|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
||||||
|
|
DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
|
|
||||
|
|
ARCHIVIO GEN. DEL
DOSSIER |
||||||
Morto
don Sterpone Domani l'ultimo saluto
( da "Stampa,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
In quel
periodo si è occupato come assistente ecclesiastico della Gioventù italiana
azione cattolica, della Federazione universitaria cattolica italiana e del
Centro sportivo italiano. Don Sterpone era parroco di Cervinia dal 1969, e nei
nove anni precedenti aveva guidato la parrocchia di St-Rhémy. I funerali sono
in programma alle 10 di domani, nella chiesa di Cervinia.
I
salesiani aprono il giardino dei frati alle vacanze dei bimbi
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
e richiamerà
alla memoria l'immagine di una sorta di grande oratorio all'aperto, un modo di
riunirsi riscoperto anche dal mondo laico. Annalisa Rimassa
rimassa@ilsecoloxix.it DON KARIMsono dieci i nuovi centri dei Salesiani da
Quarto a Sampierdarena con puntate a Torriglia, Castelletto d'Orba, Gavi,
Sampierdarena e Masone 29/04/2009
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Cattolico,
romano di nascita ma spezzino per scelta, è un Pm d'assalto timidissimo e
riservato: si imbarazza, quando i sopravvissuti lo fermano e lo abbracciano. E'
accaduto anche in questa sua visita: e si è commosso. «Questa città era al
centro dell'attenzione internazionale, per aver ridato a tante persone la
giustizia che attendevano da anni -
Lupi
di mare e sulla damiera ( da "Secolo XIX, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
La vittoria
nella finale interregionale dà diritto a partecipare alle finali nazionali, a
Cattolica dal 14 al 17 maggio. Queste le squadre savonesi. Elementari dama
internazionale. Pero 4A: Michelle Caviglia, Samuele Cavallieri, Irene Valle.
S.S. Martino 5A: Marco Canepa, Federico Romano, Mattia Gullace. S. Martino 4A:
Nicola Sansone, Linda Pilotti, Bernardo Spotorno.
Una
mostra dedicata a Guttusotra storia, arte e impegno politico
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
mercoledì 29
aprile, la Chiesa Cattolica festeggia S. Caterina da Siena. Domani, giovedì,
ricorda S. Giovanni Battista Cottolengo. Il segno zodiacale è quello del
Toro.La fase lunare è in Luna Nuova. FARMACIEA Savona (orario continuato
8.30-19.30) sono di turno le farmacie: Di Via Montenotte via Montenotte 48-r
tel.
Lezioni
di sesso a 11 anni nelle scuole di Sua Maestà
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Soddisfatti
invece gli educatori cattolici per l'opzione educativa offerta dalla riforma e
ritenuta «un diritto fondamentale in una comunità in cui i primi educatori sono
i genitori e non lo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
Argomenti: Laicita'
Abstract:
professore
emerito di Psicologia sociale dell'Università Cattolica di Milano, è stato fra
gli ultimi allievi di padre Agostino Gemelli. Ha un ricordo vivido del
magistero di questo francescano che amava la scienza e la psicologia. Professor
Quadrio, come ha conosciuto padre Gemelli? «Avevo iniziato la specializzazione
in Medicina del lavoro.
Sicurezza,
tornano le ronde e la stretta sugli immigrati
( da "Unita,
L'" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Un gruppo di
associazioni cattoliche(tra cui Caritas, Sant'Egidio e Acli) criticano
duramente il ddl, a partire dalle norme sulle famiglie: «Influiranno
negativamente sulla vita e sulla dignità delle persone e persino sul bene della
sicurezza che pure intenderebbero tutelare».
Attilio
Doni Rimorsi Immagino che in questi giorni qualche sacerdote avrà ricevuto
questa... ( da "Unita, L'"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Rimorsi
Immagino che in questi giorni qualche sacerdote avrà ricevuto questa
confessione da qualche uomo politico cattolico: «Il rimorso, caro padre, il
rimorso non mi dà pace. Non ho speso mai una sola parola affinché fossero
applicate le norme antisimiche; mai una sola parola affinché gli edifici
pubblici, le scuole, le case tutte fossero rese sicure. Altri erano i miei
pensieri.
i
career days ai tempi della crisi - luca de vito
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
mentre in
Cattolica la percentuale è più alta (78,1). Le cose migliorano per tutti gli
atenei quando si arriva a parlare di lauree magistrali, ovvero specialistiche,
dove i numeri crescono: il 92,7 per cento dei laureati magistrali al
Politecnico trova lavoro, mentre soltanto il 4 per cento rimane a spasso.
padre
gemelli neuroscienziato in mostra alla sua cattolica - simone mosca
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Università
Cattolica del Sacro Cuore, di cui fu rettore. Ma chi era davvero lo scienziato
scomparso cinquant´anni fa? Tra le celebrazioni che in questi giorni in
Cattolica ricordano il grande "patriarca" dell´ateneo, all´Alta
Scuola di Psicologia di via Nirone 15 riemergono gli strumenti con cui Edoardo
Gemelli (battezzato Agostino nel 1903 per la repentina conversione,
sette
anni di mega cartelloni per il restauro della ca' granda - laura bellomi
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Anche in
Cattolica, dove è appena stato completato il restauro della Cappella del Sacro
Cuore con il recupero delle sculture di Giacomo Manzù e ci si appresta a
ristrutturare Scalone d´onore, il Centro sportivo Fenaroli di via Suzzani e, a
fini didattici, l´edificio di via Lanzone, le spese sono state coperte con i
fondi interni:
Walter
Siti a Dubai Pregiudizi pasoliniani
( da "Riformista,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
L'Occidente è
la Chiesa Cattolica o la Rivoluzione Francese? È il comunismo o i grattacieli
di Tokyo? Da qui nasce un equivoco ulteriore, l'uso del noi che rimanda a
qualcosa di implicito e vago (noi occidentali? bianchi? europei? mediterranei?
cristiani? libertini?
AL
femminile. Roberta, due figli e un marito, è una giovane libraia che attraversa
una lace... ( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Mi sono
ricordata di quando avevo 20 anni e frequentavo un gruppo cattolico, a Milano.
Un giorno un compagno confessò: "Il mese prossimo mi sposo. Ma siccome lei
e io non vogliamo avere figli vivremo il nostro matrimonio in castità".
Accadeva più di 40 anni fa e mi ritrovavo di fronte a quest'affermazione di una
violenza inaudita.
L'anima
cristiana della politica ( da "EUROPA ON-LINE"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
ultimo
segretario del Ppi e il rettore della Cattolica si è rispecchiata la più vasta
vicenda che ha portato i cattolici italiani dal non expedit alla guida dello
Stato. ( ) Un momento illuminante del ruolo "pubblico" di Gemelli è
stato rappresentato dal noto scontro con Sturzo, durante il primo congresso del
Partito popolare.
IGNACE
J. III YOUNAN patriarca chiesa siro cattolica (da Beirut)...
( da "Messaggero,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Mercoledì 29
Aprile 2009 Chiudi IGNACE J. III YOUNAN patriarca chiesa siro cattolica (da
Beirut)
festa
dei poeti in ottava rima mentre torna il palio dei micci
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
appuntamento
a metà tra religione e laicità. Il rituale religioso prevede la processione del
crocifisso (un crocifisso miracoloso scomparso e poi riapparso proprio a Santa
Fiora), con tanto di banda del paese, mentre la parte laica prevede una grande
fiera. Per tutte le informazioni 0564-979611, oppure www.
Il
Gran Rifiuto a Obama dell'ambasciatrice cattolica
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
consegna a un
intellettuale cattolico di genio, che «abbia promosso gli ideali della Chiesa e
arricchito il patrimonio dell'umanità». Ed è probabilmente in omaggio a questo
motto che la prescelta di quest'anno, Mary Ann Glendon, ex ambasciatrice degli
Stati Uniti in Vaticano e uno dei più autorevoli intellettuali cattolici
americani,
La
centrale operativa del dissenso a Silvio
( da "Stampa,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
quello che da
presidente della Camera si sta aprendo uno spazio tutto suo, quello di una
destra non populista, laica, distinta e distante da quella incarnata da Silvio
Berlusconi. D'altra parte il corsivo sulle «veline» è l'unico dal quale Fini
abbia preso le distanze. Possibile? Ma davvero, il presidente della Camera non
legge in anteprima degli scritti così impegnativi?
laurea
e poi? - luca de vito ( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Statale e
Cattolica. «è ancora presto per dire se la curva sia in calo o meno, anche
perché dati ufficiali ancora non ce ne sono - spiega il professor Nello
Scarabottolo, docente alla Statale e presidente di Cilea - Il rapporto tra
laureati con il nuovo ordinamento e assunzioni si sta assestando in questi
anni,
C'erano
una volta le new city della Dc Ero aspirante di Azione Cattolica,...
( da "Stampa,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laici e
cattolici, tra atei e devoti, tra atei-devoti e fedeli, tra clericali e
anticlericali, sta di nuovo facendo notizia spingendoci indietro nel tempo:
nell'800 risorgimentale e massonico... Mi rammarico che sia sparita dalla scena
pubblica una generazione di laici cristiani, «in piedi e ritti», che sapevano
però fare valere le ragioni del Concilio senza debordare e in perfetta
operazione
"summer school" al via poli, iulm e cattolica
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Iulm e
Cattolica Al via le iscrizioni per le Summer School, i seminari estivi
organizzati dagli atenei per approfondire gli studi accademici. Quindici le
proposte della Cattolica, dalla "Scuola internazionale estiva di studi
danteschi", per gli appassionati del poeta fiorentino, all´appuntamento di
"Marketing e sviluppo delle organizzazioni non profit"
il
romanzo di luperini breve apologo laico - natale tedesco
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
IL ROMANZO DI
LUPERINI breve apologo LAICO Un professore oramai anziano vive negli anni della
crisi di una civiltà che soffre la paura del presente e guarda con ansia ad un
futuro che forse non arriverà NATALE TEDESCO i voleva uno scrittore siciliano
come Andrea Camilleri per fare accogliere nel Divano della casa editrice
Sellerio, collana ormai non meno prestigiosa della Memoria,
così
l'america diventa il paese che cambia dio - vittorio zucconi washington
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Gli apostati
cattolici citano i temi classici e dolorosi della controversia cattolica,
l´aborto, l´omosessualità, il sesso prematrimoniale, l´incomprensibile nyet
alla contraccezione, l´offensiva esclusione delle donne dal sacerdozio, il
celibato imposto ai preti, come cause della loro disaffezione e del loro
distacco dalla Gran Madre.
in
austria chiudono quattrocento filiali preti e chierichetti diventano
portalettere - andrea tarquini ( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
impiegati
volontari laici della Chiesa e in casi eccezionali persino parroci potrebbero
distribuire in futuro la posta in Austria, sostituendosi ai portalettere. Le
diocesi hanno reagito così alla decisione delle Poste federali austriache di
chiudere almeno 400 filiali, per risparmiare i costi d´esercizio e ripianare i
conti.
clandestini,
arrivano i presidi-spia denuncia per le iscrizioni a scuola - liana milella
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Tra lo
scandalo delle associazioni cattoliche (Migrantes, Sant´Egidio, Acli) e le
denunce dell´opposizione. Scatenata l´Idv che, con Antonio Borghesi, lancia
l´allarme sul rischio dei presidi-spia («Non potranno far altro che sporgere
denuncia di fronte a un reato perseguibile d´ufficio»).
INCONTRI
Quartieri Alle 10, per il ciclo dedicato agli anziani d'azienda, incontro sul
te... ( da "Stampa, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
un secolo tra
laicismo ed Islam». A cura dell'Accademia delle Scienze. Circolo dei Lettori,
via Bogino 9 Facebook Alle 18 dibattito su «Internet e diritti fondamentali: il
caso Facebook». Intervengono: M. Ricolfi, R. Caterina e C. Blengino. Palazzina
Einaudi, lungo Dora Siena 68 Esercito italiano Incontro alle 17 con Gianni
Oliva,
"La
lingua Occitana Patrimonio dell'umanità"
( da "Stampa,
La" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Non è dunque
fuori luogo affermare e reclamare il diritto alla lingua madre di ognuno, come
primo riconoscimento del diritto alla diversità, al diverso pensare e al
diverso sentire che sono alla base della concezione laica di ogni sistema
democratico che rifugge il dogma e l'affermazione di presunte verità o
superiorità. *Assessore alla Cultura Provincia di Torino
Il
debutto dei presidi-spia Aule chiuse agli irregolari
( da "Manifesto,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
le
organizzazioni sindacali e le associazioni - laiche e cattoliche - che si
oppongono al disegno di legge sulla sicurezza lanciano l'allarme: l'articolo 45
contiene un altro veleno contro la civile convivenza. E cioè l'obbligo per le
scuole di denunciare le famiglie irregolari. Un'eresia per la scuola pubblica
come oggi la conosciamo.
Un
palco sul muro per accogliere il papa
( da "Manifesto,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
arrivo del
papa è stato in particolare il parroco di Gaza city, Manuel Musallam, che guida
una comunità di poco meno di 300 palestinesi cattolici (la maggior parte dei
cristiani di Gaza, circa 3mila, sono di rito ortodosso). A far cambiare
programma al papa non è servita peraltro la petizione firmata anche dagli
studenti di teologia dell'
Gb,
lezioni di sesso a 11 anni. Polemiche
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Soddisfatti
invece gli educatori cattolici per l'opzione educativa offerta dalla riforma e
ritenuta «un diritto fondamentale in una comunità in cui i primi educatori sono
i genitori e non lo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
SANTA
DI SALVO UN PITTORE E UN POETA. DUE MODI DIVERSI DI RACCONTARE LA REALTà, DI
CONFRONTA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laica via
crucis che, per fortuna, non ha rimpianti nè rimorsi ma solo la malinconia
dolce del ricordo. L'incontro tra poesia e immagine si manifesta come
improvvisa illuminazione, come straripante commistione che trasforma il
concetto di colore e di parola «da qualità racchiusa nei bordi di qualche
foglio o tavola a qualcosa che fuoriesce dal cratere come un lapillo e investe
l'
Il
divertimento dell'imperatore ( da "Foglio, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Con in più
quel tocco di rispettabilità (e la figlia del prefetto e la laurea alla
Cattolica o alla Sapienza e l?esperienza politica o di volontariato) che è
anch?esso tipico dello spirito che ha sempre animato le truppe in blazer blu di
Publitalia (l?esercito politico delle origini di FI) e tutto il simbolismo
asettico dell?
Viviamo
tempi inaspettati: l'automobile italiana va in soccorso di quella americana, un
giovane... ( da "Stampa, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così come la
fedeltà alla tradizione laica, da intendersi come rispetto delle posizioni,
delle idee, delle fedi. La Stampa continuerà ad essere un giornale con le sue
radici in Piemonte, in Liguria e in Valle d'Aosta, ma che non rinuncia a parlare
al resto dell'Italia e a raccontare cosa accade a Napoli e a New York, a Parigi
e a Pechino.
[FIRMA]EMANUELA
MINUCCI Trovare una vigilessa con la gonna. Già, sarebbe più faci...
( da "Stampa,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
pantalone
color blu notte stile suora laica) è rimasta soltanto una vigilessa su cento.
Una tendenza che ha portato il servizio esterno che rifornisce di uniformi il
comando a tagliare gli ordini: «Fino a qualche mese fa le vigilesse ricevevano
una gonna nuova ogni tre anni - spiega la responsabile della sezione Affari
Generali del Comando Giuseppina Stella -
"Da
giorni mancava l'illuminazione Il Comune non è arrivato, i ladri sì"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
illuminazione
Il Comune non è arrivato, i ladri sì" E' polemica sul furto alla Novil
Sime, l'azienda di antifurti svaligiata in via dell'Agricoltura, nella zona
artigianale Cipian. Il titolare Carlo Ferretti non è per nulla convinto di un
black-out provocato ad arte dai ladri: «L'impianto di illuminazione della zona
- ha scritto in Comune -
Garlasco,
oggi la sentenza Un delitto aggravato dalla crudeltà che non merita attenuanti.
Al... ( da "Unita, L'"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Pio La Torre
era il valoroso guerriero dei deboli che si esponeva in prima persona per un
mondo pieno di giustizia, e Dio sa di quanta giustizia la Sicilia avesse e
abbia bisogno. Rosario era il suo angelo custode laico. Era colui che vegliava
sulla speranza, restando sempre un passo indietro». In pillole
Il
mio consiglio da medico? Emigrare il prima possibile. Lo so, è una
provocazione, ma se quest... ( da "Unita, L'"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Borasio è
cattolico praticante e membro del consiglio scientifico dell'Accademia
Cattolica della Baviera. Perdoni, ma che c'entrano le cure palliative con le
dichiarazioni anticipate di trattamento, il testamento biologico insomma?
«Esiste un nesso strettissimo tra le cure palliative e l'autodeterminazione del
malato,
Solo
una showgirl per l'Ue Pdl, La Russa dà i curriculum
( da "Unita,
L'" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
ma già due
lauree alla Cattolica e alla Bocconi, lavora per la Giochi preziosi ed è
assistente della Gelmini. Nino Strano con quella storia della mortadella che lo
perseguiterà per sempre. Giacomo Mancini, che è solo nipote dell'ex ministro
socialista ma viene presentato ugualmente come «un pezzo emblematico della
storia del socialismo».
Super-Guido
il dittatore della ricostruzione ( da "Unita, L'"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così come fu
l'artefice, laico, della beatificazione del fondatore dell'Opus dei, Escrivà.
Alla Presidenza del Consiglio lo volle, nel 1982, Giulio Andreotti. È
vicinissimo a Gianni Letta ma «adora» Rutelli ed è sopravvissuto anche al
governo Prodi. Ha bisticciato solo con Pisanu.
Abbiamo
sbagliato. Adesso ne abbiamo la prova. L'uomo più potente d'Italia non è...
( da "Unita,
L'" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così come fu
l'artefice, laico, della beatificazione del fondatore dell'Opus dei, Escrivà.
Alla Presidenza del Consiglio lo volle, nel 1982, Giulio Andreotti. È
vicinissimo a Gianni Letta ma «adora» Rutelli ed è sopravvissuto anche al
governo Prodi. Ha bisticciato solo con Pisanu.
il
mistero della vedova senza ombre ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Probabilmente
è stata colpita da un uomo che la conosceva bene con un colpo di bastone o di
martello. La donna, cattolica e benestante, è stata uccisa nella sua auto ed è
stata denudata per pulire le tracce di sangue. Sentiti i familiari e un uomo
con cui aveva avuto una relazione ma si esclude il movente passionale.
[FIRMA]MARIA
PAOLA ARBEIA NOVARA Preghiera Darwiniana con Lella Costa: sarà i...
( da "Stampa,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
ordinario di
Filosofia teoretica a Torino, su «Lo spirito dei laici». Il dodici Giorgio
Malacarne, ordinario di Etologia all'Ateneo Avogadro, parlerà di «Anche i geni
evolvono». Gran finale con Costa. Gli incontri sono a ingresso libero tranne
quello con l'attrice milanese: si pagheranno tre oppure cinque euro a seconda
dei settori.
"La
lingua occitana Patrimonio dell'umanità"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Non è dunque
fuori luogo affermare e reclamare il diritto alla lingua madre di ognuno, come
primo riconoscimento del diritto alla diversità, al diverso pensare e al
diverso sentire che sono alla base della concezione laica di ogni sistema
democratico che rifugge il dogma e l'affermazione di presunte verità o
superiorità. *Assessore alla Cultura Provincia di Torino
La
rustica villa Il Gioiello sulle colline di Firenze, dove Galileo visse i suoi
ultimi ... ( da "Stampa, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Che con
Galileo ebbe solo un rapporto piuttosto macabro: dal 1841 al 1927 ospitò il
dito medio della sua mano destra. Lo storico Anton Francesco Gori, cultore di
reliquie laiche, l'aveva sottratto ai resti dello scienziato nella traslazione
del
Immigrazione,
l'opposizione deve sperare in Fini
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
e mette in
guardia dai rischi del populismo plebiscitario in nome di una destra più laica
e pluralista, più attenta ai diritti degli individui e alle tutele
istituzionali, più moderna ed europea. I contrasti sono reali: bisognerà vedere
se Fini si ridurrà a "grillo parlante" del centrodestra o se riuscirà
a giocare la sua partita.
private
nel mirino del fisco "controlli anche sui docenti" - francesca savino
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
La finanza
potrebbe essere inviata a breve nelle scuole private, laiche e religiose, per
acquisire gli elenchi di bambini e ragazzi che le frequentano. Un´attenzione
poco gradita dalle associazioni che riuniscono gli istituti non statali. «Un
buono spunto di partenza», al contrario, per i sindacati del mondo della
scuola.
Lo
struggimento intenso della diversità
( da "Manifesto,
Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
caduta del
muro è stato proiettato Coming Out (1989) di Heiner Carow, il regista di culto
(è suo Die Legende von Paul und Paula) scomparso nel 1997. Il film, storia di
amori spezzati tra più sessualità, è una preghiera laica per la tolleranza, una
lirica schubertiana sullo struggimento per la diversità che diviene elegia
universale per tutti coloro che sono emarginati e stigmatizzati.
Il
nazionalismo indù infiamma la maratona elettorale indiana
( da "Riformista,
Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
dei suoi
candidati di punta nel più popoloso stato indiano. Vista l'incapacità del Bjp
di mettere a nascondere la sua vera natura sciovinista, islamici e cristiani
anche stavolta probabilmente riporranno le loro speranze nel laico Partito del
Congresso. Eppure, proprio per non farsi sfuggire il voto delle minoranze
religiose, anche il Congresso non manca di opportunismo politico.
Nella
quota
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Cattolico di
sinistra moderata, occhi azzurri che fanno contrasto con i capelli vivaddio
grigi, che non se ne può più di politici tinti. Ha esordito fuori dal Tg1
martedì a Ballarò; l'utente medio/a era spiazzato/a più di lui, ma lui non è
un'anomalia italiana.
Il
set delle riforme condivise ( da "EUROPA ON-LINE"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
costituzionale
e laico comportamento di Fini al di là delle futilità e delle inutilità di
alcuni per Berlusconi può iniziare ormai il cammino verso una coalizione delle
idee condivise. Di perdere un ulteriore 2,50 per cento a destra, che unito a
quello di Storace diventa il 5 per cento detenuto dal vecchio Msi, è
insignificante per il Cavaliere.
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Da piccolo
giocavo a baseball e correvo dietro alle ragazze come i miei amici protestanti
e cattolici. Oggi l'ebraismo è spaccato in due tra ultraortodossi e laici: il
tipo di quartiere dove sono cresciuto io non esiste più in America». A 14 anni
aveva trovato il primo lavoro, alla Sohn Delicatessen, una fabbrica di
insaccati kosher della Lower East Side.
Undici
scrittori dall'Avana ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Cattolica,
largo Gemelli 1, ore 16.30 CLASSICA Ciajkovskij con la Ueco La decima sinfonia
per archi del dodicenne Mendelssohn, la Serenata di Ciajkovskij, ma soprattutto
una perla rara come il Concerto per tromba di Hummel danno forma al programma
proposto della Ueco.
Telelombardia
Giallo di Garlasco questa sera sbarca a Iceberg
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
docente di
criminologia presso l'Università Cattolica, Piercarlo Collivignarelli,
assessore alla Sicurezza di Garlasco ed esperto in scienze psicopatologiche e
tecniche di indagine, Gioacchino Genchi, investigatore ed esperto informatico.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Università
Cattolica; Renato Lauro, rettore di Tor Vergata e Mario Falconi, presidente
dell'ordine dei medici di Roma e provincia. A chiudere i lavori è stato il
padrone di casa, Gianni Alemanno. «Il Lazio - ha detto - non può rimanere nella
blacklist della sanità nazionale, dobbiamo far uscire fuori tutto il buono che
c'è».
