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DOSSIER “MONNEZZE”

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toARTICOLI DEL  6-31 Luglio 2008       #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Monnezze (39)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Ecomafia, la grande impunita ( da "Opinione, L'" del 07-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza

Abstract: di capitali cosiddetti "sporchi" ed i fenomeni criminosi di ecomafia ed ecoterrorismo. Alle tradizionali forme di criminalità in cui certamente rientrano l'ecomafia e l'ecoterrorismo in un assai preoccupante quadro criminale, vengono ad aggiungersi altre forme più preoccupanti di realtà individuate dalla dottrina prevalente.

In difesa del territorio ( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: nel coniare nell'anno 1994 il termine di ecomafia, i padri del neologismo non hanno saputo guardare retrospettivamente all'opera di chi, con scarsità indescrivibile di mezzi e dotazioni, ha dato in epoca di modesta sensibilizzazione al fenomeno ambientale apporti processuali e, fatto interventi giurisdizionali ancor oggi utilizzabili.

Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno ( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Pagina VI - Firenze Ecomafie rapporto Legambiente: in Toscana i casi crescono del 19% Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno Pur mantenendo il settimo posto tra le regioni italiane, la Toscana registra nel 2007 una preoccupante crescita degli illeciti ambientali, soprattutto nei cicli dei rifiuti e nell'edilizia: 1.

Signora Iervolino, cosa fa ancora lì? ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: 162 del 2008-07-09 pagina 12 Signora Iervolino, cosa fa ancora lì? di Redazione Signora Rosa Russo Iervolino, perché si ostina a restare incollata a una poltrona che ha mal onorato? Se aspetta che lo faccia prima Antonio Bassolino, è tempo sprecato, intanto lei, come si usa dire, una ne fa e cento ne pensa.

ODDATI: PINO SI è VENDUTO AL POTERE PER UN PUGNO DI LENTICCHIE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: la Iervolino, che non mi ha aiutato. A te non ho chiesto nulla". Un teatrino sotto gli occhi imbarazzati del ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre tra palco e camerini si aggiravano Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Tony Renis. Finisce sempre in politica: dal palco, Milly Carlucci legge anche un saluto del premier Berlusconi che ringrazia Pino &

Differenziata, fondi dalla regione bocciatura per napoli e caserta - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mentre la Iervolino, cui viene imputato l'errore della scelta di Agnano, si dice pronta "a fare da capro espiatorio, tanto ho le spalle grosse". Ma "non mi sento ingannata dai tecnici. Sono io che ho fatto la scelta e non loro. Io non lo so come tira il vento su Agnano, ma non lo sanno neanche i nostri tecnici.

Guido Conti al comando del Distretto ( da "Tempo, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: si è distinto da ormai quindici anni in operazioni di carattere ambientale ed in particolare modo in quelli di lotta all'ecomafia. A suo merito la scoperta della più grande discarica abusiva d'Europa, almeno così è stata definita, quella di Bussi. Una vicenda che vede coinvolto anche il problema dell'eventuale inquinamento delle falde acquifere, utilizzate per alimentazione umana.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-10 num: - pag: 42 NOIR LETTERATURA ... ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: una serie di "Noir di Ecomafia " dove scrittori si impegnano nella denuncia (tra gli altri Piero Colaprico, Wu Ming, Giancarlo De Cataldo) devolvendo parte delle royalties a Legambiente. Una collana di letteratura civile, e un laboratorio di genere. Alessandro Beretta MARCO VICHI LEONARDO GORI Bloody Mary EA - EDIZIONI AMBIENTE PP.

I FISCHI A GIGI MI HANNO FERITO è RAZZISMO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 10-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: come Bassolino peraltro, e non ho mai visto il sindaco Iervolino? Ma Oddati da che pianeta viene?". Dal Comune si tende a minimizzare, esprimendo in una nota ufficiale "grande soddisfazione per la bella riuscita" dell'evento e sottolineando l'impegno profuso, e l'aver messo a disposizione "non solo la piazza più prestigiosa della città,

E Bassolino bocciò Rosetta ( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Potremmo quasi parafrasare che Antonio Bassolino (capo della giunta regionale) non finanzierà il sindaco partenopeo Rosetta Russo Iervolino. Ma, con molta più amarezza, potremmo ammettere che Napoli non ha nel cassetto piani per risolvere l'emergenza rifiuti e si aggrappa al governo.

Telex - gillo matitaro ( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Pagina VIII - Napoli TELEX capro espiatorio GILLO MATITARO Visti i risultati su Bassolino, da qualche tempo il sindaco Iervolino si dice pronta a fare il capro espiatorio per qualsiasi cosa.

"pd, lavoriamo insieme per le elezioni nel 2009" ( da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Di Pietro è stato uno dei primi a chiedere espressamente a Bassolino di farsi da parte. Ora qual è la vostra linea? "Distinguerei innanzitutto tra Comune di Napoli, Provincia e Regione. Una personalità di assoluto rilievo come il sindaco Rosa Russo Iervolino deve rendersi conto che, dopo il rimpasto, deve andare avanti lungo una strada non ancora percorsa a sufficienza.

Le nuove strategie intraprese nell'infinita guerra ai rifiuti ( da "Opinione, L'" del 16-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: In primis, due astuti soldati, Bassolino e Iervolino. Dopo anni di preparazione e meditazione decidono di affrontare il fenomeno. Appaiono compatti tra loro, quasi certi di poter sconfiggere il nemico, ma poi, forse la paura, o forse la mancanza di armi, li costringe ad una ritirata.

"Biutiful Cauntri" spiega la monnezza ai francesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafia in Campania, che mostra "come Napoli sia diventata la pattumiera d'Italia". Uscito in Italia a marzo, apprezzato a giugno al festival di Monaco di Baviera, il film-reportage di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero è per Le Monde una "introduzione appassionante a "Gomorra"", la "potente fiction premiata a Cannes"

Goletta verde: emergenza fiumi avvelenati ( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: esercito nella lotta alle ecomafie, nel controllo degli sversamenti illegali nei fiumi". I dati di Goletta Verde tracciano dunque un bilancio in chiaroscuro. Da un lato 20 spiagge balneabili su 23 sono risultate pulite (sensibile il miglioramento di Bacoli): fuorilegge solo le spiagge di Nazario Sauro, vicino alla rotonda Diaz a Napoli,

Il valore strategico del centro storico - pasquale belfiore ( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli firmato il 2 luglio 2002 da Di Lello, Iervolino, De Caro, Guglielmo e Spinosa e redatto da Carotenuto per la Regione è studio attento e condivisibile, punto di riferimento per intraprese future. Il P.I. Napoli-Teatri per il recupero e restauro dei teatri romani nel centro antico è esperienza positiva e per certi versi esaltante.

OGGI NAPOLI OSPITA IN PREFETTURA IL SECONDO CONSIGLIO DEI MINISTRI VOLUTO DA BERLUSCONI PER TIRARE L ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino: collaborazione piena tra governo e amministrazioni locali. Ieri intanto in Comune si è svolto un vertice tra Bertolaso e la Iervolino per individuare l'area dell'inceneritore: entro un mese la decisione, che si giocherà tra Napoli Est e Scampia.

Berlusconi: <Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni> ( da "Secolo XIX, Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni" finita l'emergenza rifiuti Ecomafia, la magistratura sequestra otto discariche alla camorra Napoli. "In 58 giorni siamo riusciti nella missione impossibile. È stato smentito chi pensava che il governo non ce l'avrebbe fatta. L'emergenza è superata: abbiamo smaltito 50mila tonnellate di rifiuti.

"napoli è pulita, ora torna in occidente" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi ringrazia della collaborazione perfino le autorità campane, cioè il sindaco Iervolino e il presidente Bassolino che in campagna elettorale erano stati i suoi principali bersagli. Ringrazia Stefania Prestigiacomo che definisce "dolce e gracile in apparenza, ma con un carattere di ferro", e "tutti coloro che hanno lavorato alla fine dell'emergenza".

Quel feeling con i nemici - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli Il retroscena Quel feeling con i nemici ROBERTO FUCCILLO "SCUSATE, devo ringraziare anche le autorità locali e la Regione per il contributo dato". Galanteria istituzionale. Pur senza mai nominarli, Berlusconi rende omaggio a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, col quale peraltro ha appena firmato l'accordo per le bonifiche. SEGUE A PAGINA III.

Patto tra regione e governo 520 milioni per il risanamento - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Regione mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino, dopo l'incontro di giovedì con il sottosegretario Guido Bertolaso, è partita per Bruxelles. Per Bassolino, invece, la firma dell'intesa con il ministro Stefania Prestigiacomo, sotto gli occhi di Berlusconi, poi di corsa in via Santa Lucia: "Un accordo di grande importanza.

Gli intellettuali: <Città pulita>. <No, solo facciata> ( da "Corriere della Sera" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che però ha avuto il torto di lasciare al suo posto Iervolino e Bassolino, le due persone che hanno barattato la loro sopravvivenza con l'umiliazione dei cittadini di Napoli". Tra Prodi e Berlusconi, la scelta è difficile. Il primo, naturalmente più affine all'associazionismo napoletano, è ritenuto responsabile della mancata defenestrazione degli amministratori locali.

Napoli senza rifiuti. Bene ma qualcuno pagherà? ( da "Giornale.it, Il" del 19-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

"differenziata, servono impianti" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che scrive una lettera a Berlusconi per dirgli che "con Iervolino e Bassolino al governo del Comune e della Regione, il piano della raccolta differenziata non decollerà mai". Dunque "non si può pensare di lasciarli impuniti al loro posto, occorre procedere a un'opera di commissariamento che faccia da transizione verso la nascita di una nuova classe dirigente".

La lunga MARCIA Per Celestino e Nino, uccisi a vent'anni a Palizzi senza ancora un perché ( da "Manifesto, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: E di ecomafie e smaltimento illecito di rifiuti, di navi dei veleni e della centrale a carbone di Saline, di scempio del paesaggio e ponte sullo Stretto. Per provare a offrire un nuovo modello di futuro in contrapposizione alla Calabria pensata come ricettacolo di eco-emergenze.

Il nuovo criminale è ambientale ( da "Opinione, L'" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafia rappresenta uno dei più preoccupanti aspetti. Il legislatore spesso tenta di porvi argine con la cosiddetta legislazione dell'emergenza, mentre l'opinione pubblica appare preoccupata e disorientata di fronte a tale problema. Trattasi di un tipo di reato definito "dal colletto bianco", con riferimento a quella classe economica medio-

Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli ( da "Giornale.it, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

Un piano contro le discariche abusive - maria pirro ( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sottolinea il sindaco Rosa Russo Iervolino - un intenso lavoro, in sinergia, per la lotta alle discariche abusive". Il piano operativo è stato definito in un vertice che si è svolto in mattinata a Palazzo Salerno. Alla riunione hanno partecipato l'assessore alla nettezza urbana Gennaro Mola, il presidente dell'Asìa Pasquale Losa, e, per la struttura di governo,

Chiaiano, 35 milioni per la bonifica - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dal governatore Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente del Parco delle Colline, Agostino Di Lorenzo. Per la bonifica sono pronti 35 milioni di euro, stanziati dai fondi europei di programmazione 2007-2013. Di questi, 7 milioni e mezzo sono già pronti per essere utilizzati negli interventi più urgenti come la riqualificazione della selva di Chiaiano,

Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito ( da "Giornale.it, Il" del 25-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile ( da "Giornale.it, Il" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

MUSSOLINI: VADANO VIA E SARà PULIZIA VERA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Ora la Iervolino e Bassolino devono lavorare per mantenere quello che Berlusconi ha fatto per Napoli e anche per loro due". In che senso? "Li ha tenuti in sella ancora un po'. L'emergenza dei rifiuti sarà completamente finita solo quando saranno cacciati anche la Iervolino e Bassolino.

PAOLO MAINIERO IL FUTURO DEL PD, LE NUOVE ALLEANZE, I DELICATI EQUILIBRI CAMPANI: PRIMA DELLA PAU ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La Iervolino è alla seconda legislatura, non potrà più candidarsi. E così anche nei partiti. Ci possono essere fasi in cui forse occorrono forze più mature, come Nicolais in questo momento a Napoli, che assolvono a un dovere. Bene. Ma poi serve rinnovare.

Il tesoro dei clan è nel cemento - peppe ruggiero ( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Gli ultimi dati del rapporto Ecomafia di Legambiente parlano di 64 clan che gestiscono l'impero del cemento armato. E ancora si stima che circa il 40 per cento dei Comuni sciolti in Campania per infiltrazioni mafiose abbia tra le motivazioni il dilagante fenomeno dell'abusivismo edilizio.

LA POLEMICA FORUM CULTURE, MAGGIORANZA DIVISA SU ODDATI IL FORUM DELLE CULTURE 2013 NON ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Natividad Paras, sarà ricevuto a palazzo San Giacomo dal sindaco Iervolino, dal governatore Bassolino e dall'assessore Oddati. Sarà anche presentata la prima tappa di avvicinamento dell'evento 2013, l'accampamento della pace (con centinaia di bambini) che si terrà dal 5 al 25 ottobre alla Mostra d'Oltremare.

E iervolino chiede scusa "educheremo gli incivili" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 30-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: bello scoprire i cittadini di Napoli improvvisamente intolleranti E Iervolino chiede scusa "Educheremo gli incivili" Centro sfollati, Malinconico contro Riccio OTTAVIO LUCARELLI "Ho detto ai centodue civilissimi immigrati di considerare Napoli come fosse la loro casa e chiediamo scusa per le intolleranze di Scampia e Pianura che seguono i gravi fatti di Ponticelli e Montecalvario.

Termovalorizzatore, ripresi i lavori ad Acerra ( da "Opinione, L'" del 30-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza

Abstract: ultimo provvedimento legislativo per bruciare i rifiuti della Campania. Gli uomini del sottosegretario stanno accelerando anche sull'iter per la realizzazione delle discariche e per la diffusione della raccolta differenziata, di modo che la chiusura del ciclo industriale dei rifiuti in Campania porti ad una definitiva autosufficienza della regione, così da superare definitivamente l'

E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? ( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

L'assenza di politica produce commissari - augusto muojo ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Di qui il proposito che torna ad affacciarsi nel centrodestra, dopo le mozioni contro Bassolino e Iervolino presentate o minacciate all'indomani delle vittorie elettorali, di riprendere l'iter parlamentare lasciato cadere o di adottare, nel caso del Comune di Napoli, altre iniziative commissariali di pertinenza del ministero dell'Interno o di altri ministeri.


