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TARTICOLI DEL 15 e 16 aprile 008 #TOP
IN EVIDENZA
I cattolici sul Carroccio. Voto cattolico in libertà o
voto cattolico ininfluente? Franco Garelli (La Stampa 16-4-2008)

Voto cattolico ormai cristallizzato (tra destra e
sinistra) o voto cattolico capace di dar vita in prospettiva a nuove
aggregazioni? Attorno a interrogativi come questi si può costruire una prima
analisi del risultato elettorale riferito alle sorti di un’area sociale che si
considera importante o decisiva per le dinamiche pubbliche.
Da vari anni il pluralismo delle scelte politiche è un tratto del cattolicesimo
italiano, con una quota di soggetti che l’ha praticato da sempre, mentre la
gerarchia l’ha riconosciuto ufficialmente soltanto dopo la crisi acuta della
Dc, a seguito di Tangentopoli e dintorni. Da allora lo slogan prevalente è che
la Chiesa non dà indicazioni politiche e che i cattolici possono votare per
partiti o schieramenti diversi, a patto che essi non siano contrari alla fede e
ai valori «cattolici». È la teoria - più volte ribadita - del voto libero, ma
non indifferente.
Ma non ci volevano certo queste elezioni per confermare che il mondo cattolico
vota ormai in libertà. Piuttosto, ciò che emerso dalle urne due giorni fa offre
al riguardo ben altre e più interessanti indicazioni.
Anzitutto che il successo elettorale della Lega nel Nord Italia sia in parte
dovuto ad un mondo cattolico che trova nelle visioni e nel linguaggio del
Carroccio vari motivi di assonanza e di convergenza. Il processo iniziato
vent’anni fa nel Veneto bianco sta contagiando altre Regioni del Nord, in
mancanza di risposte diverse. Chi ben conosce la provincia settentrionale
conferma l’impressione che la Lega abbia calamitato il voto di non pochi
cattolici, non soltanto di quelli tiepidi, ma anche dei più attivi e convinti,
che frequentano con assiduità gli ambienti religiosi. Si tratta di un mondo che
non ama i grandi cambiamenti, preoccupato di un cambio di scenari che minaccino
le conquiste personali e famigliari realizzate nel tempo. Non tutto questo voto
può essere considerato conservatore o razzista o così etnocentrico da guardare
ai diversi come ad un nemico. Ma è indubbio che l’aumento degli immigrati
stranieri, la crescita dell’Islam, la paura dell’impoverimento, la crisi del
ceto medio, la facciano da padrona in una popolazione che difende anzitutto gli
equilibri locali e che chiede di affrontare con gradualità il nuovo che avanza.
La voce della protesta, un linguaggio concreto, il richiamo ad un «senso del
noi» che offre appartenenza, possono aver fatto ulteriore breccia in un mondo
cattolico portato - dalla sua vocazione moderata - a enfatizzare la questione
dell’ordine pubblico e dell’integrità locale.
La seconda indicazione di queste elezioni è il debole peso del voto identitario
cattolico. Mi riferisco al successo limitato del partito di Casini, che ha
puntato a mobilitare la gente non soltanto con una proposta centrista e
moderata, ma soprattutto proponendosi come una casa naturale per quanti (i
cattolici in particolare) intendono difendere e promuovere il ruolo pubblico
della religione. In particolare, però, non ha funzionato il richiamo di
Pezzotta, che intendeva mietere il grano di una mobilitazione cattolica di
popolo come quella del Family Day. Parte del mondo cattolico si coinvolge e
scalda i muscoli in eventi para-religiosi come questi, ma essi non hanno una
valenza politica, non sono luoghi o serbatoi di mobilitazione politica. Chi
prende parte a questi avvenimenti può ritenere che i valori cari ai cattolici
(vita, famiglia, bioetica, educazione, ecc.) siano meglio promossi o
rappresentati più dai partiti del centro-destra che da nuove e incerte
formazioni politiche orientate a creare nuove aggregazioni.
Il voto identitario cattolico, poi, sembra di debole peso anche in quel
centro-sinistra che non è stato in grado di far breccia sui cattolici moderati
politicamente incerti o delusi dal modello di Berlusconi. Nel Pd non mancano
certo dei cattolici «ultras», ma essi si mescolano a gruppi di cattolici aperti
sui temi della laicità, convinti del vantaggio pluralistico di convivere oggi
con altre sensibilità culturali e politiche.
È stato detto che Veltroni ha perso la sinistra, ma anche il centro; e che
l’asse Berlusconi-Fini si è spostato troppo a destra per permettere ad ampie
quote di cattolici di riconoscersi nella loro linea politica. In questo
scenario si può prevedere la nascita (dopo tanti anni) di un figlio della
Balena bianca, capace di alterare gli attuali equilibri? Il centro politico può
alimentarsi in futuro di cattolici insoddisfatti sia dello stile politico di
Berlusconi, sia di un Pd che relega i cattolici ad una componente un po’ in
sottotono del centro-sinistra? Nell’attuale bipolarismo rafforzato questa
eventualità appare remota. Il tutto comunque dipende da quanto i cattolici dei
due schieramenti si sentano a proprio agio nelle rispettive «case»; e dalla
capacità di un centro cattolico di innovare la scena con un grande progetto
politico. Come sempre, cercasi un leader, disperatamente.
Crescere
sulle spalle dei giganti - augusto cavadi
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
sarebbe
anarchismo - ma si radica sul doppio cardine dello "Stato di diritto"
e della "responsabilità individuale". Terzo: difendere la laicità
dello Stato non implica "irridere il sentimento religioso" che va
rispettato, quanto garantire, inseparabilmente dalla libertà di religione,
"la libertà di non professare alcuna religione".
Il
paese più cattolico boccia l'Udc di Cuffaro
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
i tre martiri
ai quali è dedicata una delle feste cattoliche più impressionanti; ma anche don
Raffaele Lombardo da Grammichele, santo laico (anche) di Trecastagni, provincia
di Catania, il paese più cattolico d'Italia, dove più che di voto, le elezioni
sono state una faccenda di ex voto. Dei seimila elettori quasi cinquemila hanno
votato centrodestra,
Religione
e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
Berlusconi
riferimento della sinistra di governo
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
un cattolico
potesse affidargli l'onore delle proprie scelte? Anche con la Chiesa è stato
difficile spiegarsi. Ricordo che nell'assemblea di Forza Italia nel '94 dissi
che Berlusconi aveva un carisma, io lo intesi in modo laico alla Weber, ma
molti vescovi telefonarono a Tarcisio Bertone per dirgli il loro orrore di
vedere applicate categorie spirituali a un uomo come Berlusconi.
(segue
dalla copertina) vittorio zucconi
( da "Repubblica,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
affidate a
diaconi e diaconesse laici, frequentate da un "gregge" che riesce
sempre più difficile distinguere, nei comportamenti, da coloro che si
proclamano genericamente cristiani. Le ricerche demografiche dicono che le
coppie sposate in chiesa divorziano esattamente come le altre, che le donne
cattoliche fanno sesso pre ed extramatrimoniale,
Marco
politi washington ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
questa
nazione si sia affermato un concetto positivo di laicità. Il nuovo popolo (che
fondò gli Stati Uniti) era fatto di comunità fuggite dal contesto di Chiese di
Stato. Volevano uno Stato laico proprio per dare una possibilità a tutte le
confessioni di esercitare la propria religione. Erano laici per amore
dell'autenticità della religione, che può essere solo vissuta liberamente"
Crociati
e contestatori, 70 milioni di fedeli
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Stati Uniti i
cattolici sono in crescita, anche all'interno della Casa Bianca Crociati e
contestatori, 70 milioni di fedeli Quasi la metà va a messa ogni domenica ma si
divide su aborto e unioni gay DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Edward Egan, il
cardinale conservatore che guida la diocesi di New York, mescola senza problemi
sacro e profano quando dice di credere in Dio e negli Yankees.
Ratzinger
negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili
( da "Liberazione"
del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
risultare
decisivo nel suo colloquio con la tormentata chiesa degli States e soprattutto
con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se leggo le storie delle vittime è
difficile per me capire come sia stato possibile che dei preti abbiano tradito
in questo modo la loro missione di santificazione e amore". Sarà questa
una delle chiavi della multiforme visita americana di Benedetto XVI.
L'ultima
cena di Vienna, il cardinale ci scrive
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
L'ultima
cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
Nomine
di primavera, due nuovi vescovi in Curia
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
In
memoria di Papa Wojtyla ( da "Giornale.it, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
Il
voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così era uno
Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione.
LAICITÀ
E FEDE, CONVEGNO A TORINO ( da "Manifesto, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
intesa come
custode della ragione e possibile fondamento dello Stato e della politica.
Laici, cattolici e protestanti, i relatori - fra i quali Gustavo Zagrebelsky,
Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro
Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario - che si confronteranno da
posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti,
Lettera
piccolo consiglio dalla parte del pse
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laico, anche
secondo il significato che a questo "valore" attribuiscono i
cattolici democratici, in competizione con un partito conservatore democratico,
che sia espressione anche delle aree tradizionaliste del cattolicesimo
italiano. Dopo il voto che ho dato a una lista del partito da te guidato,
questo è il consiglio che,
Analisi
nessun travaso tra pd e pdl, la chiesa non incide
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Dal punto di
vista elettorale siamo tutti laici. Non incide ciò che dice la Chiesa".
Sull'Udc che ha raccolto oltre 2 milioni di voti (500 mila in meno rispetto al
2006) dice Napoli: "Ha un elettorato prevalente cattolico.
Complessivamente ha tenuto rispetto alla volta scorsa. Ha perso un 10 per cento
verso il Pd e il 4 verso il Pdl".
Clericali
ora silvio alla prova delle questioni etiche
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
se ne
potrebbe concludere che la rincorsa al voto cattolico, che ha messo in
ginocchio in questi anni la politica e creato una assurda questione laica, è
tra gli attrezzi della Seconda repubblica messi in soffitta dal voto dell'altro
ieri. Come conferma in modo simmetrico il risultato del partito che aveva messo
la questione laica al centro della sua proposta.
Incontro
sulla pena di morte con un cappellano della Florida
( da "Stampa,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Dale
Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida
ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono
detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno
studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per
cella" come cappellano cattolico laico volontario,
Papa:
"Mi vergogno dei preti pedofili"
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Ma io trovo
affascinante che negli Usa si sia cominciato con un concetto positivo di
laicità. Perché questo nuovo popolo, il popolo nordamericano, era composto da
comunità e persone che erano fuggite dalla religione di Stato e volevano avere
uno Stato laico, secolare, aperto alla possibilità per tutte le confessioni di
manifestarsi".
