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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL    8-6-2008    #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (5)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Tokyo Rose ( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: atti di sottomissione dello Stato alla Chiesa da alto medioevo (anche per esasperata, simbolica teatralità). Una Repubblica laica e indipendente che va in Vaticano rappresentata da un Gentiluomo vaticano, il sottosegretario Gianni Letta (e pensare che Filippo Facci era giunto a scrivere su Il Giornale che Fiamma Nirenstein, vice presidente della commissione Esteri della Camera,

Risi ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la sua Italia era una colonna sonora di memorie che non faceva sconti a nessuno, preferendo il cinismo alla retorica del vogliamoci bene. Maurizio Porro Cerimonia laica Trionfo internazionale con "Profumo di donna". Domani la Camera ardente nella Casa del cinema a Roma e la cerimonia laica. Cordoglio di Napolitano.

Dino Risi, l'ultimo omaggio di Roma ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il più grande e lo è stato fino alla fine, mancherà a tutti terribilmente ". Per lui non ci sarà un funerale cattolico, ma una commemorazione laica domani alla Casa del Cinema, dalle 13 alle 16, in questo modo sarà ricordato da parenti ed amici. "Con la morte di Risi l'Italia perde una parte nobile e vitale della sua cinematografia e della sua cultura -

Brescia laurea gli imam all'italiana ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sulla strada del dialogo tra i gruppi musulmani e lo stato laico. Gli attestati di partecipazione ai circa 40 frequentatori del corso (tra loro anche quattro donne delle quali due italiane convertite) sono state consegnati ieri al centro islamico di Brescia, promotore dell'iniziativa. Da oggi, insomma, ci sono una quarantina di predicatori del Corano con una sorta di "certificato "

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Aspettiamo che l'Italia, Stato laico a maggioranza cattolica con una minoranza islamica che fino a pochi mesi fa riteneva di potersi comportare come voleva, prenda una decisione analoga e permetta a tutte le donne di frequentare le scuole di ogni ordine e grado senza ostentazioni di simboli religiosi tanto ingombranti.


Articoli

Tokyo Rose (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 08-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Tokyo Rose Furio Colombo C'è chi non si rassegna. Come Emma Bonino, che dice chiaro e fuori dai denti e con un po' di maleducazione quello che pensa dello storico momento politico che il Paese sta attraversando, tra benedizioni papali, atti di sottomissione dello Stato alla Chiesa da alto medioevo (anche per esasperata, simbolica teatralità). Una Repubblica laica e indipendente che va in Vaticano rappresentata da un Gentiluomo vaticano, il sottosegretario Gianni Letta (e pensare che Filippo Facci era giunto a scrivere su Il Giornale che Fiamma Nirenstein, vice presidente della commissione Esteri della Camera, Pdl, non può parlare a nome dell'Italia sulla questione di Israele perché è ebrea) e un bel pacchetto di atti crudeli, inventati, costosi e inutili, quasi tutti contro i rom, certo più legati di Bossi e Borghezio alle radici cristiane d'Europa. Ma ecco perché Emma Bonino è stata così duramente redarguita e rimessa al suo posto dall'editorialista del Giornale Giancarlo Perna. Perché si era permessa, da persona politica di una certa esperienza, di anticipare e interpretare le ragioni della "gioia" del Papa. Si ricorderà che parlando ai vescovi italiani, il Pontefice aveva lodato la nuova armonia (traduzione: la mancanza di confronto democratico tra opposti punti di vista di governo e minoranza) nella vita pubblica italiana. Parlare di "gioia" per l'Italia dopo la caccia ai rom di Ponticelli e prima della caccia ai rom di Venezia, "è un po' patetico" come dice, commentando le parole del Papa, la Bonino. È vero che l'ex ministro di Prodi ("La persona con cui lavoro meglio" aveva detto il professore mentre lei portava a casa, di mese in mese, risultati sempre migliori, e ormai sfumati, nel commercio con l'estero) intendeva soprattutto anticipare il senso profetico di quelle parole. In pochi giorni, il capo della Chiesa e dello Stato Vaticano avrebbe ricevuto il baciamano di sottomissione completa della Repubblica italiana, e la garanzia dei dovuti versamenti per le scuole private cattoliche. segue a pagina 23 L'editoriale.

