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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DAL  4 AL 7 maggio 2008        #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (19)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Guardia, dal Papa una "rosa d'oro" ( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Laicamente, la rosa d'oro può evocare le "tre stelle" Michelin, è il massimo punteggio attribuito alla fama e alla santità di un santuario. Assegnata a Fatima da Paolo VI ma solo nel 1964, molti anni dopo gli eventi riconosciuti dalla Chiesa come "miracoli".

Il potere blindato della destra zuccherosa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non è un partito con radici cattoliche o comunque religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non è il partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un partito laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa Costituzione e dei suoi principi fondativi.

La politica deve imparare ad ascoltare, i media devono saper raccontare la società e il m ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: presidente uscente dell'Azione cattolica a conclusione della XIII assemblea nazionale tenutasi ieri a Roma. Non si candida per un nuovo mandato il docente di Filosofia teoretica che per appena due anni a guidato la più grande associazione ecclesiale del laicato italiano. Oggi sarà in piazza san Pietro, con oltre 100 mila aderenti ad AC,

Italia, ti teniamo sott'occhio con gruppi di ascolto ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e la cattolica in particolare, potrà instaurare un franco dialogo di fraternizzazione con l'Islam - continua l'Imam. Si uscirà così da ogni equivoco e da ogni presunta frattura fra mondo orientale e mondo occidentale". Secondo lui gli Stati Uniti d'America sono un gigante comandato da un topolino che ha un cervello che parla in lingua d'

Inno d'amore per una figlia mai perduta ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il "tutto è vanità" dell'Ecclesiaste non lo convince e, in una dimensione laica e stoica, nemmeno Seneca è in grado di lenire una pena per cui non c'è tregua né risposta. Immagini sacre, preghiere, disegnano i contorni di una fede che non vacilla, ma non per questo si rassegna. Credere non esclude una quieta disperazione.

Il Papa: "In Italia emergenza educativa" ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Azione Cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350.000 aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi a Roma il suo tredicesimo congresso. Giunto da ogni parte d'Italia con oltre 1.200 pullman, 2 treni speciali e mezzi propri, il popolo dell'Azione Cattolica (circa 100 mila persone) ha riempito la piazza con striscioni,

Il papa ai centomila dell'azione cattolica "in italia c'è una emergenza educativa" - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la Messa è stata celebrata dal cardinale Bagnasco, che nell'omelia ha rilanciato il ruolo dell'Azione cattolica nella nostra società e per ribadire con forza il no all'aborto e all'eutanasia. Precedendo, in sostanza, l'analogo incitamento che papa Ratzinger avrebbe poi fatto alla recita del Regina Coeli, dopo l'indirizzo di saluto del presidente dell'

Il Papa all'Azione cattolica: Siate vigili contro edonismo e relativismo In oltre 100mila in piazza San Pietro per il 140 anniversario dell'associazione. Bagnasco: i vescovi conta ( da "Unita, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Questa è la consegna che Benedetto XVI ha affidato all'Azione cattolica, l'associazione storica del laicato cattolico italiano, che ha incontrato ieri in piazza san Pietro, in occasione del 140° della fondazione. Erano oltre 100 mila i fedeli in rappresentanza del "popolo delle parrocchie" che hanno ascoltato il messaggio del Papa pronunciato al termine del "Regina Caeli".

F orse ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di tipo sovietico o cinese, o dal laicismo da osteria di un tempo, o dal discutere il diritto del clero di dire la sua. Il vero dubbio, filosofico, che suscita è, piuttosto, che non valuti bene le crisi ricorrenti di tutti gli "illuminismi" e i paralleli ritorni "romantici " ad altro che la ragione.

CITTÀ DEL VATICANO Papa Benedetto XVI è tornato a puntare ( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Azione cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350.000 aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi, a Roma, il suo 13 congresso, a 140 anni dalla sua fondazione. Giunto da ogni parte d'Italia, il popolo dell'Azione Cattolica ha riempito la piazza con striscioni, canti, gadget e un'atmosfera festosa,

L'allarme di Benedetto XVI: <L'educazione è un'emergenza> ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ascensione di Cristo al cielo che gli Atti degli apostoli collocano a 40 giorni dalla Pasqua, tutta dedicata all'Azione cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350mila aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi, a Roma, il suo tredicesimo congresso, a 140 anni dalla sua fondazione. Giunto da ogni parte d'Italia con oltre 1.

Fecondazione, la Turco cambia le regole ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: assistita anche per quei soggetti positivi a malattie sessualmente trasmissibili (come l'Aids e le forme più gravi di epatite, ndr), per cui è stato riconosciuto uno stato di infertilità di fatto, e che ora potranno avere dei figli senza correre il rischio di infettare la partner o il nascituro". Quest'ultima è una novità salutata con favore a sinistra e dal mondo scientifico laico.

Per il "Time" il Papa non è "influente" ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Il Mare nostrum e la Legge 40 ( da "Unita, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Se ho capito bene - qualche volta il pensiero del Presidente è tortuoso - la laicità se la sono inventata i Vescovi, ai quali dobbiamo imperitura gratitudine e naturale ubbidienza. C'è stata in passato una teoria del genere (la dottrina delle due spade) ma riguarda papa Gelasio II e l'anno, se lo ricordo bene, era il 494.

Mappe dai dalemiani ai popolari (hard e soft) ( da "Riformista, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I laici. C'è spazio anche per una "corrente laica" (virgolette d'obbligo). Gianni Cuperlo, infatti, non ha intenzione di disperdere il "patrimonio di risorse" che si sono sviluppate attorno al manifesto Laicità e civismo , che a fine gennaio raccolse oltre mille firme (tutte di peso).

Gli sconti di Zapatero alla Chiesa ( da "Unita, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ovvero private ma sovvenzionate dallo Stato. Ma da parte della Conferenza episcopale non c'è stata alcuna risposta positiva a tanta generosità, che la sinistra laica non riesce né a comprendere né a digerire. Meno ancora comprende il fatto che il governo, apertamente combattuto dai vescovi in campagna elettorale, abbia rinunciato a qualsiasi passo avanti in temi fondamentali come l'

ROMA - Ci penserò stanotte . Le resistenze degli alleati e le per ( da "Messaggero, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ha riaccesso le perplessità della componente cattolica di FI che da tempo vede con qualche mugugno crescere il peso dell'area laica e socialista. Sul piede di guerra non c'è solo l'ex Udc Giovanardi, ma anche l'Mpa di Lombardo e la Dca di Rotondi che in serata è stata però tranquillizzata con la certezza del dicastero alla "Solidarietà Sociale" per lo stesso segretario.

L'Italia sotto il tiro della destra radicale ( da "Liberazione" del 07-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che le correnti di pensiero laiche, cattoliche, liberali, comuniste e socialiste avevano realizzato negli ultimi sessant'anni, a partire dalla resistenza e dalla Costituzione. La destra radicale è una forza trasversale e anche un po' mutevole, camaleontica, che passa dentro tutti i partiti del centrodestra, talvolta si insinua anche al centro,

GUARDASIGILLI, L'ULTIMO SCOGLIO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolica di Fi che da tempo vede con qualche mugugno crescere il peso dell'area laica e socialista. E nelle convulse trattative notturne per via Arenula è anche spuntato il nome dell'azzurro Donato Bruno. Sul piede di guerra non c'è solo l'ex Udc Giovanardi, ma anche l'Mpa di Lombardo e la Dca di Rotondi che in serata è stata però tranquillizzata con la certezza del dicastero alla


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Guardia, dal Papa una "rosa d'oro" (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Laicita'

L'evento Ratzinger conferirà al santuario l'alta onorificenza che solo Loreto in Italia può vantare L'ANNUNCIO arriva un po' in sordina, senza enfasi, ieri mattina nel santuario della Guardia gremito in occasione della tradizionale processione del primo sabato del mese. "Il Santo Padre ha deciso di portare al santuario, quando verrà tra due settimane, una rosa d'oro", scandisce il cardinale Angelo Bagnasco dall'altare. Silenzio generale. Ma quella rosa, un'antica e altissima onorificenza pontificia, è prima di tutto un atto d'amore verso Genova e la Liguria, un messaggio esplicito lanciato da un Papa che ama i simboli e non disdegna di ripescare dal passato i riti e i segni della tradizione cristiana. Come tradurre questo segno? Laicamente, la rosa d'oro può evocare le "tre stelle" Michelin, è il massimo punteggio attribuito alla fama e alla santità di un santuario. Assegnata a Fatima da Paolo VI ma solo nel 1964, molti anni dopo gli eventi riconosciuti dalla Chiesa come "miracoli". A Lourdes e a Czestochowa da Giovanni Paolo II. Al santuario di Nostra Signora di Aparecida, patrona del Brasile, da Papa Ratzinger nel corso della sua visita a San Paolo dello scorso anno. In Italia, se ne può fregiare il santuario di Loreto. Un segno solenne, apparentemente niente più. Ma Papa Benedetto XVI ha dimostrato che, nel Vaticano del dopo-Wojtyla, i segni contano, e molto. E come altri simboli che il Papa ama, come i capi di vestiario ripescati dal passato o il messale latino, la rosa d'oro affonda le sue radici in un tempo lontanissimo. Così, le mille persone riunite ieri al santuario della Guardia al termine della processione votiva, dalle parole del cardinale hanno avuto un'ulteriore conferma che il Papa non verrà certamente a Genova come un turista con la papalina bianca. Il suo atto di affetto verso il cardinale di Stato Tarcisio Bertone (e verso il presidente della Cei Angelo Bagnasco) è anche un sincero tributo a una devozione mariana che il pontefice rinnova ogni giorno. La Guardia, per Benedetto XVI, non è una chiesa lontana. "Sì, certamente sapevo che il Santo Padre pregava presso la statua della Madonna della Guardia nei giardini vaticani - racconta poi il rettore del santuario, monsignor Marco Granara - ma pensavo capitasse di tanto in tanto. Già il cardinale Tarcisio Bertone mi aveva detto che non era così, che la sua era una preghiera davvero quotidiana. Adesso me lo ha confermato un agente della gendarmeria vaticana, venuto a fare un sopralluogo: il rosario recitato ogni giorno da Benedetto XVI, mi ha detto, termina sempre alla statua della Guardia...". Adesso, alla devozione privata di un Papa si aggiunge il tributo solenne, l'atto formale , la "certificazione". La Rosa d'oro, benedetta dal pontefice ogni anno alla quarta domenica di Quaresima, rimanda a una tradizione medievale che data al 1049. sotto il pontificato di Leone IX. Da allora, nel corso dei secoli, l'insegna pontificia della rosa è stata conferita a sovrani e principi meritevoli nei confronti della cristianità, poi esclusivamente a regine e principesse, come un atto di amore cortese verso l'universo femminile. L'ultima testa coronata che lo ha ricevuto è stata Charlotte, granduchessa di Lussemburgo, nel 1956. Nel frattempo, i Pontefici hanno cambiato il destinatario di questo gesto di onore e ossequio, omaggiando i santuari cattolici in diverse parti del mondo. Adesso il santuario della Guardia si affianca a pochi altri luoghi mariani nel mondo, tappa di un itinerario della fede che spazia dall'Europa all'America. Simboli che acquistano consistenza, ieri mattina, mentre la folla affluisce al santuario sul monte Figogna per godersi il sole di maggio e per pregare, ma soprattutto per apprendere, dal cardinale Bagnasco, qualcosa in più su una visita attesa e desiderata. Fin dal giorno in cui il cardinale Tarcisio Bertone, salutando la città per assumere l'incarico di segretario di Stato del Vaticano, si era impegnato a portare il pontefice alla Guardia. A due settimane dall'evento, anche se la visita a Genova sarà necessariamente "blindata" dalla vigilanza vaticana, i segnali di allentamento delle tensioni non mancano. Le associazioni omosessuali, a cominciare da Arcigay, si sono dissociate dalla manifestazione promossa dai centri sociali e dal movimento antagonista contro la visita di Ratzinger. E un leader bipartisan come don Gallo, prete e no-global, ha preso le distanze ("Iniziativa sbagliata nei tempi e nei modi, anche se i centri sociali portano avanti una battaglia condivisibile in difesa di diritti negati"). La stanza di Papa Benedetto XVI alla Guardia è già pronta, al terzo piano dell'edificio del santuario, in cima alla bassa torre sulla navata destra. È quella dove hanno dormito tutti gli arcivescovi genovesi, ma anche quella (si sussurra) dove il cardinale Bertone ha ricevuto, ormai due anni fa, l'ultima segretissima chiamata: la convocazione in Vaticano, direttamente da Papa Ratzinger Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it. 04/05/2008.

