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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  7-12 giugno 2008      #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Monnezze (16)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Napoli teatro festival salta l'apertura per la pioggia - antonio tricomi napoli ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il governatore Antonio Bassolino, il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente della Provincia, Dino Di Palma, gli attori Toni Servillo e Lina Sastri, molti politici e amministratori locali. Il direttore del festival Renato Quaglia spiega che trasferire scena e attori dall'ampio cortile alla cappella presentava molti problemi tecnici e pisicologici agli attori.

Pioggia sul teatro festival "le troiane" slitta a stasera - giulio baffi ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino, che ricorda la visita del papa dello scorso ottobre: "Anche allora diluviò, neanche in quella circostanza fummo fortunati. Non la considero, comunque, una brutta serata". Sembrano pensarla così anche gli altri ospiti: il governatore Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma,

Le notizie che non vorrei - michele mirabella ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Allarme di Legambiente sull'ecomafia: La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica italiana. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali, costruendo case abusive nei parchi e in riva al mare o bruciando i boschi per speculazione.

Le brutte notizie che devo leggere ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: interno dilagano le pessime notizie, gli sconfortanti approfondimenti su ecomafia, grassazioni, ruberie, aggressioni all'ambiente, negazioni di sussidi, cinghie strette su bisogni già drammatici. Tento di accontentarmi dello spiraglio della meteorologia ma inclina al brutto: "Sottovia allagati e danni in agricoltura per il maltempo.

IL MINISTRO DELLA CULTURA BONDI CON IL GOVERNATORE BASSOLINO AL MERCADANTE PER LA PRIMA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il ministro della Cultura Bondi con il governatore Bassolino al Mercadante per la "prima" de "Le Troiane", recitato dalla Compagnia europea. In sala anche Iervolino e De Palma.

GLI OSPITI IN SALA E NEL FOYER ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sindaco Iervolino e il governatore Bassolino, il presidente della Provincia Di Palma, personaggi dello spettacolo, i rappresentanti di centocinquanta teatri italiani, appassionati. "Un risultato straordinario, anche se c'eravamo affezionati alla scelta iniziale, quella di portare il festival dentro la città e i suoi luohi più suggestivi"

"Le ecomafie non hanno confini ( da "Stampa, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Le ecomafie non hanno confini "I rifiuti? Non siamo solo noi ad esportarli all'estero. Dieci anni fa la Germania ci mandava i suoi. Scoprimmo che ditte tedesche portavano la plastica ad Asti tramite autotrasportatori del Portogallo e la stoccavano, con le compiacenze di un imprenditore cuneese, senza alcun controllo in grandi capannoni della Slu sulle rive del Borbore:

Nomine Asp e la cordata Galvagno Ruscalla ( da "Stampa, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: POLEMICA MAGISTRATURA LA DOMENICA CASTELLO D'ANNONE All'interno Nomine Asp e la cordata Galvagno Ruscalla Parla il pm Tarditi "Le ecomafie c'erano anche ad Asti" A San Marzanotto il "maritaggio" tra riso e Barbera In mostra la storia dei fidanzamenti nel Monferrato Fassio Coppero Gli altri appuntamenti Mussio.

[FIRMA]ANDREA ROSSI I predatori dell'arte a volte scelgono con cura, l'occhio attento d ( da "Stampa, La" del 09-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: presidente della sezione piemontese di Legambiente, che ha appena pubblicato il rapporto Ecomafie 2007. Il mondo della cultura trafugata, però, è un grande calderone dove s'aggira un'infinità di dilettanti. Ladri inconsapevoli, che maneggiano un patrimonio di valore sterminato senza saperlo. Difficile tratteggiare l'identikit del mariuolo.

Rifiuti in strada, ristoratori denunciati ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Una piccola ecomafia che tiene insieme inciviltà e furbizie da artigiani. Basta leggere i dati 2007 dell'Amsa, gli ultimi elaborati dall'azienda, per capire le dimensioni del fenomeno. Dossier sulle "mini-discariche abusive" metropolitane: "Rimosse 2.884 tonnellate di rifiuti ed effettuati 1.

Intervista ad Antonio PARAVIA/Dal dramma dei rifiuti in Campani al rilancio economico del territorio ( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sfiduciati e disgustati per il malgoverno di Bassolino, per l'incapacità di tanti sindaci del centrosinistra, come la Iervolino a Napoli e De Luca a Salerno, che non hanno saputo ancora oggi organizzare la differenziata, e per i dictat subiti dai Verdi e da altre forze inconcludenti delle loro coalizioni.

Una guerra contro il mostro - maurizio braucci ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: discarica sì / discarica no", tagliando così il filo con le responsabilità passate e riducendo tutto a una difesa territoriale ed egoistica, disinteressata al bene comune in una situazione d'emergenza assoluta. Invece, facendo un po' di interviste tra i manifestanti, vengono fuori le loro proposte alternative al ciclo dei rifiuti commissariale.

BUON COMPLEANNO PRESIDENTE . IL SEMINARIO IN ONORE DI AMELIA CORTESE ARDIAS, ORGANIZZATO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Ma il segreto è nella continua curiosità intellettuale che tiene viva la mente": così la chiusura del governatore Antonio Bassolino. In prima fila, tra i partecipanti all'incontro, il sindaco Rosa Iervolino e l'arcivescovo emerito di Napoli Michele Giordano. gianluca agata.

Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica: "Ma lo dice il parlamento" ( da "Quotidiano.net" del 11-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: bassolino, della iervolino, di pecoraro a chiederne le dimissioni, invece di tirare le sassate o addirittura le molotov contro i vigili del fuoco che fanno il loro lavoro per voi 09/06/2008 14:34 Luisa Vorrei sapere se tutti questi che hanno lasciato commenti criticando Napolitando e facendo i vittimisti del Nord hanno preso la briga di leggere le relazioni delle commissioni del

Il pentito Vassallo inchioda 11 parenti ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: partecipò anche il nipote di Bidognetti, quel Gaetano Cerci che nel febbraio del 1991 andò a incontrare Licio Gelli ad Arezzo, che fu arrestato nell'ambito dell'inchiesta Adelphi (ecomafia), e che nell'aprile scorso fu destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione Domizia. Eduardo Di Blasi.

Paradossi d'Italia ( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: con la Iervolino e la Bassolino colpevoli, ma ancora al loro posto), un po perché per il Cavaliere, Veltroni è il miglior interlocutore possibile. Un alleato, più che un oppositore. E di paradosso in paradosso, si arriva alla vicenda del governo ombra che Veltroni vorrebbe rendere ufficiale nei nuovi regolamenti parlamentari,


Articoli

Napoli teatro festival salta l'apertura per la pioggia - antonio tricomi napoli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Spettacoli Rimandata a oggi l'inaugurazione con "Le Troiane" Napoli Teatro Festival salta l'apertura per la pioggia ANTONIO TRICOMI NAPOLI Piove sull'inaugurazione del Napoli Teatro Festival Italia. E lo spettacolo d'apertura, "Le Troiane" di Euripide della Compagnia Teatrale Europea, che doveva svolgersi ieri sera nel cortile del settecentesco Albergo dei Poveri, viene a rimandato a stasera. La decisione viene ufficialmente comunicata alle 21.30 agli spettatori zuppi e delusi, dopo una serata fitta di ordini e contrordini: alle 20.30 si decide lo spostamento nella cappella del Palazzo, più tardi si annuncia che slitterà di un'ora e sarà preceduto dalla cena di gala che avrebbe dovuto seguirlo, poi l'annuncio definitivo. Tra il pubblico il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, il suo capo gabinetto (e commissario straordinario del San Carlo) Salvatore Nastasi, il governatore Antonio Bassolino, il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente della Provincia, Dino Di Palma, gli attori Toni Servillo e Lina Sastri, molti politici e amministratori locali. Il direttore del festival Renato Quaglia spiega che trasferire scena e attori dall'ampio cortile alla cappella presentava molti problemi tecnici e pisicologici agli attori. Ma i politici stemperano la tensione. Per Sandro Bondi "non si tratta di una serata sprecata, venire a Napoli è sempre bellissimo". Il sindaco Rosa Russo Iervolino ricorda la visita del papa dello scorso ottobre: "Anche allora diluviò, siamo sfortunati, eppure non considero questa una brutta serata".

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Pioggia sul teatro festival "le troiane" slitta a stasera - giulio baffi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XIX - Napoli Il sindaco Il ministro Rinviata di 24 ore l'inaugurazione della rassegna. Bondi e i vip si consolano a cena Pioggia sul Teatro Festival "Le Troiane" slitta a stasera La tragedia di Euripide sarà proposta alle 21.30 come previsto in un cortile attrezzato appositamente per lo spettacolo nel Real Albergo dei Poveri Anche a ottobre con il pontefice ha diluviato Non siamo molto fortunati ma questa è comunque una serata importante per l'immagine Non lo considero un viaggio sprecato Voglio visitare il Madre, l'offerta d'arte di questa città è sempre affascinante GIULIO BAFFI (segue dalla prima di cronaca) Se il tempo non farà le bizze, la location pensata per lo spettacolo, un ampio ed elegante spazio nel cortile di Palazzo Fuga, ospiterà stasera la prima esibizione in assoluto di una compagnia teatrale europea, affidata alle cure dei registi Bianco e Liberti. La cena, che avrebbe dovuto seguire la rappresentazione, l'ha invece sostituita. Facendo recuperare ai presenti quel po' di ottimismo che la ridda di notizie contrastanti (lo spettacolo si fa, si sposta, non si fa) aveva messo a dura prova. Il ministro per la cultura Sandro Bondi, che ha ereditato il festival nazionale dal suo predecessore Francesco Rutelli, sorride: "Non lo considero un viaggio sprecato, Napoli è sempre bellissimo. Voglio visitare il Madre, l'offerta d'arte di questa città è sempre affascinante". Stempera la tensione anche il sindaco, Rosa Russo Iervolino, che ricorda la visita del papa dello scorso ottobre: "Anche allora diluviò, neanche in quella circostanza fummo fortunati. Non la considero, comunque, una brutta serata". Sembrano pensarla così anche gli altri ospiti: il governatore Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, il vicesindaco Tino Santangelo, gli assessori Nicola Oddati, Angela Cortese, Claudio Velardi, Gioia Rispoli, gli attori Toni Servillo e Lina Sastri, gli impresari Francesco e Alba Caccavale e molti altri. Avevano aspettato a lungo sotto la pioggia, dopo aver raggiunto l'Albergo dei Poveri nelle strade bloccate dal traffico. Soltanto un'ora prima dell'andata in scena era stato comunicato lo spostamento nella cappella di Palazzo Fuga. Trasferimento non semplice, per motivi tecnici e psicologici: gli attori, provenienti da diversi paesi d'Europa, non nascondevano la tensione. Il direttore del festival Renato Quaglia e Rachele Furfaro erano visibilmente preoccupati. L'organizzazione ha prima annunciato che la cena avrebbe preceduto lo spettacolo anziché seguirla. Poi, alle 21.30, all'ora in cui si sarebbe dovuto andare in scena, la certezza: niente spettacolo, tutto rimandato a stasera. Poco prima, qualcuno aveva avuto il tempo di visitare la bella struttura approntata per l'occasione nel cortile di Palazzo Fuga. Imponente gradinata, eleganti poltrone, il fascino di uno spazio restituito alla città ma inesorabilmente allagato.

