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TARTICOLI DEL 14-19 ottobre 2008
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Articoli
Laici e chierici (50)
Serata con Monsignor Bettazzi riflessione sul Concilio
Vaticano II ( da "Stampa, La"
del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Il Concilio ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e, finora, ultimo dei concilii della Chiesa cattolica. Indetto da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, al suo annuncio seguirono tre anni di lavoro durante i quali una commissione preparatoria - consultando tutti i vescovi cattolici - definì gli argomenti da trattare durante le sessioni plenarie del Concilio.
Agenda
Religioni ( da "Stampa, La"
del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Università Cattolica di Milano, Ermanno Paggagnini, i protagonisti del secondo incontro del ciclo "Cattedra del dialogo", promosso dalla Conferenza Episcopale Piemontese. L'indagine che mette sotto i riflettori la figura di Gesù e la sua identità nella storia, questa volta ne approfondisce gli aspetti letterari: "Gesù di Nazareth: un caso letterario?
Il
Papa: <Basta violenza contro i cristiani>
( da "Giornale.it,
Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: durante la quale ha canonizzato anche la religiosa svizzera Maria Bernarda Buetler, la laica ecuadoriana Narcisa Di Gesù Martillo Moran, e il sacerdote napoletano Gaetano Errico, ha detto che "le eroiche virtù di pazienza, fortezza e perseveranza nelle profonde sofferenze" della nuova santa indiana "ci ricordano che Dio dona sempre la forza necessaria per superare ogni prova".
Pro
e contro sono alla pari La fretta di sposarsi prima del 4 novembre
( da "Unita,
L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ma noi sappiamo quanto i nostri avversari, prima di tutto la Chiesa Cattolica e le chiese mormoni, stiano spendendo in milioni di dollari, con l'obiettivo di toglierci i nostri diritti e farci soffrire, piuttosto che investirli nel dar da mangiare e da vestire ai senzacasa, nei programmi sociali per aiutare davvero la gente a non morire.
Io,
mia madre ed Eluana ( da "Unita, L'"
del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Chi oggi sentenzia, sia laico o cattolico, non sa. Per questo dovrebbe tacere. Invito tutti quindi ad un gesto di silenzio, ad un gesto di rispetto e di pace che accompagni chi se ne vuole andare. Lei, mia madre, una notte ha detto basta, mio padre me lo ha raccontato.
Mezzo
secolo alla Cattolica da storico e docente
( da "Corriere
della Sera" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: monsignor Zerbi è stato una delle figure di spicco nella storia dell'Università Cattolica. Si segnalò per lo straordinario impegno, che si tradusse in centinaia di contributi, studi, pubblicazioni, e in numerose relazioni a convegni e seminari. Cinquantacinque anni di ricerca scientifica e universitaria di levatura internazionale,
ROMA
- Al di là della crisi finanziaria, che oggettivamente non ci meritavano e c
( da "Messaggero,
Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Giacomo Vaciago, economista e docente all'Università Cattolica, indica le priorità da affontare. Con determinazione e massimo impegno. "Perchè ora bisogna ridare slancio al Paese e farlo in fretta". La bufera finanziaria, che sembra essersi placata, rischia adesso di contagiare l'economia reale, come difenderla?
Diliberto
addio Il 25 ottobre starò accanto a Walter
( da "Unita,
L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolica, dunque, quando si parla di diritti civili non si deve pensare a due fronti contrapposti tra laici e cattolici. Io sono un cattolico e nulla mi ha impedito di portare nella Chiesa la mia esperienza che è sicuramente diversa. A Gela sono legato da profonda amicizia al frate che ha celebrato il funerale del boss mafioso che mi voleva uccidere e al sacerdote che si batte contro
I
devoti del Rock ( da "Tempo, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: salirci sopra perché nelle anime già mobilitate degli artisti si innescasse una ricerca più immanente delle estasi laiche. Se n'era accorta Patti Smith: il 23 gennaio 1977 si esibiva a Tampa. Come in trance, intonava "Ain't it strange": "Sento la mano, il dito di Dio, e comincio a roteare". Cadde di sotto, si ruppe l'osso del collo e giurò di aver visto l'Onnipotente che la spingeva.
Hanno
vinto gli speculatori al ribasso ( da "Unita, L'"
del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: direttore dell'Istituto di economia e finanza alla Cattolica di Milano per il quale il piano anti-crisi messo a punto domenica a Parigi e ratificato ieri dai governi europei, comprende tutti i problemi e mette in campo tutte le soluzioni possibili. Professore, è finita? Possiamo tirare un sospiro di sollievo?
Luca
Bilardo eletto alla vicepresidenza nazionale della Fuci
( da "Stampa,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: 1100 firme contro lodo Alfano Il domese Luca Bilardo è il nuovo vicepresidente della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureato in scienze politiche, 23 anni, Luca Bilardo sarà ora impegnato per due anni a Roma alla sede nazionale della Fuci. Il Coordinamento provinciale dell'Italia di Valori del Vco comunica che nel fine settimana sono state raccolte oltre 1.
Politici
cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione
( da "Stampa,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ALBENGA CAVI Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione I maggiori esponenti della cultura cattolica nazionale si ritroveranno ogni mese nella sala San Carlo di via Roma per il "Laboratorio di analisi politica", organizzato dal Centro aiuto vita ingauno (Cavi).
Calabrese:
bimbi difficili? no, demotivati ( da "Repubblica, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: docente di Nutrizione umana all'università Cattolica di Piacenza, perché i bambini lasciano il cibo nel piatto? "Le ragioni possono essere diverse: gusti personali ma anche problemi di trasporto e di temperatura del piatto servito". Che si può fare per convincerli? Tornare al "finisci quel che hai nel piatto o non ti alzi da tavola"?
Gli
azzurrini a Tel Aviv: la febbre di Israele per il pallone
( da "Unita,
L'" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Anche per questo è stata scelta Tel Aviv come città ospitante. Tel Aviv la "laica", aperta, chiassosa quanto Gerusalemme è severa, ombrosa, chiusa nella sua storia segnata, spesso, da sanguinosi conflitti condotti in nome di Dio o di Allah...Tel Aviv pulsa di voglia di vivere, rigetta ogni chiusura fondamentalista;
Le
aule studio non bastano "lasciateci usare la mensa"
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Per gli studenti della Cattolica le aule studio sono un problema: "Se non si arriva presto al mattino trovare un tavolo libero è un'impresa", spiega Giulia, laureanda di Giurisprudenza. L'università si difende: "I posti a disposizione nelle diverse sedi sono 1500".
Per
mano fino alla laurea e oltre ma a patto di seguire le regole - laura bellomi
paolo scandale ( da "Repubblica, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: è arrivato in Cattolica da fuori Lombardia, è preso in consegna da un tutor, che lo aiuterà nella scelta e nella preparazione degli esami. Una presenza gradita quella del novello Virgilio, al più 33enne e laureato in Cattolica, e primo segnale che chi si iscrive qui non sarà mai lasciato solo: "Vogliamo rendere gli anni universitari un percorso di crescita non solo intellettuale,
Il
collegio delle ragazze festeggiato dalle ex allieve
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: incontro al quale parteciperanno donne che hanno studiato in Cattolica e sono diventate protagoniste del mondo intellettuale e imprenditoriale. Il Marianum è uno degli 8 collegi di cui la Cattolica dispone a Milano, per un totale di 600 posti letto, che sono concepiti come delle "comunità educative" e offrono agli studenti vari servizi, dai gruppi di studio fino alle attività sportive.
"è
la partenza giusta per fare l'imprenditrice"
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: università Cattolica? "Per il prestigio dell'ateneo. Dovendomi comunque trasferire, ho puntato all'università che mi sembrava potesse offrirmi il massimo". Perché ha scelto il corso di laurea in Economia? "Voglio diventare imprenditrice. Comincerò da una piccola azienda poi, piano piano, il mio sogno è quello di arrivare ad incarichi di maggior responsabilità"
"è
stata un'ottima scuola in un ambiente difficile"
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Pagina XV - Milano "è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile" Gianluca Marra, 25 anni, ha lasciato l'assolata Messina per venire a studiare giurisprudenza in Cattolica. Ora, con la laurea quasi in tasca, può fare un bilancio del suo corso di studi. La sua esperienza universitaria è stata positiva?
Benedetto
prega per la beatificazione di Pio XII
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,
Il
rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,
Betori,
il motu proprio e le parole di Perl
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,
Il
vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,
Forza
Italia chiama a raccolta i cattolici
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: capogruppo Angelo Burzi anima laica degli azzurri - per consolidare e allargare il consenso nell'area cattolica. Un'iniziativa che, probabilmente, dal Piemonte sarà replicata in tutta Italia. Ancora Leo: "Viviamo il Cristianesimo non come ingerenza ma come ispirazione per la nostra azione di persone attive nella società, portatori perché di valori universali e non di disvalori personali"
LA
PARTITA DELLE FAMIGLIE ( da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai ferri corti sui contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta ripetendo e incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di temi che toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un tema delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di una crisi di nervi.
Cattolici
non subalterni ( da "Unita, L'"
del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: cattolici al tempo del Pd" e, in particolare, le critiche rivolte ai teodem e alla nuova associazione "PeR" di cui faccio parte. Inutile dire che non condivido le accuse mosse alla "moderna laicità" di Rutelli ché - come scrive Bindi - avrebbe "in realtà un volto vecchio, quello gentiloniano della strumentalità con cui spesso sono stati utilizzati i cattolici in operazioni politiche
E
Pannunzio denunciò gli omicidi politici rossi
( da "Corriere
della Sera" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e poi gli antifascisti laici e democratici come Ernesto Rossi, a lungo imprigionato durante la dittatura, e Gaetano Salvemini, costretto all'esilio dalle camicie nere. Tutti diffidenti verso la tattica del Pci, che mirava a "deglutire" le altre forze progressiste per assicurarsi il monopolio dell'antifascismo e delegittimare l'anticomunismo,
Amvrosij
Grenkov ( da "Giornale.it, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ma assunse anche la guida spirituale di moltissimi esterni, laici e religiosi. E fondò pure un monastero femminile a ?amordino. Amvrosij è ricordato come il più esperto nella cosiddetta "preghiera di Gesù" o "del cuore" o "esicasmo", molto importante nella tradizione religiosa russa. Scrive Il'ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (ed.
Troppi
danni dalla sinistra ( da "Tempo, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Cattolico-Popolari, MpA ed altri gruppi minori nell'unico contenitore politico del Popolo della Libertà (già presentatosi alle ultime politiche). "Vogliamo discutere, confrontarci sulla politica, entrare nel merito della crisi del territorio, affrontare le delicate tematiche della sanità, dell'occupazione dei giovani che sono il ceto dirigente del futuro.
FEDERICO
VACALEBRE DOPO LA RILETTURA DEI SUOI BRANI CONDIVISA CON ROY PACI, I MAU MAU,
GINEVRA DI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laica, che prega le nuove generazioni, non solo napoletane, di lavorare per costruire con le proprie mani un futuro migliore, l'altro mondo che, nonostante tutto, è ancora possibile. "Aizate 'a capa tutte quante e pigliateve 'o futuro', canto agli scugnizzi che non erano ancora nati quando io sbancavo l'hit parade con "Aummo aummo"
Il
Vescovo di Novara per 3 giorni in Alta Valle
( da "Stampa,
La" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
toccherà
diversi centri incontrando rappresentanti laici e religiosi delle dodici
parrocchie interessate. I sacerdoti accoglieranno Renato Corti domani alle
Gli
anni della Fil e le origini della crisi dei sindacati
( da "Avanti
Online" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: o quella di essere sindacato "laico" che dalla politica deve pretendere provvedimenti legislativi in favore della classe lavoratrice nella libertà democratica, senza "religiosità ideologiche".Il 1 Congresso del Psli (al quale mi ero iscritto sin dalla sua costituzione nei primi giorni del febbraio 1947), su quanto avvenuto nella Cgil,
Così
il card. Ouellet guida il Sinodo sulla Parola Il canadese di fiducia di
Benedetto XVI ( da "Riformista, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: insegnamento della religione cattolica. Questa, non solo è stata negata in tutte le scuole statali, ma anche in quelle private. Ecco allora l'importanza di avere Ouellet come relatore del Sinodo. Un segno che chiede al Quebec il coraggio di tornare agli antichi splendori (fino alla metà del secolo scorso era un focolaio di nuove comunità cattoliche)
L'emblematico
dibattito sull'incarico di capo della sezione minorenni di catanzaro di Emile
Cronaca della nomina di un presidente di tribunale
( da "Riformista,
Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Togati e
laici si sono disposti attorno al vicepresidente. E' riunito il plenum del
Consiglio superiore della magistratura. L'ordine del giorno è corposo. La
seduta ha inizio alle ore 10.30. Alle ore
"Nobel"
della solidarietà a dottoressa di Mondovì
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laici o religiosi), l'opera umanitaria promossa dalla Chiesa attraverso l'evangelizzazione. I cinquantamila euro del premio serviranno ad ultimare i lavori nel reparto di isolamento per malati di tubercolosi all'ospedale di Chirundu, già parzialmente finanziati dall'asta delle opere di Sergio Unia, svoltasi a Mondovì nella primavera scorsa.
DONATELLA
TROTTA È DIFFICILE CHE, PARLANDO IN PUBBLICO, E COL FILTRO DEI MASS MEDIA, S
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: instabilità del modo in cui la dottrina cattolica intende il rapporto tra ragione, fede, filosofia, teologia, scienza; ma non si può pretendere che nelle sue dichiarazioni pubbliche il pontefice non abbia a riproporre, intorno a quel rapporto, la concezione tradizionale della Chiesa, come se nulla fosse stato obiettato in proposito".
"Non
si può giustificare chi vuole violare i comandamenti del Signore"
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: La società, o, per usare una parola grossa, lo Stato laico, facciano come credono. Se però si interpella il punto di vista cattolico, non c'è che una considerazione. E se per di più la festa religiosa è grossa, e cade nel week end riservato al ricordo dei defunti, stride particolarmente con lo shopping.
Santuario
di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Vescovo di Palestrina e assistente nazionale Azione Cattolica) e con Marco Brusati (direttore generale Hope - Servizio nazionale per la pastorale giovanile Cei). Giovedì 23 ottobre: alle 10 Festa degli ottantenni (classe 1928, i nati con il santuario) e incontro con gli anziani del quartiere; alle 21 concerto dei ragazzi "La musica a scuola".
Consulta,
ancora una fumata nera in Aula ( da "Voce d'Italia, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Politica Articoli correlati: *Consulta, stallo sull'elezione del togato laico *Orlando e Pecorella: braccio di ferro per le nomine *Pecorella alla Consulta, no del PD Guarda tutti i correlati.
Amano
il volontariato e saviano ritratto dei ragazzi del 2008 - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: prima di trasferirsi per studiare in Cattolica, ascoltava musica "sempre a tutto volume". Ora non può: condivide una stanza con una ragazza. "Questa protesta non ha una colonna sonora, siamo la generazione "un po' di tutto", la generazione dell'iPod". Per capire che non sbaglia, basta ascoltare la musica pompata dai carri dei collettivi: il rock dei Subsonica,
La
benedizione libica su Unicredit Piazza Affari festeggia mentre Tripoli potrebbe
puntare su Telecom (più 6%) ed Eni (piu 14,5%)
( da "Unita,
L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: A margine del Forum della Coldiretti a Cernobbio il professore della Cattolica ha sottolineato che "non bisogna pensare" che i fondi sovrani "siano nemici: hanno i soldi da investire, noi i debiti, e se vogliono comprare un pezzo d'Italia non lo fanno perché sono cattivi anche perché poi si applicano le nostre leggi".
Spangher,
chi era costui? ( da "Unita, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
stato membro
laico del Csm dal 2002 al
E
a cena i due rivali si prendono in giro
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: occasione è stata fornita dalla tradizionale cena di beneficenza della Alfred Smith Memorial Foundation, intitolata al governatore di New York all'epoca della Grande Depressione. Un evento organizzato dall'arcidiocesi cattolica newyorkese, rappresentata fisicamente dal cardinale Edward Egan, alla presenza del sindaco Michael Bloomberg e delle massime autorità.
Tutti
in piedi contro la povertà - erica manna
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I luoghi sono stati i più disparati: piazze, stadi, scuole, teatri, librerie. La cifra distintiva della manifestazione genovese (che vede la partecipazione di numerose associazioni, da Auxilium a Acli, Azione Cattolica, Banca Etica, Caritas, Comunità laici missionari cattolici, Csi, Commissione giustizia e pace;
Si
restaurerà il percorso "sulle orme dei Certosini"
( da "Stampa,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: dei monaci e laici dell'ordine religioso fondato da San Bruno. Sarà restaurata e adibita a sala proiezioni l'ancora intatta cappella della Correria, del 1173, prima chiesa certosina, che fu il primo nucleo della vicina Certosa. Intorno era dotata anch'essa di un chiostro, ora nascosto da edifici privati.
Luci
soffuse e colori: il museo del rock è in piazza Duomo
( da "Corriere
della Sera" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: assessore allo Sport e tempo libero del Comune: "Piazza Duomo è anche un importante luogo laico dove ospitare eventi di qualità". Tra i cimeli, tre pezzi speciali: la lettera di John Lennon che sancisce la fine dei Beatles, le "ghiande della pace" che Lennon inviò a molti capi di stato e un disegno psichedelico di Jimi Hendrix. (m.
CORRADO
OCONE ALL'INIZIO DEGLI ANNI NOVANTA, CON LA CRISI DELLE IDEOLOGIE CHE AVEVANO
DOMINA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: tradizione nelle pagine del bel libro di Massimo Teodori Storia dei laici fra clericalismo e comunismo, Marsilio, pagg. 362, euro 19,50). Né si è dato uno sguardo oggettivo e non aprioristicamente pieno di pregiudizi al quadro d'insieme del liberalismo internazionale. Con un'operazione completamente strumentale e politica, si è costruito un liberalismo ad usum delphini che doveva,
Prime
reazioni ai negozi sprangati - nonostante la crisi - il 1 novembre. Ieri
l'assessor ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sono laicamente disponibile al confronto, ma mi sorprende che la polemica esploda ad una sola settimana dalla data in questione. Ad ogni modo ho già provveduto a convocare il Tavolo di Coordinamento per esaminare la richiesta condividendo il presupposto di riunirsi per discutere insieme i principi che hanno ispirato l'istituzionalizzazione di quell'
Margherita
Hack attacca il Papa. Ovvero: quando 'la scienza senza la religione e' zoppa'
(Einstein) ( da "Voce d'Italia, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Politica Articoli correlati: *Papa su scienziati: "Hanno l'arroganza di sostituirsi al Creatore" *Attacchi alla Chiesa Cattolica *Benedetto XVI: "Bisogna ridiscutere sull'importanza della laicita'" Guarda tutti i correlati.
