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DOSSIER “MONNEZZE”

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toARTICOLI DEL  26-27 maggio 2008      #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Monnezze (8)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che non può essere ridotta ai soli Bassolino e Iervolino, si è aggiunto lo spot falsamente efficientista e risolutivo del Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Silvio Berlusconi e con la complice e scandalosa assenza del governo ombra di veltroniana matrice. A tal proposito mi domando, perché non organizzare a Napoli un Consiglio dei ministri ombra?

Centrodestra, scoppia il caso schifone "non accetto diktat da bobbio e bocchino" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: inciucio (con Bassolino) e manganello sono un pessimo binomio", a Napoli Bruno Esposito "spiega" a Berlusconi che è caduto in una trappola "tesa da Bassolino e Iervolino che tentato di coinvolgerlo nelle loro scelte sbagliate: chi ha suggerito al governo di utilizzare le cave di Chiaiano, già destinate a parco, come discarica?

Borriello: se non c'è lavoro si vive anche di camorra ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: si può dire che chi ha amministrato il Comune e la Regione, cioè la Iervolino e Bassolino, non ha governato bene. Ho fiducia in Berlusconi, credo che possa risolvere il problema". Ma gli scontri di Chiaiano? "Ora gli abitanti protestano, però mi auguro che capiscano il vero rischio: che l'immondizia di Napoli continui a crescere".

<La camorra fa vivere la gente Ci sarà sempre> ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e la Iervolino non hanno lavorato bene. Speriamo che con Berlusconi le cose possano cambiare, che il presidente possa fare qualcosa di concreto. Io, in lui, ho piena fiducia". Il presidente del Consiglio che è anche (stato) presidente del Milan, ovvero il suo passato e il suo - probabile - futuro.

Chiaiano, via libera ai tecnici 25 arresti per irregolarità Avviso di garanzia al prefetto ( da "Quotidiano.net" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: test sarà possibile stabilire se le cave siano adatte a ospitare la discarica. Commenta Napoli, 27 maggio 2008 - A Chiaiano sono arrivati i tecnici dell'Arpac (Agenzia regionale protezione ambientale Campania, ndr) e del Commissariato per poter iniziare i rilievi tecnici all'interno della cava di tufo. Libere le strade e tolto il presidio che nei giorni scorsi è stato mantenuto,

TEMPO SCADUTO, VIA LA BARRICATA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Assolvete Bassolino e la Iervolino. Appeso a un balcone c'è uno striscione meno vintage: "De Gennaro, il cetriolo portalo altrove, non siamo gli ortolani di nessuno". Ortaggi e carotaggi. Spiegatelo pure a Ortolani, Franco. L'assemblea pubblica ieri sera a Chiaiano (Newfotosud, Gennaro Giorgio).

BORRIELLO IN CAMPO BASTA PROTESTE MEGLIO LA DISCARICA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Se la situazione è degenerata in questo modo è evidente che Bassolino e la Iervolino non hanno svolto per bene il loro lavoro". Prosegue: "Da napoletano è come se avvertissi un senso di oppressione quando in tv e sui giornali di tutto il mondo vedi e leggi di analisi e fatti di cronaca che sembrano surreali come gli ultimi scontri tra polizia e manifestanti a Chiaiano.

Rifiuti, l'indagine della procura di Napoli ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: presso discariche che così ricevevano e hanno ricevuto rifiuti diversi da quelli per cui erano state autorizzate ed erano state progettate e realizzate". Tra queste, quelle di Lo Uttaro, nel casertano e quella di Villaricca nel napoletano. Tra i rifiuti ricevuti, "nella consapevolezza piena dei funzionari del commissariato,


