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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DAL  13 AL 25 Aprile 2008        #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Monnezze (23)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Anche il giallo diventa ambientalista ( da "EUROPA ON-LINE" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: assedio delle ecomafie in Campania, che quest'anno ha già ispirato il cinema (Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria) e il teatro (Asso di 'monnezza di Ulderico Pesce). Non ci soffermeremo più di tanto sulla trama di questo gioiellino letterario dal ritmo sincopato e dal lessico spiazzante che stuzzica la curiosità dalla prima all'ultima pagina.

ROMA Noiosa? Può essere. Pazza? Di sicuro. La campagna elettorale è finita, e ora ( da "Messaggero, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: OSCURATI - Prodi, Bassolino, Visco, Iervolino, il Ciarra... PARACADUTE - Mezzo di trasporto, azionato dal Porcellum, con il quale il candidato piove in una terra a lui sconosciuta e dove lui è sconosciutissimo. La bolzanina Biancofiore, appena planata in Campania 2, per la Cdl: "Ho uno zio acquisito ad Avellino".

Ma il pd si consola "meglio del previsto" nicolais: io in regione - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Nicolais: io in Regione Iervolino: "Non ci preoccupa la vittoria Pdl, ma l'atteggiamento leghista anti-Sud" PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) Iannuzzi premette: "Faccio dichiarazioni limitate e circoscritte ai dati in nostro possesso a questo punto. Il risultato è migliore delle aspettative: siamo in crescita.

Formisano: "facce nuove in regione" ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il ricambio sollecitato dall'Italia dei valori non dovrà riguardare però il Comune di Napoli e il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Lo escluderei - dice il parlamentare - in realtà le vicende di Palazzo San Giacomo hanno subito il contraccolpo di una situazione regionale drammatica". (d.d.p.).

Monnezza e astensionismo la campania svolta a destra - dario del porto roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: le finestre del sindaco Rosa Russo Iervolino, ma con uno slogan dominante, "a casa Bassolino". Prime scosse però si avvertono anche nel centrosinistra. Il ministro Luigi Nicolais ha rotto gli indugi e ha dichiarato che a questo punto è già ufficiale la sua candidatura a presidente della Regione, da proporre nelle primarie che il Pd terrà per la scelta del successore di Bassolino.

Campania, crolla il Pd <Bassolino a casa> ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: 19 categoria: REDAZIONALE Effetto-rifiuti Iervolino e Velardi difendono il presidente Campania, crolla il Pd "Bassolino a casa" NAPOLI - Alle nove di sera arrivano con le bandiere e i mortaretti in piazza Municipio. I ragazzi con i motorini tengono il dito inchiodato sul clacson. Fanno i cori, cantano, saltano, si abbracciano.

NEW YORK - Nessuno può sospettare il commentatore politico americano Edward Luttwak di ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Intere aree del paese come la Campania di Iervolino e Bassolino erano in rivolta perché gli amministratori della sinistra aveno lasciato sopravvivere interessi clientelari sotto la loro gestione. A livello nazionale il problema era aggravato dal sostanziale stallo del governo Prodi, bloccato dai numeri e dalla mancanza di intese".

Don Antonio regge, la Sinistra è lui ( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino, mettendo definitivamente in soffitta le minacce di sciogliere giunte e consigli. De Mita tornerà sicuramente sui suoi passi, e se non sarà accettato lui lo saranno le sue truppe cammellate. I rifiuti scompariranno dai tg, e con il padrone delle tv che arriva a Napoli per fare il miracolo non li rivedremo più.

La rossa Campania si veste d'azzurro ( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: consueta festa in piazza che vedeva sul palco Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, questa volta lo scenario è cambiato: 300 persone del Popola della Libertà si sono radunati in corteo per raggiungere la sede del Comune. "Chi non salta, comunista è". Questo uno degli slogan. Ieri nella sede del Partito Democratico volti scura e tanta incredulità, o quasi: "C'era da aspettarselo"

Cantanapoli è il munnezza sound - alfredo d'agnese ( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: grido di rabbia in salsa reggae che maledice l'ecomafia e una terra in cui i bambini nascono già ammalati di tumore. Il munnezza sound è solo un punto d'osservazione da cui guardare questa realtà. La denuncia oggi può avvenire in mille modi, con la poesia dei 24 Grana, il dub ritrovato degli Almamegretta, la canzone soft di Meg.

Risparmiare con i rifiuti non è più solo utopia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: significa arricchire le ecomafie e porre a serio rischio la salute di tutti. Vuol dire spingere l'Italia in una situazione da terzo mondo. La corretta cultura ambientale vuole che, a fronte della questione delle grandi opere, si passi dai "no pregiudiziali ai sì meditati", come chiarito in un convegno nel 1994, che ha dato luogo alla Charta Deontologica dello Sviluppo Sostenibile.

Le aspettative dei vincitori e gli effetti elettorali - ugo leone ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Iervolino considerati i due responsabili dell'equazione rifiuti uguale malgoverno. Qui la riflessione si fa più delicata e complessa, anche prescindendo dai giudizi, che pure vanno dati, sulla validità di quella equazione. Si fa più delicata e complessa la riflessione perché quel voto può avere effetti e significati contrari alle aspettative dei vincitori.

GANAPINI: NIENTE MIRACOLI. E CRITICA I PRECEDENTI COMMISSARI: NON HANNO CAPITO NULLA. RUSSO (PDL): SEMBRA IL GABIBBO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Gli farà eco il sindaco di Napoli: Rosa Iervolino dice che l'aiuto di Berlusconi sarà gradito e ben accetto "ma ci auguriamo - dirà - che i piani siano studiati in collaborazione, non in concorrenza". Il piano, discusso l'altro ieri in giunta dove tornerà il 28, viene illustrato alla stampa da Ganapini.

La strategia di berlusconi e l'illusione del mezzogiorno - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino vengono individuati ad arte come facili obbiettivi da abbattere, come il simbolo dell'inefficienza amministrativa e gestionale della cultura di governo di sinistra. Mediaticamente, perché le foto delle colline dei rifiuti hanno fatto il giro del mondo e la risoluzione del problema consentirebbe a Berlusconi di rifare lo stesso giro del mondo,

Puglia, un primato choc si scava anche nei parchi - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: peso che le ecomafie hanno nella gestione del ciclo del cemento e nel controllo delle aree di escavazione". In Puglia c'è poi il problema che l'attività estrattiva è permessa in aree di rilevante interesse ambientale. "In questo senso - si legge nel dossier - l'Alta Murgia registra un fenomeno negativo: i casi di abusivismo da attività estrattiva non sono cessati neanche dopo l'

Pomicino scopre le associazioni - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La piattaforma comune è pensare al dopo Bassolino. Perché Gargani teme che questa amministrazione farà "incancrenire" la situazione. Mariani giudica "delinquenziali" sia la Regione che il Comune, e invita la Iervolino ad andare a cantare. Corsi le fa il controcanto dicendo che il sindaco non può perché il San Carlo è chiuso.

La stele di rosetta - augusto muojo ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: quello del sindaco Iervolino, impegnata a rinnovare la sua squinternata compagine di giunta che, per facilitarle il compito, le ha rimesso in blocco il proprio mandato in vista del rimpasto, che dovrebbe avvenire a breve. "è stato un gesto di grande rilevanza umana, prima ancora che politica", ha commentato la Iervolino,

Caro Signor Gervaso, sono stata nei giorni scorsi a Napoli e ho constatato de visu il deg ( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Cosa aspettano il sindaco Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Bassolino a dimettersi? Mezzo secolo fa Napoli ebbe un primo cittadino pittoresco e spavaldo che si chiamava Achille Lauro. Cosa avrebbe fatto, secondo lei, il "Comandante", come tutti lo chiamavano, al posto degli attuali amministratori?

PD, SINDACI E GOVERNATORE NEL TEAM PER IL SUD ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: la Iervolino, Bassolino, De Franciscis, Vincenzo De Luca, Giuseppe Galasso). L'obiettivo è di strutturare e non spezzettare il partito tra Nord e Sud e di stimolare iniziative sui temi programmatici. Insomma, l'intenzione è di accentuare la chiave federalista del Pd restituendo alle regioni maggiore autonomia,

Iervolino pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione ( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione di Gior. Dana. Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: il primo presidente della regione, la seconda sindaco di Napoli. Entrambi in quota Partito Democratico, entrambi alla guida degli enti locali da anni, entrambi costretti ora ad arginare le falle di una barca che rischia di affondare.

Lo sproloquio di Vendola ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità,

Veltroni e Rutelli due disastri ( da "Padania, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità,

LA MUSSOLINI TORNA A SFIDARE BASSOLINO DOPO 15 ANNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Domanda: lei si candiderebbe con la Pdl alla guida della Regione? Risposta: "A me che me ne frega della Regione, mi propongo come cittadina di adozione napoletana che vuole far andare via don Antonio". Alessandra Mussolini davanti al palazzo della Regione. In alto Iervolino e Giammattei.


Articoli

Anche il giallo diventa ambientalista (sezione: Monnezze)

( da "EUROPA ON-LINE" del 13-04-2008)

Argomenti: Monnezza

GREEN Anche il giallo diventa ambientalista MARCO FRATODDI Suspense. Le ore che ci separano dal voto, adesso che la lunga cavalcata elettorale è finita, hanno il sapore del thrilling. Per esorcizzarle proponiamo, in particolare ai candidati e ai militanti del Pd che tanto hanno dato a questa competizione, un giallo d'ispirazione ambientalista che si legge in due giorni. Esattamente quanti ne dovranno passare prima che si aprano le urne. È Previsioni del tempo (Edizioni Ambiente, 2008, pag. 185, 10 euro): l'ultima creazione firmata Wu Ming, l'ormai famoso collettivo di narratori bolognesi, che stavolta (dopo il medioevo europeo di Q, che ne ha segnato il debutto nel '99, e l'epopea nordamericana del più recente Manituana) si misura con i guai dell'Italia contemporanea. E in particolare con un tema, l'assedio delle ecomafie in Campania, che quest'anno ha già ispirato il cinema (Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria) e il teatro (Asso di 'monnezza di Ulderico Pesce). Non ci soffermeremo più di tanto sulla trama di questo gioiellino letterario dal ritmo sincopato e dal lessico spiazzante che stuzzica la curiosità dalla prima all'ultima pagina. Basti sapere che la storia comincia durante i primi anni Novanta nella Bologna appena attraversata dal movimento studentesco della Pantera, si sposta sull'Autosole al seguito di un carico proveniente da macelli clandestini e destinato alle tavole della provincia emiliana. Ci porta al fianco di una gioventù disillusa che sfiora i circuiti antagonisti ma imbocca la strada dei traffici illegali ("Per noi la 'munnezza è oro" dice nel prologo il Conte Piccolo, uno dei protagonisti, ripetendo una dichiarazione resa nel '92 dal caporione partenopeo Nunzio Perrella ai magistrati). E infine al cospetto del boss kosovaro Jakup Mahmeti, vecchia conoscenza dell'olimpo dei Wu Ming, che rappresenta l'emblema delle nuove mafie internazionali sbarcate dalle nostre parti. Aggiungiamo che, a dispetto del titolo, il libro non sfiora minimamente il tema dei cambiamenti climatici eppure la pioggia, neanche fossimo dentro Blade Runner, bagna in maniera ossessiva l'intera vicenda. E ad ulteriore garanzia diremo che a marzo, dopo appena dieci giorni di distribuzione, il volume aveva già sfondato il muro delle 10.000 copie contribuendo non poco al successo di Verdenero: la collana di romanzi eco-noir lanciata da Legambiente all'insegna di autori come Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo o del prossimo Carlo Lucarelli. Il finale ovviamente è a sorpresa. Chissà, come le elezioni di domani.

