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TARTICOLI DEL 17-4-2008 #TOP
"più
dialogo, meno integralismi è questa la laicità di torino" - massimo
novelli ( da "Repubblica, La"
del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: che è una forma di laicità. Detto questo, bisogna poi ricordare come tutto ciò, questa via, abbia consentito che si registrassero fenomeni molto positivi nel mondo cattolico. Penso al cattolicesimo sociale del cardinale Michele Pellegrino, per esempio, alla sua "Camminare insieme", che entrò in relazione con altri mondi: da quello operaio a quello degli intellettuali.
AL
SUO arrivo a Washington Papa Ratzinger ha trovato il presidente Bush e la
moglie Laura ad att ( da "Messaggero, Il"
del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: capi di Stato), accompagnato da una laica stretta di mano. Gli americani non avrebbero mai perdonato al proprio presidente il bacia mano al Pontefice così diffuso nei Paesi cattolici. Il primo emendamento della Costituzione americana vuole che il governo osservi la più assoluta neutralità nei confronti delle religioni e riconosce gli stessi diritti ai credenti e ai non credenti.
UN
MODELLO DI LAICITà ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Un modello di laicità Giuseppe Mammarella Al suo arrivo a Washington Papa Ratzinger ha trovato il presidente Bush e la moglie Laura ad attenderlo alla scaletta dell'aereo: un'eccezionale omaggio (mai riservato ai capi di Stato), accompagnato da una laica stretta di mano.
UN
MODELLO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: dichiara Ratzinger - che in questa nazione si sia affermato un concetto positivo di laicità". Il Papa che ha fatto della lotta al relativismo la sua principale missione vedrebbe con favore una nuova laicità europea che proprio per amore dell'autenticità della religione adottasse il modello di una laicità americana. Giuseppe Mammarella.
"Ho
appoggiato Ferrara ma sono fedele al sindaco"
( da "Stampa,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: "Sono un cattolico-laico ed il progetto di Ferrara era il più vicino alla mia sensibilità sui temi della vita e dei valori in cui credo. Apprezzo il fatto che l'on. Rosso abbia dichiarato ieri sulla Stampa che avrei potuto benissimo condurre questa mia battaglia anche all'interno del Popolo della libertà.
Incontro
sulla pena di morte con un cappellano della Florida
( da "Stampa,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario,
La
prima volta di un Papa alla Casa Bianca
( da "Padania,
La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: storie di quelle vittime è difficile per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro missione". Sempre sull'aereo, il Papa ha definito il rapporto tra laicità dello Stato e fede negli Stati Uniti un modello "fondamentale", da imitare anche in Europa. Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell Osservatorio sui Diritti dei Minori,
Casini,
una strada obbligata ( da "EUROPA ON-LINE"
del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e soprattutto non vuol dire che il Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari.
( da "Repubblica, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVII - Torino
Il filosofo Ugo Perone: in questa città servirebbe un nuovo rinascimento intellettuale
"Più dialogo, meno integralismi è questa la laicità di torino" le
idee Oggi questa metropoli ha una visione ristretta non produce cultura e si
limita a consumarla gli esempi Bobbio non credeva ma non era un ottuso
Pellegrino aprì le porte a operai e intellettuali MASSIMO NOVELLI Città dei
santi sociali e della Sindone, uno dei grandi misteri del cattolicesimo. Ma
anche città del positivismo, del laicismo, segnata da una storia che, durante
il moto unitario e risorgimentale, vede i Savoia e Cavour opporsi al potere dei
gesuiti e della Chiesa, fino al culmine costituito dalla breccia di Porta Pia e
dalla fine dello Stato del Papa Re. Proprio a Torino, ora, per due giorni
giuristi, politologi, teologi e filosofi, credenti e non credenti, si confronteranno
sull'interrogativo "Laicità della ragione, razionalità della fede?",
nel convegno promosso dal Centro evangelico di cultura "Arturo
Pascal", dal Centro per la riforma dello Stato e dal Centro studi
filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Al professor Ugo Perone,
filosofo della religione, uno dei relatori, domandiamo quale sia lo stato dei rapporti fra fede e ragione nella città di don
Bosco e di Norberto Bobbio. "Mi sento molto in sintonia con l'anima
