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TARTICOLI DEL 19-4-2008 #TOP
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Articoli
Laici e chierici (10)
Casini, una strada obbligata
( da "EUROPA
ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e soprattutto non vuol dire che il Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari.
Cosa
signi ca il voto cattoleghista ( da "EUROPA ON-LINE"
del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e sono molti oggi i cattolici, laici ed ecclesiastici, che si chiedono se è in corso una contaminazione tra cattolicesimo e razzismo padano e pagano. Nella sua impietosa chiarezza il risultato elettorale mostra infatti due aspetti complementari ma anche assai diversi.
<scienza
e fede a braccetto> grande festa per il galliera
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: È vero che laici e cattolici hanno spesso una visione differente sui limiti della ricerca. Ma il limite di ogni espressione umana, quindi anche della ricerca, è la persona stessa. La fede illumina la ragione e la stimola verso il bene integrale". Un applauso spontaneo della platea accoglie l'intervento del cardinale Dionigi Tettamanzi che dichiara il suo amore per Genova:
Quando
vince la telepolitica - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laica, non abbastanza confessionale da raccogliere il consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare la bandiera della laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro che guarda (o marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra che guarda o marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a sfondare in tale direzione.
Chiti:
con l'Udc possono maturare convergenze
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: nove anni dopo la prima edizione, la ristampa del suo libro - "Laici & cattolici. Oltre le frontiere tra ragione e fede e un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli" (Giunti 2008) - era gremita. Non c'è da stupirsi. La questione della laicità scandisce e condiziona la vita politica del paese con una cadenza quasi ossessiva.
Il
Papa negli Usa ( da "Giornale.it, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Il
Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio"
( da "Tempo,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'
Un
convegno su fede, laicità e razionalità
( da "Stampa,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,
Il
Federalismo non minaccia né la Nazione né l unità della Repubblica Italiana
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e per il quale Nazione non potrebbero essere né la Svizzera, né gli Stati Uniti né il Canadà né la Russia! Eppure all inizio dell Idea Risorgimentale vi fu l idea federalista d ispirazione cattolica, da Vincenzo Gioberti a Cesare Balbo, o di ispirazione laica, secondo il pensiero ormai dimenticato di Carlo Cattaneo.
Caro
direttore, sono ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: secondo il quale l Occidente dovrebbe fare più riferimento alle proprie radici cristiane, in particolare cattoliche, per ribadire la sua identità minacciata da culture esterne e liberticide come, ad esempio, l Islam dei fondamentalisti. Io credo invece che l identità dell Occidente debba essere difesa in quanto laica, secolare, libera dai dogmi oscurantisti della Chiesa.
( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
CHIARA GELONI Noi
giornalisti schematizziamo sempre troppo, così se D'Alema vede Casini, Veltroni
dev'essere per forza "irritato" e se D'Alema pensa che si deve aprire
a Casini, Veltroni deve per forza pensare che con Casini non si parla per
nessun motivo. Non è così. Dialogare con Casini è una strada obbligata per il
Partito democratico e questo lo sanno e lo pensano tutti quelli che contano al
loft. È così non per astratti disegni ideologici e nemmeno solo per via
dell'importantissimo ballottaggio di Roma, ma per la forma concreta che ha
assunto da lunedì il sistema politico italiano, anche grazie all'azione del Pd.
È così e non vuol dire che le differenze non esistano più, che da domani
tarallucci e vino, e soprattutto non vuol dire che il
Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti
che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è
questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari.
Questa componente è stata essenziale alla nascita del Pd come un partito
davvero nuovo e non uno dei tanti nuovi partiti. L'orgoglio degli ex Ppi per il
cammino fatto e la volontà di non inquinarne la coerenza e l'originalità sono
preoccupazioni giuste di cui tutto il Pd si deve fare carico. Con questa
preoccupazione gli ex popolari hanno investito sull'idea veltroniana di un
partito grande e inclusivo, autonomo, capace di attrarre voti da tutte le
direzioni. E per questa ragione hanno diffidato degli schemi
"tedeschi" che rischiavano di imprigionare il Pd in un
"centrosinistra- col-trattino" in stile anni Novanta. Dopo aver fatto
tanta strada, è giusto non voler tornare indietro. Però adesso siamo andati
avanti. Il Pd è nato, ha rivendicato la sua autonomia, ha sfidato Berlusconi a
viso aperto, ha combattuto la sua battaglia di fronte al paese. Ha perso. Ma ha
messo in moto un grande cambiamento, che ha trasformato il frammentatissimo
panorama della passata legislatura in quello fin troppo monolitico della
prossima. Questo è avvenuto anche grazie alla scelta ? obbligata? e va bene,
adesso non è molto importante stabilirlo ? di Casini, che ha rotto una più che
decennale alleanza di centrodestra. È in questa "nuova stagione" che
il Pd deve fare politica. Sarebbe incomprensibile, una volta preso il largo,
ammainare le vele per paura di incontrare qualche tempesta. Quale sarà il ruolo
dei cattolici nel Partito democratico saranno i cattolici del Partito democratico a stabilirlo, un giorno
dopo l'altro, nella vita del partito nuovo: con la loro capacità di contribuire
a guidare il partito, anche nell'incontro con altri cattolici
che hanno fatto un percorso diverso dal loro. Restando essenziali come nel
momento della sua nascita, e non per concessione di qualcuno, ma con la forza
dei fatti e della politica. Non si fa politica con la paura, quella verso gli avversari
o, peggio, quella verso i propri compagni di strada: la politica è mettersi
alla testa del cambiamento e guidarlo. E non si fa opposizione chiudendosi in
un fortino: i "democristiani" nel parlamento italiano di opposizione
ne hanno fatta poca, ma questo errore non l'hanno compiuto mai.
( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
CATTO Cosa signi ca il
voto cattoleghista ANGELO BERTANI Il cardinale Renato Martino ha smentito di
essere preoccupato per l'impressionante successo della Lega, ma la questione
resta; e sono molti oggi i cattolici, laici
ed ecclesiastici, che si chiedono se è in corso una contaminazione tra
cattolicesimo e razzismo padano e pagano. Nella sua impietosa chiarezza il
risultato elettorale mostra infatti due aspetti complementari ma anche assai
diversi. Il primo è il significato politico: si entra in una fase nuova,
segnata dalla scomparsa dei vecchi partiti che si identificavano con precise
culture politiche e dalla prevalenza della governabilità e dell'economia sulla
rappresentanza e sulla solidarietà nazionale. I rischi più gravi sono la
contrapposizione tra i due maggiori schieramenti; e l'inquietudine che potrebbe
diventare esplosiva di quanti, pur avendo raccolto il consenso di milioni di
elettori, sono esclusi dalla rappresentanza politica nazionale. Il secondo
aspetto è di carattere culturale: c'è una mutazione tra gli elettori: sempre
più interessati al tornaconto personale, alla difesa di sicurezze e privilegi,
ostili verso gli altri, "secolarizzati" dietro alle apparenze del
devozionismo o dei culti celtici. Anche per questo il voto cattolico è
"esploso" in tutte le direzioni, come notava Marco Tosatti già il 13
aprile; ma certo, con la sua paura del cambiamento, ha molto contribuito al
successo leghista (Franco Garelli, La Stampa, 16 aprile). Don Paolo Farinella
ha scritto: "Il popolo ha scelto. Ne prendo atto. Ammetto la sconfitta
elettorale e politica, ma non posso cedere alla sconfitta morale perché nemmeno
il voto plebiscitario è fondamento di verità? I cattolici
o più in generale i cristiani hanno consegnato a mani giunte il loro senso del
"bene comune" e la loro strutturale solidarietà alla xenofobia e al
particolarismo della Lega". Civiltà cattolica rilancia l'appello del
cardinale Bagnasco: "Vorremmo che all'indomani del voto ci fosse una
spinta convergente, nel rispetto dei ruoli che il corpo elettorale vorrà
assegnare, per affrontare queste situazioni? dobbiamo uscire
dall'individualismo, dal pensare egoisticamente soltanto a se stessi e alla
propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri? occorre che il
personale politico abbandoni una politica troppo politicizzata, per restituire
a essa uno spessore etico che solo può fare da collante". Ma, se davvero
si voleva questo, non si capisce perché si sia resa difficile la vita a Prodi?
I cittadini che pensano democratico non hanno molto di cui rallegrarsi in questi
giorni; ma anche i cittadini cattolici (per fede, non
per interessi o tradizione) hanno molte ragioni per cui preoccuparsi.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
"scienza e fede
a braccetto" grande festa per il galliera centoventi anni di storia UN
OSPEDALE che ha una sua storia e un suo statuto autonomo, ma inserito nel
sistema della sanità pubblica. E si appresta ad affrontare la sfida della
rinascita in una struttura completamente nuova, costruita alle spalle dei
vecchi padiglioni. Un monoblocco che, propone oggi il sindaco Marta Vincenzi,
"potrebbe essere inaugurato in coincidenza con i festeggiamenti per i 150
anni dell'Unità d'Italia: nel 2011". Così l'arcivescovo Angelo Bagnasco,
presidente dell'ospedale Galliera, presenta i centovent'anni del Galliera, a
distanza di tanto tempo dall'ingresso del primo malato nei padiglioni. Era il
17 maggio 1888 e, con un sorprendente atto di tutela della privacy, la malattia
di cui soffriva quel paziente del passato è cancellata dai documenti pubblici.
Centovent'anni dopo, le celebrazioni si sono aperte con un convegno a Palazzo
Ducale, "Innovazione tecnologica e umanizzazione" alla presenza delle
istituzioni e di due cardinali, Angelo Bagnasco e Dionigi Tettamanzi,. Ed è
inevitabile affrontare il rapporto tra la fede e la scienza, la ricerca e
l'etica. Temi che fanno parte del dibattito della filosofia ma che si scontrano
concretamente nella realtà, quando si entra sul terreno dell'aborto o della
procreazione assistita. E laicità e senso religioso cozzano l'una contro
l'altro. "Con il buon senso e l'aiuto della fede - dice il cardinale
Bagnasco - , la ragione arriva a identificare una concezione antropologica vera
e completa al cui servizio deve porsi. È vero che laici e cattolici hanno spesso una visione differente sui limiti della ricerca. Ma
il limite di ogni espressione umana, quindi anche della ricerca, è la persona
stessa. La fede illumina la ragione e la stimola verso il bene integrale".
