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DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
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TARTICOLI DEL 23-24 giugno 2008
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Articoli
Laici e chierici (59)
Il caso Rosenberg
( da "Manifesto,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il caso Rosenberg è ancora di importanza vitale: "I miei genitori erano ebrei, laici e comunisti. Quanto più distante dai fondamentalisti islamici di oggi. Eppure ci sono molti paralleli agghiaccianti tra il caso Rosenberg e l'oggi. Allora, il governo ha usato la paura del comunismo e della bomba atomica, gli spauracchi più temuti dall'opinione pubblica.
I
cattolici e le colpe del Partito democratico
( da "Manifesto,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Le attese degli eredi della Democrazia Cristiana sarebbero state tradite. E sarebbe stato anche tradito Romano Prodi, l'unico leader veramente cristiano degli ultimi decenni. Come mai? La perplessità cattolica è confermata da alcune cifre, anche se non del tutto sicure. Per il Partito democratico avrebbe votato soltanto il 35 per cento dei cattolici "praticanti",
Un'astensione
berlusconiana ( da "Manifesto, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: è più forestiero di un musulmano nella cattolica Italia? E Cristo si identifica con lo stesso forestiero! La stessa attuale discussione al parlamento europeo sulla vergognosa direttiva della detenzione carceraria di diciotto mesi dei migranti compresi i minori, mi fa ricordare la strage degli innocenti di Erode nella Palestina di duemila anni fa (Matteo 2,
Sono
i cattolici "tiepidi" lo zoccolo duro del pdl - (segue dalla prima
pagina) ilvo diamanti ( da "Repubblica, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sostenuta da intellettuali e media "non" cattolici. Anzi: laici; atei (più o meno) devoti. Raccolti intorno al Foglio di Giuliano Ferrara. Una "Chiesa extraparlamentare", l'ha definita Sandro Magister in un lucido saggio di alcuni anni fa (pubblicato dall'Ancora del Mediterraneo). Capace di promuovere massicce campagne di opinione.
Il
popolo cattolico disperso in politica - ilvo diamanti
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Il popolo cattolico disperso in politica ILVO DIAMANTI Dopo il voto, le polemiche intorno al rapporto fra Chiesa e politica sembrano meno accese. La netta vittoria del Centrodestra, anzitutto, ha espunto dall'agenda parlamentare i temi etici, che tante polemiche avevano sollevato, soprattutto nel Centrosinistra.
Caffarra
alla vigilia del gay pride: "rapporti omosex, pericolo sociale" -
michele smargiassi ( da "Repubblica, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: i rapporti fra laici e cattolici in politica. Il testo dell'arcivescovo, titolato a tutta pagina Maschio e femmina: realtà o scelta?, è frutto di una relazione presentata sabato scorso da Caffarra al centro pastorale "Paolo VI" di Brescia, ma Avvenire tiene a precisare che il cardinale ne ha "scritto di suo pugno" una sintesi specificamente per il settimanale.
Prete
innamorato, vescovo caccia il cronista dello scoop - filippo tosatto
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Un gravissimo attacco alla libera e corretta informazione in uno Stato laico dove il dialogo e il confronto tra cittadini, vescovi compresi, dev'essere fondato su rispetto e tolleranza reciproci", è la condanna espressa dal comitato di redazione Finegil (il gruppo per cui lavora Biasetto), sindacato veneto giornalisti e Unione cronisti italiani.
Il
Csm frena, per ora ( da "Secolo XIX, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: è stato rimbrottato da un cattolico doc di Forza Italia, Maurizio Lupi: "L'estate è arrivata, finalmente, con punte di caldo eccezionale. Potevo aspettarmi qualunque polemica nei confronti del presidente Berlusconi meno che si aprisse una disputa dottrinale su chi sia il titolare delle regole della Chiesa".
Lunedì
- edmondo berselli ( da "Repubblica, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: volontà con cui Berlusconi persegue la partecipazione al rito della comunità cattolica, viene da commentare: si capisce la richiesta di non essere esclusi dalla comunione. Ma se il punto centrale della vita del buon cattolico consiste nell'essere ammessi ai sacramenti, prima della comunione non converrebbe chiedere con altrettanta determinazione di essere ammessi alla confessione?
Csm
organo diviso sulla costituzionalità del decreto
( da "Riformista,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sono soprattutto i consiglieri laici del centrodestra a cogliere nell'incontro di ieri tra il presidente della Repubblica e il vice presidente del Csm segnali distensivi. Infatti, secondo Saponara, quella di sabato altro non era che una ""bozzissima" di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era fondata sul niente".
Il
punteruolo la gravidanza di massa in un liceo usa
( da "Riformista,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: a nord di Boston, cittadina operaia e cattolica, che hanno fatto un patto di maternità per diventare madri tutte assieme, venire amate incondizionatamente dai loro figli, rimanere amiche per sempre, senza uomini tra le scatole. Sarebbe stato il film Juno a influenzare questa scelta, hanno detto in molti.
Ma
nel Csm è diffuso il giudizio negativo sul decreto sicurezza Oggi la
discussione a Palazzo dei Marescialli, mercoledì il plenum. I laici di
centrodestra annunciano battaglia
( da "Unita,
L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I laici di centrodestra annunciano battaglia di Massimo Solani / Roma FORSE È TARDI ma un tentativo andava comunque fatto. Perché l'apertura di una pratica a tutela dei magistrati milanesi e le anticipazioni a mezzo stampa sulla bozza di parere che verrà discussa oggi dalla sesta commissione hanno tirato il Csm in mezzo al fuoco di fila fra toghe e governo Berlusconi schierando,
Stai
consultando l'edizione del MANZONI via Montezebio, 14 - Tel. 063223634 riposo
NAZIONALE via del... ( da "Unita, L'"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: 0680241281 riposo AUDITORIUM UNIVERSITÀ CATTOLICA DI ROMA Largo Francesco Vito, 1 - Tel. 0630155715 riposo AULA MAGNA UNIVERSITÀ LA SAPIENZA piazzale Aldo Moro, 5 - Tel. 063610051 riposo CONSERVATORIO DI S. CECILIA via Del Greci, 18 - Tel. 0668801044 riposo INTERNATIONAL CHAMBER ENSEMBLE corso Rinascimento, 40 - Tel.
Le
funzioni ( da "Corriere della Sera"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3 categoria: BREVI Le funzioni L'organo di autogoverno dei magistrati è presieduto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il vicepresidente è scelto dal Csm tra i laici. Decide di assunzioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari.
Il
Csm ( da "Corriere della Sera"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il Csm I componenti Sono 27 i membri del Csm, 3 di diritto (capo dello Stato, primo presidente di Corte di Cassazione, Pg della Corte di Cassazione), 24 eletti di cui 8 laici (di nomina parlamentare), 16 togati (eletti dai magistrati). Il vicepresidente è Nicola Mancino.
Ma
i relatori insistono: quel testo non va
( da "Corriere
della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Quello che è stato reso pubblico sino ad ora si riferisce a opinioni personali. Dopo l'esame in commissione e plenum potrebbe uscire anche un parere diverso". Una possibilità esclusa da Vincenzo Siniscalchi, laico indicato dal centrosinistra: "Il limite dell'emendamento è rappresentato da una sorta di invasione di campo nei confronti dell'
Il
Papa: l'ostia solo ai puri ma chi la desidera è salvo
( da "Corriere
della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: eucarestia e chiedo a tutti i fedeli di rispettare il ruolo di ciascun individuo, sia prete che laico, durante l'azione eucaristica". Nelle parole del pontefice, dunque, sembra scorgersi la preoccupazione per una prassi pastorale che si va diffondendo, a dispetto dei richiami all'ordine, prassi che sembra abbastanza diffusa anche negli Stati Uniti e in Canada.
Tel
Aviv, va in scena l'intifada delle drag queen
( da "Corriere
della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Testi laici, invocano la fine della violenza. La battaglia per uno Stato palestinese non può essere trasformata in una guerra di religione, guidata dai conservatori". La battaglia di R. è culturale. "Nessuno ascolta più le musiche tradizionali, anche noi siamo stati travolti dal pop.
Scott
il bimbo vince ma non brinda La legge gli vieta lo champagne
( da "Corriere
della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Anche Marco Simoncelli non ha molta voglia di brindare: nel penultimo giro della 250, il romagnolo, impegnato nel duello con lo spagnolo Bautista per la vittoria, va lungo in curva. Morale: la gara la vince il finlandese Kallio che allunga a più 8 proprio sul capellone di Cattolica. p.tom.
Chirurghi
senza ferri ( da "Tempo, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Henry a Marsiglia consente alle donne di evitare il ricorso a collane ed a sciarpe per nascondere gli esiti dell'intervento sul collo. Una chirurgia realizzata anche alla Univertità Cattolica di Roma, ad opera del professor Bellantone, anche se solo quando il problema della tiroide non sia provocato da neoplasie.
Sono
una ragazza molto simpatica e mi piace viaggiare... Il mio hobby preferito?
Fare ( da "Messaggero, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Università Cattolica e al Policlinico "Gemelli", trascorrevano un'esistenza apparentemente tranquilla. Per questo tra i vicini di casa l'incredulità e lo sgomento sono stati ancora più forti. "Ma come si può spiegare una tragedia del genere? si chiede uno di loro in vicolo dell'Acqua Paola È una cosa che non era in nessun modo pssibile immaginare"
Accordo
tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia
( da "Giornale.it,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora che l'antica messa è stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze - molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più.
IL
PREZZO DELLE CENERI ( da "Stampa, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Non serve evocare scontri risorgimentali tra laici e cattolici. Si tratta di verificare se la cifra da pagare, stabilita dal Comune per chi decide di prendere in affidamento le ceneri dei propri cari defunti, sia congruente con le prestazioni erogate dal servizio pubblico. In questo senso, anche tenendo conto che la maggioranza dei comuni italiani ha scelto l'assoluta gratuità,
ROMA
- Polemiche immotivate, su un documento che per ora non esiste . Una marcia
indietro ( da "Messaggero, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La nota del Quirinale è stata apprezzata anche da Paolo Bonaiuti, portavoce del governo. Il parere, comunque, potrebbe essere formulato dal Csm in settimana. Anche se si profila una spaccatura. Michele Saponara, esponente laico del Pdl, ribadisce che "non c'è nessun parere del Csm", e bolla le indiscrezioni di critiche sul cosiddetto emendamento "
San
Lanfranco Fu nemico dei compromessi quanto amico della coerenza. Vescovo a
Pavia, nel XI ( da "Messaggero, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I secolo, in un periodo di conflitto tra potere laico e potere religioso. La sua vita si concluse nel monastero del Santo Sepolcro, in Vallombrosa, nel 1198.
ROMA
- Più che un torneo di tennis, Wimbledon è una religione laica. Vediamo
qualcuna dell ( da "Messaggero, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Vescovo
caccia giornalista dalla chiesa ( da "Voce d'Italia, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora la cosa può piacere o non piacere - si legge nella nota -, ma siamo in uno Stato laico in cui vigono la libera espressione delle opinioni, il dibattito pluralista e per i giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini in maniera corretta e trasparente nel rispetto delle leggi e della deontologia professionale.
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà?
( da "Giornale.it,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani,
San
Giovanni, è qui la festa il Farò cade dalla parte giusta
( da "Stampa,
La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La benedizione laica al prossimo anno si è celebrata alle 22.15: quando il Toro simbolo della città in cima alla catasta di legno in piazza Castello è caduto verso Porta Nuova. Il destino della città, per chi crede nella fortuna, sarà dunque buono. Desideri esauditi per tutti, o almeno si spera.
Diecimila
euro dalle Confraternite ( da "Stampa, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Diecimila euro sono stati devoluti dalle confraternite alla scuola cattolica "Ferro Franceri", una delle più antiche della città, fondata da Santa Maria Rossello: la somma è stata raccolta fra i portatori delle sedici casse della processione del Venerdì Santo, organizzata dalle sei confraternite di Savona.
Bagnasco:
negare i sacramenti ai divoziati non è un castigo
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolici divorziati come lui, ad accostarsi alla Comunione. E la realtà delle parrocchie dove i sacerdoti vivono le speranze e i conflitti interiori della gente. "La decisione della Chiesa di vietare alle persone divorziate di ricevere la comunione non è una punizione nei loro confronti ma una decisione che dipende dalla natura stessa dell'
Diecimila
europer le scuoleferro franceri ( da "Secolo XIX, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Una somma di denaro che per la scuola cattolica savonese, fondata da Santa Maria Giuseppa Rossello, è importantissima, visto che consentirà per pagare i lavori e gli arredi necessari all'allestimento della "sezione primavera" della materna, destinata ai bambini di età compresa tra i due e i tre anni.
L'amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile. Il divorziato può umiliarsi, come spiega il Papa con il sottile sadismo della Verità Rivelata, osservando a debita distanza "la grazia eucaristica", come l'affamato cui viene negato il sollievo di nutrirsi, e come il reietto la cui colpa va illustrata davanti all'intera comunità.
Berlusconi
è l'asse del sistema, la sinistra è divisa
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tra cattolici di sinistra e comunisti di centro, non si è raggiunto. Non ha fallito Veltroni. È fallita l'idea del Partito democratico come partito omogeneo di centrosinistra sulla questione cattolica e sulla identità comunista. La vittoria nel 2006 era dovuta agli estremi: alla Bindi dei "cattolici adulti" e alla capacità affabulatoria di Bertinotti,
L'elettrochoc
- susanna nirenstein ( da "Repubblica, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Altri ancora cercano i fondamenti nella tradizione cattolica". Quanto contò il secolare antigiudaismo cattolico? "Poco o niente nella decisione. Molto per la tradizione culturale su cui si sarebbe potuto contare in seguito. Sarebbe assurdo affermare che l'antisemitismo sia arrivato su un terreno vergine.
Fethullah
gülen primo del mondo - marco ansaldo
( da "Repubblica,
La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: temono che in realtà voglia trasformare il sistema laico in una teocrazia. Prosciolto dalle accuse, da allora guida con sapienza il suo impero finanziario, avvalendosi di una galassia editoriale e di un quotidiano turco di ottima fattura grafica e contenutistica, Zaman, che strizza l'occhio al governo islamico moderato del premier Erdogan, ed è largamente presente all'estero con un'
Il
laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi
di incostituzionalità ( da "Unita, L'"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità.
Slitta
la decisione del Csm sul salvapremier Si attende il voto del Senato sul pacchetto
sicurezza. Evitando il muro contro muro
( da "Unita,
L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il laico di centrosinistra Mauro Volpi, ha proposto di rimandare di ventiquattro ore la discussione richiamando i membri al silenzio con la stampa e ad un comportamento idoneo a non creare altre tensioni. Ma su una cosa Volpi è stato chiarissimo: il Csm ha tutto il diritto di formulare il proprio parere.
Durissimo
attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana"
Nella manovra c'è demagogia e beneficenza
( da "Unita,
L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Stai consultando l'edizione del Durissimo attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana" "Nella manovra c'è demagogia e beneficenza".
ENZO
SICILIANO OLTRE L'IMPEGNO ( da "Corriere della Sera"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il laicismo quale risposta a un'educazione perbenista e piccolo borghese, rivivono infatti dietro ogni pagina dell'autobiografia intellettuale di Enzo Siciliano e dunque di quest'opera specchio d'un carattere e di una vita. Perché questo sono in primo luogo i tre volumi del Diario italiano 1997-2006 curati,
Top
Ten del pensiero: tutti musulmani
( da "Corriere
della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: per altro laica) Shirin Ebadi. "è vero, siamo stati sorpresi: all'inizio le preferenze si erano concentrate sullo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa e sull'ex campione di scacchi e oggi dissidente russo Garry Kasparov, poi è arrivata la valanga di voti a favore di GÜlen e abbiamo pensato a una manipolazione elettronica del sondaggio -
<L'anomalia
italiana> dal 1861 a oggi e le radici laiche nei dossier della rivista
( da "Corriere
della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
dal
L'editoriale
del settimanale cattolico ( da "Corriere della Sera"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13 categoria: BREVI L'editoriale del settimanale cattolico Contro Berlusconi un editoriale critico su giustizia ("I magistrati un'ossessione") e scelte economiche ("Alle famiglie solo carità di Stato").
Intellettuali
hit parade globale di foreign policy e prospect
( da "Riformista,
Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici o religiosi, che arrivano da paesi musulmani, a est o ad ovest della terra del Profeta. L'annuale sondaggio condotto da due riviste feticcio della cultura liberal anglosassone come Foreign Policy e Prospect parla chiaro. Le più popolari teste d'uovo dell'Ovest sono state espulse dalle zone alte della classifica.
Csm
nell'angolo sul salvapremier ( da "Manifesto, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: A proporre il rallentamento è stato lo stesso presidente della sesta, il laico di sinistra Mauro Volpi, ma tutti i commissari hanno accolto senza battere ciglio. I più convinti dell'alt sono quelli che puntano sul voto del plenum per una bocciatura netta. Spaventati da una spaccatura che rischia di isolare la sinistra interna, Md,
Liturgia
anche qui ratzinger ripropone l'antico rito
( da "Riformista,
Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: di Dio fu consuetudine costante che i laici ricevessero la comunione dai sacerdoti, mentre i sacerdoti si comunicavano da sé. Si tratta d'una consuetudine che spinse San Tommaso a scrivere: "Nessuno la tocchi (l'eucaristia), tranne chi è stato consacrato; dunque anche il corporale e il calice sono consacrati, e si necessita delle mani di un sacerdote per toccare questo sacramento"
Tornare
nomadi anche senza muovere un passo dalla propria città, persino senza us
( da "Messaggero,
Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: politici, scout e mondo cattolico. Ma ieri c'erano anche tanti "illustri sconosciuti" che, per una vita, avevano seguito Giuntella come esempio prendendo a modello i suoi scritti, le sue relazioni e le sue riflessioni da "povero laico cristiano" - come amava definirsi - per il proprio stile di vita.
ROMA
- In un editoriale il settimanale "Famiglia cristiana" attacca
duramente Silvio Berlu ( da "Messaggero, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il dito soprattutto contro la social card che il giornale definisce "carità di Stato". Scrive il settimanale cattolico: "Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento". E ancora di più: uno degli avvocati "eletti" "ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia.
ROMA
- La polemica tra maggioranza e opposizione resta su toni accesi. Alla vigilia
del voto conclus ( da "Messaggero, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laico di An, la Prima Commissione all'unanimità ha deciso, prima di procedere, di acquisire la documentazione necessaria, e cioè l'istanza con cui il presidente del Consiglio ha ricusato il presidente del collegio Nicoletta Gandus e il parere della procura generale di Milano negativo sulla ricusazione.
<Nella
vita ho preso molti pugni ma sono sempre rimasta sul ring>
( da "Liberazione"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Essendo di formazione laica, ho trovato molto tardi dei compagni di fede e di preghiera: non avrei mai pensato di scoprirli, né tantomeno di essere io a praticare con loro. Sto diventando buddista e sto riscoprendo l'importanza di stare insieme agli altri e, di nuovo, la voce come strumento;
L'arcobaleno
di Aldo Capitini non è più un simbolo di pace, meglio usare la croce di Cristo
( da "Liberazione"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Dal momento che sono stato sempre cattolico e pensante ho rivolto molte domande anche a Santa Romana Chiesa. Volevo sapere perché è stata istituita la Lev (Libreria Editrice Vaticana) con l'unico fine di mettere i diritti d'autore sui discorsi del Santo Padre. Ricordo che Gesù di Nazaret insegnò "andate ed annunziate a tutti la gioia del Signore risorto"
Non
se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni
( da "Tempo,
Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini.
Dai
riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino
( da "Stampa,
La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: MESSA IN DUOMO Dai riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino Festa laica, ricca anzi ricchissima di occasioni di divertimento, ma anche e soprattutto festa religiosa. Da questo punto di vista la celebrazione più importante sarà, stamattina alle 10, la solenne messa nel Duomo e distribuzione della "Carità". Parteciperà anche la Banda del Corpo della Polizia municipale.
Agenda
Religioni ( da "Stampa, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: operatori pastorali e culturali delle sale delle comunità organizzato dall'Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) dal titolo "Sala della Comunità: identità e gestione", in programma ad Acqui Terme dal 11 luglio al 13 luglio. La quota di partecipazione è di 30 euro a persona e va versata entro il 7 luglio. Per le iscrizioni e le informazioni sul programma, scrivere a acec.
Il
rischio che corre la giustizia ( da "Tempo, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini.
Blocca
processi: tregua tra governo e Csm Castelli: "Ripartire dal lodo
Schifani" ( da "Giornale.it, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: E visto che oggi il Senato approverà il testo finale del decreto, con tutti i suoi emendamenti, il laico di sinistra Mauro Volpi, che presiede la Commissione, propone di iniziare a valutarlo nella sua complessità solo questo pomeriggio. Tutti d'accordo, meglio far calare le tensioni, essere prudenti e cercare una soluzione il più possibile condivisa.
Aborto
sbagliato ( da "Riformista, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ma, laicamente, il fatto che la nascita di un bambino equivalga a un danno da quantificare in euro, ci sembra un'equazione assai discutibile. Senza voler fare i soloni sul valore della vita ci limitiamo a notare un fatto. Di casi di mala sanità su cui chiedere risarcimenti se ne vedono tutti i giorni.
Intervista
gianni cuperlo: diciamo le stesse cose del 2001
( da "Riformista,
Il" del 24-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'
Abstract: "Secondo me dovremmo essere tutti un po' più laici. Il pluralismo è pluralismo di idee, culture, sensibilità altrimenti semplicemente non è. Noi non possiamo invocarlo come risorsa e poi temerlo quando si affaccia. Il problema del Pd non è discutere e decidere ma simulare un unanimismo che non c'è.
( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Parla il figlio dei
due ebrei comunisti, giustiziati negli anni '50: "Negli Usa un nuovo
maccartismo" Geraldina Colotti "Vennero a prendere i miei genitori nel
luglio 1950, dopo lo scoppio della guerra di Corea. Li uccisero il 19 giugno
del '53, poche settimane prima che finisse la guerra, ritenendoli colpevoli di
cospirazione finalizzata allo spionaggio: un'accusa per cui non occorrevano
prove", racconta al manifesto Robert Meerepol, figlio minore di Ethel e
Julius Rosenberg. I Rosenberg, ebrei comunisti americani, vengono condannati
per aver passato all'Urss le formule per costruire la bomba atomica. Ma per le
migliaia di attivisti che li sostengono, si tratta di un processo farsa. Un
processo che farà storia, come quello di Sacco e Vanzetti nel '27 . Robert, che
allora ha sei anni, finisce in orfanotrofio insieme al fratello Michael, finché
i coniugi Meerepol, sfidando il clima da caccia alle streghe che vige negli
anni del senatore repubblicano Joseph Mc Carthy, adottano i due bambini.
"Devo la mia sopravvivenza - racconta adesso Robert - al sostegno di
un'intera comunità. Così ho potuto crescere, diventare un militante della Nuova
sinistra, istituire la Rosenberg foundation for children (Rfc), e aiutare i
figli degli attivisti di sinistra colpiti dalla repressione, ci trovate al sito
www.rfc.org. Faccio anche parte del gruppo dirigente del Murder Victims'Family
for Human Rights, la più grande organizzazione americana contro la pena di
morte e le sparizioni". Lo spirito della Fondazione? Spiega Meerepol:
"Abbiamo 4 principi guida: l'uguaglianza fra le persone, la necessità
della pace nel mondo, il primato delle persone rispetto al profitto, la sostenibilità
ambientale. Considero l'ambiente una questione essenziale e parte della lotta
per un cambiamento radicale della società. Nel mio piccolo, pur vivendo negli
Usa ed essendo contagiato dallo stile di vita americano basato sullo spreco
delle risorse, ho installato i pannelli solari e cerco di assumere
comportamenti compatibili con l'ambiente". Oggi, Meerepol riesce a
scherzare sulla "speciale eredità" che possiedono lui e il fratello:
quella di essere le uniche persone negli Stati uniti a cui siano stati giustiziati
entrambi i genitori. Ma nel volume autobiofrafico Quando il governo decise di
assassinare mio padre e mia madre (tradotto da Angela Ferretti per l'editore
Zambon), racconta quanto sia stato difficile essere il
figlio dei Rosenberg e come abbia elaborato il dramma in termini di "
vendetta costruttiva". Spiega: "Sono approdato a un pacifismo
strategico, ossia alla ricerca di nuovi strumenti per combattere la guerra e il
sistema senza scendere sul terreno in cui il nemico è più forte. Ne ho fatto
esperienza con i Weathermen. Sono favorevole all'autodifesa e in alcuni momenti
storici allo scontro armato, ma resto una "testa di fungo", come mi
chiamavano all'università: incline all'unità e al compromesso". Per
Meerepol, il caso Rosenberg è ancora di importanza vitale:
"I miei genitori erano ebrei, laici e comunisti. Quanto più distante dai
fondamentalisti islamici di oggi. Eppure ci sono molti paralleli agghiaccianti
tra il caso Rosenberg e l'oggi. Allora, il governo ha usato la paura del
comunismo e della bomba atomica, gli spauracchi più temuti dall'opinione
pubblica. Oggi, si serve delle armi di distruzioni di massa nelle mani
del terrorismo internazionale per giustificare l'aggressione all'Iraq e uno stato di guerra permanente e preventiva. Un clima di intimidazione
impedisce di garantire i diritti agli imputati per terrorismo. Centinaia di
persone sono detenute a Guantanamo nella più completa illegalità e chissà
quante migliaia nelle carceri segrete della Cia sparse per il mondo..." In
questi casi la Fondazione interviene? "Non direttamente - risponde
Mereepol -. Però mia figlia maggiore, che è avvocato, fa parte del New York
Center for Constitutional Rights (http://ccrjustice.org). Nel
( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
DIVINO I cattolici e le colpe del Partito democratico Filippo
Gentiloni A distanza, ormai, di più di un mese, i cattolici
continuano a interrogarsi sulla vittoria di Silvio Berlusconi e sulla sconfitta
del centrosinistra nonché sulle loro responsabilità. I cattolici:
evidentemente non tutti, ma quei gruppi che si occupano di politica.
Significativi due titoli di "Famiglia cristiana": "I cattolici e il mal di Pd" e "Il 'peccato
originale' di un partito fantasma". Più che la soddisfazione per la vittoria
di Berlusconi, dunque, vengono sottolineate le colpe del Partito democratico di
Walter Veltroni. Le attese degli eredi della Democrazia
Cristiana sarebbero state tradite. E sarebbe stato anche
tradito Romano Prodi, l'unico leader veramente cristiano degli ultimi decenni.
Come mai? La perplessità cattolica è confermata da alcune cifre, anche se non
del tutto sicure. Per il Partito democratico avrebbe votato soltanto il 35 per
cento dei cattolici "praticanti", mentre il 44 per cento avrebbe
votato per Berlusconi. Secondo altre analisi, addirittura l'80 per cento dei cattolici praticanti e impegnati avrebbe votato per il
centrodestra. Sulle cifre si può discutere, ma è fuori di dubbio che i temi sui
quali la destra ha fondato la propria propaganda sono stati graditi da buona
parte dei cattolici più impegnati e praticanti. Il
grande tema fondamentale, soprattutto, quello della sicurezza con il suo
corollario, il rischio degli immigrati. Che dire di questi temi da un punto di
vista cattolico? Non sembra che si tratti di temi molto vicini al messaggio
evangelico, tutt'altro. Si tratta, piuttosto, di temi che fanno riflettere
sulla profondità o meno del cattolicesimo nostrano. Ma all'allontanamento dei cattolici dal Partito democratico probabilmente ha influito
anche un altro fattore, l'abbraccio di Veltroni con i radicali. L'antica
avversione o antipatia non è certamente scomparsa, soprattutto per tutto ciò
che riguarda il sesso, la famiglia, ecc. Veltroni deve averla sottovalutata.