asciutta di Torino, un'asciuttezza che significa non trionfalismo, quel tanto
di distacco dalle cose che facciamo, quel famoso "esageroma nen"
attribuito a Bobbio, che è una forma di laicità. Detto
questo, bisogna poi ricordare come tutto ciò, questa via, abbia consentito che
si registrassero fenomeni molto positivi nel mondo cattolico. Penso al
cattolicesimo sociale del cardinale Michele Pellegrino, per esempio, alla sua
"Camminare insieme", che entrò in relazione con altri mondi: da
quello operaio a quello degli intellettuali. Oppure penso alla rivista
che redigemmo, purtroppo fu un unico numero, al tempo del dialogo fra il
segretario del Pci Enrico Berlinguer e monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di
Ivrea. Era un modo di gettare ponti, ognuno consapevole dei limiti intrinseci a
ciascuna posizione". Bobbio si è sempre dichiarato un non credente. E oggi
qui lavora un matematico come Piergiorgio Odifreddi, che dalla laicità assoluta
ha fatto una bandiera. Che cosa ne pensa? "Bobbio, pur non credente, non è
mai stato il laico ottuso e insensibile. Tanto è vero
che ebbe un dialogo intenso con filosofi quali Nicola Abbagnano e Luigi
Pareyson, che, pur con idee diverse, si stimavano e si confrontavano. Sarebbe stato impossibile se avessero avuto posizioni integraliste.
Perché il problema è proprio questo: l'accentuazione integrista da parte della
Chiesa è speculare a quella di un certo laicismo, tra di loro c'è un gioco al
rimbalzo. Trovo pregevole che il Papa abbia affermato che fede e ragione
debbono entrare in relazione, è un riconoscimento dell'altezza della ragione.
Quando però Benedetto XVI pretende che soltanto la fede sia la vera ragione,
allora il suo diventa un passo integrista". La chiesa cattolica dice che
la ragione non può spiegare tutto, non può rispondere da sola a tutte i bisogni
umani. è vero? "L'accentuazione sul tema della fede è correlato da ipotesi
laiche. Penso al filosofo JÜrgen Habermas, che, ovviamente, non dice le cose di
Benedetto XVI, ma riconosce l'insufficienza della struttura puramente
comunicativa e parla del bisogno di una religione civile. Non sono chiaramente
le posizioni del Papa, ma convergono con le sue nell'evidenziare una crisi
della società contemporanea, che credeva di potersi porre su valori di pura
razionalità". A Torino più di un intellettuale ha aderito al comitato che
si è formato dopo la protesta dei docenti della Sapienza di Roma per la visita,
in seguito annullata, del Papa. è un laicismo in contrasto con quello che ha
contraddistinto un filosofo come Bobbio? Oppure, al contrario, ne è una
conseguenza? "Direi che oggi c'è una potenza negativa di Torino, sul piano
intellettuale, che rischia facilmente, in figure morali meno impegnate, di
scivolare in un po' di cinismo, in comportamenti praticistici, sotto tono,
privi di una visione complessiva, senza slancio utopico. Ritengo che Torino, da
questo punto di vista, abbia la necessità di un rinascimento intellettuale.
Nella nostra città, più che produrre cultura, la si consuma".
( da "Messaggero, Il" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Di GIUSEPPE
MAMMARELLA AL SUO arrivo a Washington Papa Ratzinger ha trovato il presidente
Bush e la moglie Laura ad attenderlo alla scaletta dell'aereo: un'eccezionale
omaggio (mai riservato ai capi di Stato), accompagnato da
una laica stretta di mano. Gli americani non avrebbero mai perdonato al proprio
presidente il bacia mano al Pontefice così diffuso nei Paesi cattolici. Il primo emendamento della Costituzione americana vuole che il
governo osservi la più assoluta neutralità nei confronti delle religioni e
riconosce gli stessi diritti ai credenti e ai non credenti. Oggi dei 300
milioni di americani ben 235 milioni si dichiarano cristiani e di essi i cattolici sono 65 milioni rapidamente cresciuti nell'ultimo
quarto di secolo grazie anche alle correnti migratorie provenienti dal Messico
e dai Paesi del Centro e Sud America. Ma lungi dall'identificarsi come nel
passato con il proletariato urbano di provenienza italiana e irlandese, i cattolici americani sono oggi nel governo, nelle università,
nel commercio e nelle professioni, spesso in posizioni chiave. Il Papa è quindi
il leader religioso di molti milioni di cittadini americani e di coloro che
aspirano a diventarlo, ma anche il capo di uno dei grandi culti mondiali in una
fase della storia in cui la religione è diventata uno dei principali valori
identitari di culture in conflitto. In un anno elettorale questo viaggio
riveste una particolare importanza per il presidente Bush e per il suo partito.