SUSY
MALAFRONTE POMPEI. QUINDICIMILA RAGAZZI, TRA I QUATTORDICI E I VENT'ANNI, SI
SONO DATI APPUN... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Azione
Cattolica Italiana - i giovani marceranno verso la basilica mariana, dove
parteciperanno alla celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di
Pompei, monsignor Carlo Liberati. La legalità sarà grande protagonista anche
nella seconda parte di questa edizione, che si svolgerà come ogni anno
nell'area Meeting del Santuario,
"La
liturgia della chiesa nell'epoca della secolarizzazione" di Roberto de
Mattei ( da "Foglio, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
è stato
quindi un Prima, quando ancora questa crisi poteva essere evitata. Ma a noi
tocca vivere nel Dopo: nel tempo presente, quando ormai la crisi deve essere
affrontata. Roberto de Mattei – “sono uno storico, un cattolico laico che vive
però con partecipazione i problemi della chiesa”
( da "Stampa, La" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
LUTTO.PARROCO DEL
BREUIL DAL 1969 Morto don Sterpone Domani l'ultimo saluto E' morto nella notte
tra lunedì e martedì, al Priorato di Saint-Pierre dove si trovava da qualche
settimana, don Silvio Sterpone, parroco di Cervinia. Sterpone era nato ad Aosta
il 15 maggio 1927. Era stato ordinato sacerdote dal
vescovo Maturino Blanchet il 24 giugno 1950. E' stato
vice parroco a Courmayeur dal 1950 al 1953 e professore al Piccolo seminario
dal 1953 al
( da "Secolo XIX, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
I salesiani aprono
il giardino dei frati alle vacanze dei bimbi paladonbosco nCENTRI ESTIVI oltre
a risolvere il tempo libero di almeno 5 mila ragazzi genovesi, aprono nei
quartieri spazi, dimenticati o talmente nuovi da unire visioni opposte della
vita. E nel caso del sacerdote iraniano don Karim Madjidi, padre musulmano e
madre cristiana, direttore dell'oratorio Don Bosco di Sampierdarena, le lunghe
giornate assolate possono diventare lo spunto per portare avanti una formazione
multiculturale. I dieci nuovi centri dei Salesiani da Quarto a Sampierdarena
con puntate a Torriglia, Castelletto d'Orba, Gavi, le nuotate nelle tre piscine
di Sampierdarena, Torriglia e Masone, si ispireranno alla figura di Paolo di
Tarso: «Santo e apostolo degli stranieri e della gente - motiva la scelta don
Karim - Ai ragazzi parleremo della sua figura per incontrarsi». E ancora:
«L'Italia ha 60 milioni di abitanti grazie agli immigrati». Le sedi estive Don
Bosco, inoltre, per il 2009 schiudono le porte a due novità: il giardino
secolare dei frati del convento di Quarto, gioiellino messo a disposizione dei
Frati Cappuccini, accanto alle sale dove vengono accolti i parenti dei
ricoverati al Gaslini ,e la Casetta della Pace di via Tortona nuovissima
struttura voluta dalla parrocchia Regina Pacis, caldeggiata dal Municipio e
sostenuta dall'Arci della zona. E' anche qui, in questi due posti
geograficamente opposti, che verranno organizzati due dei centri estivi
d'impronta salesiana, panoramica di gite, nuotate, laboratori ecologici (di
Amiu), merende (con Latte Tigullio) per intrattenere, da giugno a settembre,
bambini e ragazzi. Erano 500, spiega il direttore di PaladonBosco Luca Verardo
- quando dieci anni fa vennero inaugurate le settimane tra sport e gioco - e
saranno probabilmente ancora di più quest'estate, le famiglie che affidano i
figli tra i 6 e i 13 anni ai 200 tra atleti ed educatori: tutti a scuola di
formazione, in questi giorni, per prepararsi alla scuola delle vacanze
(www.estatedonbosco.it). Tra giochi e travestimenti si stanno attrezzando anche
i volontari di Gaslini bandband in modo da portare i fratelli dei ricoverati al
centro DonBosco di Quarto, oltre al Centro civico Buranello, centri sportivi
Csi e Uisp e associazioni quali Cast di San Desiderio e il Nodo di
Sampierdarena. Tutti assieme stanno facendo la loro parte a riprova che il
centro estivo è ormai una consuetudine consolidata a cancellare l'immagine di
città pigra e deserta. Il Comune con l'assessore Paolo Veardo, partecipa
pagando la retta (87 euro a settimana dalle 8 alle 17, gita e pasti compresi) a
favore di ragazzi in difficoltà. La vocazione ad integrare e ad accogliere la
sottolinea quella piccola folla eterogenea, tra frati e padri Scolopi,
funzionari del Comune e municipi Ovest e Valbisagno, radunati ieri mattina
nella sala della Fondazione Padre Assarotti, via San Bartolomeo degli Armeni.
Forte la passione all'educare, il Don Bosco manterrà aperta anche la sede della
Padre Assarotti, così come spiega la direttrice Fiorella Calvi, e richiamerà alla memoria l'immagine di una sorta di grande
oratorio all'aperto, un modo di riunirsi riscoperto anche dal mondo laico.
Annalisa Rimassa rimassa@ilsecoloxix.it DON KARIMsono dieci i nuovi centri dei
Salesiani da Quarto a Sampierdarena con puntate a Torriglia, Castelletto
d'Orba, Gavi, Sampierdarena e Masone 29/04/2009
( da "Secolo XIX, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
«Spezia perde
moltocol tribunale militare» parla il pm de paolis «SONO e rimango un cittadino
spezzino: amo questa città, anche se oggi continuo il mio lavoro da procuratore
militare a Verona. Mi spiace solo che La Spezia non si sia resa conto fino in
fondo di quello che ha perduto, del suo stesso ruolo storico, con la chiusura
del suo tribunale militare». Marco De Paolis, il pm dei processi per le stragi
naziste più efferate, è tornato per un giorno nella "sua" città: che
ormai ritrova solo nei fine settimana, quando la passione per la vela lo spinge
nel nostro golfo. L'ha invitato l'assessore della Provincia, Paola Sisti,
nell'ambito delle celebrazioni del 25 aprile: un incontro cui hanno preso
parte, fra gli altri, numerosi studenti del liceo "Costa". Cattolico, romano di nascita ma spezzino per scelta, è un Pm
d'assalto timidissimo e riservato: si imbarazza, quando i sopravvissuti lo
fermano e lo abbracciano. E' accaduto anche in questa sua visita: e si è
commosso. «Questa città era al centro dell'attenzione internazionale, per aver
ridato a tante persone la giustizia che attendevano da anni - ha
confidato - l'equità non scade, è arrivata in ritardo, ma non per questo ha
perduto il suo valore: ne abbiamo avuto testimonianza, perché gli anziani
superstiti, i familiari di chi fu trucidato, non hanno mai chiesto vendetta. Ma
quella giustizia, l'attendevano dal dopoguerra». I processi per stragi si
sarebbero potuti fare subito, grazie ai 695 fascicoli redatti dagli Alleati:
che vennero però insabbiati a Roma, nel famoso armadio della vergogna di
Palazzo Cesi. Riemersi nel 1994 - grazie al giudice Antonino Intelisano, che li
trovò indagando sul criminale nazista Erich Priebke - furono divisi fra le
varie procure militari italiane. Così dal 2004 al 2007, De Paolis ha
incardinato qui una dozzina di processi, che hanno condotto a ventisei
ergastoli: a carico di nazisti responsabili di eccidi di civili inermi, nelle
valli della Lunigiana, della Toscana, dell'Emilia Romagna. «Una corsa contro il
tempo», ammette. Pochissimi uomini: qualche carabiniere, qualche finanziere. Li
avevano ribattezzati la squadra Wiesenthal. E funzionavano benissimo: finché un
anno fa lo stato ha chiuso tutto. Ha tagliato 6 dei 9
tribunali militari, per "risparmiare". E fra quelli da chiudere, ha
scelto il nostro. Il pool è stato sciolto. I processi
che aveva avviato sugli eccidi in Toscana - come quello per San Terenzo Monti -
sono passati a Roma. Quelli per le stragi emiliane, a Verona. De Paolis ha
chiesto di poter continuare la sua missione, a Verona. «Procede il processo per
la strage di Casalecchio di Reno, del 10 ottobre del 1944 - spiega - e poi,
abbiamo ritrovato in vita serre nazisti, che presero parte alla strage di
Vallucciole, Stia e Susanò, provocando 350 vittime. Stiamo lavorando all'indagine
per le 300 vittime di Cervarolo sull'Appennino, e Fragheto Casteldelci, e altri
casi. Con difficoltà, ma andiamo avanti». De Paolis è stato
da poco stato nominato presidente dell'associazione
nazionale magistrati militari italiani: «Andiamo avanti, per chi ancora
aspetta», dice. E confessa: «Non ho ancora trovato un nazista pentito». Uno
"spezzino" ai vertici, con l'intenzione di non mollare, nonostante
tutto. Sondra Coggio .x/29/0904 Il magistrato ribadisce di amare la città. Il
suo nuovo incarico a Verona. La presidenza delle toghe "con le
stellette" .x/29/0904
( da "Secolo XIX, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Lupi di mare e sulla
damiera oltre cento in gara al palasport. Brilla anche la squadra di pero I
ragazzi del Nautico si sono imposti negli studenteschi a Varazze IL PALASPORT
di Varazze ha ospitato la finale interregionale di dama dei giochi sportivi
studenteschi. La manifestazione ha coinvolto studenti di Piemonte, Valle
d'Aosta e Liguria. Hanno preso parte alla finale 42 squadre, con foltissima
rappresentanza savonese. Nella prima finale, di dama italiana (64 caselle) per
le elementari e Savona è giunta quinta con la 5A di Stella S.Giovanni (Simone
Freccero, Gabriele Di Ciuccio e Nicolò Ranieri). Nelle dama italiana per le
medie inferiori, dove ha vinto ancora Aosta, quarta la Varazze con Riccardo
Gambaruto, Paschal Tropiano e Valerio Geraci. Nella dama internazionale (100
caselle) settore elementari la sfida è stata tutta savonese e alla fine si è
dovuto dar vita allo spareggio. L'ha spuntata la 4A di Pero (Varazze) con
Michelle Caviglia, Samuele Cavallieri e Irene Valle, che ha battuto la 5A di Stella
S.Martino con Marco Canepa, Federico Romano e Mattia Gullace. Nelle superiori,
settore internazionale, protagonisti i ragazzi del Nautico Savona . L'hanno
spuntata Tomaso Pronzato, Alessio Attilio e Linda Molina. La
vittoria nella finale interregionale dà diritto a partecipare alle finali
nazionali, a Cattolica dal 14 al 17 maggio. Queste le squadre savonesi.
Elementari dama internazionale. Pero 4A: Michelle Caviglia, Samuele Cavallieri,
Irene Valle. S.S. Martino 5A: Marco Canepa, Federico Romano, Mattia Gullace. S.
Martino 4A: Nicola Sansone, Linda Pilotti, Bernardo Spotorno. Mioglia
5A: Andrea Chiappone, Serena Ginepro, Samuele Gilardo. Giusvalla: Giulia Rizzo,
Georgiana Timis, Gicu Timis. Pero 5A: Silvia Giusto, Marco Testa, Angelo Ferro.
S.Martino 3A: Matteo Rebagliati, Gabriele Torre, Lorenzo Canepa. Gruppo Medie
Dama Italiana. Varazze: Riccardo Gambaruto, Paschal Tropiano, Valerio Geraci.
Sassello: Maria Teresa Coco, Sveva Dabove, Giulia Canneva. Mioglia: Alberto
Vacca, Alessio Bo, Michele Camiciottoli. Superiori dama dnternazionale. Nautico
A: Tomaso Pronzato, Alessio Attilio, Linda Molina. Nautico B: Luca Fazio, Erio
Mantero, Marco Carillo. Nautico C: Fabio Esaltato, Giacomo Gustavino, Giovanni
Perasso. Elementari dama italiana. S. Giovanni 5A: Simone Freccero, Gabriele Di
Ciuccio, Nicolò Ranieri. S. Giovanni 4A: Gaia Faggioli, Shary Cambiganu, Daniel
Rodriguez. Celle 5A: Alice Bolcano, Chiara Baccino, Nicolò Ricci. Varazze 5A:
Michela Caviglia, Alessia Ferraris, Matteo Delpino. Varazze 4B: Arianna Daneri,
Elisa Ripamonti, Nicolò Schiappapietra. Varazze 4D: Matteo Genovese, Mattia
Corsini, Simone Gallinaro. Varazze 5C: Luca Crubellati, Jacopo Esposito, Oscar
Cremers. Varazze 5B: Fabio Santoro, Elisa Torchio, Carlotta Canepa. Varazze 4A:
Gualtiero Marenco, Alessio Turi, Matteo Carattino Scerra. Sassello 5A: Caterina
Marchesi, Giorgia Dappino, Davide Zottis. Varazze 4C: Gabriele Fazio, Matthias
Marcello, Serena Magliotto. S.S. Giovanni 3A: Dennis Veschi, Virginia
Bernardini, Noemi Giancipoli. Pontinvrea 4A: Roberta Tagliero, Benedetta
Bianco, Alessandro Crosio. Celle 5B: Simone Damonte, Federico Persico, Fabrizio
Ravera. Sassello 4A: Alessia Merialdi, Mattia Badano, Federico Manzini. Varazze
(squadra di riserva): Federica Tedeschi, Aurora Brengi, Clarissa De Lucis.
Mario Schenone 29/04/2009
( da "Secolo XIX, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Una mostra dedicata
a Guttusotra storia, arte e impegno politico grande evento in comune a savona Èstato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento ma
in questa chiave, nonostante migliaia di mostre e pubblicazioni, non era mai stato "sviscerato". C'ha pensato il Comune di
Savona a colmare questa lacuna proponendo una mostra che di Renato Guttuso
mette in luce la passione politica e la fedeltà al partito comunista.
"Guttuso militante" s'intitola la mostra che apre domani alle 17 con
una cerimonia ufficiale in Comune (sala Rossa) e resterà aperta due mesi. «A
Savona una grande mostra ricorda l'attività del Maestro tra arte e impegno
politico» c'è scritto nel catalogo che il Comune, con l'aiuto di Fondazione
Carisa e Cento Fiori, ha preparato. L'esposizione, allestita presso la
Pinacoteca Civica di Savona, è frutto dell'impegno degli organizzatori che
hanno fatto non poca fatica per recuperare in tutt'Italia opere del maestro
siciliano di nascita ma romano d'adozione incentrate sulla sua passione
politica, a cominciare da quei "funerali di Togliatti" di cui una
gigantesca foto apre l'esposizione. «Sarebbe stato
bello ospitare il quadro direttamente ma è stato
impossibile - ha spiegato Eliana Mattiauda, direttrice della Pinacoteca - in
compenso siamo riusciti nell'impresa di avere altre chicche in qualche caso
persino più intriganti prestate da collezioni private, musei e dagli archivi
dello stesso Guttuso. Si va dalla classica icona della testa del Che ad alcuni
bozzetti inediti ai ritratti di alcuni grandi politici del vecchio Pc
riprodotti da Guttuso e altro ancora». «In tutto sono una quarantina di opere
di varie dimensioni che resteranno in mostra per due mesi - ha aggiunto
Giancarlo Berruti (fondazione Cento Fiori) - è un progetto nato in grande e che
nel corso della realizzazione non ha perso la sua grandezza». Alla cerimonia
d'inaugurazione di domani ci saranno, tra gli altri, Fabio Carapezza Guttuso,
presidente degli Archivi Guttuso, Ugo Sposetti, parlamentare, e Duccio
Trombadori, critico e storico d'arte. Così il sindaco Federico Berruti: «Sono
lieto di sottolineare l'importanza di un artista come Guttuso che ha sviluppato
temi profondi di riflessione: coniugare un percorso artistico di alto livello
con l'impegno etico e politico, lontano dai pur legittimi richiami del mercato
dell'arte. Per una città come Savona Medaglia d'Oro al Valore Militare è un
onore questo evento». Mentre l'assessore Ferdinando Molteni: «Savona si sta
dimostrando sempre più città d'arte e cultura, con iniziative di alto profilo.
Nella nostra splendida Pinacoteca continuiamo ad offrire prestigiosi momenti di
riflessione sull'arte contemporanea, un bellissimo dialogo nel contesto dei
tesori più antichi della città». D. Frec. 29/04/2009 TACCUINO Oggi, mercoledì 29 aprile, la Chiesa Cattolica festeggia S. Caterina da
Siena. Domani, giovedì, ricorda S. Giovanni Battista Cottolengo. Il segno
zodiacale è quello del Toro.La fase lunare è in Luna Nuova. FARMACIEA Savona
(orario continuato 8.30-19.30) sono di turno le farmacie: Di Via Montenotte via
Montenotte 48-r tel. 019-829.949; Delle Fornaci c.so Vittorio Veneto
126-r tel. 019-804.602; Del Teatro piazza Diaz 8-r tel. 019-851.923. Servizio
notturno (dalle 19.30 alle 8.30): Saettone via Paleocapa 147r - tel.
019-829.803; Fascie via Boselli 24-r tel. 019-850.555. Di turno in provincia
Calizzano: S.Tommaso (24 ore) - tel. 019-79800. Millesimo: Saroldi (24 ore) -
tel. 019-565650. Altare: Fumagalli (24 ore) - tel. 019-5899013. Varazze:
S.Nazario (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel. 019-934.662. Celle: Brunetti
(8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel. 019-990124. Albisola: S.Nicolò (8.30-12.30 e
15.30-19.30) - tel. 019-489910. Vado: Scarsi (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel.
019-880184. Quiliano: Bermano (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel. 019-880209.
Spotorno: Citriniti (24 ore) - tel. 019-745342. Finale: Richeri (8.30-21) -
tel. 019-601703. Pietra: N.S. Soccorso (8.30-19.30) - tel. 019-616732.
Borghetto: Franchi (8.30-21) - tel. 0182-970038. Ceriale: Nan (24 ore) - tel.
0182-990032. Albenga: Com. Don Isola (24 ore) - tel. 0182-51701. Casanova:
Magliocco(24 ore) - tel. 0182-74381. Alassio: Nazionale (24 ore) - tel.
0182-640606. Andora: Borgarello (24 ore) - tel. 0182-85040. FARMATAXI Per la
zona da Varigotti a Borghetto dalle 21 la farmacia San Giovanni di Loano (tel.
019-677171). Per Cairo, Carcare, Altare, Cengio, Pallare e Mallare comporre i
numeri 504013 o 500280; per Vado e Quiliano 827951; Varazze e Celle 019-931010.
OSPEDALI Valloria Savona - Centralino tel. 019-84.041. Visite: feriali 12.30-14.30
e 19-20.30 (festivi 13.30-16.30 e 19-20); Unità coronarica 12.30-13.15 e
18.30-19.15; Astanteria: 12-13 e 17.45-18.45; Neonatologia: 14.15-14.45 e
16.30-17.30; Nefrologia: 12.30-14 e 18-19 (festivi 14-16.30); Ostetricia:
13.30-15 e 20-20.30 (festivi 14.30-16.30); Semintensiva cardiologica 13.30-15 e
19.30-20; Rianimazione 14.15-14.45 e 18.30-19; Obitorio: 8-12 e 15-19. S.Corona
di Pietra - Centralino tel. 019-62.301. Orario visite: feriali 14.30-15.30 e
19.30-20.30; festivi 9.30-11.30 e 14.30-18. Rianimazione 13.30-14 e 19-19.30;
Pronto Soccorso 12-13 e 18-19; Neurochirurgia 14.30-16.30; Unità Terapia
Intensiva Coronarica 12.30-13.30, 15-16, 19.15-20; Malattie infettive 15-17
(festivi 9.30-11 e 15-17); Nido 19.30-20.30; Unità spinale 11.30-14 e 17.30-21.
Ospedale di Cairo - Visite ai degenti delle divisioni di medicina e chirurgia
(tel. 019-50.091): 13-14.30 e 19-20. Ospedale di Albenga - Centralino tel.
0182-54.61. Orario visite: feriali 14.30-15.30 e 19-20; festivi 14-15.30 e
19-20. MERCATI Lunedì: Savona, Andora, Ceriale e Finalborgo. Martedì: Mallare,
Cengio, Spotorno, Albissola Marina e Borghetto. Mercoledì: Carcare, Albenga,
Varigotti, Albisola Capo, Sassello e Vado. Giovedì: Cairo, Finale, Mioglia,
Noli e Bardineto. Venerdì: Loano, Villanova, Zuccarello, Altare, Celle e
Laigueglia. Sabato: Millesimo, Alassio, Pietra e Varazze. Domenica: Sassello
(solo l'ultima domenica del mese). 29/04/2009
( da "Giornale.it, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 102 del
2009-04-29 pagina 16 Lezioni di sesso a 11 anni nelle scuole di Sua Maestà di
Erica Orsini Studio obbligatorio per prevenire le troppe gravidanze tra
adolescenti Ai più grandi si parlerà anche di aborto, Aids e matrimoni omosex
LondraLezioni di sesso obbligatorie nelle scuole inglesi, per gli alunni dagli
undici anni in su. E non si parlerà soltanto di mera riproduzione, ma i più
grandi affronteranno anche temi più complessi e controversi come l'aborto,
l'Aids e i matrimoni gay. Sta già facendo discutere la riforma dell'educazione
sessuale insegnata a scuola annunciata dal governo già lo scorso ottobre per
«aiutare i ragazzi delle scuole elementari e secondarie a navigare nelle
complessità della vita moderna» assicurandosi nel contempo che gli alunni
possano apprendere le prime nozioni sul sesso nell'ambito di una classe anziché
dai compagni di gioco. Ma quest'importante revisione è soprattutto il risultato
di una campagna educativa voluta dalle organizzazioni per la salute sessuale,
convinte che la scuola possa contribuire con i suoi corsi ad abbassare il
numero delle gravidanze tra gli adolescenti, che in Inghilterra è il più alto
d'Europa. Il nuovo insegnamento sarà obbligatorio dal 2011, con significative
differenze tra le scuole laiche e quelle religiose. A quest'ultime, infatti,
sarà consentito di insegnare l'educazione sessuale nell'ambito di un contesto
che tenga conto dei valori morali impartiti dalla propria fede. Questo
significa per esempio che alcune scuole potrebbero spiegare che per la loro
religione l'uso del preservativo è considerato peccato e altri giudizi morali
potrebbero venir emessi su argomenti delicati come le unioni gay. I genitori
avranno inoltre il diritto legale di non far frequentare le lezioni ai propri
figli nel caso non le ritengano opportune, come già accade adesso per le
lezioni non obbligatorie. Ed è proprio su queste opzioni che si sta sviluppando
il dibattito maggiore. Le organizzazioni per la salute sessuale ritengono,
infatti, che offrire alle famiglie la possibilità di scegliere se il figlio
deve o no frequentare le lezioni sia una violazione dei diritti dei ragazzi. E
i rappresentanti dell'Associazione per la pianificazione familiare pensano sia
molto pericoloso permettere che alcune scuole interpretino la materia a modo
loro. «Sesso e religione non sono incompatibili - dice la direttrice
dell'organizzazione Julie Bentley -, ma alle scuole non dovrebbe essere
consentito interpretare i concetti della materia. Potrebbero infatti raccontare
ai ragazzi che la contraccezione non è una questione di scelta, ma è
semplicemente qualcosa di sbagliato. Vorremmo quindi l'assicurazione da parte
delle autorità che nel momento in cui l'insegnamento diventerà obbligatorio, in
tutte le scuole l'educazione sessuale verrà impartita in modo responsabile e
etico». «I ragazzi devono comprendere che esiste una legge che ti permette di
far uso di anticoncezionali o di sottoporti ad un aborto - ha aggiunto Simon
Blake, direttore nazionale dell'associazione Brook - ma possono venir informati
che per alcune persone tutto questo non è giusto». Soddisfatti
invece gli educatori cattolici per l'opzione educativa offerta dalla riforma e ritenuta «un
diritto fondamentale in una comunità in cui i primi educatori sono i genitori e
non lo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Giornale.it, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 102 del
2009-04-29 pagina 28 «Quante volte ci stracciò in faccia le ricerche» di Matteo
Sacchi Assunto Quadrio, professore emerito di Psicologia
sociale dell'Università Cattolica di Milano, è stato fra gli
ultimi allievi di padre Agostino Gemelli. Ha un ricordo vivido del magistero di
questo francescano che amava la scienza e la psicologia. Professor Quadrio,
come ha conosciuto padre Gemelli? «Avevo iniziato la specializzazione in
Medicina del lavoro. Padre Gemelli ci insegnava Psicologia del lavoro.
Ne rimasi subito colpito». Una folgorazione... «Non proprio. Io avevo fatto il
liceo al Parini e due miei insegnanti, Giorgio Zunini e Cesare Musatti, mi
avevano già parlato dell'eccezionalità del personaggio. La mia fortuna fu che
mi ero occupato già di ricerche sul sistema nervoso. A Gemelli interessava
molto quell'ambito di studio e mi chiamo, agli inizi del '56, nel suo gruppo di
lavoro». Com'era Gemelli visto da vicino? «Era un uomo che lasciava il segno.
Aveva un gran rispetto per le scienze biologiche e, per certi versi, era un
anticonformista. Da un lato dava grande fiducia ai suoi allievi, anche se erano
giovanissimi, dall'altro diceva ciò che pensava, senza mezzi termini. Era
capace di mandarti a un convegno internazionale importantissimo come di
stracciarti davanti una ricerca dicendo che non valeva niente». Attenzione al
risultato quindi... «Era molto milanese, in questo, non gli importava della
forma. Diceva: "Non basta essere efficienti, bisogna essere
efficaci". Ed era milanese anche nell'arrabbiarsi: passava rapidamente al
dialetto». Cosa lo faceva arrabbiare di più? «Non sopportava quelli che si
lamentano. I lamentoni proprio non li digeriva, gli diceva, in dialetto, che
erano una "pivida". Non conosco esattamente il significato della
parola, ma non era un complimento. Del resto Gemelli, già anziano e in
carrozzella, era capace di presentarsi all'istituto di ricerca con la febbre
alta pur di esaminare i nostri lavori. È stato pieno
di energia sino alla fine...». Come affrontava la malattia? «La accettava con
disinvoltura, ma anche con un certo senso di ribellione. Era buffo il suo modo
di svicolare dalle cure, dalle iniezioni, dalle prescrizioni mediche. Noi
cercavamo di stargli vicini, facevamo i turni per non lasciarlo solo. E lui
alla fine ci lasciava fare». E del Gemelli psicologo e scienziato, cosa mi
dice? «Credo che uno dei suoi più grandi meriti sia stato
aver elaborato una concezione "personalistica". Rifiutò i
riduzionismi per riscoprire il senso di responsabilità dell'individuo. È stato un approccio anticipatore e originale. Ha anche capito
che la percezione non è un fatto automatico, ma è legata a un intervento attivo
dell'individuo. In questo senso è stato un precursore
del cognitivismo». Si può parlare di Gemelli come di un materialista cattolico?
«Per dare una risposta precisa servirebbe un filosofo. Io posso dirle che aveva
spiccato il senso della realtà e del sociale. Quelli erano gli anni in cui
iniziava il boom economico e lui capì che le nuove tecnologie avrebbero avuto
ripercussioni sulla vita della gente. Ci diceva: "ricordatevi che le
vostre ricerche hanno una ricaduta"». Un piccolo ricordo personale?
