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DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
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TARTICOLI DAL 22 AL 25 aprile 2008 #TOP
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Articoli
Laici e chierici (29)
Bonura, l'avventura d'un italiano anticlericale
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: dove un intellettuale dichiaratamente laico e anticlericale entra in un quotidiano cattolico ufficiale, e lo fa perché la sede "non è lontana da casa sua" (come dice egli stesso oggi, tra improntitudine e candore). Il che non gli impedirà di diventare uno scrittore e critico di prim'ordine, stimato da opposti schieramenti.
Operazione
Vaticano per Mediobanca ( da "Stampa, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: fra finanza cattolica e finanza laica, piazzetta Cuccia è infatti sempre stata considerata un caposaldo di quest'ultima. E il nucleo fondatore di Mediobanca, composto da Raffaele Mattioli, Adolfo Tino, Enrico Cuccia e Ugo La Malfa, aveva tra i suoi tratti distintivi la vicinanza, o addirittura la militanza, nel Partito d'azione,
Da
marzo l'avvocato Marco Simeon cura le relazioni con Oltretevere
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: DA CAPITALIA FINANZA LAICA Da marzo l'avvocato Marco Simeon cura le relazioni con Oltretevere Un presidente cattolico cambia la tradizione dell'istituto di credito.
Il
Papa e i valori Usa, non solo luci
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Religione
e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Piccole
esperienze americane ( da "Giornale.it, Il"
del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Nomine
di primavera, due nuovi vescovi in Curia
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Direttore
Böhler, non ci sto! ( da "Giornale.it, Il"
del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
L'ultima
cena di Vienna, il cardinale ci scrive
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
L'ultima
cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Il
voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella
( da "Giornale.it,
Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Ai
confini della laicità - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: era il dissenso cattolico a osare simili contestazioni pubbliche nei confronti della gerarchia. Trattenuto da una malintesa concezione della laicità, oggi il cattolicesimo di sinistra mugugna stordito nell'attesa che si levi, sempre più rara, la voce di un cardinale amico a rappresentarne il malessere.
"chiesa,
troppi silenzi sui clan" - raffaele sardo
( da "Repubblica,
La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: accusa del vescovo Nogaro: ci preoccupano più i laici dei camorristi RAFFAELE SARDO Troppi silenzi sulla camorra da parte della Chiesa, specie delle gerarchie: il duro atto d'accusa viene da uno dei vescovi tradizionalmente più impegnati nella lotta ai clan, monsignor Raffaele Nogaro, dal 1990 alla guida della diocesi di Caserta.
Scienza
e morale, l'utopia del dialogo ( da "Corriere della Sera"
del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Da parte laica, e non solo in Italia, ma in tutto il mondo, c'è una vastissima gamma di posizioni, tanto che la contrapposizione fatta da Giovanni Fornero nel suo bellissimo libro, Bioetica cattolica e bioetica laica, pubblicato da Bruno Mondadori, è utile ma leggermente forzata.
Da
Lupi a Binetti, fra Opus Dei e Cl Dov'è finita la laicità in Parlamento?
( da "Liberazione"
del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Non si tratta né di un rigurgito di bigottismo, né del furore cattolico di chi, nel lontano 1978, lottò contro l'introduzione dell'aborto nel nostro ordinamento. Il mio nemico, insomma, non è la legge 194. Aderisco perchè sono sempre stato convinto che compito principale della politica è aiutare gli uomini a vivere meglio.
"cardinale,
ma tu farai il papa?" - wanda valli
( da "Repubblica,
La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: assenti per scelta laica in sette più quattro malati. Qui la timidezza è più forte, e allora il cardinal Bagnasco ritorna a essere l'insegnante qual è stato per 25 anni. Si alza, si muove in mezzo ai banchi, interroga. Quanti andranno alle superiori? Si alzano un bel po' di mani, in testa alle preferenze Scientifico e Linguistico,
La
nostra sfida più urgente ( da "Giornale.it, Il"
del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Lugo
chiede scusa "Il Papa mi perdoni"
( da "Stampa,
La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: proclamato che la politica spetta ai laici. E non rassicura di certo l'esperienza negativa del prete cattolico Jean Bertrand Aristide, divenuto nel 1990 presidente di Haiti. "È una situazione inedita e delicata - osserva il cardinale Achille Silvestrini -. Occorre agire con prudenza per evitare la rottura con chi è salito al potere in seguito all'abbandono del ministero episcopale.
Un
convegno su fede, laicità e razionalità
( da "Stampa,
La" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,
Brevi,
schede e richiami 4 ( da "Repubblica, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolica e laica, dello Scautismo italiano hanno issato sulla Lanterna uno striscione di oltre cento metri quadrati con la scritta "Scout 100" per salutare l'anno del Centenario della nascita dello scautismo. In pieno spirito scout, che insegna a non scoraggiarsi e a portare a termine le imprese con impegno e dedizione,
Obiezione
generale ( da "Unita, L'"
del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Questa legge è stata confermata. L'interruzione di gravidanza è un intervento medico ginecologico. A praticarla sono addetti i medici specializzati in ginecologia. La legge non dice che addetti a praticare l'interruzione di gravidanza sono i ginecologi laici o buddhisti o islamci o comunisti o radicali o democratici,
C'è
qualcosa che non va, o che mi sfugge, nella logica del
( da "Tempo,
Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la morte che per il credente è solo un cambiamento di stato, i santi che Lo hanno testimoniato partecipano del diritto al culto riservato al Suo corpo. Oggi, l'immagine di un corpo scarnificato ci rinvia a sensazioni desunte dall'arte macabra, dal romanticismo, magari dai films horror. Ma i cattolici devono sapere che la Chiesa mantiene intatte le tradizioni connesse all'inventio,
Scandalo
solo per i laicisti ( da "Tempo, Il"
del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la morte che per il credente è solo un cambiamento di stato, i santi che Lo hanno testimoniato partecipano del diritto al culto riservato al Suo corpo. Oggi, l'immagine di un corpo scarnificato ci rinvia a sensazioni desunte dall'arte macabra, dal romanticismo, magari dai films horror. Ma i cattolici devono sapere che la Chiesa mantiene intatte le tradizioni connesse all'inventio,
L'ALDOPARLANTE
( da "Avanti!"
del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: concetto che per i laici è inaccettabile) e no al laicismo (dimenticando che uno Stato, per essere totalmente libero, deve essere laico). Ha fatto poi visita alla più grande comunità ebraica del mondo, quella di New York, nella sinagoga di Park East, dove ha espresso "rispetto e stima" agli ebrei, iniziando il suo dire con: "Cari amici Shalom"
Il
giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore)
( da "Giornale.it,
Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
L'EVENTO
che si commemora nella ricorrenza del 25 aprile, ovvero la definitiva
liberazione ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici e cattolici, irregolari e militari di carriera. Tutti hanno dunque il diritto di celebrarla, se lo vogliono, e anche di non vederla piegata a battaglie di parte. Solo partendo da queste premesse la celebrazione del 25 aprile può riacquistare il suo senso autentico di festa civile, di richiamo a quell'essenziale patrimonio di valori comuni senza il quale nessuna democrazia può
Per
decenni questa opinione (non identificabile con quella espressa dai nostalgici
del regim ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici e cattolici, irregolari e militari di carriera. Tutti hanno dunque il diritto di celebrarla, se lo vogliono, e anche di non vederla piegata a battaglie di parte. Solo partendo da queste premesse la celebrazione del 25 aprile può riacquistare il suo senso autentico di festa civile, di richiamo a quell'essenziale patrimonio di valori comuni senza il quale nessuna democrazia può
CITTA'
DEL VATICANO - Anche la musica può servire ad unire le due rive del Tevere
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Italia laica a quella cattolica, abbattendo steccati, cercando di far dimenticare l'"increscioso incidente" della Sapienza, come persino i moderati gesuiti della Civiltà Cattolica lo avevano bollato. Nel frattempo di acqua, da quel 17 gennaio, sotto i ponti ne è passata tanto che il terzo anniversario di pontificato è stato festeggiato in modo decisamente inusuale.
PULCI
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Se le avesse dette un cattolico, alla prima si sarebbe preso dei fischi, alla seconda qualche battimano dai laicisti di casa nostra. Oltre tutto Torino produce anche "il laico dell'anno" (che è poi un laicista). Ci sono persone appartenenti alla chiesa che nel campo della fede o dell'etica dicono cose contrarie al magistero.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del L'AUTOBIOGRAFIA Da Fano a Milano, dal fascismo a oggi, lo scrittore
racconta la propria vita, e 75 anni di storia del nostro Paese, in forma di
romanzo Bonura, l'avventura d'un italiano anticlericale di Gian Carlo Ferretti
Anche Giuseppe Bonura come altri intellettuali e scrittori italiani di questi
anni, ha voluto presentare come "romanzo" quella che in realtà è
un'autobiografia (Le radici del tempo, Avagliano, pagine 260, euro 14,00):
anche se nel suo caso non si tratta né di una mera etichetta editoriale, né di
una mascheratura letteraria, ma di una consapevole scelta. Bonura in sostanza
si è proposto di rivisitare e reinventare la vita vissuta da lui e dai suoi
contigui, con partecipazione critica e affettuosa ironia, e anche con un
dichiarato e leale senno di poi. Con qualche rischio, che può derivare da una giustapposizione
non sempre risolta tra evocazione di ieri e diario di oggi, o da certi
dialogati che mimano il romanzesco. Ma al di là di questo il racconto è ben
svolto, e sa intrecciare in modo appassionante la storia di un contesto
familiare e di una formazione personale dagli anni trenta agli anni cinquanta a
oggi. Attraverso il ricco spaccato sociale, culturale, urbanistico delle città
via via frequentate, dalla natia Fano a Montalto di Castro, da Numana a Pesaro,
da Rimini a Milano, e attraverso una folla animata di personaggi e macchiette,
tra vicende dolorose o curiose, sempre ricordate con piglio giovanile e spesso
divertito, Bonura ricostruisce un'esperienza generazionale comune a tanti
giovani di quegli anni. Si ritrova così un'Italia semplice, solidale e generosa
nei rapporti umani, ma anche segnata da piccoli e grandi pregiudizi e chiusure
(il sesso come peccato, le rigidezze confessionali della chiesa cattolica, il
tabù della mano sinistra, l'ossessione anticomunista), e si ritrova altresì una
condizione familiare piccolo-borghese dignitosa ma parsimoniosa per necessità,
affidata al modesto stipendio di un padre finanziere. Una condizione che spesso
comporta privazioni e mortificazioni per i ragazzi: con il ricorrente confronto
tra i poveri giochi dei soldatini di carta e del pallone in piazza, e le
sontuose merende e i trenini elettrici dei compagni ricchi. Il carnevale, le
perlustrazioni in soffitta, e le ragazze, diventano allora altrettanti
avventurosi risarcimenti. Sono anche anni di fascismo e di guerra, di
sfollamento e di fame, con scoperte e visioni drammatiche vissute dal giovane
narratore-protagonista con occhi quasi incantati: il bombardiere americano
abbattuto, la ritirata tedesca, il variegato esercito dei liberatori, il
dopoguerra. In tutti questi anni si compie per lui un percorso che va dalle
elementari all'istituto tecnico per geometri, dove un professore che legge
mirabilmente Pirandello gli fa scoprire la "vera meta", diventare
scrittore. Un percorso che è accompagnato dal leitmotiv dei libri: assenti
nella casa dell'infanzia, intravisti in seguito nelle mani di allievi ufficiali
in subaffitto, e finalmente conquistati grazie a una ragazza precoce e colta,
attraverso le avventure di Robinson Crusoe e Gulliver. Un percorso che è caratterizzato
inoltre da una profonda crisi religiosa e da una crescente istanza
anticapitalista. Il narratore-protagonista realizza il suo apprendistato giornalistico e letterario negli anni cinquanta, tra
la redazione riminese di un quotidiano di Bologna e la stesura dei primi
racconti: apprendistato che nei primi anni sessanta lo
porterà a Milano, prima alla Mondadori e poi all'Avvenire. Un finale davvero
sorprendente, dove un intellettuale dichiaratamente laico e
anticlericale entra in un quotidiano cattolico ufficiale, e lo fa perché la
sede "non è lontana da casa sua" (come dice egli stesso oggi, tra
improntitudine e candore). Il che non gli impedirà di diventare uno scrittore e
critico di prim'ordine, stimato da opposti schieramenti.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
UN ambasciatore in
Vaticano per Mediobanca. Il mese scorso il presidente del consiglio di
sorveglianza di piazzetta Cuccia Cesare Geronzi ha assunto direttamente dalla
"sua" Capitalia, ormai fusa con Unicredit, l'avvocato Marco Simeon.
