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TARTICOLI DEL 18-4-2008 #TOP
IN EVIDENZA
Un discorso di elevato profilo intellettuale,
quello di Papa Ratzinger di fronte all'assemblea delle Nazioni Unite. Molto
denso di contenuti, come è nello stile del Pontefice teologo, attento in
particolare al tema dei diritti dell'uomo e dei popoli, spesso coartati da
sistemi di potere che, alle varie latitudini del globo, limitano le prerogative
di libertà degli individui e anche di intere nazioni.
Forte il richiamo all'etica nelle parole del Pontefice, vera radice dei diritti
umani, nella concezione di Bendetto XVI. È urgente
che la comunità internazionale recuperi la capacità di decisioni condivise sul
piano multilaterale, poichè sono troppo pochi,
secondo il Papa, gli interlocutori al mondo che contano e decidono. Implicito,
ma molto chiaro un riferimento critico all'approccio statunitense in politica
estera e a un Palazzo di Vetro spesso bloccato da veti incrociati.
Importante il richiamo anche alla dichiarazione universale dei Diritti
dell'uomo, che rischia di diventare sempre più una carta non più vincolante per
il diritto internazionale, ma solo una semplice dichiarazione d'intenti,
peraltro non ciondivisa da tutti.
«Oggi - ha detto il Papa - occorre raddoppiare gli sforzi di fronte alle
pressioni per reinterpretare i fondamenti della Dichiarazione e di
comprometterne l'intima unità, così da facilitare un allontanamento dalla
protezione della dignità umana per soddisfare semplici interessi, spesso
interessi particolari». Benedetto XVI ha quindi denunciato, pur senza entrare
nei dettagli, il rischio che di fronte a nuove sfide le Nazioni Unite, nel nome
del compromesso, tornino «indietro», ad un approccio «pragmatico, limitato a
determinare un terreno comune, minimale nei contenuti e debole nei suoi
effetti». Secondo Benedetto XVI la via del rispetto dei diritti umani è la sola
«capace di eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali», come pure
di garantire una reale condizione di sicurezza nel mondo. Il Papa ha anche
sostenuto che «le vittime degli stenti e della disperazione, la cui dignità
umana viene violata impunemente, divengono facile preda del richiamo alla
violenza e possono diventare in prima persona violatrici della pace». In questo
contesto, ha ricordato Ratzinger, anche la lotta al terrorismo dovrà inserirsi,
«nel rispetto della legge e riconoscendo il ruolo superiore che giocano le
regole e le strutture ordinate a promuovere il bene comune». Per difedere i diritti degli uomini e dei popoli, Benedetto XVI
invoca l'intervento proprio delle Nazioni Unite: «Se capita che alcuni Stati non
siano in grado di assicurare una tale protezione - ha detto il Papa con parole
decise e nette - è compito della comunità internazionale intervenire con i
mezzi giuridici previsti dalla carta delle Nazioni Unite e attraverso altri
strumenti internazionali». Secondo Benedetto XVI questi interventi non possono
essere visti come «coercizioni ingiustificate» e come «una limitazione della
sovranità nazionale». «Al contrario - ha ammonito il Pontefice- sono
l'indifferenza o il non intervento a causare danni reali», avallando, insomma,
un "dovere di ingerenza" dell'Onu nella crisi del mondo.
Il Pontefice ha anche richiamato, nell'ambito della promozione dei diritti
universali, il tema della libertà religiosa come elemento fondamentale della
dignità umana: «È inconcepibile che dei credenti debbano sopprimere una parte
di se stessi, la loro fede, per essere cittadini attivi». Forte anche la
critica nei confronti di una ricerca scientifica che arivi
a minacciare la vita umana e l'ambiente. Il Pontefice ha concluso il suo
intervento invocando «pace e prosperità con l'aiuto di Dio» in inglese,
francese, spagnolo, cinese, arabo e russo e ha raccolto l'applauso
dell'assemblea dei delegati e della presidenza dell'Onu.
·
Articoli
Laici e chierici (16)
Il Papa e i valori Usa, non solo luci
( da "Giornale.it, Il"
del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.
Incontro
sulla pena di morte con un cappellano della Florida
( da "Stampa,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario,
<Sconfitta
nazionale ma crescita locale,vedi il caso Imperia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolico e laico, fatto di commercianti ed imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti, questa grande novità l'ha colta. E - aggiunge - per ciò che concerne i cattolici, al di là dell'idea di chi preferirebbe ridurre la componente cattolica del Pd a "qualche dossettiano", senza tener conto del fatto che il cattolicesimo di un Dossetti in odor di beatificazione può tornare soltanto
Autogol
bipartisandietro il risultato del voto
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Erigersi rabbiosamente a paladini dello Stato laico ha avuto il solo effetto di far apparire Pd e Pdl partiti sobri e responsabili, capaci di ospitare al proprio interno portatori di visioni etico-sociali alternative ma disposti, almeno in teoria, ad accordi ragionevoli in grado di prevenire fratture religiose di cui non si sente alcun bisogno.
Il
papa e la fede delle chiese fai da te - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Europa occidentale laica si configura piuttosto come eccezione. Papa Wojtyla, ex arcivescovo di Cracovia, identificava con la sua Polonia, cattolica quasi al 100 per cento in lotta per sopravvivere sotto il dominio comunista, la società religiosa modello e la laicizzazione e il pluralismo di gran parte del mondo moderno erano ai suoi occhi incomprensibili,
La
rivolta atea "e noi quel giorno ci sbattezziamo davanti a ratzinger" - donatella alfonso ( da "Repubblica, La"
del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: sono stati decine i genovesi che , individuata la chiesa in cui erano stati battezzati, hanno inviato la regolare domanda "di non essere più considerati aderenti alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana"". Il problema, dicono donne e uomini dell'Uaar, è accedere ai registri delle chiese dei diversi ospedali,
Chiti: un
nuovo patto in nome della laicità - maria cristina carratu
( da "Repubblica,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: un nuovo patto in nome della laicità MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù Laici & cattolici: oltre le frontiere tra ragione e fede, è il titolo del libro che Vannino Chiti, ministro uscente per le riforme, ripropone (con l'aggiunta di un dialogo con il cardinale Silvano Piovanelli) a dieci anni di distanza dal suo primo Laici & cattolici (presentazione oggi all'
Giuseppe
De Carli Il God gap , il divario di Dio e lo
( da "Tempo,
Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'
La
chiesa russa passa a mosca "accordo storico, volo da putin"
- raffaele lorusso
( da "Repubblica,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: dare un contributo concreto nel percorso di riunificazione fra cattolici e ortodossi. Bari si trova in una condizione unica al mondo: la chiesa ortodossa russa e la basilica pontificia sono entrambe dedicate a San Nicola. Questa operazione è stata a lungo auspicata dal governo italiano, dal Vaticano e dalla città di Bari ed è il frutto della collaborazione fra laici e religiosi".