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ROMA Noiosa? Può essere. Pazza? Di sicuro. La campagna elettorale è finita, e ora (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 13-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Di MARIO AJELLO ROMA Noiosa? Può essere. Pazza? Di sicuro. La campagna elettorale è finita, e ora tutti in cabina e ognuno accompagnato dal proprio stato d'animo: la paura che vincano gli altri; l'euforia (rara); il disincanto; il naso tappato; la speranza che è l'ultima a morire; la rabbia; il gusto di dare un voto "utile" o "inutile" o di non darlo affatto diventando "bianchista". I sentimenti dell'elettore si sono formati così, osservando per 60 giorni la scena dei leader, dei liderini, delle loro parole azzeccate e delle loro scivolate. ALITALIA Mamma, li francesi! Aiuto, la Spinetta (numero uno di Air France) nel fianco di Alitalia e dell'Italia! Ma un Cavaliere ha promesso salvezza. Una Cordata fungerà da paracadute. Si vedrà. Per ora, si vota nel vuoto d'aria. ASTENSIONISMO Tutto questo votare è accanimento terapeutico? C'è chi prevede che, Spinetta o non Spinetta, gli italiani staccheranno la spina alla politica. ASTINENZA "In campagna elettorale, l'astinenza sessuale aiuta la concentrazione" (Gasparri). Solo dei candidati o anche degli elettori? BENI "Si parla di me come ministro dei Beni Culturali", svela Sandro Bondi. E la mamma, 75 anni: "Il mio Sandrino, fin da piccolo, ha sempre avuto un libro in mano". Vai alla voce Toto (ministri). BOLLO. Un nuovo ritrovato della scienza (elettorale). La "no tax auto". Cammina senza bollo. BROGLI Per evitarli, occorrono scrutatori e rappresentanti di lista in forma e non denutriti. Sennò s'addormentano sull'urna e "i comunisti imbroglioni se ne approfittano", avverte Silvio. Scendi alla voce Donne. BUFALE Tante. COALIZIONE Virtuosa. Ovvero, giammai inciucio. Pier Ferdinando Casini, per il dopo, desidera una Grande Coalizione Virtuosa, senza Silvio e Walter. Vai alla voce Veltrusconi. CULTURA Assente. Basta sentire Di Pietro. Lo accusano di aver imbarcato, l'altra volta, De Gregorio. E lui: "Anche Gesù Cristo ha sbagliato con gli apostoli. Uno su tredici lo ha tradito". Ma non erano dodici? DIO Lei crede in Dio?, chiedono alla Santanchè. E lei, nella geniale imitazione che fa la Cortellessi: "Ma certo che credo in Dio...r!". DONNE Sempre lui, Silvio: "Donne preparate manicaretti e portateli ai nostri Difensori del voto che presidiano i seggi". EDIPO Recitato da Enrico Brignano, al Sistina. Super applausi quando dice: "La tragedia, Giocasta, non è quella del tuo figlio-marito che ha ucciso il papà. La vera tragedia è che non sapemo chi dovemo vota'!". ETA' - Walter: "Silvio mi sembra mia nonna". Silvio potrebbe reagire alla Churchill (che rivolgendosi a un avversario più giovane disse: "Non mi costringa ad abusare della sua giovane età!") e invece sceglie un'altra soluzione. Incontra un bimbo e gli fa: "Quanti anni hai?". Il piccolo: "Sei". Silvio: "Alla tua età, io ne avevo già otto". FEMMINE "Tutte s'innamorano di me. Che ci posso fare?" (Silvio). "Silvio è ossessionato da me. Ma io non gliela do!" (Santanché). GIGANTI E i nanetti? Sono una ventina i partitelli, quasi tutti con il loro candidato premier. E pensare che dovevamo diventare bipartitici... Vedi qui sotto. GRULLI E bulli. Grulli, per il Cav., sono quelli che votano per W. Bulli, per W., sono quelli che si comportano come il Cav. Prime prove di bipartitismo coatto? HOUSE - "Charta Minuta", rivista d'area Pdl, lo spara in copertina come modello politico: "Il Doctor House incarna il volto crudo e ruvido della decisione orientata a un criterio di verità". Berluschouse? Veltronhouse? Pierhouse o Casinhouse? IDENTITA' Walter: "Ora siamo riformisti, non di sinistra". "Ma io sono di sinistra", singhiozza l'omino di Altan. E l'amico: "Piantala, che ci stanno guardando tutti". IMPOPOLARI "Saremo costretti a fare scelte impopolari", ripete Silvio. Ma Walter: "Con me l'Italia può tornare agli anni '60, quelli del boom". Bum! LIBERALIZZAZIONI Che fine hanno fatto? LIBERTA' "Ho un'idea per l'Italia: niente tasse per un mese!" (Berlusconi). LISTE La tua ha le soubrette. La tua (parola di Silvio) con i Colaninni, i Calearo, le Madia e altri ricchi rampolli sembra "la lista per l'aperitivo all'Hotel Posta di Cortina". MATTI I pm, Totti... E la Lista Pazza di Giuliano Ferrara. E la Lista di Pizza, che c'è e non c'è, rieccola anzi no e comunque è scudocrociata. Cantano "Elio e le storie tese", nella "Terra dei cachi": "Una pizza da solo, una pizza in compagnia. Un totale di due pizze e l'Italia è questa qua". Torna alla voce Giganti. NO Al faccia a faccia. OSCURATI - Prodi, Bassolino, Visco, Iervolino, il Ciarra... PARACADUTE - Mezzo di trasporto, azionato dal Porcellum, con il quale il candidato piove in una terra a lui sconosciuta e dove lui è sconosciutissimo. La bolzanina Biancofiore, appena planata in Campania 2, per la Cdl: "Ho uno zio acquisito ad Avellino". PISTOLE E fucili e cannoni. Quelli di Bossi contro la "canaglia romana". Sparano vin brulé? QUESTIONE MORALE E' tutta anti-casta la campagna elettorale della casta. RIFIUTI - Quelli di Napoli. E quelli lanciati contro Ferrara (non la città, ma Giulianone): uova puzzolenti e pomodori vecchi. Individuato in volo anche un cetriolo avariato. Ma pare che non si tratti di Alitalia. SOLDI Chi ne ha offerti di più? Bonus-casa, bonus-spesa, bonus-dentiere, bonus-pensioni, bonus-assicurazioni, bonus-bollo, bonus pannolini, bonus-pannoloni.... TOTO - Cioè il toto ministri. Anzi, è una comica a base di auto-promozioni: il Totò ministri! Torna su alla voce Beni. UOVA Incartarle con le schede elettorali? VELTRUSCONI - "Non esiste" (dice Veltr). "Non esiste" (dice Usconi). YES - We can. O forse yes weekend, perchè se la sinistra perde va al mare o sui monti a fare la Resistenza anti-Silvio? ZETA - "Dove vai, Max?", chiede l'omino di Altan. "Al seggio, a commettere il mio dovere".

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Ma il pd si consola "meglio del previsto" nicolais: io in regione - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Il segretario dei Democratici: "Abbiamo scalato una montagna" Ma il Pd si consola "Meglio del previsto" Nicolais: io in Regione Iervolino: "Non ci preoccupa la vittoria Pdl, ma l'atteggiamento leghista anti-Sud" PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) Iannuzzi premette: "Faccio dichiarazioni limitate e circoscritte ai dati in nostro possesso a questo punto. Il risultato è migliore delle aspettative: siamo in crescita. Di fronte a un punto di partenza davvero negativo. Dal 14 ottobre in poi abbiamo avuto una montagna da scalare. Di spazzatura e non solo, difficoltà di ogni genere: sull'assetto della Regione, lo svolgimento delle primarie arduo e tormentato, personalità autorevoli che hanno deciso di abbandonare il partito e candidarsi altrove. Eppure superiamo il 30 per cento: due anni fa al Senato, i fondatori del Pd (Ds e Margherita) presero il 26,9. Adesso c'è un 4 per cento in più rispetto al quadro nazionale. Poteva esserci e molti l'auspicavano, il crollo totale. Nei fatti, in questa trincea, abbiamo un percorso avviato di realizzazione del nuovo partito, nuova forza democratica già radicata sul territorio. Un risultato assolutamente impensabile. Sì, c'è la vittoria chiara del Pdl, ma il Pd dimostra di essere una forza orgogliosa e vitale". A Palazzo San Giacomo, il sindaco Iervolino, più che di Forza Italia, si mostra allarmata dall'avanzare della Lega "e l'atteggiamento antimeridionalista che ha sempre avuto. C'è stato un successo del centrodestra, ma sono convinta che questo risultato non altererà i rapporti tra il Comune di Napoli e il governo centrale. Ricordo che dal 2001 al 2006 abbiamo già governato la città avendo dei corretti e leali rapporti con il governo Berlusconi, che corretti e leali saranno mantenuti". Quando vede svaporare il voto alla Sinistra Arcobaleno e dei Verdi, il sindaco si dice preoccupata, ricorda che a livello locale sono all'interno di una coalizione, "sancita dagli elettori e che diventerà sempre più l'asse portante del nostro lavoro". è abbastanza soddisfatta: "A Napoli il Pd e Italia dei Valori hanno superato il 40 per cento, la coalizione ha tenuto". In via Nazario Sauro, le stanze si affollano. Sullo schermo Gasparri dichiara il "tracollo di Veltroni e company in Campania". Arriva il ministro Luigi Nicolais: "Il dato campano, lusinghiero per il Pd, ci carica di una forte responsabilità. Da domani saremo impegnati a dare risposte ai cittadini che ci hanno dato fiducia e a difendere gli interessi e le aspettative della nostra regione rispetto alle politiche del nascente governo". Poco più tardi, annuncia ufficialmente nella diretta a "Repubblica tv": "Mi candiderò alle primarie per le elezioni di governatore della Campania". E conferma che "bene avrebbe fatto Bassolino a dimettersi prima, dando un segnale di discontinuità". Parla fitto con Andrea Losco, bacia Anna Rea, segretaria della Uil. Si aggirano gli eletti, Teresa Armato, la Incostante ("ci ha premiato il voto dei giovani"), il rettore dell'Orientale, Pasquale Ciriello ("la direzione è ormai segnata, c'è una tenuta superiore alle aspettative. La spazzatura ha impedito a molti elettori di capire quale sarà il danno che farà la Lega"), "catapultati" come Andrea Sarrubi, accompagnato dalla moglie raggiante per il risultato e Adriano Musi, sindacalista Uil, che dice "dovevo essere candidato nel Lazio", in bilico Eugenio Mazzarella ("Il Pd non è riuscito ad allargarsi al centro, dove ha sfondato Berlusconi"), suda freddo fino alla fine il deputato uscente Bruno Cesario. Guglielmo Allodi, assessore al Lavoro della Provincia valuta che "il sentimento degli italiani rispetto al bipolarismo ormai è incontrovertibile. Per la Campania significa ricostruire un quadro politico profondamente diverso". Entusiasmo di Nello Formisano, di Italia dei Valori: "Ci auguriamo che il Pd ci ascolti molto di più". Ogni tanto arriva qualche buona notizia: "A Fuorigrotta siamo i primi in assoluto - dice Giuseppe Balzamo - ed è il quartiere dove Bassolino fu sconfitto alle primarie da Immacolata Caccavale".

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Formisano: "facce nuove in regione" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli Il partito di Di Pietro resiste ai colpi dell'armata berlusconiana. Ma indebolisce la posizione di Bassolino Formisano: "Facce nuove in Regione" "Siamo tutti convinti che un ciclo è arrivato a conclusione. Un altro anno non può giovare alla Campania" L'Italia dei valori è unica forza del centrosinistra che non frana sotto i colpi dell'armata berlusconiana. Ma in Campania il risultato del partito fondato da Di Pietro non fa che indebolire ulteriormente la posizione di Antonio Bassolino. "Lo strepitoso successo che si profila per l'Idv in questa regione non basta a frenare l'emorragia di voti per la nostra coalizione - afferma il senatore Nello Formisano - è necessario voltare pagina al più presto, così come ci chiede l'elettorato democratico della Campania. Il grave dato astensionistico conferma la difficoltà che c'è fra le istituzioni e cittadini, bisogna che tutti prendano coscienza che ogni ulteriore ritardo diventa politicamente ingiustificabile". Formisano cita il suo leader, Antonio Di Pietro, e sottolinea: "Occorre cambiare le facce. Ma attenzione, il problema è interamente politico: siamo tutti convinti che un ciclo è arrivato a conclusione, lo ha detto Bassolino per primo. Siamo sicuri che un altro anno possa giovare alla Campania"? Aggiunge il senatore dipietrista che "quando la gente non vota, perde la politica nel suo complesso. E quando ciò avviene, significa che le istituzioni non hanno credibilità. Adesso dobbiamo porci il problema di come intercettare questa parte del popolo democratico che non è andata alle urne". E se il centrosinistra finisse per perdere anche la Regione Campania? "Questa è una bella domanda - replica Formisano - ma se le istituzioni non sono credibili il loro colore cambia poco. Però ho la sensazione che il centrodestra abbia ottenuto una percentuale molto rilevante anche perché molti non sono andati a votare. In condizioni diverse da quelle attuali, sfido il centrodestra a vincere". Il ricambio sollecitato dall'Italia dei valori non dovrà riguardare però il Comune di Napoli e il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Lo escluderei - dice il parlamentare - in realtà le vicende di Palazzo San Giacomo hanno subito il contraccolpo di una situazione regionale drammatica". (d.d.p.).

