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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

 

 

 

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Report "Laici e chierici"   8-9 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

CLAUDIO SARDO ROMA. IL PDL è PRONTO AD INSERIRE TRA I PRINCIPI DELLA LEGGE SUL TESTAMENTO BI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: hanno gridato sia i senatori cattolici del Pd che i laici. Peraltro, siccome la libertà di scelta è esattamente la frontiera dello scontro più duro, quello sull'idratazione e la nutrizione dei pazienti in stato vegetativo, sembrava che la legge si fosse subito scontrata con le barricate sul suo percorso.

la chiesa e la bioetica non c'è fede senza libertà - vito mancuso ( da "Repubblica, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ingerenza negli affari dello stato laico. Scrive per esempio il recente documento Dignitas personae che la sua affermazione a proposito dello statuto dell´embrione è «riconoscibile come vera e conforme alla legge morale naturale dalla stessa ragione» e che quindi, in quanto tale, «dovrebbe essere alla base di ogni ordinamento giuridico».

Illuminazione pubblica, il Comune al lavoro per realizzare nuovi tratti ( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: stampa Venafro Illuminazione pubblica, il Comune al lavoro per realizzare nuovi tratti VENAFRO Il Comune mette mano alla pubblica illuminazione. Si pensa a realizzare nuovi tratti in alcune strade che sono al buio da anni, a bandire la gara d'appalto per assegnare la gestione di tutto il sistema e a valutare alcune proposte per il risparmio energetico.

CITTA' DEL VATICANO - La Roma religiosa e quella civile si incontreranno in Campidoglio... ( da "Messaggero, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un altro colle romano con lo spirito di rafforzare il dialogo tra istituzioni cattoliche e laiche. Il momento centrale riguarda l'incontro con gli amministratori nell'Aula del Consiglio comunale. Pomarici, il presidente del parlamentino capitolino, dichiarera' aperta la seduta straordinaria dedicata al tema «valore universale di Roma capitale del cattolicesimo e dei suoi valori»,

Laici a Roma il 9 marzo . Anche una manifestazione contro il senso della visita del Papa ... ( da "Messaggero, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che mentre il Papa salirà in Campidoglio a Roma si possa svolgere una contromanifestazione di presunti laici, strombazzata su Internet per denunciare la Chiesa nella Storia: Hanno scambiato il Comune per l'università La Sapienza, dove al Papa è stato negato l'accesso. Roma è invece onorata e guarda con tristezza alla solita sceneggiata radical-chic».

Ratzinger in Campidoglio Pronta la contestazione ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: organizzazione giovane del Pdci) ha attaccato delle scritte: «Non alle ingerenze vaticane» e «Libera chiesa in libero stato», i messaggi. Ernesto Menicucci Sindaco Sopra, il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, riceverà oggi in Campidoglio la visita di Papa Benedetto XVI. Su «Facebook» si annuncia una contromanifestazione di «Laici per Roma»

Papa Benedetto XVI oggi in Campidoglio applausi e proteste si dividono la piazza ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: con una folta rappresentanza delle associazioni cattoliche (da Sant'Egidio alla Caritas, dai Neocatecumenali alle suore di Madre Teresa di Calcutta, dal Dor Orione a Cl) e anche i cattolici dell'Idv. Ma sono previste anche manifestazioni di protesta, come quella dei laici e dei radicali. Le campane delle chiese del centro accompagneranno il passaggio del corteo papale (

<Cresce l'odio contro i cristiani anche in Occidente> ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: purtroppo le notizie di violenze e assassinii di cui sono stati vittime appartenenti alle varie confessioni cristiane (non solo cattolici, quindi). Ma le testimonianze raccolte la scorsa settimana a Vienna (sotto la clausola diplomatica della garanzia di riservatezza nei confronti dei governi coinvolti) sono state addirittura più allarmanti, secondo tre direttrici: una più evidente nell'


Articoli

CLAUDIO SARDO ROMA. IL PDL è PRONTO AD INSERIRE TRA I PRINCIPI DELLA LEGGE SUL TESTAMENTO BI... (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-03-2009)

Argomenti: Laicita'

