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toARTICOLI DEL 18-19 maggio 2008
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Articoli
Monnezze (18)
Blocchi, assalti, roghi A Napoli riesplode la rabbia
( da "Unita,
L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: La sindaco Iervolino, contraria allora, si è detta disposta a spendere il proprio credito politico per far sì che la discarica fosse aperta. Il Consiglio comunale, con una maggioranza ampia (una parte del centrodestra, ma anche il Pd) ha deciso che quella non era la strada.
Il
tutti contro tutti nella città-polveriera E la destra aspetta l'ultimo fuoco
( da "Unita,
L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Nella città fedele alle inimicizie" (Oreste Del Buono), Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino sono ai ferri corti. Il governatore vuole pendere di petto l'emergenza e dare tutti gli ok possibili alla riapertura delle discariche, la sindaca ha sostenuto il no a Chiaiano ed ha attaccato anche Gianni De Gennaro che si era lamentato.
Iervolino
e Bassolino ai ferri corti sulla discarica di Chiaiano, idem prefetto e
questore ( da "Unita, L'"
del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Stai consultando l'edizione del Iervolino e Bassolino ai ferri corti sulla discarica di Chiaiano, idem prefetto e questore.
Pronta
la task force di Palazzo Chigi ( da "Giornale.it, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Sembra essersi creato un nuovo il clima di collaborazione tra governo e istituzioni locali, e dunque con il governatore Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, essendo tutti consapevoli del fatto che "non si può più sbagliare": per l'Italia, come dice il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, i rifiuti della Campania sono "la prima emergenza ambientale".
Bassolino,
mano tesa a berlusconi "deve farcela, altrimenti affondiamo" -
roberto fuccillo ( da "Repubblica, La"
del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Intanto è il suo assessore Claudio Velardi a punzecchiare il sindaco Iervolino e ribadisce che la città è senza guida. "Dico che al grande partito del sì dobbiamo aggiungere a Napoli la fermezza delle istituzioni contro chi soffia sul fuoco. Perché nei fatti di questi giorni non c'è solo la camorra, ma c'è anche la camorra".
Pupazzi
impiccati e sacchi sui vigili La guerriglia della vergogna
( da "Corriere
della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino, finirete così, recita la scritta rossa accompagnata da una freccia che indica il pupazzo. Un sabato pomeriggio a Napoli, in via Salvator Rosa, la strada che da piazza Dante porta al Vomero, zona del Cavone, malfamata ma centrale.
E
Berlusconi pensa a discariche top secret
( da "Corriere
della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Anche per queste ragioni sembra profilarsi un piano che potrebbe prevedere misure estreme. Già in parte discusse sia con il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, sia con il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Marco Galluzzo.
L'autore
( da "Corriere
della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: racconti di ecomafia. Giancarlo De Cataldo, nato a Taranto nel 1956, vive a Roma dove è giudice presso la Corte d'Assise. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive, ha al suo attivo la pubblicazione di numerosi libri. Il primo, "Nero come il cuore" (Interno Giallo), risale al 1989.
Monnezza
e rom: la città smarrita tra due fuochi
( da "Stampa,
La" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: opposizione del centrodestra finora non è stata in grado di contrastare elettoralmente prima Bassolino e poi Rosa Russo Iervolino. Ma in questo gioco alla deresponsabilità istituzionale, rischia di incassare un insuccesso anche il superprefetto alla monnezza, Gianni De Gennaro. Napoli non è più la città di San Gennaro. Gli ha voltato le spalle, in questi ultimi mesi.
Politiche
sbagliate, così non ce la faremo mai
( da "Manifesto,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Con Bertolaso si ritornerebbe di nuovo alla vecchia logica delle discariche. Con lui è stata aperta quella di Macchia Soprana a Serre, che è già stracolma e ha distrutto ettari e ettari di macchia mediterranea. Si ritornerà a parlare prepotentemente di inceneritori come quello di Acerra, che non sarà pronto prima di due anni, e quello di Salerno.
Molotov,
roghi e treni bloccati una città ostaggio del caos
( da "Unita,
L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia: "A Napoli c'è aria di sommossa generale, stiamo assistendo ad una situazione di una gravità estrema. È gravissimo che bande di giovani possano scorazzare indisturbate per il centro di Napoli, rivoltare cassonetti, bloccare le arterie principali della città e, dicono, che attaccano anche quei pochi spazzini che potrebbero alleggerire un poco la gravità della situazione"
Spazzatura
sui binari e minacce di morte ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: vigili del fuoco che nella notte hanno spento 84 roghi di immondizia: particolarmente grave quello appiccato probabilmente con una bottiglia incendiaria in via Medina, a due passi dalla Questura.E a via Salvator Rosa è stato impiccato ad una fermata dell'autobus un bambolotto, con il ventre tagliato. Macabra la scritta sulla tabella con la bambola attaccata: "Bassolino, Iervolino".
Rifiuti,
via alla raccolta straordinaria - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino che il governatore Bassolino. Nella città ancora sommersa da 2400 tonnellate di immondizia (decomposta, carbonizzata, o "solo" fermentata sotto l'afa) scatta il piano sicurezza per il Consiglio dei ministri. I tiratori scelti stanno già esaminando il percorso, il piano delle bonifiche e dei controlli è alle ultime battute e sarà messo a punto oggi in una riunione in Prefettura.
La
domenica <ecologica> di Napoli: niente auto, montagne di spazzatura
( da "Giornale.it,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino, Iervolino". Ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni. Macabro. Ma dà il polso della situazione sull'"amore" che i napoletani nutrono per il loro sindaco e per il presidente della Regione. E questo rappresenta uno dei motivi della sparizione dalle pubbliche manifestazioni di Iervolino e Bassolino.
Questa
città è rimasta senza guida ( da "Giornale.it, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: inadeguato come la Iervolino e un Bassolino che dopo aver distrutto la città, l'autorevolezza della Regione e l'intera classe dirigente del suo partito resta immarcescibile al suo posto di potere come un vecchio mandarino sepolto dal tempo e dai suoi fallimenti e dedito, come documentiamo oggi, a far ripulire solo la strada davanti casa sua e quella davanti al Palazzo della Regione.
Bambolotto
impiccato e sventrato ( da "Tempo, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: con sotto la macabra scritta "Bassolino, Iervolino". Succede anche questo a Napoli, in via Salvator Rosa, cuore della protesta dei cittadini che negli ultimi giorni hanno bloccato l'importantissima arteria di traffico gettando in strada cassonetti e cumuli di rifiuti. Il bambolotto ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni,
Napoli,
domenica ecologica tra la "monnezza"
( da "Giornale.it,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino, Iervolino". Ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni. Macabro. Ma dà il polso della situazione sull'"amore" che i napoletani nutrono per il loro sindaco e per il presidente della Regione. E questo rappresenta uno dei motivi della sparizione dalle pubbliche manifestazioni di Iervolino e Bassolino.
