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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL  25-26 ottobre 2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (33)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

E' la giornata del dialogo ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattoliche e protestanti della città. Nella Sala Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23 i protagonisti del dibattito "Conoscerci per costruire convivenza e pace" sono Enrico Peyretti della chiesa cattolica, il pastore Paolo Ribet della chiesa evangelica valdese, padre Rosu della chiesa ortodossa romena e due esponenti musulmani:

La sindrome del brutto anatroccolo ( da "EUROPA ON-LINE" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Anche sul ruolo dei laici nella Chiesa e nella società, si torna all'idea di un laicato esecutore zelante e compatto delle direttive impartite dalla Gerarchia. Ma il laicato cattolico è cambiato, proprio grazie a papa Giovanni, a Paolo VI e soprattutto al Concilio.

Cimiteri, varatoil piano ( da "Secolo XIX, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stanziamento Il Comune mette sul tavolo 50 mila euro per sistemare i cimiteri in balia del degrado. Nel 2009 sarà costruito il tempio laico 25/10/2008.

Scuola, i "figli di" la preferiscono privata ( da "Riformista, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ha iscritto uno dei figli al San Giuseppe De Merode, scuola cattolica nel centro di Roma, adiacente a piazza di Spagna. Mentre il suo primogenito Giorgio ha studiato all'istituto gesuita Massimiliano Massimo. Le due figlie di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, frequentano un istituto privato di Catania.

Delbono lancia il suo programma "senza soldi da roma, no al metrò" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Infine un messaggio al mondo cattolico: "Sulla giustizia sociale, la dottrina sociale della Chiesa non prende lezioni da nessuno" anche se, aggiunge Delbono, "diffido di quelli che in politica ogni cinque minuti devono ricordare più a se stessi che agli altri che sono cattolici".

Restauri alla Missione, un modello ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma soprattutto fratello laico della Compagnia di Gesù, che pose l'arte a servizio del proprio ordine. L'interesse del mondo artistico e culturale è grande per la chiesa di San Francesco Saverio, detta "Missione" da quando, dopo la soppressione dei Gesuiti nel 1773, la chiesa passò alla Congregazione della Missione di San Vincenzo de' Paoli.

Israele, il no degli ortodossi alla Livni ( da "Corriere della Sera" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: accordo avrebbe intaccato i diritti degli israeliani laici. Giovedì, il primo ministro incaricato aveva lanciato un ultimatum: coalizione stabile o elezioni anticipate. Domani si presenta dal presidente Shimon Peres con la decisione, il passo finale della crisi aperta dalle dimissioni di Olmert, coinvolto in uno scandalo per corruzione.

Il dio del pallone è falso ( da "Manifesto, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Siamo vicini al 5 novembre, la sera in cui da noi si brucia il cattolico. Giovanni: Sarebbe a dire? John: I bambini bruciano su un falò un'effigie di Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici che, il 5 novembre del 1605, tentarono di assassinare il re Giacomo I e tutti i deputati del parlamento londinese.

Al Cnr si spreca meno, ma i sindacati <pesano> ( da "Giornale.it, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e non pensi che ce l'abbia con lei perché è uno dei 67 firmatari che non volle papa Ratzinger alla Sapienza. Certamente lei avrà un atteggiamento equilibrato e laico nella gestione del Cnr, e in questo sono certo che potrà confidare nell'aiuto del sindacato. Cordialmente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Gelmini agli studenti: <Avanti con la riforma> ( da "Giornale.it, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattoliche e quelle di destra, oltre ai ricercatori dell'Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca). "Abbiamo chiesto di non penalizzare il diritto allo studio delle periferie - ha spiegato Marco Iasevoli, responsabile giovani di Azione cattolica - e il ministro ci ha assicurato che le variazioni saranno di carattere amministrativo ma non verranno chiusi plessi scolastici"

Finale Ligure nel sistema imperiale degli Asburgo ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Soprintendenza archivistica per la Liguria), Cinzia Cremonini (Università Cattolica Milano), Mario Rizzo (Università di Pavia), Paolo Calcagno (Università di Verona), Luca Lo Basso (Università di Genova), Andrea Lercari (Istituto internazionale di studi liguri Sezione ingauna) e Marco Leale (Società savonese di storia patria).

Il boom delle gite per over 60 ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolica e Alassio, con prezzi medi da 460 a 600 euro, anche in base al numero dei partecipanti. "Il nostro obiettivo è far conoscere nuove località attraverso un itinerario storico-culturale - continua Rosina - Non meno importante è l'aspetto sociale, per combattere la solitudine e l'emarginazione dei meno giovani".

Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: SABATO 26 CONVEGNO ALLA GAM Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici DOMENICO AGASSO JR "L'immaginazione al potere: luci e ombre del '68" è il titolo di un convegno organizzato per sabato 25 ottobre dal Liceo Faà Di Bruno, in collaborazione con altre sette licei cattolici di Torino: Maria Ausiliatrice, Sacra Famiglia, Edoardo Agnelli, San Giuseppe, Sant'Anna,

Il parroco di montagna? Ora diventa "pendolare" ( da "Stampa, La" del 25-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: venuti a galla durante la recente visita di monsignor Corti in Valsesia: la montagna sta perdendo sempre più parroci e la figura del sacerdote fisso spesso, insieme al sindaco e alla scuola, è uno dei pochi punti di riferimento per i piccoli centri che d'inverno restano isolati dal resto del mondo. Il futuro? "La collaborazione con i laici e con le religiose", ha detto il vescovo.

STAMINALILA GRANDEsperanza ( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sposata, cattolica, con due figli, pensa che una donna per riuscire nella ricerca "deve imparare a districarsi nel continuo labirinto di piccoli e continui impedimenti. C'è sempre un'uscita". Ama profondamente il suo lavoro: "Fiuti la via e capisci dai riscontri che è quella buona.

Filippini, la comunità degli "invisibili" chiede aiuto alla città che li ha adottati - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma nuove stanze "laiche" dove incontrarsi sono soltanto una delle richieste di Minda. "è vero, molti filippini sono non cattolici, Juana e Mario per esempio erano tutti e due appartenenti a chiese evangeliche, ma non è l'unico problema. Siamo grati al lavoro di don Benna, che da molti anni è il cappellano dei filippini torinesi.

Anni 50 e Virtusestridue stop a sorpresa ( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolica Bogliasco-Capolungo Doria Immobiliare 0-0; Anni 50 Bogliasco-Ansaldo Energia 2-2 (Anni 50: Ricci, Viacava. Ansaldo: Cao, Nardini); Amatori Bolzaneto-Astonvilla Barabino & Partners 0-0; Ospedale San Martino-Piccarello Siva Book 0-0; Major-Fia Italbrokers 1-7 (Major: Guidetti.

Gelmini bocciata anche da cl - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il movimento studentesco di estrema destra della Cattolica, ha annunciato la sua presenza "non come gruppo ma come singoli studenti". Nonostante la presa di posizione, i ciellini non faranno manifestazioni. "Lavoriamo nei consigli di facoltà - dice Bencio - concordando le forme di protesta con professori e rettori".

Don lisander per milanesi - maurizio bono ( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico anomalo. Quattro ritratti attraverso le carte e i testimoni "Un suo nipotino che lo udiva gli osservò: �Ma... gran Papà, te ghe da reson a tutt e duu'. �E anca ti te ghe reson...' rispose il grand'uomo" Ha romanzato per primo nei poveri, negli umili, negli incorrotti o nei fatalmente oppressi i risorgenti protagonisti della storia umana Se passeggiava per le strade

Cioccolata in lombardia - roberto cicala ( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolica, documentando con la letteratura la fortuna, nei salotti milanesi dell'alta società, della bevanda importata dal Nuovo Mondo. Il volume riporta alla luce antichi testi, alcuni in latino, di poeti ma anche di medici o teologi che s'interrogano su virtù e difetti della bevanda, dopotutto segno di trasgressione nel libretto mozartiano di Lorenzo da Ponte di Così fan tutte

Moschea, la ricetta di musso - donatella alfonso ( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che a partire dalle 18 porterà a confronto esponenti islamici e cristiani di diverse osservanze, dai cattolici ai valdesi e agli ortodossi. Poi alle 21 a Tursi si confronteranno a favore e contro la moschea esponenti mussulmani (Husein Salah, Yahya Pallavicini) e cattolici (Peppino Orlando, Alberto Rosselli).

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: istruzione in uno Stato civile è innanzitutto quella pubblica che dev'essere finanziata in modo adeguato ma chiaramente senza sprechi inutili. Abbiamo scuole che cadono a pezzi e che sono così da sempre, e allora invece di finanziare le scuole private sia laiche che molto spesso religiose, si utilizzino quei fondi solo ed esclusivamente per la scuola pubblica che a mio parere è l'

L'irresistibile ascesa del sindacato ombra ( da "Riformista, Il" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la componente cattolica e quella laica anticomunista. Un gruppo di sindacalisti, vicini alle posizioni politiche nazionali della destra, si riunisce a Napoli il 20 marzo 1950. Nasce così la Cisnal, Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori. Nella primavera del 1995 il segretario generale Mauro Nobilia lancia all'attenzione del mondo sindacale italiano il progetto Ugl,

Chiesa fra le fabbriche da 40 anni ( da "Stampa, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: futuro vicario per i laici e arciprete a Domodossola. Sacerdoti che fecero dell'oratorio "Domenico Savio" il vero punto di riferimento della gioventù negli Anni Sessanta e Settanta. Ad una nuova chiesa aveva pensato don Giuseppe Gambaro alcuni anni prima, ma l'idea venne concretizzata da don Camillo.

Quali laser per la depilazione ( da "Corriere della Sera" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma in rari casi per ottenere i risultati desiderati può rendersi necessaria una terapia combinata. In ogni caso è fondamentale che il trattamento venga eseguito dalle mani esperte di un medico. A cura di Antonella Sparvoli Leonardo Celleno, Centro ricerca cosmetologica, Università Cattolica di Roma.

<Siete spregevoli, usate i nostri figli a fini politici> ( da "Giornale.it, Il" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattoliche o laiche. Di volta in volta, è stata una scelta condivisa di genitori e figli. Ho difeso la scuola paritaria - anche quando i miei figli frequentavano esclusivamente scuole pubbliche - da Sindaco, e da esponente del Governo. Difendo il valore pubblico di tutto il sistema formativo, come ha stabilito una legge varata da un governo di centrosinistra.

"Non vogliamo essere più contati fra i cattolici" ( da "Stampa, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non vogliamo essere più contati fra i cattolici" ALESSANDRO COBIANCHI DOMODOSSOLA L'ho fatto per una scelta di coerenza perché non mi sento cattolica". Maria Luisa Tellini è stata tra i primi ieri in piazza Mercato a compilare i moduli per lo "sbattezzo". "Le percentuali di cattolici sono molto più alte rispetto a chi cattolico lo è veramente,

GIOVANNA CHIRRI DOMITILLA CONTE CITTà DEL VATICANO. LA CHIESA CATTOLICA è PRONTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Le proposte sono state illustrate da alcuni padri sinodali, tra cui il relatore, cardinale Marc Ouellet. Tra queste la numero 17 (donne) e la 53 (Islam). Nella 17 "i Padri sinodali incoraggiano la trasmissione della fede da parte dei laici e, in particolare, dalle donne che hanno un ruolo indispensabile in famiglia e nella catechesi".

GIUSY FRANZESE ROMA. ASCOLTA CON ATTENZIONE LE PAROLE DI VELTRONI. OGNI TANTO, MENTRE è L ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un grande orgoglio di ritrovarsi tra persone del riformismo laico e cattolico. Ho incontrato tanti figli di senatori della Prima Repubblica venuti qui come testimonianza di coerenza e pronti a impegnarsi per il cambiamento del Paese. Vedo soprattutto tanto popolo. Tanti giovani". Si può dire che il ministro Gelmini ha dato un aiuto consistente al successo di questa manifestazione?

GENNARO MATINO ALCUNI PADRI SINODALI HANNO PROPOSTO IL LETTORATO ALLE DONNE. CERTAMENTE AI PI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: annunciare Cristo è compito di tutti i battezzati, clero e laici. Indipendentemente dal sesso e dall'età tutti i battezzati possono e devono essere autentici testimoni, annunciatori della Parola. La novità risiede nel fatto che i Padri abbiano ipotizzato che anche le donne possano accedere a questo ministero.

INCONTRO. OGGI ALLE 11, NELLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI ITALIANI (AMCI), SEZIONE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Oggi alle 11, nella sede dell'associazione medici cattolici italiani (Amci), sezione San Luca, in via S. Ignazio di Loyola 51, incontro-dibattito su "Impariamo a nutrirci e non solo a mangiare". Presiede Aldo Bova, vicepresidente nazionale dell'Amci. Relatori Vittorio Roberti, Anna Franca Freda, Lina Miele.

E' morto Bruno Corsani grande studioso della Bibbia ( da "Stampa, La" del 26-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'

Abstract: realizzata con cattolici ed ortodossi, e ha lasciato un segno profondo di amore per la filologia e per lo studio del testo originale in greco. Si sentiva parte di una schiera di testimoni dell'evangelo in un paese profondamente cattolico". I funerali si svolgeranno domani alle 14,30 nel tempio valdese di Pinerolo.

Agenda Religioni ( da "Stampa, La" del 26-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: AZIONE CATTOLICA Anche l'Aci (Azione Cattolica Italiana) festeggia un compleanno: i 140 anni dalla sua fondazione. L'appuntamento con i ragazzi e le famiglie è sabato 25 ottobre nella parrocchia Gesù Redentore di piazza Giovanni XXIII 26. Il programma della giornata: alle 15,30 accoglienza, alle 16,10 proiezione di un documentario sull'


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E' la giornata del dialogo (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

IL 27 CONFRONTO INTERRELIGIOSO E' la giornata del dialogo Era il 27 ottobre 1986 quando ad Assisi si tenne la Giornata Mondiale di preghiera per la pace, convocata da Giovanni Paolo II: i rappresentanti delle grandi religioni mondiali presero parte al più grande incontro interreligioso mai realizzato. E' per ricordare quel giorno che la settima edizione della Giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico - ideata da un gruppo di religiosi dopo l'undici settembre - da quest'anno trova una collocazione fissa nel calendario, proprio il 27 ottobre. Sono numerose le iniziative organizzate in tutto il territorio nazionale: mostre, convegni e conferenze che prendono spunto dal tema del 2008, "La gioia del dialogo", volto a superare timori e diffidenze reciproche. A Torino è il Gruppo Interreligioso "Insieme per la Pace" che organizza, lunedì 27 ottobre dalle ore 20,45, una serata di confronto tra diversi protagonisti delle realtà religiose islamiche, cattoliche e protestanti della città. Nella Sala Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23 i protagonisti del dibattito "Conoscerci per costruire convivenza e pace" sono Enrico Peyretti della chiesa cattolica, il pastore Paolo Ribet della chiesa evangelica valdese, padre Rosu della chiesa ortodossa romena e due esponenti musulmani: Idris 'Abd ar-Razzaq Bergia della Coreis (Comunità Religiosa Islamica) e 'Abd al-Aziz Khounati presidente dell'Umi, Unione dei Musulmani in Italia. Modera Elsa Bianco del gruppo "Insieme per la pace". Per informazioni sulla giornata, 011/532.824 (Centro Studi Sereno Regis). \.

