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toARTICOLI DEL 6-31 Luglio 2008 #TOP
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Articoli
Monnezze (39)
Ecomafia, la grande impunita
( da "Opinione,
L'" del 07-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza
Abstract: di capitali cosiddetti "sporchi" ed i fenomeni criminosi di ecomafia ed ecoterrorismo. Alle tradizionali forme di criminalità in cui certamente rientrano l'ecomafia e l'ecoterrorismo in un assai preoccupante quadro criminale, vengono ad aggiungersi altre forme più preoccupanti di realtà individuate dalla dottrina prevalente.
In
difesa del territorio ( da "Opinione, L'"
del 07-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: nel coniare nell'anno 1994 il termine di ecomafia, i padri del neologismo non hanno saputo guardare retrospettivamente all'opera di chi, con scarsità indescrivibile di mezzi e dotazioni, ha dato in epoca di modesta sensibilizzazione al fenomeno ambientale apporti processuali e, fatto interventi giurisdizionali ancor oggi utilizzabili.
Edilizia
e rifiuti, 5 illeciti al giorno ( da "Repubblica, La"
del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Pagina VI - Firenze Ecomafie rapporto Legambiente: in Toscana i casi crescono del 19% Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno Pur mantenendo il settimo posto tra le regioni italiane, la Toscana registra nel 2007 una preoccupante crescita degli illeciti ambientali, soprattutto nei cicli dei rifiuti e nell'edilizia: 1.
Signora
Iervolino, cosa fa ancora lì? ( da "Giornale.it, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: 162 del 2008-07-09 pagina 12 Signora Iervolino, cosa fa ancora lì? di Redazione Signora Rosa Russo Iervolino, perché si ostina a restare incollata a una poltrona che ha mal onorato? Se aspetta che lo faccia prima Antonio Bassolino, è tempo sprecato, intanto lei, come si usa dire, una ne fa e cento ne pensa.
ODDATI:
PINO SI è VENDUTO AL POTERE PER UN PUGNO DI LENTICCHIE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: la Iervolino, che non mi ha aiutato. A te non ho chiesto nulla". Un teatrino sotto gli occhi imbarazzati del ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre tra palco e camerini si aggiravano Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Tony Renis. Finisce sempre in politica: dal palco, Milly Carlucci legge anche un saluto del premier Berlusconi che ringrazia Pino &
Differenziata,
fondi dalla regione bocciatura per napoli e caserta - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mentre la Iervolino, cui viene imputato l'errore della scelta di Agnano, si dice pronta "a fare da capro espiatorio, tanto ho le spalle grosse". Ma "non mi sento ingannata dai tecnici. Sono io che ho fatto la scelta e non loro. Io non lo so come tira il vento su Agnano, ma non lo sanno neanche i nostri tecnici.
Guido
Conti al comando del Distretto ( da "Tempo, Il"
del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: si è distinto da ormai quindici anni in operazioni di carattere ambientale ed in particolare modo in quelli di lotta all'ecomafia. A suo merito la scoperta della più grande discarica abusiva d'Europa, almeno così è stata definita, quella di Bussi. Una vicenda che vede coinvolto anche il problema dell'eventuale inquinamento delle falde acquifere, utilizzate per alimentazione umana.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-10 num: - pag: 42 NOIR
LETTERATURA ... ( da "Corriere della Sera"
del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: una serie di "Noir di Ecomafia " dove scrittori si impegnano nella denuncia (tra gli altri Piero Colaprico, Wu Ming, Giancarlo De Cataldo) devolvendo parte delle royalties a Legambiente. Una collana di letteratura civile, e un laboratorio di genere. Alessandro Beretta MARCO VICHI LEONARDO GORI Bloody Mary EA - EDIZIONI AMBIENTE PP.
I
FISCHI A GIGI MI HANNO FERITO è RAZZISMO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: come Bassolino peraltro, e non ho mai visto il sindaco Iervolino? Ma Oddati da che pianeta viene?". Dal Comune si tende a minimizzare, esprimendo in una nota ufficiale "grande soddisfazione per la bella riuscita" dell'evento e sottolineando l'impegno profuso, e l'aver messo a disposizione "non solo la piazza più prestigiosa della città,
E
Bassolino bocciò Rosetta ( da "Giornale.it, Il"
del 11-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Potremmo quasi parafrasare che Antonio Bassolino (capo della giunta regionale) non finanzierà il sindaco partenopeo Rosetta Russo Iervolino. Ma, con molta più amarezza, potremmo ammettere che Napoli non ha nel cassetto piani per risolvere l'emergenza rifiuti e si aggrappa al governo.
Telex
- gillo matitaro ( da "Repubblica, La"
del 12-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Pagina VIII - Napoli TELEX capro espiatorio GILLO MATITARO Visti i risultati su Bassolino, da qualche tempo il sindaco Iervolino si dice pronta a fare il capro espiatorio per qualsiasi cosa.
"pd,
lavoriamo insieme per le elezioni nel 2009"
( da "Repubblica,
La" del 13-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Di Pietro è stato uno dei primi a chiedere espressamente a Bassolino di farsi da parte. Ora qual è la vostra linea? "Distinguerei innanzitutto tra Comune di Napoli, Provincia e Regione. Una personalità di assoluto rilievo come il sindaco Rosa Russo Iervolino deve rendersi conto che, dopo il rimpasto, deve andare avanti lungo una strada non ancora percorsa a sufficienza.
Le
nuove strategie intraprese nell'infinita guerra ai rifiuti
( da "Opinione,
L'" del 16-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: In primis, due astuti soldati, Bassolino e Iervolino. Dopo anni di preparazione e meditazione decidono di affrontare il fenomeno. Appaiono compatti tra loro, quasi certi di poter sconfiggere il nemico, ma poi, forse la paura, o forse la mancanza di armi, li costringe ad una ritirata.
"Biutiful
Cauntri" spiega la monnezza ai francesi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
16-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia in Campania, che mostra "come Napoli sia diventata la pattumiera d'Italia". Uscito in Italia a marzo, apprezzato a giugno al festival di Monaco di Baviera, il film-reportage di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero è per Le Monde una "introduzione appassionante a "Gomorra"", la "potente fiction premiata a Cannes"
Goletta
verde: emergenza fiumi avvelenati
( da "Repubblica,
La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: esercito nella lotta alle ecomafie, nel controllo degli sversamenti illegali nei fiumi". I dati di Goletta Verde tracciano dunque un bilancio in chiaroscuro. Da un lato 20 spiagge balneabili su 23 sono risultate pulite (sensibile il miglioramento di Bacoli): fuorilegge solo le spiagge di Nazario Sauro, vicino alla rotonda Diaz a Napoli,
Il
valore strategico del centro storico - pasquale belfiore
( da "Repubblica,
La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Napoli firmato il 2 luglio 2002 da Di Lello, Iervolino, De Caro, Guglielmo e Spinosa e redatto da Carotenuto per la Regione è studio attento e condivisibile, punto di riferimento per intraprese future. Il P.I. Napoli-Teatri per il recupero e restauro dei teatri romani nel centro antico è esperienza positiva e per certi versi esaltante.
OGGI
NAPOLI OSPITA IN PREFETTURA IL SECONDO CONSIGLIO DEI MINISTRI VOLUTO DA
BERLUSCONI PER TIRARE L ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino: collaborazione piena tra governo e amministrazioni locali. Ieri intanto in Comune si è svolto un vertice tra Bertolaso e la Iervolino per individuare l'area dell'inceneritore: entro un mese la decisione, che si giocherà tra Napoli Est e Scampia.
Berlusconi:
<Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni>
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni" finita l'emergenza rifiuti Ecomafia, la magistratura sequestra otto discariche alla camorra Napoli. "In 58 giorni siamo riusciti nella missione impossibile. È stato smentito chi pensava che il governo non ce l'avrebbe fatta. L'emergenza è superata: abbiamo smaltito 50mila tonnellate di rifiuti.
"napoli
è pulita, ora torna in occidente" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Berlusconi ringrazia della collaborazione perfino le autorità campane, cioè il sindaco Iervolino e il presidente Bassolino che in campagna elettorale erano stati i suoi principali bersagli. Ringrazia Stefania Prestigiacomo che definisce "dolce e gracile in apparenza, ma con un carattere di ferro", e "tutti coloro che hanno lavorato alla fine dell'emergenza".
Quel
feeling con i nemici - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Napoli Il retroscena Quel feeling con i nemici ROBERTO FUCCILLO "SCUSATE, devo ringraziare anche le autorità locali e la Regione per il contributo dato". Galanteria istituzionale. Pur senza mai nominarli, Berlusconi rende omaggio a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, col quale peraltro ha appena firmato l'accordo per le bonifiche. SEGUE A PAGINA III.
Patto
tra regione e governo 520 milioni per il risanamento - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Regione mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino, dopo l'incontro di giovedì con il sottosegretario Guido Bertolaso, è partita per Bruxelles. Per Bassolino, invece, la firma dell'intesa con il ministro Stefania Prestigiacomo, sotto gli occhi di Berlusconi, poi di corsa in via Santa Lucia: "Un accordo di grande importanza.
Gli
intellettuali: <Città pulita>. <No, solo facciata>
( da "Corriere
della Sera" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: che però ha avuto il torto di lasciare al suo posto Iervolino e Bassolino, le due persone che hanno barattato la loro sopravvivenza con l'umiliazione dei cittadini di Napoli". Tra Prodi e Berlusconi, la scelta è difficile. Il primo, naturalmente più affine all'associazionismo napoletano, è ritenuto responsabile della mancata defenestrazione degli amministratori locali.
Napoli
senza rifiuti. Bene ma qualcuno pagherà?
( da "Giornale.it,
Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
"differenziata,
servono impianti" - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: che scrive una lettera a Berlusconi per dirgli che "con Iervolino e Bassolino al governo del Comune e della Regione, il piano della raccolta differenziata non decollerà mai". Dunque "non si può pensare di lasciarli impuniti al loro posto, occorre procedere a un'opera di commissariamento che faccia da transizione verso la nascita di una nuova classe dirigente".
La
lunga MARCIA Per Celestino e Nino, uccisi a vent'anni a Palizzi senza ancora un
perché ( da "Manifesto, Il"
del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: E di ecomafie e smaltimento illecito di rifiuti, di navi dei veleni e della centrale a carbone di Saline, di scempio del paesaggio e ponte sullo Stretto. Per provare a offrire un nuovo modello di futuro in contrapposizione alla Calabria pensata come ricettacolo di eco-emergenze.
Il
nuovo criminale è ambientale ( da "Opinione, L'"
del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia rappresenta uno dei più preoccupanti aspetti. Il legislatore spesso tenta di porvi argine con la cosiddetta legislazione dell'emergenza, mentre l'opinione pubblica appare preoccupata e disorientata di fronte a tale problema. Trattasi di un tipo di reato definito "dal colletto bianco", con riferimento a quella classe economica medio-
Bossi
e quelle parole dell'inno di Mameli
( da "Giornale.it,
Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
Un
piano contro le discariche abusive - maria pirro
( da "Repubblica,
La" del 23-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: sottolinea il sindaco Rosa Russo Iervolino - un intenso lavoro, in sinergia, per la lotta alle discariche abusive". Il piano operativo è stato definito in un vertice che si è svolto in mattinata a Palazzo Salerno. Alla riunione hanno partecipato l'assessore alla nettezza urbana Gennaro Mola, il presidente dell'Asìa Pasquale Losa, e, per la struttura di governo,
Chiaiano,
35 milioni per la bonifica - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 24-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: dal governatore Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente del Parco delle Colline, Agostino Di Lorenzo. Per la bonifica sono pronti 35 milioni di euro, stanziati dai fondi europei di programmazione 2007-2013. Di questi, 7 milioni e mezzo sono già pronti per essere utilizzati negli interventi più urgenti come la riqualificazione della selva di Chiaiano,
Obama
trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito
( da "Giornale.it,
Il" del 25-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
Il
vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile
( da "Giornale.it,
Il" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
MUSSOLINI:
VADANO VIA E SARà PULIZIA VERA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: "Ora la Iervolino e Bassolino devono lavorare per mantenere quello che Berlusconi ha fatto per Napoli e anche per loro due". In che senso? "Li ha tenuti in sella ancora un po'. L'emergenza dei rifiuti sarà completamente finita solo quando saranno cacciati anche la Iervolino e Bassolino.
PAOLO
MAINIERO IL FUTURO DEL PD, LE NUOVE ALLEANZE, I DELICATI EQUILIBRI CAMPANI:
PRIMA DELLA PAU ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: La Iervolino è alla seconda legislatura, non potrà più candidarsi. E così anche nei partiti. Ci possono essere fasi in cui forse occorrono forze più mature, come Nicolais in questo momento a Napoli, che assolvono a un dovere. Bene. Ma poi serve rinnovare.
Il
tesoro dei clan è nel cemento - peppe ruggiero
( da "Repubblica,
La" del 27-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Gli ultimi dati del rapporto Ecomafia di Legambiente parlano di 64 clan che gestiscono l'impero del cemento armato. E ancora si stima che circa il 40 per cento dei Comuni sciolti in Campania per infiltrazioni mafiose abbia tra le motivazioni il dilagante fenomeno dell'abusivismo edilizio.
