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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL 14-19 ottobre 2008       #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Serata con Monsignor Bettazzi riflessione sul Concilio Vaticano II ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Il Concilio ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e, finora, ultimo dei concilii della Chiesa cattolica. Indetto da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, al suo annuncio seguirono tre anni di lavoro durante i quali una commissione preparatoria - consultando tutti i vescovi cattolici - definì gli argomenti da trattare durante le sessioni plenarie del Concilio.

Agenda Religioni ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Università Cattolica di Milano, Ermanno Paggagnini, i protagonisti del secondo incontro del ciclo "Cattedra del dialogo", promosso dalla Conferenza Episcopale Piemontese. L'indagine che mette sotto i riflettori la figura di Gesù e la sua identità nella storia, questa volta ne approfondisce gli aspetti letterari: "Gesù di Nazareth: un caso letterario?

Il Papa: <Basta violenza contro i cristiani> ( da "Giornale.it, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: durante la quale ha canonizzato anche la religiosa svizzera Maria Bernarda Buetler, la laica ecuadoriana Narcisa Di Gesù Martillo Moran, e il sacerdote napoletano Gaetano Errico, ha detto che "le eroiche virtù di pazienza, fortezza e perseveranza nelle profonde sofferenze" della nuova santa indiana "ci ricordano che Dio dona sempre la forza necessaria per superare ogni prova".

Pro e contro sono alla pari La fretta di sposarsi prima del 4 novembre ( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma noi sappiamo quanto i nostri avversari, prima di tutto la Chiesa Cattolica e le chiese mormoni, stiano spendendo in milioni di dollari, con l'obiettivo di toglierci i nostri diritti e farci soffrire, piuttosto che investirli nel dar da mangiare e da vestire ai senzacasa, nei programmi sociali per aiutare davvero la gente a non morire.

Io, mia madre ed Eluana ( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Chi oggi sentenzia, sia laico o cattolico, non sa. Per questo dovrebbe tacere. Invito tutti quindi ad un gesto di silenzio, ad un gesto di rispetto e di pace che accompagni chi se ne vuole andare. Lei, mia madre, una notte ha detto basta, mio padre me lo ha raccontato.

Mezzo secolo alla Cattolica da storico e docente ( da "Corriere della Sera" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: monsignor Zerbi è stato una delle figure di spicco nella storia dell'Università Cattolica. Si segnalò per lo straordinario impegno, che si tradusse in centinaia di contributi, studi, pubblicazioni, e in numerose relazioni a convegni e seminari. Cinquantacinque anni di ricerca scientifica e universitaria di levatura internazionale,

ROMA - Al di là della crisi finanziaria, che oggettivamente non ci meritavano e c ( da "Messaggero, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Giacomo Vaciago, economista e docente all'Università Cattolica, indica le priorità da affontare. Con determinazione e massimo impegno. "Perchè ora bisogna ridare slancio al Paese e farlo in fretta". La bufera finanziaria, che sembra essersi placata, rischia adesso di contagiare l'economia reale, come difenderla?

Diliberto addio Il 25 ottobre starò accanto a Walter ( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolica, dunque, quando si parla di diritti civili non si deve pensare a due fronti contrapposti tra laici e cattolici. Io sono un cattolico e nulla mi ha impedito di portare nella Chiesa la mia esperienza che è sicuramente diversa. A Gela sono legato da profonda amicizia al frate che ha celebrato il funerale del boss mafioso che mi voleva uccidere e al sacerdote che si batte contro

I devoti del Rock ( da "Tempo, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: salirci sopra perché nelle anime già mobilitate degli artisti si innescasse una ricerca più immanente delle estasi laiche. Se n'era accorta Patti Smith: il 23 gennaio 1977 si esibiva a Tampa. Come in trance, intonava "Ain't it strange": "Sento la mano, il dito di Dio, e comincio a roteare". Cadde di sotto, si ruppe l'osso del collo e giurò di aver visto l'Onnipotente che la spingeva.

Hanno vinto gli speculatori al ribasso ( da "Unita, L'" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: direttore dell'Istituto di economia e finanza alla Cattolica di Milano per il quale il piano anti-crisi messo a punto domenica a Parigi e ratificato ieri dai governi europei, comprende tutti i problemi e mette in campo tutte le soluzioni possibili. Professore, è finita? Possiamo tirare un sospiro di sollievo?

Luca Bilardo eletto alla vicepresidenza nazionale della Fuci ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 1100 firme contro lodo Alfano Il domese Luca Bilardo è il nuovo vicepresidente della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureato in scienze politiche, 23 anni, Luca Bilardo sarà ora impegnato per due anni a Roma alla sede nazionale della Fuci. Il Coordinamento provinciale dell'Italia di Valori del Vco comunica che nel fine settimana sono state raccolte oltre 1.

Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ALBENGA CAVI Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione I maggiori esponenti della cultura cattolica nazionale si ritroveranno ogni mese nella sala San Carlo di via Roma per il "Laboratorio di analisi politica", organizzato dal Centro aiuto vita ingauno (Cavi).

Calabrese: bimbi difficili? no, demotivati ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: docente di Nutrizione umana all'università Cattolica di Piacenza, perché i bambini lasciano il cibo nel piatto? "Le ragioni possono essere diverse: gusti personali ma anche problemi di trasporto e di temperatura del piatto servito". Che si può fare per convincerli? Tornare al "finisci quel che hai nel piatto o non ti alzi da tavola"?

Gli azzurrini a Tel Aviv: la febbre di Israele per il pallone ( da "Unita, L'" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Anche per questo è stata scelta Tel Aviv come città ospitante. Tel Aviv la "laica", aperta, chiassosa quanto Gerusalemme è severa, ombrosa, chiusa nella sua storia segnata, spesso, da sanguinosi conflitti condotti in nome di Dio o di Allah...Tel Aviv pulsa di voglia di vivere, rigetta ogni chiusura fondamentalista;

Le aule studio non bastano "lasciateci usare la mensa" ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per gli studenti della Cattolica le aule studio sono un problema: "Se non si arriva presto al mattino trovare un tavolo libero è un'impresa", spiega Giulia, laureanda di Giurisprudenza. L'università si difende: "I posti a disposizione nelle diverse sedi sono 1500".

Per mano fino alla laurea e oltre ma a patto di seguire le regole - laura bellomi paolo scandale ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è arrivato in Cattolica da fuori Lombardia, è preso in consegna da un tutor, che lo aiuterà nella scelta e nella preparazione degli esami. Una presenza gradita quella del novello Virgilio, al più 33enne e laureato in Cattolica, e primo segnale che chi si iscrive qui non sarà mai lasciato solo: "Vogliamo rendere gli anni universitari un percorso di crescita non solo intellettuale,

Il collegio delle ragazze festeggiato dalle ex allieve ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: incontro al quale parteciperanno donne che hanno studiato in Cattolica e sono diventate protagoniste del mondo intellettuale e imprenditoriale. Il Marianum è uno degli 8 collegi di cui la Cattolica dispone a Milano, per un totale di 600 posti letto, che sono concepiti come delle "comunità educative" e offrono agli studenti vari servizi, dai gruppi di studio fino alle attività sportive.

"è la partenza giusta per fare l'imprenditrice" ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: università Cattolica? "Per il prestigio dell'ateneo. Dovendomi comunque trasferire, ho puntato all'università che mi sembrava potesse offrirmi il massimo". Perché ha scelto il corso di laurea in Economia? "Voglio diventare imprenditrice. Comincerò da una piccola azienda poi, piano piano, il mio sogno è quello di arrivare ad incarichi di maggior responsabilità"

"è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile" ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Pagina XV - Milano "è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile" Gianluca Marra, 25 anni, ha lasciato l'assolata Messina per venire a studiare giurisprudenza in Cattolica. Ora, con la laurea quasi in tasca, può fare un bilancio del suo corso di studi. La sua esperienza universitaria è stata positiva?

Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,

Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,

Betori, il motu proprio e le parole di Perl ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,

Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti,

Forza Italia chiama a raccolta i cattolici ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: capogruppo Angelo Burzi anima laica degli azzurri - per consolidare e allargare il consenso nell'area cattolica. Un'iniziativa che, probabilmente, dal Piemonte sarà replicata in tutta Italia. Ancora Leo: "Viviamo il Cristianesimo non come ingerenza ma come ispirazione per la nostra azione di persone attive nella società, portatori perché di valori universali e non di disvalori personali"

LA PARTITA DELLE FAMIGLIE ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai ferri corti sui contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta ripetendo e incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di temi che toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un tema delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di una crisi di nervi.

Cattolici non subalterni ( da "Unita, L'" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici al tempo del Pd" e, in particolare, le critiche rivolte ai teodem e alla nuova associazione "PeR" di cui faccio parte. Inutile dire che non condivido le accuse mosse alla "moderna laicità" di Rutelli ché - come scrive Bindi - avrebbe "in realtà un volto vecchio, quello gentiloniano della strumentalità con cui spesso sono stati utilizzati i cattolici in operazioni politiche

E Pannunzio denunciò gli omicidi politici rossi ( da "Corriere della Sera" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e poi gli antifascisti laici e democratici come Ernesto Rossi, a lungo imprigionato durante la dittatura, e Gaetano Salvemini, costretto all'esilio dalle camicie nere. Tutti diffidenti verso la tattica del Pci, che mirava a "deglutire" le altre forze progressiste per assicurarsi il monopolio dell'antifascismo e delegittimare l'anticomunismo,

Amvrosij Grenkov ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma assunse anche la guida spirituale di moltissimi esterni, laici e religiosi. E fondò pure un monastero femminile a ?amordino. Amvrosij è ricordato come il più esperto nella cosiddetta "preghiera di Gesù" o "del cuore" o "esicasmo", molto importante nella tradizione religiosa russa. Scrive Il'ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (ed.

Troppi danni dalla sinistra ( da "Tempo, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolico-Popolari, MpA ed altri gruppi minori nell'unico contenitore politico del Popolo della Libertà (già presentatosi alle ultime politiche). "Vogliamo discutere, confrontarci sulla politica, entrare nel merito della crisi del territorio, affrontare le delicate tematiche della sanità, dell'occupazione dei giovani che sono il ceto dirigente del futuro.

FEDERICO VACALEBRE DOPO LA RILETTURA DEI SUOI BRANI CONDIVISA CON ROY PACI, I MAU MAU, GINEVRA DI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laica, che prega le nuove generazioni, non solo napoletane, di lavorare per costruire con le proprie mani un futuro migliore, l'altro mondo che, nonostante tutto, è ancora possibile. "Aizate 'a capa tutte quante e pigliateve 'o futuro', canto agli scugnizzi che non erano ancora nati quando io sbancavo l'hit parade con "Aummo aummo"

Il Vescovo di Novara per 3 giorni in Alta Valle ( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: toccherà diversi centri incontrando rappresentanti laici e religiosi delle dodici parrocchie interessate. I sacerdoti accoglieranno Renato Corti domani alle 9 a Balmuccia, mezz'ora dopo spazio ai saluti da parte del sindaco e dell'amministrazione comunale. Alle 10 sarà celebrata una messa nella chiesa parrocchiale di Santa Margherita con la presenza dei ragazzi della scuola media,

Gli anni della Fil e le origini della crisi dei sindacati ( da "Avanti Online" del 16-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: o quella di essere sindacato "laico" che dalla politica deve pretendere provvedimenti legislativi in favore della classe lavoratrice nella libertà democratica, senza "religiosità ideologiche".Il 1 Congresso del Psli (al quale mi ero iscritto sin dalla sua costituzione nei primi giorni del febbraio 1947), su quanto avvenuto nella Cgil,

Così il card. Ouellet guida il Sinodo sulla Parola Il canadese di fiducia di Benedetto XVI ( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: insegnamento della religione cattolica. Questa, non solo è stata negata in tutte le scuole statali, ma anche in quelle private. Ecco allora l'importanza di avere Ouellet come relatore del Sinodo. Un segno che chiede al Quebec il coraggio di tornare agli antichi splendori (fino alla metà del secolo scorso era un focolaio di nuove comunità cattoliche)

L'emblematico dibattito sull'incarico di capo della sezione minorenni di catanzaro di Emile Cronaca della nomina di un presidente di tribunale ( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Togati e laici si sono disposti attorno al vicepresidente. E' riunito il plenum del Consiglio superiore della magistratura. L'ordine del giorno è corposo. La seduta ha inizio alle ore 10.30. Alle ore 17 l'atmosfera si riscalda, la discussione si accende.

"Nobel" della solidarietà a dottoressa di Mondovì ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici o religiosi), l'opera umanitaria promossa dalla Chiesa attraverso l'evangelizzazione. I cinquantamila euro del premio serviranno ad ultimare i lavori nel reparto di isolamento per malati di tubercolosi all'ospedale di Chirundu, già parzialmente finanziati dall'asta delle opere di Sergio Unia, svoltasi a Mondovì nella primavera scorsa.

DONATELLA TROTTA È DIFFICILE CHE, PARLANDO IN PUBBLICO, E COL FILTRO DEI MASS MEDIA, S ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: instabilità del modo in cui la dottrina cattolica intende il rapporto tra ragione, fede, filosofia, teologia, scienza; ma non si può pretendere che nelle sue dichiarazioni pubbliche il pontefice non abbia a riproporre, intorno a quel rapporto, la concezione tradizionale della Chiesa, come se nulla fosse stato obiettato in proposito".

"Non si può giustificare chi vuole violare i comandamenti del Signore" ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La società, o, per usare una parola grossa, lo Stato laico, facciano come credono. Se però si interpella il punto di vista cattolico, non c'è che una considerazione. E se per di più la festa religiosa è grossa, e cade nel week end riservato al ricordo dei defunti, stride particolarmente con lo shopping.

Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Vescovo di Palestrina e assistente nazionale Azione Cattolica) e con Marco Brusati (direttore generale Hope - Servizio nazionale per la pastorale giovanile Cei). Giovedì 23 ottobre: alle 10 Festa degli ottantenni (classe 1928, i nati con il santuario) e incontro con gli anziani del quartiere; alle 21 concerto dei ragazzi "La musica a scuola".

Consulta, ancora una fumata nera in Aula ( da "Voce d'Italia, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Politica Articoli correlati: *Consulta, stallo sull'elezione del togato laico *Orlando e Pecorella: braccio di ferro per le nomine *Pecorella alla Consulta, no del PD Guarda tutti i correlati.

Amano il volontariato e saviano ritratto dei ragazzi del 2008 - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: prima di trasferirsi per studiare in Cattolica, ascoltava musica "sempre a tutto volume". Ora non può: condivide una stanza con una ragazza. "Questa protesta non ha una colonna sonora, siamo la generazione "un po' di tutto", la generazione dell'iPod". Per capire che non sbaglia, basta ascoltare la musica pompata dai carri dei collettivi: il rock dei Subsonica,

La benedizione libica su Unicredit Piazza Affari festeggia mentre Tripoli potrebbe puntare su Telecom (più 6%) ed Eni (piu 14,5%) ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: A margine del Forum della Coldiretti a Cernobbio il professore della Cattolica ha sottolineato che "non bisogna pensare" che i fondi sovrani "siano nemici: hanno i soldi da investire, noi i debiti, e se vogliono comprare un pezzo d'Italia non lo fanno perché sono cattivi anche perché poi si applicano le nostre leggi".

Spangher, chi era costui? ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: stato membro laico del Csm dal 2002 al 2007 in quota FI. Anzi, in quota Previti. Per 5 anni si battè come un leone contro i migliori magistrati d'Italia, da quelli di Palermo a quelli di Milano. Ma fu nell'estate del 2003 che gettò la maschera: il ministro Castelli aveva appena ricevuto la relazione dei suoi ispettori che proponevano di punire i pm Colombo e Boccassini perché rifiutavano

E a cena i due rivali si prendono in giro ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: occasione è stata fornita dalla tradizionale cena di beneficenza della Alfred Smith Memorial Foundation, intitolata al governatore di New York all'epoca della Grande Depressione. Un evento organizzato dall'arcidiocesi cattolica newyorkese, rappresentata fisicamente dal cardinale Edward Egan, alla presenza del sindaco Michael Bloomberg e delle massime autorità.

Tutti in piedi contro la povertà - erica manna ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I luoghi sono stati i più disparati: piazze, stadi, scuole, teatri, librerie. La cifra distintiva della manifestazione genovese (che vede la partecipazione di numerose associazioni, da Auxilium a Acli, Azione Cattolica, Banca Etica, Caritas, Comunità laici missionari cattolici, Csi, Commissione giustizia e pace;

Si restaurerà il percorso "sulle orme dei Certosini" ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dei monaci e laici dell'ordine religioso fondato da San Bruno. Sarà restaurata e adibita a sala proiezioni l'ancora intatta cappella della Correria, del 1173, prima chiesa certosina, che fu il primo nucleo della vicina Certosa. Intorno era dotata anch'essa di un chiostro, ora nascosto da edifici privati.

Luci soffuse e colori: il museo del rock è in piazza Duomo ( da "Corriere della Sera" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: assessore allo Sport e tempo libero del Comune: "Piazza Duomo è anche un importante luogo laico dove ospitare eventi di qualità". Tra i cimeli, tre pezzi speciali: la lettera di John Lennon che sancisce la fine dei Beatles, le "ghiande della pace" che Lennon inviò a molti capi di stato e un disegno psichedelico di Jimi Hendrix. (m.

CORRADO OCONE ALL'INIZIO DEGLI ANNI NOVANTA, CON LA CRISI DELLE IDEOLOGIE CHE AVEVANO DOMINA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tradizione nelle pagine del bel libro di Massimo Teodori Storia dei laici fra clericalismo e comunismo, Marsilio, pagg. 362, euro 19,50). Né si è dato uno sguardo oggettivo e non aprioristicamente pieno di pregiudizi al quadro d'insieme del liberalismo internazionale. Con un'operazione completamente strumentale e politica, si è costruito un liberalismo ad usum delphini che doveva,

Prime reazioni ai negozi sprangati - nonostante la crisi - il 1 novembre. Ieri l'assessor ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sono laicamente disponibile al confronto, ma mi sorprende che la polemica esploda ad una sola settimana dalla data in questione. Ad ogni modo ho già provveduto a convocare il Tavolo di Coordinamento per esaminare la richiesta condividendo il presupposto di riunirsi per discutere insieme i principi che hanno ispirato l'istituzionalizzazione di quell'

Margherita Hack attacca il Papa. Ovvero: quando 'la scienza senza la religione e' zoppa' (Einstein) ( da "Voce d'Italia, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Politica Articoli correlati: *Papa su scienziati: "Hanno l'arroganza di sostituirsi al Creatore" *Attacchi alla Chiesa Cattolica *Benedetto XVI: "Bisogna ridiscutere sull'importanza della laicita'" Guarda tutti i correlati.

"Pitié" porta Bach in banlieue ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di Bach per farne da colonna sonora a una sorta di sacra rappresentazione laica agita da personaggi che hanno l'aria dei nuovi diseredati delle grandi città. Gente che vive ai margini, che fatica a sopravvivere, per cui esistenza è patire. Sono loro che danno vita a una gestualità dolce e amorosa, isterica e parossistica, si afferrano reciprocamente le carni come per strapparsele,


Articoli

Serata con Monsignor Bettazzi riflessione sul Concilio Vaticano II (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

IL 10 NELLA CHIESA DI SANTA TERESA Serata con Monsignor Bettazzi riflessione sul Concilio Vaticano II DOMENICO AGASSO JR Venerdì 10 ottobre alle 21, nella chiesa di Santa Teresa (via Santa Teresa 5), a cura dei Frati Carmelitani Scalzi di Cassano Valcuvia si terrà una serata con il Vescovo emerito di Ivrea mons. Luigi Bettazzi su "Il Concilio Vaticano II: ieri e oggi". Il Concilio ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e, finora, ultimo dei concilii della Chiesa cattolica. Indetto da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, al suo annuncio seguirono tre anni di lavoro durante i quali una commissione preparatoria - consultando tutti i vescovi cattolici - definì gli argomenti da trattare durante le sessioni plenarie del Concilio. Il Concilio fu aperto ufficialmente l'11 ottobre 1962 da papa Giovanni XXIII all'interno della basilica di San Pietro in Vaticano. Alla morte di Giovanni XXIII (3 giugno 1963) fu continuato dal suo successore Paolo VI. Mons. Bettazzi partecipò a tre sessioni del Concilio. E al termine, il 26 novembre 1966, divenne Vescovo di Ivrea.

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Agenda Religioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

INCONTRI, EVENTI, CELEBRAZIONI Agenda Religioni A CURA DI DANIELE SILVA CATTEDRA DEL DIALOGO Sono lo scrittore Ferruccio Parazzoli - finalista ai premi Campiello e Strega - e il critico e professore di Letteratura Italiana all'Università Cattolica di Milano, Ermanno Paggagnini, i protagonisti del secondo incontro del ciclo "Cattedra del dialogo", promosso dalla Conferenza Episcopale Piemontese. L'indagine che mette sotto i riflettori la figura di Gesù e la sua identità nella storia, questa volta ne approfondisce gli aspetti letterari: "Gesù di Nazareth: un caso letterario?" è il titolo del dialogo, in programma venerdì 10 al Centro Incontri della Regione di corso Stati Uniti 23, alle ore 21. cattedradeldialogo@agdonline.it. FORMAZIONE CATECUMENALE Sabato 11 ottobre, dalle 9 alle 12, nella parrocchia di Santa Rita (via Barletta 21) il servizio diocesano per il catecumenato organizza il primo incontro del calendario 2008-2009 per i formatori: "Presentazione del percorso e obiettivo da raggiungere con i catecumeni". Per info: 011/5156344 o catecumenato@diocesi.torino.it. WEEKEND PER I GIOVANI La Casa di Spiritualità "Mater Unitatis" di Druento (via Manzoni 42) organizza un fine settimana per i giovani dai 18 ai 25 anni, a partire dalle 18 di sabato 11 fino alle 17 di domenica 12. Il tema è quello su Paolo di Tarso "il peccato e la grazia", in particolare su "Come un aborto. Spunti per una biografia". Prenotazioni e info 011/9846433, m.unitatis@cottolengo.org. NATALE DEL SIGNORE Domenica 12 ottobre la parrocchia Natale del Signore di via Boston 37 celebra la festa patronale. Si comincia sabato 11 con l'apertura del banco di beneficenza alle 16,30 e il concerto del gruppo Scleralclero alle 21 nel teatro della parrocchia. Domenica 12 alle 10 messa di ringraziamento per i cinquant'anni di servizio di don Sebastiano; alle 12,30 pranzo comunitario (prenotazioni all'ufficio parrocchiale, 13 euro la quota per adulti, 7 euro per giovani) e alle 15,30 incontro con don Sebastiano. Alle 16,30 partenza della caccia al tesoro per ragazzi. VERSI CONTRO GLI INTEGRALISMI Lunedì 13 ottobre alle 18 al Circolo dei Lettori (via Bogino 9) Farian Sabahi presenta "Il canzoniere di Hafez. Versi contro gli integralismi", con letture di Silvia Ajelli e Hamid Ziarati. www.circololettori.it. FORMAZIONE ADULTI Comincia il primo corso di formazione per adulti sui "Grandi temi della vita", promosso dalla Chiesa valdese. Fino al 13 novembre, ogni giovedì in due sessioni (alle 16 e alle 20,45) sono presentati temi religiosi sui quali confrontarsi e dialogare. Giovedì 16 ottobre il pastore Franco Tagliero parla di "Incontrare Dio". La sede è la Casa Valdese di corso Vittorio Emanuele II 23.

