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DOSSIER “MONNEZZE”

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Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Monnezze (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Gli assenti mentre napoli sprofondava - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ecco un parziale elenco: "Mandiamo a casa Bassolino, Iervolino e compagnia cantante!" Sì, ma nel mezzo della crisi? Sollevandoli dalle loro responsabilità? E quale "classe dirigente" dovrebbe sostituirli? Il centro destra colluso? La sinistra radicale a parole e clientelare nei fatti?

Rifiuti, arresti a Genova ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: poiché finiva nelle discariche praticamente come usciva dai cassonetti. I loro nomi ricorrono più volte nelle intercettazioni (vedi articolo a fianco) poiché le responsabilità sono diversificate a seconda del ruolo ricoperto. E però gli addebiti mossi dalla Procura risultano pesantissimi, legati in particolar modo alla falsificazione di rapporti e certificazioni "

Pochi politici con la procura pd e pdl: stima agli arrestati - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: anche a Gianni De Gennaro dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente della Provincia Dino Di Palma. Insomma, le istituzioni del centrosinistra hanno scelto di stare con le istituzioni statali che le stanno aiutando. Intanto il Pdl picchia duro. Ecco Luigi Bobbio, segretario provinciale di An, esercitarsi criticamente sui pm ex suoi colleghi: "Quel provvedimento è arrivato all'

Chiaiano, la chiesa è prudente "no, se c'è danno per i cittadini" - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ho dato a Bertolaso e a De Gennaro l'elenco delle possibili discariche in Campania. Nessuna risposta. Si viene a Chiaiano dove in una cava bisogna mettere rifiuti inerti, ditemi dove sono gli inerti in Campania e quando i rifiuti saranno inertizzati. Siamo vicinissimi a città e ospedali e nel parco metropolitano collinare".

L'industria estrattiva non è l'ecomafia - marco ielli ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ECOMAFIA C'è necessità di salvaguardare l'ambiente ma anche la produzione MARCO IELLI Legambiente attacca sul settore estrattivo in Italia. Sull'argomento è necessaria porre un netto distinguo circa la continua identificazione dell'intera classe imprenditoriale del settore in Puglia con le ecomafie che oltre ad essere offensivo per un'

"rifiuti, la magistratura ha creato problemi" - antonio cianciullo ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Secondo: puntare con decisione sulla raccolta differenziata come strumento principe per diminuire il volume complessivo dei rifiuti. Terzo: chiarire che l'esercito non può essere impiegato in funzioni di ordine pubblico. Quarto: rafforzare l'azione della magistratura e dello Stato contro le ecomafie.

L'allarme di Bertolaso: ora si rischia un nuovo disastro Dopo gli arresti si ritira la Fibe, non gestirà più gli impianti di Cdr. E oggi Berlusconi arriva a Napoli ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Producendo discariche che grondavano percolato, a Villaricca come a Lo Uttaro. In una certa misura, quindi, ha ragione anche il parlamentare napoletano del Pdl Maurizio Iapicca quando si domanda, in sintonia con i colleghi di partito e non solo: "Per quale ragione e perché solo adesso la magistratura napoletana ha sentito l'urgenza di avviare l'

Un noir di ecomafia firmato Wu Ming ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: REDAZIONALE APERITIVO AL FRIDA CAFè Un noir di ecomafia firmato Wu Ming Dieci euro uguale un libro e un drink: una formula originale e pure vantaggiosa. L'appuntamento è dalle 18.30 alle 22.30 al Frida Cafè di via Pollaiuolo (zona Isola), dove Wu Ming (collettivo di narratori attualmente composto da cinque persone) presenta la sua ultima fatica.

La Fibe vuole lasciare gli appalti ( da "Manifesto, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: mero scarto composto da inerti" da mandare in discarica con tanto di analisi false. A difendersi ieri, durante l'audizione in commissione Ambiente alla Camera, anche Guido Bertolaso: "Ogni volta che troviamo la soluzione, scopriamo altre difficoltà. Il provvedimento della magistratura crea problemi nel confronto con le autorità locali".

Dal nostro inviato NAPOLI - La notizia più importante di ieri, per quell ( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: una il 10 e l'altra il 15 giugno, non apriranno le prime due vere discariche, quella di Savignano Irpino in provincia di Avellino e l'altra di Sant'Arcangelo Trimonte nel Beneventano. Sempre che continuino a funzionare a pieno regime - come stanno funzionando - San Tamarro e Ferrandelle, in provincia di Caserta.

Domenica tutti a Chiaiano ( da "Liberazione" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: alle ecomafie e agli interessi più indecenti delle burocrazie politiche. Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della "categoria dell'emergenza" un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-

Capezzone: L'inchiesta non fermi l'azione del governo ( da "Tempo, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Non ci sono più i Bassolino, i Pecoraro e le Iervolino a gestire la cosa. Berlusconi e il nuovo esecutivo sono estranei agli errori e agli orrori commessi negli anni passati, e si stanno giocando la loro credibilità politica. Un'apertura di credito è doverosa nei loro confronti e credo che nella popolazione ci sia".


Articoli

Gli assenti mentre napoli sprofondava - corrado augias (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