LA
POLEMICA FORUM CULTURE, MAGGIORANZA DIVISA SU ODDATI IL FORUM DELLE CULTURE
2013 NON ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Natividad
Paras, sarà ricevuto a palazzo San Giacomo dal sindaco Iervolino, dal
governatore Bassolino e dall'assessore Oddati. Sarà anche presentata la prima
tappa di avvicinamento dell'evento
E
iervolino chiede scusa "educheremo gli incivili" - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: bello scoprire i cittadini di Napoli improvvisamente intolleranti E Iervolino chiede scusa "Educheremo gli incivili" Centro sfollati, Malinconico contro Riccio OTTAVIO LUCARELLI "Ho detto ai centodue civilissimi immigrati di considerare Napoli come fosse la loro casa e chiediamo scusa per le intolleranze di Scampia e Pianura che seguono i gravi fatti di Ponticelli e Montecalvario.
Termovalorizzatore,
ripresi i lavori ad Acerra ( da "Opinione, L'"
del 30-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza
Abstract: ultimo provvedimento legislativo per bruciare i rifiuti della Campania. Gli uomini del sottosegretario stanno accelerando anche sull'iter per la realizzazione delle discariche e per la diffusione della raccolta differenziata, di modo che la chiusura del ciclo industriale dei rifiuti in Campania porti ad una definitiva autosufficienza della regione, così da superare definitivamente l'
E
ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza?
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
L'assenza
di politica produce commissari - augusto muojo
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Di qui il proposito che torna ad affacciarsi nel centrodestra, dopo le mozioni contro Bassolino e Iervolino presentate o minacciate all'indomani delle vittorie elettorali, di riprendere l'iter parlamentare lasciato cadere o di adottare, nel caso del Comune di Napoli, altre iniziative commissariali di pertinenza del ministero dell'Interno o di altri ministeri.
( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Monnezza
Oggi è Lun, 07 Lug 2008
Edizione 139 del 07-07-2008 La criminalità organizzata che distrugge l'ambiente
approfitta dei vuoti legislativi per agire Ecomafia, la grande impunita di
Marco Di Maggio E' opinione ormai consolidata che l'economia non sia più legata
alle risorse naturali, bensì alla globalizzazione dei mercati, fenomeno che ha
prodotto benessere, da un lato e l'insorgere di un nuovo settore criminogeno
dall'altro, avendo con il suo assetto "globale", agevolato
l'emergenza di nuove forme di criminalità economica internazionale tra cui in
primis il riciclaggio - ad opera della criminalità organizzata e spesso con
mezzi informatici e telematici - di capitali cosiddetti
"sporchi" ed i fenomeni criminosi di ecomafia ed ecoterrorismo. Alle tradizionali forme di criminalità in cui
certamente rientrano l'ecomafia e l'ecoterrorismo in un assai preoccupante quadro criminale,
vengono ad aggiungersi altre forme più preoccupanti di realtà individuate dalla
dottrina prevalente. Esse comprendono: le manipolazioni genetiche, reati
informatici e telematici, "pedofilia on line", riciclaccio di
capitali provenienti da attività illecite, recrudescenza di varie forme di
aggressione sessuale e di violenza negli stadi, traffico e riduzione in
schiavitù di esseri umani, pirateria, commercio di organi umani, narcotraffico,
organizzazione delle immigrazioni clandestine e i reati contro l'ambiente che
vanno ad individuare le manifestazioni criminose che vengono indicate con il
termine "ecomafia". All'ecomafia
si collegano tutti quei fenomeni delittuosi delle associazioni criminose di
stampo mafioso o camorristico a livello internazionale che vengono comunemente
definiti come un settore della mafia impegnato in attività dannose per
l'ambiente, con particolare riferimento ad abusivismo edilizio e smaltimento
illecito e clandestino di rifiuti tossici. Lo studio delle accezioni "ecomafia" ed "ecoterrorismo",
nell'orientamento della dottrina, devono portare necessariamente
all'approfondimento semantico del significato di ecomafia
e sull'ontologica spiegazione del fenomeno stesso. Storicamente si tendeva a
far coincidere il concetto di ecomafia con il
significato di "criminalità ambientale finalizzata allo smaltimento dei
rifiuti tossici", oggi se ne propone una visione più ampia che ricomprende
altre attività, prima escluse, in modo da affermare che l'ecomafia
si articola in tre filiere principali che riguardano: il ciclo del cemento:
dalle attività estrattive alla produzione di materiali per l'edilizia fino
all'abusivismo edilizio e gli appalti; il ciclo dei rifiuti: intermediazione,
raccolta, trattamento e smaltimento; il racket degli animali:
dall'organizzazione di combattimenti clandestini tra cani ai traffici di specie
protette. Queste attività, che si presentano con rischi assai ridotti
nell'aspetto della sanzione penale, ancora inefficace per inerzia legislativa,
sono altamente remunerative per la criminalità organizzata che si avvantaggia
del vuoto legislativo per attentare quotidianamente alla sicurezza ambientale.
In realtà il legislatore italiano anziché procedere con fermezza sulla via
della predisposizione di adeguati mezzi di contrasto al nuovo fenomeno
criminoso, si è perso in costruzioni di carattere dogmatico, con il risultato
di perdere di vista gli obiettivi di una concreta ed efficace tutela penale.
Una filiazione del concetto di ecomafia è costituito
dal cosiddetto "ecoterrorismo": espressione per molti aspetti oggi
ancora oscurata, stante la diffidenza della dottrina ad includerla nella
tipologia delle nuove forme di criminalità secondo una tendenza nata più dalle
cronache giornalistiche e dal linguaggio militare che dalle scienze
criminologiche e penalistiche, il termine nella sua recente accezione starebbe
ad indicare quelle particolari attività delittuose emerse in occasione di
alcuni recenti conflitti (Bosnia, Kosovo); concetto dal quale va poi distinto
l'altro di guerra batteriologica. Queste attività di altissimo potenziale
distruttivo sono entrambe condannate da tutte le convenzioni internazionali:
siccome tese all'indiscriminato annientamento generazionale di intere
popolazioni, spesso sulla base di abominevoli progetti razziali. In un
interessante studio sul nuovo rapporto uomo-natura-tecnologia frutto di un'era
post-industriale definita come "era tecnologica", si rilevava che il
rischio non è solo naturale e strumentale, ma anche industriale e che il
rischio di catastrofi si va moltiplicando, sicché il disastro nucleare di
Chernobyl è l'esempio recente di come un incidente nucleare possa aver
conseguenze incalcolabili per l'umanità intera. *Cultore di Criminologia
Università degli Studi di Cassino.
( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Lun, 07 Lug
2008 Edizione 139 del 07-07-2008 La legge contro la criminalità ambientale,
quaranta anni di lotta e di riforme In difesa del territorio di Marco Di Maggio
Già agli inizi degli anni Settanta lo sfruttamento del territorio ad opera della
delinquenza organizzata si presentava come massiccio e diffuso su larga parte
del territorio nazionale. A chi della conoscenza profonda e minuziosa del
territorio faceva strumento di potere e prevaricazione non poteva sfuggire, in
particolare nelle regioni meridionali, l'importanza e la dimensione degli
affari legati all'utilizzazione indiscriminata di suoli, corsi d'acqua, coste e
aree lacustri. Tra gli affari potenzialmente più lucrosi sicuramente si
profilava il traffico e lo sversamento dei rifiuti, prodotti in quantità sempre
crescente da una società consumatrice ed industrializzata segnatamente in
corrispondenza degli agglomerati urbani in via di espansione demografica. Il
sistema di trasporto e scarico dei rifiuti di ogni specie da quelli urbani a quelli
tossici-nocivi delle industrie con la utilizzazione delle aree naturalmente
predisposte (cave, valloni, terreni sabbiosi) o con la realizzazione di siti
appositi, modificando e deturpando irreversibilmente lo stato dei luoghi di
zone anche di pregio, come nel caso di formazione di laghi artificiali derivati
dalla estrazione di sabbia marina, riempiti di rifiuti, poi affondati e
occultati nella massa d'acqua venuta fuori dal sottosuolo assicurava alla
criminalità organizzata enormi profitti. A contrastare il piano di speculazione
sull'ambiente da parte sia di singoli che di sodalizi malavitosi, dai primi
anni ottanta in poi, provarono i magistrati di molte Preture Mandamentali
interessate territorialmente, i quali dispiegarono, fino al primo assetto ordinamentale
del 1990, copiose energie investigative e realizzarono in varie parti d'Italia,
un apposito coordinamento di uffici, al fine di evitare che l'azione di uno
finisse al confine della competenza territoriale di un altro o addirittura
fosse in contrasto con quello del mandamento limitrofo. Tale tentativo di
conduzione, sincronizzata e organizzata, di attività giudiziarie su territori
gravati da problematiche analoghe, sovente anzi, nella maggior parte dei casi
ha dato buoni frutti e determinò un comune patrimonio di conoscenze, utili ad
intervenire su vaste aree interessate da problemi di carattere ambientale
omogenei ed estesi. La trasformazione ordinamentale giudiziaria, seguita alla
introduzione del nuovo codice di rito penale, ha cancellato le sedi di Pretura
mandamentale di piccole dimensioni ed istituito le Procure con competenze
territoriali corrispondenti ai circondari dei Tribunali preesistenti. Detto
mutamento, nuovamente superato dalla istituzione del giudice unico (D.Lgs.
51/98), ha indubbiamente allontanato fisicamente il giudice dell'azione penale
dal territorio e dalle correlative problematiche ambientali a scapito,
soprattutto nei primi tempi di applicazione del nuovo codice di rito, di quella
funzione di controllo che aveva in tanti casi. Così come, a metà degli anni
Ottanta, si era pervenuti a verificare che un considerevole quantitativo di
sostanze inquinanti di vario genere tossiche (radioattive comprese) viaggiavano
su carovane di automezzi pesanti provenienti da industrie del centro-nord,
diretti ad approdi "garantiti" nei territori delle regioni
meridionali, saldamente controllati dalla delinquenza locale collegata a gruppi
malavitosi organizzati. Nel ricordare il lavoro giudiziario compiuto, ci spiace
constatare che, nel coniare nell'anno 1994 il termine di ecomafia, i padri del neologismo non
hanno saputo guardare retrospettivamente all'opera di chi, con scarsità
indescrivibile di mezzi e dotazioni, ha dato in epoca di modesta
sensibilizzazione al fenomeno ambientale apporti processuali e, fatto
interventi giurisdizionali ancor oggi utilizzabili. Al termine ecomafia che, data l'enfasi che accompagnano la sua nascita,
ben presto ha sedotto gli esperti della materia e trovato ampio spazio negli
organi di informazione e di opinione, non può che assegnarsi un significato di
sintesi del fenomeno ambientale o meglio dell'agressione e sfruttamento
indiscriminato del bene-ambiente da parte del crimine organizzato secondo le
modalità più disparate, ma tutte caratterizzate dalla consolidata dimestichezza
della malavita con l'elemento territorio, il che rappresenta la peculiarità del
problema ambientale in Italia, in cui appunto, diversamente dagli altri Paesi
occidentali industrializzati, il livello di attenzione ai problemi inerenti
l'ambiente non può trascurare l'attività devastatrice compiuta da chi detiene
il predominio del territorio in forza del potere di intimidazione e
infiltrazione. Occorrerebbe un intervento legislativo di rapida attuazione, che
organizzi l'ormai ingombrante massa di disposizioni normative di vario grado,
col ricorso allo strumento legislativo del testo unico. Ciò, ad avviso dei vari
esperti in materia, sarebbe coerente ad un emergente "indirizzo
legislativo" ? in linea con la progettata riforma della tutela dei beni
ambientali ? pervenendosi così ad un assetto legislativo "unitario"
per tutte le norme in tema di inquinamento.
( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
VI - Firenze Ecomafie rapporto Legambiente: in Toscana i casi crescono del 19%
Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno Pur mantenendo il settimo posto tra le
regioni italiane, la Toscana registra nel 2007 una preoccupante crescita degli
illeciti ambientali, soprattutto nei cicli dei rifiuti e nell'edilizia:
( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 162 del 2008-07-09 pagina 12 Signora Iervolino, cosa fa ancora
lì? di Redazione Signora Rosa Russo Iervolino, perché si ostina a restare incollata
a una poltrona che ha mal onorato? Se aspetta che lo faccia prima Antonio Bassolino, è tempo sprecato, intanto
lei, come si usa dire, una ne fa e cento ne pensa. Il sottosegretario
Guido Bertolaso le aveva chiesto di trovarla una buona volta, entro un mese, la
sede per un termovalorizzatore. Lei ci ha pensato il mese intero, poi ai primi
di luglio ha annunciato che l'area individuata dal Comune di Napoli per il
termovalorizzatore sarebbe stata a via Scarfoglio, nell'ex spaccio degli
Americani, la sede della Nato nel quartiere di Agnano. Cinque ettari
all'interno di un'ex area industriale dismessa, di proprietà di privati.
"Abbiamo deciso per Agnano - aveva detto in solenne conferenza stampa -
dopo un'analisi molto lunga e molto attenta su tutto il territorio cittadino e
dopo aver vagliato anche altre ipotesi. Il nuovo termovalorizzatore rispetterà
tutte le caratteristiche per difendere la salute dei cittadini sul modello di
quello costruito nel centro di Vienna". Una settimana dopo la scelta meditata
e ispirata fieramente alla mitteleuropea, Guido Bertolaso fa sapere che ad
Agnano non si farà proprio niente, perché il posto scelto dal sindaco è
palesemente inadatto e inadeguato. "L'impatto del termovalorizzatore nel
sito indicato - si legge in una nota della Protezione civile - in relazione
alle caratteristiche morfologiche dell'area sotto il profilo della dispersione
delle emissioni e del rischio industriale, ha indotto la Commissione ad
esprimere, in modo unanime, parere non favorevole alla realizzazione
dell'impianto di termovalorizzazione nell'area di Agnano". Seguono due
frasi di buona volontà sull'esigenza di continuare a collaborare, insomma
ri-ricomincia da capo, nonostante l'urgenza sia febbrile. Vede, sindaco, che
non ne azzecca una? Ci sono tanti modi dignitosi di ritirarsi, e le donne che
non lo sanno fare non sono meno colpevoli dei loro omologhi gerontocrati
maschi. Le suggerisco un bell'esempio: si è laureata in Scienze della pubblica
amministrazione, con 110 e lode, Adriana Jannilli, classe 1916, dunque anni
novantadue, ex consulente del lavoro. La Jannilli ha discusso una tesi su
"L'uguaglianza femminile nel mondo del lavoro". La conclusione della
discussione della tesi e l'annuncio del punteggio è stato accolto con un applauso
da tutti i presenti nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche.
