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TARTICOLI DELL’ 8-9 maggio 2008
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Articoli
Laici e chierici (7)
Dialoghi sul testamento biologico - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: come dire due tra i massimi esponenti della cultura cattolica e della cultura laica torinese. A rappresentare il punto di vista della cultura scientifica ci sarà invece Rodolfo Cavaliere dell'Ordine dei medici. è il secondo del ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Magnetto in collaborazione con Repubblica Torino e l'Api (prenotazioni al numero 011 4513245/281).
BREVI
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ed è un insulto ai molti cattolici che vivono in questa città il fatto che ci troveremo a vivere questi momenti con la contrapposizione di una parata "laica" indetta dalle solite sigle che non riescono a rispettare chi non la pensa come loro. Perché non ci permettete di goderci una giornata, per noi cattolici particolare, senza entrare in contrapposizione?
Zapatero
"ridimensiona" la chiesa cattolica
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: consolidare la neutralità religiosa dello Stato" e non discriminare le altre confessioni rispetto a quella cattolica, la nuova legge incorporerà gli accordi esistenti con le altre religioni di "noto radicamento" sociale. Ma la svolta laica non si fermerà qui. La vicepremier si è impegnata anche a nominare una commissione di esperti che dovrà valutare modifiche all'
Stretta
di Zapatero: <Stato più laico>
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la Spagna diventerà uno Stato laico, sempre più laico. La legge della Libertà religiosa, in vigore dal 1980, sarà rivista. Per il Concordato è probabilmente solo questione di tempo. Poco più di due mesi fa, quando la Conferenza episcopale spagnola aveva invitato a non votare chi facilita aborto, divorzio e matrimoni omosessuali,
Cattolico
il ministro e l'eredità della dc di de gasperi
( da "Riformista,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
allora
parlare di epurazione cattolica non si può: "Dire che i cattolici siano
stati epurati - spiega - significa accettare la divisione tra cattolici e laici
figlia della seconda Repubblica: un ritorno all'
Genova,
papa quanto ci costi "Zona bianca" e sicurezza contro pride e ironia
laica ( da "Liberazione"
del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ha esortato a essere laici tutti i giorni. La Sinistra aderisce alle manifestazioni dell'orgoglio laico, spiega Antonio Bruno, cattolico, ambientalista-pacifista e capogruppo a Tursi per il soggetto unico de la gauche : non ci sarà contestazione ma una contromanifestazione 24 ore prima dell'altro evento.
Zapatero,
nuova crociata laica ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I CATTOLICI REPLICANO: UNA VENDETTA PER LE CRITICHE IN CAMPAGNA ELETTORALE Zapatero, nuova crociata laica [FIRMA]GIAN ANTONIO ORIGHI MADRID Detto e fatto. A due mesi dalla campagna elettorale in cui il premier socialista José Luis Zapatero aveva minacciato i vescovi di "mettere i puntini sulle i" ed il numero due della Rosa,
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina III - Torino
L'evento Stasera all'Api il secondo incontro organizzato con Repubblica: intervengono
il teologo Segatti e il filosofo Viano Dialoghi sul testamento biologico PAOLO
GRISERI Testamento biologico, disposizioni anticipate di trattamento: termini
giuridici per indicare una questione di quelle eticamente sensibili che
dividono le culture e la politica. Questa sera, in via Pianezza 123, nella sede
dell'Api, ne discutono don Ermis Segatti e il filosofo Carlo Augusto Viano, come dire due tra i massimi esponenti della cultura cattolica e
della cultura laica torinese. A rappresentare il punto di vista della cultura
scientifica ci sarà invece Rodolfo Cavaliere dell'Ordine dei medici. è il
secondo del ciclo di incontri organizzati dalla Fondazione Magnetto in
collaborazione con Repubblica Torino e l'Api (prenotazioni al numero 011
4513245/281). La possibilità di redigere un testamento biologico in cui
