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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DELL’ 8-9 maggio 2008        #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (7)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Dialoghi sul testamento biologico - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come dire due tra i massimi esponenti della cultura cattolica e della cultura laica torinese. A rappresentare il punto di vista della cultura scientifica ci sarà invece Rodolfo Cavaliere dell'Ordine dei medici. è il secondo del ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Magnetto in collaborazione con Repubblica Torino e l'Api (prenotazioni al numero 011 4513245/281).

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ed è un insulto ai molti cattolici che vivono in questa città il fatto che ci troveremo a vivere questi momenti con la contrapposizione di una parata "laica" indetta dalle solite sigle che non riescono a rispettare chi non la pensa come loro. Perché non ci permettete di goderci una giornata, per noi cattolici particolare, senza entrare in contrapposizione?

Zapatero "ridimensiona" la chiesa cattolica ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: consolidare la neutralità religiosa dello Stato" e non discriminare le altre confessioni rispetto a quella cattolica, la nuova legge incorporerà gli accordi esistenti con le altre religioni di "noto radicamento" sociale. Ma la svolta laica non si fermerà qui. La vicepremier si è impegnata anche a nominare una commissione di esperti che dovrà valutare modifiche all'

Stretta di Zapatero: <Stato più laico> ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la Spagna diventerà uno Stato laico, sempre più laico. La legge della Libertà religiosa, in vigore dal 1980, sarà rivista. Per il Concordato è probabilmente solo questione di tempo. Poco più di due mesi fa, quando la Conferenza episcopale spagnola aveva invitato a non votare chi facilita aborto, divorzio e matrimoni omosessuali,

Cattolico il ministro e l'eredità della dc di de gasperi ( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: allora parlare di epurazione cattolica non si può: "Dire che i cattolici siano stati epurati - spiega - significa accettare la divisione tra cattolici e laici figlia della seconda Repubblica: un ritorno all'800, a quando la Dc ancora non esisteva. Distinzione, ancora, figlia del modello "Boselli-Volontè"".

Genova, papa quanto ci costi "Zona bianca" e sicurezza contro pride e ironia laica ( da "Liberazione" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ha esortato a essere laici tutti i giorni. La Sinistra aderisce alle manifestazioni dell'orgoglio laico, spiega Antonio Bruno, cattolico, ambientalista-pacifista e capogruppo a Tursi per il soggetto unico de la gauche : non ci sarà contestazione ma una contromanifestazione 24 ore prima dell'altro evento.

Zapatero, nuova crociata laica ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I CATTOLICI REPLICANO: UNA VENDETTA PER LE CRITICHE IN CAMPAGNA ELETTORALE Zapatero, nuova crociata laica [FIRMA]GIAN ANTONIO ORIGHI MADRID Detto e fatto. A due mesi dalla campagna elettorale in cui il premier socialista José Luis Zapatero aveva minacciato i vescovi di "mettere i puntini sulle i" ed il numero due della Rosa,


Articoli

Dialoghi sul testamento biologico - paolo griseri (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina III - Torino L'evento Stasera all'Api il secondo incontro organizzato con Repubblica: intervengono il teologo Segatti e il filosofo Viano Dialoghi sul testamento biologico PAOLO GRISERI Testamento biologico, disposizioni anticipate di trattamento: termini giuridici per indicare una questione di quelle eticamente sensibili che dividono le culture e la politica. Questa sera, in via Pianezza 123, nella sede dell'Api, ne discutono don Ermis Segatti e il filosofo Carlo Augusto Viano, come dire due tra i massimi esponenti della cultura cattolica e della cultura laica torinese. A rappresentare il punto di vista della cultura scientifica ci sarà invece Rodolfo Cavaliere dell'Ordine dei medici. è il secondo del ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Magnetto in collaborazione con Repubblica Torino e l'Api (prenotazioni al numero 011 4513245/281). La possibilità di redigere un testamento biologico in cui siano indicate le cure alle quali ognuno intende sottoporsi è al centro delle polemiche. Mentre questa possibilità viene considerata dai laici positivamente, i cattolici temono che attraverso il testamento biologico si possa arrivare alla legalizzazione dell'eutanasia. Finora l'Italia non ha ratificato la Convenzione di Oviedo del 1997 in cui è scritto chiaramente che "devono essere tenuti in considerazione i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che al momento dell'intervento non è in grado di esprimere la propria volontà".