"Pitié"
porta Bach in banlieue ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: di Bach per farne da colonna sonora a una sorta di sacra rappresentazione laica agita da personaggi che hanno l'aria dei nuovi diseredati delle grandi città. Gente che vive ai margini, che fatica a sopravvivere, per cui esistenza è patire. Sono loro che danno vita a una gestualità dolce e amorosa, isterica e parossistica, si afferrano reciprocamente le carni come per strapparsele,
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
IL 10 NELLA CHIESA
DI SANTA TERESA Serata con Monsignor Bettazzi riflessione sul Concilio Vaticano
II DOMENICO AGASSO JR Venerdì 10 ottobre alle 21, nella chiesa di Santa Teresa
(via Santa Teresa 5), a cura dei Frati Carmelitani Scalzi di Cassano Valcuvia
si terrà una serata con il Vescovo emerito di Ivrea mons. Luigi Bettazzi su
"Il Concilio Vaticano II: ieri e oggi". Il
Concilio ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e, finora, ultimo dei concilii della Chiesa
cattolica. Indetto da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, al suo annuncio
seguirono tre anni di lavoro durante i quali una commissione preparatoria -
consultando tutti i vescovi cattolici - definì gli argomenti da trattare durante le sessioni plenarie
del Concilio. Il Concilio fu aperto ufficialmente l'11 ottobre 1962 da
papa Giovanni XXIII all'interno della basilica di San Pietro in Vaticano. Alla
morte di Giovanni XXIII (3 giugno 1963) fu continuato dal suo successore Paolo
VI. Mons. Bettazzi partecipò a tre sessioni del Concilio. E al termine, il 26
novembre 1966, divenne Vescovo di Ivrea.
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
INCONTRI, EVENTI,
CELEBRAZIONI Agenda Religioni A CURA DI DANIELE SILVA CATTEDRA DEL DIALOGO Sono
lo scrittore Ferruccio Parazzoli - finalista ai premi Campiello e Strega - e il
critico e professore di Letteratura Italiana all'Università
Cattolica di Milano, Ermanno Paggagnini, i protagonisti del secondo incontro
del ciclo "Cattedra del dialogo", promosso dalla Conferenza
Episcopale Piemontese. L'indagine che mette sotto i riflettori la figura di
Gesù e la sua identità nella storia, questa volta ne approfondisce gli aspetti
letterari: "Gesù di Nazareth: un caso letterario?" è il titolo
del dialogo, in programma venerdì 10 al Centro Incontri della Regione di corso
Stati Uniti 23, alle ore 21. cattedradeldialogo@agdonline.it. FORMAZIONE CATECUMENALE
Sabato 11 ottobre, dalle 9 alle 12, nella parrocchia di Santa Rita (via
Barletta 21) il servizio diocesano per il catecumenato organizza il primo
incontro del calendario 2008-2009 per i formatori: "Presentazione del
percorso e obiettivo da raggiungere con i catecumeni". Per info:
011/5156344 o catecumenato@diocesi.torino.it. WEEKEND PER I GIOVANI La Casa di
Spiritualità "Mater Unitatis" di Druento (via Manzoni 42) organizza
un fine settimana per i giovani dai 18 ai 25 anni, a partire dalle 18 di sabato
11 fino alle 17 di domenica 12. Il tema è quello su Paolo di Tarso "il
peccato e la grazia", in particolare su "Come un aborto. Spunti per
una biografia". Prenotazioni e info 011/9846433,
m.unitatis@cottolengo.org. NATALE DEL SIGNORE Domenica 12 ottobre la parrocchia
Natale del Signore di via Boston 37 celebra la festa patronale. Si comincia
sabato 11 con l'apertura del banco di beneficenza alle 16,30 e il concerto del
gruppo Scleralclero alle 21 nel teatro della parrocchia. Domenica 12 alle 10
messa di ringraziamento per i cinquant'anni di servizio di don Sebastiano; alle
12,30 pranzo comunitario (prenotazioni all'ufficio parrocchiale, 13 euro la
quota per adulti, 7 euro per giovani) e alle 15,30 incontro con don Sebastiano.
Alle 16,30 partenza della caccia al tesoro per ragazzi. VERSI CONTRO GLI
INTEGRALISMI Lunedì 13 ottobre alle 18 al Circolo dei Lettori (via Bogino 9)
Farian Sabahi presenta "Il canzoniere di Hafez. Versi contro gli
integralismi", con letture di Silvia Ajelli e Hamid Ziarati. www.circololettori.it.
FORMAZIONE ADULTI Comincia il primo corso di formazione per adulti sui
"Grandi temi della vita", promosso dalla Chiesa valdese. Fino al 13
novembre, ogni giovedì in due sessioni (alle 16 e alle 20,45) sono presentati
temi religiosi sui quali confrontarsi e dialogare. Giovedì 16 ottobre il
pastore Franco Tagliero parla di "Incontrare Dio". La sede è la Casa
Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23.
( da "Giornale.it, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 41 del 2008-10-13
pagina 19 Il Papa: "Basta violenza contro i cristiani" di Andrea Tornielli
Benedetto XVI a una delegazione di New Delhi: "Vi assicuro le mie
preghiere in questi tempi difficili". Ma ricorda anche gli abusi sui
fedeli in Irak e nelle altre parti del mondo da Roma Benedetto XVI ha
proclamato ieri quattro nuovi santi, tra i quali la prima santa indiana, suor
Alfonsa dell'Immacolata Concezione, e davanti a una folla di migliaia di fedeli
che sventolavano le bandiere dell'India ha lanciato un nuovo appello perché
cessino le persecuzioni dei cristiani in Orissa e in Irak, e l'ondata di
violenza che travolge il Congo. Il Papa, al termine della lunga e suggestiva
cerimonia, durante la quale ha canonizzato anche la
religiosa svizzera Maria Bernarda Buetler, la laica ecuadoriana Narcisa Di Gesù
Martillo Moran, e il sacerdote napoletano Gaetano Errico, ha detto che "le
eroiche virtù di pazienza, fortezza e perseveranza nelle profonde
sofferenze" della nuova santa indiana "ci ricordano che Dio dona
sempre la forza necessaria per superare ogni prova". E ha aggiunto:
"Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima
figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le
mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali
di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella
riconciliazione. Io esorto - ha concluso Ratzinger - gli autori delle violenze
a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a
lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore. Dio vi benedica
tutti!". Ad ascoltare il pontefice, oltre a 700 sacerdoti, duemila suore e
quattromila fedeli indiani c'era anche una delegazione ufficiale inviata dal
governo di New Delhi, guidata dal ministro del Lavoro, Oscar Fernandes,
accompagnato dalla moglie e dal ministro dei Lavori pubblici del Kerala. Da
mesi, com'è noto, la minoranza cristiana, specie nello Stato dell'Orissa, è
vittima di violenze e persecuzioni da parte di fondamentalisti indù che
vorrebbero eliminare la presenza di altri gruppi religiosi dal territorio. Fino
a oggi sono state uccise circa sessanta persone, sono state distrutte oltre 180
chiese e 4.500 case di fedeli cristiani. Di suor Alfonsa, un esempio di santità
particolarmente attuale per la situazione dell'India, il Papa ha ricordato che
"visse una vita di sofferenze fisiche e spirituali" e che scrisse:
"Considero un giorno senza sofferenza come l'ultimo giorno". Il Papa
all'Angelus ha poi salutato i gruppi di pellegrini legati agli altri santi
canonizzati, quindi ha ricordato che ottobre è il mese del Rosario. E ha
aggiunto: "A questo proposito, vi invito a pregare per la riconciliazione
e la pace in alcune situazioni che provocano allarme e grande sofferenza: penso
alle popolazioni del Nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo, e penso
alle violenze contro i cristiani in Irak e in India, che ricordo
quotidianamente al Signore". In Irak si è infatti registrata in questi
giorni una recrudescenza della persecuzione fondamentalista contro i cristiani:
è di sabato la notizia di migliaia di famiglie cristiane fuggite da Mosul, dopo
che le loro case erano state date alle fiamme. Il 26 dicembre scorso, festa di
santo Stefano, il primo martire, Benedetto XVI aveva ricordato il martirio dei
cristiani in molte zone del mondo. Non aveva citato esplicitamente luoghi o
situazioni, si poteva intuire l'accenno alla "mappa del martirio" in
Paesi dell'America latina, dell'Africa e dell'Asia, in particolare i Paesi
islamici (dove ci sono cristiani "perseguitati, imprigionati, torturati...
") e la Cina (dove "si muore anche per la comunione con la Chiesa
universale e la fedeltà al Papa"). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
L a battaglia per
l'uguaglianza di diritti sta entrando nel vivo in California. Da una parte ci
sono i giudici della Corte Suprema della California, che hanno deliberato a
favore del diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso e il
Governatore della California, Arnold Schwarzenegger. Brad Pitt ha donato
centomila dollari e altrettando ha fatto Stephen Spielberg, a supporto della
causa per il diritto al matrimonio per tutti. Sull'altro fronte, sono schierati
gruppi di fanatici, come la Alliance Defense Fund, una società di estrema
destra, di stampo religioso, anti-gay e anti-ebraica. Al suo fianco i Knights
of Columbus, i Cavalieri di Colombo, e molte altre organizzazioni religiose che
non credono nel principio di separazione tra Chiesa e Stato, tra fede e legge,
e sono convinti che estendere i diritti di cittadinanza a gay e lesbiche si
scontri con i principi religiosi. Nelle ultime settimane, mia moglie Molly ed
io abbiamo esposto centinaia di cartelli con la scritta "Vota No alla
Proposition 8 - Uguaglianza per tutti" e diffuso centinaia di adesivi con
lo stesso messaggio. La Proposition 8 è il nome del referendum che il 4 novembre
chiederà ai californiani di annullare il diritto al matrimonio per gay e
lesbiche, di tenerlo riservato esclusivamente a un uomo e una donna, e di
scrivere tutto questo nella costituzione dello Stato, così da rendere
impossibile qualsiasi legge in materia. Noi ci stiamo battendo perché vogliamo
difendere il nostro matrimonio e quello di tanti nostri amici e colleghi.
Vogliamo dare speranza ai ragazzi gay e farli crescere in un mondo che li
accetti per quello che sono, affinché possano anche loro celebrare le loro
storie d'amore. Tutti noi di Marriage Equality Usa (vedi www.noonprop8.com), la
coalizione Lgbt e i nostri alleati eterosessuali stiamo lavorando molto
duramente per conservare i nostri diritti di uguaglianza e difendere i principi
che i mesi scorsi la Corte Suprema della California ha riconosciuto come
protetti dalla vigente Costituzione dello Stato. Stiamo parlando con tutti,
cerchiamo di far conoscere a tutti il vero significato della proposta
referendaria. E a tutti chiediamo di votare no. Facciamo feste nelle nostre
case, cerchiamo fondi per sostenere la campagna referendaria, andiamo a parlare
ovunque, in tutti i luoghi di vita quotidiana, dai supermercati alle stazioni
dei treni. Cerchiamo di spiegare le ragioni del no, diffondendo scritti e riflessioni.
Indossiamo tutti i giorni spille e adesivi, chiediamo alle persone e ai
negozianti che ci sostengono di mettere in mostra le scritte per il no al
referendum. Per di più, siamo invitate a molte cerimonie di matrimonio di
coppie dello stesso sesso, perché tante coppie stanno cercando di sposarsi
prima del 4 novembre. Cerchiamo di raccogliere, di chiamare le persone
chiedendo loro di votare. E dalle risposte che riceviamo, siamo davvero
fiduciosi che la maggioranza dei californaiani farà la cosa giusta, in nome
dell'uguaglianza dei diritti. A questo punto, non possiamo che pensare positivo
e restare concentrati sull'informazione e sulla comunicazione. Non possiamo
permetterci di avere paura, ora. Solo lavorare per vincere. Ma noi sappiamo quanto i nostri avversari, prima di tutto la
Chiesa Cattolica e le chiese mormoni, stiano spendendo in milioni di dollari,
con l'obiettivo di toglierci i nostri diritti e farci soffrire, piuttosto che
investirli nel dar da mangiare e da vestire ai senzacasa, nei programmi sociali
per aiutare davvero la gente a non morire. Il denaro che stanno gettando
per cercare di cancellare dei diritti di cittadinanza, dovrebbe essere usato
per aiutare chi soffre. Così, molta gente si sente davvero frustrata e umiliata
da tutto ciò. Penso che molti hanno paura di affrontare i prelati e i pastori
che stanno promuovendo l'ineguaglianza dai loro pulpiti, ma stanno anche
vedendo che il loro denaro non va in aiuti ai bisognosi, ma per promuovere una
campagna contro le persone gay e lesbiche. Molte persone con cui parliamo si
dicono favorevoli a riconoscere uguali diritti per tutti, pensano che il
referendum sia irragionevole, e che specialmente i giovani non vedono
differenza tra coppie omosessuali o eterosessuali, così come trovano normale vedere
coppie interazziali o della stessa origine. Quello che la maggior parte di gay
e lesbiche stanno dicendo è: "Dobbiamo vincere. Non dobbiamo tornare
indietro!". Molly ed io parteciperemo, fra qualche settimana, ad un altro
matrimonio di una coppia lesbica: i loro bambini sono così eccitati alla
notizia che le madri saranno sposate. I figli delle famiglie gay e lesbiche
sono felici ora che le loro famiglie possono avere gli stessi diritti e la
stessa dignità delle altre. I sostenitori del sì al referendum giocano sulle
paure e sulle bugie. "I gay che si sposano feriscono la nostra libertà
religiosa", dicono. Oppure: "I gay che si sposano confonderanno i
nostri bambini". Ma almeno così, dicendo questo, dimostrano ai più giovani
che non tutti sono eterosessuali e che ci sono persone che amano altre dello
stesso sesso e che possono meritare di essere felici, piuttosto che essere
discriminate. Credo che in California sia giunta l'ora della giustizia e
dell'eguaglianza. Se tutti quelli che credono nell'eguaglianza alzassero la
propria voce potremo battere questo referendum diabolico in nome del diritto
all'amore. (Traduzione di Fabio Bozzato).
( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
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Segue dalla Prima E
ci fu un giorno in cui mio padre disse: "Ragazzi, vostra madre sta male e
io mi devo occupare di lei. Voi dovete arrangiarvi". Da allora la mia
vita, come quella dei miei fratelli, ha avuto un percorso diverso, è cambiata.
È cambiato soprattutto il mio modo di rapportarmi alla vita, e alla morte che
ogni giorno faceva capolino nelle nostre esistenze. Mia madre era gravemente
malata di reni, e ha fatto la dialisi per 12 anni. Erano gli anni 80, quindi 28
anni fa: la scienza e la tecnologia avevano fatto passi avanti ma non come
oggi. Più di tutto, ho in mente le tante emorragie di mia madre, i ricoveri
urgenti, in cui sembrava che stesse morendo ogni volta, quell'angoscia quotidiana.
Quella paura incombente della morte. Era necessario lasciare sempre un
recapito, ovunque andassimo, perché allora non esistevano i cellulari. La morte
di una donna così vitale e bella era qualcosa che poteva accadere ogni giorno.
E noi, i suoi figli e suo marito, dovevamo saperlo, dovevamo farci i conti in
ogni istante. Io ero la più rabbiosa tra i miei fratelli. Non accettavo di
vederla così sofferente, mi uccideva, mi uccideva la vita. Dodici anni con una
madre agonizzante sono tanti, tantissimi. Ti cambiano la vita. Anche quando
quelle macchine la martoriavano, la violentavano, lei cercava di confortarci,
dicendo che andava tutto bene. Ma tante volte mi ha detto anche "non ce la
faccio più", tante, troppe volte. E io quelle volte le porto con me, come
un racconto della vita e della morte, come un insegnamento. Mi aiuta a vivere e
ad accettare la morte. Perché ho capito che anche vedendo nei nostri cari
quella sofferenza, non la conosceremo mai fino in fondo nella loro tragicità:
perché le sole certezze che possiamo avere riguardano noi, e come viviamo
"noi" la loro sofferenza. Del loro calvario personale non sapremo mai
tutto. E quindi non potremo mai sentenziare, ma solo ascoltare. Chi oggi sentenzia, sia laico o cattolico, non sa. Per questo
dovrebbe tacere. Invito tutti quindi ad un gesto di silenzio, ad un gesto di
rispetto e di pace che accompagni chi se ne vuole andare. Lei, mia madre, una
notte ha detto basta, mio padre me lo ha raccontato. È morta tra le sue
braccia, come era giusto che fosse. Non volevamo, ovviamente, che se ne
andasse. Nessuno di noi vuole lasciare andare via quelli che amiamo. Il nostro
dolore ci pare maggiore del loro. Siamo egoisti. Per questo ci accaniamo. Ma è
un gesto di generosità e di rispetto verso la loro vita lasciarli andare, se
così hanno deciso, o se irreversibilmente non hanno più il privilegio di
poterlo decidere. E allora chiedo a tutti: lasciamo andare Eluana, per amore.
Per generosità. * Deputata Pd.
( da "Corriere della Sera" del 14-10-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-14 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE ADDII di FRANCO MANZONI Mezzo secolo alla Cattolica da
storico e docente U n raffinato studioso e insigne storico, autorevole docente
apprezzato dagli allievi per l'innata capacità di trasmettere cultura e
desiderio di conoscenza e approfondimento. La sua casa fu l'Università
Cattolica, più di mezzo secolo d'insegnamento nello stesso ateneo. Nato a
Saronno nel 1922, Pietro Zerbi entrò in Cattolica come matricola alla facoltà
di Filosofia nel 1940 e si laureò nel 1944 con una tesi su "Gregorio VII e
la cristianità occidentale", mentre venne ordinato sacerdote nel 1947.
Svolse l'attività accademica sempre in Cattolica: prima assistente, poi
professore incaricato, vincendo nel 1967 la cattedra di Storia medievale e
ricoprendo anche la docenza di Storia della Chiesa e Teoria e storia della
storiografia. Preside della facoltà di Lettere e filosofia dal 1971 al 1974 e
successivamente prorettore dal 1974 al 1997, monsignor
Zerbi è stato una delle
figure di spicco nella storia dell'Università Cattolica. Si segnalò per lo
straordinario impegno, che si tradusse in centinaia di contributi, studi,
pubblicazioni, e in numerose relazioni a convegni e seminari. Cinquantacinque
anni di ricerca scientifica e universitaria di levatura internazionale, tutti
passati tra le aule e i banchi della Cattolica. Tenendo fede alla propria
predisposizione verso l'insegnamento, monsignor Zerbi confessava: "La
destinazione, in realtà, fu scelta per me dal cardinale Schuster, che optò
perché io lavorassi sempre in Cattolica. Lo studio doveva essere il centro
della mia attività, praticamente a tempo pieno. E questo ho continuato
umilmente a fare in tutti questi anni con spirito di servizio e passione".
Nel 1979 gli fu conferita la medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della
cultura e dell'arte e nel
( da "Messaggero, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - "Al di là della crisi finanziaria, che oggettivamente non ci
meritavano e che ha contagiato tutta l'Europa, adesso bisogna difendere
l'economia reale, puntando sulla crescita e la produttività". Giacomo Vaciago, economista e docente all'Università Cattolica,
indica le priorità da affontare. Con determinazione e massimo impegno.
"Perchè ora bisogna ridare slancio al Paese e farlo in fretta". La
bufera finanziaria, che sembra essersi placata, rischia adesso di contagiare
l'economia reale, come difenderla? "Il nostro primo problema, è
noto, è che non cresciamo da molti anni. E ci sono due questioni da affrontare:
una spesa pubblica scadente, che va riqualificata. E il tema del lavoro".
