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DOSSIER “MONNEZZE”

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toARTICOLI DEL 5 giugno 2008       #TOP


IN EVIDENZA

A Napoli pure il percolato è oro di Claudio Pappaianni (L’Espresso 5-6-2008)

 

L'inchiesta della procura di Napoli sulla parte più inquinante e pericolosa dei rifiuti. Un liquido sparso deliberatamente nei corsi d'acqua e lungo le strade. A un costo altissimo

 

 

Percolato. È l'ultimo vocabolo del dizionario dei rifiuti finito nel linguaggio comune dei campani. È la parte liquida che la monnezza rilascia con la decomposizione: la sorgente dell'odore di morte che imprigiona interi quartieri. È anche la frazione più inquinante e pericolosa, che infiltra nelle falde le sostanze tossiche. Ma quello del percolato è anche l'ultimo scandalo su cui si concentrano le attenzioni della Procura di Napoli.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che ha portato all'arresto del braccio destro di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, ha fatto luce sul destino di questo liquido micidiale. Agli atti dell'indagine ci sono le proteste di un sindaco "perché i camion percolano", ossia seminano una macchia nera sull'asfalto. La Di Gennaro, sempre lei, lo rassicurava mandando i carabinieri a controllare e a
convincerlo che "percolavano poco". Ma a fare quei controlli erano i militari in forza alla Protezione civile. Gli altri, 'i nemici' di cui si parla nelle intercettazioni, erano i carabinieri del Nucleo tutela ambiente guidati dal generale Umberto Pinotti, di cui la Di Gennaro si spinge addirittura a chiedere la rimozione.

Quei camion non perdevano liquido per errore,
lo scaricavano deliberatamente. E molti sapevano. Così, il nuovo filone di indagine sui rifiuti condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, ancora top-secret, ma che porterà presto a sviluppi di rilievo, è proprio sul destino del percolato in Campania. Un veleno che andrebbe trattato in impianti specializzati e che invece sarebbe stato sistematicamente sparso nei corsi d'acqua, nelle fogne o addirittura lungo le strade e nei campi. Ogni giorno, nelle discariche autorizzate dal Commissariato c'è un via vai di mezzi che aspirano il liquido nerastro dalle vasche per portarlo ai centri di bonifica. Ma lungo il percorso almeno la metà del carico finisce per essere smaltito illegalmente. Così ci guadagna la ditta che trasporta, che paga meno, e quella che smaltisce, che incassa lo stesso. Resta il fiume tossico, che penetra nel terreno e nelle acque e che nessuno si è curato di disinquinare.


Quello della mancata bonifica della Campania
è uno scandalo nello scandalo. Per rimettere in sesto un territorio ammorbato da rifiuti, anche quelli tossici interrati per anni dalla camorra, nel 2001 il governo aveva istituito l'ennesimo commissariato. L'incarico fu affidato ad Antonio Bassolino, che era già commissario ai rifiuti. Un anno dopo, veniva siglato un accordo di programma con la Jacorossi Spa sponsorizzata dal ministero del Lavoro (allora retto da Roberto Maroni, ndr): 140 milioni di euro per rimuovere i veleni da 80 comuni. L'incarico fu affidato senza gara, grazie all'impegno della società di assumere 380 lavoratori socialmente utili. Lo prevede una legge dello Stato, che garantisce pure la gran parte degli stipendi per i primi tre anni. Una manna, che ha permesso alla Jacorossi di affidare senza alcun vincolo lavori in subappalto e tenersi, allo stesso tempo, gran parte di quegli operai fermi a giocare a carte, come loro stessi hanno denunciato.

Alla scadenza dei tre anni, il licenziamento e la cassa integrazione: paga sempre lo Stato. A Jacorossi, intanto, sono stati liquidati i primi lavori, ma
a un prezzo troppo caro, specie per l'ambiente. L'incarico aveva scadenze ben precise e un rimborso garantito solo a operazioni eseguite. C'era poco tempo da perdere. Così, le scorie raccolte sarebbero state spacciate per scarti di edilizia per poi finire, sistematicamente, in cave della provincia di Caserta e Napoli non molto lontano da quelle di Chiaiano. Andavano separati, trattati, smaltiti ognuno secondo le procedure previste: la plastica con la plastica, i copertoni di auto con i copertoni, l'amianto con l'amianto. E invece, oltre un milione di tonnellate di monnezza sarebbe finita sepolta sotto strati di terreno in luoghi non certo idonei e, anche lì, il percolato ha fatto la sua strada infiltrandosi fin dove ha potuto. Hanno documentato tutto gli uomini del Noe di Napoli guidati dal Maggiore Giovanni Caturano e nei giorni scorsi la Procura ha notificato il provvedimento di chiusura indagini a 12 tra ex dirigenti della Jacorossi e delle ditte subappaltatrici.

(05 giugno 2008)



Report "Monnezze"

Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" ( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.

Napolitano: 'I rifiuti vengono dal Nord' ( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.

Disastro ambientale nel Foggiano, 12 arresti ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: conferma il triste primato pugliese che emerge da Ecomafia 2008, l'annuale rapporto sulla criminalità ambientale firmato Legambiente. La necessità di aumentare i controlli sul territorio, di tutelare il neonato parco dell'Ofanto è quanto mai imprescindibile, in una Puglia in cui aumentano i reati, le persone denunciate e i sequestri effettuati".

Ecomafie: in aumento reati e denuncela campania resta primatista negativa ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Questa la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente presentato a Roma. In particolare Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la "multifunzionalità" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali.

A Napoli i rifiuti tossici del Nord Napolitano accusa i traffici della camorra: se non si debella non ci sarà sviluppo Emergenza grave, tutti devono collaborare . Rapporto ecomafi ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rapporto ecomafie: criminalità senza freni Gran parte dei rifiuti tossici del Nord è stata portata in Campania dalla camorra. Usa parole dure Giorgio Napolitano (ieri a Napoli per commemorare il giornalista Giancarlo Siani) anche per richiamare l'opinione pubblica del Nord.

Napolitano ai giudici: collaborate - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Positivo anche il commento del sindaco Rosa Russo Iervolino: "Le parole del presidente sono un atto di giustizia dopo che per mesi siamo stati trattati spesso come se fossimo gli inquinatori del mondo. Il fatto che la più alta autorità dello Stato riconosca che c'è anche chi ha inquinato Napoli e la Campania è un atto di giustizia".

Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della campania ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli Legambiente Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della Campania LA Campania è ancora prima. è il triste primato che Legambiente consegna alla regione per il quattordicesimo anno con il rapporto sull'ecomafia. I dati, relativi al 2007, parlano di 4.695 infrazioni ambientali accertate (più 56 per cento sull'anno precedente) e 613 infrazioni nel ciclo dei rifiuti (

Così i clan fanno sparire montagne di veleno Legambiente: discariche abusive, cemento, riciclaggio. In Veneto record negativo di smaltimento illegale ( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Un reato di ecomafia ogni due ore in Campania con una reiterazione che ormai è al livelli esponenziali. Alcuni dati: nel 2007 gli illeciti accertati sono stati 4.695 (+56% rispetto allo scorso anno) con una media di 13 reati al giorno, uno ogni due ore. Sono 3289 le persone denunciate o arrestate (+16% rispetto allo scorso anno) e ben 1.

Ecomafie, business miliardario ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Legambiente nel suo rapporto Ecomafie 2008 presentato ieri, "ogni anno sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri". "Le ecomafie gestiscono nel nostro paese un vero e proprio sistema eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato - spiega il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - - al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-

Rifiuti in Campania, È colpa del nord ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi:

Napolitano: situazione precipitata I rifiuti tossici arrivano dal Nord ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Per vincere la sfida, promette, "mi spenderò personalmente sia presso il governo che presso il Csm". M. Br. Ecomafie Nel 2007 boom di reati (+27%): 4.695 gli illeciti in Campania, 13 reati al giorno Clan Sono 239 (75 della camorra): giro d'affari di 18 miliardi e 400 milioni di euro.

Rifiuti e incendi, crescono i reati ambientali ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Cronaca di Roma - data: 2008-06-05 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ecomafie Rifiuti e incendi, crescono i reati ambientali Quasi un illecito su dieci nel settore ambientale si compie nel Lazio. E la regione conquista un triste quarto posto in Italia nella classifica dell'illegalità ambientale: nel 2007 sono stati, infatti, ben 2.

Ecomafie Veneto secondo nella classifica <traffici illegali> ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Legambiente Ecomafie Veneto secondo nella classifica "traffici illegali" ROMA (m. io.) La Campania sta sempre al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria. In queste due regioni si concentra il 30 per cento degli illeciti di tutta Italia, che sono aumentati del 27 per cento (83 ogni giorno) per un giro di affari di quasi 18 miliardi e mezzo di euro.

