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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL 17-5-2008       #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (9)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Corteo, mostre e seminariè il giorno del "Pride Laico" ( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende vivere in un Paese che imponga per legge una morale religiosa". Il Buridda si scaglia contro "l'offensiva contro la donna e la legge 194, la negazione dei diritti delle coppie omosessuali,

DoN gallo: <I suoi valorisono il futuro per i giovani> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nella Comunità di San Benedetto al Porto che accoglie il rocker come un messia laico, un fratello che arriva dove gli altri non possono. Vasco sorride, sorpreso dall'irruenza del suo prete-guerrigliero, ma gratificato dalle sue osservazioni: "Prima del G8, nel 2001, Mario Monicelli mi chiese: riusciremo a sradicare l'assenza di cultura nelle nuove generazioni?

Famiglia e povertàle emergenze del Papa ( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: a cominciare dai problemi del confronto con il mondo laico. Così, mentre il Papa visiterà Savona e i cattolici genovesi attenderanno il suo arrivo nel capoluogo, oggi alle 15 a Genova si svolgerà una manifestazione alternativa. Da Sampierdarena a Caricamento (con assemblea conclusiva presso il polo universitario) sfileranno i manifestanti del "Pride laico",

Savona, quasi un blitz per ventimila - lucia marchio ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Trecento giovani volontari che provengono perlopiù dagli scout, dall'Azione cattolica, dal Centro sportivo italiano ma anche da enti laici come il Coni e comuni cittadini cureranno l'assistenza fuori e dentro la piazza, dando indicazioni e aiutando i disabili e fornendo il "kit del pellegrino", una borsa con acqua e salviette.

Attesi in tremila per il pride laico ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: occasione in cui viene esaltato e enfatizzato da parte della Chiesa cattolica il primato pontificio". Per oggi, i promotori del "Pride laico" aspettano circa tremila persone. Sarà una sfilata gioiosa, assicurano gli organizzatori, "per i diritti, le libertà e contro l'integralismo", e molti striscioni punteranno sulla difesa della legge 194.

"parla al cervello e non al cuore ma non è un papa chiuso" - costantino malatto ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: A parte qualche "nicchia", non c'è una tv cattolica. Ci vorrebbe un gruppo di laici che si associasse per dare vita a una rete televisiva che desse voce alla Chiesa". è così importante la televisione anche per la religione? "Credo che se S. Paolo rinascesse non scriverebbe più lettere, ma metterebbe su una catena televisiva.

ANCORA SULL'8 PER MILLE CARITÀ E AIUTI DI STATO ( da "Corriere della Sera" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Chiede ai suoi contribuenti se intendono destinare volontariamente una percentuale dei loro redditi alla Chiesa di cui sono fedeli e trasferisce la somma al destinatario. In Italia invece l'8 per mille è sottratto al gettito fiscale: una formula che è considerata da qualcuno un "aiuto di Stato" e che molti considerano incompatibile con le caratteristiche di uno Stato laico.

Le inconfessabili verità umane ( da "Manifesto, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: porta in scena un laico dramma familiare in "Le conte de Noël". Un film dickensianamente scorretto, dove malattia, segreti e dolori inchiodano le coscienze di tutti. Ma in Croisette passa anche, fuori competizione, il serial killer metropolitano del sudcoreano Na Hong-Jin Roberto Silvestri Cannes Arnaud Desplechin è un narratore radicale,

CITTA' DEL VATICANO - Discorso plurilingue, in italiano, francese, inglese e tedesco, p ( da "Messaggero, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: vi sono parecchie polemiche da parte dei radicali e del movimento della sinistra critica che, per oggi, ha organizzato il 'pride laico'. Obiettivo: protestare "contro l'integralismo ed il fondamentalismo cattolici; per la libera autodeterminazione delle donne e la difesa della legge 194". Quello in Liguria è l'ottavo viaggio italiano del pontificato, il primo in Italia del 2008.


Articoli

Corteo, mostre e seminariè il giorno del "Pride Laico" (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