siano indicate le cure alle quali ognuno intende sottoporsi è al centro delle
polemiche. Mentre questa possibilità viene considerata dai laici positivamente,
i cattolici temono che attraverso il testamento
biologico si possa arrivare alla legalizzazione dell'eutanasia. Finora l'Italia
non ha ratificato la Convenzione di Oviedo del
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Accoglierà il Papa
una Genova senza dignità In vista della giornata che il Papa trascorrerà a
Genova, sono stati abbattuti alcuni lecci in Piazza della Vittoria. Ricordo di
avere assistito alla messa al campo celebrata da papa Wojtyla sotto una piccola
tenda bianca in mezzo al prato di Cogne (Val d'Aosta). Era agosto, la comunità
montana in quel mese ha non pochi problemi per ospitare migliaia di
villeggianti. Eppure quel giorno assistemmo tutti raccolti, commossi, alla
celebrazione. Un cielo, un prato, un Papa stanco e sofferente e i fedeli in
raccoglimento. In cima a quella valle stretta e impervia eravamo arrivati
tutti, tanti, tantissimi, senza alcun dispiegamento di misure eccezionali. I
cognini, i villeggianti, i turisti d'ogni nazionalità e d'ogni fede poterono
tutti insieme pregare col Papa nel rispetto assoluto l'uno dell'altro, della
sacralità di quel momento e di quel teatro naturale. Qui mi sembra che si
prospetti tutta un'altra cosa: alberi abbattuti, circolazione stravolta - in
una piazza che peraltro fu creata apposta 80 anni fa per epici arrivi di capi
di Stato - annunci a non finire di contestazioni. E se solo si fosse colta
questa occasione della visita a Genova di papa Ratzinger per rieditare il degnissimo
spazio di Piazza della Vittoria? (Ma sgomberando bancarelle, occasionali
sovrastrutture e macchine parcheggiate in superficie, per sempre!). Nel secolo
d'oro a Genova ricevevamo i grandi di tutta Europa semplicemente aprendo le
dimore delle nostre famiglie. È possibile che nel 2000 la comunità moderna
abbia perso il senso della misura, della dignità, del rispetto di sé e dei suoi
spazi? Franca Barletti PachnerGenova Una parata "laica" che dividerà
Genova Qualsiasi altra città sarebbe onorata di ricevere la visita del Santo
Padre, Genova no, Genova ha prima avanzato critiche sulla spesa che tale evento
può comportare: penso che sia la prima volta nel mondo che viene equiparata una
visita papale alle notti bianche; ed è un insulto ai molti cattolici che vivono in questa città il fatto che ci troveremo a vivere
questi momenti con la contrapposizione di una parata "laica" indetta
dalle solite sigle che non riescono a rispettare chi non la pensa come loro.
Perché non ci permettete di goderci una giornata, per noi cattolici particolare, senza entrare in contrapposizione? Perché vi
arrogate il diritto di dividere la città in due fazioni? Non permettere la
libera espressione delle altrui idee contrasta con la medaglia d'oro alla
Resistenza appuntata sul gonfalone della città, ma non è fischiando il
presidente della Cei o rovinando due giornate di preghiera che le vostre idee
saranno rafforzate. Mauro Emilio Rossi e-mail La torta di compleanno per
Ratzinger negli Usa In occasione del compleanno del Papa, che si trovava in
visita al presidente Bush, gli americani gli hanno regalato una grossa torta di
circa un metro di diametro raffigurante in miniatura il Vaticano, completo di
chiesa, fontana, lampioni e tutto il resto. Mi chiedo: cosa avrà mangiato il
nostro pontefice: forse un pezzo di fonte battesimale o di altare? Leandro
Maraviglia Pieve Ligure (GE) Quello non è discendente del generale Nino Bixio
Con riferimento a quanto erroneamente riportato alla pagina 25 del "Secolo
XIX" del 4 maggio dove tal Alberto Roccatagliata viene prima definito
"discendente del celebre Nino Bixio" e della didascalia posta sotto
la foto dello stesso, con la quale parimenti è detto "nipote di
Bixio", ribadisco che questo signore non è discendente di Nino Bixio, e mi
meraviglio che a dispetto delle precisazioni da me fornite nel corso della
manifestazione si insista su tale palese falso. Non si è trattato di una
controversia, tanto meno familiare, sulla grafia del cognome (Nino si firmava
