HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “MONNEZZE”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DAL  1° al 9 maggio 2008       #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Monnezze (18)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

"c'è un partito da costruire" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mi pare giusta la linea del sindaco Rosa Russo Iervolino di rilanciare il governo cittadino con chiare priorità programmatiche, con la presenza in giunta di nuove energie per accrescere la capacità di ascolto delle esigenze della città e l'efficienza dell'amministrazione". Come giudica la scelta del consigliere comunale Giudice di tenere in vita la Margheritaa Palazzo San Giacomo?

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il progetto esecutivo viene consegnato quattro anni dopo e approvato dalla giunta Iervolino con deliberazione n° 702 del 9 marzo 2004. Ma, per ragioni mai spiegate, non viene realizzato pur disponendo dei finanziamenti e dell'area (nel frattempo la vela H era stata demolita nonostante avesse valore di mercato di 30 miliardi di lire).

Immondizia nelle strade, pronto l'esercito ( da "Opinione, L'" del 02-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: nuovo una mozione di sfiducia al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Tutte questioni, queste, che poco incideranno sulla questione rifiuti. Così come poco inciderà l'appoggio della Iervolino a De Gennaro o la riapertura parziale di qualche sito di stoccaggio. Come non sono importanti le manifestazioni di protesta, ieri ad Avellino, oggi a San Arcangelo Trimonte.

Rifiuti, firmata l'ordinanza per attivare il sito di chiaiano - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sindaco Iervolino e la sua maggioranza avessero programmato la risoluzione di un ciclo integrato dei rifiuti, oggi nessuno si tormenterebbe per scelte drammatiche e dolorose di cui hanno la piena responsabilità. Le irresponsabilità di Bassolino e le debolezze della Iervolino rendono a questo punto ancor più necessaria un'azione politica che risolva per sempre questa vergogna mondiale"

FESTA DEL LAVORO IN PIAZZA IERVOLINO E BASSOLINO ASSENTI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: IL CASO Festa del lavoro in piazza Iervolino e Bassolino assenti Concerto invece del corteo. La manifestazione del Primo maggio quest'anno ha visto anche i sindacati napoletani privilegiare la kermesse in piazza. Sul tappeto anche qui sicurezza sul lavoro e lotta al precariato, con migliaia in piazza Dante.

MILLE TONNELLATE A TERRA, CAOS A FERRANDELLA. RINVIATO IL CONSIGLIO DI LUNEDì SUL TEMA RIFIUTI: INSORGE IL PDL ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ieri il sindaco Iervolino ha ripetuto il suo sì alla discarica di Chiaiano e il governatore Bassolino ha incontrato De Gennaro e ha ribadito il suo apprezzamento per l'azione del superprefetto. Il Comune di Marano e l'VIII Municipalità di Napoli, invece, hanno annunciato il ricorso alle vie legali.

"il sangue si è sciolto napoli può farcela" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: assente Bassolino Un gruppetto contesta Iervolino PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) "Napoli ce la può fare, ce la deve fare. Il miracolo è una risposta positiva, come tutte quelle di San Gennaro, di partecipazione di un santo che vuol bene ai napoletani, vuole continuare a proteggerli, aiutarli nelle difficoltà".

Emergenza rifiuti, 100 giorni dopo Napoli è di nuovo una pattumiera ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore.

Cento giorni dopo Napoli è di nuovo pattumiera ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore.

"Troppi freni al mio piano" ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità".

Alle undici di una domenica mattina assolata, Gianni De Gennaro è al secondo piano di palazzo S ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità".

Due patti per l'ambiente diversi nella sostanza ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: chiara ed indiscutibile di fermare e debellare le Ecomafie, avviare la riforma contenuta nel Testo Unico Ambiente sulla Autorità di bacino per la Tutela del suolo, abbattere gli Ecomostri e far sì che non si verifichino più abusi, ma neanche condoni, che valga il principio "chi inquina paga", tutelare il mare, i bacini d'acqua e le coste, far sì che si realizzi un uso razionale dell'

Cave, canali e parchi: il business della monnezza ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: si legge nel rapporto ecomafie di Legambiente, sono stati sequestrati "108 siti luogo di malagestione dell'immondizia con 168 denunciati e 6 arrestati ". E in provincia, da gennaio, in nemmeno cinque mesi, son stati già contati 460mila metri quadrati di zone franche, pari a 80 (ottanta) campi da calcio messi uno in fila all'altro.

Barricate e roghi il monito Ue attizza la rivolta ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Per la discarica di Chiaiano si è speso anche il sindaco Rosa Russo Iervolino che su Pianura era contraria. Ma sia nel Pd sia nella maggioranza sono divisi. L'opposizione, che a Roma è governo, tenta di mettere in crisi le giunte Iervolino e Bassolino. Se dopo quattro mesi il commissario Gianni De Gennaro ha puntato su Chiaiano è perché ha ritenuto che fosse il male minore.

Un quartiere in trincea disoccupati e ronde guidano i cortei ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: devono andare a casa Bassolino e Iervolino. Abbiamo fatto un corso di formazione e nessuno ci ha assunto". Mezz'ora più tardi, a Marano, la priorità torna il no alla discarica di Chiaiano. Accade nel punto in cui il primo corteo di disoccupati confluisce con il secondo e più nutrito raggruppamento di cittadini di Marano, in testa persino l'assessore regionale Corrado Gabriele e l'

RIMPASTO AL COMUNE, SCOTTI VERSO IL Sì ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: al Comune di Napoli continua il lavoro del sindaco Iervolino per cercare di fare entrare in squadra personalità di rilievo. Il sindaco ieri è stata a Roma con tutti gli amministratori del Pd, dove ha incontrato i vertici nazionali del partito: anche dal loft di Sant'Anastasia è partito l'invito al primo cittadino a perseverare nell'opera di rinnovamento dell'esecutivo cittadino.

Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato,

Chiaiano, i dannati della discarica Non ci faremo seppellire ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino, a Bassolino e all'ex ministro Pecoraro Scanio. Ma c'è anche uno striscione che saluta il nuovo governo: "Primo consiglio dei ministri rinviato. Come preventivato". Insomma, la gente in strada non crede più a nessuno. Neppure alle parole del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, che propone un tavolo tecnico-


Articoli

"c'è un partito da costruire" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli "C'è un partito da costruire" Iannuzzi: primarie in ogni Comune entro 60 giorni Il dramma rifiuti ha reso impossibile la costituzione dei Circoli del partito. Occorre ora un'effettiva e moderna rete territoriale Condivido e apprezzo la scelta responsabile del governo regionale di affrontare entro un anno le grandi priorità Ma poi si dovrà votare La mozione presentata da dodici senatori del Pdl è sbagliata e strumentale Spero che Giudice guardi con fiducia all'esperienza Pd invece di nostalgie anacronistiche OTTAVIO LUCARELLI "Entro due mesi chiameremo al voto il "popolo delle primarie" e tanti altri cittadini che non hanno partecipato all'appuntamento del 14 ottobre. Solo così potremo formare in ogni Comune una dirigenza scelta dai cittadini e legittimata a prendere decisioni forti e rilevanti". Tino Iannuzzi, deputato e segretario regionale, rientrando da Montecitorio spinge sull'acceleratore per la costruzione di un Pd campano costruito dal basso. Primarie entro due mesi, elezioni in Regione entro un anno, rimpasto anche a Palazzo San Giacomo. Segretario, come reagirà il Partito democratico dopo la tornata politico amministrativa che anche in Campania registra risultati negativi per il centrosinistra e una notevole avanzata del Pdl? "Dobbiamo costruire con urgenza un partito radicato sul territorio. Il dramma dell'emergenza rifiuti ha reso impossibile la costituzione dei Circoli del partito. Occorre ora un'effettiva e moderna rete territoriale, un modello da realizzare nei prossimi due mesi". In relazione al dibattito nazionale sul partito del Nord e quello del Sud, quale modello scegliete per il Pd campano? "Un partito regionale e federale che sappia formare dal basso la propria classe dirigente. Naturalmente, per vincere questa grande sfida di radicamento territoriale l'intero partito deve avere la capacità di mettere alle spalle i contrasti e le divisioni che ci trasciniamo dalle primarie in tante realtà locali. Siamo tutti chiamati a un grande salto di qualità e innovazione per valorizzare il nostro significativo risultato elettorale, che alle politiche dello scorso 13 aprile ci ha assegnato il trenta per cento dei consensi". Tra un anno il voto anticipato in Regione. Condivide la scelta del presidente Antonio Bassolino oppure ci si avvia ad andare al voto alla scadenza naturale del 2010? "Condivido e apprezzo la scelta responsabile del governo regionale di affrontare entro un anno l'agenda di grandi priorità. Mi riferisco all'utilizzo mirato dei fondi europei per produrre vero sviluppo e moderne infrastrutture, al decentramento di funzioni amministrative, alla nuova legge elettorale, allo statuto regionale. Al termine di questo percorso è giusto ritornare al voto". Tra un anno, dunque, si vota in Campania? "Sì, si vota". Ma il rimpasto in Regione ha portato risultati positivi oppure non è cambiato nulla? "Nuove e qualificate professionalità hanno sicuramente arricchito il governo regionale. Noi, del resto, fin dal primo momento abbiamo sostenuto questo percorso". Che valenza potrà avere la mozione presentata da dodici senatori del Pdl per mandare a casa Bassolino? "Un'iniziativa sbagliata e del tutto strumentale. Tra l'altro si pongono al riguardo tanti dubbi di conformità costituzionale. Chi è in maggioranza nel governo del paese ha il dovere di lavorare alla soluzione dei problemi e non di sollevare polveroni. Trovo invece seria ed equilibrata la posizione espressa dai dieci senatori campani del Pd". Ritiene utileun eventuale rimpasto anche al Comune di Napoli? "Mi pare giusta la linea del sindaco Rosa Russo Iervolino di rilanciare il governo cittadino con chiare priorità programmatiche, con la presenza in giunta di nuove energie per accrescere la capacità di ascolto delle esigenze della città e l'efficienza dell'amministrazione". Come giudica la scelta del consigliere comunale Giudice di tenere in vita la Margheritaa Palazzo San Giacomo? "La Margherita e i Ds sono confluiti al termine di un lungo dibattito nella grande e nuova casa comune del Pd, sotto il cui simbolo la Margherita ha deciso di proseguire il percorso politico. L'utilizzo del simbolo è francamente fuori luogo e improponibile ed è completamente superato dagli eventi che sono alle nostre spalle e che tutti, soprattutto quelli che fanno politica, ben conoscono. Pertanto spero che il consigliere Giudice guardi con fiducia all'esperienza del Pd piuttosto che coltivare nostalgie ormai anacronistiche". Sulla vicenda rifiuti ritiene utile un ritorno aipoteri ordinari in Campania? "Abbiamo sostenuto e sosteniamo con forza e coerenza l'azione del prefetto De Gennaro. Tuttavia non c'è dubbio che è indispensabile il ritorno al sistema ordinario delle competenze fondato sul principio di provincializzazione e sulla chiara responsabilità di ciascun territorio sull'apertura di tutte le discariche necessarie, sulla raccolta differenziata e sulla costruzione dei due termovalorizzatori di Acerra e Salerno".

