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DOSSIER “MONNEZZE”

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Report "Monnezze"

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Indice delle sezioni

Monnezze (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

La bufera giudiziaria allontana Fisia dal business campano ( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Negli ultimi quattro anni tuttavia Fibe-Fisia non lascia la Campania, anzi. Continua a gestire numerosi impianti, fa riversare nelle varie discariche materiali che dai rapporti risultano "trattati" e non lo sono per nulla (di questo aspetto devono rispondere specificamente Rallo, De Laurentiis, Cortese e Picarone).

Bassolino: "più discariche o andremo di nuovo in tilt" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Incontro nel quale Bassolino ha ribadito a Berlusconi "apprezzamento" per la sua nuova venuta a Napoli, indice del fatto che "il governo sente come suo il problema". Anche il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva accolto il premier segnalando che "è una cosa molto positiva, si tratta della dimostrazione di un monitoraggio continuo da parte del Governo sulla situazione campana"

Si spendono 500mila euro al mese per non far lavorare cento operai ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: deve ottenere le dimissioni dei due principali autori di questo sfascio: il sindaco, Rosa Russo Iervolino e il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Non è un caso che quest'ultimo sia stato rinviato a giudizio". Carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

<Basta con l'anarchia Ora lo Stato c'è, non farà retromarce> ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, ma anche i presidenti delle cinque province e i sindaci di Avellino, Benevento, Salerno e Caserta - tutti del centrosinistra - hanno garantito al premier pieno appoggio sull'emergenza rifiuti. E anche un deciso sostegno al decreto che, dopo il via libera del Consiglio dei ministri che la scorsa settimana si è tenuto proprio a Napoli,

Sui rifiuti Silvio vuole lo scontro ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: nonché con il presidente Bassolino che insieme alla Iervolino è poi uscito dalla porta posteriore per evitare contestazioni. Al fianco del cavaliere la squadra che deve attuare il decreto "militarizzato", il ministro dell'ambiente Prestigiacomo, quello degli interni Maroni, l'ancora prefetto De Gennaro con un piede già al Sisde,

Berlusconi: pm e violenti non ci fermeranno ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: discutere con Bassolino e la Iervolino, con tutti i sindaci delle zone che affrontano la crisi dei rifiuti, con i militari e i vigili del fuoco. Promette che tornerà "ogni settimana, sino a quando il problema non sarà avviato a soluzione". E' convinto, professando l'ottimismo che gli è proprio, "che per Chiaiano non vi saranno problemi,

Silvio conquista Rosetta e Antonio ( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino vivono ormai una seconda vita. Qualche mese fa sembrano sull'orlo di un baratro (più il governatore campano che il sindaco di Napoli) adesso sono parte integrante dell'offensiva lanciata dal governo contro l'emergenza rifiuti.

Berlusconi va a Napoli e assicura: pugno duro contro chi intralcia ( da "Liberazione" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ad aspettarli da circa mezz'ora c'erano il governatore della Campania Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, il commissario Gianni De Gennaro, il sottosegretario Guido Bertolaso e i presidenti delle cinque province campane. Sono arrivati tutti a piedi, tranne Bassolino che ha preferito l'auto blindata e vetri scuri.

FUGA DAI CDR, ARRIVA L'ESERCITO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Dopo le discariche bisognerà avviare i termovalorizzatori, per completarli ci vorranno tre anni e contemporaneamente dovrà decollare la raccolta differenziata: "In Campania ci sono città anche piccole dove ci sono situazioni ottimali, con una raccolta differenziata al 73%.

BERLUSCONI VA AVANTI Sì ALLA SUPERPROCURA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: allargato oltre che al sindaco di Napoli Rosa Iervolino, al governatore Antonio Bassolino e ai cinque sindaci dei capoluoghi e ai presidenti delle Province - piena condivisione e collaborazione con l'opposizione. Berlusconi alla fine della riunione, accanto ai ministri dell'Interno Roberto Maroni, dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, al sottosegretario Paolo Bonaiuti,

"Rifiuti, basta con l'anarchia. Lo Stato c'è" ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, ma anche i presidenti delle cinque province e i sindaci di Avellino, Benevento, Salerno e Caserta - tutti del centrosinistra - hanno garantito al premier pieno appoggio sull'emergenza rifiuti. E anche un deciso sostegno al decreto che, dopo il via libera del Consiglio dei ministri che la scorsa settimana si è tenuto proprio a Napoli,


Articoli

La bufera giudiziaria allontana Fisia dal business campano (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