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Risi (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-08 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE 1916-2008 Risi Il piacere della commedia Addio al regista che narrò gli anni del boom "Il sorpasso" tra i capolavori. Sfiorò l'Oscar Si è seduto nella sua poltrona a guadare dalla finestra del residence lo zoo. E non si è più alzato. è morto così ieri mattina, a 91 anni per colpa del cuore, un grande del cinema italiano, Dino Risi. Domani camera ardente con cerimonia laica alla Casa del cinema a Roma. Il presidente Napolitano ha detto: "Ha segnato con la sua impronta un lungo periodo del nostro cinema". L'ultima battuta quando se ne andarono Bergman e Antonioni: "Meno male che non sono morto oggi, andavo con due righe in cronaca". Risi merita lo spazio di un autore amatissimo per sferzanti commedie: Poveri ma belli, Il vedovo, Il sorpasso, I mostri, Una vita difficile, Profumo di donna... Aveva lavorato con tutti i migliori attori, riservando un affetto speciale per Gassman. Da molti anni Risi aveva smesso l'ufficialità della famiglia e l'ufficiosità del viveur dal capello bianco cui si accreditavano love story con Alida Valli e Anita Ekberg. L'ultima "vacanza " era stata a Venezia per il Leone d'oro alla carriera nel 2002 con cui vennero riconosciuti il talento di narratore, l'acume psicologico, lo spirito di osservazione di costume con cui travestì di grottesco il realismo, l'abilità con gli attori. Al Lido avevano ri-scoperto Il sorpasso, che lanciò nel boom l'italiano medio bugiardo e incosciente che fa corna sull'Aurelia spider. Nel '62 il film dapprima sconcertò per la morte in curva del timido Trintignant, ma diventò subito un trionfo che rese felice il produttore Cecchi Gori, che fino all'ultimo insistette per un lieto fine. Lunga e bellissima carriera piena di mostri e con un spiritoso libro di aforismi: anni facili e difficili, illusi e delusi, ricchi e poveri. Risi visse la guerra, lavorò con i vecchi maestri, si fidanzò con le più belle del reame e nel '56 inventò per Titanus Poveri ma belli, commedia serial-trasteverina di piccolo budget che incassò un tesoro con la meglio gioventù maggiorata (Allasio, Arena, Salvatori). Grande complicità ebbe con Gassman, che diresse in una dozzina di film tra cui Profumo di donna. Divenne un maestro della commedia con cui possiamo leggere la storia del paese, basti pensare al capolavoro Una vita difficile, identikit di una delusione generazionale con un Sordi in stato di grazia e due scene di culto quando spunta sulle macchine a Viareggio e sente il referendum. Fratello di uno psichiatra scrittore e regista, Nelo, anche Dino Risi, nato a Milano nel 1916, si laurea in medicina, specialità Freud. Il padre è dottore alla Scala e cura la fam. Mussolini; lui lavora con Lattuada, Soldati (che fa ingelosire per la Valli), gira documentari, scrive soggetti, debutta con Vacanze col gangster ('52). Cantore delle viltà maschili, adora subito il trasformista Gassman che se ne fa garante nel Mattatore e non sbaglia un tempo comico quando mescola Sordi "cretinetti" e la Valeri nel Vedovo noir alla milanese o quando padroneggia un cast da infarto comico (Loren-Valeri-Sordi-De Sica-De Filippo-Pica) nel Segno di Venere. Il sorpasso on the road da Roma alla Versilia (Dennis Hooper lo prende a modello per Easy rider), impone il modello fanfarone Gassman che si clonerà in altri film della ditta, dal Tigre al Profeta, con posto a parte per il sincero, polemico In nome del popolo italiano, che anticipa Mani pulite con Tognazzi magistrato e finisce con l'incubo del calcio. Un capolavoro a 20 sketch è I mostri, Tognazzi & Gassman nel peggio dell'italian style, furbetti per sempre. Vasta produzione che comprende la satira della cultura pop Straziami ma di baci saziami, il malinconico Giovedì col grande Chiari e la grottesca analisi del fascismo in Marcia su Roma. Sul suo set sono arrivati i migliori: Tognazzi, la Muti e Dewaere in La stanza del vescovo, la Schneider Fantasma d'amore, Reed in Mordi e fuggi, laDeneuve nel decadente Anima persa, Coluche Dagobert, Grillo Scemo di guerra. Arriva agli Oscar (ma vince la sceneggiatura del Cuculo) Profumo di donna, uno di quei soggetti sgradevoli (da Arpino), col protagonista cieco che progetta il suicidio, ma che la gente amò grazie alla regìa e a Gassman. Parlò del celibato cattolico in La moglie del prete, con la Loren e Mastroianni. I successi di Risi sono tantissimi, compresi molti sketch e le produzioni tv ( e la vita continua, Miss Italia, La ciociara). Fece con spirito Il giovane normale da Simonetta, si guardò indietro con affetto in Telefoni bianchi e Primo amore, esplorò le casistiche del sesso in due collage spiritosi, Vedo nudo (Manfredi) e Sesso matto con Giannini, la Antonelli e l'irresistibile Lionello en travesti che canta Mina. Perché la musica c'era sempre con Risi, la sua Italia era una colonna sonora di memorie che non faceva sconti a nessuno, preferendo il cinismo alla retorica del vogliamoci bene. Maurizio Porro Cerimonia laica Trionfo internazionale con "Profumo di donna". Domani la Camera ardente nella Casa del cinema a Roma e la cerimonia laica. Cordoglio di Napolitano.