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Il potere blindato della destra zuccherosa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti IL POTERE BLINDATO DELLA DESTRA ZUCCHEROSA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Poteva fare, come disse, dell'aula sorda e grigia di Montecitorio un bivacco di manipoli, ma lo fece soltanto due anni dopo sulla scia del delitto Matteotti. La dittatura rompe le regole della democrazia e rende inutile l'ipocrisia. Il Parlamento fu abolito, i partiti dissolti salvo il suo che fu identificato con lo Stato, la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale. L'Italia è una regione dell'Europa. La nostra moneta è quella europea. Una dittatura totalitaria oggi è impensabile in Europa e in Occidente. E poi la classe dirigente del centrodestra non ha alcuna somiglianza con lo squadrismo diciannovista. Perciò quel pericolo non c'è. Ce ne sono altri che possono suscitare serie preoccupazioni. * * * I marxisti spiegavano la storia dei popoli attraverso il rapporto tra le forze produttive e le istituzioni chiamando le prime "struttura" e le seconde "sovrastruttura". Lo ricorda Giorgio Ruffolo nel suo bellissimo libro "Il capitalismo ha i secoli contati" che è la più lucida ricostruzione della globalizzazione che stiamo vivendo e dei fenomeni che l'hanno preceduta. Tra la struttura e la sovrastruttura non esiste un rapporto di automatica determinazione come pensavano rozzamente i marxisti militanti del secolo scorso. C'è invece una continua interazione, un reciproco condizionamento. Io credo che l'emergere elettorale del centrodestra e la rivoluzione parlamentare che ne è seguita siano state largamente determinate dal nuovo atteggiarsi strutturale delle forze produttive, lo sgretolarsi dei tradizionali blocchi sociali, la scomparsa delle classi, il frazionarsi degli interessi fino alla loro completa polverizzazione. Questo mutamento strutturale spiega anche la nascita del partito "liquido" dei democratici, la sconfitta del partito cattolico come arbitro centrista che era nel disegno di Casini, infine l'affondamento della sinistra massimalista. Il comportamento più strano, ai confini dell'assurdo, è stato proprio quello della sinistra radical-massimalista, che ha attribuito a Veltroni la sua scomparsa e ha punito con il voto e con l'astensione Rutelli per castigare il leader democratico. Per gli ultimi marxisti militanti è un errore squalificante non rendersi conto che le strutture negli ultimi quindici anni sono completamente cambiate ed hanno determinato una rivoluzione sovrastrutturale. La sinistra radicale, le sue ideologie, i suoi slogan, la sua organizzazione politica galleggiavano sul vuoto che essa stessa aveva ulteriormente aggravato segando l'ultimo ramo che ancora la sosteneva e cioè l'operatività del governo Prodi. Il loro stupore per la scomparsa del loro mondo, quello sì, è stupefacente e direi senza appello: chi ha smesso di pensare smette di vivere. Questo è accaduto, con buona pace di Sansonetti, direttore del più assurdo (e come tale utile) giornale oggi in circolazione. * * * L'ascesa al potere del triumvirato Berlusconi, Bossi, Fini-Alemanno, che si completa in quadrumvirato con l'inevitabile cooptazione del siciliano Lombardo, si fonda su una precisa ideologia, sì, riemerge l'ideologia, è un fatto nuovo del quale è bene prendere atto. Chi l'ha declinata meglio di tutti è stato Fini nel suo discorso alla Camera dei deputati. Si basa sulle radici cristiane, anzi cattoliche, sulla condanna del relativismo, sull'esistenza d'una verità assoluta e sulla morale che ne deriva. Sulla tolleranza (relativa) delle altre culture a discrezione del Principe. Sulla protezione e la sicurezza dei cittadini per mettere in fuga la loro insicurezza. Sulla convivenza tra il potere forte dello Stato e la società federale. Berlusconi rappresenta il vertice del Triumvirato-Quadrumvirato: un tavolo a tre gambe, un triangolo retto che è sempre uguale a se stesso su qualunque lato venga poggiato perché il bello del populismo consiste nella ubiquità di Berlusconi, leghista, statalista, liberista, per naturale e plurima vocazione. Perciò, salvo errori o malasorte, puntare su laceranti contrasti tra i triumviri è sbagliato: c'è trippa per tutti e anche per Grillo che dissoda il terreno dove i triumviri semineranno e raccoglieranno. Così saranno i cinque anni che ci aspettano. Buon pro ci faccia. Ma dunque non c'è niente da fare? Al contrario, penso che ci sia moltissimo. * * * Una volta tanto provo a descrivere il Partito democratico in negativo, cioè per quello che non è. Un modo come un altro per disegnarne un profilo identitario. Non è il partito dell'ideologia assolutista. Non è un partito con radici cattoliche o comunque religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non è il partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un partito laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa Costituzione e dei suoi principi fondativi. Non trasformista ma disponibile a partecipare ? se potrà ? all'elaborazione delle riforme istituzionali. Vuole un libero mercato nutrito di libera concorrenza, con regole efficaci e istituzioni capaci di farle rispettare. Un partito con una sua visione nazionale nel quadro di un'Europa federale. Così sembra a me che debba essere. Nell'idea originaria Veltroni ha puntato su una forma che fu definita "liquida", poggiata sul popolo delle primarie. Questa formula, che anche a me sembrava utilmente innovativa rispetto alla tradizionale forma-partito, si è invece rivelata inefficace. L'esperienza della campagna elettorale ha dimostrato che le primarie sono uno strumento selettivo utile ma non l'ossatura di un partito che deve vivere sul radicamento territoriale. C'è bisogno d'una struttura militante e identificata con gli interessi del territorio e di un vertice solido e plurimo che indichi le priorità e i mezzi disponibili per attuarle. Che non sia casta ma rappresentanza. Locale ma con visione nazionale. Il Partito democratico rappresenta il solo sbocco politico possibile della sinistra italiana e deve perseguire quest'obiettivo. Rappresenta il solo sblocco possibile dei cattolici adulti, che abbiano intensi sentimenti di fede e non di idolatrie o di calcoli politicanti. Questi cattolici sono minoranza tra i tanti battezzati indifferenti e ruiniani? Ma i cattolici veri, quelli di fede e di responsabilità personale, sono sempre stati minoritari, quello è il loro vanto e la loro dignità religiosa così come lo è per i laici non credenti ma rispettosi del sacro e delle sue non idolatriche manifestazioni. Ricordo qui una lezione di Ugo La Malfa: impegnò la sua vita politica per cambiare la sinistra di cui si sentiva parte, per cambiare la Democrazia cristiana con la quale fu alleato e per cambiare il capitalismo italiano trasformando gli imprenditori in una consapevole borghesia. Secondo il mio modo di vedere il Partito democratico deve farsi portatore di analoghe e alte ambizioni che sono al tempo stesso culturali sociali e politiche. Il riformismo di centrosinistra in un paese come il nostro è minoritario. Lo è sempre stato ma ha, deve avere, vocazione maggioritaria. Del resto le grandi trasformazioni sono sempre state ? e non solo in Italia ? realizzate da minoranze che seppero operare nel senso della storia programmando il futuro, rappresentando il paese vitale e responsabile, consapevole dei difetti, dei limiti e delle virtù degli italiani. Un gruppo dirigente coeso e non castale può e dev'essere animato da una grande ambizione. La sconfitta è stata dura, gli errori ci sono stati. Ambizione, non vanità. Dialogo, non trasformismo. Pragmatismo, non improvvisazione. C'è molto da fare.

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La politica deve imparare ad ascoltare, i media devono saper raccontare la società e il m (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del r.m. "La politica deve imparare ad ascoltare, i media devono saper raccontare la società e il mondo, le istituzioni, infine, devono servire il paese reale, non quello di plastica". Sono le parole pronunciate da Luigi Alici, presidente uscente dell'Azione cattolica a conclusione della XIII assemblea nazionale tenutasi ieri a Roma. Non si candida per un nuovo mandato il docente di Filosofia teoretica che per appena due anni a guidato la più grande associazione ecclesiale del laicato italiano. Oggi sarà in piazza san Pietro, con oltre 100 mila aderenti ad AC, ascolterà il "messaggio" di Benedetto XVI. Ieri ha parlato dell'Italia. "Sembra essere sempre più un paese frenato vittima del dibattito tra politica e antipolitica, quando l'alternativa vera, più vicina alla gente, è tra buona e cattiva politica". Avanza la sua proposta, polemica verso chi vorrebbe mettere in discussione il tessuto costituzionale e l'unità del Paese. "Non si tratta di muoversi tra statalismo o federalismo, ma di realizzare riforme costituzionali condivise, dare vita a un federalismo che metta al primo punto la solidarietà e si fondi sulla persona, sulla sussidiarietà". Il suo è un no "a un federalismo che riproduca uno statalismo in miniatura". Vi è lavoro da fare per l'Ac in una società in cui "le istituzioni rischiano di diventare sempre più neutre e l'individualismo può generare pericolose forme di stanchezza democratica". Non vanno nascoste "le differenze interne", riducendole a "scelte private". Né vanno negate quelle "esterne" trasformando il rapporto con i nuovi popoli "in una lotta tra barbari e l'impero". Ecco allora l'obiettivo per Ac: "Essere voce e coscienza critica nella comunità dei credenti e nel paese". Alici la sua battaglia l'ha fatta. Ora sarà condotta dal suo successore. Lo sceglierà la Cei sulla terna indicata dal congresso.