Tradizionalmente democratici fino a qualche decennio fa, i cattolici
americani nelle ultime elezioni si stanno spostando verso il partito
Repubblicano. Così il dialogo fra il Papa e il presidente spazierà su molti
temi: Iraq, Medioriente, Cina ed Africa, la pena di morte, il problema
dell'immigrazione dai Paesi dell'America Latina, una delle questioni al centro
del dibattito elettorale. Ratzinger, come già i suoi predecessori, da Paolo VI
che fu il primo Pontefice a visitare l'America nel 1965, ai viaggi di Giovanni
Paolo II, troverà un Paese attento al messaggio papale, ma a differenza delle
visite precedenti una comunità cattolica inquieta e preoccupata; la questione
dei preti pedofili che il Papa ha affrontato già ad inizio del suo viaggio con
parole forti e senza equivoci, con un pragmatismo adatto alla mentalità degli
americani non è il solo problema del mondo cattolico d'oltre Atlantico. Il
processo di secolarizzazione così diffuso nei Paesi europei, anche in quelli di
più provata fedeltà al cattolicesimo, ha raggiunto anche i cattolici
americani. C'è anche in America crisi di vocazioni, con il fenomeno delle
parrocchie senza sacerdoti, le pratiche religiose come la presenza alla Messa
domenicale sono date in declino, seppur la percentuale dei praticanti rimane
molto più alta che in Europa, anche in America su questioni come il divorzio,
l'aborto, le unioni gay, il matrimonio dei religiosi, la maggioranza dei cattolici (il 62 per cento) la pensa in modo diverso dalla
Chiesa. In una società dove la "concorrenza" delle altre religioni è
fortissima e dove i passaggi da una Chiesa all'altra sono frequenti. Compito
importante e di grande delicatezza è quello che Benedetto XVI si propone con
questo viaggio. A differenza di Giovanni Paolo II che incontrava e galvanizzava
le folle dei grandi raduni, il Papa teologo dovrà svolgere un'azione più mirata
e diplomatica, diretta a chiudere le ferite aperte dagli atti di pedofilia e
degli abusi sessuali, a rispondere agli interrogativi che si levano dal suo
gregge e a conciliare il dinamismo e la militanza dei fedeli con una nuova
spiritualità in un ruolo di mediazione tra fede e laicità. Sono i due elementi che
si esprimono nella storia americana, nell'esperienze delle prime comunità
puritane alla ricerca di una libertà di culto negata in Europa, che si fonde
con la visione laica dei Padri fondatori che pur imbevuti di Illuminismo
stilarono a Philadelphia quella Costituzione che per la prima volta nella
storia sanciva la libertà come diritto fondamentale del cittadino. "Trovo
affascinante dichiara Ratzinger che in questa nazione si sia affermato un
concetto positivo di laicità". Il Papa che ha fatto della lotta al
relativismo la sua principale missione vedrebbe con favore una nuova laicità
europea che proprio per amore dell'autenticità della religione adottasse il
modello di una laicità americana.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Un
modello di laicità Giuseppe Mammarella Al suo arrivo a Washington Papa
Ratzinger ha trovato il presidente Bush e la moglie Laura ad attenderlo alla
scaletta dell'aereo: un'eccezionale omaggio (mai riservato ai capi di Stato),
accompagnato da una laica stretta di mano. Gli americani non avrebbero mai perdonato al
proprio presidente il bacia mano al Pontefice così diffuso nei Paesi cattolici. Il primo emendamento della Costituzione americana
vuole che il governo osservi la più assoluta neutralità nei confronti delle
religioni e riconosce gli stessi diritti ai credenti e ai non credenti. Oggi
dei 300 milioni di americani ben 235 milioni si dichiarano cristiani e di essi
i cattolici sono 65 milioni rapidamente cresciuti
nell'ultimo quarto di secolo. SEGUE A PAGINA 12.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Un modello...