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Dino Risi, l'ultimo omaggio di Roma (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Cinema L'artista morto nel residence dove abitava da anni. La compagna Leontine Snell: non aveva più voglia di vivere Dino Risi, l'ultimo omaggio di Roma Il dolore di amici e parenti. Domani cerimonia laica alla Casa del Cinema è morto ieri nel residence Aldovrandi ai Parioli il regista Dino Risi Domani cerimonia laica alla Casa del Cinema è difficile capire perché ieri davanti al residence Aldovrandi ci fosse solo uno sparuto gruppo di giornalisti. Sabato quasi estivo, Roma si è distratta e non si è accorta della scomparsa di uno dei padri del cinema italiano: Dino Risi. Davvero pochi ieri hanno rallentato davanti alla casa albergo e lanciato un'occhiata al primo piano. Nessuno ha portato un fiore. Lì in quell'angolo raffinato dei Parioli nella tarda mattinata si è spento a 91 ani il regista de "Il sorpasso", creatore della commedia all'italiana. E dal quel balcone, dove ogni tanto si affacciava per guardare il verde di villa Borghese, ieri si sono alternati i fratelli Vanzina, i nipoti Tano e Andrea, l'ex-nuora Francesca D'Aloja, il figlio Claudio, una sigaretta, una boccata d'aria per convincersi che lui non ci sarebbe stato più è spirato addormentandosi lentamente, assistito da tutto il personale del residence dove viveva da anni, "è qui da decenni, eravamo anche noi la sua famiglia, questa era la sua casa, gli volevamo un gran bene. I suoi figli venivano tutti i giorni a trovarlo, gli erano molto vicini". Al suo capezzale sono accorsi parenti e compagni di una vita, "ho perso un grande amico, abbiamo abitato vicino per anni, e tutti noi una persona speciale", racconta commosso Enrico Vanzina. "Una grande persona, un compagno di lavoro unico per mio padre", dice Luigi De Filippo. Da tempo conduceva un'esistenza riservata, non amava più la vita che si protraeva, "ma chi l'ha detto che la vecchiaia è bella, è solo brutta e noiosa", ha spiegato in una delle sue ultime interviste. Ogni tanto Leontine Snell, compagnia da decenni del regista, esce dall'albergo per allentare la tensione, per piangere consolata dalla figlia Nathalie Caldonazzo. "Sono felice per lui, non aveva più voglia di vivere, vedeva poco, sentiva male, non ce la faceva più. Me lo diceva spesso, sono la sua compagnia da quarant'anni, mi mancherà tanto ". Il figlio Marco torna di corsa da Napoli, dove sta girando un film sull'omicidio del giornalista Giancarlo Siani, evita l'ingresso principale. "è sconvolto dal dolore, non vuole incontrare nessuno. Lo aveva visto due giorni fa quando a Castelvolturno il padre aveva ricevuto un premio per la carriera", racconta un amico. Per lui parla la madre di suo figlio, l'ex-moglie Francesca D'Aloja. Fuori l'albergo si stringe ad Andrea Miglio Risi (primogenito di Marco e di Eliana Miglio)e dice: "Dino era una persona speciale, il più grande e lo è stato fino alla fine, mancherà a tutti terribilmente ". Per lui non ci sarà un funerale cattolico, ma una commemorazione laica domani alla Casa del Cinema, dalle 13 alle 16, in questo modo sarà ricordato da parenti ed amici. "Con la morte di Risi l'Italia perde una parte nobile e vitale della sua cinematografia e della sua cultura - ha detto il sindaco Gianni Alemanno -. è stato un osservatore attento dei pregi e difetti del nostro popolo. I suoi film sono pagine di un minuzioso amatore del proprio paese, con lui scompare uno dei maestri della più bella stagione della commedia italiana". Per il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: "Scompare un gigante del nostro cinema. Il protagonista assoluto della commedia all'italiana che ha saputo unire la capacità di parlare ad un pubblico vasto, ad una lettura corrosiva ed illuminante della società del Dopoguerra ". Maria Rosaria Spadaccino.