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BREVI (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Accoglierà il Papa una Genova senza dignità In vista della giornata che il Papa trascorrerà a Genova, sono stati abbattuti alcuni lecci in Piazza della Vittoria. Ricordo di avere assistito alla messa al campo celebrata da papa Wojtyla sotto una piccola tenda bianca in mezzo al prato di Cogne (Val d'Aosta). Era agosto, la comunità montana in quel mese ha non pochi problemi per ospitare migliaia di villeggianti. Eppure quel giorno assistemmo tutti raccolti, commossi, alla celebrazione. Un cielo, un prato, un Papa stanco e sofferente e i fedeli in raccoglimento. In cima a quella valle stretta e impervia eravamo arrivati tutti, tanti, tantissimi, senza alcun dispiegamento di misure eccezionali. I cognini, i villeggianti, i turisti d'ogni nazionalità e d'ogni fede poterono tutti insieme pregare col Papa nel rispetto assoluto l'uno dell'altro, della sacralità di quel momento e di quel teatro naturale. Qui mi sembra che si prospetti tutta un'altra cosa: alberi abbattuti, circolazione stravolta - in una piazza che peraltro fu creata apposta 80 anni fa per epici arrivi di capi di Stato - annunci a non finire di contestazioni. E se solo si fosse colta questa occasione della visita a Genova di papa Ratzinger per rieditare il degnissimo spazio di Piazza della Vittoria? (Ma sgomberando bancarelle, occasionali sovrastrutture e macchine parcheggiate in superficie, per sempre!). Nel secolo d'oro a Genova ricevevamo i grandi di tutta Europa semplicemente aprendo le dimore delle nostre famiglie. È possibile che nel 2000 la comunità moderna abbia perso il senso della misura, della dignità, del rispetto di sé e dei suoi spazi? Franca Barletti PachnerGenova Una parata "laica" che dividerà Genova Qualsiasi altra città sarebbe onorata di ricevere la visita del Santo Padre, Genova no, Genova ha prima avanzato critiche sulla spesa che tale evento può comportare: penso che sia la prima volta nel mondo che viene equiparata una visita papale alle notti bianche; ed è un insulto ai molti cattolici che vivono in questa città il fatto che ci troveremo a vivere questi momenti con la contrapposizione di una parata "laica" indetta dalle solite sigle che non riescono a rispettare chi non la pensa come loro. Perché non ci permettete di goderci una giornata, per noi cattolici particolare, senza entrare in contrapposizione? Perché vi arrogate il diritto di dividere la città in due fazioni? Non permettere la libera espressione delle altrui idee contrasta con la medaglia d'oro alla Resistenza appuntata sul gonfalone della città, ma non è fischiando il presidente della Cei o rovinando due giornate di preghiera che le vostre idee saranno rafforzate. Mauro Emilio Rossi e-mail La torta di compleanno per Ratzinger negli Usa In occasione del compleanno del Papa, che si trovava in visita al presidente Bush, gli americani gli hanno regalato una grossa torta di circa un metro di diametro raffigurante in miniatura il Vaticano, completo di chiesa, fontana, lampioni e tutto il resto. Mi chiedo: cosa avrà mangiato il nostro pontefice: forse un pezzo di fonte battesimale o di altare? Leandro Maraviglia Pieve Ligure (GE) Quello non è discendente del generale Nino Bixio Con riferimento a quanto erroneamente riportato alla pagina 25 del "Secolo XIX" del 4 maggio dove tal Alberto Roccatagliata viene prima definito "discendente del celebre Nino Bixio" e della didascalia posta sotto la foto dello stesso, con la quale parimenti è detto "nipote di Bixio", ribadisco che questo signore non è discendente di Nino Bixio, e mi meraviglio che a dispetto delle precisazioni da me fornite nel corso della manifestazione si insista su tale palese falso. Non si è trattato di una controversia, tanto meno familiare, sulla grafia del cognome (Nino si firmava Bixio e così suo padre), ma il fatto che questo signor Roccatagliata millantasse parentela con l'Eroe genovese per assonanza con il cognome di una zia di sua madre Teresa Bisio. Per inciso faccio presente che Nino Bixio ha avuto quattro figli di cui solo due, a loro volta, hanno avuto figli: Riccarda da cui discendono i cugini Bower, che vivono in Inghilterra, e Camillo, mio bisnonno, da cui i miei cugini, mio fratello ed io discendiamo. Paolo PisaniGenova Effettivamente si era avvertita la nota stonata del dissenso che aveva opposto il signor Pisani al signor Roccatagliata, nella festosa atmosfera della rimpatriata dei pronipoti dei reduci in Camicia Rossa, all'Istituto del Risorgimento di Genova. Ne ho dato conto sul "Secolo XIX" parlando di una questione di lana caprina perché, pubblicamente, i due si erano reciprocamente contestati l'esatta grafia del cognome del generale garibaldino Nino Bixio. Ora Pisani accusa Roccatagliata (che si era presentato come pronipote di Bixio) di essere un millantatore, ed è cosa ben diversa. Credo si imponga un chiarimento. Pubblico, visto che l'accusa è stata proferita coram populo. Sono in attesa di conoscere come andrà a finire la querelle. Tenetemi informato. Grazie. (r.par.) 09/05/2008.