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Le notizie che non vorrei - michele mirabella (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Bari LE NOTIZIE CHE NON VORREI MICHELE MIRABELLA Vi confido che uso acchiappare un'ispirazione leggendo questo giornale nell'edizione web: per star vicino alla vita quotidiana della mia città. Sfogliamo e vediamo se riesco a trovare lo spunto per una riflessione. Oggi l'ispirazione annaspa stiracchiandosi in testa. "Allarme di Legambiente sull'ecomafia: La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica italiana. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali, costruendo case abusive nei parchi e in riva al mare o bruciando i boschi per speculazione. E' emerso che il business dei rifiuti è il vero nuovo grande affare della criminalità organizzata." Colpo basso: "Foggia, maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori." Il mio computer si rifiuta di scrivere 'ecomafia' e la sottolinea di rosso come parola sbagliata o sconosciuta e mi chiede se debba aggiungerla al suo lessico. Sconsolatamente dico di si. La notizia mi deprime, meglio proseguire con la spigolatura. "Inchioda gli uomini del racket". Un imprenditore di Bari ha ammesso di aver subito intimidazioni e minacce da parte di due noti pregiudicati del quartiere San Paolo. Lo ha fatto ribadendo in un incidente probatorio le dichiarazioni, rese già davanti al pm. SEGUE A PAGINA X.

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Le brutte notizie che devo leggere (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Bari LE BRUTTE NOTIZIE CHE DEVO LEGGERE (segue dalla prima di cronaca) L'uomo, proprietario di una concessionaria, per anni, è stato costretto a cedere autovetture a basso costo o addirittura gratis o ad assumere alcuni familiari di N.V. e G.C., entrambi già in carcere con l'accusa di aver commesso furti a tabaccherie, supermercati e banche. "Non parlate di questa storia, non fate pubblicità al mio caso, non voglio essere considerato un eroe, perché gli eroi alla fine muoiono presto" dice l'imprenditore." Altra depressione. Andiamo avanti: "Rinviato due volte l'esame al cuore. Stroncato da infarto. 64 anni, mai un problema di salute. E' morto all'ospedale San Paolo in attesa di essere sottoposto a una coronarografia, un accertamento che, se tempestivo, può scongiurare un infarto. E ora sul caso la procura di Bari ha aperto un'inchiesta." E' andata meglio ad un anziano che è stato 'solo' derubato e picchiato: "Sempre più feroci, i rapinatori non esitano a colpire con schiaffi e pugni le persone da derubare, anche se si tratta di anziani. Ed è sempre più frequente che le vittime di scippi o rapine siano proprio donne e uomini avanti con gli anni, che hanno appena ritirato la pensione o denaro dal conto. Ed è successo anche martedì, in via Crispi, dove un uomo di 74 anni è stato picchiato perché non voleva cedere il portafogli, nel quale conservava 4.400 euro appena prelevati." E nell'interno dilagano le pessime notizie, gli sconfortanti approfondimenti su ecomafia, grassazioni, ruberie, aggressioni all'ambiente, negazioni di sussidi, cinghie strette su bisogni già drammatici. Tento di accontentarmi dello spiraglio della meteorologia ma inclina al brutto: "Sottovia allagati e danni in agricoltura per il maltempo. Auto sepolte dall'acqua con centinaia di interventi dei vigili del fuoco. Pane e Pomodoro vietata ai bagni." Penso con malinconia al tempo immemorabile trascorso da quando sentii parlare per la prima volta di liberare Bari dalla cintura ferroviaria e, quindi, dai sottovia. Avevano appena finito di fare la cintura dei canaloni per emanciparci dalle alluvioni. Nel secolo scorso. Le cronache economiche non migliorano l'umore: si arranca tra trattative per evitare chiusure di aziende e sovvenzioni, elargizioni avare, baruffe sindacali. Dov'è la buona notizia o quella semiseria su cui divagare o scherzare? Eccola, la scrive Titti Tummino: "Il piccolo lemure sta in una mano, così come i babbuini nati da pochi giorni, attaccati al collo di mamma o papà. La giraffa ha due settimane di vita, ma già supera i due metri: è timida, le lunghe zampe sottili sembrano fragilissime, non si allontana dalla madre, alta più del doppio. Il piccolo bisonte, nato due settimane fa e ancora incerto sulle zampe, prende il latte con una tecnica che solo l'istinto può suggerirgli: precise testate nella pancia della mamma per farlo scendere dalle mammelle. La zebra ha tre settimane di vita, ma già corre e scalpita. Sono i cuccioli, gli ultimi nati allo Zoosafari." Peccato che siano nati in cattività, ma, almeno, liberano una buona notizia. Dal mondo animale. P.S. Ringrazio e saluto Giuliano Foschini, Gabriella De Matteis, Piero Russo, Mara Chiarelli che non avrebbero voluto dare certe notizie. Ma, scrivendole, hanno fatto la cosa migliore per cancellarle dai giornali del futuro.

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IL MINISTRO DELLA CULTURA BONDI CON IL GOVERNATORE BASSOLINO AL MERCADANTE PER LA PRIMA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Il ministro della Cultura Bondi con il governatore Bassolino al Mercadante per la "prima" de "Le Troiane", recitato dalla Compagnia europea. In sala anche Iervolino e De Palma.

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GLI OSPITI IN SALA E NEL FOYER (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Gli ospiti in sala e nel foyer Angela Matassa Applausi calorosi, la sala del Mercadante si accende. Ed ecco, finalente, "Le Troiane", lo spettacolo che l'altra sera doveva inaugurare il Napoli Teatro Festival Italia, spostato al chiuso a causa del maltempo. Certo l'effetto non è lo stesso, la tragedia di Euripide rappresentata dalla prima compagnia europea da dodici attori che, come in una grande Babele, recitano ognuno nella propria lingua (francese, spagnolo, portoghese...) era stata pensata per essere rappresentata nel suggestivo spazio del cortile dell'Albergo dei Poveri appena restaurato. Ma tant'è. È rimasto apposta a Napoli il ministro della Cultura, Bondi, accompagnato dal suo capo di gabinetto, Salvatore Nastasi, commissario al San Carlo. "Non potevo mancare", ha detto il ministro, "amo Napoli, una città dal cuore grande e piena di affetto per tutti che attende di essere ricambiata". E ci sono naturalmente i rappresentanti delle istituzioni locali, il sindaco Iervolino e il governatore Bassolino, il presidente della Provincia Di Palma, personaggi dello spettacolo, i rappresentanti di centocinquanta teatri italiani, appassionati. "Un risultato straordinario, anche se c'eravamo affezionati alla scelta iniziale, quella di portare il festival dentro la città e i suoi luohi più suggestivi", dice il direttore artistico della manifestazione, Quaglia. Con lui Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei Festival: "Un po' di magone c'è - ammette - ma non potevamo perdere questo spettacolo, rispettiamo i registi ma anche il pubblico deve avere rispetto". Festeggiatissimi i due registi, Virginio Liberti e Annalisa Bianco, che insieme con gli organizzatori della rassegna avevano deciso di rimandare la "prima" che in uno spazio più piccolo ha avuto bisogno di adattamenti e ritocchi ai quali s'è lavorato ieri per tutta la giornata. "Passiamo da un simbolo della città a un altro - dice sereno Virginio Liberti - spostare lo spettacolo al Mercadante è il normale lavoro che si fa nelle tournée. Nessun teatro è uguale a un altro, c'è da fare un semplice adattamento tecnico. Certo quel luogo ci aveva affascinato, ma qui abbiamo anche notevoli vantaggi: c'è silenzio, non ci sono aerei che passano e abbiamo guadagnato una replica". Leggermente ridotta la scenografia. "Dai sedici metri del cortile dell'Albergo dei Poveri ne abbiamo a disposizione dodici, non è un gran cambiamento. Inoltre, avendo eliminato tutte le quinte, lo spazio scenico del Mercadante sembra un cortile, con le mura al vivo che hanno lo stesso colore delle nostre scene". E aggiunge una nota sentimentale, il regista friulano: "Tra l'altro mi fa piacere lavorare qui, su questo palcoscenico sono passati tutti i miei amici: da Servillo a Carpentieri a Iodice a Cirillo". Insomma, un po' come le Troiane che lasciano la loro terra? "È un paragone che regge - scherza Liberti - ma potremo sempre tornarci". "Quel che ci interessa - aggiunge, parlando anche a nome di Annalisa Bianco - è che la gente venga a teatro per guardare uno spettacolo e valutare la nostra visione di teatro. Tutto quel che c'è intorno non dovrebbe influenzare nessuno". Sono tranquilli anche gli attori della Compagnia teatrale europea, nata in seno al Festival e composta da dodici attori di cinque diverse nazionalità. Dopo le selezioni a Napoli, in Francia, Spagna, Portogallo e Belgio, i due registi, che la dirigono solo quest'anno, hanno scelto gli interpreti della tragedia che affronta i conflitti e i sentimenti di uomini e donne che hanno vissuto la lunga guerra di Troia. Lo spettacolo sarà replicato stasera e domani, sempre al Mercadante, alle 21.30.