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Il Papa: <Basta violenza contro i cristiani> (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 41 del 2008-10-13 pagina 19 Il Papa: "Basta violenza contro i cristiani" di Andrea Tornielli Benedetto XVI a una delegazione di New Delhi: "Vi assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili". Ma ricorda anche gli abusi sui fedeli in Irak e nelle altre parti del mondo da Roma Benedetto XVI ha proclamato ieri quattro nuovi santi, tra i quali la prima santa indiana, suor Alfonsa dell'Immacolata Concezione, e davanti a una folla di migliaia di fedeli che sventolavano le bandiere dell'India ha lanciato un nuovo appello perché cessino le persecuzioni dei cristiani in Orissa e in Irak, e l'ondata di violenza che travolge il Congo. Il Papa, al termine della lunga e suggestiva cerimonia, durante la quale ha canonizzato anche la religiosa svizzera Maria Bernarda Buetler, la laica ecuadoriana Narcisa Di Gesù Martillo Moran, e il sacerdote napoletano Gaetano Errico, ha detto che "le eroiche virtù di pazienza, fortezza e perseveranza nelle profonde sofferenze" della nuova santa indiana "ci ricordano che Dio dona sempre la forza necessaria per superare ogni prova". E ha aggiunto: "Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io esorto - ha concluso Ratzinger - gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore. Dio vi benedica tutti!". Ad ascoltare il pontefice, oltre a 700 sacerdoti, duemila suore e quattromila fedeli indiani c'era anche una delegazione ufficiale inviata dal governo di New Delhi, guidata dal ministro del Lavoro, Oscar Fernandes, accompagnato dalla moglie e dal ministro dei Lavori pubblici del Kerala. Da mesi, com'è noto, la minoranza cristiana, specie nello Stato dell'Orissa, è vittima di violenze e persecuzioni da parte di fondamentalisti indù che vorrebbero eliminare la presenza di altri gruppi religiosi dal territorio. Fino a oggi sono state uccise circa sessanta persone, sono state distrutte oltre 180 chiese e 4.500 case di fedeli cristiani. Di suor Alfonsa, un esempio di santità particolarmente attuale per la situazione dell'India, il Papa ha ricordato che "visse una vita di sofferenze fisiche e spirituali" e che scrisse: "Considero un giorno senza sofferenza come l'ultimo giorno". Il Papa all'Angelus ha poi salutato i gruppi di pellegrini legati agli altri santi canonizzati, quindi ha ricordato che ottobre è il mese del Rosario. E ha aggiunto: "A questo proposito, vi invito a pregare per la riconciliazione e la pace in alcune situazioni che provocano allarme e grande sofferenza: penso alle popolazioni del Nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo, e penso alle violenze contro i cristiani in Irak e in India, che ricordo quotidianamente al Signore". In Irak si è infatti registrata in questi giorni una recrudescenza della persecuzione fondamentalista contro i cristiani: è di sabato la notizia di migliaia di famiglie cristiane fuggite da Mosul, dopo che le loro case erano state date alle fiamme. Il 26 dicembre scorso, festa di santo Stefano, il primo martire, Benedetto XVI aveva ricordato il martirio dei cristiani in molte zone del mondo. Non aveva citato esplicitamente luoghi o situazioni, si poteva intuire l'accenno alla "mappa del martirio" in Paesi dell'America latina, dell'Africa e dell'Asia, in particolare i Paesi islamici (dove ci sono cristiani "perseguitati, imprigionati, torturati... ") e la Cina (dove "si muore anche per la comunione con la Chiesa universale e la fedeltà al Papa"). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pro e contro sono alla pari La fretta di sposarsi prima del 4 novembre (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

L a battaglia per l'uguaglianza di diritti sta entrando nel vivo in California. Da una parte ci sono i giudici della Corte Suprema della California, che hanno deliberato a favore del diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso e il Governatore della California, Arnold Schwarzenegger. Brad Pitt ha donato centomila dollari e altrettando ha fatto Stephen Spielberg, a supporto della causa per il diritto al matrimonio per tutti. Sull'altro fronte, sono schierati gruppi di fanatici, come la Alliance Defense Fund, una società di estrema destra, di stampo religioso, anti-gay e anti-ebraica. Al suo fianco i Knights of Columbus, i Cavalieri di Colombo, e molte altre organizzazioni religiose che non credono nel principio di separazione tra Chiesa e Stato, tra fede e legge, e sono convinti che estendere i diritti di cittadinanza a gay e lesbiche si scontri con i principi religiosi. Nelle ultime settimane, mia moglie Molly ed io abbiamo esposto centinaia di cartelli con la scritta "Vota No alla Proposition 8 - Uguaglianza per tutti" e diffuso centinaia di adesivi con lo stesso messaggio. La Proposition 8 è il nome del referendum che il 4 novembre chiederà ai californiani di annullare il diritto al matrimonio per gay e lesbiche, di tenerlo riservato esclusivamente a un uomo e una donna, e di scrivere tutto questo nella costituzione dello Stato, così da rendere impossibile qualsiasi legge in materia. Noi ci stiamo battendo perché vogliamo difendere il nostro matrimonio e quello di tanti nostri amici e colleghi. Vogliamo dare speranza ai ragazzi gay e farli crescere in un mondo che li accetti per quello che sono, affinché possano anche loro celebrare le loro storie d'amore. Tutti noi di Marriage Equality Usa (vedi www.noonprop8.com), la coalizione Lgbt e i nostri alleati eterosessuali stiamo lavorando molto duramente per conservare i nostri diritti di uguaglianza e difendere i principi che i mesi scorsi la Corte Suprema della California ha riconosciuto come protetti dalla vigente Costituzione dello Stato. Stiamo parlando con tutti, cerchiamo di far conoscere a tutti il vero significato della proposta referendaria. E a tutti chiediamo di votare no. Facciamo feste nelle nostre case, cerchiamo fondi per sostenere la campagna referendaria, andiamo a parlare ovunque, in tutti i luoghi di vita quotidiana, dai supermercati alle stazioni dei treni. Cerchiamo di spiegare le ragioni del no, diffondendo scritti e riflessioni. Indossiamo tutti i giorni spille e adesivi, chiediamo alle persone e ai negozianti che ci sostengono di mettere in mostra le scritte per il no al referendum. Per di più, siamo invitate a molte cerimonie di matrimonio di coppie dello stesso sesso, perché tante coppie stanno cercando di sposarsi prima del 4 novembre. Cerchiamo di raccogliere, di chiamare le persone chiedendo loro di votare. E dalle risposte che riceviamo, siamo davvero fiduciosi che la maggioranza dei californaiani farà la cosa giusta, in nome dell'uguaglianza dei diritti. A questo punto, non possiamo che pensare positivo e restare concentrati sull'informazione e sulla comunicazione. Non possiamo permetterci di avere paura, ora. Solo lavorare per vincere. Ma noi sappiamo quanto i nostri avversari, prima di tutto la Chiesa Cattolica e le chiese mormoni, stiano spendendo in milioni di dollari, con l'obiettivo di toglierci i nostri diritti e farci soffrire, piuttosto che investirli nel dar da mangiare e da vestire ai senzacasa, nei programmi sociali per aiutare davvero la gente a non morire. Il denaro che stanno gettando per cercare di cancellare dei diritti di cittadinanza, dovrebbe essere usato per aiutare chi soffre. Così, molta gente si sente davvero frustrata e umiliata da tutto ciò. Penso che molti hanno paura di affrontare i prelati e i pastori che stanno promuovendo l'ineguaglianza dai loro pulpiti, ma stanno anche vedendo che il loro denaro non va in aiuti ai bisognosi, ma per promuovere una campagna contro le persone gay e lesbiche. Molte persone con cui parliamo si dicono favorevoli a riconoscere uguali diritti per tutti, pensano che il referendum sia irragionevole, e che specialmente i giovani non vedono differenza tra coppie omosessuali o eterosessuali, così come trovano normale vedere coppie interazziali o della stessa origine. Quello che la maggior parte di gay e lesbiche stanno dicendo è: "Dobbiamo vincere. Non dobbiamo tornare indietro!". Molly ed io parteciperemo, fra qualche settimana, ad un altro matrimonio di una coppia lesbica: i loro bambini sono così eccitati alla notizia che le madri saranno sposate. I figli delle famiglie gay e lesbiche sono felici ora che le loro famiglie possono avere gli stessi diritti e la stessa dignità delle altre. I sostenitori del sì al referendum giocano sulle paure e sulle bugie. "I gay che si sposano feriscono la nostra libertà religiosa", dicono. Oppure: "I gay che si sposano confonderanno i nostri bambini". Ma almeno così, dicendo questo, dimostrano ai più giovani che non tutti sono eterosessuali e che ci sono persone che amano altre dello stesso sesso e che possono meritare di essere felici, piuttosto che essere discriminate. Credo che in California sia giunta l'ora della giustizia e dell'eguaglianza. Se tutti quelli che credono nell'eguaglianza alzassero la propria voce potremo battere questo referendum diabolico in nome del diritto all'amore. (Traduzione di Fabio Bozzato).

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Io, mia madre ed Eluana (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Segue dalla Prima E ci fu un giorno in cui mio padre disse: "Ragazzi, vostra madre sta male e io mi devo occupare di lei. Voi dovete arrangiarvi". Da allora la mia vita, come quella dei miei fratelli, ha avuto un percorso diverso, è cambiata. È cambiato soprattutto il mio modo di rapportarmi alla vita, e alla morte che ogni giorno faceva capolino nelle nostre esistenze. Mia madre era gravemente malata di reni, e ha fatto la dialisi per 12 anni. Erano gli anni 80, quindi 28 anni fa: la scienza e la tecnologia avevano fatto passi avanti ma non come oggi. Più di tutto, ho in mente le tante emorragie di mia madre, i ricoveri urgenti, in cui sembrava che stesse morendo ogni volta, quell'angoscia quotidiana. Quella paura incombente della morte. Era necessario lasciare sempre un recapito, ovunque andassimo, perché allora non esistevano i cellulari. La morte di una donna così vitale e bella era qualcosa che poteva accadere ogni giorno. E noi, i suoi figli e suo marito, dovevamo saperlo, dovevamo farci i conti in ogni istante. Io ero la più rabbiosa tra i miei fratelli. Non accettavo di vederla così sofferente, mi uccideva, mi uccideva la vita. Dodici anni con una madre agonizzante sono tanti, tantissimi. Ti cambiano la vita. Anche quando quelle macchine la martoriavano, la violentavano, lei cercava di confortarci, dicendo che andava tutto bene. Ma tante volte mi ha detto anche "non ce la faccio più", tante, troppe volte. E io quelle volte le porto con me, come un racconto della vita e della morte, come un insegnamento. Mi aiuta a vivere e ad accettare la morte. Perché ho capito che anche vedendo nei nostri cari quella sofferenza, non la conosceremo mai fino in fondo nella loro tragicità: perché le sole certezze che possiamo avere riguardano noi, e come viviamo "noi" la loro sofferenza. Del loro calvario personale non sapremo mai tutto. E quindi non potremo mai sentenziare, ma solo ascoltare. Chi oggi sentenzia, sia laico o cattolico, non sa. Per questo dovrebbe tacere. Invito tutti quindi ad un gesto di silenzio, ad un gesto di rispetto e di pace che accompagni chi se ne vuole andare. Lei, mia madre, una notte ha detto basta, mio padre me lo ha raccontato. È morta tra le sue braccia, come era giusto che fosse. Non volevamo, ovviamente, che se ne andasse. Nessuno di noi vuole lasciare andare via quelli che amiamo. Il nostro dolore ci pare maggiore del loro. Siamo egoisti. Per questo ci accaniamo. Ma è un gesto di generosità e di rispetto verso la loro vita lasciarli andare, se così hanno deciso, o se irreversibilmente non hanno più il privilegio di poterlo decidere. E allora chiedo a tutti: lasciamo andare Eluana, per amore. Per generosità. * Deputata Pd.

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Mezzo secolo alla Cattolica da storico e docente (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-14 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE ADDII di FRANCO MANZONI Mezzo secolo alla Cattolica da storico e docente U n raffinato studioso e insigne storico, autorevole docente apprezzato dagli allievi per l'innata capacità di trasmettere cultura e desiderio di conoscenza e approfondimento. La sua casa fu l'Università Cattolica, più di mezzo secolo d'insegnamento nello stesso ateneo. Nato a Saronno nel 1922, Pietro Zerbi entrò in Cattolica come matricola alla facoltà di Filosofia nel 1940 e si laureò nel 1944 con una tesi su "Gregorio VII e la cristianità occidentale", mentre venne ordinato sacerdote nel 1947. Svolse l'attività accademica sempre in Cattolica: prima assistente, poi professore incaricato, vincendo nel 1967 la cattedra di Storia medievale e ricoprendo anche la docenza di Storia della Chiesa e Teoria e storia della storiografia. Preside della facoltà di Lettere e filosofia dal 1971 al 1974 e successivamente prorettore dal 1974 al 1997, monsignor Zerbi è stato una delle figure di spicco nella storia dell'Università Cattolica. Si segnalò per lo straordinario impegno, che si tradusse in centinaia di contributi, studi, pubblicazioni, e in numerose relazioni a convegni e seminari. Cinquantacinque anni di ricerca scientifica e universitaria di levatura internazionale, tutti passati tra le aule e i banchi della Cattolica. Tenendo fede alla propria predisposizione verso l'insegnamento, monsignor Zerbi confessava: "La destinazione, in realtà, fu scelta per me dal cardinale Schuster, che optò perché io lavorassi sempre in Cattolica. Lo studio doveva essere il centro della mia attività, praticamente a tempo pieno. E questo ho continuato umilmente a fare in tutti questi anni con spirito di servizio e passione". Nel 1979 gli fu conferita la medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte e nel 2002 l'Ambrogino d'oro dal Comune. Il suo ultimo lavoro è stato la pubblicazione del volume "Philosophi e logici. Un ventennio di incontri e scontri: Soissons, Sens, Cluny (1121-1141)", edita da Vita e Pensiero nel 2002. La presentazione di questo libro segnò il momento di distacco da ciò che aveva riempito la vita intera di monsignor Zerbi: la sua attività di docente in Cattolica, là dove ogni angolo quasi gli parlava e gli faceva ricordare persone e avvenimenti anche di decenni lontani. Imperiosi allora gli tornavano alla mente i versi di Giacomo Leopardi, il poeta che più amava: "Qui non è cosa ch'io vegga o senta, / onde un'immagin dentro non torni, / e un dolce rimembrar non sorga". Monsignore Entrato in Cattolica nel '67, Zerbi è stato prorettore dal '74 al '97 addii@francomanzoni.it.

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ROMA - Al di là della crisi finanziaria, che oggettivamente non ci meritavano e c (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Di UMBERTO MANCINI ROMA - "Al di là della crisi finanziaria, che oggettivamente non ci meritavano e che ha contagiato tutta l'Europa, adesso bisogna difendere l'economia reale, puntando sulla crescita e la produttività". Giacomo Vaciago, economista e docente all'Università Cattolica, indica le priorità da affontare. Con determinazione e massimo impegno. "Perchè ora bisogna ridare slancio al Paese e farlo in fretta". La bufera finanziaria, che sembra essersi placata, rischia adesso di contagiare l'economia reale, come difenderla? "Il nostro primo problema, è noto, è che non cresciamo da molti anni. E ci sono due questioni da affrontare: una spesa pubblica scadente, che va riqualificata. E il tema del lavoro". Partiamo dalla spesa pubblica. "E' una sfida difficile. Ma il ministro dell'Economia Tremonti ci sta provando. Ad agosto, in 9 minuti ha fatto approvare il Dpef che opera tagli sostanziosi e garantisce il pareggio di bilancio. Una scommessa enorme che fa tremare i polsi. Perchè adesso i ministeri dovranno imparare ad essere produttivi. Cioè a spendere bene le minori risorse che hanno a disposizione. Ci vorrà tanto buon senso, intelligenza, capacità. Insomma, una rivoluzione". Una sfida ardua... "Non c'è purtroppo altra via. Sia nella scuola come nella sanità, ma in generale in tutta la pubblica amministrazione, la sfida è lavorare meglio, con più efficacia e con meno risorse. Non è facile, ma ci dobbiamo riuscire". Magari anche attraverso la lotta all'assenteismo. "Non è poi detto, ma è un paradosso, che più personale al lavoro significhi più efficienza. Di fatto però le misure varate dal ministro Brunetta stanno svuotando i bar intorno ai ministeri. Con uno Stato più efficiente si aiuta l'economia produttiva, si danno maggiori servizi, si compie una salto in avanti". Torniamo dunque al tema della produttività... "E' il problema chiave del Paese. Che deve tornare a crescere perchè da noi si lavora male e in pochi. Siamo il Paese in cui aumenta, purtroppo, solo l'occupazione di bassa qualifica. Per questo occorre legare i salari alla produttività e alla qualità del lavoro, come chiede del resto Confindustria. Per questo bisogna puntare sull'innovazione e rompere così con i vecchi schemi". Una parte del sindacato sembra invece frenare... "Il sindacato non deve essere conservatore. Adesso i nodi da sciogliere, al di là della crisi finanziaria, sono la qualità della spesa pubblica e l'aumento della produttività. Il governo li ha affrontati, ma bisogna andare avanti, fare di più. Solo così si potrà tornare a crescere ad un ritmo accettabile".

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Diliberto addio Il 25 ottobre starò accanto a Walter (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

"Diliberto addio Il 25 ottobre starò accanto a Walter" di Maria Zegarelli / Roma ROSARIO CROCETTA Gli hanno raddoppiato la scorta, da tre a sei uomini, perché i boss della mafia l'hanno condannato. Eppure proprio annunciando guerra a Cosa nostra e al pizzo quando si è ripresentato alle ultime elezioni, nel 2007, Gela l'ha riconfermato sindaco con una valanga di voti al primo turno: 64,8%. Rosario Crocetta è anche stato il primo sindaco a dichiarare la sua omosessualità. Nel suo curriculum politico c'è l'intero arco della sinistra italiana, dal Pci a Rc, al Pdci. Adesso l'approdo nel Partito democratico. Sindaco, a quando l'annuncio? "La mia decisione è presa, il Pd è il futuro, Walter Veltroni è l'uomo del futuro. Ma voglio che la mia adesione al Pd avvenga senza strappi, senza lacerazioni perché non fa parte del mio modo di essere creare fratture, vorrei che tutto avvenisse senza polemiche". Lei il 25 ottobre andrà alla manifestazione? "Certo che ci sarò, sarò al fianco di Walter e sfilerò". Dunque, sarà quello il giorno in cui ufficialmente entrerà nel Partito democratico? "Diciamo che il 25 sarò a Roma con il partito democratico". Cosa l'ha convinta ad aderire al partito di Veltroni? "Mi ha convinto Walter, così come Berlinguer mi convinse ad entrare nel Partito comunista, una decisione, anche quella, sofferta, meditata, perché io sono sempre stato un cattolico praticante, venivo da un'altra esperienza. Anche al Pd ho pensato a lungo perché per mia natura sono fedele ai rapporti e alle idee. Avverto tutta la fatica e la tensione nel fare uno di quegli atti importanti nella vita delle persone, ma Walter è una persona che stimola sempre. Diciamo che sono un veltroniano ante litteram nel senso che ho sempre pensato che lui rappresentasse il nuovo modo di fare politica in Italia, è l'unico uomo contemporaneo, quello che coglie di più il senso di una società che non vuole risposte ideologiche ma centrate sui problemi reali, concreti". Diliberto potrebbe restarci male, lei sta facendo un vero elogio a Veltroni... "Diliberto è una persona che stimo moltissimo. Mi è stato vicino nei momenti più difficili, ma sento di voler fare un percorso diverso. Veltroni si muove dentro regole e binari precisi anche quando affronta temi come i diritti civili, i diritti della gente, il lavoro, i salari. Lui rappresenta la novità e come tutte le novità è destinata ad attirarsi polemiche, critiche, consensi, ma alla fine è la novità ad avere successo. Quando è sceso in campo ho pensato che tutta la sinistra facesse un ragionamento complessivo diverso, che questo portasse ad effetti per tutta la coalizione di centrosinistra, invece non è andata così. C'è chi si contende la nicchia, si chiude in un ideologismo che non porta da nessuna parte... ". Se avesse vinto Nichi Vendola le sue valutazioni sarebbero state diverse? "Pur essendo del Pdci avrei fatto ragionamenti diversi, perché Vendola avrebbe aperto nuove prospettive. Quando ho aderito al Pdci l'ho fatto perché l'ho visto come un partito che faceva uno sforzo da sinistra verso un'unità nel centrosinistra. Oggi vedo una forza comunista che si chiude in se stessa, che cerca di concentrarsi solo sulla questione identitaria senza il confronto con le altre realtà democratiche: mi sembra una battaglia non solo perdente e minoritaria - che potrebbe essere importante - , ma che non ha nulla a che vedere con me". Meglio un Pd che su tante questioni si scontra, come sui temi etici e sui diritti civili, anziché questa sinistra radicale? "Il confronto nel Pd è un confronto serio e alto, a volte anche troppo. Noi non dobbiamo dimenticare che questo è un paese con una profonda tradizione cattolica, dunque, quando si parla di diritti civili non si deve pensare a due fronti contrapposti tra laici e cattolici. Io sono un cattolico e nulla mi ha impedito di portare nella Chiesa la mia esperienza che è sicuramente diversa. A Gela sono legato da profonda amicizia al frate che ha celebrato il funerale del boss mafioso che mi voleva uccidere e al sacerdote che si batte contro la mafia. Non odio i mafiosi, odio la mafia. Lavoro per unire, non per dividere e anche il mio approdo nel Pd dovrà avvenire in questo modo, con rispetto per il Pdci e i suoi leader. Noi dobbiamo costruire una storia diversa in questo Paese. In questi giorni ricevo decine e decine di telefonate di persone che mi dicono che devo andare avanti nella mia scelta. Farà bene alla Sicilia e al Pd siciliano".