La visita del pontefice Alle 15 l'appuntamento in piazza Montano per la marcia su Caricamento UN GRANDE CANE in carta pesta, di nome Laika, è l'emblema del corteo di oggi organizzato a sostegno del pensiero laico in occasione della visita del Papa, che oggi sarà a Savona e domani a Genova. Alla giornata del "Pride Laico", simboleggiato appunto dal carro allegorico che si ispira alla cagnetta Laika (nome evocativo) dei primi voli lunari, aderisce una lista lunghissima di associazioni e centri sociali: Zapata, Terra di Nessuno, Laboratorio sociale Buridda, gli universitari di Humpty Dumpty, Rete Laica, l'Assemblea antifascista, Arcigay, Le Ninfe-Arcilesbica, Usciamo dal Silenzio, Città Partecipata, Lila, Linfa e Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti). Tra le formazioni politiche, saranno presenti in prima linea Rifondazione comunista e i Verdi. Il corteo parte, oggi pomeriggo attorno alle 15, da piazza Montano, a Sampierdarena. I manifestanti sfileranno per via Cantore, via Buozzi, via Adua, sino a piazza Caricamento. Di qui, attorno alle 17, i partecipanti al "Pride Laico" si sposteranno alla facoltà di Lettere di via Balbi 4 per prendere parte all'assemblea conclusiva. Nello stesso tempo, a partire dalle 15, l'associazione femminista "Usciamo dal silenzio" organizza un presidio con gazebo in piazza Ranco, a Sestri (in corrispondenza al negozio Bagnara). Lungo l'itinerario del corteo, Amiu ha rimosso tutti i contenitori per rifiuti: 130 cassonetti metallici e 80 campane per la raccolta differenziata. L'azienda invita i residenti delle stesse strade attraversate dalla protesta laica a non depositare neppure domani la spazzatura. A Lettere, oggi per tutto il giorno, sono in programma appuntamenti sul tema della laicità. Alle 11, nell'aula M, è in programma una tavola rotonda su "Laicità dei saperi e autonomia della ricerca" . Tra i relatori alcuni dei docenti universitari che, ai primi di maggio, hanno firmato l'appello "No Pope" lanciato dalle associazioni laiche, atee, omosessuali e femministe in vista dell'arrivo a Genova di Papa Benedetto XVI. Previste anche mostre, letture di poesie e proiezioni a tema. Nel tardo pomeriggio il "Pride Laico" si scioglierà: a differenza di quanto anticipato dagli organizzatori alcuni giorni fa, nessuna replica è prevista per domani, quando il Papa Joseph Ratzinger sarà a Genova per celebrare, in piazza della vittoria, la messa solenne "Nessuna manifestazione è consentita per domani, l'intera città si ferma e noi non faremo nulla", sottolinea polemicamente Alessandro Lentini, del Buridda. Stime sulla partecipazione al corteo? "Impossibile fare previsioni - dice ancora Lentini - certamente non saranno molti i partecipanti da fuori Genova per via della concomitanza col corteo che si svolge domani (oggi, ndr) a Verona contro i neonazisti che hanno assassinato Nicola Tommasoli". "Comunque sarà un corteo molto allegro e colorato sul modello del gay pride", assicurano gli organizzatori. Simone Leoncini, attivista di Rifondazione, ricorda le ragioni all'origine del "No Pride": "Era necessaria una mobilitazione sui temi della laicità e l'autodeterminazione delle donne soprattutto dopo le ultime critiche alla legge 194 espresse dal Pontefice". "Inoltre - continua Leoncini - nel Paese sta crescendo un clima omofobo e fondamentalista che ci fa sognare Zapatero e che bisogna assolutamente contrastare". I giovani del Buridda invocano, in concomitanza con la visita del Papa, "visibilità per un'altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende vivere in un Paese che imponga per legge una morale religiosa". Il Buridda si scaglia contro "l'offensiva contro la donna e la legge 194, la negazione dei diritti delle coppie omosessuali, l'autoritarismo vaticano e clericale sul fronte politico e culturale". Parteciperà al corteo anche Cristina Morelli, capogruppo dei Verdi in Regione e coordinatore regionale della Linfa, la Lega italiana nuove famiglie che si batte, tra l'altro, per l'istituzione, all'anagrafe comunale, di un registro per le coppie di fatto. E non solo: "Al presidente del consiglio regionale, Mino Ronzitti - fa sapere Morelli - presenterò una mozione urgente per l'adesione alla giornata mondiale contro l'omofobia prevista per domani (oggi, ndr) e che, in Italia, sarà ricordata a Treviso". Nel documento Morelli chiede anche che la Regione "si faccia parte attiva presso il Parlamento per promuovere un riconoscimento ufficiale della giornata mondiale contro l'omofobia". Le critiche del fronte laico si concentrano anche sulle spese (circa 800 mila euro) sostenute dagli enti pubblici per organizzare l'evento e, più in generale, sulle agevolazioni fiscali alla Chiesa. "Speriamo - dicono i responsabili dell'Uaar - che il Pride sia un modo per dare voce ai tanti atei e agnostici che vivono nel nostro Paese e che ai diktat della Chiesa non faccia seguito il solito riverente silenzio". V. G. 17/05/2008.

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DoN gallo: <I suoi valorisono il futuro per i giovani> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

DoN gallo: "I suoi valorisono il futuro per i giovani" l'incontro UN ABBRACCIO festoso e una stilettata al potere temporale della Chiesa: "Ecco il mio Papa del rock" dice commosso don Gallo, nella Comunità di San Benedetto al Porto che accoglie il rocker come un messia laico, un fratello che arriva dove gli altri non possono. Vasco sorride, sorpreso dall'irruenza del suo prete-guerrigliero, ma gratificato dalle sue osservazioni: "Prima del G8, nel 2001, Mario Monicelli mi chiese: riusciremo a sradicare l'assenza di cultura nelle nuove generazioni? E io gli ho risposto: perché non ascolti "La fine del millennio" di Vasco Rossi? Lì dentro ci sono tutte le risposte". Don Gallo, che compirà 80 anni il prossimo 18 luglio, è come un uccellino smagrito, ma ha ancora la forza di attaccare "ogni tipo di potere, compreso quello ecclesiastico, quando non è vicino alle persone più indifese". E Vasco? "Lui sì che fa incontrare tutti, li fa festeggiare e cantare, alla fine di ogni suo concerto c'è una vera liberazione. La gente mi chiede con rispetto: "Sei amico di Vasco? Allora conti qualcosa". Non gli importa del fatto che sia cattolico, ma che sia intimo di qualcuno che li aiuta". Mentre i ragazzi della comunità circondano Vasco, don Gallo ricorda, senza troppe cerimonie né cautele, che "la gente deve condividere un diritto al piacere che la nostra Chiesa continua a negare: questa è la mia evangelizzazione, il diritto alla non sofferenza. Quello intorno a Vasco" dice, con una t-shirt verde e la scritta "Legalize" di tono anti-proibizionistico presa a uno show del rocker "è un movimento di spiritualità, ciascuno poi faccia le sue scelte. La religione non deve essere oppio e addormentare le coscienze? Questa musica e questa gioia intorno a Vasco non addormenta nessuno". Poi racconta una storia africana: ""Da cosa vi accorgete di vedere ogni giorno la luce?" chiede il maestro in un villaggio. Qualcuno dice: da come riconosco i colori. Qualcuno altro: da come riconosco un ulivo da un fico. E il maestro: "No, vi accorgete della luce dal modo in cui riconoscete un vostro fratello nell'uomo che vi viene incontro"". Vasco ascolta: "Sei tu che sei speciale, non io". Ed è sincero. E il piccolo prete sembra un gigante. R. T. 17/05/2008.