Articoli

Ecomafia, la grande impunita (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 07 Lug 2008 Edizione 139 del 07-07-2008 La criminalità organizzata che distrugge l'ambiente approfitta dei vuoti legislativi per agire Ecomafia, la grande impunita di Marco Di Maggio E' opinione ormai consolidata che l'economia non sia più legata alle risorse naturali, bensì alla globalizzazione dei mercati, fenomeno che ha prodotto benessere, da un lato e l'insorgere di un nuovo settore criminogeno dall'altro, avendo con il suo assetto "globale", agevolato l'emergenza di nuove forme di criminalità economica internazionale tra cui in primis il riciclaggio - ad opera della criminalità organizzata e spesso con mezzi informatici e telematici - di capitali cosiddetti "sporchi" ed i fenomeni criminosi di ecomafia ed ecoterrorismo. Alle tradizionali forme di criminalità in cui certamente rientrano l'ecomafia e l'ecoterrorismo in un assai preoccupante quadro criminale, vengono ad aggiungersi altre forme più preoccupanti di realtà individuate dalla dottrina prevalente. Esse comprendono: le manipolazioni genetiche, reati informatici e telematici, "pedofilia on line", riciclaccio di capitali provenienti da attività illecite, recrudescenza di varie forme di aggressione sessuale e di violenza negli stadi, traffico e riduzione in schiavitù di esseri umani, pirateria, commercio di organi umani, narcotraffico, organizzazione delle immigrazioni clandestine e i reati contro l'ambiente che vanno ad individuare le manifestazioni criminose che vengono indicate con il termine "ecomafia". All'ecomafia si collegano tutti quei fenomeni delittuosi delle associazioni criminose di stampo mafioso o camorristico a livello internazionale che vengono comunemente definiti come un settore della mafia impegnato in attività dannose per l'ambiente, con particolare riferimento ad abusivismo edilizio e smaltimento illecito e clandestino di rifiuti tossici. Lo studio delle accezioni "ecomafia" ed "ecoterrorismo", nell'orientamento della dottrina, devono portare necessariamente all'approfondimento semantico del significato di ecomafia e sull'ontologica spiegazione del fenomeno stesso. Storicamente si tendeva a far coincidere il concetto di ecomafia con il significato di "criminalità ambientale finalizzata allo smaltimento dei rifiuti tossici", oggi se ne propone una visione più ampia che ricomprende altre attività, prima escluse, in modo da affermare che l'ecomafia si articola in tre filiere principali che riguardano: il ciclo del cemento: dalle attività estrattive alla produzione di materiali per l'edilizia fino all'abusivismo edilizio e gli appalti; il ciclo dei rifiuti: intermediazione, raccolta, trattamento e smaltimento; il racket degli animali: dall'organizzazione di combattimenti clandestini tra cani ai traffici di specie protette. Queste attività, che si presentano con rischi assai ridotti nell'aspetto della sanzione penale, ancora inefficace per inerzia legislativa, sono altamente remunerative per la criminalità organizzata che si avvantaggia del vuoto legislativo per attentare quotidianamente alla sicurezza ambientale. In realtà il legislatore italiano anziché procedere con fermezza sulla via della predisposizione di adeguati mezzi di contrasto al nuovo fenomeno criminoso, si è perso in costruzioni di carattere dogmatico, con il risultato di perdere di vista gli obiettivi di una concreta ed efficace tutela penale. Una filiazione del concetto di ecomafia è costituito dal cosiddetto "ecoterrorismo": espressione per molti aspetti oggi ancora oscurata, stante la diffidenza della dottrina ad includerla nella tipologia delle nuove forme di criminalità secondo una tendenza nata più dalle cronache giornalistiche e dal linguaggio militare che dalle scienze criminologiche e penalistiche, il termine nella sua recente accezione starebbe ad indicare quelle particolari attività delittuose emerse in occasione di alcuni recenti conflitti (Bosnia, Kosovo); concetto dal quale va poi distinto l'altro di guerra batteriologica. Queste attività di altissimo potenziale distruttivo sono entrambe condannate da tutte le convenzioni internazionali: siccome tese all'indiscriminato annientamento generazionale di intere popolazioni, spesso sulla base di abominevoli progetti razziali. In un interessante studio sul nuovo rapporto uomo-natura-tecnologia frutto di un'era post-industriale definita come "era tecnologica", si rilevava che il rischio non è solo naturale e strumentale, ma anche industriale e che il rischio di catastrofi si va moltiplicando, sicché il disastro nucleare di Chernobyl è l'esempio recente di come un incidente nucleare possa aver conseguenze incalcolabili per l'umanità intera. *Cultore di Criminologia Università degli Studi di Cassino.

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In difesa del territorio (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 07 Lug 2008 Edizione 139 del 07-07-2008 La legge contro la criminalità ambientale, quaranta anni di lotta e di riforme In difesa del territorio di Marco Di Maggio Già agli inizi degli anni Settanta lo sfruttamento del territorio ad opera della delinquenza organizzata si presentava come massiccio e diffuso su larga parte del territorio nazionale. A chi della conoscenza profonda e minuziosa del territorio faceva strumento di potere e prevaricazione non poteva sfuggire, in particolare nelle regioni meridionali, l'importanza e la dimensione degli affari legati all'utilizzazione indiscriminata di suoli, corsi d'acqua, coste e aree lacustri. Tra gli affari potenzialmente più lucrosi sicuramente si profilava il traffico e lo sversamento dei rifiuti, prodotti in quantità sempre crescente da una società consumatrice ed industrializzata segnatamente in corrispondenza degli agglomerati urbani in via di espansione demografica. Il sistema di trasporto e scarico dei rifiuti di ogni specie da quelli urbani a quelli tossici-nocivi delle industrie con la utilizzazione delle aree naturalmente predisposte (cave, valloni, terreni sabbiosi) o con la realizzazione di siti appositi, modificando e deturpando irreversibilmente lo stato dei luoghi di zone anche di pregio, come nel caso di formazione di laghi artificiali derivati dalla estrazione di sabbia marina, riempiti di rifiuti, poi affondati e occultati nella massa d'acqua venuta fuori dal sottosuolo assicurava alla criminalità organizzata enormi profitti. A contrastare il piano di speculazione sull'ambiente da parte sia di singoli che di sodalizi malavitosi, dai primi anni ottanta in poi, provarono i magistrati di molte Preture Mandamentali interessate territorialmente, i quali dispiegarono, fino al primo assetto ordinamentale del 1990, copiose energie investigative e realizzarono in varie parti d'Italia, un apposito coordinamento di uffici, al fine di evitare che l'azione di uno finisse al confine della competenza territoriale di un altro o addirittura fosse in contrasto con quello del mandamento limitrofo. Tale tentativo di conduzione, sincronizzata e organizzata, di attività giudiziarie su territori gravati da problematiche analoghe, sovente anzi, nella maggior parte dei casi ha dato buoni frutti e determinò un comune patrimonio di conoscenze, utili ad intervenire su vaste aree interessate da problemi di carattere ambientale omogenei ed estesi. La trasformazione ordinamentale giudiziaria, seguita alla introduzione del nuovo codice di rito penale, ha cancellato le sedi di Pretura mandamentale di piccole dimensioni ed istituito le Procure con competenze territoriali corrispondenti ai circondari dei Tribunali preesistenti. Detto mutamento, nuovamente superato dalla istituzione del giudice unico (D.Lgs. 51/98), ha indubbiamente allontanato fisicamente il giudice dell'azione penale dal territorio e dalle correlative problematiche ambientali a scapito, soprattutto nei primi tempi di applicazione del nuovo codice di rito, di quella funzione di controllo che aveva in tanti casi. Così come, a metà degli anni Ottanta, si era pervenuti a verificare che un considerevole quantitativo di sostanze inquinanti di vario genere tossiche (radioattive comprese) viaggiavano su carovane di automezzi pesanti provenienti da industrie del centro-nord, diretti ad approdi "garantiti" nei territori delle regioni meridionali, saldamente controllati dalla delinquenza locale collegata a gruppi malavitosi organizzati. Nel ricordare il lavoro giudiziario compiuto, ci spiace constatare che, nel coniare nell'anno 1994 il termine di ecomafia, i padri del neologismo non hanno saputo guardare retrospettivamente all'opera di chi, con scarsità indescrivibile di mezzi e dotazioni, ha dato in epoca di modesta sensibilizzazione al fenomeno ambientale apporti processuali e, fatto interventi giurisdizionali ancor oggi utilizzabili. Al termine ecomafia che, data l'enfasi che accompagnano la sua nascita, ben presto ha sedotto gli esperti della materia e trovato ampio spazio negli organi di informazione e di opinione, non può che assegnarsi un significato di sintesi del fenomeno ambientale o meglio dell'agressione e sfruttamento indiscriminato del bene-ambiente da parte del crimine organizzato secondo le modalità più disparate, ma tutte caratterizzate dalla consolidata dimestichezza della malavita con l'elemento territorio, il che rappresenta la peculiarità del problema ambientale in Italia, in cui appunto, diversamente dagli altri Paesi occidentali industrializzati, il livello di attenzione ai problemi inerenti l'ambiente non può trascurare l'attività devastatrice compiuta da chi detiene il predominio del territorio in forza del potere di intimidazione e infiltrazione. Occorrerebbe un intervento legislativo di rapida attuazione, che organizzi l'ormai ingombrante massa di disposizioni normative di vario grado, col ricorso allo strumento legislativo del testo unico. Ciò, ad avviso dei vari esperti in materia, sarebbe coerente ad un emergente "indirizzo legislativo" ? in linea con la progettata riforma della tutela dei beni ambientali ? pervenendosi così ad un assetto legislativo "unitario" per tutte le norme in tema di inquinamento.

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Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Firenze Ecomafie rapporto Legambiente: in Toscana i casi crescono del 19% Edilizia e rifiuti, 5 illeciti al giorno Pur mantenendo il settimo posto tra le regioni italiane, la Toscana registra nel 2007 una preoccupante crescita degli illeciti ambientali, soprattutto nei cicli dei rifiuti e nell'edilizia: 1.690 in tutto i casi accertati (5,6% del totale nazionale), contro i 1.421 del 2006, con un aumento del 19%. Le denunce sono state 1.417, i sequestri 394. Il quadro emerge dal Rapporto sulle ecomafie di Legambiente, che ha raccolto i dati dalle forze dell'ordine. Nella classifica nazionale, la Toscana, dove il numero delle illegalità accertate per giorno è passato da meno di 4 a quasi 5, è preceduta da Campania, Calabria, Puglia, Lazio, Sicilia e Sardegna. La Toscana - osserva Legambiente - "è la prima regione del Centro-Nord Italia in fatto di illegalità nell'intero settore del calcestruzzo ed è soprattutto in questo campo che arrivano nella nostra regione i tentacoli di Cosa Nostra e della Camorra, dal momento che costruire da queste parti è sempre un business. Tra abusivismo totale e abusivismo a permessi parziali (si chiede autorizzazione al restauro di vecchie casine, case coloniche e stalle, e poi si alzano edifici nuovi di zecca con volumetrie moltiplicate) sono interessate un po' tutte le zone e soprattutto le collinari".

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Signora Iervolino, cosa fa ancora lì? (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 162 del 2008-07-09 pagina 12 Signora Iervolino, cosa fa ancora lì? di Redazione Signora Rosa Russo Iervolino, perché si ostina a restare incollata a una poltrona che ha mal onorato? Se aspetta che lo faccia prima Antonio Bassolino, è tempo sprecato, intanto lei, come si usa dire, una ne fa e cento ne pensa. Il sottosegretario Guido Bertolaso le aveva chiesto di trovarla una buona volta, entro un mese, la sede per un termovalorizzatore. Lei ci ha pensato il mese intero, poi ai primi di luglio ha annunciato che l'area individuata dal Comune di Napoli per il termovalorizzatore sarebbe stata a via Scarfoglio, nell'ex spaccio degli Americani, la sede della Nato nel quartiere di Agnano. Cinque ettari all'interno di un'ex area industriale dismessa, di proprietà di privati. "Abbiamo deciso per Agnano - aveva detto in solenne conferenza stampa - dopo un'analisi molto lunga e molto attenta su tutto il territorio cittadino e dopo aver vagliato anche altre ipotesi. Il nuovo termovalorizzatore rispetterà tutte le caratteristiche per difendere la salute dei cittadini sul modello di quello costruito nel centro di Vienna". Una settimana dopo la scelta meditata e ispirata fieramente alla mitteleuropea, Guido Bertolaso fa sapere che ad Agnano non si farà proprio niente, perché il posto scelto dal sindaco è palesemente inadatto e inadeguato. "L'impatto del termovalorizzatore nel sito indicato - si legge in una nota della Protezione civile - in relazione alle caratteristiche morfologiche dell'area sotto il profilo della dispersione delle emissioni e del rischio industriale, ha indotto la Commissione ad esprimere, in modo unanime, parere non favorevole alla realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione nell'area di Agnano". Seguono due frasi di buona volontà sull'esigenza di continuare a collaborare, insomma ri-ricomincia da capo, nonostante l'urgenza sia febbrile. Vede, sindaco, che non ne azzecca una? Ci sono tanti modi dignitosi di ritirarsi, e le donne che non lo sanno fare non sono meno colpevoli dei loro omologhi gerontocrati maschi. Le suggerisco un bell'esempio: si è laureata in Scienze della pubblica amministrazione, con 110 e lode, Adriana Jannilli, classe 1916, dunque anni novantadue, ex consulente del lavoro. La Jannilli ha discusso una tesi su "L'uguaglianza femminile nel mondo del lavoro". La conclusione della discussione della tesi e l'annuncio del punteggio è stato accolto con un applauso da tutti i presenti nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche. "Ora dovrò trovarmi un altro modo per passare il tempo", ha commentato la neodottoressa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ODDATI: PINO SI è VENDUTO AL POTERE PER UN PUGNO DI LENTICCHIE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Oddati: "Pino si è venduto al potere per un pugno di lenticchie" Lo scontro con il Comune il chiarimento con Bassolino Messaggio di Berlusconi Il siparietto più gustoso è avvenuto dietro le quinte. Ed è lo specchio della Napoli di oggi. Il governatore Antonio Bassolino è passato a salutare Pino Daniele e l'ha "preso di faccia": "Caro Pino, hai detto che non ti ho aiutato per il concerto. E sai che non è così. Hai ringraziato tutti e non me. Ora, stasera, lo devi smentire". Il mascalzone latino è rimasto di stucco: "Ma no, Antonio, l'ho detto anche in conferenza stampa: è il Comune, la Iervolino, che non mi ha aiutato. A te non ho chiesto nulla". Un teatrino sotto gli occhi imbarazzati del ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mentre tra palco e camerini si aggiravano Fabio Cannavaro, Ciro Ferrara e Tony Renis. Finisce sempre in politica: dal palco, Milly Carlucci legge anche un saluto del premier Berlusconi che ringrazia Pino & Friends "per questa festa di musica e civiltà". Una sfida per Napoli che vuole ritrovare la dignità ridotta ad ecoballe. La querelle politica era iniziata nel pomeriggio in albergo, quando il nero a metà aveva commentato i problemi avuti per organizzare il suo "concerto ad ostacoli: sembrava una caccia al tesoro, non sapevi mai dove dovevi fermarti. Non ho avuto aiuti, la città aveva altri problemi, ma il Comune qualcosa la poteva fare, per me, i soldi per Mehta e per Bolle li ha trovati. Solo il ministro per l'Ambiente Prestigiacomo mi ha dato una mano, con la campagna sulla raccolta differenziata". E l'amico Bassolino? "Non mi ha dato una mano perché non l'ho chiesta. Ci siamo visti ieri, siamo davvero amici, quando è partita la macchina organizzativa era nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti, non potevo parlargli del mio concerto". Questa la dichiarazione, fraintesa, all'origine delle tensioni e del chiarimento serale dietro le quinte. Ma le accuse al Comune il nero a metà non le smentisce, anzi. E l'assessore alla Cultura Nicola Oddati replica a muso duro: "Questa città ha fatto tanto per lui, constatare che si è venduto al potere corrente per un pugno di lenticchie ci fa una certa tristezza". E l'assessore ai Grandi Eventi, Valeria Valente, rivendica intanto con gli organizzatori lo sforzo compiuto e gli aiuti concessi e racconta come sul suo cellulare arrivino sms di protesta sulla diretta televisiva trasformata, a loro dire, in uno spot pro-governo. Ma Ferdinando Salzano di Friends and Partners, che ha organizzato lo show, ribatte: "Abbiamo pagato tutto quello che c'era da pagare, spendendo circa 500 mila euro. E dal Comune abbiamo avuto solo la piazza". p.t.

