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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

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Report "Costi dei politici"   27-31 marzo  09


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

"Italiani Brava Gente" a Firenze ( da "superEva notizie" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, apprezzati autori del bestseller "La Casta - Così i Politici Italiani Sono Diventati Intoccabili". Chiuderà la prima serata la proiezione, ore 22:30, del documentario di Italo Moscati, "Il Paese Mancato", un racconto del nostro Paese negli anni segnati dal miracolo economico e dalla ricerca di una nuova identità.

Consiglio sul bilancio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quando il sindaco Ghidini e la giunta avevano accolto l'emendamento presentato il giorno stesso dalle opposizioni, di abbassare l'addizionale comunale all'Irpef dallo 0,4 allo 0,3% decidendo, per trovare le necessarie risorse in bilancio, l'azzeramento di tutti gli stipendi di sindaco, vicesindaco, assessori e gettone di presenza dei consiglieri comunali.

Perenzin apre il comune ( da "Corriere delle Alpi" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma si può fare di più, per esempio aggiungendo il quadro delle presenze ai lavori consiliari, un quadro dei voti espressi su ogni atto, gli incarichi ricoperti da ciascuno, lo stipendio o i gettoni di presenza percepiti dal comune. Ma si può anche rendere più facile il sistema di consultazione delle delibere», prosegue Perenzin,

il comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei consiglieri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina 10 - Udine Il Comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei consiglieri La polemica MARTIGNACCO. Non è piaciuta all'amministrazione comunale di Martignacco la proposta dei consiglieri Edi Picco e Marco Quai di attivare un fondo di solidarietà con le indennità degli amministratori comunali.

spoltore, bilancio comunale forza italia propone i tagli ( da "Centro, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali; 65mila destinati alla rassegna estiva Ensemble, più altre spese, per un risparmio complessivo di 232mila euro. «La somma potrebbe essere utilizzata» si legge nell'emendamento proposto da Forza Italia «per un abbattimento dell'addizionale Irpef, con una percentuale di riduzione dell'

Foggia, Palombo, Bocchetti: ecco la nazionale dei peones ( da "Giornale.it, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altronde ho sempre preferito compagni di reparto italiani, sono tanti i bravi centrocampisti di casa nostra». E a Coverciano ce ne sono alcuni che scalpitano, dai redivivi Brighi (una sola presenza con Trap nel 2002 a Trieste contro la Slovenia) e Foggia (due gettoni azzurri, l'ultimo a Siena con il Sudafrica un anno e mezzo fa) al talentino viola Montolivo,

Luca Francescangeli Maria Stella e Danila hanno una cosa in comune: i loro figli hanno bisogno di terapie continue, perché sono nati meno fortunati di altri. ( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Maria Stella Grillo (nella foto a destra) ha un figlio di 13 anni, chiamiamolo Giacomo, che dalle elementari soffre di disturbi d'apprendimento e di linguaggio. Giacomo viene al Riah tre volte a settimana da circa due anni, dopo aver fatto sei mesi di terapia, in terza elementare, all'interno del servizio Materno Infantile della Asl,

Quanto ci costano tutti i premi letterari ( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I nostri gettoni di presenza sono bassissimi". Stringe la cinghia anche lo Strega: i centomila euro che di norma gli servono sono ridimensionati, per la diminuzione del contributo pubblico. E dallo sponsor fondatore, gli Alberti del blasonato liquore, ormai giunge poco.

Basta mondanità e vincitori annunciati ( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ma distinguo sempre di più. Dello Strega, per esempio, mi piace l'opportunità che mi dà di incontrare scrittori, intellettuali, editori. Ma altri premi apprezzo di più». Quali? «Quelli piccoli. Costano non più di 10 mila euro. Ai giurati non danno gettoni di presenza, ai premiati un gruzzoletto di 1500 euro, e talvolta meno».

( da "Adige, L'" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che trovano posto anche in quattro commissioni (riferimento a Manuali, ndr) e dunque percepiscono gettoni di presenza plurim». Infine una stoccata a Pino Morandini: «Certo, lui non si impressiona di fronte a questi poveri tagli, visto che la Regione ha già accantonato per il suo vitalizio da consigliere provinciale una somma cospicua». 27/03/2009

Pochi assenteisti tanti i consiglieri sempre presenti ( da "Adige, L'" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In questi giorni sono stati liquidati i gettoni di presenza (75 euro per seduta) per una spesa complessiva di 24.450 euro. Naturalmente questa è anche l'occasione per valutare le presenze (e le assenze, di conseguenza) dei consiglieri comunali arcensi alle riunioni del civico consesso.

è in crisi la cultura che va in piazza - simonetta fiori ( da "Repubblica, La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presidente della Fondazione Carisbo, per liquidare il festival bolognese. Ma chi può escludere che la rassegna della politica sia stata bruciata da chi non apprezzasse l´esclusione annunciata dei politici di professione? Da un ridimensionamento di fondi nasce la rissa che ha animato violentemente la cittadella filosofica di Modena.

un paese allo specchio - david fiesoli ( da "Tirreno, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Fra gli ospiti Stella e Rizzo DAVID FIESOLI FIRENZE. E' l'Italia che va. Anzi, che non va. E si mostra allo specchio ma sul grande schermo, per quanto piuttosto brutta. Sia che si parli di diritti, di donne, di omosessualità, di informazione, di elezioni e di criminalità organizzata, emerge la voglia di lottare.

Nel leggere l'analisi critica nei confronti delle circoscrizioni proveniente da alcuni ci... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 27-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha annullato i compensi mensili dei presidenti ed ha annullato i gettoni di presenza dei consiglieri». Quindi Scarmigliatio passa al particolare: «Tutte e quattro le circoscrizioni sono al completo sbando organizzativo in quanto il primo cittadino, l'uomo del fare nulla per la città, è il primo che non rispetta quanto stabilito all'art.

TERNI ( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sperando ovviamente in progetti incisivi da finanziare sul versante dello sviluppo. «In realtà nel 2008 afferma ancora il sindacato si era stanziato per la politica' un milione e 60mila euro euro a fronte dei 930mila attuali: ma non ci dobbiamo far trarre in inganno in quanto non si tratta di una pur modesta inversione di tendenza.>

i consiglieri si tengono l'indennità ( da "Nuova Venezia, La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di carica e gettoni di presenza di sindaco, giunta e consiglieri. «Ritengo - ha detto Catto - che le istituzioni debbano sentirsi partecipi alle problematiche dei cittadini che oggi sempre più chiedono forme di assistenza; con questo emendamento, se veniva approvato, il consiglio comunale dava un segnale forte a tutta la popolazione che sta vivendo grandi difficoltà economiche

Biblioteche pubbliche ( da "Blogosfere" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gli utenti delle biblioteche comunali crescono di anno in anno: a Milano nel 2009 c'è stato un aumento del 3,47% . E tra i libri che si chiedono in prestito non solo best-sellers: tra i primi dieci titoli più richiesti lo scorso anno, La Casta di Rizzo e Stella e Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi. (Fonte dati: La Repubblica Milano.it)

CANNAVARO, CERCASI SQUADRA ( da "Wall Street Italia" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: cercasi squadra -->Cannavaro, cercasi squadra Il nuovo Real vuol rifondare, il Napoli ha chiuso la porta. Per il capitano solo offerte inglesi. E intanto il difensore azzurro pensa al record di Maldini (i due sono divisi da soli tre gettoni di presenza in nazionale) e si impegna per un'iniziativa del Wwf

Ordinamenti locali: voltare pagina ( da "Denaro, Il" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: scadente qualità dei servizi. Un inghiottitoio di risorse, una Fossa delle Antille per la finanza pubblica. Da tempo al centro della attenzione e della analisi politico-finanziaria del governo, era bersaglio prossimo di un Commissariamento governativo. Un colpo durissimo per la Regione Campania e per il suo governo, sinonimo di incapacità politica e di gestione operativa.

( da "Sicilia, La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: merito alla stabilizzazione del personale precario e la corresponsione del gettone di presenza sono stati raggiunti a seguito di una seduta alla quale, con invito scritto del 05/11/08, erano state convocate diverse sigle sindacali del teatro ad eccezione di Cgil e Cisl che, a ricordo, avevano inviato comunicazione scritta di non voler partecipare più a nessuna riunione sindacale.

incuria ma anche inciviltà ( da "Sicilia, La" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rinunciare a riscuotere il gettone di presenza, mentre il capogruppo delle stesso Movimento per l'Autonomia ha aggiunto che l'aver deciso di votare con lo stillicidio di argomenti, costituisce un atto politico di protesta e un atteggiamento con il quale il centrodestra intende dimostrare come la coalizione di centrosinistra, non è più in grado di dare risposte concrete alla cittadina.

Alla fine della sessione invernale del calcio-mercato era opinione comune tra gli addetti ai lavori ... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per un totale di 638 minuti in campo e due gol: buono l'inizio fino all'espulsione contro il Mantova, meno positivo il prosieguo, come confermano le due panchine consecutive di Modena (è subentrato in entrambe le circostanze). Otto gettoni per il connazionale Magallanes, prelevato dalla Sangiustese (Seconda Divisione) e schierato titolare in ben sette occasioni,

Casa, le proposte della Cgil ( da "AprileOnline.info" del 27-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: definire una norma quadro di sintesi dei comportamenti delle regioni in materia, deve sciogliere il nodo del finanziamento per le politiche abitative di interesse sociale. Il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica deve poter contare in prima istanza sulla certezza del contributo Pubblico (fiscalità generale), con l'apporto di soggetti sociali istituzionali e fondi etici quali:

spese allegre e poi sforano il patto ( da "Nuova Venezia, La" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come Venezia, hanno deciso di "sforare". Tra di esse, un taglio del 5 per cento dei contributi ordinari dovuti dal ministero dell'Interno, il divieto di ricorrere all'indebitamento, il blocco delle assunzioni, la riduzione del 30 per cento delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori locali.

il gettone di presenza va offerto alla caritas ( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: LA PROPOSTA «Il gettone di presenza va offerto alla Caritas» PRATO. I consiglieri del gruppo consiliare Forza Italia verso il Popolo della Libertà, Riccardo Bini e Vinicio Mari hanno scritto al presidente della Provincia chiedendo di devolvere il gettone di presenza dell'ultimo consiglio alla Caritas.

la lega: aboliamo le circoscrizioni ( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la ricetta della Lega davanti alle voci, che si alimentano sempre di più, sulle inefficienze della pubblica amministrazione e dei costi della politica: «Si attaccano a sproposito istituzioni che al contrario sono importanti per il territorio come le Province, che invece di essere abolite dovrebbero assorbire piuttosto le competenze delle Prefetture,

auguri a nencini, ma perché l'auto con la scorta? ( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Presidente Nencini è tornato sulla scena politica, come si legge correttamente sul "Tirreno", ponendo di nuovo e con forza la questione del costo della politica; il suo impegno sarà dedicato alla riduzione del numero dei consiglieri della Regione Toscana che peraltro già ora "sembra" percepiscano indennità tra le più basse nel panorama nazionale.

Preferenze fatali a giovani e donne ( da "Italia Oggi" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: È questa la scommessa della politica: farsi interprete delle necessità vere, senza fare uso del sistema clientelare, essere in grado di coinvolgere la cittadinanza e farla partecipe dei processi di selezione della classe dirigente del partito.

Le agli stipendi dei deputati europei ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza tra 1300 euro e 500 euro e sono quelli che si muovono maggiormente per il territorio avendo un vero contatto con la gente. Beh fin qui direte nulla di nuovo, sappiamo che tutti si "ammazzano" per fare i poltici per avere uno stipendio garantito e la relativa pensione che badate bene è 3 volte superiore a quella di un onesto lavoratore che ha fatto 40 anni di servizio,

Dopo le elezioni di giugno, ci saranno altre elezioni. Ma nella seconda tornata i pesaresi non saran... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è più il gettone di presenza», con l'autonomia di villa San Martino e la scissione tra Soria-Porto e centro-mare. «Con questo regolamento rispettiamo la legge, ma non rinunciamo a questa esperienza di partecipazione». Sulla città-cantiere, il sindaco, oltre alla parte legata ai disagi viari, ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno:

TERNI , se n'è... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal giornalista Sergio Rizzo, coautore con Gian Antonio Stella dell'ormai celebre libro-inchiesta sul mondo politico «La Casta» . «I giovani sono troppo spesso distratti, sfiduciati o indifferenti rispetto al tema della legalità ha affermato tra l'altro la dottoressa Chinnici che invece così pesantemente influenzerà la loro possibilità di crescere e di scegliere di essere liberi.

nostro servizio Esempio quasi unico, il governo turco non sembra risentire gl... ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nove osservatori in ogni seggio per un totale di un milione e mezzo di simpatizzanti; calcolando che l'importo minimo del gettone di presenza ammonta a due lire turche (meno di un euro), l'AKP spenderà circa 1,3 milioni di euro. Dal canto suo, il maggiore partito di opposizione (CHP, Partito Repubblicano del Popolo) utilizzerà tre osservatori in ogni seggio per un totale di 500.

Lotta ai deficit strutturali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia

Giunta e Consiglio si autotassano ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il sindaco aveva rammentato che due anni fa c'era stata una riduzione sempre del dieci per cento di quello che una volta era definito il gettone di presenza, con il ripristino delle quote è possibile finanziare interventi a sostegno dell'attuale momento di crisi che non risparmia,oltre agli immigrati stranieri, ma anche la cittadinanza locale.

GIANPAOLO RICCA BARONISSI. OPERE PUBBLICHE: PRESTO A BARONISSI IL PIù GRANDE ISTITUTO SCOLAS... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 28-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si tratta di un grande opera pubblica finanziata in parte dalla Provincia, che ha stanziato ben nove milioni di euro, e in parte da imprenditori privati con un sistema d'appalto particolare e innovativo. Si tratta infatti del primo caso in Italia di struttura pubblica che sarà realizzata con la tecnica di appalto denominata «leasing in costruendo».

vale oro la miniera verde dell'udinese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 88 a servizio di Marino. Che dire poi di Alexis Sanchez? Il Niño Maravilla conta già 25 presenze (delle quali 13 da titolare) in campionato, deve ancora esplodere e confermarsi all'altezza delle aspettative, ma il suo pedigree è di prestigio con 50 presenze collezionate negli scrosi due anni in cui ha indossato la maglia di una grande come il River Plate.

 ( da "Tempo, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica» L'AQUILA Continua la battaglia di Pio Rapagnà e Giovanna Forti per la riduzione dei costi della politica. I due promotori della proposta di legge di iniziativa popolare invitano i cittadini a «recarsi in massa a firmare la proposta di legge per dare un segnale forte e inequivocabile agli amministratori abruzzesi affinchè procedano senza perdita di tempo a ridurre

che c'azzecca qui da noi la lega nord? ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 4º circoscrizione i cittadini del territorio hanno a disposizione un "motore unico" dal quale migliaia di cittadini traggono delle risposte che mai avrebbero da qualsiasi sportello unico che sia,questo grazie a dei consiglieri,che lui chiama costi della politica,che al di la di qualsiasi schieramento politico,lavorano nel solo unico interesse dei cittadini amministrati.

SONO invalidi e resteranno invalidi. La loro patologia è compresa tra quelle per le quali n... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 29-03-2009) + 8 altre fonti
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli invalidi permanenti, quelli che non guariranno mai e che pure ogni mano con le loro carrozzine devono mettersi in fila per avere confermati i loro diritti. Una onlus ha calcolato quanto costa la mancata applicazione della legge 80 tra gettone di presenza alle commissioni e spese varie. Un'altra sprecopoli.

il gruppo di an diserta il consiglio comunale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tutte le proposte di delibera sono state votate all'unanimità. Il consigliere Alessia Rovere all'inizio della seduta ha fatto richiesta, subito accolta, di devolvere il gettone di presenza per le cure di Riccardo Rinaldi, il ragazzo di Plasencis colpito da una grave malattia.

MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei quiz. E allora perché ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che comunque finiscono per usufruire di un'appagante apparizione televisiva, il gettone di presenza più le spese non accantonare i premi in un fondo a favore di enti e associazioni le cui ricerche possono portare a risultati di cui tutti potremmo beneficiare? Gastone Capitoni, Castel Maggiore (Bologna)

La Francia trema ma Domenech resiste ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della ripresa e autore di un assist-gol, ha collezionato la sua 109ª partita in nazionale e diventa il secondo nella graduatoria di tutti i tempi, dietro il portiere Shilton, che ha 125 gettoni. Per lui l'abbraccio degli 85.000 di Wembley. Nell'ultimo raggruppamento, l'unico con cinque sole squadre, facile e fondamentale successo dell'Olanda sulla Scozia.

la questione morale, boomerang per fi ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Questioni che il consiglio aveva già affrontato, e sulle quali solo un dibattito aperto alla cittadinanza avrebbe forse potuto aggiungere qualcosa. Infine, il consiglio comunale ha deciso all'unanimità di devolvere i gettoni di presenza della seduta a favore della consigliera Manola Lucchesi, da tempo assente per malattia. Guido Bini

Fondo anti-crisi, no al taglio dei compensi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Potremmo inserire un contributo straordinario di noi amministratori, consiglieri comunali compresi. Tagliamo le nostre indennità e i nostri gettoni di presenza e inseriamoli nel fondo». Per rendere concreta l'idea, Tonon ha suggerito di inserire un emendamento ad hoc al bilancio di previsione.

Centrodestra sull'Aventinoe il Consiglio non va avanti ( da "Sicilia, La" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Udc Giuseppe Vinciguerra - non mira certamente a gonfiare il corrispettivo dovuto per i gettoni di presenza. Ma è un atteggiamento con il quale evidenziare di come in democrazia dignità imporrebbe che quando un sindaco non è appoggiato da una maggioranza, il suo dovere morale e istituzionale dovrebbe costringerlo alle dimissioni.

L'eternit condanna la palestra ( da "Sicilia, La" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ricoprendo pure incarichi dirigenziali all'Ipab "Gulinello Rizzo" e all'ospedale "Basso Ragusa" di Militello. Promosse un'azione civica per incrementare, con il supporto di un comitato, la dotazione dei posti letto nel presidio. Nell'autunno del '76 salvò un'anziana dalle fiamme, sprigionate da una vecchia stufa a gas, ricevendo una benemerenza al valor civile.

Berlusconi acclamato presidente "Serve un premier con più poteri" ( da "Quotidiano.net" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quello vero non quello falso della sinistra - dice - servirà, a regime, a ridurre gli sprechi, i costi della politica, a razionalizzare e a tagliare le spese inutili. Servirà ad abbassare le tasse ed è lì che metteremo le risorse del federalismo". Il federalismo, aggiunge, "non è un tributo alla Lega nè una mera redistribuzione di risorse".

Leggi la seconda parte ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: era dei finanziamenti a pioggia e degli sprechi inaugurando invece l?era della responsabilità. Quando sarà a regime, il federalismo ci porterà ad una riduzione delle spese inutili e quindi delle tasse, razionalizzerà le risorse indirizzandole dove ce n?

PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica, Cannavaro ha collezionato il 12... ( da "Stampa, La" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è anche ricordato per la tripletta segnata agli inglesi con l'Under il 24 marzo 2007 alla riapertura di Wembley. 123 PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica, Cannavaro ha collezionato il 123° gettone azzurro. Gliene mancano soltanto tre per raggiungere a quota 126 il recordman Paolo Maldini

Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo. ( da "Tempo, Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E abbiamo lavorato per costruire quello che oggi si presenta agli italiani: questo nostro nuovo grande partito moderato, liberale, nazionale, riformista, intorno al quale ruoterà la politica italiana dei prossimi decenni. Quali sono allora le missioni del nostro nuovo partito del Popolo della Libertà oltre quella di sostenere il governo e la sua maggioranza?

il pordenone spinge la sacilese a più tre ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 5), Warger 6, Rizzato Ribeiro 6, Rigatti 6, Tonelli 6.5, Marcolin 6. All. Genta-Ferrari. ARBITRO Savorgnani di Maniago, 5,5. MARCATRICE Al 45' Trifunjagic. PASIANO FRANCIACORTA 4 1 PASIANO Fagotto 6, Marcuzzi 6, Santonocito 6, Toppan 6 (Piccinin 6.5), Capalozza 6, Gobbo 6, Brendariol 6.

Un Mazzi da... Sanremo Penasa e Capretti super ( da "Arena, L'" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ausonia brinda a Trento e il La Rizza T.K. fa festa a Rossano Alessandro Mazzi, ventiduenne di Valeggio, cresciuto nel Pedale Scaligero, alla quarta stagione da Under, ha vinto a Sovizzo la "Piccola Sanremo". Si aggiunge ad un albo d'oro prestigioso (Marzio Bruseghin l'ha vinta nel 1996, Ivan Basso nel 1997), onorato dai veronesi Enzo Serpelloni (1981)

BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA ( da "marketpress.info" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ambito delle imprese private. L?assegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg Sud-est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse.

Beckham, un Diavolo per Capello ( da "Giorno, Il (Milano)" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un Diavolo per Capello Dopo il Milan, anche in Nazionale (gettone delle 109 presenze) David si è reso utilissimo alla causa Claudio Negri Milano IN PANCHINA per 45 minuti. Con Fabio Capello - occhialuto sguardo di paguro - come vicino (o quasi) di natica. Poi il segnale verde, gli applausi della gente.

Kazakistan/ Firmati accordi da 520 mln Usd per "nuova" Via ... ( da "Virgilio Notizie" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori 150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta,

KAZAKISTAN/ FIRMATI ACCORDI DA 520 MLN USD PER NUOVA VIA SETA ( da "Wall Street Italia" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori 150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta,

In pareggio il derby del NissenoReal Niscemi incontenibile ( da "Sicilia, La" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Genova Giuseppe, Caramanna, La Rizza, Giordano, Alfano, Lodato, Genova Antonino, Di Maria Piero, Strazzeri. A disp. Barone, Stagno, Rumeo Fabrizio, Rumeo Salvatore, Barbera, Di Maria Giuseppe. All. Angelo Genova. ARBITRO: Termine di Agrigento. RETI: 18' Capizzi, 32' Genova Antonino, 88' Rumeo Salvatore.

DRESSAGE. Gran giornata ad Equipolis con due vittorie nelle Saint Georges di Riccardo Sanavio con Uson ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dalla Rizza Chiara), 2. Quand Il Veut (Celadon Bianca), 3. Ramona (Coana Marco). BP60 - 1. Cappuccino (Serra Letizia), 2. For-Ever (Bruson Erik). B80 - Primi ex aequo - Bruson Erik, Callegaro Maurizio, Segatto Laura, Vianello Sara, Candeo Mariapaola, Anfodillo Chiara, Ravaglia Roberto, Callegari Michael, Montin Luisella,

31 marzo 2009 ( da "Foglio, Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzo & Stella, Sella & Mosca, Sofocle, Voltaire, Ivan Turgenev, Alessandro Baricco, Aristofane e il suo erede, Andrea Camilleri, Michail Bulgakov e la sua erede, Isabella Bossi Fedrigotti, Aristotele e le sue prolunghe, vale a dire Emanuele Severino con Vittorino Andreoli, ma altresì vorremmo avvisare Fedor Dostoevskij,

Provincia, stop alle maxicommissioni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: commissioni di 19 membri (il gettone di presenza è di 90 euro lordi per commissione). «La nuova regola - spiega Rossi - non avrà valore retroattivo. Tuttavia le commissioni non passeranno a 19 membri perché Roberto Lamagni (il fuoriuscito dal gruppo lumbard), Massimo Fainozzi (Rosa bianca) e Marco Zampriolo (Udc) hanno deciso di restare nelle sole comissioni di cui fanno già parte.

ALL'ASILO L'energia prodotta e mai pagata nSono il presidente d... ( da "Giornale di Brescia" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dello stanziamento dei fondi a disposizione, contro l'1,5% preventivato dal Governo. L'entità delle carte emesse è decisamente inferiore alle previsioni: 424.000, contro 1.300.000 famiglie calcolate dal Governo, evidentemente la maggior parte degli aventi diritto ha rinunciato o è stata esclusa a causa di criteri farraginosi,

stipendio ai consiglieri un'idea di baldassarre ( da "Centro, Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ricordare atteggiamenti e prese di posizione dei nostri rappresentanti politici in consiglio comunale. Così, leggere sulla stampa che il consigliere Valerio Baldassarre si fa paladino della battaglia per la riduzione dello stipendio dei politici è quantomeno stupefacente. Occorre ricordare che il Baldassarre è stato il proponente e primo firmatario della richiesta di istituzione dello "

Affidato il progettodi videosorveglianza ( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dell'impianto di videosorveglianza che sarà attivato sul lungomare Migliorini. Tre telecamere ad alta definizione terranno costantemente sorvegliato il lungomare. Il costo dell'intervento è di 18 mila 446 euro, finanziato con parte dei proventi delle infrazioni al codice della strada, messi a disposizione dell'amministrazione dal comando di polizia municipale che ha deciso di incrementare

il "paperone" è giannelli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dove sono presenti solo i gettoni di presenza da consigliere. E' vero che le entrate non sono elevate, ma d'altronde i primi anni per un giovane professionista non garantiscono grandi soddisfazioni dal punto di vista economico». Penultimo il consigliere del Fiume, Alessandro Corazza, studente universitario, con un reddito di 6 mila 98 euro che ormai appartiene a un'

E' Ceccarini la maglia nera delle presenze in consiglio ( da "Nazione, La (Livorno)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma anche la prassi di presentarsi e poi eclissarsi perché tanto il gettone di presenza, una volta registrato l'arrivo, viene pagato lo stesso. Importante infatti è rispondere all'appello perché tanto dopo non ci sono controlli stretti. Secondo i dati elaborati dall'ufficio di presidenza del consiglio comunale aggiornati al dicembre 2008, ma validi anche per i primi tre mesi 2009,

L'azienda sanitaria locale non rispetta la legge sulla privacy quando visita i pa... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è di assistenti sociali per esempio nel Dipartimento di salute mentale!) e dall'altro assottiglia ancor di più le casse aziendali già fortemente provate dalla crisi sanitaria regionale, visto che il dipendente per ogni servizio in Commissione percepisce un gettone di presenza». Secondo Raccogli la Asl non può non comprendere che la situazione che vive il paziente durante l'

ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo. Sono i punti... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un gettone di presenza in consiglio comunale proporzionato al tempo in cui i consiglieri rimangono all'interno dell'aula, eliminazione delle consulenze esterne, bilancio partecipato. Sempre ieri Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it insieme a Bene Comune sono tornati a parlare dell'Informagiovani augurandosi che il consiglio accetti la mozione presentata tra gli altri,

La politica si deve rinnovare ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma apprezzato ruolo nel consiglio di quartiere prima e di circoscrizione poi, non ha mai fatto vedere in casa uno straccio di "gettone" di presenza. No. Quello serviva per l'attività politica. Cos'è rimasto della Politica? Basta un'occhiata per rendersi conto che il cambiamento non ha prodotto una società migliore.

Consiglieri, 270mila euro per rimborsi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il costo per il Comune si aggira sui 270 mila euro. Il resto — circa 550 mila euro — sono soldi spesi per i consiglieri municipali. Costo che è cosa diversa dal gettone- presenza versato al Consigliere quando prende parte ai Consigli o alle commissioni.

Ma sul referendum Franceschini dà i numeri (sbagliati) ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anticasta Stella & Rizzo, aveva parlato di 400 milioni di euro di maggiori spese in caso di referendum elettorale fatto in altro giorno rispetto all'Election day. Senza preoccuparsi di verificare i «gonfiatissimi» e in parte risibili calcoli. Franceschini ha «cavalcato la tigre» ed i milioni sono diventati prima 460 ed ora 500 e soprattutto ha indicato l'

regione, taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del centro ( da "Centro, Il" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I cittadini chiedono la riduzione dei costi della politica Regione, taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del Centro PESCARA. Vicini alle 1.800 firme. Ieri sera, dopo le 22, la petizione on line del Centro per ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali aveva superato le 1.

Primo confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città | DIRETTA ( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali,

Redditi, "vince" l'architetto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nel 2007 ha dichiarato 6 mila euro, faceva lo studente e quindi l'unico reddito era quello derivante dai gettoni di presenza. Il prossimo anno sarà un discorso diverso: l'elezione in Regione gli garantirà entrate tali da schizzare ai primi posti. ldf

Il politico rimbalzato in Regione ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il politico rimbalzato in Regione Martedì 31 Marzo 2009, Alessandro Corazza, ultimo nella classifica dei redditi dei consiglieri comunali, nel 2007 faceva lo studente a Trieste e quindi le uniche entrate (6 mila euro) derivano dai gettoni di presenza. Eletto in Regione è pronto per il grande salto. Economico.

Primo confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città ( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali,

Confesercenti, Randazzoconfermato presidente ( da "Sicilia, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Salvatore Simone, Calogero Meli, Salvatore Scarpulla, Angela Mendola, Carlo Sulsenti, Umberto Graglia, Mario Rosario La Placa, Giuseppe Rizza, Annunziata Guglielmo, Marisa Cardinale, Liborio Lipani, Federico Buscemi, Salvatore Andolina, Alfonso Stella, Giovanni Buonasera, Antonella Robutti e Gerlando Salomone.

AL VIA IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL GIORNALISMO ( da "AgoPress" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incontro con Giuseppe Lo Bianco ANSA, Sandra Rizza freelance e Andrea Purgatori Corriere della Sera. Sarà presentato il libro Profondo Nero (Chiarelettere) di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, che svela inediti scenari sulla morte del giornalista De Mauro, di Pasolini e del presidente dell?

Primo confronto Rondoni-Balzani ( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali,


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"Italiani Brava Gente" a Firenze (sezione: Costi dei politici)

( da "superEva notizie" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

"Italiani Brava Gente" a Firenze Per un intero fine settimana, Venerdì 27 Sabato 28 e Domenica 29 marzo, Firenze risplenderà di punti di vista illuminanti sul contemporaneo del nostro paese, con il contributo di ospiti di grande valore[...] Per un intero fine settimana, Venerdì 27 Sabato 28 e Domenica 29 marzo, Firenze risplenderà di punti di vista illuminanti sul contemporaneo del nostro paese, con il contributo di ospiti di grande valore provenienti da tutta la penisola. La prima giornata vedrà protagonisti numerosi ospiti di spessore. Si comincia con Silvano Agosti, presidente di giuria del festival, che commenterà due pellicole fuori concorso: "Matti Da Slegare" e "Forza Italia!". Per discutere dei passaggi cruciali tra "Prima e Seconda Repubblica" interverranno alle ore 21:00, in un incontro gratuito, moderato dal giornalista e regista Italo Moscati, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, apprezzati autori del bestseller "La Casta - Così i Politici Italiani Sono Diventati Intoccabili". Chiuderà la prima serata la proiezione, ore 22:30, del documentario di Italo Moscati, "Il Paese Mancato", un racconto del nostro Paese negli anni segnati dal miracolo economico e dalla ricerca di una nuova identità. Nella giornata di sabato, a partire dalle 11:00 si susseguiranno le proiezioni dei cinque documentari in concorso: "Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, "Il Corpo delle Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, "Lost in Election" dei fiorentini Clemente Bicocchi e Lapo Ristori, "Alza La Testa!" di Piero Ricca, Franz Baraggino, Diego Fabricio ed Elia Mariano e "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio. Gli ultimi tre saranno seguiti dagli incontri con gli autori. Lo staff di "Italiani Brava Gente" ospiterà il pubblico per uno speciale aperitivo delle 19:30, in presenza degli ospiti del festival, al termine del quale il giornalista Antonio Capellupo presenterà il volume "Storia del Documentario Italiano" di Marco Bertozzi, in un incontro alla presenza dell'autore. Chiuderà la giornata un evento speciale, la proiezione alle ore 21:00 del pluripremiato "Cover Boy: l'Ultima Rivoluzione" di Carmine Amoroso, cui seguirà l'incontro con il regista ed il direttore della fotografia Paolo Ferrari, condotto dal presidente di giuria, Silvano Agosti. Nella giornata di chiusura, domenica 29 marzo, si ripeteranno le proiezioni dei documentari in concorso, che saranno accompagnati dagli incontri con gli autori de "Il Corpo delle Donne" e "Improvvisamente, l'Inverno Scorso". Alle 18:30 verranno proclamati i vincitori e chiuderanno il festival la proiezione de "Il Fare Politica" di Huge Le Paige e di "D'Amore Si Vive" di Silvano Agosti, che commenterà il proprio lavoro, moderato da Carlo Pastore. per maggiori info, clicca qui. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 27 marzo 2009 in: Festival News » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Consiglio sul bilancio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

SCHIVENOGLIA Consiglio sul bilancio SCHIVENOGLIA. Martedì alle 21 è di nuovo convocato il consiglio comunale per approvare il bilancio di previsione 2009. Il punto era stato rinviato in occasione della precedente seduta del 23 marzo, quando il sindaco Ghidini e la giunta avevano accolto l'emendamento presentato il giorno stesso dalle opposizioni, di abbassare l'addizionale comunale all'Irpef dallo 0,4 allo 0,3% decidendo, per trovare le necessarie risorse in bilancio, l'azzeramento di tutti gli stipendi di sindaco, vicesindaco, assessori e gettone di presenza dei consiglieri comunali. Il rinvio si era reso necessario per apportare le conseguenti e necessarie modifiche allo strumento economico e finanziario dell'ente. (r.b.)

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Perenzin apre il comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Perenzin «apre» il comune Più trasparenza, su internet e con i consigli in video FELTRE. Grazie a internet il comune è a più trasparente e più vicino ai cittadini ma la strada perché il municipio sia una vera casa di vetro è ancora lunga. Un passo in avanti però si può fare subito. Ne è convinto il consigliere di Sinistra Paolo Perenzin che lunedì in consiglio presenterà un ordine del giorno per introdurre alcune novità proprio in nome della trasparenza. «Nel sito del comune ci sono già molte informazioni», premette Perenzin, «ma si può fare di più, per esempio aggiungendo il quadro delle presenze ai lavori consiliari, un quadro dei voti espressi su ogni atto, gli incarichi ricoperti da ciascuno, lo stipendio o i gettoni di presenza percepiti dal comune. Ma si può anche rendere più facile il sistema di consultazione delle delibere», prosegue Perenzin, «e semplificare i documenti economici come il bilancio e la programmazione finanziaria dell'ente per poi metterli a disposizione di tutti per la consultazione». Perenzin solleciterà l'aula a prendere posizione anche sulla questione delle riprese audio-video delle sedute di consiglio, sollecitate a più riprese dai cittadini. «Credo che si possa fare almeno uno studio di fattibilità», conclude il consigliere, «per verificare se si possono mettere su internet le immagini o se si può ricorrere ad una tv locale. Proporrò che entro un mese dall'approvazione dell'ordine del giorno sia portata in aula una relazione, così da poter ragionare sul da farsi».

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il comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 10 - Udine Il Comune: impraticabile la proposta del fondo di solidarietà con i gettoni dei consiglieri La polemica MARTIGNACCO. Non è piaciuta all'amministrazione comunale di Martignacco la proposta dei consiglieri Edi Picco e Marco Quai di attivare un fondo di solidarietà con le indennità degli amministratori comunali. «Spiace - dice il sindaco Marco Zanor a nome di tutta la giunta - constatare che una situazione così difficile come quella della Safilo venga sfruttata per lanciare messaggi demagogici attraverso proposte impraticabili. Sono stati comunicati dati che non hanno nulla a che fare non le cifre reali. Basti pensare che le indennità dei consiglieri attualmente in carica, nel 2008 sono ammontate a 3.300 euro al netto delle tasse». La cifra ipotizzata da Quai e Picco di 200 mila euro, quindi non troverebbe riscontri. «Servono invece della azioni concrete - tuona ancora il sindaco - come quelle intraprese dalla mia giunta. Abbiamo infatti attivato una progettualità a livello di ambito socio assistenziale che riguarda anche i dipendenti senza ammortizzatori sociali. Abbiamo coinvolto anche l'Inps, e l'Anci in merito all'eventuale anticipazione della cassa integrazione speciale, da parte dei comuni». Il primo cittadino non risparmia neanche una frecciata all'indirizzo di Quai e Picco. «Buttare fumo negli occhi non fa bene a nessuno soprattutto a quelle persone che stanno rischiando un posto di lavoro. Non abbiamo bisogno di scoop - prosegue - ma di unità di intenti con la giunta comunale e con tutti quei soggetti che stanno cercando insieme soluzioni per ovviare le conseguenze delle crisi». Insomma risposte concrete. «Ci attiveremo, ad esempio, per sensibilizzare i cittadini di Martignacco a firmare, in sede di dichiarazione dei redditi, per il 5 per mille a favore del Comune per la creazione di un vero fondo di assistenza solidale per tutte le persone bisognose». (e.b.)

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spoltore, bilancio comunale forza italia propone i tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 21 - Cronaca Spoltore, Bilancio comunale Forza Italia propone i tagli SPOLTORE. Spendere di meno, per le indennità dei politici, per nuove assunzioni e per il festival "Spoltore Ensemble", con l'obiettivo di ridurre dallo 0,45 allo 0,28 per mille il balzello dell'addizionale Irpef che grava sui cittadini. E' una delle proposte anti-crisi avanzate dal gruppo consiliare di Forza Italia, contenuta in un emendamento presentato al Consiglio comunale per chiedere la modifica del bilancio di previsione 2009, che andrà in aula entro metà aprile. I consiglieri Enio Rosini, Roberto D'Intino e Moreno Cascini suggeriscono alla giunta Ranghelli di togliere le seguenti voci di spesa: 30mila euro per assunzione messoautista; 6mila per addetto stampa; riduzione di 50mila euro degli stipendi dei rappresentanti istituzionali (su un totale di 220mila); taglio di 10mila euro (su 50mila) dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali; 65mila destinati alla rassegna estiva Ensemble, più altre spese, per un risparmio complessivo di 232mila euro. «La somma potrebbe essere utilizzata» si legge nell'emendamento proposto da Forza Italia «per un abbattimento dell'addizionale Irpef, con una percentuale di riduzione dell'imposta del 38 per cento». Ora la parola passa alla maggioranza. (g.d.l.)

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Foggia, Palombo, Bocchetti: ecco la nazionale dei peones (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 74 del 2009-03-27 pagina 40 Foggia, Palombo, Bocchetti: ecco la nazionale dei peones di Marcello Di Dio nostro inviato a Firenze Berlino è sempre più lontana. Nell'Italia, a tre anni dal trionfo tedesco, si respira aria di rinnovamento. Inevitabile tra gli infortuni (se ne contano otto in questo raduno) e le rinunce ad alcuni campioni del Mondo, da tempo ai margini del gruppo azzurro. Un'Italia nuova, dunque, ma il solito Lippi. Molto irritato dal fatto che si continui a parlare sin dall'inizio del raduno fiorentino di Amauri e Cassano, «fantasmi» ingombranti che aleggiano sul futuro (sicuro o quasi per il brasiliano, impossibile per il barese) in Nazionale. Al ct non piace l'idea di un'eventuale contestazione a Bari per l'assenza di Totò (anche se gli ultras della squadra pugliese hanno assicurato agli azzurri solo tifo e incitamento) e non gradisce che l'attenzione venga spostata dal gruppo che sta nascendo. L'undici che dovrà affrontare il decisivo doppio impegno con Montenegro (domani a Podgorica) e Irlanda (mercoledì prossimo allo stadio San Nicola) comprende «solo» sette reduci della vittoria mondiale - otto se si considera Amelia, riserva di Buffon -. Se la difesa pare obbligata (con l'esordiente Motta che ha piacevolmente sorpreso lo staff azzurro e si candida a prima riserva di Zambrotta), la novità vera sarà Palombo, buttato allo sbaraglio a Ferragosto 2006 nella «sperimentale» di Livorno, che rappresentò l'esordio dell'era Donadoni, e ora «ripescato» con i gradi di vice Gattuso al fianco di Pirlo e De Rossi. «I miei idoli - precisa il sampdoriano con un possibile futuro nella Fiorentina - e sarà un sogno giocare al loro fianco. D'altronde ho sempre preferito compagni di reparto italiani, sono tanti i bravi centrocampisti di casa nostra». E a Coverciano ce ne sono alcuni che scalpitano, dai redivivi Brighi (una sola presenza con Trap nel 2002 a Trieste contro la Slovenia) e Foggia (due gettoni azzurri, l'ultimo a Siena con il Sudafrica un anno e mezzo fa) al talentino viola Montolivo, attualmente però in cattive condizioni di forma. Diverso il discorso di Di Natale, trait d'union tra la gestione Donadoni e quella bis di Lippi. Guardando la batteria offensiva schierata dal ct viareggino nelle prime sette partite, l'ala dell'Udinese è sempre partito titolare (unica eccezione la partita con la Grecia del novembre scorso, ma non fu nemmeno convocato a causa di qualche guaio fisico). Sarà così anche in Montenegro, dove affiancherà un altro pezzo di Udinese (Pepe o Quagliarella, provati entrambi a ripetizione nei primi tre giorni di lavoro) e Iaquinta. Lo juventino fa gruppo proprio con gli ex compagni di squadra - ai quali ha chiesto anche di fermare domenica prossima l'Inter per riaprire la lotta scudetto - e in assenza di Toni e Gilardino sarà il terminale principale dell'attacco azzurro. Giuseppe Rossi, per il quale il ct stravede, verrà tenuto in caldo per l'Irlanda, il Pazzini già convincente avrà bisogno di ambientarsi ancora un po'. Il giocatore calabrese fu la mossa a sorpresa di Lippi in Scozia nel 2005 (quando fece coppia con Vieri) e da allora è stata una presenza costante nelle convocazioni del ct viareggino. A Iaquinta, mai schierato da punta centrale in azzurro, verranno chiesti i gol per scardinare la difesa montenegrina ma finora in azzurro se ne conta uno solo (con il Ghana nella prima partita del Mondiale tedesco) in 25 partite. «Non mi sento inferiore a nessuno, ora che sto bene e gioco con continuità nella Juve», il grido di battaglia del calciatore bianconero. Che non teme l'arrivo di Amauri («lo aspetto ma forse ha sbagliato a parlare troppo della vicenda del suo passaporto») né quello eventuale in bianconero di Cassano («giocatore importante, ma decide la Juve chi acquistare»). Con buona pace di Lippi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Luca Francescangeli Maria Stella e Danila hanno una cosa in comune: i loro figli hanno bisogno di terapie continue, perché sono nati meno fortunati di altri. (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Luca Francescangeli Maria Stella e Danila hanno una cosa in comune: i loro figli hanno bisogno di terapie continue, perché sono nati meno fortunati di altri. Sono due storie che abbiamo raccolte al centro Riah, la struttura sanitaria privata che si occupa di riabilitazione dell'età evolutiva e che da anni è in attesa di accreditamento da parte della Regione Lazio. Una vicenda di cui ci siamo occupati spesso negli ultimi mesi e che coinvolge non meno di 1250 bambini a Rieti e dintorni, a cui viene di fatto negato il diritto alla salute e a ricevere adeguate cure mediche. Maria Stella Grillo (nella foto a destra) ha un figlio di 13 anni, chiamiamolo Giacomo, che dalle elementari soffre di disturbi d'apprendimento e di linguaggio. Giacomo viene al Riah tre volte a settimana da circa due anni, dopo aver fatto sei mesi di terapia, in terza elementare, all'interno del servizio Materno Infantile della Asl, un servizio che non riesce a tenere il passo delle richieste d'intervento. «Per accedere alle cure pubbliche, bisogna mettersi in lista d'attesa e dopo sei mesi di terapia, torni in fondo alla lista – spiega Maria Stella – Questo significa che i bambini rimangono anche anni senza terapie, almeno che i genitori decidano di portarli a Collevecchio (l'unico centro accreditato del territorio, che dista un'ora e un quarto dal capoluogo ndr) oppure fuori provincia». E Maria Stella non può davvero permettersi troppe trasferte visto che è separata, ha un contratto a progetto e deve già pagare 200 euro al mese per una parte delle terapie erogate dal Riah a suo figlio. Dello stesso segno, la storia di Danila Nobili (nella foto a sinistra) che ha due gemelline, A. e S., bionde, vivaci e con problemi di apprendimento. Le due bambine hanno otto anni, sono in terza elementare, ma ancora non sanno quasi leggere e scrivere. Fanno terapia due volte a settimana al Riah, con mamma Danila che le porta e rimane con loro finché non finiscono. «Nella sfortuna sono stata fortunata – ci racconta Danila – perché le cure per le mie gemelle rientrano nel ristretto numero di quelle che il Riah può fornire gratis grazie alle convenzioni con la Asl e con la Provincia. Altrimenti ci vorrebbero circa 500 euro al mese. Ma nella nostra famiglia lavora solo mio marito, che fa il muratore, e dobbiamo anche pagare l'affitto di casa». Maria Stella e Danila, come tutte le altre mamme e papà che ogni giorno vengono al Riah, aspettano con ansia l'accreditamento regionale promesso e mai arrivato. Per stare finalmente tranquille, per poter guardare i propri figli senza l'angoscia del futuro.