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Famiglia e povertàle emergenze del Papa (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

BENEDETTO XVI In liguria La visita di Ratzinger a Savona e Genova in un momento "difficile"per la Chiesa. Sull'eventoil rischio della pioggia. Protesta del "Pride laico" ALLE 16,20, quando al Cristoforo Colombo atterrerà l'aereo di Benedetto XVI, avrà inizio una visita attesa e un po' temuta, minacciata da uno spettro destinato a dissolversi o concretizzarsi in queste ore: la pioggia che potrebbe avere un effetto devastante sull'andamento di un programma fittissimo, nel quale gli appuntamenti si incastrano l'uno con l'altro come ingranaggi di un orologio. Gli ultimissimi bollettini della Protezione civile (che d'ora in poi si susseguiranno ogni quattro ore) sono tutt'altro che incoraggianti. E i ritardi inevitabili, se pioggia e vento impedissero l'uso dell'elicottero, avrebbero un effetto a catena dall'effetto difficilmente prevedibile, tra disagi per i fedeli ma anche per chiunque si troverà suo malgrado coinvolto nelle eventuali chiusure "a singhiozzo" delle autostrade. La prima tappa del viaggio in Liguria sarà quella savonese, quattro ore intensissime dal santuario di Nostra Signora della Misericordia a piazza del Popolo per la messa e l'incontro con la città. Poi il trasferimento alla Guardia, da dove domani prenderà il via la giornata genovese del pontefice. Ed è una doppia visita che porta la Liguria sotto i riflettori dei mass media, a cominciare dall'organo ufficiale della Santa Sede. Ogni Papa, quando prende posizione, si rivolge a tutti i cattolici, una comunità diffusa da un continente all'altro. Ma le visite del pontefice alle comunità locali (centellinate da Papa Ratzinger) servono prima di tutto a parlare ai fedeli di una città e di una regione, con i loro problemi e le loro specificità. Così, un'intervista al vescovo di Savona-Noli Vittorio Lupi (pubblicata ieri dall'Osservatore romano) è un messaggio lanciato nello stesso tempo ai fedeli di una città ("Per confermare nella fede - scrive il quotidiano - una comunità viva e vivace che ha dato alla Chiesa due Pontefici: Sisto IV e Giulio II") e oltre i confini della Liguria. Il vescovo Lupi parla di "un momento molto difficile per il suo pontificato e per la Chiesa tutta". E, prosegue, "il Papa viene a visitare questa nostra Chiesa, inserita nel mondo di oggi partecipe della cultura del mondo occidentale, con gli stessi problemi, le stesse difficoltà e le stesse realtà di molte altre Chiese locali. Le difficoltà non mancano: la vita di famiglia, con la fatica del rapporto tra i coniugi e dell'educazione dei figli; le numerose forme di povertà e di emarginazione; l'alta età media dei nostri sacerdoti, pur se molto vicini alla gente, particolarmente sensibili alle nuove emergenze di carità e molto preparati culturalmente; la necessità di nuove vocazioni; l'indifferenza religiosa che si è fatta più grande in questi ultimi anni e, di pari passo, la partecipazione numerica alle celebrazioni liturgiche più scarsa". Problemi di una comunità locale, quella savonese, che vive le stesse difficoltà di molte altre realtà, a cominciare dai problemi del confronto con il mondo laico. Così, mentre il Papa visiterà Savona e i cattolici genovesi attenderanno il suo arrivo nel capoluogo, oggi alle 15 a Genova si svolgerà una manifestazione alternativa. Da Sampierdarena a Caricamento (con assemblea conclusiva presso il polo universitario) sfileranno i manifestanti del "Pride laico", un corteo al quale ha aderito una lunghissisma lista di associzioni e centri sociali (Zapata e Terra di Nessuno, Buridda, Humpty Dumpty, Rete laica, Assemblea antifascista, Arcigay, Le Ninfe-Arcilesbica, Usciamo dal silenzio, Città partecipata, Lila, Linfa, Unione atei agnostici e razionalisti e, tra i politici, Rifondazione e Verdi). Se i manifestanti del Pride laico avranno visibilità solo per la luce riflessa dell'evento papale, o invece sarà mobilitazione vera, si vedrà solo oggi. Perché oggi, per migliaia di liguri, è il giorno del Papa, l'avvio di ventiquattr'ore di festa religiosa, di confronto sui grandi temi. Nell'omelia in piazza del Popolo a Savona questo pomeriggio, in quella genovese di domani, Papa Ratzinger si rivolgerà davvero alla città e al mondo, con il suo stile diverso da quello di Giovanni Paolo,. Però capace di muovere grandi masse e di toccare il cuore dei giovani cattolici che, dopo una fase iniziale di attesa, oggi lo amano senza riserve. E sempre domani, , si terrà anche quella che è stata chiamata la Giornata Genovese della Gioventù, (in sigla "G al cubo"). Probabilmente la tappa più informale di questa due giorni programmata fin nei minimi dettagli, con un'unica grande incognita, la pioggia che obbligherà tutti (credenti e non credenti) a guardare il cielo. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 17/05/2008 www.ilsecoloxix.it 17/05/2008 LE INIZIATIVEDEL SECOLO XIX PER LA VISITA DEL PAPA 17/05/2008 Sul sito del Secolo XIX notizie e foto aggiornate in tempo reale: invia i tuoi scatti (anche col telefonino) a mms@ilsecoloxix.it 17/05/2008 A partire dal pomeriggio di oggi collegamenti continui con Savona e Genova: saranno seguite in diretta tutte le tappe e le messe 17/05/2008 DOMANI 17/05/2008 OGGI 17/05/2008.