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Monnezza e astensionismo la campania svolta a destra - dario del porto roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Monnezza e astensionismo la Campania svolta a destra Il Centro-Sud Ciriaco De Mita, in corsa per l'Udc, dopo 45 anni resta fuori dal Parlamento DARIO DEL PORTO ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - Non c'è stata partita. A quasi due terzi dello spoglio per il Senato la Pdl di Silvio Berlusconi è addirittura al 51 per cento e gode di circa 17 punti di vantaggio rispetto al Pd veltroniano. L'Italia dei valori di Di Pietro contiene le perdite aggiungendo un 4.7 per cento, mentre l'Mpa di Lombardo porta al cavaliere un 2.2 per cento. è davvero una rivoluzione in Campania. Il vecchio centrosinistra prodiano aveva retto due anni fa. Per soli 15mila voti in più si era assicurato la maggioranza al Senato. Ora quella coalizione non c'è più, nelle scelte politiche, ma anche nei fatti. La Sinistra arcobaleno si è sciolta raccogliendo un misero 2.8. Una estinzione, che di fatto annulla il guadagno di circa 5 punti del solo Pd. L'Udeur, scomparsa ufficialmente, pare avere traslocato buona parte del suo 5.2 per cento sotto le insegne di Berlusconi. Ciriaco De Mita se n'è andato nell'Udc, dove non ha trovato soverchia fortuna: il partito non trova l'8 per cento e lui resta fuori dal Parlamento dopo 45 anni, con l'unica speranza che gli succeda il nipote Giuseppe alla Camera. Comunque al Senato Berlusconi potrebbe strappare anche un seggio in più dei 17 previsti. Ne rimarrebbero 12, di cui 10 al Pd e 2 a Italia dei Valori. Naturalmente le cifre sono simili alla Camera, col Pdl intorno al 50 per cento e il Pd intorno al 35. Sul risultato ha certo pesato la specificità campana, il dramma dei rifiuti, causando ampie sacche di astensionismo. A Napoli ha votato solo il 67.6 per cento degli aventi diritto per la Camera, con una flessione vicina al 6 per cento (nel 2006 aveva votato il 73.4) e il 67.1 al Senato (contro il 73): un bilancio che ha spinto il ministro dell'Interno Giuliano Amato a citare proprio Napoli, insieme a Lucca, fra le città dove si è registrata la percentuale di votanti più bassa. A Savignano Irpino, cittadina interessata da una della discariche previste dal commissario Gianni De Gennaro, è andato ai seggi solo il 18.1 per cento. Nella vicina Ariano Irpino, pure sede di contestazioni ripetute, ha votato il 74.3 per cento contro l'82.6 di due anni fa, e dalle urne è saltata fuori qualche scheda annullata con la scritta "no alla discarica". Idem a Sant'Arcangelo Trimonte nel Sannio: anche qui è prevista una discarica, e i votanti passano dall'83.9 al 52.3. Ad Acerra, la città del termovalorizzatore mai fatto, l'affluenza scende dal 71.3 al 62.5. Nove punti in meno anche a San Giorgio a Cremano e 5 in meno a Quarto, due fra i Comuni più colpiti dalle montagne di spazzatura. è comunque la fine di un'epoca politica, un'onda lunga iniziata nel 1993 con la prima vittoria di Antonio Bassolino a Napoli. Inutile dire che il risultato mette ancora più a repentaglio il programma di Bassolino di rimanere alla guida della Regione fino al 2009. I suoi avversari hanno brindato ieri sera, i ragazzi del centrodestra hanno anche improvvisato cortei di auto nel centro di Napoli, tipo vittoria ai mondiali di calcio, infine una festa generale in piazza Municipio, sotto le finestre del sindaco Rosa Russo Iervolino, ma con uno slogan dominante, "a casa Bassolino". Prime scosse però si avvertono anche nel centrosinistra. Il ministro Luigi Nicolais ha rotto gli indugi e ha dichiarato che a questo punto è già ufficiale la sua candidatura a presidente della Regione, da proporre nelle primarie che il Pd terrà per la scelta del successore di Bassolino.

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Campania, crolla il Pd <Bassolino a casa> (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Effetto-rifiuti Iervolino e Velardi difendono il presidente Campania, crolla il Pd "Bassolino a casa" NAPOLI - Alle nove di sera arrivano con le bandiere e i mortaretti in piazza Municipio. I ragazzi con i motorini tengono il dito inchiodato sul clacson. Fanno i cori, cantano, saltano, si abbracciano. Da quanti anni il popolo di destra sognava di festeggiare una vittoria a Napoli? A ogni tornata elettorale sul palco ci andavano sempre i soliti Bassolino o Iervolino. Loro, gli elettori di An e quelli di Forza Italia se ne rimanevano chiusi nei comitati elettorali. Poche telecamere, poche interviste, sempre lo stesso amaro sapore della sconfitta. Adesso invece è il loro momento e se lo godono. "Oggi abbiamo dato l'avviso di sfratto a Bassolino", annuncia Mario Landolfi, presidente della commissione di vigilanza Rai e coordinatore di An in Campania, finché non è nato il Pdl. Le cifre raccontano di una vittoria che nemmeno il più ottimista dei berlusconiani poteva immaginare. Circa sedici punti di distacco al Senato aprono immediatamente la resa dei conti sul governo regionale. "Bassolino se ne deve andare a casa", è la parola d'ordine che rimbalza per tutta la durata della manifestazione. Fosse per loro - per Landolfi e per gli altri deputati del Pdl presenti, come Nicola Cosentino o Paolo Russo, e per i due o trecento che festeggiano con loro - dovrebbe dimettersi stamattina, magari avrebbe dovuto farlo già ieri sera. Chissà come reagiranno quando leggeranno l'analisi del voto che fa Claudio Velardi, assessore regionale al Turismo arrivato a dar manforte al governatore nel momento più difficile, quello dell'intreccio tra emergenza spazzatura e rinvio a giudizio. "Il risultato del Pd in Campania va al di là di ogni più rosea previsione - dice -. Dopo una campagna elettorale impostata dal centrodestra contro Bassolino e con continue strumentalizzazioni sull'emergenza rifiuti, il partito di Bassolino ottiene, rispetto alle scorse Politiche, un consistente incremento di consenso ". Quindi "ora qui bisogna lavorare, non votare. Lavorare per realizzare innovazioni profonde nel metodo e nei contenuti dell'azione di governo, preparando al contempo un giusto ricambio della classe dirigente ". Dunque niente dimissioni, a giudicare dal discorso di uno che della comunicazione ha fatto la sua principale attività, e quindi non parla mai tanto per dire la prima cosa che gli viene in mente. Bassolino ha annunciato nemmeno una settimana fa che intende lasciare l'incarico tra circa un anno e probabilmente non cambierà idea adesso. Nel frattempo raccoglie la solidarietà del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. "Ne hanno fatto il capro espiatorio, ma in una regione commissariata da tredici anni non può esserci la colpa di una sola persona anche se è stato commissario per quattro anni. Quindi penso che la sua decisione di annunciare le dimissioni sia stato un atto di grande generosità ". In bilico Antonio Bassolino, governatore della Regione Campania F. B.

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NEW YORK - Nessuno può sospettare il commentatore politico americano Edward Luttwak di (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Di FLAVIO POMPETTI NEW YORK - Nessuno può sospettare il commentatore politico americano Edward Luttwak di simpatie di sinistra. Consulente del Pentagono e tenace difensore della politica estera statunitense, Luttwak è anche un liberista convinto in campo economico. Profondo conoscitore della realtà italiana, Luttwak ha sempre coniugato una profonda fede conservatrice con l'adesione ferrea alle regole di funzionamento di una società moderna. Di qui un giudizio a dir poco problematico sull'esito del voto italiano di lunedì, un evento che a suo dire non contribuisce a far progredire il nostro Paese verso i modelli di riferimento della grandi società occidentali. Signor Luttwak, è sorpreso anche lei? "Può essere sorpreso solo chi non aveva letto attentamente il livello di scontento che si era accumulato in Italia contro la sinistra. Intere aree del paese come la Campania di Iervolino e Bassolino erano in rivolta perché gli amministratori della sinistra aveno lasciato sopravvivere interessi clientelari sotto la loro gestione. A livello nazionale il problema era aggravato dal sostanziale stallo del governo Prodi, bloccato dai numeri e dalla mancanza di intese". Siamo di fronte a un grande cambiamento "L'unica persona che parlava di cambiamento nella campagna elettorale era Veltroni, ed è stato sonoramente battuto da un altro, Berlusconi, che è invece una certezza di continuità. La realtà è che gli elettori italiani che chiedono di cambiare hanno dimostrato di non essere disposti a pagare di tasca propria, come hanno fatto di fronte al decreto Bersani che era un primo tentativo di liberalizzare il sistema economico". Quale è allora la chiave di lettura del voto? "Alla vigilia si diceva: "L'Italia è a un bivio". Bene, arrivata al bivio, l'Italia ha votato contro la svolta, perché questa destra di Berlusconi è una destra sconosciuta al resto del mondo, dove dominano tendenze autenticamente liberiste. In bocca a Veltroni, le promesse di privatizzazione e di apertura del mercato italiano potevano anche suonare poco credibili; ma con la vittoria di Berlusconi abbiamo la certezza che queste non avverranno". In che direzione si muoverà il prossimo governo? "Possiamo solo dar credito ai piani che hanno annunciato. Berlusconi ha promesso che limiterà il potere di inquisizione della magistratura, e Tremonti ha dato ad intendere che cercherà di mettere al riparo le inefficienze del sistema produttivo con delle misure protezioniste contro l'importazione. Ho l'impressione che su questa strada ci saranno problemi di compatibilità a Bruxelles". Come è visto dall'estero il rafforzamento della Lega Nord? "Io non vedo nessun problema in una presenza forte della Lega nell'esecutivo. I leghisti hanno una reputazione da "ragazzacci" nella scena italiana, ma in realtà sono altrettanto radicali nella forma, quanto sono conservatori nella sostanza. Semmai, sono interpreti di una delle riforme strutturali più urgenti per il Paese, che è quella del federalismo fiscale. Non si può più pensare che un operaio che lavora in Brianza possa vivere con la stessa paga di un collega impiegato nel Sud, e questa differenza sostanziale delle condizioni di vita alle due estremità del Paese deve essere tradotta in un assetto legislativo. I leghisti sono dalla parte della gente comune, i lavoratori e i bottegai, e riflettono con realismo le necessità dei loro elettori". L'Amministrazione americana è compiaciuta del voto? "Si, ma lo sarebbe stata anche in caso di vittoria del Pd. Entrambi i poli avevano tra i primi punti di programma il miglioramento dei rapporti con gli Usa, quindi l'America era neutrale rispetto alla scelta. Il problema non è più di compatibilità politica, ma economica, e gli investitori americani che si sono tenuti lontani dal mercato italiano negli ultimi anni, hanno oggi una ragione in più di farlo, perché questa maggioranza non vorrà sporcarsi le mani con le riforme strutturali, e con l'abbattimento degli interessi corporativi che sarebbe necessario per la crescita dell'economia italiana. Sarei felice di ricredermi, ma questo terzo governo Berlusconi nasce con le ali spuntate nell'obiettivo di volare un po' più in alto".

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Don Antonio regge, la Sinistra è lui (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Campania La vittoria del Pdl tiene in piedi Bassolino e neutralizza l'Arcobaleno Don Antonio regge, la Sinistra è lui Francesca Pilla Napoli Il filosofo Biagio De Giovanni prima del voto aveva detto che, se avesse vinto Berlusconi, Bassolino si sarebbe rafforzato. Ed eccoci qui. Berlusconi arriverà a Napoli per il primo cdm. Una scelta coreografica con il solito coniglio che spunta dal cappello di mago Silvio. Il nuovo premier però insiste: "Sarò in città almeno tre volte alla settimana". Ma per fare che? Il cavaliere aveva detto che in due mesi avrebbe risolto la crisi dei rifiuti. Poi si era corretto, in due mesi sarebbe riuscito solo ad avviare la risoluzione della crisi. Finirà sommerso come tutti quelli che l'hanno preceduto? Se sì, sarà un'altra vittoria di Antonio Bassolino che ieri raggiante commentava con i giornalisti, a via Santa Lucia, il dato di questo week end di paura. Felice e sereno per la prima volta da mesi, è riuscito a dimostrare che le elezioni sono state un successo del Pd campano, che non c'è stato il tracollo temuto, che il partito ha tenuto. In realtà glielo si leggeva in volto quello che avrebbe voluto dire: "Ce l'ho fatta". Da ieri non solo non è più lui il problema per il Pd, non sono i rifiuti di Napoli, ma i suoi avversari stanno molto peggio. La stampa è abbastanza in linea con il governatore: non una sola domanda che lo possa mettere in difficoltà. Così Bassolino è libero di dire che il "Pd è andato meglio di Margherita e Ds nel 2006, assai meglio del 2001". Dalla lettura del presidente, infatti, al Senato il Pd ha preso 2,2 punti in più rispetto a due anni fa, addirittura 5 nella sola Napoli, mentre la Pdl avrebbe mantenuto più o meno la stessa tendenza del 2001. Il governatore si spinge oltre e propone lo stesso ragionamento per la camera. Ma carta canta: ci si può nascondere dietro la foglia di fico del trend nazionale, ma la sconfitta della Campania resta epocale. In regione la destra non festeggiava una vittoria da 15 anni. Qui il distacco tra Veltroni e Berlusconi va da 15 a quasi 20 punti. Al Senato infatti il Pd prende il 29,2, l'Idv 4,8, per un totale di 33,9, mentre il Pdl con il movimento per il Sud (2,3) arriva a un totale di 51,1. L'Udc è al 6,9, la Sa al 2,7. In Campania1 non va meglio con la coalizione di Veltroni al 35,1, contro un Pdl che giunge fino al 51,4. E ancora, Udc al 5,5, Sinistra Arcobaleno al 3. E' evidente che se il partito di Veltroni è cresciuto di alcuni punti li ha presi a sinistra. Ma bisognerebbe domandarsi che fine hanno fatto gli elettori di Prc, Pdci, Verdi e Mussi, schieramenti che solo a Napoli, due anni fa, avevano insieme una percentuale tra il 12 e il 13. Consensi che non vengono assorbiti né da Veltroni, né dalle "sinistre critiche", né dal partito dell'astensione. Sono consensi finiti in vasi comunicanti? Bassolino ha detto ieri che lui viene da una generazione (quella ingraiana ndr), che analizzava per giorni i risultati del voto. Probabilmente adesso c'è un intero staff a disposizione, e una sinistra nella tomba. Ma il presidente è una vecchia volpe e per questo avverte i suoi: "Quello che vale per le politiche non ha lo stampino per le amministrative". Significa due cose: nelle elezioni regionali anticipate e confermate nel 2009 Berlusconi potrebbe perdere come sempre. Ma non ci sarà nemmeno la spinta del voto utile e in una regione con una forte tradizione "rossa" la sinistra tornerà. "Sono molto preoccupato per la mancanza della sinistra in parlamento. Qui bisogna preparare una strategia di alleanze perché da soli non potremo mai farcela". Così il re si dimostra più astuto dei suoi sudditi. Solo 24 ore prime, dagli eletti alla militanza (soprattutto dell'ex-margherita) in molti avevano brindato alla morte della sinistra radicale. C'era quasi più soddisfazione a vedere disoccupati uomini come Gennaro Migliore e Tommaso Sodano che non l'uscita di scena di due vacche sacre della ex-Dc: Ciriaco De Mita, morto sul campo a Nusco, e Clemente Mastella, impiccato dal suo stesso trasformismo clientelare. Non solo. Il paese riconsegnato a Berlusconi nel comitato elettorale sul lungo mare di Mergellina era quasi una vittoria. Perché? A quanto pare ha ragione De Giovanni. Da ieri la Sinistra per restare a galla dovrà aggrapparsi a due salvagente, Bassolino e Iervolino, mettendo definitivamente in soffitta le minacce di sciogliere giunte e consigli. De Mita tornerà sicuramente sui suoi passi, e se non sarà accettato lui lo saranno le sue truppe cammellate. I rifiuti scompariranno dai tg, e con il padrone delle tv che arriva a Napoli per fare il miracolo non li rivedremo più. Antonio resta in sella: uno dei pochi ad aver vinto le elezioni.