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Differenziata, fondi dalla regione bocciatura per napoli e caserta - bianca de fazio (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Differenziata, fondi dalla Regione bocciatura per Napoli e Caserta Ganapini: "Il progetto dei Colli Aminei è ridicolo" Ok dal Senato al decreto rifiuti. Bertolaso: entro fine luglio sito per l'inceneritore BIANCA DE FAZIO Cinquanta milioni di euro per la raccolta differenziata e cento milioni per realizzare gli impianti per il trattamento della frazione umida. La giunta regionale della Campania apre i cordoni della borsa distribuendo soldi ai Comuni che abbiano presentato piani per la raccolta differenziata e che si siano candidati ad ospitare impianti per il compostaggio. Ma lascia fuori Napoli e Caserta. "I cui progetti - spiega l'assessore all'Ambiente Walter Ganapini - necessitano di revisione". Una bocciatura, che lascia Napoli senza un soldo fino a quando non ci sarà una differenziata seria. Il progetto pilota ai Colli Aminei "è ridicolo - aggiunge l'assessore - Non c'è bisogno di una sperimentazione per 20 mila abitanti che già ci risulta la facciano in buona percentuale. C'è bisogno che Napoli tutta passi alle pratiche civili e normali che ci sono in tutta Europa". Intanto i rubinetti restano chiusi. I soldi ci sono (30 milioni di euro per Napoli, Caserta ed i Comuni con meno di 30 mila abitanti), ma per il momento se li tiene la Regione. E l'assessore comunale Gennaro Mola replica: "Dispiace che Ganapini usi questi termini. Dovrebbe avere parole più misurate. Da tempo attendiamo di incontrarlo per definire gli aspetti di un impegno più complessivo del Comune e dell'Asia". Le medie città, quelle con più di 30 mila abitanti, avranno invece dalla Regione un finanziamento di 20 milioni di euro, distribuiti in rapporto alla popolazione. "Sono 34 i Comuni i cui progetti per la differenziata corrispondono ad un livello di qualità più che sufficiente" spiega Ganapini. "E stanziamo 100 milioni - afferma il presidente Bassolino - per la creazione di impianti per il trattamento dell'umido". Ne serviranno tra i 12 ed i 15, mentre i Cdr, spiega Ganapini, "non saranno trasformati in impianti di compostaggio". Quanto alla loro cessione alle Province, "queste dovrebbero gioirne". Intanto dopo il no per il termovalorizzatore ad Agnano - e mentre il Senato approva in via definitiva il decreto per l'emergenza rifiuti, con tanto di critiche del Pd per la norma che prevede la restituzione allo Stato da parte della Campania dei fondi spesi per l'emergenza - il sottosegretario Bertolaso ed il Comune lavorano d'intesa alla ricerca della nuova localizzazione: "Ci sono al vaglio altre ipotesi - afferma Bertolaso - tra cui l'area est e Scampìa. Lavoriamo perché si giunga, per fine luglio, ad una soluzione condivisa". Mentre la Iervolino, cui viene imputato l'errore della scelta di Agnano, si dice pronta "a fare da capro espiatorio, tanto ho le spalle grosse". Ma "non mi sento ingannata dai tecnici. Sono io che ho fatto la scelta e non loro. Io non lo so come tira il vento su Agnano, ma non lo sanno neanche i nostri tecnici. Che ne sanno i tecnici di quello che è il giro dei venti ad Agnano?". Risposte che in parte confermano una frase di Pulli, il tecnico capo dipartimento ambiente del Comune: "Perché ho indicato Agnano? Non è questa la versione esatta dei fatti". E la vicenda rifiuti arriva sino in Giappone, dove il presidente Berlusconi, commentando la manifestazione di piazza Navona sbotta: "Di rifiuti mi occupo solo a Napoli". Una frase che gli procura la risposta polemica del senatore Riccardo Villari: "Ci si lamenta che l'immagine di Napoli sia monopolizzata dai rifiuti e poi proprio il premier associa la città all'immondizia".

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Guido Conti al comando del Distretto (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Forestale Guido Conti al comando del Distretto SULMONA Guido Conti, sulmonese doc, torna in città come Comandante del distretto del Corpo Forestale di via Salvemini, pur mantenendo il Comando Provinciale di Pescara. Un duplice incarico che gli è stato conferito per meriti speciali dal capo del Corpo, Cesare Patrone. Guido Conti si è distinto da ormai quindici anni in operazioni di carattere ambientale ed in particolare modo in quelli di lotta all'ecomafia. A suo merito la scoperta della più grande discarica abusiva d'Europa, almeno così è stata definita, quella di Bussi. Una vicenda che vede coinvolto anche il problema dell'eventuale inquinamento delle falde acquifere, utilizzate per alimentazione umana. B.D.M.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-10 num: - pag: 42 NOIR LETTERATURA ... (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-07-10 num: - pag: 42 NOIR LETTERATURA CIVILE L'amore di Aleya e Marek inseguendo il sogno italiano L a storia di Marek e Aleya ha un ritmo cinematografico. Capitolo per capitolo, in un classico montaggio alternato, il lettore segue le avventure dei due protagonisti nell'Italia dell'immigrazione: Marek parte dalla Polonia inseguendo l'Italian dream nei campi del Sud tra i pomodori, la nigeriana Aleya, invece, arriva in strada dopo aver sceso i gironi della prostituzione. I due si incontrano in un pomeriggio di sole, e si innamorano: da qui la loro vicenda prosegue su un binario unico animato dall'amore e dalla speranza di una nuova vita dove se lei dice: "Tu pazzo", lui risponde: "Meglio pazzo che schiavo...". L'opera a quattro mani di Marco Vichi e Leonardo Gori, infatti, ha il pregio di illuminare attraverso la fiction angoli di immaginario che si incontrano troppo spesso in cronaca, sia nel dipingere lo sfruttamento nei campi, tra turni micidiali, dormitori comuni e caporali, o la prostituzione, sia nel raccontare il tentativo di integrazione che i protagonisti, una volta fuggiti, proveranno a Firenze. Se il giovane Marek è animato da tanti sogni, Aleya ha smesso di averli fin dal primo abuso sessuale: la compensazione tra i due, anche se la cruda vicenda della ragazza è raccontata meglio, cattura il lettore fino a un finale secco. Una storia intelligente uscita per la collana "Verdenero", una serie di "Noir di Ecomafia " dove scrittori si impegnano nella denuncia (tra gli altri Piero Colaprico, Wu Ming, Giancarlo De Cataldo) devolvendo parte delle royalties a Legambiente. Una collana di letteratura civile, e un laboratorio di genere. Alessandro Beretta MARCO VICHI LEONARDO GORI Bloody Mary EA - EDIZIONI AMBIENTE PP. 224, e 10.

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I FISCHI A GIGI MI HANNO FERITO è RAZZISMO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 10-07-2008)

Argomenti: Monnezza

"I fischi a Gigi mi hanno ferito è razzismo" Federico Vacalebre Il giorno dopo piazza del Plebiscito Pino Daniele è stanco, ma soddisfatto, "non fosse per i fischi e il malinteso con Bassolino". Dice: "Con Antonio ci siamo chiariti subito, non avevo nessun appunto da fargli, anzi avevo dichiarato che in piena emergenza rifiuti mi era sembrato giusto non importunarlo con il problema del mio concerto senza casa", spiega il nero a metà. "La contestazione contro D'Alessio, invece, mi ha rattristato. Per non dire di quelle dichiarazioni dell'assessore Oddati: io mi sarei venduto al potere per un pugno di lenticchie? Le lenticchie mi piacciono, ma non sono un uomo di potere, ho soltanto provato a fare il mio mestiere, il musicista, nella mia città, mostrandone uno dei volti più belli in diretta su Raiuno. Sarà mica colpa mia se il ministro Prestigiacomo ha deciso di approfittarne per lanciare la campagna per la differenziata, se il sottosegretario Bertolaso è venuto in albergo a salutarmi, come Bassolino peraltro, e non ho mai visto il sindaco Iervolino? Ma Oddati da che pianeta viene?". Dal Comune si tende a minimizzare, esprimendo in una nota ufficiale "grande soddisfazione per la bella riuscita" dell'evento e sottolineando l'impegno profuso, e l'aver messo a disposizione "non solo la piazza più prestigiosa della città, ma anche l'apparato logistico in grado di ridurre al minimo ogni possibile disagio per l'organizzazione". Le dichiarazioni polemiche del mascalzone latino sul Comune "che non ha fatto niente", scaturirebbero da "una mancata conoscenza dei fatti": il San Paolo, per farla breve, gli sarebbe stato negato da Aurelio De Laurentiis. "Che devo ribattere?", riflette Daniele, "sul presidente del Calcio Napoli ho già detto come la penso, ovvero nel peggior modo possibile. È uno scandalo che solo qui lo stadio sia vietato alla musica. Ma possiamo parlare di musica?". Parliamone, Pino: "La nuova canzone napoletana su Raiuno ha funzionato, a tal punto che spero di riuscire a bissare il format l'anno prossimo, solo con ospiti stranieri, più D'Alessio, naturalmente. Io sono testardo, chi lo ha fischiato ha mancato di rispetto anche a me, per non dire di quegli striscioni allucinanti. C'è una canzone nel suo prossimo disco, con un verso che parla di "nu guaglione 'e Santa Chiara che canta "Napule è": se mi vuole, in voce o con la mia chitarra, io sono pronto. Ma potremmo anche scrivere qualcosa insieme, piaccia o non piaccia a quella parte del pubblico che mi vorrebbe imbalsamato come una reliquia, che ha preferito fischiare un "nemico" piuttosto che ascoltarlo mentre cantava una canzone antirazzista". Il programma tv è andato bene, soddisfatti il direttore Del Noce e il capostruttura Raveggi: 2.909.000 i telespettatori, pari al 16,12 per cento di share, lo show è stato il secondo programma più visto della giornata. I paragoni saranno impropri, ma recentemente Vasco Rossi (1.829.000 spettatori su Raidue) e Zucchero (1.500.000 su Italia 1) hanno fatto peggio. Sul fronte dei numeri, si registra anche un forte riordino nei negozi di dischi di "Ricomincio da 30", il triplo lp alle spalle della tournée inaugurata a Napoli. Ma i numeri non placano le polemiche, il chiacchiericcio in politichese che ha soffocato l'eccezionale qualità musicale dell'evento. In più, il San Carlo fa sapere all'artista "di non aver avuto soldi dal Comune, ma solo servizi. E di aver pagato l'occupazione di suolo pubblico": nessuna disparità di trattamento, insomma, si assicura. Franco Verde, consigliere comunale del Pd, spara su Oddati, colpevole di aver denigrato "il valore culturale espresso dall'arte" di Daniele solo perché inteso come "esaltazione del governo centrale". In sintonia il presidente dell'Ascom napoletana Antonio Pace: "Daniele è un grande esempio di attaccamento alla propria città, un esempio che tutti noi dovremmo seguire. Tutti dovremmo partecipare alla rinascita della città, indipendentemente dalle idee politiche". "Non mi sento un esempio, non voglio arrogarmi questo ruolo", spiega Pino, "ma so di aver messo nel concerto tutto il mio amore per la città. Mi sono sentito ricambiato dagli artisti che si sono esibiti con me e dall'affetto della piazza, esclusi i fischi per D'Alessio. Non è il momento delle divisioni, Napoli rinasce solo se unita. Bassolino e la Prestigiacomo insieme dietro il palco non sono un segno di inciucio, ma il segno che qualcuno sa che per risolvere l'emergenza serve l'impegno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Nelle istituzioni e fuori: noi, semplici musicanti, abbiamo dato il nostro contributo".

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E Bassolino bocciò Rosetta (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 164 del 2008-07-11 pagina 12 E Bassolino bocciò Rosetta di Redazione La Regione Campania ha soldi da investire nel... cassonetto. Cinquanta milioni per la raccolta differenziata e cento per favorire la costruzione di impianti per lo smaltimento dell'umido. Il criterio discriminante sarà legato ai piani presentati per risolvere questo problema che da mesi sta piegando la Campania. Ebbene la sorpresa viene dalle prime bocciature: Napoli e Caserta. Potremmo quasi parafrasare che Antonio Bassolino (capo della giunta regionale) non finanzierà il sindaco partenopeo Rosetta Russo Iervolino. Ma, con molta più amarezza, potremmo ammettere che Napoli non ha nel cassetto piani per risolvere l'emergenza rifiuti e si aggrappa al governo. Assistenzialismo sudista, insomma: déjà vu.. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Telex - gillo matitaro (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli TELEX capro espiatorio GILLO MATITARO Visti i risultati su Bassolino, da qualche tempo il sindaco Iervolino si dice pronta a fare il capro espiatorio per qualsiasi cosa.

