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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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Report "Laici e chierici"

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (4)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Sansa: bagnasco ha ragione ora la politica della città trovi le risposte per genova - raffaele niri ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: parla alla responsabilità di ognuno e alla responsabilità collettiva, a chi è cattolico e al cittadino che non crede, a chi è in politica. Ai laici, se vogliamo metterci nei panni dell'Arcivescovo. Ebbene, se dici dei sì, finalmente, dici anche dei no". Lei lega il sì al porto al no alla speculazione edilizia: il nesso è così stretto?

Il questore ha detto l'ultimo sì sabato via libera al pride laico - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, della libertà della persona e quella di chi, cattolico o diversamente credente, non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa", dice il manifesto. L'invito poi all'appuntamento in piazza Montano, il 17 maggio, giornata mondiale contro l'omofobia.

Vincenzi: "il pd riparta dalle alleanze" - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Walter Veltroni ha fatto quello che ha potuto e forse senza di lui il tracollo sarebbe stato ancora più pesante, ma se pensiamo che bastino i simboli: l'operaio, la precaria, sbagliamo". E allora che cosa serve? "Essere veloci, laici, riformisti, concreti e saper ascoltare la società, ecco l'unico radicamento possibile". Intanto il Pd cerca la ricetta giusta per ripartire.

Monsignor Negri: Pdl e famiglia, a Ferrara ho chiesto di vigilare ( da "Corriere della Sera" del 10-05-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: questione cattolica" anche nei confronti del neonato governo? "Condivido il fondo dell'Avvenire. Ci sono state le elezioni, ma il lavoro non è finito: bisogna incalzare la nuova maggioranza e il nuovo governo su quei valori fondamentali su cui si gioca il presente e il futuro del nostro popolo, a cominciare dalle politiche familiari.


