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TARTICOLI DEL 27-5-2008 #TOP
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Articoli
Laici e chierici (8)
E l'Udc annuncia propostea difesa di famiglia e fasce
deboli ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici e cattolici è palpabile: l'analisi di Massimo D'Alema, che ha invitato la Chiesa a non cedere alla tentazione del potere, sebbene circoscritta dal fedele Nicola Latorre al piano strettamente culturale, non è piaciuta a molti ex della Margherita, da Arturo Parisi a Beppe Fioroni, convinti che il complesso rapporto tra cristianesimo e politica non possa essere liquidato in poche
No
ai ghetti per gli immigrati Per la Cei è un dovere di civiltà
( da "Unita,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Né sarebbe un attentato alla laicità dello Stato l'impegno dei cattolici alla formazione degli orientamenti politico-legislativi, Parla di valori e di sfida educativa, dei giovani esposti al rischio del nichilismo, del "vuoto dell'anima" che sarebbe dietro i fenomeni di bullismo, della solitudine dell'uomo nella società opulenta.
Pd,
la pax interna è fragile Scontro D'Alema-cattolici
( da "Manifesto,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: che non emarginiamo la cultura cattolica nel centrosinistra e nel Pd, anzi lasciamo che abbia piena cittadinanza". Nel partito democratico la pax interna è un equilibrio fragile in continuo aggiornamento. Ieri si è di nuovo incrinato. Nicola Latorre, democratico laico e di osservanza dalemiana, invita Fioroni a "leggere le carte e consultare i documenti"
ROMA
- L'asso nella manica di Silvio Berlusconi, si chiama "legge
( da "Messaggero,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: come chiede la Chiesa e come non si appongono i laici". Per don Gianni Baget Bozzo, "il pragmatismo del Cavaliere non ha confini" e nel novero delle cose che "il governo farà molto presto", mette l'attuazione di una serie di norme che renderanno concreti i principi ispiratori della "194". A cominciare dal ruolo dei consultori e da iniziative a sostegno della famiglia.
Il
disagio dei laici ormai marginali: importa solo non frenare la Chiesa
( da "Corriere
della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Gli echi delle battaglie tra cattolici e laici su fecondazione assistita, testamento biologico e diritti alle coppie di fatto sono lontanissimi, un cattolico veltroniano come Giorgio Tonini non vede "motivi di allarme" e definisce "giusto che la Chiesa offra il suo apporto al libero dibattito della società, come Bagnasco ha rivendicato,
Allam
presenta <Grazie Gesù> ( da "Corriere della Sera"
del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: hanno convinto della bontà della religione cattolica, dopo 56 anni vissuti da musulmano laico e liberale, finendo per diventare il principale bersaglio dei terroristi islamici in Italia. Coloro che arriveranno in auto potranno parcheggiare all'interno dell'Università. E' però necessario comunicare il proprio nominativo con un messaggio alla mail segreteria@magdiallam.