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Quanto ci costano tutti i premi letterari (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Quanto ci costano tutti i premi letterari Cene, giurie, ospiti: al Grinzane erogati 8,5 milioni dallo Stato Ma agli altri, «Strega» compreso, bastano centomila euro Rachele Zinzocchi Premi letterari: business o investimento utile a promuovere cultura? La domanda s'impone dopo lo scandalo del Grinzane Cavour. L'abbiamo girata a chi li organizza, i premi. Quanto costano? Le risposte, dopo aver superato le resistenze iniziali e i prevedibili appelli alla privacy su un argomento spinoso ma che esige trasparenza, delineano un quadro chiaro. «Il problema non sta nella quantità dei finanziamenti erogati, ma nel modo in cui questi vengono usati», spiega Giuliano Vigini, direttore dell'Editrice Bibliografica, l'osservatorio su tutto quanto si pubblica in Italia, e Presidente del Premio "Alassio Cento Libri". «In genere i budget non sono alti. Quasi mai superano le poche centinaia di migliaia di euro: il minimo per dar vita alla complessa macchina di un premio letterario, tra cene di gala, inviti a giuria e ospiti, eventi collaterali. Da stigmatizzare sono quei premi che non danno garanzie sulla qualità della giuria e sull'entità, anche economica, dei premi per i vincitori. E poi forse di Premi ce ne sono fin troppi in certi settori, come la poesia, mentre mancano in altri. I traduttori, ad esempio, un Premio lo meriterebbero". Insomma, conclude Vigini, "i Premi importanti e seri non sono più di un centinaio. Ma guai a condannare quelli - la maggior parte - che operano con trasparenza e correttezza nell'interesse di autori, editori e lettori. Questi andrebbero forse sostenuti ancora di più". Il Premio presieduto da Vigini si attesta quasi sul minimo: "Abbiamo un budget di circa 100.000 euro, fornito per la maggior parte dal Comune di Alassio e, per il resto, da qualche sponsor. Ma riusciamo a realizzare una grande manifestazione: a presentare c'è Gerry Scotti, che per fortuna è un amico". Spiccioli rispetto ai milioni di euro di cui il Grinzane avrebbe beneficiato. "Finanziamenti per 8,5 milioni di cui 6,874 già erogati", ha precisato Sandro Bondi, "concessi dal Ministero dei Beni Culturali nel corso degli anni". Ancora più povero l'ottimo "Acqui Storia", giunto alla 42ª edizione con nomi in carnet quali Bobbio e Spadolini. "Nel 2008 il nostro budget è stato di circa 90.000 euro", dice Carlo Sburlati, Assessore alla cultura di Acqui Terme e anima dell'alloro. "Abbiamo premiato Vittorio Feltri, Uto Ughi, monsignor Fisichella. Ma potevamo contare solo su 20.000 euro dalla Regione (meno dell'anno precedente, quando il finanziamento era stato di 30.000), 47.000 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e circa 15-20.000 dal Comune di Acqui Terme e altri sponsor privati". Persino il "Campiello", che pure ha il sostegno di Confindustria Veneto, non stappa bottiglie di champagne. "Il nostro budget è di poco superiore ai 500.000 euro, ma sempre lontano anni luce dalle cifre del Grinzane", spiega Alessandra Pivato, Presidente del Comitato di Gestione. "Le cifre a disposizione sono volta a volta proporzionate alle possibilità degli imprenditori. Quest'anno abbiamo il 20% in meno. I finanziamenti pubblici sono solo il 10% del budget totale. Provengono dalla Regione Veneto e sono riservati interamente al Campiello Giovani". La parola d'ordine è dunque "sobrietà. Su tutto ci muoviamo con grande attenzione. I nostri gettoni di presenza sono bassissimi". Stringe la cinghia anche lo Strega: i centomila euro che di norma gli servono sono ridimensionati, per la diminuzione del contributo pubblico. E dallo sponsor fondatore, gli Alberti del blasonato liquore, ormai giunge poco. Ancor più austero un altro premio storico, il "Viareggio": "Il nostro budget si aggira sui 100.000 euro", precisa il Presidente Rosanna Bettarini. "In base allo statuto siglato tra il sindaco di Viareggio e il fondatore storico Leonida Repaci, la città si è assunta l'onere e onore di finanziare un premio di gloriosa tradizione. L'Assessorato alla cultura garantisce l'autonomia della giuria che, come il Presidente, non maneggia denaro, ma si limita a stabilire il calendario e i libri meritevoli del premio. Il budget è davvero ridottissimo, per garantire il decoro minimo".

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Basta mondanità e vincitori annunciati (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Walter Pedullà Basta mondanità e vincitori annunciati «Attenzione a non buttare via il bambino con l'acqua sporca. Distinguere i premi con budget milionari e finanza allegra da quelli poveri che però agglomerano interesse per i libri dove langue». Walter Pedullà ha insegnato letteratura italiana per 50 anni alla «Sapienza» di Roma ed è stato nelle giurie di Campiello, Viareggio, Scanno, Mondello, Strega, che lo vede attualmente tra la schiera dei 500 Amici della Domenica, i grandi elettori inseguiti dalle case editrici in cerca di voti. Professor Pedulla, si è stufato dei premi letterari? «Stufato non è la parola giusta. Ma distinguo sempre di più. Dello Strega, per esempio, mi piace l'opportunità che mi dà di incontrare scrittori, intellettuali, editori. Ma altri premi apprezzo di più». Quali? «Quelli piccoli. Costano non più di 10 mila euro. Ai giurati non danno gettoni di presenza, ai premiati un gruzzoletto di 1500 euro, e talvolta meno». Dove si fanno? «Molti al Sud. Il Siderno e il Palmi in Calabria. A Roma, l'Orient Express ha insignito grandi poeti. Poi c'è il Penna, in Toscana, il Penne in Abruzzo». Come funzionano? «Privilegiano, invece dei galà, le letture degli autori, i dibattiti. Un paese intero, per uno o due giorni, si riunisce attorno a un tema culturale. Piccole comunità si animano per la presenza di un grande autore. La promozione suscita reazioni. Che fanno bene alla letteratura». Insomma, invitano a leggere. «Sì. Prenda il Premio Bari. Di ciascuno dei cinque finalisti il Comune compra 500 copie, date in lettura agli studenti. Che devono giudicare». Lo Strega è sotto accusa. Circola già il nome del vincitore, Daniele Del Giudice. «Penso che non vincerà. Ma il polverone sollevato, unito al caso-Grinzane, dà una spallata al sistema. Occorre saggezza. I premi servono, basta saperli gestire».

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(sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Elezioni Tagli della politica, la replica di Andreatta: «Non fanno mai nulla» «Nel centrodestra recordman di commissioni» «Chissà come mai ogni proposta di taglio ai costi della politica viene archiviata dai consiglieri del centrodestra sotto l'etichetta "demagogia"». Alessandro Andreatta , sindaco reggente e candidato del centrosinistra autonomista affida al suo blog una replica alle accuse della minoranza. «Allungare la durata (e ridurre le sedute) del consiglio comunale è demagogia, riorganizzare le commissioni è ancora demagogia. Diciamo pure che, come s'è visto in questi anni, con le nostre minoranze si va sempre sul sicuro: qualunque sia la proposta, non è mai quella giusta. A pensar male, viene il sospetto che per il centrodestra l'importante sia non far niente, non cominciare mai e poi addossare la colpa alla maggioranza. Ne prendo atto, ma non ho alcuna intenzione di farmi scoraggiare». «E comunque - aggiunge condividendo il ragionamento con Michelangelo Marchesi (Pd) - il consiglio comunale lungo è una consuetudine diffusa in tutti i Comuni del nord Italia. Che problema c'è a imitare il comportamento virtuoso dei nostri vicini di casa? Forse i consiglieri di centrodestra temono di non riuscire a tener desta l'attenzione per 5 - 6 ore?». Altre due considerazioni. «Suona quanto meno strano sentire la minoranza difendere il numero delle commissioni e tuonare contro l'aumento dei commissari perché proprio tra i banchi della minoranza siedono dei veri recordman, che trovano posto anche in quattro commissioni (riferimento a Manuali, ndr) e dunque percepiscono gettoni di presenza plurim». Infine una stoccata a Pino Morandini: «Certo, lui non si impressiona di fronte a questi poveri tagli, visto che la Regione ha già accantonato per il suo vitalizio da consigliere provinciale una somma cospicua». 27/03/2009

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Pochi assenteisti tanti i consiglieri sempre presenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

gettoni di presenza Pochi assenteisti tanti i consiglieri sempre presenti Sono state quattordici l'anno scorso le sedute del consiglio comunale di Arco: una in gennaio, due in marzo, una in aprile, due in maggio, due in giugno, una in luglio, due in agosto, una in ottobre e due in dicembre. In questi giorni sono stati liquidati i gettoni di presenza (75 euro per seduta) per una spesa complessiva di 24.450 euro. Naturalmente questa è anche l'occasione per valutare le presenze (e le assenze, di conseguenza) dei consiglieri comunali arcensi alle riunioni del civico consesso. Balza subito all'occhio al riguardo il fatto che tanti sono stati nel 2008 i consiglieri che hanno fatto l'en plein. Insomma molti sono stati presenti a tutte le 14 sedute. Ecco i nomi dei più diligenti: Claudia Angelini (Partito Democratico), Michela Calzà (Pd), Marco Mancabelli (Pd), Franco Michelotti (Unione per Arco), Bruna Todeschi (Unione per il Trentino), Ricky Zamnpiccoli (Verdi), Mario Caproni (Lista per Caproni), Sergio Prandi (Leali), Giovanni Signoretti (Upt), Maurizio Zambarda (Partito Rifondazione Comunista). Hanno registrato 13 presenze invece Angioletta Maino (Alleanza Democratica Arco), Franco Miori (ex Margherita), Andrea Bernardis (Arco nel cuore), Alberto Corradini (Verdi), Igor Leoni (Pd). A quota 12 presenze: Claudio Del Fabbro (Alleanza Nazionale), Marco Santoni (An), il compianto Mario Miorelli (Unione per Arco), Fabio Zanetti (Progetto per Arco-Ppe). Undici presenze per Massimo Amistadi (Upt), Nilla Bertamini (Pd), Severino Bombardelli (Leali), Haim Portugheis (Lista per Caproni) e Marco Rigo (Upt). Marco Ioppi (Upt) ha collezionato 10 gettoni seguito da Marco Michelotti (Pd) e Cristina Berlanda (Lega Nord) a quota 8, Roberto De Laurentis (An) con 6 e Roberta Angelini (Verdi) e Arrigo Pascal (Upt) con una sola presenza. Bisogna tener presente di dimissioni e surroghe registrate l'anno scorso. De Laurentis si è dimesso per presiedere la Fondazione Comunità di Arco, Roberta Angelini da consigliere è entrata in giunta al posto di Fabrizio Miori, Arrigo Pascal è entrato in consiglio di recente. 27/03/2009

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è in crisi la cultura che va in piazza - simonetta fiori (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 52 - Cultura è IN CRISI LA CULTURA CHE VA IN PIAZZA inchiesta/se i grandi eventi non sono più un modello intellettuali o divi? E ora Da Modena a Bologna a Roma. Risorse limitate Rivalità. Nervosismi. Appetiti di partito Su molte iniziative di questa fiorente industria si addensa la paura della débacle I costi oscillano da quarantamila a tre milioni di euro. Ma i ritorni economici nelle città sono molto elevati: in certi casi anche dieci volte l´investimento iniziale L´entusiasmo di Zygmunt Bauman Lo scetticismo di Gianarturo Ferrari Laterza: "Le difficoltà accrescono la domanda delle rassegne più serie e argomentate" SIMONETTA FIORI Festival sull´orlo di una crisi di nervi? Prima la zuffa tra la crème filosofica e la Fondazione San Carlo per la piazza di Modena. Poi il "caso Bologna": il festival della politica prima annunciato da Giuseppe Laterza, poi smentito a causa dell´improvviso ritiro del finanziamento da parte di Fabio Roversi Monaco. Infine l´ultimo capitolo di questa nevrotica saga festivaliera, con il giallo di Piergiorgio Odifreddi, che ieri denuncia turbato il suo licenziamento dalla rassegna della matematica («Ho nel computer la mail con cui Fuortes mi fa fuori»), oggi a sorpresa cambia la sua versione, ostentando divertita indifferenza. Che cosa succede nell´effervescente festivalificio italico, vanto nazionale dell´Italia municipale, orgoglio patrio che da Chiasso a Trani, da Trento a Lucera, da Pordenone a Genova vanta oltre milleduecento festival all´anno (trentatré gli appuntamenti più importanti)? Un´industria fiorente, i cui costi oscillano da quarantamila/cinquantamila euro per le manifestazioni più piccole ai tre milioni del festival della Scienza (dati ricavati da Effettofestival di Guido Guerzoni), con un ritorno economico immediato sul territorio che in qualche caso (Festival dell´economia) supera il doppio dell´investimento, e per il Festivaletteratura di Mantova, madre di tutti i festival, addirittura lo decuplica (ricerca dell´Irer a cura di un´équipe della Bocconi). Un fenomeno in crescita vertiginosa, che dilaga e raccoglie un crescente seguito soprattutto nel Nord e nel Centro dello Stivale, là dove è più forte una storia comunale e una cultura civica. «Un torreggiante monumento al pensiero italiano e ai suoi protagonisti», ci dice Zygmunt Bauman, entusiasta habitué dei nostri festival. «Il sogno di ogni intellettuale degno di questo nome». Ma se davvero è un importante tributo alla tradizione italiana, dobbiamo ricavarne che il genio nazionale è a pezzi? Oppure è impazzita la politica, che ha allungato i suoi appetiti golosi anche su queste attraenti piazze mediatiche? O, più semplicemente, s´è consumata una formula mediatica affidata al tripudio di Nobel e intellettuali-divi, lanciati in uno star system culturale afflitto da eccitazione e megalomania? La crisi è in parte attribuibile alla débcle economica. Scarseggiano le risorse pubbliche, latitano le fondazione bancarie. Una penuria generalizzata che addirittura ha fatto temere la trasformazione in edizione biennale del Salone del libro torinese, ipotesi poi superata. «La crisi economica si fa già sentire», dice Giuseppe Laterza, l´editore che più ha investito nell´officina festivaliera. «Bisogna fare i conti con finanziatori più prudenti. Ma è la stessa crisi che accresce la domanda di festival seri e argomentati». In queste settimane si decide il destino di alcune rassegne. Tuttavia la penuria di fondi può essere anche un pretesto per affossare od occupare palcoscenici appetibili. Dietro la crisi economica s´è rifugiato Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo, per liquidare il festival bolognese. Ma chi può escludere che la rassegna della politica sia stata bruciata da chi non apprezzasse l´esclusione annunciata dei politici di professione? Da un ridimensionamento di fondi nasce la rissa che ha animato violentemente la cittadella filosofica di Modena. Poi la contesa ha rivelato competizioni e antagonismi all´interno della stessa sinistra emiliana. «Il festival fa gola a molti», denunciò in quei giorni il suo supervisore scientifico Remo Bodei. I festival mobilitano decine di migliaia di persone, procurano consenso. Possono ingolosire. Tra i primi a comprenderlo fu Walter Veltroni, princeps maximus della capitale, che nella cultura investì ogni anno circa cinquanta di milioni di euro. Attraverso l´inarrestabile festivalificio dell´Audodirium passava la sua identità di primo cittadino, e non è facile per i suoi successori sfruttare una miniera sottraendola all´immagine ingombrante del fondatore. Lo stesso problema si pone in altre realtà di mutata geografia politica. Ad esempio nella Sardegna del "dopo Soru": come non sprecare un tesoro festivaliero legato indissolubilmente al dominus di Tiscali? I festival nascono in amministrazioni di sinistra, più inclini agli investimenti culturali. La relazione tra gli intellettuali e quella parte politica è storicamente più forte e consolidata. Non è da escludersi che l´attuale sfilacciamento festivaliero sia prodotto anche da uno spaesamento più generale di una "sinistra invertebrata", incapace di tradurre in seria politica culturale incontri destinati - secondo un severo Goffredo Fofi - ad animare un immenso karaoke. Un fastidioso "rumore di fondo", l´ha definito di recente lo studioso, che s´è bruscamente licenziato dalla rassegna teatrale di Napoli. I festival come un karaoke? «I festival consumano idee e consumano le persone», dice Marino Sinibaldi, protagonista di molte rassegne e spesso in collegamento con Fahrenheit dalle piazze principali. «I Nobel sono sempre gli stessi, così le star. Il rito tradizionale, affidato al fascino dell´incontro con il "monumento", ha esaurito la sua forza propulsiva; se non cambia, rischia di tradursi in consumismo e autocelebrazione, quando non in una ridicola caccia al Nobel». Però il festival mantiene meriti insuperati, aggiunge Sinibaldi. «Ha interrotto il lungo inverno dell´Italietta intellettuale comandata da ristrette élites, da salotti chic e dalle pagine culturali». Ma il pueblo festivaliero, argomenta Gianarturo Ferrari, palesa profili culturali piuttosto elitari, include "coloro che sono già entrati nel recinto sacro". «La falla strutturale che colpisce l´Italia è la scarsa circolazione dei libri», dice il direttore generale della Mondadori, critico ante litteram del format festivaliero. «è qui che occorre investire i soldi, progettando un piano organico e pluriennale di promozione della lettura». L´usura della formula spinge gli inventori dell´archetipo a trovare nuove soluzioni. «Meno star e più talenti sconosciuti», dice Marzia Corraini, tra le fondatrici del Festival di Mantova. «Questa è la nostra nuova direttrice, segnata prevalentemente dallo scouting. Abbiamo inventato un genere, e siamo molto felici che sia stato copiato in tutta la penisola. Però già dalla scorsa edizione stiamo sperimentando altre strade». Secondo Laterza, l´attuale crisi avrà l´effetto di selezionare le iniziative più solide. «Il "modello Soria", praticato nelle iniziative del Grinzane, può servire da ammonimento: basta con le tavole rotonde affollate di premi Nobel e divi internazionali, che magari hanno poco da dire. Occorre mettersi al servizio delle città, comprendendone idiosincrasie e propensioni». Sbagliato dunque demonizzare indiscriminatamente il festival. «Sono l´unica alternativa alla monocultura televisiva, un possibile traghetto verso la ricerca intellettuale», dice Laterza. Sempre che il festival rimanga fedele alla sua radice di festa, dal latino festivus, piacevole, festivo. E non si traduca in farsa degli equivoci o sceneggiate bugiarde, come insegna l´ultimo capitolo di questa sovreccitata saga festivaliera.

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un paese allo specchio - david fiesoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 26 - Spettacolo Un Paese allo specchio Al via "Italiani brava gente", rassegna del film documentario Si apre oggi a Firenze una tre giorni di proiezioni e incontri. Fra gli ospiti Stella e Rizzo DAVID FIESOLI FIRENZE. E' l'Italia che va. Anzi, che non va. E si mostra allo specchio ma sul grande schermo, per quanto piuttosto brutta. Sia che si parli di diritti, di donne, di omosessualità, di informazione, di elezioni e di criminalità organizzata, emerge la voglia di lottare. Emerge attraverso gli occhi attenti di giovani registi: lottare contro l'immobilità della politica, delle istituzioni, e la sostanziale incapacità dei media tradizionali a rappresentare il vero volto del Paese. Perchè da riflettere c'è parecchio sulla società italiana oggi, e la prima edizione del festival "Italiani brava gente", a Firenze all'auditorium Stensen da oggi a domenica, ha esattamente questa intenzione, attraverso film, documentari, incontri e un concorso che premierà il documentario più significativo. Iniziamo dai documentari arrivati in finale: sono cinque, selezionati tra un totale di cento. "Improvvisamente, l'Inverno Scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi mette sul grande schermo le speranze e le delusioni di due cittadini italiani, una "coppia di fatto", alle prese con il crescente sentimento di omofobia e la proposta di legge dei Di.Co. lanciata nel 2006 dal governo Prodi: un viaggio alla ricerca dei giudizi e pregiudizi degli italiani sui diritti civili e le libertà individuali. "Il Corpo Delle Donne" di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, riflette sull'immagine della donna nell'Italia contemporanea, attraverso i volti e i corpi femminili che vediamo ogni giorno in tv, e non c'è da stare allegri: cinquanta anni fa, Anna Magnani diceva al truccatore che prima del ciak stava per coprirle le rughe: "Lasciamele tutte, ci ho messo una vita a farmele". Ma oggi, quali sono i modelli femminili di riferimento? E ancora,"Lost In Election" dei registi fiorentini Clemente Bicocchi e Lapo Ristori immortala la campagna elettorale di Firenze per le politiche del 2008, le prime elezioni del "voto utile" per capire le nuove "motivazioni" della politica italiana, di fronte al sempre crescente scetticismo da parte dei cittadini. "Alza La Testa!" di Piero Ricca, Franz Baraggino, Diego Fabricio ed Elia Mariano parla di Milano e di un gruppo di giovani che, stufo dell'inaffidabilità dell'informazione italiana, decide di rompere il muro di gomma e di chiedere spiegazioni ai potenti: si arma di volantini, telecamere, megafoni e incontra faccia a faccia politici, ministri, giornalisti, uomini d'affari affrontando i temi più scottanti dell'attualità italiana. Infine "Vota Provenzano" di Salvatore Fronio, originalissima indagine sulla mafia, attraverso una finta campagna elettorale per Bernardo Provenzano, il boss mafioso rimasto latitante per oltre quarant'anni, che si candida a Primo Ministro per il paese con un suo schieramento dal nome "La Grande Famiglia Italiana". Domenica la premiazione: il vincitore si aggiudicherà una borsa di studio da tremila euro. Tra gli eventi speciali del festival spicca l'incontro di stasera alle 20.45 con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori dei best seller "La casta" e "La deriva", ma altri eventi speciali sono dedicati ai membri della giuria: venerdì sarà presentato il documentario "Il Paese Mancato" di Italo Moscati, sabato Marco Bertozzi incontrerà il pubblico per presentare la sua "Storia del Documentario Italiano" (Marsilio), e domenica saranno proiettati i documentari "D'amore si vive", capolavoro di Silvano Agosti, e "Il Fare Politica" di Hughes Le Paige, un racconto lungo 22 anni sull'evoluzione umana e politica di un gruppo di militanti del Pci in un paesino della provincia fiorentina. Ad aprire la manifestazione sarà il lavoro di Pier Paolo Pasolini "Comizi d'amore". Info www.italianibravagente.info.

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Nel leggere l'analisi critica nei confronti delle circoscrizioni proveniente da alcuni ci... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 27-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Viterbo))

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 27 Marzo 2009 Chiudi «Nel leggere l'analisi critica nei confronti delle circoscrizioni proveniente da alcuni cittadini ho compreso che la cittadinanza ha le idee confuse su cosa e' e cosa fa la circoscrizione». Roberrto Scarmigliati, capogruppo del Pd alla seconda attacca così un suo intervento sui consigli decentrati che si evolve in una critica al primo cittadino. «La circoscrizione - scrive Scarmigliati - viene regolarmente eletta alle amministrative ed e' regolamentata da un regolamento emanato dal Consiglio Comunale nel 1998. Nelle ultime finanziarie il governo Prodi, a mio avviso giustamente, ha annullato i compensi mensili dei presidenti ed ha annullato i gettoni di presenza dei consiglieri». Quindi Scarmigliatio passa al particolare: «Tutte e quattro le circoscrizioni sono al completo sbando organizzativo in quanto il primo cittadino, l'uomo del fare nulla per la città, è il primo che non rispetta quanto stabilito all'art. 69 del regolamento che prevede l'Osservatorio sul Decentramento che va convocato almeno una volta al mese. Moscherini, circa un anno fa, ha emanato una determina sindacale per la nomina dei componenti dell'Osservatorio e a tutt'oggi il sindaco non lo ha convocato con il conseguente risultato che gli assessori brancolano nel buio ed i quattro parlamentini sono al completo sbando. Fermo restando che due anni di gestione Moscherini tutta la città è completamente disastrata».

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TERNI (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA TERNI pag. 18 TERNI «MENO SOLDI per la politica' e più pe... TERNI «MENO SOLDI per la >politica' e più per gli investimenti», lo chiede la Uil-Funzione pubblica in relazione al bilancio 2009 della Provincia, per il quale si è svolto un incontro a Palazzo Bazzani. «E' inconcepibile attacca il segretario del sindacato, Gino Venturi che la Provincia spenda più per il funzionamento degli organi istituzionali (presidente, assessori, consiglieri e via dicendo) che per l'attività complessiva in settori di importanza vitale per le prospettive del territorio come il turismo, lo sviluppo economico, lo sport, la protezione civile, le politiche sociali, la sicurezza». «Infatti alla voce Organi Istituzionali continua il sindacato è prevista una spesa di 930mila euro mentre in tutte le alte voci sopra indicate si arriva ad una somma complessiva di 92omila euro: in particolare 180mila per la prevenzione e protezione, 200mila per il sociale, 10mila per la protezione civile, 130mila per lo sport, 220mila per lo sviluppo economico e 180mila per il turismo». «Soprattutto in tempi di profonda crisi si dovrebbe invece ridurre il costo della politica' a favore di spese che promuovano lo sviluppo aggiunge Venturi . Sarebbe significativo che nel bilancio si riducessero almeno 300mila euro per gli organi istituzionali a favore dello sviluppo economico». Sperando ovviamente in progetti incisivi da finanziare sul versante dello sviluppo. «In realtà nel 2008 afferma ancora il sindacato si era stanziato per la politica' un milione e 60mila euro euro a fronte dei 930mila attuali: ma non ci dobbiamo far trarre in inganno in quanto non si tratta di una pur modesta inversione di tendenza. Infatti il lieve contenimento è legato al fatto che quest'anno ci sono le elezioni e che quindi per un periodo non sarà necessario pagare consiglieri ed assessori. Invece sulle spese produttive' i tagli sono reali. Ecco qualche esempio di spese ridotte rispetto al 2008: 50mila euro sulla sicurezza, 130mila sul sociale, 20mila sulla protezione civile, 60mila sullo sport, 12mila sullo sviluppo economico, 40mila sul turismo. Chiediamo quindi di ridurre di 300mila euro le spese per gli organi istituzionali».

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i consiglieri si tengono l'indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

SAN STINO. RESPINTO L'EMENDAMENTO DI CATTO I consiglieri si tengono l'indennità La proposta: rinunciare per un anno ai soldi a favore dei servizi sociali 127.000 euro complessivi Zanutel: «Solo come scelta individuale» SAN STINO. Dicono di prendere pochi soldi. Nessun privilegio. Zero sprechi. Nessuno scambio di favori. Auto blu, soggiorni gratuiti e l'aereo di stato, loro, a differenza dei parlamentari, se li sognano. Perciò gli stipendi dei politici comunali non si devono toccare. E' stato infatti bocciato e definito «scandaloso» l'emendamento proposto da Omar Catto, capogruppo di «Vivere San Stino» che proponeva al consiglio e alla giunta di rinunciare per un anno alla propria indennità per devolverla a favore dei servizi sociali. Il costo della democrazia per i sanstinesi costa 127 mila euro all'anno. Comprende stipendi, indennità di carica e gettoni di presenza di sindaco, giunta e consiglieri. «Ritengo - ha detto Catto - che le istituzioni debbano sentirsi partecipi alle problematiche dei cittadini che oggi sempre più chiedono forme di assistenza; con questo emendamento, se veniva approvato, il consiglio comunale dava un segnale forte a tutta la popolazione che sta vivendo grandi difficoltà economiche e poteva superare gli sforzi affrontati dall'amministrazione nel chiudere il bilancio di previsione». Schierati a favore della politica gratuita anche il gruppo di opposizione «San Stino delle libertà-lega nord» il quale in campagna elettorale aveva fatto del punto «nessun stipendio per sindaco e assessori» il suo cavallo di battaglia. Contrari alla rinuncia delle indennità politiche tutta la maggioranza eccetto Claudio Schiavon di Rifondazione Comunista che si è astenuto. Sappiamo infatti che Schiavon non percepisce nulla per la sua funzione di consigliere comunale perché la sua quota viene devoluta all'associazione Actom Eido del Congo. Nemmeno il vice sindaco Rita Zanutel percepisce l'indennità in quanto già assessore provinciale alle politiche sociali, ma la proposta di togliere i soldi ai politici non le è piaciuta per nulla. «Non trovo giusto - ha detto Zanutel - che si paragonino le indennità degli amministratori locali con quelle molto più elevate degli amministratori regionali che percepiscono quasi quanto un parlamentare. Togliere i soldi agli assessori o ai consiglieri significa svilirli nella loro funzione e non garantire più un rimborso spese per comprare qualche libro di aggiornamento, fare le fotocopie, pagare le iscrizioni a dei corsi di aggiornamento o svolgere al meglio il loro compito. In ogni caso, chi vuole devolvere la propria indennità a titolo individuale lo può fare in qualsiasi momento».

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Biblioteche pubbliche (sezione: Costi dei politici)

( da "Blogosfere" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mar 0927 Biblioteche pubbliche Pubblicato da Francesca Bastianelli alle 10:34 in Tra le righe Qualche giorno fa una notizia mi sorpreso, e non certo in positivo. Eh sì, perchè a partire da quest'anno i visitatori della Biblioteca Nazionale di Roma potranno consultare i volumi solo la mattina. Prima di tutto bisogna evidenziare il fatto che la Nazionale di Roma non è una semplice biblioteca dove richiedere un romanzo in prestito, ma è un grandissimo complesso aperto anche, e soprattutto, a chi deve compiere ricerche e studi. Al suo interno infattici sono aree dedicate alla consultazione non solo di libri specializzati e particolari, ma anche di giornali e riviste, anche storiche. Ma allora... perchè mai questa decisione? Beh, semplicemente si tratta di un provvedimento che segue un nuovo taglio dei fondi (dal 2001 i fondi preposti sono stati ridotti del 60%, come afferma il direttore Osvaldo Avallone – Fonte: Metro). Biblioteche pubbliche in crisi? Beh, neanche Milano, Firenze, Napoli con le loro grandi strutture sono esenti dalle stesse problematiche... Non parliamo delle piccole realtà di quartiere che speriamo riescano a tener duro, visto che rappresentano una vera risorsa soprattutto per gli studenti e l'infanzia, con il loro servizio di prestito dei libri e le loro aree tranquille dedicate allo studio e alla ricerca. Nell'ambito di questa segnalazione nera, però, qualche buona notizia. Prima di tutto vi ricordo che il 9 marzo è stato presentato un progetto interessante che riguarda la provincia di Bologna e che prevede l'invio di una tessera bibliotecaria ad ogni neonato e neonata. E ora qualche dato statistico. Se le biblioteche hanno i loro problemi, anche di ammodernamento, non solo di gestione dei fondi, gli utenti delle biblioteche comunali crescono di anno in anno: a Milano nel 2009 c'è stato un aumento del 3,47% . E tra i libri che si chiedono in prestito non solo best-sellers: tra i primi dieci titoli più richiesti lo scorso anno, La Casta di Rizzo e Stella e Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi. (Fonte dati: La Repubblica Milano.it)

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CANNAVARO, CERCASI SQUADRA (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cannavaro, cercasi squadra -->Cannavaro, cercasi squadra Il nuovo Real vuol rifondare, il Napoli ha chiuso la porta. Per il capitano solo offerte inglesi. E intanto il difensore azzurro pensa al record di Maldini (i due sono divisi da soli tre gettoni di presenza in nazionale) e si impegna per un'iniziativa del Wwf

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Ordinamenti locali: voltare pagina (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini autonomie Ordinamenti locali: voltare pagina Apprezzabile il restyling fatto di decisionismo ed efficienza della Regione Campania nando morra Due punti importanti si impongono nell'ordine del giorno che investe le Autonomie Locali. Il primo riguarda la Regione Campania, l'accelerazione legislativa e operativa, la capacità di governo ed il tema specifico della Sanità; il secondo relativo al federalismo ed all'irrisolto nodo tra centralismo, autogoverno locale e partecipazione. In ordine. Primo. Il restayling connotato di decisionismo e di efficienza della Regione Campania. Il dato più importante e significativo è che Bassolino ha recuperato Bassolino. Ha recuperato connotazioni particolari di ordine politico e di governo che hanno contribuito a delineare e consolidare ruolo politico e leadership istituzionale. Se è giusto esercizio culturale, civile e politico esercitare il diritto-dovere di critica quando necessario è altresì giusto culturalmente e politicamente corretto riconoscere i passaggi che segnano l'aprirsi di una nuova fase positiva. Parlano i fatti. La tenacia con la quale ha retto le posizioni nel pieno di uno tsunami politico-giudiziario-istituzionale e mediatico, la determinazione di non abbandonare la nave già mezza affondata, la straordinaria capacità di invertire la rotta passando dalle dichiarazioni ai fatti. Senza perdersi nelle nebbie dei circoli della capitale e nei circuiti delle candidature. Ed i fatti sono il notevole impulso alla legislazione regionale su materie fondamentali, a partire dallo Statuto al decentramento, alla sanità. Sulla sanità si registra il passaggio più forte e più incisivo del Bassolino decisionista. Certo, la sanità in Campania è un pianeta complesso. Le tante straordinarie positività ed eccellenze vengono oscurate purtroppo, da sprechi, inefficienze, scadente qualità dei servizi. Un inghiottitoio di risorse, una Fossa delle Antille per la finanza pubblica. Da tempo al centro della attenzione e della analisi politico-finanziaria del governo, era bersaglio prossimo di un Commissariamento governativo. Un colpo durissimo per la Regione Campania e per il suo governo, sinonimo di incapacità politica e di gestione operativa. Da qui, lo scatto di Bassolino. Prima la dura battaglia per ridurre ed accorpare Asl e servizi. Un punto che, sul piano operativo va rivisitato non in funzione dei campanili e dei localismi ma della efficienza operativa e della qualità e tempestività dei servizi e della erogazione del diritto primario della salute dei cittadini. Dal nuovo assetto alla rivoluzione dirigenziale. Un colpo solo, secco. Commissariamento generale e sostituzione totale dei vertici con alti dirigenti regionali. Da tennista, un diritto incrociato poderoso, repentino, inatteso. Un colpo senza scampo. E, poi, un rovescio tattico. Da sanità commissariata a Regione che commissaria. Con buona pace di quanti erano in attesa, a Roma come in Campania, delle decisioni di Palazzo Chigi. Forse non si è compreso fino in fondo il senso ed il valore strategico della operazione che era e resta salvaguardare ed affermare l'autonomia della Regione, la capacità e la forza dello autogoverno di affrontare e risolvere i problemi. Di sicuro i vecchi equilibri politici dentro e fuori la coalizione, vacillano. La scossa ha la valenza di un terremoto politico. Sussurri e grida servono a poco. Una mossa giusta ed opportuna anche la nomina dei vice commissari. C'è un altro punto da sottolineare e positivamente. E' la prima volta che vengono indicati alti dirigenti regionali per funzioni complesse e delicate. E' la prima volta che invece di politici o professionisti di medio-lungo corso, si ricorre alla professionalità, spesso sottovalutata, delle forze più attrezzate della macchina amministrativa. Un esempio significativo anche per il forte contenuto innovativo è la designazione nelle maggiori Asl di due dirigenti di alto profilo, quali il capo di gabinetto, Maria Grazia Falciatore e De Angelis. Anche i sub commissari sono dirigenti e funzionari della Regione Campania. Una salutare innovazione ma anche la certezza di un impegno senza confini. Secondo. Lo scontro tra centralismo e decentramento non finisce mai. Quel che è peggio è il manifestarsi anche in tempi di federalismo. Con le elezioni amministrative del 6 e 7 giugno entrerà in vigore, per i comuni tra i 30.000 e i 100.000 abitanti che andranno al rinnovo degli organi amministrativi, quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2008 che sopprime per questi enti la facoltà di istituire le circoscrizioni. Il decentramento comunale è una istituzione con oltre 40 anni di esperienza, e anche se oggi necessita di una corposa operazione di revisione istituzionale, che dovrebbe trovare la giusta sede nella riforma dell'ordinamento degli enti locali, in attuazione del nuovo titolo V della costituzione, non può essere cancellata con un provvedimento originato dal tema dei costi della politica. La circoscrizione ha rappresentato e rappresenta uno strumento concreto per avvicinare le istituzioni al cittadino, per attivare le forme di partecipazione e di co-decisione alle scelte che lo coinvolgono, per l'esercizio della democrazia e per l'educazione al rispetto delle idee degli altri; istituzione sicuramente da riformare ma non da sopprimere. Va sottolineato che l'art. 114 della Costituzione riconosce ai comuni piena potestà statutaria e regolamentare in ordine alla propria organizzazione per quanto riguarda le forme di governo decentrato, il sistema di elezione e di legittimazione, le funzioni attribuite.Su questi temi, il primo messaggio che lanciano gli amministratori riuniti a Pesaro è di chiedere il ripristino della facoltà di istituire gli organi di decentramento anche nei Comuni compresi nella fascia tra i 30.000 e i 100.000 abitanti. Organi facoltativi con competenze rivolte a soddisfare i servizi di base e di prossimità e alla semplificazione delle procedure e dei procedimenti amministrativi a carico dei cittadini. E' fondamentale pertanto che la loro istituzione sia inquadrata in un disegno di razionalizzazione delle strutture e degli uffici, di snellimento burocratico, e siano rispettati i principi di adeguatezza e di unicità delle funzioni a essi delegate. Il processo di razionalizzazione e di gestione oculata delle risorse che da più di 15 anni ha visto protagonisti gli enti locali, ha infatti fatto emergere nelle medie città la consapevolezza che l'eccessivo decentramento delle funzioni gestionali non deve comportare una perdita di efficienza e di efficacia nell'erogazione dei servizi e un ingiustificato aumento dei costi. Di contro è cresciuta nelle amministrazioni locali la consapevolezza del ruolo sempre più importante di cerniera e di relazione tra l'amministrazione e i cittadini rappresentato dalla circoscrizione. In questi anni, infatti, molti Comuni hanno provveduto a rivedere le funzioni delle circoscrizioni comunali, soprattutto quelli sotto i 100.000 abitanti, facendo prevalere nella loro riorganizzazione gli aspetti dedicati alla partecipazione e alla consultazione dei cittadini. Un loro rafforzamento attraverso la pratica dei bilanci partecipati e delle altre forme di rendicontazione sociale si renderà opportuno soprattutto in vista dell'ampliamento, con il federalismo fiscale, degli ambiti di autonomia impositiva e finanziaria e la previsione di tributi di scopo. Le esperienze più interessanti di evoluzione delle funzioni del decentramento sono state sicuramente quelle che hanno incardinato nella circoscrizione il bilancio partecipativo, con un processo strutturato di coinvolgimento dei cittadini, combinando insieme democrazia elettiva/rappresentativa e democrazia partecipativa. Legautonomie, insieme alle altre Associazioni, ritiene necessario valorizzare e promuovere questa ricchezza di iniziative e di esperienze che possono dare vita ad una comunità capace di affrontare le difficoltà con spirito solidaristico e accompagnare la complessa attuazione della riforma federalista dello Stato. Le indicazioni sugli strumenti per favorire il coinvolgimento dei cittadini, al governo delle comunità locali debbono trovare, nel pieno rispetto dell'autonomia degli enti locali nell'organizzazione delle proprie funzioni, una loro collocazione all'interno dei disegni di legge delega sulla riforma dell'ordinamento degli enti locali che il governo dovrebbe presentare nelle prossime settimane. Sono in cantiere da tempo, è ora di vararli. del 27-03-2009 num.