Napolitano: <I rifiuti tossici arrivano dal Nord> ( da "Liberazione" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafie, un business da 18 miliardi di euro Napolitano: "I rifiuti tossici arrivano dal Nord" Romina Velchi Ogni settore del ricchissimo business degli ecoreati ha il suo capitolo nelle quasi 500 pagine del volume che Legambiente pubblica ormai da quindici anni, da quando cioè "questi fenomeni erano già chiari per chi volesse vederli"

Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa ( da "Liberazione" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: business da 18 miliardi Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa Romina Velchi Scoprirete così che non c'è solo la monnezza tra le voci che portano il business delle ecomafie alla incredibile cifra di 18 miliardi e 400 milioni di euro (quasi due finanziarie, un quinto dell'intero giro d'affari annuo delle mafie)

Oggi ( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: le ecomafie Ogni anno scompare una montagna di rifiuti speciali alta 2.000 metri. Foto, video e audio. Immagini La guerra del pesce Caro petrolio, la protesta dei pescatori a Bruxelles: foto e video. Canale animali Sterilizzazione atto d'amore La campagna della Lav contro il randagismo: ogni anno 135 mila abbandoni tra cani e gatti.

Nel Lazio reati in aumento ( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: è quanto emerge da Ecomafie 2008 sull'illegalità ambientale nella regione. Il Lazio si posiziona al quarto posto della classifica nazionale per numero di illeciti ambientali con 2.595 reati, 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e 714 sequestri.

Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro ( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro Giulia Martelli Nel 2007 sono aumentati i reati contro l'ambiente (+27%), gli incendi dolosi e i clan delle ecomafie, con un introito pari a 18 miliardi e 400 milioni di euro. è quanto emerge dai dati di "Ecomafia 2008", il rapporto di Legambiente presentato ieri dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza,

Allarme di legambiente sull'ecomafia: puglia da record ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bari Allarme di Legambiente sull'ecomafia: Puglia da record La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica italiana. è la fotografia scattata da Legambiente nel tradizionale rapporto annuale sull'Ecomafia. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali,

Rapporto ecomafia "fra clan e politica puglia da record" - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Per divulgare il rapporto Ecomafia e portarlo in mezzo alla gente, parte il No Ecomafia tour. Dodici tappe in giro per l'Italia (e una a Bruxelles) per parlare di criminalità ambientale e sollecitare una sempre maggiore collaborazione di cittadini e istituzioni: a Bari saranno il 19 giugno.

Foggia, maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori - piero russo ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Secondo il rapporto Ecomafia 2008, stilato da Legambiente, la Puglia resta sul podio al terzo posto per ciclo illegale dei rifiuti e del cemento al primo per numero di persone arrestate, anche se il blitz Black River giunge proprio quando proprio in Puglia si parla di trend positivo nella raccolta differenziata, se si considerano i primi quattro mesi del 2008,

Rifiuti in Campania, <È colpa del nord> ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi:

Milano-Caserta vi spiego il viaggio dei fanghi tossici ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Milano-Caserta vi spiego il viaggio dei fanghi tossici" Parla il colonnello Menga che combatte le ecomafie "Dalla raccolta in aziende che fanno finta di nulla ai giochi di prestigio sulla natura del carico e al pizzo della camorra".

NAPOLITANO: RIFIUTI TOSSICI DAL NORD ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rapporto sulle ecomafie: in Campania un reato ogni due ore Napolitano: "Rifiuti tossici dal Nord" A Napoli per ricordare il cronista del Mattino Giancarlo Siani: no a visioni localistiche "La magistratura sta facendo la sua parte contro i clan e aiuterà ad applicare le misure urgenti" Giorgio Napolitano, a Napoli per ricordare Giancarlo Siani,


Articoli

Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" (sezione: Monnezze)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Politica Replica da parte della Lega Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" Realaggi sodalizza con il Presidente della Repubblica Napoli, 5 giu. Durante il discorso che ha tenuto a Napoli all'inaugurazione dell'aula universitaria in memoria di Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla Camorra, Giorgio Napolitano ha affrontato il tema immondizia dando parte della responsabilità anche al Nord: “I rifiuti tossici provengono in gran parte e di questo deve essere consapevole l'opinione pubblica delle regioni del Nord'. Un discorso rivolto non alla classe politica, non alla camorra e nemmeno ai cittadini campani, ma alla popolazione delle regioni del Nord che sembrano non essere toccate da questo problema. Il presidente ha dichiarato esplicitamente che il problema “immondizia” non è di una regione ma è un emergenza nazionale e tutti i cittadini devono essere sensibilizzati. Immediata la replica della Lega arrivata dal sottosegretario alle infrastrutture Roberto Caselli che non accetta la colpevolizzazione del Nord: “la responsabilità primigenia è di quei cattivoni del Nord. Stavolta questa teoria sempre viva è applicata alla questione dei rifiuti da un'autorevolissima fonte, addirittura il presidente della Repubblica'. Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.

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Napolitano: 'I rifiuti vengono dal Nord' (sezione: Monnezze)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Politica Replica da parte della Lega Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" Realaggi sodalizza con il Presidente della Repubblica Napoli, 5 giu. Durante il discorso che ha tenuto a Napoli all'inaugurazione dell'aula universitaria in memoria di Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla Camorra, Giorgio Napolitano ha affrontato il tema immondizia dando parte della responsabilità anche al Nord: “I rifiuti tossici provengono in gran parte e di questo deve essere consapevole l'opinione pubblica delle regioni del Nord'. Un discorso rivolto non alla classe politica, non alla camorra e nemmeno ai cittadini campani, ma alla popolazione delle regioni del Nord che sembrano non essere toccate da questo problema. Il presidente ha dichiarato esplicitamente che il problema “immondizia” non è di una regione ma è un emergenza nazionale e tutti i cittadini devono essere sensibilizzati. Immediata la replica della Lega arrivata dal sottosegretario alle infrastrutture Roberto Caselli che non accetta la colpevolizzazione del Nord: “la responsabilità primigenia è di quei cattivoni del Nord. Stavolta questa teoria sempre viva è applicata alla questione dei rifiuti da un'autorevolissima fonte, addirittura il presidente della Repubblica'. Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.

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Disastro ambientale nel Foggiano, 12 arresti (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Scoperta maxi discarica abusiva Per realizzare il sito deviato il corso di un fiume. Sepolte senza autorizzazioni 500 mila tonnellate di rifiuti 05/06/2008 Foggia. Una discarica abusiva enorme, forse la più grande d'Europa, con una massa di circa 500mila tonnellate che ha invaso un'area vastissima nelle campagne di Castelluccio dei Sauri nel Foggiano, fino a deviare il corso del fiume Cervaro. È quanto scoperto dai carabinieri che all'alba di ieri hanno arrestato 12 imprenditori coinvolti a vario titolo nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi e accusati anche di disastro ambientale. Nell'operazione, chiamata black river, sono indagate anche decine di altre persone. La discarica, che ha provocato danni ambientali in un'area sottoposta a tutela paesaggistica quantificati dagli inquirenti in 315 milioni di euro, è stata scoperta nel corso di accertamenti compiuti dai militari del Noe sui lavori di ampliamento della vicina discarica autorizzata di Deliceto che raccoglie i rifiuti solidi urbani di un bacino di una decina di comuni. Secondo l'accusa, l'impresa appaltatrice dei lavori e che gestisce la discarica autorizzata, avrebbe sversato pure nell'area abusiva di Castelluccio 500.000 tonnellate di rifiuti, per un volume di circa 330.000 metri cubi. Una massa enorme che, se smaltita correttamente, avrebbero imposto una spesa di almeno due milioni e mezzo di euro. Per favorire le operazioni di deposito dei rifiuti con il passaggio di centinaia di camion, sarebbe stata realizzata attorno all'area anche una rete di stradine abusive una delle quali realizzata deviando il corso del fiume con lo sversamento e il ricompattamento dei rifiuti. Per il procuratore della Repubblica di Foggia, Vincenzo Russo, "la discarica è di dimensioni talmente elevate che non ha precedenti, non solo in Italia ma sicuramente anche in Europa". Le accuse, formulate dal sostituto procuratore Domenico Minardi, sono di concorso in traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi e disastro ambientale. Gli inquirenti parlano di "un disastro ambientale senza precedenti". L'indagine ruota attorno all'attività della società Agecos di Deliceto, rappresentata dall'imprenditore Rocco Bonassisa, di 39 anni, (tra i 12 arrestati). Bonassisa è titolare della ditta che ha appaltato i lavori di ampliamento della discarica. Con lui sono stati arrestati anche l'ingegnere responsabile dei lavori, Donato Schiavone, nato a Valencia (Venezuela), di 43 anni, i responsabili di un impianto di frantumazione inerti "Valente snc", il proprietario dell'area di Castelluccio, e i titolari di diverse ditte di trasporti che si occupavano dello scarico dei rifiuti sia solidi urbani sia speciali e anche pericolosi e in alcuni casi anche di amianto. Nell'operazione, oltre alle 12 ordinanze di custodia cautelare sono state emesse anche 42 ordinanze di sequestro di beni e del laboratorio d'analisi utilizzato dagli indagati per produrre false certificazioni. "Il maxi sequestro della discarica abusiva - ha detto Francesco Tarantini, presidente regionale pugliese di Legambiente - conferma il triste primato pugliese che emerge da Ecomafia 2008, l'annuale rapporto sulla criminalità ambientale firmato Legambiente. La necessità di aumentare i controlli sul territorio, di tutelare il neonato parco dell'Ofanto è quanto mai imprescindibile, in una Puglia in cui aumentano i reati, le persone denunciate e i sequestri effettuati". Nella classifica dell'illegalità ambientale la Puglia sale di un gradino, passando dal quarto al terzo posto per numero di infrazioni: ben 2.596 con 1.304 sequestri effettuati. Invece, si colloca al primo posto assoluto per numero di persone arrestate: ben 47. "Sul fronte del ciclo illegale dei rifiuti, la nostra regione - continua Tarantini- mantiene saldamente il terzo posto dello scorso anno con 391 infrazioni accertate, 43 arresti, 437 denunce e 265 sequestri e il foggiano si conferma una terra in cui prolifera il business delle ecomafie. Qui i traffici illeciti portano rifiuti prodotti dal centro nord a essere scaricati direttamente nei terreni agricoli, scorie sempre più spesso spacciate per compost". 05/06/2008.

