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DOSSIER “MONNEZZE”

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toARTICOLI DEL 1°- 25 Agosto 2008       #TOP



Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Monnezze (34)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Un inceneritore da 300 mila tonnellate - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Stamattina un incontro tra Iervolino e Bertolaso per il definitivo via libera politico, poi Berlusconi incontrerà verso le 16 nella sala Galatea della Stazione marittima il presidente della regione Antonio Bassolino assieme a sindaci, presidenti di Province e prefetti della Campania.

Biutiful Cauntri con replica ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: REDAZIONALE UMANITARIA ARIANTEO Biutiful Cauntri con replica Spettacolo doppio ogni venerdì e sabato di agosto ad Arianteo Umanitaria (via San Barnaba 48, tel. 02.65.97.732, € 6). Il film che viene presentato alle 20.40 si replica alle 22.30. Si comincia questa sera con l'interessante "Biutiful Cauntri" di Calabria, D'Ambrosio e Ruggiero, sull'ecomafia campana. (g. gros.).

Impennata in Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento ( da "Tempo, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento VASTO Il Rapporto Ecomafia, realizzato da Legambiente in collaborazione con le forze dell'ordine e presentato ieri dall'associazione, "boccia" l'Abruzzo. Nella regione è stata registrata un'impennata nelle illegalità a danno dell'ambiente: si passa dai 633 illeciti riscontrati nel 2006 ai 1003 del 2007, con un incremento del 58,

Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

Berlusconi: sulle riforme facciamo da soli Gaffe sul Quirinale: Sul Torrino ho pensato quante tonnellate di rifiuti potevano entrare lì dentro ( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Nella Stazione Marittima ieri il premier ha incontrato i "551" sindaci campani compresa Rosa Russo Iervolino, e il Governatore Bassolino. Chiedono fondi. La "mondezza" è sparita da un'ampia fetta della città, grazie all'apertura delle tre discariche di Savignana, Sant'Arcangelo e Massa Soprana, e poi Ferrandelle, previste anche dai piani precedenti.

G8 a Napoli, il sogno di Silvio ( da "Manifesto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi vorrebbe togliere dalle mani del governatore sardo Renato Soru, l'aiuto giunto da Romano Prodi con la scelta della Maddalena. E infine sa che se tutto andasse per il meglio, il vertice perfetto sarebbe l'ultima spallata alla sinistra campana, ad Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Per buttarli giù basta poco, che ce vò?.

Dal nostro inviato NAPOLI - Ora tocca a voi. Ai cittadini. Biso ( da "Messaggero, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: intesa con il sindaco Iervolino, l'ubicazione del quarto impianto, a Napoli est. "Dobbiamo trasformare il male in un bene. E fare della Campania una regione-pilota". Annotazione preoccupata di Berlusconi: "Dico questo nel momento in cui altre regioni si stanno pericolosamente avvicinando ad una congestione nello smaltimento dei rifiuti".

"berlusconi ostile al mezzogiorno" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Assenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente Antonio Bassolino. Sosta alla Rotonda Diaz, dove venerdì sera Silvio Berlusconi aveva concluso la sua sesta giornata napoletana assieme a trecento volontari che da alcuni giorni ripuliscono spiagge e fondali e dove ieri pomeriggio, ad aspettare il pullman tricolore "Salva l'Italia",

Napoli, fa flop l'appello anti Silvio Il Pd raccoglie appena 140 firme ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ma anche la Iervolino e Bassolino disertano la petizione "Salva l'Italia" da Roma A Napoli, si sa, fa caldo. Molto caldo. E girarvi in pullman, a inizio agosto, non è il massimo. Ma che sarà mai, dinanzi al richiamo furente dei cittadini, pronti ad autografare anche i muri pur di rimandare a casa il Cavaliere?

ROMA La petizione del Pd "Salviamo l'Italia", che illustra le false pro ( da "Messaggero, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino boicotta la campagna di Veltroni". Il governatore Antonio Bassolino, che simpatizza per i "Red" di D'Alema, non ha firmato la petizione, così come il sindaco Rosa Russo Iervolino, causando non poco disagio tra i "Democrat". Ora Bassolino in una lettera al "Riformista" spiega: "Non ho firmato e non firmerò perchè considero doverosa la collaborazione tra le diverse istituzioni

Bassolino al Pd: non firmo contro Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: REDAZIONALE Il caso La Iervolino: io invece appoggio la petizione Bassolino al Pd: non firmo contro Berlusconi ROMA - Il nuovo pullman del Pd che dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia " (raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre contro il governo) è stato salutato in Campania da un imprevisto flop nelle firme.

Il sindaco: ragiono con la mia testa Amministro lealmente ma resto un politico ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino esce allo scoperto con una posizione che è in netto contrasto con quella del suo collega alla Regione Antonio Bassolino. Per il governatore, da un ruolo istituzionale non si può combattere contro il governo. "Parlo per me, ho 72 anni a settembre e ragiono con la mia testa.

Firme anti-governo, Pd diviso a Napoli ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Pd diviso a Napoli Bassolino: con Berlusconi collaboro, come faccio? La Iervolino: no, io aderisco ROMA - Il nuovo pullman del Partito democratico non ha ancora scaldato i motori ma già sembra arrancare. Dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia ", raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre.

Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

Firme, bassolino resta solo anche d'alema prende le distanze - luigi carbone ( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Non è che non faccio una cosa e la faccio fare a Bassolino. Solo un imbecille può pensare una cosa così". So prendermi le mie responsabilità, il messaggio dell'ex ministro degli Esteri. In Campania la più critica è la deputata Luisa Bossa: "La posizione più corretta è quella della Iervolino.

"caro antonio, il nemico è berlusconi dimentichi il sud e le battaglie elettorali" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha invece ha firmato la petizione. Le ha parlato? "Non è importante. La Iervolino, come sempre nella sua vita, ha ben interpretato da donna delle istituzioni la doppia esigenza di sindaco ma anche di esponente di partito". Adesso nasce un problema politico tra il Partito democratico e la Regione Campania?

Veltroni nei guai per la petizione anti Silvio ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: petizione anti Silvio di Roberto Scafuri La raccolta di firme spacca i democratici: Bassolino e Cacciari non aderiscono, la Iervolino loda l'operato del governo. E il leader del Pd si ritrova sempre più isolato nel partito Roma - Salviamo l'Italia. No, piuttosto salviamo il segretario Walter. Se l'Italia sarà perduta, più concretamente rischiamo di perdere Veltroni, un guaio serio.

Incostante: "bassolino? solo una scelta personale" ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ha spiegato molto bene il sindaco Rosa Russo Iervolino". Con il governatore avete discusso di questo argomento? "Normalmente Bassolino non si confronta né chiede consiglio ad altri quando deve prendere delle decisioni. Con me non l'ha mai fatto, neanche in circostanze ben più importanti, non vedo perché avrebbe dovuto farlo adesso".

Pd, le firme degli amministratori - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: come hanno già fatto Rosa Russo Iervolino e Sergio Cofferati, che il loro autografo non mancherà ai 5 milioni di firme che sono l'obiettivo di Veltroni. Ma mentre sta per essere archiviato l'ultimo tormentone pre-vacanziero per il Pd ecco all'orizzonte della ripresa post-ferragostana minacciose nuvole che segnalano possibile tempesta ai vertici.

Una piazza per l'ecologia sul palco le star della canzone - valeria forgnone ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il documentario shock sull'ecomafia in Campania. E se la scelta di una vita sana e vicina all'ambiente parte da un corretto stile alimentare, non poteva di certo mancare un percorso tra i sapori con degustazione dei prodotti provenienti dalle coltivazioni biologiche. Così mentre gli adulti saranno impegnati tra spuntini e vini di qualità,

Cesaro: "vogliono nascondere le loro negligenze di governo" ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: opposizione dei vari enti non piace vedere salire Bassolino sul carro dei vincitori. Così, dicono, viene frustrato il loro lavoro quotidiano. "Berlusconi sta risolvendo i problemi di questa terra, rimboccandosi le maniche, senza sconti a Bassolino, Iervolino e compagni, ma anche senza contrapposizioni ideologiche con chi amministra male.

Poteri speciali, le priorità del sindaco "lotta allo spaccio e agli abusivi" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La guerra agli spacciatori è un tema per la Iervolino già noto: "Se la legge Iervolino-Vassalli fosse stata rispettata - commenta il sindaco - avremmo evitato il diffondersi della droga". E sottolinea che nel decreto Maroni "c'è un passaggio che differenzia l'uso dallo spaccio". Per combattere la criminalità e l'uso delle droghe da parte dei giovani,

Una buona idea per fermare i clandestini ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

"napoli non ci ha portato fortuna ora il nostro business è all'estero" - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ma fu difficile aprire nuove discariche, Fibe non poteva, fu intanto individuata Savignano. Non si poteva fare altro. Arrivò De Gennaro nel 2008, con ultimi soldi del governo Prodi. Prima di Berlusconi è stata la Cassazione a indicare la fine dell'emergenza. Ventisette marzo 2008.

Il sigillo di berlusconi sul pragmatico bassolino - augusto muojo ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino, nonostante la mancanza di leader e di programmi a loro alternativi. E qui si pone Bassolino col suo rifiuto della firma, che ancora provoca un profluvio di pareri contrastanti. Non ha firmato per vendicarsi di Veltroni, per calcolo personale immediato o di medio termine, per lungimiranza da grande statista o perché folgorato sulla strada del berlusconismo?

Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? ( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?

Napoli oltre l'emergenza - paolo frascani ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: In un'intervistata rilasciata pochi giorni fa, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha bocciato l'iniziativa del collega romano, Gianni Alemanno, di istituire una commissione bipartisan, guidata dall'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato. Il progetto suona indubbiamente inapplicabile alla nostra scala municipale.

"salva l'italia", partenza lenta - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il regista Mario Martone e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un nome, quest'ultimo, la cui presenza evoca per contrasto l'assenza del presidente della Regione Antonio Bassolino, che ha lanciato il sasso nello stagno della polemica annunciando la sua astensione dalla firma di quel documento in nome della collaborazione istituzionale col governo.

"canto contro i rifiuti sulla mia terra" - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il rapporto Ecomafie 2008 lo racconta bene". Può bastare un premier-spazzino e Napoli più pulita a immaginare che la crisi sia risolta? "In una condizione di così grave emergenza viene facile reclamare provvedimenti autoritari o benedirli, ma questo può essere pericoloso.

Il triangolo maledetto della monnezza ( da "Opinione, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafia che ai profitti derivati dall'abusivismo edilizio ha affiancato quelli determinati dal traffico illegale di rifiuti. Il preoccupante fenomeno ha il suo epicentro nel Sud Italia. Infatti le regioni più interessate sono la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Campania, alla quale spetta il primato di illegalità ambientali,

L'opinione pubblica e i silenzi su bassolino - marco lombardi ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La frammentazione denunciata da Scalfari si è polarizzata sulla dialettica Bassolino versus "piripacchi", adoperando il celebre dispregiativo con cui il sindaco Iervolino ha definito taluni intellettuali. Il monolite Bassolino contro la galassia degli uomini di idee, animati da sentimenti contraddittori e molto umani: nobili, talvolta meno.

PESCARA Tifano Gianni Chiodi i Circoli della Libertà ( da "Tempo, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: una lotta senza quartiere alle ecomafie". E a proposito di liste, il consigliere regionale Bruno Di Paolo, capogruppo della Dca, interviene sulla sua non ricandidatura, di cui ha dato notizia l'altroieri il partito. "Sarebbe opportuno che Catone e compagni finalmente capissero che è finito il tempo dei partitini dello zero virgola e che non c'è più posto per la vecchia logica dell'

Sud sound system disco e concerto contro i tumori ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "L'inquinamento, l'ecomafia, la paura di morire - spiega il musicista - Dicono i dati che negli ultimi dieci anni i casi di tumore sono aumentati del 30 per cento. A Taranto c'è la diossina nel latte, a Brindisi hanno proibito la raccolta di ortaggi in campi coltivati per secoli dove ora c'è il veleno.

Ferrigno - gianni valentino ( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Iervolino, appassionato di antiche tradizioni, esprime il suo "profondo cordoglio per un artista che ha dato al presepe napoletano un'impronta personalissima, insegnando anche ai giovani questa grande passione". Passione che il cardinale Sepe definisce "geniale quanto una vera scuola.


Articoli

Un inceneritore da 300 mila tonnellate - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Un inceneritore da 300 mila tonnellate Napoli est, oggi l'annuncio di Berlusconi. Pronto un piano per la bonifica Il premier: "In città è tornato lo Stato dopo l'assenza della sinistra" OTTAVIO LUCARELLI inceneritore e bonifica. Il termovalorizzatore sarà dunque costruito a Ponticelli. Un impianto da trecentomila tonnellate l'anno. A Napoli Est, nell'area del depuratore di via De Roberto. Lo annuncia oggi pomeriggio Silvio Berlusconi alla Stazione Marittima ma ieri la commissione tecnica del Commissariato straordinario e del Comune ha già dato il via libera. E il premier ha detto al TG5: "La situazione di Napoli andava risolta con urgenza e io me ne sono fatto carico dicendo che la zona doveva essere ripulita dai rifiuti entro luglio. Lo abbiamo fatto con due settimane di anticipo. A Napoli è tornato lo Stato dopo che i governi di centrosinistra si erano assentati. Napoli è fuori dall'emergenza acuta, ma per uscirne definitivamente bisogna aspettare che entrino in funzione i termovalorizzatori, in primo luogo quello di Acerra". La cui gara per la gestione è alle ultime battute mentre il cantiere è stato riaperto. E si accelera anche per l'inceneritore di Napoli Est. Nel verbale inviato ieri pomeriggio al sottosegretario Guido Bertolaso e al sindaco Rosa Russo Iervolino è scritto che l'area del depuratore è "idonea" ad accogliere un termovalorizzatore capace di incenerire in un anno trecentomila tonnellate di rifiuti. Non solo. Nella stessa giornata è stata raggiunta un'intesa con il commissariato alle bonifiche che si è dichiarato disponibile a riconvertire il depuratore in una versione ecologica. Stamattina un incontro tra Iervolino e Bertolaso per il definitivo via libera politico, poi Berlusconi incontrerà verso le 16 nella sala Galatea della Stazione marittima il presidente della regione Antonio Bassolino assieme a sindaci, presidenti di Province e prefetti della Campania. Ma non ci saranno solo gli amministratori locali perché all'esterno del porto lo accoglierà il corteo dei comitati di abitanti di Chiaiano e Marano che saranno in zona già alle 15 e che non si arrendono dopo la scelta di una mega discarica nelle cave del parco. Ma nel mirino c'è anche l'Asia. Un gruppo di cittadini patrocinati dall'avvocato Raffaele Di Monda, presidente de "L'Ego di Napoli", ha denunciato in Procura l'azienda comunale perché non ottempera all'ordinanza del 18 giugno scorso del giudice Calaselice che intima di "provvedere alla disinfestazione dei cassonetti anche quando non sia assicurata la puntuale raccolta".