Articoli

Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Non ho poteri sul parco Grifeo Giuseppe Pedersoli Difensore civico - Napoli L'assenza di specifici poteri risolutivi non equivale a una mia resa. È l'unica precisazione all'articolo di ieri di Luigi Carbone su parco Grifeo, sul quale Regione Campania e Comune continuano a essere in disaccordo: la prima sostiene che la strada sia di pertinenza comunale, il secondo è di parere opposto. Se è vero che non posso costringere i due enti a condividere la stessa tesi, perché l'ombudsman non deve e non può interferire nelle scelte politiche, è altrettanto vero che da dicembre a oggi sto continuando a sollecitare un tavolo di discussione. Quando fui interpellato dall'assessore della I Municipalità, Alberto Boccalatte, alla domanda "a chi dà ragione, al Comune o alla Regione?", risposi che bisogna risolvere il problema, non individuare chi ha torto. Dopo sei mesi, la segreteria dell'assessore regionale Gabriella Cundari, alla mia ulteriore richiesta di incontro e chiarimenti, mi ha comunicato che il suo assessorato non è competente e ha trasmesso gli atti a chi di dovere. Di certo è una mia manchevolezza, avrei dovuto indirizzare le mie richieste al competente assessore. Napoli e la Campania hanno avuto e hanno un gran da fare con immondizia e quant'altro. Ma in materia di rifiuti c'è un esercito di esperti e tecnici impegnati. Cerchiamo di concentrarci anche sul "quant'altro". Vi terrò aggiornati sugli sviluppi (?) della vicenda. Napoli deve uscire dall'angolo Mario Mangone Napoli Bisogna uscire subito dal pericoloso angolo in cui la politica nazionale e locale, con impronte falsamente statuali, ha collocato il passato, il presente e il futuro di Napoli. All'irresponsabile gestione della classe dirigente locale, che non può essere ridotta ai soli Bassolino e Iervolino, si è aggiunto lo spot falsamente efficientista e risolutivo del Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Silvio Berlusconi e con la complice e scandalosa assenza del governo ombra di veltroniana matrice. A tal proposito mi domando, perché non organizzare a Napoli un Consiglio dei ministri ombra? È mai possibile che, da parte di un fronte riformista, non ci sia lo spazio e l'ombra di una proposta alternativa e autonoma dal governo? Perché permettere consapevolmente che il tutto si riduca a una marmellata politica e istituzionale, questa sì, molto più pericolosa e capace di inondare i suoi effetti negativi su una fase pericolosa e delicata come quella che sta vivendo Napoli e con essa l'Italia intera? Un invito a violare la legge Lettera firmata Napoli Mattina del 20 maggio, Fuorigrotta. Un minorenne sul motorino senza casco nel tentativo di sorpassare le auto per evitare d'incanalarsi nel traffico, tampona due autovetture causando danni a queste e all'automobilista di una di queste. Un operatore de "La vigilante" trovatosi al momento sullo stesso luogo scende dalla sua moto e constatando che il supposto minore era privo anche di assicurazione, invece di intervenire in favore della legalità convince i due automobilisti a "lasciar correre" inducendo il più danneggiato dei due a riferire il falso agli uffici comunali dichiarando che il colpevole è fuggito dopo l'incidente. Ho segnalato l'increscioso episodio anche alla direzione della stessa "La vigilante", senza alcun esito. Come possiamo quindi attivarci per favorire l'uscita dallo stato di sottomissione a tutte le forme di sopraffazione, ingiustizia e grave violazione della legge? Non è anche per questo che siamo invasi di rifiuti? Turisti dominicani ingannati e rapinati Antonio Braga Santo Domingo SONO musicista e compositore, già consigliere d'amministrazione del teatro San Carlo, e ormai vivo stabilmente a Santo Domingo. Dal "Listin Diario", quotidiano della Repubblica Dominicana, un titolo su due colonne dice: "Atracan dominicanos fueron de visita a Italia". Riassumo: quattro dominicani chic, tra cui l'ex rettore di una università di Napoli, vanno a Napoli all'hotel Crowne Plaza e fanno chiamare un taxi di fiducia dell'hotel, che li porti alla stazione degli autobus alla ferrovia. Arrivati a piazza Garibaldi, il taxi li lascia malgrado le proteste dei turisti. Lì vengono circondati da loschi personaggi che li obbligano a salire su un minibus per toglierli tutto: orologi, portafogli, cineprese. Prendono tutto, poi i turisti gridano e se ne scappano. Decidono di scrivere una lettera all'ambasciatore italiano qui, e raccontano tutto, e lo comunicano alla stampa. E dire che erano andati in Italia per studiare le tecniche turistiche degli italiani! Erano stati prima a Roma, all'hotel Torre Rossa, dove tutto è filato liscio. E poi a Napoli, dove sono stati ingannati e derubati. In una città che ha toccato il fondo. Dal telegiornale Rai, da quello spagnolo, da quello francese, vedo che "Ritorna l'incubo della spazzatura a Napoli" con tonnellate di immondizia attorno al Maschio Angioino. Rosetta e Bassolino, ma perché non li obbligano ad andarsene? Il degrado di Napoli è troppo forte perché possa guarire da un giorno all'altro. Purtroppo la sinistra non è capace di governare, e se ne approfitta la destra. Ora governano: staremo a vedere se sono migliori. Noi che viviamo lontano da qui, amiamo Napoli e siamo ancora più desolati. C'è un salotto per il canto e la poesia Maria Pia Cappiello Napoli In una ospitale casa di proprietà Sole in via Luca Giordano, una domenica al mese a metà mattina, si riunisce un gruppo di persone d'antan che, tra un caffè e un pasticcino, rievocano le canzoni e la poesia della tradizione napoletana, all'incirca come succedeva nel famoso salotto Tolino. Letterati e artisti, noti e meno noti, ma tutti esperti conoscitori e cultori delle opere dei massimi poeti napoletani del secolo scorso, vi declamano liriche e brani di prosa di Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ettore De Mura, Raffaele Viviani, Eduardo Nicolardi, E. A. Mario e altri, suscitando l'emozione degli appassionati presenti. L'arredo dell'appartamento è rètro, alcuni cimeli in vetrina ricordano la vita napoletana dei primi decenni del Novecento, epoca d'oro della canzone nostrana. Fini dicitori come il figlio di Salvatore Tolino, cesellatore delle poesie paterne come "A mano" che invita alla fratellanza universale, attrici come Annamaria Ackermann, chitarristi e mandolinisti dalle tempie brizzolate, storici qualificati quale il dottor Gioia, cantanti come la bella e brava Nora Palladino, deliziano con le loro esibizioni i frequentatori di questo salotto letterario dove sono anche ricordati personaggi napoletani di primo piano come Don Vesuvio, Mario Borrelli, deceduto l'anno scorso. Sono ospite abituale del salotto Sole che esprime realtà culturali tali da far pensare fondatamente che Napoli ha le potenzialità per superare le attuali difficoltà e tornare a essere, come in passato, la regina del canto e della poesia. Ma c'è ancora tanto da sperare Bianca Serra biancaserra@libero.it Sono un'amante dell'arte e della cultura, amo uscire di casa per partecipare agli eventi che il Maggio dei Monumenti e altre manifestazioni offrono ai napoletani. Mi sono prenotata anche alla visita guidata "Tre Re a Toledo" di sabato 17 maggio, con molte perplessità per i siti da visitare e per la scelta non facile di addentrarsi nelle taverne dei vicoli dei Quartieri Spagnoli. All'appuntamento davanti alla bella chiesa di San Nicola alla Carità trovo ad attendere me, l'amica che mi accompagna e almeno altre cinquanta persone, cinque gentili soci dell'associazione Ventitré e un funzionario del Comune di Napoli, che si dimostreranno perfettamente preparati sulla storia dei palazzi, chiese e strade che ci illustrano con sagacia. Affascinante il santuario di Santa Maria Francesca, incredibile e toccante l'ospitalità degli osti delle tre taverne. Da "Nennella", poi, non ho mai riso tanto per le straripanti e genuine gag dei titolari. Abbiamo trascorso una delle giornate più piacevoli, simpatiche, interessanti, spensierate, intelligenti che mai mi era capitato di vivere. Se una simile gita sui Quartieri è stata così bella vuol dire che possiamo ancora essere orgogliosi di essere napoletani. C'è tanto da sperare.