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I devoti del Rock (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Quando Dio riconquista la musica del diavolo I devoti del Rock La prima guerra santa del rock fu dichiarata il 5 dicembre 1980. Un adirato John Lennon registrò di getto il provino di "Gotta serve yourself", risposta al vetriolo a quel Bob Dylan che con "Gotta serve somebody" aveva fatto luce sulla sua improvvisa conversione al Cristianesimo. Lennon cantava con ironico furore frasi come "devi servire te stesso, nessun altro lo farà per te. Puoi credere nei demoni e nelle divinità, ma se non ti servi da solo, non ti offrono servizio in camera". Tre giorni dopo, la pistola di Mark Chapman metteva l'ex Beatle di fronte all'Ombra. Per tutta la vita John aveva opposto la sua arte alle religioni organizzate: era rimasto scottato dall'esperienza indiana e dall'ambiguo santone Maharishi, al quale aveva dedicato la velenosa "Sexy Sadie". In seguito, tracce del suo ribellismo spirituale affiorarono in "God" ("Dio è solo un concetto con il quale misuriamo il nostro dolore"), e in quel capolavoro che sarebbe risuonato anche in Vaticano ("Immagina che non ci sia Paradiso, e neanche una religione"). Ma Lennon fu assassinato prima di poter fronteggiare a fondo il Dylan "cristiano rinato". Molti anni più tardi, fu il suo rivale a ricevere l'omaggio della lettura trascendente di "Blowin' in the wind" direttamente da Wojtyla: nel '97 a Bologna, al raduno dei giovani cattolici, il cantautore americano (che pure persisteva nell'altalena interiore fra la Chiesa di Roma e l'ebraismo) si sentì dire dal Papa che in quei versi si distinguevano un vento cattivo che porta verso il Nulla e una brezza dello Spirito che conduce al Signore. Da impagabile comunicatore, con quelle parole Giovanni Paolo II aveva sottratto tutta la cultura pop alla seduzione diabolica, riconoscendole una vocazione più alta e luminosa. Non a caso, Bono degli U2 lo aveva definito il "Pontefice rock": in udienza privata, lo aveva visto con sorpresa indossare i suoi occhiali da sole; "non me li restituì più" confidò il cantante, che dopo la scomparsa del pontefice polacco appese al microfono, durante un concerto romano, il Rosario che Karol gli aveva donato. Perché la strumentale definizione del rock come musica demoniaca era sempre stata, in fondo, un'operazione di marketing: vendevano di più i dischi sospetti di collusioni con l'inferno, e nei cui solchi, girandoli al contrario, esorcisti dilettanti scoprivano messaggi ispirati da Belzebù. Ma nessuna delle superstar sembrava propensa a gettarsi davvero fra le braccia di Lucifero, neppure quel Mick Jagger che aveva incarnato l'angelo caduto in "Sympathy for the devil" e poi si era ricreduto nell'età matura intonando "God gave me everything", "Dio mi ha dato tutto". Del resto, i palchi dei concerti somigliavano troppo ad altari per riti profani: bastava salirci sopra perché nelle anime già mobilitate degli artisti si innescasse una ricerca più immanente delle estasi laiche. Se n'era accorta Patti Smith: il 23 gennaio 1977 si esibiva a Tampa. Come in trance, intonava "Ain't it strange": "Sento la mano, il dito di Dio, e comincio a roteare". Cadde di sotto, si ruppe l'osso del collo e giurò di aver visto l'Onnipotente che la spingeva. Anni dopo, nei dischi, faceva ascoltare le campane di San Pietro, o celebrava Albino Luciani. Nella copertina di "Wave" si leggeva una scritta: "La musica è riconciliazione con il Signore". Come Patti, molte star hanno cercato una Via: magari ripensando la carriera, o denunciando i propri "peccati". Qualcuno sembra camminare su un terreno lastricato da contraddizioni: Madonna studia la Kabbalah, ricorda pubblicamente a Ratzinger di essere anche lei una figlia di Dio, ma nella penultima tournée ha optato per il sacrilegio di farsi legare a una mastodontica croce di cristalli Swarowski. Prince, genio del soul-funk più sexy e mondano, ha disseminato i suoi dischi di tracce spirituali: oggi, giurano a Minneapolis, bussa di casa in casa per diffondere la sua verità di Testimone di Geova. Entra, e chiede ai genitori di occuparsi dei figli "prima che cedano alla tentazione della violenza, o si mettano a fumare troppo presto, o coltivino relazioni senza senso". Seguace di Geova lo era anche Michael Jackson, tanto tempo fa: poi, quando fu pubblicato "Thriller", i correligionari lo allontarono, sostenendo che "nessun Testimone diffonde l'occultismo". C'è chi non è rimasto a metà del guado. Quando era allo zenith della fama, Cat Stevens si ritirò dal mondo discografico per predicare l'Islam. Solo lo scorso anno è tornato in sala di incisione per un album di forte ispirazione religiosa sotto il nome di Yusuf. E uno dei padri fondatori del rock'n'roll, Little Richard, nel momento di maggior successo era divenuto predicatore evangelista: diffondendo la Fede, voleva pagare i suoi eccessi con la droga e con l'omosessualità. Nel '92 la tormentata Sinead O'Connor, ospite al "Saturday night live" Usa, fece scandalo strappando la foto di Wojtyla urlando "Combattete il vero nemico". Dopo aver espresso pentimento per il gesto, intraprese un percorso penitenziale che l'ha portata a prendere i "voti", da incongrua sacerdotessa, nella setta scissionistica irlandese della Chiesa Latina Tridentina, con il nome di "Madre Bernadette": "Ora tutti i peccati mi sono stati perdonati", giura. Carlos Santana, un altro dal traversale curriculum dell'anima, annuncia di voler diventare, un giorno, "prete": a modo suo, stando vicino ai poveri e senza necessariamente indossare la tonaca. Il chitarrista, che vanta una lunga frequentazione con le meditazioni orientali, ripete da tempo di essere assistito da un essere celestiale dal nome cibernetico di Metatron. "Non è il mio angelo custode, ascolta chiunque lo chiami". Perché la voce di Dio sembra farsi, nel silenzio, più potente di ogni suono amplificato. Come sa il Reverendo Al Green: era un divo del soul, nel '74. Aveva una relazione con una donna sposata, Mary Woodson. Quando Al le fece capire di voler troncare, Mary lo ustionò con una pentola bollente. Poi si sparò. Green interpretò la tragedia come un segno dell'Onnipotente, prese ad incidere album gospel e divenne pastore della Chiesa del Tabernacolo a Memphis. Ancora una volta, un colpo di pistola era risuonato tra il Cielo e le stelle del rock.

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Hanno vinto gli speculatori al ribasso (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 14-10-2008)

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"Hanno vinto gli speculatori al ribasso" di Laura Matteucci / Milano "Siamo alla ex crisi finanziaria. Hanno vinto gli speculatori al ribasso che, imperversando in queste settimane, hanno costretto i governi di tutto il mondo a rimediare a quello che senza il crollo delle Borse avrebbero continuato ad ignorare. Con un incomprensibile ritardo di almeno due anni. Peccato che, nel frattempo, la speculazione abbia fatto perdere un buon 30% di ricchezza al mondo". Parla Giacomo Vaciago, direttore dell'Istituto di economia e finanza alla Cattolica di Milano per il quale il piano anti-crisi messo a punto domenica a Parigi e ratificato ieri dai governi europei, comprende tutti i problemi e mette in campo tutte le soluzioni possibili. Professore, è finita? Possiamo tirare un sospiro di sollievo? "Diciamo che stiamo finalmente curando il passato, risolvendo i postumi di una bolla immobiliare statunitense nata e cresciuta tra il 2003 e il 2006, finanziata in modi poco corretti in tutto il mondo. Paulson (il ministro del Tesoro Usa, ndr) si è svegliato in ottobre, e gli europei dopo di lui. I governi dovrebbero occuparsi del futuro, riuscendo ad anticipare i fenomeni economici". E il futuro qual è? "È la recessione. Che peraltro dipende dalle difficoltà macroeconomiche dell'intero ultimo anno, cui la bufera finanziaria di adesso si sovrappone. Ancora una volta, dobbiamo decidere se prendere provvedimenti immediati, magari collettivi come per la finanza, e quindi ridurre al minimo gli effetti negativi, oppure se perdere altro tempo e assumere solo un atteggiamento notarile, del tipo "vi terremo informati". Due esempi di bolle immobiliari, risolti in modi diametralmente opposti: negli anni 1988-'90 scoppia il caso Giappone, la cui economia virtualmente si blocca ed è da 15 anni in stagnazione. Nel '92 la stessa situazione in Svezia viene invece affrontata con rapidità e forza, le banche sono ricapitalizzate, e in tre mesi il paese è fuori dalla crisi". Berlusconi dice che con il piano dell'Eurogruppo non ci sarà impatto sull'economia reale. Dice anche che non ridurrà le tasse, come invece intendeva fare sabato scorso. "In una situazione com'è quella attuale, guai a parlare a caso, alimentando aspettative per poi disilluderle. I governi devono iniziare a prendere seri provvedimenti anti-recessione, ed è auspicabile lo facciano a livello europeo. È probabile che la Bce abbasserà ancora i tassi di un altro mezzo punto percentuale entro Natale, perchè è immaginabile che l'inflazione, al contrario di quanto previsto in estate, nel corso del prossimo anno si ridurrà. Ma, se lo facesse, basterebbe?". La Germania mette sul tavolo 500 miliardi, 300 Londra e Parigi, 100 Madrid. L'Italia "quanto necessario", dice Tremonti. Tutti soldi che gravano sui nostri conti pubblici, in ultima analisi sui contribuenti? "Si tratta di investimenti temporanei di salvataggio, non di nazionalizzazioni vere e proprie decise una volta per sempre. Prestiti insomma, con un limite massimo temporale, poniamo di tre anni. Che, oltretutto, penso si possa tutti convenire restino al di fuori del Patto di stabilità".

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Luca Bilardo eletto alla vicepresidenza nazionale della Fuci (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

DOMODOSSOLA VERBANIA Luca Bilardo eletto alla vicepresidenza nazionale della Fuci Raccolte da Idv oltre 1100 firme contro lodo Alfano Il domese Luca Bilardo è il nuovo vicepresidente della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureato in scienze politiche, 23 anni, Luca Bilardo sarà ora impegnato per due anni a Roma alla sede nazionale della Fuci. Il Coordinamento provinciale dell'Italia di Valori del Vco comunica che nel fine settimana sono state raccolte oltre 1.100 firme nei banchetti allestiti per il referendum contro il "Lodo Alfano". La sottoscrizione prosegue nei prossimi giorni. \.

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Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Laicita'

ALBENGA CAVI Politici cattolici al San Carlo Venerdì arriva Buttiglione I maggiori esponenti della cultura cattolica nazionale si ritroveranno ogni mese nella sala San Carlo di via Roma per il "Laboratorio di analisi politica", organizzato dal Centro aiuto vita ingauno (Cavi). Il ciclo di sette conferenze sarà aperto, alle 20,30 di venerdì, dal vescovo Mario Oliveri e dal deputato Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera. Il responsabile della diocesi affronterà il tema "L'impegno politico nella dottrina sociale della Chiesa", mentre il parlamentare svolgerà una lezione dal titolo "La politica: diritto e dovere di ogni cittadino". Spiega Eraldo Ciangherotti, presidente del Cavi: "Il relatore dell'ultima serata sarà il ministro Claudio Scajola, ma abbiamo invitato anche Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli, monsignor Rino Fisichella e i sottosegretari Eugenia Roccella ed Alfredo Mantovano".\.

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Calabrese: bimbi difficili? no, demotivati (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XI - Milano Il dietologo: spesso a casa si mangiano alimenti meno sani che a scuola, i maestri devono far capire la differenza Calabrese: bimbi difficili? No, demotivati Giorgio Calabrese, docente di Nutrizione umana all'università Cattolica di Piacenza, perché i bambini lasciano il cibo nel piatto? "Le ragioni possono essere diverse: gusti personali ma anche problemi di trasporto e di temperatura del piatto servito". Che si può fare per convincerli? Tornare al "finisci quel che hai nel piatto o non ti alzi da tavola"? "Mai. Non si può obbligare un bambino a mangiare, oggi quel sistema non funziona. Bisogna puntare sul dialogo e rispettare i gusti del singolo. Ma qualche trucco c'è". Tipo? "Giocare sull'interazione con gli insegnanti che, in classe, possono fare un ragionamento su quel che si mangerà in mensa, spiegando per esempio che nell'uovo c'è il ferro che serve all'intelligenza". Senta, professore, ma non sarà anche che resta nel piatto quel che non è cucinato bene? "Ovvio, ma non dimentichiamo che le mense scolastiche vengono ormai gestite da società specializzate, molte attente alla qualità. Più di quanto si faccia a casa". Però a casa questo problema dello spreco non c'è. "Sarà anche perché a casa nel piatto finiscono più alimenti di gusto gradevole anche se meno "sani" dal punto di vista nutrizionale. Quattro madri su 10 non si rendono conto che i figli sono obesi, è un problema della società del benessere. Non c'è tempo di mettersi ai fornelli, di discutere con i figli per far mangiare le verdure. Più facile metterli davanti alla televisione con un "bel" piatto di patatine". Ancora i genitori che sbagliano? "Sì, ma noi che ci occupiamo di questo dal punto di vista scientifico dobbiamo parlare con le famiglie, non per colpevolizzarle, ma per informarle dei rischi che si corrono con la cattiva alimentazione". (z. d.).

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Gli azzurrini a Tel Aviv: la febbre di Israele per il pallone (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Di Umberto De Giovannangeli Un Paese intero si ferma stasera. Stadio esaurito. Diretta televisiva. Riunioni politiche sospese. Primo ministro dimissionario e premier incaricata presenti in tribuna d'onore. Per Israele quella di stasera sarà più di una partita di calcio. In gioco c'è molto più che la qualificazione per la fase finale del campionato europeo Under 21. In un Paese che si "nutre" di simboli, la partita con l'Italia racchiude in sé un duplice significato. Che va ben al di là del rettangolo di gioco. Il primo è un investimento sul futuro: un futuro da Paese normale, nel quale sia possibile andare in discoteca, al ristorante, salire su un autobus, fare la spesa in un supermarket o andare allo stadio per assistere ad un incontro di calcio o di basket (i due sport più seguiti in Israele) senza l'angoscia di essere presi di mira da un kamikaze palestinese. Lo sport come "veicolo" di normalità. È questo il primo messaggio che Israele intende dare domani sera dallo stadio Bloomfield, che da giorni registra il tutto esaurito (15mila spettatori). L'avvenimento ha conquistato le prime pagine dei maggiori quotidiani e dei notiziari radiotelevisivi. Normalità è anche ripetere frasi da copione: possiamo farcela, rispettiamo i nostri avversari, l'Italia è una squadra fortissima, siamo onorati di giocarcela... Per un Paese in trincea, queste affermazioni rappresentano una sana boccata di ossigeno. Gli azzurrini si troveranno a giocare in uno stadio "bollente": i tifosi israeliani sono "caldissimi", tanto più quando sono in gioco i colori nazionali. Ma, ed è il secondo messaggio che s'intende lanciare, i ragazzi italiani potranno rendersi conto di quanto Israele sia vicina all'Europa. Nel modo di manifestarsi, di concepire lo sport. Di divertirsi. Anche per questo è stata scelta Tel Aviv come città ospitante. Tel Aviv la "laica", aperta, chiassosa quanto Gerusalemme è severa, ombrosa, chiusa nella sua storia segnata, spesso, da sanguinosi conflitti condotti in nome di Dio o di Allah...Tel Aviv pulsa di voglia di vivere, rigetta ogni chiusura fondamentalista; Tel Aviv l'"americana" che impazzisce per le gesta sportive della sua squadra di basket, la gloriosa Maccabi, piena di americani naturalizzati. L'inno nazionale sarà ascoltato con emozione, , fianco a fianco, da giocatori ebrei e arabi: lo sport unisce laddove si vorrebbero innalzare "muri" di ostilità, "muri" impastati di diffidenza di matrice etnica e religiosa. Israele si riscoprirà unito nel tifo. Senza differenze tra ashkenaziti e sefarditi, tra laici e religiosi, ebrei e arabi. Per quei ragazzi tiferanno gli studenti delle "yeshiva" (scuole talmudiche) di Gerusalemme come i giovani arabi con passaparto israeliano di Nazareth. Per un giorno, si troveranno fianco a fianco Yossi Beilin, il leader della sinistra pacifista, e Benjamin "Bibi" Netanyahu, capo del Likud, la destra d'Israele. "In Israele serve lo spirito giusto", ripete alla vigilia del match, l'allenatore della nostra nazionale, Pierluigi Casiraghi. La speranza è che i nostri ragazzi abbiano anche il tempo di cogliere lo "spirito d'Israele". Un Paese che sogna la normalità anche attraverso una partita di pallone.

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Le aule studio non bastano "lasciateci usare la mensa" (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIV - Milano I problemi/1 Le aule studio non bastano "Lasciateci usare la mensa" "Poche e male illuminate". Per gli studenti della Cattolica le aule studio sono un problema: "Se non si arriva presto al mattino trovare un tavolo libero è un'impresa", spiega Giulia, laureanda di Giurisprudenza. L'università si difende: "I posti a disposizione nelle diverse sedi sono 1500". Però non bastano e il tallone d'Achille sono gli spazi in cui ripetere ad alta voce: "In biblioteca chi apre la bocca viene subito ripreso dal responsabile dell'aula che si aggira tra i banchi", dice Luca, studente di Storia. "Quotidianamente l'ufficio lezioni ed esami espone un elenco delle aule libere dove gli studenti possono ritrovarsi", rispondono dall'ateneo. "Non è la soluzione: così ogni due ore bisogna migrare da un'aula all'altra", ribattono gli studenti. Una proposta arriva da Uld, il gruppo di sinistra: "Usare gli spazi della mensa come aule studio".

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Per mano fino alla laurea e oltre ma a patto di seguire le regole - laura bellomi paolo scandale (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIV - Milano Per mano fino alla laurea e oltre ma a patto di seguire le regole 89% laura bellomi paolo scandale Primo giorno di università. Lo spaurito studente, che in un caso su quattro è arrivato in Cattolica da fuori Lombardia, è preso in consegna da un tutor, che lo aiuterà nella scelta e nella preparazione degli esami. Una presenza gradita quella del novello Virgilio, al più 33enne e laureato in Cattolica, e primo segnale che chi si iscrive qui non sarà mai lasciato solo: "Vogliamo rendere gli anni universitari un percorso di crescita non solo intellettuale, ma anche umana - spiega il prorettore Luigi Campiglio - qui lo studente non è un numero, e per questo lo seguiamo da vicino per intercettare le sue particolari esigenze e gli eventuali problemi". E così in largo Gemelli i ragazzi sono presi per mano ancor prima dell'iscrizione, con l'open day che consente di immergersi per 3 giorni nella vita dell'ateneo. Ma anche quando si abbandonano le aule universitarie per affacciarsi sul mondo del lavoro i servizi non mancano, con il Cv point, uno sportello gratuito che permette di analizzare il proprio curriculum insieme a esperti del settore, e il Career Day, che proprio oggi offrirà a studenti e laureati un'occasione per entrare in contatto con più di 60 aziende. I risultati di questa continua assistenza sono evidenti. Dopo tre mesi il 58 per cento dei laureati della specialistica ha già un impiego, percentuale che sale al 76 per cento dopo sei mesi e tocca il 91 per cento dopo 2 anni. E secondo quasi un quarto dei laureati il mezzo più utile per trovare un'occupazione è proprio il servizio di placement dell'ateneo. Attenzioni quindi, ma anche regole rigide e un po' arcaiche, che a volte gli studenti mal sopportano. Come il "Cortile delle vergini", vietato ai ragazzi, o le intoccabili aiuole: "Solo in via Carducci - si lamenta Marco, che frequenta Lettere moderne - è possibile sedersi sul prato. Per questo è nata la tradizione della corsa nei chiostri, con gli studenti che corrono a piedi nudi sulle aiuole il giorno della laurea". Anche la necessità di presentare il certificato di battesimo e gli esami di teologia disturbano qualcuno: "Ma non in tutte le facoltà gli esami di teologia, che sono tre nei primi tre anni, valgono per la media finale - spiegano dall'Università - e il certificato di battesimo è richiesto, ma non sempre necessario. Abbiamo anche matricole musulmane o ebree, e in questi casi è sufficiente un colloquio con l'assistente spirituale". La vita dell'università non appare comunque limitata da restrizioni: sono ben 27 i gruppi studenteschi, un record fra gli atenei milanesi, ai quali viene concesso uno spazio nei chiostri per dare visibilità alle proprie iniziative. Pur essendo apolitici per statuto, le differenze ideali si fanno sentire, con gruppi di sinistra come l'Uld (Unità lotta democrazia), formazioni di destra come "Azione universitaria", e l'immancabile "Ateneo studenti" legato a Comunione e liberazione. è un'apposita commissione, composta da rappresentanti degli studenti e da docenti, ad assegnare ai vari gruppi i fondi per le loro attività. "La presenza di così tanti studenti attivamente impegnati - osserva il prorettore Campiglio - dimostra la vitalità della Cattolica. Noi cerchiamo di valorizzare il pluralismo culturale, perché l'università dev'essere un microcosmo rappresentativo della società civile". 2.300-6.684 5.889 1.534 5.726 6.526 29.619.

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Il collegio delle ragazze festeggiato dalle ex allieve (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

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Pagina XV - Milano Marianum Il collegio delle ragazze festeggiato dalle ex allieve Un compleanno da festeggiare. è quello del Marianum, lo storico collegio femminile di via San Vittore che quest'anno celebra i 70 anni dalla fondazione. Una ricorrenza che sarà ricordata il 22 e 23 novembre con un incontro al quale parteciperanno donne che hanno studiato in Cattolica e sono diventate protagoniste del mondo intellettuale e imprenditoriale. Il Marianum è uno degli 8 collegi di cui la Cattolica dispone a Milano, per un totale di 600 posti letto, che sono concepiti come delle "comunità educative" e offrono agli studenti vari servizi, dai gruppi di studio fino alle attività sportive. Alle residenze si accede per concorso, e le tariffe variano in base al reddito, oscillando tra 1.180 e 4.280 euro all'anno per il solo alloggio, e da 2.300 a oltre 7mila euro per la pensione completa. (p. sc.).

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"è la partenza giusta per fare l'imprenditrice" (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Milano "è la partenza giusta per fare l'imprenditrice" Lucia Corbo, neo diplomata al liceo Classico e appena arrivata dal Molise, come mai si è iscritta all'università Cattolica? "Per il prestigio dell'ateneo. Dovendomi comunque trasferire, ho puntato all'università che mi sembrava potesse offrirmi il massimo". Perché ha scelto il corso di laurea in Economia? "Voglio diventare imprenditrice. Comincerò da una piccola azienda poi, piano piano, il mio sogno è quello di arrivare ad incarichi di maggior responsabilità". Le si prospettano parecchi esami impegnativi. "Lo so, sono qui apposta per formarmi. Certo studiare matematica non sarà una passeggiata, ma nelle scorse settimane ho seguito i precorsi, spero che passerò l'esame al primo colpo". Come è stato il primo approccio all'Università? "Buono, mi sono sentita accolta. Come tutte le matricole sono stata subito affidata ad un tutor: avere un indirizzo mail e un cellulare a cui fare riferimento non è poco, ti dà una certa sicurezza contro l'ansia da novità". E le nuove amicizie universitarie? "A lezione è abbastanza facile conoscere i nuovi compagni. E poi ho scelto di stare al collegio delle Stigmatine apposta per non sentirmi sola nei primi mesi e poter abitare in compagnia di altre studentesse". A iscrizione appena ultimata, qual è il bello della Cattolica? "La struttura della sede centrale. Ogni volta che entro nei chiostri, rimango a bocca aperta". (l. b.).