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Ecomafie: in aumento reati e denuncela campania resta primatista negativa (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Il rapporto di legambiente ROMA. Ogni giorno 83 reati contro l'ambiente. Maglia nera alla Campania, stabile al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria: è in queste due regioni che si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. la Liguria è prima tra le regioni del Nord. In totale, nel 2007 gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al 2006; il giro d'affari è di 18,4 miliardi di euro; in aumento gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri. Presa d'assalto anche l'agricoltura. Questa la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente presentato a Roma. In particolare Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la "multifunzionalità" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali. I clan dell'ecomafia salgono a 239 (36 in più rispetto allo scorso anno). Da qui la necessità per Legambiente di rinnovare l'appello "di introdurre i delitti contro l'ambiente nel nostro Codice penale" ha detto il presidente dell'associazione, Vittorio Cogliati Dezza ricordando che ci sono già proposte condivise ma che ora serve "volontà politica e tempo". Ecco il quadro dell'illegalità contro l'ambiente. ILLECITI: in totale quelli accertati dalle forze dell'ordine nel 2007 sono 30.124, il 27,3% in più rispetto al 2006; le persone denunciate 22.069 (più 9,7%); i sequestri effettuati 9.074 (più 19%) RIFIUTI: i reati accertati nel 2007 sono oltre 4800, il 36% dei quali commessi nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Sempre in testa la Campania, dove lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si è sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli urbani. Un balzo in avanti colloca, invece, il Veneto al secondo posto (era sesto lo scorso anno). La Puglia mantiene il terzo posto e il Foggiano si conferma una terra dove si scaricano illegalmente nei terreni agricoli i rifiuti del Centro nord, scorie spesso spacciate per compost. FATTURATO: 18,4 miliardi di euro (quasi un quinto del business totale annuo delle mafie) pur contraendosi rispetto all'anno precedente di circa 4,4 miliardi di euro in seguito all'attività di prevenzione e repressione. INCHIESTE: il 2007 detiene il record di inchieste contro i trafficanti di veleni. Grazie all'applicazione dell'articolo 260 del Codice dell'Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 96 le indagini condotte nel 2007 e nei primi due mesi del 2008 (a oggi le inchieste sono 103) e dal gennaio 2002 al marzo 2008 sono state 600 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte. 05/06/2008.

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A Napoli i rifiuti tossici del Nord Napolitano accusa i traffici della camorra: se non si debella non ci sarà sviluppo Emergenza grave, tutti devono collaborare . Rapporto ecomafi (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del "A Napoli i rifiuti tossici del Nord" Napolitano accusa i traffici della camorra: se non si debella non ci sarà sviluppo "Emergenza grave, tutti devono collaborare". Rapporto ecomafie: criminalità senza freni Gran parte dei rifiuti tossici del Nord è stata portata in Campania dalla camorra. Usa parole dure Giorgio Napolitano (ieri a Napoli per commemorare il giornalista Giancarlo Siani) anche per richiamare l'opinione pubblica del Nord. Proprio mentre Legambiente rende noti i dati sui reati ambientali che vedono la Campania al primo posto.Ciarnelli alle pagine 6 e 7.

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Napolitano ai giudici: collaborate - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Napolitano ai giudici: collaborate "Sul dramma rifiuti la magistratura sta facendo e farà la sua parte" L'accusa: quelli tossici arrivati in gran parte dal Nord. E ai cittadini chiede più disponibilità e comprensione OTTAVIO LUCARELLI "la magistratura sta facendo e farà la sua parte dando il suo contributo alla definizione e alla realizzazione di misure urgenti". Il messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che invita la magistratura a collaborare nella soluzione del dramma rifiuti, segna la prima giornata della sua visita in città. La sesta visita in due anni. La prima volta per un presidente della Repubblica nella cittadella universitaria del Suor Orsola Benincasa dove è stata intitolata una sala della Scuola di giornalismo a Giancarlo Siani, il cronista del "Mattino" ucciso dalla camorra nel settembre del 1985. Giorgio Napolitano ha lanciato un duro affondo sui rifiuti tossici, certamente colpito anche dalla recente visione del film "Gomorra": "Rifiuti tossici che in gran parte sono arrivati dal Nord, dalle industrie del Nord. E di questo ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni settentrionali". Quindi ha indicato la via d'uscita "nell'estirpare la criminalità e nell'eliminare la piaga dei traffici camorristici riprendendo la strada per creare le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento con soluzioni urgenti e non più rinviabili". Ma il passaggio più delicato del suo intervento è sulla giustizia. In mattinata Napolitano aveva incontrato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino e nel suo intervento al Suor Orsola c'è tutto il peso istituzionale della carica di presidente del Consiglio superiore della magistratura. Non solo per superare l'emergenza rifiuti ma anche per sconfiggere la camorra "la magistratura sta facendo e farà la sua parte dando il suo contributo alla definizione e alla realizzazione di misure urgenti". Con un invito a collaborare che, dunque, conferma in qualche modo le indiscrezioni sul suo disappunto per la coincidenza tra la recente firma al decreto del governo e l'annuncio della nuova grande inchiesta della Procura di Napoli. Invito alla magistratura a collaborare, con il Procuratore generale Vincenzo Galgano che, in diretta, esprime subito apprezzamento per le parole del capo dello Stato nella Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa: "Speriamo che il suo impegno sia coronato da successo. E poi, certo, è necessario che tutti si rendano conto della necessità di perseguire insieme le finalità per uscire dallo stato di crisi in cui si dibattono Napoli e la Campania. Che cosa vuole dire concorrere? Per me vuol dire lavorare con il massimo impegno". Primo Capo dello Stato al Suor Orsola "dopo Umberto I di Savoia" sottolinea il rettore Francesco de Sanctis, Napolitano ricorda i suoi continui interventi sull'emergenza rifiuti nei due anni da presidente. E incalza: "Non si può tergiversare, non si può eludere la necessità di sbocchi immediati per l'emergenza immondizia. Ci sono stati ritardi ed errori anche da parte della politica a Napoli, in Campania, a livello nazionale. Ma ormai non si può più attendere alcunché. Ogni chiarimento può essere utile anche sulle scelte fatte col recente decreto che è all'esame del Parlamento, ma non si può più rinviare". Ai cittadini della Campania chiede "comprensione e disponibilità, magari chiedendo gli opportuni chiarimenti, ma senza smarrire mai il senso dell'urgenza e della legalità, nel modo più assoluto". Napolitano quindi rende onore a Giancarlo Siani e alle migliori energie di Napoli. E su questa parte positiva colgono un segnale preciso i tre vertici istituzionali seduti in prima fila. Antonio Bassolino lo definisce un intervento "breve, ma forte ed efficace". E aggiunge: "Le giuste e forti parole del presidente Napolitano ci dicono con chiarezza che la lotta alle ecomafie e alla criminalità organizzata deve essere sempre più una grande priorità nazionale. Servono armi e strumenti adatti per vincere questa battaglia. In questo senso, superare l'emergenza in Campania significa anche impedire che la camorra approfitti delle crisi per i suoi traffici illeciti". Più sintetico il presidente della provincia Dino Di Palma: "è importante ascoltare da Napolitano le parole di vicinanza in un momento difficile come questo". Positivo anche il commento del sindaco Rosa Russo Iervolino: "Le parole del presidente sono un atto di giustizia dopo che per mesi siamo stati trattati spesso come se fossimo gli inquinatori del mondo. Il fatto che la più alta autorità dello Stato riconosca che c'è anche chi ha inquinato Napoli e la Campania è un atto di giustizia". E c'è chi, la Funzione pubblica della Cgil, ringrazia Napolitano per il suo intervento perché "la popolazione è esasperata". Due intense ore al Suor Orsola, quindi serata a Villa Rosebery. Stamattina Giorgio Napolitano è alle 10 in via Monte di Dio, a Palazzo Serra di Cassano, per dare il via alla tre giorni dell'Istituto italiano per gli studi filosofici sulla figura di Francesco Saverio Nitti. Alle 12.30 il rientro al Quirinale.

