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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


TARTICOLI DEL  15 e 16 aprile 008     #TOP


IN EVIDENZA

 

I cattolici sul Carroccio. Voto cattolico in libertà o voto cattolico ininfluente? Franco Garelli  (La Stampa 16-4-2008)

 

Voto cattolico ormai cristallizzato (tra destra e sinistra) o voto cattolico capace di dar vita in prospettiva a nuove aggregazioni? Attorno a interrogativi come questi si può costruire una prima analisi del risultato elettorale riferito alle sorti di un’area sociale che si considera importante o decisiva per le dinamiche pubbliche.

Da vari anni il pluralismo delle scelte politiche è un tratto del cattolicesimo italiano, con una quota di soggetti che l’ha praticato da sempre, mentre la gerarchia l’ha riconosciuto ufficialmente soltanto dopo la crisi acuta della Dc, a seguito di Tangentopoli e dintorni. Da allora lo slogan prevalente è che la Chiesa non dà indicazioni politiche e che i cattolici possono votare per partiti o schieramenti diversi, a patto che essi non siano contrari alla fede e ai valori «cattolici». È la teoria - più volte ribadita - del voto libero, ma non indifferente.

Ma non ci volevano certo queste elezioni per confermare che il mondo cattolico vota ormai in libertà. Piuttosto, ciò che emerso dalle urne due giorni fa offre al riguardo ben altre e più interessanti indicazioni.

Anzitutto che il successo elettorale della Lega nel Nord Italia sia in parte dovuto ad un mondo cattolico che trova nelle visioni e nel linguaggio del Carroccio vari motivi di assonanza e di convergenza. Il processo iniziato vent’anni fa nel Veneto bianco sta contagiando altre Regioni del Nord, in mancanza di risposte diverse. Chi ben conosce la provincia settentrionale conferma l’impressione che la Lega abbia calamitato il voto di non pochi cattolici, non soltanto di quelli tiepidi, ma anche dei più attivi e convinti, che frequentano con assiduità gli ambienti religiosi. Si tratta di un mondo che non ama i grandi cambiamenti, preoccupato di un cambio di scenari che minaccino le conquiste personali e famigliari realizzate nel tempo. Non tutto questo voto può essere considerato conservatore o razzista o così etnocentrico da guardare ai diversi come ad un nemico. Ma è indubbio che l’aumento degli immigrati stranieri, la crescita dell’Islam, la paura dell’impoverimento, la crisi del ceto medio, la facciano da padrona in una popolazione che difende anzitutto gli equilibri locali e che chiede di affrontare con gradualità il nuovo che avanza. La voce della protesta, un linguaggio concreto, il richiamo ad un «senso del noi» che offre appartenenza, possono aver fatto ulteriore breccia in un mondo cattolico portato - dalla sua vocazione moderata - a enfatizzare la questione dell’ordine pubblico e dell’integrità locale.

La seconda indicazione di queste elezioni è il debole peso del voto identitario cattolico. Mi riferisco al successo limitato del partito di Casini, che ha puntato a mobilitare la gente non soltanto con una proposta centrista e moderata, ma soprattutto proponendosi come una casa naturale per quanti (i cattolici in particolare) intendono difendere e promuovere il ruolo pubblico della religione. In particolare, però, non ha funzionato il richiamo di Pezzotta, che intendeva mietere il grano di una mobilitazione cattolica di popolo come quella del Family Day. Parte del mondo cattolico si coinvolge e scalda i muscoli in eventi para-religiosi come questi, ma essi non hanno una valenza politica, non sono luoghi o serbatoi di mobilitazione politica. Chi prende parte a questi avvenimenti può ritenere che i valori cari ai cattolici (vita, famiglia, bioetica, educazione, ecc.) siano meglio promossi o rappresentati più dai partiti del centro-destra che da nuove e incerte formazioni politiche orientate a creare nuove aggregazioni.

Il voto identitario cattolico, poi, sembra di debole peso anche in quel centro-sinistra che non è stato in grado di far breccia sui cattolici moderati politicamente incerti o delusi dal modello di Berlusconi. Nel Pd non mancano certo dei cattolici «ultras», ma essi si mescolano a gruppi di cattolici aperti sui temi della laicità, convinti del vantaggio pluralistico di convivere oggi con altre sensibilità culturali e politiche.

È stato detto che Veltroni ha perso la sinistra, ma anche il centro; e che l’asse Berlusconi-Fini si è spostato troppo a destra per permettere ad ampie quote di cattolici di riconoscersi nella loro linea politica. In questo scenario si può prevedere la nascita (dopo tanti anni) di un figlio della Balena bianca, capace di alterare gli attuali equilibri? Il centro politico può alimentarsi in futuro di cattolici insoddisfatti sia dello stile politico di Berlusconi, sia di un Pd che relega i cattolici ad una componente un po’ in sottotono del centro-sinistra? Nell’attuale bipolarismo rafforzato questa eventualità appare remota. Il tutto comunque dipende da quanto i cattolici dei due schieramenti si sentano a proprio agio nelle rispettive «case»; e dalla capacità di un centro cattolico di innovare la scena con un grande progetto politico. Come sempre, cercasi un leader, disperatamente.

 



Report "Laici e chierici"

Crescere sulle spalle dei giganti - augusto cavadi ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sarebbe anarchismo - ma si radica sul doppio cardine dello "Stato di diritto" e della "responsabilità individuale". Terzo: difendere la laicità dello Stato non implica "irridere il sentimento religioso" che va rispettato, quanto garantire, inseparabilmente dalla libertà di religione, "la libertà di non professare alcuna religione".

Il paese più cattolico boccia l'Udc di Cuffaro ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i tre martiri ai quali è dedicata una delle feste cattoliche più impressionanti; ma anche don Raffaele Lombardo da Grammichele, santo laico (anche) di Trecastagni, provincia di Catania, il paese più cattolico d'Italia, dove più che di voto, le elezioni sono state una faccenda di ex voto. Dei seimila elettori quasi cinquemila hanno votato centrodestra,

Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Berlusconi riferimento della sinistra di governo ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un cattolico potesse affidargli l'onore delle proprie scelte? Anche con la Chiesa è stato difficile spiegarsi. Ricordo che nell'assemblea di Forza Italia nel '94 dissi che Berlusconi aveva un carisma, io lo intesi in modo laico alla Weber, ma molti vescovi telefonarono a Tarcisio Bertone per dirgli il loro orrore di vedere applicate categorie spirituali a un uomo come Berlusconi.

(segue dalla copertina) vittorio zucconi ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: affidate a diaconi e diaconesse laici, frequentate da un "gregge" che riesce sempre più difficile distinguere, nei comportamenti, da coloro che si proclamano genericamente cristiani. Le ricerche demografiche dicono che le coppie sposate in chiesa divorziano esattamente come le altre, che le donne cattoliche fanno sesso pre ed extramatrimoniale,

Marco politi washington ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: questa nazione si sia affermato un concetto positivo di laicità. Il nuovo popolo (che fondò gli Stati Uniti) era fatto di comunità fuggite dal contesto di Chiese di Stato. Volevano uno Stato laico proprio per dare una possibilità a tutte le confessioni di esercitare la propria religione. Erano laici per amore dell'autenticità della religione, che può essere solo vissuta liberamente"

Crociati e contestatori, 70 milioni di fedeli ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stati Uniti i cattolici sono in crescita, anche all'interno della Casa Bianca Crociati e contestatori, 70 milioni di fedeli Quasi la metà va a messa ogni domenica ma si divide su aborto e unioni gay DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Edward Egan, il cardinale conservatore che guida la diocesi di New York, mescola senza problemi sacro e profano quando dice di credere in Dio e negli Yankees.

Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili ( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: risultare decisivo nel suo colloquio con la tormentata chiesa degli States e soprattutto con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se leggo le storie delle vittime è difficile per me capire come sia stato possibile che dei preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di santificazione e amore". Sarà questa una delle chiavi della multiforme visita americana di Benedetto XVI.

L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

In memoria di Papa Wojtyla ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

LAICITÀ E FEDE, CONVEGNO A TORINO ( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: intesa come custode della ragione e possibile fondamento dello Stato e della politica. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - fra i quali Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario - che si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti,

Lettera piccolo consiglio dalla parte del pse ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico, anche secondo il significato che a questo "valore" attribuiscono i cattolici democratici, in competizione con un partito conservatore democratico, che sia espressione anche delle aree tradizionaliste del cattolicesimo italiano. Dopo il voto che ho dato a una lista del partito da te guidato, questo è il consiglio che,

Analisi nessun travaso tra pd e pdl, la chiesa non incide ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dal punto di vista elettorale siamo tutti laici. Non incide ciò che dice la Chiesa". Sull'Udc che ha raccolto oltre 2 milioni di voti (500 mila in meno rispetto al 2006) dice Napoli: "Ha un elettorato prevalente cattolico. Complessivamente ha tenuto rispetto alla volta scorsa. Ha perso un 10 per cento verso il Pd e il 4 verso il Pdl".