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"è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile" (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Milano "è stata un'ottima scuola in un ambiente difficile" Gianluca Marra, 25 anni, ha lasciato l'assolata Messina per venire a studiare giurisprudenza in Cattolica. Ora, con la laurea quasi in tasca, può fare un bilancio del suo corso di studi. La sua esperienza universitaria è stata positiva? "Sì, anche se credo occorra separare la parte didattica da quella umana". Si spieghi meglio. "Come percorso formativo è stato ottimo. Qui insegnano professori importanti, che prima incontri a lezione e poi trovi citati sui manuali. La retta è alta, ma i servizi e le strutture sono eccellenti, il personale è sempre pronto ad aiutarti e gli orari vengono rispettati. Con l'ambiente attorno però c'è stata una sorta di "incompatibilità caratteriale"". Per quale motivo? "Troppa formalità e attenzione all'immagine. Alcune persone vengono in università vestite come se dovessero andare in un locale il venerdì sera, e non a studiare. Per questo, al di là delle lezioni, non ho fatto molta vita d'ateneo, ma forse anche a causa di miei limiti personali". Si sente preparato per il mondo del lavoro? "Sì, studiare in Cattolica mi ha permesso di crescere. Qui nessuno ti regala niente, vengono premiati il merito e la preparazione. Ed è stimolante, perché sai che il tuo impegno verrà valorizzato". Che cosa vede nel suo futuro? "Mi piacerebbe la carriera universitaria, magari partendo da un dottorato in diritto del lavoro, che è la materia nella quale sto facendo la tesi. Ma il mio vero sogno sarebbe fare il magistrato tornando in Sicilia, dove c'è sempre bisogno di persone di buona volontà pronte a rimboccarsi le maniche". (p. s.).

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Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

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Ieri mattina Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08 "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì. E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno, dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante (sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli. Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo, mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare "perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII. Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct 08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) " (8 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso: dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di "ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni - dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08 "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti - non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33 giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente. Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco, è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del "parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (256) Ultime discussioni Parrocchiano: Perchè, Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si . Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M: marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto su: 'non dire falsa... Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoIl Messico ritorna al far west guerra fra bande e rapimentiVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts La preghiera del Papa: fermate le violenze contro i cristiani "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Betori, il motu proprio e le parole di Perl "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Il miracolo di Papa Luciani Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. 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Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Ieri mattina Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08 "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì. E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno, dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante (sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli. Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo, mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare "perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII. Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct 08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) " (8 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso: dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di "ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni - dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08 "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti - non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33 giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente. Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco, è caduta su di lui. 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Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts La preghiera del Papa: fermate le violenze contro i cristiani "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Betori, il motu proprio e le parole di Perl "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Il miracolo di Papa Luciani Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Betori, il motu proprio e le parole di Perl (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Ieri mattina Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Oct 08 "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Sul Giornale di oggi, nell'inserto culturale domenicale dedicato ai libri, pubblico la recensione al nuovo saggio di don Nicola Bux, teologo barese stimato da Papa Ratzinger, profondo conoscitore del mondo ortodosso. S'intitola "La riforma di Benedetto XVI", è edito da Piemme e arriva in libreria martedì. E' un libro molto interessante per comprendere e inquadrare nel suo significato più autentico ciò che il Papa ha inteso fare promulgando il motu proprio sull'antica liturgia (per comodità vi copio l'articolo nel primo commento al post). Nel giro di qualche settimana sono attese importanti novità alla Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti. Il cardinale nigeriano Francis Arinze, infatti, ha già compiuto 75 anni e il 23 novembre celebrerà il 50 di sacerdozio. Prima di Natale, o all'inizio dell'anno, dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante (sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli. Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo, mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare "perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII. Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct 08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) " (8 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso: dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di "ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni - dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08 "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti - non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33 giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente. Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco, è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del "parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (256) Ultime discussioni Parrocchiano: Perchè, Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si . Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M: marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto su: 'non dire falsa... Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

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Ieri mattina Benedetto XVI ha canonizzato quattro nuovi santi, tra i quali c'è la prima santa indiana. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. In piazza c'erano circa seimila fedeli provenienti dall'India e all'Angelus il Papa ha lanciato un nuovo appello in favore dei perseguitati dell'Orissa: "Come i cristiani dell'India devono ringraziare Dio per la loro prima figlia indiana a essere presentata alla pubblica venerazione, io assicuro le mie preghiere in questi tempi difficili. Raccomandando alle cure provvidenziali di Dio onnipotente coloro che si sono impegnati nella pace e nella riconciliazione. Io esorto gli autori delle violenze a rinunciare a queste azioni e a unirsi con i loro fratelli e sorelle a lavorare insieme nella costruzione della civiltà dell'amore". Il Papa ha anche detto di pregare ogni giorno anche per i cristiani perseguitati in Irak. Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... 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Prima di Natale, o all'inizio dell'anno, dovrebbe lasciare il posto al cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo. Ma sembra sia in partenza anche il Segretario della Congregazione, il cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, destinato al ruolo di arcivescovo di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Difficilmente vengono cambiati in contemporanea numero uno e due di un dicastero: è probabile dunque che, se saranno confermate le indiscrezioni, tra una nomina e l'altra passi qualche mese. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Oct 08 Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Cari amici, mercoledì e ieri sono stato a Roma: ho partecipato alla presentazione dell'ultimo libro di suor Margherita Marchione su Pio XII e sono stato presente alla messa che Benedetto XVI ha celebrato in San Pietro. E' stata una cerimonia importante (sono stati interrotti i lavori del Sinodo e i tutti i cardinali presenti a Roma hanno concelebrato con il Papa) e Ratzinger ha pronunciato un'omelia destinata a rimanere come un punto fermo nel dibattito sulla figura di Pacelli. Questo è l'articolo che ho scritto sul Giornale di oggi, mentre sul sito della Santa Sede trovate il testo integrale del Pontefice. Nell'invitarvi a leggerlo, mi limito a citare alcune parole sul magistero di Pio XII, sulla sua attualità e sul fatto - da troppi dimenticato - che quel magistero ha preparato il Concilio. "Purtroppo il dibattito storico sulla figura del Servo di Dio Pio XII, non sempre sereno, ha tralasciato di porre in luce tutti gli aspetti del suo poliedrico pontificato. Tantissimi furono i discorsi, le allocuzioni e i messaggi che tenne a scienziati, medici, esponenti delle categorie lavorative più diverse, alcuni dei quali conservano ancora oggi una straordinaria attualità e continuano ad essere punto di riferimento sicuro. Paolo VI, che fu suo fedele collaboratore per molti anni, lo descrisse come un erudito, un attento studioso, aperto alle moderne vie della ricerca e della cultura, con sempre ferma e coerente fedeltà sia ai principi della razionalità umana, sia all'intangibile deposito delle verità della fede. Lo considerava come un precursore del Concilio Vaticano II". Il Papa ha detto di pregare "perché prosegua felicemente la causa di beatificazione" di Pio XII. Credo ci si possa aspettare tra non molto la promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Oct 08 Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII Cari amici, aprendo i lavori del Sinodo sulla Parola di Dio, ieri mattina Benedetto XVI ha svolto una bellissima meditazione a braccio, parlando della "solidità" della Parola di Dio e del realismo di chi fonda la propria vita su di essa. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi ne riferisce, mentre questo è il testo integrale della meditazione pubblicato sul sito della Santa Sede. Come sapete, la novità assoluta di questo Sinodo è la presenza di un rabbino, che ieri pomeriggio è intervenuto in aula: si tratta del rabbino rabbino capo di Haifa, Shear-Yashuv Cohen. Quest'ultimo, nel suo intervento dedicato all'interpretazione della Scrittura secondo la fede abraica, si è scagliato contro il presidente iraniano Ahmadinejad. E in serata, intervistato da Phil Pullella, vaticanista della Reuters, ha detto che la Chiesa non deve beatificare Pio XII e che se avesse saputo che Benedetto XVI stava per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Pacelli (con la messa che presiederà giovedì mattina in San Pietro), lui non sarebbe nemmeno venuto al Sinodo. A parte il fatto che la data di morte di Pio XII non è propriamente un segreto del Mossad, trovandosi in tutte le enciclopedie, a parte il fatto che il cinquantesimo rappresenta una scadenza importante, trovo del tutto fuori luogo che un esponente ebraico invitato a parlare ai vescovi cattolici ne approfitti per mettere in imbarazzo il Papa, per di più sulla base di leggende nere. Vi lascio immaginare che cosa sarebbe successo se un cardinale della curia romana fosse stato invitato a prendere la parola in un importante consesso religioso ebraico a Gerusalemme e poi uscendo, ai giornalisti, avesse fatto dichiarazioni di tenore simile. Al rabbino Cohen mi permetto sommessamente di ricordare le parole pronunciate da un illustre collega, il Gran rabbino di Gerusalemme, Isaac Herzog, nel 1944: "Il popolo di Israele non dimenticherà mai ciò che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dai principi eterni della religione, che stanno alla base della autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sventurati fratelli e sorelle nell'ora più tragica della nostra storia, una prova vivente della Divina Provvidenza in questo mondo". All'indomani della morte di Papa Pacelli, lo stesso Herzog ebbe a dichiarare: "La morte di Pio XII è una grave perdita per tutto il mondo libero. I cattolici non sono i soli a deplorarne il decesso". Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" Stamattina, con una messa celebrata nella basilica di San Paolo fuori le Mura, Benedetto XVI ha aperto i lavori del Sinodo dei vescovi dedicato alla Parola di Dio. Commentando il Vangelo dedicato alla parabola dei cattivi vignaioli, il Papa ha detto: "Quanto denuncia la pagina evangelica interpella il nostro modo di pensare e di agire; interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l'annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo. E' spontaneo pensare, in questo contesto, al primo annuncio del Vangelo, da cui scaturirono comunità cristiane inizialmente fiorenti, che sono poi scomparse e sono oggi ricordate solo nei libri di storia. Non potrebbe avvenire la stessa cosa in questa nostra epoca? Nazioni un tempo ricche di fede e di vocazioni ora vanno smarrendo la propria identità, sotto l'influenza deleteria e distruttiva di una certa cultura moderna. Vi è chi, avendo deciso che "Dio è morto", dichiara "dio" se stesso, ritenendosi l'unico artefice del proprio destino, il proprietario assoluto del mondo. Sbarazzandosi di Dio e non attendendo da Lui la salvezza, l'uomo crede di poter fare ciò che gli piace e di potersi porre come sola misura di se stesso e del proprio agire. Ma quando l'uomo elimina Dio dal proprio orizzonte è veramente più felice? Diventa veramente più libero? Quando gli uomini si proclamano proprietari assoluti di se stessi e unici padroni del creato, possono veramente costruire una società dove regnino la libertà, la giustizia e la pace? Non avviene piuttosto - come la cronaca quotidiana dimostra ampiamente che si estendano l'arbitrio del potere, gli interessi egoistici, l'ingiustizia e lo sfruttamento, la violenza in ogni sua espressione? Il punto d'arrivo, alla fine, è che l'uomo si ritrova più solo e la società più divisa e confusa". Scritto in Varie Commenti ( 250 ) " (8 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Oct 08 E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Ieri mattina Benedetto XVI ha varcato per la seconda volta da Papa il portone del Quirinale, per una visita di Stato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima volta lo aveva fatto poche settimane dopo l'elezione, nel giugno 2005, quando sul Colle c'era ancora Carlo Azeglio Ciampi. Questo è l'articolo che sul Giornale di oggi racconta la visita. Mi soffermo su un particolare curioso: dopo essere stata ammessa al colloquio con Benedetto XVI, pare che la moglie di Napolitano, signora Clio, abbia detto al Pontefice che il Quirinale è un palazzo piuttosto scomodo e poco funzionale. Com'è noto, la coppia presiedenziale risiede in un appartamento fuori dal palazzo e proprio compiendo il tragitto da questa abitazione al Quirinale la signora Clio era stata investita da un pirata della strada. Insomma, se anche Raztinger avesse avuto un pizzico di improbabile nostalgia per la bellezza del palazzo che fu dei suoi predecessori fino al 1870, gli sarebbe stata fatta passare immediatamente. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Oct 08 Betori, il motu proprio e le parole di Perl Ho visto quanti commenti ha scatenato una frase pronunciata ieri dal Segretario uscente della Cei, monsignor Giuseppe Betori, neo-arcivescovo di Firenze. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Betori ha dichiarato che il motu proprio che liberalizza la messa antica ha registrato una "totalità di adesioni alla volontà del Papa". "Posso confermare che non risultano problemi nella sua applicazione, tolti sparuti momenti di difficoltà da parte di qualche piccolo gruppo. Nelle diocesi si vanno scegliendo le soluzioni più adeguate alla realtà locale". "Di fatto ha concluso Betori si può dire che non risultano lamentele da parte dei fedeli e si registra un clima molto sereno nel Paese attorno a questa realtà". Le parole di monsignor Perl, vicepresidente della commissione Ecclesia Dei, alcuni giorni fa erano state di tutt'altro segno: "In Italia aveva detto la maggioranza dei vescovi, con poche ammirevoli eccezioni, ha posto ostacoli all'applicazione del motu proprio". Prendo nettamente le distanze da certi commenti ironici su monsignor Betori, persona che stimo molto. Credo, in tutta sincerità, che vi possa essere un pizzico di esagerazione e qualche eccesso di ottimismo nelle parole del Segretario della Cei, altrettanta esagerazione e un eccesso di pessimismo nelle parole del vicepredisente di Ecclesia Dei. Quanto a Perl: non credo si possa assolutamente affermare che la "maggioranza dei vescovi" ha posto ostacoli, perché i tradizionalisti non ci sono in ogni diocesi. Se per "ostacolo" s'intende anche disposizioni applicative del motu proprio, che di fatto riportano sotto la competenza del vescovo le direttive papali, allora questo però può essere vero (è accaduto in più di una diocesi). Quanto a Betori, è piuttosto evidente che ha inteso correggere - da Segretario della Cei, uscente ma ancora Segretario - l'immagine di un episcopato riottoso e disubbidiente al Papa che è pure Primate d'Italia e ha con la Conferenza episcopale nel nostro Paese un legame specialissimo. Credo che Betori stesso, il quale ha assistito alla discussione interna al Consiglio permanente della Cei lo scorso autunno, sia cosciente che esistono dei problemi e che questi problemi non possono essere soltanto e sempre attribuiti all'atteggiamento di "gruppi" tradizionalisti (i quali però hanno le loro responsabilità: ricordate le parole del cardinale Castrillòn, quando ha denunciato che sono "insaziabili" e vivono il motu proprio come una vittoria, una rivincita, una riscossa, una restaurazione?). C'è un problema di "ricezione" da parte di alcuni vescovi, che non essendo d'accordo con la decisione papale hanno cercato in qualche modo di minimizzarla e depotenziarla. Non occorre che vi faccia esempi in proposito perché ne conoscete. Vi confermo invece che la percezione di Benedetto XVI sulla recezione del motu proprio è sostanzialmente positiva - si aspettava reazioni contrarie molto maggiori - e credo che la via giusta sia quella di proseguire nel dialogo. I gruppi legati all'antica liturgia, che pure possono appellarsi a Roma (e si spera che Ecclesia Dei, al momento della promulgazione dell'attesa istruzione sul motu proprio riceva poteri adeguati per intervenire a nome del Papa), dovrebbero cercare il più possibile di coinvolgere i vescovi. Questi ultimi, che in qualche caso documentato negli anni passati si erano persino rifiutati di ricevere i tradizionalisti - mostrando un disprezzo che non fa onore a chi è investito del ministero episcopale e magari dialoga costantemente con non credenti, cristiani di altre confessioni, esponenti di altre religioni - dovrebbero cercare di dimostrare che Betori ha ragione e ha fotografato la reale situazione italiana, accogliendo i fedeli rimasti legati all'antico rito e facendo tesoro delle parole che Benedetto XVI ha scritto loro e ha ripetuto nel recente viaggio in Francia. Scritto in Varie Commenti ( 510 ) " (12 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Sep 08 "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Sul Giornale di oggi pubblico una lunga intervista al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger. Sono andato a Regensburg lunedì scorso (giornata fredda e piovosa) e l'ho incontrato a casa sua nel pomeriggio. Abbiamo parlato dell'infanzia del Papa, della famiglia, del periodo buio del nazismo e della guerra, ma anche di come Benedetto XVI svolge il suo ministero. Sono rimasto colpito dalla gentilezza e dalla cordialità con cui monsignor Ratzinger ci ha accolto. Una caratteristica di famiglia. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (9 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Sep 08 Il miracolo di Papa Luciani Sul Giornale di oggi pubblico la storia di Giuseppe Denora, l'uomo guarito da un linfoma allo stomaco dopo aver pregato Giovanni Paolo I. Si sta per concludere il processo diocesano sul miracolo, avvenuto in Puglia, ad Altamura. Poi le carte saranno inviate a Roma, alla Congregazione delle cause dei santi. Il racconto di Denora è stato pubblicato in questi giorni dal mensile 30Giorni: la giornalista Stefania Falasca l'ha intervistato a lungo e nel reportage specifica e puntualizza tutti i passi che sono stati fino ad oggi compiuti - non solo per il riconoscimento del presunto miracolo, ma anche per il processo di beatificazione - e quelli che ancora restano da fare. L'impressione è che la causa del "Papa del sorriso" prematuramente scomparso dopo appena 33 giorni di regno (il trentennale della morte cade lunedì) proceda speditamente. Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei La scelta del Papa, al quale è stato proposto e caldeggiato dal cardinale Angelo Bagnasco, è caduta su di lui. Il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze, è monsignor Mariano Crociata, vescovo di Noto. Ha 55 anni, è diventato vescovo meno di un anno fa. Teologo, studioso dell'islam, esperto di dialogo interreligioso. Il suo nome era il primo di una terna che Bagnasco ha presentato due giorni fa al consiglio permanente della Cei. I vescovi del "parlamentino" Cei hanno espresso dei pareri scritti, ma non hanno discusso le varie candidature. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (256) Ultime discussioni Parrocchiano: Perchè, Silvanino? Te ti figuri Marina come una Cassandra? Io la immagino invece come Madama di Tebe(... Silvano: . le fanciulle, no . ma le cassandre, si . Parrocchiano: Oh Silvanooo, un si trattano così le fanciulle! Michele M: marina, hai fatto bene a ricordare i comandamenti. Mi soffermerei soprattutto su: 'non dire falsa... Michele M: Silvano, tirale il soldino! :-D Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoIl Messico ritorna al far west guerra fra bande e rapimentiVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts La preghiera del Papa: fermate le violenze contro i cristiani "La riforma di Benedetto XVI", i cambiamenti al Culto Divino Benedetto prega per la beatificazione di Pio XII Il rabbino invitato al Sinodo attacca Pio XII "Perdendo la nostra identità rischiamo il castigo di Dio" E Clio disse al Papa che il Quirinale è scomodo Betori, il motu proprio e le parole di Perl "Vi racconto mio fratello, Papa Benedetto" Il miracolo di Papa Luciani Il vescovo di Noto, Mariano Crociata, segretario della Cei Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. 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Forza Italia chiama a raccolta i cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

I TEMI DEL DIBATTITO Retroscena Grandi manovre in vista della tornata elettorale Iniziativa di Leo e Burzi dopo l'appello del Papa La difesa della famiglia la parità scolastica e il sostegno agli oratori Forza Italia chiama a raccolta i cattolici MAURIZIO TROPEANO Forza Italia chiama a raccolta le organizzazioni cattoliche del Piemonte. Lo fa accogliendo il doppio appello del "Santo padre che ha sottolineato la necessità di una nuova generazione di cristiani impegnati in politica e ha invitato i partiti ad aprirsi al mondo cattolico", spiega il consigliere regionale Giampiero Leo. Si spiega così la scelta di aprire la lettera d'invito con una citazione di papa Benedetto XVI anche se "l'assemblea di sabato mattina al Centro Congressi in Corso Stati Uniti 22 prossimo non vuole essere un'occasione per fare del proselitismo politico ma vuole essere un umile momento di ascolto delle istanze provenienti dal mondo cattolico per offrire la nostra disponibilità ad una collaborazione reciproca". Tutto vero, certo, ma è evidente che l'appuntamento di sabato mattina al centro d'incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti, è la prima tappa di un'offensiva azzurra - la lettera d'invito è firmata dal capogruppo Angelo Burzi anima laica degli azzurri - per consolidare e allargare il consenso nell'area cattolica. Un'iniziativa che, probabilmente, dal Piemonte sarà replicata in tutta Italia. Ancora Leo: "Viviamo il Cristianesimo non come ingerenza ma come ispirazione per la nostra azione di persone attive nella società, portatori perché di valori universali e non di disvalori personali". Se questa è la premessa tanto vale ricordare che Forza Italia si è sempre occupata di questi temi "a partire dalle nostre battaglie per la promozione della parità scolastica, per la difesa della legge sulla famiglia e per un sostegno concreto all'attività degli oratori". Ecco allora che l'iniziativa serve proprio "per rinnovare e rinsaldare questo legame". Sabato si saprà quante associazioni hanno raccolto l'invito e quante prenderanno la parola. Leo racconta di aver già "ricevuto molte adesioni all'iniziativa". Si vedrà. Certo gli azzurri si presentano con tutto lo stato maggiore del partito: oltre a Burzi e Leo ci saranno anche il coordinatore regionale Enzo Ghigo e il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto. La lettera si chiude con l'auspicio che "questo momento di riflessione serva a superare le possibili diffidenze, ad abbattere gli steccati culturali ma soprattutto ad avviare quel rinnovamento generazionale da tutti auspicato per la nostra società".

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LA PARTITA DELLE FAMIGLIE (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Casa Comune LA PARTITA DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai ferri corti sui contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta ripetendo e incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di temi che toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un tema delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di una crisi di nervi. Venerdì prossimo, sulla vicenda dell'assessore Saragnese di Rifondazione che avrebbe inopinatamente portato avanti un piano che tocca 42 scuole ipotizzando la soppressione di 7 istituti, si terrà addirittura una riunione di maggioranza. L'obiettivo, in particolare dell'area cattolica e ex popolare del Pd, è quello di far sapere che su certi temi il comunista Saragnese non può fare quello che vuole, che deve confrontarsi con il resto della maggioranza. Una pretesa legittima che sta però diventando una prova di forza, l'ennesima, fra l'altra sinistra e l'ala destra dello schieramento di Chiamparino. Perché sul tema, l'accorpamento di scuole che si affacciano sullo stesso cortile e hanno entrambe pochissimi allievi oppure sulla necessità di sistemare altrove i due allievi rimasti nell'istituto per ciechi che un tempo ospitava 118 studenti, sono tutti praticamente d'accordo. Quello che cerca qualcuno è, appunto, una prova di forza, utile anche per avere visibilità in un momento prossimo a importanti decisioni quali sono un probabile, ma non scontato, rimpasto o allargamento di giunta accompagnato dal rinnovo di metà mandato delle cariche della Sala Rossa, dal presidente Castronovo ai presidenti delle Commissioni. Detto questo, Saragnese o ci fa o ci è. Con tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di tagli che andranno a incidere in un importante feudo elettorale qual é la scuola, l'esponente di Rifondazione, bello bello - è il ragionamento dei suoi detrattori - se ne esce con il suo di piano, e così la gente non capisce più chi è il cattivo. Insomma, Saragnese è quantomeno un ingenuo. Ecco allora il "fuoco amico" sparato dal cattolico Olmeo che pretendeva comunicazioni in aula da parte dell'assessore di Rifondazione. Un affronto scongiurato alla meno peggio dal capogruppo Giorgis che con una breve dichiarazione in aula è riuscito a convincere i duri Olmeo, Tedesco e Calgaro che "Saragnese ritira il piano". Mentre i fans di Saragnese sostengono che "non è vero". La verità come sempre sta nel mezzo: Saragnese porterà il suo piano in Commissione e lì sarà sviscerato, vale a dire portato alle calende greche dal Consiglio. La realtà è però ancora un'altra. Quel piano è un lavoro che tutti gli assessori alla scuola elaborano ogni anno per presentarlo poi alla Provincia la quale, a sua volta, lo proporrà alla Regione. Routine, insomma, diventata un casus belli per colpa della riforma Gelmini e, diciamo, dell'inopportuna (a giudizio degli alleati) efficienza dell'assessore Saragnese. Sempre a proposito di famiglia, ieri mattina in giunta, l'assessore Borgione ha portato il bando con il quale verranno concessi contributi alle famiglie con più di quattro figli. Vale per tutti i residenti, italiani, comunitari e stranieri e con un reddito Isse del nucleo non superiore a 29 mila euro.