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Centrodestra, scoppia il caso schifone "non accetto diktat da bobbio e bocchino" - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Il capogruppo di An al Comune criticato per la sua presenza tra i manifestanti di Chiaiano Centrodestra, scoppia il caso Schifone "Non accetto diktat da Bobbio e Bocchino" "Posizioni tipiche di chi non milita tra la gente, io ho avuto mandato da Landolfi" Appello di Iannuzzi agli amministratori Pd "Serve senso di responsabilità" ROBERTO FUCCILLO "Il destino di Chiaiano ancora non è scritto e nonostante il decreto saranno le verifiche tecniche a decidere il da farsi". Alle 19.30 Alessandra Mussolini, ospite in fondo non attesa, esce dalla prefettura e dice la sua sullo stato dell'arte. E, come nei giorni scorsi, ha al suo fianco Luciano Schifone, capogruppo comunale di An, nonché il consigliere regionale Pietro Diodato. è la conferma del caso creatosi nei giorni scorsi nel (fu) partito di Gianfranco Fini. "Che ci fa Schifone con la Mussolini?", si era chiesto già polemicamente un paio di giorni fa il collega Claudio Renzullo. Enzo Nespoli aveva emarginato la Mussolini e Schifone che "si allontanano dalla linea di risoluzione immediata del problema intrapresa da tutto il Pdl". Il coordinatore provinciale Luigi Bobbio aveva minacciato di espulsione chi scendeva in piazza al fianco dei sediziosi. Una offensiva rilanciata ieri da Roma, con la sortita di Italo Bocchino, vicecapogruppo alla Camera del Pdl: "Invito i politici di tutti gli schieramenti, siano politici di centrodestra o di centrosinistra, a stare tutti dalla parte del governo e dello Stato e dunque a non partecipare alle manifestazioni contro l'apertura dei siti per lo smaltimento dei rifiuti. Dietro a questi eccessi si legge chiaramente lo zampino della criminalità organizzata". La replica di Schifone, all'uscita dagli incontri in prefettura con Guido Bertolaso, è sferzante: "Io per venire qui ho avuto il mandato del coordinatore regionale Mario Landolfi. I diktat di Bobbio e altri non hanno fondamento. E sono molto soddisfatto del lavoro svolto. Si è trattato di un tentativo, che andava fatto, perché lo Stato affermi sì la propria autorità, ma attraverso il dialogo e la condivisione dei suoi propositi con la gente. Posizioni come quelle di Bocchino paiono tipiche di chi non ha mai militato fra la gente". Non è la prima vota che la questione rifiuti scava steccati in An. Qualche mese fa, all'epoca della rivolta di Pianura, finì sotto osservazione l'operato del consigliere Marco Nonno, fra i capi della rivolta. Anche in quel caso non tutto il partito era unanime sulla linea da seguire rispetto agli scontri in atto. Finì con Fini che, in visita a Napoli, esortò i suoi a isolare camorristi, delinquenti e teppisti. è comunque problema trasversale. Un paio di giorni fa era toccato anche a Ermete Realacci e Tino Iannuzzi, rispettivamente ministro ombra e segretario regionale del Pd, ricordare che sindaci con la fascia tricolore alla testa delle manifestazioni di protesta nel Pd non sarebbero più stati tollerati. Stesso problema fra le fila di "Italia dei valori". Sul caso Chiaiano i consiglieri comunali Carlo Migliaccio e Raffaele Scala avevano addirittura annunciato l'uscita del partito dalla maggioranza pro-Iervolino. La linea da non valicare l'ha ripetuta ieri il coordinatore regionale Nello Formisano: "Dobbiamo sostenere l'azione del governo, senza entrare nel merito di ciò che è stato in passato. Tra l'altro non è neanche sancito che i dieci siti debbano essere usati tutti. Bisogna proseguire dunque nel confronto e nel dialogo, anche manifestare, ma certo senza molotov e senza violare la legge". Iannuzzi, ancora una volta, fa appello al "senso di responsabilità" degli amministratori del Pd "nei territori cui fa riferimento il decreto Berlusconi", una scelta "giusta e indispensabile". è positivo, aggiunge, il sistema di discariche provincia per provincia, "inclusa l'area di Napoli". Qual che è certo è che Chiaiano e dintorni scavano un vecchio solco a destra. Non a caso la posizione della Mussolini riceve il placet di Raffaele Bruno, leader del Mis rautiano: "Sarebbe dovere di ogni parlamentare eletto in Campania solidarizzare con la popolazione". Poco governativo anche l'intervento della Destra di Storace. Da Roma il leader nazionale fa sapere che "inciucio (con Bassolino) e manganello sono un pessimo binomio", a Napoli Bruno Esposito "spiega" a Berlusconi che è caduto in una trappola "tesa da Bassolino e Iervolino che tentato di coinvolgerlo nelle loro scelte sbagliate: chi ha suggerito al governo di utilizzare le cave di Chiaiano, già destinate a parco, come discarica?" Al fronte dei contestatori replica infine Amedeo Laboccetta: "Il piano del governo va attuato in tempi reali perchè l'eredità che ci hanno lasciato gli irresponsabili locali, in primis Bassolino e Iervolino, sono gigantesche. Tutti i politici che oggi vanno in piazza a Chiaiano inseguono un momento di visibilità. Isoliamo i Masaniello e i capipopolo".

