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toARTICOLI DEL 1°- 25 Agosto 2008
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Articoli
Monnezze (34)
Un inceneritore da 300 mila tonnellate - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Stamattina un incontro tra Iervolino e Bertolaso per il definitivo via libera politico, poi Berlusconi incontrerà verso le 16 nella sala Galatea della Stazione marittima il presidente della regione Antonio Bassolino assieme a sindaci, presidenti di Province e prefetti della Campania.
Biutiful
Cauntri con replica ( da "Corriere della Sera"
del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: REDAZIONALE UMANITARIA ARIANTEO Biutiful Cauntri con replica Spettacolo doppio ogni venerdì e sabato di agosto ad Arianteo Umanitaria (via San Barnaba 48, tel. 02.65.97.732, € 6). Il film che viene presentato alle 20.40 si replica alle 22.30. Si comincia questa sera con l'interessante "Biutiful Cauntri" di Calabria, D'Ambrosio e Ruggiero, sull'ecomafia campana. (g. gros.).
Impennata
in Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento
( da "Tempo,
Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Abruzzo dei reati ambientali specie con il cemento VASTO Il Rapporto Ecomafia, realizzato da Legambiente in collaborazione con le forze dell'ordine e presentato ieri dall'associazione, "boccia" l'Abruzzo. Nella regione è stata registrata un'impennata nelle illegalità a danno dell'ambiente: si passa dai 633 illeciti riscontrati nel 2006 ai 1003 del 2007, con un incremento del 58,
Anche
in Italia chi è di centrodestra è più felice?
( da "Giornale.it,
Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
Berlusconi:
sulle riforme facciamo da soli Gaffe sul Quirinale: Sul Torrino ho pensato
quante tonnellate di rifiuti potevano entrare lì dentro
( da "Unita,
L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Nella Stazione Marittima ieri il premier ha incontrato i "551" sindaci campani compresa Rosa Russo Iervolino, e il Governatore Bassolino. Chiedono fondi. La "mondezza" è sparita da un'ampia fetta della città, grazie all'apertura delle tre discariche di Savignana, Sant'Arcangelo e Massa Soprana, e poi Ferrandelle, previste anche dai piani precedenti.
G8
a Napoli, il sogno di Silvio ( da "Manifesto, Il"
del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Berlusconi vorrebbe togliere dalle mani del governatore sardo Renato Soru, l'aiuto giunto da Romano Prodi con la scelta della Maddalena. E infine sa che se tutto andasse per il meglio, il vertice perfetto sarebbe l'ultima spallata alla sinistra campana, ad Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Per buttarli giù basta poco, che ce vò?.
Dal
nostro inviato NAPOLI - Ora tocca a voi. Ai cittadini. Biso
( da "Messaggero,
Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: intesa con il sindaco Iervolino, l'ubicazione del quarto impianto, a Napoli est. "Dobbiamo trasformare il male in un bene. E fare della Campania una regione-pilota". Annotazione preoccupata di Berlusconi: "Dico questo nel momento in cui altre regioni si stanno pericolosamente avvicinando ad una congestione nello smaltimento dei rifiuti".
"berlusconi
ostile al mezzogiorno" - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 03-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Assenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e il presidente Antonio Bassolino. Sosta alla Rotonda Diaz, dove venerdì sera Silvio Berlusconi aveva concluso la sua sesta giornata napoletana assieme a trecento volontari che da alcuni giorni ripuliscono spiagge e fondali e dove ieri pomeriggio, ad aspettare il pullman tricolore "Salva l'Italia",
Napoli,
fa flop l'appello anti Silvio Il Pd raccoglie appena 140 firme
( da "Giornale.it,
Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ma anche la Iervolino e Bassolino disertano la petizione "Salva l'Italia" da Roma A Napoli, si sa, fa caldo. Molto caldo. E girarvi in pullman, a inizio agosto, non è il massimo. Ma che sarà mai, dinanzi al richiamo furente dei cittadini, pronti ad autografare anche i muri pur di rimandare a casa il Cavaliere?
ROMA
La petizione del Pd "Salviamo l'Italia", che illustra le false pro
( da "Messaggero,
Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino boicotta la campagna di Veltroni". Il governatore Antonio Bassolino, che simpatizza per i "Red" di D'Alema, non ha firmato la petizione, così come il sindaco Rosa Russo Iervolino, causando non poco disagio tra i "Democrat". Ora Bassolino in una lettera al "Riformista" spiega: "Non ho firmato e non firmerò perchè considero doverosa la collaborazione tra le diverse istituzioni
Bassolino
al Pd: non firmo contro Berlusconi
( da "Corriere
della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: REDAZIONALE Il caso La Iervolino: io invece appoggio la petizione Bassolino al Pd: non firmo contro Berlusconi ROMA - Il nuovo pullman del Pd che dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia " (raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre contro il governo) è stato salutato in Campania da un imprevisto flop nelle firme.
Il
sindaco: ragiono con la mia testa Amministro lealmente ma resto un politico
( da "Corriere
della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino esce allo scoperto con una posizione che è in netto contrasto con quella del suo collega alla Regione Antonio Bassolino. Per il governatore, da un ruolo istituzionale non si può combattere contro il governo. "Parlo per me, ho 72 anni a settembre e ragiono con la mia testa.
Firme
anti-governo, Pd diviso a Napoli ( da "Corriere della Sera"
del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Pd diviso a Napoli Bassolino: con Berlusconi collaboro, come faccio? La Iervolino: no, io aderisco ROMA - Il nuovo pullman del Partito democratico non ha ancora scaldato i motori ma già sembra arrancare. Dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione "Salva l'Italia ", raccolta di firme propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre.
Le
Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore
( da "Giornale.it,
Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
Firme,
bassolino resta solo anche d'alema prende le distanze - luigi carbone
( da "Repubblica,
La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Non è che non faccio una cosa e la faccio fare a Bassolino. Solo un imbecille può pensare una cosa così". So prendermi le mie responsabilità, il messaggio dell'ex ministro degli Esteri. In Campania la più critica è la deputata Luisa Bossa: "La posizione più corretta è quella della Iervolino.
"caro
antonio, il nemico è berlusconi dimentichi il sud e le battaglie
elettorali" - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha invece ha firmato la petizione. Le ha parlato? "Non è importante. La Iervolino, come sempre nella sua vita, ha ben interpretato da donna delle istituzioni la doppia esigenza di sindaco ma anche di esponente di partito". Adesso nasce un problema politico tra il Partito democratico e la Regione Campania?
Veltroni
nei guai per la petizione anti Silvio
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: petizione anti Silvio di Roberto Scafuri La raccolta di firme spacca i democratici: Bassolino e Cacciari non aderiscono, la Iervolino loda l'operato del governo. E il leader del Pd si ritrova sempre più isolato nel partito Roma - Salviamo l'Italia. No, piuttosto salviamo il segretario Walter. Se l'Italia sarà perduta, più concretamente rischiamo di perdere Veltroni, un guaio serio.
Incostante:
"bassolino? solo una scelta personale"
( da "Repubblica,
La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ha spiegato molto bene il sindaco Rosa Russo Iervolino". Con il governatore avete discusso di questo argomento? "Normalmente Bassolino non si confronta né chiede consiglio ad altri quando deve prendere delle decisioni. Con me non l'ha mai fatto, neanche in circostanze ben più importanti, non vedo perché avrebbe dovuto farlo adesso".
Pd,
le firme degli amministratori - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: come hanno già fatto Rosa Russo Iervolino e Sergio Cofferati, che il loro autografo non mancherà ai 5 milioni di firme che sono l'obiettivo di Veltroni. Ma mentre sta per essere archiviato l'ultimo tormentone pre-vacanziero per il Pd ecco all'orizzonte della ripresa post-ferragostana minacciose nuvole che segnalano possibile tempesta ai vertici.
Una
piazza per l'ecologia sul palco le star della canzone - valeria forgnone
( da "Repubblica,
La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il documentario shock sull'ecomafia in Campania. E se la scelta di una vita sana e vicina all'ambiente parte da un corretto stile alimentare, non poteva di certo mancare un percorso tra i sapori con degustazione dei prodotti provenienti dalle coltivazioni biologiche. Così mentre gli adulti saranno impegnati tra spuntini e vini di qualità,
Cesaro:
"vogliono nascondere le loro negligenze di governo"
( da "Repubblica,
La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: opposizione dei vari enti non piace vedere salire Bassolino sul carro dei vincitori. Così, dicono, viene frustrato il loro lavoro quotidiano. "Berlusconi sta risolvendo i problemi di questa terra, rimboccandosi le maniche, senza sconti a Bassolino, Iervolino e compagni, ma anche senza contrapposizioni ideologiche con chi amministra male.
Poteri
speciali, le priorità del sindaco "lotta allo spaccio e agli abusivi"
- patrizia capua ( da "Repubblica, La"
del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: La guerra agli spacciatori è un tema per la Iervolino già noto: "Se la legge Iervolino-Vassalli fosse stata rispettata - commenta il sindaco - avremmo evitato il diffondersi della droga". E sottolinea che nel decreto Maroni "c'è un passaggio che differenzia l'uso dallo spaccio". Per combattere la criminalità e l'uso delle droghe da parte dei giovani,
Una
buona idea per fermare i clandestini
( da "Giornale.it,
Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
"napoli
non ci ha portato fortuna ora il nostro business è all'estero" - antonio
corbo ( da "Repubblica, La"
del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ma fu difficile aprire nuove discariche, Fibe non poteva, fu intanto individuata Savignano. Non si poteva fare altro. Arrivò De Gennaro nel 2008, con ultimi soldi del governo Prodi. Prima di Berlusconi è stata la Cassazione a indicare la fine dell'emergenza. Ventisette marzo 2008.
Il
sigillo di berlusconi sul pragmatico bassolino - augusto muojo
( da "Repubblica,
La" del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino e Iervolino, nonostante la mancanza di leader e di programmi a loro alternativi. E qui si pone Bassolino col suo rifiuto della firma, che ancora provoca un profluvio di pareri contrastanti. Non ha firmato per vendicarsi di Veltroni, per calcolo personale immediato o di medio termine, per lungimiranza da grande statista o perché folgorato sulla strada del berlusconismo?
Guerra
nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente?
( da "Giornale.it,
Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato?
Napoli
oltre l'emergenza - paolo frascani
( da "Repubblica,
La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: In un'intervistata rilasciata pochi giorni fa, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha bocciato l'iniziativa del collega romano, Gianni Alemanno, di istituire una commissione bipartisan, guidata dall'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato. Il progetto suona indubbiamente inapplicabile alla nostra scala municipale.
"salva
l'italia", partenza lenta - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il regista Mario Martone e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un nome, quest'ultimo, la cui presenza evoca per contrasto l'assenza del presidente della Regione Antonio Bassolino, che ha lanciato il sasso nello stagno della polemica annunciando la sua astensione dalla firma di quel documento in nome della collaborazione istituzionale col governo.
"canto
contro i rifiuti sulla mia terra" - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il rapporto Ecomafie 2008 lo racconta bene". Può bastare un premier-spazzino e Napoli più pulita a immaginare che la crisi sia risolta? "In una condizione di così grave emergenza viene facile reclamare provvedimenti autoritari o benedirli, ma questo può essere pericoloso.
Il
triangolo maledetto della monnezza
( da "Opinione,
L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia che ai profitti derivati dall'abusivismo edilizio ha affiancato quelli determinati dal traffico illegale di rifiuti. Il preoccupante fenomeno ha il suo epicentro nel Sud Italia. Infatti le regioni più interessate sono la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Campania, alla quale spetta il primato di illegalità ambientali,
L'opinione
pubblica e i silenzi su bassolino - marco lombardi
( da "Repubblica,
La" del 19-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: La frammentazione denunciata da Scalfari si è polarizzata sulla dialettica Bassolino versus "piripacchi", adoperando il celebre dispregiativo con cui il sindaco Iervolino ha definito taluni intellettuali. Il monolite Bassolino contro la galassia degli uomini di idee, animati da sentimenti contraddittori e molto umani: nobili, talvolta meno.
PESCARA
Tifano Gianni Chiodi i Circoli della Libertà
( da "Tempo,
Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: una lotta senza quartiere alle ecomafie". E a proposito di liste, il consigliere regionale Bruno Di Paolo, capogruppo della Dca, interviene sulla sua non ricandidatura, di cui ha dato notizia l'altroieri il partito. "Sarebbe opportuno che Catone e compagni finalmente capissero che è finito il tempo dei partitini dello zero virgola e che non c'è più posto per la vecchia logica dell'
Sud
sound system disco e concerto contro i tumori
( da "Repubblica,
La" del 21-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: "L'inquinamento, l'ecomafia, la paura di morire - spiega il musicista - Dicono i dati che negli ultimi dieci anni i casi di tumore sono aumentati del 30 per cento. A Taranto c'è la diossina nel latte, a Brindisi hanno proibito la raccolta di ortaggi in campi coltivati per secoli dove ora c'è il veleno.
Ferrigno
- gianni valentino ( da "Repubblica, La"
del 24-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco Iervolino, appassionato di antiche tradizioni, esprime il suo "profondo cordoglio per un artista che ha dato al presepe napoletano un'impronta personalissima, insegnando anche ai giovani questa grande passione". Passione che il cardinale Sepe definisce "geniale quanto una vera scuola.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli Un
inceneritore da 300 mila tonnellate Napoli est, oggi l'annuncio di Berlusconi.
Pronto un piano per la bonifica Il premier: "In città è tornato lo Stato
dopo l'assenza della sinistra" OTTAVIO LUCARELLI inceneritore e bonifica.