Un applauso spontaneo della platea accoglie l'intervento del cardinale Dionigi
Tettamanzi che dichiara il suo amore per Genova: "Nei sette anni e
tre mesi che ho trascorso qui ho partecipato una volta al mese al consiglio di
amministrazione dell'ospedale Galliera, ho fatto qualche intervento ma
soprattutto ho ascoltato e imparato: è stata una scuola importante". Poi,
un episodio della storia: "L'ospedale è sorto nel luogo dove in precedenza
sorgeva un convento: quelle radici, simboliche e concrete, ci ricordano che la
religione non è un freno ma una garanzia. L'intelligenza conduce alla ricerca
scientifica, la manualità alle applicazioni tecnologiche. Ma quello che conta
di piùè il cuore. E in questa alleanza tra ricerca, tecnologia e cuore è il
futuro della vecchia "Duchessa"". Bruno Viani 19/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti IL SABATO
DEL VILLAGGIO QUANDO VINCE LA TELEPOLITICA GIOVANNI VALENTINI è un riflusso da eccesso
di aspettative, alimentate a piene mani da una classe dirigente ulivista che in
cinque anni non ha mai avuto il coraggio di opporsi al giustizialismo
militante, al girotondismo diffuso, all'antiberlusconismo dilagante. (da
"Nord terra ostile" di Marco Alfieri ? Marsilio, 2008 ? pag. 172) è
un errore di prospettiva parlare di "quindicennio berlusconiano" per
datare al 1994, e cioè all'epoca della fatidica discesa in campo di Silvio
Berlusconi, l'inizio della stagione politica che ha riportato saldamente il
centrodestra al governo. In realtà, questa fase di cambiamento e di
trasformazione sociale è cominciata molto tempo prima. Era stata aperta
dall'avvento della televisione commerciale, a metà degli anni Ottanta,
preparando così il terreno a una mutazione genetica che s'è sviluppata in un
quarto di secolo, a cavallo di più generazioni. Non avendo saputo, potuto o
voluto cambiare la televisione, preservando il ruolo istituzionale del servizio
pubblico e introducendo nel sistema un minimo di pluralismo, alla fine la
televisione ha cambiato noi, la nostra mentalità collettiva, il nostro modo di
pensare e di agire. Ha plasmato gli elettori del centrodestra. Ma in qualche
misura ha forgiato anche quelli della sinistra, omologandola alla "cultura
dominante" nei contenuti, nel linguaggio, nella comunicazione; spingendola
fino alla perdita della propria identità originaria, all'amnesia storica e
all'autocombustione. Solo il tempo potrà stabilire se la "nuova
sinistra" che esce ora dalle urne, riformista, buonista, soft-e-loft,
riuscirà mai a diventare alternativa di governo in un Paese la cui vocazione
maggioritaria era ed è inequivocabilmente di segno moderato. Non dev'essere poi
una grande soddisfazione per chi ha demonizzato la vecchia Democrazia
Cristiana, il partito interclassista fondato sull'anticomunismo, sull'unità dei
cattolici e soprattutto sull'indisponibilità del
glorioso Pci in quanto partito anti-sistema. Oggi è come se ne avessimo
addirittura due di Dc: una tuttora anticomunista, sebbene il comunismo sia
finito da tempo, ma anche secessionista e tendenzialmente razzista; l'altra
catto-laica, non abbastanza confessionale da raccogliere il
consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare la bandiera della
laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro che guarda (o
marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra che guarda o
marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a sfondare in
tale direzione. Ma come la televisione pubblica aveva contribuito a cambiare
il Paese a partire dalla metà degli anni Cinquanta, favorendo la transizione
dalla civiltà contadina a quella industriale, unificando le due Italie, la
lingua, i consumi e i costumi, così in questi venticinque anni la televisione
commerciale ha contribuito a modificare la gerarchia dei valori.
L'individualismo ha preso il sopravvento sulla solidarietà. L'edonismo e il
narcisismo hanno soppiantato l'impegno civile. Lo sviluppo ha prevalso sul
progresso, nel significato pasoliniano dei due termini. E allora il
berlusconismo è diventato "senso comune", il pensiero unico, il
modello sociale di riferimento. Non c'è da meravigliarsi, dunque, se il
duopolio televisivo ha finito per legittimare concettualmente il duopolio
politico. E neppure se quest'ultimo riabiliterà retroattivamente il primo.