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Borriello: se non c'è lavoro si vive anche di camorra (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Il calciatore Borriello: se non c'è lavoro si vive anche di camorra FIRENZE - Marco Borriello, lei è di San Giovanni a Teduccio. Che Napoli vede in questi giorni dal ritiro della Nazionale? "Visti i risultati, si può dire che chi ha amministrato il Comune e la Regione, cioè la Iervolino e Bassolino, non ha governato bene. Ho fiducia in Berlusconi, credo che possa risolvere il problema". Ma gli scontri di Chiaiano? "Ora gli abitanti protestano, però mi auguro che capiscano il vero rischio: che l'immondizia di Napoli continui a crescere". Il film "Gomorra" è lo specchio della situazione? "Sono contento che abbia vinto un premio a Cannes. Io non l'ho ancora visto, ma lo farò. Mio fratello mi ha detto che è sottotitolato, ma purtroppo non ho bisogno dei sottotitoli né dei libri per capire una realtà che conosco bene: sono cresciuto per strada". E qual è la sua conclusione? "Che la camorra c'è sempre stata e sempre ci sarà, se non cambiano le cose. Dove non c'è lavoro, con la camorra la gente vive, la gente mangia. In un certo senso è costretta. Lo Stato è assente". (e.c.).

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<La camorra fa vivere la gente Ci sarà sempre> (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il calciatore azzurro napoletano "La camorra fa vivere la gente Ci sarà sempre" DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE – Non ha visto il film di Matteo Garrone né ha letto il libro rovente di Roberto Saviano. Marco Borriello (nella foto), napoletano di San Giovanni a Teduccio, 19 reti in campionato nel Genoa e un posto agli Europei nella nazionale di Donadoni come riserva di Toni, sa però bene cosa sia Gomorra. Forse perché, in piccola parte, l'ha vissuta sulla propria pelle. La pelle di un ragazzino senza arte né parte cresciuto, come racconta lui, in un quartiere di periferia. "Lo sappiamo che a Napoli c'è sempre stata la camorra, sempre ci sarà". Lo dice perché lo pensa, lo dice con un senso di ineluttabilità che fa male al cuore di chi sogna un cambiamento radicale. Da napoletano disilluso spiega il fenomeno: "La gente con la camorra ci mangia. E piuttosto che andare a rubare preferisce farsi aiutare", l'analisi spietata del centravanti, che Napoli l'ha abbandonata presto, ma l'ha sempre portata nel cuore. Il successo è arrivato dopo anni di panchina e qualche umiliazione. Magari ha anche commesso degli errori. Che ha pagato in prima persona. Il calcio è la sua vita, sin da ragazzino, sin da quando trascorreva le giornate in strada nel quartiere e sognava di cambiare vita. La vita l'ha cambiata. Ora è un calciatore famoso, con una bella fidanzata e uno stipendio da top manager. Il Milan nel giro di dieci giorni lo riscatterà dal Genoa, ma in queste settimane molte società hanno bussato alla sua porta. Anche il Napoli di Aurelio De Laurentiis: "Però quando hanno saputo quanto costavo sono scappati in fretta ". Un giorno, comunque, il San Paolo sarà il suo stadio: è una scommessa con se stesso. Intanto, le cronache di questi giorni offendono il suo orgoglio di napoletano. E non è stata sufficiente neppure la convocazione in nazionale a renderlo totalmente felice. Perché le disgrazie di Napoli lo seguono, quasi lo perseguitano. E c'è da scommettere che se dovesse segnare un gol agli Europei lo dedicherà, oltre che alla famiglia, anche alla sua città: "Pensavo a Gomorra... Sono cresciuto in strada, certe cose le ho vissute. Mio fratello Piergiorgio ha visto il film e mi ha raccontato che alcune scene in napoletano sono sottotitolate... Io, per capire, non avrò certo bisogno della traduzione. So qual è la lingua della strada". La camorra, ma non solo. Anche il problema rifiuti affligge Napoli: "La città, in questo momento, non è piacevole da vedere. Quei sacchetti di spazzatura in mezzo alla strada sono una coltellata. Ogni giorno mi sveglio e spero che tutto d'incanto possa sparire. Ma non sparisce niente. Non può sparire. E adesso, con l'estate in arrivo, sarà anche peggio. Bassolino e la Iervolino non hanno lavorato bene. Speriamo che con Berlusconi le cose possano cambiare, che il presidente possa fare qualcosa di concreto. Io, in lui, ho piena fiducia". Il presidente del Consiglio che è anche (stato) presidente del Milan, ovvero il suo passato e il suo - probabile - futuro. Alessandro Bocci.

