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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


TARTICOLI DEL  18-4-2008      #TOP


IN EVIDENZA

Benedetto XVI all'Onu: «Deboli i diritti senza etica» di Massimo Donaddio (Il Sole 24 Ore 18-4-2008)

 

Un discorso di elevato profilo intellettuale, quello di Papa Ratzinger di fronte all'assemblea delle Nazioni Unite. Molto denso di contenuti, come è nello stile del Pontefice teologo, attento in particolare al tema dei diritti dell'uomo e dei popoli, spesso coartati da sistemi di potere che, alle varie latitudini del globo, limitano le prerogative di libertà degli individui e anche di intere nazioni.
Forte il richiamo all'etica nelle parole del Pontefice, vera radice dei diritti umani, nella concezione di Bendetto XVI. È urgente che la comunità internazionale recuperi la capacità di decisioni condivise sul piano multilaterale, poichè sono troppo pochi, secondo il Papa, gli interlocutori al mondo che contano e decidono. Implicito, ma molto chiaro un riferimento critico all'approccio statunitense in politica estera e a un Palazzo di Vetro spesso bloccato da veti incrociati.
Importante il richiamo anche alla dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo, che rischia di diventare sempre più una carta non più vincolante per il diritto internazionale, ma solo una semplice dichiarazione d'intenti, peraltro non ciondivisa da tutti.
«Oggi - ha detto il Papa - occorre raddoppiare gli sforzi di fronte alle pressioni per reinterpretare i fondamenti della Dichiarazione e di comprometterne l'intima unità, così da facilitare un allontanamento dalla protezione della dignità umana per soddisfare semplici interessi, spesso interessi particolari». Benedetto XVI ha quindi denunciato, pur senza entrare nei dettagli, il rischio che di fronte a nuove sfide le Nazioni Unite, nel nome del compromesso, tornino «indietro», ad un approccio «pragmatico, limitato a determinare un terreno comune, minimale nei contenuti e debole nei suoi effetti». Secondo Benedetto XVI la via del rispetto dei diritti umani è la sola «capace di eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali», come pure di garantire una reale condizione di sicurezza nel mondo. Il Papa ha anche sostenuto che «le vittime degli stenti e della disperazione, la cui dignità umana viene violata impunemente, divengono facile preda del richiamo alla violenza e possono diventare in prima persona violatrici della pace». In questo contesto, ha ricordato Ratzinger, anche la lotta al terrorismo dovrà inserirsi, «nel rispetto della legge e riconoscendo il ruolo superiore che giocano le regole e le strutture ordinate a promuovere il bene comune». Per difedere i diritti degli uomini e dei popoli, Benedetto XVI invoca l'intervento proprio delle Nazioni Unite: «Se capita che alcuni Stati non siano in grado di assicurare una tale protezione - ha detto il Papa con parole decise e nette - è compito della comunità internazionale intervenire con i mezzi giuridici previsti dalla carta delle Nazioni Unite e attraverso altri strumenti internazionali». Secondo Benedetto XVI questi interventi non possono essere visti come «coercizioni ingiustificate» e come «una limitazione della sovranità nazionale». «Al contrario - ha ammonito il Pontefice- sono l'indifferenza o il non intervento a causare danni reali», avallando, insomma, un "dovere di ingerenza" dell'Onu nella crisi del mondo.
Il Pontefice ha anche richiamato, nell'ambito della promozione dei diritti universali, il tema della libertà religiosa come elemento fondamentale della dignità umana: «È inconcepibile che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi, la loro fede, per essere cittadini attivi». Forte anche la critica nei confronti di una ricerca scientifica che arivi a minacciare la vita umana e l'ambiente. Il Pontefice ha concluso il suo intervento invocando «pace e prosperità con l'aiuto di Dio» in inglese, francese, spagnolo, cinese, arabo e russo e ha raccolto l'applauso dell'assemblea dei delegati e della presidenza dell'Onu.



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Indice delle sezioni

Laici e chierici (16)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Il Papa e i valori Usa, non solo luci ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida ( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario,

<Sconfitta nazionale ma crescita locale,vedi il caso Imperia> ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico e laico, fatto di commercianti ed imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti, questa grande novità l'ha colta. E - aggiunge - per ciò che concerne i cattolici, al di là dell'idea di chi preferirebbe ridurre la componente cattolica del Pd a "qualche dossettiano", senza tener conto del fatto che il cattolicesimo di un Dossetti in odor di beatificazione può tornare soltanto

Autogol bipartisandietro il risultato del voto ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Erigersi rabbiosamente a paladini dello Stato laico ha avuto il solo effetto di far apparire Pd e Pdl partiti sobri e responsabili, capaci di ospitare al proprio interno portatori di visioni etico-sociali alternative ma disposti, almeno in teoria, ad accordi ragionevoli in grado di prevenire fratture religiose di cui non si sente alcun bisogno.

Il papa e la fede delle chiese fai da te - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Europa occidentale laica si configura piuttosto come eccezione. Papa Wojtyla, ex arcivescovo di Cracovia, identificava con la sua Polonia, cattolica quasi al 100 per cento in lotta per sopravvivere sotto il dominio comunista, la società religiosa modello e la laicizzazione e il pluralismo di gran parte del mondo moderno erano ai suoi occhi incomprensibili,

La rivolta atea "e noi quel giorno ci sbattezziamo davanti a ratzinger" - donatella alfonso ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sono stati decine i genovesi che , individuata la chiesa in cui erano stati battezzati, hanno inviato la regolare domanda "di non essere più considerati aderenti alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana"". Il problema, dicono donne e uomini dell'Uaar, è accedere ai registri delle chiese dei diversi ospedali,

Chiti: un nuovo patto in nome della laicità - maria cristina carratu ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un nuovo patto in nome della laicità MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù Laici & cattolici: oltre le frontiere tra ragione e fede, è il titolo del libro che Vannino Chiti, ministro uscente per le riforme, ripropone (con l'aggiunta di un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli) a dieci anni di distanza dal suo primo Laici & cattolici (presentazione oggi all'

Giuseppe De Carli Il God gap , il divario di Dio e lo ( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'

La chiesa russa passa a mosca "accordo storico, volo da putin" - raffaele lorusso ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dare un contributo concreto nel percorso di riunificazione fra cattolici e ortodossi. Bari si trova in una condizione unica al mondo: la chiesa ortodossa russa e la basilica pontificia sono entrambe dedicate a San Nicola. Questa operazione è stata a lungo auspicata dal governo italiano, dal Vaticano e dalla città di Bari ed è il frutto della collaborazione fra laici e religiosi".

Bologna, il Comune finanzia i corsi contro il divorzio ( da "Corriere della Sera" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: istruzioni anti divorzio in versione laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri, consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere istruito in materia di matrimonio.