L'assetto del sistema televisivo riflette e alimenta quello del sistema
politico. Piaccia o non piaccia, la telepolitica è ormai la politica o
viceversa. Sarebbe sbagliato tuttavia non riconoscere, come qui abbiamo già
fatto in tempi non sospetti, che nel corso di questi venticinque anni un
processo del genere ha innescato e favorito anche una modernizzazione della
società italiana che oggi si traduce in una forte domanda di modernizzazione
politica: meno ideologia e più pragmatismo; più governabilità e stabilità; più
efficienza e meno burocrazia; più rapidità nelle decisioni e meno sprechi. Sono
le istanze profonde che vengono dalle urne del 13 e 14 aprile. Quanto alla
giustizia sociale, se non vogliamo affidarci solo al "populismo
democratico" di Berlusconi, è proprio questa la frontiera su cui dovrà
mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che l'egemonia del
centrodestra possa degenerare nella prevaricazione o quantomeno di contenerne
gli effetti. Ma da grande comunicatore qual è, certamente il futuro premier
farà di tutto per piacere e piacersi sempre di più; per risultare gradito al
maggior numero possibile di cittadini e non solo a quelli che hanno votato per
lui. A questo punto, Berlusconi si candida a conquistare un posto nei libri di
storia, a diventare un "padre della Patria" e quindi ad assurgere
prima o poi al Quirinale. Con tre vittorie elettorali nell'arco di quindici
anni, e in particolare con questo trionfo che consegna il Paese a lui e a
Bossi, la sua legittimazione democratica appare ormai definitiva, nonostante il
tardivo ripensamento di Veltroni nelle ultime battute della campagna
elettorale. L'investitura popolare non può sanare evidentemente il conflitto
d'interessi, quello di un capo di governo che di fatto - caso unico al mondo -
è un concessionario pubblico, ma per il momento lo accantona, lo rimuove o lo
archivia. Avremo di nuovo un presidente-padrone, forte però di un consenso
elettorale che non è più lecito mettere in discussione. E la stessa telefonata
di congratulazioni con cui il leader del Pd ha correttamente riconosciuto a
caldo la vittoria dell'avversario, sancisce di fatto un armistizio, una tregua
istituzionale, se non proprio una dichiarazione di resa. Nell'interesse del
Paese e di tutti noi, dobbiamo augurarci che il nuovo governo Berlusconi abbia
successo, per uscire dalla crisi e riprendere a crescere: magari con il
contributo costruttivo dell'opposizione, nella distinzione dei ruoli e delle
responsabilità. Non è più tempo di contrapposizioni frontali, di sfide o di
duelli televisivi. L'Italia di oggi non se lo può permettere, anche a costo di
continuare le trasmissioni a reti unificate. (sabatorepubblica. it).
( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del IL LIBROL'esponente Pd ha presentato la ristampa di un suo
vecchio volume su laici e cattolici Chiti: con l'Udc
possono maturare convergenze Sonia Renzini Sarà per l'attualità del concetto
espresso, o forse anche solo per la difficoltà dei tempi, ma un cosa è certa:
la sala di Palazzo Strozzi a Firenze, dove ieri il ministro Vannino Chiti presentava,
nove anni dopo la prima edizione, la ristampa del suo libro
- "Laici & cattolici. Oltre le frontiere tra ragione e fede e un dialogo con il
cardinale Silvano Piovanelli" (Giunti 2008) - era gremita. Non c'è da
stupirsi. La questione della laicità scandisce e condiziona la vita politica
del paese con una cadenza quasi ossessiva. E il dialogo tra due mondi
separati, quello cattolico e quello laico, serve a Chiti come grimaldello per
tracciare l'excursus della storia recente sull'evoluzione del concetto di
laicità nella società italiana e nelle sue trasformazioni, comprese quelle del
compromesso storico e della Bolognina. A discuterne con lui in sala anche il
neoparlamentare dell'Udc Savino Pezzotta e lo studioso Luca Diotallevi,
moderati dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. Solo poche battute
e il dibattito approda al presente, alle tensioni politiche, al multicultarismo
di una società che cambia continuamente e che vede l'affermazione prepotente
della Lega. "Vengo da una zona dove il 40% della gente pensa che l'Italia
vada separata e invece l'unificazione del paese è una dimensione culturale da
recuperare", dice Pezzotta. Ma il problema dell'identità culturale del
paese è solo uno degli aspetti da considerare. In ballo c'è un mondo religioso
che non è più fatto solo di cattolici, ma di
ortodossi, islamici e di tante altre confessioni. "Ci sono due rischi -
dice Chiti - da una parte la parte debole della popolazione è portata a
estremizzare la contrapposizione tra i due mondi, dall'altra la tendenza a
mettere il marchio del partito a un sentimento religioso che ha in sé una
vocazione all'universalità". La sponda su cui i due mondi si scontrano non
è più la pace o la guerra, ma la bioetica. "Quando i vescovi dicono no
alla guerra, nessuno si lamenta per l'ingerenza - continua Chiti - quando
parlano di bioetica invece sì. Eppure, basterebbe dare giudizi di merito in
entrambi i casi, anche perché sulla bioetica non vedo una soluzione pronta da
nessuna parte. Penso che su questi temi ci sia la necessità di un cammino
paziente e umile che coinvolga ampi schieramenti". Poi, i temi etici
lasciano spazio alla politica. Le elezioni sono appena trascorse e le strategie
politiche dei prossimi giorni sono un rebus tutto da risolvere. "Con l'Udc
siamo entrambi all'opposizione - spiega - questo non vuol dire che siamo
uguali, ma penso che si debba fare un confronto di merito sulle priorità del
paese. Su questa strada possano maturare convergenze, forse oggi non del tutto
immaginabili, ma utili per una stagione di possibili governi positivi per
l'Italia". Sì anche all'organizzazione del Pd su base federale:
"Ritengo giusta la proposta, il Pd deve sapere parlare ai cittadini e
vincere la sfida del nord posta dalla Lega, per questo si deve radicare",
conclude.
( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Vi scrivo queste righe
da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa
all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri
hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani.
Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto
incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio.
Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con
le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era
avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in
Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un
collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e
poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena
arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho
riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai
miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che
raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in
stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi),
aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono
convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché
esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via"
ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande
Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo
- che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata.
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Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci
Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al
Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti
di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente
violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni
sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è
"la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa
pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad
abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI
parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà
e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
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Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo
di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che
erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico,
secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme
di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente
laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore
della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo
liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente
laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le
istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i
cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare
anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi.
Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo
secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e
l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è
complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale
mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti
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Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per
gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e
New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi
predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana,
pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho
pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog
subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (5
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08
Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno
di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente
della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al
suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il
canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario,
viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans
Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta,
attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi
legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato
accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il
presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno
consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio
apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (27 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore
Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano
di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto
dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti
all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato
l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti",
quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in
grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza.
Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato"
criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che
"Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la
possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto
ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste
sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato
come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo
scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero
per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso
stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si
fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in
nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far
parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere.
Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al
quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche
commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (16 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr
( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa il viaggio di
ratzinger negli usa Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in
Dio" Il "God gap", il divario di Dio e lo scandalo degli abusi
sessuali da parte dei sacerdoti. Due argomenti che occupano i giornali più
autorevoli, da Usa Today al paludatissimo Washington Post sino al The New York
Times. Benedetto XVI è venuto in America per colmare il "divario di
Dio" e per affermare che la modernità non deve schiacciare la fede
religiosa. A dispetto di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso
nascondono sottili distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa
"rappresenta Dio" e tale presenza è incorniciata in un vento
universalmente definito "storico". Un commentatore in vena di
similitudini paradossali scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam.
Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni
non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal
concepimento alla morte naturale. Bush, "il
cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in
perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della
visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando,
lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la
centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non
piu' "gendarme del mondo, bensi' modello etico da imitare e punto
di riferimento internazionale. Non una semplice operazione di
"restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di investire
sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un alleato. A
dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e ritiene che
in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente alla Chiesa
Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali,
speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le
loro idee hanno plasmato gli anni di Bush con una intensita' che non ha
precedenti nella storia americana. Paul Weiyrich, guru della destra religiosa,
ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair che si e'
convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato". E John Di Giulio
, direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush, taglia corto:
"Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche la ricaduta
in termini elettorali sulle primarie americane della visita.
"Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il cuore di
Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è ben
guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna
dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di
pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con
l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito come
"americano", piu' vicino, dunque, persino piu' autorevole e degno di
attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono
autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul
luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei
predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha
provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola
potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa Ratzinger
non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park
Stadium di Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi
irreale. Gli abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime
innocenti, famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità.
Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra
stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido
Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo
skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso
palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli
esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore
dell'identità cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel
ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis"
di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio
alla verità che assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia
secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione trascendente della
persona; il discernimento fra bene e male contro la tentazione di andare ad una
"inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della
libertà" l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione
sessuale ridotta alla semplice "gestione del rischio". La
faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti delle
altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la moderna
babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo' derivare da una
pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano la liberta' religiosa
come un diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara
esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita'
Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato un messaggio alla vigilia
della "Pesah", la Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate
alla reintroduzione della liturgia pre-conciliare.
( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
VENERDI' 18 Un
convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro
Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità
della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo
Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi
Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Il convegno - che si propone
di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi
con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e
lo spazio pubblico del diritto e della società - muove dall'esigenza di
riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei
fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell'intento
di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare
una proposta in grado di preservare l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti,
Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona,
Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico
Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da
posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di
elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
LETTERA APERTA A
UMBERTO BOSSI Il Federalismo non minaccia né la Nazione né l unità della
Repubblica Italiana FRANCESCO COSSIGA Caro Bossi, mi rallegro molto con la Lega
e con te per il largo successo ottenuto nelle elezioni politiche generali.