G entile Augias, i napoletani, come i rumeni, non sono tutti cattivi. Immagini di essere un napoletano "responsabile" e di volersi "scuotere"; quali saranno i dilemmi? Ecco un parziale elenco: "Mandiamo a casa Bassolino, Iervolino e compagnia cantante!" Sì, ma nel mezzo della crisi? Sollevandoli dalle loro responsabilità? E quale "classe dirigente" dovrebbe sostituirli? Il centro destra colluso? La sinistra radicale a parole e clientelare nei fatti? La "società civile" di avvocati, notai, medici e imprenditori con casa a Capri? Il Cardinale con San Gennaro alle spalle? Forse è meglio non "scuotersi". "Battiamoci seriamente per la differenziata! Facciamo manifestazioni per il riciclaggio!" Sì, ma la differenziata ha un costo, e poi anche i differenziati dovranno essere provvisoriamente stoccati. E se alla manifestazione mi trovo fianco a fianco con quei verdi che sono tra le cause del problema? Forse è meglio non "scuotersi". "Facciamo un piano regionale razionale che tenga conto della geografia e della demografia". Sì, ma la monnezza di Napoli, non la vuole nessuno; ogni provincia si tiene la sua; a Napoli vive più della metà della popolazione regionale, qualsiasi discarica sarà vicino a un luogo molto popolato. "Scuotersi" per un piano "razionale regionale" significherebbe fare a mazzate tra città e campagna. Insomma, i napoletani non sono "irresponsabili". Forse sono troppo responsabili e saggiamente depressi, sanno di dover fronteggiare un enorme problema che prima o poi riguarderà l'intero pianeta. Il rischio, soffiando sul fuoco, è che la depressione si trasformi in disperazione insensata. Tommaso Pagano pagano.tommaso@libero.it C apisco il punto di vista del signor Pagano, 'scuotersi' è difficile, ogni provvedimento va pesato col bilancino in una società lacerata e largamente imputridita. Contesto però il suo giudizio nella prospettiva storica. Alla situazione di oggi si è arrivati nel corso di quasi un ventennio nella generale indifferenza dei napoletani che non sono certo tutti diavoli ma molto distratti sì. Il signor Pagano rappresenta sicuramente la maggioranza di napoletani onesti, proprio per questo chiedo: voi dov'eravate mentre Napoli lentamente sprofondava? Non vi siete resi conto che gridare 'no ai bruciatori', 'no alle discariche' era un'assurdità o stupida o criminale? Chi dovrebbe prendersi cura delle immondizie di Napoli? Perché a Berna (in Svizzera) ci sono i termovalorizzatori negli ospedali (negli ospedali!) e a Napoli vengono osteggiati da una plebe fanatizzata, superstiziosa, diventata strumento della camorra? La classe politica è venuta meno ai suoi doveri, d'accordo. Ma a Napoli c'è stata anche una classe dirigente che ha continuato a farsi i fatti suoi mentre la città moriva. Così per l'ennesima volta si è dovuto invocare, pietire, un aiuto esterno. Quella classe dirigente sarà almeno capace di vedere oggi la sua umiliazione? Di trarre da questa tragedia che si riflette purtroppo sull'intera nazione un avvertimento per il futuro?.

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Rifiuti, arresti a Genova (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Coinvolti cinque uomini di Fisia Italimpianti. I pm: "Falsificarono le certificazioni" GENOVA. I vertici di Fisia Italimpianti, per commentare il terremoto, usavano ieri la parola "ferita". Perché la spazzatura di Napoli, l'abisso che ha inghiottito persino il prefetto Alessandro Pansa e minaccia il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, sta travolgendo una delle più note aziende genovesi, il cui nome - Italimpianti appunto - rimanda a un pezzo di storia della città, al colosso statale poi smembrato e privatizzato. Cinque uomini di Fisia (oggi controllata dal gruppo Impregilo) sono stati arrestati l'altro ieri nell'ambito della maxi-inchiesta dei pm partenopei Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo sulla fallimentare gestione dei rifiuti in Campania tra il 2005 e il 2007 (25 complessivamente le ordinanze di custodia cautelare eseguite all'alba). Uno, Roberto Malvagna, è l'attuale amministratore delegato della società ed è stato prelevato negli uffici di San Benigno a Genova, le torri di vetro e cemento dove lavorano 300 dipendenti; gli altri arrestati - Massimo Cortese, Giovanni De Laurentiis, Ernesto Picarone (pure lui intercettato nel capoluogo ligure) e Filippo Rallo - sono ingegneri delegati a gestione e coordinamento degli impianti di trattamento della monnezza: avrebbero fatto smaltire come rifiuto "trattato" e quindi non inquinante, spazzatura che in realtà era estremamente pericolosa, poiché finiva nelle discariche praticamente come usciva dai cassonetti. I loro nomi ricorrono più volte nelle intercettazioni (vedi articolo a fianco) poiché le responsabilità sono diversificate a seconda del ruolo ricoperto. E però gli addebiti mossi dalla Procura risultano pesantissimi, legati in particolar modo alla falsificazione di rapporti e certificazioni "in un modello di gestione piegato esclusivamente a interessi economici e incline a violare qualsiasi interesse collettivo, persino quelli della salute e dell'ambiente". La sintesi dell'accusa è semplice: il Commissariato per l'emergenza rifiuti - cioè lo Stato - pagava in teoria per un lavoro realizzato secondo certi parametri; i dipendenti di Fisia, anziché farlo condurre a regola d'arte, avrebbero descritto interventi mai eseguiti, risparmiando e al contempo garantendosi la prosecuzione dell'incarico in Campania. "Addebiti tutti da dimostrare - insiste il legale dei quattro tecnici, il genovese Andrea Garaventa - in una vicenda intricata e complessa". Per orientarsi un po' occorre tornare indietro di qualche anno, riannodare i fili del coinvolgimento ligure nell'affaire spazzatura e ricordare un'altra inchiesta - rivelata a marzo proprio dal Secolo XIX - che aveva investito la multinazionale. Nel 1999 viene infatti disposta l'aggiudicazione in via provvisoria del servizio smaltimento rifiuti per la provincia di Napoli a un'associazione temporanea di imprese: è composta dalla stessa Fisia e poi dalle "sorelle" Babcock Kommunal, Deutsche Babcock Anlagen, Evo Oberhausen, Impregilo. L'associazione è denominata Fibe, e proprio a nome di Fibe sono giunte ieri le dichiarazioni ufficiali in merito agli arresti: "Pienamente convinti della legittimità del nostro operato, esprimiamo stupore e sorpresa avendo sempre agito con grande senso di responsabilità per far fronte all'emergenza". Fino al 2005 Fibe (di cui Fisia è una componente essenziale, specie nella fornitura della competenza tecnica) è in sostanza aggiudicataria di un appalto. Deve, nei vari centri specializzati sparsi per la Campania, trattare le montagne di spazzatura che arrivano con i camion e suddividerla, ricavando parecchio cdr (combustibile derivato da rifiuti); questo va compattato a sua volta in ecoballe da smaltire negli inceneritori, alcuni da costruire in provincia di Napoli, altri presenti in Germania dov'è necessario spedirle con i treni. Nel 2005 il contratto viene "risolto" per una serie di problemi relativi proprio alle ecoballe: sono di qualità scadente, lo smaltimento s'arena e su quest'aspetto s'incardina la prima tranche d'indagine raccontata dal nostro giornale. "Per forza - replica Fisia - i presupposti erano la raccolta differenziata nei comuni e la realizzazione d'inceneritori mai costruiti. Siamo stimati in tutto il mondo, impossibile che il lavoro sia di cattiva qualità in Italia". L'accordo commerciale salta, ma qualcuno quei rifiuti deve continuare a trattarli e inizia una classica "fase transitoria" all'italiana, che doveva durare sei mesi e invece si protrae da più di trenta. In pratica, Fibe e Fisia continuano a fare quel che facevano prima: non più come vincitrici d'una gara, ma obbligate dalla legge a lavorare "per conto" del Commissariato che le coordina in tutto e per tutto. Ecco, da lì inizia il periodo su cui si concentrano i pm per il secondo filone d'inchiesta (si succedono nell'ordine i commissari Catenacci, Bertolaso, Pansa e Cimmino, prima del periodo De Gennaro estraneo al lavoro del pm), che ha portato agli arresti dell'altro ieri. Fibe e Fisia - pagate secondo un sistema di "rendicontazione", una specie di rimborso spese che include pure gli stipendi dei suoi lavoratori - accusano perdite poiché l'affare procede in condizioni disastrose. E nel generale caos - scrive la Procura - si materializzerebbero gli illeciti, le false certificazioni di trattamenti mai avvenuti per risparmiare e le coperture d'emergenza (con calce, sabbia o legno) per "nascondere" i materiali maleodoranti. "Ci vorrà tempo per capire davvero cos'è accaduto" dice l'avvocato Garaventa. Ma non è un mistero che qualcuno, nei corridoi di San Benigno, pronunci da tempo una frase a denti stretti: "Al Sud, mai più". MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it 30/05/2008 IL GLOSSARIO 30/05/2008 Cdr. Acronimo di combustibile derivato dai rifiuti. È un combustibile solido, triturato e secco ottenuto dalla selezione e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani con esclusione della frazione organica e dei materiali non adatti alla combustione. Può essere smaltito nei termovalorizzatori. Ecoballe. Blocchi cilindrici di Cdr triturato ed avvolto a strati in teli di materiale plastico. Frazione organica. È costituita dagli scarti alimentari e da materiale organico in genere. Importante che sia separata dal resto dell'immondizia con la raccolta differenziata, perché se smaltita in discarica, può produtte liquidi (percolato) e biogas (metano) inquinanti per l'atmosfera e le falde acquifere. Fos. Acronimo di frazione organica stabilizzata. Dalla fermentazione della frazione organica in contenitori si ricava un ottimo fertilizzante: il compost. Raccolta differenziata. Raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziata per tipologia di materiale (carta, plastica, vetro, umido). Entro il 2006 sarebbe stato obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti. La nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2010. Sovvallo. Materiale secco non riciclabile, né utilizzabile per la produzione di Cdr. Va smaltito in discarica. Termovalorizzatore. Impianto di incenerimento dei rifiuti di nuova generazione, in grado di produrre energia dal processo di combustione del Cdr. 30/05/2008.

