HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “MONNEZZE” |
|
toARTICOLI DAL 1° al 9 maggio
2008 #TOP
·
Articoli
Monnezze (18)
"c'è un partito da costruire" - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Mi pare giusta la linea del sindaco Rosa Russo Iervolino di rilanciare il governo cittadino con chiare priorità programmatiche, con la presenza in giunta di nuove energie per accrescere la capacità di ascolto delle esigenze della città e l'efficienza dell'amministrazione". Come giudica la scelta del consigliere comunale Giudice di tenere in vita la Margheritaa Palazzo San Giacomo?
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il progetto esecutivo viene consegnato quattro anni dopo e approvato dalla giunta Iervolino con deliberazione n° 702 del 9 marzo 2004. Ma, per ragioni mai spiegate, non viene realizzato pur disponendo dei finanziamenti e dell'area (nel frattempo la vela H era stata demolita nonostante avesse valore di mercato di 30 miliardi di lire).
Immondizia
nelle strade, pronto l'esercito ( da "Opinione, L'"
del 02-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: nuovo una mozione di sfiducia al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Tutte questioni, queste, che poco incideranno sulla questione rifiuti. Così come poco inciderà l'appoggio della Iervolino a De Gennaro o la riapertura parziale di qualche sito di stoccaggio. Come non sono importanti le manifestazioni di protesta, ieri ad Avellino, oggi a San Arcangelo Trimonte.
Rifiuti,
firmata l'ordinanza per attivare il sito di chiaiano - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: sindaco Iervolino e la sua maggioranza avessero programmato la risoluzione di un ciclo integrato dei rifiuti, oggi nessuno si tormenterebbe per scelte drammatiche e dolorose di cui hanno la piena responsabilità. Le irresponsabilità di Bassolino e le debolezze della Iervolino rendono a questo punto ancor più necessaria un'azione politica che risolva per sempre questa vergogna mondiale"
FESTA
DEL LAVORO IN PIAZZA IERVOLINO E BASSOLINO ASSENTI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: IL CASO Festa del lavoro in piazza Iervolino e Bassolino assenti Concerto invece del corteo. La manifestazione del Primo maggio quest'anno ha visto anche i sindacati napoletani privilegiare la kermesse in piazza. Sul tappeto anche qui sicurezza sul lavoro e lotta al precariato, con migliaia in piazza Dante.
MILLE
TONNELLATE A TERRA, CAOS A FERRANDELLA. RINVIATO IL CONSIGLIO DI LUNEDì SUL
TEMA RIFIUTI: INSORGE IL PDL ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ieri il sindaco Iervolino ha ripetuto il suo sì alla discarica di Chiaiano e il governatore Bassolino ha incontrato De Gennaro e ha ribadito il suo apprezzamento per l'azione del superprefetto. Il Comune di Marano e l'VIII Municipalità di Napoli, invece, hanno annunciato il ricorso alle vie legali.
"il
sangue si è sciolto napoli può farcela" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: assente Bassolino Un gruppetto contesta Iervolino PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) "Napoli ce la può fare, ce la deve fare. Il miracolo è una risposta positiva, come tutte quelle di San Gennaro, di partecipazione di un santo che vuol bene ai napoletani, vuole continuare a proteggerli, aiutarli nelle difficoltà".
Emergenza
rifiuti, 100 giorni dopo Napoli è di nuovo una pattumiera
( da "Giornale.it,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore.
Cento
giorni dopo Napoli è di nuovo pattumiera
( da "Giornale.it,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: situazione che si sta creando a Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi in 24 ore.
"Troppi
freni al mio piano" ( da "Stampa, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità".
Alle
undici di una domenica mattina assolata, Gianni De Gennaro è al secondo piano
di palazzo S ( da "Stampa, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro: "Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle proprie comunità".
Due
patti per l'ambiente diversi nella sostanza
( da "Opinione,
L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: chiara ed indiscutibile di fermare e debellare le Ecomafie, avviare la riforma contenuta nel Testo Unico Ambiente sulla Autorità di bacino per la Tutela del suolo, abbattere gli Ecomostri e far sì che non si verifichino più abusi, ma neanche condoni, che valga il principio "chi inquina paga", tutelare il mare, i bacini d'acqua e le coste, far sì che si realizzi un uso razionale dell'
Cave,
canali e parchi: il business della monnezza
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: si legge nel rapporto ecomafie di Legambiente, sono stati sequestrati "108 siti luogo di malagestione dell'immondizia con 168 denunciati e 6 arrestati ". E in provincia, da gennaio, in nemmeno cinque mesi, son stati già contati 460mila metri quadrati di zone franche, pari a 80 (ottanta) campi da calcio messi uno in fila all'altro.
Barricate
e roghi il monito Ue attizza la rivolta
( da "Stampa,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Per la discarica di Chiaiano si è speso anche il sindaco Rosa Russo Iervolino che su Pianura era contraria. Ma sia nel Pd sia nella maggioranza sono divisi. L'opposizione, che a Roma è governo, tenta di mettere in crisi le giunte Iervolino e Bassolino. Se dopo quattro mesi il commissario Gianni De Gennaro ha puntato su Chiaiano è perché ha ritenuto che fosse il male minore.
Un
quartiere in trincea disoccupati e ronde guidano i cortei
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: devono andare a casa Bassolino e Iervolino. Abbiamo fatto un corso di formazione e nessuno ci ha assunto". Mezz'ora più tardi, a Marano, la priorità torna il no alla discarica di Chiaiano. Accade nel punto in cui il primo corteo di disoccupati confluisce con il secondo e più nutrito raggruppamento di cittadini di Marano, in testa persino l'assessore regionale Corrado Gabriele e l'
RIMPASTO
AL COMUNE, SCOTTI VERSO IL Sì ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: al Comune di Napoli continua il lavoro del sindaco Iervolino per cercare di fare entrare in squadra personalità di rilievo. Il sindaco ieri è stata a Roma con tutti gli amministratori del Pd, dove ha incontrato i vertici nazionali del partito: anche dal loft di Sant'Anastasia è partito l'invito al primo cittadino a perseverare nell'opera di rinnovamento dell'esecutivo cittadino.
Napoli,
ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: teatro di manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo regionale ormai delegittimato,
Chiaiano,
i dannati della discarica Non ci faremo seppellire
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino, a Bassolino e all'ex ministro Pecoraro Scanio. Ma c'è anche uno striscione che saluta il nuovo governo: "Primo consiglio dei ministri rinviato. Come preventivato". Insomma, la gente in strada non crede più a nessuno. Neppure alle parole del Commissario straordinario Gianni De Gennaro, che propone un tavolo tecnico-
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
"C'è un partito da costruire" Iannuzzi: primarie in ogni Comune entro
60 giorni Il dramma rifiuti ha reso impossibile la costituzione dei Circoli del
partito. Occorre ora un'effettiva e moderna rete territoriale Condivido e
apprezzo la scelta responsabile del governo regionale di affrontare entro un
anno le grandi priorità Ma poi si dovrà votare La mozione presentata da dodici
senatori del Pdl è sbagliata e strumentale Spero che Giudice guardi con fiducia
all'esperienza Pd invece di nostalgie anacronistiche OTTAVIO LUCARELLI
"Entro due mesi chiameremo al voto il "popolo delle primarie" e
tanti altri cittadini che non hanno partecipato all'appuntamento del 14
ottobre. Solo così potremo formare in ogni Comune una dirigenza scelta dai
cittadini e legittimata a prendere decisioni forti e rilevanti". Tino
Iannuzzi, deputato e segretario regionale, rientrando da Montecitorio spinge
sull'acceleratore per la costruzione di un Pd campano costruito dal basso.
Primarie entro due mesi, elezioni in Regione entro un anno, rimpasto anche a
Palazzo San Giacomo. Segretario, come reagirà il Partito democratico dopo la
tornata politico amministrativa che anche in Campania registra risultati
negativi per il centrosinistra e una notevole avanzata del Pdl? "Dobbiamo
costruire con urgenza un partito radicato sul territorio. Il dramma
dell'emergenza rifiuti ha reso impossibile la costituzione dei Circoli del
partito. Occorre ora un'effettiva e moderna rete territoriale, un modello da
realizzare nei prossimi due mesi". In relazione al dibattito nazionale sul
partito del Nord e quello del Sud, quale modello scegliete per il Pd campano? "Un
partito regionale e federale che sappia formare dal basso la propria classe
dirigente. Naturalmente, per vincere questa grande sfida di radicamento
territoriale l'intero partito deve avere la capacità di mettere alle spalle i
contrasti e le divisioni che ci trasciniamo dalle primarie in tante realtà
locali. Siamo tutti chiamati a un grande salto di qualità e innovazione per
valorizzare il nostro significativo risultato elettorale, che alle politiche
dello scorso 13 aprile ci ha assegnato il trenta per cento dei consensi".