Partiamo dalla spesa pubblica. "E' una sfida difficile. Ma il ministro
dell'Economia Tremonti ci sta provando. Ad agosto, in 9 minuti ha fatto
approvare il Dpef che opera tagli sostanziosi e garantisce il pareggio di
bilancio. Una scommessa enorme che fa tremare i polsi. Perchè adesso i
ministeri dovranno imparare ad essere produttivi. Cioè a spendere bene le
minori risorse che hanno a disposizione. Ci vorrà tanto buon senso,
intelligenza, capacità. Insomma, una rivoluzione". Una sfida ardua...
"Non c'è purtroppo altra via. Sia nella scuola come nella sanità, ma in
generale in tutta la pubblica amministrazione, la sfida è lavorare meglio, con
più efficacia e con meno risorse. Non è facile, ma ci dobbiamo riuscire".
Magari anche attraverso la lotta all'assenteismo. "Non è poi detto, ma è
un paradosso, che più personale al lavoro significhi più efficienza. Di fatto
però le misure varate dal ministro Brunetta stanno svuotando i bar intorno ai
ministeri. Con uno Stato più efficiente si aiuta l'economia produttiva, si
danno maggiori servizi, si compie una salto in avanti". Torniamo dunque al
tema della produttività... "E' il problema chiave del Paese. Che deve
tornare a crescere perchè da noi si lavora male e in pochi. Siamo il Paese in
cui aumenta, purtroppo, solo l'occupazione di bassa qualifica. Per questo
occorre legare i salari alla produttività e alla qualità del lavoro, come
chiede del resto Confindustria. Per questo bisogna puntare sull'innovazione e
rompere così con i vecchi schemi". Una parte del sindacato sembra invece
frenare... "Il sindacato non deve essere conservatore. Adesso i nodi da
sciogliere, al di là della crisi finanziaria, sono la qualità della spesa
pubblica e l'aumento della produttività. Il governo li ha affrontati, ma bisogna
andare avanti, fare di più. Solo così si potrà tornare a crescere ad un ritmo
accettabile".
( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
"Diliberto
addio Il 25 ottobre starò accanto a Walter" di Maria Zegarelli / Roma
ROSARIO CROCETTA Gli hanno raddoppiato la scorta, da tre a sei uomini, perché i
boss della mafia l'hanno condannato. Eppure proprio annunciando guerra a Cosa
nostra e al pizzo quando si è ripresentato alle ultime elezioni, nel 2007, Gela
l'ha riconfermato sindaco con una valanga di voti al primo turno: 64,8%.
Rosario Crocetta è anche stato il primo sindaco a
dichiarare la sua omosessualità. Nel suo curriculum politico c'è l'intero arco
della sinistra italiana, dal Pci a Rc, al Pdci. Adesso l'approdo nel Partito
democratico. Sindaco, a quando l'annuncio? "La mia decisione è presa, il
Pd è il futuro, Walter Veltroni è l'uomo del futuro. Ma voglio che la mia
adesione al Pd avvenga senza strappi, senza lacerazioni perché non fa parte del
mio modo di essere creare fratture, vorrei che tutto avvenisse senza
polemiche". Lei il 25 ottobre andrà alla manifestazione? "Certo che
ci sarò, sarò al fianco di Walter e sfilerò". Dunque, sarà quello il
giorno in cui ufficialmente entrerà nel Partito democratico? "Diciamo che
il 25 sarò a Roma con il partito democratico". Cosa l'ha convinta ad
aderire al partito di Veltroni? "Mi ha convinto Walter, così come Berlinguer
mi convinse ad entrare nel Partito comunista, una decisione, anche quella,
sofferta, meditata, perché io sono sempre stato un
cattolico praticante, venivo da un'altra esperienza. Anche al Pd ho pensato a
lungo perché per mia natura sono fedele ai rapporti e alle idee. Avverto tutta
la fatica e la tensione nel fare uno di quegli atti importanti nella vita delle
persone, ma Walter è una persona che stimola sempre. Diciamo che sono un
veltroniano ante litteram nel senso che ho sempre pensato che lui rappresentasse
il nuovo modo di fare politica in Italia, è l'unico uomo contemporaneo, quello
che coglie di più il senso di una società che non vuole risposte ideologiche ma
centrate sui problemi reali, concreti". Diliberto potrebbe restarci male,
lei sta facendo un vero elogio a Veltroni... "Diliberto è una persona che
stimo moltissimo. Mi è stato vicino nei momenti più
difficili, ma sento di voler fare un percorso diverso. Veltroni si muove dentro
regole e binari precisi anche quando affronta temi come i diritti civili, i
diritti della gente, il lavoro, i salari. Lui rappresenta la novità e come
tutte le novità è destinata ad attirarsi polemiche, critiche, consensi, ma alla
fine è la novità ad avere successo. Quando è sceso in campo ho pensato che
tutta la sinistra facesse un ragionamento complessivo diverso, che questo
portasse ad effetti per tutta la coalizione di centrosinistra, invece non è
andata così. C'è chi si contende la nicchia, si chiude in un ideologismo che
non porta da nessuna parte... ". Se avesse vinto Nichi Vendola le sue
valutazioni sarebbero state diverse? "Pur essendo del Pdci avrei fatto
ragionamenti diversi, perché Vendola avrebbe aperto nuove prospettive. Quando
ho aderito al Pdci l'ho fatto perché l'ho visto come un partito che faceva uno
sforzo da sinistra verso un'unità nel centrosinistra. Oggi vedo una forza
comunista che si chiude in se stessa, che cerca di concentrarsi solo sulla
questione identitaria senza il confronto con le altre realtà democratiche: mi
sembra una battaglia non solo perdente e minoritaria - che potrebbe essere
importante - , ma che non ha nulla a che vedere con me". Meglio un Pd che
su tante questioni si scontra, come sui temi etici e sui diritti civili,
anziché questa sinistra radicale? "Il confronto nel Pd è un confronto
serio e alto, a volte anche troppo. Noi non dobbiamo dimenticare che questo è
un paese con una profonda tradizione cattolica, dunque,
quando si parla di diritti civili non si deve pensare a due fronti contrapposti
tra laici e cattolici. Io
sono un cattolico e nulla mi ha impedito di portare nella Chiesa la mia
esperienza che è sicuramente diversa. A Gela sono legato da profonda amicizia
al frate che ha celebrato il funerale del boss mafioso che mi voleva uccidere e
al sacerdote che si batte contro la mafia. Non odio i mafiosi, odio la
mafia. Lavoro per unire, non per dividere e anche il mio approdo nel Pd dovrà
avvenire in questo modo, con rispetto per il Pdci e i suoi leader. Noi dobbiamo
costruire una storia diversa in questo Paese. In questi giorni ricevo decine e
decine di telefonate di persone che mi dicono che devo andare avanti nella mia
scelta. Farà bene alla Sicilia e al Pd siciliano".
( da "Tempo, Il" del 14-10-2008)
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Stampa Quando Dio
riconquista la musica del diavolo I devoti del Rock La prima guerra santa del
rock fu dichiarata il 5 dicembre 1980. Un adirato John Lennon registrò di getto
il provino di "Gotta serve yourself", risposta al vetriolo a quel Bob
Dylan che con "Gotta serve somebody" aveva fatto luce sulla sua
improvvisa conversione al Cristianesimo. Lennon cantava con ironico furore
frasi come "devi servire te stesso, nessun altro lo farà per te. Puoi
credere nei demoni e nelle divinità, ma se non ti servi da solo, non ti offrono
servizio in camera". Tre giorni dopo, la pistola di Mark Chapman metteva
l'ex Beatle di fronte all'Ombra. Per tutta la vita John aveva opposto la sua
arte alle religioni organizzate: era rimasto scottato dall'esperienza indiana e
dall'ambiguo santone Maharishi, al quale aveva dedicato la velenosa "Sexy
Sadie". In seguito, tracce del suo ribellismo spirituale affiorarono in
"God" ("Dio è solo un concetto con il quale misuriamo il nostro
dolore"), e in quel capolavoro che sarebbe risuonato anche in Vaticano
("Immagina che non ci sia Paradiso, e neanche una religione"). Ma
Lennon fu assassinato prima di poter fronteggiare a fondo il Dylan
"cristiano rinato". Molti anni più tardi, fu il suo rivale a ricevere
l'omaggio della lettura trascendente di "Blowin' in the wind"
direttamente da Wojtyla: nel '
( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'
"Hanno vinto
gli speculatori al ribasso" di Laura Matteucci / Milano "Siamo alla
ex crisi finanziaria. Hanno vinto gli speculatori al ribasso che, imperversando
in queste settimane, hanno costretto i governi di tutto il mondo a rimediare a
quello che senza il crollo delle Borse avrebbero continuato ad ignorare. Con un
incomprensibile ritardo di almeno due anni. Peccato che, nel frattempo, la
speculazione abbia fatto perdere un buon 30% di ricchezza al mondo". Parla
Giacomo Vaciago, direttore dell'Istituto di economia e
finanza alla Cattolica di Milano per il quale il piano anti-crisi messo a punto
domenica a Parigi e ratificato ieri dai governi europei, comprende tutti i
problemi e mette in campo tutte le soluzioni possibili. Professore, è finita?
Possiamo tirare un sospiro di sollievo? "Diciamo che stiamo
finalmente curando il passato, risolvendo i postumi di una bolla immobiliare
statunitense nata e cresciuta tra il 2003 e il 2006, finanziata in modi poco
corretti in tutto il mondo. Paulson (il ministro del Tesoro Usa, ndr) si è
svegliato in ottobre, e gli europei dopo di lui. I governi dovrebbero occuparsi
del futuro, riuscendo ad anticipare i fenomeni economici". E il futuro
qual è? "È la recessione. Che peraltro dipende dalle difficoltà
macroeconomiche dell'intero ultimo anno, cui la bufera finanziaria di adesso si
sovrappone. Ancora una volta, dobbiamo decidere se prendere provvedimenti
immediati, magari collettivi come per la finanza, e quindi ridurre al minimo
gli effetti negativi, oppure se perdere altro tempo e assumere solo un
atteggiamento notarile, del tipo "vi terremo informati". Due esempi
di bolle immobiliari, risolti in modi diametralmente opposti: negli anni
1988-'90 scoppia il caso Giappone, la cui economia virtualmente si blocca ed è
da 15 anni in stagnazione. Nel '92 la stessa situazione in Svezia viene invece affrontata
con rapidità e forza, le banche sono ricapitalizzate, e in tre mesi il paese è
fuori dalla crisi". Berlusconi dice che con il piano dell'Eurogruppo non
ci sarà impatto sull'economia reale. Dice anche che non ridurrà le tasse, come
invece intendeva fare sabato scorso. "In una situazione com'è quella
attuale, guai a parlare a caso, alimentando aspettative per poi disilluderle. I
governi devono iniziare a prendere seri provvedimenti anti-recessione, ed è
auspicabile lo facciano a livello europeo. È probabile che la Bce abbasserà
ancora i tassi di un altro mezzo punto percentuale entro Natale, perchè è
immaginabile che l'inflazione, al contrario di quanto previsto in estate, nel
corso del prossimo anno si ridurrà. Ma, se lo facesse, basterebbe?". La Germania
mette sul tavolo 500 miliardi, 300 Londra e Parigi, 100 Madrid. L'Italia
"quanto necessario", dice Tremonti. Tutti soldi che gravano sui
nostri conti pubblici, in ultima analisi sui contribuenti? "Si tratta di
investimenti temporanei di salvataggio, non di nazionalizzazioni vere e proprie
decise una volta per sempre. Prestiti insomma, con un limite massimo temporale,
poniamo di tre anni. Che, oltretutto, penso si possa tutti convenire restino al
di fuori del Patto di stabilità".
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
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DOMODOSSOLA VERBANIA
Luca Bilardo eletto alla vicepresidenza nazionale della Fuci Raccolte da Idv
oltre 1100 firme contro lodo Alfano Il domese Luca Bilardo
è il nuovo vicepresidente della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica
Italiana. Laureato in scienze politiche, 23 anni, Luca Bilardo sarà ora
impegnato per due anni a Roma alla sede nazionale della Fuci. Il Coordinamento
provinciale dell'Italia di Valori del Vco comunica che nel fine settimana sono
state raccolte oltre 1.100 firme nei banchetti allestiti per il referendum
contro il "Lodo Alfano". La sottoscrizione prosegue nei prossimi
giorni. \.
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
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ALBENGA
CAVI Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva
Buttiglione I maggiori esponenti della cultura cattolica nazionale si
ritroveranno ogni mese nella sala San Carlo di via Roma per il
"Laboratorio di analisi politica", organizzato dal Centro aiuto vita
ingauno (Cavi).
Il ciclo di sette conferenze sarà aperto, alle 20,30 di venerdì, dal vescovo
Mario Oliveri e dal deputato Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera. Il
responsabile della diocesi affronterà il tema "L'impegno politico nella
dottrina sociale della Chiesa", mentre il parlamentare svolgerà una
lezione dal titolo "La politica: diritto e dovere di ogni cittadino".
Spiega Eraldo Ciangherotti, presidente del Cavi: "Il relatore dell'ultima serata
sarà il ministro Claudio Scajola, ma abbiamo invitato anche Pierferdinando
Casini, Francesco Rutelli, monsignor Rino Fisichella e i sottosegretari Eugenia
Roccella ed Alfredo Mantovano".\.
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
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Pagina XI - Milano
Il dietologo: spesso a casa si mangiano alimenti meno sani che a scuola, i
maestri devono far capire la differenza Calabrese: bimbi difficili? No,
demotivati Giorgio Calabrese, docente di Nutrizione umana
all'università Cattolica di Piacenza, perché i bambini lasciano il cibo nel
piatto? "Le ragioni possono essere diverse: gusti personali ma anche problemi
di trasporto e di temperatura del piatto servito". Che si può fare per
convincerli? Tornare al "finisci quel che hai nel piatto o non ti alzi da
tavola"? "Mai. Non si può obbligare un bambino a mangiare,
oggi quel sistema non funziona. Bisogna puntare sul dialogo e rispettare i
gusti del singolo. Ma qualche trucco c'è". Tipo? "Giocare
sull'interazione con gli insegnanti che, in classe, possono fare un
ragionamento su quel che si mangerà in mensa, spiegando per esempio che
nell'uovo c'è il ferro che serve all'intelligenza". Senta, professore, ma
non sarà anche che resta nel piatto quel che non è cucinato bene? "Ovvio,
ma non dimentichiamo che le mense scolastiche vengono ormai gestite da società
specializzate, molte attente alla qualità. Più di quanto si faccia a
casa". Però a casa questo problema dello spreco non c'è. "Sarà anche
perché a casa nel piatto finiscono più alimenti di gusto gradevole anche se
meno "sani" dal punto di vista nutrizionale. Quattro madri su 10 non
si rendono conto che i figli sono obesi, è un problema della società del
benessere. Non c'è tempo di mettersi ai fornelli, di discutere con i figli per
far mangiare le verdure. Più facile metterli davanti alla televisione con un
"bel" piatto di patatine". Ancora i genitori che sbagliano?
"Sì, ma noi che ci occupiamo di questo dal punto di vista scientifico
dobbiamo parlare con le famiglie, non per colpevolizzarle, ma per informarle
dei rischi che si corrono con la cattiva alimentazione". (z. d.).
( da "Unita, L'" del 15-10-2008)
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Di Umberto De Giovannangeli
Un Paese intero si ferma stasera. Stadio esaurito. Diretta televisiva. Riunioni
politiche sospese. Primo ministro dimissionario e premier incaricata presenti
in tribuna d'onore. Per Israele quella di stasera sarà più di una partita di
calcio. In gioco c'è molto più che la qualificazione per la fase finale del
campionato europeo Under
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIV - Milano
I problemi/1 Le aule studio non bastano "Lasciateci usare la mensa"
"Poche e male illuminate". Per gli studenti della
Cattolica le aule studio sono un problema: "Se non si arriva presto al
mattino trovare un tavolo libero è un'impresa", spiega Giulia, laureanda
di Giurisprudenza. L'università si difende: "I posti a disposizione nelle
diverse sedi sono 1500". Però non bastano e il tallone d'Achille
sono gli spazi in cui ripetere ad alta voce: "In biblioteca chi apre la
bocca viene subito ripreso dal responsabile dell'aula che si aggira tra i
banchi", dice Luca, studente di Storia. "Quotidianamente l'ufficio
lezioni ed esami espone un elenco delle aule libere dove gli studenti possono
ritrovarsi", rispondono dall'ateneo. "Non è la soluzione: così ogni
due ore bisogna migrare da un'aula all'altra", ribattono gli studenti. Una
proposta arriva da Uld, il gruppo di sinistra: "Usare gli spazi della mensa
come aule studio".
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIV - Milano
Per mano fino alla laurea e oltre ma a patto di seguire le regole 89% laura
bellomi paolo scandale Primo giorno di università. Lo spaurito studente, che in
un caso su quattro è arrivato in Cattolica da fuori
Lombardia, è preso in consegna da un tutor, che lo aiuterà nella scelta e nella
preparazione degli esami. Una presenza gradita quella del novello Virgilio, al
più 33enne e laureato in Cattolica, e primo segnale che chi si iscrive qui non
sarà mai lasciato solo: "Vogliamo rendere gli anni universitari un
percorso di crescita non solo intellettuale, ma anche umana - spiega il
prorettore Luigi Campiglio - qui lo studente non è un numero, e per questo lo
seguiamo da vicino per intercettare le sue particolari esigenze e gli eventuali
problemi". E così in largo Gemelli i ragazzi sono presi per mano ancor
prima dell'iscrizione, con l'open day che consente di immergersi per 3 giorni
nella vita dell'ateneo. Ma anche quando si abbandonano le aule universitarie
per affacciarsi sul mondo del lavoro i servizi non mancano, con il Cv point,
uno sportello gratuito che permette di analizzare il proprio curriculum insieme
a esperti del settore, e il Career Day, che proprio oggi offrirà a studenti e
laureati un'occasione per entrare in contatto con più di 60 aziende. I
risultati di questa continua assistenza sono evidenti. Dopo tre mesi il 58 per
cento dei laureati della specialistica ha già un impiego, percentuale che sale
al 76 per cento dopo sei mesi e tocca il 91 per cento dopo 2 anni. E secondo quasi
un quarto dei laureati il mezzo più utile per trovare un'occupazione è proprio
il servizio di placement dell'ateneo. Attenzioni quindi, ma anche regole rigide
e un po' arcaiche, che a volte gli studenti mal sopportano. Come il
"Cortile delle vergini", vietato ai ragazzi, o le intoccabili aiuole:
"Solo in via Carducci - si lamenta Marco, che frequenta Lettere moderne -
è possibile sedersi sul prato. Per questo è nata la tradizione della corsa nei
chiostri, con gli studenti che corrono a piedi nudi sulle aiuole il giorno
della laurea". Anche la necessità di presentare il certificato di
battesimo e gli esami di teologia disturbano qualcuno: "Ma non in tutte le
facoltà gli esami di teologia, che sono tre nei primi tre anni, valgono per la
media finale - spiegano dall'Università - e il certificato di battesimo è
richiesto, ma non sempre necessario. Abbiamo anche matricole musulmane o ebree,
e in questi casi è sufficiente un colloquio con l'assistente spirituale".
La vita dell'università non appare comunque limitata da restrizioni: sono ben
27 i gruppi studenteschi, un record fra gli atenei milanesi, ai quali viene
concesso uno spazio nei chiostri per dare visibilità alle proprie iniziative.
