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IN EVIDENZA
Da
impianti per il trattamento da cui «esce monnezza, punto e basta» a ecoballe
che di «eco non hanno nulla, ma sono merdaccia». Di tutto e di più in 643
pagine «spiate» I VERBALI Bertolaso: voglio
sputtanare i tecnici di Pecoraro Scanio FULVIO MILONE (La Stampa 28-5-2008)
INVIATO A NAPOLI
«Marmellata fritta» invece di informazioni serie e circostanziate da passare
alla Comunità europea; spazzatura putrida invece che rifiuti depurati da
mettere in una discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio; gli impianti per il
trattamento dell’immondizia da cui in realtà «esce monnezza, punto e basta»;
ecoballe che di «eco» non hanno nulla e che «noi ammucchiamo facendo mucchi di
merdaccia». E poi, un furibondo Bertolaso che sulla soglia delle dimissioni da
commissario straordinario se la prende con «lo Stato vigliacco», e vuole
«sputtanare i tecnici del ministero dell’Ambiente» retto dal suo nemico
giurato, Alfonso Pecoraro Scanio. C’è di tutto e di più nelle 643 pagine
dell’ordinanza di custodia cautelare contro i 25 imprenditori e funzionari
dello Stato finiti nel mirino della procura napoletana.
Sotto il Vesuvio
C’è un problema che riguarda la discarica di Terzigno. Si trova nel Parco
Nazionale del Vesuvio, lì possono essere portati solo rifiuti depurati della
componente umida: il termine tecnico è «fos». Ma gli impianti per il
trattamento della spazzatura non funzionano, la spazzatura trattata non esiste
in Campania. La vice di Bertolaso parla al telefono con Gianfranco Mascazzini,
direttore generale del ministero dell’Ambiente. E’ il 30 maggio 2007.
Mascazzini racconta di un’audizione alla Commissione parlamentare per i
rifiuti: «... poi ho parlato di Terzigno». Di Gennaro: «Sì». Mascazzini:
«Dicendo che sarà il fos, sarà le cose bellissime che faremo, no?...».
Marmellata fritta
Ancora la telefonata del 30 maggio 2007. Deve fare una relazione da mandare
alla Comunità europea preoccupata per quanto sta accadendo con
l’emergenza-rifiuti, e vuole avere notizie su Terzigno e le altre discariche.
Mascazzini: «... stiamo cercando di immaginare che cosa possiamo dire... Su
Terzigno pensiamo di metterci solo marmellata fritta... Il mio problema è di
avere quattro carte...». Di Gennaro: «Quattro carte sulle altre aree, va bene».
Mascazzini: «Fumerò... ci metterò dentro un po’ di cose...». Di Gennaro: «Va
bene».
Bertolaso furioso
Maggio 2007. Bertolaso ha deciso di dimettersi dall’incarico di Commissario
straordinario dopo che il suo nemico, il ministro Pecoraro Scanio, è riuscito a
impedire l’apertura di una discarica in località Valle della Masseria nel
Comune di Serre. Parla al telefono con il prefetto Alessandro Pansa, ed è
arrabbiatissimo. Bertolaso: «... ho già mollato l’incarico alla luce di questa
devastante vicenda di vigliaccheria assoluta da parte dello Stato...». Pansa:
«Mi dispiace un sacco... io non so chi meglio di te possa... Siamo proprio
nella merda seria». Bertolaso: «Vedrai che il ministero dell’Ambiente... saprà
tirare fuori qualche altro cilindro...».
«Io li sputtano»
E’ ancora Bertolaso che parla, questa volta con la sua vice Marta Di Gennaro,
il 17 maggio 2007. «Tu fai tutto quello che può essere utile, che può
servire... Io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero
dell’Ambiente».
Macchia Soprana
E’ il nome di una località di Serre dove il ministro Pecoraro Scanio è riuscito
a far localizzare una discarica invece che a Valle della Masseria, come voleva
Bertolaso. Il quale si sfoga con Marta Di Gennaro: «A me di Macchia Soprana non
me ne frega un cazzo, e non la faremo mai probabilmente...».
Monnezza e basta
Marta Di Gennaro e Michele Greco parlano degli impianti che in realtà
dovrebbero per legge trattare i rifiuti, ma non lo fanno. Di Gennaro: «Senti,
il Compost fuori specifica è quello che viene dal Cdr degli altri paesi, non
dal nostro...». Greco: «No, no... il nostro è monnezza, punto e basta».
Parlano ancora Greco e la dottoressa Di Gennaro. Greco: «Qui non ha proprio
senso fare il trattamento dei rifiuti...». Di Gennaro: «Sì, ma rimane fra
noi... non ce lo possiamo dire... ora noi dobbiamo parlare il linguaggio che
parlano tutti... che è il linguaggio della vaghezza».
Troppa puzza
L’immondizia che esce dagli impianti di trattamento puzza da morire. E non
dovrebbe, visto che dagli impianti dovrebbe uscire materiale «inerte». Che
fare? Al telefono parlano ancora Di Gennaro e Mascazzini che ha contattato dei
tecnici dell’Enea: «... Il tentativo è di trattare con una polverina magica...
tipo la calce... che mischiata con la roba da trattare con... la roba da
spostare... la rende meno puzzolente».
Monnezza «taroccata»
24 maggio 2007. Marta Di Gennaro parla con Michele Greco e gli racconta di aver
parlato con Gianfranco Mascazzini: «Gli ho detto... non devi rompere il piffero
sulla fos. E Mascazzini: perché tu mi hai scritto che (dagli impianti, ndr)
esce della tritovagliatura e non hai scritto stabilizzata... e io ho detto: io
non scrivo mai cose che non rispondono al vero, quindi il vero aiuto che mi
devi dare è di rinaturalizzare quello che ti ho scritto...».
Ormai è la fine
Il 20 giugno 2007 la Di Gennaro chiama Bertolaso e si sfoga con il capo: «Guido
basta, così non va. Centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, tutti
che pretendono e se la prendono con noi... ammucchiamo balle e facciamo mucchi
di merdaccia... Chi ci ha portato in questa storia merita la morte... Dobbiamo
trovare il coraggio di andarcene. Stasera che sono scoglionata vedo le cose
come sono, senza eroismi...».
·
Articoli
Monnezze (20)
"parlavano
di scempio ambientale ma le denunce restarono nel cassetto" - dario del
porto ( da "Repubblica, La"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
un dirigente
della società Fibe parlavano della discarica aperta in località Lo Uttaro:
"Rompiamo le balle, quelle più malprese, e le utilizziamo come
scarti", diceva Picarone a Moschella il 21 aprile 2007. Questa e altre
conversazioni inducono il gip di Napoli, Rosanna Saraceno, a parlare di una
"colossale opera di inquinamento del territorio" che sarebbe stata
posta in essere,
I
pm: funzionari infedeli e analisi false
( da "Repubblica,
La" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
attuale dirigente
della Regione Campania, precedentemente alla Protezione civile, e già
collaboratore sia dell'allora commissario Catenacci che, più recentemente, del
prefetto De Gennaro. Lo stesso Greco fu già indagato per l'allestimento della
discarica di Lo Uttaro, Caserta, con l'accusa di disastro ambientale.
Ecomafia
ad altamura la procura ascolta i consiglieri comunali - a pagina v
( da "Repubblica,
La" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Pagina I -
Bari L'inchiesta sugli intrecci con le cosche Ecomafia ad Altamura la procura
ascolta i consiglieri comunali a pagina v SEGUE A PAGINA V.
Lo
Stato si è fermato a Napoli ( da "Unita, L'"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
e buttavano
in discarica. Erano zeppe di materiali inquinanti, di percolato che spandeva
veleni, bastava cambiare i codici e quella robaccia la si poteva addirittura
rifilare, a caro prezzo, ai tedeschi. Anche questa inchiesta, come la
precedente che ha portato al rinvio a giudizio di Bassolino e dei vertici
Impregilo,
I
rompiballe che taroccavano i rifiuti. Grazie al commissariato
( da "Manifesto,
Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
delle
strutture regionali campane, fino alla complicità di un militare distaccato
alla protezione civile (Rocco De Frenza). Così per due anni si è consentito lo
smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi, nelle discariche di Lo
Uttaro (Ce) e Villaricca (Na), nonché il trasferimento con i treni in Germania.
Festa
da leggere ( da "Corriere della Sera"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
autore per
Edizioni Ambiente con il giallo sulle ecomafie "Previsioni del
tempo", sarà uno dei sei dj della serata. Il suo set "blues" è
previsto per le 20, mentre da mezzanotte ci sarà Kleopatra dj, regina del funk
milanese. Spazio anche ai bambini: lettura animata dalle 17 alle 19 allo stand
Carthusia, e le performance di Puzzle 4 Peace e di Poesia dorsale,
Schiaffo
per Bertolaso Pd e Pdl lo difendono
( da "Manifesto,
Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
pomeriggio ha
incontrato nel capoluogo partenopeo il sindaco di Terzigno per discutere della
discarica da costruire. Consueto sfoggio di efficienza per Guido Bertolaso, che
non si ferma nemmeno quando la procura mette ai domiciliari alcuni dei sui
collaboratori negli anni in cui ricopriva il ruolo di commissario straordinario
ai rifiuti, incluso il suo braccio destro Marta Di Gennaro.
Rifiuti,
indagine sul prefetto Arrestata l'ex vice di Bertolaso
( da "Corriere
della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
funzionaria
che per mostrare efficienza e far carriera non avrebbe esitato a mandare nelle
discariche campane spazzatura non trattata secondo le norme di sicurezza, e
quindi inquinante quando non addirittura velenosa. L'inchiesta è stata condotta
dai pm Noviello e Sirleo, gli stessi che hanno indagato su Bassolino e la loro
richiesta di arresti fu inoltrata al gip il 22 gennaio.
Monnezzopoli
1 la procura mette nelle mani nei rifiuti
( da "Riformista,
Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
retto allora
da Alfonso Pecoraro Scanio, sul sito da destinare a discarica nel salernitano.
"Tu fai tutto quello che può essere utile, che può servire. Io ho un
obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell'Ambiente", ha
detto Bertolaso il 17 maggio dello scorso anno all'allora sua vice Marta Di
Gennaro.
Sabina
Morandi Arriva il caldo e la munnezza comincia a fare paura
( da "Liberazione"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ecomafia
almeno il 30% dei rifiuti industriali prodotti sparisce nel nulla. C'è una
responsabilità oggettiva legata alla debolezza delle istituzioni deputate alle
analisi, mi riferisco in particolare alle Agenzie regionali per l'ambiente che
sono quasi sempre talmente sguarnite di personale e di fondi - a volte non ci
sono nemmeno i soldi per comprare i reagenti -
Antonella
Palermo Napoli Operazione Rompiballe
( da "Liberazione"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
in modo da
farli assomigliare a inerti da poter tranquillamente smaltire in discarica. Ma
c'è anche di più. Di tutto, di più. "Un meccanismo fraudolento",
ipotizza la procura. Un meccanismo in cui sarebbero coinvolti anche funzionari
del commissariato straordinario di governo che usavano il "linguaggio
della vaghezza" e chiudevano un occhio quando serviva.
Il
prefetto indagato per il caso Fibe
( da "Unita,
L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Pansa non ha
dubbi: l'inchiesta - distinta da quella che ha portato agli arresti di ieri - ,
dice, chiarirà la correttezza del mio comportamento. Al prefetto ieri è
arrivata ampia solidarietà: da quella della Iervolino a quella di Mantovano e
Nicolais. Pansa.
Discariche
truccate e la truffa-ecoballe 25 arresti, coinvolti tutti i vertici delle
strutture addette allo smaltimento: c'è anche l'ex vice di Bertolaso
( da "Unita,
L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
a Macchia
Soprana di Serre, la discarica che ancora oggi serve la Regione Campania, e che
è stata voluta fortemente dall'allora ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro
Scanio al posto di quella di Valle della Masseria. Di Gennaro afferma senza
mezzi termini: "Così come vogliono farla loro è una porcata".
