HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


TARTICOLI DEL 23-24 giugno 2008       #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (59)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Il caso Rosenberg ( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il caso Rosenberg è ancora di importanza vitale: "I miei genitori erano ebrei, laici e comunisti. Quanto più distante dai fondamentalisti islamici di oggi. Eppure ci sono molti paralleli agghiaccianti tra il caso Rosenberg e l'oggi. Allora, il governo ha usato la paura del comunismo e della bomba atomica, gli spauracchi più temuti dall'opinione pubblica.

I cattolici e le colpe del Partito democratico ( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Le attese degli eredi della Democrazia Cristiana sarebbero state tradite. E sarebbe stato anche tradito Romano Prodi, l'unico leader veramente cristiano degli ultimi decenni. Come mai? La perplessità cattolica è confermata da alcune cifre, anche se non del tutto sicure. Per il Partito democratico avrebbe votato soltanto il 35 per cento dei cattolici "praticanti",

Un'astensione berlusconiana ( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è più forestiero di un musulmano nella cattolica Italia? E Cristo si identifica con lo stesso forestiero! La stessa attuale discussione al parlamento europeo sulla vergognosa direttiva della detenzione carceraria di diciotto mesi dei migranti compresi i minori, mi fa ricordare la strage degli innocenti di Erode nella Palestina di duemila anni fa (Matteo 2,

Sono i cattolici "tiepidi" lo zoccolo duro del pdl - (segue dalla prima pagina) ilvo diamanti ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sostenuta da intellettuali e media "non" cattolici. Anzi: laici; atei (più o meno) devoti. Raccolti intorno al Foglio di Giuliano Ferrara. Una "Chiesa extraparlamentare", l'ha definita Sandro Magister in un lucido saggio di alcuni anni fa (pubblicato dall'Ancora del Mediterraneo). Capace di promuovere massicce campagne di opinione.

Il popolo cattolico disperso in politica - ilvo diamanti ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Il popolo cattolico disperso in politica ILVO DIAMANTI Dopo il voto, le polemiche intorno al rapporto fra Chiesa e politica sembrano meno accese. La netta vittoria del Centrodestra, anzitutto, ha espunto dall'agenda parlamentare i temi etici, che tante polemiche avevano sollevato, soprattutto nel Centrosinistra.

Caffarra alla vigilia del gay pride: "rapporti omosex, pericolo sociale" - michele smargiassi ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i rapporti fra laici e cattolici in politica. Il testo dell'arcivescovo, titolato a tutta pagina Maschio e femmina: realtà o scelta?, è frutto di una relazione presentata sabato scorso da Caffarra al centro pastorale "Paolo VI" di Brescia, ma Avvenire tiene a precisare che il cardinale ne ha "scritto di suo pugno" una sintesi specificamente per il settimanale.

Prete innamorato, vescovo caccia il cronista dello scoop - filippo tosatto ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Un gravissimo attacco alla libera e corretta informazione in uno Stato laico dove il dialogo e il confronto tra cittadini, vescovi compresi, dev'essere fondato su rispetto e tolleranza reciproci", è la condanna espressa dal comitato di redazione Finegil (il gruppo per cui lavora Biasetto), sindacato veneto giornalisti e Unione cronisti italiani.

Il Csm frena, per ora ( da "Secolo XIX, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è stato rimbrottato da un cattolico doc di Forza Italia, Maurizio Lupi: "L'estate è arrivata, finalmente, con punte di caldo eccezionale. Potevo aspettarmi qualunque polemica nei confronti del presidente Berlusconi meno che si aprisse una disputa dottrinale su chi sia il titolare delle regole della Chiesa".

Lunedì - edmondo berselli ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: volontà con cui Berlusconi persegue la partecipazione al rito della comunità cattolica, viene da commentare: si capisce la richiesta di non essere esclusi dalla comunione. Ma se il punto centrale della vita del buon cattolico consiste nell'essere ammessi ai sacramenti, prima della comunione non converrebbe chiedere con altrettanta determinazione di essere ammessi alla confessione?

Csm organo diviso sulla costituzionalità del decreto ( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sono soprattutto i consiglieri laici del centrodestra a cogliere nell'incontro di ieri tra il presidente della Repubblica e il vice presidente del Csm segnali distensivi. Infatti, secondo Saponara, quella di sabato altro non era che una ""bozzissima" di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era fondata sul niente".

Il punteruolo la gravidanza di massa in un liceo usa ( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: a nord di Boston, cittadina operaia e cattolica, che hanno fatto un patto di maternità per diventare madri tutte assieme, venire amate incondizionatamente dai loro figli, rimanere amiche per sempre, senza uomini tra le scatole. Sarebbe stato il film Juno a influenzare questa scelta, hanno detto in molti.

Ma nel Csm è diffuso il giudizio negativo sul decreto sicurezza Oggi la discussione a Palazzo dei Marescialli, mercoledì il plenum. I laici di centrodestra annunciano battaglia ( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I laici di centrodestra annunciano battaglia di Massimo Solani / Roma FORSE È TARDI ma un tentativo andava comunque fatto. Perché l'apertura di una pratica a tutela dei magistrati milanesi e le anticipazioni a mezzo stampa sulla bozza di parere che verrà discussa oggi dalla sesta commissione hanno tirato il Csm in mezzo al fuoco di fila fra toghe e governo Berlusconi schierando,

Stai consultando l'edizione del MANZONI via Montezebio, 14 - Tel. 063223634 riposo NAZIONALE via del... ( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 0680241281 riposo AUDITORIUM UNIVERSITÀ CATTOLICA DI ROMA Largo Francesco Vito, 1 - Tel. 0630155715 riposo AULA MAGNA UNIVERSITÀ LA SAPIENZA piazzale Aldo Moro, 5 - Tel. 063610051 riposo CONSERVATORIO DI S. CECILIA via Del Greci, 18 - Tel. 0668801044 riposo INTERNATIONAL CHAMBER ENSEMBLE corso Rinascimento, 40 - Tel.

Le funzioni ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3 categoria: BREVI Le funzioni L'organo di autogoverno dei magistrati è presieduto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il vicepresidente è scelto dal Csm tra i laici. Decide di assunzioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari.

Il Csm ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il Csm I componenti Sono 27 i membri del Csm, 3 di diritto (capo dello Stato, primo presidente di Corte di Cassazione, Pg della Corte di Cassazione), 24 eletti di cui 8 laici (di nomina parlamentare), 16 togati (eletti dai magistrati). Il vicepresidente è Nicola Mancino.

Ma i relatori insistono: quel testo non va ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Quello che è stato reso pubblico sino ad ora si riferisce a opinioni personali. Dopo l'esame in commissione e plenum potrebbe uscire anche un parere diverso". Una possibilità esclusa da Vincenzo Siniscalchi, laico indicato dal centrosinistra: "Il limite dell'emendamento è rappresentato da una sorta di invasione di campo nei confronti dell'

Il Papa: l'ostia solo ai puri ma chi la desidera è salvo ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: eucarestia e chiedo a tutti i fedeli di rispettare il ruolo di ciascun individuo, sia prete che laico, durante l'azione eucaristica". Nelle parole del pontefice, dunque, sembra scorgersi la preoccupazione per una prassi pastorale che si va diffondendo, a dispetto dei richiami all'ordine, prassi che sembra abbastanza diffusa anche negli Stati Uniti e in Canada.

Tel Aviv, va in scena l'intifada delle drag queen ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Testi laici, invocano la fine della violenza. La battaglia per uno Stato palestinese non può essere trasformata in una guerra di religione, guidata dai conservatori". La battaglia di R. è culturale. "Nessuno ascolta più le musiche tradizionali, anche noi siamo stati travolti dal pop.

Scott il bimbo vince ma non brinda La legge gli vieta lo champagne ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Anche Marco Simoncelli non ha molta voglia di brindare: nel penultimo giro della 250, il romagnolo, impegnato nel duello con lo spagnolo Bautista per la vittoria, va lungo in curva. Morale: la gara la vince il finlandese Kallio che allunga a più 8 proprio sul capellone di Cattolica. p.tom.

Chirurghi senza ferri ( da "Tempo, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Henry a Marsiglia consente alle donne di evitare il ricorso a collane ed a sciarpe per nascondere gli esiti dell'intervento sul collo. Una chirurgia realizzata anche alla Univertità Cattolica di Roma, ad opera del professor Bellantone, anche se solo quando il problema della tiroide non sia provocato da neoplasie.

Sono una ragazza molto simpatica e mi piace viaggiare... Il mio hobby preferito? Fare ( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Università Cattolica e al Policlinico "Gemelli", trascorrevano un'esistenza apparentemente tranquilla. Per questo tra i vicini di casa l'incredulità e lo sgomento sono stati ancora più forti. "Ma come si può spiegare una tragedia del genere? si chiede uno di loro in vicolo dell'Acqua Paola È una cosa che non era in nessun modo pssibile immaginare"

Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia ( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora che l'antica messa è stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze - molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più.

IL PREZZO DELLE CENERI ( da "Stampa, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non serve evocare scontri risorgimentali tra laici e cattolici. Si tratta di verificare se la cifra da pagare, stabilita dal Comune per chi decide di prendere in affidamento le ceneri dei propri cari defunti, sia congruente con le prestazioni erogate dal servizio pubblico. In questo senso, anche tenendo conto che la maggioranza dei comuni italiani ha scelto l'assoluta gratuità,

ROMA - Polemiche immotivate, su un documento che per ora non esiste . Una marcia indietro ( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La nota del Quirinale è stata apprezzata anche da Paolo Bonaiuti, portavoce del governo. Il parere, comunque, potrebbe essere formulato dal Csm in settimana. Anche se si profila una spaccatura. Michele Saponara, esponente laico del Pdl, ribadisce che "non c'è nessun parere del Csm", e bolla le indiscrezioni di critiche sul cosiddetto emendamento "

San Lanfranco Fu nemico dei compromessi quanto amico della coerenza. Vescovo a Pavia, nel XI ( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I secolo, in un periodo di conflitto tra potere laico e potere religioso. La sua vita si concluse nel monastero del Santo Sepolcro, in Vallombrosa, nel 1198.

ROMA - Più che un torneo di tennis, Wimbledon è una religione laica. Vediamo qualcuna dell ( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract:

Vescovo caccia giornalista dalla chiesa ( da "Voce d'Italia, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora la cosa può piacere o non piacere - si legge nella nota -, ma siamo in uno Stato laico in cui vigono la libera espressione delle opinioni, il dibattito pluralista e per i giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini in maniera corretta e trasparente nel rispetto delle leggi e della deontologia professionale.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? ( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani,

San Giovanni, è qui la festa il Farò cade dalla parte giusta ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La benedizione laica al prossimo anno si è celebrata alle 22.15: quando il Toro simbolo della città in cima alla catasta di legno in piazza Castello è caduto verso Porta Nuova. Il destino della città, per chi crede nella fortuna, sarà dunque buono. Desideri esauditi per tutti, o almeno si spera.

Diecimila euro dalle Confraternite ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Diecimila euro sono stati devoluti dalle confraternite alla scuola cattolica "Ferro Franceri", una delle più antiche della città, fondata da Santa Maria Rossello: la somma è stata raccolta fra i portatori delle sedici casse della processione del Venerdì Santo, organizzata dalle sei confraternite di Savona.

Bagnasco: negare i sacramenti ai divoziati non è un castigo ( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici divorziati come lui, ad accostarsi alla Comunione. E la realtà delle parrocchie dove i sacerdoti vivono le speranze e i conflitti interiori della gente. "La decisione della Chiesa di vietare alle persone divorziate di ricevere la comunione non è una punizione nei loro confronti ma una decisione che dipende dalla natura stessa dell'

Diecimila europer le scuoleferro franceri ( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Una somma di denaro che per la scuola cattolica savonese, fondata da Santa Maria Giuseppa Rossello, è importantissima, visto che consentirà per pagare i lavori e gli arredi necessari all'allestimento della "sezione primavera" della materna, destinata ai bambini di età compresa tra i due e i tre anni.

L'amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile. Il divorziato può umiliarsi, come spiega il Papa con il sottile sadismo della Verità Rivelata, osservando a debita distanza "la grazia eucaristica", come l'affamato cui viene negato il sollievo di nutrirsi, e come il reietto la cui colpa va illustrata davanti all'intera comunità.

Berlusconi è l'asse del sistema, la sinistra è divisa ( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tra cattolici di sinistra e comunisti di centro, non si è raggiunto. Non ha fallito Veltroni. È fallita l'idea del Partito democratico come partito omogeneo di centrosinistra sulla questione cattolica e sulla identità comunista. La vittoria nel 2006 era dovuta agli estremi: alla Bindi dei "cattolici adulti" e alla capacità affabulatoria di Bertinotti,

L'elettrochoc - susanna nirenstein ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Altri ancora cercano i fondamenti nella tradizione cattolica". Quanto contò il secolare antigiudaismo cattolico? "Poco o niente nella decisione. Molto per la tradizione culturale su cui si sarebbe potuto contare in seguito. Sarebbe assurdo affermare che l'antisemitismo sia arrivato su un terreno vergine.

Fethullah gülen primo del mondo - marco ansaldo ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: temono che in realtà voglia trasformare il sistema laico in una teocrazia. Prosciolto dalle accuse, da allora guida con sapienza il suo impero finanziario, avvalendosi di una galassia editoriale e di un quotidiano turco di ottima fattura grafica e contenutistica, Zaman, che strizza l'occhio al governo islamico moderato del premier Erdogan, ed è largamente presente all'estero con un'

Il laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità.

Slitta la decisione del Csm sul salvapremier Si attende il voto del Senato sul pacchetto sicurezza. Evitando il muro contro muro ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il laico di centrosinistra Mauro Volpi, ha proposto di rimandare di ventiquattro ore la discussione richiamando i membri al silenzio con la stampa e ad un comportamento idoneo a non creare altre tensioni. Ma su una cosa Volpi è stato chiarissimo: il Csm ha tutto il diritto di formulare il proprio parere.

Durissimo attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana" Nella manovra c'è demagogia e beneficenza ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stai consultando l'edizione del Durissimo attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana" "Nella manovra c'è demagogia e beneficenza".

ENZO SICILIANO OLTRE L'IMPEGNO ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il laicismo quale risposta a un'educazione perbenista e piccolo borghese, rivivono infatti dietro ogni pagina dell'autobiografia intellettuale di Enzo Siciliano e dunque di quest'opera specchio d'un carattere e di una vita. Perché questo sono in primo luogo i tre volumi del Diario italiano 1997-2006 curati,

Top Ten del pensiero: tutti musulmani ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: per altro laica) Shirin Ebadi. "è vero, siamo stati sorpresi: all'inizio le preferenze si erano concentrate sullo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa e sull'ex campione di scacchi e oggi dissidente russo Garry Kasparov, poi è arrivata la valanga di voti a favore di GÜlen e abbiamo pensato a una manipolazione elettronica del sondaggio -

<L'anomalia italiana> dal 1861 a oggi e le radici laiche nei dossier della rivista ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dal 1861 a oggi e le radici laiche nei dossier della rivista "L'anomalia italiana", con l'analisi dello storico Francesco M. Biscione, in cui vengono esposti i mali profondi e sommersi del nostro paese, a partire dal 1861, con un testo "fantastorico" di Roberto Alajmo. è il dossier centrale del numero 96 della rivista "Lettera Internazionale" che propone inoltre il dossier "

L'editoriale del settimanale cattolico ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13 categoria: BREVI L'editoriale del settimanale cattolico Contro Berlusconi un editoriale critico su giustizia ("I magistrati un'ossessione") e scelte economiche ("Alle famiglie solo carità di Stato").

Intellettuali hit parade globale di foreign policy e prospect ( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici o religiosi, che arrivano da paesi musulmani, a est o ad ovest della terra del Profeta. L'annuale sondaggio condotto da due riviste feticcio della cultura liberal anglosassone come Foreign Policy e Prospect parla chiaro. Le più popolari teste d'uovo dell'Ovest sono state espulse dalle zone alte della classifica.

Csm nell'angolo sul salvapremier ( da "Manifesto, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: A proporre il rallentamento è stato lo stesso presidente della sesta, il laico di sinistra Mauro Volpi, ma tutti i commissari hanno accolto senza battere ciglio. I più convinti dell'alt sono quelli che puntano sul voto del plenum per una bocciatura netta. Spaventati da una spaccatura che rischia di isolare la sinistra interna, Md,

Liturgia anche qui ratzinger ripropone l'antico rito ( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di Dio fu consuetudine costante che i laici ricevessero la comunione dai sacerdoti, mentre i sacerdoti si comunicavano da sé. Si tratta d'una consuetudine che spinse San Tommaso a scrivere: "Nessuno la tocchi (l'eucaristia), tranne chi è stato consacrato; dunque anche il corporale e il calice sono consacrati, e si necessita delle mani di un sacerdote per toccare questo sacramento"

Tornare nomadi anche senza muovere un passo dalla propria città, persino senza us ( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: politici, scout e mondo cattolico. Ma ieri c'erano anche tanti "illustri sconosciuti" che, per una vita, avevano seguito Giuntella come esempio prendendo a modello i suoi scritti, le sue relazioni e le sue riflessioni da "povero laico cristiano" - come amava definirsi - per il proprio stile di vita.

ROMA - In un editoriale il settimanale "Famiglia cristiana" attacca duramente Silvio Berlu ( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il dito soprattutto contro la social card che il giornale definisce "carità di Stato". Scrive il settimanale cattolico: "Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento". E ancora di più: uno degli avvocati "eletti" "ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia.

ROMA - La polemica tra maggioranza e opposizione resta su toni accesi. Alla vigilia del voto conclus ( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico di An, la Prima Commissione all'unanimità ha deciso, prima di procedere, di acquisire la documentazione necessaria, e cioè l'istanza con cui il presidente del Consiglio ha ricusato il presidente del collegio Nicoletta Gandus e il parere della procura generale di Milano negativo sulla ricusazione.

<Nella vita ho preso molti pugni ma sono sempre rimasta sul ring> ( da "Liberazione" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Essendo di formazione laica, ho trovato molto tardi dei compagni di fede e di preghiera: non avrei mai pensato di scoprirli, né tantomeno di essere io a praticare con loro. Sto diventando buddista e sto riscoprendo l'importanza di stare insieme agli altri e, di nuovo, la voce come strumento;

L'arcobaleno di Aldo Capitini non è più un simbolo di pace, meglio usare la croce di Cristo ( da "Liberazione" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dal momento che sono stato sempre cattolico e pensante ho rivolto molte domande anche a Santa Romana Chiesa. Volevo sapere perché è stata istituita la Lev (Libreria Editrice Vaticana) con l'unico fine di mettere i diritti d'autore sui discorsi del Santo Padre. Ricordo che Gesù di Nazaret insegnò "andate ed annunziate a tutti la gioia del Signore risorto"

Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni ( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini.

Dai riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: MESSA IN DUOMO Dai riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino Festa laica, ricca anzi ricchissima di occasioni di divertimento, ma anche e soprattutto festa religiosa. Da questo punto di vista la celebrazione più importante sarà, stamattina alle 10, la solenne messa nel Duomo e distribuzione della "Carità". Parteciperà anche la Banda del Corpo della Polizia municipale.

Agenda Religioni ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: operatori pastorali e culturali delle sale delle comunità organizzato dall'Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) dal titolo "Sala della Comunità: identità e gestione", in programma ad Acqui Terme dal 11 luglio al 13 luglio. La quota di partecipazione è di 30 euro a persona e va versata entro il 7 luglio. Per le iscrizioni e le informazioni sul programma, scrivere a acec.

Il rischio che corre la giustizia ( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini.

Blocca processi: tregua tra governo e Csm Castelli: "Ripartire dal lodo Schifani" ( da "Giornale.it, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E visto che oggi il Senato approverà il testo finale del decreto, con tutti i suoi emendamenti, il laico di sinistra Mauro Volpi, che presiede la Commissione, propone di iniziare a valutarlo nella sua complessità solo questo pomeriggio. Tutti d'accordo, meglio far calare le tensioni, essere prudenti e cercare una soluzione il più possibile condivisa.

Aborto sbagliato ( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma, laicamente, il fatto che la nascita di un bambino equivalga a un danno da quantificare in euro, ci sembra un'equazione assai discutibile. Senza voler fare i soloni sul valore della vita ci limitiamo a notare un fatto. Di casi di mala sanità su cui chiedere risarcimenti se ne vedono tutti i giorni.

Intervista gianni cuperlo: diciamo le stesse cose del 2001 ( da "Riformista, Il" del 24-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'

Abstract: "Secondo me dovremmo essere tutti un po' più laici. Il pluralismo è pluralismo di idee, culture, sensibilità altrimenti semplicemente non è. Noi non possiamo invocarlo come risorsa e poi temerlo quando si affaccia. Il problema del Pd non è discutere e decidere ma simulare un unanimismo che non c'è.


Articoli

Il caso Rosenberg (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Parla il figlio dei due ebrei comunisti, giustiziati negli anni '50: "Negli Usa un nuovo maccartismo" Geraldina Colotti "Vennero a prendere i miei genitori nel luglio 1950, dopo lo scoppio della guerra di Corea. Li uccisero il 19 giugno del '53, poche settimane prima che finisse la guerra, ritenendoli colpevoli di cospirazione finalizzata allo spionaggio: un'accusa per cui non occorrevano prove", racconta al manifesto Robert Meerepol, figlio minore di Ethel e Julius Rosenberg. I Rosenberg, ebrei comunisti americani, vengono condannati per aver passato all'Urss le formule per costruire la bomba atomica. Ma per le migliaia di attivisti che li sostengono, si tratta di un processo farsa. Un processo che farà storia, come quello di Sacco e Vanzetti nel '27 . Robert, che allora ha sei anni, finisce in orfanotrofio insieme al fratello Michael, finché i coniugi Meerepol, sfidando il clima da caccia alle streghe che vige negli anni del senatore repubblicano Joseph Mc Carthy, adottano i due bambini. "Devo la mia sopravvivenza - racconta adesso Robert - al sostegno di un'intera comunità. Così ho potuto crescere, diventare un militante della Nuova sinistra, istituire la Rosenberg foundation for children (Rfc), e aiutare i figli degli attivisti di sinistra colpiti dalla repressione, ci trovate al sito www.rfc.org. Faccio anche parte del gruppo dirigente del Murder Victims'Family for Human Rights, la più grande organizzazione americana contro la pena di morte e le sparizioni". Lo spirito della Fondazione? Spiega Meerepol: "Abbiamo 4 principi guida: l'uguaglianza fra le persone, la necessità della pace nel mondo, il primato delle persone rispetto al profitto, la sostenibilità ambientale. Considero l'ambiente una questione essenziale e parte della lotta per un cambiamento radicale della società. Nel mio piccolo, pur vivendo negli Usa ed essendo contagiato dallo stile di vita americano basato sullo spreco delle risorse, ho installato i pannelli solari e cerco di assumere comportamenti compatibili con l'ambiente". Oggi, Meerepol riesce a scherzare sulla "speciale eredità" che possiedono lui e il fratello: quella di essere le uniche persone negli Stati uniti a cui siano stati giustiziati entrambi i genitori. Ma nel volume autobiofrafico Quando il governo decise di assassinare mio padre e mia madre (tradotto da Angela Ferretti per l'editore Zambon), racconta quanto sia stato difficile essere il figlio dei Rosenberg e come abbia elaborato il dramma in termini di " vendetta costruttiva". Spiega: "Sono approdato a un pacifismo strategico, ossia alla ricerca di nuovi strumenti per combattere la guerra e il sistema senza scendere sul terreno in cui il nemico è più forte. Ne ho fatto esperienza con i Weathermen. Sono favorevole all'autodifesa e in alcuni momenti storici allo scontro armato, ma resto una "testa di fungo", come mi chiamavano all'università: incline all'unità e al compromesso". Per Meerepol, il caso Rosenberg è ancora di importanza vitale: "I miei genitori erano ebrei, laici e comunisti. Quanto più distante dai fondamentalisti islamici di oggi. Eppure ci sono molti paralleli agghiaccianti tra il caso Rosenberg e l'oggi. Allora, il governo ha usato la paura del comunismo e della bomba atomica, gli spauracchi più temuti dall'opinione pubblica. Oggi, si serve delle armi di distruzioni di massa nelle mani del terrorismo internazionale per giustificare l'aggressione all'Iraq e uno stato di guerra permanente e preventiva. Un clima di intimidazione impedisce di garantire i diritti agli imputati per terrorismo. Centinaia di persone sono detenute a Guantanamo nella più completa illegalità e chissà quante migliaia nelle carceri segrete della Cia sparse per il mondo..." In questi casi la Fondazione interviene? "Non direttamente - risponde Mereepol -. Però mia figlia maggiore, che è avvocato, fa parte del New York Center for Constitutional Rights (http://ccrjustice.org). Nel 2004 ha vinto la prima battaglia legale sul caso Guantanamo contro l'amministrazione Bush, che però non ha migliorato le condizioni dei detenuti. Bush tenta di aggirare il sistema giudiziario. Siamo di fronte a una vasta espansione del potere esecutivo. Il presidente e la sua cricca vogliono governare il mondo al di sopra delle leggi". Il punto di svolta è stato però l'attacco alle Torri gemelle. "Sei settimane e un giorno dopo l'11 settembre - afferma Meerepol - Bush ha trasformato in legge il Patriot act: 342 pagine di una legislazione complessa e pervasiva, approvate senza discussione per dare l'assalto alle libertà civili e ai diritti umani. Il mio primo pensiero è stato: come hanno fatto a mettere insieme tutto in un mese? Non sono partiti da zero. Le vecchie leggi di Mc Carthy fornivano una griglia pronta. Sembra quasi che abbiano solo sostituito la parola comunismo o sovversivo con terrorismo, e poi rielaborato tutto al computer". Esiste, però, un'opposizione al nuovo maccartismo: "Associazioni di avvocati, movimenti radicali contro il sistema penitenziario (abbiamo 2 milioni di detenuti), soldati che disertano, ambientalisti che subiscono 10 anni di prigione per aver danneggiato delle proprietà, un atto terroristico per il governo. Ex del Black panther party, che hanno tra i 55 e i 70 anni sono stati nuovamente processati per l'omicidio di un poliziotto, 35 anni dopo che il caso era stato respinto dalla corte perché l'unica prova era una confessione sotto tortura. Il governo vuole ridefinire il dissenso in termini di terrorismo, introdurre come prove le dichiarazioni sotto tortura. Però c'è spazio per una coalizione contro questa sorta di fascismo neanche troppo soft ". Che includa Obama? "Su di lui non mi faccio illusioni - rispondeRobert - non farà cambiamenti radicali, ma lo sosterrò perché potrebbe dare un po' di respiro al mondo dopo l'ondata guerrafondaia di Bush".

Torna all'inizio


I cattolici e le colpe del Partito democratico (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

DIVINO I cattolici e le colpe del Partito democratico Filippo Gentiloni A distanza, ormai, di più di un mese, i cattolici continuano a interrogarsi sulla vittoria di Silvio Berlusconi e sulla sconfitta del centrosinistra nonché sulle loro responsabilità. I cattolici: evidentemente non tutti, ma quei gruppi che si occupano di politica. Significativi due titoli di "Famiglia cristiana": "I cattolici e il mal di Pd" e "Il 'peccato originale' di un partito fantasma". Più che la soddisfazione per la vittoria di Berlusconi, dunque, vengono sottolineate le colpe del Partito democratico di Walter Veltroni. Le attese degli eredi della Democrazia Cristiana sarebbero state tradite. E sarebbe stato anche tradito Romano Prodi, l'unico leader veramente cristiano degli ultimi decenni. Come mai? La perplessità cattolica è confermata da alcune cifre, anche se non del tutto sicure. Per il Partito democratico avrebbe votato soltanto il 35 per cento dei cattolici "praticanti", mentre il 44 per cento avrebbe votato per Berlusconi. Secondo altre analisi, addirittura l'80 per cento dei cattolici praticanti e impegnati avrebbe votato per il centrodestra. Sulle cifre si può discutere, ma è fuori di dubbio che i temi sui quali la destra ha fondato la propria propaganda sono stati graditi da buona parte dei cattolici più impegnati e praticanti. Il grande tema fondamentale, soprattutto, quello della sicurezza con il suo corollario, il rischio degli immigrati. Che dire di questi temi da un punto di vista cattolico? Non sembra che si tratti di temi molto vicini al messaggio evangelico, tutt'altro. Si tratta, piuttosto, di temi che fanno riflettere sulla profondità o meno del cattolicesimo nostrano. Ma all'allontanamento dei cattolici dal Partito democratico probabilmente ha influito anche un altro fattore, l'abbraccio di Veltroni con i radicali. L'antica avversione o antipatia non è certamente scomparsa, soprattutto per tutto ciò che riguarda il sesso, la famiglia, ecc. Veltroni deve averla sottovalutata. Scrive Padre Sorge, un commentatore certamente autorevole. "Il grande errore dell'accordo con i radicali ha privato l'elettore cattolico del diritto di non mandare Emma Bonino in parlamento". E ancora: "Se il Pd non avvia un vero processo costituente non va lontano". Comunque la maggioranza del cattolicesimo che conta guarda, ormai, a destra. Speriamo che nel prossimo futuro il cattolicesimo di sinistra, minoritario ma significativo, riesca a farsi sentire.