Cresciuti grazie anche alle correnti migratorie provenienti dal Messico e dai
Paesi del Centro e Sud America. Ma lungi dall'identificarsi come nel passato
con il proletariato urbano di provenienza italiana e irlandese, i cattolici americani sono oggi nel governo, nelle università,
nel commercio e nelle professioni, spesso in posizioni chiave. Il Papa è quindi
il leader religioso di molti milioni di cittadini americani e di coloro che
aspirano a diventarlo, ma anche il capo di uno dei grandi culti mondiali in una
fase della storia in cui la religione è diventata uno dei principali valori
identitari di culture in conflitto. In un anno elettorale questo viaggio
riveste una particolare importanza per il presidente Bush e per il suo partito.
Tradizionalmente democratici fino a qualche decennio fa, i cattolici
americani nelle ultime elezioni si stanno spostando verso il Partito
repubblicano. Così il dialogo tra il Papa e il presidente spazierà su molti
temi: Iraq, Medioriente, Cina ed Africa, la pena di morte, il problema
dell'immigrazione dai Paesi dell'America Latina, una delle questioni al centro del
dibattito elettorale. Ratzinger, come già i suoi predecessori, da Paolo VI che
fu il primo Pontefice a visitare l'America nel 1965, ai viaggi di Giovanni
Paolo II, troverà un Paese attento al messaggio papale, ma a differenza delle
visite precedenti una comunità cattolica inquieta e preoccupata; la questione
dei preti pedofili che il Papa ha affrontato già ad inizio del suo viaggio con
parole forti e senza equivoci, con un pragmatismo adatto alla mentalità degli
americani non è il solo problema del mondo cattolico d'oltre Atlantico. Il
processo di secolarizzazione così diffuso nei Paesi europei, anche in quelli di
più provata fedeltà al cattolicesimo, ha raggiunto anche i cattolici
americani. C'è anche in America crisi di vocazioni, con il fenomeno delle parrocchie
senza sacerdoti, le pratiche religiose come la presenza alla Messa domenicale
sono date in declino, seppur la percentuale dei praticanti rimane molto più
alta che in Europa, anche in America su questioni come il divorzio, l'aborto,
le unioni gay, il matrimonio dei religiosi, la maggioranza dei cattolici (il 62 per cento) la pensa in modo diverso dalla
Chiesa. In una società dove la "concorrenza" delle altre religioni è
fortissima e dove i passaggi da una Chiesa all'altra sono frequenti. Compito importante
e di grande delicatezza è quello che Benedetto XVI si propone con questo
viaggio. A differenza di Giovanni Paolo II che incontrava e galvanizzava le
folle dei grandi raduni, il Papa teologo dovrà svolgere un'azione più mirata e
diplomatica, diretta a chiudere le ferite aperte dagli atti di pedofilia e
degli abusi sessuali, a rispondere agli interrogativi che si levano dal suo
gregge e a conciliare il dinamismo e la militanza dei fedeli con una nuova
spiritualità in un ruolo di mediazione tra fede e laicità. Sono i due elementi
che si esprimono nella storia americana, nell'esperienze delle prime comunità
puritane alla ricerca di una libertà di culto negata in Europa, che si fonde
con la visione laica dei Padri fondatori che pur imbevuti di Illuminismo
stilarono a Philadelphia quella Costituzione che per la prima volta nella
storia sanciva la libertà come diritto fondamentale del cittadino. "Trovo
affascinante - dichiara Ratzinger - che in questa nazione
si sia affermato un concetto positivo di laicità". Il Papa che ha fatto
della lotta al relativismo la sua principale missione vedrebbe con favore una
nuova laicità europea che proprio per amore dell'autenticità della religione
adottasse il modello di una laicità americana. Giuseppe Mammarella.