Scrive Padre Sorge, un commentatore certamente autorevole. "Il grande
errore dell'accordo con i radicali ha privato l'elettore cattolico del diritto
di non mandare Emma Bonino in parlamento". E ancora: "Se il Pd non
avvia un vero processo costituente non va lontano". Comunque la maggioranza
del cattolicesimo che conta guarda, ormai, a destra. Speriamo che nel prossimo
futuro il cattolicesimo di sinistra, minoritario ma significativo, riesca a
farsi sentire.
( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Scritto&Parlato
Un'astensione berlusconiana Caro Valentino, nel tuo editoriale su "il
manifesto" di martedì 17 giugno "L'umanità negata" ai migranti
rifugiati, l'omertà della chiesa papalina che tace sullo sterminio di massa di
esseri umani profughi dai loro paesi per approdare ai nostri mi ha ricordato la
rabbia di Gesù contro i nemici dei forestieri: "Ero forestiero e non mi
avete ospitato" (Matteo 25,43). Chi, oggi, è più
forestiero di un musulmano nella cattolica Italia? E Cristo si identifica con
lo stesso forestiero! La stessa attuale discussione al parlamento europeo sulla
vergognosa direttiva della detenzione carceraria di diciotto mesi dei migranti
compresi i minori, mi fa ricordare la strage degli innocenti di Erode nella
Palestina di duemila anni fa (Matteo 2, 16-18). Ma allora di quali
"radici cristiane" si vantano i leghisti Calderoli, Bossi, Maroni e
gli europarlamentari cattolici di destra, di centro e
di centrosinistra? Antonio de Angelis, prete sposato, Poggio di Sanremo Caro
Antonio, condivido la tua lettera, le tue critiche alla "chiesa
papalina" e la tua indignazione per la direttiva europea
sull'incarceramento di quei disperati di migranti che tentano di venire in
Europa. Buone le citazioni dal Vangelo di Matteo. Detto tutto questo, resta il
fatto che sulla direttiva europea contro gli immigrati la "chiesa
papalina" ha espresso una condanna mentre i nostri europarlamentari del
Partito democratico si sono fieramente astenuti; avrebbero avuto il gran
coraggio di non votare a favore. Questa astensione è gravissima da tutti i
punti di vista e conferma che il Partito democratico continua nella sua linea
di subordinato consenso al nostro Berlusconi. A questo proposito mi pare
opportuno riportare un passaggio dell'intervista che Claudio Fava,
europarlamentare della Sinistra democratica, ha lasciato a "il
manifesto" di giovedì 19 giugno: "Il dato di fatto - afferma Fava - è
che da domani i ministri del governo diranno che siamo autorizzati dall'Europa,
dal Parlamento europeo e anche da chi si è astenuto, per portare fino alle
estreme conseguenze il pacchetto sicurezza che è nel solco delle indicazioni
europee. Hanno la responsabilità politica di aver agevolato il lavoro giuridico
ignobile che si sta portando avanti in Italia". Pieno accordo con te e con
Fava. Valentino Parlato La Palestina negata Caro Parlato, il tuo articolo
"L'umanità negata" è bello, chiaro, condivisibile, ma la tua denuncia
non va limitata a quegli esseri umani che attraversano il Mediterraneo cercando
di raggiungere l'Europa. Sono più di 40 anni che noi, la sinistra, Rifondazione
compresa, neghiamo l'umanità al popolo palestinese, non comprendiamo cosa
significhi un'occupazione come quella israeliana, non capiamo o non vogliamo
capire che la violenza palestinese, i martiri, o se preferisci i kamikaze, sono
la naturale conseguenza della violenza dell'oppressione israeliana. Solo
riconoscendo le ragioni dei palestinesi e denunciando i crimini di guerra dei
governi israeliani, sarà possibile una pace giusta. La sinistra, tranne poche
eccezioni, non l'ha mai fatto e anche tu, come Rossanda e la maggioranza de il
manifesto, fai parte della sinistra equidistante, quella che appoggia Abu
Mazen, a mio parere, un Quinsling che ha molte responsabilità delle divisioni
dei palestinesi. Il rifiuto del boicottaggio della Fiera del libro a Torino da
parte del giornale, dopo aver riconosciuto il significato politico e l'uso
strumentale della commemorazione della nascita dello stato
israeliano, ne è una conferma. Lettera firmata Ribadisco la mia opposizione al
boicottaggio della Fiera del libro di Torino e non mi pare giusto e utile dire
che Abu Mazen è un "Quisling". v.p. Ostacoli politici alle adozioni
Ho letto l'articolo di Valentino Parlato del 17 giugno "L'umanità
negata" e mi è piaciuto molto. In Italia si parla molto di aiuti solo il
periodo di Natale. Sono circa due anni che cerco di aiutare, adottandoli, una
coppia di bambini macedoni. Ma la burocrazia, italiana e macedone, fa di tutto
per ostacolarmi. Perché non andate a informarvi di tutti quei bambini-e che
potrebbero arrivare in Italia con un aereo e non su un gommone? Penso che ci
sarebbero da scrivere tanti articoli sulla questione delle adozioni e vi sarei
grato se andaste a fondo. Sarebbero tanti i futuri genitori a ringraziarvi.
Siete l'unico giornale che tratta questi casi sensibili. Grazie. Un vostro
lettore Proveremo a informarci meglio. v.p. La contraddizione principale I sassolini
di Rossanda (il manifesto 14 giugno) non fanno più male a lei e fanno bene a
noi. Al congresso Prc, immagino che Vendoliani e Ferreriani avranno di che
meditare. Del resto rileggendo gli "Appuntamenti di fine secolo"
soprattuto il carteggio preparatorio fra Rossanda e Ingrao, i "nuovi
soggetti", ed in particolare le coscienze femministe ed ambientaliste,
erano già definiti da Rossanda come "...non sommabili, danno luogo a corsi
separati e incomunicanti". Oggi parla di livelli diversi dell'azione politica
e mi sembra centrare meglio la questione. Eppure Rossanda mi sembra sfuggire ad
una domanda fondamentale sulla "contraddizione principale", che non
può essere posta dalle "ex-sinistre politiche"che veleggiano per
altri approdi, ma che la doppia bastonata elettorale del '94 e del '08 dovrebbe
imporre a tutti i comunisti in buona fede: sono gli operai "classe
generale"? Possiamo ancora attribuire loro l'incarnazione
dell'"operaio collettivo organizzato in combinazione su vasta scala",
l'unica vera definizione originaria che il Marx maturo diede (nel Capitale) del
soggetto che il modo di produzione capitalistico genera inevitabilmente e
destinato alla sua negazione? Oppure dobbiamo rendere l'onore delle armi al
movimento degli operai organizzati e smetterla di caricarlo dell'onere di
concretizzare quella "tendenza storica" prevista ma mai realizzatasi?
E non bisogna forse anche rimettere le mani ad una teoria, almeno di fase,
della formazione sociale capitalistica che rimetta in discussione alcuni
pilastri della sua critica, incluso la "contraddizione
capitale-lavoro"? Piergiorgio Rosso Roma Ce la faremo, non grazie a voi In
merito agli articoli di Luca Fazio e Marco Philopat sui centri sociali e sul
Leoncavallo in particolare (il manifesto 21 giugno), ci viene spontanea la
domanda: può a Milano una qualche forma di vita latamente a sinistra
prescindere dal destino di questi luoghi? Crediamo di no. E non per qualche
rigurgito centrosocialista ma per totale assenza di qualunque altra cosa,
proposta, tentativo. E se poi il personale che anima svariati circoli dell'Arci
da questo mondo proviene e, magari, ancora frequenta, ci sembra cosa ottima,
non pessima. Ma se è per questo i buoni compagni di viaggio si ritrovano
ovunque tranne, ci sembra di capire, sulle frequenze e nell'inchiostro di
qualche riserva indiana del giornalismo di sinistra. Lo sgombero del
Leoncavallo o di altri luoghi (e per la lunga vita si opera prima di augurarla)
ha un valore perché nel passato si è sempre collocato in un punto di faglia, di
frattura e trasformazione della società milanese. In passato ha saputo agire da
ponte per altri soggetti e bisogni. Sarà così anche stavolta? Forse sì. Certo
se seguissimo il disfattismo degli ex, saremmo fermi al 1968, pardon 1989.
Saranno stati anche formidabili quegli anni però adesso, per favore pietà.
Vengono elencati venti spazi tra Milano e provincia: non pensiamo ce ne sia uno
che non si senta offeso dalla riduzione definitoria della propria attività.
Osteria, cinema? Antifa? Corsi di autodifesa? Alcuni addirittura nulla. Per
fortuna che la politica la lasciamo agli amici de il manifesto. Certo se gli
spazi fossero meno litigiosi... se prendessero carta e penna più spesso.. se
alle iniziative di contrasto a questo Expo ci fossero più di qualche decina di
persone. Però ad essere sinceri, complici certamente i congressi delle realtà
serie della sinistra, ci pare di capire si intendano i partiti, in tali difetti
siamo ben accompagnati, o meglio nel poco in splendida solitudine. Isolati? Ben
di più, temiamo. Ma non affannatevi troppo, terremo botta anche a 'sto giro. E
come potremmo togliere a qualcuno, in futuro, il piacere di straparlare del
presente? Leoncavallo S.p.a.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Sono i cattolici "tiepidi" lo zoccolo duro del Pdl E il
voto complica il rapporto Chiesa-politica Il 34% dei praticanti ha votato per
Veltroni, il 48% per Berlusconi (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ILVO DIAMANTI Come,
in fondo, è avvenuto in campagna elettorale, per tacita, reciproca intesa fra i
due maggiori candidati premier. A Berlusconi, d'altronde, non piace aprire
grandi e laceranti discussioni fra gli elettori; i suoi, in particolare.
Preferisce dialogare con la gerarchia in modo diretto. A tu per tu.
Rassicurando il Pontefice sul sostegno alle famiglie e alle scuole cattoliche.
Oppure invitando un vescovo a spendersi affinché la Chiesa permetta ai
divorziati di "fare la comunione" (quindi anche, ma non solo, a lui:
per evitare il sospetto di una indulgenza "ad personam"). Le
posizioni della Chiesa, inoltre, in questa fase non favoriscono una specifica
parte politica. Sui temi bioetici e sulla famiglia la gerarchia ecclesiastica è
in contrasto con il Centrosinistra. Ma avviene il contrario in materia di
sicurezza e di immigrazione. Così, la "questione cattolica", in Italia,
non sembra più al centro del dibattito politico. Anche la polemica di Famiglia
Cristiana sul ruolo dei cattolici nel PD avrebbe avuto
un impatto mediatico assai maggiore qualche mese fa, quando i Democratici erano
al governo. Mentre ora sono la minoranza della minoranza. Tuttavia, è lo stesso
risultato elettorale ad aver complicato il rapporto tra Chiesa e politica. Dopo
la fine della Dc - il partito dei cattolici ? la
Chiesa ha scelto di agire in proprio sui temi di maggiore interesse. La
gerarchia è intervenuta in modo diretto, insieme a gruppi, circoli e comitati
del mondo cattolico. Ha investito con maggiore decisione sulla comunicazione e
sui media. Dai quotidiani (L'Osservatore Romano, l'Avvenire, Famiglia
Cristiana) alle emittenti radiotelevisive. Sostenuta da
intellettuali e media "non" cattolici. Anzi:
laici; atei (più o meno) devoti. Raccolti intorno al Foglio di Giuliano
Ferrara. Una "Chiesa extraparlamentare", l'ha definita Sandro
Magister in un lucido saggio di alcuni anni fa (pubblicato dall'Ancora del
Mediterraneo). Capace di promuovere massicce campagne di opinione.
Disposta a "scendere in campo" direttamente, come ha fatto in
occasione del referendum sulla procreazione assistita. Questo modello è stato ispirato e guidato dal cardinale Camillo Ruini. Che
ieri si è congedato dal ruolo di "vicario" di Roma, dopo quasi 18
anni. Esortando i vescovi, nel commiato, a non essere "sudditi". Di
certo non lo sono stati negli ultimi 20 anni. Semmai il contrario. Tuttavia,
questa linea oggi appare in discussione. Per funzionare, esige una Chiesa in
grado di orientare, almeno in parte, le scelte elettorali dei cattolici. In modo da premiare oppure punire le forze
politiche, in base alla coerenza con le posizioni della Chiesa. Capace, ancora,
di influire sulle scelte legislative, attraverso parlamentari
"fedeli". Come un "gruppo di pressione" (non diremo
"lobby", per non generare equivoci) in grado di esercitare una
"pressione" efficace. Ciò non è avvenuto, in questa fase. Giuliano
Ferrara (ancora lui) ha denunciato, dopo le recenti elezioni, l'indebolirsi
della presenza dei cattolici e degli esponenti vicini
alla Chiesa: nell'attuale governo e nei posti-chiave dei principali partiti.
Conseguenza implicita della scelta della Chiesa di non scegliere. Di non
schierarsi apertamente. E, semmai, di appoggiare l'Udc di Casini e di Pezzotta.
Coltivando una tentazione neodemocristiana. Una critica esplicita alla
strategia "extraparlamentare" di Ruini. Le recenti elezioni, d'altra
parte, sottolineano come, dopo la Dc, sia finita anche l'era dell'unità
politica dei cattolici. In modo, forse, definitivo. Lo
mostrano i dati dell'indagine condotta dal Laboratorio di Studi Politici
dell'Università di Urbino (LaPolis) nelle settimane successive al voto
(campione nazionale di oltre 3300 casi). I cattolici
confermano, come nel recente passato, di essere orientati prevalentemente a
centrodestra. Il 34% di coloro che frequentano assiduamente la messa domenicale
ha, infatti, votato per Veltroni (il 30% per il PD); il 48% per Berlusconi (il
41% PdL). Tuttavia, la differenza rispetto al totale dei votanti non è
eccessivo. Fra i cattolici praticanti, infatti, il Pd
ottiene 3 punti e mezzo in meno rispetto a quanto avviene fra i votanti nell'insieme.
Il contrario del PdL. Tuttavia, conviene rammentare che quanti vanno
regolarmente a Messa (secondo l'Osservatorio socio-religioso triveneto, diretto
da Gian Antonio Battistella e Alessandro Castegnaro) costituiscono una quota di
poco inferiore al 30% della popolazione. Per cui, rispetto al risultato
ottenuto dal Pd e dal PdL fra i votanti nel complesso, la differenza espressa
dal voto dei cattolici praticanti si riduce a circa
l'1% L'Udc, da parte sua, ha effettivamente intercettato una quota di cattolici quasi doppia rispetto al proprio peso elettorale.
Il 10% dei cattolici praticanti assidui. Che, però,
sul totale dei voti validi, significa non più del 3%. Poco per garantire ai cattolici peso e rappresentanza. Anche perché, comunque, il
90% dei cattolici ha votato diversamente. Dati molto
simili emergono da altre ricerche (Itanes, nella parte curata da Luigi
Ceccarini; dati Ipsos, nelle analizzati da Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni).
Anche per questo riteniamo che i progetti neocentristi volti ad allargare la
base elettorale dell'Udc non produrranno effetti significativi. Visto che la
presenza radicale nel Pd non pare averne indebolito la capacità di attrarre il
voto cattolico. Peraltro, nella base elettorale dei principali partiti (Udc esclusa),
i cattolici praticanti costituiscono una porzione
significativa, ma minoritaria. E, sui temi sociali ed etici, esprimono
posizioni maggiormente vicine alla parte politica di riferimento piuttosto che
alla Chiesa. Semmai, la preferenza per il Centrodestra appare molto più
evidente fra i cattolici che esercitano la pratica
religiosa in modo saltuario. Una componente, peraltro, ampia degli elettori
(circa un quarto del totale), poco sensibile agli insegnamenti ecclesiastici.
Animati da grande fiducia nella Chiesa, questi cattolici
interpretano e praticano una religione secolarizzata e privatizzata. Più simile
al "senso comune" che a una professione di fede esercitata con
coerenza. L'influenza della Chiesa, per essere davvero influente, deve
rivolgersi in particolare a questo popolo di "fedeli tiepidi".
Peraltro, più tradizionalisti e orientati a destra, sui temi etici ma anche
sociali. Tuttavia, la "missione" perseguita da Benedetto XVI non
dimostra indulgenza verso il relativismo religioso ed etico. Al contrario, mira
a recintare il "campo religioso", tracciando confini chiari fra la
verità dei cattolici e quella degli altri. Per questo
potrebbe avvenire che la Chiesa abbandoni la via extraparlamentare. Che la
gerarchia cattolica concentri la propria pressione (e la propria
"missione") sulla politica e i politici. Cattolici e non. Ma, ancor
prima, sugli stessi cattolici. Soprattutto, i più
"relativi". Per rafforzare il potere di rappresentanza della Chiesa.
E, forse prima ancora, per "educarli". Per trasformare la loro fede
da relativa in assoluta.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Il
popolo cattolico disperso in politica ILVO DIAMANTI Dopo il voto, le polemiche
intorno al rapporto fra Chiesa e politica sembrano meno accese. La netta
vittoria del Centrodestra, anzitutto, ha espunto dall'agenda parlamentare i
temi etici, che tante polemiche avevano sollevato, soprattutto nel
Centrosinistra.
Per questo, le materie che hanno ostacolato il breve percorso del governo Prodi
(coppie di fatto, fecondazione assistita, eutanasia) probabilmente verranno
accantonate. Mentre difficilmente il Centrodestra rivedrà la 194, che regola
l'interruzione della gravidanza, come vorrebbero le gerarchie ecclesiastiche.
D'altronde, il Pdl ha lasciato solo Giuliano Ferrara a combattere la sua
battaglia per la moratoria contro l'aborto. è probabile che, sull'argomento,
prevalga la rimozione. SEGUE A PAGINA 4.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina III - Bologna
L'intervento del cardinale sul tema "Maschio o femmina. Realtà o
scelta?" pubblicato ieri da "Bologna Sette" di Avvenire Caffarra
alla vigilia del Gay Pride: "Rapporti omosex, pericolo sociale"
MICHELE SMARGIASSI Ignorare o confondere la distinzione fra uomo e donna non è
solo irragionevole, ma "inficia ogni rapporto sociale"; insomma le
rivendicazioni omosessuali sono una minaccia per la società tutta quanta. Lo
dice da tempo il cardinale Carlo Caffarra, ma non è un caso che abbia voluto
ribadirlo ieri con grande evidenza su Bologna Sette, il supplemento domenicale
diocesano di Avvenire, a meno di una settimana dal Gay Pride che sta scuotendo,
in città e non solo, i rapporti fra laici e cattolici in politica. Il testo dell'arcivescovo, titolato a tutta pagina
Maschio e femmina: realtà o scelta?, è frutto di una relazione presentata
sabato scorso da Caffarra al centro pastorale "Paolo VI" di Brescia,
ma Avvenire tiene a precisare che il cardinale ne ha "scritto di suo
pugno" una sintesi specificamente per il settimanale. Nel testo il
cardinale, col linguaggio del teologo morale, propone una "risposta
cristiana" alle due opposte, e a suo parere sbagliate, interpretazioni
della differenza fra i sessi: la "teoria del gender" che ammette che
chiunque possa scegliere liberamente la propria appartenenza di genere senza
sentirsi tenuto a rispettare alcun "referente naturale"; e la teoria
della "rottamazione dell'io" per cui l'identità sessuale "è
ridotta all'insieme dei processi biologici e psicologici" e non bisogna
fare altro che seguire "una mera spontaneità". La risposta cristiana,
per Caffarra, sta in mezzo: "natura e cultura, libertà e scelta": non
una media matematica, ovviamente, ma il riconoscimento dettato dalla ragione
che "la humanitas è bi-forme", che la relazione tra mascolinità e
femminilità "non si contratta" perché ha già una sua naturale
destinazione: il suo "significato sponsale, l'essere costituiti per la
relazione con l'altro", che è poi "condizione dell'esistenza di un
terzo: il figlio". E qui Caffarra affonda il giudizio sull'omosessualità:
"La relazione omosessuale non veicola più il significato originario della
sessualità, è relazione di identici, cioè alla fine con se stessi". Non
solo: "Poiché la società uomo-donna è il paradigma fondamentale di ogni
socializzazione della persona, l'errore e il disordine circa quella inficia
ogni rapporto sociale". Ne deriva in particolare una minaccia per
l'istituto matrimoniale e la famiglia, "che sta subendo una vera e propria
de-costruzione, smontata pezzo per pezzo. Si parla ancora di coppia, di
famiglia, di genitori, di paternità/maternità, ma queste parole veicolano
significati tra loro contrari". Non è difficile, dietro il linguaggio
cattedratico, leggere un riferimento alle unioni civili e al matrimonio omosex.
Così come sembra trasparente il rimprovero di Caffarra al "pensiero
cristiano" che "non è sempre stato
vigile" su questi argomenti: quasi un invito ai cattolici
bolognesi a levare la loro voce. Come in effetti le Acli di Bologna hanno
appena fatto, accusando il Pd (che invece ha aderito alla manifestazione sui
diritti omosessuali che solcherà sabato prossimo le vie di Bologna) di
"appoggiare una manifestazione esibizionista e radicalmente
anti-cattolica". Il Pd ha risposto di avere aderito in nome della
"lotta contro ogni discriminazione" senza far propria l'intera
piattaforma della manifestazione. Ma dopo il richiamo dell'arcivescovo, la
polemica potrebbe tornare ad allargarsi.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca Padova,
allontanato dalla chiesa. "Qui comando io, esci". Il giornalista:
"Mi ha umiliato anche come cattolico" Prete innamorato, vescovo
caccia il cronista dello scoop Pioggia di proteste per il gesto del monsignore:
"Atto intollerabile e inaccettabile" FILIPPO TOSATTO PADOVA - Vade
retro, stampa. L'arcivescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, ha cacciato
platealmente dalla chiesa il giornalista autore dello scoop sulla vicenda di
don Sante Sguotti, l'ex "parroco innamorato", padre di un bambino, ora
ridotto dal Papa allo stato laicale. è accaduto nella
mattinata di ieri nella cappella di San Bartolomeo, a Monterosso sui Colli
euganei, dove Sguotti era parroco fino a un anno fa. Il vescovo, entrando in chiesa,
ha chiesto ad alta voce se tra i presenti vi fosse Gianni Biasetto,
corrispondente del "Mattino di Padova", e dopo averlo individuato lo
ha preso sottobraccio portandolo fuori e intimandogli: "Tu non puoi stare
qui, qui comando io e adesso esci". Una scena, conclusa dall'indice alzato
del prelato che ha ammonito il cronista a non rientrare, svoltasi
nell'imbarazzato silenzio dei fedeli. "Mi sono sentito offeso e umiliato -
è il commento di Biasetto - evidentemente il vescovo considera anche me un emissario
del "principe delle tenebre", epiteto che aveva usato in una lettera
inviata a don Sante. Io sono un cattolico praticante e quanto è successo mi
imbarazza molto, perché sono stato additato come
indegno di stare in chiesa davanti a tutta la comunità. La mia sola colpa,
ammesso e non concesso che lo sia, è di aver fatto il mio lavoro e di aver
scritto semplicemente la verità". Il comportamento del vescovo (che in
Curia definiscono "esasperato" dalla prolungata attenzione rivolta
dai media al caso del prete-papà) ha suscitato una pioggia di proteste: "Un gravissimo attacco alla libera e corretta informazione in uno
Stato laico dove il dialogo e il confronto tra cittadini, vescovi compresi,
dev'essere fondato su rispetto e tolleranza reciproci", è la condanna
espressa dal comitato di redazione Finegil (il gruppo per cui lavora Biasetto),
sindacato veneto giornalisti e Unione cronisti italiani.
"Intollerabile e inaccettabile. Non ci sono altri aggettivi per definire
quanto successo nella chiesa di San Bartolomeo a Monterosso di Abano", ha
affermato Guido Columba leader dell'Unione Italiana Cronisti. "L'unica
colpa ascritta al giornalista è quella di aver fatto il proprio mestiere
riportando l'evoluzione di una vicenda che è rimbalzata sulle cronache nazionali
e internazionali".
( da "Secolo XIX, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Il vicepresidente
Mancino a Napolitano: "Nessun parere". Ma la bozza è pronta Roma. Non
c'è alcun parere del Csm sulle norme che sospendono i processi. Per il momento.
Ieri mattina, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha convocato al
Quirinale Nicola Mancino, vicepresidente dell'organo di autogoverno della
magistratura. Mancino ha spiegato al Presidente della Repubblica che "Non
c'è alcun parere a tutt'oggi elaborato o approvato dalla Commissione
competente, né esiste una bozza di parere concordata tra i due correlatori
designati. Conseguentemente non c'è alcun documento all'ordine del giorno del
plenum. E dunque si sono aperte polemiche immotivate su un parere
inesistente". Per ora. La precisazione è giunta al termine di una nottata
politica molto nervosa, dopo che si erano rincorse anticipazioni su un giudizio
di incompatibilità costituzionale che il Csm avrebbe espresso nel giro di poche
ore. In particolare si sosteneva la possibile violazione dell'articolo 3 (la
uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) e il 111 (la durata ragionevole
dei procedimenti) oltre al conflitto che quelle misure avrebbero avuto rispetto
ad una contestazione della Comunità Europea sulla eccessiva lentezze dei
procedimenti giudiziari in Italia. Palazzo Chigi ha protestato
vivacemente, forte del fatto che il Csm non aveva adottato alcuna misura
ufficiale. Ma ins erata il Guardasigilli AngeloAlfano ha dettato un a nota
distensiva: "L'interventod el Capo dello Stato è da apprezzare perchè
dissipa ogni dubbio rispetto al parere del Csm". Gli esponenti del Csm,
eletti tra le fila del centrodestra, avevano comunque accusato il centro e la
sinistra del consiglio di "fughe in avanti" con anticipazioni alla
stampa su deliberazioni tutte da discutere. Lo stesso Napolitano aveva espresso
disappunto per una indiscrezione che aveva tutta l'aria di una bocciatura
scontata. Da qui la decisione di convocare, ieri mattina, Mancino al Quirinale.
Ieri Umberto Bossi era stato sferzante, ma anche
chiaro: "Berlusconi ha ragione sui giudici - ha detto il senatur - ma è
anche ossessionato da questa vicenda e ha paura di finire in galera. Ritengo,
però, sia stato un errore aver lacerato la dialettica
con il Pd, proprio alla vigilia della discussione sulla riforma federalista.
Non vorrei che ora si mettessero a fare ostruzionismo". La Lega sembra
consigliare al premier un'altra soluzione: "La Corte Costituzionale non ha
bocciato il vecchio Lodo Schifani (la norma che sospende ogni inchiesta a
carico delle più alte cariche dello Stato) per la sostanza, ma per la forma.