D'Alema
dice qualcosa di sinistra E strizza l'occhio all'Arcobaleno
( da "Giornale.it,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: della Chiesa cattolica, e una denuncia dello "spostamento del peso politico dei cattolici da una parte", il centrodestra. Toni fieramente laici, che annebbiano il ricordo del D'Alema, allora presidente dei Ds, che nel 2002 partecipava a San Pietro alla cerimonia ("un evento grandissimo, la Chiesa è la grande realtà di oggi con cui ci dobbiamo misurare"
( da "Secolo XIX, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Le reazioni Roma. Il
"patto di cittadinanza" invocato dal presidente della Cei Angelo
Bagnasco ha suscitato, com'era prevedibile, numerose reazioni. L'Udc, per bocca
di Rocco Buttiglione, si è affrettata a far sapere che presenterà a breve in
Parlamento una serie di proposte a difesa della famiglia e delle fasce sociali
più indifese. E su di esse chiamerà ad esprimersi il Pdl. Più circospetto il
Partito Democratico al cui interno la tensione tra laici e cattolici è palpabile: l'analisi di Massimo D'Alema, che ha invitato la
Chiesa a non cedere alla tentazione del potere, sebbene circoscritta dal fedele
Nicola Latorre al piano strettamente culturale, non è piaciuta a molti ex della
Margherita, da Arturo Parisi a Beppe Fioroni, convinti che il complesso
rapporto tra cristianesimo e politica non possa essere liquidato in poche
battute. Nella maggioranza comunque il dibattito sulle misure da adottare
contro l'immigrazione clandestina non è meno acceso. Quando il capogruppo del
Carroccio Roberto Cota invita a fare del pacchetto sicurezza un'occasione di
riscatto contro l'indulto, probabilmente non incontra il consenso di gran parte
degli alleati, molti dei quali hanno votato il provvedimento di clemenza. Il
ministro dell'Interno Roberto Maroni ha preannunciato l'apertura di dieci nuovi
Cpt e il censimento dei campi rom, ma è chiaro che il primo obiettivo del
premier è quello di andare oltre l'effetto annuncio del Viminale e di impostare
piuttosto una politica su binari europei. 27/05/2008.
( da "Unita, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del No ai ghetti per gli immigrati Per la Cei è "un dovere di
civiltà" di Roberto Monteforte / Città del Vaticano NESSUN ENCLAVE e
nessun ghetto per gli immigrati. Neanche legato all'emergenza. Perseguire una
reale integrazione dei cittadini immigrati che legittimamente soggiornano nel
nostro Paese. Per chi tenta di entrare in Italia, per "i
clandestini", proporre "un pat- to di cittadinanza" che metta in
chiaro diritti e doveri, "tenendo alto il rispetto del diritto delle
persone". È la via indicata dal presidente della Cei, cardinale Angelo
Bagnasco nella prolusione con la quale ieri pomeriggio ha aperto l'assemblea
generale dei vescovi italiani. È l'impegno concreto e quotidiano della Chiesa. "È
un dovere di civiltà". Le sue parole suonano come un alto là alla via
della criminalizzazione scelta dal governo Berlusconi nell'affrontare un
fenomeno che- ricorda il cardinale - "ha dimensioni globali". Anche
se nella prolusione non si fa cenno ai Cpt o al reato di immigrazione
clandestina è chiara la via dell'apertura alle altre culture nel rispetto delle
tradizioni e dell'identità del popolo italiano. È emergenza l'immigrazione, lo
è anche la sicurezza. Bagnasco la definisce "esigenza incoercibile di persone
e famiglie" che dai pubblici poteri ci si attendono "risposte
calibrate ed efficaci". Il cardinale pare non cogliere l'amplificazione
interessata dell'emergenza sicurezza, denunciata da parti importanti del
volontariato cattolico. Ne fa solo un cenno quando denuncia un'
"insicurezza esterna e ambientale" che avrebbe alla sua radice anche
un'"insicurezza sui valori". Quello dei valori è il tema cui Bagnasco
dedica buona parte della sua riflessione. Pone al centro quel "concetto positivo