Pur essendo apolitici per statuto, le differenze ideali si fanno sentire, con
gruppi di sinistra come l'Uld (Unità lotta democrazia), formazioni di destra
come "Azione universitaria", e l'immancabile "Ateneo
studenti" legato a Comunione e liberazione. è un'apposita commissione,
composta da rappresentanti degli studenti e da docenti, ad assegnare ai vari
gruppi i fondi per le loro attività. "La presenza di così tanti studenti
attivamente impegnati - osserva il prorettore Campiglio - dimostra la vitalità
della Cattolica. Noi cerchiamo di valorizzare il pluralismo culturale, perché
l'università dev'essere un microcosmo rappresentativo della società
civile". 2.300-6.684 5.889 1.534 5.726 6.526 29.619.
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
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Pagina XV - Milano
Marianum Il collegio delle ragazze festeggiato dalle ex allieve Un compleanno
da festeggiare. è quello del Marianum, lo storico collegio femminile di via San
Vittore che quest'anno celebra i 70 anni dalla fondazione. Una ricorrenza che
sarà ricordata il 22 e 23 novembre con un incontro al quale
parteciperanno donne che hanno studiato in Cattolica e sono diventate
protagoniste del mondo intellettuale e imprenditoriale. Il Marianum è uno degli
8 collegi di cui la Cattolica dispone a Milano, per un totale di 600 posti
letto, che sono concepiti come delle "comunità educative" e offrono
agli studenti vari servizi, dai gruppi di studio fino alle attività sportive.
Alle residenze si accede per concorso, e le tariffe variano in base al reddito,
oscillando tra 1.180 e 4.280 euro all'anno per il solo alloggio, e da
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XV - Milano
"è la partenza giusta per fare l'imprenditrice" Lucia Corbo, neo
diplomata al liceo Classico e appena arrivata dal Molise, come mai si è
iscritta all'università Cattolica? "Per il prestigio
dell'ateneo. Dovendomi comunque trasferire, ho puntato all'università che mi
sembrava potesse offrirmi il massimo". Perché ha scelto il corso di laurea
in Economia? "Voglio diventare imprenditrice. Comincerò da una piccola
azienda poi, piano piano, il mio sogno è quello di arrivare ad incarichi di
maggior responsabilità". Le si prospettano parecchi esami
impegnativi. "Lo so, sono qui apposta per formarmi. Certo studiare
matematica non sarà una passeggiata, ma nelle scorse settimane ho seguito i
precorsi, spero che passerò l'esame al primo colpo". Come è stato il primo approccio all'Università? "Buono, mi
sono sentita accolta. Come tutte le matricole sono stata subito affidata ad un
tutor: avere un indirizzo mail e un cellulare a cui fare riferimento non è
poco, ti dà una certa sicurezza contro l'ansia da novità". E le nuove
amicizie universitarie? "A lezione è abbastanza facile conoscere i nuovi
compagni. E poi ho scelto di stare al collegio delle Stigmatine apposta per non
sentirmi sola nei primi mesi e poter abitare in compagnia di altre
studentesse". A iscrizione appena ultimata, qual è il bello della
Cattolica? "La struttura della sede centrale. Ogni volta che entro nei
chiostri, rimango a bocca aperta". (l. b.).
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina
XV - Milano "è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile"
Gianluca Marra, 25 anni, ha lasciato l'assolata Messina per venire a studiare
giurisprudenza in Cattolica. Ora, con la laurea quasi in tasca, può fare un
bilancio del suo corso di studi. La sua esperienza universitaria è stata
positiva?
"Sì, anche se credo occorra separare la parte didattica da quella
umana". Si spieghi meglio. "Come percorso formativo è stato ottimo. Qui insegnano professori importanti, che prima
incontri a lezione e poi trovi citati sui manuali. La retta è alta, ma i
servizi e le strutture sono eccellenti, il personale è sempre pronto ad
aiutarti e gli orari vengono rispettati. Con l'ambiente attorno però c'è stata
una sorta di "incompatibilità caratteriale"". Per quale motivo?
"Troppa formalità e attenzione all'immagine. Alcune persone vengono in
università vestite come se dovessero andare in un locale il venerdì sera, e non
a studiare. Per questo, al di là delle lezioni, non ho fatto molta vita
d'ateneo, ma forse anche a causa di miei limiti personali". Si sente
preparato per il mondo del lavoro? "Sì, studiare in Cattolica mi ha
permesso di crescere. Qui nessuno ti regala niente, vengono premiati il merito
e la preparazione. Ed è stimolante, perché sai che il tuo impegno verrà
valorizzato". Che cosa vede nel suo futuro? "Mi piacerebbe la
carriera universitaria, magari partendo da un dottorato in diritto del lavoro,
che è la materia nella quale sto facendo la tesi. Ma il mio vero sogno sarebbe
fare il magistrato tornando in Sicilia, dove c'è sempre bisogno di persone di
buona volontà pronte a rimboccarsi le maniche". (p. s.).
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Ieri mattina
Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima
santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza
c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha
lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i
cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a
essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in
questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio
onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io
esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i
loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà
dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i
cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08 "La
riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul Giornale di
oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico la
recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa
Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La
riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì.
E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato
più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio
sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al
post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale
nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre
celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno,
dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera,
arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della
Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo di
arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono
cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque
che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi
qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la
beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato
a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita
Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa
che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante
(sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a
Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia
destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli.
Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della
Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo,
mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità
e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il
Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio
Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti
del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e
i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative
più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria
attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu
suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un
attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con
sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia
all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore
del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare "perché
prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII. Credo ci si
possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto sull'eroicità delle
virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct 08 Il rabbino
invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo
sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima
meditazione a braccio, parlando della "solidità" della Parola di Dio
e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l'articolo che
sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della
meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità
assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è
intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv
Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della
Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano
Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil
Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve
beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per
celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la
messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno
venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è
propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a
parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo
del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a
parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla
base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un
cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso
religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse
fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto
sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il
Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele
non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati
dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica
civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più
tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in
questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog
ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il
mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne
il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la
nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa
celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i
lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il
Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto:
"Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare
e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto
l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare
non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In
conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di
salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in
questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità
cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate
solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra
epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la
propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa
cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara
"dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il
proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui
la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre
come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio
dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero?
Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici
padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la
libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca
quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli
interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua
espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e
la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) "
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08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI
ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una
visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima
volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando
sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul
Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso:
dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di
Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un
palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia
presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo
il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata
investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto
un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi
predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente.
Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le
parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri
dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di
Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che
il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una
"totalità di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare
che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di
difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo
le soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso
Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si
registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le
parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni
giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la
maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli
all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi
commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta
sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di
ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un
eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a
Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei
vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni
diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative
del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le
direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una
diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da
Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un
episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha
con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo
che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio
permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi
e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti
all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le
loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha
denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una
vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di
"ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con
la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e
depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne
conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla
recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni
contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire
nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a
Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa
istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del
Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi
ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino
rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa
onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente
con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni
- dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la
reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito
e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto
nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08
"Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi
pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg
Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e
l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del
Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di
come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla
gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una
caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il
miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe
Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni
Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in
Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione
delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato
pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania
Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage
specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti - non
solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo di
beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la
causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33
giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente.
Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano
Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco,
è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce
monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è
monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo
meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo
interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha presentato
due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del
"parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno
discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9
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1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
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Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si .
Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M:
marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto
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Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima
santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza
c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha
lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i
cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a
essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in
questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio
onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io
esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i
loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà
dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i
cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08
"La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul
Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico
la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa
Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La
riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì.
E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato
più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio
sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al
post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale
nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre
celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno,
dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera,
arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della
Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo
di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono
cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque
che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi
qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la
beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato
a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita
Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa
che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante
(sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a
Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia
destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli.
Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della
Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo,
mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità
e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il
Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio
Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti
del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e
i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative
più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria
attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu
suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un
attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con
sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia
all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un
precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare
"perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII.
Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto
sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 )
" (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct
08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori
del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una
bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della
Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è
l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo
integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete,
la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri
pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa,
Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato
all'interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato
contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto
che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto
XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa
Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non
sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio
XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le
enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza
importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente
ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla
base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un
cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso
religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse
fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto
sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il
Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele
non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati
dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica
civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più
tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in
questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog
ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il
mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne
il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la
nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa
celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i
lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il
Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto:
"Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare
e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto
l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare
non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In
conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di
salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in
questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità
cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate
solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra
epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la
propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa
cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara
"dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il
proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui
la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre
come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio
dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero?
Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici
padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la
libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca quotidiana
dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli interessi
egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua
espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e
la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) "
(8 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct
08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI
ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una
visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima
volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando
sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul
Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso:
dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di
Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un
palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia
presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo
il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita
da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico
di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi
predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente.
Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le
parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri
dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di
Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che
il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità
di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non
risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà
da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le
soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso
Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si
registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le
parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni
giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la
maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli
all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi
commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta
sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di
ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un
eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a
Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei
vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni
diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative
del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le
direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una
diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da
Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un
episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha
con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo
che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio
permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi
e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti
all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le
loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha
denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una
vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di
"ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con
la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e
depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne
conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla
recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni
contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire
nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a
Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa
istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del
Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi
ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino
rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa
onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente
con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni
- dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la
reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito
e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto
nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08
"Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi
pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg
Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e
l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del
Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di
come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla
gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una
caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il
miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe
Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni
Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in
Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione
delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato
pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania
Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage
specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti -
non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo
di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la
causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33
giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente.
Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano
Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco,
è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce
monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è
monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo
meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo
interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha
presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del
"parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno
discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9
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precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe
1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
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Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come
Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si .
Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M:
marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto
su: 'non dire falsa... Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli
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( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Ieri mattina
Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima
santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza
c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha
lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i
cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a
essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in
questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio
onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io
esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i
loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà
dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i
cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5
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"La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul
Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico
la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa
Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La
riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì.
E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato
più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio
sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al
post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale
nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre
celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno,
dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera,
arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della
Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo
di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono
cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque
che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi
qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75
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beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato
a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita
Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa
che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante
(sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a
Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia
destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli.
Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della
Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo,
mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità
e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il
Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio
Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti
del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e
i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative
più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria
attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu
suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un
attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con
sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia
all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un
precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare
"perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII.
Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto
sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 )
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08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori
del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una
bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della
Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è
l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale
della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità
assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è
intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv
Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della
Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano
Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil
Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve
beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per
celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la
messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno
venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è
propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a
parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo
del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare
ai vescovi cattolici ne
approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende
nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della
curia romana fosse stato
invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a
Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di
tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le
parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac
Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua
Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della
religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i
nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia,
una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani
della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte
di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici
non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235
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amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di
Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori
le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla
Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi
vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica
interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale,
i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia,
siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di
cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla
sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo
pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono
comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi
ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in
questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno
smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una
certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto",
dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio
destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non
attendendo da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e
di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando
l'uomo elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa
veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di
se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una società
dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come
la cronaca quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del
potere, gli interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza
in ogni sua espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova
più solo e la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti (
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Benedetto XVI ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale,
per una visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La
prima volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005,
quando sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul
Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso:
dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di
Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un
palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia
presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo
il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata
investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto
un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi
predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente.
Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le
parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri
dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di
Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che
il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità
di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non
risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà
da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le
soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso
Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si
registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le
parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni
giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la
maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli
all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi
commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta
sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di
ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un
eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a
Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei
vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni
diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative
del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le
direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una
diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da
Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un
episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha
con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo
che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio
permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi
e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti
all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le
loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha
denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una
vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di
"ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con
la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e
depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne
conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla
recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni
contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire
nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a
Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa
istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del
Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi
ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino
rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa
onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente
con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni
- dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la
reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito
e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto
nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08
"Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi
pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg
Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e
l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del
Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di
come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla
gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una
caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il
miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe
Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni
Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in
Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione
delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato
pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania
Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage
specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti -
non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo
di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la
causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33
giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente.
Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano
Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco,
è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce
monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è
monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo
meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo
interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha
presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del
"parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno
discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9
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1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
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Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come
Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si .
Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M:
marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto
su: 'non dire falsa... Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli
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S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima
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spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha
approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi
- 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in
Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5
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pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una
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ilGiornale.it Sussidiario.net October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Ieri mattina
Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima
santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza
c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha
lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i
cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a
essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in
questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio
onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io
esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i
loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà
dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i
cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08
"La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul
Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico
la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa
Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La
riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì.
E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato
più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio
sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al
post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla
Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale
nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre
celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno,
dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera,
arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della
Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo
di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono
cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque
che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi
qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la
beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato
a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita
Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa
che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante
(sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a
Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia
destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli.
Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della
Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo,
mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità
e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il
Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio
XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del
suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i
messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative
più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria
attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu
suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un
attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con
sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia
all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un
precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare
"perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII.
Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto
sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 )
" (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct
08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori
del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una
bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della
Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è
l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo
integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete,
la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri
pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa,
Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione
della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente
iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da
Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve
beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per
celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la
messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno
venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente
un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto
che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai
vescovi cattolici ne
approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende
nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della
curia romana fosse stato
invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a
Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di
tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le
parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme,
Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che
Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della
religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i
nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia,
una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani
della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte
di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici
non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235
) " (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di
Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori
le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla
Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi
vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica
interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale,
i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia,
siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di
cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla
sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo
pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono
comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi
ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in
questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno
smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una
certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto",
dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio
destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo
da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi
porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo
elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più
libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e
unici padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino
la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca
quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli
interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua
espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e
la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) "
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08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI
ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una
visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima
volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando
sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul
Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso:
dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di
Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un palazzo
piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia presiedenziale
risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo il tragitto da
questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita da un pirata
della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico di
improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi predecessori
fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente. Scritto in Varie
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articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le parole di Perl Ho
visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario
uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze.
Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu
proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità di
adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non risultano
problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte
di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più
adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso Betori si può
dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima
molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le parole di monsignor
Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano
state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la maggioranza dei
vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all'applicazione del
motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su
monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi
possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle
parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di
pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non
credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei
vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni
diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative
del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le
direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una
diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da
Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un
episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha
con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo
che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio
permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi
e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti
all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le
loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato
che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una vittoria,
una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di
"ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con
la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e
depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne
conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla
recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni
contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire
nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a
Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa
istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del
Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi
ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino
rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa
onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente
con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni
- dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la
reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito
e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto
nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12
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"Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi
pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg
Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e
l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del
Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di
come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla
gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una
caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes,
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miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe
Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni
Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in
Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione
delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato
pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania
Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage
specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti -
non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo
di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la
causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33
giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente.
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Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco,
è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce
monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è
monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo
meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo
interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha
presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del
"parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno
discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9
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Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come
Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si .
Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M:
marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto
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( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
I TEMI DEL DIBATTITO
Retroscena Grandi manovre in vista della tornata elettorale Iniziativa di Leo e
Burzi dopo l'appello del Papa La difesa della famiglia la parità scolastica e
il sostegno agli oratori Forza Italia chiama a raccolta i cattolici
MAURIZIO TROPEANO Forza Italia chiama a raccolta le organizzazioni cattoliche
del Piemonte. Lo fa accogliendo il doppio appello del "Santo padre che ha
sottolineato la necessità di una nuova generazione di cristiani impegnati in
politica e ha invitato i partiti ad aprirsi al mondo cattolico", spiega il
consigliere regionale Giampiero Leo. Si spiega così la scelta di aprire la
lettera d'invito con una citazione di papa Benedetto XVI anche se
"l'assemblea di sabato mattina al Centro Congressi in Corso Stati Uniti 22
prossimo non vuole essere un'occasione per fare del proselitismo politico ma
vuole essere un umile momento di ascolto delle istanze provenienti dal mondo
cattolico per offrire la nostra disponibilità ad una collaborazione
reciproca". Tutto vero, certo, ma è evidente che l'appuntamento di sabato
mattina al centro d'incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti, è la
prima tappa di un'offensiva azzurra - la lettera d'invito è firmata dal capogruppo Angelo Burzi anima laica degli azzurri - per
consolidare e allargare il consenso nell'area cattolica. Un'iniziativa che,
probabilmente, dal Piemonte sarà replicata in tutta Italia. Ancora Leo:
"Viviamo il Cristianesimo non come ingerenza ma come ispirazione per la
nostra azione di persone attive nella società, portatori perché di valori
universali e non di disvalori personali". Se questa è la premessa
tanto vale ricordare che Forza Italia si è sempre occupata di questi temi
"a partire dalle nostre battaglie per la promozione della parità
scolastica, per la difesa della legge sulla famiglia e per un sostegno concreto
all'attività degli oratori". Ecco allora che l'iniziativa serve proprio
"per rinnovare e rinsaldare questo legame". Sabato si saprà quante
associazioni hanno raccolto l'invito e quante prenderanno la parola. Leo
racconta di aver già "ricevuto molte adesioni all'iniziativa". Si
vedrà. Certo gli azzurri si presentano con tutto lo stato
maggiore del partito: oltre a Burzi e Leo ci saranno anche il coordinatore
regionale Enzo Ghigo e il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto. La
lettera si chiude con l'auspicio che "questo momento di riflessione serva
a superare le possibili diffidenze, ad abbattere gli steccati culturali ma
soprattutto ad avviare quel rinnovamento generazionale da tutti auspicato per
la nostra società".
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Casa Comune LA
PARTITA DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai
ferri corti sui contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta
ripetendo e incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di
temi che toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un
tema delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di
una crisi di nervi. Venerdì prossimo, sulla vicenda dell'assessore
Saragnese di Rifondazione che avrebbe inopinatamente portato avanti un piano
che tocca 42 scuole ipotizzando la soppressione di 7 istituti, si terrà
addirittura una riunione di maggioranza. L'obiettivo, in particolare dell'area
cattolica e ex popolare del Pd, è quello di far sapere che su certi temi il
comunista Saragnese non può fare quello che vuole, che deve confrontarsi con il
resto della maggioranza. Una pretesa legittima che sta però diventando una
prova di forza, l'ennesima, fra l'altra sinistra e l'ala destra dello
schieramento di Chiamparino. Perché sul tema, l'accorpamento di scuole che si
affacciano sullo stesso cortile e hanno entrambe pochissimi allievi oppure
sulla necessità di sistemare altrove i due allievi rimasti nell'istituto per
ciechi che un tempo ospitava 118 studenti, sono tutti praticamente d'accordo.