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Chiaiano, via libera ai tecnici 25 arresti per irregolarità Avviso di garanzia al prefetto (sezione: Monnezze)

( da "Quotidiano.net" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Accolto l'appello del sottosegretario Bertolaso, i manifestanti hanno rimosso le barricate. Dopo i test sarà possibile stabilire se le cave siano adatte a ospitare la discarica. Commenta

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Libere le strade e tolto il presidio che nei giorni scorsi è stato mantenuto, notte e giorno, per impedire che arrivassero tecnici e forze dell'ordine a 'prendere possesso' del sito che potrebbe accogliere la discarica da 700mila tonnellate voluta prima dal commissario Gianni De Gennaro e poi confermata dal decreto legge del 23 maggio scorso. Verso le 2 di questa mattina i manifestanti hanno rimosso la prima barricata di cassonetti, quelli saldati tra loro e circondati da filo di ferro. Il blocco, creato a via Cupa del Cane, impediva, di fatto, l'arrivo di chiunque alla cava. Con le fiamme ossidriche e con la partecipazione di numerosi cittadini sono stati spostati gli oggetti che ostruivano il passaggio, ma restano ancora in strada alcune auto semidistrutte, un pino tagliato messo di traverso sulla carreggiata e alcune masserizie. Nel corso della notte, oltre all'appello del sottosegretario Bertolaso, che aveva chiesto partecipazione ai cittadini, si è aggiunto quello del sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. Il primo cittadino del Comune ai confini del quartiere napoletano di Chiaiano, aveva preso parte in tarda serata ad un vertice con il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Alla fine del lungo colloquio era stato deciso di fare entrare i tecnici nella cava per poter permettere le verifiche. Il sindaco si era appellato ai manifestanti per far sì che venissero tolti i blocchi e permettere l'arrivo delle ruspe. Perrotta aveva anche assicurato che le Forze dell'ordine avrebbero unicamente vigilato le operazioni senza prendere possesso dei luoghi. I tecnici, di cui fanno parte anche alcuni rappresentanti della VIII municipalità, di Marano e di Mugnano, dovrebbero completare i lavori in venti giorni. Al termine dei prelievi di terreno, e delle operazioni di scavo per verificare la presenza di falde acquifere o di altri rifiuti già depositati nel sottosuolo, si tireranno le somme. Il tutto dovrebbe terminare in venti giorni. Soltanto allora si capirà, con precisione, se le cave saranno adeguate o meno ad accogliere l'immondizia. L'INDAGINE Sono 25 le notifiche di ordini di custodia cautelare nell'ambito di una inchiesta su irregolarità nella gestione del Commissariato per l'emergenza rifiuti. Le misure, che avrebbero il beneficio dei domiciliari, interessano dipendenti e funzionari della struttura. Al prefetto di Napoli Alessandro Pansa è stato notificato un avviso di garanzia. Tra i destinatari dell'ordinanza, Marta De Gennaro, già vice del sottosegretario Guido Bertolaso, e responsabile del settore Sanità della Protezione civile. Altro nome eccellente è quello di Michele Greco, dirigente della Regione Campania. Le accuse sono di traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello stato. L'avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli è legato a un atto da lui firmato e contenente delle prescrizioni che la Fibe - la società legata a Impregilo che si è occupata in questi anni del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto inchiesta assieme al presidente della Regione Antonio Bassolino - doveva seguire in vista della scadenza del mandato a commissario per l'emergenza rifiuti del prefetto. L'atto è datato 18 dicembre e la scadenza del mandato del prefetto era il 31 dicembre 2007. Nell'atto firmato dal prefetto e inviato alla Fibe, secondo quanto si apprende, c'era anche una nota in calce in cui Pansa faceva presente alla società che le prescrizioni sarebbero state inviate all'autorità giudiziaria di Napoli. Il prefetto ha ricevuto l'avviso ieri sera, poco prima che iniziasse la riunione con i rappresentanti della municipalita' di Chiaiano e dei Comuni limitrofi per la rimozione delle barricate che bloccavano l'accesso al sito dove dovrebbe essere realizzata una delle discariche previste dal decreto. "Sono convinto che gli sviluppi dell'inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento per cui attendo del tutto sereno l'esito degli accertamenti. Continuo - ha dichiarato lo stesso Pansa- il mio lavoro di prefetto di Napoli con lo stesso impegno di sempre ed esprimo la fiducia massima nei confronti della magistratura". GRAFICO Ecco le discariche - MARONI "No all'uso della forza"Guerriglia urbana a Chiaiano - FOTOSTORY L'emergenza infinitaRiuscirà Bertolaso a risolvere l'emergenza? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 27/05/2008 08:43 James Hair La rimozione dei blocchi stradali da parte degli abitanti Chiaiano e' finalmente un segno che l'Italia si aspettava da decenni. Finalmente anche il "sud" cambia: ha scelto la strada della civilta' e della legalita'! E non e' cosa da poco per quelle terre e per coloro che ci vivono. Merito di una maturata responsabilita' o del governo Berlusconi? Il Manzoni ci consentira' di usare una sua metafora: "ai posteri l'ardua sentenza". Io, personalmente, spero ed ho fiducia, per il bene del Sud e dell'Italia, nella prima ipotesi. Grazie. 27/05/2008 11:41 IL PRETE Anche se i compagni, hanno ancora il dente avvelenato per la sconfitta elettorale, si deve dare merito a Berlusconi, di essere riuscito, la dove il compagno Prodi e tutti suoi compagni di merende, AVEVANO FALLITO. E' proprio vero quel proverbio : a ogni uno il suo mestiere. Berlusconi, come ex industrtiale, è tagliato a risolvere queste situazioni. Prodi, purtroppo no, lui era più portato a VENDERE MORTADELLA E FUMO ! 27/05/2008 12:20 gianni Nell'atto firmato dal prefetto e inviato alla Fibe, secondo quanto si apprende, c'era anche una nota in calce in cui Pansa faceva presente alla società che le prescrizioni sarebbero state inviate all'autorità giudiziaria di Napoli. scusate l'ignoranza. cosa vuol dire?? che ha ricattato la fibe? Sono presenti 3 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Quale dei due film italiani in concorso avrà più successo?Un Cpt all'ex caserma Saracini, sei d'accordo?I vigili urbani di Modena dotati di manganelli, sei d'accordo?Vorresti una centrale nucleare nelle Marche?Quale dovrebbe essere il destino di Anna Maria Franzoni?Dopo un anno di amministrazione quali sono i problemi ancora da risolvere?Sei favorevole alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina?Riuscirà Bertolaso a risolvere l'emergenza rifiuti?Giusto che il ministro dell'Istruzione intervenga contro il bullismo con una task force?L'Armani Jeans andrà in finale?Giusto che Anna Maria Franzoni benefici dell'indulto?Fecondazione artificiale per donne sole, sei d'accordo?Vota il gol più bello dell'ultima giornata LA FOTO DEL GIORNO A tempo di record la squadra di Silvio IV 'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >.