Ratzinger: anche la Chiesa Usa colpita dal virus relativista ( da "Liberazione" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: life e il laicato progressista finisca per favorire una "protestantizzazione" della chiesa americana. Il senatore democratico Kerry si avvicina al prete per ricevere l'ostia ma lo fa discretamente, lontano dal Papa. All'epoca della sua candidatura alla Casa Bianca alcuni vescovi Usa lo esclusero dall'eucaristia perché appoggiava la legge sull'

Aimé Césaire, padre della negritudine ( da "Liberazione" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici e cattolici che invocavano la colonizzazione, sostenendo altresì come essa non sia da ritenersi responsabilità dei soli governanti, ma anche dei moltissimi intellettuali, filosofi, giornalisti che hanno alimentato la convinzione della necessità dell'uso della forza e della violenza necessario nei confronti di popolazioni "

Il futuro incerto del welfare siciliano - vincenzo borruso ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: parlamenti e referendum hanno potuto approvare per la solidarietà laici-cattolici, in teoria non rilevata, ma nella pratica capace di resistere a qualunque diktat della nomenclatura politica e ai richiami di un clero retrivo. Ol ritorno dominante sulla scena politica di teorie "liberistiche", di elogio dei risultati di mercato, quale spazio permetteranno oggi a questa società che finora,

Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" ( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'

Un convegno su fede, laicità e razionalità ( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,


Articoli

Il Papa e i valori Usa, non solo luci (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 14 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (25 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 162 ) " (16 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (27 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 328 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 In memoria di Papa Wojtyla Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Aggiungo il testo dell'intervista con monsinor Fisichella su Papa Wojtyla che ho pubblicato oggi sul Giornale. Aggiungo inoltre il pezzo con alcuni ricordi a partire dalle straordinarie parole pronunciate da Benedetto XVI ieri 2 aprile in piazza San Pietro. Scritto in Varie Commenti ( 269 ) " (30 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini. Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant'Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l'ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell'Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell'attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all'ex Sant'Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I "movimenti" dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l'incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l'attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini. Scritto in Varie Commenti ( 206 ) " (23 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (167) Ultime discussioni Alessia: da Repubblica.it PAPA: INCONTRA VITTIME PRETI PEDOFILI Benedetto XVI ha incontrato questa sera a Washington... Luisa: Beh Eufemia vorrei evitare di mostrami troppo critica ma effettivamente, per quel che riguarda i canti,... Eufemia Budicin: Secondo Wdtprs la messa a Washington è stata in puro stile Marini senior, cioè non una messa ma... peccatore: Concordo con Federico che il passaggio sulla polarizzazione della Chiesa sia da non trascurare, tanto più... Luisa: Lungi da me l'idea di sminuire l'atrocità della tragedia della pedofilia, anche un solo bambino che ha... 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Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

MARTEDI' 15 ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa 10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario, facendo proprio il detto evangelico "ero prigioniero e mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua moglie Susan, psicologa, ha iniziato a seguire con supporti non solo umani ma anche professionali le famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei condannati a morte. L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è gradito un cenno di preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.

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<Sconfitta nazionale ma crescita locale,vedi il caso Imperia> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

"Sconfitta nazionale ma crescita locale,vedi il caso Imperia" Per il veltroniano Zagarella il Pdl è in calo, "salvato" dal boom-Lega. La difesa dei cattolici del partito Imperia. L'esito del voto è ancora oggetto di analisi da parte degli esponenti dei partiti che hanno partecipato alla competizione elettorale. Oggi la parola va a Giuseppe Zagarella, membro della direzione Regionale Pd che mena fendenti a destra e a manca. "Ho sentito in questi giorni illustri commentatori e leader politici fare considerazioni sul voto, sul presunto "voto di protesta" alla Lega Nord, sul risultato del Pd e del PdL, sull'esito che hanno avuto le formazioni minori. E devo dire che pochi, a livello sia locale che nazionale mi hanno convinto", dice Zagarella. Secondo il quale l'elettorato non ha espresso un voto di protesta come non ha voluto "premiare un premier che ha dato dell'eroe a Mangano o che si accompagna con persone e leader che vorrebbero rivedere i libri di storia. L'elettorato per alcuni aspetti ha dato segnali di grande maturità democratica". Per l'esponente del Pd gli elettori hanno penalizzato tutte quelle forze che non si proponevano come forze di governo, ma come forze di opposizione a prescindere. "C'è sempre meno spazio - aggiunge Zagarella - per una politica arroccata su se stessa che non risponde con proposte costruttive esigenze della popolazione". Liquidata la sinistra radicale, Zagarella mette l'accento su un altro dato: "l'affermazione del Pd". "Che perde sì le elezioni, ma cresce tantissimo in relazione al vecchio quadro di riferimento all'interno della coalizione di centrosinistra". Secondo l'ex della Margherita l'elettorato ha compreso la novità del progetto politico, ha premiato il coraggio della scelta di "andar da soli". A livello locale, poi, la mancata crescita annunciata del PdL ed il risultato ottenuto solo in forza della enorme crescita della Lega, unitamente al boom del Pd, sono a mio avviso un forte segnale di critica dell'elettorato al Pdl". Zagarella sostiene che il dato è ancora più evidente se si analizza il risultato nel capoluogo, dove il Pd raggiunge quota 31,84% contro il precedente 25%, e la coalizione berlusconiana forte della presenza di tutto il quadro dirigente di An ed Fi arriva a "malapena" al 52% (piazzandosi al 55° posto su 67 comuni) grazie al 9,09% della Lega. "L'elettorato imperiese, cattolico e laico, fatto di commercianti ed imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti, questa grande novità l'ha colta. E - aggiunge - per ciò che concerne i cattolici, al di là dell'idea di chi preferirebbe ridurre la componente cattolica del Pd a "qualche dossettiano", senza tener conto del fatto che il cattolicesimo di un Dossetti in odor di beatificazione può tornare soltanto ad onore e sullo stesso sarebbe meglio non ergersi a giudici, appare ormai evidente che questi non sono forse più disposti a farsi rappresentare in maniera esclusiva dal centrodestra, sia locale che nazionale. Con buona pace di chi pur avendo vinto, ma non avendo stravinto, oggi preferisce non avere una chiara percezione del risultato". LOREDANA GRITA 18/04/2008 ' 18/04/2008 centrosinistra? meglio soliNel capoluogo siamo al 31,84% rispetto al 25%. L'elettorato ha capito la novità e l'ha colta giuseppe zagarelladirezione regionale del Pd 18/04/2008.