L'inchiesta dei pm napoletani L'ad Malvagna messo nei guai da un'intercettazione nella quale si parla di materiale inerte per coprire la discarica 31/05/2008 GENOVA. "Vabbè che tra poco arriva Malvagna...e lui dice: perché non ci mettiamo del materiale inerte sopra, così la cosa appare visibilmente più pulita?". In uno dei dialoghi riportati nelle 250 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare con cui nei giorni scorsi sono state arrestate 25 persone per la fallimentare gestione della spazzatura a Napoli, si annida il fondamento dell'accusa mossa all'amministratore delegato della Fisia-Italimpianti Roberto Malvagna, fermato negli uffici genovesi di San Benigno. Malvagna è uno dei cinque dirigenti della società ligure coinvolti nell'indagine che include i reati di truffa ai danni dello Stato, falso e traffico illecito di rifiuti. Il lavoro dei pubblici ministeri Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, partendo dalla Campania, ha investito un'azienda che a Genova ha 300 dipendenti e rimanda a un pezzo di storia della città, al colosso pubblico poi smembrato e privatizzato. Gli altri tecnici Fisia finiti ai domiciliari sono Massimo Cortese, Ernesto Picarone, Giovanni De Laurentiis e Filippo Rallo, tutti difesi dall'avvocato genovese Andrea Garaventa. Nessuno di loro, per il momento, è stato convocato dal gip Rosanna Saraceno per l'interrogatorio di garanzia, sebbene ieri sia circolata una solida indiscrezione sulla possibile strategia adottata dalla difesa. È infatti probabile che, perlomeno i quattro ingegneri delegati al coordinamento e alla gestione degli impianti dove i rifiuti, secondo l'accusa, non venivano trattati a dovere (mentre il prezzo pagato era per il trattamento completo), decidano di avvalersi della "facoltà di non rispondere". "È prematuro - insiste Garaventa - definire gli scenari oggi, trattandosi d'una fase cautelare. Ci limitiamo a ribadire che negli ultimi anni, quasi tutti i soggetti che si sono occupati dal punto di vista strettamente operativo dell'emergenza spazzatura, hanno dovuto fare i conti con qualche inchiesta giudiziaria. Le condizioni ambientali in cui lavorano le aziende sono perlomeno problematiche, e solo con il tempo sarà possibile sviluppare un ragionamento completo". Diverso il discorso sull'interrogatorio di Malvagna, saltato all'ultimo momento dopo che era stato fissato per ieri pomeriggio. E però i fatti degli ultimi giorni hanno confermato come l'affaire campano si stia rivelando una specie di boomerang, dal quale i vertici della multinazionale (controllata da Impregilo) vorrebbero prendere le distanze. Lo ha confermato il sottosegretario Guido Bertolaso nel corso dell'audizione in Commissione ambiente: le ditte impegnate nel lavoro sul ciclo dei rifiuti partenopei getteranno la spugna non appena sarà finita la "fase transitoria" che si protrae da trenta mesi, durante la quale sono state coordinate in tutto e per tutto dal Commissariato. Che cosa, materialmente, i magistrati addebitano ai cinque di Fisia? L'attuale amministratore delegato deve rispondere delle azioni compiute nel vecchio ruolo di manager Fibe, ovvero il nome che aveva assunto l'associazione di imprese (della quale Fisia rappresenta una componente essenziale) nove anni fa. Per orientarsi un po' occorre tornare indietro, riannodare i fili del coinvolgimento ligure e ricordare un'altra inchiesta - rivelata a marzo proprio dal Secolo XIX - che aveva investito il gruppo di San Benigno. Nel 1999 viene infatti disposta l'aggiudicazione in via provvisoria del servizio smaltimento rifiuti per la provincia di Napoli a un'Ati (associazione temporanea d'imprese, appunto): è composta dalla stessa Fisia e poi dalle "sorelle" Babcock Kommunal, Deutsche Babcock Anlagen, Evo Oberhausen, Impregilo. Si chiama Fibe e fino al 2005 è in sostanza aggiudicataria di un appalto. Deve, nei vari centri specializzati sparsi per la Campania, trattare le montagne di spazzatura che arrivano con i camion e suddividerla, ricavando parecchio cdr (combustibile derivato da rifiuti); questo va compattato a sua volta in ecoballe da smaltire negli inceneritori, alcuni da costruire in provincia di Napoli, altri presenti in Germania dov'è necessario spedirle con i treni. Nel 2005 il contratto viene "risolto" per una serie di problemi relativi proprio alle ecoballe: sono di qualità scadente, lo smaltimento s'arena e su quest'aspetto s'incardina la prima tranche d'indagine raccontata dal nostro giornale. Negli ultimi quattro anni tuttavia Fibe-Fisia non lascia la Campania, anzi. Continua a gestire numerosi impianti, fa riversare nelle varie discariche materiali che dai rapporti risultano "trattati" e non lo sono per nulla (di questo aspetto devono rispondere specificamente Rallo, De Laurentiis, Cortese e Picarone). Basta pensare al deposito di Villaricca che altri due dirigenti finiti agli arresti, Angelo Pelliccia e Sergio Asprone, definiscono "una patata veramente pericolosa e bollente". Malvagna - scrivono i pubblici ministeri - avrebbe dato direttive per esempio su quella zona, chiedendo in sostanza di occultare i materiali più imbarazzanti: gli stessi che i suoi tecnici facevano risultare ripuliti anche se non lo erano. MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it 31/05/2008 LA VICENDA 31/05/2008 Le intercettazioni 31/05/2008 "RISCHIAMO DI BRUTTO IL CAPO DICE DI COPRIRE" 31/05/2008 "ROMPIAMO LE "BALLE", QUELLE PIU' MALPRESE" 31/05/2008 "TRATTAMENTO RIFIUTI DEL TUTTO FITTIZIO" 31/05/2008.

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Bassolino: "più discariche o andremo di nuovo in tilt" - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli L'incontro Il governatore: "Il sistema resta troppo fragile: aumentare la capacità di smaltimento" Bassolino: "Più discariche o andremo di nuovo in tilt" I sindaci incoraggiano il premier "Siamo sulla strada giusta" ROBERTO FUCCILLO "SONO state le istituzioni locali a suggerire esplicitamente che il decreto affronti un iter rapido in Parlamento senza modifiche". A sentire Berlusconi la svolta di questa giornata non l'ha data il governo, ma sono stati i sindaci, le province e la Regione di Antonio Bassolino. In effetti il governatore aveva chiesto già giovedì dal suo blog che la filosofia del decreto non venisse stravolta, specie nella parte che consente alle autorità di attuare le decisioni assunte. Richiesta ribadita ieri in un breve colloquio a due con Berlusconi, prima che arrivassero gli altri ministri e gli altri vertici locali. Incontro nel quale Bassolino ha ribadito a Berlusconi "apprezzamento" per la sua nuova venuta a Napoli, indice del fatto che "il governo sente come suo il problema". Anche il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva accolto il premier segnalando che "è una cosa molto positiva, si tratta della dimostrazione di un monitoraggio continuo da parte del Governo sulla situazione campana". Iervolino si è poi aggiunta nella richiesta che il decreto subisse meno modifiche possibili. Bassolino invece ha aggiunto un'altra valutazione: "Al premier ho sottolineato che, nonostante i tanti sforzi e i primi passi in avanti compiuti, il sistema resta strutturalmente troppo fragile e ci espone al rischio di nuove crisi in caso difficoltà impreviste". In effetti Guido Bertolaso si è detto fiducioso del suo cronoprogramma, basato sull'apertura a giugno delle discariche di Savignano e Sant'Arcangelo Trimonte. Eppure, gli ha obiettato Bassolino, basterebbe uno sciopero, un provvedimento giudiziario qualsiasi, per andare di nuovo in tilt. Sicchè, ha concluso il governatore, "bisogna ampliare la nostra capacità di smaltimento, con discariche tali da avere ampi margini per completare il ciclo". In soldoni significa lavorare anche a qualche altra discarica oltre quelle già identificate nel decreto. E Bertolaso, come riferisce il presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, "non ha escluso soluzioni di estrema emergenza per casi estremi". Comunque per Villani "è stato un incontro molto fattivo, improntato alla collaborazione: Berlusconi ci ha ascoltato con attenzione". è una versione largamente condivisa. "Si è intrapresa una strada che sembra essere positiva", dice il presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile. Per il suo collega casertano Sandro De Franciscis "è incoraggiante l'annuncio del calendario dei lavori parlamentari per una veloce conversione del decreto, anche se Berlusconi si è impegnato a porre attenzione ai suggerimenti migliorativi che dovessero venire". Il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti parla di "riunione positiva e partecipata" nella quale lui ha ricordato gli impegni presi nel 2006 perché non ci siano nuove discariche a Caserta e dintorni. Per la presidente della Provincia di Avellino, Alberta De Simone, "è positivo che Berlusconi ci abbia ascoltato per due ore. Ha prestato molta attenzione ai nostri risultati sulla differenziata, e ci ha aperto uno spiraglio per il piccolo impianto di trattamento a acqua col quale noi potremmo chiudere il nostro ciclo provinciale. Naturalmente ora vedremo se seguiranno i fatti". Infine Salerno: anche il sindaco Enzo De Luca, che ha concordato 30 mesi per l'entrata in funzione del suo termovalorizzatore, commenta: "Stiamo sulla strada giusta per uscire dalla tragedia. Ovviamente bisogna rispettare gli impegni".