di laicità" richiamato più volte da Benedetto XVI e l'apporto che le
religioni possono dare alla natura pluralista di uno Stato "al servizio di
una società civile". "La Chiesa non vuole imporre a nessuno una
morale religiosa". "Nè in America, né in Europa" ha scandito il
porporato. Né sarebbe un attentato alla laicità dello Stato
l'impegno dei cattolici alla formazione degli orientamenti politico-legislativi, Parla
di valori e di sfida educativa, dei giovani esposti al rischio del nichilismo,
del "vuoto dell'anima" che sarebbe dietro i fenomeni di bullismo,
della solitudine dell'uomo nella società opulenta. Critica il ruolo dei
media dei "modelli distorti di vita". Insiste sull'"emergenza
tempo". Sulle risposte che le istituzioni devono dare subito alle attese
dei cittadini. Ora, con il risultato del voto del 13 e 14 aprile, con l'
"operosa stabilità" realizzata, non vi sono scuse, va perseguita la
"buona politica". Le famiglie si attendono risposte "sagge ed
anche sollecite". "Non sono più tollerabili lungaggini o
palleggiamenti" afferma, che "offendono i cittadini". Chiama in
causa governo, maggioranza e opposizione,che nella distinzione dei ruoli sono
chiamate a dare risposte "non nell'interesse di una parte o di una
componente sociale", ma del "bene comune". Prima delle emergenze
è quella "gravissima e urgente" dei rifiuti urbani in Campania,
"La soluzione delle autorità pubbliche - ammonisce - deve corrispondere la
responsabile collaborazione delle popolazioni". Poi vi è quella delle
famiglie: gli stipendi e le pensioni da adeguare, la difesa del reale potere
d'acquisto, l'emergenza abitativa, le iniziative a sostegno della maternità
rimuovendo quegli ostacoli che impediscono a tanti giovani di mettere su
famiglia "per le condizioni sfavorevoli in cui vivono". I vescovi
rilanciano la proposta "un fisco a misura di famiglia" avanzata dal
Family Day. Se sul sociale la Chiesa chiede "premura", sulla bioetica
frena, chiede di "soppesare le scelte" per evitare soluzioni
"imprevidenti e precipitose". E lancia il suo attacco Bagnasco diretto
all'ultima decisione del ministro della Sanità del governo Prodi, Livia Turco:
le Linee guida sulla legge sulla fecondazione assistita. L'accusa di aprire le
porte ad una "mentalità eugenetica". Decisione "inaccettabile
ieri come oggi", che avrebbe infranto "un delicatissimo bilanciamento
delle esigenze in campo" trovato in Parlamento sulla legge 40 e confermato
dal referendum. L'altra denuncia, fermissima, è per le "morti
bianche" sul lavoro. La Chiesa chiama in causa direttamente gli
imprenditori. Infine Bagnasco rivendica il ruolo della Chiesa in Italia,
radicata tra la gente, e del "sagrato" davanti alle parrocchie dove
ci si può incontrare, conoscersi, discutere. Una funzione
"stabilizzante", assicura facendo sue le parole di un commentatore
"laico": "A parlare con il popolo sono rimasti solo i
parroci". Sull'otto per mille e sui contributi al clero, si lamenta, c'è
"mala informazione".
( da "Manifesto, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
"La Chiesa non
cerca il potere", teodem all'attacco dell'ex ministro Ma Pezzotta:
"Nelle sue parole non accuse ma giuste preoccupazioni" Pd, la pax
interna è fragile Scontro D'Alema-cattolici Daniela
Preziosi Roma Che le parole di D'Alema, nella conclusione della 'summer school'
di Italianieuropei, fossero destinate ad alzare la temperatura interna del Pd,
era profezia facile. La chiesa ha stretto un patto di potere con la destra,
aveva detto. E "la tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella
storia della chiesa, è stata origine di misfatti, di cui Giovanni Paolo II ha
dovuto chiedere perdono". Gli aggettivi pesano. Così la replica di Beppe
Fioroni, sherpa dei cattolici nel Pd, è dura:
"Una visione datata, che sa di contrapposizione fra Pci e comitati di
Gedda", citando lo scontro fra Dc e Fronte popolare per il voto del '48.