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Sul Comune e Gregotti parli la Corte dei conti Gerardo Mazziotti Napoli Il 22 febbraio 1997 il ministro dell'Interno Napolitano accoglie la richiesta del sindaco Bassolino di utilizzare la vela H di Scampia per realizzarvi il Centro nazionale di Protezione civile e il 5 maggio ne viene affidata la progettazione allo Studio Gregotti di Milano con un compenso di lire 2.019.314.352. Per giustificare l'incarico fiduciario, in violazione della legge 415/98 nota come Merloni ter, viene invocato "uno stato di emergenza" non meglio definito visto che Napoli vive da secoli nelle "emergenze" della criminalità, del traffico, dell'occupazione, dei rifiuti e così via. Dopo averci pensato ben tre anni Gregotti propone di demolire la vela H, causa l'alto costo del suo riuso, e di costruire al suo posto un edificio nuovo. La proposta viene accettata e, con delibera di G. C. n° 3559 del 20 ottobre 2000, gli viene affidato il relativo incarico con un compenso di lire 1.562.544.000. Il progetto esecutivo viene consegnato quattro anni dopo e approvato dalla giunta Iervolino con deliberazione n° 702 del 9 marzo 2004. Ma, per ragioni mai spiegate, non viene realizzato pur disponendo dei finanziamenti e dell'area (nel frattempo la vela H era stata demolita nonostante avesse valore di mercato di 30 miliardi di lire). E si arriva al 5 aprile 2006 quando la Regione Campania e l'Università Federico II firmano un protocollo per la realizzazione a Scampia di un insediamento universitario prevedendo l'utilizzazione del progetto già approvato. Si legge nel protocollo: "Considerata l'analogia tra le destinazioni d'uso, ritenendo che le modifiche da apportare al progetto fossero prevalentemente di natura impiantistica, rimanendo pressoché invariato l'organismo architettonico che vede modificato esclusivamente l'aspetto distributivo delle funzioni". A parte l'italiano, sta il fatto incredibile che il professor Gregotti accetta questa oscena proposta. Proprio lui che ha insegnato nelle facoltà d'architettura la stretta correlazione tra la "funzione" e la "forma". Come a dire, per esempio, che una chiesa ha una sua "forma" diversa da quella di un auditorium. Ma il professor Gregotti dimostra che a Scampia la stessa "forma" (una forma criticabilissima, peraltro) può valere sia per l'edifico destinato al Centro di Protezione civile che per quello destinato a una facoltà di Medicina. Ignoro il compenso professionale di quest'altro progetto, ma so che viene approvato con delibera di G. C. n° 5058 del 27 novembre 2006. Nel frattempo, l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, alla quale ho denunciato la vicenda sin dal 1997, completa la sua istruttoria e il 23 luglio 2007 informa il sindaco di Napoli, la Procura regionale della Corte dei conti, il responsabile del procedimento e me di quanto appresso. "Ritiene che il Comune di Napoli, pur nel permanere della situazione di emergenza, avrebbe dovuto motivare l'urgenza di procedere a un affidamento fiduciario e, in particolare, nel modificare l'oggetto dell'incarico dopo tre anni, avrebbe dovuto procedere a una apertura alla concorrenza e a un confronto tra più offerte". Detto più chiaramente, avrebbe dovuto espletare un concorso internazionale di progettazione, secondo la Direttiva 92/50/Cee del 18 giugno'92 e la legge 157 del 17 marzo '95. Ma l'amministrazione comunale non se ne dà per intesa e nel gennaio scorso procede ad appaltare l'opera. A questo punto non resta che confidare nelle decisioni della Corte dei conti. Resta, in ogni caso, l'arroganza degli amministratori comunali nel violare le leggi della Repubblica. E nel mortificare le legittime aspettative degli architetti e degli ingegneri di tutto il mondo. Se c'è il concerto allora c'è la polizia Lettera firmata Napoli Abito al centro di Napoli, a ridosso di via Toledo, dove non si vede un vigile o le forze dell'ordine neanche a pagarli a peso d'oro, l'altra sera in concomitanza della prima del concerto di D'Alessio al teatro Augusteo c'erano ben tre cellulari della celere, mi chiedo a fare che, a proteggere chi, se a qualsiasi ora del giorno e della notte siamo in balia di bande di ragazzini e delinquenti vari senza che nessuno si preoccupi della sicurezza di noi cittadini. Basta un concerto per vedere un po' di polizia in strada.Allora facciamo concerti tutto l'anno. Non sono d'accordo con don Luigi Merola Giancarlo Caputi giancarlocaputil@libero.it Don Luigi Merola sostiene su "Repubblica" che le trasmissioni tipo Annozero sulla camorra sono dannose; che le insegnanti di Miano hanno fatto bene a non partecipare; che cerca qualcuno che dia un lavoro a una ragazza chiamata Anna, che vuole uscire dal giro degli spacciatori e lavorare onestamente per mantenere la sua famiglia. Spesso seguo le iniziative di don Merola, ho partecipato alle sue marce anticamorra a Forcella, ma non sono per niente d'accordo con quanto sopra. Se non vi fossero trasmissioni informative, la gran parte delle persone non ne saprebbe niente. Non vedo che utilità ci sia nel tenere la gente nell'ignoranza dei principali pericoli della nostra zona. Le insegnanti di Miano non hanno voluto collaborare alla diffusione dell'informazione e a proporre eventuali soluzioni derivanti dalla loro esperienza. Non vedo cosa ci sia di buono in ciò. Se davvero si vuole trovare lavoro per le ragazze come Anna, bisogna combattere la camorra, principale causa sia della disoccupazione, sia dello spaccio. Cercare di evitare gli effetti senza rimuovere le cause non è molto utile. Le associazioni sono meritevoli fino a un certo punto. Infatti spesso esse si comportano come chi asciuga l'auto sotto la pioggia, invece di portarla al coperto. Sono sforzi che procurano buon nome, ma dal punto di vista strategico sono fallimentari se si evita di affrontare il cuore del problema. Il cuore del problema è questo: vi è bisogno di forme organizzative per impedire alla malapolitica di regalare alla camorra fiumi di danaro pubblico, e per ottenere norme che penalizzino seriamente, a partire dalla scuola, chi usa la violenza per impedire la crescita economica e civile della nostra regione. I giornalisti che hanno il coraggio di descrivere quello che sta succedendo vanno ringraziati, non vanno invitati a tacere parlando di calcio, e a rimettere la coperta sulla realtà. La cattiva immagine della nostra regione non è colpa dei giornalisti, è colpa di chi (cittadini, autorità, associazioni), davanti a simili notizie continua a non fare niente. Permettendo le grandi ruberie e i guasti ambientali di cui non vorrebbe sentire parlare. Il Pdl per entrare nella modernità Salvatore Varriale Pdl Comune di Napoli Tocca al Pdl cercare una soluzione. E la soluzione potrebbe essere la ricostituzione di una nuova commissione speciale su Napoli e sulla Campania, come quella di oltre cento anni fa, alla quale chiamare a lavorare le menti del nuovo meridionalismo a partire da Giuseppe Galasso e Compagna figlio, ma cercando altri protagonisti di un dibattito di questo genere, come il figlio di Rossi-Doria o gli eredi dei vari Sonnino, Franchetti e Salvemini. Con un unico obiettivo: uscire una volta per tutte dall'oleografia ed entrare nella modernità. Gli interventi dell'Arin urgenti e programmati Anna Prisco Relazioni esterne Arin In merito alla lettera inviata dalla signora Luana Tramontano il 24 aprile, Arin precisa che gli interventi a cui fa riferimento la signora sono stati eseguiti con somma urgenza e dunque Arin non ha avuto la possibilità di avvertire del disagio preventivamente gli utenti. Cosa diversa invece quando l'intervento è programmato: in questi casi Arin puntualmente avvisa tutti i cittadini dei possibili disagi arrecati. Abbiamo provato a contattare anche la signora Tramontano, ma non risulta cliente diretta Arin e non risulta rintracciabile negli archivi a cui abbiamo accesso.

Torna all'inizio


Immondizia nelle strade, pronto l'esercito (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 02-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Ven, 02 Mag 2008 Edizione 84 del 01-05-2008 Immondizia nelle strade, pronto l'esercito A Palazzo Grazioli sono pronti a tutto, anche ad usare la forza, per trovare una soluzione di Francesco Blasilli Gianni De Gennaro è salito ieri a Palazzo Grazioli per incontrare Berlusconi. Tema del summit è stata chiaramente la questione rifiuti, con la possibilità che l'incarico all'ex capo della Polizia, in scadenza il prossimo 8 maggio, possa venire prorogato. Questo mentre alcuni senatori del Pdl sembrano intenzionati a riproporre di nuovo una mozione di sfiducia al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Tutte questioni, queste, che poco incideranno sulla questione rifiuti. Così come poco inciderà l'appoggio della Iervolino a De Gennaro o la riapertura parziale di qualche sito di stoccaggio. Come non sono importanti le manifestazioni di protesta, ieri ad Avellino, oggi a San Arcangelo Trimonte. Per il risolvere il problema rifiuti c'è un solo modo: passare dalla carota al bastone. Tutto questo Berlusconi lo sa bene. Per salvare la Campania c'è bisogno di riaprire subito discariche, siti di stoccaggio e soprattutto c'è la necessità di realizzare i termovalorizzatori (intanto, fiutando l'affare, il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ne vuole costruire tre). Berlusconi è disposto a tutto, perché sui rifiuti campani si gioca gran parte della sua credibilità governativa. Il Cavaliere è disposto ad usare qualunque mezzo, anche l'esercito; così come De Gennaro chiederà strumenti più consoni alla sua missione. Per questo, i due troveranno un accordo e probabilmente l'ex capo della Polizia rimarrà commissario straordinario con pieni, e reali, poteri. E' chiaro che, nel frattempo, la mondezza verrà spedita in Germania dove l'aspettano a braccia, pardon, a termovalorizzatori aperti. Anche perché, seppur sparita dalle prime pagine dei giornali, l'emergenza continua: ieri un istituto tecnico di Marcianise è rimasto chiuso, perché cumuli di rifiuti ostruivano la strada d'accesso. E con questa situazione non ne esce danneggiata solo la salute, ma anche il portafoglio. L'Ue, infatti, deciderà il prossimo 6 maggio che misure adottare contro Campania e Lazio in materia di rifiuti. Per la Campania si attende il deferimento alla Corte di giustizia Ue del Lussemburgo, ultima tappa della procedura d'infrazione aperta da Bruxelles il 27 giugno 2007 in seguito all'ennesima emergenza rifiuti. Al Lazio la Commissione europea dovrebbe invece indirizzare un avviso di "messa in mora" per non aver ottemperato alla sentenza con la quale la Corte di giustizia Ue del Lussemburgo ha sancito che la Regione ha violato le norme europee vigenti in materia di gestione dei rifiuti speciali. Insomma, anche da Bruxelles bocciano il modello Roma.

