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toARTICOLI DEL 5 giugno 2008 #TOP
IN EVIDENZA
A Napoli pure il
percolato è oro di Claudio Pappaianni (L’Espresso 5-6-2008)
L'inchiesta
della procura di Napoli sulla parte più inquinante e pericolosa dei rifiuti. Un
liquido sparso deliberatamente nei corsi d'acqua e lungo le strade. A un costo
altissimo
Percolato.
È l'ultimo vocabolo del dizionario dei rifiuti finito nel linguaggio comune dei campani.
È la parte liquida che la monnezza rilascia con la decomposizione: la sorgente
dell'odore di morte che imprigiona interi quartieri. È anche la frazione più inquinante e pericolosa,
che infiltra nelle falde le sostanze tossiche. Ma quello del percolato è anche
l'ultimo scandalo su cui si concentrano le attenzioni della Procura di Napoli.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che ha portato
all'arresto del braccio destro di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, ha fatto
luce sul destino di questo liquido micidiale. Agli atti dell'indagine ci sono
le proteste di un sindaco "perché i camion percolano", ossia seminano
una macchia nera sull'asfalto. La Di Gennaro, sempre lei, lo rassicurava
mandando i carabinieri a controllare e a convincerlo
che "percolavano poco". Ma a fare quei
controlli erano i militari in forza alla Protezione civile. Gli altri, 'i
nemici' di cui si parla nelle intercettazioni, erano i carabinieri del Nucleo
tutela ambiente guidati dal generale Umberto Pinotti, di cui la Di Gennaro si
spinge addirittura a chiedere la rimozione.
Quei camion non perdevano liquido per errore, lo scaricavano deliberatamente. E molti sapevano.
Così, il nuovo filone di indagine sui rifiuti condotta dai pm Giuseppe Noviello
e Paolo Sirleo, ancora top-secret, ma che porterà presto a sviluppi di rilievo,
è proprio sul destino del percolato in Campania. Un veleno che andrebbe
trattato in impianti specializzati e che invece sarebbe stato sistematicamente sparso nei corsi d'acqua,
nelle fogne
o addirittura lungo le strade e nei
campi. Ogni giorno, nelle discariche autorizzate dal
Commissariato c'è un via vai di mezzi che aspirano il liquido nerastro dalle
vasche per portarlo ai centri di bonifica. Ma lungo il percorso almeno la metà
del carico finisce per essere smaltito illegalmente. Così ci guadagna la ditta
che trasporta, che paga meno, e quella che smaltisce, che incassa lo stesso.
Resta il fiume tossico, che penetra nel terreno e nelle acque e che nessuno si
è curato di disinquinare.
Quello della mancata bonifica della Campania è uno scandalo nello scandalo. Per rimettere in
sesto un territorio ammorbato da rifiuti, anche quelli tossici interrati per
anni dalla camorra, nel 2001 il governo aveva istituito l'ennesimo
commissariato. L'incarico fu affidato ad Antonio Bassolino, che era già
commissario ai rifiuti. Un anno dopo, veniva siglato un accordo di programma
con la Jacorossi Spa sponsorizzata dal ministero del Lavoro (allora retto da
Roberto Maroni, ndr): 140 milioni di
euro per rimuovere i veleni da 80 comuni. L'incarico fu
affidato senza gara, grazie all'impegno della società di assumere 380
lavoratori socialmente utili. Lo prevede una legge dello Stato, che garantisce
pure la gran parte degli stipendi per i primi tre anni. Una manna, che ha
permesso alla Jacorossi di affidare senza alcun vincolo lavori in subappalto e
tenersi, allo stesso tempo, gran parte di quegli operai fermi a giocare a
carte, come loro stessi hanno denunciato.
Alla scadenza dei tre anni, il licenziamento e la cassa integrazione: paga
sempre lo Stato. A Jacorossi, intanto, sono stati liquidati i primi lavori, ma a un prezzo troppo caro, specie per l'ambiente.
L'incarico aveva scadenze ben precise e un rimborso garantito solo a operazioni
eseguite. C'era poco tempo da perdere. Così, le scorie raccolte sarebbero state
spacciate per scarti di edilizia per poi finire, sistematicamente, in cave
della provincia di Caserta e Napoli non molto lontano da quelle di Chiaiano.
Andavano separati, trattati, smaltiti ognuno secondo le procedure previste: la
plastica con la plastica, i copertoni di auto con i copertoni, l'amianto con
l'amianto. E invece, oltre un
milione di tonnellate di monnezza sarebbe finita sepolta sotto strati di
terreno in luoghi non certo idonei e, anche lì, il
percolato ha fatto la sua strada infiltrandosi fin dove ha potuto. Hanno
documentato tutto gli uomini del Noe di Napoli guidati dal Maggiore Giovanni
Caturano e nei giorni scorsi la Procura ha notificato il provvedimento di
chiusura indagini a 12 tra ex dirigenti della Jacorossi e delle ditte
subappaltatrici.
(05
giugno 2008)
Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord"
( da "Voce
d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.
Napolitano:
'I rifiuti vengono dal Nord' ( da "Voce d'Italia, La"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Solidale con Napolitano invece Ermete Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente: “fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.
Disastro
ambientale nel Foggiano, 12 arresti
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
conferma il
triste primato pugliese che emerge da Ecomafia
Ecomafie:
in aumento reati e denuncela campania resta primatista negativa
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Questa la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente presentato a Roma. In particolare Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la "multifunzionalità" del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali.
A
Napoli i rifiuti tossici del Nord Napolitano accusa i traffici della camorra:
se non si debella non ci sarà sviluppo Emergenza grave, tutti devono
collaborare . Rapporto ecomafi ( da "Unita, L'"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rapporto ecomafie: criminalità senza freni Gran parte dei rifiuti tossici del Nord è stata portata in Campania dalla camorra. Usa parole dure Giorgio Napolitano (ieri a Napoli per commemorare il giornalista Giancarlo Siani) anche per richiamare l'opinione pubblica del Nord.
Napolitano
ai giudici: collaborate - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Positivo anche il commento del sindaco Rosa Russo Iervolino: "Le parole del presidente sono un atto di giustizia dopo che per mesi siamo stati trattati spesso come se fossimo gli inquinatori del mondo. Il fatto che la più alta autorità dello Stato riconosca che c'è anche chi ha inquinato Napoli e la Campania è un atto di giustizia".
Ecomafia,
1 reato ogni 2 ore il primato della campania
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Napoli Legambiente Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della Campania LA Campania è ancora prima. è il triste primato che Legambiente consegna alla regione per il quattordicesimo anno con il rapporto sull'ecomafia. I dati, relativi al 2007, parlano di 4.695 infrazioni ambientali accertate (più 56 per cento sull'anno precedente) e 613 infrazioni nel ciclo dei rifiuti (
Così
i clan fanno sparire montagne di veleno Legambiente: discariche abusive,
cemento, riciclaggio. In Veneto record negativo di smaltimento illegale
( da "Unita,
L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Un reato di ecomafia ogni due ore in Campania con una reiterazione che ormai è al livelli esponenziali. Alcuni dati: nel 2007 gli illeciti accertati sono stati 4.695 (+56% rispetto allo scorso anno) con una media di 13 reati al giorno, uno ogni due ore. Sono 3289 le persone denunciate o arrestate (+16% rispetto allo scorso anno) e ben 1.