«Quando finii la specialità, andai da lui a chiedergli: "Adesso cosa
faccio?". Mi rispose: "Se vuoi imparare a fare, studia bene l'inglese
e vai in America; se vuoi capire il senso di ciò che fai, impara il tedesco e
vai in Germania"». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Unita, L'" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Sicurezza, tornano
le ronde e la stretta sugli immigrati ANDREA CARUGATI Tornano le ronde. E
tornano i sei mesi di "detenzione" nei Centri di identificazione ed
espulsione per gli immigrati, una norma che già era stata bocciata sia dal
Senato che dalla Camera. MARONI VUOLE LA FIDUCIA Il vertice di maggioranza di
ieri in Senato sul ddl sicurezza ha dato via libera alle richieste della Lega.
Ultime ore di lavoro in commissione a Montecitorio, da domani il ddl sarà in
aula, "arricchito" dai due provvedimenti che tanto stanno a cuore al
Carroccio. La Russa e Gasparri assicurano che «non ci sono rischi». Anzi. E La
Russa si sbilancia: «Se la maggioranza non sarà compatta mi dimetterò da
coordinatore del Pdl». Il ministro Maroni, però, non si fida del tutto. E
annuncia: «Pronto a chiedere la fiducia. Se ho garanzie dalla maggioranza bene,
altrimenti chiederò la fiducia, non voglio altri rischi». Maroni annuncia anche
10 nuovi Cie «entro fine anno»: oggi sono 10, dunque raddoppieranno. MALUMORI
NEL PDL Commenta Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del Pd: «Mettono la
fiducia per evitare un altro bagno di sangue, sanno che questa volta sarebbe
definitivo...». Nel Pdl, prima di pasqua, assenti e franchi tiratori avevano
affossato i sei mesi nei Cie. Ma anche ora non mancano malumori. Anche se i 101
parlamentari, in testa Alessandra Mussolini, che avevano scritto a Berlusconi
per chiedere l'eliminazione della norma sui medici spia sono stati
accontentati: la norma è stata cassata. Ieri però la Mussolini è tornata
all'attacco in commissione, per chiedere l'eliminazione della norma che impone
di presentare il permesso di soggiorno per potersi sposare. Ma è stata respinta
dalla sua maggioranza. Un altro dubbioso è Fabio Granata, deputato ex An vicino
a Fini: «Mi auguro che la fiducia non venga posta, sono argomenti delicati e
serve un'ampia condivisione». «L'altra volta la sui Cie non ho votato, adesso
voglio vedere il testo. Sono contrario a una reclusione in anticipo di persone
colpevoli solo di essere immigrati disperati. Nel Pdl c'è una discussione
aperta». C'è un altro fronte pronto ad aprirsi nel Pdl: riguarda l'articolo 34
del ddl, già approvato in Senato, che prevede una sanzione pesante (3 anni di
esclusione dagli appalti pubblici) per le aziende che non denuncino tentativi
di estorsione o concussione. La relatrice Jole Santelli vorrebbe cancellarlo o
modificarlo, dentro il Pdl c'è chi, come Granata, è pronto a dare battaglia per
salvarlo. PD SULLE BARRICATE L'opposizione è molto dura: «Il Ddl sicurezza è un
testo disumano», dice Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia.
«I bambini nati da clandestini non potranno essere registrati». Soro a
Berlusconi: «Niente fiducia». Dall'Idv Antonio Borghesi accusa: «Se il genitore
dovrà esibire il permesso per l'iscrizione dei bambini a scuola, i presidi non
potranno far altro che sporgere denuncia». Un gruppo di
associazioni cattoliche(tra cui Caritas, Sant'Egidio e Acli) criticano
duramente il ddl, a partire dalle norme sulle famiglie: «Influiranno
negativamente sulla vita e sulla dignità delle persone e persino sul bene della
sicurezza che pure intenderebbero tutelare». La Cgil, l'Arci e i partiti
della sinistra parteciperanno stamattina a un presidio davanti a Montecitorio
contro il ddl. Intanto stasera il Senato dovrebbe dare il via libera definitivo
al federalismo fiscale. Ma Bossi è sul chi vive: «Bisogna vigilare fino
all'ultimo, se passa qualche emendamento poi tocca tornare alla Camera e inizia
un moto perpetuo. Non ci faremo fregare». Il Pd confermerà l'astensione. Ddl
sicurezza, tornano le ronde e il termine di sei mesi per la detenzione nei
Centri per immigrati. Il Pd: «Norme disumane». Protestano le associazioni
cattoliche. Oggi presidio Cgil- Arci davanti alla Camera.
( da "Unita, L'" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Attilio Doni Rimorsi Immagino che in questi giorni qualche sacerdote avrà
ricevuto questa confessione da qualche uomo politico cattolico: «Il rimorso,
caro padre, il rimorso non mi dà pace. Non ho speso mai una sola parola
affinché fossero applicate le norme antisimiche; mai una sola parola affinché
gli edifici pubblici, le scuole, le case tutte fossero rese sicure. Altri erano
i miei pensieri. Ed oggi tutti quei morti e quelle macerie in Abruzzo,
mi tormentano. Non stia a darmi la penitenza, caro padre, ché so bene io che
cosa devo fare. Chiederò scusa pubblicamente agli italiani, e lascerò per
sempre la politica». Poi, il politico cattolico contrito, avrà dimenticato di
eseguire la penitenza. Mario Sacchi Presidente partigiano Qualche giornale ha
titolato «la svolta...» dopo la giravolta di Berlusconi sul 25 aprile. C'è chi
ha addirittura invitato a prendere atto della realtà dei fatti. Ma quali fatti?
Un fatto è lo sfratto dalla sede storica che il Comune di Milano ha inviato
all'ANPI, come se le Istituzioni non avessero il dovere di garantirne
l'esistenza e quindi la casa. Non ci si scandalizzi poi se Piazza del Duomo ha
ribollito di fischi verso chi rappresentava in quel momento le istituzioni
milanesi e lombarde. Berlusconi è un grande attore, sceglie il copione del
giorno e sa immedesimarsi nel personaggio. Il 25 è stata la volta del
presidente partigiano. Chi vuole credergli è libero di farlo, io non me la
bevo. Gianluigi De Benedittis Portatore sano di precariato Vivo una situazione
da portatore sano di sicuro precariato. Ho 30 anni, una laurea in economia e
commercio, lavoro in un call center e vivo con un bimbo di due anni. Ho
iniziato a spedire il mio curriculum a grandi, piccole e medie aziende, private
e pubbliche. Ho iniziato il giro di raccomandate a grandi manager e
plenipotenziari e quello delle lettere a vescovi, cardinali, prelati e
figuranti di ogni genere. Non è bastato neanche
questo, e allora giù con presidenti di alcune società di calcio, chissà
"magari un laureato in economia e commercio come magazziniere potrebbe
pure andare bene". Ancora niente e allora mi son detto "è la volta
dei sindacati" e giù a scrivere ai massimi, e anche ai minimi, organi di
ogni sigla sindacale. Vuole sapere se ho mai ricevuto risposte? Vittorio
Melandri Riciclaggio legale Milena Gabanelli nella puntata di Report andata in
onda domenica 22 marzo
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XV - Milano I
Career days ai tempi della crisi Meno 25 % alla giornata Synesis, un terzo in
meno in Bocconi: cala il numero delle aziende che partecipano agli incontri con
i laureati per selezionare subito i migliori Guido Corbetta (Bocconi): "Il
rischio è che peggiorino le prime retribuzioni offerte" Scarabottolo
(Cilea): "Ci sono settori a prova di congiuntura, la sanità assorbe
moltissimo" LUCA DE VITO Gli studenti che nei prossimi mesi escono dalle
università con la laurea in mano e freschi di studi si trovano a subire per
primi le conseguenze della congiuntura economica: taglio delle assunzioni,
tirocini a oltranza e una crescente sensazione di precarietà. Gli atenei
milanesi fino a oggi si sono sempre difesi in termini di placement (54,3 per cento
di laureati triennali assunti contro il 44 per cento della media nazionale e
86,8 per cento contro l´82,5 nazionale per le specialistiche), tuttavia
quest´anno segnali preoccupanti non mancano neanche qui. Un indicatore
preoccupante sono le partecipazioni ai career day, gli incontri periodici tra
studenti e aziende pensati per far incontrare domanda e offerta: a quello del
Synesis Career Service, organizzato per il prossimo 14 maggio in via Monte Rosa
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVI - Milano
La storia In esposizione permanente in via Nirone gli strumenti di laboratorio
del fondatore dell´ateneo Padre Gemelli neuroscienziato in mostra alla sua
Cattolica Tra i reperti storici, il magnetofono del 1924, poco più grande di un
iPod, su cui annotava a voce i risultati degli esperimenti SIMONE MOSCA La fama
di Padre Agostino Gemelli passa per molte definizioni. Religioso e francescano,
medico e psicologo, fondatore della rivista Vita e Pensiero e naturalmente
dell´Università Cattolica del Sacro Cuore, di cui fu
rettore. Ma chi era davvero lo scienziato scomparso cinquant´anni fa? Tra le
celebrazioni che in questi giorni in Cattolica ricordano il grande
"patriarca" dell´ateneo, all´Alta Scuola di Psicologia di via Nirone
15 riemergono gli strumenti con cui Edoardo Gemelli (battezzato Agostino nel
1903 per la repentina conversione, tanto simile a quella del grande
padre della chiesa) lavorò per trent´anni, dal ´24 al ´54 circa, nel suo
laboratorio. La mostra, che rimarrà permanente e si potrà visitare negli orari
di lezione, presenta una selezione di raffinati dispositivi di misurazione,
allora avveniristici congegni, divisi per ambiti di ricerca. Fisiologia dei
volti (era ancora viva la lezione di Lombroso) e tempi di reazione muscolari,
destrezza manuale e stimoli percettivi. Mente e corpo: Gemelli cercava di
spingersi al di là degli orizzonti culturali del tempo. Perchè, mentre la
psicoanalisi di Freud diventava in quegli anni il principale campo di ricerca
della psicologia, ad affascinare il padre francescano era qualcosa di più
simile alle neuroscienze. «E oggi la relazione tra psicologia e neuroscienza è
uno dei campi più battuti dalla ricerca» spiega Vittorio Cigoli, attuale
direttore dell´Alta Scuola. La passione di Gemelli per la piscofisiologia
applicata nacque già durante la prima guerra mondiale, quando si arruolò nell´esercito
come Capitano Medico. Con l´aiuto del Generale Luigi Cadorna, il Comando
Supremo l´autorizzò ad aprire un laboratorio per lo studio dei combattenti. Lo
interessavano soprattutto le reazioni dei piloti, al punto che personalmente si
spinse in volo, pare su apparecchi di fortuna. L´esperienza della guerra
maturò, una volta tornato alla vita accademica, in studi di psicologia che
portarono ad applicazioni nel campo dell´orientamento professionale e alla
selezione del personale. Come lavorava? In laboratorio i sensi delle
"cavie" umane potevano anche essere messi a dura prova prima che
fossero utilizzati gli strumenti. A questo proposito, aveva inventato una
speciale "dark room", una camera oscura dove i soggetti degli
esperimenti rimanevano ore in attesa di perdere orientamento e senso del tempo.
E soltanto dopo erano pronti per i test. Ad esempio visivi, con tachitoscopi
quali la ghigliottina di Wundt, le lamelle ad otturatore di Netschajeff
(macchine inventate all´incirca nel 1915) e la ruota di Schumann (1930), che
arriva a sovrapporre due stimoli per volta. Presente anche una macchina
inventata da Richard Pauli nel ´25, che coinvolge tatto e vista
contemporaneamente. Esito: la coscienza non è in grado di star dietro a due
cose alla volta. Ovvero: non si guida col telefonino. C´anche un
microregistratore magnetico bianco (poco più grande di un iPod, 1924 circa) su
cui Gemelli annotava a voce i suoi appunti e di cui anche Steve Jobs sarebbe
invidioso.
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVII - Milano
Vita di campus Pubblicità in cambio di lavori. L´ateneo: "Scelta
obbligata. Ma abbiamo l´ultima parola sulle immagini" Sette anni di mega
cartelloni per il restauro della Ca´ Granda Per la storica sede di via Festa
del Perdono è il primo intervento, urgentissimo, in programma dal dopoguerra
LAURA BELLOMI Pubblicità in cambio dei restauri. Per finanziare i lavori alla
facciata quattrocentesca dell´ateneo, la Statale ha dato il via libera agli
spazi pubblicitari, e per i prossimi sette anni pannelli marketing di
( da "Riformista, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Walter Siti a Dubai
Pregiudizi pasoliniani Il CANTO DEL DIAVOLO. Lo scrittore nella città degli
Emirati Arabi ha una valigia piena di luoghi comuni. Il nuovo oriente? «Una
parodia accelerata dell'occidente». E gli arabi? «Ma 'ndo vanno...». Si sente a
casa solo in borgata. di Francesco Longo «Se voglio essere sincero devo
confessare che di tutti loro, del loro affannarsi eccitante e monotono, non me
ne importa niente. Io questo viaggio non lo voglio fare», scrive ad un certo
punto Walter Siti, nel suo ultimo libro-reportage intitolato Il canto del
diavolo (Rizzoli). Il viaggio di Siti negli Emirati Arabi si concentra sulla
città di Dubai, ma tocca tutti gli altri sei emirati. Walter Siti è il maggiore
studioso italiano di Pasolini. Quando Pasolini scrisse un reportage dalle
spiagge italiane notò in Versilia i «giovinastri (
)
tutti un po' grassi e spelacchiati», a Capri «avanzi di pasti e le cartacce»,
ad Ischia «un maiale», a Rimini le tedesche erano «racchie» e «brutte», e non è
un caso che in un albergo di Matera scrivesse: «è bello: ma io mi ci annoio». Non è un difetto
viaggiare con le proprie ossessioni, i propri gusti, la propria sensibilità, ma
come in Pasolini, anche per Siti sembra che l'indole e le idee rendano
impossibile conoscere ciò che si ha davanti. Pasolini non raccontava ciò che
vedeva, ma solo le lenti con cui guardava. Negli Emirati Arabi tutto si plasma
secondo l'esperienza dell'autore: «Dubai [è] come la Svizzera del Medio
Oriente», tutto è appiattito al paesaggio che già conosce: il panorama è «come
certe pievi toscane», i cavalli sono frequenti «come gli orsi a Berlino», tutto
è alterato dalla comparazione: «il golfo si apre come Positano o Portofino», le
gru sono «come alberi di Natale», i palazzi merlati sono «come nei castelli
della Loira». Il Global Village addirittura «è una specie di insensato e
desolato Gardaland», in giro c'è «la stessa illuminazione stradale del Passo
Rolle», e neanche i colori lo soddisfano: «Che almeno questo fosse blu come in
Sardegna». Nel libro, questa difficoltà a lasciare il proprio mondo (interiore,
paesaggistico, culturale, valoriale) impedisce di immergersi nel diverso, di
capirlo, interrogarlo, interpretarlo. Così, l'incapacità della visione implode
in giudizio: «forse questo è un Paese da apprezzare in coma», lo sforzo di
lasciare la propria ideologia porta presto al rifiuto di conoscere: «Ho
visitato solo uno dei quadrati della scacchiera e all'idea di ricominciare
domani mi prende il voltastomaco». Più il reportage va avanti, più se ne rende
impossibile l'efficacia: davanti ai cibi scrive: «tutta roba orientale che non
voglio neanche sapere come si cucina. Mi abbofferò davanti alla televisione con
cibo di cattiva qualità». Raccontare luoghi e persone è un'assunzione di
responsabilità molto alta. Tutti gli studi post-coloniali da anni ridicolizzano
e mettono in guardia chi racconta l'Oriente vedendolo come incarnazione di
prototipi che si suppone abbia imitato. Siti sembra cadere proprio nei rischi
più clamorosi. Chiama gli arabi «questi»: «realizzo che a questi delle radici
culturali non gliene frega un accidenti», «questi non vanno a pregare un dio
trascendente», «questi non hanno capito che un braccio d'acqua sporca tra le
case non è il mare». Da «bravo italiano razzista», come giustamente si definisce,
scrive frasi come «mi assale una rabbia sproporzionata, ma di che cavolo di
eredità culturale vanno parlando, sono dei mentecatti». Oppure fa il
paternalista: «Ma sì, vendetevi all'entertainment, il consorzio umano è la sola
cosa che vi meritate». Ok il politicamente scorretto, ma qui non vi è ironia,
non c'è (poi) un altro piano del discorso. Passiamo infatti all'analisi offerta
da Siti. La tesi del libro è espressa in una frase: «Che cos'è il Paese che sto
visitando, se non una risibile parodia accelerata dell'Occidente?». Scriveva
Edward Said: «Gli orientalisti di oggi tentano di interpretare l'Oriente come
un'imitazione dell'Occidente». E altrove notava che per i colonialisti l'Islam
è «per definizione una cultura plagiaria». Di Occidente Siti parla spesso, ma
non spiega mai se intenda Innsbruck o Houston. L'Occidente
è la Chiesa Cattolica o la Rivoluzione Francese? È il comunismo o i grattacieli
di Tokyo? Da qui nasce un equivoco ulteriore, l'uso del noi che rimanda a
qualcosa di implicito e vago (noi occidentali? bianchi? europei? mediterranei?
cristiani? libertini?); mentre loro sono addirittura descritti con
metafore animali. Said analizzò le metafore animali con cui il colonialismo
raccontava gli orientali, e Siti le percorre tutte: i lavoratori sono
«formichine scure sui lastroni di pietra», «i venditori di cianfrusaglie si
appiccicano come blatte», la cinese è «piccola come una formichina». Tutti, per
l'etnocentrico Walter Siti, si esprimono con «fonìe aliene». Solo a poche
pagine dalla fine, l'autore si accorge di non aver saputo esplorare questo
Paese: «forse finora l'ho tenuto troppo a distanza: come se fosse un reperto da
osservare sotto la lente, o peggio una carogna d'animale da tenere con la punta
delle dita». Perché mandare uno scrittore a visitare un luogo che non gli
interessa? (Dichiara infatti tra le pagine: «nessun desiderio di uscire, di
capire»). Siti sa scrivere ma non sa vedere. Come Pasolini che a Capri vedeva
solo immondizia, così Siti ovunque va vede le borgate romane, tanto che ad un
certo punto del viaggio confessa: «Mi sento a Roma in borgata, sto bene». E
perché poi l'uso del romanesco («ma ndo vanno, che feste
frequentano? »). Per essere mimetico? Ma mimetico con che, dato che siamo in
terra araba? Per scrivere un reportage non basta saper scrivere, bisogna saper guardare. Siti ha
scritto la parodia di un reportage e ne è cosciente: «Odio la vita, basta con
questa farsa del viaggio, chi voglio prendere in giro?». A cascarci però è stato l'editore, poi la critica, poi chi lo ha ospitato in
tv come fosse un guru, e poi i poveri lettori che lo hanno già acquistato. Se volete sapere com'è Dubai non leggete questo
libro. Gli Emirati non sono né «Topolinia», né «un Paese arretrato», né «la
barbarie». La barbarie, forse, è un problema di chi guarda, non di chi è
osservato. 29/04/2009
( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Mercoledì 29 Aprile
2009 Chiudi di LUIGI VACCARI AL femminile. Roberta, due figli e un marito, è
una giovane libraia che attraversa una lacerante crisi coniugale ed
esistenziale. Il caso la spinge a rivivere i momenti significativi della sua
vita. Fino a scoprire nell'infanzia le origini dell'acuto disagio e del
profondo malessere che la opprimono: in quegli anni vissuti «negli affetti
avvolgenti della famiglia paterna» e nell'assenza della madre, Malvina, una
psicoterapeuta, femminista convinta, persuasa anche che della figlia dovesse
occuparsi il padre. Partono di lì i conflitti sottaciuti, i malintesi, gli
scabrosi segreti: i drammi che stanno compromettendo la sua esistenza. Non
sottraendosi al doloroso, problematico esame, Roberta supera la duplice crisi e
si mette in pace con se stessa. Detto in breve, è questo Il gioco delle verità,
il nuovo romanzo di Sveva Casati Modignani, ambientato tra Milano (dove la
scrittrice è nata e vive) e Tavernolo (località immaginaria della Brianza). È
appena uscito, come i precedenti, da Sperling & Kupfer (512 pagine; 19,90
euro). È il ventesimo, dal primo: Anna dagli occhi verdi, pubblicato nel 1981.
Tutti accolti calorosamente dai lettori, affrontano il tema dell'amore con le
diverse implicazioni: gelosia, intrigo, rivalità, sesso... Tradotti in 20
Paesi: Brasile, Francia, Germania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca,
Russia, Spagna... hanno venduto oltre 10 milioni di copie. Alcuni sono
diventati sceneggiati televisivi; altri hanno avuto una trasposizione
cinematografica: riscuotendo, in tutt'e due i casi, lo stesso successo». Come
si definisce? «Una miracolata. Faccio un mestiere che mi diverte e, guarda
caso, diverte anche gli altri. A me piace raccontarmi delle storie e ai lettori
piace leggerle. Perché, alla fine, davvero chi legge è assetato di storie.
Quindi sono fortunata». Dove le cerca? «Non le cerco. Mi arrivano a domicilio.
Ogni tanto mi cattura un'idea, di solito sono grandi idiozie. Ma qualche volta
mi fa nascere dentro una storia. Come per Il gioco delle verità». Quando si è
manifestata? «Una sera di un paio d'anni fa ero sul divano di casa col mio
cane, che si chiama Rambo, e in televisione un prelato, un sacerdote, parlava
dei giovani, della dissolutezza dei costumi, della mancanza di valori... Disse
anche che l'amore fra i coniugi è finalizzato alla procreazione. Senza questo
fine, è peccato. Mi sono ricordata di quando avevo 20 anni
e frequentavo un gruppo cattolico, a Milano. Un giorno un compagno confessò:
"Il mese prossimo mi sposo. Ma siccome lei e io non vogliamo avere figli
vivremo il nostro matrimonio in castità". Accadeva più di 40 anni fa e mi
ritrovavo di fronte a quest'affermazione di una violenza inaudita. Ho
detto al mio cane: "Rambo, andiamo subito a letto perché voglio costruirci
sopra una storia". Io, le idee le rimugino sotto le lenzuola, di notte, in
silenzio. E quella notte è nato questo romanzo con la figura di Malvina, una
studentessa universitaria di 20 anni alle prese con un marito, cattolico
integralista, che scopre che lei di nascosto prende la pillola. L'accusa
violentemente e le dà della puttana. Poi...». "Il gioco delle verità"
è anche una critica al femminismo? «Non mi permetterei mai di criticare il
femminismo, che tanta parte ha avuto nella liberazione delle donne da un sacco di
legami forsennati. Casomai mi lamento perché ha smesso di far presa sulle
donne, che ancora una volta il sistema maschilista ha fatto tornare a essere
oggetto del desiderio. Belle da vedere, ma non pensanti. Questo ci propongono i
media costantemente. Nulla da rimproverare al femminismo, molto al sistema
maschilista e a noi donne che non crediamo abbastanza in noi stesse». Quali
sono le conquiste significative del femminismo? «Il divorzio. La legge
sull'aborto. La possibilità di accedere a tanti posti di lavoro che erano
preclusi. Il coraggio di ribellarsi a situazioni familiari degradanti: prima le
donne subivano e tacevano. Adesso alcune hanno il coraggio di ribellarsi». Chi
sono le sue lettrici? «Trasversali. Lettrici e lettori: giovani, di mezza età, ragazzine
di 13 anni e nonni di 80 e passa... L'extra comunitaria che ha imparato
l'italiano e la donna magistrato... Le donne, e anche gli uomini da qualche
anno, trovano nelle mie storie, così mi dicono, a parte un momento di relax,
spunti di riflessione... Leggi, ti diverti, se ti va puoi anche rifletterci
sopra, cosa vuoi di più dalla vita?», ride Sveva Casati Modignani. Qual è stato il riconoscimento dei lettori che, più di altri, l'ha
gratificata? «Sono tanti e continui... 20 anni fa, avevo scritto Disperatamente
Giulia, ero a Bergamo per presentare il libro. Era inverno ed era sera. Entrò
una suorina vestita di bianco, con due grandi sacchi del supermercato pieni di
copie del romanzo. "Lei è la scrittrice?". "Sì". Aveva una
lista di nomi: "Per favore, una dedica per ognuna delle mie ammalate...
Signora, lei non sa quanto bene le fanno i suoi romanzi". È stata
un'esperienza bellissima. Questo tipo di riconoscimento mi viene continuamente
riproposto: "Sono stata in crisi...", "Sono stata
malata...", "Ho perso il marito...", "Il mio compagno mi ha
tradito...". E mi confessano di aver trovato conforto leggendo le mie
storie». Che cosa la disturba, la indigna, la mortifica, la offende, la... di
questi anni crudeli? «L'arroganza. L'arroganza del potere». L'Italia è
razzista? «Noi italiani abbiamo accolto tutti... Le posso parlare di Milano,
una città che non lo è mai stata: l'unica che non abbia avuto un ghetto per gli
ebrei. I milanesi stanno diventando razzisti. Mi spiace dirlo, perché non
vorrei fare il gioco dei leghisti. Ma davvero gli extra comunitari sono troppi.
Abito in un quartiere in cui la proporzione tra italiani e immigrati è
( da "EUROPA ON-LINE"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Articolo Sei in
Cultura 29 aprile
( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Mercoledì
29 Aprile 2009 Chiudi IGNACE J. III YOUNAN patriarca chiesa siro cattolica (da
Beirut)
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina VIII -
Firenze Cantastorie a Braccagni, a Campiglia concerti nel parco minerario Festa
dei poeti in ottava rima mentre torna il Palio dei micci Canti, balli e di
tutto un po´. A Braccagni (Grosseto) c´è la Festa del Maggio, legata all´antico
rito del «cantar maggio». Qui venerdì, dalle 13 alle 19, si sono dati
appuntamento cantastorie e poeti in ottava rima che allieteranno gli spettatori
con racconti e giochi di parole. Merenda per tutti. Info: www.maggerini.it. Sul
monte Amiata, a Santa Fiora, il 3 maggio Festa e Fiera delle Croci, appuntamento a metà tra religione e laicità. Il rituale religioso
prevede la processione del crocifisso (un crocifisso miracoloso scomparso e poi
riapparso proprio a Santa Fiora), con tanto di banda del paese, mentre la parte
laica prevede una grande fiera. Per tutte le informazioni 0564-979611, oppure
www.comune.santafiora.gr.it. Dal sacro al profano. A Campiglia Marittima
(Livorno), nel parco archeominerario di San Silvestro, Festa del Primo Maggio,
con ristorazione, concerti, teatro e laboratori per bambini. Info: 338-9379992.
Seravezza (Lucca), invece, si prepara per l´edizione 2009 del Palio dei Micci,
appuntamento che ogni anno richiama tantissime persone, tra cui molti turisti
stranieri. In gara otto contrade, appuntamento clou, appunto, la corsa sugli
asini (3 maggio). Per saperne di più www.contradalaquercia.it, oppure
0584-756100. Lungo week end a Pescia (Pistoia). Il 1° maggio in programma
Pescia Medievale, che nei quattro rioni della città ospita rievocazioni,
spettacoli itineranti, cantastorie, danzatrici e degustazioni. Il 3, invece,
c´è il Palio storico dei Mercenari, primo torneo internazionale di arcieria
medievale (ore 9.30). Per il programma dettagliato 0572-490919 e
www.istituzionecomunedipescia.it. Infine a Pieve San Lorenzo (Minucciano,
Lucca) organizzano la Festa dei bimbi. Info e notizie allo 0583-417297 oppure
www.centrotradizionipopolari.it.
( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
sezione: Esteri data: 29/04/2009 - pag: 17 Il caso Mary Ann Glendon respinge la
medaglia dell'ateneo religioso dell'Indiana Il Gran Rifiuto a Obama
dell'ambasciatrice cattolica Non dividerà il palco con lui all'università: «È
pro aborto» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON «Magna est veritas et
prevalebit», la verità è grande e prevarrà, è scritto sulla Laetare Medal, il
prestigioso riconoscimento che dal
( da "Stampa, La" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Retroscena Il
quotidiano on line vicino alla fondazione e alle posizioni di Fini Farefuturo,
la rivista che ha fatto scoppiare il caso La centrale operativa del dissenso a
Silvio FABIO MARTINI ROMA L'unica, vera «Centrale operativa» del dissenso
nell'era berlusconiana è annidata lassù, al piano nobile di palazzo Serlupi
Crescenzi. Per arrivarci bisogna salire su per antiche scale e finalmente
entrare nello studio di Filippo Rossi, il giovane direttore di «Farefuturo
webmagazine», il quotidiano online della Fondazione presieduta da Gianfranco
Fini. È stato proprio lui, Rossi, che due giorni fa ha
messo in rete il corsivo «Donne in politica, il velinismo non serve», che
qualche fastidio ha procurato a palazzo Chigi e che ha indotto lo stesso Fini
ad una presa di distanza, chiara ma cortese. Quell'articolo è l'ultimo di una
serie di corsivi corsari, che finora si sono rivelati una delle armi più
efficaci del «nuovo» Fini, quello che da presidente della
Camera si sta aprendo uno spazio tutto suo, quello di una destra non populista,
laica, distinta e distante da quella incarnata da Silvio Berlusconi. D'altra
parte il corsivo sulle «veline» è l'unico dal quale Fini abbia preso le
distanze. Possibile? Ma davvero, il presidente della Camera non legge in
anteprima degli scritti così impegnativi? I principali artefici di
«Farefuturo» sono tre irregolari, tre intellettuali disorganici, tutti e tre di
destra, ma critici per diverse ragioni nei confronti dell'esperienza di An e
del «berlusconismo». Campi è uno storico di quarantadue anni, che non è mai stato iscritto all'Msi; Rossi, stessa età, è uno che nel suo
ufficio espone manifesti della Pop art e che, assieme a Luciano Lanna, ha
scritto «Fascisti immaginari» che è un dizionario irriverente dell'immaginario
post-fascista; Angelo Mellone, 35 anni, direttore editoriale della Fondazione,
è autore di un libro («Berlusconi spiegato a mia figlia») nel quale è scritto:
«Cara Bombo, io non sono mai stato berlusconiano, anzi
all'inizio Berlusconi in politica, lo odiavo con tutto il cuore, ma questa è la
storia di un vero miracolo...». Spiega Campi: «In una fase nella quale si vive
un rapporto devozionale rispetto al leader del Pdl, le nostre pulsioni critiche
ma costruttive possono essere equivocate, ma noi siamo avanguardie costruttive,
mica guastatori! Fini? Con lui parliamo, ci
confrontiamo, ma non siamo i portavoce di nessuno, anche perché se questo ci
fosse chiesto, io non starei un minuto di più». Tratto originale e inatteso del
«sistema-Fini»: da queste parti non ci sono intellettuali organici, ma semmai
personalità che fanno da battistrada al proprio leader di riferimento. Tanto
più che il grosso del lavoro della Fondazione finiana è quello di cultura
politica che si sviluppa attraverso una mole imponente di convegni, seminari a
porte chiuse, formazione per i giovani, editoria, partenership con altre
Fondazioni europee (speciale il rapporto con la Adenauer della Cdu). Sostiene
Adolfo Urso, che è il segretario generale della Fondazione e anche il più
studioso dei colonnelli di Fini: «Un tempo se pensavi alla destra, pensavi al
passato, noi investiamo sul futuro. Mi ha fatto piacere quel che ha detto un
intellettuale come Marc Lazar: la sinistra italiana può prendere esempio
dall'elaborazione culturale di Farefuturo».
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVIII -
Milano Laurea e poi? LUCA DE VITO Il "tre più due" è invece una tappa
quasi obbligata per i bocconiani, che soltanto nel 26,9 per cento dei casi
lavorano dopo la triennale, mentre praticamente tutti (96,4) lavorano dopo la
laurea magistrale. Numeri simili riguardano anche Bicocca, Statale
e Cattolica. «è ancora presto per dire se la curva sia in calo o meno, anche
perché dati ufficiali ancora non ce ne sono - spiega il professor Nello
Scarabottolo, docente alla Statale e presidente di Cilea - Il rapporto tra
laureati con il nuovo ordinamento e assunzioni si sta assestando in questi
anni, essendo attiva la riforma dal 2001. Sarebbe poi necessario vedere
ogni singolo settore: i sanitari ad esempio difficilmente andranno crisi, il
loro tasso di assorbimento è altissimo e tutti gli studenti dopo i tre anni
trovano subito occupazione». Infine i percorsi post laurea. Sebbene i laureati
in triennale siano una risorsa per le aziende, tuttavia i percorsi di
specializzazione fino a qualche tempo fa erano una carta molto importante da
giocarsi sul mercato del lavoro. In tempi di crisi, è ancora così? «I master
sono anticiclici - continua Corbetta -, quando qualcuno viene licenziato o ha
un blocco di carriera, la prima cosa che fa è migliorare la propria formazione.
E i master servono a proprio a questo». SEGUE A PAGINA VI
( da "Stampa, La" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
C'erano una volta le
«new city» della Dc Ero aspirante di Azione Cattolica, presidente fratel Carlo
Carretto, quando nell'ottobre 1951 un'alluvione spazzò via alcuni paesi della
provincia di Reggio Calabria, tra cui Africo. Aiutammo anche noi, com'era possibile
in quei tempi grami del dopoguerra. I resoconti giornalistici e radiofonici
della successiva ricostruzione fecero però capire che Cristo si era veramente
fermato a Eboli: «... Ad Africo Nuovo, il paesino costruito più vicino alla
costa rispetto ad Africo vecchio distrutto dalla furia delle acque, nelle case
nuove di zecca diversi contadini non sanno cosa sia il bidè: lo hanno visto per
la prima volta e lo adoperano per piantare il basilico!». Cronache vere che è
possibile leggere sui giornali di quei tempi. È mancato qualcuno che prima di
installare un bidè dicesse a che cosa serviva. Che educasse i paesani alla
pulizia generale del corpo. Fra le righe di questa lettera si può evincere che
anche nei regimi democristiani di allora si costruivano «new city». Ma con
altro stile e silenzio rispetto a quelli di oggi! Molto tempo è passato, e oggi
Africo Nuovo è un ridente paese turistico con alberghi e ristoranti a due passi
dal mare. Ma veniamo a noi. La mozione del Parlamento belga, che condanna la
chiacchierata del Papa su Aids e profilattici, sa di vecchio. Molte cose che
riguardano il Papa, anche in Italia cominciano a puzzare. Sebbene la
popolazione belga sia a maggioranza cattolica, il suo Parlamento ha fatto
capire che la storia della sua classe politica si è fermata a Carlo Magno, al
commercio e agli affari, al mercato dei diamanti e dei merletti. Alla vecchia
ruggine tra cattolici e liberali che anche in Italia
sotto specie di conflitto tra laici e cattolici, tra atei e devoti, tra atei-devoti e fedeli, tra clericali e
anticlericali, sta di nuovo facendo notizia spingendoci indietro nel tempo:
nell'800 risorgimentale e massonico... Mi rammarico che sia sparita dalla scena
pubblica una generazione di laici cristiani, «in piedi e ritti», che sapevano però
fare valere le ragioni del Concilio senza debordare e in perfetta
comunione con la Chiesa. Oggi la palla è passata alle destre religiose con
tutti gli «scontri» di civiltà e i fondamentalismi che ci attendono se non
poniamo un freno a queste «intimidazioni», ora non solo mediatiche ma
parlamentari. NINO LABATE, ROMA Ho tagliato una buona parte, e spero me ne
perdoni. Ho lasciato però la parte, secondo me, più rilevante del suo punto di
vista: cioè che molte delle dispute in cui ci stiamo rotolando nel nostro Paese
sono vecchie. Vecchie per come sono impostate, nel senso che guardano indietro
a temi che non toccano più le coscienze e gli interessi di molti, e parlano,
nel bene e nel male, solo a coloro che hanno memoria delle radici da cui queste
questioni sono nate. Mi sembra opportuno che lei abbia cominciato questa
lettera con un ricordo del dopoguerra.
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVIII -
Milano Vacanze studio: da Dante all´ambiente, dal marketing alla tv Operazione
"summer school" al via Poli, Iulm e Cattolica Al
via le iscrizioni per le Summer School, i seminari estivi organizzati dagli
atenei per approfondire gli studi accademici. Quindici le proposte della
Cattolica, dalla "Scuola internazionale estiva di studi danteschi",
per gli appassionati del poeta fiorentino, all´appuntamento di "Marketing
e sviluppo delle organizzazioni non profit", per chi vuole
conciliare etica e economia. Le Summer school , pensate per acquisire nuove
conoscenze e strumenti, verteranno sui settori agro - alimentare, ambiente,
cinema, comunicazione, diritto, letteratura, management, psicologia, relazioni
internazionali. Fra le novità di quest´anno, il seminario psicologico di
"Assessment Terapeutico dal vivo", la settimana sui diritti umani
"Diritti dell´uomo e sviluppo dei popoli" e i due moduli agro
alimentari di "Quality differentiated markets in the food system". Le
Summer school si svolgeranno tutte in località italiane, i prezzi oscillano dai
160 euro di "Pedagogia dell´ambiente" in Val Paghera, ai 700 del
corso avanzato "Italian Language and Culture" (informazioni alla
pagina web www.unicatt.it/summerschools). Per la IV edizione della Junior
Summer School della Iulm (15- 19 giugno), sono aperte le iscrizioni per i
migliori studenti delle scuole secondarie che presenteranno la propria
candidatura per la settimana di full immersion su arte, cinema e relazioni
pubbliche e comunicazioni di impresa (www.iulm.it). Entro il 16 maggio invece,
aspiranti ingegneri e architetti del quarto anno delle superiori potranno iscriversi
alle settimane full immersion d´ingegneria organizzate dal Politecnico: lezioni
come quelle universitarie di Chimica, Fisica, Informatica e Matematica e la
possibilità di allenarsi per il test di ingresso. Per inviare le candidature,
consultare il sito www.orientamento.polimi.it. (l. b.)
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIX - Palermo
Oggi l´autore de "L´età estrema" incontra gli studenti di Lettere IL ROMANZO DI LUPERINI breve apologo LAICO Un professore oramai
anziano vive negli anni della crisi di una civiltà che soffre la paura del
presente e guarda con ansia ad un futuro che forse non arriverà NATALE TEDESCO
i voleva uno scrittore siciliano come Andrea Camilleri per fare accogliere nel
Divano della casa editrice Sellerio, collana ormai non meno prestigiosa della
Memoria, il secondo romanzo di Romano Luperini, "L´età
estrema". Luperini tiene la piazza scolastica di Palermo da tanti anni, ma
è significativo che il suo lavoro di scrittore venga discusso nell´ambito della
ricerca del laboratorio Incontri con gli scrittori della Facoltà di Lettere
diretto da Domenica Perrone. Peraltro, come vedremo, un punto fermo della
ricerca letteraria di Luperini è tra l´altro "L´imperio" di Federico
De Roberto. Chi conosce già Romano Luperini come antologista, storico e teorico
della letteratura, ne apprezzerà ora l´attività di scrittore. Presentando il
suo libro "L´età estrema" non voglio tracciare un´analisi esaustiva,
quanto piuttosto fornire degli spunti d´indagine e delle brevi notazioni di
lettura. Il romanzo, pubblicato da Sellerio nel 2008, è tanto più prezioso,
quanto più è piccolo. La brevità si accompagna all´efficacia, quella degli
apologhi, di quell´apologare laico di cui ho parlato per i racconti di Italo
Svevo. Si tratta del secondo e forse più riuscito romanzo dell´autore, che però
condivide in forma diversa con la sua prima opera, "I salici sono piante
acquatiche" (Manni, 2002) una stessa, esibita struttura autobiografica. La
narrazione si modula secondo una forma diaristica, vale a dire che le pagine si
susseguono come tessere di un diario. Per comprendere il romanzo, occorre
partire dal titolo emblematico, "L´età estrema", che da una parte
evoca il senso di una parabola personale che curva verso la vecchiaia,
dall´altra allude e rinvia all´epoca di ripiegamento, di chiusura della civiltà
occidentale quale noi l´abbiamo conosciuta fino ad adesso. Vicenda personale e
storia epocale s´incrociano e si sovrappongono. Come suggerisce il titolo,
dunque, la narrazione poggia sull´intreccio di privato e pubblico, sicché la
vicenda dell´anziano professore, ritratto in una data circumstancia di vita
(come direbbe Ortega), si contamina con la storia di tutta una società. Com´è
segnalato nella conclusione, il romanzo è stato scritto
in occasione di un viaggio compiuto dall´autore nell´autunno del
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina 38 - Esteri
Un cittadino su due passa da una religione all´altra almeno una volta E lo fa
intorno ai 24 anni. Lo rivela uno studio realizzato a Washington Così l´America
diventa il Paese che cambia Dio Dopo quindici anni di assenza dalle scene è
finalmente tornato ad esibirsi in pubblico Da cattolici
a episcopali, da avventisti a battisti, e i luterani migrano alla Chiesa Romana
VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON è irrequieto il gregge, e smarrite le pecorelle,
nell´immenso ovile della cristianità nord americana. Sotto la coperta di una
fede cristiana che si estende rassicurante come in nessun´altra nazione
occidentale e avvolge genericamente il 75% dei cittadini, 230 milioni di anime
e corpi che qui si professano credenti, le affiliazioni religiose cambiano con
disinvoltura e senza grandi traumi. è una continua transumanza di cattolici che divengono episcopali, avventisti che si
uniscono ai battisti, luterani che abbracciano Santa Romana Chiesa, con un
fedele su due che cambia altare almeno una volta nella vita e uno su cinque che
abbandona la fede nella quale fu allevato dai genitori prima di diventare
adulto e compiere i 24 anni. Della cristianità nella prima grande nazione nella
storia moderna che sancì il principio della libertà assoluta di religione e
della separazione fra stato e chiese, conosciamo da
anni l´esplosione del fondamentalismo sudista cinicamente reclutato dai lupi
della politica come blocco elettorale, l´invenzione del tele-evangelismo e la
crescita delle mega chiese che raccolgono in salmodianti happening decine di
migliaia di fedeli in strutture da palazzo dello sport olimpico. Ma se gli
Stati Uniti si vantano di essere la più grande «christian nation» della Terra,
quando gli istituti di ricerca come il Pew di Washington, frugano nel gregge
che si proclama cristiano, si scopre che il rapporto con gli intermediari e i
rappresentati del Dio della Bibbia è molto più disinvolto e pragmatico di come
lo raccontino i luoghi comuni. Gli americani fanno shopping religioso come
fanno shopping tra partiti, candidati, automobili o detersivi, cercando la
chiesa, il pastore, la confessione che meglio corrisponde ai loro desideri. Se
la fede è un dono, la fede americana è un dono nel quale i compratori guardano
bene dentro e che restituiscono facilmente al fornitore in cambio di un´altra,
come i regali di Natale il giorno di Santo Stefano. Il 44% di chi si professa
cristiano, appartiene a una confessione diversa da quella appresa da bambino.
Due terzi di coloro che furono cresciuti come Cattolici o come Protestanti
confessano di essere saltati da una parte all´altra dello steccato riformista o
controriformista almeno una volta, spesso facendo andata e ritorno. Per
delusione verso la fede ereditata, per comodità di culto soprattutto nelle
regioni dove raggiungere una chiesa comporta viaggi di ore, per assecondare e
seguire un coniuge che appartiene a un altro ovile. Moltissimi, il 50% dei
convertiti ad altre confessioni, e il 70% degli ex cattolici
divenuti protestanti, ammettono che la loro fede «non gli piaceva più». E´
dunque un Dio su misura, un cristianesimo molto "pret-a-porter"
quello che i 113 milioni di americani che frequentano regolarmente una chiesa
(o una sinagoga, o una moschea, o un tempio buddista) cercano, spesso
insofferenti della rigidità dottrinale. Se i cattolici
romani restano la prima confessione organizzata per numero di aderenti, 66
milioni in 19 mila chiese, per il 23% della popolazione, meno dei protestanti,
che sono il 51% ma divisi in dozzine di denominazioni, sono proprio loro quelli
che più soffrono e pagano per il dogmatismo centralistico della Chiesa di Roma.
Gli apostati cattolici citano i
temi classici e dolorosi della controversia cattolica, l´aborto,
l´omosessualità, il sesso prematrimoniale, l´incomprensibile nyet alla
contraccezione, l´offensiva esclusione delle donne dal sacerdozio, il celibato
imposto ai preti, come cause della loro disaffezione e del loro distacco dalla
Gran Madre. Il 2,5% dei 66 milioni ha lasciato il cattolicesimo scosso
dall´orrore dei preti pedofili e, soprattutto, dal comportamento pilatesco
della gerarchia verso i colpevoli. Il numero di aderenti alla Chiesa di Roma
rimane stabile soltanto grazie alle trasfusioni di immigrati dalle comunità e
nazioni cattoliche a sud della frontiera, ora che l´Europa non fornisce più le
legioni devote che fecero di città come Boston o Baltimora bastioni del
cattolicesimo. Sui documenti e sulle cifre delle ricerche demografiche,
l´America, nella quale il 90% proclama di credere comunque in un
"Ente" soprannaturale, sia esso il Dio degli Zoroastriani o l´Allah
del Corano che conta 6 milioni di seguaci, rimane una nazione incomparabilmente
religiosa rispetto all´Europa scristianizzata e laicizzata: nel giorno del
Signore, alla domenica per i cristiani, il 41% degli abitanti si mette i
vestiti della festa e si trascina in una chiesa, contro il 14% dei francesi e
il 6% degli svedesi. E per quanto ambigui e contraddittori siano i simboli
stampati su quelle banconote che mescolano allusioni evidenti alla Massoneria,
alla quale appartenevano tanti dei Padri Fondatori nel 700,
alla promessa del "Noi confidiamo in Dio" appiccicata dal presidente
Eisenhower nel XX secolo, nessun altra nazione occidentale oserebbe stampare il
nome di Dio sulla propria
moneta. Ma l´incessante turnover di fedeli fra una confessione e l´altra
segnala che anche in materia di religione, gli americani tendono a credere più
in Dio che nei preti, a differenza di altri cristiani più opportunisti. E ad
applicare anche alla religione il principio fondante della loro nazione, che
non è la Bibbia, ma è la libertà di scelta individuale che pure il
cristianesimo proclama e che il cattolicesimo papista spesso teme.
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina 25 - Cronaca
L´iniziativa delle diocesi per contrastare gli effetti negativi dei tagli In
Austria chiudono quattrocento filiali preti e chierichetti diventano
portalettere ANDREA TARQUINI dal nostro corrispondente berlino - Sacrestani, impiegati volontari laici della Chiesa e in casi eccezionali
persino parroci potrebbero distribuire in futuro la posta in Austria,
sostituendosi ai portalettere. Le diocesi hanno reagito così alla decisione
delle Poste federali austriache di chiudere almeno 400 filiali, per risparmiare
i costi d´esercizio e ripianare i conti. Le Chiese hanno subito colto la
palla al balzo. «Gli uffici postali - dice Georg Plank, portavoce della diocesi
di Graz-Seckau - sono sempre stati luoghi d´incontro tra la gente. I concetti
di mobilità del mondo d´oggi creano nuovi perdenti, gente che con la chiusura
delle filiali della posta perderà i suoi momenti sociali, i contatti umani». Il
progetto di sostituirsi alla posta interessa alla Chiesa anche per recuperare
spazio perduto in una società che si laicizza, scrive la Sueddeutsche Zeitung.
Solo il volontariato e l´impegno onorario di tanti fedeli tiene viva la fede in
parrocchie cui manca il parroco. Passare a distribuire la posta darebbe alla
Chiesa un nuovo spazio: la metterebbe in contatto con gente che ha bisogno di
spedire o ricevere pacchi e lettere, alla quale però magari non verrebbe in
mente di contattare un presule. Un autorevole vescovo, Egon Kapellari, sostiene
il progetto. E anche i protestanti sono interessati all´iniziativa.
( da "Repubblica, La"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina 21 - Interni
Clandestini, arrivano i presidi-spia denuncia per le iscrizioni a scuola
Intercettazioni, le aziende decidono il blocco: non ci pagano Maroni: "Sul
ddl sicurezza o c´è l´accordo nella maggioranza o chiedo la fiducia. L´ho già
chiesto a Berlusconi e lui è d´accordo" LIANA MILELLA ROMA - Se ne vanno i
medici-spia, ma arrivano i presidi-spia, quelli che, in quanto incaricati di
pubblico servizio, saranno costretti a denunciare il clandestino che cerca di
iscrivere il figlio a scuola. Senza permesso di soggiorno l´immigrato non potrà
più fare nulla, né dichiarare all´anagrafe una nascita, né mandare a scuola i
figli avuti fuori dall´Italia (visto che i nati qui non esisteranno neppure),
né presentarsi negli uffici di stato civile, né
accedere ai pubblici servizi (ospedali esclusi). Tutto quello che pure una
legge severa come la Bossi-Fini consentiva agli stranieri irregolari viene
cancellato dal ddl sulla sicurezza che domani andrà in aula alla Camera. Con il
suo carico di ronde e di Cie a sei mesi. Tra lo scandalo
delle associazioni cattoliche (Migrantes, Sant´Egidio, Acli) e le denunce
dell´opposizione. Scatenata l´Idv che, con Antonio Borghesi, lancia l´allarme
sul rischio dei presidi-spia («Non potranno far altro che sporgere denuncia di
fronte a un reato perseguibile d´ufficio»). Allarme nel Pd dove
Donatella Ferranti denuncia «un testo disumano con norme inaccettabili per i
diritti delle persone». D´ora in avanti «con il nuovo reato, ogni incaricato di
pubblico servizio, presidi, infermieri, dipendenti comunali, avranno l´obbligo
di denunciare gli irregolari». Oggi, a Montecitorio, manifestano sindacati,
associazioni cattoliche, Antigone, Sinistra e libertà. Ma il ministro
dell´Interno Roberto Maroni pone un secco alto là: «O c´è un accordo pieno nella
maggioranza o vado in aula con la certezza della fiducia. L´ho chiesto
formalmente a Berlusconi che si è detto d´accordo». Memore delle due bocciature
della permanenza lunga nei Cie al Senato e alla Camera, mette le mani avanti:
«Voglio evitare il rischio del "non c´è due senza tre"». I suoi
timori sono giustificati perché nel Pdl cova insofferenza. Alessandra Mussolini
ha presentato in commissione venti modifiche (via il nuovo reato, via i
medici-spia, via l´obbligo di presentare il premesso per tutto), ma è stata
punita dal "servizio d´ordine" del Pdl: non fa parte delle
commissioni Affari costituzionali e Giustizia, nessuno le ha ceduto il posto
per consentirle di votare gli emendamenti. Firmati però da una dozzina di
colleghi. Ecco la necessità di ricorrere alla fiducia. Se Maroni punta i piedi,
il Guardasigilli Angelino Alfano incappa in una giornata nera per sedi
disagiate e intercettazioni. Per la seconda volta la soluzione per obbligare il
Csm a trasferire d´ufficio giudici e pm è stoppata in commissione e il
sottosegretario Giacomo Caliendo la ritira («Se c´è la fiducia la
riproporremo»). Va peggio per gli ascolti. Le aziende che li rendono possibili
(
( da "Stampa, La" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
INCONTRI Quartieri
Alle 10, per il ciclo dedicato agli anziani d'azienda, incontro sul tema «I
quartieri di Torino: Borgo Vecchio e dintorni. San Donato, Campidoglio e
Parella». Ne parlano Ugo Sartorio e Francesco Adorno. Unione Industriale, via
Fanti 17 Ruff Alle 18 presentazione della personale dedicata a Thomas Ruff al
Castello di Rivoli, oltre ottanta opere fotografiche dell'artista sul mondo
della cultura visiva contemporanea. Interviene Alessia Giorda. Fnac, via Roma
56 Turchia Alle 17,30 conferenza di Mario Losano, docente di Filosofia del
Diritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Piemonte Orientale,
su «La Turchia tra Europa e Asia: un secolo tra laicismo ed Islam». A cura dell'Accademia delle Scienze. Circolo dei
Lettori, via Bogino 9 Facebook Alle 18 dibattito su «Internet e diritti
fondamentali: il caso Facebook». Intervengono: M. Ricolfi, R. Caterina e C.
Blengino. Palazzina Einaudi, lungo Dora Siena 68 Esercito italiano Incontro
alle 17 con Gianni Oliva, che parlerà su «Storia dell'esercito
italiano». Moncalieri, Unitre, via Real Collegio 20 LIBRI Eluana Alle 20,30
presentazione dei libri «Il caso Eluana Englaro» di Maurizio Mori e «Eluana. La
libertà e la vita» di Beppino Englaro e Elena Nave. Ne parlano gli autori Mori
e Nave, modera Jessica Cusano. A seguire proiezione del film «Mare dentro» di
Alejandro Amenàbar. Bibliomediateca «Mario Gromo» del Museo del Cinema, via
Matilde Serao 8 Cateau Cambrésis Alle 18 presentazione del volume «Ricordo del
Trattato di Cateau Cambrésis», ed. Ananke. Interviene la curatrice Maria Luisa
Tibone, Marco Carassi, Alessandro Braja, Franca Porticelli, Giuseppe Balbiano
d'Aramengo e Giovanni Bonino. Archivio di Stato, piazzetta Mollino Cucina Alle
18,30 si parla del libro di Sapo Matteucci «Q.B. La cucina quanto basta»
pubblicato da Laterza. Con l'autore partecipano all'incontro Giovanni Cobolli
Gigli, Giorgio Ficara e Carla Sacchi Ferrero. Circolo dei Lettori, via Bogino 9
Zeno Andrea Bajani oggi alle 18 presenta il libro del giovane talento Ade Zeno
«Argomenti per l'inferno», ed. No Reply, sul difficile rapporto tra un padre
adolescente e un figlio disabile. La Torre di Abele, via Pietro Micca 22
SPETTACOLI Domande alla follia Riprende stasera alle 21 il progetto
dell'associazione Arcobaleno «Se ti manca un venerdì», sul disagio mentale:
spettacolo teatrale «Storie di Lunestorte» prodotto da Villa 5, sulle
testimonianze di medici, operatori e volontari all'ospedale psichiatrico di
Collegno. Ingresso: 10 euro, contributo che andrà alla Onlus. Cavallerizza
Reale, via Verdi 9 Cabaret Alle 22,30 show «41, nessuno e centomila»,
contenitore comico con gli artisti che gravitano al Cab 41. Ingresso libero.
Cab 41, via Fratelli Carle 41 Resistenza La compagnia dell'Accademia dei Folli
propone lo spettacolo «Io sono partigiana!», con Olivia Maniscalchi, Valentina
Virando, Enrico Dusio, Carlo Roncaglia e Enrico De Lotto. Ingresso libero.
Teatro S. Anna, via Brione 40 MUSICA Concerti del pomeriggio Alle 16 concerto
di Ercole Ceretta alla tromba e Roberto Cognazzo al pianoforte: proporranno
pagine di Rossini, Schubert, Mozart e Gershwin. Ingresso 7 euro. Teatro
Alfieri, piazza Solferino Bach Stasera e domani, alle 21, per la rassegna
«Musica in concerto» dell'associazione «Concertante», esibizione di Dario
Destefano al violoncello: eseguirà la versione integrale delle «Sei Suites» di
Bach. Chiesa S. Sudario, via Piave angolo via San Domenico VARIE Solidarietà
all'Abruzzo Prosegue sino a fine maggio la raccolta per le biblioteche
abruzzesi dell'iniziativa «Libri per l'Abruzzo» lanciata dalla trasmissione
radio «Fahrenheit» e a cui hanno aderito il Comitato regionale Resistenza e
Costituzione e la Fondazione per il Libro di Torino: i libri possono essere
donati al Consiglio regionale del Piemonte, in via Alfieri 15. Infanzia
palestinese Alle 21 proiezione del film di Barbara Cupisti «Vietato sognare»,
che illustra le condizioni dei bambini palestinesi, girato nei Territori
Occupati e anche negli Stati Uniti. Ingresso libero con tessera Arci.
Artintown, via Berthollet 25 MOSTRE Torino che cambia Il progetto si conclude con
la mostra fotografica «Mirafiori: immagini dal cambiamento» che si inaugura
alle 17,30 e rimarrà allestita sino al 15 maggio, curata da Piergiorgio
Corradin e Alfonso Quaglia. Unione Culturale, via Cesare Battisti 4b Break con
vedutismo Alle 13 visita e incontro di approfondimento su «Vedutismo a Venezia
e nelle corti europee», attraverso le opere di Canaletto e Bellotto. Costo: 4
euro. Pinacoteca Agnelli, Lingotto, via Nizza
( da "Stampa, La" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Progetto Cultura e
territori «marginali» Appello all'Unesco: salviamo l'identità delle minoranze
"La lingua Occitana Patrimonio dell'umanità" VALTER GIULIANO* Ho
appena inviato al Comitato Italiano dell'Unesco, la richiesta di candidatura
ufficiale per l'iscrizione nella lista del patrimonio immateriale dell'Umanità
(l'Italia ha ratificato la specifica Convenzione nel settembre del 2007) della
lingua Occitana. Dal momento in cui entrò in vigore la legge nazionale 482/99
sulle lingue minoritarie - attuazione dell'articolo 5 della Costituzione,
frutto della "Carta di Chivasso" del 1943 - mi batto per
l'affermazione del valore della diversità linguistica e culturale, importante
quanto la biodiversità. Non sono che il testimone di un movimento, sostenuto
con forza dalla Chambra d'Oc e dai suoi infaticabili animatori, Ines Cavalcanti
e Giacomo Lombardo, che ha unito, anche fisicamente, con il progetto
"Occitania a pè"-da Vinadio a Vielha, 70 giorni di cammino, per
complessivi 1.300 chilometri- i territori occitani di Italia, Francia,
Catalunya, fino alla pirenaica Val d'Aran, coinvolgendo nella petizione
all'Unesco, tutte le comunità che ha attraversato. Si tratta di una richiesta
con solide fondamenta culturali, che partono dalla poesia dei Trovatori,
passano attraverso il riconoscimento del Dante della Divina Commedia (canto
XXVI del Purgatorio), si consolidano con il Premio Nobel 1904, attribuito al
Frèdèric Mistral di "Mirèio" e di "Calendau " composte in
lingua d'Oc, e giungono ai fermenti dei moderni compositori occitani di
letteratura, di musica, di canti e di balli. Nel panorama multiculturale
dell'oggi l'identità è, più che mai, affermazione composita del dialogo, della
contaminazione, del desiderio di mettersi in relazione con l'altro da sé, così
come ci insegna la lezione di Emmanuel Lèvinas. E non, come qualcuno vorrebbe
costringerci a credere, difesa tribale di presunte esclusività razzistiche. La
realtà dell'oggi chiede, con forza, di riconoscere il valore delle lingue madri
del territorio, dando ragione al Pasolini di "Volgar'eloquio",
piuttosto che all'accorato grido di Ignazio Buttitta (Un popolo/diventa povero
e servo/quando gli rubano la lingua/ricevuta dai padri:/ è perso per sempre...)
o alle razionali e scientifiche argomentazioni di Tullio De Mauro, fino
all'ultimo grido del Boris Pahor di "Qui è proibito parlare", in cui
la negazione della lingua diviene negazione di una comunità, di un popolo, di
un diritto a esistere.. Della democrazia. Non è dunque
fuori luogo affermare e reclamare il diritto alla lingua madre di ognuno, come
primo riconoscimento del diritto alla diversità, al diverso pensare e al
diverso sentire che sono alla base della concezione laica di ogni sistema
democratico che rifugge il dogma e l'affermazione di presunte verità o superiorità.
*Assessore alla Cultura Provincia di Torino
( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
SCUOLA Cancellato
l'obbligo di istruzione Il debutto dei presidi-spia Aule chiuse agli irregolari
Cinzia Gubbini ROMA La norma è rimasta lì, nascosta in quel generalissimo
riferimento ai «pubblici servizi», in quell'articolo 45 che ha fatto scalpore
perché introduceva l'obbligo per i medici di denunciare gli immigrati
irregolari che si fossero presentati in ospedale a chiedere cure. Ma da
settimane, ormai, le organizzazioni sindacali e le
associazioni - laiche e cattoliche - che si oppongono al disegno di legge sulla
sicurezza lanciano l'allarme: l'articolo 45 contiene un altro veleno contro la
civile convivenza. E cioè l'obbligo per le scuole di denunciare le famiglie
irregolari. Un'eresia per la scuola pubblica come oggi la conosciamo.
L'obbligo all'istruzione è rivolto a tutti i minori di 16 anni presenti in
Italia. Questo ha permesso alla scuola di essere, in questi anni, uno
straordinario avamposto delle istituzioni pubbliche, oltre che un baluardo di
democrazia. Ma ora, di soppiatto, il governo Berlusconi vuole far saltare il
banco. Ieri a porre l'attenzione su questo «particolare» è stato
un deputato dell'Italia dei Valori, il vicepresidente del gruppo alla Camera,
Antonio Borghesi: «Questo provvedimento - ha aggiunto - contiene norme disumane
che nulla hanno a che fare con il contrasto all'immigrazione clandestina. Sono
norme che infieriscono impietosamente sulle donne e, in particolare, sui
bambini. Ci ritroveremo, tra qualche anno, con una generazione di bambini
fantasma, che vivono, respirano nel nostro paese, che potranno essere curati
nei nostri ospedali ma che per l'anagrafe italiana continueranno a non
esistere». Il pericolo - che, qualora fosse posta la fiducia alla Camera
diventerà una certezza - risiede nella cancellazione di una frase contenuta
nell'articolo 6 del Testo unico sull'immigrazione. In questo articolo si dice
che i documenti inerenti al soggiorno devono essere sempre esibiti «fatta
eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive e ricreative a
carattere temporaneo e per quelli inerenti gli atti di stato
civile o all'accesso a pubblici servizi». Bene. Ora l'articolo 45 del disegno
di legge sulla sicurezza stabilisce che il permesso di soggiorno debba essere
presentato anche per gli atti inerenti lo stato civile
e l'accesso a tutti i servizi pubblici. Ivi compresa, è la logica deduzione, la
scuola. Non solo. Come spiega Sergio Briguglio, esperto di diritto
dell'immigrazione: «Se il genitore dovrà esibire il permesso il preside sarà
messo di fronte all'eventuale condizione di soggiorno illegale, del genitore
non del figlio, e non potrà fare altro che sporgere denuncia trattandosi di un
reato perseguibile d'ufficio». Due indizi fanno una prova. Il disegno di legge
sulla sicurezza vuole che i presidi italiani si trasformino in spie. «Non
avevamo dubbi che andassero a parare lì, e infatti da un mese abbiamo lanciato
una petizione contro questo aspetto del disegno di legge sulla sicurezza», dice
Mimmo Pantaleo, segretario della Flc della Cgil. «Per noi l'idea di una scuola
aperta a tutti è un punto identitario. Le norme contenute nel pacchetto
sicurezza sono razziste e odiose. E d'altronde si inseriscono all'interno di un
preciso disegno: svilire il ruolo della scuola pubblica nella sua funzione di
integrazione. Siamo pronti alla disobbedienza civile». Proprio stamattina, a
partire dalle 10, si terrà un presidio a piazza Montecitorio promosso da Cgil,
Arci, Acli, Federazione delle Chiese evangeliche e molti altri contro il
pacchetto sicurezza. «La questione delle scuole ci sta particolarmente a cuore
- dice Filippo Miragli, responsabile dell'Arci Immigrazione - anche se è
difficile fare una classifica tra i punti che devono essere a tutti i costi
eliminati: pensiamo al permesso di soggiorno a punti e al reato di immigrazione
clandestina». Protesta anche il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima:
«L'istruzione è un obbligo e un diritto per tutti i minori. E non lo diciamo
noi, ma le Convenzioni internazionali». Contro l'obbligo di denuncia da parte
degli insegnanti e di «chiunque svolga incarichi pubblici» si erano apertamente
schierato i famosi 101 parlamentari del Popolo delle Libertà capitanati da
Alessandra Mussolini. In una lettera indirizzata al premier sostenevano
chiaramente che sarebbe stato «un errore imperdonabile»
porre la fiducia sul ddl senza correggere l'obbligo per i medici di denunciare
gli irregolari e per tutti i pubblici ufficiali. La battaglia sui medici è
stata vinta. Per salvare gli insegnanti c'è ancora poco tempo.
( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
PALESTINA Un palco
sul muro per accogliere il papa Michele Giorgio GERUSALEMME Un palco a ridosso
del muro di cemento costruito da Israele in Cisgiordania. È quanto stanno
costruendo i palestinesi di Aida per accogliere Benedetto XVI che visiterà il
campo profughi alle porte di Betlemme, durante il suo viaggio tra Giordania,
Israele e Territori occupati tra l'8 e il 15 maggio. L'intenzione è quella di
mostrare al pontefice la durissima realtà di città, villaggi e campi profughi a
ridosso della barriera che Israele afferma di aver costruito per motivi di
sicurezza ma che, di fatto, ha annesso allo Stato ebraico una porzione
significativa della Cisgiordania negando l'accesso a terre fertili e alle
risorse idriche a migliaia di palestinesi e la libertà di movimento a molte
altre migliaia. «Siamo circondati (dal muro) - ha spiegato Salah Taamari, il
governatore di Betlemme - la nostra vita è fortemente condizionata da questa
barriera di cemento alta quasi dieci metri e crediamo che il papa, al quale
daremo un caloroso benvenuto, non dovrà ignorare tutto ciò durante la visita in
Terra Santa». Il progetto potrebbe non andare in porto. L'esercito israeliano
ha già fatto sapere che il muro è un'«area militare» e che i palestinesi non
hanno ottenuto il permesso per costruire a pochi metri dalla barriera il palco
sul quale il papa leggerà un discorso e assisterà ad un spettacolo di danze
popolari. Nei giorni scorsi pattuglie israeliane hanno bloccato i lavori e
chiesto all'Anp di spostare il palco per Benedetto XVI in un'altra zona. Nel
frattempo è forte la delusione tra i palestinesi cattolici
di Gaza per la decisione delle autorità vaticane (e israeliane) di escludere la
Striscia dalle località che il papa visiterà il prossimo mese. «Gaza non
rientra e non rientrerà nell'itinerario del papa, non ci saranno cambiamenti
nel programma», ha detto in un'intervista il portavoce del Patriarcato latino
di Gerusalemme Wadie Abu Nassar. Parole che hanno generato sconforto a Gaza
dove gli esponenti della Chiesa cattolica locale speravano nell'arrivo del
pontefice nel martoriato territorio palestinese teatro, tra il 27 dicembre 2008
e lo scorso 18 gennaio, di una devastante offensiva israeliana costata la vita
a circa 1.400 persone e la distruzione di migliaia di case e di infrastrutture
civili. Ad invocare l'arrivo del papa è stato in particolare il parroco di Gaza city, Manuel Musallam, che
guida una comunità di poco meno di 300 palestinesi cattolici (la
maggior parte dei cristiani di Gaza, circa 3mila, sono di rito ortodosso). A far
cambiare programma al papa non è servita peraltro la petizione firmata anche
dagli studenti di teologia dell'Università di Berkeley.
( da "Giornale.it, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 102 del
2009-04-29 pagina 16 Gb, lezioni di sesso a 11 anni. Polemiche di Erica Orsini
Studio obbligatorio per prevenire le troppe gravidanze tra adolescenti. Ai più
grandi si parlerà anche di aborto, Aids e matrimoni omosex. Le scuole religiose
però potranno "interpretare" la materia secondo i loro principi
Londra - Lezioni di sesso obbligatorie nelle scuole inglesi, per gli alunni
dagli undici anni in su. E non si parlerà soltanto di mera riproduzione, ma i
più grandi affronteranno anche temi più complessi e controversi come l'aborto,
l'Aids e i matrimoni gay. Sta già facendo discutere la riforma delleducazione
sessuale insegnata a scuola annunciata dal governo già lo scorso ottobre per
«aiutare i ragazzi delle scuole elementari e secondarie a navigare nelle complessità della vita
moderna» assicurandosi nel contempo che gli alunni possano apprendere le prime
nozioni sul sesso nell'ambito di una classe anziché dai compagni di gioco. Ma
quest'importante revisione è soprattutto il risultato di una campagna educativa
voluta dalle organizzazioni per la salute sessuale, convinte che la scuola
possa contribuire con i suoi corsi ad abbassare il numero delle gravidanze tra
gli adolescenti, che in Inghilterra è il più alto d'Europa. Il nuovo
insegnamento sarà obbligatorio dal 2011, con significative differenze tra le
scuole laiche e quelle religiose. A quest'ultime, infatti, sarà consentito di
insegnare l'educazione sessuale nell'ambito di un contesto che tenga conto dei
valori morali impartiti dalla propria fede. Questo significa per esempio che
alcune scuole potrebbero spiegare che per la loro religione l'uso del
preservativo è considerato peccato e altri giudizi morali potrebbero venir
emessi su argomenti delicati come le unioni gay. I genitori avranno inoltre il
diritto legale di non far frequentare le lezioni ai propri figli nel caso non
le ritengano opportune, come già accade adesso per le lezioni non obbligatorie.
Ed è proprio su queste opzioni che si sta sviluppando il dibattito maggiore. Le
organizzazioni per la salute sessuale ritengono, infatti, che offrire alle
famiglie la possibilità di scegliere se il figlio deve o no frequentare le
lezioni sia una violazione dei diritti dei ragazzi. E i rappresentanti
dell'Associazione per la pianificazione familiare pensano sia molto pericoloso
permettere che alcune scuole interpretino la materia a modo loro. «Sesso e
religione non sono incompatibili - dice la direttrice dell'organizzazione Julie
Bentley -, ma alle scuole non dovrebbe essere consentito interpretare i concetti
della materia. Potrebbero infatti raccontare ai ragazzi che la contraccezione
non è una questione di scelta, ma è semplicemente qualcosa di sbagliato.
Vorremmo quindi l'assicurazione da parte delle autorità che nel momento in cui
l'insegnamento diventerà obbligatorio, in tutte le scuole l'educazione sessuale
verrà impartita in modo responsabile e etico». «I ragazzi devono comprendere
che esiste una legge che ti permette di far uso di anticoncezionali o di
sottoporti ad un aborto - ha aggiunto Simon Blake, direttore nazionale
dell'associazione Brook - ma possono venir informati che per alcune persone
tutto questo non è giusto». Soddisfatti invece gli
educatori cattolici per l'opzione educativa offerta dalla riforma e ritenuta «un
diritto fondamentale in una comunità in cui i primi educatori sono i genitori e
non lo Stato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Santa Di Salvo Un
pittore e un poeta. Due modi diversi di raccontare la realtà, di confrontarsi
con i fantasmi personali, di intrecciare le proprie risorse espressive. Ci
hanno provato Giuseppe Leone e Michele Sovente, nella collana DenArte che non a
caso s'intitola «Pittura e Poesia» (pagg. 92, s.i.p.) con il libro a quattro
mani L'eco dell'ombra. Un testo che esce dopo trent'anni di ricerca fervida,
quasi a comporre una strana biografia a due che diventa non più quella di Leone
e Sovente, ma quella di una intera generazione segnata da un'idea, da un sogno,
da un'epoca. I due artisti-amici, entrambi docenti all'Accademia di Belle Arti
di Napoli, decidono a un certo punto della strada di tornare a percorrere un
viaggio comune in tutte le sue stazioni, quasi in una sorta di laica via crucis che, per fortuna, non ha rimpianti nè rimorsi ma
solo la malinconia dolce del ricordo. L'incontro tra poesia e immagine si
manifesta come improvvisa illuminazione, come straripante commistione che
trasforma il concetto di colore e di parola «da qualità racchiusa nei bordi di
qualche foglio o tavola a qualcosa che fuoriesce dal cratere come un lapillo e
investe l'area letteraria e visiva, facendo fondere la materia con
l'espressione, il suono con la figura», scrive Mario Esposito in prefazione. È
il dirottamento dei linguaggi negli anni ultimi della contestazione, i lividi
anni Ottanta. Leone viene dal Sannio, Sovente dai Campi Flegrei: il rapporto
con il mito è garantito da questa matrice periferica, suburbana. I due mondi
s'intrecciano: quello di Leone diventa poetico, quello di Sovente pare dipinto.
«Poesia da vedere e pittura da leggere» la definisce Grazia Francescato.
Certamente, un alfabeto nuovo che gioca la sua partita tra suggestioni visive e
risonanze emotive, tentando di ascoltare le voci interne del profondo. Le opere
di Leone sono realizzate in tempi diversi con tecniche miste. Tecnica mista si
direbbe anche quella di Sovente, che nelle sue poesie riesce sempre a sfuggire
a qualsiasi catalogazione. «Vale di più la sagoma o il ritratto?» chiede
Sovente nel manoscritto che accompagna l'omonima opera di Leone, e intanto il magma
del dipinto intitolato «Vesuviocervello» si fa ancora più incandescente nei
versi in triplice lingua di Michele («In cervice est Vesuvius», «Rint'a
cerevella ce stò ù Vesuvio», «Nel cervello c'è il Vesuvio»).Ferma restando
l'autonomia di stile e il profilo artistico dei due protagonisti, il raccordo
tra i mondi amplifica e modifica la già complessa geografia delle esperienze.
Con esiti in molti casi davvero sorprendenti.
( da "Foglio, Il" del
29-04-2009)
Argomenti: Laicita'
29 aprile 2009 Il
divertimento dell'imperatore Cara Veronica, stavolta la sua protesta pubblica è
incomprensibile Cara Veronica, nessuno qui si sognerebbe di mettere in
discussione i suoi affetti privati, il suo ruolo di moglie e di madre dei figli
del presidente del Consiglio, il suo diritto a esprimersi nella più assoluta
libertà. Ci mancherebbe: abbiamo un ormai vecchio rapporto di confidenza e di
discrezione, legato alla partnership editoriale e a un sobrio rapporto umano
che ci unisce, e non abbiamo intenzione di sfigurarlo con una qualche
invadenza. Quanto alla questione pubblica da lei sollevata con la bella
espressione “il divertimento dellimperatore”, alla luce
dei fatti ci sembra incomprensibile, se intesa moralisticamente. E vero
che il premier esibisce il suo sé personale in modo sempre meno disinibito con
il passare degli anni, e che gioca con la galanteria, con lespressione
erotica della potenza
del macho e con altri stereotipi adorati dal maschio italiano medio e
accettati, tutto sommato, anche da gran parte del pubblico femminile. Questo le
diede fastidio, e con la lettera del
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Viviamo tempi
inaspettati: l'automobile italiana va in soccorso di quella americana, un
giovane afroamericano guida la nazione più potente del mondo, in pochi mesi è
stata bruciata più ricchezza che in due guerre mondiali. L'incertezza è la
cifra delle nostre vite e anche i giornali sono divisi tra la passione di
raccontare una stagione eccezionale e la paura per una crisi che non li
risparmia. Nel mondo occidentale c'è chi chiude i quotidiani, chi scommette
sulla loro scomparsa e chi si ostina a credere, tenacemente, che proprio in
mezzo alle difficoltà si debba guardare lontano. Immaginare sfide completamente
nuove. «Non è importante quante volte cadi ma quanto in fretta ti rialzi»,
recita un motto popolare negli Stati Uniti: farlo proprio significa cercare di
vedere possibilità e occasioni nelle avversità. Così nella crisi globale della
carta stampata, davanti alla necessità di ripensare i modelli tradizionali di
giornalismo, Torino, casa di questo giornale, può esserci di esempio: si era
persa nella fine della città fabbrica, ma ha trovato la forza di ripensarsi e
di rinascere diversa, piena di fermenti e di energie nuove. Si parla molto del
declino dei giornali e non possiamo negare che la tecnologia moltiplica le possibilità
di ricevere informazioni e riduce i tempi dedicati alla lettura, ma poi ogni
mattina oltre trecentomila persone ripetono il gesto di comprare La Stampa. A
tutto questo dobbiamo provare a dare risposte: il flusso quotidiano su
Internet, le notizie più fresche sui cellulari e le e-mail, mentre il senso
della giornata troverà ancora il suo approdo naturale nella carta stampata.
Diversi i supporti, identici i valori di fondo, quelli che si sono tramandati
per quasi un secolo e mezzo: l'amore per il lavoro fatto con cura, l'etica
della responsabilità, i fatti, non le ideologie. Così come
la fedeltà alla tradizione laica, da intendersi come rispetto delle posizioni,
delle idee, delle fedi. La Stampa continuerà ad essere un giornale con le sue
radici in Piemonte, in Liguria e in Valle d'Aosta, ma che non rinuncia a
parlare al resto dell'Italia e a raccontare cosa accade a Napoli e a New York,
a Parigi e a Pechino. Il segreto di questo giornale è di non essersi mai
chiuso nel suo territorio ma di aver raccolto gli stimoli migliori che venivano
da tutto il Paese e dall'altra parte delle Alpi. Ho avuto la fortuna di seguire
Barack Obama, Presidente da cento giorni, in giro per gli Stati Uniti negli
ultimi due anni e al di là delle sue parole d'ordine, «Speranza» e
«Cambiamento», trovo che la sua vera forza sia la capacità di guardare avanti,
di non farsi ingabbiare dentro schemi ideologici che appartengono ad un altro
secolo. «Sono convinto - ha scritto nel suo libro più famoso - che ogni volta
che esageriamo, demonizziamo o siamo arroganti, siamo condannati alla
sconfitta. Sono la caccia alla purezza ideologica, l'ortodossia rigida e
l'eterna prevedibilità del dibattito che ci impediscono di vedere le sfide che
abbiamo davanti». La sfida per i giornali è oggi quella di riuscire a decifrare
la complessità offrendo chiavi di lettura. È di essere credibili, affidabili,
corretti e curiosi. Il giornalismo non è intrattenimento, tanto meno
l'inseguimento dell'ultima stranezza: mi sta a cuore che si spieghi se la febbre
suina è davvero pericolosa, senza cadere in un sensazionalismo fine a se
stesso, o se un terremoto può essere previsto senza farsi condizionare dalle
convenienze politiche. Adesso per me comincia un'avventura nuova come direttore
di questo giornale, e ho un doppio debito di gratitudine verso Giulio Anselmi
non solo per avermi lasciato un giornale bello e autorevole, ma anche per aver
creduto in me quando mi assunse all'Ansa diventando il mio primo direttore. Il
direttore che invece non ho mai avuto è stato Indro
Montanelli. Quando vent'anni fa mi chiese se volevo fare il praticante, non ne
avevo l'età e stavo iscrivendomi all'università, però poi mi regalò una
passeggiata nei giardini di Porta Venezia, a Milano. Di quella camminata mi
piace ricordare la sola cosa che secondo lui avrei dovuto stamparmi in testa:
«I giornalisti sono al servizio dei giornali e i giornali dei lettori. Chi
pensa il contrario farebbe bene a cambiare mestiere».
mario.calabresi@lastampa.it
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
[FIRMA]EMANUELA
MINUCCI Trovare una vigilessa con la gonna. «Già, sarebbe più facile trovare un
comandante che ti manda in vacanza quando vuoi» scherzavano ieri nella sede di
via Bologna. E, in effetti, basta farsi un giro in centro per rendersi conto che
le vigilesse torinesi non farebbero certo la gioia di Vecchioni. Sì, perchè il
cantautore di «Voglio una donna» (con la gonna, va da sè), avrebbe dovuto
tenersi per sè il suo impeto machista. A Torino, infatti, a indossare la
versione femminile della divisa (che fra l'altro prevede una morigeratissima
gonna-pantalone color blu notte stile suora laica) è
rimasta soltanto una vigilessa su cento. Una tendenza che ha portato il
servizio esterno che rifornisce di uniformi il comando a tagliare gli ordini:
«Fino a qualche mese fa le vigilesse ricevevano una gonna nuova ogni tre anni -
spiega la responsabile della sezione Affari Generali del Comando Giuseppina
Stella - ora ne riceveranno un solo esemplare al momento
dell'assunzione. E questa verrà sostituita soltanto se lo richiederanno».
Aggiunge: «Stando alle statistiche che abbiamo, però, è un indumento che
possiamo definire in via di estinzione». Potrà sembrare strano, ma è così:
nella sabaudo e sartoriale Torino, si rinuncia ad un elemento tradizionale
della divisa (mentre Milano, per esempio, ha appena rifatto il tubino delle
vigilesse rendendolo più glamour) per scegliere un indumento più funzionale. Si
predilige la praticità, insomma. Ma soprattutto, come spiega ancora Giuseppina
Stella «da quando il servizio del vigile non è più soltanto legato alla
viabilità, è evidente che abbiamo bisogno di una divisa più pratica, che ci
consenta di inseguire qualcuno o affrontare una colluttazione. E la
femminilità? «Quella resta per carità, anche se dobbiamo rinunciare il più
delle volte anche ai capelli sciolti e ai gioielli perchè potrebbero
intralciare le operazioni che le dicevo prima» annota la vigilessa.E i colleghi
maschi che ne pensano? «Stanno bene sia con i pantaloni, sia con la gonna. E
senz'altro se scelgono i secondi - commentano al Comando - lo fanno perchè così
lavorano meglio: e noi siamo felici per loro». Ma, per caso, c'entrano qualcosa
gli apprezzamenti che possono arrivare dagli automobilisti, sulle gambe delle
civich in gonella? Nella decisione di androginizzarsi ha qualche peso il fatto
di sentirsi osservate in un modo per niente piacevole? Le vigilesse respingono
con forza questa lettura: «A parte il fatto che le nostre gonne non sono
minigonne e poi sono un modello-pantalone, se gli uomini vogliono fare commenti
non si fermano davanti a un paio di pantaloni: tutto sta nel bloccarli sul
nascere». In ogni caso, sarà anche soltanto una scelta di praticità, ma si
tratta di una svolta di costume. Se le hostess rinunciassero alla gonna
infatti, la questione non passerebbe certo inosservata. «Il mestiere di
vigilessa - spiega il comandante Mauro Famigli - è molto diverso e implica
abiti molto funzionali. Ed è un dato di fatto che ultimamente le vigilesse in
gonna siano ridotte a una specie di mosca bianca». Quindi la eliminerete dalla
divisa? «Al momento c'è, ma è in via di estinzione».
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
POLEMICA. DOPO IL
FURTO ALLA DITTA D'ALLARMI "Da giorni mancava l'illuminazione
Il Comune non è arrivato, i ladri sì" E' polemica sul furto alla Novil
Sime, l'azienda di antifurti svaligiata in via dell'Agricoltura, nella zona
artigianale Cipian. Il titolare Carlo Ferretti non è per nulla convinto di un
black-out provocato ad arte dai ladri: «L'impianto di illuminazione della zona
- ha scritto in Comune - non funzionava dal 22 aprile, mentre il furto è
stato commesso il 25». Lui aveva subito avvertito del guasto, ma pare che
nessuno si sia fatto vivo, se non appunto i ladri. Dall'ufficio manutenzione
del Comune si difendono: «Non possiamo escludere che si sia trattato di una
manomissione dell'impianto elettrico della strada, visto che in zona Cipian le
centraline elettriche sono alla facile portata di tutti e si possono aprire con
chiavi sagomate di diverse dimensioni». Certo, si poteva riparare per tempo. Il
black out potrebbe aver indotto la banda ad agire, anche se non è detto che un
eventuale ritorno dell'energia elettrica l'avrebbe fermata. Visto la
disinvoltura con cui hanno reso inefficace il sistema di sicurezza
dell'azienda, probabilmente si tratta di ladri esperti, che sono riusciti anche
a scassinare la cassaforte contenente 20 mila euro, secondo quanto dichiarato
dalla stessa azienda. Le indagini delle forze dell'ordine si sono concentrate
proprio sul modus operandi dei malviventi, capaci di disattivare sofisticati
congegni d'allarme che dovrebbero fornire tranquillità ai possessori. Restano i
dubbi sul black out. Gli addetti del Comune sono poi intervenuti, ma dicono «in
zona Cipian in passato abbiamo avuto problemi di illuminazione, in questo caso
però il guasto appare più complesso. Valuteremmo se sia colpa della pioggia e
dell'umidità, oppure di qualcosa d'altro».
( da "Unita, L'" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Garlasco, oggi la
sentenza Un delitto aggravato dalla crudeltà che non merita attenuanti.
All'accusa ha replicato ieri la difesa chiedendo l'assoluzione: non ci
sarebbero prove certe. Il giudice deciderà oggi. La famiglia di Chiara, che ha
chiesto 10milioni di euro di risarcimento, potrebbe avere giustizia. «Non si
dimentichi Di Salvo» La vedova di Rosario Di Salvo, ucciso col segretario
regionale del Pci siciliano Pio La Torre il 30 aprile del
( da "Unita, L'" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Il mio consiglio da
medico? Emigrare il prima possibile. Lo so, è una provocazione, ma se questa
sciagurata legge sul testamento biologico dovesse venire approvata nella sua
forma attuale, chi volesse essere sicuro di poter morire in pace dovrebbe andar
via dall'Italia». Detto da uno che da anni vive in Germania fa un certo
effetto, ma Gian Domenico Borasio, uno dei maggiori esperti di medicina
palliativa al mondo, rientra nella categoria dei cervelli in fuga, di quegli
scienziati che l'Italia prepara con cura e poi regala all'estero. In questo
caso all'Università di Monaco di Baviera dove occupa la cattedra di Cure
Palliative. Ha redatto il protocollo per interrompere l'idratazione e
l'alimentazione di Eluana Englaro ed è presidente del comitato scientifico
dell'Associazione «Per Eluana». Il ministero della Giustizia tedesco lo ha
nominato membro ad personam della commissione che stabilisce i principi per una
legge sul testamento biologico. Borasio è cattolico
praticante e membro del consiglio scientifico dell'Accademia Cattolica della
Baviera. Perdoni, ma che c'entrano le cure palliative con le dichiarazioni
anticipate di trattamento, il testamento biologico insomma? «Esiste un nesso
strettissimo tra le cure palliative e l'autodeterminazione del malato,
recentemente ribadito da una risoluzione del Consiglio d'Europa che stabilisce:
"Le Cure Palliative permettono alle persone con malattie gravi, forti
dolori o grande disperazione di esercitare la loro autodeterminazione.
L'approccio delle Cure Palliative (...) contribuisce direttamente
all'asserzione dei diritti umani, civili e partecipativi fino alla morte
dell'individuo"». D'accordo, cosa sono allora le cure palliative?
«L'Organizzazione mondiale della sanità le definisce "un approccio che
migliora la qualità della vita dei malati e delle famiglie che si confrontano
con i problemi associati a malattie inguaribili". Già qui ci sono due
concetti che differiscono dalla medicina classica: non si parla di curare o di
prolungare la vita, ma di migliorare il più possibile la qualità di quella che
resta. Inoltre, le cure palliative si occupano dei familiari nella stessa
misura nella quale si occupano dei malati. Primo, perché una malattia grave è
un problema per tutti i componenti della famiglia. Secondo, perché le nostre
ricerche hanno dimostrato che i malati terminali cambiano radicalmente la scala
dei loro valori: passano da una visione egoistica della vita ad una
altruistica, e si preoccupano più per la loro famiglia che per se stessi.
Migliorare le condizioni psicologiche dei loro cari, quindi, contribuisce
direttamente a migliorare la qualità della vita di chi sta male. Ci sarebbe da
riflettere sul perché uno debba aspettare di morire per scoprire i valori
dell'altruismo...». La qualità della vita è un concetto poco scientifico, non
le pare? «Al contrario: è uno dei concetti scientifici più studiati degli
ultimi anni. È sicuramente un concetto soggettivo, come lo sono peraltro il
dolore e la sofferenza. Ma è anche quello che ci spinge a stare, sempre, dalla
parte del malato. La medicina palliativa deve fare il possibile per consentire
al malato di sentirsi meglio, in tutti i sensi». In che modo? «Di nuovo l'Oms,
testuale: "Attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, per
mezzo dell'identificazione precoce, della approfondita valutazione e del
trattamento del dolore e di altri problemi fisici, psicosociali e
spirituali". Qui, per la prima volta, i problemi di tipo psicosociale e
spirituale vengono messi sullo stesso piano di quelli fisici. Quale di queste
aree sia più importante per la sua qualità di vita è il malato a dovercelo
dire». Non mi dirà che un medico si deve mettere nei panni di un prete? «Il
benessere spirituale è un concetto che prescinde dalla religione. In Germania,
se chiede chi si considera religioso le risponderanno positivamente in quindici
su cento; ma quando chiediamo ai nostri malati se si considerano
"credenti, nel senso più ampio del termine" le risposte positive
arrivano all'87%. Di fronte alla morte le domande di tipo esistenziale e
spirituale affiorano spontaneamente. Se un malato mi chiede "Perché
proprio a me?" non posso rispondergli: "Questo è meglio che lo chieda
al cappellano". Anche un medico deve avere il coraggio di confrontarsi con
domande alle quali non esiste una risposta». Qual è esattamente il compito del
medico nelle cure palliative? «Le cause di sofferenza nei malati terminali sono
diverse: sintomi fisici, quali il dolore, la nausea, o la mancanza di fiato, ma
anche ansia per la famiglia o questioni di tipo esistenziale. Metà del nostro
lavoro concerne l'assistenza psicosociale e spirituale, l'altra metà le terapie
mediche. Fra queste, la terapia del dolore occupa circa un terzo, e quindi un
sesto del nostro impegno totale. Un buon palliativista riconosce la causa
primaria della sofferenza che affligge la persona in quel momento e interviene
di conseguenza. Ancora meglio è riuscire a prevenire la sofferenza quando ciò è
possibile - il testamento biologico ne è un esempio». In Italia è iniziata la
discussione per una legge sulle cure palliative. «Apprezzo lo spirito ma il
testo è carente, in particolare per quel che riguarda la copertura finanziaria
della rete di cure palliative sul territorio: 2,1 milioni di euro l'anno. Una
somma risibile, con la quale si potrebbero curare solo 700 pazienti, ovvero lo
0,1% dei malati terminali in Italia. In Germania le cure palliative domiciliari
ricevono 240 milioni di euro annui, 120 volte quelli ipotizzati in Italia». Se
dovesse scriverla lei questa legge, su cosa punterebbe? «Al primo articolo
metterei senz'altro l'introduzione delle cure palliative come materia d'esame
obbligatoria in ogni facoltà di medicina. I medici devono saper curare tutti i
malati, anche quelli gravi che più soffrono o stanno per morire. Mi chiedo
quale altra materia possa essere più necessaria per un medico. Eppure non c'è.
In Italia non esistono cattedre di cure palliative. In Germania, che dopo l'Inghilterra
e l'Irlanda è uno dei Paesi più all'avanguardia in Europa, ce ne sono sei e
altre tre sono in progetto. E ne stanno nascendo anche in Austria, Svizzera e
Francia, dove le cure palliative sono state definite per legge priorità
nazionale. In Italia no. E dire che questo consentirebbe ai medici di famiglia
di svolgere la maggior parte del lavoro: perché di tutti i malati terminali,
solo il 10-20% ha bisogno di un'assistenza specializzata. Il restante 80%
necessita sì di cure palliative, ma a un livello che ogni medico di base
preparato potrebbe dare. Non introdurre le cure palliative negli studi di
medicina significa correre il rischio, altissimo, di trovarsi nelle mani di un
medico incompetente ad alleviare le nostre sofferenze quando sarà il nostro
turno. Non lo auguro a nessuno». Secondo articolo? «Riguarda quel 10-20% di
malati che ha bisogno di cure palliative specializzate, per i quali anche un
medico di base preparato non sarebbe più sufficiente. Anche questi pazienti,
tranne i casi più gravi che però sono solo l'1-2%, potrebbero restare a casa se
venissero adeguatamente seguiti. In Germania si sta realizzando su tutto il
territorio una rete di cure palliative specializzate domiciliari. Si tratta di
gruppi di otto persone - tre medici, quattro infermieri e un assistente sociale
- che assistono a casa il malato e i suoi familiari. Ogni gruppo riesce a
seguire ogni anno circa 250 malati terminali particolarmente gravi. Al secondo
punto metterei proprio l'istituzione di una rete simile. Ovviamente con
finanziamenti adeguati». Terzo punto di questa ideale "legge
Borasio". «Definirei con chiarezza che le cure palliative si devono
occupare di tutti i malati terminali e non solo di quelli oncologici. Il testo
in discussione alla Camera è focalizzato sui malati di cancro, ma solamente il
25% della popolazione muore di tumore, mentre il 70% muore di malattie croniche
o degenerative di tipo prevalentemente internistico o neurologico. Non possiamo
concentrare le cure palliative su un quarto dei malati e tralasciare tutti gli
altri». Torniamo alla domanda iniziale: che c'entrano le cure palliative con
l'autodeterminazione nel fine vita? «Se un malato soffre terribilmente a causa
di sintomi non curati, non è in grado di prendere decisioni autonome. Riducendo
la sofferenza, ogni tipo di sofferenza, consentiamo alle persone di decidere
serenamente come affrontare l'ultima parte della propria vita. Morire è un
fatto fisiologico, come il nascere». C'è una bella differenza. «Meno di quanto
si pensi. Vi sono molti punti di contatto tra il venire al mondo e l'uscirne.
Nella maggioranza dei casi, ambedue gli eventi avvengono nella maniera migliore
se vengono disturbati il meno possibile dai medici. In Olanda, dove è diffusa
la pratica di partorire in casa, la mortalità infantile è minore che in Italia.
Nelle nascite, come nella morte, esiste poi una percentuale di casi dove
l'intervento medico è necessario; e nelle nascite, come nella morte, ci sono
casi, molto più rari, dove è necessaria la disponibilità di una struttura
altamente specialistica, come i reparti di terapia intensiva neonatale o le
unità specializzate di medicina palliativa». Cosa ne pensa del rifiuto della
nutrizione artificiale recentemente espresso da Paolo Ravasin e Paolo di
Modica, malati di Sla? «È un loro sacrosanto diritto. Inoltre, in fase
terminale, la nutrizione e l'idratazione artificiali non solo non servono a
niente, ma sono addirittura dannose. I fluidi iniettati per via endovenosa, non
potendo più essere espulsi perché i reni smettono di funzionare molto prima
della morte, si infiltrano nei tessuti e causano edema polmonare con
conseguente soffocamento. È per questo che la Società Italiana di Cure
Palliative, riferendosi al ddl Calabrò, ha scritto che "questo disegno di
legge, è evidente, ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle
pratiche contrarie al bene dei pazienti". Come è possibile che si continui
a perseguire un disegno di legge rifiutato dagli specialisti e dalla stragrande
maggioranza dei medici, che sarebbe causa diretta di inutili sofferenze in fase
terminale e che darebbe ai sondini più diritti che ai malati? Io spero ancora,
nonostante le evidenze, che alla fine prevarrà la ragione».
( da "Unita, L'" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Solo una showgirl
per l'Ue Pdl, La Russa dà i curriculum SUSANNA TURCO Alla fine, stretti tra il
formidabile effetto Veronica e gli storcimenti di naso di quegli aennini che
nell'analisi di Fare Futuro si ritrovavano eccome, i vertici del Pdl riescono
nell'impresa. Pochissime letterine nella lista delle europee, anzi tecnicamente
solo una. Barbara Matera, ex letteronza, laureata, certo, in Scienza
dell'Educazione, finalista per la Puglia al concorso di Miss Italia,
annunciatrice Rai, eccetera. Nonché, rivela lo stesso Berlusconi in serata,
«fidanzata con il figlio di un prefetto amico di Letta». Lei, comunque, si dice
«motivata e pronta» per il posto da onorevole, «sicuramente più dell'anno
scorso quando non mi ritenevo preparata». Bene allora, non averla promossa
prima. Niente bianchetto I triumviri del Pdl si presentano un po' in ritardo,
alla conferenza stampa di illustrazione delle liste. Nell'attesa, per dire il
clima, qualche giornalista prova il microfono sillabando la parola del giorno:
«Pa-pi, papi». «Ma io papi ci chiamo tante persone» obietta Maurizio Lupi. Gli
abiti dei tre coordinatori recano traccia degli sforzi delle ultime concitate
ore per estrarre 72 candati, chissà che fatica, da 400 papabili. Ignazio La
Russa sfoggia una cravatta a disegni astratti blu notte e rosso arancionato,
Denis Verdini pois neri su violetto lucido, Sandro Bondi visibilimente il più
provato un dolcevita celeste sotto la giacca. Parlare di bonifica delle lista è
vietato, lo si considera un insulto. Usare il termine bianchetto pure. «Io il
bianchetto lo uso al massimo per le unghie delle mani», dice poi Verdini
probabilmente per chiarire che non ne fa uso. Le starlette candidate non ci
sono mai state, punto. Un po' di tutto In compenso, c'è nelle liste del Pdl
tutto ciò che ci deve essere in un personale politico scelto coi criteri del
Cavaliere. Di molti, anzi di molte, Ignazio La Russa legge un apposito
curriculum. C'è la stimata professionista della fisioterapia Licia Ronzulli,
che Berlusconi ha conosciuto all'Ospedale ortopedico Galeazzi di Milano e
catapultato prima nelle liste per le politiche e ora in quelle europee. La
chiamano la massaggiatrice, ma solo per invidia. Ci sono i Bonsignore e i
Patriciello. C'è la deputata Mariarosaria Rossi, nota tra i parlamentari per la
generosa scollatura e per il fatto di essere relatrice nel provvedimento sulle
quote latte. C'è Potito Salatto, il cui curriculum risale ai tempi della Dc di
Fanfani. C'è Gargani, intramontabile nonostante le voci malevole. C'è l'ex
presentatrice Elisabetta Gardini, della cui carriera politica i più ricordano
la gaffe su Tremonti che le costò la nomina a portavoce di Fi e
l'impareggiabile risposta sulla Consob alle Iene. Poi c'è Lara Comi, che ha
solo 26 anni, ma già due lauree alla Cattolica e alla Bocconi,
lavora per la Giochi preziosi ed è assistente della Gelmini. Nino Strano con
quella storia della mortadella che lo perseguiterà per sempre. Giacomo Mancini,
che è solo nipote dell'ex ministro socialista ma viene presentato ugualmente
come «un pezzo emblematico della storia del socialismo». E Lucio Barani,
quello del monumento a Craxi. Federico Eichberg, giè portaborse di Adolfo Urso.
Alla fine, La Russa si ricorda «dell'omonima della sessantenne». Già,
Maristella Cipriani, della quale si ricorda solo che è «moglie di un notaio»,
ha una omonima che fa la «escort». L'hanno verificato i triumviri: un momento
di terrore, poi il dettaglio dell'età, che fortuna. Alla fine sono rimaste in
tre tra le preferite: Licia Ronzulli, Barbara Matera e Lara Comi. Il ciclone
Veronica ha ridotto le donne da copettina per Strasburgo. La pace ritorna solo
nel Pdl...
( da "Unita, L'" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Super-Guido il
«dittatore» della ricostruzione Il decreto gli affida poteri molto vasti nella
gestione del dopo-terremoto Il capo della Procura, Rossini: voglio essere
informato su tutto CLAUDIA FUSANI Abbiamo sbagliato. Adesso ne abbiamo la
prova. L'uomo più potente d'Italia non è Silvio Berlusconi ma Guido Bertolaso,
59 anni, medico infettivologo, laurea ad honorem in ingegneria gestionale e,
dal 2001, numero 1 della Protezione Civile, la macchina del pronto intervento
sulle emergenze e la cabina di regia di tutti i grandi eventi, dai funerali di
Woytjla ai Mondiali di nuoto, dall'emergenza rifiuti al restauro del Duomo di
Noto. Per non parlare di alluvioni, frane, incendi e terremoti. Il premier,
forse, non se n'è ancora accorto e lui, super-Guido, fa di tutto per stare
sempre un passo indietro e ricordare, ogni volta che incontra un microfono,
«come ha detto il Presidente del Consiglio.», «sono orgoglioso di un premier
che capisce prima e di più del sottosegretario alla Protezione civile».
Rispetto al premier è più giovane, più bello - fisico asciutto, occhi chiari,
pelle quasi di porcellana con rare rughe d'espressione eppure fa una vita
d'inferno - l'unico politico sempre in tuta, il maglione blu con lo stemma della
Protezione civile e il tricolore. Più di una divisa, quasi una vesta sacra: pur
gestendo ogni anno milioni e milioni di euro, Bertolaso non è mai stato sfiorato da un'inchiesta. Pulito, lindo, perfetto, un
giglio. Eppure è lui, materialmente, l'uomo-del-fare nel governo-del-fare.
Quello che sistema i rifuti, anche se poi il termovalorizzatore di Acerra che
mangia ecoballe e sputa energia non è mai partito. Quello che ricostruirà
l'Aquila e l'Abruzzo, la più grande emergenza nazionale degli ultimi vent'anni,
spostando il vertice dei Grandi della Terra. Disse Fiorello. Fiorello disse di
lui che ha 106 controfigure visto e considerato tutto quello che fa. E come lo
fa. Forse usa il teletrasporto, quello di Startrek. Scorrendo le 64 pagine del
decreto per la ricostruzione dell'Abruzzo viene la pelle d'oca. Se n'è accorto
anche il procuratore dell'Aquila Alfredo Rossini: «Eh sì - rifletteva ieri con
i giornalisti fuori dalla Procura - il decreto garantisce poteri infiniti,
espropri dei terreni, affidamento lavori a chiamata diretta, nuclei speciali di
polizia, ben venga se servirà per la ricostruzione. Ma sia chiaro - ha
avvertito - che poi il procuratore sono io e devo essere informato di tutto».
Sarà un caso. È un fatto però che ieri mattina, nella caserma sede
dell'emergenza sisma nonché futuro quartier generale del G8, tecnici hanno
prelevato campioni di della struttura «per verifiche sul cemento e sulla
staticità delle struttura». Sarebbe sgradevole far cadere calcinacci sulle
giacche dei leader del mondo. Per non immaginar di peggio. Ed è un fatto,
anche, che il procuratore abbia messo naso sulle tonnellate di macerie da
frantumare: c'è amianto e la Protezione civile, che ne ha ordinato la
distruzione in materiale inerte, non se n'era accorta. Non ci aveva pensato.
Caserma bunker. Resistenza della caserma-bunker e amianto tra le tende,
possibili altre vittime sotto le macerie e il malcontento delle tendopoli,
rughe non previste nel magico mondo di super-Guido dove tutto marcia e funziona
come in una gigantesca caserma. D'altra parte solo con stile militare, senza
perdere tempo con la burocrazia, puoi gestire i 320 milioni che sono stati
spesi in 18 mesi per organizzare il G8 a La Maddalena e gli 8 miliardi che il
decreto assegna alla ricostruzione. E non basteranno. L'altro giorno sedeva
nell'auto alla sinistra di Ratzinger. Come lo Spirito Santo. Bazzecole. Nel
2000, per il Giubileo, guidò l'elicottero che portava Woytjla a Tor Vergata tra
milioni di giovani. Nel suo ufficio conserva ancora la foto. Di quel Papa tanto
amato organizzò i giorni dell'omaggio alla salma e il funerale. Così come fu l'artefice, laico, della beatificazione del
fondatore dell'Opus dei, Escrivà. Alla Presidenza del Consiglio lo volle, nel
1982, Giulio Andreotti. È vicinissimo a Gianni Letta ma «adora» Rutelli ed è
sopravvissuto anche al governo Prodi. Ha bisticciato solo con Pisanu.
«Sono bipartisan» dice di sé. Il politico con il maglione. Blu. Una garanzia.
Il ritratto
( da "Unita, L'" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Abbiamo sbagliato.
Adesso ne abbiamo la prova. L'uomo più potente d'Italia non è Silvio Berlusconi
ma Guido Bertolaso, 59 anni, medico infettivologo, laurea ad honorem in
ingegneria gestionale e, dal 2001, numero 1 della Protezione Civile, la
macchina del pronto intervento sulle emergenze e la cabina di regia di tutti i
grandi eventi, dai funerali di Woytjla ai Mondiali di nuoto, dall'emergenza
rifiuti al restauro del Duomo di Noto. Per non parlare di alluvioni, frane,
incendi e terremoti. Il premier, forse, non se n'è ancora accorto e lui,
super-Guido, fa di tutto per stare sempre un passo indietro e ricordare, ogni
volta che incontra un microfono, «come ha detto il Presidente del Consiglio.»,
«sono orgoglioso di un premier che capisce prima e di più del sottosegretario
alla Protezione civile». Rispetto al premier è più giovane, più bello - fisico
asciutto, occhi chiari, pelle quasi di porcellana con rare rughe d'espressione
eppure fa una vita d'inferno - l'unico politico sempre in tuta, il maglione blu
con lo stemma della Protezione civile e il tricolore. Più di una divisa, quasi
una vesta sacra: pur gestendo ogni anno milioni e milioni di euro, Bertolaso
non è mai stato sfiorato da un'inchiesta. Pulito,
lindo, perfetto, un giglio. Eppure è lui, materialmente, l'uomo-del-fare nel
governo-del-fare. Quello che sistema i rifuti, anche se poi il
termovalorizzatore di Acerra che mangia ecoballe e sputa energia non è mai
partito. Quello che ricostruirà l'Aquila e l'Abruzzo, la più grande emergenza
nazionale degli ultimi vent'anni, spostando il vertice dei Grandi della Terra.
Disse Fiorello. Fiorello disse di lui che ha 106 controfigure visto e
considerato tutto quello che fa. E come lo fa. Forse usa il teletrasporto,
quello di Startrek. Scorrendo le 64 pagine del decreto per la ricostruzione
dell'Abruzzo viene la pelle d'oca. Se n'è accorto anche il procuratore
dell'Aquila Alfredo Rossini: «Eh sì - rifletteva ieri con i giornalisti fuori
dalla Procura - il decreto garantisce poteri infiniti, espropri dei terreni, affidamento
lavori a chiamata diretta, nuclei speciali di polizia, ben venga se servirà per
la ricostruzione. Ma sia chiaro - ha avvertito - che poi il procuratore sono io
e devo essere informato di tutto». Sarà un caso. È un fatto però che ieri
mattina, nella caserma sede dell'emergenza sisma nonché futuro quartier
generale del G8, tecnici hanno prelevato campioni di della struttura «per
verifiche sul cemento e sulla staticità delle struttura». Sarebbe sgradevole
far cadere calcinacci sulle giacche dei leader del mondo. Per non immaginar di
peggio. Ed è un fatto, anche, che il procuratore abbia messo naso sulle
tonnellate di macerie da frantumare: c'è amianto e la Protezione civile, che ne
ha ordinato la distruzione in materiale inerte, non se n'era accorta. Non ci
aveva pensato. Caserma bunker. Resistenza della caserma-bunker e amianto tra le
tende, possibili altre vittime sotto le macerie e il malcontento delle
tendopoli, rughe non previste nel magico mondo di super-Guido dove tutto marcia
e funziona come in una gigantesca caserma. D'altra parte solo con stile
militare, senza perdere tempo con la burocrazia, puoi gestire i 320 milioni che
sono stati spesi in 18 mesi per organizzare il G8 a La Maddalena e gli 8
miliardi che il decreto assegna alla ricostruzione. E non basteranno. L'altro
giorno sedeva nell'auto alla sinistra di Ratzinger. Come lo Spirito Santo.
Bazzecole. Nel 2000, per il Giubileo, guidò l'elicottero che portava Woytjla a
Tor Vergata tra milioni di giovani. Nel suo ufficio conserva ancora la foto. Di
quel Papa tanto amato organizzò i giorni dell'omaggio alla salma e il funerale.
Così come fu l'artefice, laico, della beatificazione del
fondatore dell'Opus dei, Escrivà. Alla Presidenza del Consiglio lo volle, nel
1982, Giulio Andreotti. È vicinissimo a Gianni Letta ma «adora» Rutelli ed è
sopravvissuto anche al governo Prodi. Ha bisticciato solo con Pisanu.
«Sono bipartisan» dice di sé. Il politico con il maglione. Blu. Una garanzia.
( da "Repubblica, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina III - Milano
Sola, benestante, sempre elegante: non ci sono macchie nella vita delle donna
uccisa in viale Sarca Il mistero della vedova senza ombre mistero sulla morte
di Maria Teresa Procacci, la 68enne trovata morta in viale Sarca martedì sera. Probabilmente è stata colpita da un uomo che la conosceva bene
con un colpo di bastone o di martello. La donna, cattolica e benestante, è
stata uccisa nella sua auto ed è stata denudata per pulire le tracce di sangue.
Sentiti i familiari e un uomo con cui aveva avuto una relazione ma si esclude
il movente passionale. CARLUCCI E PISA A PAGINA IX
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
[FIRMA]MARIA PAOLA
ARBEIA NOVARA «Preghiera Darwiniana» con Lella Costa: sarà il gran finale degli
incontri culturali promossi dalla Fondazione Faraggiana di Novara. Quest'anno
la rassegna è dedicata alle celebrazioni per il bicentenario della nascita del biologo
di Shrewsbury (nacque in questa cittadina vicina a Birmingham il 12 febbraio
1809) e ai 150 dalla pubblicazione della sua opera fondamentale, «L'evoluzione
della specie». «Buon compleanno Darwin» è il titolo scelto per tutto il
cartellone. Gli incontri si tengono dalle 18 nella sala di via Bascapè 12
tranne quello con Lella Costa che sarà al Teatro Coccia mercoledì venti maggio
dalle 21 con un testo ad hoc scritto da Michele Luzzatto. Collabora il Comune.
Il cinque arriva Maurizio Ferraris, ordinario di Filosofia
teoretica a Torino, su «Lo spirito dei laici». Il dodici Giorgio Malacarne,
ordinario di Etologia all'Ateneo Avogadro, parlerà di «Anche i geni evolvono».
Gran finale con Costa. Gli incontri sono a ingresso libero tranne quello con
l'attrice milanese: si pagheranno tre oppure cinque euro a seconda dei settori.
Le prevendite sono già in corso al botteghino del teatro (dal martedì al sabato
festivi esclusi, dalle undici alle diciotto) e i biglietti si possono
acquistare anche on line nel sito della Fondazione Coccia. Per i più giovani
saranno preziose occasioni per approfondire sull'opera di Darwin e la scienza.
La Fondazione Faraggiana è nata per volontà testamentaria di Alessandro, nel
1961, con lo scopo di contribuire a diffondere il sapere naturalistico e le
conoscenze scientifiche nonché per collaborare all'attività del Museo di Storia
Naturale. Nell'albo d'oro dei protagonistri di incontri in rassegne precedenti
spiccano Margherita Hack, Giulio Giorello, Giacomo Giacobini, Gianni Vattimo, Alberto
Oliverio, Eugenio Borgna, Fulco Pratesi, Carlo Sini, Salvatore Veca.
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Progetto Cultura e
territori «marginali» Appello all'Unesco: salviamo l'identità delle minoranze
"La lingua occitana Patrimonio dell'umanità" VALTER GIULIANO* Ho
appena inviato al Comitato Italiano dell'Unesco, la richiesta di candidatura
ufficiale per l'iscrizione nella lista del Patrimonio immateriale dell'umanità
(l'Italia ha ratificato la specifica Convenzione nel settembre del 2007) della
lingua occitana. Dal momento in cui entrò in vigore la legge nazionale 482/99
sulle lingue minoritarie - attuazione dell'articolo 5 della Costituzione,
frutto della "Carta di Chivasso" del 1943 - mi batto per
l'affermazione del valore della diversità linguistica e culturale, importante
quanto la biodiversità. Non sono che il testimone di un movimento, sostenuto
con forza dalla Chambra d'Oc e dai suoi infaticabili animatori, Ines Cavalcanti
e Giacomo Lombardo, che ha unito, anche fisicamente, con il progetto
"Occitania a pè" - da Vinadio a Vielha, 70 giorni di cammino, per
complessivi
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
La rustica villa «Il
Gioiello» sulle colline di Firenze, dove Galileo visse i suoi ultimi anni da
confinato del Sant'Uffizio, è finalmente restaurata. C'è voluto quasi un
secolo. Così vanno le cose in Italia. Franco Pacini, l'astronomo che tanto ha
fatto per rimetterla all'onor del mondo, sta lavorando perché l'Unesco la
dichiari «patrimonio dell'umanità». L'occasione è propizia. Stiamo vivendo
l'Anno dell'astronomia, proclamato dall'Onu proprio perché quattro secoli fa
Galileo per la prima volta puntò un cannocchiale al cielo. Ma ecco che intorno
al Gioiello si litiga. Succede perché a gestire la villa sarà il Museo della
Specola. Scelta strana per tre motivi. Primo: nonostante il nome, questo museo
ospita collezioni zoologiche e anatomiche. Secondo: finora non ha mai mostrato
interesse per la casa di Galileo. Terzo: il Gioiello non è destinato a
diventare un museo ma a ospitare incontri scientifici di livello internazionale
in un luogo-simbolo della scienza moderna. Fu la figlia Virginia, divenuta Suor
Maria Celeste nel
( da "Secolo XIX, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Immigrazione,
l'opposizione deve sperare in Fini Giorgio Pagano Il decreto sulla sicurezza è
diventato legge. Ma, dopo la doppia bocciatura alla Camera delle norme sulle
ronde e sul tempo di permanenza degli immigrati nei Cpt, è diventato un'altra
cosa. Si può certamente parlare di una battuta d'arresto per i disegni
leghisti. E della possibilità di aprire una fase nuova sia nella politica sulla
sicurezza e l'immigrazione sia nella vicenda politica del centrodestra. In
questi mesi la Lega, sotto il falso pretesto di frenare l'irregolarità, ha in
realtà cercato di far passare un'altra logica, quella di rendere sempre più
difficile la vita agli immigrati, irregolari ma anche regolari. Lo ha rilevato,
esprimendo preoccupazioni molto serie, anche il commissario del Consiglio
d'Europa per i diritti umani Thomas Hammerberg. Una logica intollerante e
illiberale che non protegge la sicurezza degli italiani perché rischia di
spingere gli immigrati al conflitto razziale e che non conviene al Paese, alla
sua economia e al suo welfare, perché non comprende che cos'è effettivamente il
nostro mercato del lavoro. Si tende a rendere sempre più complicata
l'integrazione dei quattro milioni di stranieri residenti in Italia e non si ha
una risposta per gli 800.000 stranieri privi di documento regolare che in
grande maggioranza (oltre la metà sono colf e badanti in attesa del
"visto") vivono nelle nostre case, lavorano al nostro servizio,
vengono curati nelle nostre strutture, hanno i figli che frequentano le nostre
scuole. Già il decreto legge approvato in luglio conteneva l'aggravante,
iniqua, della pena pari a un terzo per i reati compiuti dall'immigrato
irregolare. Poi il ministro Roberto Maroni, sotto pressione dell'Unione europea,
ha dovuto ritirare un decreto legge che imponeva forti restrizioni alla libera
circolazione dei cittadini europei mediante l'allontanamento di chi fosse
sprovvisto di un reddito adeguato. Così come è stato
costretto a fare marcia indietro sul reato di immigrazione clandestina, norma
non solo iniqua ma inattuabile, e a fare le acrobazie per evitare la censura
europea sulla schedatura dei rom. Passo dopo passo, la logica della Lega
avanzava, ma trovava reazioni: anche la proposta delle classi separate per i
bambini stranieri non è, finora, passata. Il decreto legge approvato in
Parlamento conteneva, fino a pochi giorni fa, sia la norma sull'allungamento a
180 giorni della permanenza degli immigrati nei centri di smistamento, vale a
dire una misura carceraria in assenza di reato, sia quella sulle ronde, che
sanciva l'intrusione dei privati - sia pure, a differenza della prima stesura,
disarmati - nel mantenimento dell'ordine pubblico. Ora tutto questo non c'è
più, così come non c'è più l'incoraggiamento agli operatori sanitari a
denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari, un annuncio
che ha già prodotto il dramma di tanti irregolari che, per paura, non si sono
fatti curare. Le vittorie dell'opposizione alla Camera, ottenute grazie all'apporto
di settori della maggioranza, hanno dato un duro colpo alla logica xenofoba
della Lega, finora accettata, pur se obtorto collo da parte di alcuni, dal
centrodestra. Ecco perché diventa possibile una nuova politica per la sicurezza
e l'immigrazione. Per definirne le linee guida è utile rileggere le parole di
Gianfranco Fini al congresso del Pdl: l'Italia tra dieci anni sarà
pluri-etnica, pluri-religiosa, pluri-culturale, occorre quindi prepararsi a
questi eventi nella scuola, nelle norme di integrazione, nel rispetto di
diritti e doveri da parte di tutti. Insomma: c'è un'etica della sicurezza e
dell'ordine civile e c'è un'etica dell'ospitalità e dell'accoglienza. Le due
etiche non vanno contrapposte: la sicurezza aumenta la capacità di accoglienza,
e viceversa. Si può e si deve dare serenità e tutela ai cittadini senza
comprimere mai, in alcun modo, i diritti. Ecco perché la confusione, praticata
finora, tra irregolari e criminali non aiuta né la sicurezza né l'accoglienza.
Contemporaneamente, quindi, si apre la possibilità di una divisione nel
centrodestra e di una lotta al suo interno tra idee che non sono facilmente
componibili. Ora se ne discuterà alla Camera: la Lega riproporrà le misure che
sono state respinte in un disegno di legge. Continuerà una politica di annunci
roboanti a cui seguono le marce indietro o la Lega sfonderà? Dipenderà
dall'opposizione, in Parlamento e nel Paese, e dagli esiti del contrasto nel
centrodestra. Non è detto che il Pdl diventi il partito dei padani impauriti e
razzisti. Fini, l'ex fascista che pure fu coautore con Umberto Bossi di una
legge sull'immigrazione che è all'origine di tanti nostri guai e che da
vicepremier si macchiò delle gravi colpe dei giorni del G8 a Genova, sembra
ormai guardare oltre Berlusconi e il suo patto strategico con Bossi, e mette in guardia dai rischi del populismo plebiscitario in nome
di una destra più laica e pluralista, più attenta ai diritti degli individui e
alle tutele istituzionali, più moderna ed europea. I contrasti sono reali:
bisognerà vedere se Fini si ridurrà a "grillo parlante" del
centrodestra o se riuscirà a giocare la sua partita. Giorgio Pagano, già
sindaco della Spezia, si occupa di cooperazione internazionale nell'Anci
(Associazione nazionale comuni italiani) e di politiche urbane nella Recs (Rete
città strategiche). 30/04/2009 L'etica della sicurezza non va contrapposta
all'etica dell'ospitalità e dell'accoglienza 30/04/2009
( da "Repubblica, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina IX - Bari
Private nel mirino del Fisco "Controlli anche sui docenti" I
sindacati: a centinaia in nero o sotto ricatto FRANCESCA SAVINO Scuole private
nel mirino del fisco. Anche in Puglia la circolare dell´Agenzia delle entrate
sul "Contrasto e prevenzione dell´evasione fiscale", che inserisce
l´iscrizione dei figli negli istituti non statali fra i beni di lusso di una
famiglia, farà scattare i controlli dei finanzieri fra corridoi e banchi. I
sopralluoghi dei militari nelle scuole potrebbero essere fondamentali per
verificare la dichiarazione dei redditi di chi manda i ragazzi nelle private:
un elemento che - spiega la circolare - indica elevata capacità contributiva e
che deve quindi essere coerente con quanto dichiarato al fisco. «Osserveremo le
indicazioni impartite dal direttore generale Attilio Befera: siamo pronti ad
applicare i nuovi parametri», spiega dagli uffici finanziari di Bari il
direttore regionale delle Entrate Silvia Guarino. «Siamo in attesa dei criteri
sulla base dei quali effettuare le verifiche, poi ci attiveremo nel rispetto
della trasparenza e dell´imparzialità». La finanza potrebbe
essere inviata a breve nelle scuole private, laiche e religiose, per acquisire
gli elenchi di bambini e ragazzi che le frequentano. Un´attenzione poco gradita
dalle associazioni che riuniscono gli istituti non statali. «Un buono spunto di
partenza», al contrario, per i sindacati del mondo della scuola. «I
controlli vanno estesi per verificare in che condizioni lavorano gli insegnanti
in alcuni istituti privati» invita la segretaria provinciale della Cisl scuola
Lena Gissi. «Abbiamo oltre cento segnalazioni di docenti tenuti sotto il
ricatto di insegnare gratis, in cambio di punti in graduatoria» spiega. «Molti
ricevono un assegno pro forma, da restituire poi ai datori di lavoro, altri
guadagnano pochi spiccioli, rigorosamente in nero, in altre scuole professori o
maestri sono inquadrati come assistenti - racconta Gissi - Tutti, però, hanno
paura di denunciare». Dall´ufficio scolastico provinciale il dirigente Giovanni
Lacoppola rassicura sulla regolarità degli istituti parificati: «In provincia
ce ne sono quattro, e sono tutti monitorati e regolari, da ogni punto di
vista». Il pericolo, spiega il provveditore, è altrove: «Sarebbe scandaloso se
assumessero personale non abilitato». Intanto la Flc Cgil lancia l´allarme sui
collaboratori scolastici e sulla sicurezza nelle scuole pubbliche: in provincia
di Bari è prevista una riduzione dell´organico Ata di oltre 1300 posti in tre
anni e 450, su un totale di 7mila e 229 persone, solo per il prossimo.
«Un´ennesima mattanza, che avrà come risultato l´impossibilità di garantire i
servizi essenziali, dagli adempimenti amministrativi, all´assistenza
all´handicap, alla vigilanza degli alunni» commenta il segretario provinciale
Claudio Menga.
( da "Manifesto, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
TORINO Al Glbt lo
schermo parla tedesco Lo struggimento intenso della diversità Federico Ercole
TORINO «Deutchland uber Alles», ovvero l'adagio di uno dei quartetti dell'opera
76 di Joseph Haydn, in cui il tema che sarebbe diventato l'inno tedesco viene
sottoposto ad una serie di variazioni che lo trasformano mirabilmente, senza
mutarne l'intima bellezza melodica e l'anima sonora. Al Glbt di Torino,
edizione 2009, i film tedeschi proiettati possiedono la stessa mirabile
sublimazione della variazione sul tema della sessualità e su ciò che i
romantici chiamarono «spirito tedesco», assai prima che lo spirito si
trasformasse in mostro orrendo. Perché la vita, e il suo elemento vitale per
eccellenza, il sesso, esistono solo nella variazione che è sempre negazione di
monotonia e di ripetizione. I film tedeschi arricchiscono un panorama già ricco
e spericolato, che rende il Glbt torinese ( evento sulla variazione per
eccellenza) il festival più «avanti» e meno omologato della città. Nella
retrospettiva dedicata ai venti anni trascorsi dalla caduta
del muro è stato proiettato Coming Out (1989) di Heiner Carow, il regista di
culto (è suo Die Legende von Paul und Paula) scomparso nel 1997. Il film,
storia di amori spezzati tra più sessualità, è una preghiera laica per la
tolleranza, una lirica schubertiana sullo struggimento per la diversità che
diviene elegia universale per tutti coloro che sono emarginati e stigmatizzati.
Il muro può essere insormontabile, come in The Wrestler di Wieland Speck (
1985), girato quasi in clandestinità a Berlino Est, con una super 8 nascosta.
Il muro come pietra gelida e carcere su cui si infrangono cuori e sogni, ma che
rappresenta anche la perentoria e «innaturale» separazione tra i sessi che
certe religioni e società considerano «naturale». Il cinema tuttavia, citando
il regista Gerd Conradt, come fa Giovanni Minerba sul catalogo del festival
«abbatte tutti i muri, semplicemente perché va oltre, sempre». Una delle
visioni più stupefacenti del festival è Ein Traum in Erdbeerfolie di Marco
Wilms un film-documentario che spalanca un universo di visioni e di immaginari,
veramente inedito, che andrebbe approfondito, andando a spulciare gli archivi
audio-visisi dell'ex-Ddr. Si narrano e vengono mostrate le performance dei
giovanissimi che facevano la moda negli anni '80, una moda «popolare» e veramente
chic, lontanissima dalle passerelle per milionari a cui siamo abituati, ma che
nasce per le strade e nei locali più trasgressivi. Gli abiti e i costumi,
creati con materiali di recupero, anticipano lo stile «fanta-sexy-dark» dei
disegnatori di manga e anime giapponesi più visionari, fino a quelli disegnati
da Testuya Nomura in Final Fantasy Advent Children. Nel corso del
lungometraggio c'è il frammento di una «sfilata» di cui si dovrebbe vedere la
versione integrale perché è visivamente, e teoricamente, incredibile: le
modelle e i modelli sfilano in una spiaggia per nudisti, camminano lievi sulla
spiaggia e sono le uniche persone vestite, circondate da un pubblico di uomini
e donne completamente nudi. In concorso è passato Ruckenwind, di Jan Kruger, un
film sulla deriva e lo smarrimento (tra La Bambina che amava Tom Gordon di King
e Deliverance di Boorman, per la potenza d'espressione vegetale dei boschi e
delle acque) dove tra i rami fittissimi della foresta non si nasconde la morte
e l'orrore ma gli inquietanti segreti del profondo.
( da "Riformista, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Il nazionalismo indù
infiamma la maratona elettorale indiana Denuncia. Attacchi a cristiani e
musulmani anche via web. Oggi la terza giornata di voto giunge nel Gujarat, già
teatro di pogrom anti-islamici. Un caso appena riaperto, che rischia di
affondare l'eroe del Bjp Modi. di Valeria Fraschetti New Delhi. «Vuoi che
l'India sia convertita del tutto in una nazione cristiana? Vuoi che gli indù
siano del tutto emarginati? Se non ti auguri tutto ciò, vota per i movimenti
che difendono l'India come nazione indù». E ancora: «Vuoi che i talebani
prendano il potere in India? Se la tua risposta è no, vota i partiti indù». È
condita anche da messaggi di questo tipo la campagna elettorale indiana che
corre sul web e che l'agenzia di stampa vaticana Fides ieri ha definito di
«aggressione e criminalizzazione» nei confronti dei cristiani e delle altre
minoranze religiose del paese. Una denuncia che arriva nel mezzo della maratona
elettorale che fino al 13 maggio coinvolgerà 714 milioni di indiani. Oggi,
infatti, si tiene la terza tornata: ad andare alle urne i cittadini di nove
stati, tra cui il vasto Uttar Pradesh e i relativamente ricchi Maharashtra e
Gujarat. È soprattutto su quest'ultimo che da qualche puntati gli occhi di
osservatori e media da qualche giorno. Non perché qui la battaglia sia più
aperta che altrove, anzi. Il Gujarat è uno dei fortini elettorali del Bharatya
Janata Party (Bjp), il partito dei nazionalisti indù che spera di scippare al
Congresso la cabina di comando della più grande democrazia al mondo. Proprio
questa settimana però, la Corte Suprema indiana ha ordinato la riapertura delle
indagini a carico del governatore del Gujarat, Narendra Modi, per le presunte
responsabilità nelle violenze antimusulmane esplose nel suo stato
nel 2002. Una decisione che non poteva arrivare in un momento peggiore per il
partito indù. Nonostante le frasi denigratorie apparse su alcuni siti legati
all'universo dell'induismo politico e denunciate dalla Congregazione per
l'evangelizzazione dei popoli, il Bjp è infatti impegnato ad attenuare la sua
immagine di partito radicale nell'intento di acciuffare l'elettorato moderato.
Sviluppo e crescita sono il nuovo mantra del movimento che era nato negli anni
'80 facendo leva sul sogno di alcuni di avere un'India tutta induista. Ad
incarnare la promessa del miracolo economico è proprio Narendra Modi. Grazie
alla sua capacità di attirare gli investimenti dell'industria nel Gujarat,
infatti, questo facinoroso leader indù è stato in
grado di farsi rieleggere tre volte governatore ed è diventato uno dei politici
più trasversalmente ammirati del panorama politico indiano. Ma ora la decisione
della Corte Suprema ha contribuito a far riemergere proprio quell'identità
sciovinista che il movimento stava cercando di nascondere sotto il tappeto. In
realtà, che la scelta di concentrarsi sul tema dello sviluppo economico sia
solo un opportunistico maquillage elettorale lo dimostrava già la scelta di
candidare Varun Gandhi per uno degli ottanta seggi in palio nell'Uttar Pradesh.