Torna all'inizio


Rifiuti, firmata l'ordinanza per attivare il sito di chiaiano - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Rifiuti, firmata l'ordinanza per attivare il sito di Chiaiano Apertura tra 20 giorni. "Pronti a blocchi e ricorsi" Cdr fermi o a singhiozzo, quasi 2 mila tonnellate di immondizia nelle vie cittadine OTTAVIO LUCARELLI QUASI duemila tonnellate di immondizia nelle strade della città e cdr fermi o a singhiozzo in tutta la Regione. In questa situazione di eterna emergenza il premier Romano Prodi ha firmato l'ordinanza per "l'attivazione del sito di discarica in località Chiaiano nel Comune di Napoli". Ordinanza numero 3672 del 30 aprile che dunque, dopo il trentennio di Pianura chiuso con la rivolta dei mesi scorsi, apre ora il capitolo Chiaiano. Una discarica da aprire entro venti giorni, un invaso capace di contenere fino a 700 mila tonnellate di spazzatura, cioè quello che Napoli produce in due anni. La scelta è stata presa da Prodi d'intesa con Gianni De Gennaro che due giorni fa l'ha concordata direttamente anche con Silvio Berlusconi in vista della proroga annunciata per il suo incarico alla guida del Commissariato. Una scelta contestata dai sindaci dell'area Nord che annunciano barricate e ricorsi al Tar. Sono dunque le cave di tufo di Chiaiano la nuova grande frontiera dell'immondizia ma la battaglia per aprire il sito non sarà facile. Ieri sera i primi sopralluoghi e i rilievi aerei dei tecnici ma anche nuove proteste con un presidio di circa cinquanta persone davanti alla stazione della metropolitana con megafoni e striscioni: "No alla munnezza puzzolente"; "Giù le mani dalla cava". E non solo. Da lunedì gli abitanti annunciano l'occupazione fisica dell'area dove si terrà un consiglio intercomunale permanente. Lo ha promesso in serata, nel Palazzo del Consiglio comunale di via Verdi, il presidente della Commissione ambiente Carlo Migliaccio (Italia dei valori) assieme ai sindaci di Marano, Calvizzano, Mugnano e al presidente della Municipalità. Un'occupazione fisica. E qui, minacciano a Chiaiano, "rischia di finire peggio di come è andata a Pianura". Si preparano le barricate mentre il sindaco e i capigruppo di maggioranza hanno annullato la seduta del Consiglio comunale di lunedì in cui era in discussione l'emergenza rifiuti. Decisione motivata con la firma dell'ordinanza di Prodi. "La scelta di Chiaiano - commenta la Iervolino - è dolorosa ma necessaria per fronteggiare l'emergenza. Certamente un sacrificio per la città ma sono sicura che il commissario, al quale va la mia fiducia e il mio sostegno, farà in modo che questo resti l'unico sito sul territorio cittadino". Intanto i capigruppo comunali di Forza Italia e An, Raffaele Ambrosino e Luciano Schifone, protestano: "Se il sindaco Iervolino e la sua maggioranza avessero programmato la risoluzione di un ciclo integrato dei rifiuti, oggi nessuno si tormenterebbe per scelte drammatiche e dolorose di cui hanno la piena responsabilità. Le irresponsabilità di Bassolino e le debolezze della Iervolino rendono a questo punto ancor più necessaria un'azione politica che risolva per sempre questa vergogna mondiale". Entro venti giorni la Regione dovrà fornire la "valutazione di impatto ambientale". Bassolino, intanto, ha incontrato il commissario De Gennaro. "Per quanto ci riguarda - ha dichiarato il presidente della Regione - siamo pronti a portare avanti nuove iniziative dedicate alle comunità che hanno accolto e accoglieranno impianti di trattamento finale dei rifiuti sul loro territorio a cominciare da Savignano Irpino e Sant'Arcangelo Trimonte". Tradotto: sono pronti fondi della Regione per i Comuni che accettano di accogliere impianti e discariche. E Chiaiano? Lì i fondi la Regione li ha già stanziati ma sono per il "Parco delle colline" di Napoli, non per la discarica.

Torna all'inizio


FESTA DEL LAVORO IN PIAZZA IERVOLINO E BASSOLINO ASSENTI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Monnezza

IL CASO Festa del lavoro in piazza Iervolino e Bassolino assenti Concerto invece del corteo. La manifestazione del Primo maggio quest'anno ha visto anche i sindacati napoletani privilegiare la kermesse in piazza. Sul tappeto anche qui sicurezza sul lavoro e lotta al precariato, con migliaia in piazza Dante. Assenti dalla piazza le istituzioni: il governatore, il sindaco e il prefetto alla Stazione Marittima hanno premiato 72 maestri del lavoro. A PAG. 40.

Torna all'inizio


MILLE TONNELLATE A TERRA, CAOS A FERRANDELLA. RINVIATO IL CONSIGLIO DI LUNEDì SUL TEMA RIFIUTI: INSORGE IL PDL (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Mille tonnellate a terra, caos a Ferrandella. Rinviato il Consiglio di lunedì sul tema rifiuti: insorge il Pdl Cdr fermi, il sito di stoccaggio di Pianodardine bloccato, operazioni di scarico a rilento a Ferrandella: a terra a Napoli ieri c'erano 1000 tonnellate di spazzatura e anche nel resto della regione la situazione resta difficile. Ma il 30 aprile Prodi ha firmato un'ordinanza per dare il via a Chiaiano e l'apertura del nuovo sito dovrebbe rendere più stabile la situazione. Ieri il sindaco Iervolino ha ripetuto il suo sì alla discarica di Chiaiano e il governatore Bassolino ha incontrato De Gennaro e ha ribadito il suo apprezzamento per l'azione del superprefetto. Il Comune di Marano e l'VIII Municipalità di Napoli, invece, hanno annunciato il ricorso alle vie legali. Da lunedì nella cava si riuniranno in maniera permanente esperti e amministratori. E il Pdl addossa all'amministrazione e "alla sua incapacità" la responsabilità di una scelta che crea scontento. È stato rinviato il consiglio sul tema rifiuti che si sarebbe dovuto tenere lunedì e anche questo ha suscitato le proteste dell'opposizione Dopo lo stop della magistratura al sito di Pianodardine, i cdr di Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, e della stessa struttura di Pianodardine sono nuovamente intasati e non riescono a lavorare mentre tutti gli altri vanno avanti a rilento. Se tutto andrà bene torneranno attivi stamattina. A Ferrandella dopo il parziale dissequestro della discarica bloccata martedì dai giudici, si procede a rilento. Nel sito casertano, infatti, nell'ultimo sopralluogo prima del sequestro la Asl aveva trovato di tutto nelle piazzole, dai materassi ai materiali di risulta. Ora i gestori del sito (i dirigenti del consorzio Ce2 che operano con la Geoeco) hanno rafforzato la sorveglianza e le operazioni di scarico sono state ovviamente rallentate. Intanto si continua a lavorare a ritmo serrato per assicurare l'apertura di altre due piazzole che permetterebbero di tirare un sospiro di sollievo. Come se non bastasse, ieri il sindaco di Marigliano, Felice Esposito Corcione, ha deciso di chiudere ai mezzi pesanti la strada per il sito che accoglie le ecoballe e di rivolgersi alla magistratura con un esposto. Dopo un'estenuante trattativa, infatti, il mese scorso era stato raggiunto un accordo tra il superprefetto e il prima cittadino: era stato stabilito che a Boscofangone dovessero arrivare 30mila tonnellate di ecoballe entro il primo maggio. Ora, però, è la tesi del primo cittadino, il patto è stato infranto: il sito resterà aperto, Ma la quantità di balle stabilita non è ancora stata sversata. Il primo cittadino, però, non vuole sentire ragioni. La chiusura dei siti di stoccaggio ha provocato lo stop ai Cdr. Mercoledì scorso dal commissariato era arrivata ai dirigenti degli impianti la richiesta di essere presenti anche il primo maggio, ma poi è stata ritirata. Nel giorno festivo non sono partiti neanche i treni della Ecolog che raccolgono parte della produzione giornaliera napoletana. I convogli si sono messi in marcia, invece, ieri, permettendo all'Asia di caricare mille tonnellate, trecento in più della quota solitamente prevista. Con i cumuli sono tornati anche i roghi: oltre venti nella notte tra giovedì e venerdì, in netto aumento rispetto ai giorni scorsi. E mentre le montagne di sacchetti ricominciano a crescere, c'è anche chi li sventra per tentare di trovarvi qualcosa di utile. Succede a Casoria. A Poggiomarino l'esercito ha rimosso negli ultimi due giorni circa 90 tonnellate di rifiuti rendendo così agibile l'area vicina agli scavi archeologici della Longola. d.d.c.