Bologna,
il Comune finanzia i corsi contro il divorzio
( da "Corriere
della Sera" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: istruzioni anti divorzio in versione laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri, consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere istruito in materia di matrimonio.
Ratzinger:
anche la Chiesa Usa colpita dal virus relativista
( da "Liberazione"
del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: life e il laicato progressista finisca per favorire una "protestantizzazione" della chiesa americana. Il senatore democratico Kerry si avvicina al prete per ricevere l'ostia ma lo fa discretamente, lontano dal Papa. All'epoca della sua candidatura alla Casa Bianca alcuni vescovi Usa lo esclusero dall'eucaristia perché appoggiava la legge sull'
Aimé Césaire, padre della negritudine
( da "Liberazione"
del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici e cattolici che invocavano la colonizzazione, sostenendo altresì come essa non sia da ritenersi responsabilità dei soli governanti, ma anche dei moltissimi intellettuali, filosofi, giornalisti che hanno alimentato la convinzione della necessità dell'uso della forza e della violenza necessario nei confronti di popolazioni "
Il
futuro incerto del welfare siciliano - vincenzo borruso ( da "Repubblica, La"
del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: parlamenti e referendum hanno potuto approvare per la solidarietà laici-cattolici, in teoria non rilevata, ma nella pratica capace di resistere a qualunque diktat della nomenclatura politica e ai richiami di un clero retrivo. Ol ritorno dominante sulla scena politica di teorie "liberistiche", di elogio dei risultati di mercato, quale spazio permetteranno oggi a questa società che finora,
Il
Papa: "La modernità non schiacci la fede in Dio"
( da "Tempo,
Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu'
Un
convegno su fede, laicità e razionalità
( da "Stampa,
La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,
( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Sto finendo di
assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals
Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di
"segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della
società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri
contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo
interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati
sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del
Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della
speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che
questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo
Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane
e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 14 ) " (1 votes,
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità
negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono
appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del
maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa
semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo
tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è
che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo
popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di
Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per
tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad
una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua
autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo
insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà
religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de
Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal
consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un
modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo
sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa
l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e
quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white,
anglo-saxon, protestant).
Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere
osservato". Scritto in Varie Commenti ( 61 )
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a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte
per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando
Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu
come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo
II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund
Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi
sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili
rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno
rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale
Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli
affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene
chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De
Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato
l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans
Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons.
Juan Ignacio Arrieta,
attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi
legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato
accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il
presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno
consacrati dal cardinale Bertone il
1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (25 votes,
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi
spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che
lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti
all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka
che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani
fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta,
persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne
conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando
chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso
viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di
provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere.
Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza
artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica
della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo
per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace
davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo
stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se
nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano
che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe
a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar
lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista
l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.
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( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
MARTEDI' 15
ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della
Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa
10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel
carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della
morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni
Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare
a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico
volontario, facendo proprio il detto evangelico "ero prigioniero e
mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua moglie Susan, psicologa, ha
iniziato a seguire con supporti non solo umani ma anche professionali le
famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei condannati a morte.
L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è gradito un cenno di
preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
"Sconfitta
nazionale ma crescita locale,vedi il caso Imperia" Per il veltroniano Zagarella il Pdl è in calo, "salvato" dal boom-Lega. La difesa
dei cattolici del partito Imperia. L'esito del voto è
ancora oggetto di analisi da parte degli esponenti dei partiti che hanno
partecipato alla competizione elettorale. Oggi la parola va a Giuseppe Zagarella, membro della direzione Regionale Pd che mena
fendenti a destra e a manca. "Ho sentito in questi giorni illustri
commentatori e leader politici fare considerazioni sul voto, sul presunto
"voto di protesta" alla Lega Nord, sul risultato del Pd e del PdL, sull'esito che hanno avuto le formazioni minori. E
devo dire che pochi, a livello sia locale che nazionale mi hanno
convinto", dice Zagarella. Secondo il quale
l'elettorato non ha espresso un voto di protesta come non ha voluto
"premiare un premier che ha dato dell'eroe a Mangano o che si accompagna
con persone e leader che vorrebbero rivedere i libri di storia. L'elettorato
per alcuni aspetti ha dato segnali di grande maturità democratica". Per
l'esponente del Pd gli elettori hanno penalizzato tutte quelle forze che non si
proponevano come forze di governo, ma come forze di opposizione a prescindere.
"C'è sempre meno spazio - aggiunge Zagarella -
per una politica arroccata su se stessa che non risponde con proposte
costruttive esigenze della popolazione". Liquidata la sinistra radicale, Zagarella mette l'accento su un altro dato:
"l'affermazione del Pd". "Che perde sì le elezioni, ma cresce
tantissimo in relazione al vecchio quadro di riferimento all'interno della
coalizione di centrosinistra". Secondo l'ex della Margherita l'elettorato
ha compreso la novità del progetto politico, ha premiato il coraggio della
scelta di "andar da soli". A livello locale, poi, la mancata crescita
annunciata del PdL ed il risultato ottenuto solo in
forza della enorme crescita della Lega, unitamente al boom del Pd, sono a mio
avviso un forte segnale di critica dell'elettorato al Pdl".
Zagarella sostiene che il dato è ancora più evidente
se si analizza il risultato nel capoluogo, dove il Pd raggiunge quota 31,84%
contro il precedente 25%, e la coalizione berlusconiana forte della presenza di
tutto il quadro dirigente di An ed Fi arriva a
"malapena" al 52% (piazzandosi al 55° posto su 67 comuni) grazie al
9,09% della Lega. "L'elettorato imperiese, cattolico e
laico, fatto di commercianti ed imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti,
questa grande novità l'ha colta. E - aggiunge - per ciò che concerne i cattolici, al di là dell'idea di chi preferirebbe ridurre la componente
cattolica del Pd a "qualche dossettiano", senza
tener conto del fatto che il cattolicesimo di un Dossetti in odor di
beatificazione può tornare soltanto ad onore e sullo stesso sarebbe
meglio non ergersi a giudici, appare ormai evidente che questi non sono forse
più disposti a farsi rappresentare in maniera esclusiva dal centrodestra, sia
locale che nazionale. Con buona pace di chi pur avendo vinto, ma non avendo
stravinto, oggi preferisce non avere una chiara percezione del risultato".
LOREDANA GRITA 18/04/2008 ' 18/04/2008 centrosinistra? meglio soliNel capoluogo siamo al 31,84% rispetto al 25%.