"Ora dovrò trovarmi un altro modo per passare il tempo", ha
commentato la neodottoressa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Oddati: "Pino
si è venduto al potere per un pugno di lenticchie" Lo scontro con il
Comune il chiarimento con Bassolino Messaggio di
Berlusconi Il siparietto più gustoso è avvenuto dietro le quinte. Ed è lo
specchio della Napoli di oggi. Il governatore Antonio Bassolino
è passato a salutare Pino Daniele e l'ha "preso di faccia":
"Caro Pino, hai detto che non ti ho aiutato per il concerto. E sai che non
è così. Hai ringraziato tutti e non me. Ora, stasera, lo devi smentire".
Il mascalzone latino è rimasto di stucco: "Ma no, Antonio, l'ho detto
anche in conferenza stampa: è il Comune, la Iervolino, che
non mi ha aiutato. A te non ho chiesto nulla". Un teatrino sotto gli occhi
imbarazzati del ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre tra
palco e camerini si aggiravano Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Tony Renis. Finisce
sempre in politica: dal palco, Milly Carlucci legge anche un saluto del premier
Berlusconi che ringrazia Pino & Friends "per questa festa di
musica e civiltà". Una sfida per Napoli che vuole ritrovare la dignità
ridotta ad ecoballe. La querelle politica era iniziata nel pomeriggio in
albergo, quando il nero a metà aveva commentato i problemi avuti per
organizzare il suo "concerto ad ostacoli: sembrava una caccia al tesoro,
non sapevi mai dove dovevi fermarti. Non ho avuto aiuti, la città aveva altri problemi,
ma il Comune qualcosa la poteva fare, per me, i soldi per Mehta e per Bolle li
ha trovati. Solo il ministro per l'Ambiente Prestigiacomo mi ha dato una mano,
con la campagna sulla raccolta differenziata". E l'amico Bassolino? "Non mi ha dato una mano perché non l'ho
chiesta. Ci siamo visti ieri, siamo davvero amici, quando è partita la macchina
organizzativa era nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti, non potevo parlargli
del mio concerto". Questa la dichiarazione, fraintesa, all'origine delle
tensioni e del chiarimento serale dietro le quinte. Ma le accuse al Comune il
nero a metà non le smentisce, anzi. E l'assessore alla Cultura Nicola Oddati
replica a muso duro: "Questa città ha fatto tanto per lui, constatare che
si è venduto al potere corrente per un pugno di lenticchie ci fa una certa
tristezza". E l'assessore ai Grandi Eventi, Valeria Valente, rivendica
intanto con gli organizzatori lo sforzo compiuto e gli aiuti concessi e
racconta come sul suo cellulare arrivino sms di protesta sulla diretta televisiva
trasformata, a loro dire, in uno spot pro-governo. Ma Ferdinando Salzano di
Friends and Partners, che ha organizzato lo show, ribatte: "Abbiamo pagato
tutto quello che c'era da pagare, spendendo circa 500 mila euro. E dal Comune
abbiamo avuto solo la piazza". p.t.
( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Differenziata, fondi dalla Regione bocciatura per Napoli e Caserta Ganapini:
"Il progetto dei Colli Aminei è ridicolo" Ok dal Senato al decreto
rifiuti. Bertolaso: entro fine luglio sito per l'inceneritore BIANCA DE FAZIO
Cinquanta milioni di euro per la raccolta differenziata e cento milioni per
realizzare gli impianti per il trattamento della frazione umida. La giunta
regionale della Campania apre i cordoni della borsa distribuendo soldi ai
Comuni che abbiano presentato piani per la raccolta differenziata e che si
siano candidati ad ospitare impianti per il compostaggio. Ma lascia fuori
Napoli e Caserta. "I cui progetti - spiega l'assessore all'Ambiente Walter
Ganapini - necessitano di revisione". Una bocciatura, che lascia Napoli
senza un soldo fino a quando non ci sarà una differenziata seria. Il progetto
pilota ai Colli Aminei "è ridicolo - aggiunge l'assessore - Non c'è
bisogno di una sperimentazione per 20 mila abitanti che già ci risulta la
facciano in buona percentuale. C'è bisogno che Napoli tutta passi alle pratiche
civili e normali che ci sono in tutta Europa". Intanto i rubinetti restano
chiusi. I soldi ci sono (30 milioni di euro per Napoli, Caserta ed i Comuni con
meno di 30 mila abitanti), ma per il momento se li tiene la Regione. E
l'assessore comunale Gennaro Mola replica: "Dispiace che Ganapini usi
questi termini. Dovrebbe avere parole più misurate. Da tempo attendiamo di
incontrarlo per definire gli aspetti di un impegno più complessivo del Comune e
dell'Asia". Le medie città, quelle con più di 30 mila abitanti, avranno
invece dalla Regione un finanziamento di 20 milioni di euro, distribuiti in
rapporto alla popolazione. "Sono 34 i Comuni i cui progetti per la
differenziata corrispondono ad un livello di qualità più che sufficiente"
spiega Ganapini. "E stanziamo 100 milioni - afferma il presidente Bassolino - per la creazione di impianti per il trattamento
dell'umido". Ne serviranno tra i 12 ed i 15, mentre i Cdr, spiega
Ganapini, "non saranno trasformati in impianti di compostaggio".
Quanto alla loro cessione alle Province, "queste dovrebbero gioirne".
Intanto dopo il no per il termovalorizzatore ad Agnano - e mentre il Senato
approva in via definitiva il decreto per l'emergenza rifiuti, con tanto di
critiche del Pd per la norma che prevede la restituzione allo Stato da parte
della Campania dei fondi spesi per l'emergenza - il sottosegretario Bertolaso
ed il Comune lavorano d'intesa alla ricerca della nuova localizzazione:
"Ci sono al vaglio altre ipotesi - afferma Bertolaso - tra cui l'area est
e Scampìa. Lavoriamo perché si giunga, per fine luglio, ad una soluzione
condivisa". Mentre la Iervolino, cui viene imputato
l'errore della scelta di Agnano, si dice pronta "a fare da capro espiatorio,
tanto ho le spalle grosse". Ma "non mi sento ingannata dai tecnici.
Sono io che ho fatto la scelta e non loro. Io non lo so come tira il vento su
Agnano, ma non lo sanno neanche i nostri tecnici. Che ne sanno i tecnici
di quello che è il giro dei venti ad Agnano?". Risposte che in parte
confermano una frase di Pulli, il tecnico capo dipartimento ambiente del
Comune: "Perché ho indicato Agnano? Non è questa la versione esatta dei
fatti". E la vicenda rifiuti arriva sino in Giappone, dove il presidente
Berlusconi, commentando la manifestazione di piazza Navona sbotta: "Di
rifiuti mi occupo solo a Napoli". Una frase che gli procura la risposta
polemica del senatore Riccardo Villari: "Ci si lamenta che l'immagine di
Napoli sia monopolizzata dai rifiuti e poi proprio il premier associa la città
all'immondizia".
( da "Tempo, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Forestale
Guido Conti al comando del Distretto SULMONA Guido Conti, sulmonese doc, torna
in città come Comandante del distretto del Corpo Forestale di via Salvemini,
pur mantenendo il Comando Provinciale di Pescara. Un duplice incarico che gli è
stato conferito per meriti speciali dal capo del Corpo, Cesare Patrone. Guido
Conti si è distinto da ormai quindici anni in operazioni di
carattere ambientale ed in particolare modo in quelli di lotta all'ecomafia. A suo merito la scoperta della
più grande discarica abusiva d'Europa, almeno così è stata definita, quella di
Bussi. Una vicenda che vede coinvolto anche il problema dell'eventuale
inquinamento delle falde acquifere, utilizzate per alimentazione umana.
B.D.M.
( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-10 num: - pag: 42 NOIR LETTERATURA
CIVILE L'amore di Aleya e Marek inseguendo il sogno italiano L a storia di
Marek e Aleya ha un ritmo cinematografico. Capitolo per capitolo, in un
classico montaggio alternato, il lettore segue le avventure dei due
protagonisti nell'Italia dell'immigrazione: Marek parte dalla Polonia
inseguendo l'Italian dream nei campi del Sud tra i pomodori, la nigeriana
Aleya, invece, arriva in strada dopo aver sceso i gironi della prostituzione. I
due si incontrano in un pomeriggio di sole, e si innamorano: da qui la loro
vicenda prosegue su un binario unico animato dall'amore e dalla speranza di una
nuova vita dove se lei dice: "Tu pazzo", lui risponde: "Meglio
pazzo che schiavo...". L'opera a quattro mani di Marco Vichi e Leonardo
Gori, infatti, ha il pregio di illuminare attraverso la fiction angoli di
immaginario che si incontrano troppo spesso in cronaca, sia nel dipingere lo
sfruttamento nei campi, tra turni micidiali, dormitori comuni e caporali, o la
prostituzione, sia nel raccontare il tentativo di integrazione che i
protagonisti, una volta fuggiti, proveranno a Firenze. Se il giovane Marek è
animato da tanti sogni, Aleya ha smesso di averli fin dal primo abuso sessuale:
la compensazione tra i due, anche se la cruda vicenda della ragazza è
raccontata meglio, cattura il lettore fino a un finale secco. Una storia
intelligente uscita per la collana "Verdenero", una
serie di "Noir di Ecomafia " dove scrittori si impegnano nella
denuncia (tra gli altri Piero Colaprico, Wu Ming, Giancarlo De Cataldo)
devolvendo parte delle royalties a Legambiente. Una collana di letteratura
civile, e un laboratorio di genere. Alessandro Beretta MARCO VICHI LEONARDO
GORI Bloody Mary EA - EDIZIONI AMBIENTE PP. 224, e 10.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza
"I fischi a
Gigi mi hanno ferito è razzismo" Federico Vacalebre Il giorno dopo piazza
del Plebiscito Pino Daniele è stanco, ma soddisfatto, "non fosse per i
fischi e il malinteso con Bassolino". Dice:
"Con Antonio ci siamo chiariti subito, non avevo nessun appunto da fargli,
anzi avevo dichiarato che in piena emergenza rifiuti mi era sembrato giusto non
importunarlo con il problema del mio concerto senza casa", spiega il nero
a metà. "La contestazione contro D'Alessio, invece, mi ha rattristato. Per
non dire di quelle dichiarazioni dell'assessore Oddati: io mi sarei venduto al
potere per un pugno di lenticchie? Le lenticchie mi piacciono, ma non sono un
uomo di potere, ho soltanto provato a fare il mio mestiere, il musicista, nella
mia città, mostrandone uno dei volti più belli in diretta su Raiuno. Sarà mica
colpa mia se il ministro Prestigiacomo ha deciso di approfittarne per lanciare
la campagna per la differenziata, se il sottosegretario Bertolaso è venuto in
albergo a salutarmi, come Bassolino peraltro, e non ho mai visto il sindaco Iervolino? Ma Oddati da
che pianeta viene?". Dal Comune si tende a minimizzare, esprimendo in una
nota ufficiale "grande soddisfazione per la bella riuscita"
dell'evento e sottolineando l'impegno profuso, e l'aver messo a disposizione
"non solo la piazza più prestigiosa della città, ma anche
l'apparato logistico in grado di ridurre al minimo ogni possibile disagio per
l'organizzazione". Le dichiarazioni polemiche del mascalzone latino sul
Comune "che non ha fatto niente", scaturirebbero da "una mancata
conoscenza dei fatti": il San Paolo, per farla breve, gli sarebbe stato
negato da Aurelio De Laurentiis. "Che devo ribattere?", riflette
Daniele, "sul presidente del Calcio Napoli ho già detto come la penso,
ovvero nel peggior modo possibile. È uno scandalo che solo qui lo stadio sia
vietato alla musica. Ma possiamo parlare di musica?". Parliamone, Pino:
"La nuova canzone napoletana su Raiuno ha funzionato, a tal punto che
spero di riuscire a bissare il format l'anno prossimo, solo con ospiti
stranieri, più D'Alessio, naturalmente. Io sono testardo, chi lo ha fischiato
ha mancato di rispetto anche a me, per non dire di quegli striscioni
allucinanti. C'è una canzone nel suo prossimo disco, con un verso che parla di
"nu guaglione 'e Santa Chiara che canta "Napule è": se mi vuole,
in voce o con la mia chitarra, io sono pronto. Ma potremmo anche scrivere
qualcosa insieme, piaccia o non piaccia a quella parte del pubblico che mi
vorrebbe imbalsamato come una reliquia, che ha preferito fischiare un
"nemico" piuttosto che ascoltarlo mentre cantava una canzone
antirazzista". Il programma tv è andato bene, soddisfatti il direttore Del
Noce e il capostruttura Raveggi: 2.909.000 i telespettatori, pari al 16,12 per
cento di share, lo show è stato il secondo programma più visto della giornata.
