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toARTICOLI DEL 30-5-2008 #TOP
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Articoli
Monnezze (12)
Gli assenti mentre napoli sprofondava - corrado augias
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ecco un parziale elenco: "Mandiamo a casa Bassolino, Iervolino e compagnia cantante!" Sì, ma nel mezzo della crisi? Sollevandoli dalle loro responsabilità? E quale "classe dirigente" dovrebbe sostituirli? Il centro destra colluso? La sinistra radicale a parole e clientelare nei fatti?
Rifiuti,
arresti a Genova ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: poiché finiva nelle discariche praticamente come usciva dai cassonetti. I loro nomi ricorrono più volte nelle intercettazioni (vedi articolo a fianco) poiché le responsabilità sono diversificate a seconda del ruolo ricoperto. E però gli addebiti mossi dalla Procura risultano pesantissimi, legati in particolar modo alla falsificazione di rapporti e certificazioni "
Pochi
politici con la procura pd e pdl: stima agli arrestati - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: anche a Gianni De Gennaro dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente della Provincia Dino Di Palma. Insomma, le istituzioni del centrosinistra hanno scelto di stare con le istituzioni statali che le stanno aiutando. Intanto il Pdl picchia duro. Ecco Luigi Bobbio, segretario provinciale di An, esercitarsi criticamente sui pm ex suoi colleghi: "Quel provvedimento è arrivato all'
Chiaiano,
la chiesa è prudente "no, se c'è danno per i cittadini" - antonio
corbo ( da "Repubblica, La"
del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ho dato a Bertolaso e a De Gennaro l'elenco delle possibili discariche in Campania. Nessuna risposta. Si viene a Chiaiano dove in una cava bisogna mettere rifiuti inerti, ditemi dove sono gli inerti in Campania e quando i rifiuti saranno inertizzati. Siamo vicinissimi a città e ospedali e nel parco metropolitano collinare".
L'industria
estrattiva non è l'ecomafia - marco ielli
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ECOMAFIA C'è necessità di salvaguardare l'ambiente ma anche la produzione MARCO IELLI Legambiente attacca sul settore estrattivo in Italia. Sull'argomento è necessaria porre un netto distinguo circa la continua identificazione dell'intera classe imprenditoriale del settore in Puglia con le ecomafie che oltre ad essere offensivo per un'
"rifiuti,
la magistratura ha creato problemi" - antonio cianciullo
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Secondo: puntare con decisione sulla raccolta differenziata come strumento principe per diminuire il volume complessivo dei rifiuti. Terzo: chiarire che l'esercito non può essere impiegato in funzioni di ordine pubblico. Quarto: rafforzare l'azione della magistratura e dello Stato contro le ecomafie.
L'allarme
di Bertolaso: ora si rischia un nuovo disastro Dopo gli arresti si ritira la
Fibe, non gestirà più gli impianti di Cdr. E oggi Berlusconi arriva a Napoli
( da "Unita,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Producendo discariche che grondavano percolato, a Villaricca come a Lo Uttaro. In una certa misura, quindi, ha ragione anche il parlamentare napoletano del Pdl Maurizio Iapicca quando si domanda, in sintonia con i colleghi di partito e non solo: "Per quale ragione e perché solo adesso la magistratura napoletana ha sentito l'urgenza di avviare l'
Un
noir di ecomafia firmato Wu Ming ( da "Corriere della Sera"
del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: REDAZIONALE APERITIVO AL FRIDA CAFè Un noir di ecomafia firmato Wu Ming Dieci euro uguale un libro e un drink: una formula originale e pure vantaggiosa. L'appuntamento è dalle 18.30 alle 22.30 al Frida Cafè di via Pollaiuolo (zona Isola), dove Wu Ming (collettivo di narratori attualmente composto da cinque persone) presenta la sua ultima fatica.
La
Fibe vuole lasciare gli appalti ( da "Manifesto, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: mero scarto composto da inerti" da mandare in discarica con tanto di analisi false. A difendersi ieri, durante l'audizione in commissione Ambiente alla Camera, anche Guido Bertolaso: "Ogni volta che troviamo la soluzione, scopriamo altre difficoltà. Il provvedimento della magistratura crea problemi nel confronto con le autorità locali".
Dal
nostro inviato NAPOLI - La notizia più importante di ieri, per quell
( da "Messaggero,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: una il 10 e l'altra il 15 giugno, non apriranno le prime due vere discariche, quella di Savignano Irpino in provincia di Avellino e l'altra di Sant'Arcangelo Trimonte nel Beneventano. Sempre che continuino a funzionare a pieno regime - come stanno funzionando - San Tamarro e Ferrandelle, in provincia di Caserta.
Domenica
tutti a Chiaiano ( da "Liberazione"
del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: alle ecomafie e agli interessi più indecenti delle burocrazie politiche. Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della "categoria dell'emergenza" un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-
Capezzone:
L'inchiesta non fermi l'azione del governo
( da "Tempo,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: "Non ci sono più i Bassolino, i Pecoraro e le Iervolino a gestire la cosa. Berlusconi e il nuovo esecutivo sono estranei agli errori e agli orrori commessi negli anni passati, e si stanno giocando la loro credibilità politica. Un'apertura di credito è doverosa nei loro confronti e credo che nella popolazione ci sia".