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(sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Nota di Ugl e Uil sul teatro Bellini «Cgil e Cisl volutamente non hanno partecipato» I segretari provinciali Ugl e Uil, Ugl Pietro Romano e Giovanni Nicotra hanno inviato una lunga nota sull'accoglimento del ricorso del giudice del lavoro sugli accordi al teatro Bellini. «In relazione all'articolo - si legge - le scriventi organizzazioni ritengono necessario esprimere alcune precisazioni. L'articolo enuncia ciò che è scritto in un ricorso ancor prima di essere verificato e valutato nelle sedi opportune sulla veridicità dei fatti. Poiché l'articolo non si limita ad una esposizione generalizzata dei fatti, bensì cita anche le scriventi le quali chiamate in causa ritengono giusto informare per fare chiarezza, ad esempio, su una delle questioni che non corrisponde a verità. Nello specifico - si legge - si precisa che gli accordi intrapresi dalle scriventi con il sovrintendente in merito alla stabilizzazione del personale precario e la corresponsione del gettone di presenza sono stati raggiunti a seguito di una seduta alla quale, con invito scritto del 05/11/08, erano state convocate diverse sigle sindacali del teatro ad eccezione di Cgil e Cisl che, a ricordo, avevano inviato comunicazione scritta di non voler partecipare più a nessuna riunione sindacale... Chi non ha volutamente partecipato alla seduta lo ha fatto poiché dichiaratamente in contrasto con il sovrintendente, pertanto non corrisponde a verità che tale seduta è stata programmata soltanto per parteggiare con le scriventi a lui gradite per averlo difeso. Riguardo alla difesa citata nell'articolo occorre anche verificare se è stata mirata sovrintendente oppure all'interesse dei lavoratori e del teatro, perché in quel clima di scontro generale alcuni sindacalisti strumentalizzarono tutto, essendo dotati più di capacità di fare politica che di fare sindacato. Per quello che riguarda le scriventi, si precisa che non è nel loro stile omettere pregiudizialmente sedute sindacali quando i rapporti con l'amministrazione sono di duro scontro e ciò per correttezza sindacale...

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incuria ma anche inciviltà (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

incuria ma anche inciviltà Palma di Montechiaro. Per approvare un solo punto dell'ordine del giorno e per ratificare il riconoscimento di un debito fuori bilancio, i consiglieri comunali hanno avuto bisogno di ben 4 sedute consiliari. Nelle riunioni di giovedì e venerdì della scorsa settimana, i componenti del consesso hanno discusso e deciso di rinviare la decisione sulla vicenda riguardante la variante del piano di lottizzazione della ditta Scicolone- Lo Vasco, martedì sera hanno discusso l'argomento riguardante la variante al Prg in un'area di contrada Camarruna e mercoledì sera si sono limitati ad approvare all'unanimità il regolamento comunale per i trasporti funebri e a riconoscere un debito al dipendente comunale Salvatore Tutino. Sulla decisione di spalmare i lavori consiliari si sono assunti la responsabilità i consiglieri comunali del Pdl e dell'Mpa che ormai detengono la maggioranza. In aula il consigliere comunale dell'Mpa Vincenzo Pace ha assicurato che i consiglieri del centrodestra sono pronti a rinunciare a riscuotere il gettone di presenza, mentre il capogruppo delle stesso Movimento per l'Autonomia ha aggiunto che l'aver deciso di votare con lo stillicidio di argomenti, costituisce un atto politico di protesta e un atteggiamento con il quale il centrodestra intende dimostrare come la coalizione di centrosinistra, non è più in grado di dare risposte concrete alla cittadina. «Dignità politica imporrebbe – ha ancora sottolineato Pace – che si ponesse fine anzitempo alla legislatura con le dimissioni del sindaco e di tutto il Consiglio comunale. Un Consiglio che è costretto quasi sistematicamente a votare prevalentemente debiti fuori bilancio o altri argomenti per i quali vige l'obbligo istituzionale mentre invece sono stati accantonati strumenti indispensabili per la crescita economica e sociale tra cui il piano di recupero del centro storico. Strumento questo - ha concluso il capogruppo dell'Mpa- che non si sa in quale cassetto del Comune si trova impolverato, mentre gli edifici del centro storico, i monumenti e le chiese stanno andando in rovina, proprio perché il Comune non si è dotato ancora del piano per il loro recupero». La seduta di mercoledì, su proposta sempre del centrodestra in possesso dei numeri per dominare nell'aula consiliare di Palazzo degli Scolopi, è stata rinviata per la quinta volta a stasera venerdì per l'esame dei rimanenti 7 punti dell'ordine del giorno. FILIPPO BELLIA

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Alla fine della sessione invernale del calcio-mercato era opinione comune tra gli addetti ai lavori ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 27 Marzo 2009, Alla fine della sessione invernale del calcio-mercato era opinione comune tra gli addetti ai lavori che il Vicenza si fosse rinforzato. Alla conferma degli elementi-chiave (Raimondi, Morosini, Sgrigna) si era aggiunto infatti l'arrivo di giovani interessanti in prospettiva (Forestieri, Magallanes, Maiorino, Maaroufi) e di elementi esperti in grado di completare l'organico (Innocenti). Le cose invece, come sappiamo, sono andate diversamente, per una concausa di fattori (in primis infortuni e squalifiche) che hanno fatto precipitare la squadra di Gregucci quasi a ridosso della zona play out. Ma qual è stato finora l'apporto degli ultimi arrivati di gennaio? Ecco i numeri. Il giocatore più utilizzato è stato l'argentino Forestieri, undici presenze (di cui otto dall'inizio) per un totale di 638 minuti in campo e due gol: buono l'inizio fino all'espulsione contro il Mantova, meno positivo il prosieguo, come confermano le due panchine consecutive di Modena (è subentrato in entrambe le circostanze). Otto gettoni per il connazionale Magallanes, prelevato dalla Sangiustese (Seconda Divisione) e schierato titolare in ben sette occasioni, anche per l'emergenza che ha colpito il centrocampo (614' in totale). Solamente quattro gettoni (361') invece per il difensore centrale Innocenti, arrivato in prestito dal Grosseto nell'operazione che ha portato in Maremma Capone: debutto con il Pisa, in campo anche ad Avellino, ad Ancona e con l'AlbinoLeffe, per finire poi in panchina e addirittura in tribuna sabato scorso. Una sola partita da titolare, ad Ancona, e tre subentri (in totale 142') per Brivio, rientrato dal prestito al Genoa. Quattro spezzoni per un totale di soli 94' per il trequartista Maiorino, prelevato dagli svizzeri del La Chaux de Fonds, ma che già si allenava da tempo con i biancorossi. Zero totale, invece, per il difensore Minieri, rientrato dal Perugia con i postumi di un'operazione ad una spalla, per il centrocampista belga Maaroufi, girato al Vicenza dall'Inter dopo un'esperienza poco fortunata in Olanda al Twente e in campo in una sola occasione con la Primavera a Viareggio contro il Milan, e per il terzo portiere Cicioni, svincolatosi dal Rovigo. Per quanto riguarda gli ex biancorossi ceduti in gennaio, spiccano gli otto gol in altrettante partite (prima di infortunarsi) a Ravenna in Prima Divisione per l'attaccante Curiale (solo 3 apparizioni nel Vicenza), e le nove presenze nella Salernitana dell'esterno difensivo Fatic (utilizzato solo in 7 circostanze da Gregucci). Sette volte in campo (con un gol all'attivo), di cui tre dall'inizio, Capone a Grosseto, mentre nell'ex C1 sono scesi 6 volte in campo a Pescara Perrulli, 5 Calori a Perugia e Pietribiasi (con una rete) alla Sambenedettese. Andrea Lazzari

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Casa, le proposte della Cgil (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 27-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Casa, le proposte della Cgil Antonio Crispi*, 27 marzo 2009, 11:50 La lettera Un documento indirizzato dalla Funzione pubblica al Tavolo istituzionale per la definizione delle linee strategiche del piano abitativo. Frutto della conferenza organizzata dalla categoria a Roma in febbraio, il sindacato rimarca la centralità dello Stato, che deve garantire investimenti per la costruzione di nuove abitazioni e la manutenzione dell'edilizia pubblica La riunione straordinaria della Conferenza Unificata che si è svolta il 25 marzo a Palazzo Chigi, con al centro la discussione sul piano di edilizia per il rilancio economico proposto dal governo, ha scongiurato la possibilità che il governo procedesse con un decreto in materia di politiche abitative ed ha istituito un tavolo tecnico-politico con gli enti locali. Le risultanze del tavolo tecnico avranno un riscontro in sede di Conferenza Unificata martedì 31 Marzo. Congelato al momento il provvedimento straordinario sull' edilizia e il bonus volumetrico, si apre un percorso istituzionale corretto e di garanzia democratica. A questo tavolo che definirà i principali aspetti, sia tecnici che di competenza, la FP CGIL Nazionale sottopone i deliberati sintetici della Prima Conferenza Nazionale sulle politiche abitative. La Prima Conferenza Nazionale della Funzione Pubblica CGIL - La Casa come diritto, che si è svolta a Roma il 26 Febbraio ha recepito la richiesta da più parti avanzata circa la necessità di istituire un "tavolo di confronto" per la individuazione dei livelli essenziali per l'edilizia pubblica residenziale, e la definizione di un piano di edilizia pubblica. Come evidenziato dai molteplici interventi nel nostro paese la questione casa risponde ad una vera e propria emergenza. Questa situazione se non adeguatamente governata può assumere contorni imprevedibili. La risposta a questa emergenza non può essere fumosa e tattica, come sembra essere quella proveniente dalle fila del Governo. Prioritario per la FP CGIL e per il paese è invece un adeguato piano finanziario per la costruzione di case di edilizia pubblica ed economica per una gran mole di domanda assolutamente non compatibile con gli attuali prezzi di mercato (anche degli affitti). La prima Conferenza ha tra l'altro recepito la richiesta avanzata dall'Anci, da SUNIA e SICET, per una proposta di modifica della Legge 431 che disciplina il mercato privato delle locazioni, fissando un tetto massimo di affitto a fronte di benefici fiscali. Dalla Conferenza Nazionale è emerso chiaro e forte l'intento di voler contribuire con le Istituzioni preposte e con le forze parlamentari disponibili ad apportare concrete line di modifica al piano casa in discussione, al fine di dare risposta alla grave emergenza abitativa, inserendo nel piano il valore sociale e pubblico della casa. Dal dibattito è emersa la preoccupazione per l'ipotesi interpretativa che si evince dalle linee di piano casa in discussione. Il cambiamento ordinamentale a cui si ispira sembra orientato ad una ristrutturazione del comparto e dell'intervento pubblico verso schemi e stili di welfare abitativo organici ad un modello di "Stato sociale minimo". L'evidente intento di riposizionare le politiche pubbliche per la casa sul comparto del Social housing, e su regimi di project financing e di partenariato privato, sostanzia l'idea di abbandono dell'intervento diretto sovvenzionato. Per la CGIL è pregiudiziale l'impegno dello Stato, che deve garantire adeguati investimenti, finalizzati non solo alla costruzione di nuove abitazioni ma anche e soprattutto alla manutenzione straordinaria per l'edilizia residenziale pubblica, insieme ad azioni di recupero di immobili pubblici e di riqualificazione dei quartieri periferici. Per tutte le sopraesposte considerazioni e proposte si auspica che il tavolo istituzionale assuma la questione casa come vera emergenza del Paese e corrisponda alle pressanti richieste di milioni di famiglie con redditi bassi e molto bassi che non sono in grado di permettersi niente neanche un affitto calmierato. Urge un piano per il recupero dei vecchi e dimessi edifici pubblici e la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in difficoltà, per gli studenti universitari fuori sede, per i lavoratori in mobilità, per gli anziani soli e per gli immigrati. A proposito di studenti e giovani lavoratori in mobilità si fa ogni anno più dura la vita per i fuori sede, oggi più di ieri alle prese con gli affitti delle stanze ormai alle stelle e con i proprietari delle abitazioni che, nella maggioranza dei casi, non registrano i contratti venendo meno ai propri doveri. Il problema si aggrava quando si considera che molte case affittate agli studenti sono in pessime condizioni, spesso senza riscaldamento e prive di ogni comfort. Per molti giovani l'insostenibile onere per l'alloggio in affitto preclude il diritto allo studio e al lavoro. Una recente indagine di fonte sindacale, evidenzia il pesante onere a carico delle famiglie degli studenti, spesso proibitivo per le camere in affitto. L'indagine basata sui dati raccolti in alcune città metropolitane e in centri minori, sedi di Università, rivela prezzi da capogiro. Secondo il SECIT, un contratto di locazione su due non è registrato. Si stima che il gettito sottratto all'Erario sia di 5 miliardi euro l'anno. Al grave problema del sommerso si va ad aggiungere una scarsissima offerta d'alloggi, in deficit perenne, che non lascia altra scelta se non quella di sottostare alle "non regole", al nero e alle illegalità che vigono in questo settore. Al tavolo istituzionale la FP CGIL affida anche un ulteriore riflessione e proposta sul sistema dell'edilizia residenziale pubblica ex IACP. La modifica della Carta costituzionale attuata con la legge costituzionale 3 del 2001, attribuendo la potestà legislativa alle Regioni su tutte le materie non riservate alla competenza esclusiva dello Stato, ha superato anche per la normativa del settore il vincolo del rispetto dell'interesse nazionale. Cosa ha prodotto l'applicazione di queste norme nelle singole Regioni è chiaro a tutti: si è istaurato un federalismo "a macchia di leopardo", senza una trama unitaria, che rende difficilmente governabile il sistema. L'attività dei legislatori regionali sull'assetto istituzionale degli enti, priva di riferimenti e linee guida nazionali, ha diversificano sempre di più ruoli, funzioni e articolazioni degli Enti. Il trasferimento delle competenze dallo Stato alle Regioni, ha comportato la trasformazione degli ex IACP in entità con varie denominazioni e diverso assetto giuridico, a seconda delle diverse scelte normative regionali. In alcune Regioni continuano a sussistere gli IACP ( Campania, Sicilia e Puglia). Le aziende casa hanno mantenuto, in generale la competenza territoriale degli ex IACP e sul territorio nazionale se ne contano 108, tutte aderenti a Federcasa, l'associazione di categoria. Tutte le Aziende Casa, con acronimi diversi, hanno mantenuto la proprietà degli alloggi di erp, tranne che in Emilia-Romagna e Toscana dove la proprietà è stata assegnata agli EE.LL., lasciando la gestione alle Aziende circa l'assetto giuridico, in Toscana e Trentino si è optato per la forma societaria, mentre gran parte delle Regioni hanno scelto l'Ente pubblico economico o il vecchio schema dell'Ente pubblico non economico. Ora più che mai, a fronte dell'incombere del Federalismo fiscale non è in discussione il potere legislativo e di indirizzo delle Eegioni in materia di edilizia pubblica, però, nei confronti di un "diritto universale" come quello della casa, è auspicabile e necessaria una sintesi nazionale, che le stesse regioni negli organismi istituzionali preposti (Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Conferenza Stato- Regioni e città) possano e debbano ricercare. Inoltre, per la FP CGIL sono decisivi due punti ordinamentali che dovrebbero essere introdotti per tutti gli Enti su scala nazionale: • Ambito territoriale degli Enti Titolarità degli Enti in tutte le funzioni amministrative e gestionali in materia di edilizia sociale e contemporanea proprietà degli immobili. • Ambito territoriale degli Enti A fronte della elevata proliferazione degli Enti in costanza dell'attuale regolamentazione, abbiamo verificato la ridotta capacità degli stessi nel governo delle politiche abitative e le scarse capacità finanziarie ed organizzative per far fronte alla marcata emergenza che in tutto il paese si manifesta, anche se in forme diverse. Molti enti di fatto, sono autoreferenziali e approdo per politici nei copiosi consigli di amministrazione. Si propone di individuare la Regione quale ambito territoriale ottimale dell'Ente con l'articolazioni amministrativa territoriali per il disbrigo di procedure e rapporti con l'utenza. Il Consiglio di Amministrazione dovrebbe essere composto da massimo 5 consiglieri a seconda della dimensione dell'ente. • Titolarità degli Enti Quando gli Enti (come nel caso dell'Emilia e della Toscana) non sono più proprietari del patrimonio che gestiscono, vedono di fatto compromesso il loro stesso ruolo a favore dell'edilizia sociale come concepito sino ad oggi. I Comuni, in entrambi i casi titolari di tutte le funzioni amministrative e gestionali in materia di edilizia sociale e contemporaneamente proprietari degli immobili ad essa finalizzati, acquistano infatti la piena disponibilità delle scelte sulle modalità e sugli strumenti per l'esercizio della gestione di un patrimonio divenuto loro. Il ruolo degli enti, privati del patrimonio, è contestualmente ridotto a quello di semplici strumenti della gestione stessa, quindi subordinati all'Ente proprietario che può utilizzarli come mero braccio tecnico per lo svolgimento dei compiti loro affidati. Detto in altri termini, ruolo, missione, finalità ed esistenza stessa degli enti non sono più scontati, devono se vogliono sopravvivere assolvere ad una duplice funzione: gestire l'edilizia sociale del territorio loro affidato e contemporaneamente procurarsi risorse e nuovi strumenti per lo svolgimento di attività imprenditoriali che li affranchino dall'incertezza dell'incarico pubblico. La proposta che avanziamo è la seguente, essa riassume in capo agli Enti adeguatamente riformati la Titolarità in tutte le funzioni amministrative e gestionali in materia di edilizia sociale e piena responsabilità di Ente proprietario degli immobili, con il conseguente primato nella definizione delle graduatorie e nelle assegnazioni degli immobili. Questa proposta oltre che rilanciare la primaria funzione degli enti, si fa carico anche della riduzione dei costi della politica. Status delle Aziende Le opzioni legislative sull'assetto giuridico degli Enti al momento sono tre: • Ente Pubblico Economico; • Ente Pubblico non Economico; • Società di Capitali. Per la FP CGIL pregiudiziale è che gli enti mantengano l'ancoraggio allo status di Ente Pubblico Economico. Perché la casa, come l'acqua, l'ambiente, la salute e la scuola, deve rientrare nella categoria dei beni comuni e per tanto pubblici. Per le suddette osservazioni, si propone l'adozione di una norma quadro nazionale per armonizzare il comportamento delle Aziende in tutte le regioni . L'emergenza abitativa con la grave crisi economica in atto, abbisogna di misure strutturali e pubbliche non più rinviabili. Il Piano casa del Governo fermo al palo, più che la perdurante crisi abitativa che colpisce la domanda, sembra orientato a sostegno del mercato edilizio per lo sgonfiamento della bolla sugli immobili e la prospettiva di una "crisi di rendita" incombente. L'impossibilità di accedere ad una abitazione a canone sociale o comunque sostenibile per milioni di famiglie, giovani, anziani, immigrati produce conseguenze negative sul piano sociale e sulla struttura familiare e demografica e, rappresenta un handicap per la stessa competitività del paese. In molti città la questione rappresenta anche un fattore di ordine pubblico. Nel nostro paese per far fronte alle diverse e nuove domande di casa a costi sostenibili, è imprescindibile il ruolo e la centralità del pubblico. E' nostra ferma e determinata convinzione che solo il rilancio dell' ERP, può rispondere a questa grave emergenza, e a maggior ragione vanno valorizzate e pienamente responsabilizzazione le Aziende Casa, nate appunto per la promozione e la gestione degli alloggi sociali. Riteniamo pertanto che il processo in atto per la riforma del paese in senso federalista all'ordine del giorno del Parlamento, oltre che definire una norma quadro di sintesi dei comportamenti delle regioni in materia, deve sciogliere il nodo del finanziamento per le politiche abitative di interesse sociale. Il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica deve poter contare in prima istanza sulla certezza del contributo Pubblico (fiscalità generale), con l'apporto di soggetti sociali istituzionali e fondi etici quali: - Fondazioni Bancarie; - Fondi Pensione; - Enti Previdenziali. Solo in questo senso, si può attivare un processo virtuoso, capace di rinverdire il sistema simil ex GESCAL, che ha prodotto negli anni il patrimonio abitativo popolare e sociale in Italia. In ultimo, non è una provocazione ma un ulteriore proposta. Con la grave crisi in atto con il licenziamento dei precari, la perdita di milioni di posti di lavoro, il dilagare della cassa integrazione chiediamo al tavolo di concertazione di intervenire immediatamente a sostegno di chi oggi non può permettersi non già e non solo il pagamento del mutuo ma anche di chi non può far fronte al pagamento della pigione, con l'auspicio che il Governo risponda con fatti concreti senza colpi di teatro e propaganda. Chi vive di reddito da lavoro non può più aspettare, le risposte devono essere immediate, lo esige il Paese. *Seg.naz. Fp Cgil

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spese allegre e poi sforano il patto (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

La mossa che «libera» 40 milioni di euro da destinare alla città «Spese allegre e poi sforano il Patto» Il centrodestra fa quadrato contro la scelta annunciata dalla giunta Cacciari Rifondazione: «Possono farlo, ma diano i soldi alle fasce più deboli» E' già polemica per la decisione del Comune - annunciata dall'assessore al Bilancio Michele Mognato - di sforare il patto di stabilità interno imposto dal governo, per non vedere così bloccati gli investimenti in opere pubbliche già previsti, grazie anche ai fondi delle vendite immobiliari. A scatenarla, in particolare, le opposizioni di centrodestra, che criticano la politica di spesa di Ca' Farsetti (nella foto). «E' una forzatura sbagliata - attacca il consigliere comunale del Pdl Cesare Campa - perché il Comune di Venezia non può non rispettare una legge dello Stato, significa delegittimarlo. Si batta, come altri Comuni, perché esso venga modificato, facendo presenti le difficoltà della sua applicazione e in questo il centrodestra, anche a livello locale, è pronto a fare la sua parte. Ma se la strada scelta è invece quella dell'infrazione del Patto, non possiamo seguirli, anche perché bisognerebbe discutere di tutta la politica di spesa del Comune e anche di situazioni di oggettivo privilegio rispetto ad altre amministrazioni comunali, come quella di poter contare sulle entrate del Casinò». Ancora più duro il leghista Alberto Mazzonetto, presidente della Commissione consiliare bilancio, che l'altro ieri ha rinviato la discussione proprio su una possibile mozione bipartisan sul Patto di stabilità da approvare in Consiglio comunale, proposto dal capogruppo del Pd Claudio Borghello. «E' inaccettabile che il Comune di Venezia sfori il patto di stabilità, che peraltro elude già da anni, utilizzando le risorse delle alienazioni immobiliari anche per spese correnti - "spara" Mazzonetto - e per giustificare un'amministrazione allegra. Invece di perdere milioni di euro sui derivati o di inserire a bilancio alienazioni immobiliari che poi non riesce a realizzare, reiterandole, il Comune sceglie la strada della violazione del patto di stabilità per fare fronte alla sua finanza allegra». Favorevole, invece, ma con riserva il capogruppo di Rifondazione Comunista Sebastiano Bonzio. «Già approvando il bilancio 2009 - ricorda Bonzio - avevo ricordato che il patto di stabilità poteva essere superato, soprattutto per sostenere i lavoratori in difficoltà, ma ricevendo scarso ascolto anche dalla giunta. Sforare si può, ma l'importante è che lo si faccia a vantaggio della cittadinanza, e non per sostenee dubbie operazioni di carattere immobiliare». Il Patto di stabilità interno, che è l'applicazione in sede nazionale dell'accordo sulla propria spesa stipulato tra i paesi dell'Unione Europea, prevede una serie di pesanti sanzioni, sul bilancio successivo, per quei Comuni che, come Venezia, hanno deciso di "sforare". Tra di esse, un taglio del 5 per cento dei contributi ordinari dovuti dal ministero dell'Interno, il divieto di ricorrere all'indebitamento, il blocco delle assunzioni, la riduzione del 30 per cento delle indennità e dei gettoni di presenza degli amministratori locali. Ma è un rischio che Ca' Farsetti - come accadrà per altri Comuni del Veneto - con il sostegno dell'Anci, ha deciso di correre, per non pregiudicare il proprio programma di investimenti in un momento di crisi per la città.

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il gettone di presenza va offerto alla caritas (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA PROPOSTA «Il gettone di presenza va offerto alla Caritas» PRATO. I consiglieri del gruppo consiliare Forza Italia verso il Popolo della Libertà, Riccardo Bini e Vinicio Mari hanno scritto al presidente della Provincia chiedendo di devolvere il gettone di presenza dell'ultimo consiglio alla Caritas. «La crisi del nostro distretto - scrivono - già da tempo ha messo a dura prova gli "equilibri economici" di tante famiglie. Negli ultimi mesi la situazione si è esponenzialmente aggravata in conseguenza della grave crisi economico-finanziaria dei paesi occidentali e molti nuclei familiari, oramai, stentano a garantirsi le loro minime necessità». «E' doveroso da parte degli eletti in questo Consiglio Provinciale esprimere concreta solidarietà nei confronti di chi si trova in situazioni oggettivamente difficili e quindi chiediamo di devolvere il gettone, frutto dell'ultima seduta consiliare a favore dell'associazione Insieme per la famiglia Onlus recentemente costituitasi presso la Caritas».

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la lega: aboliamo le circoscrizioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

I COSTI DELLA POLITICA La Lega: aboliamo le circoscrizioni LIVORNO. Le circoscrizioni? Meglio abolirle. E' la proposta della Lega nord, secondo il cui segretario Emiliano Baggiani «hanno anche sedi disposte geograficamente in maniera disomogenea sul territorio cittadino, senza alcun criterio logico: pensiamo al caso estremo di Quercianella». Da qui, la proposta drastica: basta con le circoscrizioni a Livorno. «Forse - dice la Lega - hanno senso solo nei comuni con oltre 500mila abitanti». A Livorno l'idea dei leghisti è sostituirle con «agili ed economici "sportelli unici", con tutti i principali ed essenziali servizi al cittadino, sulla falsariga di quanto fatto in altri Comuni». «Certo - considera Baggiani - si perderebbero i consigli di circoscrizione, ma crediamo che nessuno li rimpiangerà». E' la ricetta della Lega davanti alle voci, che si alimentano sempre di più, sulle inefficienze della pubblica amministrazione e dei costi della politica: «Si attaccano a sproposito istituzioni che al contrario sono importanti per il territorio come le Province, che invece di essere abolite dovrebbero assorbire piuttosto le competenze delle Prefetture, questi sì enti elefantiaci ed inefficienti».

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auguri a nencini, ma perché l'auto con la scorta? (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

COSTI DELLA POLITICA E COERENZA Auguri a Nencini, ma perché l'auto con la scorta? Apprendo con grande sollievo che le condizioni di salute del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, sono nettamente migliorate; voglio unirmi ai molti che hanno manifestato solidarietà al Presidente augurandogli una pronta guarigione. Il Presidente Nencini è tornato sulla scena politica, come si legge correttamente sul "Tirreno", ponendo di nuovo e con forza la questione del costo della politica; il suo impegno sarà dedicato alla riduzione del numero dei consiglieri della Regione Toscana che peraltro già ora "sembra" percepiscano indennità tra le più basse nel panorama nazionale. Benissimo, questo mi pare davvero un buon punto di partenza. Come si ricorderà, il presidente del Consiglio regionale, Nencini è rimasto ferito in un incidente automobilistico occorsogli sull'Autostrada del Sole nel tratto Firenze-Roma. Viaggiava a bordo di una vettura Alfa Romeo 166 di Stato in compagnia di due Carabinieri della sua scorta, a loro volta rimasti feriti in maniera seria. Una domanda: quale gruppo eversivo, integralista, camorrista o terrorista minaccia l'incolumità del Presidente del Consiglio Regionale della civile Toscana da rendere necessaria la scorta? E quali impegni assolve lo stesso per avere a disposizione una vettura dei carabinieri quando a decine sono ferme addirittura perché mancanti della benzina? Non sarebbe stato forse più corretto per il serio e sobrio Presidente Nencini spostarsi da Firenze a Roma con un comodo, veloce, confortevole Eurostar? Più di tutto poté l'esempio, diceva qualcuno. Paolo Schiavon Collesalvetti

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Preferenze fatali a giovani e donne (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 28/03/2009 - pag: 5 autore: di Marco Castoro Verso il Pdl. Il deputato azzurro: Berlusconi piace perché è diretto e rompe tutti gli schemi Preferenze fatali a giovani e donne Lorenzin, tocca al partito scegliere e far eleggere i migliori Che spazio ci sarà per i giovani e le donne dentro il Pdl di Berlusconi? Riusciranno ad andare d'accordo i militanti dei circoli di Forza Italia con quelli di An? Chi meglio di Beatrice Lorenzin può rispondere a questi interrogativi. Donna emergente della politica italiana, da anni profonda conoscitrice del mondo giovanile azzurro. «I giovani di Fi e di An stanno lavorando assieme fin da prima del congresso. Con le elezioni universitarie e durante la campagna elettorale c'è stato un grande spirito di collaborazione. Tuttavia per il futuro diventa necessario puntare ancora di più sulle strutture giovanili, perché il presidente Berlusconi crede nei giovani e lo dimostra anche questo congresso che vede protagonisti in prima fila proprio loro».Domanda. Il partito unico come è visto dai giovani? Come una semplificazione o un soffocamento degli spazi?Risposta. Come una grande opportunità, non solo per i giovani di Fi e An. Un grande contenitore che permetta alla nostra generazione di dire la sua anche in questo momento di sviluppo e di difficoltà del paese.D. I giovani di oggi si entusiasmano per la politica?R. Sono molto più motivati. Tangentoli lasciò o un totale disinteresse verso la politica o tanta rabbia in corpo. Oggi è tornata la voglia di partecipazione. Il merito è di internet che ha avviato i giovani alla politica perché il messaggio che trasmette non viene filtrato, come accadeva prima con gli strumenti paludati tipo giornali e tv. Tutti possono incidere in tempi reali e senza filtri.D. Perché Berlusconi piace tanto ai giovani?R. Per il suo modo di comunicare, perché ogni volta che parla rompe tutti gli schemi. Non a caso sono 15 anni che sta sulla piazza. Lui è diretto. Può piacere o no, ma quello che dice non è mai costruito. E questo ai giovani piace. D. Parlerà al congresso?R. Mi dicono di sì. D. Che cosa dirà?R. Racconterò le mie esperienze. Quando sono entrata in Forza Italia non ero né ex di niente, né orfana di qualche cosa. Il fatto che ci fossero tante anime diverse per me rappresentava una ricchezza, un momento che permetteva di esprimere qualcosa di diverso. Sono nata con Forza Italia ma ora con il Pdl non mi voglio sentire una ex, oggi siamo dentro un'altra entità.D. Del discorso di Fini al congresso di An che cosa pensa? R. È andato avanti, come è giusto che sia. Non bisogna guardarsi indietro ma andare oltre. Guardare al Pdl come un grande partito riformatore.D. Perché le donne nella politica italiana faticano a emergere?R. Con questo governo Berlusconi ha spianato la strada alle donne. Ora tocca a noi prenderci gli spazi, rivendicarli, ci sono persone che vanno fatte crescere dentro al partito. Deve salire la percentuale delle donne elette e non solo di quelle candidate. Facciamole crescere dentro il partito ma facciamole eleggere. Le donne devono competere ad armi pari coi maschi. D. Quindi secondo lei le scelte le dovrà fare il partito non gli elettori con le preferenze…R. Le preferenze determinano dei meccanismi negativi, come la corruzione e i costi elettorali che qualcuno poi deve pagare, o con il finanziamento ai partiti oppure direttamente dai candidati. Queste incombenze possono diventare terreno fertile per la corruzione. D. Quindi è contraria al ripristino delle preferenze…R. Le preferenze uccidono giovani e donne. Occorre che il partito attivi dei meccanismi di selezione che permettano di portare avanti i migliori, fare con loro un turn over, coinvolgere i territori nella scelta. È questa la scommessa della politica: farsi interprete delle necessità vere, senza fare uso del sistema clientelare, essere in grado di coinvolgere la cittadinanza e farla partecipe dei processi di selezione della classe dirigente del partito.

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Le agli stipendi dei deputati europei (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 11 Le «ritoccatine» agli stipendi dei deputati europei L'INTERVENTO VI SIETE MAI chiesti quanto ci costa un politico al mese? Beh non si può mai esattamente dare una risposta perchè scappa sempre una ritoccatina allo stipendio. I nostri deputati europei sono i più pagati con circa 10 mila euro al mese, seguono i deputati nazionali anche loro tra 9 mila e 16 mila, poi i consiglieri regionali dai 5 mila agli 8 mila euro (eccezion fatta per le regioni a statuto speciale e per la Sicilia i cui deputati sono equiparati al parlamento nazionale) e via dicendo fino ai consiglieri provinciali che si avvicinano ai 2000 euro e i poveri consiglieri comunali e circoscrizionali che percepiscono un misero gettone di presenza tra 1300 euro e 500 euro e sono quelli che si muovono maggiormente per il territorio avendo un vero contatto con la gente. Beh fin qui direte nulla di nuovo, sappiamo che tutti si "ammazzano" per fare i poltici per avere uno stipendio garantito e la relativa pensione che badate bene è 3 volte superiore a quella di un onesto lavoratore che ha fatto 40 anni di servizio, ma la cosa che mi fa specie sono i rimborsi spese. Qualcuno potrebbe dire che è lecito avere un rimborso per le spese sostenute ma anche qui esistono delle disparità allucinanti se calcolate che i nostri poltici possono acnhe raggiungere i3 mila euro mensili di rimborso e se moltiplicate questa cifra per tutte le cariche presenti nel territorio traete voi le conseguenze: Francesco Piazza

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Dopo le elezioni di giugno, ci saranno altre elezioni. Ma nella seconda tornata i pesaresi non saran... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 28 Marzo 2009 Chiudi Dopo le elezioni di giugno, ci saranno altre elezioni. Ma nella seconda tornata i pesaresi non saranno chiamati a votare nelle tradizionali urne, bensì attraverso un voto elettronico. Che servirà a nominare gli undici rappresentanti di ognuno dei nuovi comitati di quartiere, che prenderanno il posto delle circoscrizioni. Il regolamento sugli organismi di rappresentanza del territorio arriverà lunedì prossimo in consiglio comunale. «Le elezioni per le associazioni di quartiere si baseranno su un voto elettronico - afferma il sindaco Ceriscioli - già sviluppato per i referendum cittadini. Un referendum con la carta costa 50 mila euro, con l'elettronica è infinitamente meno costoso». Le circoscrizioni passano da otto a dieci, «le aumentiamo visto che non c'è più il gettone di presenza», con l'autonomia di villa San Martino e la scissione tra Soria-Porto e centro-mare. «Con questo regolamento rispettiamo la legge, ma non rinunciamo a questa esperienza di partecipazione». Sulla città-cantiere, il sindaco, oltre alla parte legata ai disagi viari, ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno: «I cantieri in questo momento di crisi servono per far lavorare le ditte, gli artigiani». Si tratta di cantieri pre elettorali? «No, Se non ci fosse stata una nuova normativa nazionale che ci permetteva di velocizzare gli appalti, avremmo avuto un terzo degli attuali cantieri». T.D.

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TERNI , se n'è... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 14 TERNI «LEGALITÀ e cosa pubblica», se n'è... TERNI «LEGALITÀ e cosa pubblica», se n'è discusso ieri all'Hotel Michelangelo di Terni nel corso del convegno organizzato dall'Ordine provinciale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. A rilanciare l'irrisolta «questione morale» che attanaglia il Paese, tra infiltrazioni mafiose e cattiva politica, il professor Antonio Baldassarre, ordinario di diritto costituzionale alla Luiss di Roma, presidente emerito della Corte Costituzionale e candidato sindaco di Terni; Caterina Chinnici, procuratore del Tribunale dei minori di Palermo e figlia di Rocco, ideatore del pool antimafia, magistrato ucciso da un'autobomba a Palermo nel 1983; il professor Mario Caligiuri, docente di Pedagogia della Comunicazione all'Università della Calabria e nostro editorialista; il professor Giorgio Chinnici, criminologo all'Università di Palermo. IL DIBATTITO, introdotto dal dirigente scolastico Luciano Lima e dal presidente dell'Ordine Roberto Piersantini, è stato moderato, davanti agli studenti di alcuni Istituti della città, dal giornalista Sergio Rizzo, coautore con Gian Antonio Stella dell'ormai celebre libro-inchiesta sul mondo politico «La Casta» . «I giovani sono troppo spesso distratti, sfiduciati o indifferenti rispetto al tema della legalità ha affermato tra l'altro la dottoressa Chinnici che invece così pesantemente influenzerà la loro possibilità di crescere e di scegliere di essere liberi. Uomini come mio padre questo ci hanno voluto insegnare, con il sacrificio della vita: il rispetto della libertà e della dignità di ogni essere umano, e ciò può avvenire solo nelle legalità che non è un concetto astratto, ma deve essere vissuta quotidianamente come scelta di vita. Senza legalità non c'è libertà, non c'è cultura, né vera umanità». Dal professor Caligiuri la personale esperienza di governatore della cosa pubblica come sindaco, in Calabria, in un piccolo comune di 3mila abitanti, governato da una lista civica e dove una serie di normali eccellenze umane, culturali, tecnologiche e imprenditoriali hanno tenuto lontane le ingerenze mafiose. «L'unica speranza possibile sono i giovani ha aggiunto Caligiuri, autore del libro La formazione dell'èlite' , _di fronte a una politica autoreferenziale, che si perpetua e che molto spesso è connivente. Il riscatto non può che arrivare dalle nuove generazioni». ssss «QUANDO ERO alla Rai ha ricordato Baldassarre, già presidente della Tv pubblica ho conosciuto il peggio del peggio in merito al tema della legalità. La Rai accomuna tutti i vizi della nostra società, che vengono vissuti come cose normali. Il nostro sistema giudiziario così lento finisce per favorire chi delinque e punire gli innocenti. L'arroganza della politica ha sempre umiliato la vera legalità. Torniamo alla legalità tutti, giovani e meno giovani, politici e non, per tornare ad essere veramente liberi e fiduciosi». Stefano Cinaglia

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nostro servizio Esempio quasi unico, il governo turco non sembra risentire gl... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 28 Marzo 2009 Chiudi nostro servizio Esempio quasi unico, il governo turco non sembra risentire gli effetti negativi della crisi globale. Almeno a livello elettorale. Infatti, il partito di radici islamiche Giustizia e Sviluppo (Akp) del premier Tayyip Erdogan sembra destinato a vincere le amministrative in programma domenica. Le previsioni dell' istituto di rilevamento Konda (quello che alle ultime politiche azzeccò alla virgola tutti i risultati)affermano infatti che l'Akp potrebbe vincere le elezioni con il 47.9%, contro il 46.54% riportato alle politiche del 2007. Erdogan infatti sta gestendo con abilità la grave crisi economica che ha colpito anche la Turchia di modo che la popolazione non sembra orientata a rischiare anche una crisi politica. Domani andranno alle urne poco più di 48 milioni di turchi per eleggere in 175 mila seggi 2.940 sindaci, 37 mila consiglieri comunali e circa 53 mila capi di villaggio o di quartiere. I seggi si apriranno alle 8 e chiuderanno alle 17. I primi risultati saranno noti in serata. In Turchia i risultati delle amministrative normalmente non hanno un impatto rilevante sulla vita politica, ma questa volta la consultazione ha assunto i toni di un vero e proprio referendum per l'Akp, che l'anno scorso rischiò di essere messo al bando e chiuso con l'accusa di aver svolto attività contrarie al principio della laicità dello Stato, uno dei pilastri immodificabili sanciti nel preambolo della Costituzione turca. Sempre in base ai sondaggi della Konda, il Partito Repubblicano del Popolo (Chp, di Deniz Baykal, socialdemocratico all'opposizione) otterrà il 23.5% dei voti (18.27% alle amministrative del 2004 e 20.79% alle politiche del 2007), mentre il Partito del Movimento Nazionalista (Mhp di Devlet Baheli, 10.10% nel 2004 e 14.25% nel 2007) dovrebbe raccogliere il 14.3% delle preferenze. Dell'Akp, sempre secondo i sondaggi di Erdem, dovrebbero essere i sindaci di Ankara e Istanbul. Per quanto riguarda la città costiera di Izmir (Smirne) dovrebbe restare saldamente nella mani del Chp di cui da sempre è la roccaforte. Le segreterie dei partiti politici hanno organizzato un vero e proprio esercito di osservatori da impiegare nei seggi per controllare il regolare svolgimento delle operazioni di voto. Lo ha scritto ieri il quotidiano Hurriyet secondo cui l' AKP dislocherà un rappresentante e nove osservatori in ogni seggio per un totale di un milione e mezzo di simpatizzanti; calcolando che l'importo minimo del gettone di presenza ammonta a due lire turche (meno di un euro), l'AKP spenderà circa 1,3 milioni di euro. Dal canto suo, il maggiore partito di opposizione (CHP, Partito Repubblicano del Popolo) utilizzerà tre osservatori in ogni seggio per un totale di 500.000 presenze, mentre il Partito del Movimento Nazionalista (MHP, esso pure all'opposizione) ha organizzato una schiera di 600.000 simpatizzanti. R.Es.

