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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

 

 

 

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Report "Laici e chierici"   6-7 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

ciliberto: il laicismo ha radici antiche ( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il laicismo ha radici antiche Alla Biblioteca delle Oblate (v. Sant´Egidio 21, ore 17.30, ingresso libero), per "Leggere per non dimenticare", Michele Cilberto presenta, con Vannino Chiti e Biagio De Giovanni il suo Biblioteca laica (Laterza) un´analisi storica del pensiero laico nell´Italia moderna che ha a cuore concetti decisivi come conflitto,

Augias in scena ( da "Stampa, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la laicità dello Stato. «Ascoltare il pensiero di Giordano Bruno - spiega Augias - vuol dire offrire un momento di riflessione per chi crede e non crede, per atei e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno stato laico e civile, per far vedere le difficoltà della libertà della ricerca scientifica».

UN MALE SEGUE IL PENTIMENTO E MAGARI IL PROPOSITO DI NON RINNOVARE L'ERRORE ( da "Stampa, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e dopo la condanna delle crociate dell'evangelizzazione forzata, si adegua al Vangelo che ha tradito e di lì prende forza per voltare pagina. La società laica sembra dire «la colpevolezza ci piace, costituisce un alibi per la nostra abdicazione». Ci dicevano da ragazzini «Historia magistra vitae»: basta per religiosi e laici.

CITTA' DEL VATICANO - Lunedì 9 marzo Papa Ratzinger sarà il terzo pontefice, ... ( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ampia collaborazione tra istituzioni educative laiche e cattoliche. In attesa di conoscere il contenuto della sua prossima enciclica sociale, Caritas in veritate, nel discorso al Campidoglio potrebbe offrire qualche anticipazione. Del resto, ha ripetuto più volte, di questi tempi la Chiesa «ha il dovere di denunciare» i problemi economici e sociali che sono causa di «

Il sindaco intitolerà a Benedetto XVI un centro che si occuperà di formazione ed assistenz... ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma sarà il Campidoglio a coordinare le associazioni laiche e cattoliche impegnate nel lavoro di sostegno alle nuove generazioni. Non è un caso che il Centro Benedetto XVI sarà una fondazione che si occuperà del recupero e del reintegro nella società dei ragazzi disagiati. Infatti, in ogni occasione il Pontefice - dagli Angelus fino alla Festa dell'Immacolata dell'otto dicembre -

<Emozione e un po' paura per la visita di Ratzinger> ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non sarà Don Giovanni D'Ercole a gestire il centro per conto del Vaticano. Sarà il Campidoglio a coordinare le associazioni laiche e cattoliche impegnate nel lavoro di sostegno alle nuove generazioni». Ernesto Menicucci L'incontro La prima volta di Alemanno accanto al Pontefice

Calderisi: Questa legge è incostituzionale ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Inutile quindi giraci attorno, «non esistono furbizie giuridico-lessicali» che possano evitare i problemi di costituzionalità. Se il Pdl non vuole contraddire «tanta parte del proprio elettorato», conclude Calderisi, dovrebbe limitarsi ad una «legge sobria, pratica, laica».

L'Onda contesta monsignor Fisichella ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la libertà degli Stati nel legiferare in materia di bioetica non può corrispondere alla pretesa che su questi argomenti i cattolici siano afoni». Non resteranno in silenzio, insomma, soprattutto su questi temi. Perché? «Occuparsi oggi di bioetica - spiega - equivale ad inserirsi in un cammino che richiede una buona dose di coraggio e soprattutto una visione lungimirante»


Articoli

ciliberto: il laicismo ha radici antiche (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina XVII - Firenze Ciliberto: il laicismo ha radici antiche Alla Biblioteca delle Oblate (v. Sant´Egidio 21, ore 17.30, ingresso libero), per "Leggere per non dimenticare", Michele Cilberto presenta, con Vannino Chiti e Biagio De Giovanni il suo Biblioteca laica (Laterza) un´analisi storica del pensiero laico nell´Italia moderna che ha a cuore concetti decisivi come conflitto, eguaglianza, libertà di stampa, fino alla tortura e alla pena di morte. E che poggia sulle riflessioni di Bruno, Machiavelli, Leopardi.