Torna all'inizio


"il sangue si è sciolto napoli può farcela" - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli "Il sangue si è sciolto Napoli può farcela" San Gennaro fa il miracolo. Sepe: è una risposta Tanti i turisti alla celebrazione, assente Bassolino Un gruppetto contesta Iervolino PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) "Napoli ce la può fare, ce la deve fare. Il miracolo è una risposta positiva, come tutte quelle di San Gennaro, di partecipazione di un santo che vuol bene ai napoletani, vuole continuare a proteggerli, aiutarli nelle difficoltà". Le parole di incitamento del cardinale Sepe accompagnano la fine della celebrazione. L'applauso liberatorio della folla avvolge la basilica, i fratelli delle congregazioni religiose sciolgono le fila, le "parenti" del santo schioccano baci al busto dorato, i devoti snocciolano le ultime preghiere della liturgia. Il miracolo è avvenuto. Sollevati i politici, schierati sul lato destro dell'altare. Una fumata nera di questi tempi per Napoli sarebbe stata considerata più che un cattivo presagio. Il sindaco Iervolino sorride rilassata, si avvia all'uscita il vice sindaco Tino Santangelo con la moglie, la neo deputata Teresa Armato sotto braccio alla collega rieletta in Parlamento, Maria Fortuna Incostante. Si erano ritrovati tutti, come di consueto, davanti alla cappella di San Gennaro, in attesa del cardinale Sepe, per prelevare la statua del santo patrono. Nella processione che all'ora fissata si muove dal Duomo per raggiungere Santa Chiara, manca per la prima volta dopo 14 anni, Antonio Bassolino. Ma in rappresentanza della Regione c'è l'assessore alla Sanità, Angelo Montemarano. Poi ci sono anche i consiglieri Pasquale Sommese e Luciano Schifone. L'assenza del presidente della Regione spicca accanto al sindaco Rosa Russo Iervolino e a Dino De Palma, presidente della Provincia. Non sfugge infatti ai fedeli: "Manca una capa" dice un anziano, "si è rotto il trio" commenta riferendosi ai tre vertici delle istituzioni locali. Sul sagrato al passaggio del corteo, parte una bordata di protesta: "Dimissioni, dimissioni". A lanciarla un gruppetto in verità molto ridotto di cittadini, e uno di questi grida "vergogna". La contestazione, tuttavia, finisce qui, e la processione si snoda per via Duomo e poi via San Biagio dei Librai secondo il rito, ma in tono minore, con scarso lancio di petali di rose dai palazzi, meno drappi ornamentali ai balconi, e un insolito silenzio che accompagna il corteo nel cuore del centro storico. Ai bordi della processione si vedono molte comitive di turisti, in minoranza i napoletani. Ma i fedeli sono per lo più già riuniti nella basilica, in attesa della statua di San Gennaro, seguito dagli altri santi. La messa, le preghiere, le litanie del rito. Il sangue di "Faccia 'ngialluta", come è chiamato il santo patrono, si è liquefatto nella teca che lo custodisce. Secondo la tradizione, nel primo sabato di maggio, dopo 18 minuti di preghiere, suppliche e giaculatorie. Qualche attimo di suspence, alla fine della seconda serie di preghiere e canti, previsti dalla liturgia. Poi il miracolo che si rinnova. Il cardinale Sepe appare stanco: durante la celebrazione della messa ha sottolineato che "la devozione al nostro martire non è espressione di emotività ingenua, come qualcuno superficialmente crede, ma rappresenta un richiamo forte a meditare sulla passione e morte di Gesù Cristo. Essere devoti di San Gennaro significa leggere il nostro impegno cristiano in vista anche di riorganizzare la speranza della nostra terra. Il suo sangue ci invita ad essere, come lui, testimoni di Cristo e ad aprirci alla speranza contro ogni paura o rassegnazione che potrebbero attanagliare, bloccare o paralizzare la nostra crescita personale e comunitaria". Nel cortile di Santa Chiara tra ali di folla festante, e parecchi turisti, passa la banda musicale. "Rintracciare le proprie radici è indispensabile - conclude l'arcivescovo - per riscoprire la nostra identità. Conservare la memoria della fede, è rendere un servizio alla storia e, soprattutto, dare ragione della speranza che è in noi". "La città può farcela, anzi deve farcela". Lo dice poi ai giornalisti il cardinale: "Il miracolo è una risposta, una risposta positiva di un santo che vuole bene ai suoi napoletani". Per il presule "Napoli può farcela con l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini". A una domanda sull'emergenza rifiuti, che sta nuovamente investendo l'intera regione, il cardinale resta in silenzio, sorride e si rimette in marcia dietro al corteo dei santi.

Torna all'inizio


Emergenza rifiuti, 100 giorni dopo Napoli è di nuovo una pattumiera (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 106 del 2008-05-04 pagina 16 Emergenza rifiuti, 100 giorni dopo Napoli è di nuovo una pattumiera di Carmine Spadafora Ancora sotto sequestro la discarica di Ferrandelle. Cittadini sul piede di guerra. Prolungato l'incarico al commissario De Gennaro da Napoli La nuova pattumiera di Napoli potrebbe essere la cava di Chiaiano, quartiere periferico a nord della capoluogo. Un enorme "secchio" in grado di contenere un milione di tonnellate di "munnezza". Ma, il condizionale non è casuale: la gente di Chiaiano, ma anche di altri quartieri confinanti (Piscinola, Marianella, la zona alta dell'Arenella) e Comuni (Mugnano e Marano) che girano attorno alla cava, non ne vogliono sapere di sacrificarsi per conto di una intera città. Gli aspiranti rivoltosi si stanno organizzando con assemblee, sopralluoghi, i primi presidi davanti all'ingresso della futura discarica, autorizzata con una ordinanza firmata il 30 aprile dal presidente del Consiglio, Romano Prodi. Intanto, dopo i sigilli posti per irregolarità dai carabinieri al sito di stoccaggio di Ferrandelle, in provincia di Caserta, ieri la magistratura ha tenuto sotto sequestro gran parte dell'area. E, mentre i comitati antidiscarica cominciano ad affilare le armi, Napoli e la provincia ricominciano a fare i conti con i cumuli di spazzatura che cominciano ad ingrossarsi. Scene già viste e riviste: sono circa duemila le tonnellate di "munnezza", accatastate sui marciapiedi del capoluogo. Per adesso, soffre solo la periferia, in particolar modo il solito quartiere di Ponticelli. Poi toccherà al centro e alle zone nobili della città. A meno che la cava di Chiaiano, proteste permettendo, venga attrezzata nei venti giorni necessari per poter accogliere le circa millecinquecento tonnellate di spazzatura, quotidianamente prodotte dalle famiglie napoletane. Allora, l'incubo di una nuova emergenza, ancora più feroce rispetto a quella invernale, perchè il caldo è ormai in arrivo, verrebbe sventato. La cava di Chiaiano garantirebbe ai napoletani un'autonomia per la raccolta per almeno un paio di anni. Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per allestire impianti di cdr e termovalorizzatori e, risolvere definitivamente il problema della spazzatura a Napoli e in Campania. Un sogno? Chissà. Per la gestione di questa fase delicata e per dare il tempo al governo Berlusconi di insediarsi, è stato prorogato l'incarico di commissario di governo, all'ex capo della polizia, Gianni De Gennaro. Ma, l'allestimento del sito non sarà una cosa facile. Ieri, presidi, cortei e blocchi stradali per tutta la giornata. In serata mille persone hanno bloccato un incrocio stradale al confine tra Chiaiano, Mugnano e Marano. Un migliaio di persone ha impedito per alcune ore la circolazione automobilistica. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che potrebbe accadere in previsione dell'arrivo dei camion e dei tecnici, incaricati di allestire la discarica. È forte il timore che anche a Chiaiano e negli altri Comuni confinanti, si possano ripetere le giornate di violenza, vissute a gennaio a Pianura. Un consigliere comunale, Andrea Santoro (An), ha spiegato che "questa situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore. Proprio come lo scorso inverno, fino all'inizio della primavera. Drammatica appare già la situazione a San Giorgio a Cremano, ad Afragola, Casoria, San Giuseppe Vesuviano, Arzano e Caivano. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Cento giorni dopo Napoli è di nuovo pattumiera (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 106 del 2008-05-04 pagina 0 Cento giorni dopo Napoli è di nuovo pattumiera di Carmine Spadafora Emergenza senza fine. Ancora sotto sequestro la discarica di Ferrandelle. E i cittadini sono tornati sul piede di guerra. Prolungato l'incarico al commissario straordinario De Gennaro Napoli - La nuova pattumiera di Napoli potrebbe essere la cava di Chiaiano, quartiere periferico a nord della capoluogo. Un enorme "secchio" in grado di contenere un milione di tonnellate di "munnezza". Ma, il condizionale non è casuale: la gente di Chiaiano, ma anche di altri quartieri confinanti (Piscinola, Marianella, la zona alta dell'Arenella) e Comuni (Mugnano e Marano) che girano attorno alla cava, non ne vogliono sapere di sacrificarsi per conto di una intera città. Gli aspiranti rivoltosi si stanno organizzando con assemblee, sopralluoghi, i primi presidi davanti all'ingresso della futura discarica, autorizzata con una ordinanza firmata il 30 aprile dal presidente del Consiglio, Romano Prodi. Intanto, dopo i sigilli posti per irregolarità dai carabinieri al sito di stoccaggio di Ferrandelle, in provincia di Caserta, ieri la magistratura ha tenuto sotto sequestro gran parte dell'area. E, mentre i comitati antidiscarica cominciano ad affilare le armi, Napoli e la provincia ricominciano a fare i conti con i cumuli di spazzatura che cominciano ad ingrossarsi. Scene già viste e riviste: sono circa duemila le tonnellate di "munnezza", accatastate sui marciapiedi del capoluogo. Per adesso, soffre solo la periferia, in particolar modo il solito quartiere di Ponticelli. Poi toccherà al centro e alle zone nobili della città. A meno che la cava di Chiaiano, proteste permettendo, venga attrezzata nei venti giorni necessari per poter accogliere le circa millecinquecento tonnellate di spazzatura, quotidianamente prodotte dalle famiglie napoletane. Allora, l'incubo di una nuova emergenza, ancora più feroce rispetto a quella invernale, perchè il caldo è ormai in arrivo, verrebbe sventato. La cava di Chiaiano garantirebbe ai napoletani un'autonomia per la raccolta per almeno un paio di anni. Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per allestire impianti di cdr e termovalorizzatori e, risolvere definitivamente il problema della spazzatura a Napoli e in Campania. Un sogno? Chissà. Per la gestione di questa fase delicata e per dare il tempo al governo Berlusconi di insediarsi, è stato prorogato l'incarico di commissario di governo, all'ex capo della polizia, Gianni De Gennaro. Ma, l'allestimento del sito non sarà una cosa facile. Ieri, presidi, cortei e blocchi stradali per tutta la giornata. In serata mille persone hanno bloccato un incrocio stradale al confine tra Chiaiano, Mugnano e Marano. Un migliaio di persone ha impedito per alcune ore la circolazione automobilistica. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che potrebbe accadere in previsione dell'arrivo dei camion e dei tecnici, incaricati di allestire la discarica. è forte il timore che anche a Chiaiano e negli altri Comuni confinanti, si possano ripetere le giornate di violenza, vissute a gennaio a Pianura. Un consigliere comunale, Andrea Santoro (An), ha spiegato che "questa situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore. Proprio come lo scorso inverno, fino all'inizio della primavera. Drammatica appare già la situazione a San Giorgio a Cremano, ad Afragola, Casoria, San Giuseppe Vesuviano, Arzano e Caivano. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