Rifiuti,
nuovi roghi nella notte: e' polemica politica
( da "Voce
d'Italia, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino” e con uno dei tanti incendi scoppiati con il lancio di una molotov in Via Medina a pochi passi dalla Questura. Il sindaco di Napoli a “la Repubblica” reagisce. Stufa di strumentalizzazioni, chiede un atto di coraggio alla sua maggioranza, chiedendo di essere sfiduciata per essere cacciata;
( da "Unita, L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del Blocchi, assalti, roghi A Napoli riesplode la rabbia di Eduardo Di Blasi
inviato a Napoli Si vede ancora qualche turista. Un po' spaesato davanti ai
cumuli di rifiuti del centro di Napoli. L'emergenza infinita pare aver reso
riconoscibile anche la storia dell'immondizia cittadina. C'è quella sparsa per
piazza Garibaldi, davanti alla Stazione centrale, che è stata innaffiata, per
evitare che insetti, topi e fiamme possano trovare lì in mezzo un riparo
confortevole. Lì di fianco un'ambulante cinese prova con una certa fluidità di
gomito la racchetta elettrica ammazza-zanzare: un rovescio e cinque scariche
contano gli insetti passati a miglior vita. Sorride: "Zanzare!". Poco
più in là, sotto la sede dell'Inps, i bidoni bruciati settimane addietro (si
riconoscono le striature marroni causate dalle fiamme) raccolgono i sacchetti
della spazzatura freschi, segno che almeno i bidoni, in città, continuano ad
essere riciclati. La cittadinanza freme. Sono settemila le tonnellate di
immondizia lasciate per terra per la solita causa: finito lo spazio nelle
piazzole dove vengono messe le ecoballe, si è dovuta rallentare l'azione dei
Cdr fino a fermarli. Ripreso il "ciclo" si riesce a smaltire
l'immondizia prodotta giorno per giorno ma non il vecchio che resta a terra. Da
qualche giorno, quindi, la rassegnazione ha passato la mano alla rabbia. Una
rabbia irrazionale, fatta di blocchi improvvisati, di persone che escono di
casa e spostano i bidoni dei rifiuti nel mezzo della carreggiata, di roghi che
continuano ad essere appiccati di giorno e di notte (un centinaio quelli spenti
ieri dai vigili del fuoco tra la città e il suo hinterland). Di una violenza
che colpisce i vigili del fuoco (ieri notte presi a sassate nel quartiere di
Barra dove erano arrivati a spegnere un incendio) e le troupe televisive (sono
state aggredite quelle di Annozero e una collega del Tg3). "Non siamo al
livello delle banlieu", affermano dalla Prefettura, "non c'è un
problema di sicurezza pubblica". Non lo possono dire apertamente, ma l'analisi
che si fa negli uffici territoriali di governo è che la rabbia, questa volta,
sia molto più diffusa che in passato. Come afferma il capo della Polizia
Antonio Manganelli, in visita in Campania, esiste una "concorrenza di
interessi" tra chi vuole approfittare della situazione (e la parola
"camorra", in questo senso, non abbraccia l'intero problema) e chi
ritiene che solo il tumulto possa sostituire le decisioni che la politica non è
riuscita a prendere. E poi ci sono le babygang, quelle sui motorini che la sera
"giocano" ad occupare un pezzo di città. Claudio Velardi, assessore
al Turismo nella Giunta regionale di Antonio Bassolino,
ieri non ha espresso solo un'opinione personale quando ha affermato:
"Quello che è accaduto negli ultimi giorni testimoniano lo spirito civico
pubblico è in caduta libera. I roghi? Parlano di una città abbandonata a se
stessa". Il Comune di Napoli è riuscito nella poco mirabile impresa di
"non decidere", anche sul tema dei rifiuti. Il nodo è quello della
discarica di Chiaiano, il grande buco dove il Commissario Gianni De Gennaro
vorrebbe allocare 700mila tonnellate di immondizia. Era nel vecchio piano di
Bertolaso datato all'anno scorso e a tre commissari fa. La
sindaco Iervolino, contraria allora, si è detta disposta a spendere il proprio
credito politico per far sì che la discarica fosse aperta. Il Consiglio
comunale, con una maggioranza ampia (una parte del centrodestra, ma anche il
Pd) ha deciso che quella non era la strada. Risultato? Nessuna scelta. O
meglio, la scelta viene rimandata a Commissari e Governo. E la protesta
continua a montare. Mercoledì Silvio Berlusconi sarà a Napoli a presentare il
nuovo assetto istituzionale che dovrà affrontare il problema rifiuti. Anche De
Gennaro, nei pochi mesi che ha avuto a disposizione, si è scontrato con il muro
campano. I Cdr non sono stati ammodernati, il "grosso buco" dove
sistemare "l'emergenza di due anni", è stato reperito nelle ultime
settimane (ed è Chiaiano, indicato da Bertolaso un anno fa), ma non è stato
aperto, la gara per l'inceneritore di Acerra (che doveva essere aggiudicata a
gennaio e poi è andata deserta) non si sa che fine abbia fatto. Anche il Pd non
sembra avere in materia le idee chiare. C'è chi, come il Governatore Bassolino, vorrebbe fare della Campania il banco di prova
della nuova collaborazione con Berlusconi, e chi preferisce che la rogna resti
intatta al nuovo esecutivo. In tutto questo per oggi è stata indetta a Napoli
la "Domenica ecologica", segno che la città può ancora sorprendere.
( da "Unita, L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del L'ANARCHIA Dietro il caos immondizia un cortocircuito che ormai ha
investito in pieno le istituzioni Il "tutti contro tutti" nella
città-polveriera E la destra aspetta l'ultimo fuoco di Enrico Fierro / Roma
Napoli non è "na carta sporca", ma una enorme discarica a cielo
aperto. Monnezza dovunque, in periferia e al centro, sotto le Vele di
Secondigliano e ai piedi del Muncipio. Napoli è la città dei roghi. Si
"appicciano" le baracche dei rom e la monnezza. Al Vomero come a
Barra, sono le fiamme ad illuminare le notti insonni dei partenopei tenuti
svegli dal suono delle sirene e da un incubo antico e ricorrente: 'o colera. Si
ricorda l'ultimo, quello del 1973, quando il "vibrione" agguantò per
i piedi la città e se la trascinò in un baratro che sapeva di pesti spagnole,
monatti e lazzaresche anarchie. Il vibrione del Duemila si annida tra i cumuli
di rifiuti che ridisegnano la geografia delle strade della città. Intere
montagne che fermentano sotto il sole. Lì dentro c'è tutto lo sporco quotidiano
che Napoli allegramente produce. Foglie di insalata, pomodori marci, frutta,
pannolini lerci, bottiglie, latte d'olio, piccoli fusti dalle scritte
inquietanti, plastiche, carogne di animali, finanche medicinali scaduti. Una
manna per eserciti di "zoccole". "Dottò so grosse, si
arrampicano nei cassonetti, si abboffano di monnezza, i gatti se ne scappano e
pure noi abbiamo paura". (Racconto del cameriere di un bar nei pressi del
Maschio Angioino). "Mettiti la mano sulla bocca, non respirare a mammà che
prendi le malattie. Mannaggia 'a morte!". (Mamma con bambina in passeggino
mentre attraversano un marciapiede di via Cervantes, centro, coperto di
rifiuti). "Berluscò, mo so cazze tuoie" (frase scritta su un
cassonetto traboccante). "Chiamate 'e guardie" (invocazione rivolta
al cronista a Secondigliano dove una moto di grossa cilindrata stava bruciando
in un rogo di monnezza). No, Napoli non è "na carta sporca", ma è
vero che "nisciuno se ne mporta". Perché sulle tonnellate di rifiuti
che stanno uccidendo "'o paese do sole" sta bruciando anche la
credibilità della politica e delle istituzioni. Di tutta la politica e di tutte
le istituzioni che si stanno consumando in un mortale gioco del rimpallo di
responsabilità, di veti, di diti puntati, di no a tutto e ad ogni soluzione.
Gianni De Gennaro, il commissario straordinario nominato da Prodi e prorogato
da Berlusconi è quasi alla fine del suo mandato. Il suo piano per uscire
dall'emergenza si fondava su pochi indifferibili impegni: riapertura di alcune
discariche, utilizzo degli impianti Cdr per stoccare ecoballe, trasferimento
dei rifiuti in Germania. Finale della partita: manifestazioni popolari, con
alla testa sindaci di ogni colore, hanno bloccato la riapertura delle
discariche in Irpinia, a Pianura e Chiaiano (Napoli), il contratto per il
trasferimento dei rifiuti in Germania è fermo (si attende l'ok dell'Austria al
passaggio dei treni), alcuni Cdr sono stati sequestrati dalla magistratura.
Destra e sinistra si sono equamente divise le proteste popolari che hanno
bloccato le discariche: a Pianura era soprattutto Alleanza nazionale a
capeggiare la rivolta, a Chiaiano, invece, era il sindaco Pd di Marano a menare
le danze insieme ad un assessore regionale di Rifondazione comunista. Prefetto
e Questore sono ai ferri corti. Tutti smentiscono, ma nell'ultima riunione del
Comitato per la sicurezza, Alessandro Pansa (il prefetto, un duro che da
poliziotto chiamavano "sfondaporte") ha rivolto parole durissime
all'indirizzo di Antonino Puglisi, il Questore: "Ma li volete arrestare
questi che incendiano baracche e rifiuti, o lo devo fare io?". La realtà è
che i vigili del fuoco vengono aggrediti, i giornalisti della tv picchiati,
baracche e monnezza bruciano. Comune e Regione. "Nella
città fedele alle inimicizie" (Oreste Del Buono), Rosa Russo Iervolino e
Antonio Bassolino sono ai ferri corti. Il governatore vuole pendere di petto
l'emergenza e dare tutti gli ok possibili alla riapertura delle discariche, la
sindaca ha sostenuto il no a Chiaiano ed ha attaccato anche Gianni De Gennaro
che si era lamentato. "Io non sono il commissario, De Gennaro
faccia il suo mestiere". Litigi anche con la giunta regionale. A Claudio
Velardi (Asessore al turismo autore dello sfortunato slogan "Monnezza a
chi?") che lamentava l'assenza di un governo cittadino, ha risposto
ricordandogli i suoi "pulloverini colorati". Deprimente. Intanto,
giorni fa il Consiglio regionale è stato sospeso perché il fumo sprigionato dai
falò di monnezza aveva invaso l'aula della riunione. Il Consiglio comunale da
tempo fallisce per mancanza di numero legale. E mentre le cronache politiche
locali erano occupate dall'ennesimo litigio tra la presidente del Consiglio
regionale, Sandra Mastella, e la sua maggioranza per una storia di incarichi e
consulenze, le associazioni di categoria comunicavano che 650mila turisti
quest'anno canteranno "addio mia bella Napoli", una perdita secca di
64milioni di euro. La politica. Il Pd è diviso: in Irpinia e nel Sannio lotta
contro le discariche, a Napoli suoi esponenti sono sulle barricate, altri
spingono per uscire dall'emergenza a tutti i costi, altri ancora tacciono. Le
destra che ha fondato tutte le sue fortune politiche sulla monnezza capeggia
rivolte e aspetta. Che il centrosinistra bruci tuta la sua residua credibilità
sui roghi di monnezza per riprendersi il Comune e la Regione. E che Berlusconi
(mercoledì ci sarà il primo cdm operativo a Napoli) faccia 'o miracolo.
"Nella grande e bella chiesa di Santa Chiara, tutta bianca di stucco e
carica di dorature., la folla aspettava il miracolo di San Gennaro"
(Matilde Serao). Povera Napoli, città dove la speranza è in fin di vita.