Rifiuti,
arresti e polemiche ( da "Campanile, Il"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
fraudolento"
per smaltire in discarica balle private della plastica che le teneva insieme o
in Germania con treni della Ecolog (poi divenuta Fs Cargo). Una nota della
Procura partenopea chiarisce che l'inchiesta riguarda la gestione dello
smaltimento da parte del Commissariato di governo e delle società del gruppo
Impregilo Fibe,
I
<rompiballe> che taroccavano i rifiuti. Grazie al commissariato
( da "Manifesto,
Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
delle strutture
regionali campane, fino alla complicità di un militare distaccato alla
protezione civile (Rocco De Frenza). Così per due anni si è consentito lo
smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi, nelle discariche di Lo
Uttaro (Ce) e Villaricca (Na), nonché il trasferimento con i treni in Germania.
Rifiuti,
tutti i no dei giudici ( da "Opinione, L'"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
discariche di
Pianura e Montesarchio, poste sotto indagine di Ilaria Proietti Ancora una
volta i provvedimenti della magistratura si intrecciano con la pluriennale
emergenza rifiuti in Campania. Questa volta è toccato al prefetto di Napoli
Alessandro Pansa commissario ai rifiuti prima di Gianni De Gennaro ricevere un
avviso di garanzia assieme ad altre 24 persone tra cui Marta Di
Intervista
a Alessandra Mussolini / In piazza con la gente di Chiaiano
( da "Opinione,
L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ad ascoltare
la gente che per 16 anni è stata massacrata dalle giunte di
Bassolino-Iervolino, il tutto diventa strano. Io non sono un deputato che vuole
stare in Parlamento con i tacchi a spillo e magari lasciare che le persone si
confrontino soltanto con l'esercito. Bisogna sostenere la gente e bisogna dare
loro delle spiegazione circa la possibile costruzione della discarica".
Indagato
il prefetto, 25 in carcere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza
Abstract:
e il
contenuto inviato in discarica. L'INCHIESTA Sono circa 650 le pagine
dell'ordinanza di custodia emessa dal gip, su richiesta del procuratore
aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Si tratta
degli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati al
governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell'
Bassolino
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
assicura la
Iervolino. Solidarietà a Pansa e Di Gennaro anche dal presidente della
Provincia Dino Di Palma ("sono persone di notevole valore
istituzionale"). Ma è soprattutto nei palazzi romani che le reazioni
lasciano trasparire forti dubbi. Il sottosegretario agli Interni Alfredo
Mantovano si sofferma sulla tempistica.
Chiaiano,
via libera ai tecnici Indagato il prefetto, 25 arresti
( da "Quotidiano.net"
del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
test sarà
possibile stabilire se le cave siano adatte a ospitare la discarica. Commenta
Napoli, 27 maggio 2008 - A Chiaiano sono arrivati i tecnici dell'Arpac (Agenzia
regionale protezione ambientale Campania, ndr) e del Commissariato per poter
iniziare i rilievi tecnici all'interno della cava di tufo. Libere le strade e
tolto il presidio che nei giorni scorsi è stato mantenuto,
( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Bertolaso:
Stato vigliacco Amministratore Impregilo L'operazione denominata Rompiballe:
uno degli imputati proponeva di aprirle e utilizzarle come scarti
"Parlavano di scempio ambientale ma le denunce restarono nel
cassetto" I giudici : chi doveva pulire inquinava il territorio L'esperta
in cella: "Situazione indegna, criticati da sindaci cafoni" Caro
Pansa, io ho già mollato l'incarico per questa vicenda di devastante, assoluta
vigliaccheria dello Stato Ho capito che in Procura a Napoli tira davvero una
gran brutta aria DARIO DEL PORTO NAPOLI - L'hanno chiamata "operazione
rompiballe" perché proprio così, al telefono, il responsabile di un
impianto della provincia di Caserta, Pasquale Moschella, e un
dirigente della società Fibe parlavano della discarica aperta in località Lo
Uttaro: "Rompiamo le balle, quelle più malprese, e le utilizziamo come
scarti", diceva Picarone a Moschella il 21 aprile 2007. Questa e altre
conversazioni inducono il gip di Napoli, Rosanna Saraceno, a parlare di una
"colossale opera di inquinamento del territorio" che sarebbe stata
posta in essere, confidando nella possibilità di "nascondere
proprio sotto le tonnellate di quei rifiuti che si dovrebbero smaltire
correttamente la pessima gestione degli stessi": come nel caso delle balle
di rifiuto secco che venivano "private della filmatura e del filo di ferro
che ne assicurava la compattazione e successivamente passate sotto le
ruspe". Operazione illecita, secondo i magistrati. In quel Vietnam che è
diventata la crisi rifiuti in Campania, l'inchiesta dei carabinieri del Noe,
coordinata dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore
aggiunto Aldo De Chiara, apre dunque un nuovo fronte. Fanno riflettere le
argomentazioni del giudice quando scrive che pur di non interrompere la
raccolta della spazzatura accatastata nelle strade sono state
"frustrate" quelle "esigenze di salute pubblica" che
andavano tutelate. Questo perché, accusa la Procura, i rifiuti venivano
lavorati "in totale difformità rispetto alle autorizzazioni
ambientali", anzi in maniera "assolutamente fittizia". Come nel
caso dei treni inviati in Germania in forza del contratto stipulato con la
società Ecolog (i cui rappresentanti Roberto Cetera e Lorenzo Miracle
Bragantini sono agli arresti) dove sarebbe stato inviato materiale "che
giammai avrebbe potuto essere destinato alla termovalorizzazione".
Rimarcano, i magistrati, che nelle telefonate di numerosi indagati si parla di
"scempio ambientale, disastro ambientale, porcheria epica", e questo
lascerebbe pensare a "relazioni e dossier tenuti nel cassetto" invece
che indirizzati all'autorità giudiziaria. Sono emersi tentativi di ostacolare i
carabinieri del Noe che stavano conducendo le indagini. In una conversazione
del 2 ottobre scorso, l'amministratore di Impregilo, Massimo Malvagna, ora agli
arresti, dice: "Ho capito che in Procura tira una gran brutta aria".
Nell'indagine è coinvolta, fra gli altri, Marta Di Gennaro, l'esperto
funzionario della Protezione civile che nel 2007 Guido Bertolaso aveva voluto
al suo fianco come subcommissariato straordinario. Indagando su Di Gennaro sono
stati più volte intercettati colloqui di Bertolaso e sfoghi dell'allora
commissario, tornato ad occuparsi di emergenza rifiuti, come sottosegretario,
appena una settimana fa. Molti passaggi riguardano ad esempio il braccio di
ferro che nel maggio 2007 Bertolaso, contrario alla scelta del sito di Macchia
Soprana, successivamente entrato in funzione e tuttora aperto, aveva ingaggiato
con il ministero dell'Ambiente. "Così come intendono farla loro (i tecnici
del ministero n. d. r.) è una porcata", diceva Di Gennaro del progetto su
Macchia Soprana. E il 17 maggio di quell'anno, rivolgendosi alla sua vice,
Bertolaso affermava: "Tu fai quello che può essere utile, che può
servire... io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del Ministero
dell'Ambiente". Alla vigilia delle sue dimissioni, rassegnate dopo
l'opposizione dell'allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio all'apertura della
discarica di Valle della Masseria, Bertolaso parla con il prefetto di Napoli,
Alessandro Pansa, che di lì a poco lo sostituirà come commissario e che per un
episodio legato all'attività sui rifiuti è stato raggiunto lunedì sera da un
avviso di garanzia per falso. "Spero che non diano a te la responsabilità
- dice Bertolaso - perché ovviamente ho già mollato l'incarico alla luce di
questa devastante vicenda di vigliaccheria assoluta da parte dello Stato. Per
me la vicenda è conclusa, volevo che lo sapessi". "Mi dispiace un
sacco", replica Pansa. E Bertolaso: "Vedrai che il ministro
dell'Ambiente saprà tirare fuori qualche altro cilindro, troverà pure.. un
sovrano che sarà in grado di gestire tutto molto più brillantemente di quel
poco che sono riuscito a fare io". Via sms, il 20 giugno 2007, era stata
Marta Di Gennaro a sfogarsi con Bertolaso: "Guido, basta, così non va -
scrive - è tutto sbagliato, centinaia di sindaci cafoni che rivendicano
diritti, tutti che pretendono e se la prendono con noi anche quando va bene. Un
sistema indegno, impianti vetusti e inutili che ammucchiano balle. Dobbiamo
trovare il coraggio di andarcene, gli eroismi che ci piacciono tanto possono
rovinarci".
( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli I
pm: funzionari infedeli e analisi false Nomi e ruoli dei 25 coinvolti nel blitz
chiamato "Rompiballe" L'accusa: contesto illecito che ha portato a
gravi risvolti per ambiente e salute Lo hanno chiamato blitz
"rompiballe". Un velo di sarcasmo segna il nome dell'inchiesta che
ieri ha travolto 25 persone e sfiorato anche il prefetto di Napoli, Alessandro
Pansa, indagato per falso ideologico, anche se a suo carico non è stata
formulata dalla Procura alcuna richiesta di misura cautelare. Le accuse vanno
dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico in atto pubblico, fino
alla truffa aggravata ai danni dello Stato. Un'altra grave ipotesi, di
associazione per delinquere, avanzata dalla Procura è invece caduta al vaglio
del gip che ha emesso l'ordinanza. I reati, secondo la ricostruzione della
Procura, andrebbero avanti dal
( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
I - Bari L'inchiesta sugli intrecci con le cosche Ecomafia ad Altamura la
procura ascolta i consiglieri comunali a pagina v SEGUE A PAGINA V.
( da "Unita, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Lo Stato si è fermato a Napoli Enrico Fierro Chiaiano è la linea
del Piave della credibilità dello Stato. Così, per giorni, politici di governo
e autorevoli commentatori. Uno Stato non in grado di controllare il territorio
è uno Stato debole, ha scritto ieri Panebianco sul Corriere della Sera.
Articoli e corrispondenze da Napoli ci hanno raccontato di una camorra
scatenata interessata a trasformare la città di Napoli in una banlieu. La
camorra è dietro le barricate di Chiaiano, abbiamo letto anche da parte di chi
a Ponticelli (cacciata dei Rom con saccheggio e incendio della loro
baraccopoli) i bravi ragazzi della camorra non li ha visti o non li ha voluti
vedere. Intendiamoci, la camorra a Napoli sta dietro e dentro ogni
manifestazione di massa, dal tifo allo stadio alle proteste dei disoccupati,
c'era a Pianura, c'è stata a Chiaiano. Ma leggere ogni protesta sociale come
egemonizzata dai mammasantissima, etichettare come camorristi tutto e tutti
(anche i vecchi, le donne, i bambini che chiedono un ambiente pulito) se da un
lato serve a giustificare il "pugno di ferro", dall'altro non ci
consente di vedere che dietro i tanti, spesso irrazionali, no ad ogni ipotesi
di soluzione della tremenda crisi dei rifiuti, c'è una sfiducia nei confronti
dello Stato. Le ragioni di questa sfiducia sono scritte nelle centinaia di
pagine dell'inchiesta dei giudici della procura napoletana. Quando i pm
Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo parlano di una "colossale opera di
inquinamento del territorio" portata avanti da quei vertici del
Commissariato straordinario deputato a risolvere l'emergenza rifiuti, sbattono
in faccia all'Italia intera una realtà tragica: il fallimento del ciclo dei
rifiuti in Campania. Quattordici anni di commissariato e miliardi buttati al
vento che sono stati essi stessi causa di aggravamento del male. Quando il gip
che ha firmato gli arresti di ieri parla di "un gioco di squadra
sincrono" tra funzionari pubblici, manager e responsabili della
Fibe-Impregilo (il colosso internazionale diventato padrone assoluto dei
destini ambientali della Campania), ci mette di fronte a una realtà
maleodorante. Fatta di complicità, di immonde clientele, di controllori che
facevano l'interesse dei controllati. Un fallimento, il vero fallimento dello
Stato. Un ciclo nato morto dall'inizio, con impianti destinati a trasformare i
rifiuti in energia che hanno prodotto un immane disastro ambientale: 6 milioni
di ecoballe. Quelle che gli arrestati di ieri "rompevano" e buttavano in discarica. Erano zeppe di materiali inquinanti, di
percolato che spandeva veleni, bastava cambiare i codici e quella robaccia la
si poteva addirittura rifilare, a caro prezzo, ai tedeschi. Anche questa
inchiesta, come la precedente che ha portato al rinvio a giudizio di Bassolino
e dei vertici Impregilo, mostra uno squallore immenso. Ora ci vuole
pazienza e una buona dose di umiltà. Bisognerà ricostruire brandello per
brandello l'immagine di uno Stato che agisce con la forza della sua unità e la
chiarezza dei suoi intenti e non col manganello. Sarà difficile dopo che i
napoletani avranno letto alcune delle intercettazioni, soprattutto quella nella
quale l'attuale sottosegretario Bertolaso parla con una sua collaboratrice di
una discarica e della sua volontà di "sputtanare i tecnici
dell'Ambiente". Era l'epoca del governo Prodi e il dottor Bertolaso, Capo
della Protezione civile, era in rotta di collisione col ministro dell'Ambiente
Pecoraro-Scanio. L'uno e l'altro parlavano di emergenza, ma si combattevano
senza esclusione di colpi, tutto sulla pelle dei napoletani. Tutti volevano
"sputtanare" tutti. Risultato finale: a Napoli si è sputtanato lo
Stato.
( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
L'inchiesta 25
arresti, tra questi la vice di Bertolaso. Indagato il prefetto Pansa I
"rompiballe" che taroccavano i rifiuti. Grazie al commissariato Tu
fai una relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17 mila tonnellate o
quante cazzo ne avete portate, questa sera finisce tutto Guido Bertolaso sulla
discarica di Parapoti Francesca Pilla Napoli Sembra di vedere all'opera 'o
sistema. Ecoballe non a norma vengono prelevate dai siti di trasferenza, si
triturano facendoci passare sopra i camion, la spazzatura diventa poltiglia ed
è codificata come materiale trattato, ma in realtà proviene direttamente dai
cassonetti in strada. Un lavoro clean, per citare "Gomorra" di
Garrone, ma invece di essere commissionato dai clan dell'antistato, si realizza
attraverso le connivenze di dirigenti del commissariato straordinario, delle strutture regionali campane, fino alla complicità di un
militare distaccato alla protezione civile (Rocco De Frenza). Così per due anni
si è consentito lo smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi, nelle discariche di Lo Uttaro (Ce) e Villaricca (Na), nonché il trasferimento con
i treni in Germania. Così per quasi 24 mesi un gruppo di funzionari si è
messo in tasca i proventi dell'emergenza, si è assicurato la
"permanenza" della struttura "speciale" e ha ottenuto
avanzamenti di carriera. L'inchiesta Rompiballe E' questo l'impianto
accusatorio dell'"operazione Rompiballe", e anche se la procura di
Napoli ha tentato all'ultimo momento di ribattezzare l'inchiesta, mai nome fu
più appropriato. I "seccatori" ancora loro, i pm Noviello e Sirleo
dell'inchiesta Fibe-Impregilo, con il procuratore aggiunto De Chiara, che ieri
hanno depositato al gip Rossana Saraceni la richiesta di custodia cautelare per
25 persone. Tra i nomi illustri l'attuale prefetto di Napoli Alessandro Pansa,
accusato di falso in atto pubblico in qualità di commissario e la vice di
Bertolaso, Marta Di Gennaro. Ma a essere sul banco degli imputati è anche la
solita compagnia di giro che ha gestito e gestisce in gran parte ancora oggi lo
smaltimento dell'immondizia. E' come se fosse il sequel di un film di successo,
il lasso di tempo preso in esame dai magistrati infatti è immediatamente
seguente a quello dell'indagine madre ormai in fase di dibattimento. Un periodo
che va dal 2006 alla fine del 2007, dall'anno cioè in cui Bertolaso, allora
commissario, rescisse il contratto con l'Impregilo - salvo poi conferire alla
stessa impresa, la scorsa settimana, l'incarico di terminare l'impianto di
Acerra - fino al passaggio di mano a Pansa. "Anche se non in qualità di
società secondo la legge 231 come nella precedente inchiesta - spiega
l'avvocato Tizzoni - ma nella persona fisica dell'ad di Fibe Massimo Malvagna
che mi ha nominato suo difensore". Le ipotesi di reato contestate vanno dal
traffico illecito di rifiuti e falso ideologico in atto pubblico, fino alla
truffa aggravata ai danni del consiglio dei ministri, della Protezione civile,
del Commissariato straordinario, indotti in errore con l'aggravante del danno
patrimoniale. Ai domiciliari, tra gli altri, sono finiti i sei capimpianto dei
cdr incriminati (quelli di Giugliano, Caivano, Casalduni, Piano d'Ardine,
Battipaglia, Tufino), il dipendente regionale ed ex della Protezione Civile
Michele Greco, il presidente della Ecolog, Roberto Cetera e il direttore
tecnico, Lorenzo Miracle, il gruppo cioè che fino all'ultima commessa aveva
curato il trasporto dei rifiuti campani in Germania. Bertolaso a
"Gomorra" Nell'ordinanza di oltre 600 pagine depositata ieri sono
diversi i passaggi che configurano uno scenario alla Gomorra e che se fossero
provati potrebbero dare la stangata definitiva alla credibilità dello stato
sull'emergenza. In primis a Bertolaso, non indagato, ma che in un dialogo con
la sua vice si lascia andare a descrizioni di scarsa professionalità riguardo
al trattamento dei rifiuti. Come nella conversazione del 30 maggio 2007 quando
Bertolaso in merito alla relazione sulle tonnellate da mandare alla discarica
salernitana di Parapoti dice al suo braccio destro "e tu fai una relazione
molto semplice, dici abbiamo portato 17mila tonnellate o quante cazzo ne avete
portate, questa sera finisce tutto. Bertolaso l'altro ieri si è preso schiaffi
prima da quelli di Parapoti poi da quelli di Acerra, non ha più guance da
offrire per queste vicende, quindi alternative non l'abbiamo L'unica cosa che
mi sembrerebbe da immaginare è quella di portare tal quale a Parapoti ma non so
se la cosa è fattibile". La Di Gennaro chiama quindi Rosetta Sporviero, la
pasionaria della discarica che chiese come garanzia sul sì alla riapertura
l'intervento di Napolitano, per convincerla a prendere materiale non trattato,
"tanto è lo stesso perché la nostra fos è uguale al tal quale". E
ancora sul sito temporaneo la Di Gennaro, ad esempio, si rivolge a Bertolaso
perché riferisca a una terza persona, "se trova i Noe, se possono stare lì
ad Acerra. I Noe giusti, persone collaborative", e Bertolaso risponde:
"Va bene però, ecco, che ci sia comunque qualcuno da noi che registra
tutti i camion che entrano e faccia le foto. Facciamo comunque vedere che c'è
un'attività di sorveglianza... andiamo in giro in elicottero senza la macchina
fotografica, come abbiamo fatto l'altro giorno". Serre, "una
porcata" Fare finta di controllare dunque. E' così che a Lo Uttaro, come
si legge nell'ordinanza, sono stati inviati rifiuti diversi dal sovvallo oltre
ai pericolosi? E' per questo che a Villaricca, secondo la relazione del dottor
Iacucci, consulente dei pm, è stata ritrovata "un'abnorme produzione di
percolato, non imputabile in alcun caso alla naturale produzione"? Perfino
a Macchia Soprana, la discarica simbolo di Serre su cui si è dimesso, nel
luglio del
( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-28 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Triennale Bovisa Domani debutta "'08-ml": gli autori tra
gli stand, sconti, letture per i bambini, danze. E Wu Ming 5 alla console Fino
alle 2 di notte libri, dj, video e ospiti: il primo party dei piccoli editori
milanesi Festa da leggere U n insospettabile pensiero intellettuale:
"Perché non fare una festa? ". è così che nasce, in un pomeriggio a
Roma, la festa dei piccoli e medi editori milanesi che domani si terrà alla
Triennale Bovisa (via Lambruschini 31, ingresso libero, www.ml-libri.it): si
chiama "'08-ml", che sta per "Milano" e per
"millilitro", unità di misura che sposa l'idea di raccogliere realtà
che hanno poco spazio in libreria. "Eravamo tre editori milanesi, Granvia,
Cabila e Bevivino, alla fiera romana Libri Liberi, - racconta Maddalena
Cazzaniga, 26 anni, redattrice di Granvia, specializzata nella narrativa
spagnola contemporanea - e notavamo che le case editrici romane sono in buoni
rapporti, si scambiano i collaboratori e fanno gruppo "indipendente".
Possibile che a Milano non ci conosciamo?". Allora è nata l'Associazione
Culturale Ml: le tre case editrici più la free-press "Chelibri", il
promotore Pea e l'Agenzia Servizi Editoriali. Un comitato promotore bohémien
che si riunisce alla taverna Moriggi e dà il via alla festa. Scrittori e buffet
In una grande libreria a cielo aperto allestita in Triennale Bovisa dalle 17
alle 2 di notte gli editori espongono e vendono i loro titoli. Il bistrot
Bovisa offre un buffet dalle 18.30 alle 20 e contrariamente a fiere blasonate
(leggi Torino) sconti per tutti. Niente tavole rotonde, ma non mancano gli
autori a spasso tra gli editori, da Giulio Mozzi per Sironi, a Sandrone
Dazieri, a Giuseppe Genna, fino a Wu-Ming 5, membro dell'omonimo collettivo
narrativo che non appare in foto, ma in consolle sì: Wu-Ming 5, autore per Edizioni Ambiente con il giallo sulle ecomafie
"Previsioni del tempo", sarà uno dei sei dj della serata. Il suo set
"blues" è previsto per le 20, mentre da mezzanotte ci sarà Kleopatra
dj, regina del funk milanese. Spazio anche ai bambini: lettura animata dalle 17
alle 19 allo stand Carthusia, e le performance di Puzzle 4 Peace e di Poesia
dorsale, un gruppo che compone versi con i titoli dei dorsi dei libri.
Un programma che rispetta una frase di Truman Capote, proiettata nella
videoantologia "8 milioni di parole ": "Le parole mi hanno
sempre salvato dalla tristezza". Gli invitati Sono 36 i piccoli e medi
editori milanesi di "'08 ml": dagli storici - come Iperborea e i suoi
scrittori nordici, i poeti di Viennepierre, o Marcos y Marcos - , ai tanti
"nuovi arrivi". NoReply che ha fatto discutere su Myspace con
"Beautiful " di Andrea, un romanzo dedicato all'anoressia, ad Agenzia
X, animata da Marco Philopat che ha firmato con Il Duka "Roma K.O.",
a Mimesis che è uscita con il curioso "Le parole del maggio - le scritte
sui muri nel sessantotto parigino" fino agli esperti per l'infanzia di
Babalibri. Funk La dj Kleopatra e sopra una festa alla Triennale Bovisa Gruppo
promotore di "'08 -ml". Da sinistra in piedi: M. Cazzaniga (Gran Via
ed.), E. Milia e L.E. Stipari (Cabila edizioni), R.Cremonesi (Gran Via
edizioni), C.Savarese (Pea Italia). In basso: F.Biagioli (Cabila), Bea Marina
(rivista Che libri), A.Spadolini (Ag. Servizi editoriali), B.Pagani (Cabila).
Alessandro Beretta.
( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Napoli L'inchiesta
della procura napoletana non scuote il sottosegretario. Che riceve la
solidarietà dei politici Adriana Pollice Napoli Ieri pomeriggio
ha incontrato nel capoluogo partenopeo il sindaco di Terzigno per discutere
della discarica da costruire. Consueto sfoggio di efficienza per Guido
Bertolaso, che non si ferma nemmeno quando la procura mette ai domiciliari
alcuni dei sui collaboratori negli anni in cui ricopriva il ruolo di
commissario straordinario ai rifiuti, incluso il suo braccio destro Marta Di
Gennaro. Lo stesso procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore
sottolineava: "La popolazione deve sapere che vigiliamo in modo autonomo
sulla correttezza dell'azione di tutti gli attori coinvolti. Devono avere
fiducia perché molte delle persone indagate non ricoprono più incarichi".