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Lotta ai deficit strutturali (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: NORME TESTO FEDERALISMO data: 2009-03-28 - pag: 32 autore: Documenti Il Ddl sul federalismo fiscale approvato dalla Camera Lotta ai deficit strutturali Concludiamo la pubblicazione del testo del disegno di legge– approvato dalla Camera dei deputati – recante «Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione». Il testo potrebbe subire qualche ritocco in sede di coordinamento formale. La prima e la seconda parte sono state pubblicate sul Sole 24 Ore del 26e 27 marzo. ARTICOLO 21 Perequazione infrastrutturale 1. In sede di prima applicazione, il ministro dell'Economia e delle finanze, d'intesa con il ministro per le Riforme per il federalismo, il ministro per la Semplificazione normativa, il ministro per i Rapporti con le regioni e gli altri ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali e aeroportuali. La ricognizione è effettuata tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) estensione delle superfici territoriali; a.1) valutazione della rete viaria con particolare riferimento a quella del Mezzogiorno; a-bis) deficit infrastrutturale e deficit di sviluppo; b) densità della popolazione e densità delle unità produttive; c) particolari requisiti delle zone di montagna; d) carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e) specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle risorse per gli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione. 2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard. Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle aree sottoutilizzate sono individuati nel programma da inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. ARTICOLO 22 Norme transitorie per le città metropolitane 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della disciplina ordinaria riguardante le funzioni fondamentali, gli organi e il sistema elettorale delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria.La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo congiuntamente alla provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino, unitamente al comune capoluogo, almeno il 60 per cento della popolazione; c) alla provincia, congiuntamente ad almeno il 20 per cento dei comuni della provincia medesima che rappresentino almeno il 60 per cento della popolazione. 3. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene: a) la perimetrazione della città metropolitana, che, secondo il principio della continuità territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti. Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) l'articolazione del territorio della città metropolitana al suo interno in comuni; c) una proposta di statuto provvisorio della città metropolitana, che definisce le forme di coordinamento dell'azione complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano e disciplina le modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del Consiglio provvisorio di cui al comma 5, lettera b). 3-bis. Sulla proposta di cui al comma 2, previa acquisizione del parere della regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della provincia. Il referendum è senza quorum di validità se il parere della regione è favorevole o in mancanza di parere. In caso di parere regionale negativo il quorum di validità è del 30 per cento degli aventi diritto. 4. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del ministro dell'interno, di concerto con i ministri della Giu-stizia, per le Riforme per il federalismo, per la Semplificazione normativa e per i Rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e di svolgimento del referendum di cui al comma 3-bis, osservando le disposizioni della legge 25 maggio 1970, n. 352, in quanto compatibili. 5. Al fine dell'istituzione di ciascuna città metropolitana, il Governo è delegato ad adottare, entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del ministro dell'Interno, del ministro per le Riforme per il federalismo, del ministro per la Semplificazione normativa e del ministro per i Rapporti con le regioni, di concerto con i ministri per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, dell'Economiae delle finanze e per i Rapporti con il Parlamento, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) istituzione della città metropolitana in conformità con la proposta approvata nel referendum di cui al comma 3-bis; b) istituzione, in ciascuna città metropolitana, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, di una assemblea rappresentativa, denominata «consiglio provvisorio della città metropolitana», composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal presidente della provincia; c) esclusione della corresponsione di emolumenti, gettoni di presenza o altre forme di retribuzione ai componenti del consiglio provvisorio della città metropolitana in ragione di tale incarico; d) previsione che, fino alla data di insediamento dei rispettivi organi così come disciplinati dalla legge di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente; e) previsione che, ai soli fini delle disposizioni concernenti le spese e l'attribuzione delle risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi; f) previsione che, per le finalità di cui alla lettera e) siano, altresì, considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: 1) la pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2) la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; 3) la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale; 5-bis. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 5, corredati delle deliberazioni e dei pareri prescritti, sono trasmessi al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata, che rendono il parere nel termine di trenta giorni. Successivamente sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione alle Commissioni medesime. 6. (Soppresso). 7. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente articolo. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla legge di cui al comma 1. 8. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione nel territorio della città metropolitana ovvero in altra provincia già esistente, nel rispetto della continuità territoriale. ARTICOLO 23 Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione 1. In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle città metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali; b) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; c) sviluppo urbano e pianificazione territoriale; d) edilizia pubblica e privata; e) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; f) protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio; g) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4. L'esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari e internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 4, del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale». 5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei Comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è disciplinato lo status dei membri dell'Assemblea capitolina. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i principi generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze a essa attribuite; b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai Comuni dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione della disciplina delle città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. 9-bis. Per la città metropolitana di Roma capitale si applica l'articolo 22 a eccezione del comma 2, lettere b) e c) e del comma 5, lettera d) . La città metropolitana di Roma capitale, oltre alle funzioni della città metropolitana, continua a svolgere le funzioni di cui al presente articolo.

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Giunta e Consiglio si autotassano (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CARTIGLIANO. Un taglio ai compensi per aiutare i più poveri Costituito all'unanimità un fondo famiglia di solidarietà 28/03/2009 rss e-mail print Germano Racchella Costituito a Cartigliano un "fondo famiglia": a volerlo non solo la Giunta comunale del sindaco Germano Racchella, ma anche tutti i consiglieri comunali. Saranno proprio parte dei proventi spettanti agli amministratori di villa Cappello per le loro funzioni, nella percentuale del dieci per cento, a essere destinati a questa sorta di cassa destinata a interventi di solidarietà. Il sindaco aveva rammentato che due anni fa c'era stata una riduzione sempre del dieci per cento di quello che una volta era definito il gettone di presenza, con il ripristino delle quote è possibile finanziare interventi a sostegno dell'attuale momento di crisi che non risparmia,oltre agli immigrati stranieri, ma anche la cittadinanza locale. Racchella ha precisato che i contributi saranno erogati sulla base di precise relazioni dell'assistente sociale. Il consigliere di minoranza Lorenzo Grandesso ha precisato: «Non mi andava che la Giunta decidesse a chi erogare il fondo, è più opportuno basarsi su parametri più precisi». Alla votazione parere favorevole unanime. Riguardo ai servizi sociali, è emerso ancora una volta che sarebbero opportune maggiori risorse in termini di personale: «Le attuali ristrettezze di bilancio non ce lo consentono» ha detto l'assessore Mariano Sartore. I servizi sociali di Cartigliano si svolgono in convenzione con la vicina Nove, ma il personale addetto (assistente sociale e operatrici dell'assistenza domiciliare) presenzia per poche ore. La consigliere di minoranza Monia Bordignon ha proposto di cercare un Comune diverso per vedere se sia possibile avere una maggiore disponibilità, viste le crescenti necessità cartiglianesi. Tra gli altri temi affrontati in sede consiliare, il programma per l'assistenza scolastica che contempla un contributo del Comune di 20 mila euro (tutti favorevoli i consiglieri).R.B.

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GIANPAOLO RICCA BARONISSI. OPERE PUBBLICHE: PRESTO A BARONISSI IL PIù GRANDE ISTITUTO SCOLAS... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 28-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

GIANPAOLO RICCA Baronissi. Opere pubbliche: presto a Baronissi il più grande istituto scolastico mai realizzato dalla Provincia di Salerno. Sarà presentato ufficialmente lunedì sera il progetto di edificazione dell'istituto tecnico industriale che sorgerà nel nuovo quartiere di Cariti. A darne notizia ieri il consigliere provinciale Giovanni Moscatiello che s'era fortemente impegnato per la realizzazione di questa imponente opera sin dalla sua elezione in seno all'ente Provincia avvenuta cinque anni fa. Si tratta di un grande opera pubblica finanziata in parte dalla Provincia, che ha stanziato ben nove milioni di euro, e in parte da imprenditori privati con un sistema d'appalto particolare e innovativo. Si tratta infatti del primo caso in Italia di struttura pubblica che sarà realizzata con la tecnica di appalto denominata «leasing in costruendo». In sostanza si tratta di un grosso investimento che vede unirsi fondi pubblici e privati grazie al quale, all'azienda che v'investirà, saranno garantite rate di rimborso per una durata di 15 anni di modo da ammortizzare i costi d'opera iniziali con un determinato margine di guadagno spalmato sul lungo termine. La struttura che ospiterà l'Itis sorgerà dunque a Cariti, realtà residenziale sorta a Baronissi alcuni anni fa ed ancora in via di ultimazione, e sarà ricca di spazi multifunzionali come biblioteche, una palestra di ben 830 metri quadri, un'aula magna, un auditorium, oltre a laboratori interni e uno spazio verde collocato all'esterno fruibile a tutti e dell'ampiezza di circa 1000 metri quadri. Nel dettaglio dell'opera scenderanno lunedì lo stesso Giovanni Moscatiello, l'architetto Angelo Cavaliere, dirigente generale dell'area tecnica della Provincia di Salerno ed il vice-presidente della Provincia, Gianni Iuliano. «Questo nuovo istituto scolastico sarà qualcosa d'importantissimo non solo per Baronissi, ma per l'intera valle dell'Irno - ha affermato ieri Moscatiello - Si tratta dell'istituto più grande mai realizzato dalla Provincia e va inoltre sottolineato come l'Itis che sorgerà a Baronissi è una delle sole tre scuole in via di realizzazione sull'intero territorio provinciale negli ultimi anni. Contiamo - ha concluso Giovanni Moscatiello - di dar via ai lavori entro il prossimo mese di giugno». Opere importanti per Baronissi e non solo dunque mentre, proprio nella cittadina dell'Irno, tende ad infervorarsi il clima in vista delle prossime comunali. Decaduta la giunta Cosimato, è adesso il momento delle grandi manovre. Il centrodestra ha già proposto Raffaele Petta quale candidato alla poltrona di sindaco, mentre è a sinistra che gli animi sembrano alquanto incandescenti. Il problema sembra essere tutto interno al Pd i cui vertici pare stiano osteggiando la candidatura a primo cittadino proprio di Giovanni Moscatiello puntando sulla questione etica e sulla regolamentazione interna del partito di Franceschini che vorrebbe «fuori gioco» persone che abbiano pendenze giudiziarie. Una vecchia questione dalla quale il consigliere provinciale si è sempre difeso a spada tratta. Circa la questione politica poi, Moscatiello è deciso a tornare in campo supportato da liste civiche e rinunciando all'etichetta di partito. Il simbolo del Pd potrebbe dunque comparire accanto al nome del sindaco uscente Franco Cosimato anche se, sulla candidatura di quest'ultimo, non ci son state ancora conferme ufficiali.

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vale oro la miniera verde dell'udinese (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il futuro. A Genova hanno giocato contemporaneamente i quattro gioielli, dimostrando di poter essere protagonisti Il centrocampista cileno nonostante i 19 anni è un veterano con 33 presenze Vale oro la miniera verde dell'Udinese Asamoah, Isla, Sanchez e Koprivec: club friulano insuperabile nella politica dei giovani Per alcuni può essere motivo di vanto, per altri una semplice coincidenza visto che il valore non ha età, oppure ancora strategica e proficua programmazione divenuta un marchio di fabbrica. Scegliete voi, sta di fatto che l'Udinese punta sempre di più sui giovani e domenica scorsa a Marassi contro il Genoa la riprova è stata da record, con ben 4 diciannovenni contemporaneamente in campo. Ai titolari Sanchez, Asamoah e Isla, dal sesto minuto del primo tempo si è aggiunto anche Jan Koprivec, il portiere sloveno che ha bagnato il suo esordio in serie A sostituendo l'infortunato Handanovic. Il tutto, pur se per una domenica, ha contribuito ad abbassare ulteriormente l'età media (25,6) dell'Udinese, non proprio una formazione di "vecchietti" visto che quella friulana è la squadra più giovane del campionato. Regolamento. L'Udinese dimostra quindi di guardare avanti, a un futuro che è già presente anche dal punto di vista regolamentare con l'obbligo vigente di presentare nella lista dei 25 iscritti alle competizioni ben 8 giocatori "locali". Dove per "locali" si intendono giocatori di qualisiasi nazionalità che dai 15 ai 21 anni siano stati formati nel club di appartenenza per almeno tre stagioni, ma anche quelli che sono stati formati da federazioni differenti da quella del club in cui giocano. Alla riforma voluta due anni fa dall'Uefa per la salvaguardia dei vivai, l'Udinese si è adeguata senza problemi. Miniera. Ragazzi come Asamoah, Sanchez e Isla si stanno dimostrando una forza, una risorsa autentica sia per l'apporto dinamico-qualitativo a servizio della squadra, sia in prospettiva mercato, un fattore a cui ogni singolo giocatore e la società guardano sempre con interesse. E i numeri sono lì a dimostrarlo. Prendiamo il cileno Isla per esempio. Il centrocampista vanta già 33 presenze complessive nel nostro campionato, sommando le 23 del torneo in corso con le 10 dell'anno scorso. A queste vanno aggiunti i 9 gettoni in coppa Uefa e le 5 presenze in coppa Italia . Cifre ch ne fanno il veterano, in Italia, tra i giovani rampanti della classe '88 a servizio di Marino. Che dire poi di Alexis Sanchez? Il Niño Maravilla conta già 25 presenze (delle quali 13 da titolare) in campionato, deve ancora esplodere e confermarsi all'altezza delle aspettative, ma il suo pedigree è di prestigio con 50 presenze collezionate negli scrosi due anni in cui ha indossato la maglia di una grande come il River Plate. Ed eccoci ad Kwadwo Asamoah, la vera rivelazione della stagione. La sorpresa ghanese si è rivelata all'inizio dell'anno solare in corso. Patron Pozzo lo aveva caldeggiato e proposto a Marino fin da novembre. Il tecnico lo ha fatto esordire prima in coppa Italia e poi in serie A negli ultimi 20 minuti contro la Sampdoria lo scorso 11 gennaio. Da allora è diventato uno dei punti fermi della squadra, avendo ridato consistenza alla mediana. Prelevato dal Liberty Professionals per una cifra inferiore ai 900 mila euro, il valore del centrocampista si è moltiplicato dopo averlo visto all'opera per 11 volte in campionato e 4 in coppa Uefa. Domenica a Genova in campo c'era anche Jan Koprivec, il portiere formatosi col Koper Capodistria, che una volta rescisso il contratto col Cagliari ha accettato di fare il "terzo" a Udine alle spalle di Handanovic e Belardi. Lo sloveno si era già messo in luce nella batteria di rigori attraverso la quale l'Udinese aveva eliminato la Reggina in coppa Italia a novembre. Domenica non ha avuto paura dell'impatto con Marassi mettendo insieme i suoi primi 83 minuti in serie A. Stefano Martorano

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 (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Proposta di legge di iniziativa popolare «Una firma per ridurre i costi della politica» L'AQUILA Continua la battaglia di Pio Rapagnà e Giovanna Forti per la riduzione dei costi della politica. I due promotori della proposta di legge di iniziativa popolare invitano i cittadini a «recarsi in massa a firmare la proposta di legge per dare un segnale forte e inequivocabile agli amministratori abruzzesi affinchè procedano senza perdita di tempo a ridurre drasticamente i costi e gli sprechi della politica e a sciogliere buona parte degli enti strumentali inutili della Regione». I due referenti del Comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare ricordano che «i cittadini residenti in Abruzzo che intendono firmare si devono recare presso gli uffici Anagrafe Elettorale del proprio Comune di residenza (in orario di ufficio e muniti di un documento di riconoscimento) e, in caso di eventuali difficoltà o in presenza di imprevisti ostacoli organizzativi e burocratici, devono rivolgersi all'Ufficio rapporti con il Pubblico e chiedere espressamente al Sindaco o al segretario comunale di volere esercitare il diritto ad apporre la propria firma sulla proposta di legge di iniziativa popolare». In presenza di ostacoli insuperabili i cittadini «si possono in ogni caso rivolgere al difensore civico sollecitandone l'intervento». Inoltre si può firmare anche presso gli uffici del presidente e del segretario della Provincia.

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che c'azzecca qui da noi la lega nord? (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 9 - Livorno Che c'azzecca qui da noi la Lega Nord? Ho letto sul Tirreno di oggi,a pagina otto della cronaca,una piccola nota con il titolo i costi della politica la Lega: aboliamo le circoscrizioni. Con una "concionatura" di Emiliano Baggiani anche a me viene da dire che se noi delle Circoscrizioni a suo dire siamo disposte geograficamente sul territrorio in maniera disomogenea, anche la lega nord è fuori dai suoi confini e quindi qui che ci azzecca? In quanto entrando più nello specifico, rabbrividisco pensando agli agili ed economici "sportelli unici" che dovrebbero sostituire a suo avviso le circoscrizioni; non credo che lui sappia quel che dice; ad esempio nella "disomogenea" 4º circoscrizione i cittadini del territorio hanno a disposizione un "motore unico" dal quale migliaia di cittadini traggono delle risposte che mai avrebbero da qualsiasi sportello unico che sia,questo grazie a dei consiglieri,che lui chiama costi della politica,che al di la di qualsiasi schieramento politico,lavorano nel solo unico interesse dei cittadini amministrati. Sergio Barsotti

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SONO invalidi e resteranno invalidi. La loro patologia è compresa tra quelle per le quali n... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 29-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Pesaro)) (Messaggero, Il) (Messaggero, Il (Civitavecchia)) (Messaggero, Il (Marche)) (Messaggero, Il (Abruzzo)) (Messaggero, Il (Ostia)) (Messaggero, Il (Frosinone)) (Messaggero, Il (Rieti))

Argomenti: Costi della politica

Domenica 29 Marzo 2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA SONO invalidi e resteranno invalidi. La loro patologia è compresa tra quelle per le quali non sarebbe più necessario sottoporsi alle visite di controllo delle Asl. C'è una legge che lo prevede, tutela 3 milioni e mezzo di disabili eliminando inutili passaggi burocratici . Ma pochi la applicano e alcune regioni neanche la conoscono. E' l'altra faccia dei falsi invalidi. Gli invalidi permanenti, quelli che non guariranno mai e che pure ogni mano con le loro carrozzine devono mettersi in fila per avere confermati i loro diritti. Una onlus ha calcolato quanto costa la mancata applicazione della legge 80 tra gettone di presenza alle commissioni e spese varie. Un'altra sprecopoli.

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il gruppo di an diserta il consiglio comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mereto di Tomba. Iniziativa di protesta nei confronti del percorso di approvazione delle 4 varianti urbanistiche Il gruppo di An diserta il consiglio comunale MERETO DI TOMBA. Il gruppo consiliare di An non si è presentato nell'ultima seduta del consiglio comunale di Mereto di Tomba. La spiegazione dell'assenza è stata chiarita in una lettera pervenuta lo stesso giorno del consiglio al protocollo comunale. Il motivo riguarda la mancata condivisione del gruppo al percorso che ha portato alla discussione di quattro varianti al Prgc e alle tempistiche troppo ridotte - secondo i consiglieri An - che non hanno permesso una sufficiente trattazione degli argomenti. La loro assenza ha sorpreso non poco i restanti colleghi i quali, hanno comunque portato avanti regolarmente la seduta affrontando i vari punti all'ordine del giorno. Tutte le proposte di delibera sono state votate all'unanimità. Il consigliere Alessia Rovere all'inizio della seduta ha fatto richiesta, subito accolta, di devolvere il gettone di presenza per le cure di Riccardo Rinaldi, il ragazzo di Plasencis colpito da una grave malattia. «Vale la pena di ricordare - dice il sindaco Andrea Cecchini - che la convocazione della seduta era stata fatta a termini di regolamento; che le varianti proposte in delibera non erano varianti sostanziali e che per buona parte erano propedeutiche alla revisione generale del prg, ad alcuni progetti che l'amministrazione ha avviato e a piccole varianti normative a seguito di richieste pervenute dalla popolazione di cui se ne parlava da tempo. Piuttosto meraviglia - commenta il primo cittadino - il fatto che il gruppo di An chieda maggior condivisione sulle scelte e sulle decisioni quando, di fatto, negli ultimi 4 anni ha volutamente evitato la maggior parte delle occasioni di confronto e di partecipazione alle decisioni dell'ente, compresi i pre-consigli. I cittadini chiedono veramente questo quando votano delle persone chiamate a rappresentarli?» si domanda il sindaco Cecchini. Maristella Cescutti

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MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei quiz. E allora perché ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 31 MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei quiz. E allora perché ... MOLTI si scandalizzano per le somme elargite dalle tv nei quiz. E allora perché dopo aver dato ai concorrenti, che comunque finiscono per usufruire di un'appagante apparizione televisiva, il gettone di presenza più le spese non accantonare i premi in un fondo a favore di enti e associazioni le cui ricerche possono portare a risultati di cui tutti potremmo beneficiare? Gastone Capitoni, Castel Maggiore (Bologna)

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La Francia trema ma Domenech resiste (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2009-03-29 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE Gli altri gruppi Bene anche Germania e Olanda La Francia trema ma Domenech resiste Soffre in Lituania, passa con Ribéry Romania kappaò, i Bleus sperano di passare come secondi. L'Inghilterra vince 4-0 in amichevole: doppietta di Rooney MILANO — Per un'ora la Francia, intesa come nazione, ha tremato. Sul campo di cipolle di Kaunas, Lituania, con il pallone e le caviglie che saltavano senza logica apparente, per un'ora Domenech e i suoi galletti hanno visto il Sudafrica ancora più lontano di quanto suggerisca la geografia. La Serbia aveva già giocato e battuto a domicilio la Romania e partiva con un +8 dall'alto di quell'unico posto che garantisce il Mondiale. Poi la sola possibilità di scardinare lo 0-0 della virtuale eliminazione: un ricamo di Ribéry, al volo di sinistro dal limite, giusto nel «sette». E tutti istericamente ad abbracciare il c.t., già pronto con le valigie prima ancora del «ritorno» di mercoledì con i baltici. Restano comunque 5 i punti di ritardo dalla Serbia, ma solo 2 dalla stessa Lituania per quel secondo posto da cui si può raccattare in extremis un passaggio nella stiva per Johannesburg. Drammatica l'autoeliminazione della Romania, senza il capitano Chivu e con Mutu che, anziché segnare, offre due assist per i gol di Marica e Stoica. I serbi però ne hanno fatti 3. Nel gruppo 1 scappano Danimarca (facile a Malta) e Ungheria, che batte ed elimina l'Albania. Nel secondo girone la Svizzera vince in Moldavia (gol di Frei e Fernandes) e agguanta al comando la Grecia, fermata sull'1-1 da Israele, per l'occasione motivata da un colonnello, che è comunque lì a un'incollatura e vuole i Mondiali dopo 40 anni di astinenza. Mercoledì ritorno-spareggio in campo ellenico. Il girone 3 è una bolgia con 5 squadre in 4 punti e l'Irlanda del Nord che sbuca a sorpresa. Perfino morbido il 4-0 della Germania al Liechtenstein con due gol per tempo (Ballack, Jansen e Schweinsteiger, Podolski). Ma la Russia, vittoriosa sugli azeri, ha 4 punti di distacco e una partita in meno. Esce di scena il Galles, battuto in casa dalla Finlandia. L'Inghilterra, che approfitta della sosta per battere 4-0 la Slovacchia in amichevole, mercoledì potrebbe mettere il punto esclamativo al girone: con questo Rooney (doppietta ieri) può battere l'Ucraina e lasciarla 8 punti sotto. Intanto Beckham, mandato in campo da Capello al 25' della ripresa e autore di un assist-gol, ha collezionato la sua 109ª partita in nazionale e diventa il secondo nella graduatoria di tutti i tempi, dietro il portiere Shilton, che ha 125 gettoni. Per lui l'abbraccio degli 85.000 di Wembley. Nell'ultimo raggruppamento, l'unico con cinque sole squadre, facile e fondamentale successo dell'Olanda sulla Scozia. Federico Pistone Record David Beckham ha collezionato contro la Slovacchia la presenza n. 109: dopo il portiere Peter Shilton (125) nessuno ha vestito tante volte la maglia (bianchissima ieri a Wembley) della nazionale inglese (Dunham/Ap)

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la questione morale, boomerang per fi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Polemiche per la candidatura a sindaco di Orsolini, ostacolata da alcuni componenti del partito La questione morale, boomerang per FI Gli azzurri si spaccano al consiglio comunale da loro richiesto VICOPISANO. La questione morale? Un boomerang per Forza Italia. A una parte del partito non è affatto piaciuta la mossa di Roberto Orsolini, che venerdì ha annunciato pubblicamente la sua candidatura a sindaco, evidentemente senza aver ricevuto il benestare dal direttivo. Così, dopo che Orsolini aveva attaccato la maggioranza sulla "questione morale", la risposta più dura è arrivata dagli stessi scranni di Forza Italia. «Sarebbe bene - ha detto il compagno di partito Stefano Perini - che chi pretende di venire in consiglio comunale a fare lezioni di morale e a gettare fango sulle persone, facesse prima un esame di coscienza». Il consiglio comunale ha così registrato l'ennesimo scossone politico in vista delle imminenti elezioni amministrative, ma questa volta nella minoranza. A fine seduta Stefano Perini (probabilmente anche lui aspirante candidato a sindaco) e Marisa Belli, del direttivo comunale di Forza Italia, hanno reso noto che il 17 marzo, in un incontro tra i coordinatori provinciali del futuro Pdl, in realtà era stato dato mandato ai membri del direttivo di Vicopisano presenti, «di individuare una figura esterna al fine di dare un segnale di cambiamento». «Soprattutto - hanno aggiunto -, per porre fine alle fibrillazioni all'interno di Forza Italia vicarese, non è stata accettata la solita persona presentata, ed è stata rimandata la scelta del futuro candidato a dopo il congresso nazionale. Inoltre, cittadini simpatizzanti anche delle altre forze politiche hanno fatto presente di non concordare su una candidatura già presentata nella passata legislatura». Di conseguenza anche l'Udc fa un passo indietro. Se prima vedeva di buon occhio una lista unitaria del centrodestra, adesso Sonia Muncchi fa sapere che «l'Udc sta lavorano per portare un valido candidato». Nel frattempo, la maggioranza ha definitivamente perso due seggi, appartenenti ai due assessori rimossi dall'incarico. Giampiero Nesti e Stefano Bitossi hanno dato vita al gruppo consiliare "Vicopisano comune aperto", che d'ora in poi seguirà una linea politica autonoma rispetto al centrosinistra. «Ci sediamo dalla parte del centrosinistra - ha spiegato Nesti - essendo stati eletti in questo contesto, ma ci riserviamo la libertà di voto valutando ogni singola questione». Sulla "questione morale" sollevata da Orsolini, il sindaco Antonella Malloggi ha ribattuto punto per punto e si è detta disponibile a rendere noti i bilanci della Aps "Borgo murato", così come a promuovere un dibattito pubblico sulla gestione urbanistica, magari fra i futuri candidati a sindaco. Dal canto suo Orsolini ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza da parte della giunta, andando poi a elencare i nomi più ricorrenti nei progetti degli ultimi anni, nonché alcune particolari coincidenze verificabili tra i vari atti. Questioni che il consiglio aveva già affrontato, e sulle quali solo un dibattito aperto alla cittadinanza avrebbe forse potuto aggiungere qualcosa. Infine, il consiglio comunale ha deciso all'unanimità di devolvere i gettoni di presenza della seduta a favore della consigliera Manola Lucchesi, da tempo assente per malattia. Guido Bini

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Fondo anti-crisi, no al taglio dei compensi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Fondo anti-crisi, no al taglio dei compensi I consiglieri del Pd chiedono un contributo agli amministratori: la proposta cade nel vuoto Domenica 29 Marzo 2009, Vittorio Veneto La maggioranza lascia cadere nel vuoto la proposta del Pd di un contributo straordinario degli amministratori per incrementare il fondo di solidarietà da 58mila euro creato dalla giunta. È accaduto nel bel mezzo del consiglio comunale di venerdì sera, mentre era in discussione il bilancio di previsione annuale e triennale, l'ultimo della seconda giunta Scottà. A tenere banco, complice la precedente interpellanza della capogruppo di Sd Adriana Costantini, è stato il tema dei derivati, che ha visto le opposizioni sugli scudi. Il bilancio è stato approvato con i voti favorevoli della sola maggioranza, ma l'opposizione (che ha votato "no" in modo compatto) ha lanciato diverse proposte. «A San Bonifacio, comune veronese più piccolo del nostro, hanno creato un fondo di solidarietà da 200mila euro - ha reso noto Roberto Tonon, capogruppo del Partito Democratico - non è forse il caso di incrementare il fondo creato dalla nostra giunta con i soldi dei cittadini? Potremmo inserire un contributo straordinario di noi amministratori, consiglieri comunali compresi. Tagliamo le nostre indennità e i nostri gettoni di presenza e inseriamoli nel fondo». Per rendere concreta l'idea, Tonon ha suggerito di inserire un emendamento ad hoc al bilancio di previsione. Il dibattito (sul fondo e sul bilancio) è proseguito a lungo. Ma dell'emendamento non si è avuta traccia: il bilancio (che gode dell'ok dei Revisori dei conti) è stato approvato così come arrivato in aula. «Sul piano personale condivido la proposta del consigliere Tonon - ha commentato l'assessore alle politiche per il lavoro Michele De Bertolis - sul piano politico, però, al momento non c'è una situazione sociale così allarmante o drammatica tale da arrivare a compiere questo passo. Compito del Comune deve essere quello di incrementare il lavoro. E comunque possiamo ancora realizzare delle economie nel settore culturale così da rendere più cospicuo il fondo di solidarietà», destinato a chi è in difficoltà soprattutto nel settore lavorativo. E a proposito di cultura, il dibattito consiliare ha visto dei tentativi bipartisan di salvare l'edizione 2009 del Concorso di violino, sospesa per salvare i fondi al sociale. «Il Comune ha stanziato denaro per fare entrare il badminton nelle palestre vittoriesi. Davvero non si poteva salvare il concorso di violino? Perché non chiediamo alla Vittorio Veneto Servizi di sponsorizzare la kermesse?» ha domandato Enzo Pavan, dell'omonima lista. «Spero di trovare in consiglio regionale i fondi per fare svolgere, a settembre, il concorso di violino. Non so se ce la farò, ma ci provo» la promessa del capogruppo leghista Gianantonio Da Re, subito bloccato dal sindaco (del suo stesso gruppo) Giancarlo Scottà: "Non ce la facciamo, Toni. Non ci sono i tempi necessari per l'organizzazione". Dall'opposizione sono arrivate altre stoccate alla giunta sulle politiche culturali: nel mirino, insieme ai relativi costi, soprattutto il festival "Comodamente" e le "Giornate medievali". Luca Anzanello

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Centrodestra sull'Aventinoe il Consiglio non va avanti (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Centrodestra sull'Aventino e il Consiglio non va avanti Palma di Montechiaro. La quinta seduta del Consiglio comunale convocata nel volgere di soli 10 giorni, per esaminare ed approvare pochi punti inseriti nell'ordine del giorno dal presidente Calogero Alotto, venerdì sera si è sciolta per mancanza di numero legale. A fare mancare il necessario quorum sono stati ancora una volta gli 11 consiglieri comunali del centrodestra con un atteggiamento da essi ritenuto legittimo ma che non può essere condivisibile in quanto il loro ostruzionismo verso il sindaco e la Giunta di centrosinistra, oltre a incidere pesantemente sulle casse del Comune – poiché basta timbrare la presenza per un solo minuto per riscuotere il relativo gettone – costituisce anche un autentico danno per la vita amministrativa della cittadina. La paralisi esistente nel civico consesso, costretto ad approvare un solo argomento in ben 5 riunioni consiliari, fa parte ormai di una sorta di «strategia della tensione» portata avanti dai consiglieri del Pdl e dell'Mpa. Essi hanno pubblicamente fatto sapere che la loro azione mira a dimostrare l'ormai incapacità da parte del centrosinistra di avere i numeri per amministrare e di conseguenza fare riflettere soprattutto il sindaco sulla ormai necessità di dimettersi e di porre fine alla legislatura, un anno prima cioè delle elezioni amministrative previste nella primavera del prossimo anno. «La nostra azione politica - ha ribadito il capogruppo dell'Udc Giuseppe Vinciguerra - non mira certamente a gonfiare il corrispettivo dovuto per i gettoni di presenza. Ma è un atteggiamento con il quale evidenziare di come in democrazia dignità imporrebbe che quando un sindaco non è appoggiato da una maggioranza, il suo dovere morale e istituzionale dovrebbe costringerlo alle dimissioni. Noi del centrodestra siamo pertanto convinti di essere nel giusto anche perché non abbiamo arrecato alcun danno alla vita amministrativa della nostra cittadina. Basti considerare il fatto che all'ordine del giorno del Consiglio vengono portati all'esame sistematicamente argomenti di poco conto e debiti fuori bilancio, mentre di proposte serie e di interesse generale per rilanciare l'economia e l'occupazione, non esiste alcun cenno». F. B.

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L'eternit condanna la palestra (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Ramacca. Impianto inagibile a causa della copertura in materiale pericoloso L'eternit condanna la palestra Con una solenne celebrazione nel Santuario di Maria Santissima della Stella, presieduta da don Gaetano Tomagra, Militello ha dato l'estremo saluto all'avv. Giuseppe Burtone, ufficiale di Fanteria durante la seconda guerra mondiale, comandante di una Divisione partigiana nella Val Toce, magistrato onorario presso l'ex Pretura militellese. Centinaia di cittadini, professionisti e politici, ne hanno ricordato nobiltà d'animo, amore per la città natale e passione civile, qualità morali e umane. Chiamato alle armi all'età di 21 anni, partecipò in Albania alle operazioni del secondo conflitto mondiale. Guidò la compagnia "Antiparacadutisti" sul Monte Rosa, ma a seguito dell'armistizio venne catturato dalle truppe tedesche in Lombardia. Fuggito dai luoghi di prigionia, partecipò nel '44 alla battaglia dell'Ossola. Dopo il ritorno a Militello, completò gli studi in Giurisprudenza, mettendosi in luce tra i più giovani aderenti alla Dc e aprendo le porte, nell'estate del '75, ai primi impegni politici del figlio Giovanni. Per quasi un ventennio indossò le vesti di vice pretore, ricoprendo pure incarichi dirigenziali all'Ipab "Gulinello Rizzo" e all'ospedale "Basso Ragusa" di Militello. Promosse un'azione civica per incrementare, con il supporto di un comitato, la dotazione dei posti letto nel presidio. Nell'autunno del '76 salvò un'anziana dalle fiamme, sprigionate da una vecchia stufa a gas, ricevendo una benemerenza al valor civile. Fu nominato commendatore dell'Ordine di S. Gregorio Magno da Papa Giovanni Paolo II. Esponente di primo piano dell'Ancr e dell'Associazione partigiani, l'avv. Burtone lascia un segno indelebile nell'ultimo secolo di vita della cittadina barocca. LUCIO GAMBERA

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Berlusconi acclamato presidente "Serve un premier con più poteri" (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.net" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Berlusconi ha fatto il suo ingresso tra gli applausi nella platea della nuova fiera di Roma, sulle note di ‘Meno male che Silvio c’è', proprio nel momento in cui il congresso lo ha acclamato presidente

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Berlusconi ha fatto ingresso nel padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma proprio mentre le assise lo acclamavano presidente del partito, pochi minuti dopo mezzogiorno, ha sottolineato che la "missione del governo è portare l’Italia fuori dalla crisi", e ha aggiunto che la Costituzione "va ammodernata", perchè serve attribuire più poteri al premier. Berlusconi ha poi confermato la sua candidatura alle elezioni europee e ha lanciato una sfida al segretario del Pd, Dario Franceschini, a fare altrettanto. Ecco in sintesi i principali temi su cui Berlusconi si è soffermato. CRISI: "La nostra missione deve essere quella di portare l’Italia fuori dalla crisi", dice. "Si tratta di un virus partito dalla finanza che ha colpito l’economia reale, nessuno al mondo può dire di avere la ricetta sicuro per debellare questo virus", spiega il premier che ribadisce la necessità che gli italiani non mutino le proprie abitudini. "Questa crisi non ci impedirà di portare avanti i nostri progetti", continua Berlusconi, assicurando che "nessuni sarà lasciato indietro". COSTITUZIONE E POTERI PREMIER: "Bisogna modificare la Costituzione, arricchendola, il governo non può farsi imbrigliare. In Italia il premier ha poteri finti mentre deve avere poteri veri, come in tutte le grandi democrazie occidentali". Berlusconi si rivolge all’opposizione, sostiene che "le riforme andrebbero fatte in due", ma dopo le esperienze di questi anni c’è molto da dubitare sulla controparte". EUROPEE: Berlusconi lancia il guanto di sfida al segretario del pd, Dario Franceschini, che ieri gli aveva chiesto di non candidarsi alle europee. "Non ho esitazioni ad impegnarmi concretamente - risponde berlusconi - come un leader deve avere il coraggio di fare. Una candidatura di bandiera, una bandiera dietro la quale ogni vero leader chiama a raccolta il proprio popolo. Sarebbe bene che anche un leader dell’opposizione, se esistesse un leader, facesse altrettanto". PDL: "Dovrà essere una fucina di idee e di programmi. Un grande partito ha bisogno dell’apporto delle diverse sensibilità personale. Tutto questo se non diviene correntismo è lievito della democrazia", dice. Il nuovo partito, continua, si candida a raggiungere il 51%, perchè non "ci possiamo accontentare" di essere al 44%, come testimoniato dai sondaggi. Berlusconi ha definito gli aderenti al Pdl, "missionari di libertà". SINISTRA: "Questa sinistra è così arretrata e faziosa che non fa opposizione al governo ma fa opposizione al Paese". Berlusconi torna a polemizzare con l’opposizione e ripropone il discorso del 26 gennaio del ‘94, ‘quello della discesa in campo spiegando che la genesi "del sogno del Pdl", nacque allora. SCUOLA: Il premier ribadisce che i cittadini devono avere la possibilità di scegliere tra pubblico e privato, ribadisce che gli insegnanti saranno "scelti per le loro capacità", e che in tutti i licei si insegnerà anche "la seconda lingua". La scuola - promette - "non sarà più ammortizzatore sociale. Il titolo di studio non sarà più un pezzo di carta, ma garanzia di lavoro". DONNE: "C’è una disparità occupazionale e salariale a danno delle donne. in Italia c’è una questione femminile da risolvere", sostiene Berlusconi. Il nostro governo ha fatto ben 7 leggi a difesa delle donne, la sinistra zero, nemmeno una" FEDERALISMO "Il nostro federalismo, quello vero non quello falso della sinistra - dice - servirà, a regime, a ridurre gli sprechi, i costi della politica, a razionalizzare e a tagliare le spese inutili. Servirà ad abbassare le tasse ed è lì che metteremo le risorse del federalismo". Il federalismo, aggiunge, "non è un tributo alla Lega nè una mera redistribuzione di risorse". PIANO CASA: "Il piano casa che faremo sarà dedicato anche e soprattutto ai giovani", ha detto Berlusconi. agi MULTIMEDIA Guarda la direttaFini: "La legge sul fine vita sia laica. Riforme, serve un dibattito interno" - L'OPPOSIZIONE Applausi dal Pd: "Altro che il deja vu del premier..." - IL DISCORSO DEL PREMIER "Siamo un popolo, non un partito"L'album di famiglia del congresso Pdl - I preparativi alla Fiera di RomaPiù poteri per il premier, sei d'accordo? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Guinzaglio per cani... ma anche per noi padroni (46 commenti) Alcol, tolleranza zero per i ragazzi fino ai 21 anni (31 commenti) Ferrara è davvero la 'città delle bici'? 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Il Milan cederà Ronaldinho a fine stagione?La Fia dovrebbe squalificare i team di F1 con i diffusori contestati?Basket: derby numero 103 tra Virtus e Fortitudo, chi vincerà?Consideri il ministro Brunetta una figura positiva per il nostro panorama politico?Debora striglia il Pd, ti riconosci nelle sue parole?Bio-testamento, giusto che le volontà del paziente non siano vincolanti?Chi sarà il leader della Juve del futuro?Ti è mai capitato di fare sesso in ufficio?Testamento biologico, giusto vietare la scelta di staccare il sondino per alimentazione e idratazione?Lippi non ha convocato Cassano, sei d'accordo?Guinzaglio e museruola per i cani, sei d'accordo?Fabrizio Corona sapeva in anticipo che sarebbe stato eliminato dalla Fattoria?Bologna, preferisci Mihajlovic o Arrigoni?Aids, la polemica sul preservativo: chi ha ragione?Giancarlo Camolese riuscirà a salvare il Torino? La foto del giorno Tir Uno splendido esemplare di veicolo commerciale! Ci auguriamo che il proprietario abbia assicurato bene il bisonte della strada "vestito" come un gioello. RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec

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Leggi la seconda parte (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 76 del 2009-03-29 pagina 0 Il discorso conclusivo di Silvio Berlusconi al congresso del Pdl Seconda parte di Redazione Quanto all’altra metà del cielo, alle donne, un primo segno di rinnovamento lo abbiamo dato quando, nelle ultime elezioni, abbiamo candidato una percentuale di donne mai vista prima. E ve ne sarete accorti anche qui al Congresso. Quante ne avete sentite parlare? Quante in posizioni di grande rilievo istituzionale? Ma il cammino è ancora lungo. Esiste una disparità occupazionale e salariale per le donne. Esiste una “questione femminile” in termini di rappresentanza delle donne nei vertici decisionali. Il nostro Governo da subito si è messo al lavoro per valorizzare le donne. La legge contro la violenza sulle donne, approvata dal Senato in dicembre e in Commissione alla Camera, ne è un esempio concreto. I nostri governi hanno già varato sette leggi in difesa delle donne, mentre i governi della sinistra non ne hanno fatta nemmeno una. Intendiamo continuare su questa strada, intendiamo fare ancora di più. Una parola sull’ambiente. Come avrete letto, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ci ha scritto una lettera per chiedere l’aiuto dell’Italia per riattivare il “Major Economic Forum” sull’energia e i cambiamenti climatici. Abbiamo già dato il nostro via libera affinché la riunione si tenga durante i lavori del G8 a La Maddalena. La nostra attenzione all’ambiente è nei fatti. Valga per tutti l’esempio recentissimo di Acerra. Ma l’ambiente si tutela anche a partire dalle piccole cose, come facendo rispettare davvero il divieto di imbrattare i muri delle case e dei palazzi, il divieto di lordare le strade con mozziconi, cartacce, plastica e qualunque tipo di rifiuti. Dobbiamo riportare le nostre città al decoro e alla civiltà che esse meritano e che noi meritiamo. Il nostro impegno non è mai venuto meno neppure in campo internazionale, dove abbiamo saputo distinguere il falso ambientalismo ideologico dalle scelte sagge e utili. Mi riferisco al pacchetto ambiente discusso in Europa, dove abbiamo difeso le imprese italiane, soprattutto quelle più piccole e medie, da un aggravio di costi pari a un punto e mezzo del pil che le avrebbe letteralmente spazzate via dal mercato. Continueremo su questa strada. Fin dall’inizio di questa nostra rivoluzione abbiamo preso un impegno solenne: cambiare l’Italia. Cambiare l’Italia è una missione che va oltre l’attività quotidiana del governo; un’attività che peraltro vi è stata raccontata dai nostri ministri e dai nostri governatori, un’attività che costituisce uno straordinario complesso di cose fatte e avviate. Un grande movimento come il nostro, però, non si accontenta dei successi ottenuti, né di guardare soltanto alle prossime elezioni. Il Popolo della Libertà ha su di sé il peso della conduzione del Paese: per questo dobbiamo pensare al futuro e alle prossime generazioni. Questo dovere non riguarda solo noi, ma l’intera maggioranza di governo. Riguarda certamente i nostri amici e alleati della Lega e del Movimento per le Autonomie. Riguarda anche tutti gli uomini e le donne di buona volontà, tutte le intelligenze riformatrici, che anche nell’opposizione, e in generale nella classe dirigente avvertiranno lo stesso dovere verso il Paese. L’opposizione lo avvertirà però davvero, con concretezza e serietà, e non con le consuete dichiarazioni estemporanee, se e quando cesserà di fare un passo avanti verso il confronto e due passi indietro. Tornerò tra poco su questo punto fondamentale. Cambiare l’Italia, dicevo, significa consegnare alle nuove e future generazioni un Paese diverso, migliore e più moderno. Un Paese nel quale le istituzioni e la bilancia tra il potere esecutivo, quello legislativo e l’ordine giudiziario svolgano ognuno la propria parte, nel rispetto reciproco dei ruoli. Quali sono, quindi, le missioni della nostra maggioranza parlamentare? Innanzitutto quella di ammodernare l’assetto istituzionale dello Stato. Ieri Gianfranco ha ripetuto la bella metafora del calabrone e della farfalla: “L’assetto istituzionale dello Stato” egli ha detto “è come un calabrone: riesce ad alzarsi in volo ma il suo volo è quasi immobile. E’ tempo di passare dal calabrone alla crisalide, e che dalla crisalide esca finalmente la farfalla di un nuova Italia”. Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo. Noi lo vogliamo, lo vogliono soprattutto i nostri giovani. Perché i giovani si sentono farfalle, non calabroni. Dobbiamo evitare la disaffezione delle nuove generazioni. Dobbiamo innanzitutto applicare la Costituzione, dobbiamo rivitalizzarla, dobbiamo arricchirla. E ci metteremo tutto il nostro impegno. Ci troviamo però in una curiosa situazione, ed a questo mi riferivo quando parlavo delle contraddizioni della sinistra. Noi la riforma istituzionale l’avevamo fatta e completata nel 2005, un lavoro a tutto campo iniziato con la prima approvazione della Camera il 15 ottobre 2004 e terminato il 16 novembre 2005 con definitiva promulgazione, in seconda lettura, da parte del Senato. Quella riforma, giova ripeterlo, interveniva su una cinquantina di articoli della Costituzione e comprendeva: - la devoluzione, un decentramento vero dei poteri dallo Stato alle Regioni e l’istituzione del rango di Roma capitale: entrambe riforme che abbiamo già ripreso e già sono state approvate dalla Camera ed ora aspettano il sì definitivo del Senato; - comprendeva la riduzione del numero dei deputati e la competenza della Camera a legiferare solo sulle questioni attinenti allo Stato centrale; - prevedeva la riduzione del numero dei senatori e la trasformazione del Senato in Senato federale, con competenze sulle materie in concorrenza tra Stato e Regioni sancendo così la fine dell’attuale bicameralismo perfetto; - prevedeva il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, che sarebbe diventato Primo Ministro, avrebbe avuto – tra l’altro – il potere di nomina e revoca dei componenti del governo e il diritto di chiedere e ottenere lo scioglimento della Camera; - prevedeva infine l’introduzione della sfiducia costruttiva e di norme anti-ribaltone, la riforma della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura e più ampi e democratici poteri in materia di referendum popolari. Tutto ciò lo facemmo in oltre un anno di lavoro. Si trattava di riforme ispirate alle costituzioni di più antica democrazia e di più collaudata efficienza, da quella inglese a quella tedesca. Ma come si comportò allora la sinistra, quella sinistra che proprio oggi, attraverso alcuni suoi esponenti di primo piano, plaude alla richiesta di riforme? Rifiutò di contribuire a quella importante riforma, impedendo così di raggiungere il consenso dei due terzi del Parlamento. E da lì a meno di un anno indisse addirittura un referendum, che cancellò quelle fondamentali innovazioni, dopo una campagna strumentale e manipolatoria con la quale ci si accusò addirittura di attentato alla democrazia. Un comportamento irresponsabile, di cui ancora oggi scontiamo le conseguenze in termini di governabilità, di costi della politica, di distanza e di disaffezione tra i cittadini e lo Stato. Non solo. All’atto dell’insediamento di questo governo abbiamo riproposto l’offerta all’opposizione di un reciproco rapporto costruttivo, di una legislatura costituente per ammodernare lo Stato e ridurne i costi e le inefficienze. E l’abbiamo avanzata, quella offerta, nella sede più propria: non nei talk show o con interviste estemporanee, ma in Parlamento. L’abbiamo avanzata, aggiungo, accogliendo l’ auspicio del capo dello Stato, che era il nostro auspicio. Ci venne risposto di sì. Ma dopo pochi giorni quel sì si trasformò in no. La conclamata buona volontà costituente degenerò in una campagna di insulti e di ridicole accuse di regime nelle piazze, sui giornali, in televisione. E’ evidente che riforme di questa portata andrebbero fatte in due, maggioranza e opposizione. E’ ancora più evidente che, dopo queste esperienze, c’è molto da dubitare sulla serietà della nostra controparte. Nonostante questo, ci siamo impegnati a cambiare e a modernizzare lo Stato. E lo stiamo facendo. Lo sta facendo la nostra maggioranza parlamentare. Stiamo portando a compimento l’approvazione del federalismo; sul quale parte dell’opposizione, in particolare il Pd, ha deciso di astenersi. Il federalismo – anche qui sfatiamo un altro luogo comune – non è né un tributo pagato alla Lega di Bossi né una mera ridistribuzione su base territoriali delle risorse fiscali e delle spese. Il federalismo è qualcosa in cui insieme a Bossi abbiamo creduto fin dall’inizio del nostro cammino comune, ed è profondamente diverso da quel finto federalismo che la sinistra ha approvato in tutta fretta nel 2001, allo scadere della sua legislatura, con appena quattro voti di maggioranza. Un falso federalismo, quello, che ha aggravato e non risolto i problemi, che allontana e non avvicina i cittadini alla cosa pubblica. No. Nulla di tutto questo. Il nostro federalismo è una vera riforma di sistema che non frammenta le competenze, che non si occupa dei poteri, ma distribuisce le risorse e le imposte sul territorio sottoponendole al diretto controllo e alla sovranità dei cittadini, quindi del popolo. E’ un federalismo che non dimentica mai la solidarietà verso le aree ed i ceti più disagiati, verso il Sud, ponendo così fine all’era dei finanziamenti a pioggia e degli sprechi inaugurando invece l’era della responsabilità. Quando sarà a regime, il federalismo ci porterà ad una riduzione delle spese inutili e quindi delle tasse, razionalizzerà le risorse indirizzandole dove ce n’è veramente bisogno, responsabilizzerà gli amministratori locali, restituirà sovranità ai cittadini e al popolo. Al federalismo non può che fare da evidente ed indispensabile contrappeso il rafforzamento dei poteri del governo centrale sulle materie di sua competenza. Questa esigenza è già preesistente al federalismo: il Paese ha bisogno di governabilità. La maggioranza ha finora governato in una situazione economica mondiale tra le più difficili, difendendo i beni fondamentali della società italiana: il lavoro, la famiglia, la casa, il risparmio, la coesione sociale, la libertà d’impresa. Ma proprio in questi momenti l’esperienza ci dimostra che nell’azione di governo il ruolo del premier resta fondamentale e deve avere maggiori poteri rispetto a quelli attuali, di fatto inesistenti, che la Costituzione gli assegna. Vedete, sui poteri del presidente del Consiglio italiano si sono costruire molte favole. Eppure da noi la realtà è che il Capo del governo non può nominare nè revocare i ministri come i suoi colleghi europei, non ha gli stessi poteri che hanno i capi di governo delle grandi democrazie, ma può soltanto redigere l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri ed esercitare un’azione di moral suasion. Scusate, ma è importante chiarire questi punti e portarli alla conoscenza di tutti. Anche dei giornalisti stranieri che in grande numero hanno chiesto di essere accreditati al nostro congresso. Io non so fino a che punto conoscano tutte le regole che limitano l’azione del premier italiano. Di certo sanno che nei loro Paesi il capo del governo ha poteri veri. In Italia, invece, ha poteri finti. La verità è che, così come è, lo Stato non funziona più. E’ lento e in costante ritardo nel dare le risposte appropriate. Lo era in tempi di ordinaria amministrazione; lo è drammaticamente oggi in situazioni di emergenza. Il governo, però, non può assolutamente lasciarsi imbrigliare dai ritardi e dalle inefficienze dello Stato. E’ dunque venuto il tempo di modernizzare la Costituzione nella sua seconda parte arricchendola, non stravolgendola, per consentire al governo e al Parlamento di svolgere al meglio ognuno la propria parte, ognuno nel proprio ruolo. Questa è la grande missione della nostra maggioranza parlamentare. Già oggi, di fatto, nelle elezioni Politiche gli elettori sono chiamati a votare un partito e ad indicare un Capo del governo. Questa scelta che ha già profondamente modernizzato la nostra democrazia, non viene più messa in discussione da alcuno, viene praticata dai nostri avversari. I quali, anzi, quando il loro premier eletto è stato scalzato da due capi del governo della stessa coalizione, ma non eletti dal popolo, hanno pagato pesantemente in termini di governabilità e di credibilità. I loro elettori si sono sentiti traditi, e non a torto. E non è più rinviabile anche la riforma dei regolamenti parlamentari, i quali sono rimasti praticamente immutati dall’epoca della prima repubblica, e non possono essere più strumento di ritardi e pretesto e strumento di ostruzionismo. La riforma, è perfino superfluo sottolinearlo, non andrà a ridurre o mortificare il Parlamento, ma restituirà al Parlamento il suo giusto ruolo legislativo e la sua piena dignità. Che è quella di valutare, discutere e votare i provvedimenti di legge nei tempi imposti non dal governo, ma dall’urgenza delle circostanze. Anche questo è un modo per restituire agli eletti dal popolo la credibilità e la legittimazione agli occhi del popolo stesso. Non spetta al governo né tanto meno al Presidente del Consiglio riformare i poteri del capo del governo. Io ho espresso alcune considerazioni e indicato le vie più logiche e percorribili. Ma la materia è di competenza del Parlamento. E’ la tipica materia sulla quale è auspicabile, anzi necessario, il confronto - e se possibile il concorso - dell’opposizione. Se questo concorso ci sarà, e sarà serio e non durerà lo spazio di un mattino prima del ritorno alla piazza, sarò il primo a rallegrarmene e darne atto ai leader della minoranza. Ma è evidente che nel frattempo la maggioranza ed il Popolo della Libertà non possono sottrarsi dal fare la loro parte, dal compiere il loro dovere di sciogliere questo nodo nelle forme costituzionalmente previste, nell’offrire a voi ed a tutti gli italiani la soluzione per un governo che governi ed un Parlamento che controlli. I nostri capigruppo stanno da tempo lavorando ad una proposta di legge di iniziativa parlamentare che riassumerà le soluzioni più efficaci; su di essa chiederanno il consenso della maggioranza e si misureranno con l’opposizione. Ma quando si parla di modernizzare lo Stato non possiamo tralasciare la Pubblica Amministrazione. Che è poi quella parte di Stato con la quale tutti voi, ogni cittadino, ogni impresa, si confronta ogni giorno. Ogni volta che vi presentate ad uno sportello, ogni volta che siete chiamati a sbrigare una pratica, voi e noi abbiamo di fronte la Pubblica Amministrazione. Abbiamo iniziato a renderla più efficiente e trasparente. Abbiamo introdotto negli uffici pubblici i criteri di merito e di responsabilità. Abbiamo affermato il metodo secondo il quale la Pubblica Amministrazione non è più il giudice di se stesso, ma sono i cittadini che giudicano la Pubblica Amministrazione ed il funzionario pubblico. Da grande moloch autoreferente, da grande corporazione inefficiente, la nostra Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando, velocizzando, sta cominciando a ripulirsi di inefficienze ed anche di cattive abitudini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica, Cannavaro ha collezionato il 12... (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

3 GOL DI PAZZINI NEL NUOVO WEMBLEY Giampaolo Pazzini, ultimo entrato fra gli azzurri che hanno bagnato l'esordio con il gol, è anche ricordato per la tripletta segnata agli inglesi con l'Under il 24 marzo 2007 alla riapertura di Wembley. 123 PRESENZE DI CANNAVARO IN NAZIONALE Sabato sera, a Podgorica, Cannavaro ha collezionato il 123° gettone azzurro. Gliene mancano soltanto tre per raggiungere a quota 126 il recordman Paolo Maldini

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Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo. (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Caro Gianfranco e cari amici, quella farfalla deve spiccare il volo. Noi lo vogliamo, lo vogliono soprattutto i nostri giovani. Perché i giovani si sentono farfalle, non calabroni. Dobbiamo evitare la disaffezione delle nuove generazioni. Dobbiamo innanzitutto applicare la Costituzione, dobbiamo rivitalizzarla, dobbiamo arricchirla. E ci metteremo tutto il nostro impegno. Ci troviamo però in una curiosa situazione, ed a questo mi riferivo quando parlavo delle contraddizioni della sinistra. Noi la riforma istituzionale l'avevamo fatta e completata nel 2005, un lavoro a tutto campo iniziato con la prima approvazione della Camera il 15 ottobre 2004 e terminato il 16 novembre 2005 con definitiva promulgazione, in seconda lettura, da parte del Senato. Quella riforma, giova ripeterlo, interveniva su una cinquantina di articoli della Costituzione e comprendeva: la devoluzione, un decentramento vero dei poteri dallo Stato alle Regioni e l'istituzione del rango di Roma capitale: entrambe riforme che abbiamo già ripreso e già sono state approvate dalla Camera ed ora aspettano il sì definitivo del Senato; comprendeva la riduzione del numero dei deputati e la competenza della Camera a legiferare solo sulle questioni attinenti allo Stato centrale; prevedeva la riduzione del numero dei senatori e la trasformazione del Senato in Senato federale, con competenze sulle materie in concorrenza tra Stato e Regioni sancendo così la fine dell'attuale bicameralismo perfetto; prevedeva il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, che sarebbe diventato Primo Ministro, avrebbe avuto - tra l'altro - il potere di nomina e revoca dei componenti del governo e il diritto di chiedere e ottenere lo scioglimento della Camera; prevedeva infine l'introduzione della sfiducia costruttiva e di norme anti-ribaltone, la riforma della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura e più ampi e democratici poteri in materia di referendum popolari. Tutto ciò lo facemmo in oltre un anno di lavoro. Si trattava di riforme ispirate alle costituzioni di più antica democrazia e di più collaudata efficienza, da quella inglese a quella tedesca. Ma come si comportò allora la sinistra, quella sinistra che proprio oggi, attraverso alcuni suoi esponenti di primo piano, plaude alla richiesta di riforme? Rifiutò di contribuire a quella importante riforma, impedendo così di raggiungere il consenso dei due terzi del Parlamento. E da lì a meno di un anno indisse addirittura un referendum, che cancellò quelle fondamentali innovazioni, dopo una campagna strumentale e manipolatoria con la quale ci si accusò addirittura di attentato alla democrazia. Un comportamento irresponsabile, di cui ancora oggi scontiamo le conseguenze in termini di governabilità, di costi della politica, di distanza e di disaffezione tra i cittadini e lo Stato. Non solo. All'atto dell'insediamento di questo governo abbiamo riproposto l'offerta all'opposizione di un reciproco rapporto costruttivo, di una legislatura costituente per ammodernare lo Stato e ridurne i costi e le inefficienze. E l'abbiamo avanzata, quella offerta, nella sede più propria: non nei talk show o con interviste estemporanee, ma in Parlamento. L'abbiamo avanzata, aggiungo, accogliendo l'auspicio del capo dello Stato, che era il nostro auspicio. Ci venne risposto di sì. Ma dopo pochi giorni quel sì si trasformò in no. La conclamata buona volontà costituente degenerò in una campagna di insulti e di ridicole accuse di regime nelle piazze, sui giornali, in televisione. È evidente che riforme di questa portata andrebbero fatte in due, maggioranza e opposizione. È ancora più evidente che, dopo queste esperienze, c'è molto da dubitare sulla serietà della nostra controparte. Nonostante questo, ci siamo impegnati a cambiare e a modernizzare lo Stato. E lo stiamo facendo. Lo sta facendo la nostra maggioranza parlamentare. Stiamo portando a compimento l'approvazione del federalismo; sul quale parte dell'opposizione, in particolare il Pd, ha deciso di astenersi. Il federalismo — anche qui sfatiamo un altro luogo comune — non è né un tributo pagato alla Lega di Bossi né una mera ridistribuzione su base territoriali delle risorse fiscali e delle spese. Il federalismo è qualcosa in cui insieme a Bossi abbiamo creduto fin dall'inizio del nostro cammino comune, ed è profondamente diverso da quel finto federalismo che la sinistra ha approvato in tutta fretta nel 2001, allo scadere della sua legislatura, con appena quattro voti di maggioranza. Un falso federalismo, quello, che ha aggravato e non risolto i problemi, che allontana e non avvicina i cittadini alla cosa pubblica. No. Nulla di tutto questo. Il nostro federalismo è una vera riforma di sistema che non frammenta le competenze, che non si occupa dei poteri, ma distribuisce le risorse e le imposte sul territorio sottoponendole al diretto controllo e alla sovranità dei cittadini, quindi del popolo. È un federalismo che non dimentica mai la solidarietà verso le aree ed i ceti più disagiati, verso il Sud, ponendo così fine all'era dei finanziamenti a pioggia e degli sprechi inaugurando invece l'era della responsabilità. Quando sarà a regime, il federalismo ci porterà ad una riduzione delle spese inutili e quindi delle tasse, razionalizzerà le risorse indirizzandole dove ce n'è veramente bisogno, responsabilizzerà gli amministratori locali, restituirà sovranità ai cittadini e al popolo. Al federalismo non può che fare da evidente ed indispensabile contrappeso il rafforzamento dei poteri del governo centrale sulle materie di sua competenza. Questa esigenza è già preesistente al federalismo: il Paese ha bisogno di governabilità. La maggioranza ha finora governato in una situazione economica mondiale tra le più difficili, difendendo i beni fondamentali della società italiana: il lavoro, la famiglia, la casa, il risparmio, la coesione sociale, la libertà d'impresa. Ma proprio in questi momenti l'esperienza ci dimostra che nell'azione di governo il ruolo del premier resta fondamentale e deve avere maggiori poteri rispetto a quelli attuali, di fatto inesistenti, che la Costituzione gli assegna. Vedete, sui poteri del presidente del Consiglio italiano si sono costruire molte favole. Eppure da noi la realtà è che il Capo del governo non può nominare nè revocare i ministri come i suoi colleghi europei, non ha gli stessi poteri che hanno i capi di governo delle grandi democrazie, ma può soltanto redigere l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri ed esercitare un'azione di moral suasion. Scusate, ma è importante chiarire questi punti e portarli alla conoscenza di tutti. Anche dei giornalisti stranieri che in grande numero hanno chiesto di essere accreditati al nostro congresso. Io non so fino a che punto conoscano tutte le regole che limitano l'azione del premier italiano. Di certo sanno che nei loro Paesi il capo del governo ha poteri veri. In Italia, invece, ha poteri finti. La verità è che, così come è, lo Stato non funziona più. È lento e in costante ritardo nel dare le risposte appropriate. Lo era in tempi di ordinaria amministrazione; lo è drammaticamente oggi in situazioni di emergenza. Il governo, però, non può assolutamente lasciarsi imbrigliare dai ritardi e dalle inefficienze dello Stato. È dunque venuto il tempo di modernizzare la Costituzione nella sua seconda parte arricchendola, non stravolgendola, per consentire al governo e al Parlamento di svolgere al meglio ognuno la propria parte, ognuno nel proprio ruolo. Questa è la grande missione della nostra maggioranza parlamentare. Già oggi, di fatto, nelle elezioni Politiche gli elettori sono chiamati a votare un partito e ad indicare un Capo del governo. Questa scelta che ha già profondamente modernizzato la nostra democrazia, non viene più messa in discussione da alcuno, viene praticata dai nostri avversari. I quali, anzi, quando il loro premier eletto è stato scalzato da due capi del governo della stessa coalizione, ma non eletti dal popolo, hanno pagato pesantemente in termini di governabilità e di credibilità. I loro elettori si sono sentiti traditi, e non a torto. E non è più rinviabile anche la riforma dei regolamenti parlamentari, i quali sono rimasti praticamente immutati dall'epoca della prima repubblica, e non possono essere più strumento di ritardi e pretesto e strumento di ostruzionismo. La riforma, è perfino superfluo sottolinearlo, non andrà a ridurre o mortificare il Parlamento, ma restituirà al Parlamento il suo giusto ruolo legislativo e la sua piena dignità. Che è quella di valutare, discutere e votare i provvedimenti di legge nei tempi imposti non dal governo, ma dall'urgenza delle circostanze. Anche questo è un modo per restituire agli eletti dal popolo la credibilità e la legittimazione agli occhi del popolo stesso. Non spetta al governo né tanto meno al Presidente del Consiglio riformare i poteri del capo del governo. Io ho espresso alcune considerazioni e indicato le vie più logiche e percorribili. Ma la materia è di competenza del Parlamento. È la tipica materia sulla quale è auspicabile, anzi necessario, il confronto — e se possibile il concorso — dell'opposizione. Se questo concorso ci sarà, e sarà serio e non durerà lo spazio di un mattino prima del ritorno alla piazza, sarò il primo a rallegrarmene e darne atto ai leader della minoranza. Ma è evidente che nel frattempo la maggioranza ed il Popolo della Libertà non possono sottrarsi dal fare la loro parte, dal compiere il loro dovere di sciogliere questo nodo nelle forme costituzionalmente previste, nell'offrire a voi ed a tutti gli italiani la soluzione per un governo che governi ed un Parlamento che controlli. I nostri capigruppo stanno da tempo lavorando ad una proposta di legge di iniziativa parlamentare che riassumerà le soluzioni più efficaci; su di essa chiederanno il consenso della maggioranza e si misureranno con l'opposizione. Ma quando si parla di modernizzare lo Stato non possiamo tralasciare la Pubblica Amministrazione. Che è poi quella parte di Stato con la quale tutti voi, ogni cittadino, ogni impresa, si confronta ogni giorno. Ogni volta che vi presentate ad uno sportello, ogni volta che siete chiamati a sbrigare una pratica, voi e noi abbiamo di fronte la Pubblica Amministrazione. Abbiamo iniziato a renderla più efficiente e trasparente. Abbiamo introdotto negli uffici pubblici i criteri di merito e di responsabilità. Abbiamo affermato il metodo secondo il quale la Pubblica Amministrazione non è più il giudice di se stesso, ma sono i cittadini che giudicano la Pubblica Amministrazione ed il funzionario pubblico. Da grande moloch autoreferente, da grande corporazione inefficiente, la nostra Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando, velocizzando, sta cominciando a ripulirsi di inefficienze ed anche di cattive abitudini. Cari amici, oggi si conclude la lunghissima transizione italiana. Quella cominciata nel 1993, con la fine della prima repubblica. Quando i giovani che per la prima volta quest'anno andranno al voto, erano ancora all'asilo. Abbiamo lavorato, combattuto, sofferto in questi anni per difendere la libertà, per non consegnare il Paese alla sinistra, per dare voce all'Italia moderata, all'Italia seria, all'Italia laboriosa. E abbiamo lavorato per costruire quello che oggi si presenta agli italiani: questo nostro nuovo grande partito moderato, liberale, nazionale, riformista, intorno al quale ruoterà la politica italiana dei prossimi decenni. Quali sono allora le missioni del nostro nuovo partito del Popolo della Libertà oltre quella di sostenere il governo e la sua maggioranza? La storia del nostro Paese, che fra poco compie 150 anni, ha conosciuto delle stagioni politiche di forte sviluppo nella democrazia e nella libertà. Penso ai Padri fondatori, quelli che hanno costruito l'Italia unita e quelli che, dopo la tragedia della guerra, l'hanno ricostruita. Il Popolo della Libertà guiderà la terza ricostruzione, la ricostruzione di un Paese che supererà la crisi economica e ne uscirà più forte di prima, ma che saprà anche por fine a una fase di incertezza politica e ad un bipolarismo finora solo abbozzato e che finalmente si compie. Un grande movimento come il nostro, che nei sondaggi fatti ieri dopo il primo giorno di Congresso ha già superato il consenso del 44% degli italiani e che si candida a raggiungere il 51%, non può accontentarsi. Mai. Non ci accontentiamo dei grandi risultati ottenuti come forza di governo, non ci accontentiamo di questi successi e di questo consenso, sappiamo che ci sono ancora tanti altri italiani che possono unirsi a noi per diventare con noi protagonisti del grande sogno e del grande progetto di fare dell'Italia un Paese davvero moderno, davvero libero, davvero europeo. A loro, oltre che ai tanti, tantissimi che ci hanno dato fiducia, ci rivolgeremo da domani con l'entusiasmo e la passione di sempre. Non dobbiamo avere paura di pensare in grande, ancora più in grande. Quello che abbiamo fondato oggi è un grande partito per guidare l'Italia nel nuovo secolo, per rispondere alle nuove e più complesse sfide del governo di una società complessa come la nostra. Quello che abbiamo costruito durerà nel tempo e sopravviverà certamente ai suoi fondatori. Non possiamo fermarci. Ci aspettano nuove sfide e nuove verifiche, alcune quasi immediate. Le elezioni amministrative sono importanti: potranno cambiare il volto e il colore politico di molte amministrazioni locali, ancor oggi in mano alla sinistra. Ci serviranno per portare il buon governo dei nostri amministratori nelle tante città, grandi e piccole, chiamate alle urne. Noi vogliamo una democrazia che parta dal basso, che si fonda sul principio di sussidiarietà, nella quale gli enti locali hanno un compito fondamentale. Noi vorremmo che gli amministratori locali si sentissero partecipi, come noi, della trasformazione del Paese. È questa la garanzia che offriranno i candidati del popolo della Libertà alla guida delle nostre città e delle nostre province - province che fino a quando esistono vanno governate nel migliore dei modi, con efficienza e soprattutto profondo rispetto del denaro pubblico. Per questo i nostri candidati saranno persone che vengono dalla trincea del lavoro, saranno giovani, ci saranno molte donne. Saranno persone che hanno il nostro stesso entusiasmo, i nostri stessi sogni, un grande sogno che vogliamo diventi realtà in ciascuna delle nostre città. Ancora più importanti sono le elezioni europee. Con le elezioni europee dobbiamo eleggere al Parlamento Europeo delle persone preparate e motivate, delle persone che siano pronte ad impegnarsi ogni giorno nei lavori dell'aula e delle commissioni, anche per difendere gli interessi del nostro Paese. Puntiamo a diventare il primo partito del gruppo Popolare al Parlamento Europeo. Possiamo riuscirci, per contare di più, perché la voce dell'Italia sia più forte. Per questo non ho esitazioni a impegnarmi direttamente, come credo un leader debba avere il coraggio di fare. Una bandiera? Sì, una bandiera dietro la quale ogni vero leader chiama a raccolta il suo popolo. Sarebbe bello che anche il leader dell'opposizione, se esistesse un leader, facesse altrettanto. Un partito come il nostro non si può accontentare dei successi ottenuti e non può guardare soltanto alle prossime elezioni. Il Popolo della Libertà ha su di sé il peso della conduzione della nazione: per questo dobbiamo pensare al futuro e alle prossime generazioni. Pensare al futuro significa proiettare in avanti di 10-20 anni il nostro orizzonte politico, con l'obiettivo di consegnare ai giovani di oggi un'Italia completamente rinnovata. L'impresa del cambiamento non ci spaventa. Anzi, è la nostra vera missione. Anche per questo siamo un partito diverso da tutti quelli del passato. Non siamo il riflesso di un teorema ideologico, di un'utopia visionaria, di una ragione astratta. Siamo piuttosto una felice espressione della cultura del nostro tempo, della cultura del fare, una cultura che rifiuta e rifugge da categorie ormai superate e privilegia invece i risultati e le riforme concrete. Noi non dobbiamo dimenticare mai che tra i tanti nostri meriti abbiamo quello di avere introdotto nella politica la vera moralità, la moralità del fare. Dobbiamo esserne tutti consapevoli: che un rappresentante delle istituzioni sia onesto, che non rubi, è davvero il minimo. Ciò che bisogna pretendere è che chi è eletto onori il programma sul quale ha avuto la fiducia dei cittadini, che mantenga gli impegni assunti con gli elettori. Per noi il programma elettorale non è un pezzo di carta da stracciare dopo le elezioni ma un patto vincolante, un impegno concreto con i cittadini che è da onorare a tutti i costi. Queste dunque le missioni per il futuro del nostro partito. Il Popolo della Libertà dovrà essere una fucina di idee e di programmi per i nostri protagonisti, per il governo, per la nostra maggioranza parlamentare. Un grande partito come quello a cui abbiamo dato vita ha un bisogno assoluto del confronto delle idee, del dibattito politico, del pluralismo culturale, dell'apporto delle diverse esperienze dei suoi componenti e dell'apporto delle diverse sensibilità personali. Tutto questo - se non diviene correntismo, se avviene in spirito unitario, leale, costruttivo - è il lievito della democrazia e della forza dei movimenti politici che ambiscono non solo a governare ma a rappresentare le speranze più profonde di un Paese. Ringrazio perciò tutti i nostri amici che sono intervenuti nel corso di questi tre giorni intensi di lavori, e che con i loro interventi - li ho ascoltati tutti, di persona o alla TV - hanno dato vita ad un dibattito di alto profilo, serio, responsabile, costruttivo che ha mostrato al Paese l'altissima qualità della nostra classe dirigente. Vi sono grato per questo, e posso dirvi che anche se per me è stata una conferma scontata, la prova è che il nostro è un grande movimento, che nasce da una grande idea e che durerà nel tempo. Oggi voi tutti siete protagonisti di una pagina della storia d'Italia. Ma il nostro impegno, quello di chi ha partecipato a questi tre giorni di lavoro serrato, quello di tutti i nostri militanti, del nostro Popolo, non finisce certo qui. Avrete un'altra missione, non meno importante: dovrete impegnarvi nell'attività missionaria, per far crescere i consensi e dovrete impegnarvi a fondo per vincere le elezioni amministrative e per vincere le elezioni europee. E infine dovrete impegnarvi sempre, ogni giorno, per radicare il nuovo partito nelle vostre città e nei vostri Paesi, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, fra i vostri amici e i vostri colleghi per diffondere la conoscenza dei nostri valori, per far conoscere i risultati del nostro impegno e del nostro lavoro. Voi siete i Missionari della Libertà! Ed io con voi. Abbiamo appena eletto l'Ufficio di Presidenza che condividerà con me la responsabilità delle scelte e delle decisioni. Mi piacerebbe avervi tutti qui sul palco insieme a me, i nostri Ministri, i nostri Governatori, i Capigruppo alle Camere, il Vice Presidente della Commissione europea, il Sindaco della Capitale, i nostri tre coordinatori Nazionali. Insieme noi vi auguriamo ogni bene e vi facciamo queste promesse: Usciremo dalla crisi, non lasceremo indietro nessuno, cambieremo l'Italia, difenderemo la nostra democrazia e la nostra libertà. Noi siamo il partito degli italiani, siamo il Popolo della Libertà. Viva l'Italia. Viva la libertà.

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il pordenone spinge la sacilese a più tre (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provinciali sugli scudi: i "ramarri" battono l'Eurotezze dando spettacolo sul campo allagato del Bottecchia E i liventini, vincendo a Belluno, restano soli in vetta Tamai travolto dal Montebelluna, Sanvitese ancora pari Il Pordenone spinge la Sacilese a più tre B femminile CAMPAGNA VINTL 1 0 GRAPHISTUDIO CAMPAGNA Mareschi 6, Rossi 6, Colle 6.5, Coan 6, Vettoretti 6.5, Marcon 6, Paoletti 6 (Blasina s.v.), Pizzin 6, Trifunjagic 6.5, Pulzato 6.5, Marchiò 6.5. All. Cesarano. VINTL Krautgartler 6, Mittermair 6, Kofler 6, Steinhauser 6 (Untereggelsbacher 6), Ferrari 6, Grillo 6 (Ernandes 6.5), Warger 6, Rizzato Ribeiro 6, Rigatti 6, Tonelli 6.5, Marcolin 6. All. Genta-Ferrari. ARBITRO Savorgnani di Maniago, 5,5. MARCATRICE Al 45' Trifunjagic. PASIANO FRANCIACORTA 4 1 PASIANO Fagotto 6, Marcuzzi 6, Santonocito 6, Toppan 6 (Piccinin 6.5), Capalozza 6, Gobbo 6, Brendariol 6.5, Fiore 6.5 (Giust 6), De Val 6.5, Piccolo 6 (Vazzoler 6), Sogaro 6.5. All. Buset. FRANCIACORTA Belotti 5.5, Messali 6.5, Scalvini 6, Mazza 6, Sandrini 6 (Nonelli s.v.), Baroni 6, Germani 5.5 (Ugnolini), Gaggini 6, Colombi 5.5 (Agnesi 6), Chisini 6, Tavella 6. All. Manfredini. ARBITRO Sproprio (Pn) 6. MARCATRICI Al 10' Sogaro, al 42' De Val, al 43' Brendariol; nella ripresa, al 2' Messali, al 40' Piccinin. Due vittorie che rischiano di lasciare il segno nella stagione. La Sacilese espugna Belluno, il Pordenone stoppa l'Eurotezze. E così i biancorossi rimangono soli al comando della classifica, con tre lunghezze di vantaggio sui rivali nella corsa C2, mentre i neroverdi piombano a un solo punto dal quinto posto. Sebbene con una partita in più del Chioggia, ieri fermato dal maltempo a Quinto. Insomma, per le formazioni di De Agostini e Pavanel, successi che profumano di svolta quelli di ieri. Quando mancano 6 giornate al termine del campionato. «Grazie Pordenone» è stato il leit motiv del dopo gara liventino. De Agostini lo ha apertamente detto ai cronisti. E in effetti l'impresa neroverde ha avuto il suo peso, in quanto ha permesso alla Sacilese di scrollarsi di dosso l'Eurotezze. Ma se ciò è stato possibile, il primo "grazie" va a un giocatore senza età: capitan Vecchiato. Il 36enne difensore biancorosso ha colpito in una città, Belluno, in cui già l'anno scorso aveva messo a segno un'eclatante, considerato il ruolo in cui gioca, doppietta. Stavolta è bastata una sola incornata a piegare una formazione che non perdeva da quasi due mesi e dimostratasi rivale molto determinata a dispetto della crisi societaria che l'ha travolta nei giorni scorsi. «Che Pordenone!» è stata invece l'esclamazione più diffusa al Bottecchia. Anche in questo caso, a ragione. La formazione di Pavanel ha annichilito l'ex capolista molto più di quanto possa far pensare il risultato (2-1) finale. Si era detto che il Pordenone pareva pronto a un big-match così delicato e il campo, per quanto pesante, ha confermato il momento di grande verve della formazione cittadina, dopo lo spettacolare pareggio nel derby e il successo di Bolzano. In riva al Noncello le firme della vittoria sono state di Trinchieri e Andreolla. Dolci acuti in una prova corale d'applausi. Se a Domegliara, nonostante la sconfitta, il Tamai era uscito a testa alta, ieri col Montebelluna la formazione di Birtig è incappata in un autentico e inaspettato black-out (1-4), che pone forse la parola fine al sogno play-off e che induce a parlare di crisi: non potrebbe essere altrimenti dopo aver raccolto due punti nelle ultime 7 giornate. Continua, invece, la striscia positiva (5 turni) della Sanvitese, tornata da Verona, sponda Vecomp, con un punto prezioso in chiave salvezza, ma pure con il rammarico di essersi vista raggiungere nel finale. E domenica sarà derby a Prodolone proprio contro il "raffreddato" Tamai di questi tempi. Pierantonio Stella

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Un Mazzi da... Sanremo Penasa e Capretti super (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 30 Marzo 2009 SPORT Pagina 44 CICLISMO. TRE VITTORIE PER DISTACCO DEI VERONESI TRA GLI UNDER 23, GLI JUNIORES E GLI ALLIEVI Un Mazzi da... Sanremo Penasa e Capretti super Alessandro si impone a Sovizzo. L'Ausonia brinda a Trento e il La Rizza T.K. fa festa a Rossano Alessandro Mazzi, ventiduenne di Valeggio, cresciuto nel Pedale Scaligero, alla quarta stagione da Under, ha vinto a Sovizzo la "Piccola Sanremo". Si aggiunge ad un albo d'oro prestigioso (Marzio Bruseghin l'ha vinta nel 1996, Ivan Basso nel 1997), onorato dai veronesi Enzo Serpelloni (1981), Flavio Chesini (1984 e 1985), Tiberio Savoia (1988), Marco Toffali (1989), Davide Tortella (2006) e Luca Zanderigo (2007). Mazzi è alla prima vittoria stagionale, nel suo primo anno alla "corazzata" Zalf Fior. «Ho vinto per distacco - racconta -. Sono partito in cima al Gran premio della montagna, sono andato forte in discesa ed ho tenuto un buon ritmo in pianura. I miei compagni di squadra hanno fatto un gran lavoro alle mie spalle. In salita ho dato tutto». Mazzi ha vinto con 25" di vantaggio su Apollonio (Bellissima) e Zampedri (Breganze), 30" su De Negri (Neri), 36" sui compagni di squadra Tassinari e Brambilla, 1'01" su Paterski (Marchiol) e Caruso (Mastromarco) a conclusione di una gara disputata sempre sotto la pioggia. Su 179 partiti, solo 29 corridori hanno concluso la gara. «Quest'anno - riferrisce - non mi faccio obiettivi particolari, vivo alla giornata, pensando solo a dare il massimo, sperando di passare, a fine stagione, tra i professionisti. Alla Zalf mi trovo decisamente meglio rispetto alla Palazzago, ho perso peso e sono migliorato molto in salita. Ho cercato di allenare le mie caratteristiche, che sono quelle di avere una buona sparata. Se arrivo allo sprint, lotto per un piazzamento». A Sovizzo, la sparata di Mazzi ha fatto centro. Tra gli Under, 2° posto di Mirko Tedeschi (Neri) a Trento. JUNIORES. Esulta l'Ausonia sul traguardo del Trofeo Martiri Trentini: a Trento vince per distacco Pierre Paolo Penasa. A pochi chilometri dall'arrivo, stacca di forza i suoi sette compagni d'avventura e taglia il traguardo a braccia alzate. Il suo compagno di colori, Andrea Toniatti chiude al 3° posto. ALLIEVI. Il La Rizza Thermo King si conferma, sin dalla prima gara stagionale, come una delle squadre meglio attrezzate della categoria. A Rossano Veneto, nel 54° Gp Cicli Mondial, Federico Capretti stacca tutti a tre giri dalla fine, si fa in solitudine 30 km e vince con 38" di vantaggio. Il suo compagno di squadra, Simone Carletto è 3° (a 38"), mentre Francesco Castegnaro chiude al 6° posto a 1', preceduto al 5° da Simone Oselin (Isolano Stella 81). Kevin Lucchese (Italo Pec) è 7°. A Trento, l'Ausonia piazza Denis Barusolo al 2° posto e Stefano Marchesini al 6°. Nella Varese-Angera, 8° posto di Giacomo Peroni (Off. Alberti). RIUNIONE SOCIETA'. Domani sera, a Caselle, assemblea.  