Clericali ora silvio alla prova delle questioni etiche ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: se ne potrebbe concludere che la rincorsa al voto cattolico, che ha messo in ginocchio in questi anni la politica e creato una assurda questione laica, è tra gli attrezzi della Seconda repubblica messi in soffitta dal voto dell'altro ieri. Come conferma in modo simmetrico il risultato del partito che aveva messo la questione laica al centro della sua proposta.

Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario,

Papa: "Mi vergogno dei preti pedofili" ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma io trovo affascinante che negli Usa si sia cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo, il popolo nordamericano, era composto da comunità e persone che erano fuggite dalla religione di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare, aperto alla possibilità per tutte le confessioni di manifestarsi".


Articoli

Crescere sulle spalle dei giganti - augusto cavadi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIV - Palermo Crescere sulle spalle dei giganti Mix liberale, socialista e cattolico con Croce e Salvemini AUGUSTO CAVADI In altre epoche, senza gli alti confronti culturali "Porta a porta", ci si doveva accontentare dei dibattiti fra liberali come Croce e socialisti come Salvemini. Che quelle dispute abbiano qualcosa da insegnare anche a noi contemporanei, Livio Ghersi prova ad argomentarlo nell'opera Croce e Salvemini. Uno storico conflitto ideale ripensato nell'Italia odierna (edizioni Bibliosofica, Roma 2007, pagine 638, euro 15). Anche in Sicilia - come nel resto d'Italia - si sta configurando un'aggregazione partitica che aspira a far convergere le grandi culture democratiche repubblicane: il liberalismo progressista, il cattolicesimo popolare, il socialismo riformista. Ovviamente non si tratta solo di annacquare questi filoni in una pappa insapore, ma di trarne ispirazione per sintesi inedite. Una direzione di marcia "post-ideologica"? Se per ideologia s'intende un sistema dottrinario "fondamentalista", può andare anche bene. Non altrettanto se il superamento dell'impianto ideologico dovesse intendersi come allegra rinunzia ad ogni fondazione teorica: come adozione di un pragmatismo furbetto in nome del quale navigare a vista secondo i risultati dei sondaggi. C'è dunque bisogno di salire sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto per vedere un po' più lontano di loro: prima di affermare che li abbiamo superati, bisognerebbe dimostrare che li abbiamo raggiunti. I due giganti che Ghersi interroga sono Benedetto Croce e Gaetano Salvemini: con sintonia intellettuale e morale nei confronti del primo molto più intensa rispetto al secondo. Tra i preziosi suggerimenti che l'autore ricava almeno tre o quattro meritano d'essere ripresi. Primo: un laico liberale non deve essere, necessariamente, "relativista" (almeno nel senso di scettico, di indifferente ad ogni scala di valori oggettivi). Come ha scritto Croce, "lo storicismo dissipa il relativismo, perché esso asside la verità sulla salda roccia della storia, l'unico appoggio che l'uomo possegga". Secondo: "il liberalismo va distinto, nella teoria e nella prassi, dall'individualismo radicale". Esso, infatti, non si identifica con un "mero sentimento libertario" - sarebbe anarchismo - ma si radica sul doppio cardine dello "Stato di diritto" e della "responsabilità individuale". Terzo: difendere la laicità dello Stato non implica "irridere il sentimento religioso" che va rispettato, quanto garantire, inseparabilmente dalla libertà di religione, "la libertà di non professare alcuna religione". Che, in concreto, significa: "Papa e vescovi sono liberi di parlare, ma chi li ascolta è libero di valutare le loro parole, così come è libero di ignorarle". Il quarto suggerimento tocca un piano ancora più concreto: il problema della selezione della rappresentanza politica. Qui Ghersi dimostra, con finezza giuridica, che l'attuale sistema elettorale veleggia ai limiti della incostituzionalità: la legge n. 270 del 2005 è "una pessima legge", mentre la normativa vigente in Germania costituisce "un'ottima soluzione". La conclusione cui perviene l'autore non è proprio entusiastica: molti si dicono liberali, ma si dividono quando si tratta di darsi una rappresentanza. Sarebbe il caso, invece, secondo l'autore, che trovassero un'intesa: anche per contrastare la strumentalizzazione degli ideali liberali da parte di equivoci personaggi che spacciano per liberalismo il loro "anarco-capitalismo".

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Il paese più cattolico boccia l'Udc di Cuffaro (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Reportage A Trecastagni il record di praticanti Il paese più cattolico boccia l'Udc di Cuffaro JACOPO IACOBONI INVIATO A TRECASTAGNI (CT) E'impossibile, in questo paese, non avere un santo a cui votarsi. E ci si sono votati. Alfio, Filadelfo o Cirino, i tre martiri ai quali è dedicata una delle feste cattoliche più impressionanti; ma anche don Raffaele Lombardo da Grammichele, santo laico (anche) di Trecastagni, provincia di Catania, il paese più cattolico d'Italia, dove più che di voto, le elezioni sono state una faccenda di ex voto. Dei seimila elettori quasi cinquemila hanno votato centrodestra, ergo i due supercacicchi, gli autonomisti di Lombardo e l'Udc di Cuffaro. "Vince il centrodestra, mi pare largamente", prevedeva già a mezzogiorno il parroco di Sant'Alfio, nel museo delle offerte votive, arti di bambini, busti di zoppe a cui è stato ridato il cammino, cervelli in cera per i piccoli morti di meningite... E pacchetti di voti che si possono muovere, devotamente, quantunquemente, direbbe Cetto La Qualunque. Per Alfio; per (san) Raffaele. "Sì, la gente chiede ancora indicazioni su chi votare; io soprattutto ascolto, cerco solo di invitare verso forze vicine ai nostri valori, la famiglia...", confida il parroco Alfio Torrisi, che in paese dicono elettore dell'Udc (lui non lo rivela, però). "Per il nostro comune auspico sempre la più grande unità delle parti". Larghe intese. Comunque, "vincerà, lo sento tra i fedeli, il centrodestra". Non si festeggia stasera, però: in paese sono appena state montate le luminarie della festa di Sant'Alfio, la notte del 9 maggio migliaia di pellegrini confluiscono a piedi qui, alle pendici dell'Etna, alcuni, i "nuri", seminudi e scalzi, qualcuno leccando il pavimento, in omaggio appunto ad Alfio, patrono dei muti, al quale fu tagliata la lingua dall'imperatore perché nel III secolo aveva rifiutato di sacrificare agli dei. Fedeli, e votanti. "Il cammino per cambiare la mentalità del cuffarismo-lombardismo, in questo paese come in tutta la Sicilia, è lungo; ma la politica da sola non può farcela, serve la società", riflette Giovanni Barbagallo, capolista del Pd in Regione, candidato sindaco del centrosinistra. Barbagallo ha tenuto un comizio acceso contro Lombardo, è un cattolico democratico, ha una moglie, Agata, a lungo vicepresidente diocesana dell'Azione cattolica. "Il nostro cattolicesimo è ispirato a Chiara Lubich, Tettamanzi, Martini...". Quello di altri, come dire, un po' meno. La simpatia ruiniana per Casini - un sacerdote dice "Roma locuta, causa finita", quando si esprime la gerarchia ci si adegua - qui s'è tradotta in una spinta in più per l'Mpa, beneaugurante la diocesi di Catania. Un tempo era retta dal vescovo Luigi Bommarito, ottimi rapporti, anche personali, con Lombardo, oggi è amministrata dal più schivo arcivescovo metropolita Salvatore Gristina, allievo di Pappalardo. Saretto Currò è parroco della Matrice, la Chiesa di San Nicola, da dove un panorama mozzafiato ti fa guardare, a est, Acireale, a nord l'Etna, in fondo addirittura la Calabria. Davanti a una spigola confida: "Ho votato Udc, il Pd non lo potevo scegliere per via di quell'alleanza con i radicali". E lui è il prete aperto, quello che prende le distanze da certa gestione della festa di Sant'Alfio "lasciata troppo nelle mani dei comitati laici". Traduzione: dei capi affaristi. Quand'era a Catania fece rumore una sua omelia contro il sindaco berlusconiano Scapagnini. Currò disse: "Ha trasformato piazza del Duomo in un circo equestre". Ciò non toglie che a sinistra non voterebbe mai. Un'amica di Barbagallo esce da messa e, incontrando il candidato del Pd dinanzi alla celebre pasticceria catanese Scardaci, gli fa: "Giovà, mettiamoci dentro sennò quelli di Lombardo ci vedono...". Ecco, la pressione voto=aiuto, che nella dc era suadente, si è fatta aggressiva. I lombardiani spopolano nelle Asl, hanno medici, eserciti di infermieri. Hanno il fiato sul collo dei sindaci di sinistra a Nicolosi o Ramacca. Avevano dieci deputati regionali, li raddoppieranno. Il fratello di Raffaele, Angelo Lombardo, prega (appunto) di fare una provincia qui vicino, a Caltagirone. Padre Currò una volta fu avvicinato da un deputato autonomista quand'era parrocco alla Barriera, quartiere popolare di Catania; gli fu offerto un do ut des, rifiutò. Non sempre però è così. Agata Reitano Barbagallo ancora ricorda di quando, dieci anni fa, un parroco le disse "ho un pacchetto di 700 voti, se aiutate la parrocchia con buone donazioni...". "A cu mi duna lu pani lu chiamu patri", chi mi dà da mangiare lo chiamo padre, dicono qui. E padre vuol dire, anche, sacerdote.