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TEMPO SCADUTO, VIA LA BARRICATA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

"Tempo scaduto, via la barricata" SEGUE DALLA PRIMA PAGINA PIETRO TRECCAGNOLI Ciò che doveva essere uno strumento per smaltire la monnezza s'è trasformato in una barriera per fermarne il passaggio. Dopo la lunga giornata di attesa, ieri alle 23.15 è finalmente arrivato il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, ad annunciare l'esito delle trattative con il prefetto per l'ordine pubblico. S'era deciso che stamattina alle 7 sia i tecnici che le trivelle sarebbero passati per Poggio Vallesana. "Quindi coloro che hanno messo le barriere, devono toglierle, sennò saranno rimosse". E ha richiamato alle regole della democrazia. Subito si sono levate forti contestazioni. Una donna gli ha gridato: "Ti sei venduto il presidio". C'erano 200-300 persone, quasi tutte dei centri sociali e una buona rappresentanza dei maranesi, lo zoccolo duro e politicizzato della protesta. Quando il sindaco è andato via, è iniziata una discussione molto confusa e agitata - a capannelli - tra le varie componenti della piazza. Poi al microfono ci sono stati vari interventi, tra cui quello di Pietro Rinaldi, che aveva partecipato all'incontro in prefettura. Rinaldi ha riferito una decisione diversa. I tecnici e le trivelle sarebbero arrivati da via Cinque Cercole, libera da blocchi, mentre si sarebbe provveduto simbolicamente a rimuovere la barricata di cassonetti. Quindi la confusione è diventata totale. Oggi, il giorno della verità. Nelle ore precedenti il ping pong delle indecisioni era rimbalzato da un telefonino all'altro, tenendo in contatto le due Napoli: il salotto di piazza Plebiscito, con l'ennesima riunione in prefettura, e il quartiere borderline, selva di alberi e di condomini dove la diritta via sembra smarrita. La maggioranza della popolazione, quella che, a ragione, ostenta il confalone della propria onestà, l'amore dei figli, il diritto alla salute, a una casa dove vivere con le finestre aperte, era già convinta dal primo incontro con Bertolaso a deporre le armi, ad abbassare le mani per stringerle in un patto chiaro per un'amicizia lunga. Restavano i punti oscuri. Per rovinare la minestra basta una sola molotov. I sindaci e i rappresentanti dei comitati non avevano faticato a convincere madri, commercianti, pensionati che quella barricata di cassonetti saldati da mani esperte era un pugno in faccia, un ostacolo al dialogo. Togliamoli in ogni caso, sia che i tecnici con le trivelle debbano passare dall'alto, dal budello di via Cinque Cercole, sia come in una parata della legalità, attraverso la porta principale, via Poggio Vallesana. Anche i partiti locali, destra e sinistra, hanno versato litri di acqua sul fuoco. "È comunque una vittoria" spiegavano quasi all'unisono "perché abbiamo ottenuto delle garanzie". Un modo per prendere tempo. Vedete, insinuavano, faranno i rilievi e ci daranno ragione: questa discarica non s'ha da fare, c'è il parco, c'è la falda acquifera, ci sono le ciliegie e c'è il rischio delle frane. I nostri tecnici convinceranno Bertolaso a desistere, insistevano. La gente vuole crederci. E' stanca, più che rassegnata. Il groviglio inestricabile, nello slargo dove il nuovo governo non vuole steccare la prima, è stato quello dei Comitati e dei centri sociali. Qui la democrazia assembleare è di rigore. Le decisioni devono essere condivise. Uno sconosciuto (finora) Presidio di Chiaiano ha tentato una mediazione simbolica. I tecnici di Bertolaso passano, ma non i militari, neanche la polizia, nessuna divisa. Togliamo il filo spinato, ma i cassonetti restano. Siamo allo spacchettamento delle barricate, alla proposta paracula, pezzotta. L'imperativo è salvare la faccia, ma comunque vada, per chi è in cerca di autolegittimazione, sarà un insuccesso. La "insorgenza" popolare sembra sfilacciata. Sebbene ci siano militanti arrivati da ogni parte d'Italia. L'assemblea a tarda sera, al ritorno da piazza Plebiscito di sindaci e portavoce, ha riprovato a ricomporre le fila, a lanciare delle parole d'ordine condivise, a raccattare l'onore delle armi. La strana alleanza perdeva pezzi. I noci, i pini, i pioppi abbattuti e affiancati alle auto ribaltate e rottamabili, hanno ormai le foglie secche. La monnezza che fa da collante comincia a puzzare. Hanno portato della calce per coprirla e impedire che con il caldo il fiéto diventi infezione. Da queste parti hanno la memoria lunga. Sul muro del palazzone verde che fa da fondale alla strada, prima di inerpicarsi nella cupa vera e propria, resiste una scritta: "Valenzi sei tu il responsabile del virus". Valenzi? Il sindaco comunista del 1975? I sindaci passano, i virus restano. Assolvete Bassolino e la Iervolino. Appeso a un balcone c'è uno striscione meno vintage: "De Gennaro, il cetriolo portalo altrove, non siamo gli ortolani di nessuno". Ortaggi e carotaggi. Spiegatelo pure a Ortolani, Franco. L'assemblea pubblica ieri sera a Chiaiano (Newfotosud, Gennaro Giorgio).