Tra un anno il voto anticipato in Regione. Condivide la scelta del presidente
Antonio Bassolino oppure ci si avvia ad andare al voto
alla scadenza naturale del 2010? "Condivido e apprezzo la scelta
responsabile del governo regionale di affrontare entro un anno l'agenda di
grandi priorità. Mi riferisco all'utilizzo mirato dei fondi europei per
produrre vero sviluppo e moderne infrastrutture, al decentramento di funzioni
amministrative, alla nuova legge elettorale, allo statuto regionale. Al termine
di questo percorso è giusto ritornare al voto". Tra un anno, dunque, si
vota in Campania? "Sì, si vota". Ma il rimpasto in Regione ha portato
risultati positivi oppure non è cambiato nulla? "Nuove e qualificate
professionalità hanno sicuramente arricchito il governo regionale. Noi, del
resto, fin dal primo momento abbiamo sostenuto questo percorso". Che
valenza potrà avere la mozione presentata da dodici senatori del Pdl per
mandare a casa Bassolino? "Un'iniziativa
sbagliata e del tutto strumentale. Tra l'altro si pongono al riguardo tanti
dubbi di conformità costituzionale. Chi è in maggioranza nel governo del paese
ha il dovere di lavorare alla soluzione dei problemi e non di sollevare
polveroni. Trovo invece seria ed equilibrata la posizione espressa dai dieci
senatori campani del Pd". Ritiene utileun eventuale rimpasto anche al
Comune di Napoli? "Mi pare giusta la linea del sindaco
Rosa Russo Iervolino di rilanciare il governo cittadino con chiare priorità
programmatiche, con la presenza in giunta di nuove energie per accrescere la
capacità di ascolto delle esigenze della città e l'efficienza
dell'amministrazione". Come giudica la scelta del consigliere comunale
Giudice di tenere in vita la Margheritaa Palazzo San Giacomo? "La
Margherita e i Ds sono confluiti al termine di un lungo dibattito nella grande
e nuova casa comune del Pd, sotto il cui simbolo la Margherita ha deciso di
proseguire il percorso politico. L'utilizzo del simbolo è francamente fuori
luogo e improponibile ed è completamente superato dagli eventi che sono alle
nostre spalle e che tutti, soprattutto quelli che fanno politica, ben
conoscono. Pertanto spero che il consigliere Giudice guardi con fiducia
all'esperienza del Pd piuttosto che coltivare nostalgie ormai
anacronistiche". Sulla vicenda rifiuti ritiene utile un ritorno aipoteri
ordinari in Campania? "Abbiamo sostenuto e sosteniamo con forza e coerenza
l'azione del prefetto De Gennaro. Tuttavia non c'è dubbio che è indispensabile
il ritorno al sistema ordinario delle competenze fondato sul principio di
provincializzazione e sulla chiara responsabilità di ciascun territorio
sull'apertura di tutte le discariche necessarie, sulla raccolta differenziata e
sulla costruzione dei due termovalorizzatori di Acerra e Salerno".
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Sul Comune e
Gregotti parli la Corte dei conti Gerardo Mazziotti Napoli Il 22 febbraio 1997 il
ministro dell'Interno Napolitano accoglie la richiesta del sindaco Bassolino di utilizzare la vela H di Scampia per realizzarvi
il Centro nazionale di Protezione civile e il 5 maggio ne viene affidata la
progettazione allo Studio Gregotti di Milano con un compenso di lire
2.019.314.352. Per giustificare l'incarico fiduciario, in violazione della
legge 415/98 nota come Merloni ter, viene invocato "uno stato di
emergenza" non meglio definito visto che Napoli vive da secoli nelle
"emergenze" della criminalità, del traffico, dell'occupazione, dei
rifiuti e così via. Dopo averci pensato ben tre anni Gregotti propone di
demolire la vela H, causa l'alto costo del suo riuso, e di costruire al suo
posto un edificio nuovo. La proposta viene accettata e, con delibera di G. C.
n° 3559 del 20 ottobre 2000, gli viene affidato il relativo incarico con un
compenso di lire 1.562.544.000. Il progetto esecutivo viene
consegnato quattro anni dopo e approvato dalla giunta Iervolino con
deliberazione n° 702 del 9 marzo 2004. Ma, per ragioni mai spiegate, non viene
realizzato pur disponendo dei finanziamenti e dell'area (nel frattempo la vela
H era stata demolita nonostante avesse valore di mercato di 30 miliardi di
lire). E si arriva al 5 aprile 2006 quando la Regione Campania e
l'Università Federico II firmano un protocollo per la realizzazione a Scampia
di un insediamento universitario prevedendo l'utilizzazione del progetto già
approvato. Si legge nel protocollo: "Considerata l'analogia tra le
destinazioni d'uso, ritenendo che le modifiche da apportare al progetto fossero
prevalentemente di natura impiantistica, rimanendo pressoché invariato
l'organismo architettonico che vede modificato esclusivamente l'aspetto
distributivo delle funzioni". A parte l'italiano, sta il fatto incredibile
che il professor Gregotti accetta questa oscena proposta. Proprio lui che ha
insegnato nelle facoltà d'architettura la stretta correlazione tra la
"funzione" e la "forma". Come a dire, per esempio, che una
chiesa ha una sua "forma" diversa da quella di un auditorium. Ma il
professor Gregotti dimostra che a Scampia la stessa "forma" (una
forma criticabilissima, peraltro) può valere sia per l'edifico destinato al
Centro di Protezione civile che per quello destinato a una facoltà di Medicina.
Ignoro il compenso professionale di quest'altro progetto, ma so che viene
approvato con delibera di G. C. n° 5058 del 27 novembre 2006. Nel frattempo,
l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, alla quale ho denunciato la
vicenda sin dal 1997, completa la sua istruttoria e il 23 luglio 2007 informa
il sindaco di Napoli, la Procura regionale della Corte dei conti, il
responsabile del procedimento e me di quanto appresso. "Ritiene che il
Comune di Napoli, pur nel permanere della situazione di emergenza, avrebbe dovuto
motivare l'urgenza di procedere a un affidamento fiduciario e, in particolare,
nel modificare l'oggetto dell'incarico dopo tre anni, avrebbe dovuto procedere
a una apertura alla concorrenza e a un confronto tra più offerte". Detto
più chiaramente, avrebbe dovuto espletare un concorso internazionale di
progettazione, secondo la Direttiva 92/50/Cee del 18 giugno'92 e la legge 157
del 17 marzo '95. Ma l'amministrazione comunale non se ne dà per intesa e nel
gennaio scorso procede ad appaltare l'opera. A questo punto non resta che
confidare nelle decisioni della Corte dei conti. Resta, in ogni caso,
l'arroganza degli amministratori comunali nel violare le leggi della
Repubblica. E nel mortificare le legittime aspettative degli architetti e degli
ingegneri di tutto il mondo. Se c'è il concerto allora c'è la polizia Lettera
firmata Napoli Abito al centro di Napoli, a ridosso di via Toledo, dove non si
vede un vigile o le forze dell'ordine neanche a pagarli a peso d'oro, l'altra
sera in concomitanza della prima del concerto di D'Alessio al teatro Augusteo
c'erano ben tre cellulari della celere, mi chiedo a fare che, a proteggere chi,
se a qualsiasi ora del giorno e della notte siamo in balia di bande di
ragazzini e delinquenti vari senza che nessuno si preoccupi della sicurezza di
noi cittadini. Basta un concerto per vedere un po' di polizia in strada.Allora
facciamo concerti tutto l'anno. Non sono d'accordo con don Luigi Merola
Giancarlo Caputi giancarlocaputil@libero.it Don Luigi Merola sostiene su
"Repubblica" che le trasmissioni tipo Annozero sulla camorra sono
dannose; che le insegnanti di Miano hanno fatto bene a non partecipare; che
cerca qualcuno che dia un lavoro a una ragazza chiamata Anna, che vuole uscire
dal giro degli spacciatori e lavorare onestamente per mantenere la sua
famiglia. Spesso seguo le iniziative di don Merola, ho partecipato alle sue
marce anticamorra a Forcella, ma non sono per niente d'accordo con quanto
sopra. Se non vi fossero trasmissioni informative, la gran parte delle persone
non ne saprebbe niente. Non vedo che utilità ci sia nel tenere la gente
nell'ignoranza dei principali pericoli della nostra zona. Le insegnanti di
Miano non hanno voluto collaborare alla diffusione dell'informazione e a
proporre eventuali soluzioni derivanti dalla loro esperienza. Non vedo cosa ci
sia di buono in ciò. Se davvero si vuole trovare lavoro per le ragazze come
Anna, bisogna combattere la camorra, principale causa sia della disoccupazione,
sia dello spaccio. Cercare di evitare gli effetti senza rimuovere le cause non
è molto utile. Le associazioni sono meritevoli fino a un certo punto. Infatti
spesso esse si comportano come chi asciuga l'auto sotto la pioggia, invece di
portarla al coperto. Sono sforzi che procurano buon nome, ma dal punto di vista
strategico sono fallimentari se si evita di affrontare il cuore del problema.
Il cuore del problema è questo: vi è bisogno di forme organizzative per
impedire alla malapolitica di regalare alla camorra fiumi di danaro pubblico, e
per ottenere norme che penalizzino seriamente, a partire dalla scuola, chi usa
la violenza per impedire la crescita economica e civile della nostra regione. I
giornalisti che hanno il coraggio di descrivere quello che sta succedendo vanno
ringraziati, non vanno invitati a tacere parlando di calcio, e a rimettere la
coperta sulla realtà. La cattiva immagine della nostra regione non è colpa dei
giornalisti, è colpa di chi (cittadini, autorità, associazioni), davanti a
simili notizie continua a non fare niente. Permettendo le grandi ruberie e i
guasti ambientali di cui non vorrebbe sentire parlare. Il Pdl per entrare nella
modernità Salvatore Varriale Pdl Comune di Napoli Tocca al Pdl cercare una
soluzione. E la soluzione potrebbe essere la ricostituzione di una nuova
commissione speciale su Napoli e sulla Campania, come quella di oltre cento
anni fa, alla quale chiamare a lavorare le menti del nuovo meridionalismo a
partire da Giuseppe Galasso e Compagna figlio, ma cercando altri protagonisti
di un dibattito di questo genere, come il figlio di Rossi-Doria o gli eredi dei
vari Sonnino, Franchetti e Salvemini. Con un unico obiettivo: uscire una volta
per tutte dall'oleografia ed entrare nella modernità. Gli interventi dell'Arin
urgenti e programmati Anna Prisco Relazioni esterne Arin In merito alla lettera
inviata dalla signora Luana Tramontano il 24 aprile, Arin precisa che gli
interventi a cui fa riferimento la signora sono stati eseguiti con somma
urgenza e dunque Arin non ha avuto la possibilità di avvertire del disagio
preventivamente gli utenti. Cosa diversa invece quando l'intervento è
programmato: in questi casi Arin puntualmente avvisa tutti i cittadini dei
possibili disagi arrecati. Abbiamo provato a contattare anche la signora
Tramontano, ma non risulta cliente diretta Arin e non risulta rintracciabile
negli archivi a cui abbiamo accesso.