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Italia, ti teniamo sott'occhio con gruppi di ascolto (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del IMAM KHAMENEILa massima autorità religiosa iraniana: controlliamo come tv e giornali parlano del nostro Paese "Italia, ti teniamo sott'occhio con gruppi di ascolto" di Marco Dolcetta Domenica 20 aprile ho incontrato l'Iman Khamenei - nel cortile del vecchio palazzo estivo dello scià, dove spesso riceve gli stranieri a Teheran. Non è la prima volta. Fui qui nel luglio 1988 dietro incarico dell'allora direttore del Tg 3 Alessandro Curzi e di Rai Tre Angelo Guglielmi, quando, unico giornalista italiano, girai un reportage televisivo sulla nazione iraniana allo stremo. Sono ritornato a Teheran con lo stesso incarico e ritrovo l'Iman che a differenza del Paese - attraversato da venti di modernità - non sembra affatto cambiato. Qual è - gli chiedo subito - lo stato dei rapporti della Repubblica islamica dell'Iran con gli Usa? "Gli Stati Uniti hanno rotto le loro relazioni con l'Iran per aumentare la pressione su di noi. Se ora desiderano ristabilirle è per lo stesso motivo. Non desideriamo relazioni imposte. Cerchiamo una relazione stretta con tutti i paesi del mondo che non ci considerano nemici. Continueremo nella ricerca del nucleare senza pressioni imperialiste, è un diritto per l'Iran poter sviluppare la propria scienza e tecnologia". Resta l'accusa principale, che cioè l'Iran non è una vera democrazia. "n merito alla presunta democrazia ricordo che è stata fatta una rivoluzione che non aveva certo, come scopo finale la democrazia borghese cara agli occidentali, la nostra democrazia islamica va molto al di là della libertà che gli occidentali possono immaginare. Una dimostrazione viene dal fatto che la televisione satellitare libanese, gestita dagli sciiti, "Al Manar" (che vuol dire Il Faro) che ha milioni e milioni di spettatori in tutto il mondo, dal satellite che trasmetteva in Francia è stata oscurata per volontà del governo". Però in Occidente la libertà di stampa è largamente garantita. "Da voi in Italia, come in tanti altri paesi cosiddetti democratici, la stampa, ma soprattutto la televisione considera tabù e viene censurata ogni trasmissione che tratta anche nel senso oggettivo o discretamente critico il pensiero dei fedeli sciiti, sia che vivano in Libano che in Iran. Questo noi lo sappiamo bene, perché, così come in Israele esistono dei posti di ascolto e registrazione delle nostre trasmissioni, che poi vengono ridistribuite a giornalisti occidentali legati ad Israele, così noi, in ogni paese del mondo, abbiamo chi ascolta e vede, giornali, radio e televisioni, che ci permette di avere un panorama completo e aggiornato dell'opinione. Opinione, spesso distorta e piena di censura che viene data come falsamente democratica e libera, lo dimostrano le vostre elezioni con i maggiori candidati direttamente asserviti agli americani e con le liste preconfezionate nei nomi e nelle classifiche di preferenza ma, in realtà espressione del servilismo dei giornalisti costretti dai grandi poteri economici, finanziari e politici dell'Occidente che delegano ai direttori la funzione di sceriffi di controllo per filtrare le poche verità e le molte manipolazioni". Ci permettiamo di dissentire, ma su questo punto l'Iman non accetta critiche. Khamenei è l'Imam sciita, la guida spirituale, è colui che garantisce la purezza dell'applicazione delle leggi emesse dalla Repubblica islamica dell'Iran. Il suo controllo sulla vita politica lo ha dimostrato chiaramente negli ultimi anni, quando, al potere, come primo ministro c'era l'Ayatollah Khatami, di recente sconfitto nelle elezioni, presunto democratico che, in pratica, proprio per il controllo fortemente restrittivo imposto dalla giurisprudenza religiosa, che fa capo a Khamenei, anni fa non ha potuto svolgere nessuna riforma tra quelle annunciate nel suo duplice programma elettorale. L'attuale situazione in Iran è caratterizzata dalla presidenza di Ahmadinejad, un ex pasdaran, figlio di un semplice fabbro e volontario combattente nella guerra Iran-Iraq. Potrebbe ingannare il fatto che, essendo lui un laico, e non un religioso, possa incarnare un'ipotesi di autonomia di scelte in quanto preposto al potere esecutivo. Ma non è così. L'ultimo presidente laico in Iran fu Ali Bani Sadr, ora in esilio a Parigi. Ai suoi tempi osò fare qualcosa di non completamente in linea con le idee di Khomeini. Riuscì fortunosamente a scappare e salvarsi in Francia. L'attuale presidente è quello che da noi verrebbe chiamato un laico preparato, perfetto conoscitore della macchina burocratica ed anche un fervente religioso e, quindi, sicuramente un fedele esecutore del pensiero di Khamenei. "L'Imam - ci spiega - è l'esatto interprete del testo sacro -mentre gli Ulema, le guide religiose, i sapienti dell'Islam, infatti, malgrado tutte le loro integrità morali, e le loro competenze di religione non sono certamente immuni dal peccato, data la loro natura umana. L'Imam che esiste su questa terra è l'espressione fisica dell'Imam Nascosto, ovvero il cosiddetto Tredicesimo Imam, ovvero, quello che dovrà venire per ristabilire eguaglianza e giustizia su questa terra. L'attesa dell'Imam Nascosto non esclude il fatto che si possa avere qualche indicazione dottrinaria dall'Imam Palese". I discorsi di Khamenei, volendo togliere per l'occasione tutti i riferimenti dottrinari, si limitano essenzialmente, nelle sue esortazioni all'Occidente, e a quello cristiano in particolare, di riscoprire la vera natura del cristianesimo, la religione monoteistica che non ha niente a che fare - secondo lui - nella sua origine, alle commistioni avvenute nei secoli con la religione ebraica. "Riscoprire il Cristo Ariano, nella sua purezza originaria ritrovata la religione cristiana, e la cattolica in particolare, potrà instaurare un franco dialogo di fraternizzazione con l'Islam - continua l'Imam. Si uscirà così da ogni equivoco e da ogni presunta frattura fra mondo orientale e mondo occidentale". Secondo lui gli Stati Uniti d'America sono un gigante comandato da un topolino che ha un cervello che parla in lingua d'Israele. Prima di congedarci gli chiediamo un'opinione sull'Iraq dopo la fine di Saddam Hussein. "Saddam Hussein, taglia corto, nostro antico rivale, persecutore in patria degli sciiti, ha fatto la fine di Frankestein che si è ribellato al suo padrone".

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Inno d'amore per una figlia mai perduta (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 106 del 2008-05-04 pagina 25 Inno d'amore per una figlia mai perduta di Stenio Solinas Non è la prima volta che Fausto Gianfranceschi affronta in un libro il tema della perdita di un figlio. Accadde trent'anni fa con Svelare la morte (Rusconi editore), premio Selezione Estense, accade ora con Federica (Pagine editore, 112 pagine 11 euro), il che significa, in una dimensione privata, un doppio, indicibile strazio, e dal punto di vista letterario una duplice sfida. Il Gianfranceschi di allora era un uomo e uno scrittore nel pieno della maturità fisica e intellettuale, in grado se non di comprendere e/o accettare il lutto, di superarlo: una sorta di prova, di iniziazione quasi al dolore e insieme di affermazione dei diritti della vita che impongono il ricordo e però l'andare avanti, il pianto ma non la sua esibizione o la propria commiserazione. Il Gianfranceschi di adesso è una persona provata dalle malattie, avanti negli anni, distaccata dal clima culturale imperante di cui probabilmente non gli piace nulla e poco gli interessa, e il dover bere di nuovo quel calice gli provoca un senso di orrore. Lo fa, e questo libro ne è la dimostrazione, ma questa volta a spingerlo è soprattutto un senso del dovere. Ci costruiamo nel tempo e con il tempo lo stile esistenziale che più ci somiglia e a cui più vorremmo somigliare. È la nostra bandiera, ma anche la nostra prigione. Costruito con un andamento cronologico, Federica affianca al racconto di ciò che accade (la malattia improvvisa, fulminea e inaspettata, le tenui speranze, l'agonia, la scomparsa, le esequie), il ricordo. Sono apparentemente le pagine più lievi, per quella funzione consolatoria che attiene alla memoria, ma in realtà sono le più struggenti, perché intinte di un vitalismo, di una passione per la vita di cui ora la morte sembra irridere ogni aspetto. Intellettuale non da biblioteca, sportivo, di bell'aspetto, amante del rischio per congenita imprudenza e indolenza, il padre ha trasmesso alla figlia questo modo di essere e di fare, la vela e i cavalli, la natura, la musica, e Federica bambina, Federica ragazza, Federica donna è stata questa cosa qui, una sorta di ritratto al femminile, nel gioco dei ruoli che si inseguono e si intrecciano, dei gesti che si ripetono, dei sorrisi che rimandano una mutua comprensione. Persino nelle testardaggini, nelle impuntature e nei difetti, ovvero nella volontà di mettersi alla prova, di trovare una propria strada. Cattolico, credente, il padre cerca di trovare nella religione il senso di ciò che gli sfugge: perché lei, perché così presto, perché in questo modo... Rilegge nella Bibbia il Libro di Giobbe e ne resta atterrito, il "tutto è vanità" dell'Ecclesiaste non lo convince e, in una dimensione laica e stoica, nemmeno Seneca è in grado di lenire una pena per cui non c'è tregua né risposta. Immagini sacre, preghiere, disegnano i contorni di una fede che non vacilla, ma non per questo si rassegna. Credere non esclude una quieta disperazione. In un centinaio di pagine, con brevi, pudichi accenni, Gianfranceschi ricostruisce anche la storia familiare di un'Italia minoritaria, personale ma per molti versi collettiva, quell'Italia che ha sempre visto nei figli una benedizione e non un peso, che crede nel rapporto fra le generazioni, che non isola i vecchi dai giovani, che fa bene il proprio lavoro e non baratta un'idea per una carriera, colta, ma priva di feticismi o superbie intellettuali, innamorata del proprio Paese senza preoccuparsi quanto e se questo amore verrà ricambiato. Si esce dalla lettura di Federica devastati eppure pacificati: al vecchio, esausto padre e a sua moglie, cui la pratica medica aggiunge il peso insopportabile di chi già sa che non c'è speranza, non viene risparmiato nulla: la donazione degli organi della figlia, dove solo la generosità d'animo di chi coscientemente avrebbe comunque donato, permette di superare l'orrore di quella che è pur sempre una macellazione, la stupidità della burocrazia, che per un proprio errore vorrebbe negare la sepoltura nella tomba di famiglia... Eppure, e ha ragione Gennaro Malgieri nella bella post-fazione al libro, è sempre e comunque la "tenerezza paterna" a elevarsi su tutto e un'idea della vita come amore e mai come indifferenza per ciò che si è, per ciò che si ha. "Morte, dov'è la tua vittoria?". "Breve come un grido", con una scrittura intinta "nella tempesta e nel sangue", Federica è il ritratto di una persona amata e l'autoritratto di chi così tanto l'amò. È il pianto di un padre fatto con le lacrime dello scrittore. Nell'abbracciare silenziosamente il primo, rimane l'ammirata invidia per il secondo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Papa: "In Italia emergenza educativa" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

DISCORSO AI GIOVANI Il Papa: "In Italia emergenza educativa" CITTÀ DEL VATICANO Papa Benedetto XVI è tornato a puntare il dito contro l'"emergenza educativa" in atto in Italia, e contro il diffondersi di una "mentalità relativistica, edonistica e consumistica" di fronte alle quali la Chiesa deve farsi "missionaria". Lo ha fatto nel corso di una giornata dedicata all'Azione Cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350.000 aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi a Roma il suo tredicesimo congresso. Giunto da ogni parte d'Italia con oltre 1.200 pullman, 2 treni speciali e mezzi propri, il popolo dell'Azione Cattolica (circa 100 mila persone) ha riempito la piazza con striscioni, canti e gadget. Prima dell'incontro con il Santo Padre i fedeli hanno assistito a una messa celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco che ha colto l'occasione per ribadire il no all'aborto e all'eutanasia. Poco dopo il Papa ha illustrato agli aderenti il senso e la pratica della loro azione. "In una Chiesa missionaria posta dinanzi a una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia - ha detto Benedetto XVI all'Azione Cattolica - voi che l'amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell'intelligenza, sia nell'ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all'eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio".\.