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Autogol bipartisandietro il risultato del voto (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

DINO COFRANCESCO Grazie al profondo "senso d'irresponsabilità" di formazioni politiche medie, piccole e microscopiche circa due milioni e settecentomila italiani, di sinistra e di destra, non hanno contribuito a eleggere nessun deputato e nessun senatore. Le loro schede hanno contato quanto le schede bianche o annullate e il loro numero si è aggiunto a quello dei "disertori" delle urne. Con grave vulnus per quel principio di rappresentatività che, come ci ha insegnato Giovanni Sartori, è altra cosa dalla rappresentanza ma che, in qualche misura, non può esser tenuto del tutto fuori dalle Camere. La colpa non è degli elettori, che hanno seguito i loro istinti, ma dei candidati che, pur di ritagliarsi autonomi spazietti vitali, hanno esasperato differenze gravi ma non incomponibili e esasperato conflittualità superate dalla Storia. Nel labour party possono convivere anime diverse, dai marxisti puri ai critici riformisti del welfare state, ma nel partito che coraggiosamente ha rifondato Walter Veltroni non possono ritrovarsi neppure postcomunisti seri come Fabio Mussi, Cesare Salvi o Gavino Angius. "Cosimo nun fa alla pari co nessuno!", dice Memmo Carotenuto, nell'immortale "I soliti ignoti", a quanti gli chiedono di far parte della banda. Come si ricorda, finì sotto un tram nel vano tentativo di scippare, in bicicletta, un'anziana signora. Anche gli altri non ebbero fortuna ma per cause tecniche e per impreparazione professionale, rischio che non sembra incombere su Veltroni, che dispone di una squadra ben collaudata e di una potenziale classe dirigente non inferiore a quella berlusconiana. Gli basterebbe solo tener duro nella socialdemocratizzazione del grosso della sinistra - gli italiani di buon senso l'attendono da cinquant'anni - infischiandosene di Repubblica, del manifesto, di MicroMega, del progressismo borghese radical chic. Tra i motivi della differenziazione fallimentare che s'è vista nelle elezioni di aprile, un posto rilevante va assegnato al tentativo, compiuto a destra come a sinistra, di politicizzare le tematiche bioetiche, legate all'aborto, all'eutanasia, alla fecondazione assistita o di ripoliticizzare la questione cattolica. A destra, la lista di Giuliano Ferrara ha cercato di mobilitare gli animi di credenti e non credenti con uno slogan pubblicitario di assai dubbio gusto - "Aborto, no grazie" - reclutando, specie in Liguria, fondamentalisti cattolici che Pio XII si sarebbe rifiutato di ricevere in Vaticano (papa Pacelli, in fatto di bioetica, era persino più avanzato dei suoi successori). A sinistra, il più antico e glorioso partito italiano, si è impegnato in una battaglia laicista, con parole d'ordine - scuola pubblica - ripetute tre volte, del tutto fuori stagione, se si considerano le difficoltà delle scuole religiose private che chiudono i battenti in mancanza di utenza, e la complessità di problematiche legate al riconoscimento delle unioni di fatto e all'uso delle tecnologie riproduttive che, per la loro delicatezza, richiedono confronti e intese bipartisan. Erigersi rabbiosamente a paladini dello Stato laico ha avuto il solo effetto di far apparire Pd e Pdl partiti sobri e responsabili, capaci di ospitare al proprio interno portatori di visioni etico-sociali alternative ma disposti, almeno in teoria, ad accordi ragionevoli in grado di prevenire fratture religiose di cui non si sente alcun bisogno. Non meno patetico è stato l'impegno profuso dai comunisti critici ma non dissociati e dai Movimenti a far diventare cultura di massa la marmellata terzomondista, pacifista, anticapitalista, anti israeliana, ecologista, ormai egemone nelle scuole italiane, in una parte consistente dei mass media, del cinema e persino della lobby affaristico-canora sanremese. Parlare di nuovo modello di sviluppo a un Paese senza sviluppo è come consigliare un nuovo regime alimentare a chi non ha i soldi per un solo pasto quotidiano. Del pari, voler attivare la solidarietà verso i clandestini, negando le statistiche che li indicano ai primi posti della criminalità comune, e ricordando che anche noi italiani eravamo discriminati in America, in certi casi, è come voler convertire alla santità dei poveracci che ,a costo di tanti sacrifici, si sono comprati un appartamentino in un quartiere popolare e ne vedono il prezzo di mercato dimezzato per colpa di un'emigrazione incontrollata e generatrice di insicurezza sociale. In democrazia certamente nessun errore tattico è irreparabile, ma gente che parla come il superlaicista Enrico Boselli o come l'antagonista Franco Giordano, per le orecchie del Cavaliere, è musica mozartiana; pasdaran antiabortisti che evocano, con Il Foglio, il dottor Mengele e l'eugenetica nazista, sono segno di atavismi etici che rassicurano la parte avversa. Nel nostro Paese gli autogol fanno vincere più dei tiri andati a segno e questa volta hanno riportato il Cavaliere a Palazzo Chigi. 18/04/2008.