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BORRIELLO IN CAMPO BASTA PROTESTE MEGLIO LA DISCARICA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Borriello in campo "Basta proteste meglio la discarica" DALL'INVIATO ADOLFO MOLLICHELLI Firenze. L'immagine di Napoli deturpata, sfregiata dalla cosiddetta crisi dei rifiuti, è una ferita aperta, una vergogna vissuta con dolore nell'intimità da chi è napoletano, e l'occasione propizia per gli osservatori esterni per affondare il coltello nella piaga. Sei napoletano? E allora ti chiedono: ma come è possibile quello che sta accadendo nella tua città? È la nuova oleografia partenopea, ma è una cartolina sporca. Marco Borriello, attaccante dell'Italia in ritiro a Coverciano per preparare l'avventura degli Europei, è stato sollecitato, in particolare dai colleghi dei giornali del Nord, a dire la sua sulla crisi dei rifiuti a Napoli. Perché Borriello, centravanti in forza al Genoa, è nato a San Giovanni a Teduccio, perché lì vivono mamma e fratello che gestiscono una tabaccheria. E così Borriello, più che sentirsi chiedere di tattiche e di schemi, s'è dovuto calare nella parte del napoletano che spieghi il perché di un qualcosa che è inspiegabile. E Borriello non si nega al gioco al massacro. Partendo da una premessa: "Se la situazione è degenerata in questo modo è evidente che Bassolino e la Iervolino non hanno svolto per bene il loro lavoro". Prosegue: "Da napoletano è come se avvertissi un senso di oppressione quando in tv e sui giornali di tutto il mondo vedi e leggi di analisi e fatti di cronaca che sembrano surreali come gli ultimi scontri tra polizia e manifestanti a Chiaiano. Mi auguro che gli abitanti di Chiaiano capiscano, altrimenti ci sarà una sola conseguenza: crescerà l'immondizia a Napoli". Lascia aperta la porta alla speranza: "Credo che la crisi si risolverà, non sono un politico ma spero che Berlusconi possa dare una mano alla città". Borriello si lascia andare ad una riflessione amara: "Non è edificante che soltanto la squadra del Napoli sia stata in grado recentemente di regalare un po' d'orgoglio e qualche soddisfazione alla città". Gli si chiede che cosa ne pensi del film Gomorra e se ha letto il libro di Saviano. "Il film l'ha visto mio fratello, mi ha detto che compaiono i sottotitoli". Sorride: "Per me nessun problema di lingua". Sul libro: "Non ho bisogno di leggere di certe cose, sono nato in un quartiere di periferia, ho vissuto la mia infanzia per strada, dove ti rendi conto che un certo modo di comportarsi e di vivere è sempre lo stesso, non è bello dirlo ma con la camorra la gente che non ha lavoro, ci mangia".