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Il papa ai centomila dell'azione cattolica "in italia c'è una emergenza educativa" - orazio la rocca (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Ieri piazza San Pietro stracolma per il 140esimo anniversario della fondazione dell'associazione Il Papa ai centomila dell'Azione cattolica "In Italia c'è una emergenza educativa" Da Benedetto XVI anche un severo stop a edonismo, materialismo e relativismo ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Difesa della vita, lotta all'aborto, assunzione di responsabilità nei confronti della politica e di una "emergenza educativa sempre più preoccupante" ma anche un ennesimo severo stop a edonismo, materialismo e relativismo, dipinti come "i principali mali che minacciano i giovani in tutto il modo". Ecco il nuovo "manifesto" che papa Ratzinger consegna alla più antica associazione ecclesiale, l'Azione Cattolica Italiana - oltre 400 mila iscritti - che ieri ha concluso il suo tredicesimo congresso nazionale celebrato in occasione del 140esimo anniversario della fondazione. Erano in 100 mila in piazza San Pietro a festeggiare questo importante appuntamento tra canti, balli e persino musica a tempo di rap e rock. Una grande festa di popolo a cui ha partecipato un Benedetto XVI in gran forma, affiancato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), e dai dirigenti nazionali dell'Azione cattolica guidati dal presidente Luigi Alici e dall'assistente spirituale, l'arcivescovo Domenico Sigalini. A rendere ancora più festoso il clima della piazza, il suggestivo colpo d'occhio dell'emiciclo berniniano addobbato con le gigantografie di tutti i santi ed i beati dell'Azione cattolica, che il papa - nel ricordare il giorno dell'Ascensione di Cristo che cadeva proprio nella festività di ieri - ha salutato come " quasi un cenacolo a cielo aperto che vide innalzarsi tra le nuvole il nostro Signore". Prima dell'incontro col Papa, la Messa è stata celebrata dal cardinale Bagnasco, che nell'omelia ha rilanciato il ruolo dell'Azione cattolica nella nostra società e per ribadire con forza il no all'aborto e all'eutanasia. Precedendo, in sostanza, l'analogo incitamento che papa Ratzinger avrebbe poi fatto alla recita del Regina Coeli, dopo l'indirizzo di saluto del presidente dell'associazione Luigi Alici. Rivolgendosi, poi, ai 100 mila che lo hanno più volte interrotto con applausi e tanti "viva il Papa!", Benedetto XVI ha detto "sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica in una Chiesa che si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica". Ratzinger ha poi sottolineato la "grande responsabilità" dei cristiani laici, invitati "a ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra l'annuncio della salvezza di Cristo all'uomo del nostro tempo e la promozione del bene integrale della persona e dell'intera famiglia umana". A conclusione dell'incontro, al Papa due giovani hanno illustrato un plastico di scuole elementari in corso di realizzazione in Sierra Leone.

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Il Papa all'Azione cattolica: Siate vigili contro edonismo e relativismo In oltre 100mila in piazza San Pietro per il 140 anniversario dell'associazione. Bagnasco: i vescovi conta (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Il Papa all'Azione cattolica: "Siate vigili contro edonismo e relativismo" In oltre 100mila in piazza San Pietro per il 140° anniversario dell'associazione. Bagnasco: i vescovi contano su di voi di Roberto Monteforte / Città del Vaticano "SIATE TESTIMONI coraggiosi della radicalità del Vangelo". Questa è la consegna che Benedetto XVI ha affidato all'Azione cattolica, l'associazione storica del laicato cattolico italiano, che ha incontrato ieri in piazza san Pietro, in occasione del 140° della fondazione. Erano oltre 100 mila i fedeli in rappresentanza del "popolo delle parrocchie" che hanno ascoltato il messaggio del Papa pronunciato al termine del "Regina Caeli". È stato il primo discorso ad Ac di papa Ratzinger. L'invito è stato chiaro: tenere ben ferma la barra, in tempi nei quali "la Chiesa è chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà ed è tentata di adattamento". Da contrastare vi è l'insidia rappresentata da quella "mentalità relativistica, edonista e consumistica" sempre più diffusa. Il Papa indica l'obiettivo: "ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra l'annuncio della salvezza di Cristo all'uomo del nostro tempo e la promozione del bene integrale della persona e dell'intera famiglia umana". Ricorda il contributo di testimonianza offerto in tutti questi anni alla Chiesa e all'Italia dagli uomini e dalle donne formatisi nell'Azione Cattolica "disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l'edificazione di un giusto ordine della società e dello Stato". Vi sono le verità cristiane da proclamare e proporre ad un mondo "assetato di pace e verità" per renderlo "più umano". Per questo Ratzinger chiede "una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo". Richiama quell'"emergenza educativa" cui far fronte nel nostro Paese come compito specifico per i laici dell'Azione cattolica allargando "gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell'intelligenza, sia nell'ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa". È il doppio impegno proprio dell'Azione cattolica - testimonianza nella vita quotidiana e formazione etica della persona - richiamato nella sua omelia dal presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco che ha presieduto la celebrazione tenutasi in piazza san Pietro. Ricordando le parole di Benedetto XVI al Convegno ecclesiale di Verona sulla specificità della Chiesa italiana radicata e diffusa nella società, Bagnasco ha rinnovato l'invito all'impegno pubblico del laicato. La cornice di questo impegno è il "Progetto Culturale" avviato dalla Cei oltre 15 anni fa. L'oggetto è misurarsi con l'attualità di "questioni inedite e decisive" come "la concezione della persona, l'esistenza e il fondamento di valori universali e invalicabili, la difesa e la promozione della vita dal concepimento al suo naturale tramonto, la libertà educativa, l'importanza ineguagliabile della famiglia basata sul matrimonio, fondamento della società umana". "I Vescovi contano su di voi perché siate parte attiva e generosa nel cammino pastorale della Chiesa che è in Italia. È una grande missione" è stata la conclusione del cardinale. Si riconosce, così, uno spazio di iniziativa al laicato che chiede però il rispetto della sua autonomia, così come la ha riconosciuta il Concilio Vaticano II. È il senso di quella "scelta religiosa" maturata con Vittorio Bachelet negli anni '70 che il presidente uscente di Ac, professore Luigi Alici ha ricordato nel saluto al pontefice.

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F orse (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-05 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE PAMPHLET STATO & CHIESA Perché l'azione politica non può ispirarsi ai papi F orse CARLO AUGUSTO VIANO Laici in ginocchio LATERZA PP. 128, e 12 perché mi sono formato fra ultralaicisti e anticlericali, a me non dispiace la polemica di Carlo Augusto Viano contro l'ingerenza ecclesiastica nella vita pubblica e le connesse pretese di influire su norme e comportamenti che la politica statuisce. Né mi scandalizza che ritenga le religioni (tutte) un insieme di idee e di valori che la ragione non può convalidare. E come non capirlo se lo turba una società dai costumi sempre più mondani, che però riempie le piazze per i papi e si affolla dinanzi alle salme dei "santi" dernier cri? Ose nota che più la società si laicizza, più la politica italiana appare sensibile alle autorità religiose? O se, in fatto di radici cristiane dell'Europa, ricorda che il Cristianesimo stesso è nato entro la civiltà mediorientale, mediterranea, ellenistico-romana? O se crede che troppi riguardi per una religione indeboliscano anche verso le altre, fonti, magari, di maggiori problemi? Certo, a Viano non va bene quasi nulla, non Croce, e neanche Bobbio, ma è chiaro che egli è ben lontano dall'idea di campagne antireligiose, di tipo sovietico o cinese, o dal laicismo da osteria di un tempo, o dal discutere il diritto del clero di dire la sua. Il vero dubbio, filosofico, che suscita è, piuttosto, che non valuti bene le crisi ricorrenti di tutti gli "illuminismi" e i paralleli ritorni "romantici " ad altro che la ragione. Il suo è, in fondo, un razionalismo molto empirico e alquanto chiuso ad altre dimensioni umane e alla ragione storica. Ma il punto del laicismo non ne soffre. Giuseppe Galasso.

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CITTÀ DEL VATICANO Papa Benedetto XVI è tornato a puntare (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa CITTà DEL VATICANO Papa Benedetto XVI è tornato a puntare ... CITTà DEL VATICANO Papa Benedetto XVI è tornato a puntare il dito contro l'"emergenza educativa" in atto in Italia, e contro il diffondersi di una "mentalità relativistica, edonistica e consumistica" di fronte alle quali la Chiesa deve farsi "missionaria". Lo ha fatto nel corso della domenica dell'Ascensione di Cristo al cielo che gli Atti degli apostoli collocano a 40 giorni dalla Pasqua, tutta dedicata all'Azione cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350.000 aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi, a Roma, il suo 13 congresso, a 140 anni dalla sua fondazione. Giunto da ogni parte d'Italia, il popolo dell'Azione Cattolica ha riempito la piazza con striscioni, canti, gadget e un'atmosfera festosa, grazie anche alla presenza di oltre 11 mila giovani dell'ACR. Prima dell'incontro con il Santo Padre, i fedeli hanno assistito a una messa celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha colto l'occasione per ribadire il no all'aborto e all'eutanasia. "In una Chiesa missionaria posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia - ha detto poi Benedetto XVI - voi che la amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell'intelligenza, sia nell'ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all'eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio". Il pontefice ha poi sottolineato la "grande responsabilità" dei cristiani laici, "provocati a ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra l'annuncio della salvezza di Cristo all'uomo del nostro tempo e la promozione del bene integrale della persona e dell'intera famiglia umana".