"Napoli è come dopo una guerra. In questi anni è stata distrutta non dalle
bombe ma da un ceto politico corrotto che ha lasciato dietro di sé macerie e
devastazione morale. È tempo di ricostruire l'onore e la dignità di Napoli e di
mettere mano alla sua rinascita. In questo terzo dopoguerra è infatti possibile
trovare i soggetti di una azione di rinnovamento: sono tutte quelle forze che
vogliono aiutare la città a riconquistare una sua costituzione civile"
(Antonio Bassolino, 9 ottobre 1993).
( da "Unita, L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai
consultando l'edizione del Iervolino e Bassolino ai ferri corti
sulla discarica di Chiaiano, idem prefetto e questore.
( da "Giornale.it, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 118 del
2008-05-18 pagina 6 Pronta la task force di Palazzo Chigi di Redazione da Roma
Uno degli ultimi atti del governo Prodi, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale
dell'8 maggio, è stato l'incarico assegnato al commissario straordinario per
l'emergenza rifiuti in Campania Gianni De Gennaro di procedere
"all'attivazione di un sito di discarica in località Chiaiano del Comune
di Napoli". Ma immediatamente dopo la firma del decreto del 30 aprile in
quella zona sono iniziate le proteste. È questa la situazione che si trova ad
affrontare il governo Berlusconi nel primo consiglio dei ministri di mercoledì
che si svolgerà proprio a Napoli e che dovrà affrontare, tra gli altri punti,
l'emergenza immondizia nel capoluogo campano. A quanto si apprende, il primo
impegno sarà quello di istituire una cabina di regia a palazzo Chigi per
l'allarme rifiuti alle dirette dipendenze del premier Silvio Berlusconi, ma la
cui gestione verrà affidata a un sottosegretario. Questa task force servirà
anche per uscire dalla struttura commissariale che di fatto in quattordici anni
ha portato soltanto insuccessi. È dal 1994 infatti che la gestione
dell'emergenza in Campania è stata gestita da un Commissario, un ufficio
bocciato dall'ultima relazione del 20 dicembre della commissione d'inchiesta
sul ciclo dei rifiuti con "sentenza" bipartisan. La relazione parla
di "inefficienze strutturali dell'apparato commissariale" che
"si sono rivelate, lungo questi anni, di entità tale da pregiudicarne in
modo irreversibile operatività ed efficacia". "Irreversibilità",
"danno", "inutilità", sono alcune delle parole utilizzate
dal dossier della commissione per indicare la necessità dell'abbattimento della
costosa struttura del "commissario" (gestita per quattro anni, fino
al 2004, dal presidente della Regione Antonio Bassolino):
un ufficio, si legge, "che ha finito sovente con il dirottare parti consistenti
delle risorse per la propria auto-sussistenza". A De Gennaro è spettato a
gennaio il compito difficilissimo di sanare questa emergenza, il suo mandato
scadrà a maggio, ma la strada del governo è quella del superamento della
gestione commissariale. La struttura di palazzo Chigi servirà proprio a
coordinare il passaggio dalla gestione del commissario a quella ordinaria. Sembra essersi creato un nuovo il clima di collaborazione tra
governo e istituzioni locali, e dunque con il governatore Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, essendo tutti
consapevoli del fatto che "non si può più sbagliare": per l'Italia,
come dice il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, i rifiuti della
Campania sono "la prima emergenza ambientale". L'emergenza
rifiuti non è stata inserita tra i punti all'ordine del giorno (sicurezza e
diminuzione del carico fiscale) del consiglio dei ministri, spiega il ministro
per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, perché "sarebbe stato
banalizzante fare un Cdm a Napoli solo perché si doveva parlare di rifiuti. Si
è scelto il capoluogo campano invece come luogo simbolico perché con questa
riunione inizia un percorso di attenzione verso il Mezzogiorno". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca
Collaborazione Allarme Il governatore della Campania: finora ha vinto il no,
bisogna far nascere un partito trasversale del sì Bassolino,
mano tesa a Berlusconi "Deve farcela, altrimenti affondiamo" L'unica
possibilità che abbiamo è legata alla collaborazione con il governo. Non sono
di quelli che pensano: vediamo se ora ce la fanno loro La guerriglia dei
cassonetti e l'assalto ai campi rom dimostrano che c'è una caduta di spirito
civico: un campanello d'allarme che suona per tutti ROBERTO FUCCILLO NAPOLI -
"L'unica possibilità che abbiamo è legata alla collaborazione con il
governo. Io non penso "Vediamo se ora loro ce la fanno"". Napoli
è allo stremo, la popolazione butta la spazzatura per strada e caccia i rom, ma
Antonio Bassolino rilancia la sua strategia di
collaborazione con Berlusconi: "Si deve puntare a una forte
collaborazione, far nascere un partito trasversale del sì, che finora è stato
più debole di quello del no. Io mi muoverò in questo schema di collaborazione e
lealtà. Sono fiducioso che il governo farà lo stesso, neanche a Berlusconi
interessa una destabilizzazione della situazione a Napoli". Ne avete già
parlato qualche giorno fa a Palazzo Chigi? "Ho riscontrato un clima
giusto. Senza questo giusto clima di collaborazione non ce la facciamo,
nessuno". Al di là del clima però si spettano le soluzioni. "Il
governo è appena nato. Ora vengono a Napoli. Vedremo i primi orientamenti. Ma
lo spirito è giusto, lo stesso che torna utile al paese col dialogo fra
Berlusconi e Veltroni". Intanto la spazzatura è ancora per strada.
"Ho detto con chiarezza come muoversi: completare i termovalorizzatori,
migliorare la differenziata, aprire le discariche". Quali? "Non è
compito mio indicarle. Ma credo che si debba dar seguito a leggi e ordinanze".
Intanto è il suo assessore Claudio Velardi a punzecchiare
il sindaco Iervolino e ribadisce che la città è senza guida. "Dico che al
grande partito del sì dobbiamo aggiungere a Napoli la fermezza delle
istituzioni contro chi soffia sul fuoco. Perché nei fatti di questi giorni non
c'è solo la camorra, ma c'è anche la camorra". L'immagine di Napoli
è però quella, una città in cui stanno saltando le norme di convivenza civile.
"Che ci sia una caduta di spirito civico è indubbio. Ma riguarda anche
altre città, a causa di fattori generali: la globalizzazione rende difficile il
governo di alcuni processi, l'immigrazione per certi versi tumultuosa pone
difficoltà a integrazione e sicurezza". Mal comune mezzo gaudio? "Un
momento. Detto dei fattori generali, senza i quali non capiremmo la portata
culturale dei problemi che abbiamo di fronte, ci sono poi aspetti peculiari:
noi il risveglio civico lo avevamo avuto, poi però non ha incontrato un
cambiamento economico e strutturale. Questo deve indurre a riflettere tutte le
istituzioni e le forze economiche, a livello locale e nazionale". La Lega
penserà che ancora una volta chiedete aiuto. "Allora parliamo di
Ponticelli. Quello che è avvenuto è gravissimo. Un segnale di allarme
democratico. Napoli era nota per avere un Dna più disponibile al dialogo e alla
accoglienza. Se certe cose succedono qui, vuol dire che si stanno rompendo
corde profonde nel sentire umano e nello spirito di solidarietà. è un
campanello d'allarme forte, che suona per tutti". Lo stesso vale per
l'economia? "Napoli e il mezzogiorno saranno banco di prova per tutti. E
sarà importante che il governo si muova in modo giusto su alcuni temi. Penso ai
rifiuti, ma anche al federalismo fiscale". Lei ha ammesso in passato le
sue responsabilità su quanto accaduto. Poi ha deciso di giocarsi ancora la
partita. Quando trarrà un bilancio? "Lasciamo perdere gli orizzonti
personali, qui è in gioco il futuro di una grande regione. E allora dobbiamo
pensare a quella situazione nuova, che indicavo come partito del sì. Altrimenti
la crisi si aggrava a livelli inimmaginabili. E la partita si gioca nelle
prossime settimane, per ridar fiato anche alle tante forze positive di Napoli.
Abbiamo appena presentato il progetto per la ristrutturazione del Teatro San
Carlo, in città si terrà il festival del teatro: oltre i fuochi e gli incendi
c'è una vitalità culturale, una creatività, altre facce della città da tirar
fuori".
( da "Corriere della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-18 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
Il reportage Pupazzi impiccati e sacchi sui vigili La guerriglia della vergogna
SEGUE DALLA PRIMA Qualcuno lo ha sventrato con un coltello, dal basso verso
l'alto, e lo ha impiccato, proprio davanti alla chiesa di Santa Gertrude. Bassolino e Iervolino, finirete così, recita la scritta rossa accompagnata
da una freccia che indica il pupazzo. Un sabato pomeriggio a Napoli, in via
Salvator Rosa, la strada che da piazza Dante porta al Vomero, zona del Cavone,
malfamata ma centrale. I motorini sfrecciano sul marciapiede a velocità
folli, costringendo la gente a buttarsi per terra. Le campane della raccolta
differenziata sono state rovesciate e messe di traverso. A impedire il
passaggio delle auto ci sono anche cassonetti bruciati, vecchi mobili, le carcasse
di un paio di frigoriferi. L'asfalto non si vede, per almeno quaranta metri si
pattina su un tappeto di rifiuti, sacchetti squarciati dai quali escono
pummarola marcia, pannolini usati, cocci di bottiglia. Un vigile fugge
inseguito dai ragazzi che gli tirano addosso i sacchetti della monnezza,
insozzandogli la divisa. In lontananza, si sente una sirena, ma la polizia non
c'è. L'aria è impregnata di un odore nauseabondo, i passanti corrono tenendosi
le mani sulla bocca. Una donna si sente male, vomita sul marciapiede.