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La rossa Campania si veste d'azzurro (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Mer, 16 Apr 2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Debacle per la sinistra nell'ex feudo del centrosinistra La rossa Campania si veste d'azzurro di Gior. Dana. I dati ufficiali in Campania obbligano ad una riflessione: la gente ha scelto di protestare con la forma più democratica possibile, il voto. Il Pd esce con le ossa rotte dalla regione che per oltre 15 anni ha segnato le tornate elettorali diventando spesso ago della bilancia nazionale, ultimo esempio le politiche del 2006 quando il feudo di Antonio Bassolino salvò Romano Prodi dalla sconfitta. I numeri parlano chiaro: al Senato il Popolo della Libertà infligge al Partito Democratico di Veltroni con annessa Italia dei Valori, un sonoro 51% a 34%, decimali in più, decimali in meno. In Campania 1 Berlusconi e la sua coalizione staccano il Pd di ben 16 punti che sfiora il 20 in Campania 2. Impensabile fino a qualche mese fa, per la precisione fino all'esplosione del bubbone rifiuti che ha pesato come un macigno prima sulla campagna elettorale poi sulle urne finendo per schiacciare quei candidati certi di entrare o tornare nelle stanze dei bottoni. Dietro Massimo D'Alema che ha già annunciato di non optare per il seggio campano, conquistano un posto nel Parlamento XVI legislatura l'ex ministro Luigi Nicolais in odore di candidatura alla presidenza della Campania, una nutrita schiera di consiglieri regionali, il rettore dell'università l'Orientale Pasquale Ciriello, l'ex delfino di Ciriaco De Mita, Bruno Cesario, il giornalista Andrea Sarubbi, la senatrice uscente Annamaria Carloni in Bassolino, l'ex assessore regionale Teresa Armato, il portavoce di Romano Prodi Silvio Sircana e non manca qualche conferma della precedente legislatura. In casa IdV l'ex sottosegretario Aniello Di Nardo vola sicuro verso il Senato da dove trasloca in direzione Montecitorio, il fedelissimo di Antonio Di Pietro Nello Formisano con la blindantissima Silvana Mura. Scontato l'ingresso alla Camera dei Deputati della 26enne Pina Picierno figlia politica di De Mita che ha preferito Veltroni al suo maestro. Torna in discussione tutto. Ruoli, alleanze, equilibri interni: è tempo di cambiare ha detto qualcuno camminando nervosamente su e giù per i corridoi del quartier generale del Pd a Napoli. Il governatore Bassolino ha dietro di se chi lo spinge fuori dalla porta del suo ufficio, ha davanti il baratro della resa, ma ora l'imperativo è non esporsi troppo, meglio riflettere. La Sinistra Arcobaleno che prima di andare alle urne aveva chiesto dimissioni subito dopo il voto, adesso potrebbe arretrare per rimanere ancora un qualche mese nelle stanze del potere, soprattutto ora che gli spazi sono sempre più ristretti. I fantasmi socialisti sono ormai scomparsi. Mastella è fuori dai giochi e a Ciriaco De Mita gli si sono chiuse le porte di Palazzo Madama dicendo addio all'undicesima legislatura. Da considerare anche il ricambio che interesserà il Parlamentino regionale: nuovi consiglieri sono pronti a fare il loro ingresso nell'emiciclo del Centro direzionale e difficilmente rassegneranno le dimissioni poco dopo aver preso possesso degli uffici. Gli amici-nemici d'un tempo sembrerebbero avere altri problemi da risolvere più che la questione Bassolino. Ma come avranno presa a Roma la debacle campana? Anche nella capitale i problemi sono altri ma se tonfo c'è stato buona parte dei perché trovano risposta nella gestione della Regione dell'emergenza rifiuti. Anche l'astensionismo si registra come forma di protesta 3,5% in più rispetto alle politiche del 2006 con punte del 30% in Comuni noti alle cronache per le manifestazioni antidiscarica come Sant'arcangelo Trimonte nella provincia di Benevento e Svignano Irpino dove alcuni seggi sono andati quasi deserti. Comitati e associazioni attraverso il passaparola hanno deciso di far sentire la loro voce con l'astensione dal voto. Non solo calo dell'affluenza. C'è anche chi ha consegnato le proprie tessere elettorali in segno di protesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che li ha rispediti al mittente ricordando "l'importante valore civico del voto". La provocazione ha avuto un unico comune denominatore: l'emergenza ambientale, quella che il futuro premier Silvio Berlusconi nelle prime interviste post- voto, ha ribadito di voler risolvere con "qualche idea innovativa" che attuerà "stando tre giorni alla settimana a Napoli". Da anni le nottate elettorali venivano vissute a Napoli con la consueta festa in piazza che vedeva sul palco Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, questa volta lo scenario è cambiato: 300 persone del Popola della Libertà si sono radunati in corteo per raggiungere la sede del Comune. "Chi non salta, comunista è". Questo uno degli slogan. Ieri nella sede del Partito Democratico volti scura e tanta incredulità, o quasi: "C'era da aspettarselo" dice qualcuno "sì ma non con questi numeri"risponde un altro. I dati della sconfitta pesano come le montagne di sacchetti in strada, la lettura regionale nel dato nazionale fa capire che alla fine Berlusconi aveva ragione: battere la sinistra campana, "si può fare".

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Cantanapoli è il munnezza sound - alfredo d'agnese (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XV - Napoli CANTANAPOLI è IL MUNNEZZA SOUND ALFREDO D'AGNESE Q ualche anno fa l'idea era balenata agli organizzatori del Neapolis Festival, ma l'iniziativa era stata accantonata. Dice Maurizio Capone, fondatore e leader dei Bungt&Bungt, padri nobili della nuova tendenza: "L'immondizia ha ricreato quell'unità che mancava dalla nascita dei centri sociali. Il rispetto per l'ambiente è un tema universale, è un pensiero che porta all'amore. Non capisco come mai non vi sia una sensibilizzazione più profonda. Il discorso diventa: o andiamo tutti via o ci rimbocchiamo le maniche". Gli iscritti dell'associazione Placido Rizzotto sono gente normale: insegnanti, pensionati, studenti. Parlano un linguaggio che non è né di destra né di sinistra. La salute pubblica è di tutti, non ha bandiera né connotati ideologici. In un Comune in cui l'amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche e devastato dal problema rifiuti, la loro provocazione è come un pugno nello stomaco. Sul palco accanto a Bisca-Zulù, ai Pennelli di Vermeer, ai Rione Junno con il "Taranta Beat Project", saliranno i Bidon Villarik, figli di "Stomp" e della filosofia di Capone. Si definiscono "munnezza sound" e suonano percussioni ricavate da materiali di risulta. Il genere? Samba, tarantelle, tammurriate nel segno dell'immondizia. Un marchio, un segno d'infamia che può cambiare vettore. La denuncia è forte, come quella dei Paranza Vibes che sui titoli di coda di "Biùtiful Cauntri" intonano "In Campania", grido di rabbia in salsa reggae che maledice l'ecomafia e una terra in cui i bambini nascono già ammalati di tumore. Il munnezza sound è solo un punto d'osservazione da cui guardare questa realtà. La denuncia oggi può avvenire in mille modi, con la poesia dei 24 Grana, il dub ritrovato degli Almamegretta, la canzone soft di Meg. Dietro di loro c'è una generazione di nuovi musicisti e autori. Chiedono la parola, immondizia o non immondizia. La Rete finora è stata la loro casa d'elezione. Come il Pino Daniele di trent'anni fa "vogliono di più di quello che vedi". Di certo ambiscono a qualcosa di meglio "di questi anni amari". Devono solo trovare il modo di farsi sentire, sepolti come sono da incuria politica e da tonnellate di spazzatura. Chissà se la musica li aiuterà a salvare questa città.

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Risparmiare con i rifiuti non è più solo utopia (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Commenti Pagina 314 Termovalorizzatori inesistenti in Sardegna Risparmiare con i rifiuti non è più solo utopia Termovalorizzatori inesistenti in Sardegna --> Il dramma campano dei rifiuti ha evidenziato in maniera tragica un problema che appare una vera e propria emergenza italiana. Affrontarla in un quadro di solidarietà nazionale è giusto ma non può esser fatto senza le dovute garanzie. Quanto è avvenuto in Sardegna desta quindi perplessità. Il governatore potrebbe aver fatto bene a dare la disponibilità a termovalorizzare rifiuti provenienti dalla Campania se avesse rispettato due condizioni: una corretta informazione alle istituzioni e alla popolazione, e, soprattutto l'assunzione della garanzia che i rifiuti, le cosiddette ecoballe, contenessero rifiuti termovalorizzabili. Il termovalorizzatore è un impianto tecnologico ottimale se ben fatto e ben gestito: non può ingoiare tutto e di tutto, pena il suo malfunzionamento e quindi l'emissione di inquinanti pericolosi per l'ambiente naturale e la salute umana. Certo non c'è la bacchetta magica per risolvere la questione ma è altrettanto vero che vi sono linee guida da seguire. Abbiamo individato alcuni punti chiave. Il primo è quello della corretta educazione ambientale - saggia ecologia - da impartire ai cittadini, giovani delle scuole di ogni ordine e grado e adulti. In secondo luogo, bisogna decidere quale fine far fare ai rifiuti. A Napoli, in Campania e in molte zone d'Italia, si è detto no ai termovalorizzatori e sì, per molto tempo, alle discariche, ma opporsi ai termovalorizzatori non ha senso, non possono essere fonte di inquinamento come esposto dalla disinformazione. Occorre realizzare subito i termovalorizzatori, chiarendo alle popolazioni che questi, se ben fatti e ben gestiti, possono funzionare anche al centro delle città, come avviene da anni anche in Italia, ad esempio a Brescia. Termovalorizzare i rifiuti significa trarre da essi energia elettrica e termica, risparmiare denaro pubblico e salute dei cittadini. Non realizzarli, impedirli in nome di un ambientalismo demagogico e strumentale, significa arricchire le ecomafie e porre a serio rischio la salute di tutti. Vuol dire spingere l'Italia in una situazione da terzo mondo. La corretta cultura ambientale vuole che, a fronte della questione delle grandi opere, si passi dai "no pregiudiziali ai sì meditati", come chiarito in un convegno nel 1994, che ha dato luogo alla Charta Deontologica dello Sviluppo Sostenibile. Documento sottoscritto ufficialmente da molte Regioni, Province e Comuni Italiani. Dovrebbero firmarlo anche la Sardegna, e in primis Cagliari, per dare una soluzione alla questione che oggi, purtroppo, è una emergenza. RICCARDO LACONI, ROBERTO LEONI Fondazione Sorella Natura.

