HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 10-17 maggio
2008 #TOP
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Articoli
Monnezze (41)
Diliberto contro il sindaco protesta anche l'udeur
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: la Iervolino si era impegnata a nominare assessore Scotto di Luzio. Nulla da dire su Luigi Scotti, ma non ha rispettato gli impegni assunti con il mio partito che lealmente ha appoggiato la sua giunta". A queste parole, Iervolino ha risposto citando l'episodio finlandese: "Con Diliberto non litigherò mai perché mi è troppo amico.
Sicurezza,
bassolino chiama maroni - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mario Iervolino, presente per siglare assieme al rettore dell'Università del Sannio, Filippo Bencardino, un'intesa per la riconversione del castello mediceo confiscato a Raffaele Cutolo. Un investimento di sette milioni della Regione per insediare nell'ex roccaforte della camorra vesuviana un master in valorizzazione dei beni confiscati.
Rifiuti,
il caldo aggrava la crisi - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Non può la Chiesa di Napoli essere asservita al potere politico di Bassolino e Iervolino, per mantenere privilegi e "buoni rapporti". Comitati formati da mamme, bambini, impiegati, lavoratori e disoccupati, che non possono essere confusi, per convenienza, alla camorra organizzata, che avversano ogni giorno con la costante azione di denunzia.
La
doppia partita dell'asse d'alema-bassolino - augusto muojo
( da "Repubblica,
La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: BASSOLINO AUGUSTO MUOJO A Berlusconi che si appresta a venire a Napoli per la "campagna dei rifiuti" che dovrebbe preludere, nelle intenzioni della sua maggioranza, alla "cacciata" di Bassolino, Iervolino e Di Palma, il governatore di Santa Lucia oppone la sua "cosa campana" chiamando a raccolta i resti dei vecchi partiti,
Educazione
ambientale, l'Ama premia gli studenti più
( da "Tempo,
Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Le recenti vicende legate alla situazione campana hanno poi offerto ulteriori spunti per parlare anche di rifiuti pericolosi, di ecomafia e di smaltimento illegale. La didattica è stata integrata con visite guidate alle strutture impiantistiche Ama di Rocca Cencia, Ponte Malnome e Maccarese.
In
mille assediano il comune - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino, Iervolino e De Gennaro: "'A munnezza nun'a vulimmo" oppure "affugateve int'a munnezza". Forte la tensione: si temevano contestazioni pesanti all'arrivo del sindaco e dei consiglieri. Invece poi sono entrati quasi tutti da ingressi secondari e quelli che hanno affrontato la via principale se la sono cavata con qualche "
Sconcertato
l'ambasciatore usa "trovate soluzioni definitive" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Lei ha conosciuto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il governatore Antonio Bassolino. Sul piano politico, le due maggiori istituzioni cittadine sono al centro di aspre polemiche. Qual è la sua valutazione? "Posso solo augurarmi una soluzione dei problemi di questa città, non solo di quelli attuali ma anche quelli futuri.
Napoletani,
sull'immondizia ci vuole un esame di coscienza - giancarlo guarino
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Solo per dire, che, va benissimo, bruciamo pure Bassolino, la Iervolino, Rastrelli, De Gennaro, Pansa, Catenacci, Bertolaso e quant'altri (sempre che si riesca ad attivare almeno un bruciatore, magari piccolino), ma un pochino di mano sulla coscienza forse anche noi cittadini potremmo, dovremmo mettercela.
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: decido di acquistare "Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia in Campania. Avevo paura di vederlo, essendo anche io nata in quella terra. Ma poi mi sono fatta coraggio. Dovrebbero proiettarlo nelle scuole questo piccolo film! Ma come fanno le nostre autorità a non vergognarsi per quello che è successo in Campania?
RIFIUTI,
LA RABBIA DI DE GENNARO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mercoledì 21 il consiglio dei ministri Rifiuti, la rabbia di De Gennaro Nuovi no dai Comuni dopo lo stop della Iervolino su Chiaiano. Smentite le voci su un'altra proroga Situazione sempre più pesante: cumuli anche sul lungomare. Oggi inizia il processo Bassolino.
Napoli,
ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune
( da "Padania,
La" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato,
La
diaspora dei rom crisi comune-prefettura - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco Iervolino puntualizza che "ho sempre condannato ogni reazione razzista: è impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom". Per Diego Belliazzi, consigliere provinciale, "al Pd spetta il compito di preservare il principio di colpevolezza, se dimostrata, come individuale e non collettivo nei confronti di una comunità:
Ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco Iervolino si trova a fare i conti con un'assemblea comunale che sembra non aver capito la serietà della situazione in cui versa Napoli". Iervolino ostaggio? Le agenzie battono la nuova versione e in serata proprio dai consiglieri comunali partono le accuse più dure contro Velardi e Bassolino.
Incendiati
altri campi, rom in fuga da Napoli
( da "Manifesto,
Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Dal sindaco Iervolino al presidente Bassolino che condannano ogni tipo di violenza. E mentre le associazioni antirazziste hanno indetto per stamattina alle 10 davanti la sede del Comune di Napoli in piazza Municipio una manifestazione di solidarietà ai rom, a Ponticelli il "Movimento Società Civile - Chiaia per Napoli",
Munnezza
accusa la classe dirigente, più rosetta che antonio
( da "Riformista,
Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Messa così sembra che la colpa dei mali campani sia della Iervolino, dimenticando i lunghi anni sterili dei commissari straordinari, tra cui l'attuale governatore Bassolino. "E che vogliamo buttare la colpa su Bassolino, adesso? Lui ha ammesso le sue responsabilità. In totale solitudine. Tra un anno si dimetterà e se non l'ha fatto finora è solo per senso delle istituzioni".
Dopo
due giorni di pulizia etnica dei 700-800 nomadi non resta più alcuna traccia
( da "Stampa,
La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: dal governatore Bassolino al sindaco Iervolino sono piovute dichiarazioni indignate. Antonio Bassolino: "Bisogna fermare con la massima determinazione questi episodi inquietanti contro i rom". Rosa Russo Iervolino: "E' impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom".
LO
SCENARIO DEI ROGHI ATTIRA SU NAPOLI LA CENSURA DELLE NAZIONI UNITE. LE
ISTITUZIONI CONDANNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino precisa subito il senso delle sue parole: "È impensabile che qualcuno immagini che io possa giustificare la rappresaglia contro i rom. Ho dichiarato che comprendevo la reazione della mamma vedendosi portar via la bambina. Personalmente ho sempre condannato ogni reazione violenta e razzista e il Comune ha sempre lavorato per una politica di accoglienza che tuteli i diritti
Incendi
e cassonetti rovesciati il caos rifiuti invade il cuore della città - roberto
fuccillo ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino firmano un'intesa per un decreto che preveda un sottosegretario e una nuova struttura con un piano in quattro punti: discariche, incentivi e sgravi fiscali per le popolazioni che vivono nei pressi dei siti prescelti, completamento dell'inceneritore di Acerra e realizzazione di un impianto già definito a Salerno dal sindaco Vincenzo De Luca.
Berlusconi,
fiducia al senato "uno statuto per l'opposizione" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ieri in preparazione del consiglio dei ministri ha ricevuto a Palazzo Chigi il sindaco di Napoli Iervolino e il Governatore della Campania Bassolino. Ma il primo banco di prova del nuovo clima di confronto senza insulti e veleni tra maggioranza e opposizione ci sarà oggi con l'incontro fra Berlusconi e Veltroni previsto per l'ora di pranzo quasi certamente a Palazzo Chigi.
Rom,
divisi e trasferiti in località segrete
( da "Manifesto,
Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Se il governatore Bassolino dichiara "quelle grida, quegli applausi mettono i brividi, è un pugno nello stomaco per tutti noi", e la sindaca Iervolino interviene sul manifesto del Pd condannandolo perché "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito", da Ponticelli i comitati ribattono "non ci sono più le condizioni per la permanenza dei rom"
La
svolta anti-nomadi della sezione Gramsci
( da "Corriere
della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ma né Bassolino, né il sindaco Iervolino ci hanno ascoltati. Queste sono le conseguenze". L'ideatore è Giuseppe Russo, medico e consigliere regionale Pd proveniente dai ds. Il suo manifesto Bassolino lo ha definito "un pugno nello stomaco" e "un messaggio sbagliato e inaccettabile ", e Iervolino dice che "contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito "
Rifiuti,
il Cav prepara un decreto ( da "Tempo, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ieri Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
È
ancora emergenza: roghi e strade bloccate Bassolino e Jervolino ieri da
Berlusconi ( da "Tempo, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alle sede del Consiglio regionale della Campania e così il presidente dell'
ROMA
- Nell'incontro romano tra Berlusconi, Letta, il ministro per l'Ambiente
Stefania Pre ( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ambiente Stefania Prestigiacomo con Bassolino e Iervolino non si è parlato della costituenda "unità di crisi" che a breve dovrà coordinare gli interventi contro l'emergenza rifiuti. Si è parlato soltanto di questioni più direttamente legate al territorio: l'apertura delle nuove discariche e le forme di risarcimento che il premier intende offrire ai cittadini che si vedranno "
Walter
va a vedere le carte di Silvio Al centro riforme e regolamenti parlamentari,
primo vertice a Palazzo Chigi ( da "Unita, L'"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il presidente della Campania Bassolino, il sindaco di Napoli Iervolino e la ministra dell'Ambiente Prestigiacomo. L'idea è creare una struttura ad hoc contro la "monnezza" campana. Mercoledì al consiglio dei ministri nella Prefettura di Napoli il "pacco" di proposte: rifiuti, sicurezza, taglio dell'Ici e detassazione straordinari.
Emergenza-rifiuti,
nuovi roghi e strade bloccate a Napoli e Caserta
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: di gravissima emergenza sul fronte dei rifiuti mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
Rifiuti
di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una struttura alle dirette dipendenze
di Palazzo Chigi prenderà il posto del commissario De Gennaro. Quanto costerà?
( da "Unita,
L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei giorni scorsi dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli definiscono positivo per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra istituzioni locali e governo nazionale.
Tutta
napoli è una discarica ( da "Repubblica, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo. Bassolino e Iervolino a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con Berlusconi, Letta e Prestigiacomo. FUCCILLO E LUCARELLI ALLE PAGINE IV E V.
I
roghi assediano la regione - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino e Bassolino corrono da Berlusconi Blocchi stradali nella city, proteste, teppisti in via Cilea. A terra 50 mila tonnellate ROBERTO FUCCILLO IL simbolo della giornata è quel rogo al Centro direzionale, che induce Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale a sgomberare l'aula e sospendere la seduta.
"contro
la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino dopo il vertice a Palazzo Chigi: Letta ha mantenuto la promessa "Contro la crisi patto bipartisan adesso non possiamo sbagliare" "Chi dice: c'è disinteresse da parte degli amministratori fa un errore" "Velardi è l'ultimo dei miei pensieri, ma non sto a perdere tempo con le sue fantasie" OTTAVIO LUCARELLI "Ho telefonato a Gianni Letta subito dopo la vittoria del centrodestra.
"napoli,
una città senza governo" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: I rapporti tra il presidente dell'Unione industriali e il sindaco Iervolino sono difficili ormai da tempo. Con Bassolino come va? "Con la Regione si riesce sempre a dialogare. Ma il valore morale personale del sindaco è indiscusso, comprendo gli ostacoli che deve affrontare, la mia non è una questione di carattere personale.
I
94 anni di guarino: "triste per questa città"
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Sono sempre stato, politicamente, dalla parte delle amministrazioni Bassolino e Iervolino. Ma oggi Napoli è in condizioni che peggiori non le si potrebbe immaginare... ". "Ne abbiamo passate di tutti i colori. Sempre subendo umiliazioni terribili: la spazzatura, la mozzarella alla diossina, ora le aggressioni ai rom.
SOMMERSI
DAI RIFIUTI RIVOLTA NELLE STRADE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il ministro all'Ambiente Prestigiacomo ne hanno discusso con il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. L'obiettivo sarebbe quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura ad hoc alle dipendeze del governo. DE CRESCENZO E ROANO ALLE PAGINE 34, 35, 36.
Rom,
iervolino attacca sepe "il comune lasciato da solo" - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Pagina VI - Napoli Rom, Iervolino attacca Sepe "Il Comune lasciato da solo" Ma il cardinale replica: noi da sempre tra la gente Il sindaco: abbiamo risolto il problema alloggi. Il cardinale: nei campi il nostro impegno concreto OTTAVIO LUCARELLI "Vedo che tutti più o meno dimostrano grande solidarietà.
I
teppisti dilagano in centro caos alla riviera di chiaia
( da "Repubblica,
La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mentre Bassolino e Iervolino plaudono all'impegno di Berlusconi per la sua venuta in città, il sindaco lancia una frecciata al commissario Gianni De Gennaro: "Se fossi io commissario, saprei cosa fare. Ma il commissario è lui, che lavori". Attacco che scatena il centrodestra.
Non
c'è numero legale il consiglio fa flop
( da "Repubblica,
La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: incontro di giovedì a Roma con il presidente Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Bassolino". Dalla destra, intanto, incalzano gli inviti al sindaco a dimettersi e la proposta più originale arriva da Salvatore Varriale di Forza Italia: "La Iervolino potrebbe essere nominata commissario straordinario per i rifiuti al posto di De Gennaro.
Giocando
si aiuta il pianeta la terra futura è già presente
( da "Repubblica,
La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: riciclaggio ma anche legalità ed ecomafie. E poi giochi, concorsi, mostre e tante curiosità, come il mini supermercato organizzato da Mani Tese o il grande gioco dell'oca ideato dagli studenti di Figline. Tra gli ospiti (sabato) Vandana Shiva, presidente della commissione internazionale sul futuro dell'alimentazione, e Debi Barker, coordinatore dell'International Forum on Globalization.
Rifiuti,
assalto al cuore di napoli raid e barricate, città sotto assedio - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il presidente della Regione Antonio Bassolino nota che "Berlusconi e il governo vengono a Napoli (mercoledì 21, ndr), e mi sembra un segnale giusto". Intanto il sindaco Iervolino punzecchia il commissario straordinario Gianni De Gennaro: "Quando mi nomineranno commissario all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò.
Si
spengono i fuochi degli assalti ai campi rom nella città
( da "Tempo,
Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino oltre che dai rappresentanti del Comitati Civico che hanno ricordato come la municipalità (a maggioranza Pd) aveva bocciato lo scorso 24 aprile una proposta per lo smantellamento degli stessi campi. I nomadi costretti ad abbandonare Ponticelli sono stati sistemati in diverse strutture tra cui la scuola Deledda che dovrebbe trasformarsi a lungo in centro di accoglienza
Gomorra
il <realismo sporco> è anche più efficace del libro
( da "Riformista,
Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il personaggio pubblico, la vox clamans nel deserto sociale cui è stato relegato, lo scrittore bravo e fin troppo precoce bravo maestro, entra solo nei titoli di coda, quando vengono ricordati i alcuni numeri dell'ecomafia e gli investimenti persino nella ricostruzione delle Torri Gemelle. 17/05/2008.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mi riferisco alle varie iniziative degli assessori avallate dal sindaco signora Iervolino (ahimè, votati anche da me). Prima il problema dei rifiuti che ci ha reso tristemente famosi nel mondo, oltre al danno di pagare la tassa della spazzatura più cara d'Europa senza avere nessun servizio. Poi la beffa di un ulteriore rincaro;
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
La polemica Il segretario dei Comunisti italiani furibondo per l'esclusione di
Scotto di Luzio Diliberto contro il sindaco protesta anche l'Udeur L'ex
ministro comunista "Impegni non rispettati, siamo all'opposizione" La
replica del primo cittadino: "Ma con Oliviero non litigherò mai è un mio
amico" Una volta si ritrovarono insieme in Finlandia, nella città di
Turku, per un appuntamento istituzionale. Era il compleanno di Rosa Russo Iervolino
e Oliviero Diliberto, racconta il sindaco di Napoli, "girò tutta la città
per trovare una torta". Un episodio che dovrebbe dirla lunga sull'amicizia
stretta dai due esponenti politici durante anni di militanza parlamentare e di
governo. Ma la politica, si sa, mette a repentaglio le unioni più consolidate e
ora, tra Iervolino e Diliberto, si è messo di traverso il rimpasto nella giunta
di Palazzo San Giacomo. Il segretario dei Comunisti italiani, quando ha visto
che nella lista dei nuovi assessori era stato inserito il ministro uscente
Luigi Scotti a scapito del segretario della federazione di Napoli del Pdci,
Giuseppe Scotto di Luzio, è andato su tutte le furie. Ha accusato il sindaco
di"essersi comportato scorrettamente", poi ha aggiunto: "In più
colloqui, la Iervolino si era impegnata a nominare
assessore Scotto di Luzio. Nulla da dire su Luigi Scotti, ma non ha rispettato
gli impegni assunti con il mio partito che lealmente ha appoggiato la sua
giunta". A queste parole, Iervolino ha risposto citando l'episodio finlandese:
"Con Diliberto non litigherò mai perché mi è troppo amico. La
vendetta, come la battuta, si serve fredda. Faccio finta di non aver letto
quella dichiarazione", ha detto. Nel merito, il sindaco ha però difeso le
sue scelte, "sono state indicate persone competenti, la gente giusta al
posto giusto, non comprendo i rinnovatori che si scagliano contro il
rinnovamento". Ma Diliberto, in serata, ha scosso ancora il capo chiamando
in causa un testimone degli accordi che il sindaco non avrebbe rispettato:
"è vero, siamo amici. Ma da un'amica mi sarei aspettato comportamenti
coerenti con gli impegni presi direttamente con me e alla presenza anche di
un'altra persona, come la Iervolino ben ricorderà. Quanto alle competenze,
Scotto di Luzio ha dimostrato competenza ed è persona di provata esperienza e
probità", conclude Diliberto. Schermaglie tra vecchi amici, si dirà. Non
così quel che, secondo Raffaele Ambrosino (Forza Italia) e Luciano Schifone
(An) sarebbe avvenuto durante la conferenza dei capigruppo di ieri:
"Abbiamo dovuto abbandonare i lavori - dicono - perché la conferenza si
era trasformata in una vera e propria rissa verbale tra i partiti di
centrosinistra non appena è stata diramata la composizione della nuova
giunta". E dopo l'esclusione dalla giunta protesta anche l'Udeur che con
Antonio Fantini avverte il Pd: "Rimaniamo perplessi rispetto a questa
situazione. A fronte dell'invito di Bassolino a
ricucire l'alleanza, altri pensano invece ad acuire i dissapori, speriamo che
si ravvedano". (d.d.p.).
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli
Sicurezza, Bassolino chiama Maroni La giunta regionale
a Casal di Principe nell'ex casa di un boss I politici in pullmino con scorta.