Commercianti e abitanti approvano questa Intifada di quartiere. "Hanno
ragione " dice il titolare di un negozio di gastronomia. "Chi sono?
Cittadini, brave persone " aggiunge un signore che dice di chiamarsi Ciro
Amodio. "Era un intervento normale, uno dei tanti. Stavamo spegnendo dei
rifiuti a terra quando ci hanno scaricato addosso un estintore a polvere, che
ha colpito soprattutto gli operatori di Annozero che stavano filmando il nostro
lavoro". Via Mercalli è una strada buia, che collega il quartiere Barra al
comune di San Giorgio a Cremano. La notte scorsa Giuseppe e la squadra B1 dei
vigili del fuoco sono usciti per spegnere uno dei cento roghi che hanno
punteggiato la città. Gli aggressori sono arrivati da dietro, ovviamente su uno
scooter. "Non saprei riconoscerli - dice Giuseppe -. E ormai a questa cose
ci stiamo facendo l'abitudine. Però ci rimango sempre male. Con la città in
queste condizioni, attaccare i pompieri equivale a sparare sulla Croce rossa in
tempo di guerra". Giorno e notte, centro e periferia, ormai non c'è
differenza. Napoli ha la febbre alta, e i rifiuti che ingombrano le strade sono
ormai la rappresentazione simbolica di una città senza guida, completamente
fuori controllo, chiusa in una gabbia di immondizia. A vederla dall'alto, la
scorsa notte il panorama era da Blade runner, una città post atomica. Ogni
tanto si alzavano delle fiammate nel buio, e dopo un quarto d'ora si sentivano
le sirene dei vigili del fuoco. Si accendeva e si spegneva, Napoli, fino
all'alba è stato così. E quando arriva la luce, è quasi peggio. C'è un'afa
senza sole, il caldo è appiccicoso. L'odore è ovunque, i bar del centro tengono
la porta chiusa, meglio sudare che respirare. Nelle strade intorno a piazza del
Plebiscito ci sono cumuli che arrivano a due metri di altezza. Appena dietro
alla questura è stata gettata calce viva su un ammasso di rifiuti,
trasformandolo in una grottesca statua. Nel salotto di Chiaia sono state
fermate due donne esasperate che lanciavano il contenuto dei sacchetti tra i
piedi dei turisti, a pochi metri dai tavolini dello storico bar Gambrinus. La
monnezza vola in strada anche dai balconi delle case popolari di Taverna del
Ferro, il rione più malfamato della periferia di San Giovanni a Teduccio. In
via Michelangelo, nel civilissimo e borghese Vomero, ieri le tre campane per
vetro, plastica e carta, completamente piene da giorni, erano sommerse da altre
buste, che lambivano la strada. Gli abitanti fanno la raccolta differenziata,
nessuno passa a ritirarla. Passeggiando al Parco Virgiliano durante la festa
della polizia, il prefetto Alessandro Pansa non riesce a darsi pace. "Il
paradosso è che a Napoli la criminalità diminuisce. Ma queste manifestazioni di
tensione e disagio sociale sono un fenomeno imprevedibile, che atterrisce. I
rifiuti fanno da detonatore alla rabbia. La gente si è creata delle
aspettative, ha atteso miglioramenti. Adesso si ritrova di nuovo sommersa, e
reagisce con furore. Queste rivolte sono manifestazioni di sfiducia verso lo
Stato. Non credono più a noi. Sentono che c'è sfilacciamento, che manca feeling
tra le istituzioni". Il cappio intorno alla città si è chiuso lentamente,
nella sconcertante indifferenza della politica locale, così presa dalle proprie
pratiche di sopravvivenza quotidiana da anteporle al bene comune. Sono amari,
gli ultimi dieci giorni del commissario Gianni De Gennaro. Il sottile filo con
il quale gestiva l'emergenza si è spezzato proprio sui titoli di coda. Alla
fine di aprile la magistratura ha messo i sigilli agli impianti di stoccaggio
di Eboli e - soprattutto - Pianodardine, due sequestri che hanno fatto saltare
ogni possibile programmazione. Il sito di Ferrandelle, aperto dopo una
trattativa estenuante, si è quindi riempito velocemente. I sette impianti di
Cdr lavorano a singhiozzo, e non hanno pattumiere dove portare l'immondizia.
Tutto fermo. Nel giro di due giorni, il sindaco Rosa Russo Iervolino è passata
dal sì "doloroso ma necessario" all'apertura della discarica di
Chiaiano, il grande buco che dovrebbe dare sollievo a Napoli, alla richiesta di
valutare altre soluzioni. La stessa inversione di marcia eseguita a gennaio,
quando sul tavolo c'era la pratica di Pianura. In fondo a via Cupa del cane c'è
una barriera fatta di terra, rifiuti, tronchi d'albero e relitti di auto
impastati tra loro. Oltre, ci sono le cave che dovrebbero diventare il grande
buco da 400.000 tonnellate. Chiaiano non si fida di nessuno, e si prepara al
peggio, "alla battaglia", come dicono gli abitanti che presidiano i
gazebo. Sui muri, le scritte contro la discarica si sovrappongono a quelle,
molto più vecchie, che insultavano l'allora sindaco Maurizio Valenzi per
l'arrivo del colera. All'improvviso, al primo piano di una casa scoppia una
tubatura. Dal balcone l'acqua si riversa sulla strada, inonda gli striscioni
stesi sul marciapiede, sui quali c'è scritto "Non ci avrete mai". A
Napoli può succedere di tutto, ora più che mai. Marco Imarisio.
( da "Corriere della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-18 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Le misure Potrebbero essere adottate mercoledì, nel primo dei
Consigli dei ministri che si terrà in Prefettura E Berlusconi pensa a
discariche top secret Allo studio l'uso dell'esercito e procedure accelerate
per i termovalorizzatori ROMA - Con sé in Sardegna Silvio Berlusconi, ieri
mattina, lasciando Roma, ha portato tre dossier. In pochi ne conoscono i
contenuti. Di certo, per le poche informazioni che trapelano, sono inediti
rispetto a quanto finora fatto o ipotizzato per l'emergenza rifiuti della
Campania. Da queste carte usciranno alcune delle misure che potrebbero essere
adottate o annunciate mercoledì prossimo, nel primo dei Consigli dei ministri
che si terrà a Napoli, in prefettura. L'uso dell'esercito, come anticipato ieri
dal Sole 24 ore, è una delle ipotesi sul tavolo. Militari e mezzi dell'esercito
per gestire problemi di ordine pubblico, prevenire situazioni critiche come
quelle che si stanno nuovamente acuendo, ma soprattutto per partecipare
direttamente al trasferimento dell'immondizia nelle discariche, bypassando
posti di blocco e proteggendo uno dei profili nuovi delle possibili misure. Uno
dei profili nuovi è la secretazione di alcune delle aree di stoccaggio. Come
non si sa. Se sia una via realmente praticabile è difficile al momento
immaginare. Ma sul tavolo del governo, e nel ventaglio delle misure tampone,
c'è anche quello di apporre la secretazione sulla scelta, la destinazione e le
procedure per gestire nuovi siti di discarica dei rifiuti. L'eliminazione delle
procedure burocratiche, anche questa per decreto, per la progettazione e la
costruzione di nuovi impianti di smaltimento e trasformazione dell'immondizia,
compresi i termova-lorizzatori, è anch'essa nel ventaglio delle misure
straordinarie cui il governo sta pensando. Il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Gianni Letta, il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo e
ovviamente Silvio Berlusconi stanno valutando questa ulteriore opzione. Nei
prossimi giorni si vedrà se è fattibile e in che termini. L'altra novità
potrebbe essere la nomina di Guido Bertolaso come sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, con la delega all'emergenza rifiuti, non solo in
Campania, arricchita con i poteri decisionali sui Grandi eventi, a cominciare
dal G8 che si terrà alla Maddalena il prossimo anno. Anche su questo punto al
momento non c'è ancora il via libera definitivo, si sta riflettendo. Nel
Consiglio dei ministri di Napoli alcune delle misure straordinarie potrebbero
essere annunciate, per poi essere approvate e messe in pratica nei giorni
successivi, con lo strumento del decreto legge. Di certo la situazione della
Campania e di Napoli, e le difficoltà incontrate dal commissario Gianni De
Gennaro (ieri il capo della polizia Manganelli si è detto "atterrito
" dal fatto che persino De Gennaro non sia riuscito a sbrigliare la matassa),
preoccupano non poco Berlusconi. Nei giorni scorsi, facendo un paragone con
Alitalia, ha definito quello della compagnia di bandiera (ed è tutto dire) un
problema "molto più semplice da risolvere" rispetto a quello dei
rifiuti della città partenopea. Anche per queste ragioni
sembra profilarsi un piano che potrebbe prevedere misure estreme. Già in parte
discusse sia con il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, sia con il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Marco
Galluzzo.