I vertici delle imprese coinvolte, dalla Fibe all'Impregilo, però sono al loro
posto così come alcuni funzionari che allora, come oggi, partecipano alla
gestione della crisi rifiuti. I pm Noviello e Sirleo, con i risultati della
loro nuova inchiesta, riprendono il lavoro dove si era fermato l'altro atto
d'accusa ai protagonisti del disastro immondizia. Una situazione che, secondo
la procura, è proseguita immutata, continuando a passare sopra normative e
leggi, grazie a collusioni e connivenze. Il decreto legge presentato del
governo Berlusconi sembra sanare la situazione da qui in avanti ma non fornisce
alcun ombrello per quanto fatto fino a ieri. Così i processi diventano due e si
prosegue a sperare nella prescrizione. Qualcuno poi si è lasciato insospettire
per la tempistica. Un modo per sabotare i piani del governo su Chiaiano secondo
la destra, una vendetta postuma dell'ex ministro all'Ambiente Pecoraro Scanio,
tra gli affondatori di Bertolaso prima maniera, e persino una resa dei conti
con De Gennaro, in corsa per lo stesso incarico. Un'ipotesi, però, smentita
dalla tempistica, visto che gli atti sono stati depositati a gennaio scorso. La
politica, nonostante il nuovo terremoto, prosegue a cavalcare la crisi rifiutandosi
di prendere in considerazione qualsiasi elemento che esuli dal teorema
emergenza-leggi speciali-discariche-inceneritori. Se
il presidente della Repubblica Napolitano esorta tutti a fare la loro parte,
Sergio D'Antoni per il Pd dà piena fiducia a Bertolaso: "La persona
giusta. Tanto è vero che era stato scelto anche dal centrosinistra"
scordandosi di sottolineare che l'altra volta non fu una grande performance la
sua. Solo Idv, con Nello Formisano, ribatte che l'azione dei magistrati può far
luce sui motivi per cui in Campania "l'emergenza rifiuti abbia potuto
protrarsi per ben quindici anni". Solidarietà anche dalla sindaca
Iervolino. In sintonia con la destra Ermete Realacci, ministro ombra Pd
dell'Ambiente: "Non sarà la giustizia a risolvere il problema dei rifiuti
in Campania, ma mi auguro che agisca per accompagnare la soluzione e non la
ostacoli come qualche volta ha fatto con interventi fuori contesto", non
indicando però quale sarebbe il contesto a cui dovrebbe attenersi la magistratura.
Un fiume in piena di solidarietà da parte delle forze al governo per Bertolaso
e il prefetto di Napoli Alessandro Pansa da parte del sottosegretario
all'Interno, Alfredo Mantovano, che prova a giocare la carte del dubbio:
"Senza voler formulare nessuna ipotesi di complotto e nessuna illazione,
mi limito a osservare che rispetto a una richiesta di misure cautelari
formulata a gennaio, l'esecuzione dell'ordinanza avviene pochi giorni dopo il
varo del decreto rifiuti che sta sollevando reazioni, anche, nel mondo
giudiziario". Rocco Buttiglione invece si lascia prendere dall'entusiasmo
dichiarando, a proposito del neosottosegretario ai rifiuti, "se a suo
tempo avessero lasciato fare a Bertolaso, oggi non avremo l'emergenza.
L'urgenza dei tempi non lascia spazio a discussioni infinite". Pacato come
sempre il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli: "La
statura istituzionale di alcuni degli inquisiti lascia aperta la porta al
sospetto di essere di fronte ad una azione intimidatoria". A mettere in
fila le carte dei processi e le reazioni politiche, sembra evidente che le
responsabilità del disastro rifiuti in Campania coinvolga le forze di governo
da entrambi i lati dello schieramento, tutte in fila dietro gli interessi della
Impregilo, niente di strano se nessuno mette in dubbio la credibilità di
Bertolaso o avanzi anche solo qualche timida domanda sul suo ex braccio destro.
Poche storie, è l'emergenza, baby.
( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Rifiuti, indagine sul prefetto Arrestata l'ex vice di Bertolaso
Venticinque ordinanze. L'accusa: traffico illecito di spazzatura Il Colle:
"L'emergenza della Campania è un assillo per tutti Non cedere mai a
pressioni localistiche" NAPOLI - Venticinque arresti, almeno un indagato,
e la messa in discussione per via giudiziaria del commissariato straordinario
per i rifiuti dell'era moderna. Non quello, cioè, dei tempi di Bassolino -
ormai già alla verifica del tribunale -, ma quelli molto più recenti guidati
prima dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, oggi sottosegretario
con delega all'emergenza dell'immondizia, e poi dal prefetto di Napoli
Alessandro Pansa. Il nome di Bertolaso nell'inchiesta non c'è, quello di Pansa
sì. Di Bertolaso ci sono però strettissimi collaboratori. E se il prefetto ha
soltanto ricevuto una informazione di garanzia ed è indagato per falso
ideologico, l'ex subcommissaria di Bertolaso, Marta Di Gennaro, è da ieri agli
arresti domiciliari (come gli altri 24) ed è descritta nell'ordinanza del gip Rosanna
Saraceno come una figura centrale dei presunti illeciti nello smaltimento dei
rifiuti, una funzionaria che per mostrare efficienza e far
carriera non avrebbe esitato a mandare nelle discariche campane
spazzatura non trattata secondo le norme di sicurezza, e quindi inquinante
quando non addirittura velenosa. L'inchiesta è stata condotta dai pm Noviello e
Sirleo, gli stessi che hanno indagato su Bassolino e la loro richiesta di
arresti fu inoltrata al gip il 22 gennaio. Secondo i magistrati
l'imbroglio principale attribuibile agli accusati consiste nell'aver smaltito
come rifiuto trattato spazzatura che invece finiva in discarica esattamente
identica a come veniva raccolta in strada L'unico trattamento consisteva nel
triturarla. Illeciti sarebbero avvenuti anche alcuni trasferimenti di
immondizia in Germania. Oltre alla Di Gennaro sono stati arrestati funzionari
del commissariato, consulenti della Protezione civile, rappresentanti delle
società di trasporto, esponenti di Fibe e Fisia, del gruppo Impregilo.
L'organizzazione poteva contare anche sull'apporto di un carabiniere,
distaccato al dipartimento di Protezione civile, che avrebbe intralciato il
lavoro dei suoi colleghi del Nucleo operativo ecologico che hanno condotto le
indagini. L'inchiesta - e in generale l'emergenza rifiuti a Napoli - sono al
centro di numerosi commenti politici. Il presidente Napolitano ritiene la
questione campana "motivo di assillo per tutti noi" e invita a "non
cedere mai a logiche di arroccamento o a pressioni localistiche". Il
sottosegretario all'Interno Mantovano si interroga sui tempi degli arresti e
rileva che avvengono "nel momento peggiore possibile " e subito dopo
un'assemblea dei magistrati che hanno bocciato il decreto. L'ex guardasigilli
Castelli non esclude che "dietro questa vicenda vi possa essere un avviso
a chi si dà troppo da fare per risolvere il problema dei rifiuti". Di
Pietro, invece, dice: "è necessario lasciare che la magistratura faccia il
suo lavoro". Indagine La Di Gennaro e il prefetto Pansa. Sotto: un
impianto per le ecoballe F. B.
( da "Riformista, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Monnezzopoli 1 la
procura mette nelle mani nei rifiuti "Sputtanate quelli
dell'ambiente" 25 arresti, il prefetto Pansa indagato, Bertolaso
intercettato. Le telefonate contro Pecoraro Un putiferio di cui non si vede la
fine. È l'inchiesta denominata "Rompiballe" e che, con un'ordinanza
di 643 pagine del gip Rossana Saraceno, ha disposto l'arresto di 25 persone per
irregolarità nello smaltimento rifiuti in Campania da parte del Commissariato e
dei manager delle società del gruppo Impregilo impegnate nel servizio.
Inchiesta "Rompiballe" a motivo di alcune intercettazioni telefoniche
nelle quali il nome "ecoballe" è stato storpiato in
"rompiballe". Il putiferio è senza fine per due motivi. Innanzitutto
per i nomi degli indagati e poi per i nomi che compaiono nelle intercettazioni
telefoniche in mano ai magistrati: in sostanza quasi tutti coloro che negli
ultimi anni hanno lavorato a vario titolo per l'emergenza rifiuti sul
territorio. Partiamo dalle intercettazioni. Quelle che riguardano il
sottosegretario Guido Bertolaso - proprio lui - si riferiscono al capitolo di
Macchia Soprana e manifestano tutti i dissapori avuti da Bertolaso con il
ministero dell'Ambiente, retto allora da Alfonso Pecoraro
Scanio, sul sito da destinare a discarica nel salernitano. "Tu fai tutto
quello che può essere utile, che può servire. Io ho un obiettivo preciso:
sputtanare i tecnici del ministero dell'Ambiente", ha detto Bertolaso il
17 maggio dello scorso anno all'allora sua vice Marta Di Gennaro. Due
ore dopo, i due si sentono di nuovo e Bertolaso le dice: "A me di Macchia
Soprana non me ne frega un c... e non la faremo mai probabilmente... mentre a
me serve Valle della masseria sabato prossimo quando chiudiamo
Villaricca". Quello stesso giorno, alle 21.40, la Di Gennaro chiama il
prefetto di Napoli Alessandro Pansa e gli passa Bertolaso. "Spero non
diano a te la responsabilità - dice il sottosegretario - perché io ovviamente
ho già mollato l'incarico alla luce di questa devastante vigliaccheria dello
Stato" (il riferimento è al decreto che sancisce la scelta di Macchia
Soprana, ndr ). Circa un mese e mezzo dopo, però, il 6 luglio, Pansa viene
nominato commissario per l'emergenza rifiuti. Capitoli di una storia intricata,
una storia che dice, in sintesi, quanto sia stato e sia difficile gestire la
questione "monnezza" in Campania. Bertolaso è finito dentro il
tritacarne delle intercettazioni, mentre per altri personaggi di spicco la
questione è diversa. Tra questi, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa -
commissario per l'emergenza rifiuti per sei mesi, dall'estate scorsa fino a
dicembre - che ha ricevuto un avviso di garanzia per presunte irregolarità. In
corso ci sono in tutto 25 notifiche di ordini di custodia cautelare ai
domiciliari contro dipendenti e funzionari dello stesso commissariato ai
rifiuti. Tra i destinatari c'è anche Marta Di Gennaro. Poi il nome di Michele
Greco, dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione
civile. Quindi quelli di Massimo Malvagna, 54 anni, amministratore delegato
della Fibe spa, e Roberto Cetera, 51 anni, amministratore delegato di Ecolog.
Cosa sospettano nello specifico i magistrati? Le accuse sono di traffico
illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Secondo la
procura, nelle scorse gestioni dell'emergenza, le cosiddette ecoballe di
immondizia anziché essere trattate in impianti termici opportuni, sono finite
per essere frantumate e gettate in discariche comuni.
In pratica, si sarebbero persi tempo e quattrini per produrre finte ecoballe,
che in realtà sono state trattate come spazzatura comune. Dalle intercettazioni
telefoniche emergono anche casi in cui quantitativi di ecoballe sono state
pressate con passaggi ripetuti di camion e trattori sui piazzali degli impianti,
in modo da fare assomigliare il contenuto a inerti e smaltirle in discarica. Un
meccanismo fraudolento sarebbe stato messo in piedi per smaltire rifiuti in
Germania: alcuni trasferimenti sarebbero avvenuti "in totale dispregio dei
regolamenti comunitari" mediante l'intermediazione e l'attività di
trasporto svolte dalla Ecolog. Per quanto concerne Pansa, l'avviso di garanzia
inviatogli è legato a un atto da lui firmato e contenente delle prescrizioni
che la Fibe - la società legata a Impregilo che si è occupata in questi anni
del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto inchiesta assieme al presidente
della Regione Bassolino - doveva seguire in vista della scadenza del mandato a
commissario per l'emergenza rifiuti del prefetto. L'atto è infatti datato 18
dicembre e la scadenza del mandato del prefetto era il 31 dicembre
( da "Liberazione" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Sabina Morandi
Arriva il caldo e la munnezza comincia a fare paura. Eppure il problema dello
smaltimento dei rifiuti urbani di Napoli è solo il sintomo di una malattia ben
più grave, che uccide le persone e distrugge l'economia della Regione. Insomma,
se la spazzatura resta in strada, non sarà perché le discariche sono piene di
rifiuti tossici? L'abbiamo chiesto a Gianfranco Amendola. Non c'è dubbio. Il
vero problema non è quello dei rifiuti urbani quanto il fatto che devono essere
inseriti in un contesto già saturo di rifiuti industriali in buona parte
pericolosi e messi lì illegalmente. Il vero pericolo, come ben sa la
popolazione che protesta, è dovuto al precedente interramento di tutti questi
rifiuti, non a quello che sta succedendo adesso. Quindi, oggettivamente, la
responsabilità è di tutti coloro che in questi anni hanno permesso che rifiuti
pericolosi provenienti in buona parte dal Nord fossero interrati in questi
territori. Come è stato possibile? Prima di tutto, più vai verso Sud e meno
controlli ci sono. E non si tratta solo di controlli di polizia ma soprattutto
di controlli tecnici. Il traffico si basa sulla falsificazione delle bolle di
accompagno: i rifiuti industriali vengono declassati da pericolosi a non
pericolosi, poi assimilati agli urbani e alla fine addirittura cancellati. Non
basterebbe controllare che la fabbrica abbia sistemi di smaltimento? La maggior
parte degli impianti affida i residui industriali ad altre imprese che
dovrebbero prelevarli e portarli in un luogo autorizzato. La verità è che
proprio in questo tragitto, dalla fabbrica fino al luogo di smaltimento, questi
rifiuti cambiano faccia, cambiano colore e si perdono. Secondo la Commissione
parlamentare sull'ecomafia almeno il 30% dei rifiuti industriali prodotti sparisce nel
nulla. C'è una responsabilità oggettiva legata alla debolezza delle istituzioni
deputate alle analisi, mi riferisco in particolare alle Agenzie regionali per
l'ambiente che sono quasi sempre talmente sguarnite di personale e di fondi - a
volte non ci sono nemmeno i soldi per comprare i reagenti - che alla
fine di analisi ne vengono fatte poche. Allora bisogna fidarsi delle analisi
che portano i diretti interessati, e senza nemmeno la possibilità di verificarle.