Trent'anni, ligure, strettamente legato alla Curia genovese, nel gruppo
Capitalia Simeon aveva dal 2005 la responsabilità delle relazioni
istituzionali, occupandosi in sostanza dei rapporti con la Santa Sede. Nelle
stanze del Vaticano - assicura chi lo conosce - il giovane legale si muove con
grande sicurezza. Così anche negli uffici romani di Mediobanca, in piazza di
Spagna, continuerà a svolgere, sempre sotto l'etichetta degli "affari
istituzionali", lo stesso incarico. Ma qual è il valore aggiunto di una
figura di questo genere per le attività di Mediobanca? "Non sta a me
valutare la strategicità del mio incarico - risponde Simeon - diciamo comunque
che ci sono dei valori che sono di difficile stima". Il curriculum del
nuovo manager di Mediobanca è del resto ricco di esperienze e incarichi
significativi nel mondo cattolico. Simeon è ad esempio Priore del Magistrato di
Misericordia, un'istituzione genovese nata nel 1419 e fin da allora presieduta
dall'Arcivescovo della città, per occuparsi degli indigenti attraverso le
donazioni di cittadini più facoltosi. Tra le sue cariche anche quella di
segretario generale della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della
Chiesa, che fa capo alla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della
Chiesa presieduta fino a pochi mesi fa dal genovese monsignor Mauro Piacenza e
oggi guidata da monsignor Mauro Ravasi. Proprio in quest'ultima veste Simeon è stato fra i promotori della "Rosa Mystica", una
rosa speciale dedicata alla Madonna e prodotta anche sotto l'egida della
Regione Liguria che punta a diventare il fiore ufficiale delle celebrazioni
mariane. Ma al di là dei rapporti e degli incarichi in ambito ecclesiastico,
l'avvocato ha ottime relazioni anche in ambiti più secolari: è ad esempio
segretario regionale per la Liguria della lobby italo-americana Niaf, nonché
consigliere della Fondazione Carige, dove è stato
nominato in quota centrodestra. Per Mediobanca la scelta di un uomo
specificamente addetto ai rapporti con il Vaticano rappresenta sia un
"unicum" nel panorama delle banche d'affari italiane e straniere sia
un mutamento epocale rispetto alla tradizione dell'istituto. Nella distinzione
- peraltro discussa - fra finanza cattolica e finanza
laica, piazzetta Cuccia è infatti sempre stata considerata un caposaldo di
quest'ultima. E il nucleo fondatore di Mediobanca, composto da Raffaele
Mattioli, Adolfo Tino, Enrico Cuccia e Ugo La Malfa, aveva tra i suoi tratti
distintivi la vicinanza, o addirittura la militanza, nel Partito d'azione,
assieme ad un approccio completamente laico nei rapporti lavorativi. Coordinate
storiche che sono cambiate solo in una certa misura nel corso degli anni ma che
adesso appaiono decisamente più lontane con l'arrivo di Geronzi al vertice di
Mediobanca. Il banchiere, infatti, ha notoriamente rapporti assai stretti con
la Curia romana e con la Santa Sede. Questo sia per formazione personale, sia
alla luce della sua esperienza in Banca di Roma, per tradizione l'istituto di
riferimento del Vaticano. Una rete di contatti che, anche da piazzetta Cuccia,
il nuovo presidente vuole mantenere più che mai.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Laicita'
DA
CAPITALIA FINANZA LAICA Da marzo l'avvocato Marco Simeon cura le relazioni con
Oltretevere Un presidente cattolico cambia la tradizione dell'istituto di
credito.
( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella
cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito
ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo
preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo
vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (12 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole
esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di
scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi
testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto
XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che
è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del
Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra
specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi
non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel
momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11
di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele
Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico
Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia
dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo,
incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il
Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città
più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di
notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo
articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso
ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta
così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le
religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post
allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione
online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (9
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il
Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che
Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha
parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi
fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in
molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo
interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati
sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del
Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della
speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che
questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni
americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come
schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (16 votes, average: 4.5
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità
negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono
appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro
e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul
Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa
incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto
io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa
presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della
religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano
un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare
la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra?
"Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo
la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo
io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di
laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che
erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico,
secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme
di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente
laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore
della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo
liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e
sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla
religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha
visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che
esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da
considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con
tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità,
di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a
mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 92 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (32 votes, average: 1.91 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare"
e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero
che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma
certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto
ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su
un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire,
mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire
che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se
nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano
che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe
a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di
Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo
ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (18
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr
( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella
cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un
"poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 99 )
" (12 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho
appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle
commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia
erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo
- che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata.
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Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci
Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al
Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti
di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
137 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 92 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare"
e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero
che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma
certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto
ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su
un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire,
mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire
che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se
nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano
che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe
a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di
Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo
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( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
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Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella
cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un
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Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle
commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto
XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che
è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del
Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra
specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi
non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel
momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11
di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele
Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico
Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia
dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo,
incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il
Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città
più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di
notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo
articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso
ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta
così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le
religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post
allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione
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Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che
Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha
parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi
fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in
molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo
interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati
sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del
Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della
speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che
questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni
americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come
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negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono
appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro
e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul
Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa
incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto
io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa
presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della
religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano
un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare
la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra?
"Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo
la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo
io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di
laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che
erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico,
secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme
di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente
laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore
della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente.
E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico,
ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E
sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni
laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo
mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa:
nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche
negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto
diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white,
anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata
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negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si
tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà
Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e
Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero.
Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul
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nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove
nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura
degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene
chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio
De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato
l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene
inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario
del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo
organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato
ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il
vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal
cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana.
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sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi
spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni
che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera
blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay,
sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di
criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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Stamattina (in Italia
era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale
di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
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commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
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finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals
Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un
crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
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scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a
mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 92 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (32 votes, average: 1.91 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler,
responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel
blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo
non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole
mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle
polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma
a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un
Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere"
meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come
press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non
mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti (
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amico 09Apr
( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella
cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un
"poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 99 )
" (12 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York.
Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle
commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo
- che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata.
Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading
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Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci
Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al
Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti
di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
137 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
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Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
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Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
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Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale
di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
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Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle
commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
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finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals
Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un
crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
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scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
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blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
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domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
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Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
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Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale
di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
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commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
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crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
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amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a
mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia
Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr
( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stamattina (in
Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale
di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della
celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo
anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto
improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la
Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero
successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore
del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni
peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta
la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il
successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei
diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al
compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali,
chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un
"poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 99 )
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amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York.
Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle
commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato
Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo
raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo
- che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata.
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questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto
finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals
Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un
crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
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amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
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che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
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Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
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Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
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( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti AI CONFINI
DELLA LAICITà (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E se all'altro capo del mondo, in Polonia,
un politico come Lech Walesa dichiara che "sarebbe una disgrazia" la
nomina del reazionario monsignor Slawoj Leszek Glodz alla guida della diocesi
di Danzica, apprezziamo il coraggio con cui - da cristiano - interferisce
pubblicamente in una scelta del suo papa. Gli esempi potrebbero essere
numerosi. Basti per tutti l'importanza che l'argomento religioso riveste nella
campagna elettorale di Barack Obama. Bisognerà pure che i suoi numerosi
estimatori laici riconoscano quanto Gesù è presente nei suoi discorsi. Fin da
quando gli ultraconservatori lo attaccavano: "Gesù Cristo non voterebbe
per Barack Obama, perché Obama si è comportato in modo inconcepibile per
Cristo". Sollecitandolo a invadere il loro stesso terreno con le
motivazioni bibliche del suo impegno pubblico: "Dopo la stagione dei
condottieri come Mosè, capaci di sfidare il faraone affermando i diritti degli
afroamericani, io sento di appartenere alla generazione di Giosuè, dei
continuatori". Dovremmo forse accusarlo di integralismo? Al contrario,
temo che il ritardo con cui la politica italiana si è emancipata dall'egemonia
di partiti fondati su un'appartenenza religiosa, oggi ci stia giocando un
brutto scherzo. La nascita del Partito democratico, inteso dai suoi fondatori
come superamento degli steccati identitari, è stata così faticosa da
sollecitarli a una cautela eccessiva. Tra i democratici italiani prevale
tuttora l'idea anacronistica che la motivazione religiosa dell'impegno politico
vada sottaciuta. Pena il rischio di urtare le suscettibilità altrui o, peggio,
di evidenziare le divisioni culturali esistenti nel campo cattolico.
