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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL  13-4-2008       #TOP


Report "Laici e chierici"

Dobbiamo crederci ( da "Unita, L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici contro cattolici, Nord contro Sud. Non date retta, non prestate fede ai messaggi di questo tipo. Non sono veri, non corrispondono alla realtà. Quel che davvero mi ha colpito, girando in lungo e in largo per il Paese, è stato vedere quanto sono simili le speranze e le preoccupazioni degli italiani.

L'imbarazzo della Turchia: <Proviamo vergogna> ( da "Corriere della Sera" del 13-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: obiettivo di scardinare la laicità dello Stato e di introdurre la legge del Corano. Accuse, ovviamente, tutte da provare, ma che hanno riacceso il conflitto tra laici e islamici, come le manifestazioni di ieri ad Ankara confermano. Anche se l'iter giudiziario un giorno dovesse interrompersi, magari con l'ammissione che non esistono prove che un'intera classe politica,

Esperti a confronto sull'esistenza di una legge morale ( da "Tempo, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La discussione di una presa di coscienza sulla necessità di appellarsi, per un buon cristiano ma anche per quei laici che desiderano avvicinarsi alla fede cattolica, alla professione della legge morale fa da spunto a don Lilli per evidenziare le problematiche devastanti della società odierna. S.D.C.

Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida ( da "Stampa, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario,

[FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA Le donne novaresi e i libri: è una passione che cresce. ( da "Stampa, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Il libro (96 pagine, 14,50 euro) ha la prefazione curata dal Cardinal Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Cecilia Gilodi, laureata e ricercatrice in Economia della piccola e media impresa, è attiva nell'associazionismo cattolico ed è autrice di saggi e articoli sulla stampa diocesana.