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"pd, lavoriamo insieme per le elezioni nel 2009" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 13-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Napoli Ruggiero, segretario provinciale Italia dei valori "Pd, lavoriamo insieme per le elezioni nel 2009" "Il nostro obiettivo è che si vada alle urne per Provincia e Regione insieme" "Il centrosinistra deve continuare a vincere, invece molti sembrano non aver più questo argomento al centro della loro agenda politica". Di ritorno dalla controversa manifestazione di piazza Navona e all'indomani dell'incontro con il neosegretario provinciale del Pd Luigi Nicolais, il coordinatore cittadino di Italia dei Valori, Vincenzo Ruggiero, invita lo schieramento a "ragionare sulla maniera migliore per recuperare il rapporto con i cittadini". E pensa ad elezioni congiunte Provincia-Regione nel 2009. Veltroni e Di Pietro sono ai ferri corti. Si fa difficile anche la convivenza tra lei e Nicolais? "Sono stato anche io a piazza Navona, e sono preoccupato perché vedo un disegno volto ad isolare l'Italia dei Valori, falsamente rappresentato come un partito monotematico. Nel rapporto con il Pd è fondamentale il rispetto reciproco, e ho ricevuto da Nicolais ampie rassicurazioni in questo senso. Possiamo sin da ora lavorare insieme per tre priorità: la lotta alla criminalità organizzata, la lotta alla povertà e la questione ambientale. Tre emergenze che meritano risposte concrete, subito". La coalizione però è in sofferenza, dopo il voto di aprile. Di Pietro è stato uno dei primi a chiedere espressamente a Bassolino di farsi da parte. Ora qual è la vostra linea? "Distinguerei innanzitutto tra Comune di Napoli, Provincia e Regione. Una personalità di assoluto rilievo come il sindaco Rosa Russo Iervolino deve rendersi conto che, dopo il rimpasto, deve andare avanti lungo una strada non ancora percorsa a sufficienza. La vicenda rifiuti ci insegna che non basta chiudere le discariche con l'obiettivo di guadagnare consenso popolare, perché poi i nodi vengono al pettine. Bisogna lavorare per scelte credibili e affidabili che garantiscano la popolazione". E sulla Regione? "Ritengo Antonio Bassolino una delle personalità più importanti della politica meridionale. Non ho mai fatto parte dei servi sciocchi, e non mi unisco al coro del codardo oltraggio. Ma il governatore deve concretamente prendere atto del fatto che un ciclo è finito e deve essere in prima fila per costruirne uno nuovo. Per quanto ci riguarda, si può andare alle urne nel 2009 per rinnovare non solo la Regione ma anche la Provincia, se non dovesse essere già entrata in vigore la riforma che istituisce la Città metropolitana". Quale dovrà essere il candidato di centrosinistra per Palazzo Santa Lucia? "Non siamo interessati a uno strumento come le Primarie, che sembrano piuttosto un regolamento interno al principale partito. Meglio guardare a grandi personalità non contro, ma oltre i partiti". Sembra l'identikit di Antonio Di Pietro. "Magari. Ma non spetta a me decidere degli impegni e delle scelte che farà Di Pietro". (d.d.p.).

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Le nuove strategie intraprese nell'infinita guerra ai rifiuti (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 16-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Mer, 16 Lug 2008 Edizione 147 del 16-07-2008 Il Piano del Governo sembra funzionare ma i napoletani sono stremati dai sacchetti Le nuove strategie intraprese nell'infinita guerra ai rifiuti di Daniela Romano La città di Napoli, o meglio l'intera Regione Campania contro l'emergenza rifiuti. Una guerra, questa, aperta ormai da anni. Si combatte su tutti i fronti. Si ricorre all'uso di ogni tipo di "arma". Si cercano compromessi e soluzione, ma il nemico, la "monnezza", sembra non arrendersi. Sarà questa forse una delle guerre che la città ricorderà di più nel tempo? Forse sì. E' una delle battaglie più lunghe e più controverse. In questi anni e soprattutto begli ultimi mesi. Alti dirigenti dello Stato, prefetti, funzionari, sono andati al fronte per combattere la resistenza dei sacchetti. I "Generali " si sono cimentati in strategie d'ogni tipo, stendendo "piani di attacco": si è cercato di chiudere il nemico sacchetto in cave apposite, di annientarlo con l'inceneritore, e infine, addirittura di espatriarlo. Ma nulla è servito. E cosi si combatte ancora, spostandosi da una trincea all'altra, da Chiaiano, ad Acerra, fino ad Agnano, lavorando alla segmentazione delle frange opposte, con la raccolta differenziata. Difficili da seguire gli spostamenti dell'esercito di Napoli, che nelle ultime ore sembra indirizzato nella zona est. Il nemico, la "monezza" sembra lasciare il centro, concentrandosi nelle periferie. Una timida ritirata che sembra dare speranze a Napoli. Tanti i soldati scesi in campo. Dagli ambientalisti, ai sociologi e psicologi, fino ad arrivare ai più grandi comandanti di esercito, i politici. In primis, due astuti soldati, Bassolino e Iervolino. Dopo anni di preparazione e meditazione decidono di affrontare il fenomeno. Appaiono compatti tra loro, quasi certi di poter sconfiggere il nemico, ma poi, forse la paura, o forse la mancanza di armi, li costringe ad una ritirata. Eppure Napoli non può arrendersi. A cambiare le sorti arriva il comandante in Capo, Silvio Berlusconi. Da subito le cose sembrano cambiare. Raduna il suo esercito, distribuisce ordini, e decide armi e strategie di attacco. Nomina un vice comandante, Guido Bertolaso, che da subito controlla e organizza i nuovi siti da trasformare in trincea. Quest'ultimo, reduce da numerose battaglie, chiede aiuto ad un soldato del fronte opposto, che ben conosce il territorio, Walter Ganapini, Assessore all'ambiente della regione. Insieme si lavora per capire quale siano le debolezze del nemico, che sembra essere più stanco del solito. Il Comandante supremo sembra aver scelto le armi e persone giuste. Il nemico sta forse per essere sconfitto. Le legioni straniere corrono in soccorso. Nel frattempo fuori dalle trincee il popolo esorta la pace, e mostra rabbia per un nemico che da anni ha martoriato, e distrutto la città. Il generale è riuscito a convocare soldati da ogni parte. Ognuno svolge un ruolo ben chiaro. I precedenti protagonisti di questa guerra, Iervolino e Bassolino, lavorano alla distribuzione di materiale bellico, il comandante Bertolaso e "l'informatore" Ganapini, studiano le cartine territoriale per trovare nuovi punti di attacchi, mentre il comandante Berlusconi, alle prese tra l'altro con diversi affari diplomatici, si concentra nella pianificazione di nuove tattiche. Dal fronte di guerra giungono notizie di cittadini che si vendono al nemico, commettendo azioni illecite a danno del proprio popolo. Il popolo è in rivolta, il comandante in capo, ora fuori città, promette di risolvere tutto, e vincere la guerra. Ma il popolo ormai sembra non voler credere più a nulla? Per troppi mesi ha voluto fidarsi di soldati e generali che cambiavano al cambiar del vento. Ora è stanco e alla fine in una guerra interminabile, tra un comandante ed un altro si fa una sola domanda "in questa guerra, chi saranno i veri eroi?".

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"Biutiful Cauntri" spiega la monnezza ai francesi (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Cinema e teatri Pagina 10238 Le Monde scioccato dal reportage "Biutiful Cauntri" spiega la monnezza ai francesi Le Monde scioccato dal reportage --> Esce oggi nelle sale francesi "Biutiful Cauntri", documentario sull'ecomafia in Campania, che mostra "come Napoli sia diventata la pattumiera d'Italia". Uscito in Italia a marzo, apprezzato a giugno al festival di Monaco di Baviera, il film-reportage di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero è per Le Monde una "introduzione appassionante a "Gomorra"", la "potente fiction premiata a Cannes" di Matteo Garrone, che sarà nelle sale francesi solo tra quattro settimane. "Una visione apocalittica" che sa di "sporco" e che trova "le immagini per far sentire anche a noi un senso di sporcizia". "Biutiful Cauntri" descrive la saga-immondizia "con una violenza impressionante".

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Goletta verde: emergenza fiumi avvelenati (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Goletta Verde: emergenza fiumi avvelenati Acque pulite, ma solo lontano dalle foci dei fiumi. Il mare di Napoli e Caserta gode di buona salute, ma la bandiera nera di Legambiente torna in Campania, a sei anni dall'ultima bocciatura. Colpa dei fiumi che continuano ad avvelenare le coste. E delle istituzioni che non adeguano gli impianti di depurazione. Questo il verdetto di Goletta Verde, il veliero dell'associazione ambientalista che da 23 anni analizza i mari italiani. Sette le foci dei fiumi esaminate, tutte inquinate, dal Garigliano al Sarno passando per il Volturno e i Regi Lagni. Con valori, per alcuni batteri, ben oltre dieci volte il limite consentito. Legambiente, con il direttore regionale Raffaele Del Giudice, punta l'indice: "Colpa dell'immobilismo delle istituzioni che non adeguano gli impianti di depurazione. Ora va affrontata l'emergenza con una sorta di piano Marshall". E rilancia: "Piuttosto che a presidio delle discariche, usiamo l'esercito nella lotta alle ecomafie, nel controllo degli sversamenti illegali nei fiumi". I dati di Goletta Verde tracciano dunque un bilancio in chiaroscuro. Da un lato 20 spiagge balneabili su 23 sono risultate pulite (sensibile il miglioramento di Bacoli): fuorilegge solo le spiagge di Nazario Sauro, vicino alla rotonda Diaz a Napoli, un tratto della litoranea 7 di Torre del Greco e la spiaggia libera di Recommone a Nerano. Dall'altro le foci dei corsi d'acqua soffrono un inquinamento aggravato anche dall'abusivismo edilizio. "Soprattutto nel Giuglianese e nel Casertano questo fenomeno, mancando le condutture fognarie a norma, provoca gravi danni alla salute delle acque - l'allarme di Del Giudice - è urgente poi che le zone industriali si dotino di microdepuratori per influire sempre di meno sulla già grave situazione". Stamattina il veliero è a Capri pronto a salpare per proseguire le indagini nelle acque della penisola sorrentina e del Cilento. (luigi carbone e lilly viccaro theo).

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Il valore strategico del centro storico - pasquale belfiore (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Napoli IL VALORE STRATEGICO DEL CENTRO STORICO PASQUALE BELFIORE arebbe sommamente auspicabile anche qualche decisione, visto che per la prima volta in un convegno su quest'argomento vi sono più politici che tecnici, qui richiamati (obbligati a farlo) da una scadenza ormai prossima: la firma entro il 20 settembre 2008 dell'accordo di programma tra Regione, Comune, Soprintendenza e Curia che dovrà prevedere in dettaglio criteri, modi e tempi d'attuazione degli interventi per circa 200 milioni riservati dai fondi europei al centro storico di Napoli. C'è il fondato timore che a questo appuntamento si arriverà in affanno, con programmi e progetti non ancora ben definiti e senza un coordinamento efficace tra le quattro istituzioni. In un passato prossimo, cospicui finanziamenti già assegnati per alcune opere sono stati poi revocati dalla Regione per seri problemi di natura progettuale (i "Grandi attrattori", ad esempio); dunque, il timore è fondato. Occorre una svolta di metodo e un cambio di passo. Oggi pomeriggio ai politici presenti si potrebbero incominciare a chiedere una "dichiarazione d'interesse" e una presa di posizione (decisione) su almeno due importanti aspetti del problema. La dichiarazione d'interesse va fatta sul valore strategico del centro storico di Napoli nella prospettiva d'una ripresa della città. In realtà, pochi vi hanno creduto al di là delle rituali liturgie - la millenaria storia, sito Unesco, il centro storico più grande d'Italia (non è vero) e così declamando - e di conseguenza poco o nulla è stato investito progettualmente e finanziariamente, distratti come siamo stati dalle più fascinose prospettive ludico-paesaggistiche di Bagnoli o dalle convenienze d'investimento che prefigura Napoli est. Avrebbe un altissimo valore culturale, politico e simbolico la dichiarazione, esplicita e unanime da parte dei relatori del convegno, che il futuro di Napoli non può essere separato dal futuro del suo centro storico, anzi, che il futuro di Napoli s'identifica nella rinascita del suo centro storico. Dichiarazione impegnativa perché - se fatta dal sottosegretario agli Esteri anche con delega per l'Unesco Scotti, dal governatore Bassolino, da due assessori del Comune di Napoli con deleghe specifiche Cardillo e Laudadio - comporta atti e pratiche conseguentemente conformi, una dichiarazione d'interesse, appunto. Il primo dei due aspetti del problema sul quale ci si attende sempre oggi una prima decisione, riguarda la partecipazione della città, finora tenuta fuori da ogni livello di conoscenza di quanto si va pensando e facendo nelle quattro istituzioni firmatarie dell'accordo. La città non è folla manzoniana in tumulto o magma indistinto, ma istituzioni culturali prestigiose, associazioni di categoria di vasta e qualificata rappresentanza, enti e università, sindacati e uomini di cultura che hanno il diritto-dovere di dire la loro su questo problema. Nessun assemblearismo o commistione di ruoli. Ho detto e scritto più volte che in questi casi è sempre la politica a decidere, ma solo dopo aver ascoltato ed essersi confrontata con la città. Su questo punto c'è un impegno preciso dell'assessore Laudadio e sono certo che in questa occasione comunicherà anche tempi e modalità del confronto, ineludibile, con la città. Il secondo aspetto del problema riguarda i livelli di responsabilità, vale a dire, chi decide sul centro storico di Napoli? Attualmente, decidono almeno tre assessorati e tre Soprintendenze, per quanto di competenza, come si suol dire in gergo burocratico. I risultati non sono, oggettivamente, esaltanti. è pensabile gestire per sei, sette anni un programma di restauri complesso, ambizioso ed economicamente impegnativo attraverso una articolazione così complicata di competenze e responsabilità? Certamente no. Si può pensare a una struttura straordinaria, una società, un'authority che gestisca anche con procedure straordinarie l'intero programma? Spero di sì. è inutile, a tal proposito, fare l'elegia dell'ordinario. Sta di fatto che nella storia di questa città gli unici risultati d'un certo rilievo in ambito urbanistico sono stati conseguiti solo attraverso l'istituzione di commissariati e strutture straordinarie, dall'Alto commissariato di Castelli in epoca fascista al Pser (Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica) dopo il terremoto del 1980. Su quest'ipotesi, un orientamento, se non una decisione vera e propria, è auspicabile che venga proposto dai relatori presenti. Due note positive per chiudere. Regione e Comune, quando vogliono, hanno risorse umane e professionali di qualità su cui fare leva. Il documento d'orientamento strategico del P.I. Napoli firmato il 2 luglio 2002 da Di Lello, Iervolino, De Caro, Guglielmo e Spinosa e redatto da Carotenuto per la Regione è studio attento e condivisibile, punto di riferimento per intraprese future. Il P.I. Napoli-Teatri per il recupero e restauro dei teatri romani nel centro antico è esperienza positiva e per certi versi esaltante. Due punti di forza dai quali ripartire.

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OGGI NAPOLI OSPITA IN PREFETTURA IL SECONDO CONSIGLIO DEI MINISTRI VOLUTO DA BERLUSCONI PER TIRARE L (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi Napoli ospita in Prefettura il secondo Consiglio dei ministri voluto da Berlusconi per tirare le somme sulla crisi rifiuti. "Annuncerò che l'emergenza è finita e, come i napoletani e i campani hanno potuto vedere in questi giorni, non ci sono più rifiuti per strada", ha detto ieri il premier. Berlusconi ha anche precisato che "la soluzione dal punto di vista dello smaltimento industriale ci sarà solo quando saranno completati i termovalorizzatori, soluzione da imitare in altre regioni che sono lì lì per arrivare alla crisi". In città manifesti di Fi con la scritta "Grazie Silvio". Bassolino: collaborazione piena tra governo e amministrazioni locali. Ieri intanto in Comune si è svolto un vertice tra Bertolaso e la Iervolino per individuare l'area dell'inceneritore: entro un mese la decisione, che si giocherà tra Napoli Est e Scampia. E dopo le bombe alle forze dell'ordine, incendiata a Chiaiano l'auto dell'assistente del sindaco Iervolino, Vittorio Ciccarelli. BARTOLI, DEL GAUDIO E SAPIO ALLE PAGG. 38 e 39.