Ecomafie,
business miliardario ( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Legambiente
nel suo rapporto Ecomafie 2008 presentato ieri, "ogni anno sparisce nel
nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di
Rifiuti
in Campania, È colpa del nord ( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi:
Napolitano:
situazione precipitata I rifiuti tossici arrivano dal Nord
( da "Corriere
della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Per vincere la sfida, promette, "mi spenderò personalmente sia presso il governo che presso il Csm". M. Br. Ecomafie Nel 2007 boom di reati (+27%): 4.695 gli illeciti in Campania, 13 reati al giorno Clan Sono 239 (75 della camorra): giro d'affari di 18 miliardi e 400 milioni di euro.
Rifiuti
e incendi, crescono i reati ambientali
( da "Corriere
della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Cronaca di Roma - data: 2008-06-05 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ecomafie Rifiuti e incendi, crescono i reati ambientali Quasi un illecito su dieci nel settore ambientale si compie nel Lazio. E la regione conquista un triste quarto posto in Italia nella classifica dell'illegalità ambientale: nel 2007 sono stati, infatti, ben 2.
Ecomafie
Veneto secondo nella classifica <traffici illegali>
( da "Corriere
della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Legambiente Ecomafie Veneto secondo nella classifica "traffici illegali" ROMA (m. io.) La Campania sta sempre al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria. In queste due regioni si concentra il 30 per cento degli illeciti di tutta Italia, che sono aumentati del 27 per cento (83 ogni giorno) per un giro di affari di quasi 18 miliardi e mezzo di euro.
Napolitano:
<I rifiuti tossici arrivano dal Nord>
( da "Liberazione"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafie, un business da 18 miliardi di euro Napolitano: "I rifiuti tossici arrivano dal Nord" Romina Velchi Ogni settore del ricchissimo business degli ecoreati ha il suo capitolo nelle quasi 500 pagine del volume che Legambiente pubblica ormai da quindici anni, da quando cioè "questi fenomeni erano già chiari per chi volesse vederli"
Ecomafia,
Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa
( da "Liberazione"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: business da 18 miliardi Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa Romina Velchi Scoprirete così che non c'è solo la monnezza tra le voci che portano il business delle ecomafie alla incredibile cifra di 18 miliardi e 400 milioni di euro (quasi due finanziarie, un quinto dell'intero giro d'affari annuo delle mafie)
Oggi
( da "Corriere
della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
le ecomafie
Ogni anno scompare una montagna di rifiuti speciali alta
Nel
Lazio reati in aumento ( da "Tempo, Il"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: è quanto emerge da Ecomafie 2008 sull'illegalità ambientale nella regione. Il Lazio si posiziona al quarto posto della classifica nazionale per numero di illeciti ambientali con 2.595 reati, 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e 714 sequestri.
Ecomafia,
giro d'affari da 18 miliardi di euro
( da "Tempo,
Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro Giulia Martelli Nel 2007 sono aumentati i reati contro l'ambiente (+27%), gli incendi dolosi e i clan delle ecomafie, con un introito pari a 18 miliardi e 400 milioni di euro. è quanto emerge dai dati di "Ecomafia 2008", il rapporto di Legambiente presentato ieri dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza,
Allarme
di legambiente sull'ecomafia: puglia da record
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bari Allarme di Legambiente sull'ecomafia: Puglia da record La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica italiana. è la fotografia scattata da Legambiente nel tradizionale rapporto annuale sull'Ecomafia. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali,
Rapporto
ecomafia "fra clan e politica puglia da record" - giuliano foschini
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Per divulgare il rapporto Ecomafia e portarlo in mezzo alla gente, parte il No Ecomafia tour. Dodici tappe in giro per l'Italia (e una a Bruxelles) per parlare di criminalità ambientale e sollecitare una sempre maggiore collaborazione di cittadini e istituzioni: a Bari saranno il 19 giugno.
Foggia,
maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori - piero russo
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Secondo il rapporto Ecomafia 2008, stilato da Legambiente, la Puglia resta sul podio al terzo posto per ciclo illegale dei rifiuti e del cemento al primo per numero di persone arrestate, anche se il blitz Black River giunge proprio quando proprio in Puglia si parla di trend positivo nella raccolta differenziata, se si considerano i primi quattro mesi del 2008,
Rifiuti
in Campania, <È colpa del nord>
( da "Manifesto,
Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: giorno della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali. Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica ha due nomi:
Milano-Caserta
vi spiego il viaggio dei fanghi tossici
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: "Milano-Caserta vi spiego il viaggio dei fanghi tossici" Parla il colonnello Menga che combatte le ecomafie "Dalla raccolta in aziende che fanno finta di nulla ai giochi di prestigio sulla natura del carico e al pizzo della camorra".
NAPOLITANO:
RIFIUTI TOSSICI DAL NORD ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rapporto sulle ecomafie: in Campania un reato ogni due ore Napolitano: "Rifiuti tossici dal Nord" A Napoli per ricordare il cronista del Mattino Giancarlo Siani: no a visioni localistiche "La magistratura sta facendo la sua parte contro i clan e aiuterà ad applicare le misure urgenti" Giorgio Napolitano, a Napoli per ricordare Giancarlo Siani,
( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Politica Replica da
parte della Lega Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" Realaggi sodalizza
con il Presidente della Repubblica Napoli, 5 giu. Durante il discorso che ha
tenuto a Napoli all'inaugurazione dell'aula universitaria in memoria di
Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla Camorra, Giorgio Napolitano ha
affrontato il tema immondizia dando parte della responsabilità anche al Nord:
“I rifiuti tossici provengono in gran parte e di questo deve essere consapevole
l'opinione pubblica delle regioni del Nord'. Un discorso rivolto non alla
classe politica, non alla camorra e nemmeno ai cittadini campani, ma alla
popolazione delle regioni del Nord che sembrano non essere toccate da questo
problema. Il presidente ha dichiarato esplicitamente che il problema
“immondizia” non è di una regione ma è un emergenza nazionale e tutti i
cittadini devono essere sensibilizzati. Immediata la replica della Lega
arrivata dal sottosegretario alle infrastrutture Roberto Caselli che non
accetta la colpevolizzazione del Nord: “la responsabilità primigenia è di quei
cattivoni del Nord. Stavolta questa teoria sempre viva è applicata alla
questione dei rifiuti da un'autorevolissima fonte, addirittura il presidente
della Repubblica'. Solidale con Napolitano invece Ermete
Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente:
“fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e
il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.