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Savona, quasi un blitz per ventimila - lucia marchio (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina X - Genova Prima tappa nel pomeriggio: arrivo alle 16.45, poi la messa in piazza del Popolo Savona, quasi un blitz per ventimila Trecento volontari per assistere i fedeli, previsioni del tempo avverse, confermata la rinuncia all'elicottero LUCIA MARCHIO lucia marchiò I manifesti bianchi e azzurrini con l'effigie di Papa Benedetto XVI sono in ogni dove: sui muri, nel viale che dalla provinciale congiunge Santuario a Savona, corso Ricci. Le bandiere gialle della Città del Vaticano sovrastano, in segno di benvenuto, sulla facciata del palazzo comunale come pure sulla caratteristica Torretta all'imbocco del Porto, presso il Monumento ai Caduti in piazza Mameli e al Santuario di N.S. di Misericordia. Una nota di moderato colore in mezzo al grigio e ai nuvoloni che in questi giorni funestano l'arrivo del Santo Padre e per i quali scatteranno oggi prescrizioni e piani di emergenza. La minaccia del maltempo porta infatti in auge il "piano 2" predisposto dalle Forze dell'Ordine, che prevede l'arrivo del Papa a Santuario non più in elicottero bensì in auto da Genova, forse chiudendo a scagli oni la A10 oppure dirottando l'elicottero a Savona con trasporto in auto sino a Santuario. Qui alle 16.45 Ratzinger pregherà in forma privata nella cripta ove nel 1815 Pio VII incoronò l'effigie di Maria. Il momento sarà visibile grazie a un maxi schermo posto in esterna. Il Pontefice, che si tratterrà a Savona tre ore e mezza circa, sarà portato in Papamobile, con un corteo di 15 auto, in Piazza del Popolo attraversando corso Ricci. Alle 17.45 avrà inizio in piazza del Popolo la solenne Eucaristia, che si concluderà dopo circa due ore, officiata nella solennità della Santissima Trinità, come prevede il calendario liturgico. La Messa sarà arricchita da un'animazione musicale, con 450 coristi e 20 orchestrali. Piazza del Popolo sarà adattata come una grande navata attraversata da un corridoio centrale e altri laterali, che Benedetto XVI percorrerà in Papamobile per il rituale della benedizione. Ai piedi del palco, lateralmente, gli spazi per le autorità, i disabili, il clero, i cori, i sacerdoti concelebranti. Per i fedeli sono previsti 20.000 posti, di cui 3.000 a sedere. Alle 19.45 passando per via Paleocapa, corso Italia, piazza Sisto IV e via santa Maria Maggiore, Benedetto XVI sarà portato a visitare gli appartamenti di Pio VII in Vescovato. Da qui scenderà in ascensore nella sala capitolare e concluderà la visita in Cattedrale, dopodichè alle 20.15 a bordo della Papamobile attraverserà via Manzoni, via Paleocapa e la Darsena e da qui ripartirà se il tempo lo permetterà in elicottero alla volta di Genova, dove cenerà e dormirà presso il Santuario della Guardia. Per conservare la memoria storica della visita di Benedetto XVI in città è stata coniata una medaglia commemorativa realizzata da Vito Valentino Cimarosti, che vedrà sul fronte l'effigie del Santo Padre, mentre sul retro sarà raffigurata l'immagine di N.S. di Misericordia con accanto, inginocchiato, Antonio Botta. Le medaglie coniate saranno 500 in bronzo dorato tutte numerate, e 6 in argento , anch'esse numerate. Di queste, la prima sarà donata al Santo Padre. La macchina dei soccorsi, sperando non vi sia bisogno, impiegherà 7 medici, 10 infermieri, 3 operatori del 118, 180 volontari delle pubbliche assistenze. Nella città verranno dispiegate 32 ambulanze e 2 automediche. Trecento giovani volontari che provengono perlopiù dagli scout, dall'Azione cattolica, dal Centro sportivo italiano ma anche da enti laici come il Coni e comuni cittadini cureranno l'assistenza fuori e dentro la piazza, dando indicazioni e aiutando i disabili e fornendo il "kit del pellegrino", una borsa con acqua e salviette. Dalle 8 alle 21 sarà vietato il traffico nel centro città.