"Troppi freni al mio piano" (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Le accuse Colloquio Il commissario ai rifiuti "Spazzatura finita sotto il tappeto" GUIDO RUOTOLO Ancora venti giorni per De Gennaro a Napoli "Trovo tanti ostacoli: stiamo rallentando" "Troppi freni al mio piano" INVIATO A NAPOLI "De Gennaro è un poliziotto, è uno sceriffo, non discute con le istituzioni". "Il suo commissariato è stato improntato all'improvvisazione". "Ha nascosto la spazzatura sotto il tappeto". Sono alcune delle accuse rivolte dai sindaci campani al commissario Gianni De Gennaro. La cui attività deve fare i conti anche con la magistratura, che ha sequestrato due siti provvisori per i rifiuti.Alle undici di una domenica mattina assolata, Gianni De Gennaro è al secondo piano di palazzo Salerno, in piazza Plebiscito a Napoli, con il suo "vice", il generale dell'Esercito Franco Giannini, a fare i conti: "Siamo ormai a trentamila tonnellate di rifiuti non raccolti, lasciati a terra". Sebbene manchino solo venti giorni alla scadenza del suo mandato, prorogato fino al 26 maggio, il supercommissario alla monnezza non è il tipo che si fa prendere dallo sconforto. Anzi, reagisce filosoficamente: "Naturalmente ogni gestione di una crisi può vivere degli alti e dei bassi. In questo momento, per una concomitanza di eventi, di ostacoli, dobbiamo registrare un rallentamento nella raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti". Gli ostacoli Dal 16 gennaio, quando si è insediato, di momenti critici Gianni De Gennaro ne ha vissuti davvero parecchi. E adesso che il suo lavoro sta per dare i frutti tanto attesi può anche accadere che la "concomitanza" di ostacoli - in questo caso i provvedimenti della magistratura che ha sequestrato il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti di Ferrandelle, Caserta, e quello di stoccaggio di ecoballe di Pianodardine, Avellino - provochino dei rallentamenti. È come se un po' di zucchero fosse finito nella benzina bloccando il motore. In questo caso, si sono bloccati i Cdr, gli impianti di trattamento dei rifiuti che sfornano le ecoballe, e sono tornati i roghi di cumuli di monnezza abbandonati sulle strade (il caldo incombe, i rischi per la salute aumentano). Pausa pranzo, breve relax (davanti al televisore a vedere la vittoria della Roma) e alle cinque del pomeriggio il supercommissario alla monnezza è di nuovo a palazzo Salerno. "La situazione è in ripresa - dice - come tutte le crisi si vive alla giornata. L'impianto generale tiene, già nel pomeriggio la raccolta è ripresa. Per lasciare a terra 10 mila tonnellate di rifiuti bastano due giorni, per toglierli molti di più". Quello di De Gennaro è davvero l'"ottimismo" della volontà. Non può permettersi - non è nelle sue corde - il pessimismo, lo scoramento, insomma la resa. E davvero le accuse, le critiche che gli sono state rivolte in questi mesi non hanno rallentato la sua azione. De Gennaro lo "sbirro", il "poliziotto" che non conosce il territorio. All'obiezione che va per la sua strada, che non ascolta le richieste del territorio, lui replica così: "È del tutto fisiologica una certa resistenza. Io, il mio ufficio, i miei collaboratori siamo sempre stati consapevoli dei disagi che con le nostre scelte e decisioni avremmo provocato. Ma abbiamo agito sempre convinti di dover prendere decisioni nell'interesse generale, attenti a che i sacrifici richiesti fossero equamente distruibuiti sul territorio". È una bella sfida, quella raccolta da De Gennaro. In 14 anni di commissariato straordinario per la emergenza rifiuti, di accidenti e imprevisti giudiziari (vedi il processo Bassolino-Impregilo), di dimissioni o licenziamenti dei commissari (vedi Guido Bertolaso), De Gennaro è riuscito in una impresa impossibile. Naturalmente, la strada è tutt'altro che in discesa, i tamburi di guerra di Chiaiano, Napoli, non promettono nulla di buono (dal punto di vista dell'ordine pubblico) come non vanno sottovalutate le proteste irpine o del beneventano, ma alla fine anche il futuro premier Silvio Berlusconi potrà affrontare l'emergenza campana con buona parte del lavoro già risolto dal supercommissario De Gennaro. Anche se si fosse limitato, come alcuni amministratori hanno detto, a mettere "la spazzatura sotto il tappeto". Che non è poca cosa: "Piuttosto che lasciare i rifiuti per strada - dice De Gennaro - con un evidente rischio salute per i cittadini, in attesa di una sistemazione definitiva, le discariche e gli impianti di distruzione, abbiamo fatto la scelta di attivare siti di stoccaggio provvisori che comunque consentono una gestione controllata dei rifiuti. E gli interventi delle autorità preposte ai controlli lo dimostrano". Il futuro È singolare - ma va visto anche come una positiva consapevolezza e senso di responsabilità istituzionale - che proprio sul territorio, tra i suoi rappresentanti istituzionali si sia creata una divaricazione di comportamenti: a Napoli, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità". Insomma, ognuno si assuma le proprie responsabilità. E già, le responsabilità. Chissà perché in questi quattro mesi di De Gennaro, nulla è stato fatto (non dal supercommissario, non è sua la competenza) per avviare il completamento dei lavori per l'inceneritore di Acerra. Con le tre discariche che entreranno in funzione entro la fine di giugno, saremo a metà dell'opera: "Due anni di respiro - dice De Gennaro - per attivare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti. Bisogna fare presto, altrimenti gli sforzi e i sacrifici rischiano di essere vani".

Torna all'inizio


Alle undici di una domenica mattina assolata, Gianni De Gennaro è al secondo piano di palazzo S (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Alerno, in piazza Plebiscito a Napoli, con il suo "vice", il generale dell'Esercito Franco Giannini, a fare i conti: "Siamo ormai a trentamila tonnellate di rifiuti non raccolti, lasciati a terra". Sebbene manchino solo venti giorni alla scadenza del suo mandato, prorogato fino al 26 maggio, il supercommissario alla monnezza non è il tipo che si fa prendere dallo sconforto. Anzi, reagisce filosoficamente: "Naturalmente ogni gestione di una crisi può vivere degli alti e dei bassi. In questo momento, per una concomitanza di eventi, di ostacoli, dobbiamo registrare un rallentamento nella raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti". Gli ostacoli Dal 16 gennaio, quando si è insediato, di momenti critici Gianni De Gennaro ne ha vissuti davvero parecchi. E adesso che il suo lavoro sta per dare i frutti tanto attesi può anche accadere che la "concomitanza" di ostacoli - in questo caso i provvedimenti della magistratura che ha sequestrato il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti di Ferrandelle, Caserta, e quello di stoccaggio di ecoballe di Pianodardine, Avellino - provochino dei rallentamenti. È come se un po' di zucchero fosse finito nella benzina bloccando il motore. In questo caso, si sono bloccati i Cdr, gli impianti di trattamento dei rifiuti che sfornano le ecoballe, e sono tornati i roghi di cumuli di monnezza abbandonati sulle strade (il caldo incombe, i rischi per la salute aumentano). Pausa pranzo, breve relax (davanti al televisore a vedere la vittoria della Roma) e alle cinque del pomeriggio il supercommissario alla monnezza è di nuovo a palazzo Salerno. "La situazione è in ripresa - dice - come tutte le crisi si vive alla giornata. L'impianto generale tiene, già nel pomeriggio la raccolta è ripresa. Per lasciare a terra 10 mila tonnellate di rifiuti bastano due giorni, per toglierli molti di più". Quello di De Gennaro è davvero l'"ottimismo" della volontà. Non può permettersi - non è nelle sue corde - il pessimismo, lo scoramento, insomma la resa. E davvero le accuse, le critiche che gli sono state rivolte in questi mesi non hanno rallentato la sua azione. De Gennaro lo "sbirro", il "poliziotto" che non conosce il territorio. All'obiezione che va per la sua strada, che non ascolta le richieste del territorio, lui replica così: "È del tutto fisiologica una certa resistenza. Io, il mio ufficio, i miei collaboratori siamo sempre stati consapevoli dei disagi che con le nostre scelte e decisioni avremmo provocato. Ma abbiamo agito sempre convinti di dover prendere decisioni nell'interesse generale, attenti a che i sacrifici richiesti fossero equamente distruibuiti sul territorio". È una bella sfida, quella raccolta da De Gennaro. In 14 anni di commissariato straordinario per la emergenza rifiuti, di accidenti e imprevisti giudiziari (vedi il processo Bassolino-Impregilo), di dimissioni o licenziamenti dei commissari (vedi Guido Bertolaso), De Gennaro è riuscito in una impresa impossibile. Naturalmente, la strada è tutt'altro che in discesa, i tamburi di guerra di Chiaiano, Napoli, non promettono nulla di buono (dal punto di vista dell'ordine pubblico) come non vanno sottovalutate le proteste irpine o del beneventano, ma alla fine anche il futuro premier Silvio Berlusconi potrà affrontare l'emergenza campana con buona parte del lavoro già risolto dal supercommissario De Gennaro. Anche se si fosse limitato, come alcuni amministratori hanno detto, a mettere "la spazzatura sotto il tappeto". Che non è poca cosa: "Piuttosto che lasciare i rifiuti per strada - dice De Gennaro - con un evidente rischio salute per i cittadini, in attesa di una sistemazione definitiva, le discariche e gli impianti di distruzione, abbiamo fatto la scelta di attivare siti di stoccaggio provvisori che comunque consentono una gestione controllata dei rifiuti. E gli interventi delle autorità preposte ai controlli lo dimostrano". Il futuro È singolare - ma va visto anche come una positiva consapevolezza e senso di responsabilità istituzionale - che proprio sul territorio, tra i suoi rappresentanti istituzionali si sia creata una divaricazione di comportamenti: a Napoli, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità". Insomma, ognuno si assuma le proprie responsabilità. E già, le responsabilità. Chissà perché in questi quattro mesi di De Gennaro, nulla è stato fatto (non dal supercommissario, non è sua la competenza) per avviare il completamento dei lavori per l'inceneritore di Acerra. Con le tre discariche che entreranno in funzione entro la fine di giugno, saremo a metà dell'opera: "Due anni di respiro - dice De Gennaro - per attivare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti. Bisogna fare presto, altrimenti gli sforzi e i sacrifici rischiano di essere vani".