Ricordo l inizio della nostra amicizia. Tu venisti a trovarmi al Quirinale per
ringraziarmi del fatto che, quando un procuratore della Repubblica chiese l
autorizzazione a procedere contro di te per supposte offese all onore e al
prestigio del Presidente della Repubblica , io dissi all allora ministro della
Giustizia: "Ma non se parla assolutamente!". La nostra amicizia non è
mai venuta meno! Anche di recente ho respinto l accusa che è stata rivolta al
vostro Movimento di essere un pericolo per l unità Nazionale. Purtroppo nella
nostra Storia abbiamo fatto acriticamente nostra la concezione di Nazione
propria della Rivoluzione Francese, che identifica Nazione con Stato
centralista e monoculturale, e per il quale Nazione non
potrebbero essere né la Svizzera, né gli Stati Uniti né il Canadà né la Russia!
Eppure all inizio dell Idea Risorgimentale vi fu l idea federalista d
ispirazione cattolica, da Vincenzo Gioberti a Cesare Balbo, o di ispirazione
laica, secondo il pensiero ormai dimenticato di Carlo Cattaneo. E molti
hanno dimenticato che il disegno di legge sull ordinamento territoriale del
proclamato Regno d Italia, d iniziativa del Governo, essendo presidente del
Consiglio dei ministri Camillo Benso conte di Cavour e ministro dell Interno il
cattolico liberale Marco MinghettI, prevedeva un larghissimo decentramento di
tipo semifederale, calibrato naturalmente sul carattere monarchico dello Stato
italiano. La morte di Cavour bloccò il progetto, ché la classe dirigente
piemontese - che aveva fatto proprio il modello di Stato centralizzato
francese, dopo che il soggetto sardo-piemontese da stato
composito : Ducato di Savoia, Principato di Piemonte, Valle d Aosta,
Genovesato, Contea di Nizza e vecchio Regno di Sardegna, dopo il 1847 si
trasformò in Stato unitario -, non ebbe il coraggio di andare avanti sulla
strada intrapresa dal duo Cavour-Minghetti. Il federalismo non minaccia né la
Nazione italiana né la unità della Repubblica Italiana. Personalmente credo che
la possibilità di avere uno Stato federale sia tramontata con Gioberti, Balbo e
Cattaneo. Ma comunque credo fermamente una cosa: che le riforme pasticciate del
federalismo approssimativo , sia del centrosinistra che del centrodestra (ma
perché non dire all europea : sinistra e destra?) debbano essere riviste, per capire
ad esempio che cosa significhi in relazione alla materia della polizia locale l
attribuzione di essa alle competenze legislative e amministrative delle
Regioni! E credo che una più equa ripartizione delle risorse fiscali tra Stato,
Regioni, Province e Comuni, ma non solo secondo quanto si produce , ma anche
secondo princìpi di perequazione , come ad esempio nella Germania Federale. E
vorrei che tu considerassi che in Paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera, il
Canada, la Germania, l Australia, la bandiera della Nazione sventola, avendo la
precedenza, accanto alle bandiere degli Stati federati, dei Cantoni, delle
Province ! E vorrei che tu considerassi che chi è federalista all interno, a me
sembra dover essere federalista , anche all esterno : e così comprenderei che
la Lega invocasse una Unione Europea che non fosse soltanto una unione di
Stati, ma anche di Popoli, di Regioni, di Paesi, ma che aderisse alla sua
realizzazione! Il primo partito regionale è stato il
Partito Sardo d Azione: esso è nato, caso unico credo nella storia dei partiti,
all interno di una brigata a reclutamento regionale, quella che, dopo la
Brigata Granatieri di Sardegna , è stata la brigata che ha avuto durante la
Prima Guerra Mondiale, l ultima Guerra del Risorgimento, il maggior numero di
medaglie d oro per la sua bandiera e per i suoi militari: la Brigata Sassari .
Io credo che tu dovresti fare della Lega un grande partito regionale quale è la
Christliche Soziale Union bavarese, e perché no? anche entrare nel Partito
Popolare Europeo. Congratulazioni e auguri di buon lavoro! Con amicizia [Data
pubblicazione: 18/04/2008].
