è di competenza del Parlamento. E la
tipica materia sulla quale è auspicabile, anzi necessario, il confronto - e se
possibile il concorso - dellopposizione. Se questo concorso ci sarà, e
sarà serio e non durerà lo spazio di un mattino prima del ritorno alla piazza,
sarò il primo a rallegrarmene e darne atto ai leader della minoranza. Ma è
evidente che nel frattempo la maggioranza ed il Popolo della Libertà non
possono sottrarsi dal fare la loro parte, dal compiere il loro dovere di
sciogliere questo nodo nelle forme costituzionalmente previste, nelloffrire a voi ed a tutti gli italiani la soluzione per
un governo che governi ed un Parlamento che controlli. I nostri capigruppo
stanno da tempo lavorando ad una proposta di legge di iniziativa parlamentare che
riassumerà le soluzioni più efficaci; su di essa chiederanno il consenso della
maggioranza e si misureranno con lopposizione.
Ma quando si parla di modernizzare lo Stato non possiamo tralasciare la
Pubblica Amministrazione. Che è poi quella parte di Stato con la quale tutti
voi, ogni cittadino, ogni impresa, si confronta ogni giorno. Ogni volta che vi
presentate ad uno sportello, ogni volta che siete chiamati a sbrigare una
pratica, voi e noi abbiamo di fronte la Pubblica Amministrazione. Abbiamo
iniziato a renderla più efficiente e trasparente. Abbiamo introdotto negli
uffici pubblici i criteri di merito e di responsabilità. Abbiamo affermato il
metodo secondo il quale la Pubblica Amministrazione non è più il giudice di se
stesso, ma sono i cittadini che giudicano la Pubblica Amministrazione ed il
funzionario pubblico. Da grande moloch autoreferente, da grande corporazione
inefficiente, la nostra Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando,
velocizzando, sta cominciando a ripulirsi di inefficienze ed anche di cattive
abitudini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Stampa, La"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
3 GOL DI
PAZZINI NEL NUOVO WEMBLEY Giampaolo Pazzini, ultimo entrato fra gli azzurri che
hanno bagnato l'esordio con il gol, è anche ricordato per
la tripletta segnata agli inglesi con l'Under il 24 marzo 2007 alla riapertura
di Wembley. 123 PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica,
Cannavaro ha collezionato il 123° gettone azzurro. Gliene mancano soltanto tre
per raggiungere a quota 126 il recordman Paolo Maldini
(
da "Tempo, Il"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa
Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo. Noi lo
vogliamo, lo vogliono soprattutto i nostri giovani. Perché i giovani si sentono
farfalle, non calabroni. Dobbiamo evitare la disaffezione delle nuove
generazioni. Dobbiamo innanzitutto applicare la Costituzione,
dobbiamo rivitalizzarla, dobbiamo arricchirla. E ci metteremo tutto il nostro
impegno. Ci troviamo però in una curiosa situazione, ed a questo mi riferivo
quando parlavo delle contraddizioni della sinistra. Noi la riforma
istituzionale l'avevamo fatta e completata nel 2005, un lavoro a tutto campo
iniziato con la prima approvazione della Camera il 15 ottobre 2004 e terminato
il 16 novembre 2005 con definitiva promulgazione, in seconda lettura, da parte
del Senato. Quella riforma, giova ripeterlo, interveniva su una cinquantina di
articoli della Costituzione e comprendeva: la
devoluzione, un decentramento vero dei poteri dallo Stato alle Regioni e
l'istituzione del rango di Roma capitale: entrambe riforme che abbiamo già
ripreso e già sono state approvate dalla Camera ed ora aspettano il sì
definitivo del Senato; comprendeva la riduzione del numero dei deputati e la
competenza della Camera a legiferare solo sulle questioni attinenti allo Stato
centrale; prevedeva la riduzione del numero dei senatori e la trasformazione
del Senato in Senato federale, con competenze sulle materie in concorrenza tra
Stato e Regioni sancendo così la fine dell'attuale bicameralismo perfetto;
prevedeva il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, che sarebbe
diventato Primo Ministro, avrebbe avuto - tra l'altro - il potere di nomina e
revoca dei componenti del governo e il diritto di chiedere e ottenere lo
scioglimento della Camera; prevedeva infine l'introduzione della sfiducia costruttiva
e di norme anti-ribaltone, la riforma della Corte Costituzionale
e del Consiglio Superiore della Magistratura e più ampi e democratici poteri in
materia di referendum popolari. Tutto ciò lo facemmo in oltre un anno di
lavoro. Si trattava di riforme ispirate alle costituzioni di più antica
democrazia e di più collaudata efficienza, da quella inglese a quella tedesca.
Ma come si comportò allora la sinistra, quella sinistra che proprio oggi,
attraverso alcuni suoi esponenti di primo piano, plaude alla richiesta di
riforme? Rifiutò di contribuire a quella importante riforma, impedendo così di
raggiungere il consenso dei due terzi del Parlamento. E da lì a meno di un anno
indisse addirittura un referendum, che cancellò quelle fondamentali
innovazioni, dopo una campagna strumentale e manipolatoria con la quale ci si
accusò addirittura di attentato alla democrazia. Un comportamento
irresponsabile, di cui ancora oggi scontiamo le conseguenze in termini di
governabilità, di costi della politica, di distanza e di
disaffezione tra i cittadini e lo Stato. Non solo. All'atto dell'insediamento
di questo governo abbiamo riproposto l'offerta all'opposizione di un reciproco
rapporto costruttivo, di una legislatura costituente per ammodernare lo Stato e
ridurne i costi e le inefficienze. E l'abbiamo avanzata, quella offerta, nella
sede più propria: non nei talk show o con interviste estemporanee, ma in
Parlamento. L'abbiamo avanzata, aggiungo, accogliendo l'auspicio del capo dello
Stato, che era il nostro auspicio. Ci venne risposto di sì. Ma dopo pochi
giorni quel sì si trasformò in no. La conclamata buona volontà costituente
degenerò in una campagna di insulti e di ridicole accuse di regime nelle
piazze, sui giornali, in televisione. È evidente che riforme di questa portata
andrebbero fatte in due, maggioranza e opposizione. È ancora più evidente che,
dopo queste esperienze, c'è molto da dubitare sulla serietà della nostra
controparte. Nonostante questo, ci siamo impegnati a cambiare e a modernizzare
lo Stato. E lo stiamo facendo. Lo sta facendo la nostra maggioranza
parlamentare. Stiamo portando a compimento l'approvazione del federalismo; sul
quale parte dell'opposizione, in particolare il Pd, ha deciso di astenersi. Il
federalismo — anche qui sfatiamo un altro luogo comune — non è né un tributo
pagato alla Lega di Bossi né una mera ridistribuzione su base territoriali
delle risorse fiscali e delle spese. Il federalismo è qualcosa in cui insieme a
Bossi abbiamo creduto fin dall'inizio del nostro cammino comune, ed è profondamente
diverso da quel finto federalismo che la sinistra ha approvato in tutta fretta
nel 2001, allo scadere della sua legislatura, con appena quattro voti di
maggioranza. Un falso federalismo, quello, che ha aggravato e non risolto i
problemi, che allontana e non avvicina i cittadini alla cosa pubblica. No.
Nulla di tutto questo. Il nostro federalismo è una vera riforma di sistema che
non frammenta le competenze, che non si occupa dei poteri, ma distribuisce le
risorse e le imposte sul territorio sottoponendole al diretto controllo e alla
sovranità dei cittadini, quindi del popolo. È un federalismo che non dimentica
mai la solidarietà verso le aree ed i ceti più disagiati, verso il Sud, ponendo
così fine all'era dei finanziamenti a pioggia e degli sprechi inaugurando
invece l'era della responsabilità. Quando sarà a regime, il federalismo ci
porterà ad una riduzione delle spese inutili e quindi delle tasse,
razionalizzerà le risorse indirizzandole dove ce n'è veramente bisogno,
responsabilizzerà gli amministratori locali, restituirà sovranità ai cittadini
e al popolo. Al federalismo non può che fare da evidente ed indispensabile
contrappeso il rafforzamento dei poteri del governo centrale sulle materie di
sua competenza. Questa esigenza è già preesistente al federalismo: il Paese ha
bisogno di governabilità. La maggioranza ha finora governato in una situazione
economica mondiale tra le più difficili, difendendo i beni fondamentali della
società italiana: il lavoro, la famiglia, la casa, il risparmio, la coesione
sociale, la libertà d'impresa. Ma proprio in questi momenti l'esperienza ci
dimostra che nell'azione di governo il ruolo del premier resta fondamentale e
deve avere maggiori poteri rispetto a quelli attuali, di fatto inesistenti, che
la Costituzione gli assegna. Vedete, sui poteri del
presidente del Consiglio italiano si sono costruire molte favole. Eppure da noi
la realtà è che il Capo del governo non può nominare nè revocare i ministri
come i suoi colleghi europei, non ha gli stessi poteri che hanno i capi di
governo delle grandi democrazie, ma può soltanto redigere l'ordine del giorno
del Consiglio dei ministri ed esercitare un'azione di moral suasion. Scusate,
ma è importante chiarire questi punti e portarli alla conoscenza di tutti.
Anche dei giornalisti stranieri che in grande numero hanno chiesto di essere
accreditati al nostro congresso. Io non so fino a che punto conoscano tutte le
regole che limitano l'azione del premier italiano. Di certo sanno che nei loro
Paesi il capo del governo ha poteri veri. In Italia, invece, ha poteri finti.
La verità è che, così come è, lo Stato non funziona più. È lento e in costante
ritardo nel dare le risposte appropriate. Lo era in tempi di ordinaria
amministrazione; lo è drammaticamente oggi in situazioni di emergenza. Il
governo, però, non può assolutamente lasciarsi imbrigliare dai ritardi e dalle
inefficienze dello Stato. È dunque venuto il tempo di modernizzare la Costituzione nella sua seconda parte arricchendola, non
stravolgendola, per consentire al governo e al Parlamento di svolgere al meglio
ognuno la propria parte, ognuno nel proprio ruolo. Questa è la grande missione
della nostra maggioranza parlamentare. Già oggi, di fatto, nelle elezioni
Politiche gli elettori sono chiamati a votare un partito e ad indicare un Capo
del governo. Questa scelta che ha già profondamente modernizzato la nostra
democrazia, non viene più messa in discussione da alcuno, viene praticata dai
nostri avversari. I quali, anzi, quando il loro premier eletto è stato scalzato
da due capi del governo della stessa coalizione, ma non eletti dal popolo,
hanno pagato pesantemente in termini di governabilità e di credibilità. I loro
elettori si sono sentiti traditi, e non a torto. E non è più rinviabile anche
la riforma dei regolamenti parlamentari, i quali sono rimasti praticamente
immutati dall'epoca della prima repubblica, e non possono essere più strumento
di ritardi e pretesto e strumento di ostruzionismo. La riforma, è perfino
superfluo sottolinearlo, non andrà a ridurre o mortificare il Parlamento, ma
restituirà al Parlamento il suo giusto ruolo legislativo e la sua piena
dignità. Che è quella di valutare, discutere e votare i provvedimenti di legge
nei tempi imposti non dal governo, ma dall'urgenza delle circostanze. Anche
questo è un modo per restituire agli eletti dal popolo la credibilità e la
legittimazione agli occhi del popolo stesso. Non spetta al governo né tanto
meno al Presidente del Consiglio riformare i poteri del capo del governo. Io ho
espresso alcune considerazioni e indicato le vie più logiche e percorribili. Ma
la materia è di competenza del Parlamento. È la tipica materia sulla quale è
auspicabile, anzi necessario, il confronto — e se possibile il concorso —
dell'opposizione. Se questo concorso ci sarà, e sarà serio e non durerà lo
spazio di un mattino prima del ritorno alla piazza, sarò il primo a
rallegrarmene e darne atto ai leader della minoranza. Ma è evidente che nel
frattempo la maggioranza ed il Popolo della Libertà non possono sottrarsi dal
fare la loro parte, dal compiere il loro dovere di sciogliere questo nodo nelle
forme costituzionalmente previste, nell'offrire a voi ed a tutti gli italiani
la soluzione per un governo che governi ed un Parlamento che controlli. I
nostri capigruppo stanno da tempo lavorando ad una proposta di legge di
iniziativa parlamentare che riassumerà le soluzioni più efficaci; su di essa
chiederanno il consenso della maggioranza e si misureranno con l'opposizione.
Ma quando si parla di modernizzare lo Stato non possiamo tralasciare la Pubblica
Amministrazione. Che è poi quella parte di Stato con la quale tutti voi, ogni
cittadino, ogni impresa, si confronta ogni giorno. Ogni volta che vi presentate
ad uno sportello, ogni volta che siete chiamati a sbrigare una pratica, voi e
noi abbiamo di fronte la Pubblica Amministrazione. Abbiamo iniziato a renderla
più efficiente e trasparente. Abbiamo introdotto negli uffici pubblici i
criteri di merito e di responsabilità. Abbiamo affermato il metodo secondo il
quale la Pubblica Amministrazione non è più il giudice di se stesso, ma sono i
cittadini che giudicano la Pubblica Amministrazione ed il funzionario pubblico.
Da grande moloch autoreferente, da grande corporazione inefficiente, la nostra
Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando, velocizzando, sta cominciando a
ripulirsi di inefficienze ed anche di cattive abitudini. Cari amici, oggi si
conclude la lunghissima transizione italiana. Quella cominciata nel 1993, con
la fine della prima repubblica. Quando i giovani che per la prima volta quest'anno
andranno al voto, erano ancora all'asilo. Abbiamo lavorato, combattuto,
sofferto in questi anni per difendere la libertà, per non consegnare il Paese
alla sinistra, per dare voce all'Italia moderata, all'Italia seria, all'Italia
laboriosa. E abbiamo lavorato per costruire quello che oggi
si presenta agli italiani: questo nostro nuovo grande partito moderato,
liberale, nazionale, riformista, intorno al quale ruoterà la politica italiana dei prossimi decenni.
Quali sono allora le missioni del nostro nuovo partito del Popolo della Libertà
oltre quella di sostenere il governo e la sua maggioranza? La storia del
nostro Paese, che fra poco compie 150 anni, ha conosciuto delle stagioni
politiche di forte sviluppo nella democrazia e nella libertà. Penso ai Padri
fondatori, quelli che hanno costruito l'Italia unita e quelli che, dopo la
tragedia della guerra, l'hanno ricostruita. Il Popolo della Libertà guiderà la
terza ricostruzione, la ricostruzione di un Paese che supererà la crisi
economica e ne uscirà più forte di prima, ma che saprà anche por fine a una
fase di incertezza politica e ad un bipolarismo finora
solo abbozzato e che finalmente si compie. Un grande movimento come il nostro,
che nei sondaggi fatti ieri dopo il primo giorno di Congresso ha già superato
il consenso del 44% degli italiani e che si candida a raggiungere il 51%, non
può accontentarsi. Mai. Non ci accontentiamo dei grandi risultati ottenuti come
forza di governo, non ci accontentiamo di questi successi e di questo consenso,
sappiamo che ci sono ancora tanti altri italiani che possono unirsi a noi per
diventare con noi protagonisti del grande sogno e del grande progetto di fare
dell'Italia un Paese davvero moderno, davvero libero, davvero europeo. A loro,
oltre che ai tanti, tantissimi che ci hanno dato fiducia, ci rivolgeremo da
domani con l'entusiasmo e la passione di sempre. Non dobbiamo avere paura di
pensare in grande, ancora più in grande. Quello che abbiamo fondato oggi è un
grande partito per guidare l'Italia nel nuovo secolo, per rispondere alle nuove
e più complesse sfide del governo di una società complessa come la nostra.
Quello che abbiamo costruito durerà nel tempo e sopravviverà certamente ai suoi
fondatori. Non possiamo fermarci. Ci aspettano nuove sfide e nuove verifiche, alcune
quasi immediate. Le elezioni amministrative sono importanti: potranno cambiare
il volto e il colore politico di molte amministrazioni locali, ancor oggi in
mano alla sinistra. Ci serviranno per portare il buon governo dei nostri
amministratori nelle tante città, grandi e piccole, chiamate alle urne. Noi
vogliamo una democrazia che parta dal basso, che si fonda sul principio di
sussidiarietà, nella quale gli enti locali hanno un compito fondamentale. Noi
vorremmo che gli amministratori locali si sentissero partecipi, come noi, della
trasformazione del Paese. È questa la garanzia che offriranno i candidati del
popolo della Libertà alla guida delle nostre città e delle nostre province -
province che fino a quando esistono vanno governate nel migliore dei modi, con
efficienza e soprattutto profondo rispetto del denaro pubblico. Per questo i
nostri candidati saranno persone che vengono dalla trincea del lavoro, saranno
giovani, ci saranno molte donne. Saranno persone che hanno il nostro stesso
entusiasmo, i nostri stessi sogni, un grande sogno che vogliamo diventi realtà
in ciascuna delle nostre città. Ancora più importanti sono le elezioni europee.
Con le elezioni europee dobbiamo eleggere al Parlamento Europeo delle persone
preparate e motivate, delle persone che siano pronte ad impegnarsi ogni giorno
nei lavori dell'aula e delle commissioni, anche per difendere gli interessi del
nostro Paese. Puntiamo a diventare il primo partito del gruppo Popolare al
Parlamento Europeo. Possiamo riuscirci, per contare di più, perché la voce
dell'Italia sia più forte. Per questo non ho esitazioni a impegnarmi
direttamente, come credo un leader debba avere il coraggio di fare. Una
bandiera? Sì, una bandiera dietro la quale ogni vero leader chiama a raccolta
il suo popolo. Sarebbe bello che anche il leader dell'opposizione, se esistesse
un leader, facesse altrettanto. Un partito come il nostro non si può
accontentare dei successi ottenuti e non può guardare soltanto alle prossime
elezioni. Il Popolo della Libertà ha su di sé il peso della conduzione della
nazione: per questo dobbiamo pensare al futuro e alle prossime generazioni.
Pensare al futuro significa proiettare in avanti di 10-20 anni il nostro
orizzonte politico, con l'obiettivo di consegnare ai giovani di oggi un'Italia completamente
rinnovata. L'impresa del cambiamento non ci spaventa. Anzi, è la nostra vera
missione. Anche per questo siamo un partito diverso da tutti quelli del
passato. Non siamo il riflesso di un teorema ideologico, di un'utopia
visionaria, di una ragione astratta. Siamo piuttosto una felice espressione
della cultura del nostro tempo, della cultura del fare, una cultura che rifiuta
e rifugge da categorie ormai superate e privilegia invece i risultati e le
riforme concrete. Noi non dobbiamo dimenticare mai che tra i tanti nostri
meriti abbiamo quello di avere introdotto nella politica
la vera moralità, la moralità del fare. Dobbiamo esserne tutti consapevoli: che
un rappresentante delle istituzioni sia onesto, che non rubi, è davvero il
minimo. Ciò che bisogna pretendere è che chi è eletto onori il programma sul
quale ha avuto la fiducia dei cittadini, che mantenga gli impegni assunti con
gli elettori. Per noi il programma elettorale non è un pezzo di carta da
stracciare dopo le elezioni ma un patto vincolante, un impegno concreto con i
cittadini che è da onorare a tutti i costi. Queste dunque le missioni per il
futuro del nostro partito. Il Popolo della Libertà dovrà essere una fucina di
idee e di programmi per i nostri protagonisti, per il governo, per la nostra
maggioranza parlamentare. Un grande partito come quello a cui abbiamo dato vita
ha un bisogno assoluto del confronto delle idee, del dibattito politico, del
pluralismo culturale, dell'apporto delle diverse esperienze dei suoi componenti
e dell'apporto delle diverse sensibilità personali. Tutto questo - se non
diviene correntismo, se avviene in spirito unitario, leale, costruttivo - è il
lievito della democrazia e della forza dei movimenti politici che ambiscono non
solo a governare ma a rappresentare le speranze più profonde di un Paese.