( da "Opinione, L'" del 02-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Ven, 02 Mag
2008 Edizione 84 del 01-05-2008 Immondizia nelle strade, pronto l'esercito A
Palazzo Grazioli sono pronti a tutto, anche ad usare la forza, per trovare una
soluzione di Francesco Blasilli Gianni De Gennaro è salito ieri a Palazzo
Grazioli per incontrare Berlusconi. Tema del summit è stata chiaramente la
questione rifiuti, con la possibilità che l'incarico all'ex capo della Polizia,
in scadenza il prossimo 8 maggio, possa venire prorogato. Questo mentre alcuni
senatori del Pdl sembrano intenzionati a riproporre di nuovo
una mozione di sfiducia al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Tutte questioni, queste, che poco incideranno sulla questione
rifiuti. Così come poco inciderà l'appoggio della Iervolino a De Gennaro o la
riapertura parziale di qualche sito di stoccaggio. Come non sono importanti le
manifestazioni di protesta, ieri ad Avellino, oggi a San Arcangelo Trimonte.
Per il risolvere il problema rifiuti c'è un solo modo: passare dalla carota al
bastone. Tutto questo Berlusconi lo sa bene. Per salvare la Campania c'è
bisogno di riaprire subito discariche, siti di stoccaggio e soprattutto c'è la
necessità di realizzare i termovalorizzatori (intanto, fiutando l'affare, il
presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ne vuole costruire tre).
Berlusconi è disposto a tutto, perché sui rifiuti campani si gioca gran parte
della sua credibilità governativa. Il Cavaliere è disposto ad usare qualunque
mezzo, anche l'esercito; così come De Gennaro chiederà strumenti più consoni alla
sua missione. Per questo, i due troveranno un accordo e probabilmente l'ex capo
della Polizia rimarrà commissario straordinario con pieni, e reali, poteri. E'
chiaro che, nel frattempo, la mondezza verrà spedita in Germania dove
l'aspettano a braccia, pardon, a termovalorizzatori aperti. Anche perché,
seppur sparita dalle prime pagine dei giornali, l'emergenza continua: ieri un
istituto tecnico di Marcianise è rimasto chiuso, perché cumuli di rifiuti
ostruivano la strada d'accesso. E con questa situazione non ne esce danneggiata
solo la salute, ma anche il portafoglio. L'Ue, infatti, deciderà il prossimo 6
maggio che misure adottare contro Campania e Lazio in materia di rifiuti. Per
la Campania si attende il deferimento alla Corte di giustizia Ue del Lussemburgo,
ultima tappa della procedura d'infrazione aperta da Bruxelles il 27 giugno
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli Rifiuti,
firmata l'ordinanza per attivare il sito di Chiaiano Apertura tra 20 giorni.
"Pronti a blocchi e ricorsi" Cdr fermi o a singhiozzo, quasi 2 mila
tonnellate di immondizia nelle vie cittadine OTTAVIO LUCARELLI QUASI duemila
tonnellate di immondizia nelle strade della città e cdr fermi o a singhiozzo in
tutta la Regione. In questa situazione di eterna emergenza il premier Romano
Prodi ha firmato l'ordinanza per "l'attivazione del sito di discarica in
località Chiaiano nel Comune di Napoli". Ordinanza numero 3672 del 30
aprile che dunque, dopo il trentennio di Pianura chiuso con la rivolta dei mesi
scorsi, apre ora il capitolo Chiaiano. Una discarica da aprire entro venti
giorni, un invaso capace di contenere fino a 700 mila tonnellate di spazzatura,
cioè quello che Napoli produce in due anni. La scelta è stata presa da Prodi
d'intesa con Gianni De Gennaro che due giorni fa l'ha concordata direttamente
anche con Silvio Berlusconi in vista della proroga annunciata per il suo
incarico alla guida del Commissariato. Una scelta contestata dai sindaci
dell'area Nord che annunciano barricate e ricorsi al Tar. Sono dunque le cave
di tufo di Chiaiano la nuova grande frontiera dell'immondizia ma la battaglia
per aprire il sito non sarà facile. Ieri sera i primi sopralluoghi e i rilievi
aerei dei tecnici ma anche nuove proteste con un presidio di circa cinquanta
persone davanti alla stazione della metropolitana con megafoni e striscioni:
"No alla munnezza puzzolente"; "Giù le mani dalla cava". E
non solo. Da lunedì gli abitanti annunciano l'occupazione fisica dell'area dove
si terrà un consiglio intercomunale permanente. Lo ha promesso in serata, nel
Palazzo del Consiglio comunale di via Verdi, il presidente della Commissione
ambiente Carlo Migliaccio (Italia dei valori) assieme ai sindaci di Marano,
Calvizzano, Mugnano e al presidente della Municipalità. Un'occupazione fisica.
E qui, minacciano a Chiaiano, "rischia di finire peggio di come è andata a
Pianura". Si preparano le barricate mentre il sindaco e i capigruppo di
maggioranza hanno annullato la seduta del Consiglio comunale di lunedì in cui
era in discussione l'emergenza rifiuti. Decisione motivata con la firma
dell'ordinanza di Prodi. "La scelta di Chiaiano - commenta la Iervolino -
è dolorosa ma necessaria per fronteggiare l'emergenza. Certamente un sacrificio
per la città ma sono sicura che il commissario, al quale va la mia fiducia e il
mio sostegno, farà in modo che questo resti l'unico sito sul territorio
cittadino". Intanto i capigruppo comunali di Forza Italia e An, Raffaele
Ambrosino e Luciano Schifone, protestano: "Se il sindaco
Iervolino e la sua maggioranza avessero programmato la risoluzione di un ciclo
integrato dei rifiuti, oggi nessuno si tormenterebbe per scelte drammatiche e
dolorose di cui hanno la piena responsabilità. Le irresponsabilità di Bassolino e le debolezze della Iervolino rendono a questo punto ancor più
necessaria un'azione politica che risolva per sempre questa vergogna
mondiale". Entro venti giorni la Regione dovrà fornire la
"valutazione di impatto ambientale". Bassolino,
intanto, ha incontrato il commissario De Gennaro. "Per quanto ci riguarda
- ha dichiarato il presidente della Regione - siamo pronti a portare avanti
nuove iniziative dedicate alle comunità che hanno accolto e accoglieranno
impianti di trattamento finale dei rifiuti sul loro territorio a cominciare da
Savignano Irpino e Sant'Arcangelo Trimonte". Tradotto: sono pronti fondi
della Regione per i Comuni che accettano di accogliere impianti e discariche. E
Chiaiano? Lì i fondi la Regione li ha già stanziati ma sono per il "Parco
delle colline" di Napoli, non per la discarica.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
IL
CASO Festa del lavoro in piazza Iervolino e Bassolino assenti
Concerto invece del corteo. La manifestazione del Primo maggio quest'anno ha
visto anche i sindacati napoletani privilegiare la kermesse in piazza. Sul
tappeto anche qui sicurezza sul lavoro e lotta al precariato, con migliaia in
piazza Dante.
Assenti dalla piazza le istituzioni: il governatore, il sindaco e il prefetto
alla Stazione Marittima hanno premiato 72 maestri del lavoro. A PAG. 40.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Mille tonnellate a
terra, caos a Ferrandella. Rinviato il Consiglio di lunedì sul tema rifiuti:
insorge il Pdl Cdr fermi, il sito di stoccaggio di Pianodardine bloccato,
operazioni di scarico a rilento a Ferrandella: a terra a Napoli ieri c'erano
1000 tonnellate di spazzatura e anche nel resto della regione la situazione
resta difficile. Ma il 30 aprile Prodi ha firmato un'ordinanza per dare il via
a Chiaiano e l'apertura del nuovo sito dovrebbe rendere più stabile la situazione.
Ieri il sindaco Iervolino ha ripetuto il suo sì alla
discarica di Chiaiano e il governatore Bassolino ha
incontrato De Gennaro e ha ribadito il suo apprezzamento per l'azione del
superprefetto. Il Comune di Marano e l'VIII Municipalità di Napoli, invece,
hanno annunciato il ricorso alle vie legali. Da lunedì nella cava si
riuniranno in maniera permanente esperti e amministratori. E il Pdl addossa
all'amministrazione e "alla sua incapacità" la responsabilità di una
scelta che crea scontento. È stato rinviato il consiglio sul tema rifiuti che
si sarebbe dovuto tenere lunedì e anche questo ha suscitato le proteste
dell'opposizione Dopo lo stop della magistratura al sito di Pianodardine, i cdr
di Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, e della stessa struttura di
Pianodardine sono nuovamente intasati e non riescono a lavorare mentre tutti
gli altri vanno avanti a rilento. Se tutto andrà bene torneranno attivi
stamattina. A Ferrandella dopo il parziale dissequestro della discarica
bloccata martedì dai giudici, si procede a rilento. Nel sito casertano,
infatti, nell'ultimo sopralluogo prima del sequestro la Asl aveva trovato di
tutto nelle piazzole, dai materassi ai materiali di risulta. Ora i gestori del
sito (i dirigenti del consorzio Ce2 che operano con la Geoeco) hanno rafforzato
la sorveglianza e le operazioni di scarico sono state ovviamente rallentate.
Intanto si continua a lavorare a ritmo serrato per assicurare l'apertura di
altre due piazzole che permetterebbero di tirare un sospiro di sollievo. Come
se non bastasse, ieri il sindaco di Marigliano, Felice Esposito Corcione, ha
deciso di chiudere ai mezzi pesanti la strada per il sito che accoglie le
ecoballe e di rivolgersi alla magistratura con un esposto. Dopo un'estenuante
trattativa, infatti, il mese scorso era stato raggiunto un accordo tra il
superprefetto e il prima cittadino: era stato stabilito che a Boscofangone
dovessero arrivare 30mila tonnellate di ecoballe entro il primo maggio. Ora,
però, è la tesi del primo cittadino, il patto è stato infranto: il sito resterà
aperto, Ma la quantità di balle stabilita non è ancora stata sversata. Il primo
cittadino, però, non vuole sentire ragioni. La chiusura dei siti di stoccaggio
ha provocato lo stop ai Cdr. Mercoledì scorso dal commissariato era arrivata ai
dirigenti degli impianti la richiesta di essere presenti anche il primo maggio,
ma poi è stata ritirata. Nel giorno festivo non sono partiti neanche i treni
della Ecolog che raccolgono parte della produzione giornaliera napoletana. I
convogli si sono messi in marcia, invece, ieri, permettendo all'Asia di
caricare mille tonnellate, trecento in più della quota solitamente prevista.