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Zapatero "ridimensiona" la chiesa cattolica (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Svolta laica in spagna paola del vecchio Madrid. Il governo Zapatero prepara per questa legislatura una nuova svolta laica della Spagna, con una riforma della legge di libertà religiosa che "rifletta il pluralismo esistente nella società". L'iniziativa politica preannuncia un nuovo e duro fronte di scontro con la Chiesa cattolica e con il Partito Popolare di centro destra, che si sono sempre opposti a una revisione degli accordi vigenti. Ad annunciare in commissione costituzionale le riforme che l'esecutivo socialista si prefigge per i prossimi 4 anni è stata la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega, incaricata dal leader già nella scorsa legislatura di fare da arbitro nella difficile mediazione col Vaticano. "Intendiamo avanzare nella condizione di laicità che la Costituzione attribuisce la nostro Stato", ha esordito la vicepremier. Il che si traduce "nel riconoscimento dei diritti degli agnostici, tutelato dall'articolo 16 sulla libertà di coscienza". Per "consolidare la neutralità religiosa dello Stato" e non discriminare le altre confessioni rispetto a quella cattolica, la nuova legge incorporerà gli accordi esistenti con le altre religioni di "noto radicamento" sociale. Ma la svolta laica non si fermerà qui. La vicepremier si è impegnata anche a nominare una commissione di esperti che dovrà valutare modifiche all'attuale legge sull'aborto, per "introdurre miglioramenti e garanzie dei diritti delle donne". Una riforma che era stata esclusa dal governo in campagna elettorale, ma che è stata fortemente sollecitata dai settori della sinistra. Le modifiche alla legge sull'aborto, in ogni caso, secondo l'esponente del governo, serviranno a tutelare le donne contro la violazione del diritto alla intimità, nel caso di interruzione volontaria di gravidanza nei termini fissati dall'attuale normativa. Contro la nuova svolta laica il PP già annuncia battaglia, come ha dichiarato il portavoce Federico Trillo nell'esprimere "come cattolico" reticenze alle riforme annunciate. Tuttavia la strada scelta dall'esecutivo non è quella dello scontro, quanto l'intenzione di estendere alle altre confessioni alcuni dei generosi impegni assunti con la Chiesa cattolica che attualmente riceve dallo Stato 4 miliardi di euro l'anno in differenti concetti, a fronte dei 5 milioni ricevuti dall'insieme delle altre religioni. Tuttavia l'annuncio non convince gli esponenti delle comunità musulmane, ebrea e protestante: "Il governo avrebbe credibilità? afferma il segretario della Federazione musulmana, Yusuf Fernandez - se intanto facesse rispettare gli accordi già stabiliti nel 1992". Fra questi, il riconoscimento a queste religioni dei diritti di protezione giuridica dei luoghi di culto; di insegnamento religioso nelle scuole; di riconoscimento degli effetti civili del matrimonio celebrato secondo i propri riti. 09/05/2008.