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIV - Palermo
Crescere sulle spalle dei giganti Mix liberale, socialista e cattolico con
Croce e Salvemini AUGUSTO CAVADI In altre epoche, senza gli alti confronti
culturali "Porta a porta", ci si doveva accontentare dei dibattiti
fra liberali come Croce e socialisti come Salvemini. Che quelle dispute abbiano
qualcosa da insegnare anche a noi contemporanei, Livio Ghersi prova ad
argomentarlo nell'opera Croce e Salvemini. Uno storico conflitto ideale
ripensato nell'Italia odierna (edizioni Bibliosofica, Roma 2007, pagine 638,
euro 15). Anche in Sicilia - come nel resto d'Italia - si sta configurando
un'aggregazione partitica che aspira a far convergere le grandi culture
democratiche repubblicane: il liberalismo progressista, il cattolicesimo popolare,
il socialismo riformista. Ovviamente non si tratta solo di annacquare questi
filoni in una pappa insapore, ma di trarne ispirazione per sintesi inedite. Una
direzione di marcia "post-ideologica"? Se per ideologia s'intende un
sistema dottrinario "fondamentalista", può andare anche bene. Non
altrettanto se il superamento dell'impianto ideologico dovesse intendersi come
allegra rinunzia ad ogni fondazione teorica: come adozione di un pragmatismo
furbetto in nome del quale navigare a vista secondo i risultati dei sondaggi.
C'è dunque bisogno di salire sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto
per vedere un po' più lontano di loro: prima di affermare che li abbiamo
superati, bisognerebbe dimostrare che li abbiamo raggiunti. I due giganti che
Ghersi interroga sono Benedetto Croce e Gaetano Salvemini: con sintonia
intellettuale e morale nei confronti del primo molto più intensa rispetto al
secondo. Tra i preziosi suggerimenti che l'autore ricava almeno tre o quattro
meritano d'essere ripresi. Primo: un laico liberale non deve essere,
necessariamente, "relativista" (almeno nel senso di scettico, di
indifferente ad ogni scala di valori oggettivi). Come ha scritto Croce,
"lo storicismo dissipa il relativismo, perché esso asside la verità sulla
salda roccia della storia, l'unico appoggio che l'uomo possegga". Secondo:
"il liberalismo va distinto, nella teoria e nella prassi,
dall'individualismo radicale". Esso, infatti, non si identifica con un
"mero sentimento libertario" - sarebbe anarchismo
- ma si radica sul doppio cardine dello "Stato di diritto" e della
"responsabilità individuale". Terzo: difendere la laicità dello Stato
non implica "irridere il sentimento religioso" che va rispettato,
quanto garantire, inseparabilmente dalla libertà di religione, "la libertà
di non professare alcuna religione". Che, in concreto, significa:
"Papa e vescovi sono liberi di parlare, ma chi li ascolta è libero di
valutare le loro parole, così come è libero di ignorarle". Il quarto
suggerimento tocca un piano ancora più concreto: il problema della selezione
della rappresentanza politica. Qui Ghersi dimostra, con finezza giuridica, che
l'attuale sistema elettorale veleggia ai limiti della incostituzionalità: la
legge n. 270 del 2005 è "una pessima legge", mentre la normativa
vigente in Germania costituisce "un'ottima soluzione". La conclusione
cui perviene l'autore non è proprio entusiastica: molti si dicono liberali, ma
si dividono quando si tratta di darsi una rappresentanza. Sarebbe il caso,
invece, secondo l'autore, che trovassero un'intesa: anche per contrastare la
strumentalizzazione degli ideali liberali da parte di equivoci personaggi che
spacciano per liberalismo il loro "anarco-capitalismo".
Torna all'inizio
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Reportage A
Trecastagni il record di praticanti Il paese più cattolico boccia l'Udc di
Cuffaro JACOPO IACOBONI INVIATO A TRECASTAGNI (CT) E'impossibile, in questo
paese, non avere un santo a cui votarsi. E ci si sono votati. Alfio, Filadelfo
o Cirino, i tre martiri ai quali è dedicata una delle feste
cattoliche più impressionanti; ma anche don Raffaele Lombardo da Grammichele,
santo laico (anche) di Trecastagni, provincia di Catania, il paese più
cattolico d'Italia, dove più che di voto, le elezioni sono state una faccenda
di ex voto. Dei seimila elettori quasi cinquemila hanno votato centrodestra,
ergo i due supercacicchi, gli autonomisti di Lombardo e l'Udc di Cuffaro.
"Vince il centrodestra, mi pare largamente", prevedeva già a
mezzogiorno il parroco di Sant'Alfio, nel museo delle offerte votive, arti di
bambini, busti di zoppe a cui è stato ridato il
cammino, cervelli in cera per i piccoli morti di meningite... E pacchetti di
voti che si possono muovere, devotamente, quantunquemente, direbbe Cetto La
Qualunque. Per Alfio; per (san) Raffaele. "Sì, la gente chiede ancora
indicazioni su chi votare; io soprattutto ascolto, cerco solo di invitare verso
forze vicine ai nostri valori, la famiglia...", confida il parroco Alfio
Torrisi, che in paese dicono elettore dell'Udc (lui non lo rivela, però).
"Per il nostro comune auspico sempre la più grande unità delle
parti". Larghe intese. Comunque, "vincerà, lo sento tra i fedeli, il
centrodestra". Non si festeggia stasera, però: in paese sono appena state
montate le luminarie della festa di Sant'Alfio, la notte del 9 maggio migliaia
di pellegrini confluiscono a piedi qui, alle pendici dell'Etna, alcuni, i
"nuri", seminudi e scalzi, qualcuno leccando il pavimento, in omaggio
appunto ad Alfio, patrono dei muti, al quale fu tagliata la lingua
dall'imperatore perché nel III secolo aveva rifiutato di sacrificare agli dei.
Fedeli, e votanti. "Il cammino per cambiare la mentalità del
cuffarismo-lombardismo, in questo paese come in tutta la Sicilia, è lungo; ma
la politica da sola non può farcela, serve la società", riflette Giovanni
Barbagallo, capolista del Pd in Regione, candidato sindaco del centrosinistra.
Barbagallo ha tenuto un comizio acceso contro Lombardo, è un cattolico
democratico, ha una moglie, Agata, a lungo vicepresidente diocesana dell'Azione
cattolica. "Il nostro cattolicesimo è ispirato a Chiara Lubich,
Tettamanzi, Martini...". Quello di altri, come dire, un po' meno. La
simpatia ruiniana per Casini - un sacerdote dice "Roma locuta, causa
finita", quando si esprime la gerarchia ci si adegua - qui s'è tradotta in
una spinta in più per l'Mpa, beneaugurante la diocesi di Catania. Un tempo era
retta dal vescovo Luigi Bommarito, ottimi rapporti, anche personali, con
Lombardo, oggi è amministrata dal più schivo arcivescovo metropolita Salvatore
Gristina, allievo di Pappalardo. Saretto Currò è parroco della Matrice, la
Chiesa di San Nicola, da dove un panorama mozzafiato ti fa guardare, a est,
Acireale, a nord l'Etna, in fondo addirittura la Calabria. Davanti a una
spigola confida: "Ho votato Udc, il Pd non lo potevo scegliere per via di
quell'alleanza con i radicali". E lui è il prete aperto, quello che prende
le distanze da certa gestione della festa di Sant'Alfio "lasciata troppo
nelle mani dei comitati laici". Traduzione: dei capi affaristi. Quand'era
a Catania fece rumore una sua omelia contro il sindaco berlusconiano
Scapagnini. Currò disse: "Ha trasformato piazza del Duomo in un circo
equestre". Ciò non toglie che a sinistra non voterebbe mai. Un'amica di
Barbagallo esce da messa e, incontrando il candidato del Pd dinanzi alla
celebre pasticceria catanese Scardaci, gli fa: "Giovà, mettiamoci dentro
sennò quelli di Lombardo ci vedono...". Ecco, la pressione voto=aiuto, che
nella dc era suadente, si è fatta aggressiva. I lombardiani spopolano nelle
Asl, hanno medici, eserciti di infermieri. Hanno il fiato sul collo dei sindaci
di sinistra a Nicolosi o Ramacca. Avevano dieci deputati regionali, li
raddoppieranno. Il fratello di Raffaele, Angelo Lombardo, prega (appunto) di
fare una provincia qui vicino, a Caltagirone. Padre Currò una volta fu
avvicinato da un deputato autonomista quand'era parrocco alla Barriera,
quartiere popolare di Catania; gli fu offerto un do ut des, rifiutò. Non sempre
però è così. Agata Reitano Barbagallo ancora ricorda di quando, dieci anni fa,
un parroco le disse "ho un pacchetto di 700 voti, se aiutate la parrocchia
con buone donazioni...". "A cu mi duna lu pani lu chiamu patri",
chi mi dà da mangiare lo chiamo padre, dicono qui. E padre vuol dire, anche,
sacerdote.
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità,
di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi
di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9
aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo
"L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile
vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata
oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano
di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard
Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del
ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti
artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica
dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con
la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella
sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza
macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza
dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una
esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere
da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto
intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo.
Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un
interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande
desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si
identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla
soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal
punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei
acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi
dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era
esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata
tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo
che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si
occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho
molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia
intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che
mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza
nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io
sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien
da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena,
durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad
ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo
fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L'
"artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che
vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella
mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo
pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non
abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un
luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con
l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un
buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo
riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove
solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè
coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia
omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che
siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro.
Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano.
a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia
e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni
scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo
diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a
un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato
esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier
Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben
otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn
l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto
che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse
all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che
rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest'
"opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i
fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può
essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra
l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto
fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto
rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in
ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto
"veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha
accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione
genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine
nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della
Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha
coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della
Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il
potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in
realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a
formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in
questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo
aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità
- data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano -
della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio
della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale
dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima
Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità
occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la
partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio
Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita),
invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata
decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere
letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante
l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato.
Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi,
ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista
con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali,
scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino
di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni
sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la
concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e
amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte
presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di
Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella
grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della
campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla
Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio
Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore,
monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della
Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che
viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la
fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una
straordinaria apertura verso tutti. E' stato un
evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha
commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in
suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo
inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole
pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane:
l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il
Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma
l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post,
sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare
alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica
(nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto,
Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il
cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex
Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale
di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I
"movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini
lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare
l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie
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articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto
con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento
di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver
letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua
conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto
quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori
luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam
abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la
radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e
affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di
un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta
che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la
tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato
così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive
sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le
mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista
è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto
in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto,
invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto
dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa.
Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere.
Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona
138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per
un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
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Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della
lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli
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( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Gianni Baget Bozzo
Come era difficile essere berlusconiano prima dei giorni che ora viviamo! L'ho
sperimentato di persona. Qualcuno pensava che ero sempre stato
un po' pazzo e avevo fatto scelte arrischiate anche questa volta. O che mi
fossi invaghito del piglio di Silvio Berlusconi, deciso e autorevole. Qualcuno
ha anche pensato che fossi stato comperato. Perché un
intellettuale, per di più un prete, sia berlusconiano è una cosa difficile da
spiegarsi. Non era Berlusconi colui che aveva introdotto le soap opera e le
immagini ardite nella televisione placata di Ettore Bernabei, benedetta anche
dai comunisti? Non aveva uno stile troppo licenzioso la televisione commerciale
perché un cattolico potesse affidargli l'onore delle
proprie scelte? Anche con la Chiesa è stato difficile
spiegarsi. Ricordo che nell'assemblea di Forza Italia nel '94 dissi che
Berlusconi aveva un carisma, io lo intesi in modo laico alla Weber, ma molti
vescovi telefonarono a Tarcisio Bertone per dirgli il loro orrore di vedere
applicate categorie spirituali a un uomo come Berlusconi. Per la verità
questi vescovi non avevano letto San Tommaso per cui il carisma non suppone lo stato di grazia e quindi può essere dato anche ai peccatori.
Bertone mi comunicò le loro proteste ma non ne fece nulla. Non era il
cristianesimo ma l'antiberlusconismo che parlava in questi vescovi
telefonatori. Nella mia vita vi fu sempre la convinzione che il Pci fosse la
realtà politica più importante del Paese, dominava la cultura, le istituzioni,
il senso comune della vita pubblica. Ma questo non era un buon motivo perché
l'Italia diventasse comunista in nome dell'antifascismo, della Costituzione e
della Storia. Ho lasciato una radiosa carriera di dossettiano per scegliere
contro il centrosinistra quando ciò era ignominio. Resistere al Pci era
resistere alla cultura dominante, significava diventare illegittimi. Oggi
questo è finito perchéè morta la sinistra. È morta la sinistra antagonista che
era un fenomeno vissuto negli interstizi del potere sindacale e delle
amministrazioni locali. Aveva prodotto i centri sociali deputati alla violenza.
La piazza in Italia esisteva protetta dalle istituzioni e quindi dalla cultura
comunista; e voleva sempre mantenere un certo livello di rivolta, occupare le
strade, le ferrovie, gli aeroporti, in nome dei sindacati e dell'ente locale.
Nata dalla Resistenza, vista come fenomeno dei soli partigiani, la sinistra
italiana aveva mantenuto una certa idea di rivolta continua. Ora questa è
finita, anche il Dal Molin sarà meno vistoso perchéè avvenuto un fatto storico.
La sinistra diessina è morta come linea di governo perché non poteva fare a
meno della sinistra antagonista identificante nel suo essere di sinistra e
della sinistra cattolica e di Romano Prodi come capace di dare contenuto al suo
governo. Ha voluto essere omnicomponibile, definirsi in funzione delle
circostanze e delle opportunità. Non avendo mai voluto diventare
socialdemocratica, la sinistra postcomunista ha scelto di non avere identità
politica ed è proprio questo che l'ha condotta a definirsi mediante le
alleanze. E l'alleato che dà il contenuto e la motivazione al governo, la
sinistra postcomunista occupa i ministeri ma non definisce sé stessa.
Costruisce un partito con i democristiani di sinistra per ricevere da loro una
qualifica centrista. Così accade che non ci sia in Italia un partito
socialdemocratico ma solo un partito opportunista che si definisce solo
mediante le sue alleanze. Non vi è dubbio che la scelta di Walter Veltroni
abbia significato la volontà di farsi legittimare da Berlusconi parlando il suo
linguaggio e cercando di collaborare con lui. Berlusconi è il nuovo riferimento
della sinistra di governo, essa cerca in lui il contenuto a cui conformarsi.
Così nasce l'operazione Veltroni che giungerà a una collaborazione effettiva
con la maggioranza perché l'alleanza tra postcomunisti e cattolici
di sinistra è stata l'unione di due vuoti politici. Il Partito democratico
questa volta sapeva che Berlusconi era il riferimento che si doveva assumere
per essere qualcosa. Per questo ha voluto perdere: per conformarsi al suo
avversario nel linguaggio. L'opposizione non sarà alternativa alla maggioranza
e cercherà di inserirsi in essa per trovare un'identità sempre perduta e mai
espressa. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it), sacerdote e
teologo, è consigliere di Forza Italia. 16/04/2008.
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( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
(SEGUE DALLA
COPERTINA) VITTORIO ZUCCONI Il suo itinerario, tracciato con prudenza fra stadi
sportivi dove si predica ai convertiti e incontri di vertice preconfezionati,
dimostra che Joseph Ratzinger ha capito che sarebbe stato
un errore ripercorrere il viaggio di chi trovava nella folla il momento supremo
del proprio apostolato. Come mi ricordò Bill Clinton con invidia, nei giorni
del funerale di Giovanni Paolo a Roma, nessuno sapeva "work a crowd",
disse nel gergo della politica e dello spettacolo, "lavorare una folla,
sedurla, farla propria", come lui. Dal primo incontro con Ronald e Nancy
Reagan, all'apoteosi nella Giornata della Gioventù in Colorado, il rapporto fra
l'America e il Papa polacco fu un crescendo di reciproca scoperta, in
proporzione inversa al tramontare della condizione fisica. Nella cattedrale di
St. Louis, la città del Missouri dedicata a un "Re Santo" di Francia,
Giovanni Paolo strappò al governatore la vita di un giustiziando, a poche ore
dall'esecuzione. Ma in quella stessa città rimase memorabile la sua freddezza
formale nei confronti proprio del presidente in carica, Clinton, e della
moglie, Hillary, paladini inflessibili del diritto di aborto. Wojtyla, alla
fine del proprio papato, andava a cercarsi gli angoli bui di un cattolicesimo
americano che sta radicalmente cambiando, e sta diventando non più una
religione ereditaria, come fu per irlandesi, italiani, tedeschi,
latinoamericani, ma è ormai una religione per scelta, come le altre, e non
irreversibile. La metà di quei 235 milioni di americani che si dichiarano
cristiani cambierà la propria appartenenza religiosa durante la vita, una
fluidità che somiglia a uno shopping della fede. Per questo, Giovanni Paolo II
usciva dalle aree sicure, si sforzava di giocare in trasferta, di stanare le
pecorelle vaganti. Andò nella cattedrale di Newark, una delle città più
tormentate dove ? ce lo ricordò ancora lo stesso Clinton che lo attendeva ai
piedi dell'altare maggiore ? fece due giri attorno alla chiesa per farsi
aspettare, apparendo nella luce del grande portale d'ingresso "come una
rock star", tra un pubblico impazzito. "Se non fosse stato il Papa ? ricordava sempre Clinton, che è formalmente
protestante metodista ? si sarebbe fermato a firmare autografi". Non
potrebbe mai, Joseph Ratzinger, né lo vorrebbe, cancellare o superare quel
ricordo. La Chiesa che Benedetto XVI sfiorerà, racchiusa nel recinto dei due
stadi di baseball a New York e Washington, è una organizzazione che conta 67
milioni di appartenenti in 19 mila parrocchie condotte da sempre meno sacerdoti
sempre più anziani, affidate a diaconi e diaconesse laici,
frequentate da un "gregge" che riesce sempre più difficile
distinguere, nei comportamenti, da coloro che si proclamano genericamente
cristiani. Le ricerche demografiche dicono che le coppie sposate in chiesa
divorziano esattamente come le altre, che le donne cattoliche fanno sesso pre
ed extramatrimoniale, usano anticoncezionali e abortiscono esattamente
quanto le non cattoliche, e soltanto il 55% dei cattolici
nominali praticano davvero la religione che professano. L'America cattolica che
attende Ratzinger è un'America che rimbalza di crisi in crisi, la più acuta
delle quali è la difficoltà del sistema di educazione cattolica, come scrive il
settimanale diocesano Il visitatore della domenica, disertato dopo la scoperta
della pedofilia. Mille di quelle 19 mila parrocchie chiuderanno, per mancanza
di sacerdoti e di frequentatori, entro il decennio. Quattromila di esse
resteranno senza un parroco, perché dal 1975 a oggi il numero dei preti consacrati
negli Usa è crollato del 41%, praticamente dimezzato. Per un Papa che vuole
recintare i confini della propria chiesa, l'America del "libero mercato di
Dio" pone un problema anche più acuto della secolarizzazione dell'Europa.
Anche oltre la tragedia della pedofilia, che è costata in termini morali più
cara dei 2 miliardi pagati finora in danni, o della concorrenza quotidiana di
evangelici, pentecostali, battisti, mormoni, teleprofeti che reclutano con
pieno diritto e grande successo tra gli immigrati dall'America Centrale e
gremiscono le loro "mega church" da 20 mila posti, è la irrequietezza
dei 67 milioni di cattolici americani a preoccupare
questo Vaticano. Sono quelle suore, e quelle diaconesse, che si chiedono sempre
più numerose, perché alle donne sia proibita l'ordinazione sacerdotale, perché
il matrimonio sia proibito ai religiosi, e l'omosessualità sia formalmente
aborrita. Al Pontefice romano saranno risparmiate le ansie da Turchi alla porte
di Bisanzio, in una nazione dove meno dell'uno per cento è musulmano, ma non
l'angoscia della progressiva diluizione della cattolicità
nell'oceano della cristianità "fai da te", dove neppure il richiamo
alle battaglie antiabortiste riesce più a tagliare di netto l'opinione
pubblica, in questo anno elettorale dove i "valori" hanno lasciato il
posto all'incubo della recessione. Tredici anni or sono, quando uscì dalla
cattedrale di St. Patrick a Manhattan, Giovanni Paolo si volle buttare tra la
folla, scatenando il terrore fra le porpore al seguito e le grida entusiastiche
della gente che si ripeteva, come di fronte a un miracolo: "Cammina!
Cammina!". Il miracolo che la Chiesa americana chiede a Benedetto XVI sarà
quello di ridarle morale, prima che moralità, in questo libero e stordente
supermarket di Dio.