La rete dei controlli dunque è estremamente debole, cosa che inevitabilmente
rimanda alla politica... Da vent'anni l'Italia si distingue per i tentativi di
sottrarre i rifiuti industriali dalla normativa europea sui rifiuti
cambiandogli semplicemente nome. Per l'Unione Europea il rifiuto è qualunque
sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l'obbligo
di disfarsi. L'Italia però ha sempre interpretato questo nel senso che, se un
rifiuto può essere in qualche modo riutilizzato, non è un rifiuto. Ed è proprio
perseguendo questa strategia che ci siamo guadagnati il primato europeo delle
condanne in questo settore. Vuol dire che si è cercato di risolvere il problema
degli scarti di derivazione industriale semplicemente cambiandogli nome?
Esatto. Il governo Ciampi fece passare due decreti legge con i quali, per
incentivare l'economia nazionale, ribattezzò come "residui" i rifiuti
recuperabili, e stabilì che se erano quotati in borsa - in qualunque borsa -
non erano più rifiuti. Con questa mossa buona parte dei rifiuti venne esentata
dal rispetto della normativa. Per anni questi rifiuti hanno viaggiato come
volevano e senza alcuna possibilità di monitorarne la destinazione, fino alla
condanna della Corte di giustizia europea. Nel '97, con il decreto Ronchi, ci
stavamo mettendo in regola ma nel 2000 i Ds hanno proposto il "Ronchi
quater" che è stato sottoscritto da tutti i partiti, tranne Rifondazione e
i verdi. Il Ronchi quater venne bloccato appena la Corte di Giustizia decretò
che gli stati membri non possono modificare la nozione di rifiuto come si
proponeva il disegno di legge che si prefiggeva, già nel titolo, di adottare
"un'interpretazione autentica della definizione di rifiuto".
L'obiettivo era sempre lo stesso: modificare la definizione in modo che tutta
una serie di rifiuti non fossero destinati alle operazioni codificate di
smaltimento o di recupero stabilite dalla legge comunitaria. La sentenza della
Corte di giustizia bloccò il disegno fino al 2002 quando, con il primo governo
Berlusconi, viene riproposto con un decreto che, fra l'altro, metteva nella
categoria dei "non-rifiuti" anche i rottami ferrosi. Per quale
motivo? C'era il problema dei carri ferroviari dell'Est da smaltire nelle
acciaierie del Nord-Est italiano, che ovviamente erano rifiuti a tutti gli
effetti. Ma se sono rifiuti devono essere smaltiti dalle acciaierie come
rifiuti, rispettando cioè, per le emissioni, i valori previsti per gli
inceneritori. Nulla vieta di recuperare un rottame ferroso in acciaieria, però
a quel punto l'acciaieria non può attenersi ai valori previsti per l'utilizzo
della materia prima vergine ma deve rispettare valori più stringenti con una
spesa molto maggiore. Il problema, come venne scritto allora, erano i soliti
cattivi magistrati che stavano creando un grave problema all'economia italiana
perché si ostinavano a considerare rifiuti dei rottami ferrosi, creando oneri
eccessivi per la nostra industria. Così Berlusconi riprese il disegno di legge
bocciato dalla Corte europea e lo trasformò in legge mettendoci anche i rottami
ferrosi e ottenendo così una nuova condanna. Nel 2008 il governo uscente è
riuscito a fare approvare un decreto correttivo ma siamo ancora in una
situazione di stallo. Vorrei mettere in evidenza l'aspetto paradossale della
situazione: negli ultimi anni siamo andati avanti coniando nuove definizioni -
"interpretazione autentica", "materie prime secondarie" o
"sottoprodotti" - consentendo che molti rifiuti che per l'Europa sono
rifiuti industriali veri e propri, a volte anche pericolosi, viaggiassero per
l'Italia senza alcun controllo. Praticamente sono state costruite delle
autostrade normative per facilitare il traffico? Esatto. Nel nostro paese non
sono considerate rifiuti nemmeno le ceneri di ipirite o le terre da scavo,
anche contaminate, probabilmente per salvare quelli che hanno fatto l'alta
velocità. In pratica sono state escluse dalla disciplina anche alcune tipologie
di rifiuti considerate pericolose, cosa che ha comportato nuove condanne della
Corte europea. Ma come si fa ad avere una rete di controlli efficiente se ogni
giorno cambia la normativa? Come se ne esce? Prima di tutto dovremmo rientrare
nei parametri europei ma, sia il governo che il Partito democratico, sembrano
puntare in tutt'altra direzione. Si sostiene che la gerarchia dei rifiuti
proposta a livello europeo non è più valida e che ormai il recupero come
materia, ovvero il riciclaggio, è da equiparare al recupero energetico, cioè ai
termovalorizzatori. Non è affatto vero. L'8 aprile in Commissione ambiente il
Parlamento europeo ha ribadito la sua gerarchia: prima di fare i
termovalorizzatori bisogna fare il recupero come materia, cioè il riciclaggio.
Invece, grazie anche all'emergenza di Napoli, si continua a impostare la
politica sui rifiuti soltanto su discariche e inceneritori saltando i primi due
gradini che sono i più importanti cioè la riduzione dei rifiuti alla fonte e il
riciclaggio. Riduzione ovvero blocco degli imballaggi? Certo, come hanno fatto
in Germania. E bloccare subito la vendita dei vuoti a perdere vista
l'emergenza. Ma chi ha la forza di proporre una cosa del genere? Da anni buona
parte della nostra classe politica si batte trasversalmente per sottrarsi agli
obblighi della normativa europea, senza rendersi conto - almeno lo spero - che
così facendo hanno consentito che moltissimi rifiuti industriali fossero
illecitamente smaltiti come non-rifiuti in varie parti d'Italia. E' questa la
vera emergenza. 28/05/2008.
( da "Liberazione" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Antonella Palermo
Napoli Operazione Rompiballe. Dove le balle, in questo caso, sarebbero quelle
che si chiamano "eco" e che lo sembrano sempre meno. Il nome
dell'inchiesta, che ha portato ieri mattina all'arresto di 25 persone in
Campania, viene da un'intercettazione telefonica. Una delle tante, una di
quelle da cui viene fuori, ad esempio che alcune di queste cosiddette
"ecoballe" venivano aperte togliendo il film protettivo che le
"impacchettava" e i rifiuti così "spacchettati" venivano
pressati con passaggi ripetuti di camion e trattori sui piazzali degli
impianti, in modo da farli assomigliare a inerti da poter
tranquillamente smaltire in discarica. Ma c'è anche di più. Di tutto, di più.
"Un meccanismo fraudolento", ipotizza la procura. Un meccanismo in
cui sarebbero coinvolti anche funzionari del commissariato straordinario di
governo che usavano il "linguaggio della vaghezza" e chiudevano un
occhio quando serviva. Un meccanismo che consentiva di smaltire i
rifiuti in maniera non conforme, come sarebbe avvenuto a Lo Uttaro, nel
casertano (già sequestrata dalla magistratura e a pochi passi dalla cava
Mastroianni, appena indicata quale nuovo sversatoio per la provincia di Terra
di Lavoro), o a Villaricca, chiusa nel 2007. "Tra i rifiuti ricevuti -
scrive la procura - non sono mancati neppure quelli pericolosi". Il
sistema di lavorazione dei rifiuti era "fittizio": in pratica, a
monte e a valle dei trattamenti, i rifiuti presentavano le stesse
caratteristiche fisico-chimiche, sia che fossero qualificati come frazione
umida, sia che fossero ecoballe. Esisteva, si sostiene, una rete di complicità
all'interno del Commissariato che mirava a violare i compiti di vigilanza e
controllo sull'attività di Fibe e Fisia; anzi, pubblici funzionari e dipendenti
della struttura commissariale avrebbero per la procura anche "dato
direttive particolari preordinate a violare le ordinanze commissariali medesime".
La presunta infedeltà dei pubblici funzionari arrestati si sarebbe
"coniugata con l'assoluta complicità di dipendenti e collaboratori delle
società -spiegano i pm - anche essi unicamente tesi a fare dissimulare una
realtà fatta di mancate lavorazioni dei rifiuti, falsa qualificazione degli
stessi e illecito smaltimento nelle discariche con
grave pregiudizio per l'ambiente e la salute pubblica". C'è anche il
trasporto. "Mediante un meccanismo fraudolento - si legge in una nota del
procuratore capo Giandomenico Lepore - una parte di rifiuti sono stati
illecitamente smaltiti in Germania nel totale dispregio dei regolamenti
comunitari". L'inchiesta porta la firma dei due pm della Procura di
Napoli, Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello; gli stessi che avevano già condotto
quell'inchiesta sull'attività del Commissariato per i rifiuti che aveva portato
a sua volta al rinvio a giudizio, tra gli altri, dei vertici della società
Impregilo e del presidente della Campania Antonio Bassolino, commissario
dell'emergenza rifiuti per alcuni anni (il processo è stato rinviato al 2
luglio prossimo). Per le 25 persone arrestate ieri, le accuse vanno da truffa
allo Stato al traffico illecito di rifiuti. I provvedimenti di custodia
cautelare con il beneficio dei domiciliari emessi dal gip del tribunale di
Napoli riguardano anche i responsabili di sei impianti di Cdr della Campania,
in pratica tutti quelli in funzione, visto che il settimo, quello di Tufino,
nel napoletano, è sotto sequestro da tempo. Sei manager di Fibe, Fibe Campania
e Fisia Italimpianti, società del gruppo Impregilo che si aggiungono
all'amministratore delegato di Fibe. Tra i nomi coinvolti nell'inchiesta spicca
anche quello della responsabile del settore sanitario della Protezione Civile
Marta Di Gennaro, in passato vice di Bertolaso. Il prefetto di Napoli
Alessandro Pansa ha ricevuto, invece, un avviso di garanzia per presunte
irregolarità relativamente ad un documento da lui firmato a dicembre scorso
(pochi giorni prima dello scadere del suo mandato, durato circa sei mesi) e
inviato alla Fibe. "Dunque, la verità viene a galla: l'emergenza
rifiuti - dice il responsabile Amibente del Prc di Napoli, Mirko Lombardi
- non dipende dai no degli ambientalisti, ma dalla sistematica violazione delle
regole, delle norme e delle leggi praticata dai privati e coperta da parte
degli apparati commissariali. Un fiume di denaro pubblico è servito ad
alimentare l'emergenza rifiuti che a sua volta alimentava un nuovo fiume di
denaro. Dietro i no degli ambientalisti stava, invece, la
legalità. La signora Marcegaglia per onestà dovrebbe prenderne atto e
sospendere quei gruppi imprenditoriali responsabili di una gigantesca frode e del danno
ambientale e di immagine provocato a Napoli e al Paese". E conclude:
"Certo, ora il disastro è compiuto ed è indispensabile togliere i rifiuti
dalle strade, ma non si può pensare che ciò possa essere fatto calpestando
ancora una volta le regole, le norme e le leggi. Sennò a disastro si sommerà
disastro. Si deve ricominciare da quel rispetto delle regole che il mondo
ambientalista ha preteso e che è stato in questi mesi denigrato, irriso e
sbeffeggiato da chi evidentemente tentava di coprire ciò che invece
oggi le indagini hanno svelato". 28/05/2008.