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Il papa e la fede delle chiese fai da te - (segue dalla prima pagina) (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti IL PAPA E LA FEDE delle chiese fai da te (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ed ha consentito la crescita di un forte cattolicesimo liberale dissidente, fortemente osteggiato da Ratzinger quand'era cardinale, che porta avanti istanze come il matrimonio dei preti, il ruolo delle donne nella chiesa, la contraccezione e una maggiore apertura nei confronti degli omosessuali. "Andiamo verso la dittatura del relativismo ? diceva il Papa ? che non dà nulla per certo e che ha come massimi obiettivi l'ego individuale e i desideri individuali". Eppure c'è motivo di credere che papa Ratzinger e gli Stati Uniti possano andare d'accordo molto più di quanto indichino le apparenze. Nonostante la reputazione di moderna Sodoma e Gomorra, gli Usa sono forse la più religiosa delle nazioni economicamente sviluppate, con una partecipazione e una devozione religiosa ben maggiore rispetto all'Europa. In America alla religione viene dato uno spazio sorprendente nella vita pubblica e privata, tanto da scandalizzare molti europei. Più della metà degli americani dichiarano di andare in chiesa almeno una volta al mese e il trentasei per cento ribadisce che la Bibbia è "la vera parola di Dio" e deve essere presa alla lettera, mentre un altro quaranta per cento sostiene che la Bibbia è sì la parola di Dio, ma va interpretata. "Più di tre americani su quattro ? considerano la Bibbia la parola di Dio", è quanto conclude una recente indagine sul ruolo della religione nella vita americana condotta dallo stimato Pew Charitable Trust. Per molti anni la varietà di fedi presenti in America sembrava costituire un'eccezione di scarso impatto sul mondo moderno, la peculiarità di un paese di immigrati, privo di radici. Era l'Europa, con la sua tradizione illuministica e il graduale costante processo di laicizzazione il modello della società moderna. Ma a fronte della rinascita e dell'intensificazione dei movimenti religiosi nel mondo, dal ritorno della chiesa ortodossa in Europa orientale alla diffusione delle fedi protestanti in America Latina, e all'esplosione del Falun Gong in Cina, e ovviamente, l'ascesa del fondamentalismo nel mondo islamico spesso tra le componenti colte della popolazione musulmana, il modello americano fatto di forte religiosità in un contesto di pluralismo o di fedi multiple in competizione tra loro, pare rappresentare la norma moderna, mentre l'Europa occidentale laica si configura piuttosto come eccezione. Papa Wojtyla, ex arcivescovo di Cracovia, identificava con la sua Polonia, cattolica quasi al 100 per cento in lotta per sopravvivere sotto il dominio comunista, la società religiosa modello e la laicizzazione e il pluralismo di gran parte del mondo moderno erano ai suoi occhi incomprensibili, alieni e decadenti. Nonostante l'enfasi posta sull'ortodossia cattolica papa Ratzinger, cresciuto all'interno della minoranza cattolica in Germania, sembra comprendere, forse meglio del suo predecessore, che in realtà esiste un chiaro rapporto tra pluralismo e religiosità. Negli ultimi vent'anni si è evoluta una branca estremamente interessante della sociologia dedicata alla religione, che si propone di spiegare alcuni di questi apparenti paradossi. In una serie di saggi e articoli gli studiosi Rodney Stark e James Finke (rispettivamente della Baylor University e della Pennsylvania State University) hanno elaborato un modello che definiscono "economico" di religione. In questo modello, come nel mercato, la concorrenza rafforza i gruppi religiosi. Al contrario le chiese tradizionali, come i monopoli economici, ingrassano e si impigriscono. Si spiega così come mai le chiese tradizionali in paesi come l'Italia e la Francia e la chiesa anglicana in Gran Bretagna soffrano di scarsa partecipazione ai riti e manchino di energia. Invece le chiese che lottano per sopravvivere, che creano un forte senso di identità dipingendosi come una minoranza in guerra contro il sistema hanno più successo. Si capisce così che la Polonia e l'Irlanda sono casi eccezionali in cui il cattolicesimo è rimasto fortissimo perché è stato utilizzato come potente fonte di identità nazionale, come arma per resistere alla dominazione di una potenza straniera, la Gran Bretagna nel caso dell'Irlanda e il comunismo sovietico nel caso della Polonia. Eliminata la minaccia esterna oggi la chiesa cattolica affronta più o meno gli stessi problemi del resto d'Europa: la laicizzazione, il dibattito sull'aborto e la contraccezione. Ratzinger pare comprendere istintivamente questa linea di pensiero. Al suo arrivo qui negli Usa si è prodigato a rendere omaggio al pluralismo della religione americana. "Vengo come amico, predicatore della parola di Dio, con grande rispetto per questa grande società pluralistica?nei prossimi giorni sono impaziente di incontrare non solo la comunità cattolica americana ma altre comunità cristiane e i rappresentanti delle molteplici tradizioni religiose presenti in questo paese. Nel corso della storia non solo i cattolici, ma tutti i credenti hanno trovato qui la libertà di adorare dio secondo i dettami della propria coscienza, venendo al contempo accettati come parte di una comunità in cui ciascun gruppo individuale può far ascoltare la sua voce". Questa nota pluralista non è in contraddizione con il rigore di Ratzinger. Al contrario. Un ulteriore principio della nuova sociologia della religione è che "le chiese severe sono forti", una conseguenza del pluralismo. Per mantenere potere di attrazione in un mondo caratterizzato dalla concorrenza religiosa, una chiesa o setta deve possedere una forte identità di fede che la differenzia dal resto della società. Si capisce così il motivo della crescita del fondamentalismo, anche all'interno del protestantesimo americano e dell'ebraismo americano, non solo nel mondo musulmano, e perché le religioni più moderate, che cercano di conciliare le differenze con altre confessioni, hanno visto ridursi il numero dei fedeli. E' comprensibile quindi che i giovani cattolici siano molto recettivi all'ortodossia di Ratzinger e che prassi liturgiche pre Concilio Vaticano II, come la messa in latino o il divieto di mangiare carne il venerdì esercitino un fascino. Questo insistere sul rigore dell'ortodossia rientra in una visione della chiesa come forte minoranza militante. "Nella storia sono sempre le piccole comunità più convinte a dare avvio alle cose veramente importanti", diceva Ratzinger in un'intervista di qualche anno fa. "Così la chiesa inizia con i dodici apostoli. Numeri piccoli, ma da questi numeri piccoli si irradierà la gioia nel mondo. Quindi si tratta di capacità di attrazione, come nella chiesa di un tempo". Ratzinger sembra più a suo agio nel supermercato delle religioni a competere aggressivamente per la sua fede. (Traduzione di Emilia Benghi).

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La rivolta atea "e noi quel giorno ci sbattezziamo davanti a ratzinger" - donatella alfonso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IX - Genova La provocazione La rivolta atea "E noi quel giorno ci sbattezziamo davanti a Ratzinger" DONATELLA ALFONSO "IL PAPA viene a Genova? E noi usciamo dalla Chiesa". è un tam tam che si diffonde tra i laici genovesi; con la regia dell'Uaar, l'Unione degli atei e agnostici razionalisti, decine di persone - le adesioni sono già oltre una trentina - stanno preparando uno sbattezzo pubblico da effettuarsi nelle prossime settimane, prima cioè dell'arrivo di Joseph Ratzinger in Liguria. E proprio nella sede curiale di piazza Matteotti, nonché abitazione del presidente della Cei e arcivescovo di Genova monsignor Angelo Bagnasco, così come già avvenuto un anno fa con la consegna di 36 domande ufficiali di sbattezzo, altre persone porteranno il documento che comprova la spedizione della domanda (tramite raccomandata) per essere cancellati dall'elenco delle parrocchie dove si è ricevuto il sacramento. Cioè di uscire ufficialmente dalla Chiesa. Una protesta contro la visita di Benedetto XVI? "No, non siamo contrari alla visita del Papa, è un capo di stato straniero e può andare dove vuole - spiega Silvano Vergoli, coordinatore ligure dell'Uaar - Siamo contrari all'ingerenza della Chiesa nelle attività e nella legislazione dello stato italiano". Uscire dall'elenco dei battezzati come protesta per l'eccessivo interesse di Oltretevere nelle scelte della politica italiana, come si è visto sui temi della 194, dell'eutanasia, delle coppie di fatto, accusano i laici. "Stiamo preparando un manifesto per quando arriverà Ratzinger, in cui ci chiediamo quanto ci costa il vaticano. Dall'Ici mancata all'8 per mille, ai costi, infine, per la visita genovese". La pratica dello sbattezzo si è progressivamente diffusa negli ultimi anni, da parte di persone di ogni età e ambito sociale. Nell'ultimo anno, secondo gli esponenti dell'Uaar, da parte delle chiese della diocesi genovese si sono avuti tempi rapidi per ottenere il certificato di sbattezzo (che, lo ricordiamo, non permette di avere più funerali in chiesa, oltre a non poter essere padrini, madrine e testimoni di nozze religiose). "Ma abbiamo il dubbio che adesso le cose si stiano facendo di nuovo difficili, con l'inserimento dei quindici giorni per un eventuale ripensamento. Così abbiamo riformulato il modulo, che si può scaricare dal sito internet". Visitatissimo, peraltro: all'indirizzo www. uaar. it i contatti sono continui. "Molte adesioni arrivano attraverso la posta, ma ci sono stati disguidi, e ora stiamo raccogliendo tutti i documenti entro la fine di aprile, con qualche fatica" spiega Mercedes, che sta coordinando l'iniziativa (i riferimenti sono la sede dell'Uaar presso la Casa della Pace in piazza Palermo 10b, il martedì dalle 17 alle 20, e il sito internet). Negli ultimi mesi, sono stati decine i genovesi che , individuata la chiesa in cui erano stati battezzati, hanno inviato la regolare domanda "di non essere più considerati aderenti alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana"". Il problema, dicono donne e uomini dell'Uaar, è accedere ai registri delle chiese dei diversi ospedali, o le obiezioni di privacy opposte da alcuni parroci. "E' cambiato anche il garante, e le cose non sono più come prima", lamenta Vergoli. Ma loro, sbattezzandi e simpatizzanti, non si tirano indietro davanti alle avversità.