Ieri i teodem hanno rincarato la dose, proprio mentre il cardinal Angelo
Bagnasco suggeriva le priorità politiche al governo Berlusconi, dalle linee
guida sulla legge 40 alla scuola ai rifiuti. E così se per la laica Barbara
Pollastrini "è evidente quanto una parte delle autorità ecclesiastiche
scelga di svolgere una funzione politica, con toni talvolta di una vera e
propria ingerenza", per Enzo Carra, leader teodem, non si tratta affatto
di ingerenza quanto della "migliore risposta alle ansie di chi teme che la
Chiesa ceda alla tentazione demoniaca del potere". Ma lo 'sguardo a
destra' dei vescovi è così esplicito che la collega Paola Binetti, che pure
dissente sulla lettura dalemiana di una chiesa "come una struttura di
potere che si allea con una parte del sistema politico", non può non
ammettere che "richiamare l'attenzione e far riflettere molti giovani sul
rapporto fra politica e religione" è "una cosa positiva". Le
posizioni degli ultrà-cattolici Fioroni e Carra sono
rumorose ma isolate nel Pd, anche all'interno del correntone dei credenti. Che
si rispecchia nella posizione più interlocutoria di Rosy Bindi, già ieri sulle
pagine di Repubblica: è esagerato parlare di patto di "potere", e
tuttavia "la strada principale per evitare un simile rischio è evitare che
noi siamo sensibili a questo dialogo, che non emarginiamo
la cultura cattolica nel centrosinistra e nel Pd, anzi lasciamo che abbia piena
cittadinanza". Nel partito democratico la pax interna è un equilibrio
fragile in continuo aggiornamento. Ieri si è di nuovo incrinato. Nicola
Latorre, democratico laico e di osservanza dalemiana, invita Fioroni a
"leggere le carte e consultare i documenti" prima di criticare
D'Alema. Che, dice Latorre, nell'iniziativa di Marina di Camerota ha anzi
sottolineato due aspetti "che rafforzano il dialogo con i cattolici: il primo, è che il recupero del sentimento
religioso può essere una risorsa per la politica, e può essere un grave errore
confinare questo recupero al solo rapporto fra la Chiesa e l'Occidente".
Il secondo è "il valore della laicità dello Stato, fortemente difeso dalla
cultura da cui proviene Fioroni". Al fondo dello scontro, infatti, c'è una
diversità di accenti sulla laicità dello stato
all'interno del Pd. Con i connessi corollari. Ad esempio, l'apertura di un
canale privilegiato di dialogo con la sinistra extraparlamentare. Non a caso
ieri Franco Giordano, segretario Prc, ha difeso l'ex ministro degli esteri, che
"ha solo ribadito la Costituzione". A questo punto, ha proseguito,
"vorrei domandare io a Fioroni come immagina i rapporti tra chiesa e
politica, visto che contesta nei fatti l'autonomia stessa della politica. E'
questo orientamento culturale di dipendenza che vuole dare al nuovo Pd?".
Non chiama direttamente in causa Veltroni, ma quasi. E invece il segretario Pd
si tiene alla larga da una polemica che non lo aiuta. Certo l'affondo di
D'Alema crea qualche imbarazzo e non è il migliore viatico per affrontare i
giorni dell'assemblea generale della Cei, che durerà fino al 30 e dalla quale,
altra profezia facile, non arriveranno complimenti in direzione loft. D'Alema
invece è piaciuto a Savino Pezzotta, ex leader del Family day. Ma, tipico
dalemiano, per i motivi opposti a quelli per i quali è piaciuto a sinistra.
Meglio evitare strumentalizzazioni, dice il deputato Udc, ma nelle sue parole
non coglie "un'accusa alla chiesa, piuttosto una preoccupazione,
un'attenzione verso il rischio che sta dietro all'indebolimento della presenza
organizzata dei cattolici in politica". Quanto al
patto di potere fra gerarchie cattoliche e destra, Pezzotta non si esprime, non
sa. Ma se così fosse, dice, Berlusconi l'avrebbe tradito, non inserendo fra i
primi provvedimenti del governo quelli in difesa della famiglia.
( da "Messaggero, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Di MARCO CONTI ROMA
- "L'asso nella manica di Silvio Berlusconi, si chiama "legge
194". Ma non modificherà la legge. Semplicemente la attuerà. Per la prima
volta, come chiede la Chiesa e come non si appongono i
laici". Per don Gianni Baget Bozzo, "il pragmatismo del Cavaliere non
ha confini" e nel novero delle cose che "il governo farà molto
presto", mette l'attuazione di una serie di norme che renderanno concreti
i principi ispiratori della "194". A cominciare dal ruolo dei
consultori e da iniziative a sostegno della famiglia. Non è ancora tempo
di quoziente familiare, ma Berlusconi considera lo stesso taglio dell'Ici sulla
prima casa una misura in difesa delle famiglie che comunque va ad incontrare le
esigenze delle gerarchie cattoliche con le quali il premier ha ormai un
rapporto stretto e che da tempo si svolge senza i tradizionali intermediari.