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
G entile Augias, i
napoletani, come i rumeni, non sono tutti cattivi. Immagini di essere un napoletano
"responsabile" e di volersi "scuotere"; quali saranno i
dilemmi? Ecco un parziale elenco: "Mandiamo a casa Bassolino, Iervolino e compagnia cantante!" Sì, ma nel mezzo della
crisi? Sollevandoli dalle loro responsabilità? E quale "classe dirigente"
dovrebbe sostituirli? Il centro destra colluso? La sinistra radicale a parole e
clientelare nei fatti? La "società civile" di avvocati, notai,
medici e imprenditori con casa a Capri? Il Cardinale con San Gennaro alle
spalle? Forse è meglio non "scuotersi". "Battiamoci seriamente
per la differenziata! Facciamo manifestazioni per il riciclaggio!" Sì, ma
la differenziata ha un costo, e poi anche i differenziati dovranno essere
provvisoriamente stoccati. E se alla manifestazione mi trovo fianco a fianco
con quei verdi che sono tra le cause del problema? Forse è meglio non
"scuotersi". "Facciamo un piano regionale razionale che tenga
conto della geografia e della demografia". Sì, ma la monnezza di Napoli,
non la vuole nessuno; ogni provincia si tiene la sua; a Napoli vive più della
metà della popolazione regionale, qualsiasi discarica sarà vicino a un luogo
molto popolato. "Scuotersi" per un piano "razionale
regionale" significherebbe fare a mazzate tra città e campagna. Insomma, i
napoletani non sono "irresponsabili". Forse sono troppo responsabili
e saggiamente depressi, sanno di dover fronteggiare un enorme problema che
prima o poi riguarderà l'intero pianeta. Il rischio, soffiando sul fuoco, è che
la depressione si trasformi in disperazione insensata. Tommaso Pagano
pagano.tommaso@libero.it C apisco il punto di vista del signor Pagano,
'scuotersi' è difficile, ogni provvedimento va pesato col bilancino in una
società lacerata e largamente imputridita. Contesto però il suo giudizio nella
prospettiva storica. Alla situazione di oggi si è arrivati nel corso di quasi
un ventennio nella generale indifferenza dei napoletani che non sono certo
tutti diavoli ma molto distratti sì. Il signor Pagano rappresenta sicuramente
la maggioranza di napoletani onesti, proprio per questo chiedo: voi dov'eravate
mentre Napoli lentamente sprofondava? Non vi siete resi conto che gridare 'no
ai bruciatori', 'no alle discariche' era un'assurdità o stupida o criminale?
Chi dovrebbe prendersi cura delle immondizie di Napoli? Perché a Berna (in
Svizzera) ci sono i termovalorizzatori negli ospedali (negli ospedali!) e a
Napoli vengono osteggiati da una plebe fanatizzata, superstiziosa, diventata
strumento della camorra? La classe politica è venuta meno ai suoi doveri,
d'accordo. Ma a Napoli c'è stata anche una classe dirigente che ha continuato a
farsi i fatti suoi mentre la città moriva. Così per l'ennesima volta si è
dovuto invocare, pietire, un aiuto esterno. Quella classe dirigente sarà almeno
capace di vedere oggi la sua umiliazione? Di trarre da questa tragedia che si
riflette purtroppo sull'intera nazione un avvertimento per il futuro?.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Coinvolti cinque
uomini di Fisia Italimpianti. I pm: "Falsificarono le certificazioni"
GENOVA. I vertici di Fisia Italimpianti, per commentare il terremoto, usavano
ieri la parola "ferita". Perché la spazzatura di Napoli, l'abisso che
ha inghiottito persino il prefetto Alessandro Pansa e minaccia il capo della
Protezione Civile Guido Bertolaso, sta travolgendo una delle più note aziende
genovesi, il cui nome - Italimpianti appunto - rimanda a un pezzo di storia
della città, al colosso statale poi smembrato e privatizzato. Cinque uomini di
Fisia (oggi controllata dal gruppo Impregilo) sono stati arrestati l'altro ieri
nell'ambito della maxi-inchiesta dei pm partenopei Giuseppe Noviello e Paolo
Sirleo sulla fallimentare gestione dei rifiuti in Campania tra il 2005 e il
2007 (25 complessivamente le ordinanze di custodia cautelare eseguite
all'alba). Uno, Roberto Malvagna, è l'attuale amministratore delegato della
società ed è stato prelevato negli uffici di San Benigno a Genova, le torri di
vetro e cemento dove lavorano 300 dipendenti; gli altri arrestati - Massimo
Cortese, Giovanni De Laurentiis, Ernesto Picarone (pure lui intercettato nel
capoluogo ligure) e Filippo Rallo - sono ingegneri delegati a gestione e
coordinamento degli impianti di trattamento della monnezza: avrebbero fatto
smaltire come rifiuto "trattato" e quindi non inquinante, spazzatura
che in realtà era estremamente pericolosa, poiché finiva
nelle discariche praticamente come usciva dai cassonetti. I loro nomi ricorrono
più volte nelle intercettazioni (vedi articolo a fianco) poiché le
responsabilità sono diversificate a seconda del ruolo ricoperto. E però gli
addebiti mossi dalla Procura risultano pesantissimi, legati in particolar modo
alla falsificazione di rapporti e certificazioni "in un modello di
gestione piegato esclusivamente a interessi economici e incline a violare
qualsiasi interesse collettivo, persino quelli della salute e
dell'ambiente". La sintesi dell'accusa è semplice: il Commissariato per
l'emergenza rifiuti - cioè lo Stato - pagava in teoria per un lavoro realizzato
secondo certi parametri; i dipendenti di Fisia, anziché farlo condurre a regola
d'arte, avrebbero descritto interventi mai eseguiti, risparmiando e al contempo
garantendosi la prosecuzione dell'incarico in Campania. "Addebiti tutti da
dimostrare - insiste il legale dei quattro tecnici, il genovese Andrea
Garaventa - in una vicenda intricata e complessa". Per orientarsi un po'
occorre tornare indietro di qualche anno, riannodare i fili del coinvolgimento