CLAUDIO SARDO Roma. Il Pdl è pronto ad inserire tra i principi della legge sul testamento biologico che nessun atto medico può essere compiuto senza «il consenso del paziente». Il Pd aveva posto la questione come dirimente, minacciando in caso di rifiuto una battaglia dura fino all'ostruzionismo. Ma l'altra sera Gaetano Quagliariello ha chiamato al telefono Anna Finocchiaro: «Accoglieremo il vostro emendamento, o comunque riformuleremo il primo articolo della legge in modo da recipirlo. Prendetela come una prova di buona volontà». Secondo il Pdl non c'era alcun bisogno di inserire nell'articolo 1 il principio del «consenso informato», perché l'intero articolo 4 del ddl Calabrò è dedicato al tema e stabilisce che il consenso al trattamento sanitario non solo è indispensabile, ma «può essere sempre revocato, anche parzialmente». Tuttavia la stessa Lega ha spinto per il disgelo: innanzitutto Umberto Bossi con le sue dichiarazioni («su queste materie bisogna decidere insieme»), ma anche il plenipotenziario in Senato, Fabio Rizzi. Erano stati i cambiamenti apportati al testo dallo stesso relatore, Raffaele Calabrò, a scatenare la reazione del Pd. Il nuovo articolo 1 ha infatti accorpato tre articoli della precedente bozza e riassunto così i principi-guida del provvedimento: no all'eutanasia, all'accanimento terapeutico e al suicidio assistito. E, accanto a questi, l'affermazione che l'attività medica è «esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute». La sequenza, però, ha messo in allarme il Pd: se l'obbligo di cura per il medico non ha il contrappeso del consenso informato del paziente, si apre la strada al ritorno dei trattamenti sanitari obbligatori. Il nuovo articolo 1 è «incostituzionale», hanno gridato sia i senatori cattolici del Pd che i laici. Peraltro, siccome la libertà di scelta è esattamente la frontiera dello scontro più duro, quello sull'idratazione e la nutrizione dei pazienti in stato vegetativo, sembrava che la legge si fosse subito scontrata con le barricate sul suo percorso. Ora queste prime barricate sembrano rimosse. Martedì, in una riunione informale tra i capigruppo della commissione Sanità del Senato, Calabrò chiarirà come intende risolvere in concreto la questione. Politicamente, però, la mina è disinnescata. E il lavoro in commissione, a questo punto, dovrebbe procedere più spedito. Per il 19 marzo il testo approderà in aula. Vuol dire che la commissione ha quella data come limite. La linea del Pdl è di cercare compromessi e allentare le tensioni su tutti i punti critici del testo, tranne che sull'alimentazione e l'idratazione. Su quel punto i vertici del Pdl giudicano impossibile un negoziato: dal loro punto di vista, il testamento biologico non può prevedere disposizioni su quei trattamenti, perché vanno classificati come «sostegno vitale» e dunque sono da considerare obbligatorie. In questa battaglia il Pdl sa di avere il sostegno della Cei, e in Parlamento dell'Udc e di parte almeno dei cattolici del Pd. Per questo è deciso ad andare avanti, affrontando lo scontro. Ha anche in serbo un'ulteriore apertura, a dire il vero più di forma che di sostanza: si tratta di un emendamento che consente la sospensione di idratazione e alimentazione quando il paziente ha difficoltà di «assimilazione» (ed è sul punto di morire). Con questa strategia, il Pdl punta a rafforzare le convergenze con Udc, Rutelli e teodem. E anche a mettere in crisi i cattolici del Pd, guadagnando ulteriori astensioni se non voti favorevoli. Senza la disponibilità offerta sul consenso informato, probabilmente, il Pd si sarebbe compattato all'interno e avrebbe aperto una contraddizione tra Pdl e Lega. Ora proprio Bossi è l'ultima speranza dei democrat: il Senatùr ha detto nei giorni scorsi ad Ignazio Marino che una legge come questa va approvata a larghissima maggioranza. Anche il Pd ha le sue carte da giocare sul terreno della mediazione, ad esempio le proposte elaborate dall'ex popolare Daniele Bosone. Su quelle proposte però, allo stato, il Pdl non ha alcuna intenzione di aprire.