Bixio e così suo padre), ma il fatto che questo signor Roccatagliata
millantasse parentela con l'Eroe genovese per assonanza con il cognome di una
zia di sua madre Teresa Bisio. Per inciso faccio presente che Nino Bixio ha
avuto quattro figli di cui solo due, a loro volta, hanno avuto figli: Riccarda
da cui discendono i cugini Bower, che vivono in Inghilterra, e Camillo, mio
bisnonno, da cui i miei cugini, mio fratello ed io discendiamo. Paolo
PisaniGenova Effettivamente si era avvertita la nota stonata del dissenso che
aveva opposto il signor Pisani al signor Roccatagliata, nella festosa atmosfera
della rimpatriata dei pronipoti dei reduci in Camicia Rossa, all'Istituto del
Risorgimento di Genova. Ne ho dato conto sul "Secolo XIX" parlando di
una questione di lana caprina perché, pubblicamente, i due si erano
reciprocamente contestati l'esatta grafia del cognome del generale garibaldino
Nino Bixio. Ora Pisani accusa Roccatagliata (che si era presentato come
pronipote di Bixio) di essere un millantatore, ed è cosa ben diversa. Credo si
imponga un chiarimento. Pubblico, visto che l'accusa è stata proferita coram
populo. Sono in attesa di conoscere come andrà a finire la querelle. Tenetemi
informato. Grazie. (r.par.) 09/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Svolta laica in
spagna paola del vecchio Madrid. Il governo Zapatero prepara per questa
legislatura una nuova svolta laica della Spagna, con una riforma della legge di
libertà religiosa che "rifletta il pluralismo esistente nella
società". L'iniziativa politica preannuncia un nuovo e duro fronte di
scontro con la Chiesa cattolica e con il Partito Popolare di centro destra, che
si sono sempre opposti a una revisione degli accordi vigenti. Ad annunciare in
commissione costituzionale le riforme che l'esecutivo socialista si prefigge
per i prossimi 4 anni è stata la vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega,
incaricata dal leader già nella scorsa legislatura di fare da arbitro nella
difficile mediazione col Vaticano. "Intendiamo avanzare nella condizione
di laicità che la Costituzione attribuisce la nostro Stato", ha esordito
la vicepremier. Il che si traduce "nel riconoscimento dei diritti degli
agnostici, tutelato dall'articolo 16 sulla libertà di coscienza". Per
"consolidare la neutralità religiosa dello Stato"
e non discriminare le altre confessioni rispetto a quella cattolica, la nuova
legge incorporerà gli accordi esistenti con le altre religioni di "noto
radicamento" sociale. Ma la svolta laica non si fermerà qui. La
vicepremier si è impegnata anche a nominare una commissione di esperti che
dovrà valutare modifiche all'attuale legge sull'aborto, per
"introdurre miglioramenti e garanzie dei diritti delle donne". Una
riforma che era stata esclusa dal governo in campagna elettorale, ma che è
stata fortemente sollecitata dai settori della sinistra. Le modifiche alla
legge sull'aborto, in ogni caso, secondo l'esponente del governo, serviranno a
tutelare le donne contro la violazione del diritto alla intimità, nel caso di
interruzione volontaria di gravidanza nei termini fissati dall'attuale
normativa. Contro la nuova svolta laica il PP già annuncia battaglia, come ha
dichiarato il portavoce Federico Trillo nell'esprimere "come
cattolico" reticenze alle riforme annunciate. Tuttavia la strada scelta
dall'esecutivo non è quella dello scontro, quanto l'intenzione di estendere
alle altre confessioni alcuni dei generosi impegni assunti con la Chiesa
cattolica che attualmente riceve dallo Stato 4 miliardi di euro l'anno in
differenti concetti, a fronte dei 5 milioni ricevuti dall'insieme delle altre
religioni. Tuttavia l'annuncio non convince gli esponenti delle comunità
musulmane, ebrea e protestante: "Il governo avrebbe credibilità? afferma
il segretario della Federazione musulmana, Yusuf Fernandez - se intanto facesse
rispettare gli accordi già stabiliti nel 1992". Fra questi, il
riconoscimento a queste religioni dei diritti di protezione giuridica dei
luoghi di culto; di insegnamento religioso nelle scuole; di riconoscimento
degli effetti civili del matrimonio celebrato secondo i propri riti.