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Cattolici non subalterni (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Luigi Bobba Risposta alla Bindi Ho letto l'articolo di Rosy Bindi su "I cattolici al tempo del Pd" e, in particolare, le critiche rivolte ai teodem e alla nuova associazione "PeR" di cui faccio parte. Inutile dire che non condivido le accuse mosse alla "moderna laicità" di Rutelli ché - come scrive Bindi - avrebbe "in realtà un volto vecchio, quello gentiloniano della strumentalità con cui spesso sono stati utilizzati i cattolici in operazioni politiche di stampo moderato". Credo che la vera strumentalità sia attribuibile all'atteggiamento aggressivo di una Bindi che è solita ricorrere a facili scorciatoie, come l'affibbiare etichette stantie qua e là, in cerca di un ruolo perduto.segue a pagina 27.

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E Pannunzio denunciò gli omicidi politici rossi (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-10-16 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE Dopoguerra Mirella Serri ricostruisce la polemica condotta dai profeti disarmati di "Risorgimento Liberale" contro il partito di Togliatti E Pannunzio denunciò gli omicidi politici rossi Il conflitto tra l'antifascismo del Pci e quello democratico di ANTONIO CARIOTI N ella retorica usuale, la Costituente è sinonimo di concordia tra le forze che diedero vita al nuovo ordinamento della Repubblica. E spesso si rievoca quel periodo come un tempo di collaborazione unitaria fra i partiti antifascisti, spezzata poi dall'influenza esterna della guerra fredda tra Usa e Urss. La realtà storica è un po' diversa. Ce lo ricorda Mirella Serri, nel suo libro in uscita oggi I profeti disarmati (Corbaccio, pp. 229, € 17,60), sottolineando che sin dall'indomani della Liberazione si aprì un aspro conflitto tra i movimenti che avevano partecipato insieme alla guerra partigiana. Da una parte lo schieramento marxista guidato dal Pci di Palmiro Togliatti, dall'altra i diversi raggruppamenti dell'antifascismo liberale, moderato e cattolico. Non fu soltanto uno scontro propagandistico e ideologico: mentre nell'aula di Montecitorio si discutevano gli articoli della Costituzione, nelle piazze infuriavano zuffe cruente e le notti, specie al Nord e nelle "zone rosse", erano spesso turbate da agguati omicidi di matrice politica. Partito di lotta e di governo fino al maggio 1947, con un piede nel Palazzo e un altro alla testa delle folle in tumulto, il Pci reagì all'esclusione dall'esecutivo, voluta da Alcide De Gasperi, intensificando l'impegno militante con un "tentativo di spallata" (così l'ha definito lo storico Fabio Grassi Orsini) al fragile edificio del primo centrismo, che però resse l'urto. Lo stesso Togliatti, in verità, si adoperò per moderare le spinte insurrezionali della sua base. Poi il trionfo democristiano del 18 aprile 1948 inaugurò una stagione diversa. Vittime principali del muro contro muro furono appunto i protagonisti "disarmati" del libro di Mirella Serri, coloro che non stavano con Pio XII né con Stalin. Innanzitutto i liberali illuminati riuniti intorno al quotidiano del Pli Risorgimento Liberale, diretto da Mario Pannunzio, e poi gli antifascisti laici e democratici come Ernesto Rossi, a lungo imprigionato durante la dittatura, e Gaetano Salvemini, costretto all'esilio dalle camicie nere. Tutti diffidenti verso la tattica del Pci, che mirava a "deglutire" le altre forze progressiste per assicurarsi il monopolio dell'antifascismo e delegittimare l'anticomunismo, quasi equiparato alla simpatia per il passato regime. Sferzante la risposta del quotidiano di Pannunzio al "tentativo di mettere nello stesso calderone liberalismo e fascismo sotto lo specioso pretesto che sono tutti e due anticomunisti". Argomentando così, notava l'articolo, i comunisti ragionavano allo stesso modo "dello zoologo che volesse sostenere che essendo il cane e il topo entrambi nemici del gatto, il cane è un topo". Tra i più aspri nel rintuzzare la polemica anticomunista di Risorgimento Liberale, nota Mirella Serri, furono gli intellettuali approdati nel Pci da poco tempo, magari con qualche imbarazzante precedente di adesione al fascismo: figure di cui l'autrice si è già occupata nel suo precedente saggio I redenti. Un esempio è Carlo Muscetta, valido critico letterario, che era passato al comunismo dall'azionismo e che esaltava i suoi nuovi compagni come "uomini non qualunque", dotati di una fibra morale superiore rispetto agli avversari. Dal tumultuoso triennio 1945-48, oggetto della ricerca di Mirella Serri, il Pci uscì battuto sul piano politico, relegato in permanenza all'opposizione, ma vincitore sul terreno dell'egemonia culturale, poiché riuscì a legittimarsi come rappresentante principe dell'antifascismo, custode autorizzato della memoria della Resistenza, depositario della più genuina interpretazione della democrazia e dei valori costituzionali. Su chiunque si opponesse a Botteghe Oscure si allungava così l'ombra del sospetto di servire interessi oscuri, se non addirittura di cullare progetti autoritari. Gli eretici fautori della "terza forza" - contemporaneamente antifascisti, anticomunisti e anticlericali - trovarono rifugio sul settimanale Il Mondo, la nuova e più prestigiosa creatura varata da Pannunzio nel 1949. Da quelle colonne si avviò una lunga stagione di battaglie civili, ricostruita da Massimo Teodori nel suo recente volume Storia dei laici (Marsilio), che coinvolse personaggi assai distanti tra loro come Ernesto Rossi e Panfilo Gentile, Gaetano Salvemini e Benedetto Croce. Fu però l'avventura di una minoranza, sempre accusata di velleitarismo, astrattezza, snobismo elitario. I giochi importanti restarono appannaggio dei partiti di massa e il comunismo assunse nel nostro Paese un ruolo senza paragoni con il resto dell'Europa occidentale. Fino a quando la caduta del Muro di Berlino non fece definitivamente giustizia di illusioni e distorsioni ideologiche durate troppo a lungo. Qui sopra, da sinistra: Franco Libonati, Mario Pannunzio e Nicolò Carandini. Nelle foto piccole, dall'alto: Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Carlo Muscetta. Nella foto in basso a destra, Mirella Serri.

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Amvrosij Grenkov (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 248 del 2008-10-16 pagina 42 Amvrosij Grenkov di Redazione Si chiamava Aleksandr Grenkov e nacque nel 1812 nel governatorato russo di Tambov. Studiò in seminario e insegnò qualche tempo a Lipeck. Nel 1840 si fece monaco nel famoso eremo di Optina, dove si praticava la direzione spirituale (starcestvo). Ammiratore del nostro sant'Ambrogio, prese in suo onore il nome religioso di Amvrosij. Cinque anni dopo venne ordinato e, misteriosamente, da quel momento si ammalò, tanto da far temere per la sua vita. Rimase sempre sull'orlo della morte, ma senza mai caderci dentro. Malgrado le sue infermità, riuscì a curare la pubblicazione degli scritti dei Padri e la traduzione di quelli di san Giovanni Climaco. Addirittura, dopo la morte del padre spirituale del monastero (Makarij, deceduto nel 1860), venne eletto al suo posto. Non solo, ma assunse anche la guida spirituale di moltissimi esterni, laici e religiosi. E fondò pure un monastero femminile a ?amordino. Amvrosij è ricordato come il più esperto nella cosiddetta "preghiera di Gesù" o "del cuore" o "esicasmo", molto importante nella tradizione religiosa russa. Scrive Il'ja Semenenko-Basin nel suo Eternamente fiorisce (ed. La Casa di Matriona) che a questo grande santo russo non furono risparmiate calunnie e persecuzioni (anche se non ne specifica la natura e i motivi), tanto che trascorse l'ultimo anno della sua lunga vita tra le sue figlie spirituali di ?amordino. Morì nel 1891 e subito sulla sua tomba si registrarono guarigioni. I pellegrinaggi non si interruppero nemmeno sotto il regime bolscevico prima e sovietico poi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Troppi danni dalla sinistra (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Inizia domani ad Alatri con dibattiti ed incontri di alto livello l'ultima Festa tricolore provinciale che proseguirà sabato a Supino "Troppi danni dalla sinistra" Luca Sergio Sanità, occupazione, sicurezza e giovani. Questi alcuni dei temi, ma non i soli, che saranno al centro della "Festa Tricolore" provinciale, in svolgimento domani ad Alatri e sabato conclusione a Supino. Sarà questa l'ultima manifestazione di An visto che all'inizio del 2009, salvo imprevisti, dovrebbe avvenire la fusione con Forza Italia, DcA, Cattolico-Popolari, MpA ed altri gruppi minori nell'unico contenitore politico del Popolo della Libertà (già presentatosi alle ultime politiche). "Vogliamo discutere, confrontarci sulla politica, entrare nel merito della crisi del territorio, affrontare le delicate tematiche della sanità, dell'occupazione dei giovani che sono il ceto dirigente del futuro. Il confronto sarà certamente aperto in quanto vedrà il coinvolgimento di tutti i circoli". Questo ha sostenuto il presidente della federazione nord, l'eurodeputato Alessandro Foglietta, alla presentazione con il sen. Oreste Tofani. Il consigliere comunale di Alatri, Remo Costantini, si è soffermato sulla "tappa" locale: alle ore 18, nel palazzo Conti Gentili, convegno sulla sanità con il sen. Cursi; alle 19.30 dibattito sulla Provincia con tutti i consiglieri e poi serata al Brio Bar riservata ai giovani con Tofani e Foglietta. Sabato la festa si trasferisce nel "regno" di Foglietta, Supino, dov'è sindaco e precisamente al ristorante Bompiani, nel quale alle 17.30 si terrà un incontro con tutti gli esponenti del Pdl per discutere come dovrà essere il nuovo partito del centrodestra. Alle 18.30 dibattito di alto livello su lavoro, occupazione e sicurezza moderato dal capo della redazione de "Il Tempo" Francesco Puglisi al quale interverranno Foglietta, Tofani, l'on. Augello, il sottosegretario Viespoli e la segretaria nazionale dell' Ugl, Renata Polverini. Alle 21 rapporto sull'Europa di Foglietta e dell'on. Roberta Angelilli. Alle 22.30 chiusura della festa con il segretario regionale Aracri ed il presidente del gruppo senatoriale Pdl Maurizio Gasparri. "Con questa festa - sottolinea il sen. Tofani - vogliamo dare, come forza nazionale di governo, un contributo a temi prioritari per il nostro territorio per illustrare il nostro progetto che vuole porre fine all'incapacità del centrosinistra che ha governato malissimo la nostra provincia malgrado il lungo periodo di tempo".

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FEDERICO VACALEBRE DOPO LA RILETTURA DEI SUOI BRANI CONDIVISA CON ROY PACI, I MAU MAU, GINEVRA DI (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Federico Vacalebre Dopo la rilettura dei suoi brani condivisa con Roy Paci, i Mau Mau, Ginevra Di Marco e tanti altri nel progetto "Riddim a Sud", stavolta nostra Teresa di Zion, come qualcuno l'ha ribattezzata dopo l'ultima avventura profumata di reggae, torna agli esordi da folksinger per un'edizione deluxe del suo ultimo album che ha l'unica colpa di non prevedere anche la versione in vinile. A un anno dall'arrivo sul mercato, la seconda vita di "Sacco e fuoco" raddoppia i cd e restituisce a Teresa De Sio "'O paraviso 'n terra", il brano diviso con Raiz nel secondo album da solista dell'ex Almamegretta, "Uno". La richiesta di un Eden terrestre e la triste constatazione di essere piuttosto condannati a un eterno inferno perdono la carnale vocalità del figlio di Annibale e acquistano un ritornello in italiano, unica concessione a una lingua "sempre più lontana dalla gente", spiega l'ex madonna del folk revival italiano: "De André diceva che era adatta solo alla stesura dei documenti burocratici, forse aveva ragione, anche se ogni tanto, proprio come in questo caso, può essere utile ricorrere all'ombrello della lingua comune, comprensibile a tutti, anche a costo di perdere qualcosa in capacità di racconto e di capacità di emozionare". "Il tour di quest'estate mi ha spinto a riprendermi questo brano che avevo scritto per Rino", racconta la De Sio, "l'ho riarrangiato e poi mi sono chiesto come farlo uscire. Potevo metterlo soltanto on line, ma, in fondo, io appartengo a una generazione affezionata all'oggetto disco, anche se il cd non ha lo stesso fascino dei vecchi lp. Così ho pensato di mettere in circolazione una nuova edizione di "Sacco e fuoco", aggiungendoci un live acustico registrato in presa diretta in cui mi misuro senza fronzoli con miei materiali recenti come "Amèn" e "'A figlia d''o rre", ma anche con pezzi che accompagnano la mia carriera sin dagli esordi, da "Quanno turnammo a nascere" a "Vulesse addeventare"". La cruda essenzialità - voce, chitarra e poco altro - delle session registrate per Radio Lifegate e Radio Popolare è l'altra faccia dell'overdose di ritmi, popolari e contaminati, proposti da Teresa negli ultimi anni: "A volte la necessità aguzza l'ingegno, obbliga a liberarsi dalle sovrastrutture, a ritrovare l'ideale nudità della canzone quando nasce, quando si presenta come bene collettivo piuttosto che come prodotto di mercato". Ma è "'O Paraviso 'n'terra" la chiave del disco, "del mio presente, forse anche del mio futuro", spiega lei: "Negli ultimi dischi, come tanti, ho sentito il dovere, ancor più che il diritto, di scrivere della Napoli-Gomorra ormai diventata questione nazionale, anzi internazionale. Dopo "Amèn" mi è venuta quest'altra preghiera, laica, che prega le nuove generazioni, non solo napoletane, di lavorare per costruire con le proprie mani un futuro migliore, l'altro mondo che, nonostante tutto, è ancora possibile. "Aizate 'a capa tutte quante e pigliateve 'o futuro', canto agli scugnizzi che non erano ancora nati quando io sbancavo l'hit parade con "Aummo aummo". È per loro, ancor più che per combattere in qualche modo una crisi devastante di mercato, che ha senso il continuo lavoro di ridefinizione e restyling a cui sottopongo il mio canzoniere. È per loro, soprattutto, che il disco è doppio, ma costa come un singolo".

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Il Vescovo di Novara per 3 giorni in Alta Valle (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

VISITA PASTORALE. DA OGGI A DOMENICA Il Vescovo di Novara per 3 giorni in Alta Valle Il Vescovo Renato Corti inizierà domani la sua tre giorni in Alta Valsesia. Da domani a domenica il presule di Novara toccherà diversi centri incontrando rappresentanti laici e religiosi delle dodici parrocchie interessate. I sacerdoti accoglieranno Renato Corti domani alle 9 a Balmuccia, mezz'ora dopo spazio ai saluti da parte del sindaco e dell'amministrazione comunale. Alle 10 sarà celebrata una messa nella chiesa parrocchiale di Santa Margherita con la presenza dei ragazzi della scuola media, a cui il Vescovo farà poi visita alle 11. Nel pomeriggio dalle 14,30 alle 15 è previsto un incontro con i docenti dell'istituto comprensivo di Balmuccia. Alle 18 ci si sposterà a Boccioleto per una messa per le comunità della Val Semenza. Alle 21 al teatro di Balmuccia si terrà l'assemblea pastorale unitaria per sacerdoti, religiose e collaboratori in rappresentanza delle 12 parrocchie. Sabato sarà un'altra giornata intensa che inizierà alle 8,30 con le lodi mattutine a Scopello (centro in cui pernotterà Renato Corti). Tra gli altri è prevista una tappa a Campertogno (dove alle 15,30 il presule novarese parteciperà alle cresime) e a Scopa. In serata parentesi a Borgomanero con la veglia missionaria, poi di nuovo Alta Valsesia. Domenica, tra gli altri, alle 10,30 Corti presenzierà alle cresime ad Alagna, sarà quindi a Mollia e a Scopello.

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Gli anni della Fil e le origini della crisi dei sindacati (sezione: Laici e chierici)

( da "Avanti Online" del 16-10-2008)

Argomenti: Laicita'