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Attesi in tremila per il pride laico (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XI - Genova La manifestazione Un cane in testa al corteo, al mattino confronto a Balbi Attesi in tremila per il Pride laico Gli evangelici dicono no alla messa del Pontefice: "Solo immagine" "Laika": un cane di cartapesta bianco e nero, alto quasi un metro, sarà la mascotte e il simbolo del corteo del "Pride laico", che muoverà oggi pomeriggio, alle 15.30, da piazza Montano a Sampierdarena e sfilerà fino a piazza Caricamento. La sosia della cagnetta spaziale sovietica sarà installata sull'unico carro previsto ? che diffonderà musica e slogan - in testa alla manifestazione. Se continuano ad arrivare adesioni al "Pride laico" genovese (anche l'attrice Lella Costa, e da docenti di università di mezzo mondo, dal Brasile al Canada), ad assottigliare l'afflusso di partecipanti da altre regioni è la concomitante manifestazione a Verona (per Nicola Tommasoli, ucciso la notte del primo maggio scorso), cui andranno anche alcuni gruppi genovesi. L'arrivo del Papa però continua a creare divisioni, non solo tra i cattolici (un gruppo di fedeli genovesi ha pubblicato sul web una lettera in cui stigmatizza, della visita del Pontefice "il prevalere del mito dell'immagine"). Ieri, i pastori delle chiese aderenti alla federazione delle Chiese evangeliche della Liguria e Piemonte meridionale e della chiesa evangelica lutrerana hanno annunciato che non parteciperanno alla Messa in piazza della Vittoria, perché "il dialogo fra le chiese cristiane può avvenire in luoghi e momenti opportuni, e non in un'occasione in cui viene esaltato e enfatizzato da parte della Chiesa cattolica il primato pontificio". Per oggi, i promotori del "Pride laico" aspettano circa tremila persone. Sarà una sfilata gioiosa, assicurano gli organizzatori, "per i diritti, le libertà e contro l'integralismo", e molti striscioni punteranno sulla difesa della legge 194. E il corteo sarà seguito da una insolita "coda": gli addetti di un'azienda privata incaricata (per l'arrivo del Papa) di cancellare doviziosamente tutte le eventuali scritte lasciate dai manifestanti sui muri. Nella giornata mondiale contro l'omotransfobia, il "Pride laico" comincerà domattina, nel quartier generale di via Balbi 4 (Facoltà di Lettere): dalle 11 alle 13, nell'aula M si svolgerà la tavola rotonda "Relativismo culturale e laicità dei saperi", con alcuni docenti della Facoltà. Dopo il buffet, mostra di manifesti sulla storia dell'Udi, alle 15 proiezione del film sul "Il caso Calvi", alle 17 reading poetico da Antonin Artaud, alle 18 (raccogliendo partecipanti al corteo) assemblea pubblica su diritti e laicità dello Stato. Poi, rassegna musicale. Nel pomeriggio, dalle 16, in piazza Ranco a Sestri Ponente, "? io aspetto Zapatero", musica giochi e informazione sulla giornata mondiale contro l'omotransfobia. (m. b.).

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"parla al cervello e non al cuore ma non è un papa chiuso" - costantino malatto (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIII - Genova "Parla al cervello e non al cuore ma non è un Papa chiuso" Don Anfossi: la città mugugna ma è pronta a ascoltare "Non c'è troppa eccitazione per il suo arrivo, ma questa resta un'occasione" COSTANTINO MALATTO Che differenza c'è tra Papa Ratzinger e Vasco Rossi? Dal punto di vista della comunicazione mediatica, praticamente nessuna. Ovviamente si tratta di due persone e di due realtà e di due significati non confrontabili e non compatibili. Ma in fondo il meccanismo che domani spingerà i fedeli in piazza della Vittoria e giovedì prossimo i fans alla Fiera è lo stesso: il bisogno di toccare e di vedere di persona. Spiega don Franco Anfossi, direttore della Caritas Diocesana di Genova: "Per vedere il Papa e ascoltarlo bisogna andare a Roma. Un tempo non c'era alternativa, finché Giovanni XXIII un giorno non ha detto: voglio andare a ringraziare di persona la Madonna a Loreto. Santità, il Pontefice non esce dal Vaticano, gli risposero i suoi uomini. E perché mai? chiese lui. Prese il treno, andò alla Madonna di Loreto e diede il via alla stagione dei viaggi dei Papi. Ora che il Santo Padre si muove spesso, per i fedeli la sua visita è comunque una grande occasione per stargli vicino anche fisicamente". Ma la fede è sensibile anche a questi particolari? "Ascoltare le parole del Papa o leggerle sono due emozioni diverse. Anni fa ero a Roma in piazza S. Pietro. Quando Giovanni Paolo II esclamò "Aprite le porte a Cristo", ricordo di avere sentito nel corpo intero una vibrazione intensa, diversa dal solito". In che modo il mondo cattolico vive questa visita? "Se devo dire la verità non ho notato un particolare entusiasmo. C'è attesa, certo, ci sarà partecipazione. Ma non è scattata l'eccitazione, la passione". Sarà dovuto anche al personaggio, al fatto che Ratzinger ha più l'aria dell'intellettuale che del trascinatore di folle? "Non c'è dubbio che anche questo aspetto giochi un ruolo importante. Benedetto XVI non parla al cuore delle folle, parla al loro cervello. Questo non significa ovviamente che Papa Ratzinger non abbia cuore, ma l'impatto con i fedeli è un altro". Resta il fatto che molte sue posizioni hanno suscitato scalpore. Anche le ultime affermazioni in difesa del diritto alla vita... "Ma è proprio perché lui è soprattutto un teologo che deve avere questo coraggio. Purtroppo il significato delle sue argomentazioni spesso non viene colto oppure viene frainteso. è sintomatico l'episodio di Regensburg, quando il discorso di Benedetto XVI fu apprezzato da molti studiosi musulmani e disprezzato dai fondamentalisti". Certo le doti di comunicatore di Ratzinger non sono paragonabili a quelle di Wojtyla. "Forse è la Chiesa che non ha ancora la capacità di comunicare. Per esempio non usa il mezzo televisivo, il più impattante. A parte qualche "nicchia", non c'è una tv cattolica. Ci vorrebbe un gruppo di laici che si associasse per dare vita a una rete televisiva che desse voce alla Chiesa". è così importante la televisione anche per la religione? "Credo che se S. Paolo rinascesse non scriverebbe più lettere, ma metterebbe su una catena televisiva. Detto questo, Papa Ratzinger per le sue caratteristiche ha un grande compito: quello di seminare. è un Pontefice capace di far convivere insieme ragione e fede, dunque ad annunciare la "vera" verità, che è fatta appunto di fede e ragione insieme". Ma, aldilà delle scelte etiche, anche certe sue posizioni hanno provocato perplessità pure nel mondo cattolico, per esempio il sostegno alla messa in latino. "La messa in latino non è in discussione, la questione è quella del rito antico. Io ho imparato a officiare con quello, all'inizio degli anni Sessanta. Ma era una teologia vecchia. Di fronte ad alcune sollecitazioni, il Papa ha lasciato la possibilità di ricorrere a questo rito. Ma qui a Genova non c'è stato quasi seguito". Che città trova Benedetto XVI nel suo viaggio a Genova? "Una città sulla soglia di una porta aperta. Che sta a guardare quello che succede, pronta però a muoversi. C'è ancora insicurezza sul futuro: ci sono alcune cose che si muovono, ma non si può dire se avranno seguito". L'enciclica del Papa "Spes salvi" parla di speranza. Ce n'è anche per Genova? "Credo proprio di sì. La storia di Genova ha visto momenti difficilissimi, ma poi i genovesi si sono sempre mostrati decisi. Magari mugugnano, ma poi si rimboccano le maniche e si danno da fare. Succederà così anche stavolta".