Torna all'inizio


Due patti per l'ambiente diversi nella sostanza (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 86 del 05-05-2008 Il nuovo impegno di Legambiente simile a quello di Fare Ambiente, ma solo nel nome Due patti per l'ambiente diversi nella sostanza di Giovanni Paolo Ferrari È stata una doppia sorpresa leggere il "Patto per l'ambiente ? 13 proposte per un'Italia più moderna" di Legambiente. Doppia perchè siamo contenti di un'iniziativa che vada a cementare il rapporto tra formazioni politiche e Fare Ambiente e così simile alla nostra iniziativa, di qualche tempo fa, del "Patto per l'ambiente ? Lettera aperta al futuro Premier". La similitudine, a dire il vero, oltre che averci stupiti, ci ha fatto anche sorridere della ? se vogliamo chiamarla così ? coincidenza!... I due documenti hanno molto in comune: in entrambe si utilizza il concetto di sviluppo sostenibile come cardine su cui fondare la società del domani. Come si afferma nel nostro Patto: "La sostenibilità deve diventare cultura diffusa"e fruibile da tutti. La divulgazione e la conseguente consapevolezza seguono per forza di cose l'accesso a determinati contenuti. Accesso, che fino ad oggi, in Italia, per quanto riguarda i temi pregnanti dell'ambientalismo è stato prerogativa di pochi addetti ai lavori e quello che è riuscito a passare, nei meandri dei filtri comunicativi, è stato strumentalizzato e banalizzato creando una disaffezione e, addirittura, una diffusa avversione della gente nei confronti della tutela e valorizzazione dell'ambiente e dei beni culturali. Nel primo punto del documento di Legambiente si pone il problema del cambiamento climatico e ci troviamo d'accordo sul contrastare con ogni mezzo tale fenomeno e sull'applicazione delle direttive dell'UE sul 20-20-20: ridurre del 20% i gas serra e raggiungere il 20% di energia da rinnovabili entro il 2020. Ma non siamo sulla stessa lunghezza d'onda quando si parla di organizzare una conferenza nazionale su energia e clima: sarebbe, a nostro avviso, solo una perdita di tempo. Le direttive comunitarie esistono, devono essere solo applicate dai singoli Stati dell'UE attraverso dei processi di policy efficaci e virtuosi, che non diano spazio ad ulteriori dispendi di energie e denaro. Siamo in netto contrasto ? inoltre ? sul "rifiuto di ogni ipotesi di ritorno al nucleare. Come più volte ribadito, Fareambiente è favorevole al finanziamento e alla reintroduzione della ricerca sul nucleare. Abbiamo, poi, una posizione possibilista per quanto concerne il nucleare. Riteniamo che, pur se i ricercatori non hanno ancora trovato una soluzione definitiva al problema delle scorie radioattive delle centrali nucleari, dei centri di ricerca e dei poli ospedalieri, l'energia nucleare rappresenti una risorsa strategicamente importante per il fabbisogno della nostra nazione e una fonte energetica a emissioni zero di Co2. Nonché la vicinanza alla Francia che conta 59 centrali nucleari attive, disposte in molti casi sul perimetro dei confini nazionali e, in particolar modo, del confine con l'Italia; l'accordo anglo-francese sul nucleare che Nicolas Sarkozy e Gordon Brown hanno stipulato in questi giorni a Londra, che prevede la costruzione in partnership di una nuova generazione di centrali nucleari e di reattori per esportarne la tecnologia in tutto il mondo a caro prezzo; per non parlare dei progetti della Cina, che entro il 2020 costruirà 30 nuove centrali nucleari; tutto questo dovrebbe giustificare l'esigenza di rivedere la scelta referendaria del 1987, nell'ottica dell'interesse e del soddisfacimento del fabbisogno nazionale. Infatti, i processi di globalizzazione, ben lungi dall'aver messo in crisi i confini territoriali delle nazioni, hanno prodotto un fenomeno identitario tale da riportare in auge le istanze nazionali a discapito di quelle comunitarie. In questo stato di stallo in cui versa l'UE, l'Italia potrebbe andare allo sbando se non si mettesse mano al Piano Energetico Nazionale creando, anche col nucleare, quel giusto mix energetico che porti all'autonomia energetica. Sempre la Francia soddisfa l'80% dei suoi bisogni con l'energia nucleare. Ci sembra ? quindi ? miope la posizione di Legambiente ancorata a vecchi stereotipi e pregiudizi sul nucleare civile. Sui rifiuti ci troviamo perfettamente in accordo: bisogna allontanarsi dalla prospettiva dello smaltimento in discarica con le 4R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero), ma, in questo preciso momento, non possiamo non affrontare il doloroso nodo dei rifiuti in Campania. Per questo Fareambiente non può che sollecitare la costruzione di termovalorizzatori di ultima generazione, che utilizzino il processo di pirolisi, in Campania e nelle altre regioni italiane, poiché il problema rifiuti non riguarda solo la Campania, ma presto riguarderà tutta l'Italia: sappiamo tutti che la caring capacity del territorio nazionale è stata superata da lungo tempo e a fronte di territori dove la raccolta differenziata dei rifiuti ha raggiunto percentuali molto alte ci sono zone in cui, ancor oggi, non esiste affatto. In questo possiamo vedere, purtroppo, una nuova spaccatura tra Sud e Nord, dove il Sud si estende anche al Centro. In questo divergiamo da Legambiente anche sul disegno di legge sui Piccoli Comuni. Pur essendo vicini ai comuni con meno di 5.000 abitanti e propensi a considerare di grande valore il patrimonio che custodiscono, crediamo che sia indispensabile costruire soggetti consortili che possano agire liberamente su territori scarsamente popolati e mal rappresentati nelle stanze dei bottoni. Paradossalmente ? secondo il nostro parere ? solo perdendo una fetta dell'autonomia comunale questi centri potranno sopravvivere gestendo insieme e mettendo in comune le loro doti. Il principio di sussidiarietà affronta proprio tale problema: è in contraddizione ? per certo ? il disegno di legge sui piccoli comuni di Legambiente con il bisogno di "dare risposte sempre più puntuali e vicine ai reali bisogni dei cittadini", che la stessa associazione sostiene nei 13 punti del suo Patto. Anche Fareambiente è per la tutela della biodiversità considerando i parchi e le aree protette come i principali baluardi di questa difesa, ma anche come sistemi di organizzazione sociale, come progetto locale per lo sviluppo sostenibile e durevole di un territorio, come prospettiva del locale. Ma siamo contrari alla proliferazione sistematica e puntuale delle aree protette: negli ultimi anni il territorio protetto ha raggiunto il 20% del territorio nazionale. Il 20% è una fetta consistente e i problemi di attuazione delle politiche ambientali si riversano in quasi tutto quel 20%: abbiamo parchi nazionali e provinciali, zone SIC di interesse comunitario, che versano in condizioni a dir poco disagevoli. Parchi istituiti da più di vent'anni che ancora non sono stati dotati di un Piano del Parco, né di un Piano Economico-finanziario: gli unici due strumenti che danno all'Ente Parco autonomia e potere di agire sul territorio. Se ancora siamo a questo punto ci sembra davvero lontano e utopico parlare della valorizzazione del progetto Appennino Parco d'Europa, idea grandiosa e formidabile, ma che, purtroppo, nella realtà resta solo un'idea. Abbiamo espresso a più riprese la nostra volontà di avere una legislazione ambientale per principi superando l'attuale inquinamento da norme, rivisitando in quest'ottica il Testo Unico ambientale del 2006. Questo per noi è fondante, perchè porta con sé la volontà chiara ed indiscutibile di fermare e debellare le Ecomafie, avviare la riforma contenuta nel Testo Unico Ambiente sulla Autorità di bacino per la Tutela del suolo, abbattere gli Ecomostri e far sì che non si verifichino più abusi, ma neanche condoni, che valga il principio "chi inquina paga", tutelare il mare, i bacini d'acqua e le coste, far sì che si realizzi un uso razionale dell'acqua, concretizzare una politica chiara sui trasporti che vada in direzione del trasporto su rotaia, anziché su gomma e che, quindi, vada a realizzare la TAV il Val di Susa, in pieno accordo con le popolazioni locali, intavolando un tavolo di trattative. Il che non significa lasciare le autostrade e le strade del Paese nelle condizioni in cui versano oggi: garantire l'ultimazione dei lavori della Salerno-Reggio Calabria in brevissimo tempo, ormai, si impone come un dovere morale da parte delle autorità. Fare Ambiente ? infatti ? è per una politica di sostegno alle grandi opere compatibilmente con le valutazioni ambientali: siamo ostili ai "no" prevenuti e aprioristici, siamo, invece, possibilisti e votati al confronto e all'approfondimento tematico. Per quanto riguarda l'agricoltura, consci del fatto che l'agricoltura biologica rappresenta una piccolissima parte dei prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani e che, perciò, va intensificata e sostenuta, siamo ? però ? pur consapevoli che non si può fermare la ricerca scientifica nel settore agricolo-alimentare. Soltanto da tale ricerca giungerà la soluzione ad un male che attanaglia la popolazione mondiale: la fame, la malnutrizione, la mancanza di cibo nel mondo. Infine siamo concordi nella prospettiva di raggiungere la soglia del 3% del PIL da destinare a ricerca e sviluppo, ma la nostra vera proposta per quanto riguarda la formazione si realizza nel pensare ad "una scuola capace di futuro" solo se sarà introdotto e reso obbligatorio, in tutto il percorso delle scuole dell'obbligo, l'insegnamento dell'educazione ambientale. Soltanto in questo modo si potrà creare una coscienza ecologista, che porti al rispetto e alla tutela del patrimonio ambientale e dei beni culturali, poiché questi due mondi non possono essere scissi vivendo in simbiosi e facendo parte l'uno dell'altra.