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la chiesa e la bioetica non c'è fede senza libertà - vito mancuso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

La Chiesa e la bioetica non c' è fede senza libertà

Repubblica — 09 marzo 2009   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA

LE GERARCHIE cattoliche sottolineano spesso chei loro interventi sui temi bioetici sono condotti sulla base della ragione e riguardano temi di pertinenza della ragione, legati alla vita di ognuno, non dei soli cristiani. Per questo, aggiungono, tali interventi non costituiscono un' ingerenza negli affari dello stato laico. Scrive per esempio il recente documento Dignitas personae che la sua affermazione a proposito dello statuto dell' embrione è «riconoscibile come vera e conforme alla legge morale naturale dalla stessa ragione» e che quindi, in quanto tale, «dovrebbe essere alla base di ogni ordinamento giuridico». Allo stesso modo molti politici cattolici rimarcano nei loro interventi sulle questioni bioetiche che parlano non in quanto cattolici ma in quanto cittadini. Va quindi preso atto che le posizioni cattoliche sulla bioetica, sia nel metodo sia nel contenuto, si propongono all' insegna della razionalità. Se questo è vero, se si tratta davvero di argomenti di ragione per i quali «mestier non era parturir Maria» ( Purgatorio III,39), allora le posizioni della Chiesa gerarchica sulla bioetica sono perfettamente criticabili da ogni credente. L' esercizio della ragione è per definizione laico, non ha a che fare con l' obbedienza della fedee il principio di autorità. Chi ragiona, convince o non convince per la forza delle argomentazioni, non per altro. Per questo vi sono non-credenti che approvano gli argomenti razionali delle gerarchie convinti dalla coerenza del ragionamento, per esempio gli atei devoti. Ma sempre per questo vi sono credenti che, non convinti dal ragionamento, non approvano tutti gli argomenti razionali delle gerarchie in materia di bioetica. Deve essere chiaro quindi (se davvero la base dell' argomentazione magisteriale è la ragione) che la posizione critica di alcuni credenti verso il magistero bioetico è del tutto legittima. Se la gerarchia gradisce la convergenza degli atei devoti in base alla sola ragione, allo stesso modo, sempre in base alla sola ragione, deve accettare (se non proprio gradire) la divergenza di alcuni credenti, peraltro non così pochi e privi di autorevolezza. Sempre che, ovviamente, le gerarchie non pensino che la razionalità valga solo "fuori" dalla Chiesa e non anche al suo interno, dove vale invece solo l' autorità, istituendo una specie di disciplina della doppia verità.E sempre che le medesime gerarchie amino davvero la razionalità e che il richiamarsi ad essa non sia invece un trucco tattico (come io credo non sia). In realtà nessuno può chiedere obbedienza sugli argomenti di ragione perché l' obbedienza viene da sé, come di fronte a un risultato di aritmetica o a una norma morale fondamentale. Per questo io penso che agli argomenti di ragione occorrerebbe lasciare maggiore duttilità, visto che la ragione, da che mondo è mondo, esercita il dubbio, soppesa i pro e i contro, e per questo vede grigio laddove invece altri (che non amano la calma della ragione ma forme più nervose di autorità) vedono solo bianco o solo nero. Intendo dire che proprio il richiamo alla ragione da parte delle gerarchie cattoliche dovrebbe indurre a una maggiore relatività del proprio punto di vista di fronte alla complessità dell' inizio e della fine della vita alle prese con le possibilità aperte dal progresso scientifico. La cautela è tanto più auspicabile se si prende atto della storia. La Chiesa dei secoli scorsi infatti non è stata in grado di interpretare sapientemente l' evoluzione sociale e politica dell' occidente, finendo per condannare pressoché tutte quelle libertà democratiche che ora, invece, essa stessa riconosce: libertà di stampa, libertà di coscienza, libertà religiosa e in genere i diritti delle democrazie liberali. Allo stesso modo, a mio avviso, le odierne posizioni della gerarchia corrono il rischio di non capire la rivoluzione in attoa livello biologico, respinta con una serie di intransigenti no, pericolosamente simili a quelli pronunciati in epoca preconciliare contro le libertà democratiche. Ora io mi chiedo se tra cento anni i principi bioetici affermati oggi con granitica sicurezza dalla Chiesa saranno i medesimi, o se invece finiranno per essere rivisti come lo sono stati i principi della morale sociale. Siamo sicuri che la fecondazione assistita (grazie alla quale sono venuti al mondo fino ad oggi più di 3 milioni di bambini, di cui centomila in Italia) sia contraria al volere di Dio? Siamo sicuri che l' uso del preservativo (grazie al quale ci si protegge dalle malattie infettive e si evitano aborti) sia contrario al volere di Dio? Siamo sicuri che il voler morire in modo naturale senza prolungate dipendenze da macchinari, compresi sondini nasogastrico, sia contrario al volere di Dio? E per fare due esempi concreti legati a precise persone: siamo sicuri che si sia interpretato bene il volere di Dio negando i funerali religiosi a Piergiorgio Welby perché rifiutatosi di continuare a vivere dopo anni legatoa una macchina?E siamo sicuri che si sia interpretato il volere di Dio chiamando "boia" e "assassino" il signor Englaro, salvo poi aggiungere, non so con quale dignità, di pregare per lui? Mi chiedo se tra cento anni (e spero anche prima) i papi difenderanno il principio di autodeterminazione del singolo sulla propria vita biologica, così come oggi difendono il principio di autodeterminazione del singolo sulla propria vita di fede (la quale peraltro per la dottrina cattolica è sempre stata più importante della vita biologica). Se si riconosce alla persona la libertà di autodeterminarsi nel rapporto con Dio, come fa la Chiesa cattolica a partire dal Vaticano II, quale altro ambito si sottrae legittimamente al principio di autodeterminazione? Non ci possono essere dubbia mio avviso che questo principio vada esteso anche al rapporto del singolo con la sua biologia. I cattolici intransigenti che oggi parlano della libertà di autodeterminazione definendola "relativismo cristiano" dovrebbero estendere l' accusa al Vaticano II il quale afferma che «l' uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà» ( Gaudium et spes 17). La realtà è che non è possibile nessuna adesione alla verità se non passando per la libertà.È del tutto chiaro per ogni credente che la libertà non è fine a se stessa, ma all' adesione al bene e al vero; ma è altrettanto chiaro che non si può dare adesione umana se non libera. Dalla libertà che decide non è possibile esimersi, e questo non è relativismo, ma è il cuore del giudizio morale. - VITO MANCUSO

