HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
|
TARTICOLI DEL 20-26 maggio
2008 #TOP
·
Articoli
Laici e chierici (43)
Don Vinicio Albanesi: Noi non molleremo mai i poveri
Incontro teso tra mondo cattolico dell'assistenza e Alemanno Prima di tutto
solidarietà . Il volontariato laico: noi ignorati
( da "Unita,
L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: associazionismo laico. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal sindaco ma finora nessun contatto - precisa Claudio Graziano dell'Arci - Il volontariato laico, insieme a quello cattolico, ha fatto la solidarietà di questa città". Intanto il mondo cattolico, da sempre impegnato nel sociale, in gran parte guarda Alemanno con sospetto.
Trent'anni
della legge 194 quante bugie da "Famiglia cristiana"
( da "Liberazione"
del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cosa vuol dire avere uno Stato contro che decide per te. Sono la maggioranza? Sono la minoranza? In uno Stato laico, una domanda così non dovrebbe essere formulata. Perché quando si tratta di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, la legge dovrebbe garantire a tutti e tutte di scegliere ciò che più ritengono giusto e non dire quello che è giusto e quello che è sbagliato.
Foto
di ségolène che prega è polemica sulla laicità - giampiero martinotti
( da "Repubblica,
La" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La laicità significa che non ci dev'essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Secondo la Royal, l'esempio in questo campo è stato dato dal generale de Gaulle, che pure era cattolico: "In pubblico, non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato,
Business
con l'anima<Adesso vesto i Cesaroni>
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Mattia Mor è genovese, vive a Milano e si definisce cattolico, ma all'Auditorium del Carlo Felice parlerà laicamente di imprenditoria e affari. "Non sono un Papa boy e ho accettato l'invito per amicizia con don Nicolò, mio insegnante al D'Oria, e per parlare di una esperienza di lavoro", racconta.
Intellettuali
abbonati alle cantonate ( da "Giornale.it, Il"
del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Dal
In
francia la scuola degli imam di stato - anais ginori parigi
( da "Repubblica,
La" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Lezione sulla laicità. "Dovete sapere - dice Leschi - che all'inizio del Novecento, la Francia attraversò una grave crisi con la religione cattolica, simile per certi versi a quella di oggi nei confronti dell'Islam". Fu cancellato il Concordato con il Vaticano e, attraverso la legge del 1905, dichiarata la separazione tra Stato e Chiesa.
Ponticelli
dai rom al pogrom - girolamo imbruglia
( da "Repubblica,
La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: siano stati momenti in cui gli ideali di laicità e libertà sono stati profondamente pensati e condivisi, come nel Cinquecento e nella Repubblica del 1799. Ma la storia sociale della città non ha fatto proprie quelle energie. La Madre Coraggio di Brecht con testardaggine dava voce alla propria umanità, pur tra le tante violenze patite nello spettrale paesaggio della Guerra dei trent'
Arriva
il figlio di due mamme - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente
( da "Repubblica,
La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: è ora una legge dello Stato. Non tutti se ne compiacciono, nemmeno in un paese prevalentemente laico come questo, che spesso ha indicato la strada - insieme agli Usa - dell'evoluzione del costume e della morale all'Occidente. Il governo laburista era consapevole di muoversi in un territorio controverso: perciò il primo ministro Gordon Brown (
Quando
il papa - giancarlo bosetti ( da "Repubblica, La"
del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: però in seguito le nostre vie nella Chiesa sono state totalmente differenti. Lui ed io rappresentiamo due modi di essere cattolici, una nel senso della curia romana, una nel senso del Concilio Vaticano II. E io non sono solo. Ci sono molti che condividono con me la convinzione che la Chiesa abbia bisogno di riforme.
Vivere,
curarsi, morire La lezione degli antichi e i pregiudizi moderni
( da "Corriere
della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici, agnostici e seguaci di altre religioni? Ma veniamo ai greci e ai romani. Il suicidio non era un atto di codardia, ma di coraggio. Per gli stoici, in particolare, era il supremo atto di dignità. Quando la vita è ridotta a sofferenza senza scampo non bisogna "mendicare l'esistenza", diceva Seneca;
Griffe
con lo sconto contro l'Aids Il nuovo Sos è il turismo sessuale
( da "Giornale.it,
Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: opinione pubblica in generale laica e cattolica, le scuole potrebbero essere mezzi d'informazione efficaci se presidi e professori si interessassero al problema. Entrare nei luoghi deputati ai giovani come discoteca, locali, ritrovi è un altro modo d'intervenire senza scartare le fasce delle nuove povertà e dei cittadini che la vita pone ai margini,
Bagnasco:
<Città amatada servire. Mai servirsene >
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Laicamente, il Magistrato è una realtà difficile da interpretare e qualcuno ne diffida: una sorta di "loggia" cattolica? "Niente affatto, nasce per aiutare chi ha bisogno. Per chi è cattolico, dare agli altri in funzione di quello che si possiede è un impegno, non qualcosa da esibire".
Un
comico tagliente e poetico ( da "Stampa, La"
del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Lì dove oggi è un comico con peso politico, una sorta di Grillo che fa parte della Federazione Internazionale degli Atei: "La risata è il mezzo perfetto per battersi per una società laica, contro il conservatorismo della Chiesa cattolica" dice. Due anni fa sfuggì a un attentato a Madrid, e tutt'oggi è oggetto di minacce.
La
democrazia alla prova degli dei ( da "Manifesto, Il"
del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e non solo di statuto dell'embrione o di questioni "eticamente sensibili". Terreno bruciante anche sotto la seconda sessione, su "Laicità e stato costituzionale". "Nell'Occidente contemporaneo - avverte il programma - attraversato dai problemi inediti delle società multirazziali e da un imprevisto ritorno di un ruolo pubblico delle religioni,
Savona
in prima pagina sull'Osservatore Romano
( da "Stampa,
La" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Nella stessa pagina anche il discorso di benvenuto del vescovo Vittorio Lupi e il messaggio del sindaco Federico Berruti, dal titolo significativo: "Saper unire laici e cattolici". A pagina 5 il servizio dell'inviato a Savona Nicola Gori, corredato da una fotografia in cui si vede Benedetto XVI accanto al vicario della curia, mons. Andrea Giusto, nelle stanze di Pio VII.
STILE
DI SÉGOLÈNE ROYAL VALE TRENTAMILA EURO
( da "Corriere
della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La laicità significa che non ci deve essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Infine, ha citato ad esempio il generale Charles de Gaulle che, pur essendo cattolico, "in pubblico non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato,
Il
nuovo Statuto della Regione: costituzionale ma non democratico
( da "Liberazione"
del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolica, che segnala un cedimento sul terreno della laicità. Ma mi meraviglierei che qualcuno si meravigliasse viste le posizioni su questi temi del neonato partito democratico. Anche se, per fortuna, la Costituzione - alla faccia delle interessate discussioni intorno alla sua attualità - ha risolto meglio e più autorevolmente molti problemi che riguardano la persona e i suoi rapporti
Il
governatore e il clan dei furbetti l'estate che ha infangato palazzo koch - (segue
dalla prima pagina) alberto statera
( da "Repubblica,
La" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: fedele partecipante alle messe riparatorie dell'onta laica di Porta Pia e intonante "Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat", non avrà eco esplicita nel dire istituzionale dell'erede laico del banchiere centrale cattolico che doveva traghettare l'Italia di Tangentopoli verso i lidi dell'etica che fu propria di Stringher, Azzolini, Einaudi, Menichella,
Lo
spirito laico del religioso Giuntella
( da "Unita,
L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: gli atei e gli agnostici la separazione tra Stato e Chiese. La laicità è possibile quando ciascuno si volta verso i lati degli altri e capisce che la verità tende ad abbracciarli e a criticarli tutti. Sono contento che mi avesse chiesto della laicità perché commentare altre parti mi sarebbe stato molto difficile.
Lo
zero per mille a Curzio Maltese ( da "Giornale.it, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: asse portante della cultura italiana sia il dialogo tra laici e cattolici. Qui sta il vero guaio: che c'è chi vuole tener fermo il Paese a questo problema: da Porta Pia alle Guarentigie, dal Non Expedit al Concordato, da Don Camillo a Peppone, per qualcuno l'Italia dovrà restare sempre ferma a questa contrapposizione (detta "dialogo") di blocchi, di identità forti.
Daniele
diventa prete, è l'ultimo seminarista minore
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: per la mentalità laica, accettare che qualcuno decida davvero di diventare prete così piccolo, a undici o dodici anni. Ma don Manis invita a cambiare prospettiva: il seminario dei bambini, dice, non rappresentava una scelta definitiva ma doveva invece servire a scoprire la propria vocazione, guardando in se stessi.
<Fame
nel mondo, non restate indifferenti>
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Chiesa e della altre aggregazioni laiche cattoliche di ridare contenuto e slancio a tale impegno. Altri punti all'ordine del giorno, lo stato del clero italiano, una riflessione sui vent'anni dell'otto per mille, sull'evangelizzazione dei giovani, sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, sul debito dei paesi poveri e sui matrimoni tra cattolici e battisti.
Non
si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia
lo Stato laico ( da "Unita, L'"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Stai consultando l'edizione del "Non si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico".
D'Alema:
rischi per la laicità con un patto Chiesa-destra
( da "Unita,
L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: a guardare "anche a cosa matura e lievita nella base cattolica", nell'associazionismo. D'Alema accoglie questa prospettiva, attento a cosa si muove dentro la Chiesa e invita a più riprese a un "dialogo fecondo" tra laici e cattolici. C'è spazio anche per un supplemento di riflessione sulla sconfitta elettorale.
La
Messa è rock, andate in pace ( da "Unita, L'"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: i confini tra cattolici e laici. Spariti, letteralmente. E se non ha destato scandalo una versione erotica del "Cantico dei cantici", altrettanto un'attrice ha deciso d'istinto di fare la comunione dopo trent'anni, spiegando "mi sono detta: ma se non faccio la comunione alla messa rock, quando mai la farò?
Il
consiglio comunale e gli operatori sociali - raffaele carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: risorse informali delle comunità locali di cui Napoli è ricchissima (solidarietà cattolica e laica, rapporti di vicinato, associazionismo diffuso, reti territoriali). Analisi e superamento delle condizioni di "schiavismo sociale" provocate dal disagio, dalla precarietà, dal nullismo e dall'invisibilità sociale con punte di eccellenza come una nuova concezione dell'intervento pubblico,
Bindi:
"quel pericolo si evita rafforzando i cattolici del pd" - lavinia
rivara ( da "Repubblica, La"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: che si definisce non credente, da una fondazione laica, giunge un riconoscimento importante della religione e del ruolo fondamentale dei cattolici per la democrazia nel nostro Paese. Finora riflessioni come queste sono state promosse solo dai cattolici, come gli incontri che con altri amici organizziamo a Bose.
D'alema,
appello alla chiesa "no alla tentazione del potere " - dal nosro
inviato ( da "Repubblica, La"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: E che i cattolici facciano lobby pur di imporre i loro principi etici come norma giuridica. Quanto si vede all'orizzonte, o è già accaduto con il voto in Italia, onda lunga che investe tutta l'Europa, "colpisce la laicità dello Stato, preoccupa la visione laica".
ROMA
Un'alleanza tra Chiesa e politica è pericolosa, la Chiesa non ceda alla tentaz
( da "Messaggero,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sì al dialogo tra laici e cattolici senza fondamentalismi". A Marina di Camerota Massimo D'Alema (nella foto) ha messo al centro delle riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a raccolta dalla fondazione "Italianieuropei", il controverso rapporto tra religione e democrazia.
ROMA
Confinare la religione in una sfera solo individuale è sbagliato e illusorio.
Quell ( da "Messaggero, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ed in questo contesto il dialogo tra laici e cattolici è proficuo e utile "se la religione non prende forme di fondamentalismo che vuole imporre il suo punto di vista, ledendo la laicità dello Stato". Temi difficili che l'ex vice premier continuerà ad analizzare: la Fondazione Italianieuropei non farà nè un "monastero benedettino", nè un "luogo di dibattito di sezione"
<Chiesa,
la tentazione del potere è demoniaca>
( da "Corriere
della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: apporto dei cattolici alla vita pubblica, chiarisce l'ex premier e cita a modello cinquant'anni di Dc in cui la laicità è stata garantita. Il problema è più complesso e riguarda il rischio del fondamentalismo e la necessità che i credenti conservino il pluralismo delle scelte politiche "senza fissarsi nell'ortodossia e nel compromesso con il potere"
GENERAZIONI
A CONFRONTO . PRESA DIRETTA SUL '68 INSIEME A MARIO CAPANNA
( da "Riformista,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: probabilmente maggioritaria, che ad esempio è impegnata nel volontariato sia laico sia cattolico. A portare avanti quest'incredibile rete del volontariato sono i giovani di oggi, gente come te, e i giovani di ieri, cioè quelli della mia generazione. Un ottimo innesto che può costituire un elemento di fiducia e di ripresa".
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 11
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La questione laici cattolici tornerà ad agitare il Pd? "Su una cosa dobbiamo intenderci, con D'Alema. La sfida del Pd è una sintesi avanzata tra cattolici e laici, che possa portare a un sentire comune ed essere rispettosa anche dei valori e principi cristiani.
FORMULA
DELL'8 PER MILLE LO STATO PERDE DUE VOLTE
( da "Corriere
della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I laici? Ebbene chi vuole che il contributo dell'8 per mille non vada alla Chiesa Cattolica o alla Valdese o all'Avventista o agli altri soggetti religiosi aventi titolo, può mettere la firma sotto la voce Stato e la sua firma varrà, in percentuale, anche per i non firmatari.
Neocatecumenali,
faranno la comunione in piedi ( da "Giornale.it, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Un
nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
"Siate
giovani, non alla moda" ( da "Giornale.it, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Gli
"angeli custodi" di Papa Ratzinger
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Un'enciclica
con l'aiuto di Marx ( da "Giornale.it, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Vangeli
bruciati, un silenzio (in)spiegabile
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Il
Papa, la 194 e le solite reazioni politiche
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
Papa
Wojtyla, la "Positio" è pronta
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.
( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Don Vinicio Albanesi: "Noi non molleremo mai i poveri"
Incontro teso tra mondo cattolico dell'assistenza e Alemanno "Prima di
tutto solidarietà". Il volontariato laico: noi ignorati di Massimiliano Di
Dio CAMPIDOGLIO, ieri ore 18.30. Dentro la sala del Carroccio siede il mondo
dell'associazionismo cattolico. Dalla Caritas alla Comunità di Sant'Egidio,
passando per Azione cattolica, Fondazione Di Liegro, Focolarini e molti altri.
Tutti lì riuniti per incontrare il nuovo sindaco Alemanno. Che appena entra,
incalza: "Vi abbraccio a tutti". L'applauso però è piuttosto tiepido.
Dieci persone al massimo. La sala ne contiene oltre un centinaio. Dalle
associazioni cattoliche arriva un messaggio chiaro e forte. Lo sintetizzerà
poco dopo don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco.
"Noi siamo coloro che lavorano con i poveri e non li molliamo". Poi
aggiunge: "Il neosindaco ha dato segnali in controtendenza rispetto al
Governo e alla tolleranza zero. Parla di coniugare sicurezza e solidarietà.
Finora non ha indicato strategie, bisogna aspettare di vedere cosa farà prima
di giudicare". Assente all'incontro invece l'associazionismo
laico. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal sindaco ma finora nessun
contatto - precisa Claudio Graziano dell'Arci - Il volontariato laico, insieme
a quello cattolico, ha fatto la solidarietà di questa città". Intanto il
mondo cattolico, da sempre impegnato nel sociale, in gran parte guarda Alemanno
con sospetto. "Non siate diffidenti" suggerisce il primo
cittadino ma nell'aria ci sono troppi timori, dall'eventuale reato di immigrazione
clandestina alla tolleranza "controproducente" come l'ha definita il
ministro Frattini. E molti interrogativi senza risposta. Come affronterà la
nuova Giunta il nodo dei campi nomadi? E ancora l'immigrazione clandestina, la
povertà, l'assistenza a disabili e anziani, le donne vittime di tratta e la
prostituzione anche minorile? "Se l'approccio è quello emergenziale, i
problemi resteranno irrisolti - commenta ancora don Albanesi - La giunta
Veltroni ha impostato una politica molto attenta.
Forse negli ultimi tempi si è gestito l'esistente mentre la città i problemi li
creava continuamente. Ma c'è stato un rilancio del
sociale". Quindi aggiunge: "I clandestini vanno tutelati. C'è prima
una legge di Dio e poi quella dell'uomo. Non siamo tenuti a chiedere il
passaporto a nessuno di quelli che bussa alla nostra porta". "Non
dobbiamo dimenticare di essere un popolo di migranti - ricorda Franco Pittau
della Caritas - Gente che si muove per trovare una speranza. La storia ci
impone di vivere con l'immigrazione. Per questo è necessario iniziare una nuova
fase. Non possiamo fare vivere queste persone sotto una cappa di
sospetto". Apertura e solidarietà dunque. Senza esonerare chi delinque da
responsabilità ma offrendo aiuto a tutti gli altri. Anche ai rom. "Occorre
trovare un accordo europeo che indichi come gestire questo popolo - dice il
fondatore di Capodarco - Nel campo che gestiamo in via di Salone la
scolarizzazione ha raggiunto il 70%. Partire dai bambini significa avere una
prospettiva". Ad occuparsi di nomadi sono anche molte associazioni laiche.
Tra queste certamente l'Arci. Che dalla voce di Claudio Graziano precisa:
"Occorre superare i campi con soluzioni abitative anche complesse.
Dall'individuazione di case popolari alla mediazione negli affitti, sino all'autorecupero.
La scolarizzazione è un passo che andava e va compiuto. Ma occorre pensare
anche al dopo. E per ora il dopo significa non trovare un lavoro e pensare di
vivere sempre nei campi". Nell'attesa di essere ricevuti, ecco cosa
chiedono al nuovo sindaco: "Maggiore accoglienza, nessuna guerra ai poveri
e scommettere sugli immigrati".
( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Angela Azzaro Le
femministe negli anni se ne sono sentite dire di tutti i colori. Non sarà certo
Famiglia cristiana a farle entrare in crisi. La protervia del settimanale è
però il segnale di qualcosa di molto grosso, che dimostra definitivamente lo
scollamento che c'è tra paese, società civile e Parlamento. E' vero, come
scrive Famiglia cristiana , che ora come ora Camera e Senato avrebbero tutti i
numeri per cambiare la legge. Ma così facendo andrebbero non solo contro frange
di femministe fuori dalla storia, ma contro il senso comune di molte donne,
anche di destra, che sanno sulla loro pelle che cosa vuol
dire avere uno Stato contro che decide per te. Sono la maggioranza? Sono la
minoranza? In uno Stato laico, una domanda così non dovrebbe essere formulata.
Perché quando si tratta di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, la
legge dovrebbe garantire a tutti e tutte di scegliere ciò che più ritengono
giusto e non dire quello che è giusto e quello che è sbagliato. La legge
194, ed è questo il suo limite principale, nasce dentro questa cultura
giuridica impregnata di ideologia cattolica. In un anniversario così
controverso resta da porsi la domanda se il nuovo governo e il nuovo
Parlamento, questa volta, andranno fino in fondo nell'affondare la normativa. I
segnali, nonostante Francesco Cossiga in un'intervista sul Corsera sostenga il
contrario, dicono di sì. La nuova fase politica, avviata dall'abbraccio tra
Berlusconi e Veltroni, si farà a colpi di maggioranza su tutte le questioni, a
partire da quelle che attengono le libertà delle persone, rispetto a cui la
divisione tra destra e Pd è davvero labile. Insieme le due forze parlamentari
hanno, da anni, iniziato un'operazione culturale di alto livello per spostare
il senso comune e criminalizzare le donne. I balbettii del partito Democratico
sono tra i principali responsabili. La legge si cambia, però va difesa.