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Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie 1 Commento " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... cosimo de matteis: Intanto ben arrivato!!! Come avrai letto sul blog accompagniamo -noi tuoi lettori- con la... bruno frusca: Don Mazzolari : prete scomodo sì ma : Obbedientissimo in Cristo : - Quando, per le sue predicazioni e... Luisa: Il Papa è su suolo americano.accompagniamol o con le nostre preghiere ! Cherubino, il qualcuno, cioè... 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Berlusconi riferimento della sinistra di governo (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Gianni Baget Bozzo Come era difficile essere berlusconiano prima dei giorni che ora viviamo! L'ho sperimentato di persona. Qualcuno pensava che ero sempre stato un po' pazzo e avevo fatto scelte arrischiate anche questa volta. O che mi fossi invaghito del piglio di Silvio Berlusconi, deciso e autorevole. Qualcuno ha anche pensato che fossi stato comperato. Perché un intellettuale, per di più un prete, sia berlusconiano è una cosa difficile da spiegarsi. Non era Berlusconi colui che aveva introdotto le soap opera e le immagini ardite nella televisione placata di Ettore Bernabei, benedetta anche dai comunisti? Non aveva uno stile troppo licenzioso la televisione commerciale perché un cattolico potesse affidargli l'onore delle proprie scelte? Anche con la Chiesa è stato difficile spiegarsi. Ricordo che nell'assemblea di Forza Italia nel '94 dissi che Berlusconi aveva un carisma, io lo intesi in modo laico alla Weber, ma molti vescovi telefonarono a Tarcisio Bertone per dirgli il loro orrore di vedere applicate categorie spirituali a un uomo come Berlusconi. Per la verità questi vescovi non avevano letto San Tommaso per cui il carisma non suppone lo stato di grazia e quindi può essere dato anche ai peccatori. Bertone mi comunicò le loro proteste ma non ne fece nulla. Non era il cristianesimo ma l'antiberlusconismo che parlava in questi vescovi telefonatori. Nella mia vita vi fu sempre la convinzione che il Pci fosse la realtà politica più importante del Paese, dominava la cultura, le istituzioni, il senso comune della vita pubblica. Ma questo non era un buon motivo perché l'Italia diventasse comunista in nome dell'antifascismo, della Costituzione e della Storia. Ho lasciato una radiosa carriera di dossettiano per scegliere contro il centrosinistra quando ciò era ignominio. Resistere al Pci era resistere alla cultura dominante, significava diventare illegittimi. Oggi questo è finito perchéè morta la sinistra. È morta la sinistra antagonista che era un fenomeno vissuto negli interstizi del potere sindacale e delle amministrazioni locali. Aveva prodotto i centri sociali deputati alla violenza. La piazza in Italia esisteva protetta dalle istituzioni e quindi dalla cultura comunista; e voleva sempre mantenere un certo livello di rivolta, occupare le strade, le ferrovie, gli aeroporti, in nome dei sindacati e dell'ente locale. Nata dalla Resistenza, vista come fenomeno dei soli partigiani, la sinistra italiana aveva mantenuto una certa idea di rivolta continua. Ora questa è finita, anche il Dal Molin sarà meno vistoso perchéè avvenuto un fatto storico. La sinistra diessina è morta come linea di governo perché non poteva fare a meno della sinistra antagonista identificante nel suo essere di sinistra e della sinistra cattolica e di Romano Prodi come capace di dare contenuto al suo governo. Ha voluto essere omnicomponibile, definirsi in funzione delle circostanze e delle opportunità. Non avendo mai voluto diventare socialdemocratica, la sinistra postcomunista ha scelto di non avere identità politica ed è proprio questo che l'ha condotta a definirsi mediante le alleanze. E l'alleato che dà il contenuto e la motivazione al governo, la sinistra postcomunista occupa i ministeri ma non definisce sé stessa. Costruisce un partito con i democristiani di sinistra per ricevere da loro una qualifica centrista. Così accade che non ci sia in Italia un partito socialdemocratico ma solo un partito opportunista che si definisce solo mediante le sue alleanze. Non vi è dubbio che la scelta di Walter Veltroni abbia significato la volontà di farsi legittimare da Berlusconi parlando il suo linguaggio e cercando di collaborare con lui. Berlusconi è il nuovo riferimento della sinistra di governo, essa cerca in lui il contenuto a cui conformarsi. Così nasce l'operazione Veltroni che giungerà a una collaborazione effettiva con la maggioranza perché l'alleanza tra postcomunisti e cattolici di sinistra è stata l'unione di due vuoti politici. Il Partito democratico questa volta sapeva che Berlusconi era il riferimento che si doveva assumere per essere qualcosa. Per questo ha voluto perdere: per conformarsi al suo avversario nel linguaggio. L'opposizione non sarà alternativa alla maggioranza e cercherà di inserirsi in essa per trovare un'identità sempre perduta e mai espressa. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it), sacerdote e teologo, è consigliere di Forza Italia. 16/04/2008.

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(segue dalla copertina) vittorio zucconi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

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(SEGUE DALLA COPERTINA) VITTORIO ZUCCONI Il suo itinerario, tracciato con prudenza fra stadi sportivi dove si predica ai convertiti e incontri di vertice preconfezionati, dimostra che Joseph Ratzinger ha capito che sarebbe stato un errore ripercorrere il viaggio di chi trovava nella folla il momento supremo del proprio apostolato. Come mi ricordò Bill Clinton con invidia, nei giorni del funerale di Giovanni Paolo a Roma, nessuno sapeva "work a crowd", disse nel gergo della politica e dello spettacolo, "lavorare una folla, sedurla, farla propria", come lui. Dal primo incontro con Ronald e Nancy Reagan, all'apoteosi nella Giornata della Gioventù in Colorado, il rapporto fra l'America e il Papa polacco fu un crescendo di reciproca scoperta, in proporzione inversa al tramontare della condizione fisica. Nella cattedrale di St. Louis, la città del Missouri dedicata a un "Re Santo" di Francia, Giovanni Paolo strappò al governatore la vita di un giustiziando, a poche ore dall'esecuzione. Ma in quella stessa città rimase memorabile la sua freddezza formale nei confronti proprio del presidente in carica, Clinton, e della moglie, Hillary, paladini inflessibili del diritto di aborto. Wojtyla, alla fine del proprio papato, andava a cercarsi gli angoli bui di un cattolicesimo americano che sta radicalmente cambiando, e sta diventando non più una religione ereditaria, come fu per irlandesi, italiani, tedeschi, latinoamericani, ma è ormai una religione per scelta, come le altre, e non irreversibile. La metà di quei 235 milioni di americani che si dichiarano cristiani cambierà la propria appartenenza religiosa durante la vita, una fluidità che somiglia a uno shopping della fede. Per questo, Giovanni Paolo II usciva dalle aree sicure, si sforzava di giocare in trasferta, di stanare le pecorelle vaganti. Andò nella cattedrale di Newark, una delle città più tormentate dove ? ce lo ricordò ancora lo stesso Clinton che lo attendeva ai piedi dell'altare maggiore ? fece due giri attorno alla chiesa per farsi aspettare, apparendo nella luce del grande portale d'ingresso "come una rock star", tra un pubblico impazzito. "Se non fosse stato il Papa ? ricordava sempre Clinton, che è formalmente protestante metodista ? si sarebbe fermato a firmare autografi". Non potrebbe mai, Joseph Ratzinger, né lo vorrebbe, cancellare o superare quel ricordo. La Chiesa che Benedetto XVI sfiorerà, racchiusa nel recinto dei due stadi di baseball a New York e Washington, è una organizzazione che conta 67 milioni di appartenenti in 19 mila parrocchie condotte da sempre meno sacerdoti sempre più anziani, affidate a diaconi e diaconesse laici, frequentate da un "gregge" che riesce sempre più difficile distinguere, nei comportamenti, da coloro che si proclamano genericamente cristiani. Le ricerche demografiche dicono che le coppie sposate in chiesa divorziano esattamente come le altre, che le donne cattoliche fanno sesso pre ed extramatrimoniale, usano anticoncezionali e abortiscono esattamente quanto le non cattoliche, e soltanto il 55% dei cattolici nominali praticano davvero la religione che professano. L'America cattolica che attende Ratzinger è un'America che rimbalza di crisi in crisi, la più acuta delle quali è la difficoltà del sistema di educazione cattolica, come scrive il settimanale diocesano Il visitatore della domenica, disertato dopo la scoperta della pedofilia. Mille di quelle 19 mila parrocchie chiuderanno, per mancanza di sacerdoti e di frequentatori, entro il decennio. Quattromila di esse resteranno senza un parroco, perché dal 1975 a oggi il numero dei preti consacrati negli Usa è crollato del 41%, praticamente dimezzato. Per un Papa che vuole recintare i confini della propria chiesa, l'America del "libero mercato di Dio" pone un problema anche più acuto della secolarizzazione dell'Europa. Anche oltre la tragedia della pedofilia, che è costata in termini morali più cara dei 2 miliardi pagati finora in danni, o della concorrenza quotidiana di evangelici, pentecostali, battisti, mormoni, teleprofeti che reclutano con pieno diritto e grande successo tra gli immigrati dall'America Centrale e gremiscono le loro "mega church" da 20 mila posti, è la irrequietezza dei 67 milioni di cattolici americani a preoccupare questo Vaticano. Sono quelle suore, e quelle diaconesse, che si chiedono sempre più numerose, perché alle donne sia proibita l'ordinazione sacerdotale, perché il matrimonio sia proibito ai religiosi, e l'omosessualità sia formalmente aborrita. Al Pontefice romano saranno risparmiate le ansie da Turchi alla porte di Bisanzio, in una nazione dove meno dell'uno per cento è musulmano, ma non l'angoscia della progressiva diluizione della cattolicità nell'oceano della cristianità "fai da te", dove neppure il richiamo alle battaglie antiabortiste riesce più a tagliare di netto l'opinione pubblica, in questo anno elettorale dove i "valori" hanno lasciato il posto all'incubo della recessione. Tredici anni or sono, quando uscì dalla cattedrale di St. Patrick a Manhattan, Giovanni Paolo si volle buttare tra la folla, scatenando il terrore fra le porpore al seguito e le grida entusiastiche della gente che si ripeteva, come di fronte a un miracolo: "Cammina! Cammina!". Il miracolo che la Chiesa americana chiede a Benedetto XVI sarà quello di ridarle morale, prima che moralità, in questo libero e stordente supermarket di Dio.

