HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “MONNEZZE” |
|
toARTICOLI DAL 13 AL 25 Aprile
2008 #TOP
·
Articoli
Monnezze (23)
Anche il giallo diventa ambientalista
( da "EUROPA
ON-LINE" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: assedio delle ecomafie in Campania, che quest'anno ha già ispirato il cinema (Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria) e il teatro (Asso di 'monnezza di Ulderico Pesce). Non ci soffermeremo più di tanto sulla trama di questo gioiellino letterario dal ritmo sincopato e dal lessico spiazzante che stuzzica la curiosità dalla prima all'ultima pagina.
ROMA
Noiosa? Può essere. Pazza? Di sicuro. La campagna elettorale è finita, e ora
( da "Messaggero,
Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: OSCURATI - Prodi, Bassolino, Visco, Iervolino, il Ciarra... PARACADUTE - Mezzo di trasporto, azionato dal Porcellum, con il quale il candidato piove in una terra a lui sconosciuta e dove lui è sconosciutissimo. La bolzanina Biancofiore, appena planata in Campania 2, per la Cdl: "Ho uno zio acquisito ad Avellino".
Ma
il pd si consola "meglio del previsto" nicolais: io in regione -
patrizia capua ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Nicolais: io in Regione Iervolino: "Non ci preoccupa la vittoria Pdl, ma l'atteggiamento leghista anti-Sud" PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) Iannuzzi premette: "Faccio dichiarazioni limitate e circoscritte ai dati in nostro possesso a questo punto. Il risultato è migliore delle aspettative: siamo in crescita.
Formisano:
"facce nuove in regione"
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il ricambio sollecitato dall'Italia dei valori non dovrà riguardare però il Comune di Napoli e il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Lo escluderei - dice il parlamentare - in realtà le vicende di Palazzo San Giacomo hanno subito il contraccolpo di una situazione regionale drammatica". (d.d.p.).
Monnezza
e astensionismo la campania svolta a destra - dario del porto roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: le finestre del sindaco Rosa Russo Iervolino, ma con uno slogan dominante, "a casa Bassolino". Prime scosse però si avvertono anche nel centrosinistra. Il ministro Luigi Nicolais ha rotto gli indugi e ha dichiarato che a questo punto è già ufficiale la sua candidatura a presidente della Regione, da proporre nelle primarie che il Pd terrà per la scelta del successore di Bassolino.
Campania,
crolla il Pd <Bassolino a casa>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: 19 categoria: REDAZIONALE Effetto-rifiuti Iervolino e Velardi difendono il presidente Campania, crolla il Pd "Bassolino a casa" NAPOLI - Alle nove di sera arrivano con le bandiere e i mortaretti in piazza Municipio. I ragazzi con i motorini tengono il dito inchiodato sul clacson. Fanno i cori, cantano, saltano, si abbracciano.
NEW
YORK - Nessuno può sospettare il commentatore politico americano Edward Luttwak
di ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Intere aree del paese come la Campania di Iervolino e Bassolino erano in rivolta perché gli amministratori della sinistra aveno lasciato sopravvivere interessi clientelari sotto la loro gestione. A livello nazionale il problema era aggravato dal sostanziale stallo del governo Prodi, bloccato dai numeri e dalla mancanza di intese".
Don
Antonio regge, la Sinistra è lui ( da "Manifesto, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino, mettendo definitivamente in soffitta le minacce di sciogliere giunte e consigli. De Mita tornerà sicuramente sui suoi passi, e se non sarà accettato lui lo saranno le sue truppe cammellate. I rifiuti scompariranno dai tg, e con il padrone delle tv che arriva a Napoli per fare il miracolo non li rivedremo più.
La
rossa Campania si veste d'azzurro
( da "Opinione,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: consueta festa in piazza che vedeva sul palco Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, questa volta lo scenario è cambiato: 300 persone del Popola della Libertà si sono radunati in corteo per raggiungere la sede del Comune. "Chi non salta, comunista è". Questo uno degli slogan. Ieri nella sede del Partito Democratico volti scura e tanta incredulità, o quasi: "C'era da aspettarselo"
Cantanapoli
è il munnezza sound - alfredo d'agnese
( da "Repubblica,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: grido di rabbia in salsa reggae che maledice l'ecomafia e una terra in cui i bambini nascono già ammalati di tumore. Il munnezza sound è solo un punto d'osservazione da cui guardare questa realtà. La denuncia oggi può avvenire in mille modi, con la poesia dei 24 Grana, il dub ritrovato degli Almamegretta, la canzone soft di Meg.
Risparmiare
con i rifiuti non è più solo utopia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: significa arricchire le ecomafie e porre a serio rischio la salute di tutti. Vuol dire spingere l'Italia in una situazione da terzo mondo. La corretta cultura ambientale vuole che, a fronte della questione delle grandi opere, si passi dai "no pregiudiziali ai sì meditati", come chiarito in un convegno nel 1994, che ha dato luogo alla Charta Deontologica dello Sviluppo Sostenibile.
Le
aspettative dei vincitori e gli effetti elettorali - ugo leone
( da "Repubblica,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Iervolino considerati i due responsabili dell'equazione rifiuti uguale malgoverno. Qui la riflessione si fa più delicata e complessa, anche prescindendo dai giudizi, che pure vanno dati, sulla validità di quella equazione. Si fa più delicata e complessa la riflessione perché quel voto può avere effetti e significati contrari alle aspettative dei vincitori.
GANAPINI:
NIENTE MIRACOLI. E CRITICA I PRECEDENTI COMMISSARI: NON HANNO CAPITO NULLA.
RUSSO (PDL): SEMBRA IL GABIBBO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Gli farà eco il sindaco di Napoli: Rosa Iervolino dice che l'aiuto di Berlusconi sarà gradito e ben accetto "ma ci auguriamo - dirà - che i piani siano studiati in collaborazione, non in concorrenza". Il piano, discusso l'altro ieri in giunta dove tornerà il 28, viene illustrato alla stampa da Ganapini.
La
strategia di berlusconi e l'illusione del mezzogiorno - umberto de gregorio
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino vengono individuati ad arte come facili obbiettivi da abbattere, come il simbolo dell'inefficienza amministrativa e gestionale della cultura di governo di sinistra. Mediaticamente, perché le foto delle colline dei rifiuti hanno fatto il giro del mondo e la risoluzione del problema consentirebbe a Berlusconi di rifare lo stesso giro del mondo,
Puglia,
un primato choc si scava anche nei parchi - giuliano foschini
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: peso che le ecomafie hanno nella gestione del ciclo del cemento e nel controllo delle aree di escavazione". In Puglia c'è poi il problema che l'attività estrattiva è permessa in aree di rilevante interesse ambientale. "In questo senso - si legge nel dossier - l'Alta Murgia registra un fenomeno negativo: i casi di abusivismo da attività estrattiva non sono cessati neanche dopo l'
Pomicino
scopre le associazioni - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: La piattaforma comune è pensare al dopo Bassolino. Perché Gargani teme che questa amministrazione farà "incancrenire" la situazione. Mariani giudica "delinquenziali" sia la Regione che il Comune, e invita la Iervolino ad andare a cantare. Corsi le fa il controcanto dicendo che il sindaco non può perché il San Carlo è chiuso.
La
stele di rosetta - augusto muojo ( da "Repubblica, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: quello del sindaco Iervolino, impegnata a rinnovare la sua squinternata compagine di giunta che, per facilitarle il compito, le ha rimesso in blocco il proprio mandato in vista del rimpasto, che dovrebbe avvenire a breve. "è stato un gesto di grande rilevanza umana, prima ancora che politica", ha commentato la Iervolino,
Caro
Signor Gervaso, sono stata nei giorni scorsi a Napoli e ho constatato de visu
il deg ( da "Messaggero, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Cosa aspettano il sindaco Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Bassolino a dimettersi? Mezzo secolo fa Napoli ebbe un primo cittadino pittoresco e spavaldo che si chiamava Achille Lauro. Cosa avrebbe fatto, secondo lei, il "Comandante", come tutti lo chiamavano, al posto degli attuali amministratori?
PD,
SINDACI E GOVERNATORE NEL TEAM PER IL SUD
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: la Iervolino, Bassolino, De Franciscis, Vincenzo De Luca, Giuseppe Galasso). L'obiettivo è di strutturare e non spezzettare il partito tra Nord e Sud e di stimolare iniziative sui temi programmatici. Insomma, l'intenzione è di accentuare la chiave federalista del Pd restituendo alle regioni maggiore autonomia,
Iervolino
pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione
( da "Opinione,
L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione di Gior. Dana. Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: il primo presidente della regione, la seconda sindaco di Napoli. Entrambi in quota Partito Democratico, entrambi alla guida degli enti locali da anni, entrambi costretti ora ad arginare le falle di una barca che rischia di affondare.
Lo
sproloquio di Vendola ( da "Padania, La"
del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità,
Veltroni
e Rutelli due disastri ( da "Padania, La"
del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità,
LA
MUSSOLINI TORNA A SFIDARE BASSOLINO DOPO 15 ANNI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Domanda: lei si candiderebbe con la Pdl alla guida della Regione? Risposta: "A me che me ne frega della Regione, mi propongo come cittadina di adozione napoletana che vuole far andare via don Antonio". Alessandra Mussolini davanti al palazzo della Regione. In alto Iervolino e Giammattei.
( da "EUROPA ON-LINE" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza
GREEN Anche il
giallo diventa ambientalista MARCO FRATODDI Suspense. Le ore che ci separano
dal voto, adesso che la lunga cavalcata elettorale è finita, hanno il sapore
del thrilling. Per esorcizzarle proponiamo, in particolare ai candidati e ai militanti
del Pd che tanto hanno dato a questa competizione, un giallo d'ispirazione
ambientalista che si legge in due giorni. Esattamente quanti ne dovranno
passare prima che si aprano le urne. È Previsioni del tempo (Edizioni Ambiente,
2008, pag. 185, 10 euro): l'ultima creazione firmata Wu Ming, l'ormai famoso
collettivo di narratori bolognesi, che stavolta (dopo il medioevo europeo di Q,
che ne ha segnato il debutto nel '99, e l'epopea nordamericana del più recente
Manituana) si misura con i guai dell'Italia contemporanea. E in particolare con
un tema, l'assedio delle ecomafie in Campania, che
quest'anno ha già ispirato il cinema (Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria) e
il teatro (Asso di 'monnezza di Ulderico Pesce). Non ci soffermeremo più di
tanto sulla trama di questo gioiellino letterario dal ritmo sincopato e dal
lessico spiazzante che stuzzica la curiosità dalla prima all'ultima pagina.
Basti sapere che la storia comincia durante i primi anni Novanta nella Bologna
appena attraversata dal movimento studentesco della Pantera, si sposta
sull'Autosole al seguito di un carico proveniente da macelli clandestini e
destinato alle tavole della provincia emiliana. Ci porta al fianco di una
gioventù disillusa che sfiora i circuiti antagonisti ma imbocca la strada dei
traffici illegali ("Per noi la 'munnezza è oro" dice nel prologo il
Conte Piccolo, uno dei protagonisti, ripetendo una dichiarazione resa nel '92
dal caporione partenopeo Nunzio Perrella ai magistrati). E infine al cospetto
del boss kosovaro Jakup Mahmeti, vecchia conoscenza dell'olimpo dei Wu Ming,
che rappresenta l'emblema delle nuove mafie internazionali sbarcate dalle
nostre parti. Aggiungiamo che, a dispetto del titolo, il libro non sfiora
minimamente il tema dei cambiamenti climatici eppure la pioggia, neanche
fossimo dentro Blade Runner, bagna in maniera ossessiva l'intera vicenda. E ad
ulteriore garanzia diremo che a marzo, dopo appena dieci giorni di
distribuzione, il volume aveva già sfondato il muro delle 10.000 copie
contribuendo non poco al successo di Verdenero: la collana di romanzi eco-noir
lanciata da Legambiente all'insegna di autori come Sandrone Dazieri, Giancarlo
De Cataldo o del prossimo Carlo Lucarelli. Il finale ovviamente è a sorpresa.