Torna all'inizio


Un'astensione berlusconiana (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Scritto&Parlato Un'astensione berlusconiana Caro Valentino, nel tuo editoriale su "il manifesto" di martedì 17 giugno "L'umanità negata" ai migranti rifugiati, l'omertà della chiesa papalina che tace sullo sterminio di massa di esseri umani profughi dai loro paesi per approdare ai nostri mi ha ricordato la rabbia di Gesù contro i nemici dei forestieri: "Ero forestiero e non mi avete ospitato" (Matteo 25,43). Chi, oggi, è più forestiero di un musulmano nella cattolica Italia? E Cristo si identifica con lo stesso forestiero! La stessa attuale discussione al parlamento europeo sulla vergognosa direttiva della detenzione carceraria di diciotto mesi dei migranti compresi i minori, mi fa ricordare la strage degli innocenti di Erode nella Palestina di duemila anni fa (Matteo 2, 16-18). Ma allora di quali "radici cristiane" si vantano i leghisti Calderoli, Bossi, Maroni e gli europarlamentari cattolici di destra, di centro e di centrosinistra? Antonio de Angelis, prete sposato, Poggio di Sanremo Caro Antonio, condivido la tua lettera, le tue critiche alla "chiesa papalina" e la tua indignazione per la direttiva europea sull'incarceramento di quei disperati di migranti che tentano di venire in Europa. Buone le citazioni dal Vangelo di Matteo. Detto tutto questo, resta il fatto che sulla direttiva europea contro gli immigrati la "chiesa papalina" ha espresso una condanna mentre i nostri europarlamentari del Partito democratico si sono fieramente astenuti; avrebbero avuto il gran coraggio di non votare a favore. Questa astensione è gravissima da tutti i punti di vista e conferma che il Partito democratico continua nella sua linea di subordinato consenso al nostro Berlusconi. A questo proposito mi pare opportuno riportare un passaggio dell'intervista che Claudio Fava, europarlamentare della Sinistra democratica, ha lasciato a "il manifesto" di giovedì 19 giugno: "Il dato di fatto - afferma Fava - è che da domani i ministri del governo diranno che siamo autorizzati dall'Europa, dal Parlamento europeo e anche da chi si è astenuto, per portare fino alle estreme conseguenze il pacchetto sicurezza che è nel solco delle indicazioni europee. Hanno la responsabilità politica di aver agevolato il lavoro giuridico ignobile che si sta portando avanti in Italia". Pieno accordo con te e con Fava. Valentino Parlato La Palestina negata Caro Parlato, il tuo articolo "L'umanità negata" è bello, chiaro, condivisibile, ma la tua denuncia non va limitata a quegli esseri umani che attraversano il Mediterraneo cercando di raggiungere l'Europa. Sono più di 40 anni che noi, la sinistra, Rifondazione compresa, neghiamo l'umanità al popolo palestinese, non comprendiamo cosa significhi un'occupazione come quella israeliana, non capiamo o non vogliamo capire che la violenza palestinese, i martiri, o se preferisci i kamikaze, sono la naturale conseguenza della violenza dell'oppressione israeliana. Solo riconoscendo le ragioni dei palestinesi e denunciando i crimini di guerra dei governi israeliani, sarà possibile una pace giusta. La sinistra, tranne poche eccezioni, non l'ha mai fatto e anche tu, come Rossanda e la maggioranza de il manifesto, fai parte della sinistra equidistante, quella che appoggia Abu Mazen, a mio parere, un Quinsling che ha molte responsabilità delle divisioni dei palestinesi. Il rifiuto del boicottaggio della Fiera del libro a Torino da parte del giornale, dopo aver riconosciuto il significato politico e l'uso strumentale della commemorazione della nascita dello stato israeliano, ne è una conferma. Lettera firmata Ribadisco la mia opposizione al boicottaggio della Fiera del libro di Torino e non mi pare giusto e utile dire che Abu Mazen è un "Quisling". v.p. Ostacoli politici alle adozioni Ho letto l'articolo di Valentino Parlato del 17 giugno "L'umanità negata" e mi è piaciuto molto. In Italia si parla molto di aiuti solo il periodo di Natale. Sono circa due anni che cerco di aiutare, adottandoli, una coppia di bambini macedoni. Ma la burocrazia, italiana e macedone, fa di tutto per ostacolarmi. Perché non andate a informarvi di tutti quei bambini-e che potrebbero arrivare in Italia con un aereo e non su un gommone? Penso che ci sarebbero da scrivere tanti articoli sulla questione delle adozioni e vi sarei grato se andaste a fondo. Sarebbero tanti i futuri genitori a ringraziarvi. Siete l'unico giornale che tratta questi casi sensibili. Grazie. Un vostro lettore Proveremo a informarci meglio. v.p. La contraddizione principale I sassolini di Rossanda (il manifesto 14 giugno) non fanno più male a lei e fanno bene a noi. Al congresso Prc, immagino che Vendoliani e Ferreriani avranno di che meditare. Del resto rileggendo gli "Appuntamenti di fine secolo" soprattuto il carteggio preparatorio fra Rossanda e Ingrao, i "nuovi soggetti", ed in particolare le coscienze femministe ed ambientaliste, erano già definiti da Rossanda come "...non sommabili, danno luogo a corsi separati e incomunicanti". Oggi parla di livelli diversi dell'azione politica e mi sembra centrare meglio la questione. Eppure Rossanda mi sembra sfuggire ad una domanda fondamentale sulla "contraddizione principale", che non può essere posta dalle "ex-sinistre politiche"che veleggiano per altri approdi, ma che la doppia bastonata elettorale del '94 e del '08 dovrebbe imporre a tutti i comunisti in buona fede: sono gli operai "classe generale"? Possiamo ancora attribuire loro l'incarnazione dell'"operaio collettivo organizzato in combinazione su vasta scala", l'unica vera definizione originaria che il Marx maturo diede (nel Capitale) del soggetto che il modo di produzione capitalistico genera inevitabilmente e destinato alla sua negazione? Oppure dobbiamo rendere l'onore delle armi al movimento degli operai organizzati e smetterla di caricarlo dell'onere di concretizzare quella "tendenza storica" prevista ma mai realizzatasi? E non bisogna forse anche rimettere le mani ad una teoria, almeno di fase, della formazione sociale capitalistica che rimetta in discussione alcuni pilastri della sua critica, incluso la "contraddizione capitale-lavoro"? Piergiorgio Rosso Roma Ce la faremo, non grazie a voi In merito agli articoli di Luca Fazio e Marco Philopat sui centri sociali e sul Leoncavallo in particolare (il manifesto 21 giugno), ci viene spontanea la domanda: può a Milano una qualche forma di vita latamente a sinistra prescindere dal destino di questi luoghi? Crediamo di no. E non per qualche rigurgito centrosocialista ma per totale assenza di qualunque altra cosa, proposta, tentativo. E se poi il personale che anima svariati circoli dell'Arci da questo mondo proviene e, magari, ancora frequenta, ci sembra cosa ottima, non pessima. Ma se è per questo i buoni compagni di viaggio si ritrovano ovunque tranne, ci sembra di capire, sulle frequenze e nell'inchiostro di qualche riserva indiana del giornalismo di sinistra. Lo sgombero del Leoncavallo o di altri luoghi (e per la lunga vita si opera prima di augurarla) ha un valore perché nel passato si è sempre collocato in un punto di faglia, di frattura e trasformazione della società milanese. In passato ha saputo agire da ponte per altri soggetti e bisogni. Sarà così anche stavolta? Forse sì. Certo se seguissimo il disfattismo degli ex, saremmo fermi al 1968, pardon 1989. Saranno stati anche formidabili quegli anni però adesso, per favore pietà. Vengono elencati venti spazi tra Milano e provincia: non pensiamo ce ne sia uno che non si senta offeso dalla riduzione definitoria della propria attività. Osteria, cinema? Antifa? Corsi di autodifesa? Alcuni addirittura nulla. Per fortuna che la politica la lasciamo agli amici de il manifesto. Certo se gli spazi fossero meno litigiosi... se prendessero carta e penna più spesso.. se alle iniziative di contrasto a questo Expo ci fossero più di qualche decina di persone. Però ad essere sinceri, complici certamente i congressi delle realtà serie della sinistra, ci pare di capire si intendano i partiti, in tali difetti siamo ben accompagnati, o meglio nel poco in splendida solitudine. Isolati? Ben di più, temiamo. Ma non affannatevi troppo, terremo botta anche a 'sto giro. E come potremmo togliere a qualcuno, in futuro, il piacere di straparlare del presente? Leoncavallo S.p.a.

Torna all'inizio


Sono i cattolici "tiepidi" lo zoccolo duro del pdl - (segue dalla prima pagina) ilvo diamanti (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Sono i cattolici "tiepidi" lo zoccolo duro del Pdl E il voto complica il rapporto Chiesa-politica Il 34% dei praticanti ha votato per Veltroni, il 48% per Berlusconi (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ILVO DIAMANTI Come, in fondo, è avvenuto in campagna elettorale, per tacita, reciproca intesa fra i due maggiori candidati premier. A Berlusconi, d'altronde, non piace aprire grandi e laceranti discussioni fra gli elettori; i suoi, in particolare. Preferisce dialogare con la gerarchia in modo diretto. A tu per tu. Rassicurando il Pontefice sul sostegno alle famiglie e alle scuole cattoliche. Oppure invitando un vescovo a spendersi affinché la Chiesa permetta ai divorziati di "fare la comunione" (quindi anche, ma non solo, a lui: per evitare il sospetto di una indulgenza "ad personam"). Le posizioni della Chiesa, inoltre, in questa fase non favoriscono una specifica parte politica. Sui temi bioetici e sulla famiglia la gerarchia ecclesiastica è in contrasto con il Centrosinistra. Ma avviene il contrario in materia di sicurezza e di immigrazione. Così, la "questione cattolica", in Italia, non sembra più al centro del dibattito politico. Anche la polemica di Famiglia Cristiana sul ruolo dei cattolici nel PD avrebbe avuto un impatto mediatico assai maggiore qualche mese fa, quando i Democratici erano al governo. Mentre ora sono la minoranza della minoranza. Tuttavia, è lo stesso risultato elettorale ad aver complicato il rapporto tra Chiesa e politica. Dopo la fine della Dc - il partito dei cattolici ? la Chiesa ha scelto di agire in proprio sui temi di maggiore interesse. La gerarchia è intervenuta in modo diretto, insieme a gruppi, circoli e comitati del mondo cattolico. Ha investito con maggiore decisione sulla comunicazione e sui media. Dai quotidiani (L'Osservatore Romano, l'Avvenire, Famiglia Cristiana) alle emittenti radiotelevisive. Sostenuta da intellettuali e media "non" cattolici. Anzi: laici; atei (più o meno) devoti. Raccolti intorno al Foglio di Giuliano Ferrara. Una "Chiesa extraparlamentare", l'ha definita Sandro Magister in un lucido saggio di alcuni anni fa (pubblicato dall'Ancora del Mediterraneo). Capace di promuovere massicce campagne di opinione. Disposta a "scendere in campo" direttamente, come ha fatto in occasione del referendum sulla procreazione assistita. Questo modello è stato ispirato e guidato dal cardinale Camillo Ruini. Che ieri si è congedato dal ruolo di "vicario" di Roma, dopo quasi 18 anni. Esortando i vescovi, nel commiato, a non essere "sudditi". Di certo non lo sono stati negli ultimi 20 anni. Semmai il contrario. Tuttavia, questa linea oggi appare in discussione. Per funzionare, esige una Chiesa in grado di orientare, almeno in parte, le scelte elettorali dei cattolici. In modo da premiare oppure punire le forze politiche, in base alla coerenza con le posizioni della Chiesa. Capace, ancora, di influire sulle scelte legislative, attraverso parlamentari "fedeli". Come un "gruppo di pressione" (non diremo "lobby", per non generare equivoci) in grado di esercitare una "pressione" efficace. Ciò non è avvenuto, in questa fase. Giuliano Ferrara (ancora lui) ha denunciato, dopo le recenti elezioni, l'indebolirsi della presenza dei cattolici e degli esponenti vicini alla Chiesa: nell'attuale governo e nei posti-chiave dei principali partiti. Conseguenza implicita della scelta della Chiesa di non scegliere. Di non schierarsi apertamente. E, semmai, di appoggiare l'Udc di Casini e di Pezzotta. Coltivando una tentazione neodemocristiana. Una critica esplicita alla strategia "extraparlamentare" di Ruini. Le recenti elezioni, d'altra parte, sottolineano come, dopo la Dc, sia finita anche l'era dell'unità politica dei cattolici. In modo, forse, definitivo. Lo mostrano i dati dell'indagine condotta dal Laboratorio di Studi Politici dell'Università di Urbino (LaPolis) nelle settimane successive al voto (campione nazionale di oltre 3300 casi). I cattolici confermano, come nel recente passato, di essere orientati prevalentemente a centrodestra. Il 34% di coloro che frequentano assiduamente la messa domenicale ha, infatti, votato per Veltroni (il 30% per il PD); il 48% per Berlusconi (il 41% PdL). Tuttavia, la differenza rispetto al totale dei votanti non è eccessivo. Fra i cattolici praticanti, infatti, il Pd ottiene 3 punti e mezzo in meno rispetto a quanto avviene fra i votanti nell'insieme. Il contrario del PdL. Tuttavia, conviene rammentare che quanti vanno regolarmente a Messa (secondo l'Osservatorio socio-religioso triveneto, diretto da Gian Antonio Battistella e Alessandro Castegnaro) costituiscono una quota di poco inferiore al 30% della popolazione. Per cui, rispetto al risultato ottenuto dal Pd e dal PdL fra i votanti nel complesso, la differenza espressa dal voto dei cattolici praticanti si riduce a circa l'1% L'Udc, da parte sua, ha effettivamente intercettato una quota di cattolici quasi doppia rispetto al proprio peso elettorale. Il 10% dei cattolici praticanti assidui. Che, però, sul totale dei voti validi, significa non più del 3%. Poco per garantire ai cattolici peso e rappresentanza. Anche perché, comunque, il 90% dei cattolici ha votato diversamente. Dati molto simili emergono da altre ricerche (Itanes, nella parte curata da Luigi Ceccarini; dati Ipsos, nelle analizzati da Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni). Anche per questo riteniamo che i progetti neocentristi volti ad allargare la base elettorale dell'Udc non produrranno effetti significativi. Visto che la presenza radicale nel Pd non pare averne indebolito la capacità di attrarre il voto cattolico. Peraltro, nella base elettorale dei principali partiti (Udc esclusa), i cattolici praticanti costituiscono una porzione significativa, ma minoritaria. E, sui temi sociali ed etici, esprimono posizioni maggiormente vicine alla parte politica di riferimento piuttosto che alla Chiesa. Semmai, la preferenza per il Centrodestra appare molto più evidente fra i cattolici che esercitano la pratica religiosa in modo saltuario. Una componente, peraltro, ampia degli elettori (circa un quarto del totale), poco sensibile agli insegnamenti ecclesiastici. Animati da grande fiducia nella Chiesa, questi cattolici interpretano e praticano una religione secolarizzata e privatizzata. Più simile al "senso comune" che a una professione di fede esercitata con coerenza. L'influenza della Chiesa, per essere davvero influente, deve rivolgersi in particolare a questo popolo di "fedeli tiepidi". Peraltro, più tradizionalisti e orientati a destra, sui temi etici ma anche sociali. Tuttavia, la "missione" perseguita da Benedetto XVI non dimostra indulgenza verso il relativismo religioso ed etico. Al contrario, mira a recintare il "campo religioso", tracciando confini chiari fra la verità dei cattolici e quella degli altri. Per questo potrebbe avvenire che la Chiesa abbandoni la via extraparlamentare. Che la gerarchia cattolica concentri la propria pressione (e la propria "missione") sulla politica e i politici. Cattolici e non. Ma, ancor prima, sugli stessi cattolici. Soprattutto, i più "relativi". Per rafforzare il potere di rappresentanza della Chiesa. E, forse prima ancora, per "educarli". Per trasformare la loro fede da relativa in assoluta.

Torna all'inizio


Il popolo cattolico disperso in politica - ilvo diamanti (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Il popolo cattolico disperso in politica ILVO DIAMANTI Dopo il voto, le polemiche intorno al rapporto fra Chiesa e politica sembrano meno accese. La netta vittoria del Centrodestra, anzitutto, ha espunto dall'agenda parlamentare i temi etici, che tante polemiche avevano sollevato, soprattutto nel Centrosinistra. Per questo, le materie che hanno ostacolato il breve percorso del governo Prodi (coppie di fatto, fecondazione assistita, eutanasia) probabilmente verranno accantonate. Mentre difficilmente il Centrodestra rivedrà la 194, che regola l'interruzione della gravidanza, come vorrebbero le gerarchie ecclesiastiche. D'altronde, il Pdl ha lasciato solo Giuliano Ferrara a combattere la sua battaglia per la moratoria contro l'aborto. è probabile che, sull'argomento, prevalga la rimozione. SEGUE A PAGINA 4.

Torna all'inizio


Caffarra alla vigilia del gay pride: "rapporti omosex, pericolo sociale" - michele smargiassi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina III - Bologna L'intervento del cardinale sul tema "Maschio o femmina. Realtà o scelta?" pubblicato ieri da "Bologna Sette" di Avvenire Caffarra alla vigilia del Gay Pride: "Rapporti omosex, pericolo sociale" MICHELE SMARGIASSI Ignorare o confondere la distinzione fra uomo e donna non è solo irragionevole, ma "inficia ogni rapporto sociale"; insomma le rivendicazioni omosessuali sono una minaccia per la società tutta quanta. Lo dice da tempo il cardinale Carlo Caffarra, ma non è un caso che abbia voluto ribadirlo ieri con grande evidenza su Bologna Sette, il supplemento domenicale diocesano di Avvenire, a meno di una settimana dal Gay Pride che sta scuotendo, in città e non solo, i rapporti fra laici e cattolici in politica. Il testo dell'arcivescovo, titolato a tutta pagina Maschio e femmina: realtà o scelta?, è frutto di una relazione presentata sabato scorso da Caffarra al centro pastorale "Paolo VI" di Brescia, ma Avvenire tiene a precisare che il cardinale ne ha "scritto di suo pugno" una sintesi specificamente per il settimanale. Nel testo il cardinale, col linguaggio del teologo morale, propone una "risposta cristiana" alle due opposte, e a suo parere sbagliate, interpretazioni della differenza fra i sessi: la "teoria del gender" che ammette che chiunque possa scegliere liberamente la propria appartenenza di genere senza sentirsi tenuto a rispettare alcun "referente naturale"; e la teoria della "rottamazione dell'io" per cui l'identità sessuale "è ridotta all'insieme dei processi biologici e psicologici" e non bisogna fare altro che seguire "una mera spontaneità". La risposta cristiana, per Caffarra, sta in mezzo: "natura e cultura, libertà e scelta": non una media matematica, ovviamente, ma il riconoscimento dettato dalla ragione che "la humanitas è bi-forme", che la relazione tra mascolinità e femminilità "non si contratta" perché ha già una sua naturale destinazione: il suo "significato sponsale, l'essere costituiti per la relazione con l'altro", che è poi "condizione dell'esistenza di un terzo: il figlio". E qui Caffarra affonda il giudizio sull'omosessualità: "La relazione omosessuale non veicola più il significato originario della sessualità, è relazione di identici, cioè alla fine con se stessi". Non solo: "Poiché la società uomo-donna è il paradigma fondamentale di ogni socializzazione della persona, l'errore e il disordine circa quella inficia ogni rapporto sociale". Ne deriva in particolare una minaccia per l'istituto matrimoniale e la famiglia, "che sta subendo una vera e propria de-costruzione, smontata pezzo per pezzo. Si parla ancora di coppia, di famiglia, di genitori, di paternità/maternità, ma queste parole veicolano significati tra loro contrari". Non è difficile, dietro il linguaggio cattedratico, leggere un riferimento alle unioni civili e al matrimonio omosex. Così come sembra trasparente il rimprovero di Caffarra al "pensiero cristiano" che "non è sempre stato vigile" su questi argomenti: quasi un invito ai cattolici bolognesi a levare la loro voce. Come in effetti le Acli di Bologna hanno appena fatto, accusando il Pd (che invece ha aderito alla manifestazione sui diritti omosessuali che solcherà sabato prossimo le vie di Bologna) di "appoggiare una manifestazione esibizionista e radicalmente anti-cattolica". Il Pd ha risposto di avere aderito in nome della "lotta contro ogni discriminazione" senza far propria l'intera piattaforma della manifestazione. Ma dopo il richiamo dell'arcivescovo, la polemica potrebbe tornare ad allargarsi.

Torna all'inizio


Prete innamorato, vescovo caccia il cronista dello scoop - filippo tosatto (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Padova, allontanato dalla chiesa. "Qui comando io, esci". Il giornalista: "Mi ha umiliato anche come cattolico" Prete innamorato, vescovo caccia il cronista dello scoop Pioggia di proteste per il gesto del monsignore: "Atto intollerabile e inaccettabile" FILIPPO TOSATTO PADOVA - Vade retro, stampa. L'arcivescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, ha cacciato platealmente dalla chiesa il giornalista autore dello scoop sulla vicenda di don Sante Sguotti, l'ex "parroco innamorato", padre di un bambino, ora ridotto dal Papa allo stato laicale. è accaduto nella mattinata di ieri nella cappella di San Bartolomeo, a Monterosso sui Colli euganei, dove Sguotti era parroco fino a un anno fa. Il vescovo, entrando in chiesa, ha chiesto ad alta voce se tra i presenti vi fosse Gianni Biasetto, corrispondente del "Mattino di Padova", e dopo averlo individuato lo ha preso sottobraccio portandolo fuori e intimandogli: "Tu non puoi stare qui, qui comando io e adesso esci". Una scena, conclusa dall'indice alzato del prelato che ha ammonito il cronista a non rientrare, svoltasi nell'imbarazzato silenzio dei fedeli. "Mi sono sentito offeso e umiliato - è il commento di Biasetto - evidentemente il vescovo considera anche me un emissario del "principe delle tenebre", epiteto che aveva usato in una lettera inviata a don Sante. Io sono un cattolico praticante e quanto è successo mi imbarazza molto, perché sono stato additato come indegno di stare in chiesa davanti a tutta la comunità. La mia sola colpa, ammesso e non concesso che lo sia, è di aver fatto il mio lavoro e di aver scritto semplicemente la verità". Il comportamento del vescovo (che in Curia definiscono "esasperato" dalla prolungata attenzione rivolta dai media al caso del prete-papà) ha suscitato una pioggia di proteste: "Un gravissimo attacco alla libera e corretta informazione in uno Stato laico dove il dialogo e il confronto tra cittadini, vescovi compresi, dev'essere fondato su rispetto e tolleranza reciproci", è la condanna espressa dal comitato di redazione Finegil (il gruppo per cui lavora Biasetto), sindacato veneto giornalisti e Unione cronisti italiani. "Intollerabile e inaccettabile. Non ci sono altri aggettivi per definire quanto successo nella chiesa di San Bartolomeo a Monterosso di Abano", ha affermato Guido Columba leader dell'Unione Italiana Cronisti. "L'unica colpa ascritta al giornalista è quella di aver fatto il proprio mestiere riportando l'evoluzione di una vicenda che è rimbalzata sulle cronache nazionali e internazionali".

Torna all'inizio


Il Csm frena, per ora (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Il vicepresidente Mancino a Napolitano: "Nessun parere". Ma la bozza è pronta Roma. Non c'è alcun parere del Csm sulle norme che sospendono i processi. Per il momento. Ieri mattina, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha convocato al Quirinale Nicola Mancino, vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura. Mancino ha spiegato al Presidente della Repubblica che "Non c'è alcun parere a tutt'oggi elaborato o approvato dalla Commissione competente, né esiste una bozza di parere concordata tra i due correlatori designati. Conseguentemente non c'è alcun documento all'ordine del giorno del plenum. E dunque si sono aperte polemiche immotivate su un parere inesistente". Per ora. La precisazione è giunta al termine di una nottata politica molto nervosa, dopo che si erano rincorse anticipazioni su un giudizio di incompatibilità costituzionale che il Csm avrebbe espresso nel giro di poche ore. In particolare si sosteneva la possibile violazione dell'articolo 3 (la uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) e il 111 (la durata ragionevole dei procedimenti) oltre al conflitto che quelle misure avrebbero avuto rispetto ad una contestazione della Comunità Europea sulla eccessiva lentezze dei procedimenti giudiziari in Italia. Palazzo Chigi ha protestato vivacemente, forte del fatto che il Csm non aveva adottato alcuna misura ufficiale. Ma ins erata il Guardasigilli AngeloAlfano ha dettato un a nota distensiva: "L'interventod el Capo dello Stato è da apprezzare perchè dissipa ogni dubbio rispetto al parere del Csm". Gli esponenti del Csm, eletti tra le fila del centrodestra, avevano comunque accusato il centro e la sinistra del consiglio di "fughe in avanti" con anticipazioni alla stampa su deliberazioni tutte da discutere. Lo stesso Napolitano aveva espresso disappunto per una indiscrezione che aveva tutta l'aria di una bocciatura scontata. Da qui la decisione di convocare, ieri mattina, Mancino al Quirinale. Ieri Umberto Bossi era stato sferzante, ma anche chiaro: "Berlusconi ha ragione sui giudici - ha detto il senatur - ma è anche ossessionato da questa vicenda e ha paura di finire in galera. Ritengo, però, sia stato un errore aver lacerato la dialettica con il Pd, proprio alla vigilia della discussione sulla riforma federalista. Non vorrei che ora si mettessero a fare ostruzionismo". La Lega sembra consigliare al premier un'altra soluzione: "La Corte Costituzionale non ha bocciato il vecchio Lodo Schifani (la norma che sospende ogni inchiesta a carico delle più alte cariche dello Stato) per la sostanza, ma per la forma. Noi preferiremmo questa soluzione" ha spiegato l'ex Guardasigilli, Roberto Castelli. Ma FI non ha intenzione di fermarsi. "Le parole usate da Mancino mi danno ragione: non c'è alcun parere da parte del Consiglio. Sia la commissione che, successivamente, il Plenum devono ancora confrontarsi. Dovremo, ad esempio, discutere anche se rientra nei nostri compiti affrontare il problema della costituzionalità di una norma": questo il commento di Michele Saponara, esponente laico del Csm, eletto dal Pdl. "Il Csm, o almeno una parte di esso, vuole avere un ruolo politico, soprattutto quando il centrodestra è al governo" taglia corto Niccolò Ghedini, parlamentare di FI, avvocato di Berlusconi ed estensore delle norme sul rinvio dei processi. In realtà, i due relatori incaricati di redigere un giudizio sulle norme più controverse del decreto sicurezza, Fabio Roia (Unicost, corrente moderata dell'Anm) e Mauro Volpi (Md, corrente di sinistra), hanno confermato che il loro lavoro è pronto: "Nella bozza che stiamo ultimando si fa cenno all'incostituzionalità di alcuni passaggi del decreto. Poi la commissione ne discuterà e potrà anche apportare delle modifiche" ha spiegato il primo. "La presidenza del Consiglio ci ha chiesto un parere e noi lo stiamo preparando. Poi spetterà al Capo dello Stato decidere se metterlo o meno all'ordine del giorno. Ma se il Csm non si dovesse esprimere su una materia come questa, che ci starebbe a fare?" ha aggiunto il secondo. Nessun passo indietro, quindi: questa mattina, e stavolta in forma ufficiale, la sesta commissione si riunirà e discuterà finalmente sul testo predisposto proprio da Roia e Volpi, del quale, a questo punto, si conosce proprio tutto. "Ma le illegittimità costituzionali di quelle norme sono talmente evidenti! - protesta Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori - C'è stata soltanto una fuga di notizie che ha anticipato quanto accadrà nelle prossime ore. Il Csm ha non solo il diritto, ma direi anche il dovere di avvertire il Parlamento quando si sta per varare una norma anticostituzionale. Un Presidente del Consiglio dovrebbe correre dai giudici per farsi giudicare subito, non andare in Parlamento per bloccare i suoi processi" Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 23/06/2008 ' 23/06/2008 I TIMORIDEl carroccioBerlusconi ha paura di finire in galera. Ma non vorrei ora uno stop al dialogo sul federalismo umberto bossileader Lega Nord 23/06/2008 ' 23/06/2008 italia dei valoriall'attaccoUn premier dovrebbe correre dai giudici per farsi giudicare, non bloccare i processi antonio di pietroleader Italia dei Valori 23/06/2008 17 GIUGNO 23/06/2008 19 GIUGNO 23/06/2008 19 GIUGNO 23/06/2008 21 GIUGNO 23/06/2008 LE TAPPE 23/06/2008 Il premier aveva chiesto di ricevere l'eucarestia anche se divorziato, il Papa ha ribadito la posizione della Chiesa 23/06/2008 Roma. Solo i "puri", coloro che non sono macchiati dal "peccato" possono ricevere l'ostia consacrata: lo ha detto il Papa, in un messaggio al 49esimo Congresso Internazionale Eucaristico che si è chiuso ieri a Quebec, in Canada. Nella sua omelia di ieri Papa Benedetto XVI non ha ovviamente voluto rispondere a Berlusconi, ma certo è quantomeno curiosa la temporalità della richiesta avanzata dal premier l'altro ieri al vescovo Tempio Pausania Sebastiano Sanguinetti ("Quando è che cambierete le regole e darete la comunione ai divorziati?") è la puntualizzazione di Benedetto XVI. Il testo pontificio era tuttavia preparato da tempo. Ratzinger ha ribadito quali sono le leggi canoniche in vigore nella Chiesa e che valgono per tutti i credenti. "D'altra parte coloro che non possono prendere la comunione a causa della loro situazione, troveranno tuttavia nella comunione del desiderio e nella partecipazione al rito eucaristico una forza e un'efficacia salvatrice". La richiesta del divorziato premier italiano ha suscitato qualche polemica politica. - "Io mi sono impegnato a non parlare in pubblico di queste cose, perché si tratta di scelte di fede e non di dibattito politico. Ma il depositario delle regole della Chiesa credo che sia ancora il Santo Padre e non il presidente del Consiglio..." lo ha ad esempio punzecchiato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Il quale, a sua volta, è stato rimbrottato da un cattolico doc di Forza Italia, Maurizio Lupi: "L'estate è arrivata, finalmente, con punte di caldo eccezionale. Potevo aspettarmi qualunque polemica nei confronti del presidente Berlusconi meno che si aprisse una disputa dottrinale su chi sia il titolare delle regole della Chiesa". Infine, c'è la presa di posizione della Lega Italiana del divorzio breve, Diego Sabatinelli: "Oltre a chiedere ai vescovi di togliere il divieto per i divorziati di fare la comunione, perché il Presidente Berlusconi non si occupa direttamente di ridurre i tempi per ottenere il divorzio?". 23/06/2008.