09/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-09 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Spagna Al via le riforme su libertà religiosa, aborto, legge
elettorale Stretta di Zapatero: "Stato più laico" DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE MADRID - A 130 giorni esatti dalla "manifestazione per la
famiglia" presieduta a Madrid da 40 vescovi e cardinali, contro la politica
del governo socialista, José Luis RodrÍguez Zapatero presenta il conto: la Spagna diventerà uno Stato laico, sempre più laico. La legge
della Libertà religiosa, in vigore dal 1980, sarà rivista. Per il Concordato è
probabilmente solo questione di tempo. Poco più di due mesi fa, quando la
Conferenza episcopale spagnola aveva invitato a non votare chi facilita aborto,
divorzio e matrimoni omosessuali, il segretario del Psoe, José Blanco,
aveva avvertito i vescovi: "Se vinciamo le elezioni, nulla potrà più
tornare come prima nei rapporti con la gerarchia ecclesiastica ". E il
presidente del governo aveva promesso di "mettere i puntini sulle i"
con i prelati, partigiani dell'opposizione, non appena riconfermato dagli
elettori. Il momento è arrivato con la presentazione alla Commissione
costituzionale del congresso delle principali riforme in programma. C'è da
risistemare la legge elettorale, ha spiegato la vice presidente, MarÍa Teresa
FernÁndez de la Vega, per tutelare i partiti nazionali minori nella
ripartizione dei seggi. C'è da modificare la Costituzione "maschilista
", che impedisce attualmente alla piccola Leonor, primogenita del Principe
Felipe, di aspirare al trono. Ma c'è anche da rimettere mano alla legge
sull'aborto e da incrementare la laicità dello Stato, "riconoscendo i
diritti degli agnostici e adeguando la norma al pluralismo religioso che
caratterizza la Spagna di oggi". La pubblica neutralità di fronte alle
fedi religiose, o all'ateismo, comporterà inevitabilmente una revisione anche
dei finanziamenti che, secondo i calcoli del quotidiano El PaÍs, ammontano ora
a 4 miliardi di euro all'anno per la Chiesa cattolica e appena 5 milioni per
tutte le altre confessioni minoritarie. Ma non è soltanto una questione
economica: musulmani, protestanti, ebrei lamentano la mancata applicazione
degli accordi del 1992 che consentivano, tra l'altro, l'assistenza religiosa ai
rispettivi fedeli nelle caserme, nelle carceri, negli ospedali e riconosceva
effetti civili ai matrimoni celebrati secondo quei riti. FernÁndez de la Vega
non vede di buon occhio la presenza del Servizio di assistenza religiosa
cattolica nel comitato etico degli ospedali pubblici, autorizzata dalla
Comunità autonoma di Madrid (guidata dal Partito Popolare). Ma se, pochi mesi
prima delle elezioni, Zapatero aveva sostenuto di non ritenere necessarie
modifiche alla legge sull'aborto, in vigore dal 1985, ora l'orientamento del
governo è cambiato. La vice presidente ha promesso di mettere al lavoro una
commissione di esperti per garantire meglio i diritti delle donne che decidono
di interrompere la gravidanza, nei termini previsti, proteggendone l'intimità e
i dati personali. Elisabetta Rosaspina Vice presidente FernÁndez de la Vega.
( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Cattolico il
ministro e l'eredità della dc di de gasperi Rotondi si sente gran sacerdote del
sacramento La comunicazione che sarebbe stato lui il
ministro per l'Attuazione del programma di governo gli è arrivata via telefono
l'altro ieri pomeriggio direttamente dal Cavaliere. Suona il telefono,
Gianfranco Rotondi risponde e dall'altra parte Berlusconi lo saluta così:
"Buongiorno ministro!". "Ministro dove?" gli chiede subito
Rotondi. "All'Attuazione del programma di governo, dove senno? Degno erede
di un'importante sequenza democristiana". Quale sequenza? Rotondi la spiega
con orgoglio al Riformista : "Prima di me lo stesso ruolo l'hanno occupato
i "compagni" Pisanu e Scajola, democristiani doc". Anche il
socialista, Stefano Caldoro, però? "Mi sta bene che ci sia stato anche lui, perché io sono, ero e resto un cattolico
democristiano di sinistra". Questo è Rotondi. A scorrere la lista dei
ministri di governo, un survivor della storia democristiana prestato alla Terza Repubblica. Una storia di cui Rotondi va
fiero, come va fiero dell'incarico ricevuto: "Quando ho detto a Berlusconi
che se doveva scegliere per un posto di ministro uno della Dc per le Autonomie
non sarebbe stato il caso di scegliere il segretario
del partito (così mi ha insegnato la vecchia Dc), mi ha chiesto: allora chi?