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Biutiful Cauntri con replica (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-08-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE UMANITARIA ARIANTEO Biutiful Cauntri con replica Spettacolo doppio ogni venerdì e sabato di agosto ad Arianteo Umanitaria (via San Barnaba 48, tel. 02.65.97.732, € 6). Il film che viene presentato alle 20.40 si replica alle 22.30. Si comincia questa sera con l'interessante "Biutiful Cauntri" di Calabria, D'Ambrosio e Ruggiero, sull'ecomafia campana. (g. gros.).

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Impennata in Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Legambiente Impennata in Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento VASTO Il Rapporto Ecomafia, realizzato da Legambiente in collaborazione con le forze dell'ordine e presentato ieri dall'associazione, "boccia" l'Abruzzo. Nella regione è stata registrata un'impennata nelle illegalità a danno dell'ambiente: si passa dai 633 illeciti riscontrati nel 2006 ai 1003 del 2007, con un incremento del 58,5%. Il quadro, già poco incoraggiane, diventa ancora più grave - spiega Legambiente - se si considera che l'aumento medio nazionale è del 27,3. Salgono anche il numero delle persone denunciate per violazione delle normative (750 nel corso del 2007 contro le 719 dell'anno precedente) e quello dei sequestri operati dalle forze dell'ordine, che passano dai 196 del 2006 ai 750 del 2007. In occasione della tappa vastese, Goletta Verde, la campagna di Legambiente che monitora le acque di balneazione del mare italiano ma che punta i riflettori anche sullo stato delle coste, ha fatto il punto su alcune delle maggiori criticità del litorale abruzzese. I dati del dossier annuale Mare Monstrum 2008 confermano una tendenza negativa sul fronte dell'abusivismo edilizio sul demanio marittimo, inquinamento delle acque, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione. I numeri del 'mare illegale' vedono l'Abruzzo in 11 posizione nella classifica nazionale, ma la lettura del dato in termini di infrazioni per ogni chilometro di costa sposta la regione al quinto posto, con ben 3,71 illeciti per chilometro. Allarmante in particolare la situazione degli abusi edilizi sul demanio marittimo: il cemento illegale sulle coste registra una crescita del 70%. "Siamo di fronte a numeri sconcertanti - commenta Angelo di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo -. Se da un lato l'aumento delle persone denunciate e dei sequestri effettuati è indice di una maggiore incisività da parte delle forze dell'ordine, allo stesso tempo dimostra una preoccupante tendenza negativa ai danni del territorio costiero della regione, con la crescita del numero dei reati più alta d'Italia".

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Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 99 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (25) globalizzazione (8) immigrazione (24) islam (12) Italia (101) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (9) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Valentina: No caro Foà, aimè, ainoi e soprattutto aitè..in Italia non è felice nessuno. Nè il più incallito... Damy: Marcello, vero ke oggi non si può vivere con 1200 euro al mese, ma anke vero ke ki ha lo stipendio fisso si... Franco Parpaiola: Salve Antonio personalmente non ti ho mai offeso,io me la prendevo con il milite che mentre... Marcello (Omonimo): bruno sono d'accordissimo con te, il problema è come vengono visti i poliziotti!!! Genova... Marcello (Omonimo): ripeto e ribadisco il mio punto! 1) non sono cattocomunista 2) antonio il tuo discorso è il mio,... Ultime news Eluana, anche il Senato contro i giudiciRai, il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente, niente corsi di recupero? 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Berlusconi: sulle riforme facciamo da soli Gaffe sul Quirinale: Sul Torrino ho pensato quante tonnellate di rifiuti potevano entrare lì dentro (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Berlusconi: sulle riforme facciamo da soli Gaffe sul Quirinale: "Sul Torrino ho pensato quante tonnellate di rifiuti potevano entrare lì dentro..." di Natalia Lombardoinviata a Napoli SI CONSIDERA sempre "la persona con cui è più facile dialogare", Silvio Berlusconi, chiudendo ancora la porta del confronto con l'opposizione, dalla quale si dice "deluso per la mancanza di rispetto, è poco leale". Declama in latino "Dum spiro spero, finché respiro continuo a sperare", ma per il presidente del Consiglio, evidentemente, il confronto non prevede dibattito, così come non manca di attaccare l'Unità: "Quando si parla di dialogo bisogna leggere qualche giorno di seguito il vostro giornale...", afferma da Napoli, dove è tornato per autocelebrare la sua prima vittoria sui rifiuti. Le riforme per "ammodernare il Paese", le chiama il premier (giustizia con separazione delle carriere, federalismo fiscale e legge elettorale per le europee), da settembre intende farle lo stesso forte della maggioranza: "Se l'opposizione vorrà aprirsi a dialogo lo faremo. Se questo non sarà possibile, le faremo con i numeri che ci hanno dato gli italiani". Così come la Finanziaria resta blindata nel decreto fiscale che sarà approvato martedì alla Camera, senza possibilità "di interventi lobbistici sulle varie voci", afferma con lo sguardo duro il proprietario di Mediaset, di Mondatori, di Mediolanum eccetera. Sarà una manovra di "lacrime" se non di sangue, di sacrifici a colpi di tagli della spesa pubblica. Tutto questo alla faccia dell'appello lanciato dal Presidente della Repubblica perché sulla Finanziaria non ci siano forzature che mortifichino il Parlamento. Poi se Fini ha parlato con D'Alema, "parlarsi fa sempre bene...", commenta. Ma con il Quirinale "il rapporto è cordialissimo", afferma Berlusconi, che ha fatto una bella gaffe proprio sul Colle, per dire quanto abbia la "fissa" dei rifiuti: "Quando sono stato invitato al Quirinale e siamo andati nel Torrino, da cui si gode una vista pazzesca su Roma, io invece di pensare alla bellezza del luogo ho immaginato: quante tonnellate di rifiuti potrebbero entrare qui dentro?". Paolo Bonaiuti para la battuta, voce fuori campo che Silvio IV rilancia: "Ecco quale sarà il titolo dell'Unità domani: Berlusconi vuole portare i rifiuti al Quirinale". Il premier addossa ai giornali di sinistra ogni colpa. La "grande distanza col Quirinale"? "È solo quella tra ciò che riporta la stampa e la realtà". Colpa di Unità e Repubblica le bacchettate della Ue sulla sicurezza. Non risponde però alla domanda sui circa 180 milioni di fondi in meno per l'editoria di partito e cooperativa, mentre si salvano quelli ai grandi gruppi editoriali. Sempre fuori campo interviene Bonaiuti: "Ma no, i dati sono l'opposizione li conosce, sono riduzioni minime.". Ma per Berlusconi l'Unità è il giornale che spezza il dialogo. "Allora va bene toglierci i finanziamenti..." ribattiamo mentre chiudono il microfono. Per la sesta volta a Napoli, il presidente del Consiglio sta "coccolando il sogno" di concludere il G8 del 2009 con un grande evento qui. Nella Stazione Marittima ieri il premier ha incontrato i "551" sindaci campani compresa Rosa Russo Iervolino, e il Governatore Bassolino. Chiedono fondi. La "mondezza" è sparita da un'ampia fetta della città, grazie all'apertura delle tre discariche di Savignana, Sant'Arcangelo e Massa Soprana, e poi Ferrandelle, previste anche dai piani precedenti. A Chiaiano saranno avviati i lavori di bonifica e di messa in sicurezza delle pareti, ieri un gruppo di abitanti manifestava sul lungomare. Berlusconi promette l'apertura del termovalorizzatore di Acerra a gennaio, non rivela il nome della società "che ha grandi responsabilità nel settore" che ha vinto la gara, ma aveva già detto di aver convinto l'Impregilo a restare. Altro annuncio, il termovalorizzatore a Napoli Est, nell'aera dell'ex depuratore (un impianto "inquina come cinque auto"). Insomma, il premier torna qui per dire che "non dobbiamo distrarci", anche se è finita la "fase acuta dell'emergenza". Al via la campagna per il "cambiamento epocale" di cultura dei napoletani, con spot in tv, manifesti e corsi in scuole e oratori per la raccolta differenziata. Con Bassolino limita i rapporti a una "collaborazione, nessun patto". Alla fine Silvio blocca il centro fino al lungomare Caracciolo per salutare i volontari della Protezione civile alla rotonda Diaz. Un limitato bagnetto di folla, una battuta ai giovani volontari "non mi piace quel piercing, dove altro ce l'hai?". E alla fine promette: "torno qui la prossima settimana per la Pizza tricolore...". Ma la pizza margherita è già tricolore.

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G8 a Napoli, il sogno di Silvio (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Monnezza

MOVIMENTI G8 a Napoli, il sogno di Silvio La notizia circola già da qualche giorno. Ieri il presidente del Consiglio l'ha confermata: il summit del 2009 potrebbe svolgersi nel capoluogo partenopeo. A volerlo è Berlusconi in persona. Ma il Viminale si oppone e vorrebbe mantenerlo alla Maddalena, più difficilmente raggiungibile dai no global e dunque più "sicura" Sara Menafra Ci pensa, ci ripensa e non può far a meno di parlarne ogni volta che capiti l'occasione. Silvio Berlusconi vorrebbe spostare il G8 dalla Maddalena all'amata Napoli. L'ha ammesso sorridendo anche ieri, durante la seconda conferenza stampa post emergenza rifiuti: "Immagino che sarebbe bello far vedere la Napoli civile di sempre attraverso il G8: sto coccolando questo sogno". E ancora: "E' un desiderio, è un sogno, ma ci sto lavorando", perché "servirebbe per attirare l'attenzione degli stati stranieri su Napoli". La decisione lo tenta, nel suo entourage si sa da giorni, e lui stesso non l'ha nascosto ai cronisti parlando pure di un vertice galleggiante, dal capoluogo campano alla Sardegna. Eppure, per una volta, il premier è costretto a prendere tempo. Non troppo, dovrà dire l'ultima parola entro settembre, se davvero vorrà dare alla Campania il tempo di approntare tutto per la seconda metà del luglio 2009. Più dei dubbi della Lega, a frenarlo c'è soprattutto il "no" netto ricevuto dal Viminale. Il capo della polizia Antonio Manganelli ha fatto sapere le sue ragioni qualche giorno fa. Due, fondamentalmente: la prima è che a Napoli i problemi di ordine pubblico crescerebbero esponenzialmente, rispetto alla tranquilla isola nel mezzo del Mediterraneo. Non a caso, tutti i vertici seguiti alla tragedia di Genova, nel 2001, sono avvenuti in località isolate, per non dire impervie. Quello del 2002, a Kananakis, fu convocato sulle Montagne rocciose, in una delle località più inaccessibili del Canada, tanto che il controvertice "no-global" riuscì ad arrivare solo a 100 chilometri dal luogo dell'incontro. Poi ci fu Evian, in Francia (2003), col lungo lago interamente blindato, Gleneagles nelle lande scozzesi (2005). Le uniche parziali eccezioni sono state Heiligendamm in Germania, nel 2007 - e infatti durante i cortei di Rostock ci furono mille feriti - e San Pietroburgo nel 2006. Col piccolo particolare che la Russia chiuse le frontiere e che i pochi contestatori che riuscirono a giungere a Leningrado furono chiusi in uno stadio per il controvertice. Proprio "chiusi", con le porte sbarrate dalla polizia, i lucchetti e i pochi fuggiaschi arrestati nel centro cittadino. La Maddalena è isolata e controllabile, spiegano gli analisti della Polizia. E' vero, c'è il problema della Costa azzurra, Olbia (residenza estiva di Silvio Berlusconi e possibile obiettivo per le contestazioni) e i tanti villaggi di lusso, ristoro dei potenti del mondo. Ma non è un caso se da quelle parti è stato spedito l'ex questore di Roma, Marcello Fulvi, ora prefetto a Sassari, che sulla gestione dell'ordine pubblico ha una lunga esperienza (se sia stata davvero una promozione, lo si capirà presto). Eppoi Napoli è complicata anche dal punto di vista politico. Perché nelle contestazioni i gruppi politici si mischiano alle labirintiche sigle dei disoccupati organizzati, quelli contro le discariche e gli interessi della Camorra. Se metropoli deve essere meglio Milano, dove è tutto ugualmente pericoloso, ma più semplice. Berlusconi, però, ha almeno tre ragioni per insistere sulla città del sole. La prima è che alla Maddalena i lavori procedono a rilento. L'avviso di procedura di valutazione dell'impatto ambientale (Via) è stato pubblicato solo ieri sui quotidiani. E i cantieri sono quasi fermi, sebbene proprio ieri Roberto Maroni sia arrivato all'ex Arsenale della Marina militare forse proprio per dar ragione a quanti nel suo ministero insistono sulle ragioni dell'isola o a chi nel suo partito non gradirebbe l'"ennesimo" finanziamento a Napoli. Poi, Berlusconi vorrebbe togliere dalle mani del governatore sardo Renato Soru, l'aiuto giunto da Romano Prodi con la scelta della Maddalena. E infine sa che se tutto andasse per il meglio, il vertice perfetto sarebbe l'ultima spallata alla sinistra campana, ad Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Per buttarli giù basta poco, che ce vò?.

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Dal nostro inviato NAPOLI - Ora tocca a voi. Ai cittadini. Biso (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Monnezza

CLAUDIO SARDOdal nostro inviato NAPOLI - "Ora tocca a voi. Ai cittadini. Bisogna cambiare abitudini e comportamenti, altrimenti rischia di essere vanificato il lavoro di questi mesi". Silvio Berlusconi ha concluso ieri sera la sua visita a Napoli incontrando alla rotonda Diaz, nella centralissima via Caracciolo, i volontari della Protezione civile che in questi giorni stanno ripulendo anche le coste della Campania. Qualcuno, oltre la transenne, ha applaudito il premier. E lui ha risposto con l'appello rivolto un paio d'ore prima, nella riunione ufficiale con quattrocento tra sindaci e presidenti di Provincia della Campania. "La fase acuta dell'emergenza è superata". Non si riproporrà più nei termini drammatici del Natale scorso. Tuttavia la soluzione del problema rifiuti, d'ora in avanti, non sarà affidata soltanto ad un piano fatto di interventi, progetti, opere. "Ci vuole anche un cambio epocale di cultura". Agli amministratori Berlusconi ha chiesto di promuovere una vera e propria campagna di educazione civica. Poi, nella conferenza stampa ha detto che "i cittadini devono imparare a dividere i rifiuti e a non gettare cartacce o cicche dalla loro automobile". Che "solo così si può voltare pagina davvero". È la sesta visita di Berlusconi a Napoli dopo le elezioni. Ha eletto Napoli come la sua sfida-simbolo. Sul caos rifiuti ha puntato in campagna elettorale. Ora vuol fare della fine dell'emergenza il suo biglietto da visita. Tanto che non ha ancora rinunciato all'idea di concludere a Napoli, su una nave da crociera, il G8 del prossimo anno: "È un sogno che sto coccolando... Mi piacerebbe rilanciare così l'immagine di Napoli e dell'Italia nel mondo". Nell'incontro di ieri con sindaci e presidenti di Provincia (c'era anche Antonio Bassolino) si è parlato naturalmente di tanti progetti concreti. Il sottosegretario Bertolaso ha pianificato l'agenda del dopo-emergenza. Raccolta differenziata, impianti di compostaggio, piattaforme per i rifiuti riciclabili, nuove discariche. Infine, i termovalorizzatori. Quello di Acerra, ha detto Berlusconi, comincerà ad essere operativo il prossimo gennaio. Poi nel 2010 sarà la volta di quelli Salerno e di S. Maria la Fossa (Caserta). Ieri Berlusconi ha annunciato, d'intesa con il sindaco Iervolino, l'ubicazione del quarto impianto, a Napoli est. "Dobbiamo trasformare il male in un bene. E fare della Campania una regione-pilota". Annotazione preoccupata di Berlusconi: "Dico questo nel momento in cui altre regioni si stanno pericolosamente avvicinando ad una congestione nello smaltimento dei rifiuti". Il premier non ha fatto i nomi di queste regioni. Accanto a lui però, Paolo Russo (Pdl), ex presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti, i nomi li ha fatti: Lazio, Piemonte e Liguria. Gli amministratori hanno chiesto a Berlusconi sostegni finanziari per la raccolta differenziata. Il premier ha promesso che li avranno. Ma ha chiesto in cambio il massimo impegno nella campagna di informazione. La presidenza del Consiglio ha già preparato un suo manifesto destinato all'affissione: "Napoli è la tua città, abbine cura". Berlusconi ha proposto un premio al sindaco che realizzerà la migliore campagna di comunicazione. Saranno coinvolte le scuole. "E il cardinale - ha aggiunto - mi ha già assicurato che farà altrettanto nelle parrocchie e negli oratori".

