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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  10-17 maggio 2008      #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Monnezze (41)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Diliberto contro il sindaco protesta anche l'udeur ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: la Iervolino si era impegnata a nominare assessore Scotto di Luzio. Nulla da dire su Luigi Scotti, ma non ha rispettato gli impegni assunti con il mio partito che lealmente ha appoggiato la sua giunta". A queste parole, Iervolino ha risposto citando l'episodio finlandese: "Con Diliberto non litigherò mai perché mi è troppo amico.

Sicurezza, bassolino chiama maroni - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mario Iervolino, presente per siglare assieme al rettore dell'Università del Sannio, Filippo Bencardino, un'intesa per la riconversione del castello mediceo confiscato a Raffaele Cutolo. Un investimento di sette milioni della Regione per insediare nell'ex roccaforte della camorra vesuviana un master in valorizzazione dei beni confiscati.

Rifiuti, il caldo aggrava la crisi - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Non può la Chiesa di Napoli essere asservita al potere politico di Bassolino e Iervolino, per mantenere privilegi e "buoni rapporti". Comitati formati da mamme, bambini, impiegati, lavoratori e disoccupati, che non possono essere confusi, per convenienza, alla camorra organizzata, che avversano ogni giorno con la costante azione di denunzia.

La doppia partita dell'asse d'alema-bassolino - augusto muojo ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: BASSOLINO AUGUSTO MUOJO A Berlusconi che si appresta a venire a Napoli per la "campagna dei rifiuti" che dovrebbe preludere, nelle intenzioni della sua maggioranza, alla "cacciata" di Bassolino, Iervolino e Di Palma, il governatore di Santa Lucia oppone la sua "cosa campana" chiamando a raccolta i resti dei vecchi partiti,

Educazione ambientale, l'Ama premia gli studenti più ( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Le recenti vicende legate alla situazione campana hanno poi offerto ulteriori spunti per parlare anche di rifiuti pericolosi, di ecomafia e di smaltimento illegale. La didattica è stata integrata con visite guidate alle strutture impiantistiche Ama di Rocca Cencia, Ponte Malnome e Maccarese.

In mille assediano il comune - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Iervolino e De Gennaro: "'A munnezza nun'a vulimmo" oppure "affugateve int'a munnezza". Forte la tensione: si temevano contestazioni pesanti all'arrivo del sindaco e dei consiglieri. Invece poi sono entrati quasi tutti da ingressi secondari e quelli che hanno affrontato la via principale se la sono cavata con qualche "

Sconcertato l'ambasciatore usa "trovate soluzioni definitive" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Lei ha conosciuto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il governatore Antonio Bassolino. Sul piano politico, le due maggiori istituzioni cittadine sono al centro di aspre polemiche. Qual è la sua valutazione? "Posso solo augurarmi una soluzione dei problemi di questa città, non solo di quelli attuali ma anche quelli futuri.

Napoletani, sull'immondizia ci vuole un esame di coscienza - giancarlo guarino ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Solo per dire, che, va benissimo, bruciamo pure Bassolino, la Iervolino, Rastrelli, De Gennaro, Pansa, Catenacci, Bertolaso e quant'altri (sempre che si riesca ad attivare almeno un bruciatore, magari piccolino), ma un pochino di mano sulla coscienza forse anche noi cittadini potremmo, dovremmo mettercela.

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: decido di acquistare "Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia in Campania. Avevo paura di vederlo, essendo anche io nata in quella terra. Ma poi mi sono fatta coraggio. Dovrebbero proiettarlo nelle scuole questo piccolo film! Ma come fanno le nostre autorità a non vergognarsi per quello che è successo in Campania?

RIFIUTI, LA RABBIA DI DE GENNARO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mercoledì 21 il consiglio dei ministri Rifiuti, la rabbia di De Gennaro Nuovi no dai Comuni dopo lo stop della Iervolino su Chiaiano. Smentite le voci su un'altra proroga Situazione sempre più pesante: cumuli anche sul lungomare. Oggi inizia il processo Bassolino.

Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune ( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato,

La diaspora dei rom crisi comune-prefettura - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Iervolino puntualizza che "ho sempre condannato ogni reazione razzista: è impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom". Per Diego Belliazzi, consigliere provinciale, "al Pd spetta il compito di preservare il principio di colpevolezza, se dimostrata, come individuale e non collettivo nei confronti di una comunità:

Ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Iervolino si trova a fare i conti con un'assemblea comunale che sembra non aver capito la serietà della situazione in cui versa Napoli". Iervolino ostaggio? Le agenzie battono la nuova versione e in serata proprio dai consiglieri comunali partono le accuse più dure contro Velardi e Bassolino.

Incendiati altri campi, rom in fuga da Napoli ( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Dal sindaco Iervolino al presidente Bassolino che condannano ogni tipo di violenza. E mentre le associazioni antirazziste hanno indetto per stamattina alle 10 davanti la sede del Comune di Napoli in piazza Municipio una manifestazione di solidarietà ai rom, a Ponticelli il "Movimento Società Civile - Chiaia per Napoli",

Munnezza accusa la classe dirigente, più rosetta che antonio ( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Messa così sembra che la colpa dei mali campani sia della Iervolino, dimenticando i lunghi anni sterili dei commissari straordinari, tra cui l'attuale governatore Bassolino. "E che vogliamo buttare la colpa su Bassolino, adesso? Lui ha ammesso le sue responsabilità. In totale solitudine. Tra un anno si dimetterà e se non l'ha fatto finora è solo per senso delle istituzioni".

Dopo due giorni di pulizia etnica dei 700-800 nomadi non resta più alcuna traccia ( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dal governatore Bassolino al sindaco Iervolino sono piovute dichiarazioni indignate. Antonio Bassolino: "Bisogna fermare con la massima determinazione questi episodi inquietanti contro i rom". Rosa Russo Iervolino: "E' impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom".

LO SCENARIO DEI ROGHI ATTIRA SU NAPOLI LA CENSURA DELLE NAZIONI UNITE. LE ISTITUZIONI CONDANNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino precisa subito il senso delle sue parole: "È impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom. Ho dichiarato che comprendevo la reazione della mamma vedendosi portar via la bambina. Personalmente ho sempre condannato ogni reazione violenta e razzista e il Comune ha sempre lavorato per una politica di accoglienza che tuteli i diritti

Incendi e cassonetti rovesciati il caos rifiuti invade il cuore della città - roberto fuccillo ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino firmano un'intesa per un decreto che preveda un sottosegretario e una nuova struttura con un piano in quattro punti: discariche, incentivi e sgravi fiscali per le popolazioni che vivono nei pressi dei siti prescelti, completamento dell'inceneritore di Acerra e realizzazione di un impianto già definito a Salerno dal sindaco Vincenzo De Luca.

Berlusconi, fiducia al senato "uno statuto per l'opposizione" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ieri in preparazione del consiglio dei ministri ha ricevuto a Palazzo Chigi il sindaco di Napoli Iervolino e il Governatore della Campania Bassolino. Ma il primo banco di prova del nuovo clima di confronto senza insulti e veleni tra maggioranza e opposizione ci sarà oggi con l'incontro fra Berlusconi e Veltroni previsto per l'ora di pranzo quasi certamente a Palazzo Chigi.

Rom, divisi e trasferiti in località segrete ( da "Manifesto, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Se il governatore Bassolino dichiara "quelle grida, quegli applausi mettono i brividi, è un pugno nello stomaco per tutti noi", e la sindaca Iervolino interviene sul manifesto del Pd condannandolo perché "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito", da Ponticelli i comitati ribattono "non ci sono più le condizioni per la permanenza dei rom"

La svolta anti-nomadi della sezione Gramsci ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ma né Bassolino, né il sindaco Iervolino ci hanno ascoltati. Queste sono le conseguenze". L'ideatore è Giuseppe Russo, medico e consigliere regionale Pd proveniente dai ds. Il suo manifesto Bassolino lo ha definito "un pugno nello stomaco" e "un messaggio sbagliato e inaccettabile ", e Iervolino dice che "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito "

Rifiuti, il Cav prepara un decreto ( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ieri Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.

È ancora emergenza: roghi e strade bloccate Bassolino e Jervolino ieri da Berlusconi ( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alle sede del Consiglio regionale della Campania e così il presidente dell'

ROMA - Nell'incontro romano tra Berlusconi, Letta, il ministro per l'Ambiente Stefania Pre ( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ambiente Stefania Prestigiacomo con Bassolino e Iervolino non si è parlato della costituenda "unità di crisi" che a breve dovrà coordinare gli interventi contro l'emergenza rifiuti. Si è parlato soltanto di questioni più direttamente legate al territorio: l'apertura delle nuove discariche e le forme di risarcimento che il premier intende offrire ai cittadini che si vedranno "

Walter va a vedere le carte di Silvio Al centro riforme e regolamenti parlamentari, primo vertice a Palazzo Chigi ( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il presidente della Campania Bassolino, il sindaco di Napoli Iervolino e la ministra dell'Ambiente Prestigiacomo. L'idea è creare una struttura ad hoc contro la "monnezza" campana. Mercoledì al consiglio dei ministri nella Prefettura di Napoli il "pacco" di proposte: rifiuti, sicurezza, taglio dell'Ici e detassazione straordinari.

Emergenza-rifiuti, nuovi roghi e strade bloccate a Napoli e Caserta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: di gravissima emergenza sul fronte dei rifiuti mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? ( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli definiscono positivo per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra istituzioni locali e governo nazionale.

Tutta napoli è una discarica ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo. Bassolino e Iervolino a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con Berlusconi, Letta e Prestigiacomo. FUCCILLO E LUCARELLI ALLE PAGINE IV E V.

I roghi assediano la regione - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino corrono da Berlusconi Blocchi stradali nella city, proteste, teppisti in via Cilea. A terra 50 mila tonnellate ROBERTO FUCCILLO IL simbolo della giornata è quel rogo al Centro direzionale, che induce Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale a sgomberare l'aula e sospendere la seduta.

"contro la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino dopo il vertice a Palazzo Chigi: Letta ha mantenuto la promessa "Contro la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" "Chi dice: c'è disinteresse da parte degli amministratori fa un errore" "Velardi è l'ultimo dei miei pensieri, ma non sto a perdere tempo con le sue fantasie" OTTAVIO LUCARELLI "Ho telefonato a Gianni Letta subito dopo la vittoria del centrodestra.

"napoli, una città senza governo" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: I rapporti tra il presidente dell'Unione industriali e il sindaco Iervolino sono difficili ormai da tempo. Con Bassolino come va? "Con la Regione si riesce sempre a dialogare. Ma il valore morale personale del sindaco è indiscusso, comprendo gli ostacoli che deve affrontare, la mia non è una questione di carattere personale.

I 94 anni di guarino: "triste per questa città" ( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Sono sempre stato, politicamente, dalla parte delle amministrazioni Bassolino e Iervolino. Ma oggi Napoli è in condizioni che peggiori non le si potrebbe immaginare... ". "Ne abbiamo passate di tutti i colori. Sempre subendo umiliazioni terribili: la spazzatura, la mozzarella alla diossina, ora le aggressioni ai rom.

SOMMERSI DAI RIFIUTI RIVOLTA NELLE STRADE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il ministro all'Ambiente Prestigiacomo ne hanno discusso con il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. L'obiettivo sarebbe quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura ad hoc alle dipendeze del governo. DE CRESCENZO E ROANO ALLE PAGINE 34, 35, 36.

Rom, iervolino attacca sepe "il comune lasciato da solo" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Pagina VI - Napoli Rom, Iervolino attacca Sepe "Il Comune lasciato da solo" Ma il cardinale replica: noi da sempre tra la gente Il sindaco: abbiamo risolto il problema alloggi. Il cardinale: nei campi il nostro impegno concreto OTTAVIO LUCARELLI "Vedo che tutti più o meno dimostrano grande solidarietà.

I teppisti dilagano in centro caos alla riviera di chiaia ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mentre Bassolino e Iervolino plaudono all'impegno di Berlusconi per la sua venuta in città, il sindaco lancia una frecciata al commissario Gianni De Gennaro: "Se fossi io commissario, saprei cosa fare. Ma il commissario è lui, che lavori". Attacco che scatena il centrodestra.

Non c'è numero legale il consiglio fa flop ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: incontro di giovedì a Roma con il presidente Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Bassolino". Dalla destra, intanto, incalzano gli inviti al sindaco a dimettersi e la proposta più originale arriva da Salvatore Varriale di Forza Italia: "La Iervolino potrebbe essere nominata commissario straordinario per i rifiuti al posto di De Gennaro.

Giocando si aiuta il pianeta la terra futura è già presente ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: riciclaggio ma anche legalità ed ecomafie. E poi giochi, concorsi, mostre e tante curiosità, come il mini supermercato organizzato da Mani Tese o il grande gioco dell'oca ideato dagli studenti di Figline. Tra gli ospiti (sabato) Vandana Shiva, presidente della commissione internazionale sul futuro dell'alimentazione, e Debi Barker, coordinatore dell'International Forum on Globalization.

Rifiuti, assalto al cuore di napoli raid e barricate, città sotto assedio - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il presidente della Regione Antonio Bassolino nota che "Berlusconi e il governo vengono a Napoli (mercoledì 21, ndr), e mi sembra un segnale giusto". Intanto il sindaco Iervolino punzecchia il commissario straordinario Gianni De Gennaro: "Quando mi nomineranno commissario all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò.

Si spengono i fuochi degli assalti ai campi rom nella città ( da "Tempo, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino oltre che dai rappresentanti del Comitati Civico che hanno ricordato come la municipalità (a maggioranza Pd) aveva bocciato lo scorso 24 aprile una proposta per lo smantellamento degli stessi campi. I nomadi costretti ad abbandonare Ponticelli sono stati sistemati in diverse strutture tra cui la scuola Deledda che dovrebbe trasformarsi a lungo in centro di accoglienza

Gomorra il <realismo sporco> è anche più efficace del libro ( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il personaggio pubblico, la vox clamans nel deserto sociale cui è stato relegato, lo scrittore bravo e fin troppo precoce bravo maestro, entra solo nei titoli di coda, quando vengono ricordati i alcuni numeri dell'ecomafia e gli investimenti persino nella ricostruzione delle Torri Gemelle. 17/05/2008.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mi riferisco alle varie iniziative degli assessori avallate dal sindaco signora Iervolino (ahimè, votati anche da me). Prima il problema dei rifiuti che ci ha reso tristemente famosi nel mondo, oltre al danno di pagare la tassa della spazzatura più cara d'Europa senza avere nessun servizio. Poi la beffa di un ulteriore rincaro;


Articoli

Diliberto contro il sindaco protesta anche l'udeur (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli La polemica Il segretario dei Comunisti italiani furibondo per l'esclusione di Scotto di Luzio Diliberto contro il sindaco protesta anche l'Udeur L'ex ministro comunista "Impegni non rispettati, siamo all'opposizione" La replica del primo cittadino: "Ma con Oliviero non litigherò mai è un mio amico" Una volta si ritrovarono insieme in Finlandia, nella città di Turku, per un appuntamento istituzionale. Era il compleanno di Rosa Russo Iervolino e Oliviero Diliberto, racconta il sindaco di Napoli, "girò tutta la città per trovare una torta". Un episodio che dovrebbe dirla lunga sull'amicizia stretta dai due esponenti politici durante anni di militanza parlamentare e di governo. Ma la politica, si sa, mette a repentaglio le unioni più consolidate e ora, tra Iervolino e Diliberto, si è messo di traverso il rimpasto nella giunta di Palazzo San Giacomo. Il segretario dei Comunisti italiani, quando ha visto che nella lista dei nuovi assessori era stato inserito il ministro uscente Luigi Scotti a scapito del segretario della federazione di Napoli del Pdci, Giuseppe Scotto di Luzio, è andato su tutte le furie. Ha accusato il sindaco di"essersi comportato scorrettamente", poi ha aggiunto: "In più colloqui, la Iervolino si era impegnata a nominare assessore Scotto di Luzio. Nulla da dire su Luigi Scotti, ma non ha rispettato gli impegni assunti con il mio partito che lealmente ha appoggiato la sua giunta". A queste parole, Iervolino ha risposto citando l'episodio finlandese: "Con Diliberto non litigherò mai perché mi è troppo amico. La vendetta, come la battuta, si serve fredda. Faccio finta di non aver letto quella dichiarazione", ha detto. Nel merito, il sindaco ha però difeso le sue scelte, "sono state indicate persone competenti, la gente giusta al posto giusto, non comprendo i rinnovatori che si scagliano contro il rinnovamento". Ma Diliberto, in serata, ha scosso ancora il capo chiamando in causa un testimone degli accordi che il sindaco non avrebbe rispettato: "è vero, siamo amici. Ma da un'amica mi sarei aspettato comportamenti coerenti con gli impegni presi direttamente con me e alla presenza anche di un'altra persona, come la Iervolino ben ricorderà. Quanto alle competenze, Scotto di Luzio ha dimostrato competenza ed è persona di provata esperienza e probità", conclude Diliberto. Schermaglie tra vecchi amici, si dirà. Non così quel che, secondo Raffaele Ambrosino (Forza Italia) e Luciano Schifone (An) sarebbe avvenuto durante la conferenza dei capigruppo di ieri: "Abbiamo dovuto abbandonare i lavori - dicono - perché la conferenza si era trasformata in una vera e propria rissa verbale tra i partiti di centrosinistra non appena è stata diramata la composizione della nuova giunta". E dopo l'esclusione dalla giunta protesta anche l'Udeur che con Antonio Fantini avverte il Pd: "Rimaniamo perplessi rispetto a questa situazione. A fronte dell'invito di Bassolino a ricucire l'alleanza, altri pensano invece ad acuire i dissapori, speriamo che si ravvedano". (d.d.p.).

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Sicurezza, bassolino chiama maroni - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Sicurezza, Bassolino chiama Maroni La giunta regionale a Casal di Principe nell'ex casa di un boss I politici in pullmino con scorta. Accordo per un vertice col governo sui clan OTTAVIO LUCARELLI dal nostro inviato CASAL DI PRINCIPE - Un vertice governo-Regione sulla sicurezza. Antonio Bassolino telefona a Roberto Maroni e assieme al ministro leghista dell'Interno concorda un incontro nel prossimo fine settimana che dovrebbe segnare l'insediamento napoletano del governo. Un incontro per ampliare l'intervento su Napoli dal dramma rifiuti, la "molla" che ha spinto Silvio Berlusconi alla scelta partenopea, per affrontare anche il nodo sicurezza. "Ci sono tutte le condizioni - avverte Bassolino - per avere anche con il ministro Maroni un forte rapporto di collaborazione così come lo abbiamo avuto con Amato. L'ho sentito in queste ore e, del resto, ho già avuto un ottimo rapporto quando ero sindaco e lui ministro. Sono fiducioso, dunque, del fatto che vi saranno nuovi interventi concentrati in materia di lotta alla criminalità organizzata, interventi su giustizia e sicurezza a partire dalla prossima finanziaria". Notizia annunciata da Bassolino durante la riunione della giunta regionale ieri mattina in trasferta collegiale, in pulmino e con scorta, a Casal di Principe per presentare nei saloni di un bene confiscato al boss Egidio Coppola del clan dei Casalesi un centro di assistenza con otto posti letto per adolescenti colpiti da disagi psichici dedicato alla memoria di don Giuseppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso quindici anni fa. Una struttura, già inaugurata il 23 novembre del 2005 e mai entrata in funzione, che sarà attivata a fine mese. Bassolino, undici assessori, alcuni funzionari ma anche qualche consigliere regionale tra i quali Nicola Ferraro che a Casal di Principe abita e che fu arrestato nell'inchiesta sull'Udeur della Procura di Santa Maria Capua Vetere. "Siamo qui - aggiunge Bassolino - anche in segno di solidarietà nei confronti della giornalista Rosaria Capacchione, del giudice Raffaele Cantone e dello scrittore Roberto Saviano". Tutti minacciati in aula durante il processo Spartacus al clan dei Casalesi. Riunione che segna alcuni obiettivi: la Regione si impegna a stanziare 170 milioni di euro di fondi europei per il recupero e la valorizzazione delle risorse confiscate e istituisce una Fondazione dedicata alla gestione dei settecento beni sottratti alla criminalità organizzata che sarà presieduta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra. Bassolino elenca gli obiettivi ma non convince il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, 49 anni, medico eletto un anno fa nelle liste di Forza Italia che rimane in piedi e protesta: "Ho saputo dell'iniziativa la sera precedente, ma cosa hanno portato a Casal di Principe?". Soddisfatto invece il sindaco del Pd di Ottaviano, Mario Iervolino, presente per siglare assieme al rettore dell'Università del Sannio, Filippo Bencardino, un'intesa per la riconversione del castello mediceo confiscato a Raffaele Cutolo. Un investimento di sette milioni della Regione per insediare nell'ex roccaforte della camorra vesuviana un master in valorizzazione dei beni confiscati. Regione in trasferta con Bassolino che, prima di andar via, torna a parlare dell'ultima tornata elettorale: "A Napoli e in Campania governiamo ancora e abbiamo tempo per vedere se anche qui la conclusione del ciclo politico significherà, come a Roma, la svolta a favore del centrodestra o se si potrà ancora andare avanti". (ha collaborato raffaele sardo).