Con i cumuli sono tornati anche i roghi: oltre venti nella notte tra giovedì e
venerdì, in netto aumento rispetto ai giorni scorsi. E mentre le montagne di
sacchetti ricominciano a crescere, c'è anche chi li sventra per tentare di
trovarvi qualcosa di utile. Succede a Casoria. A Poggiomarino l'esercito ha
rimosso negli ultimi due giorni circa 90 tonnellate di rifiuti rendendo così
agibile l'area vicina agli scavi archeologici della Longola. d.d.c.
( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
"Il sangue si è sciolto Napoli può farcela" San Gennaro fa il
miracolo. Sepe: è una risposta Tanti i turisti alla celebrazione, assente Bassolino Un gruppetto contesta Iervolino PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima
di cronaca) "Napoli ce la può fare, ce la deve fare. Il miracolo è una
risposta positiva, come tutte quelle di San Gennaro, di partecipazione di un
santo che vuol bene ai napoletani, vuole continuare a proteggerli, aiutarli
nelle difficoltà". Le parole di incitamento del cardinale Sepe
accompagnano la fine della celebrazione. L'applauso liberatorio della folla
avvolge la basilica, i fratelli delle congregazioni religiose sciolgono le
fila, le "parenti" del santo schioccano baci al busto dorato, i devoti
snocciolano le ultime preghiere della liturgia. Il miracolo è avvenuto.
Sollevati i politici, schierati sul lato destro dell'altare. Una fumata nera di
questi tempi per Napoli sarebbe stata considerata più che un cattivo presagio.
Il sindaco Iervolino sorride rilassata, si avvia all'uscita il vice sindaco
Tino Santangelo con la moglie, la neo deputata Teresa Armato sotto braccio alla
collega rieletta in Parlamento, Maria Fortuna Incostante. Si erano ritrovati
tutti, come di consueto, davanti alla cappella di San Gennaro, in attesa del
cardinale Sepe, per prelevare la statua del santo patrono. Nella processione
che all'ora fissata si muove dal Duomo per raggiungere Santa Chiara, manca per
la prima volta dopo 14 anni, Antonio Bassolino. Ma in rappresentanza
della Regione c'è l'assessore alla Sanità, Angelo Montemarano. Poi ci sono
anche i consiglieri Pasquale Sommese e Luciano Schifone. L'assenza del
presidente della Regione spicca accanto al sindaco Rosa Russo Iervolino e a
Dino De Palma, presidente della Provincia. Non sfugge infatti ai fedeli:
"Manca una capa" dice un anziano, "si è rotto il trio"
commenta riferendosi ai tre vertici delle istituzioni locali. Sul sagrato al
passaggio del corteo, parte una bordata di protesta: "Dimissioni, dimissioni".
A lanciarla un gruppetto in verità molto ridotto di cittadini, e uno di questi
grida "vergogna". La contestazione, tuttavia, finisce qui, e la
processione si snoda per via Duomo e poi via San Biagio dei Librai secondo il
rito, ma in tono minore, con scarso lancio di petali di rose dai palazzi, meno
drappi ornamentali ai balconi, e un insolito silenzio che accompagna il corteo
nel cuore del centro storico. Ai bordi della processione si vedono molte
comitive di turisti, in minoranza i napoletani. Ma i fedeli sono per lo più già
riuniti nella basilica, in attesa della statua di San Gennaro, seguito dagli
altri santi. La messa, le preghiere, le litanie del rito. Il sangue di
"Faccia 'ngialluta", come è chiamato il santo patrono, si è liquefatto
nella teca che lo custodisce. Secondo la tradizione, nel primo sabato di
maggio, dopo 18 minuti di preghiere, suppliche e giaculatorie. Qualche attimo
di suspence, alla fine della seconda serie di preghiere e canti, previsti dalla
liturgia. Poi il miracolo che si rinnova. Il cardinale Sepe appare stanco:
durante la celebrazione della messa ha sottolineato che "la devozione al
nostro martire non è espressione di emotività ingenua, come qualcuno
superficialmente crede, ma rappresenta un richiamo forte a meditare sulla
passione e morte di Gesù Cristo. Essere devoti di San Gennaro significa leggere
il nostro impegno cristiano in vista anche di riorganizzare la speranza della
nostra terra. Il suo sangue ci invita ad essere, come lui, testimoni di Cristo
e ad aprirci alla speranza contro ogni paura o rassegnazione che potrebbero
attanagliare, bloccare o paralizzare la nostra crescita personale e
comunitaria". Nel cortile di Santa Chiara tra ali di folla festante, e
parecchi turisti, passa la banda musicale. "Rintracciare le proprie radici
è indispensabile - conclude l'arcivescovo - per riscoprire la nostra identità.
Conservare la memoria della fede, è rendere un servizio alla storia e,
soprattutto, dare ragione della speranza che è in noi". "La città può
farcela, anzi deve farcela". Lo dice poi ai giornalisti il cardinale:
"Il miracolo è una risposta, una risposta positiva di un santo che vuole
bene ai suoi napoletani". Per il presule "Napoli può farcela con
l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini". A una domanda sull'emergenza
rifiuti, che sta nuovamente investendo l'intera regione, il cardinale resta in
silenzio, sorride e si rimette in marcia dietro al corteo dei santi.
( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 106 del
2008-05-04 pagina 16 Emergenza rifiuti, 100 giorni dopo Napoli è di nuovo una
pattumiera di Carmine Spadafora Ancora sotto sequestro la discarica di
Ferrandelle. Cittadini sul piede di guerra. Prolungato l'incarico al
commissario De Gennaro da Napoli La nuova pattumiera di Napoli potrebbe essere
la cava di Chiaiano, quartiere periferico a nord della capoluogo. Un enorme
"secchio" in grado di contenere un milione di tonnellate di
"munnezza". Ma, il condizionale non è casuale: la gente di Chiaiano,
ma anche di altri quartieri confinanti (Piscinola, Marianella, la zona alta
dell'Arenella) e Comuni (Mugnano e Marano) che girano attorno alla cava, non ne
vogliono sapere di sacrificarsi per conto di una intera città. Gli aspiranti
rivoltosi si stanno organizzando con assemblee, sopralluoghi, i primi presidi
davanti all'ingresso della futura discarica, autorizzata con una ordinanza
firmata il 30 aprile dal presidente del Consiglio, Romano Prodi. Intanto, dopo
i sigilli posti per irregolarità dai carabinieri al sito di stoccaggio di
Ferrandelle, in provincia di Caserta, ieri la magistratura ha tenuto sotto
sequestro gran parte dell'area. E, mentre i comitati antidiscarica cominciano
ad affilare le armi, Napoli e la provincia ricominciano a fare i conti con i
cumuli di spazzatura che cominciano ad ingrossarsi. Scene già viste e riviste:
sono circa duemila le tonnellate di "munnezza", accatastate sui
marciapiedi del capoluogo. Per adesso, soffre solo la periferia, in particolar
modo il solito quartiere di Ponticelli. Poi toccherà al centro e alle zone
nobili della città. A meno che la cava di Chiaiano, proteste permettendo, venga
attrezzata nei venti giorni necessari per poter accogliere le circa
millecinquecento tonnellate di spazzatura, quotidianamente prodotte dalle
famiglie napoletane. Allora, l'incubo di una nuova emergenza, ancora più feroce
rispetto a quella invernale, perchè il caldo è ormai in arrivo, verrebbe
sventato. La cava di Chiaiano garantirebbe ai napoletani un'autonomia per la
raccolta per almeno un paio di anni. Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per
allestire impianti di cdr e termovalorizzatori e, risolvere definitivamente il problema
della spazzatura a Napoli e in Campania. Un sogno? Chissà. Per la gestione di
questa fase delicata e per dare il tempo al governo Berlusconi di insediarsi, è
stato prorogato l'incarico di commissario di governo, all'ex capo della
polizia, Gianni De Gennaro. Ma, l'allestimento del sito non sarà una cosa
facile. Ieri, presidi, cortei e blocchi stradali per tutta la giornata. In
serata mille persone hanno bloccato un incrocio stradale al confine tra
Chiaiano, Mugnano e Marano. Un migliaio di persone ha impedito per alcune ore
la circolazione automobilistica. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che
potrebbe accadere in previsione dell'arrivo dei camion e dei tecnici,
incaricati di allestire la discarica. È forte il timore che anche a Chiaiano e
negli altri Comuni confinanti, si possano ripetere le giornate di violenza,
vissute a gennaio a Pianura. Un consigliere comunale, Andrea Santoro (An), ha
spiegato che "questa situazione che si sta creando a
Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del
centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima
si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada
per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi
in 24 ore. Proprio come lo scorso inverno, fino all'inizio della
primavera. Drammatica appare già la situazione a San Giorgio a Cremano, ad
Afragola, Casoria, San Giuseppe Vesuviano, Arzano e Caivano. carminespadafora@libero.it
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 106 del
2008-05-04 pagina 0 Cento giorni dopo Napoli è di nuovo pattumiera di Carmine
Spadafora Emergenza senza fine. Ancora sotto sequestro la discarica di Ferrandelle.
E i cittadini sono tornati sul piede di guerra. Prolungato l'incarico al
commissario straordinario De Gennaro Napoli - La nuova pattumiera di Napoli
potrebbe essere la cava di Chiaiano, quartiere periferico a nord della
capoluogo. Un enorme "secchio" in grado di contenere un milione di
tonnellate di "munnezza". Ma, il condizionale non è casuale: la gente
di Chiaiano, ma anche di altri quartieri confinanti (Piscinola, Marianella, la
zona alta dell'Arenella) e Comuni (Mugnano e Marano) che girano attorno alla
cava, non ne vogliono sapere di sacrificarsi per conto di una intera città. Gli
aspiranti rivoltosi si stanno organizzando con assemblee, sopralluoghi, i primi
presidi davanti all'ingresso della futura discarica, autorizzata con una
ordinanza firmata il 30 aprile dal presidente del Consiglio, Romano Prodi.