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"berlusconi ostile al mezzogiorno" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli "Berlusconi ostile al Mezzogiorno" Alla Rotonda Diaz e a Salerno il pullman del Pd "Salva l'Italia" Raccolta di firme per l'iniziativa di ottobre: "Ne raccoglieremo cinque milioni" OTTAVIO LUCARELLI "Berlusconi non ha fatto alcun regalo. I napoletani e tutti gli abitanti della Campania devono ricordare che i 350 milioni del governo per l'emergenza rifiuti sono soltanto un prestito che la Regione dovrà restituire". Bugie, taglia corto il segretario regionale del Partito democratico, Tino Iannuzzi, che lancia il tour del pullman "Salva l'Italia". Una petizione in vista della manifestazione nazionale del 25 ottobre: in tre giorni il pullman tocca Caserta, Bacoli e il lungomare Caracciolo per puntare in serata su Salerno in piazza Cavour prima di sconfinare in Calabria. "C'è un premier - incalza Iannuzzi da Salerno - che sta guidando scelte ostili al Mezzogiorno. Per finanziare l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa sono stati tagliati due miliardi di euro che il centrosinistra aveva destinato alle infrastrutture del Mezzogiorno". Alcune centinaia di firme raccolte a Bacoli, dove in mattinata è intervenuto il segretario provinciale del Pd Luigi Nicolais, e la Rotonda Diaz dove la senatrice Teresa Armato è rimasta due ore sotto il sole, dalle 16 alle 18, con l'altra parlamentare Maria Fortuna Incostante, l'assessore provinciale Angela Cortese e il dirigente del Pd Antonio Marciano, che spiega: "Raccogliamo lo sdegno di tantissimi cittadini nei confronti di un governo che tende a dividere il paese e indebolire il ceto medio, i salariati e i pensionati". Assenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente Antonio Bassolino. Sosta alla Rotonda Diaz, dove venerdì sera Silvio Berlusconi aveva concluso la sua sesta giornata napoletana assieme a trecento volontari che da alcuni giorni ripuliscono spiagge e fondali e dove ieri pomeriggio, ad aspettare il pullman tricolore "Salva l'Italia", c'era in fila da due ore un sessantenne cittadino di Chiaia, Salvatore Biancardi. Ha atteso due ore perché ci crede "in Veltroni e nel suo progetto". Un Pd che a Napoli ha però una strada da percorrere tutta in salita. Un piccolo segnale arriva anche dalla sfortunata scelta di far passare il pullman nel pomeriggio di sabato quando anche i bagnanti della Rotonda Diaz non si fermano. "Ma siamo solo all'inizio - spiega Teresa Armato, responsabile per l'iniziativa a Napoli - perché puntiamo ad arrivare a cinque milioni di firme in vista dell'iniziativa nazionale di ottobre". Un responsabile per ogni provincia. Lorenzo Diana a Caserta, Maria Rosaria Vitiello a Salerno, Luigi Famiglietti ad Avellino, Giovanni Moriello a Benevento. E a settembre una giornata in ogni provincia. Un'iniziativa criticata dal presidente del quartiere Chiaia, Fabio Chiosi del Pdl: "Gli esponenti del Pd hanno un bel coraggio a fare tappa a Napoli. Per il momento è il governo, con il presidente Berlusconi, ad aver salvato Napoli dall'immondizia di cui la città era sommersa". Ma il cittadino di Chiaia Salvatore Biancardi la pensa diversamente: "Questa Municipalità è inesistente".

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Napoli, fa flop l'appello anti Silvio Il Pd raccoglie appena 140 firme (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 185 del 2008-08-05 pagina 8 Napoli, fa flop l'appello anti Silvio Il Pd raccoglie appena 140 firme di Vincenzo La Manna Il partito ammette il fallimento: "Problemi organizzativi". Ma anche la Iervolino e Bassolino disertano la petizione "Salva l'Italia" da Roma A Napoli, si sa, fa caldo. Molto caldo. E girarvi in pullman, a inizio agosto, non è il massimo. Ma che sarà mai, dinanzi al richiamo furente dei cittadini, pronti ad autografare anche i muri pur di rimandare a casa il Cavaliere? Già, che sarà mai? Semplice, un tonfo. Centoquaranta firme. A tanto, infatti, ammonta il "bottino" partenopeo rimediato da Walter Veltroni, che con una petizione itinerante, "Salva l'Italia", si pone l'obiettivo di raccoglierne oltre 5 milioni entro fine settembre. Intanto, però, sotto il Vesuvio il Pd fa flop. Come titolava ieri Il Riformista. "A me risulta che le firme siano state un po' di più", replica in prima battuta, al Giornale, Andrea Orlando, responsabile Dipartimento organizzativo del partito. "Certo, nella città scontiamo un serio problema. E abbiamo difficoltà anche a costituire i circoli", ammette poi l'esponente del Pd. Ma in ogni caso, ipotizza, "si sarà trattato di una mera disfunzione organizzativa". Pochi minuti dopo, Orlando, fatti i debiti riscontri, rivede la stima: "È vero, a Napoli sono state raccolte 140 firme. Ma il pullman, sabato scorso, è rimasto fermo in città solo dalle 16.30 alle 18. In giornata, però, al termine delle varie tappe, tra hinterland e Caserta, il bilancio ha superato quota 1.000". Ok, si prende atto. Ma a Napoli? Le firme rimangono centoquaranta. Comunque si rigiri la frittata, il flop rimane. Tutta una questione di (dis)organizzazione, diagnosticano dal Nazareno. E in parte è vero. Bastava alzare la cornetta, ieri pomeriggio, per verificarlo. Bastava comporre il numero (esercizio ripetuto più volte) della sede regionale - allestita nel capoluogo in via Generale Orsini, 30 - come si legge in un volantino ufficiale, per ascoltare l'inconfondibile e sommesso "prrr" del fax. Ma c'è pure dell'altro. La "sberla", infatti, è soprattutto di natura politica. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il pullman romano viene "serenamente e pacatamente" boicottato dai leader democratici locali. Dal sindaco, Rosa Russo Iervolino, che non risulta abbia firmato, né che si sia sbracciata per chiamare a raccolta i concittadini. E dal presidente della Regione, Antonio Bassolino, in vacanza sulle Dolomiti. Pronto però a chiarire, oggi, in una lettera al Riformista, di non aver boicottato. "Considero legittima l'iniziativa del Pd - spiega il governatore - ma non firmerò, poiché non sono il segretario regionale del partito, ma il presidente della Regione". Il presidente, cioè, di tutti i campani, che guarda con soddisfazione al rapporto di collaborazione instaurato con l'esecutivo Berlusconi. "Proprio in questi giorni", sottolinea Bassolino, "ho firmato importanti accordi con il governo sui rifiuti, sulle bonifiche, sulle infrastrutture e le grandi opere, sull'uso sociale e civile dei beni confiscati alla camorra, sul turismo e su alcuni importanti beni culturali. Altri accordi stanno per essere definiti". L'interrogativo, al netto di eventuali divergenze (future) con palazzo Chigi, è chiaro: "Come potrei firmare un appello per salvare l'Italia da un governo con il quale giustamente collaboro nell'interesse dei cittadini?". Già, ma in fondo, che sarà mai... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ROMA La petizione del Pd "Salviamo l'Italia", che illustra le false pro (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Di CLAUDIA TERRACINA ROMA La petizione del Pd "Salviamo l'Italia", che illustra "le false promesse del governo Berlusconi va a gonfie vele", fanno sapere i vertici del partito, annunciando di aver raccolto già 650 mila firme. Ma in Campania, annuncia "Il Riformista" è stato un flop, solo 140 firme raccolte a Napoli, racconta il giornale, "perchè Bassolino boicotta la campagna di Veltroni". Il governatore Antonio Bassolino, che simpatizza per i "Red" di D'Alema, non ha firmato la petizione, così come il sindaco Rosa Russo Iervolino, causando non poco disagio tra i "Democrat". Ora Bassolino in una lettera al "Riformista" spiega: "Non ho firmato e non firmerò perchè considero doverosa la collaborazione tra le diverse istituzioni della Repubblica italiana, al di là degli schieramenti che le governano". "Non boicotto affatto e considero legittima l'iniziativa del Pd- scrive il governatore- semplicemente non firmo e non firmerò perchè non sono il segretario regionale del Pd, ma il presidente della Regione. Da lungo tempo ormai, da quando sono stato eletto direttamente dai cittadini prima sindaco, poi presidente della Regione, porto avanti questa linea con coerenza e cerco di non confondere mai il mio ruolo di rappresentante delle istituzioni con quello di rappresentante di un partito. Proprio in questi giorni, tra l'altro, ho firmato importanti accordi con il governo sui rifiuti, sulle bonifiche, sulle infrastrutture e le grandi opere, sull'uso sociale e civile dei beni confiscati alla camorra, sul turismo e su alcuni importanti beni culturali. Altri accordi stanno per essere definiti. È evidente - conclude - che tra noi, Regione, e Governo non mancheranno divergenze. Ma come potrei firmare un appello per salvare l'Italia da un governo con il quale giustamente collaboro nell'interesse dei cittadini?". Nel Pd c'è però chi interpreta questa presa di posizione come la rivalsa di Bassolino contro Veltroni che, quando piovevano su di lui le richieste di dimissioni, dopo le rivolte contro l'immondizia nelle strade e contro le discariche, lo difese tiepidamente, limitandosi a riaffermare la sua stima, sottolineando però che "in queste condizioni, ogni decisione è affidata alla coscienza individuale". Il governatore scelse di restare e Berlusconi, da parte sua, venerdì scorso, a Napoli, ha ribadito "la grande collaborazione con la Regione". Altri ricordano "la mezza promessa del premier di tenere il G8 a Napoli". Ma anche che i bassoliniani sono usciti sconfitti nella corsa al posto di segretario del Pd a Napoli, Benevento e Avellino. Di qui, la ricerca dell'autonomia da parte del presidente della Regione e dell'assessore Velardi, che prende anch'egli le distanze dall'iniziativa "Salviamo l'Italia". Ed è tutto uno scambio di accuse di "fare vecchia politica". "Le firme si raccoglievano ai tempi di Pajetta", ironizza Velardi. "Non hanno capito lo spirito della nostra petizione. La politica del Pd non è certo schierarsi contro o a favore di qualcuno- avverte il responsabile organizzativo, Beppe Fioroni- noi siamo a favore dell'Italia e, quindi, della Campania. E mi domando se Bassolino e Velardi vogliono condividere i tagli di Tremonti, che costringeranno i cittadini campani a pagare di più i servizi sanitari, che già hanno e che sono del tutto insufficienti, o le sforbiciate alla scuola e ai diritti di precari. Ho sempre avuto molta attenzione per quegli autorevoli amici che ci chiedevano un'opposizione forte e incisiva sui temi che interessano cittadini. E' quello che stiamo facendo- assicura- Ma qualcuno fa finta di non capire". E sempre nel campo dell'opposizione comincia a muoversi qualcosa a sinistra. Il neo-segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, convinto che la spaccatura con la corrente di Nichi Vendola e i bertinottiani (sancita dal congresso di Chianciano) si possa ricomporre, annuncia che oggi incontrerà il leader del Pd Veltroni e osserva: "Se il Pd è disponibile a fare opposizione a Berlusconi ci può essere dialogo. E' scandaloso che l'unica opposizione sia quella di Di Pietro". Ferrero aggiunge anche che il Prc sta lavorando assieme a Pdci, Verdi e Sinistra democratica per organizzare una manifestazione nazionale a ottobre "contro il governo e contro Confindustria".

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Bassolino al Pd: non firmo contro Berlusconi (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-05 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il caso La Iervolino: io invece appoggio la petizione Bassolino al Pd: non firmo contro Berlusconi ROMA - Il nuovo pullman del Pd che dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia " (raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre contro il governo) è stato salutato in Campania da un imprevisto flop nelle firme. A partire dal governatore campano Antonio Bassolino, che fa sapere di non avere alcuna intenzione di salire sull'autobus di Walter Veltroni: "Come faccio a firmare un appello contro il governo con il quale collaboro?". E che si contrappone al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che annuncia invece la sua adesione. ALLE PAGINE 12 E 13 Meli, Trocino.