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Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della campania (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Legambiente Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della Campania LA Campania è ancora prima. è il triste primato che Legambiente consegna alla regione per il quattordicesimo anno con il rapporto sull'ecomafia. I dati, relativi al 2007, parlano di 4.695 infrazioni ambientali accertate (più 56 per cento sull'anno precedente) e 613 infrazioni nel ciclo dei rifiuti (più 36 per cento). Entrambe le casistiche ci vedono in testa. Inoltre risulta una media di 13 reati al giorno, uno ogni due ore. Il rapporto è stato presentato ieri da Raffaele Del Giudice e Michele Buonomo. è stato evidenziato anche come in nove anni siano scomparsi in tutta Italia 143 milioni di tonnellate di rifiuti: un dato ricavato dalla differenza fra quelli prodotti e quelli trattati. Molti di questi dovrebbero essere finiti in Campania, grazie alla attività della malavita organizzata, che ha registrato a sua volta un aumento dei clan, ben 75, operanti nel settore.

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Così i clan fanno sparire montagne di veleno Legambiente: discariche abusive, cemento, riciclaggio. In Veneto record negativo di smaltimento illegale (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del "Così i clan fanno sparire montagne di veleno" Legambiente: discariche abusive, cemento, riciclaggio. In Veneto record negativo di smaltimento illegale / Roma È COME SE ogni anno una montagna di rifiuti alta duemila metri sparisse nel nulla. Riciclaggio, discariche abusive, cemento selvaggio e la lunga mano di Cosa Nostra, ben 75 clan, che tengono stretto un giro d'affari di 18,4 miliardi di euro. È il rapporto "Eco- mafie" 2008 presentato ieri da Legambiente e realizzato sulla base di dati forniti dalle forze dell'ordine e dalla magistratura. Ogni giorno si compiono 83 reati contro l'ambiente e negli illeciti primeggia la capacità del clan dei Casalesi in grado di spaziare dal ciclo del cemento a quello dell'immondizia, dall'agricoltura al racket degli animali. La Campania, per il quattordicesimo anno consecutivo, è maglia nera della classifica stilata da Legambiente. Ma a sorpresa il Veneto è al secondo (era al sesto lo scorso anno) confermando così lo spostamento verso il Nord del baricentro dei traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d'Italia ma anche come sito finale. Un reato di ecomafia ogni due ore in Campania con una reiterazione che ormai è al livelli esponenziali. Alcuni dati: nel 2007 gli illeciti accertati sono stati 4.695 (+56% rispetto allo scorso anno) con una media di 13 reati al giorno, uno ogni due ore. Sono 3289 le persone denunciate o arrestate (+16% rispetto allo scorso anno) e ben 1.463 i sequestri effettuati su tutto il territorio regionale. E sono 222 del discariche abusive scoperte nel corso dello scorso anno dove - i trafficanti di rifiuti - abbandonano vicino alle abitazioni veleni come la diossina, cadmio, arsenico e piombo. Ma la Campania ha anche il primato del cemento facile: sono circa 6000 le costruzioni abusive realizzate nel 2007, con la Costiera Amalfitana e la provincia di Napoli capitale della cemento connection. Calabria e Puglia sono anch'esse prime, ma è il Lazio, con sette reati ambientali al giorno, sotto osservazione. Perché - dice il rapporto di Legambiente - "è nel Lazio che cresce un preoccupante livello di infiltrazione mafiosa". Dallo smaltimento dei rifiuti, all'edilizia, dai furti di beni artistici all'organizzazione di incendi dolosi. Nel 2007 2.595 reati e infrazioni ambientali, 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e 714 sequestri. Il Lazio è invece al vertice della classifica stilata da Legambiente nel settore dell'arte rubata (archeo-mafie) con 166 furti. Molto attivi anche i piromani: per gli incendi dolosi sono 1.000 le infrazioni accertate, 67 persone quelle denunciate, 5 arrestate e 15 i sequestri. Gli illeciti ambientali sono in netto aumento: più di trentamila accertati dalle forze dell'ordine nel 2007, il 27,3% in più rispetto al 2006. Ma il 2007 detiene anche il record di inchieste contro i trafficanti di veleni. Grazie all'applicazione dell'articolo 260 del Codice dell'Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 96 le indagini condotte nel 2007 e nei primi due mesi del 2008 (a oggi le inchieste sono 103) e dal gennaio 2002 al marzo 2008 sono state 600 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente: "Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese una vero e proprio sistema eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato, al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostenibile. E dobbiamo saperlo difendere con strumenti adeguati. Per questo, come ogni anno, rilanciamo la proposta di introdurre i delitti contro l'ambiente nel nostro Codice penale, per punire in maniera congrua chi avvelena l'aria che respiriamo, inquina l'acqua, saccheggia il territorio, minaccia la nostra salute, penalizza le imprese pulite". a.t.

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Ecomafie, business miliardario (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Ogni anno sparisce una montagna di rifiuti tossici alta 2.000 metri. Nel 2007 i clan hanno fatto affari per 18 miliardi di euro Roma C'è un'azienda in Italia che purtroppo non conosce crisi, ed è quella legata ai reati ambientali. Un business capace di garantire ai clan che la gestiscono un fatturato da capogiro, che nel 2007 si è attestato sui 18,385 miliardi di euro, raccolti operando nei due principali settori di intervento criminale, come il mercato illegale (gestione dei rifiuti speciali, abusivismo edilizio e traffico di animali) e i cosiddetti investimenti a rischio (appalti e gestione dei rifiuti urbani). E nonostante l'attività di forze dell'ordine e magistratura abbia portato a una flessione dei guadagni rispetto all'anno precedente (-4,4 miliardi di euro) insieme a un parallelo aumento delle inchieste e degli arresti, nelle quattro regioni a maggiore concentrazione criminale il traffico dei rifiuti resta tra le attività principali e più lucrose. Basti pensare che, come denuncia Legambiente nel suo rapporto Ecomafie 2008 presentato ieri, "ogni anno sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri". "Le ecomafie gestiscono nel nostro paese un vero e proprio sistema eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato - spiega il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - - al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostemibile". Perché si possa parlare di una vera difesa dell'ambiente, però, anche quest'anno, come accade ormai da parecchi anni, l'associazione torna a chiedere l'introduzione nel nostro codice penale dei delitti contro l'ambiente "per punire in maniera congrua chi avvelena l'aria che respiriamo, inquina l'acqua , saccheggia il territorio, minaccia la nostra salute, penalizza le imprese pulite". Per avere un'idea di quanto imponenti siano gli affari illeciti collegati all'ambiente, basti pensare che ogni ora vengono commessi più di tre creati di questo tipo, ben 83 al giorno. Gli illeciti contestati complessivamente nel 2007 sono stati il più di 30 mila, con un incremento rispetto all'anno precedente del 27,3% . Un'attività,q quella della magistrata, che ha portato anche a un incremento delle persone denunciate, (22.069), con un incremento del 9,7%) e i sequestri effettuati (9.074, +19%). A far la parte del leone, ovviamente è il traffico dei rifiuti. nel 2007 i reati accertati di questo tipo sono stati oltre 4.800, A sorpresa, subito dopo la campania, la regione nella quale si concentrati il maggior numero di rati è il Veneto, seguita dalla puglia, con il foggiano che si conferma come una terra dove si scaricano illegalmente nei terreni agricoli i rifiuti prodotti dal centronord, scorie che spesso vengono fatte passare per compost. per quanto rigiatda le altre attività criminali, cresce il numero di infrazioni riscontrate nel ciclo illegale del cemento (7.978, il 13% in più rispetto al 2006), con 28 mila casi abusive costruite rispetto alle 30 mila del 2006 e alle 32 mila del 2005. Pesante anche il bilancio degli incendi boschivi (oltre 10 mila, con 225 mila ettari di boschi e foreste distrutti) e il racket degli animali, settore che, stando alle cifre fornite dalla Lav, la Lega antivivisezione, nel 2007 ha fruttato circa 3 miliardi di euro tra corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffici di fauna esotica protetta e macellazione clandestina.