ligure nell'affaire spazzatura e ricordare un'altra inchiesta - rivelata a
marzo proprio dal Secolo XIX - che aveva investito la multinazionale. Nel 1999
viene infatti disposta l'aggiudicazione in via provvisoria del servizio
smaltimento rifiuti per la provincia di Napoli a un'associazione temporanea di
imprese: è composta dalla stessa Fisia e poi dalle "sorelle" Babcock
Kommunal, Deutsche Babcock Anlagen, Evo Oberhausen, Impregilo. L'associazione è
denominata Fibe, e proprio a nome di Fibe sono giunte ieri le dichiarazioni
ufficiali in merito agli arresti: "Pienamente convinti della legittimità
del nostro operato, esprimiamo stupore e sorpresa avendo sempre agito con
grande senso di responsabilità per far fronte all'emergenza". Fino al 2005
Fibe (di cui Fisia è una componente essenziale, specie nella fornitura della
competenza tecnica) è in sostanza aggiudicataria di un appalto. Deve, nei vari
centri specializzati sparsi per la Campania, trattare le montagne di spazzatura
che arrivano con i camion e suddividerla, ricavando parecchio cdr (combustibile
derivato da rifiuti); questo va compattato a sua volta in ecoballe da smaltire
negli inceneritori, alcuni da costruire in provincia di Napoli, altri presenti
in Germania dov'è necessario spedirle con i treni. Nel 2005 il contratto viene
"risolto" per una serie di problemi relativi proprio alle ecoballe:
sono di qualità scadente, lo smaltimento s'arena e su quest'aspetto s'incardina
la prima tranche d'indagine raccontata dal nostro giornale. "Per forza -
replica Fisia - i presupposti erano la raccolta differenziata nei comuni e la
realizzazione d'inceneritori mai costruiti. Siamo stimati in tutto il mondo,
impossibile che il lavoro sia di cattiva qualità in Italia". L'accordo
commerciale salta, ma qualcuno quei rifiuti deve continuare a trattarli e
inizia una classica "fase transitoria" all'italiana, che doveva
durare sei mesi e invece si protrae da più di trenta. In pratica, Fibe e Fisia
continuano a fare quel che facevano prima: non più come vincitrici d'una gara,
ma obbligate dalla legge a lavorare "per conto" del Commissariato che
le coordina in tutto e per tutto. Ecco, da lì inizia il periodo su cui si
concentrano i pm per il secondo filone d'inchiesta (si succedono nell'ordine i
commissari Catenacci, Bertolaso, Pansa e Cimmino, prima del periodo De Gennaro
estraneo al lavoro del pm), che ha portato agli arresti dell'altro ieri. Fibe e
Fisia - pagate secondo un sistema di "rendicontazione", una specie di
rimborso spese che include pure gli stipendi dei suoi lavoratori - accusano
perdite poiché l'affare procede in condizioni disastrose. E nel generale caos -
scrive la Procura - si materializzerebbero gli illeciti, le false
certificazioni di trattamenti mai avvenuti per risparmiare e le coperture
d'emergenza (con calce, sabbia o legno) per "nascondere" i materiali
maleodoranti. "Ci vorrà tempo per capire davvero cos'è accaduto" dice
l'avvocato Garaventa. Ma non è un mistero che qualcuno, nei corridoi di San
Benigno, pronunci da tempo una frase a denti stretti: "Al Sud, mai
più". MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it 30/05/2008 IL GLOSSARIO
30/05/2008 Cdr. Acronimo di combustibile derivato dai rifiuti. È un
combustibile solido, triturato e secco ottenuto dalla selezione e dal
trattamento dei rifiuti solidi urbani con esclusione della frazione organica e
dei materiali non adatti alla combustione. Può essere smaltito nei
termovalorizzatori. Ecoballe. Blocchi cilindrici di Cdr triturato ed avvolto a
strati in teli di materiale plastico. Frazione organica. È costituita dagli
scarti alimentari e da materiale organico in genere. Importante che sia
separata dal resto dell'immondizia con la raccolta differenziata, perché se
smaltita in discarica, può produtte liquidi (percolato) e biogas (metano)
inquinanti per l'atmosfera e le falde acquifere. Fos. Acronimo di frazione
organica stabilizzata. Dalla fermentazione della frazione organica in
contenitori si ricava un ottimo fertilizzante: il compost. Raccolta
differenziata. Raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziata per tipologia
di materiale (carta, plastica, vetro, umido). Entro il 2006 sarebbe stato
obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35%
dei rifiuti. La nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro
il 2010. Sovvallo. Materiale secco non riciclabile, né utilizzabile per la
produzione di Cdr. Va smaltito in discarica. Termovalorizzatore. Impianto di
incenerimento dei rifiuti di nuova generazione, in grado di produrre energia
dal processo di combustione del Cdr. 30/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Le reazioni Forza Italia: "Invece di risolvere, i magistrati complicano e
aggravano i problemi" Pochi politici con la Procura Pd e Pdl: stima agli
arrestati ROBERTO FUCCILLO L'INCHIESTA della Procura di Napoli rimescola e
riorganizza la politica campana. I 25 arresti hanno prodotto un fronte
trasversale fra Pdl e Pd. Mentre Bassolino chiede che
il decreto governativo non sia stravolto, la prima mossa del segretario
regionale Pd, Tino Iannuzzi, è stata un attestato di stima a uno dei principali
indagati, il prefetto Alessandro Pansa. Stima estesa anche
a Gianni De Gennaro dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente della
Provincia Dino Di Palma. Insomma, le istituzioni del centrosinistra hanno
scelto di stare con le istituzioni statali che le stanno aiutando. Intanto il
Pdl picchia duro. Ecco Luigi Bobbio, segretario provinciale di An, esercitarsi
criticamente sui pm ex suoi colleghi: "Quel provvedimento è arrivato all'improvviso.