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Rifiuti, il caldo aggrava la crisi - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Rifiuti, il caldo aggrava la crisi Miasmi dai cumuli di sacchetti. Allarme ratti e scarafaggi Il sito di Ferrandelle ha riaperto ma i Cdr lavorano a singhiozzo PATRIZIA CAPUA All'alba di ieri è stato finalmente aperto il sito di stoccaggio di Ferrandelle, che ha funzionato subito come valvola di sfogo per i cdr che si sono liberati di un certo quantitativo di fos. Qualcuno di questi, Santa Maria Capua Vetere in particolare, ha potuto riprendere a lavorare spieditamente, dando un po' di respiro all'emergenza nel casertano. I tecnici del commissariato precisano, però, che questo utilizzo sarà temporaneo, essendo Ferrandelle destinato a riempirsi di rifiuti "tal quale". I cdr tuttavia continuano a lavorare a singhiozzo, mentre quello di Casalduni è addirittura fermo per iperproduzione di balle, in attesa che si recuperi Pianodardine. Per Napoli, sul fronte della spazzatura non raccolta, è stata una domenica durissima. La città si è svegliata invasa da oltre tremila tonnellate, cumuli che occupano buona parte dei marciapiedi. Il caldo fa la differenza. Una vergogna che non risparmia nessun quartiere della città, monumento, o parco, o edificio storico. L'Asìa sta lavorando con enzimatici per arginare la diffusione dei miasmi, l'Asl fa la disinfestazione delle montagne di rifiuti. Segnalazioni della presenza di ratti e scarafaggi arrivano dalla I Municipalità: "Ho mandato un fax all'Asl per gravi problemi sulle scale che collegano Parco Margherita a San Pasquale, via Giordano Bruno e viale Gramsci", dice il vice presidente Maurizio Tesorone. Quarantamila tonnellate sono per terra in Campania. Drammatica la situazione in provincia. Almeno 350 tonnellate di rifiuti nelle strade di San Giorgio a Cremano. Nella notte di sabato sono stati prelevati soltanto i sacchetti depositati davanti a quattro scuole. Gravissima la crisi a Castellammare di Stabia. Continua il fenomeno dei roghi appiccati alle montagne di rifiuti. Quindici interventi dalle otto del mattino e oltre cinquanta nella notte precedente (a partire dalle 20): è questo il bilancio dei Vigili del fuoco, in azione a Napoli e in provincia. Molte segnalazioni sono arrivate dall'hinterland: particolarmente colpite Casoria e il Vesuviano. In città sacchetti di spazzatura in fiamme soprattutto nella zona di Fuorigrotta. Tutto ancora da affrontare il nodo di Chiaiano, quartiere che sta facendo le barricate per scongiurare l'apertura della discarica nella cava di Cupa del Cane. Proteste, manifestazioni, blocchi stradali: anche una lettera aperta a papa Benedetto XVI, al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe e al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, da parte della comunità parrocchiale di San Giovanni Battista. Si addebita alla Chiesa di Napoli, "che rimane impassibile", di essere "schierata dalla parte dei più forti, dei governanti locali che vogliono imporre scelte nefaste ai cittadini. Uno schieramento - si legge - ovvero un complice silenzio che sta dalla parte di Ponzio Pilato e non di Cristo. Ventimila persone chiedono solo la salvaguardia della loro salute e del loro territorio. Non può la Chiesa di Napoli essere asservita al potere politico di Bassolino e Iervolino, per mantenere privilegi e "buoni rapporti". Comitati formati da mamme, bambini, impiegati, lavoratori e disoccupati, che non possono essere confusi, per convenienza, alla camorra organizzata, che avversano ogni giorno con la costante azione di denunzia. Accostarli alla camorra è un sacrilegio".

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La doppia partita dell'asse d'alema-bassolino - augusto muojo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli LA DOPPIA PARTITA DELL'ASSE D'ALEMA-BASSOLINO AUGUSTO MUOJO A Berlusconi che si appresta a venire a Napoli per la "campagna dei rifiuti" che dovrebbe preludere, nelle intenzioni della sua maggioranza, alla "cacciata" di Bassolino, Iervolino e Di Palma, il governatore di Santa Lucia oppone la sua "cosa campana" chiamando a raccolta i resti dei vecchi partiti, come nel caso dell'Udc e dell'Udeur, o tentando di rivitalizzare quelli azzerati dal ciclone elettorale. Lo ha fatto chiaramente intendere anche nell'ultima direzione regionale del Pd, che lo ha visto protagonista indiscusso in danno degli altri leader, a cominciare dal segretario regionale Iannuzzi, fresco del consenso romano di Veltroni su primarie e circoli, che dovrebbero anticipare la stagione congressuale estiva. Nel parlamentino del nuovo partito, la cui geografia ufficiale è divisa in quattro (bassoliniani, veltroniani, centristi e innovatori), le direttrici di marcia sono sostanzialmente due: da un lato coloro che Bassolino aggrega attorno ai suoi uomini, in primo luogo Cozzolino e Marciano, dall'altro i veltroniani che rilanciano Iannuzzi e puntano ad assorbire nel tempo la sconfitta delle urne e a preparare la candidatura di successione a Bassolino, ma anche ai vertici di Comune e Provincia di Napoli. In entrambi gli schieramenti, però, serpeggia una fortissima componente dalemiana, che gioca su due tavoli, quello romano e quello locale. Sul primo la partita è a tutto campo, nel tentativo di scompaginare le alleanze e preparare un'alternativa al tandem Veltroni-Franceschini. Su quello locale si schiera a favore di Bassolino, puntellandone le sorti, ma lavorando per costruire una candidatura molto forte l'anno prossimo, quando il governatore dovrebbe tentare l'avventura europea, affiancato proprio dalla Iervolino, che così libererebbe in anticipo anche l'ambitissima poltrona di Palazzo San Giacomo. Fra i dalemiani di Napoli è corsa in questi giorni anche un'ipotesi "estrema", che cioè possa essere addirittura D'Alema il candidato ideale per succedere a Bassolino e fronteggiare l'assalto dei berlusconiani-finiani. La voce non ha trovato riscontri romani e, francamente, appare inverosimile che D'Alema, dopo il personale insuccesso campano di aprile, sia disponibile a rischiare una seconda volta e per di più per una carica lontana dalle sue radici territoriali e che egli considererà sicuramente al di sotto delle sue possibilità. La voce rafforza, semmai, un'ipotesi interna che forse non si vuole bruciare anzitempo sull'altare di Bassolino, quella del giovane ex segretario regionale dei Ds Enzo Amendola. Di candidature possibili, nazionali e locali, si parlerà comunque nella capitale tra qualche giorno nell'incontro tra esponenti del Pd di varia estrazione. Nella riunione, a cui parteciperanno anche alcuni "storici" veltroniani di Napoli, si discuterà anche della necessità di un'operazione rilancio ancorata non solo alle moderne pratiche delle primarie e dei circoli, ma a forme di radicamento territoriali non dissimili da quelle usate con successo dalla Lega al Nord.

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Educazione ambientale, l'Ama premia gli studenti più (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Educazione ambientale, l'Ama premia gli studenti più ... Educazione ambientale, l'Ama premia gli studenti più meritevoli che hanno partecipato ai suoi corsi. Oggi alle 10 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, si svolgerà la cerimonia di premiazione e consegna degli attestati di partecipazione ai Corsi di Formazione Ambientale Ama 2008. All'evento parteciperanno i vertici aziendali e un ospite speciale: Alberto Angela. Agli studenti che hanno preso 100/100 al test di valutazione finale, oltre agli attestati, sarà consegnato il volume "Vent'anni di Ama", l'ultimo rapporto ambientale e una copia del libro di Alberto Angela "Una giornata nell'antica Roma" autografata dall'autore. Quella del 2008 è la 10 edizione dei corsi di educazione ambientale che fanno parte dell'articolato programma di Amaperlascuola. Hanno partecipato 350 studenti e 22 docenti di 10 scuole. L'intero decennio di attività ha visto la partecipazione di oltre 3000 studenti di 100 scuole. I corsi Ama mettono a disposizione dei ragazzi gli strumenti didattici necessari per approfondire tematiche importanti, e di stretta attualità, come la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, la termovalorizzazione, il compostaggio e l'impatto ambientale. Le recenti vicende legate alla situazione campana hanno poi offerto ulteriori spunti per parlare anche di rifiuti pericolosi, di ecomafia e di smaltimento illegale. La didattica è stata integrata con visite guidate alle strutture impiantistiche Ama di Rocca Cencia, Ponte Malnome e Maccarese.

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In mille assediano il comune - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli In mille assediano il Comune Corteo di protesta da Chiaiano, insulti ai consiglieri Il sindaco chiede un incontro con De Gennaro per riferirgli il no alla discarica ROBERTO FUCCILLO CHIAIANO, centro di Napoli. Per un giorno la toponomastica cittadina si è invertita. La protesta di Chiaiano per la discarica, appoggiata dal comune limitrofo di Marano, si è impossessata della city, portando un migliaio di manifestanti agguerriti a stringere d'assedio il Maschio Angioino, per l'occasione di nuovo sede del Consiglio comunale. E alla fine ha ottenuto anche un parziale risultato. Complici i documenti antidiscarica che molti consiglieri, anche di maggioranza, avevano preparato in aula, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha chiuso la giornata annunciando di voler chiedere un incontro al commissario Gianni De Gennaro per rappresentargli il no alla discarica sia della popolazione che del Consiglio. Mossa con la quale ha evitato un voto assai rischioso politicamente su quei documenti. è stata una invasione che ha paralizzato il centro cittadino, complice anche un altro corteo che si dirigeva verso la Regione, con il traffico bloccato ai margini dai vigili, mobilitati per l'occasione come pure le forze dell'ordine presenti in modo cospicuo davanti a Castel Nuovo. Fra i circa mille manifestanti c'erano anche le associazioni dei disoccupati organizzati, ma spiccavano le tantissime bandierine bianche di Chiaiano, con un semplice "no alla discarica" e i sacchetti innalzati sulle aste di striscioni e manifesti. Slogan duri contro i protagonisti, Bassolino, Iervolino e De Gennaro: "'A munnezza nun'a vulimmo" oppure "affugateve int'a munnezza". Forte la tensione: si temevano contestazioni pesanti all'arrivo del sindaco e dei consiglieri. Invece poi sono entrati quasi tutti da ingressi secondari e quelli che hanno affrontato la via principale se la sono cavata con qualche "vergogna" e "mariuoli". La tensione in effetti era stata parzialmente stemperata dalla autorizzazione ad assistere alla seduta concessa a un nutrito gruppo di manifestanti, fra cui il presidente della Municipalità Carmine Malinconico e il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, accompagnato dai suoi consiglieri che vestivano una fascia bianca a tracolla per farsi riconoscere. Comunque il presidente del Consiglio Leonardo Impegno è intervenuto più volte duramente, minacciando di far identificare, se non di espellere, i presenti che urlavano durante la seduta. Il momento più caldo è stato al momento in cui ha parlato l'assessore Gennaro Mola, spiegando come De Gennaro avesse chiesto addirittura un milione di tonnellate su Chiaiano e come il Comune avesse manifestato la sua contrarietà, salvo dover poi cedere, a causa dell'emergenza e anche perché "su Pianura, dove Napoli è stata per 43 anni pattumiera della regione, potevamo alzare di più la voce, altrove meno". La stessa Iervolino, entrando in aula, aveva ribadito che occorre fare "tutto il possibile perchè le garanzie dal punto di vista territoriale e della salute delle persone, così come promesso da De Gennaro, siano realizzate" e che invece non bisogna "istigare paure folli". Il sindaco aveva poi offerto uno spiraglio anche alla protesta: "La decisione non spetta al sindaco di Napoli, ma al nuovo presidente del Consiglio. Valuteremo anche l'ipotesi di qualche sito alternativo". Alla fine l'impegno a un incontro con De Gennaro, che rinvia lo scontro anche con la sua maggioranza sul tema. Intanto Mola aveva brevemente relazionato sullo stato della raccolta differenziata. Queste le principali tappe a breve. Nei prossimi giorni Asìa renderà nota la prima area di centomila abitanti dove si inizierà la sperimentazione del porta a porta, a giugno; entro il prossimo mese dovrebbero arrivare i contenitori per la carta negli uffici pubblici; sono state acquistate altre 1000 coppie di campane per vetro e plastica; domani apre a Ponticelli la prima isola ecologica.

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Sconcertato l'ambasciatore usa "trovate soluzioni definitive" - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli La condanna Il turismo Lo studioso Ronald P. Spogli, amico di Bush, in città nel giorno della protesta per i rifiuti Sconcertato l'ambasciatore Usa "Trovate soluzioni definitive" Per ora non c'è pericolo: tra noi c'è simpatia e parentela Ma se durerà ancora a lungo si correranno dei rischi In America un caso simile non sarebbe rimasto senza conseguenze politiche per le istituzioni locali DARIO DEL PORTO (segue dalla prima di cronaca) Bisogna trovare una "soluzione definitiva" per l'emergenza rifiuti, un caso che, in America, non sarebbe rimasto senza conseguenze politiche per le istituzioni locali, afferma il diplomatico che ha studiato con il presidente George Bush. Da due anni e mezzo, Spogli è impegnato nella missione "Partnership for Growth", promossa con l'obiettivo di realizzare maggior dinamismo economico nel nostro Paese. Nella sua lunga giornata napoletana, l'ambasciatore ha visitato il Mars, il centro d'eccellenza sulla microgravità realizzato a Gianturco e la fondazione "'A voce d'e criature" realizzata all'Arenaccia dal parroco don Luigi Merola, poi ha preso parte alla conferenza sul tema "Commercializzare l'innovazione" che si è tenuta alla Camera di commercio alla presenza del parlamentare del Pd, Luigi Nicolais. Ambasciatore Spogli, Napoli vive uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Gli americani cosa pensano della crisi che da mesi sta facendo il giro del mondo? "Napoli è una bellissima città, molto conosciuta negli Stati Uniti dove ha da sempre un'immagine positiva, anche perché nel passato moltissime persone sono partite da questa terra per stabilirsi in America. Esiste, per così dire, un rapporto di parentela e simpatia. Io stesso vengo qui spesso e volentieri. Ma certamente, l'immagine del Paese viene messa a rischio dal problema dei rifiuti. Mi auguro che il governo italiano, con il forte impegno delle autorità locali, risolva la questione al più presto. Non solo per il breve periodo, ma una volta per tutte". La situazione può allontanare gli americani da Napoli? "Gli americani sono consapevoli del problema ma non si può affermare, in senso generale, che ci sia una tendenza ad evitare Napoli per questa ragione. Se però questo stato di cose dovesse trascinarsi per molto tempo ancora, allora ci saranno persone che si preoccuperanno". Lei ha conosciuto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il governatore Antonio Bassolino. Sul piano politico, le due maggiori istituzioni cittadine sono al centro di aspre polemiche. Qual è la sua valutazione? "Posso solo augurarmi una soluzione dei problemi di questa città, non solo di quelli attuali ma anche quelli futuri. Spero che, chiunque sarà al potere, possa impegnarsi fortemente in questa direzione". Se una crisi come quella dei rifiuti si fosse verificata negli Stati Uniti, quale prezzo avrebbero pagato i governanti locali? "Dipende dalle circostanze, ma di sicuro si sarebbe pagato un prezzo piuttosto alto per la mancanza di un servizio vitale per i cittadini come quello della raccolta dell'immondizia". C'è un cittadino napoletano, in particolare, che lei ha conosciuto in questi anni e del quale ha stima? "Ne ho conosciuti tantissimi. Ad esempio Luigi Nicolais, che ha trascorso molto tempo negli Stati Uniti, lo stimo moltissimo anche perché ha colto immediatamente l'importanza del collegamento tra ricerca e commercializzazione". Napoli però non è solo rifiuti. I presupposti per lasciarsi la crisi alle spalle ci sono? "In Campania esiste un'energia imprenditoriale trascinante. In questi tre anni ho potuto conoscere e apprezzare docenti e ricercatori. L'anno scorso sono stato a Città della Scienza. Il polo high-tech ed la fondazione che ho visitato mi sembrano due isole di speranza in un contesto che può apparire difficile. E l'esperienza di don Luigi Merola mi ha commosso, davvero". Perché? "Mi ha fatto vedere una città che guarda verso il futuro, dove anche una persona sola può darsi da fare e contribuire a cambiare molte cose".