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L'allarme di Benedetto XVI: <L'educazione è un'emergenza> (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 18 del 2008-05-05 pagina 18 L'allarme di Benedetto XVI: "L'educazione è un'emergenza" di Andrea Tornielli Discorso preoccupato del Pontefice sul diffondersi in Italia del relativismo: "Servono profeti di radicalità evangelica" da Roma Dopo l'allarme sull'emergenza educativa lanciato alcune settimane fa con una lettera indirizzata alla Diocesi di Roma, il Papa torna a parlare del problema educativo in Italia e del diffondersi del relativismo. Benedetto XVI lo ha fatto ieri al Regina Coeli parlando nel corso di una giornata, la domenica dell'Ascensione di Cristo al cielo che gli Atti degli apostoli collocano a 40 giorni dalla Pasqua, tutta dedicata all'Azione cattolica, la più grande associazione di cattolici laici in Italia con i suoi 350mila aderenti, che ha tenuto nei giorni scorsi, a Roma, il suo tredicesimo congresso, a 140 anni dalla sua fondazione. Giunto da ogni parte d'Italia con oltre 1.200 pullman, 2 treni speciali dalla Puglia e mezzi propri, il popolo dell'Azione Cattolica ha riempito la piazza con striscioni, canti, gadget e un'atmosfera festosa, grazie anche alla presenza di oltre 11 mila giovani dell'Acr. Una piazza "decorata" per l'occasione con gigantografie di santi e venerabili cari all'Associazione, che il Papa ha definito "quasi un "cenacolo" a cielo aperto". Prima dell'incontro con il Santo Padre, i fedeli hanno assistito a una Messa celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha colto l'occasione per ribadire il no all'aborto e all'eutanasia. Poco dopo il Papa, accolto da grida che scandivano il suo nome, ha recitato il Regina Coeli (così si chiama l'Angelus in questo periodo dell'anno liturgico) direttamente dal sagrato, seguito, come di consueto, dalla preghiera e dal saluto in varie lingue. Infine, un discorso diretto all'Azione cattolica nel quale ha illustrato agli aderenti il senso e la pratica della loro azione. "In una Chiesa missionaria posta dinanzi a una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia - ha detto Benedetto XVI all'Azione cattolica - voi che la amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell'intelligenza, sia nell'ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all'eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio". Il pontefice ha poi sottolineato la "grande responsabilità" dei cristiani laici, "provocati a ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra l'annuncio della salvezza di Cristo all'uomo del nostro tempo e la promozione del bene integrale della persona e dell'intera famiglia umana". Tra il Regina Coeli e il discorso, un saluto del presidente dell'Azione cattolica Luigi Alici, e la presentazione, da parte di un giovanissimo esponente dell'associazione, di un plastico raffigurante due scuole elementari in corso di realizzazione in Sierra Leone, con i proventi di una raccolta di beneficenza promossa nelle scuole italiane. Dopo il discorso, la benedizione e il baciamano da parte dei dirigenti dell'associazione, il pontefice è salito in papamobile, e ha lasciato la piazza in mezzo alla folla che scandiva slogan e intonava canti religiosi a tempo di rock e di rap. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Fecondazione, la Turco cambia le regole (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

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Decreto firmato in extremis Cancellato il divieto alla diagnosi preimpianto. Il ministro: "Atto dovuto". Ma esplode la polemica con cattolici e Pdl 01/05/2008 Roma. Tra pochi giorni dovrà lasciare il ministero della Sanità, ma ha ugualmente varato il decreto con le nuove linee guida della legge 40 sulla procreazione assistita, che permettono la diagnosi pre-impianto sugli embrioni e consentono anche a sieropositivi e malati di epatite B o C di ricorrere alla fecondazione artificiale. Norme finalizzate "alla la piena e corretta applicazione della legge" secondo il ministro della Salute, Livia Turco, ma che per la maggioranza di centro destra e molti scienziati cattolici rappresentano un "colpo di mano". A cui il Pdl promette di rimediare in tempi brevi con un nuovo decreto. Il decreto voluto da Turco è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Un provvedimento che il ministro difende con forza: "Queste nuove linee guida sono il frutto di un lavoro che punta a due obiettivi. Il primo è la piena e corretta applicazione della legge 40, il secondo è quello di fornire agli operatori sanitari puntuali indicazioni alla luce delle nuove risultanze cliniche e dai ripetuti interventi della magistratura sulle precedenti linee". Giudicate come contrarie ai diritti delle coppie da diversi tribunali italiani, tra cui il Tar del Lazio, che annullato la parte delle linee che limitava le indagini sugli embrioni a quelle di tipo "osservazionale". Sentenze che hanno spinto Turco a intervenire, tre anni dopo il naufragio del referendum che avrebbe dovuto abolire le norme della legge 40 più contestate dal centro sinistra e dai medici laici. Ma a votare, grazie anche alla campagna contro la consultazione della Chiesa, andò solo il 25,9% degli elettori. E così venne mantenuto il divieto di diagnosi pre-impianto sugli embrioni, cancellato ieri dal decreto Turco. "In questo modo - spiega il ministro - abbiamo risposto ai tanti cittadini e operatori sanitari che chiedevano chiarezza sulla diagnosi pre-impianto, precisando che le linee guida, in quanto tali, non possono prevedere divieti che non siano previsti dalla legge. Per questo, il decreto mantiene il divieto di diagnosi a fini eugenetici, fissato dall'articolo 13 del testo". Ma il provvedimento si spinge oltre, come sottolinea Turco: "Abbiamo recepito anche le indicazioni mirate ad ampliare la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita anche per quei soggetti positivi a malattie sessualmente trasmissibili (come l'Aids e le forme più gravi di epatite, ndr), per cui è stato riconosciuto uno stato di infertilità di fatto, e che ora potranno avere dei figli senza correre il rischio di infettare la partner o il nascituro". Quest'ultima è una novità salutata con favore a sinistra e dal mondo scientifico laico. "Finalmente il ministro ha deciso il rientro nella legalità", afferma l'associazione Luca Coscioni, mentre il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, definisce le linee guida "un serio passo in avanti, dovuto al rigore con cui il ministro Turco ha adempiuto alle sue funzioni". Meno entusiasta il ginecologo Carlo Flamigni: "Il passo in avanti c'è, ma è molto poco coraggioso. È assurdo che le coppie portatrici di malattie genetiche non possano fare ricorso alla procreazione assistita, anche perché tale divieto è dovuto a un'errata interpretazione della legge 40, che consente la pma alle coppie infertili. Una definizione che indica l'incapacità di una persona o di una coppia di generare figli vitali e capaci di sopravvivere: proprio il problema delle coppie con malattie genetiche". Gli scienziati cattolici invece sono infuriati. Roberto Colombo, genetista dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, giudica "un fatto grave" l'emanazione del decreto, e parla di "inaccettabile deriva eugenetica". Più duro Giancarlo Cerrelli, dell'Unione giuristi cattolici: "Quello del ministro Turco è un colpo di mano vergognoso e indecente, arrivato a poche ore dalla fine del governo Prodi". Circostanza sottolineata da tutto il Pdl, che promette di cambiare presto le linee guida. Alfredo Mantovano spiega: "Tra i primi compiti del nuovo governo ci sarà quello di riparare al danno provocato dal ministro Turco, con una scorrettezza che disprezza la volontà popolare". Sulla stessa linea Massimo Poliedri (Lega Nord): "Presenteremo presto una mozione che impegnerà il prossimo governo a ritirare le linee guida". Irritata anche Paola Binetti, teodem del Pd, che osserva: "Ora al nuovo governo spetterà stabilire cosa si intende per eugenetica". Luca De Carolis 01/05/2008 Post-it 01/05/2008 Guardando i talk show politici in tv si ha la netta percezione che per l'Italia non ci sia più speranza, ma certamente è soltanto un'illusione ottica. 01/05/2008.

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Per il "Time" il Papa non è "influente" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Laicita'

