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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL  20-26 maggio 2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (43)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Don Vinicio Albanesi: Noi non molleremo mai i poveri Incontro teso tra mondo cattolico dell'assistenza e Alemanno Prima di tutto solidarietà . Il volontariato laico: noi ignorati ( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: associazionismo laico. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal sindaco ma finora nessun contatto - precisa Claudio Graziano dell'Arci - Il volontariato laico, insieme a quello cattolico, ha fatto la solidarietà di questa città". Intanto il mondo cattolico, da sempre impegnato nel sociale, in gran parte guarda Alemanno con sospetto.

Trent'anni della legge 194 quante bugie da "Famiglia cristiana" ( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cosa vuol dire avere uno Stato contro che decide per te. Sono la maggioranza? Sono la minoranza? In uno Stato laico, una domanda così non dovrebbe essere formulata. Perché quando si tratta di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, la legge dovrebbe garantire a tutti e tutte di scegliere ciò che più ritengono giusto e non dire quello che è giusto e quello che è sbagliato.

Foto di ségolène che prega è polemica sulla laicità - giampiero martinotti ( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La laicità significa che non ci dev'essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Secondo la Royal, l'esempio in questo campo è stato dato dal generale de Gaulle, che pure era cattolico: "In pubblico, non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato,

Business con l'anima<Adesso vesto i Cesaroni> ( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Mattia Mor è genovese, vive a Milano e si definisce cattolico, ma all'Auditorium del Carlo Felice parlerà laicamente di imprenditoria e affari. "Non sono un Papa boy e ho accettato l'invito per amicizia con don Nicolò, mio insegnante al D'Oria, e per parlare di una esperienza di lavoro", racconta.

Intellettuali abbonati alle cantonate ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dal 1994 in poi la genialità di Berlusconi è stata quella di dar vita a un partito nel quale sono confluiti laici e cattolici. Invece Veltroni ha definitivamente "spento" e distrutto anche ogni nicchia socialista esistente nel centrosinistra e ha dato un grande spazio a Di Pietro che sta aggregando tutta l'area giustizialista e forcaiola che esiste in Italia.

In francia la scuola degli imam di stato - anais ginori parigi ( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Lezione sulla laicità. "Dovete sapere - dice Leschi - che all'inizio del Novecento, la Francia attraversò una grave crisi con la religione cattolica, simile per certi versi a quella di oggi nei confronti dell'Islam". Fu cancellato il Concordato con il Vaticano e, attraverso la legge del 1905, dichiarata la separazione tra Stato e Chiesa.

Ponticelli dai rom al pogrom - girolamo imbruglia ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: siano stati momenti in cui gli ideali di laicità e libertà sono stati profondamente pensati e condivisi, come nel Cinquecento e nella Repubblica del 1799. Ma la storia sociale della città non ha fatto proprie quelle energie. La Madre Coraggio di Brecht con testardaggine dava voce alla propria umanità, pur tra le tante violenze patite nello spettrale paesaggio della Guerra dei trent'

Arriva il figlio di due mamme - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è ora una legge dello Stato. Non tutti se ne compiacciono, nemmeno in un paese prevalentemente laico come questo, che spesso ha indicato la strada - insieme agli Usa - dell'evoluzione del costume e della morale all'Occidente. Il governo laburista era consapevole di muoversi in un territorio controverso: perciò il primo ministro Gordon Brown (

Quando il papa - giancarlo bosetti ( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: però in seguito le nostre vie nella Chiesa sono state totalmente differenti. Lui ed io rappresentiamo due modi di essere cattolici, una nel senso della curia romana, una nel senso del Concilio Vaticano II. E io non sono solo. Ci sono molti che condividono con me la convinzione che la Chiesa abbia bisogno di riforme.

Vivere, curarsi, morire La lezione degli antichi e i pregiudizi moderni ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici, agnostici e seguaci di altre religioni? Ma veniamo ai greci e ai romani. Il suicidio non era un atto di codardia, ma di coraggio. Per gli stoici, in particolare, era il supremo atto di dignità. Quando la vita è ridotta a sofferenza senza scampo non bisogna "mendicare l'esistenza", diceva Seneca;

Griffe con lo sconto contro l'Aids Il nuovo Sos è il turismo sessuale ( da "Giornale.it, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: opinione pubblica in generale laica e cattolica, le scuole potrebbero essere mezzi d'informazione efficaci se presidi e professori si interessassero al problema. Entrare nei luoghi deputati ai giovani come discoteca, locali, ritrovi è un altro modo d'intervenire senza scartare le fasce delle nuove povertà e dei cittadini che la vita pone ai margini,

Bagnasco: <Città amatada servire. Mai servirsene > ( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Laicamente, il Magistrato è una realtà difficile da interpretare e qualcuno ne diffida: una sorta di "loggia" cattolica? "Niente affatto, nasce per aiutare chi ha bisogno. Per chi è cattolico, dare agli altri in funzione di quello che si possiede è un impegno, non qualcosa da esibire".

Un comico tagliente e poetico ( da "Stampa, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Lì dove oggi è un comico con peso politico, una sorta di Grillo che fa parte della Federazione Internazionale degli Atei: "La risata è il mezzo perfetto per battersi per una società laica, contro il conservatorismo della Chiesa cattolica" dice. Due anni fa sfuggì a un attentato a Madrid, e tutt'oggi è oggetto di minacce.

La democrazia alla prova degli dei ( da "Manifesto, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e non solo di statuto dell'embrione o di questioni "eticamente sensibili". Terreno bruciante anche sotto la seconda sessione, su "Laicità e stato costituzionale". "Nell'Occidente contemporaneo - avverte il programma - attraversato dai problemi inediti delle società multirazziali e da un imprevisto ritorno di un ruolo pubblico delle religioni,

Savona in prima pagina sull'Osservatore Romano ( da "Stampa, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Nella stessa pagina anche il discorso di benvenuto del vescovo Vittorio Lupi e il messaggio del sindaco Federico Berruti, dal titolo significativo: "Saper unire laici e cattolici". A pagina 5 il servizio dell'inviato a Savona Nicola Gori, corredato da una fotografia in cui si vede Benedetto XVI accanto al vicario della curia, mons. Andrea Giusto, nelle stanze di Pio VII.

STILE DI SÉGOLÈNE ROYAL VALE TRENTAMILA EURO ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La laicità significa che non ci deve essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Infine, ha citato ad esempio il generale Charles de Gaulle che, pur essendo cattolico, "in pubblico non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato,

Il nuovo Statuto della Regione: costituzionale ma non democratico ( da "Liberazione" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolica, che segnala un cedimento sul terreno della laicità. Ma mi meraviglierei che qualcuno si meravigliasse viste le posizioni su questi temi del neonato partito democratico. Anche se, per fortuna, la Costituzione - alla faccia delle interessate discussioni intorno alla sua attualità - ha risolto meglio e più autorevolmente molti problemi che riguardano la persona e i suoi rapporti

Il governatore e il clan dei furbetti l'estate che ha infangato palazzo koch - (segue dalla prima pagina) alberto statera ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: fedele partecipante alle messe riparatorie dell'onta laica di Porta Pia e intonante "Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat", non avrà eco esplicita nel dire istituzionale dell'erede laico del banchiere centrale cattolico che doveva traghettare l'Italia di Tangentopoli verso i lidi dell'etica che fu propria di Stringher, Azzolini, Einaudi, Menichella,

Lo spirito laico del religioso Giuntella ( da "Unita, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: gli atei e gli agnostici la separazione tra Stato e Chiese. La laicità è possibile quando ciascuno si volta verso i lati degli altri e capisce che la verità tende ad abbracciarli e a criticarli tutti. Sono contento che mi avesse chiesto della laicità perché commentare altre parti mi sarebbe stato molto difficile.

Lo zero per mille a Curzio Maltese ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: asse portante della cultura italiana sia il dialogo tra laici e cattolici. Qui sta il vero guaio: che c'è chi vuole tener fermo il Paese a questo problema: da Porta Pia alle Guarentigie, dal Non Expedit al Concordato, da Don Camillo a Peppone, per qualcuno l'Italia dovrà restare sempre ferma a questa contrapposizione (detta "dialogo") di blocchi, di identità forti.

Daniele diventa prete, è l'ultimo seminarista minore ( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: per la mentalità laica, accettare che qualcuno decida davvero di diventare prete così piccolo, a undici o dodici anni. Ma don Manis invita a cambiare prospettiva: il seminario dei bambini, dice, non rappresentava una scelta definitiva ma doveva invece servire a scoprire la propria vocazione, guardando in se stessi.

<Fame nel mondo, non restate indifferenti> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Chiesa e della altre aggregazioni laiche cattoliche di ridare contenuto e slancio a tale impegno. Altri punti all'ordine del giorno, lo stato del clero italiano, una riflessione sui vent'anni dell'otto per mille, sull'evangelizzazione dei giovani, sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, sul debito dei paesi poveri e sui matrimoni tra cattolici e battisti.

Non si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico ( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stai consultando l'edizione del "Non si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico".

D'Alema: rischi per la laicità con un patto Chiesa-destra ( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: a guardare "anche a cosa matura e lievita nella base cattolica", nell'associazionismo. D'Alema accoglie questa prospettiva, attento a cosa si muove dentro la Chiesa e invita a più riprese a un "dialogo fecondo" tra laici e cattolici. C'è spazio anche per un supplemento di riflessione sulla sconfitta elettorale.

La Messa è rock, andate in pace ( da "Unita, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i confini tra cattolici e laici. Spariti, letteralmente. E se non ha destato scandalo una versione erotica del "Cantico dei cantici", altrettanto un'attrice ha deciso d'istinto di fare la comunione dopo trent'anni, spiegando "mi sono detta: ma se non faccio la comunione alla messa rock, quando mai la farò?

Il consiglio comunale e gli operatori sociali - raffaele carotenuto ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: risorse informali delle comunità locali di cui Napoli è ricchissima (solidarietà cattolica e laica, rapporti di vicinato, associazionismo diffuso, reti territoriali). Analisi e superamento delle condizioni di "schiavismo sociale" provocate dal disagio, dalla precarietà, dal nullismo e dall'invisibilità sociale con punte di eccellenza come una nuova concezione dell'intervento pubblico,

Bindi: "quel pericolo si evita rafforzando i cattolici del pd" - lavinia rivara ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che si definisce non credente, da una fondazione laica, giunge un riconoscimento importante della religione e del ruolo fondamentale dei cattolici per la democrazia nel nostro Paese. Finora riflessioni come queste sono state promosse solo dai cattolici, come gli incontri che con altri amici organizziamo a Bose.

D'alema, appello alla chiesa "no alla tentazione del potere " - dal nosro inviato ( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E che i cattolici facciano lobby pur di imporre i loro principi etici come norma giuridica. Quanto si vede all'orizzonte, o è già accaduto con il voto in Italia, onda lunga che investe tutta l'Europa, "colpisce la laicità dello Stato, preoccupa la visione laica".

ROMA Un'alleanza tra Chiesa e politica è pericolosa, la Chiesa non ceda alla tentaz ( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sì al dialogo tra laici e cattolici senza fondamentalismi". A Marina di Camerota Massimo D'Alema (nella foto) ha messo al centro delle riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a raccolta dalla fondazione "Italianieuropei", il controverso rapporto tra religione e democrazia.

ROMA Confinare la religione in una sfera solo individuale è sbagliato e illusorio. Quell ( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ed in questo contesto il dialogo tra laici e cattolici è proficuo e utile "se la religione non prende forme di fondamentalismo che vuole imporre il suo punto di vista, ledendo la laicità dello Stato". Temi difficili che l'ex vice premier continuerà ad analizzare: la Fondazione Italianieuropei non farà nè un "monastero benedettino", nè un "luogo di dibattito di sezione"

<Chiesa, la tentazione del potere è demoniaca> ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: apporto dei cattolici alla vita pubblica, chiarisce l'ex premier e cita a modello cinquant'anni di Dc in cui la laicità è stata garantita. Il problema è più complesso e riguarda il rischio del fondamentalismo e la necessità che i credenti conservino il pluralismo delle scelte politiche "senza fissarsi nell'ortodossia e nel compromesso con il potere"

GENERAZIONI A CONFRONTO . PRESA DIRETTA SUL '68 INSIEME A MARIO CAPANNA ( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: probabilmente maggioritaria, che ad esempio è impegnata nel volontariato sia laico sia cattolico. A portare avanti quest'incredibile rete del volontariato sono i giovani di oggi, gente come te, e i giovani di ieri, cioè quelli della mia generazione. Un ottimo innesto che può costituire un elemento di fiducia e di ripresa".

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 11 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La questione laici cattolici tornerà ad agitare il Pd? "Su una cosa dobbiamo intenderci, con D'Alema. La sfida del Pd è una sintesi avanzata tra cattolici e laici, che possa portare a un sentire comune ed essere rispettosa anche dei valori e principi cristiani.

FORMULA DELL'8 PER MILLE LO STATO PERDE DUE VOLTE ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I laici? Ebbene chi vuole che il contributo dell'8 per mille non vada alla Chiesa Cattolica o alla Valdese o all'Avventista o agli altri soggetti religiosi aventi titolo, può mettere la firma sotto la voce Stato e la sua firma varrà, in percentuale, anche per i non firmatari.

Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

"Siate giovani, non alla moda" ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Un'enciclica con l'aiuto di Marx ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.


Articoli

Don Vinicio Albanesi: Noi non molleremo mai i poveri Incontro teso tra mondo cattolico dell'assistenza e Alemanno Prima di tutto solidarietà . Il volontariato laico: noi ignorati (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 20-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Don Vinicio Albanesi: "Noi non molleremo mai i poveri" Incontro teso tra mondo cattolico dell'assistenza e Alemanno "Prima di tutto solidarietà". Il volontariato laico: noi ignorati di Massimiliano Di Dio CAMPIDOGLIO, ieri ore 18.30. Dentro la sala del Carroccio siede il mondo dell'associazionismo cattolico. Dalla Caritas alla Comunità di Sant'Egidio, passando per Azione cattolica, Fondazione Di Liegro, Focolarini e molti altri. Tutti lì riuniti per incontrare il nuovo sindaco Alemanno. Che appena entra, incalza: "Vi abbraccio a tutti". L'applauso però è piuttosto tiepido. Dieci persone al massimo. La sala ne contiene oltre un centinaio. Dalle associazioni cattoliche arriva un messaggio chiaro e forte. Lo sintetizzerà poco dopo don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco. "Noi siamo coloro che lavorano con i poveri e non li molliamo". Poi aggiunge: "Il neosindaco ha dato segnali in controtendenza rispetto al Governo e alla tolleranza zero. Parla di coniugare sicurezza e solidarietà. Finora non ha indicato strategie, bisogna aspettare di vedere cosa farà prima di giudicare". Assente all'incontro invece l'associazionismo laico. "Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal sindaco ma finora nessun contatto - precisa Claudio Graziano dell'Arci - Il volontariato laico, insieme a quello cattolico, ha fatto la solidarietà di questa città". Intanto il mondo cattolico, da sempre impegnato nel sociale, in gran parte guarda Alemanno con sospetto. "Non siate diffidenti" suggerisce il primo cittadino ma nell'aria ci sono troppi timori, dall'eventuale reato di immigrazione clandestina alla tolleranza "controproducente" come l'ha definita il ministro Frattini. E molti interrogativi senza risposta. Come affronterà la nuova Giunta il nodo dei campi nomadi? E ancora l'immigrazione clandestina, la povertà, l'assistenza a disabili e anziani, le donne vittime di tratta e la prostituzione anche minorile? "Se l'approccio è quello emergenziale, i problemi resteranno irrisolti - commenta ancora don Albanesi - La giunta Veltroni ha impostato una politica molto attenta. Forse negli ultimi tempi si è gestito l'esistente mentre la città i problemi li creava continuamente. Ma c'è stato un rilancio del sociale". Quindi aggiunge: "I clandestini vanno tutelati. C'è prima una legge di Dio e poi quella dell'uomo. Non siamo tenuti a chiedere il passaporto a nessuno di quelli che bussa alla nostra porta". "Non dobbiamo dimenticare di essere un popolo di migranti - ricorda Franco Pittau della Caritas - Gente che si muove per trovare una speranza. La storia ci impone di vivere con l'immigrazione. Per questo è necessario iniziare una nuova fase. Non possiamo fare vivere queste persone sotto una cappa di sospetto". Apertura e solidarietà dunque. Senza esonerare chi delinque da responsabilità ma offrendo aiuto a tutti gli altri. Anche ai rom. "Occorre trovare un accordo europeo che indichi come gestire questo popolo - dice il fondatore di Capodarco - Nel campo che gestiamo in via di Salone la scolarizzazione ha raggiunto il 70%. Partire dai bambini significa avere una prospettiva". Ad occuparsi di nomadi sono anche molte associazioni laiche. Tra queste certamente l'Arci. Che dalla voce di Claudio Graziano precisa: "Occorre superare i campi con soluzioni abitative anche complesse. Dall'individuazione di case popolari alla mediazione negli affitti, sino all'autorecupero. La scolarizzazione è un passo che andava e va compiuto. Ma occorre pensare anche al dopo. E per ora il dopo significa non trovare un lavoro e pensare di vivere sempre nei campi". Nell'attesa di essere ricevuti, ecco cosa chiedono al nuovo sindaco: "Maggiore accoglienza, nessuna guerra ai poveri e scommettere sugli immigrati".

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Trent'anni della legge 194 quante bugie da "Famiglia cristiana" (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 20-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Angela Azzaro Le femministe negli anni se ne sono sentite dire di tutti i colori. Non sarà certo Famiglia cristiana a farle entrare in crisi. La protervia del settimanale è però il segnale di qualcosa di molto grosso, che dimostra definitivamente lo scollamento che c'è tra paese, società civile e Parlamento. E' vero, come scrive Famiglia cristiana , che ora come ora Camera e Senato avrebbero tutti i numeri per cambiare la legge. Ma così facendo andrebbero non solo contro frange di femministe fuori dalla storia, ma contro il senso comune di molte donne, anche di destra, che sanno sulla loro pelle che cosa vuol dire avere uno Stato contro che decide per te. Sono la maggioranza? Sono la minoranza? In uno Stato laico, una domanda così non dovrebbe essere formulata. Perché quando si tratta di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, la legge dovrebbe garantire a tutti e tutte di scegliere ciò che più ritengono giusto e non dire quello che è giusto e quello che è sbagliato. La legge 194, ed è questo il suo limite principale, nasce dentro questa cultura giuridica impregnata di ideologia cattolica. In un anniversario così controverso resta da porsi la domanda se il nuovo governo e il nuovo Parlamento, questa volta, andranno fino in fondo nell'affondare la normativa. I segnali, nonostante Francesco Cossiga in un'intervista sul Corsera sostenga il contrario, dicono di sì. La nuova fase politica, avviata dall'abbraccio tra Berlusconi e Veltroni, si farà a colpi di maggioranza su tutte le questioni, a partire da quelle che attengono le libertà delle persone, rispetto a cui la divisione tra destra e Pd è davvero labile. Insieme le due forze parlamentari hanno, da anni, iniziato un'operazione culturale di alto livello per spostare il senso comune e criminalizzare le donne. I balbettii del partito Democratico sono tra i principali responsabili. La legge si cambia, però va difesa. L'aborto è un dramma, però è un diritto. Hanno detto tutto e il contrario di tutto, senza mai prendersi la responsabilità di proporre un pensiero altro da quello della destra. Non lo faranno certo oggi, dopo gli accordi di collaborazione con la maggioranza. Ma supponiamo che abbia ragione Cossiga, che la legge in Parlamento non venga modificata. Anche se fosse così, non c'è lo stesso da stare tranquille. La legge l'hanno svuotata pezzo dopo pezzo: hanno stabilito con la legge 40 che l'embrione è persona, hanno attaccato i consultori, hanno creato un sistema che ha favorito gli obiettori di coscienza. Andranno avanti così in un'operazione di attacco senza sosta. Con qualche tagliando ma soprattutto continuando l'operazione culturale che ha come unico vero contrasto quel drappello di femministe che difendono non la legge, ma la libertà delle donne. 20/05/2008.