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Stretta di Zapatero: <Stato più laico> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-09 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Spagna Al via le riforme su libertà religiosa, aborto, legge elettorale Stretta di Zapatero: "Stato più laico" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID - A 130 giorni esatti dalla "manifestazione per la famiglia" presieduta a Madrid da 40 vescovi e cardinali, contro la politica del governo socialista, José Luis RodrÍguez Zapatero presenta il conto: la Spagna diventerà uno Stato laico, sempre più laico. La legge della Libertà religiosa, in vigore dal 1980, sarà rivista. Per il Concordato è probabilmente solo questione di tempo. Poco più di due mesi fa, quando la Conferenza episcopale spagnola aveva invitato a non votare chi facilita aborto, divorzio e matrimoni omosessuali, il segretario del Psoe, José Blanco, aveva avvertito i vescovi: "Se vinciamo le elezioni, nulla potrà più tornare come prima nei rapporti con la gerarchia ecclesiastica ". E il presidente del governo aveva promesso di "mettere i puntini sulle i" con i prelati, partigiani dell'opposizione, non appena riconfermato dagli elettori. Il momento è arrivato con la presentazione alla Commissione costituzionale del congresso delle principali riforme in programma. C'è da risistemare la legge elettorale, ha spiegato la vice presidente, MarÍa Teresa FernÁndez de la Vega, per tutelare i partiti nazionali minori nella ripartizione dei seggi. C'è da modificare la Costituzione "maschilista ", che impedisce attualmente alla piccola Leonor, primogenita del Principe Felipe, di aspirare al trono. Ma c'è anche da rimettere mano alla legge sull'aborto e da incrementare la laicità dello Stato, "riconoscendo i diritti degli agnostici e adeguando la norma al pluralismo religioso che caratterizza la Spagna di oggi". La pubblica neutralità di fronte alle fedi religiose, o all'ateismo, comporterà inevitabilmente una revisione anche dei finanziamenti che, secondo i calcoli del quotidiano El PaÍs, ammontano ora a 4 miliardi di euro all'anno per la Chiesa cattolica e appena 5 milioni per tutte le altre confessioni minoritarie. Ma non è soltanto una questione economica: musulmani, protestanti, ebrei lamentano la mancata applicazione degli accordi del 1992 che consentivano, tra l'altro, l'assistenza religiosa ai rispettivi fedeli nelle caserme, nelle carceri, negli ospedali e riconosceva effetti civili ai matrimoni celebrati secondo quei riti. FernÁndez de la Vega non vede di buon occhio la presenza del Servizio di assistenza religiosa cattolica nel comitato etico degli ospedali pubblici, autorizzata dalla Comunità autonoma di Madrid (guidata dal Partito Popolare). Ma se, pochi mesi prima delle elezioni, Zapatero aveva sostenuto di non ritenere necessarie modifiche alla legge sull'aborto, in vigore dal 1985, ora l'orientamento del governo è cambiato. La vice presidente ha promesso di mettere al lavoro una commissione di esperti per garantire meglio i diritti delle donne che decidono di interrompere la gravidanza, nei termini previsti, proteggendone l'intimità e i dati personali. Elisabetta Rosaspina Vice presidente FernÁndez de la Vega.