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BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 30 Marzo 2009 BASILICATA ED EUROPA PER RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE PA Potenza, 30 marzo 2009 - Nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg Sud-est Europa, che promuove progetti dell’obiettivo comunitario “Cooperazione Territoriale”, è stato finanziato il progetto Gsr-model – “Responsabilità sociale delle amministrazioni pubbliche. Un Approccio Innovativo per la Qualità nelle operazioni e nei risultati di Governo”. Il progetto, di durata triennale, ha tra i suoi promotori il Dipartimento Attività Produttive, Politiche dell’Impresa e Innovazione tecnologica della Regione Basilicata e si avvale di un ampio e qualificato partenariato internazionale guidato dall’Hellenic Organisation for Standardisation (Elot). L’obiettivo del progetto – spiega il Dipartimento regionale - è promuovere la qualità e l’eccellenza delle organizzazioni pubbliche, migliorando in particolare l’efficacia e l’efficienza dei servizi per il cittadino, attraverso un innovativo sistema di standard e un modello operativo che trasferirà nel settore pubblico il concetto di “responsabilità sociale”, già noto nell’ambito delle imprese private. L’assegnazione del finanziamento da parte del Programma Interreg Sud-est Europa rappresenta oltremodo un successo, per il rigido processo di selezione che a fronte di 821 proposte pervenute ha visto finanziare solo il 5% delle stesse. “L’iniziativa – ha dichiarato l’Assessore Gennaro Straziuso - si inquadra nella più ampia strategia regionale di rafforzamento dei rapporti di cooperazione con l’Europa, puntando su innovazione, qualità e competitività del sistema Basilicata”. . <<BACK

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Beckham, un Diavolo per Capello (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO pag. 11 Beckham, un Diavolo per Capello Dopo il Milan, anche in Nazionale (gettone delle 109 presenze) David si è reso utilissimo alla causa Claudio Negri Milano IN PANCHINA per 45 minuti. Con Fabio Capello - occhialuto sguardo di paguro - come vicino (o quasi) di natica. Poi il segnale verde, gli applausi della gente. Tempo e spazio dilatato sul campo della lussuosa amichevle vinta con un poker di reti dall'Inghilterra sulla Slovacchia. David Beckham sorride: davvero questa è una stagione che gli gemma nelle gambe e nel cuore. Si potrebbe parlare di rinascita, ormai senza troppa enfasi perché i desideri non sono più un sogno. Dall'impiego dorato (ma vagamente pensionistico) nei Los Angeles Galaxy al rendimento in crescendo nel Milan. Tutto in pochi mesi, scrollandosi di dosso la glassa di calciatore-figurina (o figurino). Adesso anche la nazionale, quell'Inghilterra per la quale fieramente si combatte, se chiamati all'alto compito di rappresentare quel grande universo che va dalle scogliere di Dover al Vallo di Adriano. OLTRETUTTO Beckham, entrato nel secondo tempo rilevando Lennon, è diventato il secondo calciatore inglese con più presenze in Nazionale: 109, una in più del compianto Bobby Moore. Nel mirino ora ci sarebbe il portiere Shilton, ma 125 gettoni sono tanti, anche per David che ha comunque firmato l'assist-cross del 2-0 (e Rooney ringraziò quasi commosso) muovendosi con leggerezza di fisico e a fronte alta. Un bel vedere per tutti i milanisti - anche l'ormai esigua schiera di scettici - conquistati da questo inglese serio e rispettabile nonostante l'apparato scenico-modaiolo che lo accompagna nella sua vita pubblica. Il Milan, per Beckham, è stata una scoperta umana che va ben al di là dell'affare in sè e per sè. Tornano alla memoria le parole alate, più volte ribadite dallo Spice Boy, nei confronti del Diavolo: «Davvero il Diavolo è una squadra speciale per tutti quelli che amano il calcio. Uno non può capire bene fino a quando non si trova a vivere questa realtà dal di dentro. E intendo una squadra speciale in tutto, dai giocatori alla struttura, alla squisia qualità umana delle persone che vi lavorano. Credo propriop che Milan sia una delle rarissimee squadre, con Real Madrid e Manchester United, che possono convincere i giocatori a indossarne la maglia per il loro blasone. I soldi passano in secondo piano. Anche per un discorso più generale, legato a questi tempi di crisi senza fondo». L'INTENSO sabato dei nazionali rossoneri è così riassunto dal sito internet del Diavolo. Qualificazioni Mondiali 2010, Gruppo 8, Montenegro-Italia 0-2: Gianluca Zambrotta (90 minuti), Andrea Pirlo (81 minuti e un gol. Amichevole Inghilterra-Slovacchia 4-0: David Beckham (45 minuti). Qualificazioni Mondiali 2010, Gruppo 3, Slovenia-Repubblica Ceca 0-0: Marek Jankulovski: (90 minuti). Qualificazioni Mondiali 2010, Gruppo 2, Moldova-Svizzera 0-2: Philippe Senderos (90 minuti). Un bilancio largamente positivo.

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Kazakistan/ Firmati accordi da 520 mln Usd per "nuova" Via ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Roma, 30 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Il governo del Kazakistan ha firmato oggi accordi per finanziamenti totali da 520 milioni di dollari con l'Asian Development Bank (Adb) e con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) destinati alla costruzione della tratta kazaka del corridoio Europa occidentale - Cina occidentale, già soprannominato "nuova Via della Seta". Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, a firmare il prestito per Astana è stato il ministro delle Finanze Bolat Zhamishev. La Bers fornirà un prestito da 340 milioni di dollari, l'Adb da 180 milioni. Il prestito Bers è per 19 anni, quello Adb per 25 anni. Oltre a quelli Bers e Adb, sono previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori 150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta, nello specifico quella settentrionale, che per 1.500 anni collegò l'Impero cinese all'Occidente. La lunghezza del percorso dovrebbe superare gli 8.400 km. Il Kazakistan appunta molte speranze all'apertura di questa cruciale via di comunicazione. Secondo l'Adb, la sua apertura potrebbe far crescere il prodotto interno lordo (Pil) del paese centro-asiatico del 68 per cento entro il 2020 rispetto alle previsioni che si fanno per il 2010. Gli altri paesi centro-asiatici, sempre secondo la banca di sviluppo, aumenterebbero il loro Pil del 43 per cento. La tratta kazaka sarà lunga 2.715 chilometri e andrà da Khorgos, al confine con la Repubblica popolare cinese, al confine kazako-russo, passando per Almaty e Shykmet.

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KAZAKISTAN/ FIRMATI ACCORDI DA 520 MLN USD PER NUOVA VIA SETA (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Kazakistan/ Firmati accordi da 520 mln Usd per "nuova" Via Seta di Apcom Con la Banca di sviluppo asiatico e la Bers -->Roma, 30 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Il governo del Kazakistan ha firmato oggi accordi per finanziamenti totali da 520 milioni di dollari con l'Asian Development Bank (Adb) e con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) destinati alla costruzione della tratta kazaka del corridoio Europa occidentale - Cina occidentale, già soprannominato "nuova Via della Seta". Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, a firmare il prestito per Astana è stato il ministro delle Finanze Bolat Zhamishev. La Bers fornirà un prestito da 340 milioni di dollari, l'Adb da 180 milioni. Il prestito Bers è per 19 anni, quello Adb per 25 anni. Oltre a quelli Bers e Adb, sono previsti finanziamenti da parte della Islamic Development Bank per 414 milioni di dollari e della Japan International Cooperation Agency (Jica) per ulteriori 150 milioni di dollari. Il costo previsto è di 6,7 miliardi di dollari. Il tracciato della "nuova" Via della Seta andrebbe in parte a sovrapporsi a quello di una delle antiche vie della seta, nello specifico quella settentrionale, che per 1.500 anni collegò l'Impero cinese all'Occidente. La lunghezza del percorso dovrebbe superare gli 8.400 km. Il Kazakistan appunta molte speranze all'apertura di questa cruciale via di comunicazione. Secondo l'Adb, la sua apertura potrebbe far crescere il prodotto interno lordo (Pil) del paese centro-asiatico del 68 per cento entro il 2020 rispetto alle previsioni che si fanno per il 2010. Gli altri paesi centro-asiatici, sempre secondo la banca di sviluppo, aumenterebbero il loro Pil del 43 per cento. La tratta kazaka sarà lunga 2.715 chilometri e andrà da Khorgos, al confine con la Repubblica popolare cinese, al confine kazako-russo, passando per Almaty e Shykmet.

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In pareggio il derby del NissenoReal Niscemi incontenibile (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

seconda categoria In pareggio il derby del Nisseno Real Niscemi incontenibile Procede senza intoppi il cammino delle prime tre della classifica del torneo di Terza categoria. Il risultato perfetto permette all'Airone Sommatino di avere la meglio sulla Libertas Capra. Non perde il passo il Real Petilia Delia, che supera, in trasferta, il difficilissimo scoglio rappresentato dalla Caterinese, mentre soffre non poco il Vallelunga per sbarazzarsi del Milan Milena. Vince il Real Morello Villarosa; primo poker stagionale per la Giovanni Paolo II San Cataldo, che agguanta a centro classifica la Chiaramontana Mussomeli. AIRONE SOMMATINO 2 LIBERTAS CAPRA 0 Airone Sommatino: Puccio, Cammarata (85 'Ferrigno), Ciranni, Cassaro, Cigna, Sciortino, Giannone (65' Lauria), Montebello (40' Mosca), Fonti (86' Abissa), Cacciabaudo, D'Antona (73' Pulci). A disp. Burgio,Roccaro, Abissa, Ferrigno, Mosca, Lauria, Pulci. Libertas Capra Santa Caterina: Amoroso, Mangione (81' Rovelli), Di Maggio, Stella, Speranza (70' Paraninfo), Baldi, Provenzano, Cannata (47' Callari), Leone, Petrantoni, Giambra. A disp. Abate, Rovelli ,Callari, Paraninfo. Allenatore Mario Calogero Stella. Arbitro. Mulone di Caltanissetta. Reti: 33' Cacciabaudo (AS), 80' Fonti (AS). VALLELUNGA 3 MILAN MILENA 2 VALLELUNGA: Ognibene Michele; Garlisi, Casucci, Cammarata Loreto (80' De Angelis) , Di Grande, Ognibene Andrea (76' Baudo), Grasso, Malta, Cammarata Benedetto (63' Petrantoni), Ricotta, Migliore (76' Ognibene Giuseppe). All. Fina. MILAN MILENA: Tona; Manta, Antinoro, Palumbo Giuseppe, Carlino (57' Palumbo Leonardo), Vitellaro I, Vitello I Diego, Schillaci, Vitellaro II, Vitello II (75' Pellitteri), Martorana. RETI: 60' Malta, 65' Martorana, 75' Casacci, 78' Vitello II, 82' Ricotta. CATERINESE 1 REAL PETILIA 2 CATERINESE: Lazzara; Di Martino, Di Natale, Barbera Fiorella, Noto, Polizzi Francesco, Capizzi, Passaro, La Monica. A disp. Polizzi Davide I, Bruno, Lo Vetere, Polizzi Davide II, Provenzano, Vullo. All. Di Francisca. REAL PETILIA: Sammartino; Drogo, Genova Giuseppe, Caramanna, La Rizza, Giordano, Alfano, Lodato, Genova Antonino, Di Maria Piero, Strazzeri. A disp. Barone, Stagno, Rumeo Fabrizio, Rumeo Salvatore, Barbera, Di Maria Giuseppe. All. Angelo Genova. ARBITRO: Termine di Agrigento. RETI: 18' Capizzi, 32' Genova Antonino, 88' Rumeo Salvatore. NOTE: Espulso al 48' Noto (C) per comportamento non regolamentare. GIOVANNI PAOLO II 4 CHIARAMONTANA 0 GIOVANNI PAOLO II SAN CATALDO: Prizzi; Culora, Dell'Aira, Caramia, Falzone; Ferrara (50' Naro Giuseppe), Giammusso (60' Vizzini Giuseppe), Burcheri, Di Vita; Bellomo, Treville. All. Angelo La Iacona. CHIARAMONTANA MUSSOMELI: Arganello; Lopez (49' Costanzo), Alessi (75' Bonfante), Saia, Aratore; Arnone, Canalella Vincenzo, Calà (63' Di Giuseppe), Messina; Lo Manto, Corbetto. All. Salvatore Canalella. ARBITRO: Granata di Caltanissetta. RETI: 15' Dell'Aira, 58' Treville, 70' Bellomo, 89' Culora. REAL MORELLO 2 SICILIANAMENTE 0 REAL MORELLO VILLAROSA: Prestifilppo; Restivo, Fasciana (62' Buondì), Terrazzano, Rizzo, Gruttadaura (67' Graziano), Macaluso, Rivituso Domenico, Pugliesi Giovanni (92' Rivituso Salvatore), Cherico (80' Di Salvo), Puzzangara (67' Longi). All. Gaetano Puglisi. SICILIANAMENTE MONTEDORO: Bufalino; Mangione, Tulumello Salvatore, Saia, Talluto, Montagna Calogero, Montagna Riccardo, Salvo Nicolò, Zaccaria, Tulumello Claudio, Falcone. All. Paruzzo. ARBITRO: Ottaviano di Caltanissetta. RETI: 82' Buondì, 88' Terrazzano. BOMPENSIERE 1 ACC. MAZZARINESE 1 BOMPENSIERE: Lo Giudice; Schifanella Giuseppe, Schifanella Salvatore, Abbate, Giglia, Ferlisi Tagliarini Cumia, Di liberto (85' Tona), Anelli Pippo, Di Falco. All. Gustavo Anelli. ACCADEMIA MAZZARINESE: Bevilacqua; Lo Bartolo Alessio, Martuffo, Pulici, Palermo, Toscano (74' Anzaldi), Gueli, Garziano, Cardamone (75' Lo bartolo Giuseppe), Narduzzo, Meloni (69' Di Dio). All. Agnello. ARBITRO: Cammarata di Caltanissetta. RETI: 36' Cardamone, 46' p.t. Anelli Pippo. AURORA 3 ATL. VALLELUNGA 2 AURORA MUSSOMELI: Favata, Ricotta, Messina, Francesco Prisco, Belfiore, Achille Prisco, Bella, Burrogano, Mario Sorce, Misuraca, Carrubba. ATLETICO VALLELUNGA: Trabona Salvatore, Privitera, Gargano, Riggi Calogero, Di Gangi, Cammarata, Gioia, Ognibene, Raimondi, Fiorella, la Piana. RETI: 12' Burrogano; 23' e 47' Carrubba, 18' La Piana, 43' rig. Fiorella. CLASSIFICA: Airone Sommatino 47 punti; Real Petilia Delia 45; Vallelunga 43; Caterinese 37; Real Morello Villarosa* 36; Libertas Capra Santa Caterina 33; Aurora Mussomeli, Chiaramontana Mussomeli, Giovanni Paolo II San Cataldo e Sicilianamente Montedoro 28; Milan Milena 22; Bompensiere 20; Accademia Mazzarinese 18; Atletico Vallelunga 17. PROSSIMO TUNO (05/04): Milan Milena-Giovanni Paolo II San Cataldo; Chiaramontana Mussomeli-Airone Sommatino; Libertas Capra Santa Caterina-Real Morello Villarosa; Sicilianamente Montedoro-Caterinese; Real Petilia Delia-Aurora Mussomeli; Atletico Vallelunga-Bompensiere; Accademia Mazzarinese-Vallelunga. *Un punto di penalizzazione.

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DRESSAGE. Gran giornata ad Equipolis con due vittorie nelle Saint Georges di Riccardo Sanavio con Uson (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

DRESSAGE. Gran giornata ad Equipolis con due vittorie nelle Saint Georges di Riccardo Sanavio con Uson Lunedì 30 Marzo 2009, Gran giornata malgrado la pioggia per il dressage che si è visto ad Equipolis di Fossalta di Portogruaro, il centro gestito da Luigino Favaro, rappresentante nazionale dei tecnici. Alle gare seniores hanno fatto seguito quelle del circuito giovanile. I risultati: SAINT GEORGES - 1. Uson Van Essene (Sanavio Riccardo), 2. Pour Moi V (Montanari Claudia), 3. Reinard (Cola Elena). M100 - 1. Quite for pleasure (Paoli Norma), 2. Welfenadel (Paoli Norma), 3. Capriccio Ravissant (Ruggieri Alessia). F100 - 1. Dancing Queen (Crawshaw helen), 2. Dumbledore (Ecchia Francesca), 3. Sammy (Spada Martina). E200 - 1. Real Nice Boy (Fabris Irene), 2. Okidoki (L'Abbate Giulia), 3. Domino (Luccheschi Carlo). E100 - 1. Speedy (Davalli Matilde), 2. Macao (Perluca Vanessa), 3. Magic Kolz (Civiero Chiara). E80 - 1. Elca (Berni Lucia), 2. Speedy (Davalli Matilde), 3. Domino (Lucheschi Carlo). SAINT GEORGES - CIRCUITO GIOVANILE - 1. Uson Van Essene (Sanavio Riccardo), 2. Reinard (Cola Elena), 3. Chiver (Ruzittu Antonio). M100 - GIOV. - 1. Welfenadel (Paoli Norma), 2. Quite for pleasure (Paoli Norma), 3. Capriccio Ravissant (Ruggeri Alessia). F200 - GIOV.- 1. Dancing Queen (Crawshaw Helen), 2. Humbledore (Ecchia Francesca), 3. Sammy (Spada Martina). E210 - GIOV. - 1. Okidoki (L'Abbate Giulia), 2. King Lorenz (Assirelli Sabrina), 3. Cirsio (Brambilla Claudia). E100 - GIOV. - 1. Manioc Du Wal (Moretti Anna), 2. Fleurhoeve's Replay (Eulisse Alice), 3. Macao (Ferluga Vanessa). Salto al Cristallo Giornata di concorso al Cristallo di Casale: C115 - 1. Anika (Piccin Claudio), 2. Lady B (Galante Veronica), 3. Alkimissa (Barich Carolina). C120 - 1. Donazza (Piccin Luca), 2. Edmine (Coana Marco), 3. Marlon Sauro (Corò Alessia). B110 - 1. Amadus (Brotto Marco), 2. Nymphe Des Bles (De Biasi Giorgia), 3. Cancaneve (Fadel Mattia). E100 - 1. Celina (Pegoraro Vittoria), 2. Caught Again (Mason Giorgia), 3. Camillus (Randi Lorenzo). E110 - 1. Luchy Junior (De Pieri Giovanna), 2. Caught Again (Mason Giorgia), 3. Ambiorix (Lombardi Rebecca). BP60 - Primi ex aequo - Serra Letizia, Bruson Erik, Garbelotto Sara, Stiz Davide, Stiz Marco. B80 - Primi ex aequo - Serra Letizia, Bruson Erik, Colò Chiara, Popp Stella Giulia, Barchet Rossella, Segatto Laura, Candeo Mariapaola, Anfodillo Chiara, Stefani Federico, Cellegari Michael, Lipomani Elena, Montin Luisella, Eulisse Alice, Barilani Isabel, Berti Giulia, Mercante Vittoria, Mazzucco Ludovica, Tono Letizia, Tono Tommaso, Anfodillo Nina, De Pellegrini Savi Filippo, Schiavon Lena, Bortolan Veronica. B110 - Primi ex aequo - Novelli Alice, Favaro Maria Vittoria, Gazzola Cristina, Bortolato Chiara, Pezzato Matilde. C125 - 1. Marlon Sauro (Corò Alessia), 2. Bonazza (Piccin Luca), 3. Edmine (Coana Marco). C115 - 1. Anika (Piccin Claudio), 2. Fulmine Bianco (Fabris Nicola), 3. Rio Blu (Marchetto Sara). C120 - 1. Romi (Dalla Rizza Chiara), 2. Quand Il Veut (Celadon Bianca), 3. Ramona (Coana Marco). BP60 - 1. Cappuccino (Serra Letizia), 2. For-Ever (Bruson Erik). B80 - Primi ex aequo - Bruson Erik, Callegaro Maurizio, Segatto Laura, Vianello Sara, Candeo Mariapaola, Anfodillo Chiara, Ravaglia Roberto, Callegari Michael, Montin Luisella, Berti Giulia, Mercante Vittoria, Anfodillo Nina, De Pellegrin Savi Filippo, Lefons Giulian, Linguanti Riccardo, Stefani Pietro Luigi, Lefons Giulian, Fecchio Alessandra, Tonon Gabriele, Baruffaldi Chiara. B100 - Primi ex aequo - Randi Lorenzo, Berti Silvia, Alpago Maria Cristina, Segatto Anna, Carrara Stefania, Bergantin Lorenza, Olivi Irene, Lanzi Simone, Codemo Claudia, Vriz Giulia, Bergamini Serena, Biondo Ledinardo Antonio, Casal Rosanna, Zara Vanessa, Bortolato Chiara, Dall'Occhio Enrica, Galati Eleonora, Gori Giada. B110 - Camillus (Randi Lorenzi), Faradux (Amistani Pier Alvise), Glenn Fittich (Zambon Miranda), Baly (Biondo Leonardo Antonio), Nicoletto Del Mugnan (Fabris Veronica), Monarch (Vesco Luigi), Nymphe Des Bles (De Biasi Giorgia), Mister (Bosio Irene), Simpatico A.M. (Veronese Anna), Uraldine (Voltolina Barbara), Caliban (Novelli Alice).

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31 marzo 2009 (sezione: Costi dei politici)

( da "Foglio, Il" del 30-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

31 marzo 2009 Ci scusiamo per la lunghezza della lista, d'altronde gravemente incompleta. Ma vorremmo avvisare Beppe Severgnini e William Shakespeare, Marco Travaglio e Oscar Wilde, Water Veltroni e Jonathan Swift, Publio Virgilio Marone con Federico Tozzi, Rizzo & Stella, Sella & Mosca, Sofocle, Voltaire, Ivan Turgenev, Alessandro Baricco, Aristofane e il suo erede, Andrea Camilleri, Michail Bulgakov e la sua erede, Isabella Bossi Fedrigotti, Aristotele e le sue prolunghe, vale a dire Emanuele Severino con Vittorino Andreoli, ma altresì vorremmo avvisare Fedor Dostoevskij, Giovanni Floris figlio, Alexandre Dumas padre, Miguel de Cervantes col di lui nipote, Biagi, e Erasmo da Rotterdam, e Foscolo, e Flaubert, e Baudelaire, e Leopardi ah, e sopra tutti, prima ancora di Immanuel Kant, Peter Gomez e Saverio Lodato, vorremmo insomma, per loro tramite, avvisare tutti i massimi autori della Rizzoli Libri di non farla tanto grossa che tra sei mesi intanto torna De Bortoli. di Andrea Marcenaro

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Provincia, stop alle maxicommissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provincia, stop alle maxicommissioni Nuove regole per impedire il lievitare di dimensioni e costi Non si potranno più formare gruppi con un solo consigliere Niente maxicommissioni da 19 membri in Provincia. La commissione Statuto e regolamenti ha approvato ieri pomeriggio (era la seconda seduta sull'argomento) la modifica degli articoli che regolano la formazione dei gruppi in consiglio provinciale e la composizione delle commissioni. La novità fondamentale: il consigliere che abbandona il gruppo di appartenenza non potrà più fare gruppo a sé, come avvenuto in varie occasioni nel corso del mandato. Un provvedimento che renderà più difficile gonfiare le dimensioni delle commissioni. «Il numero minimo per formare un gruppo sarà di due consiglieri - spiega il presidente della commissione, Nanni Rossi - se nel corso del mandato un consigliere lascerà da solo il gruppo di appartenenza dovrà entrare nel gruppo misto». Questa regola non vale per i monogruppi formati per effetto dei risultati elettorali. Il proliferare di monogruppi e il loro diritto di far parte di tutte le commissioni ha portato questi ultimi organismi ad assumere dimensioni notevoli. Oggi sono di 15 membri, la metà dei componenti il consiglio provinciale. La recente scissione all'interno del gruppo leghista avrebbe comportato un ulteriore incremento dei componenti: per rispettare le proporzioni tra maggioranza e opposizione si sarebbe dovuto passare a commissioni di 19 membri (il gettone di presenza è di 90 euro lordi per commissione). «La nuova regola - spiega Rossi - non avrà valore retroattivo. Tuttavia le commissioni non passeranno a 19 membri perché Roberto Lamagni (il fuoriuscito dal gruppo lumbard), Massimo Fainozzi (Rosa bianca) e Marco Zampriolo (Udc) hanno deciso di restare nelle sole comissioni di cui fanno già parte. Anzi, i numeri sono destinati a diminuire quando Fi, An e Ppe (Sodano) formeranno il gruppo unico della Pdl». Nel corso della prima riunione della Statuto (il 23 marzo) i più accaniti sostenitori della necessità di modificare il regolamento subito erano stati Rossi, Fava, Zuin, Zangobbi, Sodano, Pradella e Mazzocchi e Bernardelli. Per rinviare la questione al prossimo mandato si erano espressi Fadda, Tinazzi, Zampriolo, Lamagni. (nc)

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ALL'ASILO L'energia prodotta e mai pagata nSono il presidente d... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 31/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE ALL'ASILO L'energia prodotta e mai pagata nSono il presidente della scuola materna G. Tacconi di Villa Pedergnano di Erbusco e le avevo già scritto circa un'anno fa per un problema ancora purtroppo irrisolto. Circa sei anni fa decidemmo, primo asilo in provincia, di installare un impianto a pannelli solari fotovoltaici, per la produzione di energia elettrica. Questo bando prevedeva il finanziamento da parte della Provincia per un 70% e l'Enel avrebbe provveduto a scalare l'energia prodotta da quella consumata. Rispetto ai nuovi contratti che prevedono un dare/avere, in questo caso le bollette di energia utilizzata sono state pagate regolarmente, non potendo permetterci un distacco per sospensione dei pagamenti. A suo tempo dopo la prima lettera qui pubblicata, uscirono subito per fare la lettura dell'energia prodotta ed all'ufficio Enel di Brescia mi dissero che per questo tipo di contratto avrebbero provveduto a fare un conteggio che non era automatico, ma manuale, ed avrebbero provveduto entro breve al saldo. A tutt'oggi l'Enel deve ancora pagare sei anni di energia prodotta e sinceramente non so più a chi rivolgermi. Spero in una lettura da parte loro ma soprattutto ad una pronta risoluzione del problema. Diego Vezzoli Presidente Asilo Infantile G. G. Tacconi Villa Pedergnano - Erbusco AMMINISTRAZIONI L'uso dei soldi derivanti dalle multe nAutovelox, divieto di sosta... quanto incassano i Comuni con le multe? La sensazione è che con queste entrate si facciano bilanci preventivi e si coprano eccessi di spesa e sprechi nella Pubblica amministrazione. Non dovrebbe esserci conflitto di interesse fra chi commina la sanzione e chi la incassa. Quando l'azienda sanziona un dipendente con una multa disciplinare, l'importo trattenuto viene riversato all'Inps, in questo modo il datore di lavoro non è ne incentivato ne disincentivato ad applicarla. Perché non dare in beneficenza le multe raccolte? Ci sono centinaia di Onlus che userebbero meglio questi soldi. Le sanzioni tornerebbero ad avere uno spirito più educativo e il cittadino pagherebbe meno contro voglia. Vittorio Vacchelli Brescia GARANTE Battaglia contro telefonate di disturbo nRispondiamo al lettore (Giornale di Brescia, 29 marzo) che si è lamentato giustamente del disturbo arrecatogli da un gestore telefonico che lo ha contattato con insistenza per sottoporgli offerte commerciali. Il lettore si domandava che cosa avesse fatto il Garante per la privacy contro questo fenomeno. È bene ricordare allora che contro il marketing selvaggio e le telefonate di disturbo, invasive e irrispettose della quiete altrui, il Garante combatte da tempo una battaglia senza quartiere. Ha già più volte applicato sanzioni, effettuato ispezioni in tutta Italia e, nei casi più gravi, bloccato l'uso delle banche dati per stroncare il fenomeno. Tuttavia, di recente il Parlamento ha introdotto una norma che consente di utilizzare fino alla fine del 2009 le banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici formati prima dell'1 agosto 2005. Nonostante questa deroga che ha in parte vanificato il lavoro svolto finora, il Garante non ha però abbassato la guardia. Poche settimane fa ha infatti adottato un provvedimento per chiarire bene i limiti entro i quali dovranno comunque muoversi le società nell'usare i dati degli abbonati. E ha previsto, per chi effettuerà marketing senza rispettare le regole, multe che possono arrivare fino a 300.000 euro. Se il lettore vorrà farci avere maggiori dettagli all'indirizzo di posta elettronica garante@garanteprivacy.it, l'Autorità avvierà un'istruttoria sul caso. Ufficio stampa del Garante per la protezione dei dati personali Roma AIUTI Il fallimento della Social Card per i bisognosi nVorrei fare alcune considerazioni in relazione agli esiti del provvedimento, noto come «Social Card», che il Governo ha posto in essere allo scopo di fornire un aiuto alle persone economicamente in difficoltà. Si è dimostrata ampiamente ed indiscutibilmente una macchinosità eccessiva delle modalità di accesso e di utilizzo di questo strumento, che, per queste ragioni e per quanto riferirò in seguito, è parso in effetti più un operazione per ottenere grancassa mediatica per il Governo, piuttosto che uno strumento di sostegno effettivo per chi si trova in condizioni economiche disagiate. A riprova di quanto sopra, merita di essere segnalato uno studio realizzato dall'Associazione nazionale operatori sociali e socio-sanitari (e quindi non un partito politico che potrebbe essere tacciato di parzialità), studio che analizza tale provvedimento, facendo riferimento alle carte attivate al 15 gennaio scorso. In questo studio si evidenziano dati che dimostrano il vero e proprio fallimento di questa operazione. Innanzitutto il costo della sola organizzazione per mettere in atto l'iniziativa: si stimano più di 25 milioni di euro di costi amministrativi per la produzione, l'invio e la ricarica delle tessere, costi non una tantum, ma per la maggior parte annuali, se la cosa dovesse essere ripetuta negli anni futuri; si tratta del 4% dello stanziamento dei fondi a disposizione, contro l'1,5% preventivato dal Governo. L'entità delle carte emesse è decisamente inferiore alle previsioni: 424.000, contro 1.300.000 famiglie calcolate dal Governo, evidentemente la maggior parte degli aventi diritto ha rinunciato o è stata esclusa a causa di criteri farraginosi, inoltre risultano 9 mila richiedenti che non hanno avuto risposta positiva solo per incompletezza dei dati. L'Istat dichiara che in Italia vi sono italiani in stato di indigenza pari al 13% della popolazione, mentre solo lo 0,7% ha potuto beneficiare della card. Ed ancora, si sono riscontrate ulteriori difficoltà di utilizzo soprattutto al Sud, dove è decisamente ridotto il numero degli esercizi commerciali dotati di apparecchi Pos in grado di «accettare» il pagamento per mezzo della card; e, last but not least, la beffa subita da chi ha ricevuto card prive di carica, e che quindi, recandosi al supermercato, al momento di pagare si è sentito rispondere che la card non aveva «copertura». In effetti, pare che l'Inps disponga la carica della famigerata card solo diversi giorni dopo che viene recapitata al destinatario, e quindi può succedere frequentemente che le card appena recapitate in realtà siano ancora inutilizzabili. Questa triste storia, che nel complesso ha prodotto non l'aiuto ma l'umiliazione per molte persone economicamente deboli, ci dice che per fornire un sostegno a chi si trova in stato di indigenza era sufficiente e più semplice uno sgravio o un bonus fiscale su stipendi o pensioni o assegni familiari. Si è optato invece per un'iniziativa che in definitiva ha raggiunto due risultati: il primo, l'aver soddisfatto l'obiettivo del Governo di dimostrare un'attenzione ai problemi sociali, attenzione buona solo per far parlare i mass media, non per affrontare seriamente queste tematiche; il secondo, l'essersi fatto beffe di chi, avendo bisogno, aveva forse sperato che questa social card fosse d'aiuto. Se fossi nei panni di coloro che hanno ideato e sostenuto questo provvedimento proverei un po' di vergogna, per il solo fatto di aver fatto perdere tempo e pazienza e fiducia nelle istituzioni a persone deboli e indigenti, che sicuramente non meritavano di essere fra i protagonisti involontari di questa vicenda indecorosa. Alessandro Chiarini Castegnato A BRIONE Tra paura e perché di quel rogo nLe scriviamo questa lettera innanzitutto per ringraziare il personale dei Vigili del fuoco di Brescia che, nella notte del 4 marzo 2009, ha lavorato incessantemente per molte ore per spegnere l'incendio doloso appiccato nella nostra proprietà in località Ronchi di Brione (Bs). Sono davvero da apprezzare persone che svolgono un lavoro come questo, con passione e impegno, rischiando anche la propria incolumità. Non sappiamo chi può averci voluto così male da farci un tale dispetto, che ha portato in cenere più di 200 quintali di legna, frutto di tanto lavoro; per nostra fortuna quella notte pioveva, altrimenti il fuoco si sarebbe potuto diramare anche verso la casa o bruciare ettari di bosco. Vorremmo però dire a chi ha compiuto questo gesto, di pensare bene ai danni che ha causato e a quelli ben più gravi che si sarebbero potuti verificare; il lavoro delle persone va rispettato e non buttato in fumo per semplici «bravate»! La paura di quella notte è stata tanta, ma soprattutto ancora adesso ci chiediamo il perché. Sandra Botti Giambattista Peli Gussago VALTROMPIA Autostrada, discussione di merito nMi dispiace di avere causato il disappunto del dottor Corli e lo ringrazio per il suo cortese invito. Sono più che disponibile ad un incontro, se però sarà possibile una discussione di merito, sulla base dei fatti e di un confronto rispettoso delle opinioni di tutti. Anzi, questa è una cosa che chiedo da anni e che gli ambientalisti e i comitati hanno proposto costantemente trovandosi di fronte a un muro di ostilità e di indisponibilità a considerare delle alternative possibili, efficaci e molto meno costose. Come se l'autostrada fosse un mito, la soluzione a tutti i problemi. Mi permetto anche di contraddire il sindaco. Da Bruxelles si vede benissimo cosa succede nella nostra provincia anche perché ci vengo spesso. E io sono arciconvinta che la battaglia di legalità che stiamo facendo non sia per niente un ostacolo messo per gusto del cavillo alla costruzione di un'opera indispensabile, ma la salvaguardia doverosa per chiunque sia eletto dell'interesse e delle risorse pubbliche che possono e devono essere ben spese. Signor sindaco fissiamo dunque un incontro. Sarà finalmente una discussione aperta sui pro e contro e sulle alternative possibili. Monica Frassoni Bruxelles ASSOCIAZIONE «Per non essere più soli» con Parkinson nLa parola chiave dell'Associazione Parkinson di Brescia è da sempre «... per non essere più soli», per essere cioè accompagnati in un percorso che la malattia rende arduo per i suoi disagi quotidiani e per le malinconie sempre incombenti di fronte alle difficoltà oggettive che rendono vulnerabili nella propria autonomia e minane la forza di volontà. Saper reagire con determinazione e spirito combattivo è fondamentale per riuscire ad affrontare con maggiore serenità e consapevolezza una malattia che oggi, fortunatamente, la terapia farmacologica a disposizione del malato, associata ad un'appropriata fisioterapia riabilitativa, riesce a contrastare con efficacia per molti anni. E proprio in tema di riabilitazione motoria noi associati che ne beneficiamo in prima persona desideriamo esprimere un grazie caloroso al prof. Giancarlo Mastromatteo che, con esemplare generosità e riconosciuta professionalità, si prodiga da tempo a favore del nostro gruppo attuando un efficace programma basato su modalità riabilitative per il miglioramento della coordinazione dei movimenti e della respirazione nei vari passaggi posturali, programma che si conferma di fondamentale importanza per il mantenimento di una soddisfacente autonomia. Determinato ma allo stesso tempo comprensivo, dotato di sensibilità e di garbata ironia, il prof. Mastromatteo ha saputo creare all'interno del gruppo un clima di serena collaborazione che ci consente di superare agevolmente incertezze e pause nell'esecuzione degli esercizi fisici, in un confronto positivo con «allievi» affiatati e motivati dalla comprovata consapevolezza dei concreti benefici psicofisici derivanti da questo valido approccio terapeutico. Il volontariato è il cuore dell'associazionismo ed ogni contributo concreto e generoso da linfa vitale alle attività dell'Associazione Parkinson di Brescia le cui finalità sociali prevedono assistenza socio-sanitaria, assistenziale e socializzante per il miglioramento della qualità della vita dei malati. Il nostro è solo un semplice grazie, scaturito però dal profondo del cuore e - ne siamo certi - il prof. Mastromatteo saprà unire all'espressione dei nostri sentimenti di gratitudine l'intima personale soddisfazione di compiere un'utile opera nei confronti del prossimo. Claudio, Gianbattista, Guido, Luciano, Maria e Silvana Associazione Parkinson Brescia

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stipendio ai consiglieri un'idea di baldassarre (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Francavilla. UaS e i costi della politica «Stipendio ai consiglieri Un'idea di Baldassarre» FRANCAVILLA. Uniti a Sinistra critica gli atteggiamenti «incongruenti» del consigliere di minoranza Valerio Baldassarre (Popolari per Francavilla) in merito alla sua recente proposta di ridurre i costi della politica tagliando le indennità ai consiglieri comunali. «Se è vero che Francavilla al Mare sta diventando un paradosso dal punto vista politico», commenta Moreno Bernini per UaS, «è tuttavia corretto e necessario ricordare atteggiamenti e prese di posizione dei nostri rappresentanti politici in consiglio comunale. Così, leggere sulla stampa che il consigliere Valerio Baldassarre si fa paladino della battaglia per la riduzione dello stipendio dei politici è quantomeno stupefacente. Occorre ricordare che il Baldassarre è stato il proponente e primo firmatario della richiesta di istituzione dello "stipendio" ai consiglieri nel 2003 in luogo del gettone di presenza», puntualizza Bernini. L'iniziativa all'epoca trovò il consenso quasi unanime dei consiglieri comunali dell'epoca, sia di minoranza che di opposizione, con l'unica eccezione di uno degli esponenti del Ds, Licio Catena, e dell'allora sindaco Roberto Angelucci. «Quella proposta, poi approvata, ha fatto erogare dalle casse comunali per anni decine di migliaia di euro a favore dei consiglieri», ricorda ancora Bernini. «Crediamo che tutti possano cambiare idea. Ma in questo caso è giusto che ognuno, soprattutto se amministratore pubblico, si assuma le responsabilità di quanto detto e quanto fatto nell'espletamento del proprio mandato. Che farà ora il Baldassarre», chiede concludendo l'esponente di Uniti a Sinistra, «riverserà nelle casse comunali di Francavilla quanto percepito quale consigliere in questi anni?». (g.g.)

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Affidato il progettodi videosorveglianza (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Affidato il progettodi videosorveglianza costerà 18 mila euro FINALE. Sono stati affidati dalla giunta alla ditta Elettronica Errebi di Massareno, in provincia di Biella, i lavori di progettazione, installazione e manutenzione dell'impianto di videosorveglianza che sarà attivato sul lungomare Migliorini. Tre telecamere ad alta definizione terranno costantemente sorvegliato il lungomare. Il costo dell'intervento è di 18 mila 446 euro, finanziato con parte dei proventi delle infrazioni al codice della strada, messi a disposizione dell'amministrazione dal comando di polizia municipale che ha deciso di incrementare il sistema di videosorveglianza già programmato a Finalmarina. Sarà lo stesso comando di polizia municipale a gestire le telecamere sul lungomare e quindi, in caso di atti vandalici o problemi di ordine pubblico, a "sbobinare" le registrazioni, preziose per eventuali indagini che si dovessero condurre. Così, finalmente, dopo una decina di anni in cui si sono fatti diversi tentativi per dotare la città delle telecamere, le categorie economiche cittadine e in particolare i commercianti che chiedevano a gran voce l'installazione della videosorveglianza a prevenzione di furti e atti vandalici, potranno veder attivato entro l'estate buona parte dell'impianto. Insieme con le telecamere sul lungomare saranno attivate a breve anche le quattro previste nel sottopasso pedonale che collega via Ghiglieri a via Brunenghi, e attualmente in fase di ristrutturazione. Tre sono previste sulla facciata di palazzo Ghiglieri, all'incrocio con via Torino e due sullo spigolo opposto dello stesso stabile per controllare via Pertica, via De Raymondi. «Ottantamila euro è il costo complessivo per la riqualificazione del sottopasso e l'installazione delle telecamere - ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici Massimo Gualberti - indispensabili per prevenire gli atti vandalici che ripetutamente si erano registrati nel sottopasso, dove sono in corso i lavori che lo vedranno rimesso a nuovo». S. A. 31/03/2009 Sarà finanziato con parte dei proventi delle multe per infrazioni al codice della strada. Già scelte le collocazioni delle camere 31/03/2009

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il "paperone" è giannelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Pordenone Il "Paperone" è Giannelli Cabibbo, in coda, giustifica i 1.186 euro di imponibile REDDITI Resi noti i dati dei consiglieri comunali di Pordenone Il sindaco è secondo, tra gli assessori è prima la Mio Il primo 287 MILA E' la soglia in euro superata dal "vincitore" di STEFANO POLZOT Francesco Giannelli superstar. L'architetto pordenonese, presidente del Gruppo della libertà, sbaraglia i concorrenti nella classifica dei redditi: primo in assoluto con 287 mila 21 euro di imponibile, 123 mila in più del secondo arrivato, il sindaco, Sergio Bolzonello. In coda un altro esponente del centro-destra, l'avvocato Andrea Cabibbo (Fi) che ha dichiarato mille 186 euro. La classifica emerge dalle dichiarazioni dei redditi, presentate nel 2008 e riferite al periodo d'imposta 2007, che gli amministratori comunali, per obbligo di legge, hanno depositato ai Comuni in ossequio alla norma sulla trasparenza della condizione reddituale e patrimoniale degli esponenti politici. Al primo posto, come accennato, il presidente del Gruppo della libertà, Francesco Giannelli: la professione di architetto gli ha reso 287 mila 21 euro, quasi il triplo rispetto all'anno precedente. Un introito che fa "mangiare la polvere" a tutti gli altri, a partire dal sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, di professione ragioniere commercialista, che si è dovuto "accontentare" di 164 mila 256 euro, circa 10 mila in meno nel confronto con il 2006. Al terzo posto della graduatoria il presidente del consiglio comunale, Vincenzo Romor, che unisce all'indennità di carica il più corposo compenso di medico di base: 131 mila 325 gli euro dichiarati, quasi 40 mila in più del 2006 quando, però, non guidava l'assemblea municipale. Il primo assessore della giunta Bolzonello è al quarto posto: si tratta della titolare del referato al Bilancio, Chiara Mio, docente all'università di Venezia e consulente, che ha dichiarato 121 mila 479 euro di imponibile, contro i 98 mila 495 dell'anno prima. Quinto posto per un altro esponente della maggioranza, ovvero il consigliere Nisco Bernardi, avvocato, per il quale il 2007 è stato un anno d'oro: 117 mila 392 gli euro dichiarati, più del doppio rispetto al 2006. Dai vertici agli ultimi posti della graduatoria. Se il precedente rapporto evidenziava tre consiglieri con reddito zero (Raffaella Powell, Alessandro Corazza e Andrea Cabibbo) nel 2007 le cose sono andate diversamente anche se i valori sono tutt'altro che elevati. Ultimo posto per Cabibbo, appartenente a Forza Italia, che ha dichiarato mille 186 euro di imponibile. «In realtà - commenta il giovane avvocato - i miei compensi professionali ammontano a 13 mila 900 euro, ma avendo scelto il regime forfetario, con una ritenuta fissa del 10 per cento, questi non compaiono nel modello Unico, dove sono presenti solo i gettoni di presenza da consigliere. E' vero che le entrate non sono elevate, ma d'altronde i primi anni per un giovane professionista non garantiscono grandi soddisfazioni dal punto di vista economico». Penultimo il consigliere del Fiume, Alessandro Corazza, studente universitario, con un reddito di 6 mila 98 euro che ormai appartiene a un'altra era, visto che l'anno scorso è stato eletto in consiglio regionale. Terz'ultima la consigliere del Fiume, Raffaella Powell, con 9 mila 559 euro. Tornando agli assessori, dopo la Mio si collocano Loris Pasut, titolare della delega al Coordinamento civico, impiegato dell'Italgas, con 55 mila 909 euro, Renzo Mazzer (53 mila 826), dipendente della Regione, Giulia Bevilacqua (50 mila 867 euro), avvocato, Giovanni Zanolin (38 mila 718), Gianantonio Collaoni (37 mila 16), insegnante in pensione, e Martina Toffolo (36 mila 833 euro), architetto.