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Foto di ségolène che prega è polemica sulla laicità - giampiero martinotti (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Foto di Ségolène che prega è polemica sulla laicità La leader Ps: "Sorpresa in un momento privato" GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente parigi - Ségolène Royal entra nella chiesa di Santo Spirito a Firenze e s'inginocchia davanti a un altare: un'immagine "rubata" all'ex candidata socialista, pubblicata qualche settimana fa dal settimanale Paris Match, è diventata oggetto di un processo e di una ricorrente polemica. "E' una questione privata, penso di avere il diritto di non essere perseguitata", ha detto ieri mattina la Royal in un'intervista radiofonica. Ennesimo dibattito sulla vita privata delle personalità politiche, ma che in Francia, paese che ha eretto la laicità a dogma intoccabile, suscita sempre suscettibilità difficilmente comprensibili altrove. All'origine della polemica le due foto pubblicate dal settimanale. La Royal è stata fotografata mentre era in vacanza a Firenze e in un'immagine è ripresa mentre prega. La leader socialista ha querelato Paris Match e il tribunale si pronuncerà il 29 maggio sulla sua richiesta di 30 mila euro di danni. Il giornalista radiofonico Jean-Michel Aphatie, ieri mattina, dopo averla intervistata sulla sua volontà di conquistare la segreteria del Ps, l'ha provocata, ma la Royal ha rifiutato di rispondere sulle sue opinioni religiose: "La laicità significa che non ci dev'essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Secondo la Royal, l'esempio in questo campo è stato dato dal generale de Gaulle, che pure era cattolico: "In pubblico, non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato, incarnazione di una Repubblica laica, e il suo credo personale". Durante l'udienza svoltasi la settimana scorsa, l'avvocato della Royal ha invocato "il diritto al rispetto dell'intimità della vita privata", mentre il legale del settimanale ha scelto una linea più politica: "Aveva criticato Sarkozy quando aveva difeso il ruolo dei preti nella società, abbiamo avuto voglia di ricordarle che era cattolica". Una polemica impensabile in altri paesi. In fondo, nessuno vieta alla Royal o a chiunque altro di essere cattolica e di aspirare alla guida di un partito laico come quello socialista. Ma Oltralpe non bisogna dirlo, in nome di una laicità interpretata molto rigidamente, e forse i militanti socialisti avrebbero qualche scrupolo ad avere una leader cattolica. Al tempo stesso, tuttavia, la fede più o meno forte di Ségolène Royal è nota a tutti: durante la campagna presidenziale l'aveva manifestata più volte in forme diverse senza per questo scandalizzare nessuno, né tra i sostenitori, né tra gli avversari.

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Business con l'anima<Adesso vesto i Cesaroni> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Business con l'anima"Adesso vesto i Cesaroni" convegno "giovani e lavoro, educare all'imprenditorialità" STORIE di giovani cattolici genovesi e sfide imprenditoriali. Nomi e volti che non appaion mai (eppure si nascondono dietro simboli e marchi che fanno parte del vissuto quotidiano di tutti) e sono uniti da un percorso comune: la partenza dal mondo delle parrocchie e il presente in prima fila nel grande business. Come Mattia Mor, classe 1981, creatore del marchio di abbigliamento Blumor che veste la fiction Mediaset "I Cesaroni" e firma alcuni capi che imperversano tra gli adolescenti di tutt'Italia (dalle t-shirt con logo e ricette dei più celebri cocktail a tanti capi trandy delle boutique). E come Gabriele Borga, classe 1989, il giovane "maghetto" dell'informatica che può raccontare di aver stretto la mano a Bill Gates e , da due ann, è direttore generale di Aginfo (Associazione giovani inforrmatici), da un anno è presidente di Innit-Innovazione italiana srl, da lui stesso fondata. Presenteranno la loro esperienza, insieme ad altri, al convegno "Giovani e lavoro, educare all'imprenditorialità", promosso dal servizio di pastorale giovanile della Curia domani, all'auditorium "Eugenio Montale" del Carlo Felice. Ovvero, come inventare un'attività di successo, senza dimenticare i valori dell'etica. A promuovere l'incontro sono gli ex-ragazzi di don Nicolò Anselmi, che per tanto tempo è stato l'animatore del centro San Matteo della Curia e adesso è in Vaticano, chiamato da Papa Ratzinger a organizzare la Gmg di Sidney. Al suo posto, a Genova, c'è don Guido Gallese, che decise di entrare in seminario quando Giovanni Paolo venne in città e il suo sguardo si incontrò, tra la folla, con gli occhi del Papa. I giovanissimi di ieri sono cresciuti e, accanto alla chiesa di San Matteo, adesso si riunisce anche un gruppo di giovani adulti, tra i venticinque e i trentacinque anni, che hanno lasciato alle spalle le inquietudini dell'adolescenza e vivono le sfide del mercato del lavoro e della famiglia. I frutti del lavoro pastorale di don Nicolò, con loro, continuano a maturare. E non sempre restano in parrocchia. Mattia Mor è genovese, vive a Milano e si definisce cattolico, ma all'Auditorium del Carlo Felice parlerà laicamente di imprenditoria e affari. "Non sono un Papa boy e ho accettato l'invito per amicizia con don Nicolò, mio insegnante al D'Oria, e per parlare di una esperienza di lavoro", racconta. Mor, dopo la laurea (con lode) alla Bocconi, ha trovato uno spazio che è cresciuto sempre più nel mondo del business e della moda. "Nel 2004 ho creato un marchio di abbigliamento, Blomor - riprende - oggi è una azienda srl che, producendo collezioni di moda giovane da strada, distribuisce 250 mila capi a stagione, con punti vendita a New York, Tokyo, in Kuwait, Belgio e Spagna". Però in Italia il marchio si è fatto conoscere con una serie tivù: "Sì, vesto Matteo Branciamore per la serie dei Cesaroni, ma anche i vj di All Music". Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 21/05/2008.

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Intellettuali abbonati alle cantonate (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 120 del 2008-05-21 pagina 20 Intellettuali abbonati alle cantonate di Redazione È un caso più unico che raro in Europa che un leader politico vinca le elezioni per tre volte, e non di seguito: Berlusconi ha vinto nel 1994, nel 2001, nel 2008. Ciò dimostra che Berlusconi e Forza Italia sono in modo organico e profondo un pezzo cospicuo del sistema politico italiano. Qualora Veltroni e il gruppo dirigente del Pd, oltre ad alcuni quotidiani del tutto allineati, avessero letto alcuni libri di autori di sinistra, fortemente critici sull'esperienza del Partito democratico e in alcuni casi anche assai equilibrati nel giudizio su Berlusconi (ad esempio Luca Ricolfi: "Perché siamo antipatici?", Riccardo Illy: "Così perdiamo il Nord", Marco Alfieri: "Nord terra ostile", Raffaele Simone: "Il mostro mite", Aldo Bonomi: "Il rancore", Ferruccio Capelli: "Sinistra light" e, su Roma, Benedetto Marcucci: "Il grande bluff"), forse avrebbe commesso meno errori. Invece i leader del Partito democratico hanno dato ancora una volta retta a Eugenio Scalfari che, alla vigilia delle elezioni del 13-14 aprile, così scriveva: "Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommettere". Dopo le elezioni, almeno alle prime battute, da parte del Pd c'è stata una svolta: fine della demonizzazione e dell'antiberlusconismo, disponibilità ad arrivare a una dialettica normale fra maggioranza ed opposizione. Meglio tardi che mai. In ogni caso Veltroni, per un verso ha subito una fondamentale sconfitta a Roma e per altro verso è andato incontro a un paradossale esito delle elezioni nazionali. Il Pd era stato pensato per aumentare la concorrenzialità nei confronti di Forza Italia sia al centro del sistema politico, sia al Nord. Ora il Pd è stato sconfitto al Nord e non ha sfondato al centro. Al contrario ha contributo a distruggere la Sinistra Arcobaleno, recuperando a sinistra parte dei voti persi al centro a favore dell'Udc. Per parte sua Casini ha commesso un errore di fondo a partire dall'analisi. Infatti la sua analisi era basata sulla convinzione che era finita la "forza propulsiva" di Berlusconi. È successo esattamente il contrario: Berlusconi ha trainato tutto il centrodestra verso la vittoria. A essa ogni partito ha dato il suo contributo. Forza Italia, sotto la guida di Bondi, si è aggregata e radicata sul territorio, un partito interclassista e pluriculturale che al Nord, insieme alla Lega, ha ottenuto anche la maggioranza del voto operaio e che ha "sfondato" nel centro-sud, insieme ad An. A sua volta An è riuscita a portare a compimento il capolavoro politico di Gianfranco Fini che è stato quello, da Fiuggi ad oggi, di trasformare un "partito della nostalgia" in un partito della destra democratica, disponibile a fondersi con Forza Italia nel Partito del Popolo della libertà che aderisce al Partito popolare europeo. A sua volta la Lega, al Nord, partendo dalla leadership carismatica di Bossi, è riuscita a inserirsi nel nuovo capitalismo molecolare. Oggi al Nord ci sono un localismo difensivo (rispetto alla globalizzazione e all'immigrazione clandestina) e un localismo dinamico che vede i sindaci leghisti nel cuore di un microcapitalismo organizzato a rete, per cui c'è un localismo dinamico che si sta inserendo nella globalizzazione. In ogni caso oggi governo, maggioranza e opposizione, devono misurarsi con alcune questioni di fondo. In primo luogo c'è il problema dei rifiuti in Campania. In secondo luogo il nodo dell'Alitalia. Ma poi, passando dal particolare al generale, ci stanno i temi su cui il centrodestra ha vinto le elezioni: la sicurezza e la esigenza insopprimibile di una ripresa della crescita. Il nodo sicurezza è drammatico perché finora l'Italia è stata considerata il "ventre molle dell'Europa". Orbene su questo terreno, nel rispetto delle garanzie fondamentali, lo Stato deve essere molto duro. Sul piano economico-sociale noi non abbiamo solo il problema geopolitico e geoeconomico dei rapporti con la Cina sottolineato in parte da Giulio Tremonti. Oggi noi abbiamo dei seri problemi aperti anche in Europa. La prima questione, un'autentica palla al piede, è costituita dal nostro enorme deficit-pubblico. La seconda è costituita dal fatto che in Europa, anche ai nostri confini alcuni paesi (Spagna, Slovenia, ma anche Irlanda, Estonia, ecc.) hanno realizzato la "rivoluzione economica" che noi ancora non abbiamo fatto: riduzione della pressione fiscale per chi va a investire dall'estero, sicurezza, buone infrastrutture, uno Stato efficiente. Ora questa è l'operazione modernizzatrice e liberatrice che deve realizzare in Italia il governo Berlusconi. Per essa gli elettori ci hanno votato. È meglio se essa si realizza nel contesto di un rapporto "normale", fra maggioranza e opposizione. Né demonizzazione, né consociativismo ma rapporti trasparenti di consenso e di dissenso sul merito delle questioni. Un'ultima considerazione riguarda la paradossale polemica avanzata da alcuni giornali cattolici secondo i quali questo governo sarebbe del tutto laico e senza una consistente presenza di politici cattolici. Questo è un governo che, specie dal lato Forza Italia, ha fatto un'opera di grande ringiovanimento. Larga parte di questi giovani ministri, forse meno conosciuti dalle gerarchie, sono da sempre cattolici praticanti. In più, su una serie di questioni programmatiche, a partire dalla famiglia, è evidente l'"ascolto favorevole" che questo governo ha nei confronti del mondo cattolico, ferma la libertà di coscienza sulle questioni della bioetica. Non c'è dubbio che nel governo sono anche presenti ministri di origine e cultura socialista (lo stesso Tremonti, che ha una sua caratterizzazione originale, Frattini, Brunetta, Sacconi, Stefania Craxi). A parte il fatto che ognuno di essi è stato scelto da Berlusconi per le sue indubbie competenze tecnico-politiche, vanno anche dette due cose decisive: non esiste, per scelta consapevole, in Forza Italia una corrente socialista organizzata; è anche indubbio però, che, dopo il '92-94 una larga parte dell'area cattolica e democristiana e il grosso dell'area socialista legata a Craxi si sono collocati in Forza Italia. A suo tempo il Psi oscillava fra il 12-15 per cento dei consensi. Se da un lato Boselli, dall'altro Spini-Ruffolo ne hanno spostato il 2 per cento verso lo Sdi o verso il Pds-Ds è grasso che cola. Invece circa il 10 per cento di elettorato socialista che è mancato in tutti questi anni all'area di centrosinistra si è collocato in Forza Italia. Dal 1994 in poi la genialità di Berlusconi è stata quella di dar vita a un partito nel quale sono confluiti laici e cattolici. Invece Veltroni ha definitivamente "spento" e distrutto anche ogni nicchia socialista esistente nel centrosinistra e ha dato un grande spazio a Di Pietro che sta aggregando tutta l'area giustizialista e forcaiola che esiste in Italia. Per altro verso, è finita da anni l'era del partito unico dei cattolici. L'Udc è un partito di nicchia: ci auguriamo che le gerarchie ecclesiastiche facciano i conti con le nuove collocazioni nelle quali si è ormai dislocato il grosso elettorato cattolico, che comunque è ormai profondamente diviso sul piano politico e nel voto. Del resto, sul piano storico, sono stati sempre i cattolici liberali e i liberalsocialisti che si sono battuti dagli anni Trenta agli anni Quaranta contro i due totalitarismi dominanti, quello nazista e quello comunista, dagli anni quaranta agli anni Ottanta contro l'imperialismo sovietico e adesso contro il fondamentalismo islamico. Né cattolici integralisti, né laici anticlericali: questo è, a nostro avviso, l'approccio moderno ad alcune delle questioni che stanno sul tappeto. *Presidente gruppo Pdl Camera © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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In francia la scuola degli imam di stato - anais ginori parigi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Dopo rinvii e polemiche, è partito il progetto di formazione civica e storica per i sacerdoti musulmani Fortemente voluto da Sarkozy, il nuovo diploma ha però suscitato critiche. A partire dalla Sorbona In Francia la scuola degli imam di Stato Due milioni di fedeli, 400mila praticanti: sembra quasi una sfida necessaria è uno strano crogiolo di simboli che s'incontra in rue d'Assas, nel VI arrondissement ANAIS GINORI PARIGI dal nostro inviato Al secondo piano dell'università cattolica c'è un gruppo di uomini inginocchiati che sta recitando la 'isha. Terminata la preghiera musulmana della sera, si siedono sui banchi. In cattedra comincia a parlare il professore, è un dirigente del ministero dell'Interno, Didier Leschi. Lezione sulla laicità. "Dovete sapere - dice Leschi - che all'inizio del Novecento, la Francia attraversò una grave crisi con la religione cattolica, simile per certi versi a quella di oggi nei confronti dell'Islam". Fu cancellato il Concordato con il Vaticano e, attraverso la legge del 1905, dichiarata la separazione tra Stato e Chiesa. Il professore ricorda l'anatema di Pio X e le rivolte in strada dei cattolici, scandalizzati dai gendarmi repubblicani che ispezionavano i tabernacoli. "Come se un poliziotto entrasse nella moschea con gli scarponi" commenta l'iracheno Karmil. Risate in aula. "Lo stato francese - prosegue Leschi - non riconosce una religione, ma non ne disconosce alcuna. E' un principio di rispetto e tolleranza che vale per tutti. E' un principio che ha sempre garantito la pace civile". L'Islam, il Vaticano, la République. E' uno strano crogiolo di simboli che s'incontra in rue d'Assas, nel sesto arrondissement. Dopo rinvii e polemiche, è partito il progetto di formazione civica e storica per i sacerdoti musulmani. Nessun ateneo di Parigi, neanche la Sorbona, ha accettato di ospitare il cosiddetto diploma "religione, laicità, interculturalità", fortemente voluto dal governo e da Nicolas Sarkozy. "Una minaccia per la laicità nell'insegnamento" ha risposto il rettore della Sorbona, Jean-Robert Pitte. Ecco perché, alla fine, soltanto un istituto privato e cattolico ha voluto ospitare il progetto, con la benedizione del cardinale di Parigi André Vingt-Trois. E dal grande portone dell'università, fondata nel 1901 come fortezza contro l'anticlericalismo dilagante, usciranno tra poche settimane i primi "imam repubblicani" di Francia. Trenta studenti, alcuni già portano il copricapo bianco e rosso, paramento degli imam. Ci sono anche quattro donne, tutte velate. Studiano per diventare cappellane negli ospedali, nell'esercito, nelle carceri. "Amo la Francia, sono contenta di conoscere meglio questo paese" dice Sahila, cinquant'anni, algerina, che già lavora nella prigione di Fresne. "La scuola francese dovrebbe riprendere l'insegnamento delle religioni - aggiunge - . Soltanto attraverso la comprensione si può esercitare la critica". Georges, un ragazzo marocchino con giubbotto di pelle nera: "Certo che farò del mio meglio per combattere l'integralismo" dice. "Anche tra i laici c'è fondamentalismo. Oggi è diventato impossibile parlare di religione senza farsi insultare". In questa sala, il discorso sulla riscoperta della spiritualità fatto a Roma qualche mese fa da Sarkozy, è come un balsamo per il cuore. "Il presidente ha ragione - continua un'altra donna, Ouahiba - i regimi senza Dio hanno fatto più vittime di quelli con riferimento a Dio". Fino a giugno, si studieranno nozioni di economia, storia, diritti dell'uomo. S'imparerà anche a conciliare la macelleria rituale con le regole igieniche europee, le festività musulmane con quelle del sistema francese, a capire le leggi sui finanziamenti alle moschee, sulla possibilità di avere menù senza maiale nelle mense oppure ottenere il permesso per pregare in ufficio. La posta in gioco va al di là di questa prima classe, che terminerà a giugno dopo 400 ore di lezioni. L'idea è creare una filiera universitaria statale con cui selezionare le guide spirituali musulmane che, attraverso le moschee, promuoveranno l'integrazione e il rispetto delle regole democratiche. Leschi, a capo della sezione Culti del ministero, la spiega con parole semplici. "L'Islam deve uscire dall'epoca delle caverne". Due milioni di musulmani, quattrocentomila praticanti: per la Francia è una sfida necessaria. I centri di culto crescono di anno in anno, sono già 2.200, così come gli imam, oltre 1.500, provenienti all'80% da paesi stranieri (soprattutto Maghreb e Medio Oriente). Un imam su dieci è finanziato dai paesi d'origine e uno su tre non parla francese né conosce la Costituzione. Il rapporto con l'Islam, una religione che non ha Chiesa né clero strutturato e si esprime attraverso diverse confessioni, è un rompicapo per gran parte delle democrazie occidentali. L'ambasciata americana ha segnalato a Washington il corso francese. Svezia e Polonia hanno chiesto informazioni. "Era importante dare un segnale di cambiamento" racconta il rettore della Gran Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, tra i più grandi sostenitori dell'iniziativa. Quasi tutti gli studenti sono ex alunni del "suo" istituto teologico. La concessione del permesso di soggiorno a tutti i partecipanti è un incentivo, così come uno stipendio pubblico come cappellani nell'esercito, nelle carceri. La comunità musulmana francese si è divisa. L'Unione delle organizzazioni islamiche, che ha già due proprie scuole di formazione teologica per imam, ha chiesto una sede più "neutra" dell'ateneo cattolico mentre il Collettivo dei musulmani ha definito il corso una "provocazione". Ci sono state proteste anche da parte di cattolici. Per alcuni, il progetto apre la strada a una "islamizzazione della società francese". "Nel diploma non c'è nessuna materia attinente alla teologia" precisa il rettore dell'università, Pierre Cahné. Sorride, quando si parla di questa bizzarra convivenza tra due fedi che nei secoli si sono combattute. Non è la prima volta che accade. Quando il governo francese approvò il divieto del chador nelle scuole, molte bambine musulmane trovarono rifugio nelle scuole della Chiesa. E oggi musulmani e cattolici sono alleati per una revisione della legge del 1905, quella sulla laicità.