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Illuminazione pubblica, il Comune al lavoro per realizzare nuovi tratti (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

stampa Venafro Illuminazione pubblica, il Comune al lavoro per realizzare nuovi tratti VENAFRO Il Comune mette mano alla pubblica illuminazione. Si pensa a realizzare nuovi tratti in alcune strade che sono al buio da anni, a bandire la gara d'appalto per assegnare la gestione di tutto il sistema e a valutare alcune proposte per il risparmio energetico. Il progetto, deliberato nel corso dell'ultima seduta di giunta, prevede l'installazione di pubblica illuminazione in via Publio Ovidio, strada che collega le case popolari all'ospedale, via S. Ormisda,dove sorgerà la piscina coperta, via Benedetto da Norcia. Strade densamente popolate, che negli ultimi anni hanno subito una forte espansione urbanistica. "I lavori -spiega il sindaco- saranno realizzati con fondi provenienti dal recupero di somme di vecchi mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, risalenti anche a venti anni addietro". Inoltre, la giunta ha dato mandato al capo settore dei Lavori Pubblici, ing. Tatti, il compito di predisporre tutti gli strumenti necessari per bandire una gara d'appalto che dia in affidamento la gestione del servizio. È questa una delle carenze maggiori della città, come evidenziato negli ultimi mesi dai guasti che si sono verificati ripetutamente in tante zone della città, lasciando al buio interi quartieri, centrali e periferici. Ogni volta, è dovuta intervenire a tamponare una ditta chiamata per far fronte alle emergenze. Con il nuovo sistema, l'impresa appaltatrice avrà il compito di garantire costantemente il corretto funzionamento di tutto l'impianto con gestione, esercizio manutenzione. Ma, l'assessorato all'Ambiente sta vagliando anche proposte di risparmio energetico proprio sulla pubblica illuminazione. In particolare, con l'impiego di tecnologia a LED, in grado di consentire un risparmio fino all'80% sulla spesa pubblica per l'illuminazione. "Questo tipo di tecnologia, ha una durata circa ventennale; quindi garantisce un risparmio di lunga durata anche sulla manutenzione. Il quadro contrattuale prevede, per i primi sette anni, l'incasso al 50%, rispettivamente per il Comune e la ditta appaltante, del risparmio energetico, mentre, dopo il settimo anno l'intero ammontare del risparmio finirà nelle casse comunali.