Torna all'inizio


Lunedì - edmondo berselli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

R2 LUNEDì COMUNIONI E CONFESSIONI EDMONDO BERSELLI Ci vuole un grande rispetto verso quei bravi cattolici che hanno dovuto sopportare la tragedia famigliare del divorzio e che ciò nonostante vorrebbero poter partecipare all'eucarestia, dopo avere rotto il primo vincolo matrimoniale ed essersi risposati. Purtroppo la chiesa rimane legata a principi molto tradizionali, e continua cocciutamente a considerare indissolubile il matrimonio. Bizzarrie di santa romana ecclesia, verso la quale ci vuole una santa comprensione. Ma allora non si capisce perché ci sono dei cattolici convinti, come l'attuale presidente del consiglio, che vorrebbero partecipare al sacramento della comunione pur dopo avere approfittato dell'istituzione civile del divorzio. La tradizionale comprensione e la tolleranza della gerarchia ecclesiastica non riescono a superare la rigidità del comandamento "finché morte non vi separi". Ma osservando la volontà con cui Berlusconi persegue la partecipazione al rito della comunità cattolica, viene da commentare: si capisce la richiesta di non essere esclusi dalla comunione. Ma se il punto centrale della vita del buon cattolico consiste nell'essere ammessi ai sacramenti, prima della comunione non converrebbe chiedere con altrettanta determinazione di essere ammessi alla confessione?.

Torna all'inizio


Csm organo diviso sulla costituzionalità del decreto (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Csm organo diviso sulla costituzionalità del decreto Il Colle non gradisce strappi alle regole Nicola Mancino e Giorgio Napolitano si sono sentiti ieri mattina per telefono. E hanno convenuto sulla necessità di chiarire che non esiste alcuna bozza di parere predisposta dal Consiglio Superiore della Magistratura sul decreto sicurezza: non c'è alcun parere "a tutt'oggi elaborato e approvato dalla Commissione competente", né esiste una "bozza di parere concordata tra i due correlatori designati", ha fatto sapere il vice presidente del Csm. Una precisazione doverosa anche perché al Capo dello Stato non andava giù che si aprisse, su una bozza ancora non discussa dal Csm, uno scontro istituzionale difficile da gestire. E poi c'è l'iter istituzionale da rispettare: insomma, un passo alla volta. Una giusta precisazione, dunque, la quale tuttavia non comporta automaticamente che, quando la cosiddetta "bozza della discordia" arriverà oggi (questa volta ufficialmente) sul tavolo della sesta commissione del Consiglio a palazzo dei Marescialli, quella che andrà in scena sia una discussione tranquilla. Tutt'altro. Insomma, i pareri divergenti all'interno del Csm in merito esistono e verranno fuori tutti. Da una parte ci saranno coloro che, come è il caso di uno dei due relatori, Fabio Roia (Unicost), sostengono che il colloquio Napolitano-Mancino non muti la sostanza dei fatti: i dubbi intorno all'incostituzionalità di alcune norme contenute nel decreto sicurezza ci sono. Tanto che è stato lo stesso Roia a dire che "nella bozza che sarà presentata si fa cenno" all'incostituzionalità. Dall'altra, invece, i consiglieri che hanno parere diverso in quanto sostengono - è il caso, ad esempio, di Michele Saponara - che quanto emerso ieri dal colloquio fra Napolitano e Mancino rappresenti "un segnale distensivo" e "può darsi che il parere della commissione non venga messo all'ordine del giorno del plenum". Una decisione, quest'ultima, che comunque vada spetta al Presidente della Repubblica. Sono soprattutto i consiglieri laici del centrodestra a cogliere nell'incontro di ieri tra il presidente della Repubblica e il vice presidente del Csm segnali distensivi. Infatti, secondo Saponara, quella di sabato altro non era che una ""bozzissima" di parere che non era stata sottoposta al parere della commissione, insomma era fondata sul niente". Anche Roia ha spiegato che la puntualizzazione venuta dal Quirinale è servita semplicemente a confermare lo stato dell'arte. Ma lui, insieme alla precisazione, ha voluto ricordare che la bozza "presenterà diversi profili di criticità" rispetto al decreto. Stesso parere espresso dal presidente della sesta commissione, Mauro Volpi: "Il parere ci sarà, e su alcuni punti sarà critico". Insomma, se fossimo di fronte a una sceneggiatura cinematografica, questa avrebbe per titolo "Tanto rumore per nulla, o quasi". A significare che qualcosa, in pentola, bolle. Che nel Csm c'è chi è vicino a essersi fatto un parere (più negativo che positivo) intorno alla costituzionalità del decreto legge che dispone la sospensione dei processi per i reati puniti con la reclusione fino a dieci anni. Anche perché, nelle indiscrezioni sulla bozza concordata dai consiglieri Pepino e Roia e diffuse ieri dalle agenzie di stampa, si parlava con estrema precisione, e citando stralci del documento (non dunque a caso), dell'incostituzionalità del decreto legge. Comunque sia, qualcosa di più si saprà questo pomeriggio - altre sedute sono previste per domani e giovedì - dopo la prima riunione della Sesta Commissione. Mentre sui tempi dell'arrivo in plenum del parere inciderà la discussione che verrà svolta in Commissione: "Vedremo il grado di condivisione e l'approfondimento che c'è nella bozza dei relatori - ha detto il presidente Mauro Volpi -, da parte nostra ci sarà come sempre uno sforzo per arrivare a un testo il più possibile condiviso anche se penso sarà dura". Sarà dura, anche perché il lavoro per l'organo incaricato di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo, potrebbe essere frenato, come detto, al suo interno: tra i membri eletti da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, i due terzi del Consiglio) e quelle eletti dal Parlamento riunito in seduta comune tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (membri laici, un terzo del Consiglio) i pareri sul decreto legge sono accomunati da una sola caratteristica: la divergenza. 23/06/2008.

Torna all'inizio


Il punteruolo la gravidanza di massa in un liceo usa (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Il punteruolo la gravidanza di massa in un liceo usa Più che Juno, poté l'assenza di condom La notizia è di quelle da rubricare in una ipotetica sezione "fictional born killers". Cioè quelli che credono che un film possa determinare fenomeni di emulazione tali da spingere una persona a fare una strage, come nel caso degli emuli del film di Oliver Stone Natural born killers , o farsi ingravidare al liceo, come avviene nel film Juno , vincitore della (fu) Festa del cinema di Roma. Pellicola trasformata da Giuliano Ferrara in film manifesto della sua campagna contro l'aborto (e in un flop italiano al botteghino). Il Time ha dato notizia di 17 adolescenti, studentesse di un liceo di Gloucester, a nord di Boston, cittadina operaia e cattolica, che hanno fatto un patto di maternità per diventare madri tutte assieme, venire amate incondizionatamente dai loro figli, rimanere amiche per sempre, senza uomini tra le scatole. Sarebbe stato il film Juno a influenzare questa scelta, hanno detto in molti. Che teoria sovrastrutturale, direbbe un marxista. Sono probabilmente ben altre le cause che hanno portato queste ragazze, quasi venti, a fare quello che ogni anno succedeva, fisiologicamente, a circa quattro studentesse. I Paolo Crepet degli States sono all'opera: solitudine e disagio sociale, problemi con la famiglia, femminismo precox, tutto quello che volete. C'è un particolare, però. Le famiglie, la scorsa estate, nel comitato scolastico, votarono a grande maggioranza contro la distribuzione di contraccettivi nelle strutture scolastiche. Per rispetto, ovviamente, dei loro sacrosanti valori cattolici. Le farmacie che li vendono, ricettacolo di miscredenti, pare che siano a diversi chilometri di distanza dalla scuola. Dunque, niente pillole e preservativi a portata di mano. La morale? Non si può accusare un film violento di generare violenza, se non si considera come causa concreta e "strutturale" la facilità con cui un ragazzino può rifornirsi di armi. E, nel caso delle pseudo-Juno, fondamentale è la difficoltà di poter usare un preservativo. Giuliano Ferrara, sul Foglio di sabato, ha detto che Juno non c'entra in questa faccenda (e d'altronde nel caso di Juno c'è una gravidanza involontaria). Ma, allora, Juno non c'entrava nulla con la sua campagna contro l'aborto. Una campagna omologa a quella delle famiglie anti-contraccettive di Gloucester, che hanno di fatto agevolato l'ingravidamento di massa delle minorenni. Juno non c'entra, ha ragione Ferrara. Lui però sì, c'entra. L'Anna che verrà. Piccole mine, nel senso della tigre di Cremona, ma anche delle mine vaganti, crescono. Anna Tatangelo, la fidanzata "manageriata" da Gigi D'Alessio, il compagno rubato alla legittima moglie, ha le idee chiare. Fin troppo. A soli 21 anni, e cinque Sanremo alle spalle (che palle!), pensa già di voler sparire dalla scena. Dopo aver lasciato il segno, però. E allora, racconta nell'intervista al Corriere della sera , si è persino messa a studiare, con il maestro di Amici (caspita), perché a breve imparerà a studiare uno strumento, chitarra o piano, deve ancora decidere. Politicamente, è un piccolo grande talento doroteo post-democristiano. Crede in Dio e tutte le sere lo ringrazia, dice, si dichiara cattolica non praticante - che è come dire adoro il calcio ma non lo vedo e non lo gioco, sono una pornodiva ma non scopo - rivendica l'autenticità autobiografica (?) della canzone sui gay cantata a Sanremo, criticata da Grillini, e, più in generale, non capisce le discriminazioni della Chiesa cattolica. È convinta, andreottianamente, che i panni sporchi vadano lavati in famiglia, ma non ha problemi a considerarsi una "sfasciafamiglie". Farà un programma su RaiUno ma, assicura, tranquilli niente cultura, solo musica (passi che viene il grande Vasco Rossi, ma da quando la musica non è cultura?). E meno male: il suo scrittore preferito è Alessandro Baricco, che considera "sincero e diretto". A questo punto, non rimane che cantare il ritornello di C'era un ragazzo che come me... di Gianni Morandi. Uno che testimonia come lasciare un segno, purtroppo, non significhi lasciare la scena. Tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tatà-tatta-ta-tattan-ge-lo. 23/06/2008.

Torna all'inizio


Ma nel Csm è diffuso il giudizio negativo sul decreto sicurezza Oggi la discussione a Palazzo dei Marescialli, mercoledì il plenum. I laici di centrodestra annunciano battaglia (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Ma nel Csm è diffuso il giudizio negativo sul decreto sicurezza Oggi la discussione a Palazzo dei Marescialli, mercoledì il plenum. I laici di centrodestra annunciano battaglia di Massimo Solani / Roma FORSE È TARDI ma un tentativo andava comunque fatto. Perché l'apertura di una pratica a tutela dei magistrati milanesi e le anticipazioni a mezzo stampa sulla bozza di parere che verrà discussa oggi dalla sesta commissione hanno tirato il Csm in mezzo al fuoco di fila fra toghe e governo Berlusconi schierando, almeno nell'opinione pubblica, l'organo di autogoverno della magistratura al fianco dell'Anm. Per questo ieri il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ieri è salito al Colle per un confronto con il presidente della Repubblica e del Csm Giorgio Napolitano. Un colloquio per mettere a punto la strategia necessaria a frenare le polemiche e "smarcare" il consiglio superiore della magistratura dalla spirale di accuse e controaccuse che si è ingenerata da due settimane fra governo Berlusconi e Associazione Nazionale dei Magistrati. È in quest'ottica che va letta la "frenata" di Mancino sul parere della sesta commissione in merito al decreto sicurezza e alle contestate norme blocca processi. Una bozza che sarà discussa oggi pomeriggio a Palazzo dei Marescialli e che conterrà giudizi molto severi sugli emendamenti Vizzini Berselli approvati in Senato. Modifiche al testo originario che, secondo i relatori Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost), renderebbero incostituzionale la legge per la violazione degli art. 3 e 111 della Carta. Ma il documento non avrà certo vita facile in una commissione di cui fanno parte anche uno dei laici del centrodestra, Michele Saponara (Fi) e uno di quelli di centrosinistra. Ossia il professor Mauro Volpi, che della commissione è anche presidente. Ma una cosa è certa, lo scetticismo del Csm sulle nuove norme è diffuso e pressoché unanime. "Sono molto preoccupato. La mia non è una valutazione politica ma tecnica, come è nella nostra competenza - ripeteva ieri il consigliere laico in quota Udc Ugo Bergamo - Mancino ha detto che non c'è ancora un parere ma ciò non significa che il Csm non possa esprimersi su un provvedimento come questo che ha ricadute sull'ordinamento giudiziario. Le posizioni che ho letto - ha proseguito Bergamo - sono condivisibili sia sul piano del giudizio di opportunità di assumere la norma in questo momento, sia per le ricadute che avrà sul sistema giustizia. Si va incontro a una possibile paralisi". "A parte le questioni di costituzionalità su cui il Csm può esprimersi - ha sottolineato Vincenzo Siniscalchi, laico di centrosinistra - trovo che nell'emendamento ci sia una sorta di invasione di campo nei confronti dell'autonomia organizzativa del lavoro dei magistrati. La norma, secondo me, attribuisce al Parlamento una facoltà di decisione che è espressione tipica dell'autonomia della giurisdizione". Di certo, tanto in commissione quanto nel primo passaggio in commissione quanto nel secondo in sede di Plenum (forse già mercoledì, ma a questo punto è più facile che si slitti al giorno successivo) il testo del parere andrà "limato" e "ammorbidito", pur senza stravolgerne il senso, nel tentativo di raggiungere un consenso più ampio possibile. Un'opera di diplomazia che Mancino ha già condotto due settimane fa sul parere che il Csm ha espresso relativamente al decreto legge varato per combattere l'emergenza rifiuti. In quell'occasione soltanto due furono i voti contrari: quelli dei laici di centrodestra Michele Saponara e Gianfranco Anedda. Ossia dei due consiglieri che maggior battaglia hanno promesso sulla bozza Pepino-Roia. "I relatori hanno avuto l'incarico di elaborare un documento - ripeteva ieri Saponara - In teoria il parere che potrebbe scaturire dalla discussione della Commissione potrebbe essere diverso. Poi dovremo anche discutere fino a che punto possiamo affrontare il problema della costituzionalità della norma. Il Csm ha compiti più definiti e limitati, non ci si può sostituire al Parlamento e alla Corte Costituzionale". "Da qualche tempo, non voglio dire da aprile, i magistrati dicono no a qualunque iniziativa del governo - rincarava la dose Anedda - È un atteggiamento di pregiudiziale contrarietà. I magistrati hanno rotto il clima di serena collaborazione, anche se talvolta di contrapposizione come è giusto che sia, che si era creato nel Csm secondo gli auspici del Capo dello Stato".

Torna all'inizio


Stai consultando l'edizione del MANZONI via Montezebio, 14 - Tel. 063223634 riposo NAZIONALE via del... (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del MANZONI via Montezebio, 14 - Tel. 063223634 riposo NAZIONALE via del Viminale, 51 - Tel. 064870610 riposo NUOVO COLOSSEO RIDOTTO via Capo d'Africa, 5/a - Tel. 067004932 riposo NUOVO COLOSSEO SALA GRANDE via Capo d'Africa, 5/a - Tel. 067004932 riposo OLIMPICO piazza Gentile Da Fabriano, 17 - Tel. 063265991 riposo PARIOLI via Giosuè Borsi, 20 - Tel. 068022329 Oggi ore n.d.Campagna Abbonamenti 2008/2009 PASSAGGI SEGRETI via Aurelia Antica, 183 - Tel. 066795130 riposo PEGASO Viale dei Promontori, 131 - Tel. 065665208 riposo PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI via Nazionale, 183 - Tel. 064882114 riposo PICCOLO JOVINELLI via Giolitti, 287 - Tel. 0644340262 riposo POLITECNICO via Tiepolo, 13/a - Tel. 063219891 riposo PRATI via Degli Scipioni, 98 - Tel. 0639740503 Oggi ore n.d.Campagna Abbonamenti 2008/2009 Aperta campagna abbonamenti Stagione di prosa 2008-2009 Abbonamenti a 4 spettacoli - Fabio Gravina in ''I nipoti del sindaco'' di E.Scarpetta - ''Questi fantasmi'' di E. De Filippo - ''Come si rapina una banca'' di S. Fayad - ''Madama Sangenella'' di E. Scarpetta Orario botteghino: dal lun al sab ore 10.00 - 13.00 e 15.00 - 20.00 ROSSINI - RENATO RASCEL piazza Santa Chiara, 14 - Tel. 066832281 riposo SALA UMBERTO via della Mercede, 50 - Tel. 066794753 Oggi ore n.d.Campagna Abbonamenti 2008/2009 Rinnovo abbonamenti entro il 30/06/2008 info:06/6794753. SALA UNO piazza San Giovanni in Laterano, 10 - Tel. 067009329 riposo SALONE MARGHERITA via Due Macelli, 75 - Tel. 066791439 riposo SPAZIO UNO vicolo dei Panieri, 3 - Tel. 065896974 riposo STANZE SEGRETE via della Penitenza, 3 - Tel. 066872690 riposo STUDIOUNO STABILE DEL COMICO - SALA A via Carlo della Rocca, 6 - Tel. 0624406952 riposo STUDIOUNO STABILE DEL COMICO - SALA B via Carlo della Rocca, 6 - Tel. 0624406952 riposo TEATRO BELLI piazza S. Apollonia, 11/a - Tel. 065894875 Oggi ore 21.15Altri amori Regia Marcello Cotugno. TEATRO DEL LIDO via delle Sirene, 22 - Tel. 0656339753 riposo TEATRO DUE SALA ALDO NICOLAJ vicolo Due Macelli, 37 - Tel. 066788259 riposo TEATRO FRANCESE DI ROMA largo Toniolo, 20 - Tel. 066802632 riposo TEATRO MOLIÈRE via Podgora, 1 - Tel. 063223432 riposo TEATRO NINO MANFREDI Via Dei Pallottini, - Tel. 0656324849 riposo TEATRO PETROLINI via Rubattino, 5 - Tel. 065757488 riposo TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA via dei Romagnoli, 717 - Tel. 063200376 riposo TEATRO SETTE via Benevento, 23 - Tel. 0644236382 Oggi ore 21.00Non dimenticar il mistero... Regia M. Zadra. TEATRO TENDASTRISCE via Giorgio Perlasca, 69 - Tel. 0625209633 riposo TEATRO TOR BELLA MONACA Via D. Cambellotti, 11 - Tel. 062010579 riposo TEATRO ULPIANO via L. Calamatta, 38 - Tel. 063218258 riposo TESTACCIO via Romolo Gessi, 8 - Tel. 065755482 riposo TESTACCIO SALETTA COMICI via Romolo Gessi, 8 - Tel. 065755482 riposo TORDINONA via degli Acquasparta, 16 - Tel. 0668805890 riposo VERDE circonvallazione Gianicolense, 10 - Tel. 065882034 Oggi ore 21.30Acqua alta - Alla ricerca del tappo del mondo Regia G. Zito. VILLA DORIA PAMPHILJ via di San Pancrazio, 10 - Tel. 06-21707618 riposo VITTORIA piazza Santa Maria Liberatrice, 8 - Tel. 065740170 riposo musica ACCADEMIA FILARMONICA ROMANA via Flaminia, 118 - Tel. 063201752 riposo ARCILIUTO - SALOTTO MUSICALE piazza Montevecchio 5, 5 - Tel. 066879419 Oggi ore 22.00Mille anni di poesia e musica Di E.Samaritani.; Oggi ore 22.00Mille anni di poesia e musica Di E.Samaritani. AUDITORIO DI VIA DELLA CONCILIAZIONE via Conciliazione, 4 - Tel. 0668801044 riposo AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA viale De Coubertin, 15 - Tel. 0680693444 riposo AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - SALA SANTA CECILIA viale De Coubertin, 15 - Tel. 068082058 riposo AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA SALA SINOPOLI viale De Coubertin, 15 - Tel. 0680241281 riposo AUDITORIUM UNIVERSITÀ CATTOLICA DI ROMA Largo Francesco Vito, 1 - Tel. 0630155715 riposo AULA MAGNA UNIVERSITÀ LA SAPIENZA piazzale Aldo Moro, 5 - Tel. 063610051 riposo CONSERVATORIO DI S. CECILIA via Del Greci, 18 - Tel. 0668801044 riposo INTERNATIONAL CHAMBER ENSEMBLE corso Rinascimento, 40 - Tel. 0686800125 riposo TEATRO DELL'OPERA piazza Beniamino Gigli, 1 - Tel. 0648160255 Domani ore 20.30Carmen Di G.Bizet. Direttore Alain Lombard.

Torna all'inizio


Le funzioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3 categoria: BREVI Le funzioni L'organo di autogoverno dei magistrati è presieduto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il vicepresidente è scelto dal Csm tra i laici. Decide di assunzioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari.

Torna all'inizio


Il Csm (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il Csm I componenti Sono 27 i membri del Csm, 3 di diritto (capo dello Stato, primo presidente di Corte di Cassazione, Pg della Corte di Cassazione), 24 eletti di cui 8 laici (di nomina parlamentare), 16 togati (eletti dai magistrati). Il vicepresidente è Nicola Mancino.

Torna all'inizio


Ma i relatori insistono: quel testo non va (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Laici e togati Legge verso la bocciatura, divisi i componenti del Csm Ma i relatori insistono: quel testo non va ROMA - L'imbarazzo riguarda la forma, certamente non la sostanza. Perché il galateo istituzionale impedisce di far trapelare pareri del Consiglio superiore della magistratura prima che siano portati all'esame delle commissioni. E dunque l'irritazione del capo dello Stato per le indiscrezioni sui contenuti della relazione che sarà esaminata a partire da questa mattina dalla sesta commissione, viene ben compresa a palazzo dei Marescialli. Ma questo non fa cambiare idea ai componenti togati dell'organo di autogoverno, né ai membri laici del centrosinistra, determinati a sollevare dubbi di costituzionalità e altre critiche sui due emendamenti inseriti nel "pacchetto sicurezza" per ottenere la sospensione dei processi e rivedere la formazione dei ruoli di udienza nei tribunali. Fabio Roia, esponente di Unicost e relatore della pratica, che già due giorni fa aveva parlato di "elementi di criticità rispetto all'articolo 111 della Costituzione sulla ragionevole durata del processo e con l'articolo 3 che sancisce il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge", non arretra. Anzi, ribadisce il concetto. "Nella bozza che sarà presentata domani (oggi ndr) si fa cenno all'incostituzionalità di alcune norme, poi in commissione si discuterà sul testo, che può essere modificato. Il termine bozza significa proprio che si tratta di un testo in divenire". Seccato per le polemiche che inevitabilmente sono sorte e che hanno costretto lo stesso vicepresidente Nicola Mancino a dover puntualizzare e smentire che fosse stata preparata una bozza, appare invece l'altro relatore, Livio Pepino di Magistratura Democratica. "Chi ha fatto dichiarazioni - afferma - ha sbagliato, perché i testi devono essere portati in commissione e soltanto in quella sede si deve aprire la discussione. Ognuno ha i suoi appunti e le proprie valutazioni personali sulle norme, ma questo non autorizza ingenuità e protagonismi che possono essere deleteri, soprattutto in momenti così delicati durante i quali è necessario un dibattito sereno. è una situazione che ci potevamo risparmiare, io spero ancora che si possa risolvere con un confronto aperto e leale in modo da arrivare all'approvazione di un documento ampiamente condiviso ". In linea appare Antonio Patrono di magistratura Indipendente, quando ricorda come sia "fondamentale in fasi come queste mantenere la massima riservatezza proprio per evitare di prestarsi a strumentalizzazioni e di esporsi ad attacchi e critiche. L'importante è discutere nelle sedi opportune e fare in fretta, visto che dovremo tenere conto anche dei tempi rapidi del Parlamento. Cerca di mettere "paletti" Michele Saponara, membro laico indicato dal centrodestra anche lui componente della sesta commissione, secondo il quale "dovremo discutere fino a che punto possiamo affrontare il problema della costituzionalità della norma. Il Csm ha compiti più definiti e limitati relativi al funzionamento del sistema giudiziario. è inevitabile che ci si allarghi ma non ci si può sostituire al Parlamento e alla Corte Costituzionale". Poi la stoccata: "Quello che è stato reso pubblico sino ad ora si riferisce a opinioni personali. Dopo l'esame in commissione e plenum potrebbe uscire anche un parere diverso". Una possibilità esclusa da Vincenzo Siniscalchi, laico indicato dal centrosinistra: "Il limite dell'emendamento è rappresentato da una sorta di invasione di campo nei confronti dell'autonomia organizzativa del lavoro dei magistrati. A parte le questioni di costituzionalità su cui il Csm può esprimersi, penso che ogni questione sull'organizzazione del lavoro giudiziario non dovrebbe essere risolta come prevede l'emendamento. La norma attribuisce infatti al Parlamento una facoltà di decisione che è espressione tipica dell'autonomia della giurisdizione". Fiorenza Sarzanini I giudizi Roia: ci sono elementi di incostituzionalità. Pepino: chi ha fatto dichiarazioni ha sbagliato, serve un confronto sereno Relatori Dall'alto, Fabio Roia e Livio Pepino: hanno avuto l'incarico di elaborare una bozza sull'emendamento "blocca processi" che sarà sottoposta all'esame del Csm.