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ANCORA SULL'8 PER MILLE CARITÀ E AIUTI DI STATO (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-17 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano ANCORA SULL'8 PER MILLE CARITà E AIUTI DI STATO L'8 per mille viene assegnato calcolando l'intera massa dei contribuenti nonostante l'80 per cento degli stessi non si esprima mai sulla sua destinazione. La Chiesa cattolica e gli altri beneficiari si appropriano proporzionalmente di tutta la massa nonostante la piccola quantità assolutamente minoritaria delle indicazioni esplicite. Se la percentuale della Chiesa cattolica è il 70 per cento del 20 per cento dei contribuenti, diventa automaticamente il 70 per cento di tutti i contribuenti. Inoltre l'uso dell'8 per mille viene comunicato dalla Chiesa. Non esiste alcuna certificazione di una società di certificazione o di un organismo di controllo pur trattandosi di somme enormi (miliardi di euro). Pietro Ancona pietroancona@tin.it Caro Ancona, A vevo promesso che sarei ritornato sull'argomento e la sua lettera me ne offre l'occasione. Premetto che i suoi dati non sono del tutto esatti. La ripartizione delle somme fra i beneficiari dell'8 per mille avviene con il ritardo di alcuni anni, ma la Conferenza episcopale può contare ogni anno su una somma "a valere sull'anticipo dell'8 per mille Irpef", che è stata per i redditi del 2006, salvo errore, di 929.942.977,17 euro. La somma è stata così ripartita: 335.932.000 euro per il sostentamento del clero, 399.010.977,17 per le esigenze di culto della popolazione, 195.000.000 per gli interventi caritativi in Italia e nel Terzo mondo. è stato osservato criticamente che la percentuale della somma destinata al Terzo mondo è relativamente modesta e che gran parte del denaro rimane in Italia. Ma è comprensibile, a mio avviso, che la Cei pensi anzitutto alle esigenze della Chiesa italiana e alla sua missione nel Paese della propria "giurisdizione". Suppongo che le altre conferenze episcopali utilizzino le somme di cui dispongono con gli stessi criteri. Aggiungo che personalmente non ho alcun dubbio sul modo in cui la Cei, complessivamente, utilizza il denaro. Credo che i suoi sacerdoti e le sue opere facciano un buon lavoro soprattutto sul piano assistenziale. Il vero problema, su cui è permesso avere qualche dubbio, è il criterio di ripartizione del contributo che lo Stato italiano ha deciso di applicare. Gli italiani che indicano espressamente il beneficiario dell'8 per mille rappresentano una percentuale che è stata in questi anni, secondo l'Agenzia delle entrate, di poco superiore al 40% del totale dei contribuenti. Fra questi la maggioranza (quasi il 90%) sceglie la Chiesa cattolica, mentre gli altri preferiscono indicare nell'ordine lo Stato, la Chiesa evangelica valdese, l'Unione delle comunità ebraiche italiane, la Chiesa evangelica luterana, le Assemblee di Dio, l'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste. La logica vorrebbe che la Cei ricevesse il 90% dell'8 per mille prelevato sui redditi di coloro che hanno fatto una scelta. Ma lo Stato italiano ha deciso di applicare la percentuale di ripartizione anche a coloro che non hanno scelto. è un criterio generoso da cui traggono vantaggio anche i beneficiari minori. Ma in un Paese dove la grande maggioranza è cattolica, è la Chiesa, naturalmente, che riceve il beneficio maggiore. Non è tutto. In altri Paesi (la Germania per esempio) lo Stato è soltanto un ufficiale pagatore. Chiede ai suoi contribuenti se intendono destinare volontariamente una percentuale dei loro redditi alla Chiesa di cui sono fedeli e trasferisce la somma al destinatario. In Italia invece l'8 per mille è sottratto al gettito fiscale: una formula che è considerata da qualcuno un "aiuto di Stato" e che molti considerano incompatibile con le caratteristiche di uno Stato laico.