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Augias in scena (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Augias in scena Il giornalista porta a teatro «Le fiamme e la ragione» spettacolo-inchiesta intorno a Giordano Bruno tra scienza e fede MONICA SICCA Sarà se stesso, Corrado Augias. Anche sul palco del Colosseo, dove arriverà venerdì e sabato 6 e 7 marzo alle 21 per «Le fiamme della ragione», spettacolo-inchiesta su Giordano Bruno che il giornalista e saggista definisce «un intellettuale scomodo, lucido, coraggioso e coerente fino a rifiutare l'abiura e accettare la morte». Non nuovo a indagini e ricostruzioni biografiche su personaggi dell'arte e della storia come Modigliani per arrivare a Gesù, questa volta Augias ha lavorato sul filosofo condannato dall'Inquisizione per eresia, ha scritto un volume e poi è nato lo spettacolo, che dirige Ruggero Cara e produce Promo Music. Augias d'altra parte in giovinezza è stato legato al teatro, tanto da aderire negli anni Sessanta al movimento d'avanguardia romana con il Teatro del 101 di Calenda, per il quale ha scritto due testi interpretati da Proietti, mentre più recentemente un altro lavoro, «L'Onesto Jago», è stato messo in scena dallo Stabile di Genova. Qui invece apparirà in scena lui stesso, nei panni che per tutta la sua lunga carriera ha ricoperto in televisione, da studioso appassionato e conduttore misurato e attento in primo luogo alla cultura e alla verità. Per questo ha scelto da ultimo Giordano Bruno, per parlare di lui e insieme di temi di scottante attualità: la libertà di pensiero, le ragioni della scienza, la laicità dello Stato. «Ascoltare il pensiero di Giordano Bruno - spiega Augias - vuol dire offrire un momento di riflessione per chi crede e non crede, per atei e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno stato laico e civile, per far vedere le difficoltà della libertà della ricerca scientifica». E' nello scontro fra scienza e fede che si riassume il processo al frate domenicano di Nola mandato al rogo il 17 febbraio del 1600 a Roma, in piazza di Campo de' Fiori da dove un monumento ricorda ai posteri il suo sacrificio. Nella ricostruzione di Augias, suddivisa in quattro parti (antecedenti, processo, esecuzione, riflessione sulla contemporaneità), si intrecciano vari piani, tra teologia, politica ecclesiastica e rapporto con le leggi dello Stato, sui quali si staglia la figura di un uomo fiero e caparbio, irremovibile, pronto ad inveire contro i giudici che lo condannano, apostrofandoli con parole pesanti come macigni. Info 011/6505195, www.teatrocolosseo.it.

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UN MALE SEGUE IL PENTIMENTO E MAGARI IL PROPOSITO DI NON RINNOVARE L'ERRORE (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Laicita'

PER I CRISTIANI QUANDO SI RICORDA UN MALE SEGUE IL PENTIMENTO E MAGARI IL PROPOSITO DI NON RINNOVARE L'ERRORE Tutti i giorni c'è la memoria di qualche cosa, per lo più di qualche male commesso da qualcuno, non per delega nostra. Questa memoria inflazionata e che s'accompagna ai buffet non produce alcun miglioramento. Per i cristiani, quando si ricorda un male, alla memoria segue il pentimento e magari il proposito di non rinnovare l'errore. Soprattutto la memoria è un esercizio fatto davanti a Dio come interlocutore; cosa che induce il pentimento e il perdono. Le memorie senza interlocutori non approdano al miglioramento, anzi possono condurre all'assuefazione. Se chiedi perdono a qualcuno che ti ama, quel perdono è sicuramente crescita. All'interno della coppia la richiesta di perdono è di certo un altro nome dell'amore. In un saggio provocatorio «La Tirannia della Penitenza» (Guanda,2008) Pascal Brukner, filosofo e romanziere francese attacca il «masochismo occidentale, vedendolo come un atto per distruggere le proprie potenzialità». L'autore opera anzitutto una distinzione tra pentimento e rimorso. Del primo dice: «Riconosce la colpa per meglio prenderne le distanze nella grazia della convalescenza» (il linguaggio è quasi sacramentale cristiano). Del secondo dice: «Coltiva la colpa per un morboso bisogno di patirne le trafitture» (p.49). Almeno, sottolinea, la chiesa cattolica, dopo le scuse rivolte alla comunità ebraica, agli indios dell'America Latina, agli ortodossi, ai protestanti, ai Senegalesi dell'isola di Gorea (di là partivano gli schiavi per l'America) e dopo la condanna delle crociate dell'evangelizzazione forzata, si adegua al Vangelo che ha tradito e di lì prende forza per voltare pagina. La società laica sembra dire «la colpevolezza ci piace, costituisce un alibi per la nostra abdicazione». Ci dicevano da ragazzini «Historia magistra vitae»: basta per religiosi e laici.