Quello che cerca qualcuno è, appunto, una prova di forza, utile anche per avere
visibilità in un momento prossimo a importanti decisioni quali sono un
probabile, ma non scontato, rimpasto o allargamento di giunta accompagnato dal
rinnovo di metà mandato delle cariche della Sala Rossa, dal presidente
Castronovo ai presidenti delle Commissioni. Detto questo, Saragnese o ci fa o
ci è. Con tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma
Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di tagli che andranno a incidere in un
importante feudo elettorale qual é la scuola, l'esponente di Rifondazione,
bello bello - è il ragionamento dei suoi detrattori - se ne esce con il suo di
piano, e così la gente non capisce più chi è il cattivo. Insomma, Saragnese è
quantomeno un ingenuo. Ecco allora il "fuoco amico" sparato dal cattolico
Olmeo che pretendeva comunicazioni in aula da parte dell'assessore di
Rifondazione. Un affronto scongiurato alla meno peggio dal capogruppo Giorgis
che con una breve dichiarazione in aula è riuscito a convincere i duri Olmeo,
Tedesco e Calgaro che "Saragnese ritira il piano". Mentre i fans di
Saragnese sostengono che "non è vero". La verità come sempre sta nel
mezzo: Saragnese porterà il suo piano in Commissione e lì sarà sviscerato, vale
a dire portato alle calende greche dal Consiglio. La realtà è però ancora
un'altra. Quel piano è un lavoro che tutti gli assessori alla scuola elaborano
ogni anno per presentarlo poi alla Provincia la quale, a sua volta, lo proporrà
alla Regione. Routine, insomma, diventata un casus belli per colpa della
riforma Gelmini e, diciamo, dell'inopportuna (a giudizio degli alleati)
efficienza dell'assessore Saragnese. Sempre a proposito di famiglia, ieri
mattina in giunta, l'assessore Borgione ha portato il bando con il quale
verranno concessi contributi alle famiglie con più di quattro figli. Vale per
tutti i residenti, italiani, comunitari e stranieri e con un reddito Isse del
nucleo non superiore a 29 mila euro.
( da "Unita, L'" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Luigi Bobba Risposta
alla Bindi Ho letto l'articolo di Rosy Bindi su "I cattolici al tempo del Pd" e, in particolare, le critiche rivolte ai
teodem e alla nuova associazione "PeR" di cui faccio parte. Inutile
dire che non condivido le accuse mosse alla "moderna laicità" di
Rutelli ché - come scrive Bindi - avrebbe "in realtà un volto vecchio,
quello gentiloniano della strumentalità con cui spesso sono stati utilizzati i cattolici in operazioni politiche
di stampo moderato". Credo che la vera strumentalità sia attribuibile
all'atteggiamento aggressivo di una Bindi che è solita ricorrere a facili
scorciatoie, come l'affibbiare etichette stantie qua e là, in cerca di un ruolo
perduto.segue a pagina 27.
( da "Corriere della Sera" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-10-16 num: - pag: 49 categoria:
REDAZIONALE Dopoguerra Mirella Serri ricostruisce la polemica condotta dai
profeti disarmati di "Risorgimento Liberale" contro il partito di
Togliatti E Pannunzio denunciò gli omicidi politici rossi Il conflitto tra
l'antifascismo del Pci e quello democratico di ANTONIO CARIOTI N ella retorica
usuale, la Costituente è sinonimo di concordia tra le forze che diedero vita al
nuovo ordinamento della Repubblica. E spesso si rievoca quel periodo come un
tempo di collaborazione unitaria fra i partiti antifascisti, spezzata poi
dall'influenza esterna della guerra fredda tra Usa e Urss. La realtà storica è
un po' diversa. Ce lo ricorda Mirella Serri, nel suo libro in uscita oggi I
profeti disarmati (Corbaccio, pp. 229, € 17,60), sottolineando che sin
dall'indomani della Liberazione si aprì un aspro conflitto tra i movimenti che
avevano partecipato insieme alla guerra partigiana. Da una parte lo
schieramento marxista guidato dal Pci di Palmiro Togliatti, dall'altra i
diversi raggruppamenti dell'antifascismo liberale, moderato e cattolico. Non fu
soltanto uno scontro propagandistico e ideologico: mentre nell'aula di
Montecitorio si discutevano gli articoli della Costituzione, nelle piazze
infuriavano zuffe cruente e le notti, specie al Nord e nelle "zone
rosse", erano spesso turbate da agguati omicidi di matrice politica.
Partito di lotta e di governo fino al maggio 1947, con un piede nel Palazzo e
un altro alla testa delle folle in tumulto, il Pci reagì all'esclusione
dall'esecutivo, voluta da Alcide De Gasperi, intensificando l'impegno militante
con un "tentativo di spallata" (così l'ha definito lo storico Fabio
Grassi Orsini) al fragile edificio del primo centrismo, che però resse l'urto.
Lo stesso Togliatti, in verità, si adoperò per moderare le spinte
insurrezionali della sua base. Poi il trionfo democristiano del 18 aprile 1948
inaugurò una stagione diversa. Vittime principali del muro contro muro furono
appunto i protagonisti "disarmati" del libro di Mirella Serri, coloro
che non stavano con Pio XII né con Stalin. Innanzitutto i liberali illuminati
riuniti intorno al quotidiano del Pli Risorgimento Liberale, diretto da Mario
Pannunzio, e poi gli antifascisti laici e democratici come
Ernesto Rossi, a lungo imprigionato durante la dittatura, e Gaetano Salvemini,
costretto all'esilio dalle camicie nere. Tutti diffidenti verso la tattica del
Pci, che mirava a "deglutire" le altre forze progressiste per
assicurarsi il monopolio dell'antifascismo e delegittimare l'anticomunismo,
quasi equiparato alla simpatia per il passato regime. Sferzante la risposta del
quotidiano di Pannunzio al "tentativo di mettere nello stesso calderone
liberalismo e fascismo sotto lo specioso pretesto che sono tutti e due
anticomunisti". Argomentando così, notava l'articolo, i comunisti
ragionavano allo stesso modo "dello zoologo che volesse sostenere che
essendo il cane e il topo entrambi nemici del gatto, il cane è un topo".
Tra i più aspri nel rintuzzare la polemica anticomunista di Risorgimento
Liberale, nota Mirella Serri, furono gli intellettuali approdati nel Pci da
poco tempo, magari con qualche imbarazzante precedente di adesione al fascismo:
figure di cui l'autrice si è già occupata nel suo precedente saggio I redenti.
Un esempio è Carlo Muscetta, valido critico letterario, che era passato al
comunismo dall'azionismo e che esaltava i suoi nuovi compagni come "uomini
non qualunque", dotati di una fibra morale superiore rispetto agli
avversari. Dal tumultuoso triennio 1945-48, oggetto della ricerca di Mirella
Serri, il Pci uscì battuto sul piano politico, relegato in permanenza
all'opposizione, ma vincitore sul terreno dell'egemonia culturale, poiché
riuscì a legittimarsi come rappresentante principe dell'antifascismo, custode autorizzato
della memoria della Resistenza, depositario della più genuina interpretazione
della democrazia e dei valori costituzionali. Su chiunque si opponesse a
Botteghe Oscure si allungava così l'ombra del sospetto di servire interessi
oscuri, se non addirittura di cullare progetti autoritari. Gli eretici fautori
della "terza forza" - contemporaneamente antifascisti, anticomunisti
e anticlericali - trovarono rifugio sul settimanale Il Mondo, la nuova e più
prestigiosa creatura varata da Pannunzio nel 1949. Da quelle colonne si avviò
una lunga stagione di battaglie civili, ricostruita da Massimo Teodori nel suo
recente volume Storia dei laici (Marsilio), che coinvolse personaggi assai
distanti tra loro come Ernesto Rossi e Panfilo Gentile, Gaetano Salvemini e
Benedetto Croce. Fu però l'avventura di una minoranza, sempre accusata di
velleitarismo, astrattezza, snobismo elitario. I giochi importanti restarono
appannaggio dei partiti di massa e il comunismo assunse nel nostro Paese un
ruolo senza paragoni con il resto dell'Europa occidentale. Fino a quando la
caduta del Muro di Berlino non fece definitivamente giustizia di illusioni e
distorsioni ideologiche durate troppo a lungo. Qui sopra, da sinistra: Franco
Libonati, Mario Pannunzio e Nicolò Carandini. Nelle foto piccole, dall'alto:
Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Carlo Muscetta. Nella foto in basso a destra,
Mirella Serri.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 248 del
2008-10-16 pagina 42 Amvrosij Grenkov di Redazione Si chiamava Aleksandr
Grenkov e nacque nel 1812 nel governatorato russo di Tambov. Studiò in
seminario e insegnò qualche tempo a Lipeck. Nel 1840 si fece monaco nel famoso
eremo di Optina, dove si praticava la direzione spirituale (starcestvo).
Ammiratore del nostro sant'Ambrogio, prese in suo onore il nome religioso di
Amvrosij. Cinque anni dopo venne ordinato e, misteriosamente, da quel momento
si ammalò, tanto da far temere per la sua vita. Rimase sempre sull'orlo della
morte, ma senza mai caderci dentro. Malgrado le sue infermità, riuscì a curare
la pubblicazione degli scritti dei Padri e la traduzione di quelli di san
Giovanni Climaco. Addirittura, dopo la morte del padre spirituale del monastero
(Makarij, deceduto nel 1860), venne eletto al suo posto. Non solo, ma assunse anche la guida spirituale di moltissimi esterni, laici
e religiosi. E fondò pure un monastero femminile a ?amordino. Amvrosij è
ricordato come il più esperto nella cosiddetta "preghiera di Gesù" o
"del cuore" o "esicasmo", molto importante nella tradizione
religiosa russa. Scrive Il'ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (ed.
La Casa di Matriona) che a questo grande santo russo non furono risparmiate
calunnie e persecuzioni (anche se non ne specifica la natura e i motivi), tanto
che trascorse l'ultimo anno della sua lunga vita tra le sue figlie spirituali
di ?amordino. Morì nel 1891 e subito sulla sua tomba si registrarono
guarigioni. I pellegrinaggi non si interruppero nemmeno sotto il regime
bolscevico prima e sovietico poi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Inizia domani
ad Alatri con dibattiti ed incontri di alto livello l'ultima Festa tricolore
provinciale che proseguirà sabato a Supino "Troppi danni dalla
sinistra" Luca Sergio Sanità, occupazione, sicurezza e giovani. Questi
alcuni dei temi, ma non i soli, che saranno al centro della "Festa
Tricolore" provinciale, in svolgimento domani ad Alatri e sabato conclusione
a Supino. Sarà questa l'ultima manifestazione di An visto che all'inizio del
2009, salvo imprevisti, dovrebbe avvenire la fusione con Forza Italia, DcA, Cattolico-Popolari, MpA ed altri gruppi minori nell'unico
contenitore politico del Popolo della Libertà (già presentatosi alle ultime
politiche). "Vogliamo discutere, confrontarci sulla politica, entrare nel
merito della crisi del territorio, affrontare le delicate tematiche della
sanità, dell'occupazione dei giovani che sono il ceto dirigente del futuro.
Il confronto sarà certamente aperto in quanto vedrà il coinvolgimento di tutti
i circoli". Questo ha sostenuto il presidente della federazione nord,
l'eurodeputato Alessandro Foglietta, alla presentazione con il sen. Oreste
Tofani. Il consigliere comunale di Alatri, Remo Costantini, si è soffermato
sulla "tappa" locale: alle ore 18, nel palazzo Conti Gentili,
convegno sulla sanità con il sen. Cursi; alle 19.30 dibattito sulla Provincia
con tutti i consiglieri e poi serata al Brio Bar riservata ai giovani con
Tofani e Foglietta. Sabato la festa si trasferisce nel "regno" di
Foglietta, Supino, dov'è sindaco e precisamente al ristorante Bompiani, nel
quale alle 17.30 si terrà un incontro con tutti gli esponenti del Pdl per
discutere come dovrà essere il nuovo partito del centrodestra. Alle 18.30
dibattito di alto livello su lavoro, occupazione e sicurezza moderato dal capo
della redazione de "Il Tempo" Francesco Puglisi al quale
interverranno Foglietta, Tofani, l'on. Augello, il sottosegretario Viespoli e
la segretaria nazionale dell' Ugl, Renata Polverini. Alle 21 rapporto
sull'Europa di Foglietta e dell'on. Roberta Angelilli. Alle 22.30 chiusura
della festa con il segretario regionale Aracri ed il presidente del gruppo
senatoriale Pdl Maurizio Gasparri. "Con questa festa - sottolinea il sen.
Tofani - vogliamo dare, come forza nazionale di governo, un contributo a temi
prioritari per il nostro territorio per illustrare il nostro progetto che vuole
porre fine all'incapacità del centrosinistra che ha governato malissimo la
nostra provincia malgrado il lungo periodo di tempo".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Federico Vacalebre
Dopo la rilettura dei suoi brani condivisa con Roy Paci, i Mau Mau, Ginevra Di
Marco e tanti altri nel progetto "Riddim a Sud", stavolta nostra
Teresa di Zion, come qualcuno l'ha ribattezzata dopo l'ultima avventura
profumata di reggae, torna agli esordi da folksinger per un'edizione deluxe del
suo ultimo album che ha l'unica colpa di non prevedere anche la versione in
vinile. A un anno dall'arrivo sul mercato, la seconda vita di "Sacco e
fuoco" raddoppia i cd e restituisce a Teresa De Sio "'O paraviso 'n
terra", il brano diviso con Raiz nel secondo album da solista dell'ex
Almamegretta, "Uno". La richiesta di un Eden terrestre e la triste
constatazione di essere piuttosto condannati a un eterno inferno perdono la
carnale vocalità del figlio di Annibale e acquistano un ritornello in italiano,
unica concessione a una lingua "sempre più lontana dalla gente",
spiega l'ex madonna del folk revival italiano: "De André diceva che era
adatta solo alla stesura dei documenti burocratici, forse aveva ragione, anche
se ogni tanto, proprio come in questo caso, può essere utile ricorrere
all'ombrello della lingua comune, comprensibile a tutti, anche a costo di
perdere qualcosa in capacità di racconto e di capacità di emozionare".
"Il tour di quest'estate mi ha spinto a riprendermi questo brano che avevo
scritto per Rino", racconta la De Sio, "l'ho riarrangiato e poi mi
sono chiesto come farlo uscire. Potevo metterlo soltanto on line, ma, in fondo,
io appartengo a una generazione affezionata all'oggetto disco, anche se il cd
non ha lo stesso fascino dei vecchi lp. Così ho pensato di mettere in
circolazione una nuova edizione di "Sacco e fuoco", aggiungendoci un
live acustico registrato in presa diretta in cui mi misuro senza fronzoli con
miei materiali recenti come "Amèn" e "'A figlia d''o rre",
ma anche con pezzi che accompagnano la mia carriera sin dagli esordi, da
"Quanno turnammo a nascere" a "Vulesse addeventare"".
La cruda essenzialità - voce, chitarra e poco altro - delle session registrate
per Radio Lifegate e Radio Popolare è l'altra faccia dell'overdose di ritmi,
popolari e contaminati, proposti da Teresa negli ultimi anni: "A volte la
necessità aguzza l'ingegno, obbliga a liberarsi dalle sovrastrutture, a
ritrovare l'ideale nudità della canzone quando nasce, quando si presenta come
bene collettivo piuttosto che come prodotto di mercato". Ma è "'O
Paraviso 'n'terra" la chiave del disco, "del mio presente, forse
anche del mio futuro", spiega lei: "Negli ultimi dischi, come tanti,
ho sentito il dovere, ancor più che il diritto, di scrivere della
Napoli-Gomorra ormai diventata questione nazionale, anzi internazionale. Dopo
"Amèn" mi è venuta quest'altra preghiera, laica,
che prega le nuove generazioni, non solo napoletane, di lavorare per costruire
con le proprie mani un futuro migliore, l'altro mondo che, nonostante tutto, è
ancora possibile. "Aizate 'a capa tutte quante e pigliateve 'o futuro',
canto agli scugnizzi che non erano ancora nati quando io sbancavo l'hit parade
con "Aummo aummo". È per loro, ancor più che per combattere in
qualche modo una crisi devastante di mercato, che ha senso il continuo lavoro
di ridefinizione e restyling a cui sottopongo il mio canzoniere. È per loro,
soprattutto, che il disco è doppio, ma costa come un singolo".
( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
VISITA PASTORALE. DA
OGGI A DOMENICA Il Vescovo di Novara per 3 giorni in Alta Valle Il Vescovo
Renato Corti inizierà domani la sua tre giorni in Alta Valsesia. Da domani a
domenica il presule di Novara toccherà diversi centri
incontrando rappresentanti laici e religiosi delle dodici parrocchie
interessate. I sacerdoti accoglieranno Renato Corti domani alle
( da "Avanti Online" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'
“Gli anni della Fil
e le origini della crisi dei sindacati” Dal dopoguerra in poi la Cgil ha fatto terreno
bruciato attorno a sé, ma i tanti campanelli d'allarme sono stati sempre
ignorati Lunedì 13 Ottobre 08 Parlare della Fil mi riporta molto addietro nel
tempo, a ripercorrere il percorso della mia vita politico-sindacale, tutto
sommato modesta, ma coerente che, dopo oltre dodici lustri, mi vede ancora
impegnato, all'interno del mio "pensatoio", a provare di parlare,
scrivendo, di una società profondamente cambiata e senza più ideali anche se
qualcuno, inalberando un proprio io dominante, asserisce di averne.Non era così
nel dopoguerra: ricordo i dibattiti sulla scelta fra Monarchia e Repubblica; la
Costituente che ci ha dato la Carta costituzionale sulla quale si basano i
pilastri della nostra vita democratica, ma soprattutto ricordo il 1948, con i dibattiti,
più che animati (usando un eufemismo) prima e durante la campagna per la
consultazione elettorale del 18 aprile di quell'anno, per l'elezione del primo
Parlamento democratico dopo la caduta del fascismo e il cui risultato, con la
vittoria della Dc e dei suoi alleati, fu determinante per la scelta del Patto
atlantico e del Piano Marshall. Scelte duramente contestate dal Fronte
popolare, sconfitto dal voto degli elettori.A causare, in parte, questa
situazione furono alcuni avvenimenti di determinante importanza politica e
sindacale, avvenuti in precedenza, le cui conseguenze, per taluni di essi, come
la divisione del movimento sindacale, allora contrastato
sempre vivacemente e qualche volta anche violentemente. Ancora oggi il fronte
sindacale è diviso malgrado i tentativi di riunificazione ai quali, per quanto
ci (e mi) riguarda non abbiamo mai creduto, e le divisioni non solo permangono,
ma si sono moltiplicate. Sono nate infatti piccole formazioni sindacali non
federate (quali mini corporazioni) composte da lavoratori operanti
particolarmente nei servizi pubblici di trasporto e anche nel pubblico impiego
(dove mai si rischia il licenziamento nemmeno per giusta causa), i quali fanno
delle mansioni loro affidate un punto di forza contrattuale, per strappare
condizioni economiche più favorevoli rispetto alla generalità degli altri
lavoratori, che poi sono costretti a pagare questi servizi con
"percussioni tariffarie" in aumento, oltre ai disagi durante gli
scioperi, che qualche volta vengono decisi al di fuori da ogni
regolamentazione.Ma cosa era avvenuto prima del 1948? Principalmente furono tre
questi avvenimenti: la costituzione del Fronte popolare, conseguente al Patto
di unità d'azione fra il Psiup e il Pci (già accennato parlando delle elezioni
dell'aprile 48); seguito, a causa di esso, dalla storica scissione di Palazzo
Barberini con la costituzione del Partito socialdemocratico (Psli); e infine,
ai primi di giugno del 1947, la convocazione del primo Congresso della Cgil,
rinviato astutamente per tre anni dalla ricostituzione della confederazione
avvenuta nel 1944 con il Patto di Roma fra la Dc, Pci e Psiup. Causa addotta
per il rinvio: la convocazione dei Congressi del Pci, della Dc e del Psiup (il
primo dopo la guerra per ciascuno di essi) e svoltisi tutti e tre nell'arco dei
primi sei mesi del 1946.Il vero scopo del rinvio era invece guadagnare tempo
per permettere alla corrente del Pci di avere la maggioranza, usufruendo di una
migliore organizzazione di partito e dell'attivismo dei propri aderenti di
base. Questa tattica dilatoria, che il gruppo dirigente comunista riuscì
abilmente ad ottenere, profittando della ingenua accondiscendenza delle altre
componenti, ha poi avuto gli esiti sperati dal Pci e il 1 Congresso della Cgil
si concluse con il seguente risultato: corrente Pci 52%, Psi 30%, Dc 12%,
Socialdemocratici (dopo la scissione di Palazzo Barberini), Repubblicani e
Indipendenti il 5%. Ergo: il Pci riuscì ad impadronirsi
"democraticamente" della confederazione, nominando 11 componenti sui
21 del nuovo esecutivo. Da quel momento, però, ha avuto inizio la crisi
latente, non solo della Cgil, ma dell'intero movimento sindacale, costretto a
scegliere fra l'essere la "cinghia di trasmissione" del Partito di
riferimento, o quella di essere sindacato "laico"
che dalla politica deve pretendere provvedimenti legislativi in favore della
classe lavoratrice nella libertà democratica, senza "religiosità
ideologiche".Il 1 Congresso del Psli (al quale mi ero iscritto sin dalla
sua costituzione nei primi giorni del febbraio 1947), su quanto avvenuto nella
Cgil, assunse una posizione responsabile, ancorché interlocutoria, di
indirizzo ai compagni, invitandoli a "partecipare attivamente per
difendere l'indipendenza del movimento sindacale da ogni dittatura di apparati
politici, nonché le direttive che sole potranno mantenere una unità sindacale,
cioè l'attuazione di un sincero regime democratico, il rispetto dei diritti
delle minoranze, l'esclusione di ogni tentativo da parte di qualsiasi partito
di fare del movimento sindacale lo strumento dei suoi fini particolari.Nobili e
belle parole piene di speranze andate ben presto deluse. La logica conseguenza
di quel Congresso della Cgil fu la divisione del fronte sindacale, che divenne
poi definitiva dopo lo sciopero politico deciso dai comunisti in seguito
all'attentato a Togliatti, che fu la causa scatenante dell'uscita dalla
confederazione di Corso d'Italia della corrente della Dc che, guidata da
Pastore, il 7 ottobre 1948 diede vita alla Lcgil (Libera confederazione generale
Italiana dei lavoratori). Ma l'attentato a Togliatti e lo sciopero politico
conseguente non provocarono solo la fuoriuscita della corrente Dc dalla Cgil,
ma da parte dei comunisti vi furono "attenzioni" che andavano dalle
minacce alle violenze, fortunatamente non numerose, ma emblematiche; come
l'aggressione subita da Bevini all'uscita della Sabiem, ad opera di alcuni
giovani, non solo comunisti, ma "cominformisti". Fortunatamente
Bevini venne difeso da vecchi comunisti che ne rispettavano la sua integerrima
(e lunga) militanza di difensore della classe operaia, accusando solo
contusioni di non grave entità. Ma il segno politico dell'avversione comunista
verso i socialdemocratici si manifestò con più evidenza, e la crisi della Cgil
si aggravò a tal punto che Di Vittorio ritornò preoccupato dall'America e diede
disposizioni affinché lo sciopero terminasse.Ma questo non bastò a frenarne la
crisi. Al 2 Congresso del Psli, tenutosi a Milano dal 23 al 26 gennaio 1949,
Simonini, nella relazione di maggioranza, nella parte riferita al problema
sindacale, affermò: "L'uscita dei democristiani dalla Cgil non era che un
aspetto della crisi sindacale, in quanto essa derivava dal fatto che la stessa
unità sindacale, più che una unione di lavoratori, rappresentava un accordo fra
alcuni partiti per sfruttare le masse ed un sistema nel quale i comunisti si
erano accaparrati i posti direttivi". Con queste parole, Simonini, aveva
già inteso delineare l'impossibilità per i lavoratori socialdemocratici di
continuare la loro adesione alla Cgil. Quel Congresso si chiuse l'approvazione
a maggioranza della mozione n. 1, proprio quella illustrata da Simonini.La
questione sindacale ebbe poi un seguito in cui l'incompatibilità denunciata si
tramutò molto presto nell'impossibilità: l'azione proditoria sfociata in quella
specie di spedizione intimidatoria, nelle loro intenzioni, messa in atto da
socialcomunisti facinorosi (sì,erano presenti le rappresentanze di ambedue i
Partiti del fronte), culminata con l'occupazione di Molinella, culla della
socialdemocrazia, si concluse poi senza altre violenze per il senso di
responsabilità dei molinellesi. Naturalmente dopo questo grave sopruso Martoni,
segretario della Camera del lavoro di Molinella, decise che non era più
possibile continuare a militare in una organizzazione dominata dai comunisti,
che consideravano i socialdemocratici come traditori del proletariato, e
pertanto fu decisa la fuoriuscita dalla Cgil senza indugi. La scissione si
estese immediatamente in tutta la provincia, e poco tempo dopo diventò di
fatto, e nominalmente, nazionale con il parere sostanzialmente favorevole del
Psli, che quattro mesi dopo, nel suo Congresso straordinario di Roma, prese
atto di quanto era accaduto non solo a Molinella, ma nelle sue conclusioni sui
problemi sindacali deliberò, con una maggioranza del 63%, che per quanto
riguardava la ulteriore permanenza nella Cgil, i soli competenti a decidere
della via da seguire dovevano essere "gli organizzati della nostra
corrente sindacale e i dirigenti da essi democraticamente eletti. Si conferma
con ciò, da parte nostra, la decisa volontà di sottrarre i sindacati ad ogni
ipoteca e influenza di partito". Poiché ad analoghe conclusioni erano
giunti gli amici del Partito repubblicano, la scissione "laica e aconfessionale"
poté dirsi conclusa, con l'unità decisa dalle due componenti, socialdemocratica
e repubblicana, e con la costituzione della Federazione italiana lavoratori; la
Fil, appunto.La Fil ha avuto vita breve, ma intensa, e soprattutto di grande
valore politico; anche se, lacunosamente, non se ne trova traccia nemmeno
nell'Enciclopedia Rizzoli Larousse se non alla voce Cisl, allorché si fa
riferimento alla sua costituzione dovuta all'unificazione fra la Lcgil, Fil e
Ufail. A questa lacuna è possibile rimediare - in parte - con ricordi
personali, perché vissuti direttamente, e chiedo scusa se sarò costretto a
continuare a scrivere in prima persona.Costituita la Fil, venne aperta la sede
provinciale in via S. Vitale 114, dove il partito mi inviò a seguito di una
richiesta di Martoni, che conoscevo solo di nome, il quale necessitava di
compagni muniti di buona volontà. Allora abitavo in via Zanolini e conoscevo
molto bene il 114, dov'era situata una sede del Pci, ma non sapevo che la sede
della Fil era proprio di fronte ad essa, in fondo all'androne: il Partito
comunista a destra, la Fil a sinistra. Poi vi erano giovani dell'intellighenzia
di sinistra, fra i quali spiccavano Contessi (che nel 1951 fu tra i fondatori e
poi direttore del "Mulino") e l'ingegner Conato, che incontrai a
Castel San Pietro durante la mia esperienza di consigliere comunale. Conato era
l'urbanista del Comune e lo criticai aspramente il Piano regolatore da lui
redatto, poiché mi sembrò più rispondente al progetto della Grande Bologna di
Campos Venuti (adottato da via Barberia) che a quello di una autonoma termale,
come era nelle aspirazioni di tutti gli operatori economici ivi
residenti.Esisteva allora il progetto dell'autostrada Bologna-Rimini-Canosa, e
non era ipotizzato un casello, perché una città termale ha questa necessità:
feci la proposta, il sindaco disse che era interessato, poi non se ne fece più
nulla. Dopo molti lustri hanno aperto il casello, quando i buoi erano ormai
scappati Ma l'argomento è la Fil, non le malinconie e i ritardi di Castel San
Pietro, che pure fanno parte dei ricordi in cui compare la figura di un fedele
e caro compagno: Dal Fiume (sempre presente!). Ritornando all'incontro con
Martoni, ricordo due cose in particolare: prima mi squadrò attentamente, poi mi
indicò una scrivania e una sedia dicendomi che quello sarebbe stato il mio posto di lavoro; quindi dovevo dimostrare di
meritarlo. Debbo dire che l'impatto successivo con la realtà fu piuttosto duro.
In compenso, incontrai compagni e amici che ricordo con affetto. E chiedo scusa
alle centinaia di attivisti e dirigenti incontrati poi nella mia lunga vita, se
rivolgo anzitutto, il mio pensiero al piccolo gruppo che incontrai assieme a
Martoni e a quelli che alla sera, finito il loro lavoro, venivano in sede per
dare un ulteriore impulso all'organizzazione.E allora non posso non ricordare
il vecchio Piazza, socialista dalla lunga e integerrima carriera che, con il
brillantissimo Possamai, dalla dialettica di rara efficacia, dirigevano il
risorgente movimento cooperativo socialdemocratico con i braccianti in esso
occupati, in aspra polemica con il Fronte popolare. Poi l'amico repubblicano
Merighi, e successivamente l'altro repubblicano, Aldrovandi, e i compagni
Brighi e Onofri "il Cerbero". E alla sera giungevano i "dopolavoristi":
Bevini dalla Sabiem, Lelli e Golfieri dalla Scarani e altri che mi spiace non
potere ricordare, un po' per le falle della mia memoria, un po' perché hanno
avuto meno influenza nei fatti che allora mi hanno riguardato. Ma la colpa
maggiore sta certamente nei vuoti di memoria.Eravamo pochi e dovevamo
interessarci di un po' di tutto, e amavo paragonare la nostra azione a quella
degli artigiani tutto fare del sindacato, ma comunque siamo cresciuti fra le
mille difficoltà dovute alle minacce alle quali erano sottoposti frequentemente
i nostri iscritti nei luoghi di lavoro, da parte di quelli della Cgil, ma
mantenendo, tramite i collettori di contributi, un rapporto umano e non
burocratico con gli iscritti. Vi è però l'esperienza in "corpore vili"
della prima trattativa affrontata alla scadenza del contratto per i dipendenti
di fornaci, che è emblematica a dimostrazione del clima esistente nei rapporti
con la Cgil.Recatomi all'Associazione degli industriali, allora posta in via
del Cane, vi trovai l'avvocato Fanti e un giovane in rappresentanza della Lcgil
(che in seguito ha abbandonato la dura vita nel sindacato in cambio di una
carriera politica), che attendevano in un grande salone di rappresentanza. Dopo
un po' di tempo entrò una delegazione della Cgil composta da una ventina di
persone guidate da un dirigente, che mi conosceva molto bene, il quale chiese a
Fanti (letteralmente): "Chi sono quei due signori e che cosa
rappresentano?".Immediata la mia risposta. Prima ancora che l'Avvocato ci
presentasse, affermai che rappresentavo quei lavoratori che alle fornaci
Gallotti erano stati minacciati da alcuni suoi rappresentati. Risultato: finta
indignazione e ritiro della delegazione cigiellina. La trattativa quindi si
interruppe, anche se provai, sfrontatamente, a trattare separatamente.
Gentilmente venni riportato alla realtà e non se ne fece nulla. Da quel momento
ebbe inizio una "pantomima" che durò un paio di settimane, con di
scambi di lettere con la Cgil, che in un primo momento accettò la nostra presenza
in qualità di osservatori, naturalmente respinta da parte nostra, ma poi
riconobbe pienamente il nostro diritto a partecipare alla trattativa con nostre
proposte. Alcune settimane dopo, in occasione degli incontri per il rinnovo del
contratto per i lavoratori edili, il medesimo dirigente, senza alcuna fantasia,
forse perché la delegazione (o per meglio dire la platea) era diversamente
composta, tentò di ripetersi. Al ché mi arrabbiai e gli risposi, esattamente
come accadde nella precedente occasione, e che in quel modo avrebbe ottenuto
solo una perdita di tempo. Finì così anche la sua "sceneggiata".Ho
voluto rammentare questo mio primo concreto impegno sindacale autodidattico per
dimostrato a me stesso che avevo la "grinta" adatta e, se mi è
permesso, qualche capacità per continuare a operare in difesa degli interessi
dei lavoratori.L'altra ragione di questo mio racconto è quella di illustrare a
chi non è un "residuato" come il sottoscritto, quale era il clima
politico da guerra fredda di allora, durante il quale tutti gli aderenti al
Patto socialcomunista, nessuno escluso, ci giudicavano socialtraditori e
scissionisti. Come ho già accennato, la Fil ebbe una vita breve, ma per me
significò molto, perché conobbi uomini e donne che avevano il coraggio di difendere
i propri ideali, a Bologna e Molinella; Altedo e Baricella; Medicina e Budrio;
Minerbio e Ca' de Fabbri e tutta la Bassa bolognese e la montagna di San
Benedetto e Castiglione dei Pepoli; Lagaro e Lizzano in Belvedere e Porretta,
con la guida di Anselmo Martoni, dal quale ho imparato ad essere un vero
socialista democratico (o almeno lo spero, visto che coerentemente lo sono
ancora).Il 30 aprile del 1950 (praticamente il 1 maggio) ebbe termine
l'esistenza della Fil, non senza contrasti all'interno del Partito, perché la
corrente di sinistra sin dal Congresso di Napoli del gennaio 1950 si dichiarò
contraria ad una unificazione con organizzazioni "confessionali".
Tesi, questa, sostenuta sino al Congresso di Bologna del 3 gennaio 1952, che mutò
il nome del partito, da Ps (Siis) in Psdi, e sul problema sindacale venne
approvato un Ordine del giorno presentato da Carmagnola, che esortava "i
lavoratori socialdemocratici a confluire nelle organizzazioni della Uil (che
nel frattempo si era costituita con coloro che non avevano accettato
l'unificazione fra Fil e Lcgil, nda) pur non facendo alcun obbligo ai
socialisti organizzati nella Cisl e nella Cgil".Nella Provincia di Bologna
la posizione della corrente di sinistra del partito non ebbe alcun risultato
pratico e soltanto pochi organizzati non accettarono l'unificazione con la
Lcgil e quindi non vi fu nessuna incrinatura nella compattezza dei
socialdemocratici bolognesi, anche se dispiacque rilevare che fra questi vi
fossero alcuni compagni di provata fede. Così la Cisl bolognese si costituì con
alla guida Martoni, in quanto la maggioranza degli iscritti proveniva dalla
Fil, e l'unione delle due strutture rese l'organizzazione più adeguata ai
compiti a cui era chiamata e, fra i metalmeccanici erano aumentati i "dopolavoristi"
con l'aiuto prezioso di Facchini, ma l'aiuto più prezioso venne poi in seguito
da Molinella, da Gino Gabusi.Socialista democratico e sindacalista vero, nato e
cresciuto nel clima cooperativistico molinellese, Gabusi fu per Martoni un
"alter ego", un fratello - sia pure minore, come ebbe ad affermare
molti anni dopo un Martoni commosso ai suoi funerali -, e per me un amico
sincero con un raro senso della lealtà e una altrettanto rara sensibilità
politica: sempre disponibile e gran lavoratore. Ad un amico così si può solo
volergli bene e io ho cercato di dare a lui altrettanta amicizia e lealtà,
forse non riuscendovi come avrei voluto. Martoni aveva un altro carattere: gli
debbo sicuramente molta gratitudine e ho cercato di dimostrarglielo quando non
ho accettato per due volte di rompere una solidarietà di gruppo: era più
incline ad accettare le lusinghe, e molto spesso mi è dispiaciuto vedere che la
sua fiducia era mal riposta. Ma sono strafelice di non essere catalogato fra
quelli che politicamente gli hanno voltato le spalle.Tornando alle vicende in
questione, dopo il Congresso di Bologna del Psdi il problema sindacale fu
momentaneamente accantonato, per rispuntare al Congresso di Roma, nel novembre
del
( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Bibbia Così il card.
Ouellet guida il Sinodo sulla Parola Il canadese di fiducia di Benedetto XVI Il
Sinodo dei vescovi, in corso in questi giorni in Vaticano attorno alla Parola
di Dio, è arrivato al suo giro di boa. E, a conti fatti, sono due, finora, i
personaggi che l'hanno fatta da padroni: il cardinale Marc Ouellet, arcivescovo
di Québec e primate del Canada, e Papa Benedetto XVI. Entrambi, il primo in
qualità di relatore dei lavori, il secondo in qualità di "presidente"
- così l'ha presentato tre giorni fa ai presuli riuniti il segretario generale
dello stesso Sinodo, l'arcivescovo Nikola Eterovich - hanno raccolto dagli
interventi dei padri sinodali spunti di riflessioni incentrati attorno a un
leitmotiv: per comprendere la Bibbia non basta il metodo storico-critico, ma
serve la fede. Ovvero: leggere la Bibbia è entrare in dialogo con Dio, un
dialogo che presuppone la fede. Altrimenti si cade in un'esegesi positivista
dove il divino scompare con conseguenze nefaste, per la Chiesa, quali la
negazione della risurrezione di Cristo e della fondazione dell'eucaristia da
parte del Figlio di Dio. Ma andiamo con ordine. Ouellet ha detto la sua nella
relazione introduttiva dei lavori (lunedì 6 ottobre) e nella relazione di metà
percorso (l'altro ieri). Il Papa ha parlato durante la messa inaugurale
(domenica 5 ottobre) e poi tre giorni fa, intervenendo a sorpresa durante i
lavori. In tutti e quattro gli interventi c'è stato,
nel sottofondo, un accenno alla corretta esegesi biblica. Evidentemente,
dunque, il tema è centrale nella vita della fede: senza una corretta esegesi
dei testi non ci può essere un corretto annuncio. Non è un caso che Benedetto
XVI abbia affidato a Ouellet il compito di relatore del Sinodo. Egli è un porporato
di grande prestigio - una delle migliori teste pensanti del collegio
cardinalizio - ma vive in un paese, il Quebec, in cui la Chiesa attraversa una
profonda crisi d'identità; la nomina a relatore è un segno importante sia per
il suo paese sia per tutti quei paesi (anche europei) dove la Chiesa avanza
smarrita, quasi dimentica della sua forza profetica e di cambiamento. La
situazione del Quebec è forse la peggiore, tra i paesi occidentali, in cui la
Chiesa si possa trovare a vivere. La crisi di vocazioni è spaventosa. Il clero
è spesso smarrito. E, insieme, c'è un governo della cosa pubblica che non
lesina colpi bassi. Su tutti quello inferto all'insegnamento
della religione cattolica. Questa, non solo è stata negata in tutte le scuole
statali, ma anche in quelle private. Ecco allora l'importanza di avere Ouellet
come relatore del Sinodo. Un segno che chiede al Quebec il coraggio di tornare
agli antichi splendori (fino alla metà del secolo scorso era un focolaio di
nuove comunità cattoliche) e, seguendo il suo Primate, di tornare ad
annunciare il Vangelo correttamente. Un segno che dal Quebec può significare
qualcosa per i tanti altri paesi (anche europei) nei quali - questa la
preoccupazione del Papa - non si annuncia il vero volto di Gesù. E non lo si fa
anche per colpa di una scorretta esegesi del testo biblico. È un'esegesi che
non riconosce come l'identità divina di Gesù emerga dai testi sacri e che
sembra non sapere che, per far propria questa identità e per comunicarla,
occorre uno sguardo di fede. Serve, insomma, un'esegesi che innervi di fede il
cosiddetto metodo storico-critico. I rischi sono quelli esposti a braccio,
martedì scorso, dal Papa quando ha parlato per otto minuti davanti ai padri
sinodali. Il Pontefice parlava tenendo in mano alcuni fogli di appunti. Secondo
una sintesi pubblicata sull'Osservatore Romano, il Papa - riprendendo una
preoccupazione già espressa nel suo Gesù di Nazaret - ha detto che "il
metodo storico-critico è positivo, ma ha bisogno di essere completato".