Articoli

Sansa: bagnasco ha ragione ora la politica della città trovi le risposte per genova - raffaele niri (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Genova Sansa: Bagnasco ha ragione ora la politica della città trovi le risposte per Genova L'ex sindaco concorda con il cardinale: "Sul porto serve uscire dai localismi" RAFFAELE NIRI "Mi ha colpito profondamente, l'arcivescovo. Per quello che dice e per le conseguenze dirette delle sue parole. Se noi scegliamo che la vocazione principale della città sia il porto scegliamo, per conseguenza diretta, che la vocazione principale della città non sia la speculazione edilizia". E' un fiume in piena, Adriano Sansa, e al fiume è legata anche la metafora che usa, per spiegare la sua ricetta: "Noi non possiamo dire di sì a tutto, al porto e al mattone, al turismo e all'industria, all'alta tecnologia e al commercio. Dobbiamo essere capaci di dire dei no. Abbiamo a che fare con un fiume stenterello, non molto rigoglioso: dobbiamo bloccare quattro-cinque chiuse, in modo che ci sia almeno un po' d'acqua per far funzionare le priorità. Il porto, prima di tutto". La lunga intervista di Angelo Bagnasco a Repubblica - i problemi e le ansie della città, il futuro, alla vigilia della visita del Papa - ha colpito a fondo l'ex sindaco, vuoi come credente, vuoi come politico nonostante, vuoi come persona intelligente impegnata nella società, vuoi come polemista. Vuoi come poeta, cioè uomo attento all'utilizzo dei vocaboli. "Mi ha impressionato, Bagnasco, a cominciare dalle parole che usa. La principale: vocazione. Non a proposito dei sacerdoti, tema che evidentemente gli sta molto a cuore, ma parlando della città. "Il porto non è soltanto il "polmone" della città - dice, ad un certo punto - ma è la sua vocazione essenziale". Vocazione è parola netta, chiara, alta: come dire, non si possono più tollerare le piccole scaramucce, in assoluto e soprattutto se vengono dalla stessa parte politica". L'arcivescovo non entra, evidentemente, nel merito dei rapporti tra Enti, tra persone. "Nel mio piccolo, anch'io me ne guardo bene. Non è una questione Burlando o Vincenzi. Per esempio io credo che bisognerebbe accettare l'idea della concordia vera e bisognerebbe muoversi concordemente, tutti, insieme al presidente Merlo. Lui è appena arrivato, dopo questa inchiesta che ci ha sconvolti tutti, sotto ogni profilo. Se non c'è coesione totale, ripeto totale, tra Regione, Comune, Provincia, Camera di Commercio, piccoli e grossi comuni vicini, Vado, Savona, neanche un miracolo può salvare il porto". Va così male? "Insomma, se è vero - come hanno scritto i giornali - che il porto di Amburgo da solo movimenta più di tutti i porti italiani messi assieme, la risposta è già lì". Quindi sinergia, concordia. "A me questo richiamo dell'arcivescovo alla concordia della città sembra molto alto. Non parla solo ai fedeli, parla alla responsabilità di ognuno e alla responsabilità collettiva, a chi è cattolico e al cittadino che non crede, a chi è in politica. Ai laici, se vogliamo metterci nei panni dell'Arcivescovo. Ebbene, se dici dei sì, finalmente, dici anche dei no". Lei lega il sì al porto al no alla speculazione edilizia: il nesso è così stretto? "Ma gli spazi, le energie, i soldi, le aree, le intelligenze sono quelle. Se tu spendi le poche aree esistenti a servizio del porto, vuol dire che non lo fai a servizio della speculazione edilizia. Guardi, la settimana scorsa mi ha chiamato un imprenditore edile serio, tra i più impegnati in città. "Dobbiamo impedire le speculazioni" mi ha detto". Dove lei dice "aree", noi dobbiamo leggere "Erzelli"? "L'arcivescovo, a me, sembra molto chiaro. Servono cose utili e quindi non servono cose inutili, le speculazioni, le consulenze. Gli spazi sono pochi e vanno usati per le cose utili, cioè il porto". C'è un secondo capitolo, quello sulla città che invecchia. "Il papa ci porterà questo messaggio preciso - dice Bagnasco - bisogna sapere guardare al domani e bisogna avere fiducia, facendo squadra". "Ha visto le statistiche? Noi genovesi riceviamo, in quanto a pensione, molto più di quel che diamo, in termini di contributi. Abbiamo ricevuto moltissimo dalle Partecipazioni Statali, abbiamo goduto pesantemente di vantaggiosi prepensionamenti e ora le indagini ci dicono che siamo una città di vecchi e tra le città di vecchi una delle più vecchie". Lei è stato sindaco cinque anni di questa città. "Certo. Quando sono diventato sindaco di Genova ho ereditato un piano regolatore generale pensato per una città di un milione di abitanti. Mi sono trovato in una situazione stranissima: eravamo a 670mila persone, tutti gli indici dicevano che saremmo scesi ancora e tanto, come poi è successo, ma lo strumento urbanistico prevedeva il raddoppio". Ora siamo a seicentomila persone. "Beh, il piano regolatore lo cambiammo proprio per questo. Ma, adesso, c'è modo e modo per ragionare del futuro. Una città di un milione di persone può essere bruttissima e una di mezzo milione bellissima, non sono i numeri che fanno il richiamo, l'attrazione, la vocazione di una città. Il tema è quello del ripiegamento, del sentirsi rattrappiti. Ma perché mai una Genova da mezzo milione di persone dovrebbe deluderci? Il problema è sognarla, il problema è non pensarla rattrappita". Andrà a sentire il Papa, domenica 18? "Certo. E dopo le parole del suo vescovo, ancora più volentieri".