La notizia è stata pubblicata con grande evidenza nei giorni scorsi: il nome di Benedetto XVI non compare nella lista delle cento personalità più"influenti" del mondo stilata dal "Time". Nella sezione delle autorità religiose sono citati il Dalai Lama e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, ma non il successore di Pietro. La notizia è stata commentata dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi e dal direttore dell' "Osservatore Romano", Gian Maria Vian. Aggiungo anche le mie modestissime considerazioni: per me il fatto che Benedetto XVI non sia in quella lista è un titolo di merito. Il Papa non deve apparire tra le cento persone considerate più "influenti" per essere un pastore universale e un'autorità morale riconosciuta. E' probabile che all'origine della decisione di non includere Ratzinger nell'elenco vi sia, da parte del "Time" un giudizio sul suo pontificato, considerato forse meno "mediatico" o meno "politico". In ogni caso non mi preoccuperei affatto per l'esclusione. E credo che il non comparire sia coerente con l'idea di pontificato che Papa Ratzinger sta portando avanti. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Avviso ai naviganti Sono in partenza per un paesino al confine tra la Francia e la Spagna, a consultare carte d'archivio per un mio libro. Dovete scusarmi se non ci saranno aggiornamenti nei prossimi giorni e se non sarò in grado di intervenire. Spero comunque di riuscire a collegarmi una volta al giorno via telefonino. Buon ponte del 1 maggio a tutti! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Apr 08 Le Figaro, i papabili e le interviste riciclate Nel post precedente trovate il link per leggere integralmente l'articolo con il quale Le Figaro lo scorso fine settimana ha lanciato l'allarme sulla salute del Papa affermando che già si parla della sua successione. Nell'articolo in questione si citano parole del cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, salesiano, dinamico arcivescovo di Tegucigalpa (Hondouras), il quale afferma che il prossimo Papa dovrebbe provenire dal terzo mondo. Parole che sono state lette come un'autocandidatura. Ora, apprendo che il cardinale, leggendo Le Figaro, ha reagito ricordando che i virgolettati citati (tratti da un libro appena uscito in Francia) risalivano a un'intervista del 2001, dunque del tutto fuori contesto. Cari amici, mi ha scritto il collega Hervé Yannou, autore dell'articolo su Le Figaro. Credo che valga la pena leggere la sua lettera, che posto tra i commenti. Ci aiuta a capire come spesso noi giornalisti siamo vittime di certi titoli e di certi rilanci d'agenzia. Comunque, un contributo interessante al dibattito. Una precisazione dalla Francia (da Montferrer, sui Pirenei, dove sto consultando l'archivio Tisserant): so che il cardinale Rodriguez Maradiaga ha pubblicato un libro a Parigi e ho visto un lancio d'agenzia sul suo contenuto. Ora, quando l'ho interpellato in merito all'articolo di Le Figaro, mi ha detto che alcune frasi (presenti nel libro) appartengono a vecchie interviste. Io però non ho il libro, mentre il collega Yannou ce l'ha e l'ha letto. Dunque mi fido di ciò che ci comunica. Appena torno in Italia, a metà della prossima settimana, approfondirò una volta per tutte la cosa con il cardinale. E' possibile che l'autore del libro abbia usato anche vecchie interviste, anche se è in effetti un po' strano: se posso intervistare OGGI un cardinale, perché dovrei citare vecchie cose? Scritto in Varie Commenti ( 349 ) " (10 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Apr 08 Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano. Scrivo queste righe con un pizzico di sconforto (domani troverete un articoletto sul Giornale dedicato all'argomento): il quotidiano francese Le Figaro ha rilanciato nelle ultime ore un allarme sulla salute del Papa. In un lungo e articolato resoconto, dedicato a un bilancio dei primi tre anni di pontificato, si comincia a parlare della successione a Papa Ratzinger (facendo i nomi dei "papabili", Bertone e Maradiaga) e si dice che Benedetto XVI è fragile di cuore, ha 81 anni, rivelando pure che le sue arterie hanno la stessa età (ah, la potenza della scienza medica francese!). Si fa notare che il Papa negli Usa è apparso "stanco" (in particolare sabato mattina, nella cattedrale di St. Patrick) e che avrebbe ridotto gli impegni. Io c'ero a St. Patrick sabato mattina, ed ero stanco, stavo per appisolarmi. Un collega accanto a me s'è addormentato (e l'ho pure fotografato: siccome frequenta saltuariamente queste pagine, se vorrà, potrà fare outing) perché la notte non aveva riposato a causa del fuso orario. Devo dire però che sinceramente io non ho trovato che Ratzinger fosse stanco - e badate che avrebbe avuto tutto il diritto di esserlo, avendo quasi il doppio degli anni miei, che seguivo la cerimonia da seduto, non dovevo predicare in una lingua che non è mia e non portavo mozzette, vesti, sopravesti, mitrie e quant'altro. Certo, il Papa ha avuto problemi circolatori all'inizio degli anni Novanta, e deve tenere controllato il cuore. E' un anziano di 81 anni, che tre anni fa, quando aveva come prospettiva quella di ritirarsi a studiare, è stato innalzato alla responsabilità di pastore universale della Chiesa e si è visto sconvolgere la vita. E' stato negli Usa, domani presiede una lunga celebrazione, nelle prossime settimane sarà a Savona e Genova, poi a Brindisi, quindi in Australia (viaggio aereo di 20 ore), e a settembre a Parigi e a Lourdes. Posso garantirvi che i giorni di riposo dopo il viaggio (interrotti dalla celebrazione della fase finale - con omelia - delle esequie del cardinale Lopez Truijllo) erano programmati da tempo e che Benedetto XVI si è ripreso bene dalle fatiche americane. Insomma, oggi non c'è alcun allarme sulla sua salute. Vengo al pizzico di sconforto iniziale: sono passati tre anni, solo tre anni, da quando è finito un decennio giornalisticamente piuttosto impegnativo per i vaticanisti, chiamati a pronunciarsi sulla salute del Papa malato di Parkinson, con un susseguirsi di falsi allarmi e di rose di papabili (molti dei quali passati a miglior vita mentre Wojtyla continuava a regnare). Quello che arriva dalla Francia è un brutto segnale: già si ricomincia? Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (16 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Apr 08 Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore) Oggi, al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio. L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre. Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E' presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27 aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile "alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo. Scritto in Varie Commenti ( 226 ) " (18 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente Tornato dal viaggio negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una frase contenuta nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sabato mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha voluto lasciare agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le folle dei fedeli. "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa sembra essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio" Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (15 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (17 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (13 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (25 votes, average: 4.68 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (175) Ultime discussioni Tommaso Farina: Dai, il Papa dev'essere solo contento di non far parte di una classifica che tra gli... cosimo de matteis: Personalmente quando giorni fa appresi di questa "top 1003 (la mania tutta americana... Klaus: Mi è piaciuta molto la risposta che l'ufficio stampa della Santa Sede ha dato al Times. Un po' di... Luisa: Beh io sono stata molto contenta di non avere visto il nome di Benedetto XVI in quella lista. La nozione di... cosimo de matteis: E' evidente che SOLO chi sta all'interno conosce bene quanto sta avvenendo. Quello che io... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Il Mare nostrum e la Legge 40 (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Il Mare nostrum e la Legge 40 Carlo Flamigni I n questi ultimi tempi, a peggiorare ulteriormente il mio malessere (inutile che ne precisi le cause) sono arrivate alcune dichiarazioni degli esponenti della destra vittoriosa che hanno deciso che non esistono più barriere per le loro esternazioni. Ne potrei citare una infinità, mi limito a riportarne due, entrambe dell'onorevole presidente Fini, che mi sembrano particolarmente significative e che il neo-presidente della Camera dei Deputati ha inserito nel suo primo discorso al Parlamento, subito dopo la sua elezione. Il Paese è laico, ha detto Fini, e la laicità è un bene prezioso e una ricchezza incalcolabile per tutti noi; naturalmente, ha aggiunto, il primo dovere di un Paese laico è quello di riconoscere il fondamentale ruolo del cristianesimo nella costruzione della nostra società e nella formazione delle nostre radici culturali. Se ho capito bene - qualche volta il pensiero del Presidente è tortuoso - la laicità se la sono inventata i Vescovi, ai quali dobbiamo imperitura gratitudine e naturale ubbidienza. C'è stata in passato una teoria del genere (la dottrina delle due spade) ma riguarda papa Gelasio II e l'anno, se lo ricordo bene, era il 494... Poi l'onorevole Presidente Fini mi ha rispedito nel passato, in un momento della mia vita di ragazzo che pensavo di aver dimenticato: avevo poco più di dieci anni e partecipavo a una delle poche adunate oceaniche alle quali mia madre mi consentiva di esser presente, preoccupata come era per la mia salute e terrorizzata dal timore che prendessi freddo. Il capomanipolo, voce stentorea, mani sui fianchi, ci arringava sui diritti dell'Italia Fascista, parlava di Nizza, della Savoia, di Malta, della fatale Corsica e soprattutto parlava del Mare Nostrum e continuava a ripetere Mare Nostrum, Mare Nostrum. Così, quando il neopresidente ha detto "Mare Nostrum", ho avuto una piccola crisi di nervi, mi sono completamente confuso e, dritto (per quanto possibile) sulla persona, convinto di aver intonato a gola spiegata "Bella ciao", ho invece cominciato a cantare, sotto lo sguardo stupefatto e un po' spaventato di mia moglie, "Ciao ciao bambina". L'età, sapete. Nel pomeriggio le cose sono molto migliorate, perché è uscita la notizia che il ministro della Salute ha finalmente approvato le nuove linee guida sulla legge 40, eliminando la proibizione di eseguire indagini genetiche pre-impiantatorie, ammettendo ai trattamenti le coppie affette da malattie infettive e inserendo, come novità, l'obbligo per i centri di mettere a disposizione delle coppie che ne facciano richiesta una consulenza psicologica. Poiché molti mi hanno chiesto un parere, ho pensato di confidarlo (il clima non è adatto alle dichiarazioni, accontentiamoci delle confidenze) ai miei lettori dell'Unità. È bene anzitutto ricordare che le linee guida previste per la legge 40, contrariamente alle linee guida relative a tutti gli altri problemi della medicina che sono soltanto indicative, non possono essere ignorate, rappresentano un vero e proprio obbligo. Le prime linee guida sono state preparate da una commissione nella quale hanno avuto un ruolo prevalente due professori di storia del diritto romano, noti soprattutto per il loro rigore di cattolici radicali. Questo fatto giustifica alcune delle scelte fatte dalla commissione, che ha interpretato in senso restrittivo molti degli articoli della legge, recando imbarazzo persino in una parte dei commissari cattolici meno intransigenti. Uno dei temi più controversi affrontati da quella prima commissione è stato proprio quello delle indagini genetiche preimpiantatorie, che in realtà la legge non proibisce espressamente ma che trovavano un serio ostacolo solo in un articolo nel divieto di eseguire interventi definiti genericamente come "eugenetici". Le linee guida, con una scelta molto discutibile, hanno invece espressamente proibito ogni indagine sull'embrione che non sia morfologica (in pratica hanno consentito solo esami completamente inutili) e questo ha sollecitato molte coppie portatrici di malattie genetiche ad andare a cercare fortuna nei laboratori stranieri. Negli ultimi tempi il tribunale di Cagliari e quello di Firenze hanno accettato il ricorso di coppie che ritenevano illegittima questo divieto e il Tar del Lazio ha considerata illegittima la parte delle linee guida che contiene proprio questa proibizione. Le nuove linee guida, appena varate dal ministro Turco, hanno deciso di tenere conto di queste decisioni della Magistratura e non fanno menzione di particolari divieti. È, lasciatemelo dire, una vittoria molto parziale, per varie ragioni. Anzitutto resta l'obbligo di fertilizzare soltanto tre oociti, cosa che in pratica annulla il significato della liberalizzazione, che resta solo una dichiarazione di principio, importante dal punto di vista simbolico, ma niente di più. Per varie ragioni, infatti, per far sì che le indagini genetiche sull'embrione possano essere eseguite con qualche speranza di risultare utili, è necessario che il laboratorio possa disporre di un numero di embrioni significativamente maggiore. È vero che il Tar del Lazio ha interrogato la Corte Costituzionale sulla liceità della norma che limita il numero di oociti che possono essere fertilizzati e che esistono vari ricorsi recentemente presentati in varie città italiane proprio su questo punto, ma al momento la proibizione resta valida e le coppie italiane continuano a frequentare i laboratori stranieri. Il secondo punto riguarda la proibizione di eseguire interventi che possano essere considerati "eugenetici" e immagino che sul significato di questo termine si aprirà una discussione infinita: solo per fare un esempio ricordo che la signora Binetti, donna di sentimenti deliziosi e di convinzioni inesorabilmente sbagliate, ritiene che sia un atto di eugenetica impedire a un embrione gravemente malformato di proseguire nel suo sviluppo e di nascere, laddove a me sembra un atto di straordinaria crudeltà lasciarlo venire al mondo. Comunque la scelta di non trasferire un embrione nel grembo materno ha a che fare soltanto con la salvaguardia della salute psicologica e fisica della madre e questo ha ben poco a che fare con l'eugenetica, ammesso che questa parola abbia il senso che il mondo cattolico le vuole attribuire. In ogni caso sono convinto che su questo argomento moltissime persone troveranno modo di far sentire la propria voce e che, come sempre accade quando parlano gli incompetenti, ne udiremo delle belle. Per ultimo, ricordo che alle coppie portatrici di malattie genetiche non è comunque concesso di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (a meno che non siano sterili) e che questo problema dovrà inevitabilmente essere affrontato dalla magistratura, che sarà certamente chiamata a decidere cosa in realtà significhi "coppia infertile", una definizione che identifica non tanto la sterilità, quanto piuttosto l'abortività ripetuta e la incapacità di mettere al mondo figli sani, cioè il problema che affligge, tra le altre, anche le coppie che sono portatrici di malattie genetiche. La seconda novità delle linee guida era attesa, da oggi anche le coppie con malattie infettive potranno accedere ai trattamenti: proibirli era una ingiustizia troppo grossa e comunque era molto facile per queste coppie evitare i rigori della legge auto-certificando la propria sterilità. Ultimo punto: la disponibilità di uno psicologo esperto per le coppie che ne richiedono la consulenza, un provvedimento giusto e corretto, non so quanto necessario perché la maggior parte dei Centri avevano già da tempo provveduto ad arruolare un esperto. In conclusione, ritengo che queste linee guida rappresentino il massimo che il ministro Turco era in grado di fare. La donna è brava, ha molti pregi e molta determinazione (soprattutto quando la via è sgombra da ostacoli) ma non è certamente un cuor di leone e ho la sensazione che la signora Binetti (che gode del vantaggio di essere molto più vicina di lei alle sfere celesti) la intimorisca un po'. In assoluto, si poteva certamente fare di più, sia ammettendo direttamente ai trattamenti le coppie con problemi genetici, che accettando le proposte di molti biologi e di moltissimi bioeticisti (parte dei quali di fede cattolica) relative alla definizione di embrione e all'esistenza di una fase pre-embrionale che termina con la formazione dello zigote (che rappresenta il primo momento in cui l'embrione ha un patrimonio genetico unico, prima i cromosomi materni e quelli paterni sono separati). Per fortuna in questo Paese la saggezza non scompare mai contemporaneamente in tutte le categorie: attualmente, mentre mi sembra che non ce ne sia più (ma proprio più) negli uomini politici, mi accorgo che la conservano, con bella tenacia, i magistrati. Post Scriptum Non ho avuto il coraggio di verificare se le nuove linee guida hanno finalmente incluso un limite d'età per le donne che chiedono di poter disporre dei propri embrioni congelati. Vorrei che qualche compagno lo controllasse per me e poi mi informasse sui risultati della sua ricerca. Con cautela.