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Le aspettative dei vincitori e gli effetti elettorali - ugo leone (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XIII - Napoli LE ASPETTATIVE DEI VINCITORI E GLI EFFETTI ELETTORALI UGO LEONE anana e Nimby sono due acronimi generalmente utilizzati per manifestare opposizione o contrarietà alla realizzazione di un'opera che si teme possa avere impatto negativo. Il primo - build absolutely nothing anywhere near anything, cioè, sinteticamente, "non fare niente da nessuna parte" - è poco noto; il secondo - not in my back yard - è il famoso "non nel mio giardino" entrato ormai nel lessico quotidiano. Ora che le bocce elettorali si vanno fermando vorrei provare ad applicare questi due acronimi ai risultati elettorali e al loro risvolto in Campania. Cominciando da Banana che mi sembra rappresenti bene l'astensionismo, le schede bianche, le schede nulle, le schede stracciate e deglutite. è la posizione, che si potrebbe anche definire qualunquistica, del "tanto sono tutti uguali", "è tutto un magna-magna" e via assimilando. Non è anche un voto che manifesta l'opposizione alle attuali amministrazioni comunale, provinciale, regionale. Questa, invece, si è manifestata con il voto, con la significativa confluenza di voti sullo schieramento di centrodestra. Ma è una confluenza, in taluni casi anche uno spostamento da sinistra a destra, per così dire attutito da comportamenti "compensatori" che hanno finito col penalizzare soprattutto l'Udc (leggi De Mita) e la Sinistra Arcobaleno. I vincitori hanno gioito e manifestato invitando alle dimissioni e al rientro anticipato a casa di Antonio Bassolino e Rosa Iervolino considerati i due responsabili dell'equazione rifiuti uguale malgoverno. Qui la riflessione si fa più delicata e complessa, anche prescindendo dai giudizi, che pure vanno dati, sulla validità di quella equazione. Si fa più delicata e complessa la riflessione perché quel voto può avere effetti e significati contrari alle aspettative dei vincitori. L'effetto può essere il prolungamento delle attuali gestioni comunale e regionale sino alla loro naturale scadenza perché nelle giunte che le sostengono nessuno, credo, avrà interesse ad abbreviarne la vita. E anche Bassolino, se glielo chiedessero per piacere e nel caso dovesse/volesse rinunciare alle europee del 2009, potrebbe decidere di non tener fede alla promessa di dimissioni entro quell'anno. Il significato potrebbe essere quello di un avvertimento, di una punizione per lo scontento accumulato in più o meno motivati motivi di delusione. Questo avvertimento potrebbe consistere anche solo nella "momentanea" confluenza di voti sul centrodestra considerandoli come voti in "libera uscita" pronti a rientrare se le motivazioni dovessero risultare convincenti. Insomma qui potrebbe scattare l'effetto Nimby: li mandiamo a governare a Roma, ma non nel nostro giardino.

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GANAPINI: NIENTE MIRACOLI. E CRITICA I PRECEDENTI COMMISSARI: NON HANNO CAPITO NULLA. RUSSO (PDL): SEMBRA IL GABIBBO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Ganapini: niente miracoli. E critica i precedenti commissari: non hanno capito nulla. Russo (Pdl): sembra il Gabibbo CHIARA GRAZIANI "Entriamo in un'era nuova". Antonio Bassolino, se non dà esplicito altolà al futuro sottosegretario ai rifiuti, all'uomo (o alla donna) di Palazzo reale che si appresta a diventare sede della diarchia dei rifiuti campani ai tempi del Berlusconi 3, di certo manda un chiarissimo telegramma: la Regione è pronta alla stagione della normalità, a partire dalla fine del mandato del commissario Gianni De Gennaro; e rivendica "la responsabilità di tracciare il percorso" per rimettere a cavallo la Campania. Percorso che, dice il governatore, sta nella legge regionale in vigore dal 28 aprile e nel piano dell'assessore Walter Ganapini: un nome, quello di Ganapini, che parla da sè, sostiene Bassolino. L'esperto, l'ambientalista di fama, il super partes che sa dove mettere le mani negli impianti - ed è andato a ficcarcele - per Bassolino, è garanzia che non c'è bisogno di altri strateghi o di re taumaturghi. "Collaborazione - dice - sempre e al massimo, cabine di regia e coordinamento con il governo anche. Siamo pronti, prontissimi". Ma ognuno al posto suo. "Nostra - dice - è la responsabilità e per questo non ho lasciato". Gli farà eco il sindaco di Napoli: Rosa Iervolino dice che l'aiuto di Berlusconi sarà gradito e ben accetto "ma ci auguriamo - dirà - che i piani siano studiati in collaborazione, non in concorrenza". Il piano, discusso l'altro ieri in giunta dove tornerà il 28, viene illustrato alla stampa da Ganapini. Pannello di carta e pennarello, spiega "con i numeri" lo scenario. E premette: "Sfido chiunque, in qualunque sede, a dimostrarmi che questi non sono i numeri giusti. Se qualcuno si illude di trattare i rifiuti con i miracoli o con la bacchetta magica farà bene a scordarselo. E a ricordare, invece, che dobbiamo seguire il faro dell'Unione Europea". Riferimento, non casuale, alla sanzione appena inflitta all'Italia proprio perchè negligente nell'abbandonare il modello discarica. Come dire: se il governo vede nel futuro grandi discariche sappia che già siamo condannati per questo. La via di Ganapini passa, invece, per "lo scheletro d'oro" dei sette impianti di Cdr da riportare al loro mestiere di "selezionatori di rifiuti". Mai più, dice, "le orride ecoballe" che, aggiungerà poi, erano evidentemente un investimento "per chi guadagnava a produrle in quantità". Sette Cdr ("mandati in tilt per imperizia"), trenta impianti di compostaggio, due termovalorizzatori, le cementerie private, un probabile gassificatore, l'uso delle sostanze organiche recuperate per "disintossicare" la terra dalla diossina, differenziata, riciclaggio, impianto di Acerra depotenziato (ed il comune di Acerra sarà anche pubblicamente elogiato per il suo piano-differenziata). Il grande pozzo regionale dei rifiuti, sei milione di tonnellate, è un miracolo scorretto, sostiene Ganapini. Peggio, è un'infrazione. Scatenato, l'assessore se la prende con le precedenti gestioni commissariali. Fatto salvo De Gennaro, dice che altri, da Catenacci in qua, "non avevano capito nulla", pur avendo relazioni tecniche sui Cdr che occorreva saper leggere. Ganapini ha in queste ore un alter ego, l'ex presidente della commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Paolo Russo, Forza Italia. La sua è senz'altro una risposta significativa della linea del futuro governo nonchè della cabina di regia romana dell'emergenza: "Ganapini, con il rispetto e la stima per l'ex presidente di Greenpeace, mi pare il Gabibbo che va a lamentarsi sugli impianti che la Regione non ha saputo fare e contraddice a riguardo le tesi della Procura. Il suo è un approccio ideologico, fondamentalista. Non si può ragionare di rifiuti zero in uno scenario di emergenza: ci occorrono sei milioni di tonnellate di discarica per avere il respiro di tre anni, necessari a fare gli impianti. Dimezzare Acerra? È follia. E poi cosa ha presentato la Regione? Un libro dei sogni? Se Bassolino ha forza ed autorevolezza vada a farselo approvare in consiglio regionale". E la sfida è rilanciata. Le acque in consiglio non sono le migliori.

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La strategia di berlusconi e l'illusione del mezzogiorno - umberto de gregorio (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Napoli LA STRATEGIA DI BERLUSCONI E L'ILLUSIONE DEL MEZZOGIORNO UMBERTO DE GREGORIO N onostante il successo elettorale della Lega o forse proprio in risposta - premeditata - a tale successo. Parte da Napoli non perché nella sua azione di governo la questione meridionale diventa centrale ma, al contrario, proprio perché non lo è (centrale) e non lo potrà mai essere. Sia chiaro una volta e per sempre a tutti quelli che si rifiutavano con sdegno sino al 13 aprile di accettare il concetto storico di "nuova questione settentrionale", che con il terzo governo Berlusconi la questione settentrionale sostituisce definitivamente, nell'ingegneria del rilancio del paese, la vecchia questione meridionale. Perché il nord ha problemi strutturali gravi da risolvere e non è più un'isola felice come dieci anni fa; perché viene visto, a torto o a ragione, come la locomotiva del paese, se si ferma la quale si ferma tutto il treno. Proprio per questi motivi la questione "Napoli" diventa centrale nella strategia di Berlusconi: in quanto comodamente "sostitutiva" di quella meridionale. La questione Napoli diventa centrale politicamente, mediaticamente, elettoralmente. Politicamente, perché il nemico da distruggere si concentra a Santa Lucia ed a palazzo San Giacomo: Bassolino e Iervolino vengono individuati ad arte come facili obbiettivi da abbattere, come il simbolo dell'inefficienza amministrativa e gestionale della cultura di governo di sinistra. Mediaticamente, perché le foto delle colline dei rifiuti hanno fatto il giro del mondo e la risoluzione del problema consentirebbe a Berlusconi di rifare lo stesso giro del mondo, in positivo. Elettoralmente, perché il sud per il Pdl è un mercato di voti facile da conquistare (ed a basso costo) e diventa quindi una preziosa riserva di caccia, in contrapposizione al calo di consensi che il partito registra al nord (a tutto vantaggio della Lega). La strategia del nuovo governo dunque sembra essere quella di concentrare le risorse finanziare sul nord (Malpensa in primis) e di concentrare le attenzioni mediatiche su Napoli (rifiuti in primis). Si tenta di sostituire l'irrisolvibile storica (eterna) questione meridionale con la congiunturale questione "Napoli-rifiuti-Bassolino". E la nostra città si apre al vincitore, si consegna in un piatto d'argento al Salvatore. Un piano ben congegnato e reso possibile dall'insensibilità politica d'una classe dirigente locale disposta a condannare Napoli (e quindi il sud) pur di salvare se stessa. Ma non è detto che sia una condanna definitiva. è una partita ancora aperta, dove la posta in gioco è sì la risoluzione del problema dei rifiuti, ma con essa anche il futuro della città, la sua capacità di riconquistare la dignità di capitale d'un Mezzogiorno sempre più lontano culturalmente da Roma e distante anni luce economicamente da Milano. La Lega di Bossi è una risposta politica territoriale, pragmatica, forse populista ma comunque efficace, segno d'una capacità di fare squadra per rappresentare le esigenze specifiche d'un territorio. I cittadini del sud, orfani oramai di Mastella, De Mita e Pecoraro Scanio e tra poco di Bassolino, in questo nuovo contesto parlamentare, senza più rappresentanza della sinistra radicale, forse riusciranno a trovare le energie e le capacità di fare anche loro squadra, per rivendicare a livello nazionale le esigenze d'un territorio che diversamente rischia di essere abbandonato a se stesso. Napoli oggi torna utile a Berlusconi, cerchiamo di far sì che anche Berlusconi torni utile a Napoli. Se riparte il nord - si spera - si rimette in moto tutto il paese; se riparte Napoli forse riparte il Mezzogiorno. Sarà anche funzionale ad interessi politici di parte, ma la centralità del problema Napoli (per ora limitata al problema "rifiuti") nel programma del nuovo governo è comunque una chance che ci viene offerta.

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Puglia, un primato choc si scava anche nei parchi - giuliano foschini (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XI - Bari L'emergenza Puglia, un primato choc si scava anche nei parchi Dal 2007 c'è la legge regionale ma non prevede tariffe di concessione GIULIANO FOSCHINI Bucano e non pagano. Scavano senza mettere mani al portafoglio. La Puglia è l'Emmenthal d'Italia, la regione con il maggior numero di cave attive. Ragioni morfologiche, certamente. Ma soprattutto di business: da noi - così come soltanto in Sicilia, Sardegna e Basilicata - cavare è completamente gratuito, non bisogna versare alcuna tariffa di concessione alla Regione. A fotografare la "Puglia del buco" è Legambiente che ha presentato il rapporto sull'attività estrattiva in Italia, "uno degli affari più dannosi e silenziosi della nostra nazione" dicono dall'associazione ambientalista. In Puglia le cave attive sono 617, contro le 580 in Sicilia e le 594 in Veneto. La maggiore concentrazione è in provincia di Bari (212), poi segue Lecce con 126, Foggia con 121 e per chiudere 73 a Taranto e 54 nella zona di Brindisi. Proprio per il gran numero di attività la Puglia, unica regione del Sud, da poco meno di un anno si è dotata di un piano regionale sulle attività estrattive che regolamenta la materia mettendo paletti abbastanza rigidi per la tutela dell'ambiente. "L'anomalia - spiega però il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini - sta nelle tariffe di concessione, che sono completamente assenti". Nelle altre regioni per sabbia e ghiaia si paga dai 0,10 euro a metrocubo della Campania ai 3,33 del Friuli. "Dati stupefacenti - dice Tarantini - considerati i danni arrecati all'ambiente e i lauti guadagni del settore, che muove un giro d'affari di circa 5 miliardi di euro l'anno solo per gli inerti". In particolare Legambiente chiede al governo regionale - "bravo ad approvare il piano" - uno sforzo sulla tariffa di concessione. "Più paletti si mettono meglio è, soprattutto se si considera il peso che le ecomafie hanno nella gestione del ciclo del cemento e nel controllo delle aree di escavazione". In Puglia c'è poi il problema che l'attività estrattiva è permessa in aree di rilevante interesse ambientale. "In questo senso - si legge nel dossier - l'Alta Murgia registra un fenomeno negativo: i casi di abusivismo da attività estrattiva non sono cessati neanche dopo l'inserimento dell'area tra i parchi nazionali". A Ruvo nel 2004 i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) hanno posto i sigilli a 22 cave: erano in corso "lavori non autorizzati né autorizzabili, trattandosi di un'area protetta". Tra i casi più rilevanti segnalati da Legambiente c'è il caso della cava abusiva di calcare ad Altamura dove sono stati prelevati 400mila metri cubi di materiale che ha alterato irreversibilmente la morfologia della zona. "Nel Salento - continuano - si assiste a un'espansione dell'attività estrattiva con gravi conseguenze sul paesaggio e nei confronti della tradizionale identità agricola del territorio. Nel comune il Cutrofiano incombe la prospettiva di apertura di una cava che interesserebbe un'area di sette ettari di ulivi. In zona si trovano anche cave di tufo dismesse da molti anni e nelle quali andrebbe effettuato un migliore controllo e una bonifica per lo smaltimento illegale di rifiuti avvenuto in questi anni". "Quello che manca - continua Tarantini - è più in generale un piano attuativo adeguato che possa prevedere il recupero ambientale delle aree compromesse e l'istituzione di un catasto cave per controllare gli abusi".