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Ponticelli dai rom al pogrom - girolamo imbruglia (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIII - Napoli PONTICELLI DAI ROM AL POGROM GIROLAMO IMBRUGLIA a spaventosa aggressione ai campi nomadi di Ponticelli mostra compiutamente un nuovo volto dell'Italia e di Napoli: una democrazia razzista. Come è possibile questo incrocio malsano, di cui uno storico però non si meraviglia? Razzismo non è più la teoria genetica pseudoscientifica, la quale affermava la superiorità o inferiorità di individui per la loro appartenenza a una razza. Razzismo è esigere che individui provenienti da società diverse non entrino a far parte della propria comunità. Una delle sue condizioni è la povertà, che suscita avversione verso chi pare minacciare la vita degli "indigeni": anche se loro lavoro e interessi sono quelli del malaffare criminale. Quel principio è affermato in nome della sicurezza: di fronte all'incapacità dello Stato di garantire sicurezza, dignità e legalità in modo coerente alle condizioni sociali, si crea un pericolo immaginario rappresentato dal "diverso" e, invece di affrontare i nodi sociali e politici, si ricorre al carcere. Talora si riconosce una deroga: lo straniero è accolto se utile. Come vuol fare Maroni per le/i badanti. Così si chiarisce quale sia la società che il razzismo difende e impone: una società come totalità, in cui l'individuo trovi la sola propria ragion d'essere. Società, dunque, totalitaria, che impone un senso di appartenenza non mediato dai valori individuali, ma dalla soggezione alla comunità; dove la misura della cittadinanza è data dall'utilità dell'individuo al gruppo, e dal grado della sua integrazione e omogeneità. Come si vede, una società primitiva, dominata da pulsioni irrazionali, alla ricerca di autorità e fede, priva di filtri razionali individuali e autonomi. Chiedere appoggio alla Chiesa cattolica per risolvere il problema è perciò un controsenso: la Chiesa ha da sempre costruito ghetti e intolleranza. La strada è diversa. Perché il razzismo è incompatibile con una democrazia e perché la tolleranza le è indispensabile? La società liberale e democratica, diversamente da quelle teocratiche, si basa sul conflitto e, appunto, sa gestirlo. Tolleranza non è infatti annullamento di conflitto: è la sua regolamentazione. Queste regole non possono che essere quelle della cultura laica, che produce valori generali e, pure, strumenti razionali per controllarli e verificarli. Immaginare una simile società con poca o nulla tolleranza è pensare e volere il suo impoverimento. J. Dunn ha mostrato (Il mito degli eguali, Bocconi 2006) che la democrazia è fatta da due dinamiche. Da un lato garantisce la partecipazione al governo e le sue forme liberali; d'altro lato, assicura l'allargamento dei diritti individuali e il miglioramento delle relazioni tra individui, illuministicamente abbattendo tradizioni superate e inaccettabili. In questo senso, una società liberale e democratica deve allargare la propria area di tolleranza, non restringerla. Garantire la partecipazione alla vita pubblica anche ai tanti immigrati è un progetto democratico, capace di tradurre in realtà l'affermazione costituzionale del dovere dello Stato di riconoscere i diritti delle persone che vi abitano e vi lavorano. Questi ideali di democrazia sono irrinunciabili, come il bisogno di sicurezza: che va raggiunto entro una società non rozza e primitiva, ma democratica, la quale comporta rischi e la congiunta capacità di affrontarli, nella teoria e nella pratica. Napoli è una città razzista, simbolo di questa nuova realtà italiana? Sì. A conferma di questa analisi, tralasciando i commenti del cardinale e del sindaco, stanno i commenti dell'avvocato Chiosi (An), che dolendosi dei modi ha apprezzato lo slancio, le motivazioni e i risultati dell'assalto; e del rappresentante della comunità israelita, Gallicchi, che ne ha invece giustamente sottolineato il tragico carattere di pogrom. è fuor di dubbio che nella storia culturale della città vi siano stati momenti in cui gli ideali di laicità e libertà sono stati profondamente pensati e condivisi, come nel Cinquecento e nella Repubblica del 1799. Ma la storia sociale della città non ha fatto proprie quelle energie. La Madre Coraggio di Brecht con testardaggine dava voce alla propria umanità, pur tra le tante violenze patite nello spettrale paesaggio della Guerra dei trent'anni; le madri napoletane si ergono a simbolo della violenza crudele della nuova società italiana e di questa vergogna. Più che una scena da antico regime, allorché lo Stato affermava nuove regole di convivenza, a Ponticelli si è vista la modernità italiana, tanto lontana dall'Europa, quanto vicina all'autoritarismo e all'intolleranza. E questo episodio mette in luce anche le dinamiche politiche cittadine. Si può e si deve criticare chi non garantisce il buon governo; ma questo non dovrebbe tradursi nel desiderio di avanzi di autoritarismo, nell'adesione a una democrazia falsificata, nel ripudio di valori civili di libertà.

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Arriva il figlio di due mamme - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Arriva il figlio di due mamme Inghilterra, la nuova legge sulla fecondazione non richiede il papà è stata approvata anche la norma per mantenere a 24 settimane il limite per l'aborto (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE enrico franceschini La nuova legislazione afferma "il bisogno del sostegno dei genitori", senza specificare se questi debbano essere di sesso differente. Le coppie di lesbiche, che nel Regno Unito avevano già il diritto di adottare bambini e che potevano sperare, ma senza averne la certezza, di convincere una clinica della fertilità a impiantare in una di loro un ovulo fecondato dallo sperma di un donatore, ricevono così un riconoscimento ufficiale: la famiglia con due mamme, e senza papà, è ora una legge dello Stato. Non tutti se ne compiacciono, nemmeno in un paese prevalentemente laico come questo, che spesso ha indicato la strada - insieme agli Usa - dell'evoluzione del costume e della morale all'Occidente. Il governo laburista era consapevole di muoversi in un territorio controverso: perciò il primo ministro Gordon Brown (che ha poi votato a favore del provvedimento) aveva dato "libertà di voto" ai deputati del suo partito. Alcuni dei quali hanno votato contro sia sul diritto di concepire una famiglia senza il padre, sia sulla risoluzione per mantenere a 24 settimane il limite entro cui avere un aborto, sia sull'autorizzazione a creare embrioni "ibridi", umani-animali, per lo sviluppo di cellule staminali a scopo di ricerca. Anche tre ministri cattolici, Browne, Kelly e Murphy, hanno votato contro, e il cardinale O'Connor, capo della diocesi cattolica inglese, ha protestato contro la nuova legge. Ma i vari articoli, su diritti delle coppie lesbiche, aborto ed embrioni ibridi, sono passati lo stesso a grande maggioranza, ricevendo il sostegno di ampi settori dell'opposizione conservatrice e liberal-democratica. Il dibattito che ha accompagnato il voto, nell'aula della camera dei Comuni, è stato inconsueto per il genere degli argomenti e per il candore con cui sono stati affrontati. "è forse normale un mondo in cui un bambino può avere due madri?" si è indignato il conservatore Patrick Cormack. Ma un altro conservatore, John Bercow, gli ha risposto che finora le lesbiche che volevano un figlio si sentivano rispondere dalle cliniche della fertilità di "andare a cercare un uomo al pub più vicino". La laburista Jacqui Smith, ministro dell'Interno, era contraria: "Ci meravigliamo che il nostro partito ha perso contatti con la gente comune, e poi proponiamo leggi contro il comune buon senso?". Ma un'altra deputata laburista, Emily Thornberry, ha replicato: "Il comune buon senso è spesso una scusa per discriminazioni, chiusura mentale e rifiuto di fare i conti con il ventunesimo secolo". Secondo un sondaggio del Times, il 40% della popolazione è contrario alla "famiglia con due mamme" e il 32 favorevole, con nette differenze generazionali: i cittadini al di sopra dei 55 anni sono contrari, quelli dai 18 ai 34 favorevoli.

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Quando il papa - giancarlo bosetti (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura Quando Il papa Intervista / Esce l'autobiografia del teologo hans KÜng "Alla chiesa servono riforme" mi delude "Sono stato io a mettere Ratzinger su una cattedra importante per la sua carriera come quella di teologia dogmatica di Tubinga e per tre anni abbiamo collaborato" "Era necessario che io facessi la mia battaglia: avevo un forte senso della libertà" "Non sono un lupo solitario né un ribelle, sono radicato nella comunità cattolica" GIANCARLO BOSETTI Fu Hans KÜng, il teologo svizzero, lui, il grande critico della visione curiale-romana della Chiesa a mettere Joseph Ratzinger su una cattedra-chiave per la sua carriera, quella di teologia dogmatica di Tubinga. "Si sono stato io a proporlo unico loco (candidatura secca, senza le "terne" consuete dei concorsi accademici) per la cattedra parallela alla mia, perché era il più qualificato in Germania - spiega - e volevo uno forte che potesse collaborare con me. E infatti abbiamo collaborato. Per tre anni". L'intellettuale e religioso, ottantenne, conosciuto in tutto il mondo per la sua ispirazione conciliare, ecumenica, aperta al dialogo con le altre religioni, favorevole a una procreazione responsabile, avverso al dogma dell'infallibilità, autore di una importante trilogia su Ebraismo, Cristianesimo e Islam, è in Italia per presentare il primo volume della sua autobiografia La mia battaglia per la libertà. Memorie. Indubbiamente lei fece fare al futuro Benedetto XVI un balzo decisivo nella ascesa gerarchica perché Tubinga era una posizione di enorme prestigio accademico. Qualcuno ironizzò subito: a chiamare professori forti "si rischia". "Ho chiamato il collega più forte, non il mediocre; professori mediocri chiamano mediocri, professori forti chiamano colleghi forti. Ratzinger aveva solo 37 anni nel 1965, ma che fosse forte è confermato dalla carriera che poi ha fatto. Negli anni del concilio l'ho conosciuto come una persona simpatica. Per tre anni ha funzionato, abbiamo impostato insieme una collana editoriale, "Ricerche ecumeniche", poi è andato a Regensburg ed è diventato sempre più conservatore. E poi prefetto della Congregazione della dottrina fede". E dunque non è pentito di quella chiamata unico loco? "No, però in seguito le nostre vie nella Chiesa sono state totalmente differenti. Lui ed io rappresentiamo due modi di essere cattolici, una nel senso della curia romana, una nel senso del Concilio Vaticano II. E io non sono solo. Ci sono molti che condividono con me la convinzione che la Chiesa abbia bisogno di riforme. Solo una minoranza esigua, per esempio, condivide la dottrina ufficiale della Humanae Vitae sulla preclusione a una regolazione responsabile delle nascite". Il suo era un carattere destinato al ruolo di ribelle, come capita a tanti? "No, non era il mio destino. Era semplicemente necessario che io facessi la mia battaglia. Certo avevo un forte senso della libertà, che viene dalla mia gioventù in Svizzera, negli anni segnati, oltre i confini, dal nazismo e dal fascismo, e che viene dalla cultura della mia famiglia. Poi anche i sette anni a Roma, al Collegio Germanico e Ungarico e alla Gregoriana, e poi il Concilio mi hanno molto arricchito, anche se portando dei conflitti. Ho vissuto un tempo molto interessante. Ma non ero un ribelle, sapevo essere ubbidiente e collaborare con altri; ho sempre avuto amici, sono radicato nella comunità cristiana cattolica. Non sono un lupo solitario". Il conflitto con il "partito romano" della Chiesa attraversa la sua vita. Lei descrive i metodi di controllo in modo molto crudo: l'inquisizione e gli inquisitori, terrorismo spirituale, mobbing, dossier sui dissidenti, compreso quello su di lei. Per la cronaca (e gli archivisti) c'è anche il numero di codice: "399/57i". "Vero, ma a Roma ho anche avuto molti amici e a Roma ho potuto vivere da vicino esperienze straordinarie, seguire il pontificato di Pio XII, assistere e celebrare riti nella basilica di San Pietro. Sono un insider della vicenda della Chiesa e non ho nessun risentimento antiromano. Vero anche che le esperienze romane mi hanno reso critico verso una concezione del Papato che è un prodotto dell'XI secolo. Sono stato un membro leale della Chiesa, leale ma critico". Le sue memorie raccontano delle delusioni, anche a proposito del "Papa dei tedeschi", Pio XII. "Certo all'inizio ci aveva entusiasmati, a noi del Collegio Germanico. Era come uno di noi, per la sua cultura, per la sua attenzione alla cultura tedesca, sembrava essere aperto, poi è diventato sempre più rigido e sono arrivate le condanne, con la Humani Generis di teologi come Teilhard de Chardin, di Yves Congar, moniti, epurazioni nei confronti dei preti operai, scelte che mi lasciarono seri dubbi che potessero corrispondere a uno spirito cristiano". E delusione anche nel caso di Ratzinger. Ci furono momenti in cui lei pensava con lui e con Karl Rahner di formare un "club di avanguardia" nella riforma teologica in senso ecumenico e aperto all'idea della salvezza anche nelle altre fedi. Ratzinger invece è l'autore della Dominus Iesus, l'epistola del 2000, che chiude ogni varco: nulla salus extra ecclesiam. "La mia visione è stata ecumenica fin dalla mia tesi di laurea sul grande teologo svizzero protestante Karl Barth e fin dai miei primi anni a Roma. Ma non dimentichiamo che il Concilio ha affermato una visione ecumenica, ha aperto le porte alla riconciliazione con gli Ebrei, ha valorizzato la Bibbia nella liturgia, vi ha introdotto l'uso delle lingue nazionali, ha riconosciuto il valore del laicato, ha riformato la devozione popolare: tutto questo era l'aspetto positivo, ma era solamente una metà. Ce n'era purtroppo anche un'altra". "La "settimana nera" nella terza sessione del Concilio, dopo la morte di Giovanni XXIII, con Paolo VI. Che cancella buona parte del lavoro cominciato nelle prime due. "Non solo purtroppo una "settimana nera". C'è stata l'opposizione del nucleo duro della curia romana contro il Concilio, per tutto il Concilio, prima, durante e dopo. Hanno dato battaglia contro il decreto sulla libertà religiosa, sugli ebrei, contro il rinnovamento della liturgia e hanno impedito di portare a compimento le riforme lasciando irrisolte questioni di enorme importanza: il rifiuto di un controllo delle nascite affidato alla responsabilità personale, la mancata soluzione del problema dei matrimoni misti, la questione del celibato dei sacerdoti, la mancata riforma della curia romana, il no al coinvolgimento del clero nelle nomine dei vescovi e dei vescovi nell'elezione del Papa. La Dominus Iesus è soltanto uno dei documenti, pubblicato sotto Papa Wojtyla, che segnano una tappa verso una restaurazione dello status quo ante Concilium. E' una grande tragedia per la Chiesa di oggi che essa non riesca ad avanzare sulla via del Vaticano II e che a Roma continuino a fare di tutto per bloccare il rinnovamento, a bloccare il processo unitario ecumenico con i protestanti e con gli ortodossi. Solo qualche parola e gesto, ma non un'azione efficace". Ancora delusioni. "Ma la mia vita non è solo fatta di delusioni. Ho scritto e sono stato letto e seguito, sono avanzato nel mio lavoro scientifico, nelle ricerche ecumeniche, e dal problema dell'unità dei cristiani a quello della pace tra le religioni, fino al tema dell'etica mondiale, che è adesso al centro del mio lavoro. Non è come per alcuni politici delusi, c'è una linea di lavoro che continua e che sono convinto servirà". Lei si chiede in qualche pagina a proposito di "grandi occasioni" della sua vita: poteva andare diversamente? "Di "grande occasione" della mia vita io parlo a proposito del mio incontro con Papa Montini. Alla fine del Concilio mi invitò a entrare al servizio della Chiesa. Gli risposi: Santità, sono già al servizio della Chiesa. Lui pensava alla curia, alla gerarchia. Io non ho voluto entrare in questo sistema. Ma non per principio. Sarebbe stato diverso se lui avesse fatto una vera riforma della curia. Entrare invece dentro il sistema attuale non avrebbe avuto per me alcun senso. Così ho cercato di rendermi utile per un'altra via: continuare lo studio, facendo una teologia critica costruttiva". Ma certe riforme si possono davvero aiutare da fuori, non si può fare di più da dentro? "No, non quando non c'è uno spiraglio di democrazia, non quando vige un regime come quello di Luigi XVI. Non avevo intenzione di fare il teologo di corte. Il ruolo non faceva per me. Il mio destino sarebbe stato identico a quello di Ratzinger o altri. Ho continuato a seguire la mia via come Bing Crosby, nel film Going my way". Bella la storia del personaggio del film, un cappellano che si rifiuta di seguire gli ordini del parroco conservatore. Mi dica sinceramente: ritiene chiusa la storia di questo pontificato in senso conservatore? "Questo Papa ha fatto sbagli seri però si è mostrato anche capace di correggersi. Gli devo essere grato perché il suo predecessore non ha mai risposto a nessuna mia lettera, lui invece mi ha immediatamente ricevuto nel 2005: una cena e diverse ore di colloquio impegnato. E' stato un atto veramente coraggioso. Dunque nonostante molti passi indietro non ho perduto la speranza che sia capace di altri atti coraggiosi".