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CITTA' DEL VATICANO - Lunedì 9 marzo Papa Ratzinger sarà il terzo pontefice, ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - Lunedì 9 marzo Papa Ratzinger sarà il terzo pontefice, dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II, a far visita al governo della città di Roma dalla fine dello Stato pontificio. Pio IX si limitò a recarsi presso alcuni uffici del Campidoglio poco prima dell'annessione della capitale, nel 1870. A rompere il ghiaccio fu Papa Montini, il 16 aprile 1966. Celebre la sua allocuzione che ebbe un grande impatto tra i romani: «noi non siamo forestieri qui dentro, quante memorie, quanti monumenti lo dicono». Esattamente 32 anni dopo, il 15 gennaio 1998, alla vigilia del Grande Giubileo, fu la volta di Papa Wojtyla: «desideravo anche io salire su questo colle, diventato nel corso dei secoli culla, sede ed emblema della storia e della missione di Roma». L'idea di invitare Benedetto XVI era stata espressa dal sindaco Alemanno nel maggio scorso, in occasione della prima riunione del consiglio capitolino. Un gesto che per certi versi riparava allo schiaffo della Sapienza: Benedetto XVI, quattro mesi prima, era stato costretto a rinunciare suo malgrado all'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo per le durissime proteste degli studenti e di una parte del corpo docente, decisi più che mai a sottolineare la laicità dell'istituzione. Ad accoglierlo sarà il sindaco accompagnato dalla moglie. Il pontefice verrà prima condotto nel suo studio che affaccia sui Fori Romani, subito dopo firmerà il Libro d'Oro degli ospiti e poi pronuncerà due discorsi, uno nell'Aula Giulio Cesare rivolto al Consiglio comunale, e l'altro alla comunità cittadina, affacciato dalla loggia del Palazzo Senatorio. «In quanto cattolici in qualche modo siamo tutti nati a Roma - ha assicurato - Così voglio cercare con tutto il cuore, di essere il vostro vescovo, il vescovo di Roma». Al cuore della visita c'è la seduta straordinaria del consiglio dedicata al tema del «valore universale di Roma, capitale del cattolicesimo e dei suoi valori». Tema scelto non a caso. Prima di riprendere la via del ritorno, è stata inserita una piccola tappa di preghiera nel monastero di Santa Francesca Romana a Tor dè Specchi, un edificio della Roma medievale, ricco di affreschi di Benozzo Gozzoli e Antoniazzo Romano, in cui sono conservate le spoglie della santa. Se la scorsa settimana ricevendo in udienza i parroci romani il Papa si era soffermato sui problemi di natura spirituale che affliggono la metropoli, dunque la progressiva perdita di valori, l'abbandono della fede da parte dei giovani, le chiese vuote ed una pratica religiosa sempre più tiepida, è con gli amministratori capitolini che con ogni probabilità dovrebbe affrontare temi di stretta attualità, a cominciare dall'accoglienza agli stranieri, la stretta economica avvertita dalle famiglie monoreddito o dagli anziani soli, la necessità a maturare stili di vita ispirati alla sobrietà per costruire una società più giusta. Parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali sono massimamente impegnati a portare sollievo a chi soffre e Papa Ratzinger lo sa bene, così come sa bene che l'emergenza educativa, più e più volte denunciata, richiede un'ampia collaborazione tra istituzioni educative laiche e cattoliche. In attesa di conoscere il contenuto della sua prossima enciclica sociale, Caritas in veritate, nel discorso al Campidoglio potrebbe offrire qualche anticipazione. Del resto, ha ripetuto più volte, di questi tempi la Chiesa «ha il dovere di denunciare» i problemi economici e sociali che sono causa di «ingiustizie». A tutti porterà un dono assai particolare: una copia del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Il sindaco intitolerà a Benedetto XVI un centro che si occuperà di formazione ed assistenz... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi Il sindaco intitolerà a Benedetto XVI un centro che si occuperà di formazione ed assistenza ai ragazzi disagiati. Sorgerà sulla Cassia, a via dell'Inviolatella Borghese, angolo con la consolare, dove ora si vede un piccolo casolare. E non sarà don Giovanni D'Ercole a gestire il centro per conto del Vaticano, ma sarà il Campidoglio a coordinare le associazioni laiche e cattoliche impegnate nel lavoro di sostegno alle nuove generazioni. Non è un caso che il Centro Benedetto XVI sarà una fondazione che si occuperà del recupero e del reintegro nella società dei ragazzi disagiati. Infatti, in ogni occasione il Pontefice - dagli Angelus fino alla Festa dell'Immacolata dell'otto dicembre - ha lanciato proprio sui giovani, messaggi preoccupati agli enti locali. Ad Alemanno, nel tradizionale appuntamento dell'8 dicembre disse di "pregare ed essere in apprensione per l'infanzia in difficoltà a Roma". Ed ecco la risposta dell'amministrazione comunale, sulla scia degli imput lanciati di frequente dal Papa. Si tratta di un casale dove attraverso l'artigianato e l'agricoltura si impegneranno i giovani disagiati in progetti di recupero. Il Centro Benedetto XVI, un'area comunale di circa 13 ettari a ridosso del Parco di Veio sarà una casa di accoglienza per adolescenti in difficoltà aperto anche agli stranieri. Insieme ai giovani e alle famiglie in difficoltà, infatti, sono loro gli immigrati l'altra priorità che di recente ricorre nei messaggi accorati del Papa. «La struttura - ha detto il sindaco Gianni Alemanno - deve diventare un grande centro di formazione, un punto per dare un segnale rispetto al rischio educativo e al problema di formazione che c'è tra molti giovani sia italiani che non». R.Tro.