L'aborto è un dramma, però è un diritto. Hanno detto tutto e il contrario di
tutto, senza mai prendersi la responsabilità di proporre un pensiero altro da
quello della destra. Non lo faranno certo oggi, dopo gli accordi di
collaborazione con la maggioranza. Ma supponiamo che abbia ragione Cossiga, che
la legge in Parlamento non venga modificata. Anche se fosse così, non c'è lo
stesso da stare tranquille. La legge l'hanno svuotata pezzo dopo pezzo: hanno
stabilito con la legge 40 che l'embrione è persona, hanno attaccato i
consultori, hanno creato un sistema che ha favorito gli obiettori di coscienza.
Andranno avanti così in un'operazione di attacco senza sosta. Con qualche
tagliando ma soprattutto continuando l'operazione culturale che ha come unico
vero contrasto quel drappello di femministe che difendono non la legge, ma la
libertà delle donne. 20/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Foto di Ségolène che
prega è polemica sulla laicità La leader Ps: "Sorpresa in un momento
privato" GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente parigi - Ségolène
Royal entra nella chiesa di Santo Spirito a Firenze e s'inginocchia davanti a
un altare: un'immagine "rubata" all'ex candidata socialista,
pubblicata qualche settimana fa dal settimanale Paris Match, è diventata
oggetto di un processo e di una ricorrente polemica. "E' una questione
privata, penso di avere il diritto di non essere perseguitata", ha detto
ieri mattina la Royal in un'intervista radiofonica. Ennesimo dibattito sulla
vita privata delle personalità politiche, ma che in Francia, paese che ha
eretto la laicità a dogma intoccabile, suscita sempre suscettibilità
difficilmente comprensibili altrove. All'origine della polemica le due foto
pubblicate dal settimanale. La Royal è stata fotografata mentre era in vacanza
a Firenze e in un'immagine è ripresa mentre prega. La leader socialista ha
querelato Paris Match e il tribunale si pronuncerà il 29 maggio sulla sua
richiesta di 30 mila euro di danni. Il giornalista radiofonico Jean-Michel
Aphatie, ieri mattina, dopo averla intervistata sulla sua volontà di
conquistare la segreteria del Ps, l'ha provocata, ma la Royal ha rifiutato di
rispondere sulle sue opinioni religiose: "La laicità
significa che non ci dev'essere confusione tra gli impegni pubblici e le
convinzioni e i credo privati". Secondo la Royal, l'esempio in questo
campo è stato dato dal
generale de Gaulle, che pure era cattolico: "In pubblico, non ha mai
espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra
il suo ruolo di capo dello Stato, incarnazione di una Repubblica laica,
e il suo credo personale". Durante l'udienza svoltasi la settimana scorsa,
l'avvocato della Royal ha invocato "il diritto al rispetto dell'intimità
della vita privata", mentre il legale del settimanale ha scelto una linea
più politica: "Aveva criticato Sarkozy quando aveva difeso il ruolo dei
preti nella società, abbiamo avuto voglia di ricordarle che era
cattolica". Una polemica impensabile in altri paesi. In fondo, nessuno
vieta alla Royal o a chiunque altro di essere cattolica e di aspirare alla
guida di un partito laico come quello socialista. Ma Oltralpe non bisogna
dirlo, in nome di una laicità interpretata molto rigidamente, e forse i
militanti socialisti avrebbero qualche scrupolo ad avere una leader cattolica.
Al tempo stesso, tuttavia, la fede più o meno forte di Ségolène Royal è nota a
tutti: durante la campagna presidenziale l'aveva manifestata più volte in forme
diverse senza per questo scandalizzare nessuno, né tra i sostenitori, né tra
gli avversari.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Business con
l'anima"Adesso vesto i Cesaroni" convegno "giovani e lavoro,
educare all'imprenditorialità" STORIE di giovani cattolici
genovesi e sfide imprenditoriali. Nomi e volti che non appaion mai (eppure si
nascondono dietro simboli e marchi che fanno parte del vissuto quotidiano di
tutti) e sono uniti da un percorso comune: la partenza dal mondo delle
parrocchie e il presente in prima fila nel grande business. Come Mattia Mor, classe
1981, creatore del marchio di abbigliamento Blumor che veste la fiction
Mediaset "I Cesaroni" e firma alcuni capi che imperversano tra gli
adolescenti di tutt'Italia (dalle t-shirt con logo e ricette dei più celebri
cocktail a tanti capi trandy delle boutique). E come Gabriele Borga, classe
1989, il giovane "maghetto" dell'informatica che può raccontare di
aver stretto la mano a Bill Gates e , da due ann, è direttore generale di
Aginfo (Associazione giovani inforrmatici), da un anno è presidente di Innit-Innovazione
italiana srl, da lui stesso fondata. Presenteranno la loro esperienza, insieme
ad altri, al convegno "Giovani e lavoro, educare
all'imprenditorialità", promosso dal servizio di pastorale giovanile della
Curia domani, all'auditorium "Eugenio Montale" del Carlo Felice.
Ovvero, come inventare un'attività di successo, senza dimenticare i valori
dell'etica. A promuovere l'incontro sono gli ex-ragazzi di don Nicolò Anselmi,
che per tanto tempo è stato l'animatore del centro San
Matteo della Curia e adesso è in Vaticano, chiamato da Papa Ratzinger a
organizzare la Gmg di Sidney. Al suo posto, a Genova, c'è don Guido Gallese,
che decise di entrare in seminario quando Giovanni Paolo venne in città e il
suo sguardo si incontrò, tra la folla, con gli occhi del Papa. I giovanissimi
di ieri sono cresciuti e, accanto alla chiesa di San Matteo, adesso si riunisce
anche un gruppo di giovani adulti, tra i venticinque e i trentacinque anni, che
hanno lasciato alle spalle le inquietudini dell'adolescenza e vivono le sfide
del mercato del lavoro e della famiglia. I frutti del lavoro pastorale di don
Nicolò, con loro, continuano a maturare. E non sempre restano in parrocchia. Mattia Mor è genovese, vive a Milano e si definisce cattolico, ma
all'Auditorium del Carlo Felice parlerà laicamente di imprenditoria e affari.
"Non sono un Papa boy e ho accettato l'invito per amicizia con don Nicolò,
mio insegnante al D'Oria, e per parlare di una esperienza di lavoro",
racconta. Mor, dopo la laurea (con lode) alla Bocconi, ha trovato uno
spazio che è cresciuto sempre più nel mondo del business e della moda.
"Nel 2004 ho creato un marchio di abbigliamento, Blomor - riprende - oggi
è una azienda srl che, producendo collezioni di moda giovane da strada,
distribuisce 250 mila capi a stagione, con punti vendita a New York, Tokyo, in
Kuwait, Belgio e Spagna". Però in Italia il marchio si è fatto conoscere
con una serie tivù: "Sì, vesto Matteo Branciamore per la serie dei
Cesaroni, ma anche i vj di All Music". Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it
21/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 120 del 2008-05-21
pagina 20 Intellettuali abbonati alle cantonate di Redazione È un caso più
unico che raro in Europa che un leader politico vinca le elezioni per tre
volte, e non di seguito: Berlusconi ha vinto nel 1994, nel 2001, nel 2008. Ciò
dimostra che Berlusconi e Forza Italia sono in modo organico e profondo un
pezzo cospicuo del sistema politico italiano. Qualora Veltroni e il gruppo
dirigente del Pd, oltre ad alcuni quotidiani del tutto allineati, avessero
letto alcuni libri di autori di sinistra, fortemente critici sull'esperienza
del Partito democratico e in alcuni casi anche assai equilibrati nel giudizio
su Berlusconi (ad esempio Luca Ricolfi: "Perché siamo antipatici?",
Riccardo Illy: "Così perdiamo il Nord", Marco Alfieri: "Nord
terra ostile", Raffaele Simone: "Il mostro mite", Aldo Bonomi:
"Il rancore", Ferruccio Capelli: "Sinistra light" e, su
Roma, Benedetto Marcucci: "Il grande bluff"), forse avrebbe commesso
meno errori. Invece i leader del Partito democratico hanno dato ancora una
volta retta a Eugenio Scalfari che, alla vigilia delle elezioni del 13-14
aprile, così scriveva: "Con avversari di questo livello non si può
perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommettere".
Dopo le elezioni, almeno alle prime battute, da parte del Pd c'è stata una
svolta: fine della demonizzazione e dell'antiberlusconismo, disponibilità ad
arrivare a una dialettica normale fra maggioranza ed opposizione. Meglio tardi
che mai. In ogni caso Veltroni, per un verso ha subito una fondamentale sconfitta
a Roma e per altro verso è andato incontro a un paradossale esito delle
elezioni nazionali. Il Pd era stato pensato per
aumentare la concorrenzialità nei confronti di Forza Italia sia al centro del
sistema politico, sia al Nord. Ora il Pd è stato sconfitto
al Nord e non ha sfondato al centro. Al contrario ha contributo a distruggere
la Sinistra Arcobaleno, recuperando a sinistra parte dei voti persi al centro a
favore dell'Udc. Per parte sua Casini ha commesso un errore di fondo a partire
dall'analisi. Infatti la sua analisi era basata sulla convinzione che era
finita la "forza propulsiva" di Berlusconi. È successo esattamente il
contrario: Berlusconi ha trainato tutto il centrodestra verso la vittoria. A
essa ogni partito ha dato il suo contributo. Forza Italia, sotto la guida di
Bondi, si è aggregata e radicata sul territorio, un partito interclassista e
pluriculturale che al Nord, insieme alla Lega, ha ottenuto anche la maggioranza
del voto operaio e che ha "sfondato" nel centro-sud, insieme ad An. A
sua volta An è riuscita a portare a compimento il capolavoro politico di
Gianfranco Fini che è stato quello, da Fiuggi ad oggi,
di trasformare un "partito della nostalgia" in un partito della
destra democratica, disponibile a fondersi con Forza Italia nel Partito del
Popolo della libertà che aderisce al Partito popolare europeo. A sua volta la
Lega, al Nord, partendo dalla leadership carismatica di Bossi, è riuscita a
inserirsi nel nuovo capitalismo molecolare. Oggi al Nord ci sono un localismo
difensivo (rispetto alla globalizzazione e all'immigrazione clandestina) e un
localismo dinamico che vede i sindaci leghisti nel cuore di un microcapitalismo
organizzato a rete, per cui c'è un localismo dinamico che si sta inserendo
nella globalizzazione. In ogni caso oggi governo, maggioranza e opposizione,
devono misurarsi con alcune questioni di fondo. In primo luogo c'è il problema
dei rifiuti in Campania. In secondo luogo il nodo dell'Alitalia. Ma poi,
passando dal particolare al generale, ci stanno i temi su cui il centrodestra
ha vinto le elezioni: la sicurezza e la esigenza insopprimibile di una ripresa
della crescita. Il nodo sicurezza è drammatico perché finora l'Italia è stata
considerata il "ventre molle dell'Europa". Orbene su questo terreno,
nel rispetto delle garanzie fondamentali, lo Stato deve essere molto duro. Sul
piano economico-sociale noi non abbiamo solo il problema geopolitico e
geoeconomico dei rapporti con la Cina sottolineato in parte da Giulio Tremonti.
Oggi noi abbiamo dei seri problemi aperti anche in Europa. La prima questione,
un'autentica palla al piede, è costituita dal nostro enorme deficit-pubblico.
La seconda è costituita dal fatto che in Europa, anche ai nostri confini alcuni
paesi (Spagna, Slovenia, ma anche Irlanda, Estonia, ecc.) hanno realizzato la
"rivoluzione economica" che noi ancora non abbiamo fatto: riduzione
della pressione fiscale per chi va a investire dall'estero, sicurezza, buone
infrastrutture, uno Stato efficiente. Ora questa è l'operazione modernizzatrice
e liberatrice che deve realizzare in Italia il governo Berlusconi. Per essa gli
elettori ci hanno votato. È meglio se essa si realizza nel contesto di un
rapporto "normale", fra maggioranza e opposizione. Né demonizzazione,
né consociativismo ma rapporti trasparenti di consenso e di dissenso sul merito
delle questioni. Un'ultima considerazione riguarda la paradossale polemica
avanzata da alcuni giornali cattolici secondo i quali
questo governo sarebbe del tutto laico e senza una consistente presenza di
politici cattolici. Questo è un governo che, specie
dal lato Forza Italia, ha fatto un'opera di grande ringiovanimento. Larga parte
di questi giovani ministri, forse meno conosciuti dalle gerarchie, sono da
sempre cattolici praticanti. In più, su una serie di
questioni programmatiche, a partire dalla famiglia, è evidente l'"ascolto
favorevole" che questo governo ha nei confronti del mondo cattolico, ferma
la libertà di coscienza sulle questioni della bioetica. Non c'è dubbio che nel
governo sono anche presenti ministri di origine e cultura socialista (lo stesso
Tremonti, che ha una sua caratterizzazione originale, Frattini, Brunetta,
Sacconi, Stefania Craxi). A parte il fatto che ognuno di essi è stato scelto da Berlusconi per le sue indubbie competenze
tecnico-politiche, vanno anche dette due cose decisive: non esiste, per scelta
consapevole, in Forza Italia una corrente socialista organizzata; è anche
indubbio però, che, dopo il '92-94 una larga parte dell'area cattolica e
democristiana e il grosso dell'area socialista legata a Craxi si sono collocati
in Forza Italia. A suo tempo il Psi oscillava fra il 12-15 per cento dei
consensi. Se da un lato Boselli, dall'altro Spini-Ruffolo ne hanno spostato il 2 per cento verso lo Sdi o verso il Pds-Ds è grasso
che cola. Invece circa il 10 per cento di elettorato socialista che è mancato
in tutti questi anni all'area di centrosinistra si è collocato in Forza Italia.
Dal
( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Dopo rinvii e
polemiche, è partito il progetto di formazione civica e storica per i sacerdoti
musulmani Fortemente voluto da Sarkozy, il nuovo diploma ha però suscitato
critiche. A partire dalla Sorbona In Francia la scuola degli imam di Stato Due
milioni di fedeli, 400mila praticanti: sembra quasi una sfida necessaria è uno
strano crogiolo di simboli che s'incontra in rue d'Assas, nel VI arrondissement
ANAIS GINORI PARIGI dal nostro inviato Al secondo piano dell'università
cattolica c'è un gruppo di uomini inginocchiati che sta recitando la 'isha.
Terminata la preghiera musulmana della sera, si siedono sui banchi. In cattedra
comincia a parlare il professore, è un dirigente del ministero dell'Interno,
Didier Leschi. Lezione sulla laicità. "Dovete sapere -
dice Leschi - che all'inizio del Novecento, la Francia attraversò una grave
crisi con la religione cattolica, simile per certi versi a quella di oggi nei
confronti dell'Islam". Fu cancellato il Concordato con il Vaticano e,
attraverso la legge del 1905, dichiarata la separazione tra Stato e Chiesa.
Il professore ricorda l'anatema di Pio X e le rivolte in strada dei cattolici, scandalizzati dai gendarmi repubblicani che
ispezionavano i tabernacoli. "Come se un poliziotto entrasse nella moschea
con gli scarponi" commenta l'iracheno Karmil. Risate in aula. "Lo stato francese - prosegue Leschi - non riconosce una
religione, ma non ne disconosce alcuna. E' un principio di rispetto e
tolleranza che vale per tutti. E' un principio che ha sempre garantito la pace
civile". L'Islam, il Vaticano, la République. E' uno strano crogiolo di
simboli che s'incontra in rue d'Assas, nel sesto arrondissement. Dopo rinvii e
polemiche, è partito il progetto di formazione civica e storica per i sacerdoti
musulmani. Nessun ateneo di Parigi, neanche la Sorbona, ha accettato di
ospitare il cosiddetto diploma "religione, laicità,
interculturalità", fortemente voluto dal governo e da Nicolas Sarkozy.
"Una minaccia per la laicità nell'insegnamento" ha risposto il
rettore della Sorbona, Jean-Robert Pitte. Ecco perché, alla fine, soltanto un
istituto privato e cattolico ha voluto ospitare il progetto, con la benedizione
del cardinale di Parigi André Vingt-Trois. E dal grande portone
dell'università, fondata nel 1901 come fortezza contro l'anticlericalismo
dilagante, usciranno tra poche settimane i primi "imam repubblicani"
di Francia. Trenta studenti, alcuni già portano il copricapo bianco e rosso,
paramento degli imam. Ci sono anche quattro donne, tutte velate. Studiano per
diventare cappellane negli ospedali, nell'esercito, nelle carceri. "Amo la
Francia, sono contenta di conoscere meglio questo paese" dice Sahila,
cinquant'anni, algerina, che già lavora nella prigione di Fresne. "La
scuola francese dovrebbe riprendere l'insegnamento delle religioni - aggiunge -
. Soltanto attraverso la comprensione si può esercitare la critica". Georges,
un ragazzo marocchino con giubbotto di pelle nera: "Certo che farò del mio
meglio per combattere l'integralismo" dice. "Anche tra i laici c'è
fondamentalismo. Oggi è diventato impossibile parlare di religione senza farsi
insultare". In questa sala, il discorso sulla riscoperta della
spiritualità fatto a Roma qualche mese fa da Sarkozy, è come un balsamo per il
cuore. "Il presidente ha ragione - continua un'altra donna, Ouahiba - i
regimi senza Dio hanno fatto più vittime di quelli con riferimento a Dio".
Fino a giugno, si studieranno nozioni di economia, storia, diritti dell'uomo.
S'imparerà anche a conciliare la macelleria rituale con le regole igieniche
europee, le festività musulmane con quelle del sistema francese, a capire le
leggi sui finanziamenti alle moschee, sulla possibilità di avere menù senza
maiale nelle mense oppure ottenere il permesso per pregare in ufficio. La posta
in gioco va al di là di questa prima classe, che terminerà a giugno dopo 400
ore di lezioni. L'idea è creare una filiera universitaria statale con cui
selezionare le guide spirituali musulmane che, attraverso le moschee,
promuoveranno l'integrazione e il rispetto delle regole democratiche. Leschi, a
capo della sezione Culti del ministero, la spiega con parole semplici. "L'Islam
deve uscire dall'epoca delle caverne". Due milioni di musulmani,
quattrocentomila praticanti: per la Francia è una sfida necessaria. I centri di
culto crescono di anno in anno, sono già 2.200, così come gli imam, oltre
1.500, provenienti all'80% da paesi stranieri (soprattutto Maghreb e Medio
Oriente). Un imam su dieci è finanziato dai paesi d'origine e uno su tre non
parla francese né conosce la Costituzione. Il rapporto con l'Islam, una
religione che non ha Chiesa né clero strutturato e si esprime attraverso
diverse confessioni, è un rompicapo per gran parte delle democrazie
occidentali. L'ambasciata americana ha segnalato a Washington il corso
francese. Svezia e Polonia hanno chiesto informazioni. "Era importante
dare un segnale di cambiamento" racconta il rettore della Gran Moschea di
Parigi, Dalil Boubakeur, tra i più grandi sostenitori dell'iniziativa. Quasi
tutti gli studenti sono ex alunni del "suo" istituto teologico. La
concessione del permesso di soggiorno a tutti i partecipanti è un incentivo, così
come uno stipendio pubblico come cappellani nell'esercito, nelle carceri. La
comunità musulmana francese si è divisa. L'Unione delle organizzazioni
islamiche, che ha già due proprie scuole di formazione teologica per imam, ha
chiesto una sede più "neutra" dell'ateneo cattolico mentre il
Collettivo dei musulmani ha definito il corso una "provocazione". Ci
sono state proteste anche da parte di cattolici. Per
alcuni, il progetto apre la strada a una "islamizzazione della società
francese". "Nel diploma non c'è nessuna materia attinente alla
teologia" precisa il rettore dell'università, Pierre Cahné. Sorride,
quando si parla di questa bizzarra convivenza tra due fedi che nei secoli si
sono combattute. Non è la prima volta che accade. Quando il governo francese
approvò il divieto del chador nelle scuole, molte bambine musulmane trovarono
rifugio nelle scuole della Chiesa. E oggi musulmani e cattolici
sono alleati per una revisione della legge del 1905, quella sulla laicità.
( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIII - Napoli
PONTICELLI DAI ROM AL POGROM GIROLAMO IMBRUGLIA a spaventosa aggressione ai
campi nomadi di Ponticelli mostra compiutamente un nuovo volto dell'Italia e di
Napoli: una democrazia razzista. Come è possibile questo incrocio malsano, di
cui uno storico però non si meraviglia? Razzismo non è più la teoria genetica
pseudoscientifica, la quale affermava la superiorità o inferiorità di individui
per la loro appartenenza a una razza. Razzismo è esigere che individui
provenienti da società diverse non entrino a far parte della propria comunità.
Una delle sue condizioni è la povertà, che suscita avversione verso chi pare
minacciare la vita degli "indigeni": anche se loro lavoro e interessi
sono quelli del malaffare criminale. Quel principio è affermato in nome della
sicurezza: di fronte all'incapacità dello Stato di garantire sicurezza, dignità
e legalità in modo coerente alle condizioni sociali, si crea un pericolo
immaginario rappresentato dal "diverso" e, invece di affrontare i
nodi sociali e politici, si ricorre al carcere. Talora si riconosce una deroga:
lo straniero è accolto se utile. Come vuol fare Maroni per le/i badanti. Così
si chiarisce quale sia la società che il razzismo difende e impone: una società
come totalità, in cui l'individuo trovi la sola propria ragion d'essere.
Società, dunque, totalitaria, che impone un senso di appartenenza non mediato
dai valori individuali, ma dalla soggezione alla comunità; dove la misura della
cittadinanza è data dall'utilità dell'individuo al gruppo, e dal grado della
sua integrazione e omogeneità. Come si vede, una società primitiva, dominata da
pulsioni irrazionali, alla ricerca di autorità e fede, priva di filtri
razionali individuali e autonomi. Chiedere appoggio alla Chiesa cattolica per
risolvere il problema è perciò un controsenso: la Chiesa ha da sempre costruito
ghetti e intolleranza. La strada è diversa. Perché il razzismo è incompatibile
con una democrazia e perché la tolleranza le è indispensabile? La società
liberale e democratica, diversamente da quelle teocratiche, si basa sul
conflitto e, appunto, sa gestirlo. Tolleranza non è infatti annullamento di
conflitto: è la sua regolamentazione. Queste regole non possono che essere
quelle della cultura laica, che produce valori generali e, pure, strumenti
razionali per controllarli e verificarli. Immaginare una simile società con
poca o nulla tolleranza è pensare e volere il suo impoverimento. J. Dunn ha
mostrato (Il mito degli eguali, Bocconi 2006) che la democrazia è fatta da due
dinamiche. Da un lato garantisce la partecipazione al governo e le sue forme
liberali; d'altro lato, assicura l'allargamento dei diritti individuali e il
miglioramento delle relazioni tra individui, illuministicamente abbattendo
tradizioni superate e inaccettabili. In questo senso, una società liberale e
democratica deve allargare la propria area di tolleranza, non restringerla.
Garantire la partecipazione alla vita pubblica anche ai tanti immigrati è un
progetto democratico, capace di tradurre in realtà l'affermazione
costituzionale del dovere dello Stato di riconoscere i diritti delle persone
che vi abitano e vi lavorano. Questi ideali di democrazia sono irrinunciabili,
come il bisogno di sicurezza: che va raggiunto entro una società non rozza e
primitiva, ma democratica, la quale comporta rischi e la congiunta capacità di
affrontarli, nella teoria e nella pratica. Napoli è una città razzista, simbolo
di questa nuova realtà italiana? Sì. A conferma di questa analisi, tralasciando
i commenti del cardinale e del sindaco, stanno i commenti dell'avvocato Chiosi
(An), che dolendosi dei modi ha apprezzato lo slancio, le motivazioni e i
risultati dell'assalto; e del rappresentante della comunità israelita,
Gallicchi, che ne ha invece giustamente sottolineato il tragico carattere di
pogrom. è fuor di dubbio che nella storia culturale della città vi siano stati momenti in cui gli ideali di laicità e libertà sono
stati profondamente pensati e condivisi, come nel Cinquecento e nella
Repubblica del 1799. Ma la storia sociale della città non ha fatto proprie
quelle energie. La Madre Coraggio di Brecht con testardaggine dava voce alla
propria umanità, pur tra le tante violenze patite nello spettrale paesaggio
della Guerra dei trent'anni; le madri napoletane si ergono a simbolo
della violenza crudele della nuova società italiana e di questa vergogna. Più
che una scena da antico regime, allorché lo Stato affermava nuove regole di
convivenza, a Ponticelli si è vista la modernità italiana, tanto lontana
dall'Europa, quanto vicina all'autoritarismo e all'intolleranza. E questo
episodio mette in luce anche le dinamiche politiche cittadine. Si può e si deve
criticare chi non garantisce il buon governo; ma questo non dovrebbe tradursi
nel desiderio di avanzi di autoritarismo, nell'adesione a una democrazia
falsificata, nel ripudio di valori civili di libertà.
( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca Arriva il figlio
di due mamme Inghilterra, la nuova legge sulla fecondazione non richiede il
papà è stata approvata anche la norma per mantenere a 24 settimane il limite
per l'aborto (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE enrico
franceschini La nuova legislazione afferma "il bisogno del sostegno dei
genitori", senza specificare se questi debbano essere di sesso differente.
Le coppie di lesbiche, che nel Regno Unito avevano già il diritto di adottare
bambini e che potevano sperare, ma senza averne la certezza, di convincere una
clinica della fertilità a impiantare in una di loro un ovulo fecondato dallo
sperma di un donatore, ricevono così un riconoscimento ufficiale: la famiglia
con due mamme, e senza papà, è ora una legge dello Stato.
Non tutti se ne compiacciono, nemmeno in un paese prevalentemente laico come
questo, che spesso ha indicato la strada - insieme agli Usa - dell'evoluzione
del costume e della morale all'Occidente. Il governo laburista era consapevole
di muoversi in un territorio controverso: perciò il primo ministro Gordon Brown
(che ha poi votato a favore del provvedimento) aveva dato "libertà
di voto" ai deputati del suo partito. Alcuni dei quali hanno votato contro
sia sul diritto di concepire una famiglia senza il padre, sia sulla risoluzione
per mantenere a 24 settimane il limite entro cui avere un aborto, sia
sull'autorizzazione a creare embrioni "ibridi", umani-animali, per lo
sviluppo di cellule staminali a scopo di ricerca. Anche tre ministri cattolici, Browne, Kelly e Murphy, hanno votato contro, e il
cardinale O'Connor, capo della diocesi cattolica inglese, ha protestato contro la nuova legge. Ma i vari articoli, su diritti
delle coppie lesbiche, aborto ed embrioni ibridi, sono passati lo stesso a
grande maggioranza, ricevendo il sostegno di ampi settori dell'opposizione
conservatrice e liberal-democratica. Il dibattito che ha accompagnato il voto,
nell'aula della camera dei Comuni, è stato inconsueto
per il genere degli argomenti e per il candore con cui sono stati affrontati.
"è forse normale un mondo in cui un bambino può avere due madri?" si
è indignato il conservatore Patrick Cormack. Ma un altro conservatore, John
Bercow, gli ha risposto che finora le lesbiche che volevano un figlio si
sentivano rispondere dalle cliniche della fertilità di "andare a cercare
un uomo al pub più vicino". La laburista Jacqui Smith, ministro
dell'Interno, era contraria: "Ci meravigliamo che il nostro partito ha
perso contatti con la gente comune, e poi proponiamo leggi contro il comune
buon senso?". Ma un'altra deputata laburista, Emily Thornberry, ha
replicato: "Il comune buon senso è spesso una scusa per discriminazioni,
chiusura mentale e rifiuto di fare i conti con il ventunesimo secolo".
Secondo un sondaggio del Times, il 40% della popolazione è contrario alla
"famiglia con due mamme" e il 32 favorevole, con nette differenze
generazionali: i cittadini al di sopra dei 55 anni sono contrari, quelli dai 18
ai 34 favorevoli.
( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Cultura Quando Il
papa Intervista / Esce l'autobiografia del teologo hans KÜng "Alla chiesa
servono riforme" mi delude "Sono stato io a
mettere Ratzinger su una cattedra importante per la sua carriera come quella di
teologia dogmatica di Tubinga e per tre anni abbiamo collaborato"
"Era necessario che io facessi la mia battaglia: avevo un forte senso
della libertà" "Non sono un lupo solitario né un ribelle, sono
radicato nella comunità cattolica" GIANCARLO BOSETTI Fu Hans KÜng, il
teologo svizzero, lui, il grande critico della visione curiale-romana della
Chiesa a mettere Joseph Ratzinger su una cattedra-chiave per la sua carriera,
quella di teologia dogmatica di Tubinga. "Si sono stato
io a proporlo unico loco (candidatura secca, senza le "terne"
consuete dei concorsi accademici) per la cattedra parallela alla mia, perché
era il più qualificato in Germania - spiega - e volevo uno forte che potesse
collaborare con me. E infatti abbiamo collaborato. Per tre anni".
L'intellettuale e religioso, ottantenne, conosciuto in tutto il mondo per la
sua ispirazione conciliare, ecumenica, aperta al dialogo con le altre
religioni, favorevole a una procreazione responsabile, avverso al dogma
dell'infallibilità, autore di una importante trilogia su Ebraismo,
Cristianesimo e Islam, è in Italia per presentare il primo volume della sua
autobiografia La mia battaglia per la libertà. Memorie. Indubbiamente lei fece fare
al futuro Benedetto XVI un balzo decisivo nella ascesa gerarchica perché
Tubinga era una posizione di enorme prestigio accademico. Qualcuno ironizzò
subito: a chiamare professori forti "si rischia". "Ho chiamato
il collega più forte, non il mediocre; professori mediocri chiamano mediocri,
professori forti chiamano colleghi forti. Ratzinger aveva solo 37 anni nel
1965, ma che fosse forte è confermato dalla carriera che poi ha fatto. Negli
anni del concilio l'ho conosciuto come una persona simpatica. Per tre anni ha
funzionato, abbiamo impostato insieme una collana
editoriale, "Ricerche ecumeniche", poi è andato a Regensburg ed è
diventato sempre più conservatore. E poi prefetto della Congregazione della
dottrina fede". E dunque non è pentito di quella chiamata unico loco?
"No, però in seguito le nostre vie nella Chiesa sono
state totalmente differenti. Lui ed io rappresentiamo due modi di essere cattolici, una nel senso della curia
romana, una nel senso del Concilio Vaticano II. E io non sono solo. Ci sono molti
che condividono con me la convinzione che la Chiesa abbia bisogno di riforme.
Solo una minoranza esigua, per esempio, condivide la dottrina ufficiale della
Humanae Vitae sulla preclusione a una regolazione responsabile delle
nascite". Il suo era un carattere destinato al ruolo di ribelle, come
capita a tanti? "No, non era il mio destino. Era semplicemente necessario
che io facessi la mia battaglia. Certo avevo un forte senso della libertà, che
viene dalla mia gioventù in Svizzera, negli anni segnati, oltre i confini, dal
nazismo e dal fascismo, e che viene dalla cultura della mia famiglia. Poi anche
i sette anni a Roma, al Collegio Germanico e Ungarico e alla Gregoriana, e poi
il Concilio mi hanno molto arricchito, anche se portando dei conflitti. Ho vissuto
un tempo molto interessante. Ma non ero un ribelle, sapevo essere ubbidiente e
collaborare con altri; ho sempre avuto amici, sono radicato nella comunità
cristiana cattolica. Non sono un lupo solitario". Il conflitto con il
"partito romano" della Chiesa attraversa la sua vita. Lei descrive i
metodi di controllo in modo molto crudo: l'inquisizione e gli inquisitori,
terrorismo spirituale, mobbing, dossier sui dissidenti, compreso quello su di
lei. Per la cronaca (e gli archivisti) c'è anche il numero di codice:
"399/57i". "Vero, ma a Roma ho anche avuto molti amici e a Roma
ho potuto vivere da vicino esperienze straordinarie, seguire il pontificato di
Pio XII, assistere e celebrare riti nella basilica di San Pietro. Sono un
insider della vicenda della Chiesa e non ho nessun risentimento antiromano.
Vero anche che le esperienze romane mi hanno reso critico verso una concezione
del Papato che è un prodotto dell'XI secolo. Sono stato
un membro leale della Chiesa, leale ma critico". Le sue memorie raccontano
delle delusioni, anche a proposito del "Papa dei tedeschi", Pio XII.
"Certo all'inizio ci aveva entusiasmati, a noi del Collegio Germanico. Era
come uno di noi, per la sua cultura, per la sua attenzione alla cultura
tedesca, sembrava essere aperto, poi è diventato sempre più rigido e sono
arrivate le condanne, con la Humani Generis di teologi come Teilhard de
Chardin, di Yves Congar, moniti, epurazioni nei confronti dei preti operai,
scelte che mi lasciarono seri dubbi che potessero corrispondere a uno spirito
cristiano". E delusione anche nel caso di Ratzinger. Ci furono momenti in
cui lei pensava con lui e con Karl Rahner di formare un "club di
avanguardia" nella riforma teologica in senso ecumenico e aperto all'idea
della salvezza anche nelle altre fedi. Ratzinger invece è l'autore della
Dominus Iesus, l'epistola del 2000, che chiude ogni varco: nulla salus extra
ecclesiam. "La mia visione è stata ecumenica fin dalla mia tesi di laurea
sul grande teologo svizzero protestante Karl Barth e fin dai miei primi anni a
Roma. Ma non dimentichiamo che il Concilio ha affermato una visione ecumenica,
ha aperto le porte alla riconciliazione con gli Ebrei, ha valorizzato la Bibbia
nella liturgia, vi ha introdotto l'uso delle lingue nazionali, ha riconosciuto
il valore del laicato, ha riformato la devozione popolare: tutto questo era
l'aspetto positivo, ma era solamente una metà. Ce n'era purtroppo anche
un'altra". "La "settimana nera" nella terza sessione del
Concilio, dopo la morte di Giovanni XXIII, con Paolo VI. Che cancella buona
parte del lavoro cominciato nelle prime due. "Non solo purtroppo una
"settimana nera". C'è stata l'opposizione del nucleo duro della curia
romana contro il Concilio, per tutto il Concilio, prima, durante e dopo. Hanno
dato battaglia contro il decreto sulla libertà religiosa, sugli ebrei, contro
il rinnovamento della liturgia e hanno impedito di portare a compimento le
riforme lasciando irrisolte questioni di enorme importanza: il rifiuto di un
controllo delle nascite affidato alla responsabilità personale, la mancata
soluzione del problema dei matrimoni misti, la questione del celibato dei
sacerdoti, la mancata riforma della curia romana, il no al coinvolgimento del
clero nelle nomine dei vescovi e dei vescovi nell'elezione del Papa. La Dominus
Iesus è soltanto uno dei documenti, pubblicato sotto Papa Wojtyla, che segnano
una tappa verso una restaurazione dello status quo ante Concilium. E' una
grande tragedia per la Chiesa di oggi che essa non riesca ad avanzare sulla via
del Vaticano II e che a Roma continuino a fare di tutto per bloccare il
rinnovamento, a bloccare il processo unitario ecumenico con i protestanti e con
gli ortodossi. Solo qualche parola e gesto, ma non un'azione efficace".
Ancora delusioni. "Ma la mia vita non è solo fatta di delusioni. Ho
scritto e sono stato letto e seguito, sono avanzato
nel mio lavoro scientifico, nelle ricerche ecumeniche, e dal problema
dell'unità dei cristiani a quello della pace tra le religioni, fino al tema
dell'etica mondiale, che è adesso al centro del mio lavoro. Non è come per
alcuni politici delusi, c'è una linea di lavoro che continua e che sono
convinto servirà". Lei si chiede in qualche pagina a proposito di
"grandi occasioni" della sua vita: poteva andare diversamente?
"Di "grande occasione" della mia vita io parlo a proposito del
mio incontro con Papa Montini. Alla fine del Concilio mi invitò a entrare al
servizio della Chiesa. Gli risposi: Santità, sono già al servizio della Chiesa.
Lui pensava alla curia, alla gerarchia. Io non ho voluto entrare in questo
sistema. Ma non per principio. Sarebbe stato diverso
se lui avesse fatto una vera riforma della curia. Entrare invece dentro il
sistema attuale non avrebbe avuto per me alcun senso. Così ho cercato di
rendermi utile per un'altra via: continuare lo studio, facendo una teologia
critica costruttiva". Ma certe riforme si possono davvero aiutare da
fuori, non si può fare di più da dentro? "No, non quando non c'è uno
spiraglio di democrazia, non quando vige un regime come quello di Luigi XVI.
Non avevo intenzione di fare il teologo di corte. Il ruolo non faceva per me.
Il mio destino sarebbe stato identico a quello di
Ratzinger o altri. Ho continuato a seguire la mia via come Bing Crosby, nel
film Going my way". Bella la storia del personaggio del film, un
cappellano che si rifiuta di seguire gli ordini del parroco conservatore. Mi
dica sinceramente: ritiene chiusa la storia di questo pontificato in senso
conservatore? "Questo Papa ha fatto sbagli seri però si è mostrato anche
capace di correggersi. Gli devo essere grato perché il suo predecessore non ha
mai risposto a nessuna mia lettera, lui invece mi ha immediatamente ricevuto
nel 2005: una cena e diverse ore di colloquio impegnato. E' stato
un atto veramente coraggioso. Dunque nonostante molti passi indietro non ho
perduto la speranza che sia capace di altri atti coraggiosi".
( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-22 num: - pag: 48 categoria:
REDAZIONALE Classici Raccolta di scritti a cura di Anacleto Postiglione Vivere,
curarsi, morire La lezione degli antichi e i pregiudizi moderni di EVA
CANTARELLA Q uanto i nostri antenati greci e romani fossero diversi da noi, da
molti punti di vista, è cosa spesso dimenticata. Al mondo antico e ai suoi valori
si usa far riferimento, più spesso, per mettere in luce discendenze e
continuità, impoverendo la complessità del rapporto con un passato per alcune
cose ancora vicino, per altre invece irrimediabilmente lontano. A dimo-strarlo,
molto efficacemente, è in libreria da alcuni giorni la raccolta di testi curata
da Anacleto Postiglione intitolata Della bella morte. Tra eroismo, onore,
dignità: la libertà di morire nel mondo antico (Bur). Sono testi importanti,
che rimandano a temi (il suicidio, l'eutanasia, l'aborto) sui quali lo sguardo
degli antichi era molto diverso dal nostro. A determinare il cambiamento,
ovviamente, il passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Molto opportunamente,
nella introduzione, Postiglione ricorda le prese di posizione della Chiesa
cattolica su questi argomenti, a partire da un documento firmato il 5 maggio
1980 dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, che affermava tassativamente il
carattere sacro della vita, dal suo concepimento alla morte naturale, con
conseguente condanna del suicidio e dell'eutanasia. Per non parlare delle
implicazioni di queste prese di posizione sull'aborto, sul quale il Papa è
tornato recentemente, a Vienna, l'8 settembre del 2007, per ribadire che non
può essere considerato un diritto naturale. Così come non può essere accettato
un aiuto a morire. Argomento, quest'ultimo, sul quale - come ricorda
Postiglione - poche settimane prima di morire si interrogava Indro Montanelli,
nella "Stanza" che teneva su questo giornale: fermo restando l'ovvio
diritto della Chiesa di restare fedele alla sua dottrina, è giusto che questa
sia imposta a non credenti, laici, agnostici e seguaci di
altre religioni? Ma veniamo ai greci e ai romani. Il suicidio non era un atto
di codardia, ma di coraggio. Per gli stoici, in particolare, era il supremo
atto di dignità. Quando la vita è ridotta a sofferenza senza scampo non bisogna
"mendicare l'esistenza", diceva Seneca; e nel De ira scriveva:
"Chiedi quale sia la strada per la libertà? Una qualsiasi vena del tuo
corpo". Coerentemente dunque, nel 65 d.C., accusato di aver partecipato a
una congiura contro Nerone, pose fine alla vita tagliandosi le vene. Ma
attenzione, non tutti i suicidi erano nobili: il giudizio sociale dipendeva dal
mezzo. L'impiccagione, ad esempio, era disonorevole. Il dissanguamento invece
era una morte degna, come quella per inedia, con il veleno e con il laqueum, il
laccio che, nascosto nelle vesti, consentiva di strangolarsi, evitando
l'infamia di morire uccisi. Ma l'arma più nobile era la spada, simbolo virile per
eccellenza. E se per caso un uomo esitava a impugnarla, a ricordargli il suo
dovere di romano era la moglie. Come fece la celebre Arria, modello di ogni
virtù femminile. Il marito di Arria, Cecina Peto, coinvolto in una congiura
contro Claudio, era stato condannato a morte: ma
esitava a fare il suo dovere. Arria allora, per incoraggiarlo, afferrò la
spada, se la conficcò nel ventre e prima di cadere al suolo disse al marito:
Pete, non dolet (Peto, non fa male!). Passando all'aborto: giustamente messo in
evidenza da Postiglione, ecco un passaggio del "giuramento del
medico" di Ippocrate: "Neppure se richiesto darò a qualcuno un veleno
mortale, né lo prescriverò; ugualmente non darò mai a una donna un veleno
abortivo". Precetto interessante, va detto, in un mondo nel quale i
mariti, se sospettavano che il figlio non fosse loro, o semplicemente se non
volevano quel figlio, potevano obbligare la moglie ad abortire, così come
potevano fare, e facevano, i padri di figlie nubili venute meno al loro dovere
di castità... Varrebbe la pena riflettere sul punto, se ce ne fosse il tempo. E
per finire un'osservazione di Postiglione a proposito dell'eutanasia: "La
differenza tra gli antichi e noi non è di natura concettuale, ma di natura
tecnica. Gli antichi non disponevano di macchine per prolungare artificialmente
la vita. Oggi invece c'è la possibilità di prolungare la vita vegetativa per un
tempo indefinito, e tenere il morente in un sonno senza risveglio, in uno stato di sospensione tra la vita e la morte". Non credo
sia necessario insistere ulteriormente sull'interesse di questa raccolta. Chi
leggerà quei testi se ne renderà conto da solo. Il suicidio di Catone in un
dipinto di Giovanni Battista Langetti La fine Il suicidio non era considerato
un atto di codardia, ma di coraggio. Il giudizio spesso dipendeva dall'arma
scelta.
( da "Giornale.it, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 121 del
2008-05-22 pagina 8 Griffe con lo sconto contro l'Aids Il nuovo Sos è il
turismo sessuale di Luciana Baldrighi Si sa che prevenire è meglio che curare.
A questo scopo fashion e charity ancora una volta insieme per sostenere
"Convivio", la grande mostra mercato arrivata alla nona edizione e
allestita a Fieramilanocity dal 13 al 17 giugno. Quest'anno c'è un nuovo
allarme: non sono più i tossicodipendenti e gli omosessuali i più contagiati
dall'Hiv, bensì gli eterosessuali, a causa del turismo sessuale degli uomini
che a loro volta trasmettono il virus a mogli e compagne. Si punta alla
prevenzione. Da un miliardo e 600 milioni interamente devoluti nel 1992, si è
arrivati nel
( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Bagnasco:
"Città amatada servire. Mai servirsene " Il nome di Bertone compare
40 volte? In Curia dicono: facile millantare Genova. Il cardinale Angelo
Bagnasco sceglie il chiostro dei canonici, un angolo di pace alle spalle di San
Lorenzo, per parlare. E sono parole senza tempo che acquistano, alla luce dei
fatti giudiziari. un significato diverso. Diventano un monito. "Questa
città stupenda di cui dobbiamo essere fieri, da amare per poterla servire
sempre, mai servirsene - scandisce - merita il nostro disintereressato
sacrificio". Servizio e disinteresse: parole casuali? "Parole che
valgono sempre", replica più tardi il cardinale. E, proseguendo il suo
discorso pubblico: "Di elevazione spirituale e morale, di onestà
interiore, c'è estremamente bisogno". Fuori dal linguaggio curiale, suona
come un monito a non usare le poltrone della politica per il tornaconto personale.
L'occasione per esternare pubblicamente è l'inaugurazione dei rinnovati spazi
espositivi del museo diocesano, due sale che sono un viaggio nell'arte sacra
tra Tre e Quattrocento. E l'appello dell'arcivescovo alla sua città, dove la
storia religiosa è intrecciata da sempre con quella civile, si alza davanti a
tanti esponenti delle istituzioni, dal prefetto Annamaria Cancellieri al
questore Salvatore Presenti, dai vertici dei carabinieri a tanti esponenti
della cultura. Ma politici, mai così pochi: c'è, tra le presenze della pubblica
amministrazione, l'assessore provinciale alla cultura Giorgio Devoto, dei
Comunisti italiani Pdci. Però nessuno tra i figli dei tanti partiti nati dalla
vecchi a Balena bianca, nessuno (ed è una assenza che fa rumore) da Comune o
Regione. Soprattutto, nessuno tra i politici cattolici,
del tutto assenti La politica, gli affari e l'anima. Nelle intercettazioni
telefoniche che stanno squassando il Comune di Genova, ricorre decine di volte
il nome di Tarcisio Bertone, cardinale segretario di Stato del Vaticano e già
arcivescovo di Genova. Nominato 40 volte in riferimento ad appuntamenti e
favori che gli imputati dicevano di poter ottenere da lui. Eppure, nelle stesse
intercettazioni, non traspare il minimo elemento che faccia pensare che Bertone
sapesse qualcosa di quelle promesse. E tra chi è stato
vicino all'arcivescovo per tanti mesi, nel corso della sua breve stagione
genovese, la spiegazione è semplice: "Bertone è amico di tutti, ma non è
certo un ingenuo - raccontano in Curia - È facile millantare di essergli vicini
e di poterlo contattare, facendo credere che l'amicizia possa servire a
ottenere chissà quali obiettivi". Pochi credono, invece, che la confidenza
possa servire per ottenere favori: "Il cardinale non è un ingenuo e non si
lascia raggirare, meno che meno si può pensare che sia un faccendiere".
Sono le 10,20 di ieri mattina, suor Agnese, una delle religiose che accudiscono
il cardinale Bagnasco nelle sue attività quotidiane, esce con due sacchetti
della spazzatura stracolmi: in Curia, si fa pulizia. Il portinaio Pino,
presenza discreta che vigila su chi entra ed esce, si dice deluso e carico di
rabbia: "È assurdo accusare un uomo come il cardinale Bertone - dice
accalorandosi - lo conosciamo tutti, lui non dà peso al suo ruolo, è amico di
tutti e ascolta tutti. È troppo facile raccontare ad altri di essergli amici,
promettendo chissà cosa...". A distanza, gli fa eco l'imprenditore
Gianantonio Bandera, piemontese e da sempre vicino all'amico cardinale: a
Genova è alla testa di svariate società del settore edile, ma anche membro del
consiglio di amministrazione del Magistrato della misericordia, ente vicino
alla Curia. Laicamente, il Magistrato è una realtà
difficile da interpretare e qualcuno ne diffida: una sorta di
"loggia" cattolica? "Niente affatto, nasce per aiutare chi ha
bisogno. Per chi è cattolico, dare agli altri in funzione di quello che si
possiede è un impegno, non qualcosa da esibire". Il questore
Salvatore Presenti si affaccia, poco dopo, sulla porta della Curia per presentarsi
al cardinale Bagnasco. E non è, ovviamente, una visita di cortesia: la questura
nega che esistano motivi per rafforzare la vigilanza attorno all'Arcivescovado,
ma all'appuntamento al chiostro dei canonici il questore sarà affiancato dal
vicequestore Pasquale Zazzaro e da una vigilanza discreta, oltre agli angeli
custodi della gendarmeria vaticana. Il cuore del mondo cattolico è qui, ferito
e incredulo. Nessuno, in Curia e negli ambienti vicini all'arcivescovo, crede a
un intreccio tra politica e affari che possa coinvolgere il palazzo che fu di
Siri: la fede non si piega alle voci o alle intercettazioni. Bruno Viani
viani@ilsecoloxix.it 23/05/2008 ' 23/05/2008 spiritualitàe moralitàGenova
merita il nostro disinteressato sacrificio. C'è estremamente bisogno di onestà
angelo bagnascopresidente Cei 23/05/2008.
( da "Stampa, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Leo Bassi Un comico
tagliente e poetico Leo Bassi, che ama definirsi "cittadino del
mondo" ma pure clown e buffone, è un artista conosciuto internazionalmente
per le sue azioni provocatorie e il suo linguaggio comico tagliente e poetico.
Nasce a New York, originario della famiglia circense Bassi di Firenze, vive
anche in Italia sino a 20 anni fa e poi migra in Spagna. Lì
dove oggi è un comico con peso politico, una sorta di Grillo che fa parte della
Federazione Internazionale degli Atei: "La risata è il mezzo perfetto per
battersi per una società laica, contro il conservatorismo della Chiesa
cattolica" dice. Due anni fa sfuggì a un attentato a Madrid, e tutt'oggi è
oggetto di minacce.
( da "Manifesto, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Marina di Camerota
La democrazia alla prova degli dei Apre la Scuola estiva della Fondazione
Italianieuropei i.d. "La filosofia è il proprio tempo appreso in
pensieri", diceva Hegel, ed è con questo motto che la Fondazione
Italianieuropei sigilla l'avvio della sua International Summer School (Scuola
estiva internazionale per chi amasse la lingua materna) di filosofia e
politica, che apre i battenti oggi a Marina di Camerota con un impegnato e
impegnativo incontro su "Religione e democrazia". Sempre Hegel però
avvertiva pure che la nottola di Minerva vola sempre al crepuscolo: "a
dire anche una parola sulla dottrina di come dev'essere il mondo, la filosofia
arriva sempre tardi..., dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di
formazione ed è bell'e fatta...Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro,
allora un aspetto della vita è invecchiato, e dal chiaroscuro esso non si
lascia ringiovanire". Al primo sigillo allora la Fondazione
Italianieuropei potrebbe affiancare questo secondo, giusto per non dimenticare,
alzando il tiro del pensiero in tempi di bassa per la politica, che il pensiero
nutre la politica ma non può sostituirla, e nemmeno ringiovanirla. Basterà
comunque l'autorità di Hegel a convincere le cronache che di religione e
democrazia effettivamente si tratta nella Summer School, e non di come
ricompattare le forze dalemiane dentro e contro il Pd veltroniano? Auguriamoci
di sì, perché il tema merita anche se, coi tempi che corrono in Italia e nel
mondo, la nottola rischia di alzarsi per l'appunto al tramonto, della
democrazia nella fattispecie. Di ancoraggio ai tempi che corrono se ne possono
trovare a volontà, per il programma in tre giorni e sei sessioni della scuola.
Aprono un filosofo, Roberto Esposito, e un giurista, Stefano Rodotà, sul tema
"Religione e diritti umani": due prospettive diverse, teoreticamente
anzi opposte (Esposito contesta in radice l'idea di "persona" come
base del diritto e dei diritti che Rodotà invece difende), a confronto,
annuncia il programma, sullo stato dei diritti umani
nel mondo, su come ricomporre diritto e vita, soggetto giuridico e sostrato
biologico, su quale sia la definizione dell'umano a cui agganciare i diritti
fondamentali. Ottime domande, specialmente se non si evade il terreno bruciante
su cui ce le propone la cronaca: a proposito di razzismo e di migranti, per
dire, e non solo di statuto dell'embrione o di questioni
"eticamente sensibili". Terreno bruciante anche sotto la seconda
sessione, su "Laicità e stato costituzionale". "Nell'Occidente contemporaneo -
avverte il programma - attraversato dai problemi inediti delle società
multirazziali e da un imprevisto ritorno di un ruolo pubblico delle religioni,
la laicità torna a essere un problema teorico e politico", cui le
Costituzioni del secondo dopoguerra non sempre riescono a far fronte.
Verissimo. E' pur vero però che ci sono Costituzioni come quella francese che
eccedono in fede laica ce ne sono altre, come quella italiana, che eccedono in
concordati cattolici, e prima che la società
multietnica non riescono a fronteggiare le coppie di fatto. Ad Alfonso Catania,
Luigi Ferrajoli e Luciano Violante le risposte. Terzo tema, "Identità e
integrazione": anche qui stiamo nel cuore del presente e dei suoi
conflitti, cronaca docet. Ne parleranno Remo Bodei, Vincenzo Vitiello e Eugenio
Mazzarella, tra le voci migliori disponibili, anche se soprattutto (e non solo)
in materia di identità e differenza la voce della filosofia femminile non
sarebbe stata di troppo: ma per quanto programmi di aprirsi al vivaio dei
filosofi quarntenni, la Fondazione resta saldamente monosex. Ecco infatti gli
altri nomi: Mons. Pietro Coda e Peter Sloterdijk, uno dei filosofi più
interessanti del panorama europeo contemporaneo, su "Chiesa e società
post-secolare"; Salvatore Natoli e Felix Duque su "Occidente,
relativismo e fondamentalismo religioso"; e in chiusura Tzvetan Todorov,
Charles Larmore e Massimo D'Alema, moderatore Mario Orfeo, su "Religione e
democrazia in Europa e negli Stati uniti", segnatamente su questo quesito:
tra le due sponde dell'Atlantico, "c'è davvero un God gap da colpare, o
c'è una critica della religione da rinnovare"?.
( da "Stampa, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'
LA VISITA DEL PAPA
Savona in prima pagina sull'Osservatore Romano L'"Osservatore Romano"
ha dedicato molto spazio alla visita di Benedetto XVI a Savona e Genova. Quasi
un numero monografico quello del 19 e 20 maggio (foto), a cominciare
dall'articolo in prima pagina "L'essenza del cristianesimo sta nell'amore",
corredato da un foto a colori del pontefice. "Il Papa a Savona e Genova
sui passi dei predecessori Pio VII e Benedetto XV", si legge ancora nel
titolo di apertura dell'organo di informazione della Santa Sede. L'intera
pagina 4 è dedicata all'omelia pronunciato da Joseph Ratzinger in piazza del
Popolo con l'esortazione "ad affrontare le sfide del mondo senza
compromessi". Nella stessa pagina anche il discorso di
benvenuto del vescovo Vittorio Lupi e il messaggio del sindaco Federico
Berruti, dal titolo significativo: "Saper unire laici e cattolici". A pagina 5 il servizio
dell'inviato a Savona Nicola Gori, corredato da una fotografia in cui si vede
Benedetto XVI accanto al vicario della curia, mons. Andrea Giusto, nelle stanze
di Pio VII.
( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-05-24 num: - pag: 39 autore:
di GIORGIO MONTEFOSCHI categoria: REDAZIONALE LE IDEE DEL SABATO LO STILE DI
SéGOLèNE ROYAL VALE TRENTAMILA EURO "Lo stile di un uomo in qualsiasi
arte", scrive Samuel Butler nel Dizionario dei luoghi non comuni
pubblicato da Guanda, "dovrebbe essere come il suo abito: attirare meno
attenzione possibile". Se la considerazione, che a noi pare giustissima,
vale anche per la donna, bene ha fatto Ségolène Royal, qualche giorno fa, a
protestare vivacemente per una immagine rubata dai fotografi del settimanale
"Paris Match" in cui era ritratta in ginocchio davanti a un altare
nella chiesa di Santo Spirito a Firenze. "è una questione privata",
ha detto l'ex candidata socialista alla presidenza della Repubblica francese,
riferendosi alla propria fede; "penso di avere il diritto di non essere
perseguitata ". Ha poi aggiunto: "La laicità
significa che non ci deve essere confusione tra gli impegni pubblici e le
convinzioni e i credo privati". Infine, ha citato ad esempio il generale
Charles de Gaulle che, pur essendo cattolico, "in pubblico non ha mai
espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra
il suo ruolo di capo dello Stato, incarnazione di una Repubblica laica,
e il suo credo personale". Parole che suonano come il miele alle orecchie
di chi non ama in alcun modo sia le messe pubbliche o i baciamano ai monsignori
dei politici italiani, sia la pessima consuetudine in uso presso alcuni
monsignori di rivelare conversioni improvvise estorte ad atei incalliti sul
letto di morte. Dunque, fin qui, benissimo. Peccato che, dopo, con la richiesta
di trentamila euro di risarcimento al settimanale parigino, Ségolène abbia
rovinato tutto. Almeno in fatto di stile. Se voleva attirare il più possibile
l'attenzione, infatti, non doveva fare altro.
( da "Liberazione" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Approvato con voto
bipartisan rafforza il "modello Formigoni" Il nuovo Statuto della
Regione: costituzionale ma non democratico Pino Vanacore Lo Statuto della
Regione Lombardia è legge. Il Consiglio regionale in seconda lettura ha
approvato senza particolari scossoni il nuovo strumento organizzativo che
regolerà l'attività degli organi istituzionali e i loro rapporti. Uno Statuto
non di alto profilo - in ciò in linea con quanto è avvenuto nella generalità
delle regioni italiane -, che conferma il presidenzialismo e soprattutto
conferma, tolto qualche timido segnale, la supremazia dell'esecutivo
(presidente e giunta) nei confronti dell'organo legislativo (consiglio). Nello
Statuto balza agli occhi la rinuncia della Lega al suo progetto originario
intriso di esaltazioni padane e aneliti secessionisti; in alcune parti segna
passaggi perfino accettabili intorno a temi delicati quali l'integrazione degli
stranieri, il riconoscimento del valore del lavoro come fondamento della
persona o il ruolo delle autonomie. Riconoscimenti meramente formali, però,
contraddetti dalla negazione del conflitto e dell'autonomia dei soggetti
sociali, che possono partecipare solo se "apparentati" con la giunta.
Né mancano scivolate ideologiche come l'equiparazione tra il lavoro e l'impresa
o la collaborazione privilegiata con la chiesa cattolica,
che segnala un cedimento sul terreno della laicità. Ma mi meraviglierei che
qualcuno si meravigliasse viste le posizioni su questi temi del neonato partito
democratico. Anche se, per fortuna, la Costituzione - alla faccia delle
interessate discussioni intorno alla sua attualità - ha risolto meglio e più
autorevolmente molti problemi che riguardano la persona e i suoi rapporti
nel concreto dei processi sociali. Uno statuto accettabile dunque e una destra
disarmata? Lo Statuto lombardo certo si inscrive formalmente nei principi della
Costituzione e non apre al secessionismo della Lega, come sopra accennato.