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Chiti: un nuovo patto in nome della laicità - maria cristina carratu (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VII - Firenze Chiti: un nuovo patto in nome della laicità MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù Laici & cattolici: oltre le frontiere tra ragione e fede, è il titolo del libro che Vannino Chiti, ministro uscente per le riforme, ripropone (con l'aggiunta di un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli) a dieci anni di distanza dal suo primo Laici & cattolici (presentazione oggi all'Altana di Palazzo Strozzi, ore 17, interviene Savino Pezzotta). Molte le questioni affrontate, in parte già analizzate nel testo precedente: il rapporto fra laicità e confessioni religiose nella società (post) moderna, e fra religione e scienza, lo spettro del conflitto di civiltà, il terrorismo globale, l'urgenza del dialogo. Chiti se ne dice convinto: per scongiurare lo scontro di civiltà, che dieci anni fa sembrava "più facilmente evitabile", il ruolo delle religioni è fondamentale. Non certo come affermazione rigida di fondamenti, bensì nell'"aprirsi all'ampiezza della Ragione", come proprio papa Ratzinger ha indicato nel discorso di Ratisbona. Una cosa, comunque, secondo Chiti, oggi appare più che mai chiara: se l'autonomia fra Stato e confessioni religiose, alla base della laicità moderna, è conquista irreversibile, l'idea della religione come fatto privato è tramontata. La religione, infatti, ha oggi i connotati dell'"esperienza pubblica e collettiva". Ciò che assegna alla Chiesa un doppio compito: la "difesa intransigente", "sul piano dell'insegnamento religioso", dei principi, accanto al riconoscimento che, in politica, anche i cattolici sono chiamati "a trovare le mediazioni necessarie" fra fede e "bene comune". Quanto alla scienza, nota Chiti, non può più radicarsi in "una legge naturale immutabile", ma in "principi comuni condivisi" definiti insieme da "laici-laici e laici-credenti". Perciò, conclude, alle tre idee-cardine che dieci anni fa avrebbe voluto portare con sé nel nuovo secolo (non violenza, solidarietà, sussidiarietà), e oggi veder recepite dal Pd, aggiunge "la centralità della persona": in quanto "soggetto e non oggetto" in economia, "misura della qualità della vita", "responsabile delle scelte di vita e morte". Sperando che il nuovo partito riesca a "ridefinire la laicità" da "protagonista di un nuovo patto" fra "credenti e non credenti".

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Giuseppe De Carli Il God gap , il divario di Dio e lo (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Giuseppe De Carli Il "God gap", il divario di Dio e lo ... Giuseppe De Carli Il "God gap", il divario di Dio e lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti. Due argomenti che occupano i giornali più autorevoli, da Usa Today al paludatissimo Washington Post sino al The New York Times. Benedetto XVI è venuto in America per colmare il "divario di Dio" e per affermare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa "rappresenta Dio" e tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito "storico". Un commentatore in vena di similitudini paradossali scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam. Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Bush, "il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo, bensi' modello etico da imitare e punto di riferimento internazionale. Non una semplice operazione di "restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e ritiene che in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali, speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush con una intensita' che non ha precedenti nella storia americana. Paul Weiyrich, guru della destra religiosa, ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato". E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush, taglia corto: "Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito come "americano", piu' vicino, dunque, persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti, famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore dell'identità cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis" di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio alla verità che assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione trascendente della persona; il discernimento fra bene e male contro la tentazione di andare ad una "inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà" l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione sessuale ridotta alla semplice "gestione del rischio". La faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti delle altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la moderna babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo' derivare da una pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano la liberta' religiosa come un diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita' Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato un messaggio alla vigilia della "Pesah", la Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della liturgia pre-conciliare.

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La chiesa russa passa a mosca "accordo storico, volo da putin" - raffaele lorusso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina III - Bari Emiliano e il rappresentante del patriarcato Kuchumov spiegano la decisione La Chiesa russa passa a Mosca "Accordo storico, volo da Putin" Il 29 a Palazzo Chigi sarà firmata la permuta "Tutta la Russia parla dell'evento" Il sindaco lunedì vedrà al Cremlino il presidente, che in questi giorni è in Sardegna RAFFAELE LORUSSO "La donazione della Chiesa Russa al Patriarcato di Mosca realizza simbolicamente la riunificazione fra cattolici e ortodossi". Il giorno dopo il via libera del consiglio comunale, il sindaco Michele Emiliano è raggiante. "è il compimento di tre anni di lavoro", spiega mentre padre Vladimir Kuchumov, plenipotenziario in Italia del Patriarcato di Mosca, gli annuncia che la settimana prossima sarà ricevuto al Cremlino dal presidente russo Vladimir Putin. In quell'occasione, Emiliano gli comunicherà la volontà di concedergli la cittadinanza onoraria di Bari. "Lo proporrò al consiglio comunale - dice - perché lui ci ha già onorato della sua presenza a Bari e noi lo consideriamo uno di noi". La notizia del passaggio dell'edificio agli ortodossi ha fatto il giro di tutta la Russia. Per i fedeli della Chiesa di Mosca, guidata dal patriarca Alessio II, possedere una chiesa nella città di San Nicola ha un alto valore simbolico e religioso. "Durante il consiglio comunale l'ambasciatore russo in Italia mi chiamava continuamente - rivela padre Kuchumov - Da questa mattina mi stanno chiamando tutti: tv, radio, stampa. Tutta la Russia sta parlando di questo evento importantissimo per tutto il Paese, che ormai conosce il nome del sindaco di Bari". è stato padre Kuchumov a combinare l'incontro al Cremlino fra Putin e Emiliano. Il leader russo, ormai alla scadenza del proprio mandato, e il primo cittadino di Bari si vedranno durante la missione di Emiliano a Mosca, da lunedì prossimo, guidata da Rocky Malatesta, nell'ambito di un progetto di internazionalizzazione delle imprese legato ai Pit. Il sindaco potrebbe tornare a Mosca dopo la Pasqua ortodossa, che cade l'ultima domenica di aprile, per incontrare il patriarca Alessio II. "Sto lavorando per organizzare l'incontro", rivela padre Kuchumov. La guida spirituale degli ortodossi di Bari, che dal 1998 ha in comodato gratuito la Chiesa di corso Benedetto Croce, ricorda che si è trattato di un percorso a tappe. "Personalmente - dice - mi occupo della questione da undici anni. Il flusso di pellegrini russi verso Bari, città che custodisce le reliquie di San Nicola, è incominciato negli anni '90. La città di Bari non è un mito, ma una realtà, la più visitata dai pellegrini russi. Bari non perde un immobile, ma diventa più mobile perché si apre al mondo russo. La Chiesa sarà anche un centro internazionale nicolaiano". Il 29 aprile, a Palazzo Chigi, sarà sottoscritto l'atto per formalizzare la complessa permuta immobiliare. Il presidente del consiglio uscente, Romano Prodi, il sindaco Michele Emiliano e il direttore dell'Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, alla presenza dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Meshkov, firmeranno il passaggio della Chiesa Russa e del Palazzo del Governo allo Stato Italiano e dell'ex caserma Rossani al Comune di Bari. Sarà poi il governo italiano a donare la Chiesa Russa al governo di Mosca, che la girerà poi al Patriarcato ortodosso. "La presenza del governo italiano è stata fondamentale - spiega Michele Emiliano - La legge, infatti, non consente al Comune di fare una donazione diretta al Patriarcato di Mosca, che giuridicamente è come un'associazione non riconosciuta. Per questa ragione si è resa necessaria la permuta con il governo e la donazione al governo di Mosca". Emiliano sottolinea che è il coronamento di un sogno. "In continuità di visione con il mio predecessore - spiega - abbiamo realizzato compiutamente il passaggio della Chiesa Russa al Patriarcato di Mosca. Non è una questione di valore immobiliare, ma di valore religioso. Sono stati tre anni di lavoro molto difficili, ma adesso i pellegrini russi che arriveranno a Bari avranno un punto di riferimento e un rifugio. La conformazione dell'edificio, infatti, rende possibile anche dare alloggio a coloro che non possono permettersi di soggiornare in albergo". Il sindaco di sofferma sulla valenza religiosa dell'operazione. Ricorda le parole di Giovanni Paolo II, che nel 1984, durante la visita a Bari, mise in evidenza il ruolo importantissimo che la città avrebbe potuto avere nella ricucitura di un dialogo fra chiese separate. Poi, ricorda il "Felice Bari", mutuato da un canto popolare russo, pronunciato da Benedetto XVI a Bari in occasione della cerimonia conclusiva del congresso eucaristico. "Bari è una città felice per il fatto di ospitare le reliquie di San Nicola - dice Michele Emiliano - Adesso questa donazione può dare un contributo concreto nel percorso di riunificazione fra cattolici e ortodossi. Bari si trova in una condizione unica al mondo: la chiesa ortodossa russa e la basilica pontificia sono entrambe dedicate a San Nicola. Questa operazione è stata a lungo auspicata dal governo italiano, dal Vaticano e dalla città di Bari ed è il frutto della collaborazione fra laici e religiosi". Il sindaco, ovviamente, non dimentica l'altro aspetto dell'operazione, tutt'altro che secondario. "Con l'acquisizione dell'ex caserma Rossani - dice - abbiamo realizzato un altro sogno. Adesso non vedo l'ora di avviare il dialogo con la città sulla riqualificazione e il riutilizzo di quell'area".