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Le inconfessabili verità umane (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Il francese Arnaud Desplechin, in concorso, porta in scena un laico dramma familiare in "Le conte de Noël". Un film dickensianamente scorretto, dove malattia, segreti e dolori inchiodano le coscienze di tutti. Ma in Croisette passa anche, fuori competizione, il serial killer metropolitano del sudcoreano Na Hong-Jin Roberto Silvestri Cannes Arnaud Desplechin è un narratore radicale, denso e speciale perché le sue configurazioni spaziali e temporali, non facili da amare, sono sempre sovraccariche di segni espliciti, legami segreti o angoscianti vuoti. Attraverso questa tecnica idraulica di "pittura vivente" richiama dentro lo schermo voci e immagini "da fuori", dal fuori campo, dalla memoria dei personaggi o dal semiconscio della ricezione, per svuotare o per riempire o per contestare le sue forme. È come se il suo cinema ci mettesse davanti al naso le tre o quattro cose della nostra vita cui spesso vogliamo sfuggire, invitandoci, per una volta, almeno in una sala buia, a un gesto di coraggio e di responsabilità, invece che d'evasione. Questa volta è, oltretutto, sostenuto da una ritmica, cioè da una colonna sonora inebriante e inquietante (Grégoire Hetzel dedica il suo sountrack, esplicitamente, a Charlie Mingus compositore), che spesso invade come un virus, copre del tutto ma raddoppia l'effetto armonico e pulsionale di un tessuto visuale già così complesso. Insomma chi non ama questo cinema ha qualcosa da nascondere di brutto, ha paura del lupo cattivo che ulula nel sottoscala... È come se il regista Desplechin strumentalizzasse la tecnica della confessione cattolica, del luogo buio dove la coscienza si agita nel liquido amniotico della biopolitica senza rete, in cerca di requie, per rafforzare quegli ammonimenti morali tipici dei pastori cristiani protestanti, sempre ben nascosti dietro e dentro i film d'evasione hollywoodiani di una volta. Fabbricando una nuova, strana classicità a venire. Migliorando via via e giunto ormai al settimo film senza mostrare "complessi" di sorta, anzi capace di gareggiare con analoghe ambiziose imprese (di Chéreau, di Bergman) Desplechin guida con maestria un cast di superstelle transalpine fino dentro a casa sua (e ci sono Hippolyte Girardot, Emmanuelle Devos e Chiara Mastroianni...). Trascinandole tutte, al massimo della forma, sul lastricato, scomodo e polveroso, coraggioso e perfino mortale, di un dramma familiare laico non privo di salite e di "muri di Grammont". In un'avventurosa e folta fuga da Parigi a Roubaix. "Un gruppo solo al comando", era ora, in un periodo di pericolosi e solisti "piccoli Cesari"... Una corsa da fermi, però, perché il film si svolge quasi interamente in una agiata magione, e nel momento della sua massima vitalità e splendore, a Natale. L'attimo magico nel quale esplode, in una famiglia, che è il pilastro per antonomasia di una società così guasta, tutta la sua angoscia esiziale, e la psicosi autodistruttiva. Film intimo e feroce fino all'autobiografia (il penultimo film di Desplechin, L'aimé, era non a caso un documentario sulla sua casa e i suoi genitori), corale e dickensianamente scorretto, ottimo contributo francese al concorso di Cannes, Un conte de Noël, è proprio ambientato nella località nordica dove Desplechin è nato, a Roubaix, e dei cui abitanti Adriano Dezan ha per anni ha spiegato, in diretta tv, pietra su pietra, l'eroica "folle" combattività, sincerità e determinazione. Non si può barare correndo con la bicicletta su quei lastricati a pavé, ci si rompe spesso la testa, come capitava a Jean Robic, proprio come non si può barare davanti a una malattia genetica, fatale e rarissima. Che colpisce, e per ben due volte, la ramificata famiglia borghese di Abel Vuillard, il patriarca (Jean-Paul Roussillon), e Junon, la giunonica e più giovane moglie e "papessa" (Catherine Deneuve), che chiama attorno all'albero, al presepe e alla messa, figli, figliastri e nipotini, quasi tutti originali, eccentrici e pazzoidi come loro due. Per esempio il figlioccio di Junon, Simon, un pittore innamorato di Renoir quanto di Sylvie, la moglie del cugino Ivan, ma che a lei non lo ha mai detto, rovinando così due vite, non la sua solamente... Tanti anni prima il secondogenito Joseph a sette anni, era morto perché nessuno in famiglia aveva il midollo osseo compatibile per un "trapianto della speranza". Nemmeno Henri (Matthieu Amalric), concepito di malumore proprio e solo per quella biologica e chirurgica urgenza. Non sarà mai amato, anzi esplicitamente sempre odiato, Henri. E verrà emarginato e bandito per molti anni, approfittando di una sua bancarotta forse fraudolenta, dalla spocchiosa sorella Elizabeth, eternamente triste e dall'incurabile dolore, che mai lo ha perdonato per la sua esplicita, "banalissima inutilità" anche se è nel frattempo diventata drammaturga di successo. Ivan, il loro terzo fratello, più bello e affascinante, più fortunato e normale, addirittura deejay, ha messo al mondo con Silvie due bei figli biondi e ariani, ma un po' "dannati"... Ora che proprio Junon si trova nella stessa situazione di dover combattere una quasi imbattibile leucemia attraverso un trapianto di midollo osseo e solo Henri e il nipotino Paul (il figlio della spietata Elizabeth) possono aiutarla, ma il più piccolo rischiando la vita, che succederà nella tre giorni di casa Vuillard? Il cacciatore, fuori competizione, sezione ufficiale, è un thriller metropolitano, filone serial killer, opera prima dall'ordinario quoziente gore, del sudcoreano Na Hong-Jin. Che però spreca due idee originali sul tavolo di una partita "suspense" dalle carte truccate (le concatenazioni logiche dell'azione sono ingenue, e alcune eresie di movimento dei protagonisti irritanti). Ma le due novità sono davvero strane. La prima è controcorrente (pensiamo, per esempio, a Gomorra): cioè spingere tutto l'elaborato meccanismo di genere fuori alla carreggiata, farlo deragliare, come se atterrisse più l'horror maggiore della Triade politici-poliziotti-media. Come dire: fatemi solo domande politiche e vi dirò che il sindaco di Seul, riempito di merda autentica da un oppositore fanatico, quella merda se la meritava tutta davvero. Seconda novità. Il serial killer, davvero fuori di testa, è uno scultore, devoto artista cattolico ossessionato dai chiodi della croce di Cristo. Ed è così che uccide i suoi dodici "apostoli", di cui dieci prostitute che, impotente non potrà mai avere (il viagra in quegli ambienti è tabù), in una sorta di rito sacrificale populista, di identificazione dei corpi dei derelitti assoluti in corpi di Cristo.