I paragoni saranno impropri, ma recentemente Vasco Rossi (1.829.000 spettatori
su Raidue) e Zucchero (1.500.000 su Italia 1) hanno fatto peggio. Sul fronte
dei numeri, si registra anche un forte riordino nei negozi di dischi di
"Ricomincio da 30", il triplo lp alle spalle della tournée inaugurata
a Napoli. Ma i numeri non placano le polemiche, il chiacchiericcio in
politichese che ha soffocato l'eccezionale qualità musicale dell'evento. In
più, il San Carlo fa sapere all'artista "di non aver avuto soldi dal
Comune, ma solo servizi. E di aver pagato l'occupazione di suolo
pubblico": nessuna disparità di trattamento, insomma, si assicura. Franco
Verde, consigliere comunale del Pd, spara su Oddati, colpevole di aver
denigrato "il valore culturale espresso dall'arte" di Daniele solo
perché inteso come "esaltazione del governo centrale". In sintonia il
presidente dell'Ascom napoletana Antonio Pace: "Daniele è un grande
esempio di attaccamento alla propria città, un esempio che tutti noi dovremmo
seguire. Tutti dovremmo partecipare alla rinascita della città,
indipendentemente dalle idee politiche". "Non mi sento un esempio,
non voglio arrogarmi questo ruolo", spiega Pino, "ma so di aver messo
nel concerto tutto il mio amore per la città. Mi sono sentito ricambiato dagli
artisti che si sono esibiti con me e dall'affetto della piazza, esclusi i
fischi per D'Alessio. Non è il momento delle divisioni, Napoli rinasce solo se
unita. Bassolino e la Prestigiacomo insieme dietro il
palco non sono un segno di inciucio, ma il segno che qualcuno sa che per
risolvere l'emergenza serve l'impegno di tutti gli uomini e le donne di buona
volontà. Nelle istituzioni e fuori: noi, semplici musicanti, abbiamo dato il
nostro contributo".
( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 164 del
2008-07-11 pagina 12 E Bassolino bocciò Rosetta di
Redazione La Regione Campania ha soldi da investire nel... cassonetto.
Cinquanta milioni per la raccolta differenziata e cento per favorire la
costruzione di impianti per lo smaltimento dell'umido. Il criterio
discriminante sarà legato ai piani presentati per risolvere questo problema che
da mesi sta piegando la Campania. Ebbene la sorpresa viene dalle prime
bocciature: Napoli e Caserta. Potremmo quasi parafrasare
che Antonio Bassolino (capo
della giunta regionale) non finanzierà il sindaco partenopeo Rosetta Russo Iervolino.
Ma, con molta più amarezza, potremmo ammettere che Napoli non ha nel cassetto
piani per risolvere l'emergenza rifiuti e si aggrappa al governo.
Assistenzialismo sudista, insomma: déjà vu.. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
VIII - Napoli TELEX capro espiatorio GILLO MATITARO Visti i risultati su Bassolino, da qualche
tempo il sindaco Iervolino si dice pronta a fare il capro espiatorio per
qualsiasi cosa.
( da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Napoli
Ruggiero, segretario provinciale Italia dei valori "Pd, lavoriamo insieme
per le elezioni nel 2009" "Il nostro obiettivo è che si vada alle
urne per Provincia e Regione insieme" "Il centrosinistra deve
continuare a vincere, invece molti sembrano non aver più questo argomento al
centro della loro agenda politica". Di ritorno dalla controversa
manifestazione di piazza Navona e all'indomani dell'incontro con il neosegretario
provinciale del Pd Luigi Nicolais, il coordinatore cittadino di Italia dei
Valori, Vincenzo Ruggiero, invita lo schieramento a "ragionare sulla
maniera migliore per recuperare il rapporto con i cittadini". E pensa ad
elezioni congiunte Provincia-Regione nel 2009. Veltroni e Di Pietro sono ai
ferri corti. Si fa difficile anche la convivenza tra lei e Nicolais? "Sono
stato anche io a piazza Navona, e sono preoccupato perché vedo un disegno volto
ad isolare l'Italia dei Valori, falsamente rappresentato come un partito
monotematico. Nel rapporto con il Pd è fondamentale il rispetto reciproco, e ho
ricevuto da Nicolais ampie rassicurazioni in questo senso. Possiamo sin da ora
lavorare insieme per tre priorità: la lotta alla criminalità organizzata, la
lotta alla povertà e la questione ambientale. Tre emergenze che meritano
risposte concrete, subito". La coalizione però è in sofferenza, dopo il
voto di aprile. Di Pietro è stato uno dei primi a chiedere
espressamente a Bassolino
di farsi da parte. Ora qual è la vostra linea? "Distinguerei innanzitutto
tra Comune di Napoli, Provincia e Regione. Una personalità di assoluto rilievo
come il sindaco Rosa Russo Iervolino deve rendersi conto che, dopo il rimpasto,
deve andare avanti lungo una strada non ancora percorsa a sufficienza.
La vicenda rifiuti ci insegna che non basta chiudere le discariche con
l'obiettivo di guadagnare consenso popolare, perché poi i nodi vengono al
pettine. Bisogna lavorare per scelte credibili e affidabili che garantiscano la
popolazione". E sulla Regione? "Ritengo Antonio Bassolino
una delle personalità più importanti della politica meridionale. Non ho mai
fatto parte dei servi sciocchi, e non mi unisco al coro del codardo oltraggio.
Ma il governatore deve concretamente prendere atto del fatto che un ciclo è
finito e deve essere in prima fila per costruirne uno nuovo. Per quanto ci
riguarda, si può andare alle urne nel 2009 per rinnovare non solo la Regione ma
anche la Provincia, se non dovesse essere già entrata in vigore la riforma che
istituisce la Città metropolitana". Quale dovrà essere il candidato di
centrosinistra per Palazzo Santa Lucia? "Non siamo interessati a uno
strumento come le Primarie, che sembrano piuttosto un regolamento interno al
principale partito. Meglio guardare a grandi personalità non contro, ma oltre i
partiti". Sembra l'identikit di Antonio Di Pietro. "Magari. Ma non
spetta a me decidere degli impegni e delle scelte che farà Di Pietro".
(d.d.p.).
( da "Opinione, L'" del 16-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 16 Lug
2008 Edizione 147 del 16-07-2008 Il Piano del Governo sembra funzionare ma i
napoletani sono stremati dai sacchetti Le nuove strategie intraprese
nell'infinita guerra ai rifiuti di Daniela Romano La città di Napoli, o meglio
l'intera Regione Campania contro l'emergenza rifiuti. Una guerra, questa,
aperta ormai da anni. Si combatte su tutti i fronti. Si ricorre all'uso di ogni
tipo di "arma". Si cercano compromessi e soluzione, ma il nemico, la
"monnezza", sembra non arrendersi. Sarà questa forse una delle guerre
che la città ricorderà di più nel tempo? Forse sì. E' una delle battaglie più
lunghe e più controverse. In questi anni e soprattutto begli ultimi mesi. Alti
dirigenti dello Stato, prefetti, funzionari, sono andati al fronte per
combattere la resistenza dei sacchetti. I "Generali " si sono
cimentati in strategie d'ogni tipo, stendendo "piani di attacco": si
è cercato di chiudere il nemico sacchetto in cave apposite, di annientarlo con
l'inceneritore, e infine, addirittura di espatriarlo. Ma nulla è servito. E
cosi si combatte ancora, spostandosi da una trincea all'altra, da Chiaiano, ad
Acerra, fino ad Agnano, lavorando alla segmentazione delle frange opposte, con
la raccolta differenziata. Difficili da seguire gli spostamenti dell'esercito
di Napoli, che nelle ultime ore sembra indirizzato nella zona est. Il nemico,
la "monezza" sembra lasciare il centro, concentrandosi nelle
periferie. Una timida ritirata che sembra dare speranze a Napoli. Tanti i
soldati scesi in campo. Dagli ambientalisti, ai sociologi e psicologi, fino ad
arrivare ai più grandi comandanti di esercito, i politici. In
primis, due astuti soldati, Bassolino e Iervolino. Dopo anni di preparazione e meditazione decidono di
affrontare il fenomeno. Appaiono compatti tra loro, quasi certi di poter
sconfiggere il nemico, ma poi, forse la paura, o forse la mancanza di armi, li
costringe ad una ritirata. Eppure Napoli non può arrendersi. A cambiare
le sorti arriva il comandante in Capo, Silvio Berlusconi. Da subito le cose
sembrano cambiare. Raduna il suo esercito, distribuisce ordini, e decide armi e
strategie di attacco. Nomina un vice comandante, Guido Bertolaso, che da subito
controlla e organizza i nuovi siti da trasformare in trincea. Quest'ultimo,
reduce da numerose battaglie, chiede aiuto ad un soldato del fronte opposto,
che ben conosce il territorio, Walter Ganapini, Assessore all'ambiente della
regione. Insieme si lavora per capire quale siano le debolezze del nemico, che
sembra essere più stanco del solito. Il Comandante supremo sembra aver scelto
le armi e persone giuste. Il nemico sta forse per essere sconfitto. Le legioni
straniere corrono in soccorso. Nel frattempo fuori dalle trincee il popolo
esorta la pace, e mostra rabbia per un nemico che da anni ha martoriato, e
distrutto la città. Il generale è riuscito a convocare soldati da ogni parte.
Ognuno svolge un ruolo ben chiaro. I precedenti protagonisti di questa guerra,
Iervolino e Bassolino, lavorano alla distribuzione di
materiale bellico, il comandante Bertolaso e "l'informatore"
Ganapini, studiano le cartine territoriale per trovare nuovi punti di attacchi,
mentre il comandante Berlusconi, alle prese tra l'altro con diversi affari
diplomatici, si concentra nella pianificazione di nuove tattiche. Dal fronte di
guerra giungono notizie di cittadini che si vendono al nemico, commettendo
azioni illecite a danno del proprio popolo. Il popolo è in rivolta, il
comandante in capo, ora fuori città, promette di risolvere tutto, e vincere la
guerra. Ma il popolo ormai sembra non voler credere più a nulla? Per troppi
mesi ha voluto fidarsi di soldati e generali che cambiavano al cambiar del
vento. Ora è stanco e alla fine in una guerra interminabile, tra un comandante
ed un altro si fa una sola domanda "in questa guerra, chi saranno i veri
eroi?".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Cinema e teatri
Pagina 10238 Le Monde scioccato dal reportage "Biutiful Cauntri"
spiega la monnezza ai francesi Le Monde scioccato dal reportage --> Esce
oggi nelle sale francesi "Biutiful Cauntri", documentario sull'ecomafia in Campania, che mostra
"come Napoli sia diventata la pattumiera d'Italia". Uscito in Italia a
marzo, apprezzato a giugno al festival di Monaco di Baviera, il film-reportage
di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero è per Le Monde una
"introduzione appassionante a "Gomorra"", la "potente
fiction premiata a Cannes" di Matteo Garrone, che sarà nelle sale
francesi solo tra quattro settimane. "Una visione apocalittica" che
sa di "sporco" e che trova "le immagini per far sentire anche a
noi un senso di sporcizia". "Biutiful Cauntri" descrive la saga-immondizia
"con una violenza impressionante".
( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
Goletta Verde: emergenza fiumi avvelenati Acque pulite, ma solo lontano dalle
foci dei fiumi. Il mare di Napoli e Caserta gode di buona salute, ma la
bandiera nera di Legambiente torna in Campania, a sei anni dall'ultima
bocciatura. Colpa dei fiumi che continuano ad avvelenare le coste. E delle
istituzioni che non adeguano gli impianti di depurazione. Questo il verdetto di
Goletta Verde, il veliero dell'associazione ambientalista che da 23 anni
analizza i mari italiani. Sette le foci dei fiumi esaminate, tutte inquinate,
dal Garigliano al Sarno passando per il Volturno e i Regi Lagni. Con valori,
per alcuni batteri, ben oltre dieci volte il limite consentito. Legambiente,
con il direttore regionale Raffaele Del Giudice, punta l'indice: "Colpa
dell'immobilismo delle istituzioni che non adeguano gli impianti di
depurazione. Ora va affrontata l'emergenza con una sorta di piano
Marshall". E rilancia: "Piuttosto che a presidio delle discariche,
usiamo l'esercito nella lotta alle ecomafie, nel controllo
degli sversamenti illegali nei fiumi". I dati di Goletta Verde tracciano
dunque un bilancio in chiaroscuro. Da un lato 20 spiagge balneabili su 23 sono
risultate pulite (sensibile il miglioramento di Bacoli): fuorilegge solo le
spiagge di Nazario Sauro, vicino alla rotonda Diaz a Napoli, un tratto
della litoranea 7 di Torre del Greco e la spiaggia libera di Recommone a
Nerano. Dall'altro le foci dei corsi d'acqua soffrono un inquinamento aggravato
anche dall'abusivismo edilizio. "Soprattutto nel Giuglianese e nel
Casertano questo fenomeno, mancando le condutture fognarie a norma, provoca
gravi danni alla salute delle acque - l'allarme di Del Giudice - è urgente poi
che le zone industriali si dotino di microdepuratori per influire sempre di
meno sulla già grave situazione". Stamattina il veliero è a Capri pronto a
salpare per proseguire le indagini nelle acque della penisola sorrentina e del
Cilento. (luigi carbone e lilly viccaro theo).
( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina X - Napoli IL
VALORE STRATEGICO DEL CENTRO STORICO PASQUALE BELFIORE arebbe sommamente
auspicabile anche qualche decisione, visto che per la prima volta in un
convegno su quest'argomento vi sono più politici che tecnici, qui richiamati
(obbligati a farlo) da una scadenza ormai prossima: la firma entro il 20
settembre 2008 dell'accordo di programma tra Regione, Comune, Soprintendenza e
Curia che dovrà prevedere in dettaglio criteri, modi e tempi d'attuazione degli
interventi per circa 200 milioni riservati dai fondi europei al centro storico
di Napoli. C'è il fondato timore che a questo appuntamento si arriverà in
affanno, con programmi e progetti non ancora ben definiti e senza un
coordinamento efficace tra le quattro istituzioni. In un passato prossimo,
cospicui finanziamenti già assegnati per alcune opere sono stati poi revocati
dalla Regione per seri problemi di natura progettuale (i "Grandi
attrattori", ad esempio); dunque, il timore è fondato. Occorre una svolta
di metodo e un cambio di passo. Oggi pomeriggio ai politici presenti si
potrebbero incominciare a chiedere una "dichiarazione d'interesse" e
una presa di posizione (decisione) su almeno due importanti aspetti del
problema. La dichiarazione d'interesse va fatta sul valore strategico del
centro storico di Napoli nella prospettiva d'una ripresa della città. In
realtà, pochi vi hanno creduto al di là delle rituali liturgie - la millenaria
storia, sito Unesco, il centro storico più grande d'Italia (non è vero) e così
declamando - e di conseguenza poco o nulla è stato investito progettualmente e
finanziariamente, distratti come siamo stati dalle più fascinose prospettive
ludico-paesaggistiche di Bagnoli o dalle convenienze d'investimento che
prefigura Napoli est. Avrebbe un altissimo valore culturale, politico e
simbolico la dichiarazione, esplicita e unanime da parte dei relatori del
convegno, che il futuro di Napoli non può essere separato dal futuro del suo
centro storico, anzi, che il futuro di Napoli s'identifica nella rinascita del
suo centro storico. Dichiarazione impegnativa perché - se fatta dal
sottosegretario agli Esteri anche con delega per l'Unesco Scotti, dal
governatore Bassolino, da due assessori del Comune di
Napoli con deleghe specifiche Cardillo e Laudadio - comporta atti e pratiche
conseguentemente conformi, una dichiarazione d'interesse, appunto. Il primo dei
due aspetti del problema sul quale ci si attende sempre oggi una prima
decisione, riguarda la partecipazione della città, finora tenuta fuori da ogni
livello di conoscenza di quanto si va pensando e facendo nelle quattro
istituzioni firmatarie dell'accordo. La città non è folla manzoniana in tumulto
o magma indistinto, ma istituzioni culturali prestigiose, associazioni di
categoria di vasta e qualificata rappresentanza, enti e università, sindacati e
uomini di cultura che hanno il diritto-dovere di dire la loro su questo
problema. Nessun assemblearismo o commistione di ruoli. Ho detto e scritto più
volte che in questi casi è sempre la politica a decidere, ma solo dopo aver
ascoltato ed essersi confrontata con la città. Su questo punto c'è un impegno
preciso dell'assessore Laudadio e sono certo che in questa occasione
comunicherà anche tempi e modalità del confronto, ineludibile, con la città. Il
secondo aspetto del problema riguarda i livelli di responsabilità, vale a dire,
chi decide sul centro storico di Napoli? Attualmente, decidono almeno tre
assessorati e tre Soprintendenze, per quanto di competenza, come si suol dire
in gergo burocratico. I risultati non sono, oggettivamente, esaltanti. è
pensabile gestire per sei, sette anni un programma di restauri complesso,
ambizioso ed economicamente impegnativo attraverso una articolazione così complicata
di competenze e responsabilità? Certamente no. Si può pensare a una struttura
straordinaria, una società, un'authority che gestisca anche con procedure
straordinarie l'intero programma? Spero di sì. è inutile, a tal proposito, fare
l'elegia dell'ordinario. Sta di fatto che nella storia di questa città gli
unici risultati d'un certo rilievo in ambito urbanistico sono stati conseguiti
solo attraverso l'istituzione di commissariati e strutture straordinarie,
dall'Alto commissariato di Castelli in epoca fascista al Pser (Programma
straordinario di edilizia residenziale pubblica) dopo il terremoto del 1980. Su
quest'ipotesi, un orientamento, se non una decisione vera e propria, è
auspicabile che venga proposto dai relatori presenti. Due note positive per
chiudere. Regione e Comune, quando vogliono, hanno risorse umane e
professionali di qualità su cui fare leva. Il documento d'orientamento
strategico del P.I. Napoli firmato il 2 luglio 2002 da Di
Lello, Iervolino, De Caro, Guglielmo e Spinosa e redatto da Carotenuto per la
Regione è studio attento e condivisibile, punto di riferimento per intraprese
future. Il P.I. Napoli-Teatri per il recupero e restauro dei teatri romani nel
centro antico è esperienza positiva e per certi versi esaltante. Due
punti di forza dai quali ripartire.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi Napoli ospita
in Prefettura il secondo Consiglio dei ministri voluto da Berlusconi per tirare
le somme sulla crisi rifiuti. "Annuncerò che l'emergenza è finita e, come
i napoletani e i campani hanno potuto vedere in questi giorni, non ci sono più
rifiuti per strada", ha detto ieri il premier. Berlusconi ha anche
precisato che "la soluzione dal punto di vista dello smaltimento
industriale ci sarà solo quando saranno completati i termovalorizzatori, soluzione
da imitare in altre regioni che sono lì lì per arrivare alla crisi". In
città manifesti di Fi con la scritta "Grazie Silvio". Bassolino: collaborazione piena tra
governo e amministrazioni locali. Ieri intanto in Comune si è svolto un vertice
tra Bertolaso e la Iervolino per individuare l'area dell'inceneritore: entro un
mese la decisione, che si giocherà tra Napoli Est e Scampia. E dopo le
bombe alle forze dell'ordine, incendiata a Chiaiano l'auto dell'assistente del
sindaco Iervolino, Vittorio Ciccarelli. BARTOLI, DEL GAUDIO E SAPIO ALLE PAGG.
38 e 39.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Berlusconi: "Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni" finita
l'emergenza rifiuti Ecomafia, la magistratura sequestra otto discariche alla
camorra Napoli. "In 58 giorni siamo riusciti nella missione impossibile. È
stato smentito chi pensava che il governo non ce l'avrebbe fatta. L'emergenza è
superata: abbiamo smaltito 50mila tonnellate di rifiuti. Napoli e la
Campania tornano ad essere città occidentali, ordinate e pulite".
L'espressione è certamente forte, ma rende bene l'idea di quello che Silvio
Berlusconi voleva comunicare sull'emergenza rifiuti in Campania, dopo aver
celebrato il secondo Consiglio dei ministri convocato a Napoli in due mesi. Si
dice: ogni promessa è debito. E il premier, almeno questo debito della campagna
elettorale, l'ha in parte saldato. Napoli non è più la pattumiera d'Italia.
Finalmente si rivedono i turisti in città e negli altri luoghi simbolo di una
regione incantevole. I napoletani hanno ritrovato il sorriso. Sul lungomare
cittadino si sente l'odore del mare, non più il lezzo insopportabile della
spazzatura che imputridisce per strada. Insomma, Napoli è ridiventata la città
delle cartoline. La Campania è stata ripulita da cima a fondo. E quel che è
meglio è il fatto che l'attuale condizione di pulizia delle strade durerà a
lungo, perché rispetto a 3 mesi fa in Campania ci sono due nuove discariche
funzionanti in Irpinia e nel Beneventano (quella di Savignano Irpino vicino
Avellino e Sant'Arcangelo Trimonte), altre due verranno allestite e
funzioneranno a pieno regime entro l'autunno nel Napoletano (le discariche di
Chiaiano e di Terzigno), altre sei ancora (quelle previste nel decreto legge
sull'emergenza rifiuti convertito in legge) verranno via via aperte. Insomma,
la Campania è diventata autosufficiente, riesce finalmente a smaltire le oltre
7 mila tonnellate di spazzatura quotidianamente prodotte in Campania. Il
premier, dopo il Consiglio dei ministri, in conferenza stampa, ha promesso che
comunque il governo non si crogiolerà su questi risultati "perché
l'emergenza in Campania finirà solo quando entreranno in funzione i quattro
termovalorizzatori". E indica una sorta di cronoprogramma per questi
impianti. Entro inizio 2009 comincerà a funzionare l'inceneritore di Acerra,
poi via via quelli di Salerno, Santa Maria la Fossa nel Casertano e Napoli.
"I tempi per uscire dall'emergenza- aggiunge Berlusconi- sono previsti in
tre anni, ma noi speriamo di farcela in due". Una cosa è certa, la follia
dell'emergenza rifiuti, a guardare le strade di Napoli, sembra appartenere ad
un passato assai lontano nel tempo. Ma tutti sappiamo che non è così.
Sibillina, in ogni caso una frase del premier in conferenza stampa:
"Indagheremo sulle responsabilità di questo disastro". Tradotto: il
Pdl potrebbe riportare all'attenzione del Parlamento il lavoro delle Commissioni
parlamentari d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, e così come accadde per la
ricostruzione post terremoto, indagare non solo sulle cause del disastro
rifiuti ma anche sul fiume di denaro pubblico speso non per rimuovere quelle
cause ma per perpetuare l'emergenza. Parliamo di sperperi da almeno due
miliardi di euro. Alla Campania, ha spiegato sempre Berlusconi, manca ancora un
tassello importante da incastonare in questo mosaico che si chiama ciclo dei
rifiuti: educare i cittadini a produrre meno rifiuti e a fare la raccolta
differenziata. Su questo versante Berlusconi annuncia una grande campagna per
"l'educazione civica di base" alla raccolta differenziata, che
prenderà il via ad agosto con l'arrivo in Campania "di migliaia di volontari
da tutta Italia" e il sostegno della Chiesa. Alla celebrazione della fine
dell'emergenza rifiuti c'era anche il governatore Antonio Bassolino, per anni
commissario all'emergenza. Bassolino ha firmato con il ministro Stefania
Prestigiacomo un accordo di programma che prevede la stanziamento di 526
milioni di euro per la rimozione degli abbandoni incontrollati di rifiuti, la
messa in sicurezza e bonifica delle vecchie discariche; la bonifica di siti
inquinati. Misure indispensabili in una regione che per anni è stata lo
sversatoio di rifiuti d'ogni genere, in discariche controllate spesso dalla
camorra. Come dimostra l'ultima inchiesta della magistratura antimafia
napoletana che ha sequestrato otto discariche alla cosca dei Casalesi.
Discariche alle porte di Napoli, dove oltre a milioni di tonnellate di
sacchetti della spazzatura, con la benedizione del clan, finiva di tutto: dai
rifiuti ospedalieri, come quelli delle sale operatorie, ai cimiteriali, come le
vecchie bare. E ancora: batterie esauste, pneumatici e persino veicoli
utilizzati per commettere delitti. Ma il vero affare era lo smaltimento, a
costi davvero competitivi, dei rifiuti industriali provenienti dal centro nord.
Smaltimento che, come hanno evidenziato gli investigatori, avveniva "con
reciproca convenienza delle parti", senza alcuna tutela per l'ambiente. E
tra le aziende lambite dall'inchiesta tante società, anche liguri, come la
ditta Tra. Sfer. Mar. s.r.l di Ferdinando Cannavale di La Spezia. È una società
di intermediazione commerciale e si interessava di trovare aziende campane alle
quali affidare i rifiuti da smaltire al Sud. Rifiuti di qualsiasi genere dagli
insediamenti civili, a quelli industriali e ospedalieri. Paolo Chiariello
www.paolochiariello.it 19/07/2008 ' 19/07/2008 il pattocon il governoAbbiamo
siglato un accordo di grande importanza per risanare l'ambiente antonio
bassolinopresidente Regione Campania 19/07/2008 ' 19/07/2008
periferiedimenticateProblema risolto solo nelle vie del centro, nelle zone
limitrofe ancora i roghi del pattume felice belisariosenatore dell'IdV
19/07/2008 ' 19/07/2008 meritonostroSono contento che tutti siano contenti;
quando al governo c'è la Lega tutto si risolve roberto calderoliministro della
Lega 19/07/2008.
( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Ieri e oggi
"Napoli è pulita, ora torna in Occidente" Berlusconi: abbiamo risolto
l'emergenza in 58 giorni. E rilancia l'ipotesi del G8 GIANLUCA LUZI NAPOLI -
"Abbiamo mantenuto la promessa in 58 giorni: Napoli e la Campania tornano
ad essere pulite e occidentali senza il disastro che attraverso le immagini
della tv aveva rovinato la nostra immagine nel mondo. In molti avevano
scommesso che il governo non ce l'avrebbe fatta, ma hanno avuto torto. Siamo
riusciti in una missione impossibile". Felice, anzi trionfante per aver
"risolto l'emergenza spazzatura", Berlusconi riunisce a Napoli il
consiglio dei ministri, con in testa l'idea che se La Maddalena non sarà
pronta, fra un anno il G8 si terrà proprio nella città rimessa a nuovo, come
anticipa ai suoi ministri. Alla sua destra il commissario Bertolaso, accanto i
ministri dell'Ambiente Prestigiacomo e della Difesa La Russa. In prima fila i
comandanti militari le cui truppe presidiano le discariche e il
termovalorizzatore di Acerra che sarà pronto entro l'anno e hanno dato un
contributo decisivo allo smaltimento dei cumuli di spazzatura che per mesi
hanno soffocato la città. Berlusconi ringrazia della
collaborazione perfino le autorità campane, cioè il sindaco Iervolino e il
presidente Bassolino che in
campagna elettorale erano stati i suoi principali bersagli. Ringrazia Stefania
Prestigiacomo che definisce "dolce e gracile in apparenza, ma con un
carattere di ferro", e "tutti coloro che hanno lavorato alla fine
dell'emergenza". Per il premier la pulizia delle strade di Napoli è
stata "un'opera di civiltà", in Campania "lo Stato è tornato a
fare lo Stato". Ma perché la città era arrivata al collasso? Quali erano
state le cause del disastro ambientale? Intanto "l'incapacità di operare
di chi ha fatto solo e sempre politica", cioè la sinistra. Poi perché ci
sono state altre cause su cui Berlusconi dice che il governo indagherà:
"Non sono ancora chiare le cause della grave situazione che abbiamo
trovato, ma si potevano e si dovevano evitare. Sono responsabilità che andremo
a investigare". Due mesi fa c'erano cinquantamila tonnellate di rifiuti
accumulati nelle strade. Adesso, nella periferia di Napoli "restano ancora
duemila tonnellate di rifiuti pericolosi che dovranno essere portati via da
ditte specializzate e che saranno smaltite entro la fine di luglio".