Rinuncia, però, alla valorizzazione dei diritti sociali e di cittadinanza, alla
difesa dei beni comuni pubblici, a un'impostazione schiettamente laica. E non è
affatto disarmata la destra che in Lombardia ha addirittura anticipato la fase
politica in corso, mirabilmente sancita dalla prima riunione del Consiglio dei
ministri a Napoli: inutile forzare rispetto alle regole istituzionali,
legislative o costituzionali. Basta saper aspettare il momento giusto. Lasciare
che siano i processi materiali a fare il loro corso. Assicurare che si
sviluppino tendenze regressive rispetto ai principi più profondi della nostra
democrazia e solo allora sancire anche sul piano normativo in modo definitivo
il cambiamento già affermato nel senso comune. L'iter dello Statuto lombardo
purtroppo sta pienamente in questo nuovo corso, perfino per gli aspetti
bipartisan tra la destra e il Pd: la vicenda del federalismo competitivo e
differenziato è nota ai più. Ma sono numerosi gli aspetti intorno ai quali si è
registrata una convergenza che porta il segno dell'egemonia culturale del "modello"
Formigoni, che non era mai definitivamente passata nel corpo sociale e neppure
sul piano elettorale, se si pensa che nelle regionali del 2005 la destra aveva
perso oltre 700mila voti e in presenza della contrarietà al suo modello di un
vasto schieramento dal sindacato alla Caritas ambrosiana. In definitiva, nello
statuto si scorge il segno vero di questa legislatura regionale, che non è più
quello antistatale della controriforma sanitaria, ma che non rinuncia a
consolidare una governance fondata sulla spoliazione definitiva della pubblica
amministrazione e sulla messa in vendita del territorio e dei beni comuni.
Questa tendenza è resa più pervasiva e difficile da scardinare con questo
statuto, perché l'elezione diretta del Presidente della giunta rappresenta il
vero vulnus che riduce la democrazia: l'assemblea elettiva non
"sceglie" l'esecutivo e la sua esistenza dipende dalle sorti del
governatore, come sarebbe successo se i desiderata di Formigoni per la sua
discesa a Roma si fossero realizzati. È costituzionale, ma non democratico.
24/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Economia Fazio
doveva traghettare il paese da Tangentopoli all'etica di Einaudi, ma è franato
nella "Banda d'Italia" Il governatore e il clan dei furbetti l'estate
che ha infangato Palazzo Koch La decisione dei giudici segna la parabola del
banchiere di Alvito Ma sabato il caso non avrà espliciti riferimenti nelle
"Considerazioni finali" di Draghi Ora è Geronzi l'unico grande
regolatore del capitalismo nazionale (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA
Il rinvio a giudizio per gravi reati di diciassette persone, tra le quali
Antonio Fazio, il predecessore cultore di San Tommaso, fedele
partecipante alle messe riparatorie dell'onta laica di Porta Pia e intonante
"Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat", non avrà eco
esplicita nel dire istituzionale dell'erede laico del banchiere centrale
cattolico che doveva traghettare l'Italia di Tangentopoli verso i lidi
dell'etica che fu propria di Stringher, Azzolini, Einaudi, Menichella,
Carli, Baffi e Ciampi. E che invece, forse plagiato da affaristi ribaldi e
truffaldini, condusse alla "Banda d'Italia". La consorteria che
progettava di assaltare il cielo alla conquista del debole capitalismo
italiano, senza capitali e senza etica, in una miscela tutta italiana di affari
di Stato e affari di famiglia, di politica e religione, di velleitarismo e di
scadente provincialismo. Emilio Gnutti, Gianpiero Fiorani, Giovanni Consorte,
Luigi Grillo, Luigi Zunino e via così: scorri i nomi dei rinviati a giudizio
insieme all'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio - ex
democristiani, ex comunisti, funzionari di partito, affaristi rampanti - e ti
chiedi come soltanto tre anni fa, un secolo dopo Tangentopoli, i destini di questa
nazione potessero ancora essere quasi nelle mani di un improbabile manipolo,
poi denominato dei "furbetti del quartierino", ad opera del
lessicalmente immaginifico Stefano Ricucci, che era sul punto di impossessarsi
surrettiziamente di due grandi banche, l'Antonveneta e la Bnl, e del
"Corriere della Sera". Con appoggi politici se non delinquenziali
almeno superficiali. Sabato Mario Draghi volerà alto, pur sapendo meglio di
chiunque altro che l'operazione di pulizia fatta in casa, blindando l'ingresso
di Palazzo Koch di via dei Serpenti - nomen omen - da cui transitavano gli
incontri inconfessabili del suo predecessore, non è bastato
a ricondurre il paese al rigore einaudiano. La storia del suo predecessore, il
democristiano senza qualità nominato alla Banca d'Italia mentre la Dc moriva
travolta da Tangentopoli, è la prova di come in questo paese tutto si perpetui
sempre sotto diverse forme. Al governatore "straordinario", nel senso
che non era stimato dalla borghesia etica ed elitaria ruotante intorno a Palazzo
Koch, si opposero Carlo Azeglio Ciampi e tutto il cotè degli economisti di
prima fila. Ma, con il viatico del cardinale Camillo Ruini, dell'Opus Dei e
delle massime gerarchie ecclesiastiche, alle candidature di Mario Monti e di
Tommaso Padoa Schioppa, fu preferita quella di Fazio, l'adepto dei Legionari di
Cristo, allievo di Modigliani, autore sì del modello econometrico della Banca
d'Italia, come gli riconobbe Guido Carli, ma digiuno dei grandi principi, se
non quelli della parrocchietta del suo paese nel Frusinate. Ma nessuno si
scandalizzò quando nel
( da "Unita, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Lo spirito laico del religioso Giuntella Stefano Ceccanti
Giovedì sera alle 18 alla Libreria Ave di Via della Conciliazione dovevo
presentare l'ultimo libro di Paolo Giuntella, "L'aratro, l'ipod e le stelle.
Diario di viaggio di un laico cristiano". Quella stessa via in cui al
numero 1 stavano fino a qualche tempo fa tutti gli uffici dell'Azione cattolica
e della Fuci e nei cui corridoi per lunghi anni avevamo dibattito
appassionatamente nelle sue visite frequenti e imprevedibili. Da qualche giorno
avevamo sospeso quella presentazione. Paolo non stava bene. Il suo male si era
aggravato con una velocità impressionante. Giovedì, dieci minuti circa prima
dell'ora prevista per quella presentazione ci ha lasciati a soli 61 anni. Per
chi è credente ci sta solo aspettando "sotto il pergolato del Santo
Benedetto di Israele" come scrive nel suo libro rispetto a Pietro Scoppola
e alla sorella Maria Cristina. Mi aveva chiesto qualche giorno fa di commentare
i capitoli sulla laicità. Mi sembra doveroso, credo che lui avrebbe preferito
così, partire proprio da lì prima di parlarvi di Paolo, di cui molti in questi
giorni scriveranno ricordi perché in molti gli dobbiamo molto. Saranno però
ricordi diversissimi tra di loro perché Paolo era una personalità così ricca da
non farsi identificare in modo esaustivo. Lo stesso libro ce lo dimostra, con
uno stile narrativo ispirato al nomadismo, sfuggendo a definizioni,
incasellamenti, alternando generi diversi e citazioni eterogenee. Come avrei
risposto alla sua puntuale richiesta? La domanda sottesa alle parti sulla
laicità è quella su come sia possibile condividere uno spazio di ricerca anche
spregiudicata e un'intensa adesione alla verità, come si possa essere
pienamente laici e pienamente cristiani. Ce lo dice bene in poche frasi, anche
se per lui era molto più importante un buon elenco di esempi in carne ed ossa,
a partire da suo padre Vittorio, da Vittorio Bachelet a Pietro Scoppola:
"Noi siamo convinti di possedere la verità, mentre è il contrario. E' la
verità che ci possiede, e dunque ci rende liberi. La verità non è un randello,
appunto perché non è nostra, non è un nostro possesso da imporre o custodire
gelosamente. La verità ci possiede: dunque dobbiamo ascoltare più che urlarla
in faccia agli altri. Dobbiamo servirla con i nostri comportamenti miti, umili.
Per condividere la verità dobbiamo sottrarci al suo abuso, alla sua parodia
identitaria". Gli avrei detto non solo che ero d'accordo ma che questi
suoi stessi concetti sono simili al ragionamento che fa uno studioso francese,
Jean Bauberot, che fa vedere come la laicità sia stata una conquista che ha
obbligato tutti a condividere lo spazio interno ad un triangolo, mentre
ciascuno, in quella parodia identitaria di cui parla Paolo, vorrebbe vedere
solo il proprio lato: i credenti della religione di maggioranza rivendicano il
peso della loro forza e del radicamento storico, quelli delle religioni
minoritarie l'uguaglianza a prescindere dal numero, gli
atei e gli agnostici la separazione tra Stato e Chiese. La laicità è possibile
quando ciascuno si volta verso i lati degli altri e capisce che la verità tende
ad abbracciarli e a criticarli tutti. Sono contento che mi avesse chiesto della
laicità perché commentare altre parti mi sarebbe stato molto difficile. Francamente non avrei saputo proprio
cosa aggiungere a chi aveva dovuto sopportare la morte precoce di due sorelle
in un anno e che a partire da quella esperienza ha scritto, dopo un profondo travaglio
richiamato nel libro con una bellissima lettera sotto pseudonimo "Io credo
che la morte non abbia l'ultima parola" e che, parlando nelle ultime
pagine di sé ci ha scritto in un capitolo dal titolo "Nota di
congedo", oltre al sincero riconoscimento "il mio barometro personale
dovrebbe essere moderatamente sul brutto" qualcosa di ancor più profondo:
"Il 'lieve' problema di salute che mi ha colpito, mi appare un passaporto
per entrare nel mondo della grande maggioranza dell'umanità che non gode di privilegi
materiali e lotta e soffre per la vita, se non addirittura per la pura
sopravvivenza". Questo è ciò che avrei detto lì, nel dibattito che non c'è
stato. Scrivendo per parlarvi di Paolo vorrei però
spiegarvi perché sarei stato lì, perché per me Paolo è
stato un 'maestro' oltre che un amico. Uso la parola
'maestro' tra virgolette come fa Paolo nel libro, lui per rispetto a suo padre
Vittorio, a Vittorio Bachelet e Pietro Scoppola perché ad essi
"l'espressione non sarebbe piaciuta" in quanto "consideravano
Maestro uno solo, l'Uomo-Parola di Dio crocifisso", io per rispetto a lui
che in fondo condivideva quel giudizio. L'ho conosciuto prima della Fuci,
quando ero uno studente di liceo a Pisa e insieme ad altri coetanei eravamo,
più o meno consapevolmente, alla ricerca di una sorta di terza via tra la
vecchia identità di sinistra, anche cattolica, che nelle forme classiche del
cattolicesimo del dissenso si stava illanguidendo, stava diventando molto
ripetitiva, assorbendo dalla sinistra spinte ideologiche e massimaliste
superate anziché metterle in discussione, e le forme di nuova destra che
cominciavano a prosperare nella Chiesa e fuori di essa. Lui, che
generazionalmente era uno dei pochi fratelli maggiori creativi rimasti nella
Chiesa cattolica dopo il ciclone del '68 era l'incarnazione vivente che quella
terza via era possibile. Ce lo ricorda nel libro, con tratti autocritici
rispetto a qualche via di fuga ribellistica in cui lui stesso era caduto:
"la terza via, che alcuni di noi coltivavano come i monaci buddisti in
Vietnam, non poteva essere né contro né lontana dai nostri coetanei".
Ancora da liceale mi consigliò, tra le altre, la lettura dell'ultimo scritto di
Emmanuel Mounier, "Fedeltà", che invita i credenti a impegnarsi oltre
gli schemi ambigui della politica cristiana e a comprendere le condizioni di
possibilità per il vero progetto politico per cui valga la pena di impegnarsi,
la costruzione di una "sinistra non comunista". Quel testo precorre
con decenni di anticipo anche la nascita del Partito Democratico che, se è
potuto effettivamente sorgere, è anche per la semina di persone come Paolo, per
anni instancabile animatore di incontri in tutta la periferia italiana, per
abbattere muri, certezze apparenti, ripetizioni datate del passato, che ha seguito
in tutta la sua vita l'invito che Mounier fa alla fine di quel testo:
"Bisogna che riprendiamo la rivolta dei nostri vent'anni, le rotture dei
nostri venticinque anni.".
( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 124 del
2008-05-25 pagina 26 Lo zero per mille a Curzio Maltese di Luca Doninelli Nel
suo "La questua" il noto giornalista ricalca le orme de "La
casta". Il risultato è un saggio che vorrebbe interrogarsi su quanto costa
la Chiesa agli italiani, ma che finisce per essere solo anticlericale Il titolo
è magnifico: dopo la casta, la questua. Che non è soltanto, dunque, una
raccolta di denaro, ma è anche una casta. La casta di chi - quod licet Iovi non
licet bovi - può contare sugli introiti di una questua che non ha uguali al
mondo. Si parla, va da sé, della Chiesa Cattolica. Uscito per i tipi di
Feltrinelli, La questua di Curzio Maltese (pagg. 172, euro 14) raccoglie e
amplia un lungo servizio a puntate apparso su La Repubblica sul tema
"Quanto costa la Chiesa agli italiani". Un tema che è un classico
senza tempo dell'anticlericalismo (anche se Maltese, con modestia, declina il
complimento) e che riporta la nostra coscienza storica alle grandi battaglie
rivoluzionarie che condussero, a cavallo tra XVIII e XIX secolo, alla confisca
di gran parte dei beni ecclesiastici, alla chiusura di conventi e monasteri e,
non di rado, all'incarcerazione dei religiosi non ottemperanti. La questione,
in altre parole, non è marginale bensì di fondo: non un particolare, sia pure
importante, del problema, bensì il centro stesso del problema. Ogni volta che
una cultura avversa ha fatto i conti in tasca alla Chiesa il suo obiettivo non
era quello di richiamare la Chiesa ai suoi compiti spirituali e al valore della
povertà, ma quello - magari usando la solita contrapposizione pelosa tra
"Chiesa dei potenti" e "Chiesa dei poveri" - di cancellare
la Chiesa dalla faccia della terra. Circa lo stile di questo libro, tutto se ne
può dire meno che sia obiettivo o compassato. Maltese presenta molti numeri e
diverse tabelle, tutte cose nelle quali non ho grande pratica, ma di cui so
che, con un po' di accortezza, si può far dire loro quello che si vuole, come
dimostra il servizio apparso venerdì scorso in merito sul quotidiano Avvenire:
non nel senso che siano cifre false (almeno speriamo), ma nel senso che molte
delle voci riportate sono soggette a discussioni che sono più politiche che
statistiche. Dall'otto per mille all'esenzione da alcune tasse fino al
finanziamento delle scuole cattoliche, sono indubbiamente molte le voci sul
registro delle entrate ecclesiastiche da parte dello Stato. Resta però da
discutere se davvero si tratti di regalìe indebite. Non sono i numeri a
stabilirlo. La discussione sul principio di sussidiarietà è oggi una delle più
importanti tra quelle che riguardano la cultura di questo Paese e,
specificamente, la natura e il destino del welfare state: non trovo perciò
nulla di scandaloso se esiste qualcuno che ritiene, per esempio, la libertà di
educazione una garanzia che lo Stato deve offrire ai cittadini. È opinione di
molti che, se il regime scolastico italiano venisse equiparato a quello delle
scuole private, e gli istituti scolastici fossero trasformati, come è accaduto
in Inghilterra con Tony Blair, in altrettante fondazioni, coinvolgendo tutti i
soggetti (quelli laici, intendo) presenti sul territorio, non soltanto
migliorerebbe la qualità dell'insegnamento, ma lo Stato abbatterebbe costi oggi
a dir poco spaventosi. Ma le cifre - confortate anche dai calcoli del
"grande matematico" Piergiorgio Odifreddi (come fa Curzio Maltese a
sapere che Odifreddi è un grande matematico?, è un matematico pure lui o parla
solo per sentito dire?) - parlano un'altra lingua... Tuttavia il problema di
fondo non riguarda i soldi, lo sappiamo bene. Riguarda invece un nodo culturale
che sembra non voglia essere sciolto. Maltese è persuaso che l'asse portante della cultura italiana sia il dialogo tra laici e cattolici. Qui sta il vero guaio: che
c'è chi vuole tener fermo il Paese a questo problema: da Porta Pia alle
Guarentigie, dal Non Expedit al Concordato, da Don Camillo a Peppone, per
qualcuno l'Italia dovrà restare sempre ferma a questa contrapposizione (detta
"dialogo") di blocchi, di identità forti. Maltese non usa toni
molto dialoganti. Qualche esempio. Enormità: "Un cattolico (...) può
offendere qualcuno perché è ebreo, o musulmano, o omosessuale..." (ahimè,
esentasse anche in confessionale?). Veteromarxismo: "Le gerarchie
cattoliche usano temi etici per mascherare importanti interessi economici"
(manco "lotta comunista"). Similitudini: "Siamo la nazione che
spende meno in Occidente per la ricerca e più d'ogni altra per finanziare la
Chiesa, (ergo, ndr) esportiamo cervelli e importiamo santi e maghi".
Eccetera. Su una cosa sono invece d'accordo con Maltese: se vescovi e cardinali
parlassero meno ed evitassero questo eccesso di esposizione mediatica anche su
questioni non di primissima importanza, non sarebbe una cattiva idea. Un certo
laicismo, politicamente debole ma culturalmente forte, intende attaccare la
Chiesa al cuore, ed è perciò il cuore che va difeso: e il cuore non è una
questione etica (non sarei cristiano, se così fosse), ma la notizia che il
Verbo si è fatto carne, che cambia tutta la vita dell'uomo. Nel testo
introduttivo, Ezio Mauro ci presenta una sua versione molto numerica dell'idea
di democrazia, che ricorda la definizione che ne diede Borges: una curiosa applicazione
della statistica. E mette in guardia contro il pericolo costituito dalla
pretesa della Chiesa nei confronti di una democrazia che "non contempla
l'Assoluto". Anche qui, la discussione è aperta. Tocqueville, che sul tema
della democrazia non è l'ultimo arrivato, ricorda che le premesse
antropologiche della democrazia non sono contenute nel sistema democratico,
bensì nei valori ai quali la persona umana è educata "prima" della
democrazia. Ma, chiuso il libro, resta l'impressione che l'accenno al dialogo
laici-cattolici, per quel che vale, sia più che altro
una boutade. Libri come questo non puntano a nessun dialogo, ma - poco o tanto
- all'attuazione di un disegno antico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
La cerimonia Con l'ordinazione
del diacono cresciuto al Chiappeto si chiude un capitolo della chiesa genovese
26/05/2008 È UN CAPITOLO di storia della Chiesa genovese che si chiude, con
l'ordinazione dell'ultimo seminarista-bambino formato nel seminario minore del
Chiappeto, la struttura della Curia che alla metà degli anni Novanta è stata
chiusa dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Dal primo di giugno, quel bambino nato
il 28 agosto del 1982, diventato uomo e diacono, sarà ordinato sacerdote per
mano del cardinale Angelo Bagnasco. "Avevo undici anni, quando sono
entrato in seminario - racconta don Daniele Manis, ormai vicino all'ordinazione
- frequentavo la mia parrocchia a Marassi e, quando don Marco Doldi mi propose
di entrare in seminario, risposi di sì, senza sapere ancora cosa avrei fatto
della mia vita". Ecco il punto: è possibile prendere una decisione così
estrema quando si è appena bambini? La Chiesa, nel corso degli ultimi anni, ha
progressivamente chiuso la maggior parte dei seminari "minori",
quelli destinati ai più piccoli, dalle elementari alle medie. Una scelta
dettata dall'evoluzione della pedagogia e dalla volontà di privilegiare le
vocazioni mature, ma anche da motivi economici: nel 1996, al momento della
decisione del cardinale Tettamanzi di chiudere definitivamente, il Chiappeto
aveva solo tre ospiti e mantenere la struttura aveva costi altissimi per la
Curia. Il rettore, allora, era don Lorenzo Ghiglione, morto lo scorso mese di
ottobre a 58 anni, tradito dalla montagna che amava lungo un sentiero impervio sulle
alture di Arenzano. E, dei seminaristi bambini di allora, due hanno percorso
fino in fondo la strada del sacerdozio. Difficile, per la
mentalità laica, accettare che qualcuno decida davvero di diventare prete così
piccolo, a undici o dodici anni. Ma don Manis invita a cambiare prospettiva: il
seminario dei bambini, dice, non rappresentava una scelta definitiva ma doveva
invece servire a scoprire la propria vocazione, guardando in se stessi.