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Rifiuti in Campania, È colpa del nord (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

L'accusa di Napolitano: scorie tossiche in Campania portate dalle imprese settentrionali e gestite dalla camorra Rifiuti in Campania, "È colpa del nord" Francesca Pilla Napoli Ogni due ore "qualcuno" in Campania si inoltra nelle campagne e sversa scarti industriali illegalmente, sale su per le colline, di notte come di giorno, e immette diossine, arsenico, piombo nel terreno e nell'acqua, prende rifiuti pericolosi e li impasta, all'insaputa dei cittadini, con il cemento usato per l'edilizia. Ieri, nel giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi: camorra e industriali del Nord. Napolitano aveva detto che nel suo giro, culturale e privato, non avrebbe affrontato il tema, ma davanti a quel reato su sei commesso quotidianamente in Campania, nella sua regione, si è sentito colpito. E ha detto, confermando le stime dell'associazione, che "in gran parte sono arrivati dal nord" e che "ne sia consapevole l'opinione pubblica di queste regioni, perché è una cosa abbastanza trascurata dai "nordisti"". Per Legambiente Campania, da tempo impegnata in questo campo, si tratta di un vero tzunami ambientale, un disastro che tra scempi ambientali, ciclo dei rifiuti illegale, racket di animali, cemento a go go, non sembra temere crisi di mercato. I numeri spesso non riescono a dare la percezione reale di cosa accade nella regione, ma aiutano a capire. Sono 13 i crimini commessi ogni contro l'ambiente e che nel 2007 hanno portato a 4.695 illeciti accertati (+56% rispetto al 2006); 3.289 persone denunciate o arrestate (+16%) e 1.463 sequestri effettuati. Un business nel quale la camorra da tempo si è tuffata, preferendolo spesso a quello degli stupefacenti, perché più sicuro e parimenti remunerativo. Sono infatti a livello regionale almeno 75 i clan con le mani in pasta, casalesi in testa, come confermato dall'inchiesta Eco4 e dal delitto dell'imprenditore Michele Orsi domenica. Ma il rapporto va oltre, disegnando uno scenario in cui le cosche sono in grado di organizzare un commercio di macellazione del bestiame senza controlli, di far sorgere dalla sera alla mattina anche interi quartieri, ma soprattutto di garantire agli imprenditori settentrionali pozzi e terreni dove far sparire i rifiuti nocivi, in barba alle regole e a prezzi stracciati. "In Italia - spiega Raffaele Del Giudice, il protagonista del documentario Beautiful Cauntri, neodirettore di Legambiente Campania - in 9 anni sono scomparsi 143 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e crediamo che in gran parte siano sotterrati qui. Spesso - continua - le denunce sono il frutto dei circoli degli umili, dei contadini che riescono a sottrarsi dalle minacce. Ma se ci fosse una legislazione più chiara in materia questo disastro potrebbe essere più contenuto". Tre sono dunque le proposte lanciate dallo stesso direttore e dal presidente Michele Buonomo: Un patto con la Confindustria affinché aiuti a individuare gli imprenditori che delinquono, un appello alle istituzioni perché partano con la bonifica dei territori; una richiesta al parlamento affinché accelerino l'iter legislativo per approvare il reato di delitto ambientale, fermo da oltre 5 anni. Ma è anche la "cemento connection" a mettere la regione in ginocchio e farle conquistare il primato nel mercato abusivo. Gli ecocriminali lavorano anche nell'edilizia senza regole e senza sosta, distruggendo i campi agricoli, bruciando e devastando i terreni boschivi, corrodendo le coste. Sono 6mila le costruzioni sorte in un anno senza alcun tipo di permesso, Costiera amalfitana e penisola sorrentina in testa. A nulla è valsa dunque la tragedia a Conca dei Marini lo scorso agosto, quando crollò un terrazzo abusivo provocando la morte di un barbiere di Soccavo, l'imperativo resta costruire e guadagnare. Piscine ricavate dalle rocce, nessuna differenza tra mattoni, scogli e cemento, alberghi ampliati, ville e villette, ecomostri. "Qui - dicono dall'associazione - il colore preferito è il verde dei teloni che nascondono i lavori in corso". Ma anche la provincia di Napoli è "competitiva" nel settore, non si contano le "case fantasma" che non compaiono in nessun catasto e di cui nessuno si accorge.

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Napolitano: situazione precipitata I rifiuti tossici arrivano dal Nord (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-05 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE L'emergenza in Campania Il Quirinale e la visita a Napoli: è necessario reagire senza indugi Napolitano: situazione precipitata I rifiuti tossici arrivano dal Nord Il capo dello Stato: no a pressioni indebite. La magistratura farà la sua parte Richiamo alla "corresponsabilità" sull'emergenza campana. "Mi spenderò con governo e Csm" DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Camorra e rifiuti: "due facce della stessa medaglia ", due emergenze che s'incrociano e per le quali si deve purtroppo ammettere che "la situazione è precipitata". Di fronte a quello che accade in Campania, dice il presidente della Repubblica, nessuno deve "dimenticare mai la propria corresponsabilità ". Nessuno, perché "gran parte dei rifiuti tossici sepolti qui sono arrivati dal Nord". Un traffico "infame che minaccia la salute di milioni di cittadini", aggiunge, "e questa è una cosa abbastanza trascurata dai nordisti, è un dato che dovrebbe far riflettere anche l'opinione pubblica delle regioni settentrionali". Sceglie con cura ogni parola della sua denuncia, Giorgio Napolitano. E usa toni "brutali ed espliciti " - così li definiscono gli stessi consiglieri - per ribadire l'invito a "reagire senza indugi" lanciato un paio di giorni fa dal Quirinale. C'è infatti una larga chiamata alla "responsabilità" (e alla correità), nel discorso che tiene a Napoli ricordando il cronista Giancarlo Siani, ucciso dalle cosche nel 1985. E' la sesta visita che si concede qua in appena due anni. Trasferte cadenzate da appelli dettati da "ansia, affetto e fiducia", ricorda, "nella speranza che la situazione non precipitasse". Dopo quel che è accaduto negli ultimi mesi, però, gli sembra necessario rafforzare gli spunti sentimentali con un ragionamento organico dove tutto si tiene, della crisi campana. Spiega: "Nel momento in cui l'azione della magistratura si sta facendo più serrata ed efficace nel colpire i clan camorristici, bisogna anche uscire dall'emergenza rifiuti... e ho constatato con piacere che questa consapevolezza c'è". C'è insomma "la convinzione che Napoli, anche se ha tanti volti diversi, è una sola e richiede un senso di corresponsabilità da parte di tutti". Il che significa, adesso, "rinnovare un impegno essenziale per il progresso economico, sociale e civile di questa grande città e della regione", progresso che resterà "ostacolato e deviato fino a quando la presenza aggressiva, le pressioni intimidatorie, le infiltrazioni nei tessuti vitali di economia e società, da parte della criminalità organizzata, non saranno state debellate". Non basta. Davanti al "traffico illegale di discariche abusive non denunciate e fronteggiate negli anni scorsi a livello locale come sarebbe stato sacrosanto fare" (un cenno abrasivo a chi ha amministrato Napoli), il capo dello Stato sollecita "soluzioni d'emergenza non più rinviabili". Hanno finito per imporsi "misure eccezionali ", sillaba, "e confido che prevalga comprensione e disponibilità sulla base di ogni necessario chiarimento ma senza smarrire il senso dell'urgenza e della legalità ". La magistratura "farà la sua parte dando il suo responsabile contributo alla migliore definizione e alla realizzazione delle misure e quindi alla loro piena attuazione ". Per vincere la sfida, promette, "mi spenderò personalmente sia presso il governo che presso il Csm". M. Br. Ecomafie Nel 2007 boom di reati (+27%): 4.695 gli illeciti in Campania, 13 reati al giorno Clan Sono 239 (75 della camorra): giro d'affari di 18 miliardi e 400 milioni di euro.

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Rifiuti e incendi, crescono i reati ambientali (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-05 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ecomafie Rifiuti e incendi, crescono i reati ambientali Quasi un illecito su dieci nel settore ambientale si compie nel Lazio. E la regione conquista un triste quarto posto in Italia nella classifica dell'illegalità ambientale: nel 2007 sono stati, infatti, ben 2.595 i reati e le infrazioni ambientali su 30.124 compiuti in tutto il Paese, l'8,6%, con 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate, 714 sequestri effettuati. è questo, in pillole, il "Rapporto Ecomafie 2008" presentato ieri da Legambiente. In media sono oltre 7 reati e infrazioni ambientali ogni giorno nel Lazio, tra abusivismo edilizio, discariche abusive, reati legati al traffico di rifiuti, incendi, abusi sul demanio marittimo, violenze sugli animali, furti al patrimonio archeologico. Il dato è ancor più drammatico, considerando i numeri del 2006: allora, i reati ambientali erano complessivamente 1.808 - a fronte di 23.668 a livello nazionale. Una crescita di oltre il 43% che porta la regione al quarto posto assoluto, dal quinto posto dello scorso anno, scavalcando anche la Sicilia: al primo posto la Campania, seguita da Calabria, Puglia con un solo reato in più del Lazio (2.596). "La situazione è davvero grave", commenta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.

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Ecomafie Veneto secondo nella classifica <traffici illegali> (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-05 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Legambiente Ecomafie Veneto secondo nella classifica "traffici illegali" ROMA (m. io.) La Campania sta sempre al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria. In queste due regioni si concentra il 30 per cento degli illeciti di tutta Italia, che sono aumentati del 27 per cento (83 ogni giorno) per un giro di affari di quasi 18 miliardi e mezzo di euro. Al terzo posto si trova la Puglia, al quarto il Lazio e subito dopo la Sicilia. La prima regione del Nord come numero di infrazioni è la Liguria. Ma se ci limitiamo al ciclo illegale dei rifiuti il Veneto finisce al secondo posto. Segno che i reati ambientali, primo fra tutti il business criminale della "monnezza" riguardano ormai tutta l'Italia, da Nord a Sud. Non fa sconti il rapporto 2008 sulle ecomafie presentato da Legambiente. Il problema rifiuti è al primo posto. Sparisce nel nulla ogni anno una montagna di spazzatura alta 2000 metri. "Cosa Nostra - denuncia Legambiente- entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la multifunzionalità del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali".