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Cattolico il ministro e l'eredità della dc di de gasperi (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Cattolico il ministro e l'eredità della dc di de gasperi Rotondi si sente gran sacerdote del sacramento La comunicazione che sarebbe stato lui il ministro per l'Attuazione del programma di governo gli è arrivata via telefono l'altro ieri pomeriggio direttamente dal Cavaliere. Suona il telefono, Gianfranco Rotondi risponde e dall'altra parte Berlusconi lo saluta così: "Buongiorno ministro!". "Ministro dove?" gli chiede subito Rotondi. "All'Attuazione del programma di governo, dove senno? Degno erede di un'importante sequenza democristiana". Quale sequenza? Rotondi la spiega con orgoglio al Riformista : "Prima di me lo stesso ruolo l'hanno occupato i "compagni" Pisanu e Scajola, democristiani doc". Anche il socialista, Stefano Caldoro, però? "Mi sta bene che ci sia stato anche lui, perché io sono, ero e resto un cattolico democristiano di sinistra". Questo è Rotondi. A scorrere la lista dei ministri di governo, un survivor della storia democristiana prestato alla Terza Repubblica. Una storia di cui Rotondi va fiero, come va fiero dell'incarico ricevuto: "Quando ho detto a Berlusconi che se doveva scegliere per un posto di ministro uno della Dc per le Autonomie non sarebbe stato il caso di scegliere il segretario del partito (così mi ha insegnato la vecchia Dc), mi ha chiesto: allora chi? Gli ho fatto qualche nome ma a lui non è piaciuto nessuno". Che nomi gli aveva fatto? "Top secret". Segreto di Stato, insomma. "Comunque - continua - sono contento. È un ministero che mi si addice". In che senso? "In tanti sensi. Tra questi, se mi è permessa una battuta, direi che dovendo lavorare all'Attuazione del governo dovrò aspettare che tutti si insedino ai loro posti e inizino a operare: ed essendo un pigro, iniziare per ultimo è un privilegio". Se non ci fosse Rotondi si potrebbe dire che la tipologia del "ministro cattolico" sarebbe definitivamente scomparsa. Ma con lui questo discorso non si può fare. "Sarò - dice - il gran sacerdote del sacramento che è il programma di governo". E se c'è un sacerdote ministro, allora parlare di epurazione cattolica non si può: "Dire che i cattolici siano stati epurati - spiega - significa accettare la divisione tra cattolici e laici figlia della seconda Repubblica: un ritorno all'800, a quando la Dc ancora non esisteva. Distinzione, ancora, figlia del modello "Boselli-Volontè"". Cioè? "Da una parte un laicismo anticlericale e dall'altra un cattolicesimo clericale. Ai seguaci di Boselli il mondo sembra dominato dal clero. Agli occhi di Volontè ambo le coalizioni paiono senza Cristo. Io propongo una terza via: quella di De Gasperi". Già, ma a meno di paragoni azzardati, un De Gasperi oggi non c'è... "Vero - dice Rotondi -, ma è possibile percorrere la sua via. Quella del cristianesimo democratico. E non è detto che, in corso d'opera, su questa strada i collaboratori di Berlusconi non cambino". Siamo già al rimpasto? "Berlusconi è il sindaco d'Italia a tutti gli effetti e ha scelto i collaboratori che in questa fase ritiene più adatti. Può darsi che sarà come nell'altra esperienza e voglia mantenere la stessa squadra, ma è anche possibile che in corso d'opera si privi di alcune professionalità. Tutti dobbiamo essere pronti a passi avanti ma anche indietro". E quanto alle modalità di lavoro spiega: "L'ordine di palazzo è che per il governo non parleranno i ministri ma per tutti solo il portavoce". Rotondi ritiene che il Pdl abbia bisogno di un gruppo di democratici cristiani che si riconosca in un partito, il suo, un gruppo "che torni a fare politica come ai tempi della Dc, un gruppo che non parli mai a nome dei cattolici o della Chiesa ma che sia l'espressione della cultura cattolica. Una volta - racconta - Andreotti disse che "tutto quello che entra nella Dc con un'altra sigla fa solo male". Ecco perché è difficile che i teodem o i clerico-moderati alloggino dalle mie parti. Da me ci stanno i democratici cristiani e basta". In passato Rotondi è stato molte cose: a seguito della dissoluzione della Dc, aderisce al Ppi. Poi con Buttiglione. Eccolo più tardi col Cdu. Sconfitto nel 1996 nel collegio di Avellino, torna in Parlamento nel 2001 eletto per la coalizione della Cdl in quota Cdu e poi Udc. Nel 2005 abbandona l'Udc per dedicarsi alla costituzione di un nuovo partito che si rifacesse a quella che lui stesso definisce "l'ideologia cristiana". Un lungo percorso per tornare agli inizi. "Con Forza Italia - dice - ci siamo sempre limitati a delle alleanze. Quando poi Berlusconi si è convinto a osare di più, ci siamo tuffati nel Pdl come in un mare nostrum . Un mare a cui - chiosa - manca un giornale vero". Pure? "Non c'è più Il Giornale di Montanelli", dice. "Nessuno è stato capace di prenderne l'eredità". 09/05/2008.