"Le parole del cardinal Bagnasco dimostrano che non c'è quel patto di
potere che sostiene D'Alema - spiegava ieri il vicecapogruppo del Pdl al Senato
Gaetano Quagliarello - la Chiesa dice la sua sui problemi del Paese senza più
deleghe in bianco o braccia secolari". Anche se i destinatari sono molti,
la scelta è chiara e saldo è il rapporto con il Pdl e con quel suo leader
"peccatore ma non adulto". Berlusconi è talmente consapevole di aver
ormai vinto ogni diffidenza da aver potuto tranquillamente mettere assieme una
maggioranza e un governo dove gli ex Dc, eccetto Scajola e Rotondi, sono stati
praticamente azzerati. Così come inascoltate sono state anche le presunte
pressioni d'Oltretevere in favore di un ruolo di governo per Marcello Pera.
"Ovvio - ribatte Baget Bozzo - Berlusconi è l'unico interlocutore delle
gerarchie. La sinistra postcomunista ha perso la sua sfida rimanendo con il Pd
nel guado tra la scelta dell'alleanza con gli ex della Margherita e quella con
i Radicali. Invece Berlusconi - continua il monsignore da tempo consigliere del
Cavaliere - ha smesso di inseguire Pannella. Così come Fini ha rinunciato alla
battaglia sulla fecondazione". Berlusconi, leader di un polo
"eticamente anarchico" come ebbe modo di definire lui stesso il Pdl,
continuerà quindi ad evitare di pronunciarsi in maniera netta sui temi
eticamente sensibili, ma "pragmaticamente" continuerà a tenere
stretti i rapporti con Cei e Vaticano. La citazione di Benedetto XVI fatta nel
discorso di fiducia sul dovere della politica di "lavorare per il bene
comune dell'amata patria", spianato la strada ad una visita ufficiale del
premier in Vaticano. Incontro che attende solo la definizione di alcuni
dettagli al "pacchetto sicurezza" che stanno a cuore alle gerarchie.
( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il caso Bonino: chissà dov'è l'opposizione. Ma il cattolico Tonini:
gerarchie equilibrate, non c'è ingerenza Il disagio dei laici ormai marginali:
importa solo non frenare la Chiesa ROMA - "Lei mi dice che ha parlato di
rifiuti, di sicurezza, di salari... Benissimo, ma di Gesù Cristo ha
parlato?". Il sarcasmo di Massimo Cacciari sintetizza il disagio dei laici
di fronte alla prolusione fiume del cardinale Bagnasco: la sensazione di
isolamento culturale e la presa d'atto che, dopo due anni di battaglie contro
le "ingerenze" della Chiesa nella vita pubblica, una certa egemonia
culturale sia stata spazzata via dal risultato elettorale. Dove sono i
superlaici che tuonavano un giorno sì e l'altro pure contro le "invasioni
di campo" delle gerarchie vaticane? Che fine hanno fatto i "cattolici adulti" alla Romano Prodi? I plausi
soverchiano le critiche e i laici del centrosinistra si interrogano.
"Dov'è l'opposizione?" si duole Emma Bonino, leader radicale e voce
sempre più isolata del fondamentalismo anticlericale. "Noi abbiamo urlato
fin dove si poteva e ora invece non faccio che sentire gente che dice "la
Chiesa ha libertà di parola". Altro che parlare alle coscienze, quello di
Bagnasco sembra un programma di governo". Nel Pd la Bonino si sente in
minoranza, teme che i principi cari ai riformisti di fede laica siano
sacrificati "sull'altare del dialogo " e si appella all'opinione
pubblica, a chiunque abbia senso dello Stato e persino alla destra: "Non
conosco Paese al mondo dove si alza un vescovo e dà indicazione su qualsiasi
cosa, neanche fosse un altro governo ombra. Dobbiamo fermare questa
penetrazione". Smarrimento, preoccupazione, sgomento. Il sindaco filosofo
Cacciari però si dice in ansia per la Chiesa, più che per l'architettura democratica
e giura di non sentirsi affatto sconfitto dal punto di vista culturale.