Il termovalorizzatore sarà dunque costruito a Ponticelli. Un impianto da
trecentomila tonnellate l'anno. A Napoli Est, nell'area del depuratore di via
De Roberto. Lo annuncia oggi pomeriggio Silvio Berlusconi alla Stazione
Marittima ma ieri la commissione tecnica del Commissariato straordinario e del
Comune ha già dato il via libera. E il premier ha detto al TG5: "La
situazione di Napoli andava risolta con urgenza e io me ne sono fatto carico
dicendo che la zona doveva essere ripulita dai rifiuti entro luglio. Lo abbiamo
fatto con due settimane di anticipo. A Napoli è tornato lo Stato dopo che i
governi di centrosinistra si erano assentati. Napoli è fuori dall'emergenza
acuta, ma per uscirne definitivamente bisogna aspettare che entrino in funzione
i termovalorizzatori, in primo luogo quello di Acerra". La cui gara per la
gestione è alle ultime battute mentre il cantiere è stato riaperto. E si
accelera anche per l'inceneritore di Napoli Est. Nel verbale inviato ieri
pomeriggio al sottosegretario Guido Bertolaso e al sindaco Rosa Russo Iervolino
è scritto che l'area del depuratore è "idonea" ad accogliere un
termovalorizzatore capace di incenerire in un anno trecentomila tonnellate di
rifiuti. Non solo. Nella stessa giornata è stata raggiunta un'intesa con il
commissariato alle bonifiche che si è dichiarato disponibile a riconvertire il
depuratore in una versione ecologica. Stamattina un
incontro tra Iervolino e Bertolaso per il definitivo via libera politico, poi
Berlusconi incontrerà verso le 16 nella sala Galatea della Stazione marittima
il presidente della regione Antonio Bassolino assieme a sindaci, presidenti di Province e prefetti della
Campania. Ma non ci saranno solo gli amministratori locali perché
all'esterno del porto lo accoglierà il corteo dei comitati di abitanti di
Chiaiano e Marano che saranno in zona già alle 15 e che non si arrendono dopo
la scelta di una mega discarica nelle cave del parco. Ma nel mirino c'è anche
l'Asia. Un gruppo di cittadini patrocinati dall'avvocato Raffaele Di Monda,
presidente de "L'Ego di Napoli", ha denunciato in Procura l'azienda
comunale perché non ottempera all'ordinanza del 18 giugno scorso del giudice
Calaselice che intima di "provvedere alla disinfestazione dei cassonetti
anche quando non sia assicurata la puntuale raccolta".
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-08-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE UMANITARIA ARIANTEO Biutiful Cauntri con replica
Spettacolo doppio ogni venerdì e sabato di agosto ad Arianteo Umanitaria (via
San Barnaba 48, tel. 02.65.97.732, € 6). Il film che viene presentato alle
20.40 si replica alle 22.30. Si comincia questa sera con l'interessante
"Biutiful Cauntri" di Calabria, D'Ambrosio e Ruggiero, sull'ecomafia campana. (g. gros.).
( da "Tempo, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Legambiente
Impennata in Abruzzo dei reati ambientali specie con il
cemento VASTO Il Rapporto Ecomafia, realizzato da Legambiente in collaborazione
con le forze dell'ordine e presentato ieri dall'associazione,
"boccia" l'Abruzzo. Nella regione è stata registrata un'impennata
nelle illegalità a danno dell'ambiente: si passa dai 633 illeciti riscontrati
nel 2006 ai 1003 del 2007, con un incremento del 58,5%. Il quadro, già
poco incoraggiane, diventa ancora più grave - spiega Legambiente - se si
considera che l'aumento medio nazionale è del 27,3. Salgono anche il numero
delle persone denunciate per violazione delle normative (750 nel corso del 2007
contro le 719 dell'anno precedente) e quello dei sequestri operati dalle forze
dell'ordine, che passano dai 196 del 2006 ai 750 del
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Negli Stati Uniti
diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici
dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione
più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur
C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo
stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute.
La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei
neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo
una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della
libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla
sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia
nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali
conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente,
sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo
con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra
liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul
08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza,
approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la
confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La
norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in
teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani
ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli
abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni
disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile.
La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere,
Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos,
confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile
oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo
( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del Berlusconi: sulle riforme facciamo da soli Gaffe sul Quirinale: "Sul
Torrino ho pensato quante tonnellate di rifiuti potevano entrare lì
dentro..." di Natalia Lombardoinviata a Napoli SI CONSIDERA sempre
"la persona con cui è più facile dialogare", Silvio Berlusconi,
chiudendo ancora la porta del confronto con l'opposizione, dalla quale si dice
"deluso per la mancanza di rispetto, è poco leale". Declama in latino
"Dum spiro spero, finché respiro continuo a sperare", ma per il
presidente del Consiglio, evidentemente, il confronto non prevede dibattito,
così come non manca di attaccare l'Unità: "Quando si parla di dialogo
bisogna leggere qualche giorno di seguito il vostro giornale...", afferma
da Napoli, dove è tornato per autocelebrare la sua prima vittoria sui rifiuti.
Le riforme per "ammodernare il Paese", le chiama il premier
(giustizia con separazione delle carriere, federalismo fiscale e legge
elettorale per le europee), da settembre intende farle lo stesso forte della
maggioranza: "Se l'opposizione vorrà aprirsi a dialogo lo faremo. Se
questo non sarà possibile, le faremo con i numeri che ci hanno dato gli
italiani". Così come la Finanziaria resta blindata nel decreto fiscale che
sarà approvato martedì alla Camera, senza possibilità "di interventi
lobbistici sulle varie voci", afferma con lo sguardo duro il proprietario
di Mediaset, di Mondatori, di Mediolanum eccetera. Sarà una manovra di
"lacrime" se non di sangue, di sacrifici a colpi di tagli della spesa
pubblica. Tutto questo alla faccia dell'appello lanciato dal Presidente della
Repubblica perché sulla Finanziaria non ci siano forzature che mortifichino il
Parlamento. Poi se Fini ha parlato con D'Alema, "parlarsi fa sempre
bene...", commenta. Ma con il Quirinale "il rapporto è cordialissimo",
afferma Berlusconi, che ha fatto una bella gaffe proprio sul Colle, per dire
quanto abbia la "fissa" dei rifiuti: "Quando sono stato invitato
al Quirinale e siamo andati nel Torrino, da cui si gode una vista pazzesca su
Roma, io invece di pensare alla bellezza del luogo ho immaginato: quante
tonnellate di rifiuti potrebbero entrare qui dentro?". Paolo Bonaiuti para
la battuta, voce fuori campo che Silvio IV rilancia: "Ecco quale sarà il
titolo dell'Unità domani: Berlusconi vuole portare i rifiuti al
Quirinale". Il premier addossa ai giornali di sinistra ogni colpa. La
"grande distanza col Quirinale"? "È solo quella tra ciò che
riporta la stampa e la realtà". Colpa di Unità e Repubblica le bacchettate
della Ue sulla sicurezza. Non risponde però alla domanda sui circa 180 milioni
di fondi in meno per l'editoria di partito e cooperativa, mentre si salvano
quelli ai grandi gruppi editoriali. Sempre fuori campo interviene Bonaiuti:
"Ma no, i dati sono l'opposizione li conosce, sono riduzioni minime.".
Ma per Berlusconi l'Unità è il giornale che spezza il dialogo. "Allora va
bene toglierci i finanziamenti..." ribattiamo mentre chiudono il
microfono. Per la sesta volta a Napoli, il presidente del Consiglio sta
"coccolando il sogno" di concludere il G8 del 2009 con un grande
evento qui. Nella Stazione Marittima ieri il premier ha
incontrato i "551" sindaci campani compresa Rosa Russo Iervolino, e
il Governatore Bassolino.
Chiedono fondi. La "mondezza" è sparita da un'ampia fetta della
città, grazie all'apertura delle tre discariche di Savignana, Sant'Arcangelo e
Massa Soprana, e poi Ferrandelle, previste anche dai piani precedenti. A
Chiaiano saranno avviati i lavori di bonifica e di messa in sicurezza delle
pareti, ieri un gruppo di abitanti manifestava sul lungomare. Berlusconi
promette l'apertura del termovalorizzatore di Acerra a gennaio, non rivela il
nome della società "che ha grandi responsabilità nel settore" che ha
vinto la gara, ma aveva già detto di aver convinto l'Impregilo a restare. Altro
annuncio, il termovalorizzatore a Napoli Est, nell'aera dell'ex depuratore (un
impianto "inquina come cinque auto"). Insomma, il premier torna qui
per dire che "non dobbiamo distrarci", anche se è finita la
"fase acuta dell'emergenza". Al via la campagna per il "cambiamento
epocale" di cultura dei napoletani, con spot in tv, manifesti e corsi in
scuole e oratori per la raccolta differenziata. Con Bassolino
limita i rapporti a una "collaborazione, nessun patto". Alla fine
Silvio blocca il centro fino al lungomare Caracciolo per salutare i volontari
della Protezione civile alla rotonda Diaz. Un limitato bagnetto di folla, una
battuta ai giovani volontari "non mi piace quel piercing, dove altro ce
l'hai?". E alla fine promette: "torno qui la prossima settimana per
la Pizza tricolore...". Ma la pizza margherita è già tricolore.
( da "Manifesto, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
MOVIMENTI G8 a Napoli,
il sogno di Silvio La notizia circola già da qualche giorno. Ieri il presidente
del Consiglio l'ha confermata: il summit del 2009 potrebbe svolgersi nel
capoluogo partenopeo. A volerlo è Berlusconi in persona. Ma il Viminale si
oppone e vorrebbe mantenerlo alla Maddalena, più difficilmente raggiungibile
dai no global e dunque più "sicura" Sara Menafra Ci pensa, ci ripensa
e non può far a meno di parlarne ogni volta che capiti l'occasione. Silvio
Berlusconi vorrebbe spostare il G8 dalla Maddalena all'amata Napoli. L'ha
ammesso sorridendo anche ieri, durante la seconda conferenza stampa post
emergenza rifiuti: "Immagino che sarebbe bello far vedere la Napoli civile
di sempre attraverso il G8: sto coccolando questo sogno". E ancora:
"E' un desiderio, è un sogno, ma ci sto lavorando", perché
"servirebbe per attirare l'attenzione degli stati stranieri su
Napoli". La decisione lo tenta, nel suo entourage si sa da giorni, e lui
stesso non l'ha nascosto ai cronisti parlando pure di un vertice galleggiante,
dal capoluogo campano alla Sardegna. Eppure, per una volta, il premier è
costretto a prendere tempo. Non troppo, dovrà dire l'ultima parola entro
settembre, se davvero vorrà dare alla Campania il tempo di approntare tutto per
la seconda metà del luglio 2009. Più dei dubbi della Lega, a frenarlo c'è
soprattutto il "no" netto ricevuto dal Viminale. Il capo della
polizia Antonio Manganelli ha fatto sapere le sue ragioni qualche giorno fa.
Due, fondamentalmente: la prima è che a Napoli i problemi di ordine pubblico
crescerebbero esponenzialmente, rispetto alla tranquilla isola nel mezzo del
Mediterraneo. Non a caso, tutti i vertici seguiti alla tragedia di Genova, nel
2001, sono avvenuti in località isolate, per non dire impervie. Quello del
( da "Messaggero, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Monnezza
CLAUDIO SARDOdal
nostro inviato NAPOLI - "Ora tocca a voi. Ai cittadini. Bisogna cambiare abitudini
e comportamenti, altrimenti rischia di essere vanificato il lavoro di questi
mesi". Silvio Berlusconi ha concluso ieri sera la sua visita a Napoli
incontrando alla rotonda Diaz, nella centralissima via Caracciolo, i volontari
della Protezione civile che in questi giorni stanno ripulendo anche le coste
della Campania. Qualcuno, oltre la transenne, ha applaudito il premier. E lui
ha risposto con l'appello rivolto un paio d'ore prima, nella riunione ufficiale
con quattrocento tra sindaci e presidenti di Provincia della Campania. "La
fase acuta dell'emergenza è superata". Non si riproporrà più nei termini
drammatici del Natale scorso. Tuttavia la soluzione del problema rifiuti, d'ora
in avanti, non sarà affidata soltanto ad un piano fatto di interventi,
progetti, opere. "Ci vuole anche un cambio epocale di cultura". Agli
amministratori Berlusconi ha chiesto di promuovere una vera e propria campagna
di educazione civica. Poi, nella conferenza stampa ha detto che "i
cittadini devono imparare a dividere i rifiuti e a non gettare cartacce o
cicche dalla loro automobile". Che "solo così si può voltare pagina
davvero". È la sesta visita di Berlusconi a Napoli dopo le elezioni. Ha
eletto Napoli come la sua sfida-simbolo. Sul caos rifiuti ha puntato in
campagna elettorale. Ora vuol fare della fine dell'emergenza il suo biglietto
da visita. Tanto che non ha ancora rinunciato all'idea di concludere a Napoli,
su una nave da crociera, il G8 del prossimo anno: "È un sogno che sto
coccolando... Mi piacerebbe rilanciare così l'immagine di Napoli e dell'Italia
nel mondo". Nell'incontro di ieri con sindaci e presidenti di Provincia
(c'era anche Antonio Bassolino) si è parlato
naturalmente di tanti progetti concreti. Il sottosegretario Bertolaso ha
pianificato l'agenda del dopo-emergenza. Raccolta differenziata, impianti di
compostaggio, piattaforme per i rifiuti riciclabili, nuove discariche. Infine,
i termovalorizzatori. Quello di Acerra, ha detto Berlusconi, comincerà ad
essere operativo il prossimo gennaio. Poi nel 2010 sarà la volta di quelli
Salerno e di S. Maria la Fossa (Caserta). Ieri Berlusconi ha annunciato, d'intesa con il sindaco Iervolino, l'ubicazione del quarto
impianto, a Napoli est. "Dobbiamo trasformare il male in un bene. E fare
della Campania una regione-pilota". Annotazione preoccupata di Berlusconi:
"Dico questo nel momento in cui altre regioni si stanno pericolosamente
avvicinando ad una congestione nello smaltimento dei rifiuti". Il
premier non ha fatto i nomi di queste regioni. Accanto a lui però, Paolo Russo
(Pdl), ex presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti, i nomi li ha
fatti: Lazio, Piemonte e Liguria. Gli amministratori hanno chiesto a Berlusconi
sostegni finanziari per la raccolta differenziata. Il premier ha promesso che
li avranno. Ma ha chiesto in cambio il massimo impegno nella campagna di
informazione. La presidenza del Consiglio ha già preparato un suo manifesto
destinato all'affissione: "Napoli è la tua città, abbine cura".
Berlusconi ha proposto un premio al sindaco che realizzerà la migliore campagna
di comunicazione. Saranno coinvolte le scuole. "E il cardinale - ha
aggiunto - mi ha già assicurato che farà altrettanto nelle parrocchie e negli
oratori".
( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
"Berlusconi ostile al Mezzogiorno" Alla Rotonda Diaz e a Salerno il
pullman del Pd "Salva l'Italia" Raccolta di firme per l'iniziativa di
ottobre: "Ne raccoglieremo cinque milioni" OTTAVIO LUCARELLI
"Berlusconi non ha fatto alcun regalo. I napoletani e tutti gli abitanti
della Campania devono ricordare che i 350 milioni del governo per l'emergenza
rifiuti sono soltanto un prestito che la Regione dovrà restituire". Bugie,
taglia corto il segretario regionale del Partito democratico, Tino Iannuzzi,
che lancia il tour del pullman "Salva l'Italia". Una petizione in
vista della manifestazione nazionale del 25 ottobre: in tre giorni il pullman
tocca Caserta, Bacoli e il lungomare Caracciolo per puntare in serata su
Salerno in piazza Cavour prima di sconfinare in Calabria. "C'è un premier
- incalza Iannuzzi da Salerno - che sta guidando scelte ostili al Mezzogiorno.