Accordo per un vertice col governo sui clan OTTAVIO LUCARELLI dal nostro
inviato CASAL DI PRINCIPE - Un vertice governo-Regione sulla sicurezza. Antonio
Bassolino telefona a Roberto Maroni e assieme al
ministro leghista dell'Interno concorda un incontro nel prossimo fine settimana
che dovrebbe segnare l'insediamento napoletano del governo. Un incontro per
ampliare l'intervento su Napoli dal dramma rifiuti, la "molla" che ha
spinto Silvio Berlusconi alla scelta partenopea, per affrontare anche il nodo
sicurezza. "Ci sono tutte le condizioni - avverte Bassolino
- per avere anche con il ministro Maroni un forte rapporto di collaborazione
così come lo abbiamo avuto con Amato. L'ho sentito in queste ore e, del resto,
ho già avuto un ottimo rapporto quando ero sindaco e lui ministro. Sono
fiducioso, dunque, del fatto che vi saranno nuovi interventi concentrati in
materia di lotta alla criminalità organizzata, interventi su giustizia e
sicurezza a partire dalla prossima finanziaria". Notizia annunciata da Bassolino durante la riunione della giunta regionale ieri
mattina in trasferta collegiale, in pulmino e con scorta, a Casal di Principe
per presentare nei saloni di un bene confiscato al boss Egidio Coppola del clan
dei Casalesi un centro di assistenza con otto posti letto per adolescenti
colpiti da disagi psichici dedicato alla memoria di don Giuseppe Diana, il
parroco di Casal di Principe ucciso quindici anni fa. Una struttura, già
inaugurata il 23 novembre del 2005 e mai entrata in funzione, che sarà attivata
a fine mese. Bassolino, undici assessori, alcuni
funzionari ma anche qualche consigliere regionale tra i quali Nicola Ferraro
che a Casal di Principe abita e che fu arrestato nell'inchiesta sull'Udeur
della Procura di Santa Maria Capua Vetere. "Siamo qui - aggiunge Bassolino - anche in segno di solidarietà nei confronti
della giornalista Rosaria Capacchione, del giudice Raffaele Cantone e dello
scrittore Roberto Saviano". Tutti minacciati in aula durante il processo
Spartacus al clan dei Casalesi. Riunione che segna alcuni obiettivi: la Regione
si impegna a stanziare 170 milioni di euro di fondi europei per il recupero e
la valorizzazione delle risorse confiscate e istituisce una Fondazione dedicata
alla gestione dei settecento beni sottratti alla criminalità organizzata che
sarà presieduta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il giornalista del
Mattino ucciso dalla camorra. Bassolino elenca gli
obiettivi ma non convince il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano,
49 anni, medico eletto un anno fa nelle liste di Forza Italia che rimane in
piedi e protesta: "Ho saputo dell'iniziativa la sera precedente, ma cosa
hanno portato a Casal di Principe?". Soddisfatto invece il sindaco del Pd
di Ottaviano, Mario Iervolino, presente per siglare assieme
al rettore dell'Università del Sannio, Filippo Bencardino, un'intesa per la
riconversione del castello mediceo confiscato a Raffaele Cutolo. Un
investimento di sette milioni della Regione per insediare nell'ex roccaforte
della camorra vesuviana un master in valorizzazione dei beni confiscati.
Regione in trasferta con Bassolino che, prima di andar
via, torna a parlare dell'ultima tornata elettorale: "A Napoli e in Campania
governiamo ancora e abbiamo tempo per vedere se anche qui la conclusione del
ciclo politico significherà, come a Roma, la svolta a favore del centrodestra o
se si potrà ancora andare avanti". (ha collaborato raffaele sardo).
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
Rifiuti, il caldo aggrava la crisi Miasmi dai cumuli di sacchetti. Allarme
ratti e scarafaggi Il sito di Ferrandelle ha riaperto ma i Cdr lavorano a
singhiozzo PATRIZIA CAPUA All'alba di ieri è stato finalmente aperto il sito di
stoccaggio di Ferrandelle, che ha funzionato subito come valvola di sfogo per i
cdr che si sono liberati di un certo quantitativo di fos. Qualcuno di questi,
Santa Maria Capua Vetere in particolare, ha potuto riprendere a lavorare
spieditamente, dando un po' di respiro all'emergenza nel casertano. I tecnici
del commissariato precisano, però, che questo utilizzo sarà temporaneo, essendo
Ferrandelle destinato a riempirsi di rifiuti "tal quale". I cdr
tuttavia continuano a lavorare a singhiozzo, mentre quello di Casalduni è
addirittura fermo per iperproduzione di balle, in attesa che si recuperi
Pianodardine. Per Napoli, sul fronte della spazzatura non raccolta, è stata una
domenica durissima. La città si è svegliata invasa da oltre tremila tonnellate,
cumuli che occupano buona parte dei marciapiedi. Il caldo fa la differenza. Una
vergogna che non risparmia nessun quartiere della città, monumento, o parco, o
edificio storico. L'Asìa sta lavorando con enzimatici per arginare la
diffusione dei miasmi, l'Asl fa la disinfestazione delle montagne di rifiuti.
Segnalazioni della presenza di ratti e scarafaggi arrivano dalla I
Municipalità: "Ho mandato un fax all'Asl per gravi problemi sulle scale
che collegano Parco Margherita a San Pasquale, via Giordano Bruno e viale
Gramsci", dice il vice presidente Maurizio Tesorone. Quarantamila tonnellate
sono per terra in Campania. Drammatica la situazione in provincia. Almeno 350
tonnellate di rifiuti nelle strade di San Giorgio a Cremano. Nella notte di
sabato sono stati prelevati soltanto i sacchetti depositati davanti a quattro
scuole. Gravissima la crisi a Castellammare di Stabia. Continua il fenomeno dei
roghi appiccati alle montagne di rifiuti. Quindici interventi dalle otto del
mattino e oltre cinquanta nella notte precedente (a partire dalle 20): è questo
il bilancio dei Vigili del fuoco, in azione a Napoli e in provincia. Molte
segnalazioni sono arrivate dall'hinterland: particolarmente colpite Casoria e
il Vesuviano. In città sacchetti di spazzatura in fiamme soprattutto nella zona
di Fuorigrotta. Tutto ancora da affrontare il nodo di Chiaiano, quartiere che
sta facendo le barricate per scongiurare l'apertura della discarica nella cava
di Cupa del Cane. Proteste, manifestazioni, blocchi stradali: anche una lettera
aperta a papa Benedetto XVI, al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe e al
presidente della Cei, Angelo Bagnasco, da parte della comunità parrocchiale di
San Giovanni Battista. Si addebita alla Chiesa di Napoli, "che rimane
impassibile", di essere "schierata dalla parte dei più forti, dei
governanti locali che vogliono imporre scelte nefaste ai cittadini. Uno
schieramento - si legge - ovvero un complice silenzio che sta dalla parte di
Ponzio Pilato e non di Cristo. Ventimila persone chiedono solo la salvaguardia
della loro salute e del loro territorio. Non può la Chiesa
di Napoli essere asservita al potere politico di Bassolino e Iervolino, per mantenere privilegi e "buoni
rapporti". Comitati formati da mamme, bambini, impiegati, lavoratori e
disoccupati, che non possono essere confusi, per convenienza, alla camorra
organizzata, che avversano ogni giorno con la costante azione di denunzia.
Accostarli alla camorra è un sacrilegio".
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli
LA DOPPIA PARTITA DELL'ASSE D'ALEMA-BASSOLINO AUGUSTO MUOJO
A Berlusconi che si appresta a venire a Napoli per la "campagna dei
rifiuti" che dovrebbe preludere, nelle intenzioni della sua maggioranza,
alla "cacciata" di Bassolino, Iervolino e Di Palma, il governatore di Santa Lucia oppone la
sua "cosa campana" chiamando a raccolta i resti dei vecchi partiti,
come nel caso dell'Udc e dell'Udeur, o tentando di rivitalizzare quelli
azzerati dal ciclone elettorale. Lo ha fatto chiaramente intendere anche
nell'ultima direzione regionale del Pd, che lo ha visto protagonista indiscusso
in danno degli altri leader, a cominciare dal segretario regionale Iannuzzi,
fresco del consenso romano di Veltroni su primarie e circoli, che dovrebbero
anticipare la stagione congressuale estiva. Nel parlamentino del nuovo partito,
la cui geografia ufficiale è divisa in quattro (bassoliniani, veltroniani,
centristi e innovatori), le direttrici di marcia sono sostanzialmente due: da
un lato coloro che Bassolino aggrega attorno ai suoi
uomini, in primo luogo Cozzolino e Marciano, dall'altro i veltroniani che
rilanciano Iannuzzi e puntano ad assorbire nel tempo la sconfitta delle urne e a
preparare la candidatura di successione a Bassolino,
ma anche ai vertici di Comune e Provincia di Napoli. In entrambi gli
schieramenti, però, serpeggia una fortissima componente dalemiana, che gioca su
due tavoli, quello romano e quello locale. Sul primo la partita è a tutto
campo, nel tentativo di scompaginare le alleanze e preparare un'alternativa al
tandem Veltroni-Franceschini. Su quello locale si schiera a favore di Bassolino, puntellandone le sorti, ma lavorando per
costruire una candidatura molto forte l'anno prossimo, quando il governatore
dovrebbe tentare l'avventura europea, affiancato proprio dalla Iervolino, che
così libererebbe in anticipo anche l'ambitissima poltrona di Palazzo San
Giacomo. Fra i dalemiani di Napoli è corsa in questi giorni anche un'ipotesi
"estrema", che cioè possa essere addirittura D'Alema il candidato
ideale per succedere a Bassolino e fronteggiare
l'assalto dei berlusconiani-finiani. La voce non ha trovato riscontri romani e,
francamente, appare inverosimile che D'Alema, dopo il personale insuccesso
campano di aprile, sia disponibile a rischiare una seconda volta e per di più
per una carica lontana dalle sue radici territoriali e che egli considererà
sicuramente al di sotto delle sue possibilità. La voce rafforza, semmai, un'ipotesi
interna che forse non si vuole bruciare anzitempo sull'altare di Bassolino, quella del giovane ex segretario regionale dei Ds
Enzo Amendola. Di candidature possibili, nazionali e locali, si parlerà
comunque nella capitale tra qualche giorno nell'incontro tra esponenti del Pd
di varia estrazione. Nella riunione, a cui parteciperanno anche alcuni
"storici" veltroniani di Napoli, si discuterà anche della necessità
di un'operazione rilancio ancorata non solo alle moderne pratiche delle primarie
e dei circoli, ma a forme di radicamento territoriali non dissimili da quelle
usate con successo dalla Lega al Nord.
( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Educazione
ambientale, l'Ama premia gli studenti più ... Educazione ambientale, l'Ama
premia gli studenti più meritevoli che hanno partecipato ai suoi corsi. Oggi
alle 10 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, si
svolgerà la cerimonia di premiazione e consegna degli attestati di
partecipazione ai Corsi di Formazione Ambientale Ama 2008. All'evento
parteciperanno i vertici aziendali e un ospite speciale: Alberto Angela. Agli studenti
che hanno preso 100/100 al test di valutazione finale, oltre agli attestati,
sarà consegnato il volume "Vent'anni di Ama", l'ultimo rapporto
ambientale e una copia del libro di Alberto Angela "Una giornata
nell'antica Roma" autografata dall'autore. Quella del 2008 è la 10
edizione dei corsi di educazione ambientale che fanno parte dell'articolato
programma di Amaperlascuola. Hanno partecipato 350 studenti e 22 docenti di 10
scuole. L'intero decennio di attività ha visto la partecipazione di oltre 3000
studenti di 100 scuole. I corsi Ama mettono a disposizione dei ragazzi gli
strumenti didattici necessari per approfondire tematiche importanti, e di
stretta attualità, come la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, la
termovalorizzazione, il compostaggio e l'impatto ambientale. Le recenti vicende legate alla situazione campana hanno poi
offerto ulteriori spunti per parlare anche di rifiuti pericolosi, di ecomafia e di smaltimento illegale. La
didattica è stata integrata con visite guidate alle strutture impiantistiche
Ama di Rocca Cencia, Ponte Malnome e Maccarese.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
In mille assediano il Comune Corteo di protesta da Chiaiano, insulti ai
consiglieri Il sindaco chiede un incontro con De Gennaro per riferirgli il no
alla discarica ROBERTO FUCCILLO CHIAIANO, centro di Napoli. Per un giorno la
toponomastica cittadina si è invertita. La protesta di Chiaiano per la
discarica, appoggiata dal comune limitrofo di Marano, si è impossessata della
city, portando un migliaio di manifestanti agguerriti a stringere d'assedio il
Maschio Angioino, per l'occasione di nuovo sede del Consiglio comunale. E alla
fine ha ottenuto anche un parziale risultato. Complici i documenti
antidiscarica che molti consiglieri, anche di maggioranza, avevano preparato in
aula, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha chiuso la giornata annunciando di
voler chiedere un incontro al commissario Gianni De Gennaro per rappresentargli
il no alla discarica sia della popolazione che del Consiglio. Mossa con la
quale ha evitato un voto assai rischioso politicamente su quei documenti. è
stata una invasione che ha paralizzato il centro cittadino, complice anche un
altro corteo che si dirigeva verso la Regione, con il traffico bloccato ai
margini dai vigili, mobilitati per l'occasione come pure le forze dell'ordine
presenti in modo cospicuo davanti a Castel Nuovo. Fra i circa mille
manifestanti c'erano anche le associazioni dei disoccupati organizzati, ma
spiccavano le tantissime bandierine bianche di Chiaiano, con un semplice
"no alla discarica" e i sacchetti innalzati sulle aste di striscioni
e manifesti. Slogan duri contro i protagonisti, Bassolino, Iervolino e De Gennaro: "'A munnezza nun'a vulimmo"
oppure "affugateve int'a munnezza". Forte la tensione: si temevano
contestazioni pesanti all'arrivo del sindaco e dei consiglieri. Invece poi sono
entrati quasi tutti da ingressi secondari e quelli che hanno affrontato la via
principale se la sono cavata con qualche "vergogna" e
"mariuoli". La tensione in effetti era stata parzialmente stemperata
dalla autorizzazione ad assistere alla seduta concessa a un nutrito gruppo di
manifestanti, fra cui il presidente della Municipalità Carmine Malinconico e il
sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, accompagnato dai suoi consiglieri che
vestivano una fascia bianca a tracolla per farsi riconoscere. Comunque il
presidente del Consiglio Leonardo Impegno è intervenuto più volte duramente,
minacciando di far identificare, se non di espellere, i presenti che urlavano
durante la seduta. Il momento più caldo è stato al momento in cui ha parlato
l'assessore Gennaro Mola, spiegando come De Gennaro avesse chiesto addirittura
un milione di tonnellate su Chiaiano e come il Comune avesse manifestato la sua
contrarietà, salvo dover poi cedere, a causa dell'emergenza e anche perché
"su Pianura, dove Napoli è stata per 43 anni pattumiera della regione,
potevamo alzare di più la voce, altrove meno". La stessa Iervolino,
entrando in aula, aveva ribadito che occorre fare "tutto il possibile
perchè le garanzie dal punto di vista territoriale e della salute delle persone,
così come promesso da De Gennaro, siano realizzate" e che invece non
bisogna "istigare paure folli". Il sindaco aveva poi offerto uno
spiraglio anche alla protesta: "La decisione non spetta al sindaco di
Napoli, ma al nuovo presidente del Consiglio. Valuteremo anche l'ipotesi di
qualche sito alternativo". Alla fine l'impegno a un incontro con De
Gennaro, che rinvia lo scontro anche con la sua maggioranza sul tema. Intanto
Mola aveva brevemente relazionato sullo stato della raccolta differenziata.
Queste le principali tappe a breve. Nei prossimi giorni Asìa renderà nota la
prima area di centomila abitanti dove si inizierà la sperimentazione del porta
a porta, a giugno; entro il prossimo mese dovrebbero arrivare i contenitori per
la carta negli uffici pubblici; sono state acquistate altre 1000 coppie di
campane per vetro e plastica; domani apre a Ponticelli la prima isola
ecologica.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
La condanna Il turismo Lo studioso Ronald P. Spogli, amico di Bush, in città
nel giorno della protesta per i rifiuti Sconcertato l'ambasciatore Usa
"Trovate soluzioni definitive" Per ora non c'è pericolo: tra noi c'è
simpatia e parentela Ma se durerà ancora a lungo si correranno dei rischi In
America un caso simile non sarebbe rimasto senza conseguenze politiche per le
istituzioni locali DARIO DEL PORTO (segue dalla prima di cronaca) Bisogna
trovare una "soluzione definitiva" per l'emergenza rifiuti, un caso
che, in America, non sarebbe rimasto senza conseguenze politiche per le
istituzioni locali, afferma il diplomatico che ha studiato con il presidente
George Bush. Da due anni e mezzo, Spogli è impegnato nella missione
"Partnership for Growth", promossa con l'obiettivo di realizzare
maggior dinamismo economico nel nostro Paese. Nella sua lunga giornata
napoletana, l'ambasciatore ha visitato il Mars, il centro d'eccellenza sulla
microgravità realizzato a Gianturco e la fondazione "'A voce d'e
criature" realizzata all'Arenaccia dal parroco don Luigi Merola, poi ha
preso parte alla conferenza sul tema "Commercializzare l'innovazione"
che si è tenuta alla Camera di commercio alla presenza del parlamentare del Pd,
Luigi Nicolais. Ambasciatore Spogli, Napoli vive uno dei momenti più difficili
degli ultimi anni. Gli americani cosa pensano della crisi che da mesi sta
facendo il giro del mondo? "Napoli è una bellissima città, molto
conosciuta negli Stati Uniti dove ha da sempre un'immagine positiva, anche
perché nel passato moltissime persone sono partite da questa terra per
stabilirsi in America. Esiste, per così dire, un rapporto di parentela e simpatia.
Io stesso vengo qui spesso e volentieri. Ma certamente, l'immagine del Paese
viene messa a rischio dal problema dei rifiuti. Mi auguro che il governo
italiano, con il forte impegno delle autorità locali, risolva la questione al
più presto. Non solo per il breve periodo, ma una volta per tutte". La
situazione può allontanare gli americani da Napoli? "Gli americani sono
consapevoli del problema ma non si può affermare, in senso generale, che ci sia
una tendenza ad evitare Napoli per questa ragione. Se però questo stato di cose
dovesse trascinarsi per molto tempo ancora, allora ci saranno persone che si
preoccuperanno". Lei ha conosciuto il sindaco di
Napoli, Rosa Russo Iervolino, e il governatore Antonio Bassolino. Sul piano politico, le due
maggiori istituzioni cittadine sono al centro di aspre polemiche. Qual è la sua
valutazione? "Posso solo augurarmi una soluzione dei problemi di questa
città, non solo di quelli attuali ma anche quelli futuri. Spero che,
chiunque sarà al potere, possa impegnarsi fortemente in questa direzione".
Se una crisi come quella dei rifiuti si fosse verificata negli Stati Uniti,
quale prezzo avrebbero pagato i governanti locali? "Dipende dalle
circostanze, ma di sicuro si sarebbe pagato un prezzo piuttosto alto per la mancanza
di un servizio vitale per i cittadini come quello della raccolta
dell'immondizia". C'è un cittadino napoletano, in particolare, che lei ha
conosciuto in questi anni e del quale ha stima? "Ne ho conosciuti
tantissimi. Ad esempio Luigi Nicolais, che ha trascorso molto tempo negli Stati
Uniti, lo stimo moltissimo anche perché ha colto immediatamente l'importanza
del collegamento tra ricerca e commercializzazione". Napoli però non è
solo rifiuti. I presupposti per lasciarsi la crisi alle spalle ci sono? "In
Campania esiste un'energia imprenditoriale trascinante. In questi tre anni ho
potuto conoscere e apprezzare docenti e ricercatori. L'anno scorso sono stato a
Città della Scienza. Il polo high-tech ed la fondazione che ho visitato mi
sembrano due isole di speranza in un contesto che può apparire difficile. E
l'esperienza di don Luigi Merola mi ha commosso, davvero". Perché?
"Mi ha fatto vedere una città che guarda verso il futuro, dove anche una
persona sola può darsi da fare e contribuire a cambiare molte cose".
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina X - Napoli
NAPOLETANI, SULL'IMMONDIZIA CI VUOLE UN ESAME DI COSCIENZA GIANCARLO GUARINO S
cusatemi, io la chiamo immondizia la "monnezza". O, se preferite,
spazzatura, pattume, rifiuti, schifezza, quello che volete ma mai monnezza.