Chissà, come le elezioni di domani.
( da "Messaggero, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Di MARIO AJELLO ROMA
Noiosa? Può essere. Pazza? Di sicuro. La campagna elettorale è finita, e ora
tutti in cabina e ognuno accompagnato dal proprio stato d'animo: la paura che
vincano gli altri; l'euforia (rara); il disincanto; il naso tappato; la
speranza che è l'ultima a morire; la rabbia; il gusto di dare un voto
"utile" o "inutile" o di non darlo affatto diventando
"bianchista". I sentimenti dell'elettore si sono formati così,
osservando per 60 giorni la scena dei leader, dei liderini, delle loro parole
azzeccate e delle loro scivolate. ALITALIA Mamma, li francesi! Aiuto, la
Spinetta (numero uno di Air France) nel fianco di Alitalia e dell'Italia! Ma un
Cavaliere ha promesso salvezza. Una Cordata fungerà da paracadute. Si vedrà.
Per ora, si vota nel vuoto d'aria. ASTENSIONISMO Tutto questo votare è
accanimento terapeutico? C'è chi prevede che, Spinetta o non Spinetta, gli
italiani staccheranno la spina alla politica. ASTINENZA "In campagna
elettorale, l'astinenza sessuale aiuta la concentrazione" (Gasparri). Solo
dei candidati o anche degli elettori? BENI "Si parla di me come ministro
dei Beni Culturali", svela Sandro Bondi. E la mamma, 75 anni: "Il mio
Sandrino, fin da piccolo, ha sempre avuto un libro in mano". Vai alla voce
Toto (ministri). BOLLO. Un nuovo ritrovato della scienza (elettorale). La
"no tax auto". Cammina senza bollo. BROGLI Per evitarli, occorrono
scrutatori e rappresentanti di lista in forma e non denutriti. Sennò
s'addormentano sull'urna e "i comunisti imbroglioni se ne
approfittano", avverte Silvio. Scendi alla voce Donne. BUFALE Tante.
COALIZIONE Virtuosa. Ovvero, giammai inciucio. Pier Ferdinando Casini, per il
dopo, desidera una Grande Coalizione Virtuosa, senza Silvio e Walter. Vai alla
voce Veltrusconi. CULTURA Assente. Basta sentire Di Pietro. Lo accusano di aver
imbarcato, l'altra volta, De Gregorio. E lui: "Anche Gesù Cristo ha
sbagliato con gli apostoli. Uno su tredici lo ha tradito". Ma non erano
dodici? DIO Lei crede in Dio?, chiedono alla Santanchè. E lei, nella geniale
imitazione che fa la Cortellessi: "Ma certo che credo in Dio...r!".
DONNE Sempre lui, Silvio: "Donne preparate manicaretti e portateli ai
nostri Difensori del voto che presidiano i seggi". EDIPO Recitato da Enrico
Brignano, al Sistina. Super applausi quando dice: "La tragedia, Giocasta,
non è quella del tuo figlio-marito che ha ucciso il papà. La vera tragedia è
che non sapemo chi dovemo vota'!". ETA' - Walter: "Silvio mi sembra
mia nonna". Silvio potrebbe reagire alla Churchill (che rivolgendosi a un
avversario più giovane disse: "Non mi costringa ad abusare della sua
giovane età!") e invece sceglie un'altra soluzione. Incontra un bimbo e
gli fa: "Quanti anni hai?". Il piccolo: "Sei". Silvio:
"Alla tua età, io ne avevo già otto". FEMMINE "Tutte
s'innamorano di me. Che ci posso fare?" (Silvio). "Silvio è
ossessionato da me. Ma io non gliela do!" (Santanché). GIGANTI E i
nanetti? Sono una ventina i partitelli, quasi tutti con il loro candidato
premier. E pensare che dovevamo diventare bipartitici... Vedi qui sotto. GRULLI
E bulli. Grulli, per il Cav., sono quelli che votano per W. Bulli, per W., sono
quelli che si comportano come il Cav. Prime prove di bipartitismo coatto? HOUSE
- "Charta Minuta", rivista d'area Pdl, lo spara in copertina come
modello politico: "Il Doctor House incarna il volto crudo e ruvido della
decisione orientata a un criterio di verità". Berluschouse? Veltronhouse?
Pierhouse o Casinhouse? IDENTITA' Walter: "Ora siamo riformisti, non di
sinistra". "Ma io sono di sinistra", singhiozza l'omino di
Altan. E l'amico: "Piantala, che ci stanno guardando tutti".
IMPOPOLARI "Saremo costretti a fare scelte impopolari", ripete
Silvio. Ma Walter: "Con me l'Italia può tornare agli anni '60, quelli del
boom". Bum! LIBERALIZZAZIONI Che fine hanno fatto? LIBERTA' "Ho
un'idea per l'Italia: niente tasse per un mese!" (Berlusconi). LISTE La
tua ha le soubrette. La tua (parola di Silvio) con i Colaninni, i Calearo, le
Madia e altri ricchi rampolli sembra "la lista per l'aperitivo all'Hotel
Posta di Cortina". MATTI I pm, Totti... E la Lista Pazza di Giuliano
Ferrara. E la Lista di Pizza, che c'è e non c'è, rieccola anzi no e comunque è
scudocrociata. Cantano "Elio e le storie tese", nella "Terra dei
cachi": "Una pizza da solo, una pizza in compagnia. Un totale di due
pizze e l'Italia è questa qua". Torna alla voce Giganti. NO Al faccia a
faccia. OSCURATI - Prodi, Bassolino, Visco,
Iervolino, il Ciarra... PARACADUTE - Mezzo di trasporto, azionato dal
Porcellum, con il quale il candidato piove in una terra a lui sconosciuta e
dove lui è sconosciutissimo. La bolzanina Biancofiore, appena planata in
Campania 2, per la Cdl: "Ho uno zio acquisito ad Avellino".
PISTOLE E fucili e cannoni. Quelli di Bossi contro la "canaglia
romana". Sparano vin brulé? QUESTIONE MORALE E' tutta anti-casta la
campagna elettorale della casta. RIFIUTI - Quelli di Napoli. E quelli lanciati
contro Ferrara (non la città, ma Giulianone): uova puzzolenti e pomodori
vecchi. Individuato in volo anche un cetriolo avariato. Ma pare che non si
tratti di Alitalia. SOLDI Chi ne ha offerti di più? Bonus-casa, bonus-spesa,
bonus-dentiere, bonus-pensioni, bonus-assicurazioni, bonus-bollo, bonus
pannolini, bonus-pannoloni.... TOTO - Cioè il toto ministri. Anzi, è una comica
a base di auto-promozioni: il Totò ministri! Torna su alla voce Beni. UOVA
Incartarle con le schede elettorali? VELTRUSCONI - "Non esiste" (dice
Veltr). "Non esiste" (dice Usconi). YES - We can. O forse yes
weekend, perchè se la sinistra perde va al mare o sui monti a fare la
Resistenza anti-Silvio? ZETA - "Dove vai, Max?", chiede l'omino di
Altan. "Al seggio, a commettere il mio dovere".
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
Il segretario dei Democratici: "Abbiamo scalato una montagna" Ma il
Pd si consola "Meglio del previsto" Nicolais: io
in Regione Iervolino: "Non ci preoccupa la vittoria Pdl, ma
l'atteggiamento leghista anti-Sud" PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di
cronaca) Iannuzzi premette: "Faccio dichiarazioni limitate e circoscritte
ai dati in nostro possesso a questo punto. Il risultato è migliore delle
aspettative: siamo in crescita. Di fronte a un punto di partenza davvero
negativo. Dal 14 ottobre in poi abbiamo avuto una montagna da scalare. Di
spazzatura e non solo, difficoltà di ogni genere: sull'assetto della Regione,
lo svolgimento delle primarie arduo e tormentato, personalità autorevoli che
hanno deciso di abbandonare il partito e candidarsi altrove. Eppure superiamo
il 30 per cento: due anni fa al Senato, i fondatori del Pd (Ds e Margherita)
presero il 26,9. Adesso c'è un 4 per cento in più rispetto al quadro nazionale.
Poteva esserci e molti l'auspicavano, il crollo totale. Nei fatti, in questa
trincea, abbiamo un percorso avviato di realizzazione del nuovo partito, nuova
forza democratica già radicata sul territorio. Un risultato assolutamente
impensabile. Sì, c'è la vittoria chiara del Pdl, ma il Pd dimostra di essere
una forza orgogliosa e vitale". A Palazzo San Giacomo, il sindaco
Iervolino, più che di Forza Italia, si mostra allarmata dall'avanzare della
Lega "e l'atteggiamento antimeridionalista che ha sempre avuto. C'è stato
un successo del centrodestra, ma sono convinta che questo risultato non
altererà i rapporti tra il Comune di Napoli e il governo centrale. Ricordo che
dal 2001 al 2006 abbiamo già governato la città avendo dei corretti e leali
rapporti con il governo Berlusconi, che corretti e leali saranno
mantenuti". Quando vede svaporare il voto alla Sinistra Arcobaleno e dei
Verdi, il sindaco si dice preoccupata, ricorda che a livello locale sono
all'interno di una coalizione, "sancita dagli elettori e che diventerà
sempre più l'asse portante del nostro lavoro". è abbastanza soddisfatta:
"A Napoli il Pd e Italia dei Valori hanno superato il 40 per cento, la
coalizione ha tenuto". In via Nazario Sauro, le stanze si affollano. Sullo
schermo Gasparri dichiara il "tracollo di Veltroni e company in
Campania". Arriva il ministro Luigi Nicolais: "Il dato campano,
lusinghiero per il Pd, ci carica di una forte responsabilità. Da domani saremo
impegnati a dare risposte ai cittadini che ci hanno dato fiducia e a difendere
gli interessi e le aspettative della nostra regione rispetto alle politiche del
nascente governo". Poco più tardi, annuncia ufficialmente nella diretta a
"Repubblica tv": "Mi candiderò alle primarie per le elezioni di
governatore della Campania". E conferma che "bene avrebbe fatto Bassolino a dimettersi prima, dando un segnale di
discontinuità". Parla fitto con Andrea Losco, bacia Anna Rea, segretaria
della Uil. Si aggirano gli eletti, Teresa Armato, la Incostante ("ci ha premiato
il voto dei giovani"), il rettore dell'Orientale, Pasquale Ciriello
("la direzione è ormai segnata, c'è una tenuta superiore alle aspettative.
La spazzatura ha impedito a molti elettori di capire quale sarà il danno che
farà la Lega"), "catapultati" come Andrea Sarrubi, accompagnato
dalla moglie raggiante per il risultato e Adriano Musi, sindacalista Uil, che
dice "dovevo essere candidato nel Lazio", in bilico Eugenio
Mazzarella ("Il Pd non è riuscito ad allargarsi al centro, dove ha
sfondato Berlusconi"), suda freddo fino alla fine il deputato uscente
Bruno Cesario. Guglielmo Allodi, assessore al Lavoro della Provincia valuta che
"il sentimento degli italiani rispetto al bipolarismo ormai è
incontrovertibile. Per la Campania significa ricostruire un quadro politico
profondamente diverso". Entusiasmo di Nello Formisano, di Italia dei
Valori: "Ci auguriamo che il Pd ci ascolti molto di più". Ogni tanto
arriva qualche buona notizia: "A Fuorigrotta siamo i primi in assoluto -
dice Giuseppe Balzamo - ed è il quartiere dove Bassolino
fu sconfitto alle primarie da Immacolata Caccavale".