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Pomicino scopre le associazioni - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Pomicino scopre le associazioni L'ex ministro lancia il Forum: "Non c'è più classe dirigente" ROBERTO FUCCILLO NON c'è più classe dirigente, non c'è neanche formazione per gli amministratori, "i partiti non possono sopravvivere con gazebo e primarie già decise". Parola di chi di amministrazione e partiti si intende, e che per vent'anni è rimasto ai margini. Parola in particolare di Paolo Cirino Pomicino, che riprova ad aggregare una serie di voci cittadine, ora confinate in associazioni e centri studio. L'aggregato ha anche un nome, Copac (Conferenza permanente dell'associazionismo campano), si è strutturato in un Forum, terrà una serie di incontri tematici, il primo il 10 maggio sui rifiuti. è un gruppo di associazioni che, dopo le politiche, sente la preda, ovvero quell'Antonio Bassolino che ha emarginato buona parte dei presenti. Non solo Pomicino, che qui porta la sua "Campania Futuro", ma anche Arturo Del Vecchio, ex vicesindaco ai tempi dei quattro vicerè, oggi sponsor della sua "Napolinsieme". E poi Salvatore Lauro, che in questi anni ha provato la corsa a sindaco, a cavallo della sua "Romaneapolis". Giuseppe Gargani, europarlamentare, vanamente proteso a offrire la propria candidatura a presidente della Regione al Pdl e a ricordare qui alla platea le credenziali della sua "Leonardo Da Vinci", fondata da personalità come Morlino e Gava. Ecco poi Ermanno Corsi, ex presidente dell'Ordine dei giornalisti, in carico alla associazione "Nicola Amore". Franco Carrà con "Mezzogiorno europeo". Vittoria Mariani, ex An, ora con Storace, con "Opus teatra". Mike Bove per "La mia Italia". In platea però anche alcuni animatori delle Assise di Palazzo Marigliano, come Giacomo Buonomo e il professor Giovan Battista de' Medici che, insieme al collega Franco Ortolani, sarà fra i relatori dell'incontro sui rifiuti. La piattaforma comune è pensare al dopo Bassolino. Perché Gargani teme che questa amministrazione farà "incancrenire" la situazione. Mariani giudica "delinquenziali" sia la Regione che il Comune, e invita la Iervolino ad andare a cantare. Corsi le fa il controcanto dicendo che il sindaco non può perché il San Carlo è chiuso. Lauro ci mette la sua esperienza di viaggiatore per dire che "qui c'è l'oro, solo noi non lo capiamo". Bove propugna un osservatorio su tutti i fondi che arriveranno. Niente candidati però, chiarisce Pomicino, "a meno che qualcuno non voglia provarci dentro il suo partito". Semmai l'ex ministro pensa a inaugurare in autunno una scuola di formazione, e ha altre idee: il secondo incontro sarà su urbanistica e sviluppo, e lui stesso ricorda che "tempo fa lanciammo un masterplan insieme al sindaco di Salerno De Luca".

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La stele di rosetta - augusto muojo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Napoli LA STELE DI ROSETTA AUGUSTO MUOJO osetta è il nome della località in cui la stele fu rinvenuta, a opera dei soldati napoleonici impegnati nella campagna d'Egitto. Per un curioso gioco del destino si tenta di decifrare ora, dopo circa due secoli, un'altra stele, si fa per dire, che reca lo stesso nome, quello del sindaco Iervolino, impegnata a rinnovare la sua squinternata compagine di giunta che, per facilitarle il compito, le ha rimesso in blocco il proprio mandato in vista del rimpasto, che dovrebbe avvenire a breve. "è stato un gesto di grande rilevanza umana, prima ancora che politica", ha commentato la Iervolino, le cui scelte sono però ancora misteriose. Non si sa se abbia o meno stilato, semmai in lingue partitiche diverse, tre elenchi di nomi. Né quando la decifrazione, ossia l'annuncio del rinnovamento, verrà ufficializzata. Si parla di pochi giorni, si dice che il sindaco attenda di conoscere prima l'esito dei ballottaggi, altri danno l'annuncio, che riguarderebbe cinque o sei personaggi, come imminente. Ci sembra però di poter dire, sin d'ora, che l'avvicendamento o il cambio o la rivoluzione di cui si vocifera avrà una portata innovativa di gran lunga minore della decifrazione dei geroglifici. L'unico "geroglifico", infatti, all'altezza dei bisogni della città e delle aspettative della gente sarebbe quello dall'inequivocabile significato di dimissioni. Non se ne farà nulla, naturalmente, perché l'ostinazione del sindaco a rimanere attaccata alla sua scomoda poltrona sta assumendo toni pari, per lo sconcerto che provoca, solo a quelli assunti da Bassolino per annunciare che si dimetterà "a dieci mesi data", come una cambiale firmata alla massa dei creditori, che sono i sei milioni di cittadini campani, i quali reclamano da mesi il pagamento dei debiti accumulati dal loro governatore. Quanto ai debiti del sindaco, sono sotto gli occhi di tutti. E anche se i più importanti di essi, rifiuti e sicurezza, hanno anche altri più diretti intestatari (Regione e Stato), la responsabilità della Iervolino che fa gridare allo scandalo è quella di non averli mai seriamente denunciati. E quale "grido" sarebbe stato più lacerante delle dimissioni? Intanto, un piccolo elenco di inadempienze amministrative che bene si intersecano, peraltro, con rifiuti e sicurezza: igiene delle strutture pubbliche, pulizia delle strade, manutenzione stradale, trasporti, viabilità, sorveglianza dei vigili, lotta all'abusivismo (annonario, commerciale ed edilizio), contenimento dei flussi migratori clandestini, controllo del rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, lotta al lavoro nero. E poi, i temi più generali: scuola, servizi sociali, tutela dei minori, misure per giovani, donne e anziani, politica della casa, centro storico, Bagnoli, zona est, turismo, cultura. Per fare tutto questo è sufficiente un semplice rimpasto di giunta? O non occorre, piuttosto, un mutamento di rotta di 180 gradi? E non appare evidente la necessità anzitutto di un cambio di vertice, che significherebbe cambio di mentalità e di approccio al magma urbano di Napoli? Ecco, abbiamo tentato un primo elenco dei mali della città. C'è da credere che nessuna nuova stele di Rosetta sarebbe in grado di affrontarli.

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Caro Signor Gervaso, sono stata nei giorni scorsi a Napoli e ho constatato de visu il deg (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Rado di una delle più belle città non solo d'Italia e d'Europa, ma del mondo. E' possibile ridurre una metropoli in queste condizioni? Cosa aspettano il sindaco Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Bassolino a dimettersi? Mezzo secolo fa Napoli ebbe un primo cittadino pittoresco e spavaldo che si chiamava Achille Lauro. Cosa avrebbe fatto, secondo lei, il "Comandante", come tutti lo chiamavano, al posto degli attuali amministratori? Fu un buon sindaco? Anna Sapori - Firenze Cara Amica, quello che avrebbe fatto Achille Lauro al posto di Rosa Russo Iervolino e di Antonio Bassolino, non lo so, ma non mi è difficile immaginarlo. Avrebbe cercato con le buone o con le cattive di rimuovere l'Everest di pattume che insozza e infesta la città vesuviana. Era un uomo risoluto e autoritario, che amava Napoli, almeno quanto le donne. Con grinta, fantasia, spregiudicatezza aveva messo insieme una flotta formidabile. Di modi plebei e di linguaggio plautino, c'era in lui la stoffa del capopolo. Forte di un patrimonio immenso, faceva ciò che voleva, alieno da ogni forma di compromesso e galateo. Entrò in politica più per calcolo che per passione, ma, diventato sindaco dopo le amministrative del 1952, con 117 mila preferenze amministrò il comune con piglio sicuro, non scevro di demagogia. Era monarchico, forse più perché su quel versante aveva trovato spazio che per convinzione. Gli piaceva piacere e per anni piacque ai napoletani che trattava con affettuosa ruvidezza. Riceveva tutti e nessuno lasciava il suo ufficio a mani vuote. Dava lavoro ai disoccupati e fece costruire case per gli abitanti dei bassi o per chi dormiva sulle panchine. Conquistò i cittadini con feste e spettacoli in piazza. Scriverà Cesare Zappulli sull'Espresso del 9 ottobre 1955: "Si sono precettati anche i due miracoli di San Gennaro (aprile e settembre), la festa popolare del Monacone (San Vincenzo Ferreri) e quella, popolarissima, della Madonna del Carmine". Tutto faceva brodo per ingraziarsi i cittadini-elettori, che vedevano in Lauro, e lo celebravano, un cameratesco e munifico paterfamilias. Se il popolino era con lui, la borghesia snob e salottiera lo detestava, ricambiatissima. La sede del comune diventò la variopinta e rumorosa corte di don Achille. Più una corte dei miracoli e dei miracolati che di un "Re Sole". Nei suoi ambulacri e nelle sue stanze era un viavai scomposto e chiassoso, un pellegrinaggio continuo di napoletani con le richieste più sacrosante e strampalate. Se le casse del Comune non bastavano, e spesso non bastavano, a soddisfare i bisogni di tutti, il "Comandante" metteva mano al proprio portafogli. Molti senza tetto trovarono asilo nelle case dell'INA o nel Villaggio Lauro, che l'armatore aveva fatto costruire infischiandosi di vincoli e licenze. Non rendeva conto a nessuno e per "cavare denaro ai ricchi e alleviare i guai dei poveri" escogitò i più bizzarri espedienti. I consiglieri di opposizione non gli davano tregua, ma i loro attacchi lo lasciavano indifferente. I napoletani, con le scontate eccezioni, erano con lui. Quando il socialista Sansone e il democristiano Riccio lo accusarono, insieme con la sua amministrazione, di "finanza allegra", un suo fedelissimo replicò con foga: "Parlateci dell'Ingic (scandalo democristiano). Il popolo vuole essere parlato (sic) dell'Ingic". Il comandante, che aveva con la lingua italiana scarsa dimestichezza, si alzò dallo scanno di sindaco e lo baciò. Anche dalla sua bocca uscivano strafalcioni. Quando, durante un comizio, il microfono s'inceppò, don Achille urlò: "Chiamate il radiologo". Un'altra volta, a chi gli chiedeva cosa avrebbe fatto in Parlamento per Napoli e i napoletani, rispose: "Non lascerò le vostre attese sulla sogliola di Montecitorio". Tutto andò bene finché la DC, sempre più salda in sella, non decise di sbarazzarsi di lui. Nell'agosto del 1957, il ministro dell'Interno Tambroni, ispirato, o istigato, da Fanfani mandò tre ispettori a Napoli per sciogliere d'imperio l'amministrazione comunale. Un notabile scudocrociato, Silvio Gava, convocò don Achille e gli fece capire che, se avesse deposto senza polemiche e clamori la corona di sindaco, nessun giudice avrebbe ficcato il naso nei bilanci e nelle ordinanze comunali. Il "Comandante" fiutò il trabocchetto e il ricatto e decise di resistere. Ma il 5 gennaio 1958, dovette dimettersi. Di lì a poco tornerà alla sua flotta, ma non lascerà la politica. Le dirà addio più tardi. E per sempre. atupertu@ilmessaggero.it.