Noi preferiremmo questa soluzione" ha spiegato l'ex Guardasigilli, Roberto
Castelli. Ma FI non ha intenzione di fermarsi. "Le parole usate da Mancino
mi danno ragione: non c'è alcun parere da parte del Consiglio. Sia la
commissione che, successivamente, il Plenum devono ancora confrontarsi. Dovremo,
ad esempio, discutere anche se rientra nei nostri compiti affrontare il
problema della costituzionalità di una norma": questo il commento di
Michele Saponara, esponente laico del Csm, eletto dal Pdl. "Il Csm, o
almeno una parte di esso, vuole avere un ruolo politico, soprattutto quando il
centrodestra è al governo" taglia corto Niccolò Ghedini, parlamentare di
FI, avvocato di Berlusconi ed estensore delle norme sul rinvio dei processi. In
realtà, i due relatori incaricati di redigere un giudizio sulle norme più
controverse del decreto sicurezza, Fabio Roia (Unicost, corrente moderata
dell'Anm) e Mauro Volpi (Md, corrente di sinistra), hanno confermato che il
loro lavoro è pronto: "Nella bozza che stiamo ultimando si fa cenno
all'incostituzionalità di alcuni passaggi del decreto. Poi la commissione ne
discuterà e potrà anche apportare delle modifiche" ha spiegato il primo.
"La presidenza del Consiglio ci ha chiesto un parere e noi lo stiamo
preparando. Poi spetterà al Capo dello Stato decidere se metterlo o meno
all'ordine del giorno. Ma se il Csm non si dovesse esprimere su una materia
come questa, che ci starebbe a fare?" ha aggiunto il secondo. Nessun passo
indietro, quindi: questa mattina, e stavolta in forma ufficiale, la sesta
commissione si riunirà e discuterà finalmente sul testo predisposto proprio da
Roia e Volpi, del quale, a questo punto, si conosce proprio tutto. "Ma le
illegittimità costituzionali di quelle norme sono talmente evidenti! - protesta
Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori - C'è stata soltanto una fuga
di notizie che ha anticipato quanto accadrà nelle prossime ore. Il Csm ha non
solo il diritto, ma direi anche il dovere di avvertire il Parlamento quando si
sta per varare una norma anticostituzionale. Un Presidente del Consiglio
dovrebbe correre dai giudici per farsi giudicare subito, non andare in
Parlamento per bloccare i suoi processi" Angelo Bocconetti
bocconetti@ilsecoloxix.it 23/06/2008 ' 23/06/2008 I TIMORIDEl
carroccioBerlusconi ha paura di finire in galera. Ma non vorrei ora uno stop al
dialogo sul federalismo umberto bossileader Lega Nord 23/06/2008 ' 23/06/2008
italia dei valoriall'attaccoUn premier dovrebbe correre dai giudici per farsi
giudicare, non bloccare i processi antonio di pietroleader Italia dei Valori
23/06/2008 17 GIUGNO 23/06/2008 19 GIUGNO 23/06/2008 19 GIUGNO 23/06/2008 21
GIUGNO 23/06/2008 LE TAPPE 23/06/2008 Il premier aveva chiesto di ricevere
l'eucarestia anche se divorziato, il Papa ha ribadito la posizione della Chiesa
23/06/2008 Roma. Solo i "puri", coloro che non sono macchiati dal
"peccato" possono ricevere l'ostia consacrata: lo ha detto il Papa,
in un messaggio al 49esimo Congresso Internazionale Eucaristico che si è chiuso
ieri a Quebec, in Canada. Nella sua omelia di ieri Papa Benedetto XVI non ha
ovviamente voluto rispondere a Berlusconi, ma certo è quantomeno curiosa la
temporalità della richiesta avanzata dal premier l'altro ieri al vescovo Tempio
Pausania Sebastiano Sanguinetti ("Quando è che cambierete le regole e
darete la comunione ai divorziati?") è la puntualizzazione di Benedetto
XVI. Il testo pontificio era tuttavia preparato da tempo. Ratzinger ha ribadito
quali sono le leggi canoniche in vigore nella Chiesa e che valgono per tutti i
credenti. "D'altra parte coloro che non possono prendere la comunione a
causa della loro situazione, troveranno tuttavia nella comunione del desiderio
e nella partecipazione al rito eucaristico una forza e un'efficacia
salvatrice". La richiesta del divorziato premier italiano ha suscitato qualche
polemica politica. - "Io mi sono impegnato a non parlare in pubblico di
queste cose, perché si tratta di scelte di fede e non di dibattito politico. Ma
il depositario delle regole della Chiesa credo che sia ancora il Santo Padre e
non il presidente del Consiglio..." lo ha ad esempio punzecchiato il
leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Il quale, a sua volta, è stato rimbrottato da un cattolico doc di Forza Italia, Maurizio Lupi:
"L'estate è arrivata, finalmente, con punte di caldo eccezionale. Potevo
aspettarmi qualunque polemica nei confronti del presidente Berlusconi meno che
si aprisse una disputa dottrinale su chi sia il titolare delle regole della
Chiesa". Infine, c'è la presa di posizione della Lega Italiana del
divorzio breve, Diego Sabatinelli: "Oltre a chiedere ai vescovi di
togliere il divieto per i divorziati di fare la comunione, perché il Presidente
Berlusconi non si occupa direttamente di ridurre i tempi per ottenere il
divorzio?". 23/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
R2 LUNEDì COMUNIONI
E CONFESSIONI EDMONDO BERSELLI Ci vuole un grande rispetto verso quei bravi cattolici che hanno dovuto sopportare la tragedia famigliare
del divorzio e che ciò nonostante vorrebbero poter partecipare all'eucarestia,
dopo avere rotto il primo vincolo matrimoniale ed essersi risposati. Purtroppo
la chiesa rimane legata a principi molto tradizionali, e continua cocciutamente
a considerare indissolubile il matrimonio. Bizzarrie di santa romana ecclesia,
verso la quale ci vuole una santa comprensione. Ma allora non si capisce perché
ci sono dei cattolici convinti, come l'attuale
presidente del consiglio, che vorrebbero partecipare al sacramento della
comunione pur dopo avere approfittato dell'istituzione civile del divorzio. La
tradizionale comprensione e la tolleranza della gerarchia ecclesiastica non
riescono a superare la rigidità del comandamento "finché morte non vi
separi". Ma osservando la volontà con cui Berlusconi
persegue la partecipazione al rito della comunità cattolica, viene da
commentare: si capisce la richiesta di non essere esclusi dalla comunione. Ma
se il punto centrale della vita del buon cattolico consiste nell'essere ammessi
ai sacramenti, prima della comunione non converrebbe chiedere con altrettanta
determinazione di essere ammessi alla confessione?.
( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Csm organo diviso
sulla costituzionalità del decreto Il Colle non gradisce strappi alle regole
Nicola Mancino e Giorgio Napolitano si sono sentiti ieri mattina per telefono.
E hanno convenuto sulla necessità di chiarire che non esiste alcuna bozza di
parere predisposta dal Consiglio Superiore della Magistratura sul decreto
sicurezza: non c'è alcun parere "a tutt'oggi elaborato e approvato dalla
Commissione competente", né esiste una "bozza di parere concordata
tra i due correlatori designati", ha fatto sapere il vice presidente del
Csm. Una precisazione doverosa anche perché al Capo dello Stato non andava giù
che si aprisse, su una bozza ancora non discussa dal Csm, uno scontro
istituzionale difficile da gestire. E poi c'è l'iter istituzionale da
rispettare: insomma, un passo alla volta. Una giusta precisazione, dunque, la
quale tuttavia non comporta automaticamente che, quando la cosiddetta
"bozza della discordia" arriverà oggi (questa volta ufficialmente)
sul tavolo della sesta commissione del Consiglio a palazzo dei Marescialli,
quella che andrà in scena sia una discussione tranquilla. Tutt'altro. Insomma,
i pareri divergenti all'interno del Csm in merito esistono e verranno fuori
tutti. Da una parte ci saranno coloro che, come è il caso di uno dei due
relatori, Fabio Roia (Unicost), sostengono che il colloquio Napolitano-Mancino
non muti la sostanza dei fatti: i dubbi intorno all'incostituzionalità di
alcune norme contenute nel decreto sicurezza ci sono. Tanto che è stato lo stesso Roia a dire che "nella bozza che sarà
presentata si fa cenno" all'incostituzionalità. Dall'altra, invece, i
consiglieri che hanno parere diverso in quanto sostengono - è il caso, ad
esempio, di Michele Saponara - che quanto emerso ieri dal colloquio fra
Napolitano e Mancino rappresenti "un segnale distensivo" e "può
darsi che il parere della commissione non venga messo all'ordine del giorno del
plenum". Una decisione, quest'ultima, che comunque vada spetta al
Presidente della Repubblica. Sono soprattutto i consiglieri
laici del centrodestra a cogliere nell'incontro di ieri tra il presidente della
Repubblica e il vice presidente del Csm segnali distensivi. Infatti, secondo
Saponara, quella di sabato altro non era che una ""bozzissima"
di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era
fondata sul niente". Anche Roia ha spiegato che la puntualizzazione
venuta dal Quirinale è servita semplicemente a confermare lo stato
dell'arte. Ma lui, insieme alla precisazione, ha voluto ricordare che la bozza
"presenterà diversi profili di criticità" rispetto al decreto. Stesso
parere espresso dal presidente della sesta commissione, Mauro Volpi: "Il
parere ci sarà, e su alcuni punti sarà critico". Insomma, se fossimo di
fronte a una sceneggiatura cinematografica, questa avrebbe per titolo
"Tanto rumore per nulla, o quasi". A significare che qualcosa, in
pentola, bolle. Che nel Csm c'è chi è vicino a essersi fatto un parere (più
negativo che positivo) intorno alla costituzionalità del decreto legge che
dispone la sospensione dei processi per i reati puniti con la reclusione fino a
dieci anni. Anche perché, nelle indiscrezioni sulla bozza concordata dai
consiglieri Pepino e Roia e diffuse ieri dalle agenzie di stampa, si parlava
con estrema precisione, e citando stralci del documento (non dunque a caso),
dell'incostituzionalità del decreto legge. Comunque sia, qualcosa di più si
saprà questo pomeriggio - altre sedute sono previste per domani e giovedì -
dopo la prima riunione della Sesta Commissione. Mentre sui tempi dell'arrivo in
plenum del parere inciderà la discussione che verrà svolta in Commissione:
"Vedremo il grado di condivisione e l'approfondimento che c'è nella bozza
dei relatori - ha detto il presidente Mauro Volpi -, da parte nostra ci sarà
come sempre uno sforzo per arrivare a un testo il più possibile condiviso anche
se penso sarà dura". Sarà dura, anche perché il lavoro per l'organo incaricato
di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri
dello Stato, in particolare da quello esecutivo, potrebbe essere frenato, come
detto, al suo interno: tra i membri eletti da tutti i magistrati ordinari tra
gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, i due
terzi del Consiglio) e quelle eletti dal Parlamento riunito in seduta comune
tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano
la professione da almeno quindici anni (membri laici, un terzo del Consiglio) i
pareri sul decreto legge sono accomunati da una sola caratteristica: la
divergenza. 23/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Il punteruolo la
gravidanza di massa in un liceo usa Più che Juno, poté l'assenza di condom La
notizia è di quelle da rubricare in una ipotetica sezione "fictional born
killers". Cioè quelli che credono che un film possa determinare fenomeni
di emulazione tali da spingere una persona a fare una strage, come nel caso
degli emuli del film di Oliver Stone Natural born killers , o farsi ingravidare
al liceo, come avviene nel film Juno , vincitore della (fu) Festa del cinema di
Roma. Pellicola trasformata da Giuliano Ferrara in film manifesto della sua
campagna contro l'aborto (e in un flop italiano al botteghino). Il Time ha dato
notizia di 17 adolescenti, studentesse di un liceo di Gloucester, a nord di Boston, cittadina operaia e cattolica, che hanno fatto
un patto di maternità per diventare madri tutte assieme, venire amate
incondizionatamente dai loro figli, rimanere amiche per sempre, senza uomini
tra le scatole. Sarebbe stato il film Juno a influenzare questa scelta, hanno detto in molti.
Che teoria sovrastrutturale, direbbe un marxista. Sono probabilmente ben altre
le cause che hanno portato queste ragazze, quasi venti, a fare quello che ogni
anno succedeva, fisiologicamente, a circa quattro studentesse. I Paolo Crepet
degli States sono all'opera: solitudine e disagio sociale, problemi con la
famiglia, femminismo precox, tutto quello che volete. C'è un particolare, però.
Le famiglie, la scorsa estate, nel comitato scolastico, votarono a grande
maggioranza contro la distribuzione di contraccettivi nelle strutture
scolastiche. Per rispetto, ovviamente, dei loro sacrosanti valori cattolici. Le farmacie che li vendono, ricettacolo di
miscredenti, pare che siano a diversi chilometri di distanza dalla scuola.
Dunque, niente pillole e preservativi a portata di mano. La morale? Non si può
accusare un film violento di generare violenza, se non si considera come causa
concreta e "strutturale" la facilità con cui un ragazzino può
rifornirsi di armi. E, nel caso delle pseudo-Juno, fondamentale è la difficoltà
di poter usare un preservativo. Giuliano Ferrara, sul Foglio di sabato, ha
detto che Juno non c'entra in questa faccenda (e d'altronde nel caso di Juno
c'è una gravidanza involontaria). Ma, allora, Juno non c'entrava nulla con la
sua campagna contro l'aborto. Una campagna omologa a quella delle famiglie
anti-contraccettive di Gloucester, che hanno di fatto agevolato
l'ingravidamento di massa delle minorenni. Juno non c'entra, ha ragione
Ferrara. Lui però sì, c'entra. L'Anna che verrà. Piccole mine, nel senso della
tigre di Cremona, ma anche delle mine vaganti, crescono. Anna Tatangelo, la
fidanzata "manageriata" da Gigi D'Alessio, il compagno rubato alla legittima
moglie, ha le idee chiare. Fin troppo. A soli 21 anni, e cinque Sanremo alle
spalle (che palle!), pensa già di voler sparire dalla scena. Dopo aver lasciato
il segno, però. E allora, racconta nell'intervista al Corriere della sera , si
è persino messa a studiare, con il maestro di Amici (caspita), perché a breve
imparerà a studiare uno strumento, chitarra o piano, deve ancora decidere.
Politicamente, è un piccolo grande talento doroteo post-democristiano. Crede in
Dio e tutte le sere lo ringrazia, dice, si dichiara cattolica non praticante -
che è come dire adoro il calcio ma non lo vedo e non lo gioco, sono una
pornodiva ma non scopo - rivendica l'autenticità autobiografica (?) della
canzone sui gay cantata a Sanremo, criticata da Grillini, e, più in generale,
non capisce le discriminazioni della Chiesa cattolica. È convinta,
andreottianamente, che i panni sporchi vadano lavati in famiglia, ma non ha
problemi a considerarsi una "sfasciafamiglie". Farà un programma su
RaiUno ma, assicura, tranquilli niente cultura, solo musica (passi che viene il
grande Vasco Rossi, ma da quando la musica non è cultura?). E meno male: il suo
scrittore preferito è Alessandro Baricco, che considera "sincero e
diretto". A questo punto, non rimane che cantare il ritornello di C'era un
ragazzo che come me... di Gianni Morandi. Uno che testimonia come lasciare un
segno, purtroppo, non significhi lasciare la scena.
Tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tattan-ge-lo.
23/06/2008.
( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del Ma nel Csm è diffuso il giudizio negativo sul decreto sicurezza
Oggi la discussione a Palazzo dei Marescialli, mercoledì il plenum. I laici di centrodestra annunciano battaglia di Massimo Solani /
Roma FORSE È TARDI ma un tentativo andava comunque fatto. Perché l'apertura di
una pratica a tutela dei magistrati milanesi e le anticipazioni a mezzo stampa
sulla bozza di parere che verrà discussa oggi dalla sesta commissione hanno
tirato il Csm in mezzo al fuoco di fila fra toghe e governo Berlusconi
schierando, almeno nell'opinione pubblica, l'organo di autogoverno della
magistratura al fianco dell'Anm. Per questo ieri il vicepresidente del Csm
Nicola Mancino ieri è salito al Colle per un confronto con il presidente della
Repubblica e del Csm Giorgio Napolitano. Un colloquio per mettere a punto la
strategia necessaria a frenare le polemiche e "smarcare" il consiglio
superiore della magistratura dalla spirale di accuse e controaccuse che si è
ingenerata da due settimane fra governo Berlusconi e Associazione Nazionale dei
Magistrati. È in quest'ottica che va letta la "frenata" di Mancino
sul parere della sesta commissione in merito al decreto sicurezza e alle
contestate norme blocca processi. Una bozza che sarà discussa oggi pomeriggio a
Palazzo dei Marescialli e che conterrà giudizi molto severi sugli emendamenti
Vizzini Berselli approvati in Senato. Modifiche al testo originario che, secondo
i relatori Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost), renderebbero
incostituzionale la legge per la violazione degli art. 3 e 111 della Carta. Ma
il documento non avrà certo vita facile in una commissione di cui fanno parte
anche uno dei laici del centrodestra, Michele Saponara (Fi) e uno di quelli di
centrosinistra. Ossia il professor Mauro Volpi, che della commissione è anche
presidente. Ma una cosa è certa, lo scetticismo del Csm sulle nuove norme è
diffuso e pressoché unanime. "Sono molto preoccupato. La mia non è una
valutazione politica ma tecnica, come è nella nostra competenza - ripeteva ieri
il consigliere laico in quota Udc Ugo Bergamo - Mancino ha detto che non c'è
ancora un parere ma ciò non significa che il Csm non possa esprimersi su un
provvedimento come questo che ha ricadute sull'ordinamento giudiziario. Le
posizioni che ho letto - ha proseguito Bergamo - sono condivisibili sia sul
piano del giudizio di opportunità di assumere la norma in questo momento, sia
per le ricadute che avrà sul sistema giustizia. Si va incontro a una possibile
paralisi". "A parte le questioni di costituzionalità su cui il Csm
può esprimersi - ha sottolineato Vincenzo Siniscalchi, laico di centrosinistra
- trovo che nell'emendamento ci sia una sorta di invasione di campo nei
confronti dell'autonomia organizzativa del lavoro dei magistrati. La norma,
secondo me, attribuisce al Parlamento una facoltà di decisione che è
espressione tipica dell'autonomia della giurisdizione". Di certo, tanto in
commissione quanto nel primo passaggio in commissione quanto nel secondo in
sede di Plenum (forse già mercoledì, ma a questo punto è più facile che si
slitti al giorno successivo) il testo del parere andrà "limato" e
"ammorbidito", pur senza stravolgerne il senso, nel tentativo di raggiungere
un consenso più ampio possibile. Un'opera di diplomazia che Mancino ha già
condotto due settimane fa sul parere che il Csm ha espresso relativamente al
decreto legge varato per combattere l'emergenza rifiuti. In quell'occasione
soltanto due furono i voti contrari: quelli dei laici di centrodestra Michele
Saponara e Gianfranco Anedda. Ossia dei due consiglieri che maggior battaglia
hanno promesso sulla bozza Pepino-Roia. "I relatori hanno avuto l'incarico
di elaborare un documento - ripeteva ieri Saponara - In teoria il parere che
potrebbe scaturire dalla discussione della Commissione potrebbe essere diverso.
Poi dovremo anche discutere fino a che punto possiamo affrontare il problema
della costituzionalità della norma. Il Csm ha compiti più definiti e limitati,
non ci si può sostituire al Parlamento e alla Corte Costituzionale".
"Da qualche tempo, non voglio dire da aprile, i magistrati dicono no a
qualunque iniziativa del governo - rincarava la dose Anedda - È un
atteggiamento di pregiudiziale contrarietà. I magistrati hanno rotto il clima
di serena collaborazione, anche se talvolta di contrapposizione come è giusto
che sia, che si era creato nel Csm secondo gli auspici del Capo dello
Stato".
( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
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Domani ore 20.30Carmen Di G.Bizet. Direttore Alain Lombard.
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3
categoria: BREVI Le funzioni L'organo di autogoverno dei magistrati è
presieduto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il vicepresidente è scelto
dal Csm tra i laici. Decide di assunzioni, trasferimenti, promozioni e
provvedimenti disciplinari.
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: -
pag: 2 categoria: BREVI Il Csm I componenti Sono 27 i membri del Csm, 3 di
diritto (capo dello Stato, primo presidente di Corte di Cassazione, Pg della
Corte di Cassazione), 24 eletti di cui 8 laici (di nomina parlamentare), 16
togati (eletti dai magistrati). Il vicepresidente è Nicola Mancino.
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Laici e togati Legge verso la bocciatura, divisi i componenti del
Csm Ma i relatori insistono: quel testo non va ROMA - L'imbarazzo riguarda la
forma, certamente non la sostanza. Perché il galateo istituzionale impedisce di
far trapelare pareri del Consiglio superiore della magistratura prima che siano
portati all'esame delle commissioni. E dunque l'irritazione del capo dello
Stato per le indiscrezioni sui contenuti della relazione che sarà esaminata a
partire da questa mattina dalla sesta commissione, viene ben compresa a palazzo
dei Marescialli. Ma questo non fa cambiare idea ai componenti togati
dell'organo di autogoverno, né ai membri laici del centrosinistra, determinati
a sollevare dubbi di costituzionalità e altre critiche sui due emendamenti
inseriti nel "pacchetto sicurezza" per ottenere la sospensione dei
processi e rivedere la formazione dei ruoli di udienza nei tribunali. Fabio
Roia, esponente di Unicost e relatore della pratica, che già due giorni fa
aveva parlato di "elementi di criticità rispetto all'articolo 111 della
Costituzione sulla ragionevole durata del processo e con l'articolo 3 che
sancisce il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla
legge", non arretra. Anzi, ribadisce il concetto. "Nella bozza che
sarà presentata domani (oggi ndr) si fa cenno all'incostituzionalità di alcune
norme, poi in commissione si discuterà sul testo, che può essere modificato. Il
termine bozza significa proprio che si tratta di un testo in divenire".
Seccato per le polemiche che inevitabilmente sono sorte e che hanno costretto
lo stesso vicepresidente Nicola Mancino a dover puntualizzare e smentire che
fosse stata preparata una bozza, appare invece l'altro relatore, Livio Pepino
di Magistratura Democratica. "Chi ha fatto dichiarazioni - afferma - ha
sbagliato, perché i testi devono essere portati in commissione e soltanto in
quella sede si deve aprire la discussione. Ognuno ha i suoi appunti e le
proprie valutazioni personali sulle norme, ma questo non autorizza ingenuità e
protagonismi che possono essere deleteri, soprattutto in momenti così delicati
durante i quali è necessario un dibattito sereno. è una situazione che ci
potevamo risparmiare, io spero ancora che si possa risolvere con un confronto
aperto e leale in modo da arrivare all'approvazione di un documento ampiamente
condiviso ". In linea appare Antonio Patrono di magistratura Indipendente,
quando ricorda come sia "fondamentale in fasi come queste mantenere la
massima riservatezza proprio per evitare di prestarsi a strumentalizzazioni e
di esporsi ad attacchi e critiche. L'importante è discutere nelle sedi
opportune e fare in fretta, visto che dovremo tenere conto anche dei tempi
rapidi del Parlamento. Cerca di mettere "paletti" Michele Saponara,
membro laico indicato dal centrodestra anche lui componente della sesta
commissione, secondo il quale "dovremo discutere fino a che punto possiamo
affrontare il problema della costituzionalità della norma. Il Csm ha compiti
più definiti e limitati relativi al funzionamento del sistema giudiziario. è
inevitabile che ci si allarghi ma non ci si può sostituire al Parlamento e alla
Corte Costituzionale". Poi la stoccata: "Quello
che è stato reso pubblico sino ad ora si riferisce a opinioni personali.
Dopo l'esame in commissione e plenum potrebbe uscire anche un parere
diverso". Una possibilità esclusa da Vincenzo Siniscalchi, laico indicato
dal centrosinistra: "Il limite dell'emendamento è rappresentato da una
sorta di invasione di campo nei confronti dell'autonomia organizzativa
del lavoro dei magistrati. A parte le questioni di costituzionalità su cui il
Csm può esprimersi, penso che ogni questione sull'organizzazione del lavoro
giudiziario non dovrebbe essere risolta come prevede l'emendamento. La norma
attribuisce infatti al Parlamento una facoltà di decisione che è espressione
tipica dell'autonomia della giurisdizione". Fiorenza Sarzanini I giudizi
Roia: ci sono elementi di incostituzionalità. Pepino: chi ha fatto
dichiarazioni ha sbagliato, serve un confronto sereno Relatori Dall'alto, Fabio
Roia e Livio Pepino: hanno avuto l'incarico di elaborare una bozza
sull'emendamento "blocca processi" che sarà sottoposta all'esame del
Csm.
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La Chiesa I divorziati Il Papa: l'ostia solo ai puri ma chi la
desidera è salvo Comunione ai divorziati, la risposta indiretta al premier Il
discorso ad un convegno mondiale in Canada: "Il peccato grave si oppone
alla grazia eucaristica" CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI è intervenuto
ieri su un tema affrontato sabato a Porto Rotondo da Silvio Berlusconi, uno dei
temi che maggiormente fa discutere da anni cattolici
progressisti e conservatori: l'accesso alla comunione da parte dei divorziati
risposati. Il Papa si rivolgeva con un collegamento ai partecipanti al 49Ë?
congresso eucaristico che si chiudeva ieri a Quebec, in Canada e aveva preparato
da giorni il suo discorso, ma le sue parole, inevitabilmente, sono suonate come
una risposta al premier che in uno scambio di battute con il vescovo di Tempio
Pausania aveva chiesto: "Ma quando cambiate le regole sull'eucarestia ai
divorziati?". E ieri Benedetto XVI ha chiarito. Solo i "puri",
coloro che non sono macchiati dal "peccato " possono ricevere l'ostia
consacrata, ha affermato Benedetto XVI: gli altri troveranno comunque "nel
desiderio di comunione e nella partecipazione all'eucarestia una forza e
un'efficacia saldatrice". Si tratta di una dottrina confermata con
insistenza da tutti gli ultimi pontefici, ma si sa che molti sacerdoti di
diversi paesi mostrano una "tolleranza pastorale" nella vita
quotidiana. Tant'è che in Francia, ad esempio, diversi sacerdoti consentono dei
nuovi "matrimoni dietro l'altare": se due divorziati chiedono di
poter essere benedetti nella nuova convivenza e dimostrano una fede solida, in
maniera relativamente discreta il parroco li benedice e accetta la loro partecipazione
anche alla comunione. "Vorrei invitare i pastori e i fedeli - ha detto il
Papa - ad una attenzione rinnovata nella loro preparazione a ricevere
l'eucarestia. "Malgrado la nostra debolezza e i nostri peccati, Cristo
vuole fare di noi la sua dimora e ci domanda la guarigione. Per questo - ha
affermato il pontefice - dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per
riceverlo in un cuore puro, nel ritrovare senza sosta, nel sacramento del
perdono, la purezza che il peccato ha macchiato". "In effetti - ha
proseguito - il peccato, soprattutto il peccato grave, si oppone alla grazia
eucaristica in noi. D'altra parte coloro che non possono prendere la comunione
a causa della loro situazione, troveranno tuttavia nella comunione del
desiderio e nella partecipazione al rito eucaristico una forza e una efficacia
salvatrice". "Esorto i preti - ha concluso Benedetto XVI - a dare il
dovuto onore al rito dell'eucarestia e chiedo a tutti i
fedeli di rispettare il ruolo di ciascun individuo, sia prete che laico, durante
l'azione eucaristica". Nelle parole del pontefice, dunque, sembra
scorgersi la preoccupazione per una prassi pastorale che si va diffondendo, a
dispetto dei richiami all'ordine, prassi che sembra abbastanza diffusa anche
negli Stati Uniti e in Canada. Nel suo messaggio, il Papa ha anche
esortato a "lottare senza sosta finché tutte le persone siano rispettate
dal concepimento fino alla morte naturale, le nostre società ricche accolgano i
più poveri e donino loro tutta la dignità, e tutte le persone possano nutrirsi
e far vivere la propria famiglia. Infine che la pace e la giustizia regnino in
tutti i continenti". Bruno Bartoloni \\ La frase del premier al vescovo
Eccellenza, faccia di tutto e interceda perché anche noi divorziati possiamo
avere l'eucarestia Silvio Berlusconi a Porto Rotondo e Benedetto XVI.