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VIII - Napoli
Il partito di Di Pietro resiste ai colpi dell'armata berlusconiana. Ma
indebolisce la posizione di Bassolino Formisano:
"Facce nuove in Regione" "Siamo tutti convinti che un ciclo è
arrivato a conclusione. Un altro anno non può giovare alla Campania"
L'Italia dei valori è unica forza del centrosinistra che non frana sotto i
colpi dell'armata berlusconiana. Ma in Campania il risultato del partito
fondato da Di Pietro non fa che indebolire ulteriormente la posizione di Antonio
Bassolino. "Lo strepitoso successo che si profila
per l'Idv in questa regione non basta a frenare l'emorragia di voti per la
nostra coalizione - afferma il senatore Nello Formisano - è necessario voltare
pagina al più presto, così come ci chiede l'elettorato democratico della
Campania. Il grave dato astensionistico conferma la difficoltà che c'è fra le
istituzioni e cittadini, bisogna che tutti prendano coscienza che ogni
ulteriore ritardo diventa politicamente ingiustificabile". Formisano cita
il suo leader, Antonio Di Pietro, e sottolinea: "Occorre cambiare le
facce. Ma attenzione, il problema è interamente politico: siamo tutti convinti
che un ciclo è arrivato a conclusione, lo ha detto Bassolino
per primo. Siamo sicuri che un altro anno possa giovare alla Campania"?
Aggiunge il senatore dipietrista che "quando la gente non vota, perde la
politica nel suo complesso. E quando ciò avviene, significa che le istituzioni
non hanno credibilità. Adesso dobbiamo porci il problema di come intercettare
questa parte del popolo democratico che non è andata alle urne". E se il
centrosinistra finisse per perdere anche la Regione Campania? "Questa è
una bella domanda - replica Formisano - ma se le istituzioni non sono credibili
il loro colore cambia poco. Però ho la sensazione che il centrodestra abbia
ottenuto una percentuale molto rilevante anche perché molti non sono andati a
votare. In condizioni diverse da quelle attuali, sfido il centrodestra a
vincere". Il ricambio sollecitato dall'Italia dei
valori non dovrà riguardare però il Comune di Napoli e il sindaco Rosa Russo
Iervolino: "Lo escluderei - dice il parlamentare - in realtà le vicende di
Palazzo San Giacomo hanno subito il contraccolpo di una situazione regionale
drammatica". (d.d.p.).
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Monnezza e astensionismo
la Campania svolta a destra Il Centro-Sud Ciriaco De Mita, in corsa per l'Udc,
dopo 45 anni resta fuori dal Parlamento DARIO DEL PORTO ROBERTO FUCCILLO NAPOLI
- Non c'è stata partita. A quasi due terzi dello spoglio per il Senato la Pdl
di Silvio Berlusconi è addirittura al 51 per cento e gode di circa 17 punti di
vantaggio rispetto al Pd veltroniano. L'Italia dei valori di Di Pietro contiene
le perdite aggiungendo un 4.7 per cento, mentre l'Mpa di Lombardo porta al
cavaliere un 2.2 per cento. è davvero una rivoluzione in Campania. Il vecchio
centrosinistra prodiano aveva retto due anni fa. Per soli 15mila voti in più si
era assicurato la maggioranza al Senato. Ora quella coalizione non c'è più,
nelle scelte politiche, ma anche nei fatti. La Sinistra arcobaleno si è sciolta
raccogliendo un misero 2.8. Una estinzione, che di fatto annulla il guadagno di
circa 5 punti del solo Pd. L'Udeur, scomparsa ufficialmente, pare avere
traslocato buona parte del suo 5.2 per cento sotto le insegne di Berlusconi.
Ciriaco De Mita se n'è andato nell'Udc, dove non ha trovato soverchia fortuna:
il partito non trova l'8 per cento e lui resta fuori dal Parlamento dopo 45
anni, con l'unica speranza che gli succeda il nipote Giuseppe alla Camera.
Comunque al Senato Berlusconi potrebbe strappare anche un seggio in più dei 17
previsti. Ne rimarrebbero 12, di cui 10 al Pd e
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Effetto-rifiuti Iervolino e Velardi
difendono il presidente Campania, crolla il Pd "Bassolino a
casa" NAPOLI - Alle nove di sera arrivano con le bandiere e i mortaretti
in piazza Municipio. I ragazzi con i motorini tengono il dito inchiodato sul
clacson. Fanno i cori, cantano, saltano, si abbracciano. Da quanti anni
il popolo di destra sognava di festeggiare una vittoria a Napoli? A ogni
tornata elettorale sul palco ci andavano sempre i soliti Bassolino
o Iervolino. Loro, gli elettori di An e quelli di Forza Italia se ne rimanevano
chiusi nei comitati elettorali. Poche telecamere, poche interviste, sempre lo
stesso amaro sapore della sconfitta. Adesso invece è il loro momento e se lo
godono. "Oggi abbiamo dato l'avviso di sfratto a Bassolino",
annuncia Mario Landolfi, presidente della commissione di vigilanza Rai e
coordinatore di An in Campania, finché non è nato il Pdl. Le cifre raccontano
di una vittoria che nemmeno il più ottimista dei berlusconiani poteva
immaginare. Circa sedici punti di distacco al Senato aprono immediatamente la
resa dei conti sul governo regionale. "Bassolino
se ne deve andare a casa", è la parola d'ordine che rimbalza per tutta la durata
della manifestazione. Fosse per loro - per Landolfi e per gli altri deputati
del Pdl presenti, come Nicola Cosentino o Paolo Russo, e per i due o trecento
che festeggiano con loro - dovrebbe dimettersi stamattina, magari avrebbe
dovuto farlo già ieri sera. Chissà come reagiranno quando leggeranno l'analisi
del voto che fa Claudio Velardi, assessore regionale al Turismo arrivato a dar
manforte al governatore nel momento più difficile, quello dell'intreccio tra
emergenza spazzatura e rinvio a giudizio. "Il risultato del Pd in Campania
va al di là di ogni più rosea previsione - dice -. Dopo una campagna elettorale
impostata dal centrodestra contro Bassolino e con
continue strumentalizzazioni sull'emergenza rifiuti, il partito di Bassolino ottiene, rispetto alle scorse Politiche, un
consistente incremento di consenso ". Quindi "ora qui bisogna
lavorare, non votare. Lavorare per realizzare innovazioni profonde nel metodo e
nei contenuti dell'azione di governo, preparando al contempo un giusto ricambio
della classe dirigente ". Dunque niente dimissioni, a giudicare dal
discorso di uno che della comunicazione ha fatto la sua principale attività, e
quindi non parla mai tanto per dire la prima cosa che gli viene in mente. Bassolino ha annunciato nemmeno una settimana fa che intende
lasciare l'incarico tra circa un anno e probabilmente non cambierà idea adesso.
Nel frattempo raccoglie la solidarietà del sindaco di Napoli, Rosa Russo
Iervolino. "Ne hanno fatto il capro espiatorio, ma in una regione
commissariata da tredici anni non può esserci la colpa di una sola persona
anche se è stato commissario per quattro anni. Quindi penso che la sua
decisione di annunciare le dimissioni sia stato un atto di grande generosità
". In bilico Antonio Bassolino, governatore della
Regione Campania F. B.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Di FLAVIO POMPETTI
NEW YORK - Nessuno può sospettare il commentatore politico americano Edward
Luttwak di simpatie di sinistra. Consulente del Pentagono e tenace difensore
della politica estera statunitense, Luttwak è anche un liberista convinto in campo
economico. Profondo conoscitore della realtà italiana, Luttwak ha sempre
coniugato una profonda fede conservatrice con l'adesione ferrea alle regole di
funzionamento di una società moderna. Di qui un giudizio a dir poco
problematico sull'esito del voto italiano di lunedì, un evento che a suo dire
non contribuisce a far progredire il nostro Paese verso i modelli di
riferimento della grandi società occidentali. Signor Luttwak, è sorpreso anche
lei? "Può essere sorpreso solo chi non aveva letto attentamente il livello
di scontento che si era accumulato in Italia contro la sinistra. Intere aree del paese come la Campania di Iervolino e Bassolino erano in rivolta perché gli amministratori della sinistra aveno
lasciato sopravvivere interessi clientelari sotto la loro gestione. A livello
nazionale il problema era aggravato dal sostanziale stallo del governo Prodi,
bloccato dai numeri e dalla mancanza di intese". Siamo di fronte a
un grande cambiamento "L'unica persona che parlava di cambiamento nella
campagna elettorale era Veltroni, ed è stato sonoramente battuto da un altro,
Berlusconi, che è invece una certezza di continuità. La realtà è che gli
elettori italiani che chiedono di cambiare hanno dimostrato di non essere
disposti a pagare di tasca propria, come hanno fatto di fronte al decreto
Bersani che era un primo tentativo di liberalizzare il sistema economico".
Quale è allora la chiave di lettura del voto? "Alla vigilia si diceva:
"L'Italia è a un bivio". Bene, arrivata al bivio, l'Italia ha votato
contro la svolta, perché questa destra di Berlusconi è una destra sconosciuta
al resto del mondo, dove dominano tendenze autenticamente liberiste. In bocca a
Veltroni, le promesse di privatizzazione e di apertura del mercato italiano
potevano anche suonare poco credibili; ma con la vittoria di Berlusconi abbiamo
la certezza che queste non avverranno". In che direzione si muoverà il
prossimo governo? "Possiamo solo dar credito ai piani che hanno
annunciato. Berlusconi ha promesso che limiterà il potere di inquisizione della
magistratura, e Tremonti ha dato ad intendere che cercherà di mettere al riparo
le inefficienze del sistema produttivo con delle misure protezioniste contro
l'importazione. Ho l'impressione che su questa strada ci saranno problemi di
compatibilità a Bruxelles". Come è visto dall'estero il rafforzamento
della Lega Nord? "Io non vedo nessun problema in una presenza forte della
Lega nell'esecutivo. I leghisti hanno una reputazione da "ragazzacci"
nella scena italiana, ma in realtà sono altrettanto radicali nella forma,
quanto sono conservatori nella sostanza. Semmai, sono interpreti di una delle
riforme strutturali più urgenti per il Paese, che è quella del federalismo
fiscale. Non si può più pensare che un operaio che lavora in Brianza possa
vivere con la stessa paga di un collega impiegato nel Sud, e questa differenza
sostanziale delle condizioni di vita alle due estremità del Paese deve essere
tradotta in un assetto legislativo. I leghisti sono dalla parte della gente
comune, i lavoratori e i bottegai, e riflettono con realismo le necessità dei
loro elettori". L'Amministrazione americana è compiaciuta del voto?
"Si, ma lo sarebbe stata anche in caso di vittoria del Pd. Entrambi i poli
avevano tra i primi punti di programma il miglioramento dei rapporti con gli
Usa, quindi l'America era neutrale rispetto alla scelta. Il problema non è più
di compatibilità politica, ma economica, e gli investitori americani che si
sono tenuti lontani dal mercato italiano negli ultimi anni, hanno oggi una
ragione in più di farlo, perché questa maggioranza non vorrà sporcarsi le mani
con le riforme strutturali, e con l'abbattimento degli interessi corporativi
che sarebbe necessario per la crescita dell'economia italiana. Sarei felice di
ricredermi, ma questo terzo governo Berlusconi nasce con le ali spuntate
nell'obiettivo di volare un po' più in alto".
( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Campania La vittoria
del Pdl tiene in piedi Bassolino e neutralizza
l'Arcobaleno Don Antonio regge, la Sinistra è lui Francesca Pilla Napoli Il
filosofo Biagio De Giovanni prima del voto aveva detto che, se avesse vinto
Berlusconi, Bassolino si sarebbe rafforzato. Ed eccoci
qui. Berlusconi arriverà a Napoli per il primo cdm. Una scelta coreografica con
il solito coniglio che spunta dal cappello di mago Silvio. Il nuovo premier
però insiste: "Sarò in città almeno tre volte alla settimana". Ma per
fare che? Il cavaliere aveva detto che in due mesi avrebbe risolto la crisi dei
rifiuti. Poi si era corretto, in due mesi sarebbe riuscito solo ad avviare la
risoluzione della crisi. Finirà sommerso come tutti quelli che l'hanno
preceduto? Se sì, sarà un'altra vittoria di Antonio Bassolino
che ieri raggiante commentava con i giornalisti, a via Santa Lucia, il dato di
questo week end di paura. Felice e sereno per la prima volta da mesi, è
riuscito a dimostrare che le elezioni sono state un successo del Pd campano,
che non c'è stato il tracollo temuto, che il partito ha tenuto. In realtà
glielo si leggeva in volto quello che avrebbe voluto dire: "Ce l'ho
fatta". Da ieri non solo non è più lui il problema per il Pd, non sono i
rifiuti di Napoli, ma i suoi avversari stanno molto peggio. La stampa è
abbastanza in linea con il governatore: non una sola domanda che lo possa
mettere in difficoltà. Così Bassolino è libero di dire
che il "Pd è andato meglio di Margherita e Ds nel 2006, assai meglio del
2001". Dalla lettura del presidente, infatti, al Senato il Pd ha preso 2,2
punti in più rispetto a due anni fa, addirittura 5 nella sola Napoli, mentre la
Pdl avrebbe mantenuto più o meno la stessa tendenza del 2001. Il governatore si
spinge oltre e propone lo stesso ragionamento per la camera. Ma carta canta: ci
si può nascondere dietro la foglia di fico del trend nazionale, ma la sconfitta
della Campania resta epocale. In regione la destra non festeggiava una vittoria
da 15 anni. Qui il distacco tra Veltroni e Berlusconi va da
( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 16 Apr
2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Debacle per la sinistra nell'ex feudo del
centrosinistra La rossa Campania si veste d'azzurro di Gior. Dana. I dati ufficiali
in Campania obbligano ad una riflessione: la gente ha scelto di protestare con
la forma più democratica possibile, il voto. Il Pd esce con le ossa rotte dalla
regione che per oltre 15 anni ha segnato le tornate elettorali diventando
spesso ago della bilancia nazionale, ultimo esempio le politiche del 2006
quando il feudo di Antonio Bassolino salvò Romano
Prodi dalla sconfitta. I numeri parlano chiaro: al Senato il Popolo della
Libertà infligge al Partito Democratico di Veltroni con annessa Italia dei
Valori, un sonoro 51% a 34%, decimali in più, decimali in meno. In Campania 1
Berlusconi e la sua coalizione staccano il Pd di ben 16 punti che sfiora il
( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XV - Napoli
CANTANAPOLI è IL MUNNEZZA SOUND ALFREDO D'AGNESE Q ualche anno fa l'idea era
balenata agli organizzatori del Neapolis Festival, ma l'iniziativa era stata
accantonata. Dice Maurizio Capone, fondatore e leader dei Bungt&Bungt, padri
nobili della nuova tendenza: "L'immondizia ha ricreato quell'unità che
mancava dalla nascita dei centri sociali. Il rispetto per l'ambiente è un tema
universale, è un pensiero che porta all'amore. Non capisco come mai non vi sia
una sensibilizzazione più profonda. Il discorso diventa: o andiamo tutti via o
ci rimbocchiamo le maniche". Gli iscritti dell'associazione Placido
Rizzotto sono gente normale: insegnanti, pensionati, studenti. Parlano un
linguaggio che non è né di destra né di sinistra. La salute pubblica è di
tutti, non ha bandiera né connotati ideologici. In un Comune in cui
l'amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche e devastato
dal problema rifiuti, la loro provocazione è come un pugno nello stomaco. Sul
palco accanto a Bisca-Zulù, ai Pennelli di Vermeer, ai Rione Junno con il
"Taranta Beat Project", saliranno i Bidon Villarik, figli di
"Stomp" e della filosofia di Capone. Si definiscono "munnezza
sound" e suonano percussioni ricavate da materiali di risulta. Il genere?
Samba, tarantelle, tammurriate nel segno dell'immondizia. Un marchio, un segno
d'infamia che può cambiare vettore. La denuncia è forte, come quella dei
Paranza Vibes che sui titoli di coda di "Biùtiful Cauntri" intonano
"In Campania", grido di rabbia in salsa reggae
che maledice l'ecomafia e una terra in cui i bambini nascono già ammalati di tumore. Il
munnezza sound è solo un punto d'osservazione da cui guardare questa realtà. La
denuncia oggi può avvenire in mille modi, con la poesia dei 24 Grana, il dub ritrovato
degli Almamegretta, la canzone soft di Meg. Dietro di loro c'è una
generazione di nuovi musicisti e autori. Chiedono la parola, immondizia o non
immondizia. La Rete finora è stata la loro casa d'elezione. Come il Pino
Daniele di trent'anni fa "vogliono di più di quello che vedi". Di
certo ambiscono a qualcosa di meglio "di questi anni amari". Devono
solo trovare il modo di farsi sentire, sepolti come sono da incuria politica e
da tonnellate di spazzatura. Chissà se la musica li aiuterà a salvare questa
città.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Commenti Pagina 314 Termovalorizzatori
inesistenti in Sardegna Risparmiare con i rifiuti non è più solo utopia
Termovalorizzatori inesistenti in Sardegna --> Il dramma campano dei rifiuti
ha evidenziato in maniera tragica un problema che appare una vera e propria
emergenza italiana. Affrontarla in un quadro di solidarietà nazionale è giusto
ma non può esser fatto senza le dovute garanzie. Quanto è avvenuto in Sardegna
desta quindi perplessità. Il governatore potrebbe aver fatto bene a dare la
disponibilità a termovalorizzare rifiuti provenienti dalla Campania se avesse
rispettato due condizioni: una corretta informazione alle istituzioni e alla
popolazione, e, soprattutto l'assunzione della garanzia che i rifiuti, le
cosiddette ecoballe, contenessero rifiuti termovalorizzabili. Il
termovalorizzatore è un impianto tecnologico ottimale se ben fatto e ben
gestito: non può ingoiare tutto e di tutto, pena il suo malfunzionamento e
quindi l'emissione di inquinanti pericolosi per l'ambiente naturale e la salute
umana. Certo non c'è la bacchetta magica per risolvere la questione ma è
altrettanto vero che vi sono linee guida da seguire. Abbiamo individato alcuni
punti chiave. Il primo è quello della corretta educazione ambientale - saggia
ecologia - da impartire ai cittadini, giovani delle scuole di ogni ordine e
grado e adulti. In secondo luogo, bisogna decidere quale fine far fare ai
rifiuti. A Napoli, in Campania e in molte zone d'Italia, si è detto no ai
termovalorizzatori e sì, per molto tempo, alle discariche, ma opporsi ai
termovalorizzatori non ha senso, non possono essere fonte di inquinamento come
esposto dalla disinformazione. Occorre realizzare subito i termovalorizzatori,
chiarendo alle popolazioni che questi, se ben fatti e ben gestiti, possono
funzionare anche al centro delle città, come avviene da anni anche in Italia,
ad esempio a Brescia. Termovalorizzare i rifiuti significa trarre da essi
energia elettrica e termica, risparmiare denaro pubblico e salute dei
cittadini. Non realizzarli, impedirli in nome di un ambientalismo demagogico e
strumentale, significa arricchire le ecomafie e porre a
serio rischio la salute di tutti. Vuol dire spingere l'Italia in una situazione
da terzo mondo. La corretta cultura ambientale vuole che, a fronte della
questione delle grandi opere, si passi dai "no pregiudiziali ai sì
meditati", come chiarito in un convegno nel 1994, che ha dato luogo alla
Charta Deontologica dello Sviluppo Sostenibile. Documento sottoscritto
ufficialmente da molte Regioni, Province e Comuni Italiani. Dovrebbero firmarlo
anche la Sardegna, e in primis Cagliari, per dare una soluzione alla questione
che oggi, purtroppo, è una emergenza. RICCARDO LACONI, ROBERTO LEONI Fondazione
Sorella Natura.
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XIII - Napoli
LE ASPETTATIVE DEI VINCITORI E GLI EFFETTI ELETTORALI UGO LEONE anana e Nimby
sono due acronimi generalmente utilizzati per manifestare opposizione o
contrarietà alla realizzazione di un'opera che si teme possa avere impatto
negativo. Il primo - build absolutely nothing anywhere near anything, cioè,
sinteticamente, "non fare niente da nessuna parte" - è poco noto; il
secondo - not in my back yard - è il famoso "non nel mio giardino"
entrato ormai nel lessico quotidiano. Ora che le bocce elettorali si vanno
fermando vorrei provare ad applicare questi due acronimi ai risultati
elettorali e al loro risvolto in Campania. Cominciando da Banana che mi sembra
rappresenti bene l'astensionismo, le schede bianche, le schede nulle, le schede
stracciate e deglutite. è la posizione, che si potrebbe anche definire
qualunquistica, del "tanto sono tutti uguali", "è tutto un
magna-magna" e via assimilando. Non è anche un voto che manifesta
l'opposizione alle attuali amministrazioni comunale, provinciale, regionale.
Questa, invece, si è manifestata con il voto, con la significativa confluenza
di voti sullo schieramento di centrodestra. Ma è una confluenza, in taluni casi
anche uno spostamento da sinistra a destra, per così dire attutito da
comportamenti "compensatori" che hanno finito col penalizzare
soprattutto l'Udc (leggi De Mita) e la Sinistra Arcobaleno. I vincitori hanno
gioito e manifestato invitando alle dimissioni e al rientro anticipato a casa
di Antonio Bassolino e Rosa Iervolino
considerati i due responsabili dell'equazione rifiuti uguale malgoverno. Qui la
riflessione si fa più delicata e complessa, anche prescindendo dai giudizi, che
pure vanno dati, sulla validità di quella equazione. Si fa più delicata e
complessa la riflessione perché quel voto può avere effetti e significati
contrari alle aspettative dei vincitori. L'effetto può essere il
prolungamento delle attuali gestioni comunale e regionale sino alla loro
naturale scadenza perché nelle giunte che le sostengono nessuno, credo, avrà
interesse ad abbreviarne la vita. E anche Bassolino,
se glielo chiedessero per piacere e nel caso dovesse/volesse rinunciare alle
europee del 2009, potrebbe decidere di non tener fede alla promessa di
dimissioni entro quell'anno. Il significato potrebbe essere quello di un
avvertimento, di una punizione per lo scontento accumulato in più o meno motivati
motivi di delusione. Questo avvertimento potrebbe consistere anche solo nella
"momentanea" confluenza di voti sul centrodestra considerandoli come
voti in "libera uscita" pronti a rientrare se le motivazioni
dovessero risultare convincenti. Insomma qui potrebbe scattare l'effetto Nimby:
li mandiamo a governare a Roma, ma non nel nostro giardino.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Ganapini: niente
miracoli. E critica i precedenti commissari: non hanno capito nulla. Russo
(Pdl): sembra il Gabibbo CHIARA GRAZIANI "Entriamo in un'era nuova".