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Attenzione a non
tirare troppo la corda GIOVANNI FERRI Treviglio (Bg) Caro direttore, sono un
simpatizzante berlusconiano che questa volta ha votato Lega perchè era
collegata con il Popolo delle Libertà. Ciò per dare un segnale modesto tramite
il mio voto (e dei miei familiari) al continuo aumento della criminalità e
dell' immigrazione clandestina. Mi pare però di notare che dopo l'ottimo
risultato ottenuto ora si sta alzando la posta nei confronti di Berlusconi
nella formazione del Governo. Attenzione a "tirà mia trop la corda perché
la sa schenta". Non vorrei che si ripetesse quanto successo con il primo
governo Berlusconi... Annientiamo i falsi adulatori LEONE Venezia Ho una
preoccupazione. Non vorrei che la Lega che dovrà correre a testa bassa
nelGoverno e nel Parlamento per fare le sue leggi e le sue riforme, possa
ignorare la visione prospettica dello sviluppo del potere che, come è noto,
opera da più parti, non solo nelle istituzioni. Un partito moderno non può in
nessun modo pensare esclusivamente a realizzare il suo progetto riformista e
legislativo senza contestualmente usare il potere ottenuto dalle urne per
neutralizzare e colpire nemici vecchi e nuovi soprattutto nella sfera di
maggior influenza di una società complessa e cioè l'informazione giornalistica,
televisiva e culturale. Se il 10% di voti vuole essere solo la prima tappa per
puntare al 20%, bisogna coltivare una squadra di convincenti opinion makers in
grado di entrare nelle trasmissioni di massimo ascolto, pretendere trasmissioni
in grado di veicolare i nostri valori (opposti a quelli della sinistra),
fossero anche serial televisivi e soap opera, anche finanziando, come ha fatto
la sinistra per decenni, con i soldi pubblici, film e programmi di autori
ideologicamente vicini a noi. Sono convinto che se la Lega avesse solo un
quarto del potere informativo della sinistra o di Berlusconi, avrebbe la
maggioranza assoluta in tutte le regioni padane, diventando la forza egemone
nel Paese e non sarebbe costretta a fare i miracoli a ogni elezione, bombardata
da tutti i media senza alcuna difesa. Non si deve più restare nell'angolo. Gli
avversari vanno ammoniti, neutralizzati, fatti licenziare, nel caso, se è nel
nostro potere farlo! E, per finire, non si accettino nel modo più assoluto gli
atteggiamenti finto condiscendenti di Berlusconi o quelli degli ex missini. Si
sa quale arma terribile possa diventare l'uso scientifico del sarcasmo e
dell'ironia, soprattutto in politica e quanti danni abbia causato e causi
ancora al nostro Movimento. Quindi, come in tutte le guerre, non solo fanteria
d'assalto, ma guastatori, intelligence,
contropropaganda, obiettivi mirati, insomma organizzazione all'ennesima
potenza! Forza Lega, forza Veneto, forza Padania. Risultati immediati per
conservare i voti MARINO BERTOLINO Chivasso (To) Dal risultato elettorale si
comprende chiaramente che Berlusconi ha vinto le elezioni grazie alle cazzate
fatte dal Governo Prodi a danno degli italiani. Prodi con le sue
tasse/imposte/addizionali di ogni genere, e con le sue decisioni senza senso,
ha preparato il terreno a Berlusconi. Adesso i cittadini, sempre piùpoveri, si
aspettano dal nuovo Governo decisioni rapide che mettano fine al periodo
"buio" del Governo Prodi. Dalle promesse bisognerà passare ai fatti
concreti per dare più soldi nelle tasche delle famiglie italiane. Bisognerà far
rinascere il ceto-medio soffocato da una tassazione assurda, e mettere fuori
gioco gli enti inutili insieme ai tanti privilegi a favore dei parassiti e dei
politici. Senza i Comunisti il Paese può diventare più moderno e più liberale
in senso federalista. La spinta degli elettori è stata forte e di conseguenza i
risultati devono arrivare nel più breve tempo possibile. Finita l era dell
ostentazione SERGIO Milano Cara Padania, secondo me è importantissimo
ricordarsi di un fatto: è finita l era dell omofilia come la definisce
Veneziani. I gay si dovranno convincere che le coppie secondo natura e secondo
Costituzione sono quelle fra uomo e donna! Finalmente ci sarà un po meno di
ostentazione da parte dei diversi-perversi per moda . Certe assenze non ci
peseranno, anzi... ROBERTO MANZONI Milano Prodi si dimette dal Pd. Un bel chi
se ne frega non fu mai scritto. Contemporaneamente il felsineo annuncia di
essere a disposizione dell umanità. L umanità risponde toccandosi
scaramanticamente, ci sono già abbastanza disgrazie nel mondo! Perché
perseverare con la sua presenza devastante? Perché infierire? Romano non doveva
occuparsi dei nipotini? Che limiti i danni tra le mura domestiche per cortesia.
Nel campionario del peggio, non poteva mancare De Mita Ciriaco in arte il ras
di Nusco ; finalmente trombato dopo 45 anni di malaffare parassitismo e danni
collaterali vari, ci informa che "posso insegnare a tutti!". Per
carità che tralasci l insegnamento, i cattivi maestri non ci mancano, cosi come
non ci mancherà la sua disdicevole presenza in Parlamento. La Lega non deluderà
STEFANO STOCCO Mestre (Ve) Grande, grande trionfo per la Lega, ero ai seggi
come rappresentante di lista, alla vista di tante preferenze sono stato colto da grande euforia perché so bene che ogni nostro
voto conquistato è frutto di un lavoro continuo nel
territorio, è un voto sudato, nel mio quartiere avevamo triplicato i voti! Gli
elettori ci hanno premiato perché abbiamo saputo interpretare i desideri e le
esigenze della gente comune, perché la nostra politica è chiara ed esplicita
priva di ideologie fumose. Ora un augurio va alla nostra squadra di deputati ai
quali spetta un grosso impegno, quello che per cui la gente ci ha votato, approvare
il Federalismo e combattere l inefficienza politica romana e che stiano in
guardia perché credo che in mezzo ai nostri alleati ci siano le solite serpi
centraliste. Un grazie a chi ci ha votato per la prima volta, la Lega non vi
deluderà. Lega, ridacci la serenità MGT Genova In famiglia abbiamo votato Lega
Nord soprattutto per la questione immigrazione, da cui dipende la perdita della
nostra sicurezza. Pensiamo che se oggi in Italia siamo nei guai, molta colpa la
attribuiamo alla decisione di Bossi che fece cadere il primo governo
Berlusconi. Le conseguenze, furono i governi Dini, D'Alema, Prodi e Prodi bis.