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-23 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE La storia I gay arabi vittime di una doppia discriminazione: quella
sociale del loro ambiente e quella politica di Israele Tel Aviv, va in scena
l'intifada delle drag queen Il movimento omosessuale sposa la causa
palestinese: ma il party è clandestino DAL NOSTRO INVIATO TEL AVIV - La keffiah
scende lungo le gambe come una sottana, lacrime rosse di trucco scendono dagli
occhi. R. canta un inno della seconda intifada. In falsetto. Nel buio di una
stanza scura alla periferia di Tel Aviv, la rivolta palestinese va in scena
"en travesti". E' l'esibizione più attesa di una serata cominciata
presto, per tornare a casa senza che i genitori (o le mogli inconsapevoli)
facciano troppe domande. Il pubblico è composto di gay palestinesi che arrivano
da Gerusalemme Est e arabi che vivono a Jaffa. La festa è clandestina come la
loro omosessualità. "Non ho scelto questo posto, è questo posto che mi ha
trovato, l'unico dove posso essere me stesso", urla A., mentre la voce
strozzata di R. celebra la storia di Lina, uccisa dai soldati israeliani sulla
strada per andare a scuola: "E' caduta, ma il suo sangue cantava ancora
per Gerusalemme / Palestinesi della Cisgiordania / costruite un ponte con i
vostri corpi / per far tornare i rifugiati". Le coppie che prima ballavano
la tecno di importazione libanese, alzano due dita in segno di vittoria.
Qualcuno piange, non si sa per la vita perduta di Lina o per quanto sia
complicata la sua, presa in mezzo tra due identità difficili da fare accettare.
"Sono un arabo che vive in Israele e un gay che vive in mezzo agli arabi.
Non mi sento accolto da nessuna delle due società, sono doppiamente
oppresso", dice R. Ha 26 anni, è un artista-fotografo e abita a Jaffa,
ancora con i genitori. Che gli hanno chiesto di sposarsi (o almeno tagliare i
lunghi capelli a riccioli) per salvare le apparenze e il rispetto dei vicini.
"Nei miei show, metto insieme i simboli della causa palestinese con quelli
del movimento omosessuale. Io lotto per la mia identità palestinese tra gli
israeliani e per quella gay tra gli arabi". La Sposa della Palestina, nome
d'arte, è la più popolare tra le drag queen, il messaggio politico esalta gli
ammiratori. Per un altro spettacolo, ha scelto una canzone di Marcel Khalife:
racconta di un bambino che sta giocando con un aquilone e quando vede un aereo
israeliano in cielo esclama "guarda un aquilone che può volare senza
filo". Il jet bombarda la casa, tutto finisce in fiamme. Le feste sono
organizzate dall'associazione Al Qaws (L'arcobaleno), che prova a riunire gli
omosessuali arabi, a fornire un rifugio segreto. Vengono pubblicizzate con il
passaparola o pochi sms riservati. "Una lesbica o un gay palestinese possono
vivere la loro sessualità in Israele - spiega la direttrice Hanin Maikey al
quotidiano Haaretz -. Allo stesso tempo, ci sentiamo come stranieri, ospiti di
un'altra cultura. Gli incontri, le relazioni vengono portati avanti in ebraico.
Alle nostre manifestazioni invece si parla arabo, senza paura di essere
scoperti dai parenti. Ed è liberatorio ". E' liberatorio sentire cantare
un travestito, pelle nera e parrucca bionda, "non m'importa quel che
dicono, ogni giorno sarò quel che voglio essere". A casa lo aspettano la
moglie e cinque figli, per questa notte può essere quel che vuole essere.
"E' impossibile parlare apertamente nell'ambiente in cui siamo cresciuti -
continua R. -. Siamo visti come una perversione, una malattia, una disgrazia
per la famiglia. La gente è convinta che siamo stati corrotti da valori
occidentali che mettono in pericolo la civiltà araba". Anche M., una
lesbica, sceglie canzoni di amore e di lotta, dove è l'amore a vincere sulle
armi. Indossa pantaloni mimetici e impersona un militante che si prepara a una
missione suicida. L'amante, un'altra donna, veste abiti tradizionali e la
implora di non andare. Quando la musica finisce, M. ha messo da parte il fucile
(e le aspirazioni da kamikaze). "Preferiamo gli inni degli anni Ottanta -
commenta R. - perché quasi nessuno li ascolta più. Testi
laici, invocano la fine della violenza. La battaglia per uno Stato palestinese
non può essere trasformata in una guerra di religione, guidata dai
conservatori". La battaglia di R. è culturale. "Nessuno ascolta più
le musiche tradizionali, anche noi siamo stati travolti dal pop. Molti
giovani tra il pubblico sentono per la prima volta queste canzoni e per me è un
modo di preservare il nostro passato". Alle feste di Al Qaws vengono anche
omosessuali ebrei. Nella sala ci sono coppie miste, A. e U. si sono conosciuti
ad Haifa e vivono insieme, ufficialmente perché condividono un appartamento per
risparmiare sull'affitto. "Se i mie genitori scoprono che sono gay, non mi
parlano più - dice U -. Se scoprono che sto con un arabo, mi diseredano ".
Il fidanzato gli traduce le parole e lui applaude divertito. Quando esce alla
luce dei lampioni, legge il nome sul cartello della strada e sorride, pensando
allo Stato dov'è immigrato dall'Ucraina. Le Drag Queen palestinesi cantano in
Via Herzl. Davide Frattini In scena Alcuni momenti dell'esibizione di R., 26
anni, artista-fotografo di Jaffa, nome d'arte "La Sposa della
Palestina": "Nei miei show, metto insieme i simboli della causa
palestinese con quelli del movimento omosessuale".
( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-23 num: - pag: 47 categoria:
REDAZIONALE L'impresa Nella 125 successo di Redding: è il più giovane di sempre
Scott il bimbo vince ma non brinda La legge gli vieta lo champagne 15 anni e
160 giorni Scott Redding (15 anni e 160 giorni) è il più giovane vincitore
della storia del Motomondiale: batte Melandri (15 anni e 324 giorni) e Lorenzo
(16 anni e 139 giorni) (Staples/Reuters) DAL NOSTRO INVIATO DONINGTON - In ogni
caso, niente champagne. L'idolo di casa, James Toseland, s'impianta da solo
alla prima curva, finisce per terra e riparte per fare trenta giri d'onore in
ultimissima posizione. Marco Melandri, che ha la residenza a Derby a pochi
chilometri dal circuito, non cade, ma arriva penultimo con la stessa moto di
Casey Stoner ed è ormai un caso delicato: "Non posso credere che Marco non
possa essere competitivo sulla Gp8 - chiosa Livio Suppo, direttore del progetto
Ducati -: deve smetterla di pensare che quella moto la possa guidare solo Casey.
La situazione è difficile e imbarazzante per tutti: lo dobbiamo aiutare ancora
di più per uscirne". Come se non bastasse, Melandri viene superato anche
nell'almanacco dei record. Il suo decennale primato di pilota vincente più
giovane viene infatti cancellato proprio da un inglese: Scott Redding, talento
di Gloucester, aveva fatto in vita sua solo tre giri a Donington tre anni fa e
ieri davanti al pubblico di casa, ha conquistato in
125 il primo Gp della sua carriera a 15 anni 5 mesi e 7 giorni (è nato il 15
gennaio 1993): "Non ho potuto bere lo champagne sul palco perché la legge
inglese non lo consente - spiega Scott che corre con il team Blusens Aprilia
Junior - ma ho comunque assaggiato quello di Di Meglio, che è arrivato
secondo". Terzo è arrivato un altro bambino, lo spagnolo Marc Marquez, un
mese più giovane di Redding. Anche Marco Simoncelli non ha
molta voglia di brindare: nel penultimo giro della 250, il romagnolo, impegnato
nel duello con lo spagnolo Bautista per la vittoria, va lungo in curva. Morale:
la gara la vince il finlandese Kallio che allunga a più 8 proprio sul capellone
di Cattolica. p.tom.
( da "Tempo, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Futuro La
scienza fa passi da gigante anche nel nostro Paese Ma la burocrazia e
l'organizzazione sanitaria restano un freno Chirurghi senza ferri Lidia
Lombardi l.lombardi@iltempo.it Non è fantascienza: il bisturi sarà soppiantato
dal joystick, gli interventi non saranno più cruenti, superando anche la
laparoscopia. Certo, i robot sono già entrati in camera operatoria, ma in
futuro il ruolo dell'uomo che manovra innovativi strumenti chirurgici sarà
sempre più rilevante. Prima di tutto, un numero. In Italia ci sono già almeno
25 robot chirurgici, un record, di cui 15 dedicati alla cardiochirurgia e 10
alla chirurgia del colon, del pancreas e dei problemi del reflusso
gastroesofageo. Ma già si annuncia la pillola chirurgica che, una volta
ingerita, effettuerà l'ecografia dall'interno, preleverà campioni da analizzare
e procederà all'intervento vero e proprio, se risulterà necessario, ma sempre
sotto il controllo del chirurgo alla consolle impegnato a manovrare levette e
tastiere. La dimostrazione è venuta dal congresso della Società
Polispecialistica dei Giovani Chirurghi svoltosi a Perugia, al quale hanno
partecipato 1500 giovani che si sono cimentati in tutte le numerose specialità.
Nel complesso monumentale di San Pietro, dove si è svolto il summit, è stato realizzato il wet-lab (letteralmente un laboratorio
bagnato). Un simulatore ha permesso di ricreare un ambiente da sala operatoria,
dove sperimentare nuove tecniche e soprattutto dove prepararsi all'attuazione
di interventi particolarmente innovativi. L'idea fondamentale che ha animato il
summit è quella di limitare al massimo interventi demolitivi e impiego del
bisturi. Coma ha spiegato il professor Lucio Gaspari, dell'università di Tor
Vergata di Roma, che sta coordinando una ricerca per la realizzazione
definitiva della pillola chirurgica. Una volta dentro il nostro corpo questa
ridottissima apparecchiatura opportunamente collegata ad un computer, via
Wi-Fi, eseguirà scannerizzazioni o controlli dei nostri tessuti e addirittura
piccole resezioni. Il paziente non avvertirà quasi nessun disturbo. Un grande
avanzamento per la chirurgia anche se destinato a interventi limitati. Sempre
maggiori intanto i successi della chirurgia robotica (in Italia esiste la più
grande concentrazione di robot chirurgici per abitante) nella quale il chirurgo
opera alla consolle mentre bracci chirurgici effettuano l'incisione i cui
risultati sono visibili all'operatore tramite uno schermo di grandi dimensioni.
A Perugia ha presentato lo stato dell'arte il
professor Luciano Casciola che svolge la sua attività a Spoleto, il quale ha
ricordato che il robot chirurgico elimina del tutto il fisiologico tremore
della mano anche se esiste ancora il problema costituito dal fatto che il robot
affronta il vaso o il nervo con la stessa intensità, mentre il chirurgo che
utilizza il bisturi riesce più efficacemente a modulare lo sforzo. In compenso
il robot interviene meglio quando si lavora in spazi limitatissimi
dell'organismo. L'attenzione dei giovani chirurghi si è anche concentrata sulle
tecniche miniinvasive, la rivoluzione che quasi ha eliminato le brutte
cicatrici. La laparoscopia nella chirurgia tiroidea messa a punto dal professor
J.F. Henry a Marsiglia consente alle donne di evitare il
ricorso a collane ed a sciarpe per nascondere gli esiti dell'intervento sul
collo. Una chirurgia realizzata anche alla Univertità Cattolica di Roma, ad
opera del professor Bellantone, anche se solo quando il problema della tiroide
non sia provocato da neoplasie.
( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Di LUCA LIPPERA e MARCO
DE RISI "Sono una ragazza molto simpatica e mi piace viaggiare... Il mio
hobby preferito? Fare shopping". Allegria e serenità, progetti e
spensieratezza. Loredana Benincasa, 25 anni, la giovane morta dissanguata ieri
al Trionfale, aveva un blog, un suo spazio, su internet e a leggerlo si resta
di sasso. Nulla, nelle parole di Lollyb83 così si firmava la vittima fa pensare
alla volontà di chiudere per sempre il capitolo dell'esistenza. "Mi piace
viaggiare scriveva la studentessa, trovata sul letto accanto al fidanzato,
nella casa di lui, entrambi pieni di tagli alla gola e ai polsi Nel tempo
libero faccio sport e quando posso liberarmi dagli impegni mi piace andare a
cena fuori con le amiche". Sembrava tutto normale. Ma poi qualcosa, nella
mente di Loredana Benincasa e di Nicolò Di Stefano, 24 anni, il compagno con
cui divideva la vita da tre anni, ha aperto la porta verso l'abisso. I due
hanno deciso di morire insieme. Formalmente il ragazzo, tuttora in pericolo di
vita, ricoverato al Policlinico "Gemelli", è indagato per omicidio.
Ma la polizia ritiene che Lolly e il suo Nicolò abbiano preparato la fine
lucidamente di comune accordo. Il biglietto d'addio rivolto ai genitori
"Speriamo di non avervi deluso. Siamo stanchi, perdonateci..." porta
la firma di entrambi. Secondo un primo esame, sarebbe stato
scritto da tutti e due. Lui, secondo una prima ricostruzione, ha ucciso lei e
subito dopo ha cercato di togliersi la vita con lo stesso coltello. Il blog di
Lollyb83, studentessa della Lumsa, una laurea breve già in tasca, non era molto
frequentato: solo una trentina di visite in un anno. Loredana Benincasa,
originaria della provincia di Foggia, probabilmente lo aveva "messo
su" solo per divertimento, come fanno tanti giovani. Magari il sito personale
su internet era finito nel dimenticatoio. I due ventenni, in vicolo dell'Acqua
Paola, nella villetta dove vivono anche i genitori di lui, proprio di fronte
all'Università Cattolica e al Policlinico
"Gemelli", trascorrevano un'esistenza apparentemente tranquilla. Per
questo tra i vicini di casa l'incredulità e lo sgomento sono stati ancora più
forti. "Ma come si può spiegare una tragedia del genere? si chiede uno di
loro in vicolo dell'Acqua Paola È una cosa che non era in nessun modo pssibile
immaginare". "Erano due ragazzi seri e perbene aggiunge una
donna affranta dal dolore Nicolò era un po' robusto, con i capelli neri, mentre
Loredana aveva i capelli castani sulle spalle. Che tragedia! Li conoscevo bene.
Non mi è mai sembrato che avessero problemi. Tutt'altro: mi sembravano una
coppia giovane e felice. Che io sappia credo che da almeno tre anni Nicolò e
Loredana stessero insieme. Vivevano nella villa dei genitori di Nicolò, gente
che ha fatto del lavoro la sua forza. Persone gentili". "Nicolò
lavorava nel campo dell'energia alternativa spiega un'altra abitante della zona
si occupava di pannelli solari e cose simili. Loredana invece si era laureata
da poco all'università "Lumsa". Credo che ora stesse lavorando nello
stesso settore del fidanzato". Il papà di Nicolò è un agente immobiliare
mentre la moglie, sempre a dire del vicinato, lavora in un negozio. La villetta
dove è accaduta la tragedia ha un bel giardino davanti con le palme e una Bmw
parcheggiata nel posto macchina. "Il padre è andato sull'ambulanza insieme
a Nicolò rivela un altro conoscente Era disperato. È stato
lui ad accorgersi di quello che era accaduto. È andato nella stanza da letto
del figlio ha aperto la porta e si è trovato davanti la tragedia. Povero
padre". Nessuno sa darsi una spiegazione di "un fatto così
incredibile". Al Policlinico "Gemelli", reparto
"Rianimazione", arrivano gli amici di Nicolò: ragazzi tranquilli,
studenti, disperati per le condizioni dell'amico. "Scusate ma non ci
sentiamo di dire nulla dice un parente Lo stanno operando per salvarlo".
( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
E' iniziato il conto
alla rovescia per l'accordo tra la Fraternità San Pio X fondata dal vescovo
francese Marcel Lefebvre e la Santa Sede, come scrivo sul Giornale di oggi. I
lefebvriani, che hanno chiesto la revoca della scomunica, dovranno rispondere
entro il 28 giugno alle proposte presentate per conto di Benedetto XVI dal
cardinale Dario Castrillòn Hoyos, presidente della pontificia commissione
"Ecclesia Dei". Si tratta di cinque punti da sottoscrivere, chiariti
i quali la Fraternità potrà rientrare nella piena comunione con Roma. E'
un'occasione irripetibile: i lefebvriani da tempo chiedevano la
liberalizzazione del messale antico - e Papa Ratzinger con il Motu proprio
"Summorum pontificum cura" ha ridato piena cittadinanza al rito
preconciliare - ed è innegabile la "catechesi" che negli ultimi tempi
proviene dalle messe papali, con il recupero di alcuni elementi tradizionali.
La Fraternità dovrà accettare il Concilio Vaticano II e la piena validità del
rito liturgico post-conciliare (entrambi i punti furono già sottoscritti dallo stesso
monsignor Lefebvre nel 1988) e per quanto riguarda la sua sistemazione
canonica, potrebbe essere configurata come una "prelatura". E' noto
però che vi sono resistenze interne: queste dovrà cercare di superare il
vescovo Bernard Fellay, superiore dei lefebvriani, nei prossimi giorni, in
occasione del capitolo generale. Ora che l'antica messa è
stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze -
molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si
accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze
così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più. Scritto in
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articolo a un amico 22Jun 08 Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella
Ieri sera in San Giovanni in Laterano il cardinale Vicario di Roma Camillo
Ruini ha celebrato il 25 anniversario del suo episcopato (la data esatta della
consacrazione in realtà è 29 giugno) accomiatandosi dalla diocesi. Ha
ringraziato i collaboratori e ha tenuto un'omelia per certi versi inedita,
chiedendo scusa per la "mediocrità" della sua preghiera. Questo è
l'ampio articolo che pubblico oggi sul Giornale. L'avvicendamento di Ruini con
Vallini sarà annunciato venerdì prossimo, 27 giugno. Sempre sulle pagine
odierne, pubblico anche un'intervista al rettore della Lateranense e nuovo
presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Rino Fisichella,
che interviene sul tema della comunione ai divorziati risposati, sollevato ieri
mattina da Silvio Berlusconi davanti al vescovo di Tempio Pausania. Scritto in
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articolo a un amico 21Jun 08 "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo
alla croce" Sul Giornale di oggi pubblico un articolo che riprende una
lunga e articolata riflessione messa online ieri dall'agenzia Fides della
Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, diretta da Luca De Mata. Vi si
sottolinea come sia del tutto improprio l'uso della bandiera della pace
arcobaleno, dimostrando che l'origine di quel simbolo è la Teosofia (corrente
filosofico-religiosa di tipo gnostico, legata alle religioni orientali) e oggi
il New Age: dunque quanto di meno cattolico possa esistere, dato che il
sincretismo gnostico e più pericoloso per il cristianesimo - che è invece un
avvenimento storico basato sull'incarnazione - dello stesso materialismo ateo.
Vi invito a leggerlo e a farlo leggere a quei parroci che hanno disteso la
"rainbow flag" nelle chiese e persino sugli altari. Scritto in Varie
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articolo a un amico 19Jun 08 Pio XII, suor Pascalina e gli archivi ebraici Sul
Giornale di oggi pubblico un lungo articolo di recensione alla nuova biografia di
suor Pascalina Lehnert, la religiosa che accudiva Pio XII: il volume, edito
dalla San Paolo, s'intitola "La signora del sacro palazzo". Il volume
è serio e documentato, il titolo (cambiato rispetto all'edizione tedesca) a mio
avviso indulge un po' troppo allo scandalismo. Ma si sa che contro Papa Pacelli
e la sua corte si può sparare (e c'è "l'aggravante" che Pascalina era
una donna, e dunque "sospetta"), mentre sui pure potenti e influenti
segretari di altri Papi è d'obbligo il rispetto e la riverenza. Sulla stessa
pagina pubblico anche un pezzo che annuncia le iniziative della Santa Sede per
ricordare i 50 anni dalla morte di Pio XII: una mostra fotografica e di oggetti
(alla quale ho collaborato anch'io), realizzata dal Pontificio comitato di
Scienze storiche, un convegno sulla modernità del magistero di Papa Pacelli e
su come questo abbia influito decisamente sul Concilio Vaticano II. Inoltre,
sono annunciati un convegno sui presunti "silenzi" a Gerusalemme e
una riunione di esponenti dell'ebraismo americano che intendono esprimere la
loro gratitudine per ciò che Pio XII fece in favore dei perseguitati.
Presentando le iniziative (martedì scorso, ma il pezzo esce solo oggi perché è
saltato dalla pagina, "scalzato" dalla morte di Mario Rigoni Stern),
monsignor Brandmuller, presidente del Pontificio comitato di Scienze storiche,
ha detto: "Ci sono 15 archivi israeliani che hanno documenti ancora non
visibili e che nessuno indaga". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Jun
08 Famiglia sotto attacco, i rischi che arrivano dall'Europa La famiglia è
sottoposta all'attacco di forze che "cercano di indebolirla". Questo
ha detto ieri sera Benedetto XVI ai giovani brindisini, che lo accolgono con
grande calore in una delle poche regioni italiane che, su iniziativa della
giunta guidata da Niki Vendola, ha legiferato per concedere diritti alle coppie
di fatto. A loro il Papa ha ricordato che "fra i valori radicati" di
questa terra c'è "il rispetto della vita" e "l'attaccamento alla
famiglia" che oggi "è esposta al convergente attacco di numerose
forze che cercano di indebolirla". Nei giorni scorsi ho pubblicato sul
Giornale un articolo sulle minacce che sommessamente (e subdolamente) arrivano
su questa materia dall'Europa, attraverso quello che la professoressa Marta
Cartabia ha definito "colonialismo giurisdizionale": vale a dire la
modifica delle legislazioni familiari a colpi di sentenze delle corti europee.
Un dibattito attualissimo, dopo la clamorosa bocciatura dell'Irlanda del
Trattato di Lisbona. Scritto in Varie Commenti ( 295 ) " (21 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Ancora
sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa Sono in partenza per Brindisi
e Santa Maria di Leuca dove questo pomeriggio e domani seguirò la visita di
Papa Ratzinger. Apro questo nuovo spazio perché il precedente thread dedicato
ai neocatecumenali ha un record di commenti che rende difficile aprire la
pagina. Non posso fare a meno di prendere le distanze da coloro che hanno
tacciato e continuano a tacciare il Cammino di eresia, da coloro che hanno
fatto paragoni davvero offensivi avvicinando il fondatore del Cammino a
dittatori feroci. Leggo con attenzione tutti i distinguo, le prese di distanza,
gli appunti sulla libertà di critica rispetto alle decisioni papali e vaticane.
Mi permetto sommessamente di far notare che allora questi criteri vanno
adottati sempre (quando non si tratti di pronunciamenti ex cathedra), e allora
ci si dovrebbe inalberare di meno di fronte a critiche o
"disobbedienze" che riguardano altri provvedimenti o decisioni. In
ogni caso, l'approvazione di ieri - che è stata voluta da Benedetto XVI, il
quale non mi risulta in quel momento fosse sottoposto a tortura o costrizioni -
sancisce che il Cammino appartiene alla Chiesa. Nessuno è obbligato ad aderirci,
nessuno è obbligato a credere a questa proposta. Devo dire in tutta onestà che
il quadro che del Cammino è stato dipinto in molti dei
commenti che ho letto mi è sembrato a dir poco unilaterale. Sono state usate
espressioni inaccettabili, sono stati formulati giudizi e sentenze
inappellabili, abbiamo mostrato ancora una volta il volto di una Chiesa che
letteralmente si scanna al suo interno. La storia della Chiesa, diceva
Chesterton, è fatta da un'avanguardia di santi, un popolo di mediocri, una
retroguardia di delinquenti: sono le proporzioni della nostra umanità. Anche
nel Cammino, dunque, accanto a qualche santo ci saranno tante persone
"normali" o mediocri, e, come nel resto del cattolicesimo e
dell'intero genere umano anche qualche mascalzone. Capisco bene, data la
sensibilità tradizionale di molti frequentatori del blog, che le liturgie
neocatecumenali possano non piacere. Ma paragonare il Cammino a una setta
protestante chiudendo gli occhi su ciò che fa per l'evangelizzazione signfica a
mio avviso mancare di senso della misura. Gli abusi liturgici accadono - eccome
accadono! - nelle parrocchie, nelle chiese cattedrali, durante le
"ortodossissime" messe aperte a tutti e magari frequentate da pochi.
Immagino che queste poche righe non piaceranno a molti di voi. Ma siete stati
voi, continuando la discussione, a chiedermi di aprire nuovi spazi per renderla
possibile e visto che ci troviamo nel mio blog mi permetto di ricapitolare la
mia posizione. E' troppo facile, a mio avviso, bollare il cardinale Rylko, strettissimo
collaboratore di Giovanni Paolo II per molti anni, creato cardinale da
Benedetto XVI all'ultimo concistoro, come un fan dei neocatecumenali.
Rileggete, per favore, le parole che il Papa ha detto ai movimenti il mese
scorso. Scritto in Varie Commenti ( 1185 ) " (35 votes, average: 3.54 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 12Jun 08 Da Ruini a Vallini, da
Saraiva ad Amato. Al Sant'Uffizio? Sanna Si avvicina il giorno dell'annuncio
dell'avvicendamento del Vicario di Roma: la scelta del Papa, per la successione
del cardinale Camillo Ruini, è caduta sull'attuale Prefetto della Segnatura
apostolica, il cardinale Agostino Vallini, già vescovo ausiliare di Napoli e poi
vescovo di Albano. La nomina dovrebbe essere resa nota entro fine mese,
probabilmente il 24 giugno. Non ci sono cambi in vista nella struttura del
Vicariato: il successore di Ruini dovrebbe infatti mantenere al suo posto
l'attuale vicegente, monsignor Moretti. Nei giorni successivi alla nomina di
Vallini al Vicariato dovrebbe essere resa nota la promozione del Segretario
dell'ex Sant'Uffizio, l'arcivescovo Angelo Amato, a Prefetto della
Congregazione delle cause dei santi, in sostituzione del cardinale José Saraiva
Martins. Il delicato ruolo di numero due della Congregazione per la dottrina
della fede si vociferava fosse destinato al vescovo Rino Fisichella, ausiliare
di Roma, attuale rettore della Lateranense. Ma nelle ultime ore sta prendendo
quota un'altra candidatura: quella del più anziano arcivescovo di Oristano, il
teologo Ignazio Sanna, che era stato promosso alla
diocesi sarda da appena due anni. Fisichella viene riservato per altri futuri
incarichi. Scritto in Varie Commenti ( 122 ) " (21 votes, average: 3.71
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jun 08 Gli statuti del Cammino
neocatecumenale, verso il 13 giugno Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un
nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino
neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati
nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo
della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle
pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta
nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia
scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al
romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che
avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non
essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due
settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo
perché non non lo ritengo "eretico", è stato
ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei
neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso
pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio
apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è
altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e
dunque - visto l'interesse suscitato dall'argomento - è giusto che possa
continuare. Scritto in Varie Commenti ( 1125 ) " (18 votes, average: 4.44
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori
a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi
la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per
la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso
cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un
momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che
ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo
ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla
comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto
il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il
Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza
episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura
del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più
defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro,
e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio
comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 199 ) " (21
votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08
La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il
commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti
thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha
fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco,
purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere
in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter
dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato
l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia
dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente
insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre
si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è
possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è
della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me
ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava
questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire
un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo
passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri
non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata,
anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi
venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto
riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di
rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo
momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno
di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie.
Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel
loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono
permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo
possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di
principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente,
ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo
sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne
alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza,
sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti
( 93 ) " (26 votes, average: 4.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
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Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho
tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (206) Ultime discussioni bo,mario:
Michele M. Ho posto delle questioni toste. Non è in grado di replicare e si
appella al catechismo. Uno... Andrea: @Luisa Perchè questa approvazione
precipitata ? Perchè non aspettare che gli orientamenti catechetici... ako:
considerando anche che questa vituperata messa catecumenale sarà "parte
della pastorale liturgica... Alessia: E preghiamo perchè Mons. Fellay riesca a
superare le forti opposizioni interne. ako: ancora con sta storia delle
catechesi. Sono 40 anni che questi stanno nella chiesa mai nessuna proibixione
alle... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria:
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faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la
messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con
l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4
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bocciare"Scusate le delusioni" E si tagliano la golaFilippine, mille
morti dopo il tifone FengshenDonadoni: "Dimissioni? Non ci penso"Veltroni
è al capolinea, scontri e fughe Parisi riapre la sfida: "Cambiamo il
leader" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di
Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco
Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
Sussidiario.net June
( da "Stampa, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Giovanni De Luna IL
PREZZO DELLE CENERI CONTINUA A PAGINA 57 È una tariffa da pagare in cambio di
un servizio. Non serve evocare scontri risorgimentali tra
laici e cattolici. Si tratta di verificare se la cifra da pagare, stabilita dal
Comune per chi decide di prendere in affidamento le ceneri dei propri cari
defunti, sia congruente con le prestazioni erogate dal servizio pubblico. In
questo senso, anche tenendo conto che la maggioranza dei comuni italiani ha
scelto l'assoluta gratuità, a me quella somma sembra eccessiva visto che
le spese sostenute dal Comune sarebbero semplicemente di ordine burocratico e
che si tratta solo di allestire un servizio anagrafico per sapere dove
finiscono tutte le urne affidate ai parenti. Detto questo, la complessità del
mondo postnovecentesco in cui ci troviamo tutti ad abitare si presta molto poco
a una lettura che rimetta in campo l'antico conflitto tra preti e massoni. La
secolare collaborazione tra la Socrem e il Comune costituisce oggi una delle
eccellenze di questa città, un caso di studio copiato e studiato in tutta
Italia. Se le percentuali della cremazione a Torino (il 40% dei decessi) sono
così strepitosamente più alte che nel resto del paese (dove arrivano appena al
10%) non è certo perché qui si concentrino eretici, anticlericali, anarchici,
comunisti. Evidentemente la Socrem e il Comune hanno messo in piedi un servizio
che funziona, attingendo a una tradizione di efficienza e di sensibilità che
evita, ad esempio, lo squallore rituale e le attese chilometriche che intorno
alla cremazione si registrano in altre città. Anche nel merito del dibattito
che si è acceso sulla dispersione delle ceneri, le distanze tra laici e cattolici sono tutt'altro che abissali. In entrambi gli
schieramenti c'è chi condivide, ad esempio, la preoccupazione di preservare nel
cimitero uno dei pochi "luoghi di memoria" in cui ancora oggi è
possibile rintracciare le radici della nostra esistenza collettiva, della
nostra storia comune. Troppi "non luoghi", troppi posti che vengono
semplicemente attraversati in fretta per andare altrove affollano oggi la
nostra città: il cimitero è uno dei pochi spazi dove uno va per fermarsi, per
sostare, per raccogliersi nella preghiera o nel ricordo, per dare spazio al
dolore e alla memoria, sottraendosi per un istante all'obbligo di esser felici
a tutti i costi. Francamente, più che una riedizione delle nostre vecchie
fratture risorgimentali tra Chiesa e Stato a me pare che oggi, rispetto alla
cremazione, i due fronti che si contrappongo vedano, da un lato, chi la
interpreta fissandola a una tomba, a una lapide, a un posto dedicato solo al
rimpianto e all'elaborazione del lutto, dall'altro chi preferisce affidare le
proprie ceneri esclusivamente alla tracce della natura, (un albero, un
ruscello, il mare). In entrambi i casi si tratta di scelte che non hanno
nessuna intenzione di "rimuovere" la morte, segnati da una pietas che
laici e cattolici possono liberamente arricchire con i
propri valori spirituali e culturali.
( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Di MARIO COFFARO
ROMA - "Polemiche immotivate, su un documento che per ora non
esiste". Una marcia indietro del Csm? Non esattamente. Ma è con questo
argomento che ieri il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, chiamato a
colloquio dal Quirinale, ha rassicurato Giorgio Napolitano. Il presidente era
preoccupato dalla lettura dei giornali che davano per acquisito un parere
critico del Csm sul decreto sicurezza all'esame del Parlamento di cui non era
informato. Tuttavia il Csm già oggi pomeriggio alle 17 comincia a discutere del
parere sulle norme "blocca-processi" contestate dall'Anm e da molti
magistrati. "Il vice presidente Mancino ha ritenuto di puntualizzare
correttamente lo stato dei lavori - ha precisato dopo
il colloquio e la nota del Quirinale, il consigliere Fabio Roia che insieme al
collega Livio Pepino sono relatori in commissione - E cioè che c'è una bozza su
cui stanno lavorando i due relatori che oggi sarà sottoposta all'esame della VI
Commissione del Csm". Sull'intervento del capo dello Stato sono positive
le reazioni nel governo: "L'iniziativa del Presidente della Repubblica
offre un importantissimo contributo di chiarezza e serenità", ha detto il
ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Per il Guardasigilli l'intervento di
Napolitano "è da apprezzare perchè dissipa ogni dubbio rispetto a un
parere del Csm che, in effetti, non c'è. Nè si erano mai nutriti dubbi sulla
correttezza del vicepresidente Mancino che al chiarimento ha contribuito in
modo concreto". La nota del Quirinale è stata
apprezzata anche da Paolo Bonaiuti, portavoce del governo. Il parere, comunque,
potrebbe essere formulato dal Csm in settimana. Anche se si profila una
spaccatura. Michele Saponara, esponente laico del Pdl, ribadisce che "non
c'è nessun parere del Csm", e bolla le indiscrezioni di critiche sul
cosiddetto emendamento "blocca processi" come "posizioni
personali". Saponara dubita anche che il Csm possa sostituirsi al
Parlamento e alla Corte costituzionale. Ugo Bergamo, laico dell'Udc nel Csm, si
dice "molto preoccupato per questo provvedimento", non per una
valutazione "politica ma tecnica". Il parere non c'è ancora,
formalmente, ma "nessuno ha detto che il Csm non possa esprimersi". E
per Bergamo "si va incontro a una possibile paralisi se si decide di far
celebrare alcuni processi prima di altri". Vincenzo Siniscalchi, laico del
centrosinistra, sostiene che "il limite dell'emendamento è rappresentato
da una sorta di invasione di campo nei confronti dell'autonomia organizzativa
del lavoro dei magistrati". Invece, per Gianfranco Anedda, esponente laico
del Pdl, "da qualche tempo, non voglio dire da aprile, i magistrati dicono
no a qualunque iniziativa del governo. È un atteggiamento di pregiudiziale
contrarietà. In questo clima è chiaro che, salvo sorprese, ci sarà una
spaccatura. I magistrati - sottolinea Anedda - hanno rotto il clima di serena
collaborazione, anche se talvolta di contrapposizione come è giusto che sia,
che si era creato nel Csm secondo gli auspici del Capo dello Stato. Dispiace
che questa posizione si sia manifestando nei magistrati del Csm e dell'Anm, che
dovrebbero invece parlare ed agire con grande cautela, prudenza e senso di
responsabilità".
( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
I
secolo, in un periodo di conflitto tra potere laico e potere religioso. La sua
vita si concluse nel monastero del Santo Sepolcro, in Vallombrosa, nel 1198.
( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
E mille stranezze
che in 131 anni hanno costruito la leggenda del torneo più antico e famoso del
mondo. Giardinieri: Wimbledon ha 19 campi e 27 giardinieri,
( da "Voce d'Italia, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca Vescovo
caccia giornalista dalla chiesa Sindacato cronisti Veneti: "Intollerabile
e inaccettabile" E' domenica mattina e Gianni Biasetto, collaboratore del
"Mattino" di Padova, decide di recarsi alla chiesa di San Bartolomeo
a Monterosso di Abano, per assistere alla santa messa. Il vescovo di Padova,
monsignor Antonio Mattiazzo, si trova in visita pastorale nell'ex parrocchia di
don Sante Sguotti, il prete innamorato ridotto allo stato
laicale dal Papa. Biasetto, reo di aver fatto il proprio mestiere raccontando
la vicenda di don Sante, viene cacciato dalla chiesa dal Vescovo. Il Sindacato
giornalisti del Veneto, con il Gruppo Cronisti Veneti e l'Unione nazionale
cronisti italiani esprimono la loro piena solidarieta al college e in una nota
chiedono un “ confronto necessario”. “Ora la cosa può
piacere o non piacere - si legge nella nota -, ma siamo in uno Stato laico in
cui vigono la libera espressione delle opinioni, il dibattito pluralista e per
i giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini in maniera corretta e
trasparente nel rispetto delle leggi e della deontologia professionale.”
La nota esprime ferma condanna per l'episodio, “Tanto più grave perché giunto
in un momento in cui l'informazione e i giornalisti sono sottoposti a
intimidazioni continue (buon'ultimo il disegno di legge sulle intercettazioni),
tese a limitare con pesanti sanzioni penali e pecuniarie, la libertà di
informare e il diritto di essere informati.”.
( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione
di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5)
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( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Evento Piazze piene
per celebrare il Patrono San Giovanni, è qui la festa il Farò cade dalla parte
giusta GRAZIA LONGO La tradizione raddoppia. Il patrono di Torino e i
Salesiani. Ieri sera in meno di un chilometro, tra piazza Castello e piazza
Vittorio, bis di emozioni per migliaia di torinesi. Sotto le finestre di
Palazzo Reale il classico farò per San Giovanni, in riva al Po il maxi concerto
in beneficenza per i ragazzi di strada di Haiti. La
benedizione laica al prossimo anno si è celebrata alle 22.15: quando il Toro
simbolo della città in cima alla catasta di legno in piazza Castello è caduto
verso Porta Nuova. Il destino della città, per chi crede nella fortuna, sarà
dunque buono. Desideri esauditi per tutti, o almeno si spera. A partire
dal sindaco Sergio Chiamparino il quale, in perfetto stile politically correct,
si è augurato "che il Torino vinca lo scudetto e i cugini bianconeri la
Champions League". In piazza Vittorio, invece, il trionfo della
solidarietà con il concertone gratuito di vari big della musica italiana a
favore dei ragazzi di strada di Haiti e il progetto di accoglienza Foyer-Lakay
dei missionari salesiani. Dai due maxischermi l'invito a inviare, fino al
prossimo 29 giugno, un sms di 1 o 2 euro al numero 48566. Ola da stadio in piazza
Vittorio. L'entusiasmo del pubblico si fa sempre più intenso man mano che
arrivano gli ospiti più attesi. Da Roberto Vecchioni a Frankie Hi-Nrg Mc, dalla
Premiata Forneria Marconi ad Eugenio Bennato, Mingardi, Mory Kante. Ragazzini
scatenati con il videotelefonino per immortalare i loro beniamini, tra coppie
che cantano abbracciate, famiglie con pargoli al seguito sul passeggino e
pensionati con cani al guinzaglio. Per chi è assetato e non vuole concedersi un
salto in uno dei tanti bar, ci sono singolari carretti con bibite e ghiaccio
sormontati da ombrelloni da spiaggia.Fin qui la notte appena trascorsa. Ma lo
spettacolo più atteso sono i fuochi artificiali di stasera. Il cielo sopra la
Mole si illuminerà alle 22,30: il tema conduttore dello spettacolo pirotecnico
è la magia insieme agli elementi acqua, fuoco, aria e terra. Le musiche che li
accompagnano vanno dal repertorio classico di Stravinsky e Ciajkovskij, alle
colonne sonore di film come "Conan il barbaro", "La leggenda del
pianista sull'Oceano" e "Le streghe di Eastwick", sino agli hit
dei torinesi Subsonica. Il divieto di circolazione alle auto scatta dalle ore
( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
DIOCESI I PORTATORI
DI CASSA DEL VENERDI' SANTO AIUTANO LE SCUOLE FRANCERI Diecimila euro dalle
Confraternite Presentate ieri in curia varie iniziative, legate anche alla
recente visita del Papa. Confraternite. Diecimila euro sono
stati devoluti dalle confraternite alla scuola cattolica "Ferro
Franceri", una delle più antiche della città, fondata da Santa Maria
Rossello: la somma è stata raccolta fra i portatori delle sedici casse della
processione del Venerdì Santo, organizzata dalle sei confraternite di Savona.
Mauro Biancavilla, vice priore di N.S. Del Castello ha consegnato l'assegno a
suor Paola Trucco, del consiglio di amministrazione dell'Istituto. I diecimila
euro serviranno a coprire le spese per l'allestimento della nuova sezione
"Primavera" (bambini di 2-3 anni) della scuola. La materna comprende
altre due classi, per un totale di 56 iscritti. La "Ferro Franceri"
dispone anche di una ludoteca che accoglie 18 bambini. "La nostra scuola
punta soprattutto sulla qualità. Non un "parcheggio" ma un luogo vivo
di educazione, gioco e apprendimento, che organizza anche molte attività
esterne", ha detto suor Paola. "Il gesto delle Confraternite conferma
una volta di più che la processione del Venerdì Santo non è uno show ma una
suggestiva testimonianza portata avanti, in una città laica, da uomini di fede
che credono profondamente in quello che fanno", ha detto Marco Galleano,
priore generale di Savona centro. Papa. In curia è possibile prenotare le foto
della visita di Benedetto XVI a Savona. Per informazioni, telefonare in orario
di ufficio al 333/881505. Presentato ieri a Genova, il libro sulla visita del
pontefice in Liguria sarà disponibile Savona in occasione dell'apertura della
mostra fotografica in curia. A tempi brevi si potrà anche prenotare il Dvd
curato da Primocanale: un confanetto doppio, con la messa e la cronaca della
visita a Savona. Clausura. Dopo sei anni di cammino, Enza Ignazia Virzì di
Albisola Capo, già infermiera e maestra elementare a Cairo, pronuncerà i voti
solenni come carmelitana scalza nel monastero di clausura di S. Teresa di via
Firenze. La cerimonia è prevista mercoledì 16 luglio. Albissola. Dopo
quarant'anni la cassa lignea della Sacra Famiglia, attribuita al Maragliano e
di proprietà della confraternita, torna nell'oratorio di San Giuseppe.
Cerimonia e processione lunedì 30, alla presenza del vescovo Lupi (ore 20).
( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Il presidente cei LA
POLEMICA nazionale del premier Silvio Berlusconi che rivendica il diritto per
sé e per molti altri, cattolici divorziati come lui, ad accostarsi alla Comunione. E la realtà delle
parrocchie dove i sacerdoti vivono le speranze e i conflitti interiori della
gente. "La decisione della Chiesa di vietare alle persone divorziate di
ricevere la comunione non è una punizione nei loro confronti ma una decisione
che dipende dalla natura stessa dell'eucarestia". Lo ha dichiarato
l'arcivescovo e presidente della Cei Angelo Bagnasco, rimarcando però che la
sua Chiesa non lascia soli gli uomini e le donne che hanno fatto scelte diverse
da quelle proposte dal magistero cattolico. "L'attenzione della Chiesa
verso le situazioni difficili delle famiglie e delle coppie - ha continuato - è
un dato di fatto da sempre, perché la verità del Vangelo non può essere
cambiata da nessuna autorità, è sempre però accompagnata da una grande
maternità pastorale da parte della Chiesa. Il cuore della Chiesa è sempre un
cuore di maternità". Così, il prossimo 29 giugno, l'ufficio Famiglia e
vita della diocesi proporrà un incontro per le famiglie separate cristiane,
fedeli al sacramento malgrado il fallimento dell'unione matrimoniale o
conviventi o risposate: messa alle 11, pranzo alle 12 e meditazione di don
Filippo Monteverde alle 15. 24/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Chiesa nSONO STATI
devoluti alla scuola "Ferro Franceri" i diecimila euro che le
confraternite di Savona centro hanno raccolto, secondo una consuetudine ormai
consolidata, fra i portatori delle casse in occasione della processione del
Venerdì santo. Una somma di denaro che per la scuola
cattolica savonese, fondata da Santa Maria Giuseppa Rossello, è
importantissima, visto che consentirà per pagare i lavori e gli arredi necessari
all'allestimento della "sezione primavera" della materna, destinata
ai bambini di età compresa tra i due e i tre anni. L'annuncio della
donazione è stato fatto ieri mattina in Curia dai
rappresentanti delle sei confraternite di Savona che organizzano la
tradizionale processione, il priore generale Marco Galleano, Mauro bincavilla,
Giovanni Scorza, Giovanni Bovolo, Sandro Varaldo e Francesco Noberasco. Erano
presenti il vicario generale della diocesi Andrea Giusto, e per le Ferro
Franceri il vice-presidente Giobatta Auxilia e suor Paola Trucco. I quali hanno
ricordato come attualmente la scuola cattolica, che è riuscita a superare un
momento di difficoltà, comprende tre sezioni di scuola materna paritaria (per
un totale di 56 bambini) e una ludoteca, con 18 piccoli dagli uno ai due anni.
Sempre da ieri mattina in Curia è possibile prenotare le foto relative alla
visita in città di Benedetto XVI, avvenuta il 17 maggio scorso. Lorenzo Prando,
che già si era occupato della prenotazione dei pass per seguire la messa in
piazza del Popolo, è disponibile per mostrare le foto a disposizione e
predisporre cd personalizzati con le immagini che interessano. Per contattarlo
è necessarfio comporre il numero 333881505 dalle 10 alle 12 di lunedì, martedì,
giovedì e venerdì e dalle 15 alle 18 di mercoledì. Per mantenere viva la
memoria della visita del Papa sono in preparazione alcune iniziative come un
libro e l'esposizione delle foto nei locali del futuro Museo diocesano.
24/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti L'amaca
MICHELE SERRA Confesso di avere avuto un piccolo attacco di papismo. è stato quando Benedetto XVI, sia pure con la prosa azzimata e
circonvoluta che distingue tutte le burocrazie, ha implicitamente risposto
picche al divorziato Berlusconi che pretendeva, tra gli altri benefits già in
sua dotazione, di poter fare la comunione. Ora: se uno si iscrive a
un'associazione, ne rispetta le regole. E le regole di Santa Romana Chiesa, si
sa, sono quelle che sono: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile. Il divorziato può umiliarsi,
come spiega il Papa con il sottile sadismo della Verità Rivelata, osservando a
debita distanza "la grazia eucaristica", come l'affamato cui viene
negato il sollievo di nutrirsi, e come il reietto la cui colpa va illustrata
davanti all'intera comunità. Ma non può mettersi in fila davanti al
prete: è un cattolico di serie B. Ora: detto che la fede in Dio può benissimo
essere tutt'altra cosa rispetto a questa griglia impietosa di precetti e
usanze, non c'è dubbio che se uno vuole appartenere alla Chiesa di Roma, il
regolamento è questo. Un signore gaudente e impenitente che, con il panama in
testa, pretende di essere cattolico senza pagare pegno, e per giunta
riscuotendo i dividendi politici di questa sua improbabile devozione, merita
che gli si dica cortesemente che no, non si può. La botte piena e l'ex moglie
ubriaca non si può avere, nemmeno se si è Berlusconi.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Gianni baget bozzo
L'ipotesi Veltroni è fallita e ora da opposte parti gli sparano addosso.
Berlusconi, che aveva fatto la campagna elettorale senza mai attaccare
l'avversario come persona, ora dichiara che Veltroni può considerarsi un
"fallito" per il grande ammanco del Comune di Roma. Gianni Alemanno è
stato nominato commissario prefettizio al bilancio
insieme ad altri tre commissari prefettizi. Le caldi estate romane e il cinema
universale nella città universale finiscono in un buco nero. E anche Parisi lo
attacca, chiede che venga cambiato il segretario, cioè lui. E D'Alema ha già
detto, dall'alto della Fondazione Italiani Europei, vero braccio armato della
militanza postcomunista, che occorre aprire le alleanze con l'Udc, il che vuol
dire un antiberlusconismo molto tiepido. L'ipotesi del Partito democratico, di
Veltroni senza Prodi e senza Bertinotti, non è riuscita e la nuova immagine
legata alla persona di Veltroni è fallita ancora più rapidamente che il
"buongoverno" di Prodi. Per eliminare Prodi ci sono voluti due anni,
per far fuori Veltroni è bastato l'esito della
campagna elettorale centrata su di lui. Ma la posta giocata su Veltroni non
riguardava soltanto l'ex sindaco di Roma. Era l'idea di liquidare l'immagine
storica della sinistra fondendola, in un partito di centro con i democristiani
di "sinistra", in un volto che fosse, nel suo buonismo, una
combinazione, accettabile ad ambedue, di cattolicesimo e di comunismo. Veltroni
non doveva vincere le elezioni, doveva arrivare vicino al pareggio. Invece l'ha
perse in modo paradossale, perdendo i voti a destra e portandoli via a
Bertinotti e agli altri minori di sinistra. È riuscito a far recedere la
sinistra nel suo complesso: da quella antagonista a quella moderata, mentre
quella moderata andava a Berlusconi. Un volto comune, un linguaggio comune tra
centrosinistra moderato, tra cattolici di
sinistra e comunisti di centro, non si è raggiunto. Non ha fallito Veltroni. È
fallita l'idea del Partito democratico come partito omogeneo di centrosinistra
sulla questione cattolica e sulla identità comunista. La vittoria nel 2006 era
dovuta agli estremi: alla Bindi dei "cattolici
adulti" e alla capacità affabulatoria di Bertinotti, inventore
della sinistra rivoluzionaria in un governo di centro. Le elezioni del 2008
hanno rivelato che non esiste un'alternativa della sinistra moderata né una
vera protesta sociale che giustifichi la sinistra antagonista. La sinistra è
fallita in tutte le sue due forme. Ed è inevitabile che l'ascesa del
centrodestra appaia come un fatto di sistema politico: l'asse del sistema
politico, dagli anni '60 favorevole alla sinistra, ora passa invece al
centrodestra, che assume egli stesso per forma e linguaggio il tono di un centro
moderato. Come unico fatto significativo, rimane il grido solitario di Di
Pietro che chiede un ritorno all'antiberlusconismo, oggi divenuto veramente
impossibile. La novità non è che Berlusconi ha vinto, è che egli è divenuto
l'asse del sistema, il punto in cui non possono non confluire i moderati con il
voto e la sinistra moderata con l'opposizione. Le elezioni del 2008 con le
amministrative siciliane hanno indicato che la linea berlusconiana ha una
maggioranza permanente e che la sua cultura è diventata cultura del sistema.
Tanto che Berlusconi può affrontare persino la madre di tutte le battaglie,
quella contro la procura di Milano che ha scatenato nei suoi confronti un
processo infinito, bloccando la democrazia italiana nella sua crescita. La
sinistra dovrà rivedere la forma del Partito democratico e forse accettare il
partito in correnti, una postdemocristiana e una postcomunista, visto che la
sintesi non è riuscita né con Prodi né con Veltroni. E tutto è aperto a
sinistra, anche la questione Nord Sud, ora che il Sud, finora riserva
dell'alleanza democratica, è tornato in massa alla scelta berlusconiana. Questo
accadrà anche in Liguria, dove le prossime elezioni amministrative possono
segnare la fine di un lungo dominio della sinistra e dei cattolici
di sinistra sulle istituzioni. I segni premonitori in Comune, in Regione e in
porto certamente non mancano. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it
) è consigliere politico di Forza Italia. 24/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Cultura
L'ELETTROCHOC Settanta anni fa le leggi razziali italiane Obiettivo: l'uomo nuovo
fascista antisemita Parla Marie-Anne Matard-Bonucci: "Così Mussolini
voleva rivitalizzare il regime totalitario e trasformare il carattere della
popolazione" Un saggio della studiosa francese sottolinea la mèta del
dittatore: trasformare i cittadini in uomini capaci di odiare il nemico Il Duce
nel costruire ex-novo la dottrina antiebraica nostrana, pensa al successo di
Hitler, ma vuol presentarla come ideologia made-in-Italy SUSANNA NIRENSTEIN Il
15 luglio 1938, esattamente settanta anni fa, sul Giornale d'Italia usciva un
testo anonimo poi passato alla storia come il Manifesto della razza, redatto,
come si seppe pochi giorni dopo, da dieci scienziati, voluto dal Capo, il Duce.
Il 25 luglio il Partito fascista fa sua ufficialmente l'idea che gli "ebrei
non appartengono alla razza italiana". Il 5 settembre partono i primi
provvedimenti antisemiti; leggi dure, più ancora di quelle naziste di
Norimberga. I bambini e i ragazzi ebrei vengono espulsi dalle scuole, e così i
professori; molti professioni e impieghi sono vietati; il patrimonio limitato,
più tardi proibito e espropriato; gli ebrei stranieri, in gran parte rifugiati,
costretti ad andarsene. Lo scandalo avrebbe dovuto essere enorme: non sono
dispositivi lievi, "all'italiana", "di facciata". Invece non
vi furono proteste, se non quelle degli ebrei. La normativa antisemita
applicata meticolosamente, porterà alla miseria, all'emigrazione, al suicidio;
il tragitto si concluderà con la deportazione e la morte di 7.658 ebrei, un
quarto di una comunità di 32.200 persone presenti nel '43, contando quelli
delle isole del mar Egeo sotto il dominio fascista. Questi, in pochissime e
scarne parole, i fatti. Ma passiamo alle considerazioni. Come fu possibile una
svolta tanto brutale che colpiva, con rapidità ed efficienza, una collettività
così profondamente integrata? Gli ebrei, dall'Unità in poi, avevano partecipato
attivamente e con soddisfazione reciproca alla vita dello Stato, alle guerre,
alla cultura, all'economia. E perché poi una popolazione non ostile agli ebrei,
fu testimone silenziosa e spesso complice dell'esclusione e della vessazione?