( da "Stampa, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Intervista Pier
Giorgio Fossale "Ho appoggiato Ferrara ma sono fedele al sindaco"
ENRICO DE MARIA VERCELLI Anche il cellulare di Pier Giorgio Fossale squilla
durante l'intervista, ma una sola volta, poi lo spegne. E' Giuliano Ferrara che
si complimenta perché, a Vercelli, la lista contro l'aborto ha almeno superato
quota un per cento. "Un grande risultato", scherzano entrambi prima
di congedarsi con cordialità. Qualcuno, su questo fatto, non ci ha però
scherzato per niente, accomunando Fossale e Poy (l'assessore Udc) nella comune
accusa di apostasia e chiedendo quindi la loro testa. Qual è il crimine
commesso, assessore? "Nessuno. Mi stupisco che molti si interroghino sulla
mia posizione politica. Io, nel 2004, non sono stato
eletto in nessun partito. Sono stato chiamato dal
sindaco Andrea Corsaro a far parte della sua giunta, lo ringrazio e Corsaro sa
benissimo che le mie deleghe sono sempre ed in ogni istante a sua
disposizione". Perché ha scelto di appoggiare con forza la lista Ferrara
in queste elezioni? "Sono un cattolico-laico ed il
progetto di Ferrara era il più vicino alla mia sensibilità sui temi della vita
e dei valori in cui credo. Apprezzo il fatto che l'on. Rosso abbia dichiarato
ieri sulla Stampa che avrei potuto benissimo condurre questa mia battaglia
anche all'interno del Popolo della libertà. Lo ringrazio ma aggiungo che
non mi è parso che la bio-politica rientrasse nei programmi del Pdl. Il mio era
un discorso di sensibilità culturale, non intendevo certo misurarmi con gli
altri grandi partiti sostenendo una lista del tutto atipica come quella di Ferrara.
Mi trovo istintivamente bene con le persone intelligenti, che hanno entusiasmo,
voglia di fare e, purtroppo, devo constatare con rammarico che diversi
esponenti del Pdl hanno scarse frequentazioni con i temi culturali. Tornando
alla lista Ferrara, la questione dei numeri era la meno interessante, assai più
significative, al contrario, sono le risonanze espresse dalle persone
intelligenti e, per contraltare, le battute sciocche". Rosso, però, non
sembra affatto dell'idea di chiedere la sua testa, anzi.. "Ho apprezzato
le parole lusinghiere di Rosso, persona sicuramente intelligente, sul fatto che
io sarei tra gli artefici di quello che ha definito il nuovo ''rinascimento''
di Vercelli. Se ho potuto ottenere questi risultati, il merito va condiviso con
il sindaco, con l'intera squadra di giunta e con i consiglieri comunali di
maggioranza, che ringrazio per la lealtà con cui hanno sempre sostenuto le
iniziative del mio assessorato. Più sorprendente, invece, è l'attenzione che mi
è stata riservata da illustri esponenti del Pd. Io faccio parte, ripeto, della
squadra-Corsaro che sta lavorando, ritengo, per il bene della nostra città.
Ovviamente mi hanno lusingato anche le attenzioni di Bobba, anche perché il
progetto politico del Pd mi ha sempre intrigato, essendo scaturito da un lungo
travaglio democratico e non alla pensata di ingegno di un capo. Detto questo,
la mia lealtà ad un altro progetto, quello di Corsaro, è assoluta". Però
anche lei avrà un "sogno" politico. Certo, quello della nascita di un
partito di uomini seri, onesti e dediti al fare, nutrito da quei valori
cristiani che ritengo consustanziali a qualsiasi progettualità politica. Mi
lasci aggiungere che in questa campagna elettorale ho visto purtroppo molti
soggetti del Popolo della libertà darsi da fare soprattutto per ottenere posti
in prima fila, con la ragguardevole eccezione di Giulio Tremonti, di cui ho
letto e apprezzato il libro". Quale futuro attende Pier Giorgio Fossale?
"Non faccio l'indovino. Chi in questi giorni si è interrogato, spesso pretestuosamente,
sul mio ''posto'' in politica l'ha fatto in modo del tutto improprio. Io
continuo a lavorare per migliorare la mia città. Vorrei ricordare, come ho
affermato più volte, in buona compagnia, da Rosso al sindaco di Torino
Chiamparino, che la cultura non è l'effimero o il superfluo, ma una risorsa. A
Roberto Rosso, che stimo, chiedo una presenza più costante sul capoluogo, anche
noi siamo terra d'acque. Ricordo che senza il sostegno della Regione non
avremmo mai potuto allestire l'evento Guggenheim e se questa constatazione darà
ulteriore fiato ai cacciatori di teste, in particolare della mia,
pazienza".