Articoli

Dobbiamo crederci (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 13-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Dobbiamo crederci Walter Veltroni Segue dalla Prima È stata un'esperienza indimenticabile, un privilegio unico, di cui voglio davvero ringraziare le centinaia e centinaia di migliaia di persone che hanno riempito ogni giorno all'inverosimile piazze, teatri, luoghi di lavoro. È successo così in ogni angolo del Paese, in ogni occasione, e davvero ad ogni ora, pensando all'iniziativa che abbiamo fatto a mezzanotte, qualche giorno fa, a Conversano. In questi cinquanta giorni, poco più, ho visto facce di ogni tipo, ho incrociato sguardi assorti e sorrisi allegri, ho stretto mani forti e ruvide segnate dal duro lavoro di ogni giorno e letto parole di chi del suo sapere non sa ancora bene cosa fare, oppure lo sa ma non trova le giuste opportunità. Ho avvertito esigenze diverse da un posto all'altro, ho ascoltato domande diverse a seconda dell'età, ho sentito porle in tanti accenti e dialetti. Ma non sono le differenze che in questo viaggio mi hanno colpito. Non date retta a quei politici che da quindici anni hanno come principale pensiero quello di trarre vantaggio dalle divisioni, quello di alimentare un clima di contrapposizione e persino di odio, mettendo gli uni contro gli altri, non esitando a lanciare proposte diverse, e se è per questo anche a stringere alleanze diverse, in base agli interlocutori che hanno di fronte e al luogo in cui si trovano in quel momento. Operai contro imprenditori, immigrati contro italiani, laici contro cattolici, Nord contro Sud. Non date retta, non prestate fede ai messaggi di questo tipo. Non sono veri, non corrispondono alla realtà. Quel che davvero mi ha colpito, girando in lungo e in largo per il Paese, è stato vedere quanto sono simili le speranze e le preoccupazioni degli italiani. Quanto si assomigliano i problemi. Quanti sono i sogni che ci accomunano. E non c'è differenza geografica, culturale o sociale che tenga: in ognuna delle centodieci tappe del viaggio io ho sentito che tutti, davvero tutti coloro che erano lì in quel momento c'erano perché credevano in ciò che il nostro Paese può essere. L'Italia può cambiare, si può chiudere una stagione troppo lunga e aprirne finalmente una nuova. Guardate, nella nostra storia è stato sempre così: le cose più importanti sono successe quando si è trattato di affrontare le prove più difficili, quando il tempo e le circostanze non lasciavano spazio all'attesa, al rinvio, all'immobilismo. È la storia che lo ha sempre dimostrato: quando gli italiani credono in qualcosa, qualcosa accade. È stato così quando dei ragazzi ebbero il coraggio e la moralità di fare quella scelta che avrebbe cambiato la loro vita e quella dell'Italia. Scelsero la Resistenza, scelsero di unire le loro idee e i loro colori in un solo ideale di libertà e in una sola bandiera: il tricolore. Quando gli italiani credono in qualcosa, qualcosa accade. È stata la creatività, la forza di volontà, la voglia di rischiare e di fare, che ha permesso alla generazione uscita dal dopoguerra di ricostruire l'Italia. Una classe dirigente vera, capace, fatta di uomini e donne consapevoli del fatto che al di sopra di ogni interesse di parte c'erano, come sempre ci sono, gli interessi nazionali. Mentre si confrontavano, anche duramente, nelle prime elezioni libere dopo più di vent'anni, scrissero la Costituzione. E gli italiani vi si riconobbero, si ritrovarono uniti, per la prima volta davvero consapevolmente. Quando gli italiani sentono che è il momento, sanno unirsi, sanno fare sacrifici, sanno riconoscere il valore della posta in gioco. Le istituzioni democratiche, nelle piazze di tutto il Paese e nei luoghi di lavoro, le hanno difese loro, mentre l'attacco del terrorismo, trent'anni fa, si faceva più forte e minaccioso. È stato il popolo italiano, in quel momento, a dire nel modo più netto che nessuno avrebbe mai potuto toccare, in nome di teorie aberranti e fuori dal tempo, la libertà e la democrazia di questo Paese. Noi, che siamo ormai ben dentro un nuovo secolo, che viviamo un tempo nuovo, verso queste generazioni abbiamo un debito. Ma abbiamo anche un modo per saldarlo, che non è solo rivolgere loro un grazie, cosa che facciamo e continueremo sempre a fare. No, il modo migliore è fare per i nostri figli quel che i nostri nonni e i nostri padri hanno saputo fare per noi. Il modo migliore è cambiare l'Italia, è voltare pagina e cominciare a farlo. Ora ci siamo. Siamo davvero arrivati al momento. Se gli italiani, e io sono ottimista, sono certo sarà così, diranno basta alla vecchia politica, se diranno basta al cinismo, all'odio e alle divisioni, e avranno voglia di credere in ciò che è possibile, che si può fare, allora vinceremo, vinceremo queste elezioni, cambieremo il corso della storia, e lunedì sera diremo "l'abbiamo fatto", e il vero viaggio sarà davvero cominciato.