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Il sindaco: ragiono con la mia testa Amministro lealmente ma resto un politico (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-05 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE L'intervista "Qui Silvio meglio di Prodi" Il sindaco: ragiono con la mia testa Amministro lealmente ma resto un politico ROMA - Ha il calcagno e i tendini rotti, una gamba ingessata, frutto di una caduta avvenuta giovedì, ma anche una gran voglia di salire sull'autobus di Walter Veltroni. "Mai avuto dubbi, sono una donna di partito e fiera di esserlo: firmerò la petizione Salva l'Italia ". Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino esce allo scoperto con una posizione che è in netto contrasto con quella del suo collega alla Regione Antonio Bassolino. Per il governatore, da un ruolo istituzionale non si può combattere contro il governo. "Parlo per me, ho 72 anni a settembre e ragiono con la mia testa. Ma chiunque abbia un po' di cultura politico-istituzionale non può non cogliere la differenza: come sindaco sono tenuta a una leale collaborazione, ma dal punto di vista politico è tutt'altra cosa. Mi sembra una distinzione elementare ". Berlusconi resta il nemico? "Lui è una persona gentile e simpaticissima, ma completamente alternativa al mio modo di vedere la politica. Spaccai il Partito popolare, ai tempi di Buttiglione, pur di non andare con Berlusconi. Poi basta guardare il documento economico, di una pesantezza enorme". Eppure il Cavaliere si è esposto molto per la Campania. "Infatti sarò lealissima e riconosco a questo governo un'attenzione particolare per Napoli molto superiore a quella di altri governi". Compreso il governo Prodi? "Compreso Prodi, che non era proprio una meraviglia di attenzione nei nostri confronti. Lo dico anche se so che questa affermazione non mi sarà perdonata. Ma ho sempre pagato di persona e poi sono sturziana: in necessariis unitas, in dubiis libertas ". C'è chi dice no a un'opposizione fatta di bus e petizioni. "E perché? Se mi si dicesse di prendere a botte Berlusconi, non lo farei. Ma qualsiasi opposizione lecita e non violenta è benvenuta". Il Cavaliere potrebbe aversene a male e bloccare qualche progetto per Napoli. "Non credo proprio che Berlusconi decida di penalizzarci. Rispetto a certi miei colleghi, ho più fiducia nella sua correttezza. E soprattutto in quella di Gianni Letta, che conosco da 40 anni". La gamba come va? L'hanno accusata di favoritismo, di aver saltato la coda al pronto soccorso. "Ma quale favoritismo, qui c'è solo un povero sindaco che giovedì si è rotto il calcagno e, pur di non marinare il Consiglio, ha aspettato un giorno per farsi curare". Campania Rosa Russo Iervolino e, a destra, Antonio Bassolino Al. T.

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Firme anti-governo, Pd diviso a Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-05 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il caso Sulla petizione "Salva l'Italia" le critiche dell'assessore regionale Velardi. Dubbi dalla Bresso (Piemonte): ci vuole delicatezza istituzionale Firme anti-governo, Pd diviso a Napoli Bassolino: con Berlusconi collaboro, come faccio? La Iervolino: no, io aderisco ROMA - Il nuovo pullman del Partito democratico non ha ancora scaldato i motori ma già sembra arrancare. Dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia ", raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre. Ma la tappa campana, una delle prime, è stata salutata da un imprevisto flop nelle firme, come ha raccontato per primo Il Corriere del Mezzogiorno. E da un'aperta ostilità da parte di alcuni dirigenti dello stesso Pd. A partire dal governatore campano Antonio Bassolino, che fa sapere di non avere alcuna intenzione di salire sull'autobus di Walter Veltroni: "Come faccio a firmare un appello contro il governo con il quale collaboro? ". E che si contrappone al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che annuncia invece la sua adesione. Ad aprire le ostilità era stato Ciriaco De Mita, che ha definito la petizione un'iniziativa "patetica e sconsolata". Comprensibile, visto il suo recente approdo polemico nell'Udc. Più sorprendente la posizione di altri che nel Pd ci sono ancora a pieno titolo, come l'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, secondo il quale "l'opposizione non si può fare con bus e petizioni ". O come l'assessore al Turismo Claudio Velardi, già braccio destro di Massimo D'Alema, che ha parlato di un "modo insulso e vecchio di fare opposizione", rivendicando i recenti accordi stipulati con il ministro Sandro Bondi e il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. Ma a far discutere è soprattutto la posizione di Bassolino. Già stella luminosa del firmamento dei Ds e del Pd, oscurata di recente dall'invasione di immondizia che ha dovuto subire nelle strade della Campania, il governatore ha ripreso fiato grazie all'attenzione continua di Silvio Berlusconi per Napoli e alla collaborazione con l'esecutivo. E ora, con una lettera al Riformista pubblicata oggi, si chiama fuori dalla petizione veltroniana, citando i tanti accordi fatti con il governo, dai rifiuti ai beni culturali: "Non boicotto l'iniziativa e la ritengo legittima. Ma non confondo il mio ruolo di rappresentante nelle istituzioni con quello che ho nel partito. Non sono il segretario regionale del Pd, ma il presidente della Regione. Come potrei firmare un appello per salvare l'Italia da un governo con il quale collaboro nell'interesse dei cittadini?". Ma le perplessità verso la petizione non sono soltanto in Campania. La governatrice piemontese Mercedes Bresso è incerta: "Deciderò nei prossimi giorni se firmare o meno. Certo, se sei un ammini-stratore, è comprensibile porsi qualche dubbio. Ci vuole un po' di delicatezza istituzionale. Quando tratti con il governo tutti i giorni, poi non puoi fargli la guerra. E non firmare la petizione contro il governo non credo proprio che sarebbe uno sgarbo". A difendere a spada la tratta la petizione ci pensa il responsabile organizzativo del Pd Giuseppe Fioroni: "Le firme stanno andando bene. Mi spiace molto per le parole di Velardi e Bassolino, che sono prigionieri del vecchio schema della politica amico-nemico. Noi non stiamo facendo la battaglia contro nessuno, ma nell'interesse del Paese. Lo sa il governatore Bassolino che cosa significano per la Campania i tagli sulla sanità che sta facendo il governo di Berlusconi? E che effetto avranno sui precari i tagli nelle scuole? Noi siamo per il vero federalismo, non come quello che sostengono loro. Non si va con il cappello in mano a elemosinare un aiuto dal governo ". La petizione Nella foto in basso il pullman del Pd che porterà in giro per il Paese la petizione "Salva l'Italia", una raccolta di firme preparatoria alla manifestazione romana del 25 ottobre indetta dal partito "per dire no a un governo che non rispetta le regole democratiche" Alessandro Trocino.

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Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Non commentato " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 35 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Firme, bassolino resta solo anche d'alema prende le distanze - luigi carbone (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Firme, Bassolino resta solo anche D'Alema prende le distanze Bossa: "Ormai è fuori, questo è il suo ultimo schiaffo" Ma Villari lo difende: "Questa petizione è sbagliata, arriva troppo tardi" LUIGI CARBONE Dopo il terremoto, nel Pd le scosse di assestamento allargano le crepe. A livello nazionale come in Campania. Lo sguardo rivolto a Roma e l'indice puntato, con diversi distinguo, contro il governatore, reo di non aver aderito alla campagna "Salva l'Italia" per mandare a casa il governo Berlusconi. Restano in pochi a difenderlo, molti ad attaccarlo più o meno velatamente. Il giorno dopo lo strappo, arriva da Roma il richiamo all'ordine per Bassolino. Veltroni, infastidito, glissa, "ognuno fa ciò che la coscienza gli dice", e lascia al coordinatore del Pd Bettini il compito di mordere: "Criticare le scelte dannose del governo è un dovere". La mancata adesione del governatore, che trova una sponda nel sindaco di Venezia Cacciari, è uno schiaffo all'establishment del partito. La recente, entusiastica adesione del presidente regionale a Red spinge tutti a guardare nella stessa direzione. E allora D'Alema si affretta a prendere le distanze: "Sono stato tra i primi firmatari. Non è che non faccio una cosa e la faccio fare a Bassolino. Solo un imbecille può pensare una cosa così". So prendermi le mie responsabilità, il messaggio dell'ex ministro degli Esteri. In Campania la più critica è la deputata Luisa Bossa: "La posizione più corretta è quella della Iervolino. Penso che Bassolino, che non ci ha abituati ad atti di disobbedienza, stia presentando il conto a un partito che non lo ha saputo difendere quando lui voleva essere difeso. Ma non ne farei un dramma, non credo che questo avrà un peso determinante sul futuro del Pd, lui ormai è fuori, i prìncipi hanno fatto il loro tempo. Forse è il suo ultimo schiaffo". Tra gli amministratori campani sono ancora in molti a non avere firmato. Il sindaco di Salerno, De Luca, che è in vacanza e non si è certo precipitato a sottoscrivere un documento contro il premier che lo ha indicato come un esempio di buona amministrazione. Non ci sono ancora le firme dei presidenti delle provincie di Salerno, Villani, e Caserta, De Francisciis, in ferie. Ha già firmato invece il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti che cerca di gettare acqua sul fuoco: "Mi sembra che intorno a questa petizione si sia acceso un interesse spropositato, morboso". La quota Pd della giunta di Palazzo San Giacomo ha sposato ampiamente la linea del sindaco: in calce alla petizione ci sono già le firme di Mola, Nugnes, Valente. E altre arriveranno, come quella di Di Mezza che non è tenero con Bassolino: "La sua scelta crea confusione e disorientamento e finisce per esasperare il dualismo che si è venuto a creare nel partito". Già, il dualismo con Nicolais che, secondo Bossa, non facendo sconti al governatore "ha espletato bene il suo ruolo". Il partito, questo il messaggio, anche a livello provinciale, ha bisogno di una regia solida. Teresa Armato, responsabile per Napoli di "Salva l'Italia", non vuole sentire parlare di flop: "Siamo arrivati a seimila firme". Chi invece non se la sente di condannare Bassolino è il senatore Riccardo Villari: "L'appartenenza politica deve sfumare di fronte all'interesse generale. Ma questa petizione è sbagliata, arriva a tre mesi dall'insediamento del nuovo governo e assomiglia a una mancanza di idee per contrastarne l'azione". Intanto in un'intervista in uscita sul settimanale "Tempi" Bassolino ribadisce le difficoltà incontrate con il governo Prodi per la soluzione dell'emergenza rifiuti: "Con quella maggioranza troppo eterogenea non potevamo esercitare i nostri poteri per i continui veti imposti. Berlusconi è entrato nel vivo del problema con piglio forte e deciso, gli va riconosciuto. La differenza è che ora si può rendere praticabile ciò che si decide anche perché gli oppositori di destra che allora andavano in strada dicendo "no" a tutto ora sono al governo e, silenziosi, obbediscono al capo". Sullo scontro in atto nel Pd sono intervenuti ieri anche diversi esponenti del Popolo delle libertà: "Hanno perso un'altra occasione per salvare la faccia", la sintesi di Paolo Russo.

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"caro antonio, il nemico è berlusconi dimentichi il sud e le battaglie elettorali" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Parla il segretario provinciale del Pd, Luigi Nicolais, che ribadisce: quella scelta assolutamente inopportuna "Caro Antonio, il nemico è Berlusconi dimentichi il Sud e le battaglie elettorali" Avere buoni rapporti istituzionali non significa dimenticare gli elettori che vanno sempre difesi Una petizione contro un governo che sta operando in modo devastante non va sminuita OTTAVIO LUCARELLI "Caro Antonio, il nemico è Berlusconi. Avere buoni rapporti istituzionali non significa dimenticare le battaglie elettorali". Luigi Nicolais, segretario provinciale del Partito democratico, vota alla Camera contro la fiducia al governo e parte per qualche giorno di riposo nel Cilento. Una giornata segnata in Transatlantico anche dai tanti commenti negativi dei parlamentari di centrosinistra alla scelta di Antonio Bassolino di non firmare la petizione del Pd "Salva l'Italia" contro il governo Berlusconi. Professore Nicolais, Bassolino è tornato sulla scelta rimarcando la differente operatività nella vicenda rifiuti tra Berlusconi e il governo Prodi di cui lei faceva parte. Ormai in Campania è guerra nel Pd? "Il governo Prodi aveva avviato a soluzione il problema dei rifiuti ma l'area radicale si era opposta ad alcune iniziative. Il Pdl, che ha una gestione centralista, riesce a prendere decisioni in modo più rapido. Questo però non significa condividere un'azione del governo che è devastante per il paese". Lei ha detto che la scelta di Bassolino è contro il partito, ma nel Pd non sono ammesse critiche? "Guardi, la scelta di Bassolino è assolutamente inopportuna. La sua è una critica a un'iniziativa della Direzione nazionale del partito, un'iniziativa di tutto il partito, non di un singolo. Una petizione contro un governo che sta operando in modo devastante per il paese non va sminuita così come sta avvenendo da parte di Bassolino e anche di alcuni amministratori della giunta regionale della Campania". Bassolino come presidente della Regione non si ritiene più un uomo di parte. Lei non è d'accordo? "Un politico diventa presidente o sindaco dopo una battaglia elettorale. è vero che una volta eletto rappresenta tutti ma è anche vero che deve portare avanti la politica per la quale i cittadini lo hanno votato. Non credo che le idee di Bassolino siano le stesse di Berlusconi. Avere buoni rapporti istituzionali non significa dimenticare gli elettori. Io penso che Bassolino dovrebbe distinguere i ruoli di iscritto al Partito democratico e di amministratore pubblico. è giusto collaborare con il governo su alcuni aspetti istituzionali così come lo è altrettanto esprimere dissenso verso un governo che complessivamente sta causando danni al paese e in particolare al Mezzogiorno. Noi siamo totalmente scontenti dell'operato del governo che va avanti a colpi di decreti legge e voti di fiducia che non danno la possibilità di migliorare i provvedimenti. Un governo che opera contro il Mezzogiorno, contro la scuola, i precari, la pubblica amministrazione". Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha invece ha firmato la petizione. Le ha parlato? "Non è importante. La Iervolino, come sempre nella sua vita, ha ben interpretato da donna delle istituzioni la doppia esigenza di sindaco ma anche di esponente di partito". Adesso nasce un problema politico tra il Partito democratico e la Regione Campania? "No, ma in Regione dovrebbero comprendere che l'avversario è Berlusconi e che lo sarà nei prossimi appuntamenti elettorali. è inutile una guerra di posizionamento interna al Partito democratico. Bisogna essere uniti e prepararsi alle prossime battaglie, alle prossime sfide". In Regione c'è ostilità verso di lei per aver sconfitto al recente congresso del Pd l'assessore regionale Andrea Cozzolino? "Se è vero come lui dice, che Bassolino non ha partecipato al congresso non vedo problemi. Il congresso, del resto, ha avuto toni pacati e ora bisogna lavorare per integrare la minoranza nella squadra di governo del partito. Io credo che l'assemblea già convocata per l'8 settembre potrà completare la strada già avviata per l'unità del Pd a Napoli. Io ho vinto la battaglia per la segreteria provinciale non per un voto ma con un margine di cinquanta voti rispetto al candidato che faceva riferimento ad un altro gruppo, ma non è stata un'elezione cattiva, tutto è rientrato in una normale dialettica assembleare". Professore, una curiosità. Chi ha avuto la brillantissima idea di prevedere la tappa napoletana del bus "Salva l'Italia" il sabato pomeriggio alle ore 16 in viale Dohrn dove c'era un solo cittadino in fila per firmare la petizione? "Ha ragione. Una scelta infelice. Io, ad esempio, ero stato la stessa mattina di sabato a Bacoli dove la raccolta è andata molto bene. Così come a Caserta. Diciamo che il passaggio del bus è un atto simbolico perché la petizione è alle prime battute e prosegue anche in Campania dove siamo già oltre le seimila firme in vista di una manifestazione nazionale che si terrà a Roma alla fine di ottobre".