Finita la fase più drammatica, "resta l'emergenza per la mancanza dei
termovalorizzatori. Per la soluzione definitiva ci vorranno tre anni, ma noi
speriamo di farcela in due". Ma l'obiettivo del premier è quello di fare
di Napoli "la città più ordinata e pulita d'Italia". E a questo scopo
Berlusconi è intenzionato a lanciare una vera e propria campagna per
sensibilizzare la cittadinanza. Il modello è nientemeno che Tokio "dove
vivono tredici milioni di persone. In due giorni - racconta il premier reduce
dal G8 giapponese - non ho visto per terra un mozzicone di sigaretta, una carta
di caramella o un foglio di giornale". E a proposito di G8, in consiglio
dei ministri Berlusconi ha dato incarico al commissario Bertolaso di verificare
se la prossima riunione dei Grandi si potrà davvero tenere alla Maddalena, come
previsto. Nel caso in cui l'isola sarda non sarà in grado di ospitare l'evento
fra un anno, è pronta l'ipotesi di tenere il G8 a Napoli, come era già stato
ventilato. Sarebbe l'occasione per rilanciare a livello internazionale la città
di nuovo tirata a lucido. In ogni caso - è l'impegno di Berlusconi - in
occasione del G8 italiano, a Napoli si terrà uno dei vertici che accompagnano
il mega summit mondiale. il brunello Silvio Berlusconi ieri si è paragonato al
Brunello di Montalcino, pregiato vino italiano: "Come lui anche io con gli
anni miglioro" ha detto il premier.
( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli Il retroscena Quel feeling con i nemici ROBERTO FUCCILLO
"SCUSATE, devo ringraziare anche le autorità locali e la Regione per il
contributo dato". Galanteria istituzionale. Pur senza mai nominarli,
Berlusconi rende omaggio a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, col quale peraltro ha appena
firmato l'accordo per le bonifiche. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli Il
piano Intesa firmata in prefettura tra il governatore Bassolino
e il ministro Prestigiacomo Patto tra Regione e Governo 520 milioni per il
risanamento Bonifica per i 37 Comuni del ciclo dei rifiuti "Immondizia in
gran parte rimossa, siamo sulla strada giusta per la normalità" Ma
Nicolais spegne l'euforia "La situazione è critica in periferia e in
provincia" OTTAVIO LUCARELLI Il presidente della Regione Antonio Bassolino e l'assessore Walter Ganapini esultano per
l'accordo di programma con il governo da 520 milioni di euro per la bonifica di
37 siti inquinati, a cominciare dal cratere dei veleni di Pianura. Il
segretario del Partito democratico Luigi Nicolais denuncia invece il bluff di
una città ancora sporca in periferia, mentre in centro sono scomparsi i
contenitori al punto che la gente in piazza Carolina, durante la riunione del
Consiglio dei ministri, ha depositato i sacchetti sotto la prefettura. Una
giornata che, tra le polemiche, segna comunque un nuovo atto nell'intesa
governo-Regione mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino,
dopo l'incontro di giovedì con il sottosegretario Guido Bertolaso, è partita
per Bruxelles. Per Bassolino, invece, la firma dell'intesa con il ministro Stefania
Prestigiacomo, sotto gli occhi di Berlusconi, poi di corsa in via Santa Lucia:
"Un accordo di grande importanza. Investiamo risorse consistenti,
oltre 260 milioni la Regione e altrettanti il governo per progetti di
riqualificazione e risanamento ambientale per i primi 37 comuni che sono stati
e sono impegnati nel ciclo dei rifiuti". Nel dettaglio si interverrà nelle
aree sedi delle dieci discariche individuate dal governo: Savignano Irpino,
Andretta, Serre, Terzigno, Napoli (Chiaiano e Pianura), Caserta, Santa Maria la
Fossa, Sant'Arcangelo Trimonte. Ma sono interessate anche le sedi dei quattro
termovalorizzatori in costruzione o da costruire ad Acerra, Napoli Nord/Est,
Salerno e S. Maria la Fossa. Bonifica nelle aree dei sedici siti di stoccaggio
provvisorio delle cosiddette ecoballe (Eboli, Giugliano, Acerra, Caivano,
Marigliano, Santa Maria la Fossa, Capua, Marcianise, Villa Literno, Fragneto
Monforte e Casalduni) e dei sette siti di impianti per la produzione di Cdr
(Avellino, Battipaglia, Tufino, Giugliano, Caivano, Santa Maria Capua Vetere e
Casalduni). Sono infine previsti interventi nei 14 Comuni limitrofi ai siti
interessati alla realizzazione degli impianti o con impianti dimessi. Un
accordo firmato anche da Bertolaso e dal commissario alle bonifiche Massimo
Menegozzo. Bassolino sottolinea che "i rifiuti
sono stati in gran parte rimossi" e che "siamo sulla strada giusta,
ma il percorso per la soluzione strutturale del problema e per evitare nuove
crisi rimane ancora lungo e difficile perché bisogna completare il ciclo
industriale di smaltimento". Soddisfatto anche l'irpino Gianfranco
Rotondi, ministro per l'attuazione del programma: "Sono orgoglioso di
essere rientrato nella mia abitazione di Avellino in una città pulita come
tutto il resto della regione. La speranza è che perduri questo clima e questa
collaborazione senza steccati politici e che nasca una stagione di rinascita
della Campania". Di altro avviso l'ex ministro Luigi Nicolais, segretario
del Pd di Napoli, che non si aggrega all'euforia: "Dalle strade
progressivamente si stanno rimuovendo i cumuli, ma permangono ancora criticità
in zone della periferia e della provincia. Da qui a cantare vittoria, come fa
il presidente del Consiglio, il passo è lungo. Il vero terreno sul quale si
misurerà la capacità della classe dirigente locale è il lavoro per riportare
nell'ordinarietà e nell'efficienza la gestione del ciclo dei rifiuti.
L'apertura degli impianti di smaltimento, l'avvio della raccolta differenziata
e il superamento definitivo delle gestioni commissariali sono i primi passi per
la normalità".
( da "Corriere della Sera" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-19 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Le reazioni La storica Gribaudi: Silvio ha sfruttato il lavoro di
Prodi. Il politologo Esposito: il Cavaliere ha dei meriti Gli intellettuali:
"Città pulita". "No, solo facciata" MILANO - Grazie Silvio,
come l'ultimo amaro calice. Certe volte la vita è dura. "Non credo che
abbia risolto il problema" dice la storica Gabriella Gribaudi. "Si è
limitato a sfruttare opere già avviate da altri, ma questa emergenza è
strutturale, e purtroppo c'è ancora, e ci sarà fino a quando si continuerà ad
andare per discariche". La società civile napoletana è rimasta sepolta
dalle tonnellate di rifiuti che assediavano la città e dal disfacimento della
politica campana. C'era, chiedeva visibilità, ma nessuno la ascoltava. E ora,
il contrappasso. L'odiato Berlusconi che esibisce i marciapiedi finalmente
puliti di via Caracciolo come un fiore all'occhiello del suo governo. Gribaudi,
storica raffinata, ha pubblicato un saggio sulla rivista del Mulino nel quale
esaminava in ogni suo dettaglio le leggi che si erano susseguite in materia di
rifiuti. "Noi c'eravamo, insieme alle associazioni, ma non abbiamo avuto
voce. Berlusconi ha ereditato una situazione bene impostata dal governo Prodi, che però ha avuto il torto di lasciare al suo posto Iervolino e Bassolino, le due persone che hanno
barattato la loro sopravvivenza con l'umiliazione dei cittadini di
Napoli". Tra Prodi e Berlusconi, la scelta è difficile. Il primo,
naturalmente più affine all'associazionismo napoletano, è ritenuto responsabile
della mancata defenestrazione degli amministratori locali. "Come è
triste vedere il centrosinistra campano in ginocchio davanti all'arrivo di
Berlusconi" dice Maurizio Braucci. "Sono preoccupati soltanto del
mantenimento del loro piccolo potere. Non gli interessa nient'altro. L'onore,
il decoro dei cittadini. Niente ". Quest'anno, l'autore napoletano ha
scritto la sceneggiatura del film Gomorra, ha messo insieme un libro nel quale
condensa la sentenza del processo Spartacus, e il resto del tempo lo ha
dedicato allo studio del problema dei rifiuti. E secondo lui le sudate carte
sono ben lungi dall'essere riposte nel cassetto. "Quella di Berlusconi è
una operazione di facciata, soltanto mediatica e rivolta ai non napoletani. La
comunicazione è importante, e lui di questo è maestro. Ma se dice che l'emergenza
è risolta, sbaglia due volte. La prima: quello dei rifiuti è uno scandalo, e
non una emergenza. La seconda: l'immondizia era già scomparsa un anno fa, a
periodi ciclici succede. Tornerà e sparirà di nuovo. è persino pericoloso dire
che tutto è finito, può essere un boomerang. L'inceneritore non c'è, per la
cava di Chiaiano ci vorranno altri 4 mesi, e si metteranno i rifiuti in una
delle aree più popolate d'Europa. Ma in questa storia così torbida non contano
soltanto i sacchetti eliminati, o nascosti. è più importante eliminare i
corrotti dalla Pubblica amministrazione, le persone responsabili dello sfascio.
E in questo, gli apparati locali si dimostrano più forti, di Prodi e anche di
Berlusconi". Il maestro di strada ha voglia di uscire dai suoi Quartieri
spagnoli. Sono mesi che Marco Rossi Doria assiste alla deriva napoletana
"con un senso di impotenza e rabbia". E adesso sceglie il paradosso.
Ben venga Berlusconi, dice, ben venga chiunque sia capace di liberarci da chi
ci ha ridotto in questo stato. "Niente può essere peggio dell'incoscienza
di chi ci ha governato in questi anni, condannandoci all'umiliazione
perpetua". Sarà che è appena rientrato a Napoli, ma il politologo Roberto
Esposito si è accorto della differenza tra il prima e il dopo. "La città è
stata ripulita, questo è un dato di fatto. Berlusconi ha dei meriti, perché la
scelta di tenere alcuni Consigli dei ministri a Napoli denota una assunzione di
responsabi-lità, l'esatto contrario di quanto fatto dai politici locali. Ha
segnato una discontinuità ". Come si è capito, i due mondi, la società
civile napoletana e Berlusconi, restano piuttosto distanti. E la frase del
premier su Napoli "restituita all'Occidente " non aiuta a renderlo
più simpatico, nonostante le strade pulite. Gribaudi: "Un'altra umiliazione,
dopo l'annuncio dell'arrivo degli angeli della monnezza dal Nord. Si sente un
colonizzatore. Sappia che Napoli fa parte dell'Occidente da sempre, anche se
non assomiglia a Milano o Torino". Braucci: "Il suo pregiudizio
antinapoletano è evidente". Esposito, più moderato: "Frase roboante e
ridicola, si tratta di un comprensibile eccesso retorico". Nemici come
prima, e così sia. Marco Imarisio.
( da "Giornale.it, Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Di ritorno
dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo
Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di
vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il
messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma
che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a
restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo
che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava
danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese
e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante
per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità
dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la
raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per
settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra
reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole
24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima
volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche
internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione
sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione
sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media
internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto
controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito
dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno
minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra
opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i
meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la
realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è
comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a
quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di
centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il
vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti
dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un
giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene.
Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire
dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la
linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa
(anche) da qui. Scritto in Italia Non commentato " (Nessun voto) Loading
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questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio
rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto
supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale
frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie
per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo
Commenti ( 10 ) " (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari)
Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo
loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto
intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano
tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una
schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti
nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni
dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono
in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la
nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo
modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e
chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che
prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari
a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non
si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è
plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a
ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è
diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere
reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai
controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono,
combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli
un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona
perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una
grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di
spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato
le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in
Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in
condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale
bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia,
immigrazione Commenti ( 223 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo
copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli
ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e
pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara
precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a
qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non
riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente
rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente
furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare
testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi
Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico
quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la
cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati.
La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un
professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore
dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere
provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come
dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi
ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali,
tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale,
sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a
tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale
solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica
non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano
fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate
accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a
vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi
editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così
corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno
imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti,
no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto
medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
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( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
"Differenziata, servono impianti" I Comuni: pronti a collaborare, ma
l'organizzazione è carente Ancora rifiuti a Gianturco Servillo: "Non ci
sono solo i salotti buoni" ROBERTO FUCCILLO CI sono politici che ora provano
il rilancio. "Dopo la bonifica ambientale, riuscita a tempo di record, è
ora necessario procedere alla bonifica politica". Così si esprime il
deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, che scrive una lettera
a Berlusconi per dirgli che "con Iervolino e Bassolino al governo del Comune e della Regione, il piano della raccolta
differenziata non decollerà mai". Dunque "non si può pensare di
lasciarli impuniti al loro posto, occorre procedere a un'opera di
commissariamento che faccia da transizione verso la nascita di una nuova classe
dirigente". Insomma una scorciatoia perfino rispetto a quelle
elezioni nelle quali Berlusconi ha detto di poter raccogliere il cento per
cento. è l'ultima delle manifestazioni di un centrodestra locale in difficoltà
a gestore il successo sui rifiuti in compagnia dei due nemici principali.