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Mappe dai dalemiani ai popolari (hard e soft) (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Mappe dai dalemiani ai popolari (hard e soft) E io mi faccio la Fondazione Ci sono i dalemiani, i popolari (questi sì) hard e quelli soft , i liberal di antico conio e quelli di rito veltroniano. Per non parlare dei rutelliani in attesa di Rutelli, dei laici protodalemiani in salsa simil-prodiana, dei giovani lettiani e di quelli che, venendo dell'esperienza del Correntone ds, hanno in cantiere la costruzione di un ponte con la Sinistra. Dentro quel Pd che doveva essere "il partito senza correnti" (il copyright è di Walter Veltroni), chi ha già una fondazione se la tiene stretta e la radica sul territorio. Chi non ce l'ha, eccezion fatta per i parisiani, ha in agenda di farsela. Per non parlare del gran fiorire di network, associazioni, riviste cartacee e newsletter on line. Ognuno con i suoi mezzi, magari arrivando a pezzi , come cantava Lucio Dalla. Scuola D'Alema (e Amato). Convegni, seminari, pensatoi, forum e soprattutto una scuola di formazione per futuri gruppi dirigenti. Proprio la "Frattocchie dalemiana" potrebbe diventare l'elemento di novità del rilancio della Fondazione (e della rivista) ItalianiEuropei. Oltre a Roma e Milano, è in agenda l'apertura di una sede a Napoli, dove il vicepremier uscente ha fatto la sua ultima campagna elettorale. Tutto questo, e molto di più, sta nel dossier del progetto di costituire un'associazione di "Amici di ItalianiEuropei". Nell'avventura D'Alema non sarà solo; un ruolo importante - anche per marcare le distanze dalle malignità sulla "corrente" - ce l'avrà Giuliano Amato. Quarta fase. Beppe Fioroni, giura lui stesso, quasi non pensa ad altro. "Io, com'è noto, non sono ossessionato dall'idea di "corrente". Ma questa è davvero un'altra cosa...". Per questa , il ministro della Pubblica istruzione uscente intende Quarta fase , il think tank dei popolari di rito fioronian-franceschiniano. Già in cantiere il rilancio dell'omonima rivista (per il ruolo di direttore responsabile si fa il nome di Tiziana Ragni, portavoce di Fioroni al ministero, ex del Popolo ), già stipulato il contratto di locazione per la nuova sede (si parla di 200 metri quadri in via Goito). L'obiettivo del contenitore è ambizioso: diventare l'area culturale di riferimento dei cattolici impegnati in politica. Dai vecchi cristiano-sociali dei ds (tipo Mimmo Lucà) ai furono teodem (Binetti&co.). Nel comitato scientifico spunteranno teste d'uovo del calibro di Pietro Barcellona e Roberta De Monticelli, Mario Ceruti e Franco Garelli. Seguono il progetto anche alcuni fedelissimi di Franceschini, come il deputato Francesco Garofani, ex vicedirettore di Europa . L'evento clou sarà il bis del meeting di Assisi, tra agosto e settembre. I popolari old style. Rimane in piedi anche l'associazione I popolari , nata dopo il congresso di scioglimento del Ppi (la sede è a via del Gesù). La presiede sempre Pierluigi Castagnetti, che annuncia: "Anche noi siamo pronti a fare una Fondazione sul modello ItalianiEuropei". La voce on-line dell'associazione è la newsletter Fermenti . Gentiloni. Anche Paolo Gentiloni è impegnato a non disperdere il patrimonio dei rutelliani di antico conio. Ci sarà anche Rutelli? "Ancora deve riprendersi dalla botta di Roma. E non è facile", spiega Roberto Giachetti. Aperta a chi non ha mai frequentato né Botteghe Oscure né piazza del Gesù, l'associazione "coraggiosa" potrebbe trovare in Europa la sua sponda editoriale. Liberal veltroniani. A conti fatti, l'associazione a più alto tasso di veltronismo è LibertàEguale , il pensatoio attorno a cui si raccolgono molti degli uomini-Loft (Enrico Morando, Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo, e via elencando). La novità è che per festeggiare i dieci anni dalla fondazione, LibertàEguale diventerà una Fondazione. Con la effe maiuscola. Liberal e basta. Sul fronte "liberale", rimane aperto il cantiere dei "liberal del Pd" di Franco Bassanini, Enzo Bianco e Valerio Zanone. Lettiani a 360. Si muovono anche gli uomini di Enrico Letta, con in testa il giovane economista Francesco Boccia, oggi deputato. I lettiani puntano a coinvolgere "volti nuovi". Il contenitore è l'associazione 360 , presidente Umberto Ranieri. Il target di riferimento? Dal mondo delle professioni alle banche, passando per le imprese e l'università. Tutti, rigorosamente, giovani, s'intende. I laici. C'è spazio anche per una "corrente laica" (virgolette d'obbligo). Gianni Cuperlo, infatti, non ha intenzione di disperdere il "patrimonio di risorse" che si sono sviluppate attorno al manifesto Laicità e civismo , che a fine gennaio raccolse oltre mille firme (tutte di peso). Anche in questo caso, un contenitore da approntare (se ne occupano, oltre a Cuperlo, Barbara Pollastrini e la prodiana Albertina Soliani) e due mega appuntamenti già fissati: uno a Milano, l'altro a Pisa. Un ponte con la Sinistra. Vincenzo Vita ne ha scritto ieri sull'Unità . Un porte verso la Sinistra? "Qui sta la sfida di una Associazione della sinistra (tendenzialmente una Fondazione) che, sulla scorta della felice esperienza maturata alle primarie (...) con la lista A sinistra per Veltroni si trasformi in una struttura stabile, in un laboratorio di cultura politica". Sono al lavoro anche Famiano Crucianelli e Paolo Nerozzi. Il bello dell'elenco delle anime del Pd è che non è definitivo. Di questi tempi, nessuno vuol sentirsi dire "io ce l'ho e tu no, la corrente". Pardon, la Fondazione. 06/05/2008.

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Gli sconti di Zapatero alla Chiesa (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Gli sconti di Zapatero alla Chiesa Franco Mimmi Porgere l'altra guancia è un precetto evangelico che la Chiesa cattolica non ha mai praticato, perché forse apre il regno dei cieli, ma in politica fa solo male. Però i governi di sinistra non sembrano avere afferrato il concetto, e rassegnati al ruolo dell'uomo-che-prende-gli-schiaffi continuano a pagare, nelle urne e nella società, il prezzo dei loro tentativi di accondiscendere ai desiderata della Santa Sede: recentissimo l'esempio italiano, ma anche il premier spagnolo Zapatero, nonostante il pure recente successo elettorale, corre il rischio di inimicarsi vaste correnti di sinistra per il trattamento di favore che riserva alla Chiesa, ricevendone in cambio solo ceffoni. Infatti, al contrario di ciò che potrebbero far pensare le continue manifestazioni antigovernative della Conferenza episcopale spagnola, l'esecutivo di Zapatero non ha fatto che favorirla, tanto che i fondi pubblici destinati a finanziare il clero e il culto cattolici sono aumentati, e di parecchio. Si può calcolare che nel 2008 ogni spagnolo - sia quale sia, se ne ha una, la sua fede religiosa - pagherà per questo 3,5 euro. Fino al 2006, la Chiesa riceveva la quasi totalità del 0,52% dell'Irpef destinabile alle istituzioni, ma poi lo Stato, sebbene non ne avesse obbligazione alcuna, aggiungeva quanto necessario a coprire il bilancio della CES, ovvero circa 30 milioni di euro all'anno. Ora il complemento non verrà più versato, ma dallo 0,52 si è passati allo 0,7 per cento. A ciò si aggiunge che gli insegnanti di religione vengono pagati dallo Stato, circa 12 mila euro all'anno, ma designati dalla Chiesa (e da lei spesso licenziati in barba allo statuto dei lavoratori). Poi ci sono gli aiuti per la conservazione del patrimonio artistico religioso. Poi ci sono i fondi per organizzazioni non governative, come la Caritas. Poi, importantissimi, ci sono i fondi per le scuole "concertate", ovvero private ma sovvenzionate dallo Stato. Ma da parte della Conferenza episcopale non c'è stata alcuna risposta positiva a tanta generosità, che la sinistra laica non riesce né a comprendere né a digerire. Meno ancora comprende il fatto che il governo, apertamente combattuto dai vescovi in campagna elettorale, abbia rinunciato a qualsiasi passo avanti in temi fondamentali come l'aborto e l'eutanasia, così come a rivedere il Concordato stipulato con la Chiesa nel 1979, che ai laici suona oltraggioso per l'autonomia dello Stato. E infine, di fronte alla contestazione con cui i vescovi hanno accolto l'introduzione di una materia scolastica denominata "Educazione per la cittadinanza" ( che in pratica vuole insegnare e diffondere la Costituzione e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo), è difficile comprendere perché il governo abbia concesso agli istituti religiosi concertati di sopprimere nei testi quanto non sembri coerente con le loro idee. I risultati vengono alla luce giorno per giorno. Un esempio eclatante lo ha dato un asilo infantile di Vicalvaro, vicino a Madrid: pur trattandosi di un istituto concertato, per l'ammissione dà la preferenza ai figli di "genitori sposati in chiesa, bambini battezzati, figli in catechesi, certificato parrocchiale che specifichi che c'è una chiara pratica della fede". Un criterio anticostituzionale, illegale e chiaramente discriminatorio in una regione scarsa di asili come quella di Madrid, dove quest'anno almeno 25 mila bambini da zero a tre anni sono rimasti in lista d'attesa, ma assai prossimo alla fede cattolica del presidente della regione, Esperanza Aguirre (vicina all'Opus Dei), e del sindaco, Alberto Ruíz-Gallardon, entrambi ovviamente del Partido popular. Non è tutto. È appena venuto alla luce che dal 1995 (dunque, quando al governo c'era il socialista Felipe Gonzalez), si riconosce tacitamente ai sacerdoti la facoltà di far parte dei comitati etici degli ospedali pubblici, il che non significa dare conforto spirituale ai pazienti che lo richiedano ma partecipare alle discussioni sulla prassi medica, condizionando dunque scelte sanitarie fondamentali in nome di principi del tutto di parte. Per un capo di governo quale Zapatero, che per la disgrazia dei tempi si è ritrovato con la pesante responsabilità di rappresentare non solo la Spagna ma tutta la sinistra europea, è doveroso un richiamo alla separazione tra Stato e Chiesa, con il rispetto, da parte di entrambe le istituzioni, dei loro ruoli nella società. Osservatorio Europeo.