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CITTA' DEL VATICANO - La Roma religiosa e quella civile si incontreranno in Campidoglio... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - La Roma religiosa e quella civile si incontreranno in Campidoglio alle 11 in punto. Papa Ratzinger è il terzo pontefice a salire sul colle che ospita il governo della città di Roma, dopo i precedenti di Paolo VI e di Giovanni Paolo II. Arriverà a bordo della sua celebre limousine nera targata SCV1, scortato dalle auto della polizia. Secondo indiscrezioni vuole portare ai romani parole di «speranza». Il discorso che ha preparato per loro è lungo e corposo. Li vuole incoraggiare a guardare avanti con fiducia, a non disperdere il ricco patrimonio di valori, a tenere alta la tradizione di accoglienza che da sempre ha fatto grande Roma. Per il cardinale vicario, Agostino Vallini, la visita è ad alto valore simbolico e ancora una volta suggella lo stretto legame tra i romani e il suo vescovo. «Roma sta cambiando - ha detto Vallini alla Radio Vaticana -, continuerà a cambiare ed è già molto cambiata rispetto a 10-15 anni fa. Il centro storico si svuota, la gente non ci abita, ma ci vive; nei grandi quartieri di periferia, le borgate, la gente ci abita ma non ci vive. Roma cambia e anche la Chiesa fa un lavoro di riflessione, progettazione perché possa essere sempre adeguata alla missione che il Signore le affida». Il sindaco Alemanno, sempre all'emittente vaticana, ha voluto anticipare che il suo saluto si concentra su tre concetti chiave: «Vita, accoglienza e speranza. Vorremmo che Roma fosse la città della vita, per dare sostegno alla vita che nasce e alla vita in tutte le sue manifestazioni. Poi vorremmo che fosse la città dell'accoglienza. Infine, vorremmo fosse la città della speranza, anche rispetto alla libertà religiosa». Per precise disposizioni di Papa Benedetto XVI non è stato previsto nessun protocollo particolare, benchè si tratti di una visita all'estero a tutti gli effetti, e sia un momento solenne per la città. Ad accogliere l'auto SCV1, ai piedi della scala che conduce al palazzo senatorio, ci sarà il sindaco in compagnia della moglie Isabella, tra squilli di tromba dei Fedeli di Vitorchiano. Il programma messo a punto prevede il colloquio nello studio del sindaco con vista mozzafiato sui Fori, poi il transito nella sala dell'Arazzo, in quella delle Bandiere e, infine, nella sala Giulio Cesare. Nella prima sala saluterà assessori e funzionari, poi firmerà il Libro d'Oro degli ospiti nella Sala delle Bandiere. Il discorso davanti al Consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria, avverrà nell'Aula Giulio Cesare. Infine, il saluto ai romani sulla piazza, dalla loggia del Palazzo Senatorio. Come ha sottolineato l'Osservatore romano, dopo aver fatto visita al Quirinale nell'ottobre scorso, il Papa si appresta a salire su un altro colle romano con lo spirito di rafforzare il dialogo tra istituzioni cattoliche e laiche. Il momento centrale riguarda l'incontro con gli amministratori nell'Aula del Consiglio comunale. Pomarici, il presidente del parlamentino capitolino, dichiarera' aperta la seduta straordinaria dedicata al tema «valore universale di Roma capitale del cattolicesimo e dei suoi valori», quindi darà la parola al sindaco e di seguito al pontefice. Seguirà lo scambio dei doni, e la scoperta della lapide a ricordo della giornata. La trasferta al di là del Tevere non dovrebbe protrarsi per più di due ore, compresa la tappa al monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana, un monastero medievale di rara bellezza, situato ai piedi del Campidoglio e vicino Teatro di Marcello. Lì andrà per rendere omaggio alla santa co-patrona di Roma (accanto ai santi Pietro e Paolo e Filippo Neri) in occasione del quarto centenario della canonizzazione. Ad accompagnarlo, oltre al segretario don Georg, ci saranno il sostituto alla segreteria di Stato, monsignor Filoni, il vicario alla diocesi, il cardinale Vallini, il prefetto della Casa Pontificia, monsignor Harvey, il reggente monsignor De Nicolò, il medico personale, Buzzonetti.