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Bologna, il Comune finanzia i corsi contro il divorzio (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-18 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa Titolo del primo incontro: insieme per sempre Bologna, il Comune finanzia i corsi contro il divorzio Affidati a un'associazione pro embrione DAL NOSTRO INVIATO BOLOGNA - Ti sposi in Comune? Adesso c'è (gratis) il corso prematrimoniale per i fidanzati che scelgono il sindaco invece del parroco. Prima lezione: "Insieme per sempre ". In sostanza, istruzioni anti divorzio in versione laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri, consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere istruito in materia di matrimonio. Le altre lezioni sono su "Sessualità e amore", "Coppia e creatività", "Doveri e diritti nelle relazioni familiari". L'iniziativa è interessante in una Bologna dove i rapporti tra Comune e Chiesa hanno avuto anche pesanti note polemiche. La Delli Quadri spiega che il sindaco le ha dato subito via libera e che i parroci non si sentono toccati dalla concorrenza. Forse perché obiettivo comune è rendere stabili le unioni. I corsi, come scrive oggi il Corriere di Bologna, sono tenuti da specialisti dell'Ucipem, associazione milanese di matrice cattolica che, nella sua carta fondante, dichiara di riconoscere "che la persona umana è tale fin dal concepimento". La stessa Ucipem, che da tempo istruisce i fidanzati che vanno a sposarsi in chiesa, sottolinea le differenze: "Il matrimonio religioso è un sacramento, quindi comporta anche un'istruzione catechistica che non ha ragione di essere per chi sceglie il rito civile". Al primo corso si sono iscritte una ventina di coppie: tutte al primo matrimonio, solo in un caso l'uomo è al secondo. Due fidanzati hanno già seguito un corso in parrocchia perché si sposeranno in Chiesa ma hanno voluto ampliare la loro preparazione anche con l'insegnamento laico. Le lezioni (quattro serate di due ore ciascuna) si tengono in una sala comunale. Quando i cittadini si recano all'ufficio matrimoni per le pratiche ricevono anche un volantino informativo. A fine maggio partirà il secondo ciclo di incontri. Da ottobre l'iniziativa sarà strutturata in modo completo, anche sulla base dei suggerimenti delle coppie. Le impressioni dei fidanzati che stanno seguendo le lezioni, tenute da esperti in materie come psicologia, sessuologia e legislazione familiare, sono positive. "Non credevo che un Comune, con tutti i problemi che ha, potesse pensare anche a chi si sposa ", ha detto un giovane alla vigilia del sì. Il consenso non stupisce la consigliera comunale. Sposata da 27 anni, provenienza Margherita, cattolica praticante, Lina Delli Quadri è convinta: "La preparazione al matrimonio può contrastare i troppi fallimenti". La famiglia: fiction e film In tv Amendola ed Elena Sofia Ricci (divorziata) nei Cesaroni Sotto, "Divorzio all'Italiana" Vittorio Monti.

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Ratzinger: anche la Chiesa Usa colpita dal virus relativista (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