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Napoletani, sull'immondizia ci vuole un esame di coscienza - giancarlo guarino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Napoli NAPOLETANI, SULL'IMMONDIZIA CI VUOLE UN ESAME DI COSCIENZA GIANCARLO GUARINO S cusatemi, io la chiamo immondizia la "monnezza". O, se preferite, spazzatura, pattume, rifiuti, schifezza, quello che volete ma mai monnezza. Quella parola, molto spesso, mal pronunciata da qualche non napoletano, ha per un napoletano come me un che di familiare, di dolce, di affettuoso. Forse mi sbaglio, ma sentire parlare di monnezza, mi fa venire quasi voglia di battergli (alla monnezza, intendo) gentilmente, affettuosamente sulla spalla. Una cosa familiare, insomma. E invece no, scusatemi, si tratta di schifezze, sporcizia, pattume appunto. Ma siccome sono votato per atavica abitudine, educazione, cultura e vocazione, ma anche per convinzione a essere sempre un po' bastian contrario, lo sono anche questa volta. Va bene lo sappiamo: uno scandalo, una bruttura, tutta colpa di questo, no di quello, no di quell'altro, insomma di nessuno. Ma ne siamo proprio sicuri, intendo noi cittadini, persone comuni? Questa mattina, come spesso la mattina, sono uscito con la mia auto dal mio garage, incredibilmente dovendo solo evitare, da quel perfetto chirurgo che ormai sono diventato, un paio di motorini e una motocicletta messi di traverso a occludere l'uscita. Ma non completamente: perché l'immenso e inutile suv di un vicino a me sconosciuto e che maledico ogni mattina, stamane non c'era; il proprietario forse dormiva tra le braccia amorose di una splendida fanciulla o giaceva esanime in un pronto soccorso delle vicinanze (amorevolmente assistito, ne sono certo, dal Generalissimo Feldmaresciallo Schettini), ma sta in fatto che non c'era. Più facile uscire, sì, ma... Mentre ci provo, una di quelle ragazze che si usano ora, fasciata in quelle pellicole aderenti di moda, si avvicina al cassone dell'immondizia accanto all'uscita del mio garage (complimenti a chi ce lo ha messo: uscire è una scommessa con San Gennaro, ovviamente, ogni mattina, per fortuna esco di rado con la macchina) e vi getta dentro un bel sacchetto (vivacemente colorato) di immondizia, alle nove del mattino. Di fronte al portone di casa mia, vi sono due "campane" per i rifiuti differenziati, molto poco utilizzate, se devo giudicare dal fatto che (fortunatamente, visto il chiasso che fanno) vengono vuotate assai di rado, dietro e tra le quali si trova di tutto: cartacce, immondizia varia che resta lì per settimane e, ieri, una poltrona letto (non male a dire il vero, sono stato tentato di portarmela a casa). Poco più avanti (e parlo sempre della strada di casa mia), qualcuno ha sistemato quattro (immediatamente diventati tre) contenitori di cose strane. C'è scritto sopra cosa ci si deve gettare, ma, elegantemente, la scritta (ormai illeggibile, comunque) va dal basso in alto e io ho il torcicollo endemico: che c'era di male se lo scrivevano normalmente? Ma dietro di esse, genialmente sistemate a trenta centimetri dal marciapiedi (si fa per dire, percorso di guerra, andrebbe meglio) si trova di tutto, a cominciare da cartoni di imballaggio dei negozi vicini, vestiti dismessi, materassi, scaldabagni, computer, vetrate intere e wc. Mi ha sempre colpito, a dire il vero, la quantità incredibile di vecchi (suppongo) oggetti del genere abbandonati in strada (merito della Marcuzzi, forse). Ma insomma, poco più avanti (voi direte, ma dove abiti? In quella che i giornali orrendamente definiscono la "Napoli bene", che pensavate?) altri bidoni immensi, rigorosamente privi di coperchi utilizzabili come tali, già stracolmi alle nove del mattino, e accanto a essi, altri cartoni, i resti di un paio di armadi di legno, i sostegni di un mobile in ferro, pubblicità di film appena usciti in dvd come appendice di quotidiani, che ormai non venderebbero nemmeno una copia senza il rituale maledetto dvd. La sera, meglio la notte, poi è una poesia. Dai bar e ristoranti vicini, furtivamente, ma non troppo, inservienti, camerieri, cuochi o che so io, vuotano nei cassoni i residui dei loro esercizi, direttamente, senza nemmeno usare i rituali sacchetti dei supermercati, del resto verdumai e pescivendoli hanno già a loro volta fatto lo stesso alla luce del sole. E mi fermo qui, perché potrei continuare raccontando di altre strade, che non siano la mia: è uguale dovunque. Solo per dire, che, va benissimo, bruciamo pure Bassolino, la Iervolino, Rastrelli, De Gennaro, Pansa, Catenacci, Bertolaso e quant'altri (sempre che si riesca ad attivare almeno un bruciatore, magari piccolino), ma un pochino di mano sulla coscienza forse anche noi cittadini potremmo, dovremmo mettercela. E siccome la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni, magari se, mentre ci si strofina la coscienza, qualche autorità, posto che qualcuna ve ne sia, si curasse di effettuare un minimo di controlli, di razionalizzazioni, di produrre (ora la sparo grossa) un pochino di efficienza non è detto che sarebbe un male. Almeno quel maledetto suv me lo togliete dai piedi?.

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Per i rifiuti siamo sempre all'anno zero Antonio di Gennaro Napoli Qualcuno ci viene a dire che la raccolta differenziata a Napoli sarebbe aumentata, in quale entità non sappiamo e quanto sia vero incominciamo a dubitare. Vedendo i cumuli di spazzatura che si vanno di nuovo accumulando durante il caldo (per un sistema che non decolla senza che nessuno, nemmeno venuto da lontano, dimostri di saper fare di più di prima, in un crescendo di manifestazioni di piazza provocate anche da proposte irricevibili) notiamo in essi ogni sorta di materiale differenziabile, tra cui principalmente derivati da attività commerciali, come bustoni contenenti plastica e imballaggi vari provenienti da negozi di abbigliamento, contenitori di latta, cartone e plastica di tanti esercizi di ristoro, vetro, legname, oltre che quantitativi impressionanti di scarti alimentari. Il problema è che un ciclo virtuoso manco stavolta è cominciato, mentre occorrerebbero controlli e multe severe, defiscalizzazioni per incentivare i grossi produttori di rifiuti a impegnarsi in una seria raccolta, raccolta dedicata e per fasce orarie verso esercizi commerciali di particolare natura e attività. Sane proposte di realizzare e diffondere vendite di prodotti liquidi allo spillo e reintrodurre i vuoti a rendere, cadono nel disinteresse. E allora restiamo tra incompetenze, disinteresse, e particolarismi attorniati da cumuli di spazzatura. Anche ora che sta arrivando l'estate. "Biutiful cauntri" da proiettare nelle scuole Emanuela Cappelli emanuela-cappelli@libero.it Sabato pomeriggio, in libreria, decido di acquistare "Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia in Campania. Avevo paura di vederlo, essendo anche io nata in quella terra. Ma poi mi sono fatta coraggio. Dovrebbero proiettarlo nelle scuole questo piccolo film! Ma come fanno le nostre autorità a non vergognarsi per quello che è successo in Campania? Come fanno le istituzioni ad arrogarsi ancora il diritto di pretendere rispetto dai cittadini? Come fanno i nostri politici ad avere il coraggio di guardare in faccia il loro popolo se non prima abbassare lo sguardo di fronte a esso? Come fa questo paese a definirsi ancora civile? Solo campionesse le donne del Posillipo Antonio Mazzone Presidente circolo Posillipo Mi compiaccio vivamente con "Repubblica" per la spiritosa intervista che Antonio Tricomi ha fatto all'attrice Rosalia Porcaro. L'occasione è ghiotta per riprendere e correggere un discorso frainteso. La spiritosaggine e il buon gusto che l'intervista esprime, mi ricompensano dell'amarezza provata a seguito della pubblicazione delle dichiarazioni rilasciate telefonicamente ad altro quotidiano e che sono state interpretate da alcuni come offensive nei riguardi di soci di prestigio del circolo che hanno espresso domenica voto contrario all'ammissione delle donne nel glorioso sodalizio che ho l'onore di presiedere. Come potrebbe testimoniare l'intervistatrice, nel mentre facevo le affermazioni incriminate di "talebani e moglie gelose", ridevo per telefono alacremente considerando quella una battuta di spirito che non intendeva offendere alcuno. Per tale battuta riportata forse seriosamente dall'altro quotidiano, mi sono preso una reprimenda dal presidente dell'assemblea dei garanti, avvocato Benedetto Migliore, che mi invita "a rettificare le affermazioni riportate". Non ho difficoltà ad ammettere che trattatasi veramente di una battuta e invito i soci tutti che hanno liberamente espresso nel secreto dell'urna la loro volontà, a non considerarla un'affermazione offensiva, e le gentili signore che frequentano il circolo a considerarmi per quel che sono, un presidente al quale piace vivere e scherzare nell'ambito del circolo, sempre col sorriso sulle labbra e sempre rispettoso delle convinzioni altrui. Se un merito posso attribuirmi, quale presidente del circolo, è quello di aver democratizzato al massimo lo statuto sociale con l'elezione dei consiglieri e con la trasparenza di tutte le attività sociali, sportive e amministrative. Non era mia intenzione offendere alcuno e come risulta da altra intervista on line, la mia era "una semplice battuta di spirito" e scherzando, nel ricordare che c'è contraddizione nel voto in quanto abbiamo quattro socie benemerite, due della vela e due del nuoto, affermo: "Forse l'unico modo per le donne di entrare nel circolo è quello di impegnarsi a conquistare un titolo sportivo". Dove nascono i ministri Salvo Iavarone Napoli Credo che continuare a illudersi qui in Campania giovi a poco (e a pochi). È servito non molto illudersi in passato (e certi risultati sotto gli occhi, e il naso, di tutti, stanno lì a testimoniarlo); servirà ancor meno in futuro. Mi riferisco in particolare a certe celebrazioni mediatiche sui tre (presunti) ministri campani: Elio Vito, Gianfranco Rotondi, Mara Carfagna. Non bisogna essere addetti ai lavori per intuire quanta distanza ci sia tra i tre ministri e il territorio. Elio Vito, formazione tra i Radicali, crescita parlamentare come capogruppo di Forza Italia, distinto e distante dai suoi riferimenti a sud del Garigliano (chi ricorda una sua pubblica uscita in Campania?). Gianfranco Rotondi, grande affezionato della lobby democristiana in Capitale, organizzatore di ripetuti meeting amarcord; l'ultima volta che si votò per preferenze fu candidato nella lontana Lombardia. Ma nacque in Irpinia; come Elio Vito a Napoli. Chissà se, dopo aver corso su sentieri extra campani per crescere, una volta ministri torneranno tra i vicoli della Sanità, o nelle valli irpine. Vedremo. E veniamo alla Mara nazionale. È sempre accaduto che ciascuno valesse più per il valore simbolico che va ad assumere, piuttosto che per le argomentazioni prodotte. Ora, non so le argomentazioni (chi scrive interrogò pubblicamente il ministro tre mesi fa su questioni fondamentali, come la sicurezza e la cultura; non ottenendo alcuna replica); ma certo è che se esiste un simbolo di quella politica degli spot, del "viva chi vince, purché chi vince sia bello e positivo", e di tanti altri condimenti non proprio profondi che si affiancano ai pur positivi contenuti del Pdl (non si prendono i voti solo con gli spot), ebbene se quel simbolo esiste, non credo sia tanto difforme dal terzo ministro campano. Il presidente Giorgio Napolitano con le sue condanne ai brigatisti ha di fatto definitivamente bocciato ogni rivoluzione armata, rossa e nera. A casa quindi comunisti, fascisti; post comunisti e post fascisti. O meglio, più che a casa, nei libri di storia. C'è urgente necessità di una nuova classe dirigente, ispirata a criteri sociali e parametri intellettuali completamente diversi. Ma essa va formata all'interno del nostro habitat culturale, proiettandosi poi nelle stanze del potere. La proiezione non può e non deve risultare di senso opposto. Anche se il luogo di nascita potrebbe infondere qualche illusione, che, come detto in apertura, servirebbe a poco. Abbattere gli alberi un lusso non concesso Giorgio Nocerino nocerino.giorgio@virgilio.it Uno dei fenomeni sorprendenti e purtroppo ricorrenti di questa città è il suo proporre eventuali e futuri progressi nella qualità di vita dei suoi cittadini (vedi ad esempio la realizzazione di un'altra tratta di metropolitana) sempre in alternativa, mai in aggiunta, a qualche altro bene, a qualche altra non deperita ricchezza. È in questo contesto che si inquadra la sacrosanta polemica sugli alberi abbattuti in relazione al cantiere di piazza Santa Maria degli Angeli a Monte di Dio, per la realizzazione di una stazione della metropolitana. È lecito immaginare l'abbattimento dei pini secolari esistenti in una metropoli dove l'aria sta diventando un mix di polveri sottili, l'odore più diffuso è quello dei rifiuti e il colore più diffuso è solo quello dei cumuli? Altro pedaggio non accettabile è la distruzione dei connotati architettonici della zona che ora appare come uno scenario surreale ove è scomparso tutto ciò che è vita, mentre restano in piedi solo le quinte dei palazzi. Per cui bisogna convincersi una volta per tutte che gli alberi fanno parte dell'identità dei luoghi e pertanto non possono essere eliminati. La città di Napoli così carente di verde e di alberi non si può prendere il lusso di abbattere quelli esistenti, specialmente se di alto fusto.

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RIFIUTI, LA RABBIA DI DE GENNARO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Torna l'incubo della chiusura delle scuole. Berlusconi: scandalo che finirà. Mercoledì 21 il consiglio dei ministri Rifiuti, la rabbia di De Gennaro Nuovi no dai Comuni dopo lo stop della Iervolino su Chiaiano. Smentite le voci su un'altra proroga Situazione sempre più pesante: cumuli anche sul lungomare. Oggi inizia il processo Bassolino.

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Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Monnezza

E sempre emergenza rifiuti Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune Doppia occupazione dei palazzi del potere a Napoli. Ieri sia l Aula del Consiglio regionale, sia quella del Consiglio comunale sono state teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato, perché ha come unico obiettivo quello di continuare a sedere sulle poltrone del potere, impedendo, così, ai cittadini della Campania di tornare al voto". Quasi contemporaneamente, in Comune, dove si stava tenendo una seduta con all ordine del giorno l annosa questione rifiuti, i consiglieri della municipalità di Chiaiano, quartiere che dovrebbe ospitare una nuova discarica, per protesta hanno occupato l Aula del Consiglio, bloccando così i lavori dell Assemblea cittadina. A Chiaiano intanto, anche ieri sono andate in scena blocchi stradali e proteste. Vista la tensione, è tornato a farsi vivo persino Francesco Caruso, che orfano del suo seggio parlamentare, sfumato con la dissoluzione politica di Rifondazione e della Sinistra arcobaleno, sembra essere tornato a vestire gli usuali abiti del disubbidiente in servizio effettivo permanente. "Così come già accaduto a Pianura - ha minacciato - questa protesta sarà un muro contro cui le istituzioni sbatteranno il muso. Farebbero meglio a fare marcia indietro". [Data pubblicazione: 08/05/2008].

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La diaspora dei rom crisi comune-prefettura - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli La diaspora dei rom crisi Comune-prefettura Polemica dopo i raid: "Inaccettabile caccia all'uomo" Nell'area di un insediamento bruciato sarà costruito il Palaponticelli ANGELO CAROTENUTO Il tavolo tecnico partorisce la rottura tra prefettura e Comune. La prima pensa a un'area alternativa da destinare agli ultimi rom rimasti a Ponticelli, sempre nei paraggi, in un ex campo; palazzo San Giacomo dice no, propone strutture d'accoglienza sul modello della "Deledda" a Soccavo e annuncia con l'assessore Riccio che non "parteciperemo più a tavoli tecnici per non fare nulla". Fine del dialogo. Riccio accusa la prefettura di "non aver mandato in strada l'altra notte i suoi assistenti sociali, siamo rimasti soli, come succede da due anni in qua. Avevamo posto l'anno scorso una questione sulle risorse per i centri di accoglienza. Ci promisero una barca di soldi, non abbiamo visto una lira. Tutto ciò è la conseguenza del comportamento irresponsabile del nuovo governo, che getta benzina sul fuoco. Mi vergogno di essere napoletano, se pezzi di territorio sono consegnati a chi impugna spranghe e lancia molotov. A Ponticelli, in strada, c'erano quelli del clan Sarno: li hanno visti tutti". Non è tenera neppure la replica che giunge dalla prefettura: "Noi ci siamo proposti come tavolo di mediazione, al quale peraltro l'assessore Riccio è venuto a sedersi con due ore di ritardo. Tutte le competenze sono di Comune e Regione. I progetti sui rom presentati al ministro del Lavoro furono rigettati proprio perché non competeva a noi finanziarli. La prefettura, inoltre, non ha assistenti sociali". Il Comune chiede l'introduzione di carte d'identità per i rom "perché non siano ostaggio della criminalità". Marco Nieli, di Opera Nomadi, rivela che "una ventina di bambini sono stati ospitati a Soccavo". Padre Domenico Pizzuti parla di "intreccio perverso, non c'è solo la malavita: un'idea può essere comporre piccoli villaggi in posti meno visibili". Roberto Miele, del Comitato Pro-rom, attacca "una politica connivente che vede nei rom un moltiplicatore di voti: una dinamica ormai trasversale". Erano tutti dal prefetto ieri mattina, come Allodi, assessore provinciale. Per Antonio Bassolino "non è in nessun modo accettabile che scendano in campo forze violente e criminali in nome di assurde vendette e intimidazioni. Che simili episodi si verifichino in una città come Napoli, è davvero un segnale di grande allarme per tutti noi e per tutto il Paese. Il disagio dei cittadini che vivono in contesti difficili, subendo piccole e grandi illegalità quotidiane, rischia di diventare terreno fertile per chi persegue interessi illeciti come la camorra". Sa bene, il governatore, che dentro il Pd stanno bollendo in queste ore umori differenti. Pietro Mastranzo dice che le dichiarazioni di Tonino Borriello ("smantellare i campi"), capogruppo comunale, sono a titolo personale. Il sindaco Iervolino puntualizza che "ho sempre condannato ogni reazione razzista: è impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom". Per Diego Belliazzi, consigliere provinciale, "al Pd spetta il compito di preservare il principio di colpevolezza, se dimostrata, come individuale e non collettivo nei confronti di una comunità: non è giustificabile la caccia all'uomo, alla donna, al bambino rom. Indaghi la Procura sulle vicende dell'altra sera, colpisca chi ha l'unico interesse di mantenere il controllo del territorio agli ordini del clan Sarno e dei De Luca Bossa. Contro questi qui, non si è mai rivoltata una folla di cittadini". L'Osservatorio regionale sulle Povertà: "Azione premeditata gestita da bande criminali". Giuristi democratici: "Condanniamo a viva voce la campagna di odio innescata". Gino Battaglia: "Il gesto sconsiderato della giovane rom di Ponticelli è diventato il pretesto per liberarsi di una presenza mal sopportata. Adriana Buffardi cita Hannah Arendt: "Non possiamo arrogarci il diritto di decidere chi abita il mondo". Mentre Francesco Falco (Ugl) soffia sulla protesta: "Non meravigliamoci se la rivolta prende il sopravvento e qualcuno perde la testa". E Chiosi (An): "Sgomberiamoli". A Ponticelli? Nazario Malandrino, consigliere municipale Pd, diffonde un dossier con cui ripercorre la storia dei rom nel quartiere dal 2003 a oggi: il magazzino delle Ferrovie, il campo bipiani di via Volpicella, le 10 aree tra via Argine e via Wolf, il business dei pneumatici bruciati. Il consiglio di municipalità boccia la proposta di roulotte in via delle Industrie come soluzione: così volevano Pd e Fi. Patrizio Gragnano, assessore municipale di Prc, propone via Pacioli, e attacca destra e Pd: "Non hanno fatto altro che seminare odio tra la popolazione e cavalcare l'esasperazione popolare". Nell'area in cui sorgeva uno dei campi bruciati è prevista la costruzione del Palaponticelli, struttura da 12mila posti per concerti. Lo sgombero dei rom, lì, era nei programmi da tempo.

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Ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli OTTAVIO LUCARELLI "la classe dirigente della città ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo abdicando totalmente al proprio ruolo. è sbagliato pensare che arriva Berlusconi e risolve tutto. Sbagliato e immorale consegnare tutto a lui. Abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme, in tutta la regione, politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l'emergenza". Attacca pesantemente Claudio Velardi, da alcuni mesi assessore regionale al Turismo, dopo il dietrofront del sindaco ora contraria, assieme al Consiglio comunale, ad una mega-discarica nelle cave di tufo di Chiaiano. Velardi attacca, annuncia per sabato a Santa Maria la Nova un'assemblea pubblica, e la Iervolino si infuria. Chiusa nella sua stanza, già tesa per la vicenda rom, legge con la rabbia negli occhi le dichiarazioni condite dal nuovo "fuoco amico". Poi alza il telefono. Urla, strapazza Velardi che in serata aggiusta il tiro spostando l'obiettivo sull'assemblea cittadina. Ma ormai è tardi e dai consiglieri comunali arriva una raffica di accuse contro di lui e contro Bassolino. Quasi una guerra tra Comune e Regione. Comincia tutto nel pomeriggio con alcune frasi sul blog dello stesso Velardi: "Non posso e non voglio fare la guardia al bidone vuoto. Non posso e non voglio prendere in giro il prossimo dicendo che la soluzione del problema è vicina. Non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino, ma così non si potrà davvero resistere in eterno. Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano. Un patrimonio di relazioni che voglio sviluppare e su cui si gioca anche la mia credibilità". La Iervolino si infuria, la destra sorride. Con il deputato Paolo Russo che taglia corto: "Se davvero pensa quello che dice deve dimettersi. Vada via Velardi". Che invece replica rapidamente: "Non mi dimetto e non sono pentito di aver accettato di fare l'assessore in un momento così delicato. Sapevo bene che sarebbe stato difficile. Battaglierò ma la situazione è insostenibile, così si rischia di ripiombare in un grave scoramento. Il sindaco Iervolino si trova a fare i conti con un'assemblea comunale che sembra non aver capito la serietà della situazione in cui versa Napoli". Iervolino ostaggio? Le agenzie battono la nuova versione e in serata proprio dai consiglieri comunali partono le accuse più dure contro Velardi e Bassolino. Come quella a quattro mani di Carlo Migliaccio dell'Italia dei valori e Franco Moxedano del Pd: "Velardi non può fare il moralizzatore, proprio lui che siede nella giunta guidata da Antonio Bassolino, il principale responsabile dell'emergenza rifiuti. Ora non si può usare questa emergenza contro la gente dell'area nord. I delinquenti di cui parla Velardi sono donne e uomini perbene". E ancora. Altre bordate dalla sinistra. "Velardi spara ad alzo zero sul bersaglio sbagliato. Rimaniamo sconcertati dalle esternazioni dell'assessore regionale sull'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania" accusano Raffaele Carotenuto di Rifondazione, Salvatore Parisi della Sinistra democratica e Antonio Fellico dei Comunisti italiani. Che incalzano: "Perché Velardi volge lo sguardo a Napoli e non alle responsabilità della Regione e di Antonio Bassolino? Vuole forse pensare che l'immondizia di oggi è frutto della decisione del Consiglio comunale di dire di no a Chiaiano?". Comune contro Regione. Quasi una resa dei conti. Dopo quindici anni.