( da "Corriere della Sera" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-18 num: - pag: 21 categoria: BREVI
L'autore Tra le sue opere "Minima criminalia" (Manifestolibri 1992),
"Il padre e lo straniero" (1997), "I giorni dell'ira. Storie di
matricidi" (Feltrinelli 1998, con Paolo Crepet), "Teneri
assassini" (Einaudi 2000), "Romanzo criminale" (Einaudi 2002).
Nel
( da "Stampa, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Monnezza
I REPORTAGE Monnezza
e rom: la città smarrita tra due fuochi Guido Ruotolo Bruciano le baraccopoli
dei rom di Ponticelli, bruciano le montagne di rifiuti. Il fumo e l'odore acre
ammorbano la città, oscurano gli edifici, cancellano i palazzi del potere. E'
come se il grande magma che dal Vesuvio ai Campi Flegrei ha riscaldato in
questi millenni i cuori, le passioni, la tolleranza di questa città, stia
risalendo dalle viscere della terra per vomitare rancori, rabbia, paura,
sfiducia. Per dirla con l'intellettuale Aurelio Musi, "Napoli oggi è in
totale crisi di identità. Non è più la città dell'accoglienza. E' città ostile,
aggressiva, ossessionata da paure e nevrosi". Ma è anche altro, come
sostiene il presidente dell'Unione Industriali, Gianni Lettieri: "A Napoli
non vi è più alcuna credibilità e autorevolezza delle istituzioni. Napoli
appare come una città non governata, in balìa delle onde, senza armonia e
coerenza nelle decisioni. La politica sembra lontana mille miglia dalla
città". E' vero, c'è una crisi di autorevolezza e credibilità della classe
dirigente di questa città. Francamente lascia perplessi la risposta del sindaco
di Napoli, Rosa Russo Iervolino, alle critiche di "incapacità e
irresponsabilità" della classe dirigente della città dell'assessore
regionale Claudio Velardi, all'indomani del Consiglio comunale che ha bocciato
l'indicazione della discarica a Chiaiano: "Velardi? E' l'ultimo dei miei
pensieri, di lui posso solo dire una cosa: ha dei bei maglioni". Si può
essere d'accordo con il rettore dell'Università Federico II, Guido Trombetti,
quando ricorda che "la classe politica è specchio della società civile, e
viceversa". Ma la situazione è talmente tragica che lo stesso rettore non
riesce a nascondere la sua vera inquietudine: "Oggi è venuto meno un
elemento costante nella storia e nella vita dei napoletani: la tolleranza. Che
vuol dire anche sopportazione. L'intolleranza verso il diverso è il segno che
la misura è colma. E questo deve farci preoccupare". I roghi di queste
ore, i blocchi stradali di cassonetti e di monnezza nel centro come nella
periferia di Napoli, il lancio di sassi contro i Vigili del fuoco e i
compattatori che raccolgono i rifiuti scortati dalla polizia, confermano che i
napoletani non riescono più a sopportare. Scrive sulle pagine locali di
"Repubblica", Aldo Schiavone: "La desolazione sociale di
Ponticelli genera mostri". C'entra la camorra con i fatti di Ponticelli e
San Giovanni a Teduccio? Le indagini della Digos e della Procura proveranno a
capire. Ma è scontato che nessuna delibera di una Cupola camorristica (i clan
sono divisi e pattugliano i loro quartieri) può dare il via a una insurrezione
eversiva. I teppisti che lanciano sassi ai vigili del fuoco, i giovani che
fanno le barricate di monnezza, le mamme che protestano sono tante facce di una
Napoli incollerita che ha perso la speranza. Che confidava in Berlusconi e che
all'improvviso si è ritrovata sommersa di monnezza nei giorni in cui è esploso
un caldo torrido. Su un punto ha ragione l'investigatore: "Dire che dietro
le proteste ci sia la camorra è un alibi di quei politici che nulla hanno fatto
per evitare che il disagio sociale si trasformasse in comportamenti
criminali". Ma ci deve essere qualcuno che ha spinto i "muccusielle",
i mocciosi, a incendiare i campi rom. In questo clima, la cultura camorrista ha
svolto un ruolo di supplenza politica. Piazza Dante. Tullio Pironti presidia la
sua libreria, dispensa agli amici giornalisti i suoi gioielli, quei libri che
faticosamente edita. E' un deluso di questa città, della stagione della
speranza rappresentata da Antonio Bassolino:
"L'unico politico serio a Napoli è il Cardinale Crescenzo Sepe. Lui dice:
"Non perdiamo la speranza". Mi permetto di obiettare che la speranza
l'abbiamo già persa. Dobbiamo tentare di rinnovarla. A questo punto mi auguro
che il presidente Berlusconi, che arriva a Napoli mercoledì, mantenga le
promesse fatte". Anni di speranze e di promesse. Nel paniere delle
delusioni ci sono anche loro, gli intellettuali di questa città. Tullio Pironti
ricorda la stagione dei contrasti forti, delle personalità che hanno fatto
storia, da Luigi Compagnone a Lucio Amelio. Dei "tecnici" che si sono
industriati a riprogettare la città. Adesso c'è un "grande vuoto".
Sì, i fuochi di questi giorni raccontano Ponticelli e Napoli. L'immagine che
consegna don Gaetano Romano, parroco di San Giovanni a Teduccio, delegato della
Curia della Pastorale sociale, fa riflettere: "Ponticelli è la nostra
Ground Zero". E' come se i fuochi di monnezza e di intolleranza abbiano
fatto terra bruciata, il vuoto, la desolazione, il deserto. E, dunque, tutta la
città è Ground Zero. "Napoli è un immenso campo di macerie umane, morali,
politiche", diceva il candidato sindaco della città, nell'autunno del 1993.
Era Antonio Bassolino, che oggi, da palazzo Santa
Lucia, non può che non prendere atto che Napoli è una immensa pattumiera. Era
il 7 agosto di quell'anno, Napoli era attraversata dalla rivolta delle donne di
San Giovanni a Teduccio per via dell'acqua sporca, e l'allora prefetto di
Napoli, Umberto Improta, sciolse il Consiglio comunale per motivi di ordine
pubblico. E le successive elezioni incoronarono Antonio Bassolino
re di Napoli. Oggi, quindici anni dopo, la città è in "balia", senza
"classe dirigente". Non si vede all'orizzonte neppure un Gianni
Alemanno. L'opposizione del centrodestra finora non è stata
in grado di contrastare elettoralmente prima Bassolino e poi
Rosa Russo Iervolino. Ma in questo gioco alla deresponsabilità istituzionale,
rischia di incassare un insuccesso anche il superprefetto alla monnezza, Gianni
De Gennaro. Napoli non è più la città di San Gennaro. Gli ha voltato le spalle,
in questi ultimi mesi. Ieri si aggrappava ai suoi miracoli, oggi Napoli sembra
diventata una città dove non c'è più speranza. Neppure dei miracoli. A meno che
Silvio Berlusconi non si faccia raccomandare da San Gennaro.
( da "Manifesto, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
L'Assise
anti-rifiuti "Politiche sbagliate, così non ce la faremo mai" Ilaria
Urbani Napoli Non è un déjà-vu nè un incubo. Le strade di Napoli stanno di nuovo
sprofondando tra rifiuti e puzze nauseabonde. Sono passati soltanto tre mesi
dalla temporanea soluzione del più grave allarme igienico-sanitario che la
città ha vissuto negli ultimi anni, e siamo di nuovo punto e daccapo. Intanto
il caldo è alle porte, mentre dalle stanze del Comune di Napoli sarebbe venuto
fuori anche un piano sulla raccolta differenziata porta a porta mai attuato.
Alcune voci dicono che per questo provvedimento sarebbe stato speso già un
milione di euro. Da febbraio a oggi l'Assise della città di Napoli e del
Mezzogiorno d'Italia con sede a Palazzo Marigliano, assemblea cittadina che
vigila da oltre due anni sui processi democratici, ha continuato il suo lavoro
per proporre un'alternativa valida alla logica dell'incenerimento e dell'arricchimento
di privati e organizzazioni criminali. Nicola Capone, segretario generale
dell'Assise e redattore del bollettino della plenaria di cui fanno parte la
Rete Lilliput, Mani Tese, Wwf e decine di altre associazioni e Pro loco,
racconta le prossime mosse per contrastare l'ennesima emergenza rifiuti.
Capone, in tre mesi nulla è cambiato e, se è possibile, la situazione è peggio
di prima? E' possibile, eccome. Se si perseguono logiche sbagliate, si
peggiorano solo le cose. Nel frattempo vengono fuori notizie sempre più assurde
come questo presunto piano sulla raccolta porta a porta mai avviata che ora
tenteremo di spiegare ai cittadini. Mercoledì intanto arriva Berlusconi. Gli
chiederete un incontro? Gli faremo avere un nostro appello per il ripristino
della legalità in Campania in cui si spiega chiaramente che la strada
dell'emergenza deve essere limitata nel tempo perché fino ad ora è servita solo
a sperperare denaro pubblico. Faremo un presidio permanente a piazza Dante, ci
presenteremo come "Quelli del sì" per smarcarci dall'etichetta che ci
hanno affibbiato. Abbiamo proposte scientificamente provate, siamo in assemblea
permanente da due anni e mezzo e la magistratura ci ha sempre dato ragione.