Antonio Bassolino, se non dà esplicito altolà al
futuro sottosegretario ai rifiuti, all'uomo (o alla donna) di Palazzo reale che
si appresta a diventare sede della diarchia dei rifiuti campani ai tempi del
Berlusconi 3, di certo manda un chiarissimo telegramma: la Regione è pronta
alla stagione della normalità, a partire dalla fine del mandato del commissario
Gianni De Gennaro; e rivendica "la responsabilità di tracciare il
percorso" per rimettere a cavallo la Campania. Percorso che, dice il
governatore, sta nella legge regionale in vigore dal 28 aprile e nel piano
dell'assessore Walter Ganapini: un nome, quello di Ganapini, che parla da sè,
sostiene Bassolino. L'esperto, l'ambientalista di
fama, il super partes che sa dove mettere le mani negli impianti - ed è andato
a ficcarcele - per Bassolino, è garanzia che non c'è
bisogno di altri strateghi o di re taumaturghi. "Collaborazione - dice -
sempre e al massimo, cabine di regia e coordinamento con il governo anche.
Siamo pronti, prontissimi". Ma ognuno al posto suo. "Nostra - dice -
è la responsabilità e per questo non ho lasciato". Gli
farà eco il sindaco di Napoli: Rosa Iervolino dice che l'aiuto di Berlusconi
sarà gradito e ben accetto "ma ci auguriamo - dirà - che i piani siano
studiati in collaborazione, non in concorrenza". Il piano, discusso
l'altro ieri in giunta dove tornerà il 28, viene illustrato alla stampa da
Ganapini. Pannello di carta e pennarello, spiega "con i
numeri" lo scenario. E premette: "Sfido chiunque, in qualunque sede,
a dimostrarmi che questi non sono i numeri giusti. Se qualcuno si illude di
trattare i rifiuti con i miracoli o con la bacchetta magica farà bene a
scordarselo. E a ricordare, invece, che dobbiamo seguire il faro dell'Unione
Europea". Riferimento, non casuale, alla sanzione appena inflitta
all'Italia proprio perchè negligente nell'abbandonare il modello discarica.
Come dire: se il governo vede nel futuro grandi discariche sappia che già siamo
condannati per questo. La via di Ganapini passa, invece, per "lo scheletro
d'oro" dei sette impianti di Cdr da riportare al loro mestiere di
"selezionatori di rifiuti". Mai più, dice, "le orride
ecoballe" che, aggiungerà poi, erano evidentemente un investimento
"per chi guadagnava a produrle in quantità". Sette Cdr ("mandati
in tilt per imperizia"), trenta impianti di compostaggio, due
termovalorizzatori, le cementerie private, un probabile gassificatore, l'uso
delle sostanze organiche recuperate per "disintossicare" la terra
dalla diossina, differenziata, riciclaggio, impianto di Acerra depotenziato (ed
il comune di Acerra sarà anche pubblicamente elogiato per il suo
piano-differenziata). Il grande pozzo regionale dei rifiuti, sei milione di
tonnellate, è un miracolo scorretto, sostiene Ganapini. Peggio, è un'infrazione.
Scatenato, l'assessore se la prende con le precedenti gestioni commissariali.
Fatto salvo De Gennaro, dice che altri, da Catenacci in qua, "non avevano
capito nulla", pur avendo relazioni tecniche sui Cdr che occorreva saper
leggere. Ganapini ha in queste ore un alter ego, l'ex presidente della
commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Paolo Russo, Forza Italia. La
sua è senz'altro una risposta significativa della linea del futuro governo
nonchè della cabina di regia romana dell'emergenza: "Ganapini, con il
rispetto e la stima per l'ex presidente di Greenpeace, mi pare il Gabibbo che
va a lamentarsi sugli impianti che la Regione non ha saputo fare e contraddice
a riguardo le tesi della Procura. Il suo è un approccio ideologico,
fondamentalista. Non si può ragionare di rifiuti zero in uno scenario di
emergenza: ci occorrono sei milioni di tonnellate di discarica per avere il
respiro di tre anni, necessari a fare gli impianti. Dimezzare Acerra? È follia.
E poi cosa ha presentato la Regione? Un libro dei sogni? Se Bassolino
ha forza ed autorevolezza vada a farselo approvare in consiglio
regionale". E la sfida è rilanciata. Le acque in consiglio non sono le
migliori.
( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Napoli
LA STRATEGIA DI BERLUSCONI E L'ILLUSIONE DEL MEZZOGIORNO UMBERTO DE GREGORIO N onostante
il successo elettorale della Lega o forse proprio in risposta - premeditata - a
tale successo. Parte da Napoli non perché nella sua azione di governo la
questione meridionale diventa centrale ma, al contrario, proprio perché non lo
è (centrale) e non lo potrà mai essere. Sia chiaro una volta e per sempre a
tutti quelli che si rifiutavano con sdegno sino al 13 aprile di accettare il
concetto storico di "nuova questione settentrionale", che con il
terzo governo Berlusconi la questione settentrionale sostituisce
definitivamente, nell'ingegneria del rilancio del paese, la vecchia questione
meridionale. Perché il nord ha problemi strutturali gravi da risolvere e non è
più un'isola felice come dieci anni fa; perché viene visto, a torto o a
ragione, come la locomotiva del paese, se si ferma la quale si ferma tutto il
treno. Proprio per questi motivi la questione "Napoli" diventa
centrale nella strategia di Berlusconi: in quanto comodamente
"sostitutiva" di quella meridionale. La questione Napoli diventa centrale
politicamente, mediaticamente, elettoralmente. Politicamente, perché il nemico
da distruggere si concentra a Santa Lucia ed a palazzo San Giacomo: Bassolino e Iervolino vengono individuati ad arte come facili obbiettivi
da abbattere, come il simbolo dell'inefficienza amministrativa e gestionale
della cultura di governo di sinistra. Mediaticamente, perché le foto delle
colline dei rifiuti hanno fatto il giro del mondo e la risoluzione del problema
consentirebbe a Berlusconi di rifare lo stesso giro del mondo, in
positivo. Elettoralmente, perché il sud per il Pdl è un mercato di voti facile
da conquistare (ed a basso costo) e diventa quindi una preziosa riserva di
caccia, in contrapposizione al calo di consensi che il partito registra al nord
(a tutto vantaggio della Lega). La strategia del nuovo governo dunque sembra
essere quella di concentrare le risorse finanziare sul nord (Malpensa in
primis) e di concentrare le attenzioni mediatiche su Napoli (rifiuti in
primis). Si tenta di sostituire l'irrisolvibile storica (eterna) questione
meridionale con la congiunturale questione "Napoli-rifiuti-Bassolino". E la nostra città si apre al vincitore, si
consegna in un piatto d'argento al Salvatore. Un piano ben congegnato e reso
possibile dall'insensibilità politica d'una classe dirigente locale disposta a
condannare Napoli (e quindi il sud) pur di salvare se stessa. Ma non è detto
che sia una condanna definitiva. è una partita ancora aperta, dove la posta in
gioco è sì la risoluzione del problema dei rifiuti, ma con essa anche il futuro
della città, la sua capacità di riconquistare la dignità di capitale d'un
Mezzogiorno sempre più lontano culturalmente da Roma e distante anni luce
economicamente da Milano. La Lega di Bossi è una risposta politica
territoriale, pragmatica, forse populista ma comunque efficace, segno d'una
capacità di fare squadra per rappresentare le esigenze specifiche d'un
territorio. I cittadini del sud, orfani oramai di Mastella, De Mita e Pecoraro
Scanio e tra poco di Bassolino, in questo nuovo
contesto parlamentare, senza più rappresentanza della sinistra radicale, forse
riusciranno a trovare le energie e le capacità di fare anche loro squadra, per
rivendicare a livello nazionale le esigenze d'un territorio che diversamente
rischia di essere abbandonato a se stesso. Napoli oggi torna utile a
Berlusconi, cerchiamo di far sì che anche Berlusconi torni utile a Napoli. Se
riparte il nord - si spera - si rimette in moto tutto il paese; se riparte
Napoli forse riparte il Mezzogiorno. Sarà anche funzionale ad interessi
politici di parte, ma la centralità del problema Napoli (per ora limitata al
problema "rifiuti") nel programma del nuovo governo è comunque una
chance che ci viene offerta.
( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XI - Bari
L'emergenza Puglia, un primato choc si scava anche nei parchi Dal 2007 c'è la
legge regionale ma non prevede tariffe di concessione GIULIANO FOSCHINI Bucano
e non pagano. Scavano senza mettere mani al portafoglio. La Puglia è
l'Emmenthal d'Italia, la regione con il maggior numero di cave attive. Ragioni
morfologiche, certamente. Ma soprattutto di business: da noi - così come
soltanto in Sicilia, Sardegna e Basilicata - cavare è completamente gratuito,
non bisogna versare alcuna tariffa di concessione alla Regione. A fotografare
la "Puglia del buco" è Legambiente che ha presentato il rapporto
sull'attività estrattiva in Italia, "uno degli affari più dannosi e
silenziosi della nostra nazione" dicono dall'associazione ambientalista.
In Puglia le cave attive sono 617, contro le
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli Pomicino
scopre le associazioni L'ex ministro lancia il Forum: "Non c'è più classe
dirigente" ROBERTO FUCCILLO NON c'è più classe dirigente, non c'è neanche
formazione per gli amministratori, "i partiti non possono sopravvivere con
gazebo e primarie già decise". Parola di chi di amministrazione e partiti
si intende, e che per vent'anni è rimasto ai margini. Parola in particolare di
Paolo Cirino Pomicino, che riprova ad aggregare una serie di voci cittadine,
ora confinate in associazioni e centri studio. L'aggregato ha anche un nome,
Copac (Conferenza permanente dell'associazionismo campano), si è strutturato in
un Forum, terrà una serie di incontri tematici, il primo il 10 maggio sui
rifiuti. è un gruppo di associazioni che, dopo le politiche, sente la preda,
ovvero quell'Antonio Bassolino che ha emarginato buona
parte dei presenti. Non solo Pomicino, che qui porta la sua "Campania
Futuro", ma anche Arturo Del Vecchio, ex vicesindaco ai tempi dei quattro
vicerè, oggi sponsor della sua "Napolinsieme". E poi Salvatore Lauro,
che in questi anni ha provato la corsa a sindaco, a cavallo della sua
"Romaneapolis". Giuseppe Gargani, europarlamentare, vanamente proteso
a offrire la propria candidatura a presidente della Regione al Pdl e a
ricordare qui alla platea le credenziali della sua "Leonardo Da
Vinci", fondata da personalità come Morlino e Gava. Ecco poi Ermanno
Corsi, ex presidente dell'Ordine dei giornalisti, in carico alla associazione
"Nicola Amore". Franco Carrà con "Mezzogiorno europeo".
Vittoria Mariani, ex An, ora con Storace, con "Opus teatra". Mike
Bove per "La mia Italia". In platea però anche alcuni animatori delle
Assise di Palazzo Marigliano, come Giacomo Buonomo e il professor Giovan
Battista de' Medici che, insieme al collega Franco Ortolani, sarà fra i
relatori dell'incontro sui rifiuti. La piattaforma comune è
pensare al dopo Bassolino. Perché Gargani teme che questa amministrazione farà
"incancrenire" la situazione. Mariani giudica
"delinquenziali" sia la Regione che il Comune, e invita la Iervolino
ad andare a cantare. Corsi le fa il controcanto dicendo che il sindaco non può
perché il San Carlo è chiuso. Lauro ci mette la sua esperienza di
viaggiatore per dire che "qui c'è l'oro, solo noi non lo capiamo".