“Gli anni della Fil e le origini della crisi dei sindacati” Dal dopoguerra in poi la Cgil ha fatto terreno bruciato attorno a sé, ma i tanti campanelli d'allarme sono stati sempre ignorati Lunedì 13 Ottobre 08 Parlare della Fil mi riporta molto addietro nel tempo, a ripercorrere il percorso della mia vita politico-sindacale, tutto sommato modesta, ma coerente che, dopo oltre dodici lustri, mi vede ancora impegnato, all'interno del mio "pensatoio", a provare di parlare, scrivendo, di una società profondamente cambiata e senza più ideali anche se qualcuno, inalberando un proprio io dominante, asserisce di averne.Non era così nel dopoguerra: ricordo i dibattiti sulla scelta fra Monarchia e Repubblica; la Costituente che ci ha dato la Carta costituzionale sulla quale si basano i pilastri della nostra vita democratica, ma soprattutto ricordo il 1948, con i dibattiti, più che animati (usando un eufemismo) prima e durante la campagna per la consultazione elettorale del 18 aprile di quell'anno, per l'elezione del primo Parlamento democratico dopo la caduta del fascismo e il cui risultato, con la vittoria della Dc e dei suoi alleati, fu determinante per la scelta del Patto atlantico e del Piano Marshall. Scelte duramente contestate dal Fronte popolare, sconfitto dal voto degli elettori.A causare, in parte, questa situazione furono alcuni avvenimenti di determinante importanza politica e sindacale, avvenuti in precedenza, le cui conseguenze, per taluni di essi, come la divisione del movimento sindacale, allora contrastato sempre vivacemente e qualche volta anche violentemente. Ancora oggi il fronte sindacale è diviso malgrado i tentativi di riunificazione ai quali, per quanto ci (e mi) riguarda non abbiamo mai creduto, e le divisioni non solo permangono, ma si sono moltiplicate. Sono nate infatti piccole formazioni sindacali non federate (quali mini corporazioni) composte da lavoratori operanti particolarmente nei servizi pubblici di trasporto e anche nel pubblico impiego (dove mai si rischia il licenziamento nemmeno per giusta causa), i quali fanno delle mansioni loro affidate un punto di forza contrattuale, per strappare condizioni economiche più favorevoli rispetto alla generalità degli altri lavoratori, che poi sono costretti a pagare questi servizi con "percussioni tariffarie" in aumento, oltre ai disagi durante gli scioperi, che qualche volta vengono decisi al di fuori da ogni regolamentazione.Ma cosa era avvenuto prima del 1948? Principalmente furono tre questi avvenimenti: la costituzione del Fronte popolare, conseguente al Patto di unità d'azione fra il Psiup e il Pci (già accennato parlando delle elezioni dell'aprile 48); seguito, a causa di esso, dalla storica scissione di Palazzo Barberini con la costituzione del Partito socialdemocratico (Psli); e infine, ai primi di giugno del 1947, la convocazione del primo Congresso della Cgil, rinviato astutamente per tre anni dalla ricostituzione della confederazione avvenuta nel 1944 con il Patto di Roma fra la Dc, Pci e Psiup. Causa addotta per il rinvio: la convocazione dei Congressi del Pci, della Dc e del Psiup (il primo dopo la guerra per ciascuno di essi) e svoltisi tutti e tre nell'arco dei primi sei mesi del 1946.Il vero scopo del rinvio era invece guadagnare tempo per permettere alla corrente del Pci di avere la maggioranza, usufruendo di una migliore organizzazione di partito e dell'attivismo dei propri aderenti di base. Questa tattica dilatoria, che il gruppo dirigente comunista riuscì abilmente ad ottenere, profittando della ingenua accondiscendenza delle altre componenti, ha poi avuto gli esiti sperati dal Pci e il 1 Congresso della Cgil si concluse con il seguente risultato: corrente Pci 52%, Psi 30%, Dc 12%, Socialdemocratici (dopo la scissione di Palazzo Barberini), Repubblicani e Indipendenti il 5%. Ergo: il Pci riuscì ad impadronirsi "democraticamente" della confederazione, nominando 11 componenti sui 21 del nuovo esecutivo. Da quel momento, però, ha avuto inizio la crisi latente, non solo della Cgil, ma dell'intero movimento sindacale, costretto a scegliere fra l'essere la "cinghia di trasmissione" del Partito di riferimento, o quella di essere sindacato "laico" che dalla politica deve pretendere provvedimenti legislativi in favore della classe lavoratrice nella libertà democratica, senza "religiosità ideologiche".Il 1 Congresso del Psli (al quale mi ero iscritto sin dalla sua costituzione nei primi giorni del febbraio 1947), su quanto avvenuto nella Cgil, assunse una posizione responsabile, ancorché interlocutoria, di indirizzo ai compagni, invitandoli a "partecipare attivamente per difendere l'indipendenza del movimento sindacale da ogni dittatura di apparati politici, nonché le direttive che sole potranno mantenere una unità sindacale, cioè l'attuazione di un sincero regime democratico, il rispetto dei diritti delle minoranze, l'esclusione di ogni tentativo da parte di qualsiasi partito di fare del movimento sindacale lo strumento dei suoi fini particolari.Nobili e belle parole piene di speranze andate ben presto deluse. La logica conseguenza di quel Congresso della Cgil fu la divisione del fronte sindacale, che divenne poi definitiva dopo lo sciopero politico deciso dai comunisti in seguito all'attentato a Togliatti, che fu la causa scatenante dell'uscita dalla confederazione di Corso d'Italia della corrente della Dc che, guidata da Pastore, il 7 ottobre 1948 diede vita alla Lcgil (Libera confederazione generale Italiana dei lavoratori). Ma l'attentato a Togliatti e lo sciopero politico conseguente non provocarono solo la fuoriuscita della corrente Dc dalla Cgil, ma da parte dei comunisti vi furono "attenzioni" che andavano dalle minacce alle violenze, fortunatamente non numerose, ma emblematiche; come l'aggressione subita da Bevini all'uscita della Sabiem, ad opera di alcuni giovani, non solo comunisti, ma "cominformisti". Fortunatamente Bevini venne difeso da vecchi comunisti che ne rispettavano la sua integerrima (e lunga) militanza di difensore della classe operaia, accusando solo contusioni di non grave entità. Ma il segno politico dell'avversione comunista verso i socialdemocratici si manifestò con più evidenza, e la crisi della Cgil si aggravò a tal punto che Di Vittorio ritornò preoccupato dall'America e diede disposizioni affinché lo sciopero terminasse.Ma questo non bastò a frenarne la crisi. Al 2 Congresso del Psli, tenutosi a Milano dal 23 al 26 gennaio 1949, Simonini, nella relazione di maggioranza, nella parte riferita al problema sindacale, affermò: "L'uscita dei democristiani dalla Cgil non era che un aspetto della crisi sindacale, in quanto essa derivava dal fatto che la stessa unità sindacale, più che una unione di lavoratori, rappresentava un accordo fra alcuni partiti per sfruttare le masse ed un sistema nel quale i comunisti si erano accaparrati i posti direttivi". Con queste parole, Simonini, aveva già inteso delineare l'impossibilità per i lavoratori socialdemocratici di continuare la loro adesione alla Cgil. Quel Congresso si chiuse l'approvazione a maggioranza della mozione n. 1, proprio quella illustrata da Simonini.La questione sindacale ebbe poi un seguito in cui l'incompatibilità denunciata si tramutò molto presto nell'impossibilità: l'azione proditoria sfociata in quella specie di spedizione intimidatoria, nelle loro intenzioni, messa in atto da socialcomunisti facinorosi (sì,erano presenti le rappresentanze di ambedue i Partiti del fronte), culminata con l'occupazione di Molinella, culla della socialdemocrazia, si concluse poi senza altre violenze per il senso di responsabilità dei molinellesi. Naturalmente dopo questo grave sopruso Martoni, segretario della Camera del lavoro di Molinella, decise che non era più possibile continuare a militare in una organizzazione dominata dai comunisti, che consideravano i socialdemocratici come traditori del proletariato, e pertanto fu decisa la fuoriuscita dalla Cgil senza indugi. La scissione si estese immediatamente in tutta la provincia, e poco tempo dopo diventò di fatto, e nominalmente, nazionale con il parere sostanzialmente favorevole del Psli, che quattro mesi dopo, nel suo Congresso straordinario di Roma, prese atto di quanto era accaduto non solo a Molinella, ma nelle sue conclusioni sui problemi sindacali deliberò, con una maggioranza del 63%, che per quanto riguardava la ulteriore permanenza nella Cgil, i soli competenti a decidere della via da seguire dovevano essere "gli organizzati della nostra corrente sindacale e i dirigenti da essi democraticamente eletti. Si conferma con ciò, da parte nostra, la decisa volontà di sottrarre i sindacati ad ogni ipoteca e influenza di partito". Poiché ad analoghe conclusioni erano giunti gli amici del Partito repubblicano, la scissione "laica e aconfessionale" poté dirsi conclusa, con l'unità decisa dalle due componenti, socialdemocratica e repubblicana, e con la costituzione della Federazione italiana lavoratori; la Fil, appunto.La Fil ha avuto vita breve, ma intensa, e soprattutto di grande valore politico; anche se, lacunosamente, non se ne trova traccia nemmeno nell'Enciclopedia Rizzoli Larousse se non alla voce Cisl, allorché si fa riferimento alla sua costituzione dovuta all'unificazione fra la Lcgil, Fil e Ufail. A questa lacuna è possibile rimediare - in parte - con ricordi personali, perché vissuti direttamente, e chiedo scusa se sarò costretto a continuare a scrivere in prima persona.Costituita la Fil, venne aperta la sede provinciale in via S. Vitale 114, dove il partito mi inviò a seguito di una richiesta di Martoni, che conoscevo solo di nome, il quale necessitava di compagni muniti di buona volontà. Allora abitavo in via Zanolini e conoscevo molto bene il 114, dov'era situata una sede del Pci, ma non sapevo che la sede della Fil era proprio di fronte ad essa, in fondo all'androne: il Partito comunista a destra, la Fil a sinistra. Poi vi erano giovani dell'intellighenzia di sinistra, fra i quali spiccavano Contessi (che nel 1951 fu tra i fondatori e poi direttore del "Mulino") e l'ingegner Conato, che incontrai a Castel San Pietro durante la mia esperienza di consigliere comunale. Conato era l'urbanista del Comune e lo criticai aspramente il Piano regolatore da lui redatto, poiché mi sembrò più rispondente al progetto della Grande Bologna di Campos Venuti (adottato da via Barberia) che a quello di una autonoma termale, come era nelle aspirazioni di tutti gli operatori economici ivi residenti.Esisteva allora il progetto dell'autostrada Bologna-Rimini-Canosa, e non era ipotizzato un casello, perché una città termale ha questa necessità: feci la proposta, il sindaco disse che era interessato, poi non se ne fece più nulla. Dopo molti lustri hanno aperto il casello, quando i buoi erano ormai scappati Ma l'argomento è la Fil, non le malinconie e i ritardi di Castel San Pietro, che pure fanno parte dei ricordi in cui compare la figura di un fedele e caro compagno: Dal Fiume (sempre presente!). Ritornando all'incontro con Martoni, ricordo due cose in particolare: prima mi squadrò attentamente, poi mi indicò una scrivania e una sedia dicendomi che quello sarebbe stato il mio posto di lavoro; quindi dovevo dimostrare di meritarlo. Debbo dire che l'impatto successivo con la realtà fu piuttosto duro. In compenso, incontrai compagni e amici che ricordo con affetto. E chiedo scusa alle centinaia di attivisti e dirigenti incontrati poi nella mia lunga vita, se rivolgo anzitutto, il mio pensiero al piccolo gruppo che incontrai assieme a Martoni e a quelli che alla sera, finito il loro lavoro, venivano in sede per dare un ulteriore impulso all'organizzazione.E allora non posso non ricordare il vecchio Piazza, socialista dalla lunga e integerrima carriera che, con il brillantissimo Possamai, dalla dialettica di rara efficacia, dirigevano il risorgente movimento cooperativo socialdemocratico con i braccianti in esso occupati, in aspra polemica con il Fronte popolare. Poi l'amico repubblicano Merighi, e successivamente l'altro repubblicano, Aldrovandi, e i compagni Brighi e Onofri "il Cerbero". E alla sera giungevano i "dopolavoristi": Bevini dalla Sabiem, Lelli e Golfieri dalla Scarani e altri che mi spiace non potere ricordare, un po' per le falle della mia memoria, un po' perché hanno avuto meno influenza nei fatti che allora mi hanno riguardato. Ma la colpa maggiore sta certamente nei vuoti di memoria.Eravamo pochi e dovevamo interessarci di un po' di tutto, e amavo paragonare la nostra azione a quella degli artigiani tutto fare del sindacato, ma comunque siamo cresciuti fra le mille difficoltà dovute alle minacce alle quali erano sottoposti frequentemente i nostri iscritti nei luoghi di lavoro, da parte di quelli della Cgil, ma mantenendo, tramite i collettori di contributi, un rapporto umano e non burocratico con gli iscritti. Vi è però l'esperienza in "corpore vili" della prima trattativa affrontata alla scadenza del contratto per i dipendenti di fornaci, che è emblematica a dimostrazione del clima esistente nei rapporti con la Cgil.Recatomi all'Associazione degli industriali, allora posta in via del Cane, vi trovai l'avvocato Fanti e un giovane in rappresentanza della Lcgil (che in seguito ha abbandonato la dura vita nel sindacato in cambio di una carriera politica), che attendevano in un grande salone di rappresentanza. Dopo un po' di tempo entrò una delegazione della Cgil composta da una ventina di persone guidate da un dirigente, che mi conosceva molto bene, il quale chiese a Fanti (letteralmente): "Chi sono quei due signori e che cosa rappresentano?".Immediata la mia risposta. Prima ancora che l'Avvocato ci presentasse, affermai che rappresentavo quei lavoratori che alle fornaci Gallotti erano stati minacciati da alcuni suoi rappresentati. Risultato: finta indignazione e ritiro della delegazione cigiellina. La trattativa quindi si interruppe, anche se provai, sfrontatamente, a trattare separatamente. Gentilmente venni riportato alla realtà e non se ne fece nulla. Da quel momento ebbe inizio una "pantomima" che durò un paio di settimane, con di scambi di lettere con la Cgil, che in un primo momento accettò la nostra presenza in qualità di osservatori, naturalmente respinta da parte nostra, ma poi riconobbe pienamente il nostro diritto a partecipare alla trattativa con nostre proposte. Alcune settimane dopo, in occasione degli incontri per il rinnovo del contratto per i lavoratori edili, il medesimo dirigente, senza alcuna fantasia, forse perché la delegazione (o per meglio dire la platea) era diversamente composta, tentò di ripetersi. Al ché mi arrabbiai e gli risposi, esattamente come accadde nella precedente occasione, e che in quel modo avrebbe ottenuto solo una perdita di tempo. Finì così anche la sua "sceneggiata".Ho voluto rammentare questo mio primo concreto impegno sindacale autodidattico per dimostrato a me stesso che avevo la "grinta" adatta e, se mi è permesso, qualche capacità per continuare a operare in difesa degli interessi dei lavoratori.L'altra ragione di questo mio racconto è quella di illustrare a chi non è un "residuato" come il sottoscritto, quale era il clima politico da guerra fredda di allora, durante il quale tutti gli aderenti al Patto socialcomunista, nessuno escluso, ci giudicavano socialtraditori e scissionisti. Come ho già accennato, la Fil ebbe una vita breve, ma per me significò molto, perché conobbi uomini e donne che avevano il coraggio di difendere i propri ideali, a Bologna e Molinella; Altedo e Baricella; Medicina e Budrio; Minerbio e Ca' de Fabbri e tutta la Bassa bolognese e la montagna di San Benedetto e Castiglione dei Pepoli; Lagaro e Lizzano in Belvedere e Porretta, con la guida di Anselmo Martoni, dal quale ho imparato ad essere un vero socialista democratico (o almeno lo spero, visto che coerentemente lo sono ancora).Il 30 aprile del 1950 (praticamente il 1 maggio) ebbe termine l'esistenza della Fil, non senza contrasti all'interno del Partito, perché la corrente di sinistra sin dal Congresso di Napoli del gennaio 1950 si dichiarò contraria ad una unificazione con organizzazioni "confessionali". Tesi, questa, sostenuta sino al Congresso di Bologna del 3 gennaio 1952, che mutò il nome del partito, da Ps (Siis) in Psdi, e sul problema sindacale venne approvato un Ordine del giorno presentato da Carmagnola, che esortava "i lavoratori socialdemocratici a confluire nelle organizzazioni della Uil (che nel frattempo si era costituita con coloro che non avevano accettato l'unificazione fra Fil e Lcgil, nda) pur non facendo alcun obbligo ai socialisti organizzati nella Cisl e nella Cgil".Nella Provincia di Bologna la posizione della corrente di sinistra del partito non ebbe alcun risultato pratico e soltanto pochi organizzati non accettarono l'unificazione con la Lcgil e quindi non vi fu nessuna incrinatura nella compattezza dei socialdemocratici bolognesi, anche se dispiacque rilevare che fra questi vi fossero alcuni compagni di provata fede. Così la Cisl bolognese si costituì con alla guida Martoni, in quanto la maggioranza degli iscritti proveniva dalla Fil, e l'unione delle due strutture rese l'organizzazione più adeguata ai compiti a cui era chiamata e, fra i metalmeccanici erano aumentati i "dopolavoristi" con l'aiuto prezioso di Facchini, ma l'aiuto più prezioso venne poi in seguito da Molinella, da Gino Gabusi.Socialista democratico e sindacalista vero, nato e cresciuto nel clima cooperativistico molinellese, Gabusi fu per Martoni un "alter ego", un fratello - sia pure minore, come ebbe ad affermare molti anni dopo un Martoni commosso ai suoi funerali -, e per me un amico sincero con un raro senso della lealtà e una altrettanto rara sensibilità politica: sempre disponibile e gran lavoratore. Ad un amico così si può solo volergli bene e io ho cercato di dare a lui altrettanta amicizia e lealtà, forse non riuscendovi come avrei voluto. Martoni aveva un altro carattere: gli debbo sicuramente molta gratitudine e ho cercato di dimostrarglielo quando non ho accettato per due volte di rompere una solidarietà di gruppo: era più incline ad accettare le lusinghe, e molto spesso mi è dispiaciuto vedere che la sua fiducia era mal riposta. Ma sono strafelice di non essere catalogato fra quelli che politicamente gli hanno voltato le spalle.Tornando alle vicende in questione, dopo il Congresso di Bologna del Psdi il problema sindacale fu momentaneamente accantonato, per rispuntare al Congresso di Roma, nel novembre del 1959, in cui, pur ribadendo l'autonomia del sindacato dal partito, arrivò un più deciso invito, ai socialdemocratici, di rafforzare la Uil. Non ricordo la data esatta, ma ricordo perfettamente i fatti: nella primavera del 1960, da circa alcuni anni avevo assunto la carica di segretario dei lavoratori metalmeccanici, con un discreto numero di iscritti (circa 1400), mi recai nell'ufficio di via Castiglione n 25 per prendere alcuni documenti, perché successivamente dovevo recarmi alla Ducati. All'ingresso fui però fermato da Govoni (purtroppo deceduto in giovane età), che era il mio vice, il quale mi chiese dove andavo e se avevo letto il "Resto del carlino". Al mio diniego me lo porse e in un trafiletto anonimo lessi che Martoni, Gabusi e Pratesi avevano aderito alla Uil. Non ne sapevo nulla, ma posto di fronte al fatto che sconfessare la notizia avrebbe significato politicamente assumere responsabilità che avrebbero coinvolto compagni e amici, presi atto del fatto e mi feci accompagnare solo per ritirare dalla mia scrivania documenti e pubblicazioni personali.Nell'uscire dalla sede entrai nell'ufficio della segreteria generale per accomiatarmi e, con sorpresa, oltre a Martoni e Taliani (vice segretario della Csp), vi trovai anche Macario e Baldini, segretari nazionali della Cisl, giunti a Bologna da Roma al mattino presto (evidentemente qualcuno "interessato" si era premurato di avvertirli fin dalla sera prima), i quali mi avvertirono di interessare il mio avvocato. Per quale ragione, a distanza di anni, resta ancora un mistero Il problema irrisolto fu quello che il segretario di un sindacato di categoria così importante dovette andarsene come un ladro, senza potere fare una riunione dell'attivo per comunicare le ragioni delle proprie dimissioni. E da compagni come Bevini e tanti altri sono stato giudicato come un ingrato (per essere gentile come me stesso ). Certo, vi fu anche una telefonata di Storti - forse dietro consiglio di Canini, Cavezzali o altri -, ma rinunciai a quanto mi veniva offerto per abbandonare il gruppo dei compagni con i quali era cominciata la mia vita da sindacalista, la Fil. Se poi il "produttore" del trafiletto comparso sul quotidiano è, o era, del Psdi, beh, questo rappresenta un piccolo esempio di "autocastratura politica". Il resto è cronaca, come la potrebbero raccontare dei "residuati". Purtroppo, anche se per parlare della Fil ho raccontato anche le motivazioni politiche che ne hanno determinato la costituzione e la scomparsa, facendola un po' lunga, con spezzoni di vita vissuta personalmente, debbo amaramente ricordare che del piccolo gruppo di via San Vitale 114, a vincere la gara di resistenza all'insegna del "resistere, resistere" siamo rimasti il sottoscritto e Angelo Lelli. Con l'aggiunta del compagno Becca, che però fa parte di un'altra storia, quella della Bassa. Bruno Pratesi brunopratesi@interfree.it.

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Così il card. Ouellet guida il Sinodo sulla Parola Il canadese di fiducia di Benedetto XVI (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Bibbia Così il card. Ouellet guida il Sinodo sulla Parola Il canadese di fiducia di Benedetto XVI Il Sinodo dei vescovi, in corso in questi giorni in Vaticano attorno alla Parola di Dio, è arrivato al suo giro di boa. E, a conti fatti, sono due, finora, i personaggi che l'hanno fatta da padroni: il cardinale Marc Ouellet, arcivescovo di Québec e primate del Canada, e Papa Benedetto XVI. Entrambi, il primo in qualità di relatore dei lavori, il secondo in qualità di "presidente" - così l'ha presentato tre giorni fa ai presuli riuniti il segretario generale dello stesso Sinodo, l'arcivescovo Nikola Eterovich - hanno raccolto dagli interventi dei padri sinodali spunti di riflessioni incentrati attorno a un leitmotiv: per comprendere la Bibbia non basta il metodo storico-critico, ma serve la fede. Ovvero: leggere la Bibbia è entrare in dialogo con Dio, un dialogo che presuppone la fede. Altrimenti si cade in un'esegesi positivista dove il divino scompare con conseguenze nefaste, per la Chiesa, quali la negazione della risurrezione di Cristo e della fondazione dell'eucaristia da parte del Figlio di Dio. Ma andiamo con ordine. Ouellet ha detto la sua nella relazione introduttiva dei lavori (lunedì 6 ottobre) e nella relazione di metà percorso (l'altro ieri). Il Papa ha parlato durante la messa inaugurale (domenica 5 ottobre) e poi tre giorni fa, intervenendo a sorpresa durante i lavori. In tutti e quattro gli interventi c'è stato, nel sottofondo, un accenno alla corretta esegesi biblica. Evidentemente, dunque, il tema è centrale nella vita della fede: senza una corretta esegesi dei testi non ci può essere un corretto annuncio. Non è un caso che Benedetto XVI abbia affidato a Ouellet il compito di relatore del Sinodo. Egli è un porporato di grande prestigio - una delle migliori teste pensanti del collegio cardinalizio - ma vive in un paese, il Quebec, in cui la Chiesa attraversa una profonda crisi d'identità; la nomina a relatore è un segno importante sia per il suo paese sia per tutti quei paesi (anche europei) dove la Chiesa avanza smarrita, quasi dimentica della sua forza profetica e di cambiamento. La situazione del Quebec è forse la peggiore, tra i paesi occidentali, in cui la Chiesa si possa trovare a vivere. La crisi di vocazioni è spaventosa. Il clero è spesso smarrito. E, insieme, c'è un governo della cosa pubblica che non lesina colpi bassi. Su tutti quello inferto all'insegnamento della religione cattolica. Questa, non solo è stata negata in tutte le scuole statali, ma anche in quelle private. Ecco allora l'importanza di avere Ouellet come relatore del Sinodo. Un segno che chiede al Quebec il coraggio di tornare agli antichi splendori (fino alla metà del secolo scorso era un focolaio di nuove comunità cattoliche) e, seguendo il suo Primate, di tornare ad annunciare il Vangelo correttamente. Un segno che dal Quebec può significare qualcosa per i tanti altri paesi (anche europei) nei quali - questa la preoccupazione del Papa - non si annuncia il vero volto di Gesù. E non lo si fa anche per colpa di una scorretta esegesi del testo biblico. È un'esegesi che non riconosce come l'identità divina di Gesù emerga dai testi sacri e che sembra non sapere che, per far propria questa identità e per comunicarla, occorre uno sguardo di fede. Serve, insomma, un'esegesi che innervi di fede il cosiddetto metodo storico-critico. I rischi sono quelli esposti a braccio, martedì scorso, dal Papa quando ha parlato per otto minuti davanti ai padri sinodali. Il Pontefice parlava tenendo in mano alcuni fogli di appunti. Secondo una sintesi pubblicata sull'Osservatore Romano, il Papa - riprendendo una preoccupazione già espressa nel suo Gesù di Nazaret - ha detto che "il metodo storico-critico è positivo, ma ha bisogno di essere completato". Necessita, cioè, anche della fede: "Se scompare l'ermeneutica della fede, al suo posto si afferma l'ermeneutica positivista o secolarista, secondo la quale il divino non appare nella storia". L'accusa, esplicita, del Papa è rivolta all'esegesi soprattutto tedesca "che nega la risurrezione di Cristo e la fondazione dell'eucaristia da parte del Figlio di Dio". Un'esegesi alla quale la Chiesa vuole porre rimedio. (P. Rod.) 17/10/2008.

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L'emblematico dibattito sull'incarico di capo della sezione minorenni di catanzaro di Emile Cronaca della nomina di un presidente di tribunale (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Csm l'emblematico dibattito sull'incarico di capo della sezione minorenni di catanzaro di Emile Cronaca della nomina di un presidente di tribunale Roma, 15 ottobre 2008. Palazzo dei Marescialli, terzo piano, la sala consiliare è piena. Togati e laici si sono disposti attorno al vicepresidente. E' riunito il plenum del Consiglio superiore della magistratura. L'ordine del giorno è corposo. La seduta ha inizio alle ore 10.30. Alle ore 17 l'atmosfera si riscalda, la discussione si accende. L'oggetto del contendere la nomina a Presidente del Tribunale dei Minorenni di Catanzaro. La singolare tenzone vede contrapposti da una parte il dottor Luciano Trovato e dall'altra la dottoressa Teresa Chiodo. Il primo candidato è sponsorizzato da magistratura democratica, la corrente di sinistra, con l'appoggio di Unità per la costituzione, la corrente di centro. L'esito della valutazione della Commissione è scontato: quattro i voti in favore del dottor Luciano Trovato e due voti in favore della dottoressa Teresa Chiodo. Due pertanto le proposte: una di maggioranza e una di minoranza. Proposte argomentate, corredate da un ampia valutazione dei candidati. Proposte pubbliche ma difficili da trovare. Più precisamente impossibili da reperire attraverso i canali ufficiali. Si effettua un tentativo presso l'ufficio stampa della vicepresidenza. Lo strumento utilizzato è la così detta posta elettronica. Nessuna risposta. La storia si ripete. La memoria torna all'assenza di risposta alla missiva inviata alla vicepresidenza, con la quale si auspicava una maggiore trasparenza dell'organo di autogoverno della magistratura, proprio con riguardo all'assegnazione degli incarichi direttivi. Solo l'indomani, dopo il pronunciamento del plenum, arriverà una mail tardiva. Abbandonati i canali ufficiali si riesce nell'intento: le due proposte si materializzano. La lettura stupisce. Entrambe le proposte sono dettagliate ed entrambe operano valutazioni approfondite dei due candidati. Nella proposta di minoranza però si trovano dati e valutazioni che caratterizzano negativamente l'operato del candidato della maggioranza e che inspiegabilmente non si trovano nella proposta che supporta quest'ultimo. L'adunanza del Consiglio superiore della magistratura, alle ore 17, prende contezza del problema. Questo però si dissolve in pochi minuti. L'autrice della relazione di maggioranza, la dottoressa Maccora, componente togato appartenente a magistratura democratica, preso atto di quanto contenuto nella relazione di minoranza, afferma che vi sono elementi nuovi e pertanto chiede che l'incartamento sia ritrasmesso in commissione. La dottoressa Maccora non spiega il motivo della quanto meno colposa ignoranza. La polemica infuria e alla soddisfazione del dottor Cosimo Ferri fa da contraltare all'apparente inspiegabile irritazione del consigliere Pepino, storico componente di magistratura democratica. Questo si duole del fatto che le novità siano emerse in sede di plenum, criticando l'attività della commissione e soprattutto coloro che hanno prodotto la redazione della proposta di minoranza, i quali sottacendo elementi conosciuti avrebbero teso un'imboscata. Critiche che lasciano perplessi. Critiche a coloro che seppur rei di avere evidenziato tardivamente alcuni elementi, hanno però evitato una decisione probabilmente ingiusta. Critiche inspiegabilmente non rivolte a coloro che hanno stilato una proposta di maggioranza ignorando quanto meno colposamente dati fondamentali di cui avevano la piena disponibilità. Critiche che ci consegnano un organo di autogoverno funzionalmente orientato a logiche correntizie e non meritocratiche. L'audio della seduta può essere ascoltato sul sito www.radiocarcere.com 17/10/2008.