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Marco politi washington (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

MARCO POLITI WASHINGTON dal nostro inviato Fuori i pedofili dal clero. Papa Ratzinger arriva in America e già in volo usa un linguaggio americano - schietto e senza perifrasi - per condannare la serie di abusi sui minori commessi da preti cattolici. L'opinione pubblica e soprattutto le associazioni delle vittime attendevano il pontefice al varco. E Benedetto XVI ha affrontato l'onta degli scandali a viso aperto. "Sentiamo una vergogna profonda per quanto è accaduto - dichiara, usando il noi dei papi a sigillo del suo impegno personale - e faremo tutto il possibile perché fatti del genere non succedano più in futuro". Gli scandali di pedofilia, ammette Benedetto XVI, sono stati una "grande sofferenza per la Chiesa negli Usa, per la Chiesa nella sua interezza e per me personalmente". E racconta ai reporter, che lo seguono sull'aereo papale, di essersi messo a leggere le storie delle vittime. E proprio riandando al vissuto tragico di tanti giovani, il Papa confessa: "Mi è difficile capire come sia stato possibile che questi preti abbiano tradito la loro missione di trasmettere ai bambini la salvezza e l'amore di Dio". Ma Ratzinger non è arrivato in America per limitarsi a deplorare. Annuncia un piano preciso in tre punti e la parola su cui batte l'accento è "escludere". Ancora una volta usa il noi dell'autorità suprema. "Noi escluderemo assolutamente i pedofili dal sacro ministero. Sono assolutamente incompatibili. Un pedofilo non può essere prete!". Il primo livello, spiega, è quello giuridico: la cacciata dei colpevoli. Il secondo è la cura pastorale delle vittime. Il terzo è la prevenzione: formare preti "sani", selezionare nei seminari, fornire una solida formazione spirituale, umana e intellettuale ai candidati perché siano ammessi al sacerdozio soltanto persone adatte. E qui Ratzinger distingue opportunamente tra omosessualità e pedofilia. L'obiettivo è di impedire il ripetersi degli scandali. "E' più importante avere buoni preti piuttosto che molti preti", conclude convintamente. Il discorso non è comunque bastato a molte vittime dei preti pedofili delusi dal mancato annuncio di provvedimenti diretti e che hanno chiesto di poter incontrare il Pontefice personalmente. Il viaggio negli Stati Uniti, a Washington e a New York, rappresenta per Benedetto XVI il vero battesimo internazionale. George W. Bush, che è venuto a dargli il benvenuto sotto la scaletta dell'aereo (raro gesto di omaggio da parte dei presidenti americani), ne riconosce la statura morale. Con il presidente il pontefice tratterà nel colloquio di oggi un vasto ventaglio di problemi. Dal Medio Oriente all'Iraq, dalla Cina all'Africa. In aereo Benedetto XVI anticipa un tema che sta particolarmente a cuore alla società statunitense: l'immigrazione latino-americana. "Parlerò con il presidente - annuncia - perché gli Stati Uniti aiutino lo sviluppo dei paesi del Sud America. E' nell'interesse di tutti, è nell'interesse del mondo". Perché, precisa, la cosa migliore è creare in loco condizioni positive di vita per bloccare alla radice la spinta all'emigrazione. Quanto agli immigrati negli Usa l'esigenza primaria è evitare la separazione delle famiglie e garantire a tutti un'esistenza degna. Ratzinger è contento di essere arrivato in America. "Trovo affascinante - esclama - che in questa nazione si sia affermato un concetto positivo di laicità. Il nuovo popolo (che fondò gli Stati Uniti) era fatto di comunità fuggite dal contesto di Chiese di Stato. Volevano uno Stato laico proprio per dare una possibilità a tutte le confessioni di esercitare la propria religione. Erano laici per amore dell'autenticità della religione, che può essere solo vissuta liberamente". Per questo Ratzinger considera gli Stati Uniti un modello anche per gli europei. Dopo domani Benedetto XVI parlerà all'Onu. Insisterà sull'importanza dei diritti fondamentali non negoziabili, che appartengono alla persona e che precedono qualsiasi istituzione. E' importante, sottolinea, che su tali valori convergano culture diverse, riconoscendo che sono "iscritti nell'essere umano".