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<Emozione e un po' paura per la visita di Ratzinger> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Evento Intitolato al Santo Padre centro d'assistenza per giovani «Emozione e un po' paura per la visita di Ratzinger» Alemanno: ringrazierò il Papa per ciò che fa Il primo cittadino annuncia: «Entro la fine del mio mandato saranno 15 le nuove parrocchie che sorgeranno» «C'è una certa emozione, ma anche un po' di paura». Così, in un'intervista a Radio Vaticana, Gianni Alemanno ha commentato la visita del Papa Benedetto XVI in Campidoglio, lunedì prossimo. Un evento atteso da tempo, per il quale le segreterie del Comune e quella del Vaticano stanno lavorando da tempo. A Palazzo Senatorio ci sono lavori febbrili: sono state verniciate le porte (anche quella principale, che dà sulla Loggia), cambiati i tappeti. «Sono undici anni - ha detto il sindaco che il Santo Padre non viene in Campidoglio (l'ultima volta toccò a Giovanni Paolo II, nel '98, ndr), per cui si tratta di un vero evento, non di una visita normale. Stiamo cercando di predisporre al meglio tutta la struttura, per far sì che sia un profondo appuntamento cittadino». Alemanno ha anche ricordato che «alla fine del mandato saranno 15 le nuove parrocchie realizzate in tutta la città». Un'iniziativa non solo religiosa, ma anche sociale: «Ci sono quartieri in cui tutto ruota intorno alle parrocchie. Per questo, lunedì ringrazierò il Papa per quello che la Chiesa fa nelle zone più difficili della città. Spesso le parrocchie si sostituiscono all'amministrazione pubblica ma questo non è un fatto che ci dispiace, perché noi crediamo nel principio di sussidiarietà e siamo convinti che debba essere la società civile a dare delle risposte ai problemi». Alemanno sta lavorando sul discorso da pronunciare in occasione della visita di Ratzinger: «Il mio messaggio di benvenuto - ha proseguito il primo cittadino - ruoterà intorno a tre parole. La prima è la vita, perché Roma sia la città della vita che nasce, della vita in tutte le sue manifestazioni. E poi sul fatto che la capitale deve essere la città della speranza e della libertà religiosa, perché questa è anche la libertà di avere speranza». Ci sono anche delle polemiche. La Rdb-Cub del Comune, tramite una lettera recapitata a mezzo della Prefettura della Santa Sede, si è rivolta al Papa «per evidenziare gli aspetti più controversi della gestione Alemanno rispetto ai problemi della cittadinanza» e «le criticità insite nelle recenti decisioni in materia di sicurezza, che stanno trasformando Roma da città aperta a città intollerante». Roberto Betti, dirigente sindacale della Rdb, insiste: «Siamo indignati dal constatare che questa amministrazione calpesta quotidianamente i diritti degli ultimi. A preoccuparci è il grave deficit di democrazia, non solo sindacale che sta attraversando tutto il paese. Ci rivolgiamo al Pontefice per far sì che induca a una riflessione gli amministratori locali». In merito al regalo al Papa, Alemanno ha spiegato: «è un terreno che deve diventare un grande centro di formazione professionale per italiani e non italiani, intitolato proprio a Benedetto XVI». E l'ufficio stampa del Comune dichiara: «La Santa Sede è stata citata in maniera inesatta ed impropria non avendo nessun ruolo in questa iniziativa. Il sindaco non donerà al Santo Padre un terreno sulla via Cassia, ma intitolerà a Benedetto XVI un centro che si occuperà di formazione ed assistenza ai ragazzi disagiati. Non sarà Don Giovanni D'Ercole a gestire il centro per conto del Vaticano. Sarà il Campidoglio a coordinare le associazioni laiche e cattoliche impegnate nel lavoro di sostegno alle nuove generazioni». Ernesto Menicucci L'incontro La prima volta di Alemanno accanto al Pontefice