( da "Unita, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del Il prefetto indagato per il caso Fibe L'avviso di garanzia inviato dalla
Procura al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, è legato ad un atto da lui
firmato (un'ordinanza datata 18 dicembre dello scorso anno - e contenente delle
prescrizioni che la Fibe - la società legata a Impregilo che si è occupata in
questi anni del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto inchiesta assieme
al presidente della Regione Antonio Bassolino - doveva
seguire in vista della scadenza del mandato a commissario per l'emergenza
rifiuti del prefetto. Ma si sarebbe però omesso di indicare che la Fibe era
interdetta dal trattare con la pubblica amministrazione. Pansa
non ha dubbi: l'inchiesta - distinta da quella che ha portato agli arresti di
ieri - , dice, chiarirà la correttezza del mio comportamento. Al prefetto ieri
è arrivata ampia solidarietà: da quella della Iervolino a quella di Mantovano e
Nicolais. Pansa.
( da "Unita, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del "Discariche truccate e la truffa-ecoballe" 25 arresti,
coinvolti tutti i vertici delle strutture addette allo smaltimento: c'è anche
l'ex vice di Bertolaso di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli PER COMPRENDERE l'importanza
dell'inchiesta della Procura di Napoli che ieri ha portato il gip Rosanna
Saraceno ad emettere 25 notifiche di custodia cautelare tra i vertici delle
imprese addette alla costruzione del "ciclo dei rifiuti" in Campania
(Fibe-Fisia-Im- pregilo e Ecolog) e all'interno della struttura Commissariale
preposta al superamento dell'emergenza, non basta leggere le accuse che vengono
mosse agli imputati. Vale a dire l'associazione a delinquere finalizzata al
traffico illecito di rifiuti (contestata a 24 dei 25 oggetto di notifica), la
truffa aggravata ai danni dello Stato, il falso ideologico commesso da pubblici
ufficiali. Né basta il ruolo sociale che costoro hanno ricoperto e ricoprono.
Gli indagati Persone del calibro di Marta Di Gennaro (vice di Guido Bertolaso al
tempo del commissariato, responsabile della sezione "rischio
sanitario" della Protezione Civile), Roberto Cetera (Ad di Ecolog, la
società delle ferrovie che si è occupata del trasferimento dei rifiuti campani
in Germania), Massimo Malvagna (Ad di Fibe), Michele Greco, dirigente della
Regione Campania, già dipendente della Protezione Civile e interno alla
struttura commissariale (allontanato dal Prefetto Alessandro Pansa è ritornato
al proprio posto nel gennaio passato), Giuseppe Sorace (tecnico del commissariato
ai rifiuti e responsabile unico del procedimento per il termovalorizzatore di
Acerra). E, ancora, i responsabili di 6 dei 7 impianti di Cdr malfunzionanti
attivi in regione (Caivano, Giugliano, Casalduni, Pianodardine, Battipaglia e
Santa Maria Capua Vetere), amministrativi, tecnici e anche un carabiniere. Le
intercettazioni Quello che fa comprendere l'importanza del processo è uno sfogo
che a tarda notte del 20 giugno 2007, Marta Di Gennaro comunica via sms
all'attuale sottosegretario (al tempo solo Commissario) alla risoluzione
dell'emergenza rifiuti nella regione Campania. Parole che descrivono un mondo:
"Guido, basta, così non va. È tutto sbagliato, centinaia di sindaci cafoni
che rivendicano diritti, tutti che pretendono e se la prendono con noi anche
quando va bene. Un sistema indegno, impianti vetusti e inutili, e noi che
ammucchiamo balle e facciamo mucchi di merdaccia. Chi ci ha portato in questa
storia merita la morte. Non dobbiamo farci blandire (tu), né accontentarci dei
soldini per la famiglia (io), fare i salvatori della patria (noi). Dobbiamo
trovare il coraggio di andarcene. Stasera che sono scoglionata vedo le cose
come sono, senza eroismi. Gli eroismi che ci compiacciono tanto possono
rovinarci". "Si scarichi di notte..." È il manifesto della crisi
dei rifiuti campana. Un manifesto che si sostanzia di leggi distorte,
scavalcate, per consentire alle inutili "ecoballe" di trovar posto in
siti che non potevano essere a norma. Nomi che, è doloroso dirlo in un momento
in cui lo sforzo di tutti dovrebbe essere teso alla condivisione del progetto
varato dal governo, ritornano. Come quello di Terzigno dove, nel giugno 2007,
si deve addivenire alla ricomposizione morfologica di una cava con materiale
stabilizzato, e invece si punta a costruire "una discarica da
truccare", semmai "mettendo la schifezza all'inizio" e la
frazione stabilizzata in cima. Certo esiste un problema: "Il primo
Ortolani che passa me la sottopone all'indice respirometrico. e ci manda tutto
per l'aria". O a Villaricca, dove si finisce per scaricare assai più del
previsto. Anche di notte, perché, chiosa il sindaco Raffaele Topo: "Di
notte, perché di giorno ti vedono, di notte invece. come le baldracche
diciamo.". "È disastro ambientale" Ancora, a
Macchia Soprana di Serre, la discarica che ancora oggi serve la Regione
Campania, e che è stata voluta fortemente dall'allora ministro dell'Ambiente
Alfonso Pecoraro Scanio al posto di quella di Valle della Masseria. Di Gennaro
afferma senza mezzi termini: "Così come vogliono farla loro è una
porcata". E, nel merito, è un "trappolone tecnico" di cui
"non possiamo avere la responsabilità perché è tecnicamente
inaccettabile". Il rischio? "Becchiamo tutti, tu, tua figlia, tua
nonna, l'avviso di garanzia, per disastro ambientale". La scelta del
ministro portò alle dimissioni di Bertolaso dalla guida del Commissariato. Non
senza uno sfogo amaro nei confronti dello Stato, lasciato al Prefetto di Napoli
Alessandro Pansa: "Ovviamente ho già mollato l'incarico alla luce di
questa devastante vicenda di vigliaccheria assoluta dello Stato". Nato da
una costola del processo che i pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, coordinati
dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, hanno imbastito accusando il
Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e i vertici Impregilo, il
processo alle "ecoballe", disegna allo stesso tempo un mondo in cui
niente funziona, e nel quale le stesse ecoballe, disfatte, vengono portate in
discarica. Un fallimento strutturale. Che si allunga ai treni diretti verso la
Germania (senza nessun controllo sulla "qualità" del prodotto
inviato). Ha solo una postilla, ricordata dall'ex presidente della Commissione
Ambiente del Senato Tommaso Sodano: "Oggi, con la nuova legge, quelle
ecoballe si potranno anche bruciare". Una legge ad ballam.
( da "Campanile, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Terremoto al
commissariato per l'emergenza: domiciliari all'ex vice di Bertolaso, indagato
il prefetto di Napoli Tolti i presidi, si apre un altro oscuro capitolo nella
vicenda dell'emergenza rifiuti. Vale a dire un'inchiesta, denominata
"Rompiballe", sul trattamento dei rifiuti e un meccanismo definito
dalla Procura di Napoli "fraudolento" per
smaltire in discarica balle private della plastica che le teneva insieme o in
Germania con treni della Ecolog (poi divenuta Fs Cargo). Una nota della Procura
partenopea chiarisce che l'inchiesta riguarda la gestione dello smaltimento da
parte del Commissariato di governo e delle società del gruppo Impregilo Fibe,
Fibe Campania, Fisia, Fisia Italimpianti "all'indomani della risoluzione
dei contratti di appalto ad opera del decreto legge 245 del 2005".
Titolari dell'inchiesta sono i pm Paolo Sirleo e Giuseppe Loviello, gli stessi
che condussero l'inchiesta sull'attività del Commissariato per i rifiuti che ha
portato al rinvio a giudizio di personaggi eccellenti tra cui i vertici della
società Impregilo e il presidente della Campania Antonio Bassolino, commissario
dell'emergenza rifiuti per alcuni anni. Inchiesta che ha portato alla
celebrazione del processo, rinviato al 2 luglio. E anche stavolta, lo spessore
degli indagati, non è d meno. Il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, infatti,
ha ricevuto un avviso di garanzia per presunte irregolarità. Pansa è stato
commissario per l'emergenza rifiuti per sei mesi, dall'estate scorsa fino a
dicembre. Gli viene contestato il reato di falso in atto pubblico relativamente
a un documento da lui firmato con allegato un elenco di prestazioni che
impegnavano la Fibe - la società del gruppo Impregilo che ha gestito lo
smaltimento in Campania fino al 2005 e poi affidataria del servizio in attesa
di una gara europea e che è ora sotto inchiesta insieme al presidente Bassolino
- a una serie di lavori per il termovalorizzatore di Acerra e per interventi di
ristrutturazione nei sette impianti di combustibile da rifiuti della Campania.
Ma dal canto suo, Pansa non mostra preoccupazione: "Sono convinto che gli sviluppi
dell'inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento - ha detto
all'Ansa - Mi è stato notificato dalla Procura della Repubblica di Napoli un
avviso di garanzia quale persona sottoposta a indagini per concorso in falso in
atto pubblico, relativamente a un provvedimento da me emesso il 18 dicembre
2007 nella qualità di commissario di governo delegato per l'emergenza rifiuti
in Campania. Attendo del tutto sereno l'esito degli accertamenti ed esprimo la
fiducia massima nei confronti della magistratura". Ma, accanto al
Prefetto, spiccano altri nomi eccellenti: sono stati notificati 25 ordini di
custodia cautelare ai domiciliari ad altrettanti dipendenti e funzionari del
Commissariato per i rifiuti da parte dei carabinieri del Noe (Nucleo tutela
ambiente). Tra i destinatari, Marta Di Gennaro, responsabile del settore
sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido
Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti. Il
funzionario della Protezione civile faceva parte della squadra di tecnici che
hanno lavorato sia sotto il commissario Alessandro Pansa sia con Gianni De
Gennaro. Altro nome di rilievo è quello di Michele Greco, dirigente della
Regione Campania e prima alla Protezione civile e consulente di più commissari
per l'emergenza rifiuti. Seguono gli altri. Tra gli arrestati anche i vertici
delle società Fibe e Ecolog. In particolare le ordinanze hanno raggiunto
Massimo Malvagna, amministratore delegato della Fibe spa, Roberto Cetera, 51
anni, ad di Ecolog, e il direttore tecnico della stessa società Lorenzo
Miracle. L'indagine riguarderebbe proprio i treni spediti in Germania e in
particolare i codici con cui venivano contrassegnate le ecoballe. Arrestato
infine Lionello Serba, dipendente dell'Apat. Per tutti le accuse sono a vario
titolo di traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni
dello Stato. (28-05-2008).
( da "Manifesto, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
I
"rompiballe" che taroccavano i rifiuti. Grazie al commissariato
L'inchiesta 25 arresti, tra questi la vice di Bertolaso. Indagato il prefetto
Pansa Tu fai una relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17 mila
tonnellate o quante cazzo ne avete portate, questa sera finisce tutto Guido
Bertolaso sulla discarica di Parapoti Francesca Pilla Napoli Sembra di vedere
all'opera 'o sistema. Ecoballe non a norma vengono prelevate dai siti di
trasferenza, si triturano facendoci passare sopra i camion, la spazzatura
diventa poltiglia ed è codificata come materiale trattato, ma in realtà
proviene direttamente dai cassonetti in strada. Un lavoro clean, per citare
"Gomorra" di Garrone, ma invece di essere commissionato dai clan
dell'antistato, si realizza attraverso le connivenze di dirigenti del
commissariato straordinario, delle strutture regionali
campane, fino alla complicità di un militare distaccato alla protezione civile
(Rocco De Frenza). Così per due anni si è consentito lo smaltimento illecito di
rifiuti, anche pericolosi, nelle discariche di Lo
Uttaro (Ce) e Villaricca (Na), nonché il trasferimento con i treni in Germania.