Per finanziare l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa sono stati tagliati due
miliardi di euro che il centrosinistra aveva destinato alle infrastrutture del
Mezzogiorno". Alcune centinaia di firme raccolte a Bacoli, dove in
mattinata è intervenuto il segretario provinciale del Pd Luigi Nicolais, e la
Rotonda Diaz dove la senatrice Teresa Armato è rimasta due ore sotto il sole,
dalle 16 alle 18, con l'altra parlamentare Maria Fortuna Incostante,
l'assessore provinciale Angela Cortese e il dirigente del Pd Antonio Marciano,
che spiega: "Raccogliamo lo sdegno di tantissimi cittadini nei confronti
di un governo che tende a dividere il paese e indebolire il ceto medio, i
salariati e i pensionati". Assenti il sindaco Rosa
Russo Iervolino e il presidente Antonio Bassolino. Sosta alla Rotonda Diaz, dove venerdì sera Silvio Berlusconi
aveva concluso la sua sesta giornata napoletana assieme a trecento volontari
che da alcuni giorni ripuliscono spiagge e fondali e dove ieri pomeriggio, ad
aspettare il pullman tricolore "Salva l'Italia", c'era in fila
da due ore un sessantenne cittadino di Chiaia, Salvatore Biancardi. Ha atteso
due ore perché ci crede "in Veltroni e nel suo progetto". Un Pd che a
Napoli ha però una strada da percorrere tutta in salita. Un piccolo segnale
arriva anche dalla sfortunata scelta di far passare il pullman nel pomeriggio
di sabato quando anche i bagnanti della Rotonda Diaz non si fermano. "Ma
siamo solo all'inizio - spiega Teresa Armato, responsabile per l'iniziativa a
Napoli - perché puntiamo ad arrivare a cinque milioni di firme in vista
dell'iniziativa nazionale di ottobre". Un responsabile per ogni provincia.
Lorenzo Diana a Caserta, Maria Rosaria Vitiello a Salerno, Luigi Famiglietti ad
Avellino, Giovanni Moriello a Benevento. E a settembre una giornata in ogni
provincia. Un'iniziativa criticata dal presidente del quartiere Chiaia, Fabio
Chiosi del Pdl: "Gli esponenti del Pd hanno un bel coraggio a fare tappa a
Napoli. Per il momento è il governo, con il presidente Berlusconi, ad aver salvato
Napoli dall'immondizia di cui la città era sommersa". Ma il cittadino di
Chiaia Salvatore Biancardi la pensa diversamente: "Questa Municipalità è
inesistente".
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 185 del
2008-08-05 pagina 8 Napoli, fa flop l'appello anti Silvio Il Pd raccoglie appena
140 firme di Vincenzo La Manna Il partito ammette il fallimento: "Problemi
organizzativi". Ma anche la Iervolino e Bassolino disertano la petizione
"Salva l'Italia" da Roma A Napoli, si sa, fa caldo. Molto caldo. E
girarvi in pullman, a inizio agosto, non è il massimo. Ma che sarà mai, dinanzi
al richiamo furente dei cittadini, pronti ad autografare anche i muri pur di
rimandare a casa il Cavaliere? Già, che sarà mai? Semplice, un tonfo.
Centoquaranta firme. A tanto, infatti, ammonta il "bottino" partenopeo
rimediato da Walter Veltroni, che con una petizione itinerante, "Salva
l'Italia", si pone l'obiettivo di raccoglierne oltre 5 milioni entro fine
settembre. Intanto, però, sotto il Vesuvio il Pd fa flop. Come titolava ieri Il
Riformista. "A me risulta che le firme siano state un po' di più",
replica in prima battuta, al Giornale, Andrea Orlando, responsabile
Dipartimento organizzativo del partito. "Certo, nella città scontiamo un
serio problema. E abbiamo difficoltà anche a costituire i circoli", ammette
poi l'esponente del Pd. Ma in ogni caso, ipotizza, "si sarà trattato di
una mera disfunzione organizzativa". Pochi minuti dopo, Orlando, fatti i
debiti riscontri, rivede la stima: "È vero, a Napoli sono state raccolte
140 firme. Ma il pullman, sabato scorso, è rimasto fermo in città solo dalle
16.30 alle
( da "Messaggero, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Di CLAUDIA TERRACINA
ROMA La petizione del Pd "Salviamo l'Italia", che illustra "le
false promesse del governo Berlusconi va a gonfie vele", fanno sapere i
vertici del partito, annunciando di aver raccolto già 650 mila firme. Ma in
Campania, annuncia "Il Riformista" è stato un flop, solo 140 firme
raccolte a Napoli, racconta il giornale, "perchè Bassolino boicotta la campagna di Veltroni". Il governatore Antonio Bassolino, che simpatizza per i
"Red" di D'Alema, non ha firmato la petizione, così come il sindaco
Rosa Russo Iervolino, causando non poco disagio tra i "Democrat". Ora
Bassolino in una lettera al
"Riformista" spiega: "Non ho firmato e non firmerò perchè
considero doverosa la collaborazione tra le diverse istituzioni della
Repubblica italiana, al di là degli schieramenti che le governano".
"Non boicotto affatto e considero legittima l'iniziativa del Pd- scrive il
governatore- semplicemente non firmo e non firmerò perchè non sono il
segretario regionale del Pd, ma il presidente della Regione. Da lungo tempo
ormai, da quando sono stato eletto direttamente dai cittadini prima sindaco,
poi presidente della Regione, porto avanti questa linea con coerenza e cerco di
non confondere mai il mio ruolo di rappresentante delle istituzioni con quello
di rappresentante di un partito. Proprio in questi giorni, tra l'altro, ho
firmato importanti accordi con il governo sui rifiuti, sulle bonifiche, sulle
infrastrutture e le grandi opere, sull'uso sociale e civile dei beni confiscati
alla camorra, sul turismo e su alcuni importanti beni culturali. Altri accordi
stanno per essere definiti. È evidente - conclude - che tra noi, Regione, e
Governo non mancheranno divergenze. Ma come potrei firmare un appello per
salvare l'Italia da un governo con il quale giustamente collaboro
nell'interesse dei cittadini?". Nel Pd c'è però chi interpreta questa
presa di posizione come la rivalsa di Bassolino contro
Veltroni che, quando piovevano su di lui le richieste di dimissioni, dopo le
rivolte contro l'immondizia nelle strade e contro le discariche, lo difese
tiepidamente, limitandosi a riaffermare la sua stima, sottolineando però che
"in queste condizioni, ogni decisione è affidata alla coscienza
individuale". Il governatore scelse di restare e Berlusconi, da parte sua,
venerdì scorso, a Napoli, ha ribadito "la grande collaborazione con la
Regione". Altri ricordano "la mezza promessa del premier di tenere il
G8 a Napoli". Ma anche che i bassoliniani sono usciti sconfitti nella
corsa al posto di segretario del Pd a Napoli, Benevento e Avellino. Di qui, la
ricerca dell'autonomia da parte del presidente della Regione e dell'assessore
Velardi, che prende anch'egli le distanze dall'iniziativa "Salviamo
l'Italia". Ed è tutto uno scambio di accuse di "fare vecchia
politica". "Le firme si raccoglievano ai tempi di Pajetta",
ironizza Velardi. "Non hanno capito lo spirito della nostra petizione. La
politica del Pd non è certo schierarsi contro o a favore di qualcuno- avverte
il responsabile organizzativo, Beppe Fioroni- noi siamo a favore dell'Italia e,
quindi, della Campania. E mi domando se Bassolino e
Velardi vogliono condividere i tagli di Tremonti, che costringeranno i
cittadini campani a pagare di più i servizi sanitari, che già hanno e che sono
del tutto insufficienti, o le sforbiciate alla scuola e ai diritti di precari.
Ho sempre avuto molta attenzione per quegli autorevoli amici che ci chiedevano
un'opposizione forte e incisiva sui temi che interessano cittadini. E' quello
che stiamo facendo- assicura- Ma qualcuno fa finta di non capire". E
sempre nel campo dell'opposizione comincia a muoversi qualcosa a sinistra. Il
neo-segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, convinto che la
spaccatura con la corrente di Nichi Vendola e i bertinottiani (sancita dal
congresso di Chianciano) si possa ricomporre, annuncia che oggi incontrerà il
leader del Pd Veltroni e osserva: "Se il Pd è disponibile a fare
opposizione a Berlusconi ci può essere dialogo. E' scandaloso che l'unica
opposizione sia quella di Di Pietro". Ferrero aggiunge anche che il Prc
sta lavorando assieme a Pdci, Verdi e Sinistra democratica per organizzare una
manifestazione nazionale a ottobre "contro il governo e contro
Confindustria".
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-05 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il caso La Iervolino: io invece appoggio la petizione
Bassolino al Pd: non firmo
contro Berlusconi ROMA - Il nuovo pullman del Pd che dovrebbe portare in giro
per l'Italia la petizione "Salva l'Italia " (raccolta di firme
propedeutica alla grande manifestazione romana del 25 ottobre contro il
governo) è stato salutato in Campania da un imprevisto flop nelle firme.
A partire dal governatore campano Antonio Bassolino, che
fa sapere di non avere alcuna intenzione di salire sull'autobus di Walter
Veltroni: "Come faccio a firmare un appello contro il governo con il quale
collaboro?". E che si contrappone al sindaco di Napoli Rosa Russo
Iervolino, che annuncia invece la sua adesione. ALLE PAGINE 12 E 13 Meli,
Trocino.
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-05 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE L'intervista "Qui Silvio meglio di Prodi" Il sindaco:
ragiono con la mia testa Amministro lealmente ma resto un politico ROMA - Ha il
calcagno e i tendini rotti, una gamba ingessata, frutto di una caduta avvenuta
giovedì, ma anche una gran voglia di salire sull'autobus di Walter Veltroni.
"Mai avuto dubbi, sono una donna di partito e fiera di esserlo: firmerò la
petizione Salva l'Italia ". Il sindaco di Napoli Rosa
Russo Iervolino esce allo scoperto con una posizione che è in netto contrasto
con quella del suo collega alla Regione Antonio Bassolino. Per il governatore, da un ruolo istituzionale non si può
combattere contro il governo. "Parlo per me, ho 72 anni a settembre e
ragiono con la mia testa. Ma chiunque abbia un po' di cultura
politico-istituzionale non può non cogliere la differenza: come sindaco sono
tenuta a una leale collaborazione, ma dal punto di vista politico è tutt'altra
cosa. Mi sembra una distinzione elementare ". Berlusconi resta il nemico?
"Lui è una persona gentile e simpaticissima, ma completamente alternativa
al mio modo di vedere la politica. Spaccai il Partito popolare, ai tempi di
Buttiglione, pur di non andare con Berlusconi. Poi basta guardare il documento
economico, di una pesantezza enorme". Eppure il Cavaliere si è esposto
molto per la Campania. "Infatti sarò lealissima e riconosco a questo
governo un'attenzione particolare per Napoli molto superiore a quella di altri
governi". Compreso il governo Prodi? "Compreso Prodi, che non era
proprio una meraviglia di attenzione nei nostri confronti. Lo dico anche se so
che questa affermazione non mi sarà perdonata. Ma ho sempre pagato di persona e
poi sono sturziana: in necessariis unitas, in dubiis libertas ". C'è chi
dice no a un'opposizione fatta di bus e petizioni. "E perché? Se mi si
dicesse di prendere a botte Berlusconi, non lo farei. Ma qualsiasi opposizione
lecita e non violenta è benvenuta". Il Cavaliere potrebbe aversene a male
e bloccare qualche progetto per Napoli. "Non credo proprio che Berlusconi
decida di penalizzarci. Rispetto a certi miei colleghi, ho più fiducia nella
sua correttezza. E soprattutto in quella di Gianni Letta, che conosco da 40
anni". La gamba come va? L'hanno accusata di favoritismo, di aver saltato
la coda al pronto soccorso. "Ma quale favoritismo, qui c'è solo un povero
sindaco che giovedì si è rotto il calcagno e, pur di non marinare il Consiglio,
ha aspettato un giorno per farsi curare". Campania Rosa Russo Iervolino e,
a destra, Antonio Bassolino Al. T.
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-05 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Il caso Sulla petizione "Salva l'Italia" le critiche
dell'assessore regionale Velardi. Dubbi dalla Bresso (Piemonte): ci vuole
delicatezza istituzionale Firme anti-governo, Pd diviso a
Napoli Bassolino: con
Berlusconi collaboro, come faccio? La Iervolino: no, io aderisco ROMA - Il
nuovo pullman del Partito democratico non ha ancora scaldato i motori ma già
sembra arrancare. Dovrebbe portare in giro per l'Italia la petizione
"Salva l'Italia ", raccolta di firme propedeutica alla grande
manifestazione romana del 25 ottobre. Ma la tappa campana, una delle
prime, è stata salutata da un imprevisto flop nelle firme, come ha raccontato
per primo Il Corriere del Mezzogiorno. E da un'aperta ostilità da parte di
alcuni dirigenti dello stesso Pd. A partire dal governatore campano Antonio Bassolino, che fa sapere di non avere alcuna intenzione di
salire sull'autobus di Walter Veltroni: "Come faccio a firmare un appello
contro il governo con il quale collaboro? ". E che si contrappone al
sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che annuncia invece la sua adesione. Ad
aprire le ostilità era stato Ciriaco De Mita, che ha definito la petizione
un'iniziativa "patetica e sconsolata". Comprensibile, visto il suo
recente approdo polemico nell'Udc. Più sorprendente la posizione di altri che
nel Pd ci sono ancora a pieno titolo, come l'assessore regionale ai Trasporti
Ennio Cascetta, secondo il quale "l'opposizione non si può fare con bus e
petizioni ". O come l'assessore al Turismo Claudio Velardi, già braccio
destro di Massimo D'Alema, che ha parlato di un "modo insulso e vecchio di
fare opposizione", rivendicando i recenti accordi stipulati con il
ministro Sandro Bondi e il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. Ma a far
discutere è soprattutto la posizione di Bassolino. Già
stella luminosa del firmamento dei Ds e del Pd, oscurata di recente
dall'invasione di immondizia che ha dovuto subire nelle strade della Campania,
il governatore ha ripreso fiato grazie all'attenzione continua di Silvio
Berlusconi per Napoli e alla collaborazione con l'esecutivo. E ora, con una
lettera al Riformista pubblicata oggi, si chiama fuori dalla petizione veltroniana,
citando i tanti accordi fatti con il governo, dai rifiuti ai beni culturali:
"Non boicotto l'iniziativa e la ritengo legittima. Ma non confondo il mio
ruolo di rappresentante nelle istituzioni con quello che ho nel partito. Non
sono il segretario regionale del Pd, ma il presidente della Regione. Come
potrei firmare un appello per salvare l'Italia da un governo con il quale
collaboro nell'interesse dei cittadini?". Ma le perplessità verso la
petizione non sono soltanto in Campania. La governatrice piemontese Mercedes
Bresso è incerta: "Deciderò nei prossimi giorni se firmare o meno. Certo,
se sei un ammini-stratore, è comprensibile porsi qualche dubbio. Ci vuole un
po' di delicatezza istituzionale. Quando tratti con il governo tutti i giorni,
poi non puoi fargli la guerra. E non firmare la petizione contro il governo non
credo proprio che sarebbe uno sgarbo". A difendere a spada la tratta la
petizione ci pensa il responsabile organizzativo del Pd Giuseppe Fioroni:
"Le firme stanno andando bene. Mi spiace molto per le parole di Velardi e Bassolino, che sono prigionieri del vecchio schema della
politica amico-nemico. Noi non stiamo facendo la battaglia contro nessuno, ma
nell'interesse del Paese. Lo sa il governatore Bassolino
che cosa significano per la Campania i tagli sulla sanità che sta facendo il
governo di Berlusconi? E che effetto avranno sui precari i tagli nelle scuole?