Gli ho fatto qualche nome ma a lui non è piaciuto nessuno". Che nomi gli
aveva fatto? "Top secret". Segreto di Stato, insomma. "Comunque
- continua - sono contento. È un ministero che mi si addice". In che
senso? "In tanti sensi. Tra questi, se mi è permessa una battuta, direi
che dovendo lavorare all'Attuazione del governo dovrò aspettare che tutti si
insedino ai loro posti e inizino a operare: ed essendo un pigro, iniziare per
ultimo è un privilegio". Se non ci fosse Rotondi si potrebbe dire che la
tipologia del "ministro cattolico" sarebbe definitivamente scomparsa.
Ma con lui questo discorso non si può fare. "Sarò - dice - il gran
sacerdote del sacramento che è il programma di governo". E se c'è un
sacerdote ministro, allora parlare di epurazione cattolica
non si può: "Dire che i cattolici siano stati epurati -
spiega - significa accettare la divisione tra cattolici e laici
figlia della seconda Repubblica: un ritorno all'
( da "Liberazione" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
I preparativi per la
visita di Ratzinger settimana prossima Genova, papa quanto ci costi "Zona
bianca" e sicurezza contro pride e ironia laica Checchino Antonini Genova
(nostro inviato) Diritti. Ad avere un figlio anche se sei precario, delle famiglie
(di qualsiasi tipo), all'autodeterminazione del proprio corpo, a una cultura
laica. Diritto, in generale, a uscire dal silenzio. C'è un'altra Genova ed è
tutt'altro che impaziente per la visita di papa Ratzinger, annunciata per il 17
e 18 di maggio, prima a Savona poi nel capoluogo ligure dove gli enti locali,
Tursi in primis, stanno sborsando un milione e mezzo di euro pubblici (di cui
solo 250mila stanziati dal governo nazionale uscente) per allestire la due
giorni. Sotto la Lanterna ci sarà un'area gigantesca, un po' isola pedonale, un
po' zona rossa, i giornali l'hanno ribattezzata "zona bianca" ma
senza rinunciare alla brutta abitudine di costruire tensione. Nella zona si
potrà muovere la papa-mobile in mezzo ad alcuni chilometri di transenne e griglie
mobili e una folla sbandierante. La messa sarà celebrata in piazza della
Vittoria costruita negli anni 30 per le parate del regime sulla spianata dove
si esibì Buffalo Bill nel 1892, per le prime celebrazioni colombiane.
Ultimamente ci avevano girato un video i Negramaro. Prima di loro, nel 2001, lì
vicino fu girato il video in cui il vicecapo della digos pestava un minorenne
tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Le male lingue dicono che gli alberi,
maestosi e vetusti, abbattuti in piazza della Vittoria, sotto la scalinata
delle Caravelle, non erano poi così malmessi ma erano cresciuti per decenni
senza sapere che avrebbero oscurato ai cronisti in tribuna la vista del
pontefice. Nemmeno ai tempi del G8 furono segate piante, anzi, ne furono messe
di nuove per inghirlandare la città per gli otto grandi. Per meglio comprendere
l'ingombro papale si pensi che solo l'ex prefetto della fede, ai tempi di
Woytila, è riuscito ad anticipare Sampdoria-Juventus. Impresa difficilissima
visto che le ultime giornate di campionato dovrebbero essere giocate in
contemporanea per non sbilanciare le corse scudetto e salvezza. Sulla stampa
locale si mescolano curiosità sul numero di volontari (900), sul rischio che
qualcuno falsifichi i pass rigorosamente gestiti dalle parrocchie, sul menu
papale (vietati funghi e crostacei, sì a pesce sfilettato e carni, già pronte
trofiette senz'aglio, tortino di carciofi e dolce millefoglie) con insinuazioni
sul temuto lancio di oggetti durante il percorso. Relegate nelle pagine interne
le sagge parole dell'arcivescovo Bagnasco sul rispetto di tutte le opinioni,
anche di quelle dei laici. Da alcuni giorni circola un appello dell'altra
Genova (centri sociali, Lila, associazioni e partiti della sinistra,
sindacalismo di base, Arcilesbica, Azione trans ecc.) perché trovi voce e
visibilità anche la città "laica, atea, dei diritti, delle libertà della
persona e quella di chi - cattolico o diversamente credente - non intende
vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa". Dalle
successive assemblee sta scaturendo il programma di un pride laico contro
l'oscurantismo e l'autoritarismo per i diritti civili e la libertà dei saperi,
contro il finanziamento pubblico del clero e delle scuole confessionali, per un
servizio sanitario laico, la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay e per
una maternità libera in una genitorialità consapevole. Il sabato, mentre il
papa sarà a Savona, l'università ospiterà una tavola rotonda su Relativismo
culturale e laicità dei saperi: prospettive storiche, antropologiche e
letterarie. Vi prenderanno parte alcuni dei numerosi docenti che hanno aderito
all'appello (disponibile su www.dirittinrete.org/, pridelaico@dirittinrete.org
). Spiccano i nomi di Marco Aime, Gianni Vattimo, Antonio Gibelli, Nicolò Pasero
cui si sono aggiunti attivisti di movimenti e della politica, da Luxuria a
Grillini, da Casarini a Norma Bertulaccelli, pacifista genovese che da 315
mercoledì dà vita all'ora di silenzio contro la guerra sotto Palazzo Ducale.