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Il questore ha detto l'ultimo sì sabato via libera al pride laico - michela bompani (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Genova Concordati percorso e modalità: sarà assente l'antagonista Casarini. Mercoledì invece presidio al Galliera Il questore ha detto l'ultimo sì sabato via libera al pride laico MICHELA BOMPANI Il questore di Genova ha autorizzato ieri sera il corteo del "Pride laico" di sabato prossimo. Alle 18.30, Salvatore Presenti ha incontrato una rappresentanza dei promotori della manifestazione "per i diritti, la libertà e contro l'integralismo vaticano" che è stata programmata in occasione della visita di Papa Ratzinger a Genova, il prossimo 17 e 18 maggio. Un colloquio di poco più di un'ora, senza nessun intoppo, "serio e sereno", spiegano gli organizzatori. E' stato concordato con la Questura anche il percorso del corteo che muoverà, alle 15.30, da piazza Montano, a Sampierdarena e poi sfilerà in via Cantore, via Gramsci e sfocerà in piazza Caricamento. Le forze dell'ordine, dopo diverse raccomandazioni ai manifestanti, hanno assicurato una presenza discreta. E farà discutere il manifesto che invita al "Pride laico", finito di stampare proprio ieri sera: papa Benedetto XVI è stagliato contro il cielo azzurro, a cavallo di una bomba, saluta alzando la mitra, gli occhi azzurri fissi, le orecchie a sventola, in una mano tiene il crocifisso stilizzato, che assomiglia a un frustino: "Crediamo che in occasione della visita del Papa nella nostra città, debba avere voce e visibilità anche un'altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, della libertà della persona e quella di chi, cattolico o diversamente credente, non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa", dice il manifesto. L'invito poi all'appuntamento in piazza Montano, il 17 maggio, giornata mondiale contro l'omofobia. Dal mattino, alla Facoltà di Lettere dell'Università, in via Balbi 4, sono previste tavole rotonde con la partecipazione di alcuni docenti universitari e lettura di poesie di Antonin Artaud, al pomeriggio, dopo l'arrivo a piazza Caricamento, il "Pride laico" entrerà in Ateneo, dove è prevista un'assemblea aperta sui temi della laicità e della difesa dei diritti delle donne. Un bollo giallo su fondo azzurro, nel manifesto, invita ad un appuntamento davanti all'ospedale Galliera: il 14 maggio, alle 17, ci sarà un presidio "Per una maternità libera e consapevole: difendiamo la 194", invita. E la manifestazione genovese si sta gemellando con il concomitante corteo di Verona "contro il fascismo e il razzismo" che "distrarrà" un big dei Movimenti, Luca Casarini, che, sabato, non sarà in piazza a Genova. "Entrambe le manifestazioni hanno un'unica matrice - dice Matteo Jade, Zapata - sono contro ogni tipo di intolleranza. Ci stiamo gemellando anche perché un grande corteo nel nord ovest, a Genova, ed uno nel nord est, Verona, sono una risposta forte e concreta di un territorio che non è fatto solo d'intolleranza leghista". Ancora in via di definizione il programma di domenica 18 maggio, quando il papa si muoverà nella "zona bianca", in pieno centro città (dal Gaslini a piazza Matteotti a piazza della Vittoria): i promotori del "pride laico" annunciano manifestazioni estemporanee pacifiche e colorate in diversi punti della città.

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Vincenzi: "il pd riparta dalle alleanze" - wanda valli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IX - Genova Vincenzi: "Il Pd riparta dalle alleanze" Attacco alle scelte dei candidati: si è deciso come se la Liguria non esistesse Bassoliniana, poi "movimentista", ora plenipotenziaria di Veltroni, punta sul radicamento Il radicamento? Dobbiamo essere veloci, laici, riformisti, concreti e saper ascoltare la società Il nuovo partito non può essere una riedizione del vecchio Pci né assomigliare alla Lega In Italia siamo alle prese con un'onda lunghissima, che temo non passerà tanto facilmente WANDA VALLI E' stata "bassoliniana", all'epoca, era la metà degli anni Novanta, della conta nel Pds tra D'Alema e Veltroni. Poi, soprattutto una "vincenziana", movimentista e autonoma. Anche adesso, nel Pd in cui crede, dove è stata nominata da Veltroni plenipotenziaria per la Liguria, Marta Vincenzi, dal 2007 sindaco di Genova, conferma la sua fama. Dice sì al radicamento del Pd sul territorio, ma no al rinchiudersi nelle vecchie sezioni ora circoli, perché la gente "vuole avere la prova, concreta, che sui problemi la politica della sinistra c'è". Pensa a comuni, province e regioni come base per attuare l' "operazione riscatto". Apre alla sinistra, a precise condizioni, e anche a parte del mondo cattolico. Critica le candidature: c'era poco tempo, però la Liguria si è persa anche per certe scelte. Insomma è sempre Marta, che piaccia o no. Sindaco Marta Vincenzi, parliamo un po' di Pd, di futuro. "Prima proviamo a capire. Quello che sta accadendo in Italia e in buona parte d'Europa, senza tentazioni consolatorie, è un'onda lunga, lunghissima, che temo non passerà tanto facilmente. E, però, è un'onda legata a una domanda di certezza e stabilità più facilmente collegabile con una struttura gerarchica della società, quindi più vicina al centrodestra. E' un'onda distante dalla nostra impostazione, ma abbiamo la possibilità di intercettare, di questa onda, i bisogni, le emergenze e offrire risposte immediate". Torniamo al Pd. "Se è vera questa analisi, possiamo contenere l'azione del governo, con risposte semplici, immediate, puntuali. Al Pd, non basta rinchiudersi nelle vecchie sezioni o circoli: un partito è radicato quando sa spiegare alla gente il senso di quanto accade. Walter Veltroni ha fatto quello che ha potuto e forse senza di lui il tracollo sarebbe stato ancora più pesante, ma se pensiamo che bastino i simboli: l'operaio, la precaria, sbagliamo". E allora che cosa serve? "Essere veloci, laici, riformisti, concreti e saper ascoltare la società, ecco l'unico radicamento possibile". Intanto il Pd cerca la ricetta giusta per ripartire. Qual è la sua? "Se deve essere un Pd federale e dei progetti si deve ripartire dalle amministrazioni, le antenne sul territorio sono i governi locali, non le sezioni. Il Pd non può essere né una riedizione del vecchio Pci né la Lega, né un insieme di simboli". Un Pd solitario o aperto alle alleanze?. "Il Pd non può essere autosufficiente. Andare da soli in campagna elettorale era un segnale preciso, poi la gente ha provveduto da sola alla semplificazione della politica e dei partiti e allora, per il futuro, il Pd, consapevole di non poter continuare da solo, se vuole tornare al governo, fa in modo che intorno alle sue proposte nascano le alleanze". Con la sinistra radicale? Con l'Udc? "Se parto dal Comune, noi in giunta con la sinistra, lavoriamo bene. Sono fiduciosa che la maggioranza si possa allargare, a patto di non apparire come "scambisti" di poltrone". Sindaco, è stato un Pd pesante quello che scelto i candidati? "In effetti sono state fatte scelte come se la Liguria non esistesse. Se avessimo ragionato così avremmo perso le amministrative del 2007, per le politiche, a proposito di liste, servivano le primarie, non c'è stato il tempo. Non ripetiamo lo stesso errore per le Europee". SEGUE A PAGINA V.