Domande universali, le stesse a cui vuole dare risposta Marie-Anne
Matard-Bonucci, docente all'Università di Grenoble II, nel suo L'Italia
fascista e la persecuzione degli ebrei (il Mulino, pagg. 514, euro 29). Il
cuore del suo ragionamento è che il "momento antisemita" italiano, in
rottura netta con la tradizione liberale ed anche con quella fascista, rispose
alle necessità congiunturali di un regime, in affanno di consenso, che aveva
bisogno di rivitalizzare la dinamica totalitaria con una mobilitazione
aggressiva diretta a creare l'uomo nuovo fascista. Professoressa, le leggi
nacquero oppure no da un sostrato antisemita già presente nei geni del fascismo
come ha sostenuto lo storico Michele Sarfatti? "Dopo l'Unità d'Italia, la
storia degli ebrei è più che altro una storia di integrazione. I sentimenti
avversi esistono, ma sono molto meno importanti che in altri paesi. Il fascismo
non è antisemita né quando arriva al potere, né nei suoi programmi successivi,
se non nelle frange estreme. Persino un antisemita filotedesco come Giulio
Cogni, nel '36-'37, scrive che l'antisemitismo è inimmaginabile in Italia. Chi
avesse nutrito un'ideologia del genere, semplicemente non sarebbe stato in linea col Partito. Sarfatti ha dato un contributo
notevole alla storia dell'antisemitismo fascista, ma insiste su una continuità
ideologica su cui non sono d'accordo". Allora lei si sente più vicina a De
Felice, che poneva l'accento sulla decisione di Mussolini di dare una
"coscienza razziale" all'Italia per trasformarla in una "grande
potenza" formata da cittadini che si sentissero "superiori" e
determinati ad imporsi con la forza? "De Felice ha scritto il primo
fondamentale libro di storia dell'antisemitismo fascista, ma forse ha
sottovalutato l'importanza e la durezza dell'applicazione delle norme e della
persecuzione. A volte riprende gli argomenti spesi dagli stessi fascisti nel
'38, come quello della continuità dell'antisemitismo con il razzismo
coloniale". Furono due fenomeni separati? "Credo che la grave
politica applicata in Etiopia da un punto di vista ideologico appartenga a un
altro registro. Contro i neri si sviluppa una teoria di inferiorità dell'altro.
Nell'antisemitismo c'è una spinta diversa, la paura dell'altro, visto come un
uguale, anzi, quasi superiore. I due razzismi si avvicinano (e qui concordo con
De Felice) solo perché vogliono trasformare il carattere dei cittadini,
compiere una rivoluzione antropologica e fabbricare l'italiano nuovo, capace,
come dice Mussolini, di "odiare il nemico". Un aspetto che ritroviamo
nella lotta al "pietismo" verso gli ebrei: chi veniva considerato un
"pietista", chi dimostrava qualche solidarietà, era buttato fuori dal
Partito". Quanto influì invece la Germania? "Penso che il suo peso
sia stato sottovalutato. E' vero che Berlino non fece
pressioni, ma già nel '36 la fascinazione per la Germania è forte. L'Italia nel
costruire l'antisemitismo di stato pensa al successo
che questo aveva avuto e aveva in Germania, anche se vuole presentarlo come
un'ideologia made in Italy. Al contrario c'è una sorta di trasposizione
culturale e solo poco a poco, con il concorso degli intellettuali e dei
politici che si sentono chiamati a un compito prioritario, si definirà una
dottrina italiana. All'inizio si guarda alla Germania". Le leggi furono
più dure di quelle di Norimberga. Perché? "Per la volontà di radicalizzare
il sistema politico, di creare una società totalitaria, di avere degli italiani
capaci di tagliare i legami affettivi, professionali e mettersi nella posizione
dei persecutori. Per la determinazione di chiudere con una tradizione di
umanitarismo, per trasformare, ripeto, il carattere della popolazione.
Mussolini è stato in Germania ed è tornato impressionato
dalla velocità del cambiamento, dalla compattezza della società: allora decide
di accelerare la metamorfosi del suo paese con una specie di elettrochoc. E,
questo è il fatto "straordinario", il suo messaggio, nel regime
totalitario, funziona: in poco tempo gli ebrei diventano dei paria".
Alcuni storici lo giudicano un totalitarismo imperfetto, dove accanto al Duce
ci sono comunque un Papa e un Re. "Non era perfetto, compiuto, ma il
progetto totalitario di Mussolini era chiaro: concepito fin dalle origini, ebbe
fasi alterne. Lo stesso Mussolini alla fine rimpiangeva di non aver trasformato
come voleva il popolo italiano e vedeva nella Chiesa uno dei fattori frenanti
più forti. Comunque né il Papa né il Re si opposero alle leggi razziali, e
questa per il fascismo fu una vittoria su Vaticano e monarchia". Le leggi
furono declinate secondo un parametro biologico, come quelle tedesche. Ma si
prevedevano i "discriminati", i meno colpiti, per meriti patriottici.
Come si combinano le due cose, l'anima biologica e quella ideale, che si
rifaceva alla storia comune, alle guerre? "I discriminati ci dicono delle
difficoltà che il regime sentiva di avere. L'impostazione biologica all'inizio
è quella prevalente. Poi gli intellettuali cercano di appropriarsi del discorso
razziale declinandolo in vari modi, meno tedeschi: l'importante è allinearsi,
partecipando attivamente. Evola, pur riferendosi a quello biologico, imposta un
razzismo "spirituale" più vicino al progetto di rivoluzione
antropologica. Altri, come Giacomo Acerbo e Vincenzo Mazzei, lo rivestono di
nazionalismo. Altri ancora cercano i fondamenti nella
tradizione cattolica". Quanto contò il secolare antigiudaismo cattolico?
"Poco o niente nella decisione. Molto per la tradizione culturale su cui
si sarebbe potuto contare in seguito. Sarebbe assurdo affermare che
l'antisemitismo sia arrivato su un terreno vergine. Nel momento delle
leggi però, al contrario, ci fu la volontà di chiudere con l'umanitarismo
cattolico". La propaganda, lei racconta, si fermò quasi subito, nei primi
mesi del '39. Come mai? "Perché l'antisemitismo del '38 è strumentale,
serve a rilanciare la macchina totalitaria. Dopo si presentano altri fronti, e
ben presto la guerra. L'argomento sembra esaurito, anche perché non era mai stato concepito per mobilitare le masse, ma piuttosto le
élite". Il segno di riconoscimento. Lei sottolinea che la stella gialla
non fu imposta per "paura di una riprovazione pubblica". Dunque la
coesione conquistata da Mussolini non era così totale. "Capire cosa
pensava la gente è sempre difficile. I rendiconti dei prefetti lasciano
intravedere la perplessità della popolazione. La società non ancora come
Mussolini desiderava. Per questo la vuole trasformare. Dovete imparare a odiare
il nemico, dice, lo ripeto: e nel '37-'
( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Cultura Secondo la
classifica di "Foreign Policy" e "Prospect" l'intellettuale
turco è il più influente e con più seguito FETHULLAH GÜLEN PRIMO DEL MONDO
Filosofo, uomo di religione, ha scritto sessanta libri ed è oratore di grande
efficacia MARCO ANSALDO L'intellettuale più influente del mondo? Un turco.
Potrebbe sorprendere la scelta fatta congiuntamente da due riviste
internazionali, Foreign Policy e Prospect. Tanto per dire, lo scorso anno, a
ottenere il riconoscimento fu l'americano Noam Chomsky che prevalse di poco
sull'italiano Umberto Eco. Ma non per chi conosce la potenza sottile, la ramificazione
straordinaria, la pervasività del messaggio di una delle personalità meno note
e più controverse di questo primo scorcio di millennio: il predicatore islamico
Fethullah GÜlen. Filosofo, religioso, autore di 60 libri, oratore di sermoni
capaci di toccare le corde più profonde dell'anima e spesso di portare alle
lacrime il suo uditorio, GÜlen è conosciuto soprattutto come fondatore di
scuole islamiche. Il suo movimento si basa sulla cooptazione volontaria di
decine di migliaia di adepti, in grado di insegnare e coordinare centinaia di
scuole che portano il suo nome, di università, associazioni, unioni, lobbying e
gruppi studenteschi. Non solo in Turchia. Ma in almeno 90 paesi fra Europa,
Medio Oriente, Asia, Africa e Nord America. Il loro segreto? L'istruzione.
Anche laddove mancano le strutture e l'insegnamento, infatti, le scuole di
Fethullah GÜlen sono presenti. Attive. Pronte ad aiutare anche materialmente i
bisognosi. Fondate sulla fede musulmana, sono però aperte a tutti. In Italia,
il gruppo di GÜlen è ancora poco conosciuto. Eppure decine di suoi alfieri,
gentili, umili, l'aspetto quasi dimesso, i modi felpati tipici del loro leader,
si preparano a uno sbarco tutt'altro che in grande stile quanto invece
sottotono, eppure capillare. "Noi seguiamo tutto con attenzione",
diceva a Roma poche settimane fa uno dei loro emissari prima di rientrare a
Milano, con un sorriso disarmante. E anche se pochi lo ricordano, quasi dieci
anni fa GÜlen fece un'unica visita in Italia. Anzi, in Vaticano. Accolto da Papa
Wojtyla, che non volle far mancare la sua parola di attenzione verso un uomo di
altra fede, però talvolta avversato in patria. Sì, perché Fethullah GÜlen, nato
a Erzurum, nell'est turco, oggi 67enne e non più in buone condizioni di salute,
vive da dieci anni in esilio volontario negli Stati Uniti. Nonostante il largo
numero di seguaci, il predicatore turco è avversato da una consistente fetta di
secolaristi che ne contestano la figura umanistica propagata dai fedelissimi
islamici e temono che in realtà voglia trasformare il
sistema laico in una teocrazia. Prosciolto dalle accuse, da allora guida con
sapienza il suo impero finanziario, avvalendosi di una galassia editoriale e di
un quotidiano turco di ottima fattura grafica e contenutistica, Zaman, che strizza
l'occhio al governo islamico moderato del premier Erdogan, ed è largamente
presente all'estero con un'edizione in lingua inglese.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai
consultando l'edizione del Il laico di centrosinistra Volpi: certamente
potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Slitta la decisione del Csm sul "salvapremier" Si
attende il voto del Senato sul pacchetto sicurezza. Evitando il muro contro
muro di Massimo Solani / Roma PRENDERE TEMPO, far placare gli animi e lasciare
che si posino le polemiche che la maggioranza e il governo continuano ad
alimentare. Attacchi a testa bassa di cui il Csm è diventato il nuovo bersaglio
dopo l'Anm e le toghe del Tribunale milanese che stanno processando il premier
Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. È con questa strategia in
testa che ieri il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di
temporeggiare su entrambi i fronti aperti, in una giornata solo apparentemente
interlocutoria, rinviando ad oggi sia la discussione sulla bozza di parere
relativa alle norme contenute nel decreto sicurezza che quella sulla pratica a
tutela dei magistrati milanesi. E se la prima commissione ha deciso di
acquisire altra documentazione sugli strali del premier (l'istanza con cui il
presidente del Consiglio ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus, il parere
della procura generale di Milano negativo sulla ricusazione e lo stenografico
della seduta del Senato in cui il presidente Schifani ha dato lettura della
lettera del premier) la sesta commissione si è aggiornata ad oggi senza che mai
fosse posata sui tavoli la bozza redatta dai consiglieri togati Fabio Roia e
Livio Pepino e finita al centro della bufera per le indiscrezioni di stampa circolate
nei giorni scorsi sull'incostituzionalità delle norme blocca processi contenute
negli emendamenti Vizzini e Berselli. "Un rinvio dettato dal buon senso -
spiegava ieri uno dei consiglieri sfuggendo alla consegna del silenzio
tacitamente adottata da tutti - nella speranza che il clima torni più sereno. E
poi domani (oggi ndr) il Senato approverà la legge di conversione del decreto
sicurezza e potremo finalmente discutere sul testo definitivo che sarà
esaminato alla Camera". Di certo, sulla decisione di far slittare di un
giorno la discussione della bozza di parere (che c'è, nonostante le smentite
del vicepresidente Nicola Mancino, ed è rimasta fra i fascicoli di Pepino e
Roia) ha pesato il tentativo di superare il clima di contrapposizione che
potrebbe essere il primo passo di uno scontro aperto fra i consiglieri laici
del centrodestra e il resto del consiglio. "Perché se è quasi scontato il
loro voto contrario quando il loro parere sarà sottoposto al Plenum - spiegava
uno dei membri della commissione al termine della seduta di ieri - quel che
conta è ponderare bene i termini e i contenuti del documento in modo da non
arrivare al muro contro muro e all'ostruzionismo". Ora che la legge
approda alla Camera Palazzo dei Marescialli potrà tranquillamente far slittare
alla prossima settimana, come sembra inevitabile, la discussione sul contestato documento. Che quasi sicuramente conterrà un doppio
"semaforo rosso": sia sulla costituzionalità delle norme blocca
processi (ma sotto alla lente d'ingrandimento ci sarà anche l'aggravante di
clandestinità) che sulla presunta "invasione di campo" su una materia
come gli "interventi amministrativi nelle materie di ordinamento
giudiziario e su ogni altra questione inerente all'amministrazione della
giustizia" (citazione testuale dal regolamento per le competenze della
sesta commissione), che spetta soltanto al Csm. Questioni che saranno
affrontate oggi in una seduta pomeridiana che si preannuncia lunga e tesa.
Anche per questo ieri il presidente della sesta commissione, il laico di centrosinistra Mauro Volpi, ha proposto di rimandare
di ventiquattro ore la discussione richiamando i membri al silenzio con la
stampa e ad un comportamento idoneo a non creare altre tensioni. Ma su una cosa
Volpi è stato chiarissimo: il Csm ha tutto il diritto di formulare il proprio
parere. "Qualsiasi giudice può sollevare questioni di legittimità
costituzionale - ha infatti spiegato - Che il Csm non possa segnalare
un'evidente violazione della Costituzione mi pare insostenibile. Tanto più
quando si tratta di un emendamento che è sfuggito al vaglio preventivo di
costituzionalità".
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai
consultando l'edizione del Durissimo attacco al governo dal settimanale
cattolico "Famiglia cristiana" "Nella manovra c'è demagogia e
beneficenza".
( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-06-24 num: - pag: 45 categoria:
REDAZIONALE Elzeviro Dieci anni del suo "Diario italiano" ENZO
SICILIANO OLTRE L'IMPEGNO di ANTONIO DEBENEDETTI Il volume "Enzo
Siciliano: Diario Italiano 1997-2006. Una scrittura civile" (Giulio
Perrone Editore) sarà presentato oggi (ore 18) alla Casa delle Letterature di
Roma. Interverranno Andrea Caterini, Arnaldo Colasanti, Andrea Gareffi,
Raffaele Manica, Giorgio van Straten. Saranno presenti Antonio Debenedetti, Alain
Elkann, Enzo Golino, la redazione di "Nuovi Argomenti". I l
personaggio evocato con maggiore tenerezza? Attilio Bertolucci, in una calda
giornata d'estate, con il cappello di panama in testa e una sciarpa di lana al
collo mentre il figlio Bernardo e lo stesso Enzo vanno a caccia di granchi. Il
personaggio raccontato con più rimpianto? Senza dubbio Moravia che il mattino,
all'ora del primo caffè, quando Enzo è ancora tuffato nel sonno, telefona e
chiede con allegra vitalità: "Ciao. Che succede?" L'amico, quasi coetaneo,
descritto con più affettuosa complicità? Cesare Garboli amatissimo dalle
ragazze mentre imita, senza accorgersene come per un naturale omaggio alla
letteratura, le voci di Bassani e Soldati. E poi Tondelli, e Ottieri, e
Raboni... Ma i ricordi palpitanti, nati da un rimpianto dell'intelligenza e
insieme del cuore, non sono tutto. La formazione crociana, la militanza
comunista posta in crisi dai fatti di Ungheria, l'incontro con
l'anticonformismo moraviano, il laicismo quale
risposta a un'educazione perbenista e piccolo borghese, rivivono infatti dietro
ogni pagina dell'autobiografia intellettuale di Enzo Siciliano e dunque di
quest'opera specchio d'un carattere e di una vita. Perché questo sono in primo
luogo i tre volumi del Diario italiano 1997-2006 curati, a due anni
dalla morte del loro autore, dal giovanissimo, appassionato, Andrea Caterini
(Giulio Perrone Editore, pagine 500, € 24 ). Sulle pagine di "Nuovi
Argomenti ", la rivista moraviana di cui fu prima redattore e poi
direttore, Siciliano è venuto tenendo dal 1991 un suo Diario. Le prime sei
annate erano già state raccolte in volume. Rimaneva questo ultimo, ampio
materiale che segue lo scrittore fino ai suoi ultimi giorni, riportandone i
giudizi e i pensieri estremi. Pagine, come ora si avrà modo di verificare, che
nascevano dall'intrecciarsi d'una passione civile al calor bianco con i giudizi
del lettore di professione, con i rovelli dell'uomo di lettere che viveva anche
i piccoli fatti d'ogni giorno specchiandoli nei libri. A loro chiedeva di
spiegare una realtà che spesso gli appariva buia, imbarbarita. Enzo era un uomo
che, pur tenacemente legato alla famiglia, si angosciava, palpitava per ogni
evento pubblico. Di più. Dalla lettura del Diario emerge, cosi da stupire
persino i suoi amici, l'inatteso: pur conducendo un'intensissima vita sociale,
Enzo diffidava infatti della mondanità. Ne aveva timore, prediligendo
quell'affettuosità e calore che gli snob non conoscono. Non c'è mondanità, a
esempio, nel racconto (divertentissimo) di Miss Flash come veniva
soprannominata la giovane Laura Betti, che riceve Enzo mentre nelle stanza
accanto un divo del cinema (all'epoca notissimo) sta rinfilandosi i jeans.
Nelle pagine del Diario la scrittura talora prigioniera d'una eccessiva
eleganza, che Siciliano viene distillando dall'esperienza rondista, si fa più
snella e più diretta. Si contagia della vivacità del parlato. Pare cosi, a chi
lo abbia frequentato, di sentire Enzo con quell'emozione nella voce che lo
sorprendeva discorrendo degli amici. Nasce così il bel profilo di Dario
Bellezza. Leggendolo sentiamo oltretutto quanto ci manchi un critico capace di
far percepire, senza bisogno di stentorei pronunciamenti, che il
"maledettismo " d'un vero poeta altro non è se non l'espressione d'un
più caldo amore della vita. \\ Un intreccio scarno e elegante di eventi
letterari e di fatti politici.
( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-06-24 num: - pag: 45
categoria: REDAZIONALE Religioni / 1 I 100 intellettuali più influenti del
pianeta secondo due riviste, americana e inglese Top Ten del pensiero: tutti
musulmani Vince Fethullah GÜlen. Chomsky undicesimo, primo degli occidentali di
CECILIA ZECCHINELLI N ove anni fa, mancava poco all'inizio del nuovo millennio,
centinaia di migliaia di fax, lettere, email si riversano sulle scrivanie di
Time Magazine sostenendo che l'"uomo del secolo" era senza il minimo
dubbio Mustafa Kemal, detto AtatÜrk. Perfino nella categoria
"musica", il Padre della Patria ottenne più voti di Bob Dylan. Che
poi la rivista americana abbia deciso di attribuire ad Albert Einstein l'onore
(e la copertina del 31 dicembre 1999) non sembra aver demoralizzato i turchi.
Tanto che il nuovo sondaggio lanciato in aprile da due pubblicazioni
prestigiose seppur meno popolari - la statunitense Foreign Policy e la
britannica Prospect - si è chiuso ieri con un risultato decisamente inatteso ma
(a posteriori) spiegabile. Alla domanda "chi sono oggi i 100 intellettuali
più influenti del pianeta?", i 500mila e oltre che hanno risposto nel
mondo hanno scelto come Numero Uno un nome sconosciuto a (quasi) tutti:
Fethullah GÜlen. E dopo di lui, nella Top Ten, seguono solo pensatori
musulmani. Per trovare intellettuali occidentali si deve arrivare
all'undicesimo posto (il linguista liberal americano Noam Chomsky, già
vincitore del primo analogo sondaggio nel 2005), seguito dall'(ex) politico
oggi ecologista Usa Al Gore, dall'orientalista ebreo anglo- americano Bernard
Lewis, da Umberto Eco (14Ë?e unico italiano insieme al giornalista Gianni
Riotta, 79Ë?). In realtà, dice al Corriere uno dei maggiori esperti di Islam,
il francese Olivier Roy (piazzatosi 66Ë?),GÜlen è tutt'altro che uno
sconosciuto: "Sufi, sostenitore di una religione moderata e con forti
valenze sociali, carismatico al punto di essere quasi un guru - dice Roy - ha
milioni di seguaci in Turchia e non solo. Ha aperto scuole in Asia Centrale e
nel Caucaso, scritto 60 opere di successo, incontrato Giovanni Paolo II: nel
suo universo è ormai una celebrità ". Ma anche al di fuori del loro
universo, leggi in Occidente, sono molto conosciuti altri nomi tra i primi
dieci. Dal "banchiere dei poveri" e inventore del microcredito,
l'economista del Bangladesh Muhammad Yunus (arrivato secondo), al
telepredicatore di Al Jazeera nonché presidente del Consiglio mondiale delle
Fatwa, l'egiziano Yusuf Al Qaradawi (terzo). Dallo scrittore e premio Nobel
Orhan Pamuk (un altro turco, per altro musulmano solo di nascita),
classificatosi quarto, al controverso teologo e accademico svizzero-egiziano
Tariq Ramadan (ottavo) fino alla prima donna degli eletti, decima, ovvero
l'avvocatessa e anche lei premio Nobel, l'iraniana (per
altro laica) Shirin Ebadi. "è vero, siamo stati sorpresi: all'inizio le
preferenze si erano concentrate sullo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa e
sull'ex campione di scacchi e oggi dissidente russo Garry Kasparov, poi è
arrivata la valanga di voti a favore di GÜlen e abbiamo pensato a una
manipolazione elettronica del sondaggio - ci dice Tom Nuttall, il
caporedattore di Prospect che ha seguito il progetto -. Ma abbiamo controllato,
ed era tutto regolare. E abbiamo scoperto che è stata la pubblicità alla nostra
iniziativa sul primo quotidiano turco, Zaman, vicino al movimento di GÜlen, che
ha scatenato la risposta compatta dei suoi innumerevoli seguaci. Visto che
ognuno poteva indicare cinque nomi, tra i cento che noi e Foreign Policy
avevamo indicato, è logico pensare che chi ha scelto GÜlen abbia votato per
altri musulmani". Spiegazione solo parziale, però. Perché al di là della
religione d'origine (l'islam, appunto) tra il laico Pamuk e l'integralista Al
Qaradawi ci sono abissi che non esistono - ad esempio - tra gli economisti
Amartya Sen (16Ë?),Jeffrey Sachs (48Ë?)e lo stesso Yunus, di tre diverse
religioni sulla carta ma con molto in comune. "E il sondaggio prova infatti
che la mia teoria di un Islam globalizzato è fondata - continua Olivier Roy,
autore di Global Muslim: le radici occidentali nel nuovo Islam (Feltrinelli,
2003) -. Nei Paesi musulmani esiste oggi una Umma, una comunità virtuale con
posizioni molto differenti al suo interno tanto che abbiamo chi vota GÜlen e
chi sceglie Hirsi Ali (15Ë?nel sondaggio), ma con una grande attività su
Internet. E non solo sui siti musulmani o locali, ma su quelli dell'Occidente,
di tutto il mondo". Persone di età e posizioni politiche diverse che in
genere non si riconoscono nei regimi al potere nei loro Paesi, ma nemmeno nel laicismo militante dei nostri, che parlano più lingue, che
vogliono far sentire la loro voce con un'energia decisamente superiore
(soprattutto in Turchia) di quanto non avvenga (almeno in questa fase) tra gli
stanchi e disincantati cittadini d'Europa. "Al di là dell'evidente
stortura della vittoria di GÜlen - conclude Roy - il sondaggio dimostra pure,
se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia errata la teoria dello "scontro
di civiltà" di Samuel Huntington (28Ë? in questa speciale classifica). Con
l'eccezione forse di Al Qaradawi, i vincitori sono tutti per il dialogo".
Copie del Corano disposte su un tavolo di una madrassa, una scuola religiosa,
di Ghazni in Afghanistan (Sadeq/Ap).
( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-06-24 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE LETTERA INTERNAZIONALE "L'anomalia italiana" dal
( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13
categoria: BREVI L'editoriale del settimanale cattolico Contro Berlusconi un
editoriale critico su giustizia ("I magistrati un'ossessione") e
scelte economiche ("Alle famiglie solo carità di Stato").
( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Intellettuali hit
parade globale di foreign policy e prospect Il maître à penser è ottomano
Musulmani i primi dieci. In testa il turco Gülen. Un complotto ordito a
Istanbul? Vade retro, maître à penser d'occidente. Le teste più acclamate del
mondo non arrivano più dalle vetuste università d'Europa, né dai polivalenti
centri del sapere d'oltreoceano. Nella top ten dei più influenti intellettuali
globali quest'anno ci sono soltanto pensatori, laici o
religiosi, che arrivano da paesi musulmani, a est o ad ovest della terra del
Profeta. L'annuale sondaggio condotto da due riviste feticcio della cultura
liberal anglosassone come Foreign Policy e Prospect parla chiaro. Le più
popolari teste d'uovo dell'Ovest sono state espulse dalle zone alte della
classifica. Solo undicesimo, e primo nella categoria "resto del
mondo", Noam Chomsky, già vincitore nel 2005. Dietro di lui Al Gore e il
grande storico Bernard Lewis. Degno di nota il quattordicesmo posto strappato
da Umberto Eco, primo tra gli europei. A meno di non voler considerare anche i
turchi come tali. Perché tra i primi dieci - tutti musulmani di nome o di fatto
- i protagonisti sono innanzitutto loro. Hanno piazzato al quarto posto il
Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk. E al primo posto il sessantasettenne
Fethullah Gülen, predicatore e scrittore caro al premier Recep Tayyip Erdogan,
promotore di una interpretazione modernista dell'Islam e leader del "Movimento
Gülen". È lui l'intellettuale più influente del mondo. Questo almeno è il
verdetto della giuria popolare, composta da circa mezzo milione di
lettori-elettori. A Londra come a New York però, indispettiti dal clamoroso
risultato, insinuano che vi sia sta stata una sorta di manipolazione della
volontà popolare. A cambiare il corso della competizione - secondo il Prospect
- sarebbe stato l'ingresso sul campo di gara del
quotidiano turco Zaman , di orientamento islamico moderato, che ha guidato una
campagna di mobilitazione dei lettori a sostegno di Gülen. Trascinando sulla
scia gli altri musulmani, che hanno così occupato tutte le posizioni di
vertice. Il direttore di Zaman Bulent Kenes esclude ogni forzatura esaltando
influenza e popolarità di Gülen. Ma il direttore dello Spectator David Goohart
ribatte che per quanto lo riguarda, il turco è un illustre sconosciuto. Il
successo di Fethullah Gülen però - a Goohart e a molti di noi ignoto - conferma
la disciplina dei suoi fedelissimi seguaci noti come "Fethullahci". E
la forza di un movimento che la sociologa turca Nilufer Golen definisce
"il più globale della terra". Ed è vero che Gülen ne ha fatta di
strada da quando negli anni '60 predicava nelle moschee - facendo poi circolare
il suo messaggio in audiocassette come Khomeini - un Islam tollerante e
dialogante. Da allora ha scritto una sessantina di libri e il suo movimento -
che conta oggi centinaia di migliaia di aderenti - porta ovunque nel mondo il
Gülen - pensiero attraverso un impressionante network di scuole (più di 1000),
associazioni studentesche e altri gruppi ispirati dal maestro. Maestro peraltro
studiato anche in Occidente - perfino la Camera dei Lord di recente gli ha
dedicato una conferenza organizzata dalla London School of Economics - ed elogiato
come grande costruttore di ponti tra civiltà, promotore di un Islam
riconciliato con la modernità. Interpretare questa classifica come l'ennesima
partita "Musulmani - Resto del Mondo" può dunque essere fuorviante.