Quella parola, molto spesso, mal pronunciata da qualche non napoletano, ha per
un napoletano come me un che di familiare, di dolce, di affettuoso. Forse mi
sbaglio, ma sentire parlare di monnezza, mi fa venire quasi voglia di battergli
(alla monnezza, intendo) gentilmente, affettuosamente sulla spalla. Una cosa
familiare, insomma. E invece no, scusatemi, si tratta di schifezze, sporcizia,
pattume appunto. Ma siccome sono votato per atavica abitudine, educazione,
cultura e vocazione, ma anche per convinzione a essere sempre un po' bastian
contrario, lo sono anche questa volta. Va bene lo sappiamo: uno scandalo, una
bruttura, tutta colpa di questo, no di quello, no di quell'altro, insomma di
nessuno. Ma ne siamo proprio sicuri, intendo noi cittadini, persone comuni?
Questa mattina, come spesso la mattina, sono uscito con la mia auto dal mio
garage, incredibilmente dovendo solo evitare, da quel perfetto chirurgo che
ormai sono diventato, un paio di motorini e una motocicletta messi di traverso
a occludere l'uscita. Ma non completamente: perché l'immenso e inutile suv di
un vicino a me sconosciuto e che maledico ogni mattina, stamane non c'era; il
proprietario forse dormiva tra le braccia amorose di una splendida fanciulla o
giaceva esanime in un pronto soccorso delle vicinanze (amorevolmente assistito,
ne sono certo, dal Generalissimo Feldmaresciallo Schettini), ma sta in fatto
che non c'era. Più facile uscire, sì, ma... Mentre ci provo, una di quelle
ragazze che si usano ora, fasciata in quelle pellicole aderenti di moda, si
avvicina al cassone dell'immondizia accanto all'uscita del mio garage
(complimenti a chi ce lo ha messo: uscire è una scommessa con San Gennaro,
ovviamente, ogni mattina, per fortuna esco di rado con la macchina) e vi getta
dentro un bel sacchetto (vivacemente colorato) di immondizia, alle nove del
mattino. Di fronte al portone di casa mia, vi sono due "campane" per
i rifiuti differenziati, molto poco utilizzate, se devo giudicare dal fatto che
(fortunatamente, visto il chiasso che fanno) vengono vuotate assai di rado,
dietro e tra le quali si trova di tutto: cartacce, immondizia varia che resta
lì per settimane e, ieri, una poltrona letto (non male a dire il vero, sono
stato tentato di portarmela a casa). Poco più avanti (e parlo sempre della
strada di casa mia), qualcuno ha sistemato quattro (immediatamente diventati
tre) contenitori di cose strane. C'è scritto sopra cosa ci si deve gettare, ma,
elegantemente, la scritta (ormai illeggibile, comunque) va dal basso in alto e
io ho il torcicollo endemico: che c'era di male se lo scrivevano normalmente?
Ma dietro di esse, genialmente sistemate a trenta centimetri dal marciapiedi
(si fa per dire, percorso di guerra, andrebbe meglio) si trova di tutto, a
cominciare da cartoni di imballaggio dei negozi vicini, vestiti dismessi,
materassi, scaldabagni, computer, vetrate intere e wc. Mi ha sempre colpito, a
dire il vero, la quantità incredibile di vecchi (suppongo) oggetti del genere
abbandonati in strada (merito della Marcuzzi, forse). Ma insomma, poco più
avanti (voi direte, ma dove abiti? In quella che i giornali orrendamente
definiscono la "Napoli bene", che pensavate?) altri bidoni immensi,
rigorosamente privi di coperchi utilizzabili come tali, già stracolmi alle nove
del mattino, e accanto a essi, altri cartoni, i resti di un paio di armadi di
legno, i sostegni di un mobile in ferro, pubblicità di film appena usciti in
dvd come appendice di quotidiani, che ormai non venderebbero nemmeno una copia
senza il rituale maledetto dvd. La sera, meglio la notte, poi è una poesia. Dai
bar e ristoranti vicini, furtivamente, ma non troppo, inservienti, camerieri,
cuochi o che so io, vuotano nei cassoni i residui dei loro esercizi,
direttamente, senza nemmeno usare i rituali sacchetti dei supermercati, del
resto verdumai e pescivendoli hanno già a loro volta fatto lo stesso alla luce
del sole. E mi fermo qui, perché potrei continuare raccontando di altre strade,
che non siano la mia: è uguale dovunque. Solo per dire,
che, va benissimo, bruciamo pure Bassolino, la Iervolino, Rastrelli, De Gennaro, Pansa, Catenacci,
Bertolaso e quant'altri (sempre che si riesca ad attivare almeno un bruciatore,
magari piccolino), ma un pochino di mano sulla coscienza forse anche noi
cittadini potremmo, dovremmo mettercela. E siccome la via dell'inferno è
lastricata di buone intenzioni, magari se, mentre ci si strofina la coscienza,
qualche autorità, posto che qualcuna ve ne sia, si curasse di effettuare un
minimo di controlli, di razionalizzazioni, di produrre (ora la sparo grossa) un
pochino di efficienza non è detto che sarebbe un male. Almeno quel maledetto
suv me lo togliete dai piedi?.
( da "Repubblica, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Per i rifiuti siamo
sempre all'anno zero Antonio di Gennaro Napoli Qualcuno ci viene a dire che la
raccolta differenziata a Napoli sarebbe aumentata, in quale entità non sappiamo
e quanto sia vero incominciamo a dubitare. Vedendo i cumuli di spazzatura che
si vanno di nuovo accumulando durante il caldo (per un sistema che non decolla
senza che nessuno, nemmeno venuto da lontano, dimostri di saper fare di più di
prima, in un crescendo di manifestazioni di piazza provocate anche da proposte
irricevibili) notiamo in essi ogni sorta di materiale differenziabile, tra cui
principalmente derivati da attività commerciali, come bustoni contenenti
plastica e imballaggi vari provenienti da negozi di abbigliamento, contenitori
di latta, cartone e plastica di tanti esercizi di ristoro, vetro, legname,
oltre che quantitativi impressionanti di scarti alimentari. Il problema è che
un ciclo virtuoso manco stavolta è cominciato, mentre occorrerebbero controlli
e multe severe, defiscalizzazioni per incentivare i grossi produttori di
rifiuti a impegnarsi in una seria raccolta, raccolta dedicata e per fasce
orarie verso esercizi commerciali di particolare natura e attività. Sane
proposte di realizzare e diffondere vendite di prodotti liquidi allo spillo e
reintrodurre i vuoti a rendere, cadono nel disinteresse. E allora restiamo tra
incompetenze, disinteresse, e particolarismi attorniati da cumuli di
spazzatura. Anche ora che sta arrivando l'estate. "Biutiful cauntri"
da proiettare nelle scuole Emanuela Cappelli emanuela-cappelli@libero.it Sabato
pomeriggio, in libreria, decido di acquistare
"Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia in Campania. Avevo paura di vederlo, essendo anche io nata in
quella terra. Ma poi mi sono fatta coraggio. Dovrebbero proiettarlo nelle
scuole questo piccolo film! Ma come fanno le nostre autorità a non vergognarsi
per quello che è successo in Campania? Come fanno le istituzioni ad
arrogarsi ancora il diritto di pretendere rispetto dai cittadini? Come fanno i
nostri politici ad avere il coraggio di guardare in faccia il loro popolo se
non prima abbassare lo sguardo di fronte a esso? Come fa questo paese a
definirsi ancora civile? Solo campionesse le donne del Posillipo Antonio
Mazzone Presidente circolo Posillipo Mi compiaccio vivamente con
"Repubblica" per la spiritosa intervista che Antonio Tricomi ha fatto
all'attrice Rosalia Porcaro. L'occasione è ghiotta per riprendere e correggere
un discorso frainteso. La spiritosaggine e il buon gusto che l'intervista esprime,
mi ricompensano dell'amarezza provata a seguito della pubblicazione delle
dichiarazioni rilasciate telefonicamente ad altro quotidiano e che sono state
interpretate da alcuni come offensive nei riguardi di soci di prestigio del
circolo che hanno espresso domenica voto contrario all'ammissione delle donne
nel glorioso sodalizio che ho l'onore di presiedere. Come potrebbe testimoniare
l'intervistatrice, nel mentre facevo le affermazioni incriminate di
"talebani e moglie gelose", ridevo per telefono alacremente
considerando quella una battuta di spirito che non intendeva offendere alcuno.
Per tale battuta riportata forse seriosamente dall'altro quotidiano, mi sono
preso una reprimenda dal presidente dell'assemblea dei garanti, avvocato
Benedetto Migliore, che mi invita "a rettificare le affermazioni
riportate". Non ho difficoltà ad ammettere che trattatasi veramente di una
battuta e invito i soci tutti che hanno liberamente espresso nel secreto
dell'urna la loro volontà, a non considerarla un'affermazione offensiva, e le
gentili signore che frequentano il circolo a considerarmi per quel che sono, un
presidente al quale piace vivere e scherzare nell'ambito del circolo, sempre
col sorriso sulle labbra e sempre rispettoso delle convinzioni altrui. Se un
merito posso attribuirmi, quale presidente del circolo, è quello di aver
democratizzato al massimo lo statuto sociale con l'elezione dei consiglieri e
con la trasparenza di tutte le attività sociali, sportive e amministrative. Non
era mia intenzione offendere alcuno e come risulta da altra intervista on line,
la mia era "una semplice battuta di spirito" e scherzando, nel
ricordare che c'è contraddizione nel voto in quanto abbiamo quattro socie
benemerite, due della vela e due del nuoto, affermo: "Forse l'unico modo
per le donne di entrare nel circolo è quello di impegnarsi a conquistare un
titolo sportivo". Dove nascono i ministri Salvo Iavarone Napoli Credo che
continuare a illudersi qui in Campania giovi a poco (e a pochi). È servito non
molto illudersi in passato (e certi risultati sotto gli occhi, e il naso, di
tutti, stanno lì a testimoniarlo); servirà ancor meno in futuro. Mi riferisco
in particolare a certe celebrazioni mediatiche sui tre (presunti) ministri
campani: Elio Vito, Gianfranco Rotondi, Mara Carfagna. Non bisogna essere
addetti ai lavori per intuire quanta distanza ci sia tra i tre ministri e il
territorio. Elio Vito, formazione tra i Radicali, crescita parlamentare come
capogruppo di Forza Italia, distinto e distante dai suoi riferimenti a sud del Garigliano
(chi ricorda una sua pubblica uscita in Campania?). Gianfranco Rotondi, grande
affezionato della lobby democristiana in Capitale, organizzatore di ripetuti
meeting amarcord; l'ultima volta che si votò per preferenze fu candidato nella
lontana Lombardia. Ma nacque in Irpinia; come Elio Vito a Napoli. Chissà se,
dopo aver corso su sentieri extra campani per crescere, una volta ministri
torneranno tra i vicoli della Sanità, o nelle valli irpine. Vedremo. E veniamo
alla Mara nazionale. È sempre accaduto che ciascuno valesse più per il valore
simbolico che va ad assumere, piuttosto che per le argomentazioni prodotte.
Ora, non so le argomentazioni (chi scrive interrogò pubblicamente il ministro
tre mesi fa su questioni fondamentali, come la sicurezza e la cultura; non
ottenendo alcuna replica); ma certo è che se esiste un simbolo di quella
politica degli spot, del "viva chi vince, purché chi vince sia bello e
positivo", e di tanti altri condimenti non proprio profondi che si
affiancano ai pur positivi contenuti del Pdl (non si prendono i voti solo con
gli spot), ebbene se quel simbolo esiste, non credo sia tanto difforme dal
terzo ministro campano. Il presidente Giorgio Napolitano con le sue condanne ai
brigatisti ha di fatto definitivamente bocciato ogni rivoluzione armata, rossa
e nera. A casa quindi comunisti, fascisti; post comunisti e post fascisti. O
meglio, più che a casa, nei libri di storia. C'è urgente necessità di una nuova
classe dirigente, ispirata a criteri sociali e parametri intellettuali completamente
diversi. Ma essa va formata all'interno del nostro habitat culturale,
proiettandosi poi nelle stanze del potere. La proiezione non può e non deve
risultare di senso opposto. Anche se il luogo di nascita potrebbe infondere
qualche illusione, che, come detto in apertura, servirebbe a poco. Abbattere
gli alberi un lusso non concesso Giorgio Nocerino nocerino.giorgio@virgilio.it
Uno dei fenomeni sorprendenti e purtroppo ricorrenti di questa città è il suo
proporre eventuali e futuri progressi nella qualità di vita dei suoi cittadini
(vedi ad esempio la realizzazione di un'altra tratta di metropolitana) sempre
in alternativa, mai in aggiunta, a qualche altro bene, a qualche altra non
deperita ricchezza. È in questo contesto che si inquadra la sacrosanta polemica
sugli alberi abbattuti in relazione al cantiere di piazza Santa Maria degli
Angeli a Monte di Dio, per la realizzazione di una stazione della
metropolitana. È lecito immaginare l'abbattimento dei pini secolari esistenti
in una metropoli dove l'aria sta diventando un mix di polveri sottili, l'odore
più diffuso è quello dei rifiuti e il colore più diffuso è solo quello dei
cumuli? Altro pedaggio non accettabile è la distruzione dei connotati
architettonici della zona che ora appare come uno scenario surreale ove è
scomparso tutto ciò che è vita, mentre restano in piedi solo le quinte dei
palazzi. Per cui bisogna convincersi una volta per tutte che gli alberi fanno
parte dell'identità dei luoghi e pertanto non possono essere eliminati. La
città di Napoli così carente di verde e di alberi non si può prendere il lusso
di abbattere quelli esistenti, specialmente se di alto fusto.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Torna l'incubo della
chiusura delle scuole. Berlusconi: scandalo che finirà. Mercoledì
21 il consiglio dei ministri Rifiuti, la rabbia di De Gennaro Nuovi no dai
Comuni dopo lo stop della Iervolino su Chiaiano. Smentite le voci su un'altra
proroga Situazione sempre più pesante: cumuli anche sul lungomare. Oggi inizia
il processo Bassolino.
( da "Padania, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Monnezza
E sempre emergenza
rifiuti Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune Doppia
occupazione dei palazzi del potere a Napoli. Ieri sia l Aula del Consiglio
regionale, sia quella del Consiglio comunale sono state teatro
di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del
centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che
"la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico
chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un
governo regionale ormai delegittimato, perché ha come unico obiettivo
quello di continuare a sedere sulle poltrone del potere, impedendo, così, ai
cittadini della Campania di tornare al voto". Quasi contemporaneamente, in
Comune, dove si stava tenendo una seduta con all ordine del giorno l annosa
questione rifiuti, i consiglieri della municipalità di Chiaiano, quartiere che
dovrebbe ospitare una nuova discarica, per protesta hanno occupato l Aula del
Consiglio, bloccando così i lavori dell Assemblea cittadina. A Chiaiano
intanto, anche ieri sono andate in scena blocchi stradali e proteste. Vista la
tensione, è tornato a farsi vivo persino Francesco Caruso, che orfano del suo
seggio parlamentare, sfumato con la dissoluzione politica di Rifondazione e
della Sinistra arcobaleno, sembra essere tornato a vestire gli usuali abiti del
disubbidiente in servizio effettivo permanente. "Così come già accaduto a
Pianura - ha minacciato - questa protesta sarà un muro contro cui le
istituzioni sbatteranno il muso. Farebbero meglio a fare marcia indietro".
[Data pubblicazione: 08/05/2008].
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
La diaspora dei rom crisi Comune-prefettura Polemica dopo i raid:
"Inaccettabile caccia all'uomo" Nell'area di un insediamento bruciato
sarà costruito il Palaponticelli ANGELO CAROTENUTO Il tavolo tecnico partorisce
la rottura tra prefettura e Comune. La prima pensa a un'area alternativa da destinare
agli ultimi rom rimasti a Ponticelli, sempre nei paraggi, in un ex campo;
palazzo San Giacomo dice no, propone strutture d'accoglienza sul modello della
"Deledda" a Soccavo e annuncia con l'assessore Riccio che non
"parteciperemo più a tavoli tecnici per non fare nulla". Fine del
dialogo. Riccio accusa la prefettura di "non aver mandato in strada
l'altra notte i suoi assistenti sociali, siamo rimasti soli, come succede da
due anni in qua. Avevamo posto l'anno scorso una questione sulle risorse per i centri
di accoglienza. Ci promisero una barca di soldi, non abbiamo visto una lira.
Tutto ciò è la conseguenza del comportamento irresponsabile del nuovo governo,
che getta benzina sul fuoco. Mi vergogno di essere napoletano, se pezzi di
territorio sono consegnati a chi impugna spranghe e lancia molotov. A
Ponticelli, in strada, c'erano quelli del clan Sarno: li hanno visti
tutti". Non è tenera neppure la replica che giunge dalla prefettura:
"Noi ci siamo proposti come tavolo di mediazione, al quale peraltro
l'assessore Riccio è venuto a sedersi con due ore di ritardo. Tutte le
competenze sono di Comune e Regione. I progetti sui rom presentati al ministro
del Lavoro furono rigettati proprio perché non competeva a noi finanziarli. La
prefettura, inoltre, non ha assistenti sociali". Il Comune chiede
l'introduzione di carte d'identità per i rom "perché non siano ostaggio
della criminalità". Marco Nieli, di Opera Nomadi, rivela che "una
ventina di bambini sono stati ospitati a Soccavo". Padre Domenico Pizzuti
parla di "intreccio perverso, non c'è solo la malavita: un'idea può essere
comporre piccoli villaggi in posti meno visibili". Roberto Miele, del
Comitato Pro-rom, attacca "una politica connivente che vede nei rom un
moltiplicatore di voti: una dinamica ormai trasversale". Erano tutti dal
prefetto ieri mattina, come Allodi, assessore provinciale. Per Antonio Bassolino "non è in nessun modo accettabile che
scendano in campo forze violente e criminali in nome di assurde vendette e
intimidazioni. Che simili episodi si verifichino in una città come Napoli, è
davvero un segnale di grande allarme per tutti noi e per tutto il Paese. Il
disagio dei cittadini che vivono in contesti difficili, subendo piccole e
grandi illegalità quotidiane, rischia di diventare terreno fertile per chi
persegue interessi illeciti come la camorra". Sa bene, il governatore, che
dentro il Pd stanno bollendo in queste ore umori differenti. Pietro Mastranzo
dice che le dichiarazioni di Tonino Borriello ("smantellare i
campi"), capogruppo comunale, sono a titolo personale. Il sindaco Iervolino puntualizza che "ho sempre condannato
ogni reazione razzista: è impensabile che qualcuno immagini che io possa
giustificare la rappresaglia contro i rom". Per Diego Belliazzi,
consigliere provinciale, "al Pd spetta il compito di preservare il
principio di colpevolezza, se dimostrata, come individuale e non collettivo nei
confronti di una comunità: non è giustificabile la caccia all'uomo, alla
donna, al bambino rom. Indaghi la Procura sulle vicende dell'altra sera,
colpisca chi ha l'unico interesse di mantenere il controllo del territorio agli
ordini del clan Sarno e dei De Luca Bossa. Contro questi qui, non si è mai
rivoltata una folla di cittadini". L'Osservatorio regionale sulle Povertà:
"Azione premeditata gestita da bande criminali". Giuristi
democratici: "Condanniamo a viva voce la campagna di odio innescata".
Gino Battaglia: "Il gesto sconsiderato della giovane rom di Ponticelli è
diventato il pretesto per liberarsi di una presenza mal sopportata. Adriana
Buffardi cita Hannah Arendt: "Non possiamo arrogarci il diritto di
decidere chi abita il mondo". Mentre Francesco Falco (Ugl) soffia sulla
protesta: "Non meravigliamoci se la rivolta prende il sopravvento e
qualcuno perde la testa". E Chiosi (An): "Sgomberiamoli". A
Ponticelli? Nazario Malandrino, consigliere municipale Pd, diffonde un dossier
con cui ripercorre la storia dei rom nel quartiere dal
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
OTTAVIO LUCARELLI "la classe dirigente della città ha firmato una
dichiarazione collettiva di incapacità di governo abdicando totalmente al
proprio ruolo. è sbagliato pensare che arriva Berlusconi e risolve tutto.