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Si spendono 500mila euro al mese per non far lavorare cento operai (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 129 del 2008-05-31 pagina 4 Si spendono 500mila euro al mese per non far lavorare cento operai di Carmine Spadafora da Napoli "Impianto al completo". Anche se un cartello così, per indicare che non c'era bisogno di mano d'opera, non è mai apparso davanti agli impianti di cdr (il combustibile derivato dai rifiuti) della Campania, la situazione era tale da non consentire ulteriori assunzioni. Invece no. Nel 2006 ci furono delle assunzioni che non dovevano essere fatte. Un centinaio, che pesarono enormemente sui bilanci del Commissariato di governo per la emergenza rifiuti in Campania. Lo scenario dove è andata in onda questa ennesima storia di sprechi di denaro pubblico è quello disegnato dal procuratore aggiunto, Aldo De Chiara e dai due sostituti Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo responsabili dell'indagine sullo scandalo dei rifiuti, che ha provocato l'arresto di 25 persone. Arresti eccellenti, tra i quali quello di Marta Di Gennaro, la vice di Guido Bertolaso all'epoca in cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti guidava il Commissariato, i vertici della Fibe spa e della Ecolog (società titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasportati i rifiuti campani in Germania) e altri ancora. Nelle telefonate intercettate e contenute nella ordinanza di custodia cautelare (643 pagine), emessa dal guidice delle indagini preliminari Rosanna Saraceno, c'è anche la storia di queste cento assunzioni. Si tratta di persone impiegate nei vari impianti di cdr, assunte a tempo determinato. Ma, trascorso un anno, questi "lavoratori" sono passati dallo status di dipendenti a tempo determinato a quello sicuramente più rassicurante, 'o posto, di dipendenti a tempo indeterminato. E da una delle centinaia di telefonate intercettate dai carabinieri del Nucleo tutela ambiente di Roma, sarebbe emerso che questi dipendenti non servivano. Significativa appare una conversazione tra Ciro Turiello (collaboratore di Bertolaso e in passato anche direttore dell'Asia, l'azienda incaricata della raccolta dei rifiuti a Napoli) e uno degli indagati, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, Giuseppe Iavazzo, responsabile dell'Ufficio flussi del commissariato. Ciro Turiello segnala a Iavazzo che nell'impianto di cdr di Caivano la situazione è "diventata esplosiva" e che "gli operai vengono pagati ma non lavorano". Questi lavoratori regolarmente retribuiti per fare assolutamente niente sono costati alla comunità qualcosa come oltre 500 mila euro al mese. Con la beffa che Napoli e la Campania sono un immondezzaio da tre anni, con le emergenze che si succedono l'una con l'altra. Insomma, la storia di questi dipendenti dei cdr somiglia a quella di oltre 2500 lavoratori socialmente utili, pagati per non lavorare, nonostante la buona volontà di rendersi utili che animava e ancora anima molti di loro. Sulla vicenda dei dipendenti dei cdr, pagati per starsene con le mani in mano, è intervenuto il consigliere comunale di Napoli del Popolo della libertà Andrea Santoro. "Più si scava nell'affaire monnezza - spiega l'esponente del centrodestra - e più emergono fatti scandalosi. Per questo motivo Napoli, per voltare veramente pagina, deve ottenere le dimissioni dei due principali autori di questo sfascio: il sindaco, Rosa Russo Iervolino e il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Non è un caso che quest'ultimo sia stato rinviato a giudizio". Carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Basta con l'anarchia Ora lo Stato c'è, non farà retromarce> (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 129 del 2008-05-31 pagina 5 "Basta con l'anarchia Ora lo Stato c'è, non farà retromarce" di Adalberto Signore Caos rifiuti, Berlusconi a Napoli: il Parlamento approverà il pacchetto nella sua interezza. Segnali di disponibilità dal Pd a votare il testo nostro inviato a Napoli Dalle quasi quattro ore di incontri con gli amministratori locali della Campania, Silvio Berlusconi esce piuttosto confortato. Non solo i cosiddetti big, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, ma anche i presidenti delle cinque province e i sindaci di Avellino, Benevento, Salerno e Caserta - tutti del centrosinistra - hanno garantito al premier pieno appoggio sull'emergenza rifiuti. E anche un deciso sostegno al decreto che, dopo il via libera del Consiglio dei ministri che la scorsa settimana si è tenuto proprio a Napoli, presto arriverà all'esame delle Camere. In Parlamento, è l'assicurazione che viene dal centrosinistra, l'opposizione non si metterà di traverso. Dal Pd, insomma, arriverà o l'astensione o, addirittura, un voto favorevole. Su cui Berlusconi ripone una certa fiducia se davanti agli amministratori locali dice chiaro che "il decreto sarà approvato dal Parlamento nella sua interezza". Con il sindaco di Napoli Iervolino convinta che il via libera debba arrivare "senza alcuna modifica". Un punto su cui durante il faccia a faccia si dice d'accordo anche il presidente della regione Bassolino. Così, forte delle garanzie arrivate dagli amministratori locali campani (ma anche dall'opposizione parlamentare) e dell'appello del capo dello Stato ("bisogna sostenere gli sforzi per superare l'emergenza"), Berlusconi decide di non concedere alcuno spiraglio a "quelle piccole minoranze" che dicono no alle discariche. "Chi si oppone e si augura un passo indietro - spiega il premier - deve sapere che noi siamo convinti che lo Stato debba fare lo Stato". In una conferenza stampa alla prefettura di Napoli - insieme al ministro dell'Interno Roberto Maroni, a quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, al sottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso e al commissario straordinario Gianni De Gennaro - il Cavaliere insiste sulla via della fermezza. Perché "troppe volte decisioni già assunte non sono state imposte da organi democraticamente eletti". Troppe volte, insomma, "si sono prese decisioni che sono poi rimaste sulla carta perché lo Stato non ha saputo garantirle". E ancora: "Troppe volte sulla questione rifiuti si sono fatti passi indietro". E questa è "una pericolosa avventura nell'anarchia". Che non si ripeterà, aggiunge il Cavaliere. Nessun tentennamento, dunque. Nemmeno sulla superprocura (il decreto attribuisce al procuratore di Napoli la competenza di tutti i procedimenti penali sui rifiuti), criticata in una lettera al Csm da una settantina di pm napoletani. "Non ha profili di incostituzionalità", dice Berlusconi citando "autorevoli costituzionalisti". Eppoi, "un ordine dello Stato non può vivere nell'empireo ed essere un moloch assoluto perché le leggi devono servire a vivere meglio". L'obiettivo, spiega, è "evitare che singoli magistrati locali intervengano su uno degli anelli della catena", che va dalle discariche ai termovalorizzatori, "interrompendo l'intero ciclo". D'altra parte, anche Bassolino nell'incontro con il premier fa presente quanto il meccanismo sia delicato tanto che "è sufficiente un granellino a far saltare tutto". E proprio l'aspetto giudiziario della vicenda rifiuti è stato a lungo trattato durante il Consiglio dei ministri. Con Berlusconi che non ha lesinato critiche a magistrati che "sembrano agire con il timer". "Bertolaso - dice davanti ai ministri riuniti a Palazzo Chigi - è demoralizzato perché neanche è arrivato e subito l'hanno messo in mezzo. Non potevano scegliere tempistica migliore". In conferenza stampa, però, sollecitato sulle 25 ordinanze di custodia cautelare dei giorni scorsi è ben più prudente. "Magistratura ad orologeria?", chiedono i giornalisti. "La risposta - ribatte il premier - è già contenuta nella domanda... Il tutto è stato reso pubblico il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro provvedimento. Solo Bertolaso non si è fatto intimorire. Ma lui, per fortuna, è un uomo vero". Anche sulla discarica di Chiaiano, Berlusconi è irremovibile: "Si farà. Tutte le nostre relazioni tecniche ci indicano che la cava è adeguata". E qualora si decidesse di aprirla (le analisi sulla compatibilità del terreno saranno completate tra una ventina di giorni), "sarà dichiarata zona militare" e "difesa da soldati". Chi si opporrà, aggiunge il Cavaliere "sarà perseguito come persona che ha commesso un reato". La strada, conclude il premier, è lunga. Ma "entro tre anni risolveremo l'emergenza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sui rifiuti Silvio vuole lo scontro (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Il premier difende Bertolaso e la superprocura "Chiaiano si farà, linea dura contro chi dice no" Sui rifiuti Silvio vuole lo scontro Francesca Pilla Napoli A Chiaiano "useremo la forza dello stato, l'esercito", "chi si opporrà sarà perseguibile di reato". Sembra più una dichiarazione di guerra quella del presidente del consiglio, che il rapporto sullo stato dei rifiuti in Campania. Ma questo è il tipo di stato che piace a Berlusconi e che è uscito dalle urne lo scorso 14 aprile. Questo è quello che si aspettano i suoi elettori, un governo decisionista, accentratore e sordo che non dialoga, ma impone, ai cittadini come alla magistratura. E così il decreto non si tocca, la linea non retrocede di un millimetro, il popolo delle libertà avanza solamente. La superprocura sarà realizzata perché i suoi "migliori costituzionalisti" hanno detto che si può fare, la discarica a Chiaiano pure, perché i suoi tecnici "sono sicuri dell'idoneità dei suoli". In altre parole se è costituzionale o meno accentrare tutti i processi in un unico tribunale a Napoli, schiacciando l'autonomia di azione dei singoli pm, lo si deciderà probabilmente in uno scontro istituzionale, se la cava è idonea o meno lo si decreterà in uno scontro di piazza, perché "non deve più succedere che lo stato faccia un passo indietro". Berlusconi non vuole bastoni fra le ruote, e tra le righe lancia un avvertimento perfino al Csm che dovrà decidere sull'eccezione di incostituzionalità avanzata dal 75 pm su 100 della procura napoletana: "Le leggi non sono un moloch assoluto, le leggi devono essere adattate". Il premier ha aggiunto dopo una pausa "per il bene dei cittadini", sta nelle cose che l'adattamento oggi lo vorrebbe decidere lui. In una piazza del Plebiscito sempre più transennata e pulita a dispetto delle tonnellate di immondizia ancora in strada, in una sala della prefettura costipata di telecamere con vista sul palazzo reale, il cavaliere tira dritto sulla "fermezza", senza sorrisi sulle labbra e con più di un'ora di ritardo. Ha infatti avuto precedentemente una riunione fiume con i 5 presidenti delle province, con i sindaci dei 5 capoluoghi, con i prefetti e i responsabili delle forze dell'ordine e armate, nonché con il presidente Bassolino che insieme alla Iervolino è poi uscito dalla porta posteriore per evitare contestazioni. Al fianco del cavaliere la squadra che deve attuare il decreto "militarizzato", il ministro dell'ambiente Prestigiacomo, quello degli interni Maroni, l'ancora prefetto De Gennaro con un piede già al Sisde, il sottosegretario Bertolaso. Tutti senza diritto di parola, eccetto il capo della protezione civile cui viene concessa qualche battuta tecnica su cdr da chiudere, il piano da intraprendere nei prossimi tre anni, stato dell'arte sulla raccolta di emergenza. A lui però Berlusconi dedica una difesa d'ufficio per quei provvedimenti giudiziari al suo staff "che qualcuno (delle sue truppe cammellate, ndr) afferma essere avvenuti a orologeria". L'hanno demotivato, ma Bertolaso - che non è indagato, però ne esce screditato per i suoi comportamenti - "è un uomo vero", dice Silvio, e se ha infranto qualche regola è perché "quei dettami di legge erano fatti per la normalità, non per una situazione eccezionale come questa". Andrà avanti e con la strada spianata, dalle forze armate. Su questo il capo del governo è stato chiarissimo: "Nessuna opera pubblica sarà fermata da una minoranza", "dall'anarchia". E a chi gli domanda timidamente "delle prove di dialogo", di quegli spiragli di confronto con i diversi soggetti coinvolti, risponde sicuro: "Ho appena terminato una riunione con i rappresentanti di quella parte politica che ora sta all'opposizione, i sindaci campani. Da loro è arrivato non solo il sostegno, ma la richiesta di approvare il decreto con un iter veloce e senza cambiamenti". La conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che l'opposizione del Pd non esiste.