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Crociati e contestatori, 70 milioni di fedeli (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-16 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE La fede a stelle e strisce Negli Stati Uniti i cattolici sono in crescita, anche all'interno della Casa Bianca Crociati e contestatori, 70 milioni di fedeli Quasi la metà va a messa ogni domenica ma si divide su aborto e unioni gay DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Edward Egan, il cardinale conservatore che guida la diocesi di New York, mescola senza problemi sacro e profano quando dice di credere in Dio e negli Yankees. L'altro giorno ha definito la squadra di baseball del Bronx nel cui stadio il Papa celebrerà domenica la messa, "il più forte club del mondo". "Certo - ha aggiunto - un tempo facevo il tifo per i Cubs di Chicago, ma poi sono arrivato qui e mi sono convertito". Ora è un tifoso sfegatato: "Inevitabile - spiega lui - i convertiti si impegnano sempre più dei non convertiti". Parole disinvolte di un americano che fa anche un po' di "marketing spirituale ". Un linguaggio certamente lontano dalla sensibilità del teologo Ratzinger. Questo Papa "cerebrale" che cerca sempre la profondità e rifugge dai gesti plateali, ha iniziato ieri a Washington la sua missione più difficile: rilanciare una Chiesa colpita dallo scandalo della pedofilia in un Paese nel quale il cattolicesimo ha grande vitalità, ma è anche pieno di squilibri e contraddizioni e deve competere ogni giorno con gli altri culti cristiani. Quello americano è un "gregge" che Benedetto XVI apprezza molto nonostante le differenze culturali tra Usa ed Europa. Certo, Ratzinger è un intellettuale del Vecchio continente, ma, mentre l'Europa secolarizzata vive con sempre minor trasporto la sua religiosità e frequenta poco le chiese, negli Stati Uniti il cristianesimo è più militante: molti fedeli si sentono "crociati" della fede, i templi sono pieni, ci sono volontari ovunque. Entrare in sintonia con questo universo di quasi 70 milioni di anime per Benedetto XVI è tanto importante quanto difficile. è importante perché la Chiesa è impegnata non solo a contenere l'onda islamica, ma anche a dimostrare all'Occidente che la fede può sopravvivere alla modernità e al consumismo. E gli Usa - che, più dell'Europa, fanno argine contro l'estremismo islamico - sono anche il luogo nel quale spiritualità e mercato si sfidano con più intensità. Ma l'impresa è anche difficile perché il "gregge" americano è tanto vivace quanto imprevedibile. I cattolici Usa vanno a messa ogni domenica molto più di quelli europei (quasi metà contro il 10 per cento), ma non per questo sono una massa stabile e disciplinata. I sondaggi dicono che, in larga maggioranza, i fedeli Usa la pensano diversamente dalla loro Chiesa sull'aborto, le unioni gay, il sacerdozio riservato agli uomini, il divorzio, la pena di morte. Una realtà che non diminuisce l'interesse di Ratzinger per gli Usa: un sistema che la Chiesa considera (parole del Nunzio apostolico) "vibrante ed eticamente sano", nel quale la minoranza cattolica ha potuto crescere liberamente fino ad acquistare un ruolo centrale nella società: oggi la Casa Bianca di Bush è piena di cattolici e lo stesso presidente - metodista e cristiano "rinato " - è considerato da molti un "cattolico nascosto". Ma ci sono anche interrogativi: "In Vaticano ammiriamo la religiosità americana, ma ci chiediamo se, nella sua spiritualità ed emotività, non manchi di interrogarsi su cosa è vero e cosa non lo è" ha scritto sul Washington Post Lorenzo Albacete, teologo molto vicino al Papa. Insomma, un "popolo di Dio" irrequieto. E che cambia rapidamente. Rispetto a trent'anni fa, quando erano meno di 50 milioni, concentrati soprattutto nel Nord Est, oggi i cattolici sono molti di più ma la crescita è tutta nel Sud (Texas, New Mexico) e nell'Ovest (California) e si basa sull'immigrazione ispanica: un terzo dei cattolici adulti e la metà di quelli "under " 40 anni sono "latinos". Trasformazioni che hanno investito le stesse strutture ecclesiastiche: in tutta la diocesi di New York (2,5 milioni di fedeli), i seminaristi sono appena 22. La Chiesa americana vive tra grande impegno e grandi difficoltà: molte parrocchie godono di ottima salute grazie ai sacerdoti che arrivano dagli altri Paesi, soprattutto dall'India, e al lavoro di 35 mila assistenti laici (per l'80% donne). Altre vanno in bancarotta, come una qualunque società commerciale. E la gerarchia ecclesiastica viene sfidata dai fedeli non solo sui precetti etici, ma anche sulla gestione amministrativa: "Non siamo i bancomat dei vescovi, vogliamo contare" dice Peter Borrè, il capo della Coalizione delle Parrocchie, gruppo che si batte contro lo smantellamento delle diocesi in crisi. Tutti, comunque, sono in festa per la visita del Papa. Ci si chiede solo se Benedetto saprà entusiasmare l'America, a partire dai giovani, anche senza i gesti e le grandi adunate di Giovanni Paolo II. Lo sbarco L'arrivo all'aeroporto della Andrews Air Force Base di Washington di Papa Benedetto XVI alle 16, quando in Italia erano le 22. Il pontefice è stato accolto dal presidente George W. Bush, con la moglie Laura e la figlia Jenna. Oggi alla Casa Bianca sarà offerto un ricevimento con 5.000 invitati (Afp) Massimo Gaggi.

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Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Il papa a Washington dopo gli scandali che hanno travolto i cattolici. Con Bush intesa su "fede e politica" ma critiche sui migranti Ratzinger negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili Fulvio Fania Washington [nostro inviato] Qualche ora prima che scattassero le misure di sicurezza lui era ancora lì, a due passi dalla nunziatura vaticana con il suo cartello bianco per ricordare al papa la grave colpa dei preti pedofili. La protesta silenziosa di un anziano signore da tempo fa parte del paesaggio nel tranquillo viale delle ambasciate a Capitol Hill. IN vista dell'arrivo di Benedetto XVI il contestatore ha esposto un cartone più grande del solito, mentre alla vigilia della visita papale le associazioni delle vittime di abusi hanno manifestato davanti alla Casa Bianca. Appena in tempo prima che dai furgoni blindati della polizia si cominciassero a sentire abbaiare i cani. Ratzinger intanto stava volando verso Andrews Air Force, la base aerea solitamente usata dal presidente. Mentre chiudiamo il giornale, il B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro". I pedofili saranno cacciati dal sacerdozio, "saranno esclusi" perché "è meglio avere buoni preti che tanti preti". Parole decise, stringate, dall'aria pragmatica e sofferta. Ratzinger sa bene che il piano degli affetti può risultare decisivo nel suo colloquio con la tormentata chiesa degli States e soprattutto con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se leggo le storie delle vittime è difficile per me capire come sia stato possibile che dei preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di santificazione e amore". Sarà questa una delle chiavi della multiforme visita americana di Benedetto XVI. Il papa tedesco, l'ex custode della dottrina, cercherà di presentare il suo lato umano, proporrà "riconciliazione", dirà che bisogna "sanare le ferite". Dopo tutto qui negli States non sono informati di ogni dettaglio pontificio come accade in Italia. Il suo atteggiamento, ora che per la prima volta viene da papa e per di più in piena campagna presidenziale, può influenzare il giudizio dell'opinione pubblica non soltanto cattolica. Ma le sue parole non bastano ai movimenti che si battono per i diritti delle vittime dei preti pedofili. Lo Snap e Voice of Faithful lo ribadiscono dopo questo primo messaggio papale. Esigono misure severe contro i vescovi che hanno coperto i responsabili dei delitti. La protesta "liberal" è disposta a perdonare la compulsione maniacale di molti pedofili ma non ammette scuse da parte di chi aveva il dovere di fermarli. Non tutte le diocesi hanno peccato di omertà. Qui a Washington, ci fa osservare Robert Cochran che è direttore di un'altra comunità cristiana, quella battista, il vecchio cardinale Mc Carrick si comportò in modo più severo. Pare che il Vaticano abbia convinto il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, a non farsi vedere in America in questi giorni. Lui, che è il principale accusato di aver coperto i pedofili, rovinerebbe il viaggio del papa il quale deve già spiegare perché mai abbia evitato una tappa in quella città da cui nel 2002 partirono a catena le rivelazioni degli scandali. Il caso pedofili rumoreggia ma l'America soffre d'altro, per la crisi economica, i fallimenti di Bush, la sorte ancora indecisa del voto cattolico tra democratici e repubblicani e tra Obama e Hillary. Nel duello su fede e politica l'ex first lady ha battuto il rivale ma stavolta manca un candidato cattolico e nel complicato puzzle delle diverse congregazioni cristiane americane non è certa neppure l'appartenenza originaria battista dell'esponente repubblicano. Obama prega per la visita del papa, Hillary proclama che gli Usa se ne sentono benedetti, McCain confida sugli effetti dell'incontro tra Benedetto XVI e Bush. Anche su questo versante Ratzinger ha già annunciato il suo messaggio principale. Il vecchio continente - ha detto sull'aereo - dovrebbe "osservare e prendere come modello" il rapporto tra laicità e fede che regola la vita pubblica Usa. L'Europa non potrà "importarlo" semplicemente ma dovrà comunque tenerlo presente. Quanto alle richieste che metterà sul tavolo ovale del presidente, Ratzinger ha indicato temi molto americani. Innanzi tutto la sofferenza degli immigrati ispanici, respinti alla frontiera oppure costretti a vivere separati dai propri congiunti. Chiederà alla Casa Bianca "maggiore impegno per l'aiuto all'America latina" in modo da frenare il massiccio esodo verso Nord. Una delle pagine migliori della chiesa continentale è stata indubbiamente la linea comune assunta dai vescovi Usa e messicani contro i muri anti-immigrati dell'Amministrazione. 16/04/2008.