Previste mostre, proiezioni, aperitivi e musica fino a notte, dopo il corteo
del pomeriggio da Sampierdarena al Porto Antico. Uno degli epicentri della
protesta sarà proprio l'ateneo dove agisce l'Humpy Dumpy, luogo autogestito,
concesso tre anni fa ai collettivi studenteschi dopo due ore di occupazione.
Qui, sotto il manifesto di un'improbabile associazione di amicizia
"Italia-Stati Canaglia", si spiega al cronista che ci sarà spazio
solo per un atteggiamento ludico contro il carrozzone medievale che accompagna
la visita del pontefice. Per lanciare la contromanifestazione, la settimana
prossima verrà effettuato un volantinaggio straordinario di fronte all'ospedale
Galliera, luogo simbolo della negazione dei diritti. Per statuto, il consiglio
di amministrazione dell'ospedale (lascito di una contessa ma finanziato con 108
milioni pubblici ogni anno) è presieduto dall'arcivescovo di Genova e questo
spiega da solo perché la struttura non garantisca l'interruzione di gravidanza,
la prescrizione della pillola del giorno dopo e il centro per l'infertilità
commettendo, secondo i promotori dell'iniziativa, una vera interruzione di
pubblico servizio. C'è un certo disagio anche nel mondo cattolico più legato a
posizioni conciliari ma, finora, senza visibilità. Don Gallo, fondatore della
comunità di S.Benedetto al Porto, intervenendo sul giornale della Curia, è stato freddissimo verso le contromanifestazioni suggerendo
di andare a Busalla (località dell'entroterra) se non piace la visita del papa.
Ma, non senza suggestione, ha esortato a essere laici tutti
i giorni. La Sinistra aderisce alle manifestazioni dell'orgoglio laico, spiega
Antonio Bruno, cattolico, ambientalista-pacifista e capogruppo a Tursi per il
soggetto unico de la gauche : non ci sarà contestazione ma una
contromanifestazione 24 ore prima dell'altro evento. Il suo collega del
Pdl, tanto per alzare la tensione, ha chiesto alla sindaca Vincenzi di non
consegnare la città ai provocatori (laici). Dalla Lista Biasiotti, legata
all'ex presidente della Regione del centrodestra, si sostiene che si poteva
fare di più, che quel milione e mezzo di euro sarebbe poco per sua santità. Una
lettera aperta ai due sindaci e al pontefice, che sarà lanciata nelle prossime
ore, ricorda invece che "sono sempre più scarne le risorse da destinare ai
servizi pubblici essenziali, i cui oneri ricadono in tutto o in gran parte sui
bilanci degli enti locali. Si assiste ad una progressiva erosione dei servizi
offerti al cittadino, a partire da quelli essenziali, quali per esempio gli
asili, gli interventi a favore dell'assistenza alle fasce deboli della
popolazione, agli anziani, gli alloggi per i meno abbienti". Tutto ciò per
lanciare una singolare richiesta a Benedetto XVI: "Potrebbe essere di
grande aiuto per la nostra Regione e per le municipalità della Liguria una Sua
decisione di soprassedere alla visita, e contestualmente se chiedesse alle
nostre amministrazioni di vincolare le risorse (già stanziate) destinate alla
organizzazione dell'evento, ai servizi sociali di primaria importanza. Crediamo
che una scelta del genere, sicuramente coraggiosa, sia perfettamente
compatibile con la funzione da Lei esercitata e con il messaggio evangelico,
sempre dalla parte degli umili, dei bisognosi, degli ultimi, e che coloro che
ne trarranno beneficio. Le saranno grati in modo duraturo". 09/05/2008.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Laicita'
I
CATTOLICI REPLICANO: UNA VENDETTA PER LE CRITICHE IN CAMPAGNA ELETTORALE
Zapatero, nuova crociata laica [FIRMA]GIAN ANTONIO ORIGHI MADRID Detto e fatto.