Bove propugna un osservatorio su tutti i fondi che arriveranno. Niente
candidati però, chiarisce Pomicino, "a meno che qualcuno non voglia
provarci dentro il suo partito". Semmai l'ex ministro pensa a inaugurare
in autunno una scuola di formazione, e ha altre idee: il secondo incontro sarà
su urbanistica e sviluppo, e lui stesso ricorda che "tempo fa lanciammo un
masterplan insieme al sindaco di Salerno De Luca".
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina X - Napoli LA
STELE DI ROSETTA AUGUSTO MUOJO osetta è il nome della località in cui la stele
fu rinvenuta, a opera dei soldati napoleonici impegnati nella campagna
d'Egitto. Per un curioso gioco del destino si tenta di decifrare ora, dopo
circa due secoli, un'altra stele, si fa per dire, che reca lo stesso nome, quello del sindaco Iervolino, impegnata a rinnovare la sua
squinternata compagine di giunta che, per facilitarle il compito, le ha rimesso
in blocco il proprio mandato in vista del rimpasto, che dovrebbe avvenire a
breve. "è stato un gesto di grande rilevanza umana, prima ancora che
politica", ha commentato la Iervolino, le cui scelte sono però
ancora misteriose. Non si sa se abbia o meno stilato, semmai in lingue
partitiche diverse, tre elenchi di nomi. Né quando la decifrazione, ossia
l'annuncio del rinnovamento, verrà ufficializzata. Si parla di pochi giorni, si
dice che il sindaco attenda di conoscere prima l'esito dei ballottaggi, altri danno
l'annuncio, che riguarderebbe cinque o sei personaggi, come imminente. Ci
sembra però di poter dire, sin d'ora, che l'avvicendamento o il cambio o la
rivoluzione di cui si vocifera avrà una portata innovativa di gran lunga minore
della decifrazione dei geroglifici. L'unico "geroglifico", infatti,
all'altezza dei bisogni della città e delle aspettative della gente sarebbe
quello dall'inequivocabile significato di dimissioni. Non se ne farà nulla,
naturalmente, perché l'ostinazione del sindaco a rimanere attaccata alla sua
scomoda poltrona sta assumendo toni pari, per lo sconcerto che provoca, solo a
quelli assunti da Bassolino per annunciare che si
dimetterà "a dieci mesi data", come una cambiale firmata alla massa
dei creditori, che sono i sei milioni di cittadini campani, i quali reclamano
da mesi il pagamento dei debiti accumulati dal loro governatore. Quanto ai
debiti del sindaco, sono sotto gli occhi di tutti. E anche se i più importanti
di essi, rifiuti e sicurezza, hanno anche altri più diretti intestatari
(Regione e Stato), la responsabilità della Iervolino che fa gridare allo
scandalo è quella di non averli mai seriamente denunciati. E quale
"grido" sarebbe stato più lacerante delle dimissioni? Intanto, un
piccolo elenco di inadempienze amministrative che bene si intersecano,
peraltro, con rifiuti e sicurezza: igiene delle strutture pubbliche, pulizia
delle strade, manutenzione stradale, trasporti, viabilità, sorveglianza dei
vigili, lotta all'abusivismo (annonario, commerciale ed edilizio), contenimento
dei flussi migratori clandestini, controllo del rispetto delle norme di
sicurezza nei luoghi di lavoro, lotta al lavoro nero. E poi, i temi più
generali: scuola, servizi sociali, tutela dei minori, misure per giovani, donne
e anziani, politica della casa, centro storico, Bagnoli, zona est, turismo,
cultura. Per fare tutto questo è sufficiente un semplice rimpasto di giunta? O
non occorre, piuttosto, un mutamento di rotta di 180 gradi? E non appare
evidente la necessità anzitutto di un cambio di vertice, che significherebbe
cambio di mentalità e di approccio al magma urbano di Napoli? Ecco, abbiamo
tentato un primo elenco dei mali della città. C'è da credere che nessuna nuova
stele di Rosetta sarebbe in grado di affrontarli.
( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Rado di una delle più
belle città non solo d'Italia e d'Europa, ma del mondo. E' possibile ridurre
una metropoli in queste condizioni? Cosa aspettano il
sindaco Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Bassolino a dimettersi? Mezzo secolo fa Napoli ebbe un primo cittadino
pittoresco e spavaldo che si chiamava Achille Lauro. Cosa avrebbe fatto,
secondo lei, il "Comandante", come tutti lo chiamavano, al posto
degli attuali amministratori? Fu un buon sindaco? Anna Sapori - Firenze
Cara Amica, quello che avrebbe fatto Achille Lauro al posto di Rosa Russo
Iervolino e di Antonio Bassolino, non lo so, ma non mi
è difficile immaginarlo. Avrebbe cercato con le buone o con le cattive di
rimuovere l'Everest di pattume che insozza e infesta la città vesuviana. Era un
uomo risoluto e autoritario, che amava Napoli, almeno quanto le donne. Con
grinta, fantasia, spregiudicatezza aveva messo insieme una flotta formidabile.
Di modi plebei e di linguaggio plautino, c'era in lui la stoffa del capopolo.
Forte di un patrimonio immenso, faceva ciò che voleva, alieno da ogni forma di
compromesso e galateo. Entrò in politica più per calcolo che per passione, ma,
diventato sindaco dopo le amministrative del 1952, con 117 mila preferenze
amministrò il comune con piglio sicuro, non scevro di demagogia. Era
monarchico, forse più perché su quel versante aveva trovato spazio che per
convinzione. Gli piaceva piacere e per anni piacque ai napoletani che trattava
con affettuosa ruvidezza. Riceveva tutti e nessuno lasciava il suo ufficio a
mani vuote. Dava lavoro ai disoccupati e fece costruire case per gli abitanti
dei bassi o per chi dormiva sulle panchine. Conquistò i cittadini con feste e
spettacoli in piazza. Scriverà Cesare Zappulli sull'Espresso del 9 ottobre
1955: "Si sono precettati anche i due miracoli di San Gennaro (aprile e
settembre), la festa popolare del Monacone (San Vincenzo Ferreri) e quella,
popolarissima, della Madonna del Carmine". Tutto faceva brodo per
ingraziarsi i cittadini-elettori, che vedevano in Lauro, e lo celebravano, un cameratesco
e munifico paterfamilias. Se il popolino era con lui, la borghesia snob e
salottiera lo detestava, ricambiatissima. La sede del comune diventò la
variopinta e rumorosa corte di don Achille. Più una corte dei miracoli e dei
miracolati che di un "Re Sole". Nei suoi ambulacri e nelle sue stanze
era un viavai scomposto e chiassoso, un pellegrinaggio continuo di napoletani
con le richieste più sacrosante e strampalate. Se le casse del Comune non
bastavano, e spesso non bastavano, a soddisfare i bisogni di tutti, il
"Comandante" metteva mano al proprio portafogli. Molti senza tetto
trovarono asilo nelle case dell'INA o nel Villaggio Lauro, che l'armatore aveva
fatto costruire infischiandosi di vincoli e licenze. Non rendeva conto a
nessuno e per "cavare denaro ai ricchi e alleviare i guai dei poveri"
escogitò i più bizzarri espedienti. I consiglieri di opposizione non gli davano
tregua, ma i loro attacchi lo lasciavano indifferente. I napoletani, con le
scontate eccezioni, erano con lui. Quando il socialista Sansone e il
democristiano Riccio lo accusarono, insieme con la sua amministrazione, di
"finanza allegra", un suo fedelissimo replicò con foga:
"Parlateci dell'Ingic (scandalo democristiano). Il popolo vuole essere
parlato (sic) dell'Ingic". Il comandante, che aveva con la lingua italiana
scarsa dimestichezza, si alzò dallo scanno di sindaco e lo baciò. Anche dalla
sua bocca uscivano strafalcioni. Quando, durante un comizio, il microfono
s'inceppò, don Achille urlò: "Chiamate il radiologo". Un'altra volta,
a chi gli chiedeva cosa avrebbe fatto in Parlamento per Napoli e i napoletani,
rispose: "Non lascerò le vostre attese sulla sogliola di
Montecitorio". Tutto andò bene finché la DC, sempre più salda in sella,
non decise di sbarazzarsi di lui. Nell'agosto del 1957, il ministro
dell'Interno Tambroni, ispirato, o istigato, da Fanfani mandò tre ispettori a
Napoli per sciogliere d'imperio l'amministrazione comunale. Un notabile
scudocrociato, Silvio Gava, convocò don Achille e gli fece capire che, se avesse
deposto senza polemiche e clamori la corona di sindaco, nessun giudice avrebbe
ficcato il naso nei bilanci e nelle ordinanze comunali. Il
"Comandante" fiutò il trabocchetto e il ricatto e decise di
resistere. Ma il 5 gennaio 1958, dovette dimettersi. Di lì a poco tornerà alla
sua flotta, ma non lascerà la politica. Le dirà addio più tardi. E per sempre.
atupertu@ilmessaggero.it.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pd, sindaci e
governatore nel team per il Sud PAOLO MAINIERO Il Pd del Nord e del Sud? Più
che una questione di etichette è una questione di contenuti e di progetti. In Campania
il partito ha tenuto, ma non ha sfondato e il distacco di venti punti dal Pdl
resta un dato impietoso. C'è un Pd lontano dalla gente? C'è un Pd troppo
concentrato sugli apparati? A Milano, ieri, Walter Veltroni ha riunito i
segretari regionali del partito ed è stato deciso di dar vita a un
coordinamento del Sud (e uno del Nord) che sarà composto oltre che dagli stessi
segretari anche dai sindaci delle principali città e dai presidenti di Regione
(dunque ci saranno, con Tino Iannuzzi, la Iervolino, Bassolino, De Franciscis, Vincenzo De Luca, Giuseppe Galasso). L'obiettivo
è di strutturare e non spezzettare il partito tra Nord e Sud e di stimolare
iniziative sui temi programmatici. Insomma, l'intenzione è di accentuare la
chiave federalista del Pd restituendo alle regioni maggiore autonomia,
sui progetti, sulle alleanze, sulla scelta dei candidati (troppi i
paracadutati, poche le espressioni dei territori: alle ultime politiche in
lista non c'era un sindaco). Prossimo passaggio sarà la costituzione dei
circoli e dei coordinamenti cittadini attraverso le primarie. "Il partito
regionale - dice Iannuzzi - deve essere capace di esprimere e rappresentare le
esigenze, i problemi, le speranze dei propri territori costruendo dal basso,
attraverso un grande coinvolgimento, la propria classe dirigente nel segno di
un confronto virtuoso tra proposte e idee. Il Pd, come partito di respiro
nazionale, deve rilanciare lo sviluppo del Sud come grande questione del Paese.
Non è in discussione la centralità di temi come quelli delle infrastrutture,
della sicurezza nelle città, delle persone e delle imprese, della
modernizzazione, dell'efficienza dei sevizi pubblici, del nuovo modello di
welfare, di un rapporto nuovo con il mondo del lavoro autonomo e delle
professioni. Il rinnovamento profondo della politica e della vita pubblica sono
temi che appartengono a tutto il Paese". La discussione Pd del Nord e Pd
del Sud non appassiona Enzo Amendola. "Il partito - osserva - ha già per
statuto una struttura federale". E su questa base l'ex segretario dei Ds
sollecita Iannuzzi ad assumere un'iniziativa politica. "Il Pd campano -
dice Amendola - deve recuperare la propria autonomia cominciando a lavorare
alle prossime alleanze. Va ricostruito il tessuto progressista e riformista e
bisogna farlo partendo dai programmi e non dall'inutile discussione su chi sarà
il candidato. Il candidato di chi? Solo del Pd? Della coalizione? E di quale
coalizione? No, così non si va lontano. Le primarie cominciamo a farle sui
programmi per costruire un'alleanza dei sì". Riccardo Villari sollecita a
mettere da parte "la logica duale che fa comodo solo alla Lega".