Torna all'inizio


Il Papa: l'ostia solo ai puri ma chi la desidera è salvo (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-23 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La Chiesa I divorziati Il Papa: l'ostia solo ai puri ma chi la desidera è salvo Comunione ai divorziati, la risposta indiretta al premier Il discorso ad un convegno mondiale in Canada: "Il peccato grave si oppone alla grazia eucaristica" CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI è intervenuto ieri su un tema affrontato sabato a Porto Rotondo da Silvio Berlusconi, uno dei temi che maggiormente fa discutere da anni cattolici progressisti e conservatori: l'accesso alla comunione da parte dei divorziati risposati. Il Papa si rivolgeva con un collegamento ai partecipanti al 49Ë? congresso eucaristico che si chiudeva ieri a Quebec, in Canada e aveva preparato da giorni il suo discorso, ma le sue parole, inevitabilmente, sono suonate come una risposta al premier che in uno scambio di battute con il vescovo di Tempio Pausania aveva chiesto: "Ma quando cambiate le regole sull'eucarestia ai divorziati?". E ieri Benedetto XVI ha chiarito. Solo i "puri", coloro che non sono macchiati dal "peccato " possono ricevere l'ostia consacrata, ha affermato Benedetto XVI: gli altri troveranno comunque "nel desiderio di comunione e nella partecipazione all'eucarestia una forza e un'efficacia saldatrice". Si tratta di una dottrina confermata con insistenza da tutti gli ultimi pontefici, ma si sa che molti sacerdoti di diversi paesi mostrano una "tolleranza pastorale" nella vita quotidiana. Tant'è che in Francia, ad esempio, diversi sacerdoti consentono dei nuovi "matrimoni dietro l'altare": se due divorziati chiedono di poter essere benedetti nella nuova convivenza e dimostrano una fede solida, in maniera relativamente discreta il parroco li benedice e accetta la loro partecipazione anche alla comunione. "Vorrei invitare i pastori e i fedeli - ha detto il Papa - ad una attenzione rinnovata nella loro preparazione a ricevere l'eucarestia. "Malgrado la nostra debolezza e i nostri peccati, Cristo vuole fare di noi la sua dimora e ci domanda la guarigione. Per questo - ha affermato il pontefice - dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per riceverlo in un cuore puro, nel ritrovare senza sosta, nel sacramento del perdono, la purezza che il peccato ha macchiato". "In effetti - ha proseguito - il peccato, soprattutto il peccato grave, si oppone alla grazia eucaristica in noi. D'altra parte coloro che non possono prendere la comunione a causa della loro situazione, troveranno tuttavia nella comunione del desiderio e nella partecipazione al rito eucaristico una forza e una efficacia salvatrice". "Esorto i preti - ha concluso Benedetto XVI - a dare il dovuto onore al rito dell'eucarestia e chiedo a tutti i fedeli di rispettare il ruolo di ciascun individuo, sia prete che laico, durante l'azione eucaristica". Nelle parole del pontefice, dunque, sembra scorgersi la preoccupazione per una prassi pastorale che si va diffondendo, a dispetto dei richiami all'ordine, prassi che sembra abbastanza diffusa anche negli Stati Uniti e in Canada. Nel suo messaggio, il Papa ha anche esortato a "lottare senza sosta finché tutte le persone siano rispettate dal concepimento fino alla morte naturale, le nostre società ricche accolgano i più poveri e donino loro tutta la dignità, e tutte le persone possano nutrirsi e far vivere la propria famiglia. Infine che la pace e la giustizia regnino in tutti i continenti". Bruno Bartoloni \\ La frase del premier al vescovo Eccellenza, faccia di tutto e interceda perché anche noi divorziati possiamo avere l'eucarestia Silvio Berlusconi a Porto Rotondo e Benedetto XVI.

Torna all'inizio


Tel Aviv, va in scena l'intifada delle drag queen (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-23 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE La storia I gay arabi vittime di una doppia discriminazione: quella sociale del loro ambiente e quella politica di Israele Tel Aviv, va in scena l'intifada delle drag queen Il movimento omosessuale sposa la causa palestinese: ma il party è clandestino DAL NOSTRO INVIATO TEL AVIV - La keffiah scende lungo le gambe come una sottana, lacrime rosse di trucco scendono dagli occhi. R. canta un inno della seconda intifada. In falsetto. Nel buio di una stanza scura alla periferia di Tel Aviv, la rivolta palestinese va in scena "en travesti". E' l'esibizione più attesa di una serata cominciata presto, per tornare a casa senza che i genitori (o le mogli inconsapevoli) facciano troppe domande. Il pubblico è composto di gay palestinesi che arrivano da Gerusalemme Est e arabi che vivono a Jaffa. La festa è clandestina come la loro omosessualità. "Non ho scelto questo posto, è questo posto che mi ha trovato, l'unico dove posso essere me stesso", urla A., mentre la voce strozzata di R. celebra la storia di Lina, uccisa dai soldati israeliani sulla strada per andare a scuola: "E' caduta, ma il suo sangue cantava ancora per Gerusalemme / Palestinesi della Cisgiordania / costruite un ponte con i vostri corpi / per far tornare i rifugiati". Le coppie che prima ballavano la tecno di importazione libanese, alzano due dita in segno di vittoria. Qualcuno piange, non si sa per la vita perduta di Lina o per quanto sia complicata la sua, presa in mezzo tra due identità difficili da fare accettare. "Sono un arabo che vive in Israele e un gay che vive in mezzo agli arabi. Non mi sento accolto da nessuna delle due società, sono doppiamente oppresso", dice R. Ha 26 anni, è un artista-fotografo e abita a Jaffa, ancora con i genitori. Che gli hanno chiesto di sposarsi (o almeno tagliare i lunghi capelli a riccioli) per salvare le apparenze e il rispetto dei vicini. "Nei miei show, metto insieme i simboli della causa palestinese con quelli del movimento omosessuale. Io lotto per la mia identità palestinese tra gli israeliani e per quella gay tra gli arabi". La Sposa della Palestina, nome d'arte, è la più popolare tra le drag queen, il messaggio politico esalta gli ammiratori. Per un altro spettacolo, ha scelto una canzone di Marcel Khalife: racconta di un bambino che sta giocando con un aquilone e quando vede un aereo israeliano in cielo esclama "guarda un aquilone che può volare senza filo". Il jet bombarda la casa, tutto finisce in fiamme. Le feste sono organizzate dall'associazione Al Qaws (L'arcobaleno), che prova a riunire gli omosessuali arabi, a fornire un rifugio segreto. Vengono pubblicizzate con il passaparola o pochi sms riservati. "Una lesbica o un gay palestinese possono vivere la loro sessualità in Israele - spiega la direttrice Hanin Maikey al quotidiano Haaretz -. Allo stesso tempo, ci sentiamo come stranieri, ospiti di un'altra cultura. Gli incontri, le relazioni vengono portati avanti in ebraico. Alle nostre manifestazioni invece si parla arabo, senza paura di essere scoperti dai parenti. Ed è liberatorio ". E' liberatorio sentire cantare un travestito, pelle nera e parrucca bionda, "non m'importa quel che dicono, ogni giorno sarò quel che voglio essere". A casa lo aspettano la moglie e cinque figli, per questa notte può essere quel che vuole essere. "E' impossibile parlare apertamente nell'ambiente in cui siamo cresciuti - continua R. -. Siamo visti come una perversione, una malattia, una disgrazia per la famiglia. La gente è convinta che siamo stati corrotti da valori occidentali che mettono in pericolo la civiltà araba". Anche M., una lesbica, sceglie canzoni di amore e di lotta, dove è l'amore a vincere sulle armi. Indossa pantaloni mimetici e impersona un militante che si prepara a una missione suicida. L'amante, un'altra donna, veste abiti tradizionali e la implora di non andare. Quando la musica finisce, M. ha messo da parte il fucile (e le aspirazioni da kamikaze). "Preferiamo gli inni degli anni Ottanta - commenta R. - perché quasi nessuno li ascolta più. Testi laici, invocano la fine della violenza. La battaglia per uno Stato palestinese non può essere trasformata in una guerra di religione, guidata dai conservatori". La battaglia di R. è culturale. "Nessuno ascolta più le musiche tradizionali, anche noi siamo stati travolti dal pop. Molti giovani tra il pubblico sentono per la prima volta queste canzoni e per me è un modo di preservare il nostro passato". Alle feste di Al Qaws vengono anche omosessuali ebrei. Nella sala ci sono coppie miste, A. e U. si sono conosciuti ad Haifa e vivono insieme, ufficialmente perché condividono un appartamento per risparmiare sull'affitto. "Se i mie genitori scoprono che sono gay, non mi parlano più - dice U -. Se scoprono che sto con un arabo, mi diseredano ". Il fidanzato gli traduce le parole e lui applaude divertito. Quando esce alla luce dei lampioni, legge il nome sul cartello della strada e sorride, pensando allo Stato dov'è immigrato dall'Ucraina. Le Drag Queen palestinesi cantano in Via Herzl. Davide Frattini In scena Alcuni momenti dell'esibizione di R., 26 anni, artista-fotografo di Jaffa, nome d'arte "La Sposa della Palestina": "Nei miei show, metto insieme i simboli della causa palestinese con quelli del movimento omosessuale".

Torna all'inizio


Scott il bimbo vince ma non brinda La legge gli vieta lo champagne (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-23 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE L'impresa Nella 125 successo di Redding: è il più giovane di sempre Scott il bimbo vince ma non brinda La legge gli vieta lo champagne 15 anni e 160 giorni Scott Redding (15 anni e 160 giorni) è il più giovane vincitore della storia del Motomondiale: batte Melandri (15 anni e 324 giorni) e Lorenzo (16 anni e 139 giorni) (Staples/Reuters) DAL NOSTRO INVIATO DONINGTON - In ogni caso, niente champagne. L'idolo di casa, James Toseland, s'impianta da solo alla prima curva, finisce per terra e riparte per fare trenta giri d'onore in ultimissima posizione. Marco Melandri, che ha la residenza a Derby a pochi chilometri dal circuito, non cade, ma arriva penultimo con la stessa moto di Casey Stoner ed è ormai un caso delicato: "Non posso credere che Marco non possa essere competitivo sulla Gp8 - chiosa Livio Suppo, direttore del progetto Ducati -: deve smetterla di pensare che quella moto la possa guidare solo Casey. La situazione è difficile e imbarazzante per tutti: lo dobbiamo aiutare ancora di più per uscirne". Come se non bastasse, Melandri viene superato anche nell'almanacco dei record. Il suo decennale primato di pilota vincente più giovane viene infatti cancellato proprio da un inglese: Scott Redding, talento di Gloucester, aveva fatto in vita sua solo tre giri a Donington tre anni fa e ieri davanti al pubblico di casa, ha conquistato in 125 il primo Gp della sua carriera a 15 anni 5 mesi e 7 giorni (è nato il 15 gennaio 1993): "Non ho potuto bere lo champagne sul palco perché la legge inglese non lo consente - spiega Scott che corre con il team Blusens Aprilia Junior - ma ho comunque assaggiato quello di Di Meglio, che è arrivato secondo". Terzo è arrivato un altro bambino, lo spagnolo Marc Marquez, un mese più giovane di Redding. Anche Marco Simoncelli non ha molta voglia di brindare: nel penultimo giro della 250, il romagnolo, impegnato nel duello con lo spagnolo Bautista per la vittoria, va lungo in curva. Morale: la gara la vince il finlandese Kallio che allunga a più 8 proprio sul capellone di Cattolica. p.tom.

Torna all'inizio


Chirurghi senza ferri (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Futuro La scienza fa passi da gigante anche nel nostro Paese Ma la burocrazia e l'organizzazione sanitaria restano un freno Chirurghi senza ferri Lidia Lombardi l.lombardi@iltempo.it Non è fantascienza: il bisturi sarà soppiantato dal joystick, gli interventi non saranno più cruenti, superando anche la laparoscopia. Certo, i robot sono già entrati in camera operatoria, ma in futuro il ruolo dell'uomo che manovra innovativi strumenti chirurgici sarà sempre più rilevante. Prima di tutto, un numero. In Italia ci sono già almeno 25 robot chirurgici, un record, di cui 15 dedicati alla cardiochirurgia e 10 alla chirurgia del colon, del pancreas e dei problemi del reflusso gastroesofageo. Ma già si annuncia la pillola chirurgica che, una volta ingerita, effettuerà l'ecografia dall'interno, preleverà campioni da analizzare e procederà all'intervento vero e proprio, se risulterà necessario, ma sempre sotto il controllo del chirurgo alla consolle impegnato a manovrare levette e tastiere. La dimostrazione è venuta dal congresso della Società Polispecialistica dei Giovani Chirurghi svoltosi a Perugia, al quale hanno partecipato 1500 giovani che si sono cimentati in tutte le numerose specialità. Nel complesso monumentale di San Pietro, dove si è svolto il summit, è stato realizzato il wet-lab (letteralmente un laboratorio bagnato). Un simulatore ha permesso di ricreare un ambiente da sala operatoria, dove sperimentare nuove tecniche e soprattutto dove prepararsi all'attuazione di interventi particolarmente innovativi. L'idea fondamentale che ha animato il summit è quella di limitare al massimo interventi demolitivi e impiego del bisturi. Coma ha spiegato il professor Lucio Gaspari, dell'università di Tor Vergata di Roma, che sta coordinando una ricerca per la realizzazione definitiva della pillola chirurgica. Una volta dentro il nostro corpo questa ridottissima apparecchiatura opportunamente collegata ad un computer, via Wi-Fi, eseguirà scannerizzazioni o controlli dei nostri tessuti e addirittura piccole resezioni. Il paziente non avvertirà quasi nessun disturbo. Un grande avanzamento per la chirurgia anche se destinato a interventi limitati. Sempre maggiori intanto i successi della chirurgia robotica (in Italia esiste la più grande concentrazione di robot chirurgici per abitante) nella quale il chirurgo opera alla consolle mentre bracci chirurgici effettuano l'incisione i cui risultati sono visibili all'operatore tramite uno schermo di grandi dimensioni. A Perugia ha presentato lo stato dell'arte il professor Luciano Casciola che svolge la sua attività a Spoleto, il quale ha ricordato che il robot chirurgico elimina del tutto il fisiologico tremore della mano anche se esiste ancora il problema costituito dal fatto che il robot affronta il vaso o il nervo con la stessa intensità, mentre il chirurgo che utilizza il bisturi riesce più efficacemente a modulare lo sforzo. In compenso il robot interviene meglio quando si lavora in spazi limitatissimi dell'organismo. L'attenzione dei giovani chirurghi si è anche concentrata sulle tecniche miniinvasive, la rivoluzione che quasi ha eliminato le brutte cicatrici. La laparoscopia nella chirurgia tiroidea messa a punto dal professor J.F. Henry a Marsiglia consente alle donne di evitare il ricorso a collane ed a sciarpe per nascondere gli esiti dell'intervento sul collo. Una chirurgia realizzata anche alla Univertità Cattolica di Roma, ad opera del professor Bellantone, anche se solo quando il problema della tiroide non sia provocato da neoplasie.

Torna all'inizio


Sono una ragazza molto simpatica e mi piace viaggiare... Il mio hobby preferito? Fare (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di LUCA LIPPERA e MARCO DE RISI "Sono una ragazza molto simpatica e mi piace viaggiare... Il mio hobby preferito? Fare shopping". Allegria e serenità, progetti e spensieratezza. Loredana Benincasa, 25 anni, la giovane morta dissanguata ieri al Trionfale, aveva un blog, un suo spazio, su internet e a leggerlo si resta di sasso. Nulla, nelle parole di Lollyb83 così si firmava la vittima fa pensare alla volontà di chiudere per sempre il capitolo dell'esistenza. "Mi piace viaggiare scriveva la studentessa, trovata sul letto accanto al fidanzato, nella casa di lui, entrambi pieni di tagli alla gola e ai polsi Nel tempo libero faccio sport e quando posso liberarmi dagli impegni mi piace andare a cena fuori con le amiche". Sembrava tutto normale. Ma poi qualcosa, nella mente di Loredana Benincasa e di Nicolò Di Stefano, 24 anni, il compagno con cui divideva la vita da tre anni, ha aperto la porta verso l'abisso. I due hanno deciso di morire insieme. Formalmente il ragazzo, tuttora in pericolo di vita, ricoverato al Policlinico "Gemelli", è indagato per omicidio. Ma la polizia ritiene che Lolly e il suo Nicolò abbiano preparato la fine lucidamente di comune accordo. Il biglietto d'addio rivolto ai genitori "Speriamo di non avervi deluso. Siamo stanchi, perdonateci..." porta la firma di entrambi. Secondo un primo esame, sarebbe stato scritto da tutti e due. Lui, secondo una prima ricostruzione, ha ucciso lei e subito dopo ha cercato di togliersi la vita con lo stesso coltello. Il blog di Lollyb83, studentessa della Lumsa, una laurea breve già in tasca, non era molto frequentato: solo una trentina di visite in un anno. Loredana Benincasa, originaria della provincia di Foggia, probabilmente lo aveva "messo su" solo per divertimento, come fanno tanti giovani. Magari il sito personale su internet era finito nel dimenticatoio. I due ventenni, in vicolo dell'Acqua Paola, nella villetta dove vivono anche i genitori di lui, proprio di fronte all'Università Cattolica e al Policlinico "Gemelli", trascorrevano un'esistenza apparentemente tranquilla. Per questo tra i vicini di casa l'incredulità e lo sgomento sono stati ancora più forti. "Ma come si può spiegare una tragedia del genere? si chiede uno di loro in vicolo dell'Acqua Paola È una cosa che non era in nessun modo pssibile immaginare". "Erano due ragazzi seri e perbene aggiunge una donna affranta dal dolore Nicolò era un po' robusto, con i capelli neri, mentre Loredana aveva i capelli castani sulle spalle. Che tragedia! Li conoscevo bene. Non mi è mai sembrato che avessero problemi. Tutt'altro: mi sembravano una coppia giovane e felice. Che io sappia credo che da almeno tre anni Nicolò e Loredana stessero insieme. Vivevano nella villa dei genitori di Nicolò, gente che ha fatto del lavoro la sua forza. Persone gentili". "Nicolò lavorava nel campo dell'energia alternativa spiega un'altra abitante della zona si occupava di pannelli solari e cose simili. Loredana invece si era laureata da poco all'università "Lumsa". Credo che ora stesse lavorando nello stesso settore del fidanzato". Il papà di Nicolò è un agente immobiliare mentre la moglie, sempre a dire del vicinato, lavora in un negozio. La villetta dove è accaduta la tragedia ha un bel giardino davanti con le palme e una Bmw parcheggiata nel posto macchina. "Il padre è andato sull'ambulanza insieme a Nicolò rivela un altro conoscente Era disperato. È stato lui ad accorgersi di quello che era accaduto. È andato nella stanza da letto del figlio ha aperto la porta e si è trovato davanti la tragedia. Povero padre". Nessuno sa darsi una spiegazione di "un fatto così incredibile". Al Policlinico "Gemelli", reparto "Rianimazione", arrivano gli amici di Nicolò: ragazzi tranquilli, studenti, disperati per le condizioni dell'amico. "Scusate ma non ci sentiamo di dire nulla dice un parente Lo stanno operando per salvarlo".

Torna all'inizio


Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

E' iniziato il conto alla rovescia per l'accordo tra la Fraternità San Pio X fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre e la Santa Sede, come scrivo sul Giornale di oggi. I lefebvriani, che hanno chiesto la revoca della scomunica, dovranno rispondere entro il 28 giugno alle proposte presentate per conto di Benedetto XVI dal cardinale Dario Castrillòn Hoyos, presidente della pontificia commissione "Ecclesia Dei". Si tratta di cinque punti da sottoscrivere, chiariti i quali la Fraternità potrà rientrare nella piena comunione con Roma. E' un'occasione irripetibile: i lefebvriani da tempo chiedevano la liberalizzazione del messale antico - e Papa Ratzinger con il Motu proprio "Summorum pontificum cura" ha ridato piena cittadinanza al rito preconciliare - ed è innegabile la "catechesi" che negli ultimi tempi proviene dalle messe papali, con il recupero di alcuni elementi tradizionali. La Fraternità dovrà accettare il Concilio Vaticano II e la piena validità del rito liturgico post-conciliare (entrambi i punti furono già sottoscritti dallo stesso monsignor Lefebvre nel 1988) e per quanto riguarda la sua sistemazione canonica, potrebbe essere configurata come una "prelatura". E' noto però che vi sono resistenze interne: queste dovrà cercare di superare il vescovo Bernard Fellay, superiore dei lefebvriani, nei prossimi giorni, in occasione del capitolo generale. Ora che l'antica messa è stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze - molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più. Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jun 08 Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella Ieri sera in San Giovanni in Laterano il cardinale Vicario di Roma Camillo Ruini ha celebrato il 25 anniversario del suo episcopato (la data esatta della consacrazione in realtà è 29 giugno) accomiatandosi dalla diocesi. Ha ringraziato i collaboratori e ha tenuto un'omelia per certi versi inedita, chiedendo scusa per la "mediocrità" della sua preghiera. Questo è l'ampio articolo che pubblico oggi sul Giornale. L'avvicendamento di Ruini con Vallini sarà annunciato venerdì prossimo, 27 giugno. Sempre sulle pagine odierne, pubblico anche un'intervista al rettore della Lateranense e nuovo presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Rino Fisichella, che interviene sul tema della comunione ai divorziati risposati, sollevato ieri mattina da Silvio Berlusconi davanti al vescovo di Tempio Pausania. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jun 08 "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo alla croce" Sul Giornale di oggi pubblico un articolo che riprende una lunga e articolata riflessione messa online ieri dall'agenzia Fides della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, diretta da Luca De Mata. Vi si sottolinea come sia del tutto improprio l'uso della bandiera della pace arcobaleno, dimostrando che l'origine di quel simbolo è la Teosofia (corrente filosofico-religiosa di tipo gnostico, legata alle religioni orientali) e oggi il New Age: dunque quanto di meno cattolico possa esistere, dato che il sincretismo gnostico e più pericoloso per il cristianesimo - che è invece un avvenimento storico basato sull'incarnazione - dello stesso materialismo ateo. Vi invito a leggerlo e a farlo leggere a quei parroci che hanno disteso la "rainbow flag" nelle chiese e persino sugli altari. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (11 votes, average: 4.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jun 08 Pio XII, suor Pascalina e gli archivi ebraici Sul Giornale di oggi pubblico un lungo articolo di recensione alla nuova biografia di suor Pascalina Lehnert, la religiosa che accudiva Pio XII: il volume, edito dalla San Paolo, s'intitola "La signora del sacro palazzo". Il volume è serio e documentato, il titolo (cambiato rispetto all'edizione tedesca) a mio avviso indulge un po' troppo allo scandalismo. Ma si sa che contro Papa Pacelli e la sua corte si può sparare (e c'è "l'aggravante" che Pascalina era una donna, e dunque "sospetta"), mentre sui pure potenti e influenti segretari di altri Papi è d'obbligo il rispetto e la riverenza. Sulla stessa pagina pubblico anche un pezzo che annuncia le iniziative della Santa Sede per ricordare i 50 anni dalla morte di Pio XII: una mostra fotografica e di oggetti (alla quale ho collaborato anch'io), realizzata dal Pontificio comitato di Scienze storiche, un convegno sulla modernità del magistero di Papa Pacelli e su come questo abbia influito decisamente sul Concilio Vaticano II. Inoltre, sono annunciati un convegno sui presunti "silenzi" a Gerusalemme e una riunione di esponenti dell'ebraismo americano che intendono esprimere la loro gratitudine per ciò che Pio XII fece in favore dei perseguitati. Presentando le iniziative (martedì scorso, ma il pezzo esce solo oggi perché è saltato dalla pagina, "scalzato" dalla morte di Mario Rigoni Stern), monsignor Brandmuller, presidente del Pontificio comitato di Scienze storiche, ha detto: "Ci sono 15 archivi israeliani che hanno documenti ancora non visibili e che nessuno indaga". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (12 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Jun 08 Famiglia sotto attacco, i rischi che arrivano dall'Europa La famiglia è sottoposta all'attacco di forze che "cercano di indebolirla". Questo ha detto ieri sera Benedetto XVI ai giovani brindisini, che lo accolgono con grande calore in una delle poche regioni italiane che, su iniziativa della giunta guidata da Niki Vendola, ha legiferato per concedere diritti alle coppie di fatto. A loro il Papa ha ricordato che "fra i valori radicati" di questa terra c'è "il rispetto della vita" e "l'attaccamento alla famiglia" che oggi "è esposta al convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla". Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo sulle minacce che sommessamente (e subdolamente) arrivano su questa materia dall'Europa, attraverso quello che la professoressa Marta Cartabia ha definito "colonialismo giurisdizionale": vale a dire la modifica delle legislazioni familiari a colpi di sentenze delle corti europee. Un dibattito attualissimo, dopo la clamorosa bocciatura dell'Irlanda del Trattato di Lisbona. Scritto in Varie Commenti ( 295 ) " (21 votes, average: 4.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa Sono in partenza per Brindisi e Santa Maria di Leuca dove questo pomeriggio e domani seguirò la visita di Papa Ratzinger. Apro questo nuovo spazio perché il precedente thread dedicato ai neocatecumenali ha un record di commenti che rende difficile aprire la pagina. Non posso fare a meno di prendere le distanze da coloro che hanno tacciato e continuano a tacciare il Cammino di eresia, da coloro che hanno fatto paragoni davvero offensivi avvicinando il fondatore del Cammino a dittatori feroci. Leggo con attenzione tutti i distinguo, le prese di distanza, gli appunti sulla libertà di critica rispetto alle decisioni papali e vaticane. Mi permetto sommessamente di far notare che allora questi criteri vanno adottati sempre (quando non si tratti di pronunciamenti ex cathedra), e allora ci si dovrebbe inalberare di meno di fronte a critiche o "disobbedienze" che riguardano altri provvedimenti o decisioni. In ogni caso, l'approvazione di ieri - che è stata voluta da Benedetto XVI, il quale non mi risulta in quel momento fosse sottoposto a tortura o costrizioni - sancisce che il Cammino appartiene alla Chiesa. Nessuno è obbligato ad aderirci, nessuno è obbligato a credere a questa proposta. Devo dire in tutta onestà che il quadro che del Cammino è stato dipinto in molti dei commenti che ho letto mi è sembrato a dir poco unilaterale. Sono state usate espressioni inaccettabili, sono stati formulati giudizi e sentenze inappellabili, abbiamo mostrato ancora una volta il volto di una Chiesa che letteralmente si scanna al suo interno. La storia della Chiesa, diceva Chesterton, è fatta da un'avanguardia di santi, un popolo di mediocri, una retroguardia di delinquenti: sono le proporzioni della nostra umanità. Anche nel Cammino, dunque, accanto a qualche santo ci saranno tante persone "normali" o mediocri, e, come nel resto del cattolicesimo e dell'intero genere umano anche qualche mascalzone. Capisco bene, data la sensibilità tradizionale di molti frequentatori del blog, che le liturgie neocatecumenali possano non piacere. Ma paragonare il Cammino a una setta protestante chiudendo gli occhi su ciò che fa per l'evangelizzazione signfica a mio avviso mancare di senso della misura. Gli abusi liturgici accadono - eccome accadono! - nelle parrocchie, nelle chiese cattedrali, durante le "ortodossissime" messe aperte a tutti e magari frequentate da pochi. Immagino che queste poche righe non piaceranno a molti di voi. Ma siete stati voi, continuando la discussione, a chiedermi di aprire nuovi spazi per renderla possibile e visto che ci troviamo nel mio blog mi permetto di ricapitolare la mia posizione. E' troppo facile, a mio avviso, bollare il cardinale Rylko, strettissimo collaboratore di Giovanni Paolo II per molti anni, creato cardinale da Benedetto XVI all'ultimo concistoro, come un fan dei neocatecumenali. Rileggete, per favore, le parole che il Papa ha detto ai movimenti il mese scorso. Scritto in Varie Commenti ( 1185 ) " (35 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Jun 08 Da Ruini a Vallini, da Saraiva ad Amato. Al Sant'Uffizio? Sanna Si avvicina il giorno dell'annuncio dell'avvicendamento del Vicario di Roma: la scelta del Papa, per la successione del cardinale Camillo Ruini, è caduta sull'attuale Prefetto della Segnatura apostolica, il cardinale Agostino Vallini, già vescovo ausiliare di Napoli e poi vescovo di Albano. La nomina dovrebbe essere resa nota entro fine mese, probabilmente il 24 giugno. Non ci sono cambi in vista nella struttura del Vicariato: il successore di Ruini dovrebbe infatti mantenere al suo posto l'attuale vicegente, monsignor Moretti. Nei giorni successivi alla nomina di Vallini al Vicariato dovrebbe essere resa nota la promozione del Segretario dell'ex Sant'Uffizio, l'arcivescovo Angelo Amato, a Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in sostituzione del cardinale José Saraiva Martins. Il delicato ruolo di numero due della Congregazione per la dottrina della fede si vociferava fosse destinato al vescovo Rino Fisichella, ausiliare di Roma, attuale rettore della Lateranense. Ma nelle ultime ore sta prendendo quota un'altra candidatura: quella del più anziano arcivescovo di Oristano, il teologo Ignazio Sanna, che era stato promosso alla diocesi sarda da appena due anni. Fisichella viene riservato per altri futuri incarichi. Scritto in Varie Commenti ( 122 ) " (21 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jun 08 Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interesse suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 1125 ) " (18 votes, average: 4.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 199 ) " (21 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (26 votes, average: 4.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (206) Ultime discussioni bo,mario: Michele M. Ho posto delle questioni toste. Non è in grado di replicare e si appella al catechismo. Uno... Andrea: @Luisa Perchè questa approvazione precipitata ? Perchè non aspettare che gli orientamenti catechetici... ako: considerando anche che questa vituperata messa catecumenale sarà "parte della pastorale liturgica... Alessia: E preghiamo perchè Mons. Fellay riesca a superare le forti opposizioni interne. ako: ancora con sta storia delle catechesi. Sono 40 anni che questi stanno nella chiesa mai nessuna proibixione alle... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Ultime news Oggi la maturità è tutta un quizL'ente che promuove la scuola è da bocciare"Scusate le delusioni" E si tagliano la golaFilippine, mille morti dopo il tifone FengshenDonadoni: "Dimissioni? Non ci penso"Veltroni è al capolinea, scontri e fughe Parisi riapre la sfida: "Cambiamo il leader" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (13) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo alla croce" Pio XII, suor Pascalina e gli archivi ebraici Famiglia sotto attacco, i rischi che arrivano dall'Europa Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa Da Ruini a Vallini, da Saraiva ad Amato. Al Sant'Uffizio? Sanna Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei La decisione di Gianni e i nostri giudizi Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


IL PREZZO DELLE CENERI (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Giovanni De Luna IL PREZZO DELLE CENERI CONTINUA A PAGINA 57 È una tariffa da pagare in cambio di un servizio. Non serve evocare scontri risorgimentali tra laici e cattolici. Si tratta di verificare se la cifra da pagare, stabilita dal Comune per chi decide di prendere in affidamento le ceneri dei propri cari defunti, sia congruente con le prestazioni erogate dal servizio pubblico. In questo senso, anche tenendo conto che la maggioranza dei comuni italiani ha scelto l'assoluta gratuità, a me quella somma sembra eccessiva visto che le spese sostenute dal Comune sarebbero semplicemente di ordine burocratico e che si tratta solo di allestire un servizio anagrafico per sapere dove finiscono tutte le urne affidate ai parenti. Detto questo, la complessità del mondo postnovecentesco in cui ci troviamo tutti ad abitare si presta molto poco a una lettura che rimetta in campo l'antico conflitto tra preti e massoni. La secolare collaborazione tra la Socrem e il Comune costituisce oggi una delle eccellenze di questa città, un caso di studio copiato e studiato in tutta Italia. Se le percentuali della cremazione a Torino (il 40% dei decessi) sono così strepitosamente più alte che nel resto del paese (dove arrivano appena al 10%) non è certo perché qui si concentrino eretici, anticlericali, anarchici, comunisti. Evidentemente la Socrem e il Comune hanno messo in piedi un servizio che funziona, attingendo a una tradizione di efficienza e di sensibilità che evita, ad esempio, lo squallore rituale e le attese chilometriche che intorno alla cremazione si registrano in altre città. Anche nel merito del dibattito che si è acceso sulla dispersione delle ceneri, le distanze tra laici e cattolici sono tutt'altro che abissali. In entrambi gli schieramenti c'è chi condivide, ad esempio, la preoccupazione di preservare nel cimitero uno dei pochi "luoghi di memoria" in cui ancora oggi è possibile rintracciare le radici della nostra esistenza collettiva, della nostra storia comune. Troppi "non luoghi", troppi posti che vengono semplicemente attraversati in fretta per andare altrove affollano oggi la nostra città: il cimitero è uno dei pochi spazi dove uno va per fermarsi, per sostare, per raccogliersi nella preghiera o nel ricordo, per dare spazio al dolore e alla memoria, sottraendosi per un istante all'obbligo di esser felici a tutti i costi. Francamente, più che una riedizione delle nostre vecchie fratture risorgimentali tra Chiesa e Stato a me pare che oggi, rispetto alla cremazione, i due fronti che si contrappongo vedano, da un lato, chi la interpreta fissandola a una tomba, a una lapide, a un posto dedicato solo al rimpianto e all'elaborazione del lutto, dall'altro chi preferisce affidare le proprie ceneri esclusivamente alla tracce della natura, (un albero, un ruscello, il mare). In entrambi i casi si tratta di scelte che non hanno nessuna intenzione di "rimuovere" la morte, segnati da una pietas che laici e cattolici possono liberamente arricchire con i propri valori spirituali e culturali.