Intanto, dopo i sigilli posti per irregolarità dai carabinieri al sito di
stoccaggio di Ferrandelle, in provincia di Caserta, ieri la magistratura ha
tenuto sotto sequestro gran parte dell'area. E, mentre i comitati antidiscarica
cominciano ad affilare le armi, Napoli e la provincia ricominciano a fare i
conti con i cumuli di spazzatura che cominciano ad ingrossarsi. Scene già viste
e riviste: sono circa duemila le tonnellate di "munnezza", accatastate
sui marciapiedi del capoluogo. Per adesso, soffre solo la periferia, in
particolar modo il solito quartiere di Ponticelli. Poi toccherà al centro e
alle zone nobili della città. A meno che la cava di Chiaiano, proteste
permettendo, venga attrezzata nei venti giorni necessari per poter accogliere
le circa millecinquecento tonnellate di spazzatura, quotidianamente prodotte
dalle famiglie napoletane. Allora, l'incubo di una nuova emergenza, ancora più
feroce rispetto a quella invernale, perchè il caldo è ormai in arrivo, verrebbe
sventato. La cava di Chiaiano garantirebbe ai napoletani un'autonomia per la
raccolta per almeno un paio di anni. Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per
allestire impianti di cdr e termovalorizzatori e, risolvere definitivamente il
problema della spazzatura a Napoli e in Campania. Un sogno? Chissà. Per la
gestione di questa fase delicata e per dare il tempo al governo Berlusconi di
insediarsi, è stato prorogato l'incarico di commissario di governo, all'ex capo
della polizia, Gianni De Gennaro. Ma, l'allestimento del sito non sarà una cosa
facile. Ieri, presidi, cortei e blocchi stradali per tutta la giornata. In
serata mille persone hanno bloccato un incrocio stradale al confine tra
Chiaiano, Mugnano e Marano. Un migliaio di persone ha impedito per alcune ore
la circolazione automobilistica. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che
potrebbe accadere in previsione dell'arrivo dei camion e dei tecnici,
incaricati di allestire la discarica. è forte il timore che anche a Chiaiano e
negli altri Comuni confinanti, si possano ripetere le giornate di violenza,
vissute a gennaio a Pianura. Un consigliere comunale, Andrea Santoro (An), ha
spiegato che "questa situazione che si sta creando a
Chiaiano è comunque il frutto delle incapacità amministrative del
centrosinistra, in particolar modo della Iervolino e di Bassolino: solo con le loro dimissioni, a Napoli e in Campania, il clima
si potrà rasserenare". Intanto, i vigili del fuoco sono tornati in strada
per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli della spazzatura: cento interventi
in 24 ore. Proprio come lo scorso inverno, fino all'inizio della
primavera. Drammatica appare già la situazione a San Giorgio a Cremano, ad
Afragola, Casoria, San Giuseppe Vesuviano, Arzano e Caivano. carminespadafora@libero.it
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Le accuse Colloquio
Il commissario ai rifiuti "Spazzatura finita sotto il tappeto" GUIDO
RUOTOLO Ancora venti giorni per De Gennaro a Napoli "Trovo tanti ostacoli:
stiamo rallentando" "Troppi freni al mio piano" INVIATO A NAPOLI
"De Gennaro è un poliziotto, è uno sceriffo, non discute con le
istituzioni". "Il suo commissariato è stato improntato
all'improvvisazione". "Ha nascosto la spazzatura sotto il
tappeto". Sono alcune delle accuse rivolte dai sindaci campani al commissario
Gianni De Gennaro. La cui attività deve fare i conti anche con la magistratura,
che ha sequestrato due siti provvisori per i rifiuti.Alle undici di una
domenica mattina assolata, Gianni De Gennaro è al secondo piano di palazzo
Salerno, in piazza Plebiscito a Napoli, con il suo "vice", il
generale dell'Esercito Franco Giannini, a fare i conti: "Siamo ormai a
trentamila tonnellate di rifiuti non raccolti, lasciati a terra". Sebbene
manchino solo venti giorni alla scadenza del suo mandato, prorogato fino al 26
maggio, il supercommissario alla monnezza non è il tipo che si fa prendere
dallo sconforto. Anzi, reagisce filosoficamente: "Naturalmente ogni
gestione di una crisi può vivere degli alti e dei bassi. In questo momento, per
una concomitanza di eventi, di ostacoli, dobbiamo registrare un rallentamento
nella raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti". Gli ostacoli Dal 16
gennaio, quando si è insediato, di momenti critici Gianni De Gennaro ne ha
vissuti davvero parecchi. E adesso che il suo lavoro sta per dare i frutti
tanto attesi può anche accadere che la "concomitanza" di ostacoli -
in questo caso i provvedimenti della magistratura che ha sequestrato il sito di
stoccaggio provvisorio di rifiuti di Ferrandelle, Caserta, e quello di
stoccaggio di ecoballe di Pianodardine, Avellino - provochino dei
rallentamenti. È come se un po' di zucchero fosse finito nella benzina
bloccando il motore. In questo caso, si sono bloccati i Cdr, gli impianti di
trattamento dei rifiuti che sfornano le ecoballe, e sono tornati i roghi di
cumuli di monnezza abbandonati sulle strade (il caldo incombe, i rischi per la
salute aumentano). Pausa pranzo, breve relax (davanti al televisore a vedere la
vittoria della Roma) e alle cinque del pomeriggio il supercommissario alla
monnezza è di nuovo a palazzo Salerno. "La situazione è in ripresa - dice
- come tutte le crisi si vive alla giornata. L'impianto generale tiene, già nel
pomeriggio la raccolta è ripresa. Per lasciare a terra 10 mila tonnellate di
rifiuti bastano due giorni, per toglierli molti di più". Quello di De
Gennaro è davvero l'"ottimismo" della volontà. Non può permettersi -
non è nelle sue corde - il pessimismo, lo scoramento, insomma la resa. E
davvero le accuse, le critiche che gli sono state rivolte in questi mesi non
hanno rallentato la sua azione. De Gennaro lo "sbirro", il
"poliziotto" che non conosce il territorio. All'obiezione che va per
la sua strada, che non ascolta le richieste del territorio, lui replica così:
"È del tutto fisiologica una certa resistenza. Io, il mio ufficio, i miei
collaboratori siamo sempre stati consapevoli dei disagi che con le nostre
scelte e decisioni avremmo provocato. Ma abbiamo agito sempre convinti di dover
prendere decisioni nell'interesse generale, attenti a che i sacrifici richiesti
fossero equamente distruibuiti sul territorio". È una bella sfida, quella
raccolta da De Gennaro. In 14 anni di commissariato straordinario per la
emergenza rifiuti, di accidenti e imprevisti giudiziari (vedi il processo Bassolino-Impregilo), di dimissioni o licenziamenti dei
commissari (vedi Guido Bertolaso), De Gennaro è riuscito in una impresa
impossibile. Naturalmente, la strada è tutt'altro che in discesa, i tamburi di
guerra di Chiaiano, Napoli, non promettono nulla di buono (dal punto di vista
dell'ordine pubblico) come non vanno sottovalutate le proteste irpine o del
beneventano, ma alla fine anche il futuro premier Silvio Berlusconi potrà
affrontare l'emergenza campana con buona parte del lavoro già risolto dal
supercommissario De Gennaro. Anche se si fosse limitato, come alcuni
amministratori hanno detto, a mettere "la spazzatura sotto il
tappeto". Che non è poca cosa: "Piuttosto che lasciare i rifiuti per
strada - dice De Gennaro - con un evidente rischio salute per i cittadini, in
attesa di una sistemazione definitiva, le discariche e gli impianti di
distruzione, abbiamo fatto la scelta di attivare siti di stoccaggio provvisori
che comunque consentono una gestione controllata dei rifiuti. E gli interventi
delle autorità preposte ai controlli lo dimostrano". Il futuro È singolare
- ma va visto anche come una positiva consapevolezza e senso di responsabilità
istituzionale - che proprio sul territorio, tra i suoi rappresentanti
istituzionali si sia creata una divaricazione di comportamenti: a Napoli, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla
discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De
Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro:
"Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela delle
proprie comunità". Insomma, ognuno si assuma le proprie
responsabilità. E già, le responsabilità. Chissà perché in questi quattro mesi
di De Gennaro, nulla è stato fatto (non dal supercommissario, non è sua la
competenza) per avviare il completamento dei lavori per l'inceneritore di
Acerra. Con le tre discariche che entreranno in funzione entro la fine di
giugno, saremo a metà dell'opera: "Due anni di respiro - dice De Gennaro -
per attivare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti. Bisogna fare presto,
altrimenti gli sforzi e i sacrifici rischiano di essere vani".
( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Alerno, in piazza
Plebiscito a Napoli, con il suo "vice", il generale dell'Esercito
Franco Giannini, a fare i conti: "Siamo ormai a trentamila tonnellate di
rifiuti non raccolti, lasciati a terra". Sebbene manchino solo venti
giorni alla scadenza del suo mandato, prorogato fino al 26 maggio, il
supercommissario alla monnezza non è il tipo che si fa prendere dallo
sconforto. Anzi, reagisce filosoficamente: "Naturalmente ogni gestione di
una crisi può vivere degli alti e dei bassi. In questo momento, per una
concomitanza di eventi, di ostacoli, dobbiamo registrare un rallentamento nella
raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti". Gli ostacoli Dal 16 gennaio,
quando si è insediato, di momenti critici Gianni De Gennaro ne ha vissuti
davvero parecchi. E adesso che il suo lavoro sta per dare i frutti tanto attesi
può anche accadere che la "concomitanza" di ostacoli - in questo caso
i provvedimenti della magistratura che ha sequestrato il sito di stoccaggio
provvisorio di rifiuti di Ferrandelle, Caserta, e quello di stoccaggio di
ecoballe di Pianodardine, Avellino - provochino dei rallentamenti. È come se un
po' di zucchero fosse finito nella benzina bloccando il motore. In questo caso,
si sono bloccati i Cdr, gli impianti di trattamento dei rifiuti che sfornano le
ecoballe, e sono tornati i roghi di cumuli di monnezza abbandonati sulle strade
(il caldo incombe, i rischi per la salute aumentano). Pausa pranzo, breve relax
(davanti al televisore a vedere la vittoria della Roma) e alle cinque del
pomeriggio il supercommissario alla monnezza è di nuovo a palazzo Salerno.