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Calderisi: Questa legge è incostituzionale (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Laicita'

TESTAMENTO BIOLOGICO No del deputato Pdl al ddl Calabrò: «Segue i cattolici-integralisti» Calderisi: «Questa legge è incostituzionale» Eleonora Martini Così com'è attualmente, il testo Calabrò sul testamento biologico «presenta diversi problemi di costituzionalità». Parola del deputato Pdl, Giuseppe Calderisi. Ma se dicessimo che in casa berlusconiana si allarga sempre più il "fronte" dei contrari al ddl che da martedì 10 sarà emendato in Commissione Sanità del Senato, l'ex radicale Calderisi si arrabbierebbe molto. «Io non faccio parte di alcun fronte, odio i fronti e se li vedessi li combatterei». Lui, dice, procede singolarmente rispondendo solo alla sua coscienza. Epperò, come molti in entrambi gli schieramenti, rileva «problemi di costituzionalità» in due punti della legge: il consenso informato e il testamento biologico. Problemi che «riguardano il bilanciamento tra i diritti fondamentali in gioco, in particolare il diritto alla vita e il diritto alla salute e all'autodeterminazione di cui all'articolo 32, comma 2 della Costituzione». Il legislatore, spiega «può scegliere anche un bilanciamento non paritario, ma solo se la prevalenza di un diritto sull'altro non diventa assoluta». Mentre succede esattamente questo: che «la parte cattolico-integralista vuole proprio una formulazione del testo di tipo assoluto». Perfino la Commissione Affari costituzionali del Senato, ricorda Calderisi, raccomanda di riformulare il testo in maniera «meno assoluta». Il deputato Pdl si dice molto d'accordo con il politologo Angelo Panebianco, secondo cui «la sola ragione della loro scelta ha a che fare con la fede, con il fatto che, dal loro punto di vista, la disponibilità della vita umana resta esclusivamente nelle mani di Dio». C'è poi un secondo problema legato alla «grave indeterminatezza delle fattispecie penali, in aperto contrasto con l'articolo 25 della Costituzione», aggiunge Calderisi. Che spiega: «Il ddl parla di eutanasia senza definirla esattamente e non individua le sanzioni a cui si andrebbe incontro nel caso la legge non venisse rispettata». Insomma, «se lo scopo della legge è quello di evitare che le decisioni finiscano nelle mani della magistratura, un testo del genere rischia di sortire l'effetto opposto, fornendo l'occasione per una molteplicità di ricorsi». Inutile quindi giraci attorno, «non esistono furbizie giuridico-lessicali» che possano evitare i problemi di costituzionalità. Se il Pdl non vuole contraddire «tanta parte del proprio elettorato», conclude Calderisi, dovrebbe limitarsi ad una «legge sobria, pratica, laica».

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L'Onda contesta monsignor Fisichella (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Laicita'

PADOVA L'Onda contesta monsignor Fisichella «L'università è laica, amen». Con questo striscione una sessantina di studenti universitari dell'Onda hanno contestato ieri a Padova la presenza all'interno dell'ateneo di monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia pro vita, che ha tenuto una lezione su «Etica nella medicina dei trapianti e delle cellule staminali». Presidiata tutta l'area adiacente, la polizia ha bloccato gli ingressi all'università. Fisichella ha colto l'occasione per ripetere le linee su cui dovrà muoversi la legge sul testamento biologico. Il principio di autodeterminazione, ha detto, «non può essere esteso in modo assoluto» ma deve restare limitato «al diritto di non vedersi imporre terapie sproporzionate e coercitive». Fisichella, poi, ha fatto appello ai politici perché adottino quel «principio di precauzione» già tanto citato dal ministro del Welfare Sacconi. Non è ingerenza, questa, ci tiene a sottolineare il ministro vaticano, perché «la libertà degli Stati nel legiferare in materia di bioetica non può corrispondere alla pretesa che su questi argomenti i cattolici siano afoni». Non resteranno in silenzio, insomma, soprattutto su questi temi. Perché? «Occuparsi oggi di bioetica - spiega - equivale ad inserirsi in un cammino che richiede una buona dose di coraggio e soprattutto una visione lungimirante». «Intorno a questo tema, infatti, si gioca il futuro della società, delle giovani generazioni», conclude Fisichella, «e della stessa Chiesa». Soprattutto perché è su questo terreno che avanzerà «la missione dell'evangelizzazione».

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