A musulmani ed ebrei: dialogo sì ma sulle differenze Ratzinger: anche la Chiesa Usa colpita dal virus relativista Fulvio Fania Washington (nostro inviato) Ops! C'erano anche gli indiani e lo schiavismo. Dopo gli elogi al modello americano Ratzinger trova il modo di ricordare che il "popolo della speranza" si porta dietro qualche colpa d'origine. La speranza resta, ma per altro verso le preoccupazioni del Papa si ripresentano cupe sull'America e sulla stessa chiesa. Un "crollo - dice Benedetto XVI - nei fondamenti della società". L'elenco dei mali è lungo e contrasta con la festa dei 40mila fedeli che riempiono il Nationals Park Stadium, tempio del baseball prestato alla preghiera: "Segni di alienazione, rabbia e contrapposizione, crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali". La chiesa cattolica a stelle strisce, secondo il Papa, non è immune, anzi, rivela "divisione e polarizzazione al suo interno", mentre "tanti battezzati sono inclini ad atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Vere bastonate per la parte più liberal delle gerarchie Usa mescolate al timore che la netta contrapposizione tra le destre pro-life e il laicato progressista finisca per favorire una "protestantizzazione" della chiesa americana. Il senatore democratico Kerry si avvicina al prete per ricevere l'ostia ma lo fa discretamente, lontano dal Papa. All'epoca della sua candidatura alla Casa Bianca alcuni vescovi Usa lo esclusero dall'eucaristia perché appoggiava la legge sull'aborto. Nel pomeriggio nell'Università cattolica d'America ad attendere il Papa ci sono tutti i 235 rettori degli atenei cattolici Usa. E' la grande forza del cattolicesimo nordamericano, oltre tre milioni di studenti in facoltà di rilievo pubblico ma tenuti a frequentare anche corsi di teologia; una rete culturale inquieta che racconta di memorabili scontri con lo stesso cardinale bavarese quando era prefetto della dottrina. La celebre Georgetown dei gesuiti, qui a Washington, è retta oggi da un preside laico e negli ambienti curiali molti accusano questo ed altri atenei di aver smarrito la propria "cattolicità". Ratzinger affronta di petto la questione ed esclude che il tasso di ispirazione cristiana si possa misurare dal numero dei docenti cattolici doc. Esalta inoltre "il valore della libertà accademica". Ma qui si esauriscono le sue aperture. Denuncia infatti "l'abbassamento dei livelli" di educazione nell'attuale "orizzonte relativistico" che riduce la libertà a "passerella" e "l'educazione sessuale" alla "gestione del rischio". Preservativi a parte, le condizioni che Benedetto XVI pone all'autonomia di ricerca sono pesanti: non si possono giustificare "posizioni che contraddicono l'insegnamento della Chiesa" e va assicurata "un'istruzione nella dottrina e nella pratica cattolica". Ratzingerismo a tutto tondo, dunque, anche quando il Papa incontra al "John Paul II cultural center" i rappresentanti musulmani, ebrei, indù, buddisti e giainisti. Sono assenti i sikh, che hanno rinunciato all'appuntamento pur di non dover lasciare a casa il loro pugnale rituale vietato dalla security. Il discorso di Ratzinger è esplicito come non era mai stato in un'occasione del genere. Afferma infatti: "Forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza. Il dialogo interreligioso richiede una chiara esposizione delle rispettive dottrine". Non è più il vecchio abbraccio tra le fedi per la pace nel mondo, come piaceva a Wojtyla, ma la puntigliosa rivendicazione di un confronto serrato tra identità diverse e attente a non tradirsi. Benedetto XVI teorizza da sempre questa impostazione e la segue nella pratica anche a costo di provocare maldestri incidenti, facendo infuriare gli islamici con il suo discorso a Ratisbona o gli ebrei con la ripristinata preghiera latina per la loro conversione. Qui le comunità ebraiche hanno protestato meno che i loro fratelli europei per quella famosa messa in latino. Il Papa ovviamente non ne fa cenno nemmeno nel messaggio speciale che consegnerà agli ebrei subito dopo l'incontro interreligioso (in Italia sarà notte fonda) per gli auguri di Pesaq, la pasqua ebraica. Ratzinger ribadisce la fedeltà al Concilio per migliorare le relazioni cattolico-ebraiche e tra gli auguri aggiunge un auspicio di pace in Terrasanta. Anche nel giorno della prima prova di massa di questa visita papale, con i megaschermi fuori dallo stadio, è impossibile trovare qualcosa di scomposto nella vita cittadina, a parte i gipponi della polizia che strillano sirene da telefilm. Washington continua il suo corso, i controlli di sicurezza sono limitati ai luoghi dell'evento, malgrado questo papa "americano" che Al Qaeda accusa di nuove crociate. A far tremare i vescovi è semmai lo scandalo dei preti pedofili. Benedetto XVI esprime ancora durante la messa un indicibile "dolore" per i danni provocati "da tali abusi". Mentre scriviamo circola voce di un possibile incontro con alcune persone a suo tempo abusate. Non si tratta però dei movimenti "Snap" e "Voice of the faithful" i quali, già nei giorni scorsi, avevano previsto che il Papa avrebbe preferito la via più tranquilla di un colloquio con alcune ex vittime che collaborano già con la Conferenza episcopale. 18/04/2008.

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Aimé Césaire, padre della negritudine (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

E' scomparso in Martinica il poeta, simbolo dell'orgoglio nero Aimé Césaire, padre della negritudine Monia Cappuccini "Ci sono due modi per perdersi: isolarsi nel particolare o diluirsi nell'universo". Così parlò Aimé Césaire, il poeta, scrittore e politico, "cantore della negritudine", scomparso ieri - a termine di un ricovero di otto giorni - in un ospedale di Fort-de-France, capitale della Martinica, dove era nato 94 anni fa. Lui, per perdersi, probabilmente aveva scelto di praticare ambedue le strade suggerite, o, altrimenti, di evitarle accuratamente entrambe, capace com'è stato di restituire da un particolare l'orgoglio al suo popolo, e a noi l'universalità (e la banalità) del male attraverso le analisi sulle barbarie della condizione coloniale perpetrata. Scoperto da André Breton, aveva avuto tra i suoi allievi Franz Fanon. Come poeta è stato uno dei rappresentanti più celebri del surrealismo francese. Da scrittore è stato autore di drammi sulla sorte e le lotte degli schiavi dei territori colonizzati dalla Francia: il suo poema più popolare è Cahier d'un retour au pays natal ( Diario del ritorno al Paese natale ) del 1939. Cresciuto in Martinica, si era trasferito a Parigi per frequentare l'École normale supérieure. Lì aveva incontrato il senegalese Léopold Sédar Senghor e il guaianese Léon Gontran Damas, insieme ai quali aveva approfondito la lettura di opere europee sull'Africa e la scoperta dei tesori artistici, elaborando il concetto di négritude (negritudine), ossia l'insieme dei valori spirituali, artistici, filosofici dei neri dell'Africa, che diventò il manifesto per le lotte l'indipendenza dal colonialismo. Un movimento cullato nel clima di grande fermento culturale della Parigi anni 30, segnato dall'affacciarsi della prima grande etnologia francese di Leo Frobenius, Marcel Mauss, Michel Leiris e Marcel Griaule, del surrealismo di André Breton e delle scoperte freudiane. Al pari dell'incontro con le idee dell'afroamericano W.E.B. Du Bois e la poesia della Harlem Renaissance, furono le riviste a giocare un ruolo di primo piano, tra cui "Légitime défense" del 1932 - ispirata al marxismo e al surrealismo -, e il mensile "La Race nègre" (1927-36) di impostazione prettamente anticolonialista. Ma fu solo nel 1934 con "L'Etudiant noir" di Aimé Césaire e il suo gruppo che, con più audacia, il conflitto esistente tra le due culture veniva messo a fuoco. Césaire ne fu protagonista assoluto non solo dal punto di vista intellettuale ma anche politico, attraverso l'impegno concreto in Martinica, che proprio grazie a lui fu proclamata Dipartimento d'oltremare della Francia nel 1946. Césaire ne rimase rappresentante anche dopo l'indipendenza, partecipando alla vita politica del paese in qualità di deputato all'Assemblea generale francese e, dal 1945 al 2001, rivestendo la carica di sindaco della capitale Fort-de-France. Non solo, dopo aver militato nel Partito comunista francese, nel 1958 fondò il Partito progressista martinicano. Senza perdere di vista la riflessione e la critica, contribuendo di nuovo con una rivista, "Tropiques", a favorire il dialogo nei Caraibi. Celebre il suo Discorso sul colonialismo - apparso per la prima volta nel 1950 sulla rivista "Presence africane" e tradotto nel nostro paese nel 1999 dalla editrice Lilith - tra le denunce più radicali e lucide al colonialismo europeo. Césaire non ne critica gli eccessi, la sua è una posizione di rifiuto del colonialismo in quanto tale, individuando anche nelle sue forme meno violente la barbarie nazista che aveva sconvolto l'Europa cinque anni prima. Anticipando Hannah Arendt, corrobora la sua tesi "del male dalle origini lontane" citando opere di intellettuali e giornalisti, laici e cattolici che invocavano la colonizzazione, sostenendo altresì come essa non sia da ritenersi responsabilità dei soli governanti, ma anche dei moltissimi intellettuali, filosofi, giornalisti che hanno alimentato la convinzione della necessità dell'uso della forza e della violenza necessario nei confronti di popolazioni "inferiori". Colpisce l'uomo borghese, ma nel suo mirino finisce un intero sistema; un'originalità di pensiero che, nel panorama dell'epoca, sposta in avanti la riflessione immmettendo elementi di critica nuovi: oggetto della sua denuncia non sono infatti solo le violenze e le barbarie perpetrate dai colonizzatori bianchi, ma, e per la prima volta, le conseguenze del fenomeno coloniale sui suoi artefici, cioè i colonizzatori. "La violenza praticata abbruttisce chi la pratica: lavora per decivilizzare il colonizzatore, per degradarlo, per risvegliare i suoi istinti più nascosti come l'invidia, la violenza, l'odio razziale, il relativismo morale" sosteneva nel suo Discorso . A partire dagli anni 60, per evitare che la sua attività raggiungesse solo gli intellettuali africani e non le grandi masse, lasciò la poesia per dedicarsi alla formazione di un teatro negrofilo popolare. Tra le sue opere teatrali più rilevanti: La tragedia del re Christophe (1963), Una stagione in Congo (1967) ispirata al dramma di Lumumba, e Una tempesta (1969), rilettura della celebre opera shakesperiana. L'ultima sua opera pubblicata in Italia è Negro sono e negro resterò, conversazioni con Françoise Vergès (Città Aperta Edizioni, 2006). 18/04/2008.