"Credo che un seminario minore sarebbe, ancora oggi, una ricchezza
spirituale per la diocesi - dice - Quando sono entrato, avevo deciso che volevo
seguire Gesù, ma allora non sapevo affatto se sarei diventato prete o no".
Al Chiappeto, il piccolo Daniele aveva trovato sacerdoti e insegnati che
l'avevano aiutato in questa ricerca. "Con me c'erano altri due
seminaristi, Vincenzo Ricciardi aveva già 14 anni, è diventato sacerdote tre
anni fa ed è viceparroco a San Bartolomeo della Certosa. L'altro, mio coetaneo,
si sposerà quest'anno e ne sono felicissimo, era la sua vocazione. Nessuno ha
imposto nulla, abbiamo solo avuto un'opportunità in più per trovare la nostra
strada, frequentando le scuole medie all'interno del seminario dal 1993 al '96.
Quando poi è stata decisa la chiusura del Chiappeto, io ho continuato a frequentare
la comunità vocazionale "Eccomi" e, dopo essermi diplomato al liceo
classico Colombo, il 30 settembre 2001 sono entrato al seminario del
Righi". La Chiesa cambia e i tempi non sono facili. Quella di don Manis
sarà la sola ordinazione, quest'anno, ed è un dato allarmante per il mondo
cattolico. Perché il clero invecchia, due preti diocesani su tre hanno più di
sessant'anni. Uno su quattro è"over 75". E il ricambio non c'è. Già
tre anni fa il seminario genovese aveva dovuto serrare le fila, diventando
"interdiocesano" con l'accorpamento di tre strutture: quella di
Chiavari, numericamente la più consistente con una dozzina di aspiranti
sacerdoti, e poi Savona dove i chierici si contavano sulle dita di una mano e
Ventimiglia-Sanremo che era da tempo un polo semiabbandonato. In pratica
quattro su sette seminari della Liguria sono confluiti al Righi, con una
direzione completamente rinnovata affidata a don Michele Cavallero. E la
piccola storia della comunità ecclesiale genovese ricomincia da qui, senza più
seminaristi-bambini e con tanti preti coi capelli bianchi che restano in
trincea. Restano i ricordi di chi è diventato sacerdote attraverso l'esperienza
del Chiappeto. "Quelli furono anni bellissimi - ricorda don Vincenzo
Ricciardi, l'altro seminarista-ragazzino - tra studio, preghiera, vita
quotidiana e vacanze estive a Monte Leco". Seguendo quella che, per i cattolici, è una chiamata. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it
26/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
"Fame nel
mondo, non restate indifferenti" appello del papa ai cristiani Si apre oggi
l'assemblea dei vescovi che affronterà anche temi come rifiuti e sicurezza.
Grande fermento per le nomine 26/05/2008 CITTÀ DEL VATICANO. Il Papa lancia un
appello ai cristiani, che non "possono restare indifferenti dinanzi a chi
è privo del pane quotidiano". Lo ha fatto Benedetto XVI ieri all'Angelus,
ricordando che "tanti genitori riescono a malapena a procurarlo per sé e
per i propri bambini". "È un problema sempre più grave che la
comunità internazionale fa grande fatica a risolvere". Ma la fame nel
mondo non è l'unico argomento all'ordine del giorno in Vaticano: gli occhi sono
puntati sui contenuti dell'impegno pastorale per i vescovi italiani, da oggi la
assemblea generale della Cei, con particolare attenzione alla emergenza
educativa. Ma c'è anche grande interesse, ipotesi e curiosità circa i
cambiamenti al vertice della Conferenza episcopale italiana, che saranno
inevitabilmente innescati quando il cardinale Camillo Ruini lascerà l'incarico
di vicario del Papa per Roma. La data presunta per l'avvicendamento è entro la
fine di giugno, il successore più accreditato è il cardinale Gaetano Vallini e
in molti sono pronti a credere che poco dopo anche il segretario generale della
Cei, Giuseppe Betori cambierà incarico. All'ordine del giorno dell'assemblea
generale dei vescovi italiani c'è la situazione socio-religiosa dell'Italia, e
questo potrebbe portare la riflessione sui temi della sicurezza, sia in
relazione alla immigrazione che alla emergenza rifiuti, e sulla nuova fase
politica aperta dalla vittoria del centrodestra. I presuli rifletteranno anche
sulla preoccupazione per l'indebolirsi dell'impegno educativo e sulla volontà
della Chiesa e della altre aggregazioni laiche cattoliche
di ridare contenuto e slancio a tale impegno. Altri punti all'ordine del
giorno, lo stato del clero
italiano, una riflessione sui vent'anni dell'otto per mille,
sull'evangelizzazione dei giovani, sull'insegnamento della religione cattolica
nella scuola pubblica, sul debito dei paesi poveri e sui matrimoni tra cattolici e battisti. Il
"parlamento" dei presuli italiani, come tradizione, si riunirà
nell'aula del Sinodo in Vaticano per cinque giorni, fino a venerdì 30 maggio. E
secondo tradizione sarà anche ricevuto dal Papa, probabilmente giovedì. Aprirà
il lavori, nel pomeriggio di domani, la prolusione del cardinale Angelo
Bagnasco, succeduto nel marzo dell'anno scorso a Ruini alla presidenza della
Cei. Ruini ricoprirà per un quinquennio il ruolo di presidente del neocomitato
dei vescovi per il Progetto culturale della Chiesa italiana e se questo
rafforza Dino Boffo alla direzione di Avvenire (e di Sat2000 e Radio Inblu, la
televisione e il circuito radio della Cei), rende plausibile che Betori,
ruiniano di ferro, lasci la segreteria della Cei. Gli informati indicano in
Arrigo Miglio, attuale vescovo di Ivrea, il più probabile nuovo segretario
della Cei. Mons. Betori nei mesi scorsi sembrava destinato a un importante
dicastero vaticano, ma da qualche settimana ha preso corpo l'ipotesi che possa
succedere al cardinale Ennio Antonelli come arcivescovo di Firenze, il quale
potrebbe prendere il posto del defunto cardinale Alfonso Lopez Trujillo alla
presidenza del Pontificio consiglio per la famiglia, anche se per lo stesso
incarico si fa il nome dell'arcivescovo di Toledo, Antonio Canizares, animatore
delle marce madrilene contro Zapatero e a sostegno della famiglia fondata sul
matrimonio eterosessuale. Così, estendendo il raggio dalla Cei al Vaticano, le
ipotesi su nuove nomine si spingono fino alla Congregazione per le cause dei santi,
- secondo alcuni l'attuale segretario della Congregazione per la dottrina della
fede, Angelo Amato, potrebbe succedervi come prefetto al cardinale José Saraiva
Martins e e a quella per la dottrina della fede: il prefetto William Levada
diventerebbe arcivescovo di New York e sarebbe sostituito in Congregazione
dall'arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, teologo e discepolo di
Ratzinger; e monsignor Rino Fisichella, attuale rettore della Lateranense e
cappellano di Montecitorio, succederebbe a monsignor Amato. Ma non è chiaro se
lo spostamento di Levada, prima nomina di papa Ratzinger nel 2005, sia nelle
intenzioni del Papa o solo in quelle di chi a Roma non riesce ad amarlo.
26/05/2008.
( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai
consultando l'edizione del "Non si può tradurre la morale cattolica in
norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico".
( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del D'Alema: rischi per la laicità con un patto Chiesa-destra di
Andrea Carugati inviato a Marina di Camerota (Sa) In Italia c'è un rischio per
la laicità dello Stato. Che si concretizzerà se la Chiesa "cederà alla
tentazione demoniaca del potere, che già ha prodotto errori nella sua
storia". Se cioè ci sarà un "patto di potenza" tra la Chiesa e
la destra, un patto cementato da leggi che traducano la morale cattolica in norme
"imposte a tutti". Massimo D'Alema lancia l'allarme sulla laicità
durante la sua relazione conclusiva del seminario su "religione e
democrazia", organizzato dalla Fondazione Italianieuropei, che si è chiuso
ieri a Marina di Camerota. Lo fa senza alcuna vis polemica o laicista, al
termine di tre giorni di riflessioni alte, con intellettuali di fama
internazionale come Remo Bodei e Tzvetan Todorov. Secondo D'Alema questa
alleanza tra Chiesa e destra metterebbe in pericolo il "carattere
pluralistico, democratico e liberale dello Stato". Di qui il monito alle
gerarchie cattoliche, affinché "non indirizzino il proprio peso politico
da una parte, ottenendo in cambio la tutela di principi e valori che diventano
leggi valide per tutti". Anche per chi cattolico non è, e su aborto e
fecondazione, ad esempio, ha convinzioni morali diverse. L'ex ministro degli
Esteri inserisce questo concetto in una lunga relazione sulla crisi
dell'Occidente, dopo la sconfitta delle ideologie di mercato che hanno dato
spinta alla globalizzazione: crisi in cui la religione ha assunto un ruolo
"di supplenza", di "identità e protezione" per società
sempre più "smarrite e incerte sul proprio futuro". In questo
contesto "la destra ha preso a prestito la religione come elemento coesivo
nel conflitto dell'Occidente con altre civiltà, come è avvenuto, con le dovute
differenze, nel mondo islamico". La destra lo ha fatto perché "è
stata migliore interprete di ciò che si muove nel fondo delle nostre
società". E tuttavia questo esito, l'alleanza tra chiesa e destra, è
tutt'altro che scontato: anzi, secondo D'Alema, il ritorno della religione in
primo piano nello spazio pubblico potrebbe avere effetti di tutt'altro segno se
la Chiesa non cederà alla tentazione del fondamentalismo: "Il sentimento
religioso non solo non è incompatibile con la laicità, ma può ridare forza e
prospettiva alla politica", spiega. Può essere uno di quegli
"affluenti" di cui "la politica ha bisogno per tornare a
suscitare passioni". Ma perché questo avvenga è necessario che all'unità
ecclesiale si affianchi un forte "pluralismo delle scelte sociali e
politiche". Che emergano le "linee di frattura dentro il movimento
cattolico". Ed è necessario che la chiesa recuperi la sua "carica di
universalità", che "non si confini in una alleanza con
l'Occidente". D'Alema si richiama al Concilio, alla "Gaudium et
spes" cita l'intervento di sabato qui al seminario di monsignor Piero
Coda, presidente dell'Associazione teologica italiana, che aveva ricordato come
"neanche un Papa possa mettere in discussione il Concilio Vaticano II,
solo un nuovo Concilio può farlo". E aveva invitato a "non
identificare le posizioni della chiesa con quelle della gerarchia", a guardare "anche a cosa matura e lievita nella base
cattolica", nell'associazionismo. D'Alema accoglie questa prospettiva,
attento a cosa si muove dentro la Chiesa e invita a più riprese a un
"dialogo fecondo" tra laici e cattolici. C'è spazio anche per un supplemento di riflessione sulla
sconfitta elettorale. D'Alema cita l'analisi di Mauro Calise e dice:
"Non abbiamo tenuto conto di queste sconvolgenti novità,ci siamo rivolti a
un voto di opinione razionale, senza capire che stava tornando prepotentemente
un voto identitario, mosso soprattutto da passioni e paure, anche dalla forza
di argomenti irrazionali. La destra ha intercettato questo spostamento di pezzi
di comunità". Secondo D'Alema, però è troppo semplicistico prendersela con
"l'ignavia dei dirigenti", che accusarli di non aver fatto sentire
abbastanza i valori del centrosinistra. "Io temo che le tante nostre buone
ragioni, dalla pace, alla tolleranza, ai diritti, non riescano a costruire
consenso per l'impotenza della politica, per l'indebolimento degli strumenti in
grado di agire sulla realtà,a partire dallo stato
nazionale". Conclude D'Alema: "Abbiamo passato tanto tempo a
decostruire, dopo che la politica aveva suscitato aspettative ipertrofiche: ora
è il momento di ricostruire, un riformismo senza visione del futuro è solo
ingegneria sociale che non regge la sfida con fondamentalismi". "Ma è
un programma di lungo respiro...". Intanto il lavoro della Fondazione va
avanti: "Non voglio fare un monastero benedettino", sorride D'Alema.
"Né fare dibattiti di sezione. Vogliamo rimettere in comunicazione politica
e cultura, in un progetto collegato al Pd ma non partitico, capace di dialogare
anche con altri".
( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del La Messa è rock, andate in pace... di Nando Dalla Chiesa */
Mantova Segue dalla Prima L a celebrazione della messa rock in cui esaltare il
titolo della manifestazione, "La mia vita è come un rock". Per usare il
genere musicale più amato del dopoguerra come metafora della vita e del suo
senso. In un momento in cui, per tornare alle esortazioni di don Ciotti, la
parola di verità deve prevalere sul silenzio; e in cui siamo chiamati ad
attraversare i deserti che costellano le nuove mappe della società. La messa
rock di ieri mattina, celebrata anche da don Gino Rigoldi (cappellano del
carcere minorile di Milano) e da don Alfredo Rocca (parroco del quartiere di
Lunetta), ha assunto, minuto dopo minuto, un senso e un valore insospettabili
da parte degli stessi organizzatori. Certamente figli del progetto del
festival, ma proiettati - e molto - al di là degli stessi confini del progetto.
Più passava il tempo, più le parole di don Ciotti e di don Rigoldi si
mescolavano con la voce struggente di Antonella Ruggiero, con le tonalità
gospel di Delmar Brown, con le raffinatezze melodiche di Raiz o con la verve
spumeggiante degli Ardecore, più si fondevano tra loro le ragioni degli
applausi che provenivano dai gradoni dell'anfiteatro, più si capiva di trovarsi
davanti a un evento che stava rompendo, e non solo per un'ora, steccati e
frontiere. Esattamente come ha fatto per oltre mezzo secolo la musica rock.
D'un colpo solo sono caduti muri e distinzioni. È caduta anzitutto la barriera
tra musica rock e spiritualità. Altro che sesso e droga; Vangelo secondo Matteo
e don Tonino Bello, piuttosto. E musica come voce "che chiede giustizia e
pace". È caduta la barriera tra generi musicali apparentemente
inconciliabili (quella della Ruggiero era soprattutto musica sacra). Sono
saltati i confini invalicabili tra la Mantova delle splendide piazze
rinascimentali, quelle in cui si svolge senza sosta il festival, e la Mantova
delle periferie emarginate. O i confini tra bello e brutto, quest'ultimo
riscattato a bello proprio grazie alla fusione di spiritualità e musica.
Saltati, ancora, e del tutto, i confini tra cattolici e laici. Spariti,
letteralmente. E se non ha destato scandalo una versione erotica del "Cantico dei
cantici", altrettanto un'attrice ha deciso d'istinto di fare la comunione
dopo trent'anni, spiegando "mi sono detta: ma se non faccio la comunione
alla messa rock, quando mai la farò?". Caduti anche, negli
interventi degli oratori, i confini che vorrebbero tenere separato l'Occidente
dai suoi nemici, che premono alle porte delle nostre vite serene e possidenti.
Eretti, piuttosto, altri confini. Confini netti. Quelli tra chi usa le parole
per occultare le verità del mondo, a volte anche schierandosi con i buoni
princìpi, e chi le usa per la denuncia irriverente che si fa anch'essa,
(pensate l'eresia) "annuncio di salvezza". Oppure tra chi fustiga la
gioventù di oggi abdicando al compito di offrirle valori e chi pensa che
"dobbiamo ricominciare a parlar bene dei giovani", e che, piuttosto
che raddoppiare le ore di educazione civica, crede sia importante dare ai
ragazzi testimonianze di vita. Insomma, in un festival musicale che ha
dimostrato una volta di più di non essere "un festival tra gli altri"
è successo qualcosa di nuovo, è nato qualcosa che sa di civile, sociale e
culturale insieme. L'incontro e la rottura degli steccati non sono avvenuti
infatti sul piano del galateo politico, in omaggio ai dettami di un improbabile
monsignor Della Casa della seconda o terza Repubblica. Ma sono avvenuti sul
piano dei valori, della dignità e qualità della persona, sul senso della vita.
Il che ha portato, a sua volta, anche a ridisegnare distanze e geometrie del
mondo e della mente. Come ha detto una giornalista, "è incredibile che io
debba essere venuta qui, a un punto d'incrocio tra la chiesa e il rock, per
sentire che cos'è la politica". Già, la politica che esalta la sua
presenza e il suo primato senza che si parli di politica, senza che nemmeno la
si nomini. Mentre nei Palazzi la politica si svuota di senso parlando ogni
minuto di se stessa. È un paradosso dei nostri tempi. Per questo, in fondo, la
messa rock di ieri non ha poi tanto a che vedere con le messe beat degli anni
Sessanta, benché potesse a prima vista rievocarle. Perché qui non abbiamo più
una chiesa che gioca la carta della modernità dei costumi e delle forme di
comunicazione per ricostruire un consenso in sofferenza. Ma abbiamo un mondo
multiforme che cerca e trova nuove vie per comunicare valori, per contrastare
il vuoto, per attraversare il deserto della società ricca e senza qualità. Per
porre domande di senso. Esistenziali e politiche al tempo stesso. Ieri
qualcosa, nella comunicazione politica esangue e balbettante di questi mesi, si
è rotto. Anche oltre la percezione immediata di chi era presente, si è aperta
una strada. E questa, per chi sa ascoltare i tempi e vuole interpretarli, è
un'ottima notizia. www.nandodallachiesa.it (* Organizzatore della kermesse
musicale di Mantova) EVENTI La kermesse musicale di Mantova si è chiusa ieri
con una straordinaria esperienza che ha unito sacro e profano, credenti e
laici. Una Messa, con don Ciotti e con don Rigoldi, attraversata da una colonna
di puro rock.
( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina IV - Napoli
IL CONSIGLIO COMUNALE E GLI OPERATORI SOCIALI RAFFAELE CAROTENUTO l Consiglio
comunale di Napoli lo scorso 20 maggio ha votato il piano sociale di zona,
previsto dalla legge 328/2000, mettendo a sistema l'impianto pubblico delle
politiche per i meno garantiti a Napoli. Una manovra da 90 milioni, di cui 55
circa con fondi dell'ente locale (62,1 per cento), che guarda alla disabilità
con crescente interesse quantitativo e destina il 28 per cento dell'intero
ammontare allo scopo. è la seconda voce di spesa dopo le politiche per la
famiglia e per i minori (40,4 per cento). Il piano sociale di zona è il frutto
di un processo di programmazione partecipata che si propone l'analisi dei
processi di esclusione sociale, stabilisce strategie e obiettivi d'intervento e
pone le basi per il superamento delle condizioni sociali di svantaggio
riscontrate. Alcune ispirazioni di fondo ne tracciano il percorso come
l'integrazione socio sanitaria e la promozione della salute, la promozione
della cultura dei diritti di cittadinanza, la gestione della domanda sociale e
la organizzazione dei modelli di risposta promossi non solo dal Comune, ma dal
Terzo Settore e dalle tante risorse informali delle
comunità locali di cui Napoli è ricchissima (solidarietà cattolica e laica,
rapporti di vicinato, associazionismo diffuso, reti territoriali). Analisi e
superamento delle condizioni di "schiavismo sociale" provocate dal
disagio, dalla precarietà, dal nullismo e dall'invisibilità sociale con punte
di eccellenza come una nuova concezione dell'intervento pubblico, spesso
caratterizzato dal solo importante ma asfittico assistenzialismo, senza mai
immaginare un progress, ovvero una progettazione che coglie elementi di welfare
to work che sappiano accompagnare l'integrazione socio-lavorativa, tanto da
rispondere a una domanda di disagio con dinamicità guardando ai liberati dal
carcere e indultati, alle ragazze madri, ai percettori del reddito di
cittadinanza, alle vedove proponendo tirocini formativi, sostegno al reddito e
lavoro vero. Ma questo impianto propone anche una riprogettazione delle regole
tra Comune, Terzo Settore, Volontariato, Tribunale dei minori, Provveditorato
agli studi e Famiglie. Una nuova griglia regolativa tra la cosiddetta stazione
appaltante e i soggetti che si candidano allo svolgimento delle prestazioni
sociali. In merito agli operatori socio assistenziali (Osa) che effettuano
l'assistenza e cura ai disabili delle scuole pubbliche napoletane, Giovanni
Laino, che ne scrive il 24 maggio su "Repubblica", non sa che: a) il
28 dicembre del 2004 il Consiglio comunale di Napoli ha votato un atto di
indirizzo che impegnava l'amministrazione comunale a valutare l'opportunità di
un allargamento dell'oggetto societario della Napoli Sociale spa fino a
ricomprendere l'assistenza specialistica agli alunni disabili; b) gli Osa,
personale che opera almeno da dieci anni (tanti da prima del 1995), nel 2004
hanno ottenuto il cosiddetto passaggio di cantiere ex articolo 37 del Ccnl
socio educativo assistenziale e di inserimento lavorativo; c) nel 2005 sono
stati formati dalla Regione Campania con percorso professionale pubblico e gratuito.
Ma la cosa sorprendente è che Laino, pensatore del sociale oltre che operatore
stesso, omette di dire che il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole è
stato svolto dalle stesse centrali cooperative dal
1995 al 2006, sempre le stesse passando tra gare (pochissime) e proroghe
(molte). Quindi non è affatto vero che, come egli sostiene, tale servizio è
appaltato "a diversi soggetti che cambiano negli anni". Sono sempre
gli stessi. Come pure non emerge un altro dato fondamentale: le cooperative talvolta
prefigurano rapporti di lavoro mascherati facendo una voluta confusione tra
soci cooperatori, dipendenti, volontari, contratti a tempo. Ma la verità più
scomoda a riconoscersi è che la decisione del Consiglio comunale della terza
città d'Italia va nell'indirizzo di spezzare l'intermediazione parassitaria
delle imprese sociali attraverso la scelta della internalizzazione del servizio
di assistenza agli alunni disabili tenendo dentro, e non fuori, il nodo della
finanza locale. L'amministrazione comunale paga una assistente sociale 14,24
euro all'ora. Mentre il prezzo che Palazzo San Giacomo riconosce alle imprese
sociali per ogni Osa è di 15,11 euro. Ciò significa che costa meno un
dipendente comunale laureato che un operatore sociale esterno non laureato.
Questo è lo scandalo che viene corretto dopo oltre 13 anni. Si può continuare
dicendo che tale scelta coniuga, oltre al risparmio, la qualità professionale
degli operatori, spezza una condizione di mercato privato monopolistico,
abbassa una conflittualità tra Comune e Terzo Settore in sede di giustizia
amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), smaschera la precarietà di alcune
centinaia di donne e di uomini. Caro Giovanni Laino il Consiglio comunale di
Napoli ha fatto una scelta libera e consapevole, ha preso una decisione che non
"ingrassa" nessuno, anzi che finisce di far ingrassare sempre gli
stessi. Dovremmo tutti riconsiderare un assunto: bisogna che Napoli passi da
una concezione dove i servizi sociali guardano spesso alle professioni e
assoggettare quest'ultime al servizio del sociale. L'autore è capogruppo di
Rifondazione comunista al Consiglio comunale di Napoli.
( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Il vicepresidente
della Camera plaude a D'Alema, ma avverte: "Non userei la parola
potere" Bindi: "Quel pericolo si evita rafforzando i cattolici del Pd" Il suo è un contributo rilevante,
proprio perché arriva da un uomo della sinistra, da un non credente LAVINIA
RIVARA ROMA - Onorevole Bindi, Massimo D'Alema lancia una sorta di avvertimento
alla Chiesa, affinché non ceda alla tentazione di patti di potere con la destra
in cambio di una affermazione legislativa dei suoi principi. Non le sembra un
vero e proprio altolà? "Intanto una premessa. Considero l'incontro
promosso da Italianieuropei e l'intervento di D'Alema un passo avanti, un
contributo rilevante, proprio perché da un uomo della sinistra, che si definisce non credente, da una fondazione laica, giunge un
riconoscimento importante della religione e del ruolo fondamentale dei cattolici per la democrazia nel nostro
Paese. Finora riflessioni come queste sono state promosse solo dai cattolici, come gli incontri che con
altri amici organizziamo a Bose. Detto questo però, non userei la parola
"potere", mi pare un termine improprio. Non credo che la Chiesa sia
alla ricerca del potere se chiede che alcuni principi siano recepiti dalle
leggi. E tuttavia mi vengono in mente le parole di Aldo Moro, che all'indomani
del referendum sul divorzio disse che forse era arrivato il momento di non
affidare solo alle norme l'affermazione dei principi cattolici.
Perché i valori vanno fatti crescere nella società, attraverso un impegno
culturale, un'azione di evangelizzazione. Né si può pensare che in una società
pluralista la legge di uno Stato laico sia perfettamente sovrapponibile ai
valori cattolici". Dunque anche secondo lei
esiste la tentazione di un simile patto? "Il rischio di imprigionare la
forza sconvolgente del Vangelo in una parte politica e sempre stato presente, a destra come a sinistra. Così come oggi c'è
chi tenta di identificare il cristianesimo con la civiltà occidentale, mentre
esso è per definizione universale". Ma oggi, all'indomani della vittoria
di Berlusconi, c'è o no il rischio di un dialogo privilegiato tra le gerarchie
ecclesiastiche e il centrodestra? "Don Milani diceva ai cattolici
di sinistra "non siate timidi nel sostenere le vostre ragioni". E a
D'Alema posso rispondere così: la strada principale per evitare un simile
rischio è dimostrare che noi siamo sensibili a questo dialogo, che non
emarginiamo la cultura dei cattolici nel centrosinistra
e nel Pd, ma anzi lasciamo che abbia piena cittadinanza. E agli avversari del
centrodestra dico: giù le mani da ogni tentativo di strumentalizzare la
Chiesa". Tuttavia il pressing di parte del mondo cattolico sull'attività
del Parlamento sembra rafforzarsi. Pochi giorni fa Famiglia Cristiana invitava
a "scardinare il mito della legge 194"... "Sì, ma tutte le
componenti cattoliche di centrosinistra, e non solo, hanno sostenuto che
toccando le norme sull'aborto si rischia di peggiorare l'equilibrio che è stato raggiunto. Non dimentichiamo che oltre il
diritto-dovere della Chiesa di parlare c'è l'autonomia dei cristiani impegnati
in politica, il loro diritto-dovere alla coerenza con i valori cattolici e al rispetto del valore della laicità e del
pluralismo del Paese". Insomma da una parte c'è un ex uomo del Pci che
sembra voler dare lezioni ai cattolici, dall'altra c'è
Il Regno, rivista dei padri dehoniani, tradizionalmente vicina a Prodi, per la
quale i cattolici democratici sono divenuti una sorta
di "indipendenti di sinistra". è vero che siete ridotti all'afasia?
"Intanto quella di D'Alema è una riflessione con la quale interloquire. E
mi stupisco che Quagliariello parli di ingerenza nell'autonomia della Chiesa
dopo che, con Bondi, ha cercato di strumentalizzare Don Milani e La Pira.
Quanto al Regno io non mi sento afasica. E penso che se la presenza dei cattolici si riducesse ad una annessione al partito storico
della sinistra, beh, allora non ci sarebbe il Pd. La sua esistenza è legata
alla fecondità di tutte le sue culture fondative".
( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
D'Alema, appello
alla Chiesa "No alla tentazione del potere " Per l'ex ministro
sarebbe un rischio il patto con la destra "Un riformismo senza valori è
ingegneria sociale il Pd alimenti le speranze" DAL NOSRO INVIATO Giovanna casadio
MARINA DI CAMEROTA - Un messaggio alla Chiesa: "No alla tentazione del
potere che è demoniaca, origine di quei misfatti di cui Giovanni Paolo II ha
dovuto chiedere perdono". Un'analisi lucida del baratto tra il
cattolicesimo e la destra politica: "C'è da temere che il peso politico
dei cattolici si indirizzi verso una parte per
ottenerne in cambio la tutela giuridica di principi e valori affinché diventino
legge dello Stato imposta a tutti". Massimo D'Alema se ne esce a sorpresa
con un discorso severo sulla Chiesa, il patto di potere con la destra e il
cattolicesimo italiano. è una riflessione generale quella del leader Pd,
inserita com'è nel seminario di filosofia politica su "Religione e
democrazia" della "sua" Fondazione "Italianieuropei",
ma solleva subito un polverone tra i cattolici
democratici, co-azionisti nell'impresa del nuovo partito riformista. è proprio
ai cattolici che rivolge infatti un appello: "I
credenti occupano uno spazio pubblico da sempre nel nostro paese, per
cinquant'anni siamo stati governati dalla Dc, che ha garantito la laicità.
Sarebbe peraltro illusorio confinare la dimensione religiosa nella sfera
privata, né avrebbe senso. Il problema è il rapporto tra l'unità ecclesiale dei
credenti e il pluralismo delle loro scelte sociali e politiche: c'è da temere
un rinnovato patto di potenza, che la Chiesa cioè - ribadisce - ceda alla
tentazione di potere". E che i cattolici facciano lobby pur di imporre
i loro principi etici come norma giuridica. Quanto si vede all'orizzonte, o è
già accaduto con il voto in Italia, onda lunga che investe tutta l'Europa,
"colpisce la laicità dello Stato, preoccupa la visione laica".
Una riscossa laica è indispensabile, così come i credenti devono scrollarsi
ogni fondamentalismo. è un attacco alla Chiesa e a Ratzinger? Sul Papa D'Alema
si limita a ricordare l'importanza del Concilio Vaticano II che "neppure
un Pontefice, abbiamo appreso da monsignor Coda che è intervenuto qui, può
rimuovere". No alle gerarchie "ripiegate in un'alleanza tra Occidente
e mondo giudaico-cristiano". E quindi, l'ex ministro entra nel merito dei
temi che hanno costituito gli ultimi terreni di scontro tra laici e cattolici: l'aborto, la legge sulla fecondazione assistita.
Cosa sarebbe bello? Che i movimenti e le associazioni cattoliche possano essere
"a fianco della sinistra nelle manifestazioni in difesa della pace e
contro la guerra in Iraq, o dissentire sul tema dell'aborto e della
fecondazione e poi di nuovo affianco a noi nella difesa dei migranti". Un
vero pluralismo che aiuti una politica oggi "impotente". Ci sarebbero
nomi e cognomi da fare: del "modesto intellettuale neo-conservatore
Tremonti" aveva già parlato. Il filosofo Tzeven Todorov (che conclude con
Charles Larmore la tre giorni di "Summer School") cita Sarkozy e l'uso
che fa della religione. D'Alema: "Se mi mettessi a fare nomi io, subito si
direbbe D'Alema contro Berlusconi e poi interviene Bonaiuti...". Comunque.
la sinistra democratica ha lasciato alla Chiesa anche ruoli di supplenza nelle
società "smarrite per gli effetti boomerang della globalizzazione".
Poiché la Fondazione non è "un monastero benedettino" (ma neppure,
dice D'Alema, faccio "un dibattito di sezione"), sul Pd afferma:
"Deve avere una visione del futuro e alimentare le passioni e le speranze.
Un riformismo senza valori è ingegneria sociale". Ecco, ciò che la destra
ha visto in anticipo è che c'era bisogno di un "voto politico identitario,
mosso da passioni e da paure". Così, nell'incontaminato scenario del Parco
del Cilento, si parla di sicurezza e di immigrazione: "Io sono sempre stato un uomo d'ordine, sono per la tutela della sicurezza
dei cittadini, ma è ora che gli immigrati abbiano diritti politici. Un 10/15%
della forza lavoro in Italia non ha rappresentanza: la nostra è diventata una
democrazia del censo?".
( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
ROMA
"Un'alleanza tra Chiesa e politica è pericolosa, la Chiesa non ceda alla
tentazione del potere. Sì al dialogo tra laici e cattolici senza fondamentalismi". A
Marina di Camerota Massimo D'Alema (nella foto) ha messo al centro delle
riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a raccolta dalla fondazione
"Italianieuropei", il controverso rapporto tra religione e
democrazia. Tema non avulso, per l'ex ministro degli Esteri, dalla
politica che, già debole, "ha bisogno di arricchire il suo retroterra di
analisi pena un impoverimento drammatico".
( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
ROMA "Confinare
la religione in una sfera solo individuale è sbagliato e illusorio. Quello che
si deve temere è un rinnovato patto di potenza che riguarda le leggi e non
l'agire sociale. Quello da temersi è che la Chiesa cada nella tentazione del
potere, mettendo in dubbio la laicità dello Stato". Da Marina di Camerota,
per tre giorni, Massimo D'Alema non ha fatto il "monaco benedettino",
anche se al centro delle riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a
raccolta da Italianieuropei, è stato il controverso
rapporto tra religione e democrazia. Tema non avulso per l'ex ministro degli
Esteri dalla politica che, già debole, "ha bisogno di arricchire il suo
retroterra di analisi pena un impoverimento drammatico". Tre giorni
serrati di dibattito da addetti ai lavori, al termine dei quali D'Alema ha
rilanciato l'utilità di un dialogo "fecondo" tra laici e cattolici nel rispetto reciproco dei ruoli e nel
"pluralismo delle idee", pur mettendo in guardia dai
"pericoli" di un'alleanza tra Chiesa e potere. "Sappiamo quanti
misfatti sono derivati dalla tentazione di potere della Chiesa, misfatti di cui
Giovanni Paolo II diceva di dover chiedere perdono". In una "società
smarrita", è la tesi dell'ex vice premier, c'è stata una rinascita del
sentimento religioso visto come rifugio dalle paure del dopo 11 settembre. Se
la Chiesa è avvertita come "fattore di protezione", la destra ha
intercettato e interpretato "le paure e le attese" della società. E
qui l'ex ministro degli Esteri ammette che "la sinistra democratica
europea ha visto con molto ritardo la novità di questo scenario" e,
pensando fosse finito il voto ideologico, non ha capito che "tornava
prepotentemente il voto identitario mosso da passioni e paure e non da valutazioni
razionali". "È difficile pensare - sostiene l'ex ministro degli
Esteri - ad un riformismo non mosso da valori, altrimenti sarà ingegneria
sociale che non reggerà la sfida". Certo, ammette D'Alema citando uno
degli ospiti, il filosofo Remo Bodei, "è un programma di lungo
periodo", che deve puntare "a restituire respiro ad una politica in
grado di governare le paure, costruire le condizioni di convivenza e restituire
all'Occidente una visione meno impaurita e fiduciosa". Perchè, ad esempio,
la sicurezza va garantita e D'Alema si definisce "un uomo d'ordine e non
del disordine", ma va coniugata con l'integrazione e "il
riconoscimento dei diritti politici" a quegli immigrati che rappresentano
il 10-15% della forza lavoro, "altrimenti si ha una democrazia
censitaria". Ed in questo contesto il dialogo tra
laici e cattolici è
proficuo e utile "se la religione non prende forme di fondamentalismo che
vuole imporre il suo punto di vista, ledendo la laicità dello Stato". Temi
difficili che l'ex vice premier continuerà ad analizzare: la Fondazione
Italianieuropei non farà nè un "monastero benedettino", nè un
"luogo di dibattito di sezione", ma un'occasione di
riflessione culturale che potrà "essere utile alle sezioni".
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Convegno L'ex ministro al seminario di Italianieuropei: Giovanni
Paolo II chiese perdono "Chiesa, la tentazione del potere è
demoniaca" L'affondo di D'Alema: ha sempre prodotto misfatti. Sbagliato un
patto tra destra e religione Teodem preoccupati. I cattolici
democratici sospettano il tentativo di spostare verso sinistra il baricentro
del partito DAL NOSTRO INVIATO MARINA DI CAMEROTA (Salerno) - Un patto di
potere tra la destra e la religione cattolica, un'alleanza che mette a rischio
i fondamenti dello stato laico e minaccia la Chiesa
stessa. Perché la tentazione del potere è "demoniaca" e sempre, nella
storia, è stata all'origine di "misfatti ". Alla vigilia della
settimana della Conferenza episcopale Massimo D'Alema conclude la summer school
della Fondazione Italianieuropei parlando a braccio di "Religione e
democrazia in Europa e negli Stati Uniti ": un'articolata analisi storica
che parte dalla crisi della globalizzazione e si conclude con severe
considerazioni, quasi una riscossa laica destinata a sollevare un'ondata
polemica, nel rapporto con la maggioranza come dentro il Pd. I Teodem sono
preoccupati e i cattolici democratici sospettano il
tentativo di spostare verso sinistra il baricentro del partito riformista.
D'Alema e la "questione cattolica ", dunque. Dopo aver ascoltato per
tre giorni filosofi come Remo Bodei, Charles Larmore e Tzvetan Todorov, il
presidente di Italianieuropei fa sua l'affermazione di quest'ultimo
"bisogna aver paura di chi ha paura" e la critica al presidente
francese Sarkozy. Il quale, neanche fosse "un cardinale", torna a
fare della religione cattolica "un affare di Stato". D'Alema parte da
qui, identifica nel fallimento delle grandi ideologie del '900 una delle
ragioni del ritrovato peso pubblico della fede nelle società "smarrite,
imbarbarite, disumanizzate " e osserva che la destra politica, negli
ultimi anni, ha preso a prestito la religione come "cemento". Ed è
riuscita a intercettare il "prepotente ritorno di un voto politico identitario,
mosso da paure ma anche da passioni". Non è in discussione l'apporto dei cattolici alla vita pubblica, chiarisce l'ex premier e cita a modello
cinquant'anni di Dc in cui la laicità è stata garantita. Il problema è più
complesso e riguarda il rischio del fondamentalismo e la necessità che i
credenti conservino il pluralismo delle scelte politiche "senza fissarsi
nell'ortodossia e nel compromesso con il potere". "E' da
temersi - avverte D'Alema - che la Chiesa ceda alla tentazione del potere e che
il peso politico dei cattolici si indirizzi da una
parte per ottenere in cambio la tutela giuridica di principi e valori, come
aborto o fecondazione, perché diventino leggi imposte a tutti colpendo la
laicità dello Stato". Analizzando i dati della sconfitta D'Alema si è convinto
che la destra sia stata "migliore interprete di quel che si muoveva nel
fondo della società occidentale" e abbia saputo offrire "una risposta
che si basa sull'alleanza tra potere e religione ". E qui il presidente
vede il rischio che lo Stato entri in collisione con le garanzie di libertà e
pluralismo che sono a fondamento delle democrazie. Poi la frase che molti hanno
letto come un attacco a Ratzinger: "La tentazione del potere è demoniaca e
sempre, nella storia della Chiesa, è stata all'origine di misfatti, di cui
Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono". Chiudendo i lavori il
padrone di casa rivendica le "buone ragioni " dei laici, ammonisce
che "il sogno regressivo di una società monoreligiosa finirebbe per
mettere in discussione la democrazia " ma si stanca di coltivare la
speranza di un "dialogo fecondo" con i cattolici.