Naturalmente un tale scrupolo è ben lungi dallo sfiorare la destra, protesa nel
tentativo di appropriarsi in toto dell'argomento religioso, ma nel frattempo svelta
ad accusare di tradimento i pochi pastori d'anime che osano criticare la sua
politica. Mentre i benpensanti laici restano appostati in trincea a denunciare
ogni sconfinamento tra politica e religione, i leghisti milanesi non hanno
esitato un minuto a rivendicare il "loro" Vangelo (in ruvido,
discutibile stile padano) volantinando di fronte alle chiese contro
l'arcivescovo Tettamanzi, colpevole di eccessiva sensibilità per i diritti
degli immigrati senzatetto. Quarant'anni fa, nel 1968, era
il dissenso cattolico a osare simili contestazioni pubbliche nei confronti
della gerarchia. Trattenuto da una malintesa concezione della laicità, oggi il
cattolicesimo di sinistra mugugna stordito nell'attesa che si levi, sempre più
rara, la voce di un cardinale amico a rappresentarne il malessere. Il
problema italiano non è infatti che Camillo Ruini parla troppo di politica. Il
problema è che nessun esponente politico gli risponde sul suo medesimo terreno
della testimonianza, della prossimità, della misericordia, della coerenza,
della spiritualità. I vari Prodi, Rutelli, Marini, Bindi, Parisi se lo sono
proibiti, come se la sfida culturale fosse ancora delegabile ai loro
riferimenti conciliari, quasi tutti scomparsi se non altro per ragioni
anagrafiche. Così si consolida il luogo comune che nel mondo contemporaneo il
messaggio religioso sia appannaggio della destra. E viceversa che non possa più
esistere una sinistra religiosa. Tale rinuncia produce l'effetto di una vera e
propria mutilazione. Posti di fronte alla ripetuta, frequente violazione del
comandamento ("Non invocherai il nome di Dio falsamente"); e di
fronte allo stravolgimento dello spirito evangelico riguardo a tante persone di
cui viene negata la stessa umanità, molti politici religiosi si autocensurano e
con ciò si diminuiscono. Evitano di significare pubblicamente le motivazioni
più profonde del loro impegno civile. Attardandosi sulla frontiera colabrodo
della laicità, rischiamo di esagerare l'importanza dei nuovi compagni di
viaggio "teodem", faticando a riconoscerli membri a pieno titolo del
Partito democratico. Il fastidio diffuso nei confronti di Paola Binetti si
alimenta di un equivoco. Tutt'altro che un retaggio clericale d'altri tempi, né
impiccio né residuo, col suo cilicio e la sua affiliazione all'Opus Dei, la
Binetti è figura politica modernissima. Il futuro ce ne riserverà sempre di
più, non necessariamente agganciate come lei a una relazione fiduciaria con la
gerarchia ecclesiale. Del resto il passato del cattolicesimo democratico è
ricco di figure capaci di esprimere sé stesse per intero, senza che ciò violi
alcun imperativo di laicità. Vale la pena citare un ricordo di Raniero La
Valle, estensore trent'anni fa del fondamentale articolo 1 della legge 194
sulla tutela sociale della maternità e l'interruzione volontaria della
gravidanza. Intervenendo al Senato in difesa della legge, il cattolico di
sinistra La Valle non esitò a citare il fiat evangelico di Maria al
concepimento del figlio di Dio come episodio di autodeterminazione
imprescindibile della donna, riconosciuta titolare inaggirabile del rapporto
col nascituro anche nel Vangelo. La scelta politica e la scelta religiosa si
sovrappongono più di quanto certi guardiani retrogradi della laicità siano
disposti a riconoscere. Negarlo regala spazio a chi pratica l'ostentazione dei
valori come strumento di potere. Come il resto del mondo, è facile prevedere
che anche l'Italia sarà palcoscenico in futuro di una sfida tra destra e
sinistra religiosa, anche se baldanzosamente la destra s'illude di averla già
vinta. Tale sfida rischia ovunque di logorare la tenuta del sistema democratico
e il principio di laicità dello Stato. Aggrediti pure dalla miscela di fede,
nostalgia, sessuofobia, pregiudizio antiscientifico, disagio esistenziale, cui
ricorrono gli integralismi. Ma l'antidoto non sarà mai il divieto di una
pulsione incomprimibile. Semmai è la reciproca interferenza, la contestazione
dell'oscurantismo sullo stesso terreno della spiritualità. Perché il confronto
avvenga proficuamente va preservata una cornice di regole pubbliche, quelle sì
da difendere in trincea. La scuola statale di tutti, per prima, come luogo
formativo e d'integrazione nei valori democratici. E poi le norme laiche di un
codice civile che non s'illuda di replicare mai il modello di convivenza già
fallito nella democrazia ex-imperiale britannica: un comunitarismo - per dirla
con Amartya Sen - che frantuma la cittadinanza in affiliazioni separate, il cui
destino è finire in rotta di collisione. Salvaguardata la laicità dello Stato.
Conseguito un sistema democratico moderno i cui partiti ospitano senza
distinzioni credenti, non credenti, diversamente credenti. Nel nostro tempo
impaurito la politica tornerà a nobilitarsi solo rappresentando una speranza
globale, e dunque - perché no - anche religiosa.
( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VI - Napoli
"Chiesa, troppi silenzi sui clan" L'accusa del
vescovo Nogaro: ci preoccupano più i laici dei camorristi RAFFAELE SARDO Troppi
silenzi sulla camorra da parte della Chiesa, specie delle gerarchie: il duro
atto d'accusa viene da uno dei vescovi tradizionalmente più impegnati nella
lotta ai clan, monsignor Raffaele Nogaro, dal 1990 alla guida della diocesi di
Caserta. Secondo Nogaro, le responsabilità della Chiesa vanno anche
oltre: tenuto conto dell'influenza storica del cattolicesimo nella realtà
campana, è inevitabile concludere che una "certa" mentalità distorta
sia stata contigua ad una "certa" religiosità, pur escludendo vere e
proprie complicità. Nogaro, friulano d'origine, è da sempre voce scomoda.
Vicino alla pensione (compirà 75 anni a fine 2008), il vescovo ha scritto una
lunga lettera in vista di un corteo anticlan promosso da associazioni
cattoliche casertane per il 25 aprile, in segno di solidarietà con il
magistrato Raffaele Cantone, lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista
Rosaria Capacchione, recentemente divenuti bersagli di minacce da parte dei
boss del clan dei Casalesi. Per il vescovo di Caserta, le gerarchie
ecclesiastiche non fanno abbastanza contro la camorra. "Sono molto
preoccupate di difendersi dai nemici "ideologici": massoni, comunisti,
laicisti di ogni genere, e sottovalutano l'inquinamento morale e civile causato
dai poteri illegali", sostiene il porporato. I camorristi, che pure
sradicano il Vangelo dal cuore della nostra gente, negando ogni forma di amore
del prossimo, diventano facilmente i promotori delle iniziative della ritualità
religiose del popolo. Proteggono un certo ordine stabilito, vengono corteggiati
dalle istituzioni. E per un falso amore di pace, la Chiesa tace", incalza
il vescovo. Non solo. "Un dato s'impone nella sua oggettività - scrive
Nogaro - la storia della Campania, e la sua cronaca, non si spiega senza tenere
nel debito conto l'influenza della Chiesa". Quindi, "le espressioni
religiose, soprattutto quelle enfatiche, e la camorra non sono due fenomeni
indipendenti. Fortunatamente - sottolinea il vescovo - non si arriva mai alla
complicità. Non si può tuttavia rimanere in disparte, scaricando la realtà
criminale alla competenza dello Stato". Il vescovo punta l'indice anche
contro la politica: "Le dirigenze di ogni tipo confondono facilmente il
bene comune con l'interesse privato. Il degrado, il sottosviluppo e la
disoccupazione fanno sì che l'emigrazione dei giovani volenterosi sia
enorme". Ma il bersaglio resta quella parte di Chiesa che se ne lava le
mani. Resta "isolato", ricorda così Nogaro, "l'esempio
fulgido" di don Diana, parroco di Casal di Principe ucciso nel 1993. E c'è
la questione culturale: nelle parrocchie, ammonisce Nogaro, si devono superare
comportamenti "che possono configurarsi come camorristi: gli atteggiamenti
autoritari, la violenza di un potere costituito, la precettistica morale
imposta come inquisizione delle coscienze, la mancanza di democrazia nella
gestione comunitaria".
( da "Corriere della Sera" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-04-23 num: - pag: 45 categoria:
REDAZIONALE Anteprima Due studiosi di fama internazionale si confrontano sul
rapporto tra gli sviluppi della tecnica e i limiti proposti dall'etica Scienza
e morale, l'utopia del dialogo Boncinelli: "La ricerca punta ai risultati,
non ai valori". Severino:"Ma impone la sua verità" dialogo tra
EDOARDO BONCINELLI ed EMANUELE SEVERINO Boncinelli: Credo che da nessun punto
di vista possa sussistere un contrasto tra scienza ed etica, perché si tratta
di discipline che si occupano di problemi diversi. Ciò che di norma viene
definito come contrasto tra scienza ed etica è in realtà il contrasto tra
etiche diverse, ovvero tra portatori di etiche diverse, dove la scienza non è
che il fornitore degli argomenti. Cinquant'anni fa non si poteva discutere di
alcune cose per il semplice motivo che non erano possibili; prendiamo l'esempio
della fecondazione assistita. La scienza ha messo sul tavolo opportunità che
prima non esistevano e che hanno fatto discutere; ma a discuterne non sono gli
scienziati con gli eticisti: a discuterne sono i portatori di un'etica con i
portatori di un'altra etica. O, per meglio dire, i portatori di un'etica con i
portatori di molte altre etiche, perché ci troviamo di fronte, da una parte, a
una sorta di monolite che è l'etica cattolica, e dall'altra a tutto un
ventaglio di posizioni abbastanza diverse, giacché la cosiddetta etica laica in
realtà è unificata solo da una maggiore tolleranza per il progresso, una
maggiore attenzione agli interessi dell'individuo e da un richiamo ridotto al
magistero della tradizione. Da parte laica, e non solo in
Italia, ma in tutto il mondo, c'è una vastissima gamma di posizioni, tanto che
la contrapposizione fatta da Giovanni Fornero nel suo bellissimo libro,
Bioetica cattolica e bioetica laica, pubblicato da Bruno Mondadori, è utile ma
leggermente forzata. La scienza in tutto questo non c'entra, se non, lo
ripeto, come fornitrice di occasioni. Severino: Certo, si tende ad avere questa
immagine della scienza come semplice fornitrice di occasioni, o come semplice
strumento in vista della realizzazione di scopi che non appartengono allo
strumento ma, al contrario, vedo una profonda solidarietà tra etica e scienza.