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Vivere, curarsi, morire La lezione degli antichi e i pregiudizi moderni (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-22 num: - pag: 48 categoria: REDAZIONALE Classici Raccolta di scritti a cura di Anacleto Postiglione Vivere, curarsi, morire La lezione degli antichi e i pregiudizi moderni di EVA CANTARELLA Q uanto i nostri antenati greci e romani fossero diversi da noi, da molti punti di vista, è cosa spesso dimenticata. Al mondo antico e ai suoi valori si usa far riferimento, più spesso, per mettere in luce discendenze e continuità, impoverendo la complessità del rapporto con un passato per alcune cose ancora vicino, per altre invece irrimediabilmente lontano. A dimo-strarlo, molto efficacemente, è in libreria da alcuni giorni la raccolta di testi curata da Anacleto Postiglione intitolata Della bella morte. Tra eroismo, onore, dignità: la libertà di morire nel mondo antico (Bur). Sono testi importanti, che rimandano a temi (il suicidio, l'eutanasia, l'aborto) sui quali lo sguardo degli antichi era molto diverso dal nostro. A determinare il cambiamento, ovviamente, il passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Molto opportunamente, nella introduzione, Postiglione ricorda le prese di posizione della Chiesa cattolica su questi argomenti, a partire da un documento firmato il 5 maggio 1980 dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, che affermava tassativamente il carattere sacro della vita, dal suo concepimento alla morte naturale, con conseguente condanna del suicidio e dell'eutanasia. Per non parlare delle implicazioni di queste prese di posizione sull'aborto, sul quale il Papa è tornato recentemente, a Vienna, l'8 settembre del 2007, per ribadire che non può essere considerato un diritto naturale. Così come non può essere accettato un aiuto a morire. Argomento, quest'ultimo, sul quale - come ricorda Postiglione - poche settimane prima di morire si interrogava Indro Montanelli, nella "Stanza" che teneva su questo giornale: fermo restando l'ovvio diritto della Chiesa di restare fedele alla sua dottrina, è giusto che questa sia imposta a non credenti, laici, agnostici e seguaci di altre religioni? Ma veniamo ai greci e ai romani. Il suicidio non era un atto di codardia, ma di coraggio. Per gli stoici, in particolare, era il supremo atto di dignità. Quando la vita è ridotta a sofferenza senza scampo non bisogna "mendicare l'esistenza", diceva Seneca; e nel De ira scriveva: "Chiedi quale sia la strada per la libertà? Una qualsiasi vena del tuo corpo". Coerentemente dunque, nel 65 d.C., accusato di aver partecipato a una congiura contro Nerone, pose fine alla vita tagliandosi le vene. Ma attenzione, non tutti i suicidi erano nobili: il giudizio sociale dipendeva dal mezzo. L'impiccagione, ad esempio, era disonorevole. Il dissanguamento invece era una morte degna, come quella per inedia, con il veleno e con il laqueum, il laccio che, nascosto nelle vesti, consentiva di strangolarsi, evitando l'infamia di morire uccisi. Ma l'arma più nobile era la spada, simbolo virile per eccellenza. E se per caso un uomo esitava a impugnarla, a ricordargli il suo dovere di romano era la moglie. Come fece la celebre Arria, modello di ogni virtù femminile. Il marito di Arria, Cecina Peto, coinvolto in una congiura contro Claudio, era stato condannato a morte: ma esitava a fare il suo dovere. Arria allora, per incoraggiarlo, afferrò la spada, se la conficcò nel ventre e prima di cadere al suolo disse al marito: Pete, non dolet (Peto, non fa male!). Passando all'aborto: giustamente messo in evidenza da Postiglione, ecco un passaggio del "giuramento del medico" di Ippocrate: "Neppure se richiesto darò a qualcuno un veleno mortale, né lo prescriverò; ugualmente non darò mai a una donna un veleno abortivo". Precetto interessante, va detto, in un mondo nel quale i mariti, se sospettavano che il figlio non fosse loro, o semplicemente se non volevano quel figlio, potevano obbligare la moglie ad abortire, così come potevano fare, e facevano, i padri di figlie nubili venute meno al loro dovere di castità... Varrebbe la pena riflettere sul punto, se ce ne fosse il tempo. E per finire un'osservazione di Postiglione a proposito dell'eutanasia: "La differenza tra gli antichi e noi non è di natura concettuale, ma di natura tecnica. Gli antichi non disponevano di macchine per prolungare artificialmente la vita. Oggi invece c'è la possibilità di prolungare la vita vegetativa per un tempo indefinito, e tenere il morente in un sonno senza risveglio, in uno stato di sospensione tra la vita e la morte". Non credo sia necessario insistere ulteriormente sull'interesse di questa raccolta. Chi leggerà quei testi se ne renderà conto da solo. Il suicidio di Catone in un dipinto di Giovanni Battista Langetti La fine Il suicidio non era considerato un atto di codardia, ma di coraggio. Il giudizio spesso dipendeva dall'arma scelta.

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Griffe con lo sconto contro l'Aids Il nuovo Sos è il turismo sessuale (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 121 del 2008-05-22 pagina 8 Griffe con lo sconto contro l'Aids Il nuovo Sos è il turismo sessuale di Luciana Baldrighi Si sa che prevenire è meglio che curare. A questo scopo fashion e charity ancora una volta insieme per sostenere "Convivio", la grande mostra mercato arrivata alla nona edizione e allestita a Fieramilanocity dal 13 al 17 giugno. Quest'anno c'è un nuovo allarme: non sono più i tossicodipendenti e gli omosessuali i più contagiati dall'Hiv, bensì gli eterosessuali, a causa del turismo sessuale degli uomini che a loro volta trasmettono il virus a mogli e compagne. Si punta alla prevenzione. Da un miliardo e 600 milioni interamente devoluti nel 1992, si è arrivati nel 2006 a due milioni di euro, che hanno garantito l'attività a vasto raggio, dalla ricerca alla formazione fino all'assistenza in ospedale e alle iniziative nei Paesi in via di sviluppo. Secondo il professor Mauro Moroni "oggi pochi ne parlano e questo rende difficile operare bene. Ogni giorno 11 italiani diventano sieropositivi (4000 nel 2007) arrivando a 1200 casi di Aids conclamato entro la fine dell'anno. Il 45 per cento dei casi d'infezione deriva da contatti eterosessuali, mentre tossicodipendenza e omosessualità, un tempo grandi veicoli di diffusione, si sono ridotti al 20-28 per cento, anche se le cure sono sempre più efficaci la mortalità è scesa del 10 per cento, lasciando però una malattia che non dà una ripresa di salute vera". Contro il silenzio dei media e dell'opinione pubblica in generale laica e cattolica, le scuole potrebbero essere mezzi d'informazione efficaci se presidi e professori si interessassero al problema. Entrare nei luoghi deputati ai giovani come discoteca, locali, ritrovi è un altro modo d'intervenire senza scartare le fasce delle nuove povertà e dei cittadini che la vita pone ai margini, come i disoccupati e gli emigrati. È stata proprio Milano che più ha pagato in termini di vite perdute e per questo motivo, grazie al supporto dei volontari delle sezioni regionali, Convivio organizzerà eventi e dibattiti per invitare le persone a riflettere sui propri comportamenti sessuali, rafforzando le campagne istituzionali ora interrotte, e anche i consultori medici gratuiti per giovani, che il Comune un tempo gestiva offrendo visite gratuite e distribuendo anticoncezionali, un punto di riferimento grazie al quale i giovani di due tre generazioni si sono salvati persino da aborti. Tutto ciò ha un costo; i volontari sono 800 e 120 le aziende coinvolte che offriranno al pubblico la possibilità di acquistare prodotti di abbigliamento, merci varie, gioielli, accessori, viaggi e turismo con il 50 per cento di sconto. Armani con il suo contributo realizzerà una casa alloggio, la Fiat metterà all'asta un'auto esclusiva, la 500 Why Africa, Michele Perini, presidente di Fieramilano, contribuisce coinvolgendo l'imprenditoria milanese, mentre Valeria Marini, madrina di Lambretta Pato 125, realizza un sodalizio con Simona Ventura e Ricky Tognazzi per uno spot mirato. Altri contributi da Nordkapp, Toywatch, Nitepeaple, CartaSi, Carpisa, Absolut Wodka. Presenti anche l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna e l'assessore alla Moda e al Design, Tiziana Maiolo. Tra la moda, Aspesi, Chanel, Missoni, Valentino, Coin, Ferragamo, Trussardi, Versace, Solari, Gucci, Hermès, La Perla, Dolce e Gabbana e tra le aziende Alessi, Artemide, Rosenthal, Cassina. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bagnasco: <Città amatada servire. Mai servirsene > (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Bagnasco: "Città amatada servire. Mai servirsene " Il nome di Bertone compare 40 volte? In Curia dicono: facile millantare Genova. Il cardinale Angelo Bagnasco sceglie il chiostro dei canonici, un angolo di pace alle spalle di San Lorenzo, per parlare. E sono parole senza tempo che acquistano, alla luce dei fatti giudiziari. un significato diverso. Diventano un monito. "Questa città stupenda di cui dobbiamo essere fieri, da amare per poterla servire sempre, mai servirsene - scandisce - merita il nostro disintereressato sacrificio". Servizio e disinteresse: parole casuali? "Parole che valgono sempre", replica più tardi il cardinale. E, proseguendo il suo discorso pubblico: "Di elevazione spirituale e morale, di onestà interiore, c'è estremamente bisogno". Fuori dal linguaggio curiale, suona come un monito a non usare le poltrone della politica per il tornaconto personale. L'occasione per esternare pubblicamente è l'inaugurazione dei rinnovati spazi espositivi del museo diocesano, due sale che sono un viaggio nell'arte sacra tra Tre e Quattrocento. E l'appello dell'arcivescovo alla sua città, dove la storia religiosa è intrecciata da sempre con quella civile, si alza davanti a tanti esponenti delle istituzioni, dal prefetto Annamaria Cancellieri al questore Salvatore Presenti, dai vertici dei carabinieri a tanti esponenti della cultura. Ma politici, mai così pochi: c'è, tra le presenze della pubblica amministrazione, l'assessore provinciale alla cultura Giorgio Devoto, dei Comunisti italiani Pdci. Però nessuno tra i figli dei tanti partiti nati dalla vecchi a Balena bianca, nessuno (ed è una assenza che fa rumore) da Comune o Regione. Soprattutto, nessuno tra i politici cattolici, del tutto assenti La politica, gli affari e l'anima. Nelle intercettazioni telefoniche che stanno squassando il Comune di Genova, ricorre decine di volte il nome di Tarcisio Bertone, cardinale segretario di Stato del Vaticano e già arcivescovo di Genova. Nominato 40 volte in riferimento ad appuntamenti e favori che gli imputati dicevano di poter ottenere da lui. Eppure, nelle stesse intercettazioni, non traspare il minimo elemento che faccia pensare che Bertone sapesse qualcosa di quelle promesse. E tra chi è stato vicino all'arcivescovo per tanti mesi, nel corso della sua breve stagione genovese, la spiegazione è semplice: "Bertone è amico di tutti, ma non è certo un ingenuo - raccontano in Curia - È facile millantare di essergli vicini e di poterlo contattare, facendo credere che l'amicizia possa servire a ottenere chissà quali obiettivi". Pochi credono, invece, che la confidenza possa servire per ottenere favori: "Il cardinale non è un ingenuo e non si lascia raggirare, meno che meno si può pensare che sia un faccendiere". Sono le 10,20 di ieri mattina, suor Agnese, una delle religiose che accudiscono il cardinale Bagnasco nelle sue attività quotidiane, esce con due sacchetti della spazzatura stracolmi: in Curia, si fa pulizia. Il portinaio Pino, presenza discreta che vigila su chi entra ed esce, si dice deluso e carico di rabbia: "È assurdo accusare un uomo come il cardinale Bertone - dice accalorandosi - lo conosciamo tutti, lui non dà peso al suo ruolo, è amico di tutti e ascolta tutti. È troppo facile raccontare ad altri di essergli amici, promettendo chissà cosa...". A distanza, gli fa eco l'imprenditore Gianantonio Bandera, piemontese e da sempre vicino all'amico cardinale: a Genova è alla testa di svariate società del settore edile, ma anche membro del consiglio di amministrazione del Magistrato della misericordia, ente vicino alla Curia. Laicamente, il Magistrato è una realtà difficile da interpretare e qualcuno ne diffida: una sorta di "loggia" cattolica? "Niente affatto, nasce per aiutare chi ha bisogno. Per chi è cattolico, dare agli altri in funzione di quello che si possiede è un impegno, non qualcosa da esibire". Il questore Salvatore Presenti si affaccia, poco dopo, sulla porta della Curia per presentarsi al cardinale Bagnasco. E non è, ovviamente, una visita di cortesia: la questura nega che esistano motivi per rafforzare la vigilanza attorno all'Arcivescovado, ma all'appuntamento al chiostro dei canonici il questore sarà affiancato dal vicequestore Pasquale Zazzaro e da una vigilanza discreta, oltre agli angeli custodi della gendarmeria vaticana. Il cuore del mondo cattolico è qui, ferito e incredulo. Nessuno, in Curia e negli ambienti vicini all'arcivescovo, crede a un intreccio tra politica e affari che possa coinvolgere il palazzo che fu di Siri: la fede non si piega alle voci o alle intercettazioni. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 23/05/2008 ' 23/05/2008 spiritualitàe moralitàGenova merita il nostro disinteressato sacrificio. C'è estremamente bisogno di onestà angelo bagnascopresidente Cei 23/05/2008.

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Un comico tagliente e poetico (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Leo Bassi Un comico tagliente e poetico Leo Bassi, che ama definirsi "cittadino del mondo" ma pure clown e buffone, è un artista conosciuto internazionalmente per le sue azioni provocatorie e il suo linguaggio comico tagliente e poetico. Nasce a New York, originario della famiglia circense Bassi di Firenze, vive anche in Italia sino a 20 anni fa e poi migra in Spagna. Lì dove oggi è un comico con peso politico, una sorta di Grillo che fa parte della Federazione Internazionale degli Atei: "La risata è il mezzo perfetto per battersi per una società laica, contro il conservatorismo della Chiesa cattolica" dice. Due anni fa sfuggì a un attentato a Madrid, e tutt'oggi è oggetto di minacce.

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La democrazia alla prova degli dei (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Marina di Camerota La democrazia alla prova degli dei Apre la Scuola estiva della Fondazione Italianieuropei i.d. "La filosofia è il proprio tempo appreso in pensieri", diceva Hegel, ed è con questo motto che la Fondazione Italianieuropei sigilla l'avvio della sua International Summer School (Scuola estiva internazionale per chi amasse la lingua materna) di filosofia e politica, che apre i battenti oggi a Marina di Camerota con un impegnato e impegnativo incontro su "Religione e democrazia". Sempre Hegel però avvertiva pure che la nottola di Minerva vola sempre al crepuscolo: "a dire anche una parola sulla dottrina di come dev'essere il mondo, la filosofia arriva sempre tardi..., dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell'e fatta...Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e dal chiaroscuro esso non si lascia ringiovanire". Al primo sigillo allora la Fondazione Italianieuropei potrebbe affiancare questo secondo, giusto per non dimenticare, alzando il tiro del pensiero in tempi di bassa per la politica, che il pensiero nutre la politica ma non può sostituirla, e nemmeno ringiovanirla. Basterà comunque l'autorità di Hegel a convincere le cronache che di religione e democrazia effettivamente si tratta nella Summer School, e non di come ricompattare le forze dalemiane dentro e contro il Pd veltroniano? Auguriamoci di sì, perché il tema merita anche se, coi tempi che corrono in Italia e nel mondo, la nottola rischia di alzarsi per l'appunto al tramonto, della democrazia nella fattispecie. Di ancoraggio ai tempi che corrono se ne possono trovare a volontà, per il programma in tre giorni e sei sessioni della scuola. Aprono un filosofo, Roberto Esposito, e un giurista, Stefano Rodotà, sul tema "Religione e diritti umani": due prospettive diverse, teoreticamente anzi opposte (Esposito contesta in radice l'idea di "persona" come base del diritto e dei diritti che Rodotà invece difende), a confronto, annuncia il programma, sullo stato dei diritti umani nel mondo, su come ricomporre diritto e vita, soggetto giuridico e sostrato biologico, su quale sia la definizione dell'umano a cui agganciare i diritti fondamentali. Ottime domande, specialmente se non si evade il terreno bruciante su cui ce le propone la cronaca: a proposito di razzismo e di migranti, per dire, e non solo di statuto dell'embrione o di questioni "eticamente sensibili". Terreno bruciante anche sotto la seconda sessione, su "Laicità e stato costituzionale". "Nell'Occidente contemporaneo - avverte il programma - attraversato dai problemi inediti delle società multirazziali e da un imprevisto ritorno di un ruolo pubblico delle religioni, la laicità torna a essere un problema teorico e politico", cui le Costituzioni del secondo dopoguerra non sempre riescono a far fronte. Verissimo. E' pur vero però che ci sono Costituzioni come quella francese che eccedono in fede laica ce ne sono altre, come quella italiana, che eccedono in concordati cattolici, e prima che la società multietnica non riescono a fronteggiare le coppie di fatto. Ad Alfonso Catania, Luigi Ferrajoli e Luciano Violante le risposte. Terzo tema, "Identità e integrazione": anche qui stiamo nel cuore del presente e dei suoi conflitti, cronaca docet. Ne parleranno Remo Bodei, Vincenzo Vitiello e Eugenio Mazzarella, tra le voci migliori disponibili, anche se soprattutto (e non solo) in materia di identità e differenza la voce della filosofia femminile non sarebbe stata di troppo: ma per quanto programmi di aprirsi al vivaio dei filosofi quarntenni, la Fondazione resta saldamente monosex. Ecco infatti gli altri nomi: Mons. Pietro Coda e Peter Sloterdijk, uno dei filosofi più interessanti del panorama europeo contemporaneo, su "Chiesa e società post-secolare"; Salvatore Natoli e Felix Duque su "Occidente, relativismo e fondamentalismo religioso"; e in chiusura Tzvetan Todorov, Charles Larmore e Massimo D'Alema, moderatore Mario Orfeo, su "Religione e democrazia in Europa e negli Stati uniti", segnatamente su questo quesito: tra le due sponde dell'Atlantico, "c'è davvero un God gap da colpare, o c'è una critica della religione da rinnovare"?.

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Savona in prima pagina sull'Osservatore Romano (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Laicita'

LA VISITA DEL PAPA Savona in prima pagina sull'Osservatore Romano L'"Osservatore Romano" ha dedicato molto spazio alla visita di Benedetto XVI a Savona e Genova. Quasi un numero monografico quello del 19 e 20 maggio (foto), a cominciare dall'articolo in prima pagina "L'essenza del cristianesimo sta nell'amore", corredato da un foto a colori del pontefice. "Il Papa a Savona e Genova sui passi dei predecessori Pio VII e Benedetto XV", si legge ancora nel titolo di apertura dell'organo di informazione della Santa Sede. L'intera pagina 4 è dedicata all'omelia pronunciato da Joseph Ratzinger in piazza del Popolo con l'esortazione "ad affrontare le sfide del mondo senza compromessi". Nella stessa pagina anche il discorso di benvenuto del vescovo Vittorio Lupi e il messaggio del sindaco Federico Berruti, dal titolo significativo: "Saper unire laici e cattolici". A pagina 5 il servizio dell'inviato a Savona Nicola Gori, corredato da una fotografia in cui si vede Benedetto XVI accanto al vicario della curia, mons. Andrea Giusto, nelle stanze di Pio VII.

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STILE DI SÉGOLÈNE ROYAL VALE TRENTAMILA EURO (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-05-24 num: - pag: 39 autore: di GIORGIO MONTEFOSCHI categoria: REDAZIONALE LE IDEE DEL SABATO LO STILE DI SéGOLèNE ROYAL VALE TRENTAMILA EURO "Lo stile di un uomo in qualsiasi arte", scrive Samuel Butler nel Dizionario dei luoghi non comuni pubblicato da Guanda, "dovrebbe essere come il suo abito: attirare meno attenzione possibile". Se la considerazione, che a noi pare giustissima, vale anche per la donna, bene ha fatto Ségolène Royal, qualche giorno fa, a protestare vivacemente per una immagine rubata dai fotografi del settimanale "Paris Match" in cui era ritratta in ginocchio davanti a un altare nella chiesa di Santo Spirito a Firenze. "è una questione privata", ha detto l'ex candidata socialista alla presidenza della Repubblica francese, riferendosi alla propria fede; "penso di avere il diritto di non essere perseguitata ". Ha poi aggiunto: "La laicità significa che non ci deve essere confusione tra gli impegni pubblici e le convinzioni e i credo privati". Infine, ha citato ad esempio il generale Charles de Gaulle che, pur essendo cattolico, "in pubblico non ha mai espresso né la sua fede, né la sua pratica, perché faceva una distinzione tra il suo ruolo di capo dello Stato, incarnazione di una Repubblica laica, e il suo credo personale". Parole che suonano come il miele alle orecchie di chi non ama in alcun modo sia le messe pubbliche o i baciamano ai monsignori dei politici italiani, sia la pessima consuetudine in uso presso alcuni monsignori di rivelare conversioni improvvise estorte ad atei incalliti sul letto di morte. Dunque, fin qui, benissimo. Peccato che, dopo, con la richiesta di trentamila euro di risarcimento al settimanale parigino, Ségolène abbia rovinato tutto. Almeno in fatto di stile. Se voleva attirare il più possibile l'attenzione, infatti, non doveva fare altro.