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ROMA - Ci penserò stanotte . Le resistenze degli alleati e le per (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Di MARCO CONTI ROMA - "Ci penserò stanotte". Le resistenze degli alleati e le perplessità colte nel colloquio con il capo dello Stato sul nome di Angelino Alfano, hanno convinto Silvio Berlusconi a rimandare ancora la scelta del Guardasigilli. La casella del ministero della Giustizia fatica ad essere riempita e, malgrado il fuoco di sbarramento dentro Forza Italia e i dubbi del Cavaliere, Marcello Pera continua ad essere la carta di riserva che potrebbe essere spesa se non si riuscirà a trovare un'intesa sul nome del giovane coordinatore siciliano di FI. La richiesta di un nome di "alto profilo", uscita ieri al termine del colloquio con il Quirinale e la sollecitazione dell'ex Guardasigilli Roberto Castelli ad individuare "un esperto" per via Arenula, spingono quindi il Cavaliere ad ulteriori riflessioni. Tanto che circola anche il nome dell'azzurro Donato Bruno. Dentro FI, comunque, in pochi si azzardano ad ipotizzare il nome di Pera per la poltrona di Guardasigilli e le amicizie Oltretevere non avrebbero sinora giovato. Ieri sera però il fuoco amico che ha colpito il ciellino Maurizio Lupi, eletto vicepresidente della Camera con meno voti di Rosy Bindi, ha riaccesso le perplessità della componente cattolica di FI che da tempo vede con qualche mugugno crescere il peso dell'area laica e socialista. Sul piede di guerra non c'è solo l'ex Udc Giovanardi, ma anche l'Mpa di Lombardo e la Dca di Rotondi che in serata è stata però tranquillizzata con la certezza del dicastero alla "Solidarietà Sociale" per lo stesso segretario. Peraltro il nodo della Giustizia, affrontato anche in serata con Altero Matteoli, si intreccia con quello del peso reclamato da An nell'esecutivo. Il partito di via della Scrofa pretende pari dignità rispetto alla Lega e potrebbe spuntare, oltre alla Difesa e alle Infrastrutture, due dicasteri senza portafoglio per compensare la perdita del Welfare destinata a FI. E' probabile che Berlusconi assegni a Ronchi la delega alle "Politiche Comunitarie" lasciando fuori la Poli Bortone, mentre la Meloni andrebbe alle "Politiche giovanili". E' però anche possibile che le richieste di An vengano accolte solo in parte e che abbiano un ulteriore effetto negativo sul ruolo di Roberto Calderoli che Berlusconi vorrebbe come viceministro di Bossi alle Riforme o magari con una delega più pesante di quella alla "delegificazione", proprio per evitare ulteriori reazioni oltreconfine. La trattativa a palazzo Grazioli è proseguita ad oltranza per tutta la notte, con Matteoli pronto a fare le barricate anche su un altro pacchetto di nomine che dovrebbero riguardare Mantovano, Urso e Landolfi. In nottata l'irritazione di via della Scrofa: "Sui nostri ministri decidiamo noi". Non c'è dubbio comunque che il colloquio al Quirinale ha dato a Berlusconi un argomento in più per frenare gli appetiti degli alleati. "Spacchettamenti" non sono possibili subito e la quota di sessanta componenti in tutto, prevista dalla Bassanini, resta il limite massimo oltre il quale non si può andare.

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L'Italia sotto il tiro della destra radicale (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 07-05-2008)

Argomenti: Laicita'

C'è un partito trasversale e "mutante". Uno dei suoi leader (Calderoli) sarà ministro Il disastro del discorso di Fini. Bisogna che la sinistra reagisca: andiamo a Verona a manifestare L'Italia sotto il tiro della destra radicale Piero Sansonetti In Italia c'è una destra radicale molto forte, aggressiva, che sta assumendo un ruolo politico sempre più vistoso, perché condiziona i partiti, l'opinione pubblica, i giornali. Inizia ad avere un peso nell'intellettualità. Riesce a spostare l'asse della discussione pubblica, ad attirare forze e idee nel proprio campo, a smontare, pezzo a pezzo, la grande costruzione dello "spirito pubblico" che le correnti di pensiero laiche, cattoliche, liberali, comuniste e socialiste avevano realizzato negli ultimi sessant'anni, a partire dalla resistenza e dalla Costituzione. La destra radicale è una forza trasversale e anche un po' mutevole, camaleontica, che passa dentro tutti i partiti del centrodestra, talvolta si insinua anche al centro, è fortemente rappresentata in alcuni giornali. E' molto più forte di tutte le destre radicali europee. Già prima delle elezioni di aprile era la destra radicale più forte d'Europa, ora ha ulteriormente allargato il so potere ed è in grado di mettere la sua impronta, con molta decisione, sul governo. Dove sta questa destra? Principalmente nella Lega, in alcuni settori della Lega, essenzialmente in quelli legati più alle idee xenofobe che ai problemi sociali o alle battaglie federaliste. Per fare qualche nome: Gentilini, Gobbo (i due sindaci di Treviso) e poi Borghezio, Calderoli (futuro ministro), il sindaco di Verona Tosi. Ma entra anche in Forza Italia, e soprattutto in An. Si sa che An ha radici fasciste, e non c'è da stupirsi che alcuni suoi settori fatichino a digerire la svolta liberale di Fiuggi, del 1995. Stupisce di più quando a sostenere le posizioni della destra radicale ed estremista sono i leader nazionali di An, o addirittura, come è successo lunedì, il suo comandante in capo, cioè Fini. Noi su questo giornale - che è un giornale decisamente laico, un po' spregiudicato; molti compagni pensano che sia troppo spregiudicato? - avevamo recentemente lodato Gianfranco Fini per alcune posizioni che ci erano sembrate decisamente avanzate sul tema dell'uguaglianza e sul '68. Ci siamo presi qualche contumelia da alcuni lettori, anche qualche insulto sul web, ma abbiamo tenuto il punto. 3 07/05/2008.

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GUARDASIGILLI, L'ULTIMO SCOGLIO (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Guardasigilli, l'ultimo scoglio MARCO CONTI Roma. "Ci penserò stanotte". Le resistenze degli alleati e le perplessità colte nel colloquio con il capo dello Stato sul nome di Angelino Alfano, hanno convinto Silvio Berlusconi a rimandare ancora la scelta del guardasigilli. La casella del ministero della Giustizia fatica ad essere riempita e, malgrado il fuoco di sbarramento dentro Forza Italia e i dubbi del Cavaliere, Marcello Pera continua ad essere la carta di riserva che potrebbe essere spesa se non si riuscirà a trovare un'intesa sul nome del giovane coordinatore siciliano di Fi. La richiesta di un nome di "alto profilo", uscita ieri al termine del colloquio con il Quirinale e la sollecitazione dell'ex Guardasigilli Roberto Castelli ad individuare "un esperto" per via Arenula, spingono quindi il Cavaliere ad ulteriori riflessioni. Dentro Fi in pochi si azzardano ad ipotizzare il nome dell'ex presidente del Senato per la poltrona di Guardasigilli e le amicizie Oltretevere non avrebbero sinora giovato. Ieri sera però il fuoco amico che ha colpito il ciellino Maurizio Lupi, eletto vicepresidente della Camera con meno voti di Rosy Bindi, ha riacceso le perplessità della componente cattolica di Fi che da tempo vede con qualche mugugno crescere il peso dell'area laica e socialista. E nelle convulse trattative notturne per via Arenula è anche spuntato il nome dell'azzurro Donato Bruno. Sul piede di guerra non c'è solo l'ex Udc Giovanardi, ma anche l'Mpa di Lombardo e la Dca di Rotondi che in serata è stata però tranquillizzata con la certezza del dicastero alla Solidarietà sociale per lo stesso segretario. Peraltro il nodo della Giustizia, affrontato anche in serata con Altero Matteoli, si intreccia con quello del peso reclamato da An nell'esecutivo. Il partito di via della Scrofa pretende pari dignità rispetto alla Lega e potrebbe spuntare, oltre alla Difesa e alle Infrastrutture, due dicasteri senza portafoglio per compensare la perdita del Welfare destinata a Fi. È probabile che Berlusconi assegni a Ronchi la delega alle Politiche comunitarie lasciando fuori la Poli Bortone, mentre la Meloni andrebbe alle Politiche giovanili. È però anche possibile che le richieste di An vengano accolte solo in parte e che abbiano un ulteriore effetto negativo sul ruolo di Roberto Calderoli che Berlusconi vorrebbe come viceministro di Bossi alle Riforme o magari con una delega più pesante di quella alla "delegificazione", proprio per evitare ulteriori reazioni oltreconfine. La trattativa a palazzo Grazioli è proseguita ad oltranza per tutta la notte, con il plenipotenziario di An, Altero Matteoli, pronto a fare le barricate anche su un altro pacchetto di nomine governative che dovrebbero riguardare Mantovano, Urso e Landolfi. A termine dell'incontro, però, da via della Scrofa fanno sapere che il faccia a faccia con Berlusconi "è stato del tutto insoddisfacente" e che "è An a decidere i nomi dei propri rappresentanti nell'esecutivo". Non c'è dubbio che il colloquio al Quirinale ha dato al leader del Pdl un argomento in più per frenare gli appetiti degli alleati. Spacchettamenti non sono possibili subito e la quota di 60 componenti in tutto, prevista dalla legge Bassanini, resta il limite massimo oltre il quale non è possibile andare.

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