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( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
MARCO POLITI
WASHINGTON dal nostro inviato Fuori i pedofili dal clero. Papa Ratzinger arriva
in America e già in volo usa un linguaggio americano - schietto e senza
perifrasi - per condannare la serie di abusi sui minori commessi da preti cattolici. L'opinione pubblica e soprattutto le associazioni
delle vittime attendevano il pontefice al varco. E Benedetto XVI ha affrontato
l'onta degli scandali a viso aperto. "Sentiamo una vergogna profonda per
quanto è accaduto - dichiara, usando il noi dei papi a sigillo del suo impegno
personale - e faremo tutto il possibile perché fatti del genere non succedano
più in futuro". Gli scandali di pedofilia, ammette Benedetto XVI, sono
stati una "grande sofferenza per la Chiesa negli Usa, per la Chiesa nella
sua interezza e per me personalmente". E racconta ai reporter, che lo
seguono sull'aereo papale, di essersi messo a leggere le storie delle vittime.
E proprio riandando al vissuto tragico di tanti giovani, il Papa confessa:
"Mi è difficile capire come sia stato possibile
che questi preti abbiano tradito la loro missione di trasmettere ai bambini la
salvezza e l'amore di Dio". Ma Ratzinger non è arrivato in America per
limitarsi a deplorare. Annuncia un piano preciso in tre punti e la parola su
cui batte l'accento è "escludere". Ancora una volta usa il noi
dell'autorità suprema. "Noi escluderemo assolutamente i pedofili dal sacro
ministero. Sono assolutamente incompatibili. Un pedofilo non può essere
prete!". Il primo livello, spiega, è quello giuridico: la cacciata dei
colpevoli. Il secondo è la cura pastorale delle vittime. Il terzo è la
prevenzione: formare preti "sani", selezionare nei seminari, fornire
una solida formazione spirituale, umana e intellettuale ai candidati perché
siano ammessi al sacerdozio soltanto persone adatte. E qui Ratzinger distingue
opportunamente tra omosessualità e pedofilia. L'obiettivo è di impedire il
ripetersi degli scandali. "E' più importante avere buoni preti piuttosto
che molti preti", conclude convintamente. Il discorso non è comunque bastato a molte vittime dei preti pedofili delusi dal mancato
annuncio di provvedimenti diretti e che hanno chiesto di poter incontrare il
Pontefice personalmente. Il viaggio negli Stati Uniti, a Washington e a New
York, rappresenta per Benedetto XVI il vero battesimo internazionale. George W.
Bush, che è venuto a dargli il benvenuto sotto la scaletta dell'aereo (raro
gesto di omaggio da parte dei presidenti americani), ne riconosce la statura
morale. Con il presidente il pontefice tratterà nel colloquio di oggi un vasto
ventaglio di problemi. Dal Medio Oriente all'Iraq, dalla Cina all'Africa. In
aereo Benedetto XVI anticipa un tema che sta particolarmente a cuore alla
società statunitense: l'immigrazione latino-americana. "Parlerò con il presidente
- annuncia - perché gli Stati Uniti aiutino lo sviluppo dei paesi del Sud
America. E' nell'interesse di tutti, è nell'interesse del mondo". Perché,
precisa, la cosa migliore è creare in loco condizioni positive di vita per
bloccare alla radice la spinta all'emigrazione. Quanto agli immigrati negli Usa
l'esigenza primaria è evitare la separazione delle famiglie e garantire a tutti
un'esistenza degna. Ratzinger è contento di essere arrivato in America.
"Trovo affascinante - esclama - che in questa nazione
si sia affermato un concetto positivo di laicità. Il nuovo popolo (che fondò
gli Stati Uniti) era fatto di comunità fuggite dal contesto di Chiese di Stato.
Volevano uno Stato laico proprio per dare una possibilità a tutte le
confessioni di esercitare la propria religione. Erano laici per amore
dell'autenticità della religione, che può essere solo vissuta liberamente".
Per questo Ratzinger considera gli Stati Uniti un modello anche per gli
europei. Dopo domani Benedetto XVI parlerà all'Onu. Insisterà sull'importanza
dei diritti fondamentali non negoziabili, che appartengono alla persona e che
precedono qualsiasi istituzione. E' importante, sottolinea, che su tali valori
convergano culture diverse, riconoscendo che sono "iscritti nell'essere
umano".
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( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-16 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE La fede a stelle e strisce Negli Stati Uniti i cattolici sono in crescita, anche all'interno della Casa Bianca Crociati e
contestatori, 70 milioni di fedeli Quasi la metà va a messa ogni domenica
ma si divide su aborto e unioni gay DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Edward Egan,
il cardinale conservatore che guida la diocesi di New York, mescola senza
problemi sacro e profano quando dice di credere in Dio e negli Yankees.
L'altro giorno ha definito la squadra di baseball del Bronx nel cui stadio il
Papa celebrerà domenica la messa, "il più forte club del mondo".
"Certo - ha aggiunto - un tempo facevo il tifo per i Cubs di Chicago, ma
poi sono arrivato qui e mi sono convertito". Ora è un tifoso sfegatato:
"Inevitabile - spiega lui - i convertiti si impegnano sempre più dei non
convertiti". Parole disinvolte di un americano che fa anche un po' di
"marketing spirituale ". Un linguaggio certamente lontano dalla sensibilità
del teologo Ratzinger. Questo Papa "cerebrale" che cerca sempre la
profondità e rifugge dai gesti plateali, ha iniziato ieri a Washington la sua
missione più difficile: rilanciare una Chiesa colpita dallo scandalo della
pedofilia in un Paese nel quale il cattolicesimo ha grande vitalità, ma è anche
pieno di squilibri e contraddizioni e deve competere ogni giorno con gli altri
culti cristiani. Quello americano è un "gregge" che Benedetto XVI
apprezza molto nonostante le differenze culturali tra Usa ed Europa. Certo, Ratzinger
è un intellettuale del Vecchio continente, ma, mentre l'Europa secolarizzata
vive con sempre minor trasporto la sua religiosità e frequenta poco le chiese,
negli Stati Uniti il cristianesimo è più militante: molti fedeli si sentono
"crociati" della fede, i templi sono pieni, ci sono volontari
ovunque. Entrare in sintonia con questo universo di quasi 70 milioni di anime
per Benedetto XVI è tanto importante quanto difficile. è importante perché la
Chiesa è impegnata non solo a contenere l'onda islamica, ma anche a dimostrare
all'Occidente che la fede può sopravvivere alla modernità e al consumismo. E
gli Usa - che, più dell'Europa, fanno argine contro l'estremismo islamico -
sono anche il luogo nel quale spiritualità e mercato si sfidano con più intensità.
Ma l'impresa è anche difficile perché il "gregge" americano è tanto
vivace quanto imprevedibile. I cattolici Usa vanno a
messa ogni domenica molto più di quelli europei (quasi metà contro il 10 per
cento), ma non per questo sono una massa stabile e disciplinata. I sondaggi
dicono che, in larga maggioranza, i fedeli Usa la pensano diversamente dalla
loro Chiesa sull'aborto, le unioni gay, il sacerdozio riservato agli uomini, il
divorzio, la pena di morte. Una realtà che non diminuisce l'interesse di Ratzinger
per gli Usa: un sistema che la Chiesa considera (parole del Nunzio apostolico)
"vibrante ed eticamente sano", nel quale la minoranza cattolica ha
potuto crescere liberamente fino ad acquistare un ruolo centrale nella società:
oggi la Casa Bianca di Bush è piena di cattolici e lo
stesso presidente - metodista e cristiano "rinato " - è considerato
da molti un "cattolico nascosto". Ma ci sono anche interrogativi:
"In Vaticano ammiriamo la religiosità americana, ma ci chiediamo se, nella
sua spiritualità ed emotività, non manchi di interrogarsi su cosa è vero e cosa
non lo è" ha scritto sul Washington Post Lorenzo Albacete, teologo molto
vicino al Papa. Insomma, un "popolo di Dio" irrequieto. E che cambia
rapidamente. Rispetto a trent'anni fa, quando erano meno di 50 milioni,
concentrati soprattutto nel Nord Est, oggi i cattolici
sono molti di più ma la crescita è tutta nel Sud (Texas, New Mexico) e
nell'Ovest (California) e si basa sull'immigrazione ispanica: un terzo dei cattolici adulti e la metà di quelli "under " 40
anni sono "latinos". Trasformazioni che hanno investito le stesse
strutture ecclesiastiche: in tutta la diocesi di New York (2,5 milioni di
fedeli), i seminaristi sono appena 22. La Chiesa americana vive tra grande impegno
e grandi difficoltà: molte parrocchie godono di ottima salute grazie ai
sacerdoti che arrivano dagli altri Paesi, soprattutto dall'India, e al lavoro
di 35 mila assistenti laici (per l'80% donne). Altre vanno in bancarotta, come
una qualunque società commerciale. E la gerarchia ecclesiastica viene sfidata
dai fedeli non solo sui precetti etici, ma anche sulla gestione amministrativa:
"Non siamo i bancomat dei vescovi, vogliamo contare" dice Peter
Borrè, il capo della Coalizione delle Parrocchie, gruppo che si batte contro lo
smantellamento delle diocesi in crisi. Tutti, comunque, sono in festa per la
visita del Papa. Ci si chiede solo se Benedetto saprà entusiasmare l'America, a
partire dai giovani, anche senza i gesti e le grandi adunate di Giovanni Paolo
II. Lo sbarco L'arrivo all'aeroporto della Andrews Air Force Base di Washington
di Papa Benedetto XVI alle 16, quando in Italia erano le 22. Il pontefice è stato accolto dal presidente George W. Bush, con la moglie
Laura e la figlia Jenna. Oggi alla Casa Bianca sarà offerto un ricevimento con
5.000 invitati (Afp) Massimo Gaggi.