Necessita, cioè, anche della fede: "Se scompare l'ermeneutica della fede,
al suo posto si afferma l'ermeneutica positivista o secolarista, secondo la
quale il divino non appare nella storia". L'accusa, esplicita, del Papa è
rivolta all'esegesi soprattutto tedesca "che nega la risurrezione di
Cristo e la fondazione dell'eucaristia da parte del Figlio di Dio".
Un'esegesi alla quale la Chiesa vuole porre rimedio. (P. Rod.) 17/10/2008.
( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Csm l'emblematico
dibattito sull'incarico di capo della sezione minorenni di catanzaro di Emile
Cronaca della nomina di un presidente di tribunale Roma, 15 ottobre 2008.
Palazzo dei Marescialli, terzo piano, la sala consiliare è piena. Togati e laici si sono disposti attorno al vicepresidente. E' riunito
il plenum del Consiglio superiore della magistratura. L'ordine del giorno è
corposo. La seduta ha inizio alle ore 10.30. Alle ore
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
PREMIO. "CUORE
AMICO" "Nobel" della solidarietà a dottoressa di Mondovì
Riceverà il premio "Cuore Amico", una sorta di Nobel missionario della
solidarietà. La donna individuata dall'associazione omonima di Brescia che
assegna il riconoscimento, unico del genere a livello nazionale, è la
monregalese Elisa Facelli, medico che dal 2000 lavora nell'ospedale missionario
"Mtendere" di Chirundu, in Zambia. E' un ospedale che svolge una
funzione fondamentale nel Paese dove i tagli alla spesa sanitaria non
permettono alla popolazione di ricevere la minima assistenza. La dottoressa di
Mondovì, che riceverà il premio domani all'Ubi banca di Brescia, è un'attivista
di Amnesty International. Dopo l'opera di volontariato in Bangladesh, otto anni
fa lasciò il suo lavoro in Italia (all'ospedale di Savigliano) per l'Africa.
Sabato sarà premiato anche Paolo Marelli, di Como, un altro medico che lavora
nello stesso ospedale in cui opera la Facelli e ha trascorso più di 20 anni in
Burundi. Lo scopo di "Cuore Amico", arrivato alla 18ª edizione, è
segnalare, per mezzo di figure esemplari di missionari (laici
o religiosi), l'opera umanitaria promossa dalla Chiesa attraverso
l'evangelizzazione. I cinquantamila euro del premio serviranno ad ultimare i
lavori nel reparto di isolamento per malati di tubercolosi all'ospedale di
Chirundu, già parzialmente finanziati dall'asta delle opere di Sergio Unia,
svoltasi a Mondovì nella primavera scorsa. \.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
DONATELLA TROTTA
"È difficile che, parlando in pubblico, e col filtro dei mass media, si
abbia la possibilità di argomentare le proprie affermazioni. Per lo più si mostra
di essere fermamente convinti di quello che si dice. Capita ai personaggi non
solo di basso, ma anche di alto profilo, agli uomini di Stato e pure ai
pontefici". Emanuele Severino esordisce con una precisazione
"doverosa" rispetto alla richiesta di commentare le dichiarazioni di
Benedetto XVI su scienza e scienziati, fede e ragione. Temi cari al 79enne
filosofo bresciano, tra i massimi pensatori contemporanei, che non ha mai fatto
mistero del suo disaccordo spesso radicale con le posizioni ecclesiali.
Professore, come valuta le affermazioni del Papa? "La Chiesa e l'attuale
pontefice conoscono molto bene quanto vado dicendo da decenni sull'instabilità del modo in cui la dottrina cattolica intende il
rapporto tra ragione, fede, filosofia, teologia, scienza; ma non si può
pretendere che nelle sue dichiarazioni pubbliche il pontefice non abbia a
riproporre, intorno a quel rapporto, la concezione tradizionale della Chiesa,
come se nulla fosse stato
obiettato in proposito". Che cosa intende per
"instabilità"? "Il fatto che risulta sempre ambiguo se la tesi
dell'armonia tra fede e ragione sia espressa dalla fede o dalla ragione. Con
conseguenze ovviamente molto diverse". Filosofia e teologia sono per il
Papa "aiuti indispensabili" per evitare derive etiche della scienza.
È d'accordo? "Il tema è comunque di decisiva importanza. Per la Chiesa
l'uomo è destinato al naufragio se non unisce la sapienza di questo mondo a
quella cristiana, e anzi cattolica. Nei miei scritti si mostra invece che
l'uomo, prima di scorgere l'infinita grandezza della sapienza autentica, è
destinato ad abbandonare la pur grande tradizione dell'Occidente e quindi anche
il cristianesimo; e perciò è destinato alla dominazione della tecnica e della
scienza, ma non di quelle ingenue e oggi primeggianti che il Pontefice ha molte
ragioni di criticare, ma della scienza e della tecnica che sono in grado di
ascoltare la voce ineludibile (ma nascosta) della filosofia del nostro tempo:
la voce che indica l'inevitabilità del tramonto della tradizione occidentale".
E la denuncia di "arroganza" rivolta a scienziati che perseguono
"non il progresso dell'umanità", ma il profitto? "Non credo
certo che il pontefice volesse riferirsi a tutti gli scienziati, ma ad alcuni
depositari di uno scientismo stupido non esente da risvolti di cupidigia. Io
ritengo che Benedetto XVI, papa-teologo, riproponga questioni che volano alto,
in un giro d'orizzonte molto più ampio che gli sta molto a cuore. Immagino che
qualcuno polemizzerà, ma con i tempi che corrono i problemi sono ben
altri". Quali? "I rapporti della scienza con la tecnica, la tutela
del bene comune nell'agire pubblico, lo scenario di un'economia senza regole in
cui tutti si affannano a dire che il capitalismo non è morto ma non si
scompongono affatto se si afferma che Dio è morto, con un'indifferenza che
ritengo stupida. Come vede, in questa sede, anch'io non posso far altro che
dichiararmi fermamente convinto di quello che dico. Solo che un pontefice ha
più ascoltatori. D'altra parte, quando Gesù è stato
messo in croce, non c'era più nessuno ad ascoltarlo qui in terra".
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
La posizione dei
prelati "Non si può giustificare chi vuole violare i comandamenti del
Signore" [FIRMA]GIOVANNA FAVRO C'è un comandamento che recita: Ricordati di
santificare le feste. Così, è inutile chiedere non solo al cardinale Poletto,
ma in generale a un sacerdote come la pensa, o se in tempi di crisi sia giusto
fare eccezione per guadagnare di più. Non c'è argomento che tenga. Il senso
delle riflessioni degli uomini di Chiesa è: se sei cristiano, la pensi in un
certo modo. Non significa che il Comune debba agire di conseguenza, ma che la
sensibilità cristiana, piaccia o no, è questa. La società,
o, per usare una parola grossa, lo Stato laico, facciano come credono. Se però
si interpella il punto di vista cattolico, non c'è che una considerazione. E se
per di più la festa religiosa è grossa, e cade nel week end riservato al
ricordo dei defunti, stride particolarmente con lo shopping. E' ad
esempio il pensiero di monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliario e futuro
parroco alla Crocetta. Premette: "Non sta alla Chiesa dire al Comune come
comportarsi, e non giudico le altre città. La gente dedica l'1 e il 2 novembre
a visitare i propri cari al cimitero: quel giorno i negozi farebbero comunque
pochi affari, fiorai a parte". Perché "se c'è una festività che
accomuna i credenti, ma tocca anche il mondo laico, è proprio questa, che non è
un giorno di shopping, ma di silenzio, di riflessione e rispetto per i
defunti". Quanto al lavoro festivo più in generale, "le domeniche
sono dedicate al Signore, ma anche alle famiglie, perché le persone possano
stare insieme: vanno salvati il riposo e la gratuità del riunirsi e ritrovarsi
tutti insieme, se non si vuole una società sempre più barbara". Anche per
don Mario Foradini, che guida una parrocchia in pieno centro, in via San
Secondo, "il lavoro festivo è un errore. Sta scritto: Ricordati di
santificare le feste, e la Chiesa non potrà mai approvare che si violi un
comandamento del Signore". In più, "ogni religione ha un tempo
dedicato a Dio, anche per il bene dei fedeli. Il venerdì i musulmani, il sabato
gli ebrei, la domenica i cristiani: è un tempo per la religione, ma il riposo
festivo è anche laico, per il bene e per la vita della società: altrimenti, le
persone diventano schiavi che lavorano sempre". Di "tempi della città
e tempi dello spirito" ha ragionato in un recente convegno don Aldo
Bertinetti, del Comitato interfedi. Per lui il lavoro festivo "non va
demonizzato, non è un tabù", e "non reputo peccaminoso che un
negoziante cerchi di vendere". Ma "occorre difendere il principio che
è necessaria una giornata dedicata allo spirito e al riposo. Non un giorno
qualunque ma quello di festa per tutti, che consenta alle famiglie e alle
comunità religiose di riunirsi". Un principio che "va difeso anche
per combattere la tendenza al consumismo sfrenato, a ogni costo e in ogni
tempo". Certo, "la polizia, o i medici, lavorano anche la
domenica". Così "è possibile prevedere con buon senso ed equilibrio
qualche esercizio aperto anche nei festivi". Però, pensa alle emergenze:
le panetterie, o gli alimentari. Di comprare scarpe e profumi nel week end dei
defunti, per lui non c'è nessun bisogno.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
DAL 18 UNA SETTIMANA
DI FUNZIONI Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni Il quartiere si
prepara a vivere con grande intensità l'anniversario della parrocchia Il 26
ottobre la processione DOMENICO AGASSO JR Da sabato
( da "Voce d'Italia, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Politica
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( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina V - Milano Il
"botellon" al Mom Le scarpe Adidas Gino Strada Roberto Saviano Amano
il volontariato e Saviano ritratto dei Ragazzi del 2008 Si informano in
Internet e hanno paura del futuro "I politici non ci ascoltano"
Passano dai Subsonica alla musica techno "Bob Dylan no, ci annoia"
Non inseguono un'utopia ma difendono quello che hanno "Ci chiamano
bamboccioni, ma dove c'è un lavoro vero?" FRANCO VANNI (segue dalla prima
di Milano) Sono quasi tutti iscritti in Statale, la maggior parte milanesi. Non
scendono in piazza inseguendo un'utopia, ma per difendere quello che già c'è:
temono che i tagli all'università aumentino l'incertezza nel futuro, vero
motore di questa protesta in tempi di crisi. Hanno sfilato, si sono contati,
discutono su come portare avanti la protesta. Su una cosa sembrano essere
d'accordo: "La politica oggi non ci rappresenta". [I MODELLI] Il nome
che unisce i ragazzi in protesta è quello di Roberto Saviano. Per Camilla
Magnani, 21 anni, iscritta a Filosofia, lo scrittore "è un esempio di
forza non violenta, è il Gandhi di oggi". Camilla sfila dietro al furgone
dei collettivi, ma è un caso: "I megafoni e gli striscioni aggressivi mi
danno solo fastidio", dice. Di fianco a lei cammina Paolo Dal Cason, 19
anni, veneto. Vuole fare il magistrato: "Saviano insegna come sconfiggere
la paura. Un altro modello è Cristiano Lucarelli, il calciatore livornese
orgoglioso di essere di sinistra e per questo odiato dagli ultrà
fascisti". Paolo in cameretta ha due poster: il lungomare di Rio de
Janeiro (dove non è mai stato) e il ritratto di Barack
Obama. Il volto sorridente del senatore nero compare anche sulla spilla che ha
appeso al suo zainetto Francesca Bini, 20 anni, aspirante fisica, "deve
vincere lui, è l'unico in grado di entusiasmare". [GLI INTERESSI] Matilde
va matta per Vinicio Capossela "poetico e mai banale" e per Rino
Gaetano. Le piace la musica dance "ma solo in discoteca" e Bob Dylan
la annoia. Fino all'anno scorso a Pavia, prima di
trasferirsi per studiare in Cattolica, ascoltava musica "sempre a tutto
volume". Ora non può: condivide una stanza con una ragazza. "Questa
protesta non ha una colonna sonora, siamo la generazione "un po' di
tutto", la generazione dell'iPod". Per capire che non sbaglia, basta
ascoltare la musica pompata dai carri dei collettivi: il rock dei Subsonica,
techno da rave party, l'hip-hop francese che ha accompagnato la rivolta nelle
banlieue. Poi il divertimento. "La sera la si passa in Colonne di San
Lorenzo o ai botellòn, le bevute nei parchi" ripetono i ragazzi. E
mercoledì davanti al bar Mom, in viale Montenero, "perché paghi poco la
birra e non devi chiuderti in un locale". Tramontata la stagione del
"no-logo", sono tornate ai piedi le scarpe Adidas e non passa di moda
lo zainetto Eastpack. In libreria i ragazzi dicono di preferire i saggi ai
best-seller, leggono Derrida e non Grisham. E Saviano, ovviamente. In tv
"al massimo si guarda Report", e pochi hanno un quotidiano
sottobraccio. Dicono di amare i siti dei giornali su Internet, anche di quelli
stranieri. Ma se le notizie le cercano lontano, i problemi per cui scendono in
piazza sono tutti vicini a loro. Uno su tutti: la difficoltà di trovare un
lavoro stabile e che piaccia. [LE PAURE ] Raffaele Esposito vuole fare il
chimico e lavorare in università. Ha 24 anni, gliene mancano due per la laurea.
"Se uccidono la ricerca mi rubano il futuro", dice. Papà è arrivato
da solo da Avellino a Milano senza una lira in cerca di lavoro. Raffaele abita
con i suoi: i soldi ci sono, l'impiego no. La sua è la storia di molti: un
lavoretto per pagare gli sfizi ma nessuna possibilità d'indipendenza. Maria, 24
anni, vive con madre a Brugherio: "Ci chiamavano bamboccioni, ora ci sono
i fannulloni. Non c'è lavoro è questa la verità. E se tagliano sull'istruzione
ci mandano al massacro, i politici devono capirlo". [LA POLITICA] Oltre ai
fan dichiarati di Beppe Grillo, una minoranza, ci sono quelli (quasi tutti) che
non credono nella politica "tradizionale". Per Angelica Sansovino,
21enne iscritta a Brera, "la vera politica è quella di Emergency, non
quella dei ministri veri e nemmeno dei ministri ombra". Per Marco, 35
anni, a Scienze Politiche, "la politica buona la fa l'associazione Libera,
che utilizza a scopo sociale i terreni dei mafiosi". Quasi tutti i ragazzi
hanno votato a sinistra, e lo rifarebbero. Ma spesso senza crederci.
"Nessuno ci ascolta - attacca Marco, tecnico informatico part time -
politicamente siamo figli di nessuno". E di padri politici ne vorreste?
"Io mi tengo il mio, sessantottino disilluso, che quando sono uscito di
casa questa mattina mi ha ripetuto che occupare l'università non serve a
niente".
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Di Marco Tedeschi
SORRISO Nonostante i moniti della Lega, i libici non fanno paura. Anzi agli
investitori di Borsa piacciono. E così all'indomani del blitz della Banca Centrale
di Tripoli nel capitale di Unicredit, che è arrivata a detenere il 4,2%, il
titolo del gruppo bancario ha guadagnato il 7,6%. "Il rialzo dopo il tonfo
di ieri è senz'altro legato all'arrivo dei libici. La loro presenza è
considerata amichevole, ma l'idea del mercato è che sulla banca possa metterci
gli occhi qualcun altro", commenta un operatore.La febbre libica aiuta
anche Telecom, in rialzo del 6%, e contagia l'Eni ((piuù 14,5%) che potrebbero
vedere l'ingresso dei capitali di Gheddafi. Il rafforzamento della Libia
dimostra "l'interesse che loro hanno nella nostra azienda e che anche loro
considerano molto buona", ha osservato l'amministratore delegato di
Unicredit, Alessandro Profumo. Il banchiere ha poi rinviato ai soci e al
consiglio di ammnistrazione un eventuale decisione sull'ingresso di un
rappresentante di Gheddafi nel consiglio. Profumo ha ricordato che quest'anno
non percepirà nello stipendio il bonus legato al raggiungimento di risultati
economici. "Non sono io che decido queste cose - ha risposto commentando
le voci secondo cui avrebbe rinunciato al bonus - secondo la nostra governance,
una parte rilevante del mio stipendio è legata al raggiungimento di risultati;
quest'anno non li raggiungeremo e quindi in automatico quella parte di stipendio
scompare". Se alla Borsa il denaro africano è piaciuto, dubbi sono emersi
dalla politica. Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega Nord, ha
espresso preoccupazione "per l'ingresso di capitali ingenti che arrivano
dal mondo arabo, dai paesi produttori di petrolio attraverso l'acquisto di
grandi quantitativi di azioni di nostre banche e aziende, oggi quotate ai
minimi e dunque facili da scalare". "Ci preoccupa pure - ha
continuato - che alcuni settori dell'economia di questo Paese inducono a
sottovalutare probabili conseguenze future che potrebbero essere molto
pericolose per le pesanti ripercussioni sulle nostre imprese, collegate al
nostro sistema bancario. È evidente a tutti - ha concluso Bricolo - che in
questo momento la priorità deve essere tutelare i risparmiatori, proteggere le
banche e le imprese dalle scalate e colpire gli speculatori". Di diverso
avviso l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema. "Si tratta di fare
in modo - ha spiegato il parlamentare - che questi investimenti non portino a
un indebolimento dell'apparato economico del nostro Paese. Sicuramente quello
che sta succedendo, e non solo in Italia - ha aggiunto D'Alema - è che Paesi
che detengono grandi capitali, accumulati grazie al prezzo del petrolio e del
gas, tendono ora a investire in Paesi avanzati". L'ex ministro degli
Esteri, ha comunque giudicato "normale" questo tipo di fenomeno e ha
escluso che possa configurarsi come una sorta di "colonizzazione". Il
suo auspicio, tuttavia, è quello di individuare strumenti che impediscano
questo fenomeno possa indebolire l'economia nazionale. Entusiasta dei fondi è
l'economista Giacomo Vaciago, invitando il governo a dotare l'Italia di una
legge che consenta di attirare i capitali stanieri nel nostro Paese. A margine del Forum della Coldiretti a Cernobbio il professore
della Cattolica ha sottolineato che "non bisogna pensare" che i fondi
sovrani "siano nemici: hanno i soldi da investire, noi i debiti, e se
vogliono comprare un pezzo d'Italia non lo fanno perché sono cattivi anche
perché poi si applicano le nostre leggi". Per questo - secondo
Vaciago - "bisogna fare alleanze strategiche".