"Laici allo sbaraglio? Io non lo sono affatto, sono tranquillissimo.
Questa storia della laicità è una balla colossale, perché lo Stato è laico per
definizione e tale resterà finché avrà vita". Non teme l'isolamento, la
fine di un'egemonia delle idee che l'ha vista tra i protagonisti? "Certo
che sono preoccupato, ma per la dialettica su questioni come sicurezza,
immigrazione e temi sociali, il resto è nebbia ideologica ". Prima diceva
di essere preoccupato per la Chiesa... "Certo, ritengo pericoloso per una
istituzione così importante andarsi a infognare ogni giorno su quel che fanno
Berlusconi, Veltroni o D'Alema. I vescovi si facciano sentire su questioni
etiche e morali". Gli echi delle battaglie tra cattolici e laici su fecondazione assistita, testamento biologico e
diritti alle coppie di fatto sono lontanissimi, un cattolico veltroniano come
Giorgio Tonini non vede "motivi di allarme" e definisce "giusto
che la Chiesa offra il suo apporto al libero dibattito della società, come
Bagnasco ha rivendicato, toccando tutti i temi in modo molto
equilibrato". Ingerenze? "Mai viste. Semmai a volte la politica è
così debole che va in cerca di legittimazioni improprie". Sottotraccia,
però, il Pd è lacerato e lo conferma indirettamente Eugenio Mazzarella,
ordinario di Filosofia a Napoli e neodeputato democratico. Il professore
ammette che tra i laici del centrosinistra "c'è una difficoltà" e
cioè quella di produrre "una visione unitaria sulle grandi questioni della
società e soprattutto sulla crisi valoriale che l'attraversa da 15 anni".
Ecco, conclude l'onorevole filosofo, su questo "non siamo ancora arrivati
a una visione condivisa e spesso ci proponiamo con un assemblaggio di opinioni
che è la nostra debolezza". Laici allo sbando, insomma? "Quando si
accusano gli altri di supplenza, generalmente la cosa nasce da una
insufficienza di reazione culturale ". Chi fa autocritica, chi sceglie il
silenzio e chi, come Marco Follini, riconosce alla Chiesa di "saper
interpretare un certo senso comune", ma ora teme che il centrosinistra si
rassegni alla sudditanza e "regali al centrodestra" il rapporto
privilegiato con i cattolici. Non vede invasioni di
campo da parte dei vescovi? "No, siamo nel terreno dell'esercizio della
parola". Monica Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-27 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Pontificia Università Lateranense Allam presenta "Grazie
Gesù" Magdi Cristiano Allam presenterà oggi, alle ore 18,30, il suo nuovo
libro "Grazie Gesù. La mia conversione dall'islam al cattolicesimo"
(Mondadori) nell'Aula magna dell'Università Pontificia Lateranense, in Piazza
San Giovanni in Laterano 4. Parteciperà monsignor Rino Fisichella, rettore
dell'Università Lateranense. L'ingresso è libero. "Grazie Gesù" è
un'autobiografia in cui l'autore racconta l'evento più significativo della sua
vita, la scelta di aderire pienamente alla fede in Gesù, grazie all'incontro
con tanti testimoni che grazie alle loro opere volte al bene comune l'hanno convinto della bontà della religione cattolica, dopo 56
anni vissuti da musulmano laico e liberale, finendo per diventare il principale
bersaglio dei terroristi islamici in Italia. Coloro che arriveranno in auto
potranno parcheggiare all'interno dell'Università. E' però necessario
comunicare il proprio nominativo con un messaggio alla mail
segreteria@magdiallam.it entro le ore 17,30. Conversione La notte di
Pasqua Magdi Allam è stato battezzato dal Papa.
( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 125 del
2008-05-27 pagina 12 D'Alema dice qualcosa di sinistra E strizza l'occhio
all'Arcobaleno di Laura Cesaretti Il ritorno dell'ex premier tra attacchi alla
Chiesa e critiche alla linea dura sui rifiuti. Il Prc spera in una nuova
alleanza. Infuriati i cattolici del Pd da Roma Tra
un'argomentata requisitoria anticlericale, un monito contro "l'uso della
forza" in Campania e una carezza a Nichi Vendola, candidato leader di
Rifondazione, il Massimo D'Alema ultima versione piace molto a sinistra. Molto
meno, invece, all'ala ex Margherita del Pd, oggi ferrea alleata di Veltroni.
D'Alema si muove senza strappi troppo netti o fughe in avanti, ma nel
sottofondo il suo è un controcanto continuo alla linea attuale del Pd.
Dall'austero cenacolo filosofico organizzato dalla sua Fondazione
ItalianiEuropei in quel di Marina di Camerota, è arrivata una dura requisitoria
contro la "demoniaca tentazione del potere" della
Chiesa cattolica, e una denuncia dello "spostamento del peso politico dei cattolici da una parte", il centrodestra. Toni fieramente laici, che
annebbiano il ricordo del D'Alema, allora presidente dei Ds, che nel 2002
partecipava a San Pietro alla cerimonia ("un evento grandissimo, la Chiesa
è la grande realtà di oggi con cui ci dobbiamo misurare") di
beatificazione di Escrivá de Balaguer, il fondatore dell'Opus Dei. Che quanto a
lobby di potere cattolico non scherza mica. Pronta è arrivata la bacchettata
del capo della Cei Bagnasco, ma ancor prima era stato
Beppe Fioroni a rispondere per all'ex ministro degli Esteri. Dandogli del
"vecchio comunista" e accusandolo di voler erigere nuovi
"steccati" tra sinistra e cattolici dentro
il Pd. Gli ex Ppi, offesi dall'indiretta accusa dalemiana di essere stati
inutili allo scopo di arginare la frana del voto cattolico verso il Pdl, temono
di essere sospinti verso l'irrilevanza in un partito che D'Alema vorrebbe
"spostare a sinistra". Al contrario, dai lidi dell'Arcobaleno
arrivano grandi aperture di credito verso l'ex vicepremier. Non è solo la
politica delle alleanze, sostenuta da D'Alema, ad alimentare il feeling:
Rifondazione (o almeno la parte del Prc che si riconosce in Bertinotti,
Giordano e Vendola) confida in lui per bloccare il disegno
veltronian-berlusconiano di innalzare la soglia di sbarramento per le europee.
"Non passerà mai in quei termini", ha garantito ai bertinottiani. E
loro vedono in D'Alema l'ultimo baluardo che può salvarli da un nuovo
saccheggio elettorale veltroniano, e rimetterli nel gioco politico. Ma è anche
sul tipo di opposizione da condurre verso il governo Berlusconi e la sua
"egemonia politico-culturale" che la sinistra guarda a D'Alema.
"Lui e Bersani - spiega Franco Giordano - prospettano la necessità di
un'opposizione che ora non c'è, e riconoscono un'area di sinistra che altri
puntano solo ad annettere". Ragionamenti non dissimili arrivano anche
dalle sponde prodiane, dove si è sempre osteggiata la scelta di annientare la
vecchia Unione fatta da Veltroni, e dove si guarda con sospetto e
preoccupazione al "dialogo" con Berlusconi. Bastava leggere ieri
sulla Repubblica il commento del "muliniano" Edmondo Berselli, da
sempre vicino a Prodi, per intuire la saldatura con la linea dalemiana: troppo
"incenso" attorno al premier, nessun "giudizio critico e
motivato" del Pd sulle sue prime scelte: "A sinistra ci vorrebbe un
buon esorcista per dissolvere la magia del consenso a tutti i costi". Un
esorcista coi baffi? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.