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Genova, papa quanto ci costi "Zona bianca" e sicurezza contro pride e ironia laica (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

I preparativi per la visita di Ratzinger settimana prossima Genova, papa quanto ci costi "Zona bianca" e sicurezza contro pride e ironia laica Checchino Antonini Genova (nostro inviato) Diritti. Ad avere un figlio anche se sei precario, delle famiglie (di qualsiasi tipo), all'autodeterminazione del proprio corpo, a una cultura laica. Diritto, in generale, a uscire dal silenzio. C'è un'altra Genova ed è tutt'altro che impaziente per la visita di papa Ratzinger, annunciata per il 17 e 18 di maggio, prima a Savona poi nel capoluogo ligure dove gli enti locali, Tursi in primis, stanno sborsando un milione e mezzo di euro pubblici (di cui solo 250mila stanziati dal governo nazionale uscente) per allestire la due giorni. Sotto la Lanterna ci sarà un'area gigantesca, un po' isola pedonale, un po' zona rossa, i giornali l'hanno ribattezzata "zona bianca" ma senza rinunciare alla brutta abitudine di costruire tensione. Nella zona si potrà muovere la papa-mobile in mezzo ad alcuni chilometri di transenne e griglie mobili e una folla sbandierante. La messa sarà celebrata in piazza della Vittoria costruita negli anni 30 per le parate del regime sulla spianata dove si esibì Buffalo Bill nel 1892, per le prime celebrazioni colombiane. Ultimamente ci avevano girato un video i Negramaro. Prima di loro, nel 2001, lì vicino fu girato il video in cui il vicecapo della digos pestava un minorenne tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Le male lingue dicono che gli alberi, maestosi e vetusti, abbattuti in piazza della Vittoria, sotto la scalinata delle Caravelle, non erano poi così malmessi ma erano cresciuti per decenni senza sapere che avrebbero oscurato ai cronisti in tribuna la vista del pontefice. Nemmeno ai tempi del G8 furono segate piante, anzi, ne furono messe di nuove per inghirlandare la città per gli otto grandi. Per meglio comprendere l'ingombro papale si pensi che solo l'ex prefetto della fede, ai tempi di Woytila, è riuscito ad anticipare Sampdoria-Juventus. Impresa difficilissima visto che le ultime giornate di campionato dovrebbero essere giocate in contemporanea per non sbilanciare le corse scudetto e salvezza. Sulla stampa locale si mescolano curiosità sul numero di volontari (900), sul rischio che qualcuno falsifichi i pass rigorosamente gestiti dalle parrocchie, sul menu papale (vietati funghi e crostacei, sì a pesce sfilettato e carni, già pronte trofiette senz'aglio, tortino di carciofi e dolce millefoglie) con insinuazioni sul temuto lancio di oggetti durante il percorso. Relegate nelle pagine interne le sagge parole dell'arcivescovo Bagnasco sul rispetto di tutte le opinioni, anche di quelle dei laici. Da alcuni giorni circola un appello dell'altra Genova (centri sociali, Lila, associazioni e partiti della sinistra, sindacalismo di base, Arcilesbica, Azione trans ecc.) perché trovi voce e visibilità anche la città "laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa". Dalle successive assemblee sta scaturendo il programma di un pride laico contro l'oscurantismo e l'autoritarismo per i diritti civili e la libertà dei saperi, contro il finanziamento pubblico del clero e delle scuole confessionali, per un servizio sanitario laico, la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay e per una maternità libera in una genitorialità consapevole. Il sabato, mentre il papa sarà a Savona, l'università ospiterà una tavola rotonda su Relativismo culturale e laicità dei saperi: prospettive storiche, antropologiche e letterarie. Vi prenderanno parte alcuni dei numerosi docenti che hanno aderito