Torna all'inizio


Cave, canali e parchi: il business della monnezza (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il dossier In quattro mesi già trovati 460 mila metri quadrati di "zone franche" Cave, canali e parchi: il business della monnezza SEGUE DA PAGINA 1 Alla fine, Napoli siamo anche noi. In città, nel 2007, l'Amsa ha rimosso 2.884 tonnellate di "mini- discariche abusive" con 1.056 interventi fuori programma. In Lombardia, nel 2006, si legge nel rapporto ecomafie di Legambiente, sono stati sequestrati "108 siti luogo di malagestione dell'immondizia con 168 denunciati e 6 arrestati ". E in provincia, da gennaio, in nemmeno cinque mesi, son stati già contati 460mila metri quadrati di zone franche, pari a 80 (ottanta) campi da calcio messi uno in fila all'altro. Li hanno scoperti gli agenti della polizia provinciale, e il loro dossier "fa paura", dice l'assessore alla Sicurezza di Palazzo Isimbardi Alberto Grancini, "paura, perché i traffici loschi, anziché diminuire crescono" forti dell'appoggio "della criminalità". E di chi altri se non la 'ndrangheta? Nell'hinterland le cosche, come ha sottolineato la recente relazione parlamentare anti- mafia e come ripetono gli esperti della Questura - conviene ripeterlo, ci son certi sindaci che negano perfino l'esistenza, delle cosche calabresi -, ecco, dicevamo, le cosche sono proprietarie di aziende edili e di movimento terra, ossia di raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti dai cantieri. Cantieri che sono i primi e più numerosi rifornitori dei cimiteri della monnezza illegale. Non ci sono solo loro, certo. Però pesano. In questo 2008, a Desio sono stati 150mila metri quadrati contaminati da rifiuti pericolosi; a Marcallo con Casone, Arluno e Cornaredo 160mila di cave abusive; a Melzo 150mila di rifiuti da demolizione. Andiamo avanti. A Limbiate, sono saltati fuori pratoni con "melme acide provenienti dalla raffinazione del petrolio" e a Boffalora sopra Ticino un capannone di 3mila metri quadrati per depositarci imballaggi di plastica e spuntato da nulla. Spuntato. Dal. Nulla. L'improvvisazione materializzazione è una delle caratteristiche delle paludi milanesi dell'imboscamento della monnezza: un giorno non c'è, l'indomani sì. Il terzo scompare, il quarto torna. "Il nemico è troppo forte e vario, da soli, non ce la facciamo ", dice Grancini. L'anno scorso, fu chiusa un'area nel Parco Sud, una zona tremendamente presa di mira e violentata: una ditta di autotrasporti aveva occupato e adottato un angolone di verde per lasciarci l'immondizia. Lo spazio non le bastava e la ditta s'era appropriata d'un laghetto, bombardandolo di pezzi di camion, gomme, bidoni di gasolio ma sempre attenta a che nulla spuntasse dall'acqua, foss'anche d'un millimetro. Sì, è una gara a chi scende più in basso e più s'allarga. Soprattutto, è una dannata gara a nascondino. Andrea Galli.

Torna all'inizio


Barricate e roghi il monito Ue attizza la rivolta (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Monnezza

L'OMBRA DELLA CAMORRA DIETRO LA CONTESTAZIONE Assemblee popolari, interi quartieri isolati, Il sindaco ordina la serrata dei negozi Barricate e roghi il monito Ue attizza la rivolta [FIRMA]GUIDO RUOTOLO INVIATO A NAPOLI Barricate, alberi divelti, roghi di monnezza, cassonetti e macchine rivoltate, bus sequestrati, metrò bloccati. Arresti e condanne per direttissima di due "ragazzi" dei centri sociali pizzicati sulle barricate. E poi assemblee popolari con mille persone, sindaci che guidano le proteste, il prefetto che tenta (inutilmente) di mediare. Interi quartieri isolati, serrata dei negozi decretata da uno dei sindaci in rivolta, quello di Marano, che ha invitato anche le scuole a partecipare alla protesta. Il tutto nel giorno del deferimento dell'Italia da parte dell'Unione Europea per la malagestione dell'emergenza rifiuti in Campania (con richiamo anche per il Lazio). Una brutta aria È la banlieue di cemento, di speranze e disperazione che da tre giorni prepara il benvenuto a Berlusconi. Tira una brutta aria tra Chiaiano (quartiere di Napoli), Marano, Mugnano, Calvizzano, la zona ospedaliera della città, Secondigliano. E' la zona nord ovest di Napoli che si ribella, che prepara la sua guerra contro la cava che sarà coperta da un milione di tonnellate di rifiuti. Sembra che la storia si riproponga, come quel primo appuntamento internazionale del governo Berlusconi, il G8 di Genova (luglio 2001). Solo che questa volta non si tratta di difendere la zona rossa dove si svolgeva il summit. Oggi si tratta di espugnarla questa nuova zona rossa. Una miscela esplosiva fatta di tante anime, dai giovani dei centri sociali alla sinistra Arcobaleno-antagonista, dai veterani della rivolta di Pianura ai sindaci e alle popolazioni, da pezzi di maggioranza e opposizione cittadina alle bande di una periferia disperata che girano sugli scooter. Il ricordo di Genova Un incubo, il G8 di Genova. Un ricordo del passato, una ferita non ancora rimarginata. Il problema anche oggi rischia di essere quello dell'ordine pubblico e della sua gestione (finora le forze di polizia non sono intervenute). "De Gennaro deve ritirare, revocare la sua ordinanza. E questo che gli dirò", spiega Salvatore Perrotta, sindaco di Marano. Ieri è andato dal prefetto Pansa che gli ha suggerito di aspettare che i tecnici dell'Arpac e dell'Asl, magari con consulenti del "movimento", facciano i loro carotaggi, i prelievi tecnici per una valutazione sull'impatto ambientale. Niente da fare. "Quella cava è l'unico polmone verde che abbiamo - dice Perrotta - faremo ricorso al Tar del Lazio e alla Corte di giustizia Ue. Non vogliamo che i tecnici facciano i prelievi. Mi auguro che non si ripeta Pianura, ma sono preoccupato: la situazione sta degenerando. Stanno arrivando anche gruppi di esagitati da altre zone della città e della periferia, stanno bloccando le strade". Chi sono questi "esagitati"? Ultrà? Ragazzi della camorra? Militanti della sinistra antagonista? Le forze di polizia che conoscono un territorio d'antica presenza di una camorra legata a Cosa nostra (i Nuvoletta) temono che la rivolta faccia comodo a chi ha interessi speculativi e immobiliari. E già, Pianura. La rivolta, il dietrofront delle istituzioni. Per la discarica di Chiaiano si è speso anche il sindaco Rosa Russo Iervolino che su Pianura era contraria. Ma sia nel Pd sia nella maggioranza sono divisi. L'opposizione, che a Roma è governo, tenta di mettere in crisi le giunte Iervolino e Bassolino. Se dopo quattro mesi il commissario Gianni De Gennaro ha puntato su Chiaiano è perché ha ritenuto che fosse il male minore. E in questi giorni, pur essendo stato nominato da Prodi, si è incontrato con Berlusconi, mantenendo quotidiani rapporti telefonici coi suoi collaboratori. Insomma, anche per Silvio sembra indispensabile Chiaiano.

Torna all'inizio


Un quartiere in trincea disoccupati e ronde guidano i cortei (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli A vuoto l'incontro con il commissariato di De Gennaro: è muro contro muro Un quartiere in trincea disoccupati e ronde guidano i cortei Due cortei poco affollati, ma carichi di rabbia e striscioni contro la discarica, che isolano definitivamente i centomila abitanti del quartiere Chiaiano, già penalizzati da blocchi e sit-in da tre giorni. Mentre l'atteso vertice che si svolge nel pomeriggio a Palazzo Salerno, tra i comitati di lotta e lo staff guidato dal supercommissario De Gennaro, non produce alcun passo in avanti. Il muro contro muro anzi peggiora. Trincea di Chiaiano, terzo giorno. Il quartiere che si ribella all'idea dello sversatoio da 700 mila tonnellate diventa sempre più impenetrabile per le forze dell'ordine, per le istituzioni, per i tecnici che sono stati formalmente incaricati delle indagini sui suoli. Inaccessibile anche per i bus dell'Anm, per le necessità dei disabili e di famiglie con bimbi. "Fate passare i nostri mezzi, vi rassicureremo sui sondaggi nei terreni", è la richiesta avanzata ieri dal Commissariato. "Niente da fare, non siamo d'accordo con la discarica. I blocchi restano", è la ferma risposta data da cittadini, comitati di lotta e giovani attivisti del centro "Insurgencia". Carlo Migliaccio, consigliere comunale, sottolinea: "Resta la nostra netta opposizione, ma apprezziamo il dialogo di De Gennaro, chiediamo ai concittadini di svolgere una protesta pacifica. Sappiamo anche che il commissario è stato quasi spinto dalla mancanza di disponibilità di Avellino a individuare un sito alle porte di Napoli". Qualcuno riferisce i momenti concitati dell'incontro: per salvare il caciocavallo avellinese - avrebbe sintetizzato uno degli uomini di De Gennaro - siamo costretti ora a fare la guerra civile con i manifestanti di Napoli. Il risultato è che, ancora ieri, da via Emilio Scaglione, lungo via Cubito, per tre incroci e migliaia di residenti, a Chiaiano si passa solo a piedi o in scooter. Guardati a vista da una serie di giovani che controllano il territorio. Gli stessi profili sui quali si concentrano le indagini della Digos, che ha aperto un dossier sui disordini di lunedì scorso. La tensione sale nel pomeriggio. I disoccupati provenienti dal centro cittadino scendono dai treni della metro, piombano a Marianella, srotolano gli striscioni e urlano al megafono: "Scendete dalle case, venite a protestare pure voi, stiamo facendo "ammuina" per non fare arrivare la monnezza sotto le vostre case". Ore 17, parte da via Santa Maria a Cubito il corteo del Coordinamento di lotta e dell'Udo. Fischietti, drappi rossi. Ma le famiglie non ci sono, né la maggioranza dei residenti di Chiaiano. Lo ammette anche una anziana signora, medico, Rosaria Buonaurio, che è scesa in strada non tanto per opporsi alla discarica ("Qui affogheremo nell'immondizia, dovranno per forza aprirlo un buco"), quanto per sensibilizzare il resto della popolazione in lotta sulla necessità della differenziata. "Sfondate una porta aperta - la rimbrotta la bionda signora, agguerrita, che viene da Secondigliano - I nostri uomini stanno qua a fare il corteo per questo. Vogliono i "posti" nella differenziata. Devono aumentare la raccolta? E ci vogliono più assunzioni". Tanti altri, in verità, sfilano a Chiaiano con bandierine bianco-azzurre per ottenere, come ammettono candidamente, "visibilità sulla nostra disoccupazione". Sono gli Oss, operatori socio-sanitari. Arrivano da Torre del Greco, da Frattamaggiore, da Casalnuovo, con la vertenza rifiuti non c'entrano. A parte per quella incidentale: "Se ne devono andare a casa Bassolino e Iervolino. Abbiamo fatto un corso di formazione e nessuno ci ha assunto". Mezz'ora più tardi, a Marano, la priorità torna il no alla discarica di Chiaiano. Accade nel punto in cui il primo corteo di disoccupati confluisce con il secondo e più nutrito raggruppamento di cittadini di Marano, in testa persino l'assessore regionale Corrado Gabriele e l'ex parlamentare della Sd Francesco Caruso. L'area nord resta luogo di rabbia, legittime battaglie, ma soprattutto stridenti contraddizioni. Come queste: centinaia di persone gridano "Meno discariche, più differenziata" e poi lasciano che i teppisti distruggano qualcosa come venti campane cariche di vetro, o plastica, che giacciono da tre giorni capovolte sulle strade occupate di Chiaiano, oltre ad una quarantina di cassonetti distrutti, con immondizia sparsa sui marciapiedi e impregnata di insopportabili esalazioni. O ancora: centinaia di manifesti firmati Pd che gridano "no" alla discarica e solidarizzano con lo sciopero della fame del consigliere Moxedano mentre la posizione ufficiale dello stesso partito è "sì" a quello sversatoio. Si spacca perfino la già decimata Sinistra Arcobaleno sulla guerriglia di Chiaiano. Mentre esponenti di Rifondazione (come Caruso) attaccano i carabinieri per l'arresto di un uomo che impediva la raccolta di immondizia in strada, i due consiglieri comunali dei Comunisti italiani, Gaetano Sannino e Antonio Fellico, auspicano, in una nota, "maggiore severità delle forze dell'ordine contro le bande di teppisti che nel quartiere agiscono indisturbati, organizzando azioni violente e intimidatorie, e ostacolano lo svolgimento delle attività quotidiane, come il commercio, l'accesso alle scuole, l'uso dei mezzi di trasporto per recarsi al lavoro o nelle scuole". è la testimonianza del racket che si infiltra nella protesta. Chissà se sarà approfondita. (co. sa.).