D'altro canto c'è anche chi rileva che il miracolo non è ancora così stabile. A
Gianturco (come da foto) si trovano ancora cumuli di spazzatura. E da Giffoni,
ospite del film festival, l'attore Toni Servillo segnala che "non bisogna
abbassare la guardia: la situazione dei salotti buoni delle città è totalmente
differente da quella delle periferie". Al di là del contingente ci sono
però comunque alcune questioni alle quali occorre mettere mano. Ne segnala una
in particolare Enzo Cuomo, sindaco di Portici e coordinatore dell'Anci in
provincia di Napoli. All'indomani della lettera ai sindaci del premier, Cuomo
non si fascia al testa. "Già da aprile - dice - molti Comuni si sono messi
in moto sulla differenziata". Dunque l'invito di Berlusconi viene accolto:
"Faremo la nostra parte per cancellare una pagina vergognosa". Cuomo
rende omaggio anche ai militari che "hanno creato un meccanismo che
certamente ci aiuta a tornare in carreggiata per l'ordinario". Manca però
qualcosa, ed è proprio sul fronte differenziata. "Non è ancora definita
con precisione la tempistica, specie degli impianti - lamenta Cuomo - chi fa la
differenziata è comunque costretto ancora a mandare l'umido fuori, al costo di
200 euro a tonnellata". è un punto sul quale la macchina di Bertolaso ha
impattato le obiezioni delle Province, restie a rilevare la gestione degli ex
Cdr da trasformare in impianti di compostaggio. "Ma è una responsabilità -
dice Cuomo - che viene alla Province dalla legge regionale. Purtroppo c'è una
palese incertezza su questo passaggio di competenze. La Regione evidentemente
non ha fatto la necessaria concertazione con le Province. Comunque è un nodo da
sciogliere rapidamente. Rilevo certamente i meriti di Berlusconi nell'aver
attuato anche quello che il precedente governo non era riuscito a
concretizzare. Inoltre ho l'impressione che il premier voglia aprire una
positiva concertazione interistituzionale. In questo ci possono stare anche i
passaggi con le ipotizzate sanzioni, anche se avrebbe fatto piacere leggere
qualcosa pure sulle omissioni dello Stato per molti anni". L'appello di
Cuomo è comunque chiaro: occorre fare questi benedetti impianti di
compostaggio, altrimenti i richiami alla differenziata sono urla al vento. A
proposito di differenziata, oggi Ottaviano presenta il suo progetto, che parte
nonostante il sabotaggio di alcuni giorni fa quando furono incendiati 2500
bidoni in un deposito.
( da "Manifesto, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
La lunga MARCIA Per
Celestino e Nino, uccisi a vent'anni a Palizzi senza ancora un perché Danilo Chirico
Fuoco incrociato di lupare, in aperta campagna. Un agguato in piena regola,
premeditato, studiato nei particolari, infallibile nella sua semplicità. Così
sono stati ammazzati Celestino Fava e Nino Moio, uccisi la mattina del 29
novembre del 1996. Nel giorno dell'anniversario di via D'Amelio - una sorta di
11 settembre dell'antimafia - la Lunga marcia della Memoria ha ricordato Paolo
Borsellino e le vittime delle mafie. A partire da Celestino e Nino, 22 e 20
anni, uccisi senza una spiegazione proprio a Palizzi, una lingua di terra del
basso ionio reggino. Celestino, appena congedato dal militare, in attesa di
trovare un lavoro tutto suo, aiutava il suo amico di sempre Nino nelle
campagne. Nino, figlio di agricoltori e pastori, dava una mano in famiglia. La
mattina di quel 29 novembre Celestino e Nino erano andati in campagna la
mattina presto - come accadeva spesso - a raccogliere legna. Li aspettava un
commando: non poteva esserci scampo, sono stati trucidati. Da allora le
famiglie, che anche loro ieri si sono messe "in marcia" con daSud e
Libera nel cammino che porterà a Gioiosa Ionica il 27 luglio per
l'inaugurazione del Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta, vivono nel dolore e
chiedono di capire cos'è successo, cosa hanno visto-sentito-fatto-pensato di
"sbagliato" quei ragazzi. Un rebus inestricabile che rende tutto più
difficile. La Lunga marcia tiene insieme memoria antimafia, rivendicazione di
diritti e difesa di un'idea di territorio. Così a Palizzi associazioni,
studiosi e giornalisti hanno discusso dei nuovi conflitti ambientali. E di ecomafie e smaltimento illecito di rifiuti, di navi dei
veleni e della centrale a carbone di Saline, di scempio del paesaggio e ponte
sullo Stretto. Per provare a offrire un nuovo modello di futuro in
contrapposizione alla Calabria pensata come ricettacolo di eco-emergenze.
Un punto di vista forte e poetico sul Sud lo ha fornito il cantastorie
calabrese Nino Racco con lo spettacolo Meridion. Dedicato alla memoria di
Marcinelle e al Mezzogiorno che non si rassegna. Oggi la Lunga marcia fa tappa
a Melito Porto Salvo. Info su www.dasud.it , foto e video su
www.rivistaonline.com.
( da "Opinione, L'" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Lun, 21 Lug
2008 Edizione 151 del 21-07-2008 i delinquenti hanno "aggiornato" le
tipologie di reato Il nuovo criminale è ambientale di Marco Di Maggio E'ormai
maturata l'ora per individuare tra i nuovi principali stereotipi criminali il
cosiddetto delinquente ambientale. In Italia la questione ambientale è emersa
di recente per salvaguardare le risorse umane e naturali dallo sfruttamento
incontrollato. Essa investe numerose scienze: dal diritto all'economia, dall'etica
alla politica criminale, dalla sociologia alla criminologia ed è
incontrovertibile che la questione ambientale sia essenziale per migliorare la
qualità della vita. Infatti la lunga serie di interventi legislativi ha
interessato anche il penalista, che ha diretto la propria attenzione al settore
della tutela ambientale, di grande interesse nei più diversi campi delle
attività industriali e scientifiche, constatando che i sistemi di legge sono
decisamente inadeguati a fronteggiare le nuove emergenti aggressioni criminali
dell'ecosistema. Pertanto si pone all'attenzione della dottrina la figura del
delinquente ambientale. Invero i reati contro l'ambiente vanno collocati,
insieme ad altre manifestazioni delittuose, sotto il titolo di nuova
criminalità. Con questa espressione si delinea il profilo dell'autore di un
nuovo tipo di reato molto preoccupante oggi per la collettività più di altre
forme di crimine che sembra cedano il passo al delinquente ambientale, che
vanta un grande progresso tecnologico ed è sicuramente inserito in associazioni
di stampo camorristico in Campania o mafioso in altre zone geografiche, delle
cui attività criminose il fenomeno dell'ecomafia rappresenta uno dei più preoccupanti aspetti. Il legislatore
spesso tenta di porvi argine con la cosiddetta legislazione dell'emergenza,
mentre l'opinione pubblica appare preoccupata e disorientata di fronte a tale
problema. Trattasi di un tipo di reato definito "dal colletto
bianco", con riferimento a quella classe economica medio-superiore,
che si potrebbe identificare nel ceto dirigenziale ed imprenditoriale. Oggi il
vero "colletto bianco" si sostanzia nel reato cosiddetto ecologico,
ovvero nella violazione delle leggi sanitarie, antinfortunistiche,
previdenziali e l'inquinamento, idrico, atmosferico, le costruzioni edili
abusive, le frodi alimentari sono gli esempi classici in tal senso. Ciò è
dipeso sicuramente dalla globalizzazione dell'economia e dei mercati e l'ecomafia va quindi collegata al fenomeno delittuoso
dell'associazione criminosa in una visione globale di internazionalizzazione
del crimine. *Cultore di Criminologia Università degli Studi di Cassino.
( da "Giornale.it, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Come molti non ho
affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di
Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su
molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro
potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti
di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare
perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va
oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo
non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più
ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della
coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole
mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni
ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno
riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole
"schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe,
queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché
siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già
l'ora suonò. Stringia
( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
Un piano contro le discariche abusive Occorrono 4 milioni per bonificare i 41
siti. Summit con Bertolaso Il Comune scrive al ministro dell'Ambiente
Prestigiacomo per chiedere fondi MARIA PIRRO Oltre 4 milioni di euro. è la
cifra che servirà per provvedere al trasferimento, prima, e allo smaltimento,
poi, dei rifiuti speciali, ingombranti, tossici, pericolosi che sono
abbandonati in 41 discariche a cielo aperto, disseminate in tutti i quartieri
di Napoli e censite dal Comune. Sono oltre
( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
Chiaiano, 35 milioni per la bonifica Bassolino e le 41
mini discariche: pronti i fondi per smantellarle DARIO DEL PORTO Non solo la discarica,
ma anche un parco completamente riqualificato, attraversato da un trenino
elettrico e circondato da un bosco di
( da "Giornale.it, Il" del 25-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Duecentomila persone
riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico
europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così
tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna
elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio
delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro
ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel
non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno
più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un
mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo
lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia
chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i
conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei
giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O
la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che
evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Scritto in
globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Non commentato " (Nessun
voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole
dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha
alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento
politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a
problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente.
Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo
bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le
istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva
far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto
impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa
mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare
nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa,
ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e
visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole
dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di
Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo
da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò.
Stringia
( da "Giornale.it, Il" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
La fonte è insospettabile
ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles,
amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di
diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari
se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero,
ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta
studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il
suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo
sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel
marzo
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Mussolini: vadano
via e sarà pulizia vera "Io a Chiaiano perché la gente non deve vedere
solo poliziotti Con le impronte aiutiamo i Rom" PIETRO TRECCAGNOLI
Incurante della data infausta per la storia familiare (il 25 luglio di 65 anni
fa segnò la caduta del fascismo) Alessandra Mussolini ha fatto visita ai
militari della caserma "Cavalleri" di San Giorgio a Cremano,
impegnati nell'operazione "Strade pulite" e che, dal 4 agosto,
lavoreranno anche a "Strade sicure". A chi le ricorda la strana
coincidenza, la doppia nipote (di nonno Benito e zia Sofia) risponde con un
sorriso stupito e divertito: "È vero, ma se volessi stare a guardare gli
anniversari rischierei di non andare mai da nessuna parte". Strette di
mano ai militari, al suo fianco Gianfranco Paglia, deputato del Pdl e medaglia
d'oro al valor militare, poi come una scolaretta, tra i banchi ad ascoltare il
piano per rendere la città sicura, illustrato dal generale Carlo Gibellino.
Onorevole, per i rifiuti a Napoli è passata la fase critica. E ora? "Ora la Iervolino e Bassolino devono lavorare per mantenere quello che Berlusconi ha fatto per
Napoli e anche per loro due". In che senso? "Li ha tenuti in sella
ancora un po'. L'emergenza dei rifiuti sarà completamente finita solo quando
saranno cacciati anche la Iervolino e Bassolino. Ma purtroppo resteranno ancora". Per altri due
anni. "Sono troppi. Spero che se ne vadano prima". Ma lei l'ha fatto
un pensierino per Palazzo San Giacomo o per Santa Lucia? "Si può aiutare
Napoli anche senza essere il sindaco o il presidente della Regione, ma con
l'impegno politico costante". Intanto, però, i rapporti tra il governo di
destra e gli enti locali campani di sinistra sono diventati buoni. "E che
possono fare quei due? Sono disperati. Hanno perso elezioni e legittimazione
popolare. Non possono che appoggiare Berlusconi. E poi la Iervolino su Chiaiano
ha avuto delle posizioni ambigue". Anche lei, nei giorni caldi della
protesta, è andata a Chiaiano ad appoggiare chi protestava. "La gente non
poteva avere di fronte solo la polizia. Lo Stato doveva essere presente anche
con i politici". Lei è ancora contraria alla discarica? "Non sono
favorevole alle discariche, meglio i termovalorizzatori che devono essere
strutture al passo con le nuove tecnologie, sicure ed efficienti. Quelli che
non lo sono dovranno essere realizzati secondo gli standard delle ultime
generazioni". Costruirebbe un inceneritore a Napoli? "Certamente. Lo
farei proprio davanti a Palazzo San Giacomo, così la Iervolino si ricorderebbe
ogni giorno di tutto quello che ha fatto passare ai napoletani". Ovviamente
è d'accordo pure con le impronte digitali dei ragazzini rom? "È un
intervento socio-assistenziale. Chi non vuole che vengano prese le impronte lo
fa perché pensa di usare e abusare di questi bambini".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza
PAOLO MAINIERO Il futuro
del Pd, le nuove alleanze, i delicati equilibri campani: prima della pausa
estiva Antonio Bassolino traccia la sua linea rispetto
al partito e lo fa anche incalzando Walter Veltroni proponendo che il congresso
nazionale si svolga tra gennaio e marzo del 2009 e non nell'autunno del
prossimo anno. La road map. Anticipare il congresso. "Abbiamo bisogno di
una riflessione profonda - spiega Bassolino nel corso
di un'intervista al circuito Lunaset - perchè la botta elettorale è stata
pesante. Dobbiamo discutere ricostruendo una prospettiva e guardando al
dibattito in corso nelle altre forze. Dobbiamo fare in modo che il Pd davvero
vada avanti come un partito nuovo, non come una somma di due partiti che si
sono sciolti ma troppo spesso convivono ancora. Il problema non è se Veltroni
sia più debole o meno. Veltroni non è più debole affatto, è la situazione più
debole, è il Pd, tutto, che ha avuto un colpo duro dalle elezioni. C'è un
problema collegiale e credo che se completassimo il tesseramento a settembre e
ottobre tra gennaio e marzo del 2009 si potrebbe fare il congresso. L'autunno
mi sembra lontano". Le alleanze. "In politica la strategia delle
alleanze è una strategia essenziale e concepire un partito a vocazione
maggioritaria non vuol dire non perseguire alleanze. Siamo in una fase di
movimento. Io ritengo che ci sia lo spazio per la sinistra, ma che sia una
sinistra critica e non una sinistra contro. E così nel centro. Io tendo a
vedere nella vicenda di Avellino solo un forte segno locale e penso che dobbiamo
interloquire con tutte quelle forze che nell'Udc pensano a un dialogo con il
Pd. E il Pd deve incoraggiare le forze che hanno una ispirazione
unitaria". Ma Bassolino critica l'alleanza con Di
Pietro. "Le elezioni sono giunte troppo presto e si è fatto tutto in
fretta. Ciò ha impedito una riflessione più approfondita tanto è vero che
abbiamo visto quali conflitti si sono creati dopo il voto tra Pd e Idv".