Così per quasi 24 mesi un gruppo di funzionari si è messo in tasca i proventi
dell'emergenza, si è assicurato la "permanenza" della struttura
"speciale" e ha ottenuto avanzamenti di carriera. L'inchiesta
Rompiballe E' questo l'impianto accusatorio dell'"operazione Rompiballe",
e anche se la procura di Napoli ha tentato all'ultimo momento di ribattezzare
l'inchiesta, mai nome fu più appropriato. I "seccatori" ancora loro,
i pm Noviello e Sirleo dell'inchiesta Fibe-Impregilo, con il procuratore
aggiunto De Chiara, che ieri hanno depositato al gip Rossana Saraceni la
richiesta di custodia cautelare per 25 persone. Tra i nomi illustri l'attuale
prefetto di Napoli Alessandro Pansa, accusato di falso in atto pubblico in
qualità di commissario e la vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro. Ma a essere
sul banco degli imputati è anche la solita compagnia di giro che ha gestito e
gestisce in gran parte ancora oggi lo smaltimento dell'immondizia. E' come se
fosse il sequel di un film di successo, il lasso di tempo preso in esame dai
magistrati infatti è immediatamente seguente a quello dell'indagine madre ormai
in fase di dibattimento. Un periodo che va dal 2006 alla fine del 2007,
dall'anno cioè in cui Bertolaso, allora commissario, rescisse il contratto con
l'Impregilo - salvo poi conferire alla stessa impresa, la scorsa settimana,
l'incarico di terminare l'impianto di Acerra - fino al passaggio di mano a
Pansa. "Anche se non in qualità di società secondo la legge 231 come nella
precedente inchiesta - spiega l'avvocato Tizzoni - ma nella persona fisica
dell'ad di Fibe Massimo Malvagna che mi ha nominato suo difensore". Le
ipotesi di reato contestate vanno dal traffico illecito di rifiuti e falso
ideologico in atto pubblico, fino alla truffa aggravata ai danni del consiglio
dei ministri, della Protezione civile, del Commissariato straordinario, indotti
in errore con l'aggravante del danno patrimoniale. Ai domiciliari, tra gli
altri, sono finiti i sei capimpianto dei cdr incriminati (quelli di Giugliano,
Caivano, Casalduni, Piano d'Ardine, Battipaglia, Tufino), il dipendente regionale
ed ex della Protezione Civile Michele Greco, il presidente della Ecolog,
Roberto Cetera e il direttore tecnico, Lorenzo Miracle, il gruppo cioè che fino
all'ultima commessa aveva curato il trasporto dei rifiuti campani in Germania.
Bertolaso a "Gomorra" Nell'ordinanza di oltre 600 pagine depositata
ieri sono diversi i passaggi che configurano uno scenario alla Gomorra e che se
fossero provati potrebbero dare la stangata definitiva alla credibilità dello
stato sull'emergenza. In primis a Bertolaso, non indagato, ma che in un dialogo
con la sua vice si lascia andare a descrizioni di scarsa professionalità
riguardo al trattamento dei rifiuti. Come nella conversazione del 30 maggio
2007 quando Bertolaso in merito alla relazione sulle tonnellate da mandare alla
discarica salernitana di Parapoti dice al suo braccio destro "e tu fai una
relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17mila tonnellate o quante cazzo
ne avete portate, questa sera finisce tutto. Bertolaso l'altro ieri si è preso
schiaffi prima da quelli di Parapoti poi da quelli di Acerra, non ha più guance
da offrire per queste vicende, quindi alternative non l'abbiamo L'unica cosa
che mi sembrerebbe da immaginare è quella di portare tal quale a Parapoti ma
non so se la cosa è fattibile". La Di Gennaro chiama quindi Rosetta
Sporviero, la pasionaria della discarica che chiese come garanzia sul sì alla
riapertura l'intervento di Napolitano, per convincerla a prendere materiale non
trattato, "tanto è lo stesso perché la nostra fos è uguale al tal
quale". E ancora sul sito temporaneo la Di Gennaro, ad esempio, si rivolge
a Bertolaso perché riferisca a una terza persona, "se trova i Noe, se
possono stare lì ad Acerra. I Noe giusti, persone collaborative", e
Bertolaso risponde: "Va bene però, ecco, che ci sia comunque qualcuno da
noi che registra tutti i camion che entrano e faccia le foto. Facciamo comunque
vedere che c'è un'attività di sorveglianza... andiamo in giro in elicottero
senza la macchina fotografica, come abbiamo fatto l'altro giorno". Serre,
"una porcata" Fare finta di controllare dunque. E' così che a Lo
Uttaro, come si legge nell'ordinanza, sono stati inviati rifiuti diversi dal
sovvallo oltre ai pericolosi? E' per questo che a Villaricca, secondo la
relazione del dottor Iacucci, consulente dei pm, è stata ritrovata
"un'abnorme produzione di percolato, non imputabile in alcun caso alla
naturale produzione"? Perfino a Macchia Soprana, la discarica simbolo di
Serre su cui si è dimesso, nel luglio del
( da "Opinione, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 28 Mag
2008 Edizione 106 del 28-05-2008 GIANNI DE GENNARO Un filo lega magistrati ed
emergenza. I commissari fanno, i tribunali bloccano Scontri a Chiaiano La
lentezza della giustizia si intreccia con le proteste dei cittadini Rifiuti,
tutti i no dei giudici Il super commissario dall'inizio del suo mandato ha
rinunciato all'apertura delle discariche di Pianura e Montesarchio, poste sotto indagine di Ilaria
Proietti Ancora una volta i provvedimenti della magistratura si intrecciano con
la pluriennale emergenza rifiuti in Campania. Questa volta è toccato al
prefetto di Napoli Alessandro Pansa commissario ai rifiuti prima di Gianni De
Gennaro ricevere un avviso di garanzia assieme ad altre 24 persone tra cui
Marta Di Gennaro della Protezione civile, insignita qualche anno fa
dall'allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi della Medaglia d'oro per
meriti alla Salute pubblica. Ma l'intervento della magistratura (questa volta a
muoversi è la procura di Napoli), aveva colpito in precedenza De Gennaro, il
subcommissario Claudio De Biasio (arrestato due giorni dopo la sua nomina per
fatti risalenti al 2004) e prima ancora il prefetto Corrado Catenacci. Al nuovo
capo del Dipartimento per l'informazione e sicurezza, la procura di Santa Maria
Capua Vetere nelle scorse settimane aveva messo i sigilli al maxi stoccaggio
predisposto a Ferrandelle in provincia di Caserta, mentre il suo vice, il
generale Franco Giannini aveva ricevuto un avviso di garanzia dalla procura
irpina per lo stoccaggio di ecoballe predisposto in prossimità di Pianodardine.
Nel corso del suo mandato di commissario, Gianni De Gennaro ha dovuto inoltre
rinunciare all'apertura di una discarica a Pianura (sottoposta a sequestro
probatorio dalla procura di Napoli il 21 gennaio scorso) e alla riapertura
della discarica di Montesarchio anch'essa sotto la lente di ingrandimento della
magistratura. L'impianto in provincia di Benevento è stato per molti versi
determinante per la storia dell'emergenza rifiuti in Campania e non solo perché
il 27 settembre del 2006 con la notifica di un avviso di garanzia da parte
della procura di Benevento proprio in relazione alla discarica in località Tre
Ponti, si dimise l'allora commissario Corrado Catenacci. Catenacci aveva
rilevato nel 2004 il testimone della guida dell'emergenza (dopo la gestione
commissariale da parte del presidente della regione Campania Antonio
Bassolino), emanando proprio quell'anno un'ordinanza di apertura della discarica
in questione: Catenacci riuscì ad aprirla solo l'anno dopo, sul finire del
( da "Opinione, L'" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 28 Mag
2008 Edizione 106 del 28-05-2008 Intervista a Alessandra Mussolini / In piazza
con la gente di Chiaiano di Daniela Romano Ha fatto discutere la presenza di
Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale e deputato del
Popolo della libertà, nel sito della discarica di Chiaiano, accanto ai
cittadini del quartiere in lotta contro le decisioni del governo e nei giorni
scorsi era insieme a migliaia di persone a gridare il suo "no" alla
discarica. Onorevole Mussolini, perché ha scelto di unirsi alle proteste contro
la discarica di Chiaiano? Ci tengo a precisare che non esiste ancora una
discarica. Il destino di Chiaiano è infatti ancora da decidere. Ero in piazza
perché la gente ha bisogno di un interlocutore che possa ascoltare dubbi e paure.
Non può trovarsi di fronte soltanto la polizia, che di certo non può svolgere
questo compito. Alcuni suoi colleghi hanno considerato alquanto bizzarra la
decisione di essere presente alla manifestazione. Non vedo perché un deputato
del Nord può andare a manifestare a Malpensa, e se invece si scende in piazza ad ascoltare la gente che per 16 anni è stata massacrata dalle
giunte di Bassolino-Iervolino, il tutto diventa strano. Io non sono un deputato che
vuole stare in Parlamento con i tacchi a spillo e magari lasciare che le
persone si confrontino soltanto con l'esercito. Bisogna sostenere la gente e
bisogna dare loro delle spiegazione circa la possibile costruzione della
discarica". La lotta alla discarica ha visto insieme forze
politiche distanti, ma soprattutto gente comune, casalinghe e no global, eppure
molti sospettano che dietro tutte queste manifestazioni ci sia la criminalità
organizzata. Nessuno nega che la criminalità sia presente in tutta Italia, io a
Chiaiano ho visto soprattutto tante mamme, e tanti centri sociali che cercavano
risposte. Credo e spero che ci sia un accettazione per gli altri siti. Chiaiano
è una situazione particolare, è vicina a tre ospedali ed è normale che la
polazione sia allarmata. L'emergenza rifiuti sta distruggendo l'immagine della
Campania. Non so cosa dire. La responsabilità di tutto ciò che sta accadendo è
di certo della Iervolino e di Bassolino. Io proporrei
un cambio di programma: l'esercito deve spostarsi sotto Palazzo Santa Lucia e
sotto Palazzo San Giacomo. I responsabili devono andare via. Per quanto
riguarda il sottosegretario Bertolaso va sostenuto il suo sforzo di coinvolgere
la popolazione per ricostruire quel rapporto di fiducia tra Stato e cittadini,
distrutto da anni di disastri politici e morali. Niente è ancora deciso,
dunque, Chiaiano può ancora sperare? Il destino di Chiaiano ancora non è
scritto e, nonostante il decreto, saranno le verifiche tecniche a decidere il
da farsi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
Primo Piano Pagina
103 Indagato il prefetto,
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Agli amici ha
confidato: "Seguo preoccupato questa storia" PAOLO MAINIERO
Incredulità e anche sconcerto. La bufera giudiziaria irrompe nei palazzi della
politica dove la notizia degli arresti eccellenti provoca un certo prurito.
Fatta la rituale premessa, "fiducia nella magistratura", per il resto
nelle reazioni politiche si legge lo stupore per un'inchiesta che lascia aperto
più di un dubbio. Sui tempi, per esempio, perché gli arresti, si fa notare nei
palazzi romani ma anche napoletani, arrivano dopo il secco no della
magistratura alla superprocura e dopo le accuse di Guido Bertolaso ai
burocrati. In Regione la notizia degli arresti è rimbalzata di buon mattino. Il
presidente Bassolino, che sta affrontando un processo
per un'altra inchiesta sui rifiuti, tace. Di lui, i suoi collaboratori dicono
solo che segue la vicenda con preoccupazione. L'assessore all'Ambiente Walter
Ganapini neppure parla e fa sapere che è alle prese con la procedura di
infrazione avviata dalla Ue. Chi invece non si sottrae ed esprime solidarietà
al prefetto Alessandro Pansa e a Marta Di Gennaro è il sindaco di Napoli.
"Sono capaci e stimati" assicura la Iervolino.
Solidarietà a Pansa e Di Gennaro anche dal presidente della Provincia Dino Di
Palma ("sono persone di notevole valore istituzionale"). Ma è
soprattutto nei palazzi romani che le reazioni lasciano trasparire forti dubbi.
Il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano si sofferma sulla tempistica.
"Sono certo che non ci sia nessuna strategia ma mi limito a leggere il
calendario", dice riferendosi al fatto che gli arresti arrivino pochi
giorni dopo il varo del decreto, dopo la tregua su Chiaiano, dopo le
contestazioni della magistratura. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa è
prudente. "L'inchiesta non facilita ma il rispetto della legge viene prima
di tutto. Ne prendo atto - dice - anche se può provocare un rallentamento".