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L'imbarazzo della Turchia: <Proviamo vergogna> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 13-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Le reazioni Ankara teme di finire un'altra volta sotto esame dopo gli attacchi degli estremisti alle minoranze cristiane L'imbarazzo della Turchia: "Proviamo vergogna" I mass media: il Paese è sotto choc. Il presidente Gul: seguivo con simpatia il viaggio di Giuseppina Siamo giusti! Alla Turchia non ne va bene una. Preoccupata di provare la propria maturità, e soprattutto la capacità di realizzare le riforme necessarie per meritarsi l'ingresso dell'Unione europea, Ankara stava e sta facendo notevoli sforzi per superare l'esame, nella speranza di vincere dubbi, timori e sospetti. Ora, il brutale assassinio di Giuseppina Pasqualino di Marineo, la 33enne artista milanese che, in abito da sposa, voleva dimostrare, facendo l'autostop in Paesi problematici, che non esistono pericoli per chi viaggia fra la gente nel nome della pace, fa ripiombare la repubblica a stragrande maggioranza musulmana nel vortice delle accuse di sempre. Era accaduto quando la furia degli estremisti si scagliava contro rappresentanti delle minoranze religiose cristiane: cattolici, protestanti e armeni. Accade adesso con questo delitto, commesso da uno squilibrato. Un delitto che poteva avvenire in molte altre parti del mondo. La reazione dei mass media turchi è un coro di vera e dura riprovazione di fronte a un'onta. "Proviamo vergogna!" è il pensiero che si legge sulle prime pagine e sui siti di tutti i maggiori quotidiani; che si ascolta alla radio; che viene ripetuto nei notiziari televisivi. E per dimostrare che il Paese è inorridito dall'assassinio e unito in una condanna senza se e senza ma, è intervenuto il presidente della repubblica Abdullah Gul, che al nostro ambasciatore ad Ankara, Carlo Marsili, ha fatto sapere quanto siano profondi il proprio dolore e la propria commozione. Non soltanto perché i rapporti tra la Turchia e l'Italia sono eccellenti, ma perché Gul stava seguendo "con particolare simpatia" l'incoraggiante viaggio di quella giovane in abito nuziale, che voleva diffondere un messaggio di pace e solidarietà. Messaggio stroncato da un bruto, alla periferia di Istanbul. La Turchia è attonita, come ha detto il ministro della cultura Ertugul Gunay. Anzi, doppiamente attonita, perché sta vivendo una fase politica delicatissima. Contro il partito islamico moderato Akp (Giustizia e sviluppo) che ha stravinto le elezioni e che può contare sui due terzi dei seggi in parlamento, pende infatti l'inchiesta decisa dalla Corte costituzionale, e avviata dall'esposto del procuratore generale della Cassazione, sui presunti crimini compiuti dall'intero vertice del partito di governo. Accusato d'essere una centrale "eversiva" che ha l'obiettivo di scardinare la laicità dello Stato e di introdurre la legge del Corano. Accuse, ovviamente, tutte da provare, ma che hanno riacceso il conflitto tra laici e islamici, come le manifestazioni di ieri ad Ankara confermano. Anche se l'iter giudiziario un giorno dovesse interrompersi, magari con l'ammissione che non esistono prove che un'intera classe politica, scelta democraticamente, abbia tramato per scardinare i pilastri della repubblica fondata da Ataturk, sarebbe comunque difficile lavorare serenamente alla guida di un Paese che continua a crescere, e che vuole offrire un'immagine di compattezza e affidabilità. Pregi che oggi paiono quantomeno "dimezzati". Ecco perché il grido mediatico di "Proviamo vergogna!" per il delitto di Giuseppina ha un valore particolare. Che neppure il consueto silenzio del primo ministro Recep Tayyip Erdogan riesce a sminuire. Antonio Ferrari In alto la versione web del quotidiano HÜrriyet: Utaniyoruz ("Ci vergogniamo"). Molto polemico anche il titolo online del Milliyet: "In Turchia le spose vengono uccise" I giornali.

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Esperti a confronto sull'esistenza di una legge morale (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 13-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Seminario al Sacro Cuore Esperti a confronto sull'esistenza di una legge morale ISERNIA A prescindere da qualsiasi ordine nel mondo, la legge morale naturale può senz'altro esser definita, nonostante il disconoscimento della sua esistenza dal sistema liberale occidentale, quel tribunale infallibile di Dio che persiste nel cristiano che professerà questa stessa fede obbedendo con costanza ad una coscienza virtuosa. Lo afferma, nella sua conferenza sull'esistenza della legge morale naturale, il sacerdote don Giuliano Lilli durante il seminario di formazione organizzato in quattro incontri di studio dall'istituto delle suore Apostole del Sacro Cuore ad Isernia. Fine delle conferenze è dar risposta all'interrogativo sull'esistenza di una legge morale che è, secondo la dottrina cristiana, al di sopra di qualsiasi ideologia ed ordine etico terreno perché divina ed eterna, come affermava prima dell'avvento del Cristianesimo, il filosofo ed una delle figure più importanti dell'antichità romana Marco Tullio Cicerone: la legge morale è un ordine preesistente dell'universo che a differenza delle leggi umane, quelle del popolo, quelle derivanti dal bisogno di legalità, è eterna perché derivante da Dio. La discussione di una presa di coscienza sulla necessità di appellarsi, per un buon cristiano ma anche per quei laici che desiderano avvicinarsi alla fede cattolica, alla professione della legge morale fa da spunto a don Lilli per evidenziare le problematiche devastanti della società odierna. S.D.C.