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CITTA' DEL VATICANO - Discorso plurilingue, in italiano, francese, inglese e tedesco, p (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - Discorso plurilingue, in italiano, francese, inglese e tedesco, per ribadire ancora una volta "no" alle coppie gay, ma anche per far arrivare a tutti i governi europei una richiesta: sostenere maggiormente le famiglie. Benedetto XVI nell'arco di pochi giorni è tornato a parlare di famiglia, tema che evidentemente gli sta a cuore e che in questi tre anni di pontificato è stato al centro di centinaia di interventi. Nella Sala Clementina ai 200 rappresentanti del Forum delle associazioni familiari e della Federazione europea delle associazioni familiari cattoliche - una rete piuttosto attiva in diversi paesi dell'Unione contro l'indebolimento dell'istituto giuridico del matrimonio - ha ripetuto che si può parlare di famiglia solo tra due individui di sesso opposto. "L'unione di vita e di amore, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, che costituisce la famiglia, rappresenta un insostituibile bene per l'intera società, da non confondere né equiparare ad altri tipi di unione". Papa Ratzinger ha ricevuto il Forum in occasione dell'annuale celebrazione della Giornata Internazionale della Famiglia e all'indomani della presentazione di oltre un milione di firme al Quirinale per la petizione "Un fisco a misura di Famiglia". Il Papa non ha mancato di celebrare il 40esimo anniversario dell'Enciclica Humanae vitae ed il 25esimo di promulgazione della Carta dei diritti della Famiglia. Due testi fondamentali. "Il primo ribadisce con forza, andando coraggiosamente controcorrente rispetto alla cultura dominante, la qualità dell'amore degli sposi - ha osservato - non manipolato dall'egoismo e aperto alla vita, il secondo pone in evidenza quei diritti inalienabili che permettono alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, di essere la culla naturale della vita umana". Sulla Carta dei diritti della Famiglia, indirizzata principalmente ai governi, si è soffermato in modo particolare mettendo in evidenza il fatto che costituisce un "modello e un punto di riferimento per l'elaborazione di un'adeguata legislazione politica della famiglia". Quanto ai politici dovrebbero ispirarsi a questo testo prima di legiferare. Subito dopo l'udienza al Forum delle associazioni Familiari ha dato il benvenuto in Vaticano ai vescovi thailandesi. Davanti a loro ha condannato lo "sfruttamento di esseri umani, in particolare di donne e bambini" costretti a prostituirsi dopo essere venduti come schiavi. Alla base del triste fenomeno, strenuamente contrastato dall'episcopato, ha detto, c'è la povertà e l'ignoranza. Per oggi, invece, niente udienze. Benedetto XVI si trova in Liguria per una visita pastorale. La sua prima meta è Savona dove potrà osservare da vicino le stanze in cui fu tenuto prigioniero da Napoleone, Pio VII, al secolo Gregorio Luigi Barnaba Chiaromonti (1809-1812), incarcerato per non avere ceduto al tentativo di Bonaparte di controllare la Chiesa. Domani, invece, sarà a Genova. Lì visiterà il santuario della Madonna della Guardia, simbolo di Genova, ma anche l'ospedale pediatrico Gaslini, infine in piazza del Popolo dirà messa anche se già vi sono parecchie polemiche da parte dei radicali e del movimento della sinistra critica che, per oggi, ha organizzato il 'pride laico'. Obiettivo: protestare "contro l'integralismo ed il fondamentalismo cattolici; per la libera autodeterminazione delle donne e la difesa della legge 194". Quello in Liguria è l'ottavo viaggio italiano del pontificato, il primo in Italia del 2008.

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