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Incendiati altri campi, rom in fuga da Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Decine di abitanti in corteo prendono d'assalto le baraccopoli armati di molotov e bastoni. Gli zingari traferiti fuori città Incendiati altri campi, rom in fuga da Napoli Ilaria Urbani Napoli Oltre la rete di contenimento, le fiamme bruciano ogni cosa gli si presenti davanti. Le esalazioni del fumo continuano ad espandersi tra le strade di Ponticelli dove la caccia antirom ieri ha registrato un'altra giornata di battaglia. Fuoco, fiamme, benzina. I balordi che hanno deciso di fare fuori anche gli ultimi rom rimasti, eludendo lo schieramento delle forze dell'ordine, hanno continuato a bruciare i campi della zona. A fine serata gli abitanti di Ponticelli guardano a vista l'ultimo campo che sta per essere sgomberato dalle forze dell'ordine per assicurarsi di aver intascato la vittoria. Ad attendere gli ultimi centocinquanta rom c'erano gli autobus messi a disposizione dal comune, automobili dell'Opera nomadi e amici. Ma la maggior parte dei rom ha preferito lasciare Ponticelli a testa alta, recuperando gli Apecar sopravvissuti e varcando da soli quel confine dell'intolleranza per raggiungere parenti nelle locali vicine. Ora hanno paura, nessuno li vuole. Le grandi città li stanno respingendo e loro, adesso, vogliono solo nascondersi. Solo alcuni sembra siano stati portati al campo rom di Santa Maria del Pianto a Capodichino come deciso durante il vertice alla prefettura della mattinata che aveva individuato quel perimetro per l'accoglienza. Ma quel campo lì è già sovraffollato e molti quindi hanno deciso di prendere altre strade. E chissà in quanti, realmente, hanno poi raggiunto gli altri microcampi individuati a Casoria e l'area dei trentacinquemila container della Protezione civile a Capua proposta da Roberto Miele del "Comitato pro Rom". La mamma della bambina rapita venerdì, casus belli di questa guerriglia urbana, intanto ha puntualizzato ieri che non si aspettava una reazione di questo tipo da parte della popolazione. "Non volevo che succedesse tutto questo - ha detto - ma i rom devono andare via". La sua posizione riassume un po' quella dei cittadini di Ponticelli che in molti tra curiosi, passanti e casalinghe, danno la propria ricetta per cacciare i rom. "Certo non bisogna bruciarli, è ovvio - dice un'altra mamma - ma se non se vogliono andare, cosa dobbiamo fare?". A vederli nessuno di loro sembra capace di preparare una molotov e scagliarla contro una baracca. Eppure la situazione a Ponticelli è stata drammatica e alcuni ipotizzano che non sia un caso che il rapimento della bambina sia coinciso con una reazione così organizzata da parte della popolazione. Molti i dubbi, come quello avanzato dall'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio, che ha definito "strano il fatto che ieri (martedì, ndr) le troupe della Rai fossero presenti a Ponticelli già dal primo pomeriggio e che il raid sia stato preceduto da alcuni comunicati diffusi da politici della zona". Tanti sono gli interessi di imprenditori sulle aree in cui i rom da anni hanno allestito i loro insediamenti. E infatti nella zona dove fino a due giorni fa sorgeva un campo rom, quello tra via Virginia Woolf, via Pacioli e via Aldo Merola proprio ieri i tecnici del comune di Napoli hanno effettuato dei sopralluoghi (già previsti tempo fa) per la realizzazione del nuovo PalaPonticelli, il teatro che dovrebbe essere costruito nel giro di tre anni: 12 mila posti per eventi e concerti. I rom quindi se ne sarebbero dovuti andate comunque. La giornata si è conclusa nella tensione. Non distante dall'ultimo insediamento sgomberato a via Argine, un altro campo deserto, che nelle prime ore del pomeriggio era stato dato già alle fiamme, è stato incendiato nuovamente. Bruciato il campo di via Malibran, ultimo riparo dei rom, così come quello in via Ville Romane. Le fiamme esalate dai pneumatici, materassi, pentole e sterpaglie incenerito hanno iniziato ad individuare luoghi che fino a qualche giorno fa sembrano non esistessero per nessuno. Non ci sono rom a Ponticelli. Hanno fatto perdere le proprie tracce lasciando nelle baraccopoli gli oggetti che li hanno accompagnati per una vita. Nessun viso si scorge più dietro le lamiere di una barriera che una volta era una casa. Lo scontro etnico alle porte dell'area orientale di Napoli dalle strade naturalmente è rimbalzato tra i discorsi dei politici e dei comitati cittadini. Indignati tutti i politici locali sull'aggressione organizzata dai violenti di Ponticelli. Dal sindaco Iervolino al presidente Bassolino che condannano ogni tipo di violenza. E mentre le associazioni antirazziste hanno indetto per stamattina alle 10 davanti la sede del Comune di Napoli in piazza Municipio una manifestazione di solidarietà ai rom, a Ponticelli il "Movimento Società Civile - Chiaia per Napoli", su invito dei comitati civici "Insieme per Ponticelli" e "Rinascita per Ponticelli" ha organizzato alle 11, la conferenza stampa : "Sicurezza ed emergenza rom: più Stato sul territorio". Due mondi che continuano a guardarsi senza comunicare.

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Munnezza accusa la classe dirigente, più rosetta che antonio (sezione: Monnezze)

( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Munnezza accusa la classe dirigente, più rosetta che antonio Velardi: a Napoli la sinistra s'è arresa e spera in Silvio Quasi 50 mila tonnellate di immondizia per le strade della Campania, oltre 4 mila nella sola Napoli. Sui rifiuti il fallimento è pieno e la classe dirigente è da bocciare, immobile nell'attesa del "salvifico" Cavaliere. Parola dell'assessore "acchiappaturisti" campano Claudio Velardi. Che sul suo blog ha lanciato un'intemerata contro l'intera classe politica regionale, e segnatamente contro il centrosinistra napoletano svuotato di iniziativa, fermo in un "atteggiamento autolesionistico e immorale": un j'accuse gonfio di spine. La misura ormai è colma specie dopo la decisione contraria del consiglio comunale partenopeo alla discarica nelle cave di Chiaiano. Un maxisversatoio da 700 mila tonnellate, che - secondo gli studi - avrebbe risolto i problemi di Napoli con i rifiuti per i prossimi due anni. "Mi ha stupito l'atteggiamento del sindaco Rosa Russo Iervolino - dice Velardi al Riformista - Aveva assicurato tutti sulla discarica. E poi ci ritroviamo con il no del consiglio. A quel punto mi sarei atteso un suo diverso atteggiamento. Napoli dovrebbe caricarsi di responsabilità maggiori rispetto alle altre città, e invece non decide. Immorale". Messa così sembra che la colpa dei mali campani sia della Iervolino, dimenticando i lunghi anni sterili dei commissari straordinari, tra cui l'attuale governatore Bassolino. "E che vogliamo buttare la colpa su Bassolino, adesso? Lui ha ammesso le sue responsabilità. In totale solitudine. Tra un anno si dimetterà e se non l'ha fatto finora è solo per senso delle istituzioni". Proprio ieri avrebbe dovuto aprirsi il processo sulle irregolarità nello smaltimento dei rifiuti in cui sono imputati il presidente Bassolino e gli ex vertici della Impregilo. È slittato al prossimo 2 luglio: per omesse notifiche e anomala composizione del collegio giudicante. Con l'ombra della prescrizione per alcuni reati. "Ma chi se ne frega del processo, accuse capziose? Fosse stato una cosa importante, il problema già sarebbe risolto. Qui la verità giudiziaria è del tutto secondaria. Faccio notare che a oggi la Regione è l'unico presidio istituzionale locale che sta operativamente cercando di risolvere il problema. E penso innanzitutto al lavoro dell'assessore Ganapini. Il punto è che le discariche sono indispensabili. E nel centrosinistra da queste parti non c'è nessuno che sia in grado di assumersi i compiti ingrati. Tutti ridotti al silenzio. Tutti che aspettano Berlusconi. Che autolesionismo". In che senso, autolesionismo? "Nel senso che lui senz'altro riuscirà a ottenere qualcosa, non so se risolverà strutturalmente il ciclo di smaltimento di rifiuti, ma ha puntato troppo sulla questione per poi andar via a mani vuote. Anche perché al punto in cui siamo basta poco per fare meglio di noi e potersi intestare dei meriti. E noi saremo ancora di più delegittimati agli occhi dei cittadini. Ecco l'autolesionismo del non fare". Il governo, che proprio a Napoli si riunirà mercoledì prossimo, sembra intenzionato a metter in piedi un organismo collegiale, la cui guida tecnico-operativa verrebbe affidata a Guido Bertolaso, con il coinvolgimento dei ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell'Interno, Roberto Maroni. "L'importante - dice l'assessore - è che la responsabilità non sia spezzettata. Ci vuole una sola testa che decide. E che eserciti la propria autorità, cosa che finora nessuno ha fatto. Anche con l'uso della forza se necessario, innanzitutto contro i gruppi criminali che sobillano le popolazioni locali". Colpa della camorra, e la ragione di tutto il marcio è individuata. "A parte la camorra - commenta l'ex lothar dalemiano - a Napoli il corrompimento dello spirito civile è ormai totale. Oltre ai rifiuti, pensiamo agli assalti ai campi rom. Per cambiare Napoli ci vuole una classe dirigente del tutto rinnovata. A partire dagli attuali vertici. Speriamo per ora di riuscire a risollevarci. La Campania, almeno sul fronte dei rifiuti, è stata dichiarata una delle priorità del nuovo governo. E pertanto il nostro appoggio a Berlusconi sarà totale. Se mai risolvesse i guai di Napoli, acquisirebbe davvero la statura di statista. Sono pronto a collaborare con lui. Perché voglio bene a Napoli - conclude sorridendo Velardi - E anche a Berlusconi". 15/05/2008.

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Dopo due giorni di pulizia etnica dei 700-800 nomadi non resta più alcuna traccia (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

IL DESERTO Reportage Viaggio nella baraccopoli di Ponticelli L'ANGOSCIA Dopo due giorni di "pulizia etnica" dei 700-800 nomadi non resta più alcuna traccia GUIDO RUOTOLO Sono stati abbandonati anche i piatti: le cosce di pollo portano i segni di un pasto interrotto INVIATO A NAPOLI Cinque del pomeriggio. Anna impacchetta il suo borsone. Volo Myair diretto in Romania, 160 euro andata e ritorno. Check-in dell'aeroporto di Capodichino. Secca come un'alice, gonna lunga jeans, maglietta bianca, 38 anni e due figli, sorride. Le mostro le foto dei campi di Ponticelli appena bruciati. Le viene la pelle d'oca, le scende una lacrima: "Vedi questa baracca incendiata? Era la mia casa...". Prende il suo cellulare e scatta una foto alla foto. Macabro souvenir. Anna alza la gonna, sopra la caviglia una ferita: "Ieri un uomo mi ha picchiato alla stazione della Circumvesuviana. Sono scappata dal campo, dopo che ci avevano presi a sassate. Torno a casa, a Kalarasi, troppa paura". Anna era arrivata a Napoli tre mesi fa per farsi operare allo stomaco, al "Monaldi". Uscita dalla convalescenza, aveva trovato casa in una barracca di via Malibran: "Pagavo due euro a settimana per la luce. Cosa facevo? Elemosina. Quindici, 20 euro al giorno. La prima volta in Italia fu Roma, nel 2000. In via Salaria. Poi Napoli, tre anni. E adesso basta". Che vergogna, Ponticelli, Italia. Se quello che è accaduto qui, nelle ultime 48 ore, fosse successo al di sopra della linea del Garigliano sarebbe caduto il cielo. E invece niente, nulla. Che inquietudine vedere la mesta colonna di ape car sgangherati e imbottiti di tutto e di più uscire di notte da un accampamento verso mete ignote. Fuga, esodo, meglio chiamarla con il proprio nome: pulizia etnica. A Ponticelli, due giorni dopo di ira, di collera, di intervento violento di "ragazzi" della camorra - "chille so' muccusielle", mocciosi, dice un esponente del clan Sarno all'ispettore del commissariato, quasi a prenderne le distanze per giustificarsi - dei 700-800 nomadi, rom, rumeni non c'è più traccia. Due bottiglie incendiarie sono state trovate in un cespuglio, non distante dai resti fumanti di un campo. Le donne di Ponticelli fanno tifo da curva Sud, contente che tre baraccopoli sono state incendiate, per evitare che tornassero i suoi abitanti. Le baracche risparmiate (fino a ieri sera) raccontano la fuga precipitosa. Piatti ancora con la carne, con la coscia di pollo presa a morsi. Qui l'Antistato che si è fatto Stato ha eletto don Peppe Sarno, il boss sorvegliato speciale, prefetto con poteri straordinari per risolvere la questione dei rom. E ci è riuscito. Silenzi (istituzionali) assordanti. Per due giorni gli incendiari sono stati lasciati liberi di agire, di "vendicare" il presunto sequestro di una bima di sei mesi da parte di una "zingaretta". Sembra che al Comitato per l'ordine e la sicurezza, il prefetto Pansa abbia chiesto alle forze dell'ordine un maggiore controllo del territorio. Insomma, incendiare un accampamento è un reato o no? Ieri sera, quando ormai la "pulizia etnica" era stata portata a termine, dal governatore Bassolino al sindaco Iervolino sono piovute dichiarazioni indignate. Antonio Bassolino: "Bisogna fermare con la massima determinazione questi episodi inquietanti contro i rom". Rosa Russo Iervolino: "E' impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom". E l'assessore provinciale al Bilancio, Guglielmo Allodi, ha chiesto che sia garantita la permanenza dei rom, "nel rispetto più assoluto della legalità". La "nuova" Ponticelli, miscela esplosiva di degrado e di violenza, oggi si sente appagata. Quella "vecchia" è dilaniata. Una volta, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra, la zona orientale di Napoli, erano la Stalingrado di Napoli. Qui il Pci prendeva percentuali bulgare. Ieri, il Pd di Ponticelli, ha affisso un manifesto per le strade del quartiere, con il quale chiede la "chiusura dei campi rom". Aldo Cennamo, storico dirigente del Pci, una vita nelle istituzioni, parla di "territorio segnato da una illegalità diffusa e radicata" e di "colpevole indifferenza delle istituzioni". A fine luglio, dovrebbero aprire i cantieri per i piani di riqualificazione urbana. Dove? Dove vivevano i rom.

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LO SCENARIO DEI ROGHI ATTIRA SU NAPOLI LA CENSURA DELLE NAZIONI UNITE. LE ISTITUZIONI CONDANNI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Lo scenario dei roghi attira su Napoli la censura delle Nazioni Unite. "Le istituzioni condannino gli attacchi contro i rom", dice Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) esprimendo preoccupazione per lo "scenario balcanico" delle colonne di rom in fuga. "Sono immagini deprecabili che non pensavamo di vedere in Italia. Richiamano la stigmatizzazione di un intero gruppo mentre le responsabilità penali sono personali. Appare una punizione come se si fosse ricercato il capro espiatorio. È importante che le istituzioni richiamino tutti alla calma. Queste persone sono portatrici di diritti, non rifiuti o oggetti da portare altrove". Giovanni Zoppoli, membro del "Comitato Spazio pubblico" e "Osservazioni", annuncia una manifestazione di solidarietà ai rom: "È necessario cercare nessi di casualità tra l'evento mediatico, le aree dove vivevano i nomadi e la scadenza degli appalti per la riqualificazione urbana". Le Reti antirazziste hanno indetto per oggi alle 10 un sit-in in piazza Municipio. Per il segretario del partito dei Comunisti Italiani Giuseppe Scotto di Luzio "Il sindaco ritiene comprensibile la reazione di Ponticelli. Faccia il suo dovere almeno su questo senza alimentare il clima di intolleranza". Ma la Iervolino precisa subito il senso delle sue parole: "È impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom. Ho dichiarato che comprendevo la reazione della mamma vedendosi portar via la bambina. Personalmente ho sempre condannato ogni reazione violenta e razzista e il Comune ha sempre lavorato per una politica di accoglienza che tuteli i diritti dei cittadini e renda possibile una serena convivenza". Ferma condanna esprime il presidente della Regione Antonio Bassolino: "Gli episodi di intolleranza contro i rom sono fatti gravissimi. Lo Stato deve garantire il rispetto della legge".

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Incendi e cassonetti rovesciati il caos rifiuti invade il cuore della città - roberto fuccillo ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Alla vigilia del primo consiglio dei ministri del governo Berlusconi, che si terrà in Prefettura, è piena emergenza anche nelle strade del centro Incendi e cassonetti rovesciati il caos rifiuti invade il cuore della città Palazzo Chigi: una nuova struttura al posto del commissario straordinario Immondizia in fiamme sotto la sede del consiglio regionale: sospesa la seduta ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI - La città brucia. Roghi di cassonetti e montagne di immondizia stanno inghiottendo il cuore antico. I monumenti del "Maggio" sono oscurati, la puzza e il caldo invadono vicoli e cortili. è la nuova drammatica crisi-rifiuti a Napoli. E mentre la città brucia, a Palazzo Chigi si lavora per una nuova struttura ad hoc alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio che andrà a sostituire il commissario straordinario, per superare il dramma dell'immondizia a Napoli e in Campania. Mentre si moltiplicano roghi e blocchi stradali, a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino firmano un'intesa per un decreto che preveda un sottosegretario e una nuova struttura con un piano in quattro punti: discariche, incentivi e sgravi fiscali per le popolazioni che vivono nei pressi dei siti prescelti, completamento dell'inceneritore di Acerra e realizzazione di un impianto già definito a Salerno dal sindaco Vincenzo De Luca. La città brucia, a Roma scatta il piano bipartisan in vista della straordinaria riunione del Consiglio dei ministri in trasferta a Napoli mercoledì prossimo con una riunione operativa in prefettura e una successiva conferenza stampa a Palazzo Reale. Oltre cinquemila tonnellate in città. Circa cinquantamila tonnellate in Campania. La nuova emergenza spazzatura invade come mai era accaduto anche il centro cittadino con roghi e centinaia di cassonetti rovesciati. Dalla periferia di Calata Capodichino alla Spaccanapoli di via Sant'Anna dei Lombardi, cuore storico di Napoli. Bus e auto sono stati costretti a passare sopra i sacchetti maleodoranti, con i pedoni e i turisti del "Maggio dei Monumenti" a fare slalom tra l'immondizia e i veicoli. Roghi e proteste, nella speranza di convincere la azienda comunale di raccolta a pulire, si sono avuti anche a Pianura, nella zona Nord, a Forcella e in via Carbonara, nei pressi del vecchio Tribunale. Nel pomeriggio un cassonetto è stato dato alle fiamme in via Tommaso d'Aquino, a due passi da Palazzo San Giacomo, la sede del Comune: traffico in tilt, con auto che cercavano scampo in tutte le direzioni e un mega ingorgo. Non è stato risparmiato neanche l'altro palazzo, quello del Consiglio regionale. Immense cataste bloccavano l'accesso ai garage dell'edificio, una di queste è stata incendiata e la presidente dell'assemblea, Sandra Lonardo Mastella, ha sospeso per sicurezza la seduta, con l'aula invasa dalla puzza, ed ha poi scritto una lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino e al commissario straordinario Gianni De Gennaro. Ma è la rivolta della gente che ormai prende piede. Nel quartiere popolare del Pallonetto un'altra protesta è scattata per segnalare l'invasione di topi, mentre blatte rosse sciamano lungo le pendici di Posillipo. Nella centralissima Chiaia le mamme degli alunni di una scuola media, la Tito Livio, hanno inscenato un sit-in: l'immondizia è arrivata fin davanti al cancello principale e separa fisicamente la scuola da una stazione dei carabinieri. Disperata la situazione in provincia. A Castellammare di Stabia solo l'intervento dell'esercito ha scongiurato la chiusura di scuole, mercati e strutture pubbliche. Nei Comuni della zona vesuviana e a nord di Napoli, dopo i roghi arriva la calce per disinfettare. Una situazione durissima. Ieri è stato aperto un sito temporaneo di stoccaggio nel Casertano, ma per liberare gli impianti di Cdr, affinché possano accettare altro prodotto fresco dai Comuni, si deve attendere l'apertura tra fine maggio e i primi giorni di giugno di due siti individuati da De Gennaro, quello irpino di Savignano e quello beneventano di Sant'Arcangelo Trimonte. Nel breve termine l'unica soluzione che può alleviare la situazione è l'avvio dei treni verso la Germania. Il contratto firmato con alcune società tedesche prevede il trasferimento da un minimo di 105mila a un massimo di 160mila tonnellate, ma si attendono ancora alcune autorizzazioni dei paesi che devono far transitare i convogli. In questo clima la città attende l'arrivo di Silvio Berlusconi che guiderà a Napoli mercoledì prossimo la riunione del Consiglio dei ministri. I commercianti dell'Ascom, intanto, chiedono al premier di dichiarare lo stato di calamità e quelli del centro commerciale Vomero invocano di spostare la scadenza per il pagamento della tassa sulla spazzatura pronti a presentare un ricorso di massa. La città brucia, una città di nuovo in ginocchio. Tutto questo a maggio, il mese in cui in città arrivano più turisti.