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Brescia laurea gli imam all'italiana (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-06-08 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE E' il primo corso del genere in Italia: "Si può essere fedeli sia al Corano che alla Costituzione" Brescia laurea gli imam all'italiana "Antidoto al radicalismo". Promosse anche due lombarde convertite Perplessità sulla presenza tra i docenti dell'imam di Segrate. Lettera aperta a Berlusconi: "Non interrompa il dialogo" AL NOSTRO INVIATO BRESCIA - Gli imam "fai da te", ecco il vero problema. Quelli, che, magari avendo letto il Corano a spizzichi, si improvvisano predicatori e seminano messaggi pericolosi. "Da lì, dal crearsi di queste isole arriva il vero pericolo dello scontro di religioni": Sergio Bianchi è islamista, è cattolico e vive per buona parte dell'anno a Gerusalemme. Nessuno più di lui poteva mettere il "sigillo di garanzia" su un corso che, per la prima volta in Italia, ha aggiornato una quarantina tra imam e dirigenti di centri culturali islamici, mettendoli sulla strada del dialogo tra i gruppi musulmani e lo stato laico. Gli attestati di partecipazione ai circa 40 frequentatori del corso (tra loro anche quattro donne delle quali due italiane convertite) sono state consegnati ieri al centro islamico di Brescia, promotore dell'iniziativa. Da oggi, insomma, ci sono una quarantina di predicatori del Corano con una sorta di "certificato ". "Ognuno di loro sa che il primo obbligo è quello di osservare i principi di legalità sanciti dalla Costituzione" afferma Issam Mujahed, portavoce della comunità musulmana di Brescia. Riconoscimento della laicità dello Stato, innanzitutto, con quel che ne consegue: no alla poligamia, ad esempio, no al primato della sharia, sì a una parità di diritti delle donne. La solenne promessa dei frequentatori del corso è questa. E passi che l'iniziativa è partita da una moschea, quella bresciana, che non fa mistero di fare capo all'Ucooi (la discussa associazione delle comunità islamiche italiane) o che tra i docenti del corso figura Abu Shwaima, l'imam di Segrate distintosi per posizioni piuttosto radicali."Il nostro non era né un corso di diritto costituzionale, né di lingua italiana - chiarisce Bianchi - abbiamo voluto semplicemente trovare le ragioni della convivenza tra Islam e cultura occidentale proprio all'interno del Corano. Si può essere buoni musulmani e buoni cittadini: basta leggere con attenzione quello che ha detto Maometto ". "Sul piano pratico - prosegue Mujahed - abbiamo dovuto dare risposta a questioni che nei paesi a maggioranza islamica semplicemente non esistono: come celebrare i matrimoni in Italia, come seppellire i morti, come prestare assistenza sociale, come osservare i doveri religiosi conciliandoli con il lavoro e la convivenza ". Il corso di formazione si è concluso con due atti formali e concreti: una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella quale le comunità islamiche sottolineano che "le moschee in Italia non sono un problema, ma la soluzione di tanti problemi" e nella quale traspare evidente il timore che, con l'ingresso della Lega Nord in maggioranza, possano chiudersi gli spazi di dialogo tra governo e immigrati. Il secondo invece è la richiesta di una presenza più costante e regolare degli imam all'interno delle carceri lombarde. "Siamo convinti - spiega Bianchi - anche sulla base di studi compiuti negli Usa che proprio le carceri siano i luoghi dove si alimenta il radicalismo e dove possono nascere focolai pericolosi di eversione. Questo proprio perché al di là delle sbarre c'è chi si improvvisa predicatore senza averne la preparazione". E' un percorso in salita, comunque, quello intrapreso dagli imam "diplomati" a Brescia. Due volte impegnativo è il percorso scelto invece da Elisa Boldrini, bresciana, 23 anni, neolaureata alla Cattolica di Milano in storia delle religioni. Il suo viso da bambina è incorniciato dall'hijab, il velo delle donne islamiche, il lungo vestito le copre tutto il corpo: "Mentre studiavo ho scoperto il valore della spiritualità musulmana, sono rimasta folgorata. Adesso mi piacerebbe insegnare storia e filosofia a scuola". Chissà mai se riuscirà nel suo intento. SCELTA DI VITA Elisa Boldrini, bresciana convertita, riceve il diploma da Sergio Bianchi. Sulla sinistra Issam Mujahed, portavoce dei musulmani di Brescia Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it.