Sbagliato e immorale consegnare tutto a lui. Abbiamo visto nelle ultime
settimane sfilare insieme, in tutta la regione, politici e piccoli delinquenti
contro i timidi tentativi di affrontare l'emergenza". Attacca pesantemente
Claudio Velardi, da alcuni mesi assessore regionale al Turismo, dopo il
dietrofront del sindaco ora contraria, assieme al Consiglio comunale, ad una
mega-discarica nelle cave di tufo di Chiaiano. Velardi attacca, annuncia per
sabato a Santa Maria la Nova un'assemblea pubblica, e la Iervolino si infuria.
Chiusa nella sua stanza, già tesa per la vicenda rom, legge con la rabbia negli
occhi le dichiarazioni condite dal nuovo "fuoco amico". Poi alza il
telefono. Urla, strapazza Velardi che in serata aggiusta il tiro spostando
l'obiettivo sull'assemblea cittadina. Ma ormai è tardi e dai consiglieri comunali
arriva una raffica di accuse contro di lui e contro Bassolino.
Quasi una guerra tra Comune e Regione. Comincia tutto nel pomeriggio con alcune
frasi sul blog dello stesso Velardi: "Non posso e non voglio fare la
guardia al bidone vuoto. Non posso e non voglio prendere in giro il prossimo
dicendo che la soluzione del problema è vicina. Non metto in discussione il mio
rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino, ma così non si potrà davvero resistere in eterno.
Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori
locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano. Un patrimonio di
relazioni che voglio sviluppare e su cui si gioca anche la mia
credibilità". La Iervolino si infuria, la destra sorride. Con il deputato
Paolo Russo che taglia corto: "Se davvero pensa quello che dice deve
dimettersi. Vada via Velardi". Che invece replica rapidamente: "Non
mi dimetto e non sono pentito di aver accettato di fare l'assessore in un
momento così delicato. Sapevo bene che sarebbe stato difficile. Battaglierò ma
la situazione è insostenibile, così si rischia di ripiombare in un grave
scoramento. Il sindaco Iervolino si trova a fare i conti
con un'assemblea comunale che sembra non aver capito la serietà della situazione
in cui versa Napoli". Iervolino ostaggio? Le agenzie battono la nuova
versione e in serata proprio dai consiglieri comunali partono le accuse più
dure contro Velardi e Bassolino. Come quella a quattro mani di Carlo Migliaccio
dell'Italia dei valori e Franco Moxedano del Pd: "Velardi non può fare il
moralizzatore, proprio lui che siede nella giunta guidata da Antonio Bassolino, il principale responsabile dell'emergenza
rifiuti. Ora non si può usare questa emergenza contro la gente dell'area nord.
I delinquenti di cui parla Velardi sono donne e uomini perbene". E ancora.
Altre bordate dalla sinistra. "Velardi spara ad alzo zero sul bersaglio
sbagliato. Rimaniamo sconcertati dalle esternazioni dell'assessore regionale
sull'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania" accusano Raffaele
Carotenuto di Rifondazione, Salvatore Parisi della Sinistra democratica e
Antonio Fellico dei Comunisti italiani. Che incalzano: "Perché Velardi
volge lo sguardo a Napoli e non alle responsabilità della Regione e di Antonio Bassolino? Vuole forse pensare che l'immondizia di oggi è
frutto della decisione del Consiglio comunale di dire di no a Chiaiano?".
Comune contro Regione. Quasi una resa dei conti. Dopo quindici anni.
( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Decine di abitanti
in corteo prendono d'assalto le baraccopoli armati di molotov e bastoni. Gli zingari
traferiti fuori città Incendiati altri campi, rom in fuga da Napoli Ilaria
Urbani Napoli Oltre la rete di contenimento, le fiamme bruciano ogni cosa gli
si presenti davanti. Le esalazioni del fumo continuano ad espandersi tra le
strade di Ponticelli dove la caccia antirom ieri ha registrato un'altra
giornata di battaglia. Fuoco, fiamme, benzina. I balordi che hanno deciso di
fare fuori anche gli ultimi rom rimasti, eludendo lo schieramento delle forze
dell'ordine, hanno continuato a bruciare i campi della zona. A fine serata gli
abitanti di Ponticelli guardano a vista l'ultimo campo che sta per essere
sgomberato dalle forze dell'ordine per assicurarsi di aver intascato la
vittoria. Ad attendere gli ultimi centocinquanta rom c'erano gli autobus messi a
disposizione dal comune, automobili dell'Opera nomadi e amici. Ma la maggior
parte dei rom ha preferito lasciare Ponticelli a testa alta, recuperando gli
Apecar sopravvissuti e varcando da soli quel confine dell'intolleranza per
raggiungere parenti nelle locali vicine. Ora hanno paura, nessuno li vuole. Le
grandi città li stanno respingendo e loro, adesso, vogliono solo nascondersi.
Solo alcuni sembra siano stati portati al campo rom di Santa Maria del Pianto a
Capodichino come deciso durante il vertice alla prefettura della mattinata che
aveva individuato quel perimetro per l'accoglienza. Ma quel campo lì è già
sovraffollato e molti quindi hanno deciso di prendere altre strade. E chissà in
quanti, realmente, hanno poi raggiunto gli altri microcampi individuati a
Casoria e l'area dei trentacinquemila container della Protezione civile a Capua
proposta da Roberto Miele del "Comitato pro Rom". La mamma della
bambina rapita venerdì, casus belli di questa guerriglia urbana, intanto ha
puntualizzato ieri che non si aspettava una reazione di questo tipo da parte
della popolazione. "Non volevo che succedesse tutto questo - ha detto - ma
i rom devono andare via". La sua posizione riassume un po' quella dei
cittadini di Ponticelli che in molti tra curiosi, passanti e casalinghe, danno
la propria ricetta per cacciare i rom. "Certo non bisogna bruciarli, è
ovvio - dice un'altra mamma - ma se non se vogliono andare, cosa dobbiamo
fare?". A vederli nessuno di loro sembra capace di preparare una molotov e
scagliarla contro una baracca. Eppure la situazione a Ponticelli è stata
drammatica e alcuni ipotizzano che non sia un caso che il rapimento della
bambina sia coinciso con una reazione così organizzata da parte della
popolazione. Molti i dubbi, come quello avanzato dall'assessore alle Politiche
Sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio, che ha definito "strano il
fatto che ieri (martedì, ndr) le troupe della Rai fossero presenti a Ponticelli
già dal primo pomeriggio e che il raid sia stato preceduto da alcuni comunicati
diffusi da politici della zona". Tanti sono gli interessi di imprenditori
sulle aree in cui i rom da anni hanno allestito i loro insediamenti. E infatti
nella zona dove fino a due giorni fa sorgeva un campo rom, quello tra via
Virginia Woolf, via Pacioli e via Aldo Merola proprio ieri i tecnici del comune
di Napoli hanno effettuato dei sopralluoghi (già previsti tempo fa) per la
realizzazione del nuovo PalaPonticelli, il teatro che dovrebbe essere costruito
nel giro di tre anni: 12 mila posti per eventi e concerti. I rom quindi se ne
sarebbero dovuti andate comunque. La giornata si è conclusa nella tensione. Non
distante dall'ultimo insediamento sgomberato a via Argine, un altro campo
deserto, che nelle prime ore del pomeriggio era stato dato già alle fiamme, è
stato incendiato nuovamente. Bruciato il campo di via Malibran, ultimo riparo
dei rom, così come quello in via Ville Romane. Le fiamme esalate dai
pneumatici, materassi, pentole e sterpaglie incenerito hanno iniziato ad
individuare luoghi che fino a qualche giorno fa sembrano non esistessero per
nessuno. Non ci sono rom a Ponticelli. Hanno fatto perdere le proprie tracce
lasciando nelle baraccopoli gli oggetti che li hanno accompagnati per una vita.
Nessun viso si scorge più dietro le lamiere di una barriera che una volta era
una casa. Lo scontro etnico alle porte dell'area orientale di Napoli dalle
strade naturalmente è rimbalzato tra i discorsi dei politici e dei comitati
cittadini. Indignati tutti i politici locali sull'aggressione organizzata dai
violenti di Ponticelli. Dal sindaco Iervolino al presidente
Bassolino che condannano
ogni tipo di violenza. E mentre le associazioni antirazziste hanno indetto per
stamattina alle 10 davanti la sede del Comune di Napoli in piazza Municipio una
manifestazione di solidarietà ai rom, a Ponticelli il "Movimento Società
Civile - Chiaia per Napoli", su invito dei comitati civici
"Insieme per Ponticelli" e "Rinascita per Ponticelli" ha
organizzato alle 11, la conferenza stampa : "Sicurezza ed emergenza rom:
più Stato sul territorio". Due mondi che continuano a guardarsi senza
comunicare.
( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Munnezza accusa la
classe dirigente, più rosetta che antonio Velardi: a Napoli la sinistra s'è
arresa e spera in Silvio Quasi 50 mila tonnellate di immondizia per le strade
della Campania, oltre 4 mila nella sola Napoli. Sui rifiuti il fallimento è
pieno e la classe dirigente è da bocciare, immobile nell'attesa del
"salvifico" Cavaliere. Parola dell'assessore
"acchiappaturisti" campano Claudio Velardi. Che sul suo blog ha
lanciato un'intemerata contro l'intera classe politica regionale, e
segnatamente contro il centrosinistra napoletano svuotato di iniziativa, fermo
in un "atteggiamento autolesionistico e immorale": un j'accuse gonfio
di spine. La misura ormai è colma specie dopo la decisione contraria del
consiglio comunale partenopeo alla discarica nelle cave di Chiaiano. Un
maxisversatoio da 700 mila tonnellate, che - secondo gli studi - avrebbe
risolto i problemi di Napoli con i rifiuti per i prossimi due anni. "Mi ha
stupito l'atteggiamento del sindaco Rosa Russo Iervolino - dice Velardi al
Riformista - Aveva assicurato tutti sulla discarica. E poi ci ritroviamo con il
no del consiglio. A quel punto mi sarei atteso un suo diverso atteggiamento.
Napoli dovrebbe caricarsi di responsabilità maggiori rispetto alle altre città,
e invece non decide. Immorale". Messa così sembra che
la colpa dei mali campani sia della Iervolino, dimenticando i lunghi anni
sterili dei commissari straordinari, tra cui l'attuale governatore Bassolino. "E che vogliamo buttare
la colpa su Bassolino,
adesso? Lui ha ammesso le sue responsabilità. In totale solitudine. Tra un anno
si dimetterà e se non l'ha fatto finora è solo per senso delle
istituzioni". Proprio ieri avrebbe dovuto aprirsi il processo sulle
irregolarità nello smaltimento dei rifiuti in cui sono imputati il presidente Bassolino e gli ex vertici della Impregilo. È slittato al
prossimo 2 luglio: per omesse notifiche e anomala composizione del collegio
giudicante. Con l'ombra della prescrizione per alcuni reati. "Ma chi se ne
frega del processo, accuse capziose? Fosse stato una cosa importante, il
problema già sarebbe risolto. Qui la verità giudiziaria è del tutto secondaria.
Faccio notare che a oggi la Regione è l'unico presidio istituzionale locale che
sta operativamente cercando di risolvere il problema. E penso innanzitutto al
lavoro dell'assessore Ganapini. Il punto è che le discariche sono
indispensabili. E nel centrosinistra da queste parti non c'è nessuno che sia in
grado di assumersi i compiti ingrati. Tutti ridotti al silenzio. Tutti che aspettano
Berlusconi. Che autolesionismo". In che senso, autolesionismo? "Nel
senso che lui senz'altro riuscirà a ottenere qualcosa, non so se risolverà
strutturalmente il ciclo di smaltimento di rifiuti, ma ha puntato troppo sulla
questione per poi andar via a mani vuote. Anche perché al punto in cui siamo
basta poco per fare meglio di noi e potersi intestare dei meriti. E noi saremo
ancora di più delegittimati agli occhi dei cittadini. Ecco l'autolesionismo del
non fare". Il governo, che proprio a Napoli si riunirà mercoledì prossimo,
sembra intenzionato a metter in piedi un organismo collegiale, la cui guida
tecnico-operativa verrebbe affidata a Guido Bertolaso, con il coinvolgimento
dei ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell'Interno, Roberto
Maroni. "L'importante - dice l'assessore - è che la responsabilità non sia
spezzettata. Ci vuole una sola testa che decide. E che eserciti la propria
autorità, cosa che finora nessuno ha fatto. Anche con l'uso della forza se
necessario, innanzitutto contro i gruppi criminali che sobillano le popolazioni
locali". Colpa della camorra, e la ragione di tutto il marcio è
individuata. "A parte la camorra - commenta l'ex lothar dalemiano - a
Napoli il corrompimento dello spirito civile è ormai totale. Oltre ai rifiuti,
pensiamo agli assalti ai campi rom. Per cambiare Napoli ci vuole una classe
dirigente del tutto rinnovata. A partire dagli attuali vertici. Speriamo per
ora di riuscire a risollevarci. La Campania, almeno sul fronte dei rifiuti, è
stata dichiarata una delle priorità del nuovo governo. E pertanto il nostro
appoggio a Berlusconi sarà totale. Se mai risolvesse i guai di Napoli,
acquisirebbe davvero la statura di statista. Sono pronto a collaborare con lui.
Perché voglio bene a Napoli - conclude sorridendo Velardi - E anche a
Berlusconi". 15/05/2008.
( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
IL DESERTO Reportage
Viaggio nella baraccopoli di Ponticelli L'ANGOSCIA Dopo due giorni di
"pulizia etnica" dei 700-800 nomadi non resta più alcuna traccia
GUIDO RUOTOLO Sono stati abbandonati anche i piatti: le cosce di pollo portano
i segni di un pasto interrotto INVIATO A NAPOLI Cinque del pomeriggio. Anna
impacchetta il suo borsone. Volo Myair diretto in Romania, 160 euro andata e
ritorno. Check-in dell'aeroporto di Capodichino. Secca come un'alice, gonna
lunga jeans, maglietta bianca, 38 anni e due figli, sorride. Le mostro le foto
dei campi di Ponticelli appena bruciati. Le viene la pelle d'oca, le scende una
lacrima: "Vedi questa baracca incendiata? Era la mia casa...". Prende
il suo cellulare e scatta una foto alla foto. Macabro souvenir. Anna alza la
gonna, sopra la caviglia una ferita: "Ieri un uomo mi ha picchiato alla
stazione della Circumvesuviana. Sono scappata dal campo, dopo che ci avevano
presi a sassate. Torno a casa, a Kalarasi, troppa paura". Anna era arrivata
a Napoli tre mesi fa per farsi operare allo stomaco, al "Monaldi".
Uscita dalla convalescenza, aveva trovato casa in una barracca di via Malibran:
"Pagavo due euro a settimana per la luce. Cosa facevo? Elemosina.
Quindici, 20 euro al giorno. La prima volta in Italia fu Roma, nel
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Lo scenario dei
roghi attira su Napoli la censura delle Nazioni Unite. "Le istituzioni
condannino gli attacchi contro i rom", dice Laura Boldrini, portavoce
dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) esprimendo preoccupazione
per lo "scenario balcanico" delle colonne di rom in fuga. "Sono
immagini deprecabili che non pensavamo di vedere in Italia. Richiamano la
stigmatizzazione di un intero gruppo mentre le responsabilità penali sono
personali. Appare una punizione come se si fosse ricercato il capro espiatorio.
È importante che le istituzioni richiamino tutti alla calma. Queste persone
sono portatrici di diritti, non rifiuti o oggetti da portare altrove".
Giovanni Zoppoli, membro del "Comitato Spazio pubblico" e
"Osservazioni", annuncia una manifestazione di solidarietà ai rom:
"È necessario cercare nessi di casualità tra l'evento mediatico, le aree
dove vivevano i nomadi e la scadenza degli appalti per la riqualificazione
urbana". Le Reti antirazziste hanno indetto per oggi alle 10 un sit-in in
piazza Municipio. Per il segretario del partito dei Comunisti Italiani Giuseppe
Scotto di Luzio "Il sindaco ritiene comprensibile la reazione di
Ponticelli. Faccia il suo dovere almeno su questo senza alimentare il clima di
intolleranza". Ma la Iervolino precisa subito il senso
delle sue parole: "È impensabile che qualcuno immagini che io possa
giustificare la rappresaglia contro i rom. Ho dichiarato che comprendevo la
reazione della mamma vedendosi portar via la bambina. Personalmente ho sempre
condannato ogni reazione violenta e razzista e il Comune ha sempre lavorato per
una politica di accoglienza che tuteli i diritti dei cittadini e renda
possibile una serena convivenza". Ferma condanna esprime il presidente
della Regione Antonio Bassolino: "Gli episodi di
intolleranza contro i rom sono fatti gravissimi. Lo Stato deve garantire il
rispetto della legge".
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Alla vigilia
del primo consiglio dei ministri del governo Berlusconi, che si terrà in
Prefettura, è piena emergenza anche nelle strade del centro Incendi e cassonetti
rovesciati il caos rifiuti invade il cuore della città Palazzo Chigi: una nuova
struttura al posto del commissario straordinario Immondizia in fiamme sotto la
sede del consiglio regionale: sospesa la seduta ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO
LUCARELLI NAPOLI - La città brucia. Roghi di cassonetti e montagne di
immondizia stanno inghiottendo il cuore antico. I monumenti del
"Maggio" sono oscurati, la puzza e il caldo invadono vicoli e
cortili. è la nuova drammatica crisi-rifiuti a Napoli. E mentre la città brucia,
a Palazzo Chigi si lavora per una nuova struttura ad hoc alle dirette
dipendenze della Presidenza del Consiglio che andrà a sostituire il commissario
straordinario, per superare il dramma dell'immondizia a Napoli e in Campania.
Mentre si moltiplicano roghi e blocchi stradali, a Palazzo Chigi Silvio
Berlusconi, Gianni Letta, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino firmano un'intesa per un decreto che
preveda un sottosegretario e una nuova struttura con un piano in quattro punti:
discariche, incentivi e sgravi fiscali per le popolazioni che vivono nei pressi
dei siti prescelti, completamento dell'inceneritore di Acerra e realizzazione
di un impianto già definito a Salerno dal sindaco Vincenzo De Luca. La
città brucia, a Roma scatta il piano bipartisan in vista della straordinaria
riunione del Consiglio dei ministri in trasferta a Napoli mercoledì prossimo
con una riunione operativa in prefettura e una successiva conferenza stampa a
Palazzo Reale. Oltre cinquemila tonnellate in città. Circa cinquantamila
tonnellate in Campania. La nuova emergenza spazzatura invade come mai era
accaduto anche il centro cittadino con roghi e centinaia di cassonetti
rovesciati. Dalla periferia di Calata Capodichino alla Spaccanapoli di via
Sant'Anna dei Lombardi, cuore storico di Napoli. Bus e auto sono stati
costretti a passare sopra i sacchetti maleodoranti, con i pedoni e i turisti
del "Maggio dei Monumenti" a fare slalom tra l'immondizia e i
veicoli. Roghi e proteste, nella speranza di convincere la azienda comunale di
raccolta a pulire, si sono avuti anche a Pianura, nella zona Nord, a Forcella e
in via Carbonara, nei pressi del vecchio Tribunale. Nel pomeriggio un
cassonetto è stato dato alle fiamme in via Tommaso d'Aquino, a due passi da
Palazzo San Giacomo, la sede del Comune: traffico in tilt, con auto che
cercavano scampo in tutte le direzioni e un mega ingorgo. Non è stato
risparmiato neanche l'altro palazzo, quello del Consiglio regionale. Immense
cataste bloccavano l'accesso ai garage dell'edificio, una di queste è stata
incendiata e la presidente dell'assemblea, Sandra Lonardo Mastella, ha sospeso
per sicurezza la seduta, con l'aula invasa dalla puzza, ed ha poi scritto una
lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino e al commissario straordinario Gianni
De Gennaro. Ma è la rivolta della gente che ormai prende piede. Nel quartiere
popolare del Pallonetto un'altra protesta è scattata per segnalare l'invasione
di topi, mentre blatte rosse sciamano lungo le pendici di Posillipo. Nella
centralissima Chiaia le mamme degli alunni di una scuola media, la Tito Livio,
hanno inscenato un sit-in: l'immondizia è arrivata fin davanti al cancello
principale e separa fisicamente la scuola da una stazione dei carabinieri.