"La situazione è in ripresa - dice - come tutte le crisi si vive alla
giornata. L'impianto generale tiene, già nel pomeriggio la raccolta è ripresa.
Per lasciare a terra 10 mila tonnellate di rifiuti bastano due giorni, per
toglierli molti di più". Quello di De Gennaro è davvero
l'"ottimismo" della volontà. Non può permettersi - non è nelle sue
corde - il pessimismo, lo scoramento, insomma la resa. E davvero le accuse, le
critiche che gli sono state rivolte in questi mesi non hanno rallentato la sua
azione. De Gennaro lo "sbirro", il "poliziotto" che non
conosce il territorio. All'obiezione che va per la sua strada, che non ascolta
le richieste del territorio, lui replica così: "È del tutto fisiologica
una certa resistenza. Io, il mio ufficio, i miei collaboratori siamo sempre
stati consapevoli dei disagi che con le nostre scelte e decisioni avremmo
provocato. Ma abbiamo agito sempre convinti di dover prendere decisioni
nell'interesse generale, attenti a che i sacrifici richiesti fossero equamente
distruibuiti sul territorio". È una bella sfida, quella raccolta da De
Gennaro. In 14 anni di commissariato straordinario per la emergenza rifiuti, di
accidenti e imprevisti giudiziari (vedi il processo Bassolino-Impregilo),
di dimissioni o licenziamenti dei commissari (vedi Guido Bertolaso), De Gennaro
è riuscito in una impresa impossibile. Naturalmente, la strada è tutt'altro che
in discesa, i tamburi di guerra di Chiaiano, Napoli, non promettono nulla di
buono (dal punto di vista dell'ordine pubblico) come non vanno sottovalutate le
proteste irpine o del beneventano, ma alla fine anche il futuro premier Silvio
Berlusconi potrà affrontare l'emergenza campana con buona parte del lavoro già
risolto dal supercommissario De Gennaro. Anche se si fosse limitato, come
alcuni amministratori hanno detto, a mettere "la spazzatura sotto il
tappeto". Che non è poca cosa: "Piuttosto che lasciare i rifiuti per
strada - dice De Gennaro - con un evidente rischio salute per i cittadini, in
attesa di una sistemazione definitiva, le discariche e gli impianti di
distruzione, abbiamo fatto la scelta di attivare siti di stoccaggio provvisori
che comunque consentono una gestione controllata dei rifiuti. E gli interventi
delle autorità preposte ai controlli lo dimostrano". Il futuro È singolare
- ma va visto anche come una positiva consapevolezza e senso di responsabilità
istituzionale - che proprio sul territorio, tra i suoi rappresentanti
istituzionali si sia creata una divaricazione di comportamenti: a Napoli, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dato il via libera alla
discarica di Chiaiano, ad Avellino, il presidente della Provincia, Alberta De
Simone, guida il fronte delle proteste popolari. Annota Gianni De Gennaro:
"Ognuno fa le proprie valutazioni in relazione alle esigenze di tutela
delle proprie comunità". Insomma, ognuno si assuma le proprie
responsabilità. E già, le responsabilità. Chissà perché in questi quattro mesi
di De Gennaro, nulla è stato fatto (non dal supercommissario, non è sua la
competenza) per avviare il completamento dei lavori per l'inceneritore di
Acerra. Con le tre discariche che entreranno in funzione entro la fine di
giugno, saremo a metà dell'opera: "Due anni di respiro - dice De Gennaro -
per attivare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti. Bisogna fare presto,
altrimenti gli sforzi e i sacrifici rischiano di essere vani".
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 86 del 05-05-2008 Il nuovo impegno di Legambiente simile a quello
di Fare Ambiente, ma solo nel nome Due patti per l'ambiente diversi nella
sostanza di Giovanni Paolo Ferrari È stata una doppia sorpresa leggere il
"Patto per l'ambiente ? 13 proposte per un'Italia più moderna" di
Legambiente. Doppia perchè siamo contenti di un'iniziativa che vada a cementare
il rapporto tra formazioni politiche e Fare Ambiente e così simile alla nostra
iniziativa, di qualche tempo fa, del "Patto per l'ambiente ? Lettera
aperta al futuro Premier". La similitudine, a dire il vero, oltre che
averci stupiti, ci ha fatto anche sorridere della ? se vogliamo chiamarla così
? coincidenza!... I due documenti hanno molto in comune: in entrambe si
utilizza il concetto di sviluppo sostenibile come cardine su cui fondare la
società del domani. Come si afferma nel nostro Patto: "La sostenibilità
deve diventare cultura diffusa"e fruibile da tutti. La divulgazione e la
conseguente consapevolezza seguono per forza di cose l'accesso a determinati
contenuti. Accesso, che fino ad oggi, in Italia, per quanto riguarda i temi
pregnanti dell'ambientalismo è stato prerogativa di pochi addetti ai lavori e
quello che è riuscito a passare, nei meandri dei filtri comunicativi, è stato
strumentalizzato e banalizzato creando una disaffezione e, addirittura, una
diffusa avversione della gente nei confronti della tutela e valorizzazione
dell'ambiente e dei beni culturali. Nel primo punto del documento di
Legambiente si pone il problema del cambiamento climatico e ci troviamo
d'accordo sul contrastare con ogni mezzo tale fenomeno e sull'applicazione
delle direttive dell'UE sul 20-20-20: ridurre del 20% i gas serra e raggiungere
il 20% di energia da rinnovabili entro il 2020. Ma non siamo sulla stessa
lunghezza d'onda quando si parla di organizzare una conferenza nazionale su
energia e clima: sarebbe, a nostro avviso, solo una perdita di tempo. Le
direttive comunitarie esistono, devono essere solo applicate dai singoli Stati
dell'UE attraverso dei processi di policy efficaci e virtuosi, che non diano
spazio ad ulteriori dispendi di energie e denaro. Siamo in netto contrasto ?
inoltre ? sul "rifiuto di ogni ipotesi di ritorno al nucleare. Come più
volte ribadito, Fareambiente è favorevole al finanziamento e alla
reintroduzione della ricerca sul nucleare. Abbiamo, poi, una posizione
possibilista per quanto concerne il nucleare. Riteniamo che, pur se i
ricercatori non hanno ancora trovato una soluzione definitiva al problema delle
scorie radioattive delle centrali nucleari, dei centri di ricerca e dei poli
ospedalieri, l'energia nucleare rappresenti una risorsa strategicamente importante
per il fabbisogno della nostra nazione e una fonte energetica a emissioni zero
di Co2. Nonché la vicinanza alla Francia che conta 59 centrali nucleari attive,
disposte in molti casi sul perimetro dei confini nazionali e, in particolar
modo, del confine con l'Italia; l'accordo anglo-francese sul nucleare che
Nicolas Sarkozy e Gordon Brown hanno stipulato in questi giorni a Londra, che
prevede la costruzione in partnership di una nuova generazione di centrali
nucleari e di reattori per esportarne la tecnologia in tutto il mondo a caro
prezzo; per non parlare dei progetti della Cina, che entro il 2020 costruirà 30
nuove centrali nucleari; tutto questo dovrebbe giustificare l'esigenza di
rivedere la scelta referendaria del 1987, nell'ottica dell'interesse e del
soddisfacimento del fabbisogno nazionale. Infatti, i processi di
globalizzazione, ben lungi dall'aver messo in crisi i confini territoriali
delle nazioni, hanno prodotto un fenomeno identitario tale da riportare in auge
le istanze nazionali a discapito di quelle comunitarie. In questo stato di
stallo in cui versa l'UE, l'Italia potrebbe andare allo sbando se non si
mettesse mano al Piano Energetico Nazionale creando, anche col nucleare, quel
giusto mix energetico che porti all'autonomia energetica. Sempre la Francia
soddisfa l'80% dei suoi bisogni con l'energia nucleare. Ci sembra ? quindi ?