Ringrazio perciò tutti i nostri amici che sono intervenuti nel corso di questi
tre giorni intensi di lavori, e che con i loro interventi - li ho ascoltati
tutti, di persona o alla TV - hanno dato vita ad un dibattito di alto profilo,
serio, responsabile, costruttivo che ha mostrato al Paese l'altissima qualità
della nostra classe dirigente. Vi sono grato per questo, e posso dirvi che
anche se per me è stata una conferma scontata, la prova è che il nostro è un
grande movimento, che nasce da una grande idea e che durerà nel tempo. Oggi voi
tutti siete protagonisti di una pagina della storia d'Italia. Ma il nostro
impegno, quello di chi ha partecipato a questi tre giorni di lavoro serrato,
quello di tutti i nostri militanti, del nostro Popolo, non finisce certo qui.
Avrete un'altra missione, non meno importante: dovrete impegnarvi nell'attività
missionaria, per far crescere i consensi e dovrete impegnarvi a fondo per
vincere le elezioni amministrative e per vincere le elezioni europee. E infine
dovrete impegnarvi sempre, ogni giorno, per radicare il nuovo partito nelle
vostre città e nei vostri Paesi, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, fra i
vostri amici e i vostri colleghi per diffondere la conoscenza dei nostri valori,
per far conoscere i risultati del nostro impegno e del nostro lavoro. Voi siete
i Missionari della Libertà! Ed io con voi. Abbiamo appena eletto l'Ufficio di
Presidenza che condividerà con me la responsabilità delle scelte e delle
decisioni. Mi piacerebbe avervi tutti qui sul palco insieme a me, i nostri
Ministri, i nostri Governatori, i Capigruppo alle Camere, il Vice Presidente
della Commissione europea, il Sindaco della Capitale, i nostri tre coordinatori
Nazionali. Insieme noi vi auguriamo ogni bene e vi facciamo queste promesse:
Usciremo dalla crisi, non lasceremo indietro nessuno, cambieremo l'Italia,
difenderemo la nostra democrazia e la nostra libertà. Noi siamo il partito
degli italiani, siamo il Popolo della Libertà. Viva l'Italia. Viva la libertà.
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Provinciali
sugli scudi: i "ramarri" battono l'Eurotezze dando spettacolo sul
campo allagato del Bottecchia E i liventini, vincendo a Belluno, restano soli
in vetta Tamai travolto dal Montebelluna, Sanvitese ancora pari Il Pordenone
spinge la Sacilese a più tre B femminile CAMPAGNA VINTL 1 0 GRAPHISTUDIO
CAMPAGNA Mareschi 6, Rossi 6, Colle 6.5, Coan 6, Vettoretti 6.5, Marcon 6,
Paoletti 6 (Blasina s.v.), Pizzin 6, Trifunjagic 6.5, Pulzato 6.5, Marchiò 6.5.
All. Cesarano. VINTL Krautgartler 6, Mittermair 6, Kofler 6, Steinhauser 6
(Untereggelsbacher 6), Ferrari 6, Grillo 6 (Ernandes 6.5),
Warger 6, Rizzato Ribeiro 6, Rigatti 6, Tonelli 6.5, Marcolin 6. All.
Genta-Ferrari. ARBITRO Savorgnani di Maniago, 5,5. MARCATRICE Al 45'
Trifunjagic. PASIANO FRANCIACORTA 4 1 PASIANO Fagotto 6, Marcuzzi 6,
Santonocito 6, Toppan 6 (Piccinin 6.5), Capalozza 6, Gobbo 6, Brendariol 6.5,
Fiore 6.5 (Giust 6), De Val 6.5, Piccolo 6 (Vazzoler 6), Sogaro 6.5. All.
Buset. FRANCIACORTA Belotti 5.5, Messali 6.5, Scalvini 6, Mazza 6, Sandrini 6
(Nonelli s.v.), Baroni 6, Germani 5.5 (Ugnolini), Gaggini 6, Colombi 5.5
(Agnesi 6), Chisini 6, Tavella 6. All. Manfredini. ARBITRO Sproprio (Pn) 6.
MARCATRICI Al 10' Sogaro, al 42' De Val, al 43' Brendariol; nella ripresa, al
2' Messali, al 40' Piccinin. Due vittorie che rischiano di lasciare il segno
nella stagione. La Sacilese espugna Belluno, il Pordenone stoppa l'Eurotezze. E
così i biancorossi rimangono soli al comando della classifica, con tre
lunghezze di vantaggio sui rivali nella corsa C2, mentre i neroverdi piombano a
un solo punto dal quinto posto. Sebbene con una partita in più del Chioggia,
ieri fermato dal maltempo a Quinto. Insomma, per le formazioni di De Agostini e
Pavanel, successi che profumano di svolta quelli di ieri. Quando mancano 6
giornate al termine del campionato. «Grazie Pordenone» è stato il leit motiv
del dopo gara liventino. De Agostini lo ha apertamente detto ai cronisti. E in
effetti l'impresa neroverde ha avuto il suo peso, in quanto ha permesso alla
Sacilese di scrollarsi di dosso l'Eurotezze. Ma se ciò è stato possibile, il
primo "grazie" va a un giocatore senza età: capitan Vecchiato. Il
36enne difensore biancorosso ha colpito in una città, Belluno, in cui già
l'anno scorso aveva messo a segno un'eclatante, considerato il ruolo in cui
gioca, doppietta. Stavolta è bastata una sola incornata a piegare una
formazione che non perdeva da quasi due mesi e dimostratasi rivale molto
determinata a dispetto della crisi societaria che l'ha travolta nei giorni
scorsi. «Che Pordenone!» è stata invece l'esclamazione più diffusa al
Bottecchia. Anche in questo caso, a ragione. La formazione di Pavanel ha
annichilito l'ex capolista molto più di quanto possa far pensare il risultato
(2-1) finale. Si era detto che il Pordenone pareva pronto a un big-match così
delicato e il campo, per quanto pesante, ha confermato il momento di grande
verve della formazione cittadina, dopo lo spettacolare pareggio nel derby e il
successo di Bolzano. In riva al Noncello le firme della vittoria sono state di
Trinchieri e Andreolla. Dolci acuti in una prova corale d'applausi. Se a
Domegliara, nonostante la sconfitta, il Tamai era uscito a testa alta, ieri col
Montebelluna la formazione di Birtig è incappata in un autentico e inaspettato
black-out (1-4), che pone forse la parola fine al sogno play-off e che induce a
parlare di crisi: non potrebbe essere altrimenti dopo aver raccolto due punti
nelle ultime 7 giornate. Continua, invece, la striscia positiva (5 turni) della
Sanvitese, tornata da Verona, sponda Vecomp, con un punto prezioso in chiave
salvezza, ma pure con il rammarico di essersi vista raggiungere nel finale. E
domenica sarà derby a Prodolone proprio contro il "raffreddato" Tamai
di questi tempi. Pierantonio Stella
(
da "Arena, L'"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì
30 Marzo 2009 SPORT Pagina 44 CICLISMO. TRE VITTORIE PER DISTACCO DEI VERONESI
TRA GLI UNDER 23, GLI JUNIORES E GLI ALLIEVI Un Mazzi da... Sanremo Penasa e
Capretti super Alessandro si impone a Sovizzo. L'Ausonia
brinda a Trento e il La Rizza T.K. fa festa a Rossano Alessandro Mazzi,
ventiduenne di Valeggio, cresciuto nel Pedale Scaligero, alla quarta stagione
da Under, ha vinto a Sovizzo la "Piccola Sanremo". Si aggiunge ad un
albo d'oro prestigioso (Marzio Bruseghin l'ha vinta nel 1996, Ivan Basso nel
1997), onorato dai veronesi Enzo Serpelloni (1981), Flavio Chesini (1984
e 1985), Tiberio Savoia (1988), Marco Toffali (1989), Davide Tortella (2006) e
Luca Zanderigo (2007). Mazzi è alla prima vittoria stagionale, nel suo primo
anno alla "corazzata" Zalf Fior. «Ho vinto per distacco - racconta -.
Sono partito in cima al Gran premio della montagna, sono andato forte in
discesa ed ho tenuto un buon ritmo in pianura. I miei compagni di squadra hanno
fatto un gran lavoro alle mie spalle. In salita ho dato tutto». Mazzi ha vinto
con 25" di vantaggio su Apollonio (Bellissima) e Zampedri (Breganze),
30" su De Negri (Neri), 36" sui compagni di squadra Tassinari e
Brambilla, 1'01" su Paterski (Marchiol) e Caruso (Mastromarco) a
conclusione di una gara disputata sempre sotto la pioggia. Su 179 partiti, solo
29 corridori hanno concluso la gara. «Quest'anno - riferrisce - non mi faccio
obiettivi particolari, vivo alla giornata, pensando solo a dare il massimo,
sperando di passare, a fine stagione, tra i professionisti. Alla Zalf mi trovo
decisamente meglio rispetto alla Palazzago, ho perso peso e sono migliorato
molto in salita. Ho cercato di allenare le mie caratteristiche, che sono quelle
di avere una buona sparata. Se arrivo allo sprint, lotto per un piazzamento». A
Sovizzo, la sparata di Mazzi ha fatto centro. Tra gli Under, 2° posto di Mirko
Tedeschi (Neri) a Trento. JUNIORES. Esulta l'Ausonia sul traguardo del Trofeo
Martiri Trentini: a Trento vince per distacco Pierre Paolo Penasa. A pochi
chilometri dall'arrivo, stacca di forza i suoi sette compagni d'avventura e
taglia il traguardo a braccia alzate. Il suo compagno di colori, Andrea
Toniatti chiude al 3° posto. ALLIEVI. Il La Rizza Thermo King si conferma, sin
dalla prima gara stagionale, come una delle squadre meglio attrezzate della
categoria. A Rossano Veneto, nel 54° Gp Cicli Mondial, Federico Capretti stacca
tutti a tre giri dalla fine, si fa in solitudine 30 km e vince con 38" di
vantaggio. Il suo compagno di squadra, Simone Carletto è 3° (a 38"),
mentre Francesco Castegnaro chiude al 6° posto a 1', preceduto al 5° da Simone
Oselin (Isolano Stella 81). Kevin Lucchese (Italo Pec)
è 7°. A Trento, l'Ausonia piazza Denis Barusolo al 2° posto e Stefano
Marchesini al 6°. Nella Varese-Angera, 8° posto di Giacomo Peroni (Off.
Alberti). RIUNIONE SOCIETA'. Domani sera, a Caselle, assemblea.
(
da "marketpress.info"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì
30 Marzo 2009 BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA Potenza,
30 marzo 2009 - Nellambito del Programma di
Cooperazione Interreg Sud-est Europa, che promuove progetti dellobiettivo
comunitario Cooperazione Territoriale, è stato finanziato il
progetto Gsr-model Responsabilità
sociale delle amministrazioni pubbliche. Un Approccio Innovativo per la Qualità
nelle operazioni e nei risultati di Governo. Il progetto, di durata
triennale, ha tra i suoi promotori il Dipartimento Attività Produttive,
Politiche dellImpresa e Innovazione
tecnologica della Regione Basilicata e si avvale di un ampio e qualificato
partenariato internazionale guidato dallHellenic Organisation for
Standardisation (Elot). Lobiettivo del progetto spiega il Dipartimento
regionale - è promuovere la qualità e leccellenza
delle organizzazioni pubbliche, migliorando in particolare lefficacia e
lefficienza dei servizi per il cittadino, attraverso un innovativo
sistema di standard e un modello operativo che trasferirà nel settore
pubblico il concetto di responsabilità
sociale, già noto nellambito delle imprese private.
Lassegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg Sud-est
Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di selezione che a
fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse. Liniziativa ha dichiarato lAssessore
Gennaro Straziuso - si inquadra nella più ampia strategia regionale di
rafforzamento dei rapporti di cooperazione con lEuropa, puntando su
innovazione, qualità e competitività del sistema Basilicata. . <<BACK
(
da "Giorno, Il (Milano)"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO
pag. 11 Beckham, un Diavolo per Capello Dopo il Milan,
anche in Nazionale (gettone delle 109 presenze) David si è reso utilissimo alla
causa Claudio Negri Milano IN PANCHINA per 45 minuti. Con Fabio Capello -
occhialuto sguardo di paguro - come vicino (o quasi) di natica. Poi il segnale
verde, gli applausi della gente. Tempo e spazio dilatato sul campo della
lussuosa amichevle vinta con un poker di reti dall'Inghilterra sulla
Slovacchia. David Beckham sorride: davvero questa è una stagione che gli gemma
nelle gambe e nel cuore. Si potrebbe parlare di rinascita, ormai senza troppa
enfasi perché i desideri non sono più un sogno. Dall'impiego dorato (ma
vagamente pensionistico) nei Los Angeles Galaxy al rendimento in crescendo nel
Milan. Tutto in pochi mesi, scrollandosi di dosso la glassa di
calciatore-figurina (o figurino). Adesso anche la nazionale, quell'Inghilterra
per la quale fieramente si combatte, se chiamati all'alto compito di
rappresentare quel grande universo che va dalle scogliere di Dover al Vallo di
Adriano. OLTRETUTTO Beckham, entrato nel secondo tempo rilevando Lennon, è
diventato il secondo calciatore inglese con più presenze in Nazionale: 109, una
in più del compianto Bobby Moore. Nel mirino ora ci sarebbe il portiere
Shilton, ma 125 gettoni sono tanti, anche per David
che ha comunque firmato l'assist-cross del 2-0 (e Rooney ringraziò quasi
commosso) muovendosi con leggerezza di fisico e a fronte alta. Un bel vedere
per tutti i milanisti - anche l'ormai esigua schiera di scettici - conquistati
da questo inglese serio e rispettabile nonostante l'apparato scenico-modaiolo
che lo accompagna nella sua vita pubblica. Il Milan, per Beckham, è stata una
scoperta umana che va ben al di là dell'affare in sè e per sè. Tornano alla
memoria le parole alate, più volte ribadite dallo Spice Boy, nei confronti del
Diavolo: «Davvero il Diavolo è una squadra speciale per tutti quelli che amano
il calcio. Uno non può capire bene fino a quando non si trova a vivere questa
realtà dal di dentro. E intendo una squadra speciale in tutto, dai giocatori
alla struttura, alla squisia qualità umana delle persone che vi lavorano. Credo
propriop che Milan sia una delle rarissimee squadre, con Real Madrid e
Manchester United, che possono convincere i giocatori a indossarne la maglia
per il loro blasone. I soldi passano in secondo piano. Anche per un discorso
più generale, legato a questi tempi di crisi senza fondo». L'INTENSO sabato dei
nazionali rossoneri è così riassunto dal sito internet del Diavolo.
Qualificazioni Mondiali 2010, Gruppo 8, Montenegro-Italia 0-2: Gianluca
Zambrotta (90 minuti), Andrea Pirlo (81 minuti e un gol. Amichevole
Inghilterra-Slovacchia 4-0: David Beckham (45 minuti). Qualificazioni Mondiali
2010, Gruppo 3, Slovenia-Repubblica Ceca 0-0: Marek Jankulovski: (90 minuti).
Qualificazioni Mondiali 2010, Gruppo 2, Moldova-Svizzera 0-2: Philippe Senderos
(90 minuti). Un bilancio largamente positivo.
(
da "Virgilio Notizie"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 30
mar. (Apcom-Nuova Europa) - Il governo del Kazakistan ha firmato oggi accordi
per finanziamenti totali da 520 milioni di dollari con l'Asian Development Bank
(Adb) e con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers)
destinati alla costruzione della tratta kazaka del corridoio Europa occidentale
- Cina occidentale, già soprannominato "nuova Via della Seta".
Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, a firmare il prestito
per Astana è stato il ministro delle Finanze Bolat Zhamishev. La Bers fornirà
un prestito da 340 milioni di dollari, l'Adb da 180 milioni. Il prestito Bers è
per 19 anni, quello Adb per 25 anni. Oltre a quelli Bers e Adb, sono previsti finanziamenti da parte della Islamic Development
Bank per 414 milioni di dollari e della Japan International Cooperation Agency
(Jica) per ulteriori 150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7
miliardi di dollari. Il tracciato della "nuova" Via della Seta
andrebbe in parte a sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta,
nello specifico quella settentrionale, che per 1.500 anni collegò l'Impero
cinese all'Occidente. La lunghezza del percorso dovrebbe superare gli 8.400 km.
Il Kazakistan appunta molte speranze all'apertura di questa cruciale via di
comunicazione. Secondo l'Adb, la sua apertura potrebbe far crescere il prodotto
interno lordo (Pil) del paese centro-asiatico del 68 per cento entro il 2020
rispetto alle previsioni che si fanno per il 2010. Gli altri paesi
centro-asiatici, sempre secondo la banca di sviluppo, aumenterebbero il loro
Pil del 43 per cento. La tratta kazaka sarà lunga 2.715 chilometri e andrà da
Khorgos, al confine con la Repubblica popolare cinese, al confine kazako-russo,
passando per Almaty e Shykmet.
(
da "Wall Street Italia"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Kazakistan/
Firmati accordi da 520 mln Usd per "nuova" Via Seta di Apcom Con la
Banca di sviluppo asiatico e la Bers -->Roma, 30 mar. (Apcom-Nuova Europa) -
Il governo del Kazakistan ha firmato oggi accordi per finanziamenti totali da
520 milioni di dollari con l'Asian Development Bank (Adb) e con la Banca
europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) destinati alla costruzione
della tratta kazaka del corridoio Europa occidentale - Cina occidentale, già
soprannominato "nuova Via della Seta". Secondo quanto riferisce
l'agenzia di stampa Interfax, a firmare il prestito per Astana è stato il
ministro delle Finanze Bolat Zhamishev. La Bers fornirà un prestito da 340
milioni di dollari, l'Adb da 180 milioni. Il prestito Bers è per 19 anni,
quello Adb per 25 anni. Oltre a quelli Bers e Adb, sono
previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni
di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori
150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il
tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a
sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta, nello
specifico quella settentrionale, che per 1.500 anni collegò l'Impero cinese
all'Occidente. La lunghezza del percorso dovrebbe superare gli 8.400 km. Il
Kazakistan appunta molte speranze all'apertura di questa cruciale via di
comunicazione. Secondo l'Adb, la sua apertura potrebbe far crescere il prodotto
interno lordo (Pil) del paese centro-asiatico del 68 per cento entro il 2020
rispetto alle previsioni che si fanno per il 2010. Gli altri paesi
centro-asiatici, sempre secondo la banca di sviluppo, aumenterebbero il loro
Pil del 43 per cento. La tratta kazaka sarà lunga 2.715 chilometri e andrà da
Khorgos, al confine con la Repubblica popolare cinese, al confine kazako-russo,
passando per Almaty e Shykmet.