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Berlusconi, fiducia al senato "uno statuto per l'opposizione" - gianluca luzi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

"Sono nano..." "Niente attacchi" Erasmo Berlusconi, fiducia al Senato "Uno statuto per l'opposizione" "Dialogo alla luce del sole". Oggi l'incontro con Veltroni A favore 173, contrari 137, 2 gli astenuti, 9 gli assenti tra i quali Pisanu Ho usato più volte la parola crescere Forse l'ho fatto perché dicono che sono un nano... Nessun attacco personale. è possibile il sogno di una democrazia bipolare Non è azzardato accostare l'arte di governare e la lucida follia di Erasmo GIANLUCA LUZI ROMA - La svolta anglosassone nei rapporti fra maggioranza e minoranza sarà messa nero su bianco: ci sarà "uno statuto dell'opposizione". Senza polemiche, senza sorprese, in un clima lontano anni luce da quello che negli ultimi mesi del governo Prodi aveva trasformato la solenne aula di Palazzo Madama in una bolgia ribollente, Berlusconi ha ottenuto la fiducia anche dal Senato. 173 voti a favore, 137 contrari, due astenuti e nove assenti tra cui anche l'ex ministro dell'Interno Pisanu, Pdl. Per un contrattempo, ha fatto mettere agli atti, per smentire le voci di freddezza verso il premier essendo stato escluso dal governo. Il Berlusconi IV adesso è nei pieni poteri e mercoledì prossimo a Napoli comincerà a varare i primi provvedimenti su rifiuti, sicurezza, abolizione dell'Ici e detassazione degli straordinari. Ieri in preparazione del consiglio dei ministri ha ricevuto a Palazzo Chigi il sindaco di Napoli Iervolino e il Governatore della Campania Bassolino. Ma il primo banco di prova del nuovo clima di confronto senza insulti e veleni tra maggioranza e opposizione ci sarà oggi con l'incontro fra Berlusconi e Veltroni previsto per l'ora di pranzo quasi certamente a Palazzo Chigi. Il presidente del consiglio anche nella replica di ieri al Senato si è detto molto soddisfatto del clima di dialogo con l'opposizione: "La gioia più grande è stata quella di constatare che tutti - dico tutti - gli interventi dell'opposizione sono andati al contenuto, alla sostanza dei problemi". Ora si tratta di fare un passo successivo per dare basi concrete al confronto. Non solo con "una pratica di incontri continuativi" con il segretario del Pd, allo scopo di riprendere - dopo quel vertice del primo dicembre scorso - "il processo riformatore" e questa volta "vogliamo farlo quanto è più possibile, con una assunzione comune di responsabilità, a partire dalle grandi innovazioni della nostra architettura istituzionale". Tutto questo avrà una cornice istituzionale. Berlusconi aveva apprezzato l'intervento del senatore Morando, Pd, il quale aveva fatto presente che nel regolamento del Senato non viene menzionata la parola opposizione e aveva proposto l'introduzione di uno statuto dell'opposizione che riconosca anche il governo ombra. "Condivido in pieno la sua proposta", ha detto il premier nell'intervento finaleo al Senato. "Questo statuto sarà tanto più efficace se provvederemo, quanto prima, anche alla riforma dei regolamenti parlamentari, come premessa della più ampia riforma bipartisan dell'architettura istituzionale e delle leggi elettorali". Ma con il senatore Morando, coordinatore del governo ombra, il premier ha duettato anche in un'altra occasione, questa volta scherzosamente. "Il senatore Morando, nel suo interessante intervento, - ha ricordato Berlusconi - ci ha fatto notare che alla Camera ho citato 14 volte la parola crescere. Forse - ha spiegato sorridendo il Cavaliere - è un termine che ho dentro dal momento che mi dicono che sono un nano". E visto che la crisi economica mondiale incombe, oltre al "clima di serenità e di correttezza istituzionali" serviranno anche "l'ottimismo e una lungimirante e visionaria follia di cui Erasmo da Rotterdam ha tessuto l'elogio".

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Rom, divisi e trasferiti in località segrete (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Disseminati in case famiglia. Il questore di Napoli: "Non tocca alla polizia trovare un posto ai rom" Rom, divisi e trasferiti in località segrete Adriana Pollice Napoli Disseminati in oltre dieci case famiglia di Napoli e provincia, gli indirizzi tenuti segreti, divisi in piccoli gruppi scortati dall'assessore comunale alle politiche sociali della Sinistra arcobaleno, Giulio Riccio. Dopo due giorni di violenza, segnati da rigurgiti xenofobi, le autorità locali cercano di far calare la tensione allontanando la comunità rom da Ponticelli, circa 450 persone con 40 bambini al seguito sistemati ieri in strutture di accoglienza. Il loro ritorno nel quartiere non è ipotizzabile. Lo stato di abbandono della periferia degradata a est di Napoli, il disagio che diventa insofferenza, di cui la camorra si è fatta interprete a suon di molotov e spranghe, ma anche il manifesto del Pd apparso sui muri, "Via gli accampamenti rom da Ponticelli!", raccontano di un livello diffuso di intolleranza che non può essere sanato a breve. Se il governatore Bassolino dichiara "quelle grida, quegli applausi mettono i brividi, è un pugno nello stomaco per tutti noi", e la sindaca Iervolino interviene sul manifesto del Pd condannandolo perché "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito", da Ponticelli i comitati ribattono "non ci sono più le condizioni per la permanenza dei rom". Ma Aboubakar Soumahoro - rappresentante della rete antirazzista di Napoli - risponde "nelle proteste non c'è nulla di spontaneo; sono costruite a tavolino in nome di una presunta riqualificazione del territorio che nasconde interessi economici". Intanto a Ponticelli restano le baracche abbandonate, presidiate dalle forze dell'ordine per impedire saccheggi e nuovi incendi, e una comunità dispersa nell'hinterland partenopeo, una misura tampone che dovrebbe dare il tempo agli enti locali di lavorare a una soluzione. Il rischio scontri resta alto, ma il questore di Napoli, Antonino Puglisi, precisa: "Non tocca alla polizia trovare un posto ai rom". La prospettiva di medio periodo è riproporre il modello già sperimentato con successo a Fuorigrotta, quartiere a ovest di Napoli. Niente campi attrezzati ma centri di accoglienza sul modello della Deledda, un edificio scolastico abbandonato che la piccola comunità gitana di 180 persone ha ristrutturato e che a breve prevede di ampliare. Un luogo dove si autogestiscono in autonomia, con il supporto delle organizzazioni del terzo settore a cominciare da Opera Nomadi. La convivenza pacifica con il rione va avanti da più di due anni, l'esperienza forse migliore in Italia dopo Torino, un modello che il comune in accordo con la provincia di Napoli avrebbe già voluto estendere, ma l'iter procedurale è da oltre un anno bloccato in Regione. Proprio a Ponticelli la richiesta di finanziamento prevedeva la trasformazione delle baracche in tre centri, con modalità abitative ideate in accordo con la comunità rom stessa. "Una soluzione reale però - conclude Riccio - passa attraverso la definizione di differenti politiche nazionali, che fermino il processo di clandestinizzazione delle comunità minoritarie in Italia". Tre, in particolare, erano le misure già chieste al passato governo dalle città maggiormente interessate dal flusso rom, Napoli, Torino, Roma, Firenze e Milano: l'attivazione rapida nei comuni della carta d'identità per cittadini che, occorre ricordarlo, sono comunitari, un piano nazionale alloggi e le misure previste dal disegno di legge Amato-Ferrero per il riconoscimento dell'identità socio-culturale dell'etnia rom. Quello che si avrà, invece, sarà l'ennesimo commissario straordinario di governo per Milano, Roma e si annuncia anche Napoli, che si aggiungerà alla lunga lista partenopea di commissariamenti. Maroni già si affretta a rassicurare "non ci sono problemi di copertura finanziaria".

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La svolta anti-nomadi della sezione Gramsci (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-16 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Dopo il manifesto choc Il Pd di Ponticelli scrive: via gli zingari. Bassolino: un pugno nello stomaco La svolta anti-nomadi della sezione Gramsci NAPOLI - Oltre che di baracche bruciate e di spazzatura, Ponticelli è piena anche di manifesti. Quelli di An che cavalca la protesta contro i rom non sorprendono, quelli con la firma del Pd che allo stesso modo chiede lo smantellamento dei campi(e di cui il Corriere ha riferito ieri), invece sì. Per lo sgombero ha già provveduto la brava gente delle spranghe e delle molotov, e quindi la questione è risolta. Resta sullo sfondo non solo la puzza della plastica sciolta dal fuoco e del catrame e di tutte le fetenzie che c'erano nei campi, ma anche quella di una intolleranza che qui nessuno vuole ammettere e che fa a cazzotti con la storia di un posto che era la roccaforte rossa di Napoli, il quartiere operaio, la Stalingrado di periferia dove davanti alla sede del Pd c'è ancora scritto Casa del Popolo, e resiste pure la targa che recita: sezione Antonio Gramsci. è vero che alle ultime elezioni il centrosinistra è sceso dal 70 al 40%, ma è vero anche che proprio nelle stanze della Casa del Popolo è stata partorita l'idea del manifesto. "Via gli accampamenti rom da Ponticelli", recita il titolo. E a chi gli fa notare il tono nemmeno tanto velatamente leghista, l'ideatore replica pregando di "non deformare la realtà". E aggiunge: "In quindici anni di governo di centrosinistra non si è stati capaci di gestire questa situazione. Noi sapevamo che sarebbe deflagrata e abbiamo lanciato l'ennesimo allarme. Ma né Bassolino, né il sindaco Iervolino ci hanno ascoltati. Queste sono le conseguenze". L'ideatore è Giuseppe Russo, medico e consigliere regionale Pd proveniente dai ds. Il suo manifesto Bassolino lo ha definito "un pugno nello stomaco" e "un messaggio sbagliato e inaccettabile ", e Iervolino dice che "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito ". Ma né Russo né gli altri della Casa del Popolo si sentono bacchettati. Anzi, Russo è molto diretto nella risposta: "Qui anziché fare le cose ci si mette ad aggrapparsi al cielo dei valori. Ma di che stiamo parlando? Serviva concretezza, altro che discorsi inutili". E le spedizioni punitive? E il popolo di sinistra che se la prende con i deboli? "Se si sapessero le condizioni igienico sanitarie di quei campi...", replicano alla sezione Gramsci. E poi ancora contro Comune e Regione: "Chiedevamo una collocazione dignitosa e civile per quelle persone, che pure sappiamo sono abusivi e irregolari. Mai avuto risposte". Chiusa qui. Rimorsi per come è andata a finire non ce ne sono alla Casa del Popolo. Per trovarne non resta che Rifondazione. Patrizio Gragnano, assessore alle politiche sociali della municipalità, dice: "In questi giorni ho visto sfumare il lavoro di oltre dieci anni". Ma per quanto lo riguarda, la cosa che colpisce è un'altra: nei giorni scorsi sui luoghi della protesta se n'è dovuto restare al riparo delle camionette della polizia, altrimenti avrebbero aggredito anche lui. Comunista e "pro zingari" in un quartiere che oggi detesta gli zingari e forse un poco pure i comunisti. La locandina L'autore Giuseppe Russo Fulvio Bufi.

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Rifiuti, il Cav prepara un decreto (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Campania Rifiuti, il Cav prepara un decreto L'istituzione di una struttura ad hoc alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema della spazzatura campana. Sarebbe questa una delle ipotesi a cui starebbe lavorando il governo per uscire dall'emergenza rifiuti che si protrae ormai da 14 anni. Il presidente del Consiglio sarebbe infatti intenzionato ad arrivare a Napoli mercoledì, in occasione del Consiglio dei ministri, con un provvedimento già definito almeno nelle grandi linee. Ieri Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.

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È ancora emergenza: roghi e strade bloccate Bassolino e Jervolino ieri da Berlusconi (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Rifiuti è ancora emergenza: roghi e strade bloccate Bassolino e Jervolino ieri da Berlusconi NAPOLI Per le province di Napoli e di Caserta è stata un'altra giornata nera, di gravissima emergenza sul fronte dei rifiuti mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alle sede del Consiglio regionale della Campania e così il presidente dell'assise, Sandra Lonardo, ha dovuto rinviare la seduta. In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. Lungo le strade della città vi sarebbero oltre 5.000 tonnellate non raccolte, con una produzione media che continua ad aumentare. Ciò significa che la differenziata, nonostante decreti e prescrizioni, stenta ancora a decollare. Più grave la situazione che si registra in alcuni comuni delle province di Napoli e di Caserta. Ieri è scaduto il contratto con l'Ecolog, una società del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha consentito di portare in Germania circa 35mila tonnellate di spazzatura. I costosi trasferimenti dovrebbero riprendere nei prossimi giorni. Oltre frontiera dovrebbero finire tra le 105mila e le 150mila tonnellate di rifiuti: sarà la soluzione che consentirà di svuotare i siti di trasferenza provvisoria, aree il cui utilizzo consente ai sindaci di togliere i sacchetti dalle strade. La situazione è pesante perché, nell'attesa quasi infinita che vengano completate le strutture per il ciclo integrato della spazzatura, mancano le discariche. Ieri, grazie all'individuazione di un nuovo sito in provincia di Caserta per lo stoccaggio delle ecoballe, hanno ripreso a funzionare anche gli impianti ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere e di Casalduni, bloccati, nei giorni scorsi perchè avevano i depositi saturi di ecoballe, senza poter ricevere i previsti quantitativi di rifiuti e con le inevitabili ricadute sulla raccolta.

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ROMA - Nell'incontro romano tra Berlusconi, Letta, il ministro per l'Ambiente Stefania Pre (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Di CARLO MERCURI ROMA - Nell'incontro romano tra Berlusconi, Letta, il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo con Bassolino e Iervolino non si è parlato della costituenda "unità di crisi" che a breve dovrà coordinare gli interventi contro l'emergenza rifiuti. Si è parlato soltanto di questioni più direttamente legate al territorio: l'apertura delle nuove discariche e le forme di risarcimento che il premier intende offrire ai cittadini che si vedranno "penalizzati" da un impianto di raccolta nel proprio comune. Berlusconi dovrà fare leva su una grande capacità di persuasione dei cittadini campani. Ieri, infatti, la tensione ha di nuovo toccato picchi molto alti: un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania e in pieno centro, a Napoli, una ventina di ragazzi ha gettato in strada sacchetti della spazzatura, bloccando il traffico. Lo strumento cui pensa il premier per risolvere l'emergenza è invece, come si diceva, una struttura ricalcata sul modello dell'unità di crisi di due Governi fa, quella eterodiretta da Gianni Letta. Si sa che un gruppo di esperti è già al lavoro, ma non si sa ancora chi sarà prescelto per guidarli. Costui dovrebbe avere il rango di sottosegretario, con dipendenza diretta da Palazzo Chigi, e comandare una cellula duttile, composta da una task force di tecnici polivalenti, in grado di spaziare dall'organizzazione dei grandi eventi alle emergenze come questa dei rifiuti. Berlusconi ha pochi giorni per sciogliere l'enigma, perché nella prima riunione del Consiglio dei ministri, prevista a Napoli mercoledì prossimo, ha promesso di presentare il piano anti-emergenza. Il Cavaliere già in passato ha più volte provato ad abbozzare l'identikit del "sottosegretario ai rifiuti": per qualche tempo (e ancora l'idea non è tramontata) ha avuto i tratti di Barbara Contini, ex governatrice della provincia di Nassiriya. Poi quelli dello stesso De Gennaro, magari elevato al rango di ministro per il Mezzogiorno. La partita è ancora aperta. Nel dialogo romano di ieri, Bassolino e Iervolino hanno chiesto a Berlusconi di prorogare ancora per un po' l'ex capo della Polizia nel suo mandato di commissario straordinario. Ciò che invece alcune fonti danno come sicura è la volontà del premier di superare l'istituto del Commissariamento a favore di un sottosegretariato. Questo avrebbe, tra l'altro, lo scopo di calmare le acque prefigurando il ritorno progressivo a una gestione ordinaria dello smaltimento dei rifiuti.