Dopo De Gennaro sembra possa ritornare Guido Bertolaso, cosa ne pensa? Con Bertolaso si ritornerebbe di nuovo alla vecchia logica delle discariche. Con lui è stata aperta quella di Macchia Soprana a Serre, che è
già stracolma e ha distrutto ettari e ettari di macchia mediterranea. Si
ritornerà a parlare prepotentemente di inceneritori come quello di Acerra, che
non sarà pronto prima di due anni, e quello di Salerno. Potrebbe
ritornare l'ipotesi dei 31 piccoli termovalorizzatori e quindi le discariche saranno necessarie nonostante la Corte di
Giustizia Europea abbia dichiarato che non possono raccogliere l'umido. Ci
metteremo su una posizione ormai abbandonata da tutti i paesi europei. Ma quali
altre soluzioni ci sono? Certo che le soluzioni ci sono. Come quella utilizzata
dal comune di Vedelago, un comune trevigiano che affianca alla raccolta
differenziata e alla separazione tra umido e secco il trattamento meccanico
biologico, recuperando a freddo anche l'irrecuperabile. Da questo meccanismo si
ricavano sabbie sintetiche utilizzabili nell'edilizia come materiale per
mattoni e altri componenti cementizi. Tutto l'umido invece può e deve essere
recuperato per fertilizzare i terreni. Esiste una normativa europea per la
riconversione dei fertilizzanti chimici in biologici. Gli agricoltori possono
creare il proprio centro di compostaggio nella loro campagna ricevendo 900 euro
per ogni ettaro riconvertito. E il resto dei cittadini potrebbe farlo se si
riaprissero gli impianti di cdr. Il nuovo assessore all'ambiente della Regione
Campania Walter Ganapini è d'accordo con questa posizione: due mesi fa dichiarò
che per riaprire gli impianti servono solo quindici giorni, denunciando però
che i cdr sono inutilizzabili perché i tubi dell'ossigenazione sono stati
sabotati. Ricordo che i cdr sono ancora gestiti dall'Impregilo-Fibe, si tratta
di una struttura a perdere che ci fa spendere ogni mese 5 milioni di euro circa
solo per affittare pale meccaniche e cingolate, mulinetti e piattaforme.
Attrezzature che l'azienda avrebbe già dovuto avere in dotazione per lo
spostamento dei rifiuti. Una colossale truffa, un meccanismo di erosione di
denaro pubblico.
( da "Unita, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Molotov, roghi e treni bloccati una città ostaggio del caos di
Eduardo Di Blasi inviato a Napoli Alle due di notte un fumo denso e nero si
spande sopra piazza Matteotti, nel pieno centro della città, a cinquanta metri
dalla Questura e a un centinaio dalle Poste centrali. L'odore acre, comune in
questi giorni (frammisto a quello dolciastro dell'immondizia che decompone),
informa dell'ennesimo incendio di un cassonetto. Dicono i vigili del fuoco,
accorsi a domare le fiamme, che sia stata una molotov lanciata dentro il cumulo
dell'immondizia di dieci giorni, un cumulo già bruciato qualche tempo addietro
ma non ancora rimosso. Anche una macchina ha preso fuoco, ed è stato
danneggiato l'ingresso dell'Inps in via San Tommaso d'Aquino. La notte di
Napoli porta con sé diversi di questi atti vandalici. Altri sono consumati in
pieno giorno. In piazza Garibaldi, davanti alla stazione centrale, ieri mattina
è andato in scena per alcune ore il mercato più maleodorante del mondo. L'acqua
gettata sui rifiuti il giorno prima ha creato percolato, e il tanfo è entrato
nei ristoranti, nei bar, nei negozi affacciati sulla piazza e nel mercato di
cose vecchie che ucraini, slavi e napoletani tengono la domenica mattina. Gli
ambulanti inizialmente sembravano non curarsene, come gli avventori dei locali
intenti a mangiare. Poi qualcuno ha deciso di dargli fuoco. Ne hanno fatto le
spese due campane per la differenziata e un cumulo di rifiuti di sei metri per
tre. La conta tra notte e giorno, parla di 84 roghi appiccati all'immondizia
che continua a giacere per le strade della città. Le ultime stime, dati Asìa
(l'azienda che si occupa della raccolta dell'immondizia nella città di Napoli),
affermano che la situazione va migliorando: delle settimila tonnellate rimaste
al suolo ne ha raccolte
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Primo Piano Pagina
105 alta tensione Spazzatura sui binari e minacce di morte Alta tensione -->
NAPOLI "Il culmine della crisi è stato superato. In pochi giorni la città
sarà ripulita dai rifiuti". Così il prefetto di Napoli Alessandro Pansa
esprime il suo ottimismo sull'evolversi della crisi dei rifiuti a Napoli, al
termine della riunione del comitati straordinario sull'ordine pubblico e la
sicurezza che si è svolto ieri in Prefettura. E dalla quale sono usciti due
provvedimenti: l'istituzione dei "medici sentinella" e di un call
center per informazioni ai cittadini. La città però ha vissuto un'altra
giornata di emergenza: blocchi stradali sono stati attuati rovesciando
immondizia in strada nella zona dei Colli Aminei e in quella di Porta Nolana,
vicino alla stazione, mentre circa 150 manifestanti hanno bloccato nel
pomeriggio per alcune ore i binari ferroviari nei pressi della stazione di San
Giovanni-Barra. La situazione, dovrebbe però migliorare nettamente nei prossimi
due-tre giorni. L'assessore alla nettezza urbana Gennaro Mola ha confermato
infatti che da questa mattina ripartiranno le spedizioni di rifiuti via treno
verso la Germania: "L'obiettivo che ci è stato chiesto durante la riunione
in Prefettura è di mandare via treno oltre mille tonnellate al giorno, credo ci
riusciremo". Intanto alcune zone della città sono state già pulite nel
pomeriggio grazie agli interventi straordinari dell'Asia, l'azienda che si
occupa della raccolta dei rifiuti a Napoli, che lavorerà senza sosta per tutta
la notte. Dal vertice è emersa anche la volontà di tenere molto alta la
vigilanza delle forze dell'ordine. Una decisione dovuta anche all'annunciato
arrivo di mercoledì del presidente del Consiglio Berlusconi. La tensione
potrebbe infatti salire dopo l'annuncio arrivato ieri dall'ex deputato del Prc
Francesco Caruso di una manifestazione indetta per mercoledì dai comitati
contro i rifiuti. Continua intanto il superlavoro per i vigili
del fuoco che nella notte hanno spento 84 roghi di immondizia: particolarmente
grave quello appiccato probabilmente con una bottiglia incendiaria in via
Medina, a due passi dalla Questura.E a via Salvator Rosa è stato impiccato ad
una fermata dell'autobus un bambolotto, con il ventre tagliato. Macabra la
scritta sulla tabella con la bambola attaccata: "Bassolino,
Iervolino".
( da "Repubblica, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
Rifiuti, via alla raccolta straordinaria Maroni domani in città: incontra i
pompieri. Scatta il piano sicurezza CONCHITA SANNINO Atterraggio previsto a
Capodichino alle 10 di dopodomani. Sarà un unico volo "governativo" a
portare a Napoli il primo Consiglio dei ministri riunito sul caso rifiuti ed
altre emergenze nazionali. Dall'aeroporto, una teoria di pullman condurrà nelle
sale della prefettura il team di ministri e sottosegretari guidati dal premier
Silvio Berlusconi. Farà eccezione, probabilmente, il ministro dell'Interno
Roberto Maroni che è atteso in città già domani (imprevisti permettendo). Il
capo del Viminale ha infatti espresso il desiderio di visitare i vigili del
fuoco di Napoli per esprimere loro solidarietà alla luce dell'emergenza che li
espone a duplice rischio: l'assalto delle fiamme che divorano i cassonetti
(ieri l'incendio sotto la sede dell'Inps in via Cervantes), e l'incivile
aggressione delle sassaiole da parte dei "manifestanti". Un incontro
che nella caserma di Poggioreale aspettano con sollievo: ma intanto, come
sottolineano alcuni operatori, "va liberato l'ingresso della strada da una
montagna di rifiuti". Lo stesso Maroni dovrebbe poi affrontare la vicenda
rom di Ponticelli ed eventualmente incontrare sia il sindaco Iervolino che il governatore Bassolino. Nella
città ancora sommersa da 2400 tonnellate di immondizia (decomposta,
carbonizzata, o "solo" fermentata sotto l'afa) scatta il piano
sicurezza per il Consiglio dei ministri. I tiratori scelti stanno già
esaminando il percorso, il piano delle bonifiche e dei controlli è alle ultime
battute e sarà messo a punto oggi in una riunione in Prefettura. Intanto
sull'emergenza che terrà banco al tavolo del premier, dal Palazzo di governo -
ieri sera - parte un impegno e un appello firmato dal prefetto Pansa, alla fine
del vertice che ha visto la partecipazione di polizia, carabinieri, Finanza,
vigili del fuoco, rappresentanti del Commissariato rifiuti e del ministero alla
Salute, e gli assessori Mola e Di Fiore, di Comune e Provincia, con il
presidente di Asia Pasquale Losa. L'impegno: "L'emergenza è vicina a una
svolta - spiega Pansa - La raccolta dell'immondizia sarà potenziata per
abbattere le giacenze; e lo smaltimento aumenterà di volume". Da domani
ripartono infatti i treni per la Germania, e riapre il sito di Eboli per le
balle. Il monito. "Resta alta la vigilanza sulle proteste e sugli eccessi,
sfociati in blocchi o incendi". Pansa, inoltre, rassicura i cittadini sul
rischio salute: "Non esistono al momento pericoli concreti".