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L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni Francesco73: Viva i papi quando parlano a braccio! Queste parole sull'America sono molto belle e profonde,... sara: ps: l'articolo è online ancora adesso in prima pagina sul lato sinistro. Leggetelo, è un segnale forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato. Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ultime news Il Papa in Usa: "Mi vergogno dei preti pedofili"Bankitalia: pil fermo Il deficit 2008 al 2,5%Malore in discoteca: morta 19enne in coma Fermato un giovaneCaso Raciti, arrestati 13 ultras del CataniaRoma, Rutelli non passa. 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L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni Francesco73: Viva i papi quando parlano a braccio! Queste parole sull'America sono molto belle e profonde,... sara: ps: l'articolo è online ancora adesso in prima pagina sul lato sinistro. Leggetelo, è un segnale forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato. Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ultime news Il Papa in Usa: "Mi vergogno dei preti pedofili"Bankitalia: pil fermo Il deficit 2008 al 2,5%Malore in discoteca: morta 19enne in coma Fermato un giovaneCaso Raciti, arrestati 13 ultras del CataniaRoma, Rutelli non passa. 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Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni Francesco73: Viva i papi quando parlano a braccio! Queste parole sull'America sono molto belle e profonde,... sara: ps: l'articolo è online ancora adesso in prima pagina sul lato sinistro. Leggetelo, è un segnale forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato. Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ultime news Il Papa in Usa: "Mi vergogno dei preti pedofili"Bankitalia: pil fermo Il deficit 2008 al 2,5%Malore in discoteca: morta 19enne in coma Fermato un giovaneCaso Raciti, arrestati 13 ultras del CataniaRoma, Rutelli non passa. 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In memoria di Papa Wojtyla (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni Francesco73: Viva i papi quando parlano a braccio! Queste parole sull'America sono molto belle e profonde,... sara: ps: l'articolo è online ancora adesso in prima pagina sul lato sinistro. Leggetelo, è un segnale forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato. Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ultime news Il Papa in Usa: "Mi vergogno dei preti pedofili"Bankitalia: pil fermo Il deficit 2008 al 2,5%Malore in discoteca: morta 19enne in coma Fermato un giovaneCaso Raciti, arrestati 13 ultras del CataniaRoma, Rutelli non passa. 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Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (21 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (166) Ultime discussioni Francesco73: Viva i papi quando parlano a braccio! Queste parole sull'America sono molto belle e profonde,... sara: ps: l'articolo è online ancora adesso in prima pagina sul lato sinistro. Leggetelo, è un segnale forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato. Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza. L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ultime news Il Papa in Usa: "Mi vergogno dei preti pedofili"Bankitalia: pil fermo Il deficit 2008 al 2,5%Malore in discoteca: morta 19enne in coma Fermato un giovaneCaso Raciti, arrestati 13 ultras del CataniaRoma, Rutelli non passa. BallottaggioBerlusconi: "Subito l'abolizione dell'Ici Veltroni: "Faremo un governo ombra" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (8) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! 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LAICITÀ E FEDE, CONVEGNO A TORINO (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Oltretutto LAICITÀ E FEDE, CONVEGNO A TORINO Far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società è l'obiettivo del convegno "Laicità della ragione, razionalità della fede?", che si tiene domani e dopodomani al Teatro Vittoria di Torino. Articolato in quattro sessioni ("Fede e spazio pubblico", "La lezione di Ratisbona", "Le posizioni protestanti" e "Crisi della "crisi della ragione"?"), il convegno mira a una riflessione sull'ipotesi della perdita della forza veritativa e normativa della ragione, sulla crisi della ragione stessa in ambito giuridico e politico nonché sulle questioni teologiche connesse all'idea (secondo quanto sembrerebbe emergere dalle tesi di Benedetto XVI) di una fede intesa come custode della ragione e possibile fondamento dello Stato e della politica. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - fra i quali Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario - che si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica. DIRITTO D'AUTORE A LONDRA Ha un cuore italiano il più importante progetto di ricerca per la gestione dei diritti d'autore per lo sviluppo delle biblioteche digitali europee, presentato ieri alla London Book Fair, il grande appuntamento per lo scambio dei diritti che si chiude questa sera nella sua sede di Earls Court. Sarà lanciato nei prossimi mesi Arrow ("Accessible Registries of Rights information and Orphan Works towards the European Digital Library"), un progetto coordinato dall'Associazione Italiana Editori che si propone di trovare soluzioni tecniche in grado di "armonizzare" gli interessi di autori, editori e biblioteche. Nel consorzio di ricerca sono presenti la Federazione degli editori europei, la European Digital Library Foundation e l'International Federation of Reproduction Rights Organisation, oltre ad avere l'appoggio dello European Writers Congress. Inoltre sono coinvolte sette biblioteche nazionali (tra cui quelle di Francia, Regno Unito, Spagna e Germania) e alcune associazioni nazionali di editori e società di gestione collettiva dei diritti, tra le quali l'italiana Aidro. Il progetto intende creare una infrastruttura distribuita europea per la gestione delle informazioni sui diritti d'autore sulle opere letterarie. La finalità è quella di facilitare l'accesso ai contenuti digitali nel rispetto delle legislazioni del diritto d'autore, consentendo tuttavia di sviluppare modelli diversi ma interoperabili di accesso alle opere. In tal modo gli utenti potranno ricercare i testi all'interno di repertori creati sia dalle biblioteche pubbliche sia da privati.

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Lettera piccolo consiglio dalla parte del pse (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Lettera piccolo consiglio dalla parte del pse Caro Walter ti ho votato, ma ora vira a sinistra Caro Veltroni, domenica 13 aprile ho attribuito uno dei miei voti a una lista del partito di cui sei ormai leader. Nei giorni precedenti mi sono recato a Gorizia, a sostenere, a dire il vero ma inaspettatamente, non con molta fortuna la candidatura dell'amico Riccardo Illy alla presidenza della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, sostenuta dal Partito democratico e anche dai cari amici della Slovenska Skupnost, l'Unione Slovena, e cioè il partito, attivo nella Provincia di Gorizia e nella Provincia di Trieste, che unisce i così detti "sloveni bianchi", e cioè i cittadini di nazionalità slovena cattolici, nazionalità slovena molti dei cui componenti furono gettati insieme agli italiani nelle foibe di Bassovizza dai militari dell'Armata di liberazione jugoslava del Maresciallo Tito. Non ho mai creduto che, nonostante il tuo impegno, la tua personale simpatia e la tua faccia da ragazzo onesto, la tua semplice ma accattivante e abile oratoria, e la ottima organizzazione della macchina da te montata in poco tempo, il Partito democratico, dopo aver fatto la giusta, ma per il futuro, scelta di "andare da solo" (ma perché allora andarsi a macchiare di bieco giustizialismo e di anti politica apparentandosi con il movimento della così detta Italia dei Valori, con la quale il vostro popolo non comprendo cosa mai c'entri?!), avrebbe vinto; anche se tu hai fatto bene a farlo sperare, e in fondo quasi a farlo credere, a moltissimi elettori. Il centrodestra ha vinto, cosa prevedibile, ma con una maggioranza di voti e di seggi sia alla Camera che al Senato, che nessuno poteva immaginarsi. Credo che il Partito democratico per mettere radici solide nella società civile e soprattutto nella classe lavoratrice, debba, abbandonata la tattica del "ma anche", diventare finalmente un partito schiettamente riformista: e oggi vi è in Europa, esauritosi il riformismo di ispirazione cristiano-democratica che è confluito nel conservatorismo democratico del Partito Popolare, un solo riformismo: e, dal Portogallo alla Spagna, dalla Francia al Belgio, dalla Germania alla Gran Bretagna (salvo in questo paese la piccola nicchia dei liberaldemocrats), è il socialismo, pur nelle sue varie "espressioni": dal socialismo "libertino" spagnolo, a quello intellettuale e "repubblicano" francese, a quello pragmatico scandinavo e tedesco, a quello "austro-marxista" della Repubblica d'Austria. E un grande contributo può dare alla rinascita di un partito del lavoro in Italia e anche al rilancio della funzione politica del sindacato, ma anche al Partito Socialista Europeo e all'Internazionale Socialista, il partito da te guidato, e che è l'erede, da un lato della massima parte della cultura, della tradizione, delle lotte e dell'esperienza del partito comunista di Gramsci, di Togliatti, di Longo, di Berlinguer e di Natta, e dall'altro lato della tradizione di quel che rimane del movimento cattolico-comunista o poi detto della "Sinistra cristiana" di Rodano e di Balbo, del dossettismo e della sinistra sia sociale: le Forze Nuove di Carlo Donat Cattin, che politica: la Sinistra di Base di Marcora, di Galloni, di Granelli e così via (sulla posizione assunta dall'onorevole, Ciriaco De Mita? mi taccio!). Ma occorre che il Partito democratico (conservi pure questo equivoco nome!) diventi un partito chiaramente socialista. E questo per poter riallacciare i legami con i movimenti che sono "vostri fratelli nel Pci": Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani, la Sinistra Democratica di Mussi. La loro sconfitta, dovuta all'egemonia elettorale che tu sei riuscito a conquistare al tuo partito, è ingiusta e anche pericolosa per la stabilità democratica del Paese. Questi movimenti hanno dato voce in Parlamento alla sinistra alternativa: i no-global, i disobbedienti, i centri sociali, i black block, la sinistra sindacale della Cgil, i pacifisti senza se e senza ma, distogliendoli dall'uso della violenza, salvo quella "a bassa intensità" legata a ogni azione politica di massa e a ogni lotta sindacale e forse ad un nuovo tragico ricorso alla lotta armata. La crescente povertà, l'insufficienza dell'azione sindacale che si è appiattita sulla concertazione, rifiutando ormai ciò che è alla base della lotta sindacale e a ben vedere anche dell'azione politica di ogni partito di sinistra, anche se non "rivoluzionario" ma "riformista": la lotta di classe, il pacifismo e l'antimilitarismo, anche nelle loro componenti cattoliche, se non trova in Parlamento, nei consigli regionali, provinciali, comunali, una voce, si può configurare effettivamente un pericolo per l'ordine democratico. E le occasioni purtroppo non mancheranno: il tentativo di riprendere i lavori per la Tav in Val di Susa, la volontà di passare alla realizzazione concreta della decisione presa dal governo uscente di permettere il raddoppio della base militare americana di Aviano, dove dovrebbe avere sede unica la 173rd Airborne Brigade, ora Airborne Infantry Brigade Combat Team, punta di diamante per gli interventi "fuori area" delle forze americane, il rifinanziamento delle missioni militari, e poi: il rinnovo dei contratti, le morti sul lavoro e così via. Perciò ritengo che la linea del Partito democratico, per raggiungere gli obiettivi dell'unità a sinistra, in Italia e in Europa, e per preservare la legalità democratica, debba essere certamente di apertura alla maggioranza sul piano della riforma elettorale e delle riforme costituzionali, ma di opposizione dura in Parlamento e nel Paese, sulle piazze e nelle strade, non solo alle politiche finanziarie, economiche e sociali, e sempre in linea con i sindacati e con i movimenti di base. Occorrerà una diversa posizione in materia di spese militari, di basi americane e Nato in Italia, di missioni militari all'estero, e l'assunzione di una più netta scelta per una politica estera e militare europea, distinta e se necessario distante da quella degli Stati Uniti, ad esempio sul problema delle basi americane della difesa missilistica e su i limiti della sovranità riconosciuta al Kossovo. Tu hai il merito di aver concorso alla fine della Seconda Repubblica con la definitiva affermazione del sistema politico bipolare: ma adesso devi avviare a compimento il disegno di una democrazia italiana compiuta, con l'affermazione e il radicamento anche a sinistra del Partito democratico quale "partito riformista europeo", e cioè socialista, laico, anche secondo il significato che a questo "valore" attribuiscono i cattolici democratici, in competizione con un partito conservatore democratico, che sia espressione anche delle aree tradizionaliste del cattolicesimo italiano. Dopo il voto che ho dato a una lista del partito da te guidato, questo è il consiglio che, nell'interesse della democrazia e anche della legalità democratica, io che non sono socialista ma, come si dice in America, un "old-fashioned-liberal", anzi un "catholic old-fashioned-liberal", è questo, lo ripeto, il consiglio che sento il dovere di darti. 16/04/2008.