Bisogna cominciare a chiedersi il significato di queste parole. Etica è una
parola greca. Non che prima dei Greci non vi fossero problemi di carattere
morale, sebbene, col pensiero greco, l'etica acquista una connotazione che
potremmo dire inaudita. Allora, che cos'è l'etica prima e dopo questa
connotazione inaudita? I popoli vivono, e credono di poter vivere meglio se si
alleano con ciò che essi ritengono sia per loro la potenza suprema, e questo è
abbastanza naturale, poiché per vivere mi appoggio a ciò che ritengo stabile,
capace di reggere. Allora, questo agganciarsi a ciò che si ritiene la potenza
suprema è il vivere in un ambiente rassicurante. La parola etica indica appunto
il luogo in cui si vive, la consuetudine. Etica vuol dire: vivere in un luogo
rassicurante perché ci si trova in accordo e non in contrapposizione con la
potenza. Se vivo in un luogo e so che è minacciato, e so di non avere strumenti
per difendermi, vado altrove. Invece ethos in greco indica la consuetudine, che
è insieme l'ambiente in cui ci si può difendere. Ma difendersi da che cosa? Dal
dolore, dalla morte, dall'angoscia, dalla sofferenza, dai pericoli. Ora, con il
pensiero greco, questo atteggiamento assume una radicalità che qualificavo come
inaudita: la potenza con la quale ci si allea per sopravvivere e per difendersi
dal pericolo è cio che il pensiero greco chiama "verità ". Se ci si
allea con una finta potenza, allora l'alleanza è insicura; è quindi inevitabile
che emerga l'esigenza di allearsi con ciò che è la vera potenza, che l'ethos
sia l'alleanza con la vera potenza. Ma per fare questo bisogna che cominci a
esserci l'idea o il significato della parola verità. è solo perché il pensiero
greco porta alla luce il significato radicale della verità, che ci può essere
un'alleanza con la potenza vera. Ora, tutto quello che abbiamo detto dell'etica
dobbiamo dirlo anche per la scienza, che non è affatto quella semplice occasione
di opportunità, quella neutralità rispetto agli scopi di cui tu parli. No,
anche la scienza merita che si dica di essa ciò che già aveva detto Nietzsche:
la scienza nasce dalla paura, così come l'etica, perché difendersi alleandosi
alla potenza vuole dire cercare di andare oltre la paura. Cio che noi oggi
diciamo "scienza " è lo sviluppo di tutte le tecniche messe in atto
dagli uomini per non avere paura e per riuscire a sopravvivere. Qual è l'etica
della scienza? La scienza ha ed è di per sé un'etica. E perché? Perché ha
quell'insieme di procedure che, soprattutto oggi, dà agli uomini la fede, la
convinzione che essa sia lo strumento che più efficacemente di altri consente
di allontanare la paura. Allora etica significa difendersi dalla paura alleandosi
alla potenza, che oggi viene dalla scienza identificata con la potenza
soprattutto tecnologica; in questo senso non c'è scissione tra etica e scienza.
Nella tradizione, la vera potenza è quella verità il cui contenuto è
soprattutto il Dio, quindi la potenza di una conoscenza indiscutibile che dice
in modo indiscutibile: il vero potente è Dio. Oggi non si dice piu così, anche
se si dice una cosa simile; è cambiato il protagonista, è cambiata la qualifica
del potente. Oggi il vero potente è la tecnica. La tecnica è l'erede della
funzione di rassicurazione che nella tradizione veniva compiuta da Dio. ***
Boncinelli: Oggi si parla tanto di dialogare. Ma un vero dialogo, non formale e
con pieno intendimento delle ragioni dell'uno da parte dell'altro, è raro e
difficile. Forse appartiene alle tante favole della modernità. Si parla in
particolare di dialogo fra scienza e filosofia. Non so se la scienza possa
dialogare con la filosofia, ma certo io non posso dialogare con i filosofi,
anche i più vicini a me per formazione e convinzione, almeno con quelli che
conosco, salvo pochissime eccezioni. La spiegazione che mi sono dato invoca la
diversa natura della vocazione di chi si dedica alla scienza e di chi si dedica
alla filosofia. Lo scienziato vuole raggiungere qualche conclusione, anche se
provvisoria e incompleta, su temi che possono essere considerati di nessuna
rilevanza (a parte il fatto che la scienza, e non le elucubrazioni teoriche, ha
cambiato il mondo, anche se questo non piace a tutti). Al contrario, il
filosofo vuole mettere tutto in discussione, vuole trovare il pelo nell'uovo -
che c'è sempre, perché la conoscenza perfetta non è di questo mondo - e in
definitiva non lasciare più niente in piedi. D'altra parte, non c'è concetto
che, discusso a lungo, non perda ogni significato. Volendo, si può completare
il quadro con un altro elemento di distinzione. Lo scienziato sperimentale sa
fin dall'inizio che da solo non potrà mai fare niente. Al massimo potrà
aspirare a dare un contributo che, unito a quello di tanti altri, porterà a
qualche risultato, teorico o pratico. Di conseguenza, costui può anche essere
un mediocre, anche se nessuno ammetterà mai di buon cuore di esserlo. Il
filosofo, invece, o si limita a fare lo storico della filosofia, o pensa di dare
un suo contributo. Ogni filosofo aspira a essere un grande filosofo.
Aggiungerei infine che, a differenza di quella del filosofo, la visione dello
scienziato sui fenomeni da studiare è intrinsecamente e irrimediabilmente
locale. Quando aspira alla globalità, in genere in tarda età, fa quasi sempre
della cattiva filosofia, anche se si chiama Albert Einstein. è chiaro che il
modo di porsi davanti a tutte le questioni, risulta molto diverso nei due casi.
Severino: Da sempre, ma soprattutto nell'età moderna, ciò che si dice
"scienza" è specializzazione, che separa un certo campo di oggetti, o
di cose, da tutti gli altri e lo analizza in base a precisi criteri e metodi.
Per lo più, l'analisi del significato della specializzazione - cioè del
separare e dell'isolare - non rientra nello stesso campo. Non vi rientra quindi
nemmeno l'analisi del senso della totalità, dalla quale la specializzazione
isola il proprio campo. Queste analisi appartengono, da sempre, alla filosofia.
Quando uno scienziato considera i rapporti tra il proprio campo e la filosofia,
non parla dunque in nome della propria disciplina. Si porta sul piano della
filosofia, con maggiore o minore coscienza; vi si porta inevitabilmente - e,
d'altra parte, anche quando si chiude nel proprio terreno, si appoggia pur
sempre a qualcosa che gli è esterno, cioè al senso che il pensiero filosofico
ha attribuito alla "cosa", all'oggetto. Anche gli individui seguono
(e tradiscono) certe specifiche regole di comportamento. In questo senso
delimitano a loro volta un dominio particolare di cose, sono essi stessi, gli
individui, specializzazioni. Si muovono però sempre, volenti o nolenti,
all'interno delle grandi regole etiche seguite (e tradite) dai popoli a cui
appartengono. Anche quando danno risalto alle proprie regole di comportamento,
in qualche modo percepiscono la scacchiera greca su cui giocano la vita e su
cui ormai tutte le vite si avviano a essere giocate. Ma se oggi nemmeno a uno
scienziato è consentito dominare l'intera ricchezza della propria disciplina,
come può pretendere la filosofia di comprendere addirittura il fenomeno scienza
nel suo insieme? O di comprendere la "storia dell'Occidente"? La
filosofia del nostro tempo tende a rispondere che questo è impossibile. E,
infatti, se le cose vengono dal nulla e vi ritornano, sono essenzialmente
estranee le une alle altre, cioè non può esistere né essere conosciuto alcun
principio che le unifichi. Il senso greco della "cosa" sta al
fondamento di ogni separare, isolare, specializzarsi dell'Occidente. Oggi quel
senso si esprime nell'affermazione che il mondo intero è un insieme di
frammenti e che la conoscenza autentica è specializzazione. Senonché, anche
questa affermazione getta uno sguardo sul mondo; e non su una parte di esso, ma
sul mondo intero e pertanto è anch'essa uno sguardo unificante: scorge
l'essenza unificante del mondo e vede che questa essenza è la frammentarietà
stessa del mondo, la stessa divisione delle cose. Ciò significa che, in qualche
modo, la manifestazione del senso unitario del mondo è inevitabile; e che tale
manifestazione continua a essere il compito della filosofia. (ILLUSTRAZIONE DI
ALBERTO RUGGIERI / CORBIS).
( da "Liberazione" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
I radicali, che
promettono comunque battaglia, sono imbrigliati nel Pd, la Sinistra è fuori.
Ratzinger dorme sonni tranquilli Da Lupi a Binetti, fra Opus Dei e Cl Dov'è
finita la laicità in Parlamento? Davide Varì Il vincitore delle elezioni?