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Pochi politici con la procura pd e pdl: stima agli arrestati - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Le reazioni Forza Italia: "Invece di risolvere, i magistrati complicano e aggravano i problemi" Pochi politici con la Procura Pd e Pdl: stima agli arrestati ROBERTO FUCCILLO L'INCHIESTA della Procura di Napoli rimescola e riorganizza la politica campana. I 25 arresti hanno prodotto un fronte trasversale fra Pdl e Pd. Mentre Bassolino chiede che il decreto governativo non sia stravolto, la prima mossa del segretario regionale Pd, Tino Iannuzzi, è stata un attestato di stima a uno dei principali indagati, il prefetto Alessandro Pansa. Stima estesa anche a Gianni De Gennaro dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal presidente della Provincia Dino Di Palma. Insomma, le istituzioni del centrosinistra hanno scelto di stare con le istituzioni statali che le stanno aiutando. Intanto il Pdl picchia duro. Ecco Luigi Bobbio, segretario provinciale di An, esercitarsi criticamente sui pm ex suoi colleghi: "Quel provvedimento è arrivato all'improvviso. Era stato chiesto da quattro mesi, ma c'era comunque la possibilità di chiedere il differimento dell'esecuzione. E poi, se i soggetti erano seguiti da tanto tempo, perché non li si è fermati prima?". Inutile girarci troppo attorno, "così si danneggia l'uomo di Stato che incarna l'unica possibilità di riuscita del piano. D'altro canto è evidente che ci sono alcuni magistrati "Nimby", contrari a termovalorizzatori e discariche". Conferma Maurizio Iapicca di Forza Italia: "Perché solo adesso una inchiesta che provoca altro scompiglio? Invece di risolvere, i magistrati complicano e aggravano i problemi. Il solito agguato politico giudiziario a Berlusconi". Un altro segnale bipartisan anti-Procura arriva dal verde Massimo Scalia e dal forzista Paolo Russo. I due firmano una dichiarazione di stima per due degli arrestati, Roberto Cetera e Lorenzo Miracle, vertici di quella Ecolog che fino a pochi giorni fa ha portato i rifiuti in Germania. Il fronte avverso invece inizia con l'ex senatore di Rifondazione Tommaso Sodano: "L'opposizione degli ambientalisti era fondata". Prosegue con Franco Barbato di Italia dei valori: "L'inchiesta è positiva, occorre riportare la legalità anche nelle istituzioni". Annovera anche il presidente regionale dei verdi Tommaso Pellegrino, che però ci aggiunge la solidarietà a Pansa. Qualcuno poi tenta la spallata a Bertolaso. Invocano la fine del commissariato Carmelo Conte e Felice Iossa, socialisti ormai in forze al Pd. Idem l'ex parlamentare Udeur Pasquale Giuditta. Ma soprattutto ecco Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale, guidare una delegazione in vista alle discariche emiliane e trarne una conclusione: "Sì alle discariche, ma solo se ben progettate. Chiederemo a Bertolaso di ascoltare la politica e spero che lo stesso presidente Berlusconi possa rivedere il decreto".