( da "Voce d'Italia, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Politica Replica da
parte della Lega Napolitano: "I rifiuti vengono dal Nord" Realaggi
sodalizza con il Presidente della Repubblica Napoli, 5 giu. Durante il discorso
che ha tenuto a Napoli all'inaugurazione dell'aula universitaria in memoria di
Giancarlo Siani, il cronista ucciso dalla Camorra, Giorgio Napolitano ha
affrontato il tema immondizia dando parte della responsabilità anche al Nord:
“I rifiuti tossici provengono in gran parte e di questo deve essere consapevole
l'opinione pubblica delle regioni del Nord'. Un discorso rivolto non alla
classe politica, non alla camorra e nemmeno ai cittadini campani, ma alla
popolazione delle regioni del Nord che sembrano non essere toccate da questo
problema. Il presidente ha dichiarato esplicitamente che il problema
“immondizia” non è di una regione ma è un emergenza nazionale e tutti i
cittadini devono essere sensibilizzati. Immediata la replica della Lega
arrivata dal sottosegretario alle infrastrutture Roberto Caselli che non
accetta la colpevolizzazione del Nord: “la responsabilità primigenia è di quei
cattivoni del Nord. Stavolta questa teoria sempre viva è applicata alla
questione dei rifiuti da un'autorevolissima fonte, addirittura il presidente
della Repubblica'. Solidale con Napolitano invece Ermete
Realacci che ha considerato puntuale e doveroso l'intervento del Presidente:
“fa bene il presidente Giorgio Napolitano a ricordare la piaga della camorra e
il ruolo che i clan hanno nelle ecomafie”.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Scoperta maxi discarica
abusiva Per realizzare il sito deviato il corso di un fiume. Sepolte senza
autorizzazioni 500 mila tonnellate di rifiuti 05/06/2008 Foggia. Una discarica
abusiva enorme, forse la più grande d'Europa, con una massa di circa 500mila
tonnellate che ha invaso un'area vastissima nelle campagne di Castelluccio dei
Sauri nel Foggiano, fino a deviare il corso del fiume Cervaro. È quanto
scoperto dai carabinieri che all'alba di ieri hanno arrestato 12 imprenditori
coinvolti a vario titolo nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi e
accusati anche di disastro ambientale. Nell'operazione, chiamata black river,
sono indagate anche decine di altre persone. La discarica, che ha provocato
danni ambientali in un'area sottoposta a tutela paesaggistica quantificati
dagli inquirenti in 315 milioni di euro, è stata scoperta nel corso di
accertamenti compiuti dai militari del Noe sui lavori di ampliamento della
vicina discarica autorizzata di Deliceto che raccoglie i rifiuti solidi urbani
di un bacino di una decina di comuni. Secondo l'accusa, l'impresa appaltatrice
dei lavori e che gestisce la discarica autorizzata, avrebbe sversato pure
nell'area abusiva di Castelluccio 500.000 tonnellate di rifiuti, per un volume
di circa
( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Il rapporto di
legambiente ROMA. Ogni giorno 83 reati contro l'ambiente. Maglia nera alla
Campania, stabile al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale,
seguita dalla Calabria: è in queste due regioni che si concentra il 30% degli
illeciti registrati in tutta Italia. la Liguria è prima tra le regioni del
Nord. In totale, nel 2007 gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al
2006; il giro d'affari è di 18,4 miliardi di euro; in aumento gli incendi
boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti.
Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di
( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del "A Napoli i rifiuti tossici del Nord" Napolitano accusa i
traffici della camorra: se non si debella non ci sarà sviluppo "Emergenza
grave, tutti devono collaborare". Rapporto ecomafie:
criminalità senza freni Gran parte dei rifiuti tossici del Nord è stata portata
in Campania dalla camorra. Usa parole dure Giorgio Napolitano (ieri a Napoli
per commemorare il giornalista Giancarlo Siani) anche per richiamare l'opinione
pubblica del Nord. Proprio mentre Legambiente rende noti i dati sui
reati ambientali che vedono la Campania al primo posto.Ciarnelli alle pagine 6
e 7.
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
Napolitano ai giudici: collaborate "Sul dramma rifiuti la magistratura sta
facendo e farà la sua parte" L'accusa: quelli tossici arrivati in gran
parte dal Nord. E ai cittadini chiede più disponibilità e comprensione OTTAVIO
LUCARELLI "la magistratura sta facendo e farà la sua parte dando il suo
contributo alla definizione e alla realizzazione di misure urgenti". Il
messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che invita la magistratura a
collaborare nella soluzione del dramma rifiuti, segna la prima giornata della
sua visita in città. La sesta visita in due anni. La prima volta per un
presidente della Repubblica nella cittadella universitaria del Suor Orsola
Benincasa dove è stata intitolata una sala della Scuola di giornalismo a
Giancarlo Siani, il cronista del "Mattino" ucciso dalla camorra nel
settembre del 1985. Giorgio Napolitano ha lanciato un duro affondo sui rifiuti
tossici, certamente colpito anche dalla recente visione del film "Gomorra":
"Rifiuti tossici che in gran parte sono arrivati dal Nord, dalle industrie
del Nord. E di questo ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni
settentrionali". Quindi ha indicato la via d'uscita "nell'estirpare
la criminalità e nell'eliminare la piaga dei traffici camorristici riprendendo
la strada per creare le condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento con
soluzioni urgenti e non più rinviabili". Ma il passaggio più delicato del
suo intervento è sulla giustizia. In mattinata Napolitano aveva incontrato il
vicepresidente del Csm Nicola Mancino e nel suo intervento al Suor Orsola c'è
tutto il peso istituzionale della carica di presidente del Consiglio superiore
della magistratura. Non solo per superare l'emergenza rifiuti ma anche per
sconfiggere la camorra "la magistratura sta facendo e farà la sua parte
dando il suo contributo alla definizione e alla realizzazione di misure
urgenti". Con un invito a collaborare che, dunque, conferma in qualche
modo le indiscrezioni sul suo disappunto per la coincidenza tra la recente
firma al decreto del governo e l'annuncio della nuova grande inchiesta della
Procura di Napoli. Invito alla magistratura a collaborare, con il Procuratore
generale Vincenzo Galgano che, in diretta, esprime subito apprezzamento per le
parole del capo dello Stato nella Sala degli Angeli del Suor Orsola Benincasa:
"Speriamo che il suo impegno sia coronato da successo. E poi, certo, è
necessario che tutti si rendano conto della necessità di perseguire insieme le
finalità per uscire dallo stato di crisi in cui si dibattono Napoli e la
Campania. Che cosa vuole dire concorrere? Per me vuol dire lavorare con il
massimo impegno". Primo Capo dello Stato al Suor Orsola "dopo Umberto
I di Savoia" sottolinea il rettore Francesco de Sanctis, Napolitano ricorda
i suoi continui interventi sull'emergenza rifiuti nei due anni da presidente. E
incalza: "Non si può tergiversare, non si può eludere la necessità di
sbocchi immediati per l'emergenza immondizia. Ci sono stati ritardi ed errori
anche da parte della politica a Napoli, in Campania, a livello nazionale. Ma
ormai non si può più attendere alcunché. Ogni chiarimento può essere utile