Berlusconi, Fini e la Lega, certo. Per certi aspetti anche l'Udc che ha tenuto
botta alla valanga del voto utile. Eppure, andando a scovare tra le pieghe
delle biografie degli eletti, si scopre che il vincitore vero, quello che potrà
contare su una maggioranza trasversale che va da Giuseppe Ciarrapico e arriva a
Paola Binetti - passando per i vari Pierferdinando Casini, Maurizio Lupi e
Carlo Giovanardi - è il Vaticano. Una vittoria costruita per tempo, soprattutto
nel corso degli ultimi due anni di legislatura. Una vittoria, dunque, ottenuta
non il 14 aprile scorso ma nel momento in cui sono state varate le liste della
quasi totalità dei partiti che si sono presentati. E della totalità assoluta di
quelli che hanno raggiunto il quorum di Camera e Senato. Senza contare che
quelle stesse liste, che come è noto sono state decise dai partiti, hanno di
fatto escluso la presenza di eletti omosessuali. Unica omosessuale dichiarata è
infatti Paola Concia. Per il resto, il vuoto. Insomma, grazie a un lavoro
certosino, Ratzinger "controlla" una fedelissima pattuglia
trasversale che abbraccia l'intero arco costituzionale: Pdl, Lega, Pd e Udc,
tutti hanno riservato più di un posto d'onore agli amici d'Oltretevere. Una
prova? Un mese prima delle elezioni, la Cei aveva deciso di non schierarsi per
nessuno dei due schieramenti: "Agli elettori cattolici
- ebbe a dire il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori - ai
candidati cattolici e ai futuri eletti, chiedo di
richiamarsi ai valori fondamentali della Chiesa" e tra questi "la
difesa della vita" e la tutela della famiglia tradizionale. Se il voto
spesso si orienta sulle "urgenze del quotidiano", per i credenti -
sottolineò Betori - "le urgenze vanno sempre proiettate su un orizzonte di
grandi valori". Insomma, il Vaticano non aveva alcun interesse a
schierarsi con l'uno o con l'altro schieramento. Sia il Pd che il Pdl davano
ampi margini di garanzia sul rispetto di "quell'orizzonte di valori"
tanto caro alla Santa Sede. E la presenza dei Radicali del Pd? Nel caso in cui
Veltroni avesse vinto la partita, Bonino & Co. avrebbero davvero rinunciato
a battagliare sui temi della laicità? Nessun problema, Veltroni aveva già
pronta la formuletta vincente che accontentava tutti: "Laicità eticamente
esigente". Una sintesi spericolata che tagliava le gambe a qualsiasi
pretesa e velleità laicista dei radicali: "Li abbiamo convinti a non apparentarsi,
come volevano loro, ma ad entrare nelle liste, impegnandosi a sottoscrivere il
programma e a superare una pura cultura identitaria. Da soli, sì, che avrebbero
finito per assumere posizioni veramente laiciste. Invece hanno accettato la
cultura del dialogo e della mediazione". La mediazione con Paola Binetti,
s'intende. Più che una mediazione, una resa. Alla fine il Pd ha perso la
partita ma molti dei suoi eletti in Parlamento andranno a rinforzare la
pattuglia Vaticana. Su tutti, naturalmente, Paola Binetti, la fan dell'Opus
Dei, la teo-dem per eccellenza che ha già avuto modo di chiarire le proprie
posizioni in materia di aborto, famiglia e, soprattutto, omosessualità:
"L'omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali
è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il
contrario". Insieme a lei, Emanuela Baio Dossi - "la piattaforma
politica del Gay Pride mostra aspetti a cui è impossibile riconoscere
legittimità" -; Enzo Carra - "Cosa penso della legge 194? Si tolgono
i diritti ai non nati" -; Poi Marco Calgaro e la new-entry Andrea Sarubbi,
giornalista di Radio Vaticana e docente di informazione religiosa alla Luiss.
Per non parlare dei leader: Dario Franceschini, Antonello Soro, Giuseppe Fioroni
e così via. Fin qui il Pd. Dall'altra parte dello schieramento, Ratzinger potrà
contare su una maggioranza compatta di deputati e senatori fedeli ai valori
della Santa Sede. Su tutti Maurizio Lupi, il ministro della salute in pectore,
può vantare un curriculum di tutto rispetto: dalla militanza in Comunione e
Liberazione, all'amicizia con Don Luigi Giussani fino al sostegno esterno alla
lista "No aborto" di Giuliano Ferrara: "Aderisco convinto alla
sua iniziativa. Non si tratta né di un rigurgito di
bigottismo, né del furore cattolico di chi, nel lontano 1978, lottò contro
l'introduzione dell'aborto nel nostro ordinamento. Il mio nemico, insomma, non
è la legge 194. Aderisco perchè sono sempre stato convinto che
compito principale della politica è aiutare gli uomini a vivere meglio.
Non a morire". Insomma, difficile immaginare che il nuovo Parlamento della
Repubblica avrà in agenda, almeno in agenda, le questioni dei diritti civili.
Con l'assenza della Sinistra e dei socialisti, le speranze dei laici saranno riposte
nelle mani di una decina di parlamentari in tutto. Tra questi Paola Concia e
Maria Antonietta Farina Coscioni. Raggiunta da Liberazione , quest'ultima è
ansiosa di chiarire che è vero, lei ha sottoscritto il programma del Pd, ma
questo non vuol dire abbandonare le battaglie storiche del partito radicale:
"L'accordo sul programma di Veltroni - dice - non ci vincola certo a
rinunciare alle nostre prerogative di parlamentari e alle istanze che arrivano
da decine di migliaia di cittadini sui temi della vita e della morte. Noi -
aggiunge poi - saremo leali ma conserveremo la nostra autonomia. Non
demorderemo e continueremo a lavorare su quei temi anche dentro le
istituzioni". E come? "Cercando alleanze tra i laici presenti in
Parlamento". Poi Paola Concia, come si diceva l'unica omosessuale
dichiarata del Parlamento italiano. "Mi sento una grande responsabilità -
confessa a Liberazione - spero di poter continuare la mia battaglia per i
diritti civili insieme al movimento. Spero inoltre di poter contare sui laici
che sono in parlamento. Cercherò alleanze con loro". "Del resto -
continua Concia - l'assenza di rifondazione, oltre a essere un fatto negativo
per la democrazia, si sentirà. Spero che la sinistra del Pd si faccia carico di
quelle istanze e di quelle battaglie". 23/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VIII - Genova
"Cardinale, ma tu farai il papa?" L'inconsueta lezione di Bagnasco
nella scuola dove qualcuno non lo voleva Il lungo colloquio con gli scolari e
qualcuno gli chiede: "Perché non vi sposate?" WANDA VALLI PIEVE
LIGURE -Quando un Cardinale va alle elementari, cambia toni, stile, racconta la
sua vita di bambino, si diverte. E' successo così, ieri mattina, al cardinale
Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in visita alla
scuola elementare, prima, e poi alla media "Golfo Paradiso", a Pieve
Alta, a rischio di chiusura, per mancanza di alunni. Visita preceduta da
polemiche, dalle perplessità di alcuni genitori e docenti sul modo in cui è stato organizzato l'incontro, che ha portato i dissidenti a
andare a lezione di educazione fisica in mezzo ai prati con l'insegnante,
Enrico Calvi. E' lui a spiegare, al ritorno dalla lezione per prati: "La
scuola è un'istituzione aperta, bene, ma che sia un'apertura a 360 gradi, e poi
queste cose debbono rispettare un iter preciso". A lui non pare sia
accaduto, perché il Consiglio di istituto, come spiega la preside Vanda Roveta,
è stato sì riunito, ma, aggiunge il professore, solo
dopo che i genitori avevano ricevuto le lettere a casa. Comunque sia, l'unico
che protesta è il ragazzino che scende dal pulmino e si sfoga "abbasso
l'arciprete", confermando scarsa attitudine con le gerarchie cattoliche.
L' "arciprete", intanto, sta tornando verso Genova, dopo una fine
mattinata intenso. I bimbi e le bimbe della elementare lo aspettano nella palestra.
In fondo una scritta "benvenuto tra noi" fatta di lettere in carta
colorate, seduti a terra i più piccini, in piedi gli altri. Il via è con l'inno
"Siamo angeli", alle spalle del Cardinale, l'insegnante di musica
Elisabetta Rhomberg si sgola e mima le parole, i piccoletti muovono le braccia
a onde, più o meno simmetriche, quelli in piedi cantano a gran voce. E la
direttrice Chiara Olcese a spiegare chi è il visitatore "una persona molto
importante che ha deciso di andare a visitare tutti i suoi fedeli". Tocca
al cardinal Bagnasco, che si complimenta così: "voi partecipate allo
Zecchino d'oro? Potreste andare, siete proprio bravi", poi aspetta
domande. Arrivano a raffica. Quando hai cominciato?, ti piacerebbe diventare
papa?, perché hai in testa quel cappello rosso?. Il cardinale racconta, di
quando era bambino e faceva il chierichetto in Centro Storico, dei suoi
genitori: "eravamo una famiglia povera, i miei avevano fatto la quinta
elementare, pensavano di farmi studiare da ragioniere, poi sono entrato in
Seminario". Ma c'è quel cappello rosso che stimola la curiosità. Il
cardinale: "il rosso che cosa vi ricorda?" "Il sangue"
replicano decisi i bimbi "dei martiri ", aggiungono. Bravi, è proprio
così, si complimenta il cardinale. Si alza un bimbo, lo chiama Topo Gigio, il
parroco che, con il sindaco di Pieve, Olcese, sta seduto accanto al cardinale.
Topo Gigio è uno concreto e diretto: "perché i preti non si possono
fidanzare o sposare?". Angelo Bagnasco non si scompone: "la Chiesa
desidera che noi siamo sempre a disposizione di tutti". Loro insistono:
hai degli amici?, "gli amici siete voi, sono i fedeli, sono sempre stato felice delle scelte del Signore, ma certo avere una
famiglia è una cosa bellissima e impegnativa". Si cambia argomento,
"quello che fate voi è un lavoro?", il cardinal Bagnasco spiega che
il lavoro è qualunque attività dedicata al bene degli altri, ma il sempre
attento Topo Gigio incalza: "quanto si guadagna a fare i preti?".
Ride il cardinale, se la cava con un "anch'io mangio, come voi".
Tocca di nuovo al canto, all'onda dei bimbi seduti con le mani alzate, prima di
spostarsi alla scuola media, con un enorme ulivo nel cortile. I ragazzi sono
trenta, di prima seconda e terza, riuniti nella classe della 1N, assenti per scelta laica in sette più quattro malati. Qui la
timidezza è più forte, e allora il cardinal Bagnasco ritorna a essere
l'insegnante qual è stato per 25 anni. Si alza, si muove in mezzo ai banchi, interroga.