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Chiaiano, la chiesa è prudente "no, se c'è danno per i cittadini" - antonio corbo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Chiaiano, la Chiesa è prudente "No, se c'è danno per i cittadini" La cava è dell'Arciconfraternita dei Pellegrini Scoperta la proprietà dello spazio destinato a discarica. Strane manovre sui suoli ANTONIO CORBO (segue dalla prima di cronaca) Ernesto Cravero è un docente di geologia. "Sono uno dei mille confratelli", conferma. Anche Paolo Sodano è geologo, ma si occupa di amministrazione nell'Augusta Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, fondata nel 1758 per ospitare, vestire e curare i poveri, sede in via Portamedina 41, accanto all'ospedale della Pignasecca, tra gli iscritti molti professionisti di prestigio, "tenuti insieme dal comune spirito cristiano", ma anche una regola mai scritta: l'unione è potere. La "Cava del poligono", 32 mila metri quadri, dovrebbe essere la prima discarica. Intorno altre 17. La più grande, "Cava Conditone", è dietro un cancello invalicabile, il catenaccio con lucchetto è all'interno dell'inferriata, quindi chi ha chiuso per ultimo è dentro. Nessuno che si veda laggiù, nessuno che apra, ma ci sono auto ferme e si sentono voci lontane. Chi si nasconde, e perché? Qui hanno girato le scene del film "Gomorra". Ma la trama è un'altra: oltre questa cava, si scorgono le tre acquistate da Fibe, la società di Impregilo coinvolta anche nel blitz dei 25 arresti. Si è letto che anche qui Fibe abbia acquistato a prezzi alti suoli venduti un giorno prima dai contadini a oscuri affaristi, a prezzi irrisori. "Due passaggi di proprietà, uno dopo l'altro, con lo stesso notaio", insistono a Chiaiano, sarà vero? Chiarirà la Procura. La vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro, in una riunione tecnica un giorno prima del suo arresto non disse nulla. "è la prima volta che lo sento dire...". Si ritorna alla "Cava del poligono", dove Giovanni de' Medici spiega le sue perplessità. Geologo dell'università, consulente dei Comuni ostili alla discarica. Marano è a 200 metri, più vicino che Chiaiano. Nell'ex feudo dei Nuvoletta domina ora la famiglia Polverino. Sull'altro versante, il clan Lorusso. "I capitoni" di Napoli nord, tra Secondigliano e Masseria Cardone, roccaforte di tifosi ultrà. Ombre di camorra anche nei vigneti di falanghina flegrea. Avrebbero opposti interessi i clan. E l'Arciconfraternita, proprietaria della cava, da quale parte sta? Paolo Sodano si defila, con ecclesiale prudenza. Parla solo Cravero. "A noi è stata solo notificata l'acquisizione. Manca la specifica parcellare". Ma qual è la posizione, e il cardinale Crescenzio Sepe ha dato una linea? "Spirito di servizio nei confronti della comunità. Quindi: se il governo impone l'esproprio, sarà accettato con senso civico. No, se la discarica risulta di danno alle persone, subito o in futuro". Cravero precisa ancora: "La linea del cardinale, quindi anche del primicerio, del dottor Oreste Ciampa si può semplificare così: se la discarica è un bene necessario, sì. Se fa male, no". Nel pomeriggio, il presidente della commissione Ambiente del Comune, Carlo Migliaccio, riflette con Cravero sul decreto legge. E Cravero è più netto. "Se si consente di sversare legalmente quello che è invece illegale portare in discarica, ovvio, il nostro parere è negativo". Migliaccio, il politico più attivo sul fronte del no, sollecita anche la Regione ad accettare la richiesta del sindaco di Marano, Salvatore Perrotta: far entrare le aree edificabili nel Parco metropolitano delle Colline e vincolare i suoli. La cava rende poco: tremila euro l'anno, 250 al mese. "Siamo qui dal 2000. Quattro famiglie che rischiano di finire in mezzo a una strada", dice Stefano Carpinelli, uno dei gestori. "Al poligono si esercitano polizia, carabinieri, militari Nato. Gli spagnoli ridono: ci dicono, avete a Napoli un poligono di tiro così utile, lo eliminate per far posto alla spazzatura? Ridono". Ride amaro anche Giovanni De' Medici. "Si dice che in nome dell'emergenza bisogna aprire Chiaiano. Ma se pure fosse idonea la zona, ci vorrebbero quattro mesi per fare una discarica. Si arriva a ottobre. Manca un piano, si va avanti alla cieca", protesta il geologo del "Comitato giuridico di difesa ecologica", presidente il magistrato Raffaele Raimondi. Lo stesso che provocò il procedimento di infrazione dell'Ue contro il governo italiano. La cava ha consentito l'estrazione di tufo giallo napoletano. De' Medici rivela: "Ho dato a Bertolaso e a De Gennaro l'elenco delle possibili discariche in Campania. Nessuna risposta. Si viene a Chiaiano dove in una cava bisogna mettere rifiuti inerti, ditemi dove sono gli inerti in Campania e quando i rifiuti saranno inertizzati. Siamo vicinissimi a città e ospedali e nel parco metropolitano collinare". Vorrebbe evitare l'ultima stoccata. Poi, cede: "Ma lo sa che hanno sbagliato i calcoli? Dicono 700 mila tonnellate. Non ce ne vanno più di 150 mila se l'invaso è a norma. Le pareti sono alte 75, 55, 40, 20 metri. Si copre a raso, quindi massimo 20 metri. Non si può mica fare una costruzione "a terrazzamento" dalla parete più alta alla più bassa". Un piano inclinato di copertura? De' Medici risponde con una smorfia di sdegno. Gli altri sono rassegnati. "Il decreto legge autorizza a sversare anche i rifiuti pericolosi in Campania e solo in Campania. Ecco come vogliono aiutarci", il gruppo di Marano è pessimista, ma non rassegnato. Fragile tregua. Lo leggi nelle facce degli agenti della Forestale. Dritti come sentinelle davanti alle jeep, mentre cala il buio sulle loro paure.