(
da "Sicilia, La"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
seconda
categoria In pareggio il derby del Nisseno Real Niscemi incontenibile Procede
senza intoppi il cammino delle prime tre della classifica del torneo di Terza
categoria. Il risultato perfetto permette all'Airone Sommatino di avere la
meglio sulla Libertas Capra. Non perde il passo il Real Petilia Delia, che supera,
in trasferta, il difficilissimo scoglio rappresentato dalla Caterinese, mentre
soffre non poco il Vallelunga per sbarazzarsi del Milan Milena. Vince il Real
Morello Villarosa; primo poker stagionale per la Giovanni Paolo II San Cataldo,
che agguanta a centro classifica la Chiaramontana Mussomeli. AIRONE SOMMATINO 2
LIBERTAS CAPRA 0 Airone Sommatino: Puccio, Cammarata (85 'Ferrigno), Ciranni,
Cassaro, Cigna, Sciortino, Giannone (65' Lauria), Montebello (40' Mosca), Fonti
(86' Abissa), Cacciabaudo, D'Antona (73' Pulci). A disp. Burgio,Roccaro,
Abissa, Ferrigno, Mosca, Lauria, Pulci. Libertas Capra Santa Caterina: Amoroso,
Mangione (81' Rovelli), Di Maggio, Stella, Speranza
(70' Paraninfo), Baldi, Provenzano, Cannata (47' Callari), Leone, Petrantoni,
Giambra. A disp. Abate, Rovelli ,Callari, Paraninfo. Allenatore Mario Calogero Stella. Arbitro. Mulone di Caltanissetta. Reti: 33'
Cacciabaudo (AS), 80' Fonti (AS). VALLELUNGA 3 MILAN MILENA 2 VALLELUNGA:
Ognibene Michele; Garlisi, Casucci, Cammarata Loreto (80' De Angelis) , Di
Grande, Ognibene Andrea (76' Baudo), Grasso, Malta, Cammarata Benedetto (63'
Petrantoni), Ricotta, Migliore (76' Ognibene Giuseppe). All. Fina. MILAN
MILENA: Tona; Manta, Antinoro, Palumbo Giuseppe, Carlino (57' Palumbo
Leonardo), Vitellaro I, Vitello I Diego, Schillaci, Vitellaro II, Vitello II
(75' Pellitteri), Martorana. RETI: 60' Malta, 65' Martorana, 75' Casacci, 78'
Vitello II, 82' Ricotta. CATERINESE 1 REAL PETILIA 2 CATERINESE: Lazzara; Di
Martino, Di Natale, Barbera Fiorella, Noto, Polizzi Francesco, Capizzi,
Passaro, La Monica. A disp. Polizzi Davide I, Bruno, Lo Vetere, Polizzi Davide
II, Provenzano, Vullo. All. Di Francisca. REAL PETILIA: Sammartino; Drogo, Genova Giuseppe, Caramanna, La Rizza, Giordano, Alfano, Lodato,
Genova Antonino, Di Maria Piero, Strazzeri. A disp. Barone, Stagno, Rumeo
Fabrizio, Rumeo Salvatore, Barbera, Di Maria Giuseppe. All. Angelo Genova.
ARBITRO: Termine di Agrigento. RETI: 18' Capizzi, 32' Genova Antonino, 88'
Rumeo Salvatore. NOTE: Espulso al 48' Noto (C) per comportamento non
regolamentare. GIOVANNI PAOLO II 4 CHIARAMONTANA 0 GIOVANNI PAOLO II SAN
CATALDO: Prizzi; Culora, Dell'Aira, Caramia, Falzone; Ferrara (50' Naro
Giuseppe), Giammusso (60' Vizzini Giuseppe), Burcheri, Di Vita; Bellomo, Treville.
All. Angelo La Iacona. CHIARAMONTANA MUSSOMELI: Arganello; Lopez (49'
Costanzo), Alessi (75' Bonfante), Saia, Aratore; Arnone, Canalella Vincenzo,
Calà (63' Di Giuseppe), Messina; Lo Manto, Corbetto. All. Salvatore Canalella.
ARBITRO: Granata di Caltanissetta. RETI: 15' Dell'Aira, 58' Treville, 70'
Bellomo, 89' Culora. REAL MORELLO 2 SICILIANAMENTE 0 REAL MORELLO VILLAROSA:
Prestifilppo; Restivo, Fasciana (62' Buondì), Terrazzano, Rizzo,
Gruttadaura (67' Graziano), Macaluso, Rivituso Domenico, Pugliesi Giovanni (92'
Rivituso Salvatore), Cherico (80' Di Salvo), Puzzangara (67' Longi). All.
Gaetano Puglisi. SICILIANAMENTE MONTEDORO: Bufalino; Mangione, Tulumello
Salvatore, Saia, Talluto, Montagna Calogero, Montagna Riccardo, Salvo Nicolò,
Zaccaria, Tulumello Claudio, Falcone. All. Paruzzo. ARBITRO: Ottaviano di
Caltanissetta. RETI: 82' Buondì, 88' Terrazzano. BOMPENSIERE 1 ACC. MAZZARINESE
1 BOMPENSIERE: Lo Giudice; Schifanella Giuseppe, Schifanella Salvatore, Abbate,
Giglia, Ferlisi Tagliarini Cumia, Di liberto (85' Tona), Anelli Pippo, Di
Falco. All. Gustavo Anelli. ACCADEMIA MAZZARINESE: Bevilacqua; Lo Bartolo
Alessio, Martuffo, Pulici, Palermo, Toscano (74' Anzaldi), Gueli, Garziano,
Cardamone (75' Lo bartolo Giuseppe), Narduzzo, Meloni (69' Di Dio). All. Agnello.
ARBITRO: Cammarata di Caltanissetta. RETI: 36' Cardamone, 46' p.t. Anelli
Pippo. AURORA 3 ATL. VALLELUNGA 2 AURORA MUSSOMELI: Favata, Ricotta, Messina,
Francesco Prisco, Belfiore, Achille Prisco, Bella, Burrogano, Mario Sorce,
Misuraca, Carrubba. ATLETICO VALLELUNGA: Trabona Salvatore, Privitera, Gargano,
Riggi Calogero, Di Gangi, Cammarata, Gioia, Ognibene, Raimondi, Fiorella, la
Piana. RETI: 12' Burrogano; 23' e 47' Carrubba, 18' La Piana, 43' rig.
Fiorella. CLASSIFICA: Airone Sommatino 47 punti; Real Petilia Delia 45;
Vallelunga 43; Caterinese 37; Real Morello Villarosa* 36; Libertas Capra Santa
Caterina 33; Aurora Mussomeli, Chiaramontana Mussomeli, Giovanni Paolo II San
Cataldo e Sicilianamente Montedoro 28; Milan Milena 22; Bompensiere 20; Accademia
Mazzarinese 18; Atletico Vallelunga 17. PROSSIMO TUNO (05/04): Milan
Milena-Giovanni Paolo II San Cataldo; Chiaramontana Mussomeli-Airone Sommatino;
Libertas Capra Santa Caterina-Real Morello Villarosa; Sicilianamente
Montedoro-Caterinese; Real Petilia Delia-Aurora Mussomeli; Atletico
Vallelunga-Bompensiere; Accademia Mazzarinese-Vallelunga. *Un punto di
penalizzazione.
(
da "Gazzettino, Il
(OgniSport)" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
DRESSAGE.
Gran giornata ad Equipolis con due vittorie nelle Saint Georges di Riccardo
Sanavio con Uson Lunedì 30 Marzo 2009, Gran giornata malgrado la pioggia per il
dressage che si è visto ad Equipolis di Fossalta di Portogruaro, il centro
gestito da Luigino Favaro, rappresentante nazionale dei tecnici. Alle gare
seniores hanno fatto seguito quelle del circuito giovanile. I risultati: SAINT
GEORGES - 1. Uson Van Essene (Sanavio Riccardo), 2. Pour Moi V (Montanari
Claudia), 3. Reinard (Cola Elena). M100 - 1. Quite for pleasure (Paoli Norma),
2. Welfenadel (Paoli Norma), 3. Capriccio Ravissant (Ruggieri Alessia). F100 -
1. Dancing Queen (Crawshaw helen), 2. Dumbledore (Ecchia Francesca), 3. Sammy
(Spada Martina). E200 - 1. Real Nice Boy (Fabris Irene), 2. Okidoki (L'Abbate
Giulia), 3. Domino (Luccheschi Carlo). E100 - 1. Speedy (Davalli Matilde), 2.
Macao (Perluca Vanessa), 3. Magic Kolz (Civiero Chiara). E80 - 1. Elca (Berni
Lucia), 2. Speedy (Davalli Matilde), 3. Domino (Lucheschi Carlo). SAINT GEORGES
- CIRCUITO GIOVANILE - 1. Uson Van Essene (Sanavio Riccardo), 2. Reinard (Cola
Elena), 3. Chiver (Ruzittu Antonio). M100 - GIOV. - 1. Welfenadel (Paoli
Norma), 2. Quite for pleasure (Paoli Norma), 3. Capriccio Ravissant (Ruggeri
Alessia). F200 - GIOV.- 1. Dancing Queen (Crawshaw Helen), 2. Humbledore
(Ecchia Francesca), 3. Sammy (Spada Martina). E210 - GIOV. - 1. Okidoki
(L'Abbate Giulia), 2. King Lorenz (Assirelli Sabrina), 3. Cirsio (Brambilla
Claudia). E100 - GIOV. - 1. Manioc Du Wal (Moretti Anna), 2. Fleurhoeve's Replay
(Eulisse Alice), 3. Macao (Ferluga Vanessa). Salto al Cristallo Giornata di
concorso al Cristallo di Casale: C115 - 1. Anika (Piccin Claudio), 2. Lady B
(Galante Veronica), 3. Alkimissa (Barich Carolina). C120 - 1. Donazza (Piccin
Luca), 2. Edmine (Coana Marco), 3. Marlon Sauro (Corò Alessia). B110 - 1.
Amadus (Brotto Marco), 2. Nymphe Des Bles (De Biasi Giorgia), 3. Cancaneve
(Fadel Mattia). E100 - 1. Celina (Pegoraro Vittoria), 2. Caught Again (Mason
Giorgia), 3. Camillus (Randi Lorenzo). E110 - 1. Luchy Junior (De Pieri
Giovanna), 2. Caught Again (Mason Giorgia), 3. Ambiorix (Lombardi Rebecca).
BP60 - Primi ex aequo - Serra Letizia, Bruson Erik, Garbelotto Sara, Stiz
Davide, Stiz Marco. B80 - Primi ex aequo - Serra Letizia, Bruson Erik, Colò
Chiara, Popp Stella Giulia, Barchet Rossella, Segatto
Laura, Candeo Mariapaola, Anfodillo Chiara, Stefani Federico, Cellegari
Michael, Lipomani Elena, Montin Luisella, Eulisse Alice, Barilani Isabel, Berti
Giulia, Mercante Vittoria, Mazzucco Ludovica, Tono Letizia, Tono Tommaso,
Anfodillo Nina, De Pellegrini Savi Filippo, Schiavon Lena, Bortolan Veronica.
B110 - Primi ex aequo - Novelli Alice, Favaro Maria Vittoria, Gazzola Cristina,
Bortolato Chiara, Pezzato Matilde. C125 - 1. Marlon Sauro (Corò Alessia), 2.
Bonazza (Piccin Luca), 3. Edmine (Coana Marco). C115 - 1. Anika (Piccin
Claudio), 2. Fulmine Bianco (Fabris Nicola), 3. Rio Blu (Marchetto Sara). C120
- 1. Romi (Dalla Rizza Chiara), 2. Quand Il Veut (Celadon
Bianca), 3. Ramona (Coana Marco). BP60 - 1. Cappuccino (Serra Letizia), 2.
For-Ever (Bruson Erik). B80 - Primi ex aequo - Bruson Erik, Callegaro Maurizio,
Segatto Laura, Vianello Sara, Candeo Mariapaola, Anfodillo Chiara, Ravaglia
Roberto, Callegari Michael, Montin Luisella, Berti Giulia, Mercante
Vittoria, Anfodillo Nina, De Pellegrin Savi Filippo, Lefons Giulian, Linguanti
Riccardo, Stefani Pietro Luigi, Lefons Giulian, Fecchio Alessandra, Tonon
Gabriele, Baruffaldi Chiara. B100 - Primi ex aequo - Randi Lorenzo, Berti
Silvia, Alpago Maria Cristina, Segatto Anna, Carrara Stefania, Bergantin
Lorenza, Olivi Irene, Lanzi Simone, Codemo Claudia, Vriz Giulia, Bergamini
Serena, Biondo Ledinardo Antonio, Casal Rosanna, Zara Vanessa, Bortolato
Chiara, Dall'Occhio Enrica, Galati Eleonora, Gori Giada. B110 - Camillus (Randi
Lorenzi), Faradux (Amistani Pier Alvise), Glenn Fittich (Zambon Miranda), Baly
(Biondo Leonardo Antonio), Nicoletto Del Mugnan (Fabris Veronica), Monarch
(Vesco Luigi), Nymphe Des Bles (De Biasi Giorgia), Mister (Bosio Irene),
Simpatico A.M. (Veronese Anna), Uraldine (Voltolina Barbara), Caliban (Novelli
Alice).
(
da "Foglio, Il"
del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
31 marzo
2009 Ci scusiamo per la lunghezza della lista, d'altronde gravemente
incompleta. Ma vorremmo avvisare Beppe Severgnini e William Shakespeare, Marco
Travaglio e Oscar Wilde, Water Veltroni e Jonathan Swift, Publio Virgilio
Marone con Federico Tozzi, Rizzo
& Stella, Sella &
Mosca, Sofocle, Voltaire, Ivan Turgenev, Alessandro Baricco, Aristofane e il
suo erede, Andrea Camilleri, Michail Bulgakov e la sua erede, Isabella Bossi
Fedrigotti, Aristotele e le sue prolunghe, vale a dire Emanuele Severino con
Vittorino Andreoli, ma altresì vorremmo avvisare Fedor Dostoevskij,
Giovanni Floris figlio, Alexandre Dumas padre, Miguel de Cervantes col di lui
nipote, Biagi, e Erasmo da Rotterdam, e Foscolo, e Flaubert, e Baudelaire, e
Leopardi ah, e sopra tutti, prima ancora di Immanuel Kant, Peter Gomez e
Saverio Lodato, vorremmo insomma, per loro tramite, avvisare tutti i massimi
autori della Rizzoli Libri di non farla tanto grossa
che tra sei mesi intanto torna De Bortoli. di Andrea Marcenaro
(
da "Gazzetta di
Mantova, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Provincia,
stop alle maxicommissioni Nuove regole per impedire il lievitare di dimensioni
e costi Non si potranno più formare gruppi con un solo consigliere Niente
maxicommissioni da 19 membri in Provincia. La commissione Statuto e regolamenti
ha approvato ieri pomeriggio (era la seconda seduta sull'argomento) la modifica
degli articoli che regolano la formazione dei gruppi in consiglio provinciale e
la composizione delle commissioni. La novità fondamentale: il consigliere che
abbandona il gruppo di appartenenza non potrà più fare gruppo a sé, come
avvenuto in varie occasioni nel corso del mandato. Un provvedimento che renderà
più difficile gonfiare le dimensioni delle commissioni. «Il numero minimo per
formare un gruppo sarà di due consiglieri - spiega il presidente della
commissione, Nanni Rossi - se nel corso del mandato un consigliere lascerà da
solo il gruppo di appartenenza dovrà entrare nel gruppo misto». Questa regola
non vale per i monogruppi formati per effetto dei risultati elettorali. Il
proliferare di monogruppi e il loro diritto di far parte di tutte le
commissioni ha portato questi ultimi organismi ad assumere dimensioni notevoli.
Oggi sono di 15 membri, la metà dei componenti il consiglio provinciale. La
recente scissione all'interno del gruppo leghista avrebbe comportato un
ulteriore incremento dei componenti: per rispettare le proporzioni tra
maggioranza e opposizione si sarebbe dovuto passare a commissioni
di 19 membri (il gettone di presenza è di 90 euro lordi per commissione). «La nuova regola - spiega
Rossi - non avrà valore retroattivo. Tuttavia le commissioni non passeranno a
19 membri perché Roberto Lamagni (il fuoriuscito dal gruppo lumbard), Massimo
Fainozzi (Rosa bianca) e Marco Zampriolo (Udc) hanno deciso di restare nelle
sole comissioni di cui fanno già parte. Anzi, i numeri sono destinati a
diminuire quando Fi, An e Ppe (Sodano) formeranno il gruppo unico della Pdl».
Nel corso della prima riunione della Statuto (il 23 marzo) i più accaniti
sostenitori della necessità di modificare il regolamento subito erano stati
Rossi, Fava, Zuin, Zangobbi, Sodano, Pradella e Mazzocchi e Bernardelli. Per
rinviare la questione al prossimo mandato si erano espressi Fadda, Tinazzi,
Zampriolo, Lamagni. (nc)
(
da "Giornale di Brescia"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Edizione:
31/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE ALL'ASILO L'energia
prodotta e mai pagata nSono il presidente della scuola materna G. Tacconi di
Villa Pedergnano di Erbusco e le avevo già scritto circa un'anno fa per un
problema ancora purtroppo irrisolto. Circa sei anni fa decidemmo, primo asilo
in provincia, di installare un impianto a pannelli solari fotovoltaici, per la
produzione di energia elettrica. Questo bando prevedeva il finanziamento da
parte della Provincia per un 70% e l'Enel avrebbe provveduto a scalare
l'energia prodotta da quella consumata. Rispetto ai nuovi contratti che
prevedono un dare/avere, in questo caso le bollette di energia utilizzata sono
state pagate regolarmente, non potendo permetterci un distacco per sospensione
dei pagamenti. A suo tempo dopo la prima lettera qui pubblicata, uscirono
subito per fare la lettura dell'energia prodotta ed all'ufficio Enel di Brescia
mi dissero che per questo tipo di contratto avrebbero provveduto a fare un
conteggio che non era automatico, ma manuale, ed avrebbero provveduto entro breve
al saldo. A tutt'oggi l'Enel deve ancora pagare sei anni di energia prodotta e
sinceramente non so più a chi rivolgermi. Spero in una lettura da parte loro ma
soprattutto ad una pronta risoluzione del problema. Diego Vezzoli Presidente
Asilo Infantile G. G. Tacconi Villa Pedergnano - Erbusco AMMINISTRAZIONI L'uso
dei soldi derivanti dalle multe nAutovelox, divieto di sosta... quanto
incassano i Comuni con le multe? La sensazione è che con queste entrate si
facciano bilanci preventivi e si coprano eccessi di spesa e sprechi nella
Pubblica amministrazione. Non dovrebbe esserci conflitto di interesse fra chi
commina la sanzione e chi la incassa. Quando l'azienda sanziona un dipendente
con una multa disciplinare, l'importo trattenuto viene riversato all'Inps, in
questo modo il datore di lavoro non è ne incentivato ne disincentivato ad
applicarla. Perché non dare in beneficenza le multe raccolte? Ci sono centinaia
di Onlus che userebbero meglio questi soldi. Le sanzioni tornerebbero ad avere
uno spirito più educativo e il cittadino pagherebbe meno contro voglia.