anche sulle scelte fatte col recente decreto che è all'esame del Parlamento, ma
non si può più rinviare". Ai cittadini della Campania chiede
"comprensione e disponibilità, magari chiedendo gli opportuni chiarimenti,
ma senza smarrire mai il senso dell'urgenza e della legalità, nel modo più
assoluto". Napolitano quindi rende onore a Giancarlo Siani e alle migliori
energie di Napoli. E su questa parte positiva colgono un segnale preciso i tre
vertici istituzionali seduti in prima fila. Antonio Bassolino
lo definisce un intervento "breve, ma forte ed efficace". E aggiunge:
"Le giuste e forti parole del presidente Napolitano ci dicono con
chiarezza che la lotta alle ecomafie e alla criminalità organizzata deve essere
sempre più una grande priorità nazionale. Servono armi e strumenti adatti per
vincere questa battaglia. In questo senso, superare l'emergenza in Campania
significa anche impedire che la camorra approfitti delle crisi per i suoi
traffici illeciti". Più sintetico il presidente della provincia Dino Di
Palma: "è importante ascoltare da Napolitano le parole di vicinanza in un
momento difficile come questo". Positivo anche il
commento del sindaco Rosa Russo Iervolino: "Le parole del presidente sono
un atto di giustizia dopo che per mesi siamo stati trattati spesso come se
fossimo gli inquinatori del mondo. Il fatto che la più alta autorità dello
Stato riconosca che c'è anche chi ha inquinato Napoli e la Campania è un atto
di giustizia". E c'è chi, la Funzione pubblica della Cgil,
ringrazia Napolitano per il suo intervento perché "la popolazione è
esasperata". Due intense ore al Suor Orsola, quindi serata a Villa
Rosebery. Stamattina Giorgio Napolitano è alle
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli Legambiente Ecomafia, 1 reato ogni 2 ore il primato della
Campania LA Campania è ancora prima. è il triste primato che Legambiente
consegna alla regione per il quattordicesimo anno con il rapporto sull'ecomafia. I dati, relativi al 2007, parlano di 4.695 infrazioni
ambientali accertate (più 56 per cento sull'anno precedente) e 613 infrazioni
nel ciclo dei rifiuti (più 36 per cento). Entrambe le casistiche ci
vedono in testa. Inoltre risulta una media di 13 reati al giorno, uno ogni due
ore. Il rapporto è stato presentato ieri da Raffaele Del Giudice e Michele
Buonomo. è stato evidenziato anche come in nove anni siano scomparsi in tutta
Italia 143 milioni di tonnellate di rifiuti: un dato ricavato dalla differenza
fra quelli prodotti e quelli trattati. Molti di questi dovrebbero essere finiti
in Campania, grazie alla attività della malavita organizzata, che ha registrato
a sua volta un aumento dei clan, ben 75, operanti nel settore.
( da "Unita, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del "Così i clan fanno sparire montagne di veleno"
Legambiente: discariche abusive, cemento, riciclaggio. In Veneto record
negativo di smaltimento illegale / Roma È COME SE ogni anno una montagna di
rifiuti alta duemila metri sparisse nel nulla. Riciclaggio, discariche abusive,
cemento selvaggio e la lunga mano di Cosa Nostra, ben 75 clan, che tengono
stretto un giro d'affari di 18,4 miliardi di euro. È il rapporto "Eco-
mafie" 2008 presentato ieri da Legambiente e realizzato sulla base di dati
forniti dalle forze dell'ordine e dalla magistratura. Ogni giorno si compiono
83 reati contro l'ambiente e negli illeciti primeggia la capacità del clan dei
Casalesi in grado di spaziare dal ciclo del cemento a quello dell'immondizia,
dall'agricoltura al racket degli animali. La Campania, per il quattordicesimo
anno consecutivo, è maglia nera della classifica stilata da Legambiente. Ma a
sorpresa il Veneto è al secondo (era al sesto lo scorso anno) confermando così
lo spostamento verso il Nord del baricentro dei traffici, non solo come zona di
procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni
centrali e meridionali d'Italia ma anche come sito finale. Un
reato di ecomafia ogni due ore in Campania con una reiterazione che ormai è al
livelli esponenziali. Alcuni dati: nel 2007 gli illeciti accertati sono stati
4.695 (+56% rispetto allo scorso anno) con una media di 13 reati al giorno, uno
ogni due ore. Sono 3289 le persone denunciate o arrestate (+16% rispetto allo
scorso anno) e ben 1.463 i sequestri effettuati su tutto il territorio
regionale. E sono 222 del discariche abusive scoperte nel corso dello scorso
anno dove - i trafficanti di rifiuti - abbandonano vicino alle abitazioni
veleni come la diossina, cadmio, arsenico e piombo. Ma la Campania ha anche il
primato del cemento facile: sono circa 6000 le costruzioni abusive realizzate
nel 2007, con la Costiera Amalfitana e la provincia di Napoli capitale della
cemento connection. Calabria e Puglia sono anch'esse prime, ma è il Lazio, con
sette reati ambientali al giorno, sotto osservazione. Perché - dice il rapporto
di Legambiente - "è nel Lazio che cresce un preoccupante livello di
infiltrazione mafiosa". Dallo smaltimento dei rifiuti, all'edilizia, dai
furti di beni artistici all'organizzazione di incendi dolosi. Nel 2007 2.595
reati e infrazioni ambientali, 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e
714 sequestri. Il Lazio è invece al vertice della classifica stilata da
Legambiente nel settore dell'arte rubata (archeo-mafie) con 166 furti. Molto
attivi anche i piromani: per gli incendi dolosi sono 1.000 le infrazioni
accertate, 67 persone quelle denunciate, 5 arrestate e 15 i sequestri. Gli
illeciti ambientali sono in netto aumento: più di trentamila accertati dalle
forze dell'ordine nel 2007, il 27,3% in più rispetto al 2006. Ma il 2007
detiene anche il record di inchieste contro i trafficanti di veleni. Grazie
all'applicazione dell'articolo 260 del Codice dell'Ambiente, che introduce il
delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 96 le indagini
condotte nel 2007 e nei primi due mesi del 2008 (a oggi le inchieste sono 103)
e dal gennaio 2002 al marzo 2008 sono state 600 le ordinanze di custodia
cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente: "Le ecomafie
gestiscono nel nostro Paese una vero e proprio sistema eco-criminale,
estremamente flessibile e diversificato, al quale dobbiamo contrapporne uno
legale ed eco-sostenibile. E dobbiamo saperlo difendere con strumenti adeguati.
Per questo, come ogni anno, rilanciamo la proposta di introdurre i delitti
contro l'ambiente nel nostro Codice penale, per punire in maniera congrua chi
avvelena l'aria che respiriamo, inquina l'acqua, saccheggia il territorio,
minaccia la nostra salute, penalizza le imprese pulite". a.t.
( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Ogni anno sparisce
una montagna di rifiuti tossici alta
( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
L'accusa di
Napolitano: scorie tossiche in Campania portate dalle imprese settentrionali e
gestite dalla camorra Rifiuti in Campania, "È colpa del nord"
Francesca Pilla Napoli Ogni due ore "qualcuno" in Campania si inoltra
nelle campagne e sversa scarti industriali illegalmente, sale su per le
colline, di notte come di giorno, e immette diossine, arsenico, piombo nel
terreno e nell'acqua, prende rifiuti pericolosi e li impasta, all'insaputa dei
cittadini, con il cemento usato per l'edilizia. Ieri, nel giorno
della presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la
regione "leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio
Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali.
Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi
sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica
ha due nomi: camorra e industriali del Nord. Napolitano aveva detto che
nel suo giro, culturale e privato, non avrebbe affrontato il tema, ma davanti a
quel reato su sei commesso quotidianamente in Campania, nella sua regione, si è
sentito colpito. E ha detto, confermando le stime dell'associazione, che
"in gran parte sono arrivati dal nord" e che "ne sia consapevole
l'opinione pubblica di queste regioni, perché è una cosa abbastanza trascurata
dai "nordisti"". Per Legambiente Campania, da tempo impegnata in
questo campo, si tratta di un vero tzunami ambientale, un disastro che tra
scempi ambientali, ciclo dei rifiuti illegale, racket di animali, cemento a go
go, non sembra temere crisi di mercato. I numeri spesso non riescono a dare la
percezione reale di cosa accade nella regione, ma aiutano a capire. Sono 13 i
crimini commessi ogni contro l'ambiente e che nel 2007 hanno portato a 4.695
illeciti accertati (+56% rispetto al 2006); 3.289 persone denunciate o
arrestate (+16%) e 1.463 sequestri effettuati. Un business nel quale la camorra
da tempo si è tuffata, preferendolo spesso a quello degli stupefacenti, perché
più sicuro e parimenti remunerativo. Sono infatti a livello regionale almeno 75
i clan con le mani in pasta, casalesi in testa, come confermato dall'inchiesta
Eco4 e dal delitto dell'imprenditore Michele Orsi domenica. Ma il rapporto va
oltre, disegnando uno scenario in cui le cosche sono in grado di organizzare un
commercio di macellazione del bestiame senza controlli, di far sorgere dalla
sera alla mattina anche interi quartieri, ma soprattutto di garantire agli
imprenditori settentrionali pozzi e terreni dove far sparire i rifiuti nocivi, in
barba alle regole e a prezzi stracciati. "In Italia - spiega Raffaele Del
Giudice, il protagonista del documentario Beautiful Cauntri, neodirettore di
Legambiente Campania - in 9 anni sono scomparsi 143 milioni di tonnellate di
rifiuti speciali e crediamo che in gran parte siano sotterrati qui. Spesso -
continua - le denunce sono il frutto dei circoli degli umili, dei contadini che
riescono a sottrarsi dalle minacce. Ma se ci fosse una legislazione più chiara
in materia questo disastro potrebbe essere più contenuto". Tre sono dunque
le proposte lanciate dallo stesso direttore e dal presidente Michele Buonomo:
Un patto con la Confindustria affinché aiuti a individuare gli imprenditori che
delinquono, un appello alle istituzioni perché partano con la bonifica dei
territori; una richiesta al parlamento affinché accelerino l'iter legislativo
per approvare il reato di delitto ambientale, fermo da oltre 5 anni. Ma è anche
la "cemento connection" a mettere la regione in ginocchio e farle
conquistare il primato nel mercato abusivo. Gli ecocriminali lavorano anche
nell'edilizia senza regole e senza sosta, distruggendo i campi agricoli,
bruciando e devastando i terreni boschivi, corrodendo le coste. Sono 6mila le
costruzioni sorte in un anno senza alcun tipo di permesso, Costiera amalfitana
e penisola sorrentina in testa. A nulla è valsa dunque la tragedia a Conca dei
Marini lo scorso agosto, quando crollò un terrazzo abusivo provocando la morte
di un barbiere di Soccavo, l'imperativo resta costruire e guadagnare. Piscine
ricavate dalle rocce, nessuna differenza tra mattoni, scogli e cemento,
alberghi ampliati, ville e villette, ecomostri. "Qui - dicono
dall'associazione - il colore preferito è il verde dei teloni che nascondono i
lavori in corso". Ma anche la provincia di Napoli è
"competitiva" nel settore, non si contano le "case
fantasma" che non compaiono in nessun catasto e di cui nessuno si accorge.
( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-05 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE L'emergenza in Campania Il Quirinale e la visita a Napoli: è
necessario reagire senza indugi Napolitano: situazione precipitata I rifiuti
tossici arrivano dal Nord Il capo dello Stato: no a pressioni indebite. La
magistratura farà la sua parte Richiamo alla "corresponsabilità" sull'emergenza
campana. "Mi spenderò con governo e Csm" DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI -
Camorra e rifiuti: "due facce della stessa medaglia ", due emergenze
che s'incrociano e per le quali si deve purtroppo ammettere che "la
situazione è precipitata". Di fronte a quello che accade in Campania, dice
il presidente della Repubblica, nessuno deve "dimenticare mai la propria
corresponsabilità ". Nessuno, perché "gran parte dei rifiuti tossici
sepolti qui sono arrivati dal Nord". Un traffico "infame che minaccia
la salute di milioni di cittadini", aggiunge, "e questa è una cosa
abbastanza trascurata dai nordisti, è un dato che dovrebbe far riflettere anche
l'opinione pubblica delle regioni settentrionali". Sceglie con cura ogni
parola della sua denuncia, Giorgio Napolitano. E usa toni "brutali ed
espliciti " - così li definiscono gli stessi consiglieri - per ribadire
l'invito a "reagire senza indugi" lanciato un paio di giorni fa dal
Quirinale. C'è infatti una larga chiamata alla "responsabilità" (e alla
correità), nel discorso che tiene a Napoli ricordando il cronista Giancarlo
Siani, ucciso dalle cosche nel 1985. E' la sesta visita che si concede qua in
appena due anni. Trasferte cadenzate da appelli dettati da "ansia, affetto
e fiducia", ricorda, "nella speranza che la situazione non
precipitasse". Dopo quel che è accaduto negli ultimi mesi, però, gli
sembra necessario rafforzare gli spunti sentimentali con un ragionamento
organico dove tutto si tiene, della crisi campana. Spiega: "Nel momento in
cui l'azione della magistratura si sta facendo più serrata ed efficace nel
colpire i clan camorristici, bisogna anche uscire dall'emergenza rifiuti... e
ho constatato con piacere che questa consapevolezza c'è". C'è insomma
"la convinzione che Napoli, anche se ha tanti volti diversi, è una sola e
richiede un senso di corresponsabilità da parte di tutti". Il che
significa, adesso, "rinnovare un impegno essenziale per il progresso
economico, sociale e civile di questa grande città e della regione",
progresso che resterà "ostacolato e deviato fino a quando la presenza
aggressiva, le pressioni intimidatorie, le infiltrazioni nei tessuti vitali di
economia e società, da parte della criminalità organizzata, non saranno state
debellate". Non basta. Davanti al "traffico illegale di discariche
abusive non denunciate e fronteggiate negli anni scorsi a livello locale come
sarebbe stato sacrosanto fare" (un cenno abrasivo a chi ha amministrato
Napoli), il capo dello Stato sollecita "soluzioni d'emergenza non più
rinviabili". Hanno finito per imporsi "misure eccezionali ",
sillaba, "e confido che prevalga comprensione e disponibilità sulla base
di ogni necessario chiarimento ma senza smarrire il senso dell'urgenza e della
legalità ". La magistratura "farà la sua parte dando il suo responsabile
contributo alla migliore definizione e alla realizzazione delle misure e quindi
alla loro piena attuazione ". Per vincere la sfida,
promette, "mi spenderò personalmente sia presso il governo che presso il
Csm". M. Br. Ecomafie Nel 2007 boom di reati (+27%): 4.695 gli illeciti in
Campania, 13 reati al giorno Clan Sono 239 (75 della camorra): giro d'affari di
18 miliardi e 400 milioni di euro.
( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-05 num: -
pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ecomafie Rifiuti e incendi, crescono i reati
ambientali Quasi un illecito su dieci nel settore ambientale si compie nel
Lazio. E la regione conquista un triste quarto posto in Italia nella classifica
dell'illegalità ambientale: nel 2007 sono stati, infatti, ben 2.595 i
reati e le infrazioni ambientali su 30.124 compiuti in tutto il Paese, l'8,6%,
con 1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate, 714 sequestri effettuati. è
questo, in pillole, il "Rapporto Ecomafie 2008" presentato ieri da
Legambiente. In media sono oltre 7 reati e infrazioni ambientali ogni giorno
nel Lazio, tra abusivismo edilizio, discariche abusive, reati legati al
traffico di rifiuti, incendi, abusi sul demanio marittimo, violenze sugli
animali, furti al patrimonio archeologico. Il dato è ancor più drammatico,
considerando i numeri del 2006: allora, i reati ambientali erano
complessivamente 1.808 - a fronte di
( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-05 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Legambiente Ecomafie Veneto secondo nella
classifica "traffici illegali" ROMA (m. io.) La Campania sta sempre
al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla
Calabria. In queste due regioni si concentra il 30 per cento degli illeciti di
tutta Italia, che sono aumentati del 27 per cento (83 ogni giorno) per un giro
di affari di quasi 18 miliardi e mezzo di euro. Al terzo posto si trova
la Puglia, al quarto il Lazio e subito dopo la Sicilia. La prima regione del
Nord come numero di infrazioni è la Liguria. Ma se ci limitiamo al ciclo
illegale dei rifiuti il Veneto finisce al secondo posto. Segno che i reati
ambientali, primo fra tutti il business criminale della "monnezza"
riguardano ormai tutta l'Italia, da Nord a Sud. Non fa sconti il rapporto 2008
sulle ecomafie presentato da Legambiente. Il problema rifiuti è al primo posto.
Sparisce nel nulla ogni anno una montagna di spazzatura alta
( da "Liberazione" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Legambiente: ecomafie, un business da 18 miliardi di euro Napolitano: "I
rifiuti tossici arrivano dal Nord" Romina Velchi Ogni settore del ricchissimo
business degli ecoreati ha il suo capitolo nelle quasi 500 pagine del volume
che Legambiente pubblica ormai da quindici anni, da quando cioè "questi
fenomeni erano già chiari per chi volesse vederli". E il bello (o
il brutto, fate voi) è che quello con "Rapporto Ecomafia" è
tutt'altro che un appuntamento rituale o stanco, perché viene realizzato
"senza mai dare per scontato" nulla, spiega Enrico Fontana, uno dei
curatori. Ripetere, informare e magari anche ricominciare da capo (se la
denuncia cade nel vuoto), ma con la stessa caparbietà, con la stessa
determinazione, con la stessa autorevolezza. Insomma, "Rapporto ecomafia" è "Gomorra" prima di Saviano; è
l'enciclopedia degli illeciti ambientali. Perciò, se volete sapere, per dire,
perché e percome sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta
qualcosa come duemila metri, l'edizione 2008 è ciò che fa al caso vostro. 6
05/06/2008.
( da "Liberazione" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Il rapporto di
Legambiente: reati su del 27%, business da 18 miliardi
Ecomafia, Campania in testa Nel 2007 record di inchieste contro la Rifiuti Spa
Romina Velchi Scoprirete così che non c'è solo la monnezza tra le voci che
portano il business delle ecomafie alla incredibile cifra di 18 miliardi e 400
milioni di euro (quasi due finanziarie, un quinto dell'intero giro d'affari
annuo delle mafie). Ci sono anche il "vecchio" ciclo del
cemento (per capirci, l'abusivismo edilizio), gli incendi boschivi, il racket
degli animali, i furti archeologici, l'agromafia e, new entry, persino le
energie rinnovabili. Insomma, tutti quei settori sui quali la criminalità
stende i suoi tentacoli, complice uno stato spesso assente, e fa affari d'oro.
E scoprirete anche che nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in
Italia sono cresciuti e che Cosa Nostra è entrata a pieno titolo nella gestione
del ciclo dei rifiuti, mentre il clan dei Casalesi (tra i più pericolosi della
camorra, come mostrano gli ultimi fatti di cronaca) ha scelto la
"multifunzionalità", cioè non si lascia scappare alcuna occasione.
Nel dettaglio, Legambiente certifica che sono 83 al giorno i reati contro
l'ambiente commessi nel nostro Paese, ben tre all'ora. Rispetto al 2006, quelli
accertati dalle forze dell'ordine - soprattutto carabinieri, ma anche guardia
di finanza, corpo forestale, polizia - sono aumentati di oltre il 27%, le persone
denunciate di quasi il 10% e i sequestri del 19%. Così pure è salito il numero
dei clan mafiosi coinvolti: erano 203 nel 2006, ora sono 239. E se non stupisce
che la Campania si mantiene stabilmente in testa alla classifica della
"brutta Italia" - in buona, si fa per dire, compagnia con Calabria
(insieme raccolgono il 30% di tutti i reati ambientali), Puglia, Lazio e
Sicilia - la sorpresa, in questi giorni tragici di emergenza rifiuti, viene dal
Veneto, che dal sesto posto del 2006 balza al secondo nella specialissima
classifica degli illeciti legati alla gestione della spazzatura. A conferma che
"dobbiamo tenere gli occhi aperti - avverte il presidente di Legambiente,
Vittorio Cogliati Dezza - Perché in futuro l'emergenza rifiuti potrebbe esplodere
anche nel resto d'Italia". La Puglia conserva il suo terzo posto, con il
foggiano che si conferma terra di scarichi illegali di rifiuti prodotti dal
centro nord; scorie sempre più spesso spacciate per compost. Già, i rifiuti.
Oltre 4.800 i reati accertati nel 2007 su questo versante del business; ben il
36%, come logico, nelle quattro regioni a maggiore presenza mafiosa. Così
Legambiente calcola che, alla montagna di cui sopra, se ne deve aggiungere
un'altra di
( da "Corriere della Sera" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-05 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Oggi su www.corriere.it Multimedia Dossier rifiuti: le
ecomafie Ogni anno scompare una montagna di rifiuti speciali alta
( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Allarme Nel Lazio
reati in aumento Sono oltre sette i reati ambientali che ogni giorno vengono
consumati nel Lazio. Dallo smaltimento dei rifiuti, all'edilizia, dai furti di
beni artistici all'organizzazione di incendi dolosi, la situazione nel Lazio è
grave e "cresce con un preoccupante livello di infiltrazione
mafiosa". è quanto emerge da Ecomafie 2008
sull'illegalità ambientale nella regione. Il Lazio si posiziona al quarto posto
della classifica nazionale per numero di illeciti ambientali con 2.595 reati,
1.882 persone denunciate, 27 persone arrestate e 714 sequestri.