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E' Ceccarini la maglia nera delle presenze in consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO LIVORNO pag. 3 E' Ceccarini la maglia nera delle presenze in consiglio Comune: i dati validi per i primi tre mesi del 2009 di MONICA DOLCIOTTI GIRO DI VITE in consiglio comunale e nelle commissioni per disincentivare non solo le assenze dalle sedute, ma anche la prassi di presentarsi e poi eclissarsi perché tanto il gettone di presenza, una volta registrato l'arrivo, viene pagato lo stesso. Importante infatti è rispondere all'appello perché tanto dopo non ci sono controlli stretti. Secondo i dati elaborati dall'ufficio di presidenza del consiglio comunale aggiornati al dicembre 2008, ma validi anche per i primi tre mesi 2009, la classifica degli assenti e presenti è la seguente: Massimo Ceccarini (Pd) su 54 giornate di consiglio è stato presente solo il 24,07% di volte. Lui fa il medico, va bene. Però la sua professione è in evidente conflitto con il mandato elettorale. Gina Fornaciari di Rc ha preso parte al 46,30% delle sedute; Maurizio Lampredi di Fi (ora Pdl) al 51,85% delle sedute. Anche nel suo caso, è un imprenditore, gli impegni di lavoro pesano sul mandato elettorale. Come pure per Enzo Raugei (Comunisti Italiani) che è il numero uno della Compagnia Portuali, con il 55,56% di presenze alle sedute consiliari. Invece i primi della classe con il 100% di presenze sono: Vittorio Vittori di Sd, Gabriele Cantù del Pd e Bruno Tamburini di An (ora Pdl). Seguono con il 98,15% di presenze: Enrico Bianchi del Pd (è anche presidente del consiglio comunale): Stefano Becagli del Pd, Otello Chelli di Rc e Rosalba Volpi di Sinistra Critica. QUALI sono le novità nel Regolamento del consiglio comunale per disciplinare meglio le presenze dei consiglieri? Sono state decise ieri alla unanimità in I commissione: in futuro in consiglio gli eletti dovranno rispondere all'appello e a firmare un apposito registro quando lasceranno la seduta prima della fine. «Fino ad oggi bastava rispondere all'appello per poi allontanarsi senza altri obblighi» ricorda Marta Gazzarri di Italia dei Valori (lei ha il 96,30% di presenze). Da due anni porta avanti la battaglia politica, prima ancora che venissero alla ribalta i provvedimenti del ministro Brunetta, a favore di norme più severe per regolamentare la presenza dei consiglieri e «per razionalizzare i costi della politica. Questa battaglia mi è valsa l'accusa bipartisan di giustizialista' e forcaiola'. Adesso è arrivata l'ora della rivincita». Ancora: il consigliere comunale per essere presente deve avere partecipato al 50% della durata della seduta ed è ritenuto presente finché è dentro palazzo comunale. Se non partecipa fisicamente al voto elettronico, ma la sua tessera magnetica è inserita nell'apposita basetta', è assente. Nelle commissioni per dimostrare l'effettiva partecipazione dei consiglieri servirà una firma all'arrivo e una all'uscita prima della conclusione della seduta, come chiesto due anni fa dalla Gazzarri. IL CONSIGLIO comunale anche ha guadagnato uno spazio su youtube.com dove è visibile ladel seduta del 27 marzo che ha riguardato il rendiconto di mandato del sindaco Cosimi. Le immagini sono eloquenti: consiglieri e assessori che conversano tra di loro mentre c'è chi interviene sull'argomento all'ordine del giorno. Un'abitudine consolidata purtroppo da lungo tempo. Altri consiglieri e assessori leggono i giornali. Un assessore, sopraffatto dalla stanchezza, si addormenta. Il capogruppo del Pd prende la parola rivolgendosi al sindaco che si è alzato per parlare con una persona. E tutto sotto gli occhi allibiti del pubblico.

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L'azienda sanitaria locale non rispetta la legge sulla privacy quando visita i pa... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 31 Marzo 2009 Chiudi di ANDREA BONANNI «L'azienda sanitaria locale non rispetta la legge sulla privacy quando visita i pazienti per il riconoscimento dell'invalidità civile». A denunciarlo Natale Raccogli attuale responsabile dei servizi della Cisl che sostiene che presso gli uffici dove generalmente vengono espletate le pratiche relative alle invalidità «accadono fatti che appaiono essere in contrasto con le norme di tutela della privacy, soprattutto in un campo assai delicato come quello del trattamento dei dati sanitari in occasione delle visite per l'accertamento dell'invalidità civile». Secondo l'ex segretario generale della Cisl durante gli accertamenti della Commissione medica, può accadere che si trovi a svolgere attivamente una serie di mansioni, quali la chiamata del paziente e altre particolarmente delicate come la fotocopiatura dei documenti e il supporto allo svolgimento della visita, anche un'assistente sociale, «figura professionale quest'ultima - sostiene Raccogli - totalmente inutile al fine dell'accertamento stesso». Il sindacalista spiega che per gli accertamenti dell'invalidità civile la Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale, cui spetta la presidenza, due medici dipendenti o convenzionati con l'Asl, di cui uno specialista in medicina del lavoro e nel caso in cui la persona sottoposta a visita sia affetta da una menomazione psichica o intellettiva, da uno specialista delle discipline neurologiche, psichiatriche o psicologiche. Infine da un sanitario rappresentante l'associazione di categoria di appartenenza dell'invalido da visitare, «ma badate bene - sottolinea Raccogli - non di una assistente sociale», che viceversa si giustifica nei soli casi di accertamento della situazione di handicap anche grave (ai sensi dell'art. 3 comma 1 e 3 della legge 104/92). «Alla luce del ripetersi di questi avvenimenti -continua nella nota Raccogli citando norme legislative attualmente in vigore - raccomandare all'Azienda di viale Matteucci di assumere atteggiamenti rigorosi nel campo delle visite mediche, ma soprattutto nel rispetto della privacy del paziente, affare ancor più delicato visto che si parla di salute e rispetto della persona, è quanto meno necessario. Anche in considerazione del fatto che la presenza ingiustificata di personale nelle Commissioni sguarnisce da un lato i reparti di appartenenza (Dio solo sa quanto bisogno c'è di assistenti sociali per esempio nel Dipartimento di salute mentale!) e dall'altro assottiglia ancor di più le casse aziendali già fortemente provate dalla crisi sanitaria regionale, visto che il dipendente per ogni servizio in Commissione percepisce un gettone di presenza». Secondo Raccogli la Asl non può non comprendere che la situazione che vive il paziente durante l'accertamento va comunque tutelata anche rispetto alle norme sulla privacy. «Se poi quest'ultimo si trova costretto ad esporre la propria condizione ad una platea sanitaria ben più ampia di quella prevista dal legislatore, allora la situazione si aggrava fino ad assumere connotati di illegalità, ma soprattutto di mancato rispetto della persona».

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ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo. Sono i punti... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

FANO pag. 14 ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo. Sono i punti... ENERGIA, viabilità e trasporti, ambiente e rifiuti, acqua, sviluppo. Sono i punti fondamentali del programma elettorale della lista civica Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it. Anzi, sarebbe meglio dire che sono le cinque stelle di questo nuovo partito che segue le indicazioni generali dettate da Beppe Grillo ma che vuole dimostrare di non essere l'antipolitica. «Abbiamo al nostro interno figure professionali adatte ad affrontare le problematiche della città dice Omiccioli abbiamo giovani, donne, persone mature con esperienza di impegno civico alle spalle. Per prima cosa voglio rimarcare che sosteniamo come candidato sindaco Carlo de Marchi di Bene Comune e comunque sia ci appresteremo a dare una svolta alla gestione dell'amministrazione pubblica sia che otterremo un consigliere comunale sia degli assessorati o la direzione della città». Poi Omiccioli si è addentrato su quelli che sono gli obbiettivi della sua lista (il programma elettorale completo si trova sul sito www.fano5stelle.it). «I nostri obbiettivi sono la realizzazione di un piano energetico comunale per la promozione dell'uso di energie alternative, la creazione di un piano mobilità, di un parco urbano, il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata, il mantenimento del servizio idrico pubblico, una maggiore attenzione alla disabilità, il potenziamento degli asili nido e dei centri anziani. Noi siamo per la trasparenza e l'efficienza e per dare una svolta alla gestione dell'amministrazione pubblica». Tra le altre cose quelli della lista Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it sono per un unico assessorato al Turismo e Cultura, la pubblicazione sul portale del Comune degli stipendi degli assessori, un gettone di presenza in consiglio comunale proporzionato al tempo in cui i consiglieri rimangono all'interno dell'aula, eliminazione delle consulenze esterne, bilancio partecipato. Sempre ieri Fano a Cinque Stelle-beppegrillo.it insieme a Bene Comune sono tornati a parlare dell'Informagiovani augurandosi che il consiglio accetti la mozione presentata tra gli altri, da Carlo de Marchi di Bene Comune e da Renato Claudio Minardi del Pd, con la quale si chiede almeno di prorogare di 6 mesi lo sportello. «E' un servizio che funziona diceDe Marchi perché chiuderlo o anche trasformarlo, senza nemmeno garantire la continuità di questo sportello?».

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La politica si deve rinnovare (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

ANCONA AGENDA pag. 8 La politica si deve rinnovare ANDREA RASCHIA DELLA FP CGIL S E L'ARCIVESCOVO di Ancona avverte la necessità di promuovere un corso di politica etica, per educare le persone alla partecipazione e recuperare un indispensabile impegno sociale, ci dovrà pur essere un valido motivo. La politica oggi appare, infatti, priva di umanità, di passione, rimane incomprensibile, lontana dai problemi quotidiani, ragioni che spiegano la frattura con la società civile: sempre più ridotta a un gioco di potere. Quella locale non fa certo eccezione. Risse, manovre, sgambetti, cordate, distribuzione di incarichi (non di rado affari); e poi personalizzazione esasperata. E' davvero improbabile individuare qualcosa che assomigli a un confronto di idee, di progetti diversi per un programma di governo della città attorno al quale coagulare uno schieramento di forze con una personalità capace di guidarlo. Ecco l'urgenza di avviare un processo di rinnovamento della politica capace di motivare e coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica. Ricordo mio padre, combattente partigiano per restituirci un Italia libera dal nazifascismo, discutere ogni sera in sezione, al circolo operaio o quello culturale. Non è andato oltre una candidatura in consiglio comunale. E quando per tanti anni ha svolto con grande passione civile il modesto, ma apprezzato ruolo nel consiglio di quartiere prima e di circoscrizione poi, non ha mai fatto vedere in casa uno straccio di "gettone" di presenza. No. Quello serviva per l'attività politica. Cos'è rimasto della Politica? Basta un'occhiata per rendersi conto che il cambiamento non ha prodotto una società migliore. Ma possiamo ancora immaginare qualcosa d'altro per il futuro nostro, per la città e il Paese? Realizzare questa ambizione richiede che gli uomini e le donne di buona volontà, ovunque collocati, tornino a incontrarsi, ad avere consapevolezza del valore fondante dello stare insieme, dell'impegnarsi, del riconoscersi reciprocamente. Occorre ricostruire i luoghi della politica, quei partiti che hanno smarrito la loro funzione costituzionale. Ciò che resta oggi di quei partiti richiede la nostra massima attenzione, una vigilanza attiva. Per ottenere trasparenza occorre rendere disponibili nuove energie, fresche, altruiste e disinteressate. Devono crescere partecipazione ed un nuovo protagonismo: ciò che sostanzia la dignità del cittadino ed accresce il valore della persona. Di segno diverso il contributo della Chiesa, aiuto concreto alle famiglie. Guardo ad alcuni personaggi che hanno intrecciato la loro vita con la nostra terra: il cardinale Tettamanzi che nelle settimane scorse si è adoperato con successo, sostituendosi allo Stato latitante, varando un piano per i disoccupati e reclamando un etica che metta al centro l'uomo, non il profitto. E poi don Edoardo, il Vescovo di Ancona, il cui insegnamento deve sempre far riflettere. Si è di recente rivolto a giovani atleti di una scuola di calcio: Battetevi, ma sempre con grande lealtà e correttezza. Se l'arbitro viene indotto ad errate valutazioni, sentitevi sempre in obbligo di dire la verità, rispettando le regole e comportandovi in modo serio. Ecco il valore dello sport'. Ed ha concluso: Altrimenti meglio chiudere'. Andrea Raschia Fp Cgil Marche

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Consiglieri, 270mila euro per rimborsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-03-31 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Comune La somma per i datori di lavoro di 12 esponenti in aula Consiglieri, 270mila euro per rimborsi NAPOLI — C'è una voce del bilancio che sta facendo discutere a Palazzo San Giacomo: è «l'onere straordinario di gestione», in tutto 720 mila euro. Si tratta dei rimborsi pagati dal Comune ai datori di lavoro dei consiglieri comunali e municipali quando si assentano dal loro posto di lavoro per prendere parte a consigli comunali, municipali o riunioni di commissioni. Una vicenda che negli anni scorsi ha attirato l'attenzione della magistratura. Anche per questo, martedì scorso in Tribunale è stato ascoltato come persona informata il City manager, Luigi Massa, per il processo, cominciato nel 2002 e via via aggiornato con nuovi elementi, sui rimborsi ai consiglieri comunali e municipali. Massa ha spiegato di aver emesso un decreto col quale il Comune per verificare la correttezza delle procedure di rimborso. Nulla di illecito, insomma. Ma il Comune intende controllare. L'assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo, ha precisato comunque che «i rimborsi sono previsti dal Testo unico» e che «nel Bilancio si è provveduto a prevedere, prudenzialmente e sulla base dei dati dell'esercizio precedente, le risorse necessarie per adempiere a tale obbligo di legge. Come negli esercizi precedenti, le cifre saranno concretamente erogate a seguito dei controlli amministrativi a cura dei competenti uffici». In questa consiliatura sono 12 i consiglieri comunali che hanno fatto richiesta di rimborso per il datore di lavoro: 4 di An, 2 di FI, 2 del Pd, e 1 ciascun per Udc, Prc, Unione di Centro e Ip. Il costo per il Comune si aggira sui 270 mila euro. Il resto — circa 550 mila euro — sono soldi spesi per i consiglieri municipali. Costo che è cosa diversa dal gettone- presenza versato al Consigliere quando prende parte ai Consigli o alle commissioni.

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Ma sul referendum Franceschini dà i numeri (sbagliati) (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 77 del 2009-03-31 pagina 39 Ma sul referendum Franceschini dà i numeri (sbagliati) di Redazione Caro direttore, per favore fermate Franceschini, è un uomo bello e colto, addirittura uno scrittore di romanzi, ma con i calcoli è una disgrazia. Ogni giorno si indigna per i conti del referendum ed i costi crescono ogni giorno di più. Il sito de «lavoce.info» che ha fatto la stima, stima poi ripresa dai professionisti dell'anticasta Stella & Rizzo, aveva parlato di 400 milioni di euro di maggiori spese in caso di referendum elettorale fatto in altro giorno rispetto all'Election day. Senza preoccuparsi di verificare i «gonfiatissimi» e in parte risibili calcoli. Franceschini ha «cavalcato la tigre» ed i milioni sono diventati prima 460 ed ora 500 e soprattutto ha indicato l'accorpamento del referendum con le elezioni come il mezzo per dare questi fondi alle forze dell'ordine. Se invece di esternare questo dramma si fosse preso la briga di leggere almeno l'articolo senza entrare nella correttezza dei calcoli (sono stati raddoppiati per errore i compensi agli scrutatori) si sarebbe accorto che più di 200 milioni del totale dei costi stimati sono costi indiretti come il valore del tempo impiegato per recarsi ai seggi due volte o il costo di eventuali baby sitter per tenere i bambini a casa il lunedì successivo alle elezioni (nonostante le scuole siano chiuse in 19 regioni su 20). Io non scrivo libri e sono un semplice ragioniere, ma non riesco a capire come il valore del tempo utilizzato per recarsi ai seggi potrebbe essere utile per aumentare gli stipendi ai poliziotti. Infine ricordo che uno dei costi diretti inseriti nell'analisi (valore desunto dai dati del referendum 2006) è quello dei 63,5 milioni di compensi erogati al personale di pubblica sicurezza utilizzato per il referendum, pertanto si tratta di soldi già destinati alle forze dell'ordine che non vedo come possa essere utilizzato per aumentare i loro compensi. Per favore fermatelo. -Torino Fermare Franceschini? E perché mai? È uno spasso. Da quando qualcuno gli ha fatto credere che poteva fare davvero il segretario, ci sta regalando una serie di chicche che nemmeno Pecoraro Scanio ai tempi d'oro. Quando si mette a far di conto, poi, è davvero strepitoso. Che ci vuole fare? Essendosi reso conto di non avere i numeri, li dà. Che con l'aritmetica avesse qualche problema, del resto, era stato subito evidente quando aveva proposto una tassa ai redditi superiori ai 120mila euro da destinare ai meno abbienti (cioè a quelli con un reddito inferiore ai 6mila euro): a conti fatti risultava che i meno abbienti avrebbero incassato 53 euro l'anno, cioè 4,40 euro al mese. Un caffè a settimana, insomma. Adesso s'è avventurato nei calcoli sul referendum che evidentemente sono troppo astrusi per la sua mente letteraria. E, come lei giustamente sottolinea, arriva a paradossi celestiali, compreso il pio desiderio di voler ricompensare i poliziotti con il «valore tempo», cioè i minuti che gli italiani impiegano per andare al seggio. E lei lo vuole fermare? Ma no, caro Ertola: aspettiamo la prossima, è meglio di Gino Bramieri. Magari si ispirerà ancora al mitico «lavoce.info». Ci ha fatto caso? Quel sito è diventato il nuovo oracolo italiano, il guru fatto economia, il totem esoterico della democrazia. Per carità, ci lavorano grandi esperti. Ma le ultime vicende finanziarie ci hanno insegnato che degli esperti di economia è meglio diffidare un po'. E poi, come diceva un mio vecchio maestro, attenti a quelli che giocano con troppi numeri perché, si sa, i numeri sono come i bikini: quel che mostrano è interessante, quel che nascondono è vitale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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regione, taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del centro (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

I cittadini chiedono la riduzione dei costi della politica Regione, taglio degli stipendi 1.800 firme sul sito del Centro PESCARA. Vicini alle 1.800 firme. Ieri sera, dopo le 22, la petizione on line del Centro per ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali aveva superato le 1.780 firme. Continua ad aumentare quindi, il consenso attorno all'iniziativa promossa dal quotidiano per tagliare i costi della politica che, in un momento di difficoltà come quello attuale, appaiono davvero spropositati e insopportabili per le casse della Regione. Agli amministratori si chiede una piccola rinuncia, pari al venti per cento del compenso. Considerato che gli abruzzesi hanno dovuto subire i ticket sui medicinali e tasse più elevate, per tentare di coprire il deficit della sanità. L'appello del giornale è stato raccolto da molti lettori che evidentemente ritengono indispensabile un gesto di responsabilità concreto della politica e anche a Palazzo dell'Emiciclo il tema sembra avvertito. Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, visitando la redazione del Centro, ha spiegato che si sta già lavorando per comprimere le spese degli eletti e di tutti coloro che sono stati nominati all'interno degli enti collegati alla Regione. Pagano appare determinato a portare avanti un progetto radicale, «non un taglio e via», ha detto in redazione. Si sta mettendo a punto, cioè, un testo unico che riformi tutta la materia dei costi del Consiglio regionale e non bisogna pensare tanto ai compensi mensili, ha spiegato, quanto hai vitalizi, che sono decisamente consistenti. Non solo l'importo sarà ridotto, ha assicurato il presidente del Consiglio, ma si farà slittare in avanti l'età per beneficiare di queste somme. La rivoluzione riguarderà anche un altro versante, di non poco conto, quello degli enti che sono collegati alla Regione. Su questo fronte si agirà con maggiore decisione, ha annunciato Pagano. Dai banchi dell'opposizione Rifondazione comunista ha annunciato che lancerà proposte di ridimensionamento dei costi piuttosto drastiche e il Pd, con Camillo D'Alessandro, ha suggerito che l'Abruzzo dovrebbe pareggiare i compensi dei consiglieri a quelli della Regione meno spendacciona d'Italia.

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Primo confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città | DIRETTA (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

31 marzo 2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo ‘duello' organizzato dalla redazione forlivese del "Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti con la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni", mentre Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo". (Aggiornamenti in tempo reale) > GALLERIA FOTOGRAFICA Dopo l'introduzione del caporedattore Gaetano Foggetti, è il giornalista Pietro Caruso a porgere le domande ai due candidati. Il primo quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda i rapporti con la Lega Nord. "La Lega Nord sta amministrando in molti comuni del nord-est e lo fa in modo democratico ed efficiente; inoltre è il partito più antico che siede in parlamento e questo fa capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni, "non ha alcuna preclusione, ma certo - a proposito di ronde - non faremo nulla fuori dalla legge". Poi un lettore chiede a Balzani perché la coalizione che sostiene Alessandro Rondoni non ha accolto "Viva Forlì", il movimento civico fondato dal giornalista sportivo Marino Bartoletti, presente tra il pubblico al dibattito. E il candidato del Pd, dopo la risata del ristretto pubblico di una cinquantina di persone, dice chiaramente che sul punto "non ho nulla da dire". Cosa vi differenzia sul futuro della nostra città? Balzani: "In primo luogo Forlì deve giocare un ruolo al di fuori di sé stessa, avere relazioni con i comuni del comprensorio, del circondario e del territorio molto più strette. Deve essere di più città capoluogo, utilizzando anche il potenziale che è dentro l'università e dentro le generazioni che hanno avuto esperienze estern". Altro punto per Balzani è la "difesa dei livelli di Welfare della nostra città, che ha raggiunto livelli tra i più alti nel nostro paese, con una buona integrazione tra pubblico e privato e questi livelli bisogna conservarli per il futuro". "La terza differenza - prosegue Balzani - riguarda lo sviluppo del territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino ad oggi è caratterizzato con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una forte espansione dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più accorto del territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle nostre imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai tempi del liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di un'altra: ma c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato nel tenere insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono molto impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il mio interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito. "Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle emissioni di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema della mobilità è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità completando gli assi di scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la mobilità in centro, pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo tenere insieme diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi sul centro storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un sistema partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo un progetto educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini perché sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va affrontato con un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con Hera su come intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina non si riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì? Balzani: "Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi abbiamo il dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non ci sarà più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica culturale nel senso di intromissioni nelle scelte individuali, ma c'è una relazione sociale tra tre culture presenti oggi in città: la cultura tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la cultura dei migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però esserci un libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le persone e di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci sono da sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato in Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura significa coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un apparato o di un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino. Chiederò che oltre ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi se non avessi incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali, circoli, momenti di sana partecipazione che hanno contribuito alla mia formazione culturale. No ai finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi organizza mostre e rassegne. Se la Fondazione avesse qualche difficoltà economica, come gestiremmo tutti questi contenitori?". Sanità e farmaci Rondoni: "A Forlì abbiamo delle eccellenze, stiamo lavorando in un sistema dove è possibile razionalizzare alcuni processi come quello del pronto soccorso e la guardia medica. Colgo l'occasione, però, anche per segnalare che occorre dare una risposta al fatto che solo in due punti vendita è possibile acquistare farmaci per malati cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che dovrebbero rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del pronto soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai cittadini. Gli investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra città una realtà assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani: "E' un argomento sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto questo profilo la mia totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di approfondire questo argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo della memoria e deve essere mantenuto come un monumento della città, che deve significare il bene che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre contingentare i tempi della burocrazia, si deve tenere presente che si stanno piangendo i propri cari e bisogna avere rispetto". Quanti sono gli assessori necessari? Balzani: "Sono necessari meno assessori di quelli di oggi". Rondoni: "Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone comunale, ma credo anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed esperienza, abbassando al contempo i costi della politica. Ma una sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo Zangheri: Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il privato che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi braccato dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto talmente così bene che tanta gente sta lasciando alla ‘Zangheri' la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che non bisogna interrompere. E' centrale il principio della sussidiarietà". Balzani: "Il livello di copertura dei servizi per gli anziani è molto alto nel nostro territorio. Il pubblico è teso a creare degli standard qualitativi, dentro i quali anche le strutture private devono rientrare sotto ogni profilo. All'interno di questo non vedo alcun ostacolo al che una struttura come la Zangheri possa collocarsi con un profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se riescono a fare forte economie di scala, come succede ad esempio nell'area bolognese. Mi piace molto un consiglio d'amministraizone in cui nessuno prende soldi e auspicherei che ciò avvenisse anche in altre Fondazioni". Anziani e potere d'acquisto Balzani: "Una parte consistente degli investimenti sanitari del nostro territorio è destinata all'assistenza agli over 65. Chiaro che il problema consiste nel fatto che oggi riusciamo a tenere questi livelli, ma tra dieci anni quando ci sarà una longevità maggiore, sarà più difficile riuscire a mantenere questa qualità. Bisogna riuscire a recuperare delle funzioni sociali importantissime volte a quegli anziani soli, che hanno famiglie frantumate, figli lontani: c'è il bisogno del recupero di una funzione civica. Su questo terreno si può fare molto coinvolgendo queste persone abbassando il loro ‘peso' sulla struttura del Welfare e inserirle nel vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai bambini, per rimetterli in gioco e a servizio della comunità. Rondoni: "il sistema del welfare va calibrato sulla presenza sempre maggiore degli anziani. Ma vorrei dare qualche linea di indirizzo: dovremo comunque come principio cardine non pensare che una amministrazione comunale abbia risorse infinite. Bisogna aiutare chi aiuta, le grandi rete di volontariato che in maniera generoso e diffusa sul territorio hanno creato modalità di assistenza e socializzazione. Occorre introdurre una sorta di servizio civile per gli anziani, proprio per quelle funzioni sociali di presenza nella città come ad esempio davanti alle scuole. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni". Giovani laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani e universitari: tre sono le richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di studio serale perché quella esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva è quella di via Valverde che è però connotata politicamente. La terza priorità è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due domande: quanti laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì? Quanto sviluppo economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro territorio (al di là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono per indirizzare meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è morta, lo dicono i giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato il discorso degli affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a Ravenna sono gli stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe stata una città veramente in grave declino, perché l'indotto portato dall'Università e l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente incredibile e lo vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del nostro paese: la ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto sugli insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con l'assegnazione delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa l'Ateneo e non più la Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere utile anche alle imprese del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango medio-piccolo, danno poche possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di grande qualità, perché non c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per queste persone: dobbiamo sopperire a questo deficit per portare questi figure ad avere un'utilità all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri imprenditori che è loro interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può chiamare i neo-laureati più brillante a cooperare con il Comune su alcuni aspetti per dare l'esempio. Iper e commercio Rondoni: "La priorità è più centro storico, occorre che anche gli imprenditori commerciali sappiano dare uno nuovo slancio alle proprie attività. L'errore è che l'iper viene calato come qualcosa dall'alto mentre bisognava prima di tutto provocare l'abbellimento e la qualità del centro storico. Ho rispetto per il lavoro della magistratura, ma è evidente che qualcosa non è andato. Sull'ampliamento mi pare di aver avvertito che la città non fosse molto favorevole. Frequentando il casello dell'autostrada, direi che visto che c'è occorre completare l'opera". Balzani: "Con l'iper è la fine di un ciclo. Nella prossima legislatura le politiche per il centro storico e quelle di consumo devono essere diverse da quelle compiute fino ad oggi. In quel caso si è trattato di una disorganizzazione tra livello comunale e provinciale, cui si affiancano errori commessi dalla proprietà, questo è sicuro. La lezione che traggo dall'iper, al di là del giudizio storico su un'opera che va comunque conclusa, è duplice: il primo punto è che il territorio così non lo possiamo più usare, il secondo è che l'organizzazione degli uffici tra Provincia e Comune va migliorata perché così non può andare". Giovani Rondoni: "Dobbiamo creare comunità, dare occasioni di incontro, aiutare i luoghi edcuativi. I giovani che si sposano potrebbero trovare nella pubblica amministrazione un maggior sostegno: la famiglia è un soggetto importante economicamente e anche per questo va sostenuta. Servono progetti mirati per coinvolgere i giovani, senza dimenticare il mondo dello sport, che è di eccellenza a livello giovanile. Lo dico perché tifo per le squadre forlivesi, partecipo alle partite e vedo un grande entusiasmo che va valorizzato: dobbiamo investire sulle squadre e sui valori sociali che lo sport genera e rappresenta. I giovani vanno aiutati con percorsi formativi e culturali: a Forlì ci sono associazioni che possono aiutare i giovani che vanno sostenute, ma la prima priorità è favorire l'aggregazione. Balzani: "Siamo di fronte a una categoria di ragazzi, soprattutto dalle medie in poi, in disagio non per particolari handicap. E' un gruppo molto consistente sui quali gli insegnanti sono impotenti, ma questa è una fascia ad alto rischio di devianza. E con la riforma Gelmini le cose sono ancora più catastrofiche, perché si tratta di una straordinaria ipocrisia: è stato un taglio economico che ha prodotto una scuola meno efficiente e più povera, che ha prodotto una scuola che gli insegnanti non sono in grado di applicare. Questa del disagio giovanile è una nuova categoria che deve entrare tra gli interventi previsti dal sistema pubblico di welfare. Lo sport è un'ottima forma per affrontare questa emergenza, ma questi giovani lo sport non lo praticano. Questa è una di quelle sfide sulle quale non ci sono risposte a priori, ma certo qui ci giochiamo una fetta importante delle nostre future generazioni". Finanziamenti alle scuole, anche quelle private Balzani: "Bisogna continuare sul sostegno congiunto tra pubblico a privato, come già si sta facendo in città". Rondoni: "Qualità della scuola pubblica così come di quella di origine privata, il sistema di integrazione tra questi due mondi deve essere ancora più forte a Forlì". Politiche dell'immigrazione e centro storico Rondoni: "Sabato scorso all'apertura del Comitato elettorale, il primo voto pubblico che è stato dichiarato è arrivato da una cittadina immigrata, questo è importante anche per sfatare certi miti. I cittadini sono uguali per tutti per legge e questo principio va mantenuto. I cittadini forlivesi hanno assistito a due importanti immigrazioni, quella dei cittadini stranieri e l'altra degli universitari. Le emergenze sono altre: ci sono italiani che dormono in auto, situazioni paradossali che non possiamo far finta di non vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte arriva. Io sono per la ‘movida' forlivese, è scandaloso che i nostri cittadini vadano al "Verdi" a Cesena o a Milano Marittima lasciando la città sola e buia: i mercoledì in centro hanno vivacizzato di colpo il centro storico cittadino, facendo immediatamente crescere il senso di sicurezza in centro. Bisogna agevolare la voglia di investimenti, la burocrazia deve snellirsi: i giovani hanno enormi possibilità di creatività. Ero al Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e alle 11.30 c'erano già i vigili urbani a fare le multe alle auto in sosta". Balzani: "Alle persone occorre dare le giuste risposte ai differenti bisogni. Noi eravamo abituati a schemi nei quali le famiglie con due figli erano la stragrande maggioranza; oggi non è più così e occorre dare adeguate risposte anche dal punto di vista abitativo, andando incontro anche ai gruppi familiari più ristretti. La pianificazione di queste cose non può avvenire sulla base della discriminazione per il fatto che uno è migrante o no. Condivido l'idea di una maggiore apertura alle iniziative serali in centro storico, tenendo conto anche delle esigenze dei residenti. Pensiamo, però, a cosa ha significato vivacizzare la zona di piazza Cavour, che un tempo era una zona di drogati. Anche in questo caso occorre coinvolgere i cittadini nelle azioni che decideremo di intraprendere per rivitalizzare il centro". Affidi Rondoni: "L'affido è importante secondo i criteri che la legge determina. Io sono stato uno di quelli che quando ha assistito al drammatico caso sugli affidi finito sulle cronache nazionali cercando di far capire che se c'è un caso che non ha significato, non è che tutto il sistema del welfare non funziona. L'importate è agire in trasparenza, soprattutto quando parliamo di minori. Certo è che vorrei vedere da parte delle associazioni che concorrono a questa rete diffusa, bella e florida del welfare locale, un sistema di autoregolamentazione. Balzani: "Su questo tema Rondoni ha risposto anche per me". Perché votare uno dei due Rondoni: "A Forlì c'è un cambiamento in atto, come segnalano le primarie. Ma qual è il cambiamento? Siccome la città di Forlì nel 2009 si candida ad essere una nuova città, da dove può arrivare la città? Io e Roberto saremo insieme il giorno dopo le elezioni a lavorare insieme per Forlì, ma certo vedo il cambiamento più verso una certa parte... La continuità col passato chi ce l'ha di più? Con Roberto avrei fatto volentieri una bella lista civica. La Forlì' dopo le elezioni sarà enormemente diversa da quella tradizionale. Balzani: "Queste elezioni cambieranno il volto della vita amministrativa in Romagna, non solo a Forlì. Quello che succede qua a giugno cambierà equilibri che saranno sperimentati anche da altre parti. Mi sono riproposto di non mettere mai in evidenza gli effetti personali dell'avversario; parlo di quello che sto facendo io. E' necessario portare masse dentro un'idea nuova di Forlì, c'è bisogno di riorientare e persuadere migliaia di persone a questo disegno, non solo attraverso il voto ma attraverso strumenti partecipativi come le primarie. A destra non c'è solo il candidato indipendente, ma anche lì ci sono partiti e strutture organizzate. Il mio obiettivo è alterare i processi di partecipazione politica anche a livello partitico. Questa è stata la mia sfida. Aeroporto di Forlì Rondoni: "sono uno strenuo difensore dell'aeroporto, è la struttura più importante per lo sviluppo economico di Forlì. Dobbiamo difenderlo a tutti i costi e fare tutto il possibile per valorizzarlo. Ho fatto i complimenti al presidente di Seaf, Franco Rusticali. Occorre un dialogo con Rimini e con Bologna, ma è chiaro che il privato deve entrare dentro l'aeroporto, ma l'impegno deve essere volto ad attivare tutto quello che è necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali, perché l'operazione è fattibile solo se ha la possibilità di stare in piedi nel tempo. Una volta che avremo i documenti precisi e definitivi, vedremo se è una cosa che effettivamente sostenibile. Certo è che l'aeroporto è un'infrastruttura positiva per il nostro territorio. Via Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente arrivare a Cesena oggi è un problema più di tanti anni fa, occorre collegarsi al più presto con l'E45, poi c'è il problema del collegamento con Ravenna. Va risistemato tutto l'insieme della viabilità e delle infrastrutture, uscendo da una logica partitocratica, lavorando ‘insieme' per andare a chiedere gli investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata solo per la diversità dei colori politiche dei diversi livelli amministrativi. Il mio sarà un appello alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che la via Emilia-bis si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello che mi preoccupa è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere consumato per riuscire a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna capire qual è il tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a Cesena, Paolo Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il giornalista, fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede perché per Balzani è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni no? Balzani: "Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le linee fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state piuttosto complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.

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Redditi, "vince" l'architetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Redditi, "vince" l'architetto Giannelli ha dichiarato entrate per 287 mila euro. Secondo Bolzonello Martedì 31 Marzo 2009, È un architetto il "più ricco" del consiglio comunale. A dichiarare al fisco (anno 2007) 287 mila euro, infatti, è Franco Giannelli, consigliere del Pdl, ma soprattutto professionista all'apice della carriera con un avviato studio di progettazione nel cuore della città. Non è una novità che Franco Giannelli si trovi in vetta ai consiglieri comunali con il reddito più alto, anzi è diventata oramai una consuetudine se si esclude un anno nel corso del quale evidentemente c'era stato un calo di entrate. Un dato: se si esclude qualche migliaio di euro frutto dell'operato in consiglio, tutto il reddito di Giannelli è derivante dal suo lavoro di architetto. Al secondo posto (e anche questa non è una novità) c'è il sindaco Sergio Bolzonello che ha dichiarato 164 mila euro di reddito. Anche in questo caso il primo cittadino non si è discostato di molto rispetto alla scorsa dichiarazione. Per Bolzonello, però, c'è da fare una precisazione: poco meno del 50 per cento dellesue entrate sono frutto dell'indennità di sindaco (si tratta di circa 7 mila euro lordi il mese), mentre il resto deriva dal lavoro di commercialista. Reddito oltre i 100 mila euro anche per l'assessore al Bilancio, Chiara Mio, che oltre alle entrate da lavoratore dipendente (Università e amministrazione) aggiunge anche quelle legati alle prestazioni da lavoro autonomo. Redditi elevati per tutti i medici che sono stati eletti in consiglio a cominciare dal presidente Vincenzo Romor, ma lo stesso discorso vale per Giovanni Boz, Giovanni Franchin, Daniele Caufin e Pietro Tropeano. Scendendo nella graduatoria si arriva in fondo dove c'è il neo consigliere regionale Alessandro Corazza. Nel 2007 ha dichiarato 6 mila euro, faceva lo studente e quindi l'unico reddito era quello derivante dai gettoni di presenza. Il prossimo anno sarà un discorso diverso: l'elezione in Regione gli garantirà entrate tali da schizzare ai primi posti. ldf

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Il politico rimbalzato in Regione (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il politico rimbalzato in Regione Martedì 31 Marzo 2009, Alessandro Corazza, ultimo nella classifica dei redditi dei consiglieri comunali, nel 2007 faceva lo studente a Trieste e quindi le uniche entrate (6 mila euro) derivano dai gettoni di presenza. Eletto in Regione è pronto per il grande salto. Economico.