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"Le ecomafie non hanno confini (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

RIFIUTI. QUANDO ERANO I TEDESCHI A ESPORTARE AD ASTI "Le ecomafie non hanno confini "I rifiuti? Non siamo solo noi ad esportarli all'estero. Dieci anni fa la Germania ci mandava i suoi. Scoprimmo che ditte tedesche portavano la plastica ad Asti tramite autotrasportatori del Portogallo e la stoccavano, con le compiacenze di un imprenditore cuneese, senza alcun controllo in grandi capannoni della Slu sulle rive del Borbore: scoppiò un incendio". Era l'agosto del 1997, una grande nube nerà coprì il cielo di Asti. I responsabili di quelle mefitiche fiamme non furono mai scoperti. A parlare è il sostituto procuratore Luciano Tarditi, 56 anni, dal '94 in servizio ad Asti, un'autorità in materia di traffici illeciti di immondizia. Con i collaboratori della Forestale di Brescia a metà degli anni Novanta scoprì una gigantesca truffa che permetteva di scaricare illecitamente rifiuti speciali nella discarica di Pitelli, a La Spezia, portando alla luce anche complicità di uomini delle istituzioni. E' stato consulente della commissione parlamentare bicamerale sui rifiuti ed ha partecipato alla stesura del decreto Ronchi del '97, la "legge quadro" utilizzata da magistrati e investigatori che si occupano di reati ambientali. Quasi naturale ora chiedere cosa pensi del problema immondizia che sta attanagliando la Campania. "Non voglio entrare nel merito di vicende di cui non mi occupo ma posso dire che dietro ai rifiuti si nascondono interessi enormi da parte di gruppi criminali o comunque legati al mondo del malaffare. Uno dei problemi più gravi è quello dello smaltimento della plastica. E ho il sospetto che non sempre la raccolta differenziata venga fatta a regola d'arte: prima di poterlo riutilizzare, il materiale va ripulito e ciò a volte non viene fatto. Mi spiego meglio: quando i consumatori buttano i vasetti di yogurt o i flaconi di shampoo, sono ancora sporchi di ciò che hanno contenuto e non possono essere riciclati se prima non sono stati lavati accuratamente. Queste procedure richiedono costi. E' possibile che non tutti lo ritengano conveniente e così la plastica viene semplicemente ammassata nei capannoni senza essere riutilizzata". La sensibilità ambientale negli anni è comunque cresciuta: "Ricordo le prime indagini che feci ad Asti. Le leggi in materia prevedevano pene più basse rispetto alle attuali e non era perciò possibile fare le intercettazioni. Per ottenere dai giudici le autorizzazioni dovemmo prima dimostrare che gli indagati stavano commettendo anche reati fiscali. Fu il grimaldello che ci permise di scoprire i sistemi utilizzati da quei gruppi di delinquenti". Gli scenari criminali sul traffico dei rifiuti sono di respiro internazionale: "Partendo da sospetti sullo smaltimento dei rifiuti dell'alluvione del '94 ad Asti riscontrammo complicità e ramificazioni che arrivavano fino in Somalia. Giungemmo anche a indagare sull'omicidio di Ilaria Alpi". Ma non sempre l'Africa è disattenta alle questioni ambientali: "Abbiamo documentato che una volta dall'Italia salpò una nave carica di rifiuti illegali tedeschi. Li volevano smaltire ad Alessandria d'Egitto. Ma gli egiziani si accorsero subito di cosa contenesse la stiva e rispedirono indietro il tutto. Per fortuna la Germania si riprese quell'immondizia senza lasciarla a noi". \.

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Nomine Asp e la cordata Galvagno Ruscalla (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Monnezza

POLEMICA MAGISTRATURA LA DOMENICA CASTELLO D'ANNONE All'interno Nomine Asp e la cordata Galvagno Ruscalla Parla il pm Tarditi "Le ecomafie c'erano anche ad Asti" A San Marzanotto il "maritaggio" tra riso e Barbera In mostra la storia dei fidanzamenti nel Monferrato Fassio Coppero Gli altri appuntamenti Mussio.

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[FIRMA]ANDREA ROSSI I predatori dell'arte a volte scelgono con cura, l'occhio attento d (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 09-06-2008)

Argomenti: Monnezza

I chi se ne intende. Ogni anno sottraggono un patrimonio immenso, lo occultano fino a farlo circolare in una dimensione parallela, fatta di ricettatori e mercati internazionali. Professionisti, o ladri su commissione. Più spesso non fanno prigionieri. Saccheggiano, arraffano cumuli di oggetti che trasudano storia, spesso senza saperlo. Criminali comuni. Nel 2007, si sono portati via 2684 oggetti. Solo in Piemonte, terra di razzie, stabile ai primi posti nella classifica nazionale dell'arte rubata: 152 denunce lo scorso anno; nel 2006 erano state 184. Soltanto il Lazio - e solo nel 2007 - ha saputo fare di "meglio", con 166 furti denunciati. La nota positiva, una delle poche, è che i musei piemontesi sembrano inviolabili. Nemmeno un furto in tutto lo scorso anno. In compenso, le chiese sono terreno di caccia prolifico: 61 furti e 532 opere trafugate. Va ancora peggio ai privati: 84 furti, più di mille oggetti "prelevati". Quali? I dati sono la fotografia di tre elementi almeno: ciò che è più facile rubare, ciò che è più facile piazzare e quel che più viene richiesto sul mercato clandestino. Come i quadri (336), i mobili antichi (278) e le sculture (138). Impossibile quantificarne il valore; milioni di euro di sicuro. Al comando regionale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, però, fanno notare che il novanta per cento dei tesori rubati sono di "valore medio". I "grandi pezzi" sono una sparuta minoranza. "Assistiamo a un lieve calo delle denunce, ma all'aumento degli oggetti trafugati, dettaglio che conferma l'interesse delle organizzazioni criminali per il business illecito delle opere d'arte", commenta Wanda Bonardo, presidente della sezione piemontese di Legambiente, che ha appena pubblicato il rapporto Ecomafie 2007. Il mondo della cultura trafugata, però, è un grande calderone dove s'aggira un'infinità di dilettanti. Ladri inconsapevoli, che maneggiano un patrimonio di valore sterminato senza saperlo. Difficile tratteggiare l'identikit del mariuolo. Il capitano dei carabinieri Massimo Colazzo, che guida il comando per la Tutela del patrimonio culturale in Piemonte e Valle d'Aosta, parla di tre tipologie: "Ci sono i delinquenti comuni, e sono la maggior parte. Svaligiano le abitazioni, portano via tutto quel che possono. Finiscono per trovarsi in mano oggetti preziosi e di valore, ma non se ne rendono conto. E sono i più pericolosi: spesso danneggiano le opere". L'altra faccia del mercato sono i professionisti: "Gente esperta che, a furia di trafugare oggetti di valore, ha imparato a conoscerli e lavora in tandem con un ricettatore. Oppure, terza fattispecie, i ladri su commissione: vanno a colpo sicuro, e l'opera è già stata piazzata". Quasi mai nelle vicinanze. Il mercato clandestino è fatto di reti internazionali, oggetti che fanno la spola per mezza Europa, passano di mano in mano fino a destinazione. "Difficile che le opere rubate vengano commercializzate nella stessa zona", spiega il capitano Colazzo. "Si cambia come minimo regione. Oppure ci si rivolge direttamente oltre confine". La grande maggioranza degli oggetti trafugati viaggia però sotto i nostri occhi. Ogni giorno. Il ventre molle dell'arte rubata sono i mercatini dell'usato. Non antiquari e case d'asta, là dove ogni opera viene controllata e respinta se priva di certificati. "Nei mercatini, invece, si annida chi cerca di rifilare opere rubate a ignari acquirenti, che non sanno di acquistare un oggetto d'arte né che devono chiedere un certificato d'autenticità", dice Colazzo. I controlli di carabinieri, polizia e guardia di finanza sono aumentati, negli ultimi tempi. E nel 2007 hanno permesso di recuperare 213 oggetti. Emblematico il caso di Stupinigi. Giugno 2007: i carabinieri arrestano i responsabili del furto messo a segno alla Palazzina di Caccia tra il 18 e il 19 febbraio 2004, quindici nomadi sinti accusati di oltre 200 furti in chiese, case private e banche. Ultima mossa disperata, la tentata estorsione (250 mila euro) ai danni dell'Ordine Mauriziano, proprietario della Palazzina, quando la banda s'era accorta che la refurtiva era difficile da piazzare.