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Napolitano: <I rifiuti tossici arrivano dal Nord> (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Legambiente: ecomafie, un business da 18 miliardi di euro Napolitano: "I rifiuti tossici arrivano dal Nord" Romina Velchi Ogni settore del ricchissimo business degli ecoreati ha il suo capitolo nelle quasi 500 pagine del volume che Legambiente pubblica ormai da quindici anni, da quando cioè "questi fenomeni erano già chiari per chi volesse vederli". E il bello (o il brutto, fate voi) è che quello con "Rapporto Ecomafia" è tutt'altro che un appuntamento rituale o stanco, perché viene realizzato "senza mai dare per scontato" nulla, spiega Enrico Fontana, uno dei curatori. Ripetere, informare e magari anche ricominciare da capo (se la denuncia cade nel vuoto), ma con la stessa caparbietà, con la stessa determinazione, con la stessa autorevolezza. Insomma, "Rapporto ecomafia" è "Gomorra" prima di Saviano; è l'enciclopedia degli illeciti ambientali. Perciò, se volete sapere, per dire, perché e percome sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta qualcosa come duemila metri, l'edizione 2008 è ciò che fa al caso vostro. 6 05/06/2008.

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Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Il rapporto di Legambiente: reati su del 27%, business da 18 miliardi Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa Romina Velchi Scoprirete così che non c'è solo la monnezza tra le voci che portano il business delle ecomafie alla incredibile cifra di 18 miliardi e 400 milioni di euro (quasi due finanziarie, un quinto dell'intero giro d'affari annuo delle mafie). Ci sono anche il "vecchio" ciclo del cemento (per capirci, l'abusivismo edilizio), gli incendi boschivi, il racket degli animali, i furti archeologici, l'agromafia e, new entry, persino le energie rinnovabili. Insomma, tutti quei settori sui quali la criminalità stende i suoi tentacoli, complice uno stato spesso assente, e fa affari d'oro. E scoprirete anche che nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in Italia sono cresciuti e che Cosa Nostra è entrata a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti, mentre il clan dei Casalesi (tra i più pericolosi della camorra, come mostrano gli ultimi fatti di cronaca) ha scelto la "multifunzionalità", cioè non si lascia scappare alcuna occasione. Nel dettaglio, Legambiente certifica che sono 83 al giorno i reati contro l'ambiente commessi nel nostro Paese, ben tre all'ora. Rispetto al 2006, quelli accertati dalle forze dell'ordine - soprattutto carabinieri, ma anche guardia di finanza, corpo forestale, polizia - sono aumentati di oltre il 27%, le persone denunciate di quasi il 10% e i sequestri del 19%. Così pure è salito il numero dei clan mafiosi coinvolti: erano 203 nel 2006, ora sono 239. E se non stupisce che la Campania si mantiene stabilmente in testa alla classifica della "brutta Italia" - in buona, si fa per dire, compagnia con Calabria (insieme raccolgono il 30% di tutti i reati ambientali), Puglia, Lazio e Sicilia - la sorpresa, in questi giorni tragici di emergenza rifiuti, viene dal Veneto, che dal sesto posto del 2006 balza al secondo nella specialissima classifica degli illeciti legati alla gestione della spazzatura. A conferma che "dobbiamo tenere gli occhi aperti - avverte il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - Perché in futuro l'emergenza rifiuti potrebbe esplodere anche nel resto d'Italia". La Puglia conserva il suo terzo posto, con il foggiano che si conferma terra di scarichi illegali di rifiuti prodotti dal centro nord; scorie sempre più spesso spacciate per compost. Già, i rifiuti. Oltre 4.800 i reati accertati nel 2007 su questo versante del business; ben il 36%, come logico, nelle quattro regioni a maggiore presenza mafiosa. Così Legambiente calcola che, alla montagna di cui sopra, se ne deve aggiungere un'altra di 1970 metri di altezza, con una base di tre ettari. Ma pure mattone selvaggio fa la sua parte nel devastare il belpaese. Anche in questo caso le infrazioni accertate sono in aumento (più 13%, oltre diecimila le persone denunciate, più di 2000 i sequestri), mentre si calcola che siano 28.000 le case costruite illegalmente nel 2007, in diminuzione sul 2006, segno che paga l'impegno a non promulgare più condoni edilizi. Per non dire degli incendi boschivi, "quasi sempre di natura dolosa", che hanno mandato in fumo 225mila ettari di verde, con un altissimo prezzo in vite umane: 18 le persone uccise dalle fiamme. In questo panorama invero desolante, c'è però un numero che lascia sperare. Aumentano i reati, sì, ma il fatturato dell'ecomafia diminuisce: 4,4 miliardi in meno nel suo complesso; 1,4 nel ciclo dei rifiuti; 136 milioni in quello del cemento. Significa, spiega Cogliati Dezza, "che il lavoro di forze dell'ordine e magistrati fa emergere il sommerso e produce risultati". Non a caso il 2007 detiene il record di inchieste contro i trafficanti di veleni. Merito, anche, dell'applicazione dell'articolo 260 del Codice dell'ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, grazie al quale le indagini avviate fino al marzo 2008 sono ben 96; dal gennaio 2002 al marzo 2008 le ordinanze di custodia cautelare emesse in base a questo articolo sono state 600, quasi 2.200 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte. E' anche alla luce di questi risultati che Ermete Realacci, ministro dell'ambiente del governo ombra e presidente onorario di Legambiente, torna su un vecchio cavallo di battaglia dell'associazione: l'introduzione dei reati ambientali nel codice penale, una misura da lungo tempo inseguita e finora sempre sfuggita, "strumento potente" nelle mani di forze dell'ordine e magistratura. "Ci saremmo aspettati che nel Consiglio dei ministri di Napoli se ne parlasse" dice un po' rammaricato Cogliati Dezza, mentre Realacci annuncia di aver già presentato una proposta di legge in tal senso: "E' una proposta condivisa, possiamo saltare i convenevoli - dice il deputato del Pd, rivolto a Paolo Russo (Pdl), presidente della commissione agricoltura seduto al suo fianco - Possiamo ripartire dal lavoro già fatto nella scorsa legislatura, evitando lunghe fasi preliminari per poi accorgerci che non c'è più tempo". Russo assicura "pieno sostegno" all'iniziativa e propone l'idea di introdurre nel decreto una "task force" in Campania, sul modello di quella usata in Puglia contro il traffico di tabacco, per controllare il territorio e sbarrare la strada all'arrivo dei veleni. Sì, perché come ha ricordato ieri anche il presidente della Repubblica parlando a Napoli, l'emergenza rifiuti non è solo responsabilità della camorra ma anche delle regioni settentrionali: i rifiuti tossici "in gran parte sono arrivati dal Nord, ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni del nord. E' assolutamente accertato anche in sede parlamentare" che ci sono stati traffici per "sistematici trasferimenti di rifiuti tossici, altamente pericolosi da industrie del nord in territorio campano, con l'attiva cogestione da parte della camorra". Ma è il decreto il terreno "privilegiato" di dialogo maggioranza-opposizione. Per Realacci è un'occasione da non perdere se saprà "riparare i danni del passato", per esempio dando subito un segnale sul fronte delle bonifiche, dove finora lo stato ha dato zero risposte: "I cittadini di Acerra hanno ragione quando protestano per una discarica dove il percolato non è un'opinione e l'amianto si vede a occhio nudo - osserva Realacci - Hanno torto quando si oppongono al termovalorizzatore". In ogni caso, sì allo strumento del "sito strategico" per realizzare le discariche, ma no all'uso dell'esercito per motivi di ordine pubblico; cautela sulla superprocura (anche se i magistrati "non sempre hanno agito in accordo con le altre istituzioni"); confronto chiaro con l'Unione europea sulla compatibilità ambientale del provvedimento: con il via libera dell'Europa, lascia intendere il ministro ombra, il voto del Pd al dl del governo potrebbe anche essere positivo. 05/06/2008.

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Oggi (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-05 num: - pag: 56 categoria: BREVI Oggi su www.corriere.it Multimedia Dossier rifiuti: le ecomafie Ogni anno scompare una montagna di rifiuti speciali alta 2.000 metri. Foto, video e audio. Immagini La guerra del pesce Caro petrolio, la protesta dei pescatori a Bruxelles: foto e video. Canale animali Sterilizzazione atto d'amore La campagna della Lav contro il randagismo: ogni anno 135 mila abbandoni tra cani e gatti. TeleVisioni Vasco in tv? Meglio se canta Aldo Grasso critica il programma della Rai, in onda senza concerto. Guarda la videorubrica. Europei La foto dal ritiro azzurro Corse, scherzi e sudore nel ritiro austriaco della Nazionale. Lo spot Natalia meglio di Gisele La giovane top model brasiliana ruba il posto alla connazionale. Guarda le foto e il video.

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Nel Lazio reati in aumento (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Allarme Nel Lazio reati in aumento Sono oltre sette i reati ambientali che ogni giorno vengono consumati nel Lazio. Dallo smaltimento dei rifiuti, all'edilizia, dai furti di beni artistici all'organizzazione di incendi dolosi, la situazione nel Lazio è grave e "cresce con un preoccupante livello di infiltrazione mafiosa". è quanto emerge da Ecomafie 2008 sull'illegalità ambientale nella regione. Il Lazio si posiziona al quarto posto della classifica nazionale per numero di illeciti ambientali con 2.595 reati, 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e 714 sequestri.