Torna all'inizio


ROMA - Polemiche immotivate, su un documento che per ora non esiste . Una marcia indietro (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di MARIO COFFARO ROMA - "Polemiche immotivate, su un documento che per ora non esiste". Una marcia indietro del Csm? Non esattamente. Ma è con questo argomento che ieri il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, chiamato a colloquio dal Quirinale, ha rassicurato Giorgio Napolitano. Il presidente era preoccupato dalla lettura dei giornali che davano per acquisito un parere critico del Csm sul decreto sicurezza all'esame del Parlamento di cui non era informato. Tuttavia il Csm già oggi pomeriggio alle 17 comincia a discutere del parere sulle norme "blocca-processi" contestate dall'Anm e da molti magistrati. "Il vice presidente Mancino ha ritenuto di puntualizzare correttamente lo stato dei lavori - ha precisato dopo il colloquio e la nota del Quirinale, il consigliere Fabio Roia che insieme al collega Livio Pepino sono relatori in commissione - E cioè che c'è una bozza su cui stanno lavorando i due relatori che oggi sarà sottoposta all'esame della VI Commissione del Csm". Sull'intervento del capo dello Stato sono positive le reazioni nel governo: "L'iniziativa del Presidente della Repubblica offre un importantissimo contributo di chiarezza e serenità", ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Per il Guardasigilli l'intervento di Napolitano "è da apprezzare perchè dissipa ogni dubbio rispetto a un parere del Csm che, in effetti, non c'è. Nè si erano mai nutriti dubbi sulla correttezza del vicepresidente Mancino che al chiarimento ha contribuito in modo concreto". La nota del Quirinale è stata apprezzata anche da Paolo Bonaiuti, portavoce del governo. Il parere, comunque, potrebbe essere formulato dal Csm in settimana. Anche se si profila una spaccatura. Michele Saponara, esponente laico del Pdl, ribadisce che "non c'è nessun parere del Csm", e bolla le indiscrezioni di critiche sul cosiddetto emendamento "blocca processi" come "posizioni personali". Saponara dubita anche che il Csm possa sostituirsi al Parlamento e alla Corte costituzionale. Ugo Bergamo, laico dell'Udc nel Csm, si dice "molto preoccupato per questo provvedimento", non per una valutazione "politica ma tecnica". Il parere non c'è ancora, formalmente, ma "nessuno ha detto che il Csm non possa esprimersi". E per Bergamo "si va incontro a una possibile paralisi se si decide di far celebrare alcuni processi prima di altri". Vincenzo Siniscalchi, laico del centrosinistra, sostiene che "il limite dell'emendamento è rappresentato da una sorta di invasione di campo nei confronti dell'autonomia organizzativa del lavoro dei magistrati". Invece, per Gianfranco Anedda, esponente laico del Pdl, "da qualche tempo, non voglio dire da aprile, i magistrati dicono no a qualunque iniziativa del governo. È un atteggiamento di pregiudiziale contrarietà. In questo clima è chiaro che, salvo sorprese, ci sarà una spaccatura. I magistrati - sottolinea Anedda - hanno rotto il clima di serena collaborazione, anche se talvolta di contrapposizione come è giusto che sia, che si era creato nel Csm secondo gli auspici del Capo dello Stato. Dispiace che questa posizione si sia manifestando nei magistrati del Csm e dell'Anm, che dovrebbero invece parlare ed agire con grande cautela, prudenza e senso di responsabilità".

Torna all'inizio


San Lanfranco Fu nemico dei compromessi quanto amico della coerenza. Vescovo a Pavia, nel XI (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

I secolo, in un periodo di conflitto tra potere laico e potere religioso. La sua vita si concluse nel monastero del Santo Sepolcro, in Vallombrosa, nel 1198.

Torna all'inizio


ROMA - Più che un torneo di tennis, Wimbledon è una religione laica. Vediamo qualcuna dell (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

E mille stranezze che in 131 anni hanno costruito la leggenda del torneo più antico e famoso del mondo. Giardinieri: Wimbledon ha 19 campi e 27 giardinieri, 14 a tempo pieno e 13 reclutati per il torneo. Il capo si chiama Eddie Seaward, è in carica dal 1991 ed è appena l'ottavo nella storia del club. L'erba, formata dai celebri semi Perennial Ryegrass, è tagliata esattamente a 8 millimetri. Sul Centre Court si gioca solo i 14 giorni del torneo, per tutto il resto dell'anno è chiuso. Non è stato aperto nemmeno per la Coppa Davis. Forse si farà una deroga per le Olimpiadi di Londra del 2012. Code: I 462.000 biglietti per le due settimane di Wimbledon sono ovviamente esauriti dall'anno scorso, ma gli organizzatori mettono comunque in vendita 250 biglietti al giorno che vengono assegnati ai primi in fila al botteghino. La coda dura tutta la notte. Su e-bay un biglietto per la finale costa anche 5.000 euro. Il Royal Box contiene 75 posti, tutti ospiti dei duchi di Kent, uomini in giacca e signore senza cappello per consentire la visuale ai posti dietro. Di regola il curtsey: l'inchino o la riverenza dei tennisti verso i duchi. Spogliatoi: Sia per gli uomini che per le donne c'è quello delle prime teste di serie e quello per "gli altri". Se un giocatore medio fa un paio di grandi risultati può essere "promosso" allo spogliatoio vip. Raccattapalle: Selezione durissima, allenamenti ferrei per quattro mesi, riscaldamento, scatti, streching, vietato seguire il gioco, obbligatorio concentrarsi sulla rete per togliere la palla il più velocemente possibile. Come uno sprinter al bang dei 100 metri. M.D.M.

Torna all'inizio


Vescovo caccia giornalista dalla chiesa (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Vescovo caccia giornalista dalla chiesa Sindacato cronisti Veneti: "Intollerabile e inaccettabile" E' domenica mattina e Gianni Biasetto, collaboratore del "Mattino" di Padova, decide di recarsi alla chiesa di San Bartolomeo a Monterosso di Abano, per assistere alla santa messa. Il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, si trova in visita pastorale nell'ex parrocchia di don Sante Sguotti, il prete innamorato ridotto allo stato laicale dal Papa. Biasetto, reo di aver fatto il proprio mestiere raccontando la vicenda di don Sante, viene cacciato dalla chiesa dal Vescovo. Il Sindacato giornalisti del Veneto, con il Gruppo Cronisti Veneti e l'Unione nazionale cronisti italiani esprimono la loro piena solidarieta al college e in una nota chiedono un “ confronto necessario”. “Ora la cosa può piacere o non piacere - si legge nella nota -, ma siamo in uno Stato laico in cui vigono la libera espressione delle opinioni, il dibattito pluralista e per i giornalisti il diritto-dovere di informare i cittadini in maniera corretta e trasparente nel rispetto delle leggi e della deontologia professionale.” La nota esprime ferma condanna per l'episodio, “Tanto più grave perché giunto in un momento in cui l'informazione e i giornalisti sono sottoposti a intimidazioni continue (buon'ultimo il disegno di legge sulle intercettazioni), tese a limitare con pesanti sanzioni penali e pecuniarie, la libertà di informare e il diritto di essere informati.”.

Torna all'inizio


Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Laicita'

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (21 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (25 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni Fabio Bonari: La sconfitta induce i vinti a farsi più male di quanto non ne abbiano loro arrecato i vincitori. Alberto Taliani: Alessandra, adelante adelante. si svegli. Il '68 è stato nel secolo scorso. Guardi che... roby: alessandra Scrive: June 22nd, 2008 at 6:26 pm Questo governo è fascista e privatistico, subito a casa... CALOGERO C.: Peccato, che malinconia ci avevamo creduto che la sinistra maturasse, che avrebbe avuto le mani, il... romano: c,è poco da commentare - se ne devono andare - gli italiani non li vogliono.- ultime politiche, battuti.-... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News "Emanuela Orlandi uccisa e gettata in una betoniera"Dopo l'ennesima lite uccide figlio psicolabileL'aborto non riesce: ospedale condannatoFilippine, mille morti dopo il tifone FengshenDonadoni: "Non penso alle dimissioni" La Spagna allunga sull'Italia anche nel pil Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


San Giovanni, è qui la festa il Farò cade dalla parte giusta (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Evento Piazze piene per celebrare il Patrono San Giovanni, è qui la festa il Farò cade dalla parte giusta GRAZIA LONGO La tradizione raddoppia. Il patrono di Torino e i Salesiani. Ieri sera in meno di un chilometro, tra piazza Castello e piazza Vittorio, bis di emozioni per migliaia di torinesi. Sotto le finestre di Palazzo Reale il classico farò per San Giovanni, in riva al Po il maxi concerto in beneficenza per i ragazzi di strada di Haiti. La benedizione laica al prossimo anno si è celebrata alle 22.15: quando il Toro simbolo della città in cima alla catasta di legno in piazza Castello è caduto verso Porta Nuova. Il destino della città, per chi crede nella fortuna, sarà dunque buono. Desideri esauditi per tutti, o almeno si spera. A partire dal sindaco Sergio Chiamparino il quale, in perfetto stile politically correct, si è augurato "che il Torino vinca lo scudetto e i cugini bianconeri la Champions League". In piazza Vittorio, invece, il trionfo della solidarietà con il concertone gratuito di vari big della musica italiana a favore dei ragazzi di strada di Haiti e il progetto di accoglienza Foyer-Lakay dei missionari salesiani. Dai due maxischermi l'invito a inviare, fino al prossimo 29 giugno, un sms di 1 o 2 euro al numero 48566. Ola da stadio in piazza Vittorio. L'entusiasmo del pubblico si fa sempre più intenso man mano che arrivano gli ospiti più attesi. Da Roberto Vecchioni a Frankie Hi-Nrg Mc, dalla Premiata Forneria Marconi ad Eugenio Bennato, Mingardi, Mory Kante. Ragazzini scatenati con il videotelefonino per immortalare i loro beniamini, tra coppie che cantano abbracciate, famiglie con pargoli al seguito sul passeggino e pensionati con cani al guinzaglio. Per chi è assetato e non vuole concedersi un salto in uno dei tanti bar, ci sono singolari carretti con bibite e ghiaccio sormontati da ombrelloni da spiaggia.Fin qui la notte appena trascorsa. Ma lo spettacolo più atteso sono i fuochi artificiali di stasera. Il cielo sopra la Mole si illuminerà alle 22,30: il tema conduttore dello spettacolo pirotecnico è la magia insieme agli elementi acqua, fuoco, aria e terra. Le musiche che li accompagnano vanno dal repertorio classico di Stravinsky e Ciajkovskij, alle colonne sonore di film come "Conan il barbaro", "La leggenda del pianista sull'Oceano" e "Le streghe di Eastwick", sino agli hit dei torinesi Subsonica. Il divieto di circolazione alle auto scatta dalle ore 19. A partire dalle 21, off limits saranno anche i Giardini Ginzburg. Sarà però attiva una navetta (dalle 9 alle 19.30) per collegare piazza Vittorio Veneto e piazza Gran Madre. E poi tutti con gli occhi all'insù.

Torna all'inizio


Diecimila euro dalle Confraternite (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

DIOCESI I PORTATORI DI CASSA DEL VENERDI' SANTO AIUTANO LE SCUOLE FRANCERI Diecimila euro dalle Confraternite Presentate ieri in curia varie iniziative, legate anche alla recente visita del Papa. Confraternite. Diecimila euro sono stati devoluti dalle confraternite alla scuola cattolica "Ferro Franceri", una delle più antiche della città, fondata da Santa Maria Rossello: la somma è stata raccolta fra i portatori delle sedici casse della processione del Venerdì Santo, organizzata dalle sei confraternite di Savona. Mauro Biancavilla, vice priore di N.S. Del Castello ha consegnato l'assegno a suor Paola Trucco, del consiglio di amministrazione dell'Istituto. I diecimila euro serviranno a coprire le spese per l'allestimento della nuova sezione "Primavera" (bambini di 2-3 anni) della scuola. La materna comprende altre due classi, per un totale di 56 iscritti. La "Ferro Franceri" dispone anche di una ludoteca che accoglie 18 bambini. "La nostra scuola punta soprattutto sulla qualità. Non un "parcheggio" ma un luogo vivo di educazione, gioco e apprendimento, che organizza anche molte attività esterne", ha detto suor Paola. "Il gesto delle Confraternite conferma una volta di più che la processione del Venerdì Santo non è uno show ma una suggestiva testimonianza portata avanti, in una città laica, da uomini di fede che credono profondamente in quello che fanno", ha detto Marco Galleano, priore generale di Savona centro. Papa. In curia è possibile prenotare le foto della visita di Benedetto XVI a Savona. Per informazioni, telefonare in orario di ufficio al 333/881505. Presentato ieri a Genova, il libro sulla visita del pontefice in Liguria sarà disponibile Savona in occasione dell'apertura della mostra fotografica in curia. A tempi brevi si potrà anche prenotare il Dvd curato da Primocanale: un confanetto doppio, con la messa e la cronaca della visita a Savona. Clausura. Dopo sei anni di cammino, Enza Ignazia Virzì di Albisola Capo, già infermiera e maestra elementare a Cairo, pronuncerà i voti solenni come carmelitana scalza nel monastero di clausura di S. Teresa di via Firenze. La cerimonia è prevista mercoledì 16 luglio. Albissola. Dopo quarant'anni la cassa lignea della Sacra Famiglia, attribuita al Maragliano e di proprietà della confraternita, torna nell'oratorio di San Giuseppe. Cerimonia e processione lunedì 30, alla presenza del vescovo Lupi (ore 20).

Torna all'inizio


Bagnasco: negare i sacramenti ai divoziati non è un castigo (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Il presidente cei LA POLEMICA nazionale del premier Silvio Berlusconi che rivendica il diritto per sé e per molti altri, cattolici divorziati come lui, ad accostarsi alla Comunione. E la realtà delle parrocchie dove i sacerdoti vivono le speranze e i conflitti interiori della gente. "La decisione della Chiesa di vietare alle persone divorziate di ricevere la comunione non è una punizione nei loro confronti ma una decisione che dipende dalla natura stessa dell'eucarestia". Lo ha dichiarato l'arcivescovo e presidente della Cei Angelo Bagnasco, rimarcando però che la sua Chiesa non lascia soli gli uomini e le donne che hanno fatto scelte diverse da quelle proposte dal magistero cattolico. "L'attenzione della Chiesa verso le situazioni difficili delle famiglie e delle coppie - ha continuato - è un dato di fatto da sempre, perché la verità del Vangelo non può essere cambiata da nessuna autorità, è sempre però accompagnata da una grande maternità pastorale da parte della Chiesa. Il cuore della Chiesa è sempre un cuore di maternità". Così, il prossimo 29 giugno, l'ufficio Famiglia e vita della diocesi proporrà un incontro per le famiglie separate cristiane, fedeli al sacramento malgrado il fallimento dell'unione matrimoniale o conviventi o risposate: messa alle 11, pranzo alle 12 e meditazione di don Filippo Monteverde alle 15. 24/06/2008.

Torna all'inizio


Diecimila europer le scuoleferro franceri (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Chiesa nSONO STATI devoluti alla scuola "Ferro Franceri" i diecimila euro che le confraternite di Savona centro hanno raccolto, secondo una consuetudine ormai consolidata, fra i portatori delle casse in occasione della processione del Venerdì santo. Una somma di denaro che per la scuola cattolica savonese, fondata da Santa Maria Giuseppa Rossello, è importantissima, visto che consentirà per pagare i lavori e gli arredi necessari all'allestimento della "sezione primavera" della materna, destinata ai bambini di età compresa tra i due e i tre anni. L'annuncio della donazione è stato fatto ieri mattina in Curia dai rappresentanti delle sei confraternite di Savona che organizzano la tradizionale processione, il priore generale Marco Galleano, Mauro bincavilla, Giovanni Scorza, Giovanni Bovolo, Sandro Varaldo e Francesco Noberasco. Erano presenti il vicario generale della diocesi Andrea Giusto, e per le Ferro Franceri il vice-presidente Giobatta Auxilia e suor Paola Trucco. I quali hanno ricordato come attualmente la scuola cattolica, che è riuscita a superare un momento di difficoltà, comprende tre sezioni di scuola materna paritaria (per un totale di 56 bambini) e una ludoteca, con 18 piccoli dagli uno ai due anni. Sempre da ieri mattina in Curia è possibile prenotare le foto relative alla visita in città di Benedetto XVI, avvenuta il 17 maggio scorso. Lorenzo Prando, che già si era occupato della prenotazione dei pass per seguire la messa in piazza del Popolo, è disponibile per mostrare le foto a disposizione e predisporre cd personalizzati con le immagini che interessano. Per contattarlo è necessarfio comporre il numero 333881505 dalle 10 alle 12 di lunedì, martedì, giovedì e venerdì e dalle 15 alle 18 di mercoledì. Per mantenere viva la memoria della visita del Papa sono in preparazione alcune iniziative come un libro e l'esposizione delle foto nei locali del futuro Museo diocesano. 24/06/2008.

Torna all'inizio


L'amaca - michele serra (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti L'amaca MICHELE SERRA Confesso di avere avuto un piccolo attacco di papismo. è stato quando Benedetto XVI, sia pure con la prosa azzimata e circonvoluta che distingue tutte le burocrazie, ha implicitamente risposto picche al divorziato Berlusconi che pretendeva, tra gli altri benefits già in sua dotazione, di poter fare la comunione. Ora: se uno si iscrive a un'associazione, ne rispetta le regole. E le regole di Santa Romana Chiesa, si sa, sono quelle che sono: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile. Il divorziato può umiliarsi, come spiega il Papa con il sottile sadismo della Verità Rivelata, osservando a debita distanza "la grazia eucaristica", come l'affamato cui viene negato il sollievo di nutrirsi, e come il reietto la cui colpa va illustrata davanti all'intera comunità. Ma non può mettersi in fila davanti al prete: è un cattolico di serie B. Ora: detto che la fede in Dio può benissimo essere tutt'altra cosa rispetto a questa griglia impietosa di precetti e usanze, non c'è dubbio che se uno vuole appartenere alla Chiesa di Roma, il regolamento è questo. Un signore gaudente e impenitente che, con il panama in testa, pretende di essere cattolico senza pagare pegno, e per giunta riscuotendo i dividendi politici di questa sua improbabile devozione, merita che gli si dica cortesemente che no, non si può. La botte piena e l'ex moglie ubriaca non si può avere, nemmeno se si è Berlusconi.

Torna all'inizio


Berlusconi è l'asse del sistema, la sinistra è divisa (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Gianni baget bozzo L'ipotesi Veltroni è fallita e ora da opposte parti gli sparano addosso. Berlusconi, che aveva fatto la campagna elettorale senza mai attaccare l'avversario come persona, ora dichiara che Veltroni può considerarsi un "fallito" per il grande ammanco del Comune di Roma. Gianni Alemanno è stato nominato commissario prefettizio al bilancio insieme ad altri tre commissari prefettizi. Le caldi estate romane e il cinema universale nella città universale finiscono in un buco nero. E anche Parisi lo attacca, chiede che venga cambiato il segretario, cioè lui. E D'Alema ha già detto, dall'alto della Fondazione Italiani Europei, vero braccio armato della militanza postcomunista, che occorre aprire le alleanze con l'Udc, il che vuol dire un antiberlusconismo molto tiepido. L'ipotesi del Partito democratico, di Veltroni senza Prodi e senza Bertinotti, non è riuscita e la nuova immagine legata alla persona di Veltroni è fallita ancora più rapidamente che il "buongoverno" di Prodi. Per eliminare Prodi ci sono voluti due anni, per far fuori Veltroni è bastato l'esito della campagna elettorale centrata su di lui. Ma la posta giocata su Veltroni non riguardava soltanto l'ex sindaco di Roma. Era l'idea di liquidare l'immagine storica della sinistra fondendola, in un partito di centro con i democristiani di "sinistra", in un volto che fosse, nel suo buonismo, una combinazione, accettabile ad ambedue, di cattolicesimo e di comunismo. Veltroni non doveva vincere le elezioni, doveva arrivare vicino al pareggio. Invece l'ha perse in modo paradossale, perdendo i voti a destra e portandoli via a Bertinotti e agli altri minori di sinistra. È riuscito a far recedere la sinistra nel suo complesso: da quella antagonista a quella moderata, mentre quella moderata andava a Berlusconi. Un volto comune, un linguaggio comune tra centrosinistra moderato, tra cattolici di sinistra e comunisti di centro, non si è raggiunto. Non ha fallito Veltroni. È fallita l'idea del Partito democratico come partito omogeneo di centrosinistra sulla questione cattolica e sulla identità comunista. La vittoria nel 2006 era dovuta agli estremi: alla Bindi dei "cattolici adulti" e alla capacità affabulatoria di Bertinotti, inventore della sinistra rivoluzionaria in un governo di centro. Le elezioni del 2008 hanno rivelato che non esiste un'alternativa della sinistra moderata né una vera protesta sociale che giustifichi la sinistra antagonista. La sinistra è fallita in tutte le sue due forme. Ed è inevitabile che l'ascesa del centrodestra appaia come un fatto di sistema politico: l'asse del sistema politico, dagli anni '60 favorevole alla sinistra, ora passa invece al centrodestra, che assume egli stesso per forma e linguaggio il tono di un centro moderato. Come unico fatto significativo, rimane il grido solitario di Di Pietro che chiede un ritorno all'antiberlusconismo, oggi divenuto veramente impossibile. La novità non è che Berlusconi ha vinto, è che egli è divenuto l'asse del sistema, il punto in cui non possono non confluire i moderati con il voto e la sinistra moderata con l'opposizione. Le elezioni del 2008 con le amministrative siciliane hanno indicato che la linea berlusconiana ha una maggioranza permanente e che la sua cultura è diventata cultura del sistema. Tanto che Berlusconi può affrontare persino la madre di tutte le battaglie, quella contro la procura di Milano che ha scatenato nei suoi confronti un processo infinito, bloccando la democrazia italiana nella sua crescita. La sinistra dovrà rivedere la forma del Partito democratico e forse accettare il partito in correnti, una postdemocristiana e una postcomunista, visto che la sintesi non è riuscita né con Prodi né con Veltroni. E tutto è aperto a sinistra, anche la questione Nord Sud, ora che il Sud, finora riserva dell'alleanza democratica, è tornato in massa alla scelta berlusconiana. Questo accadrà anche in Liguria, dove le prossime elezioni amministrative possono segnare la fine di un lungo dominio della sinistra e dei cattolici di sinistra sulle istituzioni. I segni premonitori in Comune, in Regione e in porto certamente non mancano. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it ) è consigliere politico di Forza Italia. 24/06/2008.