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Walter va a vedere le carte di Silvio Al centro riforme e regolamenti parlamentari, primo vertice a Palazzo Chigi (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Walter va "a vedere" le carte di Silvio Al centro riforme e regolamenti parlamentari, primo vertice a Palazzo Chigi di Natalia Lombardo/ Roma PRIMA PROVA di dialogo: oggi a Palazzo Chigi l'incontro fra il premier Silvio Berlusconi e il leader del Pd, Walter Veltroni. Sede istituzionale e non Palazzo Grazioli o un ristorante appartato, neppure un tavolo apparecchiato che lasci spazio a retroscena fan- tasiosi in odore d'"inciucio". L'appuntamento è all'una meno un quarto, al ritorno del presidente del Consiglio dalla celebrazione della Festa della Polizia, presente anche il Capo dello Stato. Per rimarcare la forma, alla fine Veltroni potrebbe fare una conferenza stampa. Non il clima conviviale dei pranzi chez Silvio, perché al Loft lo spirito è quello di un "incontro istituzionale" tra i leader di maggioranza e opposizione, con un riconoscimento reciproco che dovrebbe inaugurare il "nuovo corso". O l'andare a vedere, come a poker, se il dialogo sulle "regole" è possibile. Un cambiamento di clima che anche ieri nell'ultima replica al Senato Berlusconi ha accolto "con gioia", per l'assenza di "attacchi personalistici" nel "sogno realizzato" di una "democrazia bipolare". La fiducia al governo è passata con 173 sì, 137 no e due astenuti. Silvio buonista vuole dimostrare che fa sul serio. A Palazzo Madama esclama "brava" e corre a stringere la mano ad Anna Finocchiaro, capogruppo Pd che nel suo intervento entra a punta di spillo nel diverso approccio sui problemi come immigrazione o liberalizzazioni. "Mi sono piaciuti gli interventi di Veltroni, Bersani e Morando, ma il suo era il migliore", ha detto Berlusconi prima di lasciare l'aula a voto in corso. Nessuna dichiarazione, anzi un moto di stizza verso "la politica del trivio e quadrivio vista in tv". E ieri si è preso in giro: "Ho detto 14 volte "crescere"? È perché dicono che sono nano...". Quello di oggi è un primo tiro di avvicinamento fra il due leader, non ci sarà un' "agenda" da stilare, quanto stabilire un metodo di dialogo, spiega chi è vicino al leader del Pdl. Silvio IV vuole dimostrare che "non si sta bluffando" e quindi stabilire delle "regole" di un confronto stabile e non "emergenziale". Da parte di Veltroni sono proprio le "regole" il tema di discussione, ma quelle del gioco: le riforme istituzionali, la soglia di sbarramento nella legge elettorale per le Europee (il Pd pensa al 3%, il Pdl anche al 5%, il che potrebbe cancellare la sinistra pure a Strasburgo); la guida di più commissioni parlamentari. E la Rai, come servizio pubblico da sganciare dalla politica. Gli uomini-media del Pdl hanno detto no al congelamento del Cda per cambiare le "regole" della Gasparri e dopo nominare un amministratore unico. Walter un "no" vuole sentirselo dire da Silvio: se vuole davvero chiudere la "guerra ventennale" o limitarsi a non fare tabula rasa lasciando al loro posto Petruccioli e i direttori di Tg. Sulla modifica dei regolamenti parlamentari. Berlusconi si dice disponibile ad accogliere la proposta di Morando (Pd) per una "istituzionalizzazione del governo ombra" con uno "statuto dell'opposizione". Cosa che già fa sentire eslcusi Idv e Udc. Di altri temi come sicurezza o Alitalia si può parlare, ma il dibattito si fa in Parlamento, spiegano dal Loft: "Dialogo sì, consociativismo no". E ieri a Palazzo Chigi c'è stata una riunione istituzionale sull'emergenza rifiuti: il premier, il presidente della Campania Bassolino, il sindaco di Napoli Iervolino e la ministra dell'Ambiente Prestigiacomo. L'idea è creare una struttura ad hoc contro la "monnezza" campana. Mercoledì al consiglio dei ministri nella Prefettura di Napoli il "pacco" di proposte: rifiuti, sicurezza, taglio dell'Ici e detassazione straordinari.

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Emergenza-rifiuti, nuovi roghi e strade bloccate a Napoli e Caserta (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Italiana Pagina 110 Campania Emergenza-rifiuti, nuovi roghi e strade bloccate a Napoli e Caserta Campania --> NAPOLI Per le province di Napoli e Caserta è stata un'altra giornata nera, di gravissima emergenza sul fronte dei rifiuti mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alle sede del Consiglio regionale della Campania e così il presidente dell'assise, Sandra Lonardo, ha dovuto rinviare la seduta. In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. Lungo le strade della città, presidiate dai blocchi, vi sarebbero oltre 5000 tonnellate non raccolte, con una produzione media che continua ad aumentare. Ciò significa che la differenziata, nonostante decreti e prescrizioni, stenta ancora a decollare. Più grave la situazione che si registra in alcuni comuni delle province di Napoli e di Caserta. Ieri è scaduto il contratto con l'Ecolog, una società del gruppo Fs, che ha consentito di portare in Germania circa 35mila tonnellate di spazzatura. I costosi trasferimenti dovrebbero riprendere nei prossimi giorni. Oltre frontiera dovrebbero finire tra le 105mila e le 150mila tonnellate di rifiuti: sarà la soluzione che consentirà di svuotare i siti di trasferenza provvisoria.

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Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà? L'istituzione di una struttura ad hoc alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema della spazzatura campana. È una delle ipotesi a cui starebbe lavorando il governo per uscire dall'emergenza rifiuti che dura ormai da 14 anni. Quella dei rifiuti, assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo annunciate in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad arrivare a Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio dei ministri itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee. Indirettamente lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "L'impegno non può esaurirsi in un giorno - dice - nonostante gli sforzi del commissario De Gennaro, è difficile risolvere l'emergenza rifiuti; a Napoli dimostreremo non solo la volontà politica di affrontare il problema, ma anche quella di metterci la faccia". Da giorni sono al lavoro diversi uffici - tra palazzo Chigi, il ministero dell'Ambiente e la regione Campania - per risolvere tutte le questioni tecniche e normative connesse alla creazione della struttura. Ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli definiscono positivo per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra istituzioni locali e governo nazionale. Ancora non si è parlato, però, della nuova struttura ma di questioni più legate ai problemi sul territorio. L'obiettivo sarebbe dunque quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura per i rifiuti campani alle dirette dipendenze di palazzo Chigi. Un ufficio da affidare ad un sottosegretario e che dovrebbe occuparsi di rifiuti e grandi eventi. La scelta di un ufficio ad hoc, inoltre, consentirebbe di superare definitivamente la struttura del Commissariato, per dare un segnale diverso da quanto fatto finora e prima di riconsegnare alle amministrazioni locali la gestione dei rifiuti. Anche perchè non è pensabile che alla scadenza del mandato del commissario straordinario Gianni De Gennaro (il 26 maggio) si possa tornare immediatamente alla gestione ordinaria.

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Tutta napoli è una discarica (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli I sacchetti ormai si accumulano ovunque, roghi anche nel centro e di giorno, problemi per la viabilità Tutta Napoli è una discarica Consiglio regionale sospeso per i rifiuti dati alle fiamme I cumuli di spazzatura aumentano a Napoli e in molti Comuni della provincia e del casertano. Ormai tutta la città è una grande discarica all'aperto. L'aria puzza, proliferano vermi, topi, blatte. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alla sede del Consiglio regionale e il presidente ha dovuto rinviare la seduta. In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo. Bassolino e Iervolino a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con Berlusconi, Letta e Prestigiacomo. FUCCILLO E LUCARELLI ALLE PAGINE IV E V.

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I roghi assediano la regione - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli I roghi assediano la Regione Sospeso il Consiglio. Iervolino e Bassolino corrono da Berlusconi Blocchi stradali nella city, proteste, teppisti in via Cilea. A terra 50 mila tonnellate ROBERTO FUCCILLO IL simbolo della giornata è quel rogo al Centro direzionale, che induce Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale a sgomberare l'aula e sospendere la seduta. Fuori la città è in preda alle proteste e ai blocchi stradali. Bus e auto consumano la frizione più sui sacchetti neri che sull'asfalto, mamme in rivolta davanti alle scuole, raid di teppisti in via Cilea che bloccano il traffico con i cassonetti, in alcune zone si segnalano topi e blatte, i roghi punteggiano un panorama da "Blade runner". Ma il più simbolico è proprio lì, in quella puzza sotto le fiamme che penetra fin dentro l'aula del Consiglio regionale. E pensare che un consigliere, Giuseppe Russo del Pd, aveva appena interessato la presidente Sandra Lonardo al fatto che "se non è interpretata come una richiesta di casta, voglio segnalare l'insostenibilità della situazione in cui versa il garage dell'edificio, soprattutto per quel che riguarda le condizioni in cui sono costretti a lavorare i custodi sommersi da montagne di rifiuti". La Lonardo in realtà ha comunicato di aver già provveduto con una lettera in tal senso al Comune e al Commissariato rifiuti. Ma poco dopo da quelle montagne puzzolenti, che da tempo si sono impadronite del livello inferiore del Centro direzionale, sono partite le fiamme e la Lonardo, fra puzza e ragioni di sicurezza, ha disposto la sospensione dei lavori. Il giorno dopo la polemica dell'assessore Velardi si è così aperto un altro fronte fra Regione e Comune. Che comunque nel pomeriggio si sono trasferite entrambe, nella persona di Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, a Roma, ospiti a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi, in compagnia del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Incontro nel quale si è fatto il punto sulla situazione e si è cominciato a ragionare insieme, in collaborazione, in vista della venuta di Berlusconi a Napoli per la seduta del Consiglio dei ministri in programma mercoledì 21. Riunione nella quale il premier dovrebbe dire anche come intende affrontare la gravissima situazione, sulla quale sarà probabilmente creata una struttura specifica di carattere interministeriale. Sul terreno però il bilancio ufficiale di ieri parla di circa 50mila tonnellate per strada in tutta la Regione e 5.000 nella città di Napoli. Siamo vicino al top dell'emergenza per il capoluogo. A gennaio, prima dell'arrivo di De Gennaro si raggiunsero le 7.000 tonnellate. A bloccare tutto è la impossibilità di liberare gli impianti di Cdr dai rifiuti che non hanno discariche dove essere collocati. Ieri si sono avviati i primi abbancamenti nel sito di San Tammaro, e questo ha consentito la ripresa di attività per i Cdr di Santa Maria Capua Vetere e Casalduni. Anche il sito di Ferrandelle ha ormai già accumulato 100mila tonnellate di indifferenziata e ora accoglie solo ecoballe. Brutte notizie anche dalla differenziata. In primo luogo si registra un aumento della produzione media giornaliera di rifiuti, il che dice di una differenziata che stenta. Poi è giunta anche notizia che il sito siciliano, dove finora i Comuni campani mandavano l'umido a caro prezzo, è ormai saturo. Si stanno cercando alternative, ma il prezzo già salato a quota 160 euro a tonnellata, sta schizzando sul mercato oltre i 200. Un'altra mazzata sulle amministrazioni. "Incredibile - torna a notare il sindaco di Caivano Giuseppe Papaccioli, che da tempo aspetta di poter far entrare in funzione il suo impianto di compostaggio - Non riesco a aprirlo. Mandano un camion al giorno per togliere la spazzatura che intanto vi si è accumulata, ma di questo passo ci vorranno mesi. E non mi fanno aprire neanche l'isola ecologica: c'è un contenzioso fra ditta e commissariato di 50mila euro, è ridicolo". In questa situazione non resta che attendere che partano i treni per la Germania. Ieri si è completato il trasferimento di un pacchetto di circa 35mila tonnellate, a carico della Ecolog. Ma la svolta verrà solo dalla partenza dei nuovi quantitativi concordati con le aziende tedesche, da 105mila a 160mila tonnellate. Più in là, a giugno, è prevista l'apertura delle discariche di Savignano e di Sant'Arcangelo Trimonte. Proprio qui, nel paese beneventano, si terrà oggi un Consiglio comunale con la partecipazione del sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, della presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, e di altri parlamentari di zona. Obiettivo: arrivare a parlare con Berlusconi quando sarà a Napoli ed esporgli le contrarietà del paese.

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"contro la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Parla il sindaco Iervolino dopo il vertice a Palazzo Chigi: Letta ha mantenuto la promessa "Contro la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" "Chi dice: c'è disinteresse da parte degli amministratori fa un errore" "Velardi è l'ultimo dei miei pensieri, ma non sto a perdere tempo con le sue fantasie" OTTAVIO LUCARELLI "Ho telefonato a Gianni Letta subito dopo la vittoria del centrodestra. Me l'aveva promesso che il primo incontro istituzionale del nuovo governo sarebbe stato con me e Bassolino. è stato di parola e ora lavoreremo assieme. Con grande collaborazione tra governo, Comune e Regione. Li ho anche invitati a Palazzo San Giacomo. Vedremo". Dalla bolgia del Consiglio comunale ai saloni di Palazzo Chigi. Dagli incendi dei cassonetti in piazza Municipio all'abbraccio con l'amico di sempre Gianni Letta e con Silvio Berlusconi. Dalla rabbia per i manifesti del Pd contro i rom di Ponticelli alla solidarietà incassata da Walter Veltroni e Tino Iannuzzi nella tappa pomeridiana alla Direzione nazionale del Partito democratico. Sindaco, nei giorni più drammatici può arrivare da Roma una spinta per risalire ripartendo dal Pd e dal Consiglio dei ministri della prossima settimana? "Dobbiamo risolvere il problema dei rifiuti rapidamente perché è in arrivo il caldo. Stavolta non si scherza. Noi lavoriamo. Perciò sbaglia chi dice che c'è un disinteresse da parte degli amministratori napoletani. L'incontro di Palazzo Chigi dimostra, piuttosto, che è vero il contrario". Si riferisce alle accuse dell'assessore regionale Claudio Velardi che vi definisce una classe dirigente incapace? "Abbia pazienza, ma Velardi è davvero l'ultimo dei miei pensieri. Anzi, non ci penso proprio. Ma le pare che adesso sto anche a perdere tempo con lui e le sue fantasie? Di Velardi posso solo dire che mi piacciono molto le sue magliette e i suoi golfini. Ha molto gusto nel scegliere i colori. Altro non so". Ma ha letto le sue dichiarazioni? "Non ho avuto tempo per leggere quello che ha detto e tantomeno per telefonargli. Mercoledì sono stata in giunta fino all'una di notte per lavorare con gli assessori sul bilancio preventivo 2008. In questo momento sto a Roma e in serata rientro in città. Stiamo lavorando assieme a Palazzo Chigi anche per l'arrivo di Berlusconi. Noi l'abbiamo invitato a Palazzo San Giacomo, ma non c'è ancora un programma ufficiale. Bisogna vedere se nella sua fitta agenda troverà uno spazio per riuscire a venire". Come definisce questo vostro patto bipartisan in linea con il nuovo clima nazionale? "è un'importante prova di collaborazione per Napoli e per il paese. Non possiamo sbagliare". Una risposta alle tante accuse incassate in questi giorni sulla vicenda Chiaiano? "Guardi, io lavoro per risolvere i problemi". Una maratona romana. Con quali risultati? "Alla Direzione del Partito democratico ho portato la questione rom. A Ponticelli è stato affisso, a nome del Pd, un manifesto che contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito costantemente orientate in una logica di rispetto dei diritti umani e della creazione di una pacifica convivenza". Cosa ha detto a Veltroni? "Come membro della Direzione nazionale del mio partito rimango fermamente fedele ai principi che hanno guidato prima i cattolici democratici, poi gli aderenti alla Margherita e ora i sostenitori del Pd che si sono raccolti vicino a Veltroni. Non potremmo mai tollerare episodi razzisti, di violenza e sopraffazione. Una cosa è punire i reati quando ci sono e tutelare la sicurezza dei cittadini. Altra cosa, diversissima e inaccettabile, è scegliere dei capri espiatori soltanto per il fatto che sono nati in un paese diverso e che ora, tra l'altro, fa parte dell'Unione europea". Ha ottenuto solidarietà? "Certo, da Veltroni e anche dal nostro segretario regionale Tino Iannuzzi. Sono stati entrambi molto duri contro quei manifesti di Ponticelli. Una vergogna. Una vergogna nazionale". Qualcuno pagherà? "Se si sta in un partito bisogna rispettarne i principi".

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"napoli, una città senza governo" - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli "Napoli, una città senza governo" Lettieri: il caso Chiaiano dimostra che non c'è più credibilità "Si parla solo di rifiuti e abbiamo perso di vista le cose importanti per lo sviluppo" DARIO DEL PORTO A Ponticelli bruciano i campi rom, in centro la spazzatura. "Non voglio lanciare accuse né personalizzare lo scontro. Comprendo le difficoltà del sindaco Iervolino. Ma oggi Napoli appare come una città non governata, in balia delle onde, senza armonia e coerenza nelle decisioni", afferma il presidente dell'Unione industriali Gianni Lettieri. Nel suo ufficio di Palazzo Partanna, il leader degli imprenditori affronta gli argomenti che la cronaca, prima ancora della politica, mette in agenda alla vigilia del Consiglio dei ministri napoletano del governo Berlusconi. Presidente Lettieri, che pensa delle accuse rivolte dall'assessore regionale Claudio Velardi alla classe dirigente della città? "Credo che sia esasperato, e come lui tutti i napoletani. Velardi era arrivato pieno di buona volontà e progetti, poi si è ritrovato a sbattere la testa contro un muro. Ma anche il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, è apparso piuttosto sfiduciato. Ha ragione, vista l'assenza di condivisione d'intenti da parte delle amministrazioni locali". Si riferisce al nodo della discarica a Chiaiano? "Appunto. Il voto contrario del Consiglio comunale a quella soluzione rappresenta un'ulteriore sconfitta per l'amministrazione e un'altra marcia indietro dopo la vicenda Pianura". Molti cittadini però sono scesi in piazza contro la discarica. "Il punto è che non vi è più alcuna credibilità e autorevolezza delle istituzioni. Non si spiega altrimenti il fatto che la popolazione di Chiaiano sia più contenta di avere, sul proprio territorio, tanta immondizia sparsa piuttosto che ospitare a termine una discarica controllata e monitorata, che renderebbe più vivibile il territorio". C'è la camorra dietro le rivolte di Pianura e Ponticelli? "Dobbiamo liberarci dal luogo comune che vede la mano della criminalità organizzata dappertutto. La camorra c'è e fa male ed è chiaro che nei disagi e nella confusione ci sguazza e si alimenta. Ma sono le istituzioni a lasciarle spazio. Se non si pianificano interventi, progetti, se non si avviano gli investimenti, non si riuscirà a estirpare questo cancro". Qual è la sua opinione del rimpasto nella giunta Iervolino? "Ero stato fra i primi a suggerirlo. Ma le scelte più opportune, se avvengono nei tempi e nei modi sbagliati, si rivelano inutili". Il profilo dei nuovi assessori non la convince? "Non discuto le professionalità, al contrario. Però il rimpasto è arrivato troppo tardi e forse nel momento peggiore. Si sarebbero dovute fare scelte indipendenti dai partiti all'inizio del secondo mandato, così non avremmo perso due anni". Volevate essere coinvolti? "Un rimpasto non può avvenire senza il confronto con le associazioni di categoria. Questo significa che il sindaco non avrebbe dovuto necessariamente condividere scelte, ma almeno aprire una discussione sulle opportunità. Uno scambio di opinioni sarebbe stato utile. La politica a Napoli sembra lontana mille miglia dalla città ed è sempre più distante dalle imprese. Altrove non è così, a Milano ad esempio il sindaco Moratti ha avviato da tempo questo confronto". Intanto la crisi rifiuti è tornata ben oltre i livelli di guardia. "Dopo un paio di mesi c'è di nuovo il buio. Vedo che il Comune ha in programma un'altra domenica ecologica. Che senso ha, con la spazzatura in strada? Ormai si parla solo di rifiuti e abbiamo perso di vista le cose importanti per lo sviluppo, da Napoli est a Bagnoli. La crisi sta danneggiando enormemente l'economia. Dobbiamo difendere un patrimonio produttivo in cui non mancano le eccellenze. A queste dedicheremo la nostra prossima assemblea, alla quale inviteremo la stampa estera per promuovere fuori dai confini italiani la nostra imprenditoria". Ora la questione rifiuti è sul tavolo del governo Berlusconi. "Il premier ha assicurato di voler risolvere il problema in maniera definitiva. Purtroppo però non c'è governo e commissario che tenga se le amministrazioni locali non collaborano. Mi spiego meglio: non si vuole una discarica a Chiaiano? Bene, si indichi un'alternativa come ha fatto Salerno. E questa inerzia non riguarda solo i rifiuti". Non sarà colpa anche delle imprese? "è la politica che deve mettere le imprese in condizioni di creare sviluppo, di fare investimenti. è la politica che pianifica e poi noi facciamo il resto". I rapporti tra il presidente dell'Unione industriali e il sindaco Iervolino sono difficili ormai da tempo. Con Bassolino come va? "Con la Regione si riesce sempre a dialogare. Ma il valore morale personale del sindaco è indiscusso, comprendo gli ostacoli che deve affrontare, la mia non è una questione di carattere personale. La realtà però è sotto gli occhi di tutti. Vuole altri esempi? Il Centro Direzionale langue nel degrado, via Marina è piena di cartelloni in mezzo alla strada, in totale assenza di vigili urbani". Con il governo Berlusconi quali interlocutori avrete? "Sicuramente il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, con il quale abbiamo già avviato il progetto Quadrifoglio che ha dato ottimi risultati. E poi c'è il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. Ma non solo. Dialogheremo con tutti i ministri le cui competenze ci interessano". A novembre il suo mandato giungerà al termine. Ha già deciso cosa farà da grande? "Quel che ho sempre fatto e che sto continuando a fare, l'industriale".