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Berlusconi: pm e violenti non ci fermeranno (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: pm e violenti non ci fermeranno "I giudici non vivano nell'empireo, la legge non è un Moloch. L'inchiesta demotiva ma Bertolaso è uomo vero" Il premier: Chiaiano sito idoneo, Superprocura necessaria. E gli amministratori di sinistra ci dicono di non mollare DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Parla di "forza dello Stato", critica come non mai i magistrati "che vivono nell'empireo ", difende "un uomo vero come Bertolaso", parla di "singoli pm che non hanno la visione d'insieme " e non capiscono l'urgenza e l'eccezionalità della situazione. Parla e attacca, Silvio Berlusconi, ma non perde il buon umore. A porte chiuse, ammirando la cravatta del prefetto Alessandro Pansa, che ha ricevuto un avviso di garanzia, gli dice: "Mi piace la fantasia a strisce, di sicuro le starebbe malissimo il pigiama a righe ". E agli ammini-stratori locali, che si lamentano dell'azione della magistratura, dà un incoraggiamento di questo tipo: "Capisco che siete dei novellini, ma io ne ho ricevuti non so nemmeno quanti, non lasciatevi spaventare da un avviso di garanzia ". E' un presidente del Consiglio "muscolare ", deciso, quello che è arrivato a Napoli a rincuorare gli uomini della Protezione civile, discutere con Bassolino e la Iervolino, con tutti i sindaci delle zone che affrontano la crisi dei rifiuti, con i militari e i vigili del fuoco. Promette che tornerà "ogni settimana, sino a quando il problema non sarà avviato a soluzione". E' convinto, professando l'ottimismo che gli è proprio, "che per Chiaiano non vi saranno problemi, verrà aperta, proteggeremo il sito e chi ostacolerà la nostra azione sarà perseguito come tutti gli autori di un reato". Ribadire la linea dura, dopo la botta d'immagine degli arresti eseguiti dalla magistratura, che hanno coinvolto anche la vice di Bertolaso, è il primo obiettivo della presenza del premier a Napoli. Con sé ha portato il ministro del-l'Interno, Roberto Maroni, e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. "Non acconsentiremo ad essere fermati, non perderemo altro tempo, imporremo decisioni legali assunte secondo le regole democratiche", è il messaggio con cui si apre la conferenza stampa. Se una settantina di magistrati campani hanno criticato il decreto legge sulla sicurezza, che accresce i poteri della Procura di Napoli, suggerendo al Csm profili di incostituzionalità, Berlusconi risponde che "insigni costituzionalisti dicono il contrario, che il rischio di incostituzionalità non esiste". Aggiunge - sull'invio del documento al Csm - "che un ordine dello Stato non può vivere nell'empireo, le leggi non sono un Moloch assoluto, vanno cambiate a seconda delle esigenze sociali e per venire incontro ai cittadini". Sugli arresti dice di ripetere quello che hanno già scritto organi di stampa, "parlando di provvedimenti ad orologeria, avviati dopo quattro mesi dalle richieste al gup e il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro decreto, demotivando persone che stanno lavorando con entusiasmo ". Insomma per il presidente del Consiglio i pubblici ministeri hanno quantomeno sbagliato tempi e modalità del procedere, ma "per fortuna Bertolaso è un uomo vero, non si lascia demoralizzare e noi tutti andiamo avanti. La storia ci dice che troppe volte non si sono attuati provvedimenti sacrosanti per l'intervento di singoli magistrati che non avevano la visione d'insieme, ma non si può passare dalla democrazia all'anarchia". Insomma "l'anarchia" dei rifiuti sarebbe rafforzata da un'azione di una magistratura che non avrebbe sufficiente sensibilità sociale, per questo il presidente del Consiglio aggiunge un auspicio, ovvero "che coloro che hanno prodotto provvedimenti che hanno colpito personalità della Protezione civile Il suggeritore Bertolaso con Berlusconi e la Prestigiacomo si rendano conto che le leggi vanno adattate alle situazioni e se qualcuno ha applicato la legge in modo non puntuale e corretto è evidente che l'ha fatto perché si trattava di una situazione eccezionale". Un ragionamento che forse farà discutere, ma che è la difesa, del capo del governo, degli uomini che per il governo lavorano. Un premier convinto che sull'argomento l'esecutivo non è solo: "Il decreto avrà un percorso celere, credo anche con l'aiuto dell'opposizione. Oggi sono stati gli amministratori locali, quasi tutti della sinistra, a chiederci di non mollare e non cambiare una virgola nel decreto ". Marco Galluzzo GUARDA il video del premier Berlusconi su www.corriere.it.