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Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 13-04-2008)

Argomenti: Laicita'

MARTEDI' 15 ALL'ISTITUTO SOCIALE Incontro sulla pena di morte con un cappellano della Florida Martedì 15 aprile, alle ore 10, all'Istituto Sociale di corso Siracusa 10, si tiene un incontro con Dale e Susan Recinella su "La pena di morte". Dale Recinella è da molti anni cappellano cattolico laico nel carcere della Florida ed in particolare nel cosiddetto "braccio della morte", dove vengono detenuti i condannati alla pena capitale. Negli Anni Novanta ha lavorato in uno studio legale, che ha lasciato proprio per iniziare a girare "cella per cella" come cappellano cattolico laico volontario, facendo proprio il detto evangelico "ero prigioniero e mi avete visitato". Da parecchi anni anche sua moglie Susan, psicologa, ha iniziato a seguire con supporti non solo umani ma anche professionali le famiglie dei carcerati e in particolare i parenti dei condannati a morte. L'ingresso è libero. Per la partecipazione di gruppi è gradito un cenno di preavviso. Info 011/357.835 o www.istitutosociale.it.

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[FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA Le donne novaresi e i libri: è una passione che cresce. (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 13-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Si alimenta anche grazie ai tanti incontri che si susseguono con autori e autrici. Di anno in anno le rassegne promosse in città e provincia ottengono sempre più riscontro quanto a partecipazione, durata e qualità. Che siano le donne le più interessate alle novità editoriali e alla conoscenza diretta con la firma di turno in libreria o in biblioteca lo conferma Franco Terzera, appassionato ideatore della serie di appuntamenti "Librovivo" con il Comune e Fondazione Bpn, critico e recensore attento. "Librovivo", rassegna giunta alla quarta edizione, prosegue domani alle 17,45 nella sala conferenza di Palazzo Vochieri con Guido Conti che presenterà il libro "Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore". L'ingresso è libero. E' previsto anche un incontro al mattino, alle 11,30, con gli studenti del liceo "Antonelli". La serie di incontri ha riunito molti appassionati di generi e stili diversi. Da ricordare, fra altri protagonisti, Benito Mazzi e il suo "Nel sole zingaro. Storie di contrabbandieri" e Ettore Mo, l'invito speciale del Corriere della Sera che è in partenza per nuovi reportage: torna nei luoghi e sui fronti dov'era stato 25-30 anni fa. Una novità editoriale di spessore e ricca di spunti d'attualità è "Pier Giorgio Frassati e Giovanni Paolo II. La Santità possibile per tutti" che la novarese Cecilia Gilodi pubblica con le edizioni Cantagalli. Di recente si è tenuta la presentazione in città in coincidenza con l'anniversario della nascita del Beato Frassati, sei aprile 1901, e della morte di Giovanni Paolo II, primo aprile 2005. Il libro (96 pagine, 14,50 euro) ha la prefazione curata dal Cardinal Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Cecilia Gilodi, laureata e ricercatrice in Economia della piccola e media impresa, è attiva nell'associazionismo cattolico ed è autrice di saggi e articoli sulla stampa diocesana.

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