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Il nuovo Statuto della Regione: costituzionale ma non democratico (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 24-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Approvato con voto bipartisan rafforza il "modello Formigoni" Il nuovo Statuto della Regione: costituzionale ma non democratico Pino Vanacore Lo Statuto della Regione Lombardia è legge. Il Consiglio regionale in seconda lettura ha approvato senza particolari scossoni il nuovo strumento organizzativo che regolerà l'attività degli organi istituzionali e i loro rapporti. Uno Statuto non di alto profilo - in ciò in linea con quanto è avvenuto nella generalità delle regioni italiane -, che conferma il presidenzialismo e soprattutto conferma, tolto qualche timido segnale, la supremazia dell'esecutivo (presidente e giunta) nei confronti dell'organo legislativo (consiglio). Nello Statuto balza agli occhi la rinuncia della Lega al suo progetto originario intriso di esaltazioni padane e aneliti secessionisti; in alcune parti segna passaggi perfino accettabili intorno a temi delicati quali l'integrazione degli stranieri, il riconoscimento del valore del lavoro come fondamento della persona o il ruolo delle autonomie. Riconoscimenti meramente formali, però, contraddetti dalla negazione del conflitto e dell'autonomia dei soggetti sociali, che possono partecipare solo se "apparentati" con la giunta. Né mancano scivolate ideologiche come l'equiparazione tra il lavoro e l'impresa o la collaborazione privilegiata con la chiesa cattolica, che segnala un cedimento sul terreno della laicità. Ma mi meraviglierei che qualcuno si meravigliasse viste le posizioni su questi temi del neonato partito democratico. Anche se, per fortuna, la Costituzione - alla faccia delle interessate discussioni intorno alla sua attualità - ha risolto meglio e più autorevolmente molti problemi che riguardano la persona e i suoi rapporti nel concreto dei processi sociali. Uno statuto accettabile dunque e una destra disarmata? Lo Statuto lombardo certo si inscrive formalmente nei principi della Costituzione e non apre al secessionismo della Lega, come sopra accennato. Rinuncia, però, alla valorizzazione dei diritti sociali e di cittadinanza, alla difesa dei beni comuni pubblici, a un'impostazione schiettamente laica. E non è affatto disarmata la destra che in Lombardia ha addirittura anticipato la fase politica in corso, mirabilmente sancita dalla prima riunione del Consiglio dei ministri a Napoli: inutile forzare rispetto alle regole istituzionali, legislative o costituzionali. Basta saper aspettare il momento giusto. Lasciare che siano i processi materiali a fare il loro corso. Assicurare che si sviluppino tendenze regressive rispetto ai principi più profondi della nostra democrazia e solo allora sancire anche sul piano normativo in modo definitivo il cambiamento già affermato nel senso comune. L'iter dello Statuto lombardo purtroppo sta pienamente in questo nuovo corso, perfino per gli aspetti bipartisan tra la destra e il Pd: la vicenda del federalismo competitivo e differenziato è nota ai più. Ma sono numerosi gli aspetti intorno ai quali si è registrata una convergenza che porta il segno dell'egemonia culturale del "modello" Formigoni, che non era mai definitivamente passata nel corpo sociale e neppure sul piano elettorale, se si pensa che nelle regionali del 2005 la destra aveva perso oltre 700mila voti e in presenza della contrarietà al suo modello di un vasto schieramento dal sindacato alla Caritas ambrosiana. In definitiva, nello statuto si scorge il segno vero di questa legislatura regionale, che non è più quello antistatale della controriforma sanitaria, ma che non rinuncia a consolidare una governance fondata sulla spoliazione definitiva della pubblica amministrazione e sulla messa in vendita del territorio e dei beni comuni. Questa tendenza è resa più pervasiva e difficile da scardinare con questo statuto, perché l'elezione diretta del Presidente della giunta rappresenta il vero vulnus che riduce la democrazia: l'assemblea elettiva non "sceglie" l'esecutivo e la sua esistenza dipende dalle sorti del governatore, come sarebbe successo se i desiderata di Formigoni per la sua discesa a Roma si fossero realizzati. È costituzionale, ma non democratico. 24/05/2008.

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Il governatore e il clan dei furbetti l'estate che ha infangato palazzo koch - (segue dalla prima pagina) alberto statera (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Economia Fazio doveva traghettare il paese da Tangentopoli all'etica di Einaudi, ma è franato nella "Banda d'Italia" Il governatore e il clan dei furbetti l'estate che ha infangato Palazzo Koch La decisione dei giudici segna la parabola del banchiere di Alvito Ma sabato il caso non avrà espliciti riferimenti nelle "Considerazioni finali" di Draghi Ora è Geronzi l'unico grande regolatore del capitalismo nazionale (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA Il rinvio a giudizio per gravi reati di diciassette persone, tra le quali Antonio Fazio, il predecessore cultore di San Tommaso, fedele partecipante alle messe riparatorie dell'onta laica di Porta Pia e intonante "Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat", non avrà eco esplicita nel dire istituzionale dell'erede laico del banchiere centrale cattolico che doveva traghettare l'Italia di Tangentopoli verso i lidi dell'etica che fu propria di Stringher, Azzolini, Einaudi, Menichella, Carli, Baffi e Ciampi. E che invece, forse plagiato da affaristi ribaldi e truffaldini, condusse alla "Banda d'Italia". La consorteria che progettava di assaltare il cielo alla conquista del debole capitalismo italiano, senza capitali e senza etica, in una miscela tutta italiana di affari di Stato e affari di famiglia, di politica e religione, di velleitarismo e di scadente provincialismo. Emilio Gnutti, Gianpiero Fiorani, Giovanni Consorte, Luigi Grillo, Luigi Zunino e via così: scorri i nomi dei rinviati a giudizio insieme all'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio - ex democristiani, ex comunisti, funzionari di partito, affaristi rampanti - e ti chiedi come soltanto tre anni fa, un secolo dopo Tangentopoli, i destini di questa nazione potessero ancora essere quasi nelle mani di un improbabile manipolo, poi denominato dei "furbetti del quartierino", ad opera del lessicalmente immaginifico Stefano Ricucci, che era sul punto di impossessarsi surrettiziamente di due grandi banche, l'Antonveneta e la Bnl, e del "Corriere della Sera". Con appoggi politici se non delinquenziali almeno superficiali. Sabato Mario Draghi volerà alto, pur sapendo meglio di chiunque altro che l'operazione di pulizia fatta in casa, blindando l'ingresso di Palazzo Koch di via dei Serpenti - nomen omen - da cui transitavano gli incontri inconfessabili del suo predecessore, non è bastato a ricondurre il paese al rigore einaudiano. La storia del suo predecessore, il democristiano senza qualità nominato alla Banca d'Italia mentre la Dc moriva travolta da Tangentopoli, è la prova di come in questo paese tutto si perpetui sempre sotto diverse forme. Al governatore "straordinario", nel senso che non era stimato dalla borghesia etica ed elitaria ruotante intorno a Palazzo Koch, si opposero Carlo Azeglio Ciampi e tutto il cotè degli economisti di prima fila. Ma, con il viatico del cardinale Camillo Ruini, dell'Opus Dei e delle massime gerarchie ecclesiastiche, alle candidature di Mario Monti e di Tommaso Padoa Schioppa, fu preferita quella di Fazio, l'adepto dei Legionari di Cristo, allievo di Modigliani, autore sì del modello econometrico della Banca d'Italia, come gli riconobbe Guido Carli, ma digiuno dei grandi principi, se non quelli della parrocchietta del suo paese nel Frusinate. Ma nessuno si scandalizzò quando nel 1993, in piena Tangentopoli, Fazio pronunciò queste testuali parole: "La rimozione delle pratiche consociative può avere un immediato effetto di freno sull'attività economica". Come dire che le tangenti facevano comunque girare l'economia nazionale. Einaudi si rivoltò porobabilmente nella tomba, di fronte a una dichiarazione che si potrebbe definire di "keynesismo delinquenziale". Un vecchio democristiano e neoberlusconiano come Luigi Grillo, che pare - con alcuni altri - prendesse soldi per fare lobbying a favore dell'uomo più potente d'Italia, l'unico che ricopriva allora una carica "a vita", un vecchio comunista come Giovanni Consorte, che nutriva l'insano progetto di collocarsi al centro del capitalismo nazionale: sono questi che oggi finiscono a giudizio con Fazio, mentre il governatore del tentativo di restaurazione etica si appresta al suo appuntamento annuale. Ma la scia è lunga, parte da lontano, almeno da quel giorno del giugno 2000 in cui le spoglie mortali di Enrico Cuccia furono seppellite sulle sponde del lago Maggiore. Seguivano compunti il feretro Antonio Fazio e Cesare Geronzi, che allora facevano ancora ticket, come si dice. Ma chi fra i due avrebbe riscosso l'eredità di regolatore del capitalismo nazionale fatto di capitalisti poveri e assai poco coraggiosi? Poi venne l'Antonveneta, la lotta per l'italianità della banca contesa dai calvinisti olandesi, di cui entrambi volevano la titolarità per farne in qualche modo lo snodo del capitalismo italiano, l'uno con il bellimbusto Gianpiero Fiorani, l'ex giornalista di provincia, il Fanfulla da Lodi che alla signora del governatore di Alvito protendeva omaggi costosi ed affettuosità, come se Tonino Fazio, l'uomo più potente d'Italia, fosse un vecchio zio un po' grullo; l'altro con la sua creatura Capitalia, faticosamente creata sui resti del Banco di Roma e del Banco di Santo Spirito. Lo scontro divenne severo, a dispetto dello snodo delle tradizionali ideologie laico-borghesi e cattolico-solidaristiche. Fazio, dopo i bacetti telefonici di Fiorani, comincià a perdere tutto, insieme al bellimbusto di Lodi, a Ricucci, alla pletora di incredibili furbetti, ma non all'immarcescibile e costoso onorevole Grillo, che è stato appena eletto presidente di un'importante commissione parlamentare, in una eterna deriva andreottiana. Andreotti? E' l'uomo di cui Fazio, poco più che infante, andava rapito a seguire da Alvito i comizi giovanili "nella vicina Sora". Il cultore di San Tommaso e della adorazione perpetua nella chiesetta romana al Circo Massimo è ormai andato in pensione inseguito dai tribunali. Ma Cesare Geronzi vive e lotta insieme a noi. Dal suo ufficio di Roma, al Corso, si è trasferito armi e bagagli a Milano nel cuore del capitalismo a farne il grande regolatore, l'erede di Cuccia. Traccia gli scenari, decide se Berlusconi può definitivamente entrare con i suoi uomini nei veri salotti buoni, nonostante le poltrone Frau su cui siede nella pubblicità televisiva un po' cheap l'uomo di Mediolanum, dà le direttive ai giovani Balbinot e Perissinotto laggiù a Trieste, tramite gli amici francesi. Archiviata l'ombra di Antonio Fazio da Alvito, rinviato ieri a giudizio, è Cesare da Marino che Draghi avrà sabato prossimo, attento in prima fila, nella sala delle "Considerazioni finali" come grande regolatore del nostro piccolo capitalismo.

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Lo spirito laico del religioso Giuntella (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 25-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Lo spirito laico del religioso Giuntella Stefano Ceccanti Giovedì sera alle 18 alla Libreria Ave di Via della Conciliazione dovevo presentare l'ultimo libro di Paolo Giuntella, "L'aratro, l'ipod e le stelle. Diario di viaggio di un laico cristiano". Quella stessa via in cui al numero 1 stavano fino a qualche tempo fa tutti gli uffici dell'Azione cattolica e della Fuci e nei cui corridoi per lunghi anni avevamo dibattito appassionatamente nelle sue visite frequenti e imprevedibili. Da qualche giorno avevamo sospeso quella presentazione. Paolo non stava bene. Il suo male si era aggravato con una velocità impressionante. Giovedì, dieci minuti circa prima dell'ora prevista per quella presentazione ci ha lasciati a soli 61 anni. Per chi è credente ci sta solo aspettando "sotto il pergolato del Santo Benedetto di Israele" come scrive nel suo libro rispetto a Pietro Scoppola e alla sorella Maria Cristina. Mi aveva chiesto qualche giorno fa di commentare i capitoli sulla laicità. Mi sembra doveroso, credo che lui avrebbe preferito così, partire proprio da lì prima di parlarvi di Paolo, di cui molti in questi giorni scriveranno ricordi perché in molti gli dobbiamo molto. Saranno però ricordi diversissimi tra di loro perché Paolo era una personalità così ricca da non farsi identificare in modo esaustivo. Lo stesso libro ce lo dimostra, con uno stile narrativo ispirato al nomadismo, sfuggendo a definizioni, incasellamenti, alternando generi diversi e citazioni eterogenee. Come avrei risposto alla sua puntuale richiesta? La domanda sottesa alle parti sulla laicità è quella su come sia possibile condividere uno spazio di ricerca anche spregiudicata e un'intensa adesione alla verità, come si possa essere pienamente laici e pienamente cristiani. Ce lo dice bene in poche frasi, anche se per lui era molto più importante un buon elenco di esempi in carne ed ossa, a partire da suo padre Vittorio, da Vittorio Bachelet a Pietro Scoppola: "Noi siamo convinti di possedere la verità, mentre è il contrario. E' la verità che ci possiede, e dunque ci rende liberi. La verità non è un randello, appunto perché non è nostra, non è un nostro possesso da imporre o custodire gelosamente. La verità ci possiede: dunque dobbiamo ascoltare più che urlarla in faccia agli altri. Dobbiamo servirla con i nostri comportamenti miti, umili. Per condividere la verità dobbiamo sottrarci al suo abuso, alla sua parodia identitaria". Gli avrei detto non solo che ero d'accordo ma che questi suoi stessi concetti sono simili al ragionamento che fa uno studioso francese, Jean Bauberot, che fa vedere come la laicità sia stata una conquista che ha obbligato tutti a condividere lo spazio interno ad un triangolo, mentre ciascuno, in quella parodia identitaria di cui parla Paolo, vorrebbe vedere solo il proprio lato: i credenti della religione di maggioranza rivendicano il peso della loro forza e del radicamento storico, quelli delle religioni minoritarie l'uguaglianza a prescindere dal numero, gli atei e gli agnostici la separazione tra Stato e Chiese. La laicità è possibile quando ciascuno si volta verso i lati degli altri e capisce che la verità tende ad abbracciarli e a criticarli tutti. Sono contento che mi avesse chiesto della laicità perché commentare altre parti mi sarebbe stato molto difficile. Francamente non avrei saputo proprio cosa aggiungere a chi aveva dovuto sopportare la morte precoce di due sorelle in un anno e che a partire da quella esperienza ha scritto, dopo un profondo travaglio richiamato nel libro con una bellissima lettera sotto pseudonimo "Io credo che la morte non abbia l'ultima parola" e che, parlando nelle ultime pagine di sé ci ha scritto in un capitolo dal titolo "Nota di congedo", oltre al sincero riconoscimento "il mio barometro personale dovrebbe essere moderatamente sul brutto" qualcosa di ancor più profondo: "Il 'lieve' problema di salute che mi ha colpito, mi appare un passaporto per entrare nel mondo della grande maggioranza dell'umanità che non gode di privilegi materiali e lotta e soffre per la vita, se non addirittura per la pura sopravvivenza". Questo è ciò che avrei detto lì, nel dibattito che non c'è stato. Scrivendo per parlarvi di Paolo vorrei però spiegarvi perché sarei stato lì, perché per me Paolo è stato un 'maestro' oltre che un amico. Uso la parola 'maestro' tra virgolette come fa Paolo nel libro, lui per rispetto a suo padre Vittorio, a Vittorio Bachelet e Pietro Scoppola perché ad essi "l'espressione non sarebbe piaciuta" in quanto "consideravano Maestro uno solo, l'Uomo-Parola di Dio crocifisso", io per rispetto a lui che in fondo condivideva quel giudizio. L'ho conosciuto prima della Fuci, quando ero uno studente di liceo a Pisa e insieme ad altri coetanei eravamo, più o meno consapevolmente, alla ricerca di una sorta di terza via tra la vecchia identità di sinistra, anche cattolica, che nelle forme classiche del cattolicesimo del dissenso si stava illanguidendo, stava diventando molto ripetitiva, assorbendo dalla sinistra spinte ideologiche e massimaliste superate anziché metterle in discussione, e le forme di nuova destra che cominciavano a prosperare nella Chiesa e fuori di essa. Lui, che generazionalmente era uno dei pochi fratelli maggiori creativi rimasti nella Chiesa cattolica dopo il ciclone del '68 era l'incarnazione vivente che quella terza via era possibile. Ce lo ricorda nel libro, con tratti autocritici rispetto a qualche via di fuga ribellistica in cui lui stesso era caduto: "la terza via, che alcuni di noi coltivavano come i monaci buddisti in Vietnam, non poteva essere né contro né lontana dai nostri coetanei". Ancora da liceale mi consigliò, tra le altre, la lettura dell'ultimo scritto di Emmanuel Mounier, "Fedeltà", che invita i credenti a impegnarsi oltre gli schemi ambigui della politica cristiana e a comprendere le condizioni di possibilità per il vero progetto politico per cui valga la pena di impegnarsi, la costruzione di una "sinistra non comunista". Quel testo precorre con decenni di anticipo anche la nascita del Partito Democratico che, se è potuto effettivamente sorgere, è anche per la semina di persone come Paolo, per anni instancabile animatore di incontri in tutta la periferia italiana, per abbattere muri, certezze apparenti, ripetizioni datate del passato, che ha seguito in tutta la sua vita l'invito che Mounier fa alla fine di quel testo: "Bisogna che riprendiamo la rivolta dei nostri vent'anni, le rotture dei nostri venticinque anni.".