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Analisi nessun travaso tra pd e pdl, la chiesa non incide (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Analisi nessun travaso tra pd e pdl, la chiesa non incide Così i flussi di sinistra sono andati alla Lega Non si è trattato di un vero e proprio terremoto elettorale, almeno per i partiti maggiori. Ma dalle urne sono uscite due novità: un rafforzamento della Lega e la quasi scomparsa della sinistra-sinistra. Per il resto Pd e Pdl sono rimasti impermeabili. Tra centrodestra e centrosinistra rimane quindi un muro che dura da oltre dieci anni e i flussi elettorali si sono verificati più all'interno delle singole coalizioni che tra l'una e l'altra. Questa la sintesi dell'analisi post voto di Antonio Napoli, docente di sociologia politica all'università di Milano. Il Carroccio. Con i suoi oltre tre milioni di voti (più di un milione e 300 mila rispetto al 2006) è la vera novità di questa tornata elettorale. Spiega Napoli: "La Lega non solo non ha perso nulla dal punto di vista elettorale, confermando la totale fedeltà dei suoi elettori. Ma ha attinto anche da altri tre bacini: ex astensionisti che è riuscita a mobilitare; una quota di elettorato di Forza Italia e An che ha preferito l'ala protestatoria della coalizione; e una parte della sinistra radicale". Per Napoli la capacità attrattiva verso la sinistra radicale non è una novità: "Accadde anche alle scorse comunali di Verona, quando Tosi vinse in maniera netta anche grazie a elettori di sinistra". Un dato questo che, per Napoli, richiama le origini popolari del movimento di Bossi: "La Lega è tornata al punto d'approdo. Alla sua nascita aveva un elettorato di operai, lavoratori di piccole aziende". I motivi? "Sono essenzialmente due. Il primo è l'occupazione: il federalismo fiscale proposto dà l'illusione di poter risolvere i problemi. Il secondo è la sicurezza: quell'elettorato non si sente garantito su sicurezza e immigrazione dalla sinistra radicale. Il 7 per cento della Lega in Emilia Romagna significa che il Carroccio ha attecchito tra la base comunista". Arcobaleno. Alle scorse politiche Verdi, Pdci e Prc sfioravano i quattro milioni di voti. Ora superano di poco il milione e 200 mila voti : "La catastrofe era annunciata. Era chiaro che l'8 per cento era una chimera anche se ci aspettavamo un risultato attorno al 5 per cento". Napoli individua tre direzioni di uscita. La prima: "Un 4-5 per cento è andato alle Lega. Si tratta soprattutto dell'elettorato verde, più friabile di quello del Prc, che non ha mai gradito fino in fondo l'idea di andare coi comunisti". La seconda: "Un 20 per cento dell'elettorato dell'Arcobaleno è andato al Pd: è quello che con una semplificazione giornalistica è stato chiamato voto utile. In realtà è un "voto contro"". La terza: "Un altro 20 per cento si è astenuto. E questo si spiega col fatto che l'Arcobaleno rappresenta un interrogativo. Al governo non ha partecipato né col cuore né dal punto di vista programmatico. E non ha definito nemmeno un coerente profilo di opposizione". A ciò si aggiunga l'assenza della falce e martello. Quanto ha pesato? "Certamente l'1 per cento che è la somma di Ferrando e della D'Angeli. Ma all'assenza di quel simbolo è riconducibile anche una parte di astensionismo di un elettorato comunista che si è sentito senza identità". Il muro Pd/Pdl. Sul fronte dei partiti maggiori Napoli non vede grandi novità: "Il Pd ha recuperato un po' rispetto alla somma di Ds e Margherita e ha prosciugato una parte di elettorato di centrosinistra, socialisti e Arcobaleno su tutti. E il Pdl ha sostanzialmente confermato la somma dei partiti del 2006. Con un lieve passaggio dall'Udc al Pdl e un'uscita da An verso Storace". Ma il dato più significativo, a suo giudizio, è che i blocchi sociali sono fermi e impenetrabili: "L'elettorato è fermo e rimane vicino alla sua parte politica almeno da un decennio. Se cambia l'offerta politica vota il partito "cugino" del precedente. L'ultimo terremoto elettorale in questo paese sono state le elezioni amministrative del '95, quando i popolari scelsero il centrosinistra. Oggi, dal punto di vista dei flussi elettorali non si può parlare di Terza Repubblica. Anche se in prospettiva l'assenza dei piccoli inciderà". Quindi l'elettorato è ancora fedele? "Sì ma non come una volta. Mi spiego: Esistono ancora aree politiche di riferimento anche se non sulla base di ideologie come quando si parlava delle subculture comunista e democristiana. Ma l'elettore ancora oggi cerca al momento del voto una nuova coscienza collettiva. Più che di appartenenza potremmo parlare di "fedeltà leggera". Non è vero che un dieci per cento decide alla fine. Magari ci pensa tardi ma quando ci pensa riattiva il meccanismo". Risultato: "I due elettorati sono incomunicanti dal punto di vista politico. Non c'è odio ma contrapposizione sì. È come col calcio: se uno tifa per l'Inter e uno per il Milan, l'incomunicabilità non riguarda tutti gli ambiti della vita, ma quando si parla di calcio ognuno rimane delle sue idee". Voto cattolico. Sul fronte dei minori per Napoli la novità più interessante è che non c'è un elettorato cattolico dal perimetro delimitato: "I cattolici hanno principalmente votato il centrodestra anche se meno delle altre volte. Dal punto di vista elettorale siamo tutti laici. Non incide ciò che dice la Chiesa". Sull'Udc che ha raccolto oltre 2 milioni di voti (500 mila in meno rispetto al 2006) dice Napoli: "Ha un elettorato prevalente cattolico. Complessivamente ha tenuto rispetto alla volta scorsa. Ha perso un 10 per cento verso il Pd e il 4 verso il Pdl". Porcellum. La legge elettorale, per Napoli, anche questa volta ha penalizzato il centrosinistra. Spiega Napoli: "Il centrosinistra è più radicato a livello territoriale, governa la maggior parte delle province e dei comuni, e ha pagato l'assenza di candidature legate al territorio. Anche perché storicamente, a livello locale, il centrosinistra riesce a essere attrattivo nei confronti del centrodestra. A ciò si aggiunga che i governatori hanno pesato poco - ad eccezione dell'effetto negativo di Bassolino e Soru nella campagna elettorale che si è giocata prevalentemente su un piano nazionale". 16/04/2008.