Già più stimolante leggerla come competizione per la conquista dei cuori e le
menti del mondo musulmano. E in questo senso Gülen ha prevalso sull'arcigno
teologo di Al Jazeera Yusuf al-Qaradawi (terzo) come sul sulfureo Tariq Ramadam
(ottavo). Ancora più corretto sarebbe raccontarla come una storia turca. Il
caso Gülen ci appare allora - a occhio e croce - come la versione religiosa
dell'affaire Pamuk. Il premio Nobel (quarto in classifica) è stato
trascinato in tribunale per la sfida liberale al rigido pattriottismo kemalista
che criminalizza l'insulto alla "turchitudine". Gullen - lui stesso
incriminato e poi prosciolto dall'accusa di sovversione - guida il dissenso
religioso contro il laicismo d'ordinanza, perno del
moderno stato turco. Confronto tanto più aspro e
delicato in questi giorni in cui la Turchia attende una sentenza della Corte
Costituzionale che potrebbe decretare la messa al bando del partito più votato
di Turchia e dei suoi esponenti politici, il presidente Abdullah Gul in primis.
È probabile però che alla vigilia della ancora più attesa semifinale degli
Europei di Calcio con la Germania, l'infuocato nazionalismo calcistico turco
goda sopratutto nel vedere Francoforte ridotta a provincia culturale e Jurgen
Habermas fuori dai primi venti. Luigi Spinola 24/06/2008.
( da "Manifesto, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
PROCESSI Il Pd apre:
"Parliamo del lodo Schifani. È costituzionale" Csm nell'angolo sul
salvapremier Slitta il voto. E l'Anm non sale al Quirinale Sara Menafra ROMA
Fermate i motori. Il Consiglio superiore della magistratura si prende qualche
giorno per discutere il parere sul decreto sicurezza e più precisamente sull'emendamento
"salva premier". Finita nell'angolo dopo la fuga di notizie sulla
bozza dei relatori Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost) - che parlava
esplicitamente di "incostituzionalità" della norma - la sesta
commissione di palazzo dei Marescialli ha deciso di far slittare tutta la
procedura: niente più calendario a tambur battente, con un primo voto ieri
pomeriggio e il passaggio al plenum giovedì prossimo. Il dibattito si aprirà
oggi, lasciando ampi spazi a tutti i componenti, con un primo voto entro la fine
della settimana e la presentazione all'assemblea plenaria che slitta all'inizio
della prossima. A proporre il rallentamento è stato lo stesso presidente della sesta, il laico di sinistra Mauro
Volpi, ma tutti i commissari hanno accolto senza battere ciglio. I più convinti
dell'alt sono quelli che puntano sul voto del plenum per una bocciatura netta.
Spaventati da una spaccatura che rischia di isolare la sinistra interna, Md,
Movimenti e laici di sinistra si augurano invece che votare più in là serva a far
dimenticare il nervosismo del Quirinale. E ad ottenere un "no" che
sia quasi unanime. La brusca frenata, accompagnata dalla smentita domenicale di
Nicola Mancino sulle anticipazioni di stampa, è stata vivamente apprezzata dal
presidente della repubblica Giorgio Napolitano, un po' preoccupato dagli
attacchi del Pdl che già parla della riforma del Csm, un po' infastidito dalla
"prematura" bocciatura di un testo che lui si appresta a
controfirmare, seppur obtorto collo. Recepito il segnale, anche la prima commissione
ha tirato il freno. Oggi avrebbe dovuto avviare la discussione sulla pratica a
tutela della procura di Milano, avviata in seguito alla lettera di Berlusconi a
Schifani, in cui accusava i magistrati meneghini di essere giudici di
"estrema sinistra" che hanno intentato un processo contro di lui
"per fini di lotta politica". Su proposta del laico di centrodestra
Gianfranco Anedda, il presidente della commissione Antonio Patrono ha deciso di
fermare la valutazione del parere che egli stesso aveva elaborato. Prima di
affrontare il merito, i commissari acquisiranno l'istanza di ricusazione degli
avvocati del cavaliere, nei confronti della presidente del collegio, Nicoletta
Gandus e il parere negativo del pg di Milano Laura Bertolè Viale (la discussione
nel merito del tribunale di appello di Milano è stata fissata al prossimo 11
luglio). In più, prenderanno il resoconto stenografico della seduta del senato
in cui il presidente Schifani ha letto la lettera di Berlusconi, le
dichiarazioni del premier circa la magistratura italiana colpevole di voler
"sovvertire" il risultato del voto, e, infine, l'appello firmato da
Nicoletta Gandus nel
( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Liturgia anche qui
ratzinger ripropone l'antico rito In mano o sulla lingua? L'ostia divide la Chiesa
In piedi o in ginocchio? Sulla mano o sulla lingua? Il dilemma - per nulla
effimero - riguarda la modalità con la quale ricevere l'eucaristia. Dilemma
sostanziale per la vita di fede. Perché, se è sempre valido l'antico adagio lex
orandi lex credendi (dimmi come preghi e ti dirò cosa credi, potremmo
liberamente tradurre), allora è evidente che le regole intorno alla liturgia,
alla modalità con la quale si prega e ci si accosta al sacramento, non sono un
optional da attendere o disattendere a piacimento, quanto elemento fondamentale
e determinante per la stessa fede. Del resto, se così non fosse, non si
giustificherebbe la ripetuta attenzione di Benedetto XVI (dipanata goccia a
goccia) per la liturgia: il motu proprio Summorum Pontificum che ha ripristinato
l'antico rito di San Pio V rivisto nel 1962 da Giovanni XXIII, un rito che,
secondo quanto ha detto il cardinale Dario Castrillon Hoyos a Londra la
settimana scorsa nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Latin
Mass Society , il Papa vorrebbe che "tutte le parrocchie fossero in grado
di celebrare"; la riproposizione della croce nel mezzo dell'altare,
retaggio dell'"orientamento a Oriente" delle liturgie dell'epoca
apostolica; gli abiti liturgici di foggia e taglio rigorosi riproposti in vece
di più moderne vesti; e, infine, una delle decisioni più discusse tra i
liturgisti d'ogni scuola: dalla recente festa del Corpus Domini e dal viaggio
apostolico a Santa Maria di Leuca e Brindisi, coloro i quali si accostano
all'eucaristia per le mani del Papa, la debbono ricevere sulla lingua e in
ginocchio, così come si usava fare prima della riforma postconciliare. Allora,
infatti, l'eucaristia veniva distribuita ai fedeli che si inginocchiavano
davanti alla balaustra che separava la zona dell'altare da quella
dell'assemblea. La discussione intorno alla modalità tramite la quale ricevere
l'eucaristia è oggi ancora calda. Così come qualche decina d'anni fa quando,
secondo taluni in parziale disaccordo coi dettami del Vaticano II e in
particolare con lo spirito del primo documento emanato dall'assise conciliare -
ovvero la costituzione Sacrosanctum concilium dedicata, appunto, alla sacra
liturgia - alcune conferenze episcopali (compresa quella italiana) si
adoperarono per far sì che nelle chiese del mondo i fedeli ricevessero
l'eucaristia in piedi e sulla mano, così come prima di allora mai era accaduto.
A Benedetto XVI, tuttavia, non interessa un ritorno al passato fine a se stesso
quasi a voler proporre un conservatorismo di chiusura vecchio stile. Egli,
semmai, intende ricordare che, soprattutto in campo liturgico, come anche in
quello esegetico, ecclesiologico etc, essere riformatori significa
riattualizzare il passato in un'ottica di continuità. Per questo insiste col
rigore liturgico. Per questo, ad esempio, vuole riaccogliere in seno alla
Chiesa i lefebvriani esigendo da loro non l'accettazione del nuovo rito, quanto
quella di tutti i testi conciliari. Per questo approva, dopo mesi di attesa (ma
comunque approva), gli statuti dei neocatecumenali chiedendo loro, all'opposto
dei lefebvriani, soltanto maggiore rigore liturgico: dovranno ricevere la
comunione in piedi, attorno all'altare, senza più rimanere seduti come avveniva
prima. La liturgia, per il Papa (vecchio o nuovo rito che sia), è il centro della
vita di fede e, dunque, deve essere vissuta con rispetto, in continuum con il
passato, secondo regole e precetti certi, senza abusi d'ogni sorta. E così deve
essere vissuto il momento solenne della ricezione del corpo di Cristo. Il Papa,
insomma, dando l'eucaristia sulla lingua ai fedeli, ha voluto offrire un
segnale. La cosa ha fatto e fa discutere non solo i liturgisti, i cerimonieri
papali, i capi dicastero della curia romana e i teologi. Ma anche la base. Il
web ne è una viva testimonianza. Dice sul network totustuus.it un certo
Panfilo: "Sono sempre stato contrarissimo a
ricevere l'eucaristia in mano e ho fatto "obiezione di coscienza" non
prendendola finora, dato che tutti si sono conformati alla nuova moda (e io
passo da ribelle). Mi domando comunque quando sia nata questa direttiva e
soprattutto il motivo che ne era alla base (che non riesco a capire)". Gli
risponde Sara: "In effetti me lo sono domandato anch'io per un bel po',
poi ho fatto ricerche e ho scoperto che nel 1989 la Cei, con il decreto
"Sulla comunione eucaristica", decise di autorizzare questa modalità
in Italia, prevedendo prima un tempo in cui si potessero istruire correttamente
i fedeli sul "come"". Già, ma perché la Cei prese una simile
decisione? Su tutelaeucarestia.org la spiegazione è storica: si cita Henri
Leclercq che nel suo Dictionaire d'Archeologie Chretienne dice che la comunione
sulla mano è pratica antica ma non in uso nella Chiesa, quanto nell'eresia
araiana (non credevano nella divinità di Gesù) e nestoriana (non riconoscevano
le due nature di Cristo). La convinzione della Chiesa, invece, è sempre stata
la seguente: dalla cosciente certezza e dalla tangibile fede nella presenza di
Cristo veramente in carne e ossa nascosto dietro i veli della materia, non può
non nascere l'adorazione, e l'adorazione interiore non può e non deve rimanere
intimistica sensazione, deve essere forma, esteriorità riempita dal cuore. Di
qui il costante osteggiare il permesso di ricevere l'eucaristia sulla mano
anche perché, come disse il Concilio di Trento, al di là di poche eccezioni,
nella Chiesa di Dio fu consuetudine costante che i laici
ricevessero la comunione dai sacerdoti, mentre i sacerdoti si comunicavano da
sé. Si tratta d'una consuetudine che spinse San Tommaso a scrivere:
"Nessuno la tocchi (l'eucaristia), tranne chi è stato consacrato;
dunque anche il corporale e il calice sono consacrati, e si necessita delle
mani di un sacerdote per toccare questo sacramento"; e che venne
inserita da san Pio X nel suo Catechismo. Nemmeno il Nuovo Messale Romano la
abrogò, tanto che all'articolo 117 si legge che il comunicando "tenens
patenam sub ore, sacramentum accipit". Ma allora come si arrivò al 1989?
Come fu possibile che, d'un tratto, anche in Italia come in altre parti del
mondo i fedeli (tranne alcune eccezioni) si trovassero a ricevere l'eucaristia
in fila indiana e sulla lingua? Occorre tornare agli anni sessanta: la
comunione sulla mano venne diffusa nei circoli cattolici
olandesi, quelli dai quali uscì l'eretico "Catechismo olandese". A tali
errori si oppose Paolo VI, esortando con fermezza a restare fedeli alla
comunione sulla lingua. Soltanto in aree dove si era già sviluppato l'uso, il
che vale a dire solo in Belgio e Olanda, il Papa concesse che le conferenze
episcopali vagliassero e controllassero con scrupoloso occhio clinico la
situazione e, dietro votazione dei due terzi dell'assemblea dei vescovi,
prendessero eventualmente la decisione di concedere anche (ma non soltanto) la
possibilità di ricevere l'eucaristia sulla mano. In Italia vi furono, anni
dopo, nel 1989, tre votazioni. Le prime due diedero esito negativo: i vescovi
bocciarono la proposta dell'eucaristia sulla lingua. Ma poi gli uffici
liturgici della Cei riproposero la votazione una terza volta. Alcuni dicono
che, complice l'assenza per mal di denti (proprio così) dell'oggi arcivescovo
emerito di Genova, il cardinale Giovanni Canestri, uno dei più strenui
oppositori della proposta, il fronte cosiddetto conservatore si squagliò e, con
grande sorpresa anche di Giovani Paolo II, la Cei approvò la nuova prassi.
Dunque, un passo in avanti inatteso e contro il quale a nulla valsero gli
allarmi lanciati, negli anni seguenti, da diversi porporati. Uno su tutti, nel
2003, quello del cardinale Antonio Maria Javierre Ortas: "È impossibile
per un prete - disse - controllare che l'ostia venga deglutita". Ancora
oggi i semplici fedeli di queste difficoltà ne parlano sul web. Scrive un certo
Lucio: "Nella festività del Corpus Domini il sacerdote ha somministrato la
comunione sotto le due specie, intingendo l'ostia nel vino e distribuendola a
tutti i fedeli in modo tradizionale (non nella mano). Perché? È ovvio! Per
evitare che tracce del Sangue di Cristo restassero nella mano. Perché allora
non c'è la stessa preoccupazione per il corpo di Cristo quando viene
distribuito solo sotto la specie dell'ostia? È vero che il rischio è più
remoto, ma non è nullo". Dunque i fedeli ne parlano, anche se la
possibilità che tutti tornino (almeno in Italia) al passato non sembra oggi
possibile. Benedetto XVI ha lanciato durante la festa del Corpus Domini e nel
viaggio in Puglia due piccoli segnali. I sacerdoti di tutto il mondo possono
trarne esempio, se vogliono. 24/06/2008.
( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Di PIER PAOLO MOCCI
"Tornare nomadi anche senza muovere un passo dalla propria città, persino
senza uscire fisicamente dalla propria casa. Tornare nomadi per cercare e
contemplare la Verità, per lasciare le nostre case, i nostri templi di pietra,
la nostra pesante condizione di "sani", di "buoni", per
recuperare tenda e sacco a pelo, carte, bussola, borraccia, i-pod e camminare
cantando e ballando verso la felicità". È un passo dell'ultimo libro di
Paolo Giuntella, il quirinalista della Rai scomparso un mese fa e ricordato
ieri pomeriggio in un incontro-convengno alla Stampa Estera, gremita per l'occasione
da amici, familiari, colleghi giornalisti, politici, scout
e mondo cattolico. Ma ieri c'erano anche tanti "illustri sconosciuti"
che, per una vita, avevano seguito Giuntella come esempio prendendo a modello i
suoi scritti, le sue relazioni e le sue riflessioni da "povero laico
cristiano" - come amava definirsi - per il proprio stile di vita.
Una commemorazione ricca di spunti che è stata anche l'occasione per la
presentazione del volume L'aratro, l'ipod e le stelle (Edizioni Paoline, 173
pagine, 12 euro). "Con questo libro Paolo si è congedato - afferma
commosso David Sassoli, collega del Tg1 - è il romanzo della sua vita
spirituale. Oltre ad essere stato un ottimo
giornalista e uno scrittore, dobbiamo ricordarlo come animatore di gruppi
culturali".
( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Sconi per la sua
"ossessione" nei confronti dei magistrati. E il governo, in sostanza
il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, per la "deludente" manovra
economica puntando il dito soprattutto contro la social
card che il giornale definisce "carità di Stato". Scrive il
settimanale cattolico: "Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una
passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li
fa eleggere in Parlamento". E ancora di più: uno degli avvocati "eletti"
"ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia. Il
pacchetto sicurezza è inquinato dal "complesso dell'imputato"
(definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che
l'hanno votato a larga maggioranza), assieme all'immagine di grande statista.
Ma allontana anche il Colle più alto della politica". Il comportamento di
Berlusconi, ribadisce "Famiglia cristiana", è "un'ossessione
personale" che "ha il sopravvento sui problemi del Paese".
Intervenendo, quindi, sui "problemi del Paese", il giornale che
sicuramente non segue gli orientamenti dei cattolici
moderati, critica la "deludente" finanziaria del governo. La luna di
miele, titola il settimanale, è diventata "luna di fiele" perchè alle
famiglie è destinata soltanto "carità di Stato". Insomma "il
problema non sono le toghe e i giudici - spiega il settimanale - .La gente fa i
conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il
governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della
legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli,
di cui invece il Paese ha tanto bisogno. Dov'è finito il "piano per la
maternità" che la Roccella ha promesso nell'intervista a Famiglia
Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il "bonus bebè". È
comparsa, invece, la "carta per gli anziani", notizia scoppiettante,
demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della "carta"
saranno al massimo 400 euro all'anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia
così la vita dei poveri? Allora, valgono molto di più i pacchi della Caritas o
della San Vincenzo". Replica al settimanale cattolico Maurizio Lupi,
vicepresidente della Camera: "Senza precedenti l'attacco al ministro
Alfano". "Un attacco come quello rivolto da "Famiglia
cristiana" contro il governo Berlusconi me lo sarei aspettato da
"Liberazione" o dal "Manifesto" e non certo da un giornale
cattolico. Del nuovo editoriale colpiscono i toni aspri e i contenuti
palesemente pretestuosi. Il settimanale è ondivago: un giorno attacca il Pd,
l'altro il Pdl, insomma dà un colpo al cerchio e uno alla botte". P.Or.
( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Di MARIO COFFARO
ROMA - La polemica tra maggioranza e opposizione resta su toni accesi. Alla
vigilia del voto conclusivo al Senato sul decreto sicurezza contenente gli
emendamenti con le norme che danno priorità ai processi con reati più gravi e
bloccano quelli per reati con pene inferiori ai 10 anni, il Csm prende tempo.
Sul parere annunciato sulle norme definite "blocca processi" perché
fermerebbero tra gli altri il processo di Milano in cui è imputato Silvio
Berlusconi con l'avvocato inglese David Mills, a palazzo dei Marescialli non è
nemmeno cominciata la discussione. Lo slittamento sarebbe stato
deciso per "per motivi di opportunità". Ufficialmente in attesa di
leggere il testo che oggi il Senato vota e in pratica anche per svelenire il
clima e sciogliere le tensioni provocate dall'anticipazione sulla stampa della
bozza di parere molto critico sulle norme inserite nel decreto sicurezza. Bozza
la cui esistenza è stata formalmente smentita l'altro ieri dal vicepresidente
del Csm Mancino chiamato a colloquio telefonico dal capo dello Stato
Napolitano. Un intervento, quello di Napolitano, che è stato
apprezzato da esponenti di governo, come il portavoce Bonaiuti e il ministro
della Giustizia Alfano. Ma la fuga di notizie per la bozza di parere
"inesistente", è stata duramente stigmatizzata dal ministro
dell'Interno Maroni in una intervista al Giornale: "Mi aspettavo una
reazione da parte di un gruppo di magistrati, un gruppo piccolo ma molto
rumoroso che fa una battaglia politica. Per cui si inventano pareri che non ci
sono, come si è visto in questi giorni e fanno un attacco senza precedenti a un
organo costituzionale che è il governo". Fabrizio Cicchitto, presidente
dei deputati del Pdl ritiene "ineccepibile la richiesta del ministro
dell'Interno di fare un accertamento sul cosiddetto falso parere attribuito al
CSM" e si augura che la "risposta rassicurante" sull'inesistenza
del parere non sia "solo formale" e quindi "rappresenti un contributo
positivo per raffreddare il conflitto". Sulla fuga di notizie anche Italo
Bocchino, presidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera, ha aggiunto:
"Questa vicenda è grave e aumenta la necessità di riforma del Csm. Non è
possibile che i magistrati si valutino da soli come una corporazione
chiusa". Il giurista Piero Alberto Capotosti ricorda che "l'opinione
del Csm non è vincolante, ma è rilevante". Lanfranco Tenaglia, ministro
ombra del Pd ha difeso l'organo di autogoverno del giudici parlando di
"attacchi in malafede". Gli ha replicato Gaetano Quagliariello:
"Prima di parlare, Tenaglia rilegga le agenzie di stampa degli ultimi
giorni. Scoprirerebbe così che è stata l'opposizione a cavalcare le
indiscrezioni uscite dal Csm". Intanto si allungano anche i tempi del Csm
sulla pratica a tutela dei magistrati del processo Mills-Berlusconi, accusati
dal premier di agire per finalità politiche. Su proposta di Gianfranco Anedda, laico di An, la Prima Commissione all'unanimità ha deciso, prima
di procedere, di acquisire la documentazione necessaria, e cioè l'istanza con
cui il presidente del Consiglio ha ricusato il presidente del collegio
Nicoletta Gandus e il parere della procura generale di Milano negativo sulla
ricusazione. Il Csm chiederà anche il resoconto stenografico della
seduta del Senato in cui il presidente Renato Schifani ha letto la lettera
inviata da Berlusconi con le accuse al tribunale e al pm del processo Mills e
le dichiarazioni successive fatte dal premier da Bruxelles. Inoltre agli atti c'è
anche la lettera-appello sottoscritta da Gandus con altri giuristi nel 2006 con
pesanti critiche sulle leggi del governo Berlusconi. E' su questa base che la
difesa di Berlusconi ha ricusato il giudice milanese. Anche su questa pratica
il Csm prende tempo e rinvia la prossima riunione a giovedì.
( da "Liberazione" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
"Nella vita ho
preso molti pugni ma sono sempre rimasta sul ring" Federico Raponi Una
ciclica Musa, per generazioni di autori talentuosi. Da Pasolini, Taviani,
Ferreri, fino a Bellocchio, da Tornatore a Sorrentino. Anche scrittrice e
regista di opere liriche, Piera Degli Esposti è però soprattutto attrice tra le
più prestigiose del nostro teatro, ma sempre più rivolta al cinema. E con
soddisfazione: David di Donatello nel 2003 come attrice non protagonista ne
L'Ora di religione , quest'anno nomination al Nastro d'Argento - sempre non
protagonista - per Tre donne morali , il "Ciak d'Oro" alla carriera.
E in questi giorni nelle sale la sua preziosa partecipazione a il Divo e al
cortometraggio Lettera d'amore a Robert Mitchum , abbinato al film L'Anno in
cui i miei genitori andarono in vacanza . Una vita per la recitazione come
strumento per "impegnare il sovraccarico di energia e dare forma alle
immagini"... Penso che tutti, crescendo, abbiamo un'energia in più, che a
volte ci viene contro e altre ci aiuta. Questa seconda ipotesi è rara, bisogna
conquistarla e utilizzarla, nel mio caso l'ho fatto per scrivere e recitare. Ho
cercato di dare la priorità alla voce, recitando in casa da sola perché così mi
facevo compagnia. Ho scoperto questa energia in più anche nella fede - di cui
ho capito recentemente il valore - quando preghi ad alta voce. Essendo di formazione laica, ho trovato molto tardi dei compagni
di fede e di preghiera: non avrei mai pensato di scoprirli, né tantomeno di
essere io a praticare con loro. Sto diventando buddista e sto riscoprendo
l'importanza di stare insieme agli altri e, di nuovo, la voce come strumento;
a parte poi la gratificazione dello stato vitale
gioioso che questa fede mi procura. Ora sono un'attrice conosciuta, sebbene sempre
elitaria e non da rotocalco. Per arrivare a questo però ho dovuto superare gli
ostacoli della solitudine che porta a dire: "ce la farò?". Sono stata
tenace, un boxeur che ha preso molti pugni e ho saputo accettarli. Non era
tanto importante darli, quanto rimanere sul ring, perseverare. Mi hanno aiutato
la pazienza, anche nei momenti in cui mi sembrava di perdere tempo e il
superamento della mia timidezza. Non a caso ha sempre voluto scoprire i grandi
"appartati", ovvero gli artisti che non emergevano subito per via
della loro timidezza? Sono stata infermiera, a volte, di chi mi sembrava
faticare a trovare una strada, una visibilità. Forse per un profondo senso di
compassione o per una solidarietà con chi mi somiglia. Ho sempre preferito gli
"appartati", anche se è difficile trovarli in quest'epoca fracassona.
Il cinema mi è stato molto amico fin dagli inizi, ma
io non volevo mostrare la mia faccia da vicino. Il teatro era più misterioso
per me, rituale, liturgico, vicino a qualcosa di religioso. Lì ho ottenuto
quello che desideravo, e c'è voluto molto tempo. In seguito, da Bellocchio in
poi, mi son sentita pronta a farmi vedere da vicino, proprio nell'età in cui
tutte le donne si modificano il viso o lo allontanano dall'obiettivo. Il
monologo "Molly cara" per la regia di Ida Bassignano, tratto da
"Ulisse" di Joyce, l'ha rivelata al grande pubblico. E Eduardo
vedendola le disse: "Sei 'o verbo nuovo". Quel ruolo,
sostiene"segnò la possibilità di essere me stessa in scena. Da allora non
sono stata più un'attrice che lasciava la sua vita in camerino". E' questo
a fare la differenza in un'attrice? Non potevo nascondermi dietro al
personaggio. E' un atto generoso portare sul palcoscenico se stessi insieme al
personaggio, al quale si dà così linfa vitale, proprio in senso
frankensteiniano. Alla fine in scena arriva una sorta di connubio, una buona
mistura con la giusta cottura. Molly - ed è importante che alla regìa fosse una
donna - è stata l'interpretazione di un pensiero che parlava, non di una
situazione o di un carattere che si muoveva e questo mi ha aiutato a portare
Piera in scena. Dei tanti personaggi interpretati, qual è quello che sente più
suo? Clitennestra, un personaggio poco compreso perché giudicato crudele,
mentre per me è una vittima. E' una donna molte volte tradita dal marito
lontano, è dovuta diventare capo di una casa, le è stata uccisa una figlia, è
rimasta sola. Ha pensato di conquistare i suoi sudditi, un compagno e il figlio
che credeva morto. Questo loro rapporto è sempre stato
condannato, ma bisogna pensare che Clitennestra è una donna che si trova di
fronte un uomo che lei non ha mai vissuto come una madre. Mi piace per questo,
perché non è riuscita a mettere in atto il suo proposito di recuperare il
figlio prima che questi la uccidesse. Credo alla sua buona fede, e non vedo
perché nel tempo sia sempre stata assolta la sorella Elena, che di
responsabilità invece ne aveva tante. Non lo trovo giusto. Le piacciono la
passione e la tragedia del Mito, mentre il cortometraggio "Lettera d'amore
a Robert Mitchum" è un sogno romantico. Che parte ha l'amore nella sua
vita? Ora sono meno coinvolta nell'amore, mi sento più proiettata verso l'altro
per rapporti di amicizia o di lavoro. Questo perché di amore ne ho avuto molto
e gli ho dato un'importanza enorme come la ruota, la forza che muove la vita;
così come ho dato importanza alla conquista, perché avevo bisogno di conferme.