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( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Il papa a Washington
dopo gli scandali che hanno travolto i cattolici. Con
Bush intesa su "fede e politica" ma critiche sui migranti Ratzinger
negli Usa, il mea culpa sui preti pedofili Fulvio Fania Washington [nostro
inviato] Qualche ora prima che scattassero le misure di sicurezza lui era
ancora lì, a due passi dalla nunziatura vaticana con il suo cartello bianco per
ricordare al papa la grave colpa dei preti pedofili. La protesta silenziosa di
un anziano signore da tempo fa parte del paesaggio nel tranquillo viale delle
ambasciate a Capitol Hill. IN vista dell'arrivo di Benedetto XVI il contestatore ha esposto un cartone più grande del solito, mentre
alla vigilia della visita papale le associazioni delle vittime di abusi hanno
manifestato davanti alla Casa Bianca. Appena in tempo
prima che dai furgoni blindati della polizia si cominciassero a sentire
abbaiare i cani. Ratzinger intanto stava volando verso Andrews Air Force, la
base aerea solitamente usata dal presidente. Mentre chiudiamo il giornale, il
B777 dell'Alitalia costeggia la Est Coast. Mentre attraversava ancora cieli
lontani, nel previsto breve incontro con i giornalisti del seguito, il Papa ha
espresso "profonda vergogna" per i preti pedofili. "Faremo tutto
il possibile - ha detto - perché ciò non accada più in futuro". I pedofili
saranno cacciati dal sacerdozio, "saranno esclusi" perché "è
meglio avere buoni preti che tanti preti". Parole decise, stringate,
dall'aria pragmatica e sofferta. Ratzinger sa bene che il piano degli affetti
può risultare decisivo nel suo colloquio con la tormentata
chiesa degli States e soprattutto con i fedeli laici. Perciò confessa: "Se
leggo le storie delle vittime è difficile per me capire come sia stato possibile che dei preti abbiano tradito in questo modo la loro
missione di santificazione e amore". Sarà questa una delle chiavi della
multiforme visita americana di Benedetto XVI. Il papa tedesco, l'ex
custode della dottrina, cercherà di presentare il suo lato umano, proporrà
"riconciliazione", dirà che bisogna "sanare le ferite".
Dopo tutto qui negli States non sono informati di ogni dettaglio pontificio
come accade in Italia. Il suo atteggiamento, ora che per la prima volta viene
da papa e per di più in piena campagna presidenziale, può influenzare il
giudizio dell'opinione pubblica non soltanto cattolica. Ma le sue parole non
bastano ai movimenti che si battono per i diritti delle vittime dei preti
pedofili. Lo Snap e Voice of Faithful lo ribadiscono dopo questo primo
messaggio papale. Esigono misure severe contro i vescovi che hanno coperto i
responsabili dei delitti. La protesta "liberal" è disposta a
perdonare la compulsione maniacale di molti pedofili ma non ammette scuse da
parte di chi aveva il dovere di fermarli. Non tutte le diocesi hanno peccato di
omertà. Qui a Washington, ci fa osservare Robert Cochran che è direttore di un'altra
comunità cristiana, quella battista, il vecchio cardinale Mc Carrick si
comportò in modo più severo. Pare che il Vaticano abbia convinto il cardinale
Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, a non farsi vedere in America in questi
giorni. Lui, che è il principale accusato di aver coperto i pedofili,
rovinerebbe il viaggio del papa il quale deve già spiegare perché mai abbia
evitato una tappa in quella città da cui nel 2002 partirono a catena le
rivelazioni degli scandali. Il caso pedofili rumoreggia ma l'America soffre
d'altro, per la crisi economica, i fallimenti di Bush, la sorte ancora indecisa
del voto cattolico tra democratici e repubblicani e tra Obama e Hillary. Nel
duello su fede e politica l'ex first lady ha battuto il rivale ma stavolta manca
un candidato cattolico e nel complicato puzzle delle diverse congregazioni
cristiane americane non è certa neppure l'appartenenza originaria battista
dell'esponente repubblicano. Obama prega per la visita del papa, Hillary
proclama che gli Usa se ne sentono benedetti, McCain confida sugli effetti
dell'incontro tra Benedetto XVI e Bush. Anche su questo versante Ratzinger ha
già annunciato il suo messaggio principale. Il vecchio continente - ha detto
sull'aereo - dovrebbe "osservare e prendere come modello" il rapporto
tra laicità e fede che regola la vita pubblica Usa. L'Europa non potrà
"importarlo" semplicemente ma dovrà comunque tenerlo presente. Quanto
alle richieste che metterà sul tavolo ovale del presidente, Ratzinger ha
indicato temi molto americani. Innanzi tutto la sofferenza degli immigrati
ispanici, respinti alla frontiera oppure costretti a vivere separati dai propri
congiunti. Chiederà alla Casa Bianca "maggiore impegno per l'aiuto
all'America latina" in modo da frenare il massiccio esodo verso Nord. Una
delle pagine migliori della chiesa continentale è stata indubbiamente la linea
comune assunta dai vescovi Usa e messicani contro i muri anti-immigrati
dell'Amministrazione. 16/04/2008.
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione
si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello
fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in
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articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto
XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera,
visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà
all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la
Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione
del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in
questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia
Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario
della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De
Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia
della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato
mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per
l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano
sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si
ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il
segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1
maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti
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amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler,
responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel
blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il
cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce
dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il
Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al
Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del
8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn
pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa
"Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del
suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred
Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno
dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato
alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla
"compassione" con la "Passione". Quella compassione la
esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo
contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale
dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il
mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere
dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la
sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse
parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il
museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere
non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di
Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che
mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o
pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia
insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella
loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo
un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la
risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card.
Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire
francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei
ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le
virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di
quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione
dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che
si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più
motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo
ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di
dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre
presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile.
E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano
non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in
un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con
l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un
buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo
(Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra
l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il
sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe
neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai
responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 )
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amico 08Apr 08 L'ultima
cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a
Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile:
nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva
dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne
Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato
esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier
Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben
otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn
l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto
che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse
all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare
gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in
un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà,
purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e
oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il
tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere
nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo
scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita
di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto
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questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria:
lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega
Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia
è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don
Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna
elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una
lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il
naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un
prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche,
limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero -
coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di
Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la
pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano
romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio
consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una
"benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che
Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul
relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un
libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria
(era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale
essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi
della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e
non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della
candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex
presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto
avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra
Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di
diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha
raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio.
Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che
Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi
chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere
in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I
miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario
delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli
con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 )
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Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 01Apr 08 In
memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della
morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede,
il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio
al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo
grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra
generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa
coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato
un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo
ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa
in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre
il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da
Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti (
269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini.
Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio.
Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della
quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al
momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida
della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo
caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva
Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale
Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio
sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si
parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze
Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti"
dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di
Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura,
il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul
battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti
al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio.
Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi
Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora
quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e
acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal
battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di
manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un
islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha
liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la
dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la
cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam
sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di
gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di
specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente
- per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli
incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il
battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e
anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua
l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi
risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante
farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno
scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un
articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto
critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di
Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico
adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei
cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente
del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma
che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà
dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come
complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha
sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da
Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto
XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di
annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è
una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui
stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no.
Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede
abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del
Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti
commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio
2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno
contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro
la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei
confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla
sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana".
L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio
Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
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Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della
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forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che
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Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero. L'obbedienza.
L'obbedienza è una grande virtù. E non mi... Gli articoli più inviati Il voto
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Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a
mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a
domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa
Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare"
e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero
che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma
certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto
ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su
un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire,
mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire
che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se
nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano
che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe
a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di
Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo
ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il
cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce
dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il
Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al
Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del
8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn
pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa
"Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del
suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred
Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno
dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato
alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla
"compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime
in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto
sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale
dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il
mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere
dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la
sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse
parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il
museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere
non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di
Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se
che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o
pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia
insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella
loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo
un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la
risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card.
Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire
francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei
ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le
virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di
quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione
dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che
si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più
motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante.
L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che
vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella
mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo
pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non
abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un
luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con
l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un
buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo
(Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra
l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il
sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe
neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai
responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 )
" (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 08Apr 08 L'ultima
cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a
Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero
dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una
mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti
austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di
Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita.
Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a
un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di
critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi
collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in
rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi,
non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti:
l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che
questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è
davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell'
"opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo
secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 )
" (21 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di
don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco,
collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente
approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete
della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la
sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a
firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per
abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete -
il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche,
limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero -
coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di
Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la
pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano
romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio
consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione"
papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e
stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e
l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma.
Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche
Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita),
invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata
decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere
letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante
l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato.
Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi,
ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista
con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali,
scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino
di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni
sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la
concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e
amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte
presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di
Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella
grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna
elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91
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Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio
Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore,
monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della
Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che
viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la
fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una
straordinaria apertura verso tutti. E' stato un
evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha
commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in
suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo
inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole
pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane:
l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il
Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma
l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post,
sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare
alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica
(nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto,
Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il
cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex
Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale
di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I
"movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini
lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare
l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie
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articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto
con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento
di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver
letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua
conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto
quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori
luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam
abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la
radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e
affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di
un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta
che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia".
Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così
succubo di questa religione "oscurantista". E' stato,
invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in
grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi
rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un
cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la
scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato
altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la
mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione
battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei
ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138
intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un
dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
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Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della
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prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il
compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato.
Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero.
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità,
di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il
cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce
dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il
Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al
Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del
8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn
pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa
"Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del
suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred
Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno
dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato
alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla
"compassione" con la "Passione". Quella compassione la
esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo
contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale
dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il
mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere
dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la
sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse
parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il
museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere
non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di
Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se
che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o
pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia
insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella
loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo
un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la
risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card.
Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire
francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei
ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le
virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di
quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione
dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che
si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più
motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo
ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di
dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune
altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto
irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del
museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene
così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto
confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon
cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per
un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio
sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il
sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe
neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai
responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 )
" (26 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 08Apr 08 L'ultima
cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a
Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero
dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una
mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti
austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di
Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita.
Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a
un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di
critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi
collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in
rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la
diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di
tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma
che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è
davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell'
"opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo
secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 )
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amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di
don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco,
collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente
approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete
della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la
sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a
firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per
abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete -
il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche,
limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero -
coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di
Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la
pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano
romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio
consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una
"benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che
Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul
relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un
libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria
(era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale
essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi
della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e
non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della
candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex
presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto
avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra
Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di
diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha
raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio.
Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che
Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi
chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere
in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I
miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150
anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di
confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie
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articolo a un amico 01Apr 08
In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il
terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione
procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della
Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare
questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla
nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa
coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato
un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo
ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa
in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo
inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole
pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in
Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il
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letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua
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luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam
abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la
radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e
affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di
un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta
che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la
tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato
così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive
sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le
mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista
è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto
in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto,
invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto
dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa.
Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere.
Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona
138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per
un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
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Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità,
di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che
molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle
sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito
sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe
lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della
libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve
esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler,
può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria
che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi
di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9
aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo
"L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile
vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata
oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano
di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard
Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del
ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti
artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica
dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con
la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella
sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza
macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza
dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una
esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere
da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto
intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo.
Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un
interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande
desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si
identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla
soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal
punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei
acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi
dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era
esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata
tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo
che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si
occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho
molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia
intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che
mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza
nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io
sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien
da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena,
durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad
ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo
fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L'
"artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che
vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella
mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo
pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non
abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un
luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con
l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un
buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo
riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove
solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè
coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia
omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che
siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro.
Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano.
a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia
e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni
scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo
diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a
un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato
esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier
Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben
otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn
l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto
che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse
all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che
rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest'
"opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i
fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può
essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra
l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto
fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto
rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in
ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto
"veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha
accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione
genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine
nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della
Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha
coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della
Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il
potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in
realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a
formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in
questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo
aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità
- data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano -
della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio
della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale
dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima
Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità
occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la
partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio
Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita),
invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata
decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere
letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante
l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato.
Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi,
ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista
con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali,
scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino
di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni
sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la
concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e
amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte
presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di
Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella
grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della
campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla
Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio
Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore,
monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della
Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che
viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la
fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una
straordinaria apertura verso tutti. E' stato un
evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha
commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in
suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo
inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole
pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in
Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane:
l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il
Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma
l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post,
sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare
alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica
(nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto,
Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il
cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex
Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale
di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I
"movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini
lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare
l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie
Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto
con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento
di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver
letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua
conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto
quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori
luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam
abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la
radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e
affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di
un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta
che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la
tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato
così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive
sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le
mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista
è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto
in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto,
invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto
dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa.
Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere.
Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona
138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per
un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un
mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza
dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo
autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a
superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In
continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo
II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono
instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma
si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo
fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia,
riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le
differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi
problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non
rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di
tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni
non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è
intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è
dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco
fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi,
in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un
nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le
posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che
rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo
espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".
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Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della
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forte.... sara: salve ragazzi, nel suo viaggio il Papa ha appena detto che
prova vergogna per i preti pedofili e farà di tutto... Alessia: Oggi è il
compleanno del nostro Papa. Dio gli conceda tanti e tanti anni di Pontificato.
Ad multos annos,... cosimo de matteis: Vero, verissimo, super vero.
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo da
Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato
a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che
conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha
detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che
gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice
degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo
pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista
gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il
rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o
una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato
volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico
proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere
vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato
volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare
autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando
l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto,
morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e
positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200
anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova
secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi.
L'immigrazione e l'ideale del wap (white american protestant). Quindi la
situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il
modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato".
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Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno
Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica
sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca,
parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II,
incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di
presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo
pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto
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questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in
Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il
cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici
della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale
segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto
di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di
giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato
all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio
consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti
pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che
invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e
il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie
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articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore
Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo
nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti:
coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred
Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero
"cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare
la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si
difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e
offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia
ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver
acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo
non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole
mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle
polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma
a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un
Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere"
meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come
press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non
mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti (
151 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 09Apr 08 L'ultima
cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte
del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli,
"Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento
al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione
del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card.
Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio
stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la
responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista
austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista.
Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri
si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla
"compassione" con la "Passione". Quella compassione la
esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo
contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale
dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il
mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere
dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la
sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse
parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il
museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere
non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di
Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se
che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o
pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia
insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro
fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un
fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la
risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card.
Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire
francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei
ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le
virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di
quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione
dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che
si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più
motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo
ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di
dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune
altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto
irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del
museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene
così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto
confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon
cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per
un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio
sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto,
come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso
quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo
diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (26 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia
e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni
scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo
diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a
un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto
un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo
Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù
con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto
giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha
fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che
non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse
all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che
rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest'
"opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i
fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può
essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra
l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto
fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto
rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in
ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (21 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto
"veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha
accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione
genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine
nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della
Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha
coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della
Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il
potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in
realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a
formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in
questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo
aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità
- data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano -
della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio
della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale
dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima
Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità
occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la
partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio
Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita),
invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata
decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere
letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante
l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato.
Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi,
ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista
con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali,
scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino
di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni
sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la
concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e
amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte
presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di
Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella
grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della
campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla
Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio
Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore,
monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della
Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che
viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la
fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una
straordinaria apertura verso tutti. E' stato un
evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha
commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in
suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato
compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro
responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor
Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo
inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole
pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in
Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane:
l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale
Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il
Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma
l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post,
sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare
alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica
(nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto,
Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il
cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex
Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale
di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I
"movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini
lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale
Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206
) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con
attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di
voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto
la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione
(non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post),
ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il
fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia
pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del
male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando
che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che
legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce
all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non
risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così
succubo di questa religione "oscurantista". E' stato,
invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in
grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi
rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un
cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la
scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato
altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la
mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione
battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei
ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138
intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un
dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del
terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro
come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e
irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni
visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia)
e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la
giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle
diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda
della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani
verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da
Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal
relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità
della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le
religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme
tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera
intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque
vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi
anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno
spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza
reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi
comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi
nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del
fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità
delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano
le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare
chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e
che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia
vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa
della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi
Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa
evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto
ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente
diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della
Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 228 ) " (24 votes, average:
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( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Oltretutto LAICITÀ E
FEDE, CONVEGNO A TORINO Far dialogare, su un piano scientifico e non polemico,
giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del
rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società è
l'obiettivo del convegno "Laicità della ragione, razionalità della
fede?", che si tiene domani e dopodomani al Teatro Vittoria di Torino.
Articolato in quattro sessioni ("Fede e spazio pubblico", "La
lezione di Ratisbona", "Le posizioni protestanti" e "Crisi
della "crisi della ragione"?"), il convegno mira a una
riflessione sull'ipotesi della perdita della forza veritativa e normativa della
ragione, sulla crisi della ragione stessa in ambito giuridico e politico nonché
sulle questioni teologiche connesse all'idea (secondo quanto sembrerebbe
emergere dalle tesi di Benedetto XVI) di una fede intesa
come custode della ragione e possibile fondamento dello Stato e della politica.
Laici, cattolici e protestanti, i relatori - fra i quali Gustavo Zagrebelsky,
Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro
Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario - che si confronteranno da
posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di
elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica. DIRITTO D'AUTORE A
LONDRA Ha un cuore italiano il più importante progetto di ricerca per la
gestione dei diritti d'autore per lo sviluppo delle biblioteche digitali
europee, presentato ieri alla London Book Fair, il grande appuntamento per lo scambio
dei diritti che si chiude questa sera nella sua sede di Earls Court. Sarà
lanciato nei prossimi mesi Arrow ("Accessible Registries of Rights
information and Orphan Works towards the European Digital Library"), un
progetto coordinato dall'Associazione Italiana Editori che si propone di
trovare soluzioni tecniche in grado di "armonizzare" gli interessi di
autori, editori e biblioteche. Nel consorzio di ricerca sono presenti la
Federazione degli editori europei, la European Digital Library Foundation e l'International
Federation of Reproduction Rights Organisation, oltre ad avere l'appoggio dello
European Writers Congress. Inoltre sono coinvolte sette biblioteche nazionali
(tra cui quelle di Francia, Regno Unito, Spagna e Germania) e alcune
associazioni nazionali di editori e società di gestione collettiva dei diritti,
tra le quali l'italiana Aidro. Il progetto intende creare una infrastruttura
distribuita europea per la gestione delle informazioni sui diritti d'autore
sulle opere letterarie. La finalità è quella di facilitare l'accesso ai
contenuti digitali nel rispetto delle legislazioni del diritto d'autore,
consentendo tuttavia di sviluppare modelli diversi ma interoperabili di accesso
alle opere. In tal modo gli utenti potranno ricercare i testi all'interno di
repertori creati sia dalle biblioteche pubbliche sia da privati.