Disperata la situazione in provincia. A Castellammare di Stabia solo
l'intervento dell'esercito ha scongiurato la chiusura di scuole, mercati e
strutture pubbliche. Nei Comuni della zona vesuviana e a nord di Napoli, dopo i
roghi arriva la calce per disinfettare. Una situazione durissima. Ieri è stato
aperto un sito temporaneo di stoccaggio nel Casertano, ma per liberare gli
impianti di Cdr, affinché possano accettare altro prodotto fresco dai Comuni,
si deve attendere l'apertura tra fine maggio e i primi giorni di giugno di due
siti individuati da De Gennaro, quello irpino di Savignano e quello beneventano
di Sant'Arcangelo Trimonte. Nel breve termine l'unica soluzione che può
alleviare la situazione è l'avvio dei treni verso la Germania. Il contratto
firmato con alcune società tedesche prevede il trasferimento da un minimo di
105mila a un massimo di 160mila tonnellate, ma si attendono ancora alcune
autorizzazioni dei paesi che devono far transitare i convogli. In questo clima
la città attende l'arrivo di Silvio Berlusconi che guiderà a Napoli mercoledì
prossimo la riunione del Consiglio dei ministri. I commercianti dell'Ascom,
intanto, chiedono al premier di dichiarare lo stato di calamità e quelli del
centro commerciale Vomero invocano di spostare la scadenza per il pagamento
della tassa sulla spazzatura pronti a presentare un ricorso di massa. La città
brucia, una città di nuovo in ginocchio. Tutto questo a maggio, il mese in cui
in città arrivano più turisti.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
"Sono
nano..." "Niente attacchi" Erasmo Berlusconi, fiducia al Senato
"Uno statuto per l'opposizione" "Dialogo alla luce del
sole". Oggi l'incontro con Veltroni A favore 173, contrari 137, 2 gli
astenuti, 9 gli assenti tra i quali Pisanu Ho usato più volte la parola
crescere Forse l'ho fatto perché dicono che sono un nano... Nessun attacco
personale. è possibile il sogno di una democrazia bipolare Non è azzardato
accostare l'arte di governare e la lucida follia di Erasmo GIANLUCA LUZI ROMA -
La svolta anglosassone nei rapporti fra maggioranza e minoranza sarà messa nero
su bianco: ci sarà "uno statuto dell'opposizione". Senza polemiche,
senza sorprese, in un clima lontano anni luce da quello che negli ultimi mesi
del governo Prodi aveva trasformato la solenne aula di Palazzo Madama in una
bolgia ribollente, Berlusconi ha ottenuto la fiducia anche dal Senato. 173 voti
a favore, 137 contrari, due astenuti e nove assenti tra cui anche l'ex ministro
dell'Interno Pisanu, Pdl. Per un contrattempo, ha fatto mettere agli atti, per
smentire le voci di freddezza verso il premier essendo stato escluso dal
governo. Il Berlusconi IV adesso è nei pieni poteri e mercoledì prossimo a
Napoli comincerà a varare i primi provvedimenti su rifiuti, sicurezza,
abolizione dell'Ici e detassazione degli straordinari. Ieri
in preparazione del consiglio dei ministri ha ricevuto a Palazzo Chigi il
sindaco di Napoli Iervolino e il Governatore della Campania Bassolino. Ma il primo banco di prova
del nuovo clima di confronto senza insulti e veleni tra maggioranza e
opposizione ci sarà oggi con l'incontro fra Berlusconi e Veltroni previsto per
l'ora di pranzo quasi certamente a Palazzo Chigi. Il presidente del
consiglio anche nella replica di ieri al Senato si è detto molto soddisfatto
del clima di dialogo con l'opposizione: "La gioia più grande è stata
quella di constatare che tutti - dico tutti - gli interventi dell'opposizione
sono andati al contenuto, alla sostanza dei problemi". Ora si tratta di
fare un passo successivo per dare basi concrete al confronto. Non solo con
"una pratica di incontri continuativi" con il segretario del Pd, allo
scopo di riprendere - dopo quel vertice del primo dicembre scorso - "il
processo riformatore" e questa volta "vogliamo farlo quanto è più
possibile, con una assunzione comune di responsabilità, a partire dalle grandi
innovazioni della nostra architettura istituzionale". Tutto questo avrà
una cornice istituzionale. Berlusconi aveva apprezzato l'intervento del
senatore Morando, Pd, il quale aveva fatto presente che nel regolamento del
Senato non viene menzionata la parola opposizione e aveva proposto
l'introduzione di uno statuto dell'opposizione che riconosca anche il governo
ombra. "Condivido in pieno la sua proposta", ha detto il premier
nell'intervento finaleo al Senato. "Questo statuto sarà tanto più efficace
se provvederemo, quanto prima, anche alla riforma dei regolamenti parlamentari,
come premessa della più ampia riforma bipartisan dell'architettura
istituzionale e delle leggi elettorali". Ma con il senatore Morando,
coordinatore del governo ombra, il premier ha duettato anche in un'altra
occasione, questa volta scherzosamente. "Il senatore Morando, nel suo
interessante intervento, - ha ricordato Berlusconi - ci ha fatto notare che
alla Camera ho citato 14 volte la parola crescere. Forse - ha spiegato
sorridendo il Cavaliere - è un termine che ho dentro dal momento che mi dicono
che sono un nano". E visto che la crisi economica mondiale incombe, oltre
al "clima di serenità e di correttezza istituzionali" serviranno
anche "l'ottimismo e una lungimirante e visionaria follia di cui Erasmo da
Rotterdam ha tessuto l'elogio".
( da "Manifesto, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Disseminati in case
famiglia. Il questore di Napoli: "Non tocca alla polizia trovare un posto
ai rom" Rom, divisi e trasferiti in località segrete Adriana Pollice
Napoli Disseminati in oltre dieci case famiglia di Napoli e provincia, gli
indirizzi tenuti segreti, divisi in piccoli gruppi scortati dall'assessore
comunale alle politiche sociali della Sinistra arcobaleno, Giulio Riccio. Dopo
due giorni di violenza, segnati da rigurgiti xenofobi, le autorità locali
cercano di far calare la tensione allontanando la comunità rom da Ponticelli,
circa 450 persone con 40 bambini al seguito sistemati ieri in strutture di
accoglienza. Il loro ritorno nel quartiere non è ipotizzabile. Lo stato di
abbandono della periferia degradata a est di Napoli, il disagio che diventa
insofferenza, di cui la camorra si è fatta interprete a suon di molotov e
spranghe, ma anche il manifesto del Pd apparso sui muri, "Via gli
accampamenti rom da Ponticelli!", raccontano di un livello diffuso di
intolleranza che non può essere sanato a breve. Se il
governatore Bassolino
dichiara "quelle grida, quegli applausi mettono i brividi, è un pugno
nello stomaco per tutti noi", e la sindaca Iervolino interviene sul
manifesto del Pd condannandolo perché "contraddice tutte le scelte di
valore del nostro partito", da Ponticelli i comitati ribattono "non
ci sono più le condizioni per la permanenza dei rom". Ma Aboubakar
Soumahoro - rappresentante della rete antirazzista di Napoli - risponde
"nelle proteste non c'è nulla di spontaneo; sono costruite a tavolino in
nome di una presunta riqualificazione del territorio che nasconde interessi
economici". Intanto a Ponticelli restano le baracche abbandonate,
presidiate dalle forze dell'ordine per impedire saccheggi e nuovi incendi, e
una comunità dispersa nell'hinterland partenopeo, una misura tampone che dovrebbe
dare il tempo agli enti locali di lavorare a una soluzione. Il rischio scontri
resta alto, ma il questore di Napoli, Antonino Puglisi, precisa: "Non
tocca alla polizia trovare un posto ai rom". La prospettiva di medio
periodo è riproporre il modello già sperimentato con successo a Fuorigrotta,
quartiere a ovest di Napoli. Niente campi attrezzati ma centri di accoglienza
sul modello della Deledda, un edificio scolastico abbandonato che la piccola
comunità gitana di 180 persone ha ristrutturato e che a breve prevede di
ampliare. Un luogo dove si autogestiscono in autonomia, con il supporto delle
organizzazioni del terzo settore a cominciare da Opera Nomadi. La convivenza
pacifica con il rione va avanti da più di due anni, l'esperienza forse migliore
in Italia dopo Torino, un modello che il comune in accordo con la provincia di
Napoli avrebbe già voluto estendere, ma l'iter procedurale è da oltre un anno
bloccato in Regione. Proprio a Ponticelli la richiesta di finanziamento
prevedeva la trasformazione delle baracche in tre centri, con modalità
abitative ideate in accordo con la comunità rom stessa. "Una soluzione
reale però - conclude Riccio - passa attraverso la definizione di differenti
politiche nazionali, che fermino il processo di clandestinizzazione delle comunità
minoritarie in Italia". Tre, in particolare, erano le misure già chieste
al passato governo dalle città maggiormente interessate dal flusso rom, Napoli,
Torino, Roma, Firenze e Milano: l'attivazione rapida nei comuni della carta
d'identità per cittadini che, occorre ricordarlo, sono comunitari, un piano
nazionale alloggi e le misure previste dal disegno di legge Amato-Ferrero per
il riconoscimento dell'identità socio-culturale dell'etnia rom. Quello che si
avrà, invece, sarà l'ennesimo commissario straordinario di governo per Milano,
Roma e si annuncia anche Napoli, che si aggiungerà alla lunga lista partenopea
di commissariamenti. Maroni già si affretta a rassicurare "non ci sono
problemi di copertura finanziaria".
( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-16 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Dopo il manifesto choc Il Pd di Ponticelli scrive: via gli zingari.
Bassolino: un pugno nello stomaco La svolta
anti-nomadi della sezione Gramsci NAPOLI - Oltre che di baracche bruciate e di
spazzatura, Ponticelli è piena anche di manifesti. Quelli di An che cavalca la
protesta contro i rom non sorprendono, quelli con la firma del Pd che allo
stesso modo chiede lo smantellamento dei campi(e di cui il Corriere ha riferito
ieri), invece sì. Per lo sgombero ha già provveduto la brava gente delle
spranghe e delle molotov, e quindi la questione è risolta. Resta sullo sfondo
non solo la puzza della plastica sciolta dal fuoco e del catrame e di tutte le
fetenzie che c'erano nei campi, ma anche quella di una intolleranza che qui
nessuno vuole ammettere e che fa a cazzotti con la storia di un posto che era
la roccaforte rossa di Napoli, il quartiere operaio, la Stalingrado di
periferia dove davanti alla sede del Pd c'è ancora scritto Casa del Popolo, e
resiste pure la targa che recita: sezione Antonio Gramsci. è vero che alle
ultime elezioni il centrosinistra è sceso dal 70 al 40%, ma è vero anche che
proprio nelle stanze della Casa del Popolo è stata partorita l'idea del
manifesto. "Via gli accampamenti rom da Ponticelli", recita il titolo.
E a chi gli fa notare il tono nemmeno tanto velatamente leghista, l'ideatore
replica pregando di "non deformare la realtà". E aggiunge: "In
quindici anni di governo di centrosinistra non si è stati capaci di gestire
questa situazione. Noi sapevamo che sarebbe deflagrata e abbiamo lanciato
l'ennesimo allarme. Ma né Bassolino, né il sindaco Iervolino ci hanno ascoltati. Queste sono le
conseguenze". L'ideatore è Giuseppe Russo, medico e consigliere regionale
Pd proveniente dai ds. Il suo manifesto Bassolino lo ha definito "un pugno nello stomaco" e "un
messaggio sbagliato e inaccettabile ", e Iervolino dice che
"contraddice tutte le scelte di valore del nostro partito ".
Ma né Russo né gli altri della Casa del Popolo si sentono bacchettati. Anzi,
Russo è molto diretto nella risposta: "Qui anziché fare le cose ci si
mette ad aggrapparsi al cielo dei valori. Ma di che stiamo parlando? Serviva
concretezza, altro che discorsi inutili". E le spedizioni punitive? E il
popolo di sinistra che se la prende con i deboli? "Se si sapessero le
condizioni igienico sanitarie di quei campi...", replicano alla sezione
Gramsci. E poi ancora contro Comune e Regione: "Chiedevamo una
collocazione dignitosa e civile per quelle persone, che pure sappiamo sono
abusivi e irregolari. Mai avuto risposte". Chiusa qui. Rimorsi per come è
andata a finire non ce ne sono alla Casa del Popolo. Per trovarne non resta che
Rifondazione. Patrizio Gragnano, assessore alle politiche sociali della
municipalità, dice: "In questi giorni ho visto sfumare il lavoro di oltre
dieci anni". Ma per quanto lo riguarda, la cosa che colpisce è un'altra:
nei giorni scorsi sui luoghi della protesta se n'è dovuto restare al riparo
delle camionette della polizia, altrimenti avrebbero aggredito anche lui.
Comunista e "pro zingari" in un quartiere che oggi detesta gli
zingari e forse un poco pure i comunisti. La locandina L'autore Giuseppe Russo
Fulvio Bufi.
( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Campania
Rifiuti, il Cav prepara un decreto L'istituzione di una struttura ad hoc alle
dirette dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema della
spazzatura campana. Sarebbe questa una delle ipotesi a cui starebbe lavorando
il governo per uscire dall'emergenza rifiuti che si protrae ormai da 14 anni.
Il presidente del Consiglio sarebbe infatti intenzionato ad arrivare a Napoli
mercoledì, in occasione del Consiglio dei ministri, con un provvedimento già
definito almeno nelle grandi linee. Ieri Berlusconi, il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro
dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione
Campania Antonio Bassolino
e il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
( da "Tempo, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Rifiuti è
ancora emergenza: roghi e strade bloccate Bassolino e
Jervolino ieri da Berlusconi NAPOLI Per le province di Napoli e di Caserta è
stata un'altra giornata nera, di gravissima emergenza sul fronte dei rifiuti
mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino,
il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono stati a Palazzo
Chigi, a Roma, per fare il punto della situazione con il presidente del
Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il
ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato
dato alle fiamme dinanzi alle sede del Consiglio regionale della Campania e
così il presidente dell'assise, Sandra Lonardo, ha dovuto rinviare la
seduta. In fiamme, in pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore
della city, in via San Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del
Comune di Napoli. Lungo le strade della città vi sarebbero oltre 5.000
tonnellate non raccolte, con una produzione media che continua ad aumentare.
Ciò significa che la differenziata, nonostante decreti e prescrizioni, stenta
ancora a decollare. Più grave la situazione che si registra in alcuni comuni
delle province di Napoli e di Caserta. Ieri è scaduto il contratto con
l'Ecolog, una società del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha consentito di
portare in Germania circa 35mila tonnellate di spazzatura. I costosi
trasferimenti dovrebbero riprendere nei prossimi giorni. Oltre frontiera dovrebbero
finire tra le 105mila e le 150mila tonnellate di rifiuti: sarà la soluzione che
consentirà di svuotare i siti di trasferenza provvisoria, aree il cui utilizzo
consente ai sindaci di togliere i sacchetti dalle strade. La situazione è
pesante perché, nell'attesa quasi infinita che vengano completate le strutture
per il ciclo integrato della spazzatura, mancano le discariche. Ieri, grazie
all'individuazione di un nuovo sito in provincia di Caserta per lo stoccaggio
delle ecoballe, hanno ripreso a funzionare anche gli impianti ex Cdr di Santa
Maria Capua Vetere e di Casalduni, bloccati, nei giorni scorsi perchè avevano i
depositi saturi di ecoballe, senza poter ricevere i previsti quantitativi di
rifiuti e con le inevitabili ricadute sulla raccolta.
( da "Messaggero, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Di CARLO MERCURI ROMA
- Nell'incontro romano tra Berlusconi, Letta, il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo con Bassolino e Iervolino non si è parlato della costituenda "unità di
crisi" che a breve dovrà coordinare gli interventi contro l'emergenza
rifiuti. Si è parlato soltanto di questioni più direttamente legate al
territorio: l'apertura delle nuove discariche e le forme di risarcimento che il
premier intende offrire ai cittadini che si vedranno "penalizzati"
da un impianto di raccolta nel proprio comune. Berlusconi dovrà fare leva su
una grande capacità di persuasione dei cittadini campani. Ieri, infatti, la
tensione ha di nuovo toccato picchi molto alti: un cumulo di rifiuti è stato
dato alle fiamme davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania e in
pieno centro, a Napoli, una ventina di ragazzi ha gettato in strada sacchetti
della spazzatura, bloccando il traffico. Lo strumento cui pensa il premier per
risolvere l'emergenza è invece, come si diceva, una struttura ricalcata sul
modello dell'unità di crisi di due Governi fa, quella eterodiretta da Gianni
Letta. Si sa che un gruppo di esperti è già al lavoro, ma non si sa ancora chi
sarà prescelto per guidarli. Costui dovrebbe avere il rango di sottosegretario,
con dipendenza diretta da Palazzo Chigi, e comandare una cellula duttile,
composta da una task force di tecnici polivalenti, in grado di spaziare
dall'organizzazione dei grandi eventi alle emergenze come questa dei rifiuti.
Berlusconi ha pochi giorni per sciogliere l'enigma, perché nella prima riunione
del Consiglio dei ministri, prevista a Napoli mercoledì prossimo, ha promesso
di presentare il piano anti-emergenza. Il Cavaliere già in passato ha più volte
provato ad abbozzare l'identikit del "sottosegretario ai rifiuti":
per qualche tempo (e ancora l'idea non è tramontata) ha avuto i tratti di
Barbara Contini, ex governatrice della provincia di Nassiriya. Poi quelli dello
stesso De Gennaro, magari elevato al rango di ministro per il Mezzogiorno. La
partita è ancora aperta. Nel dialogo romano di ieri, Bassolino
e Iervolino hanno chiesto a Berlusconi di prorogare ancora per un po' l'ex capo
della Polizia nel suo mandato di commissario straordinario. Ciò che invece
alcune fonti danno come sicura è la volontà del premier di superare l'istituto
del Commissariamento a favore di un sottosegretariato. Questo avrebbe, tra
l'altro, lo scopo di calmare le acque prefigurando il ritorno progressivo a una
gestione ordinaria dello smaltimento dei rifiuti.
( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Walter va "a vedere" le carte di Silvio Al centro
riforme e regolamenti parlamentari, primo vertice a Palazzo Chigi di Natalia
Lombardo/ Roma PRIMA PROVA di dialogo: oggi a Palazzo Chigi l'incontro fra il
premier Silvio Berlusconi e il leader del Pd, Walter Veltroni. Sede istituzionale
e non Palazzo Grazioli o un ristorante appartato, neppure un tavolo
apparecchiato che lasci spazio a retroscena fan- tasiosi in odore
d'"inciucio". L'appuntamento è all'una meno un quarto, al ritorno del
presidente del Consiglio dalla celebrazione della Festa della Polizia, presente
anche il Capo dello Stato. Per rimarcare la forma, alla fine Veltroni potrebbe
fare una conferenza stampa. Non il clima conviviale dei pranzi chez Silvio,
perché al Loft lo spirito è quello di un "incontro istituzionale" tra
i leader di maggioranza e opposizione, con un riconoscimento reciproco che
dovrebbe inaugurare il "nuovo corso". O l'andare a vedere, come a
poker, se il dialogo sulle "regole" è possibile. Un cambiamento di
clima che anche ieri nell'ultima replica al Senato Berlusconi ha accolto
"con gioia", per l'assenza di "attacchi personalistici" nel
"sogno realizzato" di una "democrazia bipolare". La fiducia
al governo è passata con 173 sì, 137 no e due astenuti. Silvio buonista vuole
dimostrare che fa sul serio. A Palazzo Madama esclama "brava" e corre
a stringere la mano ad Anna Finocchiaro, capogruppo Pd che nel suo intervento
entra a punta di spillo nel diverso approccio sui problemi come immigrazione o
liberalizzazioni. "Mi sono piaciuti gli interventi di Veltroni, Bersani e
Morando, ma il suo era il migliore", ha detto Berlusconi prima di lasciare
l'aula a voto in corso. Nessuna dichiarazione, anzi un moto di stizza verso
"la politica del trivio e quadrivio vista in tv". E ieri si è preso
in giro: "Ho detto 14 volte "crescere"? È perché dicono che sono
nano...". Quello di oggi è un primo tiro di avvicinamento fra il due
leader, non ci sarà un' "agenda" da stilare, quanto stabilire un
metodo di dialogo, spiega chi è vicino al leader del Pdl. Silvio IV vuole dimostrare
che "non si sta bluffando" e quindi stabilire delle
"regole" di un confronto stabile e non "emergenziale". Da
parte di Veltroni sono proprio le "regole" il tema di discussione, ma
quelle del gioco: le riforme istituzionali, la soglia di sbarramento nella
legge elettorale per le Europee (il Pd pensa al 3%, il Pdl anche al 5%, il che
potrebbe cancellare la sinistra pure a Strasburgo); la guida di più commissioni
parlamentari. E la Rai, come servizio pubblico da sganciare dalla politica. Gli
uomini-media del Pdl hanno detto no al congelamento del Cda per cambiare le
"regole" della Gasparri e dopo nominare un amministratore unico.
Walter un "no" vuole sentirselo dire da Silvio: se vuole davvero
chiudere la "guerra ventennale" o limitarsi a non fare tabula rasa
lasciando al loro posto Petruccioli e i direttori di Tg. Sulla modifica dei
regolamenti parlamentari. Berlusconi si dice disponibile ad accogliere la
proposta di Morando (Pd) per una "istituzionalizzazione del governo
ombra" con uno "statuto dell'opposizione". Cosa che già fa
sentire eslcusi Idv e Udc. Di altri temi come sicurezza o Alitalia si può
parlare, ma il dibattito si fa in Parlamento, spiegano dal Loft: "Dialogo
sì, consociativismo no". E ieri a Palazzo Chigi c'è stata una riunione
istituzionale sull'emergenza rifiuti: il premier, il
presidente della Campania Bassolino, il sindaco di Napoli Iervolino e la ministra dell'Ambiente
Prestigiacomo. L'idea è creare una struttura ad hoc contro la
"monnezza" campana. Mercoledì al consiglio dei ministri nella
Prefettura di Napoli il "pacco" di proposte: rifiuti, sicurezza,
taglio dell'Ici e detassazione straordinari.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Italiana
Pagina 110 Campania Emergenza-rifiuti, nuovi roghi e strade bloccate a Napoli e
Caserta Campania --> NAPOLI Per le province di Napoli e Caserta è stata
un'altra giornata nera, di gravissima emergenza sul fronte
dei rifiuti mentre il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli, Rosa
Iervolino, sono stati a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della
situazione con il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, il
sottosegretario Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo. Un cumulo di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi
alle sede del Consiglio regionale della Campania e così il presidente
dell'assise, Sandra Lonardo, ha dovuto rinviare la seduta. In fiamme, in pieno
giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San Tommaso,
a pochi passi da Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. Lungo le
strade della città, presidiate dai blocchi, vi sarebbero oltre 5000 tonnellate
non raccolte, con una produzione media che continua ad aumentare. Ciò significa
che la differenziata, nonostante decreti e prescrizioni, stenta ancora a
decollare. Più grave la situazione che si registra in alcuni comuni delle
province di Napoli e di Caserta. Ieri è scaduto il contratto con l'Ecolog, una
società del gruppo Fs, che ha consentito di portare in Germania circa 35mila
tonnellate di spazzatura. I costosi trasferimenti dovrebbero riprendere nei
prossimi giorni. Oltre frontiera dovrebbero finire tra le 105mila e le 150mila
tonnellate di rifiuti: sarà la soluzione che consentirà di svuotare i siti di
trasferenza provvisoria.
( da "Unita, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Rifiuti di Napoli, cercasi sottosegretario disponibile Una
struttura alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi prenderà il posto del
commissario De Gennaro. Quanto costerà? L'istituzione di una struttura ad hoc
alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio per superare il problema
della spazzatura campana. È una delle ipotesi a cui starebbe lavorando il
governo per uscire dall'emergenza rifiuti che dura ormai da 14 anni. Quella dei
rifiuti, assieme alla sicurezza e ad Alitalia, è tra le priorità del governo
annunciate in campagna elettorale. E il presidente del Consiglio sarebbe
intenzionato ad arrivare a Napoli, mercoledì in occasione del preannunciato Consiglio
dei ministri itinerante, con un provvedimento già definito a grandi linee.
Indirettamente lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
"L'impegno non può esaurirsi in un giorno - dice - nonostante gli sforzi
del commissario De Gennaro, è difficile risolvere l'emergenza rifiuti; a Napoli
dimostreremo non solo la volontà politica di affrontare il problema, ma anche
quella di metterci la faccia". Da giorni sono al lavoro diversi uffici -
tra palazzo Chigi, il ministero dell'Ambiente e la regione Campania - per
risolvere tutte le questioni tecniche e normative connesse alla creazione della
struttura. Ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro dell'Ambiente
Stefania Prestigiacomo hanno ricevuto il presidente della regione Campania
Antonio Bassolino e il
sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un incontro chiesto nei giorni scorsi
dalle autorità campane e che ambienti del comune di Napoli definiscono positivo
per l'avvio di un lavoro "giusto e doveroso" tra istituzioni locali e
governo nazionale. Ancora non si è parlato, però, della nuova struttura
ma di questioni più legate ai problemi sul territorio. L'obiettivo sarebbe
dunque quello di predisporre un decreto legge che istituisca una struttura per
i rifiuti campani alle dirette dipendenze di palazzo Chigi. Un ufficio da
affidare ad un sottosegretario e che dovrebbe occuparsi di rifiuti e grandi
eventi. La scelta di un ufficio ad hoc, inoltre, consentirebbe di superare definitivamente
la struttura del Commissariato, per dare un segnale diverso da quanto fatto
finora e prima di riconsegnare alle amministrazioni locali la gestione dei
rifiuti. Anche perchè non è pensabile che alla scadenza del mandato del
commissario straordinario Gianni De Gennaro (il 26 maggio) si possa tornare
immediatamente alla gestione ordinaria.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli I
sacchetti ormai si accumulano ovunque, roghi anche nel centro e di giorno,
problemi per la viabilità Tutta Napoli è una discarica Consiglio regionale sospeso
per i rifiuti dati alle fiamme I cumuli di spazzatura aumentano a Napoli e in
molti Comuni della provincia e del casertano. Ormai tutta la città è una grande
discarica all'aperto. L'aria puzza, proliferano vermi, topi, blatte. Un cumulo
di rifiuti è stato dato alle fiamme dinanzi alla sede del Consiglio regionale e
il presidente ha dovuto rinviare la seduta. In fiamme, in
pieno giorno, i sacchetti accumulati anche nel cuore della city, in via San
Tommaso, a pochi passi da Palazzo San Giacomo. Bassolino e Iervolino a Palazzo Chigi, a Roma, per fare il punto della
situazione con Berlusconi, Letta e Prestigiacomo. FUCCILLO E LUCARELLI ALLE
PAGINE IV E V.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli I
roghi assediano la Regione Sospeso il Consiglio. Iervolino
e Bassolino corrono da
Berlusconi Blocchi stradali nella city, proteste, teppisti in via Cilea. A
terra 50 mila tonnellate ROBERTO FUCCILLO IL simbolo della giornata è quel rogo
al Centro direzionale, che induce Sandra Lonardo, presidente del Consiglio
regionale a sgomberare l'aula e sospendere la seduta. Fuori la città è
in preda alle proteste e ai blocchi stradali. Bus e auto consumano la frizione
più sui sacchetti neri che sull'asfalto, mamme in rivolta davanti alle scuole,
raid di teppisti in via Cilea che bloccano il traffico con i cassonetti, in
alcune zone si segnalano topi e blatte, i roghi punteggiano un panorama da
"Blade runner". Ma il più simbolico è proprio lì, in quella puzza
sotto le fiamme che penetra fin dentro l'aula del Consiglio regionale. E
pensare che un consigliere, Giuseppe Russo del Pd, aveva appena interessato la
presidente Sandra Lonardo al fatto che "se non è interpretata come una
richiesta di casta, voglio segnalare l'insostenibilità della situazione in cui
versa il garage dell'edificio, soprattutto per quel che riguarda le condizioni
in cui sono costretti a lavorare i custodi sommersi da montagne di
rifiuti". La Lonardo in realtà ha comunicato di aver già provveduto con
una lettera in tal senso al Comune e al Commissariato rifiuti. Ma poco dopo da
quelle montagne puzzolenti, che da tempo si sono impadronite del livello
inferiore del Centro direzionale, sono partite le fiamme e la Lonardo, fra
puzza e ragioni di sicurezza, ha disposto la sospensione dei lavori. Il giorno
dopo la polemica dell'assessore Velardi si è così aperto un altro fronte fra
Regione e Comune. Che comunque nel pomeriggio si sono trasferite entrambe,
nella persona di Antonio Bassolino e Rosa Russo
Iervolino, a Roma, ospiti a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi, in compagnia
del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e del ministro dell'Ambiente
Stefania Prestigiacomo. Incontro nel quale si è fatto il punto sulla situazione
e si è cominciato a ragionare insieme, in collaborazione, in vista della venuta
di Berlusconi a Napoli per la seduta del Consiglio dei ministri in programma
mercoledì 21. Riunione nella quale il premier dovrebbe dire anche come intende
affrontare la gravissima situazione, sulla quale sarà probabilmente creata una
struttura specifica di carattere interministeriale. Sul terreno però il
bilancio ufficiale di ieri parla di circa 50mila tonnellate per strada in tutta
la Regione e 5.000 nella città di Napoli. Siamo vicino al top dell'emergenza
per il capoluogo. A gennaio, prima dell'arrivo di De Gennaro si raggiunsero le
7.000 tonnellate. A bloccare tutto è la impossibilità di liberare gli impianti
di Cdr dai rifiuti che non hanno discariche dove essere collocati. Ieri si sono
avviati i primi abbancamenti nel sito di San Tammaro, e questo ha consentito la
ripresa di attività per i Cdr di Santa Maria Capua Vetere e Casalduni. Anche il
sito di Ferrandelle ha ormai già accumulato 100mila tonnellate di
indifferenziata e ora accoglie solo ecoballe. Brutte notizie anche dalla
differenziata. In primo luogo si registra un aumento della produzione media
giornaliera di rifiuti, il che dice di una differenziata che stenta. Poi è
giunta anche notizia che il sito siciliano, dove finora i Comuni campani
mandavano l'umido a caro prezzo, è ormai saturo. Si stanno cercando
alternative, ma il prezzo già salato a quota 160 euro a tonnellata, sta schizzando
sul mercato oltre i 200. Un'altra mazzata sulle amministrazioni.
"Incredibile - torna a notare il sindaco di Caivano Giuseppe Papaccioli,
che da tempo aspetta di poter far entrare in funzione il suo impianto di
compostaggio - Non riesco a aprirlo. Mandano un camion al giorno per togliere
la spazzatura che intanto vi si è accumulata, ma di questo passo ci vorranno
mesi. E non mi fanno aprire neanche l'isola ecologica: c'è un contenzioso fra
ditta e commissariato di 50mila euro, è ridicolo". In questa situazione
non resta che attendere che partano i treni per la Germania. Ieri si è
completato il trasferimento di un pacchetto di circa 35mila tonnellate, a
carico della Ecolog. Ma la svolta verrà solo dalla partenza dei nuovi
quantitativi concordati con le aziende tedesche, da 105mila a 160mila
tonnellate. Più in là, a giugno, è prevista l'apertura delle discariche di
Savignano e di Sant'Arcangelo Trimonte. Proprio qui, nel paese beneventano, si
terrà oggi un Consiglio comunale con la partecipazione del sottosegretario al
Welfare Pasquale Viespoli, della presidente del Consiglio regionale Sandra
Lonardo, e di altri parlamentari di zona. Obiettivo: arrivare a parlare con
Berlusconi quando sarà a Napoli ed esporgli le contrarietà del paese.
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
Parla il sindaco Iervolino dopo il vertice a Palazzo Chigi:
Letta ha mantenuto la promessa "Contro la crisi patto bipartisan adesso
non possiamo sbagliare" "Chi dice: c'è disinteresse da parte degli
amministratori fa un errore" "Velardi è l'ultimo dei miei pensieri,
ma non sto a perdere tempo con le sue fantasie" OTTAVIO LUCARELLI "Ho
telefonato a Gianni Letta subito dopo la vittoria del centrodestra. Me
l'aveva promesso che il primo incontro istituzionale del nuovo governo sarebbe
stato con me e Bassolino. è stato di parola e ora
lavoreremo assieme. Con grande collaborazione tra governo, Comune e Regione. Li
ho anche invitati a Palazzo San Giacomo. Vedremo". Dalla bolgia del
Consiglio comunale ai saloni di Palazzo Chigi. Dagli incendi dei cassonetti in
piazza Municipio all'abbraccio con l'amico di sempre Gianni Letta e con Silvio
Berlusconi. Dalla rabbia per i manifesti del Pd contro i rom di Ponticelli alla
solidarietà incassata da Walter Veltroni e Tino Iannuzzi nella tappa
pomeridiana alla Direzione nazionale del Partito democratico. Sindaco, nei
giorni più drammatici può arrivare da Roma una spinta per risalire ripartendo
dal Pd e dal Consiglio dei ministri della prossima settimana? "Dobbiamo
risolvere il problema dei rifiuti rapidamente perché è in arrivo il caldo.
Stavolta non si scherza. Noi lavoriamo. Perciò sbaglia chi dice che c'è un
disinteresse da parte degli amministratori napoletani. L'incontro di Palazzo
Chigi dimostra, piuttosto, che è vero il contrario". Si riferisce alle
accuse dell'assessore regionale Claudio Velardi che vi definisce una classe
dirigente incapace? "Abbia pazienza, ma Velardi è davvero l'ultimo dei
miei pensieri. Anzi, non ci penso proprio. Ma le pare che adesso sto anche a
perdere tempo con lui e le sue fantasie? Di Velardi posso solo dire che mi
piacciono molto le sue magliette e i suoi golfini. Ha molto gusto nel scegliere
i colori. Altro non so". Ma ha letto le sue dichiarazioni? "Non ho
avuto tempo per leggere quello che ha detto e tantomeno per telefonargli.
Mercoledì sono stata in giunta fino all'una di notte per lavorare con gli
assessori sul bilancio preventivo
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
"Napoli, una città senza governo" Lettieri: il caso Chiaiano dimostra
che non c'è più credibilità "Si parla solo di rifiuti e abbiamo perso di
vista le cose importanti per lo sviluppo" DARIO DEL PORTO A Ponticelli
bruciano i campi rom, in centro la spazzatura. "Non voglio lanciare accuse
né personalizzare lo scontro. Comprendo le difficoltà del sindaco Iervolino. Ma
oggi Napoli appare come una città non governata, in balia delle onde, senza
armonia e coerenza nelle decisioni", afferma il presidente dell'Unione
industriali Gianni Lettieri. Nel suo ufficio di Palazzo Partanna, il leader
degli imprenditori affronta gli argomenti che la cronaca, prima ancora della
politica, mette in agenda alla vigilia del Consiglio dei ministri napoletano
del governo Berlusconi. Presidente Lettieri, che pensa delle accuse rivolte
dall'assessore regionale Claudio Velardi alla classe dirigente della città?
"Credo che sia esasperato, e come lui tutti i napoletani. Velardi era
arrivato pieno di buona volontà e progetti, poi si è ritrovato a sbattere la
testa contro un muro. Ma anche il commissario straordinario per l'emergenza
rifiuti, Gianni De Gennaro, è apparso piuttosto sfiduciato. Ha ragione, vista
l'assenza di condivisione d'intenti da parte delle amministrazioni
locali". Si riferisce al nodo della discarica a Chiaiano? "Appunto.
Il voto contrario del Consiglio comunale a quella soluzione rappresenta un'ulteriore
sconfitta per l'amministrazione e un'altra marcia indietro dopo la vicenda
Pianura". Molti cittadini però sono scesi in piazza contro la discarica.
"Il punto è che non vi è più alcuna credibilità e autorevolezza delle
istituzioni. Non si spiega altrimenti il fatto che la popolazione di Chiaiano
sia più contenta di avere, sul proprio territorio, tanta immondizia sparsa
piuttosto che ospitare a termine una discarica controllata e monitorata, che
renderebbe più vivibile il territorio". C'è la camorra dietro le rivolte
di Pianura e Ponticelli? "Dobbiamo liberarci dal luogo comune che vede la
mano della criminalità organizzata dappertutto. La camorra c'è e fa male ed è
chiaro che nei disagi e nella confusione ci sguazza e si alimenta. Ma sono le
istituzioni a lasciarle spazio. Se non si pianificano interventi, progetti, se
non si avviano gli investimenti, non si riuscirà a estirpare questo
cancro". Qual è la sua opinione del rimpasto nella giunta Iervolino?
"Ero stato fra i primi a suggerirlo. Ma le scelte più opportune, se
avvengono nei tempi e nei modi sbagliati, si rivelano inutili". Il profilo
dei nuovi assessori non la convince? "Non discuto le professionalità, al
contrario. Però il rimpasto è arrivato troppo tardi e forse nel momento
peggiore. Si sarebbero dovute fare scelte indipendenti dai partiti all'inizio
del secondo mandato, così non avremmo perso due anni". Volevate essere
coinvolti? "Un rimpasto non può avvenire senza il confronto con le
associazioni di categoria. Questo significa che il sindaco non avrebbe dovuto
necessariamente condividere scelte, ma almeno aprire una discussione sulle
opportunità. Uno scambio di opinioni sarebbe stato utile. La politica a Napoli
sembra lontana mille miglia dalla città ed è sempre più distante dalle imprese.
Altrove non è così, a Milano ad esempio il sindaco Moratti ha avviato da tempo
questo confronto". Intanto la crisi rifiuti è tornata ben oltre i livelli
di guardia. "Dopo un paio di mesi c'è di nuovo il buio. Vedo che il Comune
ha in programma un'altra domenica ecologica. Che senso ha, con la spazzatura in
strada? Ormai si parla solo di rifiuti e abbiamo perso di vista le cose
importanti per lo sviluppo, da Napoli est a Bagnoli. La crisi sta danneggiando
enormemente l'economia. Dobbiamo difendere un patrimonio produttivo in cui non
mancano le eccellenze. A queste dedicheremo la nostra prossima assemblea, alla
quale inviteremo la stampa estera per promuovere fuori dai confini italiani la
nostra imprenditoria". Ora la questione rifiuti è sul tavolo del governo Berlusconi.