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Lo zero per mille a Curzio Maltese (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 124 del 2008-05-25 pagina 26 Lo zero per mille a Curzio Maltese di Luca Doninelli Nel suo "La questua" il noto giornalista ricalca le orme de "La casta". Il risultato è un saggio che vorrebbe interrogarsi su quanto costa la Chiesa agli italiani, ma che finisce per essere solo anticlericale Il titolo è magnifico: dopo la casta, la questua. Che non è soltanto, dunque, una raccolta di denaro, ma è anche una casta. La casta di chi - quod licet Iovi non licet bovi - può contare sugli introiti di una questua che non ha uguali al mondo. Si parla, va da sé, della Chiesa Cattolica. Uscito per i tipi di Feltrinelli, La questua di Curzio Maltese (pagg. 172, euro 14) raccoglie e amplia un lungo servizio a puntate apparso su La Repubblica sul tema "Quanto costa la Chiesa agli italiani". Un tema che è un classico senza tempo dell'anticlericalismo (anche se Maltese, con modestia, declina il complimento) e che riporta la nostra coscienza storica alle grandi battaglie rivoluzionarie che condussero, a cavallo tra XVIII e XIX secolo, alla confisca di gran parte dei beni ecclesiastici, alla chiusura di conventi e monasteri e, non di rado, all'incarcerazione dei religiosi non ottemperanti. La questione, in altre parole, non è marginale bensì di fondo: non un particolare, sia pure importante, del problema, bensì il centro stesso del problema. Ogni volta che una cultura avversa ha fatto i conti in tasca alla Chiesa il suo obiettivo non era quello di richiamare la Chiesa ai suoi compiti spirituali e al valore della povertà, ma quello - magari usando la solita contrapposizione pelosa tra "Chiesa dei potenti" e "Chiesa dei poveri" - di cancellare la Chiesa dalla faccia della terra. Circa lo stile di questo libro, tutto se ne può dire meno che sia obiettivo o compassato. Maltese presenta molti numeri e diverse tabelle, tutte cose nelle quali non ho grande pratica, ma di cui so che, con un po' di accortezza, si può far dire loro quello che si vuole, come dimostra il servizio apparso venerdì scorso in merito sul quotidiano Avvenire: non nel senso che siano cifre false (almeno speriamo), ma nel senso che molte delle voci riportate sono soggette a discussioni che sono più politiche che statistiche. Dall'otto per mille all'esenzione da alcune tasse fino al finanziamento delle scuole cattoliche, sono indubbiamente molte le voci sul registro delle entrate ecclesiastiche da parte dello Stato. Resta però da discutere se davvero si tratti di regalìe indebite. Non sono i numeri a stabilirlo. La discussione sul principio di sussidiarietà è oggi una delle più importanti tra quelle che riguardano la cultura di questo Paese e, specificamente, la natura e il destino del welfare state: non trovo perciò nulla di scandaloso se esiste qualcuno che ritiene, per esempio, la libertà di educazione una garanzia che lo Stato deve offrire ai cittadini. È opinione di molti che, se il regime scolastico italiano venisse equiparato a quello delle scuole private, e gli istituti scolastici fossero trasformati, come è accaduto in Inghilterra con Tony Blair, in altrettante fondazioni, coinvolgendo tutti i soggetti (quelli laici, intendo) presenti sul territorio, non soltanto migliorerebbe la qualità dell'insegnamento, ma lo Stato abbatterebbe costi oggi a dir poco spaventosi. Ma le cifre - confortate anche dai calcoli del "grande matematico" Piergiorgio Odifreddi (come fa Curzio Maltese a sapere che Odifreddi è un grande matematico?, è un matematico pure lui o parla solo per sentito dire?) - parlano un'altra lingua... Tuttavia il problema di fondo non riguarda i soldi, lo sappiamo bene. Riguarda invece un nodo culturale che sembra non voglia essere sciolto. Maltese è persuaso che l'asse portante della cultura italiana sia il dialogo tra laici e cattolici. Qui sta il vero guaio: che c'è chi vuole tener fermo il Paese a questo problema: da Porta Pia alle Guarentigie, dal Non Expedit al Concordato, da Don Camillo a Peppone, per qualcuno l'Italia dovrà restare sempre ferma a questa contrapposizione (detta "dialogo") di blocchi, di identità forti. Maltese non usa toni molto dialoganti. Qualche esempio. Enormità: "Un cattolico (...) può offendere qualcuno perché è ebreo, o musulmano, o omosessuale..." (ahimè, esentasse anche in confessionale?). Veteromarxismo: "Le gerarchie cattoliche usano temi etici per mascherare importanti interessi economici" (manco "lotta comunista"). Similitudini: "Siamo la nazione che spende meno in Occidente per la ricerca e più d'ogni altra per finanziare la Chiesa, (ergo, ndr) esportiamo cervelli e importiamo santi e maghi". Eccetera. Su una cosa sono invece d'accordo con Maltese: se vescovi e cardinali parlassero meno ed evitassero questo eccesso di esposizione mediatica anche su questioni non di primissima importanza, non sarebbe una cattiva idea. Un certo laicismo, politicamente debole ma culturalmente forte, intende attaccare la Chiesa al cuore, ed è perciò il cuore che va difeso: e il cuore non è una questione etica (non sarei cristiano, se così fosse), ma la notizia che il Verbo si è fatto carne, che cambia tutta la vita dell'uomo. Nel testo introduttivo, Ezio Mauro ci presenta una sua versione molto numerica dell'idea di democrazia, che ricorda la definizione che ne diede Borges: una curiosa applicazione della statistica. E mette in guardia contro il pericolo costituito dalla pretesa della Chiesa nei confronti di una democrazia che "non contempla l'Assoluto". Anche qui, la discussione è aperta. Tocqueville, che sul tema della democrazia non è l'ultimo arrivato, ricorda che le premesse antropologiche della democrazia non sono contenute nel sistema democratico, bensì nei valori ai quali la persona umana è educata "prima" della democrazia. Ma, chiuso il libro, resta l'impressione che l'accenno al dialogo laici-cattolici, per quel che vale, sia più che altro una boutade. Libri come questo non puntano a nessun dialogo, ma - poco o tanto - all'attuazione di un disegno antico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Daniele diventa prete, è l'ultimo seminarista minore (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

La cerimonia Con l'ordinazione del diacono cresciuto al Chiappeto si chiude un capitolo della chiesa genovese 26/05/2008 È UN CAPITOLO di storia della Chiesa genovese che si chiude, con l'ordinazione dell'ultimo seminarista-bambino formato nel seminario minore del Chiappeto, la struttura della Curia che alla metà degli anni Novanta è stata chiusa dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Dal primo di giugno, quel bambino nato il 28 agosto del 1982, diventato uomo e diacono, sarà ordinato sacerdote per mano del cardinale Angelo Bagnasco. "Avevo undici anni, quando sono entrato in seminario - racconta don Daniele Manis, ormai vicino all'ordinazione - frequentavo la mia parrocchia a Marassi e, quando don Marco Doldi mi propose di entrare in seminario, risposi di sì, senza sapere ancora cosa avrei fatto della mia vita". Ecco il punto: è possibile prendere una decisione così estrema quando si è appena bambini? La Chiesa, nel corso degli ultimi anni, ha progressivamente chiuso la maggior parte dei seminari "minori", quelli destinati ai più piccoli, dalle elementari alle medie. Una scelta dettata dall'evoluzione della pedagogia e dalla volontà di privilegiare le vocazioni mature, ma anche da motivi economici: nel 1996, al momento della decisione del cardinale Tettamanzi di chiudere definitivamente, il Chiappeto aveva solo tre ospiti e mantenere la struttura aveva costi altissimi per la Curia. Il rettore, allora, era don Lorenzo Ghiglione, morto lo scorso mese di ottobre a 58 anni, tradito dalla montagna che amava lungo un sentiero impervio sulle alture di Arenzano. E, dei seminaristi bambini di allora, due hanno percorso fino in fondo la strada del sacerdozio. Difficile, per la mentalità laica, accettare che qualcuno decida davvero di diventare prete così piccolo, a undici o dodici anni. Ma don Manis invita a cambiare prospettiva: il seminario dei bambini, dice, non rappresentava una scelta definitiva ma doveva invece servire a scoprire la propria vocazione, guardando in se stessi. "Credo che un seminario minore sarebbe, ancora oggi, una ricchezza spirituale per la diocesi - dice - Quando sono entrato, avevo deciso che volevo seguire Gesù, ma allora non sapevo affatto se sarei diventato prete o no". Al Chiappeto, il piccolo Daniele aveva trovato sacerdoti e insegnati che l'avevano aiutato in questa ricerca. "Con me c'erano altri due seminaristi, Vincenzo Ricciardi aveva già 14 anni, è diventato sacerdote tre anni fa ed è viceparroco a San Bartolomeo della Certosa. L'altro, mio coetaneo, si sposerà quest'anno e ne sono felicissimo, era la sua vocazione. Nessuno ha imposto nulla, abbiamo solo avuto un'opportunità in più per trovare la nostra strada, frequentando le scuole medie all'interno del seminario dal 1993 al '96. Quando poi è stata decisa la chiusura del Chiappeto, io ho continuato a frequentare la comunità vocazionale "Eccomi" e, dopo essermi diplomato al liceo classico Colombo, il 30 settembre 2001 sono entrato al seminario del Righi". La Chiesa cambia e i tempi non sono facili. Quella di don Manis sarà la sola ordinazione, quest'anno, ed è un dato allarmante per il mondo cattolico. Perché il clero invecchia, due preti diocesani su tre hanno più di sessant'anni. Uno su quattro è"over 75". E il ricambio non c'è. Già tre anni fa il seminario genovese aveva dovuto serrare le fila, diventando "interdiocesano" con l'accorpamento di tre strutture: quella di Chiavari, numericamente la più consistente con una dozzina di aspiranti sacerdoti, e poi Savona dove i chierici si contavano sulle dita di una mano e Ventimiglia-Sanremo che era da tempo un polo semiabbandonato. In pratica quattro su sette seminari della Liguria sono confluiti al Righi, con una direzione completamente rinnovata affidata a don Michele Cavallero. E la piccola storia della comunità ecclesiale genovese ricomincia da qui, senza più seminaristi-bambini e con tanti preti coi capelli bianchi che restano in trincea. Restano i ricordi di chi è diventato sacerdote attraverso l'esperienza del Chiappeto. "Quelli furono anni bellissimi - ricorda don Vincenzo Ricciardi, l'altro seminarista-ragazzino - tra studio, preghiera, vita quotidiana e vacanze estive a Monte Leco". Seguendo quella che, per i cattolici, è una chiamata. Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 26/05/2008.

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<Fame nel mondo, non restate indifferenti> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2008)

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"Fame nel mondo, non restate indifferenti" appello del papa ai cristiani Si apre oggi l'assemblea dei vescovi che affronterà anche temi come rifiuti e sicurezza. Grande fermento per le nomine 26/05/2008 CITTÀ DEL VATICANO. Il Papa lancia un appello ai cristiani, che non "possono restare indifferenti dinanzi a chi è privo del pane quotidiano". Lo ha fatto Benedetto XVI ieri all'Angelus, ricordando che "tanti genitori riescono a malapena a procurarlo per sé e per i propri bambini". "È un problema sempre più grave che la comunità internazionale fa grande fatica a risolvere". Ma la fame nel mondo non è l'unico argomento all'ordine del giorno in Vaticano: gli occhi sono puntati sui contenuti dell'impegno pastorale per i vescovi italiani, da oggi la assemblea generale della Cei, con particolare attenzione alla emergenza educativa. Ma c'è anche grande interesse, ipotesi e curiosità circa i cambiamenti al vertice della Conferenza episcopale italiana, che saranno inevitabilmente innescati quando il cardinale Camillo Ruini lascerà l'incarico di vicario del Papa per Roma. La data presunta per l'avvicendamento è entro la fine di giugno, il successore più accreditato è il cardinale Gaetano Vallini e in molti sono pronti a credere che poco dopo anche il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori cambierà incarico. All'ordine del giorno dell'assemblea generale dei vescovi italiani c'è la situazione socio-religiosa dell'Italia, e questo potrebbe portare la riflessione sui temi della sicurezza, sia in relazione alla immigrazione che alla emergenza rifiuti, e sulla nuova fase politica aperta dalla vittoria del centrodestra. I presuli rifletteranno anche sulla preoccupazione per l'indebolirsi dell'impegno educativo e sulla volontà della Chiesa e della altre aggregazioni laiche cattoliche di ridare contenuto e slancio a tale impegno. Altri punti all'ordine del giorno, lo stato del clero italiano, una riflessione sui vent'anni dell'otto per mille, sull'evangelizzazione dei giovani, sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, sul debito dei paesi poveri e sui matrimoni tra cattolici e battisti. Il "parlamento" dei presuli italiani, come tradizione, si riunirà nell'aula del Sinodo in Vaticano per cinque giorni, fino a venerdì 30 maggio. E secondo tradizione sarà anche ricevuto dal Papa, probabilmente giovedì. Aprirà il lavori, nel pomeriggio di domani, la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, succeduto nel marzo dell'anno scorso a Ruini alla presidenza della Cei. Ruini ricoprirà per un quinquennio il ruolo di presidente del neocomitato dei vescovi per il Progetto culturale della Chiesa italiana e se questo rafforza Dino Boffo alla direzione di Avvenire (e di Sat2000 e Radio Inblu, la televisione e il circuito radio della Cei), rende plausibile che Betori, ruiniano di ferro, lasci la segreteria della Cei. Gli informati indicano in Arrigo Miglio, attuale vescovo di Ivrea, il più probabile nuovo segretario della Cei. Mons. Betori nei mesi scorsi sembrava destinato a un importante dicastero vaticano, ma da qualche settimana ha preso corpo l'ipotesi che possa succedere al cardinale Ennio Antonelli come arcivescovo di Firenze, il quale potrebbe prendere il posto del defunto cardinale Alfonso Lopez Trujillo alla presidenza del Pontificio consiglio per la famiglia, anche se per lo stesso incarico si fa il nome dell'arcivescovo di Toledo, Antonio Canizares, animatore delle marce madrilene contro Zapatero e a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale. Così, estendendo il raggio dalla Cei al Vaticano, le ipotesi su nuove nomine si spingono fino alla Congregazione per le cause dei santi, - secondo alcuni l'attuale segretario della Congregazione per la dottrina della fede, Angelo Amato, potrebbe succedervi come prefetto al cardinale José Saraiva Martins e e a quella per la dottrina della fede: il prefetto William Levada diventerebbe arcivescovo di New York e sarebbe sostituito in Congregazione dall'arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, teologo e discepolo di Ratzinger; e monsignor Rino Fisichella, attuale rettore della Lateranense e cappellano di Montecitorio, succederebbe a monsignor Amato. Ma non è chiaro se lo spostamento di Levada, prima nomina di papa Ratzinger nel 2005, sia nelle intenzioni del Papa o solo in quelle di chi a Roma non riesce ad amarlo. 26/05/2008.

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Non si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del "Non si può tradurre la morale cattolica in norme imposte a tutti altrimenti rischia lo Stato laico".

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D'Alema: rischi per la laicità con un patto Chiesa-destra (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del D'Alema: rischi per la laicità con un patto Chiesa-destra di Andrea Carugati inviato a Marina di Camerota (Sa) In Italia c'è un rischio per la laicità dello Stato. Che si concretizzerà se la Chiesa "cederà alla tentazione demoniaca del potere, che già ha prodotto errori nella sua storia". Se cioè ci sarà un "patto di potenza" tra la Chiesa e la destra, un patto cementato da leggi che traducano la morale cattolica in norme "imposte a tutti". Massimo D'Alema lancia l'allarme sulla laicità durante la sua relazione conclusiva del seminario su "religione e democrazia", organizzato dalla Fondazione Italianieuropei, che si è chiuso ieri a Marina di Camerota. Lo fa senza alcuna vis polemica o laicista, al termine di tre giorni di riflessioni alte, con intellettuali di fama internazionale come Remo Bodei e Tzvetan Todorov. Secondo D'Alema questa alleanza tra Chiesa e destra metterebbe in pericolo il "carattere pluralistico, democratico e liberale dello Stato". Di qui il monito alle gerarchie cattoliche, affinché "non indirizzino il proprio peso politico da una parte, ottenendo in cambio la tutela di principi e valori che diventano leggi valide per tutti". Anche per chi cattolico non è, e su aborto e fecondazione, ad esempio, ha convinzioni morali diverse. L'ex ministro degli Esteri inserisce questo concetto in una lunga relazione sulla crisi dell'Occidente, dopo la sconfitta delle ideologie di mercato che hanno dato spinta alla globalizzazione: crisi in cui la religione ha assunto un ruolo "di supplenza", di "identità e protezione" per società sempre più "smarrite e incerte sul proprio futuro". In questo contesto "la destra ha preso a prestito la religione come elemento coesivo nel conflitto dell'Occidente con altre civiltà, come è avvenuto, con le dovute differenze, nel mondo islamico". La destra lo ha fatto perché "è stata migliore interprete di ciò che si muove nel fondo delle nostre società". E tuttavia questo esito, l'alleanza tra chiesa e destra, è tutt'altro che scontato: anzi, secondo D'Alema, il ritorno della religione in primo piano nello spazio pubblico potrebbe avere effetti di tutt'altro segno se la Chiesa non cederà alla tentazione del fondamentalismo: "Il sentimento religioso non solo non è incompatibile con la laicità, ma può ridare forza e prospettiva alla politica", spiega. Può essere uno di quegli "affluenti" di cui "la politica ha bisogno per tornare a suscitare passioni". Ma perché questo avvenga è necessario che all'unità ecclesiale si affianchi un forte "pluralismo delle scelte sociali e politiche". Che emergano le "linee di frattura dentro il movimento cattolico". Ed è necessario che la chiesa recuperi la sua "carica di universalità", che "non si confini in una alleanza con l'Occidente". D'Alema si richiama al Concilio, alla "Gaudium et spes" cita l'intervento di sabato qui al seminario di monsignor Piero Coda, presidente dell'Associazione teologica italiana, che aveva ricordato come "neanche un Papa possa mettere in discussione il Concilio Vaticano II, solo un nuovo Concilio può farlo". E aveva invitato a "non identificare le posizioni della chiesa con quelle della gerarchia", a guardare "anche a cosa matura e lievita nella base cattolica", nell'associazionismo. D'Alema accoglie questa prospettiva, attento a cosa si muove dentro la Chiesa e invita a più riprese a un "dialogo fecondo" tra laici e cattolici. C'è spazio anche per un supplemento di riflessione sulla sconfitta elettorale. D'Alema cita l'analisi di Mauro Calise e dice: "Non abbiamo tenuto conto di queste sconvolgenti novità,ci siamo rivolti a un voto di opinione razionale, senza capire che stava tornando prepotentemente un voto identitario, mosso soprattutto da passioni e paure, anche dalla forza di argomenti irrazionali. La destra ha intercettato questo spostamento di pezzi di comunità". Secondo D'Alema, però è troppo semplicistico prendersela con "l'ignavia dei dirigenti", che accusarli di non aver fatto sentire abbastanza i valori del centrosinistra. "Io temo che le tante nostre buone ragioni, dalla pace, alla tolleranza, ai diritti, non riescano a costruire consenso per l'impotenza della politica, per l'indebolimento degli strumenti in grado di agire sulla realtà,a partire dallo stato nazionale". Conclude D'Alema: "Abbiamo passato tanto tempo a decostruire, dopo che la politica aveva suscitato aspettative ipertrofiche: ora è il momento di ricostruire, un riformismo senza visione del futuro è solo ingegneria sociale che non regge la sfida con fondamentalismi". "Ma è un programma di lungo respiro...". Intanto il lavoro della Fondazione va avanti: "Non voglio fare un monastero benedettino", sorride D'Alema. "Né fare dibattiti di sezione. Vogliamo rimettere in comunicazione politica e cultura, in un progetto collegato al Pd ma non partitico, capace di dialogare anche con altri".