"Il problema - osserva il neo-senatore - non è il mezzo, l'apparato, ma il
fine, cioè il progetto. In un contesto nazionale unitario il Sud ha i problemi
del Nord. Vogliamo davvero credere che il Nord sia il solo grande malato di
questo Paese? Anche noi abbiamo problemi di sicurezza, di fisco, di
infrastrutture, di capacità di spesa e la discussione partito liquido o solido
ha senso solo se funzionale al progetto. Programmi e buon governo sono i
presupposti per diventare competitivi". Salvatore Piccolo respinge le
spinte speratiste. "Una cosa - dice il neo-deputato - è la vocazione
federalista, altra cosa è pensare di aver fatto il Pd del Nord e del Sud e il
problema è risolto". Anche Piccolo rivendica l'autonomia regionale e sulla
Campania sollecita Iannuzzi a prendere un'inziativa. "Occorre - sostiene -
certamente ripensare alle alleanze per dar vita a una coalizione meno rissosa e
meno frammentata. Ma bisogna immaginare una evoluzione seria e non un
laboratorio con gli stessi alchimisti di sempre. Questo non è il tempo delle
rivalse ma bisogna prendere atto che una stagione si è chiusa e non si può
riaprirla sotto mentite spoglie".
( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 23 Apr
2008 Edizione 79 del 23-04-2008 Dopo il voto la sinistra campana in difficoltà:
spunta anche una riedizione del "Cencelli" Iervolino
pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione di Gior. Dana. Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: il primo presidente della regione, la
seconda sindaco di Napoli. Entrambi in quota Partito Democratico, entrambi alla
guida degli enti locali da anni, entrambi costretti ora ad arginare le falle di
una barca che rischia di affondare. La tempesta del 13 e 14 aprile ha
creato non pochi danni a quella che un tempo era l'ammiraglia del
centrosinistra, oggi imbarcazione alla deriva da cui molti scappano. Il
"si salvi chi può" non è più solo un modo di dire, ma un reale modus
vivendi dei vecchi volti del potere locale che dopo la debacle delle urne,
cercano nuove alleanze ma soprattutto nuovi scenari politici. E' il momento più
difficile in assoluto per il centrosinistra campano, quotidianamente sotto gli
attacchi dell'opposizione, ma soprattutto in balia delle bordate di fuoco amico
che arrivano su ogni fronte. Andiamo per ordine. Questa volta costretta ad un
cambio di rotta è il sindaco di Napoli. Rosa Russo Iervolino, contrariamente ai
principi che l'hanno accompagnata fino a prima dello scossone elettorale, deve
metter mano alla squadra di governo per cambiare molte caselle, alcune chiave,
nella gestione di Palazzo San Giacomo sede dell'amministrazione cittadina.
Attende l'esito dei ballottaggi per le amministrative e questo significa che
già da lunedì il rimpasto potrebbe essere annunciato. Per dimostrarle fiducia,
buona parte dei suoi assessori hanno riposto nelle sue mani il mandato
affidatogli nella primavera del 2006: un gesto per lasciarle carta bianca nella
definizione della nuova giunta; lei, la lady di ferro, ha apprezzato pur
sapendo che il momento è delicato. Il rimpasto può essere un punto di partenza,
ma anche l'inizio della fine. L'ex ministro dell'Interno ha più volte ribadito
la sua ferma volontà "di andare avanti fino a fine mandato, salvo una
sfiducia", e questa non è poi un'ipotesi tanto lontana. Il terremoto
elettorale che ha consacrato al vittoria di Silvio Berlusconi, ha anche
celebrato i funerali parlamentari della Sinistra l'Arcobaleno, esaltato
l'azione di Italia dei Valori: tutti elementi che influiscono sulle scelte
della Iervolino che ha avviato una serie di incontri con i leader di partito, a
cominciare dal suo, il Pd. Il segretario provinciale Emma Giammatei ha ribadito
che nulla è cambiato nel rapporto con la prima cittadina ma in realtà sono i
numeri ad essere cambiati. In Consiglio Comunale adesso la maggioranza su cui
può contare il Sindaco è di 31 consiglieri su 60 con il Presidente dell'assise
che per prassi non vota. Già in passato si sono registrate numerose difficoltà
ed è stato il centrodestra a sostenere l'attività istituzionale non facendo
mancare il numero legale. In aula approderà presto il Bilancio, momento
importante ma che potrebbe nascondere non poche difficoltà. Qualche parente
serpente sarebbe pronto con un colpo di coda a far scivolare Rosa Russo
Iervolino rea di non aver accolto le richieste di dare spazio in giunta a
consiglieri comunali in cerca di visibilità. Attestazioni di stima (e di
facciata) a parte, il Sindaco ha subito il pressing di alcuni capi corrente, ma
è stata al gioco da navigata ex democristiana. La squadra la cambierà sì, ma
come pensa, senza imposizioni, con le mani libere: primo obiettivo tirar dentro
tecnici, tra questi un magistrato che possa essere garante dell'attività
politica. Resta confermato invece chi ha incardinato progetti importanti come
Nicola Oddati assessore alla Cultura che ha fatto assegnare a Napoli il Forum
delle Culture 2013. Al posto di Donata Rizzo D'Abundo fedelissima di Clemente
Mastella, subentrerà un nome indicato, ironia della sorte, da Antonio Di Pietro
reduce dal successo elettorale con la sua IdV. Non ultimo la speranza di
riuscire a mandare un segnale alla cittadinanza con la diminuzione degli
assessori da
( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
VINCENZO DE LEO
Egregio direttore, per rendersi conto delle ragioni del "cappotto"
subito dalla sinistra, oltre Bassolino,
Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo
"sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni
mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono
Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità,
come ho sempre fatto in questi sette anni, da Sindaco di Roma." Ma quando
mai in questi sette anni si è rivolto a me, Walter, ed ora mi scrive per la
seconda volta in quindici giorni, per raccomandarmi il suo protetto Rutelli,
visto che la prima volta non è riuscito a convincermi a votare per lui stesso.
Continua: "... Sono stati, per me, anni bellissimi ed intensi... Insieme
abbiamo raggiunto tanti traguardi, insieme abbiamo superato momenti
difficili..." Ma lo credo che sono stati anni bellissimi per Walter, ha
trovato questo posticino dopo aver abbandonato il partito, ... ma non
incominciamo, però, a scaricare le responsabilità: "Insieme" non abbiamo
fatto assolutamente niente. Io mi sono sempre dissociato dalle malefatte che ha
compiuto Veltroni al Comune. E che sia chiaro a tutti, mi rivolgo all'ex
sindaco: "Walter, nun me mette in mezzo!" "Era il 1993 quando
Rutelli prese in mano la città che veniva considerata ferma, senza futuro,
destinata ad un inevitabile declino" continua Walter. E qui ha ragione,
perché Francesco è riuscito a mandare avanti il tempo che si era fermato e far
scattare il 2000, diventando "il sindaco del Giubileo" Da non crederci!...
Roma ha avuto per miracolo un aumento indiscusso di turisti, il più alto
afflusso di questi ultimi venticinque anni, tra tutte le altre città italiane.
Mentre, ... come tutte le altre città, invece, Roma deve migliorare qualche
cosuccia, come il traffico, l'emergenza casa, immigrati, sicurezza, decoro,
pulizia..., ma su questo, siamo fiduciosi: Rutelli aspetta il prossimo
giubileo, (sinistra arcobaleno comunisti rifondaroli, permettendo). Sì, perché
a differenza di quanto detto nelle Politiche, Veltroni sta "anche"
appoggiando a Roma quella stessa sinistra che è stata tacciata come causa del
malgoverno prodiano! Ipse dixit Di Pietro che dietrofront PIER LORENZO Caro
direttore, parlando di Di Pietro si possono adottare tanti modi di dire ma
quello che (parafrasando l'ex PM ) c'azzecca di più è quello del predicare bene
e razzolare male. Il grande paravento ha annunciato che, alla Camera ed al
Senato, farà un suo gruppo parlamentare invece di confluire nel gruppo
parlamentare unico del PD. Non è solo il problema che così facendo tirerà un
bidone a Uolter Veltroni, ma creando un suo gruppo parlamentare si beccherà 5
milioni di euro in più, oltre al costo del personale necessario. Ma potevamo
esser governati da sta' gente! Di Pietro, piantala! L. C. GUERRIERI Roseto degli
Abruzzi (Teramo) Leggo di ronde, di incostituzionalità, di ministri che non
hanno capito nulla e via dicendo. Voglio direi la mia: il PdL ha presentato un
programma votato dal popolo, ha vinto le elezioni e deve governare cinque anni.
E' normale che Di Pietro non sia d'accordo a quanto voglia fare il
centrodestra, non a caso appartiene alla coalizione che ha perso. Ora vigili in
Parlamento, legga e voti o meno le proposte di legge del futuro governo.
Proposte populiste di aumento a questi ed a quelli, di certezza della pena e
via discorrendo, ha avuto due anni per farle, sono nel nostro programma ed in
quello di AN da sempre, per cui...proponga cose nuove e fattibili. Non vorrei
che, alla fine, quanto di buono farà il futuro governo, diventasse merito di Di
Pietro! In quanto alla giustizia, la maggioranza ha votato Berlusconi e non
Veltroni: la separazione delle carriere ed i controlli psico-professionali sono
in atto in molti altri settori pubblici e privati e nessuno si è mai
scandalizzato fino ad oggi. Creiamo nuove carceri STEFANO Gentile direttore, mi
permetto di scrivere per esternare una preoccupazione: se finalmente le strade
verranno ripulite dai delinquenti, dove mai troveranno posto? Secondo me
bisognerebbe creare delle carceri "light", a basso costo d'esercizio.
Intendo dire che la struttura fornirà la possibilità di studiare e divertirsi,
ma con televisore solo in sala Tv, non in cella. Che studino invece di
incretinirsi.... E tutto costruito in economia, con vere gare d appalto, senza
furbate. Possibilità di lavorare all'interno della struttura? Come no? Quel
buonismo progressista N. VIRETTI Genova Ormai ogni giorno c'è uno stupro, una
rapina, furti a non finire, nelle periferie delle città alla sera cala il
coprifuoco, la gente si rintana in casa e anche lì non si sente più sicura. In
Europa abbiamo il più alto numero di immigrati extracomunitari clandestini. Ci
si interroga sul perché di tanta violenza. La risposta è semplice: la gran
parte dei clandestini delinque, vive in baracche di fortuna senza servizi,
figurarsi se hanno la TV o i giornali e in ogni caso parlano poco la nostra
lingua. Quando sono partiti circolava voce che questa è la nazione
"babba" del mondo, qui si può delinquere come si vuole: e, ammesso
che ti prendano, dopo poco sei di nuovo libero di ricominciare. Intanto hai
dormito e mangiato bene, meglio che a casa e gratis. Dalle loro parti, quando
prendono chi delinque, lo riempono di botte e per un furtarello che qui puniamo
con uno scappellotto, là si fanno tutti interi, anni e anni di una galera che
sarebbe meglio l'inferno. Insomma il "buonismo" progressista ci ha
regalato tutto questo, la gente se ne è resa conto e lo ha cacciato nella
"rumenta", nella "monnezza". I progressisti possono fare
tutti i congressi che voglio, tutte le tavole rotonde, quadrate, oblunghe,
ovali ecc., hanno chiuso, sono una razza in via di estizione. Grazie a Dio.