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Rifiuti in strada, ristoratori denunciati (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Discarica Per risparmiare sulla tassa due sudamericani abbandonavano gli avanzi di cucina in periferia Rifiuti in strada, ristoratori denunciati Sparecchiati i tavoli, lavati i piatti e spenta pure l'insegna, i gestori del locale caricavano i rifiuti sul furgone e si mettevano a girare la città, o partivano per la campagna. Una dozzina, anche una quindicina di sacchi di rifiuti a bordo. Scarti di cibo. Frattaglie. Bottiglie di birra. Immondizia mischiata, non differenziata. Lui ecuadoriano, lei peruviana. Quarantenni, imprenditori del ramo ristorazione, macinavano pochi chilometri dal locale in corso Lodi 105 e poi buttavano la montagna di pattume in strada. In via Varsavia (dietro l'Ortomercato), in via Bonfadini (vicino al campo rom) oppure ai bordi della tangenziale, in zona San Donato. La polizia locale li ha osservati, inseguiti, infine bloccati e denunciati per reati ambientali, legge 152 del 2006. Anche così nasce una discarica abusiva. Nella cucina di un ristorante tradizionale, "El tipico latinoamericano" di corso Lodi, tra Brenta e il Corvetto. Il Nucleo decoro urbano dei vigili urbani di Milano, in collaborazione con i colleghi di San Donato, ha lavorato un mese per fermare i responsabili. Quattro fine settimana di appostamenti, pedinamenti, fotografie. Ora, sulla denuncia, c'è la storia di questi gestori che preferivano la raccolta fai-da-te al servizio Amsa. Motivo: l'ex municipalizzata passa due volte la settimana per il nero e una volta per la differenziata (si salda il conto con la Tarsu). Ma i servizi aggiuntivi vanno pagati fuori tassa, serve un contratto ad hoc. Le discariche abusive costano meno. anzi, zero. "Volevano solo risparmiare", osservano gl'investigatori. Ora rischiano l'arresto e un'ammenda. Via Varsavia. Via Bonfadini. E la tangenziale. I cumuli del "Tipico" si trovano qui e questa indagine della polizia locale riesce finalmente a descrivere movimenti e responsabilità, assegnare volti e motivazioni a un fenomeno clandestino, lo smaltimento fuorilegge dei rifiuti. Una piccola ecomafia che tiene insieme inciviltà e furbizie da artigiani. Basta leggere i dati 2007 dell'Amsa, gli ultimi elaborati dall'azienda, per capire le dimensioni del fenomeno. Dossier sulle "mini-discariche abusive" metropolitane: "Rimosse 2.884 tonnellate di rifiuti ed effettuati 1.056 interventi in 157 località di Milano". Il tutto per un costo di oltre mezzo milione di euro, soldi pubblici. E ancora. Da gennaio, nell'hinterland, la polizia provinciale ha scoperto discariche abusive per un totale di oltre ottanta campi di calcio uno in fila all'altro: più di 460 mila metri quadrati di zone franche, spesso aree abbandonate o ex industriali, coperte di immondizia lasciata chissà da chi. "Una nostra squadra speciale interviene tre volte al giorno ", ha sottolineato in più occasioni Sergio Galimberti, il presidente dell'Amsa. Eppure non basta: "Serve un comportamento più corretto da parte dei cittadini ". Non che costi troppa fatica, dato che "per ritirare oggetti ingombranti interveniamo gratuitamente, basta chiamare il nostro numero verde". Ecomafie in Lombardia, ultimo rapporto di Legambiente: "Sequestrati 108 siti luogo di malagestione dell'immondizia con 168 denunciati e 6 arrestati ". I gestori del ristorante "El tipico latinoamericano" figureranno nel bilancio 2008. Armando Stella Degrado Sono più di 150 le discariche abusive scoperte nel 2007 in città Indagini e sanzioni Le irregolarità contestate dalla polizia locale dopo un mese di pedinamenti potrebbero costare l'arresto ai responsabili.

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Intervista ad Antonio PARAVIA/Dal dramma dei rifiuti in Campani al rilancio economico del territorio (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 09 Giu 2008 Edizione 115 del 09-06-2008 Intervista ad Antonio PARAVIA/Dal dramma dei rifiuti in Campani al rilancio economico del territorio di Alfonso Maria Fimiani Fare Ambiente ha duramente attaccato Antonio Bassolino e Alfonso Pecoraro Scanio per la gestione dell'emergenza rifiuti e non solo, e lei, Antonio Paravia, appena rieletto Senatore, ha subito proposto una mozione di sfiducia contro il Governatore, chiedendo al Presidente Giorgio Napolitano di sciogliere l'attuale Consiglio Regionale della Campania. Ho risposto a un preciso impegno preso con gli elettori campani, sfiduciati e disgustati per il malgoverno di Bassolino, per l'incapacità di tanti sindaci del centrosinistra, come la Iervolino a Napoli e De Luca a Salerno, che non hanno saputo ancora oggi organizzare la differenziata, e per i dictat subiti dai Verdi e da altre forze inconcludenti delle loro coalizioni. In campagna elettorale ha ribadito più volte di essere sicuro della sua elezione nonostante il quindicesimo posto in lista. Quali sono le sue sensazioni sulle prossime elezioni regionali in Campania? in quale misura influirà sul voto il disastro ambientale? La sicurezza di essere eletto scaturiva dalla convinzione che i disastri che il centrosinistra di Bassolino e Prodi hanno causato alla Campania non sarebbero restati impuniti. Per quanto riguarda i papabili, non faccio nomi; credo però che il PdL dovrà valutare, con serenità e criterio, candidati in grado di rivoluzionare sul serio i sistemi di gestione della Campania ed è ovvio che la questione ambientale rappresenta la prima grande sfida. Lei ha attaccato non solo Bassolino, ma anche il Sindaco di Salerno De Luca, che ha voluto ergersi a giustiziere e ha preso le distanze da "Don Antonio". Crede che sia solo una strategia da attuare in vista di un tentativo di scalata a Palazzo Santa Lucia? Certamente sì. E' stato deprimente, qualche mese fa, vedere a Salerno De Luca accogliere Bassolino come un capo di Stato e anche con una certa sudditanza, lui che lo aveva sempre apostrofato con termini offensivi e volgari. Apparentemente sembrano diversi ma in realtà adottano gli stessi sistemi di potere e di clientela, sia pure De Luca con una immagine meno compromessa. Fare Ambiente, lo dice il nome, è il Movimento Ambientalista del Fare ed è vicino al mondo dell'impresa. Da imprenditore e da "uomo del fare", lei ha sempre avuto a cuore il suo settore: oltre che i nefasti effetti della finanziaria, ha evidenziato anche come la mancanza di infrastrutture in Campania abbia danneggiato pesantemente le Pmi. Da molti anni affermo che l'incapacità della Campania e più in generale dell'intero Mezzogiorno ad attrarre investimenti non nasce dalle carenze infrastrutturali delle reti tradizionali (ferro, gomma, acqua e aria), ma piuttosto da quelle "civili". In primis il sistema giudiziario che consente il mancato rispetto dell'obbligazione a causa dei suoi tempi inaccettabili per qualsivoglia Paese civile. Poi l'inefficienza del sistema sanitario, scolastico, universitario? In queste condizioni riusciamo a fare impresa oramai solo noi imprenditori del sud, per amore verso la nostra terra e nonostante tutto. Fare Ambiente nasce proprio in Campania: quanto è importante che il Movimento Ambientalista Realista, che oggi rappresenta la più grande realtà ambientalista di una certa area, sia nato proprio in questa Regione? Mi piace il nome della vostra associazione perché rispetto ai Verdi, che si sono caratterizzati per il "non fare", voi vi distinguete invece per il voler fare ambiente. Sulle ragioni della vostra nascita associativa, con ironia, dovrei ringraziare molte persone, da Prodi a Pecoraro Scanio, da Bassolino a De Luca, e tanti altri ancora? Infine, mi permetta di porle due domande che esulano dal tema ambientale: lei ha più volte, durante la campagna elettorale, ribadito di non far parte della casta, di essere anche rimasto deluso dal suo primo mandato; addirittura, per dimostrare la sua trasparenza, ha pubblicato sul suo sito la sua dichiarazione dei redditi. Ci vorrebbero più Paravia in Parlamento? Personalmente ritengo che il Parlamento abbia bisogno innanzitutto di tagliare i propri componenti di almeno un terzo, riformare i regolamenti e assumere maggiore efficienza e trasparenza. Vi sono, sia al Senato che alla Camera, tanti uomini e donne responsabili e qualificati, ma le consuetudini e alcuni meccanismi talvolta tendono a privilegiare coloro che hanno maggiore anzianità di carica. Il Governo Berlusconi invece ha rappresentato una positiva novità attraverso molti volti nuovi e giovani. Ultima domanda, da Rappresentante Nazionale Giovanile di Fare Ambiente: ha più volte ribadito il suo interesse per i giovani, ma li ha anche spronati al costante impegno quotidiano, rendendo pubblico un aneddoto familiare che riguarda la sua secondogenita. Bastone e carota, dunque? In napoletano anche "mazze e panelle". A parte la battuta, sono convinto che alla qualità modesta della scuola e dell'università italiana, oramai acclarata da tante indagini di enti qualificati, si è aggiunto il troppo facile apprendimento da Tv e internet. Intendo dire che i giovani non approfondiscono tutto ciò da loro appreso così velocemente. Nel benchmarking europeo i nostri studenti risultano i meno preparati. La meritocrazia oggi è una parola magica in bocca a tutti perfino ai politici. Se anziché parlarne iniziassimo a praticarla, dal Parlamento alla Società civile, dal Pubblico al Privato, potremmo far recuperare credibilità e competitività all'Italia.