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Berlusconi: <Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni> (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Berlusconi: "Abbiamo vintoNapoli ripulita in 58 giorni" finita l'emergenza rifiuti Ecomafia, la magistratura sequestra otto discariche alla camorra Napoli. "In 58 giorni siamo riusciti nella missione impossibile. È stato smentito chi pensava che il governo non ce l'avrebbe fatta. L'emergenza è superata: abbiamo smaltito 50mila tonnellate di rifiuti. Napoli e la Campania tornano ad essere città occidentali, ordinate e pulite". L'espressione è certamente forte, ma rende bene l'idea di quello che Silvio Berlusconi voleva comunicare sull'emergenza rifiuti in Campania, dopo aver celebrato il secondo Consiglio dei ministri convocato a Napoli in due mesi. Si dice: ogni promessa è debito. E il premier, almeno questo debito della campagna elettorale, l'ha in parte saldato. Napoli non è più la pattumiera d'Italia. Finalmente si rivedono i turisti in città e negli altri luoghi simbolo di una regione incantevole. I napoletani hanno ritrovato il sorriso. Sul lungomare cittadino si sente l'odore del mare, non più il lezzo insopportabile della spazzatura che imputridisce per strada. Insomma, Napoli è ridiventata la città delle cartoline. La Campania è stata ripulita da cima a fondo. E quel che è meglio è il fatto che l'attuale condizione di pulizia delle strade durerà a lungo, perché rispetto a 3 mesi fa in Campania ci sono due nuove discariche funzionanti in Irpinia e nel Beneventano (quella di Savignano Irpino vicino Avellino e Sant'Arcangelo Trimonte), altre due verranno allestite e funzioneranno a pieno regime entro l'autunno nel Napoletano (le discariche di Chiaiano e di Terzigno), altre sei ancora (quelle previste nel decreto legge sull'emergenza rifiuti convertito in legge) verranno via via aperte. Insomma, la Campania è diventata autosufficiente, riesce finalmente a smaltire le oltre 7 mila tonnellate di spazzatura quotidianamente prodotte in Campania. Il premier, dopo il Consiglio dei ministri, in conferenza stampa, ha promesso che comunque il governo non si crogiolerà su questi risultati "perché l'emergenza in Campania finirà solo quando entreranno in funzione i quattro termovalorizzatori". E indica una sorta di cronoprogramma per questi impianti. Entro inizio 2009 comincerà a funzionare l'inceneritore di Acerra, poi via via quelli di Salerno, Santa Maria la Fossa nel Casertano e Napoli. "I tempi per uscire dall'emergenza- aggiunge Berlusconi- sono previsti in tre anni, ma noi speriamo di farcela in due". Una cosa è certa, la follia dell'emergenza rifiuti, a guardare le strade di Napoli, sembra appartenere ad un passato assai lontano nel tempo. Ma tutti sappiamo che non è così. Sibillina, in ogni caso una frase del premier in conferenza stampa: "Indagheremo sulle responsabilità di questo disastro". Tradotto: il Pdl potrebbe riportare all'attenzione del Parlamento il lavoro delle Commissioni parlamentari d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, e così come accadde per la ricostruzione post terremoto, indagare non solo sulle cause del disastro rifiuti ma anche sul fiume di denaro pubblico speso non per rimuovere quelle cause ma per perpetuare l'emergenza. Parliamo di sperperi da almeno due miliardi di euro. Alla Campania, ha spiegato sempre Berlusconi, manca ancora un tassello importante da incastonare in questo mosaico che si chiama ciclo dei rifiuti: educare i cittadini a produrre meno rifiuti e a fare la raccolta differenziata. Su questo versante Berlusconi annuncia una grande campagna per "l'educazione civica di base" alla raccolta differenziata, che prenderà il via ad agosto con l'arrivo in Campania "di migliaia di volontari da tutta Italia" e il sostegno della Chiesa. Alla celebrazione della fine dell'emergenza rifiuti c'era anche il governatore Antonio Bassolino, per anni commissario all'emergenza. Bassolino ha firmato con il ministro Stefania Prestigiacomo un accordo di programma che prevede la stanziamento di 526 milioni di euro per la rimozione degli abbandoni incontrollati di rifiuti, la messa in sicurezza e bonifica delle vecchie discariche; la bonifica di siti inquinati. Misure indispensabili in una regione che per anni è stata lo sversatoio di rifiuti d'ogni genere, in discariche controllate spesso dalla camorra. Come dimostra l'ultima inchiesta della magistratura antimafia napoletana che ha sequestrato otto discariche alla cosca dei Casalesi. Discariche alle porte di Napoli, dove oltre a milioni di tonnellate di sacchetti della spazzatura, con la benedizione del clan, finiva di tutto: dai rifiuti ospedalieri, come quelli delle sale operatorie, ai cimiteriali, come le vecchie bare. E ancora: batterie esauste, pneumatici e persino veicoli utilizzati per commettere delitti. Ma il vero affare era lo smaltimento, a costi davvero competitivi, dei rifiuti industriali provenienti dal centro nord. Smaltimento che, come hanno evidenziato gli investigatori, avveniva "con reciproca convenienza delle parti", senza alcuna tutela per l'ambiente. E tra le aziende lambite dall'inchiesta tante società, anche liguri, come la ditta Tra. Sfer. Mar. s.r.l di Ferdinando Cannavale di La Spezia. È una società di intermediazione commerciale e si interessava di trovare aziende campane alle quali affidare i rifiuti da smaltire al Sud. Rifiuti di qualsiasi genere dagli insediamenti civili, a quelli industriali e ospedalieri. Paolo Chiariello www.paolochiariello.it 19/07/2008 ' 19/07/2008 il pattocon il governoAbbiamo siglato un accordo di grande importanza per risanare l'ambiente antonio bassolinopresidente Regione Campania 19/07/2008 ' 19/07/2008 periferiedimenticateProblema risolto solo nelle vie del centro, nelle zone limitrofe ancora i roghi del pattume felice belisariosenatore dell'IdV 19/07/2008 ' 19/07/2008 meritonostroSono contento che tutti siano contenti; quando al governo c'è la Lega tutto si risolve roberto calderoliministro della Lega 19/07/2008.

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"napoli è pulita, ora torna in occidente" - gianluca luzi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Ieri e oggi "Napoli è pulita, ora torna in Occidente" Berlusconi: abbiamo risolto l'emergenza in 58 giorni. E rilancia l'ipotesi del G8 GIANLUCA LUZI NAPOLI - "Abbiamo mantenuto la promessa in 58 giorni: Napoli e la Campania tornano ad essere pulite e occidentali senza il disastro che attraverso le immagini della tv aveva rovinato la nostra immagine nel mondo. In molti avevano scommesso che il governo non ce l'avrebbe fatta, ma hanno avuto torto. Siamo riusciti in una missione impossibile". Felice, anzi trionfante per aver "risolto l'emergenza spazzatura", Berlusconi riunisce a Napoli il consiglio dei ministri, con in testa l'idea che se La Maddalena non sarà pronta, fra un anno il G8 si terrà proprio nella città rimessa a nuovo, come anticipa ai suoi ministri. Alla sua destra il commissario Bertolaso, accanto i ministri dell'Ambiente Prestigiacomo e della Difesa La Russa. In prima fila i comandanti militari le cui truppe presidiano le discariche e il termovalorizzatore di Acerra che sarà pronto entro l'anno e hanno dato un contributo decisivo allo smaltimento dei cumuli di spazzatura che per mesi hanno soffocato la città. Berlusconi ringrazia della collaborazione perfino le autorità campane, cioè il sindaco Iervolino e il presidente Bassolino che in campagna elettorale erano stati i suoi principali bersagli. Ringrazia Stefania Prestigiacomo che definisce "dolce e gracile in apparenza, ma con un carattere di ferro", e "tutti coloro che hanno lavorato alla fine dell'emergenza". Per il premier la pulizia delle strade di Napoli è stata "un'opera di civiltà", in Campania "lo Stato è tornato a fare lo Stato". Ma perché la città era arrivata al collasso? Quali erano state le cause del disastro ambientale? Intanto "l'incapacità di operare di chi ha fatto solo e sempre politica", cioè la sinistra. Poi perché ci sono state altre cause su cui Berlusconi dice che il governo indagherà: "Non sono ancora chiare le cause della grave situazione che abbiamo trovato, ma si potevano e si dovevano evitare. Sono responsabilità che andremo a investigare". Due mesi fa c'erano cinquantamila tonnellate di rifiuti accumulati nelle strade. Adesso, nella periferia di Napoli "restano ancora duemila tonnellate di rifiuti pericolosi che dovranno essere portati via da ditte specializzate e che saranno smaltite entro la fine di luglio". Finita la fase più drammatica, "resta l'emergenza per la mancanza dei termovalorizzatori. Per la soluzione definitiva ci vorranno tre anni, ma noi speriamo di farcela in due". Ma l'obiettivo del premier è quello di fare di Napoli "la città più ordinata e pulita d'Italia". E a questo scopo Berlusconi è intenzionato a lanciare una vera e propria campagna per sensibilizzare la cittadinanza. Il modello è nientemeno che Tokio "dove vivono tredici milioni di persone. In due giorni - racconta il premier reduce dal G8 giapponese - non ho visto per terra un mozzicone di sigaretta, una carta di caramella o un foglio di giornale". E a proposito di G8, in consiglio dei ministri Berlusconi ha dato incarico al commissario Bertolaso di verificare se la prossima riunione dei Grandi si potrà davvero tenere alla Maddalena, come previsto. Nel caso in cui l'isola sarda non sarà in grado di ospitare l'evento fra un anno, è pronta l'ipotesi di tenere il G8 a Napoli, come era già stato ventilato. Sarebbe l'occasione per rilanciare a livello internazionale la città di nuovo tirata a lucido. In ogni caso - è l'impegno di Berlusconi - in occasione del G8 italiano, a Napoli si terrà uno dei vertici che accompagnano il mega summit mondiale. il brunello Silvio Berlusconi ieri si è paragonato al Brunello di Montalcino, pregiato vino italiano: "Come lui anche io con gli anni miglioro" ha detto il premier.

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Quel feeling con i nemici - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Il retroscena Quel feeling con i nemici ROBERTO FUCCILLO "SCUSATE, devo ringraziare anche le autorità locali e la Regione per il contributo dato". Galanteria istituzionale. Pur senza mai nominarli, Berlusconi rende omaggio a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, col quale peraltro ha appena firmato l'accordo per le bonifiche. SEGUE A PAGINA III.

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Patto tra regione e governo 520 milioni per il risanamento - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Il piano Intesa firmata in prefettura tra il governatore Bassolino e il ministro Prestigiacomo Patto tra Regione e Governo 520 milioni per il risanamento Bonifica per i 37 Comuni del ciclo dei rifiuti "Immondizia in gran parte rimossa, siamo sulla strada giusta per la normalità" Ma Nicolais spegne l'euforia "La situazione è critica in periferia e in provincia" OTTAVIO LUCARELLI Il presidente della Regione Antonio Bassolino e l'assessore Walter Ganapini esultano per l'accordo di programma con il governo da 520 milioni di euro per la bonifica di 37 siti inquinati, a cominciare dal cratere dei veleni di Pianura. Il segretario del Partito democratico Luigi Nicolais denuncia invece il bluff di una città ancora sporca in periferia, mentre in centro sono scomparsi i contenitori al punto che la gente in piazza Carolina, durante la riunione del Consiglio dei ministri, ha depositato i sacchetti sotto la prefettura. Una giornata che, tra le polemiche, segna comunque un nuovo atto nell'intesa governo-Regione mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino, dopo l'incontro di giovedì con il sottosegretario Guido Bertolaso, è partita per Bruxelles. Per Bassolino, invece, la firma dell'intesa con il ministro Stefania Prestigiacomo, sotto gli occhi di Berlusconi, poi di corsa in via Santa Lucia: "Un accordo di grande importanza. Investiamo risorse consistenti, oltre 260 milioni la Regione e altrettanti il governo per progetti di riqualificazione e risanamento ambientale per i primi 37 comuni che sono stati e sono impegnati nel ciclo dei rifiuti". Nel dettaglio si interverrà nelle aree sedi delle dieci discariche individuate dal governo: Savignano Irpino, Andretta, Serre, Terzigno, Napoli (Chiaiano e Pianura), Caserta, Santa Maria la Fossa, Sant'Arcangelo Trimonte. Ma sono interessate anche le sedi dei quattro termovalorizzatori in costruzione o da costruire ad Acerra, Napoli Nord/Est, Salerno e S. Maria la Fossa. Bonifica nelle aree dei sedici siti di stoccaggio provvisorio delle cosiddette ecoballe (Eboli, Giugliano, Acerra, Caivano, Marigliano, Santa Maria la Fossa, Capua, Marcianise, Villa Literno, Fragneto Monforte e Casalduni) e dei sette siti di impianti per la produzione di Cdr (Avellino, Battipaglia, Tufino, Giugliano, Caivano, Santa Maria Capua Vetere e Casalduni). Sono infine previsti interventi nei 14 Comuni limitrofi ai siti interessati alla realizzazione degli impianti o con impianti dimessi. Un accordo firmato anche da Bertolaso e dal commissario alle bonifiche Massimo Menegozzo. Bassolino sottolinea che "i rifiuti sono stati in gran parte rimossi" e che "siamo sulla strada giusta, ma il percorso per la soluzione strutturale del problema e per evitare nuove crisi rimane ancora lungo e difficile perché bisogna completare il ciclo industriale di smaltimento". Soddisfatto anche l'irpino Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma: "Sono orgoglioso di essere rientrato nella mia abitazione di Avellino in una città pulita come tutto il resto della regione. La speranza è che perduri questo clima e questa collaborazione senza steccati politici e che nasca una stagione di rinascita della Campania". Di altro avviso l'ex ministro Luigi Nicolais, segretario del Pd di Napoli, che non si aggrega all'euforia: "Dalle strade progressivamente si stanno rimuovendo i cumuli, ma permangono ancora criticità in zone della periferia e della provincia. Da qui a cantare vittoria, come fa il presidente del Consiglio, il passo è lungo. Il vero terreno sul quale si misurerà la capacità della classe dirigente locale è il lavoro per riportare nell'ordinarietà e nell'efficienza la gestione del ciclo dei rifiuti. L'apertura degli impianti di smaltimento, l'avvio della raccolta differenziata e il superamento definitivo delle gestioni commissariali sono i primi passi per la normalità".