( da "Stampa, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
MARTEDI' 15
ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della
Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa
10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di
morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano
cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto
"braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena
capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato
proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano
cattolico laico volontario, facendo proprio il detto evangelico
"ero prigioniero e mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua
moglie Susan, psicologa, ha iniziato a seguire con supporti non solo umani ma
anche professionali le famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei
condannati a morte. L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è
gradito un cenno di preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.
( da "Padania, La" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Non era mai
successo: un Pontefice ricevuto come un Capo di Stato La prima volta di un Papa
alla Casa Bianca ROBERTO SCHENA Washington - Che la figura del pontefice stia
ormai assumendo importanza crescente, per il Stati uniti, lo si sapeva da tempo,
ma ieri è come se fosse giunta la conferma ufficiale. Per la prima volta nella
storia americana, infatti, un papa ha varcato la soglia della Casa Bianca.
Sembrerà strano, ma gli Usa a maggioranza protestante hanno sempre avuto
qualche resistenza a riconoscere nel successore di Pietro un Capo di stato, per cui gli incontri sono sempre avvenuti in altre
sedi. E per sottolineare che di vero capo di stato si
tratta, ecco Benedetto XVI arrivare in limousine (una delle tre fatte giungere
dal Vaticano), subito accolto da Bush con la moglie Laura rigorosamente in
tailleur nero, il vice presidente Dick Cheney, il segretario di Stato
Condoleezza Rice e la speaker della Camera, la cattolica Nancy Pelosi, che gli
ha perfino baciato la mano. La pompa dei grandi incontri è proseguita nel vasto
giardino con l ascolto dei rispettivi inni nazionali e con la paratina militare
in divisa d epoca. Cinquemila fedeli hanno assitito al tutto e cantato
entusiasta quando è scoppiato un happy birthday to you", dedicato dalla
banda dei Marine all ospite, da ieri 81enne. Sullo sfondo di questa visita,
seguitissime passo passo da tutti i media americani, ci sono le elezioni
presidenziali, la comunità ispanica sempre più numerosa e decisiva, il dialogo
interreligioso sui temi etici. Ma ovviamente non è questo l argomento ufficiale
dei colloqui. Lo è in maniera indiretta. "L'America - ha esordito Bush - è
commossa per la sua decisione di trascorrere il suo compleanno con noi. Il
mondo ha bisogno del suo messaggio per respingere il messaggio del relativismo:
l'America crede nella libertà religiosa, l'amore per la libertà e la legge
morale comune. In un un mondo in cui qualcuno evoca il nome di Dio per
giustificare atti di terrore, assassinio e odio, abbiamo bisogno del suo
messaggio che Dio è amore. Abbiamo bisogno del suo messaggio che la vita umana
è sacra". Ratzinger, dal canto suo, ha chiesto al popolo americano di
trovare proprio nella propria fede religiosa un criterio di "discernimento
e di ispirazione di fronte alle sempre più complesse questioni politiche ed
etiche". Evitando accuratamente di affrontare argomenti come la guerra in
Iraq, Benedetto XVI ha invece sottolineato: "Da ben oltre un secolo, gli
Stati Uniti d'America hanno svolto un ruolo importante nella comunità
internazionale. L'America si è sempre dimostrata generosa nel venire incontro
ai bisogni umani immediati, promuovendo lo sviluppo e offrendo sollievo alle
vittime delle catastrofi naturali". Il pontefice ha concluso con il
classico "God Bless America (Dio benedica l America)". Poi i
colloqui. La situazione del Medio oriente, il conflitto israelo-palestinese, la
persecuzione delle comunità cristiane in Iraq, e ancora la lotta alla povertà,
la difesa della dignità della persona umana, la difesa dei diritti umani nel
mondo, sono stati fra i temi. Ratzinger si era presentato con umiltà. È il
primo Papa a recarsi negli Stati Uniti dopo la crisi spirituale dei preti
pedofili che ha travolto la Chiesa americana, costretta a risarcire danni per
oltre due miliardi di dollari. Non ci sarà più indulgenza, i preti pedofili
saranno ridotti allo stato laicale: "I pedofili
saranno completamente esclusi dal sacerdozio - ha assicurato parlando in aereo
con i giornalisti - Ci vergognamo profondamente e faremo tutto il possibile
affinchè questo non si ripeta in futuro. È più importante avere buoni preti che
avere molti preti", ha detto, "se leggo le storie
di quelle vittime è difficile per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro
missione". Sempre sull'aereo, il Papa ha definito il rapporto tra laicità
dello Stato e fede negli Stati Uniti un modello "fondamentale", da
imitare anche in Europa. Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell
Osservatorio sui Diritti dei Minori, ha commenato: "E adesso, lo stesso
coraggio di Benedetto XVI nel definire vergognoso il fenomeno della pedofilia
lo abbiano le istituzioni laiche. L'Onu riconosca la pedofilia quale crimine
contro l'umanità, consentendo ai governi di inasprire le pene". Giusto
domani, il papa parlerà all Onu. [Data pubblicazione: 17/04/2008].