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Silvio conquista Rosetta e Antonio (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Silvio conquista Rosetta e Antonio Scaricati dal Partito Democratico, conquistati da Silvio Berlusconi. Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino vivono ormai una seconda vita. Qualche mese fa sembrano sull'orlo di un baratro (più il governatore campano che il sindaco di Napoli) adesso sono parte integrante dell'offensiva lanciata dal governo contro l'emergenza rifiuti. Merito del Cavaliere che ha voluto in tutti i modi dimostrare la vicinanza del governo alla Campania e alla città di Napoli. Una differenza notevole rispetto a Romano Prodi che era sempre rimasto a Palazzo Chigi e che, anzi, aveva scaricato tutte le responsabilità sugli amministratori locali. Tanto che, a gennaio, Rosa Russo Iervolino attaccava: "Il presidente del Consiglio è stato informato un anno durante una riunione a Castel dell'Ovo. Quella riunione, stranamente, non ha avuto ricadute. Non voglio dire che ho fatto tutto in modo perfetto, ma la responsabilità è legata ai poteri che si hanno". Parole dure nei confronti di un governo che doveva essere "amico". Meglio quindi il "nemico" Berlusconi. Al punto che Rosetta, commentandone l'arrivo, non si trattiene: "è una cosa molto positiva perché si tratta della dimostrazione di un monitoraggio continuo da parte del Governo sulla situazione campana". Il sindaco invita quindi i napoletani ad "aspettare con serenità" le relazioni delle commissioni scientifiche sul sito di Chiaiano. E sull'operato di Bertolaso aggiunge: "Credo abbia fatto il massimo che si poteva fare sul fronte dell'apertura alla cittadinanza, con la creazione di un comitato scientifico in cui gli stessi comitati civici sono abbondantemente rappresentati". Parole "dolci" arrivano anche dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino (l'uomo che dopo un lungo braccio di ferro con i vertici del Pd ha deciso di lasciare il proprio incarico con un anno di anticipo) che esprime il suo "apprezzamento per la presenza a Napoli del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e di importanti rappresentanti dell'esecutivo". "è stata una riunione molto utile - commenta dopo due ore di confronto -, in cui Governo, istituzioni locali e forze dell'ordine hanno fatto il punto della situazione sull'emergenza rifiuti e sulle diverse soluzioni messe in campo. Al premier ho sottolineato che, nonostante i tanti sforzi e i primi passi in avanti compiuti, il sistema resta strutturalmente troppo fragile e ci espone al rischio di nuove crisi in caso difficoltà impreviste". "Per questo bisogna ampliare la nostra capacità di smaltimento - aggiunge - e fare in modo che il decreto approvato dal governo diventi legge senza stravolgimenti".