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Veltroni nei guai per la petizione anti Silvio (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 186 del 2008-08-06 pagina 0 Veltroni nei guai per la petizione anti Silvio di Roberto Scafuri La raccolta di firme spacca i democratici: Bassolino e Cacciari non aderiscono, la Iervolino loda l'operato del governo. E il leader del Pd si ritrova sempre più isolato nel partito Roma - Salviamo l'Italia. No, piuttosto salviamo il segretario Walter. Se l'Italia sarà perduta, più concretamente rischiamo di perdere Veltroni, un guaio serio. Chi potrebbe, meglio e più di lui, fare tabula rasa dell'antidiluviana sinistra italiana? Chi riuscirebbe a seppellire in una risata anni e anni di centralismo democratico? Il loft del Pd brancola nel buio. Il pullman che propone la raccolta di firme anti-Berlusconi macina più chilometri che firme (650mila nel bagagliaio, sostiene l'ufficio stampa). Soprattutto, sta diventando un altro pretesto di contesa del partito girovagante per scarsezza di contenuti (non di mezzi, considerando il prezzo del gasolio). Si dice delle firme nel bagagliaio, ma politica "manet" e firme "volant". Dopo quella del governatore campano, Antonio Bassolino ("io con Berlusconi ci collaboro, non gli firmo contro"), vola via quella del sindaco torinese Chiamparino. Il governatore piemontese Mercedes Bresso firma "soltanto per militanza", il sindaco veneziano Massimo Cacciari fa marameo. "Al di là del fatto che nemmeno io firmerò - dichiara -, perché sono il sindaco di Venezia e non il segretario del Pd della mia città, mi sembra un'iniziativa sballata". Peggio ancora Cacciari considera il segretario: "insufficiente", visti i sondaggi, il partito sradicato e senza strategia. L'esempio bassoliniano fa proseliti, dunque. Allarga ancora le voragini nelle quali annega il Pd. Tanto da far venire ancora allo scoperto la ritrita rivalità tra Veltroni e D'Alema, che di Bassolino è, per così dire, socio di maggioranza. Walter trattiene l'irritazione: "Bassolino? Ognuno fa ciò che la sua coscienza gli dice", fa allargando le braccia. A chi nota come la coscienza di Bassolino, buona o cattiva che sia, sia riposta nei precordi dalemiani, risponde con mitezza lo stesso D'Alema: "Sospetto da imbecilli, non è che se io non faccio una cosa la faccio fare a Bassolino... Sono stato tra i primi firmatari della petizione e, avendola firmata, la sostengo. Ogni altra illazione è infondata". Troppa grazia, don Antonio (Bassolino). Troppa "excusatio" (non petita). Che i nervi siano a fior di pelle è evidente. Che l'iniziativa sia un flop pericoloso anche per il segretario, pure. Sembra ormai una conta tra amici e nemici di Walter, così da attirare anche adesioni di facciata. Significativo il caso del sindaco di Napoli, Rosetta Russo Iervolino, arrivata all'ossimoro della sincerità: "Sono una donna di partito fiera di esserlo e firmerò la petizione. Anche se il premier Berlusconi, una persona gentile e simpaticissima, ha riservato a Napoli un'attenzione molto superiore a quella degli esecutivi che lo hanno preceduto, Prodi compreso". Allora perché firma? Per disciplina di partito, dice. Chiaramente spiegando di "non poter non cogliere la differenza politico-istituzionale: come sindaco sono tenuta a collaborare, come politico lo combatto". Stessa lineare logica del luogotenente veltroniano, Goffredo Bettini, quando rompe il fair-play veltroniano per scagliarsi su Bassolino: "Ha il dovere di collaborare con il governo, ma anche il dovere di contrastare le scelte dannose del governo". O della post-fassiniana Marina Sereni, quando adombra ironia staliniana: "Leggo che il presidente della Campania chiede a gran voce il congresso anticipato del Pd e dice che non firmerà la petizione.... Buon per lui che ha sempre le idee chiare, sa sempre da che parte stare e che ha dimostrato in tutti questi anni di saper costruire un gran partito di popolo, radicato, di massa, senza macchia e senza paura". O, ancora, dell'anti-Bassolino conclamato, il veltroniano Nicolais, che reclama la scelta di campo del governatore. Faide cimiteriali post-diessine delle quali allegramente gongola il teo-dem Beppe Fioroni: "Come mai D'Alema e Bersani, entrambi amici di Bassolino, non prendono le distanze?", si chiede. Roba per stomaci forti, che gli amanti dello splatter potranno godersi indifferentemente in tv su Red (dalemiana) o You-dem (veltroniana). Entrambe, come scrive la "Jena" sulla Stampa, tese verso "la sfida all'ultimo telespettatore: mezzo per uno". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Incostante: "bassolino? solo una scelta personale" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli La senatrice ha firmato: "L'opposizione non può rinunciare a fare sentire la propria voce" Incostante: "Bassolino? Solo una scelta personale" Ognuno si regola come vuole, anche altri hanno espresso critiche. Massimo Cacciari è uno di questi Lei ha firmato. "E senza tentennamenti", sottolinea Maria Fortuna Incostante. Con Veltroni, dunque, per mandare a casa il governo Berlusconi. Tutto il contrario di Antonio Bassolino, con il quale la senatrice del Pd, prima di entrare a Palazzo Madama, ha condiviso le esperienze di governo sia al Comune che alla Regione. "Ma trovo che si stia troppo enfatizzando la sua scelta di non aderire all'iniziativa - afferma la parlamentare - da qui a parlare di larghe intese con Berlusconi, di contrapposizioni con Veltroni e patti con D'Alema che peraltro il diretto interessato smentisce, ce ne corre". Come giudica allora la mossa di Bassolino, che non ha voluto sottoscrivere la petizione contro il governo promossa dal segretario del Pd Walter Veltroni? "Ognuno si regola come vuole, anche altri hanno espresso critiche, non solo Bassolino. Massimo Cacciari è uno di questi. Però io non vedo alcuna contraddizione tra un presidente della Regione che, in questa veste istituzionale, collabora con il presidente del Consiglio e poi, ricoprendo anche un ruolo all'interno di un partito, può legittimamente avere una visione politica diversa da quella espressa dalla maggioranza di governo. L'ha spiegato molto bene il sindaco Rosa Russo Iervolino". Con il governatore avete discusso di questo argomento? "Normalmente Bassolino non si confronta né chiede consiglio ad altri quando deve prendere delle decisioni. Con me non l'ha mai fatto, neanche in circostanze ben più importanti, non vedo perché avrebbe dovuto farlo adesso". Questa mossa però sta facendo discutere sia dentro che fuori il Partito democratico. "Sì, sto leggendo. Ma mi sembra tutto sovradimensionato. è stata una sua scelta, probabilmente non ha condiviso l'idea. Detto questo, rimango convinta che un amministratore possa lealmente dialogare con il governo e al tempo stesso promuovere una manifestazione di critica". Dunque lei non ha avuto dubbi, quando si è trattato di firmare? "No, e non poteva essere altrimenti. Mettere in campo una manifestazione che possa contribuire a sviluppare l'azione dell'opposizione mi sembra una cosa normale, oltre che pienamente legittima. Ed è anche coerente con la valutazione che in Parlamento abbiamo dato di moltissimi provvedimenti adottati da questo governo". Ma come si concilia una petizione con il "governo ombra" voluto da Veltroni e con i continui richiami al dialogo tra gli opposti schieramenti? "Anche su questo aspetto non riesco a vedere alcuna contraddizione. Quando è possibile, siamo i primi a volere il dialogo. Ma questo governo, dal giorno del suo insediamento, ha compiuto troppi passi che non possiamo in alcun modo condividere". Ad esempio? "Basterebbe pensare alla manovra economica varata nello spazio di pochi giorni, ai tagli indiscriminati alla ricerca, alla scuola, al Mezzogiorno, alle leggi che penalizzano le donne che lavorano. E l'elenco potrebbe continuare. Davanti a scelte contraddittorie, l'opposizione non può rinunciare a far sentire la propria voce, ed è quello che stiamo facendo anche attraverso questa iniziativa". (dario del porto).

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Pd, le firme degli amministratori - luciano nigro (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pd, le firme degli amministratori Domenici, Vincenzi, Errani e Zingaretti aderiscono alla campagna di Veltroni Ma il presidente della Provincia di Roma avverte: "Basta con i personalismi" LUCIANO NIGRO ROMA - "Firmerò", dice Marta Vincenzi, sindaco di Genova che però oggi proverà a convincere la sua maggioranza, Prc e Verdi compresi, "a dare un contributo di coalizione" perché "l'illusione dell'autosufficienza è svanita". "Non solo sottoscrivo, ma sto organizzando la raccolta", aggiunge il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che tuttavia lancia un avvertimento ai rissosi gruppi dirigenti: "Che tragedia le identità particolari interne al Pd che si illudono di stabilire un rapporto diretto con il paese". Gli amministratori si schierano con Veltroni. Al contrario di Antonio Bassolino e Massimo Cacciari, la maggioranza firmerà la petizione "Salva l'Italia", la campagna cui il segretario affida la ripresa d'autunno assieme alla manifestazione del 25 ottobre. Il milanese Filippo Penati e il presidente del Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e il governatore dell'Emilia- Romagna Vasco Errani annunciano, come hanno già fatto Rosa Russo Iervolino e Sergio Cofferati, che il loro autografo non mancherà ai 5 milioni di firme che sono l'obiettivo di Veltroni. Ma mentre sta per essere archiviato l'ultimo tormentone pre-vacanziero per il Pd ecco all'orizzonte della ripresa post-ferragostana minacciose nuvole che segnalano possibile tempesta ai vertici. E non è solo un ex dalemiano di ferro come Claudio Velardi a segnalarlo con una delle sue provocazioni ("Veltroni e D'Alema sono bolliti, hanno dato tanto per 15 anni, ora dovrebbero farsi da parte"). E' dalla base che sale la richiesta di un freno ai personalismi, a Roma come in Sardegna e a Torino, tanto che un gruppo di dirigenti piemontesi ha messo nero su bianco un'invocazione: "Smettiamola con la sindrome di Tafazzi". E' in questo clima preoccupato che la sferzata di Cacciari ("un'idea sballata") nei confronti della petizione (già bollata da Arturo Parisi come "poco incisiva e originale, la fece Berlusconi contro Prodi nel 2006") finisce per non raccogliere consensi. Né crea imbarazzi agli amministratori l'argomento di Bassolino secondo il quale non si può essere uomini delle istituzioni e contemporaneamente aderire a una protesta. "Io firmo senza problemi ? dice il fiorentino Domenici ? faccio il sindaco, sono presidente dell'Anci e collaboro lealmente con il governo, ma ho un'appartenenza politica chiara e decisa e nessuno può impedirmi di dire che su giustizia economia e sicurezza il governo sta facendo scelte criticabili". "Un'opposizione fiacca non serve a nessuno ? è la tesi del governatore Marrazzo ? e non ha senso attaccarsi a formalismi figli della tradizione delle due chiese cattolica e comunista: io collaboro lealmente su rifiuti e sanità con il governo, ma questo non esaurisce i miei diritti. Dal Pd, piuttosto, vorrei più spirito di cambiamento e novità. E se dobbiamo contarci, non facciamolo sulle firme, ma sui contenuti". "E' utile all'Italia un'azione unitaria dell'opposizione ? condivide Zingaretti che, oltre ad essere l'ultimo vincitore di un'elezione è anche coordinatore regionale partito ? il dramma è un gruppo dirigente che non trova la forza di costruire collegialmente un rapporto con l'Italia". Il presidente della Provincia di Roma in ogni caso è convinto che la raccolta di firme sia utile perché "ci porta nei mercati, nelle piazze, e nelle spiagge come abbiamo fatto in questi fine settimana". Tutti in cerca di adesioni, insomma, anche se con la convinzione che "le firme da sole sono poca cosa" come dice la genovese Marta Vincenzi. "Io proverò ? aggiunge ? ad affiancare alla petizione un'iniziativa e le proposte della mia maggioranza perché è ora di cominciare a ricostruire un'alternativa. Il peggio che potremmo fare, invece, è aprire ora una discussione sulla leadership".

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Una piazza per l'ecologia sul palco le star della canzone - valeria forgnone (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XVI - Roma Una piazza per l'ecologia sul palco le star della canzone Parco della Maremma Attesi Paolo Rossi, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Max Gazzè e Daniele Silvestri VALERIA FORGNONE Musica, cinema e degustazioni enogastronomiche. Ma soprattutto risparmio, efficienza energetica e fonti rinnovabili. Un mix tra intrattenimento e riflessione questa sera darà il via alla ventesima edizione di Festambiente, il festival internazionale di ecologia e solidarietà di Legambiente. Fino al 17 agosto, incorniciata nel Parco della Maremma, Rispescia, in provincia di Grosseto, si trasforma nella più grande agorà dedicata ai delicati temi ecologici tra concerti e sapori autentici. Per dieci giorni, dunque, la maremma sarà la capitale dell'ambiente per l'estate. Oltre ai dibattiti legati ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del pianeta che coinvolgeranno ogni giorno politici ed esperti, la manifestazione Festambiente è anche divertimento. Rock, jazz e musica d'autore si fondono insieme in sostegno della natura. Sul palco molti artisti impegnati sulle tematiche ecologistiche animeranno le serate con concerti dal vivo. Ad aprire il festival, oggi, ci penserà Paolo Rossi, domani sarà la volta di Daniele Silvestri e per domenica è atteso Max Gazzè. Le note delle canzoni di Francesco De Gregori risuoneranno sotto il cielo stellato di lunedì 11 agosto, il testimone passerà poi a Gino Paoli (12) che insieme a Flavio Boltro, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto saranno i protagonisti della serata dal titolo "Un incontro di jazz". Il 13 si balla con i ritmi coinvolgenti di Paolo Belli e la sua Big Band. E ancora: i Modena City Ramblers (14), a ferragosto arriverà Caparezza, a seguire i Roy Paci e Aretuska (16), mentre chiude la rassegna la Premiata Forneria Marconi con un omaggio alle indimenticabili canzoni di Fabrizio De Andrè. Dalla musica al cinema, la festa continua. Agli appassionati cinefili è dedicata la rassegna "Clorofilla Film Festival" che, attraverso documentari, corti e lungometraggi d'autore, offrirà un viaggio nei luoghi dove si vive seguendo i ritmi naturali. Da segnalare la serata di lunedì con la Festa della Legalità, organizzata in collaborazione con l'associazione Libera: una riflessione sarà offerta dalla proiezione di "Biutiful cauntri", il documentario shock sull'ecomafia in Campania. E se la scelta di una vita sana e vicina all'ambiente parte da un corretto stile alimentare, non poteva di certo mancare un percorso tra i sapori con degustazione dei prodotti provenienti dalle coltivazioni biologiche. Così mentre gli adulti saranno impegnati tra spuntini e vini di qualità, i bambini all'interno dello Spazio Ragazzi daranno libero sfogo alla propria creatività con i giochi, le danze e i laboratori, organizzati dagli animatori di Legambiente, per scoprire insieme e conoscere meglio la natura.