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BREVI (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Napolitano dev'essere davvero sopra le parti Ho sempre pensato che il ruolo del presidente della Repubblica fosse quello di essere garante della Costituzione, arbitro super partes delle diatribe politiche. Un presidente In una Repubblica dove il Parlamento è sovrano dovrebbe stare a guardare che le cose si svolgano nel rispetto delle regole e lasciare le beghe spicciole ai deputati e senatori direttamente (per modo di dire) eletti da noi cittadini. Chi entra al Quirinale deve quindi scordarsi di essere stato un politico, di smettere di pensare che ha fatto parte di una certa formazione politica sia essa di destra, centro o sinistra e diventare un soggetto politicamente neutro. A giudicare dai continui attacchi che arrivano alla Lega non è così, secondo la presidenza l'emergenza rifiuti è anche dovuta alle regioni del nord che hanno inviato tonnellate di rifiuti in Campania. Si dovrebbe scagliare contro la Lega unicamente per i proclami secessionisti che si scontrano con il concetto di nazione indivisibile, è opportuno non scordare che è stata proprio la Lega a togliere voti alle sinistre fino a escluderle dal parlamento. Felice Carpusi e-mail Simboli religiosi a scuola facciamo come la Turchia La Turchia, il Paese più islamico d'Europa, ha bandito il velo dalle Università, giudicandolo incostituzionale. Aspettiamo che l'Italia, Stato laico a maggioranza cattolica con una minoranza islamica che fino a pochi mesi fa riteneva di potersi comportare come voleva, prenda una decisione analoga e permetta a tutte le donne di frequentare le scuole di ogni ordine e grado senza ostentazioni di simboli religiosi tanto ingombranti. Resto fiduciosa dell'applicazione di quelle leggi italiane che vietano di girare mascherati e impongono a tutti di essere riconoscibili. Erminia Turatie-mail Basta parcheggi-trappola per "estorcere" denaro Vorrei esprimere il mio sdegno nei confronti delle amministrazioni comunali per come viene gestito il problema dei parcheggi. Infatti trovo assurdo che queste non solo non si adoperino per mettere gli automobilisti in condizione di parcheggiare, ma inventino trappole e balzelli per estorcere denaro e "fare cassa" coi parcheggi a pagamento mettendo così in difficoltà i lavoratori-pendolari o chi deve sottoporsi a esami clinici all'ospedale; inoltre trasformano la polizia municipale in "esattori delle tasse", zelanti nell'elevare salatissime contravvenzioni per trasgressioni piccole, ma proprio per questo facili da contestare e remunerative per i comuni. In questo modo distogliendoli da quello che sarebbe il loro compito, contrastare la criminalità. Temo che la prospettata abolizione dell'Ici, sottraendo risorse ai comuni, rischi di inasprire