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PD, SINDACI E GOVERNATORE NEL TEAM PER IL SUD (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pd, sindaci e governatore nel team per il Sud PAOLO MAINIERO Il Pd del Nord e del Sud? Più che una questione di etichette è una questione di contenuti e di progetti. In Campania il partito ha tenuto, ma non ha sfondato e il distacco di venti punti dal Pdl resta un dato impietoso. C'è un Pd lontano dalla gente? C'è un Pd troppo concentrato sugli apparati? A Milano, ieri, Walter Veltroni ha riunito i segretari regionali del partito ed è stato deciso di dar vita a un coordinamento del Sud (e uno del Nord) che sarà composto oltre che dagli stessi segretari anche dai sindaci delle principali città e dai presidenti di Regione (dunque ci saranno, con Tino Iannuzzi, la Iervolino, Bassolino, De Franciscis, Vincenzo De Luca, Giuseppe Galasso). L'obiettivo è di strutturare e non spezzettare il partito tra Nord e Sud e di stimolare iniziative sui temi programmatici. Insomma, l'intenzione è di accentuare la chiave federalista del Pd restituendo alle regioni maggiore autonomia, sui progetti, sulle alleanze, sulla scelta dei candidati (troppi i paracadutati, poche le espressioni dei territori: alle ultime politiche in lista non c'era un sindaco). Prossimo passaggio sarà la costituzione dei circoli e dei coordinamenti cittadini attraverso le primarie. "Il partito regionale - dice Iannuzzi - deve essere capace di esprimere e rappresentare le esigenze, i problemi, le speranze dei propri territori costruendo dal basso, attraverso un grande coinvolgimento, la propria classe dirigente nel segno di un confronto virtuoso tra proposte e idee. Il Pd, come partito di respiro nazionale, deve rilanciare lo sviluppo del Sud come grande questione del Paese. Non è in discussione la centralità di temi come quelli delle infrastrutture, della sicurezza nelle città, delle persone e delle imprese, della modernizzazione, dell'efficienza dei sevizi pubblici, del nuovo modello di welfare, di un rapporto nuovo con il mondo del lavoro autonomo e delle professioni. Il rinnovamento profondo della politica e della vita pubblica sono temi che appartengono a tutto il Paese". La discussione Pd del Nord e Pd del Sud non appassiona Enzo Amendola. "Il partito - osserva - ha già per statuto una struttura federale". E su questa base l'ex segretario dei Ds sollecita Iannuzzi ad assumere un'iniziativa politica. "Il Pd campano - dice Amendola - deve recuperare la propria autonomia cominciando a lavorare alle prossime alleanze. Va ricostruito il tessuto progressista e riformista e bisogna farlo partendo dai programmi e non dall'inutile discussione su chi sarà il candidato. Il candidato di chi? Solo del Pd? Della coalizione? E di quale coalizione? No, così non si va lontano. Le primarie cominciamo a farle sui programmi per costruire un'alleanza dei sì". Riccardo Villari sollecita a mettere da parte "la logica duale che fa comodo solo alla Lega". "Il problema - osserva il neo-senatore - non è il mezzo, l'apparato, ma il fine, cioè il progetto. In un contesto nazionale unitario il Sud ha i problemi del Nord. Vogliamo davvero credere che il Nord sia il solo grande malato di questo Paese? Anche noi abbiamo problemi di sicurezza, di fisco, di infrastrutture, di capacità di spesa e la discussione partito liquido o solido ha senso solo se funzionale al progetto. Programmi e buon governo sono i presupposti per diventare competitivi". Salvatore Piccolo respinge le spinte speratiste. "Una cosa - dice il neo-deputato - è la vocazione federalista, altra cosa è pensare di aver fatto il Pd del Nord e del Sud e il problema è risolto". Anche Piccolo rivendica l'autonomia regionale e sulla Campania sollecita Iannuzzi a prendere un'inziativa. "Occorre - sostiene - certamente ripensare alle alleanze per dar vita a una coalizione meno rissosa e meno frammentata. Ma bisogna immaginare una evoluzione seria e non un laboratorio con gli stessi alchimisti di sempre. Questo non è il tempo delle rivalse ma bisogna prendere atto che una stagione si è chiusa e non si può riaprirla sotto mentite spoglie".

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Iervolino pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 23-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Mer, 23 Apr 2008 Edizione 79 del 23-04-2008 Dopo il voto la sinistra campana in difficoltà: spunta anche una riedizione del "Cencelli" Iervolino pronta al rimpasto, Bassolino cerca la mediazione di Gior. Dana. Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: il primo presidente della regione, la seconda sindaco di Napoli. Entrambi in quota Partito Democratico, entrambi alla guida degli enti locali da anni, entrambi costretti ora ad arginare le falle di una barca che rischia di affondare. La tempesta del 13 e 14 aprile ha creato non pochi danni a quella che un tempo era l'ammiraglia del centrosinistra, oggi imbarcazione alla deriva da cui molti scappano. Il "si salvi chi può" non è più solo un modo di dire, ma un reale modus vivendi dei vecchi volti del potere locale che dopo la debacle delle urne, cercano nuove alleanze ma soprattutto nuovi scenari politici. E' il momento più difficile in assoluto per il centrosinistra campano, quotidianamente sotto gli attacchi dell'opposizione, ma soprattutto in balia delle bordate di fuoco amico che arrivano su ogni fronte. Andiamo per ordine. Questa volta costretta ad un cambio di rotta è il sindaco di Napoli. Rosa Russo Iervolino, contrariamente ai principi che l'hanno accompagnata fino a prima dello scossone elettorale, deve metter mano alla squadra di governo per cambiare molte caselle, alcune chiave, nella gestione di Palazzo San Giacomo sede dell'amministrazione cittadina. Attende l'esito dei ballottaggi per le amministrative e questo significa che già da lunedì il rimpasto potrebbe essere annunciato. Per dimostrarle fiducia, buona parte dei suoi assessori hanno riposto nelle sue mani il mandato affidatogli nella primavera del 2006: un gesto per lasciarle carta bianca nella definizione della nuova giunta; lei, la lady di ferro, ha apprezzato pur sapendo che il momento è delicato. Il rimpasto può essere un punto di partenza, ma anche l'inizio della fine. L'ex ministro dell'Interno ha più volte ribadito la sua ferma volontà "di andare avanti fino a fine mandato, salvo una sfiducia", e questa non è poi un'ipotesi tanto lontana. Il terremoto elettorale che ha consacrato al vittoria di Silvio Berlusconi, ha anche celebrato i funerali parlamentari della Sinistra l'Arcobaleno, esaltato l'azione di Italia dei Valori: tutti elementi che influiscono sulle scelte della Iervolino che ha avviato una serie di incontri con i leader di partito, a cominciare dal suo, il Pd. Il segretario provinciale Emma Giammatei ha ribadito che nulla è cambiato nel rapporto con la prima cittadina ma in realtà sono i numeri ad essere cambiati. In Consiglio Comunale adesso la maggioranza su cui può contare il Sindaco è di 31 consiglieri su 60 con il Presidente dell'assise che per prassi non vota. Già in passato si sono registrate numerose difficoltà ed è stato il centrodestra a sostenere l'attività istituzionale non facendo mancare il numero legale. In aula approderà presto il Bilancio, momento importante ma che potrebbe nascondere non poche difficoltà. Qualche parente serpente sarebbe pronto con un colpo di coda a far scivolare Rosa Russo Iervolino rea di non aver accolto le richieste di dare spazio in giunta a consiglieri comunali in cerca di visibilità. Attestazioni di stima (e di facciata) a parte, il Sindaco ha subito il pressing di alcuni capi corrente, ma è stata al gioco da navigata ex democristiana. La squadra la cambierà sì, ma come pensa, senza imposizioni, con le mani libere: primo obiettivo tirar dentro tecnici, tra questi un magistrato che possa essere garante dell'attività politica. Resta confermato invece chi ha incardinato progetti importanti come Nicola Oddati assessore alla Cultura che ha fatto assegnare a Napoli il Forum delle Culture 2013. Al posto di Donata Rizzo D'Abundo fedelissima di Clemente Mastella, subentrerà un nome indicato, ironia della sorte, da Antonio Di Pietro reduce dal successo elettorale con la sua IdV. Non ultimo la speranza di riuscire a mandare un segnale alla cittadinanza con la diminuzione degli assessori da 16 a 14 meglio ancora se a 12. "Bisogna andare avanti il più possibile con la legislatura" ha confidato a qualche suo collaboratore il sindaco di Napoli, anche se sono in molti a pensare che Comune e Regione verranno rinnovati nella prossima primavera quando Bassolino si dimetterà, se si dimetterà e non verrà sfiduciato prima dell'estate, in tempo per andare alle urne in autunno. Il Governatore sta cercando di fare il possibile per non perdere il posto prima di scendere in campagna elettorale per un seggio a Bruxelles seggio assicuratogli dal Partito prima della catastrofe rifiuti. In Regione è tempo di nomine e l'ex re sole che un tempo poteva tutto e otteneva tutto per la sua coalizione, ha scelto la strada del dialogo con il Popolo della Libertà che invece è alla ricerca di firme per lo scioglimento del Consiglio Campano. Sarebbe spuntata addirittura una riedizione del Manuale Cencelli per l'assegnazione di posti chiave come Consorzi ASI, ASL, Ospedali, Garanti e Parchi Nazionali. A fare la voce grossa è la leader di Alternativa Sociale Alessandra Mussolini "Non ci si segga al tavolo delle trattative con l'emblema del malagestione" ha detto la neo deputata , annunciando per domani un sit-in di protesta. I referenti locali della coalizione di Silvio Berlusconi riflettono se scendere o meno a patti: molto dipenderà dalle scelte degli ex alleati del Governatore decimati dalla tornata elettorale. In aula si gioca sul filo dei numeri e far cadere Antonio Bassolino varrebbe più di una spartizione che molti vorrebbero rinviare a quando il capitano dell'ex ammiraglia del centrosinistra abbandonerà la nave allo sbando, per ultimo, come di prassi.

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Lo sproloquio di Vendola (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Monnezza