Era stato chiesto da quattro mesi, ma c'era comunque la possibilità di chiedere
il differimento dell'esecuzione. E poi, se i soggetti erano seguiti da tanto
tempo, perché non li si è fermati prima?". Inutile girarci troppo attorno,
"così si danneggia l'uomo di Stato che incarna l'unica possibilità di
riuscita del piano. D'altro canto è evidente che ci sono alcuni magistrati
"Nimby", contrari a termovalorizzatori e discariche". Conferma
Maurizio Iapicca di Forza Italia: "Perché solo adesso una inchiesta che
provoca altro scompiglio? Invece di risolvere, i magistrati complicano e aggravano
i problemi. Il solito agguato politico giudiziario a Berlusconi". Un altro
segnale bipartisan anti-Procura arriva dal verde Massimo Scalia e dal forzista
Paolo Russo. I due firmano una dichiarazione di stima per due degli arrestati,
Roberto Cetera e Lorenzo Miracle, vertici di quella Ecolog che fino a pochi
giorni fa ha portato i rifiuti in Germania. Il fronte avverso invece inizia con
l'ex senatore di Rifondazione Tommaso Sodano: "L'opposizione degli
ambientalisti era fondata". Prosegue con Franco Barbato di Italia dei
valori: "L'inchiesta è positiva, occorre riportare la legalità anche nelle
istituzioni". Annovera anche il presidente regionale dei verdi Tommaso
Pellegrino, che però ci aggiunge la solidarietà a Pansa. Qualcuno poi tenta la
spallata a Bertolaso. Invocano la fine del commissariato Carmelo Conte e Felice
Iossa, socialisti ormai in forze al Pd. Idem l'ex parlamentare Udeur Pasquale
Giuditta. Ma soprattutto ecco Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio
regionale, guidare una delegazione in vista alle discariche emiliane e trarne
una conclusione: "Sì alle discariche, ma solo se ben progettate.
Chiederemo a Bertolaso di ascoltare la politica e spero che lo stesso
presidente Berlusconi possa rivedere il decreto".
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli Chiaiano,
la Chiesa è prudente "No, se c'è danno per i cittadini" La cava è
dell'Arciconfraternita dei Pellegrini Scoperta la proprietà dello spazio
destinato a discarica. Strane manovre sui suoli ANTONIO CORBO (segue dalla
prima di cronaca) Ernesto Cravero è un docente di geologia. "Sono uno dei
mille confratelli", conferma. Anche Paolo Sodano è geologo, ma si occupa
di amministrazione nell'Augusta Arciconfraternita della Santissima Trinità dei
Pellegrini, fondata nel 1758 per ospitare, vestire e curare i poveri, sede in
via Portamedina 41, accanto all'ospedale della Pignasecca, tra gli iscritti
molti professionisti di prestigio, "tenuti insieme dal comune spirito
cristiano", ma anche una regola mai scritta: l'unione è potere. La
"Cava del poligono", 32 mila metri quadri, dovrebbe essere la prima
discarica. Intorno altre 17. La più grande, "Cava Conditone", è
dietro un cancello invalicabile, il catenaccio con lucchetto è all'interno
dell'inferriata, quindi chi ha chiuso per ultimo è dentro. Nessuno che si veda
laggiù, nessuno che apra, ma ci sono auto ferme e si sentono voci lontane. Chi
si nasconde, e perché? Qui hanno girato le scene del film "Gomorra".
Ma la trama è un'altra: oltre questa cava, si scorgono le tre acquistate da
Fibe, la società di Impregilo coinvolta anche nel blitz dei 25 arresti. Si è
letto che anche qui Fibe abbia acquistato a prezzi alti suoli venduti un giorno
prima dai contadini a oscuri affaristi, a prezzi irrisori. "Due passaggi
di proprietà, uno dopo l'altro, con lo stesso notaio", insistono a
Chiaiano, sarà vero? Chiarirà la Procura. La vice di Bertolaso, Marta Di
Gennaro, in una riunione tecnica un giorno prima del suo arresto non disse
nulla. "è la prima volta che lo sento dire...". Si ritorna alla
"Cava del poligono", dove Giovanni de' Medici spiega le sue
perplessità. Geologo dell'università, consulente dei Comuni ostili alla
discarica. Marano è a
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina X - Bari
L'INDUSTRIA ESTRATTIVA NON è L'ECOMAFIA C'è necessità di
salvaguardare l'ambiente ma anche la produzione MARCO IELLI Legambiente attacca
sul settore estrattivo in Italia. Sull'argomento è necessaria porre un netto
distinguo circa la continua identificazione dell'intera classe imprenditoriale
del settore in Puglia con le ecomafie che oltre ad essere offensivo per un'intera
categoria produttiva, dimostra la persistenza di limiti e pregiudizi culturali
che non contribuiscono certo ad affrontare in maniera puntuale e concertata la
questione. Peraltro sono sufficienti i dati pubblicati dall'ISAE (Istituto di
studi e Analisi Economica) del 26 Marzo sul settore lapideo in Italia per
rendersi conto che il settore è in netta contrazione: infatti nel primo
trimestre
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca
"Rifiuti, la magistratura ha creato problemi" Bertolaso in
Parlamento: situazione più grave, le aziende si stanno ritirando Le scuse per
le frasi intercettate: parole forti dettate dall'esasperazione e dalla
solitudine ANTONIO CIANCIULLO ROMA - "L'intervento della magistratura ha
creato problemi non solo personali ma anche con le comunità locali",
problemi che hanno reso più difficile risolvere le tensioni proprio quando si
era arrivati a un punto d'incontro sul nodo della discarica. Così il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso ha commentato gli
effetti provocati dall'indagine della procura di Napoli. Convocato dalla
commissione Ambiente della Camera, Bertolaso ha tracciato un quadro allarmato
della situazione, ulteriormente aggravata dal ritiro annunciato dalle società
che si erano impegnate a costruire un pezzo del ciclo di lavorazione dei