A due mesi dalla campagna elettorale in cui il premier socialista José Luis
Zapatero aveva minacciato i vescovi di "mettere i puntini sulle i" ed
il numero due della Rosa, Blanco, assicurato che "niente sarà come prima nei rapporti con
la Chiesa", il governo di Madrid parte lancia in resta per trasformare la
sempre più secolarizzata Spagna in uno Stato ancora più laico. Come? Riformando
la Ley de Libertad Religiosa dell'80. Non solo: saranno riconosciuti pure i
diritti degli agnostici (come lo stesso capo dell'esecutivo si definisce) ed
anche quelli di altre confessioni come l'islam. E infine, ci sarà una riforma
della legge sull'aborto, per tutelare ancora di più i diritti delle donne. Lo
squillo di tromba della nuova offensiva ghibellina è stato
stato suonato dalla potentissima vice-premier Maria
Teresa Fernandez De La Vega presso la Commissione Costituzionale della Camera.
"Il nostro obbiettivo è avanzare nella condizione di laicità che contempla
la nostra Costituzione cambiando una legge per adeguarla alle nuove circostanze
ed al pluralismo religioso caratteristico della Spagna d'oggi", ha tuonato
la ex magistrata che, come tutti gli altri membri del governo durante il
giuramento di un mese fa, ha scelto per il rituale la Magna Carta e non la
Bibbia che aveva a fianco. D'altronde, il nuovo casus belli era già scritto
nero su bianco nel programma elettorale zapaterista: "Porteremo avanti attivamente
la separazione della Chiesa e lo Stato ed anche una politica che eviti
privilegi e discriminazioni di un credo religioso rispetto agli altri".
Anche perché, nonostante la cattolicissima dittatura
franchista sia finita ormai da 31 anni, la Chiesa continua a godere di vantaggi
immensi: i vescovi ricevono un finanziamento complessivo annuo di 5 miliardi di
euro, mentre tutte le altre religioni (tra cui l'islam, che conta in Spagna 1,
5 milioni di credenti contro i 10 milioni di praticanti fedeli di Cristo)
appena 5 milioni di euro. La Chiesa, comunque, sta ricevendo pan per focaccia.
A dicembre del 2007 gli arcivescovi di Madrid e Valencia, Ruoco Varela (da
marzo presidente della Conferencia Episcopal spagnola) e Garcia Gasco, avevano
accusato il governo di Zapatero "di allontanare la democrazia e di non
rispettare i diritti civili" per le sue leggi sulle nozze gay e il
divorzio-lampo, approvate nel 2005. Il premier era insorto, mentre il più
grande scrittore spagnolo vivente, Javier Marías, definiva i due alti prelati
"cattolicisti e non cattolici
perché vogliono sempre imporre le loro convinzioni agli altri". Lo scontro
tra governo e gerarchie cattoliche era proseguito per tutta la campagna
elettorale, sfiorando momenti di alta tensione. Una "vendetta" di Zapatero
non era da escludere. La Cope, la radio ecclesiastica, ha subito risposto:
"Questa offensiva alla Chiesa è il vero nocciolo del progetto politico e
sociale del premier". Ed i popolari (centro-destra), il maggior partito
d'opposizione, si oppongono alla riforma. Intanto chi si sta fregando le mani
sono i fedeli di Allah, che adesso vogliono che sia riconosciuta anche a loro
la possibilità di ricevere lo 0,7 per mille volontario dalle dichiarazioni
sulle imposte. "Molti temono che la riforma cerchi di tagliare il potere
della Chiesa a favore di altre fedi tra i credenti delle quali Zapatero
potrebbe ottenere più voti", chiosa il filo-popolare El Mundo.