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Laici a Roma il 9 marzo . Anche una manifestazione contro il senso della visita del Papa ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi «Laici a Roma il 9 marzo». Anche una manifestazione contro il senso della visita del Papa in Campidoglio è in programma per oggi dalle parti del Comune di Roma. Promotore dell'iniziativa è Antonio Stango del Comitato nazionale dei Radicali italiani. «Il 9 marzo papa Ratzinger visiterà il Campidoglio - si legge su Facebook - Il Consiglio comunale di Roma terrà in tale occasione una seduta straordinaria dedicata al tema del "Valore universale di Roma, capitale del Cattolicesimo e dei suoi valori". Il sindaco e i consiglieri comunali possono invitare chi vogliono, ma la storia della Roma papale è anche quella delle distruzioni iconoclaste delle vestigia classiche, del rogo di Giordano Bruno, delle discriminazioni contro gli ebrei, delle fucilazioni e delle impiccagioni dei patrioti durante il Risorgimento e del concordato clerico-fascista». E ancora, Stango, si augura che il sindaco ricordi al Papa «anche le vittime della violenza morale del papato a Roma, che vede ad esempio le donne all'interno della Chiesa cattolica tuttora in condizione di inferiorità servile». Infine rassicura: «L'iniziativa contro il senso della visita di Benedetto XVI non intende essere offensiva. I radicali sono rigorosamente non violenti e non ostacoleranno in alcun modo la visita del Papa, della quale pure non condividono lo spirito». «È penoso - ha commentato Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio de La Destra - che mentre il Papa salirà in Campidoglio a Roma si possa svolgere una contromanifestazione di presunti laici, strombazzata su Internet per denunciare la Chiesa nella Storia: Hanno scambiato il Comune per l'università La Sapienza, dove al Papa è stato negato l'accesso. Roma è invece onorata e guarda con tristezza alla solita sceneggiata radical-chic».

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Ratzinger in Campidoglio Pronta la contestazione (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2009-03-09 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Iniziativa di Radicali e giovani Pdci Ratzinger in Campidoglio Pronta la contestazione ROMA — In piazza, questa mattina, non ci saranno solo le associazioni cattoliche, Sant'Egidio e la Caritas, le suore di Madre Teresa di Calcutta e le Acli. Per la visita di Benedetto XVI al Comune di Roma, sulla piazza del Campidoglio, è annunciata anche una contromanifestazione. Su Facebook, infatti, da giorni c'è un nuovo gruppo: «Laici a Roma il 9 marzo». E anche se il luogo e l'ora dell'appuntamento non sono fissati, la coincidenza è quantomeno «sospetta». «Il sindaco Alemanno e i consiglieri possono invitare chi vogliono, ma la storia della Roma papale è anche quella delle distruzioni iconoclaste delle vestigia classiche, del rogo di Giordano Bruno, delle discriminazioni contro gli ebrei, delle fucilazioni ed impiccagioni di patrioti durante il Risorgimento e del concordato clerico-fascista». E il promotore dell'iniziativa Antonio Stango, dei Radicali, aggiunge: «Spero che Alemanno ricordi al Papa le vittime, fisiche e morali, della chiesa. La manifestazione? Sarà non violenta». Ieri, in città, ad alcuni manifesti sull'evento la Fgci (organizzazione giovane del Pdci) ha attaccato delle scritte: «Non alle ingerenze vaticane» e «Libera chiesa in libero stato», i messaggi. Ernesto Menicucci Sindaco Sopra, il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, riceverà oggi in Campidoglio la visita di Papa Benedetto XVI. Su «Facebook» si annuncia una contromanifestazione di «Laici per Roma»