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"Nobel" della solidarietà a dottoressa di Mondovì (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

PREMIO. "CUORE AMICO" "Nobel" della solidarietà a dottoressa di Mondovì Riceverà il premio "Cuore Amico", una sorta di Nobel missionario della solidarietà. La donna individuata dall'associazione omonima di Brescia che assegna il riconoscimento, unico del genere a livello nazionale, è la monregalese Elisa Facelli, medico che dal 2000 lavora nell'ospedale missionario "Mtendere" di Chirundu, in Zambia. E' un ospedale che svolge una funzione fondamentale nel Paese dove i tagli alla spesa sanitaria non permettono alla popolazione di ricevere la minima assistenza. La dottoressa di Mondovì, che riceverà il premio domani all'Ubi banca di Brescia, è un'attivista di Amnesty International. Dopo l'opera di volontariato in Bangladesh, otto anni fa lasciò il suo lavoro in Italia (all'ospedale di Savigliano) per l'Africa. Sabato sarà premiato anche Paolo Marelli, di Como, un altro medico che lavora nello stesso ospedale in cui opera la Facelli e ha trascorso più di 20 anni in Burundi. Lo scopo di "Cuore Amico", arrivato alla 18ª edizione, è segnalare, per mezzo di figure esemplari di missionari (laici o religiosi), l'opera umanitaria promossa dalla Chiesa attraverso l'evangelizzazione. I cinquantamila euro del premio serviranno ad ultimare i lavori nel reparto di isolamento per malati di tubercolosi all'ospedale di Chirundu, già parzialmente finanziati dall'asta delle opere di Sergio Unia, svoltasi a Mondovì nella primavera scorsa. \.

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DONATELLA TROTTA È DIFFICILE CHE, PARLANDO IN PUBBLICO, E COL FILTRO DEI MASS MEDIA, S (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

DONATELLA TROTTA "È difficile che, parlando in pubblico, e col filtro dei mass media, si abbia la possibilità di argomentare le proprie affermazioni. Per lo più si mostra di essere fermamente convinti di quello che si dice. Capita ai personaggi non solo di basso, ma anche di alto profilo, agli uomini di Stato e pure ai pontefici". Emanuele Severino esordisce con una precisazione "doverosa" rispetto alla richiesta di commentare le dichiarazioni di Benedetto XVI su scienza e scienziati, fede e ragione. Temi cari al 79enne filosofo bresciano, tra i massimi pensatori contemporanei, che non ha mai fatto mistero del suo disaccordo spesso radicale con le posizioni ecclesiali. Professore, come valuta le affermazioni del Papa? "La Chiesa e l'attuale pontefice conoscono molto bene quanto vado dicendo da decenni sull'instabilità del modo in cui la dottrina cattolica intende il rapporto tra ragione, fede, filosofia, teologia, scienza; ma non si può pretendere che nelle sue dichiarazioni pubbliche il pontefice non abbia a riproporre, intorno a quel rapporto, la concezione tradizionale della Chiesa, come se nulla fosse stato obiettato in proposito". Che cosa intende per "instabilità"? "Il fatto che risulta sempre ambiguo se la tesi dell'armonia tra fede e ragione sia espressa dalla fede o dalla ragione. Con conseguenze ovviamente molto diverse". Filosofia e teologia sono per il Papa "aiuti indispensabili" per evitare derive etiche della scienza. È d'accordo? "Il tema è comunque di decisiva importanza. Per la Chiesa l'uomo è destinato al naufragio se non unisce la sapienza di questo mondo a quella cristiana, e anzi cattolica. Nei miei scritti si mostra invece che l'uomo, prima di scorgere l'infinita grandezza della sapienza autentica, è destinato ad abbandonare la pur grande tradizione dell'Occidente e quindi anche il cristianesimo; e perciò è destinato alla dominazione della tecnica e della scienza, ma non di quelle ingenue e oggi primeggianti che il Pontefice ha molte ragioni di criticare, ma della scienza e della tecnica che sono in grado di ascoltare la voce ineludibile (ma nascosta) della filosofia del nostro tempo: la voce che indica l'inevitabilità del tramonto della tradizione occidentale". E la denuncia di "arroganza" rivolta a scienziati che perseguono "non il progresso dell'umanità", ma il profitto? "Non credo certo che il pontefice volesse riferirsi a tutti gli scienziati, ma ad alcuni depositari di uno scientismo stupido non esente da risvolti di cupidigia. Io ritengo che Benedetto XVI, papa-teologo, riproponga questioni che volano alto, in un giro d'orizzonte molto più ampio che gli sta molto a cuore. Immagino che qualcuno polemizzerà, ma con i tempi che corrono i problemi sono ben altri". Quali? "I rapporti della scienza con la tecnica, la tutela del bene comune nell'agire pubblico, lo scenario di un'economia senza regole in cui tutti si affannano a dire che il capitalismo non è morto ma non si scompongono affatto se si afferma che Dio è morto, con un'indifferenza che ritengo stupida. Come vede, in questa sede, anch'io non posso far altro che dichiararmi fermamente convinto di quello che dico. Solo che un pontefice ha più ascoltatori. D'altra parte, quando Gesù è stato messo in croce, non c'era più nessuno ad ascoltarlo qui in terra".

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"Non si può giustificare chi vuole violare i comandamenti del Signore" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

La posizione dei prelati "Non si può giustificare chi vuole violare i comandamenti del Signore" [FIRMA]GIOVANNA FAVRO C'è un comandamento che recita: Ricordati di santificare le feste. Così, è inutile chiedere non solo al cardinale Poletto, ma in generale a un sacerdote come la pensa, o se in tempi di crisi sia giusto fare eccezione per guadagnare di più. Non c'è argomento che tenga. Il senso delle riflessioni degli uomini di Chiesa è: se sei cristiano, la pensi in un certo modo. Non significa che il Comune debba agire di conseguenza, ma che la sensibilità cristiana, piaccia o no, è questa. La società, o, per usare una parola grossa, lo Stato laico, facciano come credono. Se però si interpella il punto di vista cattolico, non c'è che una considerazione. E se per di più la festa religiosa è grossa, e cade nel week end riservato al ricordo dei defunti, stride particolarmente con lo shopping. E' ad esempio il pensiero di monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliario e futuro parroco alla Crocetta. Premette: "Non sta alla Chiesa dire al Comune come comportarsi, e non giudico le altre città. La gente dedica l'1 e il 2 novembre a visitare i propri cari al cimitero: quel giorno i negozi farebbero comunque pochi affari, fiorai a parte". Perché "se c'è una festività che accomuna i credenti, ma tocca anche il mondo laico, è proprio questa, che non è un giorno di shopping, ma di silenzio, di riflessione e rispetto per i defunti". Quanto al lavoro festivo più in generale, "le domeniche sono dedicate al Signore, ma anche alle famiglie, perché le persone possano stare insieme: vanno salvati il riposo e la gratuità del riunirsi e ritrovarsi tutti insieme, se non si vuole una società sempre più barbara". Anche per don Mario Foradini, che guida una parrocchia in pieno centro, in via San Secondo, "il lavoro festivo è un errore. Sta scritto: Ricordati di santificare le feste, e la Chiesa non potrà mai approvare che si violi un comandamento del Signore". In più, "ogni religione ha un tempo dedicato a Dio, anche per il bene dei fedeli. Il venerdì i musulmani, il sabato gli ebrei, la domenica i cristiani: è un tempo per la religione, ma il riposo festivo è anche laico, per il bene e per la vita della società: altrimenti, le persone diventano schiavi che lavorano sempre". Di "tempi della città e tempi dello spirito" ha ragionato in un recente convegno don Aldo Bertinetti, del Comitato interfedi. Per lui il lavoro festivo "non va demonizzato, non è un tabù", e "non reputo peccaminoso che un negoziante cerchi di vendere". Ma "occorre difendere il principio che è necessaria una giornata dedicata allo spirito e al riposo. Non un giorno qualunque ma quello di festa per tutti, che consenta alle famiglie e alle comunità religiose di riunirsi". Un principio che "va difeso anche per combattere la tendenza al consumismo sfrenato, a ogni costo e in ogni tempo". Certo, "la polizia, o i medici, lavorano anche la domenica". Così "è possibile prevedere con buon senso ed equilibrio qualche esercizio aperto anche nei festivi". Però, pensa alle emergenze: le panetterie, o gli alimentari. Di comprare scarpe e profumi nel week end dei defunti, per lui non c'è nessun bisogno.

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Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

DAL 18 UNA SETTIMANA DI FUNZIONI Santuario di Santa Rita Si celebrano gli 80 anni Il quartiere si prepara a vivere con grande intensità l'anniversario della parrocchia Il 26 ottobre la processione DOMENICO AGASSO JR Da sabato 18 a domenica 26 ottobre si svolge la festa a Santa Rita per gli 80 anni della sua parrocchia-santuario (via Vernazza 38). La comunità si appresta così a vivere una settimana intensa di incontri e di avvenimenti a suggello dell'importante ricorrenza, per fare memoria di una realtà che dal 1928 è cresciuta insieme al quartiere che ne ha poi preso il nome, con il territorio e gli abitanti, rappresentando una parte fondamentale della storia di Torino. La manifestazione ha anche ricevuto il Patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 2 Santa Rita-Mirafiori Nord. Ecco il programma delle iniziative. Sabato 18 ottobre: alle 15,30 benvenuto della Banda municipale; alle 16 arrivo della delegazione da Cascia, accoglienza della reliquia di santa Rita, saluto delle autorità delle città di Cascia e di Torino; alle 17 celebrazione del rettore di Cascia; alle 21 in santuario, concerto d'organo e coro. Domenica 19 ottobre: alle 10,30 celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Torino card. Severino Poletto. Lunedì 20 ottobre: alle 21 "Giovani e fede, musica e i nuovi strumenti di comunicazione": incontro con mons. Domenico Sigalini (Vescovo di Palestrina e assistente nazionale Azione Cattolica) e con Marco Brusati (direttore generale Hope - Servizio nazionale per la pastorale giovanile Cei). Giovedì 23 ottobre: alle 10 Festa degli ottantenni (classe 1928, i nati con il santuario) e incontro con gli anziani del quartiere; alle 21 concerto dei ragazzi "La musica a scuola". Sabato 25 ottobre alle 21 presso il salone dell'oratorio concerto rock di Francesco Sportelli dal titolo "Tutto il cielo dentro ad un uomo solo" dedicato alla figura di papa Giovanni Paolo II. Domenica 26 ottobre alle 16 solenne processione di Santa Rita per le strade del quartiere, con la partecipazione del Card. Severino Poletto; alle 17 s. Messa. Durante tutta la settimana alle 10 e alle 17 sono previste celebrazioni con la reliquia di santa Rita da Cascia. Informazioni allo 011/329.01.69.

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Consulta, ancora una fumata nera in Aula (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Laicita'

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Amano il volontariato e saviano ritratto dei ragazzi del 2008 - franco vanni (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Milano Il "botellon" al Mom Le scarpe Adidas Gino Strada Roberto Saviano Amano il volontariato e Saviano ritratto dei Ragazzi del 2008 Si informano in Internet e hanno paura del futuro "I politici non ci ascoltano" Passano dai Subsonica alla musica techno "Bob Dylan no, ci annoia" Non inseguono un'utopia ma difendono quello che hanno "Ci chiamano bamboccioni, ma dove c'è un lavoro vero?" FRANCO VANNI (segue dalla prima di Milano) Sono quasi tutti iscritti in Statale, la maggior parte milanesi. Non scendono in piazza inseguendo un'utopia, ma per difendere quello che già c'è: temono che i tagli all'università aumentino l'incertezza nel futuro, vero motore di questa protesta in tempi di crisi. Hanno sfilato, si sono contati, discutono su come portare avanti la protesta. Su una cosa sembrano essere d'accordo: "La politica oggi non ci rappresenta". [I MODELLI] Il nome che unisce i ragazzi in protesta è quello di Roberto Saviano. Per Camilla Magnani, 21 anni, iscritta a Filosofia, lo scrittore "è un esempio di forza non violenta, è il Gandhi di oggi". Camilla sfila dietro al furgone dei collettivi, ma è un caso: "I megafoni e gli striscioni aggressivi mi danno solo fastidio", dice. Di fianco a lei cammina Paolo Dal Cason, 19 anni, veneto. Vuole fare il magistrato: "Saviano insegna come sconfiggere la paura. Un altro modello è Cristiano Lucarelli, il calciatore livornese orgoglioso di essere di sinistra e per questo odiato dagli ultrà fascisti". Paolo in cameretta ha due poster: il lungomare di Rio de Janeiro (dove non è mai stato) e il ritratto di Barack Obama. Il volto sorridente del senatore nero compare anche sulla spilla che ha appeso al suo zainetto Francesca Bini, 20 anni, aspirante fisica, "deve vincere lui, è l'unico in grado di entusiasmare". [GLI INTERESSI] Matilde va matta per Vinicio Capossela "poetico e mai banale" e per Rino Gaetano. Le piace la musica dance "ma solo in discoteca" e Bob Dylan la annoia. Fino all'anno scorso a Pavia, prima di trasferirsi per studiare in Cattolica, ascoltava musica "sempre a tutto volume". Ora non può: condivide una stanza con una ragazza. "Questa protesta non ha una colonna sonora, siamo la generazione "un po' di tutto", la generazione dell'iPod". Per capire che non sbaglia, basta ascoltare la musica pompata dai carri dei collettivi: il rock dei Subsonica, techno da rave party, l'hip-hop francese che ha accompagnato la rivolta nelle banlieue. Poi il divertimento. "La sera la si passa in Colonne di San Lorenzo o ai botellòn, le bevute nei parchi" ripetono i ragazzi. E mercoledì davanti al bar Mom, in viale Montenero, "perché paghi poco la birra e non devi chiuderti in un locale". Tramontata la stagione del "no-logo", sono tornate ai piedi le scarpe Adidas e non passa di moda lo zainetto Eastpack. In libreria i ragazzi dicono di preferire i saggi ai best-seller, leggono Derrida e non Grisham. E Saviano, ovviamente. In tv "al massimo si guarda Report", e pochi hanno un quotidiano sottobraccio. Dicono di amare i siti dei giornali su Internet, anche di quelli stranieri. Ma se le notizie le cercano lontano, i problemi per cui scendono in piazza sono tutti vicini a loro. Uno su tutti: la difficoltà di trovare un lavoro stabile e che piaccia. [LE PAURE ] Raffaele Esposito vuole fare il chimico e lavorare in università. Ha 24 anni, gliene mancano due per la laurea. "Se uccidono la ricerca mi rubano il futuro", dice. Papà è arrivato da solo da Avellino a Milano senza una lira in cerca di lavoro. Raffaele abita con i suoi: i soldi ci sono, l'impiego no. La sua è la storia di molti: un lavoretto per pagare gli sfizi ma nessuna possibilità d'indipendenza. Maria, 24 anni, vive con madre a Brugherio: "Ci chiamavano bamboccioni, ora ci sono i fannulloni. Non c'è lavoro è questa la verità. E se tagliano sull'istruzione ci mandano al massacro, i politici devono capirlo". [LA POLITICA] Oltre ai fan dichiarati di Beppe Grillo, una minoranza, ci sono quelli (quasi tutti) che non credono nella politica "tradizionale". Per Angelica Sansovino, 21enne iscritta a Brera, "la vera politica è quella di Emergency, non quella dei ministri veri e nemmeno dei ministri ombra". Per Marco, 35 anni, a Scienze Politiche, "la politica buona la fa l'associazione Libera, che utilizza a scopo sociale i terreni dei mafiosi". Quasi tutti i ragazzi hanno votato a sinistra, e lo rifarebbero. Ma spesso senza crederci. "Nessuno ci ascolta - attacca Marco, tecnico informatico part time - politicamente siamo figli di nessuno". E di padri politici ne vorreste? "Io mi tengo il mio, sessantottino disilluso, che quando sono uscito di casa questa mattina mi ha ripetuto che occupare l'università non serve a niente".

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La benedizione libica su Unicredit Piazza Affari festeggia mentre Tripoli potrebbe puntare su Telecom (più 6%) ed Eni (piu 14,5%) (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Di Marco Tedeschi SORRISO Nonostante i moniti della Lega, i libici non fanno paura. Anzi agli investitori di Borsa piacciono. E così all'indomani del blitz della Banca Centrale di Tripoli nel capitale di Unicredit, che è arrivata a detenere il 4,2%, il titolo del gruppo bancario ha guadagnato il 7,6%. "Il rialzo dopo il tonfo di ieri è senz'altro legato all'arrivo dei libici. La loro presenza è considerata amichevole, ma l'idea del mercato è che sulla banca possa metterci gli occhi qualcun altro", commenta un operatore.La febbre libica aiuta anche Telecom, in rialzo del 6%, e contagia l'Eni ((piuù 14,5%) che potrebbero vedere l'ingresso dei capitali di Gheddafi. Il rafforzamento della Libia dimostra "l'interesse che loro hanno nella nostra azienda e che anche loro considerano molto buona", ha osservato l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. Il banchiere ha poi rinviato ai soci e al consiglio di ammnistrazione un eventuale decisione sull'ingresso di un rappresentante di Gheddafi nel consiglio. Profumo ha ricordato che quest'anno non percepirà nello stipendio il bonus legato al raggiungimento di risultati economici. "Non sono io che decido queste cose - ha risposto commentando le voci secondo cui avrebbe rinunciato al bonus - secondo la nostra governance, una parte rilevante del mio stipendio è legata al raggiungimento di risultati; quest'anno non li raggiungeremo e quindi in automatico quella parte di stipendio scompare". Se alla Borsa il denaro africano è piaciuto, dubbi sono emersi dalla politica. Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega Nord, ha espresso preoccupazione "per l'ingresso di capitali ingenti che arrivano dal mondo arabo, dai paesi produttori di petrolio attraverso l'acquisto di grandi quantitativi di azioni di nostre banche e aziende, oggi quotate ai minimi e dunque facili da scalare". "Ci preoccupa pure - ha continuato - che alcuni settori dell'economia di questo Paese inducono a sottovalutare probabili conseguenze future che potrebbero essere molto pericolose per le pesanti ripercussioni sulle nostre imprese, collegate al nostro sistema bancario. È evidente a tutti - ha concluso Bricolo - che in questo momento la priorità deve essere tutelare i risparmiatori, proteggere le banche e le imprese dalle scalate e colpire gli speculatori". Di diverso avviso l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema. "Si tratta di fare in modo - ha spiegato il parlamentare - che questi investimenti non portino a un indebolimento dell'apparato economico del nostro Paese. Sicuramente quello che sta succedendo, e non solo in Italia - ha aggiunto D'Alema - è che Paesi che detengono grandi capitali, accumulati grazie al prezzo del petrolio e del gas, tendono ora a investire in Paesi avanzati". L'ex ministro degli Esteri, ha comunque giudicato "normale" questo tipo di fenomeno e ha escluso che possa configurarsi come una sorta di "colonizzazione". Il suo auspicio, tuttavia, è quello di individuare strumenti che impediscano questo fenomeno possa indebolire l'economia nazionale. Entusiasta dei fondi è l'economista Giacomo Vaciago, invitando il governo a dotare l'Italia di una legge che consenta di attirare i capitali stanieri nel nostro Paese. A margine del Forum della Coldiretti a Cernobbio il professore della Cattolica ha sottolineato che "non bisogna pensare" che i fondi sovrani "siano nemici: hanno i soldi da investire, noi i debiti, e se vogliono comprare un pezzo d'Italia non lo fanno perché sono cattivi anche perché poi si applicano le nostre leggi". Per questo - secondo Vaciago - "bisogna fare alleanze strategiche".

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Spangher, chi era costui? (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Marco Travaglio L'altro giorno, grazie a Gian Antonio Stella, abbiamo scoperto che Cesare Previti è ancora iscritto all'Ordine degli avvocati di Roma, due anni e mezzo dopo le condanne definitive per Imi-Sir (6 anni) e Mondadori (1 anno e mezzo). Comprava i giudici e le sentenze, ma chi se ne frega. Evidente- mente Cesarone, pur lontano dai riflettori, continua a contare parecchio. Lo dimostra il candidato scelto dal Pdl per la Corte costituzionale al posto dell'impresentabile (nel senso etimologico del termine) Pecorella. Si chiama Giorgio Spangher, ha 64 anni, è un avvocato triestino, insegna Procedura penale alla Sapienza ed è stato membro laico del Csm dal 2002 al 2007 in quota FI. Anzi, in quota Previti. Per 5 anni si battè come un leone contro i migliori magistrati d'Italia, da quelli di Palermo a quelli di Milano. Ma fu nell'estate del 2003 che gettò la maschera: il ministro Castelli aveva appena ricevuto la relazione dei suoi ispettori che proponevano di punire i pm Colombo e Boccassini perché rifiutavano di mostrare a Previti e Berlusconi il fascicolo 9520/95 coperto da segreto (obbedivano alla legge). Spangher lavorò di sponda: come presidente della I commissione del Csm, che segue le procedure di trasferimento, attivò una pratica per cacciare Colombo e Boccassini da Milano per "incompatibilità ambienta- le". Intanto un sedicente "Comitato per la Giustizia" li denunciava alla Procura di Brescia per abuso d'ufficio (sempre per aver tenuto segreto un fascicolo segreto). Fu allora che, grazie a un giornalista, si scoprì il perché della solerzia spangheriana: il professore, oltreché membro del Csm, era anche un consulente retribuito dei coimputati di Previti e Berlusconi nel processo Imi-Sir/Mondadori, avendo firmato per le loro difese ben tre pareri "pro veritate" contro i magistrati milanesi. Conflitto d'interessi? "Ma no, ho dato quei pareri - si difese l'interessato - senza guardare le carte". Una barzelletta. I primi due pareri, stilati per conto degli eredi Rovelli e di Giovanni Acampora (poi condannati per corruzione giudiziaria), portano le date del 16 luglio e del 4 ottobre 2001, quando le difese speravano di far annullare il rinvio a giudizio di tutti gli imputati in base alla sentenza della Consulta che aveva annullato alcune tappe dell'udienza preliminare. Spangher diede manforte, scrivendo che su tutti gli atti del gup pendeva un "vizio assoluto e oggettivo". Dunque s'imponeva l'annullamento del rinvio a giudizio e "la regressione pro- cessuale per tutti gli imputati" alla casella di partenza: nuova udienza preliminare. Il Tribunale fu di diverso parere e il 23 novembre 2001 salvò gli atti cambiandone la motivazione. Sfumata la speranza di azzerare il processo, partirono le manovre per farlo trasferire da Milano a Brescia, con la legge Cirami. Anche sul legittimo sospetto Spangher si diede da fare: nuovo parere del 23 maggio 2002, sempre a favore del figlio e della vedova di Rovelli: "Ho esaminato le richieste dei signori Rovelli nonché di Berlusconi, Verde, Pacifico, Previti... Sull'intero Tribunale di Milano grava un legittimo sospetto non elimina- bile con normali misure". Il professore si avventurava poi in spericolati paralleli fra la Milano del 2002 e l'Italia dei "procedi- menti post-bellici ai collaborazio- nisti" col fascismo. Descriveva una Milano in preda a moti pre-insurrezionali: "lacerazione e frattura del tessuto sociale, istituzionale, politico ed economico", in cui "agli imputati è impossibile esplicare pienamen- te i diritti processuali". Colpa del "Resistere, resistere, resistere" di Borrelli, dei girotondi e addirit- tura del "contrasto istituzionale del ministro con il Csm". Dunque in processi dovevano passare a Brescia: "Nell'interesse di tutti", beninte- so. La Cassa- zione smentì ancora una volta le sue tesi. Ma Spangher intanto aveva già traslocato a Palazzo dei Marescialli. Qui, il 15 luglio, la VI commissione discute- va del segreto opposto dai due pm agli ispettori sul fascicolo 9520/95. E tirava aria di sconfitta per Previti & C. Così il consigliere-consu- lente fece arrivare dal ministero la relazione ispettiva contro i due pm. Una manina gentile ne recapitò subito copia al Giornale, che l'indomani la pubblicò in esclusiva. Castelli non gradì e prese le distanze. Rognoni, vicepresidente del Csm, criticò il conflitto d'interessi di Spangher, che alla fine non partecipò al voto del Csm. Ora potrebbe di- ventare giudice costituzionale, al posto di Vaccarella (già avvocato civilista di Previti). La domanda è: alla Corte costituzionale c'è un seggio riservato a Previti, come i banchi ex voto delle chiese, o si può nominare anche uno che non abbia lavorato per Cesare? Ora d'aria.