Quanti andranno alle superiori? Si alzano un bel po' di mani, in testa alle
preferenze Scientifico e Linguistico, e la materia prediletta e qui è
Fisica, senza dubbio. Fisica nel senso di educazione fisica, precisa
l'insegnante. Siete contenti di venire a scuola? al coro di sì, moltissimo,
l'Arcivescovo replica: "che faccia". I bimbi si rilassano, ammettono
che i compiti delle vacanze sono una gran noia. Il Cardinale si racconta:
"girando un po' il mondo, ho incontrato tanti bambini come voi e sapete
che cosa mi chiedevano? matite e quaderni, volevano imparare per avere un vita
migliore". Un altro flash back sulla sua vita: "Mia madre quando
rientravo un po' tardi a casa mi sgridava, non è mica un albergo, diceva,
perché la famiglia ha le sue regole". Qual era la tua materia preferita?
"Filosofia e poi teologia", hai conosciuto il papa? "Sì e anche
Giovanni Paolo II". Alla nostra età che cosa volevi fare da grande?:
"Ho visto una piccola luce da bambino e sono diventato sacerdote".
Riparla, il cardinale, della sua storia di vice parroco in Albaro, dei giri in
mezzo mondo, riparla dei genitori:"ho avuto la fortuna di vivere con loro,
papà è morto a 90 anni, la mamma a 80 ma per dieci è stata malata, in
carrozzella. Un periodo difficile, ma quando c'è la tenerezza anche i momenti
difficili diventano belli". Poi va via senza benedizioni, salutando con la
mano. SEGUE A PAGINA V.
( da "Giornale.it, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Tornato dal viaggio
negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una frase contenuta
nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sabato
mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha voluto lasciare
agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le folle dei fedeli.
"Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa sembra
essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare
la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio" Scritto in
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articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro"
Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di
Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a
Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli
auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il
Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per
il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che
date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per
essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i
suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e
così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di
Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare
alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria
"inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani
che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva
definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in
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questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo
queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla
visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli
abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul
Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato
un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla
messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto
che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui
intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo
aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a
comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare
del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha
telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono
rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia
del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due
versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il
primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a
Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo
sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi
fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la
"via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi
dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura
dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più
aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non
solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando
al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni
evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni
di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei;
crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie
sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati
qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) "
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08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto
in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Retroscena La Santa
Sede "Resta sospeso, ma niente scomunica" Lugo chiede scusa "Il
Papa mi perdoni" GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO Santo Padre, mi
perdoni". Chiede scusa "al Papa e alla Chiesa" il neo-presidente
del Paraguay, Fernando Lugo, vescovo emerito di San Pedro e teologo della
Liberazione sospeso "a divinis" dalla Santa Sede dopo aver rinunciato
all'abito talare per abbracciare la politica. "Se il mio comportamento e
la mia disobbedienza al diritto canonico hanno provocato dolore, mi scuso
sinceramente - afferma Lugo -. Sento una stretta al cuore ogni volta che penso
ai miei rapporti futuri con la Chiesa che tanto amo e alla quale desidero
continuare ad appartenere. Cerco una via d'uscita condivisa che possa andare
bene a tutti". Nello stesso momento la Conferenza episcopale paraguayana
accetta la vittoria elettorale di colui che fino a due anni fa era un suo
membro: "Tra Chiesa e Stato si manterranno le relazioni di collaborazione,
aspettiamo la decisione di Benedetto XVI per iniziare i rapporti
istituzionali". Prima del voto, la Santa Sede aveva respinto la richiesta
del vescovo di riduzione allo stato laicale e
decretato la sospensione "a divinis". Invano Lugo si era appellato al
codice di diritto canonico, che consente al clero la partecipazione diretta in
politica qualora "lo richiedano la difesa dei diritti della Chiesa o la
promozione del bene comune", condizione quest'ultima ritenuta dal presule
applicabile alla sua situazione. Nella lettera di risposta, il cardinale
Giovanni Battista Re, prefetto dei Vescovi, aveva negato a Lugo l'eccezione:
"La sacra ordinazione, una volta ricevuta validamente, non può mai essere
annullata, imprimendo il sacramento dell'ordine un carattere indelebile e
permanente". Quindi, il neo-eletto presidente resterebbe un ministro della
Chiesa cattolica e, pertanto, impossibilitato canonicamente ad esercitare una
qualunque funzione pubblica. Un vescovo cattolico presidente della Repubblica
non si era mai visto, e per risalire a un precedente analogo bisogna andare al
vescovo Talleyrand, capo di gabinetto di Napoleone. Ma all'epoca c'era la
rivoluzione e la Chiesa non era quella del Concilio, che ha proclamato che la politica spetta ai laici. E non rassicura di
certo l'esperienza negativa del prete cattolico Jean Bertrand Aristide,
divenuto nel 1990 presidente di Haiti. "È una situazione inedita e
delicata - osserva il cardinale Achille Silvestrini -. Occorre agire con
prudenza per evitare la rottura con chi è salito al potere in seguito
all'abbandono del ministero episcopale. La sospensione dagli atti
sacramentali sembra sufficiente senza arrivare alla scomunica". Il 56enne
Lugo aveva presentato la sua rinuncia alla carica di vescovo nella regione più
povera del Paraguay per presunti motivi di salute. Nel dicembre 2006 è arrivata
l'ammonizione canonica in base al canone 285, che proibisce al clero di
assumere incarichi pubblici che comportino una partecipazione all'esercizio del
potere civile. L'attuale condizione di Lugo, secondo la Santa Sede, è
"chiaramente in contrasto con la realtà di un vescovo della Chiesa
cattolica". E inoltre "alcune delle sue prese di posizione creano
grave sconcerto tra i pastori e i fedeli del Paraguay". Ma Oltretevere c'è
pure chi non dispera che il neopresidente lavori bene, così che a fine mandato
possa "essere reintegrato nell'episcopato, magari non nella sua diocesi, e
comunque senza clamore". Il vescovo canonista Velasio De Paolis, ministro
vaticano dell'Economia, spiega: "Occorre attendere per decidere. Lugo non
ha la dispensa dagli oneri annessi all'ufficio e un successore degli apostoli
non può fare il capo di Stato. Come si può graziare uno che ha disobbedito in
modo grave?".
( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
VENERDI' 18 Un
convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro
Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità
della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo
Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi
Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Il convegno - che si propone
di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi
con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e
lo spazio pubblico del diritto e della società - muove dall'esigenza di
riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei
fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell'intento
di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare
una proposta in grado di preservare l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti,
Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio
Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone,
Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse
intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo
orizzonte normativo per la vita pubblica.
( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel giorno della festa
di S. Giorgio, santo patrono di tutti gli scout, Agesci e Cngei le due
organizzazioni, cattolica e laica, dello Scautismo italiano
hanno issato sulla Lanterna uno striscione di oltre cento metri quadrati con la
scritta "Scout 100" per salutare l'anno del Centenario della nascita
dello scautismo. In pieno spirito scout, che insegna a non scoraggiarsi e a
portare a termine le imprese con impegno e dedizione, rendendo possibile
anche ciò che sembra impossibile, gli scout della Liguria riprovano così nel tentativo
fallito lo scorso 17 febbraio quando, a causa del forte vento, non era stato possibile issare sul faro lo striscione in tutta la
sua lunghezza. Ieri invece, l'operazione è riuscita e, grazie a Marina Militare
della Spezia e di Muvita-Agenzia provinciale per l'ambiente della Provincia di
Genova, lo striscione sventola dalla Lanterna offrendo uno spettacolo inedito
ai genovesi. "Abbiamo scelto la Lanterna spiega Filippo Guiglia,
responsabile regionale dell'Agesci perché è un faro, acceso ad illuminare il
cammino dello scautismo che si affaccia a un nuovo secolo di vita".
"Dopo un anno di celebrazioni sul passato e la storia del nostro movimento
aggiunge Barbara Merloni, presidente della sezione genovese del Cngei dobbiamo
guardare avanti, continuando il nostro impegno oggi e domani". Lanterna di
Genova San Benigno.
( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Obiezione generale Lidia Ravera "È chiaro che fare aborti è
un lavoro difficile e non molto gradevole. Chi insiste è messo ai margini della
sanità, niente aggiornamenti, zero ricerca e nessuna gratificazione. Quindi non
mi sorprende che molti scelgano l'obiezione", ha dichiarato a la
Repubblica, Silvio Viale, ginecologo. La frase, mi ha molto colpita: vi si
legge una certa rassegnazione. Probabilmente, il dottor Viale, si è assuefatto
allo stile e all'etica dei suoi colleghi. Io no. Il titolo dell'articolo che
contiene l'intervista e che, giustamente, incomincia in prima pagina, è questo:
"Aborto, fuga dei medici. 7 su 10 sono obiettori". Fatemi capire: c'è
una legge, la 194, che è stata conquistata sul campo da migliaia e migliaia di
donne, una legge civile e equilibrata, che consente alle donne di interrompere
la gravidanza se, per qualche motivo, non si sentono in grado di diventare
madri. Questa legge è stata presentata, discussa, votata. S'è provato ad
abrogarla, perdendo. Questa legge è stata confermata.
L'interruzione di gravidanza è un intervento medico ginecologico. A praticarla
sono addetti i medici specializzati in ginecologia. La legge non dice che
addetti a praticare l'interruzione di gravidanza sono i ginecologi laici o
buddhisti o islamci o comunisti o radicali o democratici, dice che
interrompere la gravidanza è legale e quindi i medici che prestano servizio nei
pubblici ospedali devono praticarla. Purtroppo prevede l'obizione di coscienza.
Mi è sempre sembrato un controsenso. Un chirurgo può essere vigorosamente
contrario a praticare, per esempio, una mastoplastica additiva ad una ragazza
di 18 anni, scema e figlia di scemi, al solo scopo di procacciarle uno sbocco
professionale da velina, però la opera lo stesso, le sbatte dentro una bella
quarta misura rinforzata e va a casa schifato dai tempi che corrono, ma certo
d'avere eseguito il suo incarico. La coscienza di qualsiasi professionista deve
portarlo ad interrogarsi così: ho fatto o non ho fatto il mio dovere? Ho fatto
o non ho fatto del mio meglio? Un cattolico può umilmente e utilmente offrire a
Dio la sua sofferenza: Signore, ho dovuto praticare un aborto e mi sono sentito
davvero male, mi sembrava di togliere la vita che Tu hai dato, ho pianto... ho
pregato... ma ho lavorato lo stesso, non sta a me, Signore, giudicare la mia
paziente, o qualsiasi altro essere umano. Invece no: il 70% dei ginecologi
scopre, improvvisamente, di avere una coscienza delicatissima, una cosina che
sanguina a sfiorarla. E poi che cosa succede? Che si mettono in ginocchio e si
fustigano? Le malelingue sostengono che alcuni dei più devastati dalla crisi di
coscienza, operano in cliniche private a pagamento. Sarà vero? Altri si
limitano a evitare accuratamente di "essere messi ai margini" con
"zero gratificazioni". E le donne e le ragazze che hanno bisogno di
interrompere la gravidanza possono contare soltanto sul 30% dei ginecologi
italiani. Qualcuno ci prova mai a mettersi dal punto di vista di una di loro?