Ci sono voluti molti anni di analisi per arrivare a capire che sì è importante,
ma non così preponderante, e che anche le conferme del pubblico sono una forma
d'amore. Cosa l'attraeva in Robert Mitchum? Generalmente di lui si pensa che
sia un macho, invece a me piaceva perché in lui vedevo contemporaneamente sia
la sua parte maschile che femminile. E' un felino, morbido. Ha nel suo ancheggiare
- che apprezzavo tanto - qualcosa che potrebbe avere una top model con i
tacchi. Quel suo corpo lento e rotondo mi ha eccitato la fantasia, proprio
perché non capivo dove in lui cominciasse il maschio e dove la femmina. Il
regista Francesco Vaccaro ha trattato il materiale Mitchum con mani altrettanto
ambivalenti, e il risultato è così soddisfacente che il suo è uno dei pochi
cortometraggi ad arrivare nelle sale. Il produttore Andrea Occhipinti della
Lucky Red ha sentito questo sogno e ha fatto un'operazione, in piccolo,
"fitzgeraldiana". Cosa pensa della morte? La morte prende troppo
spazio, questa è un'ingiustizia. La vita è corta, non eterna come la morte.
Dunque chiedo alla morte di lasciarci vivere la vita, senza pensare a lei. Credo
che il modo giusto sia quello di non crederle, non pensare alla sua esistenza
finchè si è in vita. Non si può vivere con la prospettiva di aspettare la morte
o di sapere che un giorno o l'altro verrà. Se si vuole stare dentro la vita,
bisogna cacciare la morte. Medici e scienziati possono irridermi, scettici di
fronte a questa presa di posizione perché tutto, nel nostro corpo, fa capire
l'attesa della fine. Sembra che ogni cosa ci debba ricordare questo, anche una
società troppo "giovanile". Io cerco di vivere secondo quella che può
essere considerata una fiaba. Ne "Il Divo" è Vincenza Enea, la
segretaria di Andreotti. Qual è il suo giudizio storico sul personaggio
politico? E' tutt'ora un enigma irrisolto. Mi piacciono i gialli, i delitti
insoluti e gli enigmi, al punto da essere rimasta affascinata, fin da piccola,
da Turandot , che uccideva chi non riusciva a risolverli. Sembra riduttivo
dire:Andreotti mi ricorda La settimana enigmistica , ma secondo me lui contiene
tutto questo. E' un uomo che è stato indagato, processato,
e non solo non ne è rimasto traumatizzato, ma anzi sembra più "vivo"
di prima: presenta libri, va ospite alle trasmissioni televisive, determina
spostamenti politici, e mi sembrano addirittura in aumento le sue capacità di
sintesi e velocità di associazione, segni di una mente che invece di
deteriorarsi acquista in lucidità. La maggioranza pensa di lui più o meno le
stesse cose, però non mi sembra che ciò porti alla scoperta dell'uomo vero e
delle sue responsabilità. Dire che è colpevole è banalissimo, ma è impossibile
indagarlo e averne confermate le prove. Così facendo non procediamo di un
passo. Sono rimasta stupita di sentirlo a "Porta a porta", dove c'era
anche la figlia di Aldo Moro. Gli hanno chiesto cosa ne pensasse dell'affare
Moro e lui ha risposto: "E' un avvenimento troppo lontano e allo stesso
tempo troppo vicino per poterne parlare". Ha anche detto: "Per
descrivere un fatto, Moro usava quattro aggettivi, a me ne basta uno". E'
il padrone assoluto della sua mente. Ecco, a proposito della morte, io sono tra
coloro che ritengono Andreotti immortale, proprio perché sa vivere la vita e
saprà anche tenere lontana la morte, semplicemente non considerandola. La
moralità è non adattarsi, non tradire la propria storia e identità? Per me è
fedeltà al proprio credo. Non ritengo morale la persona cinica, indifferente,
bugiarda, pressappochista. Io devo somigliare al mio essere, parlare col mio
dentro, che deve venire fuori. Quando mi esprimo voglio essere sempre fedele
alle mie immagini interiori. 24/06/2008.
( da "Liberazione" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Cara
"Liberazione", vorrei che pubblicassi questa mia lettera aperta a
Santa Romana Chiesa "Io c'ero. A Parigi, nel 1997 quando la domanda era:
"Maestro, dove abiti? Venite e vedrete". Da allora, ad oggi, ho posto
molte domande e trovato alcune risposte. Ho scritto a George Walker Bush
chiedendogli perché voleva bombardare un popolo che non aveva le colpe del suo
dittatore. Mi ha risposto, mandandomi a quel paese, ma mi ha risposto. Ho
scritto alla Nestlé S.A. chiedendogli di smettere di regalare latte in polvere
agli ospedali africani poiché predicavano (mentendo): "è migliore del
latte materno", con una conseguente strage degli innocenti in nome del dio
denaro. Anche loro, sempre mandandomi a quel paese con molto garbo, mi hanno
risposto. Dal momento che sono stato sempre
cattolico e pensante ho rivolto molte domande anche a Santa Romana Chiesa.
Volevo sapere perché è stata istituita la Lev (Libreria Editrice Vaticana) con
l'unico fine di mettere i diritti d'autore sui discorsi del Santo Padre. Ricordo
che Gesù di Nazaret insegnò "andate ed annunziate a tutti la gioia del
Signore risorto", non ricordo che questa frase continui con "e
fatevi pagare i diritti d'autore". Volevo sapere perché il Tevere si
allarga e stringe ogni qual volta Radio Vaticana deve inondare di radiazioni
ionizzanti persone (tra le quali anche cristiani) che pagano con linfomi
l'extraterritorialità della Santa Sede. Volevo sapere perché il Generale di
Corpo d'Armata card. Angelo Bagnasco, quando era Generale dei Cappellani Militari
- al pari delle modelle - si è fatto fare il calendario e - visto che c'era -
se lo è fatto pagare delle Pontificie Opere Missionarie, come se "i nostri
ragazzi" fossero in missione. Sempre dal card. Bagnasco vorrei sapere se
preferisce strapparsi le stellette o far carta straccia del Vangelo. Volevo
sapere perché lo sponsor principale delle Giornate Mondiali della Gioventù è la
Banca di Roma, nonostante le migliaia di lettere indirizzate alla Santa Sede
dove si ricordavano i notevoli traffici in armi di questo Istituto di Credito.
O forse la vita per il Santo Padre va difesa solo se in stato
embrionale. Dal Vaticano non ho mai ricevuto risposte, nemmeno quando furono
negate le sacre esequie a Piergiorgio Welby: allora scrissi al Vicariato di
Roma ed un mio amico vaticanista mi ha assicurato che la mia lettera è giunta
puntuale sulla scrivania del card. Camillo Ruini. E' dal 2001 che nel mio
modello
( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Non se ne
abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni ... Non se ne abbiano gli autorevoli
esponenti del Csm, alcuni li conosco di persona, professionisti di lungo corso
e gente seria e irreprensibile. Però questo parlamentino dei giudici è frutto
di logiche vecchie, della spartizione della politica di tutte le istituzioni
che pesano nella democrazia. Il Csm così com'è, coi suoi rituali, le riunioni
plenarie precedute dalle perfino stucchevoli anticipazioni di stampa (si sa, i
giornalisti, quei pettegoloni…), è di fatto un ente inutile. Del resto non vedo
proprio perché mai una assemblea di magistrati, tutti con tanto di bandierina
colorata sulla mappa del loro potere (quello di destra, quelli di sinistra, i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di
un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un
parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente
deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto
democraticamente dai cittadini. Il fatto è che oggi c'è ancora in giro
gente che non ritiene legittimo e democratico questo governo. Nonostante le
batoste elettorali e l'evidente scollamento col sentire della maggioranza degli
italiani c'è che ritiene che la magistratura abbia il sacro compito di far
fuori Berlusconi. Lasciando magari che la Giustizia sprofondi nel disastro
generale, comprese sentenze sbagliate, inchieste inutili e dispendiose e
dilettantesche indagini che durano anni senza trovare una plausibile verità
giudiziaria.
( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
STAMATTINA ALLE 10
LA MESSA IN DUOMO Dai riti pagani alla festa religiosa per il
patrono di Torino Festa laica, ricca anzi ricchissima di occasioni di
divertimento, ma anche e soprattutto festa religiosa. Da questo punto di vista
la celebrazione più importante sarà, stamattina alle 10, la solenne messa nel
Duomo e distribuzione della "Carità". Parteciperà anche la Banda del
Corpo della Polizia municipale. Curiosa e affascinante la storia intorno
ai riti per onorare San Giovanni. Il 24 giugno, decorrenza del solstizio
d'estate secondo il rito bizantino, coincide con la commemorazione di Giovanni
Battista patrono riconosciuto di Torino. Per tutti i santi del calendario il
giorno a loro dedicato corrisponde alla data di morte o più raramente di
nascita, per Giovanni, viceversa, viene considerato il giorno del concepimento
a titolo puramente simbolico. I teologi del III sec. a.C., basandosi sul
simbolismo del "Cristo-Sole" ritennero particolarmente importante per
la storia, la ricorrenza e la celebrazione dei quattro momenti astronomicamente
più significativi dell'anno. Infatti giunsero ad asserire che il Battista fosse
stato concepito all'equinozio d'autunno e che fosse
nato durante il solstizio d'estate. Una leggenda popolare cuneese narra che i
soldati di Erode, per riconoscere la casa del Battista destinato alla
decapitazione, la segnarono con un ramo di noce; i concittadini, che volevano
salvare il Santo, per confondere i soldati appesero un ramo di noce sulle porte
di tutte le abitazioni. Un'usanza ormai andata persa, voleva che ogni nucleo
famigliare a San Giovanni appendesse alla porta esterna di casa un ramo di
noce: se il giorno dopo il ramo era secco voleva significare bel tempo, se
restava ancora fresco le probabilità di pioggia erano elevate. Da non
dimenticare, poi, che San Giovanni è patrono di Torino da tempi quasi immemorabili.
Già nel 602, ai tempi del duca Agilulfo, esisteva in città una chiesa a lui
dedicata. Torino, sin dal medioevo, si fermava in onore del patrono per due
giorni: in quell'occasione cittadini e contadini delle campagne circostanti
accorrevano per assistere alla tradizionale corsa dei buoi in Borgo Dora. Il
grande falò (oggi più noto come Farò) era acceso dal figlio più giovane del
principe e rischiarava la piazza centrale la notte del 23 giugno. Gli unici
momenti veramente cristiani erano la processione dalla Cattedrale a Palazzo
Civico con le reliquie del Santo e la benedizione che metteva fine ai giochi e
alle gare della festa (XV-XVI sec). La tradizione fu interrotta a metà
ottocento e ripresa nel 1971 per iniziativa della Associassion Piemontèisa:
oggi la festa è incanalata nella più innocua ritualità, con cortei storici in
costume, offerta dei ceri in Duomo da parte degli sposi, dono della Carità (il
pane benedetto condito con pepe e zafferano offerto alle autorità civili,
militari e religiose) e il tradizionale grande Farò di auspicio. Tra le
occasioni con forte richiamo alla natura e ai suoi frutti, non si può non
citare l'evento di oggi in piazza Palazzo di Città e piazza Corpus Domini,
dalle 9 alle 19, con il tradizionale mercatino di "Campagna Amica"
sui prodotti tipici dell'agricoltura del Piemonte: alle 11 e alle 15,30 si
assisterà alla trebbiatura. Anche per gli agricoltori, infatti, assai preziose
sono le preghiere a San Giovanni. Patrono della nostra città che ogni anno lo
ricorda rinnovando il profondo sentimento che lo lega a Torino.
( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
APPUNTAMENTI,
INCONTRI, CELEBRAZIONI Agenda Religioni A CURA DI DANIELE SILVA CORSO
INTERPARROCCHIALE AD ACQUI Bisogna iscriversi entro il 27 giugno per
partecipare al corso interregionale per operatori pastorali
e culturali delle sale delle comunità organizzato dall'Acec (Associazione
Cattolica Esercenti Cinema) dal titolo "Sala della Comunità: identità e
gestione", in programma ad Acqui Terme dal 11 luglio al 13 luglio. La
quota di partecipazione è di 30 euro a persona e va versata entro il 7 luglio.
Per le iscrizioni e le informazioni sul programma, scrivere a acec.torino@fastwebnet.it
o chiamare lo 011/8125128. POLETTO Questo il calendario delle attività del
cardinale arcivescovo Severino Poletto: venerdì 20 alle 11 presiede la
concelebrazione eucaristica al Santuario della Consolata per la festa della
patrona, alle 20,30 guida la processione. Sabato 21, sempre alla Consolata,
celebra la messa per la memoria di san Giuseppe Cafasso. Domenica 22 alle 11,30
è al Colle Don Bosco nel quarantesimo anno della morte di san Pio da
Pietrelcina per celebrare la concelebrazione insieme ai gruppo di preghiera di
Padre Pio. MAITRI BUDDHA "La sadhana del nodo dell'infinito amore" è
la lezione che il maestro Ghelong Lobsang Sanghye tiene venerdì 20 giugno alle
20 al centro studi Maitri Buddha di via Guglielminetti 9. INCONTRO SUL SERVIZIO
CIVILE In occasione della Festa della Cittadinanza Attiva a Torre Pellice,
sabato 21 giugno dalle 15 alle 18, la Csd Valdese (Commissione sinodale per la
Diaconia) incontra tutti i giovani interessati al Servizio Civile Nazionale. Lo
stand della Diaconia Valdese presenta i progetti attivi nella zona della Val
Pellice, Val Chisone e Val Germanasca e risponde alle domande e alle curiosità
dei giovani attraverso l'incontro con i volontari già in servizio. Per ogni
altra informazione sui progetti servizio civile della Diaconia rivolgersi allo,
0121/953122 o serviziocivile@diaconiavaldese.org. PELLEGRINAGGIO A STRESA Ci
sono ancora due giorni, fino al 21 giugno, per prenotare il pellegrinaggio a
Stresa di martedì 1 luglio, festa del Beato Antonio Rosmini. Il programma
comincia alle ore 7 con la partenza da Avigliana e prosegue in mattinata con la
processione e la santa messa, il pranzo e il pomeriggio libero per la visita
alla città, con rientro previsto alle 17. Viaggio e pranzo costano 25 euro: la
prenotazione va effettuata chiamando i numeri 011/939130 o 338/ 3978641. TUTTI
SU PER TERRA "No hay vida sin tierra, no hay tierra sin justicia",
ovvero non c'è vita senza terra, non c'è terra senza giustizia: con questo
slogan i Missionari della Consolata organizzano una serata speciale - il 26
giugno alle 20,45 - sul tema della terra in America Latina. In via Cialdini 4
intervengono padre Ugo Pozzoli, missionario in Colombia e direttore della
rivista "Missioni Consolata", e padre Josè Auletta, missionario in
Argentina. Al termine dell'incontro la presentazione di un progetto a sostegno
di una comunità indigena a Oran, in Argentina. Info 011/4400400,
camtoscuola@consolata.net.
( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa l'editoriale
Il rischio che corre la giustizia Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti
del Csm, alcuni li conosco di persona, professionisti di lungo corso e gente
seria e irreprensibile. Però questo parlamentino dei giudici è frutto di
logiche vecchie, della spartizione della politica di tutte le istituzioni che
pesano nella democrazia. Il Csm così com'è, coi suoi rituali, le riunioni
plenarie precedute dalle perfino stucchevoli anticipazioni di stampa (si sa, i
giornalisti, quei pettegoloni…), è di fatto un ente inutile. Del resto non vedo
proprio perché mai una assemblea di magistrati, tutti con tanto di bandierina
colorata sulla mappa del loro potere (quello di destra, quelli di sinistra, i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di
un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere
vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da
un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai
cittadini. Il fatto è che oggi c'è ancora in giro gente che non ritiene
legittimo e democratico questo governo. Nonostante le batoste elettorali e
l'evidente scollamento col sentire della maggioranza degli italiani c'è che
ritiene che la magistratura abbia il sacro compito di far fuori Berlusconi.
Lasciando magari che la Giustizia sprofondi nel disastro generale, comprese
sentenze sbagliate, inchieste inutili e dispendiose e dilettantesche indagini
che durano anni senza trovare una plausibile verità giudiziaria.
( da "Giornale.it, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 149 del
2008-06-24 pagina 0 Blocca processi: tregua tra governo e Csm Castelli: "Ripartire
dal lodo Schifani" di Anna Maria Greco Dopo le voci sulla possibile
incostituzionalità slitta il parere di Palazzo dei Marescialli. L'appello di
Mantovano: "I magistrati smettano di fare politica". Tempi più lunghi
per valutare il caso Mills. L'ex ministro della Giustizia Castelli: "Far
ripartire il dialogo dal lodo Schifani" Roma - Svelenire il clima è la
parola d'ordine al Csm, dopo le troppe polemiche e l'intervento del Quirinale.
Sia per il parere sulle norme sospendi-processi, che per le pratiche a tutela
dei magistrati di Milano attaccati dal premier, Silvio Berlusconi. Si riunisce
la sesta commissione e, per "ragioni di opportunità", rinvia a oggi
la discussione sulla bozza preparata dai relatori Fabio Roia e Livio Pepino,
che ha provocato molte critiche per le anticipazioni sui rilievi di
costituzionalità formulati agli emendamenti del pacchetto-sicurezza, battezzati
dall'opposizione "salva-premier". Nessuna bocciatura, nulla di
definitivo, ma solo una proposta che dev'essere discussa, eventualmente
modificata e infine votata anche dal plenum, è stato
precisato dopo il colloquio tra il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e il
capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è anche numero uno del Consiglio. E visto che oggi il Senato approverà il testo finale del decreto,
con tutti i suoi emendamenti, il laico di sinistra Mauro Volpi, che presiede la
Commissione, propone di iniziare a valutarlo nella sua complessità solo questo
pomeriggio. Tutti d'accordo, meglio far calare le tensioni, essere prudenti e
cercare una soluzione il più possibile condivisa. "Il parere del
Csm non è vincolante - ricorda Piero Alberto Capotosti, già vicepresidente del
Csm e presidente della Corte Costituzionale -, ma è rilevante". La
discussione in commissione proseguirà giovedì, se non sarà fissata una seduta
straordinaria per domani e dunque non approderà all'assemblea questa settimana
ma, semmai, la prossima. E i tempi si allungano. Anche per la prima commissione
che doveva discutere ieri delle pratiche a tutela del presidente del tribunale
milanese, Nicoletta Gandus, ricusata dal premier nel processo Mills, e del pm
Fabio De Pasquale che rappresenta l'accusa. Anche qui si accoglie all'unanimità
la proposta del laico del Pdl, Gianfranco Anedda, di acquisire prima di entrare
nel merito alcuni documenti: la copia del resoconto stenografico della seduta
del Senato in cui il presidente Renato Schifani ha letto la lettera di
Berlusconi, l'istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dai legali
del premier e il parere del pg di Milano che ha giudicato
"inammissibile" la ricusazione. Nello scenario politico, però, le
polemiche non si placano. E il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone
chiede se è vero che tre magistrati (Pepino, Fresa, Roia) che dovranno valutare
al Csm la controversia tra il premier e la Gandus sarebbero a loro volta
firmatari della stessa lettera-appello anti-Berlusconi che costituisce proprio
la base della ricusazione del giudice. "Per di più - sottolinea Capezzone
- due di loro (Pepino e Roia) sono anche relatori, in altra commissione del
Csm, sugli emendamenti Pdl al Senato", quelli sospendi-processi. C'è
allora un "conflitto d'interessi"? "Il centrodestra cerca di
imbavagliare il Csm", accusa il ministro-ombra della Giustizia del Pd,
Lanfranco Tenaglia. "è stata l'opposizione - gli risponde Gaetano
Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori Pdl - a cavalcare le
indiscrezioni uscite dal Csm, al punto che qualcuno già sabato pomeriggio
invitava Berlusconi a “riflettere” sulla bozza di risoluzione diffusa dalle
agenzie di stampa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'
Aborto sbagliato Se
il figlio è un danno da risarcire La storia sembra una tra le tante. Una donna,
a Gela, aveva deciso di non portare a termine la sua gravidanza, nove anni fa.
Una scelta legittima, nulla dire. All'ospedale i medici nel reparto di
Ostetricia e Ginecologia erano tutti obiettori e l'intervento fu eseguito da un
convenzionato esterno. Altro fatto su cui non c'è nulla da dire. La cartella
clinica attestò che l'intervento aveva avuto l'esito desiderato. Fin qui ci
sarebbe da mettere la parola punto. Ma la storia va avanti. Qualche settimana
dopo il ginecologo accerta che la donna è in stato
interessante da cinque mesi. Certo, si potrebbero fare delle considerazioni
sulla professionalità del medico che ha eseguito l'intervento. Ma andiamo
avanti. Parte la causa della donna contro il nosocomio. In primo grado i
giudici danno ragione alla tesi dell'ospedale di Gela, secondo cui l'aborto
terapeutico può anche non riuscire. Ora è arrivata una nuova sentenza: la Corte
d'appello di Caltanissetta ha condannato l'azienda ospedaliera "Vittorio
Emanuele" di Gela a risarcire 80 mila euro alla donna che - sia detto per
inciso - nel frattempo è diventata madre per la terza volta. E qui, qualcosa da
dire, c'è, eccome. Sia chiaro, giuridicamente parlando, è tutto legittimo. E il
nostro sussulto etico non ha nulla a che fare con la scelta della donna di
abortire o meno. Ma, laicamente, il fatto che la nascita di
un bambino equivalga a un danno da quantificare in euro, ci sembra un'equazione
assai discutibile. Senza voler fare i soloni sul valore della vita ci limitiamo
a notare un fatto. Di casi di mala sanità su cui chiedere risarcimenti se ne
vedono tutti i giorni. Ma, alla fine, non di questo si sta parlando, sia
pur nell'ambito di un intervento non riuscito. È, semplicemente, nato un
bambino: non ci sembra una sciagura su cui chiedere un risarcimento da 80 mila
euro. 24/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Laicita'
Intervista gianni
cuperlo: diciamo le stesse cose del 2001 "Non bastano quarant'anni per
essere nuovi" La foto di gruppo dei dirigenti va cambiata, ma non credo al
rinnovamento del Pd fatto con la carta d'identità Onorevole Cuperlo, il Pd è in
panne. Largo ai giovani, dunque? "In verità non credo molto al
rinnovamento che si caratterizza per la carta d'identità. Ho letto quello che
Giuliano da Empoli ha scritto ieri sul Riformista ("Se i trentenni sono
come i grandi, teniamoci i grandi", ndr ) e credo siano osservazioni
giuste". Parlando con Radio Radicale , lei ha chiesto alla leadership collettiva
che guida il centrosinistra di favorire "il venire in campo di un'altra
foto di gruppo e anche di nuove leadership". "Faccio un'ulteriore
premessa: noi dobbiamo riconoscere tutti i meriti di quella che ho chiamato,
prendendo in prestito una definizione di Walter Tocci, "la foto di
gruppo"". Veltroni, D'Alema... "Questo gruppo dirigente del
centrosinistra si è assunto la responsabilità di salvare il paese per ben due
volte, favorendo l'accesso alla politica di almeno due generazioni. Prenda a esempio
il triennio dal '92 al '94: rischiavamo la bancarotta civile e democratica, non
solo quella finanziaria. I protagonisti di quella "foto di gruppo"
hanno contribuito a evitare quello scenario". Torniamo all'oggi. Per la
precisione, all'assemblea del Pd di venerdì. "La cosa che mi ha colpito di
più in quell'assemblea sono stati il vocabolario e la scaletta degli
interventi. Alcuni erano perfetti. Il problema è che, a parte qualche
riferimento all'attualità, sembrava di stare nell'anno 2001. Sette anni
indietro. Il Pd fatica a comprendere quello che è accaduto nel frattempo e il
gruppo dirigente fatica a portare il nostro partito su binari nuovi". La
difesa d'ufficio è che l'opposizione è sempre un periodo triste... "Quando
ci siamo stati in passato, all'opposizione, lavoravamo su due fronti:
ridisegnare le alleanze e sperare nei disastri di Berlusconi. È così che siamo
tornati al governo. In Europa, però, non è proprio uguale. È il metodo che è
differente. Per questo, oggi il nostro problema non è solo quello di scegliere tra
la piazza e l'aplomb. Le nostre scelte dolorose devono riguardare lo spirito
del tempo. Dobbiamo interrogarci su qual è il popolo, il Paese, a cui ci
rivolgiamo. Che rapporto c'è tra economia e democrazia? Che vuol dire oggi, di
fronte ai meccanismi del capitalismo finanziario, l'aggettivo
"democratico"? E le concezioni della libertà e responsabilità
individuali o il ruolo della religione? Potrei continuare a lungo...". Il
Pd, a tutto questo, ha risposto con due parole: vocazione maggioritaria.
"Chiediamoci prima cosa voglia dire. Ho letto Giorgio Tonini che critica
chi vuole mettere in discussione la vocazione maggioritaria del Pd. Benissimo,
ma quella vocazione non è autosufficienza. È il nostro profilo, sono le ragioni
per cui le persone dovrebbero fidarsi di noi, e votarci. Dove prendi il 15 per
cento dei voti puoi avere una vocazione maggioritaria ma la gente ti chiede
prima chi sei. A essere sincero poi, non capisco il pregiudizio di Giorgio
verso fondazioni o associazioni. Qua ci serve un lavoro serio per capire dove
va la politica e dove andiamo noi. E chi dà una mano dovrebbe essere ben
accolto". È d'accordo anche lei con Arturo Parisi? "Parisi ha ragione
quando chiede una discussione vera sulla linea politica. Su un punto voglio
essere chiaro: in campagna elettorale, Veltroni ha fatto delle scelte giuste.
Il 33,1 per cento è un risultato superiore di sei-sette punti rispetto ai
sondaggi di fine estate. Gli errori casomai erano stati commessi prima. Nel
modo burocratico con cui il Pd è nato e nel non aver difeso abbastanza
l'operato del governo Prodi". E la leadership del partito? "Il tema
non è Veltroni. Ripeto: dobbiamo favorire un'altra leadership collettiva,
sommare nuove biografie che siano espressione di un'altra stagione, di altre esperienze
e linguaggi. Abbiamo il congresso tematico dell'autunno: discutiamo di
proposte, idee e mettiamole ai voti in piena trasparenza. Perché la prima
regola per evitare una deriva correntizia è agganciare le idee al consenso. Se
si evitano la verità e la durezza del confronto, allora è inevitabile che le
correnti si occupino solo di assetti e candidature". La discussione sembra
però già monopolizzata delle correnti stesse. "Secondo
me dovremmo essere tutti un po' più laici. Il pluralismo è pluralismo di idee,
culture, sensibilità altrimenti semplicemente non è. Noi non possiamo invocarlo
come risorsa e poi temerlo quando si affaccia. Il problema del Pd non è
discutere e decidere ma simulare un unanimismo che non c'è. Siccome
abbiamo questo benedetto deserto da attraversare mettiamoci d'accordo
sull'equipaggiamento e sulle regole e partiamo. Perché a stare fermi non ci
capirebbe nessuno". 24/06/2008.