Noi siamo per il vero federalismo, non come quello che sostengono loro. Non si
va con il cappello in mano a elemosinare un aiuto dal governo ". La
petizione Nella foto in basso il pullman del Pd che porterà in giro per il
Paese la petizione "Salva l'Italia", una raccolta di firme
preparatoria alla manifestazione romana del 25 ottobre indetta dal partito
"per dire no a un governo che non rispetta le regole democratiche"
Alessandro Trocino.
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Il ministro della
Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia
stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e
tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i
diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si
viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più
di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
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questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 35 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile.
La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere,
Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos,
confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile
oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui
derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo
( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Firme, Bassolino resta solo anche D'Alema prende le
distanze Bossa: "Ormai è fuori, questo è il suo ultimo schiaffo" Ma
Villari lo difende: "Questa petizione è sbagliata, arriva troppo
tardi" LUIGI CARBONE Dopo il terremoto, nel Pd le scosse di assestamento
allargano le crepe. A livello nazionale come in Campania. Lo sguardo rivolto a
Roma e l'indice puntato, con diversi distinguo, contro il governatore, reo di
non aver aderito alla campagna "Salva l'Italia" per mandare a casa il
governo Berlusconi. Restano in pochi a difenderlo, molti ad attaccarlo più o
meno velatamente. Il giorno dopo lo strappo, arriva da Roma il richiamo
all'ordine per Bassolino. Veltroni, infastidito,
glissa, "ognuno fa ciò che la coscienza gli dice", e lascia al coordinatore
del Pd Bettini il compito di mordere: "Criticare le scelte dannose del
governo è un dovere". La mancata adesione del governatore, che trova una
sponda nel sindaco di Venezia Cacciari, è uno schiaffo all'establishment del
partito. La recente, entusiastica adesione del presidente regionale a Red
spinge tutti a guardare nella stessa direzione. E allora D'Alema si affretta a
prendere le distanze: "Sono stato tra i primi firmatari. Non è che non faccio una cosa e la faccio fare a Bassolino. Solo un imbecille può pensare
una cosa così". So prendermi le mie responsabilità, il messaggio dell'ex
ministro degli Esteri. In Campania la più critica è la deputata Luisa Bossa:
"La posizione più corretta è quella della Iervolino. Penso che Bassolino, che non ci ha abituati ad atti di disobbedienza,
stia presentando il conto a un partito che non lo ha saputo difendere quando
lui voleva essere difeso. Ma non ne farei un dramma, non credo che questo avrà
un peso determinante sul futuro del Pd, lui ormai è fuori, i prìncipi hanno
fatto il loro tempo. Forse è il suo ultimo schiaffo". Tra gli
amministratori campani sono ancora in molti a non avere firmato. Il sindaco di
Salerno, De Luca, che è in vacanza e non si è certo precipitato a sottoscrivere
un documento contro il premier che lo ha indicato come un esempio di buona
amministrazione. Non ci sono ancora le firme dei presidenti delle provincie di
Salerno, Villani, e Caserta, De Francisciis, in ferie. Ha già firmato invece il
sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti che cerca di gettare acqua sul fuoco:
"Mi sembra che intorno a questa petizione si sia acceso un interesse
spropositato, morboso". La quota Pd della giunta di Palazzo San Giacomo ha
sposato ampiamente la linea del sindaco: in calce alla petizione ci sono già le
firme di Mola, Nugnes, Valente. E altre arriveranno, come quella di Di Mezza
che non è tenero con Bassolino: "La sua scelta
crea confusione e disorientamento e finisce per esasperare il dualismo che si è
venuto a creare nel partito". Già, il dualismo con Nicolais che, secondo
Bossa, non facendo sconti al governatore "ha espletato bene il suo
ruolo". Il partito, questo il messaggio, anche a livello provinciale, ha
bisogno di una regia solida. Teresa Armato, responsabile per Napoli di
"Salva l'Italia", non vuole sentire parlare di flop: "Siamo
arrivati a seimila firme". Chi invece non se la sente di condannare Bassolino è il senatore Riccardo Villari:
"L'appartenenza politica deve sfumare di fronte all'interesse generale. Ma
questa petizione è sbagliata, arriva a tre mesi dall'insediamento del nuovo
governo e assomiglia a una mancanza di idee per contrastarne l'azione".
Intanto in un'intervista in uscita sul settimanale "Tempi" Bassolino ribadisce le difficoltà incontrate con il governo
Prodi per la soluzione dell'emergenza rifiuti: "Con quella maggioranza
troppo eterogenea non potevamo esercitare i nostri poteri per i continui veti
imposti. Berlusconi è entrato nel vivo del problema con piglio forte e deciso,
gli va riconosciuto. La differenza è che ora si può rendere praticabile ciò che
si decide anche perché gli oppositori di destra che allora andavano in strada
dicendo "no" a tutto ora sono al governo e, silenziosi, obbediscono
al capo". Sullo scontro in atto nel Pd sono intervenuti ieri anche diversi
esponenti del Popolo delle libertà: "Hanno perso un'altra occasione per
salvare la faccia", la sintesi di Paolo Russo.
( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
Parla il segretario provinciale del Pd, Luigi Nicolais, che ribadisce: quella
scelta assolutamente inopportuna "Caro Antonio, il nemico è Berlusconi
dimentichi il Sud e le battaglie elettorali" Avere buoni rapporti
istituzionali non significa dimenticare gli elettori che vanno sempre difesi
Una petizione contro un governo che sta operando in modo devastante non va sminuita
OTTAVIO LUCARELLI "Caro Antonio, il nemico è Berlusconi. Avere buoni
rapporti istituzionali non significa dimenticare le battaglie elettorali".
Luigi Nicolais, segretario provinciale del Partito democratico, vota alla
Camera contro la fiducia al governo e parte per qualche giorno di riposo nel
Cilento. Una giornata segnata in Transatlantico anche dai tanti commenti
negativi dei parlamentari di centrosinistra alla scelta di Antonio Bassolino di non firmare la petizione del Pd "Salva
l'Italia" contro il governo Berlusconi. Professore Nicolais, Bassolino è tornato sulla scelta rimarcando la differente
operatività nella vicenda rifiuti tra Berlusconi e il governo Prodi di cui lei
faceva parte. Ormai in Campania è guerra nel Pd? "Il governo Prodi aveva
avviato a soluzione il problema dei rifiuti ma l'area radicale si era opposta
ad alcune iniziative. Il Pdl, che ha una gestione centralista, riesce a
prendere decisioni in modo più rapido. Questo però non significa condividere
un'azione del governo che è devastante per il paese". Lei ha detto che la
scelta di Bassolino è contro il partito, ma nel Pd non
sono ammesse critiche? "Guardi, la scelta di Bassolino
è assolutamente inopportuna. La sua è una critica a un'iniziativa della
Direzione nazionale del partito, un'iniziativa di tutto il partito, non di un
singolo. Una petizione contro un governo che sta operando in modo devastante
per il paese non va sminuita così come sta avvenendo da parte di Bassolino e anche di alcuni amministratori della giunta
regionale della Campania". Bassolino come
presidente della Regione non si ritiene più un uomo di parte. Lei non è
d'accordo? "Un politico diventa presidente o sindaco dopo una battaglia
elettorale. è vero che una volta eletto rappresenta tutti ma è anche vero che
deve portare avanti la politica per la quale i cittadini lo hanno votato. Non
credo che le idee di Bassolino siano le stesse di
Berlusconi. Avere buoni rapporti istituzionali non significa dimenticare gli
elettori. Io penso che Bassolino dovrebbe distinguere i
ruoli di iscritto al Partito democratico e di amministratore pubblico. è giusto
collaborare con il governo su alcuni aspetti istituzionali così come lo è
altrettanto esprimere dissenso verso un governo che complessivamente sta
causando danni al paese e in particolare al Mezzogiorno. Noi siamo totalmente
scontenti dell'operato del governo che va avanti a colpi di decreti legge e
voti di fiducia che non danno la possibilità di migliorare i provvedimenti. Un
governo che opera contro il Mezzogiorno, contro la scuola, i precari, la
pubblica amministrazione". Il sindaco Rosa Russo
Iervolino ha invece ha firmato la petizione. Le ha parlato? "Non è
importante. La Iervolino, come sempre nella sua vita, ha ben interpretato da
donna delle istituzioni la doppia esigenza di sindaco ma anche di esponente di
partito". Adesso nasce un problema politico tra il Partito democratico e
la Regione Campania? "No, ma in Regione dovrebbero comprendere che
l'avversario è Berlusconi e che lo sarà nei prossimi appuntamenti elettorali. è
inutile una guerra di posizionamento interna al Partito democratico. Bisogna
essere uniti e prepararsi alle prossime battaglie, alle prossime sfide".
In Regione c'è ostilità verso di lei per aver sconfitto al recente congresso
del Pd l'assessore regionale Andrea Cozzolino? "Se è vero come lui dice,
che Bassolino non ha partecipato al congresso non vedo
problemi. Il congresso, del resto, ha avuto toni pacati e ora bisogna lavorare
per integrare la minoranza nella squadra di governo del partito. Io credo che
l'assemblea già convocata per l'8 settembre potrà completare la strada già
avviata per l'unità del Pd a Napoli. Io ho vinto la battaglia per la segreteria
provinciale non per un voto ma con un margine di cinquanta voti rispetto al
candidato che faceva riferimento ad un altro gruppo, ma non è stata un'elezione
cattiva, tutto è rientrato in una normale dialettica assembleare".
Professore, una curiosità. Chi ha avuto la brillantissima idea di prevedere la
tappa napoletana del bus "Salva l'Italia" il sabato pomeriggio alle
ore
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 186 del
2008-08-06 pagina 0 Veltroni nei guai per la petizione anti
Silvio di Roberto Scafuri La raccolta di firme spacca i democratici: Bassolino e Cacciari non aderiscono, la
Iervolino loda l'operato del governo. E il leader del Pd si ritrova sempre più isolato
nel partito Roma - Salviamo l'Italia. No, piuttosto salviamo il segretario
Walter. Se l'Italia sarà perduta, più concretamente rischiamo di perdere
Veltroni, un guaio serio. Chi potrebbe, meglio e più di lui, fare tabula
rasa dell'antidiluviana sinistra italiana? Chi riuscirebbe a seppellire in una
risata anni e anni di centralismo democratico? Il loft del Pd brancola nel
buio. Il pullman che propone la raccolta di firme anti-Berlusconi macina più
chilometri che firme (650mila nel bagagliaio, sostiene l'ufficio stampa).
Soprattutto, sta diventando un altro pretesto di contesa del partito
girovagante per scarsezza di contenuti (non di mezzi, considerando il prezzo
del gasolio). Si dice delle firme nel bagagliaio, ma politica "manet"
e firme "volant". Dopo quella del governatore campano, Antonio Bassolino ("io con Berlusconi ci collaboro, non gli
firmo contro"), vola via quella del sindaco torinese Chiamparino. Il
governatore piemontese Mercedes Bresso firma "soltanto per
militanza", il sindaco veneziano Massimo Cacciari fa marameo. "Al di
là del fatto che nemmeno io firmerò - dichiara -, perché sono il sindaco di
Venezia e non il segretario del Pd della mia città, mi sembra un'iniziativa
sballata". Peggio ancora Cacciari considera il segretario: "insufficiente",
visti i sondaggi, il partito sradicato e senza strategia. L'esempio
bassoliniano fa proseliti, dunque. Allarga ancora le voragini nelle quali
annega il Pd. Tanto da far venire ancora allo scoperto la ritrita rivalità tra
Veltroni e D'Alema, che di Bassolino è, per così dire,
socio di maggioranza. Walter trattiene l'irritazione: "Bassolino?
Ognuno fa ciò che la sua coscienza gli dice", fa allargando le braccia. A
chi nota come la coscienza di Bassolino, buona o
cattiva che sia, sia riposta nei precordi dalemiani, risponde con mitezza lo
stesso D'Alema: "Sospetto da imbecilli, non è che se io non faccio una
cosa la faccio fare a Bassolino... Sono stato tra i
primi firmatari della petizione e, avendola firmata, la sostengo. Ogni altra
illazione è infondata". Troppa grazia, don Antonio (Bassolino).
Troppa "excusatio" (non petita). Che i nervi siano a fior di pelle è
evidente. Che l'iniziativa sia un flop pericoloso anche per il segretario,
pure. Sembra ormai una conta tra amici e nemici di Walter, così da attirare
anche adesioni di facciata. Significativo il caso del sindaco di Napoli,
Rosetta Russo Iervolino, arrivata all'ossimoro della sincerità: "Sono una
donna di partito fiera di esserlo e firmerò la petizione. Anche se il premier
Berlusconi, una persona gentile e simpaticissima, ha riservato a Napoli
un'attenzione molto superiore a quella degli esecutivi che lo hanno preceduto,
Prodi compreso". Allora perché firma? Per disciplina di partito, dice.