miope la posizione di Legambiente ancorata a vecchi stereotipi e pregiudizi sul
nucleare civile. Sui rifiuti ci troviamo perfettamente in accordo: bisogna allontanarsi
dalla prospettiva dello smaltimento in discarica con le 4R (Riduzione,
Riutilizzo, Riciclo, Recupero), ma, in questo preciso momento, non possiamo non
affrontare il doloroso nodo dei rifiuti in Campania. Per questo Fareambiente
non può che sollecitare la costruzione di termovalorizzatori di ultima
generazione, che utilizzino il processo di pirolisi, in Campania e nelle altre
regioni italiane, poiché il problema rifiuti non riguarda solo la Campania, ma
presto riguarderà tutta l'Italia: sappiamo tutti che la caring capacity del
territorio nazionale è stata superata da lungo tempo e a fronte di territori
dove la raccolta differenziata dei rifiuti ha raggiunto percentuali molto alte
ci sono zone in cui, ancor oggi, non esiste affatto. In questo possiamo vedere,
purtroppo, una nuova spaccatura tra Sud e Nord, dove il Sud si estende anche al
Centro. In questo divergiamo da Legambiente anche sul disegno di legge sui
Piccoli Comuni. Pur essendo vicini ai comuni con meno di 5.000 abitanti e
propensi a considerare di grande valore il patrimonio che custodiscono,
crediamo che sia indispensabile costruire soggetti consortili che possano agire
liberamente su territori scarsamente popolati e mal rappresentati nelle stanze
dei bottoni. Paradossalmente ? secondo il nostro parere ? solo perdendo una
fetta dell'autonomia comunale questi centri potranno sopravvivere gestendo
insieme e mettendo in comune le loro doti. Il principio di sussidiarietà
affronta proprio tale problema: è in contraddizione ? per certo ? il disegno di
legge sui piccoli comuni di Legambiente con il bisogno di "dare risposte
sempre più puntuali e vicine ai reali bisogni dei cittadini", che la
stessa associazione sostiene nei 13 punti del suo Patto. Anche Fareambiente è
per la tutela della biodiversità considerando i parchi e le aree protette come
i principali baluardi di questa difesa, ma anche come sistemi di organizzazione
sociale, come progetto locale per lo sviluppo sostenibile e durevole di un
territorio, come prospettiva del locale. Ma siamo contrari alla proliferazione
sistematica e puntuale delle aree protette: negli ultimi anni il territorio
protetto ha raggiunto il 20% del territorio nazionale. Il 20% è una fetta
consistente e i problemi di attuazione delle politiche ambientali si riversano in
quasi tutto quel 20%: abbiamo parchi nazionali e provinciali, zone SIC di
interesse comunitario, che versano in condizioni a dir poco disagevoli. Parchi
istituiti da più di vent'anni che ancora non sono stati dotati di un Piano del
Parco, né di un Piano Economico-finanziario: gli unici due strumenti che danno
all'Ente Parco autonomia e potere di agire sul territorio. Se ancora siamo a
questo punto ci sembra davvero lontano e utopico parlare della valorizzazione
del progetto Appennino Parco d'Europa, idea grandiosa e formidabile, ma che,
purtroppo, nella realtà resta solo un'idea. Abbiamo espresso a più riprese la
nostra volontà di avere una legislazione ambientale per principi superando
l'attuale inquinamento da norme, rivisitando in quest'ottica il Testo Unico
ambientale del 2006. Questo per noi è fondante, perchè porta con sé la volontà chiara ed indiscutibile di fermare e debellare le Ecomafie,
avviare la riforma contenuta nel Testo Unico Ambiente sulla Autorità di bacino
per la Tutela del suolo, abbattere gli Ecomostri e far sì che non si
verifichino più abusi, ma neanche condoni, che valga il principio "chi
inquina paga", tutelare il mare, i bacini d'acqua e le coste, far sì che
si realizzi un uso razionale dell'acqua, concretizzare una politica
chiara sui trasporti che vada in direzione del trasporto su rotaia, anziché su
gomma e che, quindi, vada a realizzare la TAV il Val di Susa, in pieno accordo
con le popolazioni locali, intavolando un tavolo di trattative. Il che non
significa lasciare le autostrade e le strade del Paese nelle condizioni in cui
versano oggi: garantire l'ultimazione dei lavori della Salerno-Reggio Calabria
in brevissimo tempo, ormai, si impone come un dovere morale da parte delle
autorità. Fare Ambiente ? infatti ? è per una politica di sostegno alle grandi
opere compatibilmente con le valutazioni ambientali: siamo ostili ai
"no" prevenuti e aprioristici, siamo, invece, possibilisti e votati
al confronto e all'approfondimento tematico. Per quanto riguarda l'agricoltura,
consci del fatto che l'agricoltura biologica rappresenta una piccolissima parte
dei prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani e che, perciò, va
intensificata e sostenuta, siamo ? però ? pur consapevoli che non si può
fermare la ricerca scientifica nel settore agricolo-alimentare. Soltanto da
tale ricerca giungerà la soluzione ad un male che attanaglia la popolazione
mondiale: la fame, la malnutrizione, la mancanza di cibo nel mondo. Infine
siamo concordi nella prospettiva di raggiungere la soglia del 3% del PIL da
destinare a ricerca e sviluppo, ma la nostra vera proposta per quanto riguarda
la formazione si realizza nel pensare ad "una scuola capace di
futuro" solo se sarà introdotto e reso obbligatorio, in tutto il percorso
delle scuole dell'obbligo, l'insegnamento dell'educazione ambientale. Soltanto
in questo modo si potrà creare una coscienza ecologista, che porti al rispetto
e alla tutela del patrimonio ambientale e dei beni culturali, poiché questi due
mondi non possono essere scissi vivendo in simbiosi e facendo parte l'uno
dell'altra.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il dossier In quattro mesi già trovati 460 mila metri
quadrati di "zone franche" Cave, canali e parchi: il business della
monnezza SEGUE DA PAGINA 1 Alla fine, Napoli siamo anche noi. In città, nel
( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Monnezza
L'OMBRA DELLA
CAMORRA DIETRO LA CONTESTAZIONE Assemblee popolari, interi quartieri isolati,
Il sindaco ordina la serrata dei negozi Barricate e roghi il monito Ue attizza
la rivolta [FIRMA]GUIDO RUOTOLO INVIATO A NAPOLI Barricate, alberi divelti,
roghi di monnezza, cassonetti e macchine rivoltate, bus sequestrati, metrò
bloccati. Arresti e condanne per direttissima di due "ragazzi" dei
centri sociali pizzicati sulle barricate. E poi assemblee popolari con mille
persone, sindaci che guidano le proteste, il prefetto che tenta (inutilmente) di
mediare. Interi quartieri isolati, serrata dei negozi decretata da uno dei
sindaci in rivolta, quello di Marano, che ha invitato anche le scuole a
partecipare alla protesta. Il tutto nel giorno del deferimento dell'Italia da
parte dell'Unione Europea per la malagestione dell'emergenza rifiuti in
Campania (con richiamo anche per il Lazio). Una brutta aria È la banlieue di
cemento, di speranze e disperazione che da tre giorni prepara il benvenuto a
Berlusconi. Tira una brutta aria tra Chiaiano (quartiere di Napoli), Marano,
Mugnano, Calvizzano, la zona ospedaliera della città, Secondigliano. E' la zona
nord ovest di Napoli che si ribella, che prepara la sua guerra contro la cava
che sarà coperta da un milione di tonnellate di rifiuti. Sembra che la storia si
riproponga, come quel primo appuntamento internazionale del governo Berlusconi,
il G8 di Genova (luglio 2001). Solo che questa volta non si tratta di difendere
la zona rossa dove si svolgeva il summit. Oggi si tratta di espugnarla questa
nuova zona rossa. Una miscela esplosiva fatta di tante anime, dai giovani dei
centri sociali alla sinistra Arcobaleno-antagonista, dai veterani della rivolta
di Pianura ai sindaci e alle popolazioni, da pezzi di maggioranza e opposizione
cittadina alle bande di una periferia disperata che girano sugli scooter. Il
ricordo di Genova Un incubo, il G8 di Genova. Un ricordo del passato, una
ferita non ancora rimarginata. Il problema anche oggi rischia di essere quello
dell'ordine pubblico e della sua gestione (finora le forze di polizia non sono
intervenute). "De Gennaro deve ritirare, revocare la sua ordinanza. E
questo che gli dirò", spiega Salvatore Perrotta, sindaco di Marano. Ieri è
andato dal prefetto Pansa che gli ha suggerito di aspettare che i tecnici
dell'Arpac e dell'Asl, magari con consulenti del "movimento",
facciano i loro carotaggi, i prelievi tecnici per una valutazione sull'impatto
ambientale. Niente da fare. "Quella cava è l'unico polmone verde che
abbiamo - dice Perrotta - faremo ricorso al Tar del Lazio e alla Corte di
giustizia Ue. Non vogliamo che i tecnici facciano i prelievi. Mi auguro che non
si ripeta Pianura, ma sono preoccupato: la situazione sta degenerando. Stanno
arrivando anche gruppi di esagitati da altre zone della città e della
periferia, stanno bloccando le strade". Chi sono questi
"esagitati"? Ultrà? Ragazzi della camorra? Militanti della sinistra
antagonista? Le forze di polizia che conoscono un territorio d'antica presenza
di una camorra legata a Cosa nostra (i Nuvoletta) temono che la rivolta faccia
comodo a chi ha interessi speculativi e immobiliari. E già, Pianura. La
rivolta, il dietrofront delle istituzioni. Per la discarica
di Chiaiano si è speso anche il sindaco Rosa Russo Iervolino che su Pianura era
contraria. Ma sia nel Pd sia nella maggioranza sono divisi. L'opposizione, che
a Roma è governo, tenta di mettere in crisi le giunte Iervolino e Bassolino. Se dopo quattro mesi il commissario Gianni De Gennaro ha
puntato su Chiaiano è perché ha ritenuto che fosse il male minore. E in
questi giorni, pur essendo stato nominato da Prodi, si è incontrato con
Berlusconi, mantenendo quotidiani rapporti telefonici coi suoi collaboratori.
Insomma, anche per Silvio sembra indispensabile Chiaiano.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
A vuoto l'incontro con il commissariato di De Gennaro: è muro contro muro Un quartiere
in trincea disoccupati e ronde guidano i cortei Due cortei poco affollati, ma
carichi di rabbia e striscioni contro la discarica, che isolano definitivamente
i centomila abitanti del quartiere Chiaiano, già penalizzati da blocchi e
sit-in da tre giorni. Mentre l'atteso vertice che si svolge nel pomeriggio a
Palazzo Salerno, tra i comitati di lotta e lo staff guidato dal
supercommissario De Gennaro, non produce alcun passo in avanti. Il muro contro
muro anzi peggiora. Trincea di Chiaiano, terzo giorno. Il quartiere che si
ribella all'idea dello sversatoio da 700 mila tonnellate diventa sempre più
impenetrabile per le forze dell'ordine, per le istituzioni, per i tecnici che
sono stati formalmente incaricati delle indagini sui suoli. Inaccessibile anche
per i bus dell'Anm, per le necessità dei disabili e di famiglie con bimbi.