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( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Lettera piccolo
consiglio dalla parte del pse Caro Walter ti ho votato, ma ora vira a sinistra
Caro Veltroni, domenica 13 aprile ho attribuito uno dei miei voti a una lista
del partito di cui sei ormai leader. Nei giorni precedenti mi sono recato a
Gorizia, a sostenere, a dire il vero ma inaspettatamente, non con molta fortuna
la candidatura dell'amico Riccardo Illy alla presidenza della Regione Autonoma
del Friuli Venezia Giulia, sostenuta dal Partito democratico e anche dai cari amici
della Slovenska Skupnost, l'Unione Slovena, e cioè il partito, attivo nella
Provincia di Gorizia e nella Provincia di Trieste, che unisce i così detti
"sloveni bianchi", e cioè i cittadini di nazionalità slovena cattolici, nazionalità slovena molti dei cui componenti
furono gettati insieme agli italiani nelle foibe di Bassovizza dai militari
dell'Armata di liberazione jugoslava del Maresciallo Tito. Non ho mai creduto
che, nonostante il tuo impegno, la tua personale simpatia e la tua faccia da
ragazzo onesto, la tua semplice ma accattivante e abile oratoria, e la ottima
organizzazione della macchina da te montata in poco tempo, il Partito
democratico, dopo aver fatto la giusta, ma per il futuro, scelta di
"andare da solo" (ma perché allora andarsi a macchiare di bieco
giustizialismo e di anti politica apparentandosi con il movimento della così
detta Italia dei Valori, con la quale il vostro popolo non comprendo cosa mai
c'entri?!), avrebbe vinto; anche se tu hai fatto bene a farlo sperare, e in
fondo quasi a farlo credere, a moltissimi elettori. Il centrodestra ha vinto,
cosa prevedibile, ma con una maggioranza di voti e di seggi sia alla Camera che
al Senato, che nessuno poteva immaginarsi. Credo che il Partito democratico per
mettere radici solide nella società civile e soprattutto nella classe
lavoratrice, debba, abbandonata la tattica del "ma anche", diventare
finalmente un partito schiettamente riformista: e oggi vi è in Europa,
esauritosi il riformismo di ispirazione cristiano-democratica che è confluito
nel conservatorismo democratico del Partito Popolare, un solo riformismo: e,
dal Portogallo alla Spagna, dalla Francia al Belgio, dalla Germania alla Gran
Bretagna (salvo in questo paese la piccola nicchia dei liberaldemocrats), è il
socialismo, pur nelle sue varie "espressioni": dal socialismo
"libertino" spagnolo, a quello intellettuale e
"repubblicano" francese, a quello pragmatico scandinavo e tedesco, a
quello "austro-marxista" della Repubblica d'Austria. E un grande
contributo può dare alla rinascita di un partito del lavoro in Italia e anche
al rilancio della funzione politica del sindacato, ma anche al Partito
Socialista Europeo e all'Internazionale Socialista, il partito da te guidato, e
che è l'erede, da un lato della massima parte della cultura, della tradizione,
delle lotte e dell'esperienza del partito comunista di Gramsci, di Togliatti,
di Longo, di Berlinguer e di Natta, e dall'altro lato della tradizione di quel
che rimane del movimento cattolico-comunista o poi detto della "Sinistra
cristiana" di Rodano e di Balbo, del dossettismo e della sinistra sia
sociale: le Forze Nuove di Carlo Donat Cattin, che politica: la Sinistra di
Base di Marcora, di Galloni, di Granelli e così via (sulla posizione assunta
dall'onorevole, Ciriaco De Mita? mi taccio!). Ma occorre che il Partito
democratico (conservi pure questo equivoco nome!) diventi un partito
chiaramente socialista. E questo per poter riallacciare i legami con i
movimenti che sono "vostri fratelli nel Pci": Rifondazione Comunista,
il Partito dei Comunisti Italiani, la Sinistra Democratica di Mussi. La loro
sconfitta, dovuta all'egemonia elettorale che tu sei riuscito a conquistare al
tuo partito, è ingiusta e anche pericolosa per la stabilità democratica del
Paese. Questi movimenti hanno dato voce in Parlamento alla sinistra
alternativa: i no-global, i disobbedienti, i centri sociali, i black block, la
sinistra sindacale della Cgil, i pacifisti senza se e senza ma, distogliendoli
dall'uso della violenza, salvo quella "a bassa intensità" legata a
ogni azione politica di massa e a ogni lotta sindacale e forse ad un nuovo
tragico ricorso alla lotta armata. La crescente povertà, l'insufficienza
dell'azione sindacale che si è appiattita sulla concertazione, rifiutando ormai
ciò che è alla base della lotta sindacale e a ben vedere anche dell'azione
politica di ogni partito di sinistra, anche se non "rivoluzionario"
ma "riformista": la lotta di classe, il pacifismo e
l'antimilitarismo, anche nelle loro componenti cattoliche, se non trova in
Parlamento, nei consigli regionali, provinciali, comunali, una voce, si può
configurare effettivamente un pericolo per l'ordine democratico. E le occasioni
purtroppo non mancheranno: il tentativo di riprendere i lavori per la Tav in
Val di Susa, la volontà di passare alla realizzazione concreta della decisione
presa dal governo uscente di permettere il raddoppio della base militare
americana di Aviano, dove dovrebbe avere sede unica la 173rd Airborne Brigade,
ora Airborne Infantry Brigade Combat Team, punta di diamante per gli interventi
"fuori area" delle forze americane, il rifinanziamento delle missioni
militari, e poi: il rinnovo dei contratti, le morti sul lavoro e così via.
Perciò ritengo che la linea del Partito democratico, per raggiungere gli obiettivi
dell'unità a sinistra, in Italia e in Europa, e per preservare la legalità
democratica, debba essere certamente di apertura alla maggioranza sul piano
della riforma elettorale e delle riforme costituzionali, ma di opposizione dura
in Parlamento e nel Paese, sulle piazze e nelle strade, non solo alle politiche
finanziarie, economiche e sociali, e sempre in linea con i sindacati e con i
movimenti di base. Occorrerà una diversa posizione in materia di spese
militari, di basi americane e Nato in Italia, di missioni militari all'estero,
e l'assunzione di una più netta scelta per una politica estera e militare
europea, distinta e se necessario distante da quella degli Stati Uniti, ad
esempio sul problema delle basi americane della difesa missilistica e su i
limiti della sovranità riconosciuta al Kossovo. Tu hai il merito di aver
concorso alla fine della Seconda Repubblica con la definitiva affermazione del
sistema politico bipolare: ma adesso devi avviare a compimento il disegno di
una democrazia italiana compiuta, con l'affermazione e il radicamento anche a
sinistra del Partito democratico quale "partito riformista europeo",
e cioè socialista, laico, anche secondo il significato che
a questo "valore" attribuiscono i cattolici
democratici, in competizione con un partito conservatore democratico, che sia
espressione anche delle aree tradizionaliste del cattolicesimo italiano. Dopo
il voto che ho dato a una lista del partito da te guidato, questo è il
consiglio che, nell'interesse della democrazia e anche della legalità
democratica, io che non sono socialista ma, come si dice in America, un
"old-fashioned-liberal", anzi un "catholic
old-fashioned-liberal", è questo, lo ripeto, il consiglio che sento il
dovere di darti. 16/04/2008.
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( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Analisi nessun
travaso tra pd e pdl, la chiesa non incide Così i flussi di sinistra sono
andati alla Lega Non si è trattato di un vero e proprio terremoto elettorale,
almeno per i partiti maggiori. Ma dalle urne sono uscite due novità: un
rafforzamento della Lega e la quasi scomparsa della sinistra-sinistra. Per il
resto Pd e Pdl sono rimasti impermeabili. Tra centrodestra e centrosinistra
rimane quindi un muro che dura da oltre dieci anni e i flussi elettorali si
sono verificati più all'interno delle singole coalizioni che tra l'una e
l'altra. Questa la sintesi dell'analisi post voto di Antonio Napoli, docente di
sociologia politica all'università di Milano. Il Carroccio. Con i suoi oltre
tre milioni di voti (più di un milione e 300 mila rispetto al 2006) è la vera
novità di questa tornata elettorale. Spiega Napoli: "La Lega non solo non
ha perso nulla dal punto di vista elettorale, confermando la totale fedeltà dei
suoi elettori. Ma ha attinto anche da altri tre bacini: ex astensionisti che è
riuscita a mobilitare; una quota di elettorato di Forza Italia e An che ha
preferito l'ala protestatoria della coalizione; e una
parte della sinistra radicale". Per Napoli la capacità attrattiva verso la
sinistra radicale non è una novità: "Accadde anche alle scorse comunali di
Verona, quando Tosi vinse in maniera netta anche grazie a elettori di
sinistra". Un dato questo che, per Napoli, richiama le origini popolari
del movimento di Bossi: "La Lega è tornata al punto d'approdo. Alla sua
nascita aveva un elettorato di operai, lavoratori di piccole aziende". I
motivi? "Sono essenzialmente due. Il primo è l'occupazione: il federalismo
fiscale proposto dà l'illusione di poter risolvere i problemi. Il secondo è la
sicurezza: quell'elettorato non si sente garantito su sicurezza e immigrazione
dalla sinistra radicale. Il 7 per cento della Lega in Emilia Romagna significa
che il Carroccio ha attecchito tra la base comunista". Arcobaleno. Alle
scorse politiche Verdi, Pdci e Prc sfioravano i quattro milioni di voti. Ora
superano di poco il milione e 200 mila voti : "La catastrofe era annunciata.
Era chiaro che l'8 per cento era una chimera anche se ci aspettavamo un
risultato attorno al 5 per cento". Napoli individua tre direzioni di
uscita. La prima: "Un 4-5 per cento è andato alle Lega. Si tratta
soprattutto dell'elettorato verde, più friabile di quello del Prc, che non ha
mai gradito fino in fondo l'idea di andare coi comunisti". La seconda:
"Un 20 per cento dell'elettorato dell'Arcobaleno è andato al Pd: è quello
che con una semplificazione giornalistica è stato
chiamato voto utile. In realtà è un "voto contro"". La terza:
"Un altro 20 per cento si è astenuto. E questo si spiega col fatto che
l'Arcobaleno rappresenta un interrogativo. Al governo non ha partecipato né col
cuore né dal punto di vista programmatico. E non ha definito nemmeno un coerente
profilo di opposizione". A ciò si aggiunga l'assenza della falce e
martello. Quanto ha pesato? "Certamente l'1 per cento che è la somma di
Ferrando e della D'Angeli. Ma all'assenza di quel simbolo è riconducibile anche
una parte di astensionismo di un elettorato comunista che si è sentito senza
identità". Il muro Pd/Pdl. Sul fronte dei partiti maggiori Napoli non vede
grandi novità: "Il Pd ha recuperato un po' rispetto alla somma di Ds e
Margherita e ha prosciugato una parte di elettorato di centrosinistra,
socialisti e Arcobaleno su tutti. E il Pdl ha sostanzialmente confermato la
somma dei partiti del 2006. Con un lieve passaggio dall'Udc al Pdl e un'uscita
da An verso Storace". Ma il dato più significativo, a suo giudizio, è che
i blocchi sociali sono fermi e impenetrabili: "L'elettorato è fermo e
rimane vicino alla sua parte politica almeno da un decennio. Se cambia
l'offerta politica vota il partito "cugino" del precedente. L'ultimo
terremoto elettorale in questo paese sono state le elezioni amministrative del
'95, quando i popolari scelsero il centrosinistra. Oggi, dal punto di vista dei
flussi elettorali non si può parlare di Terza Repubblica. Anche se in
prospettiva l'assenza dei piccoli inciderà". Quindi l'elettorato è ancora
fedele? "Sì ma non come una volta. Mi spiego: Esistono ancora aree
politiche di riferimento anche se non sulla base di ideologie come quando si
parlava delle subculture comunista e democristiana. Ma l'elettore ancora oggi
cerca al momento del voto una nuova coscienza collettiva. Più che di
appartenenza potremmo parlare di "fedeltà leggera". Non è vero che un
dieci per cento decide alla fine. Magari ci pensa tardi ma quando ci pensa
riattiva il meccanismo". Risultato: "I due elettorati sono
incomunicanti dal punto di vista politico. Non c'è odio ma contrapposizione sì.