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I 94 anni di guarino: "triste per questa città" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XI - Napoli I 94 anni di Guarino: "Triste per questa città" "Sono un uomo avvilito. Vivo in una città nella quale non ho potuto fare il mio mestiere: portare cultura. L'ho fatto dentro l'università. Ma fuori il mio contributo non è stato richiesto". Il professore Antonio Guarino, uno dei massimi studiosi di Diritto Romano, compie oggi 94 anni. Li porta con la lucidità di sempre, ma con molta amarezza in più "per le condizioni in cui versa Napoli. Verso questa città non posso che avere parole tristi, e me ne dispiace. Sono sempre stato, politicamente, dalla parte delle amministrazioni Bassolino e Iervolino. Ma oggi Napoli è in condizioni che peggiori non le si potrebbe immaginare... ". "Ne abbiamo passate di tutti i colori. Sempre subendo umiliazioni terribili: la spazzatura, la mozzarella alla diossina, ora le aggressioni ai rom. Una vicenda, quest'ultima, scatenata dal sequestro della bambina, ma con reazioni non sufficientemente contenute dalle forze dell'ordine". Parole che non lasciano spazio alla speranza: "Se è vero che la speranza è l'ultima a morire, ora è in coma. Bisognerà fare appello a sant'Espedito, protettore dei casi disperati. E il guaio è che, dal punto di vista politico, non vedo alternative. Se ci fossero uomini d'acciaio, anche a destra, li sosterrei, ma non ne vedo. Bassolino è completamente crollato. La Iervolino, non ne parliamo... In questi ultimi giorni abbiamo visto strani movimenti in giunta, come se cambiando un assessore si potessero davvero cambiare le cose". Guarino assolve la società civile. "Le responsabilità sono tutte della politica. La società civile sopporta. E se si offre di collaborare, non viene sollecitata a farlo". (bianca de fazio).

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SOMMERSI DAI RIFIUTI RIVOLTA NELLE STRADE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Sommersi dai rifiuti rivolta nelle strade Quella dei rifiuti, assieme alla sicurezza e all'Alitalia, è una delle priorità del governo annunciata da Berlusconi in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio è intenzionato ad arrivare a Napoli, in occasione del Consiglio dei ministri di mercoledì, con un provvedimento già definito nelle grandi linee. La situazione rifiuti a Napoli e in Campania è diventata ormai esplosiva e ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il ministro all'Ambiente Prestigiacomo ne hanno discusso con il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. L'obiettivo sarebbe quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura ad hoc alle dipendeze del governo. DE CRESCENZO E ROANO ALLE PAGINE 34, 35, 36.

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Rom, iervolino attacca sepe "il comune lasciato da solo" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Rom, Iervolino attacca Sepe "Il Comune lasciato da solo" Ma il cardinale replica: noi da sempre tra la gente Il sindaco: abbiamo risolto il problema alloggi. Il cardinale: nei campi il nostro impegno concreto OTTAVIO LUCARELLI "Vedo che tutti più o meno dimostrano grande solidarietà. Anche il cardinale Crescenzio Sepe. Ma chi ha avuto il problema sulle spalle e ha trovato alloggio ai rom è stato il Comune. Solo il Comune". Al rientro da Roma è infuriata Rosa Russo Iervolino. Nel Maschio Angioino salta la seduta del Consiglio comunale e lei se la prende un po' con tutti. A cominciare dalla vicenda nomadi di Ponticelli, senza risparmiare la Curia e aprendo così un nuovo capitolo nelle polemiche a fasi alterne con il cardinale. Come a gennaio quando, dopo le insistenti accuse di Sepe alle istituzioni locali, il sindaco rispose a muso duro: "Ognuno faccia il proprio mestiere". Un rapporto Curia-Comune ormai logorato, come dimostra l'assenza delle istituzioni alla recente presentazione del libro del cardinale "Non rubate la speranza" La Iervolino attacca in mattinata e di sera ecco la risposta di Sepe: "Il nostro impegno è da sempre in mezzo alla gente. Un impegno concreto fin dal primo momento, quando un gruppo di sacerdoti è andato nei campi rom e ha visto che c'erano necessità da soddisfare. Abbiamo comprato il latte per i bambini e portato da mangiare a questa gente che stava senza un tozzo di pane. Abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità stando davvero in mezzo alla gente, in mezzo a loro molto tempo prima che scoppiasse il caso". "Quello che il Comune potrà ancora fare lo farà pur essendo l'immigrazione una materia di competenza statale" aveva aggiunto in mattinata il sindaco che, dopo l'incontro a Palazzo Chigi con Berlusconi e Letta, salva solo il governo: "Il commissario per i rom è senza dubbio un aiuto, ma bisogna vedere quali poteri avrà. Giovedì ho sentito a lungo Maroni e ci rivedremo a Napoli prima del Consiglio dei ministri del 21". Vicenda nomadi su cui si fa sentire anche Bassolino: "Contro i rom si sono verificati episodi intollerabili e lo Stato deve mostrare polso fermo in casi del genere. Quando sono in gioco grandi valori di civiltà e umanità bisogna stare dalla parte giusta. E invece sono successe cose intollerabili, anche da parte di ambienti che si muovono contro gli interessi dei cittadini e di tutte le istituzioni". Bassolino ha fatto esplicito riferimento all'inchiesta sul tentato sequestro della bimba da parte di una sedicenne rom: "Capisco il dramma di quella madre. Sull'accaduto poi si esprimeranno i magistrati, ma sono intollerabili gli incendi, gli assalti, i manifesti che incitano. Contro tutto ciò bisogna ergere barriere di civiltà". L'assessore regionale Lilly De Felice ha annunciato intanto che è pronto mezzo milione per l'integrazione scolastica dei figli dei rumeni, mentre sulla vicenda nomadi tuona anche il presidente della Provincia Dino Di Palma: "Sul tema dei rom la repressione non può e non deve essere il primo e unico strumento adottato dalla politica. Non vorrei vedere una deriva in questa direzione. Tutti chiedono sicurezza, tutti chiedono di essere difesi dai criminali, di tutte le nazionalità e di tutte le etnie, a partire dai camorristi che opprimono ogni giorno sistematicamente la vita di tanti quartieri periferici come Ponticelli e di tante città della provincia di Napoli. In tal senso lo Stato non può e non deve usare due pesi e due misure. Nei confronti di queste popolazioni emarginate, come con forza ha sostenuto il papa Benedetto XVI, dobbiamo rivolgerci seguendo i valori cristiani e laici. Su queste vicende si gioca la maturità di una società civile che non può svendere i propri valori".

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I teppisti dilagano in centro caos alla riviera di chiaia (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli I teppisti dilagano in centro caos alla Riviera di Chiaia Proteste a Bagnoli e Salvator Rosa: "Siamo stufi" Riprende il trasporto nei Cdr, ma solo per l'immondizia giornaliera Sos da San Giorgio Castellammare e Pozzuoli. Sigilli confermati a Pianodardine ALL'ALBA si sgomberano i rifiuti sparpagliati per il Vomero, su via Cilea e dintorni. Ma poche ore dopo si paralizzano via Salvator Rosa, la Riviera di Chiaia e Fuorigrotta. E Fabio Chiosi, presidente della prima Municipalità, denuncia: "I mezzi dell'Asìa sono venuti solo a mezzanotte a sgomberare. Eppure si tratta di due file di sacchetti che potrebbero essere facilmente rimossi con una pala meccanica, è ridicolo che in piena emergenza l'Asìa non disponga di turni di servizio operativi". Giusta o sbagliata che sia la valutazione di Chiosi, a Napoli ormai si vive così: basta una decina di persone a rovesciare cassonetti e le principali vie cittadine si paralizzano per almeno mezza giornata. I focolai di rivolta, come pure i falò, sono però ovunque, ai Ponti Rossi come a Chiaia, a Bagnoli come a Pianura, dove le mamme hanno inscenato un sit-in con blocco del traffico davanti alla scuola Troise, frequentata dai figli. Ovunque un unico lamento: "Abbiamo topi e insetti a casa, qui ci arriva il colera di nuovo". Una città in ginocchio. Magari in attesa di sapere se il comunicato del commissariato straordinario produce davvero spazi di speranza: il conferimento ai Cdr è ripreso, ieri sono arrivate 7000 tonnellate, nei prossimi giorni le cose dovrebbero migliorare. Certo è buona la notizia della apertura del sito di San Tammaro. Meno buona quella che arriva da Avellino: il gip Daniela Cortucci ha rigettato l'istanza di dissequestro del sito per le ecoballe di Pianodardine, attiguo all'impianto di Cdr. L'area resta dunque interdetta anche se lo stesso gip ha disposto una serie di prescrizioni che potrebbero portare al dissequestro e alla riapertura entro trenta giorni. Intanto l'emergenza continua a mordere. A Caserta la Provincia ha insediato una task force composta da assessore provinciale all'Ambiente, funzionari dell'Ente, presidi delle Facoltà di Scienze e Medicina, rappresentanti sindacali, di Confindustria, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste. La situazione a Caserta è peggiorata nelle ultime ore dato che il sito di Ferrandelle ora accoglie solo ecoballe e non più rifiuti indifferenziati. Sos anche da San Giorgio a Cremano, che segnala 360 tonnellate per strada, da Pozzuoli e da Castellammare di Stabia. Nella città flegrea, invasa dalla spazzatura, mancano anche le campane per la differenziata della carta: sono state ritirate e abbandonate in un deposito nell'ex macello di via Fascione. Alcuni dirigenti scolastici sono decisi a procedere alla chiusura anticipata delle scuole per i gravi rischi igienici che corrono i ragazzi. La tensione però resta alta anche a Napoli, anche sul piano politico. Mentre Bassolino e Iervolino plaudono all'impegno di Berlusconi per la sua venuta in città, il sindaco lancia una frecciata al commissario Gianni De Gennaro: "Se fossi io commissario, saprei cosa fare. Ma il commissario è lui, che lavori". Attacco che scatena il centrodestra. Sarcastica la replica del consigliere comunale di Forza Italia Salvatore Varriale: "Magari Berlusconi nominasse lei commissario. Così si andrebbe a elezioni e avremmo un sindaco vero". Scatenato comunque il Pdl. Paolo Russo, già presidente della commissione di indagine sui rifiuti, chiede le dimissioni di Bassolino e Iervolino. Luigi Cesaro, coordinatore provinciale, afferma che "la nuova emergenza ambientale ha definitivamente messo in ginocchio Napoli e la provincia. La responsabilità di questo disastro epocale vanno addebitate alla sinistra". Da An ecco poi Pietro Diodato, consigliere regionale, che denuncia manovre a danno di Berlusconi: "Arriva il premier e, guarda caso, la città ritorna in piena emergenza. Nei giorni che hanno preceduto la campagna elettorale, la città e la provincia erano diventate stranamente sgombere dalle montagne di rifiuti che le avevano invase per mesi. Oggi, alla vigilia della venuta del presidente del Consiglio, prende nuovamente corpo l'emergenza rifiuti, in modo ancor più repentino. E intanto nessuno, De Gennaro compreso, vista la negligenza interessata delle amministrazioni di centrosinistra, verifica l'operato di chi dirige gli impianti e le operazioni di raccolta". Si fa vivo anche il presidente della Provincia Dino Di Palma, per chiedere di reperire tutte le discariche possibili esistenti in regione, e portarvi per quindici giorni i rifiuti accumulati. A loro volta Cgil, Cisl e Uil si appellano alle istituzioni per chiedere "l'apertura immediata delle discariche e l'avvio coatto della raccolta differenziata". (r.f.).

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Non c'è numero legale il consiglio fa flop (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Presenti 30 consiglieri su 61, in discussione il piano sociale Non c'è numero legale il Consiglio fa flop E Mastella sul rimpasto: "Iervolino, con grande miopia politica, ci ha cancellato dalla giunta" "la Iervolino, con grande miopia politica, ha ritenuto motu proprio di doverci cancellare dalla giunta comunale salvo poi chiedere però il sostegno di tutta la maggioranza che a suo tempo l'ha eletta. Con questi metodi diventa difficile andare avanti". La mazzata arriva da Clemente Mastella che a Napoli, mentre andava deserta la seduta del Consiglio comunale che avrebbe dovuto discutere del piano del Comune per le politiche sociali, ha riunito consiglieri regionali e segretari provinciali di quel che resta dell'Udeur. "Siamo il centro politico che può fare la differenza in Campania e nel Mezzogiorno - ricorda Mastella - ma sottolineiamo che le alleanze sono tali e valide se sono riconosciute reciprocamente. Ribadiamo che siamo rispettosi degli impegni assunti con le coalizioni con le quali abbiamo affrontato a suo tempo le elezioni anche se riteniamo che tale rispetto deve essere reciproco mentre registriamo con forte rammarico quanto è accaduto per il rimpasto della giunta comunale di Napoli". Mastella attacca mentre la Iervolino va avanti: "La maggioranza non è in crisi politica. Detto questo, sono fermamente convinta che sia dovere fondamentale degli eletti e soprattutto dei consiglieri di maggioranza partecipare alle riunioni e quindi di non far mancare il numero legale. Quello di stamattina è un episodio spiacevole ma resta un episodio e non è quindi corretto costruire fantasie politiche. La maggioranza è unita e pronta a votare il piano sociale che è un atto importantissimo per la qualità della vita nella nostra città". Una seduta andata deserta perché in aula, al momento dell'appello, erano presenti solo trenta consiglieri su sessantuno, compreso il vicepresidente Vincenzo Moretto di Alleanza Nazionale. In realtà c'era anche Diego Venanzoni, ex capogruppo dell'Udeur ora alla testa di "Democrazie per la libertà", che però appena si è accorto di essere determinante per la validità della seduta è uscito definendosi contrario alle scelte del sindaco sulla nuova giunta e dichiarando ufficialmente di "non essere presente in aula". Mentre la Iervolino continuava a gettare acqua sul fuoco: "Gli assenti del Pd erano solo tre e non la stragrande maggioranza. Non c'è, dunque, nulla dietro le assenze. Pensiamo, piuttosto, alle cose positive come l'incontro di giovedì a Roma con il presidente Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Bassolino". Dalla destra, intanto, incalzano gli inviti al sindaco a dimettersi e la proposta più originale arriva da Salvatore Varriale di Forza Italia: "La Iervolino potrebbe essere nominata commissario straordinario per i rifiuti al posto di De Gennaro. Si può tentare. La città ne otterrebbe un indubbio effetto positivo con nuove elezioni dalle quali almeno guadagnerebbe un sindaco vero". (o. l.).

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Giocando si aiuta il pianeta la terra futura è già presente (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Firenze L'evento Torna la rassegna dedicata all'ambiente: scuole protagoniste Giocando si aiuta il pianeta la Terra Futura è già presente Tre giorni di incontri, seminari e laboratori, tutti dedicati al tema delle risorse e dell'ambiente. E' la quinta edizione di Terra Futura, la mostra-convegno internazionale sulle buone pratiche di sostenibilità ambientale, in programma dal 23 al 25 maggio alla Fortezza da Basso. Organizzata da fondazione Responsabilità Etica, Regione e Adescoop in partnership con Arci, Acli, Cisl, Legambiente e Caritas, Terra Futura vedrà la presenza di enti no-profit, imprese eticamente orientate ed enti locali, ma sarà soprattutto un momento per entrare in contatto con pratiche e progetti concreti, dal microcredito all'alimentazione a chilometri zero, passando per i sistemi di trasporto ecologici e i gruppi di acquisto solidale (Gas). Uno spazio importante sarà dato ai ragazzi delle scuole di tutta Italia, che proporranno laboratori interattivi su temi come risorse e riciclaggio ma anche legalità ed ecomafie. E poi giochi, concorsi, mostre e tante curiosità, come il mini supermercato organizzato da Mani Tese o il grande gioco dell'oca ideato dagli studenti di Figline. Tra gli ospiti (sabato) Vandana Shiva, presidente della commissione internazionale sul futuro dell'alimentazione, e Debi Barker, coordinatore dell'International Forum on Globalization. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero. Orari e programma completo su www.terrafutura.it. (g.r.).

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Rifiuti, assalto al cuore di napoli raid e barricate, città sotto assedio - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Rifiuti, assalto al cuore di Napoli raid e barricate, città sotto assedio Il sindaco Iervolino la definisce una "situazione raccapricciante" Pattuglie di teppisti da un focolaio all'altro "Qui finiamo come col colera..." ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - La città è ora un tappeto di spazzatura. Non più solo cumuli, come nelle precedenti fasi acute di crisi, ma proprio sacchetti e cassonetti rovesciati per strada un po' ovunque. E non c'è più differenza fra periferie come Pianura e salotto cittadino. L'intera area urbana è avvolta dai miasmi della spazzatura in putrefazione e dai venti di rivolta. Ovunque si registrano pattuglie di ragazzi, teppisti organizzati, che sfrecciando in motorino si spostano da un focolaio di rivolta all'altro, ma anche donne e bambini che denunciano "ci entrano topi e insetti in casa" oppure "qua finiamo come col colera tanti anni fa". Constatazioni alle quali fanno seguito le barricate e il lancio per strada di sacchetti. Che poi restano lì per ore e ore perché l'Asìa, l'azienda comunale di raccolta, non ha i mezzi necessari a intervenire prontamente in tempo reale dove la protesta insozza le strade. Non a caso il blocco del quartiere collinare del Vomero, iniziato giovedì sera, è stato rimosso solo ieri all'alba, mentre il sindaco Rosa Russo Iervolino apriva la sua giornata constatando che "la situazione è raccapricciante". Bastavano però poche ore e la città era di nuovo a ferro, fuoco e munnezza. In mattinata esplodeva la rabbia degli abitanti di via Imbriani, a cavallo di via Salvator Rosa, l'arteria che sale dal centro cittadino alla zona collinare. Strada bloccata, traffico più in tilt del solito, corse deviate per gli autobus, costretti a tornare in collina per scendere poi da un altro asse viario verso il centro. Stessa scena nel pomeriggio lungo la Riviera di Chiaia, la strada che collega il centro a Mergellina e Posillipo. Anche qui due file di cassonetti rovesciati per strada e sacchetti a completare la barricata, con donne e bambini in prima fila, prontissimi a rigettare a terra anche il poco materiale che alcuni poliziotti volenterosi cercavano di radunare ai lati della carreggiata. Ancora blocchi in serata anche in serata nella zona occidentale di Bagnoli e Fuorigrotta, vicino allo stadio San Paolo, di nuovo su via Salvator Rosa, con la città spezzata in due nell'ora del rientro a casa e lungo via Forìa. Una città in stadio di assedio. Si aggiungevano i roghi, nella zona di via Chiaia, nei dintorni di piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria, e in altri quartieri della Napoli collinare. In questa situazione arrivava in serata la nota ottimistica del commissariato straordinario: grazie all'apertura di un sito di stoccaggio nel casertano, gli impianti di Cdr hanno potuto accogliere e lavorare circa 7000 tonnellate di spazzatura. è il quantitativo medio di produzione di una giornata in tutta la regione, dunque almeno ieri la situazione non è peggiorata e da domani il ritmo di recupero, come annuncia a Napoli l'assessore Gennaro Mola, dovrebbe incrementare. Ma quello che si è accumulato nei giorni scorsi per terra resta lì, insieme alla esasperazione della gente. Sicchè si moltiplicano le reazioni politiche. Il presidente della Regione Antonio Bassolino nota che "Berlusconi e il governo vengono a Napoli (mercoledì 21, ndr), e mi sembra un segnale giusto". Intanto il sindaco Iervolino punzecchia il commissario straordinario Gianni De Gennaro: "Quando mi nomineranno commissario all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò. Siccome un commissario c'è, e si chiama De Gennaro, faccia il suo mestiere". E il presidente della Provincia di Napoli, il verde Dino Di Palma, invoca: "Apriamo immediatamente tutte le discariche in grado di accogliere spazzatura per quindici giorni".