Decisamente più chiaro il messaggio del vicepresidente della Camera Maurizio
Lupi (Pdl). "La magistratura - sostiene rinnovando la fiducia a Pansa -
deve svolgere il suo compito ma non può intralciare l'azione che si vuole
intraprendere per restituire dignità alla Campania". Anche il leghista
Roberto Castelli mette sul tavolo tutti i suoi dubbi. "Bene ha fatto il
governo ad accentrare nel procuratore di Napoli tutti i poteri - dice l'ex
ministro della Giustizia - prefigurando proprio azioni di disturbo da parte di
qualche pm troppo zelante. Occorre seguire la vicenda per capire se siamo di
fronte a reati oppure no. Del resto, la statura istituzionale di alcuni degli
inquisiti lascia aperta la porta al sospetto di essere di fronte a un'azione
intimidatoria". Ma anche nel Pd emergono perplessità. Non le nasconde il
ministro ombra dell'Ambiente Ermete Realacci. "Non sarà la giustizia -
spiega - a risolvere il problema dei rifiuti. Mi auguro che la magistratura
agisca per accompagnare la soluzione e non la ostacoli come talvolta ha fatto
con interventi fuori contesto". Il senatore Riccardo Villari aggiunge:
"Pansa è un galantuomo che ha supplito a tante carenze in una fase
difficile e come lui altri servitori dello Stato. Ma la domanda che mi pongo è:
chi sarà disponibile a venire a Napoli se nessuno riesce a toccare senza
bruciarsi il filo che sbroglia la matassa?". Il segretario regionale del
Pd, Tino Iannuzzi, auspica "un rapido e completo accertamento dei fatti,
anche nell'interesse primario della credibilità delle istituzioni in un momento
così delicato e decisivo nella gestione dell'emergenza". Anche Iannuzzi
esprime solidarietà a Pansa e lo stesso fa Luigi Nicolais: "È un raro
esempio di servitore dello Stato". Ma Antonio Di Pietro ha tutt'altra opinione.
"Se c'è una interferenza è quella del potere esecutivo su quello
giudiziario. È necessario lasciare - dice il leader dell'Idv - che la
magistratura faccia il suo dovere".
( da "Quotidiano.net" del 28-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Accolto l'appello
del sottosegretario Bertolaso, i manifestanti hanno rimosso le barricate.
Dopo i test sarà possibile stabilire se le cave siano adatte a
ospitare la discarica. Commenta
"
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Indagato il prefetto, 25 arresti Accolto l'appello del sottosegretario
Bertolaso, i manifestanti hanno rimosso le barricate. Dopo i test sarà possibile stabilire se le cave siano adatte a ospitare
la discarica. Commenta Napoli, 27 maggio 2008 - A Chiaiano sono arrivati i
tecnici dell'Arpac (Agenzia regionale protezione ambientale Campania, ndr) e
del Commissariato per poter iniziare i rilievi tecnici all'interno della cava
di tufo. Libere le strade e tolto il presidio che nei giorni scorsi è stato
mantenuto, notte e giorno, per impedire che arrivassero tecnici e forze
dell'ordine a 'prendere possesso' del sito che potrebbe accogliere la discarica
da 700mila tonnellate voluta prima dal commissario Gianni De Gennaro e poi
confermata dal decreto legge del 23 maggio scorso. Verso le 2 di questa mattina
i manifestanti hanno rimosso la prima barricata di cassonetti, quelli saldati
tra loro e circondati da filo di ferro. Il blocco, creato a via Cupa del Cane,
impediva, di fatto, l'arrivo di chiunque alla cava. Con le fiamme ossidriche e
con la partecipazione di numerosi cittadini sono stati spostati gli oggetti che
ostruivano il passaggio, ma restano ancora in strada alcune auto semidistrutte,
un pino tagliato messo di traverso sulla carreggiata e alcune masserizie. Nel
corso della notte, oltre all'appello del sottosegretario Bertolaso, che aveva
chiesto partecipazione ai cittadini, si è aggiunto quello del sindaco di
Marano, Salvatore Perrotta. Il primo cittadino del Comune ai confini del
quartiere napoletano di Chiaiano, aveva preso parte in tarda serata ad un
vertice con il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Alla fine del lungo
colloquio era stato deciso di fare entrare i tecnici nella cava per poter
permettere le verifiche. Il sindaco si era appellato ai manifestanti per far sì
che venissero tolti i blocchi e permettere l'arrivo delle ruspe. Perrotta aveva
anche assicurato che le Forze dell'ordine avrebbero unicamente vigilato le
operazioni senza prendere possesso dei luoghi. I tecnici, di cui fanno parte
anche alcuni rappresentanti della VIII municipalità, di Marano e di Mugnano,
dovrebbero completare i lavori in venti giorni. Al termine dei prelievi di
terreno, e delle operazioni di scavo per verificare la presenza di falde
acquifere o di altri rifiuti già depositati nel sottosuolo, si tireranno le
somme. Il tutto dovrebbe terminare in venti giorni. Soltanto allora si capirà,
con precisione, se le cave saranno adeguate o meno ad accogliere l'immondizia.
L'INDAGINE Sono 25 le notifiche di ordini di custodia cautelare nell'ambito di
una inchiesta su irregolarità nella gestione del Commissariato per l'emergenza
rifiuti. Le misure, che avrebbero il beneficio dei domiciliari, interessano
dipendenti e funzionari della struttura. Al prefetto di Napoli Alessandro Pansa
è stato notificato un avviso di garanzia. Tra i destinatari dell'ordinanza,
Marta De Gennaro, già vice del sottosegretario Guido Bertolaso, e responsabile
del settore Sanità della Protezione civile. Altro nome eccellente è quello di
Michele Greco, dirigente della Regione Campania. Le accuse sono di traffico
illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello stato. L'avviso
di garanzia inviato al prefetto di Napoli è legato a un atto da lui firmato e
contenente delle prescrizioni che la Fibe - la società legata a Impregilo che
si è occupata in questi anni del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto
inchiesta assieme al presidente della Regione Antonio Bassolino - doveva
seguire in vista della scadenza del mandato a commissario per l'emergenza
rifiuti del prefetto. L'atto è datato 18 dicembre e la scadenza del mandato del
prefetto era il 31 dicembre 2007. Nell'atto firmato dal prefetto e inviato alla
Fibe, secondo quanto si apprende, c'era anche una nota in calce in cui Pansa
faceva presente alla società che le prescrizioni sarebbero state inviate
all'autorità giudiziaria di Napoli. Il prefetto ha ricevuto l'avviso ieri sera,
poco prima che iniziasse la riunione con i rappresentanti della municipalita'
di Chiaiano e dei Comuni limitrofi per la rimozione delle barricate che
bloccavano l'accesso al sito dove dovrebbe essere realizzata una delle discariche previste dal decreto. "Sono convinto che gli
sviluppi dell'inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento per
cui attendo del tutto sereno l'esito degli accertamenti. Continuo - ha
dichiarato lo stesso Pansa- il mio lavoro di prefetto di Napoli con lo stesso
impegno di sempre ed esprimo la fiducia massima nei confronti della
magistratura". GRAFICO Ecco le discariche -
MARONI "No all'uso della forza"Guerriglia urbana a Chiaiano -
FOTOSTORY L'emergenza infinitaRiuscirà Bertolaso a risolvere l'emergenza?
Commenti Invia commento Segnala ad un amico 27/05/2008 08:43 James Hair La
rimozione dei blocchi stradali da parte degli abitanti Chiaiano e' finalmente
un segno che l'Italia si aspettava da decenni. Finalmente anche il
"sud" cambia: ha scelto la strada della civilta' e della legalita'! E
non e' cosa da poco per quelle terre e per coloro che ci vivono. Merito di una
maturata responsabilita' o del governo Berlusconi? Il Manzoni ci consentira' di
usare una sua metafora: "ai posteri l'ardua sentenza". Io,
personalmente, spero ed ho fiducia, per il bene del Sud e dell'Italia, nella
prima ipotesi. Grazie. 27/05/2008 11:41 IL PRETE Anche se i compagni, hanno
ancora il dente avvelenato per la sconfitta elettorale, si deve dare merito a
Berlusconi, di essere riuscito, la dove il compagno Prodi e tutti suoi compagni
di merende, AVEVANO FALLITO. E' proprio vero quel proverbio : a ogni uno il suo
mestiere. Berlusconi, come ex industrtiale, è tagliato a risolvere queste
situazioni. Prodi, purtroppo no, lui era più portato a VENDERE MORTADELLA E
FUMO ! 27/05/2008 12:20 gianni Nell'atto firmato dal prefetto e inviato alla
Fibe, secondo quanto si apprende, c'era anche una nota in calce in cui Pansa
faceva presente alla società che le prescrizioni sarebbero state inviate
all'autorità giudiziaria di Napoli. scusate l'ignoranza. cosa vuol dire?? che
ha ricattato la fibe? 27/05/2008 13:08 Claudia non capisco perchè il primo a
ricevere l'ordine di custodia cautelare non sia Antonio Bassolino 27/05/2008
14:27 davide ma non vi è chiara la collusione delle istituzioni con la camorra?
Perchè la gente continua a non vedere? Se quelle discariche
verranno gestite come sono stati gestiti fino ad adesso i rifiuti in campania, per il sud non c'è futuro. Ah ma l'emergenza sarà
tamponata e il merito sarà del governo naturalmente. Salvo poi mozzarelle alla
diossina, verdure contaminate e animali morti ogni dove... Aprite gli occhi!
27/05/2008 14:45 FUSTIGOR Le bufale campane di San Bertolaso. Il prossimo santo
italico, non ci sono dubbi, sarà San Bertolaso E' proprio vero che siamo un
paese di creduloni e cialtroni e ci meritiamo i politici che abbiamo. Ad astra
per apera , Fustigor PS : l'ultima "Bertolasiade" è di oggi , pare
che la sig.ra Marta De Gennaro, braccio destro del suddetto, sia finita in
gattabuia (per ora solo domestica) per il suo ruolo in occasione della
precedente gestione commissariale del suo benemerito capo. Per approfondimenti
vedasi : http://www.indicius.it/torpore/protezione_incivile.htm 27/05/2008
16:36 Carlo Cattorini Se costruissero una discarica nucleare a Milano, sotto la
minaccia del carcere per chi si opponesse, chissà quanta gente lombarda sarebbe
contenta... 27/05/2008 18:43 Epurator Il Sud si aspetta quello che non ha mai
avuto da 150 anni di Unità d'italia: giustizia Non è possibile che si dia la
colpa alla gente di una crisi portata avanti da Aziende e politici di tutta
italia... La discarica di chiaiano è di proprietà della IMPREGILO azienda del
nord che con essa si aspetta di guadagnare centinaia di milioni di euro per il
suo utilizzo come discarica...che è indagata per aver lucrato sulla crisi dei
rifiuti... sul suo smaltimento ILLEGALE...ma nessuno lo dice... nessuno ne
parla... la colpa è della gente che non vuole rischiare di morire di cancro...
27/05/2008 20:58 Mario Finalmente qualcosa si muove. Ci voleva una forza di
destra per smuovere le paludi stagnanti della sinistra! 28/05/2008 06:32
adriana I sinistroidi sempre col dente avvelenato. Le discarichi le abbiamo
tutti, quindi è giusto che le abbiano anche in Campania, perchè dare la colpa
anche a Bertolaso per gli arresti? Ma la sinistra di Prodi cosa ha fatto in 2
anni? Vergognatevi di dare sempre in testa, avete perso e non lo volete
ammettere, perchè le cose stanno andando per il verso giusto, come la
spazzatura napoletana nelle discariche. 28/05/2008
09:32 SAM se ci saranno altre difficoltà create da campani, camorra, ecc..
perchè non fare un reticolato intorno a tutta Napoli? Malavitosi e cittadini
costretti a sopportare i rifiuti che producono! Quando saranno stanchi e
chiederanno aiuto allora interverrà lo stato decidendo senza altre difficoltà.
28/05/2008 11:32 paolo Non vorrei che questo intervento della magistratura
faccia di nuovo saltare tutto. Certo che la tempistica lascia sempre adito a
perplessità. Sono presenti 12 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei
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