Saluti, ringraziamenti a studenti e docenti e una rassicurazione per Veltroni.
La Fondazione "non assumerà una caratterizzazione partitica" e non si
chiuderà in dibattiti "di sezione", ma chi la teme non speri che il
presidente si rassegni a dar vita a un "monastero benedettino"...
M.Gu. Italianieuropei Il presidente della fondazione Massimo D'Alema.
( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Cari intellettuali
di destra e di sinistra, evitate le marachelle Enfant terrible o enfant prodige
della più grande protesta studentesca che la storia italiana ricordi, comunque
lo si voglia definire, Mario Capanna negli anni non ha deposto le armi e ha
continuato la sua battaglia prima in Parlamento, poi finendo a interessarsi di
ambiente, globalizzazione, biotecnologie. Troppo forte la tentazione di
confrontarsi con lui su Sessantotto, specie dopo l'uscita del nuovo libro.
Capanna, Il Sessantotto al futuro guarda anche alle prospettive delle nuove
generazioni. Lei pensa che i giovani di oggi sarebbero in grado di vivere un
periodo così "epico"? "Lo spero. Ho scritto il libro anche con
questa speranza. Chi lo leggerà scoprirà che oggi il 2 per cento della
popolazione mondiale possiede da solo più del 50 per cento della ricchezza del
pianeta. Allora si capiscono la guerra, il terrorismo, la disperazione, le
immigrazioni ormai bibliche, i clandestini. Bisogna assolutamente dare un colpo
di reni, instaurare quindi democrazia, equità, pari opportunità, la pace contro
la guerra. Come vedi sono tutte le grandi idee portanti del Sessantotto".
Marcello Veneziani ha scritto un libro dal titolo Rovesciare il '68 mentre
Angelo Panebianco ha scritto sul Corriere della Sera: "Un serio tentativo
di salvare la scuola significherebbe abolire il '68". Cosa ne pensa?
"Ho già detto direttamente a Veneziani in un dibattito che abbiamo fatto
in una radio nazionale: se tu rovesci il '68 (mi riferisco ai numeri) ti viene
89, cioè la caduta del Muro di Berlino, quindi un altro evento epocale. Cose
del genere sono baggianate assolute. Più in concreto, nel '68 avvenne la
liberalizzazione degli accessi all'università. Da quel momento poterono
accedere agli atenei non solo coloro che avevano fatto il classico e lo
scientifico, ma anche le ragazze che avevano frequentato le magistrali e i
ragazzi che provenivano dal commerciale. Fu una straordinaria vittoria,
intaccata però dai governi democristiani che non ci diedero gli istituti, i
laboratori di ricerca, le biblioteche, i professori preparati. Veneziani,
dunque, imputa al Sessantotto ciò che va imputato al ceto politico dirigente di
quegli anni e di quelli successivi. Si tratta di una marachella che un
intellettuale, sia pur di destra, dovrebbe evitare". Ancor più
sorprendente è il fatto che, di recente, il Sessantotto sia stato
criticato e messo in discussione da buona parte della sinistra e rivalutato
addirittura da Gianfranco Fini. "Non è casuale. Io la chiamo "la
sottile vendetta della storia". Il leader di An si è visto indotto a dire
queste testuali parole: "La destra, nel
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 11 categoria:
ALTRI OGGETTI contrapposizione tra il Pci e i Comitati di Gedda". E
l'affermazione che la tentazione del potere sia stata causa di misfatti?
"Se il potere è fine a se stesso e agli interessi particolari fa male chi
lo interpreta così, se l'esercizio del potere ha invece come finalità la
realizzazione del bene comune è uno strumento indispensabile. Non a caso il
santo padre Benedetto XVI non fa che ricordarci l'importanza dell'educare le
nuove generazioni al rispetto dell'altro. Tutto questo è perfettamente
condivisibile e non ha nulla a che vedere con tentazioni di potere". La questione laici cattolici tornerà ad agitare il Pd? "Su una cosa dobbiamo intenderci,
con D'Alema. La sfida del Pd è una sintesi avanzata tra cattolici e laici, che possa portare a
un sentire comune ed essere rispettosa anche dei valori e principi cristiani.
Tutto serve all'Italia e al Pd meno che una riproposizione di steccati, il che
è l'esatto contrario della nostra scommessa riformatrice. L'unico modo per
intercettare il voto cattolico è evitare di ricreare per l'ennesima volta una
questione cattolica o vaticana ". L'analisi dalemiana del voto, insomma,
non la convince. "I dati dimostrano che l'elettorato cattolico si è
espresso con pluralità di scelte, la percentuale di cattolici
praticanti che ha votato per noi è la stessa delle precedenti consultazioni e
invece si è ridotto il voto al Pd dei cattolici non
praticanti e dei non credenti. Non c'è un voto cattolico organizzato, sarebbe
grave e ridicolo pensare che l'essere portatori di valori e principi in una
democrazia matura sia una limitazione della laicità". Monica Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-26 num: - pag: 27
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano FORMULA DELL'8 PER MILLE LO STATO
PERDE DUE VOLTE A proposito dell'8 per mille, Vorrei dire che non trovo affatto
strano il meccanismo che ne sta alla base. Lo Stato ha concordato di devolvere
l'8 per mille dell'Irpef secondo le indicazioni ricevute dai cittadini. Viene
devoluto l'intero 8 per mille anche se non tutti esprimono una scelta: del
resto anche i seggi dei 950 parlamentari vengono tutti attribuiti anche se non
tutti i cittadini votano! I laici? Ebbene chi vuole che il
contributo dell'8 per mille non vada alla Chiesa Cattolica o alla Valdese o
all'Avventista o agli altri soggetti religiosi aventi titolo, può mettere la
firma sotto la voce Stato e la sua firma varrà, in percentuale, anche per i non
firmatari. Giuseppe Zanotto giuseppe.zanotto@ gmail.com Caro Zanotto, F
orse il miglior modo per rispondere alla sua lettera è quello di ricordare la
genesi dell'8 per 1000. Durante le trattative per il Concordato del 1984, i
negoziatori si resero conto che sarebbe stato
necessario affrontare e risolvere separatamente il problema della congrua che
lo Stato italiano aveva corrisposto ai sacerdoti sulle base degli accordi del
1929. Per evitare la continuazione di una formula che non sarebbe stata
compatibile con lo spirito del nuovo Concordato, qualcuno (probabilmente Giulio
Tremonti, allora consigliere del ministro delle Finanze) propose una sorta di
tassa ecclesiastica da prelevare sul gettito fiscale dei contribuenti italiani.
Sarebbe stato giusto stabilire che il prelievo
avvenisse soltanto sul gettito di coloro disposti a scegliere esplicitamente la
Chiesa. Ma nessuno sapeva quanti sarebbero stati e molti espressero il timore
che la somma raccolta, in questo caso, non sarebbe stata sufficiente a
sostituire la vecchia congrua. Fu questa la ragione per cui venne deciso che la
percentuale delle indicazioni cattoliche sarebbe stata applicata all'intera
somma raccolta su tutti i gettiti fiscali dei contribuenti italiani, compresi
quelli che non avessero fatto alcuna scelta. Le cose andarono diversamente. Ho
sotto gli occhi una tabella su cui è indicato il numero di coloro che hanno
espressamente designato un beneficiario fra il 1990 e il 2005 (ultimo anno per
cui esistono i dati del ministero dell'Economia) e osservo che il loro numero
fu 15.347.436 nel 1990, scese gradualmente a 9.933.630 nel 1998 e risalì prog
ressivamente sino a 16.771.186 nel 2005. Fra questi la percentuale dei cattolici passa dal 76,17% del 1990 all' 89,2% del 2005. Il
dato che maggiormente incide sulla somma attribuita alla Conferenza Episcopale
Italiana, tuttavia, è la percentuale dei contribuenti che hanno designato lo
Stato. Furono il 22,31% nel 1990 e sono progressivamente scesi sino al 7,60%
del 2005. Siamo quindi di fronte a due dati egualmente interessanti:
l'importanza delle scelte destinate alla Chiesa e la diminuzione di quelle
destinate allo Stato. è il declino dello Stato nella considerazione degli
italiani, quindi, il fattore che ha maggiormente contribuito ad aumentare la
percentuale spettante alla Chiesa. Temo che da questo quadro si debba trarre la
conclusione che lo Stato perde due volte. è perdente, in primo luogo, perché
sottrae denaro al proprio gettito fiscale per darlo, in gran parte, alla Chiesa
italiana. Ed è perdente in secondo luogo perché la formula inventata da
Tremonti è diventata un misuratore della sua popo-larità, un indice puntato
contro la sua credibilità. Un'ultima osservazione, caro Zanotto. Credo che il
suo paragone con i seggi parlamentari sia improprio. L'elezione del Parlamento
serve alla formazione di una istituzione necessaria per il buon governo del
Paese. Se gli assenti potessero impedire il completamento dell'operazione, il
loro "non voto" avrebbe un carattere eversivo. L'8 per 1000, invece,
dovrebbe essere un contributo volontario. Un contributo automatico, imposto da
una norma contestabile, non dovrebbe piacere in ultima analisi nemmeno al
destinatario.
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la notizia
dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in
grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata
una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del
cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione
sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà,
dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come
avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che
passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie,
corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08
Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato
richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti
del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha
dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio
consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna
ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le
distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine
di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul
Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del
culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni
problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni
e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel
movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e
Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli
frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono
problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono
vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore
di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è
eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è
inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito
Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti
non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque
rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla
del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che
l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni
sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes,
average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo
vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella
"famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina
episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e
l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in
Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei.
Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche
pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro
epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non
aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente
quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e
ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico
e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane
arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi
scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano
Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio
per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal
vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger
dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è
slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima
dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare
e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le
propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le
spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa
"Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità,
non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di
orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola:
Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice.
Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito.
Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli articoli
più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don
Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a
Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia
finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5
Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu
proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini...
- 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Ultime
news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio colposo"Firenze,
spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio gay: "Vergogna e
disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in rosa resta sempre
ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare presto"Kabul,
Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici Dio: pace o dominio Il
blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello
Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di
Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di
Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul
cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale
sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire
informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di
confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto,
quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche
questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una
volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali
di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che
la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al
movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma
l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità
ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di
eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime
sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono
realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa
e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti
al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede
stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI
(che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente.
Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli
statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque
rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla
del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che
l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni
sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes,
average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo
vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella
"famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina
episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e
l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in
Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei.
Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche
pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro
epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non
aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente
quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e
ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico
e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie".
Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5)
Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di
Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica
sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti
pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e
dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e
contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di
Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra
che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto
di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI
per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una
riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro
che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la
Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo
Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas
est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche
mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se
questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la
globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno
dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di
ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e
l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime
rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento
dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve
le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando
le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa
"Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità,
non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di
orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che
dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio
preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli
articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema
di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails
Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La
battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano
l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails
Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce,
dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale
sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire
informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di
confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto,
quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche
questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di
una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i
neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato
i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger -
aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie
neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte
dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare
accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole
chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre
quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni,
incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri
e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la
dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la
decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi
sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo
il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum
per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A
me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me
risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina
di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) "
(16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May
08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo
nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la
nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e
l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in
Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei.
Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche
pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata
da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver
ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei
roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai
cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e
collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane
arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi
scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico
Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio
consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele
Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato
di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1
maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata
prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione.
Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della
Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede
non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle
virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) "
(14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May
08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico
due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento
per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione
dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge
194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come
taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i
passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo
proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge
abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento
a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti
dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è
stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in
Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il
Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del
Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il
nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte
del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il
colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto
tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al
motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo
qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle
ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle
circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si
tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi
insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si
chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che
dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio
preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli
articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema
di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails
Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La
battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano
l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails
Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce,
dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale
sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire
informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di
confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto,
quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche
questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di
una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i
neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato
i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger -
aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie
neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte
dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare
accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole
chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre
quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni,
incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri
e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la
dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la
decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi
sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo
il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum
per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A
me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me
risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina
di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) "
(16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May
08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo
nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la
nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e
l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in
Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei.
Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche
pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro
epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non
aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente
quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e
ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico
e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce
a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo
brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane
arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi
scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico
Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio
consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele
Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato
di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1
maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata
prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento
dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato,
ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato
dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato
sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa
modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto
di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che
dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio
preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli
articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema
di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails
Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia
finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5
Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu
proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di
Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails
Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale
sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire
informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di
confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto,
quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche
questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di
una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i
neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato
i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger -
aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie
neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte
dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare
accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole
chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre
quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni.
Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori.
Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina
della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di
Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più
che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale
l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per
sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me
non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me
risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina
di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) "
(16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May
08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo
nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la
nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata
ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel
pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi
cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda,
vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv".
Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e
sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle
autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore.
Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice
sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata
appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione
scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di
casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e
dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon
mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si
notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon
"hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la
nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso".
A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei
messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato
inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva
provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si
degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa
Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti
per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da
Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver
ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei
roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai
cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e
collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane
arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi
scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico
Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio
consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele
Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato
di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1
maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata
prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento
dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato,
ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato
dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato
sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa
modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto
di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che
dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio
preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli
articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema
di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails
Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La
battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano
l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails
Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce,
dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la notizia
dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in
grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata
una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del
cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione
sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà,
dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come
avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che
passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie,
corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08
Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato
richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti
del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha
dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio
consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna
ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le
distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine
di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul
Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del
culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni
problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni
e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel
movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e
Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli
frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono
problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono
vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore
di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è
eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è
inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito
Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti
non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque
rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla
del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che
l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni
sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes,
average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo
vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella
"famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina
episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e
l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in
Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei.
Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche
pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro
epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non
aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente
quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e
ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico
e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico
un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane
arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi
scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano
Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio
per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal
vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger
dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è
slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima
dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare
e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le
propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le
spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa
"Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità,
non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di
orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola:
Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice.
Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito.
Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli articoli
più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don
Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a
Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia
finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5
Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu
proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini...
- 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Ultime
news Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel
Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il
blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil
Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani
Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito
web ilGiornale.it May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono
in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May
08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato
richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti
del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha
dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio
consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna
ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le
distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine
di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul
Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del
culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni
problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni
e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel
movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e
Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli
frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono
problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono
vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore
di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è
eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è
inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito
Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti
non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque
rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla
del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che
l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni
sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes,
average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo
vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella
"famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina
episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse
confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due
fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò,
nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini
fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi,
sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun
trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro
incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della
Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata
pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e
rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele
decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città
di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano
"Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato
incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale"
da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti
nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì
scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che
in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari".
Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio
rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati
poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche
pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un
Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi
cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi",
perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei
può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti
da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione
aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci
si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa
Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti
per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da
Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver
ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei
roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai
cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e
collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in
Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua
newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che
condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta
ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce
con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13
votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08
Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un
articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie
Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di
Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da
Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si
riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo
questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani:
"Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col
passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora
non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre
nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso
è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si
bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza
invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in
Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani,
rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza
è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il
sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti:
la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di
speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di
minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono
arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare
tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la
vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al
futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro
senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il
futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio
Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie".
Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5)
Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di
Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica
sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti
pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e
dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e
contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di
Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra
che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è
esperto di dottrina sociale, è stato scelto da
Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è
prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni
è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la
Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo
Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo
Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata
di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate
anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del
documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il
giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo
di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e
l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime
rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione
di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio",
cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di
Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale
autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la
"Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione
delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di
otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa
fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes,
average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa,
la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due
articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per
la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione
dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della
legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato,
come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i
passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo
proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge
abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento
a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti
dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è
stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in
Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il
Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del
Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il
nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte
del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il
colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto
tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al
motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo
qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle
ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle
circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si
tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi
insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si
chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio?
"Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante
comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni
del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è
fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che
la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie
radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche
il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice.
Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito.
Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli articoli
più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don
Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a
Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia
finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5
Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu
proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo
vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di
Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails
Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Nel riconfermare la
notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale
sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe
passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto
e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la
comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si
comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più
seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al
celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è
madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110
) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire
informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di
confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto,
quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche
questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di
una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i
neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato
i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger -
aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie
neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte
dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare
accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole
chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre
quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni,
incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri
e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la
dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la
decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi
sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo
il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum
per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A
me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me
risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina
di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) "
(16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May
08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo
nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la
nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia,
monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata,
si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di
De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio
apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al
luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24
maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del
settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale.
Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta
dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes,
average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli
bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da
alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio
da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono
stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv
e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei
roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al
momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità
politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo
"Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco
di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena
distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive
"Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in
casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati
alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre
tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le
ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno
leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra
ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A
quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei
messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato
inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva
provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si
degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa
Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti
per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da
Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver
ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei
roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai
cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega
Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia:
ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter,
riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo
dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine,
che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle
persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average:
4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli
custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo
dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche
appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e
Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto
XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi
pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la
presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità.
Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda
Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti
( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi
trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio
dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel
discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani
significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni.
Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se
il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia
giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per
questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane.
Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno,
in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà
resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello
essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si
mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato -
visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della
perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù
ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il
futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce,
soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il
tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le
bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita
comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro
anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza
fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E
la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù
Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una
compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte
necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average:
4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con
l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione
dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso
di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi
dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali
chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo
di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla
cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del
"Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato
scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine
settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico
Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio
consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele
Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato
di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1
maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata
prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi
centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva
detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia
sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia
economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie
prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di
costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande,
che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla
miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita
sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle
ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e
sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e
possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12
votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08
Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e
canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della
"Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia
documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come
confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la
beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi
della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi
prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità
delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 )
" (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di
oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa
al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di
legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione
diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio"
allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho
riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel
1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della
promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato
esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti
i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso
delle sue parole è stato interpretato come indebita
ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out
of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte
liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor
Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato
di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare.
Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina.
Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento
dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato,
ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato
dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato
sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa
modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto
di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista
"non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta
all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari
circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e
della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare
all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della
celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San
Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario
scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e
dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una
messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non
lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque
una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del
Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta
di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la
Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici
e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il
recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati
smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel
loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa
direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della
Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) "
(26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne
conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la...
marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere
cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le
omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di...
Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che
dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio
preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli
articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema
di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails
Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La
battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano
l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails
Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce,
dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la
successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci
scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio
colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio
gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in
rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare
presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici
Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di
Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L.
Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di
Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire
Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it
May