"Il premier ha assicurato di voler risolvere il problema in maniera
definitiva. Purtroppo però non c'è governo e commissario che tenga se le
amministrazioni locali non collaborano. Mi spiego meglio: non si vuole una
discarica a Chiaiano? Bene, si indichi un'alternativa come ha fatto Salerno. E
questa inerzia non riguarda solo i rifiuti". Non sarà colpa anche delle
imprese? "è la politica che deve mettere le imprese in condizioni di
creare sviluppo, di fare investimenti. è la politica che pianifica e poi noi
facciamo il resto". I rapporti tra il presidente
dell'Unione industriali e il sindaco Iervolino sono difficili ormai da tempo.
Con Bassolino come va?
"Con la Regione si riesce sempre a dialogare. Ma il valore morale
personale del sindaco è indiscusso, comprendo gli ostacoli che deve affrontare,
la mia non è una questione di carattere personale. La realtà però è
sotto gli occhi di tutti. Vuole altri esempi? Il Centro Direzionale langue nel
degrado, via Marina è piena di cartelloni in mezzo alla strada, in totale
assenza di vigili urbani". Con il governo Berlusconi quali interlocutori
avrete? "Sicuramente il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, con
il quale abbiamo già avviato il progetto Quadrifoglio che ha dato ottimi
risultati. E poi c'è il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. Ma non
solo. Dialogheremo con tutti i ministri le cui competenze ci interessano".
A novembre il suo mandato giungerà al termine. Ha già deciso cosa farà da
grande? "Quel che ho sempre fatto e che sto continuando a fare,
l'industriale".
( da "Repubblica, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XI - Napoli I
94 anni di Guarino: "Triste per questa città" "Sono un uomo
avvilito. Vivo in una città nella quale non ho potuto fare il mio mestiere:
portare cultura. L'ho fatto dentro l'università. Ma fuori il mio contributo non
è stato richiesto". Il professore Antonio Guarino, uno dei massimi
studiosi di Diritto Romano, compie oggi 94 anni. Li porta con la lucidità di
sempre, ma con molta amarezza in più "per le condizioni in cui versa
Napoli. Verso questa città non posso che avere parole tristi, e me ne dispiace.
Sono sempre stato, politicamente, dalla parte delle
amministrazioni Bassolino e
Iervolino. Ma oggi Napoli è in condizioni che peggiori non le si potrebbe
immaginare... ". "Ne abbiamo passate di tutti i colori. Sempre
subendo umiliazioni terribili: la spazzatura, la mozzarella alla diossina, ora
le aggressioni ai rom. Una vicenda, quest'ultima, scatenata dal
sequestro della bambina, ma con reazioni non sufficientemente contenute dalle
forze dell'ordine". Parole che non lasciano spazio alla speranza: "Se
è vero che la speranza è l'ultima a morire, ora è in coma. Bisognerà fare
appello a sant'Espedito, protettore dei casi disperati. E il guaio è che, dal
punto di vista politico, non vedo alternative. Se ci fossero uomini d'acciaio,
anche a destra, li sosterrei, ma non ne vedo. Bassolino
è completamente crollato. La Iervolino, non ne parliamo... In questi ultimi
giorni abbiamo visto strani movimenti in giunta, come se cambiando un assessore
si potessero davvero cambiare le cose". Guarino assolve la società civile.
"Le responsabilità sono tutte della politica. La società civile sopporta.
E se si offre di collaborare, non viene sollecitata a farlo". (bianca de
fazio).
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Sommersi dai rifiuti
rivolta nelle strade Quella dei rifiuti, assieme alla sicurezza e all'Alitalia,
è una delle priorità del governo annunciata da Berlusconi in campagna
elettorale. E il presidente del Consiglio è intenzionato ad arrivare a Napoli,
in occasione del Consiglio dei ministri di mercoledì, con un provvedimento già
definito nelle grandi linee. La situazione rifiuti a Napoli e in Campania è diventata
ormai esplosiva e ieri a palazzo Chigi il premier Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e
il ministro all'Ambiente Prestigiacomo ne hanno discusso con il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino.
L'obiettivo sarebbe quello di predisporre un decreto legge che istituisca una
struttura ad hoc alle dipendeze del governo. DE CRESCENZO E ROANO ALLE PAGINE
34, 35, 36.
( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
VI - Napoli Rom, Iervolino attacca Sepe "Il Comune lasciato da solo"
Ma il cardinale replica: noi da sempre tra la gente Il sindaco: abbiamo risolto
il problema alloggi. Il cardinale: nei campi il nostro impegno concreto OTTAVIO
LUCARELLI "Vedo che tutti più o meno dimostrano grande solidarietà. Anche il cardinale Crescenzio Sepe.
Ma chi ha avuto il problema sulle spalle e ha trovato alloggio ai rom è stato
il Comune. Solo il Comune". Al rientro da Roma è infuriata Rosa Russo
Iervolino. Nel Maschio Angioino salta la seduta del Consiglio comunale e lei se
la prende un po' con tutti. A cominciare dalla vicenda nomadi di Ponticelli,
senza risparmiare la Curia e aprendo così un nuovo capitolo nelle polemiche a
fasi alterne con il cardinale. Come a gennaio quando, dopo le insistenti accuse
di Sepe alle istituzioni locali, il sindaco rispose a muso duro: "Ognuno
faccia il proprio mestiere". Un rapporto Curia-Comune ormai logorato, come
dimostra l'assenza delle istituzioni alla recente presentazione del libro del
cardinale "Non rubate la speranza" La Iervolino attacca in mattinata
e di sera ecco la risposta di Sepe: "Il nostro impegno è da sempre in
mezzo alla gente. Un impegno concreto fin dal primo momento, quando un gruppo
di sacerdoti è andato nei campi rom e ha visto che c'erano necessità da
soddisfare. Abbiamo comprato il latte per i bambini e portato da mangiare a
questa gente che stava senza un tozzo di pane. Abbiamo fatto tutto quello che
era nelle nostre possibilità stando davvero in mezzo alla gente, in mezzo a
loro molto tempo prima che scoppiasse il caso". "Quello che il Comune
potrà ancora fare lo farà pur essendo l'immigrazione una materia di competenza
statale" aveva aggiunto in mattinata il sindaco che, dopo l'incontro a
Palazzo Chigi con Berlusconi e Letta, salva solo il governo: "Il
commissario per i rom è senza dubbio un aiuto, ma bisogna vedere quali poteri
avrà. Giovedì ho sentito a lungo Maroni e ci rivedremo a Napoli prima del
Consiglio dei ministri del 21". Vicenda nomadi su cui si fa sentire anche Bassolino: "Contro i rom si sono verificati episodi
intollerabili e lo Stato deve mostrare polso fermo in casi del genere. Quando
sono in gioco grandi valori di civiltà e umanità bisogna stare dalla parte
giusta. E invece sono successe cose intollerabili, anche da parte di ambienti
che si muovono contro gli interessi dei cittadini e di tutte le
istituzioni". Bassolino ha fatto esplicito
riferimento all'inchiesta sul tentato sequestro della bimba da parte di una
sedicenne rom: "Capisco il dramma di quella madre. Sull'accaduto poi si
esprimeranno i magistrati, ma sono intollerabili gli incendi, gli assalti, i
manifesti che incitano. Contro tutto ciò bisogna ergere barriere di
civiltà". L'assessore regionale Lilly De Felice ha annunciato intanto che
è pronto mezzo milione per l'integrazione scolastica dei figli dei rumeni, mentre
sulla vicenda nomadi tuona anche il presidente della Provincia Dino Di Palma:
"Sul tema dei rom la repressione non può e non deve essere il primo e
unico strumento adottato dalla politica. Non vorrei vedere una deriva in questa
direzione. Tutti chiedono sicurezza, tutti chiedono di essere difesi dai
criminali, di tutte le nazionalità e di tutte le etnie, a partire dai
camorristi che opprimono ogni giorno sistematicamente la vita di tanti
quartieri periferici come Ponticelli e di tante città della provincia di
Napoli. In tal senso lo Stato non può e non deve usare due pesi e due misure.
Nei confronti di queste popolazioni emarginate, come con forza ha sostenuto il
papa Benedetto XVI, dobbiamo rivolgerci seguendo i valori cristiani e laici. Su
queste vicende si gioca la maturità di una società civile che non può svendere
i propri valori".
( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli I
teppisti dilagano in centro caos alla Riviera di Chiaia Proteste a Bagnoli e
Salvator Rosa: "Siamo stufi" Riprende il trasporto nei Cdr, ma solo
per l'immondizia giornaliera Sos da San Giorgio Castellammare e Pozzuoli.
Sigilli confermati a Pianodardine ALL'ALBA si sgomberano i rifiuti sparpagliati
per il Vomero, su via Cilea e dintorni. Ma poche ore dopo si paralizzano via
Salvator Rosa, la Riviera di Chiaia e Fuorigrotta. E Fabio Chiosi, presidente
della prima Municipalità, denuncia: "I mezzi dell'Asìa sono venuti solo a
mezzanotte a sgomberare. Eppure si tratta di due file di sacchetti che
potrebbero essere facilmente rimossi con una pala meccanica, è ridicolo che in
piena emergenza l'Asìa non disponga di turni di servizio operativi".
Giusta o sbagliata che sia la valutazione di Chiosi, a Napoli ormai si vive
così: basta una decina di persone a rovesciare cassonetti e le principali vie
cittadine si paralizzano per almeno mezza giornata. I focolai di rivolta, come
pure i falò, sono però ovunque, ai Ponti Rossi come a Chiaia, a Bagnoli come a
Pianura, dove le mamme hanno inscenato un sit-in con blocco del traffico
davanti alla scuola Troise, frequentata dai figli. Ovunque un unico lamento:
"Abbiamo topi e insetti a casa, qui ci arriva il colera di nuovo".
Una città in ginocchio. Magari in attesa di sapere se il comunicato del
commissariato straordinario produce davvero spazi di speranza: il conferimento
ai Cdr è ripreso, ieri sono arrivate 7000 tonnellate, nei prossimi giorni le
cose dovrebbero migliorare. Certo è buona la notizia della apertura del sito di
San Tammaro. Meno buona quella che arriva da Avellino: il gip Daniela Cortucci
ha rigettato l'istanza di dissequestro del sito per le ecoballe di Pianodardine,
attiguo all'impianto di Cdr. L'area resta dunque interdetta anche se lo stesso
gip ha disposto una serie di prescrizioni che potrebbero portare al
dissequestro e alla riapertura entro trenta giorni. Intanto l'emergenza
continua a mordere. A Caserta la Provincia ha insediato una task force composta
da assessore provinciale all'Ambiente, funzionari dell'Ente, presidi delle
Facoltà di Scienze e Medicina, rappresentanti sindacali, di Confindustria,
degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste. La situazione a
Caserta è peggiorata nelle ultime ore dato che il sito di Ferrandelle ora
accoglie solo ecoballe e non più rifiuti indifferenziati. Sos anche da San
Giorgio a Cremano, che segnala 360 tonnellate per strada, da Pozzuoli e da Castellammare
di Stabia. Nella città flegrea, invasa dalla spazzatura, mancano anche le
campane per la differenziata della carta: sono state ritirate e abbandonate in
un deposito nell'ex macello di via Fascione. Alcuni dirigenti scolastici sono
decisi a procedere alla chiusura anticipata delle scuole per i gravi rischi
igienici che corrono i ragazzi. La tensione però resta alta anche a Napoli,
anche sul piano politico. Mentre Bassolino e Iervolino plaudono all'impegno di Berlusconi per la sua venuta
in città, il sindaco lancia una frecciata al commissario Gianni De Gennaro:
"Se fossi io commissario, saprei cosa fare. Ma il commissario è lui, che
lavori". Attacco che scatena il centrodestra. Sarcastica la replica
del consigliere comunale di Forza Italia Salvatore Varriale: "Magari
Berlusconi nominasse lei commissario. Così si andrebbe a elezioni e avremmo un
sindaco vero". Scatenato comunque il Pdl. Paolo Russo, già presidente
della commissione di indagine sui rifiuti, chiede le dimissioni di Bassolino e Iervolino. Luigi Cesaro, coordinatore
provinciale, afferma che "la nuova emergenza ambientale ha definitivamente
messo in ginocchio Napoli e la provincia. La responsabilità di questo disastro
epocale vanno addebitate alla sinistra". Da An ecco poi Pietro Diodato,
consigliere regionale, che denuncia manovre a danno di Berlusconi: "Arriva
il premier e, guarda caso, la città ritorna in piena emergenza. Nei giorni che
hanno preceduto la campagna elettorale, la città e la provincia erano diventate
stranamente sgombere dalle montagne di rifiuti che le avevano invase per mesi.
Oggi, alla vigilia della venuta del presidente del Consiglio, prende nuovamente
corpo l'emergenza rifiuti, in modo ancor più repentino. E intanto nessuno, De
Gennaro compreso, vista la negligenza interessata delle amministrazioni di
centrosinistra, verifica l'operato di chi dirige gli impianti e le operazioni
di raccolta". Si fa vivo anche il presidente della Provincia Dino Di
Palma, per chiedere di reperire tutte le discariche possibili esistenti in regione,
e portarvi per quindici giorni i rifiuti accumulati. A loro volta Cgil, Cisl e
Uil si appellano alle istituzioni per chiedere "l'apertura immediata delle
discariche e l'avvio coatto della raccolta differenziata". (r.f.).
( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
Presenti 30 consiglieri su
( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Firenze
L'evento Torna la rassegna dedicata all'ambiente: scuole protagoniste Giocando
si aiuta il pianeta la Terra Futura è già presente Tre giorni di incontri,
seminari e laboratori, tutti dedicati al tema delle risorse e dell'ambiente. E'
la quinta edizione di Terra Futura, la mostra-convegno internazionale sulle
buone pratiche di sostenibilità ambientale, in programma dal 23 al 25 maggio
alla Fortezza da Basso. Organizzata da fondazione Responsabilità Etica, Regione
e Adescoop in partnership con Arci, Acli, Cisl, Legambiente e Caritas, Terra
Futura vedrà la presenza di enti no-profit, imprese eticamente orientate ed
enti locali, ma sarà soprattutto un momento per entrare in contatto con
pratiche e progetti concreti, dal microcredito all'alimentazione a chilometri
zero, passando per i sistemi di trasporto ecologici e i gruppi di acquisto
solidale (Gas). Uno spazio importante sarà dato ai ragazzi delle scuole di
tutta Italia, che proporranno laboratori interattivi su temi come risorse e riciclaggio ma anche legalità ed ecomafie. E poi giochi,
concorsi, mostre e tante curiosità, come il mini supermercato organizzato da
Mani Tese o il grande gioco dell'oca ideato dagli studenti di Figline. Tra gli
ospiti (sabato) Vandana Shiva, presidente della commissione internazionale sul
futuro dell'alimentazione, e Debi Barker, coordinatore dell'International Forum
on Globalization. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero.
Orari e programma completo su www.terrafutura.it. (g.r.).
( da "Repubblica, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Rifiuti,
assalto al cuore di Napoli raid e barricate, città sotto assedio Il sindaco
Iervolino la definisce una "situazione raccapricciante" Pattuglie di
teppisti da un focolaio all'altro "Qui finiamo come col colera..."
ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - La città è ora un tappeto di spazzatura. Non più solo
cumuli, come nelle precedenti fasi acute di crisi, ma proprio sacchetti e
cassonetti rovesciati per strada un po' ovunque. E non c'è più differenza fra
periferie come Pianura e salotto cittadino. L'intera area urbana è avvolta dai
miasmi della spazzatura in putrefazione e dai venti di rivolta. Ovunque si
registrano pattuglie di ragazzi, teppisti organizzati, che sfrecciando in
motorino si spostano da un focolaio di rivolta all'altro, ma anche donne e
bambini che denunciano "ci entrano topi e insetti in casa" oppure
"qua finiamo come col colera tanti anni fa". Constatazioni alle quali
fanno seguito le barricate e il lancio per strada di sacchetti. Che poi restano
lì per ore e ore perché l'Asìa, l'azienda comunale di raccolta, non ha i mezzi
necessari a intervenire prontamente in tempo reale dove la protesta insozza le
strade. Non a caso il blocco del quartiere collinare del Vomero, iniziato
giovedì sera, è stato rimosso solo ieri all'alba, mentre il sindaco Rosa Russo
Iervolino apriva la sua giornata constatando che "la situazione è
raccapricciante". Bastavano però poche ore e la città era di nuovo a
ferro, fuoco e munnezza. In mattinata esplodeva la rabbia degli abitanti di via
Imbriani, a cavallo di via Salvator Rosa, l'arteria che sale dal centro
cittadino alla zona collinare. Strada bloccata, traffico più in tilt del
solito, corse deviate per gli autobus, costretti a tornare in collina per
scendere poi da un altro asse viario verso il centro. Stessa scena nel
pomeriggio lungo la Riviera di Chiaia, la strada che collega il centro a
Mergellina e Posillipo. Anche qui due file di cassonetti rovesciati per strada
e sacchetti a completare la barricata, con donne e bambini in prima fila,
prontissimi a rigettare a terra anche il poco materiale che alcuni poliziotti
volenterosi cercavano di radunare ai lati della carreggiata. Ancora blocchi in
serata anche in serata nella zona occidentale di Bagnoli e Fuorigrotta, vicino
allo stadio San Paolo, di nuovo su via Salvator Rosa, con la città spezzata in
due nell'ora del rientro a casa e lungo via Forìa. Una città in stadio di
assedio. Si aggiungevano i roghi, nella zona di via Chiaia, nei dintorni di
piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria, e in altri quartieri della
Napoli collinare. In questa situazione arrivava in serata la nota ottimistica
del commissariato straordinario: grazie all'apertura di un sito di stoccaggio
nel casertano, gli impianti di Cdr hanno potuto accogliere e lavorare circa
7000 tonnellate di spazzatura. è il quantitativo medio di produzione di una
giornata in tutta la regione, dunque almeno ieri la situazione non è peggiorata
e da domani il ritmo di recupero, come annuncia a Napoli l'assessore Gennaro Mola,
dovrebbe incrementare. Ma quello che si è accumulato nei giorni scorsi per
terra resta lì, insieme alla esasperazione della gente. Sicchè si moltiplicano
le reazioni politiche. Il presidente della Regione Antonio Bassolino nota che "Berlusconi e il
governo vengono a Napoli (mercoledì 21, ndr), e mi sembra un segnale
giusto". Intanto il sindaco Iervolino punzecchia il commissario
straordinario Gianni De Gennaro: "Quando mi nomineranno commissario
all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò. Siccome un commissario
c'è, e si chiama De Gennaro, faccia il suo mestiere". E il presidente
della Provincia di Napoli, il verde Dino Di Palma, invoca: "Apriamo
immediatamente tutte le discariche in grado di accogliere spazzatura per
quindici giorni".