rifiuti. Anche la Fibe, l'azienda del gruppo Fiat in prima linea nell'inchiesta
aperta dalla magistratura, ha gettato la spugna proprio a causa del
coinvolgimento del suo vertice nell'indagine giudiziaria. Davanti ai deputati,
il sottosegretario ha cercato di sfumare le frasi che, nei giorni scorsi, erano
emerse dalle intercettazioni delle sue telefonate ("Una devastante vicenda
di vigliaccheria assoluta da parte dello Stato" e "Io ho un obiettivo
preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell'Ambiente"). "Parole
forti dettate dall'esasperazione di chi aveva accettato di vivere il rischio in
prima persona", ha detto Bertolaso a Montecitorio. "Solo chi ha
vissuto quest'esperienza conosce il sentimento di solitudine che si può
provare, basta chiedere a Pansa e a De Gennaro". Dal punto di vista
tecnico, l'audizione ha riservato poche sorprese e molte conferme. La notifica
della lunga stagione in cui i napoletani sono stati presi in giro dalla giostra
di impianti fasulli ("La spazzatura che entrava e quella che usciva era la
stessa cosa, solo che da un lato entrava tritata, dall'altro usciva in
ecoballe"). E la precarietà su cui poggia il braccio di ferro a Chiaiano:
solo tra 15 giorni arriveranno i risultati delle indagini che i tecnici
dell'Arpac hanno svolto in loco e solo allora si saprà se, a loro giudizio, la
zona è idonea a ospitare la discarica. Dunque un quadro quanto mai incerto, con
soluzioni d'emergenza imposte dalla mancanza di programmazione e di capacità
gestionale. Un quadro che, secondo il ministro dell'Ambiente Stefania
Prestigiacomo, pienamente solidale con Bertolaso, potrebbe richiedere risposte
drastiche: "Non esiteremo ad adottare scelte anche dolorose e difficili
con la fermezza necessaria per riportare la Campania a una situazione propria
di un paese civile". Intanto il ministro ombra per l'Ambiente, Ermete
Realacci, ha proposto quattro emendamenti al decreto sui rifiuti. Primo: far
partire subito le bonifiche per dimostrare che lo Stato intende chiudere la
stagione vergognosa dell'inquinamento diffuso e tollerato. Secondo:
puntare con decisione sulla raccolta differenziata come strumento principe per
diminuire il volume complessivo dei rifiuti. Terzo: chiarire che l'esercito non
può essere impiegato in funzioni di ordine pubblico. Quarto: rafforzare
l'azione della magistratura e dello Stato contro le ecomafie.
( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del L'allarme di Bertolaso: ora si rischia un nuovo disastro Dopo
gli arresti si ritira la Fibe, non gestirà più gli impianti di Cdr. E oggi Berlusconi
arriva a Napoli di Eduardo Di Blasi / Roma L'EMERGENZA RIFIUTI CONTINUA. Almeno
sino alla fine del dicembre 2009, infatti, il sottosegretario Guido Bertolaso
manterrà il proprio incarico con il pieno sostegno del governo di Silvio
Berlusconi e dell'opposizione parlamentare. Durante l'audizione in commissione
Ambiente della Camera, il sottosegretario ha ricevuto un sentito applauso
bipartisan a coronamento di una frase del ministro Stefania Prestigiacomo in
cui gli si esprimeva "massima solidarietà e pieno incondizionato sostegno
del governo". Il ministro all'Ambiente ha anche sottolineato: "Non
vorrei che si ingenerasse in chi viene chiamato ad affrontare questa difficile
sfida, la sensazione di essere comunque a rischio". È stato poi lo stesso
Bertolaso a difendersi con determinazione, riferendosi ad alcune
intercettazioni particolarmente pungenti: "Se ci sono state affermazioni e
parole forti, ciò deriva dall'esasperazione di chi ha accettato qualsiasi
rischio per risolvere la questione della spazzatura, anche prendendo strade al
margine della legalità". È questo, esattamente, il punto. Il "margine
della legalità" di chi ha operato in condizioni di emergenza senza avere
la forza di chiudere il ciclo dei rifiuti, ma basandosi su Cdr malfunzionanti,
produttori di "ecoballe" da accatastare nei piazzali della Campania,
facendo, parola dell'ex subcommissario Marta Di Gennaro, "mucchi di
merdaccia". Non è una colpa specifica di Bertolaso (commissario per pochi
mesi tre commissari fa), ma di un sistema che non è riuscito a garantire
alcunché. Il sottosegretario vuole andare oltre, e attacca: "L'intervento
della magistratura ha creato problemi non solo personali ma anche con le
comunità locali". Le intercettazioni rilanciate dalla stampa hanno fatto
perdere credibilità all'istituzione commissariale, afferma. È una difesa del
proprio lavoro, certamente, ma è anche l'ammissione di aver agito
effettivamente sul crinale della legge. Producendo discariche che grondavano percolato, a Villaricca come a Lo Uttaro. In una
certa misura, quindi, ha ragione anche il parlamentare napoletano del Pdl
Maurizio Iapicca quando si domanda, in sintonia con i colleghi di partito e non
solo: "Per quale ragione e perché solo adesso la magistratura napoletana
ha sentito l'urgenza di avviare l'inchiesta che ha portato all'arresto
di 25 persone, provocando altro scompiglio?". Ma il tema non può esaurirsi
nei tempi dei tribunali. Perché i cittadini campani, in quelle intercettazioni,
trovano conferma di quanto vedono, delle montagne di balle a Taverna del Re, a
Ferrandelle, del percolato a Parapoti. Adesso anche Silvio Berlusconi è
preoccupato. Dell'immagine, soprattutto. Oggi sarà di nuovo a Napoli, dopo aver
personalmente espresso solidarietà a Bertolaso. Un nuovo problema strutturale si
annuncia intanto all'orizzonte. La Fibe ha infatti scritto una lettera al
sottosegretario informandolo che si "ritira dagli impianti di Cdr".