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E a cena i due rivali si prendono in giro (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 250 del 2008-10-18 pagina 8 E a cena i due rivali si prendono in giro di Redazione Una festa di beneficenza organizzata dall'arcidiocesi cattolica di New York si trasforma in una gara di battute Ci voleva un'occasione più rilassata dei tesissimi dibattiti televisivi per vedere Barack Obama e John McCain scambiare tra loro battute spiritose e prendersi amabilmente in giro. L'occasione è stata fornita dalla tradizionale cena di beneficenza della Alfred Smith Memorial Foundation, intitolata al governatore di New York all'epoca della Grande Depressione. Un evento organizzato dall'arcidiocesi cattolica newyorkese, rappresentata fisicamente dal cardinale Edward Egan, alla presenza del sindaco Michael Bloomberg e delle massime autorità. Appena 24 ore dopo essersi colpiti sotto la cintola nell'ultimo dei tre dibattiti in tv Obama e McCain, come due consumati attori, si sono ripresentati al pubblico in versione galà di beneficenza, elegantissimi nei loro smoking e magari con un occhio al numeroso elettorato cattolico di New York e non solo. Ed è stato un fiorire di battute e spiritosaggini, proposte con ampio ricorso all'autoironia. McCain ha aperto lo show annunciando di aver licenziato tutto il suo staff per sostituirlo con "Joe l'idraulico", l'ormai celebre signor Wurzelbacher che incarna il piccolo imprenditore americano e che è stato citato da entrambi i candidati alla Casa Bianca nel corso del recente faccia a faccia televisivo. Obama ha replicato affermando che in lingua swahili il nome Barack significa "quello là", con evidente riferimento al modo sgarbato in cui il suo rivale lo aveva apostrofato durante il secondo dibattito televisivo all'inizio del mese. Il repubblicano si è poi detto felice che "anche in questa sala piena di orgogliosi democratici di Manhattan ci sia qualcuno che fa il tifo per me: felice di vederti, Hillary!". Una frecciata piuttosto velenosa questa, dal momento che la moglie dell'ex presidente Bill Clinton è stata irriducibile avversaria di Barack Obama nelle primarie democratiche ed è notorio che sostenerlo in queste settimane per favorire la sua ascesa alla Casa Bianca le costa molta fatica. Da parte sua Obama ha ironizzato sulla sua immodestia affermando che il suo punto forte è "l'umiltà" e quello debole il fatto di essere "un po' troppo bello". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tutti in piedi contro la povertà - erica manna (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XI - Genova Tutti in piedi contro la povertà Una sedia alta tre metri a San Lorenzo: un simbolo per non restare inerti e indifferenti L'invito della Caritas ai genovesi: "Fotografate il vostro 'Stand up!' e inviatelo al nostro sito Web ERICA MANNA UNA grande sedia per invitare tutti a non adagiarsi davanti alla povertà. Ma - anzi - ad alzarsi in piedi e dire la propria, perché gli impegni internazionali presi dai grandi del pianeta nel 2000 con la dichiarazione del Millennio all'Onu non si riducano a chiacchiere vuote. E a vincere non sia l'indifferenza. "Stand Up! Take action!", ovvero "Alzati in piedi, passa all'azione", la terza edizione della manifestazione promossa dalla Campagna del Millennio delle Nazioni Unite "No excuse 2015", attiva fino a domenica in tutto il mondo per chiedere aiuti per i poveri del pianeta, arriva oggi anche a Genova. Dove, alle 17 in piazza San Lorenzo, la parola d'ordine sarà "Tutti in piedi". Una sedia alta tre metri, infatti, "inviterà a non stare seduti davanti alla povertà", come spiega Silvana Piccinini della Caritas genovese: "Chiediamo a tutti un gesto poco impegnativo, quello di alzarsi in piedi. In piazza o a casa propria, non importa. Chi durante la giornata lo farà, può scattarsi una foto e inviarla a segreteriacaritasgenova. it, indicando il luogo e il numero dei partecipanti. Sarà pubblicata sul sito www. caritasgenova. it". L'anno scorso, allo "Stand up" hanno partecipato in tutto il mondo 43 milioni di persone, 756 mila solo in Italia. I luoghi sono stati i più disparati: piazze, stadi, scuole, teatri, librerie. La cifra distintiva della manifestazione genovese (che vede la partecipazione di numerose associazioni, da Auxilium a Acli, Azione Cattolica, Banca Etica, Caritas, Comunità laici missionari cattolici, Csi, Commissione giustizia e pace; Coordinamento ligure donne latinoamericane, Masci, Ps76, ufficio missionario) sarà l'attenzione particolare al tema dei senza tetto. Raccontato attraverso due mostre, a partire dalle 10 di oggi, in piazza San Giovanni il Vecchio: "Homeless - presenze nascoste", una serie di fotografie e disegni realizzati dai ragazzi del Liceo artistico Paul Klee (in collaborazione con la fondazione Auxilium) sul centro per i senza dimora presso il monastero di San Fruttuoso. E "Otto obiettivi, zero povertà", sui traguardi di sviluppo che avrebbero dovuto essere raggiunti dai governi entro il 2015, "e invece si è andati in senso contrario", sospira Silvana Piccinini. Ovvero: dimezzare la percentuale di persone che vive con meno di un dollaro al giorno; garantire l'istruzione primaria universale; eliminare la diseguaglianza di istruzione tra uomini e donne; ridurre di due terzi il tasso di mortalità infantile, e di tre quarti quella materna; combattere l'Hiv, la malaria e altre malattie; assicurare il rispetto per l'ambiente; costruire un partenariato a livello mondiale per lo sviluppo sostenibile. Alle 15.30, l'iniziativa si sposta in piazza San Lorenzo, dove si alterneranno testimonianze di genovesi e immigrati che vivono la povertà in prima persona. "Interverrà anche padre Mauro Armanino - racconta la Piccinini - che è stato per molto tempo in Liberia, e ora vive alle Vigne, a contatto con persone in difficoltà ogni giorno".

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Si restaurerà il percorso "sulle orme dei Certosini" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

CHIUSA PESIO. CON 700 MILA EURO Si restaurerà il percorso "sulle orme dei Certosini" [FIRMA]BARBARA BARALE CHIUSA PESIO Settecentomila euro stanziati dalla Regione per il Parco Alta Valle Pesio e Tanaro finanziano, nel 30° anno dalla fondazione dell'ente, il progetto "Sulle orme dei Certosini". L'iniziativa prevede il recupero di alcune strutture che testimoniano la presenza operosa, in valle, dei monaci e laici dell'ordine religioso fondato da San Bruno. Sarà restaurata e adibita a sala proiezioni l'ancora intatta cappella della Correria, del 1173, prima chiesa certosina, che fu il primo nucleo della vicina Certosa. Intorno era dotata anch'essa di un chiostro, ora nascosto da edifici privati. Il Parco ha acquistato parte di uno stabile vicino, che sarà attrezzato con ingresso per disabili e un corridoio laterale. Verrà restaurato, rinforzato e dotato di portone in legno il portale: un arco decorato da pietre scolpite con semplici motivi floreali, che sopra presenta due feritoie. Sarà rifatto come in originale il tetto in lose. L'interno resterà simile: navata sobria, con due punti luce; nell'abside verrà restaurato il dipinto dedicato alla Madonna. La sala sarà dotata di poltrone e schermo automatico. Servirà da luogo di proiezione di filmati per i visitatori, come quello recentemente prodotto dal Parco sulla storia della Certosa di Pesio, tradotto e sottotitolato in inglese, tedesco e francese, in vendita da martedì nella sede dell'ente, Certosa ed edicole. Il secondo intervento finanziato riguarda la "grangia" del Castellar, uno degli insediamenti agricoli dei Certosini, ritenuto da alcuni il primo in valle. La struttura in pietra, di cui restano i ruderi sulla collina dietro la sede del Parco, fungeva da stalla, deposito, essiccatoio per le castagne. Era gestita da un "grangerius", scelto tra i Conversi, i laici dell'Ordine. Sui resti della grangia sarà realizzata una pedana in legno panoramica sulla valle, che permetterà di vedere dall'alto quanto resta della struttura. Altro recupero importante, adiacente alla sede del Parco, sarà quello della fornace ottocentesca della Roccarina. La struttura, ancora parzialmente intatta, è l'unica rimasta di un centinaio di piccole fornaci di calce presenti anticamente. Nel 1700 se ne contavano ottanta. Anche i Certosini ne avevano realizzate due, ma gli abitanti "invidiosi" le incendiarono. Sopra c'era la cava della Roccarina, nota per aver servito la costruzione delle mura di Cuneo e Fossano. Divenuta, dopo la chiusura, discarica abusiva, è stata ripulita e trasformata dal Parco in anfiteatro naturale dotato di palco per concerti. La fornace fatta costruire nel 1890 da Francesco Silvano in società con il signor Gabutti - attiva fino al '73 - era collegata. Dall'alto s'introducevano la roccia ridotta in pezzi e l'esplosivo; carbone e legname alimentavano il forno in continuo, mentre un sistema di botole e rotaie consentiva il trasporto della calce. In cima alla struttura acquistata dal Parco sarà realizzato un punto panoramico coperto. Infine, sarà rifatto il recinto faunistico delle Canavere, con una nuova torretta in legno per l'osservazione di cervi, caprioli e visuale sul Camusè, il monte dei camosci. I lavori inizieranno in primavera. I curiosi possono già avventurarsi lungo il percorso storico illustrato da pannelli.

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Luci soffuse e colori: il museo del rock è in piazza Duomo (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 18-10-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-10-18 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Fino a marzo Luci soffuse e colori: il museo del rock è in piazza Duomo All'esterno è una grande scatola rossa, all'interno, pavimento, mura e soffitto sono tutti neri. La mostra temporanea "Rock'n'music planet", aperta da oggi al 25 marzo (ore 10-22, ingresso e 5) sembra progettata apposta per fare risaltare gli oggetti che ospita, vivaci, coloratissimi. Si tratta della collezione di cimeli della storia del rock di Red Ronnie, che il noto conduttore di programmi tv e radio ha messo a disposizione del Comune di Milano. Inaugurata ieri sera alla presenza già di centinaia di visitatori, l'esposizione (che accoglie anche un Roxy Bar) ospita chitarre di Jimi Hendrix, Kurt Cobain, George Harrison, testi di Jim Morrison, l'armonica di Bob Dylan, e poi poster, fotografie, juke box e flipper di culto, oltre a una trentina di opere a tema dell'artista Marco Lodola. "Essere in piazza Duomo con questa mostra è rivoluzionario" commenta Red Ronnie. Ribatte Giovani Terzi, assessore allo Sport e tempo libero del Comune: "Piazza Duomo è anche un importante luogo laico dove ospitare eventi di qualità". Tra i cimeli, tre pezzi speciali: la lettera di John Lennon che sancisce la fine dei Beatles, le "ghiande della pace" che Lennon inviò a molti capi di stato e un disegno psichedelico di Jimi Hendrix. (m. sp.).

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CORRADO OCONE ALL'INIZIO DEGLI ANNI NOVANTA, CON LA CRISI DELLE IDEOLOGIE CHE AVEVANO DOMINA (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)

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Corrado Ocone All'inizio degli anni Novanta, con la crisi delle ideologie che avevano dominato nel dopoguerra nel corso della cosiddetta "prima Repubblica", con la crisi cioè del comunismo e del cattolicesimo politico, si sono create in Italia le condizioni per quella che, con enfasi, è stata chiamata "la rinascita del liberalismo". Non si è però ripreso in mano, come era dato aspettarsi, il filo di quella solida tradizione liberale italiana che, seppure quasi sempre minoritaria, aveva percorso tutta la storia unitaria del nostro Paese e aveva avuto nel Novecento illustri padri in Croce e Einaudi e degni comprimari in pensatori e uomini di azione come Gobetti, Rosselli, Salvemini (si segua la vicenda di questa tradizione nelle pagine del bel libro di Massimo Teodori Storia dei laici fra clericalismo e comunismo, Marsilio, pagg. 362, euro 19,50). Né si è dato uno sguardo oggettivo e non aprioristicamente pieno di pregiudizi al quadro d'insieme del liberalismo internazionale. Con un'operazione completamente strumentale e politica, si è costruito un liberalismo ad usum delphini che doveva, nelle intenzioni più o meno consapevoli degli studiosi e degli opinion makers, fungere da cemento ideologico a quei concreti interessi emergenti che avrebbero di lì a poco costituito il brodo di coltura del berlusconismo (uso il termine in senso descrittivo e non valutativo). Si è teso perciò a creare una vera e propria egemonia nel senso gramsciano del termine: rispondente per molti versi ad esigenze ormai maturate nel corpo reale del paese, ma tendente per altri versi a torcere a proprio uso e consumo le idee di molti pensatori e a dare un'immagine parziale e dogmatica di una dottrina invece per sua natura plurivoca quale è quella liberale. Come non ricordare, ad esempio paradignatico, la promozione sul campo del liberalismo di quella scuola austriaca per tanti versi unilaterale e incompiutamente liberale che ha avuto il suo campione in Friedrich von Hayek? L'opzione per il liberalismo austriaco, che significava liberismo sfrenato, se garantiva protezione agli spiriti antistatalisti presenti in una parte del mondo imprenditoriale settentrionale, effettivamente non garantiti dalle vecchie ideologie, non rappresentava quel tessuto cattolico profondo che è proprio della nostra nazione. Occorreva perciò inventarsi un fantasioso liberalismo cattolico che non solo rendesse conciliabile la libertà politica con la fede, ma che in qualche modo rendesse i due elementi coessenziali. La personalità di Tocqueville, il geniale marchese francese autore della Democrazia in America, sembrava rispondere alla perfezione a questa ulteriore esigenza. La nostrana "rinascita" del pensiero liberale non ha perciò esitato ad affiancare il suo nome a quello di Hayek, a mettere insieme il diavolo del libero mercato con l'acqua santa di un liberalismo al profumo d'incenso. Che gli avvenimenti degli ultimi tempi abbiano messo in crisi i fautori del mercato a tutti i costi, è sotto gli occhi di tutti. Speriamo solo che ciò significhi semplicemente tener scisse le sorti della libertà politica da quella di una libertà economica malintesa, come sempre hanno fatto le persone di buon senso. Che il pensiero di Tocqueville sia stato frutto di indebita appropriazione, lo dimostra invece ora uno straordinario libro in uscita da Dedalo e significativamente intitolato Un ateo liberale. Religione, politica, società (a cura di Paolo Ercolani, pp. 349, euro 20). Si tratta di una accurata raccolta di saggi, articoli e discorsi, per lo più inediti in Italia, che ricostruiscono tutta la vicenda delle idee tocquevilliane intorno ai rapporti fra politica e religione (non solo la cristiana, cattolica e non, ma anche la induista e la islamica). Da essa emerge con chiarezza, come dice il curatore, che il nostro "perse la fede all'età di sedici anni, nel 1821, per non ritrovarla mai più". "Se conoscete una ricetta per credere in Dio, datemela", scriveva in una lettera a Gobineau nel pieno della maturità. Mentre, negli ultimi giorni di vita, pur pressato dalla moglie e dai conoscenti, rifiutò più volte la comunione con queste precise parole: "Non mi parlate mai di confessione! Mai e poi mai! Giammai mi si farà mentire a me stesso, inducendomi a delle smancerie di fede quando la fede mi manca. Voglio restare me stesso e non abbassarmi a mentire!". Come è potuto sorgere allora l'equivoco di un Tocqueville fervente cristiano? E, soprattutto, fondandosi su quali elementi, i liberali fautori della "fantasiosa" (come efficacemente la chiama Ercolani) sintesi fra Dio e mercato (da Antiseri a Baldini, giù giù fino a "Liberal" di Adornato), hanno potuto stravolgere fino a tal punto il pensiero del nostro? Come dimostra il libro con dovizia di dati e particolari, Tocqueville, dopo aver scoperto con spirito profetico quel processo di secolarizzazione e disincanto connesso all'inarrestabile processo di democratizzazione in atto nel mondo occidentale, si era reso conto che la libertà conquistata avrebbe potuto essere salvaguardata solo se le masse si fossero sentite ancorate ad una fede che impedisse loro di trasformarla in arbitrio. Per Tocqueville lo stato liberale può tenersi solo se c'è fiducia fra i membri di esso: solo la paura di sanzioni divine può pertanto, nelle menti più semplici, garantire questa fiducia. Il liberalismo, essendo passione e non solo ragione, deve pertanto servirsi in modo strumentale della religione a fini di coesione sociale. Si tratta, come è ovvio, di una posizione aristocratica, propria di un uomo dell'Ottocento in bilico fra vecchio e nuovo, passato e futuro. Ma da qui a dire che Tocqueville fosse cattolico, come ci viene ancora oggi propinato, ce ne corre un bel po'.

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Prime reazioni ai negozi sprangati - nonostante la crisi - il 1 novembre. Ieri l'assessor (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Prime reazioni ai negozi sprangati - nonostante la crisi - il 1° novembre. Ieri l'assessore al Commercio Alessandro Altamura, dopo aver assistito alla levata di scudi dell'Ascom ("viviamo una crisi nera e il Comune ci obbliga a chiudere per non scontentare la Curia") ha deciso di riaprire la questione: "Sono laicamente disponibile al confronto, ma mi sorprende che la polemica esploda ad una sola settimana dalla data in questione. Ad ogni modo ho già provveduto a convocare il Tavolo di Coordinamento per esaminare la richiesta condividendo il presupposto di riunirsi per discutere insieme i principi che hanno ispirato l'istituzionalizzazione di quell'accordo". Il tavolo è stato convocato per martedì. Che cosa succederà? "Vedremo di mettere d'accordo tutti i Comuni - spiega Altamura - Grugliasco ha già deciso di aprire, ma soltanto perché si è sfilata da tempo. Come andrà a finire? E' presto per dirlo". Ma intanto è già qualcosa che martedì si riaffronti l'argomento. Anche se c'è una parte di commercianti, come quella rappresentata dalla Confesercenti, che non considera la chiusura forzosa dei negozi, anche in tempi di crisi, uno scandalo: "L'accordo fu sottoscritto da tutti e nessuno, tempo fa, sollevò le obiezioni nate in questi giorni - dicono Bagnolesi e Carta - ora qualcuno lo contesta: ovviamente è del tutto legittimo cambiare idea, ma si dovrebbe dirlo e fare controproposte adeguate, senza imbastire una polemica fra commercianti e autorità religiose, che non ha ragione di esistere". Nel frattempo, sempre al capitolo crisi, c'è una novità: per aiutare i consumatori contro il caro-vita, ogni venerdì nei bar e caffè verrà servito cappuccino, caffè ed una lattina da 250 grammi di caffè al prezzo speciale di 4,20 euro. L'iniziativa partirà dal primo venerdì di novembre (e sarà valida solo nella giornata di venerdì) e sarà accompagnata da sconti del 10% per i possessori delle "social card". A deciderle la promozione è stata l'Epat, che ha già raccolto l'adesione dell'80% dei locali: 1.200 su un totale di 3 mila. \.

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Margherita Hack attacca il Papa. Ovvero: quando 'la scienza senza la religione e' zoppa' (Einstein) (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-10-2008)

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"Pitié" porta Bach in banlieue (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Laicita'

Sergio Trombetta DANZA "Pitié" porta Bach in banlieue È uno sguardo compassionevole, solidale quello che Alain Platel rivolge a alla umanità povera e sofferente incarnata dai suoi dieci danzatori dei Ballets C. de la B.. Un mondo cui si aggiungono tre cantanti (in tutto 13 come il Cristo e i suoi apostoli) che animano Pitié, la rilettura della Passione secondo Matteo di Bach che Torinodanza ha presentato in prima italiana. Una operazione simile a quella realizzata con vsprs. Là il Vespro della beata Vergine di Monteverdi veniva rielaborata in chiave jazz da Fabrizio Cassol con il suo trio Aka Moon e altri musicisti. Qui con una formazione simile Cassol si ferma un po' prima e concentra la sublime musica di Bach per farne da colonna sonora a una sorta di sacra rappresentazione laica agita da personaggi che hanno l'aria dei nuovi diseredati delle grandi città. Gente che vive ai margini, che fatica a sopravvivere, per cui esistenza è patire. Sono loro che danno vita a una gestualità dolce e amorosa, isterica e parossistica, si afferrano reciprocamente le carni come per strapparsele, piangono, si contorcono, gridano spalancando le bocche nel silenzio, portano mascherine antinquinamento. È una danza molto corale, con qualche zoom su assoli o duetti, con cui prendono vita tableaux vivants che rimandano alla pittura fiamminga: deposizioni, pietà. Ma realizzati con materiali di scarto, come teli di plastica blu. Questa banda occupa pienamente il palcoscenico mentre la scenografia (semplici pareti e un praticabile lignei) passa in secondo piano rispetto per esempio alla candida montagna di t-shirt di vsprs. E il trio di intensi cantanti dove non si sa chi ammirare di più, se il mezzo Cristina Zavalloni, il soprano Laura Claycomb o il giovane controtenore congolese Serge Kakudji, di sconvolgente bravura. ****.

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