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Gli intellettuali: <Città pulita>. <No, solo facciata> (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le reazioni La storica Gribaudi: Silvio ha sfruttato il lavoro di Prodi. Il politologo Esposito: il Cavaliere ha dei meriti Gli intellettuali: "Città pulita". "No, solo facciata" MILANO - Grazie Silvio, come l'ultimo amaro calice. Certe volte la vita è dura. "Non credo che abbia risolto il problema" dice la storica Gabriella Gribaudi. "Si è limitato a sfruttare opere già avviate da altri, ma questa emergenza è strutturale, e purtroppo c'è ancora, e ci sarà fino a quando si continuerà ad andare per discariche". La società civile napoletana è rimasta sepolta dalle tonnellate di rifiuti che assediavano la città e dal disfacimento della politica campana. C'era, chiedeva visibilità, ma nessuno la ascoltava. E ora, il contrappasso. L'odiato Berlusconi che esibisce i marciapiedi finalmente puliti di via Caracciolo come un fiore all'occhiello del suo governo. Gribaudi, storica raffinata, ha pubblicato un saggio sulla rivista del Mulino nel quale esaminava in ogni suo dettaglio le leggi che si erano susseguite in materia di rifiuti. "Noi c'eravamo, insieme alle associazioni, ma non abbiamo avuto voce. Berlusconi ha ereditato una situazione bene impostata dal governo Prodi, che però ha avuto il torto di lasciare al suo posto Iervolino e Bassolino, le due persone che hanno barattato la loro sopravvivenza con l'umiliazione dei cittadini di Napoli". Tra Prodi e Berlusconi, la scelta è difficile. Il primo, naturalmente più affine all'associazionismo napoletano, è ritenuto responsabile della mancata defenestrazione degli amministratori locali. "Come è triste vedere il centrosinistra campano in ginocchio davanti all'arrivo di Berlusconi" dice Maurizio Braucci. "Sono preoccupati soltanto del mantenimento del loro piccolo potere. Non gli interessa nient'altro. L'onore, il decoro dei cittadini. Niente ". Quest'anno, l'autore napoletano ha scritto la sceneggiatura del film Gomorra, ha messo insieme un libro nel quale condensa la sentenza del processo Spartacus, e il resto del tempo lo ha dedicato allo studio del problema dei rifiuti. E secondo lui le sudate carte sono ben lungi dall'essere riposte nel cassetto. "Quella di Berlusconi è una operazione di facciata, soltanto mediatica e rivolta ai non napoletani. La comunicazione è importante, e lui di questo è maestro. Ma se dice che l'emergenza è risolta, sbaglia due volte. La prima: quello dei rifiuti è uno scandalo, e non una emergenza. La seconda: l'immondizia era già scomparsa un anno fa, a periodi ciclici succede. Tornerà e sparirà di nuovo. è persino pericoloso dire che tutto è finito, può essere un boomerang. L'inceneritore non c'è, per la cava di Chiaiano ci vorranno altri 4 mesi, e si metteranno i rifiuti in una delle aree più popolate d'Europa. Ma in questa storia così torbida non contano soltanto i sacchetti eliminati, o nascosti. è più importante eliminare i corrotti dalla Pubblica amministrazione, le persone responsabili dello sfascio. E in questo, gli apparati locali si dimostrano più forti, di Prodi e anche di Berlusconi". Il maestro di strada ha voglia di uscire dai suoi Quartieri spagnoli. Sono mesi che Marco Rossi Doria assiste alla deriva napoletana "con un senso di impotenza e rabbia". E adesso sceglie il paradosso. Ben venga Berlusconi, dice, ben venga chiunque sia capace di liberarci da chi ci ha ridotto in questo stato. "Niente può essere peggio dell'incoscienza di chi ci ha governato in questi anni, condannandoci all'umiliazione perpetua". Sarà che è appena rientrato a Napoli, ma il politologo Roberto Esposito si è accorto della differenza tra il prima e il dopo. "La città è stata ripulita, questo è un dato di fatto. Berlusconi ha dei meriti, perché la scelta di tenere alcuni Consigli dei ministri a Napoli denota una assunzione di responsabi-lità, l'esatto contrario di quanto fatto dai politici locali. Ha segnato una discontinuità ". Come si è capito, i due mondi, la società civile napoletana e Berlusconi, restano piuttosto distanti. E la frase del premier su Napoli "restituita all'Occidente " non aiuta a renderlo più simpatico, nonostante le strade pulite. Gribaudi: "Un'altra umiliazione, dopo l'annuncio dell'arrivo degli angeli della monnezza dal Nord. Si sente un colonizzatore. Sappia che Napoli fa parte dell'Occidente da sempre, anche se non assomiglia a Milano o Torino". Braucci: "Il suo pregiudizio antinapoletano è evidente". Esposito, più moderato: "Frase roboante e ridicola, si tratta di un comprensibile eccesso retorico". Nemici come prima, e così sia. Marco Imarisio.

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Napoli senza rifiuti. Bene ma qualcuno pagherà? (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 19-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 223 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 40 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 86 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.45 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (12 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 368 ) " (52 voti, il voto medio è: 1.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (22) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (6) immigrazione (23) islam (12) Italia (99) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (7) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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"differenziata, servono impianti" - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli "Differenziata, servono impianti" I Comuni: pronti a collaborare, ma l'organizzazione è carente Ancora rifiuti a Gianturco Servillo: "Non ci sono solo i salotti buoni" ROBERTO FUCCILLO CI sono politici che ora provano il rilancio. "Dopo la bonifica ambientale, riuscita a tempo di record, è ora necessario procedere alla bonifica politica". Così si esprime il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, che scrive una lettera a Berlusconi per dirgli che "con Iervolino e Bassolino al governo del Comune e della Regione, il piano della raccolta differenziata non decollerà mai". Dunque "non si può pensare di lasciarli impuniti al loro posto, occorre procedere a un'opera di commissariamento che faccia da transizione verso la nascita di una nuova classe dirigente". Insomma una scorciatoia perfino rispetto a quelle elezioni nelle quali Berlusconi ha detto di poter raccogliere il cento per cento. è l'ultima delle manifestazioni di un centrodestra locale in difficoltà a gestore il successo sui rifiuti in compagnia dei due nemici principali. D'altro canto c'è anche chi rileva che il miracolo non è ancora così stabile. A Gianturco (come da foto) si trovano ancora cumuli di spazzatura. E da Giffoni, ospite del film festival, l'attore Toni Servillo segnala che "non bisogna abbassare la guardia: la situazione dei salotti buoni delle città è totalmente differente da quella delle periferie". Al di là del contingente ci sono però comunque alcune questioni alle quali occorre mettere mano. Ne segnala una in particolare Enzo Cuomo, sindaco di Portici e coordinatore dell'Anci in provincia di Napoli. All'indomani della lettera ai sindaci del premier, Cuomo non si fascia al testa. "Già da aprile - dice - molti Comuni si sono messi in moto sulla differenziata". Dunque l'invito di Berlusconi viene accolto: "Faremo la nostra parte per cancellare una pagina vergognosa". Cuomo rende omaggio anche ai militari che "hanno creato un meccanismo che certamente ci aiuta a tornare in carreggiata per l'ordinario". Manca però qualcosa, ed è proprio sul fronte differenziata. "Non è ancora definita con precisione la tempistica, specie degli impianti - lamenta Cuomo - chi fa la differenziata è comunque costretto ancora a mandare l'umido fuori, al costo di 200 euro a tonnellata". è un punto sul quale la macchina di Bertolaso ha impattato le obiezioni delle Province, restie a rilevare la gestione degli ex Cdr da trasformare in impianti di compostaggio. "Ma è una responsabilità - dice Cuomo - che viene alla Province dalla legge regionale. Purtroppo c'è una palese incertezza su questo passaggio di competenze. La Regione evidentemente non ha fatto la necessaria concertazione con le Province. Comunque è un nodo da sciogliere rapidamente. Rilevo certamente i meriti di Berlusconi nell'aver attuato anche quello che il precedente governo non era riuscito a concretizzare. Inoltre ho l'impressione che il premier voglia aprire una positiva concertazione interistituzionale. In questo ci possono stare anche i passaggi con le ipotizzate sanzioni, anche se avrebbe fatto piacere leggere qualcosa pure sulle omissioni dello Stato per molti anni". L'appello di Cuomo è comunque chiaro: occorre fare questi benedetti impianti di compostaggio, altrimenti i richiami alla differenziata sono urla al vento. A proposito di differenziata, oggi Ottaviano presenta il suo progetto, che parte nonostante il sabotaggio di alcuni giorni fa quando furono incendiati 2500 bidoni in un deposito.

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La lunga MARCIA Per Celestino e Nino, uccisi a vent'anni a Palizzi senza ancora un perché (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 21-07-2008)

Argomenti: Monnezza

La lunga MARCIA Per Celestino e Nino, uccisi a vent'anni a Palizzi senza ancora un perché Danilo Chirico Fuoco incrociato di lupare, in aperta campagna. Un agguato in piena regola, premeditato, studiato nei particolari, infallibile nella sua semplicità. Così sono stati ammazzati Celestino Fava e Nino Moio, uccisi la mattina del 29 novembre del 1996. Nel giorno dell'anniversario di via D'Amelio - una sorta di 11 settembre dell'antimafia - la Lunga marcia della Memoria ha ricordato Paolo Borsellino e le vittime delle mafie. A partire da Celestino e Nino, 22 e 20 anni, uccisi senza una spiegazione proprio a Palizzi, una lingua di terra del basso ionio reggino. Celestino, appena congedato dal militare, in attesa di trovare un lavoro tutto suo, aiutava il suo amico di sempre Nino nelle campagne. Nino, figlio di agricoltori e pastori, dava una mano in famiglia. La mattina di quel 29 novembre Celestino e Nino erano andati in campagna la mattina presto - come accadeva spesso - a raccogliere legna. Li aspettava un commando: non poteva esserci scampo, sono stati trucidati. Da allora le famiglie, che anche loro ieri si sono messe "in marcia" con daSud e Libera nel cammino che porterà a Gioiosa Ionica il 27 luglio per l'inaugurazione del Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta, vivono nel dolore e chiedono di capire cos'è successo, cosa hanno visto-sentito-fatto-pensato di "sbagliato" quei ragazzi. Un rebus inestricabile che rende tutto più difficile. La Lunga marcia tiene insieme memoria antimafia, rivendicazione di diritti e difesa di un'idea di territorio. Così a Palizzi associazioni, studiosi e giornalisti hanno discusso dei nuovi conflitti ambientali. E di ecomafie e smaltimento illecito di rifiuti, di navi dei veleni e della centrale a carbone di Saline, di scempio del paesaggio e ponte sullo Stretto. Per provare a offrire un nuovo modello di futuro in contrapposizione alla Calabria pensata come ricettacolo di eco-emergenze. Un punto di vista forte e poetico sul Sud lo ha fornito il cantastorie calabrese Nino Racco con lo spettacolo Meridion. Dedicato alla memoria di Marcinelle e al Mezzogiorno che non si rassegna. Oggi la Lunga marcia fa tappa a Melito Porto Salvo. Info su www.dasud.it , foto e video su www.rivistaonline.com.

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Il nuovo criminale è ambientale (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 21-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 21 Lug 2008 Edizione 151 del 21-07-2008 i delinquenti hanno "aggiornato" le tipologie di reato Il nuovo criminale è ambientale di Marco Di Maggio E'ormai maturata l'ora per individuare tra i nuovi principali stereotipi criminali il cosiddetto delinquente ambientale. In Italia la questione ambientale è emersa di recente per salvaguardare le risorse umane e naturali dallo sfruttamento incontrollato. Essa investe numerose scienze: dal diritto all'economia, dall'etica alla politica criminale, dalla sociologia alla criminologia ed è incontrovertibile che la questione ambientale sia essenziale per migliorare la qualità della vita. Infatti la lunga serie di interventi legislativi ha interessato anche il penalista, che ha diretto la propria attenzione al settore della tutela ambientale, di grande interesse nei più diversi campi delle attività industriali e scientifiche, constatando che i sistemi di legge sono decisamente inadeguati a fronteggiare le nuove emergenti aggressioni criminali dell'ecosistema. Pertanto si pone all'attenzione della dottrina la figura del delinquente ambientale. Invero i reati contro l'ambiente vanno collocati, insieme ad altre manifestazioni delittuose, sotto il titolo di nuova criminalità. Con questa espressione si delinea il profilo dell'autore di un nuovo tipo di reato molto preoccupante oggi per la collettività più di altre forme di crimine che sembra cedano il passo al delinquente ambientale, che vanta un grande progresso tecnologico ed è sicuramente inserito in associazioni di stampo camorristico in Campania o mafioso in altre zone geografiche, delle cui attività criminose il fenomeno dell'ecomafia rappresenta uno dei più preoccupanti aspetti. Il legislatore spesso tenta di porvi argine con la cosiddetta legislazione dell'emergenza, mentre l'opinione pubblica appare preoccupata e disorientata di fronte a tale problema. Trattasi di un tipo di reato definito "dal colletto bianco", con riferimento a quella classe economica medio-superiore, che si potrebbe identificare nel ceto dirigenziale ed imprenditoriale. Oggi il vero "colletto bianco" si sostanzia nel reato cosiddetto ecologico, ovvero nella violazione delle leggi sanitarie, antinfortunistiche, previdenziali e l'inquinamento, idrico, atmosferico, le costruzioni edili abusive, le frodi alimentari sono gli esempi classici in tal senso. Ciò è dipeso sicuramente dalla globalizzazione dell'economia e dei mercati e l'ecomafia va quindi collegata al fenomeno delittuoso dell'associazione criminosa in una visione globale di internazionalizzazione del crimine. *Cultore di Criminologia Università degli Studi di Cassino.