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L'industria estrattiva non è l'ecomafia - marco ielli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Bari L'INDUSTRIA ESTRATTIVA NON è L'ECOMAFIA C'è necessità di salvaguardare l'ambiente ma anche la produzione MARCO IELLI Legambiente attacca sul settore estrattivo in Italia. Sull'argomento è necessaria porre un netto distinguo circa la continua identificazione dell'intera classe imprenditoriale del settore in Puglia con le ecomafie che oltre ad essere offensivo per un'intera categoria produttiva, dimostra la persistenza di limiti e pregiudizi culturali che non contribuiscono certo ad affrontare in maniera puntuale e concertata la questione. Peraltro sono sufficienti i dati pubblicati dall'ISAE (Istituto di studi e Analisi Economica) del 26 Marzo sul settore lapideo in Italia per rendersi conto che il settore è in netta contrazione: infatti nel primo trimestre 2008 l'export è calato del 16% e le ricadute occupazionali segnano un - 11%. Nel contempo opinabile è anche il continuo raffronto con altri paesi europei in relazione al consumo di inerti e cemento; non è possibile paragonare l'Italia alla Germania in quanto le tipologie costruttive di ogni nazione sono differenti: nei paesi nordici l'uso del calcestruzzo è limitato in virtù del fatto che è preferito l'uso del legno anche per gli elementi strutturali, così come in America si preferisce utilizzare l'acciaio. Per quanto concerne l'onerosità delle concessioni è bene precisare che le Regioni italiane portate ad esempio da Legambiente presentano strutture e servizi rivolti alle Aziende estrattive che giustificano il pagamento di una tassa. Infatti mentre in altre realtà regionali si cede in concessione il solo giacimento (l'imprenditore non acquista il suolo, che rimane di proprietà dell'ente pubblico): eliminando l'onere dell'acquisto del terreno è quindi logico che si paghi la concessione all'Ente proprietario sotto forma di tassa di estrazione. Inoltre è bene ricordare che in Friuli occorrono solo 90 giorni per ottenere una Concessione mentre in Puglia sei anni! L'opinione che si ricava dalla lettura della nota di Legambiente è di voler, come al solito, "far cassa" gravando sulle attività produttive e, di conseguenza sui cittadini: un aumento dei costi delle materie prime farebbe aumentare i costi di costruzione in maniera esponenziale. L'introduzione di questa nuova tassa regionale ricadrebbe direttamente sull'utente finale: per gli operatori del Settore nulla cambierebbe, la tassa sarebbe semplicemente ribaltata sul prodotto finale e quindi sui consumatori; in Friuli (dove la tassa di estrazione è di 3.30 euro/mc) un metro cubo di calcestruzzo costa attorno a 130 euro mentre in Puglia il prezzo medio è di soli 50 euro/mc! Per rendere l'idea con un solo euro al metro cubo di aumento degli inerti prezzo del calcestruzzo aumenta dell'80%; è facile immaginare le ripercussioni non solo sui privati ma anche sul costo dei lavori pubblici. La necessità di salvaguardare le esigenze ambientali e, nel contempo, tenere conto dell'importanza delle attività produttive ha portato l'attuale Amministrazione Regionale ad intraprendere un rivoluzionario cammino rivolto a trovare un punto di equilibrio tra interesse pubblico ed attività economiche. L'approvazione del PRAE in piena concertazione con Confindustria Puglia è stato il primo passo "coraggioso" svolto da imprenditori ed amministrazione pubblica. Da un lato la forte volontà degli operatori di giungere ad uno "stato di diritto" che consentisse la pianificazione al pari di altre attività industriali, dall'altro lato la ferma volontà da parte dell'assessore Losappio di risolvere definitivamente le decennali problematiche che orbitavano attorno al settore, hanno portato a compimento un iter iniziato più di venti anni fa. Malgrado ciò il quadro normativo attuale è già obsoleto ed è certamente apprezzabile lo sforzo di conferire organicità ad un quadro legislativo fortemente frammentato. presidente commissione attività estrattive - Confindustria Puglia.

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"rifiuti, la magistratura ha creato problemi" - antonio cianciullo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca "Rifiuti, la magistratura ha creato problemi" Bertolaso in Parlamento: situazione più grave, le aziende si stanno ritirando Le scuse per le frasi intercettate: parole forti dettate dall'esasperazione e dalla solitudine ANTONIO CIANCIULLO ROMA - "L'intervento della magistratura ha creato problemi non solo personali ma anche con le comunità locali", problemi che hanno reso più difficile risolvere le tensioni proprio quando si era arrivati a un punto d'incontro sul nodo della discarica. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso ha commentato gli effetti provocati dall'indagine della procura di Napoli. Convocato dalla commissione Ambiente della Camera, Bertolaso ha tracciato un quadro allarmato della situazione, ulteriormente aggravata dal ritiro annunciato dalle società che si erano impegnate a costruire un pezzo del ciclo di lavorazione dei rifiuti. Anche la Fibe, l'azienda del gruppo Fiat in prima linea nell'inchiesta aperta dalla magistratura, ha gettato la spugna proprio a causa del coinvolgimento del suo vertice nell'indagine giudiziaria. Davanti ai deputati, il sottosegretario ha cercato di sfumare le frasi che, nei giorni scorsi, erano emerse dalle intercettazioni delle sue telefonate ("Una devastante vicenda di vigliaccheria assoluta da parte dello Stato" e "Io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell'Ambiente"). "Parole forti dettate dall'esasperazione di chi aveva accettato di vivere il rischio in prima persona", ha detto Bertolaso a Montecitorio. "Solo chi ha vissuto quest'esperienza conosce il sentimento di solitudine che si può provare, basta chiedere a Pansa e a De Gennaro". Dal punto di vista tecnico, l'audizione ha riservato poche sorprese e molte conferme. La notifica della lunga stagione in cui i napoletani sono stati presi in giro dalla giostra di impianti fasulli ("La spazzatura che entrava e quella che usciva era la stessa cosa, solo che da un lato entrava tritata, dall'altro usciva in ecoballe"). E la precarietà su cui poggia il braccio di ferro a Chiaiano: solo tra 15 giorni arriveranno i risultati delle indagini che i tecnici dell'Arpac hanno svolto in loco e solo allora si saprà se, a loro giudizio, la zona è idonea a ospitare la discarica. Dunque un quadro quanto mai incerto, con soluzioni d'emergenza imposte dalla mancanza di programmazione e di capacità gestionale. Un quadro che, secondo il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, pienamente solidale con Bertolaso, potrebbe richiedere risposte drastiche: "Non esiteremo ad adottare scelte anche dolorose e difficili con la fermezza necessaria per riportare la Campania a una situazione propria di un paese civile". Intanto il ministro ombra per l'Ambiente, Ermete Realacci, ha proposto quattro emendamenti al decreto sui rifiuti. Primo: far partire subito le bonifiche per dimostrare che lo Stato intende chiudere la stagione vergognosa dell'inquinamento diffuso e tollerato. Secondo: puntare con decisione sulla raccolta differenziata come strumento principe per diminuire il volume complessivo dei rifiuti. Terzo: chiarire che l'esercito non può essere impiegato in funzioni di ordine pubblico. Quarto: rafforzare l'azione della magistratura e dello Stato contro le ecomafie.