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Cesaro: "vogliono nascondere le loro negligenze di governo" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Il coordinatore regionale vicario di Forza Italia interviene sulla polemica interna al Pd Cesaro: "Vogliono nascondere le loro negligenze di governo" "Il tira e molla del Pd sulle firme serve solo a mascherare le proprie negligenze, a distogliere l'attenzione dalle gravi responsabilità di governo del centrosinistra in Campania". Nel giorno in cui Berlusconi a Napoli parla di collaborazione con le autorità locali "raggiunta", Luigi Cesaro, deputato del Pdl e coordinatore regionale vicario di Forza Italia, spara dall'esterno sulla querelle democratica. Onorevole, il feeling tra il governatore e il premier sta creando qualche imbarazzo anche a destra. "Nessun imbarazzo, non mi risulta". Ai consiglieri d'opposizione dei vari enti non piace vedere salire Bassolino sul carro dei vincitori. Così, dicono, viene frustrato il loro lavoro quotidiano. "Berlusconi sta risolvendo i problemi di questa terra, rimboccandosi le maniche, senza sconti a Bassolino, Iervolino e compagni, ma anche senza contrapposizioni ideologiche con chi amministra male. Siamo in un momento transitorio, cerchiamo di fare il bene dei cittadini, non della nostra parte politica". Chi si aspettava una contrapposizione forte però è rimasto deluso. "Ma non ne ha motivo. Lavoriamo in concreto a limitare e ridimensionare Bassolino e compagni. Abbiamo ideato due cabine di regia: sui fondi europei per non farli disperdere in mille rivoli secondo le logiche clientelari bassoliniane e sul turismo. I lavori della metropolitana poi sono stati commissariati, stesso discorso per Pompei". Nessuno scontro insomma? "Ma quelli sono inevitabili. Prendiamo Pompei. La Cgil ha già minacciato tutto e tutti, annunciando assurde barricate ideologiche contro il coinvolgimento dei privati nella gestione degli scavi. Tutto questo prima ancora di conoscere le proposte sul tavolo. Noi vogliamo lo sviluppo della regione e per ottenerlo dobbiamo riuscire a rendere attrattivi i tanti tesori che abbiamo. Qualcun altro dovrebbe almeno accennare un "mea culpa"". (lu. car.).

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Poteri speciali, le priorità del sindaco "lotta allo spaccio e agli abusivi" - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli La strategia Rosa Russo Iervolino chiede risorse finanziarie per rendere operativo il decreto del governo Poteri speciali, le priorità del sindaco "Lotta allo spaccio e agli abusivi" Prenderemo del bilancio 300 mila euro per mini impianti sportivi nelle dieci municipalità, strutture utili a combattere tra i giovani la diffusione della droga A Pianura con gli sfollati abbiamo cercato di affrontare al meglio l'emergenza ma, come al solito, siamo stati lasciati assolutamente soli PATRIZIA CAPUA Lotta ai venditori abusivi e allo spaccio di droga. Nella mattinata a Marechiaro, fra i ragazzi ospiti del centro polifunzionale comunale San Francesco d'Assisi, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino abbozza la strategia del Comune sui poteri speciali ai sindaci assegnati dal decreto del governo. Cammina sorretta dalle stampelle, con la gamba destra ingessata e infagottata in un ingombrante sostegno ortopedico. "Vorrei partire con un pacchetto di iniziative - dice - in modo che non sembri mirato contro una sola categoria, ma diretto a una maggiore sicurezza dei cittadini e vivibilità della città". La guerra agli spacciatori è un tema per la Iervolino già noto: "Se la legge Iervolino-Vassalli fosse stata rispettata - commenta il sindaco - avremmo evitato il diffondersi della droga". E sottolinea che nel decreto Maroni "c'è un passaggio che differenzia l'uso dallo spaccio". Per combattere la criminalità e l'uso delle droghe da parte dei giovani, a Palazzo San Giacomo si sta pensando di aprire una rete di impianti sportivi, come luoghi di aggregazione, "almeno una struttura per ognuna delle 10 municipalità" spiega il sindaco. "L'Istituto di credito sportivo - aggiunge - ha messo a disposizione mini impianti del valore di 30mila euro ciascuno. Noi abbiamo già chiesto all'assessore alle Risorse strategiche, Enrico Cardillo di interessarsi all'acquisto e trovare 300 mila euro dal bilancio". Non basta il controllo delle piazze di spaccio, "sarà importante offrire ai ragazzi qualcosa di alternativo, altrimenti ci vorrebbero vigili ad ogni angolo della città". Poteri straordinari sì, dunque, ma con il sostegno economico del governo. "Il ministro Maroni ha detto che metterà in campo per tutte le città italiane, cento milioni di euro. Bisogna capire quando arriveranno. Se li inserisce nella prossima finanziaria saranno a disposizione solo da gennaio. E come verranno distribuiti. Spero che sia data la precedenza alle grandi città metropolitane, senza nulla togliere ai piccoli centri". I mezzi economici sono necessari, ha continuato Iervolino, "per esercitare i poteri straordinari, altrimenti ci sarà qualche sindaco di buona volontà che metterà in carcere chi mendica e ci rimetterà la povera gente. E' un modo di fare leggi, che non mi piace". La struttura di Marechiaro, minori ospitati a gruppi di 50, per una settimana di vacanza fino a settembre, ha più di un problema. Abbracci, strette di mano, anche autografi per il sindaco. Ragazzi provenienti da tutti i quartieri di Napoli settimane. Fra di loro anche numerosi disabili. La discesa a mare, cala San Basilio, è chiusa da tre anni dopo il cedimento del costone roccioso, che non è mai stato riparato. I ragazzi, perciò, devono andare ogni giorno in bus fino a Ischitella. Al sindaco hanno regalato delle cartoline con disegni e pensieri. Il più frequente: "Grazie per averci ospitato in questo posto magnifico". Il sindaco ha detto che il Comune di Napoli è stato lasciato solo nella gestione dell'emergenza sfollati di via dell'Avvenire a Pianura. "A Pianura abbiamo cercato di affrontare al meglio l'emergenza, che purtroppo non è ancora finita, ma come al solito siamo stati lasciati assolutamente soli. Molte volte abbiamo rischiato posizioni di difficoltà e scontro sociale, io avevo il potere di fare ordinanze ma senza soldi le case non crescono da sole". Esprime con chiarezza la sua posizione in merito alla petizione del Pd contro il governo, al centro delle polemiche nei giorni scorsi per la mancata adesione del governatore Bassolino. Cita una frase latina di Sant'Agostino, "in necessariis unitas, in dubiis libertas": "Siamo persone libere, ognuno sceglie secondo la propria coscienza". Ad accompagnare il sindaco, l'assessore alle Politiche sociali, Giulio Riccio. "Nel 2009 - ha annunciato - anche i ragazzi italiani e stranieri verranno ospitati nei nostri campi estivi, per favorire un'integrazione tra nativi e immigrati, superando il clima di intolleranza che si respira nel nostro paese". Gli operatori sociali, però, protestano contro il blocco dei fondi che servono a pagare i loro stipendi.

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Una buona idea per fermare i clandestini (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Monnezza

I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 29 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 38 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 43 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 225 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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"napoli non ci ha portato fortuna ora il nostro business è all'estero" - antonio corbo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Il retroscena Le strategie della società dopo l'ordinanza del Riesame. E il titolo Impregilo vola in Borsa "Napoli non ci ha portato fortuna ora il nostro business è all'estero" Il gruppo sta costruendo nove inceneritori tra Germania, Svezia, Norvegia Un anno perso, ma il blocco dei soldi e i tagli di Pansa fermarono sprechi paradossali ANTONIO CORBO (segue dalla prima di cronaca) Riprende slancio il programma rivelato tempo fa. "Vogliamo tornare nei paesi dove eravamo e puntare sul settore delle costruzioni, i progetti come Napoli non ci hanno portato fortuna", parole di Alberto Rubegni e Massimo Ponzellini, amministratore delegato e presidente. Erano all'estero anche ieri. In un venerdì scolorito per Piazza Affari il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo: più 13,5 al prezzo di euro 3,749. Un boom. Che non ripaga Impregilo. In un anno, il valore nominale si è dimezzato, sfiorava i 7 quando la società fu travolta dal ciclone giudiziario. Il 2007 si è chiuso senza dividendi. Ma dopo l'intervento della Cassazione che il 27 marzo respinse con rinvio il sequestro, fu annunciato il rilancio. "Ci sarà un piano di sviluppo con un nuovo business plan per espanderci all'estero, in paesi che hanno grande volume di offerte di contratti e scarse possibilità di realizzarle", è l'impegno di Flamegni, che nei mesi scorsi ha anche cercato un partner per essere più competitivo fuori dell'Italia, dove Impregilo però "ha subìto un danno di immagine dal progetto Campania, ma negli ultimi tempi è andato scemando questo impatto". In Europa, sta costruendo nove inceneritori: Germania, Svezia, Norvegia. è leader nel mondo per le dighe, suo il progetto per Las Vegas. "L'orgoglio di lavorare negli Stati Uniti, capisce?" spiegavano ieri uomini di punta del gruppo. Altre basi in Venezuela, Emirati Arabi, Libia e Sud Africa. E in Campania? Risposta sussurrata: "Solo tanta voglia di chiudere quest'avventura". Rimane aperto il contenzioso con il governo: sui costi dell'inceneritore, valutato da Fibe 320 milioni contro 120. La trimestrale calcola il danno di immagine; un miliardo e mezzo. Quasi pari la replica degli avvocati dello Stato. Fibe rimane anche proprietaria dei suoli di Santa Maria La Fossa, oltre che delle 124 piazzole di fronte all'inceneritore di Acerra. Sito di trasferenza. La collina di immondizia in stoccaggio ha smesso di emanare i miasmi che fermarono i lavori dell'inceneritore l'anno scorso, ma il cantiere è assediato da mosche. Due soldati hanno sostituito plotoni di poliziotti privati. Hanno due fucili, Ar 70-90, che sparano anche a raffica. Una vigilanza serena. Autorevole. Consente a carabinieri e polizia di recuperare unità. La trimestrale del 30 marzo riassume i beni sequestrati: 122 milioni di disponibilità, altri 190 di crediti pignorati. Soldi e linee di credito che la stessa Finanza dovrà ora sbloccare. Impregilo ha sofferto anche per l'ordinanza interdittiva: niente contatti con le amministrazioni pubbliche. Proprio un anno fa, 8 agosto 2007, fu convocato di domenica un delicato Consiglio. Impregilo costruiva la ferrovia Rio-San Paolo in Brasile. Un ruolo decisivo ebbero Mediobanca, Immobiliare Lombarda di Ligresti, gruppo Gavia e Atlantia, maggiori azionisti con il 29 per cento. Fu una svolta cruciale, Impregilo sventò la sua resa, ma cominciò in Campania la grande crisi. L'emergenza rifiuti è tutta qui, ed è stata in parte arginata fino all'autunno 2007 dal prefetto Pansa, era commissario da 18 giorni quando fu paralizzata Fibe. Nel dicembre 2005 il governo Berlusconi aveva rescisso il contratto, senza liquidarla. La obbligò a proseguire i lavori di Acerra e la gestione dei Cdr con compensi secondo fatture. Con i conti bloccati dalla Finanza il 10 agosto 2007 diventava impossibile. La bufera giudiziaria aveva eliminato i manager uno dopo l'altro. Piergiorio Romiti, Alberto Lina, Massimo Malvagna. Toccò a Bruno Ferrante, ex vicecapo della polizia, ex prefetto di Milano dialogare con il suo collega Pansa, chiamato a misurarsi con un disastro finanziario: doveva da commissario sostituirsi a Fibe, affrontare spese di oltre 30 milioni al mese, con i 200 di debiti che avevano i comuni morosi, 86 solo quello di Napoli. L'emergenza fu tamponata, ma una dopo l'altra si arresero le 40 ditte di Acerra, un cantiere in disarmo quando l'opera era all'86 per cento, mancavano cinque mesi e 80 milioni alla fine. è stato perso un anno, ma le ristrettezze hanno acuito la severità di Alessandro Pansa, fermando sprechi paradossali. Il prefetto destinò 13-14 milioni al mese (sui 30 previsti) per tenere in moto raccolta e smaltimento, pagando gli autotrasportatori che avevano già crediti per 32 milioni. L'ex superpoliziotto li mise alle corde scoprendo una magagna: il viaggio per Serre costava solo 328 euro, nella fattura c'erano anche venti ore di attesa, 40 euro ciascuna, la sosta diventava un affare, non il trasporto. I treni presentavano il conto anche se partivano vuoti e addebitavano i costi dello smaltimento, senza scaricare un chilo di immondizia. Furono liquidati i consulenti. Interdittiva antimafia per 32 società che avevano fino a quel momento saccheggiato danaro pubblico. Ma fu difficile aprire nuove discariche, Fibe non poteva, fu intanto individuata Savignano. Non si poteva fare altro. Arrivò De Gennaro nel 2008, con ultimi soldi del governo Prodi. Prima di Berlusconi è stata la Cassazione a indicare la fine dell'emergenza. Ventisette marzo 2008. Arriverà ad Acerra una nuova società, forse la lombarda A2A per gestire l'inceneritore, ma Fibe lascerà cantiere e Campania senza arrossire.