L'elettorato ha capito la novità e l'ha colta giuseppe
zagarelladirezione regionale del Pd 18/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
DINO COFRANCESCO
Grazie al profondo "senso d'irresponsabilità" di formazioni politiche
medie, piccole e microscopiche circa due milioni e settecentomila italiani, di
sinistra e di destra, non hanno contribuito a eleggere nessun deputato e nessun
senatore. Le loro schede hanno contato quanto le schede bianche o annullate e
il loro numero si è aggiunto a quello dei "disertori" delle urne. Con
grave vulnus per quel principio di rappresentatività che, come ci ha insegnato
Giovanni Sartori, è altra cosa dalla rappresentanza ma che, in qualche misura,
non può esser tenuto del tutto fuori dalle Camere. La colpa non è degli
elettori, che hanno seguito i loro istinti, ma dei candidati che, pur di
ritagliarsi autonomi spazietti vitali, hanno
esasperato differenze gravi ma non incomponibili e
esasperato conflittualità superate dalla Storia. Nel labour
party possono convivere anime diverse, dai marxisti puri ai critici riformisti
del welfare state, ma nel partito che coraggiosamente ha rifondato Walter
Veltroni non possono ritrovarsi neppure postcomunisti seri come Fabio Mussi,
Cesare Salvi o Gavino Angius. "Cosimo nun fa
alla pari co nessuno!", dice Memmo Carotenuto,
nell'immortale "I soliti ignoti", a quanti gli chiedono di far parte
della banda. Come si ricorda, finì sotto un tram nel vano tentativo di
scippare, in bicicletta, un'anziana signora. Anche gli altri non ebbero fortuna
ma per cause tecniche e per impreparazione professionale, rischio che non
sembra incombere su Veltroni, che dispone di una squadra ben collaudata e di
una potenziale classe dirigente non inferiore a quella berlusconiana. Gli
basterebbe solo tener duro nella socialdemocratizzazione
del grosso della sinistra - gli italiani di buon senso l'attendono da
cinquant'anni - infischiandosene di Repubblica, del manifesto, di MicroMega, del progressismo borghese radical
chic. Tra i motivi della differenziazione fallimentare che s'è vista nelle
elezioni di aprile, un posto rilevante va assegnato al tentativo, compiuto a
destra come a sinistra, di politicizzare le tematiche bioetiche, legate
all'aborto, all'eutanasia, alla fecondazione assistita o di ripoliticizzare
la questione cattolica. A destra, la lista di Giuliano Ferrara ha cercato di
mobilitare gli animi di credenti e non credenti con uno slogan pubblicitario di
assai dubbio gusto - "Aborto, no grazie" - reclutando, specie in
Liguria, fondamentalisti cattolici che Pio XII si
sarebbe rifiutato di ricevere in Vaticano (papa Pacelli, in fatto di bioetica,
era persino più avanzato dei suoi successori). A sinistra, il più antico e
glorioso partito italiano, si è impegnato in una battaglia laicista, con parole
d'ordine - scuola pubblica - ripetute tre volte, del tutto fuori stagione, se
si considerano le difficoltà delle scuole religiose private che chiudono i
battenti in mancanza di utenza, e la complessità di problematiche legate al
riconoscimento delle unioni di fatto e all'uso delle tecnologie riproduttive
che, per la loro delicatezza, richiedono confronti e intese bipartisan. Erigersi rabbiosamente a paladini dello Stato laico ha avuto il
solo effetto di far apparire Pd e Pdl partiti sobri e
responsabili, capaci di ospitare al proprio interno portatori di visioni etico-sociali alternative ma disposti, almeno in teoria, ad
accordi ragionevoli in grado di prevenire fratture religiose di cui non si
sente alcun bisogno. Non meno patetico è stato
l'impegno profuso dai comunisti critici ma non dissociati e dai Movimenti a far
diventare cultura di massa la marmellata terzomondista, pacifista,
anticapitalista, anti israeliana, ecologista, ormai egemone nelle scuole
italiane, in una parte consistente dei mass media, del cinema e persino della
lobby affaristico-canora sanremese. Parlare di nuovo
modello di sviluppo a un Paese senza sviluppo è come consigliare un nuovo
regime alimentare a chi non ha i soldi per un solo pasto quotidiano. Del pari,
voler attivare la solidarietà verso i clandestini, negando le statistiche che
li indicano ai primi posti della criminalità comune, e ricordando che anche noi
italiani eravamo discriminati in America, in certi casi, è come voler
convertire alla santità dei poveracci che ,a costo di tanti sacrifici, si sono
comprati un appartamentino in un quartiere popolare e ne vedono il prezzo di
mercato dimezzato per colpa di un'emigrazione incontrollata e generatrice di
insicurezza sociale. In democrazia certamente nessun errore tattico è
irreparabile, ma gente che parla come il superlaicista Enrico Boselli o come
l'antagonista Franco Giordano, per le orecchie del Cavaliere, è musica
mozartiana; pasdaran antiabortisti che evocano, con Il Foglio, il dottor
Mengele e l'eugenetica nazista, sono segno di atavismi etici che rassicurano la
parte avversa. Nel nostro Paese gli autogol fanno vincere più dei tiri andati a
segno e questa volta hanno riportato il Cavaliere a Palazzo Chigi. 18/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti IL PAPA E
LA FEDE delle chiese fai da te (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ed ha consentito la
crescita di un forte cattolicesimo liberale dissidente, fortemente osteggiato
da Ratzinger quand'era cardinale, che porta avanti istanze come il matrimonio
dei preti, il ruolo delle donne nella chiesa, la contraccezione e una maggiore
apertura nei confronti degli omosessuali. "Andiamo verso la dittatura del
relativismo ? diceva il Papa ? che non dà nulla per certo e che ha come massimi
obiettivi l'ego individuale e i desideri individuali". Eppure c'è motivo
di credere che papa Ratzinger e gli Stati Uniti possano andare d'accordo molto
più di quanto indichino le apparenze. Nonostante la reputazione di moderna Sodoma e Gomorra, gli Usa sono
forse la più religiosa delle nazioni economicamente sviluppate, con una
partecipazione e una devozione religiosa ben maggiore rispetto all'Europa. In
America alla religione viene dato uno spazio sorprendente nella vita pubblica e
privata, tanto da scandalizzare molti europei. Più della metà degli americani
dichiarano di andare in chiesa almeno una volta al mese e il trentasei per
cento ribadisce che la Bibbia è "la vera parola di Dio" e deve essere
presa alla lettera, mentre un altro quaranta per cento sostiene che la Bibbia è
sì la parola di Dio, ma va interpretata. "Più di tre americani su quattro
? considerano la Bibbia la parola di Dio", è quanto conclude una recente
indagine sul ruolo della religione nella vita americana condotta dallo stimato Pew Charitable Trust. Per molti
anni la varietà di fedi presenti in America sembrava costituire un'eccezione di
scarso impatto sul mondo moderno, la peculiarità di un paese di immigrati,
privo di radici. Era l'Europa, con la sua tradizione illuministica e il
graduale costante processo di laicizzazione il modello della società moderna.