Vittorio Vacchelli Brescia GARANTE Battaglia contro telefonate di disturbo
nRispondiamo al lettore (Giornale di Brescia, 29 marzo) che si è lamentato
giustamente del disturbo arrecatogli da un gestore telefonico che lo ha
contattato con insistenza per sottoporgli offerte commerciali. Il lettore si
domandava che cosa avesse fatto il Garante per la privacy contro questo
fenomeno. È bene ricordare allora che contro il marketing selvaggio e le
telefonate di disturbo, invasive e irrispettose della quiete altrui, il Garante
combatte da tempo una battaglia senza quartiere. Ha già più volte applicato
sanzioni, effettuato ispezioni in tutta Italia e, nei casi più gravi, bloccato
l'uso delle banche dati per stroncare il fenomeno. Tuttavia, di recente il
Parlamento ha introdotto una norma che consente di utilizzare fino alla fine
del 2009 le banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici formati
prima dell'1 agosto 2005. Nonostante questa deroga che ha in parte vanificato
il lavoro svolto finora, il Garante non ha però abbassato la guardia. Poche
settimane fa ha infatti adottato un provvedimento per chiarire bene i limiti
entro i quali dovranno comunque muoversi le società nell'usare i dati degli
abbonati. E ha previsto, per chi effettuerà marketing senza rispettare le
regole, multe che possono arrivare fino a 300.000 euro. Se il lettore vorrà
farci avere maggiori dettagli all'indirizzo di posta elettronica
garante@garanteprivacy.it, l'Autorità avvierà un'istruttoria sul caso. Ufficio
stampa del Garante per la protezione dei dati personali Roma AIUTI Il
fallimento della Social Card per i bisognosi nVorrei fare alcune considerazioni
in relazione agli esiti del provvedimento, noto come «Social Card», che il Governo
ha posto in essere allo scopo di fornire un aiuto alle persone economicamente
in difficoltà. Si è dimostrata ampiamente ed indiscutibilmente una macchinosità
eccessiva delle modalità di accesso e di utilizzo di questo strumento, che, per
queste ragioni e per quanto riferirò in seguito, è parso in effetti più un
operazione per ottenere grancassa mediatica per il Governo, piuttosto che uno
strumento di sostegno effettivo per chi si trova in condizioni economiche
disagiate. A riprova di quanto sopra, merita di essere segnalato uno studio
realizzato dall'Associazione nazionale operatori sociali e socio-sanitari (e
quindi non un partito politico che potrebbe essere tacciato di parzialità),
studio che analizza tale provvedimento, facendo riferimento alle carte attivate
al 15 gennaio scorso. In questo studio si evidenziano dati che dimostrano il
vero e proprio fallimento di questa operazione. Innanzitutto il costo della
sola organizzazione per mettere in atto l'iniziativa: si stimano più di 25
milioni di euro di costi amministrativi per la produzione, l'invio e la
ricarica delle tessere, costi non una tantum, ma per la maggior parte annuali,
se la cosa dovesse essere ripetuta negli anni futuri; si tratta del 4% dello stanziamento dei fondi a disposizione, contro l'1,5%
preventivato dal Governo. L'entità delle carte emesse è decisamente inferiore
alle previsioni: 424.000, contro 1.300.000 famiglie calcolate dal Governo,
evidentemente la maggior parte degli aventi diritto ha rinunciato o è stata
esclusa a causa di criteri farraginosi, inoltre risultano 9 mila
richiedenti che non hanno avuto risposta positiva solo per incompletezza dei
dati. L'Istat dichiara che in Italia vi sono italiani in stato di indigenza
pari al 13% della popolazione, mentre solo lo 0,7% ha potuto beneficiare della
card. Ed ancora, si sono riscontrate ulteriori difficoltà di utilizzo
soprattutto al Sud, dove è decisamente ridotto il numero degli esercizi
commerciali dotati di apparecchi Pos in grado di «accettare» il pagamento per
mezzo della card; e, last but not least, la beffa subita da chi ha ricevuto
card prive di carica, e che quindi, recandosi al supermercato, al momento di
pagare si è sentito rispondere che la card non aveva «copertura». In effetti,
pare che l'Inps disponga la carica della famigerata card solo diversi giorni
dopo che viene recapitata al destinatario, e quindi può succedere
frequentemente che le card appena recapitate in realtà siano ancora
inutilizzabili. Questa triste storia, che nel complesso ha prodotto non l'aiuto
ma l'umiliazione per molte persone economicamente deboli, ci dice che per
fornire un sostegno a chi si trova in stato di indigenza era sufficiente e più
semplice uno sgravio o un bonus fiscale su stipendi o pensioni o assegni
familiari. Si è optato invece per un'iniziativa che in definitiva ha raggiunto
due risultati: il primo, l'aver soddisfatto l'obiettivo del Governo di
dimostrare un'attenzione ai problemi sociali, attenzione buona solo per far
parlare i mass media, non per affrontare seriamente queste tematiche; il
secondo, l'essersi fatto beffe di chi, avendo bisogno, aveva forse sperato che
questa social card fosse d'aiuto. Se fossi nei panni di coloro che hanno ideato
e sostenuto questo provvedimento proverei un po' di vergogna, per il solo fatto
di aver fatto perdere tempo e pazienza e fiducia nelle istituzioni a persone
deboli e indigenti, che sicuramente non meritavano di essere fra i protagonisti
involontari di questa vicenda indecorosa. Alessandro Chiarini Castegnato A
BRIONE Tra paura e perché di quel rogo nLe scriviamo questa lettera
innanzitutto per ringraziare il personale dei Vigili del fuoco di Brescia che,
nella notte del 4 marzo 2009, ha lavorato incessantemente per molte ore per
spegnere l'incendio doloso appiccato nella nostra proprietà in località Ronchi
di Brione (Bs). Sono davvero da apprezzare persone che svolgono un lavoro come
questo, con passione e impegno, rischiando anche la propria incolumità. Non
sappiamo chi può averci voluto così male da farci un tale dispetto, che ha
portato in cenere più di 200 quintali di legna, frutto di tanto lavoro; per
nostra fortuna quella notte pioveva, altrimenti il fuoco si sarebbe potuto
diramare anche verso la casa o bruciare ettari di bosco. Vorremmo però dire a
chi ha compiuto questo gesto, di pensare bene ai danni che ha causato e a
quelli ben più gravi che si sarebbero potuti verificare; il lavoro delle
persone va rispettato e non buttato in fumo per semplici «bravate»! La paura di
quella notte è stata tanta, ma soprattutto ancora adesso ci chiediamo il
perché. Sandra Botti Giambattista Peli Gussago VALTROMPIA Autostrada,
discussione di merito nMi dispiace di avere causato il disappunto del dottor
Corli e lo ringrazio per il suo cortese invito. Sono più che disponibile ad un
incontro, se però sarà possibile una discussione di merito, sulla base dei
fatti e di un confronto rispettoso delle opinioni di tutti. Anzi, questa è una
cosa che chiedo da anni e che gli ambientalisti e i comitati hanno proposto
costantemente trovandosi di fronte a un muro di ostilità e di indisponibilità a
considerare delle alternative possibili, efficaci e molto meno costose. Come se
l'autostrada fosse un mito, la soluzione a tutti i problemi. Mi permetto anche
di contraddire il sindaco. Da Bruxelles si vede benissimo cosa succede nella
nostra provincia anche perché ci vengo spesso. E io sono arciconvinta che la
battaglia di legalità che stiamo facendo non sia per niente un ostacolo messo
per gusto del cavillo alla costruzione di un'opera indispensabile, ma la
salvaguardia doverosa per chiunque sia eletto dell'interesse e delle risorse
pubbliche che possono e devono essere ben spese. Signor sindaco fissiamo dunque
un incontro. Sarà finalmente una discussione aperta sui pro e contro e sulle
alternative possibili. Monica Frassoni Bruxelles ASSOCIAZIONE «Per non essere
più soli» con Parkinson nLa parola chiave dell'Associazione Parkinson di
Brescia è da sempre «... per non essere più soli», per essere cioè accompagnati
in un percorso che la malattia rende arduo per i suoi disagi quotidiani e per
le malinconie sempre incombenti di fronte alle difficoltà oggettive che rendono
vulnerabili nella propria autonomia e minane la forza di volontà. Saper reagire
con determinazione e spirito combattivo è fondamentale per riuscire ad
affrontare con maggiore serenità e consapevolezza una malattia che oggi,
fortunatamente, la terapia farmacologica a disposizione del malato, associata
ad un'appropriata fisioterapia riabilitativa, riesce a contrastare con
efficacia per molti anni. E proprio in tema di riabilitazione motoria noi
associati che ne beneficiamo in prima persona desideriamo esprimere un grazie
caloroso al prof. Giancarlo Mastromatteo che, con esemplare generosità e
riconosciuta professionalità, si prodiga da tempo a favore del nostro gruppo
attuando un efficace programma basato su modalità riabilitative per il
miglioramento della coordinazione dei movimenti e della respirazione nei vari
passaggi posturali, programma che si conferma di fondamentale importanza per il
mantenimento di una soddisfacente autonomia. Determinato ma allo stesso tempo
comprensivo, dotato di sensibilità e di garbata ironia, il prof. Mastromatteo
ha saputo creare all'interno del gruppo un clima di serena collaborazione che
ci consente di superare agevolmente incertezze e pause nell'esecuzione degli
esercizi fisici, in un confronto positivo con «allievi» affiatati e motivati
dalla comprovata consapevolezza dei concreti benefici psicofisici derivanti da
questo valido approccio terapeutico. Il volontariato è il cuore dell'associazionismo
ed ogni contributo concreto e generoso da linfa vitale alle attività
dell'Associazione Parkinson di Brescia le cui finalità sociali prevedono
assistenza socio-sanitaria, assistenziale e socializzante per il miglioramento
della qualità della vita dei malati. Il nostro è solo un semplice grazie,
scaturito però dal profondo del cuore e - ne siamo certi - il prof.
Mastromatteo saprà unire all'espressione dei nostri sentimenti di gratitudine
l'intima personale soddisfazione di compiere un'utile opera nei confronti del
prossimo. Claudio, Gianbattista, Guido, Luciano, Maria e Silvana Associazione
Parkinson Brescia
(
da "Centro, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Francavilla.
UaS e i costi della politica «Stipendio ai consiglieri
Un'idea di Baldassarre» FRANCAVILLA. Uniti a Sinistra critica gli atteggiamenti
«incongruenti» del consigliere di minoranza Valerio Baldassarre (Popolari per
Francavilla) in merito alla sua recente proposta di ridurre i costi della politica tagliando le indennità ai consiglieri comunali. «Se
è vero che Francavilla al Mare sta diventando un paradosso dal punto vista
politico», commenta Moreno Bernini per UaS, «è tuttavia corretto e necessario ricordare atteggiamenti e prese di posizione dei nostri
rappresentanti politici in consiglio comunale. Così, leggere sulla stampa che
il consigliere Valerio Baldassarre si fa paladino della battaglia per la
riduzione dello stipendio dei politici è quantomeno stupefacente. Occorre
ricordare che il Baldassarre è stato il proponente e primo firmatario della
richiesta di istituzione dello "stipendio" ai consiglieri nel
2003 in luogo del gettone di presenza», puntualizza
Bernini. L'iniziativa all'epoca trovò il consenso quasi unanime dei consiglieri
comunali dell'epoca, sia di minoranza che di opposizione, con l'unica eccezione
di uno degli esponenti del Ds, Licio Catena, e dell'allora sindaco Roberto
Angelucci. «Quella proposta, poi approvata, ha fatto erogare dalle casse
comunali per anni decine di migliaia di euro a favore dei consiglieri», ricorda
ancora Bernini. «Crediamo che tutti possano cambiare idea. Ma in questo caso è
giusto che ognuno, soprattutto se amministratore pubblico, si assuma le
responsabilità di quanto detto e quanto fatto nell'espletamento del proprio
mandato. Che farà ora il Baldassarre», chiede concludendo l'esponente di Uniti
a Sinistra, «riverserà nelle casse comunali di Francavilla quanto percepito
quale consigliere in questi anni?». (g.g.)
(
da "Secolo XIX, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Affidato
il progettodi videosorveglianza costerà 18 mila euro FINALE. Sono stati
affidati dalla giunta alla ditta Elettronica Errebi di Massareno, in provincia
di Biella, i lavori di progettazione, installazione e manutenzione dell'impianto di videosorveglianza che sarà attivato sul
lungomare Migliorini. Tre telecamere ad alta definizione terranno costantemente
sorvegliato il lungomare. Il costo dell'intervento è di 18 mila 446 euro,
finanziato con parte dei proventi delle infrazioni al codice della strada,
messi a disposizione dell'amministrazione dal comando di polizia municipale che
ha deciso di incrementare il sistema di videosorveglianza già
programmato a Finalmarina. Sarà lo stesso comando di polizia municipale a
gestire le telecamere sul lungomare e quindi, in caso di atti vandalici o
problemi di ordine pubblico, a "sbobinare" le registrazioni, preziose
per eventuali indagini che si dovessero condurre. Così, finalmente, dopo una
decina di anni in cui si sono fatti diversi tentativi per dotare la città delle
telecamere, le categorie economiche cittadine e in particolare i commercianti
che chiedevano a gran voce l'installazione della videosorveglianza a
prevenzione di furti e atti vandalici, potranno veder attivato entro l'estate
buona parte dell'impianto. Insieme con le telecamere sul lungomare saranno
attivate a breve anche le quattro previste nel sottopasso pedonale che collega
via Ghiglieri a via Brunenghi, e attualmente in fase di ristrutturazione. Tre
sono previste sulla facciata di palazzo Ghiglieri, all'incrocio con via Torino
e due sullo spigolo opposto dello stesso stabile per controllare via Pertica,
via De Raymondi. «Ottantamila euro è il costo complessivo per la
riqualificazione del sottopasso e l'installazione delle telecamere - ha
dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici Massimo Gualberti - indispensabili
per prevenire gli atti vandalici che ripetutamente si erano registrati nel
sottopasso, dove sono in corso i lavori che lo vedranno rimesso a nuovo». S. A.
31/03/2009 Sarà finanziato con parte dei proventi delle multe per infrazioni al
codice della strada. Già scelte le collocazioni delle camere 31/03/2009
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2
- Pordenone Il "Paperone" è Giannelli Cabibbo, in coda, giustifica i
1.186 euro di imponibile REDDITI Resi noti i dati dei consiglieri comunali di
Pordenone Il sindaco è secondo, tra gli assessori è prima la Mio Il primo 287
MILA E' la soglia in euro superata dal "vincitore" di STEFANO POLZOT
Francesco Giannelli superstar. L'architetto pordenonese, presidente del Gruppo
della libertà, sbaraglia i concorrenti nella classifica dei redditi: primo in
assoluto con 287 mila 21 euro di imponibile, 123 mila in più del secondo
arrivato, il sindaco, Sergio Bolzonello. In coda un altro esponente del
centro-destra, l'avvocato Andrea Cabibbo (Fi) che ha dichiarato mille 186 euro.
La classifica emerge dalle dichiarazioni dei redditi, presentate nel 2008 e
riferite al periodo d'imposta 2007, che gli amministratori comunali, per
obbligo di legge, hanno depositato ai Comuni in ossequio alla norma sulla
trasparenza della condizione reddituale e patrimoniale degli esponenti
politici. Al primo posto, come accennato, il presidente del Gruppo della
libertà, Francesco Giannelli: la professione di architetto gli ha reso 287 mila
21 euro, quasi il triplo rispetto all'anno precedente. Un introito che fa
"mangiare la polvere" a tutti gli altri, a partire dal sindaco di
Pordenone, Sergio Bolzonello, di professione ragioniere commercialista, che si
è dovuto "accontentare" di 164 mila 256 euro, circa 10 mila in meno
nel confronto con il 2006. Al terzo posto della graduatoria il presidente del
consiglio comunale, Vincenzo Romor, che unisce all'indennità di carica il più
corposo compenso di medico di base: 131 mila 325 gli euro dichiarati, quasi 40
mila in più del 2006 quando, però, non guidava l'assemblea municipale. Il primo
assessore della giunta Bolzonello è al quarto posto: si tratta della titolare
del referato al Bilancio, Chiara Mio, docente all'università di Venezia e
consulente, che ha dichiarato 121 mila 479 euro di imponibile, contro i 98 mila
495 dell'anno prima. Quinto posto per un altro esponente della maggioranza,
ovvero il consigliere Nisco Bernardi, avvocato, per il quale il 2007 è stato un
anno d'oro: 117 mila 392 gli euro dichiarati, più del doppio rispetto al 2006.
Dai vertici agli ultimi posti della graduatoria. Se il precedente rapporto
evidenziava tre consiglieri con reddito zero (Raffaella Powell, Alessandro
Corazza e Andrea Cabibbo) nel 2007 le cose sono andate diversamente anche se i
valori sono tutt'altro che elevati. Ultimo posto per Cabibbo, appartenente a
Forza Italia, che ha dichiarato mille 186 euro di imponibile. «In realtà -
commenta il giovane avvocato - i miei compensi professionali ammontano a 13
mila 900 euro, ma avendo scelto il regime forfetario, con una ritenuta fissa
del 10 per cento, questi non compaiono nel modello Unico, dove
sono presenti solo i gettoni di presenza da consigliere. E' vero che le entrate non sono elevate, ma
d'altronde i primi anni per un giovane professionista non garantiscono grandi
soddisfazioni dal punto di vista economico». Penultimo il consigliere del
Fiume, Alessandro Corazza, studente universitario, con un reddito di 6 mila 98
euro che ormai appartiene a un'altra era, visto che l'anno scorso è
stato eletto in consiglio regionale. Terz'ultima la consigliere del Fiume,
Raffaella Powell, con 9 mila 559 euro. Tornando agli assessori, dopo la Mio si
collocano Loris Pasut, titolare della delega al Coordinamento civico, impiegato
dell'Italgas, con 55 mila 909 euro, Renzo Mazzer (53 mila 826), dipendente
della Regione, Giulia Bevilacqua (50 mila 867 euro), avvocato, Giovanni Zanolin
(38 mila 718), Gianantonio Collaoni (37 mila 16), insegnante in pensione, e
Martina Toffolo (36 mila 833 euro), architetto.
(
da "Nazione, La
(Livorno)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO LIVORNO pag. 3 E' Ceccarini la maglia nera delle presenze in consiglio
Comune: i dati validi per i primi tre mesi del 2009 di MONICA DOLCIOTTI GIRO DI
VITE in consiglio comunale e nelle commissioni per disincentivare non solo le
assenze dalle sedute, ma anche la prassi di presentarsi e
poi eclissarsi perché tanto il gettone di presenza, una volta registrato l'arrivo, viene pagato lo stesso.
Importante infatti è rispondere all'appello perché tanto dopo non ci sono
controlli stretti. Secondo i dati elaborati dall'ufficio di presidenza del
consiglio comunale aggiornati al dicembre 2008, ma validi anche per i primi tre
mesi 2009, la classifica degli assenti e presenti è la seguente: Massimo
Ceccarini (Pd) su 54 giornate di consiglio è stato presente solo il 24,07% di
volte. Lui fa il medico, va bene. Però la sua professione è in evidente
conflitto con il mandato elettorale. Gina Fornaciari di Rc ha preso parte al
46,30% delle sedute; Maurizio Lampredi di Fi (ora Pdl) al 51,85% delle sedute.
Anche nel suo caso, è un imprenditore, gli impegni di lavoro pesano sul mandato
elettorale. Come pure per Enzo Raugei (Comunisti Italiani) che è il numero uno
della Compagnia Portuali, con il 55,56% di presenze alle sedute consiliari.