Uno spaventoso effetto valanga. E secondo me, la perdita di consensi subita
dalla Lega, allora, fu proprio determinata da quella scelta politica. Ora ci
sono le condizioni per risollevare l'Italia, e noi, come molti milioni di
italiani, abbiamo votato Lega perché ripulisca l'Italia dai clandestini e ci
ridia con la sicurezza la serenità di vivere e operare. Auguri per i prossimi 5
anni di lavoro SARA Firenze Grandi! Tutti voi! Grandi! Congratulazioni per la
vittoria! Un augurio sincero per i prossimi 5 anni! Ministero degli Interni per
Bossi I. ALIBENI Recco Primo Consiglio del centrodestra e primi dissensi?
Gradirei che Bossi si facesse dare, magari soltanto, il Ministero degli
Interni. Lo ho votato perché, intanto sono un vecchio militante leghista dal
1990 (un po' deluso dall'infelice voltafaccia di Bossi del '95, ma che ci
riprova), perché assolutamente ci liberi da tutti gli extracomunitari clandestini
e da buona parte di quelli regolari. Lavoro, case, sanità, servizi e
soprattutto sicurezza devono restare presidio e privilegio degli italiani. Il
federalismo può aspettare. Basta col terzo e quartomondismo cattoprogressista,
ne siamo nauseati. L'Italia agli italiani. Non facciamo brutti scherzi, però.
Meglio un pessimo Berlusconi che un ottimo Prodi (o similari). Non discriminate
i nati nel 2007 e inizio 2008 VITTORIO SIGNORI Caro direttore, volevo segnalare
una stortura che si verificherebbe qualora l'annunciato bonus bebè di 1000 euro
venisse dato solo ai nuovi nati. Il governo Berlusconi aveva dato il bonus bebè
per alcuni anni poi Prodi lo ha tolto. Mio nipote è nato nel 2007 e non ne ha
usufruito, assieme a 500.000 famiglie di nuovi nati nel 2007. Se ora si
ripristinasse il fondo (quanto mai utile si sa quanto costano il latte i
pannolini, le scarpine, l'asilo nido comunale) e si lasciassero fuori i nati
del 2007 e quelli nati nei primi mesi del 2008 sarebbe discriminatorio e
pesante da digerire. La Padania che ho in mente... MAURO FIORIO Dublino Caro
direttore, le scrivo dall Irlanda, dove vivo e lavoro da tre anni. Purtroppo la
Lega Nord non si è presentata nella Circoscrizione Estero, quindi, non potendo
votare per il partito che ritengo mi rappresenti, ho deciso di lasciare la
scheda bianca. Detto questo, non posso che gioire per l ottimo risultato
ottenuto. Ma voglio esprimere una mia preoccupazione, che credo di condividere
con non pochi altri padani. Mi riferisco alla recente svolta teo-con dei nostri
leader. Non mi convince, infatti, l adesione a quel pensiero, in voga negli
ultimi tempi, secondo il quale l Occidente dovrebbe fare
più riferimento alle proprie radici cristiane, in particolare cattoliche, per
ribadire la sua identità minacciata da culture esterne e liberticide come, ad
esempio, l Islam dei fondamentalisti. Io credo invece che l identità dell
Occidente debba essere difesa in quanto laica, secolare, libera dai dogmi
oscurantisti della Chiesa. La Padania che ho in mente è una Padania
laica, dove la separazione tra Stato e Chiesa è netta e dove a tutti viene
concessa la libertà di professare la religione che vogliono, purché nessuno
pretenda che il proprio credo detti legge. Una Padania dove la ricerca
scientifica non viene limitata dai diktat dei vescovi. Una Padania ideale, per
me, si ispirerebbe ai modelli di Austria e Baviera, aree fortemente cattoliche,
ma anche fiere ed orgogliose della propria laicità. È importante per noi padani
liberarci dalla schiavitu di Montecitorio. Ma non lasciamoci scappare l
opportunità di liberarci anche dalla schiavitù del Vaticano ! Abbiamo vinto la
scommessa EMILIO SOGLIAGHI Grande felicità per il risultato di cui ero sicuro (
ho vinto una bella scommessa ). Adesso abbiamo la possibilità di ottenere
parecchie cose importanti, anche se non tutte come qualcuno dice. Non possiamo
perdere questa occasione, Umberto aveva chiesto la forza e gli è stata data, se
non si riuscirà questa volta la Lega perderà notevolmente di credibilità.
Auguri e sempre Padania libera. [Data pubblicazione: 18/04/2008].