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Si spengono i fuochi degli assalti ai campi rom nella città (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Si spengono i fuochi degli assalti ai campi rom nella città ... Si spengono i fuochi degli assalti ai campi rom nella città partenopea e s'accendono le polemiche: ferma condanna ai fatti di Ponticelli da parte del sindaco a Jervolino e del presidente Bassolino che ha detto: "Bisogna prendere le distanze dai gravi episodi che offendono gravemente la dignità umana. L'insicurezza, la sofferenza sociale, il disagio civile ci dicono che le istituzioni, a tutti i livelli, e la politica devono fare di più per i grandi quartieri popolari di Napoli. Ma quelle fiamme, quelle grida, quegli applausi mettono i brividi". Poi la notizia, confermata dal ministro dell'Interno Maroni dopo l'incontro con il suo omologo romeno Cristian David, che dopo Milano e Roma anche Napoli avrà un commissario straordinario per i rom. Maroni ha aggiunto che la richiesta di avere un commissario a Napoli è stata inoltrata dal sindaco Iervolino. In una Ponticelli blindata la giornata di ieri si è conclusa senza incidenti, con i campi rom vuoti, presidiati da polizia e carabinieri e posti di blocco ad ogni incrocio. Le forze dell'ordine hanno presidiato la zona per evitare altri incendi nei campi, sono rimasti tutta la notte e vi rimarranno anche oggi in attesa di decisioni su eventuali bonifiche delle aree. Sulle indagini per presunte infiltrazioni di camorra nella protesta si è pronunciato ieri il questore di Napoli, Antonino Puglisi che ha annunciato il pugno duro per chi ha soffiato sul fuoco della protesta ma ha manifestato scetticismo sull'ingerenza dei clan: "Non sono sicuro - ha detto - che a fare gesti del genere siano stati malavitosi di un certo calibro: riportare tutto alla criminalità organizzata mi lascia un pò perplesso". Insomma, nei raid ci sarebbe la mano di singoli esponenti dei clan, non dell'intera organizzazione criminale. A Ponticelli, poi, si sono infiammate le polemiche per un manifesto del Pd dal titolo "Via i campi rom da Ponticelli", criticato anche da Bassolino e Iervolino oltre che dai rappresentanti del Comitati Civico che hanno ricordato come la municipalità (a maggioranza Pd) aveva bocciato lo scorso 24 aprile una proposta per lo smantellamento degli stessi campi. I nomadi costretti ad abbandonare Ponticelli sono stati sistemati in diverse strutture tra cui la scuola Deledda che dovrebbe trasformarsi a lungo in centro di accoglienza per i rom. Gli ultimi 56 nomadi, tra cui 30 bambini, sono stati invece sistemati in case famiglia di Napoli e delle altre province della Campania.

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Gomorra il <realismo sporco> è anche più efficace del libro (sezione: Monnezze)

( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Gomorra il "realismo sporco" è anche più efficace del libro Non è un film d'impegno civile e Saviano è nei titoli di coda Gomorra di Matteo Garrone - da oggi nelle sale - non è un film d'impegno nel senso didascalico, e dunque deteriore, del termine. È epico, ma non ha eroi, semmai una folla di anti-eroi, comunque senza dio, tranne il denaro, dio laico e laido. Qui, non ci sono i cattivi, i cattivi tradizionali, quelli che si contrappongono ai buoni. Il film non dice quello che si deve o non si deve fare, quello che va e quello che non va fatto. Non ci sono i caimani da una parte e le palombelle dall'altra, i travagli e gli schifani, i mafiosi o camorristi contro i paladini dello stato. Non c'è inferno o paradiso, ma gironi, ossia rioni concentrazionari, in cui uomini dall'anima in cattività vivono e muoiono. E Garrone ci offre un giro, al prezzo del biglietto. Perché? Perché Garrone è un regista che ha saputo imbalsamare viva la realtà che Saviano ha raccontato nel suo libro. Vi si è immerso dentro al punto da confondersi con essa. Voci gossippare - persino le agenzie di stampa - danno Garrone "impelagato" in una relazione con una donna "pericolosa" conosciuta lì. Sarebbe solo gossip, se non fosse la spia di un mescolamento materico con il suo lavoro che sembra, oggi, in Italia, un'urgenza imprescindibile. Garrone, da artista delle immagini, ha creato il suo film già dalla scelta degli attori, con facce parlanti, connaturata alla scelta delle ambientazioni, dove spiccano gli interni-esterni delle Vele. Come ha fatto a entrarci? Perché un regista bravo, capace e "impegnato" nel tener fede al suo talento, appare sempre come l'uomo dei sogni. E convince tutti. Saviano, ad Antonio D'Orrico sul Magazine , ha raccontato che dopo i primi veti dei capi, la gente del posto ha voluto prendere parte al film, nel ruolo di se stessi, ha detto. Il film ha riprodotto, realmente, la vita violenta e criminale che Saviano ha raccontato nel libro e che, nella stessa realtà, si ispira al cinema. C'è chi gioca ai cowboy e agli indiani, e chi ai mafiosi e ai colombiani. I due "cani randagi" - Marco e Ciro - che si fanno strada tra africani e casalesi, credono di essere in Scarface . Gomorra è meglio di qualsiasi film di Tarantino perché non c'è nessun compiacimento ludico, nessuna erudizione sulla violenza, nessun gioco al massacro filmico, per cui bisogna intrecciare sempre più storie, delirare in maniera anche esilarante sulla vita e la morte, accelerare o rallentare a seconda di quello che si vuole far provare allo spettatore. In Gomorra , a differenza dell'ultimo di Scorsese, non ci sono il bene e il male. Non c'è distinzione, anche se a un certo punto appare una linea incerta, che delimita una strada di campagna, dove il giovane Roberto abbandona la strada di Franco, smaltitore abusivo di rifiuti tossici (interpretato da un Servillo finalmente non al di sopra delle righe pur sempre inimitabile nelle sue smorfie). Chissà che fine farà, però. Andrà in pizzeria? Ma potrà non pagare il pizzo? In questo film, non c'è tempo per capire chi è nel giusto e chi è nel torto, perché le pistole, come i personaggi, a volte non fanno in tempo a entrare nell'inquadratura che già sparano la loro sentenza, di morte, senza lasciare il tempo di aprire bocca. Lo spettatore è colpito alla nuca, sparato in faccia, o alla gola. Ci si sente come Totò, il ragazzino delle Voele che ha fretta di diventare grande e si sottopone al ferro e al fuoco di un colpo sparato in pieno petto, dove rimane il livido sotto il giubbotto anti-proiettile. La guerra tra clan gli metterà contro il suo compagno di giochi. E quando dovrà agire, non sceglierà tra il bene o il male, ma tra la vita, incerta, e la morte, certa. Il film di Garrone, bellissimo e duro - peccato una sbavatura finale nella sceneggiatura - non è neo-realistico e nemmeno iper-realistico. Il film ricorda molto una tendenza letteraria, ma non solo, sudamericana, che sta rielaborando il "dirty realism": il "realismo sudicio", realismo sporco. Realismo impuro, sporcato con la realtà, non con la sua rappresentazione. Gomorra è un film "etico" perché racconta l'ethos , il "posto da vivere", della provincia di Napoli e Caserta: l'individuo è inscindibile dall'ambiente in cui cresce, che ne determina il codice morale, d'onore malsano, in questo caso. Può essere infranto - uccidere le donne, per esempio -, ma sempre all'interno di un sistema che viene semplicemente aggiornato, si evolve, a suo modo. Le migliori scene sono quelle in cui l'uomo è immerso o si immerge nell'ambiente circostante. Si sfoga o fugge, seppellisce cadaveri o scorie, si nasconde o scova ombre inquietanti. Tra le scene più belle, Franco (Servillo) che sbuca dai tombini di una pompa di benzina abbandonata, i ragazzini che guidano i tir fuori dalla cava abusiva, Marco e Ciro che seminudi sparano nell'acqua, il campo lungo che dal budello delle scale interne s'allarga sulle terrazze delle Vele. Gomorra è un film, certo, di denuncia. Perché mostra una realtà che non si dice, pena la morte. La denuncia è "architettonica" - in senso fisico - cioè le Vele, la loro struttura da caotico panopticon per cui i controllori, vedette e "ronde", possono controllare il territorio in maniera scientifica. Nessuno si può salvare quando l'ergastolo di questa vita degradata si tramuta in condanna a morte. Il film, come il libro, denuncia la struttura profonda, l'architettura - in senso figurato -. Quasi in chiave marxista, mostra i rapporti di forza lavorativa e le dinamiche economiche, sublimate dall'ostentato frusciare dei soldi, siano alla base di tutto. Gomorra non è semplicemente la trasposizione del libro di Saviano. È una felicissima interpretazione filmica. Del libro di Saviano c'è la felice ambiguità di realtà e simulazione - che è il dato reale del sistema, che simula un sistema pensioniastico, che si specchia nei film d'azione criminale, ma è anche il dato rappresentativo di qualsiasi prodotto d'arte come un film o un romanzo. Ma è assente quella patina mediatica e messianica che le circostanze hanno dato a questo giovane scrittore trovatosi a fare il Rushdie italiano. Ma Saviano, il personaggio pubblico, la vox clamans nel deserto sociale cui è stato relegato, lo scrittore bravo e fin troppo precoce bravo maestro, entra solo nei titoli di coda, quando vengono ricordati i alcuni numeri dell'ecomafia e gli investimenti persino nella ricostruzione delle Torri Gemelle. 17/05/2008.

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LETTERE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Lettere Marciapiedi invece di ponti Francesco Maria Mantero - MILANO Parte il nuovo governo, di ministero dell'Ambiente non si parla e schizzano le azioni del comparto cementizio (nuovo condono in vista?), ripartono i teoremi secondo i quali non possiamo dire di no alla Tav, al nucleare, alle grandi opere. Il nostro Paese è in Europa quello che ha sofferto più di tutti per inquinamento, cementificazione, distruzione degli ecosistemi. Molti Paesi stanno abbandonando il nucleare e gli scienziati mettono in guardia sull'irrisolto problema delle scorie e di danni al patrimonio genetico da radiazioni. Più di Tav e ponti di Messina abbiamo bisogno di marciapiedi lungo le strade per non morire, di ferrovie soprattutto nel sud, di scuole, di energie alternative, di parchi. "Mi sento prigioniero dell'amministrazione" Vittorio Lucignano - NAPOLI Quanto succede a Napoli rimanda indietro nel tempo, a quando l'Italia era piena di divieti e nei confronti dei cittadini vi era una sorta di tirannia. Mi riferisco alle varie iniziative degli assessori avallate dal sindaco signora Iervolino (ahimè, votati anche da me). Prima il problema dei rifiuti che ci ha reso tristemente famosi nel mondo, oltre al danno di pagare la tassa della spazzatura più cara d'Europa senza avere nessun servizio. Poi la beffa di un ulteriore rincaro; i tanti cantieri di cui si conosce l'apertura ma mai la chiusura; il divieto di circolare per le auto immatricolate prima del 1997 (ma perché non si chiarisce se tale divieto è valido anche per le auto a Gpl?) così imponendo ai cittadini di acquistare auto nuove,come se tutti se lo potessero permettere. Ancora, le ganasce, col risultato che l'annoso problema dei parcheggiatori abusivi è ricaduto sui cittadini presi tra due fuochi: da una parte il ricatto e le minacce degli abusivi e dall'altra parte le ganasce. Come se i problemi si risolvessero d'incanto con divieti e persecuzioni. Il raccordo che da via Argine porta sul tratto finale dell'autostrada è chiuso da anni perché un autista ha fatto un incidente. La soluzione qual è? Chiudere la strada, utilissima per noi automobilisti, Caro dottore, come cittadino e come possessore di auto mi sento prigioniero, ostaggio di questa amministrazione comunale che è incapace di risolvere i problemi e fa ricadere sui cittadini le colpe della malagestione. Con tutti questi divieti, sembra di tornare al "ventennio" che ci ha segnati tristemente. Ma in che Paese ci tocca vivere? Sergio Minutolo - NAPOLI Signor Gargano, ma che Paese è questo dove in una fila di votanti non si fa posto a una signora centenaria? E il Nobel non c'entra. Io non ce l'ho con gli incivili protagonisti di quel gesto ma con qualcuno dei primi posti che non ha offerto il suo passando in coda. Ci vorrebbe Petrolini, ricorda? E che Paese è questo dove si rielegge a larga maggioranza un avventuriero dalla figura comica se non fosse tragica. E dove il Nord, la cosiddetta parte più avanzata d'Italia, si arrocca intorno a una Lega becera e antinazionalista il cui progetto principale sta nel realizzare il federalismo fiscale? Bene. Tanti auguri ma quando avranno raccolto tutti quei soldi non sarà male se provvederanno a restituire ai cafoni del Sud il controvalore in euro di quei 432 milioni di ducati-oro che l'eroe dei Due Mondi prelevò dalla casse del Regno delle Due Sicilie e consegnò a Vittorio Emanuele II (il doppio contenuto nelle Casse degli altri Stati d'Italia, escluso il Vaticano naturalmente). Il vostro cronista - come dire? - non ha molta simpatia per la Lega, però aspettarsi la restituzione di ciò che saccheggiarono i Savoia forse è eccessivo. Il resto può non piacere ma è democrazia. Caserta: il turista non deve sapere F.L. - CASERTA Egregio dottor Gargano, il 20 e 22 giugno a Caserta si terrà il Concorso ippico internazionale. Che senso ha spendere soldoni per una manifestazione che ben poco, anzi niente, rende al turismo quando all'Ept non sono disponibili opuscoli illustrativi? Ho accolto in visita degli ospiti, ci siamo portati al box office cittadino dell'Ept e mancavano gli opuscoli di uno dei monumenti più visitati d'Italia, il Palazzo Reale. Maradona è meglio 'e Pelè Fabio Jossa - POMIGLIANO (NA) Gentile dottor Gargano, il così detto grande Pelè ha dichiarato che Maradona dovrebbe restituire tutti i trofei poichè è sempre risultato dopato in relazione all'uso di sostanze stupefacenti. Mi chiedo come sia possibile che dopo tanti anni Pelè continui a infierire; la mandasse giù una buona volta che Maradona è il calciatore più forte di tutti i tempi. Non sia invidioso e stia attento a rilasciare dichiarazioni tipo: "Maradona non era un giocatore completo perchè non usava il piede destro e la testa, ma solo il sinistro", è ridicolo. Come Maradona non c'è stato mai nessuno non solo nel calcio: solo lui è riuscito a fare togliere qualche soddisfazione a una città maltrattata, odiata, sporcata. Pelè ha giocato solo in Brasile, mentre Maradona è riuscito ovunque. Certo come uomo non è stato il massimo, ma chi lo è oggi? Chi può giudicare? Pelè pensi ai suoi problemi, invece di gettare fango su un calciatore e soprattutto su un uomo che di problemi ne ha tantissimi. Anche la canzone dice: "Maradona è meglio 'e Pelè". Se ne faccia una ragione. Quella canzone l'ha scritta Bruno Lanza, con la musica di Emilio Campassi. Lanza ha firmato poi brani pregevoli, come "Mentecuore", ma ancora lo ricordano soprattutto per quell'omaggio a Dieguito. Torniamo all'uso delle virgolette Maria Pellegrini - NAPOLI Ben vengano i neologismi, quelli però necessari; non quelli che soppiantano vocaboli corretti e idonei, rendendoli desueti. Per esempio: allertare viene da all'erta, interiezione usata un tempo come invito alla vigilanza, diventata sostantivo femminile invariabile allerta con significato di preallarme. Anche allarme deriva da all'arme. Perciò allertare e allarmare - di uso comune - non suonano come errori. Invece se usiamo tris - per assonanza con bis - per esprimere tre volte, facciamo torto al latino, cara lingua madre, che dispone di ter (semel=una volta, bis=due volte, ter=tre volte, quater=quattro volte, quinquies =cinque volte). Forse tris è usato in tono scherzoso, ironico. Sarebbe opportuno scriverlo tra virgolette, quella coppia di segni ortografici, purtroppo caduta in disuso, appropriata per evidenziare forestierismi o vocaboli coniati estemporaneamente. Facendo ancora riferimento alla lingua latina, che bisogno c'è di usare tantissimo, superlativo da tanto, a sua volta avverbio di tantus-a-um= tam magnus-a-um (tanto grande)? C'è moltissimo, che esprime il concetto correttamente (da multus-a-um=molto). Tanto si usa anche in correlazione con quanto. Nessuno userebbe quantissimo: analogamente si dovrebbe rifiutare tantissimo. Tuttavia, per non limitare la libertà d'espressione individuale, lasciamolo usare - sia scritto sia orale - tra virgolette, così come per i superlativi da sostantivi. Ridateci Posillipo Giancarlo Madonna - NAPOLI In questi giorni assisto silenzioso allo stillicidio di notizie sul mercatino di Posillipo. Tempo fa le scrissi in merito alla chiusura - ormai ritengo definitiva - del cinema Posillipo. Ebbene, il mio quartiere cantato dai poeti e osannato fin dall'antichità greca per i benefici che l'aria e il "locus" apportavano al corpo, è diventato una terra desolata priva di punti di incontro sociale e meta di traffico senza alcun controllo soprattutto nel week end. La desolazione diventa assoluta dal tramonto in poi, di seguito alla chiusura dei pochi negozi. Per non parlare dei marciapiedi impraticabili per gli escrementi dei cani accompagnati da padroni incuranti delle norme di igiene più elementari. E si pensi ancora alle centinaia di auto parcheggiate lungo via Boccaccio e alla munnezza di giornali, profilattici usati, involucri unti di pizze, lattine e bottiglie abbandonate in strada dai "fidanzatini" (e osiamo parlare di differenziata?). La linea è quella del completo abbandono e dell'assenza di regole; ciò addolora tutti, sopratutto quelli che come me sono nati e vivono a Posillipo. Ridateci il cinema, ridateci il mercatino, ridateci occasioni di vita comune, di civiltà e igiene. Forse la nostra Municipalità negli ultimi tempi si è trasferita in un altro quartiere, insieme con i vigili urbani, assenti sopratutto nelle ore di apertura e chiusura delle scuole, quando il traffico imperversa e i nostri figli attraversano le strade prive di semafori, il più delle volte malfunzionanti. Pusilleco non sarà più addiruso, ma resta un luogo magnifico. Faccio coro col signor Madonna: restituitecelo, per favore. L'arduo dovere delle dimissioni Francesco de Goyzueta - NAPOLI Caro Gargano, le dimissioni in politica sono sempre una pratica difficile, poiché l'attaccamento alla poltrona è più forte della coscienza civile e della difesa del prestigio personale. La politica non è più la massima espressione di socialità organizzata ma tende a confondersi con gli affari. Perciò si è andata sempre più a diradare la responsabile e autonoma presa d'atto quanto meno della incompatibilità ambientale che si viene a creare tra delegato e delegante quando entrano in conflitto. Le dimissioni spontanee in questi ultimi anni si contano sulle dita, quelle di D'Alema che lasciò la presidenza del Consiglio dopo la sconfitta del centrosinistra alle regionali del 2000, quelle di Franca Rame per protesta contro l'impossibilità di collaborare a operare un cambiamento vero del sistema. Bassolino ha invece comunicato di essere disponibile a lasciare solo tra un anno, con la nuova formula delle dimissioni differite, perché vuole avere l'opportunità di impostare un programma di investimenti e gestire quel che resta del problema della monnezza, nonostante fino al primo febbraio sia stato anche commissario alla bonifica mai fatta dei suoli, con le ditte pagate senza lavorare. Vuole restare anche per avere ancora saldo in mano il timone del potere a Napoli per impostare e gestire fondi Ue fino alle elezioni europee. Il caso di Bassolino, nonostante le formali espressioni di appoggio rivoltegli, esprime l'unica nota di dissonanza temporanea con il progetto di grande cambiamento voluto dal Pd, che dovrà andare avanti e che indica nuovi metodi di governo e formazione del consenso, pena il definitivo arretramento della Campania e dell'Italia.

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