Invece i primi della classe con il 100% di presenze sono: Vittorio Vittori di
Sd, Gabriele Cantù del Pd e Bruno Tamburini di An (ora Pdl). Seguono con il
98,15% di presenze: Enrico Bianchi del Pd (è anche presidente del consiglio
comunale): Stefano Becagli del Pd, Otello Chelli di Rc e Rosalba Volpi di
Sinistra Critica. QUALI sono le novità nel Regolamento del consiglio comunale
per disciplinare meglio le presenze dei consiglieri? Sono state decise ieri
alla unanimità in I commissione: in futuro in consiglio gli eletti dovranno
rispondere all'appello e a firmare un apposito registro quando lasceranno la
seduta prima della fine. «Fino ad oggi bastava rispondere all'appello per poi
allontanarsi senza altri obblighi» ricorda Marta Gazzarri di Italia dei Valori
(lei ha il 96,30% di presenze). Da due anni porta avanti la battaglia politica,
prima ancora che venissero alla ribalta i provvedimenti del ministro Brunetta,
a favore di norme più severe per regolamentare la presenza
dei consiglieri e «per razionalizzare i costi della politica. Questa battaglia
mi è valsa l'accusa bipartisan di giustizialista' e forcaiola'. Adesso è
arrivata l'ora della rivincita». Ancora: il consigliere comunale per essere
presente deve avere partecipato al 50% della durata della seduta ed è ritenuto
presente finché è dentro palazzo comunale. Se non partecipa fisicamente al voto
elettronico, ma la sua tessera magnetica è inserita nell'apposita basetta', è
assente. Nelle commissioni per dimostrare l'effettiva partecipazione dei
consiglieri servirà una firma all'arrivo e una all'uscita prima della
conclusione della seduta, come chiesto due anni fa dalla Gazzarri. IL CONSIGLIO
comunale anche ha guadagnato uno spazio su youtube.com dove è visibile ladel
seduta del 27 marzo che ha riguardato il rendiconto di mandato del sindaco
Cosimi. Le immagini sono eloquenti: consiglieri e assessori che conversano tra
di loro mentre c'è chi interviene sull'argomento all'ordine del giorno.
Un'abitudine consolidata purtroppo da lungo tempo. Altri consiglieri e
assessori leggono i giornali. Un assessore, sopraffatto dalla stanchezza, si
addormenta. Il capogruppo del Pd prende la parola rivolgendosi al sindaco che
si è alzato per parlare con una persona. E tutto sotto gli occhi allibiti del
pubblico.
(
da "Messaggero, Il
(Rieti)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì
31 Marzo 2009 Chiudi di ANDREA BONANNI «L'azienda sanitaria locale non rispetta
la legge sulla privacy quando visita i pazienti per il riconoscimento
dell'invalidità civile». A denunciarlo Natale Raccogli attuale responsabile dei
servizi della Cisl che sostiene che presso gli uffici dove generalmente vengono
espletate le pratiche relative alle invalidità «accadono fatti che appaiono
essere in contrasto con le norme di tutela della privacy, soprattutto in un
campo assai delicato come quello del trattamento dei dati sanitari in occasione
delle visite per l'accertamento dell'invalidità civile». Secondo l'ex
segretario generale della Cisl durante gli accertamenti della Commissione
medica, può accadere che si trovi a svolgere attivamente una serie di mansioni,
quali la chiamata del paziente e altre particolarmente delicate come la
fotocopiatura dei documenti e il supporto allo svolgimento della visita, anche
un'assistente sociale, «figura professionale quest'ultima - sostiene Raccogli -
totalmente inutile al fine dell'accertamento stesso». Il sindacalista spiega
che per gli accertamenti dell'invalidità civile la Commissione è composta da un
medico specialista in medicina legale, cui spetta la presidenza, due medici
dipendenti o convenzionati con l'Asl, di cui uno specialista in medicina del
lavoro e nel caso in cui la persona sottoposta a visita sia affetta da una
menomazione psichica o intellettiva, da uno specialista delle discipline
neurologiche, psichiatriche o psicologiche. Infine da un sanitario rappresentante
l'associazione di categoria di appartenenza dell'invalido da visitare, «ma
badate bene - sottolinea Raccogli - non di una assistente sociale», che
viceversa si giustifica nei soli casi di accertamento della situazione di
handicap anche grave (ai sensi dell'art. 3 comma 1 e 3 della legge 104/92).
«Alla luce del ripetersi di questi avvenimenti -continua nella nota Raccogli
citando norme legislative attualmente in vigore - raccomandare all'Azienda di
viale Matteucci di assumere atteggiamenti rigorosi nel campo delle visite
mediche, ma soprattutto nel rispetto della privacy del paziente, affare ancor
più delicato visto che si parla di salute e rispetto della persona, è quanto
meno necessario. Anche in considerazione del fatto che la presenza
ingiustificata di personale nelle Commissioni sguarnisce da un lato i reparti
di appartenenza (Dio solo sa quanto bisogno c'è di
assistenti sociali per esempio nel Dipartimento di salute mentale!) e
dall'altro assottiglia ancor di più le casse aziendali già fortemente provate
dalla crisi sanitaria regionale, visto che il dipendente per ogni servizio in
Commissione percepisce un gettone di presenza». Secondo Raccogli la Asl non può non comprendere che la
situazione che vive il paziente durante l'accertamento va comunque
tutelata anche rispetto alle norme sulla privacy. «Se poi quest'ultimo si trova
costretto ad esporre la propria condizione ad una platea sanitaria ben più
ampia di quella prevista dal legislatore, allora la situazione si aggrava fino
ad assumere connotati di illegalità, ma soprattutto di mancato rispetto della
persona».
(
da "Resto del Carlino,
Il (Pesaro)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
FANO
pag. 14 ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo.
Sono i punti... ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua,
sviluppo. Sono i punti fondamentali del programma elettorale della lista civica
Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it. Anzi, sarebbe meglio dire che sono le
cinque stelle di questo nuovo partito che segue le indicazioni generali dettate
da Beppe Grillo ma che vuole dimostrare di non essere l'antipolitica. «Abbiamo
al nostro interno figure professionali adatte ad affrontare le problematiche
della città dice Omiccioli abbiamo giovani, donne, persone mature con
esperienza di impegno civico alle spalle. Per prima cosa voglio rimarcare che
sosteniamo come candidato sindaco Carlo de Marchi di Bene Comune e comunque sia
ci appresteremo a dare una svolta alla gestione dell'amministrazione pubblica
sia che otterremo un consigliere comunale sia degli assessorati o la direzione
della città». Poi Omiccioli si è addentrato su quelli che sono gli obbiettivi
della sua lista (il programma elettorale completo si trova sul sito
www.fano5stelle.it). «I nostri obbiettivi sono la realizzazione di un piano
energetico comunale per la promozione dell'uso di energie alternative, la
creazione di un piano mobilità, di un parco urbano, il raggiungimento del 60%
di raccolta differenziata, il mantenimento del servizio idrico pubblico, una
maggiore attenzione alla disabilità, il potenziamento degli asili nido e dei
centri anziani. Noi siamo per la trasparenza e l'efficienza e per dare una svolta
alla gestione dell'amministrazione pubblica». Tra le altre cose quelli della
lista Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it sono per un unico assessorato al
Turismo e Cultura, la pubblicazione sul portale del Comune degli stipendi degli
assessori, un gettone di presenza in consiglio comunale proporzionato al tempo in cui i
consiglieri rimangono all'interno dell'aula, eliminazione delle consulenze
esterne, bilancio partecipato. Sempre ieri Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it
insieme a Bene Comune sono tornati a parlare dell'Informagiovani augurandosi
che il consiglio accetti la mozione presentata tra gli altri, da Carlo
de Marchi di Bene Comune e da Renato Claudio Minardi del Pd, con la quale si
chiede almeno di prorogare di 6 mesi lo sportello. «E' un servizio che funziona
diceDe Marchi perché chiuderlo o anche trasformarlo, senza nemmeno garantire la
continuità di questo sportello?».
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ancona)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
ANCONA
AGENDA pag. 8 La politica si deve rinnovare ANDREA RASCHIA DELLA FP CGIL S E
L'ARCIVESCOVO di Ancona avverte la necessità di promuovere un corso di politica
etica, per educare le persone alla partecipazione e recuperare un
indispensabile impegno sociale, ci dovrà pur essere un valido motivo. La
politica oggi appare, infatti, priva di umanità, di passione, rimane
incomprensibile, lontana dai problemi quotidiani, ragioni che spiegano la
frattura con la società civile: sempre più ridotta a un gioco di potere. Quella
locale non fa certo eccezione. Risse, manovre, sgambetti, cordate,
distribuzione di incarichi (non di rado affari); e poi personalizzazione esasperata.
E' davvero improbabile individuare qualcosa che assomigli a un confronto di
idee, di progetti diversi per un programma di governo della città attorno al
quale coagulare uno schieramento di forze con una personalità capace di
guidarlo. Ecco l'urgenza di avviare un processo di rinnovamento della politica
capace di motivare e coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa
pubblica. Ricordo mio padre, combattente partigiano per restituirci un Italia
libera dal nazifascismo, discutere ogni sera in sezione, al circolo operaio o
quello culturale. Non è andato oltre una candidatura in consiglio comunale. E
quando per tanti anni ha svolto con grande passione civile il modesto, ma apprezzato ruolo nel consiglio di quartiere prima e di
circoscrizione poi, non ha mai fatto vedere in casa uno straccio di
"gettone" di presenza. No. Quello serviva per l'attività politica. Cos'è rimasto della
Politica? Basta un'occhiata per rendersi conto che il cambiamento non ha
prodotto una società migliore. Ma possiamo ancora immaginare qualcosa
d'altro per il futuro nostro, per la città e il Paese? Realizzare questa
ambizione richiede che gli uomini e le donne di buona volontà, ovunque
collocati, tornino a incontrarsi, ad avere consapevolezza del valore fondante
dello stare insieme, dell'impegnarsi, del riconoscersi reciprocamente. Occorre
ricostruire i luoghi della politica, quei partiti che hanno smarrito la loro
funzione costituzionale. Ciò che resta oggi di quei partiti richiede la nostra
massima attenzione, una vigilanza attiva. Per ottenere trasparenza occorre
rendere disponibili nuove energie, fresche, altruiste e disinteressate. Devono
crescere partecipazione ed un nuovo protagonismo: ciò che sostanzia la dignità
del cittadino ed accresce il valore della persona. Di segno diverso il
contributo della Chiesa, aiuto concreto alle famiglie. Guardo ad alcuni
personaggi che hanno intrecciato la loro vita con la nostra terra: il cardinale
Tettamanzi che nelle settimane scorse si è adoperato con successo,
sostituendosi allo Stato latitante, varando un piano per i disoccupati e
reclamando un etica che metta al centro l'uomo, non il profitto. E poi don
Edoardo, il Vescovo di Ancona, il cui insegnamento deve sempre far riflettere.
Si è di recente rivolto a giovani atleti di una scuola di calcio: Battetevi, ma
sempre con grande lealtà e correttezza. Se l'arbitro viene indotto ad errate
valutazioni, sentitevi sempre in obbligo di dire la verità, rispettando le
regole e comportandovi in modo serio. Ecco il valore dello sport'. Ed ha concluso:
Altrimenti meglio chiudere'. Andrea Raschia Fp Cgil Marche
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-03-31 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Comune La somma per i datori di lavoro di 12 esponenti
in aula Consiglieri, 270mila euro per rimborsi NAPOLI — C'è una voce del
bilancio che sta facendo discutere a Palazzo San Giacomo: è «l'onere
straordinario di gestione», in tutto 720 mila euro. Si tratta dei rimborsi
pagati dal Comune ai datori di lavoro dei consiglieri comunali e municipali
quando si assentano dal loro posto di lavoro per prendere parte a consigli
comunali, municipali o riunioni di commissioni. Una vicenda che negli anni
scorsi ha attirato l'attenzione della magistratura. Anche per questo, martedì
scorso in Tribunale è stato ascoltato come persona informata il City manager,
Luigi Massa, per il processo, cominciato nel 2002 e via via aggiornato con
nuovi elementi, sui rimborsi ai consiglieri comunali e municipali. Massa ha
spiegato di aver emesso un decreto col quale il Comune per verificare la correttezza
delle procedure di rimborso. Nulla di illecito, insomma. Ma il Comune intende
controllare. L'assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo, ha precisato comunque
che «i rimborsi sono previsti dal Testo unico» e che «nel Bilancio si è
provveduto a prevedere, prudenzialmente e sulla base dei dati dell'esercizio
precedente, le risorse necessarie per adempiere a tale obbligo di legge. Come
negli esercizi precedenti, le cifre saranno concretamente erogate a seguito dei
controlli amministrativi a cura dei competenti uffici». In questa consiliatura
sono 12 i consiglieri comunali che hanno fatto richiesta di rimborso per il
datore di lavoro: 4 di An, 2 di FI, 2 del Pd, e 1 ciascun per Udc, Prc, Unione
di Centro e Ip. Il costo per il Comune si aggira sui 270 mila euro. Il resto —
circa 550 mila euro — sono soldi spesi per i consiglieri municipali. Costo che
è cosa diversa dal gettone- presenza versato al
Consigliere quando prende parte ai Consigli o alle commissioni.
(
da "Giornale.it, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 77
del 2009-03-31 pagina 39 Ma sul referendum Franceschini dà i numeri (sbagliati)
di Redazione Caro direttore, per favore fermate Franceschini, è un uomo bello e
colto, addirittura uno scrittore di romanzi, ma con i calcoli è una disgrazia.
Ogni giorno si indigna per i conti del referendum ed i costi crescono ogni
giorno di più. Il sito de «lavoce.info» che ha fatto la stima, stima poi
ripresa dai professionisti dell'anticasta Stella & Rizzo, aveva parlato di 400 milioni di euro di maggiori spese in caso
di referendum elettorale fatto in altro giorno rispetto all'Election day. Senza
preoccuparsi di verificare i «gonfiatissimi» e in parte risibili calcoli.
Franceschini ha «cavalcato la tigre» ed i milioni sono diventati prima 460 ed
ora 500 e soprattutto ha indicato l'accorpamento del referendum con le
elezioni come il mezzo per dare questi fondi alle forze dell'ordine. Se invece
di esternare questo dramma si fosse preso la briga di leggere almeno l'articolo
senza entrare nella correttezza dei calcoli (sono stati raddoppiati per errore
i compensi agli scrutatori) si sarebbe accorto che più di 200 milioni del
totale dei costi stimati sono costi indiretti come il valore del tempo
impiegato per recarsi ai seggi due volte o il costo di eventuali baby sitter
per tenere i bambini a casa il lunedì successivo alle elezioni (nonostante le
scuole siano chiuse in 19 regioni su 20). Io non scrivo libri e sono un
semplice ragioniere, ma non riesco a capire come il valore del tempo utilizzato
per recarsi ai seggi potrebbe essere utile per aumentare gli stipendi ai
poliziotti. Infine ricordo che uno dei costi diretti inseriti nell'analisi
(valore desunto dai dati del referendum 2006) è quello dei 63,5 milioni di
compensi erogati al personale di pubblica sicurezza utilizzato per il
referendum, pertanto si tratta di soldi già destinati alle forze dell'ordine
che non vedo come possa essere utilizzato per aumentare i loro compensi. Per
favore fermatelo. -Torino Fermare Franceschini? E perché mai? È uno spasso. Da
quando qualcuno gli ha fatto credere che poteva fare davvero il segretario, ci
sta regalando una serie di chicche che nemmeno Pecoraro Scanio ai tempi d'oro.
Quando si mette a far di conto, poi, è davvero strepitoso. Che ci vuole fare?
Essendosi reso conto di non avere i numeri, li dà. Che con l'aritmetica avesse
qualche problema, del resto, era stato subito evidente quando aveva proposto
una tassa ai redditi superiori ai 120mila euro da destinare ai meno abbienti
(cioè a quelli con un reddito inferiore ai 6mila euro): a conti fatti risultava
che i meno abbienti avrebbero incassato 53 euro l'anno, cioè 4,40 euro al mese.
Un caffè a settimana, insomma. Adesso s'è avventurato nei calcoli sul
referendum che evidentemente sono troppo astrusi per la sua mente letteraria.
E, come lei giustamente sottolinea, arriva a paradossi celestiali, compreso il
pio desiderio di voler ricompensare i poliziotti con il «valore tempo», cioè i
minuti che gli italiani impiegano per andare al seggio. E lei lo vuole fermare?
Ma no, caro Ertola: aspettiamo la prossima, è meglio di Gino Bramieri. Magari
si ispirerà ancora al mitico «lavoce.info». Ci ha fatto caso? Quel sito è
diventato il nuovo oracolo italiano, il guru fatto economia, il totem esoterico
della democrazia. Per carità, ci lavorano grandi esperti. Ma le ultime vicende
finanziarie ci hanno insegnato che degli esperti di economia è meglio diffidare
un po'. E poi, come diceva un mio vecchio maestro, attenti a quelli che giocano
con troppi numeri perché, si sa, i numeri sono come i bikini: quel che mostrano
è interessante, quel che nascondono è vitale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Centro, Il"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
I cittadini chiedono la riduzione dei costi della politica
Regione, taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del Centro PESCARA. Vicini
alle 1.800 firme. Ieri sera, dopo le 22, la petizione on line del Centro per
ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali aveva superato le 1.780 firme.
Continua ad aumentare quindi, il consenso attorno all'iniziativa promossa dal
quotidiano per tagliare i costi della politica che, in
un momento di difficoltà come quello attuale, appaiono davvero spropositati e
insopportabili per le casse della Regione. Agli amministratori si chiede una
piccola rinuncia, pari al venti per cento del compenso. Considerato che gli
abruzzesi hanno dovuto subire i ticket sui medicinali e tasse più elevate, per
tentare di coprire il deficit della sanità. L'appello del giornale è stato
raccolto da molti lettori che evidentemente ritengono indispensabile un gesto
di responsabilità concreto della politica e anche a
Palazzo dell'Emiciclo il tema sembra avvertito. Il presidente del Consiglio
regionale, Nazario Pagano, visitando la redazione del Centro, ha spiegato che
si sta già lavorando per comprimere le spese degli eletti e di tutti coloro che
sono stati nominati all'interno degli enti collegati alla Regione. Pagano
appare determinato a portare avanti un progetto radicale, «non un taglio e
via», ha detto in redazione. Si sta mettendo a punto, cioè, un testo unico che
riformi tutta la materia dei costi del Consiglio regionale e non bisogna
pensare tanto ai compensi mensili, ha spiegato, quanto hai vitalizi, che sono
decisamente consistenti. Non solo l'importo sarà ridotto, ha assicurato il
presidente del Consiglio, ma si farà slittare in avanti l'età per beneficiare
di queste somme. La rivoluzione riguarderà anche un altro versante, di non poco
conto, quello degli enti che sono collegati alla Regione. Su questo fronte si
agirà con maggiore decisione, ha annunciato Pagano. Dai banchi dell'opposizione
Rifondazione comunista ha annunciato che lancerà proposte di ridimensionamento
dei costi piuttosto drastiche e il Pd, con Camillo D'Alessandro, ha suggerito
che l'Abruzzo dovrebbe pareggiare i compensi dei consiglieri a quelli della
Regione meno spendacciona d'Italia.
(
da "RomagnaOggi.it"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
31 marzo
2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto
Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali
candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì
mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo duello' organizzato dalla redazione forlivese del
"Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte
dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti
con la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni",
mentre Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo".
(Aggiornamenti in tempo reale) > GALLERIA FOTOGRAFICA Dopo l'introduzione
del caporedattore Gaetano Foggetti, è il giornalista Pietro Caruso a porgere le
domande ai due candidati. Il primo quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda
i rapporti con la Lega Nord. "La Lega Nord sta amministrando in molti
comuni del nord-est e lo fa in modo democratico ed efficiente; inoltre è il
partito più antico che siede in parlamento e questo fa capire quanto siano
cambiate le cose negli ultimi anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni,
"non ha alcuna preclusione, ma certo - a proposito di ronde - non faremo
nulla fuori dalla legge". Poi un lettore chiede a Balzani perché la coalizione
che sostiene Alessandro Rondoni non ha accolto "Viva Forlì", il
movimento civico fondato dal giornalista sportivo Marino Bartoletti, presente
tra il pubblico al dibattito. E il candidato del Pd, dopo la risata del
ristretto pubblico di una cinquantina di persone, dice chiaramente che sul
punto "non ho nulla da dire". Cosa vi differenzia sul futuro della
nostra città? Balzani: "In primo luogo Forlì deve giocare un ruolo al di
fuori di sé stessa, avere relazioni con i comuni del comprensorio, del circondario
e del territorio molto più strette. Deve essere di più città capoluogo,
utilizzando anche il potenziale che è dentro l'università e dentro le
generazioni che hanno avuto esperienze estern". Altro punto per Balzani è
la "difesa dei livelli di Welfare della nostra città, che ha raggiunto
livelli tra i più alti nel nostro paese, con una buona integrazione tra
pubblico e privato e questi livelli bisogna conservarli per il futuro".