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Marco Travaglio
L'altro giorno, grazie a Gian Antonio Stella, abbiamo scoperto che Cesare
Previti è ancora iscritto all'Ordine degli avvocati di Roma, due anni e mezzo
dopo le condanne definitive per Imi-Sir (6 anni) e Mondadori (1 anno e mezzo).
Comprava i giudici e le sentenze, ma chi se ne frega. Evidente- mente Cesarone,
pur lontano dai riflettori, continua a contare parecchio. Lo dimostra il
candidato scelto dal Pdl per la Corte costituzionale al posto dell'impresentabile
(nel senso etimologico del termine) Pecorella. Si chiama Giorgio Spangher, ha
64 anni, è un avvocato triestino, insegna Procedura penale alla Sapienza ed è stato membro laico del Csm dal 2002 al
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 250 del
2008-10-18 pagina 8 E a cena i due rivali si prendono in giro di Redazione Una
festa di beneficenza organizzata dall'arcidiocesi cattolica di New York si
trasforma in una gara di battute Ci voleva un'occasione più rilassata dei
tesissimi dibattiti televisivi per vedere Barack Obama e John McCain scambiare
tra loro battute spiritose e prendersi amabilmente in giro. L'occasione è stata fornita dalla tradizionale cena di beneficenza
della Alfred Smith Memorial Foundation, intitolata al governatore di New York
all'epoca della Grande Depressione. Un evento organizzato dall'arcidiocesi
cattolica newyorkese, rappresentata fisicamente dal cardinale Edward Egan, alla
presenza del sindaco Michael Bloomberg e delle massime autorità. Appena
24 ore dopo essersi colpiti sotto la cintola nell'ultimo dei tre dibattiti in
tv Obama e McCain, come due consumati attori, si sono ripresentati al pubblico
in versione galà di beneficenza, elegantissimi nei loro smoking e magari con un
occhio al numeroso elettorato cattolico di New York e non solo. Ed è stato un fiorire di battute e spiritosaggini, proposte con
ampio ricorso all'autoironia. McCain ha aperto lo show annunciando di aver
licenziato tutto il suo staff per sostituirlo con "Joe l'idraulico",
l'ormai celebre signor Wurzelbacher che incarna il piccolo imprenditore
americano e che è stato citato da entrambi i candidati
alla Casa Bianca nel corso del recente faccia a faccia televisivo. Obama ha
replicato affermando che in lingua swahili il nome Barack significa
"quello là", con evidente riferimento al modo sgarbato in cui il suo
rivale lo aveva apostrofato durante il secondo dibattito televisivo all'inizio
del mese. Il repubblicano si è poi detto felice che "anche in questa sala
piena di orgogliosi democratici di Manhattan ci sia qualcuno che fa il tifo per
me: felice di vederti, Hillary!". Una frecciata piuttosto velenosa questa,
dal momento che la moglie dell'ex presidente Bill Clinton è stata irriducibile
avversaria di Barack Obama nelle primarie democratiche ed è notorio che
sostenerlo in queste settimane per favorire la sua ascesa alla Casa Bianca le
costa molta fatica. Da parte sua Obama ha ironizzato sulla sua immodestia
affermando che il suo punto forte è "l'umiltà" e quello debole il
fatto di essere "un po' troppo bello". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XI - Genova
Tutti in piedi contro la povertà Una sedia alta tre metri a San Lorenzo: un simbolo
per non restare inerti e indifferenti L'invito della Caritas ai genovesi:
"Fotografate il vostro 'Stand up!' e inviatelo al nostro sito Web ERICA
MANNA UNA grande sedia per invitare tutti a non adagiarsi davanti alla povertà.
Ma - anzi - ad alzarsi in piedi e dire la propria, perché gli impegni
internazionali presi dai grandi del pianeta nel 2000 con la dichiarazione del
Millennio all'Onu non si riducano a chiacchiere vuote. E a vincere non sia
l'indifferenza. "Stand Up! Take action!", ovvero "Alzati in
piedi, passa all'azione", la terza edizione della manifestazione promossa
dalla Campagna del Millennio delle Nazioni Unite "No excuse 2015",
attiva fino a domenica in tutto il mondo per chiedere aiuti per i poveri del
pianeta, arriva oggi anche a Genova. Dove, alle
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
CHIUSA PESIO. CON
700 MILA EURO Si restaurerà il percorso "sulle orme dei Certosini"
[FIRMA]BARBARA BARALE CHIUSA PESIO Settecentomila euro stanziati dalla Regione
per il Parco Alta Valle Pesio e Tanaro finanziano, nel 30° anno dalla
fondazione dell'ente, il progetto "Sulle orme dei Certosini".
L'iniziativa prevede il recupero di alcune strutture che testimoniano la
presenza operosa, in valle, dei monaci e laici dell'ordine
religioso fondato da San Bruno. Sarà restaurata e adibita a sala proiezioni
l'ancora intatta cappella della Correria, del 1173, prima chiesa certosina, che
fu il primo nucleo della vicina Certosa. Intorno era dotata anch'essa di un
chiostro, ora nascosto da edifici privati. Il Parco ha acquistato parte di uno stabile vicino, che sarà attrezzato con
ingresso per disabili e un corridoio laterale. Verrà restaurato, rinforzato e
dotato di portone in legno il portale: un arco decorato da pietre scolpite con
semplici motivi floreali, che sopra presenta due feritoie. Sarà rifatto come in
originale il tetto in lose. L'interno resterà simile: navata sobria, con due
punti luce; nell'abside verrà restaurato il dipinto dedicato alla Madonna. La
sala sarà dotata di poltrone e schermo automatico. Servirà da luogo di
proiezione di filmati per i visitatori, come quello recentemente prodotto dal
Parco sulla storia della Certosa di Pesio, tradotto e sottotitolato in inglese,
tedesco e francese, in vendita da martedì nella sede dell'ente, Certosa ed
edicole. Il secondo intervento finanziato riguarda la "grangia" del
Castellar, uno degli insediamenti agricoli dei Certosini, ritenuto da alcuni il
primo in valle. La struttura in pietra, di cui restano i ruderi sulla collina
dietro la sede del Parco, fungeva da stalla, deposito, essiccatoio per le
castagne. Era gestita da un "grangerius", scelto tra i Conversi, i
laici dell'Ordine. Sui resti della grangia sarà realizzata una pedana in legno
panoramica sulla valle, che permetterà di vedere dall'alto quanto resta della struttura.
Altro recupero importante, adiacente alla sede del Parco, sarà quello della
fornace ottocentesca della Roccarina. La struttura, ancora parzialmente
intatta, è l'unica rimasta di un centinaio di piccole fornaci di calce presenti
anticamente. Nel 1700 se ne contavano ottanta. Anche i Certosini ne avevano
realizzate due, ma gli abitanti "invidiosi" le incendiarono. Sopra
c'era la cava della Roccarina, nota per aver servito la costruzione delle mura
di Cuneo e Fossano. Divenuta, dopo la chiusura, discarica abusiva, è stata
ripulita e trasformata dal Parco in anfiteatro naturale dotato di palco per
concerti. La fornace fatta costruire nel 1890 da Francesco Silvano in società
con il signor Gabutti - attiva fino al '73 - era collegata. Dall'alto s'introducevano
la roccia ridotta in pezzi e l'esplosivo; carbone e legname alimentavano il
forno in continuo, mentre un sistema di botole e rotaie consentiva il trasporto
della calce. In cima alla struttura acquistata dal Parco sarà realizzato un
punto panoramico coperto. Infine, sarà rifatto il recinto faunistico delle
Canavere, con una nuova torretta in legno per l'osservazione di cervi, caprioli
e visuale sul Camusè, il monte dei camosci. I lavori inizieranno in primavera.
I curiosi possono già avventurarsi lungo il percorso storico illustrato da
pannelli.
( da "Corriere della Sera" del 18-10-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-10-18 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Fino a marzo Luci soffuse e colori: il museo del rock è in piazza
Duomo All'esterno è una grande scatola rossa, all'interno, pavimento, mura e
soffitto sono tutti neri. La mostra temporanea "Rock'n'music planet",
aperta da oggi al 25 marzo (ore 10-22, ingresso e 5) sembra progettata apposta
per fare risaltare gli oggetti che ospita, vivaci, coloratissimi. Si tratta della
collezione di cimeli della storia del rock di Red Ronnie, che il noto
conduttore di programmi tv e radio ha messo a disposizione del Comune di
Milano. Inaugurata ieri sera alla presenza già di centinaia di visitatori,
l'esposizione (che accoglie anche un Roxy Bar) ospita chitarre di Jimi Hendrix,
Kurt Cobain, George Harrison, testi di Jim Morrison, l'armonica di Bob Dylan, e
poi poster, fotografie, juke box e flipper di culto, oltre a una trentina di
opere a tema dell'artista Marco Lodola. "Essere in piazza Duomo con questa
mostra è rivoluzionario" commenta Red Ronnie. Ribatte Giovani Terzi, assessore allo Sport e tempo libero del Comune: "Piazza
Duomo è anche un importante luogo laico dove ospitare eventi di qualità".
Tra i cimeli, tre pezzi speciali: la lettera di John Lennon che sancisce la
fine dei Beatles, le "ghiande della pace" che Lennon inviò a molti
capi di stato e un disegno
psichedelico di Jimi Hendrix. (m. sp.).
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)
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Corrado Ocone
All'inizio degli anni Novanta, con la crisi delle ideologie che avevano dominato
nel dopoguerra nel corso della cosiddetta "prima Repubblica", con la
crisi cioè del comunismo e del cattolicesimo politico, si sono create in Italia
le condizioni per quella che, con enfasi, è stata chiamata "la rinascita
del liberalismo". Non si è però ripreso in mano, come era dato aspettarsi,
il filo di quella solida tradizione liberale italiana che, seppure quasi sempre
minoritaria, aveva percorso tutta la storia unitaria del nostro Paese e aveva
avuto nel Novecento illustri padri in Croce e Einaudi e degni comprimari in
pensatori e uomini di azione come Gobetti, Rosselli, Salvemini (si segua la
vicenda di questa tradizione nelle pagine del bel libro di
Massimo Teodori Storia dei laici fra clericalismo e comunismo, Marsilio, pagg.
362, euro 19,50). Né si è dato uno sguardo oggettivo e non aprioristicamente
pieno di pregiudizi al quadro d'insieme del liberalismo internazionale. Con
un'operazione completamente strumentale e politica, si è costruito un
liberalismo ad usum delphini che doveva, nelle intenzioni più o meno
consapevoli degli studiosi e degli opinion makers, fungere da cemento
ideologico a quei concreti interessi emergenti che avrebbero di lì a poco
costituito il brodo di coltura del berlusconismo (uso il termine in senso
descrittivo e non valutativo). Si è teso perciò a creare una vera e propria
egemonia nel senso gramsciano del termine: rispondente per molti versi ad
esigenze ormai maturate nel corpo reale del paese, ma tendente per altri versi
a torcere a proprio uso e consumo le idee di molti pensatori e a dare
un'immagine parziale e dogmatica di una dottrina invece per sua natura
plurivoca quale è quella liberale. Come non ricordare, ad esempio
paradignatico, la promozione sul campo del liberalismo di quella scuola
austriaca per tanti versi unilaterale e incompiutamente liberale che ha avuto
il suo campione in Friedrich von Hayek? L'opzione per il liberalismo austriaco,
che significava liberismo sfrenato, se garantiva protezione agli spiriti
antistatalisti presenti in una parte del mondo imprenditoriale settentrionale,
effettivamente non garantiti dalle vecchie ideologie, non rappresentava quel
tessuto cattolico profondo che è proprio della nostra nazione. Occorreva perciò
inventarsi un fantasioso liberalismo cattolico che non solo rendesse
conciliabile la libertà politica con la fede, ma che in qualche modo rendesse i
due elementi coessenziali. La personalità di Tocqueville, il geniale marchese
francese autore della Democrazia in America, sembrava rispondere alla
perfezione a questa ulteriore esigenza. La nostrana "rinascita" del
pensiero liberale non ha perciò esitato ad affiancare il suo nome a quello di
Hayek, a mettere insieme il diavolo del libero mercato con l'acqua santa di un
liberalismo al profumo d'incenso. Che gli avvenimenti degli ultimi tempi
abbiano messo in crisi i fautori del mercato a tutti i costi, è sotto gli occhi
di tutti. Speriamo solo che ciò significhi semplicemente tener scisse le sorti
della libertà politica da quella di una libertà economica malintesa, come sempre
hanno fatto le persone di buon senso. Che il pensiero di Tocqueville sia stato frutto di indebita appropriazione, lo dimostra invece
ora uno straordinario libro in uscita da Dedalo e significativamente intitolato
Un ateo liberale. Religione, politica, società (a cura di Paolo Ercolani, pp.
349, euro 20). Si tratta di una accurata raccolta di saggi, articoli e
discorsi, per lo più inediti in Italia, che ricostruiscono tutta la vicenda
delle idee tocquevilliane intorno ai rapporti fra politica e religione (non
solo la cristiana, cattolica e non, ma anche la induista e la islamica). Da
essa emerge con chiarezza, come dice il curatore, che il nostro "perse la
fede all'età di sedici anni, nel 1821, per non ritrovarla mai più".
"Se conoscete una ricetta per credere in Dio, datemela", scriveva in
una lettera a Gobineau nel pieno della maturità. Mentre, negli ultimi giorni di
vita, pur pressato dalla moglie e dai conoscenti, rifiutò più volte la
comunione con queste precise parole: "Non mi parlate mai di confessione!
Mai e poi mai! Giammai mi si farà mentire a me stesso, inducendomi a delle
smancerie di fede quando la fede mi manca. Voglio restare me stesso e non
abbassarmi a mentire!". Come è potuto sorgere allora l'equivoco di un
Tocqueville fervente cristiano? E, soprattutto, fondandosi su quali elementi, i
liberali fautori della "fantasiosa" (come efficacemente la chiama
Ercolani) sintesi fra Dio e mercato (da Antiseri a Baldini, giù giù fino a
"Liberal" di Adornato), hanno potuto stravolgere fino a tal punto il
pensiero del nostro? Come dimostra il libro con dovizia di dati e particolari,
Tocqueville, dopo aver scoperto con spirito profetico quel processo di
secolarizzazione e disincanto connesso all'inarrestabile processo di
democratizzazione in atto nel mondo occidentale, si era reso conto che la
libertà conquistata avrebbe potuto essere salvaguardata solo se le masse si
fossero sentite ancorate ad una fede che impedisse loro di trasformarla in
arbitrio. Per Tocqueville lo stato liberale può
tenersi solo se c'è fiducia fra i membri di esso: solo la paura di sanzioni
divine può pertanto, nelle menti più semplici, garantire questa fiducia. Il
liberalismo, essendo passione e non solo ragione, deve pertanto servirsi in
modo strumentale della religione a fini di coesione sociale. Si tratta, come è
ovvio, di una posizione aristocratica, propria di un uomo dell'Ottocento in
bilico fra vecchio e nuovo, passato e futuro. Ma da qui a dire che Tocqueville
fosse cattolico, come ci viene ancora oggi propinato, ce ne corre un bel po'.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Prime reazioni ai
negozi sprangati - nonostante la crisi - il 1° novembre. Ieri l'assessore al
Commercio Alessandro Altamura, dopo aver assistito alla levata di scudi
dell'Ascom ("viviamo una crisi nera e il Comune ci obbliga a chiudere per
non scontentare la Curia") ha deciso di riaprire la questione: "Sono laicamente disponibile al confronto, ma mi sorprende che la
polemica esploda ad una sola settimana dalla data in questione. Ad ogni modo ho
già provveduto a convocare il Tavolo di Coordinamento per esaminare la
richiesta condividendo il presupposto di riunirsi per discutere insieme i
principi che hanno ispirato l'istituzionalizzazione di quell'accordo".
Il tavolo è stato convocato per martedì. Che cosa
succederà? "Vedremo di mettere d'accordo tutti i Comuni - spiega Altamura
- Grugliasco ha già deciso di aprire, ma soltanto perché si è sfilata da tempo.
Come andrà a finire? E' presto per dirlo". Ma intanto è già qualcosa che
martedì si riaffronti l'argomento. Anche se c'è una parte di commercianti, come
quella rappresentata dalla Confesercenti, che non considera la chiusura forzosa
dei negozi, anche in tempi di crisi, uno scandalo: "L'accordo fu
sottoscritto da tutti e nessuno, tempo fa, sollevò le obiezioni nate in questi
giorni - dicono Bagnolesi e Carta - ora qualcuno lo contesta: ovviamente è del
tutto legittimo cambiare idea, ma si dovrebbe dirlo e fare controproposte
adeguate, senza imbastire una polemica fra commercianti e autorità religiose,
che non ha ragione di esistere". Nel frattempo, sempre al capitolo crisi,
c'è una novità: per aiutare i consumatori contro il caro-vita, ogni venerdì nei
bar e caffè verrà servito cappuccino, caffè ed una lattina da
( da "Voce d'Italia, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'
Politica
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( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
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Sergio Trombetta
DANZA "Pitié" porta Bach in banlieue È uno sguardo compassionevole, solidale
quello che Alain Platel rivolge a alla umanità povera e sofferente incarnata
dai suoi dieci danzatori dei Ballets C. de la B.. Un mondo cui si aggiungono
tre cantanti (in tutto 13 come il Cristo e i suoi apostoli) che animano Pitié,
la rilettura della Passione secondo Matteo di Bach che Torinodanza ha
presentato in prima italiana. Una operazione simile a quella realizzata con
vsprs. Là il Vespro della beata Vergine di Monteverdi veniva rielaborata in
chiave jazz da Fabrizio Cassol con il suo trio Aka Moon e altri musicisti. Qui
con una formazione simile Cassol si ferma un po' prima e concentra la sublime
musica di Bach per farne da colonna sonora a una sorta di
sacra rappresentazione laica agita da personaggi che hanno l'aria dei nuovi
diseredati delle grandi città. Gente che vive ai margini, che fatica a
sopravvivere, per cui esistenza è patire. Sono loro che danno vita a una
gestualità dolce e amorosa, isterica e parossistica, si afferrano
reciprocamente le carni come per strapparsele, piangono, si contorcono,
gridano spalancando le bocche nel silenzio, portano mascherine antinquinamento.
È una danza molto corale, con qualche zoom su assoli o duetti, con cui prendono
vita tableaux vivants che rimandano alla pittura fiamminga: deposizioni, pietà.
Ma realizzati con materiali di scarto, come teli di plastica blu. Questa banda
occupa pienamente il palcoscenico mentre la scenografia (semplici pareti e un
praticabile lignei) passa in secondo piano rispetto per esempio alla candida
montagna di t-shirt di vsprs. E il trio di intensi cantanti dove non si sa chi
ammirare di più, se il mezzo Cristina Zavalloni, il soprano Laura Claycomb o il
giovane controtenore congolese Serge Kakudji, di sconvolgente bravura. ****.