Ma a fronte della rinascita e dell'intensificazione dei movimenti religiosi nel
mondo, dal ritorno della chiesa ortodossa in Europa orientale alla diffusione
delle fedi protestanti in America Latina, e all'esplosione del Falun Gong in Cina, e ovviamente, l'ascesa del
fondamentalismo nel mondo islamico spesso tra le componenti colte della
popolazione musulmana, il modello americano fatto di forte religiosità in un
contesto di pluralismo o di fedi multiple in competizione tra loro, pare
rappresentare la norma moderna, mentre l'Europa occidentale
laica si configura piuttosto come eccezione. Papa Wojtyla, ex arcivescovo di
Cracovia, identificava con la sua Polonia, cattolica quasi al 100 per cento in
lotta per sopravvivere sotto il dominio comunista, la società religiosa modello
e la laicizzazione e il pluralismo di gran parte del mondo moderno erano ai
suoi occhi incomprensibili, alieni e decadenti. Nonostante l'enfasi
posta sull'ortodossia cattolica papa Ratzinger, cresciuto all'interno della
minoranza cattolica in Germania, sembra comprendere, forse meglio del suo
predecessore, che in realtà esiste un chiaro rapporto tra pluralismo e
religiosità. Negli ultimi vent'anni si è evoluta una branca estremamente
interessante della sociologia dedicata alla religione, che si propone di
spiegare alcuni di questi apparenti paradossi. In una serie di saggi e articoli
gli studiosi Rodney Stark e
James Finke (rispettivamente della Baylor University e della
Pennsylvania State University) hanno elaborato un
modello che definiscono "economico" di religione. In questo modello,
come nel mercato, la concorrenza rafforza i gruppi religiosi. Al contrario le
chiese tradizionali, come i monopoli economici, ingrassano e si impigriscono.
Si spiega così come mai le chiese tradizionali in paesi come l'Italia e la
Francia e la chiesa anglicana in Gran Bretagna soffrano di scarsa
partecipazione ai riti e manchino di energia. Invece le chiese che lottano per
sopravvivere, che creano un forte senso di identità dipingendosi come una
minoranza in guerra contro il sistema hanno più successo. Si capisce così che
la Polonia e l'Irlanda sono casi eccezionali in cui il cattolicesimo è rimasto
fortissimo perché è stato utilizzato come potente
fonte di identità nazionale, come arma per resistere alla dominazione di una
potenza straniera, la Gran Bretagna nel caso dell'Irlanda e il comunismo
sovietico nel caso della Polonia. Eliminata la minaccia esterna oggi la chiesa
cattolica affronta più o meno gli stessi problemi del resto d'Europa: la
laicizzazione, il dibattito sull'aborto e la contraccezione. Ratzinger pare
comprendere istintivamente questa linea di pensiero. Al suo arrivo qui negli
Usa si è prodigato a rendere omaggio al pluralismo della religione americana.
"Vengo come amico, predicatore della parola di Dio, con grande rispetto
per questa grande società pluralistica?nei prossimi giorni sono impaziente di
incontrare non solo la comunità cattolica americana ma altre comunità cristiane
e i rappresentanti delle molteplici tradizioni religiose presenti in questo
paese. Nel corso della storia non solo i cattolici, ma
tutti i credenti hanno trovato qui la libertà di adorare dio secondo i dettami
della propria coscienza, venendo al contempo accettati come parte di una
comunità in cui ciascun gruppo individuale può far ascoltare la sua voce".
Questa nota pluralista non è in contraddizione con il rigore di Ratzinger. Al
contrario. Un ulteriore principio della nuova sociologia della religione è che
"le chiese severe sono forti", una conseguenza del pluralismo. Per
mantenere potere di attrazione in un mondo caratterizzato dalla concorrenza
religiosa, una chiesa o setta deve possedere una forte identità di fede che la
differenzia dal resto della società. Si capisce così il motivo della crescita
del fondamentalismo, anche all'interno del protestantesimo americano e
dell'ebraismo americano, non solo nel mondo musulmano, e perché le religioni
più moderate, che cercano di conciliare le differenze con altre confessioni,
hanno visto ridursi il numero dei fedeli. E' comprensibile quindi che i giovani
cattolici siano molto recettivi all'ortodossia di
Ratzinger e che prassi liturgiche pre Concilio
Vaticano II, come la messa in latino o il divieto di mangiare carne il venerdì
esercitino un fascino. Questo insistere sul rigore dell'ortodossia rientra in
una visione della chiesa come forte minoranza militante. "Nella storia
sono sempre le piccole comunità più convinte a dare avvio alle cose veramente
importanti", diceva Ratzinger in un'intervista di qualche anno fa.
"Così la chiesa inizia con i dodici apostoli. Numeri piccoli, ma da questi
numeri piccoli si irradierà la gioia nel mondo. Quindi si tratta di capacità di
attrazione, come nella chiesa di un tempo". Ratzinger sembra più a suo
agio nel supermercato delle religioni a competere aggressivamente per la sua
fede. (Traduzione di Emilia Benghi).
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina IX - Genova
La provocazione La rivolta atea "E noi quel giorno ci sbattezziamo davanti
a Ratzinger" DONATELLA ALFONSO "IL PAPA viene a Genova? E noi usciamo
dalla Chiesa". è un tam tam
che si diffonde tra i laici genovesi; con la regia dell'Uaar,
l'Unione degli atei e agnostici razionalisti, decine di persone - le adesioni
sono già oltre una trentina - stanno preparando uno sbattezzo pubblico da
effettuarsi nelle prossime settimane, prima cioè dell'arrivo di Joseph
Ratzinger in Liguria. E proprio nella sede curiale di piazza Matteotti, nonché
abitazione del presidente della Cei e arcivescovo di Genova monsignor Angelo
Bagnasco, così come già avvenuto un anno fa con la consegna di 36 domande
ufficiali di sbattezzo, altre persone porteranno il documento che comprova la
spedizione della domanda (tramite raccomandata) per essere cancellati
dall'elenco delle parrocchie dove si è ricevuto il sacramento. Cioè di uscire
ufficialmente dalla Chiesa. Una protesta contro la visita di Benedetto XVI?