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L'allarme di Bertolaso: ora si rischia un nuovo disastro Dopo gli arresti si ritira la Fibe, non gestirà più gli impianti di Cdr. E oggi Berlusconi arriva a Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del L'allarme di Bertolaso: ora si rischia un nuovo disastro Dopo gli arresti si ritira la Fibe, non gestirà più gli impianti di Cdr. E oggi Berlusconi arriva a Napoli di Eduardo Di Blasi / Roma L'EMERGENZA RIFIUTI CONTINUA. Almeno sino alla fine del dicembre 2009, infatti, il sottosegretario Guido Bertolaso manterrà il proprio incarico con il pieno sostegno del governo di Silvio Berlusconi e dell'opposizione parlamentare. Durante l'audizione in commissione Ambiente della Camera, il sottosegretario ha ricevuto un sentito applauso bipartisan a coronamento di una frase del ministro Stefania Prestigiacomo in cui gli si esprimeva "massima solidarietà e pieno incondizionato sostegno del governo". Il ministro all'Ambiente ha anche sottolineato: "Non vorrei che si ingenerasse in chi viene chiamato ad affrontare questa difficile sfida, la sensazione di essere comunque a rischio". È stato poi lo stesso Bertolaso a difendersi con determinazione, riferendosi ad alcune intercettazioni particolarmente pungenti: "Se ci sono state affermazioni e parole forti, ciò deriva dall'esasperazione di chi ha accettato qualsiasi rischio per risolvere la questione della spazzatura, anche prendendo strade al margine della legalità". È questo, esattamente, il punto. Il "margine della legalità" di chi ha operato in condizioni di emergenza senza avere la forza di chiudere il ciclo dei rifiuti, ma basandosi su Cdr malfunzionanti, produttori di "ecoballe" da accatastare nei piazzali della Campania, facendo, parola dell'ex subcommissario Marta Di Gennaro, "mucchi di merdaccia". Non è una colpa specifica di Bertolaso (commissario per pochi mesi tre commissari fa), ma di un sistema che non è riuscito a garantire alcunché. Il sottosegretario vuole andare oltre, e attacca: "L'intervento della magistratura ha creato problemi non solo personali ma anche con le comunità locali". Le intercettazioni rilanciate dalla stampa hanno fatto perdere credibilità all'istituzione commissariale, afferma. È una difesa del proprio lavoro, certamente, ma è anche l'ammissione di aver agito effettivamente sul crinale della legge. Producendo discariche che grondavano percolato, a Villaricca come a Lo Uttaro. In una certa misura, quindi, ha ragione anche il parlamentare napoletano del Pdl Maurizio Iapicca quando si domanda, in sintonia con i colleghi di partito e non solo: "Per quale ragione e perché solo adesso la magistratura napoletana ha sentito l'urgenza di avviare l'inchiesta che ha portato all'arresto di 25 persone, provocando altro scompiglio?". Ma il tema non può esaurirsi nei tempi dei tribunali. Perché i cittadini campani, in quelle intercettazioni, trovano conferma di quanto vedono, delle montagne di balle a Taverna del Re, a Ferrandelle, del percolato a Parapoti. Adesso anche Silvio Berlusconi è preoccupato. Dell'immagine, soprattutto. Oggi sarà di nuovo a Napoli, dopo aver personalmente espresso solidarietà a Bertolaso. Un nuovo problema strutturale si annuncia intanto all'orizzonte. La Fibe ha infatti scritto una lettera al sottosegretario informandolo che si "ritira dagli impianti di Cdr". Bertolaso motiva questa scelta con le misure cautelari accordate dal gip del tribunale di Napoli per i vertici di Fibe e per i dirigenti di 6 dei 7 Cdr campani (quelli in funzione). In verità è dallo stesso piano del governo che i Cdr vengono cancellati (per essere convertiti in impianti di compostaggio), e quindi la mossa dell'impresa del gruppo Impregilo, potrebbe spiegarsi anche con una fuga in avanti. Il 13 giugno i circa 500 lavoratori di questi impianti incroceranno le braccia: "I lavoratori - afferma Giuseppe Sgambati, segretario regionale della Uilm - non possono essere penalizzati dal malgoverno del sistema rifiuti in Campania". A essere penalizzati ci sono già i cittadini.

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Un noir di ecomafia firmato Wu Ming (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE APERITIVO AL FRIDA CAFè Un noir di ecomafia firmato Wu Ming Dieci euro uguale un libro e un drink: una formula originale e pure vantaggiosa. L'appuntamento è dalle 18.30 alle 22.30 al Frida Cafè di via Pollaiuolo (zona Isola), dove Wu Ming (collettivo di narratori attualmente composto da cinque persone) presenta la sua ultima fatica. "Previsioni del tempo" (nella foto, la copertina) è un noir di ecomafia pubblicato nella collana VerdeNero delle Edizioni Ambiente che devolve una parte delle royalties al progetto SalvaItalia di Legambiente. Il protagonista del libro è Angelo, mediatore finanziario e brocker di rifiuti in viaggio per l'Italia per smaltire un carico particolare. Tra gli ospiti della serata anche Piero Colaprico, che nella stessa collana ha pubblicato "L'uomo cannone".