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Il sigillo di berlusconi sul pragmatico bassolino - augusto muojo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli IL SIGILLO DI BERLUSCONI SUL PRAGMATICO BASSOLINO L'obiettivo del governatore: ridurre al minimo le ammaccature per rialzarsi presto e proseguire il cammino, sotto la guida di Veltroni o di D'Alema di Bersani o di Enrico Letta AUGUSTO MUOJO opo avere apposto il suo "settimo sigillo" a Napoli, inalberando una scopa e raccogliendo gloria "bipartisan" per l'azione di governo, Berlusconi va in vacanza in Sardegna e promette di tornare dopo ferragosto. Ma D'Alema, anche lui in partenza, incalza: "I partiti non bastano, bisogna andare oltre". Mentre Bassolino, che a Napoli non ha visto il "premier" perché non erano in programma incontri di carattere istituzionale, assapora nelle quiete del Trentino il clamore suscitato dal rifiuto di firmare l'appello del Pd contro Berlusconi. Sono temi, di valenza locale e nazionale, che verosimilmente impegneranno il dibattito politico vacanziero. Un altro tema, riferito al futuro del centrodestra, cova sotto la cenere protettiva delle incertezze programmatiche del centrosinistra. A tali incertezze cerca di porre rimedio D'Alema riscoprendo i valori del rapporto politica-società attraverso l'analisi della sua fondazione italo-europea e della nuova iniziativa Red, entrambe attestate a Napoli a fianco di altre strutture consimili. Quello che manca al Pd, dopo gli entusiasmi iniziali - sostiene D'Alema - è uno smalto identitario che offra chiara agli elettori la sua alterità rispetto al berlusconismo. Quello che però gioca a sfavore di questa prospettiva è il fattore tempo. Per dirla franca, mentre il dottore studia, il malato rischia di morire. Cioè Berlusconi guadagna tempo e punti preziosi nel giudizio degli italiani, nonostante la militarizzazione della politica e gli stenti della congiuntura economica. E a Napoli guadagnano punti i suoi uomini, pronti a succedere a Bassolino e Iervolino, nonostante la mancanza di leader e di programmi a loro alternativi. E qui si pone Bassolino col suo rifiuto della firma, che ancora provoca un profluvio di pareri contrastanti. Non ha firmato per vendicarsi di Veltroni, per calcolo personale immediato o di medio termine, per lungimiranza da grande statista o perché folgorato sulla strada del berlusconismo? Francamente, l'iniziativa delle firme, attuata peraltro con scarso successo alla rotonda Diaz dal trio rosa Armato-Incostante-Cortese, ha molto il sapore di grillismo e dipietrismo, cioè di un modo sciatto di fare politica. Ed è perciò che essa non piace a molti nomi di primo piano come Cacciari, Chiamparino, Bresso, Cofferati, in ambito nazionale, e a molti altri sul fronte locale, come De Luca, Villani, De Franciscis, Sommese. Ma non è questo il punto. Il "no" motivato da Bassolino per rapporti di carattere istituzionale (Regione e governo insieme per risalire la china) ha spiegazioni non tanto recondite o strategicamente "mazariniane". Da quando, cioè, il governatore, ripudiando le sue origini ingraiane, si è "imborghesito", la sua unica stella polare è il pragmatismo fondato sul potere. è la ricetta di Berlusconi, che egli sposa con cinismo pur sapendo bene che il "premier", prima o poi, lo butterà di sella. Ciò che gli preme è di ridurre al minimo le ammaccature, per rialzarsi presto e proseguire il cammino, sotto la guida ancora di Veltroni o di D'Alema, di Bersani o Enrico Letta. Non a caso abbiamo citato le alternative ora possibili per il Pd nazionale. Perché dal prevalere dell'una o dell'altra dipenderà il futuro locale del partito e delle sue alleanze elettorali contro il centrodestra. Sarà Nicolais o Cozzolino, o Amendola, o De Luca o altri il candidato del centrosinistra? Molto dipenderà anche dalla "cenere" che il centrodestra sarà riuscito a scrollarsi dalle spalle.

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Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Monnezza

In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 17 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 34 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 39 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 44 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (26) globalizzazione (8) immigrazione (25) islam (12) Italia (102) medio oriente (8) notizie nascoste (28) presidenziali usa (9) russia (10) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Napoli oltre l'emergenza - paolo frascani (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XI - Napoli NAPOLI OLTRE L'EMERGENZA Lo scenario di nuovo bellissimo del centro storico ci ricorda che la città liberata dai rifiuti non è pronta per la ripresa PAOLO FRASCANI Ferragosto, come ogni anno, mette tra parentesi i problemi di una difficile quotidianità, ma ne evidenzia anche, in qualche modo, le dimensioni e la complessità. Così lo scenario bellissimo di un centro storico restituito alla contemplazione delle sue strade e dei suoi palazzi ma disertato dai turisti, ci ricorda che il teatro della città liberata dai rifiuti non è ancora pronto per inscenare la rappresentazione della ripresa civile ed economica. Non ci siamo ancora resi conto di aver superato la fase più critica dell'emergenza rifiuti. Solo qualche mese fa, quando le televisioni di tutto il mondo e i giornali diffondevano le immagini del disastro, un simile traguardo sembrava irraggiungibile. Bisogna dare atto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi se non lo è più. Però, intanto, facciamo fatica ad alzare il tiro delle nostre aspirazioni per guardare oltre la normale amministrazione. In un'intervistata rilasciata pochi giorni fa, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha bocciato l'iniziativa del collega romano, Gianni Alemanno, di istituire una commissione bipartisan, guidata dall'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato. Il progetto suona indubbiamente inapplicabile alla nostra scala municipale. Anche sul piano regionale è difficile che la città diventi un laboratorio per più larghe intese. L'osservazione enfatizza più l'abile smarcarsi del presidente della Regione Antonio Bassolino dall'attuale dirigenza del Partito democratico, che l'emergere di una concreta ipotesi politica. All'interno di questo partito, alleggerito dall'onerosa collaborazione con Ciriaco De Mita e con Clemente Mastella, sembra prevalere la propensione a far da soli, predisponendo idee e uomini in previsione di un cambio di guardia a palazzo Santa Lucia. Il percorso, però, non è ancora definito e l'incertezza regna sovrana. Se si considera, poi, lo stato in cui versa lo schieramento di centrodestra, tocchiamo con mano le differenze con la Roma che guarda a intese più larghe e condivisibili. Qui non troviamo il "governo ombra" di nessun Alemanno intenzionato a dialogare con la maggioranza sul futuro di Napoli e della Campania. Anzi le cronache recenti parlano di una Alleanza Nazionale napoletana tesa a scongiurare la possibile cancellazione del partito su scala locale, in vista della definitiva unificazione con Forza Italia dentro il Pdl. Ne ha riferito ampiamente in questi giorni un'inchiesta di "Repubblica". Luigi Rispoli, capogruppo di An alla provincia, sul "Corriere" ha parlato di "un vuoto pneumatico che ha trasformato la nostra organizzazione in una congrega di interessi incapace di esprimere un progetto politico globale e che assegna a An un ruolo marginale rispetto al disegno di potere strategico che viene espresso oggi con forza dalla classe dirigente di Fi". Il vuoto di idee e iniziative di cui si parla è un elemento ormai strutturale della crisi politica della città, ma oggi ben riempito dal solitario protagonismo del presidente del Consiglio: Berlusconi si mostra dominus super partes. La sua azione si è dispiegata nel quadro di uno scenario da consiglio di guerra, dove ha brillato l'assenza di ogni comprimario capace di succedergli sulla scena politica locale. Sicuro di aver già vinto ogni futuro confronto elettorale, egli deciderà, all'ultimo minuto, la designazione del candidato alla successione di Antonio Bassolino. Non sappiamo se vincerà ancora una volta. è certo che, nonostante la semplificazione del quadro politico, gli uomini vecchi e nuovi del centrosinistra si muovono con difficoltà in uno spazio politico sempre più periferico, sia rispetto ai contorcimenti del Pd, che del protagonismo berlusconiano. Più che laboratorio di avanzate forme di concertazione a livello nazionale, Napoli rischia di diventare il terreno di battaglie che non le appartengono o la vetrina privilegiata delle sperimentazioni decisioniste del presidente del Consiglio. In entrambi i casi, la città rimane incapace di districarsi dalle logiche di una politica fine a se stessa, non riuscendo a trovare al suo interno, al di là di ogni schieramento politico, le forze e la capacità per il suo rinnovamento. Non si deve partire da zero. è in via di elaborazione il piano strategico della città e il mosaico di interventi municipali e regionali, avviati o in via di progettazione, attende solo di essere ricomposto in un disegno omogeneo e condiviso. Manca un metodo e la convinzione che un simile obiettivo debba essere perseguito in piena luce, enfatizzandone portata e finalità sotto i riflettori dell'opinione pubblica nazionale. L'emergenza è in via di superamento, ma la città deve rimanere una priorità sul piano nazionale anche mentre cerca la strada della sua ripresa civile e economica. Qualcosa già si muove: sotto il patronage di Massimo D'Alema, sono stati chiamati recentemente a raccolta uomini e idee per un vasto programma per Napoli mentre, di recente, l'ex presidente della Confindustria Antonio D'Amato si è speso per attirare l'attenzione del mondo industriale sui problemi della città. Ma la parola spetta, adesso, a chiunque abbia qualcosa da dire, anche fuori dei troppo stretti orizzonti metropolitani.

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"salva l'italia", partenza lenta - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Napoli "Salva l'Italia", partenza lenta Diecimila firme in Campania alla petizione anti-Berlusconi Intanto il Pd nazionale annuncia di aver superato il milione di adesioni ROBERTO FUCCILLO SPENTA per qualche giorno, la polemica sulla firma della petizione anti-Berlusconi dentro il Pd probabilmente tornerà d'attualità a partire dalla prossima settimana, con i rientri anche dei tanti big del partito ora in vacanza. Quel che è certo è che per ora al comitato campano risultano circa 10000 adesioni. Sembrano pochine, visto che nel frattempo il partito nazionale annuncia di aver superato quota un milione. Si tratta però delle sole firme raccolte su carta, vale a dire nelle sezioni del partito o nella iniziative "on the road" allestite dall'inizio di agosto, mese certo non favorevole alla mobilitazione militante. Manca dal conteggio tutto ciò che riguarda le adesioni on-line, che arrivano direttamente a Roma, e che certamente sono predominanti anche nel bilancio nazionale. Per ora la vetrina del partito espone tre nomi campani, il musicista Enzo Avitabile, il regista Mario Martone e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un nome, quest'ultimo, la cui presenza evoca per contrasto l'assenza del presidente della Regione Antonio Bassolino, che ha lanciato il sasso nello stagno della polemica annunciando la sua astensione dalla firma di quel documento in nome della collaborazione istituzionale col governo. I rimbrotti dei veltroniani doc, da Luigi Nicolais a Luisa Bossa, non hanno scosso molto la coscienza degli uomini più vicini al presidente. Refrattari gli assessori Claudio Velardi e Ennio Cascetta, anche Antonio Marciano, responsabile organizzativo regionale del partito, tira i remi in barca: "Non mi appassiona, ho una sincera difficoltà a comprendere il dibattito intorno alla campagna "Salva l'Italia"". Marciano pensa che la rimonta dalla sconfitta elettorale comporti "un rapporto di popolo con le aree di bisogno del paese, rappresentare le ansie e le difficoltà dei giovani, del ceto medio, dei salariati, dei pensionati. La raccolta di firme, al di là di legittime e rispettabili scelte individuali, rappresenta un primo strumento, ma non mi interrogherei oltremodo su chi ha scelto di non firmare". Insomma conta più l'azione politica che una firma messa o non messa. Restano i tanti che, con l'alibi delle vacanze, e nonostante si possa aderire via internet, la mossa non l'hanno ancora fatta: l'assessore Andrea Cozzolino, il sindaco di Salerno Enzo DeLuca, il presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, quello di Caserta Sandro De Franciscis. Non ha firmato neanche uno che si dice favorevole come l'europarlamentare Andrea Losco: "Sono ancora fuori, non ho potuto ancora firmare. Noi comunque dobbiamo lavorare al dopo Bassolino in Regione. Lui segue un percorso istituzionale, il partito deve seguire un percorso politico". D'altronde Losco interviene criticamente anche dalle colonne del "Financial Times", edizione tedesca, che il 14 agosto ha pubblicato un lungo reportage sullo show di Berlusconi a Napoli, contestandogli come sui rifiuti siano stati magnificati successi prima ancora che essi si siano verificati effettivamente. Una tesi che mina naturalmente anche la credibilità dell'asse Bassolino-Berlusconi. D'altro canto il partito è proiettato anche verso la festa nazionale di Firenze, a ottobre, cui "Salva l'Italia" fa da passerella. E la Campania lavora alla sua festa regionale, alla Mostra d'Oltremare dal 18 al 21 settembre.

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"canto contro i rifiuti sulla mia terra" - conchita sannino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca "Canto contro i rifiuti sulla mia terra" La sfida di Vinicio Capossela: concerto per dire no alla discarica in Irpinia CONCHITA SANNINO NAPOLI - Il corvo torvo della musica italiana, il poeta della notte, guida l'ultima resistenza anti discariche in Campania. è Vinicio Capossela, sguardo affilato e amore per i suoni della sua Irpinia legata alle origini e alle radici di sua madre, a lanciare da domani la mobilitazione nell'altipiano del Formicoso: difesa a oltranza della distesa verde in alta Irpinia dove il decreto rifiuti, recentemente trasformato in legge, prevede un mega sversatoio. Non sono servite le opposizioni di una ventina di sindaci. L'ultima parola dello staff di Bertolaso è stata: "Dovete avere fiducia in noi, i carotaggi sui suoli cominceranno il 25 agosto". E invece da domani parte la musica. Che suonerà per tutta la notte. Un segnale di partecipazione civile alla vigilia dell'ottava trasferta napoletana del presidente Berlusconi. Capossela, cosa risponde a chi dice che "una discarica a norma di legge non condanna un territorio"? Corvotorvo sorride amaro: "Il Formicoso ha nella vocazione ambientale le maggiori risorse per il futuro: fieno, bestiame, agricoltura biologica, prodotti caseari. Certo, ci sono le tecnologie non solo per fare una discarica controllata, ma anche per attivare un ciclo di smaltimento dei rifiuti, di cui la discarica rappresenta solo la parte finale. Qui si parla di costruire una "discarica delle discariche", con una capacità fino a 2 milioni di tonnellate. Una piattaforma polifunzionale: in cui va tutto, tranne il radioattivo. Non ci sono margini per affermare che non danneggi l'integrità del territorio. Un territorio che peraltro produce soltanto il 5% dei rifiuti della regione e ha già attivato la differenziata sul 55% delle due municipalità". Capossela entrò anche in un viaggio-racconto di Paolo Rumiz sulla valle dell'Ofanto. Lui la ricorda bene. "Per me è un luogo mitico, fuori dalle carte geografiche, dove i paesi si chiamano per i soprannomi che gli sono stati dati e in certi luoghi ci si può arrivare seguendo tracce di animali (come malogne, faraone, serpenti, e crape) al posto della segnaletica". Un cantautore possiede strumenti per modificare il corso delle cose? "Nessuno - spalanca le mani - Ma in questo caso ho più possibilità di finire sul giornale del responsabile regionale di Legambiente, nonostante sia molto più preparato di me. Decidere una megadiscarica per decreto e poi mandare i soldati a picchettarne la costruzione potrebbe accadere su qualsiasi territorio, anche sul vostro. Il problema non è solo "basta che non sia a casa mia"". Ciò che è successo alla Campania, dice Capossela, "è sconfortante. Penso che ci sia una tale quantità di interessi economici, corruzione, criminalità, che rende ben poco "pulite" le cose. Il rapporto Ecomafie 2008 lo racconta bene". Può bastare un premier-spazzino e Napoli più pulita a immaginare che la crisi sia risolta? "In una condizione di così grave emergenza viene facile reclamare provvedimenti autoritari o benedirli, ma questo può essere pericoloso. Lo spazzolone è servito a prendere lo sporco e metterlo sotto il tappeto. Non è stato ancora fatto nessun passo per attivare il ciclo dei rifiuti. Soltanto decreti per costruire megadiscariche, che poi saranno piene. E questo a chi fa bene? Solo a chi può raccogliere un consenso politico, un bacino di milioni di voti, rispetto a zone che ne esprimono poche centinaia di migliaia".