"No, non siamo contrari alla visita del Papa, è un capo di stato straniero e può andare dove vuole - spiega Silvano Vergoli, coordinatore ligure dell'Uaar
- Siamo contrari all'ingerenza della Chiesa nelle attività e nella legislazione
dello stato italiano". Uscire dall'elenco dei
battezzati come protesta per l'eccessivo interesse di Oltretevere
nelle scelte della politica italiana, come si è visto sui temi della 194,
dell'eutanasia, delle coppie di fatto, accusano i laici. "Stiamo
preparando un manifesto per quando arriverà Ratzinger, in cui ci chiediamo
quanto ci costa il vaticano. Dall'Ici mancata all'8 per mille, ai costi,
infine, per la visita genovese". La pratica dello sbattezzo si è
progressivamente diffusa negli ultimi anni, da parte di persone di ogni età e
ambito sociale. Nell'ultimo anno, secondo gli esponenti dell'Uaar, da parte delle chiese della diocesi genovese si sono
avuti tempi rapidi per ottenere il certificato di sbattezzo (che, lo
ricordiamo, non permette di avere più funerali in chiesa, oltre a non poter
essere padrini, madrine e testimoni di nozze religiose). "Ma abbiamo il
dubbio che adesso le cose si stiano facendo di nuovo difficili, con
l'inserimento dei quindici giorni per un eventuale ripensamento. Così abbiamo
riformulato il modulo, che si può scaricare dal sito internet". Visitatissimo, peraltro: all'indirizzo www. uaar. it i contatti sono
continui. "Molte adesioni arrivano attraverso la posta, ma ci sono stati
disguidi, e ora stiamo raccogliendo tutti i documenti entro la fine di aprile,
con qualche fatica" spiega Mercedes, che sta coordinando l'iniziativa (i
riferimenti sono la sede dell'Uaar presso la Casa
della Pace in piazza Palermo 10b, il martedì dalle 17 alle 20, e il sito
internet). Negli ultimi mesi, sono stati decine i genovesi
che , individuata la chiesa in cui erano stati battezzati, hanno inviato la
regolare domanda "di non essere più considerati aderenti alla confessione
religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana"". Il
problema, dicono donne e uomini dell'Uaar, è accedere
ai registri delle chiese dei diversi ospedali, o le obiezioni di privacy
opposte da alcuni parroci. "E' cambiato anche il garante, e le cose non
sono più come prima", lamenta Vergoli. Ma loro, sbattezzandi e simpatizzanti, non si tirano indietro davanti
alle avversità.
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VII - Firenze
Chiti: un nuovo patto in nome
della laicità MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù Laici & cattolici: oltre le frontiere tra ragione e fede, è il titolo del libro
che Vannino Chiti, ministro
uscente per le riforme, ripropone (con l'aggiunta di un dialogo con il
cardinale Silvano Piovanelli) a dieci anni di distanza dal suo primo Laici
& cattolici (presentazione oggi all'Altana di Palazzo Strozzi, ore
17, interviene Savino Pezzotta). Molte le questioni affrontate, in parte già
analizzate nel testo precedente: il rapporto fra laicità e confessioni
religiose nella società (post) moderna, e fra religione e scienza, lo spettro
del conflitto di civiltà, il terrorismo globale, l'urgenza del dialogo. Chiti se ne dice convinto: per scongiurare lo scontro di
civiltà, che dieci anni fa sembrava "più facilmente evitabile", il
ruolo delle religioni è fondamentale. Non certo come affermazione rigida di
fondamenti, bensì nell'"aprirsi all'ampiezza della Ragione", come
proprio papa Ratzinger ha indicato nel discorso di Ratisbona.
Una cosa, comunque, secondo Chiti, oggi appare più
che mai chiara: se l'autonomia fra Stato e confessioni religiose, alla base
della laicità moderna, è conquista irreversibile, l'idea della religione come
fatto privato è tramontata. La religione, infatti, ha oggi i connotati
dell'"esperienza pubblica e collettiva". Ciò che assegna alla Chiesa
un doppio compito: la "difesa intransigente", "sul piano
dell'insegnamento religioso", dei principi, accanto al riconoscimento che,
in politica, anche i cattolici sono chiamati "a
trovare le mediazioni necessarie" fra fede e "bene comune".
Quanto alla scienza, nota Chiti, non può più
radicarsi in "una legge naturale immutabile", ma in "principi
comuni condivisi" definiti insieme da "laici-laici
e laici-credenti". Perciò, conclude, alle tre
idee-cardine che dieci anni fa avrebbe voluto portare con sé nel nuovo secolo
(non violenza, solidarietà, sussidiarietà), e oggi veder recepite dal Pd,
aggiunge "la centralità della persona": in quanto "soggetto e
non oggetto" in economia, "misura della qualità della vita",
"responsabile delle scelte di vita e morte". Sperando che il nuovo
partito riesca a "ridefinire la laicità" da "protagonista di un
nuovo patto" fra "credenti e non credenti".
( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Giuseppe De Carli Il "God gap", il
divario di Dio e lo ... Giuseppe De Carli Il "God gap", il divario di Dio e lo scandalo degli abusi
sessuali da parte dei sacerdoti. Due argomenti che occupano i giornali più
autorevoli, da Usa Today al paludatissimo
Washington Post sino al The New York Times. Benedetto
XVI è venuto in America per colmare il "divario di Dio" e per
affermare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto
di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili
distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa "rappresenta
Dio" e tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito
"storico". Un commentatore in vena di similitudini paradossali
scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam.
Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni
non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal
concepimento alla morte naturale. Bush, "il
cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al
massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero
su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del
relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del
futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo,
bensi' modello etico da imitare e punto di
riferimento internazionale. Non una semplice operazione di
"restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di
investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un
alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e
ritiene che in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente
alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali,
speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush
con una intensita' che non ha precedenti nella storia
americana. Paul Weiyrich, guru della destra
religiosa, ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair
che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato".
E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush,
taglia corto: "Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche
la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il
cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è
ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna
dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di
pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con
l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito
come "americano", piu' vicino, dunque,
persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono
autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul
luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei
predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha
provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola
potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa
Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di
Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli
abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti,
famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre
centomila richieste, fra stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche
popolari, Placido Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare
di Dio fra lo skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha
ancora senso palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ?
Nell'incontro con gli esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico,
Benedetto XVI va al cuore dell'identità cattolica, del suo essere in relazione
con le altre identità. Nel ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della
"lectio magistralis" di Ratisbona:
il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio alla verità che
assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione
trascendente della persona; il discernimento fra bene e male contro la
tentazione di andare ad una "inconsulta caccia di novità in passerella
come realizzazione della libertà" l'incapacita'
ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione sessuale ridotta alla
semplice "gestione del rischio". La faticosissima giornata di Papa
Benedetto si chiude con i rappresentanti delle altre religioni. Anche qui
l'America delle mille e una religione, la moderna babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo'
derivare da una pluralita' di popoli , a condizione
che tutti riconoscano la liberta' religiosa come un
diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione
delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita'
Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato
un messaggio alla vigilia della "Pesah", la
Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della
liturgia pre-conciliare.