Naturalmente no. Invece dovrebbero, dovrebbero incominciare a rispettare le
femmine della specie, davvero. Se lo meritano. Per esempio lei, Nojoud Nasser,
di anni 8, che, leggo su Donna Moderna è stata data in moglie ad un uomo di 30
anni, che, "per due mesi, l'ha picchiata e violentata. La piccola ha però
trovato la forza di reagire ed è andata da sola in Tribunale a chiedere il
divorzio". La foto la ritrae coperta di scialli neri come una donna adulta
sottoposta alla legge islamica sull'abbigliamento, ma è davvero un bimba,
carina. E perfino sorridente. Ah, le donne! www.lidiaravera.it Fra le Righe.
( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa C'è qualcosa
che non va, o che mi sfugge, nella logica del ... C'è qualcosa che non va, o
che mi sfugge, nella logica del "nostro Occidente". Prendiamo gli
spettacoli macabri, come i cadaveri martoriati. Perché si debbono vedere e
rivedere, in quanto la memoria è un dovere e l'oblìo sarebbe un delitto, mentre
altre debbono venir nascoste "per non turbare la sensibilità"?
Perché, se è sacrosanto - e lo è - rivedere in Tv lo spettacolo delle vittime
di Auschwitz, deve poi esser condannata quasi fosse voyeurisme la presentazione
del corpicino martoriato d'un feto vittima di un aborto volontario? è giusto
meditare sull'orribile vista delle vittime dell'odio razziale, o di qualunque
altro tipo di odio. Perchè dobbiamo tutti insieme evitare che si ripetano. Ma
se tutto questo è chiaro, non meno dovrebbe essere chiaro che non c'è nulla di
macabro o di sconveniente nella tradizione che la Chiesa latina mantiene fino
dal IV secolo d.C., di venerare le reliquie dei santi e di mostrarle ai fedeli.
Il nostro "senso del macabro" è un valore e un sentimento moderno,
che data a non prima del XIV secolo. Prima di allora, il rapporto con la morte
e i suoi segni era differente: e la Chiesa ha il diritto di ricordare che, come
il Cristo ha vinto la morte che per il credente è solo un
cambiamento di stato, i santi che Lo hanno testimoniato partecipano del diritto al
culto riservato al Suo corpo. Oggi, l'immagine di un corpo scarnificato ci
rinvia a sensazioni desunte dall'arte macabra, dal romanticismo, magari dai
films horror. Ma i cattolici devono sapere che la Chiesa mantiene intatte le tradizioni
connesse all'inventio, all'expositio, alla recognitio e alla translatio
dei corpi dei santi. In ciò non v'è un bel niente di "barbarico". Se
poi a un cristiano l'idea di un cadavere esposto in pubblico non piace, si
accomodi pure: la venerazione delle reliquie non è un obbligo. Se un laico la
trova disdicevole, porti pazienza: la sensibilità dei credenti non è la sua.
Altrimenti, se si pretende d'imporre il "progresso" e la
"razionalità", si smette di esser laici - laicità vuol dire rispetto
delle libertà di tutti - e si diventa laicisti, cioè adepti della
"religione del laicismo", che ha i suoi riti e perfino le sue
istituzioni inquisitoriali. Quando si critica il "fanatismo" altrui,
attenti a non cadere in un fanatismo peggiore.
( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa padre pio
Scandalo solo per i laicisti C'è qualcosa che non va, o che mi sfugge, nella
logica del "nostro Occidente". Prendiamo gli spettacoli macabri, come
i cadaveri martoriati. Perché si debbono vedere e rivedere, in quanto la
memoria è un dovere e l'oblìo sarebbe un delitto, mentre altre debbono venir
nascoste "per non turbare la sensibilità"? Perché, se è sacrosanto -
e lo è - rivedere in Tv lo spettacolo delle vittime di Auschwitz, deve poi
esser condannata quasi fosse voyeurisme la presentazione del corpicino
martoriato d'un feto vittima di un aborto volontario? è giusto meditare
sull'orribile vista delle vittime dell'odio razziale, o di qualunque altro tipo
di odio. Perchè dobbiamo tutti insieme evitare che si ripetano. Ma se tutto
questo è chiaro, non meno dovrebbe essere chiaro che non c'è nulla di macabro o
di sconveniente nella tradizione che la Chiesa latina mantiene fino dal IV
secolo d.C., di venerare le reliquie dei santi e di mostrarle ai fedeli. Il
nostro "senso del macabro" è un valore e un sentimento moderno, che
data a non prima del XIV secolo. Prima di allora, il rapporto con la morte e i
suoi segni era differente: e la Chiesa ha il diritto di ricordare che, come il
Cristo ha vinto la morte che per il credente è solo un
cambiamento di stato, i santi che Lo hanno testimoniato partecipano del diritto al
culto riservato al Suo corpo. Oggi, l'immagine di un corpo scarnificato ci
rinvia a sensazioni desunte dall'arte macabra, dal romanticismo, magari dai
films horror. Ma i cattolici devono sapere che la Chiesa mantiene intatte le tradizioni
connesse all'inventio, all'expositio, alla recognitio e alla translatio
dei corpi dei santi. In ciò non v'è un bel niente di "barbarico". Se
poi a un cristiano l'idea di un cadavere esposto in pubblico non piace, si
accomodi pure: la venerazione delle reliquie non è un obbligo. Se un laico la
trova disdicevole, porti pazienza: la sensibilità dei credenti non è la sua.
Altrimenti, se si pretende d'imporre il "progresso" e la
"razionalità", si smette di esser laici - laicità vuol dire rispetto
delle libertà di tutti - e si diventa laicisti, cioè adepti della
"religione del laicismo", che ha i suoi riti e perfino le sue
istituzioni inquisitoriali. Quando si critica il "fanatismo" altrui,
attenti a non cadere in un fanatismo peggiore.
( da "Avanti!" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Si è conclusa la
visita del Papa dei cattolici negli Stati Uniti
d'America. Ratzinger ha avuto parole di fuoco contro i preti pedofili (che
secondo i dati forniti dagli stessi vescovi cattolici
sono stati ben 5180). È stato poi ricevuto, con tutti
gli onori dei capi di stato, all'Onu dove vivamente
applaudito ha detto forte che "i diritti umani vivono solo nella
libertà". Due "piccoli" nei: la scienza sottoposta all'etica (concetto che per i laici è inaccettabile) e no al laicismo
(dimenticando che uno Stato, per essere totalmente libero, deve essere laico).
Ha fatto poi visita alla più grande comunità ebraica del mondo, quella di New
York, nella sinagoga di Park East, dove ha espresso "rispetto e
stima" agli ebrei, iniziando il suo dire con: "Cari amici
Shalom". Visita particolarmente significativa perché coincide con
l'inizio della Pasqua ebraica, che è la conquista della libertà egizia.
( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Oggi, al termine
della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San
Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento
molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella
cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad
esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi
pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della
Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della
venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di
Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio.
L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati
da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre.
Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto
o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli
abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto non solo non
vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta
su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché?
E' presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa
per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia.
C'è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste,
letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del
XXI secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio
pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Scritto in Varie Commenti (
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amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente Tornato dal viaggio negli Stati
Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una frase contenuta nell'omelia
tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sabato mattina. A mio
avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha voluto lasciare agli americani e
che ha testimoniato nel suo contatto con le folle dei fedeli. "Forse
abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa sembra essere
legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare la
gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio" Scritto in
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questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro"
Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di
Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a
Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli
auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il
Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per
il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che
date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per
essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i
suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e
così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di
Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare
alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria
"inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani
che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva
definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in
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questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo
queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla
visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli
abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul
Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato
un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla
messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto
che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui
intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo
aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a
comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare
del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha
telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono
rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia
del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due
versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il
primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a
Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo
sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi
fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la
"via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi
dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura
dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più
aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (11 votes, average: 4.18
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa,
non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta
celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di
"segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della
società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri
contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo
interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati
sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del
Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della
speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che
questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni
americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come
schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 146 ) " (21 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità
negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono
appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro
e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul
Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa
incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto
io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa
presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della
religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano
un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare
la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra?
"Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo
la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo
io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di
laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che
erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico,
secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme
di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente
laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore
della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo
liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e
sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla
religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha
visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che
esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da
considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con
tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità,
di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a
mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 93 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ...
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Di GIOVANNI
SABBATUCCI L'EVENTO che si commemora nella ricorrenza del 25 aprile, ovvero la
definitiva liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista, è di quelli che
tutti, o quasi tutti, dovrebbero considerare fausto e provvidenziale: solo una
sparutissima minoranza pensa infatti che le cose per il Paese sarebbero andate
meglio se nella primavera del 1945 fossero stati i tedeschi a liberarci dagli
angloamericani. C'è allora da chiedersi perché questa ricorrenza sia ancora
oggetto di forti controversie (assai più di quella del 2 giugno, pure dedicata
a un evento che spaccò in due il Paese). Perché, dopo essere stata celebrata
stancamente e senza grande coinvolgimento popolare per quasi mezzo secolo, sia diventata,
a partire dal '94, occasione di scontro politico-culturale. La risposta che
viene spontanea, e che chiama in causa la contiguità cronologica con le
elezioni politiche (oggi come nel 1994 e nel 2006), spiega molto ma non tutto.