Bertolaso motiva questa scelta con le misure cautelari accordate dal gip del
tribunale di Napoli per i vertici di Fibe e per i dirigenti di 6 dei 7 Cdr
campani (quelli in funzione). In verità è dallo stesso piano del governo che i
Cdr vengono cancellati (per essere convertiti in impianti di compostaggio), e
quindi la mossa dell'impresa del gruppo Impregilo, potrebbe spiegarsi anche con
una fuga in avanti. Il 13 giugno i circa 500 lavoratori di questi impianti
incroceranno le braccia: "I lavoratori - afferma Giuseppe Sgambati,
segretario regionale della Uilm - non possono essere penalizzati dal malgoverno
del sistema rifiuti in Campania". A essere penalizzati ci sono già i
cittadini.
( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE APERITIVO AL FRIDA CAFè Un noir di ecomafia firmato Wu Ming Dieci euro uguale un libro e un drink: una formula
originale e pure vantaggiosa. L'appuntamento è dalle 18.30 alle 22.30 al Frida
Cafè di via Pollaiuolo (zona Isola), dove Wu Ming (collettivo di narratori
attualmente composto da cinque persone) presenta la sua ultima fatica.
"Previsioni del tempo" (nella foto, la copertina) è un noir di ecomafia pubblicato nella collana VerdeNero delle Edizioni
Ambiente che devolve una parte delle royalties al progetto SalvaItalia di
Legambiente. Il protagonista del libro è Angelo, mediatore finanziario e
brocker di rifiuti in viaggio per l'Italia per smaltire un carico particolare.
Tra gli ospiti della serata anche Piero Colaprico, che nella stessa collana ha
pubblicato "L'uomo cannone".
( da "Manifesto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Bertolaso "La
Fibe vuole lasciare gli appalti" Adriana Pollice Napoli Sono cominciati
ieri a Napoli gli interrogatori degli indagati nell'inchiesta Rompiballe. I
primi a finire davanti al gip Rosanna Saraceno sono stati i responsabili degli
impianti di cdr campani, accusati di reati che vanno dalla truffa all'illecito
smaltimento dei rifiuti. Impresa ardua spiegare come non sapessero nulla della
prassi di triturare le ecoballe nei piazzali degli impianti passandoci sopra
con i camion, "trattamento" - secondo i pm Noviello e Sirleo -
studiato per far apparire il tutto come "mero scarto
composto da inerti" da mandare in discarica con tanto di analisi false. A
difendersi ieri, durante l'audizione in commissione Ambiente alla Camera, anche
Guido Bertolaso: "Ogni volta che troviamo la soluzione, scopriamo altre
difficoltà. Il provvedimento della magistratura crea problemi nel confronto con
le autorità locali". Insomma, a infastidire il sottosegretario sono
questi intoppi legali che rallentano la sua proverbiale efficienza. La Fibe,
poi, contribuisce alla discussione inviando una missiva a Bertolaso che se ne
fa latore: "Ad aggravare la situazione c'è la decisione dell'impresa, che
operava in nome del commissariamento e che facevano funzionare gli impianti, di
ritirarsi dopo l'indagine della magistratura sui vertici delle società".
Una prassi già sperimentata, quella di simulare una crisi nei rapporti, come
nei migliori matrimoni. Nel novembre 2005 Bertolaso rescisse il contratto con
la controllata della Impregilo per gravi inadempienze, con relativa causa per
danni intentata dalla Fibe, salvo annunciare di averle assegnato il
completamento degli impianti, senza spese di gestione. Il fatto, poi, che le
ecoballe altro non fossero che spazzatura triturata, secondo Bertolaso non è
grave, si tratta di un fatto "abbastanza noto. Se vi sono state parole
forti derivava solo dall'esasperazione di chi aveva accettato di tentare di
risolvere il problema". Un sottosegretario dal volto umano, quello di ieri
in commissione. Però, secondo il gip Saraceno, l'allora commissariato
straordinario più che solitudine mostrava "insofferenza" verso
"lo zelo e il pericoloso spirito investigativo dei carabinieri", in
particolare per le attività di indagine nella discarica di Villaricca. Quella,
per intenderci, satura fino all'orlo di percolato, ricoperta di terra per
evitare che tracimasse, come un piccolo Vajont. Che qualcuno se ne interessasse
infastidiva ad esempio Marta Di Gennaro, braccio destro di Bertolaso, che se ne
lamenta a telefono con un dirigente della Protezione Civile: "Il giorno 2
ho ricevuto una richiesta dal Noe di esibire documenti su Villaricca, allora io
l'ho detto a Guido e gli ho detto che questa è una cosa stranissima...ti
ricordi che Guido ha smesso di autorizzare le missioni dei
Carabinieri...". Quindi la benemerita in discarica non era gradita, meglio
l'esercito contro facinorosi e smaltitori illegali.
( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)
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NINO CIRILLOdal
nostro inviato NAPOLI - La notizia più importante di ieri, per quelli che hanno
a cuore il destino dei rifiuti di Napoli, è ovviamente nascosta tra una valanga
di agenzie: la Fibe, la società del gruppo Impregilo che gestiva i sette centri
di cdr (attenti sempre agli acronimi: combustibile derivato dai rifiuti) ha
detto basta e se ne è andata. Sapete che vuol dire? Che grazie all'inchiesta
giudiziaria dei fin troppo tempestivi pm napoletani, rimane oggi scoperto,
incustodito, lo snodo vitale di questa crisi, il passaggio obbligato per uscire
davvero dall'emergenza. Nelle intenzioni di Bertolaso, e in quelle del decreto
appena varato, la Fibe avrebbe dovuto gestire la chiusura di questi sette cdr
sparsi per la regione - come dire, il vero pronto soccorso della situazione -
per trasformarli in più razionali siti di compostaggio. Ebbene, la Fibe ha
deciso che ne aveva le tasche piene, che davanti all'arresto dei responsabili
dei sette centri, poteva ben considerare chiusa la sua avventura napoletana.
Dopo due giorni passati a boccheggiare non poco sotto i quaranta gradi, Napoli
ieri ha respirato. Ma per quanto ancora? Ecco perché in queste ore, in cui si
intrecciano gli annunci della politica e i veleni delle inchieste giudiziarie,
è particolarmente importante restare freddi e discernere bene: quanta
immondizia si sta raccogliendo? che possibilità ci sono di superare vivi
l'estate? Faceva un bilancio non privo di chiaroscuri, proprio ieri, il
commissario De Gennaro ancora in carica. Si stanno raccogliendo a Napoli 7 mila
tonnellate di rifuti al giorno, con una punta - venerdì 23 maggio - addirittura
di 10 mila tonnellate. Una bella notizia, non c'è che dire, ma che poco senso
avrebbe se a breve scadenza, una il 10 e l'altra il 15
giugno, non apriranno le prime due vere discariche, quella
di Savignano Irpino in provincia di Avellino e l'altra di Sant'Arcangelo
Trimonte nel Beneventano. Sempre che continuino a funzionare a pieno regime -
come stanno funzionando - San Tamarro e Ferrandelle, in provincia di Caserta.
Siamo sempre sul filo del rasoio, quindi. E chissà quanto ci rimarremo. Ci
hanno messo sicuramente del loro i magistrati napoletani, facendo esplodere
un'indagine che covava sotto la cenere da gennaio e investendo il Csm di una
raffica di pur plausibili obiezioni a un decreto che alla fine ha un solo grave
difetto: rispondere a un'emergenza vera con misure altrettanto emergenziali. E'
passata quasi in secondo piano la giornata di interrogatori per i sette
responsabili dei cdr campani, proprio quelli che la Fibe ha platealmente abbandonato
al loro destino. Iniziati all'ora di pranzo, sono proseguiti fino a sera senza
che trapelassero significative indiscrezioni, se non che tutti avrebbero
respinto le accuse. Ma a chi guarda la crisi di Napoli avendo presenti i
cassonetti stracolmi, queste sembrano solo schermaglie di una querelle
giudiziaria infinita. Ben più monitorata è la situazione di Chiaiano, popoloso
quartiere sulle colline a Nord di Napoli, che ha visto proteste e scontri di
piazza e che potrebbe tornare ad essere in breve tempo l'epicentro della crisi.
Si è affrettato a dire Bertolaso, ieri davanti alla commissione Ambiente della
Camera, che entro quindici giorni sapremo davvero se la cava di tufo di via
Cupa di Cane è adatta o meno a ospitare una vera discarica. Così come si sono
affrettati a dire, i ragazzi del Presidio, che loro, con i petardi contro la
Polizia di mercoledì notte, non c'entrano proprio niente. Come non c'entrano
con la camorra, checché ne continui a dire l'ex parroco di Forcella don Merola,
anche ieri intervistato dai tg.
( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Manifestazione nazionale,
per la salute, per l'ambiente, per la democrazia, per la libertà di movimento!