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina III - Bari
Emiliano e il rappresentante del patriarcato Kuchumov
spiegano la decisione La Chiesa russa passa a Mosca "Accordo storico, volo
da Putin" Il
( da "Corriere della Sera" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-18 num:
- pag: 27 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa Titolo del primo incontro:
insieme per sempre Bologna, il Comune finanzia i corsi contro il divorzio
Affidati a un'associazione pro embrione DAL NOSTRO INVIATO BOLOGNA - Ti sposi
in Comune? Adesso c'è (gratis) il corso prematrimoniale per i fidanzati che
scelgono il sindaco invece del parroco. Prima lezione: "Insieme per sempre
". In sostanza, istruzioni anti divorzio in versione
laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri,
consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica
impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile
deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere
istruito in materia di matrimonio. Le altre lezioni sono su
"Sessualità e amore", "Coppia e creatività", "Doveri e
diritti nelle relazioni familiari". L'iniziativa è interessante in una
Bologna dove i rapporti tra Comune e Chiesa hanno avuto anche pesanti note
polemiche. La Delli Quadri spiega che il sindaco le
ha dato subito via libera e che i parroci non si sentono toccati dalla
concorrenza. Forse perché obiettivo comune è rendere stabili le unioni. I
corsi, come scrive oggi il Corriere di Bologna, sono tenuti da specialisti
dell'Ucipem, associazione milanese di matrice
cattolica che, nella sua carta fondante, dichiara di riconoscere "che la
persona umana è tale fin dal concepimento". La stessa Ucipem,
che da tempo istruisce i fidanzati che vanno a sposarsi in chiesa, sottolinea
le differenze: "Il matrimonio religioso è un sacramento, quindi comporta
anche un'istruzione catechistica che non ha ragione di essere per chi sceglie
il rito civile". Al primo corso si sono iscritte una ventina di coppie:
tutte al primo matrimonio, solo in un caso l'uomo è al secondo. Due fidanzati
hanno già seguito un corso in parrocchia perché si sposeranno in Chiesa ma
hanno voluto ampliare la loro preparazione anche con l'insegnamento laico. Le
lezioni (quattro serate di due ore ciascuna) si tengono in una sala comunale.
Quando i cittadini si recano all'ufficio matrimoni per le pratiche ricevono
anche un volantino informativo. A fine maggio partirà il secondo ciclo di
incontri. Da ottobre l'iniziativa sarà strutturata in modo completo, anche
sulla base dei suggerimenti delle coppie. Le impressioni dei fidanzati che
stanno seguendo le lezioni, tenute da esperti in materie come psicologia,
sessuologia e legislazione familiare, sono positive. "Non credevo che un
Comune, con tutti i problemi che ha, potesse pensare anche a chi si sposa
", ha detto un giovane alla vigilia del sì. Il consenso non stupisce la
consigliera comunale. Sposata da 27 anni, provenienza Margherita, cattolica
praticante, Lina Delli Quadri è convinta: "La
preparazione al matrimonio può contrastare i troppi fallimenti". La
famiglia: fiction e film In tv Amendola ed Elena Sofia Ricci (divorziata) nei Cesaroni Sotto, "Divorzio all'Italiana" Vittorio
Monti.
( da "Liberazione" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
A musulmani ed
ebrei: dialogo sì ma sulle differenze Ratzinger: anche la Chiesa Usa colpita dal
virus relativista Fulvio Fania Washington (nostro
inviato) Ops! C'erano anche gli indiani e lo
schiavismo. Dopo gli elogi al modello americano Ratzinger trova il modo di
ricordare che il "popolo della speranza" si porta dietro qualche
colpa d'origine. La speranza resta, ma per altro verso le preoccupazioni del
Papa si ripresentano cupe sull'America e sulla stessa chiesa. Un "crollo -
dice Benedetto XVI - nei fondamenti della società". L'elenco dei mali è
lungo e contrasta con la festa dei 40mila fedeli che riempiono il Nationals Park Stadium, tempio
del baseball prestato alla preghiera: "Segni di
alienazione, rabbia e contrapposizione, crescente violenza, indebolimento del
senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali". La chiesa cattolica
a stelle strisce, secondo il Papa, non è immune, anzi, rivela "divisione e
polarizzazione al suo interno", mentre "tanti battezzati sono inclini
ad atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Vere bastonate per la
parte più liberal delle gerarchie Usa mescolate al
timore che la netta contrapposizione tra le destre pro-life
e il laicato progressista finisca per favorire una "protestantizzazione"
della chiesa americana. Il senatore democratico Kerry si avvicina al prete per
ricevere l'ostia ma lo fa discretamente, lontano dal Papa. All'epoca della sua
candidatura alla Casa Bianca alcuni vescovi Usa lo esclusero dall'eucaristia
perché appoggiava la legge sull'aborto. Nel pomeriggio nell'Università
cattolica d'America ad attendere il Papa ci sono tutti i 235 rettori degli
atenei cattolici Usa. E' la grande forza del
cattolicesimo nordamericano, oltre tre milioni di studenti in facoltà di
rilievo pubblico ma tenuti a frequentare anche corsi di teologia; una rete
culturale inquieta che racconta di memorabili scontri con lo stesso cardinale
bavarese quando era prefetto della dottrina. La celebre Georgetown dei gesuiti,
qui a Washington, è retta oggi da un preside laico e negli ambienti curiali
molti accusano questo ed altri atenei di aver smarrito la propria "cattolicità". Ratzinger affronta di petto la questione
ed esclude che il tasso di ispirazione cristiana si possa misurare dal numero
dei docenti cattolici doc. Esalta inoltre "il
valore della libertà accademica". Ma qui si esauriscono le sue aperture.
Denuncia infatti "l'abbassamento dei livelli" di educazione
nell'attuale "orizzonte relativistico" che riduce la libertà a
"passerella" e "l'educazione sessuale" alla "gestione
del rischio". Preservativi a parte, le condizioni che Benedetto XVI pone
all'autonomia di ricerca sono pesanti: non si possono giustificare
"posizioni che contraddicono l'insegnamento della Chiesa" e va
assicurata "un'istruzione nella dottrina e nella pratica cattolica". Ratzingerismo a tutto tondo, dunque, anche quando il Papa
incontra al "John Paul II cultural center" i rappresentanti
musulmani, ebrei, indù, buddisti e giainisti. Sono assenti i sikh, che hanno
rinunciato all'appuntamento pur di non dover lasciare a casa il loro pugnale
rituale vietato dalla security. Il discorso di Ratzinger è esplicito come non
era mai stato in un'occasione del genere. Afferma
infatti: "Forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre
differenze con calma e chiarezza. Il dialogo interreligioso richiede una chiara
esposizione delle rispettive dottrine". Non è più il vecchio abbraccio tra
le fedi per la pace nel mondo, come piaceva a Wojtyla, ma la puntigliosa
rivendicazione di un confronto serrato tra identità diverse e attente a non
tradirsi. Benedetto XVI teorizza da sempre questa impostazione e la segue nella
pratica anche a costo di provocare maldestri incidenti, facendo infuriare gli
islamici con il suo discorso a Ratisbona o gli ebrei
con la ripristinata preghiera latina per la loro conversione. Qui le comunità
ebraiche hanno protestato meno che i loro fratelli
europei per quella famosa messa in latino. Il Papa ovviamente non ne fa cenno
nemmeno nel messaggio speciale che consegnerà agli ebrei subito dopo l'incontro
interreligioso (in Italia sarà notte fonda) per gli auguri di Pesaq, la pasqua ebraica. Ratzinger ribadisce la fedeltà al
Concilio per migliorare le relazioni cattolico-ebraiche e tra gli auguri
aggiunge un auspicio di pace in Terrasanta. Anche nel giorno della prima prova
di massa di questa visita papale, con i megaschermi fuori dallo stadio, è
impossibile trovare qualcosa di scomposto nella vita cittadina, a parte i
gipponi della polizia che strillano sirene da telefilm. Washington continua il
suo corso, i controlli di sicurezza sono limitati ai luoghi dell'evento,
malgrado questo papa "americano" che Al Qaeda accusa di nuove
crociate. A far tremare i vescovi è semmai lo scandalo dei preti pedofili.