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La Fibe vuole lasciare gli appalti (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Bertolaso "La Fibe vuole lasciare gli appalti" Adriana Pollice Napoli Sono cominciati ieri a Napoli gli interrogatori degli indagati nell'inchiesta Rompiballe. I primi a finire davanti al gip Rosanna Saraceno sono stati i responsabili degli impianti di cdr campani, accusati di reati che vanno dalla truffa all'illecito smaltimento dei rifiuti. Impresa ardua spiegare come non sapessero nulla della prassi di triturare le ecoballe nei piazzali degli impianti passandoci sopra con i camion, "trattamento" - secondo i pm Noviello e Sirleo - studiato per far apparire il tutto come "mero scarto composto da inerti" da mandare in discarica con tanto di analisi false. A difendersi ieri, durante l'audizione in commissione Ambiente alla Camera, anche Guido Bertolaso: "Ogni volta che troviamo la soluzione, scopriamo altre difficoltà. Il provvedimento della magistratura crea problemi nel confronto con le autorità locali". Insomma, a infastidire il sottosegretario sono questi intoppi legali che rallentano la sua proverbiale efficienza. La Fibe, poi, contribuisce alla discussione inviando una missiva a Bertolaso che se ne fa latore: "Ad aggravare la situazione c'è la decisione dell'impresa, che operava in nome del commissariamento e che facevano funzionare gli impianti, di ritirarsi dopo l'indagine della magistratura sui vertici delle società". Una prassi già sperimentata, quella di simulare una crisi nei rapporti, come nei migliori matrimoni. Nel novembre 2005 Bertolaso rescisse il contratto con la controllata della Impregilo per gravi inadempienze, con relativa causa per danni intentata dalla Fibe, salvo annunciare di averle assegnato il completamento degli impianti, senza spese di gestione. Il fatto, poi, che le ecoballe altro non fossero che spazzatura triturata, secondo Bertolaso non è grave, si tratta di un fatto "abbastanza noto. Se vi sono state parole forti derivava solo dall'esasperazione di chi aveva accettato di tentare di risolvere il problema". Un sottosegretario dal volto umano, quello di ieri in commissione. Però, secondo il gip Saraceno, l'allora commissariato straordinario più che solitudine mostrava "insofferenza" verso "lo zelo e il pericoloso spirito investigativo dei carabinieri", in particolare per le attività di indagine nella discarica di Villaricca. Quella, per intenderci, satura fino all'orlo di percolato, ricoperta di terra per evitare che tracimasse, come un piccolo Vajont. Che qualcuno se ne interessasse infastidiva ad esempio Marta Di Gennaro, braccio destro di Bertolaso, che se ne lamenta a telefono con un dirigente della Protezione Civile: "Il giorno 2 ho ricevuto una richiesta dal Noe di esibire documenti su Villaricca, allora io l'ho detto a Guido e gli ho detto che questa è una cosa stranissima...ti ricordi che Guido ha smesso di autorizzare le missioni dei Carabinieri...". Quindi la benemerita in discarica non era gradita, meglio l'esercito contro facinorosi e smaltitori illegali.

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Dal nostro inviato NAPOLI - La notizia più importante di ieri, per quell (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

NINO CIRILLOdal nostro inviato NAPOLI - La notizia più importante di ieri, per quelli che hanno a cuore il destino dei rifiuti di Napoli, è ovviamente nascosta tra una valanga di agenzie: la Fibe, la società del gruppo Impregilo che gestiva i sette centri di cdr (attenti sempre agli acronimi: combustibile derivato dai rifiuti) ha detto basta e se ne è andata. Sapete che vuol dire? Che grazie all'inchiesta giudiziaria dei fin troppo tempestivi pm napoletani, rimane oggi scoperto, incustodito, lo snodo vitale di questa crisi, il passaggio obbligato per uscire davvero dall'emergenza. Nelle intenzioni di Bertolaso, e in quelle del decreto appena varato, la Fibe avrebbe dovuto gestire la chiusura di questi sette cdr sparsi per la regione - come dire, il vero pronto soccorso della situazione - per trasformarli in più razionali siti di compostaggio. Ebbene, la Fibe ha deciso che ne aveva le tasche piene, che davanti all'arresto dei responsabili dei sette centri, poteva ben considerare chiusa la sua avventura napoletana. Dopo due giorni passati a boccheggiare non poco sotto i quaranta gradi, Napoli ieri ha respirato. Ma per quanto ancora? Ecco perché in queste ore, in cui si intrecciano gli annunci della politica e i veleni delle inchieste giudiziarie, è particolarmente importante restare freddi e discernere bene: quanta immondizia si sta raccogliendo? che possibilità ci sono di superare vivi l'estate? Faceva un bilancio non privo di chiaroscuri, proprio ieri, il commissario De Gennaro ancora in carica. Si stanno raccogliendo a Napoli 7 mila tonnellate di rifuti al giorno, con una punta - venerdì 23 maggio - addirittura di 10 mila tonnellate. Una bella notizia, non c'è che dire, ma che poco senso avrebbe se a breve scadenza, una il 10 e l'altra il 15 giugno, non apriranno le prime due vere discariche, quella di Savignano Irpino in provincia di Avellino e l'altra di Sant'Arcangelo Trimonte nel Beneventano. Sempre che continuino a funzionare a pieno regime - come stanno funzionando - San Tamarro e Ferrandelle, in provincia di Caserta. Siamo sempre sul filo del rasoio, quindi. E chissà quanto ci rimarremo. Ci hanno messo sicuramente del loro i magistrati napoletani, facendo esplodere un'indagine che covava sotto la cenere da gennaio e investendo il Csm di una raffica di pur plausibili obiezioni a un decreto che alla fine ha un solo grave difetto: rispondere a un'emergenza vera con misure altrettanto emergenziali. E' passata quasi in secondo piano la giornata di interrogatori per i sette responsabili dei cdr campani, proprio quelli che la Fibe ha platealmente abbandonato al loro destino. Iniziati all'ora di pranzo, sono proseguiti fino a sera senza che trapelassero significative indiscrezioni, se non che tutti avrebbero respinto le accuse. Ma a chi guarda la crisi di Napoli avendo presenti i cassonetti stracolmi, queste sembrano solo schermaglie di una querelle giudiziaria infinita. Ben più monitorata è la situazione di Chiaiano, popoloso quartiere sulle colline a Nord di Napoli, che ha visto proteste e scontri di piazza e che potrebbe tornare ad essere in breve tempo l'epicentro della crisi. Si è affrettato a dire Bertolaso, ieri davanti alla commissione Ambiente della Camera, che entro quindici giorni sapremo davvero se la cava di tufo di via Cupa di Cane è adatta o meno a ospitare una vera discarica. Così come si sono affrettati a dire, i ragazzi del Presidio, che loro, con i petardi contro la Polizia di mercoledì notte, non c'entrano proprio niente. Come non c'entrano con la camorra, checché ne continui a dire l'ex parroco di Forcella don Merola, anche ieri intervistato dai tg.