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La sindrome del brutto anatroccolo (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

CATTO La sindrome del brutto anatroccolo ANGELO BERTANI A cinquant'anni dalla morte di Pio XII e dell'elezione di papa Roncalli è naturale che, al di là degli aspetti celebrativi, riemergano valutazioni e preferenze diverse. Qualcuno ha voluto dire che anche il Concilio, poi attribuito a Giovanni, era stato preparato dal predecessore. È ben noto che i vertici della Chiesa cattolica avevano da tempo valutato la possibilità di convocare un Concilio, ma poi non se ne era fatto nulla e, soprattutto, il Concilio immaginato era ben diverso da quello che papa Giovanni avviò e Paolo VI concluse. Che i vari pontificati siano diversi è evidente (basti ricordare il diverso atteggiamento di Pio XI e Pio XII verso il nazismo). È persino ovvio, dunque, che nella chiesa cattolica c'è sempre stata sia una prevalente continuità che alcune novità; ma cinquant'anni fa la novità fu assai profonda ed è tuttora oggetto di valutazioni e, per così dire, di contesa. C'è in giro oggi una baldanzosa nostalgia ("è tornata la messa in latino: Deo gratias " scrive Carlo Rossella, su Panorama , 23 ottobre) e alcuni vorrebbero che Pio XII fosse proclamato santo e pure dottore della Chiesa. Anche sul ruolo dei laici nella Chiesa e nella società, si torna all'idea di un laicato esecutore zelante e compatto delle direttive impartite dalla Gerarchia. Ma il laicato cattolico è cambiato, proprio grazie a papa Giovanni, a Paolo VI e soprattutto al Concilio. In un articolo su Nigrizia di settembre, ad esempio, Gad Lerner spiega che la "rinnovata alleanza" tra le autorità ecclesiastiche e il governo di centrodestra (sulla base dei problemi di bioetica e di una certa visione delle politiche familiari) crea forti divisioni e delusioni in larga parte del laicato cattolico più vivo, e parla "di una restaurazione politico-culturale e teologica di tale entità da sopprimerne il pluralismo o, peggio, da ridurlo a mugugno e maldicenza privata". Consapevole delle difficoltà ma più ottimista è un bel libro appena uscito: Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano (di Fulvio De Giorgi, prefazione dell'arcivescovo Carlo Ghidelli, ed Paoline). L'idea di fondo è che dopo il Concilio i laici cattolici in Italia si sono fatti molto più consapevoli, preparati e impegnati; ma si sentono un po' come il brutto anatroccolo, cioè poco stimati, poco riconosciuti nella loro dignità e missione. Si vorrebbe da loro che fossero un esercito per conquistare o per resistere al mondo moderno, mentre essi si sentono testimoni e imitatori di Gesù e vorrebbero una chiesa di comunione e profezia, soror et ministra. Ma questo laicato "brutto anatroccolo" può diventare un cigno, o forse una colomba, se avrà fiducia in se stesso e resterà fedele al Concilio.

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Cimiteri, varatoil piano (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Stanziamento Il Comune mette sul tavolo 50 mila euro per sistemare i cimiteri in balia del degrado. Nel 2009 sarà costruito il tempio laico 25/10/2008.

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Scuola, i "figli di" la preferiscono privata (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

CURRICULUM. In casa Melandri si scelgono le suore. I Rutelli stanno in istituti religiosi. I Santoro al liceo francese. Per i Berlusconi si va dalle lezioni a casa fino agli studi steineriani. E i Bossi? Son finiti in tribunale. di Gianmaria Pica Il decreto del ministro Maria Stella Gelmini ha messo sul piede di guerra mezza Italia. L'opposizione sembra compatta. Si mobilita unita verso la Gelmini, ma manda i figli nelle scuole private. Per esempio il ministro ombra della Comunicazione, Giovanna Melandri, ha iscritto sua figlia all'istituto gestito dalle suore, Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto. Il presidente della Commissione parlamentare di controllo sui servizi segreti, Francesco Rutelli, ha iscritto uno dei figli al San Giuseppe De Merode, scuola cattolica nel centro di Roma, adiacente a piazza di Spagna. Mentre il suo primogenito Giorgio ha studiato all'istituto gesuita Massimiliano Massimo. Le due figlie di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, frequentano un istituto privato di Catania. Dal pulpito di Anno Zero, giovedì sera, il conduttore Michele Santoro ha dedicato una puntata sui cortei contro la Gelmini che stanno caratterizzando il panorama politico italiano. Rispondendo all'onorevole leghista Roberto Cota, Santoro ha affermato che i suoi figli studiano in un istituto straniero. Si tratta del liceo francese privato Chateaubriand a Roma. Anche tra i membri dell'esecutivo, cioè coloro i quali il 28 agosto scorso hanno licenziato il decreto sulla scuola, poi convertito nella legge 133, è difficile trovare qualcuno che abbia iscritto i figli in un istituto statale. Cominciamo dal presidente del Consiglio. Ha 5 figli: Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Marina, la primogenita, una delle donne più ricche al mondo (secondo Forbes), si è diplomata al liceo classico Leone Dehon, istituto paritario di Monza. Pier Silvio Berlusconi per parecchi anni non è andato a scuola, ma ha preso lezioni private a casa. I figli nati dal secondo matrimonio hanno studiato in una scuola steineriana. Il più piccolo, Luigi, ora studia alla Bocconi, mentre la ventiduenne Eleonora in un campus a New York. Barbara Berlusconi (nella foto) si è iscritta a filosofia presso l'università privata Vita-Salute San Raffaele di Milano. Anche Geronimo La Russa, figlio di Ignazio, ministro della Difesa, è bocconiano. Oggi fa l'avvocato. Più travagliata, invece, la storia di Renzo, il più piccolo dei figli del ministro per le Riforme, Umberto Bossi. Ha studiato in una scuola privata, il collegio Arcivescovile Bentivoglio di Tradate. Ma essendo stato bocciato per la seconda volta alla maturità scientifica, è ricorso al tribunale amministrativo per annullare la decisione presa dalla commissione scolastica. Di suo fratello Riccardo, non si conosce il curriculum scolastico, ma si conoscono le sue idee sull'istruzione. Recentemente ha dato un consiglio sulle nuove materie da inserire nel sistema scolastico. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha detto: "Questa è una materia che metterei a scuola: pensare. Sinceramente manca". Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha iscritto la sua unica figlia in un istituto privato cattolico. 25/10/2008.

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Delbono lancia il suo programma "senza soldi da roma, no al metrò" - luciano nigro (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Bologna Il dibattito Il candidato alle primarie Pd: anche Cofferati cambierebbe. Merola sulle stesse posizioni Delbono lancia il suo programma "Senza soldi da Roma, no al metrò" LUCIANO NIGRO Primo: "Il metrò si farà solo se arriverà un sostanzioso intervento statale", altrimenti "non si può mettere sulle spalle dei bolognesi un salasso del genere". Secondo: "Si riparta dalle cose buone che ha fatto Cofferati (il progetto di grande stazione, le tariffe ferme, autobus compresi, i maggiori poteri ai sindaci sulla sicurezza), ma cambiando quello che c'è da cambiare. Anche Cofferati se fosse rimasto avrebbe avuto la necessità di ricalibrare, aggiustare, rilanciare". Si presenta alle primarie del Pd come il candidato della continuità e insieme del rinnovamento, Flavio Delbono. Il vicepresidente della Regione ha cominciato ieri a scoprire le carte del suo programma presentandosi in contemporanea su Internet (una newsletter per spiegare le ragioni della sua candidatura, e l'ingresso su Face Book e You Tube) e in televisione con una intervista su è-tv. Prudenti le prime mosse, ma è significativo che Delbono abbia messo il primo punto fermo sul metrò, argomento su cui aveva avuto un'aspra polemica con il sindaco Cofferati nel maggio scorso mentre oggi ottiene il via libera del suo concorrente Virginio Merola ("condivido quanto ha detto Delbono") che in teoria si presenta alle primarie come il custode dell'ortodossia cofferatiana. Soppesate anche le prime mosse politiche. Per cominciare Delbono non considera un handicap la provenienza dalla Margherita. "Basta guardare indietro - dice citando Papa Giovanni XXIII - non è tanto importante da dove veniamo, ma quanta strada possiamo fare assieme". Guardare alle etichette, aggiunge, "è uno schema datato: io non mi sentivo in un ambiente ostile quando andavo alle feste dell'Unità dieci anni fa". E a proposito del sostegno di personalità e dirigenti del partito (da Prodi a Errani e Caronna), "non l'ho chiesto - dice - ma apprezzo". Altrettanto accorto sulle alleanze, a cominciare dallo scoglio Rifondazione sul quale rischierebbe di naufragare il Pd. "Le alleanze di debbono fare non tanto per vincere le elezioni, ma per governare la città, perciò occorre un candidato con il mandato a presentare un programma su cui costruire la coalizione". In Regione, sottolinea però Delbono, "non ho avuto particolari difficoltà a rapportarmi con Rifondazione". Infine un messaggio al mondo cattolico: "Sulla giustizia sociale, la dottrina sociale della Chiesa non prende lezioni da nessuno" anche se, aggiunge Delbono, "diffido di quelli che in politica ogni cinque minuti devono ricordare più a se stessi che agli altri che sono cattolici". Sul suo sito (www. flaviodelbono. it) il candidato del Pd, professore di economia "come Andreatta, Zangheri e Prodi" spiega intanto le ragioni della sua candidatura. Il momento, dice, richiede persone con provata competenza amministrativa e capacità di governo, passione civile e capacità di chiamare a raccolta le migliori energie della città. E' sempre stato questo il segreto del buon governo di Bologna: lungimiranza sui progetti infrastrutturali e attenzione ai bisogni quotidiani delle persone. "Per me fare il sindaco - dice Delbono - significa soprattutto stare in mezzo alla gente".

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Restauri alla Missione, un modello (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

MONDOVI'. A PIAZZA Restauri alla Missione, un modello "Siamo in presenza di un contesto artistico meraviglioso. Poche volte ho visto un'opera intatta, così come l'ha concepita l'artista oltre 300 anni fa". Le parole di Giacomo Chiari, direttore scientifico del prestigioso Getty Conservation Institute, sono significative. Macchina fotografica a tracolla, ammira le volte affrescate della chiesa di San Francesco Saverio a Mondovì Piazza e conferma la volontà dell'istituto americano di "portare in giro per il mondo" il nome di Mondovì. Nei convegni a Vienna e a Roma, nel 2009, citerà il monumento sulla collina monregalese per gli studi dell'istituto (in collaborazione con il Politecnico di Milano) su materiali e colori usati per l'imponente ciclo di affreschi da Andrea Pozzo, (1642 - 1709), architetto, pittore prospettico e figurista, ma soprattutto fratello laico della Compagnia di Gesù, che pose l'arte a servizio del proprio ordine. L'interesse del mondo artistico e culturale è grande per la chiesa di San Francesco Saverio, detta "Missione" da quando, dopo la soppressione dei Gesuiti nel 1773, la chiesa passò alla Congregazione della Missione di San Vincenzo de' Paoli. Il punto sui lavori del secondo lotto per recuperare lo straordinario edificio (iniziato nel 1665 su disegno dell'architetto fossanese Giovenale Boetto, completato dopo 11 anni) è stato fatto ieri. Una riunione programmatica e tecnica, presenti Valter Canavesio, funzionario della Sovrintendenza Beni Artistici, e Laura Moro (per i Beni Culturali), i restauratori Mariano Cristellotti di Trento, Cesare Pagliero (Savigliano) e Marco Costamagna (per i legni), il vicepresidente della Fondazione Crc Beppe Ballauri e il sindaco di Mondovì Stefano Viglione (con l'assessore alla Cultura Marco Manfredi e tecnici comunali). "Confermo che l'impegno economico della Fondazione - ha detto Ballauri - è importante: tra il primo e il secondo lotto di lavori ammonta a circa 3,5 milioni di euro. E' tale l'importanza del recupero di quest'edificio che proporrò i restauri della Missione come la grande opera annuale per il 2009, individuata dalla Fondazione in occasione anche dei 300 anni dalla morte del Pozzo". "Solo in casi eccezionali come questo - ha detto Canavesio - la Soprintendenza acconsente di eliminare le sovrapposizioni agli affreschi elaborate nei secoli successivi all'opera che costituisce un unicum tra affreschi, colonne, mura, arredi". Unici sono anche il recupero dei teleri del '600 e della "macchina scenica e teatrale" usata dal Pozzo, che concepiva la chiesa come un "teatro delle Meraviglie".