( da "Tempo, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa LegambienteIl
30% degli illeciti concentrato in Campania e Calabria: "Reati da codice
penale" Ecomafia, giro d'affari da 18 miliardi di euro
Giulia Martelli Nel 2007 sono aumentati i reati contro l'ambiente (+27%), gli
incendi dolosi e i clan delle ecomafie, con un introito pari a 18 miliardi e
400 milioni di euro. è quanto emerge dai dati di "Ecomafia 2008", il
rapporto di Legambiente presentato ieri dal presidente nazionale di Legambiente
Vittorio Cogliati Dezza, dal presidente della Commissione Agricoltura
della Camera dei Deputati Paolo Russo, dal ministro "ombra"
dell'ambiente Ermete Realacci e dal responsabile dell'Osservatorio nazionale
ambientale e legalitàdi Legambiente Enrico Fontana. I numeri emersi sono
allarmanti: ogni giorno vengono commessi almeno 83 reati contro l'ambiente, gli
illeciti accertati dalle forze dell'ordine in tutto il 2007 superano i 30 mila
(+27,3% rispetto al 2006), e riguardano principalmente la violazione alla
normativa sui rifiuti (oltre 4800), il ciclo illegale del cemento (7.978), gli
incendi boschivi (solo nel 2007 sono stati bruciati 225 mila ettari di boschi e
foreste). Sono state inoltre denunciate 22.069 persone (+9,7%) ed effettuati
9.074 sequestri (+19%). Alla Campania resta il triste primato per l'illegalità
nel ciclo dei rifiuti, seguita dalla Calabria: nelle due regioni si concentra
il 30% degli illeciti registrati in tutto il Paese. Crescono poi in modo
impressionante i numeri dei clan dell'ecomafia che salgono
a 239 con un giro d'affari stimato intorno ai 18 miliardi e mezzo di euro.
"Abbiamo una grande partita da giocare nei prossimi giorni ovvero inserire
i crimini ambientali nel codice penale - ha detto Russo - ho già pronto un
nuovo disegno di legge". Favorevole all'introduzione dei crimini
ambientali nel codice penale anche Realacci: "Bisogna saltare i
convenevoli, questo disegno di legge non può perdersi in lungaggini. Credo che
ci siano le condizioni giuste per portare avanti questo progetto".
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Bari Allarme di Legambiente sull'ecomafia: Puglia
da record La Puglia in materia di danni all'ambiente è terza nella classifica
italiana. è la fotografia scattata da Legambiente nel tradizionale rapporto
annuale sull'Ecomafia. Nel 2007 la Puglia ha continuato a calpestare la sua
terra: lo ha fatto smaltendo illecitamente rifiuti urbani e speciali,
costruendo case abusive nei parchi e in riva al mare o magari bruciando i
boschi per speculazione. Quello che è emerso è che il business dei rifiuti è il
vero nuovo grande affare della criminalità organizzata. GIULIANO FOSCHINI A
PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Bari
Rapporto ecomafia "Fra clan e politica Puglia da
record" Compaiono nuovi filoni illeciti dall'archeomafia al traffico di
specie protette GIULIANO FOSCHINI Tre reati ogni ora. Duemila e seicento in un
anno e il terzo gradino nella classifica dei peggiori in Italia, dietro la
Campania e la Calabria. La Puglia nel
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Bari Il
fiume nero Deviato il corso del torrente Cervaro per poter accumulare
tonnellate di materiale che sarebbe dovuto finire nel nuovo impianto di
Deliceto Tra le più grandi d'Europa. Per sanare i danni all'ambiente servono
315 milioni Foggia, maxi discarica abusiva arrestati dodici imprenditori PIERO
RUSSO FOGGIA - Otto campi regolamentari da calcio. Ma stavolta il gioco non
c'entra, perché queste sono le dimensioni di una delle più grandi discariche
abusive d'Europa, che è stata scoperta dai carabinieri nel Foggiano. è servita
a smaltire oltre cinquecentomila tonnellate di rifiuti, ovviamente nocivi, e a
distruggere completamente l'ecosistema del torrente Cervaro, che è stato
trasformato in una sorta di canale di scolo di percolato tossico. Si chiama
Black River, 'fiume nero', il blitz del nucleo operativo ecologico di Bari, che
ha portato all'arresto di dodici imprenditori, accusati di traffico illecito di
rifiuti e disastro ambientale irreparabile. E dire che la discarica sorge in
un'area a vincolo paesaggistico, nel bel mezzo dei Monti Dauni. Le indagini
sono nate ad aprile del 2007, quando, nei pressi dei paesi di Deliceto e
Castelluccio dei Sauri, qualcuno ha notato uno strano viavai di camion, che
trasportavano terriccio maleodorante e lo scaricavano in un'ansa del torrente
Cervaro, fino a formare decine di montagnole, tanto alte da coprire alcuni
alberi dalle radici alla cima. I carabinieri del Noe del tenete Gennaro Badolati
(nella foto) hanno accertato che il terriccio proveniva dai lavori di
ampliamento della discarica comunale di Deliceto, aggiudicati da
un'associazione temporanea d'impresa tra due aziende, l'Agecos e la
Cornacchini. Altro particolare strano, la richiesta di un agricoltore del luogo
dell'invio gratuito di terriccio per riempire un suo fondo. Nessuno si era
accorto che la terra nera era anche altamente maleodorante, dunque
assolutamente incompatibile con il terriccio agricolo tipico di una zona in cui
si coltiva grano. I carabinieri hanno sottoposto a sequestro preventivo tutte
le aree interessate da questo strano andirivieni di camion, compresa una vera e
propria strada di circa un chilometro, creata appositamente con lo stesso
strano e maleodorante terriccio per favorire il passaggio dei camion. Dopo
diversi carotaggi e analisi biologiche e geologiche, è stato accertato che la
terra e le rocce di scavo erano intrise di rifiuti, sia urbani che speciali e
quindi altamente tossici, ma anche di amianto e percolato di discarica. Tutto
andava a riversarsi sull'oramai inesistente torrente, per un danno ambientale
quantificato con una cifra astronomica: 315 milioni di euro. Dai controlli per
verificare i lavori di ampliamento della discarica di Deliceto, gli investigatori
hanno scoperto che le documentazioni di programmazione erano falsificate. I
rifiuti, inoltre, erano stati accatastati nelle zone sottoposte a vincolo
paesaggistico in maniera professionale: erano stati infossati, ma
precedentemente compattati e stratificati con criterio, per lascire in
superficie uno strato di materiale meno inquinante, per non insospettire
nessuno. Sono oltre 70 le persone indagate, mentre i 12 imprenditori coinvolti,
tra cui Rocco Bonassisa, 39 anni, legale rappresentante dell'Agecos s. p. a.,
sono tutti ai domiciliari. Il Noe ha sequestrato 42 autocarri appartenenti a
diverse ditte di trasporto coinvolte e un intero laboratorio di analisi.