( da "EUROPA ON-LINE" del 17-04-2008)
Argomenti: Laicita'
CHIARA GELONI Noi
giornalisti schematizziamo sempre troppo, così se D'Alema vede Casini, Veltroni
dev'essere per forza "irritato" e se D'Alema pensa che si deve aprire
a Casini, Veltroni deve per forza pensare che con Casini non si parla per nessun
motivo. Non è così. Dialogare con Casini è una strada obbligata per il Partito
democratico e questo lo sanno e lo pensano tutti quelli che contano al loft. È
così non per astratti disegni ideologici e nemmeno solo per via
dell'importantissimo ballottaggio di Roma, ma per la forma concreta che ha
assunto da lunedì il sistema politico italiano, anche grazie all'azione del Pd.
È così e non vuol dire che le differenze non esistano più, che da domani
tarallucci e vino, e soprattutto non vuol dire che il
Partito democratico abbia rinunciato a essere un partito di laici e cattolici per diventare da un giorno all'altro un partito di ex comunisti
che dialoga coi cattolici. È un discorso che è bene affrontare con chiarezza, perché è
questa la preoccupazione che anima alcuni, anche se non tutti, gli ex popolari.
Questa componente è stata essenziale alla nascita del Pd come un partito
davvero nuovo e non uno dei tanti nuovi partiti. L'orgoglio degli ex Ppi per il
cammino fatto e la volontà di non inquinarne la coerenza e l'originalità sono
preoccupazioni giuste di cui tutto il Pd si deve fare carico. Con questa
preoccupazione gli ex popolari hanno investito sull'idea veltroniana di un
partito grande e inclusivo, autonomo, capace di attrarre voti da tutte le
direzioni. E per questa ragione hanno diffidato degli schemi
"tedeschi" che rischiavano di imprigionare il Pd in un
"centrosinistra- col-trattino" in stile anni Novanta. Dopo aver fatto
tanta strada, è giusto non voler tornare indietro. Però adesso siamo andati
avanti. Il Pd è nato, ha rivendicato la sua autonomia, ha sfidato Berlusconi a
viso aperto, ha combattuto la sua battaglia di fronte al paese. Ha perso. Ma ha
messo in moto un grande cambiamento, che ha trasformato il frammentatissimo
panorama della passata legislatura in quello fin troppo monolitico della
prossima. Questo è avvenuto anche grazie alla scelta ? obbligata? e va bene,
adesso non è molto importante stabilirlo ? di Casini, che ha rotto una più che
decennale alleanza di centrodestra. È in questa "nuova stagione" che
il Pd deve fare politica. Sarebbe incomprensibile, una volta preso il largo,
ammainare le vele per paura di incontrare qualche tempesta. Quale sarà il ruolo
dei cattolici nel Partito democratico saranno i cattolici del Partito democratico a stabilirlo, un giorno
dopo l'altro, nella vita del partito nuovo: con la loro capacità di contribuire
a guidare il partito, anche nell'incontro con altri cattolici
che hanno fatto un percorso diverso dal loro. Restando essenziali come nel
momento della sua nascita, e non per concessione di qualcuno, ma con la forza
dei fatti e della politica. Non si fa politica con la paura, quella verso gli
avversari o, peggio, quella verso i propri compagni di strada: la politica è
mettersi alla testa del cambiamento e guidarlo. E non si fa opposizione
chiudendosi in un fortino: i "democristiani" nel parlamento italiano
di opposizione ne hanno fatta poca, ma questo errore non l'hanno compiuto mai.