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Papa Benedetto XVI oggi in Campidoglio applausi e proteste si dividono la piazza (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La visita Blindatissime le misure di sicurezza previste lungo il percorso e nel palazzo Senatorio Papa Benedetto XVI oggi in Campidoglio applausi e proteste si dividono la piazza E prosegue la discussione sul gettone: in beneficenza ma senza dire a chi Gettone sì o gettone no? Gettone forse. La terza via alla retribuzione prevista per i consiglieri comunali per la visita del Papa, passa per un atto individuale: devolvere i cento euro (circa) previsti per la seduta straordinaria di questa mattina in beneficenza. Umberto Marroni, capogruppo del Pd in aula Giulio Cesare, appoggia l'iniziativa: «Mi sembra una buona idea... Si potrebbe devolvere il gettone ad una attività umanitaria, laica o cattolica che sia. Ma questa non è un'indicazione del gruppo: starà alla libera scelta di ognuno». L'intenzione, infatti, è dare poca pubblicità a questa scelta. Antonio Gazzellone, della Dca, è uno dei vice capigruppo del Pdl: «Risulterò presente, ma credo che poi ci siano tanti modi per fare del bene... Spero che dal Pdl arrivi un invito in questo senso ». E il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici ribadisce: «La beneficenza? Ognuno può regolarsi come meglio crede. Io, personalmente, so già come utilizzerò quel gettone: ma è una cosa che faccio sempre, al di là di occasioni speciali come questa ». Novità dell'ultima ora sulla visita di Benedetto XVI? «So che regalerà un libro ad ogni componente dell'aula Giulio Cesare». Non ad Andrea Alzetta, detto Tarzan, che aveva annunciato la sua assenza all'evento. Blindato il centro, misure di sicurezza ai massimi livelli, deviati i bus, protocollo rigidissimo. Sulla piazza del Campidoglio ci sarà il popolo di Papa Ratzinger, con una folta rappresentanza delle associazioni cattoliche (da Sant'Egidio alla Caritas, dai Neocatecumenali alle suore di Madre Teresa di Calcutta, dal Dor Orione a Cl) e anche i cattolici dell'Idv. Ma sono previste anche manifestazioni di protesta, come quella dei laici e dei radicali. Le campane delle chiese del centro accompagneranno il passaggio del corteo papale (lungo uno dei tre itinerari possibili), che condurrà Benedetto XVI in Campidoglio. Da Traspontina a San Pietro in carcere, le campane suoneranno all'unisono, un po' come successe nel Giubileo del 2000 in occasione della veglia a Tor Vergata. «Ci aspettiamo una piazza gremita», ha detto Alemanno. Il sindaco, poi, ha proseguito: «è sbagliato pensare che la chiesa debba rimanere fuori dalla politica, ma deve dire la sua». E sul rapporto tra amministrazione comunale e Vaticano, Alemanno ha commentato: «A Roma c'è un buon laboratorio di collaborazione, che può essere di esempio per la politica italiana». Non mancano le proteste. Ieri, sui manifesti che annunciavano l'arrivo di Ratzinger, la Fgci (organizzazione giovanile del Pdci) ha attaccato le scritte «No alle ingerenze vaticane » e «Libera chiesa in libero stato». Mentre il consigliere del Pd Gianfranco Zambelli ha commentato: «Alemanno, anzichè continuare con gli spot, potrebbe dare un segnale concreto alla chiesa cattolica: rispondere alle sollecitazioni del Papa, espresse lo scorso 12 gennaio, sui problemi delle famiglie, degli anziani e dell'emergenza abitativa». Ernesto Menicucci Benedetto XVI In piazza di Spagna per la Festa dell'Immacolata \\ A favore Sant'Egidio, Cl, Caritas, Don Orione Neocatecumenali, suore di Madre Teresa \\ Contro Laici, radicali e giovani del Pdci «contro le ingerenze vaticane»