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Israele, il no degli ortodossi alla Livni (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-10-25 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Scenari Domani la leader di Kadima si presenta da Peres: possibile un governo di minoranza o la rinuncia Israele, il no degli ortodossi alla Livni Dietro il fallimento delle trattative, l'ombra del rivale Netanyahu Lo staff della premier incaricata accusa il leader del Likud di trattative segrete con i religiosi per far naufragare i negoziati DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Come Alice. "Tzipi ha intrapreso un viaggio nel Paese delle meraviglie - scrive Nahum Barnea - una terra sconosciuta dove ha incontrato immoralità, stupidità, arroganza, condiscendenza, crudeltà. E si è rimpicciolita". La prima firma del quotidiano Yedioth Ahronoth, il più venduto, ha scelto un racconto d'infanzia per raccontare la politica israeliana che sembra non diventare adulta. "Che Livni venga incoronata lunedì primo ministro o che resti una candidata, l'ambizione di formare un governo con qualità diverse - pulizia, onestà, concretezza - è svanita". Le possibilità di prestare giuramento lunedì da premier - la prima donna in 34 anni, dai tempi di Golda Meir - si è allontanata, quando lo Shas ha annunciato di non voler entrare nella coalizione. Eli Yishai, il leader del partito ultraortodosso, ha usato le ultime ore prima del riposo di Shabbat per decretare il tramonto nei negoziati. "Ci siamo basati sui nostri principi. Non possiamo essere comprati e non possiamo svendere Gerusalemme", ha commentato il ministro dell'Industria, riferendosi alle trattative con i palestinesi e all'ipotesi di una divisione della città. Nelle discussioni con Livni, i religiosi hanno seguito i dettami del rabbino Ovadia Yosef, 88 anni, capo spirituale della formazione. Lo Shas chiedeva un aumento nella finanziaria per gli aiuti alle famiglie povere con molti figli e un'estensione dei poteri delle corti rabbiniche. Livni - rivela il quotidiano Haaretz - sarebbe stata pronta a concedere la giurisdizione sulle dispute civili tra le coppie, come le cause di proprietà. Nel 2006, il partito ultraortodosso aveva già tentato di ottenere più poteri per i giudici religiosi, ma era stato respinto da Ehud Olmert, il premier dimissionario, e dai laburisti: l'accordo avrebbe intaccato i diritti degli israeliani laici. Giovedì, il primo ministro incaricato aveva lanciato un ultimatum: coalizione stabile o elezioni anticipate. Domani si presenta dal presidente Shimon Peres con la decisione, il passo finale della crisi aperta dalle dimissioni di Olmert, coinvolto in uno scandalo per corruzione. L'ex avvocato e agente del Mossad potrebbe ancora tentare la strada di un governo di minoranza (con i laburisti, i Pensionati, forse Meretz) e l'appoggio esterno dei parlamentari arabi. Sta anche negoziando con un altro partito ultraortodosso, che le garantirebbe i deputati per sopravvivere. L'idea di una coalizione ristretta sarebbe osteggiata da Shaul Mofaz - sconfitto da Livni alle primarie di Kadima - e da altri leader del partito. Mofaz ha tentato di convincere lo Shas a entrare nel governo e i religiosi potrebbero ancora cambiare idea. Yishai ha fatto capire di non volere le elezioni anticipate: "La decisione è nella mani di Kadima. Se accettano le nostre condizioni, non si andrà al voto". I consiglieri di Livni accusano Benyamin Netanyahu di avere offerto allo Shas - in cambio del no - gli aiuti alle famiglie che lui stesso aveva tagliato da ministro delle Finanze. "Netanyahu è consapevole che le elezioni sarebbero in questo momento un problema per il Paese, però sono la scelta migliore per lui e per il Likud", commenta Yoel Hasson, parlamentare di Kadima e alleato di Livni. "Anche adesso che è stata bastonata - continua Barnea nell'editoriale - Tzipi rappresenta il politico più positivo in circolazione. Possiamo credere che quando ha preferito formare un governo piuttosto che andare alle elezioni, stesse pensando alle decisioni difficili da prendere nei prossimi mesi: la crisi economica e la minaccia iraniana. Ha dimostrato di essere virtuosa e di amare la patria. Nel gioco crudele che ha scelto, l'innocenza non basta". Lunedì la Knesset inaugura la sessione invernale. Sui biglietti d'invito, con la scaletta del programma, i nomi sono rimasti in bianco, si leggono solo le cariche. Gli israeliani non sanno ancora chi sarà il primo ministro ad aprire i lavori parlamentari, Ehud Olmert (che resterebbe in carica ad interim) o Tzipi Livni. Davide Frattini Eli Yishai Leader del partito ultraortodosso Shas che rifiuta di entrare nella coalizione Benyamin Netanyahu Capo del partito conservatore Likud ed ex primo ministro \\ Tzipi ha intrapreso un viaggio nel Paese delle meraviglie, dove ha incontrato immoralità, stupidità, arroganza, condiscendenza, crudeltà. E si è rimpicciolita Nahum Barnea In trincea Tzipi Livni, 50 anni, ex avvocato e agente del Mossad, è leader di Kadima e premier designata (Armangue/Ap).

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Il dio del pallone è falso (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 25-10-2008)

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DERBY DELLA MOLE Stasera Torino-Juventus, due squadre un po' disastrate Il dio del pallone è falso Giovanni Ruffa e John Irving In questi giorni Torino è la capitale della terra (nel senso di land, come precisa Irving). Tra Lingotto e Oval è tutto un formicolìo di contadini, pescatori, nomadi, cacciatori, pastori, casari, ortolani, vignaioli, musicanti. A Terra Madre si discute del mondo da salvare, della biodiversità da tutelare, delle economie locali da rilanciare. Al Salone ci sono i prodotti più buoni, puliti e giusti del mondo. E in mezzo lo stand di Slow Food Editore, dove i libri si confondono con le bottiglie, il vino con la birra, le osterie con le ostriche. John e Giovanni sono lì a fare la loro parte, cercando di districarsi in questa babele di lingue e sapori. A cercare di capire... Giovanni: Visto che crisi? John: Diofà. Giovanni: Sarà difficile uscirne. John: Diofà. Giovanni: Quello di stasera poteva essere il derby della disperazione per tutt'e due. Invece voi gobbi, dopo un mese di disastri, vi siete risollevati ai danni del Real. John: Meno male, diofà... Tra un giornalista ticinese e un griot senegalese si fa largo Nicola, torvo collega braidese, torinista sfegatato Nicola: 'zzo dici diofà?! Tu che sei della Cumbria. John: Sai com'è.Vivendo qua e sentendovi parlare, mi viene spontaneo. Nicola: Ma non ti appartiene. La Cumbria. Phhh! Se non fosse al nord, sarebbe il meridione d'Inghilterra. La Göba ti sta bene. John: Cioè? Nicola: Il Toro è di Torino, il mezzogiorno è juventino. John: Strana gente. La piemontesità in una bestemmia. Nicola: Diofà - tutto attaccato, mi raccomando - non è una bestemmia. È un intercalare che ha perso ogni connotazione spirituale per restare pura essenza piemontese. Giovanni: Parole sante. Anche nella sua accezione religiosa, comunque, il concetto si adatta bene al calcio. In Italia, si parla di dio pallone, ma diofà vuol dire che dio è falso. Nicola: God is a liar. Hai capito, inglese? John: C'è dio e dio. Quando vinceva il Brasile, Bebeto diceva Deus es grande. Ma perché deve far vincere il Brasile per forza, 'sto dio? Nicola: L'importante è che fa vincere il Toro stasera. E se ne va sbuffando. Giovanni: Però Frank Zappa diofà lo scriveva staccato: Dio Fa. John: Che stai dicendo? Giovanni: Non sai la storia? Frank, la cui famiglia era di origine piemontese, aveva in mente di scrivere una "football opera" intitolata proprio Dio Fa. John: Dovequandocomeperchè!? Giovanni: Correva l'anno 1990. Si avvicinava il mondiale, Italia '90 appunto. Il grande Frank si rivolge alla città di Milano con una proposta. Scrivere, produrre e dirigere un happening musicale dedicato al "Football God", il Dio pallone, simboleggiato dal logo della manifestazione. Ti ricordi quella figura sgangherata rossobiancoverde, quella specie di marionetta? John: Ma stai scherzando? Giovanni: Affatto. È tutto scritto nel libro The Real Frank Zappa Book. Al Football God sarebbe cresciuto il naso a ogni bugia raccontata, la nazionale italiana sarebbe stata rappresentata da un gruppo di frati e l'Inghilterra da ballerini travestiti da hooligans. John: Questa non la sapevo. Giovanni: È una storia che pochi conoscono. Alla fine non se n'è fatto nulla. Ma vedo che oggi siamo sul religioso. Voi gobbi non sapete più a che santo votarvi. John: No. Siamo vicini al 5 novembre, la sera in cui da noi si brucia il cattolico. Giovanni: Sarebbe a dire? John: I bambini bruciano su un falò un'effigie di Guy Fawkes, membro di un gruppo di cospiratori cattolici che, il 5 novembre del 1605, tentarono di assassinare il re Giacomo I e tutti i deputati del parlamento londinese. Si festeggia il fallimento dell'attentato e l'impiccagione dei responsabili. Ma c'è anche chi dice - mio padre, per esempio - che Guy Fawkes e la sua banda furono le uniche persone ad essere mai entrate in parlamento con oneste intenzioni. Noi, intanto, da bambini cantavamo la filastrocca: "Ricorda, ricorda il cinque novembre, Polvere da sparo, tradimento e complotto, Io non vedo nessuna ragione Per cui la congiura contro lo stato Debba essere mai scordata". Giovanni: Bravi! Bella tradizione. La importerei qui da noi invece di Halloween. Ma oggi chi rischia la forca sono De Biase e Ranieri. Anche se la vittoria col Real vi ha dato una boccata di ossigeno. John: È stata la vittoria del mestiere. Dei vecchi, tipo Del Piero e Nedved, contro i giovani virgulti spagnoli. Giovanni: Spagnoli? In campo ce n'erano tre: Casillas, Sergio Ramos e Raul. Più una serie di promesse olandesi e argentine. John: Acquisti mirati, comunque. Noi schieravamo giocatori come Mellberg e Sissoko, che un anno fa facevano le riserve in Inghilterra, oppure "Brazzo" Salihamidzic, che andava in panchina a Monaco. Giovanni: Inglese ti vedo sfiduciato. John: Già. Siamo messi male. Facendo le coppe, giochiamo di più e perdiamo i pezzi. Alla Juve manca un progetto. Giovanni: Cioè? John: Perché prendere giocatori a fine contratto, a parametro zero, per lo più anziani e rotti, è un progetto? Giovanni: Ho letto che vi interessa Touré che ha litigato col Barcellona. John: Appunto, noi non individuiamo i giocatori che ci servono. Prendiamo chi diventa acquistabile, per un motivo o per l'altro. Giovanni: Ma non dimentichiamo l'eroico Amauri, l'unico acquisto decente degli ultimi due anni. John: Sì, grande prestazione l'altra sera. Farebbe comodo alla nazionale. Peccato il ritardo per il rilascio del passaporto. Giovanni: Perché? Sono cambiate le leggi? Le società di calcio non possono più rubare e falsificare i documenti come una volta? John: Non fare lo spiritoso. In realtà ora c'è maggior rigore. Giovanni: Scusa, sai, io tifo per una piccola squadra. Non conosciamo certe porcherie. Andiamo fieri della nostra pulizia etica e morale. John: E chi sarete mai, il Gruppo Abele? Giovanni: Siamo poveri ma belli, diofà. E con il cuore grande. E stasera lo vedrete. Adesso faccio un salto all'enoteca. Vado a bermi un Blanc Secco. John: Ti accompagno. Ho voglia di scolarmi un bel rosso. Di quelli con le sfumature granata.

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Al Cnr si spreca meno, ma i sindacati <pesano> (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 25-10-2008)

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N. 256 del 2008-10-25 pagina 43 Al Cnr si spreca meno, ma i sindacati "pesano" di Stefano Zecchi In merito al riferimento al Consiglio nazionale delle ricerche, contenuto nell'articolo del prof. Stefano Zecchi su "Università. E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello sfascio" (il Giornale, 23 ottobre), tengo a precisare che l'ultima riforma dell'Ente, varata dall'allora ministro della Ricerca, Letizia Moratti, con il D.Lgs. 127 del 2003, ha trovato applicazione in un riordino che tra l'altro vede pienamente operativi gli 11 dipartimenti, corrispondenti alle macro-aree di ricerca, e prossimo alla conclusione il rinnovo dei direttori di istituto, in alcuni casi atteso da decenni. Sempre ai sensi della riforma Moratti, il Cnr è connotato da una sempre maggiore apertura all'esterno, mediante bandi di concorso, attività di servizio e partnership con soggetti pubblici europei, statali, locali e con imprese private. Tra le ultime, il concorso Mind in Italy, con cui l'Ente e la Regione Lombardia hanno stanziato 40 milioni di euro per fornire una opportunità professionale a giovani ricercatori in alcuni settori strategici. Per quanto riguarda l'assegnazione dei finanziamenti, il Cnr riceve un finanziamento statale diretto che copre circa la metà del suo budget e che è insufficiente anche per sostenere le spese fisse indifferibili (stipendi, affitti, utenze ecc.): la sopravvivenza e l'attività della rete scientifica sono quindi assicurate solo grazie ad altri fondi, tra cui quelli che l'Ente reperisce all'esterno. Il maggior Ente pubblico di ricerca italiano, pur tra molte difficoltà, continua a svolgere una intensa ed eccellente attività di ricerca, attestata anche dai dati che ci pongono al quinto posto tra le organizzazioni europee destinatarie di maggiori finanziamenti nell'ambito del VI Programma Quadro, come coordinatore di 66 progetti per un totale di 143 milioni di euro. Tali fondi comunitari sono assegnati da organismi composti da esperti esterni e internazionali. Luciano Maiani - Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche I chiarimenti forniti dal prof. Luciano Maiani sono ineccepibili. Chissà perché io e molti altri colleghi non riusciamo a chiarirci come il sindacato abbia tanto peso nel Cnr. Forse perché ci sono 1200 ricercatori che vogliono essere stabilizzati? Forse perché l'elefantiaca suddivisione delle competenze e dei finanziamenti del Cnr in 11 macroaree e più di 100 istituti pone qualche interessante difficoltà nel controllo di gestione per sovrapposizioni inutili e dispendiose? Abbiamo invece un chiaro ricordo di come le Confederazioni dei lavoratori avessero molte ostilità nei confronti della riforma radicale del Cnr di Adriano De Maio, che appunto non passò, e venne scelta una soluzione compromissoria. Auguri presidente, e non pensi che ce l'abbia con lei perché è uno dei 67 firmatari che non volle papa Ratzinger alla Sapienza. Certamente lei avrà un atteggiamento equilibrato e laico nella gestione del Cnr, e in questo sono certo che potrà confidare nell'aiuto del sindacato. Cordialmente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gelmini agli studenti: <Avanti con la riforma> (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 25-10-2008)