VINCENZO DE LEO Egregio direttore, per rendersi conto delle ragioni del "cappotto" subito dalla sinistra, oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità, come ho sempre fatto in questi sette anni, da Sindaco di Roma." Ma quando mai in questi sette anni si è rivolto a me, Walter, ed ora mi scrive per la seconda volta in quindici giorni, per raccomandarmi il suo protetto Rutelli, visto che la prima volta non è riuscito a convincermi a votare per lui stesso. Continua: "... Sono stati, per me, anni bellissimi ed intensi... Insieme abbiamo raggiunto tanti traguardi, insieme abbiamo superato momenti difficili..." Ma lo credo che sono stati anni bellissimi per Walter, ha trovato questo posticino dopo aver abbandonato il partito, ... ma non incominciamo, però, a scaricare le responsabilità: "Insieme" non abbiamo fatto assolutamente niente. Io mi sono sempre dissociato dalle malefatte che ha compiuto Veltroni al Comune. E che sia chiaro a tutti, mi rivolgo all'ex sindaco: "Walter, nun me mette in mezzo!" "Era il 1993 quando Rutelli prese in mano la città che veniva considerata ferma, senza futuro, destinata ad un inevitabile declino" continua Walter. E qui ha ragione, perché Francesco è riuscito a mandare avanti il tempo che si era fermato e far scattare il 2000, diventando "il sindaco del Giubileo" Da non crederci!... Roma ha avuto per miracolo un aumento indiscusso di turisti, il più alto afflusso di questi ultimi venticinque anni, tra tutte le altre città italiane. Mentre, ... come tutte le altre città, invece, Roma deve migliorare qualche cosuccia, come il traffico, l'emergenza casa, immigrati, sicurezza, decoro, pulizia..., ma su questo, siamo fiduciosi: Rutelli aspetta il prossimo giubileo, (sinistra arcobaleno comunisti rifondaroli, permettendo). Sì, perché a differenza di quanto detto nelle Politiche, Veltroni sta "anche" appoggiando a Roma quella stessa sinistra che è stata tacciata come causa del malgoverno prodiano! Ipse dixit Di Pietro che dietrofront PIER LORENZO Caro direttore, parlando di Di Pietro si possono adottare tanti modi di dire ma quello che (parafrasando l'ex PM ) c'azzecca di più è quello del predicare bene e razzolare male. Il grande paravento ha annunciato che, alla Camera ed al Senato, farà un suo gruppo parlamentare invece di confluire nel gruppo parlamentare unico del PD. Non è solo il problema che così facendo tirerà un bidone a Uolter Veltroni, ma creando un suo gruppo parlamentare si beccherà 5 milioni di euro in più, oltre al costo del personale necessario. Ma potevamo esser governati da sta' gente! Di Pietro, piantala! L. C. GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Leggo di ronde, di incostituzionalità, di ministri che non hanno capito nulla e via dicendo. Voglio direi la mia: il PdL ha presentato un programma votato dal popolo, ha vinto le elezioni e deve governare cinque anni. E' normale che Di Pietro non sia d'accordo a quanto voglia fare il centrodestra, non a caso appartiene alla coalizione che ha perso. Ora vigili in Parlamento, legga e voti o meno le proposte di legge del futuro governo. Proposte populiste di aumento a questi ed a quelli, di certezza della pena e via discorrendo, ha avuto due anni per farle, sono nel nostro programma ed in quello di AN da sempre, per cui...proponga cose nuove e fattibili. Non vorrei che, alla fine, quanto di buono farà il futuro governo, diventasse merito di Di Pietro! In quanto alla giustizia, la maggioranza ha votato Berlusconi e non Veltroni: la separazione delle carriere ed i controlli psico-professionali sono in atto in molti altri settori pubblici e privati e nessuno si è mai scandalizzato fino ad oggi. Creiamo nuove carceri STEFANO Gentile direttore, mi permetto di scrivere per esternare una preoccupazione: se finalmente le strade verranno ripulite dai delinquenti, dove mai troveranno posto? Secondo me bisognerebbe creare delle carceri "light", a basso costo d'esercizio. Intendo dire che la struttura fornirà la possibilità di studiare e divertirsi, ma con televisore solo in sala Tv, non in cella. Che studino invece di incretinirsi.... E tutto costruito in economia, con vere gare d appalto, senza furbate. Possibilità di lavorare all'interno della struttura? Come no? Quel buonismo progressista N. VIRETTI Genova Ormai ogni giorno c'è uno stupro, una rapina, furti a non finire, nelle periferie delle città alla sera cala il coprifuoco, la gente si rintana in casa e anche lì non si sente più sicura. In Europa abbiamo il più alto numero di immigrati extracomunitari clandestini. Ci si interroga sul perché di tanta violenza. La risposta è semplice: la gran parte dei clandestini delinque, vive in baracche di fortuna senza servizi, figurarsi se hanno la TV o i giornali e in ogni caso parlano poco la nostra lingua. Quando sono partiti circolava voce che questa è la nazione "babba" del mondo, qui si può delinquere come si vuole: e, ammesso che ti prendano, dopo poco sei di nuovo libero di ricominciare. Intanto hai dormito e mangiato bene, meglio che a casa e gratis. Dalle loro parti, quando prendono chi delinque, lo riempono di botte e per un furtarello che qui puniamo con uno scappellotto, là si fanno tutti interi, anni e anni di una galera che sarebbe meglio l'inferno. Insomma il "buonismo" progressista ci ha regalato tutto questo, la gente se ne è resa conto e lo ha cacciato nella "rumenta", nella "monnezza". I progressisti possono fare tutti i congressi che voglio, tutte le tavole rotonde, quadrate, oblunghe, ovali ecc., hanno chiuso, sono una razza in via di estizione. Grazie a Dio. Coop rovina del mercato LORELLA Volevo fare i complimenti al sindaco Tosi che finalmente ha spiegato chi effettivamente rovina il mercato del lavoro! Le coop! Di qualunque colore esse siano, sfruttano i lavoratori pagandoli una miseria e rovinando il mercato perché le aziende normali non possono certo competere con loro che hanno agevolazioni su Irap, contributi ecc. Ho saputo inoltre che a questi poveri dipendenti "soci" non viene a volte pagato il Tfr. E queste persone, se si accorgono che per avere ciò che gli spetta devono ricorrere ad un avvocato che ovviamente devono pagare, spesso rinunciano a ciò di cui hanno diritto. Bravo Tosi! Forza Lega, Forza Bossi [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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Veltroni e Rutelli due disastri (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Lo sproloquio di Vendola VINCENZO DE LEO Egregio direttore, per rendersi conto delle ragioni del "cappotto" subito dalla sinistra, oltre Bassolino, Iervolino, la periferia di Roma, i prezzi ecc.sarebbe bastato aver ascoltato lo "sproloquio" di Vendola su La7 che neanche la solidale Ritanna Armeni mostrava di apprezzare. Veltroni e Rutelli due disastri ROBERTO PEPE "Sono Walter Veltroni, voglio rivolgermi a lei con poche parole e con sincerità, come ho sempre fatto in questi sette anni, da Sindaco di Roma." Ma quando mai in questi sette anni si è rivolto a me, Walter, ed ora mi scrive per la seconda volta in quindici giorni, per raccomandarmi il suo protetto Rutelli, visto che la prima volta non è riuscito a convincermi a votare per lui stesso. Continua: "... Sono stati, per me, anni bellissimi ed intensi... Insieme abbiamo raggiunto tanti traguardi, insieme abbiamo superato momenti difficili..." Ma lo credo che sono stati anni bellissimi per Walter, ha trovato questo posticino dopo aver abbandonato il partito, ... ma non incominciamo, però, a scaricare le responsabilità: "Insieme" non abbiamo fatto assolutamente niente. Io mi sono sempre dissociato dalle malefatte che ha compiuto Veltroni al Comune. E che sia chiaro a tutti, mi rivolgo all'ex sindaco: "Walter, nun me mette in mezzo!" "Era il 1993 quando Rutelli prese in mano la città che veniva considerata ferma, senza futuro, destinata ad un inevitabile declino" continua Walter. E qui ha ragione, perché Francesco è riuscito a mandare avanti il tempo che si era fermato e far scattare il 2000, diventando "il sindaco del Giubileo" Da non crederci!... Roma ha avuto per miracolo un aumento indiscusso di turisti, il più alto afflusso di questi ultimi venticinque anni, tra tutte le altre città italiane. Mentre, ... come tutte le altre città, invece, Roma deve migliorare qualche cosuccia, come il traffico, l'emergenza casa, immigrati, sicurezza, decoro, pulizia..., ma su questo, siamo fiduciosi: Rutelli aspetta il prossimo giubileo, (sinistra arcobaleno comunisti rifondaroli, permettendo). Sì, perché a differenza di quanto detto nelle Politiche, Veltroni sta "anche" appoggiando a Roma quella stessa sinistra che è stata tacciata come causa del malgoverno prodiano! Ipse dixit Di Pietro che dietrofront PIER LORENZO Caro direttore, parlando di Di Pietro si possono adottare tanti modi di dire ma quello che (parafrasando l'ex PM ) c'azzecca di più è quello del predicare bene e razzolare male. Il grande paravento ha annunciato che, alla Camera ed al Senato, farà un suo gruppo parlamentare invece di confluire nel gruppo parlamentare unico del PD. Non è solo il problema che così facendo tirerà un bidone a Uolter Veltroni, ma creando un suo gruppo parlamentare si beccherà 5 milioni di euro in più, oltre al costo del personale necessario. Ma potevamo esser governati da sta' gente! Di Pietro, piantala! L. C. GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Leggo di ronde, di incostituzionalità, di ministri che non hanno capito nulla e via dicendo. Voglio direi la mia: il PdL ha presentato un programma votato dal popolo, ha vinto le elezioni e deve governare cinque anni. E' normale che Di Pietro non sia d'accordo a quanto voglia fare il centrodestra, non a caso appartiene alla coalizione che ha perso. Ora vigili in Parlamento, legga e voti o meno le proposte di legge del futuro governo. Proposte populiste di aumento a questi ed a quelli, di certezza della pena e via discorrendo, ha avuto due anni per farle, sono nel nostro programma ed in quello di AN da sempre, per cui...proponga cose nuove e fattibili. Non vorrei che, alla fine, quanto di buono farà il futuro governo, diventasse merito di Di Pietro! In quanto alla giustizia, la maggioranza ha votato Berlusconi e non Veltroni: la separazione delle carriere ed i controlli psico-professionali sono in atto in molti altri settori pubblici e privati e nessuno si è mai scandalizzato fino ad oggi. Creiamo nuove carceri STEFANO Gentile direttore, mi permetto di scrivere per esternare una preoccupazione: se finalmente le strade verranno ripulite dai delinquenti, dove mai troveranno posto? Secondo me bisognerebbe creare delle carceri "light", a basso costo d'esercizio. Intendo dire che la struttura fornirà la possibilità di studiare e divertirsi, ma con televisore solo in sala Tv, non in cella. Che studino invece di incretinirsi.... E tutto costruito in economia, con vere gare d appalto, senza furbate. Possibilità di lavorare all'interno della struttura? Come no? Quel buonismo progressista N. VIRETTI Genova Ormai ogni giorno c'è uno stupro, una rapina, furti a non finire, nelle periferie delle città alla sera cala il coprifuoco, la gente si rintana in casa e anche lì non si sente più sicura. In Europa abbiamo il più alto numero di immigrati extracomunitari clandestini. Ci si interroga sul perché di tanta violenza. La risposta è semplice: la gran parte dei clandestini delinque, vive in baracche di fortuna senza servizi, figurarsi se hanno la TV o i giornali e in ogni caso parlano poco la nostra lingua. Quando sono partiti circolava voce che questa è la nazione "babba" del mondo, qui si può delinquere come si vuole: e, ammesso che ti prendano, dopo poco sei di nuovo libero di ricominciare. Intanto hai dormito e mangiato bene, meglio che a casa e gratis. Dalle loro parti, quando prendono chi delinque, lo riempono di botte e per un furtarello che qui puniamo con uno scappellotto, là si fanno tutti interi, anni e anni di una galera che sarebbe meglio l'inferno. Insomma il "buonismo" progressista ci ha regalato tutto questo, la gente se ne è resa conto e lo ha cacciato nella "rumenta", nella "monnezza". I progressisti possono fare tutti i congressi che voglio, tutte le tavole rotonde, quadrate, oblunghe, ovali ecc., hanno chiuso, sono una razza in via di estizione. Grazie a Dio. Coop rovina del mercato LORELLA Volevo fare i complimenti al sindaco Tosi che finalmente ha spiegato chi effettivamente rovina il mercato del lavoro! Le coop! Di qualunque colore esse siano, sfruttano i lavoratori pagandoli una miseria e rovinando il mercato perché le aziende normali non possono certo competere con loro che hanno agevolazioni su Irap, contributi ecc. Ho saputo inoltre che a questi poveri dipendenti "soci" non viene a volte pagato il Tfr. E queste persone, se si accorgono che per avere ciò che gli spetta devono ricorrere ad un avvocato che ovviamente devono pagare, spesso rinunciano a ciò di cui hanno diritto. Bravo Tosi! Forza Lega, Forza Bossi [Data pubblicazione: 23/04/2008].

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LA MUSSOLINI TORNA A SFIDARE BASSOLINO DOPO 15 ANNI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-04-2008)

Argomenti: Monnezza

La Mussolini torna a sfidare Bassolino dopo 15 anni CORRADO CASTIGLIONE "Don Antonio! Dal tuo bel palazzo, ascolta: devi dimetterti". Megafono nel pugno, Alessandra Mussolini sfila con una decina di militanti di Azione sociale e del Mis-Lista Rauti davanti alla Regione, a Santa Lucia, sotto il sole che picchia quando il vento si placa. Più in là alcuni esponenti di un'associazione di disabili, che protestano per conto loro e renderanno il gruppetto più nutrito. "Vergogna, hai sporcato Napoli" urla contro la finestra chiusa dello studio del governatore, al terzo piano, mentre dai balconi a fianco fanno capolino alcuni dipendenti regionali. Intanto lei rincara: "Ogni mese io tornerò qui, così come si fa per il richiamo dopo il vaccino contro i veleni che ci lasci, perché tu vada via e la regione torni pulita. Siamo arrivati al 25 aprile: sarebbe ora di liberare la Campania da te". E ancora: "Don Antonio deve andare nella discarica della politica perché ha messo la democrazia sotto la spazzatura. Vuole arrivare alle Europee per avere l'immunità, perché è pieno di avvisi di garanzia". Il tono è quasi rabbioso: ricorda la scena delle ingiurie, nella Gatta Cenerentola. D'altro canto sono passati 15 anni dalla sfida elettorale con "Don Antonio" per la poltrona di sindaco. Lo scontro non era stato mai aspro e si era tenuto su toni quasi cavallereschi, senza attacchi personali, tranne qualche sbavatura come in occasione del confronto moderato da Enrico Mentana alla Corte dei Leoni. Poi Bassolino aveva vinto. E i due si erano intrattenuti a lungo mano nella mano nel bel mezzo dell'emiciclo della Sala dei Baroni, per l'insediamento del Consiglio comunale, persi in un colloquio fitto e cordiale che aveva indignato molti nell'opposizione. A maggior ragione quando dopo pochi mesi, prima la maternità poi la strada che "Don Antonio" aveva intrapreso con successo verso l'organizzazione del G7 avevano suggerito ad Alessandra di optare per la Camera, di lasciare Napoli a Bassolino e il ruolo di leader dell'opposizione all'ex parlamentare Antonio Parlato. La chiamavano "la signora Bassolino" e lei ne sarà fiera: "Lo facevo balbettare quando gli dicevo quelle cose fuori dai denti. Però con lui dialogavo: avevamo anche dei punti in comune nel programma". Quei tempi oggi sono lontani. Dell'antico feeling non c'è più nulla. Bassolino? La Mussolini risponde come un fiume in piena, come da donna tradita: "Mi ha deluso. E come me ha deluso tanti napoletani. In questi 15 anni ha fatto solo promesse non mantenute. Adesso pretende di stabilire pure la data per andarsene". Poi riprende: "Ladri!", spiegando: "Non mi rivolgo solo a lui, ma anche a donna Rosa". Ce l'ha con il sindaco: "A lei è legato a doppio filo", dice quasi ingelosita. Così, per caso, nasce l'idea di sbarcare sotto il Comune. Ad accompagnare la deputata del Pdl c'è Raffaele Bruno (Mis), i consiglieri comunali di An Luciano Schifone, Marco Nonno e Carlo Lamura, il dirigente di An Rosario Lopa e l'ex consigliere di municipalità Salvatore Lezzi. In piazza del Plebiscito si scorgono le bandiere rosse dei disoccupati. Meglio cambiare strada: la Mussolini viene guidata a fare il giro di Palazzo Reale, prendendo l'ascensore di via Acton. A piazza Municipio - anche se la manifestazione non è autorizzata - un'altra ridda di slogan: "Dimissioni! Ladri! Avete strapazzato Napoli, è una vergogna che siate ancora qua". Domanda: lei si candiderebbe con la Pdl alla guida della Regione? Risposta: "A me che me ne frega della Regione, mi propongo come cittadina di adozione napoletana che vuole far andare via don Antonio". Alessandra Mussolini davanti al palazzo della Regione. In alto Iervolino e Giammattei.

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