( da "Tempo, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Si spengono i
fuochi degli assalti ai campi rom nella città ... Si spengono i fuochi degli
assalti ai campi rom nella città partenopea e s'accendono le polemiche: ferma
condanna ai fatti di Ponticelli da parte del sindaco a Jervolino e del
presidente Bassolino che ha detto: "Bisogna
prendere le distanze dai gravi episodi che offendono gravemente la dignità
umana. L'insicurezza, la sofferenza sociale, il disagio civile ci dicono che le
istituzioni, a tutti i livelli, e la politica devono fare di più per i grandi
quartieri popolari di Napoli. Ma quelle fiamme, quelle grida, quegli applausi
mettono i brividi". Poi la notizia, confermata dal ministro dell'Interno
Maroni dopo l'incontro con il suo omologo romeno Cristian David, che dopo
Milano e Roma anche Napoli avrà un commissario straordinario per i rom. Maroni
ha aggiunto che la richiesta di avere un commissario a Napoli è stata inoltrata
dal sindaco Iervolino. In una Ponticelli blindata la giornata di ieri si è
conclusa senza incidenti, con i campi rom vuoti, presidiati da polizia e
carabinieri e posti di blocco ad ogni incrocio. Le forze dell'ordine hanno
presidiato la zona per evitare altri incendi nei campi, sono rimasti tutta la
notte e vi rimarranno anche oggi in attesa di decisioni su eventuali bonifiche
delle aree. Sulle indagini per presunte infiltrazioni di camorra nella protesta
si è pronunciato ieri il questore di Napoli, Antonino Puglisi che ha annunciato
il pugno duro per chi ha soffiato sul fuoco della protesta ma ha manifestato
scetticismo sull'ingerenza dei clan: "Non sono sicuro - ha detto - che a
fare gesti del genere siano stati malavitosi di un certo calibro: riportare
tutto alla criminalità organizzata mi lascia un pò perplesso". Insomma,
nei raid ci sarebbe la mano di singoli esponenti dei clan, non dell'intera
organizzazione criminale. A Ponticelli, poi, si sono infiammate le polemiche
per un manifesto del Pd dal titolo "Via i campi rom da Ponticelli",
criticato anche da Bassolino e
Iervolino oltre che dai rappresentanti del Comitati Civico che hanno ricordato
come la municipalità (a maggioranza Pd) aveva bocciato lo scorso 24 aprile una
proposta per lo smantellamento degli stessi campi. I nomadi costretti ad
abbandonare Ponticelli sono stati sistemati in diverse strutture tra cui la
scuola Deledda che dovrebbe trasformarsi a lungo in centro di accoglienza
per i rom. Gli ultimi 56 nomadi, tra cui 30 bambini, sono stati invece
sistemati in case famiglia di Napoli e delle altre province della Campania.
( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Gomorra il
"realismo sporco" è anche più efficace del libro Non è un film
d'impegno civile e Saviano è nei titoli di coda Gomorra di Matteo Garrone - da
oggi nelle sale - non è un film d'impegno nel senso didascalico, e dunque
deteriore, del termine. È epico, ma non ha eroi, semmai una folla di anti-eroi,
comunque senza dio, tranne il denaro, dio laico e laido. Qui, non ci sono i
cattivi, i cattivi tradizionali, quelli che si contrappongono ai buoni. Il film
non dice quello che si deve o non si deve fare, quello che va e quello che non
va fatto. Non ci sono i caimani da una parte e le palombelle dall'altra, i
travagli e gli schifani, i mafiosi o camorristi contro i paladini dello stato.
Non c'è inferno o paradiso, ma gironi, ossia rioni concentrazionari, in cui
uomini dall'anima in cattività vivono e muoiono. E Garrone ci offre un giro, al
prezzo del biglietto. Perché? Perché Garrone è un regista che ha saputo
imbalsamare viva la realtà che Saviano ha raccontato nel suo libro. Vi si è
immerso dentro al punto da confondersi con essa. Voci gossippare - persino le
agenzie di stampa - danno Garrone "impelagato" in una relazione con
una donna "pericolosa" conosciuta lì. Sarebbe solo gossip, se non
fosse la spia di un mescolamento materico con il suo lavoro che sembra, oggi,
in Italia, un'urgenza imprescindibile. Garrone, da artista delle immagini, ha creato
il suo film già dalla scelta degli attori, con facce parlanti, connaturata alla
scelta delle ambientazioni, dove spiccano gli interni-esterni delle Vele. Come
ha fatto a entrarci? Perché un regista bravo, capace e "impegnato"
nel tener fede al suo talento, appare sempre come l'uomo dei sogni. E convince
tutti. Saviano, ad Antonio D'Orrico sul Magazine , ha raccontato che dopo i
primi veti dei capi, la gente del posto ha voluto prendere parte al film, nel
ruolo di se stessi, ha detto. Il film ha riprodotto, realmente, la vita
violenta e criminale che Saviano ha raccontato nel libro e che, nella stessa
realtà, si ispira al cinema. C'è chi gioca ai cowboy e agli indiani, e chi ai
mafiosi e ai colombiani. I due "cani randagi" - Marco e Ciro - che si
fanno strada tra africani e casalesi, credono di essere in Scarface . Gomorra è
meglio di qualsiasi film di Tarantino perché non c'è nessun compiacimento
ludico, nessuna erudizione sulla violenza, nessun gioco al massacro filmico,
per cui bisogna intrecciare sempre più storie, delirare in maniera anche
esilarante sulla vita e la morte, accelerare o rallentare a seconda di quello
che si vuole far provare allo spettatore. In Gomorra , a differenza dell'ultimo
di Scorsese, non ci sono il bene e il male. Non c'è distinzione, anche se a un
certo punto appare una linea incerta, che delimita una strada di campagna, dove
il giovane Roberto abbandona la strada di Franco, smaltitore abusivo di rifiuti
tossici (interpretato da un Servillo finalmente non al di sopra delle righe pur
sempre inimitabile nelle sue smorfie). Chissà che fine farà, però. Andrà in
pizzeria? Ma potrà non pagare il pizzo? In questo film, non c'è tempo per
capire chi è nel giusto e chi è nel torto, perché le pistole, come i
personaggi, a volte non fanno in tempo a entrare nell'inquadratura che già
sparano la loro sentenza, di morte, senza lasciare il tempo di aprire bocca. Lo
spettatore è colpito alla nuca, sparato in faccia, o alla gola. Ci si sente
come Totò, il ragazzino delle Voele che ha fretta di diventare grande e si
sottopone al ferro e al fuoco di un colpo sparato in pieno petto, dove rimane
il livido sotto il giubbotto anti-proiettile. La guerra tra clan gli metterà
contro il suo compagno di giochi. E quando dovrà agire, non sceglierà tra il
bene o il male, ma tra la vita, incerta, e la morte, certa. Il film di Garrone,
bellissimo e duro - peccato una sbavatura finale nella sceneggiatura - non è
neo-realistico e nemmeno iper-realistico. Il film ricorda molto una tendenza
letteraria, ma non solo, sudamericana, che sta rielaborando il "dirty
realism": il "realismo sudicio", realismo sporco. Realismo
impuro, sporcato con la realtà, non con la sua rappresentazione. Gomorra è un
film "etico" perché racconta l'ethos , il "posto da
vivere", della provincia di Napoli e Caserta: l'individuo è inscindibile
dall'ambiente in cui cresce, che ne determina il codice morale, d'onore
malsano, in questo caso. Può essere infranto - uccidere le donne, per esempio
-, ma sempre all'interno di un sistema che viene semplicemente aggiornato, si
evolve, a suo modo. Le migliori scene sono quelle in cui l'uomo è immerso o si
immerge nell'ambiente circostante. Si sfoga o fugge, seppellisce cadaveri o
scorie, si nasconde o scova ombre inquietanti. Tra le scene più belle, Franco
(Servillo) che sbuca dai tombini di una pompa di benzina abbandonata, i
ragazzini che guidano i tir fuori dalla cava abusiva, Marco e Ciro che seminudi
sparano nell'acqua, il campo lungo che dal budello delle scale interne
s'allarga sulle terrazze delle Vele. Gomorra è un film, certo, di denuncia.
Perché mostra una realtà che non si dice, pena la morte. La denuncia è
"architettonica" - in senso fisico - cioè le Vele, la loro struttura
da caotico panopticon per cui i controllori, vedette e "ronde", possono
controllare il territorio in maniera scientifica. Nessuno si può salvare quando
l'ergastolo di questa vita degradata si tramuta in condanna a morte. Il film,
come il libro, denuncia la struttura profonda, l'architettura - in senso
figurato -. Quasi in chiave marxista, mostra i rapporti di forza lavorativa e
le dinamiche economiche, sublimate dall'ostentato frusciare dei soldi, siano
alla base di tutto. Gomorra non è semplicemente la trasposizione del libro di
Saviano. È una felicissima interpretazione filmica. Del libro di Saviano c'è la
felice ambiguità di realtà e simulazione - che è il dato reale del sistema, che
simula un sistema pensioniastico, che si specchia nei film d'azione criminale,
ma è anche il dato rappresentativo di qualsiasi prodotto d'arte come un film o un
romanzo. Ma è assente quella patina mediatica e messianica che le circostanze
hanno dato a questo giovane scrittore trovatosi a fare il Rushdie italiano. Ma
Saviano, il personaggio pubblico, la vox clamans nel
deserto sociale cui è stato relegato, lo scrittore bravo e fin troppo precoce
bravo maestro, entra solo nei titoli di coda, quando vengono ricordati i alcuni
numeri dell'ecomafia e gli
investimenti persino nella ricostruzione delle Torri Gemelle. 17/05/2008.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Lettere Marciapiedi
invece di ponti Francesco Maria Mantero - MILANO Parte il nuovo governo, di
ministero dell'Ambiente non si parla e schizzano le azioni del comparto
cementizio (nuovo condono in vista?), ripartono i teoremi secondo i quali non
possiamo dire di no alla Tav, al nucleare, alle grandi opere. Il nostro Paese è
in Europa quello che ha sofferto più di tutti per inquinamento,
cementificazione, distruzione degli ecosistemi. Molti Paesi stanno abbandonando
il nucleare e gli scienziati mettono in guardia sull'irrisolto problema delle
scorie e di danni al patrimonio genetico da radiazioni. Più di Tav e ponti di Messina
abbiamo bisogno di marciapiedi lungo le strade per non morire, di ferrovie
soprattutto nel sud, di scuole, di energie alternative, di parchi. "Mi
sento prigioniero dell'amministrazione" Vittorio Lucignano - NAPOLI Quanto
succede a Napoli rimanda indietro nel tempo, a quando l'Italia era piena di
divieti e nei confronti dei cittadini vi era una sorta di tirannia. Mi riferisco alle varie iniziative degli assessori avallate dal
sindaco signora Iervolino (ahimè, votati anche da me). Prima il problema dei
rifiuti che ci ha reso tristemente famosi nel mondo, oltre al danno di pagare
la tassa della spazzatura più cara d'Europa senza avere nessun servizio. Poi la
beffa di un ulteriore rincaro; i tanti cantieri di cui si conosce
l'apertura ma mai la chiusura; il divieto di circolare per le auto
immatricolate prima del 1997 (ma perché non si chiarisce se tale divieto è
valido anche per le auto a Gpl?) così imponendo ai cittadini di acquistare auto
nuove,come se tutti se lo potessero permettere. Ancora, le ganasce, col
risultato che l'annoso problema dei parcheggiatori abusivi è ricaduto sui
cittadini presi tra due fuochi: da una parte il ricatto e le minacce degli
abusivi e dall'altra parte le ganasce. Come se i problemi si risolvessero
d'incanto con divieti e persecuzioni. Il raccordo che da via Argine porta sul
tratto finale dell'autostrada è chiuso da anni perché un autista ha fatto un
incidente. La soluzione qual è? Chiudere la strada, utilissima per noi
automobilisti, Caro dottore, come cittadino e come possessore di auto mi sento
prigioniero, ostaggio di questa amministrazione comunale che è incapace di
risolvere i problemi e fa ricadere sui cittadini le colpe della malagestione.
Con tutti questi divieti, sembra di tornare al "ventennio" che ci ha
segnati tristemente. Ma in che Paese ci tocca vivere? Sergio Minutolo - NAPOLI
Signor Gargano, ma che Paese è questo dove in una fila di votanti non si fa
posto a una signora centenaria? E il Nobel non c'entra. Io non ce l'ho con gli
incivili protagonisti di quel gesto ma con qualcuno dei primi posti che non ha
offerto il suo passando in coda. Ci vorrebbe Petrolini, ricorda? E che Paese è
questo dove si rielegge a larga maggioranza un avventuriero dalla figura comica
se non fosse tragica. E dove il Nord, la cosiddetta parte più avanzata
d'Italia, si arrocca intorno a una Lega becera e antinazionalista il cui
progetto principale sta nel realizzare il federalismo fiscale? Bene. Tanti
auguri ma quando avranno raccolto tutti quei soldi non sarà male se
provvederanno a restituire ai cafoni del Sud il controvalore in euro di quei
432 milioni di ducati-oro che l'eroe dei Due Mondi prelevò dalla casse del
Regno delle Due Sicilie e consegnò a Vittorio Emanuele II (il doppio contenuto
nelle Casse degli altri Stati d'Italia, escluso il Vaticano naturalmente). Il
vostro cronista - come dire? - non ha molta simpatia per la Lega, però
aspettarsi la restituzione di ciò che saccheggiarono i Savoia forse è
eccessivo. Il resto può non piacere ma è democrazia. Caserta: il turista non deve
sapere F.L. - CASERTA Egregio dottor Gargano, il 20 e 22 giugno a Caserta si
terrà il Concorso ippico internazionale. Che senso ha spendere soldoni per una
manifestazione che ben poco, anzi niente, rende al turismo quando all'Ept non
sono disponibili opuscoli illustrativi? Ho accolto in visita degli ospiti, ci
siamo portati al box office cittadino dell'Ept e mancavano gli opuscoli di uno
dei monumenti più visitati d'Italia, il Palazzo Reale. Maradona è meglio 'e
Pelè Fabio Jossa - POMIGLIANO (NA) Gentile dottor Gargano, il così detto grande
Pelè ha dichiarato che Maradona dovrebbe restituire tutti i trofei poichè è
sempre risultato dopato in relazione all'uso di sostanze stupefacenti. Mi
chiedo come sia possibile che dopo tanti anni Pelè continui a infierire; la
mandasse giù una buona volta che Maradona è il calciatore più forte di tutti i
tempi. Non sia invidioso e stia attento a rilasciare dichiarazioni tipo:
"Maradona non era un giocatore completo perchè non usava il piede destro e
la testa, ma solo il sinistro", è ridicolo. Come Maradona non c'è stato
mai nessuno non solo nel calcio: solo lui è riuscito a fare togliere qualche
soddisfazione a una città maltrattata, odiata, sporcata. Pelè ha giocato solo
in Brasile, mentre Maradona è riuscito ovunque. Certo come uomo non è stato il
massimo, ma chi lo è oggi? Chi può giudicare? Pelè pensi ai suoi problemi,
invece di gettare fango su un calciatore e soprattutto su un uomo che di
problemi ne ha tantissimi. Anche la canzone dice: "Maradona è meglio 'e Pelè".
Se ne faccia una ragione. Quella canzone l'ha scritta Bruno Lanza, con la
musica di Emilio Campassi. Lanza ha firmato poi brani pregevoli, come
"Mentecuore", ma ancora lo ricordano soprattutto per quell'omaggio a
Dieguito. Torniamo all'uso delle virgolette Maria Pellegrini - NAPOLI Ben
vengano i neologismi, quelli però necessari; non quelli che soppiantano
vocaboli corretti e idonei, rendendoli desueti. Per esempio: allertare viene da
all'erta, interiezione usata un tempo come invito alla vigilanza, diventata
sostantivo femminile invariabile allerta con significato di preallarme. Anche
allarme deriva da all'arme. Perciò allertare e allarmare - di uso comune - non
suonano come errori. Invece se usiamo tris - per assonanza con bis - per
esprimere tre volte, facciamo torto al latino, cara lingua madre, che dispone
di ter (semel=una volta, bis=due volte, ter=tre volte, quater=quattro volte,
quinquies =cinque volte). Forse tris è usato in tono scherzoso, ironico.
Sarebbe opportuno scriverlo tra virgolette, quella coppia di segni ortografici,
purtroppo caduta in disuso, appropriata per evidenziare forestierismi o
vocaboli coniati estemporaneamente. Facendo ancora riferimento alla lingua
latina, che bisogno c'è di usare tantissimo, superlativo da tanto, a sua volta
avverbio di tantus-a-um= tam magnus-a-um (tanto grande)? C'è moltissimo, che
esprime il concetto correttamente (da multus-a-um=molto). Tanto si usa anche in
correlazione con quanto. Nessuno userebbe quantissimo: analogamente si dovrebbe
rifiutare tantissimo. Tuttavia, per non limitare la libertà d'espressione
individuale, lasciamolo usare - sia scritto sia orale - tra virgolette, così
come per i superlativi da sostantivi. Ridateci Posillipo Giancarlo Madonna -
NAPOLI In questi giorni assisto silenzioso allo stillicidio di notizie sul
mercatino di Posillipo. Tempo fa le scrissi in merito alla chiusura - ormai
ritengo definitiva - del cinema Posillipo. Ebbene, il mio quartiere cantato dai
poeti e osannato fin dall'antichità greca per i benefici che l'aria e il "locus"
apportavano al corpo, è diventato una terra desolata priva di punti di incontro
sociale e meta di traffico senza alcun controllo soprattutto nel week end. La
desolazione diventa assoluta dal tramonto in poi, di seguito alla chiusura dei
pochi negozi. Per non parlare dei marciapiedi impraticabili per gli escrementi
dei cani accompagnati da padroni incuranti delle norme di igiene più
elementari. E si pensi ancora alle centinaia di auto parcheggiate lungo via
Boccaccio e alla munnezza di giornali, profilattici usati, involucri unti di
pizze, lattine e bottiglie abbandonate in strada dai "fidanzatini" (e
osiamo parlare di differenziata?). La linea è quella del completo abbandono e
dell'assenza di regole; ciò addolora tutti, sopratutto quelli che come me sono
nati e vivono a Posillipo. Ridateci il cinema, ridateci il mercatino, ridateci
occasioni di vita comune, di civiltà e igiene. Forse la nostra Municipalità
negli ultimi tempi si è trasferita in un altro quartiere, insieme con i vigili
urbani, assenti sopratutto nelle ore di apertura e chiusura delle scuole,
quando il traffico imperversa e i nostri figli attraversano le strade prive di
semafori, il più delle volte malfunzionanti. Pusilleco non sarà più addiruso,
ma resta un luogo magnifico. Faccio coro col signor Madonna: restituitecelo,
per favore. L'arduo dovere delle dimissioni Francesco de Goyzueta - NAPOLI Caro
Gargano, le dimissioni in politica sono sempre una pratica difficile, poiché
l'attaccamento alla poltrona è più forte della coscienza civile e della difesa
del prestigio personale. La politica non è più la massima espressione di
socialità organizzata ma tende a confondersi con gli affari. Perciò si è andata
sempre più a diradare la responsabile e autonoma presa d'atto quanto meno della
incompatibilità ambientale che si viene a creare tra delegato e delegante
quando entrano in conflitto. Le dimissioni spontanee in questi ultimi anni si
contano sulle dita, quelle di D'Alema che lasciò la presidenza del Consiglio
dopo la sconfitta del centrosinistra alle regionali del 2000, quelle di Franca
Rame per protesta contro l'impossibilità di collaborare a operare un
cambiamento vero del sistema. Bassolino ha invece
comunicato di essere disponibile a lasciare solo tra un anno, con la nuova
formula delle dimissioni differite, perché vuole avere l'opportunità di
impostare un programma di investimenti e gestire quel che resta del problema
della monnezza, nonostante fino al primo febbraio sia stato anche commissario
alla bonifica mai fatta dei suoli, con le ditte pagate senza lavorare. Vuole
restare anche per avere ancora saldo in mano il timone del potere a Napoli per
impostare e gestire fondi Ue fino alle elezioni europee. Il caso di Bassolino, nonostante le formali espressioni di appoggio
rivoltegli, esprime l'unica nota di dissonanza temporanea con il progetto di
grande cambiamento voluto dal Pd, che dovrà andare avanti e che indica nuovi
metodi di governo e formazione del consenso, pena il definitivo arretramento
della Campania e dell'Italia.