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Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa LegambienteIl 30% degli illeciti concentrato in Campania e Calabria: "Reati da codice penale" Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro Giulia Martelli Nel 2007 sono aumentati i reati contro l'ambiente (+27%), gli incendi dolosi e i clan delle ecomafie, con un introito pari a 18 miliardi e 400 milioni di euro. è quanto emerge dai dati di "Ecomafia 2008", il rapporto di Legambiente presentato ieri dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, dal presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Paolo Russo, dal ministro "ombra" dell'ambiente Ermete Realacci e dal responsabile dell'Osservatorio nazionale ambientale e legalitàdi Legambiente Enrico Fontana. I numeri emersi sono allarmanti: ogni giorno vengono commessi almeno 83 reati contro l'ambiente, gli illeciti accertati dalle forze dell'ordine in tutto il 2007 superano i 30 mila (+27,3% rispetto al 2006), e riguardano principalmente la violazione alla normativa sui rifiuti (oltre 4800), il ciclo illegale del cemento (7.978), gli incendi boschivi (solo nel 2007 sono stati bruciati 225 mila ettari di boschi e foreste). Sono state inoltre denunciate 22.069 persone (+9,7%) ed effettuati 9.074 sequestri (+19%). Alla Campania resta il triste primato per l'illegalità nel ciclo dei rifiuti, seguita dalla Calabria: nelle due regioni si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutto il Paese. Crescono poi in modo impressionante i numeri dei clan dell'ecomafia che salgono a 239 con un giro d'affari stimato intorno ai 18 miliardi e mezzo di euro. "Abbiamo una grande partita da giocare nei prossimi giorni ovvero inserire i crimini ambientali nel codice penale - ha detto Russo - ho già pronto un nuovo disegno di legge". Favorevole all'introduzione dei crimini ambientali nel codice penale anche Realacci: "Bisogna saltare i convenevoli, questo disegno di legge non può perdersi in lungaggini. Credo che ci siano le condizioni giuste per portare avanti questo progetto".

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Allarme di legambiente sull'ecomafia: puglia da record (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Bari Allarme di Legambiente sull'ecomafia: Puglia da record La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica italiana. è la fotografia scattata da Legambiente nel tradizionale rapporto annuale sull'Ecomafia. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali, costruendo case abusive nei parchi e in riva al mare o magari bruciando i boschi per speculazione. Quello che è emerso è che il business dei rifiuti è il vero nuovo grande affare della criminalità organizzata. GIULIANO FOSCHINI A PAGINA IV.

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Rapporto ecomafia "fra clan e politica puglia da record" - giuliano foschini (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Bari Rapporto ecomafia "Fra clan e politica Puglia da record" Compaiono nuovi filoni illeciti dall'archeomafia al traffico di specie protette GIULIANO FOSCHINI Tre reati ogni ora. Duemila e seicento in un anno e il terzo gradino nella classifica dei peggiori in Italia, dietro la Campania e la Calabria. La Puglia nel 2007 ha continuato calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali, costruendo case abusive nei parchi e in riva al mare o magari bruciando i boschi per speculazione o incuria. A denunciarlo è Legambiente nel tradizionale rapporto annuale sull'Ecomafia che mai come quest'anno è carico di significati: il caos Campania e le inchieste della magistratura stanno confermando quello che da anni l'associazione ambientalista denuncia, e cioè che il business dei rifiuti è il vero nuovo grande affare della criminalità organizzata. In Italia così come in Puglia: la procura antimafia di Bari non a caso sta indagando sui presunti affari illeciti e connivenze con i clan nella gestione discarica di Altamura, da poco chiusa dopo 22 anni di attività. Rispetto al 2006 la Puglia è salita dal quarto al terzo posto in materia di reati contro l'ambiente, scavalcando così il Lazio. Le infrazioni accertate sono state 2.596 e se è vera la vecchia regola per la quale si riescono a individuare il 20 per cento dei reati, significa che siamo nell'ordine dei diecimila. La Puglia è però la prima in assoluto per il numero delle persone arrestate: 47. Il business principale, a leggere i dati, è lo smaltimento illecito dei rifiuti. Lo scorso anno in Puglia sono sparite circa un milione e seicentomila tonnellate di immondizia, rapporto questo che viene fuori dal totale prodotto e da quello trattato nelle discariche. Se Bari si sta muovendo sulla discarica di Altamura, secondo il governo i centri principali dell'illegalità sarebbero i clan salentini e quelli della Capitanata, gli unici a tenere i contatti direttamente con la Campania. A confermarsi terra di conquista sarebbe poi il foggiano, "dove i traffici illeciti - si legge nel rapporto - portano i rifiuti prodotti dal Centro-Nord a essere scaricati direttamente nei terreni agricoli. Scorie sempre più spesso spacciate per compost". Il riferimento è all'operazione con la quale la Dda di Bari e la procura di Foggia hanno messo fine all'attività che il clan Gaeta svolgeva in Capitanata fin dal 1995. La magistratura ha accertato che almeno 100mila tonnellate di rifiuti, anche tossici, invece di essere portati nelle aziende di compostaggio venivano cosparsi su terreni agricoli, oppure interrati nelle cave. Un'attività illecita che fruttava ai Gaeta circa 5 milioni di euro all'anno. Una delle caratteristiche dell'ecomafia pugliese è la contiguità con la politica e la pubblica amministrazione: nelle varie operazioni tra gli arrestati ci sono sindaci, dipendenti comunali, funzionari e anche uomini delle forze di polizia. La criminalità non risparmia poi nemmeno le aree di pregio: a febbraio la Forestale ha sequestrata una discarica abusiva, con i rifiuti che uno sull'altro arrivavano sino a otto metri, nel mezzo del Parco della Murgia. Così come tante sono le cave trasformate in rifugio per l'immondizia. Oltre ai rifiuti, sono cresciuti anche nel 2007 i reati di abusivismo. Dopo lo storico abbattimento di Punta Perotti le irregolarità nel ciclo del cemento erano diminuite, e invece quest'anno la Puglia si piazza al terzo posto con 721 infrazioni, 941 persone denunciate e 292 sequestri. "Purtroppo il mattone selvaggio imperversa ancora in Puglia - spiega il segretario regionale di Legambiente, Francesco Tarantini - e le costruzioni spuntano ovunque: nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico o idrogeologico e soprattutto sui litorali. Gli 800 chilometri di costa pugliese fanno gola a grandi speculatori e privati cittadini che vogliono il loro posto al sole con vista sul mare". Nel rapporto di quest'anno emergono poi altri argomenti nuovi per la criminalità ambientale pugliese, ma molto allarmanti: i crimini sull'agricoltura (le sofisticazioni alimentari, i pesticidi ma anche il caporalato), gli incendi (il Gargano in fiamme), il traffico di specie protette e l'archeomafia. "In una regione come questa - dice Tarantini - sarebbe molto importante lavorare sulla prevenzione: per questo chiediamo al presidente della Regione, Nichi Vendola, di istituire un osservatorio regionale di Ambiente e legalità che abbia lo specifico ruolo di monitorare il territorio su tutte le questioni legate all'illegalità ambientale e che veda coinvolti tutti gli attori locali, regione, province, forze dell'ordine e associazioni". Per divulgare il rapporto Ecomafia e portarlo in mezzo alla gente, parte il No Ecomafia tour. Dodici tappe in giro per l'Italia (e una a Bruxelles) per parlare di criminalità ambientale e sollecitare una sempre maggiore collaborazione di cittadini e istituzioni: a Bari saranno il 19 giugno.