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Primo confronto Rondoni-Balzani all'hotel della città (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

31 marzo 2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo ‘duello' organizzato dalla redazione forlivese del "Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti con la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni", mentre Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo". > GALLERIA FOTOGRAFICA Dopo l'introduzione del caporedattore Gaetano Foggetti, è il giornalista Pietro Caruso a porgere le domande ai due candidati. Il primo quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda i rapporti con la Lega Nord. "La Lega Nord sta amministrando in molti comuni del nord-est e lo fa in modo democratico ed efficiente; inoltre è il partito più antico che siede in parlamento e questo fa capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni, "non ha alcuna preclusione, ma certo - a proposito di ronde - non faremo nulla fuori dalla legge". Poi un lettore chiede a Balzani perché la coalizione che sostiene Alessandro Rondoni non ha accolto "Viva Forlì", il movimento civico fondato dal giornalista sportivo Marino Bartoletti, presente tra il pubblico al dibattito. E il candidato del Pd, dopo la risata del ristretto pubblico di una cinquantina di persone, dice chiaramente che sul punto "non ho nulla da dire". Cosa vi differenzia sul futuro della nostra città? Balzani: "In primo luogo Forlì deve giocare un ruolo al di fuori di sé stessa, avere relazioni con i comuni del comprensorio, del circondario e del territorio molto più strette. Deve essere di più città capoluogo, utilizzando anche il potenziale che è dentro l'università e dentro le generazioni che hanno avuto esperienze estern". Altro punto per Balzani è la "difesa dei livelli di Welfare della nostra città, che ha raggiunto livelli tra i più alti nel nostro paese, con una buona integrazione tra pubblico e privato e questi livelli bisogna conservarli per il futuro". "La terza differenza - prosegue Balzani - riguarda lo sviluppo del territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino ad oggi è caratterizzato con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una forte espansione dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più accorto del territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle nostre imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai tempi del liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di un'altra: ma c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato nel tenere insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono molto impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il mio interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito. "Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle emissioni di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema della mobilità è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità completando gli assi di scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la mobilità in centro, pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo tenere insieme diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi sul centro storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un sistema partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo un progetto educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini perché sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va affrontato con un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con Hera su come intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina non si riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì? Balzani: "Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi abbiamo il dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non ci sarà più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica culturale nel senso di intromissioni nelle scelte individuali, ma c'è una relazione sociale tra tre culture presenti oggi in città: la cultura tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la cultura dei migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però esserci un libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le persone e di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci sono da sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato in Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura significa coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un apparato o di un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino. Chiederò che oltre ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi se non avessi incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali, circoli, momenti di sana partecipazione che hanno contribuito alla mia formazione culturale. No ai finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi organizza mostre e rassegne. Se la Fondazione avesse qualche difficoltà economica, come gestiremmo tutti questi contenitori?". Sanità e farmaci Rondoni: "A Forlì abbiamo delle eccellenze, stiamo lavorando in un sistema dove è possibile razionalizzare alcuni processi come quello del pronto soccorso e la guardia medica. Colgo l'occasione, però, anche per segnalare che occorre dare una risposta al fatto che solo in due punti vendita è possibile acquistare farmaci per malati cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che dovrebbero rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del pronto soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai cittadini. Gli investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra città una realtà assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani: "E' un argomento sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto questo profilo la mia totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di approfondire questo argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo della memoria e deve essere mantenuto come un monumento della città, che deve significare il bene che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre contingentare i tempi della burocrazia, si deve tenere presente che si stanno piangendo i propri cari e bisogna avere rispetto". Quanti sono gli assessori necessari? Balzani: "Sono necessari meno assessori di quelli di oggi". Rondoni: "Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone comunale, ma credo anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed esperienza, abbassando al contempo i costi della politica. Ma una sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo Zangheri: Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il privato che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi braccato dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto talmente così bene che tanta gente sta lasciando alla ‘Zangheri' la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che non bisogna interrompere. E' centrale il principio della sussidiarietà". Balzani: "Il livello di copertura dei servizi per gli anziani è molto alto nel nostro territorio. Il pubblico è teso a creare degli standard qualitativi, dentro i quali anche le strutture private devono rientrare sotto ogni profilo. All'interno di questo non vedo alcun ostacolo al che una struttura come la Zangheri possa collocarsi con un profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se riescono a fare forte economie di scala, come succede ad esempio nell'area bolognese. Mi piace molto un consiglio d'amministraizone in cui nessuno prende soldi e auspicherei che ciò avvenisse anche in altre Fondazioni". Anziani e potere d'acquisto Balzani: "Una parte consistente degli investimenti sanitari del nostro territorio è destinata all'assistenza agli over 65. Chiaro che il problema consiste nel fatto che oggi riusciamo a tenere questi livelli, ma tra dieci anni quando ci sarà una longevità maggiore, sarà più difficile riuscire a mantenere questa qualità. Bisogna riuscire a recuperare delle funzioni sociali importantissime volte a quegli anziani soli, che hanno famiglie frantumate, figli lontani: c'è il bisogno del recupero di una funzione civica. Su questo terreno si può fare molto coinvolgendo queste persone abbassando il loro ‘peso' sulla struttura del Welfare e inserirle nel vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai bambini, per rimetterli in gioco e a servizio della comunità. Rondoni: "il sistema del welfare va calibrato sulla presenza sempre maggiore degli anziani. Ma vorrei dare qualche linea di indirizzo: dovremo comunque come principio cardine non pensare che una amministrazione comunale abbia risorse infinite. Bisogna aiutare chi aiuta, le grandi rete di volontariato che in maniera generoso e diffusa sul territorio hanno creato modalità di assistenza e socializzazione. Occorre introdurre una sorta di servizio civile per gli anziani, proprio per quelle funzioni sociali di presenza nella città come ad esempio davanti alle scuole. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni". Giovani laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani e universitari: tre sono le richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di studio serale perché quella esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva è quella di via Valverde che è però connotata politicamente. La terza priorità è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due domande: quanti laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì? Quanto sviluppo economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro territorio (al di là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono per indirizzare meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è morta, lo dicono i giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato il discorso degli affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a Ravenna sono gli stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe stata una città veramente in grave declino, perché l'indotto portato dall'Università e l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente incredibile e lo vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del nostro paese: la ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto sugli insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con l'assegnazione delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa l'Ateneo e non più la Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere utile anche alle imprese del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango medio-piccolo, danno poche possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di grande qualità, perché non c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per queste persone: dobbiamo sopperire a questo deficit per portare questi figure ad avere un'utilità all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri imprenditori che è loro interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può chiamare i neo-laureati più brillante a cooperare con il Comune su alcuni aspetti per dare l'esempio. Iper e commercio Rondoni: "La priorità è più centro storico, occorre che anche gli imprenditori commerciali sappiano dare uno nuovo slancio alle proprie attività. L'errore è che l'iper viene calato come qualcosa dall'alto mentre bisognava prima di tutto provocare l'abbellimento e la qualità del centro storico. Ho rispetto per il lavoro della magistratura, ma è evidente che qualcosa non è andato. Sull'ampliamento mi pare di aver avvertito che la città non fosse molto favorevole. Frequentando il casello dell'autostrada, direi che visto che c'è occorre completare l'opera". Balzani: "Con l'iper è la fine di un ciclo. Nella prossima legislatura le politiche per il centro storico e quelle di consumo devono essere diverse da quelle compiute fino ad oggi. In quel caso si è trattato di una disorganizzazione tra livello comunale e provinciale, cui si affiancano errori commessi dalla proprietà, questo è sicuro. La lezione che traggo dall'iper, al di là del giudizio storico su un'opera che va comunque conclusa, è duplice: il primo punto è che il territorio così non lo possiamo più usare, il secondo è che l'organizzazione degli uffici tra Provincia e Comune va migliorata perché così non può andare". Giovani Rondoni: "Dobbiamo creare comunità, dare occasioni di incontro, aiutare i luoghi edcuativi. I giovani che si sposano potrebbero trovare nella pubblica amministrazione un maggior sostegno: la famiglia è un soggetto importante economicamente e anche per questo va sostenuta. Servono progetti mirati per coinvolgere i giovani, senza dimenticare il mondo dello sport, che è di eccellenza a livello giovanile. Lo dico perché tifo per le squadre forlivesi, partecipo alle partite e vedo un grande entusiasmo che va valorizzato: dobbiamo investire sulle squadre e sui valori sociali che lo sport genera e rappresenta. I giovani vanno aiutati con percorsi formativi e culturali: a Forlì ci sono associazioni che possono aiutare i giovani che vanno sostenute, ma la prima priorità è favorire l'aggregazione. Balzani: "Siamo di fronte a una categoria di ragazzi, soprattutto dalle medie in poi, in disagio non per particolari handicap. E' un gruppo molto consistente sui quali gli insegnanti sono impotenti, ma questa è una fascia ad alto rischio di devianza. E con la riforma Gelmini le cose sono ancora più catastrofiche, perché si tratta di una straordinaria ipocrisia: è stato un taglio economico che ha prodotto una scuola meno efficiente e più povera, che ha prodotto una scuola che gli insegnanti non sono in grado di applicare. Questa del disagio giovanile è una nuova categoria che deve entrare tra gli interventi previsti dal sistema pubblico di welfare. Lo sport è un'ottima forma per affrontare questa emergenza, ma questi giovani lo sport non lo praticano. Questa è una di quelle sfide sulle quale non ci sono risposte a priori, ma certo qui ci giochiamo una fetta importante delle nostre future generazioni". Finanziamenti alle scuole, anche quelle private Balzani: "Bisogna continuare sul sostegno congiunto tra pubblico a privato, come già si sta facendo in città". Rondoni: "Qualità della scuola pubblica così come di quella di origine privata, il sistema di integrazione tra questi due mondi deve essere ancora più forte a Forlì". Politiche dell'immigrazione e centro storico Rondoni: "Sabato scorso all'apertura del Comitato elettorale, il primo voto pubblico che è stato dichiarato è arrivato da una cittadina immigrata, questo è importante anche per sfatare certi miti. I cittadini sono uguali per tutti per legge e questo principio va mantenuto. I cittadini forlivesi hanno assistito a due importanti immigrazioni, quella dei cittadini stranieri e l'altra degli universitari. Le emergenze sono altre: ci sono italiani che dormono in auto, situazioni paradossali che non possiamo far finta di non vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte arriva. Io sono per la ‘movida' forlivese, è scandaloso che i nostri cittadini vadano al "Verdi" a Cesena o a Milano Marittima lasciando la città sola e buia: i mercoledì in centro hanno vivacizzato di colpo il centro storico cittadino, facendo immediatamente crescere il senso di sicurezza in centro. Bisogna agevolare la voglia di investimenti, la burocrazia deve snellirsi: i giovani hanno enormi possibilità di creatività. Ero al Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e alle 11.30 c'erano già i vigili urbani a fare le multe alle auto in sosta". Balzani: "Alle persone occorre dare le giuste risposte ai differenti bisogni. Noi eravamo abituati a schemi nei quali le famiglie con due figli erano la stragrande maggioranza; oggi non è più così e occorre dare adeguate risposte anche dal punto di vista abitativo, andando incontro anche ai gruppi familiari più ristretti. La pianificazione di queste cose non può avvenire sulla base della discriminazione per il fatto che uno è migrante o no. Condivido l'idea di una maggiore apertura alle iniziative serali in centro storico, tenendo conto anche delle esigenze dei residenti. Pensiamo, però, a cosa ha significato vivacizzare la zona di piazza Cavour, che un tempo era una zona di drogati. Anche in questo caso occorre coinvolgere i cittadini nelle azioni che decideremo di intraprendere per rivitalizzare il centro". Affidi Rondoni: "L'affido è importante secondo i criteri che la legge determina. Io sono stato uno di quelli che quando ha assistito al drammatico caso sugli affidi finito sulle cronache nazionali cercando di far capire che se c'è un caso che non ha significato, non è che tutto il sistema del welfare non funziona. L'importate è agire in trasparenza, soprattutto quando parliamo di minori. Certo è che vorrei vedere da parte delle associazioni che concorrono a questa rete diffusa, bella e florida del welfare locale, un sistema di autoregolamentazione. Balzani: "Su questo tema Rondoni ha risposto anche per me". Perché votare uno dei due Rondoni: "A Forlì c'è un cambiamento in atto, come segnalano le primarie. Ma qual è il cambiamento? Siccome la città di Forlì nel 2009 si candida ad essere una nuova città, da dove può arrivare la città? Io e Roberto saremo insieme il giorno dopo le elezioni a lavorare insieme per Forlì, ma certo vedo il cambiamento più verso una certa parte... La continuità col passato chi ce l'ha di più? Con Roberto avrei fatto volentieri una bella lista civica. La Forlì' dopo le elezioni sarà enormemente diversa da quella tradizionale. Balzani: "Queste elezioni cambieranno il volto della vita amministrativa in Romagna, non solo a Forlì. Quello che succede qua a giugno cambierà equilibri che saranno sperimentati anche da altre parti. Mi sono riproposto di non mettere mai in evidenza gli effetti personali dell'avversario; parlo di quello che sto facendo io. E' necessario portare masse dentro un'idea nuova di Forlì, c'è bisogno di riorientare e persuadere migliaia di persone a questo disegno, non solo attraverso il voto ma attraverso strumenti partecipativi come le primarie. A destra non c'è solo il candidato indipendente, ma anche lì ci sono partiti e strutture organizzate. Il mio obiettivo è alterare i processi di partecipazione politica anche a livello partitico. Questa è stata la mia sfida. Aeroporto di Forlì Rondoni: "sono uno strenuo difensore dell'aeroporto, è la struttura più importante per lo sviluppo economico di Forlì. Dobbiamo difenderlo a tutti i costi e fare tutto il possibile per valorizzarlo. Ho fatto i complimenti al presidente di Seaf, Franco Rusticali. Occorre un dialogo con Rimini e con Bologna, ma è chiaro che il privato deve entrare dentro l'aeroporto, ma l'impegno deve essere volto ad attivare tutto quello che è necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali, perché l'operazione è fattibile solo se ha la possibilità di stare in piedi nel tempo. Una volta che avremo i documenti precisi e definitivi, vedremo se è una cosa che effettivamente sostenibile. Certo è che l'aeroporto è un'infrastruttura positiva per il nostro territorio. Via Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente arrivare a Cesena oggi è un problema più di tanti anni fa, occorre collegarsi al più presto con l'E45, poi c'è il problema del collegamento con Ravenna. Va risistemato tutto l'insieme della viabilità e delle infrastrutture, uscendo da una logica partitocratica, lavorando ‘insieme' per andare a chiedere gli investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata solo per la diversità dei colori politiche dei diversi livelli amministrativi. Il mio sarà un appello alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che la via Emilia-bis si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello che mi preoccupa è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere consumato per riuscire a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna capire qual è il tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a Cesena, Paolo Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il giornalista, fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede perché per Balzani è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni no? Balzani: "Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le linee fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state piuttosto complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.

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Confesercenti, Randazzoconfermato presidente (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

eletta pure la presidenza provinciale Confesercenti, Randazzo confermato presidente l.s.) Lillo Randazzo è stato confermato presidente provinciale della Confesercenti per il prossimo quadriennio dall'assemblea degli iscritti all'associazione che ha rinnovato gli organi statutari. La riconferma di Randazzo è avvenuta all'unanimità dei presenti per alzata di mano. È stata eletta anche la presidenza provinciale che è il massimo organo politico-sindacale dell'associazione e che rimarrà in carica pure per i prossimi quattro anni. Il 50 per cento dei componenti, e quindi la metà, è costituito da giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni mentre è rappresentata l'imprenditoria femminile a dimostrazione del cambiamento che era stato annunciato e che si vuole effettuare. La presidenza provinciale è composta dai rappresentanti delle organizzazioni territoriali e delle federazioni provinciali di categoria, nonché di responsabili settori di lavoro dell'organizzazione provinciale. È stata eletta su proposta del presidente confermato Lillo Randazzo e ne fanno parte: Michele Giarratano, Claudio Palazzolo, Luciano Sala, Vincenzo Arnone, Francesco Di Modica, Giuseppe Zammuto, Corrado Benedetti, Giuseppe Pinzino, Arcangelo Ferrara, Laura Gruttadauria, Maria Giunta, Loredana Falzone, Giuseppe Cannarozzo, Salvatore Cannarozzo, Salvatore Simone, Calogero Meli, Salvatore Scarpulla, Angela Mendola, Carlo Sulsenti, Umberto Graglia, Mario Rosario La Placa, Giuseppe Rizza, Annunziata Guglielmo, Marisa Cardinale, Liborio Lipani, Federico Buscemi, Salvatore Andolina, Alfonso Stella, Giovanni Buonasera, Antonella Robutti e Gerlando Salomone.

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AL VIA IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL GIORNALISMO (sezione: Costi dei politici)

( da "AgoPress" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

(AGO PRESS) Al via domani la terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo che fino domenica 5 aprile ospiterà a Perugia oltre 200 giornalisti da tutto il mondo. Si apre con una welcome session che darà il benvenuto ai 200 volontari che sono stati selezionati per collaborare all’organizzazione dell’evento. Sono studenti e appassionati di giornalismo tra i 18 e i 24 anni che arrivano da diversi paesi: Canada, Australia, India, Brasile, Russia, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Tunisia, Lituania. Una vera e propria community nata e organizzata attraverso i social network: twitter e facebook su tutti. Ad accoglierli Enzo Iacopino, segretario ordine Nazionale dei Giornalisti, Maurizio Oliviero Commissario Straordinario ADiSU e Silvano Rometti Assessore alla Cultura Regione Umbria. A cura di Reuters la presentazione del libro Our World Now, una raccolta delle migliori foto del 2008 scattate da oltre 600 giornalisti che collaborano con Reuters e che continuano a fare il loro lavoro anche in situazioni di pericolo, e del documentario Bearing Witness: five years of the Iraq war, il video che testimonia il ruolo dei giornalisti nelle zone di guerra. Intervengono Tiziana Barghini direttore Reuters Europa meridionale e Samia Nakoul Reuters. Seguirà la premiazione della prima edizione del Premio Internazionale Comunicazione per il Sociale, istituito dall’Agenzia delle Onlus e dalla Regione Umbria, voluto per valorizzare le attività di informazione e approfondimento che dalla carta stampata ad internet, dalla radio alla tv danno voce alle esperienze positive del nonprofit e dell'associazionismo, innovando così la capacità comunicativa del linguaggio del sociale. Intervengono: Maria Rita Lorenzetti presidente Regione Umbria, Stefano Zamagni presidente Agenzia per le ONLUS, Giuseppe Guzzetti presidente Fondazione Cariplo, Dino Boffo direttore Avvenire, Candido Grzybowski direttore di IBASE – Brasile, Andrea Olivero portavoce Forum Nazionale del Terzo Settore, Elio Silva Il Sole 24 Ore. Modera Damiano Stufara Assessore Politiche sociali Regione Umbria. Un approfondimento sulla quarantennale attività pubblicistica del poliedrico impegno civile di Aldo Moro, dal titolo L’attualità di Aldo Moro giornalista, apre gli incontri-dibattito di questa prima giornata. L’incontro ripercorre e analizza gli scritti del politico pugliese facendo emergere esami seri, scrupolosi e lungimiranti dei fenomeni politici e sociali di quegli anni. Intervengono Antonello Di Mario capo ufficio stampa UILM nazionale, Agnese Moro sociopsicologa e Ferdinando Treggiari docente Storia del diritto medievale e moderno. Modera Enzo Quaratino ANSA. Antonio G. Calafati docente di Economia Urbana, Università delle Marche, Nicholas Jones BBC, Sergio Rizzo Corriere della Sera e David Sassoli vicedirettore TG1 cercheranno di rispondere alla domanda Il giornalismo è al servizio dei cittadini? per capire se siamo ormai di fronte a un giornalismo che ci impedisce di pensare collettivamente. Modera Marcello Foa il Giornale.Il cittadino del villaggio globale, sempre più informato sui fatti del mondo in tempo reale, tende a sapere sempre meno sui fatti a lui più vicini. In quest'ottica cresce l'importanza e il ruolo dell'informazione locale. Su L’informazione tra globale e locale si confronteranno Pierluigi Camilli vicedirettore RAI TG Regionali, Giuseppe Castellini direttore Il Giornale dell'Umbria, Anna Mossuto direttore Corriere dell'Umbria, Sandro Petrollini caporedattore Umbria Il Messaggero, Luciano Salvatore caporedattore Umbria La Nazione e Renato Vichi responsabile Media Relations UniCredit Retail. Cronaca nera, prima notizia. Dall'omicidio di Cogne al delitto di Perugia: la cronaca giudiziaria, le indagini scientifiche e i confini del racconto giornalistico. Ne parleranno Sabina Castelfranco CBS, Caterina Malavenda avvocato, esperto di diritto dell'informazione, Massimo Martinelli Il Messaggero, Massimo Picozzi psichiatra e criminologo, Fiorenza Sarzanini Corriere della Sera. Modera Paolo Poggio GR RAI. Uno spazio importante di questa edizione è dedicato all’informazione in prima linea contro le mafie. La mafia, anzi le mafie si sono globalizzate e modernizzate, utilizzano skype e facebook per comunicare, investono sui mercati internazionali, stringono patti di sindacato con le organizzazioni di altri Paesi, scambiandosi "know how" criminale. L’inchiesta sulla criminalità si deve adeguare ai tempi, allargando i propri orizzonti, acquisendo nuovi strumenti e metodologie di i indagine, pur conservando lo spirito di servizio alla democrazia. All’incontro Globalizzazione e criminalità organizzata partecipano Paolo Butturini segretario Associazione Stampa Romana, Piero Grasso procuratore Nazionale Antimafia, Francesco La Licata La Stampa, Petra Reski Die Zeit. Modera Vittorio Di Trapani segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia. Per la sezione Giornalismi, Tv e Mafie, dedicata alle scuole, sarà proiettato il docufim O’sistema di Matteo Scanni e Ruben H. Oliva. Un’indagine senza censure sulla camorra, che racconta la Napoli della criminalità organizzata. Il volto oscuro del potere in Italia è il titolo dell’incontro con Giuseppe Lo Bianco ANSA, Sandra Rizza freelance e Andrea Purgatori Corriere della Sera. Sarà presentato il libro Profondo Nero (Chiarelettere) di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, che svela inediti scenari sulla morte del giornalista De Mauro, di Pasolini e del presidente dell’Eni Enrico Mattei: un’unica pista all’origine. A seguito della pubblicazione di questo libro la criminologa Simona Ruffini e l’avvocato Stefano Maccioni hanno condotto un’inchiesta e presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo Pasolini. Apre la sezione speciale dedicata ai new media l’incontro Internet è partecipazione con i blogger ed esperti di new media Antonella Beccaria, Paul Bradshaw, Antonio Sofi e Mario Tedeschini Lalli Elemedia Gruppo Espresso. Dedicato a blogger, filmaker e giornalisti indipendenti anche lo spazio Casa Current, gestito dal social news network fondato dal Al Gore che vive di giornalismo partecipativo, aperto da domani al 5 aprile dalle ore 9.00 alle ore 21.00 presso il Centro Servizi Camerali G. Alessi. Protagonisti della sera a teatro Gualtiero Bertelli, Gian Antonio Stella e Bebo Storti con lo spettacolo teatrale Un paese di gente perbene. Storie, racconti e aneddoti intervallati da canti provenienti dal patrimonio popolare italiano. Dalle infrastrutture bloccate da lacci e lacciuoli di ogni genere all’attività legislativa farraginosa, dai ritardi nell'informatica che ci fanno arrancare dietro la Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dal declino delle Università-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni, dalle ottusità sindacali ai primari nominati dai partiti: l'Italia è un Paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare.

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Primo confronto Rondoni-Balzani (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 31-03-2009)

Argomenti: Costi della politica

31 marzo 2009 - 10.27 (Ultima Modifica: 31 marzo 2009) Stretta di mano tra Roberto Balzani e Alessandro Rondoni Primo confronto pubblico tra i due principali candidati sindaci di Forlì, Alessandro Rondoni e Roberto Balzani. Martedì mattina all'Hotel della Città, si è svolto un primo ‘duello' organizzato dalla redazione forlivese del "Corriere Romagna". Un incontro basato sulle domande raccolte dall'autorevole quotidiano locale tra i propri lettori. Sul tema dei rapporti con la Lega Nord, Rondoni ha ribadito di "non avere preclusioni", mentre Balzani ha spiegato di volere "una città più capoluogo". > GALLERIA FOTOGRAFICA > SONDAGGIO: CHI TI HA CONVINTO? Dopo l'introduzione del caporedattore Gaetano Foggetti, è il giornalista Pietro Caruso a porgere le domande ai due candidati. Il primo quesito è per Alessandro Rondoni e riguarda i rapporti con la Lega Nord. "La Lega Nord sta amministrando in molti comuni del nord-est e lo fa in modo democratico ed efficiente; inoltre è il partito più antico che siede in parlamento e questo fa capire quanto siano cambiate le cose negli ultimi anni". Da cattolico, ha aggiunto Rondoni, "non ha alcuna preclusione, ma certo - a proposito di ronde - non faremo nulla fuori dalla legge". Poi un lettore chiede a Balzani perché la coalizione che sostiene Alessandro Rondoni non ha accolto "Viva Forlì", il movimento civico fondato dal giornalista sportivo Marino Bartoletti, presente tra il pubblico al dibattito. E il candidato del Pd, dopo la risata del ristretto pubblico di una cinquantina di persone, dice chiaramente che sul punto "non ho nulla da dire". Cosa vi differenzia sul futuro della nostra città? Balzani: "In primo luogo Forlì deve giocare un ruolo al di fuori di sé stessa, avere relazioni con i comuni del comprensorio, del circondario e del territorio molto più strette. Deve essere di più città capoluogo, utilizzando anche il potenziale che è dentro l'università e dentro le generazioni che hanno avuto esperienze estern". Altro punto per Balzani è la "difesa dei livelli di Welfare della nostra città, che ha raggiunto livelli tra i più alti nel nostro paese, con una buona integrazione tra pubblico e privato e questi livelli bisogna conservarli per il futuro". "La terza differenza - prosegue Balzani - riguarda lo sviluppo del territorio, che va aggettivato. Questo sviluppo fino ad oggi è caratterizzato con piccole medie imprese, conto-terzisti, con una forte espansione dell'edilizia: questo modello va ripensato, con un uso più accorto del territorio, inserendo una maggior dotazione tecnologica nelle nostre imprese". Rondoni: "Con Roberto ci siamo già confrontati ai tempi del liceo. Lui ha una tradizione culturale di un certo tipo, lui di un'altra: ma c'è bisogno di questa diversità. Vedo che Roberto è molto impegnato nel tenere insieme il Pd, io non ho alcun impegno verso il Pd, mentre io sono molto impegnato a girare corso della Repubblica. Io lavoro rasoterra perché il mio interlocutore è solo il cittadino, non qualche coalizione o partito. "Un'altra diversità - aggiunge Rondoni - è una concezione diversa di sviluppo economico. Qualunque sviluppo noi pensiamo, in tempo di carenza di risorse pubbliche, dovremo chiamare a concorrere il privato, quindi occorre aprire con coraggio nel 2009 per qualunque progetto di sviluppo, quello che già si sta facendo con il project financing". Ambiente Rondoni: "Ambiente significa anche scritte sui muri: noi abbiamo 50mila visitatori alla mostra del Canova, ma anche una scritta enorme sui muri limitrofi. Non dobbiamo abituarci al brutto e al degrado; ma da qui bisogna aprire un ragionamento fino alle fonti rinnovabili". "La chiusura del centro al giovedì va analizzato e capito se è davvero efficace - prosegue Rondoni - in materia di qualità dell'aria bisogna fare di più e meglio". Se il 20% del pil forlivese è ancora depositato nell'agricoltura, chi amministrerà nei prossimi anni dovrà mettere insieme ambiente ed energia: non possiamo essere quelli del no, che fermano tutto". Balzani: "E' chiaro che dal punto di vista delle emissioni di Co2 il problema fondamentale è il traffico veicolare. Il tema della mobilità è quindi centrale, è necessario sistemare la viabilità completando gli assi di scorrimento veloci, per poi ripensare l'approccio e la mobilità in centro, pensando a forme diverse dal passato". "Dobbiamo tenere insieme diversi elementi: mobilità, diminuzione dei rifiuti, interventi sul centro storico (che devono essere fortemente coordinati). Ci vorrà un sistema partecipato per fare queste azioni, senza dirigismi, mettendo in campo un progetto educativo per riuscire a cmounicare questi interventi ai cittadini perché sappiano ciò che sta avvenendo. L'ambiente è un problema che va affrontato con un progetto complessivo". "Bisogna poi chiarire con Hera su come intervenire con gli inceneritori, perché le emissioni di diossina non si riescono a controllare fino in fondo". Quale cultura a Forlì? Balzani: "Il primo punto è la tutela del patrimonio esistente, che noi abbiamo il dovere di passare alle altre generazioni, altrimenti tra 20 anni non ci sarà più niente da valorizzare. Non spetta al Comune avere una politica culturale nel senso di intromissioni nelle scelte individuali, ma c'è una relazione sociale tra tre culture presenti oggi in città: la cultura tradizionale folklorico-dialettale, la cultura italiana e la cultura dei migranti. Queste tre culture devono dialogare tra loro. Deve però esserci un libero mercato delle idee". Rondoni: "Rispetto di tutte le persone e di tutte le idee, rispetto della legalità, sia per i cittadini che ci sono da sempre che per quelli che ci sono da poco tempo. A settembre sono stato in Romania e da quando sono tornato ho fatto feste con loro perché questi ponti sono fatti che accadono in città e fanno bene per noi. Sono stato nella panchina sotto Aurelio Saffi, che ormai è una succursale del mio comitato, sono stato al chiostro di San Mercuriale, e ho sentito soprattutto un bisogno di attenzione nei loro confronti. Sulle grandi mostre bisogna ringraziare la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che attira verso la nostra città un'attenzione globale, a tutti i livelli". "Non si chieda, però, alla Fondazione di fare l'assessorato in più: è un ente autonomo che la sua giusta forma di spedere i soldi e questo deve essere assolutamente libero. Cultura significa coltivazione dell'umano e questo non può essere a beneficio di un apparato o di un ente, ma nella libertà individuale di ciascun cittadino. Chiederò che oltre ai contenitori si valorizzino i soggetti: non sarei qui oggi se non avessi incontrato nella mia vita giovanile associazioni culturali, circoli, momenti di sana partecipazione che hanno contribuito alla mia formazione culturale. No ai finanziamenti a pioggia, ma va aiutato chi organizza mostre e rassegne. Se la Fondazione avesse qualche difficoltà economica, come gestiremmo tutti questi contenitori?". Sanità e farmaci Rondoni: "A Forlì abbiamo delle eccellenze, stiamo lavorando in un sistema dove è possibile razionalizzare alcuni processi come quello del pronto soccorso e la guardia medica. Colgo l'occasione, però, anche per segnalare che occorre dare una risposta al fatto che solo in due punti vendita è possibile acquistare farmaci per malati cronici". Balzani: "I nuclei di cure primarie che dovrebbero rappresentare sul territorio una risposta al congestionamento del pronto soccorso, vanno potenziati e valorizzati, facendoli conoscere ai cittadini. Gli investimenti fatti sulla sanità mi pare che rendano la nostra città una realtà assolutamente non scadente". Servizi cimiteriali Balzani: "E' un argomento sul quale non so praticamente nulla, confesso sotto questo profilo la mia totale ignoranza. Questa domanda mi consentirà di approfondire questo argomento". Rondoni: "Il cimitero è un luogo della memoria e deve essere mantenuto come un monumento della città, che deve significare il bene che hanno fatto i cittadini. Per questo occorre contingentare i tempi della burocrazia, si deve tenere presente che si stanno piangendo i propri cari e bisogna avere rispetto". Quanti sono gli assessori necessari? Balzani: "Sono necessari meno assessori di quelli di oggi". Rondoni: "Sicuramente farò una proposta giovedì sera al Salone comunale, ma credo anche io meno di quelli attuali. C'è bisogno di qualità ed esperienza, abbassando al contempo i costi della politica. Ma una sorpresina su questo la farò giovedì sera". Casa di riposo Zangheri: Fondazione o Asp? Rondoni: "Io sono per la Fondazione, perché il privato che ha fatto un'azione meritoria per tutta la città non può sentirsi braccato dall'ente pubblico come se qualcosa andasse male. Lì sta andando tutto talmente così bene che tanta gente sta lasciando alla ‘Zangheri' la propria eredità. E' un ciclo virtuoso che non bisogna interrompere. E' centrale il principio della sussidiarietà". Balzani: "Il livello di copertura dei servizi per gli anziani è molto alto nel nostro territorio. Il pubblico è teso a creare degli standard qualitativi, dentro i quali anche le strutture private devono rientrare sotto ogni profilo. All'interno di questo non vedo alcun ostacolo al che una struttura come la Zangheri possa collocarsi con un profilo di Fondazione. Le Asp hanno senso se riescono a fare forte economie di scala, come succede ad esempio nell'area bolognese. Mi piace molto un consiglio d'amministraizone in cui nessuno prende soldi e auspicherei che ciò avvenisse anche in altre Fondazioni". Anziani e potere d'acquisto Balzani: "Una parte consistente degli investimenti sanitari del nostro territorio è destinata all'assistenza agli over 65. Chiaro che il problema consiste nel fatto che oggi riusciamo a tenere questi livelli, ma tra dieci anni quando ci sarà una longevità maggiore, sarà più difficile riuscire a mantenere questa qualità. Bisogna riuscire a recuperare delle funzioni sociali importantissime volte a quegli anziani soli, che hanno famiglie frantumate, figli lontani: c'è il bisogno del recupero di una funzione civica. Su questo terreno si può fare molto coinvolgendo queste persone abbassando il loro ‘peso' sulla struttura del Welfare e inserirle nel vantaggio collettivo, dentro le scuole, vicino ai bambini, per rimetterli in gioco e a servizio della comunità. Rondoni: "il sistema del welfare va calibrato sulla presenza sempre maggiore degli anziani. Ma vorrei dare qualche linea di indirizzo: dovremo comunque come principio cardine non pensare che una amministrazione comunale abbia risorse infinite. Bisogna aiutare chi aiuta, le grandi rete di volontariato che in maniera generoso e diffusa sul territorio hanno creato modalità di assistenza e socializzazione. Occorre introdurre una sorta di servizio civile per gli anziani, proprio per quelle funzioni sociali di presenza nella città come ad esempio davanti alle scuole. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni". Giovani laureati Rondoni: "Ho incontrato molti giovani e universitari: tre sono le richieste specifiche. Mensa universitaria, aula di studio serale perché quella esistenze chiude alle 19.15 e l'unica realtà attiva è quella di via Valverde che è però connotata politicamente. La terza priorità è il trasporto pubblico serale. L'Università ci pone due domande: quanti laureati forlivesi hanno aperto una nuova attività a Forlì? Quanto sviluppo economico ha prodotto l'insediamento universitario nel nostro territorio (al di là di bar, copisterie e affitti)? Queste domande ci servono per indirizzare meglio il lavoro dei nostri insediamenti. Forlì la sera è morta, lo dicono i giovani che vengono da altre città. Andrebbe poi rivisitato il discorso degli affitti". Balzani: "I problemi degli universitari a Ravenna sono gli stessi. Provate a immaginare Forlì senza l'Università, sarebbe stata una città veramente in grave declino, perché l'indotto portato dall'Università e l'elevazione dei livelli culturali generali è stato veramente incredibile e lo vedremo nel tempo. Il problema dell'Università è generale del nostro paese: la ricerca è ricerca pura, non applicata. Abbiamo investito molto sugli insediamenti, sul portare qua studenti: adesso si è chiuso con l'assegnazione delle facoltà, del finanziamento alla didattica si occupa l'Ateneo e non più la Serinar, che può finanziare quella ricerca che può essere utile anche alle imprese del nostro territorio. Imprese che, essendo di rango medio-piccolo, danno poche possibilità di impiego qualificato ad ingegneri di grande qualità, perché non c'è dentro la struttura d'impresa il ruolo per queste persone: dobbiamo sopperire a questo deficit per portare questi figure ad avere un'utilità all'interno delle imprese, facendo capire ai nostri imprenditori che è loro interessi aprirsi. La Pubblica amministrazione può chiamare i neo-laureati più brillante a cooperare con il Comune su alcuni aspetti per dare l'esempio. Iper e commercio Rondoni: "La priorità è più centro storico, occorre che anche gli imprenditori commerciali sappiano dare uno nuovo slancio alle proprie attività. L'errore è che l'iper viene calato come qualcosa dall'alto mentre bisognava prima di tutto provocare l'abbellimento e la qualità del centro storico. Ho rispetto per il lavoro della magistratura, ma è evidente che qualcosa non è andato. Sull'ampliamento mi pare di aver avvertito che la città non fosse molto favorevole. Frequentando il casello dell'autostrada, direi che visto che c'è occorre completare l'opera". Balzani: "Con l'iper è la fine di un ciclo. Nella prossima legislatura le politiche per il centro storico e quelle di consumo devono essere diverse da quelle compiute fino ad oggi. In quel caso si è trattato di una disorganizzazione tra livello comunale e provinciale, cui si affiancano errori commessi dalla proprietà, questo è sicuro. La lezione che traggo dall'iper, al di là del giudizio storico su un'opera che va comunque conclusa, è duplice: il primo punto è che il territorio così non lo possiamo più usare, il secondo è che l'organizzazione degli uffici tra Provincia e Comune va migliorata perché così non può andare". Giovani Rondoni: "Dobbiamo creare comunità, dare occasioni di incontro, aiutare i luoghi edcuativi. I giovani che si sposano potrebbero trovare nella pubblica amministrazione un maggior sostegno: la famiglia è un soggetto importante economicamente e anche per questo va sostenuta. Servono progetti mirati per coinvolgere i giovani, senza dimenticare il mondo dello sport, che è di eccellenza a livello giovanile. Lo dico perché tifo per le squadre forlivesi, partecipo alle partite e vedo un grande entusiasmo che va valorizzato: dobbiamo investire sulle squadre e sui valori sociali che lo sport genera e rappresenta. I giovani vanno aiutati con percorsi formativi e culturali: a Forlì ci sono associazioni che possono aiutare i giovani che vanno sostenute, ma la prima priorità è favorire l'aggregazione. Balzani: "Siamo di fronte a una categoria di ragazzi, soprattutto dalle medie in poi, in disagio non per particolari handicap. E' un gruppo molto consistente sui quali gli insegnanti sono impotenti, ma questa è una fascia ad alto rischio di devianza. E con la riforma Gelmini le cose sono ancora più catastrofiche, perché si tratta di una straordinaria ipocrisia: è stato un taglio economico che ha prodotto una scuola meno efficiente e più povera, che ha prodotto una scuola che gli insegnanti non sono in grado di applicare. Questa del disagio giovanile è una nuova categoria che deve entrare tra gli interventi previsti dal sistema pubblico di welfare. Lo sport è un'ottima forma per affrontare questa emergenza, ma questi giovani lo sport non lo praticano. Questa è una di quelle sfide sulle quale non ci sono risposte a priori, ma certo qui ci giochiamo una fetta importante delle nostre future generazioni". Finanziamenti alle scuole, anche quelle private Balzani: "Bisogna continuare sul sostegno congiunto tra pubblico a privato, come già si sta facendo in città". Rondoni: "Qualità della scuola pubblica così come di quella di origine privata, il sistema di integrazione tra questi due mondi deve essere ancora più forte a Forlì". Politiche dell'immigrazione e centro storico Rondoni: "Sabato scorso all'apertura del Comitato elettorale, il primo voto pubblico che è stato dichiarato è arrivato da una cittadina immigrata, questo è importante anche per sfatare certi miti. I cittadini sono uguali per tutti per legge e questo principio va mantenuto. I cittadini forlivesi hanno assistito a due importanti immigrazioni, quella dei cittadini stranieri e l'altra degli universitari. Le emergenze sono altre: ci sono italiani che dormono in auto, situazioni paradossali che non possiamo far finta di non vedere. Il bisogno va affrontato da qualunque parte arriva. Io sono per la ‘movida' forlivese, è scandaloso che i nostri cittadini vadano al "Verdi" a Cesena o a Milano Marittima lasciando la città sola e buia: i mercoledì in centro hanno vivacizzato di colpo il centro storico cittadino, facendo immediatamente crescere il senso di sicurezza in centro. Bisogna agevolare la voglia di investimenti, la burocrazia deve snellirsi: i giovani hanno enormi possibilità di creatività. Ero al Boulevard l'altra sera, c'era molta gente e alle 11.30 c'erano già i vigili urbani a fare le multe alle auto in sosta". Balzani: "Alle persone occorre dare le giuste risposte ai differenti bisogni. Noi eravamo abituati a schemi nei quali le famiglie con due figli erano la stragrande maggioranza; oggi non è più così e occorre dare adeguate risposte anche dal punto di vista abitativo, andando incontro anche ai gruppi familiari più ristretti. La pianificazione di queste cose non può avvenire sulla base della discriminazione per il fatto che uno è migrante o no. Condivido l'idea di una maggiore apertura alle iniziative serali in centro storico, tenendo conto anche delle esigenze dei residenti. Pensiamo, però, a cosa ha significato vivacizzare la zona di piazza Cavour, che un tempo era una zona di drogati. Anche in questo caso occorre coinvolgere i cittadini nelle azioni che decideremo di intraprendere per rivitalizzare il centro". Affidi Rondoni: "L'affido è importante secondo i criteri che la legge determina. Io sono stato uno di quelli che quando ha assistito al drammatico caso sugli affidi finito sulle cronache nazionali cercando di far capire che se c'è un caso che non ha significato, non è che tutto il sistema del welfare non funziona. L'importate è agire in trasparenza, soprattutto quando parliamo di minori. Certo è che vorrei vedere da parte delle associazioni che concorrono a questa rete diffusa, bella e florida del welfare locale, un sistema di autoregolamentazione. Balzani: "Su questo tema Rondoni ha risposto anche per me". Perché votare uno dei due Rondoni: "A Forlì c'è un cambiamento in atto, come segnalano le primarie. Ma qual è il cambiamento? Siccome la città di Forlì nel 2009 si candida ad essere una nuova città, da dove può arrivare la città? Io e Roberto saremo insieme il giorno dopo le elezioni a lavorare insieme per Forlì, ma certo vedo il cambiamento più verso una certa parte... La continuità col passato chi ce l'ha di più? Con Roberto avrei fatto volentieri una bella lista civica. La Forlì' dopo le elezioni sarà enormemente diversa da quella tradizionale. Balzani: "Queste elezioni cambieranno il volto della vita amministrativa in Romagna, non solo a Forlì. Quello che succede qua a giugno cambierà equilibri che saranno sperimentati anche da altre parti. Mi sono riproposto di non mettere mai in evidenza gli effetti personali dell'avversario; parlo di quello che sto facendo io. E' necessario portare masse dentro un'idea nuova di Forlì, c'è bisogno di riorientare e persuadere migliaia di persone a questo disegno, non solo attraverso il voto ma attraverso strumenti partecipativi come le primarie. A destra non c'è solo il candidato indipendente, ma anche lì ci sono partiti e strutture organizzate. Il mio obiettivo è alterare i processi di partecipazione politica anche a livello partitico. Questa è stata la mia sfida. Aeroporto di Forlì Rondoni: "sono uno strenuo difensore dell'aeroporto, è la struttura più importante per lo sviluppo economico di Forlì. Dobbiamo difenderlo a tutti i costi e fare tutto il possibile per valorizzarlo. Ho fatto i complimenti al presidente di Seaf, Franco Rusticali. Occorre un dialogo con Rimini e con Bologna, ma è chiaro che il privato deve entrare dentro l'aeroporto, ma l'impegno deve essere volto ad attivare tutto quello che è necessario per far capire che la presenza dell'aeroporto è qualcosa di estremamente significativo per la città. L'allargamento della mente non è un percorso virtuale, ma anche fisico. Balzani: "Il problema è di costi e di sostenibilità industriale dei progetti che sono stati messi in campo: sul rilancio dell'aeroporto e dell'inserimento dei privati vanno verificati i piani industriali, perché l'operazione è fattibile solo se ha la possibilità di stare in piedi nel tempo. Una volta che avremo i documenti precisi e definitivi, vedremo se è una cosa che effettivamente sostenibile. Certo è che l'aeroporto è un'infrastruttura positiva per il nostro territorio. Via Emilia-bis Rondoni: "Sicuramente arrivare a Cesena oggi è un problema più di tanti anni fa, occorre collegarsi al più presto con l'E45, poi c'è il problema del collegamento con Ravenna. Va risistemato tutto l'insieme della viabilità e delle infrastrutture, uscendo da una logica partitocratica, lavorando ‘insieme' per andare a chiedere gli investimenti, perché Forlì non può essere penalizzata solo per la diversità dei colori politiche dei diversi livelli amministrativi. Il mio sarà un appello alla forlivesità. Balzani: "E' ottimistico pensare che la via Emilia-bis si possa sostenere solo con il pagamento del pedaggio. Quello che mi preoccupa è il tracciato, il capire quanto territorio deve essere consumato per riuscire a fare l'allacciamento con la via Emilia-bis. Bisogna capire qual è il tracciato, che non conosce neppure il candidato del Pd a Cesena, Paolo Lucchi". Le coalizioni: domanda di Marino Bartoletti Il giornalista, fondatore del movimento civico "Viva Forlì" chiede perché per Balzani è stato possibile creare una coalizione mentre per Rondoni no? Balzani: "Ci siamo messi attorno ad un tavolo, abbiamo tracciato le linee fondamentali del programma e tracciato le idee forti, che sono state piuttosto complementari tra i vari gruppi: Rondoni: "Io non scelgo, sono stato scelto. La mia funzione è mettermi completamente al servizio della città. Non sono un leader politico e non voglio esserlo. I partiti hanno i loro dirigenti e le loro esigenze di visibilità; stanno cercando gli accordi che vogliono trovare, io sono a disposizione ma non faccio il tramite o il mediatore di una coalizione. Non mi fa paura nessun supporto. A Marino dico che l'esempio che ci ha dato cinque anni fa è un esempio stimolante e di riferimento per certi impegni. Se si gioca col 4-3-3 o col 4-4-2 dipende dalle stagioni; c'è la stagione per le liste civiche e quella per altri schemi.

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