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Clericali ora silvio alla prova delle questioni etiche (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Clericali ora silvio alla prova delle questioni etiche Il voto ridimensiona la questione cattolica Ai vescovi la trasversalità piace più di Casini È finita la questione cattolica in Italia? Così sembrerebbe, almeno a una prima lettura dei risultati. Non mi riferisco, sia chiaro, alla presenza dei cattolici nella vita pubblica del nostro paese, ma alla loro presenza organizzata in partito; e anche al più recente tentativo di qualificare l'impegno politico sulla vicinanza, per non dire l'obbedienza, alla parola della Chiesa sulle questioni etiche. La sfortunata esperienza della lista di Ferrara contro l'aborto, ampiamente prevedibile e prevista, e tuttavia impressionante se commisurata all'influenza culturale e politica del suo ideatore, e ancor più il mediocre risultato del partito di Casini, che pure aveva avuto un endorsement ufficioso ma non per questo meno consistente dai vescovi, ci inducono a chiederci se della straordinaria novità del panorama politico disegnato da queste elezioni non faccia parte anche questo aspetto. I dirigenti dell'Udc hanno un bel congratularsi con se stessi per essere sopravvissuti: avevano puntato a diventare l'ago della bilancia, un centro piccolo ma determinante per gli equilibri nazionali, e invece hanno davanti la scelta tra una sopravvivenza dignitosa (il paragone con i repubblicani, fatto da Casini, è quasi un lapsus freudiano) e un'alleanza subalterna con uno dei due maggiori partiti. Se anche, come qualcuno dice, c'è stato un flusso dal Pd verso il partito di Casini, questo è stato ampiamente compensato da un flusso verso Berlusconi. In ogni caso, poiché i cattolici non sono certo misurabili nelle strette percentuali conseguite dall'Udc, non si può non concludere che, si tratti di fedeltà o di flussi, il voto a quel partito difficilmente può essere considerato come determinato dalla sua qualità cattolica. Se così fosse stato, sarebbe stato molto più competitivo sia a destra che a sinistra. Più probabilmente è stato determinato invece dalla sua qualità centrista e moderata, una qualità che non gli poteva dare di più, in un contesto di forte spinta bipolare. Se questa analisi fosse giusta, se ne potrebbe concludere che la rincorsa al voto cattolico, che ha messo in ginocchio in questi anni la politica e creato una assurda questione laica, è tra gli attrezzi della Seconda repubblica messi in soffitta dal voto dell'altro ieri. Come conferma in modo simmetrico il risultato del partito che aveva messo la questione laica al centro della sua proposta. Con la solita intelligenza politica le gerarchie hanno già tratto le loro conclusioni e subito mostrato di puntare sulla trasversalità tra i cattolici dei vari partiti. La trasversalità è un comportamento legittimo, anche se somiglia non poco al trasformismo. C'è da sperare che i cattolici sappiano condurre una riflessione un po' più fine su quel che richiede la funzione di rappresentanza generale, e non particolare, svolta da un parlamentare: che può essere talvolta la capacità di prendere le distanze dalla propria appartenenza culturale o religiosa. Saranno i fatti a dirci se i parlamentari cattolici faranno prevalere l'impegno politico liberamente assunto verso gli elettori sulla logica delle appartenenze. In ogni caso, se anche potessimo dichiarare finita la questione cattolica, resterebbero le questioni bioetiche. Che avverrà del testamento biologico? Sarà rivista la legge 40, dopo le sentenze che l'hanno messa in discussione? E la 194? Sono appuntamenti difficilmente evitabili, per lo meno in una logica di efficienza di governo. Berlusconi, che in campagna elettorale si è dichiarato anarchico in materia religiosa, potrebbe sfruttare la sua forte maggioranza per mettere in pratica non l'anarchia, ma un maggiore equilibrio di quello mostrato nel cinque anni in cui ha governato. Quelle questioni fanno parte, inevitabilmente, della sua scommessa di riuscire a essere uno statista. Potrà evitare di affrontarle per non crearsi problemi, oppure potrà cercare soluzioni equilibrate, in linea con gli altri paesi europei, consone allo spirito pubblico di un paese che non sembra più premiare la declinazione identitaria del cattolicesimo in politica. Se questo dovesse avvenire, saremmo davvero alla Terza repubblica. 16/04/2008.

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Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

MARTEDI' 15 ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa 10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario, facendo proprio il detto evangelico "ero prigioniero e mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua moglie Susan, psicologa, ha iniziato a seguire con supporti non solo umani ma anche professionali le famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei condannati a morte. L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è gradito un cenno di preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.

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Papa: "Mi vergogno dei preti pedofili" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 91 del 2008-04-16 pagina 21 Papa: "Mi vergogno dei preti pedofili" di Andrea Tornielli Sul volo che lo ha portato a Washington Ratzinger assicura rigore (il video): "Ciò che è successo rappresenta una grande sofferenza per la Chiesa. Faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più" Washington - "Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più". Benedetto XVI è arrivato ieri sera a Washington, accolto da George Bush, iniziando la sua visita negli Stati Uniti, e durante il volo ha risposto alle domande dei giornalisti affrontando i temi degli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti, della via americana alla laicità che riconosce un ruolo pubblico alla religione, dei diritti e dei valori non negoziabili. "Ciò che è successo - ha detto il Papa riferendosi agli scandali avvenuti negli anni scorsi - rappresenta una grande sofferenza per la Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente. Se leggo le storie delle vittime di questi abusi è difficile per me comprendere come sia stato possibile che questi preti abbiano tradito in questo modo la loro missione di offrire la salvezza e l'amore di Dio a questi bambini". "Noi - ha aggiunto Benedetto XVI - proviamo profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non possano più accadere in futuro". Il Papa, dopo aver distinto tra pedofilia e omosessualità, ha ricordato che ora ci sono "norme dirette a contrastare il fenomeno" e ha assicurato che i pedofili saranno esclusi "nella maniera più assoluta dal sacro ministero" perché "sono assolutamente incompatibili" e "chi è colpevole di pedofilia non può essere prete". Il fare giustizia, ha spiegato ancora Ratzinger, si deve accompagnare all'aiuto alle vittime "che sono state così profondamente colpite" e che vanno sostenute "in tutti i modi possibili". C'è dunque un secondo livello di intervento, più pastorale per "guarire, assistere, riconciliare". "Io so - ha detto ancora il Pontefice - che tutti i preti, i vescovi e tutti i cattolici degli Stati Uniti faranno tutto il necessario per aiutare, assistere e guarire, e faranno in modo che in futuro queste cose non possano più accadere". Benedetto XVI ha spiegato che sono state date indicazioni per i seminari in modo che dopo un "adeguato discernimento" solo "quelle persone che hanno un profondo amore personale per Cristo, e un profondo amore sacramentale tale da escludere" questi abusi possano giungere al sacerdozio, perché, ha sottolineato, "è importante avere buoni preti piuttosto che avere molti preti". Rispondendo a una domanda del Giornale sul ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti e sulla possibilità che questo rappresenti un esempio per l'Europa, Benedetto XVI ha dichiarato: "Di certo non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma io trovo affascinante che negli Usa si sia cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo, il popolo nordamericano, era composto da comunità e persone che erano fuggite dalla religione di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare, aperto alla possibilità per tutte le confessioni di manifestarsi". "Dunque - ha aggiunto - era uno Stato volutamente laico, contrario a una religione di Stato, ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo nella libertà". "Questo - ha concluso - mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa", pur riconoscendo che sono trascorsi duecento anni e che anche negli Usa c'è la secolarizzazione che avanza. Ratzinger ha poi accennato alla visita che farà venerdì al Palazzo di Vetro di New York, ricordando che il fondamento delle Nazioni Unite "è proprio l'idea dei diritti umani, dei diritti che esprimono valori non negoziabili, che precedono tutte le istituzioni e sono il fondamento di tutte le istituzioni". Il Papa giudica "importante che ci sia questa convergenza tra culture che hanno trovato un consenso sul fatto che questi valori sono fondamentali e sono iscritti nello stesso essere umano". Le Nazioni Unite, con la loro "funzione pacificatrice" possono lavorare "solo se hanno il fondamento comune di valori che si esprimono poi in diritti che sono da osservare da tutti". Benedetto XVI ha detto che è l'obiettivo della sua missione "confermare questa concezione fondamentale e aggiornarla in quanto possibile". Infine il Papa, che questa mattina sarà ricevuto ufficialmente alla Casa Bianca da George Bush, ha parlato dell'immigrazione clandestina dall'America del Sud negli Stati Uniti affermando che oltre all'aiuto immediato alle famiglie per cercare di impedire che si separino, la soluzione a lunga scadenza è quella che "non ci sia più bisogno di emigrare" ma vi siano "posti di lavoro sufficienti" e un tessuto sociale adeguato nei Paesi latinoamericani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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