"La terza differenza - prosegue Balzani - riguarda lo sviluppo del
territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino ad oggi è caratterizzato
con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una forte espansione
dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più accorto del
territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle nostre
imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai tempi del
liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di un'altra: ma
c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato nel tenere
insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono molto
impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il mio
interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito.
"Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di
sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di
risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre
aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già
si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente
significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del
Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci
al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle
fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato
e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità
dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è
ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà
mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che
fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle
emissioni di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema
della mobilità è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità
completando gli assi di scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la
mobilità in centro, pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo
tenere insieme diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi
sul centro storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un
sistema partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo
un progetto educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini
perché sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va
affrontato con un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con
Hera su come intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina
non si riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì?
Balzani: "Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi
abbiamo il dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non
ci sarà più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica culturale nel senso di intromissioni nelle scelte
individuali, ma c'è una relazione sociale tra tre culture presenti oggi in
città: la cultura tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la
cultura dei migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però
esserci un libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le
persone e di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci
sono da sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato
in Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti
sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella
panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono
stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di
attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città
un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla
Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta
forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura
significa coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un
apparato o di un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino.
Chiederò che oltre ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi
se non avessi incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali,
circoli, momenti di sana partecipazione che hanno contribuito alla mia
formazione culturale. No ai finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi
organizza mostre e rassegne. Se la Fondazione avesse qualche difficoltà
economica, come gestiremmo tutti questi contenitori?". Sanità e farmaci
Rondoni: "A Forlì abbiamo delle eccellenze, stiamo lavorando in un sistema
dove è possibile razionalizzare alcuni processi come quello del pronto soccorso
e la guardia medica. Colgo l'occasione, però, anche per segnalare che occorre
dare una risposta al fatto che solo in due punti vendita è possibile acquistare
farmaci per malati cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che
dovrebbero rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del
pronto soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai
cittadini. Gli investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra
città una realtà assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani:
"E' un argomento sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto
questo profilo la mia totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di
approfondire questo argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo
della memoria e deve essere mantenuto come un monumento della città, che deve
significare il bene che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre
contingentare i tempi della burocrazia, si deve tenere presente che si stanno
piangendo i propri cari e bisogna avere rispetto". Quanti sono gli
assessori necessari? Balzani: "Sono necessari meno assessori di quelli di
oggi". Rondoni: "Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone
comunale, ma credo anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed
esperienza, abbassando al contempo i costi della politica.
Ma una sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo
Zangheri: Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il
privato che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi
braccato dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto
talmente così bene che tanta gente sta lasciando alla Zangheri' la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che
non bisogna interrompere. E' centrale il principio della sussidiarietà".
Balzani: "Il livello di copertura dei servizi per gli anziani è molto alto
nel
nostro territorio. Il pubblico è teso a creare degli standard qualitativi,
dentro i quali anche le strutture private devono rientrare sotto ogni profilo.
All'interno di questo non vedo alcun ostacolo al che una struttura come la
Zangheri possa collocarsi con un profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se
riescono a fare forte economie di scala, come succede ad esempio nell'area
bolognese. Mi piace molto un consiglio d'amministraizone in cui nessuno prende
soldi e auspicherei che ciò avvenisse anche in altre Fondazioni". Anziani
e potere d'acquisto Balzani: "Una parte consistente degli investimenti
sanitari del nostro territorio è destinata all'assistenza agli over 65. Chiaro
che il problema consiste nel fatto che oggi riusciamo a tenere questi livelli, ma
tra dieci anni quando ci sarà una longevità maggiore, sarà più difficile
riuscire a mantenere questa qualità. Bisogna riuscire a recuperare delle
funzioni sociali importantissime volte a quegli anziani soli, che hanno
famiglie frantumate, figli lontani: c'è il bisogno del recupero di una funzione
civica. Su questo terreno si può fare molto coinvolgendo queste persone
abbassando il loro peso' sulla struttura del
Welfare e inserirle nel vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai
bambini, per rimetterli in gioco e a servizio della comunità. Rondoni: "il
sistema del welfare va calibrato sulla presenza sempre maggiore degli anziani.
Ma vorrei dare qualche linea di indirizzo: dovremo comunque come principio
cardine non pensare che una amministrazione comunale abbia risorse infinite.
Bisogna aiutare chi aiuta, le grandi rete di volontariato che in maniera
generoso e diffusa sul territorio hanno creato modalità di assistenza e
socializzazione. Occorre introdurre una sorta di servizio civile per gli anziani,
proprio per quelle funzioni sociali di presenza nella città come ad esempio
davanti alle scuole. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, la
trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni". Giovani
laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani e universitari: tre sono le
richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di studio serale perché quella
esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva è quella di via Valverde
che è però connotata politicamente. La terza priorità
è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due domande: quanti
laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì? Quanto sviluppo
economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro territorio (al di
là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono per indirizzare
meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è morta, lo dicono i
giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato il discorso degli
affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a Ravenna sono gli
stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe stata una città
veramente in grave declino, perché l'indotto portato dall'Università e
l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente incredibile e lo
vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del nostro paese: la
ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto sugli
insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con l'assegnazione
delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa l'Ateneo e non più la
Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere utile anche alle
imprese del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango medio-piccolo,
danno poche possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di grande qualità,
perché non c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per queste persone:
dobbiamo sopperire a questo deficit per portare questi figure ad avere
un'utilità all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri imprenditori che
è loro interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può chiamare i
neo-laureati più brillante a cooperare con il Comune su alcuni aspetti per dare
l'esempio. Iper e commercio Rondoni: "La priorità è più centro storico,
occorre che anche gli imprenditori commerciali sappiano dare uno nuovo slancio
alle proprie attività. L'errore è che l'iper viene calato come qualcosa
dall'alto mentre bisognava prima di tutto provocare l'abbellimento e la qualità
del centro storico. Ho rispetto per il lavoro della magistratura, ma è evidente
che qualcosa non è andato. Sull'ampliamento mi pare di aver avvertito che la
città non fosse molto favorevole. Frequentando il casello dell'autostrada,
direi che visto che c'è occorre completare l'opera". Balzani: "Con
l'iper è la fine di un ciclo. Nella prossima legislatura le politiche per il
centro storico e quelle di consumo devono essere diverse da quelle compiute
fino ad oggi. In quel caso si è trattato di una disorganizzazione tra livello
comunale e provinciale, cui si affiancano errori commessi dalla proprietà,
questo è sicuro. La lezione che traggo dall'iper, al di là del giudizio storico
su un'opera che va comunque conclusa, è duplice: il primo punto è che il
territorio così non lo possiamo più usare, il secondo è che l'organizzazione
degli uffici tra Provincia e Comune va migliorata perché così non può
andare". Giovani Rondoni: "Dobbiamo creare comunità, dare occasioni
di incontro, aiutare i luoghi edcuativi. I giovani che si sposano potrebbero
trovare nella pubblica amministrazione un maggior sostegno: la famiglia è un
soggetto importante economicamente e anche per questo va sostenuta. Servono
progetti mirati per coinvolgere i giovani, senza dimenticare il mondo dello
sport, che è di eccellenza a livello giovanile. Lo dico perché tifo per le
squadre forlivesi, partecipo alle partite e vedo un grande entusiasmo che va
valorizzato: dobbiamo investire sulle squadre e sui valori sociali che lo sport
genera e rappresenta. I giovani vanno aiutati con percorsi formativi e
culturali: a Forlì ci sono associazioni che possono aiutare i giovani che vanno
sostenute, ma la prima priorità è favorire l'aggregazione. Balzani: "Siamo
di fronte a una categoria di ragazzi, soprattutto dalle medie in poi, in
disagio non per particolari handicap. E' un gruppo molto consistente sui quali
gli insegnanti sono impotenti, ma questa è una fascia ad alto rischio di
devianza. E con la riforma Gelmini le cose sono ancora più catastrofiche,
perché si tratta di una straordinaria ipocrisia: è stato un taglio economico
che ha prodotto una scuola meno efficiente e più povera, che ha prodotto una
scuola che gli insegnanti non sono in grado di applicare. Questa del disagio
giovanile è una nuova categoria che deve entrare tra gli interventi previsti
dal sistema pubblico di welfare. Lo sport è un'ottima forma per affrontare
questa emergenza, ma questi giovani lo sport non lo praticano. Questa è una di
quelle sfide sulle quale non ci sono risposte a priori, ma certo qui ci
giochiamo una fetta importante delle nostre future generazioni". Finanziamenti
alle scuole, anche quelle private Balzani: "Bisogna continuare sul
sostegno congiunto tra pubblico a privato, come già si sta facendo in
città". Rondoni: "Qualità della scuola pubblica così come di quella
di origine privata, il sistema di integrazione tra questi due mondi deve essere
ancora più forte a Forlì". Politiche dell'immigrazione e centro storico
Rondoni: "Sabato scorso all'apertura del Comitato elettorale, il primo
voto pubblico che è stato dichiarato è arrivato da una cittadina immigrata,
questo è importante anche per sfatare certi miti. I cittadini sono uguali per
tutti per legge e questo principio va mantenuto. I cittadini forlivesi hanno
assistito a due importanti immigrazioni, quella dei cittadini stranieri e
l'altra degli universitari. Le emergenze sono altre: ci sono italiani che
dormono in auto, situazioni paradossali che non possiamo far finta di non
vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte arriva. Io sono per la movida' forlivese, è scandaloso che i nostri cittadini
vadano al "Verdi"
a Cesena o a Milano Marittima lasciando la città sola e buia: i mercoledì in
centro hanno vivacizzato di colpo il centro storico cittadino, facendo
immediatamente crescere il senso di sicurezza in centro. Bisogna agevolare la
voglia di investimenti, la burocrazia deve snellirsi: i giovani hanno enormi
possibilità di creatività. Ero al Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e
alle 11.30 c'erano già i vigili urbani a fare le multe alle auto in
sosta". Balzani: "Alle persone occorre dare le giuste risposte ai
differenti bisogni. Noi eravamo abituati a schemi nei quali le famiglie con due
figli erano la stragrande maggioranza; oggi non è più così e occorre dare
adeguate risposte anche dal punto di vista abitativo, andando incontro anche ai
gruppi familiari più ristretti. La pianificazione di queste cose non può
avvenire sulla base della discriminazione per il fatto che uno è migrante o no.
Condivido l'idea di una maggiore apertura alle iniziative serali in centro
storico, tenendo conto anche delle esigenze dei residenti. Pensiamo, però, a
cosa ha significato vivacizzare la zona di piazza Cavour, che un tempo era una
zona di drogati. Anche in questo caso occorre coinvolgere i cittadini nelle
azioni che decideremo di intraprendere per rivitalizzare il centro".
Affidi Rondoni: "L'affido è importante secondo i criteri che la legge
determina. Io sono stato uno di quelli che quando ha assistito al drammatico
caso sugli affidi finito sulle cronache nazionali cercando di far capire che se
c'è un caso che non ha significato, non è che tutto il sistema del welfare non
funziona. L'importate è agire in trasparenza, soprattutto quando parliamo di
minori. Certo è che vorrei vedere da parte delle associazioni che concorrono a
questa rete diffusa, bella e florida del welfare locale, un sistema di
autoregolamentazione. Balzani: "Su questo tema Rondoni ha risposto anche
per me". Perché votare uno dei due Rondoni: "A Forlì c'è un
cambiamento in atto, come segnalano le primarie. Ma qual è il cambiamento? Siccome
la città di Forlì nel 2009 si candida ad essere una nuova città, da dove può
arrivare la città? Io e Roberto saremo insieme il giorno dopo le elezioni a
lavorare insieme per Forlì, ma certo vedo il cambiamento più verso una certa
parte... La continuità col passato chi ce l'ha di più? Con Roberto avrei fatto
volentieri una bella lista civica. La Forlì' dopo le elezioni sarà enormemente
diversa da quella tradizionale. Balzani: "Queste elezioni cambieranno il
volto della vita amministrativa in Romagna, non solo a Forlì. Quello che
succede qua a giugno cambierà equilibri che saranno sperimentati anche da altre
parti. Mi sono riproposto di non mettere mai in evidenza gli effetti personali
dell'avversario; parlo di quello che sto facendo io. E' necessario portare
masse dentro un'idea nuova di Forlì, c'è bisogno di riorientare e persuadere
migliaia di persone a questo disegno, non solo attraverso il voto ma attraverso
strumenti partecipativi come le primarie. A destra non c'è solo il candidato
indipendente, ma anche lì ci sono partiti e strutture
organizzate. Il mio obiettivo è alterare i processi di partecipazione politica anche a livello partitico.
Questa è stata la mia sfida. Aeroporto di Forlì Rondoni: "sono uno strenuo
difensore dell'aeroporto, è la struttura più importante per lo sviluppo
economico di Forlì. Dobbiamo difenderlo a tutti i costi e fare tutto il
possibile per valorizzarlo. Ho fatto i complimenti al presidente di Seaf,
Franco Rusticali. Occorre un dialogo con Rimini e con Bologna, ma è chiaro che
il privato deve entrare dentro l'aeroporto, ma l'impegno deve essere volto ad
attivare tutto quello che è necessario per far capire che
la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la
città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico.
Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei
progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e
dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali, perché
l'operazione è fattibile solo se ha la possibilità di stare in piedi nel tempo.
Una volta che avremo i documenti precisi e definitivi, vedremo se è una cosa
che effettivamente sostenibile. Certo è che l'aeroporto è un'infrastruttura
positiva per il nostro territorio. Via Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente
arrivare a Cesena oggi è un problema più di tanti anni fa, occorre collegarsi
al più presto con l'E45, poi c'è il problema del collegamento con Ravenna. Va
risistemato tutto l'insieme della viabilità e delle infrastrutture, uscendo da
una logica partitocratica, lavorando insieme'
per andare a chiedere gli investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata
solo per la diversità dei colori politiche dei diversi livelli amministrativi.
Il mio sarà un appello alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che
la via Emilia-bis si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello
che mi preoccupa è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere
consumato per riuscire a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna
capire qual è il tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a
Cesena, Paolo Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il
giornalista, fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede
perché per Balzani è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni
no? Balzani: "Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le
linee fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state
piuttosto complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato
scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non
sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti
hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli
accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o
il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico
che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di
riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle
stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Redditi,
"vince" l'architetto Giannelli ha dichiarato entrate per 287 mila
euro. Secondo Bolzonello Martedì 31 Marzo 2009, È un architetto il "più
ricco" del consiglio comunale. A dichiarare al fisco (anno 2007) 287 mila
euro, infatti, è Franco Giannelli, consigliere del Pdl, ma soprattutto
professionista all'apice della carriera con un avviato studio di progettazione
nel cuore della città. Non è una novità che Franco Giannelli si trovi in vetta
ai consiglieri comunali con il reddito più alto, anzi è diventata oramai una
consuetudine se si esclude un anno nel corso del quale evidentemente c'era
stato un calo di entrate. Un dato: se si esclude qualche migliaio di euro
frutto dell'operato in consiglio, tutto il reddito di Giannelli è derivante dal
suo lavoro di architetto. Al secondo posto (e anche questa non è una novità)
c'è il sindaco Sergio Bolzonello che ha dichiarato 164 mila euro di reddito.
Anche in questo caso il primo cittadino non si è discostato di molto rispetto
alla scorsa dichiarazione. Per Bolzonello, però, c'è da fare una precisazione:
poco meno del 50 per cento dellesue entrate sono frutto dell'indennità di
sindaco (si tratta di circa 7 mila euro lordi il mese), mentre il resto deriva
dal lavoro di commercialista. Reddito oltre i 100 mila euro anche per
l'assessore al Bilancio, Chiara Mio, che oltre alle entrate da lavoratore
dipendente (Università e amministrazione) aggiunge anche quelle legati alle
prestazioni da lavoro autonomo. Redditi elevati per tutti i medici che sono
stati eletti in consiglio a cominciare dal presidente Vincenzo Romor, ma lo
stesso discorso vale per Giovanni Boz, Giovanni Franchin, Daniele Caufin e
Pietro Tropeano. Scendendo nella graduatoria si arriva in fondo dove c'è il neo
consigliere regionale Alessandro Corazza. Nel 2007 ha
dichiarato 6 mila euro, faceva lo studente e quindi l'unico reddito era quello
derivante dai gettoni di presenza. Il prossimo anno sarà un discorso diverso: l'elezione in
Regione gli garantirà entrate tali da schizzare ai primi posti. ldf
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il politico rimbalzato in Regione Martedì 31 Marzo 2009,
Alessandro Corazza, ultimo nella classifica dei redditi dei consiglieri
comunali, nel 2007 faceva lo studente a Trieste e quindi le uniche entrate (6
mila euro) derivano dai gettoni di presenza.
Eletto in Regione è pronto per il grande salto. Economico.
(
da "RomagnaOggi.it"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
31 marzo
2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto
Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali
candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì
mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo duello' organizzato dalla redazione forlivese del
"Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte
dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti con
la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni", mentre
Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo". >
GALLERIA FOTOGRAFICA Dopo l'introduzione del caporedattore Gaetano Foggetti, è
il giornalista Pietro Caruso a porgere le domande ai due candidati. Il primo
quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda i rapporti con la Lega Nord.
"La Lega Nord sta amministrando in molti comuni del nord-est e lo fa in
modo democratico ed efficiente; inoltre è il partito più antico che siede in
parlamento e questo fa capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi
anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni, "non ha alcuna preclusione,
ma certo - a proposito di ronde - non faremo nulla fuori dalla legge". Poi
un lettore chiede a Balzani perché la coalizione che sostiene Alessandro
Rondoni non ha accolto "Viva Forlì", il movimento civico fondato dal
giornalista sportivo Marino Bartoletti, presente tra il pubblico al dibattito.
E il candidato del Pd, dopo la risata del ristretto pubblico di una cinquantina
di persone, dice chiaramente che sul punto "non ho nulla da dire".
Cosa vi differenzia sul futuro della nostra città? Balzani: "In primo
luogo Forlì deve giocare un ruolo al di fuori di sé stessa, avere relazioni con
i comuni del comprensorio, del circondario e del territorio molto più strette.
Deve essere di più città capoluogo, utilizzando anche il potenziale che è
dentro l'università e dentro le generazioni che hanno avuto esperienze
estern". Altro punto per Balzani è la "difesa dei livelli di Welfare
della nostra città, che ha raggiunto livelli tra i più alti nel nostro paese,
con una buona integrazione tra pubblico e privato e questi livelli bisogna
conservarli per il futuro". "La terza differenza - prosegue Balzani -
riguarda lo sviluppo del territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino
ad oggi è caratterizzato con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una
forte espansione dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più
accorto del territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle
nostre imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai
tempi del liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di
un'altra: ma c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato
nel tenere insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono
molto impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il
mio interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito.
"Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di
sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di
risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre
aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già
si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente
significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del
Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci
al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle
fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato
e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità
dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è
ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà
mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che
fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle emissioni
di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema della mobilità
è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità completando gli assi di
scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la mobilità in centro,
pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo tenere insieme
diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi sul centro
storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un sistema
partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo un progetto
educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini perché
sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va affrontato con
un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con Hera su come
intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina non si
riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì? Balzani:
"Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi abbiamo il
dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non ci sarà
più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica
culturale nel senso di intromissioni nelle scelte individuali, ma c'è una
relazione sociale tra tre culture presenti oggi in città: la cultura
tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la cultura dei
migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però esserci un
libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le persone e
di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci sono da
sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato in
Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti
sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella
panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono
stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di
attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città
un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla
Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta
forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura significa
coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un apparato o di
un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino. Chiederò che oltre
ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi se non avessi
incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali, circoli, momenti di
sana partecipazione che hanno contribuito alla mia formazione culturale. No ai
finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi organizza mostre e rassegne. Se la
Fondazione avesse qualche difficoltà economica, come gestiremmo tutti questi
contenitori?". Sanità e farmaci Rondoni: "A Forlì abbiamo delle
eccellenze, stiamo lavorando in un sistema dove è possibile razionalizzare
alcuni processi come quello del pronto soccorso e la guardia medica. Colgo
l'occasione, però, anche per segnalare che occorre dare una risposta al fatto
che solo in due punti vendita è possibile acquistare farmaci per malati
cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che dovrebbero
rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del pronto
soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai cittadini. Gli
investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra città una realtà
assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani: "E' un argomento
sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto questo profilo la mia
totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di approfondire questo
argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo della memoria e deve
essere mantenuto come un monumento della città, che deve significare il bene
che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre contingentare i tempi della
burocrazia, si deve tenere presente che si stanno piangendo i propri cari e
bisogna avere rispetto". Quanti sono gli assessori necessari? Balzani:
"Sono necessari meno assessori di quelli di oggi". Rondoni:
"Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone comunale, ma credo
anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed esperienza,
abbassando al contempo i costi della politica. Ma una
sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo Zangheri:
Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il privato
che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi braccato
dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto talmente
così bene che tanta gente sta lasciando alla Zangheri'
la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che non bisogna interrompere. E'
centrale il principio della sussidiarietà". Balzani: "Il livello di
copertura
dei servizi per gli anziani è molto alto nel nostro territorio. Il pubblico è
teso a creare degli standard qualitativi, dentro i quali anche le strutture
private devono rientrare sotto ogni profilo. All'interno di questo non vedo
alcun ostacolo al che una struttura come la Zangheri possa collocarsi con un
profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se riescono a fare forte economie di
scala, come succede ad esempio nell'area bolognese. Mi piace molto un consiglio
d'amministraizone in cui nessuno prende soldi e auspicherei che ciò avvenisse
anche in altre Fondazioni". Anziani e potere d'acquisto Balzani: "Una
parte consistente degli investimenti sanitari del nostro territorio è destinata
all'assistenza agli over 65. Chiaro che il problema consiste nel fatto che oggi
riusciamo a tenere questi livelli, ma tra dieci anni quando ci sarà una
longevità maggiore, sarà più difficile riuscire a mantenere questa qualità.
Bisogna riuscire a recuperare delle funzioni sociali importantissime volte a
quegli anziani soli, che hanno famiglie frantumate, figli lontani: c'è il
bisogno del recupero di una funzione civica. Su questo terreno si può fare
molto coinvolgendo queste persone abbassando il loro peso' sulla struttura del Welfare e inserirle nel
vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai bambini, per rimetterli in gioco e
a servizio della comunità. Rondoni: "il sistema del welfare va calibrato
sulla presenza sempre maggiore degli anziani. Ma vorrei dare qualche linea di
indirizzo: dovremo comunque come principio cardine non pensare che una
amministrazione comunale abbia risorse infinite. Bisogna aiutare chi aiuta, le
grandi rete di volontariato che in maniera generoso e diffusa sul territorio
hanno creato modalità di assistenza e socializzazione. Occorre introdurre una
sorta di servizio civile per gli anziani, proprio per quelle funzioni sociali
di presenza nella città come ad esempio davanti alle scuole. Dobbiamo favorire
il ricambio generazionale, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove
generazioni". Giovani laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani
e universitari: tre sono le richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di
studio serale perché quella esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva
è quella di via Valverde che è però connotata politicamente.
La terza priorità è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due
domande: quanti laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì?
Quanto sviluppo economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro
territorio (al di là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono
per indirizzare meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è
morta, lo dicono i giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato
il discorso degli affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a
Ravenna sono gli stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe
stata una città veramente in grave declino, perché l'indotto portato
dall'Università e l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente
incredibile e lo vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del
nostro paese: la ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto
sugli insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con
l'assegnazione delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa
l'Ateneo e non più la Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere
utile anche alle imprese del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango
medio-piccolo, danno poche possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di
grande qualità, perché non c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per
queste persone: dobbiamo sopperire a questo deficit per portare questi figure
ad avere un'utilità all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri
imprenditori che è loro interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può
chiamare i neo-laureati più brillante a cooperare con il Comune su alcuni
aspetti per dare l'esempio. Iper e commercio Rondoni: "La priorità è più
centro storico, occorre che anche gli imprenditori commerciali sappiano dare
uno nuovo slancio alle proprie attività. L'errore è che l'iper viene calato
come qualcosa dall'alto mentre bisognava prima di tutto provocare
l'abbellimento e la qualità del centro storico. Ho rispetto per il lavoro della
magistratura, ma è evidente che qualcosa non è andato. Sull'ampliamento mi pare
di aver avvertito che la città non fosse molto favorevole. Frequentando il
casello dell'autostrada, direi che visto che c'è occorre completare
l'opera". Balzani: "Con l'iper è la fine di un ciclo. Nella prossima
legislatura le politiche per il centro storico e quelle di consumo devono
essere diverse da quelle compiute fino ad oggi. In quel caso si è trattato di
una disorganizzazione tra livello comunale e provinciale, cui si affiancano
errori commessi dalla proprietà, questo è sicuro. La lezione che traggo
dall'iper, al di là del giudizio storico su un'opera che va comunque conclusa,
è duplice: il primo punto è che il territorio così non lo possiamo più usare,
il secondo è che l'organizzazione degli uffici tra Provincia e Comune va
migliorata perché così non può andare". Giovani Rondoni: "Dobbiamo
creare comunità, dare occasioni di incontro, aiutare i luoghi edcuativi. I
giovani che si sposano potrebbero trovare nella pubblica amministrazione un
maggior sostegno: la famiglia è un soggetto importante economicamente e anche
per questo va sostenuta. Servono progetti mirati per coinvolgere i giovani,
senza dimenticare il mondo dello sport, che è di eccellenza a livello giovanile.
Lo dico perché tifo per le squadre forlivesi, partecipo alle partite e vedo un
grande entusiasmo che va valorizzato: dobbiamo investire sulle squadre e sui
valori sociali che lo sport genera e rappresenta. I giovani vanno aiutati con
percorsi formativi e culturali: a Forlì ci sono associazioni che possono
aiutare i giovani che vanno sostenute, ma la prima priorità è favorire
l'aggregazione. Balzani: "Siamo di fronte a una categoria di ragazzi,
soprattutto dalle medie in poi, in disagio non per particolari handicap. E' un
gruppo molto consistente sui quali gli insegnanti sono impotenti, ma questa è
una fascia ad alto rischio di devianza. E con la riforma Gelmini le cose sono
ancora più catastrofiche, perché si tratta di una straordinaria ipocrisia: è stato
un taglio economico che ha prodotto una scuola meno efficiente e più povera,
che ha prodotto una scuola che gli insegnanti non sono in grado di applicare.
Questa del disagio giovanile è una nuova categoria che deve entrare tra gli
interventi previsti dal sistema pubblico di welfare. Lo sport è un'ottima forma
per affrontare questa emergenza, ma questi giovani lo sport non lo praticano.
Questa è una di quelle sfide sulle quale non ci sono risposte a priori, ma
certo qui ci giochiamo una fetta importante delle nostre future
generazioni". Finanziamenti alle scuole, anche quelle private Balzani:
"Bisogna continuare sul sostegno congiunto tra pubblico a privato, come
già si sta facendo in città". Rondoni: "Qualità della scuola pubblica
così come di quella di origine privata, il sistema di integrazione tra questi
due mondi deve essere ancora più forte a Forlì". Politiche
dell'immigrazione e centro storico Rondoni: "Sabato scorso all'apertura
del Comitato elettorale, il primo voto pubblico che è stato dichiarato è
arrivato da una cittadina immigrata, questo è importante anche per sfatare
certi miti. I cittadini sono uguali per tutti per legge e questo principio va
mantenuto. I cittadini forlivesi hanno assistito a due importanti immigrazioni,
quella dei cittadini stranieri e l'altra degli universitari. Le emergenze sono
altre: ci sono italiani che dormono in auto, situazioni paradossali che non
possiamo far finta di non vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte
arriva. Io sono per la movida' forlivese, è scandaloso che i
nostri cittadini vadano al "Verdi" a Cesena o a Milano Marittima
lasciando la città sola e buia: i mercoledì in centro hanno vivacizzato di
colpo il centro storico cittadino, facendo immediatamente crescere il senso di
sicurezza in centro. Bisogna agevolare la voglia di investimenti, la burocrazia
deve snellirsi: i giovani hanno enormi possibilità di creatività. Ero al
Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e alle 11.30 c'erano già i vigili
urbani a fare le multe alle auto in sosta". Balzani: "Alle persone
occorre dare le giuste risposte ai differenti bisogni. Noi eravamo abituati a
schemi nei quali le famiglie con due figli erano la stragrande maggioranza;
oggi non è più così e occorre dare adeguate risposte anche dal punto di vista
abitativo, andando incontro anche ai gruppi familiari più ristretti. La
pianificazione di queste cose non può avvenire sulla base della discriminazione
per il fatto che uno è migrante o no. Condivido l'idea di una maggiore apertura
alle iniziative serali in centro storico, tenendo conto anche delle esigenze
dei residenti. Pensiamo, però, a cosa ha significato vivacizzare la zona di
piazza Cavour, che un tempo era una zona di drogati. Anche in questo caso
occorre coinvolgere i cittadini nelle azioni che decideremo di intraprendere
per rivitalizzare il centro". Affidi Rondoni: "L'affido è importante
secondo i criteri che la legge determina. Io sono stato uno di quelli che
quando ha assistito al drammatico caso sugli affidi finito sulle cronache nazionali
cercando di far capire che se c'è un caso che non ha significato, non è che
tutto il sistema del welfare non funziona. L'importate è agire in trasparenza,
soprattutto quando parliamo di minori. Certo è che vorrei vedere da parte delle
associazioni che concorrono a questa rete diffusa, bella e florida del welfare
locale, un sistema di autoregolamentazione. Balzani: "Su questo tema
Rondoni ha risposto anche per me". Perché votare uno dei due Rondoni:
"A Forlì c'è un cambiamento in atto, come segnalano le primarie. Ma qual è
il cambiamento? Siccome la città di Forlì nel 2009 si candida ad essere una
nuova città, da dove può arrivare la città? Io e Roberto saremo insieme il
giorno dopo le elezioni a lavorare insieme per Forlì, ma certo vedo il
cambiamento più verso una certa parte... La continuità col passato chi ce l'ha
di più? Con Roberto avrei fatto volentieri una bella lista civica. La Forlì'
dopo le elezioni sarà enormemente diversa da quella tradizionale. Balzani:
"Queste elezioni cambieranno il volto della vita amministrativa in
Romagna, non solo a Forlì. Quello che succede qua a giugno cambierà equilibri
che saranno sperimentati anche da altre parti. Mi sono riproposto di non
mettere mai in evidenza gli effetti personali dell'avversario; parlo di quello
che sto facendo io. E' necessario portare masse dentro un'idea nuova di Forlì,
c'è bisogno di riorientare e persuadere migliaia di persone a questo disegno,
non solo attraverso il voto ma attraverso strumenti partecipativi come le
primarie. A destra non c'è solo il candidato indipendente, ma anche lì ci sono partiti e strutture organizzate. Il mio obiettivo è alterare
i processi di partecipazione politica anche a livello partitico. Questa è stata la mia sfida. Aeroporto di Forlì
Rondoni: "sono uno strenuo difensore dell'aeroporto, è la struttura più
importante per lo sviluppo economico di Forlì. Dobbiamo difenderlo a tutti i
costi e fare tutto il possibile per valorizzarlo. Ho fatto i complimenti al
presidente di Seaf, Franco Rusticali. Occorre un dialogo con Rimini e con
Bologna, ma è chiaro che il privato deve entrare dentro l'aeroporto, ma
l'impegno deve essere volto ad attivare tutto quello che è necessario
per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente
significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso
virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di
sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul
rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani
industriali, perché l'operazione è fattibile solo se ha la possibilità
di stare in piedi nel tempo. Una volta che avremo i documenti precisi e
definitivi, vedremo se è una cosa che effettivamente sostenibile. Certo è che
l'aeroporto è un'infrastruttura positiva per il nostro territorio. Via
Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente arrivare a Cesena oggi è un problema più
di tanti anni fa, occorre collegarsi al più presto con l'E45, poi c'è il
problema del collegamento con Ravenna. Va risistemato tutto l'insieme della
viabilità e delle infrastrutture, uscendo da una logica partitocratica,
lavorando insieme' per andare a chiedere gli
investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata solo per la diversità dei
colori politiche dei diversi livelli amministrativi. Il mio sarà un
appello alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che la via
Emilia-bis si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello che mi
preoccupa è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere consumato per
riuscire a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna capire qual è il
tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a Cesena, Paolo
Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il giornalista,
fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede perché per Balzani
è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni no? Balzani:
"Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le linee
fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state piuttosto
complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato
scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non
sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti
hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli
accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o
il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico
che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di
riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle
stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.
(
da "Sicilia, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
eletta
pure la presidenza provinciale Confesercenti, Randazzo confermato presidente
l.s.) Lillo Randazzo è stato confermato presidente provinciale della Confesercenti
per il prossimo quadriennio dall'assemblea degli iscritti all'associazione che
ha rinnovato gli organi statutari. La riconferma di Randazzo è avvenuta
all'unanimità dei presenti per alzata di mano. È stata eletta anche la
presidenza provinciale che è il massimo organo politico-sindacale
dell'associazione e che rimarrà in carica pure per i prossimi quattro anni. Il
50 per cento dei componenti, e quindi la metà, è costituito da giovani di età
compresa tra i 20 e i 30 anni mentre è rappresentata l'imprenditoria femminile
a dimostrazione del cambiamento che era stato annunciato e che si vuole
effettuare. La presidenza provinciale è composta dai rappresentanti delle
organizzazioni territoriali e delle federazioni provinciali di categoria,
nonché di responsabili settori di lavoro dell'organizzazione provinciale. È
stata eletta su proposta del presidente confermato Lillo Randazzo e ne fanno
parte: Michele Giarratano, Claudio Palazzolo, Luciano Sala, Vincenzo Arnone,
Francesco Di Modica, Giuseppe Zammuto, Corrado Benedetti, Giuseppe Pinzino,
Arcangelo Ferrara, Laura Gruttadauria, Maria Giunta, Loredana Falzone, Giuseppe
Cannarozzo, Salvatore Cannarozzo, Salvatore Simone,
Calogero Meli, Salvatore Scarpulla, Angela Mendola, Carlo Sulsenti, Umberto
Graglia, Mario Rosario La Placa, Giuseppe Rizza, Annunziata Guglielmo, Marisa
Cardinale, Liborio Lipani, Federico Buscemi, Salvatore Andolina, Alfonso Stella, Giovanni Buonasera, Antonella
Robutti e Gerlando Salomone.
(
da "AgoPress"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
(AGO
PRESS) Al via domani la terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo
che fino domenica 5 aprile ospiterà a Perugia oltre 200 giornalisti da tutto il
mondo. Si apre con una welcome session che darà il benvenuto ai 200 volontari
che sono stati selezionati per collaborare allorganizzazione
dellevento. Sono studenti e appassionati di giornalismo tra i 18 e i
24 anni che arrivano da diversi paesi: Canada, Australia, India, Brasile,
Russia, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Tunisia, Lituania. Una vera
e propria community nata e organizzata attraverso i social network: twitter e
facebook su tutti. Ad accoglierli Enzo Iacopino, segretario ordine Nazionale
dei Giornalisti, Maurizio Oliviero Commissario Straordinario ADiSU e Silvano
Rometti Assessore alla Cultura Regione Umbria. A cura di Reuters la
presentazione del libro Our World Now, una raccolta delle migliori foto del
2008 scattate da oltre 600 giornalisti che collaborano con Reuters e che
continuano a fare il loro lavoro anche in situazioni di pericolo, e del
documentario Bearing Witness: five years of the Iraq war, il video che
testimonia il ruolo dei giornalisti nelle zone di guerra. Intervengono Tiziana
Barghini direttore Reuters Europa meridionale e Samia Nakoul Reuters. Seguirà
la premiazione della prima edizione del Premio Internazionale Comunicazione per
il Sociale, istituito dallAgenzia delle Onlus e
dalla Regione Umbria, voluto per valorizzare le attività di informazione e
approfondimento che dalla carta stampata ad internet, dalla radio alla tv danno
voce alle esperienze positive del nonprofit e dell'associazionismo,
innovando così la capacità comunicativa del linguaggio del sociale.
Intervengono: Maria Rita Lorenzetti presidente Regione Umbria, Stefano Zamagni
presidente Agenzia per le ONLUS, Giuseppe Guzzetti presidente Fondazione
Cariplo, Dino Boffo direttore Avvenire, Candido Grzybowski direttore di IBASE Brasile, Andrea Olivero portavoce Forum Nazionale del
Terzo Settore, Elio Silva Il Sole 24 Ore. Modera Damiano Stufara Assessore
Politiche sociali Regione Umbria. Un approfondimento sulla quarantennale attività
pubblicistica del poliedrico impegno civile di Aldo Moro, dal titolo Lattualità di Aldo Moro giornalista, apre gli
incontri-dibattito di questa prima giornata. Lincontro ripercorre e
analizza gli scritti del politico pugliese facendo emergere esami seri,
scrupolosi e lungimiranti dei fenomeni politici e sociali di quegli anni.
Intervengono Antonello Di Mario capo ufficio stampa UILM nazionale, Agnese Moro
sociopsicologa e Ferdinando Treggiari docente Storia del diritto medievale e
moderno. Modera Enzo Quaratino ANSA. Antonio G. Calafati docente di Economia
Urbana, Università delle Marche, Nicholas Jones BBC, Sergio Rizzo
Corriere della Sera e David Sassoli vicedirettore TG1 cercheranno di rispondere
alla domanda Il giornalismo è al servizio dei cittadini? per capire se siamo
ormai di fronte a un giornalismo che ci impedisce di pensare collettivamente.