Coop rovina del mercato LORELLA Volevo fare i complimenti al sindaco Tosi che
finalmente ha spiegato chi effettivamente rovina il mercato del lavoro! Le
coop! Di qualunque colore esse siano, sfruttano i lavoratori pagandoli una
miseria e rovinando il mercato perché le aziende normali non possono certo
competere con loro che hanno agevolazioni su Irap, contributi ecc. Ho saputo
inoltre che a questi poveri dipendenti "soci" non viene a volte
pagato il Tfr. E queste persone, se si accorgono che per avere ciò che gli
spetta devono ricorrere ad un avvocato che ovviamente devono pagare, spesso
rinunciano a ciò di cui hanno diritto. Bravo Tosi! Forza Lega, Forza Bossi
[Data pubblicazione: 23/04/2008].
( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Lo sproloquio di Vendola
VINCENZO DE LEO Egregio direttore, per rendersi conto delle ragioni del
"cappotto" subito dalla sinistra, oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato
aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la
solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri
ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche
parole e con sincerità, come ho sempre fatto in questi sette anni, da
Sindaco di Roma." Ma quando mai in questi sette anni si è rivolto a me,
Walter, ed ora mi scrive per la seconda volta in quindici giorni, per
raccomandarmi il suo protetto Rutelli, visto che la prima volta non è riuscito
a convincermi a votare per lui stesso. Continua: "... Sono stati, per me,
anni bellissimi ed intensi... Insieme abbiamo raggiunto tanti traguardi,
insieme abbiamo superato momenti difficili..." Ma lo credo che sono stati
anni bellissimi per Walter, ha trovato questo posticino dopo aver abbandonato
il partito, ... ma non incominciamo, però, a scaricare le responsabilità:
"Insieme" non abbiamo fatto assolutamente niente. Io mi sono sempre
dissociato dalle malefatte che ha compiuto Veltroni al Comune. E che sia chiaro
a tutti, mi rivolgo all'ex sindaco: "Walter, nun me mette in mezzo!"
"Era il 1993 quando Rutelli prese in mano la città che veniva considerata
ferma, senza futuro, destinata ad un inevitabile declino" continua Walter.
E qui ha ragione, perché Francesco è riuscito a mandare avanti il tempo che si
era fermato e far scattare il 2000, diventando "il sindaco del
Giubileo" Da non crederci!... Roma ha avuto per miracolo un aumento
indiscusso di turisti, il più alto afflusso di questi ultimi venticinque anni,
tra tutte le altre città italiane. Mentre, ... come tutte le altre città,
invece, Roma deve migliorare qualche cosuccia, come il traffico, l'emergenza
casa, immigrati, sicurezza, decoro, pulizia..., ma su questo, siamo fiduciosi:
Rutelli aspetta il prossimo giubileo, (sinistra arcobaleno comunisti
rifondaroli, permettendo). Sì, perché a differenza di quanto detto nelle
Politiche, Veltroni sta "anche" appoggiando a Roma quella stessa
sinistra che è stata tacciata come causa del malgoverno prodiano! Ipse dixit Di
Pietro che dietrofront PIER LORENZO Caro direttore, parlando di Di Pietro si
possono adottare tanti modi di dire ma quello che (parafrasando l'ex PM )
c'azzecca di più è quello del predicare bene e razzolare male. Il grande
paravento ha annunciato che, alla Camera ed al Senato, farà un suo gruppo
parlamentare invece di confluire nel gruppo parlamentare unico del PD. Non è
solo il problema che così facendo tirerà un bidone a Uolter Veltroni, ma
creando un suo gruppo parlamentare si beccherà 5 milioni di euro in più, oltre
al costo del personale necessario. Ma potevamo esser governati da sta' gente!
Di Pietro, piantala! L. C. GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Leggo di
ronde, di incostituzionalità, di ministri che non hanno capito nulla e via
dicendo. Voglio direi la mia: il PdL ha presentato un programma votato dal
popolo, ha vinto le elezioni e deve governare cinque anni. E' normale che Di
Pietro non sia d'accordo a quanto voglia fare il centrodestra, non a caso
appartiene alla coalizione che ha perso. Ora vigili in Parlamento, legga e voti
o meno le proposte di legge del futuro governo. Proposte populiste di aumento a
questi ed a quelli, di certezza della pena e via discorrendo, ha avuto due anni
per farle, sono nel nostro programma ed in quello di AN da sempre, per
cui...proponga cose nuove e fattibili. Non vorrei che, alla fine, quanto di
buono farà il futuro governo, diventasse merito di Di Pietro! In quanto alla
giustizia, la maggioranza ha votato Berlusconi e non Veltroni: la separazione
delle carriere ed i controlli psico-professionali sono in atto in molti altri
settori pubblici e privati e nessuno si è mai scandalizzato fino ad oggi.
Creiamo nuove carceri STEFANO Gentile direttore, mi permetto di scrivere per
esternare una preoccupazione: se finalmente le strade verranno ripulite dai
delinquenti, dove mai troveranno posto? Secondo me bisognerebbe creare delle
carceri "light", a basso costo d'esercizio. Intendo dire che la
struttura fornirà la possibilità di studiare e divertirsi, ma con televisore
solo in sala Tv, non in cella. Che studino invece di incretinirsi.... E tutto
costruito in economia, con vere gare d appalto, senza furbate. Possibilità di
lavorare all'interno della struttura? Come no? Quel buonismo progressista N.
VIRETTI Genova Ormai ogni giorno c'è uno stupro, una rapina, furti a non
finire, nelle periferie delle città alla sera cala il coprifuoco, la gente si
rintana in casa e anche lì non si sente più sicura. In Europa abbiamo il più
alto numero di immigrati extracomunitari clandestini. Ci si interroga sul
perché di tanta violenza. La risposta è semplice: la gran parte dei clandestini
delinque, vive in baracche di fortuna senza servizi, figurarsi se hanno la TV o
i giornali e in ogni caso parlano poco la nostra lingua. Quando sono partiti
circolava voce che questa è la nazione "babba" del mondo, qui si può
delinquere come si vuole: e, ammesso che ti prendano, dopo poco sei di nuovo
libero di ricominciare. Intanto hai dormito e mangiato bene, meglio che a casa
e gratis. Dalle loro parti, quando prendono chi delinque, lo riempono di botte
e per un furtarello che qui puniamo con uno scappellotto, là si fanno tutti
interi, anni e anni di una galera che sarebbe meglio l'inferno. Insomma il
"buonismo" progressista ci ha regalato tutto questo, la gente se ne è
resa conto e lo ha cacciato nella "rumenta", nella
"monnezza". I progressisti possono fare tutti i congressi che voglio,
tutte le tavole rotonde, quadrate, oblunghe, ovali ecc., hanno chiuso, sono una
razza in via di estizione. Grazie a Dio. Coop rovina del mercato LORELLA Volevo
fare i complimenti al sindaco Tosi che finalmente ha spiegato chi
effettivamente rovina il mercato del lavoro! Le coop! Di qualunque colore esse
siano, sfruttano i lavoratori pagandoli una miseria e rovinando il mercato
perché le aziende normali non possono certo competere con loro che hanno
agevolazioni su Irap, contributi ecc. Ho saputo inoltre che a questi poveri
dipendenti "soci" non viene a volte pagato il Tfr. E queste persone,
se si accorgono che per avere ciò che gli spetta devono ricorrere ad un
avvocato che ovviamente devono pagare, spesso rinunciano a ciò di cui hanno
diritto. Bravo Tosi! Forza Lega, Forza Bossi [Data pubblicazione: 23/04/2008].
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Monnezza
La Mussolini torna a
sfidare Bassolino dopo 15 anni CORRADO CASTIGLIONE
"Don Antonio! Dal tuo bel palazzo, ascolta: devi dimetterti".
Megafono nel pugno, Alessandra Mussolini sfila con una decina di militanti di
Azione sociale e del Mis-Lista Rauti davanti alla Regione, a Santa Lucia, sotto
il sole che picchia quando il vento si placa. Più in là alcuni esponenti di
un'associazione di disabili, che protestano per conto loro e renderanno il
gruppetto più nutrito. "Vergogna, hai sporcato Napoli" urla contro la
finestra chiusa dello studio del governatore, al terzo piano, mentre dai
balconi a fianco fanno capolino alcuni dipendenti regionali. Intanto lei rincara:
"Ogni mese io tornerò qui, così come si fa per il richiamo dopo il vaccino
contro i veleni che ci lasci, perché tu vada via e la regione torni pulita.
Siamo arrivati al 25 aprile: sarebbe ora di liberare la Campania da te". E
ancora: "Don Antonio deve andare nella discarica della politica perché ha
messo la democrazia sotto la spazzatura. Vuole arrivare alle Europee per avere
l'immunità, perché è pieno di avvisi di garanzia". Il tono è quasi
rabbioso: ricorda la scena delle ingiurie, nella Gatta Cenerentola. D'altro
canto sono passati 15 anni dalla sfida elettorale con "Don Antonio"
per la poltrona di sindaco. Lo scontro non era stato mai aspro e si era tenuto
su toni quasi cavallereschi, senza attacchi personali, tranne qualche sbavatura
come in occasione del confronto moderato da Enrico Mentana alla Corte dei
Leoni. Poi Bassolino aveva vinto. E i due si erano
intrattenuti a lungo mano nella mano nel bel mezzo dell'emiciclo della Sala dei
Baroni, per l'insediamento del Consiglio comunale, persi in un colloquio fitto
e cordiale che aveva indignato molti nell'opposizione. A maggior ragione quando
dopo pochi mesi, prima la maternità poi la strada che "Don Antonio"
aveva intrapreso con successo verso l'organizzazione del G7 avevano suggerito
ad Alessandra di optare per la Camera, di lasciare Napoli a Bassolino
e il ruolo di leader dell'opposizione all'ex parlamentare Antonio Parlato. La
chiamavano "la signora Bassolino" e lei ne
sarà fiera: "Lo facevo balbettare quando gli dicevo quelle cose fuori dai
denti. Però con lui dialogavo: avevamo anche dei punti in comune nel
programma". Quei tempi oggi sono lontani. Dell'antico feeling non c'è più
nulla. Bassolino? La Mussolini risponde come un fiume
in piena, come da donna tradita: "Mi ha deluso. E come me ha deluso tanti
napoletani. In questi 15 anni ha fatto solo promesse non mantenute. Adesso
pretende di stabilire pure la data per andarsene". Poi riprende:
"Ladri!", spiegando: "Non mi rivolgo solo a lui, ma anche a
donna Rosa". Ce l'ha con il sindaco: "A lei è legato a doppio
filo", dice quasi ingelosita. Così, per caso, nasce l'idea di sbarcare
sotto il Comune. Ad accompagnare la deputata del Pdl c'è Raffaele Bruno (Mis),
i consiglieri comunali di An Luciano Schifone, Marco Nonno e Carlo Lamura, il
dirigente di An Rosario Lopa e l'ex consigliere di municipalità Salvatore
Lezzi. In piazza del Plebiscito si scorgono le bandiere rosse dei disoccupati.
Meglio cambiare strada: la Mussolini viene guidata a fare il giro di Palazzo
Reale, prendendo l'ascensore di via Acton. A piazza Municipio - anche se la
manifestazione non è autorizzata - un'altra ridda di slogan: "Dimissioni!
Ladri! Avete strapazzato Napoli, è una vergogna che siate ancora qua". Domanda: lei si candiderebbe con la Pdl alla guida della Regione?
Risposta: "A me che me ne frega della Regione, mi propongo come cittadina
di adozione napoletana che vuole far andare via don Antonio". Alessandra
Mussolini davanti al palazzo della Regione. In alto Iervolino e Giammattei.