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Domenica tutti a Chiaiano (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Manifestazione nazionale, per la salute, per l'ambiente, per la democrazia, per la libertà di movimento! Domenica tutti a Chiaiano Chiaiano dopo Pianura, Giugliano Serre, Acerra, Savignano? le lotte ambientali che hanno infiammato tante realtà della Campania non nascono, come racconta la disinformazione mainstream, dagli "egoismi del popolo del no". Queste insorgenze sono la risposta ad un esproprio di democrazia ultradecennale che, come avvenne per la lunga stagione affaristica del Commissariamento post-terremoto, ha consegnato i nostri territori alla speculazione economica e finanziaria, alle ecomafie e agli interessi più indecenti delle burocrazie politiche. Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della "categoria dell'emergenza" un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-Zero che protegga l'ambiente e la salute collettiva, aprendo anche nuove opportunità lavorative. Le istituzioni e quell'ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano retoricamente "il bene collettivo", hanno lavorato per oltre 14 anni alla frantumazione di questo concetto e alla contrapposizione tra le comunità, oscurando l'esistenza di alternative concrete incentrate sul porta a porta, il riciclo, la riduzione degli imballaggi, il compostaggio e gli impianti a freddo. Il "decreto-rifiuti" del governo Berlusconi è la consacrazione di questo processo e impone l'apertura di dieci discariche e quattro inceneritori che devasterebbero ampie aree della regione! Proprio mentre in Sassonia ci dicono che riciclano almeno il 70% dei rifiuti campani con dei banalissimi impianti di differenziazione "a valle"? E' un modello di profitto sempre più aggressivo verso gli uomini e la natura, che ritiene di sopravvivere alla crisi distruggendo il territorio. Dal rilancio del Ponte sullo Stretto alla TAV ai Rigassificatori fino all'annunciato ritorno del cosiddetto nucleare civile si punta tutto sulle mega opere inutili e dannose e sul rilancio del business a scapito della sicurezza del lavoro, della salute e dell'intera vita. Le lotte contro le megadiscariche e l'incenerimento hanno invece costituito luoghi di condivisione, spesso autentici "consigli dell'autogoverno", magari ancora confusi e transitori ma capaci di fare rete tra le popolazioni e di ritessere dal basso nuovi modelli di bene comune. La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano e che ha già ferito gravemente alcuni cittadini come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l'ennesimo remake. E' molto di più! E' la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato. Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c'è la produzione di norme penali "Just-in-time" per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell'area della criminalità e dei "comportamenti antinazionali". Lo "stato d'eccezione" - quindi - diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale. La repressione violenta, l'ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi bellici, l'arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale. Perciò "il destino di Chiaiano" (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle?) è così cruciale. Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della "discarica a Chiaiano" un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione. Perciò facciamo appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno. L'urgenza di questa mobilitazione è dettata dall'importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania. Per infrangere la cappa repressiva e l'accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza! Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell'intero paese sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni. Contro la devastazione dell'ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori. Per costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso. La manifestazione inizierà alle ore 16 di domenica 1 giugno con concentramento presso la fermata della metropolitana di Chiaiano. Comitati in difesa delle cave di Chiaiano, Reti campane contro la devastazione ambientale Per info ed adesioni retecampanasaluteambiente@noglobal.org, www.rifiutizerocampania.org 30/05/2008.

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Capezzone: L'inchiesta non fermi l'azione del governo (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa l'intervista Capezzone: "L'inchiesta non fermi l'azione del governo" Sottolinea "il dovuto rispetto" per le indagini in corso. Ma si dice "preoccupato". Non parla di giustizia ad orologeria, ma si limita a "constatare" che l'inchiesta sullo scandalo rifiuti diretta dalla procura di Napoli può danneggiare l'opera del governo impegnato a trovare una soluzione all'emergenza campana. L'ex radicale e oggi portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone non punta l'indice contro le toghe partenopee. E precisa che i suoi non sono commenti. Sono fatti. Che succede in Campania? "Succede che il governo ha iniziato con il piede giusto. So che i cittadini sono esaperati e capisco che si siano sentiti trascurati e ingannati dalla politica tante volte. Ma stavolta è diverso". Perché ora è diverso? "Non ci sono più i Bassolino, i Pecoraro e le Iervolino a gestire la cosa. Berlusconi e il nuovo esecutivo sono estranei agli errori e agli orrori commessi negli anni passati, e si stanno giocando la loro credibilità politica. Un'apertura di credito è doverosa nei loro confronti e credo che nella popolazione ci sia". Ma la Campania è stata governata anche dal centrodestra... "Credo che nessuno nel centrosinistra possa attribuire un grammo di responsabilità al centrodestra". Ora, però, la questione da politica sta diventando giudiziaria. Che ne pensa di questo sviluppo? "Con la dovuta considerazione e il dovuto rispetto per gli organi della giustizia, non posso negare di essere molto preoccupato. Noto che molte delle persone coinvolte sono tra le più attrezzate per risolvere questa situazione difficile e che l'inchiesta si è intrecciata con l'intervento del governo, producendo oggettivamente un'ulteriore drammatizzazione del problema. Mi piacerebbe che tutti seguissero il monito del presidente della Repubblica, contribuendo a creare un clima cooperativo con il nuovo governo al fine di fronteggiare l'emergenza". Ma la magistratura fa il suo lavoro e l'azione penale è obbligatoria... "è evidente che occorre andare fino in fondo con l'inchiesta e bisogna perseguire eventuali reati. Detto questo rilevo che molte di queste vicende risalgono ad anni addietro e, ripeto, molte delle persone coinvolte sono notoriamente stimate e apprezzate e ritenute le più credibili per risolvere l'emergenza". Una giustizia ad orologeria? "Non sono un bravo orologiaio. Mi limito a constatare che, oggettivamente, i tempi e le modalità dell'inchiesta rischiano di riverberarsi in modo pesante sulla nuova fase in corso. Voglio ricordare che molte volte c'è stato un filo che ha legato l'intervento della magistratura alla vicenda dei rifiuti in Campania. E queste non sono mie opinioni, sono fatti". Quale potrebbe essere l'effetto "collaterale" dell'indagine? "Potrebbe bloccare o comunque danneggiare l'opera del governo. E sarebbe un grave danno".

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