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N. 256 del 2008-10-25 pagina 6 Gelmini agli studenti: "Avanti con la riforma" di Redazione E loro imitano la Cgil Il ministro riceve i giovani per discutere il decreto I duri della protesta non si siedono neppure al tavolo I "piccoli" dell'Uds non si sono nemmeno seduti. Hanno consegnato al ministro Mariastella Gelmini una lettera e se ne sono andati. Gli universitari dell'Udu, invece, si sono alzati dal tavolo poco dopo l'inizio dell'incontro. Insomma, ieri, all'atteso incontro tra governo e associazioni studentesche, se non fosse stato per la giovane età, sembrava di trovarsi di fronte a navigati e un po' polverosi sindacalisti. È andato in scena il classico copione delle trattative morte in partenza, come quella per la riforma dei contratti, con la Gelmini nel ruolo di Confindustria e le due principali organizzazioni studentesche perfettamente calate nei panni della Cgil di Guglielmo Epifani. Fatto non straordinario se si pensa che l'Unione degli studenti medi è nata da una costola del sindacato di sinistra e che l'Unione degli universitari è tuttora legata alla confederazione da un patto di lavoro. Di fatto, è un sindacato studentesco federato alla principale organizzazione del lavoro. Rispettato in pieno il protocollo che negli ultimi tempi è stato applicato a tutte le trattative alla quale ha partecipato la Cgil. Gli studenti dell'Uds hanno consegnato una lettera al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nella quale chiedono al governo di fare marcia indietro su tutto. Gli studenti di sinistra hanno precisato che non parteciperanno al confronto fino a quando il ministro non avrà ritirato il decreto 137. Percorso e motivazioni identiche per gli universitari che hanno dichiarato chiuso il tavolo con il ministro "in quanto non è stata accolta la nostra richiesta di abrogazione degli articoli 16 e 66 della legge 133, per noi prerogativa per l'apertura del dialogo". A poco sono valse le spiegazioni che Gelmini ha fornito a chi è rimasto al tavolo. I soldi per l'istruzione ci sono, ma vengono spesi male. "Ci sono 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati" e poi "37 corsi di laurea con 1 solo studente", "327 facoltà non superano i 15 iscritti". Il merito interessa poco quando fuori impazzano cortei e occupazioni, quindi le associazioni della sinistra ufficiale sono tornate in piazza, riunendosi all'ala più estrema, quella dei collettivi. Le posizioni sono rimaste immutate, la Rete degli studenti medi, anche questa federata alla Cgil, ha bocciato i due provvedimenti del ministro: "Per noi l'intera riforma è solo un modo per risparmiare 8 miliardi di euro", ha spiegato il portavoce Luca De Zolt. "Su questo il ministro non ci ha risposto. Continueremo con le proteste e ogni scuola deciderà singolarmente se occupare". Immediata la solidarietà del Partito democratico: "La volontà della Gelmini di non ritirare" i provvedimenti "conferma che per il ministro il dialogo è poco più che una questione da cerimoniale", ha spiegato Manuela Ghizzoni. Anche gli esponenti più moderati hanno dato ragione alle organizzazioni che hanno scelto la rottura: "Questi ragazzi avvertono che in questo modo si compromette il loro futuro, quindi consiglierei di ascoltarli", ha commentato Massimo D'Alema. E, chiaramente, il sindacato. In particolare le sigle degli insegnanti che hanno invitato gli studenti di sinistra a raggiungerli il 30 ottobre: il giorno in cui si svolgerà lo sciopero generale della scuola e la manifestazione nazionale a Roma. Dall'alleanza studenti-operai del Sessantotto a quella studenti-insegnanti del 2008 il passo è breve per Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, entusiasta per il no degli studenti a Gelmini: "Si sta compiendo quello che non accadeva da diversi lustri con sindacati di categoria, tutti e uniti, lavoratori anche di altre categorie sindacali, studenti, medi e universitari, genitori, famiglie, associazioni, amministrazioni locali, tutti insieme per difendere il futuro del Paese, il diritto al sapere e il valore della conoscenza". Le altre associazioni studentesche hanno continuato a trattare. Le associazioni cattoliche e quelle di destra, oltre ai ricercatori dell'Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca). "Abbiamo chiesto di non penalizzare il diritto allo studio delle periferie - ha spiegato Marco Iasevoli, responsabile giovani di Azione cattolica - e il ministro ci ha assicurato che le variazioni saranno di carattere amministrativo ma non verranno chiusi plessi scolastici". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Finale Ligure nel sistema imperiale degli Asburgo (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

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STORIA Finale Ligure nel sistema imperiale degli Asburgo Finale ricoprì un ruolo molto importante all'interno del sistema imperiale asburgico, e fu oggetto di contesa tra le potenze d'antico regime per più di due secoli. "Partendo da questo dato, si è voluto dar spazio a relazioni che collochino la vicenda storica del Marchesato nel suo giusto contesto internazionale. In un certo senso, Finale diventa la "scusa" per poter parlare di diplomazia europea, di equilibri politici, di questioni logistico-militari, di guerra di corsa, della discussione giuridica sullo status nobiliare". Flavio Menardi, direttore della civica biblioteca, presenta le finalità del convegno storico in programma oggi dalle 10 alle 18 nell'Oratorio De' Disciplinanti di Finalborgo. Il titolo dell'incontro è "Finale fra le potenze di antico regime. Il ruolo del marchesato sulla scena internazionale". Le relazioni saranno di Riccardo Musso (Soprintendenza archivistica per la Liguria), Cinzia Cremonini (Università Cattolica Milano), Mario Rizzo (Università di Pavia), Paolo Calcagno (Università di Verona), Luca Lo Basso (Università di Genova), Andrea Lercari (Istituto internazionale di studi liguri Sezione ingauna) e Marco Leale (Società savonese di storia patria).

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Il boom delle gite per over 60 (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

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TURISMO.CENTINAIA DI ADESIONI OGNI ANNO Il boom delle gite per over 60 "Over" vitali e attivi: sono centinaia gli astigiani che ogni anno scelgono gite, soggiorni marini, termali o montani organizzati da Provincia e Comune. Nel 2007, infatti, circa 700 cittadini hanno partecipato alle vacanze organizzate dalla Provincia, con meta diverse località della riviera ligure. Forte di questo successo, l'amministrazione apre lunedì le iscrizioni ai nuovi soggiorni marini, rivolti sia a residenti nel capoluogo che fuori città. Quattro i turni previsti (14 giorni ciascuno): dal 12 al 26 gennaio, dal 26 gennaio al 9 febbraio, dal 9 al 23 febbraio, dal 23 febbraio al 9 marzo. Diverse le destinazioni, tutte nel Ponente ligure: Celle Ligure, Noli, Finale, Spotorno. Anche quest'anno l'amministrazione contribuisce alle spese di soggiorno per ogni persona ammessa all'iniziativa; i gruppi saranno accompagnati da funzionari e sono previste serate di animazione e spettacolo al termine di ogni turno. Per partecipare bisogna aver compiuto 60 anni. Info: 0141/433274. Non da meno le proposte del Comune di Asti. I Servizi sociali organizzano gite e soggiorni: da marzo ad oggi le tappe sono state svariate, in Italia e all'estero. "Abbiamo in programma ancora due appuntamenti prima della fine dell'anno - spiega Elena Rosina dell'Unità operativa anziani - Il 6 novembre andremo a Parma e Maranello (costo da 52 a 63 euro, in base alle adesioni), mentre dal 7 al 9 dicembre saremo alla Festa delle luci di Lione". Da Camogli e San Fruttuoso al museo Egizio di Torino, dall'Isola d'Elba alla Reggia di Venaria, dalla Sicilia alla Baviera, dalla Calabria a Cuneo. Le vacanze, invece, hanno toccato località termali e marittime: Spotorno, Lido di Camaiore, Abano terme, Sampeyre, Cattolica e Alassio, con prezzi medi da 460 a 600 euro, anche in base al numero dei partecipanti. "Il nostro obiettivo è far conoscere nuove località attraverso un itinerario storico-culturale - continua Rosina - Non meno importante è l'aspetto sociale, per combattere la solitudine e l'emarginazione dei meno giovani". Iniziativa che piace: "Ad oggi i partecipanti ai soggiorni climatici sono stati 260, 885 alle gite - conclude Rosina - Per la tappa a Parma abbiamo un centinaio di prenotazioni, 54 per Lione". Info: 0141/399.510. \.

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Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

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SABATO 26 CONVEGNO ALLA GAM Luci e ombre del Sessantotto visto dalla parte dei Cattolici DOMENICO AGASSO JR "L'immaginazione al potere: luci e ombre del '68" è il titolo di un convegno organizzato per sabato 25 ottobre dal Liceo Faà Di Bruno, in collaborazione con altre sette licei cattolici di Torino: Maria Ausiliatrice, Sacra Famiglia, Edoardo Agnelli, San Giuseppe, Sant'Anna, Sociale, Valsalice. Il 1968 è stato per molti versi un anno particolare, nel quale grandi movimenti di massa socialmente disomogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) e formati per aggregazione spesso spontanea, attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa e sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. La portata della partecipazione popolare e la sua notorietà, oltre allo svolgersi degli avvenimenti in un tempo relativamente concentrato ed intenso, contribuirono ad identificare col nome dell'anno il movimento, il "Sessantotto" appunto. E il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico ancora oggi controverso: molti sostengono che sia stato il fenomeno che ha portato ad un mondo "utopicamente" migliore, mentre tanti altri sostengono invece il contrario, ovvero che sia stata un'ideologia che ha spaccato e distrutto la moralità e la stabilità politica mondiale. Questi e altri, a quarant'anni di distanza, gli argomenti specifici che il convegno dei licei cattolici affronterà sabato, con il seguente programma: dalle 15 alle 19 il Centro Congressi della Gam (via Magenta 3) ospiterà interventi del filosofo e deputato Rocco Buttiglione ("Le matrici culturali del '68 e l'esperienza di Torino") e dello storico Roberto De Mattei ("Il '68 e la Chiesa Cattolica"); testimonianze di Bruno Labate ("Sequestro da parte delle Br e un "processo del popolo"") e Aldo Brandirali ("La contestazione di "Servire il popolo""). Info 011/489.143.

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Il parroco di montagna? Ora diventa "pendolare" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 25-10-2008)

Argomenti: Laicita'

POCHI SACERDOTI. PER PIÙ COMUNITÀ Il parroco di montagna? Ora diventa "pendolare" In Valsesia è sempre più incalzante la figura del "parroco pendolare". Sono finiti i tempi in cui a ogni parrocchia, fosse anche dispersa tra i monti, corrispondeva un sacerdote. Ora i campanili si aggregano e dalla diocesi vengono formate le cosiddette unità pastorali: tante parrocchie con pochi parroci che, necessariamente, sono costretti a prendere l'auto e raggiungere tutte le chiese che sono state loro affidate, mettendo in conto le lunghe distanze e in inverno la neve che rende difficoltosi i collegamenti. Se le scuole di montagna, proprio per la loro posizione disagiata, si salveranno dagli accorpamenti previsti dal decreto Gelimini, per le parrocchie non sarà così e il vescovo di Novara, monsignor Renato Corti, ha già provveduto a costituire quattro unità pastorali, di cui due riuniscono le comunità della val Grande e della val Sermenza: in tutto sedici parrocchie con quattro sacerdoti. La seconda unità pastorale riunisce le parrocchie di Varallo e frazioni, il Sacro Monte e la val Mastallone, con dodici parroci ad alternarsi. I numeri sono venuti a galla durante la recente visita di monsignor Corti in Valsesia: la montagna sta perdendo sempre più parroci e la figura del sacerdote fisso spesso, insieme al sindaco e alla scuola, è uno dei pochi punti di riferimento per i piccoli centri che d'inverno restano isolati dal resto del mondo. Il futuro? "La collaborazione con i laici e con le religiose", ha detto il vescovo.

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STAMINALILA GRANDEsperanza (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

HA APPENA ricevuto il premio "Grande Ippocrate per il ricercatore medico dell'anno" assegnato dall'Unione nazionale medico scientifica d'informazione. Elena Cattaneo, una delle massime esperte in Italia di cellule staminali, che dirige alla Statale di Milano il laboratorio su cellule staminali e malattie degenerative e nel 2001 ha identificato uno dei meccanismi che scatenano la Corea di Huntington, malattia genetica ancora incurabile, è protagonista oggi a Genova di una Lectio magistralis alle 11.30 nel sala del Minor consiglio di Palazzo Ducale e poi alle 15 di una conversazione alla Biblioteca Berio. Sposata, cattolica, con due figli, pensa che una donna per riuscire nella ricerca "deve imparare a districarsi nel continuo labirinto di piccoli e continui impedimenti. C'è sempre un'uscita". Ama profondamente il suo lavoro: "Fiuti la via e capisci dai riscontri che è quella buona. La verifichi mille volte, e diventi la prima al mondo a vedere quel risultato, a ragionarci sopra, a studiare come proseguire per capire e contribuire alla speranza. È tutto qui. Un piccolo spot nero su una lastra o una manciata di cellule migliori e il cuore batte come un tamburo e il muro dell'ignoto si sposta un po' più in là. E si vola". Ecco, la speranza. In effetti la ricerca sulle staminali ai profani appare tra le più dense di promesse, a volte sembra che ci si possano aspettare miracoli, quasi una rigenerazione del corpo umano. "Tutto dipende dalle cellule disponibili" risponde Elena Cattaneo. "Devono essere caratterizzate, possibilmente in grado di rinnovarsi senza modificare le proprie caratteristiche e senza che insorgano alterazioni genitiche. Inoltre si devono poter congelare e scongelare, ed essere ancora in grado, dopo trapianto, di generare i tipi cellulari maturi e specializzati. In alcuni casi le cellule trapiantate dovranno anche individuare la rotta per raggiungere i siti lesionati da "curare"". Insomma, prosegue la scienziata "nelle patologie in cui non è disponibile nessuna terapia è comprensibile che si sia propensi a rivolgersi verso le staminali, adulte o embrionali, come se queste possano portare con sé la magica soluzione. Il trapianto di staminali da midollo osseo è certo l'esempio più consolidato di terapia cellulare basato sulle staminali. In uso da oltre trent'anni, mira a contrastare gli effetti letali della chemioterapia nei molteplici tumori del sangue. La riparazione della cornea è un altro esempio di successo consolidato con staminali tessutali adulte. In altre patologie, come la distrofia muscolare e la riparazione della pelle, stanno per essere avviate sperimentazioni cliniche. Nel caso della pelle, sappiamo già che la pelle prodotta da cellule immature salva la vita ma lascia problemi aperti: quella pelle non è, purtroppo, identica a quella normale ed i pazienti così curati chiedono una vita migliore". A questo punto è bene fare chiarezza. Quante staminali esistono? "Almeno due tipi: le staminali adulte, per lo più in grado di dare origine a cellule specializzate dello stesso tessuto da cui derivano, e quelle embrionali pluripotenti presenti nella blastocisti e dalle quali si possono ottenere tutti i tipi cellulari dell' organismo. Difficile dire quale sia ideale per quale malattia. Entrambe offrono importanti possibilità di studio e di conoscenza. Da poco si è aggiunta un'altra tipologia: si parte da una cellula della pelle adulta e la si "riprogramma" indietro nel tempo fino a portarla allo stadio di cellula staminale embrionale. Queste nuove cellule sono chiamate iPS, da pluripotenti indotte, e sembrano avere possibilità simili alle embrionali autentiche, anche se è necessaria ancora molta ricerca". In Italia non si possono destinare gli embrioni alla ricerca, neppure quelli congelati. Elena Cattaneo, che si è dimessa un anno fa dal comitato di bioetica, dedito per lei a troppe "discussioni inutili, poco oggettive", ha una posizione critica: "Una parte della popolazione italiana, non la maggior parte, secondo i dati dell'Eurobarometro, pensa che una blastocisti composta da 110-120 cellule sia una persona umana. Un'altra parte pensa di no. Per ottenere le cellule embrionali staminali, quelle pluripotenti, in grado di produrre neuroni, ma anche cellule del cuore o muscolari e molte altre, bisogna distruggere la blastocisti. Per chi considera che la blastocisti sia già persona umana questo è un omicidio. La pensa così la Chiesa cattolica, ma non altre religioni. Bisognerebbe allora chiedersi come si possa tollerare che migliaia di blastocisti-persona giacciano nei vari congelatori sparsi in Italia destinati al freddo eterno". La professoressa Cattaneo è anche colpita dai paradossi della legge italiana: "In Italia la legge non proibisce di lavorare sulle cellule staminali embrionali già messe in coltura. Il mio stesso gruppo lavora da anni con linee di cellule embrionali umane prodotte da colleghi esteri. Vengono messe a disposizione gratuitamente nell'ambito dei progetti di ricerca. Quindi la porta, per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, in Italia è mezza aperta". Aperta alla speranza? bia sarasini 26/10/2008 ' 26/10/2008 PARADOSSIdella leggeIn Italia la porta per la ricerca sulle cellule staminali embrionali è mezza aperta ELENA CATTANEOscienziata e ricercatrice 26/10/2008 Il fisico Étienne Klein affronta in un incontro un tema sul quale scienza e filosofia si interrogano da sempre 26/10/2008 "COSA è dunque il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede non lo so". Così, in un celeberrimo passo delle "Confessioni", Agostino rifletteva su quell'abissale mistero che è il tempo. Privo di realtà oggettiva, solo nella coscienza del soggetto, secondo Agostino, il tempo può esistere sotto forma di memoria (il presente del passato), intuito (il presente del presente) e attesa (presente del futuro). Étienne Klein, fisico del Commissariato dell'energia atomica di Parigi e collaboratore con il Cern di Ginevra al progetto LHC, oggi alle 18.30 nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale affronterà questa complessa e sfuggente problematica nella Lectio magistralis "Il tempo non suona mai due volte", titolo che richiama il suo recente saggio pubblicato in Italia dall'editore Raffaello Cortina (228 pagine, 21 euro). "A dispetto del suo carattere familiare" spiega Étienne Klein "il tempo suscita tutta una serie di difficoltà e paradossi. Come aveva già compreso Agostino, il vocabolo "tempo" non dice praticamente nulla della realtà che vorrebbe definire. Di fatto i fisici ne hanno fatto un concetto operativo senza essere capaci di definirne precisamente il significato. Cos'è infatti il tempo? Un fatto naturale? Una rappresentazione dell'individuo? Un oggetto culturale?". Ciclico per gli antichi greci, rettilineo per i cristiani, il tempo è sempre stato al centro dell'interesse di filosofi, scienziati, letterati che anno cercato di dare una risposta a questo dilemma. Presente, nelle vesti mitologiche di Crono, nella "Teogonia" di Esiodo e nelle speculazioni filosofiche di Platone e Aristotele , con la rivoluzione scientifica il tempo approda ad una nuova concezione: in dissenso rispetto all'empirismo di Locke e Hume, per Newton il tempo diviene un qualcosa di "assoluto, vero e matematico, fluente per sua natura in modo eguale, senza relazione con alcuna cosa esterna". Concezione ribaltata da Kant, che nel tempo individua invece una delle due forme a priori della sensibilità e non una realtà oggettiva. La definitiva crisi del paradigma newtoniano si avrà poi nel XX secolo, con l'avvento della teoria della relatività di Einstein e della meccanica quantistica da un lato, e le riflessioni di filosofi e letterati - si pensi a Bergson, Proust, Kafka, Joyce - sulla durata e il flusso di coscienza dall'altro. Alla luce delle più recenti teorie fisiche e cosmologiche e nella consapevolezza della radicale alterità tra tempo fisico e tempo soggettivo, Klein proverà a suggerire alcune ipotesi di lavoro, affrontando una sfida ben lungi dall'essere vinta. Paolo Battifora 26/10/2008.