all'appello (disponibile su www.dirittinrete.org/, pridelaico@dirittinrete.org ). Spiccano i nomi di Marco Aime, Gianni Vattimo, Antonio Gibelli, Nicolò Pasero cui si sono aggiunti attivisti di movimenti e della politica, da Luxuria a Grillini, da Casarini a Norma Bertulaccelli, pacifista genovese che da 315 mercoledì dà vita all'ora di silenzio contro la guerra sotto Palazzo Ducale. Previste mostre, proiezioni, aperitivi e musica fino a notte, dopo il corteo del pomeriggio da Sampierdarena al Porto Antico. Uno degli epicentri della protesta sarà proprio l'ateneo dove agisce l'Humpy Dumpy, luogo autogestito, concesso tre anni fa ai collettivi studenteschi dopo due ore di occupazione. Qui, sotto il manifesto di un'improbabile associazione di amicizia "Italia-Stati Canaglia", si spiega al cronista che ci sarà spazio solo per un atteggiamento ludico contro il carrozzone medievale che accompagna la visita del pontefice. Per lanciare la contromanifestazione, la settimana prossima verrà effettuato un volantinaggio straordinario di fronte all'ospedale Galliera, luogo simbolo della negazione dei diritti. Per statuto, il consiglio di amministrazione dell'ospedale (lascito di una contessa ma finanziato con 108 milioni pubblici ogni anno) è presieduto dall'arcivescovo di Genova e questo spiega da solo perché la struttura non garantisca l'interruzione di gravidanza, la prescrizione della pillola del giorno dopo e il centro per l'infertilità commettendo, secondo i promotori dell'iniziativa, una vera interruzione di pubblico servizio. C'è un certo disagio anche nel mondo cattolico più legato a posizioni conciliari ma, finora, senza visibilità. Don Gallo, fondatore della comunità di S.Benedetto al Porto, intervenendo sul giornale della Curia, è stato freddissimo verso le contromanifestazioni suggerendo di andare a Busalla (località dell'entroterra) se non piace la visita del papa. Ma, non senza suggestione, ha esortato a essere laici tutti i giorni. La Sinistra aderisce alle manifestazioni dell'orgoglio laico, spiega Antonio Bruno, cattolico, ambientalista-pacifista e capogruppo a Tursi per il soggetto unico de la gauche : non ci sarà contestazione ma una contromanifestazione 24 ore prima dell'altro evento. Il suo collega del Pdl, tanto per alzare la tensione, ha chiesto alla sindaca Vincenzi di non consegnare la città ai provocatori (laici). Dalla Lista Biasiotti, legata all'ex presidente della Regione del centrodestra, si sostiene che si poteva fare di più, che quel milione e mezzo di euro sarebbe poco per sua santità. Una lettera aperta ai due sindaci e al pontefice, che sarà lanciata nelle prossime ore, ricorda invece che "sono sempre più scarne le risorse da destinare ai servizi pubblici essenziali, i cui oneri ricadono in tutto o in gran parte sui bilanci degli enti locali. Si assiste ad una progressiva erosione dei servizi offerti al cittadino, a partire da quelli essenziali, quali per esempio gli asili, gli interventi a favore dell'assistenza alle fasce deboli della popolazione, agli anziani, gli alloggi per i meno abbienti". Tutto ciò per lanciare una singolare richiesta a Benedetto XVI: "Potrebbe essere di grande aiuto per la nostra Regione e per le municipalità della Liguria una Sua decisione di soprassedere alla visita, e contestualmente se chiedesse alle nostre amministrazioni di vincolare le risorse (già stanziate) destinate alla organizzazione dell'evento, ai servizi sociali di primaria importanza. Crediamo che una scelta del genere, sicuramente coraggiosa, sia perfettamente compatibile con la funzione da Lei esercitata e con il messaggio evangelico, sempre dalla parte degli umili, dei bisognosi, degli ultimi, e che coloro che ne trarranno beneficio. Le saranno grati in modo duraturo". 09/05/2008.