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Una guerra contro il mostro - maurizio braucci (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XII - Napoli UNA GUERRA CONTRO IL MOSTRO MAURIZIO BRAUCCI è una lotta che dal 2003 sta agitando la Campania contro quella gestione straordinaria dei rifiuti che in 14 anni ha prodotto un disastro ambientale e, a esso collegati, un processo contro Antonio Bassolino e i vertici della Fibe-Gruppo Impregilo e numerose inchieste e arresti eccellenti da parte delle magistratura. Con linguaggio militare, diremmo che Chiaiano è solo una delle battaglie di una guerra contro un mostro: la gestione straordinaria dei rifiuti. Dal 2000, con una serie di premesse nel quinquennio precedente, i soldi per il commissariamento speciale sono stati utilizzati per creare una colossale rete di affari, clientele e speculazioni che tiene imbrigliata la Campania e i cui fili portano al resto dell'Italia. L'avidità e la spregiudicatezza di questa rete, che intreccia poteri legali e illegali (l'omicidio di Michele Orsi il primo giugno solleva uno dei coperchi), ha creato nelle popolazioni che la subiscono un impeto di ribellione contro il malgoverno a cui sono sottoposte da anni. I piani programmati dai vari commissari, ultimo e ancora vigente quello del prefetto Pansa, si sono basati sull'uso delle discariche in attesa che venisse terminato l'inceneritore di Acerra in cui convogliare le ecoballe lavorate in 7 impianti di Cdr, combustibile da rifiuti. Insieme a un secondo inceneritore, nemmeno iniziato, a Santa Maria La Fossa, è questo il ciclo adottato dalla Fibe-Impregilo per la gestione dei rifiuti in Campania, un ciclo che era già vecchio quando è stato approvato nel 1998. Inadempiente, agendo in deroga alle leggi e perpetuando azioni fraudolente (le ecoballe prodotte non sono a norma), la Fibe si è vista rescindere il contratto nel 2005 ma ha continuato a gestire i 7 impianti (6 in verità, uno era da tempo sotto sequestro) di Cdr fino allo scorso 27 aprile, data in cui i carabinieri ne hanno arrestato i dirigenti. In sintesi, un piano ormai obsoleto e nemmeno mai portato a termine, ha ridotto la Campania in ginocchio già nella prima metà di questo decennio, ma la Fibe è stata rimossa dal servizio solo apparentemente, rimanendo in Campania in attesa di recuperare i soldi investiti che, grazie alla complicità dei commissariati speciali, sono stati caricati tra le condizioni per concedere l'appalto a un nuovo soggetto, un soggetto che, finora, chiaramente, non è stato ancora trovato. Se i commissariati sono stati fallimentari nella gestione dei rifiuti, si sono invece comportati in maniera ineccepibile nel garantire il capitale della Fibe. A Chiaiano si protesta contro tutto questo, il presidio non vuole la discarica perché non accetta il piano commissariale. In attesa della comunicazione ufficiale dei risultati dei carotaggi della cava, la cui data è ancora da definire, la situazione è tranquilla, è stato allestito da alcuni attivisti un media center che trasmette video e audio sul web e dove la sera si chiacchiera attraverso un microfono aperto. La protesta è condotta da abitanti di Chiaiano, Marano e dintorni, di ogni età, da centri sociali e altri collettivi politici e dalla rete di comitati che da anni accompagna le varie proteste che avvengono in Campania contro l'emergenza rifiuti. Presenti sono anche le giunte dei Comuni interessati, facenti capo a vari partiti. Si attende così il responso finale dei tecnici, mentre il governo Berlusconi, a cui Bassolino ha fatto chapeau, si gioca qui la sua nomea di decisionista insieme al decreto 90 che promette il pugno di ferro. Se anche la questione venisse risolta secondo l'italianissimo "a tarallucci e vino", escludendo Chiaiano dalle aree di discarica, essa si riproporrà negli altri siti previsti dal decreto, ma con scontri, stavolta, ancora più tragici, a causa del potenziale repressivo contenuto nel decreto Berlusconi. Ma la tattica più efficace perpetuata contro le proteste resta quella dell'affondare la questione nel tema "discarica sì / discarica no", tagliando così il filo con le responsabilità passate e riducendo tutto a una difesa territoriale ed egoistica, disinteressata al bene comune in una situazione d'emergenza assoluta. Invece, facendo un po' di interviste tra i manifestanti, vengono fuori le loro proposte alternative al ciclo dei rifiuti commissariale. Quello che si chiede, soprattutto per Napoli, è un ciclo basato sulla raccolta differenziata, quindi sul riciclaggio, in linea con la legislazione europea in materia, un ciclo generico, attivabile subito, suddiviso tra umido e secco, aggiungendo in seguito carta, vetro e plastica, che sono rifiuti riciclabili quasi al 100 per cento. I 7 impianti della Fibe andrebbero convertiti per la selezione automatizzata dei rifiuti secchi (conversione attuabile in poche settimane), e questi impianti verrebbero utilizzati anche per differenziare la spazzatura che giace ora nelle strade, la tal quale. L'umido invece verrebbe trasformato in compost, fertilizzante per le campagne, affidandolo alle aziende coltivatrici, o in altri utilizzi, come quello per la composizione morfologica delle cave. A queste modalità a valle, ne andrebbero aggiunte altre a monte: limitare gli imballaggi e obbligare le miriadi di ipermercati a creare nelle loro aree isole ecologiche per il riciclo, eliminare alcuni prodotti come i pannolini con componente plastica a vantaggio della gomma, eccetera. Questo, molto brevemente, è lo schema che prevale tra quanti si oppongono non solo al ciclo commissariale ma anche alla sua gestione straordinaria che, visti gli effetti ottenuti finora, vorrebbero che tornasse ordinaria, cioè nelle mani delle Regione Campania. Al momento, quello che serve da parte delle istituzioni è un segno forte di discontinuità con il passato, perché senza fiducia, senza dialogo e ascolto tra le parti nessuna soluzione è accettabile. Perché si ignorano queste proposte dei comitati di base? La scusante più diffusa è che i napoletani non sono "culturalmente pronti" a effettuare la raccolta differenziata. Ma questa è una scusa credibile? Malgrado tutta la drammatica sollecitazione sul tema dei rifiuti? E perché poi i napoletani non sarebbero pronti? La verità è che la raccolta differenziata viene da tempo boicottata dalle istituzioni, vari macchinari e attrezzature per il riciclo vengono ogni tanto scovati abbandonati e ancora imballati in capannoni e piazzole (giorni fa lo ha dichiarato anche l'assessore regionale all'Ambiente Walter Ganapini) mentre gli obiettivi percentuali di soglia, in 15 anni, non sono mai stati rispettati. Il motivo sta forse nel grande profitto per chi gestisce gli inceneritori, ultima a candidarsi la municipalizzata Asìa, proprio quella che dovrebbe invece effettuare la raccolta differenziata a Napoli. Tali profitti sono dovuti al permanere, ormai solo in Italia, degli incentivi Cip6 per gli inceneritori, con cui si conferiscono ai loro gestori 50 euro per tonnellata bruciata e convertita in energia. Calcolando che esistono già 7 milioni di tonnellate di ecoballe dichiarate equiparabili, con l'ennesima deroga, a fonte energetica, queste frutterebbero già da sole 350 milioni. Se si aggiunge che i nuovi appaltatori saranno obbligati a pagare (come chiamarla?) una buonuscita alla Fibe per togliere la patata bollente Impregilo dalle mani dei suoi amici politici, di destra e di sinistra, e che il ciclo commissariale alimenta una pletora di clientele, speculatori e aziende, di sinistra e di destra, i motivi del boicottaggio non fanno altro che aumentare. Cambiare ciclo è vantaggioso solo per i cittadini, non per le lobby, l'attacco alla partecipazione popolare è necessario, confondere le acque è d'obbligo, la Campania cerca di riscattare la propria dignità ma in pochi lo capiscono. Su questo drammatico sfondo, bisogna fare uno sforzo per spiegarsi meglio, senza interrompere il dialogo, la strategia nonviolenta è la sola via per dividere il fronte avversario.

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BUON COMPLEANNO PRESIDENTE . IL SEMINARIO IN ONORE DI AMELIA CORTESE ARDIAS, ORGANIZZATO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-06-2008)

Argomenti: Monnezza

"Buon compleanno presidente". Il seminario in onore di Amelia Cortese Ardias, organizzato dal vicepresidente dell'omonima fondazione Fulvio Tessitore, ha raccolto al Circolo artistico politecnico di piazza Trieste e Trento politici e studiosi per parlare di "Una donna per le istituzioni", Un omaggio ad Amelia Cortese in occasione del suo novantesimo compleanno. "Sarei dovuta venire con il burqa per non mostrare le mie emozioni" ha scherzato la Cortese, protagonista di quarant'anni della vita sociale e politica della città, visibilmente commossa per il tributo sincero e appassionato. Ed effettivamente gli interventi hanno reso onore a chi ha fatto dell'impegno sociale, nel pubblico come nel privato, una ragione di vita. La profonda amicizia ricordata da Fulvio Tessitore, le battaglie al femminile nelle istituzioni sottolineate dalla senatrice Graziella Pagano, l'impegno per le istituzioni liberali illustrato dal professore Guido D'Angelo, il rapporto tra cultura e politica argomento dell'intervento di Valerio Zanone. "Ma il segreto è nella continua curiosità intellettuale che tiene viva la mente": così la chiusura del governatore Antonio Bassolino. In prima fila, tra i partecipanti all'incontro, il sindaco Rosa Iervolino e l'arcivescovo emerito di Napoli Michele Giordano. gianluca agata.

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Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica: "Ma lo dice il parlamento" (sezione: Monnezze)

( da "Quotidiano.net" del 11-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Dopo le polemiche sulle parole del capo dello Stato, sui rifiuti tossici venuti dal Nord in Campania, il Quirinale precisa: "E' stato accertato dalla commissione parlamentare" 