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La Messa è rock, andate in pace (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del La Messa è rock, andate in pace... di Nando Dalla Chiesa */ Mantova Segue dalla Prima L a celebrazione della messa rock in cui esaltare il titolo della manifestazione, "La mia vita è come un rock". Per usare il genere musicale più amato del dopoguerra come metafora della vita e del suo senso. In un momento in cui, per tornare alle esortazioni di don Ciotti, la parola di verità deve prevalere sul silenzio; e in cui siamo chiamati ad attraversare i deserti che costellano le nuove mappe della società. La messa rock di ieri mattina, celebrata anche da don Gino Rigoldi (cappellano del carcere minorile di Milano) e da don Alfredo Rocca (parroco del quartiere di Lunetta), ha assunto, minuto dopo minuto, un senso e un valore insospettabili da parte degli stessi organizzatori. Certamente figli del progetto del festival, ma proiettati - e molto - al di là degli stessi confini del progetto. Più passava il tempo, più le parole di don Ciotti e di don Rigoldi si mescolavano con la voce struggente di Antonella Ruggiero, con le tonalità gospel di Delmar Brown, con le raffinatezze melodiche di Raiz o con la verve spumeggiante degli Ardecore, più si fondevano tra loro le ragioni degli applausi che provenivano dai gradoni dell'anfiteatro, più si capiva di trovarsi davanti a un evento che stava rompendo, e non solo per un'ora, steccati e frontiere. Esattamente come ha fatto per oltre mezzo secolo la musica rock. D'un colpo solo sono caduti muri e distinzioni. È caduta anzitutto la barriera tra musica rock e spiritualità. Altro che sesso e droga; Vangelo secondo Matteo e don Tonino Bello, piuttosto. E musica come voce "che chiede giustizia e pace". È caduta la barriera tra generi musicali apparentemente inconciliabili (quella della Ruggiero era soprattutto musica sacra). Sono saltati i confini invalicabili tra la Mantova delle splendide piazze rinascimentali, quelle in cui si svolge senza sosta il festival, e la Mantova delle periferie emarginate. O i confini tra bello e brutto, quest'ultimo riscattato a bello proprio grazie alla fusione di spiritualità e musica. Saltati, ancora, e del tutto, i confini tra cattolici e laici. Spariti, letteralmente. E se non ha destato scandalo una versione erotica del "Cantico dei cantici", altrettanto un'attrice ha deciso d'istinto di fare la comunione dopo trent'anni, spiegando "mi sono detta: ma se non faccio la comunione alla messa rock, quando mai la farò?". Caduti anche, negli interventi degli oratori, i confini che vorrebbero tenere separato l'Occidente dai suoi nemici, che premono alle porte delle nostre vite serene e possidenti. Eretti, piuttosto, altri confini. Confini netti. Quelli tra chi usa le parole per occultare le verità del mondo, a volte anche schierandosi con i buoni princìpi, e chi le usa per la denuncia irriverente che si fa anch'essa, (pensate l'eresia) "annuncio di salvezza". Oppure tra chi fustiga la gioventù di oggi abdicando al compito di offrirle valori e chi pensa che "dobbiamo ricominciare a parlar bene dei giovani", e che, piuttosto che raddoppiare le ore di educazione civica, crede sia importante dare ai ragazzi testimonianze di vita. Insomma, in un festival musicale che ha dimostrato una volta di più di non essere "un festival tra gli altri" è successo qualcosa di nuovo, è nato qualcosa che sa di civile, sociale e culturale insieme. L'incontro e la rottura degli steccati non sono avvenuti infatti sul piano del galateo politico, in omaggio ai dettami di un improbabile monsignor Della Casa della seconda o terza Repubblica. Ma sono avvenuti sul piano dei valori, della dignità e qualità della persona, sul senso della vita. Il che ha portato, a sua volta, anche a ridisegnare distanze e geometrie del mondo e della mente. Come ha detto una giornalista, "è incredibile che io debba essere venuta qui, a un punto d'incrocio tra la chiesa e il rock, per sentire che cos'è la politica". Già, la politica che esalta la sua presenza e il suo primato senza che si parli di politica, senza che nemmeno la si nomini. Mentre nei Palazzi la politica si svuota di senso parlando ogni minuto di se stessa. È un paradosso dei nostri tempi. Per questo, in fondo, la messa rock di ieri non ha poi tanto a che vedere con le messe beat degli anni Sessanta, benché potesse a prima vista rievocarle. Perché qui non abbiamo più una chiesa che gioca la carta della modernità dei costumi e delle forme di comunicazione per ricostruire un consenso in sofferenza. Ma abbiamo un mondo multiforme che cerca e trova nuove vie per comunicare valori, per contrastare il vuoto, per attraversare il deserto della società ricca e senza qualità. Per porre domande di senso. Esistenziali e politiche al tempo stesso. Ieri qualcosa, nella comunicazione politica esangue e balbettante di questi mesi, si è rotto. Anche oltre la percezione immediata di chi era presente, si è aperta una strada. E questa, per chi sa ascoltare i tempi e vuole interpretarli, è un'ottima notizia. www.nandodallachiesa.it (* Organizzatore della kermesse musicale di Mantova) EVENTI La kermesse musicale di Mantova si è chiusa ieri con una straordinaria esperienza che ha unito sacro e profano, credenti e laici. Una Messa, con don Ciotti e con don Rigoldi, attraversata da una colonna di puro rock.

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Il consiglio comunale e gli operatori sociali - raffaele carotenuto (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

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Pagina IV - Napoli IL CONSIGLIO COMUNALE E GLI OPERATORI SOCIALI RAFFAELE CAROTENUTO l Consiglio comunale di Napoli lo scorso 20 maggio ha votato il piano sociale di zona, previsto dalla legge 328/2000, mettendo a sistema l'impianto pubblico delle politiche per i meno garantiti a Napoli. Una manovra da 90 milioni, di cui 55 circa con fondi dell'ente locale (62,1 per cento), che guarda alla disabilità con crescente interesse quantitativo e destina il 28 per cento dell'intero ammontare allo scopo. è la seconda voce di spesa dopo le politiche per la famiglia e per i minori (40,4 per cento). Il piano sociale di zona è il frutto di un processo di programmazione partecipata che si propone l'analisi dei processi di esclusione sociale, stabilisce strategie e obiettivi d'intervento e pone le basi per il superamento delle condizioni sociali di svantaggio riscontrate. Alcune ispirazioni di fondo ne tracciano il percorso come l'integrazione socio sanitaria e la promozione della salute, la promozione della cultura dei diritti di cittadinanza, la gestione della domanda sociale e la organizzazione dei modelli di risposta promossi non solo dal Comune, ma dal Terzo Settore e dalle tante risorse informali delle comunità locali di cui Napoli è ricchissima (solidarietà cattolica e laica, rapporti di vicinato, associazionismo diffuso, reti territoriali). Analisi e superamento delle condizioni di "schiavismo sociale" provocate dal disagio, dalla precarietà, dal nullismo e dall'invisibilità sociale con punte di eccellenza come una nuova concezione dell'intervento pubblico, spesso caratterizzato dal solo importante ma asfittico assistenzialismo, senza mai immaginare un progress, ovvero una progettazione che coglie elementi di welfare to work che sappiano accompagnare l'integrazione socio-lavorativa, tanto da rispondere a una domanda di disagio con dinamicità guardando ai liberati dal carcere e indultati, alle ragazze madri, ai percettori del reddito di cittadinanza, alle vedove proponendo tirocini formativi, sostegno al reddito e lavoro vero. Ma questo impianto propone anche una riprogettazione delle regole tra Comune, Terzo Settore, Volontariato, Tribunale dei minori, Provveditorato agli studi e Famiglie. Una nuova griglia regolativa tra la cosiddetta stazione appaltante e i soggetti che si candidano allo svolgimento delle prestazioni sociali. In merito agli operatori socio assistenziali (Osa) che effettuano l'assistenza e cura ai disabili delle scuole pubbliche napoletane, Giovanni Laino, che ne scrive il 24 maggio su "Repubblica", non sa che: a) il 28 dicembre del 2004 il Consiglio comunale di Napoli ha votato un atto di indirizzo che impegnava l'amministrazione comunale a valutare l'opportunità di un allargamento dell'oggetto societario della Napoli Sociale spa fino a ricomprendere l'assistenza specialistica agli alunni disabili; b) gli Osa, personale che opera almeno da dieci anni (tanti da prima del 1995), nel 2004 hanno ottenuto il cosiddetto passaggio di cantiere ex articolo 37 del Ccnl socio educativo assistenziale e di inserimento lavorativo; c) nel 2005 sono stati formati dalla Regione Campania con percorso professionale pubblico e gratuito. Ma la cosa sorprendente è che Laino, pensatore del sociale oltre che operatore stesso, omette di dire che il servizio di assistenza ai disabili nelle scuole è stato svolto dalle stesse centrali cooperative dal 1995 al 2006, sempre le stesse passando tra gare (pochissime) e proroghe (molte). Quindi non è affatto vero che, come egli sostiene, tale servizio è appaltato "a diversi soggetti che cambiano negli anni". Sono sempre gli stessi. Come pure non emerge un altro dato fondamentale: le cooperative talvolta prefigurano rapporti di lavoro mascherati facendo una voluta confusione tra soci cooperatori, dipendenti, volontari, contratti a tempo. Ma la verità più scomoda a riconoscersi è che la decisione del Consiglio comunale della terza città d'Italia va nell'indirizzo di spezzare l'intermediazione parassitaria delle imprese sociali attraverso la scelta della internalizzazione del servizio di assistenza agli alunni disabili tenendo dentro, e non fuori, il nodo della finanza locale. L'amministrazione comunale paga una assistente sociale 14,24 euro all'ora. Mentre il prezzo che Palazzo San Giacomo riconosce alle imprese sociali per ogni Osa è di 15,11 euro. Ciò significa che costa meno un dipendente comunale laureato che un operatore sociale esterno non laureato. Questo è lo scandalo che viene corretto dopo oltre 13 anni. Si può continuare dicendo che tale scelta coniuga, oltre al risparmio, la qualità professionale degli operatori, spezza una condizione di mercato privato monopolistico, abbassa una conflittualità tra Comune e Terzo Settore in sede di giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), smaschera la precarietà di alcune centinaia di donne e di uomini. Caro Giovanni Laino il Consiglio comunale di Napoli ha fatto una scelta libera e consapevole, ha preso una decisione che non "ingrassa" nessuno, anzi che finisce di far ingrassare sempre gli stessi. Dovremmo tutti riconsiderare un assunto: bisogna che Napoli passi da una concezione dove i servizi sociali guardano spesso alle professioni e assoggettare quest'ultime al servizio del sociale. L'autore è capogruppo di Rifondazione comunista al Consiglio comunale di Napoli.

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Bindi: "quel pericolo si evita rafforzando i cattolici del pd" - lavinia rivara (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

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Il vicepresidente della Camera plaude a D'Alema, ma avverte: "Non userei la parola potere" Bindi: "Quel pericolo si evita rafforzando i cattolici del Pd" Il suo è un contributo rilevante, proprio perché arriva da un uomo della sinistra, da un non credente LAVINIA RIVARA ROMA - Onorevole Bindi, Massimo D'Alema lancia una sorta di avvertimento alla Chiesa, affinché non ceda alla tentazione di patti di potere con la destra in cambio di una affermazione legislativa dei suoi principi. Non le sembra un vero e proprio altolà? "Intanto una premessa. Considero l'incontro promosso da Italianieuropei e l'intervento di D'Alema un passo avanti, un contributo rilevante, proprio perché da un uomo della sinistra, che si definisce non credente, da una fondazione laica, giunge un riconoscimento importante della religione e del ruolo fondamentale dei cattolici per la democrazia nel nostro Paese. Finora riflessioni come queste sono state promosse solo dai cattolici, come gli incontri che con altri amici organizziamo a Bose. Detto questo però, non userei la parola "potere", mi pare un termine improprio. Non credo che la Chiesa sia alla ricerca del potere se chiede che alcuni principi siano recepiti dalle leggi. E tuttavia mi vengono in mente le parole di Aldo Moro, che all'indomani del referendum sul divorzio disse che forse era arrivato il momento di non affidare solo alle norme l'affermazione dei principi cattolici. Perché i valori vanno fatti crescere nella società, attraverso un impegno culturale, un'azione di evangelizzazione. Né si può pensare che in una società pluralista la legge di uno Stato laico sia perfettamente sovrapponibile ai valori cattolici". Dunque anche secondo lei esiste la tentazione di un simile patto? "Il rischio di imprigionare la forza sconvolgente del Vangelo in una parte politica e sempre stato presente, a destra come a sinistra. Così come oggi c'è chi tenta di identificare il cristianesimo con la civiltà occidentale, mentre esso è per definizione universale". Ma oggi, all'indomani della vittoria di Berlusconi, c'è o no il rischio di un dialogo privilegiato tra le gerarchie ecclesiastiche e il centrodestra? "Don Milani diceva ai cattolici di sinistra "non siate timidi nel sostenere le vostre ragioni". E a D'Alema posso rispondere così: la strada principale per evitare un simile rischio è dimostrare che noi siamo sensibili a questo dialogo, che non emarginiamo la cultura dei cattolici nel centrosinistra e nel Pd, ma anzi lasciamo che abbia piena cittadinanza. E agli avversari del centrodestra dico: giù le mani da ogni tentativo di strumentalizzare la Chiesa". Tuttavia il pressing di parte del mondo cattolico sull'attività del Parlamento sembra rafforzarsi. Pochi giorni fa Famiglia Cristiana invitava a "scardinare il mito della legge 194"... "Sì, ma tutte le componenti cattoliche di centrosinistra, e non solo, hanno sostenuto che toccando le norme sull'aborto si rischia di peggiorare l'equilibrio che è stato raggiunto. Non dimentichiamo che oltre il diritto-dovere della Chiesa di parlare c'è l'autonomia dei cristiani impegnati in politica, il loro diritto-dovere alla coerenza con i valori cattolici e al rispetto del valore della laicità e del pluralismo del Paese". Insomma da una parte c'è un ex uomo del Pci che sembra voler dare lezioni ai cattolici, dall'altra c'è Il Regno, rivista dei padri dehoniani, tradizionalmente vicina a Prodi, per la quale i cattolici democratici sono divenuti una sorta di "indipendenti di sinistra". è vero che siete ridotti all'afasia? "Intanto quella di D'Alema è una riflessione con la quale interloquire. E mi stupisco che Quagliariello parli di ingerenza nell'autonomia della Chiesa dopo che, con Bondi, ha cercato di strumentalizzare Don Milani e La Pira. Quanto al Regno io non mi sento afasica. E penso che se la presenza dei cattolici si riducesse ad una annessione al partito storico della sinistra, beh, allora non ci sarebbe il Pd. La sua esistenza è legata alla fecondità di tutte le sue culture fondative".

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D'alema, appello alla chiesa "no alla tentazione del potere " - dal nosro inviato (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-05-2008)

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D'Alema, appello alla Chiesa "No alla tentazione del potere " Per l'ex ministro sarebbe un rischio il patto con la destra "Un riformismo senza valori è ingegneria sociale il Pd alimenti le speranze" DAL NOSRO INVIATO Giovanna casadio MARINA DI CAMEROTA - Un messaggio alla Chiesa: "No alla tentazione del potere che è demoniaca, origine di quei misfatti di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono". Un'analisi lucida del baratto tra il cattolicesimo e la destra politica: "C'è da temere che il peso politico dei cattolici si indirizzi verso una parte per ottenerne in cambio la tutela giuridica di principi e valori affinché diventino legge dello Stato imposta a tutti". Massimo D'Alema se ne esce a sorpresa con un discorso severo sulla Chiesa, il patto di potere con la destra e il cattolicesimo italiano. è una riflessione generale quella del leader Pd, inserita com'è nel seminario di filosofia politica su "Religione e democrazia" della "sua" Fondazione "Italianieuropei", ma solleva subito un polverone tra i cattolici democratici, co-azionisti nell'impresa del nuovo partito riformista. è proprio ai cattolici che rivolge infatti un appello: "I credenti occupano uno spazio pubblico da sempre nel nostro paese, per cinquant'anni siamo stati governati dalla Dc, che ha garantito la laicità. Sarebbe peraltro illusorio confinare la dimensione religiosa nella sfera privata, né avrebbe senso. Il problema è il rapporto tra l'unità ecclesiale dei credenti e il pluralismo delle loro scelte sociali e politiche: c'è da temere un rinnovato patto di potenza, che la Chiesa cioè - ribadisce - ceda alla tentazione di potere". E che i cattolici facciano lobby pur di imporre i loro principi etici come norma giuridica. Quanto si vede all'orizzonte, o è già accaduto con il voto in Italia, onda lunga che investe tutta l'Europa, "colpisce la laicità dello Stato, preoccupa la visione laica". Una riscossa laica è indispensabile, così come i credenti devono scrollarsi ogni fondamentalismo. è un attacco alla Chiesa e a Ratzinger? Sul Papa D'Alema si limita a ricordare l'importanza del Concilio Vaticano II che "neppure un Pontefice, abbiamo appreso da monsignor Coda che è intervenuto qui, può rimuovere". No alle gerarchie "ripiegate in un'alleanza tra Occidente e mondo giudaico-cristiano". E quindi, l'ex ministro entra nel merito dei temi che hanno costituito gli ultimi terreni di scontro tra laici e cattolici: l'aborto, la legge sulla fecondazione assistita. Cosa sarebbe bello? Che i movimenti e le associazioni cattoliche possano essere "a fianco della sinistra nelle manifestazioni in difesa della pace e contro la guerra in Iraq, o dissentire sul tema dell'aborto e della fecondazione e poi di nuovo affianco a noi nella difesa dei migranti". Un vero pluralismo che aiuti una politica oggi "impotente". Ci sarebbero nomi e cognomi da fare: del "modesto intellettuale neo-conservatore Tremonti" aveva già parlato. Il filosofo Tzeven Todorov (che conclude con Charles Larmore la tre giorni di "Summer School") cita Sarkozy e l'uso che fa della religione. D'Alema: "Se mi mettessi a fare nomi io, subito si direbbe D'Alema contro Berlusconi e poi interviene Bonaiuti...". Comunque. la sinistra democratica ha lasciato alla Chiesa anche ruoli di supplenza nelle società "smarrite per gli effetti boomerang della globalizzazione". Poiché la Fondazione non è "un monastero benedettino" (ma neppure, dice D'Alema, faccio "un dibattito di sezione"), sul Pd afferma: "Deve avere una visione del futuro e alimentare le passioni e le speranze. Un riformismo senza valori è ingegneria sociale". Ecco, ciò che la destra ha visto in anticipo è che c'era bisogno di un "voto politico identitario, mosso da passioni e da paure". Così, nell'incontaminato scenario del Parco del Cilento, si parla di sicurezza e di immigrazione: "Io sono sempre stato un uomo d'ordine, sono per la tutela della sicurezza dei cittadini, ma è ora che gli immigrati abbiano diritti politici. Un 10/15% della forza lavoro in Italia non ha rappresentanza: la nostra è diventata una democrazia del censo?".

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ROMA Un'alleanza tra Chiesa e politica è pericolosa, la Chiesa non ceda alla tentaz (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)

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ROMA "Un'alleanza tra Chiesa e politica è pericolosa, la Chiesa non ceda alla tentazione del potere. Sì al dialogo tra laici e cattolici senza fondamentalismi". A Marina di Camerota Massimo D'Alema (nella foto) ha messo al centro delle riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a raccolta dalla fondazione "Italianieuropei", il controverso rapporto tra religione e democrazia. Tema non avulso, per l'ex ministro degli Esteri, dalla politica che, già debole, "ha bisogno di arricchire il suo retroterra di analisi pena un impoverimento drammatico".

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ROMA Confinare la religione in una sfera solo individuale è sbagliato e illusorio. Quell (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 26-05-2008)

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ROMA "Confinare la religione in una sfera solo individuale è sbagliato e illusorio. Quello che si deve temere è un rinnovato patto di potenza che riguarda le leggi e non l'agire sociale. Quello da temersi è che la Chiesa cada nella tentazione del potere, mettendo in dubbio la laicità dello Stato". Da Marina di Camerota, per tre giorni, Massimo D'Alema non ha fatto il "monaco benedettino", anche se al centro delle riflessioni di filosofi e studiosi, chiamati a raccolta da Italianieuropei, è stato il controverso rapporto tra religione e democrazia. Tema non avulso per l'ex ministro degli Esteri dalla politica che, già debole, "ha bisogno di arricchire il suo retroterra di analisi pena un impoverimento drammatico". Tre giorni serrati di dibattito da addetti ai lavori, al termine dei quali D'Alema ha rilanciato l'utilità di un dialogo "fecondo" tra laici e cattolici nel rispetto reciproco dei ruoli e nel "pluralismo delle idee", pur mettendo in guardia dai "pericoli" di un'alleanza tra Chiesa e potere. "Sappiamo quanti misfatti sono derivati dalla tentazione di potere della Chiesa, misfatti di cui Giovanni Paolo II diceva di dover chiedere perdono". In una "società smarrita", è la tesi dell'ex vice premier, c'è stata una rinascita del sentimento religioso visto come rifugio dalle paure del dopo 11 settembre. Se la Chiesa è avvertita come "fattore di protezione", la destra ha intercettato e interpretato "le paure e le attese" della società. E qui l'ex ministro degli Esteri ammette che "la sinistra democratica europea ha visto con molto ritardo la novità di questo scenario" e, pensando fosse finito il voto ideologico, non ha capito che "tornava prepotentemente il voto identitario mosso da passioni e paure e non da valutazioni razionali". "È difficile pensare - sostiene l'ex ministro degli Esteri - ad un riformismo non mosso da valori, altrimenti sarà ingegneria sociale che non reggerà la sfida". Certo, ammette D'Alema citando uno degli ospiti, il filosofo Remo Bodei, "è un programma di lungo periodo", che deve puntare "a restituire respiro ad una politica in grado di governare le paure, costruire le condizioni di convivenza e restituire all'Occidente una visione meno impaurita e fiduciosa". Perchè, ad esempio, la sicurezza va garantita e D'Alema si definisce "un uomo d'ordine e non del disordine", ma va coniugata con l'integrazione e "il riconoscimento dei diritti politici" a quegli immigrati che rappresentano il 10-15% della forza lavoro, "altrimenti si ha una democrazia censitaria". Ed in questo contesto il dialogo tra laici e cattolici è proficuo e utile "se la religione non prende forme di fondamentalismo che vuole imporre il suo punto di vista, ledendo la laicità dello Stato". Temi difficili che l'ex vice premier continuerà ad analizzare: la Fondazione Italianieuropei non farà nè un "monastero benedettino", nè un "luogo di dibattito di sezione", ma un'occasione di riflessione culturale che potrà "essere utile alle sezioni".