questa situazione, e di gravare sugli automobilisti già tartassati dal caro benzina e dalle assicurazioni. Denis Baronie-mail I pescatori e il caro-gasolio l'euro non è una benedizione Per la gioia di branzini, molluschi e pesce azzurro è in atto lo sciopero della pesca. Gli effetti del fermo delle navi si stanno facendo sentire sui mercati e nei ristoranti, l'unico prodotto che si riesce a trovare pare provenga dall'Albania. L'Albania così come l'Italia ha una attività estrattiva, ha suoi pozzi di petrolio che tuttavia non sono sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale, devono anch'essi ricorrere all'importazione di petrolio a prezzi di mercato, gli stessi che paghiamo noi. Il gasolio per i pescatori albanesi dovrebbe avere subito lo stesso incremento di quello italiano, forse maggiore perché non hanno quella benedizione divina che si chiama euro. A quanto pare non è così. L'Italia l'euro ce l'ha e secondo quanto dichiarato da Trichet è stato uno strumento fondamentale e insostituibile per garantire la stabilità dei prezzi, l'Albania ha una valuta che quasi nessuno conosce e che in linea teorica dovrebbe essere tutt'altro che stabile, perennemente esposta alle turbolenze della speculazione. Non accade e i pescatori oltre Adriatico continuano a pescare e pare soffrano del problema del caro gasolio in misura molto inferiore. Filippo Testae-mail La vergogna delle repliche nell'estate dei programmi tv Inizia l'estate e sugli schermi televisivi le programmazioni propongono solo minestre riscaldate, passano repliche di fotogrammi e trame già viste che conosciamo tutti a memoria. Lo fanno per noi, per non farci perdere nulla di importante, sanno che con la bella stagione si sta meno in casa e il numero di potenziali spettatori diminuisce sensibilmente. C'è però da fare una una riflessione che vuole spingersi un briciolo più in là, oltre la mera constatazione che sullo schermo appaiono repliche. Si osserva che quello che passa è sempre uguale, quasi come la televisione in mezzo secolo di vita abbia prodotto solo quel materiale e nulla più. Perché ad essere riproposti con una frequenza che conduce alla nausea sono sempre e solo episodi di Derrick, della Signora in Giallo o di Rex e mai ad esempio di "Furia cavallo del west"? Una spiegazione potrebbe esserci. Molti sicuramente ricorderanno una puntata di Report nella quale venivano svelati alcuni misteri del ricco mercato dei diritti d'autore. Le serie televisive sono le trasmissioni che rendono di più, ogni passaggio sono soldi che finiscono nelle tasche di qualcuno. La domanda dovrebbe sorgere spontanea: a chi appartengono i diritti d'autore per l'Italia di serie come Rex, la Signora in Giallo o di tutti quei programmi reiteranti? Nadia Rettorie-mail 08/06/2008.

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