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"Puntualmente come un fiume carsico - è il j'accuse di Castelli - rispunta l'argomentazione che, come per qualsiasi altro problema del sud, la responsabilita' primigenia e' di quei cattivoni del nord". I CATTIVONI DEL NORD L'ex ministro, ora sottosegretario alle Infrastrutture, si lancia anche in una macchinosa dietrologia: "Lo scopo sembra abbastanza chiaro - spiega - : siccome in realta' la responsabilita' del disastro dei rifiuti del sud e' in ultima analisi dei cattivoni del nord; siccome la magistratura in Campania non arresta nessuno dei colpevoli di questo disastro ne' tantomeno i camorristi che eventualmente abbiano fatto accordi con industrie del nord per smaltire rifiuti tossici in Campania ne' i responsabili delle industrie del nord che detti criminosi accordi abbiano fatto con la camorra, ma arresta chi ha cercato di dare una risposta a questo dramma smaltendo i rifiuti nella regione, cosi' come vuole la legge e come hanno fatto tutte le regioni d'Italia; visto che, come hanno mostrato molte interviste tv, a molti abitanti della Campania pare una cosa totalmente assurda costruire discariche a cielo aperto dove mettere gli Rsu cosi' come hanno fatto e fanno tutte le altre regioni italiane; visto che la Germania non andra' avanti per sempre a bruciare i rifiuti campani, e' evidente dove si vuole arrivare: i rifiuti della Campania li smaltiscano i cattivoni del nord". Ma anche Napolitano, conclude Castelli, "deve prendere atto che non c'e' piu' nessuno al nord disposto ad accettare cio'". LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE ''Basta leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti'', risponde a stretto giro di posta Giorgio Napolitano, commentando le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che interpretano la sua denuncia di ieri come un modo per scaricare le colpe dell'emergenza rifiuti sui ''soliti cattivoni del Nord''. "IL GOVERNO RIFERISCA IN AULA" In conclusione di seduta antimeridiana al Senato diversi senatori hanno posto la questione sollevata, sul tema dei rifiuti tossici in Campania provenienti dal nord Italia, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo che il governo riferisca in aula. La prima a segnalare tale necessità è stata Adriana Poli Bortone (Pdl), cui si sono aggiunti Maria Fortuna Incostante (Pd) e Lorenzo Bodega (Lega), il quale ha auspicato anche che "si facciano i nomi e i cognomi dei responsabili di queste azioni criminose". Emma Bonino, vice presidente di turno dell'assemblea, ha assicurato che la presidenza "si farà carico della richiesta avanzata dalla senatrice Poli Bortone e da altri senatori per sollecitare il governo a presentarsi in sede istituzionale con un'informativa a chiarimento ulteriore di tutta la vicenda". ed esponente della Lega Roberto Castelli. Questa volta questa teoria "sempre viva e' applicata alla questione dei rifiuti da un'autorevolissima fonte, addirittura il presidente della Repubblica, che ha dichiarato che gran parte dei rifiuti tossici vengono dal nord". L'ALLARME "Rifiuti tossici dal Nord" - UE Aperte tre procedure d'infrazione contro l'Italia Commenti Invia commento Segnala ad un amico 05/06/2008 12:44 anglano ma il compagno partigiano napilitano non era quello "non si creino strappi tra nord e sud, l'italia sia unita", non era quello che gettava acqua sul fuoco delle polemiche??? e mi fermo qua.... 05/06/2008 12:44 roberto mazzanti Indipendentemente dai termini della questione, non v'è dubbio che quanto dice Napolitano sia vero ma proprio perchè "napoletano" poteva esimersi da riferimenti precisi al Nord e apparire maggiormente "super partes". La difesa ad oltranza dei campani oltre che sbagliata (la maggior parte non ha il minimo senso del rispetto ambientale, si vedono spiagge, strade etc..) è fuorviante e pregna di ulteriori polemiche di cui proprio non se ne sente il bisogno. 05/06/2008 13:19 Mario Purtroppo questo si sapeva che i rifiuti speciali venivano portati in luoghi dove è tuttora possibile disfarsene in maniera anomala,vi ricordate quella nave che girava il mondo......cosa conteneva nessuno la voleva. In Italia la Mafia o simili controllano pure questi smerci e la gente del posto lo sapeva ma taceva altrimenti bum..bum..bum... e si zittiva.Ma aspettiamo un pò...... 05/06/2008 13:24 inqbo non appena riesco voglio visitare la 'sala parto' del quirinale: chi vien eletto al colle rinasce e non ha una vita precedente, oppure si becca l'alzheimer di stato : napolitano parlamentare veniva eletto in albania ? è una vita che nel suo collegio ci sono questi problemi, munnezza e camorra ma non se n'è mai accorto, neppure da ministro degli interni o visitando i suoi elettori...gli era già successo per i fatti di ungheria...idem per sciampi, per non parlare di scalfaro, lo schiaffeggiatore di ballerine ex giudice... etc etc. napolitano o altri, non sarebbe il caso di fare a meno di una figura retorica, la versione repubblicana del monarca da statuto albertino, ma priva dei suoi poteri ? 05/06/2008 13:30 Luigi Nel 1862 dopo l'Unificazione dell'italia D'Azeglio disse "Abbiamo fatto l'Italia...adesso bisogna fare gli Italiani"...a distanza di più di 100 anni l'italia è solo unita sulla carta per il resto c'è un "odio" che regna dalle genti del nord verso quelle del sud e viceversa (magari più dal Nord verso il Sud ma non tutti...) Odio genera odio e questo in una nazione non è affatto un bene... 05/06/2008 13:34 alien perche' scaldarsi tanto? si sapeva da tempo che i rifiuti tossici del nord sono andati a riempire le tasche della camorra. Solo che, se si sa ma tutti tacciono va bene, se si dice, apriti cielo. Che ognuno cominci a prendersi le proprie responsabilita per favore, altrimenti rimarremo sempre una repubblica delle banana... sbucciate pero'. Napolitano ha fatto bene a ricordarlo, e' l'unico che ha avuto il coraggio di dirlo pubblicamente ed e' assurdo che Castelli faccia tanto l'innocentino. Il sud avra' sicuramente le sue pecche ed i suoi difetti, ma al nord non sono tutti santi. fanno quello che fanno tutti gli altri italiani, solo che non voglino che si sappia. E qui non c'entra niente la politica, solo l'ipocrisia e l'interesse. 05/06/2008 14:18 Luca Riassumendo: per anni prendono soldi (e tanti anche) per stoccare i rifiuti tossici (ovviamente non verranno mai stoccati, l'importante è intascare i soldi, tipico stile napoletano), poi si lamentano con il "cattivo" nord che dovrà pagare per la seconda volta la costruzione degli inceneritori (dove sono finiti i soldi che erano stati stanziati per gli inceneritori?). Ma stiamo scherzando? Vorrei solo ricordare che la Lombardia paga il 57% del totale delle tasse italiane per poi essere presa regolarmente in giro, e gli altri? Basta con questi parassiti, cerchiamo di salvare il salvabile altrimenti l'Italia tutta diventerà come Napoli. 05/06/2008 14:21 Bruno La Lega , castelli e tutta la banda fanno i vergini che vergini non sono mai stati. Anzi p...... 05/06/2008 14:24 Marco Mi sembra che quella di Napolitano sia una vera e propria caduta di stile... la prossima affermazione sarà che anche le tonnellate di immondiazia in sacchetto buttate per le strade sono state portate là dalla gente del nord. La popolazione campana non vuole termovalorizzatori perchè inquinano e nemmeno discariche... i loro rifiuti dobbiamo beccarceli noi. E bravo signor Presidente! 05/06/2008 14:35 paola abbiamo perso l'ultima occasione per trovare un pò di ragionevole compromesso per fare della Campania una regione che smaltisce i suoi rifiuti come tutte le altre. Ora non vorranno nè inceneritori nè discariche. Hanno trovato il loro paladino. 05/06/2008 14:36 Leonida Non e' solo culturale, non e' solo il Nome (NAPOLITANO) e' etnica la matrice di alcune persone che scaricano sempre le loro arroganza ed incapacita' sulle persone che lavorano (ovvero i PADANI)! Ha ragione Calderoli...e' questione di Etnia! Buona PAdania 05/06/2008 14:37 ivan peccato abbiate tolto il post sulle parole di calderoli sulla razza... al suo posto c'è la news di una bimba marocchina stuprata e messa incinta da un italiano di 30 anni.... news che ovviamente non si può commentare.... commento qua visto che anche questo articolo prende le mosse dalle illuminanti frasi di un illuminato leghista. --------- dalla redazione: il post non è stato tolto, ma solo spostato per dare spazio a notizie più fresche: lo trova commentabile in fondo alla ns homepage 05/06/2008 14:49 mauririo Neanche quando diventano presidenti della Repubblica riescono a smettere di dare la colpa agli altri. Non si guardano mai e la colpa e' sempre dell' ASSENZA DELLO STATO che loro dovrebbero rappresentare. Povera Italia. 05/06/2008 14:56 carlo.totti il signor presidente ha perso una buona occasione per stare zitto. Primo rischia di infuocare gli animi, secondo ovvio che i rifiuti vengono dal nord, e'qui che ci sono le imprese, probabilmente la camorra camuffata ha offerto buoni prezzi e garanzie per lo smaltimento, toccava alle procure campane vigilare. Eccco perche' il nord vuole il federalismo, i napoletani vogliono tenersi la spazzatura, se la tengano, quando saranno sommersi, forse decideranno di aprire le discariche ,almeno per l'emergenza. 05/06/2008 15:00 inqbo è un po' un 'vizio' meridionale, mettere un 'ma' subito dietro al problema, così si distoglie lo sguardo. anche simpatico, ma non fatto dal capo dello stato. a me ricorda quella del dito e della luna: il problema principale è la camorra, non dove questa prende i rifiuti ( che è pur sempre un problema, ma di secondo piano ). se li avessero presi in francia avrebbe ammonito i francesi ? 05/06/2008 15:42 dennis Può anche essere che i rifiuti tossici vengano dal nord, ma chi doveva vigilare al sud non l'ho ha fatto. Tanto è ladro chi ruba che chi tiene il sacco. Comunque non credo che i sacchetti per la strada vengano dal nord, e non vedo perchè sta roba la dovrebbe smaltire il nord o la Germania solo perchè alcune aziende disoneste in accordo con la camorra hanno portato giu i rifiuti. Si colpiscano i responsabili ma si educhi la gente a fare come tutto il resto del mondo civile. E' comunque assurdo che il governo si debba occupare dei rifiuti di un comune, quando di mezzo ci sono comune/provincia/regione. Ma basta spendere soldi per niente. 05/06/2008 15:47 Sissi I napoletani dovrebbero imparare a combattere la camorra e magari andare a vedere il film "Gomorra" che spiega come i rifiuti tossici del "cattivo" nord finivamo nei terreni napoletani e cioè grazie alla camorra che faceva credere alle industrie del nord lo smaltimento era regolare e poi invece si intascavano i soldi e i rifiuti tossici finivano sotto terra. Imparate anche voi ad assumervi le vostre responsabilità e cioè combattere la camorra. E' troppo comodo dare sempre la colpa agli altri e fare le vittime! 05/06/2008 15:48 LEONIDA Ue' cumpa'..... vo' vede' che chista voota i napuleta' so stato fatto fessi dai pulentuuun !!! Ma llura il napuleta' nu' ne' stu gran furbo !!?? 05/06/2008 16:05 Alice I rifiuti tossici della Karen B li conserviamo, in parte, ancora qui in Emilia e se non sbaglio lo stoccaggio è a Ferrara. Ma lasciamo perdere, meglio scordarsene. Per i rifiuti da smaltire, al nord, ci si avvale di aziende iscritte alla camera di commercio locale che a caro prezzo ti ritirano il materiale perchè naturalmente ingombrante, inquinante e vietato da inserire nei cassonetti, ma prima di liberarti di questo materiale, paghi e ti viene rilasciato un verbale-fattura con dichiarazioni di peso e composizione chimicotecnica del materiale che l'azienda preposta allo smaltimento ti ritira!Poi se queste aziende sono a sfondo delinquenziale non sono io tenuta ad accertarlo, è ki ha fatto queste leggi e le amministrazioni regionali che dovrebbero avere l'obbligo di verificare ed effettuare controlli sulle aziende che si certificano sul territorio per lo smaltimento rifiuti. Napolitano dovrebbe documentarsi più approfonditamente prima di sparare accuse.... 05/06/2008 16:28 Luca Napoletani! Buone notizie per voi, finalmente con il federalismo potrete finalmente essere liberi dal nord che vi crea tanti problemi! Finalmente potrete dimostrare le vostre virtù senza che il nord rovini sempre tutto. Già che ci siete, riprendetevi pure quei geni incompresi di Napolitano, Pecoraro e compagnia bella. Buona fortuna! 