Aspettando il Consiglio dei ministri, c'è fermento all'hotel Vesuvio. Dove però
registrano solo poche (14 camere) prenotazioni, segno che il Cdm volerà subito
a Roma. Il patron del 5 stelle, l'avvocato Sergio Maione, consegna un benvenuto
intriso di preoccupazione. "è un peccato se tutto durerà 6 ore. Noi
abbiamo un auspicio: un uomo come Berlusconi che ha dimostrato tanta tenacia
nella vita e nella politica, venga a Napoli con un'idea coraggiosa e forte
sulla crisi rifiuti. è il momento di prendere provvedimenti impopolari e di
tenervi fede. Con senso di responsabilità, costi quel che costi". A
proposito di responsabilità. Dovrebbe essere notificata stamane dalla
task-force di Palazzo Salerno, per 22 Comuni ritenuti "inadempienti",
la nomina dei commissari ad acta per la raccolta differenziata. Misure che però
vengono aspramente stigmatizzate dal sindaco di Portici, Enzo Cuomo, anche in
qualità di coordinatore provinciale dei sindaci dell'Anci. "I Comuni sono
le vittime, non i colpevoli di questo disastro. Il commissario De Gennaro ha
fatto un lavoro difficilissimo, e noi come classe dirigente abbiamo fallito -
riconosce Cuomo - perché abbiamo detto solo "no". Ma prendersela con
i sindaci è darci la beffa oltre al danno". Cuomo offre poi un esempio
concreto del paradosso. "In Campania non c'è un solo impianto di
compostaggio. Questo comporta che io, ogni giorno, spendo 200 euro per portare
la mia frazione umida di 3 tonnellate ad un imprenditore privato".
( da "Giornale.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 20 del 2008-05-19
pagina 13 La domenica "ecologica" di Napoli: niente auto, montagne di
spazzatura di Carmine Spadafora da Napoli Da ieri Napoli è più pulita,
l'ambiente in cui vive un milione di persone è migliorato, i cittadini possono
fare festa. E già: ieri era una domenica ecologica nella città governata da
Rosetta Iervolino, una domenica senz'auto e senza moto. Ma con la spazzatura.
Oltre quattromiladuecento tonnellate sui marciapiedi, al centro delle
carreggiate, nei vicoli, davanti agli ingressi degli edifici, delle chiese e delle
scuole. Tranne che a Posillipo, dove vive il governatore Antonio Bassolino e a Santa Lucia, dove il presidente della Regione
Campania ha il suo ufficio. È il paradosso di una città che non riesce a
togliersi di dosso l'incubo dell'emergenza e che ha sotto gli occhi, ogni
giorno, l'insopportabile contrasto tra i quartieri ormai diventati invivibili
della città e l'area super-linda di casa Bassolino.
Ieri, i più coraggiosi, gli stakanovisti della bicicletta e del jogging o gli
appassionati delle passeggiate, hanno dovuto slalomeggiare per evitare i
cumuli, accatastati nel centro cittadino e in periferia, i cassonetti sepolti
dai sacchetti e le cataste date alle fiamme. Alla fine della giornata, sono
sembrati fuori luogo e completamente stonati i toni trionfalistici
dell'assessore comunale all'Ambiente, Rino Nasti, doppiamente felice, non solo
per la riuscita della manifestazione ma, anche perché "non ci sono state
rivolte contro questa iniziativa, cosi le Cassandre sono state smentite".
Tante le critiche dalla città ma anche dalle associazioni. Una per tutte,
quella del presidente dell'Ascom (l'Associazione dei commercianti di Napoli),
Antonio Pace. "Riproporre la domenica ecologica, quando gli angoli di
tutte le strade sono stracolmi di rifiuti è davvero un'offesa ai napoletani,
una presa in giro non solo per commercianti che oltre a essere gravemente
danneggiati per la penuria di turisti, si vedranno diminuire anche le presenze
dei napoletani, ma per tutti gli abitanti della città". "Questa
domenica ecologica è il simbolo della caricatura di Napoli", dice una
anziana, a pochi metri da una collinetta di monnezza nei pressi della
centralissima Piazza Municipio. Spera di essere rassicurante l'Asia, (l'azienda
che si occupa della raccolta dei rifiuti), che ha fatto sapere di essere
riuscita nella giornata di ieri a raccogliere 800 tonnellate di giacenze.
L'Asia ha poi informato che da giorni si continuano a spargere disinfettanti
sui cumuli, allo scopo di limitarne la nocività. Ma, se l'assessore Nasti
esulta perché non ci sono state le 4 giornate di Napoli, contro la domenica
ecologica, le rivolte contro la monnezza, anche ieri, sono andate in scena a
macchia di leopardo. Nel pomeriggio, nel "dimenticato" quartiere
periferico di San Giovanni a Teduccio, la gente ha bloccato la stazione
ferroviaria, lanciando sui binari quintali di sacchetti. Nella notte tra sabato
e domenica e per tutta la giornata di ieri oltre cento roghi sono stati spenti
dai vigili del fuoco. Una molotov è stata lanciata contro una collinetta di
sacchetti in via San Tommaso d'Aquino, a poche decine di metri dalla Questura e
dal Comune, provocando la distruzione di un'auto. In via Salvator Rosa, nei
pressi della chiesa della Resurrezione, alla tabella di una fermata dei bus, è
stato trovato un bambolotto impiccato, con la scritta "Bassolino,
Iervolino". Ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni.
Macabro. Ma dà il polso della situazione sull'"amore" che i
napoletani nutrono per il loro sindaco e per il presidente della Regione. E questo
rappresenta uno dei motivi della sparizione dalle pubbliche manifestazioni di
Iervolino e Bassolino. Vedi festa di Capodanno e Primo maggio.
carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 20 del 2008-05-19
pagina 13 Questa città è rimasta senza guida di Redazione Il paradosso: il
Comune chiude il centro, ma lascia i rifiuti. Rivolta in città: molotov contro
i cassonetti e binari bloccati È difficile trovare nuove parole per descrivere
la drammatica situazione napoletana. Le espressioni più forti e le analisi più
acute sono state tutte ampiamente usate. Eppure chi non vive la torbida
atmosfera di quella città ha difficoltà a comprendere sino in fondo la portata
del disastro napoletano. Non siamo dinanzi al tramonto di una delle più belle
città d'Italia. Siamo davanti al suo crollo civile e morale. Una Napoli peggio
di Beirut e di Kabul. Il degrado delle tonnellate di rifiuti accumulati nelle
strade, i raid di bande di giovinastri che rovesciano i cassonetti con tutto il
loro maleodorante contenuto, i focolai di violenza, il dilagare della camorra:
una città senza più regole e senza più governo alcuno. È qui che risiede il
cuore del problema di Napoli. La crisi dei rifiuti è certamente drammatica e
gravida di pericoli per la salute alla vigilia dell'estate dopo il sostanziale
ennesimo fallimento dell'ultimo commissario di governo, il prefetto Gianni De
Gennaro, ma la crisi della classe dirigente è ancora più grande. Napoli da
troppo tempo non ha più una classe dirigente capace di trovare soluzioni ai
problemi, a cominciare da quello dei rifiuti e in grado di farsi riconoscere
dalla popolazione come un interlocutore affidabile. A Napoli è fuggita da tempo
l'intera politica e con essa la speranza dando così spazio alla violenza e al
ribellismo. Nella sua storia Napoli ha affrontato emergenze di ogni tipo. Dal
colera di fine Ottocento a quello, grazie a Dio più modesto, del 1973, dai
bombardamenti del '43-44 al terremoto del 1980, dalla crisi idrica al cancro
della camorra per finire a quello del brigatismo rosso. In ogni emergenza,
però, c'è stata sempre una classe dirigente di governo e di opposizione che ha
saputo contenere i guasti superando le crisi più acute ed evitando lo
sfarinamento sociale e civile della città. Si poteva, e naturalmente si può,
non condividere le scelte effettuate nel lontano passato. Ciò che nessuno può
dire, però, è che in quegli anni Napoli non fosse governata. Oggi, invece, la
città è smarrita, non riconosce più un solo volto a cui affidare le proprie
speranze, vive alla giornata scossa e violentata dai rifiuti e dai soprusi di
ogni genere, dalla insicurezza e dalla paura che gli hanno fatto perdere
finanche quella tolleranza e quella generosità cantate da mille melodie
conosciute in tutto il mondo. Napoli ha ultimamente eletto 32 deputati e 16
senatori. Non ce ne vogliano le singole persone ma il loro complessivo silenzio
è assordante. Esso testimonia più di ogni altra cosa l'agonia di una città
stretta tra le stridule proteste di un sindaco drammaticamente inadeguato come la Iervolino e un Bassolino che dopo
aver distrutto la città, l'autorevolezza della Regione e l'intera classe
dirigente del suo partito resta immarcescibile al suo posto di potere come un
vecchio mandarino sepolto dal tempo e dai suoi fallimenti e dedito, come
documentiamo oggi, a far ripulire solo la strada davanti casa sua e quella
davanti al Palazzo della Regione. Anche questo è il segno inquietante di
una lunga, dolorosa agonia della città, la scomparsa cioè di qualsiasi
sensibilità politica che in altre stagioni avrebbe già visto le dimissioni del
sindaco e del presidente della Regione. Mercoledì prossimo Berlusconi e il suo
governo si riuniranno a Napoli. La speranza è che facciano tesoro delle idee di
alcuni intellettuali e delle fallimentari esperienze di tutti i commissari
trovando così la soluzione per smaltire le tonnellate di rifiuti. Ciò che non
troveranno, però, è una classe dirigente nelle cui mani mettere il governo
della città e della Regione. E questo non è il compito di un governo ma
dell'intera politica nazionale, della maggioranza come dell'opposizione. ©
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( da "Tempo, Il" del 19-05-2008)
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Stampa Il caso
Bambolotto impiccato e sventrato Un bambolotto impiccato alla tabella di una
fermata dell'autobus, con sotto la macabra scritta "Bassolino, Iervolino". Succede anche questo a Napoli, in via Salvator
Rosa, cuore della protesta dei cittadini che negli ultimi giorni hanno bloccato
l'importantissima arteria di traffico gettando in strada cassonetti e cumuli di
rifiuti. Il bambolotto ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana
penzoloni, si trova davanti alla chiesa della Resurrezione, al centro di
un incrocio e quasi sbatte contro gli autobus che si fermano per far salire i
passeggeri. Evidentemente è stato preso dall'enorme mucchio di rifiuti che
giace dall'altra parte della carreggiata e appeso alla tabella. Il gesto ne
ricorda uno ancora più grave che si era verificato alcuni mesi fa in Umberto,
dove decine di bambolotti vennero impiccati in strada con sotto scritte
minacciose sempre nei confronti di Iervolino e Bassolino.