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<Cresce l'odio contro i cristiani anche in Occidente> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2009-03-09 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'allarme dell'Osce Tavola rotonda a Vienna sull'intolleranza, sempre più diffusa nell'Europa laica «Cresce l'odio contro i cristiani anche in Occidente» Casi in Gran Bretagna e Usa. Le chiese distrutte a Cipro, discriminazioni in Turchia Cristiani «vittime di crimini di odio», non in Africa, in Medio Oriente, o in Asia, ma nel Nord del mondo, sviluppato e industria-lizzato, con al centro la vecchia e nuova Europa. Sarebbe stato impensabile anche solo dieci anni fa, una tavola rotonda in sede Osce a Vienna per accendere — ed è la prima volta— un faro su questo fenomeno nuovo e preoccupante: l'«intolleranza e la discriminazione contro i cristiani », l'«esclusione, marginalizzazione e negazione dei diritti» nei loro confronti, nei 56 Paesi che fanno parte dell'organizzazione che si estende dal Nord Atlantico agli Urali (dal Canada, passando per gli Usa, fino alla Turchia e alla Federazione Russa). I lavori sono stati organizzati a Vienna dall'Odhir (l'ufficio per i diritti umani dell'Osce), e per due giorni vi hanno partecipato cinquanta tra esperti, ricercatori, membri di comunità religiose e associazioni cristiane, oltre a rappresentanti di organizzazioni internazionali, sotto la presidenza del vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro, incaricato personale del presidente dell'Ocse per la lotta al razzismo e alla xenofobia. La necessità di mettere a tema il problema della discriminazione dei cristiani è nata dalla valutazione del Rapporto Osce 2008 sui «crimini d'odio» in cui molte pagine raccolgono purtroppo le notizie di violenze e assassinii di cui sono stati vittime appartenenti alle varie confessioni cristiane (non solo cattolici, quindi). Ma le testimonianze raccolte la scorsa settimana a Vienna (sotto la clausola diplomatica della garanzia di riservatezza nei confronti dei governi coinvolti) sono state addirittura più allarmanti, secondo tre direttrici: una più evidente nell'Est ex sovietico, la seconda nell'Europa «laicizzata », la terza infine nei Paesi sempre più penetrati (anche per motivi demografici e non solo migratori) dalla avanzata islamica. Eccone alcuni esempi. Il vescovo greco-ortodosso di Cipro, Porfirios, ha lamentato ad esempio la distruzione o la riconversione in moschee o locali pubblici di 550 chiese ortodosse nella parte turca dell'isola. Il patriarcato di Costantinopoli ha sottolineato inoltre che in Turchia vige ancora la legge di Maometto III per cui non ci possono essere sulla pubblica via altri luoghi di culto se non moschee: alla basilica del Patriarcato si accede tramite un ristorante. Ma se passiamo in Gran Bretagna, l'avvocato Paul Diamond, ha reso noti tutti i dettagli del clamoroso caso dell'infermiera inglese di 45 anni, Caroline Petrie licenziata all'inizio del mese scorso (ma poi reintegrata) per aver consegnato un'immaginetta sacra ad una paziente ammalata. Andrea Morigi, dell'Associazione «Aiuto alla Chiesa che soffre», da parte sua, ha messo in evidenza alcune conseguenze «discriminatorie » della legislazione spagnola, nell'era Zapatero: impossibilità dell'obiezione di coscienza per i medici obbligati alla prescrizione di contraccettivi e abortivi e impossibilità per i genitori di esonerare i figli dalle lezioni di educazione sessuale. In Romania vige l'esproprio per legge dei beni delle confessioni greco- cattoliche in favore della chiesa ortodossa. Mentre nelle ex repubbliche sovietiche, è ancor oggi richiesto ai cristiani, per compiere atti di proprietà o di credito, una dichiarazione scritta che espliciti la fede religiosa professata. «L'iniziativa dell'Osce— afferma Mauro — ha il pregio di rompere un tabù tipico del politicamente corretto: questo fenomeno è riuscito finalmente ad emergere ». Aggiunge però subito dopo: «Non si tratta di una esibizione identitaria dei cristiani, come contraltare a quanto emerso in questi anni con l'islamofobia o con il risorgente antisemitismo. La mancanza di libertà religiosa, come diceva Giovanni Paolo II è la cartina al tornasole delle altre libertà». M.Antonietta Calabrò

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