05/06/2008 16:37 batman Sarebbe come dire:"Trovata in Campania refurtiva proveniente da villette della Brianza...I brianzoli sono la sorgente di materiale rubato". Si sta scordando, il caro Napolitano, che i rifiuti campani li stanno sparpagliando in tutta italia ed europa perchè la non vogliono nè discariche nè inceneritori. Ma lasciamo che sia sommersi da camorra e rifiuti. per sempre. 05/06/2008 16:39 mauro Ebbravo il nostro presidente di tutti gli italiani! Giusto il tempo di leggere la news e subito la Iervolino ha preso a commentare. Naturalmente la sindachessa - giacche' il problema l'hanno creato al nord ed e' al nord che lo devono risolvere - era impegnata a presentare il Festival del Teatro. No, lei e Napolitano non si sporcano con i rifiuti. No, bisogna che vadano la' gli inquinatori del nord. 05/06/2008 16:46 Giovanni B. Per Marco: quella di Napolitano non è una caduta di stile, ci sono degli atti del Parlamento che confermano, i rifiuti del nord sono andati al sud! Forse è meglio informarsi prima di scrivere. 05/06/2008 17:00 paolo Da un Presidente della Repubblica ci si aspetterebbe maggior discrezione ed equidistanza. 05/06/2008 17:20 luciano Geniale: i rifiuti del nord che era troppo oneroso gestire in loco sono stati per anni stoccati nel sud dalle varie mafie che a loro volta hanno investito i soldi intascati in attivita' al nord. Un ciclo perfetto, tutti ci hanno guadagnato meno che il sud. Negli anni scorsi alcune voci anche autorevoli hanno denunciato a piu' riprese questo losco traffico, ma senza grande audience, forse non era di moda o di peggio. ora che Napolitano lo riprende cadono tutti dalle nuvole, non c'e' peggior cieco di chi non vuol vedere! 05/06/2008 17:41 garibaldi allora Castelli è sempre pronto a dire c...... ma a lui ci pensa Travaglio, poi Napolitano non ha scoperto l'acqua calda. Per quel che riguarda poi il colle ho sentito dire che è molto appetito da Berlusconi....MAMMA MIA!!!!!!! 05/06/2008 19:02 vanni ho le idee confuse: quei bei sacchetti colorati e sventrati ammassati lungo le linde strade di Napoli arrivano da Milano e da Bologna? 05/06/2008 19:17 frank ma il buon "Di Pietro" direbbe ma che c'azzecca che i rifiuti vengono dal Nord, vuoi vedere che è colpa del Nord creare rifiuti perchè si ostina ad essere il motore dell'Italia e produrre ricchezza per tutta la penisola...vuoi vedere che è colpa delle aziende produtrici di beni e servizi e non dei suoi paesani che creano le eco-aziende con tante di autorizzazioni, timbri e controtimbri della Repubblica, forse poi fasulli, che ottengono il contratto per trattare i rifiuti, prendere i soldi e poi....questi li riversano dove gli pare. ma a queste aziende chi gli dà le autorizzazioni? vuoi vedere che c'entrano sempre le aziende del Nord.boh che tempi!!!!!!! 05/06/2008 19:28 garibaldi Alien sono pienamente d'accordo con te. Sembra che a questo mondo esista solo il nord;loro sono i migliori,loro fanno tutto loro hanno i soldi,loro hanno tutto, le fabbriche,la bela madunina,ma.....se vogliono mandare avanti le loro industrie,hanno bisogno del sud(tanti sono coloro che dal sud sono andati al nord)e non solo;poi se vogliono andare al mare(quello bello,vanno dal ravennate in giù).Loro sono dei santi 05/06/2008 20:00 IL CAMMELLO Ma il Presidente Napolitano, da napoletano verace, si accorge solo ora, o da pochi mesi, della vergogna di Napoli. Questo meraviglia molto. Eppure che esiste questa schifezza, si parla di almeno 14 ANNI ! Mai voluta risolvere dalle SINISTRE ! ! ! 06/06/2008 06:29 adriana Beh, ho sempre ritenuto che il presidente Napolitano, nonostante sia rosso, è sempre stato una persona corretta e, come presidente, al di sopra delle parti. Questa volta no, sappiamo tutti che con la spazzatura c'è di mezzo ANCHE LA MAFIA, compresi i politici ma, incolpare il nord no, ha sbagliato di grosso. Al nord ci sono le discariche i bruciatori, quasi sotto casa e nessuno si lamenta. A Torino abbiamo il teleriscaldamente, prodotto dai rifiuti bruciati, ed è alle porte di Torino. Ora con quanto detto da Napolitano i campani tutti, si armeranno ancora di più di rabbia, allora lasciamoli nella "monnezza". Si vendono per 4 soldi, ma Bassolino e la Jervolino, compreso Pecoraro non si toccano, i giudici dove sono? 06/06/2008 09:25 ANGLANO non mi sento rappresentato da questo presidente..non e' "super partes"...è "partigiano" 06/06/2008 12:26 garibaldi non c'entra niente avere quello che avete al nord,ma i tossici che voi non volete, vengono accreditati alla camorra.Attenzione,non è tutt'oro quel che luccica. 06/06/2008 17:54 Lorenza Circa nel '67 un mio parente era militare a S.Giorgio Cremano e quell'anno venne impiegato l'esercito per ripulire Napoli dalla immondizia. Questo avvenne tra insulti e oggetti lanciati dalle finestre dai napoletani. Anche allora, sig. presidente, era colpa dei rifiuti del nord?. 06/06/2008 18:01 Jessica Io sono del principio che ciascuna regione deve smaltirsi i propi di rifiuti, perche' trovo ingiusto che le regioni che non hanno industrie, non devono smaltire la cacca degli altri. 06/06/2008 19:10 Lorenza certo jessica, peccato solo che da anni nell'inceneritore della mia città, abito in provincia di Mo, smaltiamo parte dei rifiuti partenopei. 06/06/2008 19:11 garibaldi Il presidente ha parlato di rifiuti tossici, com'è non capite? E quelli li avete solo voi al nord non stiamocela a menare tanto,sono convinto che se il presidente fosse stato di un 'altra ideologia,quella che piacerebbe a voi,sarebbe andato bene tutto. 06/06/2008 21:21 hully NAPOLITANO è UN RAZZISTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA 07/06/2008 07:00 adriana Per Jessica, certo ognuno deve smaltire la propria cacca, e allora perchènelle nostre città non ci sono cumuli di immondizia in mezzo alla strada e invece a Napoli ecc. si? Spiegamelo tu, che sei tanto brava. Quanto a Garibaldi, perchè dare la colpa sempre a quelli del nord? La camorra non c'entra nulla? Non ci sono scuse per i cumuli di monnezza in mezzo alla strada, non volete le discariche, però i topi e scarafaggi, cioè zoccole e scarrafoni, in mezzo alla strada si, e poi andate in giro con le mascherine. Ma non fatemi ridere. 07/06/2008 23:00 max Napolitano a vederlo rende proprio l'idea dell'italia pigra centralista, sonnolenta e burocratica, che si costruisce la pensione d'oro sulle spalle di chi lavora. Davvero sarei contento se la lega riabbracciasse la tesi della secessione alla " slovacca " come inizialmente proposto nel 1996. Peccato che forse non ci sono gli uomini per poterlo fare... e tocchera' continuare a vivere nell'oppressione 07/06/2008 23:24 Garibaldi i rifiuti tossici vengono dal nord,vi tira ma è così,come può farli il sud che non fanno nulla? Gli altri rifiuti è roba controllata dalla camorra che ci fà affari d'oro. In tre mesi dovevano fare il miracolo, ora ci hanno dato 30 mesi. Dove è finito S. Silvio? 08/06/2008 18:37 Hyksos Vergogna, imprenditori del Nord, buttate in Campania le porcherie tossiche delle vostre "fabbrichette" in collusione con la camorra! 09/06/2008 10:46 Paolo 72 Un esempio: io ho la mia aziendina al nord, devo spendere 15mila euro all'anno per smaltire i miei rifiuti 'speciali'. Un giorno si presenta un bel signore con accento sudista e mi dice che con 5mila euro mi fa lo stesso identico servizio con tanto di ricevuta e documentazione. Io di fronte a un risparmio del genere mica gli vado a chiedere dove butta tutta quella mer.., se c'è di mezzo la camorra, se poi chi abita nelle zone limitrofe alle scariche abusive fa finta di non vedere niente, se le autorità della zona non si accorgono di niente, se pecoraro scanio o il buon napolitano non sanno niente della loro campania che sta marcendo 09/06/2008 12:12 Paolo 72 ...Quindi vergogna imprenditori del nord, ma anche vergogna a tutta quella gente senza scrupoli che viene dal sud per lucrare suon di milioni di euro alla faccia dei loro compaesani campani. Dovreste esser voi ad indagare su chi ha compiuto una cosa così vergognosa sulle vostre terre, ad andare davanti alla casa di bassolino, della iervolino, di pecoraro a chiederne le dimissioni, invece di tirare le sassate o addirittura le molotov contro i vigili del fuoco che fanno il loro lavoro per voi 09/06/2008 14:34 Luisa Vorrei sapere se tutti questi che hanno lasciato commenti criticando Napolitando e facendo i vittimisti del Nord hanno preso la briga di leggere le relazioni delle commissioni del Parlamento, o anche le relazioni di Legambiente. Tanto bla bla ma nessuno che si prende la briga di andare a fondo della faccenda prima di commentare sommicapo e superficialmente, solo guidati da impulsi campanilistici. 11/06/2008 00:38 carlo In diversi commenti si legge "vergogna nord". Ma ci rendiamo conto che a dire simili stupidaggini è gente di napoli che butta tutto, proprio tutto, in strada, incendia poi i cumuli di rifiuti e tira sassate e molotov ai vigili del fuoco accorsi a spegnere la vergogna. ma bassolino, jervolino, pecoraro e altri, sono del nord? cosa facevano allora e cosa fanno ora? cari napoletani sveglia, è casa vostra anche la strada dove buttate la monnezza!!!!!!! al nord si fa la differenziata mentre nei cumuli della votra immondizia c'è di tutto, materassi, legno, pneumatici, lavandini, motorini.... 11/06/2008 15:47 Hyksos Vergogna Nord!!! (E io non scrivo affatto da Napoli, ma dal Nord-Est, che manda volentieri i propri rifiuti tossici industriali ai "terroni") Sono presenti 47 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Il pentito Vassallo inchioda 11 parenti (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del SMALTIMENTO RIFIUTI Il pentito Vassallo "inchioda" 11 parenti Se Gaetano Vassallo, collaboratore di giustizia sottoposto a programma di protezione, dicesse tutto quello che sa sullo smaltimento illecito dei rifiuti speciali in Campania, probabilmente si farebbe chiarezza sugli ultimi vent'anni della storia campana. E nelle indagini finirebbero implicati ben più dei suoi undici parenti.Così come il maxi-sequestro - realizzato all'alba di ieri da circa cento agenti di polizia e Guardia di finanza, coordinati dalla Dda di Napoli - sarebbe probabilmente anche più ghiotto degli oltre 40 milioni di euro prelevati da conti correnti e beni immobili dei Vassallo: 45 appartamenti, alcuni negozi, 18 ettari di terreno, quote societarie e titoli, auto di lusso, imbarcazioni e quell'albergo a Castel Volturno, il Vassallo Park Hotel dal quale, nel pomeriggio del 5 marzo scorso, i poliziotti videro uscire uno degli uomini di Giovanni 'o zuoppo (al secolo Giovanni Letizia, casalese vicino a Francesco Bidognetti, alias Cicciotto 'e mezzanotte). L'uomo del clan era arrivato per taglieggiarlo. E lui, dopo averci riflettuto, dopo essere finito anche in carcere per vicende legate a una vita "passata", aveva deciso di farla finita, di vuotare il sacco con gli inquirenti, di fare luce, anche su quello che per anni è stato il businness dei Vassallo: lo smaltimento dei rifiuti. Ne aveva parlato anche alla trasmissione Annozero, poche settimane fa, di quelle continue richieste di denaro. Una parte della storia, nella zona grigia che attraversa questo pezzo d'Italia. Gaetano Vassallo, di Cesa, era proprietario, assieme con i fratelli, della Novambiente Srl che gestiva una discarica (autorizzata) nel comune di Giugliano (Na). Un territorio che un'espressione calzante definì Terra dei fuochi, volendo intendere quel pezzo di terra che tra Giugliano, Qualiano e Villaricca, vedeva sollevarsi in aria, ad ogni ora del giorno e della notte, decine di incedi di montagne di rifiuti speciali bruciati ai bordi delle strade, smaltimento primordiale di una prima camorra agricola, quella dei casalesi, che disponeva di una grande quantità di terreni adatti: vale a dire cave abusive (figlie del dopoterremoto e dell'abusivismo edilizio che ne era seguito), e di contadini che per convenienza o per paura mettevano a disposizione i loro terreni per l'interramento o la combustione dei rifiuti provenienti dal nord Italia. Vassallo fu anche tra i partecipanti di quella che è passata alla memoria come la "riunione di Villaricca". A quella assise nel ristorante dell'albergo "La Lanterna", assieme ad amministratori locali, proprietari di discariche, camorra ed imprenditoria, partecipò anche il nipote di Bidognetti, quel Gaetano Cerci che nel febbraio del 1991 andò a incontrare Licio Gelli ad Arezzo, che fu arrestato nell'ambito dell'inchiesta Adelphi (ecomafia), e che nell'aprile scorso fu destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione Domizia. Eduardo Di Blasi.