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Foggia, maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori - piero russo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Bari Il fiume nero Deviato il corso del torrente Cervaro per poter accumulare tonnellate di materiale che sarebbe dovuto finire nel nuovo impianto di Deliceto Tra le più grandi d'Europa. Per sanare i danni all'ambiente servono 315 milioni Foggia, maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori PIERO RUSSO FOGGIA - Otto campi regolamentari da calcio. Ma stavolta il gioco non c'entra, perché queste sono le dimensioni di una delle più grandi discariche abusive d'Europa, che è stata scoperta dai carabinieri nel Foggiano. è servita a smaltire oltre cinquecentomila tonnellate di rifiuti, ovviamente nocivi, e a distruggere completamente l'ecosistema del torrente Cervaro, che è stato trasformato in una sorta di canale di scolo di percolato tossico. Si chiama Black River, 'fiume nero', il blitz del nucleo operativo ecologico di Bari, che ha portato all'arresto di dodici imprenditori, accusati di traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale irreparabile. E dire che la discarica sorge in un'area a vincolo paesaggistico, nel bel mezzo dei Monti Dauni. Le indagini sono nate ad aprile del 2007, quando, nei pressi dei paesi di Deliceto e Castelluccio dei Sauri, qualcuno ha notato uno strano viavai di camion, che trasportavano terriccio maleodorante e lo scaricavano in un'ansa del torrente Cervaro, fino a formare decine di montagnole, tanto alte da coprire alcuni alberi dalle radici alla cima. I carabinieri del Noe del tenete Gennaro Badolati (nella foto) hanno accertato che il terriccio proveniva dai lavori di ampliamento della discarica comunale di Deliceto, aggiudicati da un'associazione temporanea d'impresa tra due aziende, l'Agecos e la Cornacchini. Altro particolare strano, la richiesta di un agricoltore del luogo dell'invio gratuito di terriccio per riempire un suo fondo. Nessuno si era accorto che la terra nera era anche altamente maleodorante, dunque assolutamente incompatibile con il terriccio agricolo tipico di una zona in cui si coltiva grano. I carabinieri hanno sottoposto a sequestro preventivo tutte le aree interessate da questo strano andirivieni di camion, compresa una vera e propria strada di circa un chilometro, creata appositamente con lo stesso strano e maleodorante terriccio per favorire il passaggio dei camion. Dopo diversi carotaggi e analisi biologiche e geologiche, è stato accertato che la terra e le rocce di scavo erano intrise di rifiuti, sia urbani che speciali e quindi altamente tossici, ma anche di amianto e percolato di discarica. Tutto andava a riversarsi sull'oramai inesistente torrente, per un danno ambientale quantificato con una cifra astronomica: 315 milioni di euro. Dai controlli per verificare i lavori di ampliamento della discarica di Deliceto, gli investigatori hanno scoperto che le documentazioni di programmazione erano falsificate. I rifiuti, inoltre, erano stati accatastati nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico in maniera professionale: erano stati infossati, ma precedentemente compattati e stratificati con criterio, per lascire in superficie uno strato di materiale meno inquinante, per non insospettire nessuno. Sono oltre 70 le persone indagate, mentre i 12 imprenditori coinvolti, tra cui Rocco Bonassisa, 39 anni, legale rappresentante dell'Agecos s. p. a., sono tutti ai domiciliari. Il Noe ha sequestrato 42 autocarri appartenenti a diverse ditte di trasporto coinvolte e un intero laboratorio di analisi. "Siamo di fronte a una Gomorra subappenninica. Un disegno criminoso di una realtà che supera ogni più fervida fantasia. Una regia condivisa da malavita organizzata e imprenditori senza scrupolo, capaci persino di alterare il corso naturale del fiume Cervaro con una megadiscarica abusiva, allo scopo di lucrare ai danni del territorio e della popolazione di Capitanata". Queste le parole del presidente della Regione, Nichi Vendola. "Il risultato di un'indagine così vasta - ha detto Vendola - è la dimostrazione di come la questione rifiuti, senza un approccio rigoroso e sostenibile nei confronti del ciclo di smaltimento, resta terreno fertile alla mercé di truffatori e attentatori alla salute pubblica e alla tutela del territorio". Secondo il rapporto Ecomafia 2008, stilato da Legambiente, la Puglia resta sul podio al terzo posto per ciclo illegale dei rifiuti e del cemento al primo per numero di persone arrestate, anche se il blitz Black River giunge proprio quando proprio in Puglia si parla di trend positivo nella raccolta differenziata, se si considerano i primi quattro mesi del 2008, e di comuni virtuosi, come Bari, Melpignano, Barletta e Roseto Valfortore, che dal 2009 potrebbero ricevere premi da 2,5 a 15 euro a tonnellata di rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata, a differenza dei comuni che vedranno aumentare la Tarsu.

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Rifiuti in Campania, <È colpa del nord> (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Rifiuti in Campania, "È colpa del nord" L'accusa di Napolitano: scorie tossiche in Campania portate dalle imprese settentrionali e gestite dalla camorra Francesca Pilla Napoli Ogni due ore "qualcuno" in Campania si inoltra nelle campagne e sversa scarti industriali illegalmente, sale su per le colline, di notte come di giorno, e immette diossine, arsenico, piombo nel terreno e nell'acqua, prende rifiuti pericolosi e li impasta, all'insaputa dei cittadini, con il cemento usato per l'edilizia. Ieri, nel giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi: camorra e industriali del Nord. Napolitano aveva detto che nel suo giro, culturale e privato, non avrebbe affrontato il tema, ma davanti a quel reato su sei commesso quotidianamente in Campania, nella sua regione, si è sentito colpito. E ha detto, confermando le stime dell'associazione, che "in gran parte sono arrivati dal nord" e che "ne sia consapevole l'opinione pubblica di queste regioni, perché è una cosa abbastanza trascurata dai "nordisti"". Per Legambiente Campania, da tempo impegnata in questo campo, si tratta di un vero tzunami ambientale, un disastro che tra scempi ambientali, ciclo dei rifiuti illegale, racket di animali, cemento a go go, non sembra temere crisi di mercato. I numeri spesso non riescono a dare la percezione reale di cosa accade nella regione, ma aiutano a capire. Sono 13 i crimini commessi ogni contro l'ambiente e che nel 2007 hanno portato a 4.695 illeciti accertati (+56% rispetto al 2006); 3.289 persone denunciate o arrestate (+16%) e 1.463 sequestri effettuati. Un business nel quale la camorra da tempo si è tuffata, preferendolo spesso a quello degli stupefacenti, perché più sicuro e parimenti remunerativo. Sono infatti a livello regionale almeno 75 i clan con le mani in pasta, casalesi in testa, come confermato dall'inchiesta Eco4 e dal delitto dell'imprenditore Michele Orsi domenica. Ma il rapporto va oltre, disegnando uno scenario in cui le cosche sono in grado di organizzare un commercio di macellazione del bestiame senza controlli, di far sorgere dalla sera alla mattina anche interi quartieri, ma soprattutto di garantire agli imprenditori settentrionali pozzi e terreni dove far sparire i rifiuti nocivi, in barba alle regole e a prezzi stracciati. "In Italia - spiega Raffaele Del Giudice, il protagonista del documentario Beautiful Cauntri, neodirettore di Legambiente Campania - in 9 anni sono scomparsi 143 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e crediamo che in gran parte siano sotterrati qui. Spesso - continua - le denunce sono il frutto dei circoli degli umili, dei contadini che riescono a sottrarsi dalle minacce. Ma se ci fosse una legislazione più chiara in materia questo disastro potrebbe essere più contenuto". Tre sono dunque le proposte lanciate dallo stesso direttore e dal presidente Michele Buonomo: Un patto con la Confindustria affinché aiuti a individuare gli imprenditori che delinquono, un appello alle istituzioni perché partano con la bonifica dei territori; una richiesta al parlamento affinché accelerino l'iter legislativo per approvare il reato di delitto ambientale, fermo da oltre 5 anni. Ma è anche la "cemento connection" a mettere la regione in ginocchio e farle conquistare il primato nel mercato abusivo. Gli ecocriminali lavorano anche nell'edilizia senza regole e senza sosta, distruggendo i campi agricoli, bruciando e devastando i terreni boschivi, corrodendo le coste. Sono 6mila le costruzioni sorte in un anno senza alcun tipo di permesso, Costiera amalfitana e penisola sorrentina in testa. A nulla è valsa dunque la tragedia a Conca dei Marini lo scorso agosto, quando crollò un terrazzo abusivo provocando la morte di un barbiere di Soccavo, l'imperativo resta costruire e guadagnare. Piscine ricavate dalle rocce, nessuna differenza tra mattoni, scogli e cemento, alberghi ampliati, ville e villette, ecomostri. "Qui - dicono dall'associazione - il colore preferito è il verde dei teloni che nascondono i lavori in corso". Ma anche la provincia di Napoli è "competitiva" nel settore, non si contano le "case fantasma" che non compaiono in nessun catasto e di cui nessuno si accorge.

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Milano-Caserta vi spiego il viaggio dei fanghi tossici (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

"Milano-Caserta vi spiego il viaggio dei fanghi tossici" Parla il colonnello Menga che combatte le ecomafie "Dalla raccolta in aziende che fanno finta di nulla ai giochi di prestigio sulla natura del carico e al pizzo della camorra".

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NAPOLITANO: RIFIUTI TOSSICI DAL NORD (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Il Csm accelera: lunedì il parere sul decreto del governo. Rapporto sulle ecomafie: in Campania un reato ogni due ore Napolitano: "Rifiuti tossici dal Nord" A Napoli per ricordare il cronista del Mattino Giancarlo Siani: no a visioni localistiche "La magistratura sta facendo la sua parte contro i clan e aiuterà ad applicare le misure urgenti" Giorgio Napolitano, a Napoli per ricordare Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra, è tornato sull'emergenza rifiuti ribadendo che il piano non è rinviabile e che la magistratura farà la sua parte. "La camorra è responsabile del traffico di rifiuti tossici - ha detto il Presidente - ma questi in gran parte sono arrivati dal Nord". Dossier sulle ecomafie: in Campania un reato ogni due ore. CASTIGLIONE, DE CRESCENZO, DEL GAUDIO, MAINIERO ROANO, P. RUSSO, TRECCAGNOLI PAGG. 2, 3, 30, 31, 32, 33 Il presidente Giorgio Napolitano durante il suo intervento a Napoli.

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