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Il futuro incerto del welfare siciliano - vincenzo borruso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIX - Palermo IL FUTURO INCERTO DEL WELFARE SICILIANO VINCENZO BORRUSO (segue dalla prima di cronaca) queste leggi, che hanno cambiato il volto della società italiana, sono da aggiungere quelle emanate dalla Regione siciliana sull'assistenza agli anziani, ai disabili, sull'integrazione dei servizi socio-sanitari. Regole quasi sempre anticipatrici della legislazione nazionale, anche se meno fortunate nella loro applicazione pratica, spesso largamente incompleta. Personalmente ho ritenuto che questa esemplare attività legislativa, che è andata incontro alle necessità della parte più disagiata della nostra popolazione, fosse stata il frutto di un felice incontro fra le culture cattolica e socialista, culture che anche nel mutare degli assetti governativi e istituzionali hanno dato continuità a movimenti popolari, con radici fra i secoli XIX e XX, e con un robusto rilancio nell'Italia democratica. Poiché si è trattato di leggi che parlamenti e referendum hanno potuto approvare per la solidarietà laici-cattolici, in teoria non rilevata, ma nella pratica capace di resistere a qualunque diktat della nomenclatura politica e ai richiami di un clero retrivo. Ol ritorno dominante sulla scena politica di teorie "liberistiche", di elogio dei risultati di mercato, quale spazio permetteranno oggi a questa società che finora, anche contrariamente alle stesse apparenze, è stata solidale? Nella nostra isola, in particolare, la possibile non applicazione del piano Lagalla di rientro dal deficit del servizio sanitario regionale, realizzato con evidenti sprechi nelle passate legislature, quale servizio futuro garantirà ai cittadini siciliani? La mancata applicazione della legge 328 del 2000, la tendenza a monetarizzare una serie di servizi (il bonus bebè, il bonus famiglia), elemosine erogate una tantum e sempre insufficienti ai bisogni reali, la mancata realizzazione di servizi socio-sanitari a domicilio (oggi erogati a sparute minoranze di soggetti non autosufficienti), la mancata riforma delle Ipab isolane, indebitate e incapaci di trasformarsi in aziende di aiuto alla persona, non fanno prevedere la possibilità di un futuro sereno sul piano dei servizi sociali e sanitari. Tra l'altro erogare qualche euro invece di servizi è la più chiara dimostrazione del fallimento di una politica di welfare. Infine, non rientrare nell'ambito dei fondi finora assegnati dallo Stato per la sanità significherà o spietati tagli dei servizi di base e ospedalieri, o trasferimenti di risorse da altri settori dell'economia isolana, o un significativo aumento della tassazione locale. Soprattutto se si affermerà in tempi brevi, come hanno dichiarato i vincitori delle ultime elezioni, il federalismo fiscale che non permetterà alcuna "camera di compensazione" fra le regioni ricche del Nord e le regioni povere del Sud. Ognuno dovrà friggersi con il proprio olio e, in Sicilia, sarà difficile trovare l'olio. Come è stato difficile, finora, sapere quale utilizzo è stato fatto dell'olio proveniente dal fondo sanitario nazionale, rifornito in buona parte dalle risorse delle regioni del Nord. Ancora una ulteriore perdita di solidarietà, ancora un passo verso quel libero mercato nel quale ognuno sopravviva, se può. Una sopravvivenza il cui calo in Sicilia potrà, in pochi anni, misurarsi con anni di vita persi, speranza di vecchiaia senza malattie sempre meno certa, aumento della mortalità generale, fughe in altre regioni senza la garanzia, come oggi, di far gravare le proprie spese su un fondo sanitario regionale che avrà altre gatte da pelare.

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Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa il viaggio di ratzinger negli usa Il Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio" Il "God gap", il divario di Dio e lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti. Due argomenti che occupano i giornali più autorevoli, da Usa Today al paludatissimo Washington Post sino al The New York Times. Benedetto XVI è venuto in America per colmare il "divario di Dio" e per affermare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa "rappresenta Dio" e tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito "storico". Un commentatore in vena di similitudini paradossali scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam. Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Bush, "il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo, bensi' modello etico da imitare e punto di riferimento internazionale. Non una semplice operazione di "restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e ritiene che in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali, speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush con una intensita' che non ha precedenti nella storia americana. Paul Weiyrich, guru della destra religiosa, ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato". E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush, taglia corto: "Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito come "americano", piu' vicino, dunque, persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti, famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore dell'identità cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis" di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio alla verità che assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione trascendente della persona; il discernimento fra bene e male contro la tentazione di andare ad una "inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà" l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione sessuale ridotta alla semplice "gestione del rischio". La faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti delle altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la moderna babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo' derivare da una pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano la liberta' religiosa come un diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita' Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato un messaggio alla vigilia della "Pesah", la Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della liturgia pre-conciliare.

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Un convegno su fede, laicità e razionalità (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Laicita'

VENERDI' 18 Un convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Il convegno - che si propone di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società - muove dall'esigenza di riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell'intento di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare una proposta in grado di preservare l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.

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