Chiaramente spiegando di "non poter non cogliere la differenza
politico-istituzionale: come sindaco sono tenuta a collaborare, come politico
lo combatto". Stessa lineare logica del luogotenente veltroniano, Goffredo
Bettini, quando rompe il fair-play veltroniano per scagliarsi su Bassolino: "Ha il dovere di collaborare con il governo,
ma anche il dovere di contrastare le scelte dannose del governo". O della
post-fassiniana Marina Sereni, quando adombra ironia staliniana: "Leggo
che il presidente della Campania chiede a gran voce il congresso anticipato del
Pd e dice che non firmerà la petizione.... Buon per lui che ha sempre le idee
chiare, sa sempre da che parte stare e che ha dimostrato in tutti questi anni
di saper costruire un gran partito di popolo, radicato, di massa, senza macchia
e senza paura". O, ancora, dell'anti-Bassolino
conclamato, il veltroniano Nicolais, che reclama la scelta di campo del
governatore. Faide cimiteriali post-diessine delle quali allegramente gongola
il teo-dem Beppe Fioroni: "Come mai D'Alema e Bersani, entrambi amici di Bassolino, non prendono le distanze?", si chiede. Roba
per stomaci forti, che gli amanti dello splatter potranno godersi
indifferentemente in tv su Red (dalemiana) o You-dem (veltroniana). Entrambe,
come scrive la "Jena" sulla Stampa, tese verso "la sfida
all'ultimo telespettatore: mezzo per uno". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
La senatrice ha firmato: "L'opposizione non può rinunciare a fare sentire
la propria voce" Incostante: "Bassolino?
Solo una scelta personale" Ognuno si regola come vuole, anche altri hanno espresso
critiche. Massimo Cacciari è uno di questi Lei ha firmato. "E senza
tentennamenti", sottolinea Maria Fortuna Incostante. Con Veltroni, dunque,
per mandare a casa il governo Berlusconi. Tutto il contrario di Antonio Bassolino, con il quale la senatrice del Pd, prima di
entrare a Palazzo Madama, ha condiviso le esperienze di governo sia al Comune
che alla Regione. "Ma trovo che si stia troppo enfatizzando la sua scelta
di non aderire all'iniziativa - afferma la parlamentare - da qui a parlare di
larghe intese con Berlusconi, di contrapposizioni con Veltroni e patti con
D'Alema che peraltro il diretto interessato smentisce, ce ne corre". Come
giudica allora la mossa di Bassolino, che non ha
voluto sottoscrivere la petizione contro il governo promossa dal segretario del
Pd Walter Veltroni? "Ognuno si regola come vuole, anche altri hanno
espresso critiche, non solo Bassolino. Massimo
Cacciari è uno di questi. Però io non vedo alcuna contraddizione tra un presidente
della Regione che, in questa veste istituzionale, collabora con il presidente
del Consiglio e poi, ricoprendo anche un ruolo all'interno di un partito, può
legittimamente avere una visione politica diversa da quella espressa dalla
maggioranza di governo. L'ha spiegato molto bene il sindaco
Rosa Russo Iervolino". Con il governatore avete discusso di questo
argomento? "Normalmente Bassolino non si confronta né chiede consiglio ad altri quando deve
prendere delle decisioni. Con me non l'ha mai fatto, neanche in circostanze ben
più importanti, non vedo perché avrebbe dovuto farlo adesso".
Questa mossa però sta facendo discutere sia dentro che fuori il Partito
democratico. "Sì, sto leggendo. Ma mi sembra tutto sovradimensionato. è
stata una sua scelta, probabilmente non ha condiviso l'idea. Detto questo,
rimango convinta che un amministratore possa lealmente dialogare con il governo
e al tempo stesso promuovere una manifestazione di critica". Dunque lei
non ha avuto dubbi, quando si è trattato di firmare? "No, e non poteva
essere altrimenti. Mettere in campo una manifestazione che possa contribuire a
sviluppare l'azione dell'opposizione mi sembra una cosa normale, oltre che
pienamente legittima. Ed è anche coerente con la valutazione che in Parlamento
abbiamo dato di moltissimi provvedimenti adottati da questo governo". Ma
come si concilia una petizione con il "governo ombra" voluto da
Veltroni e con i continui richiami al dialogo tra gli opposti schieramenti?
"Anche su questo aspetto non riesco a vedere alcuna contraddizione. Quando
è possibile, siamo i primi a volere il dialogo. Ma questo governo, dal giorno
del suo insediamento, ha compiuto troppi passi che non possiamo in alcun modo
condividere". Ad esempio? "Basterebbe pensare alla manovra economica
varata nello spazio di pochi giorni, ai tagli indiscriminati alla ricerca, alla
scuola, al Mezzogiorno, alle leggi che penalizzano le donne che lavorano. E
l'elenco potrebbe continuare. Davanti a scelte contraddittorie, l'opposizione
non può rinunciare a far sentire la propria voce, ed è quello che stiamo
facendo anche attraverso questa iniziativa". (dario del porto).
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pd, le firme degli
amministratori Domenici, Vincenzi, Errani e Zingaretti aderiscono alla campagna
di Veltroni Ma il presidente della Provincia di Roma avverte: "Basta con i
personalismi" LUCIANO NIGRO ROMA - "Firmerò", dice Marta
Vincenzi, sindaco di Genova che però oggi proverà a convincere la sua
maggioranza, Prc e Verdi compresi, "a dare un contributo di
coalizione" perché "l'illusione dell'autosufficienza è svanita".
"Non solo sottoscrivo, ma sto organizzando la raccolta", aggiunge il
presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che tuttavia lancia un
avvertimento ai rissosi gruppi dirigenti: "Che tragedia le identità
particolari interne al Pd che si illudono di stabilire un rapporto diretto con
il paese". Gli amministratori si schierano con Veltroni. Al contrario di
Antonio Bassolino e Massimo Cacciari, la maggioranza
firmerà la petizione "Salva l'Italia", la campagna cui il segretario
affida la ripresa d'autunno assieme alla manifestazione del 25 ottobre. Il
milanese Filippo Penati e il presidente del Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di
Firenze Leonardo Domenici e il governatore dell'Emilia- Romagna Vasco Errani
annunciano, come hanno già fatto Rosa Russo Iervolino e
Sergio Cofferati, che il loro autografo non mancherà ai 5 milioni di firme che
sono l'obiettivo di Veltroni. Ma mentre sta per essere archiviato l'ultimo
tormentone pre-vacanziero per il Pd ecco all'orizzonte della ripresa
post-ferragostana minacciose nuvole che segnalano possibile tempesta ai
vertici. E non è solo un ex dalemiano di ferro come Claudio Velardi a
segnalarlo con una delle sue provocazioni ("Veltroni e D'Alema sono
bolliti, hanno dato tanto per 15 anni, ora dovrebbero farsi da parte"). E'
dalla base che sale la richiesta di un freno ai personalismi, a Roma come in
Sardegna e a Torino, tanto che un gruppo di dirigenti piemontesi ha messo nero
su bianco un'invocazione: "Smettiamola con la sindrome di Tafazzi".
E' in questo clima preoccupato che la sferzata di Cacciari ("un'idea
sballata") nei confronti della petizione (già bollata da Arturo Parisi
come "poco incisiva e originale, la fece Berlusconi contro Prodi nel
2006") finisce per non raccogliere consensi. Né crea imbarazzi agli
amministratori l'argomento di Bassolino secondo il
quale non si può essere uomini delle istituzioni e contemporaneamente aderire a
una protesta. "Io firmo senza problemi ? dice il fiorentino Domenici ?
faccio il sindaco, sono presidente dell'Anci e collaboro lealmente con il
governo, ma ho un'appartenenza politica chiara e decisa e nessuno può impedirmi
di dire che su giustizia economia e sicurezza il governo sta facendo scelte
criticabili". "Un'opposizione fiacca non serve a nessuno ? è la tesi
del governatore Marrazzo ? e non ha senso attaccarsi a formalismi figli della
tradizione delle due chiese cattolica e comunista: io collaboro lealmente su
rifiuti e sanità con il governo, ma questo non esaurisce i miei diritti. Dal
Pd, piuttosto, vorrei più spirito di cambiamento e novità. E se dobbiamo
contarci, non facciamolo sulle firme, ma sui contenuti". "E' utile
all'Italia un'azione unitaria dell'opposizione ? condivide Zingaretti che,
oltre ad essere l'ultimo vincitore di un'elezione è anche coordinatore
regionale partito ? il dramma è un gruppo dirigente che non trova la forza di
costruire collegialmente un rapporto con l'Italia". Il presidente della
Provincia di Roma in ogni caso è convinto che la raccolta di firme sia utile
perché "ci porta nei mercati, nelle piazze, e nelle spiagge come abbiamo
fatto in questi fine settimana". Tutti in cerca di adesioni, insomma,
anche se con la convinzione che "le firme da sole sono poca cosa"
come dice la genovese Marta Vincenzi. "Io proverò ? aggiunge ? ad
affiancare alla petizione un'iniziativa e le proposte della mia maggioranza
perché è ora di cominciare a ricostruire un'alternativa. Il peggio che potremmo
fare, invece, è aprire ora una discussione sulla leadership".
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XVI - Roma
Una piazza per l'ecologia sul palco le star della canzone Parco della Maremma Attesi
Paolo Rossi, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Max Gazzè e Daniele Silvestri
VALERIA FORGNONE Musica, cinema e degustazioni enogastronomiche. Ma soprattutto
risparmio, efficienza energetica e fonti rinnovabili. Un mix tra
intrattenimento e riflessione questa sera darà il via alla ventesima edizione
di Festambiente, il festival internazionale di ecologia e solidarietà di
Legambiente. Fino al 17 agosto, incorniciata nel Parco della Maremma,
Rispescia, in provincia di Grosseto, si trasforma nella più grande agorà
dedicata ai delicati temi ecologici tra concerti e sapori autentici. Per dieci
giorni, dunque, la maremma sarà la capitale dell'ambiente per l'estate. Oltre
ai dibattiti legati ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del pianeta
che coinvolgeranno ogni giorno politici ed esperti, la manifestazione
Festambiente è anche divertimento. Rock, jazz e musica d'autore si fondono
insieme in sostegno della natura. Sul palco molti artisti impegnati sulle
tematiche ecologistiche animeranno le serate con concerti dal vivo. Ad aprire
il festival, oggi, ci penserà Paolo Rossi, domani sarà la volta di Daniele
Silvestri e per domenica è atteso Max Gazzè. Le note delle canzoni di Francesco
De Gregori risuoneranno sotto il cielo stellato di lunedì 11 agosto, il
testimone passerà poi a Gino Paoli (12) che insieme a Flavio Boltro, Danilo
Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto saranno i protagonisti della serata dal
titolo "Un incontro di jazz". Il 13 si balla con i ritmi coinvolgenti
di Paolo Belli e la sua Big Band. E ancora: i Modena City Ramblers (14), a
ferragosto arriverà Caparezza, a seguire i Roy Paci e Aretuska (16), mentre
chiude la rassegna la Premiata Forneria Marconi con un omaggio alle
indimenticabili canzoni di Fabrizio De Andrè. Dalla musica al cinema, la festa
continua. Agli appassionati cinefili è dedicata la rassegna "Clorofilla
Film Festival" che, attraverso documentari, corti e lungometraggi
d'autore, offrirà un viaggio nei luoghi dove si vive seguendo i ritmi naturali.
Da segnalare la serata di lunedì con la Festa della Legalità, organizzata in
collaborazione con l'associazione Libera: una riflessione sarà offerta dalla
proiezione di "Biutiful cauntri", il documentario
shock sull'ecomafia in
Campania. E se la scelta di una vita sana e vicina all'ambiente parte da un
corretto stile alimentare, non poteva di certo mancare un percorso tra i sapori
con degustazione dei prodotti provenienti dalle coltivazioni biologiche. Così
mentre gli adulti saranno impegnati tra spuntini e vini di qualità, i
bambini all'interno dello Spazio Ragazzi daranno libero sfogo alla propria
creatività con i giochi, le danze e i laboratori, organizzati dagli animatori
di Legambiente, per scoprire insieme e conoscere meglio la natura.
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli Il
coordinatore regionale vicario di Forza Italia interviene sulla polemica
interna al Pd Cesaro: "Vogliono nascondere le loro negligenze di
governo" "Il tira e molla del Pd sulle firme serve solo a mascherare
le proprie negligenze, a distogliere l'attenzione dalle gravi responsabilità di
governo del centrosinistra in Campania". Nel giorno in cui Berlusconi a
Napoli parla di collaborazione con le autorità locali "raggiunta",
Luigi Cesaro, deputato del Pdl e coordinatore regionale vicario di Forza
Italia, spara dall'esterno sulla querelle democratica. Onorevole, il feeling tra
il governatore e il premier sta creando qualche imbarazzo anche a destra.
"Nessun imbarazzo, non mi risulta". Ai consiglieri d'opposizione dei vari enti non piace vedere salire Bassolino sul carro dei vincitori. Così,
dicono, viene frustrato il loro lavoro quotidiano. "Berlusconi sta
risolvendo i problemi di questa terra, rimboccandosi le maniche, senza sconti a
Bassolino, Iervolino e
compagni, ma anche senza contrapposizioni ideologiche con chi amministra male.
Siamo in un momento transitorio, cerchiamo di fare il bene dei cittadini, non
della nostra parte politica". Chi si aspettava una contrapposizione forte
però è rimasto deluso. "Ma non ne ha motivo. Lavoriamo in concreto a
limitare e ridimensionare Bassolino e compagni.
Abbiamo ideato due cabine di regia: sui fondi europei per non farli disperdere
in mille rivoli secondo le logiche clientelari bassoliniane e sul turismo. I
lavori della metropolitana poi sono stati commissariati, stesso discorso per
Pompei". Nessuno scontro insomma? "Ma quelli sono inevitabili.
Prendiamo Pompei. La Cgil ha già minacciato tutto e tutti, annunciando assurde
barricate ideologiche contro il coinvolgimento dei privati nella gestione degli
scavi. Tutto questo prima ancora di conoscere le proposte sul tavolo. Noi
vogliamo lo sviluppo della regione e per ottenerlo dobbiamo riuscire a rendere
attrattivi i tanti tesori che abbiamo. Qualcun altro dovrebbe almeno accennare
un "mea culpa"". (lu. car.).