Pronipote di Jawaharlal Nehru, Varun ha voltato le spalle al partito di
famiglia, il Congresso, per arruolarsi con la destra indù. Nonostante a marzo
fosse finito in cella per aver pronunciato frasi razziste contro i musulmani,
il Bjp non ha esitato a farne uno dei suoi candidati di
punta nel più popoloso stato indiano. Vista l'incapacità del Bjp di mettere a nascondere la
sua vera natura sciovinista, islamici e cristiani anche stavolta probabilmente
riporranno le loro speranze nel laico Partito del Congresso. Eppure, proprio
per non farsi sfuggire il voto delle minoranze religiose, anche il Congresso
non manca di opportunismo politico. Giorni fa ha ritirato il candidato
Jagdish Tytler. I suoi presunti coinvolgimenti nel pogrom contro i sikh del
1984, avevano scatenato le proteste della comunità, con tanto di blocchi
ferroviari e scarpata contro il ministro degli interni. 30/04/2009
( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 30/04/2009 - pag: 8 «Pari opportunità» Nella quota
«belli» entrano David e Filiberto di MARIA LAURA RODOTÀ P remesso che (a) per
garantire pari opportunità all'elettorato femminile eterosessuale il Pdl
dovrebbe candidare l'intera nazionale di rugby, riserve incluse, e (b) neanche
negli altri partiti hanno in lista dei maschi pinup, quest'anno c'è chi si
sforza. Ovvio, è difficile: le selezioni di Miss Italia, pardon dello
schieramento del premier, sono state lunghe, estese e accurate; e nonostante
qualche piccola polemica ci saranno candidate (esteticamente) sbalorditive.
Ancora più ovvio, anche se non per tutti: le donne che votano qualcuno «perché
è un bell'uomo» esistono ma sono una minoranza. E casomai, le candidate carine
(ne ebbe anche il Pd, inutilmente, alle politiche 2008) paiono un'emanazione
del narcisismo (e dei gusti) dei leader, più che una mossa per catturare
consensi. Però qualche bel tipo l'hanno presentato, con vari perché. C'è David
Sassoli, l'anchorman più attraente del Paese, capolista pd nell'Italia centrale
(secondo in lista è Leonardo Domenici, sindaco uscente di Firenze, magari è
un'icona fetish perché si incatena, vai a sapere). Cattolico
di sinistra moderata, occhi azzurri che fanno contrasto con i capelli vivaddio
grigi, che non se ne può più di politici tinti. Ha esordito fuori dal Tg1
martedì a Ballarò; l'utente medio/a era spiazzato/a più di lui, ma lui non è
un'anomalia italiana. Politicamente corretto e con la voce gradevolmente
impostata, sembra un candidato americano; anche se lì le celebrità tv in genere
si candidano di propria iniziativa, mentre Sassoli ha l'aria di chi si
sacrifica (o forse è una strategia seduttiva, vai a sapere). E poi c'è Emanuele
Filiberto di Savoia, candidato a sorpresa dell'Udc. Ha da poco vinto a Ballando
con le stelle (rischia di creare confusione tra gli elettori, forse cercheranno
di votarlo via sms, vai a sapere). Si dichiara qualificatissimo: «Parlo cinque
lingue, conosco la metà dei capi di Stato europei e dell'altra metà sono
parente», e son cose utili. Neanche lui è una stranezza nazionale. Proprio un
suo cugino, Simeone Sassonia-Coburgo Gotha, ex re bambino, è stato
primo ministro in Bulgaria dal 2001 al 2005. Insomma, grazie a lui ci si può
allineare alle new entries dell'Est Europa, e mandare a Strasburgo un deputato
distinto. Certo, Sassoli & Savoia sono difficilmente abbinabili e hanno
fans diverse. E sono solo due. Ma forse per le Europee 2014 i partiti
organizzeranno primarie per signore con sfilate di fusti e voti con la paletta;
e passerà come una conquista delle pari opportunità, magari, vai a sapere.
Anchorman David Sassoli, già vicedirettore del Tg1 Principe Emanuele Filiberto,
nipote del re Umberto II
( da "EUROPA ON-LINE"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Articolo Sei in
Commenti 30 aprile 2009 Il set delle riforme condivise Il disegno berlusconiano
di comprendere ideologicamente, facendo finta di superare le ideologie, il
vissuto politico degli italiani prende corpo. E sposta a sinistra l'interesse
da perseguire. Brunetta su Corsera e dalla Bignardi afferma di essere
socialista come il governo che rappresenta e il suo partito. Bonaiuti gli fa
eco, sostenendo che da socialista conosce il valore della Resistenza,
dell'antifascismo e dell'impossibilità di equiparazione morale tra partigiani e
repubblichini. Bondi mette in riga Lombardo mandando, quindi, messaggi criptici
ad altri alleati. Berlusconi attenendosi, piaccia o non piaccia, alle
indicazioni del presidente Napolitano fa un discorso progressista ed
equilibrato. Ovviamente alternativo, dal suo punto di vista, alla sinistra
attuale considerata conservatrice. Questo processo era iniziato con De Michelis
e Rotondi che nella campagna elettorale del 2006 inneggiavano al centrosinistra
Dc-Psi come panacea per il governo del paese. E questo pur vivendo in una
presunta coalizione di centrodestra. Vinte le elezioni del 2008, con una forte
rappresentanza ministeriale orgogliosa di dichiararsi socialista senza sì e
senza ma, prosegue il percorso di attrazione per i voti riformisti. Assorbita
Alleanza nazionale visto l'intelligente, costituzionale e
laico comportamento di Fini al di là delle futilità e delle inutilità di alcuni
per Berlusconi può iniziare ormai il cammino verso una coalizione delle idee
condivise. Di perdere un ulteriore 2,50 per cento a destra, che unito a quello
di Storace diventa il 5 per cento detenuto dal vecchio Msi, è insignificante
per il Cavaliere. Valgono molto di più eventuali accordi con l'Udc e la
possibilità di catturare voti nel centrosinistra e di parlare, accettandone il
principio, di riforme condivise. Genialoide, populista, un po' rifatto, gaffeur
da marketing strategico, il Cavaliere a circa 73 anni ha avuto, come dice
Violante, senso delle istituzioni e con il ritiro del disegno di legge filo
repubblichino ha messo a segno un altro goal. Del resto, sostiene di aver
giocato da centravanti! E durante il terremoto, poi, ha dimostrato di avere il
senso della gente. Il rifacimento della dentiera, da lui commissionato
all'Istituto Eastam di Roma, per un'anziana signora che l'aveva persa ha
prodotto un servizio di tre minuti del Tg1. E così ha bucato ancora una volta
lo schermo dell'immaginario collettivo. Al tentativo di schiacciata del Pd sul
25 aprile, Berlusconi, pur non essendo alto, è saltato come Pelè su Burgnich
nel settanta in Messico ed ha fatto muro. La palla è caduta fra le nostre gambe
e si è aggiudicato il set sull'antifascismo militante di origine familiare
supportato dall'esilio del padre. Cosa da molti di noi risaputa. Il set
successivo saranno le riforme da condividere. E Macaluso ci ha giustamente
ricordato i nostri errori sul Titolo V che modificammo con soli 4 voti in più.
Mentre B o n a i u t i conferma la volontà di confrontarsi e dialogare. La
crisi non è finita, ci sono alcuni segnali ma nelle influenze sono possibili
ricadute. Bisogna vaccinarsi con programmi unitari nell'interesse generale del
paese e questo è possibile solo attraverso una collaborazione intelligente,
civile e costruttiva tra le forze parlamentari, sindacali e produttive.
Pensando a scenari diversi, è tempo di metapolitica. ARNALDO SCIARELLI
( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
sezione: Terza Pagina data: 30/04/2009 - pag: 41 La denuncia Il paladino dei
diritti civili arriva in Italia per presentare il suo libro contro chi alimenta
«l'odio verso lo Stato ebraico» «Un vero liberal deve difendere Israele» Alan
Dershowitz accusa gli intellettuali di sinistra, da Saramago a Chomsky dal
nostro corrispondente ALESSANDRA FARKAS NEW YORK In Italia Alan Dershowitz è di
casa dal 1974. Allora si recò nel nostro Paese per incontrare Umberto
Terracini, dirigente del Pci d'origine ebraica favorevole a una politica più
pro-Israele. Dopo 35 anni il giurista-scrittore di Harvard, paladino dei
diritti civili, torna a Roma con una missione: frenare l'ondata di odio
anti-israeliano che, mette in guardia, «oggi non scaturisce più soltanto dalle
forze estremiste». La sua tournée italiana è stata organizzata da Amy
Rosenthal, docente di Relazioni internazionali all'American University di Roma
e comprende anche un incontro con alcuni deputati, tra cui Fiamma Nirenstein.
L'occasione: l'uscita in Italia del libro Processo ai nemici di Israele
(Eurilink editore), dove Dershowitz mette sotto accusa l'intellighenzia
occidentale: «Intellettuali spiega come lo scrittore spagnolo Antonio Gala,
secondo cui gli ebrei meritano un altro Olocausto se non abbandonano Israele».
Nella sua lista nera: l'ex presidente Usa Jimmy Carter (che ha scritto
Palestine. Peace not Apartheid) e Stephen Walt e John Mearsheimer, autori di La
Israel Lobby e la politica estera americana (Mondadori). «Mi preoccupa che la
retorica anti-israeliana più violenta non appartenga più a frange dell'estrema
sinistra, ma al mainstream », precisa Dershowitz, che cita i Nobel Harold
Pinter, Carter, José Saramago e Desmond Tutu, oltre a Noam Chomsky («studioso
di fama mondiale»), ma non Norman Finkelstein, «spazzatura che nessuno prende
sul serio». A Roma Dershowitz approda dopo i riflettori di Durban II, dove è stato allontanato quando si accingeva a sfidare il
presidente iraniano Ahmadinejad. «Ad applaudire con più entusiasmo le sue
farneticanti esternazioni sull'Olocausto e Israele accusa erano purtroppo gli
ebrei barbuti del Neturei Karta. Un gruppo che auspica l'annullamento totale
del sionismo». L'ebreo antisemita: un ossimoro che lo tormenta. «L'odio
anti-israeliano è diventato una sorta di rito d'iniziazione. Per essere
accettati nell'estrema sinistra agli ebrei si chiede di diventare più
anti-israeliani degli arabi e più palestinesi dei palestinesi, buttando alle
ortiche la propria eredità». Si tratta, teorizza, di un ritorno
all'Inquisizione, «quando eravamo costretti a convertirci e a diventare più cattolici del Papa. Gli ebrei disposti a vendere l'anima al
diavolo esistono da sempre». Il suo assillo oggi è spiegare al mondo che non
bisogna essere di destra per amare Israele. «Barack Obama, Hillary Clinton, Ted
Kennedy, Irwin Cotler ed io siamo tutti liberal e pro-Israele, come il resto
della sinistra moderata Usa». La sua coscienza sionista è germogliata a
Williamsburg, il quartiere di Brooklyn dove è nato nel 1938 da una coppia di
origine polacca: Claire, computista, e Harry, fondatore della Young Israel
Synagogue: «I miei erano ebrei ortodossi ma moderni. Da
piccolo giocavo a baseball e correvo dietro alle ragazze come i miei amici
protestanti e cattolici. Oggi l'ebraismo è spaccato in due tra ultraortodossi e laici:
il tipo di quartiere dove sono cresciuto io non esiste più in America». A 14
anni aveva trovato il primo lavoro, alla Sohn Delicatessen, una fabbrica di
insaccati kosher della Lower East Side. «Dovevo annodare lo spago tra un
hot dog e l'altro e un giorno rimasi chiuso nel freezer». Dopo la laurea in
legge a Yale nel 1962, nel '
( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
sezione: Tempo Libero data: 30/04/2009 - pag: 17 DA VEDERE La jam session è
filosofica Si chiama «Jam session filosofica» l'appuntamento di «Filosofia non
accademica» alla Fnac. Uno spettacolo con Marx, Nietzsche e Freud come
protagonisti, interpretati da Alfio Colombo, Antonio Premoli e Marcello
Santini. Via Torino ang. via della Palla, ore 18 DAL VIVO Stefano Piro il
«tanguero» Si chiama «Noche de tango - Revolver al tango» la serata alla
Salumeria della Musica con il cantautore Stefano Piro (foto) che, con la sua
band, propone tanghi e milonghe di «guardia vieja», reinterpretati secondo la
sensibilità di Piro e dei suoi musicisti. Via Pasinetti 2, ore 22, e10 TAVOLA
ROTONDA Come costruire un evento La case-history Dolce & Gabbana diventa
materia di studio all'Università: oggi Gabriella Forte, Cristina Apa e lo
scenografo Ferruccio Bigi parlano dei mestieri d'arte nella tavola rotonda
«Come si costruisce un evento: arte, creatività, professioni». Cattolica, largo Gemelli 1, ore 16.30 CLASSICA Ciajkovskij con la
Ueco La decima sinfonia per archi del dodicenne Mendelssohn, la Serenata di
Ciajkovskij, ma soprattutto una perla rara come il Concerto per tromba di
Hummel danno forma al programma proposto della Ueco. Sul podio Rista
Savic, solista è Vicente Campos. Ore 21, via Conservatorio 12, ¬ 10-20
ANTOLOGIA Undici scrittori dall'Avana Sono undici come una squadra di calcio,
ma al posto della palla usano la parola. Sono i giovani scrittori cubani usciti
dal Centro Cardoso dell'Avana, riuniti nell'antologia «La fiamma in bocca»
(Voland). Ne parla oggi Danilo Manera. Ore 18.30, via G. Giacomo Mora 15
( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 103 del 2009-04-30
pagina 12 Telelombardia Giallo di Garlasco questa sera sbarca a Iceberg di
Redazione Il mistero di Garlasco e l'attesa per la sentenza di assoluzione o
condanna, che potrebbe arrivare già oggi, per l'unico imputato Alberto Stasi.
Se ne parla questa dalle 20.30 su Telelombardia, e sul canale satellitare di
SKY 901, con l'aiuto di giornalisti ed esperti. Il 13 agosto di due anni in una
villetta del comune in provincia di Pavia venne uccisa una ragazza di 26 anni,
Chiara Poggi, colpita con estrema ferocia al capo con un corpo contundente mai
ritrovato. Il corpo venne scoperto in tarda mattinata dal fidanzato Andrea
Stasi, due anni più giovane, che attraversò la scena del crimine senza pestare
una sola goccia di sangue nonostante il pavimento ne fosse pieno. Questo
particolare lo fece subito diventare l'unico indagato e finire prima in carcere
per quattro giorni e successivamente sotto processo. Questa sera dunque, il
caso sarà affrontato da Carlo Taormina, avvocato, Enrico Silvestri, cronista
del «Giornale», Stefano Caneppele, docente di criminologia
presso l'Università Cattolica, Piercarlo Collivignarelli, assessore alla
Sicurezza di Garlasco ed esperto in scienze psicopatologiche e tecniche di
indagine, Gioacchino Genchi, investigatore ed esperto informatico. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 103 del
2009-04-30 pagina 6 «Faresanità» Un ponte tra medicina e politica di Redazione
Un ponte tra medicina e politica, uno spazio di confronto tra i camici bianchi
e le istituzioni, sia a livello regionale che locale. È una missione ambiziosa
ma dai confini ben delineati quella di «Faresanità», neonata associazione
aperta a tutti gli operatori del settore. Il primo passo sarà quello di creare
una serie di gruppi di lavoro e concentrarsi su temi quali il management, la
bioetica, le nuove tecnologie e l'integrazione socio-sanitaria. Da questi
tavoli verrà fuori un elenco di proposte che saranno raccolte in un dossier,
pronto entro novembre. «Ma già ora stiamo lavorando a una serie di progetti»,
spiega il presidente Pierfrancesco Dauri, che martedì sera ha organizzato
nell'aula Giulio Cesare del Campidoglio un convegno dal titolo «Quale futuro
per la sanità regionale del Lazio». Due le direttrici lungo le quali si sta
muovendo Dauri: la prima ha come obiettivo quella di proporre iniziative per
far uscire tutti i malati cronici dagli ospedali, consentendo loro di tornare a
casa. «Il che non vuol dire abbandonarli - sottolinea - ma garantire la
cosiddetta continuità assistenziale». La quale sarebbe possibile creando
presidi fissi ad hoc, con al centro i medici di base, chiamati a dare
assistenza domiciliare ai pazienti. Di più: l'intento è quello di rendere le
strutture operative 24 ore su 24, per consentire interventi tempestivi in caso
di necessità. «Avere l'opportunità di stare nel proprio letto è pure un
importante sollievo psicologico», aggiunge il presidente, che è anche il
delegato di Alemanno per la Asl RmA. L'altra idea è quella di estendere la
formula della vaccinazione a basso costo contro l'influenza ai dipendenti
comunali tra i 50 e i 65 anni. La ragione? Oltre alla salvaguardia della loro
salute, com'è ovvio, c'è anche un semplice calcolo economico: le giornate di
malattia gravano sulla collettività per circa 800 euro a persona, mentre
un'iniezione richiede un esborso trascurabile. A conti fatti si risparmierebbe
parecchio. La presentazione di «Faresanità» ha chiamato a raccolta un pubblico
molto numeroso. E altrettanto sostanziosa è stata la risposta da parte delle
istituzioni. Il senatore Domenico Gramazio ha preso la parola per primo
criticando aspramente il presidente della Regione Marrazzo: «Dovremo lavorare
da qui a un anno - ha affermato - per mandare a casa i responsabili di questo
sfascio». Alfredo Pallone, vicepresidente vicario regionale del Pdl, ha chiesto
invece che la politica «non faccia demagogia sulla sanità», invitando a mettere
«al centro i malati, sempre e comunque». Mentre Sveva Belviso, assessore alle
Politiche Sociali, si è augurata che la neonata associazione «possa diventare
un interlocutore valido per l'amministrazione». In sala, tra gli altri,
sedevano Paolo Magistrelli, preside della facoltà di Medicina dell'Università Cattolica; Renato Lauro, rettore di Tor Vergata e
Mario Falconi, presidente dell'ordine dei medici di Roma e provincia. A
chiudere i lavori è stato il padrone di casa, Gianni Alemanno. «Il Lazio - ha detto - non
può rimanere nella blacklist della sanità nazionale, dobbiamo far uscire fuori
tutto il buono che c'è». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
SUSY MALAFRONTE
Pompei. Quindicimila ragazzi, tra i quattordici e i vent'anni, si sono dati
appuntamento domani al Meeting dei giovani organizzato per il ventitreesimo
anno dal Santuario di Pompei. Il binomio solidarietà e legalità sarà l'elemento
predominante dell'evento. Quest'anno i proventi della vendita dei biglietti
saranno destinati ai terremotati dell'Abruzzo. «Donare la speranza e un aiuto
concreto a quanti sono stati colpiti dal terremoto - sottolineano gli
organizzatori - sarà uno degli obiettivi cardine del XXIII Meeting dei giovani
di Pompei». Countdown, dunque, con uno degli appuntamenti d'Italia più attesi
per la sua forza aggregativa e per la magia dell'atmosfera creata da migliaia
di giovani riuniti per pregare, fare festa, riflettere e ascoltare la Parola di
Dio. Il sipario della manifestazione si alzerà accompagnato dalle note del
nuovo inno ufficiale «Ti cercherò», canzone, scritta da Espedito Caiazzo e
musicata da Nicola Chicchinelli, che ha vinto il concorso canoro «Dai vita al
talento che è in te!». «Questa edizione del Meeting - spiega don Giovanni
Russo, responsabile dell'ufficio di Pastorale giovanile del Santuario di Pompei
- sarà dedicata in modo particolare alla cultura della legalità. È importante
che i giovani capiscano che "l'arma" della cultura è una delle
possibili, a cui non bisogna mai rinunciare, per un mondo diverso, dove, con il
rispetto delle regole, si può concretizzare un reale cambiamento». La novità di
quest'anno sarà, quindi, la marcia per la legalità. Dal Centro educativo
Bartolo Longo - dove si svolgerà la prima parte del programma della giornata in
cui è previsto un ampio dibattito sul tema, guidato da monsignor Domenico
Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell'Azione
Cattolica Italiana - i giovani marceranno verso la basilica mariana, dove
parteciperanno alla celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di
Pompei, monsignor Carlo Liberati. La legalità sarà grande protagonista anche
nella seconda parte di questa edizione, che si svolgerà come ogni anno
nell'area Meeting del Santuario, durante la quale si alterneranno
momenti di riflessione e di spettacolo e numerose testimonianze, tra cui quelle
di due detenuti della casa circondariale di Secondigliano e del direttore
Liberato Guerriero. Dal Penitenziario, inoltre, alle 18.30, durante
l'Adorazione eucaristica, sarà trasmesso da Napoli Canale 21, che seguirà
l'intero evento in diretta, un collegamento con i detenuti che si uniranno alle
preghiere dei giovani del Meeting. Ospiti della manifestazione saranno:
monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Teggiano-Policastro e delegato regionale
della Campania per la Pastorale giovanile, l'assessore all'Istruzione,
formazione e lavoro della Regione Corrado Gabriele, l'assessore alle Politiche
giovanili della Provincia Vincenzo Falco e il presidente dell'associazione
umanitaria Semi di Pace Luca Bondi. Saliranno sul palco del Meeting anche il
popolare cantante Sal Da Vinci; Luca Sepe, cantante e comico, la cantante
marchigiana Linda, l'attore Pietro Pignatelli, anche conduttore della
manifestazione assieme a Nadia Paolella. L'iniziativa gode del patrocinio del
ministero della Gioventù, della Regione, della Provincia e del Comune di
Pompei.
( da "Foglio, Il" del
30-04-2009)
Argomenti: Laicita'
30 aprile 2009
"La liturgia della chiesa nell'epoca della secolarizzazione" di
Roberto de Mattei 77 pp., Solfanelli, 7 euro Largomento del
pamphlet è di quelli densi: “La liturgia della chiesa nellepoca della
secolarizzazione”. Sotto cè un problema che, raccontato in breve, è
questo: la chiesa si è lasciata turbare da unansia illusoria di rinnovamento e ha modificato la
propria liturgia. Ma il gioco non è valso la candela di cera. Ha abbandonato leterno
per incontrare il proprio tempo, ha deviato dalla tradizione per abbracciare la
società del progressismo: e dopo, con orrore, che cosa ha scoperto? Che il suo è stato labbraccio catastrofico con unetà
postmoderna già imputridita allinterno e che allesterno porta segni
sempre più evidenti di fallimento. Ora rimediare non sarà facile. La chiesa si
è allontanata dalle proprie premesse più salde, si è in parte tramutata in una versione light di
se stessa per dimostrarsi non-passatista e ha indebolito il suo messaggio più
autentico e attraente. Lo prova la crisi delle vocazioni religiose con tutta la
forza dei fatti: la Riforma del Concilio non lha risolta, ma
anzi lha decisamente aggravata. Per citare Joseph Ratzinger: “Quello che
sapevamo solo teoreticamente è diventato per noi esperienza concreta: la chiesa
sussiste e cade con la liturgia”. Nella storia recentissima della chiesa cè stato quindi
un Prima, quando ancora questa crisi poteva essere evitata. Ma a noi tocca
vivere nel Dopo: nel tempo presente, quando ormai la crisi deve essere
affrontata. Roberto de Mattei – “sono uno storico, un cattolico laico che vive
però con partecipazione i problemi della chiesa” – propone allora il ritorno
alla tradizione come antidoto allidea, filtrata
allinterno della chiesa, che la secolarizzazione è comunque un processo
storico irreversibile, e quindi, poiché irreversibile, anche “vero”. E avanza un progetto di risacralizzazione
della società: dove “lesperienza di sacro” di cui la società ha
disperatamente bisogno si raggiunge attraverso il sacrificio e lo spirito di
penitenza. “Al principio delledonismo e dellautocelebrazione
dellIo che costituisce
il nucleo del processo rivoluzionario plurisecolare che aggredisce la nostra
società – scrive De Mattei – bisogna contrapporre il principio vissuto del
sacrificio”. Il capitolo iniziale sullabbandono del latino
durante la liturgia, argomento di una delle tre conferenze da cui è tratto questo pamphlet, è il
manifesto convincente del Grande equivoco. Credevamo di essere moderni e anche
di farvi un favore, abbiamo invece sperperato il nostro tesoro comune. Il
latino non è stato abolito dal Concilio – come si
crede grossolanamente – ma non è più usato, anche se una costituzione
apostolica del 1962, la Veterum Sapientia, raccomanda il contrario con precise
disposizioni. Eppure il latino era per sua natura la lingua della chiesa,
perché possiede tutte le caratteristiche che servono. E
lingua universale, che supera i confini delle nazioni. Si può ribattere che non
è più in uso – ma per De Mattei si tratterebbe di unobiezione povera. Una
lingua non muore quando non è parlata, ma quando svanisce dalla cultura e dalla memoria di un popolo.
Altrimenti, e per assurdo, dovremmo chiamare lingue morte anche lebraico,
risorto nel Ventesimo secolo con il sionismo, e larabo classico, che oggi
è parlato soltanto in alcuni contesti formali. Il latino è una lingua stabile dal punto di vista lessicale e
grammaticale, quindi è anche un vettore solido, capace di sfidare il passare
dei secoli e di conservare lintegrità e limmutabilità
della dottrina cattolica. Il latino è infine lingua sacra: la lingua della
liturgia tra lassemblea
e Dio. E non importa afferrarne tutte le parole: la liturgia non è orizzontale,
non lega i fedeli tra loro, ma è verticale, è diretta verso Dio. Come dice al
linguista Beccaria la vecchietta alzando il dito verso il cielo, limportante
è che capisca lui. di
Daniele Raineri