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Zapatero, nuova crociata laica (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Laicita'

I CATTOLICI REPLICANO: UNA VENDETTA PER LE CRITICHE IN CAMPAGNA ELETTORALE Zapatero, nuova crociata laica [FIRMA]GIAN ANTONIO ORIGHI MADRID Detto e fatto. A due mesi dalla campagna elettorale in cui il premier socialista José Luis Zapatero aveva minacciato i vescovi di "mettere i puntini sulle i" ed il numero due della Rosa, Blanco, assicurato che "niente sarà come prima nei rapporti con la Chiesa", il governo di Madrid parte lancia in resta per trasformare la sempre più secolarizzata Spagna in uno Stato ancora più laico. Come? Riformando la Ley de Libertad Religiosa dell'80. Non solo: saranno riconosciuti pure i diritti degli agnostici (come lo stesso capo dell'esecutivo si definisce) ed anche quelli di altre confessioni come l'islam. E infine, ci sarà una riforma della legge sull'aborto, per tutelare ancora di più i diritti delle donne. Lo squillo di tromba della nuova offensiva ghibellina è stato stato suonato dalla potentissima vice-premier Maria Teresa Fernandez De La Vega presso la Commissione Costituzionale della Camera. "Il nostro obbiettivo è avanzare nella condizione di laicità che contempla la nostra Costituzione cambiando una legge per adeguarla alle nuove circostanze ed al pluralismo religioso caratteristico della Spagna d'oggi", ha tuonato la ex magistrata che, come tutti gli altri membri del governo durante il giuramento di un mese fa, ha scelto per il rituale la Magna Carta e non la Bibbia che aveva a fianco. D'altronde, il nuovo casus belli era già scritto nero su bianco nel programma elettorale zapaterista: "Porteremo avanti attivamente la separazione della Chiesa e lo Stato ed anche una politica che eviti privilegi e discriminazioni di un credo religioso rispetto agli altri". Anche perché, nonostante la cattolicissima dittatura franchista sia finita ormai da 31 anni, la Chiesa continua a godere di vantaggi immensi: i vescovi ricevono un finanziamento complessivo annuo di 5 miliardi di euro, mentre tutte le altre religioni (tra cui l'islam, che conta in Spagna 1, 5 milioni di credenti contro i 10 milioni di praticanti fedeli di Cristo) appena 5 milioni di euro. La Chiesa, comunque, sta ricevendo pan per focaccia. A dicembre del 2007 gli arcivescovi di Madrid e Valencia, Ruoco Varela (da marzo presidente della Conferencia Episcopal spagnola) e Garcia Gasco, avevano accusato il governo di Zapatero "di allontanare la democrazia e di non rispettare i diritti civili" per le sue leggi sulle nozze gay e il divorzio-lampo, approvate nel 2005. Il premier era insorto, mentre il più grande scrittore spagnolo vivente, Javier Marías, definiva i due alti prelati "cattolicisti e non cattolici perché vogliono sempre imporre le loro convinzioni agli altri". Lo scontro tra governo e gerarchie cattoliche era proseguito per tutta la campagna elettorale, sfiorando momenti di alta tensione. Una "vendetta" di Zapatero non era da escludere. La Cope, la radio ecclesiastica, ha subito risposto: "Questa offensiva alla Chiesa è il vero nocciolo del progetto politico e sociale del premier". Ed i popolari (centro-destra), il maggior partito d'opposizione, si oppongono alla riforma. Intanto chi si sta fregando le mani sono i fedeli di Allah, che adesso vogliono che sia riconosciuta anche a loro la possibilità di ricevere lo 0,7 per mille volontario dalle dichiarazioni sulle imposte. "Molti temono che la riforma cerchi di tagliare il potere della Chiesa a favore di altre fedi tra i credenti delle quali Zapatero potrebbe ottenere più voti", chiosa il filo-popolare El Mundo.

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