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Filippini, la comunità degli "invisibili" chiede aiuto alla città che li ha adottati - vera schiavazzi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)

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Pagina XIII - Torino Filippini, la comunità degli "invisibili" chiede aiuto alla città che li ha adottati "Nostalgia e solitudine ci stanno uccidendo" Una portavoce a Palazzo Civico: "C'è disagio, non conosciamo più i nostri figli" VERA SCHIAVAZZI (segue dalla prima di cronaca) Minda Teves ha 52 anni, vive e lavora in Italia da 22 e non ha figli né marito, ma dedica tutto il tempo libero dal suo lavoro - assiste un'anziana signora - all'associazione filippina che ha fondato a Torino, l'Acfil. E ora tocca a lei denunciare, partendo da due tragedie personali, Juana e Mario che si sono uccisi impiccandosi a distanza di pochi giorni, nelle ultime settimane, nelle case dove lavoravano, la storia di una comunità di invisibili, i fili strappati tra i novemila filippini che vivono in città e in provincia. "L'ottanta per cento di noi sono donne, cinquemila persone lavorano "fisse", cioè lavorano 24 ore al giorno per cinque o sei giorni la settimana e soltanto il sabato rientrano in un appartamento stracolmo di altri filippini. Non conosciamo più i nostri figli: quando nascono li mandiamo nelle Filippine, quando tornano sono adolescenti per i quali siamo perfetti estranei. Così è successo a Juana, che aveva il suo bambino di sei anni lontano migliaia di chilometri, così è andata per Mario, rimasto solo dopo un difficile rientro in Italia. Io li ricordo tutti e due, il loro sguardo nel vuoto durante qualche festa, poi la loro assenza. E non voglio che anche la loro morte sia cancellata". Così, Minda è andata a parlare in Comune, davanti alla quarta commissione, all'assessore Ilda Curti e ai consiglieri comunali: "Dateci una sede che non sia solo quella della chiesa di corso Vittorio o dei salesiani in via Cumiana. Siamo grati per quello che abbiamo, ma non tutti i i filippini sono cattolici e non tutti si trovano bene in una chiesa. Chi è separato, ad esempio, prova disagio e non viene più. I nostri ragazzi vivono da soli tutta la settimana, in case comuni dove magari c'è un adulto soltanto, che non conoscono quasi. è più facile che vadano a giocare e scommettere, che si perdano, che rompano i legami con quelle madri che non hanno potuto avere accanto". Così, con l'arrivo delle seconde generazioni, ragazzi che sono e vorrebbero sentirsi uguali a tutti gli altri torinesi, ma che quasi sempre scelgono il lavoro, qualsiasi lavoro, al posto degli studi, è iniziata la crisi di una comunità un tempo privilegiata, integrata, accolta perché utilissima, indispensabile alle buone famiglie italiane. E dimenticata. "Quella di Minda Teves è una denuncia che doveva essere ascoltata - dice Maria Teresa Silvestrini, consigliere comunale (Prc) e presidente della quarta commissione - è impressionante apprendere quanto queste persone possano sentirsi sole, nonostante il lavoro prezioso dell'associazione. Per questo abbiamo deciso di scrivere agli assessori per trovare nuovi spazi collettivi per la comunità. Il lavoro nelle case occulta le donne filippine, ma una città civile e solidale non può ignorare la loro voce". E Ilda Curti, l'assessore che si occupa tra l'altro degli stranieri che vivono e lavorano a Torino, conferma: "Cercheremo di sostenere questa comunità. Le associazioni sono uno strumento fondamentale per l'integrazione dei migranti". Ma nuove stanze "laiche" dove incontrarsi sono soltanto una delle richieste di Minda. "è vero, molti filippini sono non cattolici, Juana e Mario per esempio erano tutti e due appartenenti a chiese evangeliche, ma non è l'unico problema. Siamo grati al lavoro di don Benna, che da molti anni è il cappellano dei filippini torinesi. Ma il nostro problema ora è parlare ai giovani, che rischiano di essere emarginati più dei loro genitori, a scuola e nella città. A differenza dei loro genitori, i ragazzi filippini non conoscono bene l'inglese, che il regime di Marcos aveva espulso dalle scuole. Ed è difficile che uno di loro, dopo le medie, scelga il liceo o più tardi l'università. Le famiglie insistono: "Non dovete fare i domestici come noi". Ma i ragazzi preferiscono i soldi subito". A distanza di trent'anni, quando le prime donne filippine comparvero a Torino diventando subito le collaboratrici più richieste nelle ville della collina e nelle case del centro, tocca a loro, oggi, chiedere aiuto. E presentare il conto per quei figli andati via mentre altri bambini venivano allevati e amati.

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Anni 50 e Virtusestridue stop a sorpresa (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)

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Lavoratore uisp Ansaldo Energia blocca i bogliaschini, l'altra impresa è del Behringer. A2: in vetta Stella Rossa e Atletico Belvedere 26/10/2008 QUARTA giornata con importanti sorprese nel campionato d'andata del Lavoratore Uisp. In A1 gli Anni 50 Bogliasco vengono bloccati sul pareggio dall'Ansaldo Energia mentre il Foce Behringer vince sul più quotato Virtusestri. Ben tre le gare, invece, terminate a reti inviolate, a testimonianza di un equilibrio che rende il campionato ancora più avvincente. In A2 Atletico Belvedere e Stella Rossa Rivarolese, in attesa del risultato del posticipo del Due Settembre, balzano in vetta alla classifica. Nel frattempo, chiuse le iscrizioni al "calciotto" e all'attività giovanile, resta un solo posto libero nel Torneo a 6, mentre sarà ancora possibile per qualche giorno aderire al nuovo Corso arbitri (info: 010.254.12.13). Risultati, marcatori e classifiche. SERIE A1 Risultati: Sori-Pedemontana 3-3 (Sori: Peroncini, Fazzi, De Paola. Pedemontana: Lume 3); Virtusestri Linea Messina-Foce Behringer 2-3 (Virtusestri: Prestia. Foce: Basile, Maggiani 2); Cattolica Bogliasco-Capolungo Doria Immobiliare 0-0; Anni 50 Bogliasco-Ansaldo Energia 2-2 (Anni 50: Ricci, Viacava. Ansaldo: Cao, Nardini); Amatori Bolzaneto-Astonvilla Barabino & Partners 0-0; Ospedale San Martino-Piccarello Siva Book 0-0; Major-Fia Italbrokers 1-7 (Major: Guidetti. Italbrokers: D'Agostino, Gaetti, Roselli, Baldi e Grosso 2). Classifica: Fia Italbrokers p.ti 8; Anni 50 Bogliasco 7; Pedemontana 6; Cattolica Bogliasco, Capolungo 5; Virtusestri, Ansaldo Energia, Amatori Bolzaneto 4; Ospedale San Martino 4; Sori 3; Foce, Piccarello 2; Major, Astonvilla 1. SERIE A2 Risultati: Pallavicino-Praese 1945 0-3 (Dussoni, Tribodo 2); Phoenix 1995-Valpolcevera 1-2 (Phoenix: Alvaj Maradon. Valpolcevera: Venerio, Savino); Genova Lex Carrozzeria Impero-Real Quezzi Edil Art Mod 3-0 (Prati, Ciani, Parodi); Stella Rossa Rivarolese-Zener 1992 Farmacia Molina 2-0 (Zavaglia, Cerbello), Liguria Medici Sdp Petroli-Quarto 1-0 (Mali Bujar), Arci Isoverde-Atletico Belvedere 0-1 (Rosone); Due Settembre-Deportivo Generelia posticipo. Ha riposato: Af Calcio Alcor. Classifica: Atletico Belvedere, Stella Rossa Rivarolese p.ti 7; Due Settembre 6; Valpolcevera, Liguria Medici 5; Praese, Genova Lex 4; AF Calcio Alcor, Valpolcevera, Deportivo 3; Zener, Quarto, Arci Isoverde, Pallavicino 2; Real Quezzi, Phoenix 1. 26/10/2008 S. maria taro1 dasso 36' st ardita j.2 di gennaro (RIG) 5', d'elia 17' st santa maria di taro: Canale, Bellini (35' st Avorio), Quaretti, Braschi, El Maalaoui, Callegari, Maineri, El Badraoui, Deferrari (1' st Giorgio), Dasso, Sanguineti (1' st Montepagano). In panchina: Bongiorno, Ghirlanda, Dell'Aversana. all. Sipone ardita juventus: Bernini, Dassereto, Marasciuolo, Fabbri, Corradi, Cagliani, Cocchella, Zanardi (15' st De Luca), Caruso (35' st Callero), Di Gennaro, D'Elia. In panchina: Landolfi, Maiorino, Gazzo, De Fazio. all. Battiston Arbitro: Mariotti 26/10/2008 Sarissolese2 traverso 29' pt; serra 24' st g. siri0 sarissolese: Gualco, Blanda, Frisione, Torre, Bottaro, Dalpian, Firpo (38' st Repetto), Brasesco (18' st Cantoni), Traverso (42' st Maffeo), Farace, Serra. In panchina: Cosentino, Bollo, Beoldo, Semino. all. Tabacco g. siri: La Capra, Dau, Pognani, Russo, Baldi, Andretta, Brancato (20' st Moudio), Pozzo (28' st Renna), Guarino (25' st Garofalo), Erbi, Celenza. In panchina: Conti, Maresca, Ridondelli. all. Chierici Arbitro: Isolabella note: espulso Dau al 40' st 26/10/2008 vernazza2 VALLEBONA 13', MODESTINO 26' PT BARGAGLI2 MUSONI 18', RENNA 33' PT GARA SOSPESA NELL'INTERVALLO PER INFORTUNIO DELL'ARBITRO VERNAZZA:Diop, Marchese, Vallebona, Madeddu, Garaventa, Macrì, Bellisario, A. Barbieri, Modestino, Merciadri, M. Barbieri. In panchina: Donato, Marini, Garavelli, Rescigno, Cusenza, Cecconi. all. A. Leone Bargagli: Canepa, Nicolazzo, Rusca, Schiaffino, Cesaretti, Poggio, Tonissi, Darietto, Renna, Musoni, Gagliardi. In panchina: Canova, Strazzera, Alliani. all. Cappanera Arbitro: Biggi note: l'arbitro, in seguito a una distorsione, non ha potuto riprendere l'incontro dopo l'intervallo 26/10/2008 ECCO la classifica del girone D di Seconda categoria: Rivarolese 18 punti, Vecchio Castagna 16, Casellese 13, Sant'Olcese 11, Sarissolese e San Desiderio 10, Anpi Casassa, Burlando e San Giovanni Battista 9, Bargagli 7, Vernazza 6, Liguria e Valtorbella 4, Mariscotti 3, G. Siri 2, Multedo 1. (Vernazza e Bargagli una partita in meno). Prossimo turno: Anpi-Valtorbella; Bargagli-Mariscotti; Casellese-Rivarolese; G. Siri-Burlando; Liguria-Multedo; S.Giovanni- Vernazza; San Desiderio-S.Olcese; V. Castagna-Sarissolese. 26/10/2008.