Benedetto XVI esprime ancora durante la messa un indicibile "dolore"
per i danni provocati "da tali abusi". Mentre scriviamo circola voce
di un possibile incontro con alcune persone a suo tempo abusate. Non si tratta
però dei movimenti "Snap" e "Voice of the faithful" i quali,
già nei giorni scorsi, avevano previsto che il Papa avrebbe preferito la via
più tranquilla di un colloquio con alcune ex vittime che collaborano già con la
Conferenza episcopale. 18/04/2008.
( da "Liberazione" del 18-04-2008)
Argomenti: Laicita'
E' scomparso in
Martinica il poeta, simbolo dell'orgoglio nero Aimé Césaire, padre della negritudine Monia
Cappuccini "Ci sono due modi per perdersi: isolarsi nel particolare o
diluirsi nell'universo". Così parlò Aimé Césaire, il poeta, scrittore e politico, "cantore
della negritudine", scomparso ieri - a termine di un ricovero di otto
giorni - in un ospedale di Fort-de-France, capitale della Martinica, dove era
nato 94 anni fa. Lui, per perdersi, probabilmente aveva scelto di praticare
ambedue le strade suggerite, o, altrimenti, di evitarle accuratamente entrambe,
capace com'è stato di restituire da un particolare
l'orgoglio al suo popolo, e a noi l'universalità (e la banalità) del male
attraverso le analisi sulle barbarie della condizione coloniale perpetrata.
Scoperto da André Breton, aveva avuto tra i suoi allievi Franz Fanon. Come poeta è stato uno dei
rappresentanti più celebri del surrealismo francese. Da scrittore è stato autore di drammi sulla sorte e le lotte degli schiavi
dei territori colonizzati dalla Francia: il suo poema più popolare è Cahier
d'un retour au pays natal ( Diario del ritorno
al Paese natale ) del 1939. Cresciuto in Martinica, si era trasferito a Parigi
per frequentare l'École normale supérieure.
Lì aveva incontrato il senegalese Léopold Sédar Senghor e il guaianese Léon Gontran Damas,
insieme ai quali aveva approfondito la lettura di opere europee sull'Africa e
la scoperta dei tesori artistici, elaborando il concetto di négritude
(negritudine), ossia l'insieme dei valori spirituali, artistici, filosofici dei
neri dell'Africa, che diventò il manifesto per le lotte l'indipendenza dal
colonialismo. Un movimento cullato nel clima di grande fermento culturale della
Parigi anni 30, segnato dall'affacciarsi della prima grande etnologia francese
di Leo Frobenius, Marcel Mauss,
Michel Leiris e Marcel Griaule,
del surrealismo di André Breton e delle scoperte freudiane. Al pari
dell'incontro con le idee dell'afroamericano W.E.B. Du Bois e la poesia della Harlem
Renaissance, furono le riviste a giocare un ruolo di primo piano, tra cui
"Légitime défense"
del 1932 - ispirata al marxismo e al surrealismo -, e il mensile "La Race
nègre" (1927-36) di impostazione prettamente anticolonialista. Ma fu solo nel
1934 con "L'Etudiant noir" di Aimé Césaire e il suo gruppo che,
con più audacia, il conflitto esistente tra le due culture veniva messo a
fuoco. Césaire ne fu protagonista assoluto non solo
dal punto di vista intellettuale ma anche politico, attraverso l'impegno
concreto in Martinica, che proprio grazie a lui fu proclamata Dipartimento
d'oltremare della Francia nel 1946. Césaire ne rimase
rappresentante anche dopo l'indipendenza, partecipando alla vita politica del
paese in qualità di deputato all'Assemblea generale francese e, dal 1945 al
2001, rivestendo la carica di sindaco della capitale Fort-de-France. Non solo,
dopo aver militato nel Partito comunista francese, nel 1958 fondò il Partito
progressista martinicano. Senza perdere di vista la riflessione e la critica,
contribuendo di nuovo con una rivista, "Tropiques",
a favorire il dialogo nei Caraibi. Celebre il suo Discorso sul colonialismo -
apparso per la prima volta nel 1950 sulla rivista "Presence
africane" e tradotto nel nostro paese nel 1999 dalla editrice Lilith - tra le denunce più radicali e lucide al
colonialismo europeo. Césaire non ne critica gli
eccessi, la sua è una posizione di rifiuto del colonialismo in quanto tale,
individuando anche nelle sue forme meno violente la barbarie nazista che aveva
sconvolto l'Europa cinque anni prima. Anticipando Hannah
Arendt, corrobora la sua tesi "del male dalle
origini lontane" citando opere di intellettuali e giornalisti, laici e cattolici che invocavano la colonizzazione, sostenendo altresì come essa non
sia da ritenersi responsabilità dei soli governanti, ma anche dei moltissimi
intellettuali, filosofi, giornalisti che hanno alimentato la convinzione della
necessità dell'uso della forza e della violenza necessario nei confronti di
popolazioni "inferiori". Colpisce l'uomo borghese, ma nel suo
mirino finisce un intero sistema; un'originalità di pensiero che, nel panorama
dell'epoca, sposta in avanti la riflessione immmettendo
elementi di critica nuovi: oggetto della sua denuncia non sono infatti solo le violenze
e le barbarie perpetrate dai colonizzatori bianchi, ma, e per la prima volta,
le conseguenze del fenomeno coloniale sui suoi artefici, cioè i colonizzatori.
"La violenza praticata abbruttisce chi la pratica: lavora per decivilizzare il colonizzatore, per degradarlo, per
risvegliare i suoi istinti più nascosti come l'invidia, la violenza, l'odio
razziale, il relativismo morale" sosteneva nel suo Discorso . A partire
dagli anni 60, per evitare che la sua attività raggiungesse solo gli intellettuali
africani e non le grandi masse, lasciò la poesia per dedicarsi alla formazione
di un teatro negrofilo popolare. Tra le sue opere
teatrali più rilevanti: La tragedia del re Christophe
(1963), Una stagione in Congo (1967) ispirata al dramma di Lumumba,
e Una tempesta (1969), rilettura della celebre opera shakesperiana.