Bisogna risalire più indietro nel tempo, cominciando proprio dal significato
originario della celebrazione. Il 25 aprile, come si sa, è una data
convenzionale, che fa riferimento non tanto all'evento-liberazione in sé
(quella del Nord Italia occupò infatti l'intero mese di aprile 1945, mentre nel
resto del Paese si era compiuta nel corso di due lunghi anni), quanto alla
decisione del Comitato di liberazione nazionale alta Italia di fissare per quel
giorno l'insurrezione generale contro i nazifascisti. Il 25 aprile è dunque soprattutto
la festa della Resistenza. Una Resistenza che l'Italia ufficiale ha celebrato
come momento fondativo delle istituzioni democratiche e repubblicane, ma che
una parte non trascurabile dell'opinione moderata ha sempre visto con malcelata
diffidenza, considerandola militarmente irrilevante (sarebbero bastati gli
eserciti alleati a liberarci dai tedeschi), politicamente sospetta (in quanto
egemonizzata dalle forze di sinistra) e generatrice di inutili violenze. Per
decenni questa opinione (non identificabile con quella espressa dai nostalgici
del regime e dai reduci di Salò) è rimasta come coperta o confessata a bassa
voce, esprimendosi soprattutto nella conversazione privata, oltre che nelle
rievocazioni e nei commenti dei rotocalchi popolari o in qualche pubblicazione
di scarso rilievo scientifico. Con la vittoria del centro-destra nel '94 e con
l'avvento di Berlusconi, l'Italia moderata e tendenzialmente a-fascista, che
era sempre esistita, ha ritrovato voce, coraggio e rappresentanza politica. E
ha contrapposto esplicitamente la sua vulgata a quella, opposta e simmetrica,
di una sinistra da troppo tempo assuefatta alle retoriche consolidate del
paradigma antifascista (la Resistenza come protagonista della liberazione, come
lotta concorde di popolo e al tempo stesso come veicolo di trasformazione
sociale, l'antifascismo come valore permanente anche in assenza di una minaccia
fascista). Una parte della sinistra ha reagito a sua volta rilanciando quelle
retoriche e usandole come strumento di mobilitazione contro il nuovo e
imprevisto avversario. È evidente che questa contrapposizione non poteva non
portare a una continua e perniciosa confusione di piani, coinvolgendo i simboli
e le liturgie della Repubblica nella battaglia politica di tutti i giorni. Accade
così che da un lato un risultato elettorale sia visto come possibile momento di
rivalsa rispetto a una visione consolidata del passato o addirittura (abbiamo
sentito anche questa) come pretesto per riscrivere la storia; e che dall'altro
la celebrazione del passato (anzi la celebrazione della democrazia ritrovata)
venga vissuta come occasione di rivincita nei confronti di un risultato
elettorale democraticamente conseguito. Per uscire da questa logica, occorre
recuperare un minimo di serenità e di serietà storica. Partendo da un paio di
punti fermi. Primo: la Resistenza è stata un passaggio fondamentale nella
storia di questo Paese e rappresenta un riferimento imprescindibile per la
democrazia italiana non in virtù della sua consistenza numerica (che fu comunque
limitata) o del suo apporto militare (che non fu comunque trascurabile), ma per
il suo insostituibile valore morale, di testimonianza di un'Italia che
sceglieva di combattere dalla parte giusta. Secondo: la Resistenza non è
patrimonio esclusivo di una parte politica, se non altro perché vide la
partecipazione di rivoluzionari e moderati, laici e cattolici, irregolari e militari di carriera. Tutti hanno dunque il
diritto di celebrarla, se lo vogliono, e anche di non vederla piegata a battaglie
di parte. Solo partendo da queste premesse la celebrazione del 25 aprile può
riacquistare il suo senso autentico di festa civile, di richiamo a
quell'essenziale patrimonio di valori comuni senza il quale nessuna democrazia
può dirsi veramente compiuta.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Di GIOVANNI
SABBATUCCI Per decenni questa opinione (non identificabile con quella espressa
dai nostalgici del regime e dai reduci di Salò) è rimasta come coperta o
confessata a bassa voce, esprimendosi soprattutto nella conversazione privata,
oltre che nelle rievocazioni e nei commenti dei rotocalchi popolari o in
qualche pubblicazione di scarso rilievo scientifico. Con la vittoria del
centro-destra nel '94 e con l'avvento di Berlusconi, l'Italia moderata e
tendenzialmente a-fascista, che era sempre esistita, ha ritrovato voce,
coraggio e rappresentanza politica. E ha contrapposto esplicitamente la sua
vulgata a quella, opposta e simmetrica, di una sinistra da troppo tempo
assuefatta alle retoriche consolidate del paradigma antifascista (la Resistenza
come protagonista della liberazione, come lotta concorde di popolo e al tempo
stesso come veicolo di trasformazione sociale, l'antifascismo come valore
permanente anche in assenza di una minaccia fascista). Una parte della sinistra
ha reagito a sua volta rilanciando quelle retoriche e usandole come strumento
di mobilitazione contro il nuovo e imprevisto avversario. È evidente che questa
contrapposizione non poteva non portare a una continua e perniciosa confusione
di piani, coinvolgendo i simboli e le liturgie della Repubblica nella battaglia
politica di tutti i giorni. Accade così che da un lato un risultato elettorale
sia visto come possibile momento di rivalsa rispetto a una visione consolidata
del passato o addirittura (abbiamo sentito anche questa) come pretesto per
riscrivere la storia; e che dall'altro la celebrazione del passato (anzi la
celebrazione della democrazia ritrovata) venga vissuta come occasione di
rivincita nei confronti di un risultato elettorale democraticamente conseguito.
Per uscire da questa logica, occorre recuperare un minimo di serenità e di
serietà storica. Partendo da un paio di punti fermi. Primo: la Resistenza è
stata un passaggio fondamentale nella storia di questo Paese e rappresenta un
riferimento imprescindibile per la democrazia italiana non in virtù della sua
consistenza numerica (che fu comunque limitata) o del suo apporto militare (che
non fu comunque trascurabile), ma per il suo insostituibile valore morale, di
testimonianza di un'Italia che sceglieva di combattere dalla parte giusta.
Secondo: la Resistenza non è patrimonio esclusivo di una parte politica, se non
altro perché vide la partecipazione di rivoluzionari e moderati, laici e cattolici, irregolari e militari di carriera. Tutti hanno dunque il
diritto di celebrarla, se lo vogliono, e anche di non vederla piegata a
battaglie di parte. Solo partendo da queste premesse la celebrazione del 25
aprile può riacquistare il suo senso autentico di festa civile, di richiamo a
quell'essenziale patrimonio di valori comuni senza il quale nessuna democrazia
può dirsi veramente compiuta.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Di FRANCA
GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - Anche la musica può servire ad unire le due
rive del Tevere. Il concerto a base di Berio, Brahams e Beethoven, preparato
dal Quirinale per il Papa, ha simbolicamente avvicinato l'Italia
laica a quella cattolica, abbattendo steccati, cercando di far dimenticare
l'"increscioso incidente" della Sapienza, come persino i moderati
gesuiti della Civiltà Cattolica lo avevano bollato. Nel frattempo di acqua, da quel
17 gennaio, sotto i ponti ne è passata tanto che il terzo anniversario di
pontificato è stato festeggiato in modo decisamente inusuale. Eccezion fatta
per i presidenti tedesco e polacco che avevano promosso iniziative simili, non
era mai capitato prima che un Presidente italiano organizzasse un evento
musicale così importante nei Sacri Palazzi, per rendere omaggio al Successore
di Pietro. Seduti uno accanto all'altro, Napolitano e Papa Ratzinger, dopo
avere parlato a tu per tu per una decina di minuti in una saletta, hanno preso
posto in sala per gustarsi le "Quattro versioni originali della Ritirata
da Madrid" di Berio, e la settima di Beethoven. Poco più in là erano
sistemati la signora Clio e l'anziano fratello del Papa, don Georg, già maestro
di cappella a Ratisbona. "E' un atto deferente e premuroso" dal quale
traspare "il segno del grande affetto che il popolo italiano nutre nei
confronti del Papa" ha ringraziato il festeggiato. Nell'Aula Paolo VI
utilizzata il mercoledì per catechizzare il popolo cristiano c'erano Prodi,
Rutelli, Veltroni, Castagnetti, Flick, il presidente Cossiga. Il governo
uscente era rappresentato a vari livelli, mentre scarseggiavano i politici del
centrodestra, escludendo Letta che è gentiluomo di sua Santità e parte della famiglia
pontificia e il centrista Casini. I criteri di scelta su chi invitare pare
abbiano dato filo da torcere al cerimoniale, anche se alla fine ha prevalso il
criterio del governo in carica. A fine concerto strette di mano, sorrisi e visi
distesi, donne in lungo e uomini in tight. Napolitano ha elogiato il discorso
di Papa Ratzinger all'Onu: difendere i diritti umani, ha detto, è "la
strategia piu' efficace per eliminare disuguaglianze e per accrescere la
sicurezza".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Parole DI PULCI
PIERO GALLO Durante la manifestazione Torino Spirituality 2007 nel cortile di
palazzo Carignano Shirine Ebadi una minuta signora iraniana, avvocato a Teheran
e premio Nobel per la pace, parla una sera ad un pubblico prevalentemente
femminile. Si tratta di un personaggio molto noto. Le sue parole, attese, non
sono tuttavia originalissime. Dopo poche battute, si avventura in affermazioni
non proprio condivisibili. La prima, legata agli attentati kamikaze: "Se
uno commette un delitto in nome dell'Islam, vuol dire che non è in nome
dell'Islam". La seconda: "Se la fede acquista dei connotati pubblici
diventa ideologia. L'ideologia ferisce quindi è da disarmare. La fede è invece
un fatto personale". Se le avesse dette un cattolico,
alla prima si sarebbe preso dei fischi, alla seconda qualche battimano dai
laicisti di casa nostra. Oltre tutto Torino produce anche "il laico dell'anno"
(che è poi un laicista). Ci sono persone appartenenti alla chiesa che nel campo
della fede o dell'etica dicono cose contrarie al magistero. Qualche
volta vengono dichiarate non più in comunione con la chiesa stessa. Ma è raro.
Il mondo è pieno di scrittori e giornalisti battezzati che esprimono
liberamente opinioni non in linea con la Tradizione cattolica. Formano
un'opinione comune critica o dissenziente. Quanto alla fede, se vista come un
fatto solo privato, non si spiegano la radici cristiane che troviamo nell'arte,
nella letteratura, nella storia e nella stessa impostazione urbanistica delle
città d'arte italiane, dove la fede è diventata pietra o monumento. Spesso la
ragione del turismo. Nessuno forse ha chiesto che nelle Costituzioni di molti
paesi d'Occidente ci fossero dei riferimenti biblici. Ma è molto bello
trovarceli anche impliciti. L'uomo, quando cerca le parole giuste, le trova tra
quelle dette da Dio.