Il rinnovamento. "È evidente che occorre lavorare a una fase di
rinnovamento nelle istituzioni e nel partito. Io ho fatto due volte il sindaco,
due volte il presidente della Regione. Ora basta, e l'ho detto tre anni fa.
Avanti nuove generazioni. Quando ho cominciato a fare il sindaco ero un
quarantenne. La Iervolino è alla seconda legislatura, non
potrà più candidarsi. E così anche nei partiti. Ci possono essere fasi in cui
forse occorrono forze più mature, come Nicolais in questo momento a Napoli, che
assolvono a un dovere. Bene. Ma poi serve rinnovare. Io il segretario
del partito l'ho fatto a 23 anni, il segretario regionale a 29 anni. Ora
dobbiamo fare avanzare nuove generazioni". Il Pd e le correnti.
"Fondazioni e associazioni non siano correnti ma luoghi di riflessione
vera. C'è un partito nuovo ma a volte tutti rischiamo di ragionare con vecchie ottiche.
I bassoliniani? Dove sono. Non li conosco. Anche all'ultimo congresso, Andrea
Cozzolino ha deciso in modo del tutto autonomo. È grande, è cresciuto, ha
deciso con la sua testa di candidarsi. Coloro che per tanti anni hanno
collaborato con me, anche gli assessori, stanno dovunque ma io non mi preoccupo
di dove stiano nella geografia interna del Pd. Non lo so, non mi interessa. Il
nuovo partito andrà avanti e vivrà nella misura in cui saprà superare i vecchi
schemi e avere nuove mescolanze. Tutto è cambiato. Facemmo le primarie con De
Mita. Oggi De Mita non c'è più". Il futuro. "Ribadisco, un anno di
intenso lavoro e poi il consiglio, le forze politiche e soprattutto io
valuteremo se sia più giusto continuare o ridare la parola agli elettori".
( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XII - Napoli
il tesoro dei clan è nel cemento PEPPE RUGGIERO n Campania si continua a
costruire. Abusivamente, è ovvio. Il partito del cemento non conosce stagioni.
Da vent'anni l'abusivismo edilizio è crocevia di condotte criminali che
alimentano connivenze dei pubblici poteri, condizionamenti della vita pubblica
e inconfessabili rapporti con la camorra. è di venerdì l'ennesima scoperta a
nord di Napoli di un quartiere abusivo. Come a Melito e a Casalnuovo, a Pianura
e nell'area del Parco del Vesuvio per ricordare i casi più recenti. Solo in una
regione come la Campania è possibile che si realizzino interi quartieri abusivi
senza che nessuno se ne accorga. Paradossale se si pensa che la valanga di
"cemento armato" viene alimentata dalla criminalità organizzata che
riesce a condizionare la politica urbanistica, influenza i piani regolatori,
interferisce sulle varianti e sulle licenze edilizie. Una camorra di
professionisti "perbene" che nasce da conoscenze con geometri, da
amicizie con i tecnici comunali, da rapporti con i notai e alimentata da disattenzioni
e connivenze. Piuttosto che ad esigenze ambientali o a criteri architettonici,
l'assetto di tante città e aree della nostra regione s'è uniformato agli
interessi degli speculatori, degli abusivi, degli evasori fiscali. Si è
trattato soltanto d'inettitudine, d'incapacità, d'inesperienza? Oppure c'è
stata una complicità tra potere politico e potere criminale? Gli ultimi dati del rapporto Ecomafia di Legambiente parlano di
64 clan che gestiscono l'impero del cemento armato. E ancora si stima che circa
il 40 per cento dei Comuni sciolti in Campania per infiltrazioni mafiose abbia
tra le motivazioni il dilagante fenomeno dell'abusivismo edilizio. E
dietro il cemento armato si nasconde il "tesoretto" dei clan. Da
sempre il cemento rappresenta la "lavanderia" della camorra per i
capitali sporchi derivanti da altre attività criminali. Mi chiedo, si chiedono
i tanti cittadini onesti di questa regione quando scopriremo i nomi e cognomi
dei veri colpevoli che hanno consentito con la collusione, la connivenza questo
scempio criminale, sociale, ambientale ed economico. Per i rifiuti abbiamo
dovuto aspettare oltre 15 anni. E senza ancora nessuna certezza.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Monnezza
LA POLEMICA Forum
culture, maggioranza divisa su Oddati "Il Forum delle culture 2013 non può
reggere sulle sole gambe dell'assessore Nicola Oddati, Al sindaco diciamo che
c'è bisogno di più certi di responsabilità: l'evento mondiale non è prerogativa
esclusiva di qualcuno". La nota è firmata dai presidenti di quattro gruppi
consiliari della maggioranza: Raffaele Carotenuto (Rifondazione), Salvatore
Parisi (Sinistra democratica), Gaetano Sannino (Comunisti italiani) e Ciro
Borriello (Verdi). Sempre in tema Forum delle culture, oggi alle 16.30 il
governatore dello Stato messicano del Nuevo Leon, Natividad
Paras, sarà ricevuto a palazzo San Giacomo dal sindaco Iervolino, dal
governatore Bassolino e
dall'assessore Oddati. Sarà anche presentata la prima tappa di avvicinamento
dell'evento
( da "Repubblica, La" del 30-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli Il
sindaco: non è bello scoprire i cittadini di Napoli
improvvisamente intolleranti E Iervolino chiede scusa "Educheremo gli
incivili" Centro sfollati, Malinconico contro Riccio OTTAVIO LUCARELLI
"Ho detto ai centodue civilissimi immigrati di considerare Napoli come
fosse la loro casa e chiediamo scusa per le intolleranze di Scampia e Pianura
che seguono i gravi fatti di Ponticelli e Montecalvario. Io faccio il
sindaco, non il questore o il prefetto, ma d'ora in avanti ci preoccuperemo
anche di educare i nostri ragazzi a superare queste intolleranze". Rosa Russo
Iervolino parla nel pomeriggio al secondo piano di Palazzo San Giacomo mentre
al suo fianco c'è Josè Natividad Gonzales Paras, governatore dello stato
messicano del Nuevo Leon, arrivato a Napoli per una ideale staffetta
Monterrey-Napoli in vista del Forum delle culture 2013. è bastato il sospetto
di portare a Scampia gli immigrati sfollati da Pianura per far partire subito
la protesta nell'area Nord mentre nella stessa Pianura gli abitanti sono
tornati in piazza per chiedere lo sgombero di un altro "ghetto" per
immigrati. Dopo l'intolleranza contro i rom di Ponticelli, nel mirino in città
sono ora gli africani in seguito allo sgombero del palazzo a Pianura e agli
scontri di lunedì con la polizia per l'occupazione del Duomo. Un clima che la
Iervolino cerca di stemperare: "Non è bello che cittadini di Napoli,
tradizionalmente ospitale e da sempre sintesi di varie culture e razze, si
scoprano improvvisamente, non voglio dire razzisti, ma intolleranti di fronte
al vivere assieme a persone di colore diverso. Devo però anche dire che se c'è
qualcuno, e purtroppo c'è e c'è stato a Ponticelli e Montecalvario, e ora a
Scampia e Pianura, che protesta per la presenza di persone di colore, ci sono
anche tantissime persone che sviluppano la logica dell'accoglienza. Se non
vogliamo tradire il nostro passato, ma anche il nostro futuro, dobbiamo perciò
superare ed emarginare con coraggio questi atteggiamenti di intolleranza".
Sul suo blog interviene anche il presidente della Regione, Antonio Bassolino, particolarmente amareggiato: "Leggere titoli
che raccontano di proteste e intimidazioni contro gli africani mette i brividi.
Chissà se quei manifestanti che a loro si contrappongono si sentono europei.
Ogni nuovo episodio di intolleranza e di razzismo ci interroga comunque su
quanto riusciamo a fare ogni giorno per promuovere la convivenza civile, il
rispetto reciproco, la cultura dell'accoglienza e le giuste prospettive di
crescita personale e di partecipazione". Sostegno agli immigrati che
arriva in dose robusta anche dai Giuristi democratici: "Denunciamo il
perverso meccanismo secondo il quale ad azioni illegittime e violente a danno
di soggetti deboli, ieri i rom e oggi i migranti, seguono azioni di polizia che
nei fatti rischiano di legittimare queste stesse violenze. Criminali sono
coloro che danno fuoco ai campi e non coloro che fuggono dal fuoco. Criminali
sono coloro che assalgono gli immigrati e non gli stessi immigrati che
protestano pacificamente. Ci opponiamo dunque fermamente a questa logica frutto
di un progressivo imbarbarimento del vivere civile alimentato da politiche
discriminatorie portate avanti dallo stesso governo della Repubblica". Con
gli abitanti di Scampia si schiera invece il presidente di circoscrizione
Carmine Malinconico di Rifondazione che si pone dunque contro l'assessore
Giulio Riccio del suo stesso partito. "Quella struttura che si vorrebbe
assegnare agli immigrati - accusa Malinconico - è destinata a ospitare gli
uffici del Bacino Napoli-5. Ci opponiamo, dunque, al cambio di destinazione
d'uso e vigileremo perché non accada. Mi schiero accanto ai residenti che
protestano, ma non per motivi razziali. Siamo ospitali con tutti, quella
struttura però serve a noi per far decollare il progetto della raccolta
differenziata che deve partire a settembre". E in serata passa la linea
Malinconico. Niente africani. La struttura in via Fratelli Cervi resta al
Bacino Napoli-5.
( da "Opinione, L'" del 30-07-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 30 Lug
2008 Edizione 159 del 30-07-2008 La storia del cantiere va avanti da 10 anni
Termovalorizzatore, ripresi i lavori ad Acerra di Eustachio Voza In
concomitanza con la visita in Campania dei componenti della Commissione
ambiente della Camera arriva l'annuncio della riapertura del cantiere del
termovalorizzatore di Acerra. La delegazione, guidata dal presidente Angelo
Alessandri e dal sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, ha fatto tappa a
Napoli per approfondire la situazione della gestione dei rifiuti nella regione
con il diretto ausilio della struttura impegnata nell'emergenza in Campania.
Proprio a poche ore dall'arrivo dei parlamentari c'è stato l'annuncio del
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, sull'immediata
ripresa dei lavori per il completamento della struttura di smaltimento. La
storia del termovalorizzatore di Acerra è ormai lunga già dieci anni, iniziata quando
nel
( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è
insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes
Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli
di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80
dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero.
Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa
sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio
e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha
messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures
nel marzo
( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XI - Napoli
L'ASSENZA DI POLITICA PRODUCE COMMISSARI AUGUSTO MUOJO I l rischio che il governatore,
rinunciando al proposito più volte manifestato di "lasciare" nel 2009
per candidarsi al Parlamento europeo di Strasburgo, si riconsolidi con
l'ausilio di D'Alema, che ha scelto Napoli come un caposaldo della sua campagna
volta ad allargare i consensi del Pd e a preparare la successione nel partito
al sempre meno carismatico Veltroni. Mentre altra linfa di potere il
governatore ricaverebbe dalla distribuzione avviata sul territorio dei cospicui
fondi europei assegnati alla Campania. Di qui il proposito
che torna ad affacciarsi nel centrodestra, dopo le mozioni contro Bassolino e Iervolino presentate o
minacciate all'indomani delle vittorie elettorali, di riprendere l'iter
parlamentare lasciato cadere o di adottare, nel caso del Comune di Napoli, altre
iniziative commissariali di pertinenza del ministero dell'Interno o di altri
ministeri. Quale strategia "difensiva" può opporre il
centrosinistra, ancora così definibile per la permanenza nelle due giunte sotto
tiro di rappresentanti di partiti scomparsi a livello nazionale? L'unica
plausibile ed efficace sarebbe quella del recupero di credibilità da parte di
un Pd dilaniato dal gioco delle correnti in vista della successione, appunto, a
Bassolino e Iervolino. Ma la credibilità si conquista
facendo emergere una identità politica che stenta a manifestarsi. Nel partito
continuano a fronteggiarsi i veltroniani di Nicolais e i dalemiani di
Cozzolino, le cui fortune dipendono dagli umori dei popolari di Sommese, che fa
capo all'ex ministro Fioroni. Nessuno pensa a un programma che dia risposte ai
problemi, che restano enormi, del territorio. è qui la fonte che alimenta la
"filosofia" del commissario.