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Paradossi d'Italia (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Gio, 12 Giu 2008 Edizione 118 del 12-06-2008 Paradossi d'Italia Silvio Berlusconi Potrebbe dare il colpo di grazia a Veltroni Ma lo salverà coprendo i suoi "buchi" a Roma di Francesco Blasilli Va bene il Veltrusconi, passi il "Walter affonda comunisti" e il Berlusconi papista, ma il Governo che copre i debiti del comune di Roma per salvare soprattutto Veltroni, e non l'attuale primo cittadino Alemanno, ci sembra decisamente troppo. Anche per una repubblica del paradosso quale è l'Italia. Anche per un paese dove il Pd, il partito della nuova stagione, è già finito. Morto e, quasi, sepolto. Pochi mesi dopo essere stato travolto dal tir elettorale, il figlio prediletto di Veltroni si trova barcollante e, paradosso dei paradossi, l'unica stampella che gli da una mano a tenersi in piedi, è quella berlusconiana. Dentro il loft (il cui contratto di locazione scadrà ad ottobre) è ormai un tutti contro tutti, solo che i colonnelli che si sfidano sono rimasti senza truppe. I "potentati" hanno capito l'aria che tira e hanno scaricato la sinistra italiana, che una volta costruiva la realtà e che ora ? non accorgendosi che tutto è cambiato ? vive fuori dalla realtà stessa. La Chiesa, Confindustria, persino i sindacati ? eccezion fatta per Epifani ? hanno abbandonato la nave che sta affondando. E nel corridoio che conduce all'ufficio di Alemanno c'è una lunga fila di gente che vuole accreditarsi con il nuovo sindaco. Ed al loft, intanto, è una battaglia tra poveri, per posti sul territorio di importanza decisamente marginale. Possibilità di rimettere a posto i cocci? Praticamente nulle. Rutelli e i suoi si preparano all'assise di Montecatini, luogo che fu la casa dei "popolari". E se non sarà scissione subito, lo sarà più avanti, con Rutelli convinto di essere stato sgambettato a Roma dai suoi stessi alleati, perché se avesse vinto nella Capitale sarebbe passato per il salvatore della patria, riconquistando le posizioni perse nel momento in cui aveva deciso di non presentare una propria corrente alle primarie del Pd. C'è poi il paradosso per eccellenza, quello che porta il Pd unito in Italia ad andare diviso in Europa. Anche se il "Walter morente" vuole "portare il Pd insieme nel Parlamento europeo", già il fatto che sia costretto a fare questa precisazione, dimostra che il giocattolo si è rotto. Anche perché il leader del Pd ammette che tornare a Ds e Margherita è "un'idea plausibile, ma, a mio parere, suicida". Ma uno che è già morto, non si può suicidare. Certo, poi si può far passare ? come nei migliori film polizieschi ? un omicidio per un suicidio, ma questo è un altro discorso. E anche un altro caso, visto che il Pd sembra essere nato già morto. Altro che omicidi e suicidi. Solo che c'è qualcuno, che per interesse proprio, di far morire il Pd proprio non ne vuole sapere e da vita al più classico degli accanimenti terapeutici. Quel qualcuno non è un medico, ma paradossalmente, è Silvio Berlusconi. Che ha le carte in mano per dare il colpo di grazia a Veltroni, ma non lo fa. Un po' perché questa è la prassi del mondo politico italiano (la vicenda "monnezza" è solo l'ultimo esempio, con la Iervolino e la Bassolino colpevoli, ma ancora al loro posto), un po' perché per il Cavaliere, Veltroni è il miglior interlocutore possibile. Un alleato, più che un oppositore. E di paradosso in paradosso, si arriva alla vicenda del governo ombra che Veltroni vorrebbe rendere ufficiale nei nuovi regolamenti parlamentari, ma che vede contraria la maggior parte del Pd e favorevole il Pdl. Fino alla vicenda di Roma. Non importa se il buco è di 7 o 9 miliardi di euro. Il buco c'è, è enorme e la colpa è di Veltroni che ha amministrato la città fino a poco tempo fa. Quello che importa è come si comporterà il centrodestra. Il consiglio comunale può deliberare il dissesto finanziario, cioè il fallimento, e affondare definitivamente Veltroni; in questo modo la sua dissennata gestione avrebbe un'esposizione mediatica senza precedenti. Oppure, e questa è l'ipotesi più probabile, arriverà l'ancora di salvataggio governativa sotto forma di un prestito ponte o di un anticipo di fondi per Roma Capitale. In questo modo gli sprechi di Walter rimarranno roba per addetti ai lavori. Paradossale, allora, che il governo e Tremonti possano salvare prima di tutto Veltroni, piuttosto che Alemanno, il quale ne uscirebbe bene in ogni caso. Viene allora da ridere a pensare all'opera dietro le quinte di Gianni Letta, che tenta di smussare gli angoli con la Lega che di aiutare Roma "ladrona" non vuole proprio saperne. A maggior ragione ora che il federalismo fiscale è ad un passo, un trasferimento statale così grande sembra proprio difficile da mandar giù. Ma Berlusconi vuole far ingoiare ad ogni costo il boccone amaro a Bossi, perché aiutare l'amico/nemico Walter è una questione di vita o di morte. Di Veltroni.

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