L'ultima sua opera pubblicata in Italia è Negro sono e negro resterò,
conversazioni con Françoise Vergès
(Città Aperta Edizioni, 2006). 18/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
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Pagina XIX - Palermo
IL FUTURO INCERTO DEL WELFARE SICILIANO VINCENZO BORRUSO (segue dalla prima di
cronaca) queste leggi, che hanno cambiato il volto della società italiana, sono
da aggiungere quelle emanate dalla Regione siciliana sull'assistenza agli
anziani, ai disabili, sull'integrazione dei servizi socio-sanitari. Regole
quasi sempre anticipatrici della legislazione nazionale, anche se meno
fortunate nella loro applicazione pratica, spesso largamente incompleta.
Personalmente ho ritenuto che questa esemplare attività legislativa, che è
andata incontro alle necessità della parte più disagiata della nostra
popolazione, fosse stata il frutto di un felice incontro fra le culture
cattolica e socialista, culture che anche nel mutare degli assetti governativi
e istituzionali hanno dato continuità a movimenti popolari, con radici fra i
secoli XIX e XX, e con un robusto rilancio nell'Italia democratica. Poiché si è
trattato di leggi che parlamenti e referendum hanno potuto
approvare per la solidarietà laici-cattolici,
in teoria non rilevata, ma nella pratica capace di resistere a qualunque diktat
della nomenclatura politica e ai richiami di un clero retrivo. Ol ritorno dominante sulla scena politica di teorie
"liberistiche", di elogio dei risultati di mercato, quale spazio
permetteranno oggi a questa società che finora, anche contrariamente
alle stesse apparenze, è stata solidale? Nella nostra isola, in particolare, la
possibile non applicazione del piano Lagalla di
rientro dal deficit del servizio sanitario regionale, realizzato con evidenti
sprechi nelle passate legislature, quale servizio futuro garantirà ai cittadini
siciliani? La mancata applicazione della legge 328 del 2000, la tendenza a monetarizzare una serie di servizi (il bonus bebè, il bonus
famiglia), elemosine erogate una tantum e sempre insufficienti ai bisogni
reali, la mancata realizzazione di servizi socio-sanitari a domicilio (oggi
erogati a sparute minoranze di soggetti non autosufficienti), la mancata
riforma delle Ipab isolane, indebitate e incapaci di
trasformarsi in aziende di aiuto alla persona, non fanno prevedere la
possibilità di un futuro sereno sul piano dei servizi sociali e sanitari. Tra
l'altro erogare qualche euro invece di servizi è la più chiara dimostrazione
del fallimento di una politica di welfare. Infine, non rientrare nell'ambito
dei fondi finora assegnati dallo Stato per la sanità significherà o spietati
tagli dei servizi di base e ospedalieri, o trasferimenti di risorse da altri
settori dell'economia isolana, o un significativo aumento della tassazione
locale. Soprattutto se si affermerà in tempi brevi, come hanno dichiarato i
vincitori delle ultime elezioni, il federalismo fiscale che non permetterà
alcuna "camera di compensazione" fra le regioni ricche del Nord e le
regioni povere del Sud. Ognuno dovrà friggersi con il proprio olio e, in
Sicilia, sarà difficile trovare l'olio. Come è stato
difficile, finora, sapere quale utilizzo è stato fatto
dell'olio proveniente dal fondo sanitario nazionale, rifornito in buona parte
dalle risorse delle regioni del Nord. Ancora una ulteriore perdita di
solidarietà, ancora un passo verso quel libero mercato nel quale ognuno
sopravviva, se può. Una sopravvivenza il cui calo in Sicilia potrà, in pochi
anni, misurarsi con anni di vita persi, speranza di vecchiaia senza malattie
sempre meno certa, aumento della mortalità generale, fughe in altre regioni
senza la garanzia, come oggi, di far gravare le proprie spese su un fondo
sanitario regionale che avrà altre gatte da pelare.
( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
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Stampa il viaggio di
ratzinger negli usa Il Papa: "La modernità non
schiacci la fede in Dio" Il "God gap",
il divario di Dio e lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti.
Due argomenti che occupano i giornali più autorevoli, da Usa Today al paludatissimo Washington
Post sino al The New York Times. Benedetto XVI è
venuto in America per colmare il "divario di Dio" e per affermare che
la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto di tante nostre
incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili distinguo
ideologici, per i columnist americani il Papa "rappresenta Dio" e
tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito
"storico". Un commentatore in vena di similitudini paradossali
scrive: "Benedetto XVI non e' David Beckam.
Almeno lui non ci sta deludendo !". Poi, certo, ci sono le "questioni
non negoziabili" come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal
concepimento alla morte naturale. Bush, "il
cattolico" ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al
massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero
su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della "dittatura del
relativismo" e la centralità della visione cristiana nella costruzione del
futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo,
bensi' modello etico da imitare e punto di
riferimento internazionale. Non una semplice operazione di
"restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di
investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un
alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e
ritiene che in quel "cattolico" ci sia molto di vero. Appartenente
alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di
intellettuali, speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush
con una intensita' che non ha precedenti nella storia
americana. Paul Weiyrich, guru della destra
religiosa, ne e' convinto: "In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair
che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato".
E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush,
taglia corto: "Il presidente USA è un cattolico nascosto". C'e' anche
la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il
cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è
ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna
dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di
pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con
l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito
come "americano", piu' vicino, dunque,
persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono
autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul
luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei
predicatori di Dio? "Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha
provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola
potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso". Papa
Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di Washington,
sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli abusi,
dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti, famiglie
distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila
persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra stellari misure di
sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido Domingo,bandiere e
cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo skyline dei grattacieli
o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso palare di educazione
cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli esponenti del mondo
universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore dell'identità
cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel ragionamento
di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis"
di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità
di ragione; il servizio alla verità che assume un significato elevato in una
società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo
fra verità e fede; la dimensione trascendente della persona; il discernimento
fra bene e male contro la tentazione di andare ad una "inconsulta caccia
di novità in passerella come realizzazione della libertà" l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori;
l'educazione sessuale ridotta alla semplice "gestione del rischio".
La faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti
delle altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la
moderna babele del sacro. "Una societa' unita
-dice il Papa- puo' derivare da una pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano
la liberta' religiosa come un diritto civile
fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione delle nostre
rispettive dottrine religiose". Alle Comunita'
Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato
un messaggio alla vigilia della "Pesah", la
Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della
liturgia pre-conciliare.
( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
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VENERDI' 18 Un
convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro
Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità
della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo
Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson".
Il convegno - che si propone di far dialogare, su un piano scientifico e non
polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione
del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società
- muove dall'esigenza di riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei
valori e al risorgere dei fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra
fede e ragione, nell'intento di contribuire a fare chiarezza sulle loro
reciproche relazioni ed elaborare una proposta in grado di preservare
l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e
protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime,
Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani,
Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni
diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare
un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.