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Il triangolo maledetto della monnezza (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 18-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Lun, 18 Ago 2008 Edizione 169 del 11-08-2008 Tra Napoli, Caserta e Baia Domitia si smaltiscono illegalmente i rifiuti Il triangolo maledetto della monnezza di Marco Di Maggio Negli ultimi anni, le attività illecite legate allo smaltimento dei rifiuti hanno avuto uno sviluppo allarmante. E' il nuovo volto dell'ecomafia che ai profitti derivati dall'abusivismo edilizio ha affiancato quelli determinati dal traffico illegale di rifiuti. Il preoccupante fenomeno ha il suo epicentro nel Sud Italia. Infatti le regioni più interessate sono la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Campania, alla quale spetta il primato di illegalità ambientali, riferite sia al ciclo dei rifiuti che a quello del cemento. In questa Regione sono state sequestrate numerose discariche abusive, anche di grosse dimensioni, utilizzate per smaltire illegalmente sia i rifiuti urbani che quelli tossico-nocivi. In genere si tratta di discariche illegali realizzate all'interno di ex cave per l'estrazione, altrettanto illegale, di materiali sabbiosi. Il meccanismo è quello caratteristico del circuito economico dell'ecomafia: parte dal controllo sul territorio e sulle attività estrattive e conduce alla trasformazione delle cave in discariche per tutte le specie di rifiuti. Tra i clan camorristici si è diffusa una nuova e inquietante pratica che consiste nell'ottenere l'autorizzazione alla costruzione di vasche per l'itticoltura, da utilizzare invece come discariche per fanghi industriali, provenienti soprattutto dal Nord. Le modalità tipiche delle organizzazioni mafiose consistono nel far giungere i camion carichi di rifiuti nelle ore notturne, in corrispondenza di buche che, dopo essere state riempite, vengono immediatamente coperte. I fanghi industriali, formalmente destinati a inesistenti impianti di depurazione e riciclaggio, sono più spesso sversati direttamente nel territorio. Oltre a queste velenose ferite inferte al suolo, si moltiplicano anche gli episodi di inquinamento delle acque marine. Si tratta in genere di vere e proprie "carrette" del mare, coperte da premi assicurativi per incidenti di questo tipo, che consentono alle organizzazioni camorristiche di realizzare un evidente duplice affare. Ogni anno in Italia circa il 35% del volume complessivo dei rifiuti viene smaltito attraverso modalità non corrette o del tutto illecite dalle organizzazioni criminali, come la Mafia in Sicilia, la 'Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Puglia, la Cosca dei Basilischi in Basilicata o la Camorra in Campania, incaricate della raccolta, dello stoccaggio e del riciclaggio. Ma è in Campania il "triangolo della monnezza", tra Napoli, Baia Domitia e Caserta, con Casal di Principe nel cuore; area che nel piano regolatore della Camorra è stata assegnata alla sepoltura illecita dei rifiuti. E' un'ampia zona controllata dai camorristi napoletani e casalesi. Qui la ricchezza in passato proveniva dagli ortaggi, mentre oggi viene dalla diossina. Milioni di tonnellate di rifiuti speciali qui ogni anno spariscono nel nulla, grazie al sistema del "giro bolla", ossia la contraffazione delle certificazioni di provenienza necessarie al trasporto. Del resto i rifiuti costituiscono solo un segmento del ciclo di lavorazione della malavita organizzata. La camorra prima guadagna scavando illegalmente le cave, poi riempiendo i buchi prima con i rifiuti tossici e forse radioattivi, poi con i rifiuti degli scarichi abusivi, in cima gli ultimi rifiuti, quelli che godono di un bollo di ufficialità; infine costruendoci sopra le case. Così l'inquinamento procede a strati, come negli scavi archeologici. La tragedia è che questo sistema illegale è l'unico che qui offre lavoro. Il prezzo da pagare per quest'economia clandestina è pesante. In alcune zone i decessi per malattie tumorali sono aumentati anche del 400%. La storia recente fa capire esattamente cosa c'è in gioco dietro questa emergenza. La camorra ha sempre fatto la parte del leone in questo settore e con la compiacenza di tutte le autorità. *Cultore di criminologia Università di Cassino.

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L'opinione pubblica e i silenzi su bassolino - marco lombardi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Napoli L'OPINIONE PUBBLICA E I SILENZI SU BASSOLINO MARCO LOMBARDI ostituite il Cavaliere con il governatore, ripercorrendo quindici anni segnati dall'opposizione assente e da un comune sentire modellato sulle esigenze del Capo. Qualcuno ha invocato il regime; altri, più laicamente, il disastro civile rappresentato dalla penuria di pesi e contrappesi sociali che permettano alla democrazia di far girare al meglio i propri ingranaggi. Il tema che l'artista Moretti sottopone a studiosi e cittadini è, naturalmente, la riattivazione della protesta e la sua trasformazione in proposta politica, magari di sinistra. Scalfari, forse, è più ottimista, raccontando che la tessere del mosaico antiberlusconiano potrebbero dar vita a un disegno compiuto, se qualcuno s'impegnasse a riempirne i contorni¸ se, insomma, le spinte corporative, lasciassero il posto all'interesse dello Stato. Ancora una volta, credo che il laboratorio della Campania risulti alquanto interessante: retrospettivamente e in prospettiva. Dal 1993 ad oggi, gli unici che hanno disturbato il manovratore sono stati gli intellettuali; non certo gli esponenti del centrodestra, i cui nomi facciamo fatica persino a ricordare; neppure la cosiddetta società civile, troppo occupata a carpire le grazie del potente di turno, secondo una collaudata prassi storica-antropologica. La frammentazione denunciata da Scalfari si è polarizzata sulla dialettica Bassolino versus "piripacchi", adoperando il celebre dispregiativo con cui il sindaco Iervolino ha definito taluni intellettuali. Il monolite Bassolino contro la galassia degli uomini di idee, animati da sentimenti contraddittori e molto umani: nobili, talvolta meno. Non un partito, ovviamente, neanche un embrione che lasciasse intravedere le forme di un organismo alternativo a un sistema di potere. Per certi aspetti, la nostra regione ha anticipato i pericoli paventati da Moretti - il disastro dei rappresentati che accettano supinamente le decisioni dei rappresentanti - , fornendo, nel contempo, ai timori di Scalfari - la fatica nel federare gli attori delle singole istanze intorno a un canovaccio comune - una solida base materiale e simbolica. Lo definirei il riformismo in un solo settore. Angusto, la rappresentatività sociale degli uomini di pensiero non possiede rigorosi parametri di verificabilità. E, soprattutto, autoreferenziale, difficilmente in grado d'interagire con altri protagonisti. Innanzitutto, con la borghesia delle professioni, che Scalfari ha opportunamente richiamato ai propri doveri, produttrice di reddito e di valori collettivi. Un ceto, da queste parti, avvistato con minore frequenza della cometa di Halley: l'ultima nel 1799. Borghesia delle professioni che, sicuramente, sconta la mancanza delle precondizioni altrove garanzia di duraturo successo; che pure ha dato non esaltanti prove, allineandosi a chi comanda in cambio del quieto vivere. Pronta a salire compatta sul carro dell'annunciato vincitore: comportamento che le risulta, del resto, familiare. In una partita che si gioca oggi sul terreno dei beni immateriali, la defaillance dell'opinione pubblica a Napoli produce - credo - danni maggiori del lavoro e delle fabbriche inesistenti. Magra consolazione concludere, parafrasando un vecchio motto meridionalistico: l'Italia sarà ciò che è stato il suo Mezzogiorno.

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PESCARA Tifano Gianni Chiodi i Circoli della Libertà (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa PESCARA Tifano Gianni Chiodi i Circoli della Libertà ... PESCARA Tifano Gianni Chiodi i Circoli della Libertà d'Abruzzo. Per il movimento politico azzurro che fa capo, a livello nazionale, a Michela Vittoria Brambilla il sindaco dimissionario di Teramo è il miglior pretendente alla carica di governatore della Regione Abruzzo. "Certi di interpretare il pensiero diffuso nell'opinione pubblica di un profondo rinnovamento e l'esigenza altrettanto avvertita di una aderenza delle candidature agli orientamenti popolari - afferma in una nota il presidente regionale Filippo Sichetti -, i Circoli della Libertà d'Abruzzo auspicano l'indicazione, per la presidenza della Regione, di Gianni Chiodi, il quale, nel corso dei mandati prima di consigliere comunale e poi di sindaco di Teramo, ha dato ottima prova di capacità amministrativa e di notevole statura e autorevolezza politica". Pur "apprezzando e rispettando alcune tra le altre candidature avanzate", i Circoli della Libertà ritengono che quella di Chiodi "sia una candidatura vincente e, insieme, l'espressione migliore di una svolta radicale e necessaria per ridare all'Abruzzo trasparenza e dignità e agli abruzzesi fiducia e ottimismo". Nel centrodestra a favore della candidatura dell'ex sindaco di Teramo si schiera anche la Dc pescarese. "Nel panorama politico abruzzese, è Gianni Chiodi il nostro presidente ideale: ha mostrato di possedere ottime capacità, la dote della concretezza, strategie amministrative innovative, e una sobrietà non comuni - dichiara il segretario provinciale della Dc, Massimo Pietrangeli -. Come ho già più volte affermato nella campagna elettorale per le amministrative di Pescara, è lui il nostro modello, un sindaco dai molti fatti e dalle poche parole, quello che auspicheremmo in tutte le città e i paesi del nostro Abruzzo, che invece vede imperversare sulla scena personaggi dotati spesso di grandi capacità dialettiche ma di uno scarsissimo o inesistente interesse reale per la soluzione dei problemi". Chiodi è "giovane ma esperto quanto basta", capace di "ben amministrare una città capoluogo e di imprimerle una svolta dinamica riconosciuta persino dagli oppositori"; insomma "ha tutte le carte in regola per guidare un indispensabile rilancio che passi non solo per una ripresa economica ma anche per una politica della lotta agli sprechi, agli enti inutili e ai relativi carrozzoni, per la razionalizzazione della spesa sanitaria, per una lotta senza quartiere alle ecomafie". E a proposito di liste, il consigliere regionale Bruno Di Paolo, capogruppo della Dca, interviene sulla sua non ricandidatura, di cui ha dato notizia l'altroieri il partito. "Sarebbe opportuno che Catone e compagni finalmente capissero che è finito il tempo dei partitini dello zero virgola e che non c'è più posto per la vecchia logica dell'opportunismo individuale fatto di ripicche, veti e ricatti politici - afferma Di Paolo -. La Dca alle elezioni non si presenterà autonomamente ma sarà ospite del Pdl, in cui sono confluito da mesi".

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Sud sound system disco e concerto contro i tumori (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Bari La denuncia "Apriamo gli occhi sul Salento" Sud Sound System disco e concerto contro i tumori Il sei settembre in piazza Sant'Oronzo a Lecce. Poi un disco con il ricavato destinato alla Lega contro i tumori. E una tournée "per aprire gli occhi all'Italia e raccontare che il Salento non è la Giamaica d'Italia, l'isola felice come ci vogliono raccontare. Qui con il fumo non ti diverti, muori". Nando Popu è uno dei ragazzi dei Sud Sound System, il gruppo che dopo aver scalato le classifiche con il loro reggae, ora ha deciso di raccontare l'altra faccia del Salento. "L'inquinamento, l'ecomafia, la paura di morire - spiega il musicista - Dicono i dati che negli ultimi dieci anni i casi di tumore sono aumentati del 30 per cento. A Taranto c'è la diossina nel latte, a Brindisi hanno proibito la raccolta di ortaggi in campi coltivati per secoli dove ora c'è il veleno. Questa è una guerra che in silenzio ci sta ammazzando tutti quanti. Se non ci svegliamo, se non si combatte è persa in partenza". La campagna dei Sud Sound System arriva contemporanea alle denunce civili di altri artisti: Vinicio Capossela contro le discariche in Campania, Caparezza ha scelto un testo fortissimo per la sua hit estiva Vieni a ballare in Puglia, manifesto contro le illegalità. "Purtroppo tutte queste persone - continua Nando - vivono e cantano per il sud. Il Mezzogiorno sembra quella parte di strada dove manca il vigile per strada, e quindi ognuno si sente in diritto di fare quello che crede. Noi stiamo cercando di ricordare a qualcuno che esistono le regole e agli altri che chi vìola la legge ci sta ammazzando. Ormai guardiamo soltanto la televisione, ci rincoglioniamo a vedere quello che dice il nostro padrone". Spiegano i Sound che la loro campagna contro i tumori e gli agenti inquinanti è nata "da una constatazione. I nostri amici, i nostri genitori - spiega - nessuno più muore in modo naturale. Uccide sempre il cancro. Io vivo a dodici chilometri da Cerano e per questo rischio più di altri di morire. Mi sono riempito la casa di ionizzatori, ma mi sento come l'africano fortunato perché ha il preservativo. Tutte le notti però penso che mio figlio rischia a vivere qui, penso a un ragazzo di 32 anni che ho conosciuto e dopo qualche giorno è morto dilaniato dalle metastasi. Penso ai camini dell'Ilva e allo Stato che fa finta di non vedere". "Non è qualunquismo - continua - ma realismo. I politici si riempiono la bocca con la parola Sud, ma poi permettono che qui chiunque possa venire a fare i porci comodi suoi. Riva, quello dell'Ilva, da Genova l'hanno cacciato. Vendola non è uno struzzo, non mette la testa sotto la sabbia, affronta i problemi. Ma non basta. Serve la gente, serve che tutti sappiano. E si arrabbino almeno un po'". (g. fosch.).

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Ferrigno - gianni valentino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli FERRIGNO GIANNI VALENTINO (segue dalla prima di cronaca) on solo santi, o Pulcinella, nascevano dalle mani dello storico artigiano di via San Gregorio Armeno. Lì era nato 73 anni fa, al civico 55; lì aveva stabilito la sua miracolosa bottega, al numero 8. Dopo la scomparsa avvenuta l'altra notte per via di un infarto, a gestire il laboratorio restano il fratello e il figlio Marco, che continueranno un'attività inaugurata nel 1836. Da qui il dolore di molti rappresentati delle istituzioni locali. Il sindaco Iervolino, appassionato di antiche tradizioni, esprime il suo "profondo cordoglio per un artista che ha dato al presepe napoletano un'impronta personalissima, insegnando anche ai giovani questa grande passione". Passione che il cardinale Sepe definisce "geniale quanto una vera scuola. La sua era espressione di una Napoli positiva che si è affermata nel mondo, facendo di una stradina il simbolo dell'artigianato di eccellenza con la produzione religiosa". Per il governatore Antonio Bassolino "Ferrigno è stato uno dei maestri più illustri del presepe, coniugando innovazione e originalità con un lavoro meticoloso portato avanti ogni giorno nella bottega ai Decumani. Il suo resterà un contributo fondamentale". Una morte che "rattrista molto", aggiunge Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale: "Ferrigno ha impreziosito la secolare tradizione del presepe diffondendo la migliore immagine del nostro territorio". Raffaele Tecce, ex assessore comunale all'Artigianato, denuncia infine la morte di Ferrigno come "una grave perdita per la cultura, l'artigianato e l'economia partenopea". Ieri è stata allestita una camera ardente in piazza Gerolomini, mentre i funerali si svolgeranno alle 11.30 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano.

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