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Berlusconi va a Napoli e assicura: pugno duro contro chi intralcia (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Una superprocura contro i magistrati e l'esercito a presidiare Berlusconi va a Napoli e assicura: pugno duro contro chi intralcia Antonella Palermo Napoli Ieri Silvio Berlusconi è arrivato in aereo a Napoli per dire che la strategia del governo per combattere l'emergenza rifiuti non cambia, che Chiaiano si aprirà, anche con la forza. In pullman ed in treno arriveranno domani a Napoli, a Chiaiano, i movimenti e i comitati civici di tutt'Italia per dire che Chiaiano non va e che la strada non è questa. Il presidente del Consiglio è giunto in prefettura puntuale, alle 15 come da programma dei lavori, in auto attraversando piazza del Plebiscito dal lato di palazzo Reale. Ad attenderlo gli indultati che chiedono il reinserimento lavorativo ed un gruppo di esponenti di Italia dei Valori che protestavano contro i rifiuti. Poco dopo il premier, sono arrivati, a piedi, pure il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo in tailleur rosso e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Dentro, ad aspettarli da circa mezz'ora c'erano il governatore della Campania Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, il commissario Gianni De Gennaro, il sottosegretario Guido Bertolaso e i presidenti delle cinque province campane. Sono arrivati tutti a piedi, tranne Bassolino che ha preferito l'auto blindata e vetri scuri. Prima di volare a Napoli, Berlusconi aveva detto ai suoi ministri: vado per incontrare tutti e per far capire che non ci saranno tentennamenti. Detto fatto. Ha incontrato le forze dell'ordine, i Vigili del fuoco, alcuni rappresentanti delle forze armate, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il generale del Comando logistico del Sud Italia, Franco Giannini. E gli amministratori locali, dal governatore ai sindaci. Poi i microfoni della conferenza stampa, davanti ai quali dice: "Useremo l'esercito per garantire giorno e notte la possibilità di accedere ai siti: Chiaiano sarà definita zona militare e la discarica sarà protetta. Coloro i quali si opporranno saranno perseguibili come autori di un reato". Berlusconi difende a spada tratta il decreto legge varato dal suo governo, respingendo al mittente il documento firmato da 70 magistrati della procura di Napoli per i quali quel decreto è incostituzionale. E a proposito della procura partenopea il premier ha anche annunciato che "nel decreto legge c'è la nascita di una Superprocura perché si eviti che singoli magistrati locali possano rompere il circuito positivo, spezzando l'anello per risolvere la situazione rifiuti: è importante che ci sia un'unica responsabilità in grado di prendere decisioni". Insomma niente intralci, il manovratore non deve essere disturbato. E il grande manovratore è il neo sottosegretario Bertolaso. Il presidente del Consiglio, riferiscono alcuni partecipanti al Cdm, sarebbe preoccupato, infatti, anche per i risvolti giudiziari della vicenda, che ostacolerebbero il lavoro del capo della Protezione civile. La situazione campana, dunque, presenta tante sfaccettature e va risolta. Per questo, il governo vuol dimostrare che lo Stato c'è. Da qui la necessità di dare un segnale politico forte e concreto. Piena fiducia e appoggio totale all'operato di Bertolaso che per il premer è "Un uomo vero, che non si è fatto intimidire e demotivare come poteva accadere se non fosse stato la persona che è e che abbiamo la fortuna di avere nel nostro governo". Berlusconi intende fare del problema rifiuti campani un simbolo del suo governo. "Garantisco - ha sottolineato il capo del governo - che sarò a Napoli una volta a settimana fino a che non sarà avviata la soluzione definitiva di questo problema che ha offuscato la nostra immagine nel mondo". E stando sempre alla conferenza stampa di ieri, Berlusconi si appresta a fare il pendolare. Infatti il piano ideato dal governo prevede una soluzione definitiva "nel giro di tre anni". Il premier non ha dubbi: "Chi si augurasse un passo indietro, come è successo nel passato, deve sapere che è nostro dovere far sì che lo Stato faccia lo Stato". Il leader del Pdl ribadisce che il piano messo a punto dal suo esecutivo per fronteggiare la crisi campana "rappresenta il meglio di ciò che si può fare"- E quello che si annuncia per la Campania è una vera militarizzazione del territorio. Infatti dopo aver ipotizzato lo schieramento dell'esercito a protezione delle discariche, forte del rinnovato e forte sostegno del governo Bertolaso non ha perso tempo ed ha annunciato che gli impianti di Cdr della Campania saranno gestiti dal Genio Militare. A rendere ancora più preoccupante il quadro l'appoggio quasi unanime da parte dell'opposizione presente in Parlamento. Per tutti le dichiarazioni di Realacci e Follini: "La posizione espressa oggi da Berlusconi è condivisibile nelle sue linee principali. In Parlamento avremo modo di migliorare il decreto in alcuni punti, a nostro avviso fondamentali". Ieri sul caso Campania si è registrata anche un intervento del Quirinale. Dal Capo dello Stato Giorgio Napoletano l'appello al risveglio delle coscienze e al senso di responsabilità: ai ragazzi delle scuole incontrati ieri al Quirinale, ha detto: "Sono molto angosciato. Come capo dello Stato e come napoletano vivo questa situazione con grande sgomento. La cosa peggiore che si può fare è lasciar accumulare i rifiuti nelle strade, lasciarli marcire o addirittura arrivare alla follia di incendiarli". A chi manifesta lancia un monito ("Se tutti dicono 'portateli da un'altra parte', sarà la catastrofe") e a tutti ricorda: camorra e rifiuti sono due bubboni da estirpare. 31/05/2008.