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Rifiuti, l'indagine della procura di Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 125 del 2008-05-27 pagina 0 Rifiuti, l'indagine della procura di Napoli di Redazione L'indagine riguarda la gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania, ad opera del commissariato di governo per l'emergenza rifiuti e da diverse società all'indomani della risoluzione dei contratti di appalto ad opera del decreto legge del 2005 Napoli - Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, a carico di 25 persone, è stata eseguita dai carabinieri della Tutela Ambiente di Roma, su ordine dei pm della Procura di Napoli. L'indagine riguarda la gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania, ad opera del commissariato di governo per l'emergenza rifiuti e delle società Fibe Spa, Fibe Campania Spa, Fisia Italimpianti Spa del Gruppo Impregilo Spa all'indomani della risoluzione dei contratti di appalto ad opera del decreto legge del 2005. Traffico illecito dei rifiuti Gli investigatori, attraverso attività di sopralluogo presso gli impianti di trattamento dei rifiuti, l'acquisizione di una corposa documentazione, consulenze tecniche, interrogatori di persone informate sui fatti e intercettazioni telefoniche avrebbero constatato "gravissimi fatti - scrivono i pm - riconducibili ai delitti di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti, falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato a partire dal 2006". In particolare gli inquirenti avrebbero accertato che "ad onta del pessimo stato in cui versavano gli impianti di selezione dei rifiuti, le società affidatarie del servizio, con la complicità di funzionari del commissariato di governo, trasformavano i rifiuti solidi urbani - spiega la procura - in totale difformità rispetto alle autorizzazioni ambientali, con conseguente illecito smaltimento dei rifiuti (solo apparentemente lavorati e falsamente dichiarati tali) presso discariche che così ricevevano e hanno ricevuto rifiuti diversi da quelli per cui erano state autorizzate ed erano state progettate e realizzate". Tra queste, quelle di Lo Uttaro, nel casertano e quella di Villaricca nel napoletano. Tra i rifiuti ricevuti, "nella consapevolezza piena dei funzionari del commissariato, come dei collaboratori delle società affidatarie" non sono mancati neppure rifiuti pericolosi. Fittizia attività di lavorazione Le indagini eseguite dai carabinieri avrebbero messo a fuoco un sistema imperniato su un'attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia "giacché la tipologia di rifiuti in uscita - spiegano gli inquirenti - presentava fra i tre flussi apparentemente prodotti a valle della lavorazione identiche caratteristiche fisico-chimiche". Sarebbe inoltre emerso che la frazione umida non era sottoposta ad alcun trattamento di "stabilizzazione" aerobica diretta. In sostanza non erano eliminate le cause di esalazioni olfattive intolleranti e non veniva igienizzato il rifiuto per la tutela della salubrità. Dall'ascolto delle telefonate intercettate i militari del Tutela Ambiente avrebbero accertato che in alcune occasioni siano state smaltite illecitamente in discarica proprio le cosiddette ecoballe "mediante la previa lacerazione delle cosiddette filmature plastiche - spiegano i pm - in cui sono avvolti i rifiuti e successiva pressione sulle balle esercitata con passaggi ripetuti di camion e trattori sui piazzali degli impianti allo scopo di far apparire il rifiuto come un mero scarto composto come tale di inerti, rifiuto formalmente autirizzato per la discarica interessata". Analisi false Nel corso dell'indagine i carabinieri avrebbero anche accertato il confezionamento e il successivo utilizzo di analisi false per accompagnare i rifiuti nei siti di smaltimento. Inoltre i carabinieri della Tutela Ambiente avrebbero appurato la ricerca da parte di organi del Commissariato di appoggi o comunque di collaborazioni fondati su "controlli superficiali da parte degli organi amministrativi deputati agli stessi". A ciò va aggiunta "l'instaurazione di una consolidata e articolata rete di complicità all'interno della struttura commissariale da parte di pubblici funzionari e dipendenti che - scrivono i pm - violando i precisi e specifici compiti di vigilanza e controllo sulle attività di lavorazione dei rifiuti affidata alle società Fibe Fisia, imposto per legge e con apposite ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri hanno dato direttive particolari preordinate a violare le ordinanze commissariali medesime". Funzionari "distanti dai doveri istituzionali" L'indagine dei carabinieri è stata coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Spiegano ancora gli inquirenti "in tale contesto emergono le preoccupazioni dei predetti funzionari che li mostrano assolutamente distanti dai loro doveri istituzionali, come l'esigenza di non far trapelare all'esterno le gravi violazioni in corso anche usando il linguaggio della vaghezza ovvero adoperandosi per superare ostacoli imposti dalla legge come l'invio in una discarica appositamente destinata alla ricezione di frazione organica stabilizzata in realtà inesistente". La presunta infedeltà dei pubblici funzionari arrestati "si è coniugata con l'assoluta complicità di dipendenti e collaboratori delle società Fibe Fisia - spiegano i pm - anche essi unicamente tesi a fare dissimulare una realtà fatta di mancate lavorazioni dei rifiuti, falsa qualificazione degli stessi e illecito smaltimento nelle discariche con grave pregiudizio per l'ambiente e la salute pubblica". Complicità di un militare Questa rete di presunte complicità sarebbe stata resa efficace anche grazie all'ufficio prestato da un militare distaccato presso la Protezione civile che, si sarebbe contraddistinto per avere ostacolato, l'attività di indagine dei carabinieri . I militari avrebbero anche accertato che, mediante un meccanismo fraudolento, una parte dei rifiuti è stata illecitamente smaltiti in Germania, in totale dispregio dei regolamento comunitari attraverso l'intermediazione e l'attività di trasporto della società Ecolog Spa poi divenuta Fs Cargo, il tutto con la compiacenza di funzionari del commissariato di governo e di una dipendente della Regione Campania addetta all'Ufficio ambientale di Caserta, che avrebbe rilasciato le autorizzazioni transfrontaliere senza eseguire alcuna minima istruttoria, anzi "facendo finta di niente". In una nota firmata dal procuratore Giovandomenico Lepore è spiegato che "l'effetto finale di tale contesto illecito, per la sua gravità e diffusione nel tempo e nello spazio, ha dato luogo a gravissimi risvolti sia ambientali che in danno della salute pubblica". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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