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Gelmini bocciata anche da cl - franco vanni (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VI - Milano Giovedì Mercoledì Lunedì Gelmini bocciata anche da Cl Volantinaggio della lista in Statale: "No ai tagli" Annunciati nuovi cortei Assemblea a rischio dei giovani di An: "Protesta strumentalizzata" FRANCO VANNI Gli studenti di Comunione e liberazione scendono in campo contro i tagli all'università. Condividono la scelta del consiglio di facoltà di Scienze politiche in Statale di sospendere le lezioni mercoledì prossimo, distribuiscono volantini negli atenei per denunciare "la mancanza di un progetto nella legge 133" e annunciano un convegno sul futuro dell'università, partendo dal "grave effetto dei tagli". Primo relatore invitato: il senatore Pd Nicola Rossi, autore di una proposta di legge nel 2006 sulla riforma universitaria. I ciellini in Statale sono 600, molti si riconoscono nella lista Obiettivo studenti. Francesco Cacchioli, per tutti Bencio, eletto in consiglio d'istituto a Scienze politiche, parla chiaro: "Siamo contrari alle occupazioni, ma la nostra critica alla riforma è netta". Dall'inizio della contestazione partecipano "come osservatori" alle assemblee di facoltà in cui si decidono blocchi del traffico e cortei. E con lo stesso spirito domani saranno nell'aula 501 della Statale in via Festa del Perdono, dove i giovani di Azione universitaria (An) faranno un'assemblea "contro la strumentalizzazione della protesta", come dice il loro rappresentante Carlo Armeni. Una riunione ad alto rischio di contestazione da parte dei collettivi, anche perché il Cuibb, il movimento studentesco di estrema destra della Cattolica, ha annunciato la sua presenza "non come gruppo ma come singoli studenti". Nonostante la presa di posizione, i ciellini non faranno manifestazioni. "Lavoriamo nei consigli di facoltà - dice Bencio - concordando le forme di protesta con professori e rettori". E Stefano Verzillo, 23 anni, responsabile nazionale di Obiettivo studenti iscritto in Bicocca, precisa: "Vogliamo informare gli studenti sulle gravi conseguenze che i tagli avranno dal 2010, la questione non è politica ma di bilancio". Carlotta Cossutta, studentessa di sinistra attiva nella protesta in Statale, si dice "contenta del fatto che anche in Cl si riconoscano gli errori della riforma". Ma subito frena: "Loro chiedono un'università meritocratica, e non si capisce in quali forme, noi chiediamo il diritto allo studio per tutti. Viaggiamo su binari separati". Intanto, il calendario dell'agitazione nelle università è già scritto: domani mattina gli studenti di Brera faranno lezione in piazza Cadorna, quelli di Scienze politiche seguiranno un seminario "sul meticciato" al muretto di corso Vittorio Emanuele, luogo frequentato da Abba, il giovane di colore assassinato il 14 settembre. In Bicocca si segnala il consiglio di facoltà straordinario di Psicologia che si terrà martedì in galleria Vittorio Emanuele. Per venerdì sono annunciate lezioni in tutta la città.

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Don lisander per milanesi - maurizio bono (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)

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Pagina XI - Milano Le ragioni degli altri Il merito storico Le peggiori paure Don lisander per milanesi Manzoni spiegato ai concittadini di oggi Borghese problematico, amico del progresso, nevrotico spaventato, cattolico anomalo. Quattro ritratti attraverso le carte e i testimoni "Un suo nipotino che lo udiva gli osservò: �Ma... gran Papà, te ghe da reson a tutt e duu'. �E anca ti te ghe reson...' rispose il grand'uomo" Ha romanzato per primo nei poveri, negli umili, negli incorrotti o nei fatalmente oppressi i risorgenti protagonisti della storia umana Se passeggiava per le strade temeva di svenire, non poteva sopportare la folla, posare i piedi sul bagnato e ascoltare il cinguettio dei passeri MAURIZIO BONO "è un lavoro nato quasi per caso: quando ho sentito che il Progetto Italia Telecom e la Casa della carità progettavano quattro serate di letture manzoniane, mi è venuto da ridere, perché non pareva tanto il genere di don Virgilio, che di solito si occupa dei poveri e dei rom. L'ho preso un po' in giro ricordandogli che comunque Manzoni era un bastardo, allora i figli illegittimi si chiamavano così. Lui ha risposto "Bene, allora si può fare". Così ho cominciato a montare testimonianze d'epoca e materiali manzoniani per quattro ritratti che potessero restituire degli aspetti dell'autore interessanti per i milanesi di adesso, in particolare per quel pezzo di città intelligente e civile che alla Casa della carità fa riferimento". Silvia Giacomoni ora quei testi, che hanno avuto il battesimo in serate affollate al San Fedele, li manda il libreria col titolo "Manzoni, quattro ritratti stravaganti" e implicitamente raddoppia la scommessa: non solo far parlare Manzoni all'attualità, ma sottrarlo alla noia dei ricordi scolastici e all'ombra di antipatia che, dopo tanti studi su di lui, lo circonda. Cos'ha da dire, Don Lisander, alla Milano d'oggi? "Ho isolato prima due temi, la paura, di cui era espertissimo avendone provata e descritta tanta, a partire dalla paura degli uomini di chiesa verso il potere, e il pane, tema importante per la casa della carità e centrale nei Promessi Sposi. Poi ci ho aggiunto la cattolicità di Manzoni (il bello è che ho dovuto suggerirlo io) e l'umiltà". L'ultimo tema nel volume è diventato il primo e mette in pratica il metodo di tutto il libro: far reagire tra loro le testimonianze sull'autore, per descriverne anche contraddizioni e carattere. Carlo Dossi: "Manzoni nacque rivoluzionario. Andò sempre all'opposto della corrente di moda (benché seguendo la corrente dei tempi)". "Era un aristocratico che si volle far borghese - aggiunge Giacomoni-. Rinunciando al privilegio, anche se poi campò tutta la vita con l'eredità Imbonati. Del resto, scegliendo la professione di letterato in tempi senza diritti d'autore, non ne ricavava abbastanza denaro". Un borghese anomalo, ma molto dedito agli affetti familiari, che in una lettera all'amico Fauriel scrive: "Enrichetta (la moglie) è una balia eccellente" e si occupa "dell'educazione di Enrichetta" (l'altra figlia). "Da piccolo aristocratico nella norma dell'epoca, Alessandro - ricorda Giacomoni - era stato abbandonato dalla madre e educato in collegio, un trauma che lo segnò molto". Ma scusi, non è quel Manzoni terribile coi figli, soprattutto con la figlia, raccontato dalla Ginzburg? E non è il reazionario raccontato da Moravia? Non starà facendo piazza pulita di esegeti riconosciuti, pur di rendercelo più simpatico? "Cerco solo di restituirlo al suo contesto, e ci guadagna. Dopotutto Natalia Ginzburg lo ha accusato di non conoscere Freud e Moravia di non aver letto Marx. La replica la lascio a Gadda: "Fu sicuramente un malato ereditario e un traumatizzato dalla vita... non possiamo ascrivere a sua colpa o vergogna o l'eredità nervosa o i traumi o il temperamento amatorio... ". Veniamo al pane. "Nel romanzo, con la rivolta del pane racconta una città che perde il senno. Renzo stesso è travolto dal clima del tumulto, e a Milano tutti, tranne i bambini, ricordiamo momenti in cui nella città le parole cambiano significato, ci si riconosce per sguardi, si è uno contro l'altro. Più attuale e milanese di così: alla ricerca di un bene ci si autodistrugge, la fame fa calpestare il pane. Si potrebbe aggiungere che per una scuola migliore si distrugge la scuola, o perfino che per andare più veloci si passano ore nel traffico, o che per comunicare di più ci si parla solo al telefonino dicendo sciocchezze. Poi c'è l'altro senso del pane per Manzoni, il pane del perdono di Fra Cristoforo. E basta chiedersi quante volte abbiamo perdonato davvero o accolto la richiesta di perdono. Ha notato che a Milano ai bambini che litigano si dice sempre "fate la pace" e quasi mai "chiedi scusa"?".

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Cioccolata in lombardia - roberto cicala (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)

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Pagina XII - Milano Saggi Cioccolata in Lombardia ROBERTO CICALA La cioccolata si può gustare "lombardissimamente": parola di Francesco Arisi, erudito del �600, avvocato cremonese dell'Inquisizione e autore del poema Il cioccolato, riscoperto da un libro - goloso fin dal titolo - sulla cioccolata in versi. Sorbirla "alla lombarda" per il letterato significa senza cerimonie, "alla buona, ma seduti". Lo spiega Maria Cristina Albonico, dell'Università Cattolica, documentando con la letteratura la fortuna, nei salotti milanesi dell'alta società, della bevanda importata dal Nuovo Mondo. Il volume riporta alla luce antichi testi, alcuni in latino, di poeti ma anche di medici o teologi che s'interrogano su virtù e difetti della bevanda, dopotutto segno di trasgressione nel libretto mozartiano di Lorenzo da Ponte di Così fan tutte e oggi sempre più trendy; si legga la recente Ciccolatoterapia proposta da Salani con domande tipo: dopo aver mangiato un cioccolatino che cosa fate con la stagnola: la arrotolate, la lisciate o ne ricavate piccoli origami�? Il nostro poeta secentesco preferisce dettar ricette in rima aggiungendo: "meco vi voglio, e invito / A lodare, ed a bere / Con inteso piacere / Il Cioccolato mio, se v' gradito". Poesia non immortale ma gustosa.

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Moschea, la ricetta di musso - donatella alfonso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VI - Genova Moschea, la ricetta di Musso "Decidano i Comuni, ma il silenzio-assenso diventi prassi" DONATELLA ALFONSO UNA LEGGE che ribadisce la Costituzione: sul suolo italiano chiunque può e deve esercitare il diritto di culto, a patto che garantisca trasparenza e si riferisca ad attività del tutto lecite; in ogni luogo di preghiera, quindi anche in una moschea. Firmato, Enrico Musso. Un aiuto dal centrodestra alla giunta di Marta Vincenzi e alla comunità musulmana in cerca di un delicato quanto faticoso accordo per decidere dove edificare il centro islamico? Di sicuro una frattura nella Pdl. Ma qui si tratta di essere obiettivi, dice il senatore azzurro, "allontanare ogni arbitrio da parte delle amministrazioni locali, ribadire la legge e stare ben lontani da chi pensa di risolvere il problema del rapporto con l'Islam facendo passeggiare il maiale sui terreni destinati a moschea, o ricorrendo a referendum". Una presa di distanza dalla Lega ma anche dal gruppo dei referendari cattolici (Plinio, Rosso, Monteleone) che prevedono un chilometro di distanza da ogni chiesa per una eventuale moschea. "Significherebbe non farne mai, e questo mi chiedo a cosa serva: ritengo più importante avere rapporti chiari e trasparenti" ribatte Musso. Chiaro, ci sono non pochi paletti, nel testo del provvedimento che l'ex sfidante a sindaco pensa di portare in discussione nelle commissioni affari sociali o affari costituzionali di palazzo Madama: fissando "regole comuni che permettano un percorso trasparente garantendo condizioni di sicurezza e possibilità di controllo sulle attività svolte nei luoghi di culto". Il ddl, diviso in 5 articoli, stabilisce che sia il Comune il soggetto atto a concedere l'autorizzazione per la realizzazione del luogo di culto, inserendo però il principio del silenzio assenso: se la pratica non sarà presa in esame entro tre mesi l'autorizzazione si intenderà concessa. Il Comune potrà dare parere negativo solo in presenza di fondati motivi di sicurezza, così come l'autorizzazione può essere revocata quando il luogo diventasse ritrovo accertato per attività illecite. "Un'iniziativa lodevole, anche se evidentemente ci dovremmo essere anche noi nello stabilire meglio il testo. Siamo critici ma pensiamo che possa essere una critica costruttiva" chiarisce Alfredo Maiolese, imprenditore musulmano italiano, portavoce della comunità genovese. Che sottolinea l'importanza dell'iniziativa di domani pomeriggio alla Commenda, cioè la giornata per l'amicizia cristiano-islamica, che a partire dalle 18 porterà a confronto esponenti islamici e cristiani di diverse osservanze, dai cattolici ai valdesi e agli ortodossi. Poi alle 21 a Tursi si confronteranno a favore e contro la moschea esponenti mussulmani (Husein Salah, Yahya Pallavicini) e cattolici (Peppino Orlando, Alberto Rosselli).