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FUGA DAI CDR, ARRIVA L'ESERCITO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Fuga dai cdr, arriva l'Esercito DANIELA DE CRESCENZO Sarà l'Esercito a gestire gli impianti di cdr: lo ha annunciato Guido Bertolaso subito dopo il vertice napoletano con Berlusconi. E il presidente ha, a sua volta, ribadito: "Su Chiaiano non faremo marcia indietro". "Il genio militare è già a Napoli e si sta addestrando", ha spiegato il sottosegretario rispondendo a una domanda dei giornalisti. E infatti qualche ora prima il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, aveva autorizzato l'impiego di personale militare particolarmente qualificato. In campo scenderanno 32 tra ufficiali e marescialli pronti a lavorare al coordinamento generale e all'amministrazione degli impianti, garantendo il funzionamento 24 ore su 24. Un modo per superare l'ostacolo creato dalla Fibe. L'azienda del gruppo Impregilo, attualmente nel mirino di due inchieste della magistratura, ha manifestato l'intenzione di ritirare al più presto il personale dai sei cdr attualmente in funzione in Campania. Quella dell'Esercito sarà una gestione, a quanto pare, di non lunga durata visto che i capannoni di Giugliano, Caivano, Santa Maria La Fossa, Casalduni, Pianodardine, Battipaglia e Tufino (quest'ultimo sotto sequestro) non serviranno più a produrre combustibile da rifiuti, ma ospiteranno le vasche di compostaggio. Sarà così superato definitivamente uno dei punti più controversi del precedente sistema di lavorazione, quello che tanti problemi ha creato a tutti i commissari, incluso lo stesso Bertolaso. Gli impianti non hanno mai prodotto materiale in linea con le norme italiane ed europee, come hanno sostenuto i pm in più indagini. E i cosiddetti impianti di cdr (combustibile da rifiuti) hanno tirato un brutto tiro anche a Berlusconi che è inciampato in un lapsus definendoli "centri dei rifiuti". Ma il piano presentato ieri a Napoli dal presidente del consiglio non riguarda certo solo i vecchi capannoni, anzi si è arricchito di nuovi particolari rispetto alla seduta del consiglio dei ministri che si è tenuta in città il 21 maggio. Al summit hanno partecipato i ministri Roberto Maroni e Stefania Prestigiacomo; il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti; il supercommissario Gianni De Gennaro; il governatore Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e quelli degli altri capoluoghi, i prefetti e i presidenti delle cinque province. Poi il premier ha incontrato i responsabili delle forze dell'ordine. Al termine l'annuncio di un piano in quattro punti: discariche, termovalorizzatori, raccolta differenziata e cdr. Un piano complesso che si svilupperà in più fasi, partendo, appunto dalle discariche. "È il meglio che si può fare e sarà attuato nel giro di tre anni", ha detto infatti il presidente. E ancora: "Dobbiamo trovare delle discariche per smaltire le settemila tonnellate che si producono ogni giorno e il decreto ne individua di nuove". Alla fine, una conferma: "Chiaiano si farà. Tutte le nostre relazioni tecniche ci indicano che la cava è adeguata. Se si deciderà di aprire l'area sarà dichiarata zona militare, difesa da soldati e chi si opporrà alla gestione della discarica sarà perseguito come persona che ha commesso un reato". Parole dure che immediatamente hanno messo in allarme i comitati che avevano accettato la mediazione di Bertolaso nominando dei propri tecnici con il compito di seguire i rilievi destinati a stabilire l'idoneità del luogo. Rilievi che nelle parole del premier appaiono di esito già certo. Ma Bertolaso appare subito più cauto e spiega: "I tecnici dell'Arpac stanno facendo un ottimo lavoro insieme con quelli del commissariato". Dopo le discariche bisognerà avviare i termovalorizzatori, per completarli ci vorranno tre anni e contemporaneamente dovrà decollare la raccolta differenziata: "In Campania ci sono città anche piccole dove ci sono situazioni ottimali, con una raccolta differenziata al 73%. Dobbiamo dispiegare un'attività capillare e lavorare a un piano particolare su questo punto, utilizzando anche in maniera massiccia i volontari. Un ruolo importante lo avranno le scuole e i mezzi di comunicazione, perché è importante anche economicamente fare del residuo dei rifiuti un momento di guadagno". E l'arrivederci arriva con un'assicurazione: "Lavoreremo intensamente, faremo presto".

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BERLUSCONI VA AVANTI Sì ALLA SUPERPROCURA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Berlusconi va avanti sì alla Superprocura PAOLO RUSSO Tre falle nel piano, Berlusconi le sigilla: avanti tutta, nessuna virata. Nove giorni dopo il varo del decreto salva-Campania, il premier torna a Napoli e trova 63mila tonnellate di immondizia in più, i bagliori della guerriglia di Chiaiano e una maxi-inchiesta della magistratura. Tre imprevisti e altrettante polemiche da affrontare. Il presidente del Consiglio non torna indietro. Le dieci discariche previste si faranno, compreso Chiaiano dove "se necessario sarà usata la forza dello Stato". I primi quattro siti saranno aperti entro dieci giorni. Si farà la Superprocura per i reati ambientali. Arriverà l'Esercito a gestire gli impianti rimasti senza dirigenti dopo l'inchiesta, e "in tre anni", come promesso in occasione del Consiglio dei ministri del 21 maggio scorso a Napoli, la crisi sarà definitivamente risolta. Del decreto non si modifica una virgola. Ieri, un tagliando volante alla macchina appena messa in moto. Con una stoccata riservata "all'ordine giudiziario". La Superprocura. "Secondo noi - dice Berlusconi - non esistono profili di incostituzionalità nel decreto presentato dal governo sui rifiuti. È un giudizio fondato sul parere di autorevoli costituzionalisti". Nulla da eccepire, secondo il premier, se si affida al procuratore della Repubblica di Napoli la competenza per tutti i reati in materia di ambiente e rifiuti che si commettono in Campania. "Un ordine dello Stato - ha aggiunto il premier - non può vivere in un empireo e pensare alle leggi come a un moloc assoluto. Le leggi devono essere adattate per far vivere meglio i cittadini e consentire loro di aumentare i propri diritti. Questa la risposta alle polemiche e al documento di 70 magistrati napoletani che indica profili incostituzionali nella Superprocura. Nessuna limatura al decreto, e nemmeno all'articolo 3 che definisce le "nuove competenze dell'autorità giudiziaria", e sul quale l'opposizione, con il Pd e l'Idv, chiede correzioni. L'inchiesta. Mentre Berlusconi blindava in Prefettura il piano e i poteri del sottosegretario Guido Bertolaso, intanto in Procura a Napoli proseguivano gli interrogatori degli arrestati (25) dell'inchiesta chiamata "Rompiballe" con riferimento alle ecoballe con il trucco, e che ora sta complicando l'avvio del piano. "È stato scritto e detto - dice Berlusconi - di un'inchiesta a orologeria, uscita quattro mesi dopo la richiesta del Gup e il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro decreto. Ci ha creato difficoltà e poteva demotivare persone che per fortuna lavorano con passione e entusiasmo". La soluzione? A gestire i sette Cdr sarà il genio militare. Accanto a premier c'è il sottosegretario. I due si guardano: "Bertolaso è un uomo vero - dice Berlusconi - e non si è fatto intimidire nè demotivare come poteva accadere se non fosse stato la persona che è e che abbiamo la fortuna di avere nel nostro governo". Le proteste. Sugli appunti la frase chiave, il premier la pronuncia con occhio severo: "Non succederà più che lo Stato faccia ancora passi indietro: troppe volte decisioni assunte non sono state imposte da organi democraticamente eletti. Mai più piccole minoranze bloccheranno opere pubbliche. In passato c'è stata una pericolosa avventura nell'anarchia". A Chiaiano, come negli altri nove siti, se necessario si ricorrerà alla forza pubblica per aprire le discariche. "A differenza del passato - dice Berlusconi - si deve sapere che noi siamo convinti che è nostro preciso dovere che lo Stato faccia finalmente e definitivamente lo Stato". E ringrazia le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Immediata la risposta da Chiaiano. I comitati hanno subito definito "sconcertanti e irresponsabili". "Se quella di Berlusconi è una provocazione per gettare benzina sul fuoco - aggiungono - allora casca male. La mobilitazione continua con convinzione e grande senso di responsabilità". I tempi. Avanti tutta, schivando inchieste, polemiche e proteste. Anche quelle che hanno accolto l'arrivo del premier in Prefettura: slogan e striscioni da parte di un gruppo di ex detenuti indultati e del parlamentare dell'Idv Franco Barbato. Nel vertice, invece - allargato oltre che al sindaco di Napoli Rosa Iervolino, al governatore Antonio Bassolino e ai cinque sindaci dei capoluoghi e ai presidenti delle Province - piena condivisione e collaborazione con l'opposizione. Berlusconi alla fine della riunione, accanto ai ministri dell'Interno Roberto Maroni, dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, al sottosegretario Paolo Bonaiuti, al capo della Polizia Antonio Manganelli e al commissario per l'emergenza rifiuti Gianni De Gennaro, sorride e riconferma: "Sarò qui ogni settimana". Obiettivo tre anni. Finora sono trascorsi solo dieci giorni. Roventi.