"Siamo di fronte a una Gomorra subappenninica. Un disegno criminoso di una
realtà che supera ogni più fervida fantasia. Una regia condivisa da malavita
organizzata e imprenditori senza scrupolo, capaci persino di alterare il corso
naturale del fiume Cervaro con una megadiscarica abusiva, allo scopo di lucrare
ai danni del territorio e della popolazione di Capitanata". Queste le
parole del presidente della Regione, Nichi Vendola. "Il risultato di
un'indagine così vasta - ha detto Vendola - è la dimostrazione di come la
questione rifiuti, senza un approccio rigoroso e sostenibile nei confronti del
ciclo di smaltimento, resta terreno fertile alla mercé di truffatori e
attentatori alla salute pubblica e alla tutela del territorio". Secondo il rapporto Ecomafia 2008, stilato da Legambiente, la
Puglia resta sul podio al terzo posto per ciclo illegale dei rifiuti e del
cemento al primo per numero di persone arrestate, anche se il blitz Black River
giunge proprio quando proprio in Puglia si parla di trend positivo nella
raccolta differenziata, se si considerano i primi quattro mesi del 2008,
e di comuni virtuosi, come Bari, Melpignano, Barletta e Roseto Valfortore, che
dal 2009 potrebbero ricevere premi da
( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Rifiuti in Campania,
"È colpa del nord" L'accusa di Napolitano: scorie tossiche in
Campania portate dalle imprese settentrionali e gestite dalla camorra Francesca
Pilla Napoli Ogni due ore "qualcuno" in Campania si inoltra nelle
campagne e sversa scarti industriali illegalmente, sale su per le colline, di
notte come di giorno, e immette diossine, arsenico, piombo nel terreno e
nell'acqua, prende rifiuti pericolosi e li impasta, all'insaputa dei cittadini,
con il cemento usato per l'edilizia. Ieri, nel giorno della
presentazione del dossier di Legambiente sulle ecomafie che vedono la regione
"leader nel settore" per il 14esimo anno consecutivo, Giorgio
Napolitano, in visita a Napoli, ha puntato il dito contro questi criminali.
Quel "qualcuno" che si divide tra manodopera e committenza, tra chi
sversa e chi paga per sversare e che anche per il presidente della repubblica
ha due nomi: camorra e industriali del Nord. Napolitano aveva detto che
nel suo giro, culturale e privato, non avrebbe affrontato il tema, ma davanti a
quel reato su sei commesso quotidianamente in Campania, nella sua regione, si è
sentito colpito. E ha detto, confermando le stime dell'associazione, che
"in gran parte sono arrivati dal nord" e che "ne sia consapevole
l'opinione pubblica di queste regioni, perché è una cosa abbastanza trascurata
dai "nordisti"". Per Legambiente Campania, da tempo impegnata in
questo campo, si tratta di un vero tzunami ambientale, un disastro che tra
scempi ambientali, ciclo dei rifiuti illegale, racket di animali, cemento a go
go, non sembra temere crisi di mercato. I numeri spesso non riescono a dare la
percezione reale di cosa accade nella regione, ma aiutano a capire. Sono 13 i
crimini commessi ogni contro l'ambiente e che nel 2007 hanno portato a 4.695
illeciti accertati (+56% rispetto al 2006); 3.289 persone denunciate o
arrestate (+16%) e 1.463 sequestri effettuati. Un business nel quale la camorra
da tempo si è tuffata, preferendolo spesso a quello degli stupefacenti, perché
più sicuro e parimenti remunerativo. Sono infatti a livello regionale almeno 75
i clan con le mani in pasta, casalesi in testa, come confermato dall'inchiesta
Eco4 e dal delitto dell'imprenditore Michele Orsi domenica. Ma il rapporto va
oltre, disegnando uno scenario in cui le cosche sono in grado di organizzare un
commercio di macellazione del bestiame senza controlli, di far sorgere dalla
sera alla mattina anche interi quartieri, ma soprattutto di garantire agli
imprenditori settentrionali pozzi e terreni dove far sparire i rifiuti nocivi,
in barba alle regole e a prezzi stracciati. "In Italia - spiega Raffaele
Del Giudice, il protagonista del documentario Beautiful Cauntri, neodirettore
di Legambiente Campania - in 9 anni sono scomparsi 143 milioni di tonnellate di
rifiuti speciali e crediamo che in gran parte siano sotterrati qui. Spesso -
continua - le denunce sono il frutto dei circoli degli umili, dei contadini che
riescono a sottrarsi dalle minacce. Ma se ci fosse una legislazione più chiara
in materia questo disastro potrebbe essere più contenuto". Tre sono dunque
le proposte lanciate dallo stesso direttore e dal presidente Michele Buonomo:
Un patto con la Confindustria affinché aiuti a individuare gli imprenditori che
delinquono, un appello alle istituzioni perché partano con la bonifica dei
territori; una richiesta al parlamento affinché accelerino l'iter legislativo
per approvare il reato di delitto ambientale, fermo da oltre 5 anni. Ma è anche
la "cemento connection" a mettere la regione in ginocchio e farle
conquistare il primato nel mercato abusivo. Gli ecocriminali lavorano anche
nell'edilizia senza regole e senza sosta, distruggendo i campi agricoli,
bruciando e devastando i terreni boschivi, corrodendo le coste. Sono 6mila le
costruzioni sorte in un anno senza alcun tipo di permesso, Costiera amalfitana
e penisola sorrentina in testa. A nulla è valsa dunque la tragedia a Conca dei
Marini lo scorso agosto, quando crollò un terrazzo abusivo provocando la morte
di un barbiere di Soccavo, l'imperativo resta costruire e guadagnare. Piscine ricavate
dalle rocce, nessuna differenza tra mattoni, scogli e cemento, alberghi
ampliati, ville e villette, ecomostri. "Qui - dicono dall'associazione -
il colore preferito è il verde dei teloni che nascondono i lavori in
corso". Ma anche la provincia di Napoli è "competitiva" nel
settore, non si contano le "case fantasma" che non compaiono in
nessun catasto e di cui nessuno si accorge.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
"Milano-Caserta
vi spiego il viaggio dei fanghi tossici" Parla il colonnello Menga che
combatte le ecomafie "Dalla raccolta in aziende che fanno finta di nulla
ai giochi di prestigio sulla natura del carico e al pizzo della camorra".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Il Csm accelera:
lunedì il parere sul decreto del governo. Rapporto sulle
ecomafie: in Campania un reato ogni due ore Napolitano: "Rifiuti tossici
dal Nord" A Napoli per ricordare il cronista del Mattino Giancarlo Siani:
no a visioni localistiche "La magistratura sta facendo la sua parte contro
i clan e aiuterà ad applicare le misure urgenti" Giorgio Napolitano, a
Napoli per ricordare Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso
dalla camorra, è tornato sull'emergenza rifiuti ribadendo che il piano non è
rinviabile e che la magistratura farà la sua parte. "La camorra è
responsabile del traffico di rifiuti tossici - ha detto il Presidente - ma
questi in gran parte sono arrivati dal Nord". Dossier sulle ecomafie: in
Campania un reato ogni due ore. CASTIGLIONE, DE CRESCENZO, DEL GAUDIO, MAINIERO
ROANO, P. RUSSO, TRECCAGNOLI PAGG. 2, 3, 30, 31, 32, 33 Il presidente Giorgio
Napolitano durante il suo intervento a Napoli.