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli La
strategia Rosa Russo Iervolino chiede risorse finanziarie per rendere operativo
il decreto del governo Poteri speciali, le priorità del sindaco "Lotta
allo spaccio e agli abusivi" Prenderemo del bilancio 300 mila euro per
mini impianti sportivi nelle dieci municipalità, strutture utili a combattere
tra i giovani la diffusione della droga A Pianura con gli sfollati abbiamo
cercato di affrontare al meglio l'emergenza ma, come al solito, siamo stati
lasciati assolutamente soli PATRIZIA CAPUA Lotta ai venditori abusivi e allo
spaccio di droga. Nella mattinata a Marechiaro, fra i ragazzi ospiti del centro
polifunzionale comunale San Francesco d'Assisi, il sindaco di Napoli Rosa Russo
Iervolino abbozza la strategia del Comune sui poteri speciali ai sindaci assegnati
dal decreto del governo. Cammina sorretta dalle stampelle, con la gamba destra
ingessata e infagottata in un ingombrante sostegno ortopedico. "Vorrei
partire con un pacchetto di iniziative - dice - in modo che non sembri mirato
contro una sola categoria, ma diretto a una maggiore sicurezza dei cittadini e
vivibilità della città". La guerra agli spacciatori è
un tema per la Iervolino già noto: "Se la legge Iervolino-Vassalli fosse
stata rispettata - commenta il sindaco - avremmo evitato il diffondersi della
droga". E sottolinea che nel decreto Maroni "c'è un passaggio che
differenzia l'uso dallo spaccio". Per combattere la criminalità e l'uso
delle droghe da parte dei giovani, a Palazzo San Giacomo si sta pensando
di aprire una rete di impianti sportivi, come luoghi di aggregazione,
"almeno una struttura per ognuna delle 10 municipalità" spiega il
sindaco. "L'Istituto di credito sportivo - aggiunge - ha messo a
disposizione mini impianti del valore di 30mila euro ciascuno. Noi abbiamo già
chiesto all'assessore alle Risorse strategiche, Enrico Cardillo di interessarsi
all'acquisto e trovare 300 mila euro dal bilancio". Non basta il controllo
delle piazze di spaccio, "sarà importante offrire ai ragazzi qualcosa di
alternativo, altrimenti ci vorrebbero vigili ad ogni angolo della città".
Poteri straordinari sì, dunque, ma con il sostegno economico del governo.
"Il ministro Maroni ha detto che metterà in campo per tutte le città
italiane, cento milioni di euro. Bisogna capire quando arriveranno. Se li
inserisce nella prossima finanziaria saranno a disposizione solo da gennaio. E
come verranno distribuiti. Spero che sia data la precedenza alle grandi città
metropolitane, senza nulla togliere ai piccoli centri". I mezzi economici
sono necessari, ha continuato Iervolino, "per esercitare i poteri
straordinari, altrimenti ci sarà qualche sindaco di buona volontà che metterà
in carcere chi mendica e ci rimetterà la povera gente. E' un modo di fare
leggi, che non mi piace". La struttura di Marechiaro, minori ospitati a
gruppi di 50, per una settimana di vacanza fino a settembre, ha più di un
problema. Abbracci, strette di mano, anche autografi per il sindaco. Ragazzi
provenienti da tutti i quartieri di Napoli settimane. Fra di loro anche
numerosi disabili. La discesa a mare, cala San Basilio, è chiusa da tre anni
dopo il cedimento del costone roccioso, che non è mai stato riparato. I
ragazzi, perciò, devono andare ogni giorno in bus fino a Ischitella. Al sindaco
hanno regalato delle cartoline con disegni e pensieri. Il più frequente:
"Grazie per averci ospitato in questo posto magnifico". Il sindaco ha
detto che il Comune di Napoli è stato lasciato solo nella gestione
dell'emergenza sfollati di via dell'Avvenire a Pianura. "A Pianura abbiamo
cercato di affrontare al meglio l'emergenza, che purtroppo non è ancora finita,
ma come al solito siamo stati lasciati assolutamente soli. Molte volte abbiamo
rischiato posizioni di difficoltà e scontro sociale, io avevo il potere di fare
ordinanze ma senza soldi le case non crescono da sole". Esprime con
chiarezza la sua posizione in merito alla petizione del Pd contro il governo,
al centro delle polemiche nei giorni scorsi per la mancata adesione del
governatore Bassolino. Cita una frase latina di
Sant'Agostino, "in necessariis unitas, in dubiis libertas":
"Siamo persone libere, ognuno sceglie secondo la propria coscienza".
Ad accompagnare il sindaco, l'assessore alle Politiche sociali, Giulio Riccio.
"Nel 2009 - ha annunciato - anche i ragazzi italiani e stranieri verranno
ospitati nei nostri campi estivi, per favorire un'integrazione tra nativi e
immigrati, superando il clima di intolleranza che si respira nel nostro
paese". Gli operatori sociali, però, protestano contro il blocco dei fondi
che servono a pagare i loro stipendi.
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Monnezza
I clandestini
continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila
solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in
un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia
e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale,
con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli
ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di
concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan
e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire
che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008.
Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare
i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione 1 Commento "
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi?
Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni
teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema
dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a
compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare:
dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al
gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono
d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.
L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note:
l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il
mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e
Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e
il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di
più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su
chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si
creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri
stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati",
come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che
vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri
compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le
notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 29 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre
i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 38 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il
ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per
un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con
i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per
intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver
paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice
controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti
irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà
rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del
petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli Il
retroscena Le strategie della società dopo l'ordinanza del Riesame. E il titolo
Impregilo vola in Borsa "Napoli non ci ha portato fortuna ora il nostro
business è all'estero" Il gruppo sta costruendo nove inceneritori tra
Germania, Svezia, Norvegia Un anno perso, ma il blocco dei soldi e i tagli di
Pansa fermarono sprechi paradossali ANTONIO CORBO (segue dalla prima di
cronaca) Riprende slancio il programma rivelato tempo fa. "Vogliamo
tornare nei paesi dove eravamo e puntare sul settore delle costruzioni, i
progetti come Napoli non ci hanno portato fortuna", parole di Alberto
Rubegni e Massimo Ponzellini, amministratore delegato e presidente. Erano
all'estero anche ieri. In un venerdì scolorito per Piazza Affari il titolo è
stato sospeso per eccesso di rialzo: più 13,5 al prezzo di euro 3,749. Un boom.
Che non ripaga Impregilo. In un anno, il valore nominale si è dimezzato,
sfiorava i 7 quando la società fu travolta dal ciclone giudiziario. Il 2007 si
è chiuso senza dividendi. Ma dopo l'intervento della Cassazione che il 27 marzo
respinse con rinvio il sequestro, fu annunciato il rilancio. "Ci sarà un
piano di sviluppo con un nuovo business plan per espanderci all'estero, in
paesi che hanno grande volume di offerte di contratti e scarse possibilità di
realizzarle", è l'impegno di Flamegni, che nei mesi scorsi ha anche
cercato un partner per essere più competitivo fuori dell'Italia, dove Impregilo
però "ha subìto un danno di immagine dal progetto Campania, ma negli
ultimi tempi è andato scemando questo impatto". In Europa, sta costruendo
nove inceneritori: Germania, Svezia, Norvegia. è leader nel mondo per le dighe,
suo il progetto per Las Vegas. "L'orgoglio di lavorare negli Stati Uniti,
capisce?" spiegavano ieri uomini di punta del gruppo. Altre basi in Venezuela,
Emirati Arabi, Libia e Sud Africa. E in Campania? Risposta sussurrata:
"Solo tanta voglia di chiudere quest'avventura". Rimane aperto il
contenzioso con il governo: sui costi dell'inceneritore, valutato da Fibe 320
milioni contro 120. La trimestrale calcola il danno di immagine; un miliardo e
mezzo. Quasi pari la replica degli avvocati dello Stato. Fibe rimane anche
proprietaria dei suoli di Santa Maria La Fossa, oltre che delle 124 piazzole di
fronte all'inceneritore di Acerra. Sito di trasferenza. La collina di
immondizia in stoccaggio ha smesso di emanare i miasmi che fermarono i lavori
dell'inceneritore l'anno scorso, ma il cantiere è assediato da mosche. Due
soldati hanno sostituito plotoni di poliziotti privati. Hanno due fucili, Ar
70-90, che sparano anche a raffica. Una vigilanza serena. Autorevole. Consente
a carabinieri e polizia di recuperare unità. La trimestrale del 30 marzo
riassume i beni sequestrati: 122 milioni di disponibilità, altri 190 di crediti
pignorati. Soldi e linee di credito che la stessa Finanza dovrà ora sbloccare.
Impregilo ha sofferto anche per l'ordinanza interdittiva: niente contatti con
le amministrazioni pubbliche. Proprio un anno fa, 8 agosto 2007, fu convocato
di domenica un delicato Consiglio. Impregilo costruiva la ferrovia Rio-San
Paolo in Brasile. Un ruolo decisivo ebbero Mediobanca, Immobiliare Lombarda di
Ligresti, gruppo Gavia e Atlantia, maggiori azionisti con il 29 per cento. Fu
una svolta cruciale, Impregilo sventò la sua resa, ma cominciò in Campania la grande
crisi. L'emergenza rifiuti è tutta qui, ed è stata in parte arginata fino
all'autunno 2007 dal prefetto Pansa, era commissario da 18 giorni quando fu
paralizzata Fibe. Nel dicembre 2005 il governo Berlusconi aveva rescisso il
contratto, senza liquidarla. La obbligò a proseguire i lavori di Acerra e la
gestione dei Cdr con compensi secondo fatture. Con i conti bloccati dalla
Finanza il 10 agosto 2007 diventava impossibile. La bufera giudiziaria aveva
eliminato i manager uno dopo l'altro. Piergiorio Romiti, Alberto Lina, Massimo
Malvagna. Toccò a Bruno Ferrante, ex vicecapo della polizia, ex prefetto di
Milano dialogare con il suo collega Pansa, chiamato a misurarsi con un disastro
finanziario: doveva da commissario sostituirsi a Fibe, affrontare spese di
oltre 30 milioni al mese, con i 200 di debiti che avevano i comuni morosi, 86
solo quello di Napoli. L'emergenza fu tamponata, ma una dopo l'altra si
arresero le 40 ditte di Acerra, un cantiere in disarmo quando l'opera era
all'86 per cento, mancavano cinque mesi e 80 milioni alla fine. è stato perso
un anno, ma le ristrettezze hanno acuito la severità di Alessandro Pansa,
fermando sprechi paradossali. Il prefetto destinò 13-14 milioni al mese (sui 30
previsti) per tenere in moto raccolta e smaltimento, pagando gli
autotrasportatori che avevano già crediti per 32 milioni. L'ex superpoliziotto
li mise alle corde scoprendo una magagna: il viaggio per Serre costava solo 328
euro, nella fattura c'erano anche venti ore di attesa, 40 euro ciascuna, la
sosta diventava un affare, non il trasporto. I treni presentavano il conto
anche se partivano vuoti e addebitavano i costi dello smaltimento, senza
scaricare un chilo di immondizia. Furono liquidati i consulenti. Interdittiva
antimafia per 32 società che avevano fino a quel momento saccheggiato danaro
pubblico. Ma fu difficile aprire nuove discariche, Fibe non poteva, fu intanto
individuata Savignano. Non si poteva fare altro. Arrivò De Gennaro nel 2008,
con ultimi soldi del governo Prodi. Prima di Berlusconi è stata la Cassazione a
indicare la fine dell'emergenza. Ventisette marzo 2008. Arriverà ad
Acerra una nuova società, forse la lombarda A2A per gestire l'inceneritore, ma
Fibe lascerà cantiere e Campania senza arrossire.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VIII - Napoli
IL SIGILLO DI BERLUSCONI SUL PRAGMATICO BASSOLINO L'obiettivo del governatore:
ridurre al minimo le ammaccature per rialzarsi presto e proseguire il cammino,
sotto la guida di Veltroni o di D'Alema di Bersani o di Enrico Letta AUGUSTO
MUOJO opo avere apposto il suo "settimo sigillo" a Napoli,
inalberando una scopa e raccogliendo gloria "bipartisan" per l'azione
di governo, Berlusconi va in vacanza in Sardegna e promette di tornare dopo
ferragosto. Ma D'Alema, anche lui in partenza, incalza: "I partiti non
bastano, bisogna andare oltre". Mentre Bassolino,
che a Napoli non ha visto il "premier" perché non erano in programma
incontri di carattere istituzionale, assapora nelle quiete del Trentino il
clamore suscitato dal rifiuto di firmare l'appello del Pd contro Berlusconi.
Sono temi, di valenza locale e nazionale, che verosimilmente impegneranno il
dibattito politico vacanziero. Un altro tema, riferito al futuro del
centrodestra, cova sotto la cenere protettiva delle incertezze programmatiche
del centrosinistra. A tali incertezze cerca di porre rimedio D'Alema riscoprendo
i valori del rapporto politica-società attraverso l'analisi della sua
fondazione italo-europea e della nuova iniziativa Red, entrambe attestate a
Napoli a fianco di altre strutture consimili. Quello che manca al Pd, dopo gli
entusiasmi iniziali - sostiene D'Alema - è uno smalto identitario che offra
chiara agli elettori la sua alterità rispetto al berlusconismo. Quello che però
gioca a sfavore di questa prospettiva è il fattore tempo. Per dirla franca,
mentre il dottore studia, il malato rischia di morire. Cioè Berlusconi guadagna
tempo e punti preziosi nel giudizio degli italiani, nonostante la
militarizzazione della politica e gli stenti della congiuntura economica. E a
Napoli guadagnano punti i suoi uomini, pronti a succedere a Bassolino e Iervolino, nonostante la mancanza di leader e di programmi a
loro alternativi. E qui si pone Bassolino col suo rifiuto della firma, che ancora provoca un profluvio di
pareri contrastanti. Non ha firmato per vendicarsi di Veltroni, per calcolo
personale immediato o di medio termine, per lungimiranza da grande statista o
perché folgorato sulla strada del berlusconismo? Francamente,
l'iniziativa delle firme, attuata peraltro con scarso successo alla rotonda
Diaz dal trio rosa Armato-Incostante-Cortese, ha molto il sapore di grillismo e
dipietrismo, cioè di un modo sciatto di fare politica. Ed è perciò che essa non
piace a molti nomi di primo piano come Cacciari, Chiamparino, Bresso,
Cofferati, in ambito nazionale, e a molti altri sul fronte locale, come De
Luca, Villani, De Franciscis, Sommese. Ma non è questo il punto. Il
"no" motivato da Bassolino per rapporti di
carattere istituzionale (Regione e governo insieme per risalire la china) ha
spiegazioni non tanto recondite o strategicamente "mazariniane". Da
quando, cioè, il governatore, ripudiando le sue origini ingraiane, si è
"imborghesito", la sua unica stella polare è il pragmatismo fondato
sul potere. è la ricetta di Berlusconi, che egli sposa con cinismo pur sapendo
bene che il "premier", prima o poi, lo butterà di sella. Ciò che gli
preme è di ridurre al minimo le ammaccature, per rialzarsi presto e proseguire
il cammino, sotto la guida ancora di Veltroni o di D'Alema, di Bersani o Enrico
Letta. Non a caso abbiamo citato le alternative ora possibili per il Pd
nazionale. Perché dal prevalere dell'una o dell'altra dipenderà il futuro
locale del partito e delle sue alleanze elettorali contro il centrodestra. Sarà
Nicolais o Cozzolino, o Amendola, o De Luca o altri il candidato del
centrosinistra? Molto dipenderà anche dalla "cenere" che il
centrodestra sarà riuscito a scrollarsi dalle spalle.
( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Monnezza
In un'analisi
pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la
drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e
la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la
benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente
per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui
rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare
il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con
l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice
di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia
che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita
russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità
inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso.
Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente
georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e
approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi
Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è
superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo
dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi,
l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico,
a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington
non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug
08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad
arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli
ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un
articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione
l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in
generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma
Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia
di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio
clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che
ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io
dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i
governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 17 )
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
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Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato
posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi
italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti
da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene
intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
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è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali
emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di
grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 39 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
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petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo
( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XI - Napoli
NAPOLI OLTRE L'EMERGENZA Lo scenario di nuovo bellissimo del centro storico ci
ricorda che la città liberata dai rifiuti non è pronta per la ripresa PAOLO
FRASCANI Ferragosto, come ogni anno, mette tra parentesi i problemi di una
difficile quotidianità, ma ne evidenzia anche, in qualche modo, le dimensioni e
la complessità. Così lo scenario bellissimo di un centro storico restituito
alla contemplazione delle sue strade e dei suoi palazzi ma disertato dai
turisti, ci ricorda che il teatro della città liberata dai rifiuti non è ancora
pronto per inscenare la rappresentazione della ripresa civile ed economica. Non
ci siamo ancora resi conto di aver superato la fase più critica dell'emergenza
rifiuti. Solo qualche mese fa, quando le televisioni di tutto il mondo e i
giornali diffondevano le immagini del disastro, un simile traguardo sembrava
irraggiungibile. Bisogna dare atto al Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi se non lo è più. Però, intanto, facciamo fatica ad alzare il tiro
delle nostre aspirazioni per guardare oltre la normale amministrazione. In un'intervistata rilasciata pochi giorni fa, il sindaco Rosa
Russo Iervolino ha bocciato l'iniziativa del collega romano, Gianni Alemanno,
di istituire una commissione bipartisan, guidata dall'ex presidente del
Consiglio, Giuliano Amato. Il progetto suona indubbiamente inapplicabile alla
nostra scala municipale. Anche sul piano regionale è difficile che la
città diventi un laboratorio per più larghe intese. L'osservazione enfatizza
più l'abile smarcarsi del presidente della Regione Antonio Bassolino
dall'attuale dirigenza del Partito democratico, che l'emergere di una concreta
ipotesi politica. All'interno di questo partito, alleggerito dall'onerosa
collaborazione con Ciriaco De Mita e con Clemente Mastella, sembra prevalere la
propensione a far da soli, predisponendo idee e uomini in previsione di un
cambio di guardia a palazzo Santa Lucia. Il percorso, però, non è ancora
definito e l'incertezza regna sovrana. Se si considera, poi, lo stato in cui
versa lo schieramento di centrodestra, tocchiamo con mano le differenze con la
Roma che guarda a intese più larghe e condivisibili. Qui non troviamo il
"governo ombra" di nessun Alemanno intenzionato a dialogare con la
maggioranza sul futuro di Napoli e della Campania. Anzi le cronache recenti
parlano di una Alleanza Nazionale napoletana tesa a scongiurare la possibile
cancellazione del partito su scala locale, in vista della definitiva
unificazione con Forza Italia dentro il Pdl. Ne ha riferito ampiamente in
questi giorni un'inchiesta di "Repubblica". Luigi Rispoli, capogruppo
di An alla provincia, sul "Corriere" ha parlato di "un vuoto
pneumatico che ha trasformato la nostra organizzazione in una congrega di
interessi incapace di esprimere un progetto politico globale e che assegna a An
un ruolo marginale rispetto al disegno di potere strategico che viene espresso
oggi con forza dalla classe dirigente di Fi". Il vuoto di idee e
iniziative di cui si parla è un elemento ormai strutturale della crisi politica
della città, ma oggi ben riempito dal solitario protagonismo del presidente del
Consiglio: Berlusconi si mostra dominus super partes. La sua azione si è
dispiegata nel quadro di uno scenario da consiglio di guerra, dove ha brillato
l'assenza di ogni comprimario capace di succedergli sulla scena politica
locale. Sicuro di aver già vinto ogni futuro confronto elettorale, egli
deciderà, all'ultimo minuto, la designazione del candidato alla successione di
Antonio Bassolino. Non sappiamo se vincerà ancora una
volta. è certo che, nonostante la semplificazione del quadro politico, gli
uomini vecchi e nuovi del centrosinistra si muovono con difficoltà in uno
spazio politico sempre più periferico, sia rispetto ai contorcimenti del Pd,
che del protagonismo berlusconiano. Più che laboratorio di avanzate forme di
concertazione a livello nazionale, Napoli rischia di diventare il terreno di
battaglie che non le appartengono o la vetrina privilegiata delle
sperimentazioni decisioniste del presidente del Consiglio. In entrambi i casi,
la città rimane incapace di districarsi dalle logiche di una politica fine a se
stessa, non riuscendo a trovare al suo interno, al di là di ogni schieramento
politico, le forze e la capacità per il suo rinnovamento. Non si deve partire
da zero. è in via di elaborazione il piano strategico della città e il mosaico
di interventi municipali e regionali, avviati o in via di progettazione,
attende solo di essere ricomposto in un disegno omogeneo e condiviso. Manca un
metodo e la convinzione che un simile obiettivo debba essere perseguito in
piena luce, enfatizzandone portata e finalità sotto i riflettori dell'opinione
pubblica nazionale. L'emergenza è in via di superamento, ma la città deve
rimanere una priorità sul piano nazionale anche mentre cerca la strada della
sua ripresa civile e economica. Qualcosa già si muove: sotto il patronage di
Massimo D'Alema, sono stati chiamati recentemente a raccolta uomini e idee per
un vasto programma per Napoli mentre, di recente, l'ex presidente della
Confindustria Antonio D'Amato si è speso per attirare l'attenzione del mondo
industriale sui problemi della città. Ma la parola spetta, adesso, a chiunque
abbia qualcosa da dire, anche fuori dei troppo stretti orizzonti metropolitani.
( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Napoli
"Salva l'Italia", partenza lenta Diecimila firme in Campania alla
petizione anti-Berlusconi Intanto il Pd nazionale annuncia di aver superato il
milione di adesioni ROBERTO FUCCILLO SPENTA per qualche giorno, la polemica
sulla firma della petizione anti-Berlusconi dentro il Pd probabilmente tornerà
d'attualità a partire dalla prossima settimana, con i rientri anche dei tanti
big del partito ora in vacanza. Quel che è certo è che per ora al comitato
campano risultano circa 10000 adesioni. Sembrano pochine, visto che nel frattempo
il partito nazionale annuncia di aver superato quota un milione. Si tratta però
delle sole firme raccolte su carta, vale a dire nelle sezioni del partito o
nella iniziative "on the road" allestite dall'inizio di agosto, mese
certo non favorevole alla mobilitazione militante. Manca dal conteggio tutto
ciò che riguarda le adesioni on-line, che arrivano direttamente a Roma, e che
certamente sono predominanti anche nel bilancio nazionale. Per ora la vetrina
del partito espone tre nomi campani, il musicista Enzo Avitabile, il regista Mario Martone e il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un
nome, quest'ultimo, la cui presenza evoca per contrasto l'assenza del
presidente della Regione Antonio Bassolino, che ha lanciato il sasso nello stagno della polemica annunciando
la sua astensione dalla firma di quel documento in nome della collaborazione
istituzionale col governo. I rimbrotti dei veltroniani doc, da Luigi
Nicolais a Luisa Bossa, non hanno scosso molto la coscienza degli uomini più
vicini al presidente. Refrattari gli assessori Claudio Velardi e Ennio
Cascetta, anche Antonio Marciano, responsabile organizzativo regionale del
partito, tira i remi in barca: "Non mi appassiona, ho una sincera
difficoltà a comprendere il dibattito intorno alla campagna "Salva l'Italia"".
Marciano pensa che la rimonta dalla sconfitta elettorale comporti "un
rapporto di popolo con le aree di bisogno del paese, rappresentare le ansie e
le difficoltà dei giovani, del ceto medio, dei salariati, dei pensionati. La
raccolta di firme, al di là di legittime e rispettabili scelte individuali,
rappresenta un primo strumento, ma non mi interrogherei oltremodo su chi ha
scelto di non firmare". Insomma conta più l'azione politica che una firma
messa o non messa. Restano i tanti che, con l'alibi delle vacanze, e nonostante
si possa aderire via internet, la mossa non l'hanno ancora fatta: l'assessore
Andrea Cozzolino, il sindaco di Salerno Enzo DeLuca, il presidente della
Provincia di Salerno Angelo Villani, quello di Caserta Sandro De Franciscis. Non
ha firmato neanche uno che si dice favorevole come l'europarlamentare Andrea
Losco: "Sono ancora fuori, non ho potuto ancora firmare. Noi comunque
dobbiamo lavorare al dopo Bassolino in Regione. Lui
segue un percorso istituzionale, il partito deve seguire un percorso
politico". D'altronde Losco interviene criticamente anche dalle colonne
del "Financial Times", edizione tedesca, che il 14 agosto ha
pubblicato un lungo reportage sullo show di Berlusconi a Napoli, contestandogli
come sui rifiuti siano stati magnificati successi prima ancora che essi si
siano verificati effettivamente. Una tesi che mina naturalmente anche la
credibilità dell'asse Bassolino-Berlusconi. D'altro
canto il partito è proiettato anche verso la festa nazionale di Firenze, a
ottobre, cui "Salva l'Italia" fa da passerella. E la Campania lavora
alla sua festa regionale, alla Mostra d'Oltremare dal 18 al 21 settembre.
( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca "Canto
contro i rifiuti sulla mia terra" La sfida di Vinicio Capossela: concerto
per dire no alla discarica in Irpinia CONCHITA SANNINO NAPOLI - Il corvo torvo della
musica italiana, il poeta della notte, guida l'ultima resistenza anti
discariche in Campania. è Vinicio Capossela, sguardo affilato e amore per i
suoni della sua Irpinia legata alle origini e alle radici di sua madre, a
lanciare da domani la mobilitazione nell'altipiano del Formicoso: difesa a
oltranza della distesa verde in alta Irpinia dove il decreto rifiuti,
recentemente trasformato in legge, prevede un mega sversatoio. Non sono servite
le opposizioni di una ventina di sindaci. L'ultima parola dello staff di
Bertolaso è stata: "Dovete avere fiducia in noi, i carotaggi sui suoli
cominceranno il 25 agosto". E invece da domani parte la musica. Che
suonerà per tutta la notte. Un segnale di partecipazione civile alla vigilia
dell'ottava trasferta napoletana del presidente Berlusconi. Capossela, cosa
risponde a chi dice che "una discarica a norma di legge non condanna un
territorio"? Corvotorvo sorride amaro: "Il Formicoso ha nella
vocazione ambientale le maggiori risorse per il futuro: fieno, bestiame, agricoltura
biologica, prodotti caseari. Certo, ci sono le tecnologie non solo per fare una
discarica controllata, ma anche per attivare un ciclo di smaltimento dei
rifiuti, di cui la discarica rappresenta solo la parte finale. Qui si parla di
costruire una "discarica delle discariche", con una capacità fino a 2
milioni di tonnellate. Una piattaforma polifunzionale: in cui va tutto, tranne
il radioattivo. Non ci sono margini per affermare che non danneggi l'integrità
del territorio. Un territorio che peraltro produce soltanto il 5% dei rifiuti
della regione e ha già attivato la differenziata sul 55% delle due
municipalità". Capossela entrò anche in un viaggio-racconto di Paolo Rumiz
sulla valle dell'Ofanto. Lui la ricorda bene. "Per me è un luogo mitico,
fuori dalle carte geografiche, dove i paesi si chiamano per i soprannomi che
gli sono stati dati e in certi luoghi ci si può arrivare seguendo tracce di
animali (come malogne, faraone, serpenti, e crape) al posto della
segnaletica". Un cantautore possiede strumenti per modificare il corso
delle cose? "Nessuno - spalanca le mani - Ma in questo caso ho più
possibilità di finire sul giornale del responsabile regionale di Legambiente,
nonostante sia molto più preparato di me. Decidere una megadiscarica per decreto
e poi mandare i soldati a picchettarne la costruzione potrebbe accadere su
qualsiasi territorio, anche sul vostro. Il problema non è solo "basta che
non sia a casa mia"". Ciò che è successo alla Campania, dice
Capossela, "è sconfortante. Penso che ci sia una tale quantità di
interessi economici, corruzione, criminalità, che rende ben poco
"pulite" le cose. Il rapporto Ecomafie 2008 lo
racconta bene". Può bastare un premier-spazzino e Napoli più pulita a
immaginare che la crisi sia risolta? "In una condizione di così grave
emergenza viene facile reclamare provvedimenti autoritari o benedirli, ma
questo può essere pericoloso. Lo spazzolone è servito a prendere lo
sporco e metterlo sotto il tappeto. Non è stato ancora fatto nessun passo per
attivare il ciclo dei rifiuti. Soltanto decreti per costruire megadiscariche,
che poi saranno piene. E questo a chi fa bene? Solo a chi può raccogliere un
consenso politico, un bacino di milioni di voti, rispetto a zone che ne
esprimono poche centinaia di migliaia".