Torna all'inizio


L'elettrochoc - susanna nirenstein (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura L'ELETTROCHOC Settanta anni fa le leggi razziali italiane Obiettivo: l'uomo nuovo fascista antisemita Parla Marie-Anne Matard-Bonucci: "Così Mussolini voleva rivitalizzare il regime totalitario e trasformare il carattere della popolazione" Un saggio della studiosa francese sottolinea la mèta del dittatore: trasformare i cittadini in uomini capaci di odiare il nemico Il Duce nel costruire ex-novo la dottrina antiebraica nostrana, pensa al successo di Hitler, ma vuol presentarla come ideologia made-in-Italy SUSANNA NIRENSTEIN Il 15 luglio 1938, esattamente settanta anni fa, sul Giornale d'Italia usciva un testo anonimo poi passato alla storia come il Manifesto della razza, redatto, come si seppe pochi giorni dopo, da dieci scienziati, voluto dal Capo, il Duce. Il 25 luglio il Partito fascista fa sua ufficialmente l'idea che gli "ebrei non appartengono alla razza italiana". Il 5 settembre partono i primi provvedimenti antisemiti; leggi dure, più ancora di quelle naziste di Norimberga. I bambini e i ragazzi ebrei vengono espulsi dalle scuole, e così i professori; molti professioni e impieghi sono vietati; il patrimonio limitato, più tardi proibito e espropriato; gli ebrei stranieri, in gran parte rifugiati, costretti ad andarsene. Lo scandalo avrebbe dovuto essere enorme: non sono dispositivi lievi, "all'italiana", "di facciata". Invece non vi furono proteste, se non quelle degli ebrei. La normativa antisemita applicata meticolosamente, porterà alla miseria, all'emigrazione, al suicidio; il tragitto si concluderà con la deportazione e la morte di 7.658 ebrei, un quarto di una comunità di 32.200 persone presenti nel '43, contando quelli delle isole del mar Egeo sotto il dominio fascista. Questi, in pochissime e scarne parole, i fatti. Ma passiamo alle considerazioni. Come fu possibile una svolta tanto brutale che colpiva, con rapidità ed efficienza, una collettività così profondamente integrata? Gli ebrei, dall'Unità in poi, avevano partecipato attivamente e con soddisfazione reciproca alla vita dello Stato, alle guerre, alla cultura, all'economia. E perché poi una popolazione non ostile agli ebrei, fu testimone silenziosa e spesso complice dell'esclusione e della vessazione? Domande universali, le stesse a cui vuole dare risposta Marie-Anne Matard-Bonucci, docente all'Università di Grenoble II, nel suo L'Italia fascista e la persecuzione degli ebrei (il Mulino, pagg. 514, euro 29). Il cuore del suo ragionamento è che il "momento antisemita" italiano, in rottura netta con la tradizione liberale ed anche con quella fascista, rispose alle necessità congiunturali di un regime, in affanno di consenso, che aveva bisogno di rivitalizzare la dinamica totalitaria con una mobilitazione aggressiva diretta a creare l'uomo nuovo fascista. Professoressa, le leggi nacquero oppure no da un sostrato antisemita già presente nei geni del fascismo come ha sostenuto lo storico Michele Sarfatti? "Dopo l'Unità d'Italia, la storia degli ebrei è più che altro una storia di integrazione. I sentimenti avversi esistono, ma sono molto meno importanti che in altri paesi. Il fascismo non è antisemita né quando arriva al potere, né nei suoi programmi successivi, se non nelle frange estreme. Persino un antisemita filotedesco come Giulio Cogni, nel '36-'37, scrive che l'antisemitismo è inimmaginabile in Italia. Chi avesse nutrito un'ideologia del genere, semplicemente non sarebbe stato in linea col Partito. Sarfatti ha dato un contributo notevole alla storia dell'antisemitismo fascista, ma insiste su una continuità ideologica su cui non sono d'accordo". Allora lei si sente più vicina a De Felice, che poneva l'accento sulla decisione di Mussolini di dare una "coscienza razziale" all'Italia per trasformarla in una "grande potenza" formata da cittadini che si sentissero "superiori" e determinati ad imporsi con la forza? "De Felice ha scritto il primo fondamentale libro di storia dell'antisemitismo fascista, ma forse ha sottovalutato l'importanza e la durezza dell'applicazione delle norme e della persecuzione. A volte riprende gli argomenti spesi dagli stessi fascisti nel '38, come quello della continuità dell'antisemitismo con il razzismo coloniale". Furono due fenomeni separati? "Credo che la grave politica applicata in Etiopia da un punto di vista ideologico appartenga a un altro registro. Contro i neri si sviluppa una teoria di inferiorità dell'altro. Nell'antisemitismo c'è una spinta diversa, la paura dell'altro, visto come un uguale, anzi, quasi superiore. I due razzismi si avvicinano (e qui concordo con De Felice) solo perché vogliono trasformare il carattere dei cittadini, compiere una rivoluzione antropologica e fabbricare l'italiano nuovo, capace, come dice Mussolini, di "odiare il nemico". Un aspetto che ritroviamo nella lotta al "pietismo" verso gli ebrei: chi veniva considerato un "pietista", chi dimostrava qualche solidarietà, era buttato fuori dal Partito". Quanto influì invece la Germania? "Penso che il suo peso sia stato sottovalutato. E' vero che Berlino non fece pressioni, ma già nel '36 la fascinazione per la Germania è forte. L'Italia nel costruire l'antisemitismo di stato pensa al successo che questo aveva avuto e aveva in Germania, anche se vuole presentarlo come un'ideologia made in Italy. Al contrario c'è una sorta di trasposizione culturale e solo poco a poco, con il concorso degli intellettuali e dei politici che si sentono chiamati a un compito prioritario, si definirà una dottrina italiana. All'inizio si guarda alla Germania". Le leggi furono più dure di quelle di Norimberga. Perché? "Per la volontà di radicalizzare il sistema politico, di creare una società totalitaria, di avere degli italiani capaci di tagliare i legami affettivi, professionali e mettersi nella posizione dei persecutori. Per la determinazione di chiudere con una tradizione di umanitarismo, per trasformare, ripeto, il carattere della popolazione. Mussolini è stato in Germania ed è tornato impressionato dalla velocità del cambiamento, dalla compattezza della società: allora decide di accelerare la metamorfosi del suo paese con una specie di elettrochoc. E, questo è il fatto "straordinario", il suo messaggio, nel regime totalitario, funziona: in poco tempo gli ebrei diventano dei paria". Alcuni storici lo giudicano un totalitarismo imperfetto, dove accanto al Duce ci sono comunque un Papa e un Re. "Non era perfetto, compiuto, ma il progetto totalitario di Mussolini era chiaro: concepito fin dalle origini, ebbe fasi alterne. Lo stesso Mussolini alla fine rimpiangeva di non aver trasformato come voleva il popolo italiano e vedeva nella Chiesa uno dei fattori frenanti più forti. Comunque né il Papa né il Re si opposero alle leggi razziali, e questa per il fascismo fu una vittoria su Vaticano e monarchia". Le leggi furono declinate secondo un parametro biologico, come quelle tedesche. Ma si prevedevano i "discriminati", i meno colpiti, per meriti patriottici. Come si combinano le due cose, l'anima biologica e quella ideale, che si rifaceva alla storia comune, alle guerre? "I discriminati ci dicono delle difficoltà che il regime sentiva di avere. L'impostazione biologica all'inizio è quella prevalente. Poi gli intellettuali cercano di appropriarsi del discorso razziale declinandolo in vari modi, meno tedeschi: l'importante è allinearsi, partecipando attivamente. Evola, pur riferendosi a quello biologico, imposta un razzismo "spirituale" più vicino al progetto di rivoluzione antropologica. Altri, come Giacomo Acerbo e Vincenzo Mazzei, lo rivestono di nazionalismo. Altri ancora cercano i fondamenti nella tradizione cattolica". Quanto contò il secolare antigiudaismo cattolico? "Poco o niente nella decisione. Molto per la tradizione culturale su cui si sarebbe potuto contare in seguito. Sarebbe assurdo affermare che l'antisemitismo sia arrivato su un terreno vergine. Nel momento delle leggi però, al contrario, ci fu la volontà di chiudere con l'umanitarismo cattolico". La propaganda, lei racconta, si fermò quasi subito, nei primi mesi del '39. Come mai? "Perché l'antisemitismo del '38 è strumentale, serve a rilanciare la macchina totalitaria. Dopo si presentano altri fronti, e ben presto la guerra. L'argomento sembra esaurito, anche perché non era mai stato concepito per mobilitare le masse, ma piuttosto le élite". Il segno di riconoscimento. Lei sottolinea che la stella gialla non fu imposta per "paura di una riprovazione pubblica". Dunque la coesione conquistata da Mussolini non era così totale. "Capire cosa pensava la gente è sempre difficile. I rendiconti dei prefetti lasciano intravedere la perplessità della popolazione. La società non ancora come Mussolini desiderava. Per questo la vuole trasformare. Dovete imparare a odiare il nemico, dice, lo ripeto: e nel '37-'38 l'ebreo è il solo nemico pensabile perché tutta l'Europa di destra lo sta disegnando come tale. L'altro nemico non c'è più: o è in carcere, o al confino, o all'estero". Gli italiani accettarono le leggi e le applicarono. "La società aveva capito che l'antisemitismo era una scelta politica importante a cui non ci si poteva opporre. Era un passo identitario per il regime e si impose per la sua forza definitiva e spietata".

Torna all'inizio


Fethullah gülen primo del mondo - marco ansaldo (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura Secondo la classifica di "Foreign Policy" e "Prospect" l'intellettuale turco è il più influente e con più seguito FETHULLAH GÜLEN PRIMO DEL MONDO Filosofo, uomo di religione, ha scritto sessanta libri ed è oratore di grande efficacia MARCO ANSALDO L'intellettuale più influente del mondo? Un turco. Potrebbe sorprendere la scelta fatta congiuntamente da due riviste internazionali, Foreign Policy e Prospect. Tanto per dire, lo scorso anno, a ottenere il riconoscimento fu l'americano Noam Chomsky che prevalse di poco sull'italiano Umberto Eco. Ma non per chi conosce la potenza sottile, la ramificazione straordinaria, la pervasività del messaggio di una delle personalità meno note e più controverse di questo primo scorcio di millennio: il predicatore islamico Fethullah GÜlen. Filosofo, religioso, autore di 60 libri, oratore di sermoni capaci di toccare le corde più profonde dell'anima e spesso di portare alle lacrime il suo uditorio, GÜlen è conosciuto soprattutto come fondatore di scuole islamiche. Il suo movimento si basa sulla cooptazione volontaria di decine di migliaia di adepti, in grado di insegnare e coordinare centinaia di scuole che portano il suo nome, di università, associazioni, unioni, lobbying e gruppi studenteschi. Non solo in Turchia. Ma in almeno 90 paesi fra Europa, Medio Oriente, Asia, Africa e Nord America. Il loro segreto? L'istruzione. Anche laddove mancano le strutture e l'insegnamento, infatti, le scuole di Fethullah GÜlen sono presenti. Attive. Pronte ad aiutare anche materialmente i bisognosi. Fondate sulla fede musulmana, sono però aperte a tutti. In Italia, il gruppo di GÜlen è ancora poco conosciuto. Eppure decine di suoi alfieri, gentili, umili, l'aspetto quasi dimesso, i modi felpati tipici del loro leader, si preparano a uno sbarco tutt'altro che in grande stile quanto invece sottotono, eppure capillare. "Noi seguiamo tutto con attenzione", diceva a Roma poche settimane fa uno dei loro emissari prima di rientrare a Milano, con un sorriso disarmante. E anche se pochi lo ricordano, quasi dieci anni fa GÜlen fece un'unica visita in Italia. Anzi, in Vaticano. Accolto da Papa Wojtyla, che non volle far mancare la sua parola di attenzione verso un uomo di altra fede, però talvolta avversato in patria. Sì, perché Fethullah GÜlen, nato a Erzurum, nell'est turco, oggi 67enne e non più in buone condizioni di salute, vive da dieci anni in esilio volontario negli Stati Uniti. Nonostante il largo numero di seguaci, il predicatore turco è avversato da una consistente fetta di secolaristi che ne contestano la figura umanistica propagata dai fedelissimi islamici e temono che in realtà voglia trasformare il sistema laico in una teocrazia. Prosciolto dalle accuse, da allora guida con sapienza il suo impero finanziario, avvalendosi di una galassia editoriale e di un quotidiano turco di ottima fattura grafica e contenutistica, Zaman, che strizza l'occhio al governo islamico moderato del premier Erdogan, ed è largamente presente all'estero con un'edizione in lingua inglese.

Torna all'inizio


Il laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Il laico di centrosinistra Volpi: certamente potremmo segnalare evidenti elementi di incostituzionalità.

Torna all'inizio


Slitta la decisione del Csm sul salvapremier Si attende il voto del Senato sul pacchetto sicurezza. Evitando il muro contro muro (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Slitta la decisione del Csm sul "salvapremier" Si attende il voto del Senato sul pacchetto sicurezza. Evitando il muro contro muro di Massimo Solani / Roma PRENDERE TEMPO, far placare gli animi e lasciare che si posino le polemiche che la maggioranza e il governo continuano ad alimentare. Attacchi a testa bassa di cui il Csm è diventato il nuovo bersaglio dopo l'Anm e le toghe del Tribunale milanese che stanno processando il premier Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. È con questa strategia in testa che ieri il Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di temporeggiare su entrambi i fronti aperti, in una giornata solo apparentemente interlocutoria, rinviando ad oggi sia la discussione sulla bozza di parere relativa alle norme contenute nel decreto sicurezza che quella sulla pratica a tutela dei magistrati milanesi. E se la prima commissione ha deciso di acquisire altra documentazione sugli strali del premier (l'istanza con cui il presidente del Consiglio ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus, il parere della procura generale di Milano negativo sulla ricusazione e lo stenografico della seduta del Senato in cui il presidente Schifani ha dato lettura della lettera del premier) la sesta commissione si è aggiornata ad oggi senza che mai fosse posata sui tavoli la bozza redatta dai consiglieri togati Fabio Roia e Livio Pepino e finita al centro della bufera per le indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi sull'incostituzionalità delle norme blocca processi contenute negli emendamenti Vizzini e Berselli. "Un rinvio dettato dal buon senso - spiegava ieri uno dei consiglieri sfuggendo alla consegna del silenzio tacitamente adottata da tutti - nella speranza che il clima torni più sereno. E poi domani (oggi ndr) il Senato approverà la legge di conversione del decreto sicurezza e potremo finalmente discutere sul testo definitivo che sarà esaminato alla Camera". Di certo, sulla decisione di far slittare di un giorno la discussione della bozza di parere (che c'è, nonostante le smentite del vicepresidente Nicola Mancino, ed è rimasta fra i fascicoli di Pepino e Roia) ha pesato il tentativo di superare il clima di contrapposizione che potrebbe essere il primo passo di uno scontro aperto fra i consiglieri laici del centrodestra e il resto del consiglio. "Perché se è quasi scontato il loro voto contrario quando il loro parere sarà sottoposto al Plenum - spiegava uno dei membri della commissione al termine della seduta di ieri - quel che conta è ponderare bene i termini e i contenuti del documento in modo da non arrivare al muro contro muro e all'ostruzionismo". Ora che la legge approda alla Camera Palazzo dei Marescialli potrà tranquillamente far slittare alla prossima settimana, come sembra inevitabile, la discussione sul contestato documento. Che quasi sicuramente conterrà un doppio "semaforo rosso": sia sulla costituzionalità delle norme blocca processi (ma sotto alla lente d'ingrandimento ci sarà anche l'aggravante di clandestinità) che sulla presunta "invasione di campo" su una materia come gli "interventi amministrativi nelle materie di ordinamento giudiziario e su ogni altra questione inerente all'amministrazione della giustizia" (citazione testuale dal regolamento per le competenze della sesta commissione), che spetta soltanto al Csm. Questioni che saranno affrontate oggi in una seduta pomeridiana che si preannuncia lunga e tesa. Anche per questo ieri il presidente della sesta commissione, il laico di centrosinistra Mauro Volpi, ha proposto di rimandare di ventiquattro ore la discussione richiamando i membri al silenzio con la stampa e ad un comportamento idoneo a non creare altre tensioni. Ma su una cosa Volpi è stato chiarissimo: il Csm ha tutto il diritto di formulare il proprio parere. "Qualsiasi giudice può sollevare questioni di legittimità costituzionale - ha infatti spiegato - Che il Csm non possa segnalare un'evidente violazione della Costituzione mi pare insostenibile. Tanto più quando si tratta di un emendamento che è sfuggito al vaglio preventivo di costituzionalità".

Torna all'inizio


Durissimo attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana" Nella manovra c'è demagogia e beneficenza (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Durissimo attacco al governo dal settimanale cattolico "Famiglia cristiana" "Nella manovra c'è demagogia e beneficenza".

Torna all'inizio


ENZO SICILIANO OLTRE L'IMPEGNO (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-06-24 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Elzeviro Dieci anni del suo "Diario italiano" ENZO SICILIANO OLTRE L'IMPEGNO di ANTONIO DEBENEDETTI Il volume "Enzo Siciliano: Diario Italiano 1997-2006. Una scrittura civile" (Giulio Perrone Editore) sarà presentato oggi (ore 18) alla Casa delle Letterature di Roma. Interverranno Andrea Caterini, Arnaldo Colasanti, Andrea Gareffi, Raffaele Manica, Giorgio van Straten. Saranno presenti Antonio Debenedetti, Alain Elkann, Enzo Golino, la redazione di "Nuovi Argomenti". I l personaggio evocato con maggiore tenerezza? Attilio Bertolucci, in una calda giornata d'estate, con il cappello di panama in testa e una sciarpa di lana al collo mentre il figlio Bernardo e lo stesso Enzo vanno a caccia di granchi. Il personaggio raccontato con più rimpianto? Senza dubbio Moravia che il mattino, all'ora del primo caffè, quando Enzo è ancora tuffato nel sonno, telefona e chiede con allegra vitalità: "Ciao. Che succede?" L'amico, quasi coetaneo, descritto con più affettuosa complicità? Cesare Garboli amatissimo dalle ragazze mentre imita, senza accorgersene come per un naturale omaggio alla letteratura, le voci di Bassani e Soldati. E poi Tondelli, e Ottieri, e Raboni... Ma i ricordi palpitanti, nati da un rimpianto dell'intelligenza e insieme del cuore, non sono tutto. La formazione crociana, la militanza comunista posta in crisi dai fatti di Ungheria, l'incontro con l'anticonformismo moraviano, il laicismo quale risposta a un'educazione perbenista e piccolo borghese, rivivono infatti dietro ogni pagina dell'autobiografia intellettuale di Enzo Siciliano e dunque di quest'opera specchio d'un carattere e di una vita. Perché questo sono in primo luogo i tre volumi del Diario italiano 1997-2006 curati, a due anni dalla morte del loro autore, dal giovanissimo, appassionato, Andrea Caterini (Giulio Perrone Editore, pagine 500, € 24 ). Sulle pagine di "Nuovi Argomenti ", la rivista moraviana di cui fu prima redattore e poi direttore, Siciliano è venuto tenendo dal 1991 un suo Diario. Le prime sei annate erano già state raccolte in volume. Rimaneva questo ultimo, ampio materiale che segue lo scrittore fino ai suoi ultimi giorni, riportandone i giudizi e i pensieri estremi. Pagine, come ora si avrà modo di verificare, che nascevano dall'intrecciarsi d'una passione civile al calor bianco con i giudizi del lettore di professione, con i rovelli dell'uomo di lettere che viveva anche i piccoli fatti d'ogni giorno specchiandoli nei libri. A loro chiedeva di spiegare una realtà che spesso gli appariva buia, imbarbarita. Enzo era un uomo che, pur tenacemente legato alla famiglia, si angosciava, palpitava per ogni evento pubblico. Di più. Dalla lettura del Diario emerge, cosi da stupire persino i suoi amici, l'inatteso: pur conducendo un'intensissima vita sociale, Enzo diffidava infatti della mondanità. Ne aveva timore, prediligendo quell'affettuosità e calore che gli snob non conoscono. Non c'è mondanità, a esempio, nel racconto (divertentissimo) di Miss Flash come veniva soprannominata la giovane Laura Betti, che riceve Enzo mentre nelle stanza accanto un divo del cinema (all'epoca notissimo) sta rinfilandosi i jeans. Nelle pagine del Diario la scrittura talora prigioniera d'una eccessiva eleganza, che Siciliano viene distillando dall'esperienza rondista, si fa più snella e più diretta. Si contagia della vivacità del parlato. Pare cosi, a chi lo abbia frequentato, di sentire Enzo con quell'emozione nella voce che lo sorprendeva discorrendo degli amici. Nasce così il bel profilo di Dario Bellezza. Leggendolo sentiamo oltretutto quanto ci manchi un critico capace di far percepire, senza bisogno di stentorei pronunciamenti, che il "maledettismo " d'un vero poeta altro non è se non l'espressione d'un più caldo amore della vita. \\ Un intreccio scarno e elegante di eventi letterari e di fatti politici.

Torna all'inizio


Top Ten del pensiero: tutti musulmani (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-06-24 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Religioni / 1 I 100 intellettuali più influenti del pianeta secondo due riviste, americana e inglese Top Ten del pensiero: tutti musulmani Vince Fethullah GÜlen. Chomsky undicesimo, primo degli occidentali di CECILIA ZECCHINELLI N ove anni fa, mancava poco all'inizio del nuovo millennio, centinaia di migliaia di fax, lettere, email si riversano sulle scrivanie di Time Magazine sostenendo che l'"uomo del secolo" era senza il minimo dubbio Mustafa Kemal, detto AtatÜrk. Perfino nella categoria "musica", il Padre della Patria ottenne più voti di Bob Dylan. Che poi la rivista americana abbia deciso di attribuire ad Albert Einstein l'onore (e la copertina del 31 dicembre 1999) non sembra aver demoralizzato i turchi. Tanto che il nuovo sondaggio lanciato in aprile da due pubblicazioni prestigiose seppur meno popolari - la statunitense Foreign Policy e la britannica Prospect - si è chiuso ieri con un risultato decisamente inatteso ma (a posteriori) spiegabile. Alla domanda "chi sono oggi i 100 intellettuali più influenti del pianeta?", i 500mila e oltre che hanno risposto nel mondo hanno scelto come Numero Uno un nome sconosciuto a (quasi) tutti: Fethullah GÜlen. E dopo di lui, nella Top Ten, seguono solo pensatori musulmani. Per trovare intellettuali occidentali si deve arrivare all'undicesimo posto (il linguista liberal americano Noam Chomsky, già vincitore del primo analogo sondaggio nel 2005), seguito dall'(ex) politico oggi ecologista Usa Al Gore, dall'orientalista ebreo anglo- americano Bernard Lewis, da Umberto Eco (14Ë?e unico italiano insieme al giornalista Gianni Riotta, 79Ë?). In realtà, dice al Corriere uno dei maggiori esperti di Islam, il francese Olivier Roy (piazzatosi 66Ë?),GÜlen è tutt'altro che uno sconosciuto: "Sufi, sostenitore di una religione moderata e con forti valenze sociali, carismatico al punto di essere quasi un guru - dice Roy - ha milioni di seguaci in Turchia e non solo. Ha aperto scuole in Asia Centrale e nel Caucaso, scritto 60 opere di successo, incontrato Giovanni Paolo II: nel suo universo è ormai una celebrità ". Ma anche al di fuori del loro universo, leggi in Occidente, sono molto conosciuti altri nomi tra i primi dieci. Dal "banchiere dei poveri" e inventore del microcredito, l'economista del Bangladesh Muhammad Yunus (arrivato secondo), al telepredicatore di Al Jazeera nonché presidente del Consiglio mondiale delle Fatwa, l'egiziano Yusuf Al Qaradawi (terzo). Dallo scrittore e premio Nobel Orhan Pamuk (un altro turco, per altro musulmano solo di nascita), classificatosi quarto, al controverso teologo e accademico svizzero-egiziano Tariq Ramadan (ottavo) fino alla prima donna degli eletti, decima, ovvero l'avvocatessa e anche lei premio Nobel, l'iraniana (per altro laica) Shirin Ebadi. "è vero, siamo stati sorpresi: all'inizio le preferenze si erano concentrate sullo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa e sull'ex campione di scacchi e oggi dissidente russo Garry Kasparov, poi è arrivata la valanga di voti a favore di GÜlen e abbiamo pensato a una manipolazione elettronica del sondaggio - ci dice Tom Nuttall, il caporedattore di Prospect che ha seguito il progetto -. Ma abbiamo controllato, ed era tutto regolare. E abbiamo scoperto che è stata la pubblicità alla nostra iniziativa sul primo quotidiano turco, Zaman, vicino al movimento di GÜlen, che ha scatenato la risposta compatta dei suoi innumerevoli seguaci. Visto che ognuno poteva indicare cinque nomi, tra i cento che noi e Foreign Policy avevamo indicato, è logico pensare che chi ha scelto GÜlen abbia votato per altri musulmani". Spiegazione solo parziale, però. Perché al di là della religione d'origine (l'islam, appunto) tra il laico Pamuk e l'integralista Al Qaradawi ci sono abissi che non esistono - ad esempio - tra gli economisti Amartya Sen (16Ë?),Jeffrey Sachs (48Ë?)e lo stesso Yunus, di tre diverse religioni sulla carta ma con molto in comune. "E il sondaggio prova infatti che la mia teoria di un Islam globalizzato è fondata - continua Olivier Roy, autore di Global Muslim: le radici occidentali nel nuovo Islam (Feltrinelli, 2003) -. Nei Paesi musulmani esiste oggi una Umma, una comunità virtuale con posizioni molto differenti al suo interno tanto che abbiamo chi vota GÜlen e chi sceglie Hirsi Ali (15Ë?nel sondaggio), ma con una grande attività su Internet. E non solo sui siti musulmani o locali, ma su quelli dell'Occidente, di tutto il mondo". Persone di età e posizioni politiche diverse che in genere non si riconoscono nei regimi al potere nei loro Paesi, ma nemmeno nel laicismo militante dei nostri, che parlano più lingue, che vogliono far sentire la loro voce con un'energia decisamente superiore (soprattutto in Turchia) di quanto non avvenga (almeno in questa fase) tra gli stanchi e disincantati cittadini d'Europa. "Al di là dell'evidente stortura della vittoria di GÜlen - conclude Roy - il sondaggio dimostra pure, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia errata la teoria dello "scontro di civiltà" di Samuel Huntington (28Ë? in questa speciale classifica). Con l'eccezione forse di Al Qaradawi, i vincitori sono tutti per il dialogo". Copie del Corano disposte su un tavolo di una madrassa, una scuola religiosa, di Ghazni in Afghanistan (Sadeq/Ap).

Torna all'inizio


<L'anomalia italiana> dal 1861 a oggi e le radici laiche nei dossier della rivista (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-06-24 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE LETTERA INTERNAZIONALE "L'anomalia italiana" dal 1861 a oggi e le radici laiche nei dossier della rivista "L'anomalia italiana", con l'analisi dello storico Francesco M. Biscione, in cui vengono esposti i mali profondi e sommersi del nostro paese, a partire dal 1861, con un testo "fantastorico" di Roberto Alajmo. è il dossier centrale del numero 96 della rivista "Lettera Internazionale" che propone inoltre il dossier "Sfida della globalizzazione" ( testi di Joschka Fisher e Giorgio Ruffolo) e le "Radici laiche della Repubblica", con scritti di Ferrarotti, Coen, Ferrara, Mantello, De Martini, Manacorda e Rusconi. "Lettera Internazionale" sarà presentata oggi alle 17.30 al Centro studi italo-francesi (Piazza Campitelli 3) da Luigi Berlinguer, Federico Coen, Simona Marchini, Elio Matassi e Giorgio Ruffolo.

Torna all'inizio


L'editoriale del settimanale cattolico (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13 categoria: BREVI L'editoriale del settimanale cattolico Contro Berlusconi un editoriale critico su giustizia ("I magistrati un'ossessione") e scelte economiche ("Alle famiglie solo carità di Stato").

Torna all'inizio


Intellettuali hit parade globale di foreign policy e prospect (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Intellettuali hit parade globale di foreign policy e prospect Il maître à penser è ottomano Musulmani i primi dieci. In testa il turco Gülen. Un complotto ordito a Istanbul? Vade retro, maître à penser d'occidente. Le teste più acclamate del mondo non arrivano più dalle vetuste università d'Europa, né dai polivalenti centri del sapere d'oltreoceano. Nella top ten dei più influenti intellettuali globali quest'anno ci sono soltanto pensatori, laici o religiosi, che arrivano da paesi musulmani, a est o ad ovest della terra del Profeta. L'annuale sondaggio condotto da due riviste feticcio della cultura liberal anglosassone come Foreign Policy e Prospect parla chiaro. Le più popolari teste d'uovo dell'Ovest sono state espulse dalle zone alte della classifica. Solo undicesimo, e primo nella categoria "resto del mondo", Noam Chomsky, già vincitore nel 2005. Dietro di lui Al Gore e il grande storico Bernard Lewis. Degno di nota il quattordicesmo posto strappato da Umberto Eco, primo tra gli europei. A meno di non voler considerare anche i turchi come tali. Perché tra i primi dieci - tutti musulmani di nome o di fatto - i protagonisti sono innanzitutto loro. Hanno piazzato al quarto posto il Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk. E al primo posto il sessantasettenne Fethullah Gülen, predicatore e scrittore caro al premier Recep Tayyip Erdogan, promotore di una interpretazione modernista dell'Islam e leader del "Movimento Gülen". È lui l'intellettuale più influente del mondo. Questo almeno è il verdetto della giuria popolare, composta da circa mezzo milione di lettori-elettori. A Londra come a New York però, indispettiti dal clamoroso risultato, insinuano che vi sia sta stata una sorta di manipolazione della volontà popolare. A cambiare il corso della competizione - secondo il Prospect - sarebbe stato l'ingresso sul campo di gara del quotidiano turco Zaman , di orientamento islamico moderato, che ha guidato una campagna di mobilitazione dei lettori a sostegno di Gülen. Trascinando sulla scia gli altri musulmani, che hanno così occupato tutte le posizioni di vertice. Il direttore di Zaman Bulent Kenes esclude ogni forzatura esaltando influenza e popolarità di Gülen. Ma il direttore dello Spectator David Goohart ribatte che per quanto lo riguarda, il turco è un illustre sconosciuto. Il successo di Fethullah Gülen però - a Goohart e a molti di noi ignoto - conferma la disciplina dei suoi fedelissimi seguaci noti come "Fethullahci". E la forza di un movimento che la sociologa turca Nilufer Golen definisce "il più globale della terra". Ed è vero che Gülen ne ha fatta di strada da quando negli anni '60 predicava nelle moschee - facendo poi circolare il suo messaggio in audiocassette come Khomeini - un Islam tollerante e dialogante. Da allora ha scritto una sessantina di libri e il suo movimento - che conta oggi centinaia di migliaia di aderenti - porta ovunque nel mondo il Gülen - pensiero attraverso un impressionante network di scuole (più di 1000), associazioni studentesche e altri gruppi ispirati dal maestro. Maestro peraltro studiato anche in Occidente - perfino la Camera dei Lord di recente gli ha dedicato una conferenza organizzata dalla London School of Economics - ed elogiato come grande costruttore di ponti tra civiltà, promotore di un Islam riconciliato con la modernità. Interpretare questa classifica come l'ennesima partita "Musulmani - Resto del Mondo" può dunque essere fuorviante. Già più stimolante leggerla come competizione per la conquista dei cuori e le menti del mondo musulmano. E in questo senso Gülen ha prevalso sull'arcigno teologo di Al Jazeera Yusuf al-Qaradawi (terzo) come sul sulfureo Tariq Ramadam (ottavo). Ancora più corretto sarebbe raccontarla come una storia turca. Il caso Gülen ci appare allora - a occhio e croce - come la versione religiosa dell'affaire Pamuk. Il premio Nobel (quarto in classifica) è stato trascinato in tribunale per la sfida liberale al rigido pattriottismo kemalista che criminalizza l'insulto alla "turchitudine". Gullen - lui stesso incriminato e poi prosciolto dall'accusa di sovversione - guida il dissenso religioso contro il laicismo d'ordinanza, perno del moderno stato turco. Confronto tanto più aspro e delicato in questi giorni in cui la Turchia attende una sentenza della Corte Costituzionale che potrebbe decretare la messa al bando del partito più votato di Turchia e dei suoi esponenti politici, il presidente Abdullah Gul in primis. È probabile però che alla vigilia della ancora più attesa semifinale degli Europei di Calcio con la Germania, l'infuocato nazionalismo calcistico turco goda sopratutto nel vedere Francoforte ridotta a provincia culturale e Jurgen Habermas fuori dai primi venti. Luigi Spinola 24/06/2008.

Torna all'inizio


Csm nell'angolo sul salvapremier (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

PROCESSI Il Pd apre: "Parliamo del lodo Schifani. È costituzionale" Csm nell'angolo sul salvapremier Slitta il voto. E l'Anm non sale al Quirinale Sara Menafra ROMA Fermate i motori. Il Consiglio superiore della magistratura si prende qualche giorno per discutere il parere sul decreto sicurezza e più precisamente sull'emendamento "salva premier". Finita nell'angolo dopo la fuga di notizie sulla bozza dei relatori Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost) - che parlava esplicitamente di "incostituzionalità" della norma - la sesta commissione di palazzo dei Marescialli ha deciso di far slittare tutta la procedura: niente più calendario a tambur battente, con un primo voto ieri pomeriggio e il passaggio al plenum giovedì prossimo. Il dibattito si aprirà oggi, lasciando ampi spazi a tutti i componenti, con un primo voto entro la fine della settimana e la presentazione all'assemblea plenaria che slitta all'inizio della prossima. A proporre il rallentamento è stato lo stesso presidente della sesta, il laico di sinistra Mauro Volpi, ma tutti i commissari hanno accolto senza battere ciglio. I più convinti dell'alt sono quelli che puntano sul voto del plenum per una bocciatura netta. Spaventati da una spaccatura che rischia di isolare la sinistra interna, Md, Movimenti e laici di sinistra si augurano invece che votare più in là serva a far dimenticare il nervosismo del Quirinale. E ad ottenere un "no" che sia quasi unanime. La brusca frenata, accompagnata dalla smentita domenicale di Nicola Mancino sulle anticipazioni di stampa, è stata vivamente apprezzata dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, un po' preoccupato dagli attacchi del Pdl che già parla della riforma del Csm, un po' infastidito dalla "prematura" bocciatura di un testo che lui si appresta a controfirmare, seppur obtorto collo. Recepito il segnale, anche la prima commissione ha tirato il freno. Oggi avrebbe dovuto avviare la discussione sulla pratica a tutela della procura di Milano, avviata in seguito alla lettera di Berlusconi a Schifani, in cui accusava i magistrati meneghini di essere giudici di "estrema sinistra" che hanno intentato un processo contro di lui "per fini di lotta politica". Su proposta del laico di centrodestra Gianfranco Anedda, il presidente della commissione Antonio Patrono ha deciso di fermare la valutazione del parere che egli stesso aveva elaborato. Prima di affrontare il merito, i commissari acquisiranno l'istanza di ricusazione degli avvocati del cavaliere, nei confronti della presidente del collegio, Nicoletta Gandus e il parere negativo del pg di Milano Laura Bertolè Viale (la discussione nel merito del tribunale di appello di Milano è stata fissata al prossimo 11 luglio). In più, prenderanno il resoconto stenografico della seduta del senato in cui il presidente Schifani ha letto la lettera di Berlusconi, le dichiarazioni del premier circa la magistratura italiana colpevole di voler "sovvertire" il risultato del voto, e, infine, l'appello firmato da Nicoletta Gandus nel 2006, in cui si chiedeva al futuro governo di abolire le leggi ad personam approvate dal governo Berlusconi. Il leit motif è lo stesso della Sesta, ci vorrà un po' di tempo: si sa già che la riunione in calendario per questa mattina si occuperà di tutt'altro e che, semmai, si tornerà a parlare della procura di Milano giovedì prossimo. Dal canto suo, frena anche lo stesso presidente della repubblica. L'incontro chiesto dall'Associazione nazionale magistrati per ora non c'è: più opportuno, si dice dal Quirinale, aspettare che palazzo dei Marescialli dica quel che pensa con tutto il tempo necessario. Sulla base di quel parere, si terrà l'incontro. Quella che corre, rapidissimamente, è la discussione sulla salva premier. Questa mattina, alle 11, l'aula del senato è convocata per le dichiarazioni finali e il voto conclusivo. Quindi, il testo passerà alla camera dei deputati. La maggioranza punta a votare tutto entro i primi dieci giorni di luglio, con largo anticipo sulla scadenza del decreto, che arriverà il 25. Tempi strettissimi, eppure c'è chi spera ancora in una mediazione che metta da parte il blocco totale dei processi, per approvare solo il Lodo Schifani. Lo dice l'Udc Pierferdinando Casini, lo spiega il presidente dei parlamentari (sempre Udc) Michele Vietti - "Per non infilarsi in un vicolo cieco, conviene ragionare senza pregiudizi sulle garanzie per i vertici istituzionali, evitando di destabilizzare l'intero sistema processuale" - e un'apertura l'ha fatta anche nel responsabile giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. Che anche ieri ripeteva quel che dice almeno da sabato scorso: "Bisogna partire da una riforma complessiva della giustizia, ma di una tutela per le alte cariche dello stato si può discutere". Il problema, difficilissimo da spiegare al Pdl, è la forma: "Nessuna trattativa sotto banco, discutiamone a viso aperto".

Torna all'inizio


Liturgia anche qui ratzinger ripropone l'antico rito (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Liturgia anche qui ratzinger ripropone l'antico rito In mano o sulla lingua? L'ostia divide la Chiesa In piedi o in ginocchio? Sulla mano o sulla lingua? Il dilemma - per nulla effimero - riguarda la modalità con la quale ricevere l'eucaristia. Dilemma sostanziale per la vita di fede. Perché, se è sempre valido l'antico adagio lex orandi lex credendi (dimmi come preghi e ti dirò cosa credi, potremmo liberamente tradurre), allora è evidente che le regole intorno alla liturgia, alla modalità con la quale si prega e ci si accosta al sacramento, non sono un optional da attendere o disattendere a piacimento, quanto elemento fondamentale e determinante per la stessa fede. Del resto, se così non fosse, non si giustificherebbe la ripetuta attenzione di Benedetto XVI (dipanata goccia a goccia) per la liturgia: il motu proprio Summorum Pontificum che ha ripristinato l'antico rito di San Pio V rivisto nel 1962 da Giovanni XXIII, un rito che, secondo quanto ha detto il cardinale Dario Castrillon Hoyos a Londra la settimana scorsa nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Latin Mass Society , il Papa vorrebbe che "tutte le parrocchie fossero in grado di celebrare"; la riproposizione della croce nel mezzo dell'altare, retaggio dell'"orientamento a Oriente" delle liturgie dell'epoca apostolica; gli abiti liturgici di foggia e taglio rigorosi riproposti in vece di più moderne vesti; e, infine, una delle decisioni più discusse tra i liturgisti d'ogni scuola: dalla recente festa del Corpus Domini e dal viaggio apostolico a Santa Maria di Leuca e Brindisi, coloro i quali si accostano all'eucaristia per le mani del Papa, la debbono ricevere sulla lingua e in ginocchio, così come si usava fare prima della riforma postconciliare. Allora, infatti, l'eucaristia veniva distribuita ai fedeli che si inginocchiavano davanti alla balaustra che separava la zona dell'altare da quella dell'assemblea. La discussione intorno alla modalità tramite la quale ricevere l'eucaristia è oggi ancora calda. Così come qualche decina d'anni fa quando, secondo taluni in parziale disaccordo coi dettami del Vaticano II e in particolare con lo spirito del primo documento emanato dall'assise conciliare - ovvero la costituzione Sacrosanctum concilium dedicata, appunto, alla sacra liturgia - alcune conferenze episcopali (compresa quella italiana) si adoperarono per far sì che nelle chiese del mondo i fedeli ricevessero l'eucaristia in piedi e sulla mano, così come prima di allora mai era accaduto. A Benedetto XVI, tuttavia, non interessa un ritorno al passato fine a se stesso quasi a voler proporre un conservatorismo di chiusura vecchio stile. Egli, semmai, intende ricordare che, soprattutto in campo liturgico, come anche in quello esegetico, ecclesiologico etc, essere riformatori significa riattualizzare il passato in un'ottica di continuità. Per questo insiste col rigore liturgico. Per questo, ad esempio, vuole riaccogliere in seno alla Chiesa i lefebvriani esigendo da loro non l'accettazione del nuovo rito, quanto quella di tutti i testi conciliari. Per questo approva, dopo mesi di attesa (ma comunque approva), gli statuti dei neocatecumenali chiedendo loro, all'opposto dei lefebvriani, soltanto maggiore rigore liturgico: dovranno ricevere la comunione in piedi, attorno all'altare, senza più rimanere seduti come avveniva prima. La liturgia, per il Papa (vecchio o nuovo rito che sia), è il centro della vita di fede e, dunque, deve essere vissuta con rispetto, in continuum con il passato, secondo regole e precetti certi, senza abusi d'ogni sorta. E così deve essere vissuto il momento solenne della ricezione del corpo di Cristo. Il Papa, insomma, dando l'eucaristia sulla lingua ai fedeli, ha voluto offrire un segnale. La cosa ha fatto e fa discutere non solo i liturgisti, i cerimonieri papali, i capi dicastero della curia romana e i teologi. Ma anche la base. Il web ne è una viva testimonianza. Dice sul network totustuus.it un certo Panfilo: "Sono sempre stato contrarissimo a ricevere l'eucaristia in mano e ho fatto "obiezione di coscienza" non prendendola finora, dato che tutti si sono conformati alla nuova moda (e io passo da ribelle). Mi domando comunque quando sia nata questa direttiva e soprattutto il motivo che ne era alla base (che non riesco a capire)". Gli risponde Sara: "In effetti me lo sono domandato anch'io per un bel po', poi ho fatto ricerche e ho scoperto che nel 1989 la Cei, con il decreto "Sulla comunione eucaristica", decise di autorizzare questa modalità in Italia, prevedendo prima un tempo in cui si potessero istruire correttamente i fedeli sul "come"". Già, ma perché la Cei prese una simile decisione? Su tutelaeucarestia.org la spiegazione è storica: si cita Henri Leclercq che nel suo Dictionaire d'Archeologie Chretienne dice che la comunione sulla mano è pratica antica ma non in uso nella Chiesa, quanto nell'eresia araiana (non credevano nella divinità di Gesù) e nestoriana (non riconoscevano le due nature di Cristo). La convinzione della Chiesa, invece, è sempre stata la seguente: dalla cosciente certezza e dalla tangibile fede nella presenza di Cristo veramente in carne e ossa nascosto dietro i veli della materia, non può non nascere l'adorazione, e l'adorazione interiore non può e non deve rimanere intimistica sensazione, deve essere forma, esteriorità riempita dal cuore. Di qui il costante osteggiare il permesso di ricevere l'eucaristia sulla mano anche perché, come disse il Concilio di Trento, al di là di poche eccezioni, nella Chiesa di Dio fu consuetudine costante che i laici ricevessero la comunione dai sacerdoti, mentre i sacerdoti si comunicavano da sé. Si tratta d'una consuetudine che spinse San Tommaso a scrivere: "Nessuno la tocchi (l'eucaristia), tranne chi è stato consacrato; dunque anche il corporale e il calice sono consacrati, e si necessita delle mani di un sacerdote per toccare questo sacramento"; e che venne inserita da san Pio X nel suo Catechismo. Nemmeno il Nuovo Messale Romano la abrogò, tanto che all'articolo 117 si legge che il comunicando "tenens patenam sub ore, sacramentum accipit". Ma allora come si arrivò al 1989? Come fu possibile che, d'un tratto, anche in Italia come in altre parti del mondo i fedeli (tranne alcune eccezioni) si trovassero a ricevere l'eucaristia in fila indiana e sulla lingua? Occorre tornare agli anni sessanta: la comunione sulla mano venne diffusa nei circoli cattolici olandesi, quelli dai quali uscì l'eretico "Catechismo olandese". A tali errori si oppose Paolo VI, esortando con fermezza a restare fedeli alla comunione sulla lingua. Soltanto in aree dove si era già sviluppato l'uso, il che vale a dire solo in Belgio e Olanda, il Papa concesse che le conferenze episcopali vagliassero e controllassero con scrupoloso occhio clinico la situazione e, dietro votazione dei due terzi dell'assemblea dei vescovi, prendessero eventualmente la decisione di concedere anche (ma non soltanto) la possibilità di ricevere l'eucaristia sulla mano. In Italia vi furono, anni dopo, nel 1989, tre votazioni. Le prime due diedero esito negativo: i vescovi bocciarono la proposta dell'eucaristia sulla lingua. Ma poi gli uffici liturgici della Cei riproposero la votazione una terza volta. Alcuni dicono che, complice l'assenza per mal di denti (proprio così) dell'oggi arcivescovo emerito di Genova, il cardinale Giovanni Canestri, uno dei più strenui oppositori della proposta, il fronte cosiddetto conservatore si squagliò e, con grande sorpresa anche di Giovani Paolo II, la Cei approvò la nuova prassi. Dunque, un passo in avanti inatteso e contro il quale a nulla valsero gli allarmi lanciati, negli anni seguenti, da diversi porporati. Uno su tutti, nel 2003, quello del cardinale Antonio Maria Javierre Ortas: "È impossibile per un prete - disse - controllare che l'ostia venga deglutita". Ancora oggi i semplici fedeli di queste difficoltà ne parlano sul web. Scrive un certo Lucio: "Nella festività del Corpus Domini il sacerdote ha somministrato la comunione sotto le due specie, intingendo l'ostia nel vino e distribuendola a tutti i fedeli in modo tradizionale (non nella mano). Perché? È ovvio! Per evitare che tracce del Sangue di Cristo restassero nella mano. Perché allora non c'è la stessa preoccupazione per il corpo di Cristo quando viene distribuito solo sotto la specie dell'ostia? È vero che il rischio è più remoto, ma non è nullo". Dunque i fedeli ne parlano, anche se la possibilità che tutti tornino (almeno in Italia) al passato non sembra oggi possibile. Benedetto XVI ha lanciato durante la festa del Corpus Domini e nel viaggio in Puglia due piccoli segnali. I sacerdoti di tutto il mondo possono trarne esempio, se vogliono. 24/06/2008.

Torna all'inizio


Tornare nomadi anche senza muovere un passo dalla propria città, persino senza us (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di PIER PAOLO MOCCI "Tornare nomadi anche senza muovere un passo dalla propria città, persino senza uscire fisicamente dalla propria casa. Tornare nomadi per cercare e contemplare la Verità, per lasciare le nostre case, i nostri templi di pietra, la nostra pesante condizione di "sani", di "buoni", per recuperare tenda e sacco a pelo, carte, bussola, borraccia, i-pod e camminare cantando e ballando verso la felicità". È un passo dell'ultimo libro di Paolo Giuntella, il quirinalista della Rai scomparso un mese fa e ricordato ieri pomeriggio in un incontro-convengno alla Stampa Estera, gremita per l'occasione da amici, familiari, colleghi giornalisti, politici, scout e mondo cattolico. Ma ieri c'erano anche tanti "illustri sconosciuti" che, per una vita, avevano seguito Giuntella come esempio prendendo a modello i suoi scritti, le sue relazioni e le sue riflessioni da "povero laico cristiano" - come amava definirsi - per il proprio stile di vita. Una commemorazione ricca di spunti che è stata anche l'occasione per la presentazione del volume L'aratro, l'ipod e le stelle (Edizioni Paoline, 173 pagine, 12 euro). "Con questo libro Paolo si è congedato - afferma commosso David Sassoli, collega del Tg1 - è il romanzo della sua vita spirituale. Oltre ad essere stato un ottimo giornalista e uno scrittore, dobbiamo ricordarlo come animatore di gruppi culturali".

Torna all'inizio


ROMA - In un editoriale il settimanale "Famiglia cristiana" attacca duramente Silvio Berlu (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Sconi per la sua "ossessione" nei confronti dei magistrati. E il governo, in sostanza il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, per la "deludente" manovra economica puntando il dito soprattutto contro la social card che il giornale definisce "carità di Stato". Scrive il settimanale cattolico: "Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati. Naturalmente i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento". E ancora di più: uno degli avvocati "eletti" "ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia. Il pacchetto sicurezza è inquinato dal "complesso dell'imputato" (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l'hanno votato a larga maggioranza), assieme all'immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica". Il comportamento di Berlusconi, ribadisce "Famiglia cristiana", è "un'ossessione personale" che "ha il sopravvento sui problemi del Paese". Intervenendo, quindi, sui "problemi del Paese", il giornale che sicuramente non segue gli orientamenti dei cattolici moderati, critica la "deludente" finanziaria del governo. La luna di miele, titola il settimanale, è diventata "luna di fiele" perchè alle famiglie è destinata soltanto "carità di Stato". Insomma "il problema non sono le toghe e i giudici - spiega il settimanale - .La gente fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli, di cui invece il Paese ha tanto bisogno. Dov'è finito il "piano per la maternità" che la Roccella ha promesso nell'intervista a Famiglia Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il "bonus bebè". È comparsa, invece, la "carta per gli anziani", notizia scoppiettante, demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della "carta" saranno al massimo 400 euro all'anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia così la vita dei poveri? Allora, valgono molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo". Replica al settimanale cattolico Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera: "Senza precedenti l'attacco al ministro Alfano". "Un attacco come quello rivolto da "Famiglia cristiana" contro il governo Berlusconi me lo sarei aspettato da "Liberazione" o dal "Manifesto" e non certo da un giornale cattolico. Del nuovo editoriale colpiscono i toni aspri e i contenuti palesemente pretestuosi. Il settimanale è ondivago: un giorno attacca il Pd, l'altro il Pdl, insomma dà un colpo al cerchio e uno alla botte". P.Or.

Torna all'inizio


ROMA - La polemica tra maggioranza e opposizione resta su toni accesi. Alla vigilia del voto conclus (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di MARIO COFFARO ROMA - La polemica tra maggioranza e opposizione resta su toni accesi. Alla vigilia del voto conclusivo al Senato sul decreto sicurezza contenente gli emendamenti con le norme che danno priorità ai processi con reati più gravi e bloccano quelli per reati con pene inferiori ai 10 anni, il Csm prende tempo. Sul parere annunciato sulle norme definite "blocca processi" perché fermerebbero tra gli altri il processo di Milano in cui è imputato Silvio Berlusconi con l'avvocato inglese David Mills, a palazzo dei Marescialli non è nemmeno cominciata la discussione. Lo slittamento sarebbe stato deciso per "per motivi di opportunità". Ufficialmente in attesa di leggere il testo che oggi il Senato vota e in pratica anche per svelenire il clima e sciogliere le tensioni provocate dall'anticipazione sulla stampa della bozza di parere molto critico sulle norme inserite nel decreto sicurezza. Bozza la cui esistenza è stata formalmente smentita l'altro ieri dal vicepresidente del Csm Mancino chiamato a colloquio telefonico dal capo dello Stato Napolitano. Un intervento, quello di Napolitano, che è stato apprezzato da esponenti di governo, come il portavoce Bonaiuti e il ministro della Giustizia Alfano. Ma la fuga di notizie per la bozza di parere "inesistente", è stata duramente stigmatizzata dal ministro dell'Interno Maroni in una intervista al Giornale: "Mi aspettavo una reazione da parte di un gruppo di magistrati, un gruppo piccolo ma molto rumoroso che fa una battaglia politica. Per cui si inventano pareri che non ci sono, come si è visto in questi giorni e fanno un attacco senza precedenti a un organo costituzionale che è il governo". Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl ritiene "ineccepibile la richiesta del ministro dell'Interno di fare un accertamento sul cosiddetto falso parere attribuito al CSM" e si augura che la "risposta rassicurante" sull'inesistenza del parere non sia "solo formale" e quindi "rappresenti un contributo positivo per raffreddare il conflitto". Sulla fuga di notizie anche Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera, ha aggiunto: "Questa vicenda è grave e aumenta la necessità di riforma del Csm. Non è possibile che i magistrati si valutino da soli come una corporazione chiusa". Il giurista Piero Alberto Capotosti ricorda che "l'opinione del Csm non è vincolante, ma è rilevante". Lanfranco Tenaglia, ministro ombra del Pd ha difeso l'organo di autogoverno del giudici parlando di "attacchi in malafede". Gli ha replicato Gaetano Quagliariello: "Prima di parlare, Tenaglia rilegga le agenzie di stampa degli ultimi giorni. Scoprirerebbe così che è stata l'opposizione a cavalcare le indiscrezioni uscite dal Csm". Intanto si allungano anche i tempi del Csm sulla pratica a tutela dei magistrati del processo Mills-Berlusconi, accusati dal premier di agire per finalità politiche. Su proposta di Gianfranco Anedda, laico di An, la Prima Commissione all'unanimità ha deciso, prima di procedere, di acquisire la documentazione necessaria, e cioè l'istanza con cui il presidente del Consiglio ha ricusato il presidente del collegio Nicoletta Gandus e il parere della procura generale di Milano negativo sulla ricusazione. Il Csm chiederà anche il resoconto stenografico della seduta del Senato in cui il presidente Renato Schifani ha letto la lettera inviata da Berlusconi con le accuse al tribunale e al pm del processo Mills e le dichiarazioni successive fatte dal premier da Bruxelles. Inoltre agli atti c'è anche la lettera-appello sottoscritta da Gandus con altri giuristi nel 2006 con pesanti critiche sulle leggi del governo Berlusconi. E' su questa base che la difesa di Berlusconi ha ricusato il giudice milanese. Anche su questa pratica il Csm prende tempo e rinvia la prossima riunione a giovedì.

Torna all'inizio


<Nella vita ho preso molti pugni ma sono sempre rimasta sul ring> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

"Nella vita ho preso molti pugni ma sono sempre rimasta sul ring" Federico Raponi Una ciclica Musa, per generazioni di autori talentuosi. Da Pasolini, Taviani, Ferreri, fino a Bellocchio, da Tornatore a Sorrentino. Anche scrittrice e regista di opere liriche, Piera Degli Esposti è però soprattutto attrice tra le più prestigiose del nostro teatro, ma sempre più rivolta al cinema. E con soddisfazione: David di Donatello nel 2003 come attrice non protagonista ne L'Ora di religione , quest'anno nomination al Nastro d'Argento - sempre non protagonista - per Tre donne morali , il "Ciak d'Oro" alla carriera. E in questi giorni nelle sale la sua preziosa partecipazione a il Divo e al cortometraggio Lettera d'amore a Robert Mitchum , abbinato al film L'Anno in cui i miei genitori andarono in vacanza . Una vita per la recitazione come strumento per "impegnare il sovraccarico di energia e dare forma alle immagini"... Penso che tutti, crescendo, abbiamo un'energia in più, che a volte ci viene contro e altre ci aiuta. Questa seconda ipotesi è rara, bisogna conquistarla e utilizzarla, nel mio caso l'ho fatto per scrivere e recitare. Ho cercato di dare la priorità alla voce, recitando in casa da sola perché così mi facevo compagnia. Ho scoperto questa energia in più anche nella fede - di cui ho capito recentemente il valore - quando preghi ad alta voce. Essendo di formazione laica, ho trovato molto tardi dei compagni di fede e di preghiera: non avrei mai pensato di scoprirli, né tantomeno di essere io a praticare con loro. Sto diventando buddista e sto riscoprendo l'importanza di stare insieme agli altri e, di nuovo, la voce come strumento; a parte poi la gratificazione dello stato vitale gioioso che questa fede mi procura. Ora sono un'attrice conosciuta, sebbene sempre elitaria e non da rotocalco. Per arrivare a questo però ho dovuto superare gli ostacoli della solitudine che porta a dire: "ce la farò?". Sono stata tenace, un boxeur che ha preso molti pugni e ho saputo accettarli. Non era tanto importante darli, quanto rimanere sul ring, perseverare. Mi hanno aiutato la pazienza, anche nei momenti in cui mi sembrava di perdere tempo e il superamento della mia timidezza. Non a caso ha sempre voluto scoprire i grandi "appartati", ovvero gli artisti che non emergevano subito per via della loro timidezza? Sono stata infermiera, a volte, di chi mi sembrava faticare a trovare una strada, una visibilità. Forse per un profondo senso di compassione o per una solidarietà con chi mi somiglia. Ho sempre preferito gli "appartati", anche se è difficile trovarli in quest'epoca fracassona. Il cinema mi è stato molto amico fin dagli inizi, ma io non volevo mostrare la mia faccia da vicino. Il teatro era più misterioso per me, rituale, liturgico, vicino a qualcosa di religioso. Lì ho ottenuto quello che desideravo, e c'è voluto molto tempo. In seguito, da Bellocchio in poi, mi son sentita pronta a farmi vedere da vicino, proprio nell'età in cui tutte le donne si modificano il viso o lo allontanano dall'obiettivo. Il monologo "Molly cara" per la regia di Ida Bassignano, tratto da "Ulisse" di Joyce, l'ha rivelata al grande pubblico. E Eduardo vedendola le disse: "Sei 'o verbo nuovo". Quel ruolo, sostiene"segnò la possibilità di essere me stessa in scena. Da allora non sono stata più un'attrice che lasciava la sua vita in camerino". E' questo a fare la differenza in un'attrice? Non potevo nascondermi dietro al personaggio. E' un atto generoso portare sul palcoscenico se stessi insieme al personaggio, al quale si dà così linfa vitale, proprio in senso frankensteiniano. Alla fine in scena arriva una sorta di connubio, una buona mistura con la giusta cottura. Molly - ed è importante che alla regìa fosse una donna - è stata l'interpretazione di un pensiero che parlava, non di una situazione o di un carattere che si muoveva e questo mi ha aiutato a portare Piera in scena. Dei tanti personaggi interpretati, qual è quello che sente più suo? Clitennestra, un personaggio poco compreso perché giudicato crudele, mentre per me è una vittima. E' una donna molte volte tradita dal marito lontano, è dovuta diventare capo di una casa, le è stata uccisa una figlia, è rimasta sola. Ha pensato di conquistare i suoi sudditi, un compagno e il figlio che credeva morto. Questo loro rapporto è sempre stato condannato, ma bisogna pensare che Clitennestra è una donna che si trova di fronte un uomo che lei non ha mai vissuto come una madre. Mi piace per questo, perché non è riuscita a mettere in atto il suo proposito di recuperare il figlio prima che questi la uccidesse. Credo alla sua buona fede, e non vedo perché nel tempo sia sempre stata assolta la sorella Elena, che di responsabilità invece ne aveva tante. Non lo trovo giusto. Le piacciono la passione e la tragedia del Mito, mentre il cortometraggio "Lettera d'amore a Robert Mitchum" è un sogno romantico. Che parte ha l'amore nella sua vita? Ora sono meno coinvolta nell'amore, mi sento più proiettata verso l'altro per rapporti di amicizia o di lavoro. Questo perché di amore ne ho avuto molto e gli ho dato un'importanza enorme come la ruota, la forza che muove la vita; così come ho dato importanza alla conquista, perché avevo bisogno di conferme. Ci sono voluti molti anni di analisi per arrivare a capire che sì è importante, ma non così preponderante, e che anche le conferme del pubblico sono una forma d'amore. Cosa l'attraeva in Robert Mitchum? Generalmente di lui si pensa che sia un macho, invece a me piaceva perché in lui vedevo contemporaneamente sia la sua parte maschile che femminile. E' un felino, morbido. Ha nel suo ancheggiare - che apprezzavo tanto - qualcosa che potrebbe avere una top model con i tacchi. Quel suo corpo lento e rotondo mi ha eccitato la fantasia, proprio perché non capivo dove in lui cominciasse il maschio e dove la femmina. Il regista Francesco Vaccaro ha trattato il materiale Mitchum con mani altrettanto ambivalenti, e il risultato è così soddisfacente che il suo è uno dei pochi cortometraggi ad arrivare nelle sale. Il produttore Andrea Occhipinti della Lucky Red ha sentito questo sogno e ha fatto un'operazione, in piccolo, "fitzgeraldiana". Cosa pensa della morte? La morte prende troppo spazio, questa è un'ingiustizia. La vita è corta, non eterna come la morte. Dunque chiedo alla morte di lasciarci vivere la vita, senza pensare a lei. Credo che il modo giusto sia quello di non crederle, non pensare alla sua esistenza finchè si è in vita. Non si può vivere con la prospettiva di aspettare la morte o di sapere che un giorno o l'altro verrà. Se si vuole stare dentro la vita, bisogna cacciare la morte. Medici e scienziati possono irridermi, scettici di fronte a questa presa di posizione perché tutto, nel nostro corpo, fa capire l'attesa della fine. Sembra che ogni cosa ci debba ricordare questo, anche una società troppo "giovanile". Io cerco di vivere secondo quella che può essere considerata una fiaba. Ne "Il Divo" è Vincenza Enea, la segretaria di Andreotti. Qual è il suo giudizio storico sul personaggio politico? E' tutt'ora un enigma irrisolto. Mi piacciono i gialli, i delitti insoluti e gli enigmi, al punto da essere rimasta affascinata, fin da piccola, da Turandot , che uccideva chi non riusciva a risolverli. Sembra riduttivo dire:Andreotti mi ricorda La settimana enigmistica , ma secondo me lui contiene tutto questo. E' un uomo che è stato indagato, processato, e non solo non ne è rimasto traumatizzato, ma anzi sembra più "vivo" di prima: presenta libri, va ospite alle trasmissioni televisive, determina spostamenti politici, e mi sembrano addirittura in aumento le sue capacità di sintesi e velocità di associazione, segni di una mente che invece di deteriorarsi acquista in lucidità. La maggioranza pensa di lui più o meno le stesse cose, però non mi sembra che ciò porti alla scoperta dell'uomo vero e delle sue responsabilità. Dire che è colpevole è banalissimo, ma è impossibile indagarlo e averne confermate le prove. Così facendo non procediamo di un passo. Sono rimasta stupita di sentirlo a "Porta a porta", dove c'era anche la figlia di Aldo Moro. Gli hanno chiesto cosa ne pensasse dell'affare Moro e lui ha risposto: "E' un avvenimento troppo lontano e allo stesso tempo troppo vicino per poterne parlare". Ha anche detto: "Per descrivere un fatto, Moro usava quattro aggettivi, a me ne basta uno". E' il padrone assoluto della sua mente. Ecco, a proposito della morte, io sono tra coloro che ritengono Andreotti immortale, proprio perché sa vivere la vita e saprà anche tenere lontana la morte, semplicemente non considerandola. La moralità è non adattarsi, non tradire la propria storia e identità? Per me è fedeltà al proprio credo. Non ritengo morale la persona cinica, indifferente, bugiarda, pressappochista. Io devo somigliare al mio essere, parlare col mio dentro, che deve venire fuori. Quando mi esprimo voglio essere sempre fedele alle mie immagini interiori. 24/06/2008.

Torna all'inizio


L'arcobaleno di Aldo Capitini non è più un simbolo di pace, meglio usare la croce di Cristo (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cara "Liberazione", vorrei che pubblicassi questa mia lettera aperta a Santa Romana Chiesa "Io c'ero. A Parigi, nel 1997 quando la domanda era: "Maestro, dove abiti? Venite e vedrete". Da allora, ad oggi, ho posto molte domande e trovato alcune risposte. Ho scritto a George Walker Bush chiedendogli perché voleva bombardare un popolo che non aveva le colpe del suo dittatore. Mi ha risposto, mandandomi a quel paese, ma mi ha risposto. Ho scritto alla Nestlé S.A. chiedendogli di smettere di regalare latte in polvere agli ospedali africani poiché predicavano (mentendo): "è migliore del latte materno", con una conseguente strage degli innocenti in nome del dio denaro. Anche loro, sempre mandandomi a quel paese con molto garbo, mi hanno risposto. Dal momento che sono stato sempre cattolico e pensante ho rivolto molte domande anche a Santa Romana Chiesa. Volevo sapere perché è stata istituita la Lev (Libreria Editrice Vaticana) con l'unico fine di mettere i diritti d'autore sui discorsi del Santo Padre. Ricordo che Gesù di Nazaret insegnò "andate ed annunziate a tutti la gioia del Signore risorto", non ricordo che questa frase continui con "e fatevi pagare i diritti d'autore". Volevo sapere perché il Tevere si allarga e stringe ogni qual volta Radio Vaticana deve inondare di radiazioni ionizzanti persone (tra le quali anche cristiani) che pagano con linfomi l'extraterritorialità della Santa Sede. Volevo sapere perché il Generale di Corpo d'Armata card. Angelo Bagnasco, quando era Generale dei Cappellani Militari - al pari delle modelle - si è fatto fare il calendario e - visto che c'era - se lo è fatto pagare delle Pontificie Opere Missionarie, come se "i nostri ragazzi" fossero in missione. Sempre dal card. Bagnasco vorrei sapere se preferisce strapparsi le stellette o far carta straccia del Vangelo. Volevo sapere perché lo sponsor principale delle Giornate Mondiali della Gioventù è la Banca di Roma, nonostante le migliaia di lettere indirizzate alla Santa Sede dove si ricordavano i notevoli traffici in armi di questo Istituto di Credito. O forse la vita per il Santo Padre va difesa solo se in stato embrionale. Dal Vaticano non ho mai ricevuto risposte, nemmeno quando furono negate le sacre esequie a Piergiorgio Welby: allora scrissi al Vicariato di Roma ed un mio amico vaticanista mi ha assicurato che la mia lettera è giunta puntuale sulla scrivania del card. Camillo Ruini. E' dal 2001 che nel mio modello 740 l'8 per mille viene donato regolarmente alle Chiese Metodiste e Valdesi: loro hanno scelto di non destinare questi soldi all'edificazione di chiese o al sostentamento del clero. Tutto va verso chi ne ha veramente bisogno. I sacerdoti (e le sacerdotesse!) possono lavorare oltre un giorno a settimana. Ho fatto questa scelta perché credo che la Chiesa Cattolica sia sensibile solo ad un segnale: quello economico. Ora la Chiesa Cattolica pone un nuovo pesante macigno: l'arcobaleno di Aldo Capitini non è più un simbolo di pace, meglio usare la croce di Cristo, dimenticando che essa è sì il simbolo per eccellenza della redenzione, della salvezza, ma non certo della pace. Forse il cardinale politico - come Camillo Ruini si è definito - teme qualche contaminazione politica verso sinistra, essendo la sinistra - per sua natura - più sensibile ai temi della pace e della fratellanza. Ma leggiamo cosa ha scritto l'agenzia di stampa Fides venerdì, 20 giugno: "è il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali (...) fu disegnata da un artista di San Francisco, Gilbert Baker, nel 1978, su richiesta della comunità gay locale in ricerca di un simbolo (a quei tempi il triangolo rosa non era ancora diffuso)". Vorrei ricordare due cose alla redazione dell'agenzia di stampa Fides. 1) "Il triangolo rosa" (Winkel) era il marchio di stoffa che veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, in base al paragrafo 175 (in vigore dal 15 maggio 1871 sino al 10 marzo 1994), nei campi di concentramento nazisti. Il paragrafo 175 (noto formalmente come §175 StGB, Joseph Alois Ratzinger lo ricorderà sicuramente così) considerava un crimine gli atti omosessuali, a migliaia morirono nei campi di concentramento, indipendentemente dal fatto che fossero colpevoli o innocenti. 2. La "croce di Cristo" nei Vangeli è simbolo di redenzione dai peccati. Ma nella storia è stata foriera di guerre e stragi. Mi sembra quasi inutile ricordale le nove crociate in terra santa, la caccia alle streghe e l'inquisizione. Per non parlare di ecumenismo, quel movimento che vorrebbe riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese, anzi: per non parlarne mai più. Cara Fides, permettimi di darti del tu: è questa la Chiesa che vuoi?". Giacomo Alessandroni segretario associazione PeaceLink 24/06/2008.

Torna all'inizio


Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni ... Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni li conosco di persona, professionisti di lungo corso e gente seria e irreprensibile. Però questo parlamentino dei giudici è frutto di logiche vecchie, della spartizione della politica di tutte le istituzioni che pesano nella democrazia. Il Csm così com'è, coi suoi rituali, le riunioni plenarie precedute dalle perfino stucchevoli anticipazioni di stampa (si sa, i giornalisti, quei pettegoloni…), è di fatto un ente inutile. Del resto non vedo proprio perché mai una assemblea di magistrati, tutti con tanto di bandierina colorata sulla mappa del loro potere (quello di destra, quelli di sinistra, i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini. Il fatto è che oggi c'è ancora in giro gente che non ritiene legittimo e democratico questo governo. Nonostante le batoste elettorali e l'evidente scollamento col sentire della maggioranza degli italiani c'è che ritiene che la magistratura abbia il sacro compito di far fuori Berlusconi. Lasciando magari che la Giustizia sprofondi nel disastro generale, comprese sentenze sbagliate, inchieste inutili e dispendiose e dilettantesche indagini che durano anni senza trovare una plausibile verità giudiziaria.

Torna all'inizio


Dai riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

STAMATTINA ALLE 10 LA MESSA IN DUOMO Dai riti pagani alla festa religiosa per il patrono di Torino Festa laica, ricca anzi ricchissima di occasioni di divertimento, ma anche e soprattutto festa religiosa. Da questo punto di vista la celebrazione più importante sarà, stamattina alle 10, la solenne messa nel Duomo e distribuzione della "Carità". Parteciperà anche la Banda del Corpo della Polizia municipale. Curiosa e affascinante la storia intorno ai riti per onorare San Giovanni. Il 24 giugno, decorrenza del solstizio d'estate secondo il rito bizantino, coincide con la commemorazione di Giovanni Battista patrono riconosciuto di Torino. Per tutti i santi del calendario il giorno a loro dedicato corrisponde alla data di morte o più raramente di nascita, per Giovanni, viceversa, viene considerato il giorno del concepimento a titolo puramente simbolico. I teologi del III sec. a.C., basandosi sul simbolismo del "Cristo-Sole" ritennero particolarmente importante per la storia, la ricorrenza e la celebrazione dei quattro momenti astronomicamente più significativi dell'anno. Infatti giunsero ad asserire che il Battista fosse stato concepito all'equinozio d'autunno e che fosse nato durante il solstizio d'estate. Una leggenda popolare cuneese narra che i soldati di Erode, per riconoscere la casa del Battista destinato alla decapitazione, la segnarono con un ramo di noce; i concittadini, che volevano salvare il Santo, per confondere i soldati appesero un ramo di noce sulle porte di tutte le abitazioni. Un'usanza ormai andata persa, voleva che ogni nucleo famigliare a San Giovanni appendesse alla porta esterna di casa un ramo di noce: se il giorno dopo il ramo era secco voleva significare bel tempo, se restava ancora fresco le probabilità di pioggia erano elevate. Da non dimenticare, poi, che San Giovanni è patrono di Torino da tempi quasi immemorabili. Già nel 602, ai tempi del duca Agilulfo, esisteva in città una chiesa a lui dedicata. Torino, sin dal medioevo, si fermava in onore del patrono per due giorni: in quell'occasione cittadini e contadini delle campagne circostanti accorrevano per assistere alla tradizionale corsa dei buoi in Borgo Dora. Il grande falò (oggi più noto come Farò) era acceso dal figlio più giovane del principe e rischiarava la piazza centrale la notte del 23 giugno. Gli unici momenti veramente cristiani erano la processione dalla Cattedrale a Palazzo Civico con le reliquie del Santo e la benedizione che metteva fine ai giochi e alle gare della festa (XV-XVI sec). La tradizione fu interrotta a metà ottocento e ripresa nel 1971 per iniziativa della Associassion Piemontèisa: oggi la festa è incanalata nella più innocua ritualità, con cortei storici in costume, offerta dei ceri in Duomo da parte degli sposi, dono della Carità (il pane benedetto condito con pepe e zafferano offerto alle autorità civili, militari e religiose) e il tradizionale grande Farò di auspicio. Tra le occasioni con forte richiamo alla natura e ai suoi frutti, non si può non citare l'evento di oggi in piazza Palazzo di Città e piazza Corpus Domini, dalle 9 alle 19, con il tradizionale mercatino di "Campagna Amica" sui prodotti tipici dell'agricoltura del Piemonte: alle 11 e alle 15,30 si assisterà alla trebbiatura. Anche per gli agricoltori, infatti, assai preziose sono le preghiere a San Giovanni. Patrono della nostra città che ogni anno lo ricorda rinnovando il profondo sentimento che lo lega a Torino.

Torna all'inizio


Agenda Religioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

APPUNTAMENTI, INCONTRI, CELEBRAZIONI Agenda Religioni A CURA DI DANIELE SILVA CORSO INTERPARROCCHIALE AD ACQUI Bisogna iscriversi entro il 27 giugno per partecipare al corso interregionale per operatori pastorali e culturali delle sale delle comunità organizzato dall'Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) dal titolo "Sala della Comunità: identità e gestione", in programma ad Acqui Terme dal 11 luglio al 13 luglio. La quota di partecipazione è di 30 euro a persona e va versata entro il 7 luglio. Per le iscrizioni e le informazioni sul programma, scrivere a acec.torino@fastwebnet.it o chiamare lo 011/8125128. POLETTO Questo il calendario delle attività del cardinale arcivescovo Severino Poletto: venerdì 20 alle 11 presiede la concelebrazione eucaristica al Santuario della Consolata per la festa della patrona, alle 20,30 guida la processione. Sabato 21, sempre alla Consolata, celebra la messa per la memoria di san Giuseppe Cafasso. Domenica 22 alle 11,30 è al Colle Don Bosco nel quarantesimo anno della morte di san Pio da Pietrelcina per celebrare la concelebrazione insieme ai gruppo di preghiera di Padre Pio. MAITRI BUDDHA "La sadhana del nodo dell'infinito amore" è la lezione che il maestro Ghelong Lobsang Sanghye tiene venerdì 20 giugno alle 20 al centro studi Maitri Buddha di via Guglielminetti 9. INCONTRO SUL SERVIZIO CIVILE In occasione della Festa della Cittadinanza Attiva a Torre Pellice, sabato 21 giugno dalle 15 alle 18, la Csd Valdese (Commissione sinodale per la Diaconia) incontra tutti i giovani interessati al Servizio Civile Nazionale. Lo stand della Diaconia Valdese presenta i progetti attivi nella zona della Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca e risponde alle domande e alle curiosità dei giovani attraverso l'incontro con i volontari già in servizio. Per ogni altra informazione sui progetti servizio civile della Diaconia rivolgersi allo, 0121/953122 o serviziocivile@diaconiavaldese.org. PELLEGRINAGGIO A STRESA Ci sono ancora due giorni, fino al 21 giugno, per prenotare il pellegrinaggio a Stresa di martedì 1 luglio, festa del Beato Antonio Rosmini. Il programma comincia alle ore 7 con la partenza da Avigliana e prosegue in mattinata con la processione e la santa messa, il pranzo e il pomeriggio libero per la visita alla città, con rientro previsto alle 17. Viaggio e pranzo costano 25 euro: la prenotazione va effettuata chiamando i numeri 011/939130 o 338/ 3978641. TUTTI SU PER TERRA "No hay vida sin tierra, no hay tierra sin justicia", ovvero non c'è vita senza terra, non c'è terra senza giustizia: con questo slogan i Missionari della Consolata organizzano una serata speciale - il 26 giugno alle 20,45 - sul tema della terra in America Latina. In via Cialdini 4 intervengono padre Ugo Pozzoli, missionario in Colombia e direttore della rivista "Missioni Consolata", e padre Josè Auletta, missionario in Argentina. Al termine dell'incontro la presentazione di un progetto a sostegno di una comunità indigena a Oran, in Argentina. Info 011/4400400, camtoscuola@consolata.net.

Torna all'inizio


Il rischio che corre la giustizia (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa l'editoriale Il rischio che corre la giustizia Non se ne abbiano gli autorevoli esponenti del Csm, alcuni li conosco di persona, professionisti di lungo corso e gente seria e irreprensibile. Però questo parlamentino dei giudici è frutto di logiche vecchie, della spartizione della politica di tutte le istituzioni che pesano nella democrazia. Il Csm così com'è, coi suoi rituali, le riunioni plenarie precedute dalle perfino stucchevoli anticipazioni di stampa (si sa, i giornalisti, quei pettegoloni…), è di fatto un ente inutile. Del resto non vedo proprio perché mai una assemblea di magistrati, tutti con tanto di bandierina colorata sulla mappa del loro potere (quello di destra, quelli di sinistra, i laici addirittura di diretta nomina politica, l'incongruenza di un vice presidente che di fatto ne è il vero capo, ecc.), dovrebbe dare un parere vincolante sulla costituzionalità di un provvedimento legittimamente deciso da un governo e sottoposto all'esame di un parlamento eletto democraticamente dai cittadini. Il fatto è che oggi c'è ancora in giro gente che non ritiene legittimo e democratico questo governo. Nonostante le batoste elettorali e l'evidente scollamento col sentire della maggioranza degli italiani c'è che ritiene che la magistratura abbia il sacro compito di far fuori Berlusconi. Lasciando magari che la Giustizia sprofondi nel disastro generale, comprese sentenze sbagliate, inchieste inutili e dispendiose e dilettantesche indagini che durano anni senza trovare una plausibile verità giudiziaria.

Torna all'inizio


Blocca processi: tregua tra governo e Csm Castelli: "Ripartire dal lodo Schifani" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 149 del 2008-06-24 pagina 0 Blocca processi: tregua tra governo e Csm Castelli: "Ripartire dal lodo Schifani" di Anna Maria Greco Dopo le voci sulla possibile incostituzionalità slitta il parere di Palazzo dei Marescialli. L'appello di Mantovano: "I magistrati smettano di fare politica". Tempi più lunghi per valutare il caso Mills. L'ex ministro della Giustizia Castelli: "Far ripartire il dialogo dal lodo Schifani" Roma - Svelenire il clima è la parola d'ordine al Csm, dopo le troppe polemiche e l'intervento del Quirinale. Sia per il parere sulle norme sospendi-processi, che per le pratiche a tutela dei magistrati di Milano attaccati dal premier, Silvio Berlusconi. Si riunisce la sesta commissione e, per "ragioni di opportunità", rinvia a oggi la discussione sulla bozza preparata dai relatori Fabio Roia e Livio Pepino, che ha provocato molte critiche per le anticipazioni sui rilievi di costituzionalità formulati agli emendamenti del pacchetto-sicurezza, battezzati dall'opposizione "salva-premier". Nessuna bocciatura, nulla di definitivo, ma solo una proposta che dev'essere discussa, eventualmente modificata e infine votata anche dal plenum, è stato precisato dopo il colloquio tra il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è anche numero uno del Consiglio. E visto che oggi il Senato approverà il testo finale del decreto, con tutti i suoi emendamenti, il laico di sinistra Mauro Volpi, che presiede la Commissione, propone di iniziare a valutarlo nella sua complessità solo questo pomeriggio. Tutti d'accordo, meglio far calare le tensioni, essere prudenti e cercare una soluzione il più possibile condivisa. "Il parere del Csm non è vincolante - ricorda Piero Alberto Capotosti, già vicepresidente del Csm e presidente della Corte Costituzionale -, ma è rilevante". La discussione in commissione proseguirà giovedì, se non sarà fissata una seduta straordinaria per domani e dunque non approderà all'assemblea questa settimana ma, semmai, la prossima. E i tempi si allungano. Anche per la prima commissione che doveva discutere ieri delle pratiche a tutela del presidente del tribunale milanese, Nicoletta Gandus, ricusata dal premier nel processo Mills, e del pm Fabio De Pasquale che rappresenta l'accusa. Anche qui si accoglie all'unanimità la proposta del laico del Pdl, Gianfranco Anedda, di acquisire prima di entrare nel merito alcuni documenti: la copia del resoconto stenografico della seduta del Senato in cui il presidente Renato Schifani ha letto la lettera di Berlusconi, l'istanza di ricusazione del giudice Gandus presentata dai legali del premier e il parere del pg di Milano che ha giudicato "inammissibile" la ricusazione. Nello scenario politico, però, le polemiche non si placano. E il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone chiede se è vero che tre magistrati (Pepino, Fresa, Roia) che dovranno valutare al Csm la controversia tra il premier e la Gandus sarebbero a loro volta firmatari della stessa lettera-appello anti-Berlusconi che costituisce proprio la base della ricusazione del giudice. "Per di più - sottolinea Capezzone - due di loro (Pepino e Roia) sono anche relatori, in altra commissione del Csm, sugli emendamenti Pdl al Senato", quelli sospendi-processi. C'è allora un "conflitto d'interessi"? "Il centrodestra cerca di imbavagliare il Csm", accusa il ministro-ombra della Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. "è stata l'opposizione - gli risponde Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori Pdl - a cavalcare le indiscrezioni uscite dal Csm, al punto che qualcuno già sabato pomeriggio invitava Berlusconi a “riflettere” sulla bozza di risoluzione diffusa dalle agenzie di stampa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Aborto sbagliato (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Aborto sbagliato Se il figlio è un danno da risarcire La storia sembra una tra le tante. Una donna, a Gela, aveva deciso di non portare a termine la sua gravidanza, nove anni fa. Una scelta legittima, nulla dire. All'ospedale i medici nel reparto di Ostetricia e Ginecologia erano tutti obiettori e l'intervento fu eseguito da un convenzionato esterno. Altro fatto su cui non c'è nulla da dire. La cartella clinica attestò che l'intervento aveva avuto l'esito desiderato. Fin qui ci sarebbe da mettere la parola punto. Ma la storia va avanti. Qualche settimana dopo il ginecologo accerta che la donna è in stato interessante da cinque mesi. Certo, si potrebbero fare delle considerazioni sulla professionalità del medico che ha eseguito l'intervento. Ma andiamo avanti. Parte la causa della donna contro il nosocomio. In primo grado i giudici danno ragione alla tesi dell'ospedale di Gela, secondo cui l'aborto terapeutico può anche non riuscire. Ora è arrivata una nuova sentenza: la Corte d'appello di Caltanissetta ha condannato l'azienda ospedaliera "Vittorio Emanuele" di Gela a risarcire 80 mila euro alla donna che - sia detto per inciso - nel frattempo è diventata madre per la terza volta. E qui, qualcosa da dire, c'è, eccome. Sia chiaro, giuridicamente parlando, è tutto legittimo. E il nostro sussulto etico non ha nulla a che fare con la scelta della donna di abortire o meno. Ma, laicamente, il fatto che la nascita di un bambino equivalga a un danno da quantificare in euro, ci sembra un'equazione assai discutibile. Senza voler fare i soloni sul valore della vita ci limitiamo a notare un fatto. Di casi di mala sanità su cui chiedere risarcimenti se ne vedono tutti i giorni. Ma, alla fine, non di questo si sta parlando, sia pur nell'ambito di un intervento non riuscito. È, semplicemente, nato un bambino: non ci sembra una sciagura su cui chiedere un risarcimento da 80 mila euro. 24/06/2008.

Torna all'inizio


Intervista gianni cuperlo: diciamo le stesse cose del 2001 (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 24-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: Laicita'

Intervista gianni cuperlo: diciamo le stesse cose del 2001 "Non bastano quarant'anni per essere nuovi" La foto di gruppo dei dirigenti va cambiata, ma non credo al rinnovamento del Pd fatto con la carta d'identità Onorevole Cuperlo, il Pd è in panne. Largo ai giovani, dunque? "In verità non credo molto al rinnovamento che si caratterizza per la carta d'identità. Ho letto quello che Giuliano da Empoli ha scritto ieri sul Riformista ("Se i trentenni sono come i grandi, teniamoci i grandi", ndr ) e credo siano osservazioni giuste". Parlando con Radio Radicale , lei ha chiesto alla leadership collettiva che guida il centrosinistra di favorire "il venire in campo di un'altra foto di gruppo e anche di nuove leadership". "Faccio un'ulteriore premessa: noi dobbiamo riconoscere tutti i meriti di quella che ho chiamato, prendendo in prestito una definizione di Walter Tocci, "la foto di gruppo"". Veltroni, D'Alema... "Questo gruppo dirigente del centrosinistra si è assunto la responsabilità di salvare il paese per ben due volte, favorendo l'accesso alla politica di almeno due generazioni. Prenda a esempio il triennio dal '92 al '94: rischiavamo la bancarotta civile e democratica, non solo quella finanziaria. I protagonisti di quella "foto di gruppo" hanno contribuito a evitare quello scenario". Torniamo all'oggi. Per la precisione, all'assemblea del Pd di venerdì. "La cosa che mi ha colpito di più in quell'assemblea sono stati il vocabolario e la scaletta degli interventi. Alcuni erano perfetti. Il problema è che, a parte qualche riferimento all'attualità, sembrava di stare nell'anno 2001. Sette anni indietro. Il Pd fatica a comprendere quello che è accaduto nel frattempo e il gruppo dirigente fatica a portare il nostro partito su binari nuovi". La difesa d'ufficio è che l'opposizione è sempre un periodo triste... "Quando ci siamo stati in passato, all'opposizione, lavoravamo su due fronti: ridisegnare le alleanze e sperare nei disastri di Berlusconi. È così che siamo tornati al governo. In Europa, però, non è proprio uguale. È il metodo che è differente. Per questo, oggi il nostro problema non è solo quello di scegliere tra la piazza e l'aplomb. Le nostre scelte dolorose devono riguardare lo spirito del tempo. Dobbiamo interrogarci su qual è il popolo, il Paese, a cui ci rivolgiamo. Che rapporto c'è tra economia e democrazia? Che vuol dire oggi, di fronte ai meccanismi del capitalismo finanziario, l'aggettivo "democratico"? E le concezioni della libertà e responsabilità individuali o il ruolo della religione? Potrei continuare a lungo...". Il Pd, a tutto questo, ha risposto con due parole: vocazione maggioritaria. "Chiediamoci prima cosa voglia dire. Ho letto Giorgio Tonini che critica chi vuole mettere in discussione la vocazione maggioritaria del Pd. Benissimo, ma quella vocazione non è autosufficienza. È il nostro profilo, sono le ragioni per cui le persone dovrebbero fidarsi di noi, e votarci. Dove prendi il 15 per cento dei voti puoi avere una vocazione maggioritaria ma la gente ti chiede prima chi sei. A essere sincero poi, non capisco il pregiudizio di Giorgio verso fondazioni o associazioni. Qua ci serve un lavoro serio per capire dove va la politica e dove andiamo noi. E chi dà una mano dovrebbe essere ben accolto". È d'accordo anche lei con Arturo Parisi? "Parisi ha ragione quando chiede una discussione vera sulla linea politica. Su un punto voglio essere chiaro: in campagna elettorale, Veltroni ha fatto delle scelte giuste. Il 33,1 per cento è un risultato superiore di sei-sette punti rispetto ai sondaggi di fine estate. Gli errori casomai erano stati commessi prima. Nel modo burocratico con cui il Pd è nato e nel non aver difeso abbastanza l'operato del governo Prodi". E la leadership del partito? "Il tema non è Veltroni. Ripeto: dobbiamo favorire un'altra leadership collettiva, sommare nuove biografie che siano espressione di un'altra stagione, di altre esperienze e linguaggi. Abbiamo il congresso tematico dell'autunno: discutiamo di proposte, idee e mettiamole ai voti in piena trasparenza. Perché la prima regola per evitare una deriva correntizia è agganciare le idee al consenso. Se si evitano la verità e la durezza del confronto, allora è inevitabile che le correnti si occupino solo di assetti e candidature". La discussione sembra però già monopolizzata delle correnti stesse. "Secondo me dovremmo essere tutti un po' più laici. Il pluralismo è pluralismo di idee, culture, sensibilità altrimenti semplicemente non è. Noi non possiamo invocarlo come risorsa e poi temerlo quando si affaccia. Il problema del Pd non è discutere e decidere ma simulare un unanimismo che non c'è. Siccome abbiamo questo benedetto deserto da attraversare mettiamoci d'accordo sull'equipaggiamento e sulle regole e partiamo. Perché a stare fermi non ci capirebbe nessuno". 24/06/2008.

Torna all'inizio