"Fate passare i nostri mezzi, vi rassicureremo sui sondaggi nei
terreni", è la richiesta avanzata ieri dal Commissariato. "Niente da
fare, non siamo d'accordo con la discarica. I blocchi restano", è la ferma
risposta data da cittadini, comitati di lotta e giovani attivisti del centro
"Insurgencia". Carlo Migliaccio, consigliere comunale, sottolinea:
"Resta la nostra netta opposizione, ma apprezziamo il dialogo di De
Gennaro, chiediamo ai concittadini di svolgere una protesta pacifica. Sappiamo
anche che il commissario è stato quasi spinto dalla mancanza di disponibilità
di Avellino a individuare un sito alle porte di Napoli". Qualcuno
riferisce i momenti concitati dell'incontro: per salvare il caciocavallo
avellinese - avrebbe sintetizzato uno degli uomini di De Gennaro - siamo
costretti ora a fare la guerra civile con i manifestanti di Napoli. Il
risultato è che, ancora ieri, da via Emilio Scaglione, lungo via Cubito, per
tre incroci e migliaia di residenti, a Chiaiano si passa solo a piedi o in
scooter. Guardati a vista da una serie di giovani che controllano il
territorio. Gli stessi profili sui quali si concentrano le indagini della
Digos, che ha aperto un dossier sui disordini di lunedì scorso. La tensione
sale nel pomeriggio. I disoccupati provenienti dal centro cittadino scendono
dai treni della metro, piombano a Marianella, srotolano gli striscioni e urlano
al megafono: "Scendete dalle case, venite a protestare pure voi, stiamo
facendo "ammuina" per non fare arrivare la monnezza sotto le vostre
case". Ore 17, parte da via Santa Maria a Cubito il corteo del
Coordinamento di lotta e dell'Udo. Fischietti, drappi rossi. Ma le famiglie non
ci sono, né la maggioranza dei residenti di Chiaiano. Lo ammette anche una
anziana signora, medico, Rosaria Buonaurio, che è scesa in strada non tanto per
opporsi alla discarica ("Qui affogheremo nell'immondizia, dovranno per
forza aprirlo un buco"), quanto per sensibilizzare il resto della popolazione
in lotta sulla necessità della differenziata. "Sfondate una porta aperta -
la rimbrotta la bionda signora, agguerrita, che viene da Secondigliano - I
nostri uomini stanno qua a fare il corteo per questo. Vogliono i
"posti" nella differenziata. Devono aumentare la raccolta? E ci
vogliono più assunzioni". Tanti altri, in verità, sfilano a Chiaiano con
bandierine bianco-azzurre per ottenere, come ammettono candidamente,
"visibilità sulla nostra disoccupazione". Sono gli Oss, operatori socio-sanitari.
Arrivano da Torre del Greco, da Frattamaggiore, da Casalnuovo, con la vertenza
rifiuti non c'entrano. A parte per quella incidentale: "Se ne devono andare a casa Bassolino e
Iervolino. Abbiamo fatto un corso di formazione e nessuno ci ha assunto".
Mezz'ora più tardi, a Marano, la priorità torna il no alla discarica di
Chiaiano. Accade nel punto in cui il primo corteo di disoccupati confluisce con
il secondo e più nutrito raggruppamento di cittadini di Marano, in testa
persino l'assessore regionale Corrado Gabriele e l'ex parlamentare della
Sd Francesco Caruso. L'area nord resta luogo di rabbia, legittime battaglie, ma
soprattutto stridenti contraddizioni. Come queste: centinaia di persone gridano
"Meno discariche, più differenziata" e poi lasciano che i teppisti
distruggano qualcosa come venti campane cariche di vetro, o plastica, che
giacciono da tre giorni capovolte sulle strade occupate di Chiaiano, oltre ad
una quarantina di cassonetti distrutti, con immondizia sparsa sui marciapiedi e
impregnata di insopportabili esalazioni. O ancora: centinaia di manifesti
firmati Pd che gridano "no" alla discarica e solidarizzano con lo
sciopero della fame del consigliere Moxedano mentre la posizione ufficiale
dello stesso partito è "sì" a quello sversatoio. Si spacca perfino la
già decimata Sinistra Arcobaleno sulla guerriglia di Chiaiano. Mentre esponenti
di Rifondazione (come Caruso) attaccano i carabinieri per l'arresto di un uomo
che impediva la raccolta di immondizia in strada, i due consiglieri comunali
dei Comunisti italiani, Gaetano Sannino e Antonio Fellico, auspicano, in una
nota, "maggiore severità delle forze dell'ordine contro le bande di
teppisti che nel quartiere agiscono indisturbati, organizzando azioni violente
e intimidatorie, e ostacolano lo svolgimento delle attività quotidiane, come il
commercio, l'accesso alle scuole, l'uso dei mezzi di trasporto per recarsi al
lavoro o nelle scuole". è la testimonianza del racket che si infiltra
nella protesta. Chissà se sarà approfondita. (co. sa.).
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Rimpasto al Comune,
Scotti verso il sì Sul rimpasto in giunta al Comune di Napoli
continua il lavoro del sindaco Iervolino per cercare di fare entrare in squadra
personalità di rilievo. Il sindaco ieri è stata a Roma con tutti gli
amministratori del Pd, dove ha incontrato i vertici nazionali del partito:
anche dal loft di Sant'Anastasia è partito l'invito al primo cittadino a
perseverare nell'opera di rinnovamento dell'esecutivo cittadino.
Iervolino attende in queste ore il sì dell'ex ministro della Giustizia, Luigi
Scotti, e dall'altro ex ministro napoletano Luigi Nicolais. Il pressing sul
professore in queste ore è incessante, ma Nicolais prende tempo. Da registrare
anche una indiscrezione che trapela dalla Regione, secondo la quale il
vicesindaco Tino Santangelo potrebbe essere chiamato da Bassolino
nel ruolo di assessore ai lavori pubblici. Mossa che consentirebbe a Nicolais
di insediarsi sulla poltrona di vicesindaco. Santangelo interpellato sulla
questione ha smentito. Sottolineano dal suo staff che "fino a questo
momento non sono pervenute richieste in tale direzione".
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Monnezza
E sempre emergenza rifiuti
Napoli, ancora caos Ieri occupata l Aula in Regione e Comune Doppia occupazione
dei palazzi del potere a Napoli. Ieri sia l Aula del Consiglio regionale, sia
quella del Consiglio comunale sono state teatro di
manifestazioni contro le amministrazioni Bassolino e
Iervolino. Nel primo caso sono stati i consiglieri del centrodestra a
protestare per sensibilizzare l opinione pubblica sul fatto che "la
maggioranza non ha accettato che si procedesse al dibattito politico chiesto
dall opposizione a seguito dei risultati elettorali che mostrano un governo
regionale ormai delegittimato, perché ha come unico obiettivo quello di
continuare a sedere sulle poltrone del potere, impedendo, così, ai cittadini
della Campania di tornare al voto". Quasi contemporaneamente, in Comune,
dove si stava tenendo una seduta con all ordine del giorno l annosa questione
rifiuti, i consiglieri della municipalità di Chiaiano, quartiere che dovrebbe
ospitare una nuova discarica, per protesta hanno occupato l Aula del Consiglio,
bloccando così i lavori dell Assemblea cittadina. A Chiaiano intanto, anche
ieri sono andate in scena blocchi stradali e proteste. Vista la tensione, è
tornato a farsi vivo persino Francesco Caruso, che orfano del suo seggio
parlamentare, sfumato con la dissoluzione politica di Rifondazione e della
Sinistra arcobaleno, sembra essere tornato a vestire gli usuali abiti del
disubbidiente in servizio effettivo permanente. "Così come già accaduto a
Pianura - ha minacciato - questa protesta sarà un muro contro cui le istituzioni
sbatteranno il muso. Farebbero meglio a fare marcia indietro". [Data
pubblicazione: 08/05/2008].
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Chiaiano, i dannati della discarica "Non ci faremo
seppellire" di Enrico Fierro inviato a Napoli Barricate e blocchi
stradali. Tutti di monnezza. Sacchetti sventrati, cassonetti capovolti, cumuli
di rifiuti a marcire al sole, altri cumuli bruciati a spargere nell'aria
diossina, è la rivolta di Chiaiano, il quartiere a nord di Napoli destinato ad
ospitare la megadiscarica che dovrà risolvere l'emergenza rifiuti. Settecentomila
tonnellate da sversare nelle cave di tufo, a pochi metri dalle case, quasi a
ridosso di un grande complesso ospedaliero, in un'area sulla quale gravitano
non meno di 200mila persone. "Una follia pura". Ha indossato la
fascia tricolore delle grandi occasioni, il sindaco di Marano Salvatore
Perrotta. Il suo comune, 70mila anime, inizia dove finisce Chiaiano. A dividere
Napoli e quel paesone una orribile rotonda di cemento a forma di barca.
"No alla discarica assassina", c'è scritto su una
"fiancata". Questo è il penultimo check-point prima di arrivare alle
cave di tufo. Il sindaco è in testa al corteo che anche ieri è sfilato per le
strade di Marano. In paese c'è la serrata dei commercianti e migliaia di
persone sono in piazza. "Chi ha deciso di aprire una discarica di quelle
proporzioni qui ha fatto una scelta scellerata. Noi non siamo stati consultati,
non c'è stato alcun tavolo di concertazione. Certo, nei giorni scorsi abbiamo
incontrato il Commissario De Gennaro. Ma lui resta sulle sue posizioni, noi
sulle nostre". Accanto ha il vicesindaco. Si chiama Marino Nuvoletti ed è
di Rifondazione comunista. "Noi non siamo i soliti signori del no, il
nostro rifiuto alla discarica è basato su dati scientifici, questo è l'ultimo
grande polmone verde di Napoli, chi ha pensato di seppellirci sotto una
montagna di spazzatura ha sbagliato i suoi conti". Quindi? "Quindi
c'è poco da dire: in quelle cave non entrerà nessuno, né i tecnici per fare le
analisi, né i camion per approntare la discarica". Tensione alle stelle.
In cima al corteo ci sono i bambini con le mascherine. Innalzano cartelli dove
il tema è uno solo: "No al tumore, no alla discarica". Ad incitare la
folla non è un no global, ma un signore in giacca e cravatta. Si chiama Fausto
Senese ed è il presidente dell'Associazione commercianti. "Ma gli italiani
lo sanno dove dovrà nascere questa enorme discarica? Lo dico io: a