( da "Giornale.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 20 del 2008-05-19
pagina 0 Napoli, domenica ecologica tra la "monnezza" di Carmine
Spadafora All'ombra del Vesuvio la giornata ecologica sembra una beffa, con una
città nell'immondizia. Il Comune chiude il centro alle auto ma lascia i rifiuti
per le strade. Rivolta in città: molotov contro i cassonetti e binari Napoli -
Da ieri Napoli è più pulita, l'ambiente in cui vive un milione di persone è
migliorato, i cittadini possono fare festa. E già: ieri era una domenica
ecologica nella città governata da Rosetta Iervolino, una domenica senz'auto e
senza moto. Ma con la spazzatura. Oltre quattromiladuecento tonnellate sui
marciapiedi, al centro delle carreggiate, nei vicoli, davanti agli ingressi
degli edifici, delle chiese e delle scuole. Tranne che a Posillipo, dove vive
il governatore Antonio Bassolino e a Santa Lucia, dove
il presidente della Regione Campania ha il suo ufficio. è il paradosso di una
città che non riesce a togliersi di dosso l'incubo dell'emergenza e che ha
sotto gli occhi, ogni giorno, l'insopportabile contrasto tra i quartieri ormai
diventati invivibili della città e l'area super-linda di casa Bassolino. Ieri, i più coraggiosi, gli stakanovisti della
bicicletta e del jogging o gli appassionati delle passeggiate, hanno dovuto
slalomeggiare per evitare i cumuli, accatastati nel centro cittadino e in
periferia, i cassonetti sepolti dai sacchetti e le cataste date alle fiamme.
Alla fine della giornata, sono sembrati fuori luogo e completamente stonati i
toni trionfalistici dell'assessore comunale all'Ambiente, Rino Nasti,
doppiamente felice, non solo per la riuscita della manifestazione ma, anche
perché "non ci sono state rivolte contro questa iniziativa, cosi le
Cassandre sono state smentite". Tante le critiche dalla città ma anche
dalle associazioni. Una per tutte, quella del presidente dell'Ascom
(l'Associazione dei commercianti di Napoli), Antonio Pace. "Riproporre la
domenica ecologica, quando gli angoli di tutte le strade sono stracolmi di
rifiuti è davvero un'offesa ai napoletani, una presa in giro non solo per
commercianti che oltre a essere gravemente danneggiati per la penuria di
turisti, si vedranno diminuire anche le presenze dei napoletani, ma per tutti
gli abitanti della città". "Questa domenica ecologica è il simbolo
della caricatura di Napoli", dice una anziana, a pochi metri da una
collinetta di monnezza nei pressi della centralissima Piazza Municipio. Spera
di essere rassicurante l'Asia, (l'azienda che si occupa della raccolta dei
rifiuti), che ha fatto sapere di essere riuscita nella giornata di ieri a
raccogliere 800 tonnellate di giacenze. L'Asia ha poi informato che da giorni
si continuano a spargere disinfettanti sui cumuli, allo scopo di limitarne la
nocività. Ma, se l'assessore Nasti esulta perché non ci sono state le 4
giornate di Napoli, contro la domenica ecologica, le rivolte contro la
monnezza, anche ieri, sono andate in scena a macchia di leopardo. Nel
pomeriggio, nel "dimenticato" quartiere periferico di San Giovanni a
Teduccio, la gente ha bloccato la stazione ferroviaria, lanciando sui binari
quintali di sacchetti. Nella notte tra sabato e domenica e per tutta la
giornata di ieri oltre cento roghi sono stati spenti dai vigili del fuoco. Una
molotov è stata lanciata contro una collinetta di sacchetti in via San Tommaso
d'Aquino, a poche decine di metri dalla Questura e dal Comune, provocando la
distruzione di un'auto. In via Salvator Rosa, nei pressi della chiesa della
Resurrezione, alla tabella di una fermata dei bus, è stato trovato un
bambolotto impiccato, con la scritta "Bassolino, Iervolino".
Ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni. Macabro. Ma dà il
polso della situazione sull'"amore" che i napoletani nutrono per il
loro sindaco e per il presidente della Regione. E questo rappresenta uno dei
motivi della sparizione dalle pubbliche manifestazioni di Iervolino e Bassolino. Vedi festa di Capodanno e Primo maggio.
carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Convocato
per mercoledi' il Consiglio dei Ministri Rifiuti, nuovi roghi nella notte: e' polemica
politica Roghi, blocchi stradali e proteste hanno tenuto impegnate le forze
dell'ordine fino all'alba Napoli, 19 mag. - Campegna, Fuorigrotta, Bagnoli e la
zona occidentale della città. Ecco i nuovi teatri della protesta per
l'emergenza rifiuti a Napoli. Dalla scorsa mezzanotte fino alle 4 del mattino,
si è reso necessario l'intervento di Vigili del Fuoco e Polizia per spegnere i
75 roghi appiccati all'immondizia e rimuovere i numerosi blocchi stradali
creati dai cittadini con i cassonetti della N.U. L'ottimismo del prefetto di
Napoli, Pansa per il quale “il culmine della crisi è stato superato e in pochi
giorni la città sarà ripulita dai rifiuti”, giunge al termine della riunione
del Comitato Straordinario sull'Ordine Pubblico e la Sicurezza. Due i nuovi
provvedimenti in programma: l'istituzione dei "medici sentinella" e
di un call center per informazioni ai cittadini. I primi fungeranno da
“sorveglianza sindromica” e un monitoreranno costantemente le varie patologie a
rischio e un call center specifico fornirà informazioni alla cittadinanza. Ma
intanto la protesta continua: sempre numerosi gli interventi delle forze
dell'ordine che tentano di riportare la calma nelle zone dove la protesta si fa
più forte. Toccando punte macabre e di viltà col ritrovamento in Via Salvator
Rosa di un bambolotto squarciato e appeso alla fermata dell'autobus con la
scritta “Bassolino e Iervolino” e con uno dei tanti incendi scoppiati con il lancio
di una molotov in Via Medina a pochi passi dalla Questura. Il sindaco di Napoli
a “la Repubblica” reagisce. Stufa di strumentalizzazioni, chiede un atto di
coraggio alla sua maggioranza, chiedendo di essere sfiduciata per essere
cacciata; per evitare sia inciuci, sia di fare da capro espiatorio.
Bollando come "azioni irresponsabili" gli episodi di protesta, la
Iervolino punta il dito contro la camorra, sottolineandone “l'azione
destabilizzatrice in queste occasioni”. Donato Ceglie, pm a Santa Maria Capua
Vetere, fiutando aria di sommossa, prevede mosse della “camorra imprenditrice”,
che si può arricchire in un contesto del genere. Intanto, il presidente della
Regione Antonio Bassolino, chiede collaborazione al
nuovo Governo, confidando nella nascita di un “partito trasversale del sì” per
risolvere la tremenda situazione a Napoli, dove per mercoledì, in concomitanza
con la convocazione del Consiglio dei Ministri, l'ex deputato del PRC,
Francesco Caruso ha annunciato una manifestazione di protesta dei “Comitati
contro i Rifiuti”. Preannunciato in risposta un contro-corteo dei sostenitori
forzisti.