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BREVI (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

La scuola pubblica è l'unica che va tutelata La situazione della scuola è sempre più catastrofica. Da una parte le giuste manifestazioni di protesta degli studenti dall'altra il governo che minaccia l'uso dei manganelli contro gli occupanti le scuole. Bloccare le lezioni è certamente grave ne sono assolutamente convinto, ma innanzi al taglio drastico delle risorse per la pubblica istruzione non è possibile stare in silenzio. I governi di destra e di sinistra non si sono mai curati del problema scuola seriamente. Sono state fatte varie riforme che certo non hanno portato a miglioramenti significativi del comparto istruzione né tanto meno alla riqualificazione del corpo insegnanti spesso deficitario in preparazione. Le colpe dunque sono da entrambe le parti e come sempre la politica non riesce a dare risposte credibili. L'istruzione in uno Stato civile è innanzitutto quella pubblica che dev'essere finanziata in modo adeguato ma chiaramente senza sprechi inutili. Abbiamo scuole che cadono a pezzi e che sono così da sempre, e allora invece di finanziare le scuole private sia laiche che molto spesso religiose, si utilizzino quei fondi solo ed esclusivamente per la scuola pubblica che a mio parere è l'unica scuola che andrebbe tutelata nel nostro Paese. Il governo invece persegue la via opposta aumentando i finanziamenti alle scuole private e sponsorizzando l'idea di far diventare le università fondazioni private. Un attentato alla libera istruzione, senza dimenticare che il governo non interviene ad esempio contro i cosiddetti baroni delle università. L'istruzione è un bene primario, una buona e libera istruzione aiuta a creare bravi cittadini, regola fondamentale che il ministro Gelmini sembra aver dimenticato. Walter LanaroGenova Il maestro unico nega ai bimbi una crescita piena Sono la mamma di una bimba di seconda elementare e di altri due bimbi di 5 anni e mezzo e di 2. Permettetemi di condividere alcune riflessioni sul mondo scolastico e la sua "rivoluzione" con la reintroduzione del maestro unico ad opera della attuale "riforma Gelmini". Vorrei focalizzare l'attenzione su un problema di sostanza e non di forma che mi sta molto a cuore: la difesa della pluralità di insegnanti. Pluralità di insegnanti significa per i nostri bambini più stimoli ma soprattutto più relazioni con adulti di riferimento; il venir meno di alcune di queste relazioni significative/formative costituirebbe un reale impoverimento della sfera emotivo-relazionale dei bambini e avrebbe ricadute negative sul loro apprendimento e sulla loro crescita come persone. Pluralità di insegnanti significa avere risorse per avviare e potenziare interventi di sostegno ad alunni in difficoltà ma anche progetti di sviluppo delle eccellenze, per il nostro futuro. Pluralità di insegnanti significa un modello educativo di collaborazione e corresponsabilità che mostra ai nostri bambini valori come l'ascolto, la reciproca stima, il desiderio di collaborare per un progetto comune. Pluralità di insegnanti significa un gruppo di educatori che si confronta e si "controlla" al suo interno, che ha diversi punti di vista e diverse sensibilità nella valutazione del singolo alunno, nell'individuare i suoi punti di forza e di debolezza. Ritengo quindi prioritario che vada salvaguardata la pluralità di insegnanti come una grande ricchezza che ci permetterà di avere giovani adulti che impareranno oltre che a "leggere, scrivere e far di conto" anche ad usare la propria testa per scegliere da che parte stare. Luisa Giugni MondiniGenova Denunciare il razzismo è difendere i valori umani Razzista è colui che rifiuta la diversità culturale e in nome della difesa dell'identità della propria etnia discrimina gli altri. Questa definizione breve e concisa del razzista è necessaria per ricordarci che cosa significa autenticamente il termine. Recentemente molti politici hanno cercato di confonderci le idee facendoci credere che il razzismo fosse una particolare ideologia di altri tempi. Ciòè assolutamente falso. Il razzismo non è una vicenda del passato, ma un comportamento che può essere attuato in qualunque momento. Denunciare il razzismo non è affatto un insulto, al contrario è la difesa dei valori umani e dei diritti stabiliti anche dalla nostra carta costituzionale. Cristiano Martorellae-mail Il Vaticano proclama i santi secondo strani parametri Forse è necessario chiarire l'equivoco: in Vaticano proclamano i santi secondo alcuni parametri che si discostano notevolmente da quello che la gente crede. Ad esempio si diventa santi se si incita all'omicidio del pagano, oppure se si brucia l'eretico, oppure, in versione più moderna, se ci si rifiuta di somministrare un antidolorifico a un malato terminale. Questo per la Chiesa è un santo. Diventi beato se torturi un confratello che simpatizza coi rivoltosi. Nella sofferenza del prossimo il religioso vede Cristo e in questo si santifica. Per questo sono contrari all'aborto, all'amniocentesi e alla contraccezione, vorrebbero vederci soffrire a tirar su quindici figli, meglio se la metà handicappati da assistere vita natural durante. Per questo sono contrari alle coppie di fatto, unione che sfugge al controllo religioso sulla sessualità. Per questo sono quasi sempre istituti religiosi ad occuparsi dei malati, quasi mai della ricerca per la cura delle malattie. Per questo non vogliono una legge laica su testamento biologico e eutanasia. Per questo si sono accaniti su Piergiorgio Welby e adesso si accaniscono su Eluana Englaro. Ci crocifiggono alla loro falsa morale che hanno il coraggio di chiamare principio etico perché ambiscono a diventar santi sulla nostra pelle. Roberto Martinae-mail 26/10/2008.

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L'irresistibile ascesa del sindacato ombra (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Da Cisnal a ugl L'irresistibile ascesa del sindacato ombra Lo scontro elettorale del 1948 mette in crisi la Cgil, il sindacato unitario ricostituito a Roma nel 1944. Da questa struttura escono, dando vita ad altre organizzazioni sindacali, la componente cattolica e quella laica anticomunista. Un gruppo di sindacalisti, vicini alle posizioni politiche nazionali della destra, si riunisce a Napoli il 20 marzo 1950. Nasce così la Cisnal, Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori. Nella primavera del 1995 il segretario generale Mauro Nobilia lancia all'attenzione del mondo sindacale italiano il progetto Ugl, vale a dire la costruzione di una casa comune di molteplici forze sindacali. L'appello è accolto da molte organizzazioni autonome che assieme alla Cisnal, tengono nella primavera del 1996 una assise nazionale a Roma. Nasce, così, un nuovo soggetto sindacale, la Ugl che aumenta l'attività proselistica del Sindacato. L'Ugl designa a rappresentarla, presso il Comitato economico e sociale, Renata Polverini che ha il merito di far entrare la confederazione nel secondo gruppo. Quello dei rappresentanti dei lavoratori e quindi di diretto riferimento. 26/10/2008.

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Chiesa fra le fabbriche da 40 anni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

VILLADOSSOLA.GIOIELLO D'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA INTITOLATO A CRISTO RISORTO Chiesa fra le fabbriche da 40 anni Domani si ricordano con monsignor Mana "don" Zaccheo e don Tabarini [FIRMA]RENATO BALDUCCI VILLADOSSOLA Quando fu consacrata dal vescovo di Novara, monsignor Placido Maria Cambiaghi, era il 27 ottobre 1968. Allora, quella grande chiesa che svettava tra le ciminiere fumanti delle fabbriche pareva un "simbolo" della fede in una Villadossola ancora sostenuta da un'economia industriale che sarebbe andata in crisi solo una decina di anni dopo. Il centro ossolano non aveva una chiesa "moderna" nel cuore della città. Fu la tenacia del parroco don Camillo Nobile (arrivato in paese nel 1955) a permetterne la realizzazione. Oggi, "Cristo Risorto" compie quaranta anni. Villadossola è cambiata. Gran parte delle ciminiere sono cadute sotto i colpi della crisi e la chiesa è diventata ancor più visibile dopo all'abbattimento dell'ex laminatoio "250" della Sisma. A celebrare i 40 anni della chiesa, aperti con la riccollozione dell'antico battistero e la posa dell'acquasantiera firmata dallo sculture Avio Aleotti, sarà monsignor Renato Corti che alle 10,30 celebrerà la messa solenne. Domani, alle 20 e 45, è in programma la concelebrazione con il vescovo di Biella, Gabriele Mana. Una cerimonia che avrà anche un aspetto particolare visto che sarà l'occasione per ricordare due preti, già deceduti, che hanno fatto la storia della città: don Germano Zaccheo, poi vescovo di Casale Monferrato e don Gianfranco Tabarini, futuro vicario per i laici e arciprete a Domodossola. Sacerdoti che fecero dell'oratorio "Domenico Savio" il vero punto di riferimento della gioventù negli Anni Sessanta e Settanta. Ad una nuova chiesa aveva pensato don Giuseppe Gambaro alcuni anni prima, ma l'idea venne concretizzata da don Camillo. Il progetto per questa imponente opera fu approvato nel 1963. L'anno dopo la prima pietra veniva benedetta da Papa Paolo VI e posata da monsignor Cambiaghi. Nasceva un gioiello dell'architettura contemporanea. Un "disegno" nato dalla fertile mente di Paolo Vietti Violi, ingegnere ossolano noto in tutto il mondo anche per opere come gli ippodromi di San Siro a Milano, delle Capannelle e di Tor di Valle a Roma e quello di Lione, ma anche lo stadio Olimpico e gli impianti sportivi di Instanbul, nonché il Villaggio Sisma, il complesso di case operaie sorto alla periferia di Villadossola. Non ebbe la soddisfazione, Vietti Violi, di vederla ultimata: morì nel dicembre 1965 e gli successe alla direzione l'architetto Carlo Ravarelli. Realizzata dalla ditta locale Petrulli e Stringara, la chiesa non era ancora ultimata quando l'allora presidente del Consiglio Aldo Moro venne a Villadossola per inaugurare il monumento al lavoro, eretto proprio sul lato destro della scalinata e in cui è inserito anche un antico crogiolo del ferro trovato in valle Antrona.

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Quali laser per la depilazione (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-10-26 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Mi spieghi dottore Quali laser per la depilazione Se siete ossessionati dai peli la depilazione laser può venirvi in soccorso e per avere risultati ancora migliori con meno rischi la raccomandazione è di ricorrere a un solo tipo di laser. Il trattamento combinato con laser diversi sarebbe infatti più doloroso e più spesso associato a complicazioni, come riferisce uno studio pubblicato sugli Archives of Dermatology. Come funziona la depilazione laser? Funziona secondo il principio della distruzione selettiva delle cellule del pelo. Queste hanno una colorazione particolare che risponde alla luce del laser. In commercio esistono diversi tipi di laser con caratteristiche diverse: la scelta va fatta in base al tipo di pelo e di pelle. Comporta dei rischi? Non ci sono rischi importanti, ma qualche piccolo effetto collaterale può capitare. Se, per esempio, il laser viene usato a una potenza eccessiva per il tipo di pelle, si possono avere piccole bruciature e macchie cutanee che, in alcuni casi, persistono anche per molto tempo. Come si procede? Il trattamento va fatto quando non si è abbronzati e non si ha intenzione di esporsi al sole. Poiché il laser funziona solo sui peli che sono in fase di accrescimento, bisogna fare più sedute, in genere da 3 a 5, a intervalli di 2-4 settimane. Di solito si utilizza un solo tipo di laser, ma in rari casi per ottenere i risultati desiderati può rendersi necessaria una terapia combinata. In ogni caso è fondamentale che il trattamento venga eseguito dalle mani esperte di un medico. A cura di Antonella Sparvoli Leonardo Celleno, Centro ricerca cosmetologica, Università Cattolica di Roma.

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<Siete spregevoli, usate i nostri figli a fini politici> (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 257 del 2008-10-26 pagina 6 "Siete spregevoli, usate i nostri figli a fini politici" di Francesco Rutelli Signor Direttore, non credo che i nostri ragazzi debbano essere mischiati alle polemiche di cui sono oggetto i loro genitori. Considero dunque spregevole che il suo giornale abbia attirato l'attenzione su bambine o ragazzini che hanno diritto di seguire il corso della loro vita formativa secondo le necessità e le opportunità che le loro famiglie e i loro educatori reputino migliori rispetto ai singolari percorsi delle loro esistenze. Ma gli articoli del "Giornale" pubblicati ieri ("Vanno in piazza per la scuola pubblica, ma mandano i figli in quella privata") richiedono un'informazione aggiuntiva da parte mia. Per tutta la mia vita, io stesso e tutti i miei familiari abbiamo frequentato sia scuole ed università pubbliche, sia non statali, cattoliche o laiche. Di volta in volta, è stata una scelta condivisa di genitori e figli. Ho difeso la scuola paritaria - anche quando i miei figli frequentavano esclusivamente scuole pubbliche - da Sindaco, e da esponente del Governo. Difendo il valore pubblico di tutto il sistema formativo, come ha stabilito una legge varata da un governo di centrosinistra. Non dipingo certo come "scuole per ricchi" - e, magari, "di destra" - le scuole paritarie. Sarebbe un insulto alla lunga storia del pluralismo educativo del nostro Paese. Ma so che i moltissimi che non hanno la possibilità di accedervi - soprattutto per motivi economici, ma anche logistici o altro ancora - hanno diritto ad avere una buona formazione scolastica. Credo dunque che tutti, nella comunità nazionale (e persino voi, che difendete in modo acritico le recenti scelte dell'attuale Governo), dobbiamo accogliere con grande rispetto, anche quando ci sono grida o posizioni non condivise, l'impegno di chi si batte per migliorare la scuola italiana. È un tema che vale. Si discuta sulle strade migliori da percorrere. Ma mostrando disprezzo verso chi protesta commettete un errore molto grave. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Non vogliamo essere più contati fra i cattolici" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Il caso Giornata dello sbattezzo in piazza Mercato "Non vogliamo essere più contati fra i cattolici" ALESSANDRO COBIANCHI DOMODOSSOLA L'ho fatto per una scelta di coerenza perché non mi sento cattolica". Maria Luisa Tellini è stata tra i primi ieri in piazza Mercato a compilare i moduli per lo "sbattezzo". "Le percentuali di cattolici sono molto più alte rispetto a chi cattolico lo è veramente, per questo ho scelto di sbattezzarmi e ho anche preso la decisione di non battezzare i miei figli" ha raccontato Maria Luisa. Con un banchetto posizionato nella centrale piazza Mercato l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti di Verbania ieri pomeriggio per tre ore ha distribuito i moduli per poter praticare lo "sbattezzo". "Essere italiani significa, quasi inevitabilmente, avere un marchio con il battesimo, quando ancora non si ha diritto di parola in merito" spiega la responsabile dell'associazione Antonietta Dessolis. "Alcuni mantengono una fede salda per tutta la vita, per convinzione o per inerzia, altri la perdono strada facendo, o non l'hanno mai veramente sentita propria, o ancora hanno una spiritualità ben diversa da quella della dottrina cattolica e non si riconoscono in questa chiesa: è a queste persone che proponiamo di partecipare assieme a noi alla "Giornata dello sbattezzo"". Si tratta di una richiesta formale al parroco della propria parrocchia di battesimo di annotare, a margine del registro dei battezzati, la propria volontà di non fare più parte della Chiesa cattolica. "I motivi possono essere diversi: per coerenza con se stessi: se non si è più cattolici, per dare un segnale politico, per rivendicare apertamente la dignità della propria posizione filosofica, perché in molti ci sentiamo discriminati e denigrati dalla chiesa, che presume di avere il monopolio della morale" spiega la Dessolis che punta anche il dito contro l'"8 per mille". "Lo Stato ogni anno perde più di un miliardo di euro per colpa dell'8 per mille, noi non crediamo sia giusto, questi soldi non arrivano nelle casse statali a discapito di cose ben più utili" spiega ancora la responsabile dell'associazione. Con lei anche l'ex consigliere comunale Sergio Fedeli: "Dobbiamo avere una dignità maggiore, questa giornata non vuole essere un'aggressione nei confronti della Chiesa, vogliamo solo non essere più contati tra le file dei cattolici". In tre ore ieri pomeriggio sono state oltre una trentina le persone che hanno preso il modulo per lo "sbattezzo" o che lo hanno compilato per poi far inoltrare la pratica direttamente dall'associazione.