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"Rifiuti, basta con l'anarchia. Lo Stato c'è" (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 129 del 2008-05-31 pagina 5 "Rifiuti, basta con l'anarchia. Lo Stato c'è" di Adalberto Signore Berlusconi a Napoli: il parlamento approverà il pacchetto nella sua interezza. Segnali di disponibilità dal Pd a votare il testo. Si farà la Superprocura: serve una sola regia Napoli - Dalle quasi quattro ore di incontri con gli amministratori locali della Campania, Silvio Berlusconi esce piuttosto confortato. Non solo i cosiddetti big, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, ma anche i presidenti delle cinque province e i sindaci di Avellino, Benevento, Salerno e Caserta - tutti del centrosinistra - hanno garantito al premier pieno appoggio sull'emergenza rifiuti. E anche un deciso sostegno al decreto che, dopo il via libera del Consiglio dei ministri che la scorsa settimana si è tenuto proprio a Napoli, presto arriverà all'esame delle Camere. In Parlamento, è l'assicurazione che viene dal centrosinistra, l'opposizione non si metterà di traverso. Dal Pd, insomma, arriverà o l'astensione o, addirittura, un voto favorevole. Su cui Berlusconi ripone una certa fiducia se davanti agli amministratori locali dice chiaro che "il decreto sarà approvato dal Parlamento nella sua interezza". Con il sindaco di Napoli Iervolino convinta che il via libera debba arrivare "senza alcuna modifica". Un punto su cui durante il faccia a faccia si dice d'accordo anche il presidente della regione Bassolino. Così, forte delle garanzie arrivate dagli amministratori locali campani (ma anche dall'opposizione parlamentare) e dell'appello del capo dello Stato ("bisogna sostenere gli sforzi per superare l'emergenza"), Berlusconi decide di non concedere alcuno spiraglio a "quelle piccole minoranze" che dicono no alle discariche. "Chi si oppone e si augura un passo indietro - spiega il premier - deve sapere che noi siamo convinti che lo Stato debba fare lo Stato". In una conferenza stampa alla prefettura di Napoli - insieme al ministro dell'Interno Roberto Maroni, a quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, al sottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso e al commissario straordinario Gianni De Gennaro - il Cavaliere insiste sulla via della fermezza. Perché "troppe volte decisioni già assunte non sono state imposte da organi democraticamente eletti". Troppe volte, insomma, "si sono prese decisioni che sono poi rimaste sulla carta perché lo Stato non ha saputo garantirle". E ancora: "Troppe volte sulla questione rifiuti si sono fatti passi indietro". E questa è "una pericolosa avventura nell'anarchia". Che non si ripeterà, aggiunge il Cavaliere. Nessun tentennamento, dunque. Nemmeno sulla superprocura (il decreto attribuisce al procuratore di Napoli la competenza di tutti i procedimenti penali sui rifiuti), criticata in una lettera al Csm da una settantina di pm napoletani. "Non ha profili di incostituzionalità", dice Berlusconi citando "autorevoli costituzionalisti". Eppoi, "un ordine dello Stato non può vivere nell'empireo ed essere un moloch assoluto perché le leggi devono servire a vivere meglio". L'obiettivo, spiega, è "evitare che singoli magistrati locali intervengano su uno degli anelli della catena", che va dalle discariche ai termovalorizzatori, "interrompendo l'intero ciclo". D'altra parte, anche Bassolino nell'incontro con il premier fa presente quanto il meccanismo sia delicato tanto che "è sufficiente un granellino a far saltare tutto". E proprio l'aspetto giudiziario della vicenda rifiuti è stato a lungo trattato durante il Consiglio dei ministri. Con Berlusconi che non ha lesinato critiche a magistrati che "sembrano agire con il timer". "Bertolaso - dice davanti ai ministri riuniti a Palazzo Chigi - è demoralizzato perché neanche è arrivato e subito l'hanno messo in mezzo. Non potevano scegliere tempistica migliore". In conferenza stampa, però, sollecitato sulle 25 ordinanze di custodia cautelare dei giorni scorsi è ben più prudente. "Magistratura ad orologeria?", chiedono i giornalisti. "La risposta - ribatte il premier - è già contenuta nella domanda... Il tutto è stato reso pubblico il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro provvedimento. Solo Bertolaso non si è fatto intimorire. Ma lui, per fortuna, è un uomo vero". Anche sulla discarica di Chiaiano, Berlusconi è irremovibile: "Si farà. Tutte le nostre relazioni tecniche ci indicano che la cava è adeguata". E qualora si decidesse di aprirla (le analisi sulla compatibilità del terreno saranno completate tra una ventina di giorni), "sarà dichiarata zona militare" e "difesa da soldati". Chi si opporrà, aggiunge il Cavaliere "sarà perseguito come persona che ha commesso un reato". La strada, conclude il premier, è lunga. Ma "entro tre anni risolveremo l'emergenza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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