Domenica tutti a Chiaiano Chiaiano dopo Pianura, Giugliano Serre, Acerra,
Savignano? le lotte ambientali che hanno infiammato tante realtà della Campania
non nascono, come racconta la disinformazione mainstream, dagli "egoismi
del popolo del no". Queste insorgenze sono la risposta ad un esproprio di
democrazia ultradecennale che, come avvenne per la lunga stagione affaristica
del Commissariamento post-terremoto, ha consegnato i nostri territori alla
speculazione economica e finanziaria, alle ecomafie e agli
interessi più indecenti delle burocrazie politiche. Le strategie della
shock-economy campana hanno fatto della "categoria dell'emergenza" un
dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà
collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una
indispensabile strategia Rifiuti-Zero che protegga l'ambiente e la
salute collettiva, aprendo anche nuove opportunità lavorative. Le istituzioni e
quell'ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano retoricamente "il
bene collettivo", hanno lavorato per oltre 14 anni alla frantumazione di
questo concetto e alla contrapposizione tra le comunità, oscurando l'esistenza
di alternative concrete incentrate sul porta a porta, il riciclo, la riduzione
degli imballaggi, il compostaggio e gli impianti a freddo. Il
"decreto-rifiuti" del governo Berlusconi è la consacrazione di questo
processo e impone l'apertura di dieci discariche e quattro inceneritori che
devasterebbero ampie aree della regione! Proprio mentre in Sassonia ci dicono
che riciclano almeno il 70% dei rifiuti campani con dei banalissimi impianti di
differenziazione "a valle"? E' un modello di profitto sempre più
aggressivo verso gli uomini e la natura, che ritiene di sopravvivere alla crisi
distruggendo il territorio. Dal rilancio del Ponte sullo Stretto alla TAV ai
Rigassificatori fino all'annunciato ritorno del cosiddetto nucleare civile si
punta tutto sulle mega opere inutili e dannose e sul rilancio del business a
scapito della sicurezza del lavoro, della salute e dell'intera vita. Le lotte
contro le megadiscariche e l'incenerimento hanno invece costituito luoghi di
condivisione, spesso autentici "consigli dell'autogoverno", magari
ancora confusi e transitori ma capaci di fare rete tra le popolazioni e di
ritessere dal basso nuovi modelli di bene comune. La repressione che si sta
scatenando violentemente a Chiaiano e che ha già ferito gravemente alcuni
cittadini come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai
provvedimenti del governo, non è però l'ennesimo remake. E' molto di più! E' la
sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte
appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più
militarizzato. Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del
territorio: c'è la produzione di norme penali "Just-in-time" per
colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la
decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell'area della criminalità e
dei "comportamenti antinazionali". Lo "stato d'eccezione" -
quindi - diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della
decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua
delegittimazione sociale. La repressione violenta, l'ostentazione di forza
militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e
depositi bellici, l'arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne
sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo
della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali,
come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni
forma di conflitto sociale. Perciò "il destino di Chiaiano" (e poi di
Terzigno e Savignano e Ferrandelle?) è così cruciale. Lo sa bene il governo che
si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte
ambientali (e non solo) ed ha fatto della "discarica a Chiaiano" un
proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in
questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune
pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più
minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla
limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione. Perciò facciamo
appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai
No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a
Napoli, domenica primo giugno. L'urgenza di questa mobilitazione è dettata
dall'importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta
palesando in Campania. Per infrangere la cappa repressiva e l'accerchiamento
mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva
securitaria, la loro arroganza e la loro violenza! Perché la resistenza delle
popolazioni di Chiaiano e Marano come quelle di tantissime altre realtà della
regione e dell'intero paese sono momenti costituenti di un nuovo spazio
pubblico in difesa dei beni comuni. Contro la devastazione dell'ambiente,
contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori. Per
costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso.
La manifestazione inizierà alle ore 16 di domenica 1 giugno con concentramento
presso la fermata della metropolitana di Chiaiano. Comitati in difesa delle
cave di Chiaiano, Reti campane contro la devastazione ambientale Per info ed
adesioni retecampanasaluteambiente@noglobal.org, www.rifiutizerocampania.org
30/05/2008.
( da "Tempo, Il" del 30-05-2008)
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Capezzone: "L'inchiesta non fermi l'azione del governo" Sottolinea
"il dovuto rispetto" per le indagini in corso. Ma si dice
"preoccupato". Non parla di giustizia ad orologeria, ma si limita a
"constatare" che l'inchiesta sullo scandalo rifiuti diretta dalla
procura di Napoli può danneggiare l'opera del governo impegnato a trovare una
soluzione all'emergenza campana. L'ex radicale e oggi portavoce di Forza Italia
Daniele Capezzone non punta l'indice contro le toghe partenopee. E precisa che
i suoi non sono commenti. Sono fatti. Che succede in Campania? "Succede
che il governo ha iniziato con il piede giusto. So che i cittadini sono
esaperati e capisco che si siano sentiti trascurati e ingannati dalla politica
tante volte. Ma stavolta è diverso". Perché ora è diverso? "Non ci sono più i Bassolino, i
Pecoraro e le Iervolino a gestire la cosa. Berlusconi e il nuovo esecutivo sono
estranei agli errori e agli orrori commessi negli anni passati, e si stanno
giocando la loro credibilità politica. Un'apertura di credito è doverosa nei
loro confronti e credo che nella popolazione ci sia". Ma la
Campania è stata governata anche dal centrodestra... "Credo che nessuno
nel centrosinistra possa attribuire un grammo di responsabilità al
centrodestra". Ora, però, la questione da politica sta diventando
giudiziaria. Che ne pensa di questo sviluppo? "Con la dovuta
considerazione e il dovuto rispetto per gli organi della giustizia, non posso
negare di essere molto preoccupato. Noto che molte delle persone coinvolte sono
tra le più attrezzate per risolvere questa situazione difficile e che
l'inchiesta si è intrecciata con l'intervento del governo, producendo
oggettivamente un'ulteriore drammatizzazione del problema. Mi piacerebbe che
tutti seguissero il monito del presidente della Repubblica, contribuendo a
creare un clima cooperativo con il nuovo governo al fine di fronteggiare
l'emergenza". Ma la magistratura fa il suo lavoro e l'azione penale è
obbligatoria... "è evidente che occorre andare fino in fondo con l'inchiesta
e bisogna perseguire eventuali reati. Detto questo rilevo che molte di queste
vicende risalgono ad anni addietro e, ripeto, molte delle persone coinvolte
sono notoriamente stimate e apprezzate e ritenute le più credibili per
risolvere l'emergenza". Una giustizia ad orologeria? "Non sono un
bravo orologiaio. Mi limito a constatare che, oggettivamente, i tempi e le
modalità dell'inchiesta rischiano di riverberarsi in modo pesante sulla nuova
fase in corso. Voglio ricordare che molte volte c'è stato un filo che ha legato
l'intervento della magistratura alla vicenda dei rifiuti in Campania. E queste
non sono mie opinioni, sono fatti". Quale potrebbe essere l'effetto
"collaterale" dell'indagine? "Potrebbe bloccare o comunque
danneggiare l'opera del governo. E sarebbe un grave danno".