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GIOVANNA CHIRRI DOMITILLA CONTE CITTà DEL VATICANO. LA CHIESA CATTOLICA è PRONTA (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

GIOVANNA CHIRRI DOMITILLA CONTE Città del Vaticano. La Chiesa cattolica è pronta a riconoscere un ruolo più attivo delle donne nella lettura della Bibbia e nell'annuncio della Parola di Dio. Il sacerdozio femminile resta precluso, ma la proposta di un ministero per le "lettrici" appare una delle più innovative emerse dal dodicesimo sinodo dei vescovi che si è chiuso ieri in Vaticano. E non solo. L'azione dei credenti impegnati in politica e nel sociale va ispirata "alla ricerca del vero bene di tutti e nel rispetto della dignità di ogni persona" è stato rilevato al sinodo. La Parola di Dio invita i credenti "a impegnarsi per quanti soffrono e sono vittime delle ingiustizie". I cristiani impegnati in politica e nella società dovrebbero perciò essere "preparati attraverso un'adeguata educazione secondo i principi della Dottrina sociale della Chiesa". A Roma un confronto tra i 253 ecclesiastici provenienti da tutto il mondo, fotografia di una Chiesa cattolica che, pur riaffermando la centralità delle Scritture per arginare derive fondamentaliste e teologi dissidenti, apre a un dialogo interreligioso con Islam e ebrei. L'assemblea ha consegnato a Benedetto XVI 55 "propositiones" in latino sulla base delle quali il Papa redigerà una "esortazione post-sinodale". Le proposte sono state illustrate da alcuni padri sinodali, tra cui il relatore, cardinale Marc Ouellet. Tra queste la numero 17 (donne) e la 53 (Islam). Nella 17 "i Padri sinodali incoraggiano la trasmissione della fede da parte dei laici e, in particolare, dalle donne che hanno un ruolo indispensabile in famiglia e nella catechesi". Ecco perché "si auspica che il ministero del lettorato sia aperto anche alle donne, in modo da riconoscere il loro ruolo di annunciatrici della Parola". In realtà la lettura della Bibbia durante la messa da parte di donne laiche c'è già, ma la proposta - già preannunciata dal presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi - va oltre chiedendone il riconoscimento istituzionale. Attenzione alle donne anche nella proposta numero 53 sul dialogo con l'Islam: "il Sinodo insiste sul rispetto della vita, dei diritti dell'uomo e della donna, sulla distinzione tra l'ordine socio-politico e l'ordine religioso, la reciprocità e la libertà di coscienza e di religione, garanzia contro i fondamentalismi". E ancora: "Si suggerisce il dialogo tra cristiani e musulmani". Una proposta importante in vista dell'incontro del 5 e 6 novembre in Vaticano di esponenti musulmani. Sul tema interviene anche padre Federico Lombardi dai microfoni di Radio Vaticana, partendo dalle gravissime violenze contro gli iracheni, non solo cristiani: "Nel nome di Dio non si può uccidere e odiare, ma sempre amare e rispettare ogni persona umana. Occorre che tutti gli uomini di pace, anche nel mondo musulmano, combattano i fondamentalismi". Le "propositiones" denunciano anche quelli cristiani: "Le sette di diversa origine, promettono una illusoria felicità tramite la Bibbia, spesso interpretata in modo fondamentalista". Sullo sfondo, dunque, resta il tema centrale del Sinodo, volto a riaffermare la centralità delle Scritture "dono dello Spirito santo alla Chiesa". Altre proposizioni riaffermano la centralità della liturgia e la necessità di superare il dualismo tra esegesi e teologia, ricreando una unità tra fede e ragione nel tracciato del Magistero. Infine il Papa, durante il pranzo di ringraziamento ai vescovi, ha detto: "Mi sembra che abbiamo violato il diritto umano di alcuni al riposo notturno e anche al riposo della domenica, realmente diritti fondamentali. Dobbiamo riflettere su come migliorare nei prossimi sinodi questa situazione".

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GIUSY FRANZESE ROMA. ASCOLTA CON ATTENZIONE LE PAROLE DI VELTRONI. OGNI TANTO, MENTRE è L (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

GIUSY FRANZESE Roma. Ascolta con attenzione le parole di Veltroni. Ogni tanto, mentre è lì ai piedi del palco dove il leader del Pd sta parlando, qualcuno la riconosce e le va incontro per salutarla, stringerle le mani e anche farsi scattare una fotografia insieme. Rosa Russo Iervolino sorride, non dice di no, ma soprattutto si guarda intorno. Stupita. Se l'aspettava così tanta gente? "No, così tanta no. Sapevo che erano in partenza molte persone per il Circo Massimo, ma vedere gli spalti tutti intorno così gremiti è una sorpresa". Perché non è salita sul palco insieme con i big del partito? "Preferisco stare in mezzo alla gente. Sentire il clima". E qual è il clima che ha percepito in questa manifestazione? "Ho percepito una grande speranza, una grande voglia di fare. Anche un grande orgoglio di ritrovarsi tra persone del riformismo laico e cattolico. Ho incontrato tanti figli di senatori della Prima Repubblica venuti qui come testimonianza di coerenza e pronti a impegnarsi per il cambiamento del Paese. Vedo soprattutto tanto popolo. Tanti giovani". Si può dire che il ministro Gelmini ha dato un aiuto consistente al successo di questa manifestazione? "Certamente ci sono moltissimi studenti che hanno pensato di manifestare il loro disagio contro la riforma del ministro Gelmini venendo al Circo Massimo. E forse in una situazione diversa molti ora non sarebbero qui. Eppure avrei preferito che il ministro Gelmini questa mano non ce l'avesse data: in gioco c'è il futuro della scuola italiana. Da ex ministro della Pubblica Istruzione so bene di cosa si parla e condivido in pieno la protesta degli studenti".

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GENNARO MATINO ALCUNI PADRI SINODALI HANNO PROPOSTO IL LETTORATO ALLE DONNE. CERTAMENTE AI PI (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Gennaro Matino Alcuni Padri sinodali hanno proposto il lettorato alle donne. Certamente ai più il termine lettorato non dice molto. Generalmente, e in maniera riduttiva, per lettore s'intende colui che legge le letture bibliche nella celebrazione eucaristica. In realtà, il lettorato è un vero e proprio ministero nell'ambito della Chiesa, che un tempo veniva considerato minore, la prima tappa verso il sacerdozio. Ma il lettore, colui che è istituito, benedetto, è una figura ministeriale che, demandata al servizio della Parola, ha un compito che va ben oltre l'annuncio all'assemblea. Lettore, infatti, è colui che testimonia la Parola nella sua vita. Era dunque inevitabile che questo Sinodo, avendo posto al centro della sua riflessione la Parola di Dio, ribadisse chi fossero gli annunciatori. La Chiesa è sempre stata chiara al riguardo: l'annuncio non è mai stato appannaggio del clero, dei soli addetti ai lavori. Indipendentemente da ogni distinzione di ruoli nell'ambito della Chiesa o della società, annunciare Cristo è compito di tutti i battezzati, clero e laici. Indipendentemente dal sesso e dall'età tutti i battezzati possono e devono essere autentici testimoni, annunciatori della Parola. La novità risiede nel fatto che i Padri abbiano ipotizzato che anche le donne possano accedere a questo ministero. La Chiesa sa bene che la Parola corre veloce solo se gli annunciatori sono autentici testimoni e, in quest'ottica, ha sempre riconosciuto alle donne il loro insostituibile ruolo di evangelizzatrici. Non ha mai dimenticato che la storia della salvezza è iniziata con l'annuncio di un angelo del Signore a una donna, con il sì di una donna, la vergine di Nazaret, che accogliendo dentro di sé la Parola ha permesso che il Verbo s'incarnasse e venisse ad abitare in noi. SEGUE A PAGINA 18 SERVIZIO A PAGINA 16.

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INCONTRO. OGGI ALLE 11, NELLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI ITALIANI (AMCI), SEZIONE (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Incontro. Oggi alle 11, nella sede dell'associazione medici cattolici italiani (Amci), sezione San Luca, in via S. Ignazio di Loyola 51, incontro-dibattito su "Impariamo a nutrirci e non solo a mangiare". Presiede Aldo Bova, vicepresidente nazionale dell'Amci. Relatori Vittorio Roberti, Anna Franca Freda, Lina Miele. Modera Raffaele Pempinello. Nel corso dell'incontro sarà presentato il libro: "La dieta mediterranea" di Anna Franca Freda. Studi filosofici. Domani alle 17, nella sede dell'Istituto italiano per gli Studi filosofici, in via Monte di Dio 14, con una lezione sul tema: "La patologia come forma di vita. Michel Foucault e il discorso della follia" tenuta da Bruno Moroncini dell'Università di Salerno, avrà inizio la serie di seminari sul tema: "L'autobiografia della vita malata. patologia e racconto della vita". Estetica. Domani presso l'Hotel Ariston di Paestum si terrà il quinto Festival mondiale della coiffeur ed estetica: hair and beauty. In gara 20 squadre provenienti da tutto il mondo. Per l'Italia la squadra napoletana "Hair revolution by Giomat", capitanata da Vincenzo Affinita con Giuseppe Peluso, Luciano Formicola, Maurizio Barbato, Salvatore Russo, Rosario Esposito e Ciro Tammaro. Coordinatori: Luigi Forestiero e Gianni di Lauro. Conferenza. Martedì alle 17.30 presso l'Unione industriali, in piazza dei Martiri 58, conferenza del rettore dell'Università degli Studi "L'Orientale", Lida Viganoni Sciarelli, su "L'Europa dei ventisette: il percorso e i problemi". L'iniziativa è promossa dall'International Inner Wheel Club di Napoli Luisa Bruni, presieduto da Maria Irace. Cardiologia. Un importante corso su "Patologia endocrina e cuore" si svolgerà venerdì prossimo a Castel dell'Ovo per l'intera giornata a partire dalle 8.30 e con la partecipazione di docenti e medici di tutt'Italia per approfondire funzione e patologia del cuore visto come "organo endocrino". Il coordinatore del corso è il dottor Antonio D'Angelo. E-mail: cinzia.zanchetta@inf-com.it - web: www.inf-com.it. Tel. 02-76115293 Concorso. Venerdì alle 17, presso la sala della loggia del Maschio Angioino, si terrà la cerimonia di premiazione del concorso letterario "Le affinità affettive" e la presentazione del libro omonimo edito da Albus Edizioni che racchiude le 10 migliori opere selezionate. Intervengono: Livia Greco, l'editore Giuseppe Bianco, Caterina Martinelli della libreria Edicolè. Relatore: Aldo Putignano. Università. È in edicola il nuovo numero del quindicinale di informazione universitaria Ateneapoli. Tra i titoli: assemblee, occupazioni, blocco dei corsi: la protesta nell'Università contro il decreto Gelmini; al voto il 28 e 29 ottobre alla Federico II: si rinnova il senato accademico; lezioni del primo anno a sociologia: su e giù per via Mezzocannone.

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E' morto Bruno Corsani grande studioso della Bibbia (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-10-2008)
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LUTTO A PINEROLO E' morto Bruno Corsani grande studioso della Bibbia Le valli valdesi sono a lutto. Si è spento all'ospedale di Pinerolo il pastore e grande studioso del Nuovo Testamento Bruno Corsani, che come ricorda il pastore di Torre Pellice, Giorgio Tourn, ha dedicato la vita alla ricerca e allo studio, "dando un grande contributo alla nostra Chiesa". E' stato un punto di riferimento nel mondo accademico del Protestantesimo italiano, considerato un rinnovatore negli studi dell'esegesi scientifica della Bibbia. Nato a Napoli nel 1924, dopo la laurea in lettere classiche all'università di Torino si era laureato in teologia alla facoltà valdese; s'era poi spostato alle università di Edimburgo e di Basilea. Dopo un periodo alla facoltà evangelica di teologia di Buenos Aires, nel 1962 aveva cominciato ad insegnare a Roma, dove ha lavorato fino al 1994. Poi si è ritirato in pensione nelle valli valdesi. Tra l'89 e il '92 ha diretto la rivista Protestantesimo. Numerose le sue pubblicazioni. Il pastore valdese di Torino, Giuseppe Platone, ricorda che "ha partecipato alla traduzione interconfessionale della Bibbia, realizzata con cattolici ed ortodossi, e ha lasciato un segno profondo di amore per la filologia e per lo studio del testo originale in greco. Si sentiva parte di una schiera di testimoni dell'evangelo in un paese profondamente cattolico". I funerali si svolgeranno domani alle 14,30 nel tempio valdese di Pinerolo.

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Agenda Religioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-10-2008)

Argomenti: Laicita'

INCONTRI, EVENTI, CELEBRAZIONI Agenda Religioni A CURA DI DANIELE SILVA SANT'EGIDIO, QUARANT'ANNI Quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario della Comunità di Sant'Egidio, nata il 7 febbraio 1968 da un incontro tra studenti del liceo Virgilio di Roma e che ora raccoglie più di 50 mila membri sparsi in settanta paesi del mondo. Per celebrarla, il cardinale Poletto presiede una celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Lorenzo (piazza Castello) venerdì 24 ottobre alle ore 18,30. Info 011/433.86.96. LA FESTA DELL'AZIONE CATTOLICA Anche l'Aci (Azione Cattolica Italiana) festeggia un compleanno: i 140 anni dalla sua fondazione. L'appuntamento con i ragazzi e le famiglie è sabato 25 ottobre nella parrocchia Gesù Redentore di piazza Giovanni XXIII 26. Il programma della giornata: alle 15,30 accoglienza, alle 16,10 proiezione di un documentario sull'Aci prodotto da Nova-T, alle 17,30 comunicazioni per l'anno associativo, alle 17,45 preghiera comune e alle 18 i saluti. Per bambini e ragazzi previsti momenti di ritrovo durante il pomeriggio. Info 011/562.32.85, http://azionecattolica.bussola.it MIGLIETTA, I CORSI Ricominciano i corsi biblici di Carlo Miglietta nell'anno "della parola di Dio e di San Paolo". Tema del programma 2008-2009 è "La prima lettera di Paolo ai Corinti. Il Vangelo della croce fondamento della vita di chiesa". Le lezioni si tengono ogni martedì dal 28 ottobre al 16 dicembre su due turni (alle 18 e alle 20,30) all'istituto Sant'Anna di via Massena 36; il primo appuntamento è il 28 ottobre con la presentazione e "Il Vangelo della Croce (1-2)". CONFERENZA A MADONNA DI POMPEI Quaranta sono gli anni della parrocchia Madonna di Pompei come quaranta sono gli anni passati dal popolo ebraico nel deserto. A questa relazione è dedicata la conferenza del professor Paolo De Benedetti sul tema "Vi ho guidati per 40 anni nel deserto. Bibbia, numeri e teologia", che si tiene martedì 28 alle 21 all'interno della parrocchia in via San Secondo 90. Info 011/568.14.79. VISITA A SS. ANNUNZIATA Mercoledì 29 ottobre alle 15,30 Willy Beck, docente di storia dell'arte all'Istituto Passoni di Torino, conduce una speciale visita guidata alla chiesa di Santissima Annunziata di via Po 45 per illustrarne le vicende storiche e artistiche. Per informazioni Uciim, 011/561.19.23.

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