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<Chiesa, la tentazione del potere è demoniaca> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Convegno L'ex ministro al seminario di Italianieuropei: Giovanni Paolo II chiese perdono "Chiesa, la tentazione del potere è demoniaca" L'affondo di D'Alema: ha sempre prodotto misfatti. Sbagliato un patto tra destra e religione Teodem preoccupati. I cattolici democratici sospettano il tentativo di spostare verso sinistra il baricentro del partito DAL NOSTRO INVIATO MARINA DI CAMEROTA (Salerno) - Un patto di potere tra la destra e la religione cattolica, un'alleanza che mette a rischio i fondamenti dello stato laico e minaccia la Chiesa stessa. Perché la tentazione del potere è "demoniaca" e sempre, nella storia, è stata all'origine di "misfatti ". Alla vigilia della settimana della Conferenza episcopale Massimo D'Alema conclude la summer school della Fondazione Italianieuropei parlando a braccio di "Religione e democrazia in Europa e negli Stati Uniti ": un'articolata analisi storica che parte dalla crisi della globalizzazione e si conclude con severe considerazioni, quasi una riscossa laica destinata a sollevare un'ondata polemica, nel rapporto con la maggioranza come dentro il Pd. I Teodem sono preoccupati e i cattolici democratici sospettano il tentativo di spostare verso sinistra il baricentro del partito riformista. D'Alema e la "questione cattolica ", dunque. Dopo aver ascoltato per tre giorni filosofi come Remo Bodei, Charles Larmore e Tzvetan Todorov, il presidente di Italianieuropei fa sua l'affermazione di quest'ultimo "bisogna aver paura di chi ha paura" e la critica al presidente francese Sarkozy. Il quale, neanche fosse "un cardinale", torna a fare della religione cattolica "un affare di Stato". D'Alema parte da qui, identifica nel fallimento delle grandi ideologie del '900 una delle ragioni del ritrovato peso pubblico della fede nelle società "smarrite, imbarbarite, disumanizzate " e osserva che la destra politica, negli ultimi anni, ha preso a prestito la religione come "cemento". Ed è riuscita a intercettare il "prepotente ritorno di un voto politico identitario, mosso da paure ma anche da passioni". Non è in discussione l'apporto dei cattolici alla vita pubblica, chiarisce l'ex premier e cita a modello cinquant'anni di Dc in cui la laicità è stata garantita. Il problema è più complesso e riguarda il rischio del fondamentalismo e la necessità che i credenti conservino il pluralismo delle scelte politiche "senza fissarsi nell'ortodossia e nel compromesso con il potere". "E' da temersi - avverte D'Alema - che la Chiesa ceda alla tentazione del potere e che il peso politico dei cattolici si indirizzi da una parte per ottenere in cambio la tutela giuridica di principi e valori, come aborto o fecondazione, perché diventino leggi imposte a tutti colpendo la laicità dello Stato". Analizzando i dati della sconfitta D'Alema si è convinto che la destra sia stata "migliore interprete di quel che si muoveva nel fondo della società occidentale" e abbia saputo offrire "una risposta che si basa sull'alleanza tra potere e religione ". E qui il presidente vede il rischio che lo Stato entri in collisione con le garanzie di libertà e pluralismo che sono a fondamento delle democrazie. Poi la frase che molti hanno letto come un attacco a Ratzinger: "La tentazione del potere è demoniaca e sempre, nella storia della Chiesa, è stata all'origine di misfatti, di cui Giovanni Paolo II ha dovuto chiedere perdono". Chiudendo i lavori il padrone di casa rivendica le "buone ragioni " dei laici, ammonisce che "il sogno regressivo di una società monoreligiosa finirebbe per mettere in discussione la democrazia " ma si stanca di coltivare la speranza di un "dialogo fecondo" con i cattolici. Saluti, ringraziamenti a studenti e docenti e una rassicurazione per Veltroni. La Fondazione "non assumerà una caratterizzazione partitica" e non si chiuderà in dibattiti "di sezione", ma chi la teme non speri che il presidente si rassegni a dar vita a un "monastero benedettino"... M.Gu. Italianieuropei Il presidente della fondazione Massimo D'Alema.

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GENERAZIONI A CONFRONTO . PRESA DIRETTA SUL '68 INSIEME A MARIO CAPANNA (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Cari intellettuali di destra e di sinistra, evitate le marachelle Enfant terrible o enfant prodige della più grande protesta studentesca che la storia italiana ricordi, comunque lo si voglia definire, Mario Capanna negli anni non ha deposto le armi e ha continuato la sua battaglia prima in Parlamento, poi finendo a interessarsi di ambiente, globalizzazione, biotecnologie. Troppo forte la tentazione di confrontarsi con lui su Sessantotto, specie dopo l'uscita del nuovo libro. Capanna, Il Sessantotto al futuro guarda anche alle prospettive delle nuove generazioni. Lei pensa che i giovani di oggi sarebbero in grado di vivere un periodo così "epico"? "Lo spero. Ho scritto il libro anche con questa speranza. Chi lo leggerà scoprirà che oggi il 2 per cento della popolazione mondiale possiede da solo più del 50 per cento della ricchezza del pianeta. Allora si capiscono la guerra, il terrorismo, la disperazione, le immigrazioni ormai bibliche, i clandestini. Bisogna assolutamente dare un colpo di reni, instaurare quindi democrazia, equità, pari opportunità, la pace contro la guerra. Come vedi sono tutte le grandi idee portanti del Sessantotto". Marcello Veneziani ha scritto un libro dal titolo Rovesciare il '68 mentre Angelo Panebianco ha scritto sul Corriere della Sera: "Un serio tentativo di salvare la scuola significherebbe abolire il '68". Cosa ne pensa? "Ho già detto direttamente a Veneziani in un dibattito che abbiamo fatto in una radio nazionale: se tu rovesci il '68 (mi riferisco ai numeri) ti viene 89, cioè la caduta del Muro di Berlino, quindi un altro evento epocale. Cose del genere sono baggianate assolute. Più in concreto, nel '68 avvenne la liberalizzazione degli accessi all'università. Da quel momento poterono accedere agli atenei non solo coloro che avevano fatto il classico e lo scientifico, ma anche le ragazze che avevano frequentato le magistrali e i ragazzi che provenivano dal commerciale. Fu una straordinaria vittoria, intaccata però dai governi democristiani che non ci diedero gli istituti, i laboratori di ricerca, le biblioteche, i professori preparati. Veneziani, dunque, imputa al Sessantotto ciò che va imputato al ceto politico dirigente di quegli anni e di quelli successivi. Si tratta di una marachella che un intellettuale, sia pur di destra, dovrebbe evitare". Ancor più sorprendente è il fatto che, di recente, il Sessantotto sia stato criticato e messo in discussione da buona parte della sinistra e rivalutato addirittura da Gianfranco Fini. "Non è casuale. Io la chiamo "la sottile vendetta della storia". Il leader di An si è visto indotto a dire queste testuali parole: "La destra, nel 1968, ha perso un'occasione. Ci schierammo con baroni e parrucconi mentre i giovani andavano da un'altra parte, appunto verso il futuro". Peraltro Fini non la dice tutta, non aggiunge che i movimenti fiancheggiatori del Movimento sociale italiano, il suo partito di allora, fecero esplodere anche non poche bombe, come è noto. Per quanto riguardò la sinistra, ha titubanza, se non vergogna, a parlare del Sessantotto. È una cosa autolesionistica, micidiale, perché una delle grandi lezioni storiche del Sessantotto insegna proprio che se nella società ci sono grandi e durevoli movimenti di massa e di trasformazione, quando insomma le idee camminano sulle gambe di milioni e milioni di persone, allora il centro della società si sposta verso sinistra, cioè in direzione progressiva di maggiore democrazia e libertà. Quando questo non avviene, come oggi, il rischio è che il centro e anche la sinistra vengano risucchiati a destra". Sia nei suoi libri sia nei suoi interventi, lei dimostra di essere molto fiducioso nei confronti dei giovani. Come mai oggi chi crede nei ragazzi viene demonizzato? "Hai toccato un tasto vero. La mia è una fiducia reale e spero non campata in aria. Spesso si sentono gli adulti, i genitori, i professori che dicono: ah i giovani di oggi, sono pieni di egoismo. Non gliene frega niente, sono inebetiti dal consumismo. In parte è vero. Tuttavia io dico sempre: c'è un'altra parte, probabilmente maggioritaria, che ad esempio è impegnata nel volontariato sia laico sia cattolico. A portare avanti quest'incredibile rete del volontariato sono i giovani di oggi, gente come te, e i giovani di ieri, cioè quelli della mia generazione. Un ottimo innesto che può costituire un elemento di fiducia e di ripresa". Roberto Bertoni, 18 anni, Monterotondo (Roma) 26/05/2008.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 11 categoria: ALT... (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 11 categoria: ALTRI OGGETTI contrapposizione tra il Pci e i Comitati di Gedda". E l'affermazione che la tentazione del potere sia stata causa di misfatti? "Se il potere è fine a se stesso e agli interessi particolari fa male chi lo interpreta così, se l'esercizio del potere ha invece come finalità la realizzazione del bene comune è uno strumento indispensabile. Non a caso il santo padre Benedetto XVI non fa che ricordarci l'importanza dell'educare le nuove generazioni al rispetto dell'altro. Tutto questo è perfettamente condivisibile e non ha nulla a che vedere con tentazioni di potere". La questione laici cattolici tornerà ad agitare il Pd? "Su una cosa dobbiamo intenderci, con D'Alema. La sfida del Pd è una sintesi avanzata tra cattolici e laici, che possa portare a un sentire comune ed essere rispettosa anche dei valori e principi cristiani. Tutto serve all'Italia e al Pd meno che una riproposizione di steccati, il che è l'esatto contrario della nostra scommessa riformatrice. L'unico modo per intercettare il voto cattolico è evitare di ricreare per l'ennesima volta una questione cattolica o vaticana ". L'analisi dalemiana del voto, insomma, non la convince. "I dati dimostrano che l'elettorato cattolico si è espresso con pluralità di scelte, la percentuale di cattolici praticanti che ha votato per noi è la stessa delle precedenti consultazioni e invece si è ridotto il voto al Pd dei cattolici non praticanti e dei non credenti. Non c'è un voto cattolico organizzato, sarebbe grave e ridicolo pensare che l'essere portatori di valori e principi in una democrazia matura sia una limitazione della laicità". Monica Guerzoni.

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FORMULA DELL'8 PER MILLE LO STATO PERDE DUE VOLTE (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-26 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano FORMULA DELL'8 PER MILLE LO STATO PERDE DUE VOLTE A proposito dell'8 per mille, Vorrei dire che non trovo affatto strano il meccanismo che ne sta alla base. Lo Stato ha concordato di devolvere l'8 per mille dell'Irpef secondo le indicazioni ricevute dai cittadini. Viene devoluto l'intero 8 per mille anche se non tutti esprimono una scelta: del resto anche i seggi dei 950 parlamentari vengono tutti attribuiti anche se non tutti i cittadini votano! I laici? Ebbene chi vuole che il contributo dell'8 per mille non vada alla Chiesa Cattolica o alla Valdese o all'Avventista o agli altri soggetti religiosi aventi titolo, può mettere la firma sotto la voce Stato e la sua firma varrà, in percentuale, anche per i non firmatari. Giuseppe Zanotto giuseppe.zanotto@ gmail.com Caro Zanotto, F orse il miglior modo per rispondere alla sua lettera è quello di ricordare la genesi dell'8 per 1000. Durante le trattative per il Concordato del 1984, i negoziatori si resero conto che sarebbe stato necessario affrontare e risolvere separatamente il problema della congrua che lo Stato italiano aveva corrisposto ai sacerdoti sulle base degli accordi del 1929. Per evitare la continuazione di una formula che non sarebbe stata compatibile con lo spirito del nuovo Concordato, qualcuno (probabilmente Giulio Tremonti, allora consigliere del ministro delle Finanze) propose una sorta di tassa ecclesiastica da prelevare sul gettito fiscale dei contribuenti italiani. Sarebbe stato giusto stabilire che il prelievo avvenisse soltanto sul gettito di coloro disposti a scegliere esplicitamente la Chiesa. Ma nessuno sapeva quanti sarebbero stati e molti espressero il timore che la somma raccolta, in questo caso, non sarebbe stata sufficiente a sostituire la vecchia congrua. Fu questa la ragione per cui venne deciso che la percentuale delle indicazioni cattoliche sarebbe stata applicata all'intera somma raccolta su tutti i gettiti fiscali dei contribuenti italiani, compresi quelli che non avessero fatto alcuna scelta. Le cose andarono diversamente. Ho sotto gli occhi una tabella su cui è indicato il numero di coloro che hanno espressamente designato un beneficiario fra il 1990 e il 2005 (ultimo anno per cui esistono i dati del ministero dell'Economia) e osservo che il loro numero fu 15.347.436 nel 1990, scese gradualmente a 9.933.630 nel 1998 e risalì prog ressivamente sino a 16.771.186 nel 2005. Fra questi la percentuale dei cattolici passa dal 76,17% del 1990 all' 89,2% del 2005. Il dato che maggiormente incide sulla somma attribuita alla Conferenza Episcopale Italiana, tuttavia, è la percentuale dei contribuenti che hanno designato lo Stato. Furono il 22,31% nel 1990 e sono progressivamente scesi sino al 7,60% del 2005. Siamo quindi di fronte a due dati egualmente interessanti: l'importanza delle scelte destinate alla Chiesa e la diminuzione di quelle destinate allo Stato. è il declino dello Stato nella considerazione degli italiani, quindi, il fattore che ha maggiormente contribuito ad aumentare la percentuale spettante alla Chiesa. Temo che da questo quadro si debba trarre la conclusione che lo Stato perde due volte. è perdente, in primo luogo, perché sottrae denaro al proprio gettito fiscale per darlo, in gran parte, alla Chiesa italiana. Ed è perdente in secondo luogo perché la formula inventata da Tremonti è diventata un misuratore della sua popo-larità, un indice puntato contro la sua credibilità. Un'ultima osservazione, caro Zanotto. Credo che il suo paragone con i seggi parlamentari sia improprio. L'elezione del Parlamento serve alla formazione di una istituzione necessaria per il buon governo del Paese. Se gli assenti potessero impedire il completamento dell'operazione, il loro "non voto" avrebbe un carattere eversivo. L'8 per 1000, invece, dovrebbe essere un contributo volontario. Un contributo automatico, imposto da una norma contestabile, non dovrebbe piacere in ultima analisi nemmeno al destinatario.

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Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... 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Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

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Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... 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"Siate giovani, non alla moda" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... 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Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. Ma in rosa resta sempre ContadorCei: "Rifiuti, salari e famiglia: fare presto"Kabul, Frattini: regole più flessibili per le truppe Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (17) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger "Siate giovani, non alla moda" Un'enciclica con l'aiuto di Marx Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... 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Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Ultime news Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio colposo"Firenze, spara a ladro in casa e lo uccideAccoltella il figlio gay: "Vergogna e disonore"Giro, la cronoscalata a Pellizzotti. 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Un'enciclica con l'aiuto di Marx (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... 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Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Ultime news Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... 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Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... 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Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 412 ) " (16 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 4.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) " (21 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 354 ) " (16 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (14 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13May 08 Il Papa, la 194 e le solite reazioni politiche Sul Giornale di oggi pubblico due articoli: il primo, sintetizza le parole dette ieri dal Papa al Movimento per la vita, in occasione del convegno romano sui trent'anni di legalizzazione dell'aborto in Italia; il secondo spiega come questa citazione diretta della legge 194 non sia affatto una novità né un "oltraggio" allo Stato, come taluni politici nostrani hanno voluto subito far credere: ho riportato i passaggi - più espliciti e duri - che usò Giovanni Paolo II nel 1998, ricevendo proprio il Movimento per la vita nel ventennale della promulgazione della legge abortista. Benedetto XVI è stato esplicito ma attento a non dare appigli per sterili polemiche. Purtroppo, visti i soliti commenti dei politici con la memoria corta, ancora una volta il senso delle sue parole è stato interpretato come indebita ingerenza. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (16 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 08 Mons. Marini: ecco le scelte liturgiche del Papa Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con monsignor Guido Marini, il nuovo cerimoniere di Papa Ratzinger, che spiega il significato di alcune scelte del Pontefice, a partire dalla croce al centro dell'altare. Non tutto il colloquio che ho avuto con don Marini è potuto entrare in pagina. Ho dovuto tagliare due significative risposte, dedicate all'orientamento dell'altare e al motu proprio. Invitandovi alla lettura del testo pubblicato, ve le propongo qui. Per i battesimi nella Sistina Benedetto XVI ha celebrato dando le spalle ai fedeli, come prima del Concilio. Un fatto che ha creato sorpresa "Nelle circostanze in cui la celebrazione avviene secondo questa modalità, non si tratta tanto di volgere le spalle ai fedeli, quanto piuttosto di orientarsi insieme ai fedeli verso il Signore. Da questo punto di vista "non si chiude la porta all'assemblea", ma "si apre la porta all'assemblea" conducendola al Signore. Si possono verificare particolari circostanze nelle quali, a motivo delle condizioni artistiche del luogo sacro e della sua singolare bellezza e armonia, divenga auspicabile celebrare all'altare antico, dove tra l'altro si conserva l'esatto orientamento della celebrazione liturgica. Non ci si dovrebbe sorprendere: basta andare in San Pietro al mattina e vedere quanti sacerdoti celebrano secondo il rito ordinario scaturito dalla riforma liturgica postconciliare, ma su altari tradizionali e dunque orientati come quello della Sistina". Benedetto XVI celebrerà una messa usando il rito antico, da lui liberalizzato con il motu proprio? "Non lo so e non sono in grado di rispondere. Io credo che sia importante comunque una lettura serena, ecclesiale e non ideologica, di queste decisioni del Pontefice. La liturgia della Chiesa, come d'altronde tutta la sua vita, è fatta di continuità: parlerei di sviluppo nella continuità. Ciò significa che la Chiesa procede nel suo cammino storico senza perdere di vista le proprie radici e la propria viva tradizione: questo può esigere, in alcuni casi, anche il recupero di elementi preziosi e importanti che lungo il percorso sono stati smarriti, dimenticati e che il trascorrere del tempo ha reso meno luminosi nel loro significato autentico. Mi pare che il Motu proprio vada proprio in questa direzione: riaffermando con molta chiarezza che nella vita liturgica della Chiesa c'è continuità, senza rottura. Scritto in Varie Commenti ( 203 ) " (26 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (191) Ultime discussioni Francesco Ursino: Io ne conosco uno migliore: meglio soli che male accompagnati. :roll: Data la... marina: Grazie Cosimo,ci sono ancora e sono ancora cattolica e intendo rimanere cattolica; e se critico la chiesa e i... Alessia: Aloysius, se tu ascoltassi le omelie e le catechesi del Santo Padre scopriresti che non ha mai cessato di... Paola: Per Jo ianua, per cortesia, quando cita la Bibbia, verifichi quello che dice. Anche la sua Bibbia dice così:... Paola: Signor Cosimo, lei è il mio preferito. Può farsi il segno della croce in camera sua, ma anche fuori.... 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