Torna all'inizio


RIMPASTO AL COMUNE, SCOTTI VERSO IL Sì (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Rimpasto al Comune, Scotti verso il sì Sul rimpasto in giunta al Comune di Napoli continua il lavoro del sindaco Iervolino per cercare di fare entrare in squadra personalità di rilievo. Il sindaco ieri è stata a Roma con tutti gli amministratori del Pd, dove ha incontrato i vertici nazionali del partito: anche dal loft di Sant'Anastasia è partito l'invito al primo cittadino a perseverare nell'opera di rinnovamento dell'esecutivo cittadino. Iervolino attende in queste ore il sì dell'ex ministro della Giustizia, Luigi Scotti, e dall'altro ex ministro napoletano Luigi Nicolais. Il pressing sul professore in queste ore è incessante, ma Nicolais prende tempo. Da registrare anche una indiscrezione che trapela dalla Regione, secondo la quale il vicesindaco Tino Santangelo potrebbe essere chiamato da Bassolino nel ruolo di assessore ai lavori pubblici. Mossa che consentirebbe a Nicolais di insediarsi sulla poltrona di vicesindaco. Santangelo interpellato sulla questione ha smentito. Sottolineano dal suo staff che "fino a questo momento non sono pervenute richieste in tale direzione".

Torna all'inizio


Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Monnezza

E sempre emergenza rifiuti Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune Doppia occupazione dei palazzi del potere a Napoli. Ieri sia l Aula del Consiglio regionale, sia quella del Consiglio comunale sono state teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato, perché ha come unico obiettivo quello di continuare a sedere sulle poltrone del potere, impedendo, così, ai cittadini della Campania di tornare al voto". Quasi contemporaneamente, in Comune, dove si stava tenendo una seduta con all ordine del giorno l annosa questione rifiuti, i consiglieri della municipalità di Chiaiano, quartiere che dovrebbe ospitare una nuova discarica, per protesta hanno occupato l Aula del Consiglio, bloccando così i lavori dell Assemblea cittadina. A Chiaiano intanto, anche ieri sono andate in scena blocchi stradali e proteste. Vista la tensione, è tornato a farsi vivo persino Francesco Caruso, che orfano del suo seggio parlamentare, sfumato con la dissoluzione politica di Rifondazione e della Sinistra arcobaleno, sembra essere tornato a vestire gli usuali abiti del disubbidiente in servizio effettivo permanente. "Così come già accaduto a Pianura - ha minacciato - questa protesta sarà un muro contro cui le istituzioni sbatteranno il muso. Farebbero meglio a fare marcia indietro". [Data pubblicazione: 08/05/2008].

Torna all'inizio


Chiaiano, i dannati della discarica Non ci faremo seppellire (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Chiaiano, i dannati della discarica "Non ci faremo seppellire" di Enrico Fierro inviato a Napoli Barricate e blocchi stradali. Tutti di monnezza. Sacchetti sventrati, cassonetti capovolti, cumuli di rifiuti a marcire al sole, altri cumuli bruciati a spargere nell'aria diossina, è la rivolta di Chiaiano, il quartiere a nord di Napoli destinato ad ospitare la megadiscarica che dovrà risolvere l'emergenza rifiuti. Settecentomila tonnellate da sversare nelle cave di tufo, a pochi metri dalle case, quasi a ridosso di un grande complesso ospedaliero, in un'area sulla quale gravitano non meno di 200mila persone. "Una follia pura". Ha indossato la fascia tricolore delle grandi occasioni, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta. Il suo comune, 70mila anime, inizia dove finisce Chiaiano. A dividere Napoli e quel paesone una orribile rotonda di cemento a forma di barca. "No alla discarica assassina", c'è scritto su una "fiancata". Questo è il penultimo check-point prima di arrivare alle cave di tufo. Il sindaco è in testa al corteo che anche ieri è sfilato per le strade di Marano. In paese c'è la serrata dei commercianti e migliaia di persone sono in piazza. "Chi ha deciso di aprire una discarica di quelle proporzioni qui ha fatto una scelta scellerata. Noi non siamo stati consultati, non c'è stato alcun tavolo di concertazione. Certo, nei giorni scorsi abbiamo incontrato il Commissario De Gennaro. Ma lui resta sulle sue posizioni, noi sulle nostre". Accanto ha il vicesindaco. Si chiama Marino Nuvoletti ed è di Rifondazione comunista. "Noi non siamo i soliti signori del no, il nostro rifiuto alla discarica è basato su dati scientifici, questo è l'ultimo grande polmone verde di Napoli, chi ha pensato di seppellirci sotto una montagna di spazzatura ha sbagliato i suoi conti". Quindi? "Quindi c'è poco da dire: in quelle cave non entrerà nessuno, né i tecnici per fare le analisi, né i camion per approntare la discarica". Tensione alle stelle. In cima al corteo ci sono i bambini con le mascherine. Innalzano cartelli dove il tema è uno solo: "No al tumore, no alla discarica". Ad incitare la folla non è un no global, ma un signore in giacca e cravatta. Si chiama Fausto Senese ed è il presidente dell'Associazione commercianti. "Ma gli italiani lo sanno dove dovrà nascere questa enorme discarica? Lo dico io: a 300 metri dal mercato ortofrutticolo, se qui arriverà tutta la monnezza di Napoli chi comprerà più la nostra frutta?". Il corteo sfila per le strade della città, i cartelli sono eloquenti. Un grazie ironico al sindaco di Napoli, Iervolino, a Bassolino e all'ex ministro Pecoraro Scanio. Ma c'è anche uno striscione che saluta il nuovo governo: "Primo consiglio dei ministri rinviato. Come preventivato". Insomma, la gente in strada non crede più a nessuno. Neppure alle parole del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, che propone un tavolo tecnico-istituzionale per il controllo di tutte la fasi di costruzione della discarica. Dal corteo e dai suoi leader arriva un no secco: "No alla discarica dei veleni". Chiaiano come Pianura, qualche mese fa. Blocchi e gente in piazza. Ma lo scenario politico è cambiato. Ora alla testa della protesta ci sono sindaci e presidenti delle Municipalità democratici e di sinistra, al corteo di ieri a Marano c'era l'assessore regionale al lavoro Corrado Gabriele, di Rifondazione comunista. A Pianura, invece, erano di destra i leader che arringavano le folle sulle barricate. Interessi di bassa politica a parte, il dato vero è che, ancora una volta, Napoli rischia di scoppiare. Lo scenario è quello di mesi fa: ancora ieri erano una cinquantina i roghi di rifiuti in provincia, in realtà come San Giorgio a Cremano è di 200 tonnellate la quantità di rifiuti non raccolti. Ma a preoccupare di più è l'impossibilità di mettere almeno una toppa all'emergenza. Napoli produce ogni giorno 7200 tonnellate di rifiuti, attualmente nei siti provvisori sono stoccate 250mila tonnellate, ma il meccanismo sembra essersi inceppato. La discarica di Ferrandelle, nel Casertano è satura, i due impianti di Cdr destinati allo stoccaggio delle ecoballe, i rifiuti imballati, sono fermi. Quello di Pianodardine, zona industriale di Avellino, dove il Commissariato ha deciso di piazzare ben ventimila ecoballe è stato sequestrato dalla magistratura: mancano i requisiti di sicurezza e ci sono seri pericoli per la salute degli abitanti. E venerdì prossimo arrivano Berlusconi e il governo: consiglio dei ministri a Napoli per affrontare e risolvere l'emergenza rifiuti. "Ci saremo anche noi", dicono in coro i manifestanti di Chiamano, sicuri che almeno fino a quella data ci sarà una tregua. L'impressione è che il commissario De Gennaro non voglia assumersi da solo la responsabilità di prendere una decisione definitiva sull'apertura della discarica. Il clima è teso, c'è il rischio di una rivolta. E la venuta di Berlusconi a Napoli non può essere preceduta da polemiche e scontri di piazza. Meglio che la patata bollente passi al premier. Il consiglio è che la maneggi con cura.

Torna all'inizio