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Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 21-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 33 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 78 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 40 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 86 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.45 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (12 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (22) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (6) immigrazione (23) islam (12) Italia (100) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (7) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Marco Locci: Ormai Bossi ci ha abituati a queste ed altre uscite non sempre accettabili; però è altrettanto vero... 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Un piano contro le discariche abusive - maria pirro (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Un piano contro le discariche abusive Occorrono 4 milioni per bonificare i 41 siti. Summit con Bertolaso Il Comune scrive al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo per chiedere fondi MARIA PIRRO Oltre 4 milioni di euro. è la cifra che servirà per provvedere al trasferimento, prima, e allo smaltimento, poi, dei rifiuti speciali, ingombranti, tossici, pericolosi che sono abbandonati in 41 discariche a cielo aperto, disseminate in tutti i quartieri di Napoli e censite dal Comune. Sono oltre 5500 metri cubi di rifiuti d'ogni genere: divani, materassi e piastrelle, ma anche amianto, pneumatici e batterie d'auto. Adesso l'Asìa provvederà a catalogare le varie tipologie di materiali presenti in ciascun sito, mentre il Comune è alla ricerca di un'area per lo stoccaggio provvisorio, per accelerare i tempi della bonifica. Molto probabilmente l'area sarà individuata fuori città e ciò potrebbe far salire ancora i costi dell'operazione. Un piano in tre punti e tre tempi, per provvedere a eliminare i 41 sversatoi fuorilegge che sono proliferati in città durante la crisi dei mesi scorsi, ieri è stato concordato da Comune e Asìa con il sottosegretariato all'Emergenza rifiuti, affidato a Guido Bertolaso. "è in corso - sottolinea il sindaco Rosa Russo Iervolino - un intenso lavoro, in sinergia, per la lotta alle discariche abusive". Il piano operativo è stato definito in un vertice che si è svolto in mattinata a Palazzo Salerno. Alla riunione hanno partecipato l'assessore alla nettezza urbana Gennaro Mola, il presidente dell'Asìa Pasquale Losa, e, per la struttura di governo, i colonnelli Ferrara e Antoni. Per bonificare le discariche e per cercare di evitare che l'emergenza si ripresenti in futuro, si agirà nell'immediato con misure "tampone"; nel breve periodo con il trasferimento di tutti i rifiuti abbandonati per strada in un unico sito di stoccaggio (che il Comune si impegna a individuare in sette giorni); nel medio lungo periodo con la vigilanza delle strade-pattumiera, "anche mediante l'intervento dell'esercito. C'è la necessità di potenziare i controlli e l'attività repressiva. E poi - spiega Mola - c'è il problema dello smaltimento. Una parte dei rifiuti può essere portata subito in discarica attraverso un programma di conferimento straordinario, ma per l'altra è necessario l'ausilio di ditte specializzate". I costi dell'operazione sono alti. "Oltre tre milioni e mezzo di euro", dice Mola. E alle spese per lo smaltimento si aggiungono quelle per il trasferimento dei rifiuti nel sito di stoccaggio provvisorio, fino a superare i 4 milioni. L'impegno del Comune? "è quello di provvedere a rimuovere i cumuli dalle strade, portando i rifiuti speciali nel sito di stoccaggio. Ma il Comune non ha i fondi per lo smaltimento e la bonifica delle discariche", ribadisce l'assessore. Da Palazzo San Giacomo ieri è stata inviata una lettera all'indirizzo del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, del sottosegretario Guido Bertolaso e del presidente della Regione Antonio Bassolino. Il Comune chiede un sostegno finanziario per dare il via alla lotta alle discariche. Dal centro storico alle periferie cittadine, è emergenza: gli sversatoi fuorilegge circondano tutti i quartieri. I casi più eclatanti ad Agnano, Ponticelli e Capodichino, assediati da mega-discariche a cielo aperto. Ma la mappa del degrado è in continuo divenire: infatti è alto il rischio che i cumuli crescano anche in altre strade, aspettando la bonifica e la vigilanza. Sul sito www.napoli.repubblica.it la mappa interattiva delle 41 discariche abusive.

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Chiaiano, 35 milioni per la bonifica - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Chiaiano, 35 milioni per la bonifica Bassolino e le 41 mini discariche: pronti i fondi per smantellarle DARIO DEL PORTO Non solo la discarica, ma anche un parco completamente riqualificato, attraversato da un trenino elettrico e circondato da un bosco di 500 ettari raggiungibile in metropolitana da tutta la regione: è la Chiaiano del prossimo futuro, così come delineata dal protocollo d'intesa siglato a Palazzo Santa Lucia dal governatore Antonio Bassolino, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente del Parco delle Colline, Agostino Di Lorenzo. Per la bonifica sono pronti 35 milioni di euro, stanziati dai fondi europei di programmazione 2007-2013. Di questi, 7 milioni e mezzo sono già pronti per essere utilizzati negli interventi più urgenti come la riqualificazione della selva di Chiaiano, con il recupero dei sentieri storici, delle aree di accesso alla selva e dell'area di cava comunale che si trova nel bosco umido. Poi, toccherà alla risistemazione delle fermate del metrò Chiaiano e Frullone, al recupero e riuso energetico delle cave dismesse e alla realizzazione di un trenino elettrico all'interno del parco. I cantieri potrebbero aprire già a settembre. L'ente parco sarà il soggetto attuatore incaricato di gestire le risorse e i lavori con l'ausilio di un comitato tecnico che valuterà lo stato delle opere. E la discarica? "Il Parco si estende per 2215 ettari - afferma Bassolino - vale a dire un quinto del territorio comunale. Stiamo parlando del più grande polmone verde della città. Un solo ettaro di questi oltre duemila, sarà destinato alla discarica. Ripeto, un solo ettaro". Il sindaco Iervolino definisce l'intesa come la dimostrazione "che le istituzioni non hanno sottovalutato il sacrificio chiesto alla città e a Chiaiano. Il quartiere non è stato abbandonato a se stesso, al contrario stiamo facendo l'impossibile per tutelare al meglio il territorio e questa è la migliore risposta che si potesse dare". La scelta di affidare all'ente parco la gestione delle risorse, spiega Bassolino, è dettata dalla volontà di coinvolgere direttamente "l'istituzione più vicina ai cittadini, a proposito di federalismo", sottolinea il presidente della Regione. Quindi aggiunge: "Il comitato tecnico sarà incaricato di predisporre tutte le iniziative per un progetto di riqualificazione dell'area". Il presidente del Parco, Agostino Di Lorenzo parla di "protocollo fondamentale per lo sviluppo del parco. Non sarà certo una discarica a impedire lo sviluppo della nostra città". L'accordo viene però bocciato da Carlo Migliaccio, presidente della commissione Ambiente del Comune di Napoli, in prima fila nella battaglia contro l'apertura della discarica di Chiaiano. "Siamo contrari alle misure compensative - dichiara - e giudichiamo assolutamente inopportuno costruire parco a 100 metri dalla discarica". E il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, paragona i 35 milioni "ai 30 denari di Giuda: mi chiedo a cosa potranno servire, forse per realizzare sentieri con vista sulla monnezza". La presentazione del protocollo d'intesa ha permesso al governatore Bassolino di chiarire che, a seguito di quanto pubblicato in questi giorni da "Repubblica", sono già a disposizione anche i fondi per bonificare le 41 micro-discariche lasciate in eredità sul territorio di Napoli dall'emergenza rifiuti. Dichiara Bassolino: "Venerdì scorso abbiamo firmato con il ministro dell'Ambiente un accordo di programma che prevede lo stanziamento di 520 milioni di euro per le bonifiche. Uno quota significativa sarà destinata al Comune di Napoli che potrà naturalmente servirsene anche per intervenire su queste piccole discariche cittadine". Ministero dell'Ambiente e Regione Campania contribuiranno al 50 per cento nella predisposizione dei fondi, con i singoli comuni saranno poi stipulati accordi per la destinazione dei finanziamenti.

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Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 25-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 88 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 78 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 64 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 40 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 86 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.45 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 26-07-2008)

Argomenti: Monnezza

La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 37 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 98 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 78 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 64 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 40 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (23) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (8) immigrazione (23) islam (12) Italia (100) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (8) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni marina: Marcello(omonimo)sei ancora giovane,cresci ancora qualche annetto e vedrai quante cose capirai. Quando ci si... Emanuel: Marcello (omonimo) Israele ha gia combattuto guerre contro coalizioni di stati arabi, e le ha vinte tutte!... Emanuel: Marcello (omonimo) Israele ha gia combattuto guerre contro coalizioni di stati arabi, e le ha vinte tutte!... bo,mario: Foa se n'erano accorti tutti della speculazione. Quello che desta sospetti è il ritardo... Countrygirl: Obama è un prodotto di facciata che cambia idea a seconda dei sondaggi e delle persone con cui sta... Ultime news Mille facce di Barack L'Europa lo ama perché non lo capisceCrisi Alitalia, il premier dice no al commissarioSara, la bimba rapita dal papà perché diventasse musulmanaUccide a coltellate il figlio e ferisce la moglieImmigrati, sbarchi raddoppiati "È un'emergenza nazionale"Cossiga: il Csm è il braccio armato dell'Anm Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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MUSSOLINI: VADANO VIA E SARà PULIZIA VERA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Mussolini: vadano via e sarà pulizia vera "Io a Chiaiano perché la gente non deve vedere solo poliziotti Con le impronte aiutiamo i Rom" PIETRO TRECCAGNOLI Incurante della data infausta per la storia familiare (il 25 luglio di 65 anni fa segnò la caduta del fascismo) Alessandra Mussolini ha fatto visita ai militari della caserma "Cavalleri" di San Giorgio a Cremano, impegnati nell'operazione "Strade pulite" e che, dal 4 agosto, lavoreranno anche a "Strade sicure". A chi le ricorda la strana coincidenza, la doppia nipote (di nonno Benito e zia Sofia) risponde con un sorriso stupito e divertito: "È vero, ma se volessi stare a guardare gli anniversari rischierei di non andare mai da nessuna parte". Strette di mano ai militari, al suo fianco Gianfranco Paglia, deputato del Pdl e medaglia d'oro al valor militare, poi come una scolaretta, tra i banchi ad ascoltare il piano per rendere la città sicura, illustrato dal generale Carlo Gibellino. Onorevole, per i rifiuti a Napoli è passata la fase critica. E ora? "Ora la Iervolino e Bassolino devono lavorare per mantenere quello che Berlusconi ha fatto per Napoli e anche per loro due". In che senso? "Li ha tenuti in sella ancora un po'. L'emergenza dei rifiuti sarà completamente finita solo quando saranno cacciati anche la Iervolino e Bassolino. Ma purtroppo resteranno ancora". Per altri due anni. "Sono troppi. Spero che se ne vadano prima". Ma lei l'ha fatto un pensierino per Palazzo San Giacomo o per Santa Lucia? "Si può aiutare Napoli anche senza essere il sindaco o il presidente della Regione, ma con l'impegno politico costante". Intanto, però, i rapporti tra il governo di destra e gli enti locali campani di sinistra sono diventati buoni. "E che possono fare quei due? Sono disperati. Hanno perso elezioni e legittimazione popolare. Non possono che appoggiare Berlusconi. E poi la Iervolino su Chiaiano ha avuto delle posizioni ambigue". Anche lei, nei giorni caldi della protesta, è andata a Chiaiano ad appoggiare chi protestava. "La gente non poteva avere di fronte solo la polizia. Lo Stato doveva essere presente anche con i politici". Lei è ancora contraria alla discarica? "Non sono favorevole alle discariche, meglio i termovalorizzatori che devono essere strutture al passo con le nuove tecnologie, sicure ed efficienti. Quelli che non lo sono dovranno essere realizzati secondo gli standard delle ultime generazioni". Costruirebbe un inceneritore a Napoli? "Certamente. Lo farei proprio davanti a Palazzo San Giacomo, così la Iervolino si ricorderebbe ogni giorno di tutto quello che ha fatto passare ai napoletani". Ovviamente è d'accordo pure con le impronte digitali dei ragazzini rom? "È un intervento socio-assistenziale. Chi non vuole che vengano prese le impronte lo fa perché pensa di usare e abusare di questi bambini".

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PAOLO MAINIERO IL FUTURO DEL PD, LE NUOVE ALLEANZE, I DELICATI EQUILIBRI CAMPANI: PRIMA DELLA PAU (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-07-2008)

Argomenti: Monnezza

PAOLO MAINIERO Il futuro del Pd, le nuove alleanze, i delicati equilibri campani: prima della pausa estiva Antonio Bassolino traccia la sua linea rispetto al partito e lo fa anche incalzando Walter Veltroni proponendo che il congresso nazionale si svolga tra gennaio e marzo del 2009 e non nell'autunno del prossimo anno. La road map. Anticipare il congresso. "Abbiamo bisogno di una riflessione profonda - spiega Bassolino nel corso di un'intervista al circuito Lunaset - perchè la botta elettorale è stata pesante. Dobbiamo discutere ricostruendo una prospettiva e guardando al dibattito in corso nelle altre forze. Dobbiamo fare in modo che il Pd davvero vada avanti come un partito nuovo, non come una somma di due partiti che si sono sciolti ma troppo spesso convivono ancora. Il problema non è se Veltroni sia più debole o meno. Veltroni non è più debole affatto, è la situazione più debole, è il Pd, tutto, che ha avuto un colpo duro dalle elezioni. C'è un problema collegiale e credo che se completassimo il tesseramento a settembre e ottobre tra gennaio e marzo del 2009 si potrebbe fare il congresso. L'autunno mi sembra lontano". Le alleanze. "In politica la strategia delle alleanze è una strategia essenziale e concepire un partito a vocazione maggioritaria non vuol dire non perseguire alleanze. Siamo in una fase di movimento. Io ritengo che ci sia lo spazio per la sinistra, ma che sia una sinistra critica e non una sinistra contro. E così nel centro. Io tendo a vedere nella vicenda di Avellino solo un forte segno locale e penso che dobbiamo interloquire con tutte quelle forze che nell'Udc pensano a un dialogo con il Pd. E il Pd deve incoraggiare le forze che hanno una ispirazione unitaria". Ma Bassolino critica l'alleanza con Di Pietro. "Le elezioni sono giunte troppo presto e si è fatto tutto in fretta. Ciò ha impedito una riflessione più approfondita tanto è vero che abbiamo visto quali conflitti si sono creati dopo il voto tra Pd e Idv". Il rinnovamento. "È evidente che occorre lavorare a una fase di rinnovamento nelle istituzioni e nel partito. Io ho fatto due volte il sindaco, due volte il presidente della Regione. Ora basta, e l'ho detto tre anni fa. Avanti nuove generazioni. Quando ho cominciato a fare il sindaco ero un quarantenne. La Iervolino è alla seconda legislatura, non potrà più candidarsi. E così anche nei partiti. Ci possono essere fasi in cui forse occorrono forze più mature, come Nicolais in questo momento a Napoli, che assolvono a un dovere. Bene. Ma poi serve rinnovare. Io il segretario del partito l'ho fatto a 23 anni, il segretario regionale a 29 anni. Ora dobbiamo fare avanzare nuove generazioni". Il Pd e le correnti. "Fondazioni e associazioni non siano correnti ma luoghi di riflessione vera. C'è un partito nuovo ma a volte tutti rischiamo di ragionare con vecchie ottiche. I bassoliniani? Dove sono. Non li conosco. Anche all'ultimo congresso, Andrea Cozzolino ha deciso in modo del tutto autonomo. È grande, è cresciuto, ha deciso con la sua testa di candidarsi. Coloro che per tanti anni hanno collaborato con me, anche gli assessori, stanno dovunque ma io non mi preoccupo di dove stiano nella geografia interna del Pd. Non lo so, non mi interessa. Il nuovo partito andrà avanti e vivrà nella misura in cui saprà superare i vecchi schemi e avere nuove mescolanze. Tutto è cambiato. Facemmo le primarie con De Mita. Oggi De Mita non c'è più". Il futuro. "Ribadisco, un anno di intenso lavoro e poi il consiglio, le forze politiche e soprattutto io valuteremo se sia più giusto continuare o ridare la parola agli elettori".