( da "Opinione, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Lun, 18 Ago 2008
Edizione 169 del 11-08-2008 Tra Napoli, Caserta e Baia Domitia si smaltiscono
illegalmente i rifiuti Il triangolo maledetto della monnezza di Marco Di Maggio
Negli ultimi anni, le attività illecite legate allo smaltimento dei rifiuti
hanno avuto uno sviluppo allarmante. E' il nuovo volto dell'ecomafia che ai profitti derivati dall'abusivismo edilizio ha affiancato
quelli determinati dal traffico illegale di rifiuti. Il preoccupante fenomeno
ha il suo epicentro nel Sud Italia. Infatti le regioni più interessate sono la
Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Campania, alla quale spetta
il primato di illegalità ambientali, riferite sia al ciclo dei rifiuti
che a quello del cemento. In questa Regione sono state sequestrate numerose
discariche abusive, anche di grosse dimensioni, utilizzate per smaltire
illegalmente sia i rifiuti urbani che quelli tossico-nocivi. In genere si
tratta di discariche illegali realizzate all'interno di ex cave per
l'estrazione, altrettanto illegale, di materiali sabbiosi. Il meccanismo è
quello caratteristico del circuito economico dell'ecomafia:
parte dal controllo sul territorio e sulle attività estrattive e conduce alla
trasformazione delle cave in discariche per tutte le specie di rifiuti. Tra i
clan camorristici si è diffusa una nuova e inquietante pratica che consiste
nell'ottenere l'autorizzazione alla costruzione di vasche per l'itticoltura, da
utilizzare invece come discariche per fanghi industriali, provenienti
soprattutto dal Nord. Le modalità tipiche delle organizzazioni mafiose
consistono nel far giungere i camion carichi di rifiuti nelle ore notturne, in
corrispondenza di buche che, dopo essere state riempite, vengono immediatamente
coperte. I fanghi industriali, formalmente destinati a inesistenti impianti di
depurazione e riciclaggio, sono più spesso sversati direttamente nel
territorio. Oltre a queste velenose ferite inferte al suolo, si moltiplicano
anche gli episodi di inquinamento delle acque marine. Si tratta in genere di
vere e proprie "carrette" del mare, coperte da premi assicurativi per
incidenti di questo tipo, che consentono alle organizzazioni camorristiche di
realizzare un evidente duplice affare. Ogni anno in Italia circa il 35% del
volume complessivo dei rifiuti viene smaltito attraverso modalità non corrette
o del tutto illecite dalle organizzazioni criminali, come la Mafia in Sicilia,
la 'Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Puglia, la Cosca dei
Basilischi in Basilicata o la Camorra in Campania, incaricate della raccolta,
dello stoccaggio e del riciclaggio. Ma è in Campania il "triangolo della
monnezza", tra Napoli, Baia Domitia e Caserta, con Casal di Principe nel
cuore; area che nel piano regolatore della Camorra è stata assegnata alla
sepoltura illecita dei rifiuti. E' un'ampia zona controllata dai camorristi
napoletani e casalesi. Qui la ricchezza in passato proveniva dagli ortaggi,
mentre oggi viene dalla diossina. Milioni di tonnellate di rifiuti speciali qui
ogni anno spariscono nel nulla, grazie al sistema del "giro bolla",
ossia la contraffazione delle certificazioni di provenienza necessarie al
trasporto. Del resto i rifiuti costituiscono solo un segmento del ciclo di
lavorazione della malavita organizzata. La camorra prima guadagna scavando
illegalmente le cave, poi riempiendo i buchi prima con i rifiuti tossici e
forse radioattivi, poi con i rifiuti degli scarichi abusivi, in cima gli ultimi
rifiuti, quelli che godono di un bollo di ufficialità; infine costruendoci
sopra le case. Così l'inquinamento procede a strati, come negli scavi
archeologici. La tragedia è che questo sistema illegale è l'unico che qui offre
lavoro. Il prezzo da pagare per quest'economia clandestina è pesante. In alcune
zone i decessi per malattie tumorali sono aumentati anche del 400%. La storia
recente fa capire esattamente cosa c'è in gioco dietro questa emergenza. La
camorra ha sempre fatto la parte del leone in questo settore e con la
compiacenza di tutte le autorità. *Cultore di criminologia Università di
Cassino.
( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Napoli L'OPINIONE
PUBBLICA E I SILENZI SU BASSOLINO MARCO LOMBARDI ostituite il Cavaliere con il
governatore, ripercorrendo quindici anni segnati dall'opposizione assente e da
un comune sentire modellato sulle esigenze del Capo. Qualcuno ha invocato il
regime; altri, più laicamente, il disastro civile rappresentato dalla penuria
di pesi e contrappesi sociali che permettano alla democrazia di far girare al
meglio i propri ingranaggi. Il tema che l'artista Moretti sottopone a studiosi
e cittadini è, naturalmente, la riattivazione della protesta e la sua
trasformazione in proposta politica, magari di sinistra. Scalfari, forse, è più
ottimista, raccontando che la tessere del mosaico antiberlusconiano potrebbero
dar vita a un disegno compiuto, se qualcuno s'impegnasse a riempirne i
contorni¸ se, insomma, le spinte corporative, lasciassero il posto
all'interesse dello Stato. Ancora una volta, credo che il laboratorio della
Campania risulti alquanto interessante: retrospettivamente e in prospettiva.
Dal 1993 ad oggi, gli unici che hanno disturbato il manovratore sono stati gli
intellettuali; non certo gli esponenti del centrodestra, i cui nomi facciamo
fatica persino a ricordare; neppure la cosiddetta società civile, troppo
occupata a carpire le grazie del potente di turno, secondo una collaudata
prassi storica-antropologica. La frammentazione denunciata
da Scalfari si è polarizzata sulla dialettica Bassolino versus "piripacchi", adoperando il celebre
dispregiativo con cui il sindaco Iervolino ha definito taluni intellettuali. Il
monolite Bassolino contro
la galassia degli uomini di idee, animati da sentimenti contraddittori e molto
umani: nobili, talvolta meno. Non un partito, ovviamente, neanche un
embrione che lasciasse intravedere le forme di un organismo alternativo a un
sistema di potere. Per certi aspetti, la nostra regione ha anticipato i
pericoli paventati da Moretti - il disastro dei rappresentati che accettano
supinamente le decisioni dei rappresentanti - , fornendo, nel contempo, ai
timori di Scalfari - la fatica nel federare gli attori delle singole istanze
intorno a un canovaccio comune - una solida base materiale e simbolica. Lo
definirei il riformismo in un solo settore. Angusto, la rappresentatività
sociale degli uomini di pensiero non possiede rigorosi parametri di
verificabilità. E, soprattutto, autoreferenziale, difficilmente in grado
d'interagire con altri protagonisti. Innanzitutto, con la borghesia delle
professioni, che Scalfari ha opportunamente richiamato ai propri doveri,
produttrice di reddito e di valori collettivi. Un ceto, da queste parti,
avvistato con minore frequenza della cometa di Halley: l'ultima nel 1799.
Borghesia delle professioni che, sicuramente, sconta la mancanza delle
precondizioni altrove garanzia di duraturo successo; che pure ha dato non
esaltanti prove, allineandosi a chi comanda in cambio del quieto vivere. Pronta
a salire compatta sul carro dell'annunciato vincitore: comportamento che le
risulta, del resto, familiare. In una partita che si gioca oggi sul terreno dei
beni immateriali, la defaillance dell'opinione pubblica a Napoli produce -
credo - danni maggiori del lavoro e delle fabbriche inesistenti. Magra
consolazione concludere, parafrasando un vecchio motto meridionalistico:
l'Italia sarà ciò che è stato il suo Mezzogiorno.
( da "Tempo, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa PESCARA Tifano
Gianni Chiodi i Circoli della Libertà ... PESCARA Tifano Gianni Chiodi i
Circoli della Libertà d'Abruzzo. Per il movimento politico azzurro che fa capo,
a livello nazionale, a Michela Vittoria Brambilla il sindaco dimissionario di
Teramo è il miglior pretendente alla carica di governatore della Regione
Abruzzo. "Certi di interpretare il pensiero diffuso nell'opinione pubblica
di un profondo rinnovamento e l'esigenza altrettanto avvertita di una aderenza
delle candidature agli orientamenti popolari - afferma in una nota il
presidente regionale Filippo Sichetti -, i Circoli della Libertà d'Abruzzo
auspicano l'indicazione, per la presidenza della Regione, di Gianni Chiodi, il
quale, nel corso dei mandati prima di consigliere comunale e poi di sindaco di Teramo,
ha dato ottima prova di capacità amministrativa e di notevole statura e
autorevolezza politica". Pur "apprezzando e rispettando alcune tra le
altre candidature avanzate", i Circoli della Libertà ritengono che quella
di Chiodi "sia una candidatura vincente e, insieme, l'espressione migliore
di una svolta radicale e necessaria per ridare all'Abruzzo trasparenza e
dignità e agli abruzzesi fiducia e ottimismo". Nel centrodestra a favore
della candidatura dell'ex sindaco di Teramo si schiera anche la Dc pescarese.
"Nel panorama politico abruzzese, è Gianni Chiodi il nostro presidente
ideale: ha mostrato di possedere ottime capacità, la dote della concretezza,
strategie amministrative innovative, e una sobrietà non comuni - dichiara il
segretario provinciale della Dc, Massimo Pietrangeli -. Come ho già più volte
affermato nella campagna elettorale per le amministrative di Pescara, è lui il
nostro modello, un sindaco dai molti fatti e dalle poche parole, quello che
auspicheremmo in tutte le città e i paesi del nostro Abruzzo, che invece vede
imperversare sulla scena personaggi dotati spesso di grandi capacità
dialettiche ma di uno scarsissimo o inesistente interesse reale per la
soluzione dei problemi". Chiodi è "giovane ma esperto quanto basta",
capace di "ben amministrare una città capoluogo e di imprimerle una svolta
dinamica riconosciuta persino dagli oppositori"; insomma "ha tutte le
carte in regola per guidare un indispensabile rilancio che passi non solo per
una ripresa economica ma anche per una politica della lotta agli sprechi, agli
enti inutili e ai relativi carrozzoni, per la razionalizzazione della spesa
sanitaria, per una lotta senza quartiere alle
ecomafie". E a proposito di liste, il consigliere regionale Bruno Di
Paolo, capogruppo della Dca, interviene sulla sua non ricandidatura, di cui ha
dato notizia l'altroieri il partito. "Sarebbe opportuno che Catone e
compagni finalmente capissero che è finito il tempo dei partitini dello zero
virgola e che non c'è più posto per la vecchia logica dell'opportunismo
individuale fatto di ripicche, veti e ricatti politici - afferma Di Paolo -. La
Dca alle elezioni non si presenterà autonomamente ma sarà ospite del Pdl, in
cui sono confluito da mesi".
( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Bari La
denuncia "Apriamo gli occhi sul Salento" Sud Sound System disco e
concerto contro i tumori Il sei settembre in piazza Sant'Oronzo a Lecce. Poi un
disco con il ricavato destinato alla Lega contro i tumori. E una tournée
"per aprire gli occhi all'Italia e raccontare che il Salento non è la
Giamaica d'Italia, l'isola felice come ci vogliono raccontare. Qui con il fumo
non ti diverti, muori". Nando Popu è uno dei ragazzi dei Sud Sound System,
il gruppo che dopo aver scalato le classifiche con il loro reggae, ora ha
deciso di raccontare l'altra faccia del Salento. "L'inquinamento,
l'ecomafia, la paura di morire
- spiega il musicista - Dicono i dati che negli ultimi dieci anni i casi di
tumore sono aumentati del 30 per cento. A Taranto c'è la diossina nel latte, a
Brindisi hanno proibito la raccolta di ortaggi in campi coltivati per secoli
dove ora c'è il veleno. Questa è una guerra che in silenzio ci sta
ammazzando tutti quanti. Se non ci svegliamo, se non si combatte è persa in
partenza". La campagna dei Sud Sound System arriva contemporanea alle
denunce civili di altri artisti: Vinicio Capossela contro le discariche in
Campania, Caparezza ha scelto un testo fortissimo per la sua hit estiva Vieni a
ballare in Puglia, manifesto contro le illegalità. "Purtroppo tutte queste
persone - continua Nando - vivono e cantano per il sud. Il Mezzogiorno sembra
quella parte di strada dove manca il vigile per strada, e quindi ognuno si
sente in diritto di fare quello che crede. Noi stiamo cercando di ricordare a
qualcuno che esistono le regole e agli altri che chi vìola la legge ci sta
ammazzando. Ormai guardiamo soltanto la televisione, ci rincoglioniamo a vedere
quello che dice il nostro padrone". Spiegano i Sound che la loro campagna
contro i tumori e gli agenti inquinanti è nata "da una constatazione. I
nostri amici, i nostri genitori - spiega - nessuno più muore in modo naturale.
Uccide sempre il cancro. Io vivo a dodici chilometri da Cerano e per questo
rischio più di altri di morire. Mi sono riempito la casa di ionizzatori, ma mi
sento come l'africano fortunato perché ha il preservativo. Tutte le notti però
penso che mio figlio rischia a vivere qui, penso a un ragazzo di 32 anni che ho
conosciuto e dopo qualche giorno è morto dilaniato dalle metastasi. Penso ai
camini dell'Ilva e allo Stato che fa finta di non vedere". "Non è
qualunquismo - continua - ma realismo. I politici si riempiono la bocca con la
parola Sud, ma poi permettono che qui chiunque possa venire a fare i porci
comodi suoi. Riva, quello dell'Ilva, da Genova l'hanno cacciato. Vendola non è
uno struzzo, non mette la testa sotto la sabbia, affronta i problemi. Ma non
basta. Serve la gente, serve che tutti sappiano. E si arrabbino almeno un
po'". (g. fosch.).
( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VIII - Napoli
FERRIGNO GIANNI VALENTINO (segue dalla prima di cronaca) on solo santi, o
Pulcinella, nascevano dalle mani dello storico artigiano di via San Gregorio Armeno.
Lì era nato 73 anni fa, al civico 55; lì aveva stabilito la sua miracolosa
bottega, al numero 8. Dopo la scomparsa avvenuta l'altra notte per via di un
infarto, a gestire il laboratorio restano il fratello e il figlio Marco, che
continueranno un'attività inaugurata nel 1836. Da qui il dolore di molti
rappresentati delle istituzioni locali. Il sindaco
Iervolino, appassionato di antiche tradizioni, esprime il suo "profondo
cordoglio per un artista che ha dato al presepe napoletano un'impronta personalissima,
insegnando anche ai giovani questa grande passione". Passione che il
cardinale Sepe definisce "geniale quanto una vera scuola. La sua
era espressione di una Napoli positiva che si è affermata nel mondo, facendo di
una stradina il simbolo dell'artigianato di eccellenza con la produzione
religiosa". Per il governatore Antonio Bassolino
"Ferrigno è stato uno dei maestri più illustri del presepe, coniugando
innovazione e originalità con un lavoro meticoloso portato avanti ogni giorno
nella bottega ai Decumani. Il suo resterà un contributo fondamentale". Una
morte che "rattrista molto", aggiunge Sandra Lonardo Mastella,
presidente del Consiglio regionale: "Ferrigno ha impreziosito la secolare
tradizione del presepe diffondendo la migliore immagine del nostro
territorio". Raffaele Tecce, ex assessore comunale all'Artigianato,
denuncia infine la morte di Ferrigno come "una grave perdita per la
cultura, l'artigianato e l'economia partenopea". Ieri è stata allestita
una camera ardente in piazza Gerolomini, mentre i funerali si svolgeranno alle
11.30 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano.