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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL  19-4-2008       #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (10)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Casini, una strada obbligata ( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e soprattutto non vuol dire che il Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari.

Cosa signi ca il voto cattoleghista ( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e sono molti oggi i cattolici, laici ed ecclesiastici, che si chiedono se è in corso una contaminazione tra cattolicesimo e razzismo padano e pagano. Nella sua impietosa chiarezza il risultato elettorale mostra infatti due aspetti complementari ma anche assai diversi.

<scienza e fede a braccetto> grande festa per il galliera ( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: È vero che laici e cattolici hanno spesso una visione differente sui limiti della ricerca. Ma il limite di ogni espressione umana, quindi anche della ricerca, è la persona stessa. La fede illumina la ragione e la stimola verso il bene integrale". Un applauso spontaneo della platea accoglie l'intervento del cardinale Dionigi Tettamanzi che dichiara il suo amore per Genova:

Quando vince la telepolitica - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laica, non abbastanza confessionale da raccogliere il consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare la bandiera della laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro che guarda (o marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra che guarda o marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a sfondare in tale direzione.

Chiti: con l'Udc possono maturare convergenze ( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nove anni dopo la prima edizione, la ristampa del suo libro - "Laici & cattolici. Oltre le frontiere tra ragione e fede e un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli" (Giunti 2008) - era gremita. Non c'è da stupirsi. La questione della laicità scandisce e condiziona la vita politica del paese con una cadenza quasi ossessiva.

Il Papa negli Usa ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" ( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'

Un convegno su fede, laicità e razionalità ( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,

Il Federalismo non minaccia né la Nazione né l unità della Repubblica Italiana ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e per il quale Nazione non potrebbero essere né la Svizzera, né gli Stati Uniti né il Canadà né la Russia! Eppure all inizio dell Idea Risorgimentale vi fu l idea federalista d ispirazione cattolica, da Vincenzo Gioberti a Cesare Balbo, o di ispirazione laica, secondo il pensiero ormai dimenticato di Carlo Cattaneo.

Caro direttore, sono ( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: secondo il quale l Occidente dovrebbe fare più riferimento alle proprie radici cristiane, in particolare cattoliche, per ribadire la sua identità minacciata da culture esterne e liberticide come, ad esempio, l Islam dei fondamentalisti. Io credo invece che l identità dell Occidente debba essere difesa in quanto laica, secolare, libera dai dogmi oscurantisti della Chiesa.


Articoli

Casini, una strada obbligata (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

CHIARA GELONI Noi giornalisti schematizziamo sempre troppo, così se D'Alema vede Casini, Veltroni dev'essere per forza "irritato" e se D'Alema pensa che si deve aprire a Casini, Veltroni deve per forza pensare che con Casini non si parla per nessun motivo. Non è così. Dialogare con Casini è una strada obbligata per il Partito democratico e questo lo sanno e lo pensano tutti quelli che contano al loft. È così non per astratti disegni ideologici e nemmeno solo per via dell'importantissimo ballottaggio di Roma, ma per la forma concreta che ha assunto da lunedì il sistema politico italiano, anche grazie all'azione del Pd. È così e non vuol dire che le differenze non esistano più, che da domani tarallucci e vino, e soprattutto non vuol dire che il Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari. Questa componente è stata essenziale alla nascita del Pd come un partito davvero nuovo e non uno dei tanti nuovi partiti. L'orgoglio degli ex Ppi per il cammino fatto e la volontà di non inquinarne la coerenza e l'originalità sono preoccupazioni giuste di cui tutto il Pd si deve fare carico. Con questa preoccupazione gli ex popolari hanno investito sull'idea veltroniana di un partito grande e inclusivo, autonomo, capace di attrarre voti da tutte le direzioni. E per questa ragione hanno diffidato degli schemi "tedeschi" che rischiavano di imprigionare il Pd in un "centrosinistra- col-trattino" in stile anni Novanta. Dopo aver fatto tanta strada, è giusto non voler tornare indietro. Però adesso siamo andati avanti. Il Pd è nato, ha rivendicato la sua autonomia, ha sfidato Berlusconi a viso aperto, ha combattuto la sua battaglia di fronte al paese. Ha perso. Ma ha messo in moto un grande cambiamento, che ha trasformato il frammentatissimo panorama della passata legislatura in quello fin troppo monolitico della prossima. Questo è avvenuto anche grazie alla scelta ? obbligata? e va bene, adesso non è molto importante stabilirlo ? di Casini, che ha rotto una più che decennale alleanza di centrodestra. È in questa "nuova stagione" che il Pd deve fare politica. Sarebbe incomprensibile, una volta preso il largo, ammainare le vele per paura di incontrare qualche tempesta. Quale sarà il ruolo dei cattolici nel Partito democratico saranno i cattolici del Partito democratico a stabilirlo, un giorno dopo l'altro, nella vita del partito nuovo: con la loro capacità di contribuire a guidare il partito, anche nell'incontro con altri cattolici che hanno fatto un percorso diverso dal loro. Restando essenziali come nel momento della sua nascita, e non per concessione di qualcuno, ma con la forza dei fatti e della politica. Non si fa politica con la paura, quella verso gli avversari o, peggio, quella verso i propri compagni di strada: la politica è mettersi alla testa del cambiamento e guidarlo. E non si fa opposizione chiudendosi in un fortino: i "democristiani" nel parlamento italiano di opposizione ne hanno fatta poca, ma questo errore non l'hanno compiuto mai.

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Cosa signi ca il voto cattoleghista (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

CATTO Cosa signi ca il voto cattoleghista ANGELO BERTANI Il cardinale Renato Martino ha smentito di essere preoccupato per l'impressionante successo della Lega, ma la questione resta; e sono molti oggi i cattolici, laici ed ecclesiastici, che si chiedono se è in corso una contaminazione tra cattolicesimo e razzismo padano e pagano. Nella sua impietosa chiarezza il risultato elettorale mostra infatti due aspetti complementari ma anche assai diversi. Il primo è il significato politico: si entra in una fase nuova, segnata dalla scomparsa dei vecchi partiti che si identificavano con precise culture politiche e dalla prevalenza della governabilità e dell'economia sulla rappresentanza e sulla solidarietà nazionale. I rischi più gravi sono la contrapposizione tra i due maggiori schieramenti; e l'inquietudine che potrebbe diventare esplosiva di quanti, pur avendo raccolto il consenso di milioni di elettori, sono esclusi dalla rappresentanza politica nazionale. Il secondo aspetto è di carattere culturale: c'è una mutazione tra gli elettori: sempre più interessati al tornaconto personale, alla difesa di sicurezze e privilegi, ostili verso gli altri, "secolarizzati" dietro alle apparenze del devozionismo o dei culti celtici. Anche per questo il voto cattolico è "esploso" in tutte le direzioni, come notava Marco Tosatti già il 13 aprile; ma certo, con la sua paura del cambiamento, ha molto contribuito al successo leghista (Franco Garelli, La Stampa, 16 aprile). Don Paolo Farinella ha scritto: "Il popolo ha scelto. Ne prendo atto. Ammetto la sconfitta elettorale e politica, ma non posso cedere alla sconfitta morale perché nemmeno il voto plebiscitario è fondamento di verità? I cattolici o più in generale i cristiani hanno consegnato a mani giunte il loro senso del "bene comune" e la loro strutturale solidarietà alla xenofobia e al particolarismo della Lega". Civiltà cattolica rilancia l'appello del cardinale Bagnasco: "Vorremmo che all'indomani del voto ci fosse una spinta convergente, nel rispetto dei ruoli che il corpo elettorale vorrà assegnare, per affrontare queste situazioni? dobbiamo uscire dall'individualismo, dal pensare egoisticamente soltanto a se stessi e alla propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri? occorre che il personale politico abbandoni una politica troppo politicizzata, per restituire a essa uno spessore etico che solo può fare da collante". Ma, se davvero si voleva questo, non si capisce perché si sia resa difficile la vita a Prodi? I cittadini che pensano democratico non hanno molto di cui rallegrarsi in questi giorni; ma anche i cittadini cattolici (per fede, non per interessi o tradizione) hanno molte ragioni per cui preoccuparsi.

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<scienza e fede a braccetto> grande festa per il galliera (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

"scienza e fede a braccetto" grande festa per il galliera centoventi anni di storia UN OSPEDALE che ha una sua storia e un suo statuto autonomo, ma inserito nel sistema della sanità pubblica. E si appresta ad affrontare la sfida della rinascita in una struttura completamente nuova, costruita alle spalle dei vecchi padiglioni. Un monoblocco che, propone oggi il sindaco Marta Vincenzi, "potrebbe essere inaugurato in coincidenza con i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia: nel 2011". Così l'arcivescovo Angelo Bagnasco, presidente dell'ospedale Galliera, presenta i centovent'anni del Galliera, a distanza di tanto tempo dall'ingresso del primo malato nei padiglioni. Era il 17 maggio 1888 e, con un sorprendente atto di tutela della privacy, la malattia di cui soffriva quel paziente del passato è cancellata dai documenti pubblici. Centovent'anni dopo, le celebrazioni si sono aperte con un convegno a Palazzo Ducale, "Innovazione tecnologica e umanizzazione" alla presenza delle istituzioni e di due cardinali, Angelo Bagnasco e Dionigi Tettamanzi,. Ed è inevitabile affrontare il rapporto tra la fede e la scienza, la ricerca e l'etica. Temi che fanno parte del dibattito della filosofia ma che si scontrano concretamente nella realtà, quando si entra sul terreno dell'aborto o della procreazione assistita. E laicità e senso religioso cozzano l'una contro l'altro. "Con il buon senso e l'aiuto della fede - dice il cardinale Bagnasco - , la ragione arriva a identificare una concezione antropologica vera e completa al cui servizio deve porsi. È vero che laici e cattolici hanno spesso una visione differente sui limiti della ricerca. Ma il limite di ogni espressione umana, quindi anche della ricerca, è la persona stessa. La fede illumina la ragione e la stimola verso il bene integrale". Un applauso spontaneo della platea accoglie l'intervento del cardinale Dionigi Tettamanzi che dichiara il suo amore per Genova: "Nei sette anni e tre mesi che ho trascorso qui ho partecipato una volta al mese al consiglio di amministrazione dell'ospedale Galliera, ho fatto qualche intervento ma soprattutto ho ascoltato e imparato: è stata una scuola importante". Poi, un episodio della storia: "L'ospedale è sorto nel luogo dove in precedenza sorgeva un convento: quelle radici, simboliche e concrete, ci ricordano che la religione non è un freno ma una garanzia. L'intelligenza conduce alla ricerca scientifica, la manualità alle applicazioni tecnologiche. Ma quello che conta di piùè il cuore. E in questa alleanza tra ricerca, tecnologia e cuore è il futuro della vecchia "Duchessa"". Bruno Viani 19/04/2008.

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Quando vince la telepolitica - giovanni valentini (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO QUANDO VINCE LA TELEPOLITICA GIOVANNI VALENTINI è un riflusso da eccesso di aspettative, alimentate a piene mani da una classe dirigente ulivista che in cinque anni non ha mai avuto il coraggio di opporsi al giustizialismo militante, al girotondismo diffuso, all'antiberlusconismo dilagante. (da "Nord terra ostile" di Marco Alfieri ? Marsilio, 2008 ? pag. 172) è un errore di prospettiva parlare di "quindicennio berlusconiano" per datare al 1994, e cioè all'epoca della fatidica discesa in campo di Silvio Berlusconi, l'inizio della stagione politica che ha riportato saldamente il centrodestra al governo. In realtà, questa fase di cambiamento e di trasformazione sociale è cominciata molto tempo prima. Era stata aperta dall'avvento della televisione commerciale, a metà degli anni Ottanta, preparando così il terreno a una mutazione genetica che s'è sviluppata in un quarto di secolo, a cavallo di più generazioni. Non avendo saputo, potuto o voluto cambiare la televisione, preservando il ruolo istituzionale del servizio pubblico e introducendo nel sistema un minimo di pluralismo, alla fine la televisione ha cambiato noi, la nostra mentalità collettiva, il nostro modo di pensare e di agire. Ha plasmato gli elettori del centrodestra. Ma in qualche misura ha forgiato anche quelli della sinistra, omologandola alla "cultura dominante" nei contenuti, nel linguaggio, nella comunicazione; spingendola fino alla perdita della propria identità originaria, all'amnesia storica e all'autocombustione. Solo il tempo potrà stabilire se la "nuova sinistra" che esce ora dalle urne, riformista, buonista, soft-e-loft, riuscirà mai a diventare alternativa di governo in un Paese la cui vocazione maggioritaria era ed è inequivocabilmente di segno moderato. Non dev'essere poi una grande soddisfazione per chi ha demonizzato la vecchia Democrazia Cristiana, il partito interclassista fondato sull'anticomunismo, sull'unità dei cattolici e soprattutto sull'indisponibilità del glorioso Pci in quanto partito anti-sistema. Oggi è come se ne avessimo addirittura due di Dc: una tuttora anticomunista, sebbene il comunismo sia finito da tempo, ma anche secessionista e tendenzialmente razzista; l'altra catto-laica, non abbastanza confessionale da raccogliere il consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare la bandiera della laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro che guarda (o marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra che guarda o marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a sfondare in tale direzione. Ma come la televisione pubblica aveva contribuito a cambiare il Paese a partire dalla metà degli anni Cinquanta, favorendo la transizione dalla civiltà contadina a quella industriale, unificando le due Italie, la lingua, i consumi e i costumi, così in questi venticinque anni la televisione commerciale ha contribuito a modificare la gerarchia dei valori. L'individualismo ha preso il sopravvento sulla solidarietà. L'edonismo e il narcisismo hanno soppiantato l'impegno civile. Lo sviluppo ha prevalso sul progresso, nel significato pasoliniano dei due termini. E allora il berlusconismo è diventato "senso comune", il pensiero unico, il modello sociale di riferimento. Non c'è da meravigliarsi, dunque, se il duopolio televisivo ha finito per legittimare concettualmente il duopolio politico. E neppure se quest'ultimo riabiliterà retroattivamente il primo. L'assetto del sistema televisivo riflette e alimenta quello del sistema politico. Piaccia o non piaccia, la telepolitica è ormai la politica o viceversa. Sarebbe sbagliato tuttavia non riconoscere, come qui abbiamo già fatto in tempi non sospetti, che nel corso di questi venticinque anni un processo del genere ha innescato e favorito anche una modernizzazione della società italiana che oggi si traduce in una forte domanda di modernizzazione politica: meno ideologia e più pragmatismo; più governabilità e stabilità; più efficienza e meno burocrazia; più rapidità nelle decisioni e meno sprechi. Sono le istanze profonde che vengono dalle urne del 13 e 14 aprile. Quanto alla giustizia sociale, se non vogliamo affidarci solo al "populismo democratico" di Berlusconi, è proprio questa la frontiera su cui dovrà mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che l'egemonia del centrodestra possa degenerare nella prevaricazione o quantomeno di contenerne gli effetti. Ma da grande comunicatore qual è, certamente il futuro premier farà di tutto per piacere e piacersi sempre di più; per risultare gradito al maggior numero possibile di cittadini e non solo a quelli che hanno votato per lui. A questo punto, Berlusconi si candida a conquistare un posto nei libri di storia, a diventare un "padre della Patria" e quindi ad assurgere prima o poi al Quirinale. Con tre vittorie elettorali nell'arco di quindici anni, e in particolare con questo trionfo che consegna il Paese a lui e a Bossi, la sua legittimazione democratica appare ormai definitiva, nonostante il tardivo ripensamento di Veltroni nelle ultime battute della campagna elettorale. L'investitura popolare non può sanare evidentemente il conflitto d'interessi, quello di un capo di governo che di fatto - caso unico al mondo - è un concessionario pubblico, ma per il momento lo accantona, lo rimuove o lo archivia. Avremo di nuovo un presidente-padrone, forte però di un consenso elettorale che non è più lecito mettere in discussione. E la stessa telefonata di congratulazioni con cui il leader del Pd ha correttamente riconosciuto a caldo la vittoria dell'avversario, sancisce di fatto un armistizio, una tregua istituzionale, se non proprio una dichiarazione di resa. Nell'interesse del Paese e di tutti noi, dobbiamo augurarci che il nuovo governo Berlusconi abbia successo, per uscire dalla crisi e riprendere a crescere: magari con il contributo costruttivo dell'opposizione, nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità. Non è più tempo di contrapposizioni frontali, di sfide o di duelli televisivi. L'Italia di oggi non se lo può permettere, anche a costo di continuare le trasmissioni a reti unificate. (sabatorepubblica. it).

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Chiti: con l'Udc possono maturare convergenze (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del IL LIBROL'esponente Pd ha presentato la ristampa di un suo vecchio volume su laici e cattolici Chiti: con l'Udc possono maturare convergenze Sonia Renzini Sarà per l'attualità del concetto espresso, o forse anche solo per la difficoltà dei tempi, ma un cosa è certa: la sala di Palazzo Strozzi a Firenze, dove ieri il ministro Vannino Chiti presentava, nove anni dopo la prima edizione, la ristampa del suo libro - "Laici & cattolici. Oltre le frontiere tra ragione e fede e un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli" (Giunti 2008) - era gremita. Non c'è da stupirsi. La questione della laicità scandisce e condiziona la vita politica del paese con una cadenza quasi ossessiva. E il dialogo tra due mondi separati, quello cattolico e quello laico, serve a Chiti come grimaldello per tracciare l'excursus della storia recente sull'evoluzione del concetto di laicità nella società italiana e nelle sue trasformazioni, comprese quelle del compromesso storico e della Bolognina. A discuterne con lui in sala anche il neoparlamentare dell'Udc Savino Pezzotta e lo studioso Luca Diotallevi, moderati dal direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. Solo poche battute e il dibattito approda al presente, alle tensioni politiche, al multicultarismo di una società che cambia continuamente e che vede l'affermazione prepotente della Lega. "Vengo da una zona dove il 40% della gente pensa che l'Italia vada separata e invece l'unificazione del paese è una dimensione culturale da recuperare", dice Pezzotta. Ma il problema dell'identità culturale del paese è solo uno degli aspetti da considerare. In ballo c'è un mondo religioso che non è più fatto solo di cattolici, ma di ortodossi, islamici e di tante altre confessioni. "Ci sono due rischi - dice Chiti - da una parte la parte debole della popolazione è portata a estremizzare la contrapposizione tra i due mondi, dall'altra la tendenza a mettere il marchio del partito a un sentimento religioso che ha in sé una vocazione all'universalità". La sponda su cui i due mondi si scontrano non è più la pace o la guerra, ma la bioetica. "Quando i vescovi dicono no alla guerra, nessuno si lamenta per l'ingerenza - continua Chiti - quando parlano di bioetica invece sì. Eppure, basterebbe dare giudizi di merito in entrambi i casi, anche perché sulla bioetica non vedo una soluzione pronta da nessuna parte. Penso che su questi temi ci sia la necessità di un cammino paziente e umile che coinvolga ampi schieramenti". Poi, i temi etici lasciano spazio alla politica. Le elezioni sono appena trascorse e le strategie politiche dei prossimi giorni sono un rebus tutto da risolvere. "Con l'Udc siamo entrambi all'opposizione - spiega - questo non vuol dire che siamo uguali, ma penso che si debba fare un confronto di merito sulle priorità del paese. Su questa strada possano maturare convergenze, forse oggi non del tutto immaginabili, ma utili per una stagione di possibili governi positivi per l'Italia". Sì anche all'organizzazione del Pd su base federale: "Ritengo giusta la proposta, il Pd deve sapere parlare ai cittadini e vincere la sfida del nord posta dalla Lega, per questo si deve radicare", conclude.

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Il Papa negli Usa (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (27 votes, average: 1.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (16 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (27 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 329 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (168) Ultime discussioni yochanan: CAro Tornielli, lei dice: "Il vescovo di Roma mette subito le carte in tavola: "i cristiani... Snorri: Trovo bello che fra colleghi di testate concorrenti (spesso molto concorrenti!) si instauri un rapporto di... giancarlo: ragione nel senso di razionalismo, infatti gli atei vengono definiti i razionalisti. La scienza se non... stefano: "Infatti,credo siano i Testimoni di Geova, datano la storia di Adamo ed Eva 4.000 anni fa, ma ahimè... stefano: "L'ateismo nasce dalla ragione" "La realtà stessa, smentisce tutto ciò che le... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa il viaggio di ratzinger negli usa Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" Il "God gap", il divario di Dio e lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti. Due argomenti che occupano i giornali più autorevoli, da Usa Today al paludatissimo Washington Post sino al The New York Times. Benedetto XVI è venuto in America per colmare il "divario di Dio" e per affermare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa "rappresenta Dio" e tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito "storico". Un commentatore in vena di similitudini paradossali scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam. Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Bush, "il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo, bensi' modello etico da imitare e punto di riferimento internazionale. Non una semplice operazione di "restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e ritiene che in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali, speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush con una intensita' che non ha precedenti nella storia americana. Paul Weiyrich, guru della destra religiosa, ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato". E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush, taglia corto: "Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito come "americano", piu' vicino, dunque, persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti, famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore dell'identità cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis" di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio alla verità che assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione trascendente della persona; il discernimento fra bene e male contro la tentazione di andare ad una "inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà" l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione sessuale ridotta alla semplice "gestione del rischio". La faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti delle altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la moderna babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo' derivare da una pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano la liberta' religiosa come un diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita' Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato un messaggio alla vigilia della "Pesah", la Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della liturgia pre-conciliare.

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Un convegno su fede, laicità e razionalità (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

VENERDI' 18 Un convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Il convegno - che si propone di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società - muove dall'esigenza di riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell'intento di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare una proposta in grado di preservare l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.

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Il Federalismo non minaccia né la Nazione né l unità della Repubblica Italiana (sezione: Laici e chierici)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

LETTERA APERTA A UMBERTO BOSSI Il Federalismo non minaccia né la Nazione né l unità della Repubblica Italiana FRANCESCO COSSIGA Caro Bossi, mi rallegro molto con la Lega e con te per il largo successo ottenuto nelle elezioni politiche generali. Ricordo l inizio della nostra amicizia. Tu venisti a trovarmi al Quirinale per ringraziarmi del fatto che, quando un procuratore della Repubblica chiese l autorizzazione a procedere contro di te per supposte offese all onore e al prestigio del Presidente della Repubblica , io dissi all allora ministro della Giustizia: "Ma non se parla assolutamente!". La nostra amicizia non è mai venuta meno! Anche di recente ho respinto l accusa che è stata rivolta al vostro Movimento di essere un pericolo per l unità Nazionale. Purtroppo nella nostra Storia abbiamo fatto acriticamente nostra la concezione di Nazione propria della Rivoluzione Francese, che identifica Nazione con Stato centralista e monoculturale, e per il quale Nazione non potrebbero essere né la Svizzera, né gli Stati Uniti né il Canadà né la Russia! Eppure all inizio dell Idea Risorgimentale vi fu l idea federalista d ispirazione cattolica, da Vincenzo Gioberti a Cesare Balbo, o di ispirazione laica, secondo il pensiero ormai dimenticato di Carlo Cattaneo. E molti hanno dimenticato che il disegno di legge sull ordinamento territoriale del proclamato Regno d Italia, d iniziativa del Governo, essendo presidente del Consiglio dei ministri Camillo Benso conte di Cavour e ministro dell Interno il cattolico liberale Marco MinghettI, prevedeva un larghissimo decentramento di tipo semifederale, calibrato naturalmente sul carattere monarchico dello Stato italiano. La morte di Cavour bloccò il progetto, ché la classe dirigente piemontese - che aveva fatto proprio il modello di Stato centralizzato francese, dopo che il soggetto sardo-piemontese da stato composito : Ducato di Savoia, Principato di Piemonte, Valle d Aosta, Genovesato, Contea di Nizza e vecchio Regno di Sardegna, dopo il 1847 si trasformò in Stato unitario -, non ebbe il coraggio di andare avanti sulla strada intrapresa dal duo Cavour-Minghetti. Il federalismo non minaccia né la Nazione italiana né la unità della Repubblica Italiana. Personalmente credo che la possibilità di avere uno Stato federale sia tramontata con Gioberti, Balbo e Cattaneo. Ma comunque credo fermamente una cosa: che le riforme pasticciate del federalismo approssimativo , sia del centrosinistra che del centrodestra (ma perché non dire all europea : sinistra e destra?) debbano essere riviste, per capire ad esempio che cosa significhi in relazione alla materia della polizia locale l attribuzione di essa alle competenze legislative e amministrative delle Regioni! E credo che una più equa ripartizione delle risorse fiscali tra Stato, Regioni, Province e Comuni, ma non solo secondo quanto si produce , ma anche secondo princìpi di perequazione , come ad esempio nella Germania Federale. E vorrei che tu considerassi che in Paesi come gli Stati Uniti, la Svizzera, il Canada, la Germania, l Australia, la bandiera della Nazione sventola, avendo la precedenza, accanto alle bandiere degli Stati federati, dei Cantoni, delle Province ! E vorrei che tu considerassi che chi è federalista all interno, a me sembra dover essere federalista , anche all esterno : e così comprenderei che la Lega invocasse una Unione Europea che non fosse soltanto una unione di Stati, ma anche di Popoli, di Regioni, di Paesi, ma che aderisse alla sua realizzazione! Il primo partito regionale è stato il Partito Sardo d Azione: esso è nato, caso unico credo nella storia dei partiti, all interno di una brigata a reclutamento regionale, quella che, dopo la Brigata Granatieri di Sardegna , è stata la brigata che ha avuto durante la Prima Guerra Mondiale, l ultima Guerra del Risorgimento, il maggior numero di medaglie d oro per la sua bandiera e per i suoi militari: la Brigata Sassari . Io credo che tu dovresti fare della Lega un grande partito regionale quale è la Christliche Soziale Union bavarese, e perché no? anche entrare nel Partito Popolare Europeo. Congratulazioni e auguri di buon lavoro! Con amicizia [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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Caro direttore, sono (sezione: Laici e chierici)

( da "Padania, La" del 19-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Attenzione a non tirare troppo la corda GIOVANNI FERRI Treviglio (Bg) Caro direttore, sono un simpatizzante berlusconiano che questa volta ha votato Lega perchè era collegata con il Popolo delle Libertà. Ciò per dare un segnale modesto tramite il mio voto (e dei miei familiari) al continuo aumento della criminalità e dell' immigrazione clandestina. Mi pare però di notare che dopo l'ottimo risultato ottenuto ora si sta alzando la posta nei confronti di Berlusconi nella formazione del Governo. Attenzione a "tirà mia trop la corda perché la sa schenta". Non vorrei che si ripetesse quanto successo con il primo governo Berlusconi... Annientiamo i falsi adulatori LEONE Venezia Ho una preoccupazione. Non vorrei che la Lega che dovrà correre a testa bassa nelGoverno e nel Parlamento per fare le sue leggi e le sue riforme, possa ignorare la visione prospettica dello sviluppo del potere che, come è noto, opera da più parti, non solo nelle istituzioni. Un partito moderno non può in nessun modo pensare esclusivamente a realizzare il suo progetto riformista e legislativo senza contestualmente usare il potere ottenuto dalle urne per neutralizzare e colpire nemici vecchi e nuovi soprattutto nella sfera di maggior influenza di una società complessa e cioè l'informazione giornalistica, televisiva e culturale. Se il 10% di voti vuole essere solo la prima tappa per puntare al 20%, bisogna coltivare una squadra di convincenti opinion makers in grado di entrare nelle trasmissioni di massimo ascolto, pretendere trasmissioni in grado di veicolare i nostri valori (opposti a quelli della sinistra), fossero anche serial televisivi e soap opera, anche finanziando, come ha fatto la sinistra per decenni, con i soldi pubblici, film e programmi di autori ideologicamente vicini a noi. Sono convinto che se la Lega avesse solo un quarto del potere informativo della sinistra o di Berlusconi, avrebbe la maggioranza assoluta in tutte le regioni padane, diventando la forza egemone nel Paese e non sarebbe costretta a fare i miracoli a ogni elezione, bombardata da tutti i media senza alcuna difesa. Non si deve più restare nell'angolo. Gli avversari vanno ammoniti, neutralizzati, fatti licenziare, nel caso, se è nel nostro potere farlo! E, per finire, non si accettino nel modo più assoluto gli atteggiamenti finto condiscendenti di Berlusconi o quelli degli ex missini. Si sa quale arma terribile possa diventare l'uso scientifico del sarcasmo e dell'ironia, soprattutto in politica e quanti danni abbia causato e causi ancora al nostro Movimento. Quindi, come in tutte le guerre, non solo fanteria d'assalto, ma guastatori, intelligence, contropropaganda, obiettivi mirati, insomma organizzazione all'ennesima potenza! Forza Lega, forza Veneto, forza Padania. Risultati immediati per conservare i voti MARINO BERTOLINO Chivasso (To) Dal risultato elettorale si comprende chiaramente che Berlusconi ha vinto le elezioni grazie alle cazzate fatte dal Governo Prodi a danno degli italiani. Prodi con le sue tasse/imposte/addizionali di ogni genere, e con le sue decisioni senza senso, ha preparato il terreno a Berlusconi. Adesso i cittadini, sempre piùpoveri, si aspettano dal nuovo Governo decisioni rapide che mettano fine al periodo "buio" del Governo Prodi. Dalle promesse bisognerà passare ai fatti concreti per dare più soldi nelle tasche delle famiglie italiane. Bisognerà far rinascere il ceto-medio soffocato da una tassazione assurda, e mettere fuori gioco gli enti inutili insieme ai tanti privilegi a favore dei parassiti e dei politici. Senza i Comunisti il Paese può diventare più moderno e più liberale in senso federalista. La spinta degli elettori è stata forte e di conseguenza i risultati devono arrivare nel più breve tempo possibile. Finita l era dell ostentazione SERGIO Milano Cara Padania, secondo me è importantissimo ricordarsi di un fatto: è finita l era dell omofilia come la definisce Veneziani. I gay si dovranno convincere che le coppie secondo natura e secondo Costituzione sono quelle fra uomo e donna! Finalmente ci sarà un po meno di ostentazione da parte dei diversi-perversi per moda . Certe assenze non ci peseranno, anzi... ROBERTO MANZONI Milano Prodi si dimette dal Pd. Un bel chi se ne frega non fu mai scritto. Contemporaneamente il felsineo annuncia di essere a disposizione dell umanità. L umanità risponde toccandosi scaramanticamente, ci sono già abbastanza disgrazie nel mondo! Perché perseverare con la sua presenza devastante? Perché infierire? Romano non doveva occuparsi dei nipotini? Che limiti i danni tra le mura domestiche per cortesia. Nel campionario del peggio, non poteva mancare De Mita Ciriaco in arte il ras di Nusco ; finalmente trombato dopo 45 anni di malaffare parassitismo e danni collaterali vari, ci informa che "posso insegnare a tutti!". Per carità che tralasci l insegnamento, i cattivi maestri non ci mancano, cosi come non ci mancherà la sua disdicevole presenza in Parlamento. La Lega non deluderà STEFANO STOCCO Mestre (Ve) Grande, grande trionfo per la Lega, ero ai seggi come rappresentante di lista, alla vista di tante preferenze sono stato colto da grande euforia perché so bene che ogni nostro voto conquistato è frutto di un lavoro continuo nel territorio, è un voto sudato, nel mio quartiere avevamo triplicato i voti! Gli elettori ci hanno premiato perché abbiamo saputo interpretare i desideri e le esigenze della gente comune, perché la nostra politica è chiara ed esplicita priva di ideologie fumose. Ora un augurio va alla nostra squadra di deputati ai quali spetta un grosso impegno, quello che per cui la gente ci ha votato, approvare il Federalismo e combattere l inefficienza politica romana e che stiano in guardia perché credo che in mezzo ai nostri alleati ci siano le solite serpi centraliste. Un grazie a chi ci ha votato per la prima volta, la Lega non vi deluderà. Lega, ridacci la serenità MGT Genova In famiglia abbiamo votato Lega Nord soprattutto per la questione immigrazione, da cui dipende la perdita della nostra sicurezza. Pensiamo che se oggi in Italia siamo nei guai, molta colpa la attribuiamo alla decisione di Bossi che fece cadere il primo governo Berlusconi. Le conseguenze, furono i governi Dini, D'Alema, Prodi e Prodi bis. Uno spaventoso effetto valanga. E secondo me, la perdita di consensi subita dalla Lega, allora, fu proprio determinata da quella scelta politica. Ora ci sono le condizioni per risollevare l'Italia, e noi, come molti milioni di italiani, abbiamo votato Lega perché ripulisca l'Italia dai clandestini e ci ridia con la sicurezza la serenità di vivere e operare. Auguri per i prossimi 5 anni di lavoro SARA Firenze Grandi! Tutti voi! Grandi! Congratulazioni per la vittoria! Un augurio sincero per i prossimi 5 anni! Ministero degli Interni per Bossi I. ALIBENI Recco Primo Consiglio del centrodestra e primi dissensi? Gradirei che Bossi si facesse dare, magari soltanto, il Ministero degli Interni. Lo ho votato perché, intanto sono un vecchio militante leghista dal 1990 (un po' deluso dall'infelice voltafaccia di Bossi del '95, ma che ci riprova), perché assolutamente ci liberi da tutti gli extracomunitari clandestini e da buona parte di quelli regolari. Lavoro, case, sanità, servizi e soprattutto sicurezza devono restare presidio e privilegio degli italiani. Il federalismo può aspettare. Basta col terzo e quartomondismo cattoprogressista, ne siamo nauseati. L'Italia agli italiani. Non facciamo brutti scherzi, però. Meglio un pessimo Berlusconi che un ottimo Prodi (o similari). Non discriminate i nati nel 2007 e inizio 2008 VITTORIO SIGNORI Caro direttore, volevo segnalare una stortura che si verificherebbe qualora l'annunciato bonus bebè di 1000 euro venisse dato solo ai nuovi nati. Il governo Berlusconi aveva dato il bonus bebè per alcuni anni poi Prodi lo ha tolto. Mio nipote è nato nel 2007 e non ne ha usufruito, assieme a 500.000 famiglie di nuovi nati nel 2007. Se ora si ripristinasse il fondo (quanto mai utile si sa quanto costano il latte i pannolini, le scarpine, l'asilo nido comunale) e si lasciassero fuori i nati del 2007 e quelli nati nei primi mesi del 2008 sarebbe discriminatorio e pesante da digerire. La Padania che ho in mente... MAURO FIORIO Dublino Caro direttore, le scrivo dall Irlanda, dove vivo e lavoro da tre anni. Purtroppo la Lega Nord non si è presentata nella Circoscrizione Estero, quindi, non potendo votare per il partito che ritengo mi rappresenti, ho deciso di lasciare la scheda bianca. Detto questo, non posso che gioire per l ottimo risultato ottenuto. Ma voglio esprimere una mia preoccupazione, che credo di condividere con non pochi altri padani. Mi riferisco alla recente svolta teo-con dei nostri leader. Non mi convince, infatti, l adesione a quel pensiero, in voga negli ultimi tempi, secondo il quale l Occidente dovrebbe fare più riferimento alle proprie radici cristiane, in particolare cattoliche, per ribadire la sua identità minacciata da culture esterne e liberticide come, ad esempio, l Islam dei fondamentalisti. Io credo invece che l identità dell Occidente debba essere difesa in quanto laica, secolare, libera dai dogmi oscurantisti della Chiesa. La Padania che ho in mente è una Padania laica, dove la separazione tra Stato e Chiesa è netta e dove a tutti viene concessa la libertà di professare la religione che vogliono, purché nessuno pretenda che il proprio credo detti legge. Una Padania dove la ricerca scientifica non viene limitata dai diktat dei vescovi. Una Padania ideale, per me, si ispirerebbe ai modelli di Austria e Baviera, aree fortemente cattoliche, ma anche fiere ed orgogliose della propria laicità. È importante per noi padani liberarci dalla schiavitu di Montecitorio. Ma non lasciamoci scappare l opportunità di liberarci anche dalla schiavitù del Vaticano ! Abbiamo vinto la scommessa EMILIO SOGLIAGHI Grande felicità per il risultato di cui ero sicuro ( ho vinto una bella scommessa ). Adesso abbiamo la possibilità di ottenere parecchie cose importanti, anche se non tutte come qualcuno dice. Non possiamo perdere questa occasione, Umberto aveva chiesto la forza e gli è stata data, se non si riuscirà questa volta la Lega perderà notevolmente di credibilità. Auguri e sempre Padania libera. [Data pubblicazione: 18/04/2008].

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