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Il tesoro dei clan è nel cemento - peppe ruggiero (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XII - Napoli il tesoro dei clan è nel cemento PEPPE RUGGIERO n Campania si continua a costruire. Abusivamente, è ovvio. Il partito del cemento non conosce stagioni. Da vent'anni l'abusivismo edilizio è crocevia di condotte criminali che alimentano connivenze dei pubblici poteri, condizionamenti della vita pubblica e inconfessabili rapporti con la camorra. è di venerdì l'ennesima scoperta a nord di Napoli di un quartiere abusivo. Come a Melito e a Casalnuovo, a Pianura e nell'area del Parco del Vesuvio per ricordare i casi più recenti. Solo in una regione come la Campania è possibile che si realizzino interi quartieri abusivi senza che nessuno se ne accorga. Paradossale se si pensa che la valanga di "cemento armato" viene alimentata dalla criminalità organizzata che riesce a condizionare la politica urbanistica, influenza i piani regolatori, interferisce sulle varianti e sulle licenze edilizie. Una camorra di professionisti "perbene" che nasce da conoscenze con geometri, da amicizie con i tecnici comunali, da rapporti con i notai e alimentata da disattenzioni e connivenze. Piuttosto che ad esigenze ambientali o a criteri architettonici, l'assetto di tante città e aree della nostra regione s'è uniformato agli interessi degli speculatori, degli abusivi, degli evasori fiscali. Si è trattato soltanto d'inettitudine, d'incapacità, d'inesperienza? Oppure c'è stata una complicità tra potere politico e potere criminale? Gli ultimi dati del rapporto Ecomafia di Legambiente parlano di 64 clan che gestiscono l'impero del cemento armato. E ancora si stima che circa il 40 per cento dei Comuni sciolti in Campania per infiltrazioni mafiose abbia tra le motivazioni il dilagante fenomeno dell'abusivismo edilizio. E dietro il cemento armato si nasconde il "tesoretto" dei clan. Da sempre il cemento rappresenta la "lavanderia" della camorra per i capitali sporchi derivanti da altre attività criminali. Mi chiedo, si chiedono i tanti cittadini onesti di questa regione quando scopriremo i nomi e cognomi dei veri colpevoli che hanno consentito con la collusione, la connivenza questo scempio criminale, sociale, ambientale ed economico. Per i rifiuti abbiamo dovuto aspettare oltre 15 anni. E senza ancora nessuna certezza.

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LA POLEMICA FORUM CULTURE, MAGGIORANZA DIVISA SU ODDATI IL FORUM DELLE CULTURE 2013 NON (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-07-2008)

Argomenti: Monnezza

LA POLEMICA Forum culture, maggioranza divisa su Oddati "Il Forum delle culture 2013 non può reggere sulle sole gambe dell'assessore Nicola Oddati, Al sindaco diciamo che c'è bisogno di più certi di responsabilità: l'evento mondiale non è prerogativa esclusiva di qualcuno". La nota è firmata dai presidenti di quattro gruppi consiliari della maggioranza: Raffaele Carotenuto (Rifondazione), Salvatore Parisi (Sinistra democratica), Gaetano Sannino (Comunisti italiani) e Ciro Borriello (Verdi). Sempre in tema Forum delle culture, oggi alle 16.30 il governatore dello Stato messicano del Nuevo Leon, Natividad Paras, sarà ricevuto a palazzo San Giacomo dal sindaco Iervolino, dal governatore Bassolino e dall'assessore Oddati. Sarà anche presentata la prima tappa di avvicinamento dell'evento 2013, l'accampamento della pace (con centinaia di bambini) che si terrà dal 5 al 25 ottobre alla Mostra d'Oltremare. TURISMO / 1 Tariffe predeterminate, "Friendly taxi" all'Ept Oggi alle ore 11,30 nella sede dell'Ente provinciale per il Turismo, in piazza dei Martiri, sarà presentata la campagna "Friendly Taxi" per promuovere tariffe predeterminate a tutela dei turisti e dei clienti del servizio taxi. Con l'amministratore Ept Dario Scalabrini interverranno rappresentanti delle categorie professionali interessate. TURISMO / 2 Msc Crociere, Salvi direttore relazioni esterne Msc Crociere ha un nuovo direttore delle relazioni esterne. È Maurizio Salvi, 41 anni, laureato in Giurisprudenza e Scienze della comunicazione, giornalista pubblicista dal 1997. Ha maturato una lunga esperienza nell'ufficio stampa di Telecom. "La nomina di Salvi - afferma il direttore generale Msc Domenico Pellegrino - si colloca all'interno di un processo di crescita della compagnia, che ha l'obiettivo di potenziare le strategie di comunicazione". SICUREZZA Cittadella della polizia, Iervolino contro i tagli Il sindaco Iervolino critica il governo per il provvedimento che taglia i fondi per la cittadella della polizia: "È una struttura essenziale. Troppe volte, prima con il governo Prodi e ora con il governo Berlusconi, sono stati depennati i fondi per la sua realizzazione già pronti nel bilancio Inail. Il decreto 112, approvato dalla Camera, tra i tanti tagli non ha risparmiato la cittadella Ps. Rilancio la richiesta di impegno al governo: non si può continuare a parlare di sicurezza e bloccare le iniziative necessarie". MINORI Pedofilo tenta di accoltellare due agenti: arrestato Era stato condannato ai domiciliari da scontarsi nello stesso palazzo di via Monte San Gabriele dove abita la bambina di 10 anni che aveva tentato di molestare, con grande disperazione dei genitori della vittima. Ma ieri A. B., 58 anni, è stato arrestato per tentato omicidio dai poliziotti di Secondigliano e di Scampia mentre aggrediva i genitori e dopo essersi scagliato con un coltello contro due agenti.

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E iervolino chiede scusa "educheremo gli incivili" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Il sindaco: non è bello scoprire i cittadini di Napoli improvvisamente intolleranti E Iervolino chiede scusa "Educheremo gli incivili" Centro sfollati, Malinconico contro Riccio OTTAVIO LUCARELLI "Ho detto ai centodue civilissimi immigrati di considerare Napoli come fosse la loro casa e chiediamo scusa per le intolleranze di Scampia e Pianura che seguono i gravi fatti di Ponticelli e Montecalvario. Io faccio il sindaco, non il questore o il prefetto, ma d'ora in avanti ci preoccuperemo anche di educare i nostri ragazzi a superare queste intolleranze". Rosa Russo Iervolino parla nel pomeriggio al secondo piano di Palazzo San Giacomo mentre al suo fianco c'è Josè Natividad Gonzales Paras, governatore dello stato messicano del Nuevo Leon, arrivato a Napoli per una ideale staffetta Monterrey-Napoli in vista del Forum delle culture 2013. è bastato il sospetto di portare a Scampia gli immigrati sfollati da Pianura per far partire subito la protesta nell'area Nord mentre nella stessa Pianura gli abitanti sono tornati in piazza per chiedere lo sgombero di un altro "ghetto" per immigrati. Dopo l'intolleranza contro i rom di Ponticelli, nel mirino in città sono ora gli africani in seguito allo sgombero del palazzo a Pianura e agli scontri di lunedì con la polizia per l'occupazione del Duomo. Un clima che la Iervolino cerca di stemperare: "Non è bello che cittadini di Napoli, tradizionalmente ospitale e da sempre sintesi di varie culture e razze, si scoprano improvvisamente, non voglio dire razzisti, ma intolleranti di fronte al vivere assieme a persone di colore diverso. Devo però anche dire che se c'è qualcuno, e purtroppo c'è e c'è stato a Ponticelli e Montecalvario, e ora a Scampia e Pianura, che protesta per la presenza di persone di colore, ci sono anche tantissime persone che sviluppano la logica dell'accoglienza. Se non vogliamo tradire il nostro passato, ma anche il nostro futuro, dobbiamo perciò superare ed emarginare con coraggio questi atteggiamenti di intolleranza". Sul suo blog interviene anche il presidente della Regione, Antonio Bassolino, particolarmente amareggiato: "Leggere titoli che raccontano di proteste e intimidazioni contro gli africani mette i brividi. Chissà se quei manifestanti che a loro si contrappongono si sentono europei. Ogni nuovo episodio di intolleranza e di razzismo ci interroga comunque su quanto riusciamo a fare ogni giorno per promuovere la convivenza civile, il rispetto reciproco, la cultura dell'accoglienza e le giuste prospettive di crescita personale e di partecipazione". Sostegno agli immigrati che arriva in dose robusta anche dai Giuristi democratici: "Denunciamo il perverso meccanismo secondo il quale ad azioni illegittime e violente a danno di soggetti deboli, ieri i rom e oggi i migranti, seguono azioni di polizia che nei fatti rischiano di legittimare queste stesse violenze. Criminali sono coloro che danno fuoco ai campi e non coloro che fuggono dal fuoco. Criminali sono coloro che assalgono gli immigrati e non gli stessi immigrati che protestano pacificamente. Ci opponiamo dunque fermamente a questa logica frutto di un progressivo imbarbarimento del vivere civile alimentato da politiche discriminatorie portate avanti dallo stesso governo della Repubblica". Con gli abitanti di Scampia si schiera invece il presidente di circoscrizione Carmine Malinconico di Rifondazione che si pone dunque contro l'assessore Giulio Riccio del suo stesso partito. "Quella struttura che si vorrebbe assegnare agli immigrati - accusa Malinconico - è destinata a ospitare gli uffici del Bacino Napoli-5. Ci opponiamo, dunque, al cambio di destinazione d'uso e vigileremo perché non accada. Mi schiero accanto ai residenti che protestano, ma non per motivi razziali. Siamo ospitali con tutti, quella struttura però serve a noi per far decollare il progetto della raccolta differenziata che deve partire a settembre". E in serata passa la linea Malinconico. Niente africani. La struttura in via Fratelli Cervi resta al Bacino Napoli-5.

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Termovalorizzatore, ripresi i lavori ad Acerra (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 30-07-2008)
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Argomenti: Monnezza

Oggi è Mer, 30 Lug 2008 Edizione 159 del 30-07-2008 La storia del cantiere va avanti da 10 anni Termovalorizzatore, ripresi i lavori ad Acerra di Eustachio Voza In concomitanza con la visita in Campania dei componenti della Commissione ambiente della Camera arriva l'annuncio della riapertura del cantiere del termovalorizzatore di Acerra. La delegazione, guidata dal presidente Angelo Alessandri e dal sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, ha fatto tappa a Napoli per approfondire la situazione della gestione dei rifiuti nella regione con il diretto ausilio della struttura impegnata nell'emergenza in Campania. Proprio a poche ore dall'arrivo dei parlamentari c'è stato l'annuncio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, sull'immediata ripresa dei lavori per il completamento della struttura di smaltimento. La storia del termovalorizzatore di Acerra è ormai lunga già dieci anni, iniziata quando nel 1998 l'allora commissario Rastrelli pubblica il bando di gara per la realizzazione del ciclo industriale dei rifiuti, che prevede la realizzazione di due impianti di termovalorizzazione e sette di produzione di Cdr, il celeberrimo combustibile da rifiuti. Nel 2000 Bassolino firma il contratto con un consorzio guidato da Impregilo e Fibe che si impegna a concludere i lavori nel tempo record di un anno. Ma quando Impregilo sceglie Acerra scoppia la protesta e la situazione precipita sino al blocco dei lavori, che cominciano solo nell'agosto del 2004 grazie all'uso della forza pubblica. Nel frattempo, le indagini avviate due anni prima sull'emergenza rifiuti portano al sequestro di oltre 750 milioni di euro alla Impregilo, firmato dal gip Rosanna Saraceno nel giugno del 2007. Intanto, il governo Prodi tenta di correre ai ripari e nomina un commissario liquidatore, Goffredo Sottile, con il compito di indire una nuova gara per affidare i lavori per la conclusione dell'impianto, ma le gare vanno deserte per quattro volte ed il Governo Berlusconi, appena insediato, decide di andare avanti con una gara a inviti. Ieri l'attesa apertura delle buste, a seguito della quale la Fibe dovrebbe cedere il passo ad una delle aziende invitate da Bertolaso con la procedura di somma urgenza prevista dalla legge Berlusconi: A2A di Brescia, Hera di Bologna, Actelios del gruppo Falck e la francese Veolia. In queste ore i tecnici del Commissariato stanno valutando le offerte, quella più convincente permetterà al miglior offerente di godere dei contributi Cip 6 previsti nell'ultimo provvedimento legislativo per bruciare i rifiuti della Campania. Gli uomini del sottosegretario stanno accelerando anche sull'iter per la realizzazione delle discariche e per la diffusione della raccolta differenziata, di modo che la chiusura del ciclo industriale dei rifiuti in Campania porti ad una definitiva autosufficienza della regione, così da superare definitivamente l'incubo dell'emergenza.

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E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 99 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 65 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (23) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (8) immigrazione (24) islam (12) Italia (101) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (8) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Ciao e buona serata. marista urru: Comunque ad occhio io immagino che depositi sotterranei come conferma Parpaiola sono ipotizzabili, ma... marina: Mario però è vero che chi non ha i soldi non compra.Io tante cose ho imparato a farle in casa,dallo... 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L'assenza di politica produce commissari - augusto muojo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XI - Napoli L'ASSENZA DI POLITICA PRODUCE COMMISSARI AUGUSTO MUOJO I l rischio che il governatore, rinunciando al proposito più volte manifestato di "lasciare" nel 2009 per candidarsi al Parlamento europeo di Strasburgo, si riconsolidi con l'ausilio di D'Alema, che ha scelto Napoli come un caposaldo della sua campagna volta ad allargare i consensi del Pd e a preparare la successione nel partito al sempre meno carismatico Veltroni. Mentre altra linfa di potere il governatore ricaverebbe dalla distribuzione avviata sul territorio dei cospicui fondi europei assegnati alla Campania. Di qui il proposito che torna ad affacciarsi nel centrodestra, dopo le mozioni contro Bassolino e Iervolino presentate o minacciate all'indomani delle vittorie elettorali, di riprendere l'iter parlamentare lasciato cadere o di adottare, nel caso del Comune di Napoli, altre iniziative commissariali di pertinenza del ministero dell'Interno o di altri ministeri. Quale strategia "difensiva" può opporre il centrosinistra, ancora così definibile per la permanenza nelle due giunte sotto tiro di rappresentanti di partiti scomparsi a livello nazionale? L'unica plausibile ed efficace sarebbe quella del recupero di credibilità da parte di un Pd dilaniato dal gioco delle correnti in vista della successione, appunto, a Bassolino e Iervolino. Ma la credibilità si conquista facendo emergere una identità politica che stenta a manifestarsi. Nel partito continuano a fronteggiarsi i veltroniani di Nicolais e i dalemiani di Cozzolino, le cui fortune dipendono dagli umori dei popolari di Sommese, che fa capo all'ex ministro Fioroni. Nessuno pensa a un programma che dia risposte ai problemi, che restano enormi, del territorio. è qui la fonte che alimenta la "filosofia" del commissario.

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