È come col calcio: se uno tifa per l'Inter e uno per il Milan,
l'incomunicabilità non riguarda tutti gli ambiti della vita, ma quando si parla
di calcio ognuno rimane delle sue idee". Voto cattolico. Sul fronte dei minori
per Napoli la novità più interessante è che non c'è un elettorato cattolico dal
perimetro delimitato: "I cattolici hanno
principalmente votato il centrodestra anche se meno delle altre volte. Dal punto di vista elettorale siamo tutti laici. Non incide ciò
che dice la Chiesa". Sull'Udc che ha raccolto oltre 2 milioni di voti (500
mila in meno rispetto al 2006) dice Napoli: "Ha un elettorato prevalente
cattolico. Complessivamente ha tenuto rispetto alla volta scorsa. Ha perso un
10 per cento verso il Pd e il 4 verso il Pdl". Porcellum. La legge
elettorale, per Napoli, anche questa volta ha penalizzato il centrosinistra.
Spiega Napoli: "Il centrosinistra è più radicato a livello territoriale,
governa la maggior parte delle province e dei comuni, e ha pagato l'assenza di
candidature legate al territorio. Anche perché storicamente, a livello locale,
il centrosinistra riesce a essere attrattivo nei confronti del centrodestra. A
ciò si aggiunga che i governatori hanno pesato poco - ad eccezione dell'effetto
negativo di Bassolino e Soru nella campagna elettorale che si è giocata
prevalentemente su un piano nazionale". 16/04/2008.
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( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Clericali ora silvio
alla prova delle questioni etiche Il voto ridimensiona la questione cattolica
Ai vescovi la trasversalità piace più di Casini È finita la questione cattolica
in Italia? Così sembrerebbe, almeno a una prima lettura dei risultati. Non mi
riferisco, sia chiaro, alla presenza dei cattolici
nella vita pubblica del nostro paese, ma alla loro presenza organizzata in
partito; e anche al più recente tentativo di qualificare l'impegno politico
sulla vicinanza, per non dire l'obbedienza, alla parola della Chiesa sulle
questioni etiche. La sfortunata esperienza della lista di Ferrara contro
l'aborto, ampiamente prevedibile e prevista, e tuttavia impressionante se
commisurata all'influenza culturale e politica del suo ideatore, e ancor più il
mediocre risultato del partito di Casini, che pure aveva avuto un endorsement
ufficioso ma non per questo meno consistente dai vescovi, ci inducono a
chiederci se della straordinaria novità del panorama politico disegnato da
queste elezioni non faccia parte anche questo aspetto. I dirigenti dell'Udc
hanno un bel congratularsi con se stessi per essere sopravvissuti: avevano
puntato a diventare l'ago della bilancia, un centro piccolo ma determinante per
gli equilibri nazionali, e invece hanno davanti la scelta tra una sopravvivenza
dignitosa (il paragone con i repubblicani, fatto da Casini, è quasi un lapsus
freudiano) e un'alleanza subalterna con uno dei due maggiori partiti. Se anche,
come qualcuno dice, c'è stato un flusso dal Pd verso
il partito di Casini, questo è stato ampiamente
compensato da un flusso verso Berlusconi. In ogni caso, poiché i cattolici non sono certo misurabili nelle strette
percentuali conseguite dall'Udc, non si può non concludere che, si tratti di
fedeltà o di flussi, il voto a quel partito difficilmente può essere
considerato come determinato dalla sua qualità cattolica. Se così fosse stato, sarebbe stato molto più
competitivo sia a destra che a sinistra. Più probabilmente è stato
determinato invece dalla sua qualità centrista e moderata, una qualità che non
gli poteva dare di più, in un contesto di forte spinta bipolare. Se questa
analisi fosse giusta, se ne potrebbe concludere che la
rincorsa al voto cattolico, che ha messo in ginocchio in questi anni la
politica e creato una assurda questione laica, è tra gli attrezzi della Seconda
repubblica messi in soffitta dal voto dell'altro ieri. Come conferma in modo
simmetrico il risultato del partito che aveva messo la questione laica al
centro della sua proposta. Con la solita intelligenza politica le
gerarchie hanno già tratto le loro conclusioni e subito mostrato di puntare
sulla trasversalità tra i cattolici dei vari partiti.
La trasversalità è un comportamento legittimo, anche se somiglia non poco al
trasformismo. C'è da sperare che i cattolici sappiano
condurre una riflessione un po' più fine su quel che richiede la funzione di
rappresentanza generale, e non particolare, svolta da un parlamentare: che può
essere talvolta la capacità di prendere le distanze dalla propria appartenenza
culturale o religiosa. Saranno i fatti a dirci se i parlamentari cattolici faranno prevalere l'impegno politico liberamente
assunto verso gli elettori sulla logica delle appartenenze. In ogni caso, se
anche potessimo dichiarare finita la questione cattolica, resterebbero le
questioni bioetiche. Che avverrà del testamento biologico? Sarà rivista la
legge 40, dopo le sentenze che l'hanno messa in discussione? E la 194? Sono
appuntamenti difficilmente evitabili, per lo meno in una logica di efficienza
di governo. Berlusconi, che in campagna elettorale si è dichiarato anarchico in
materia religiosa, potrebbe sfruttare la sua forte maggioranza per mettere in
pratica non l'anarchia, ma un maggiore equilibrio di quello mostrato nel cinque
anni in cui ha governato. Quelle questioni fanno parte, inevitabilmente, della
sua scommessa di riuscire a essere uno statista. Potrà evitare di affrontarle
per non crearsi problemi, oppure potrà cercare soluzioni equilibrate, in linea
con gli altri paesi europei, consone allo spirito pubblico di un paese che non
sembra più premiare la declinazione identitaria del cattolicesimo in politica.
Se questo dovesse avvenire, saremmo davvero alla Terza repubblica. 16/04/2008.
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( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
MARTEDI' 15
ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della
Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa
10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di
morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano
cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto
"braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena
capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato
proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano
cattolico laico volontario, facendo proprio il detto evangelico
"ero prigioniero e mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua
moglie Susan, psicologa, ha iniziato a seguire con supporti non solo umani ma
anche professionali le famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei
condannati a morte. L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è
gradito un cenno di preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.
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( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 91 del 2008-04-16
pagina 21 Papa: "Mi vergogno dei preti pedofili" di Andrea Tornielli
Sul volo che lo ha portato a Washington Ratzinger assicura rigore (il video):
"Ciò che è successo rappresenta una grande sofferenza per la Chiesa. Faremo
tutto il possibile perché questi fatti non si ripetano più" Washington -
"Proviamo una profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi
fatti non si ripetano più". Benedetto XVI è arrivato ieri sera a
Washington, accolto da George Bush, iniziando la sua visita negli Stati Uniti,
e durante il volo ha risposto alle domande dei giornalisti affrontando i temi
degli abusi sessuali perpetrati da sacerdoti, della via americana alla laicità
che riconosce un ruolo pubblico alla religione, dei diritti e dei valori non
negoziabili. "Ciò che è successo - ha detto il Papa riferendosi agli
scandali avvenuti negli anni scorsi - rappresenta una grande sofferenza per la
Chiesa negli Stati Uniti, per la Chiesa in generale e per me personalmente. Se
leggo le storie delle vittime di questi abusi è difficile per me comprendere
come sia stato possibile che questi preti abbiano
tradito in questo modo la loro missione di offrire la salvezza e l'amore di Dio
a questi bambini". "Noi - ha aggiunto Benedetto XVI - proviamo
profonda vergogna e faremo tutto il possibile perché questi fatti non possano
più accadere in futuro". Il Papa, dopo aver distinto tra pedofilia e
omosessualità, ha ricordato che ora ci sono "norme dirette a contrastare
il fenomeno" e ha assicurato che i pedofili saranno esclusi "nella
maniera più assoluta dal sacro ministero" perché "sono assolutamente
incompatibili" e "chi è colpevole di pedofilia non può essere
prete". Il fare giustizia, ha spiegato ancora Ratzinger, si deve
accompagnare all'aiuto alle vittime "che sono state così profondamente
colpite" e che vanno sostenute "in tutti i modi possibili". C'è
dunque un secondo livello di intervento, più pastorale per "guarire,
assistere, riconciliare". "Io so - ha detto ancora il Pontefice - che
tutti i preti, i vescovi e tutti i cattolici degli
Stati Uniti faranno tutto il necessario per aiutare, assistere e guarire, e
faranno in modo che in futuro queste cose non possano più accadere".
Benedetto XVI ha spiegato che sono state date indicazioni per i seminari in
modo che dopo un "adeguato discernimento" solo "quelle persone
che hanno un profondo amore personale per Cristo, e un profondo amore
sacramentale tale da escludere" questi abusi possano giungere al
sacerdozio, perché, ha sottolineato, "è importante avere buoni preti
piuttosto che avere molti preti". Rispondendo a una domanda del Giornale
sul ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti e sulla possibilità che
questo rappresenti un esempio per l'Europa, Benedetto XVI ha dichiarato:
"Di certo non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la
nostra storia. Ma io trovo affascinante che negli Usa si
sia cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo,
il popolo nordamericano, era composto da comunità e persone che erano fuggite
dalla religione di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare, aperto
alla possibilità per tutte le confessioni di manifestarsi".
"Dunque - ha aggiunto - era uno Stato volutamente laico, contrario a una
religione di Stato, ma laico proprio per amore della religione, della sua
autenticità, che può essere vissuta solo nella libertà". "Questo - ha
concluso - mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in
Europa", pur riconoscendo che sono trascorsi duecento anni e che anche
negli Usa c'è la secolarizzazione che avanza. Ratzinger ha poi accennato alla
visita che farà venerdì al Palazzo di Vetro di New York, ricordando che il
fondamento delle Nazioni Unite "è proprio l'idea dei diritti umani, dei
diritti che esprimono valori non negoziabili, che precedono tutte le
istituzioni e sono il fondamento di tutte le istituzioni". Il Papa giudica
"importante che ci sia questa convergenza tra culture che hanno trovato un
consenso sul fatto che questi valori sono fondamentali e sono iscritti nello
stesso essere umano". Le Nazioni Unite, con la loro "funzione
pacificatrice" possono lavorare "solo se hanno il fondamento comune
di valori che si esprimono poi in diritti che sono da osservare da tutti".
Benedetto XVI ha detto che è l'obiettivo della sua missione "confermare
questa concezione fondamentale e aggiornarla in quanto possibile". Infine
il Papa, che questa mattina sarà ricevuto ufficialmente alla Casa Bianca da
George Bush, ha parlato dell'immigrazione clandestina dall'America del Sud
negli Stati Uniti affermando che oltre all'aiuto immediato alle famiglie per
cercare di impedire che si separino, la soluzione a lunga scadenza è quella che
"non ci sia più bisogno di emigrare" ma vi siano "posti di
lavoro sufficienti" e un tessuto sociale adeguato nei Paesi
latinoamericani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
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