Modera Marcello Foa il Giornale.Il cittadino del villaggio globale, sempre più
informato sui fatti del mondo in tempo reale, tende a sapere sempre meno sui
fatti a lui più vicini. In quest'ottica cresce l'importanza e il ruolo
dell'informazione locale. Su Linformazione tra
globale e locale si confronteranno Pierluigi Camilli vicedirettore RAI TG
Regionali, Giuseppe Castellini direttore Il Giornale dell'Umbria, Anna
Mossuto direttore Corriere dell'Umbria, Sandro Petrollini caporedattore Umbria
Il Messaggero, Luciano Salvatore caporedattore Umbria La Nazione e Renato Vichi
responsabile Media Relations UniCredit Retail. Cronaca nera, prima notizia. Dall'omicidio
di Cogne al delitto di Perugia: la cronaca giudiziaria, le indagini
scientifiche e i confini del racconto giornalistico. Ne parleranno Sabina
Castelfranco CBS, Caterina Malavenda avvocato, esperto di diritto
dell'informazione, Massimo Martinelli Il Messaggero, Massimo Picozzi psichiatra
e criminologo, Fiorenza Sarzanini Corriere della Sera. Modera Paolo Poggio GR
RAI. Uno spazio importante di questa edizione è dedicato allinformazione in prima linea contro le mafie. La mafia,
anzi le mafie si sono globalizzate e modernizzate, utilizzano skype e facebook
per comunicare, investono sui mercati internazionali, stringono patti di
sindacato con le organizzazioni di altri Paesi, scambiandosi "know
how" criminale. Linchiesta sulla
criminalità si deve adeguare ai tempi, allargando i propri orizzonti, acquisendo
nuovi strumenti e metodologie di i indagine, pur conservando lo spirito di
servizio alla democrazia. Allincontro
Globalizzazione e criminalità organizzata partecipano Paolo Butturini
segretario Associazione
Stampa Romana, Piero Grasso procuratore Nazionale Antimafia, Francesco La
Licata La Stampa, Petra Reski Die Zeit. Modera Vittorio Di Trapani segretario
Associazione Giornalisti Scuola di Perugia. Per la sezione Giornalismi, Tv e
Mafie, dedicata alle scuole, sarà proiettato il docufim Osistema di Matteo Scanni e Ruben H. Oliva.
Unindagine senza censure sulla camorra, che racconta la Napoli della
criminalità organizzata. Il volto oscuro del potere in Italia è il titolo
dellincontro con Giuseppe Lo Bianco ANSA, Sandra Rizza freelance e Andrea
Purgatori Corriere della Sera. Sarà presentato il libro Profondo Nero
(Chiarelettere) di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, che svela inediti scenari
sulla morte del giornalista De Mauro, di Pasolini e del presidente dellEni Enrico Mattei: ununica pista
allorigine. A seguito della pubblicazione di questo libro la criminologa
Simona Ruffini e lavvocato Stefano Maccioni hanno condotto
uninchiesta e presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, una
istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo
Pasolini. Apre la sezione speciale dedicata ai new media lincontro Internet è partecipazione con i blogger ed
esperti di new media Antonella Beccaria, Paul Bradshaw, Antonio Sofi e
Mario Tedeschini Lalli Elemedia Gruppo Espresso. Dedicato a blogger, filmaker e
giornalisti indipendenti anche lo spazio Casa Current, gestito dal social news
network fondato dal Al Gore che vive di giornalismo partecipativo, aperto da domani
al 5 aprile dalle ore 9.00 alle ore 21.00 presso il Centro Servizi Camerali G.
Alessi. Protagonisti della sera a teatro Gualtiero Bertelli, Gian Antonio Stella e Bebo Storti con lo spettacolo teatrale Un paese di
gente perbene. Storie, racconti e aneddoti intervallati da canti provenienti
dal patrimonio popolare italiano. Dalle infrastrutture bloccate da lacci e
lacciuoli di ogni genere allattività
legislativa farraginosa, dai ritardi nell'informatica che ci fanno arrancare
dietro la Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani,
dal declino delle Università-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni,
dalle ottusità sindacali ai primari nominati dai partiti: l'Italia è un Paese
straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti,
appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle
proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare.
(
da "RomagnaOggi.it"
del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
31 marzo
2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto
Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali
candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì
mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo duello' organizzato dalla redazione forlivese del
"Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte
dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti
con la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni",
mentre Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo". >
GALLERIA FOTOGRAFICA > SONDAGGIO: CHI TI HA CONVINTO? Dopo l'introduzione
del caporedattore Gaetano Foggetti, è il giornalista Pietro Caruso a porgere le
domande ai due candidati. Il primo quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda
i rapporti con la Lega Nord. "La Lega Nord sta amministrando in molti
comuni del nord-est e lo fa in modo democratico ed efficiente; inoltre è il
partito più antico che siede in parlamento e questo fa capire quanto siano
cambiate le cose negli ultimi anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni,
"non ha alcuna preclusione, ma certo - a proposito di ronde - non faremo
nulla fuori dalla legge". Poi un lettore chiede a Balzani perché la
coalizione che sostiene Alessandro Rondoni non ha accolto "Viva
Forlì", il movimento civico fondato dal giornalista sportivo Marino
Bartoletti, presente tra il pubblico al dibattito. E il candidato del Pd, dopo
la risata del ristretto pubblico di una cinquantina di persone, dice
chiaramente che sul punto "non ho nulla da dire". Cosa vi differenzia
sul futuro della nostra città? Balzani: "In primo luogo Forlì deve giocare
un ruolo al di fuori di sé stessa, avere relazioni con i comuni del
comprensorio, del circondario e del territorio molto più strette. Deve essere
di più città capoluogo, utilizzando anche il potenziale che è dentro l'università
e dentro le generazioni che hanno avuto esperienze estern". Altro punto
per Balzani è la "difesa dei livelli di Welfare della nostra città, che ha
raggiunto livelli tra i più alti nel nostro paese, con una buona integrazione
tra pubblico e privato e questi livelli bisogna conservarli per il
futuro". "La terza differenza - prosegue Balzani - riguarda lo
sviluppo del territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino ad oggi è
caratterizzato con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una forte
espansione dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più accorto
del territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle nostre
imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai tempi del
liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di un'altra: ma
c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato nel tenere
insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono molto
impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il mio
interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito.
"Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di
sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di
risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre
aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già
si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente
significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del
Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci
al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle
fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato
e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità
dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è
ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà
mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che
fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle
emissioni di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema
della mobilità è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità completando
gli assi di scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la mobilità in
centro, pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo tenere
insieme diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi sul
centro storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un sistema
partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo un
progetto educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini
perché sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va
affrontato con un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con
Hera su come intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina
non si riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì?
Balzani: "Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi
abbiamo il dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non
ci sarà più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica culturale nel senso di intromissioni nelle scelte
individuali, ma c'è una relazione sociale tra tre culture presenti oggi in
città: la cultura tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la
cultura dei migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però
esserci un libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le
persone e di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci
sono da sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato
in Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti
sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella
panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono
stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di
attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la
Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città
un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla
Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta
forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura
significa coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un
apparato o di un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino. Chiederò
che oltre ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi se non
avessi incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali, circoli,
momenti di sana partecipazione che hanno contribuito alla mia formazione
culturale. No ai finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi organizza mostre e
rassegne. Se la Fondazione avesse qualche difficoltà economica, come gestiremmo
tutti questi contenitori?". Sanità e farmaci Rondoni: "A Forlì
abbiamo delle eccellenze, stiamo lavorando in un sistema dove è possibile
razionalizzare alcuni processi come quello del pronto soccorso e la guardia
medica. Colgo l'occasione, però, anche per segnalare che occorre dare una
risposta al fatto che solo in due punti vendita è possibile acquistare farmaci
per malati cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che
dovrebbero rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del
pronto soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai
cittadini. Gli investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra
città una realtà assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani:
"E' un argomento sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto
questo profilo la mia totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di
approfondire questo argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo
della memoria e deve essere mantenuto come un monumento della città, che deve
significare il bene che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre
contingentare i tempi della burocrazia, si deve tenere presente che si stanno
piangendo i propri cari e bisogna avere rispetto". Quanti sono gli
assessori necessari? Balzani: "Sono necessari meno assessori di quelli di
oggi". Rondoni: "Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone
comunale, ma credo anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed
esperienza, abbassando al contempo i costi della politica.
Ma una sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo
Zangheri: Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il
privato che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi
braccato dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto
talmente così bene che tanta gente sta lasciando alla Zangheri' la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che non bisogna
interrompere. E' centrale il principio della sussidiarietà". Balzani:
"Il livello di copertura dei servizi per gli anziani è molto alto nel
nostro territorio. Il pubblico è teso a creare degli standard qualitativi,
dentro i quali anche le strutture private devono rientrare sotto ogni profilo.
All'interno di questo non vedo alcun ostacolo al che una struttura come la
Zangheri possa collocarsi con un profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se
riescono a fare forte economie di scala, come succede ad esempio nell'area
bolognese. Mi piace molto un consiglio d'amministraizone in cui nessuno prende
soldi e auspicherei che ciò avvenisse anche in altre Fondazioni". Anziani
e potere d'acquisto Balzani: "Una parte consistente degli investimenti
sanitari del nostro territorio è destinata all'assistenza agli over 65. Chiaro
che il problema consiste nel fatto che oggi riusciamo a tenere questi livelli,
ma tra dieci anni quando ci sarà una longevità maggiore, sarà più difficile
riuscire a mantenere questa qualità. Bisogna riuscire a recuperare delle
funzioni sociali importantissime volte a quegli anziani soli, che hanno
famiglie frantumate, figli lontani: c'è il bisogno del recupero di una funzione
civica. Su questo terreno si può fare molto coinvolgendo queste persone
abbassando il loro peso' sulla struttura del
Welfare e inserirle nel vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai
bambini, per rimetterli in gioco e a servizio della comunità. Rondoni: "il
sistema del welfare va calibrato sulla presenza sempre maggiore degli
anziani. Ma vorrei dare qualche linea di indirizzo: dovremo comunque come
principio cardine non pensare che una amministrazione comunale abbia risorse
infinite. Bisogna aiutare chi aiuta, le grandi rete di volontariato che in
maniera generoso e diffusa sul territorio hanno creato modalità di assistenza e
socializzazione. Occorre introdurre una sorta di servizio civile per gli
anziani, proprio per quelle funzioni sociali di presenza nella città come ad
esempio davanti alle scuole. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, la
trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni". Giovani
laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani e universitari: tre sono le
richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di studio serale perché quella
esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva è quella di via Valverde
che è però connotata politicamente. La terza priorità
è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due domande: quanti
laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì? Quanto sviluppo
economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro territorio (al di
là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono per indirizzare
meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è morta, lo dicono i
giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato il discorso degli
affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a Ravenna sono gli
stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe stata una città
veramente in grave declino, perché l'indotto portato dall'Università e
l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente incredibile e lo
vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del nostro paese: la
ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto sugli
insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con l'assegnazione
delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa l'Ateneo e non più la
Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere utile anche alle imprese
del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango medio-piccolo, danno poche
possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di grande qualità, perché non
c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per queste persone: dobbiamo
sopperire a questo deficit per portare questi figure ad avere un'utilità
all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri imprenditori che è loro
interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può chiamare i neo-laureati più
brillante a cooperare con il Comune su alcuni aspetti per dare l'esempio. Iper
e commercio Rondoni: "La priorità è più centro storico, occorre che anche
gli imprenditori commerciali sappiano dare uno nuovo slancio alle proprie
attività. L'errore è che l'iper viene calato come qualcosa dall'alto mentre bisognava
prima di tutto provocare l'abbellimento e la qualità del centro storico. Ho
rispetto per il lavoro della magistratura, ma è evidente che qualcosa non è
andato. Sull'ampliamento mi pare di aver avvertito che la città non fosse molto
favorevole. Frequentando il casello dell'autostrada, direi che visto che c'è
occorre completare l'opera". Balzani: "Con l'iper è la fine di un
ciclo. Nella prossima legislatura le politiche per il centro storico e quelle
di consumo devono essere diverse da quelle compiute fino ad oggi. In quel caso
si è trattato di una disorganizzazione tra livello comunale e provinciale, cui
si affiancano errori commessi dalla proprietà, questo è sicuro. La lezione che
traggo dall'iper, al di là del giudizio storico su un'opera che va comunque
conclusa, è duplice: il primo punto è che il territorio così non lo possiamo
più usare, il secondo è che l'organizzazione degli uffici tra Provincia e
Comune va migliorata perché così non può andare". Giovani Rondoni:
"Dobbiamo creare comunità, dare occasioni di incontro, aiutare i luoghi
edcuativi. I giovani che si sposano potrebbero trovare nella pubblica
amministrazione un maggior sostegno: la famiglia è un soggetto importante
economicamente e anche per questo va sostenuta. Servono progetti mirati per
coinvolgere i giovani, senza dimenticare il mondo dello sport, che è di
eccellenza a livello giovanile. Lo dico perché tifo per le squadre forlivesi,
partecipo alle partite e vedo un grande entusiasmo che va valorizzato: dobbiamo
investire sulle squadre e sui valori sociali che lo sport genera e rappresenta.
I giovani vanno aiutati con percorsi formativi e culturali: a Forlì ci sono
associazioni che possono aiutare i giovani che vanno sostenute, ma la prima
priorità è favorire l'aggregazione. Balzani: "Siamo di fronte a una
categoria di ragazzi, soprattutto dalle medie in poi, in disagio non per
particolari handicap. E' un gruppo molto consistente sui quali gli insegnanti
sono impotenti, ma questa è una fascia ad alto rischio di devianza. E con la
riforma Gelmini le cose sono ancora più catastrofiche, perché si tratta di una
straordinaria ipocrisia: è stato un taglio economico che ha prodotto una scuola
meno efficiente e più povera, che ha prodotto una scuola che gli insegnanti non
sono in grado di applicare. Questa del disagio giovanile è una nuova categoria
che deve entrare tra gli interventi previsti dal sistema pubblico di welfare.
Lo sport è un'ottima forma per affrontare questa emergenza, ma questi giovani
lo sport non lo praticano. Questa è una di quelle sfide sulle quale non ci sono
risposte a priori, ma certo qui ci giochiamo una fetta importante delle nostre
future generazioni". Finanziamenti alle scuole, anche quelle private
Balzani: "Bisogna continuare sul sostegno congiunto tra pubblico a privato,
come già si sta facendo in città". Rondoni: "Qualità della scuola
pubblica così come di quella di origine privata, il sistema di integrazione tra
questi due mondi deve essere ancora più forte a Forlì". Politiche
dell'immigrazione e centro storico Rondoni: "Sabato scorso all'apertura
del Comitato elettorale, il primo voto pubblico che è stato dichiarato è
arrivato da una cittadina immigrata, questo è importante anche per sfatare
certi miti. I cittadini sono uguali per tutti per legge e questo principio va
mantenuto. I cittadini forlivesi hanno assistito a due importanti immigrazioni,
quella dei cittadini stranieri e l'altra degli universitari. Le emergenze sono
altre: ci sono italiani che dormono in auto, situazioni paradossali che non
possiamo far finta di non vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte
arriva. Io sono per la movida' forlivese, è
scandaloso che i nostri cittadini vadano al "Verdi" a Cesena o a
Milano Marittima lasciando la città sola e buia: i mercoledì in centro hanno
vivacizzato
di colpo il centro storico cittadino, facendo immediatamente crescere il senso
di sicurezza in centro. Bisogna agevolare la voglia di investimenti, la
burocrazia deve snellirsi: i giovani hanno enormi possibilità di creatività.
Ero al Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e alle 11.30 c'erano già i
vigili urbani a fare le multe alle auto in sosta". Balzani: "Alle
persone occorre dare le giuste risposte ai differenti bisogni. Noi eravamo
abituati a schemi nei quali le famiglie con due figli erano la stragrande
maggioranza; oggi non è più così e occorre dare adeguate risposte anche dal
punto di vista abitativo, andando incontro anche ai gruppi familiari più
ristretti. La pianificazione di queste cose non può avvenire sulla base della
discriminazione per il fatto che uno è migrante o no. Condivido l'idea di una
maggiore apertura alle iniziative serali in centro storico, tenendo conto anche
delle esigenze dei residenti. Pensiamo, però, a cosa ha significato vivacizzare
la zona di piazza Cavour, che un tempo era una zona di drogati. Anche in questo
caso occorre coinvolgere i cittadini nelle azioni che decideremo di
intraprendere per rivitalizzare il centro". Affidi Rondoni: "L'affido
è importante secondo i criteri che la legge determina. Io sono stato uno di quelli
che quando ha assistito al drammatico caso sugli affidi finito sulle cronache
nazionali cercando di far capire che se c'è un caso che non ha significato, non
è che tutto il sistema del welfare non funziona. L'importate è agire in
trasparenza, soprattutto quando parliamo di minori. Certo è che vorrei vedere
da parte delle associazioni che concorrono a questa rete diffusa, bella e
florida del welfare locale, un sistema di autoregolamentazione. Balzani:
"Su questo tema Rondoni ha risposto anche per me". Perché votare uno
dei due Rondoni: "A Forlì c'è un cambiamento in atto, come segnalano le
primarie. Ma qual è il cambiamento? Siccome la città di Forlì nel 2009 si
candida ad essere una nuova città, da dove può arrivare la città? Io e Roberto
saremo insieme il giorno dopo le elezioni a lavorare insieme per Forlì, ma
certo vedo il cambiamento più verso una certa parte... La continuità col
passato chi ce l'ha di più? Con Roberto avrei fatto volentieri una bella lista
civica. La Forlì' dopo le elezioni sarà enormemente diversa da quella
tradizionale. Balzani: "Queste elezioni cambieranno il volto della vita
amministrativa in Romagna, non solo a Forlì. Quello che succede qua a giugno
cambierà equilibri che saranno sperimentati anche da altre parti. Mi sono riproposto
di non mettere mai in evidenza gli effetti personali dell'avversario; parlo di
quello che sto facendo io. E' necessario portare masse dentro un'idea nuova di
Forlì, c'è bisogno di riorientare e persuadere migliaia di persone a questo
disegno, non solo attraverso il voto ma attraverso strumenti partecipativi come
le primarie. A destra non c'è solo il candidato indipendente, ma anche lì ci
sono partiti e strutture organizzate. Il mio obiettivo
è alterare i processi di partecipazione politica anche
a livello partitico. Questa è stata la mia sfida.
Aeroporto di Forlì Rondoni: "sono uno strenuo difensore dell'aeroporto, è
la struttura più importante per lo sviluppo economico di Forlì. Dobbiamo
difenderlo a tutti i costi e fare tutto il possibile per valorizzarlo. Ho fatto
i complimenti al presidente di Seaf, Franco Rusticali. Occorre un dialogo con
Rimini e con Bologna, ma è chiaro che il privato deve entrare dentro
l'aeroporto, ma l'impegno deve essere volto ad attivare tutto quello che è necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è
qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente
non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di
costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in
campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno
verificati i piani industriali, perché l'operazione è fattibile solo se
ha la possibilità di stare in piedi nel tempo. Una volta che avremo i documenti
precisi e definitivi, vedremo se è una cosa che effettivamente sostenibile.
Certo è che l'aeroporto è un'infrastruttura positiva per il nostro territorio.
Via Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente arrivare a Cesena oggi è un problema
più di tanti anni fa, occorre collegarsi al più presto con l'E45, poi c'è il
problema del collegamento con Ravenna. Va risistemato tutto l'insieme della
viabilità e delle infrastrutture, uscendo da una logica partitocratica,
lavorando insieme' per andare a chiedere gli
investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata solo per la diversità dei
colori politiche dei diversi livelli amministrativi. Il mio sarà un appello
alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che la via Emilia-bis
si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello che mi preoccupa
è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere consumato per riuscire
a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna capire qual è il
tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a Cesena, Paolo
Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il giornalista,
fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede perché per Balzani
è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni no? Balzani:
"Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le linee
fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state piuttosto
complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato
scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non
sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti
hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli
accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o
il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico
che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di
riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle
stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.