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Monsignor Negri: Pdl e famiglia, a Ferrara ho chiesto di vigilare (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 10-05-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-10 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Dal mondo cattolico Monsignor Negri: Pdl e famiglia, a Ferrara ho chiesto di vigilare ROMA - A tre giorni dall'anniversario del Family Day dello scorso anno, il quotidiano della Conferenza episcopale, Avvenire, affermava ieri di "attendere la squadra del nuovo presidente del Consiglio alla prova dei fatti", proprio con riferimento alla famiglia. Giovedì prossimo, quando l'esecutivo riceverà definitivamente la fiducia al Senato, il Forum delle associazioni familiari salirà al Quirinale per consegnare al presidente Napolitano, un milione di firme raccolte per introdurre il quoziente familiare nel sistema fiscale. Monsignor Negri, lei è vescovo di San Marino e Mon-tefeltro, ci si domanda, esiste già una "questione cattolica" anche nei confronti del neonato governo? "Condivido il fondo dell'Avvenire. Ci sono state le elezioni, ma il lavoro non è finito: bisogna incalzare la nuova maggioranza e il nuovo governo su quei valori fondamentali su cui si gioca il presente e il futuro del nostro popolo, a cominciare dalle politiche familiari. La maggioranza di centrosinistra è entrata in crisi proprio su questi temi. Molti elettori cattolici hanno votato centrodestra perché hanno giudicato il programma del Pdl come una possibilità di corrispondenza con le problematiche che stanno loro a cuore (dalla tutela della famiglia a quella della persona dalle "follie" della tecnoscienza, alla libertà di educazione). Adesso, non si possono mettere questi argomenti tra parentesi, come se fossero buoni solo per la campagna elettorale. Tragicamente, i prossimi anni sono forse l'ultima occasione per il popolo italiano: perciò non può essere la solita occasione perduta". Il problema è che non c'è il ministero per la Famiglia? Che non ci sono cattolici dichiarati tra i ministri? "No, il problema non è la militanza individuale di questo o quel politico, nè si tratta di rivendicazioni "clericali", per "accontentare" i cattolici. Si tratta del servizio del bene comune, che è di tutti, e di attuare la nostra Costituzione. L'ho ricordato con decisione anche al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e al direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, in quanto persone impegnate in modo profondamente razionale ed autenticamente laico. Come vescovo ho scritto ad entrambi, uno credente e uno "ateo devoto", sollecitandoli a vigilare perché il centro dello spazio sociale e politico sia occupato dalla famiglia, cellula fondamentale della società, perché ne sia riconosciuta l'identità ed integrità, e promossi i suoi diritti e doveri, prendendo adeguate misure legislative". Anche in materia fiscale? "Mi hanno spiegato che in Italia una famiglia con figli arriva a pagare anche 50 volte quello che si paga in Francia. Non si può parlare solo dell'Irap. Va bene il federalismo fiscale, ma, con le spalle alle urne, non si può far finta che non ci sia, anche a questo livello, una questione familiare. Ormai anche i tg e le altre trasmissioni televisive documentano che se non ci fossero i pacchi viveri della Caritas, molte famiglie "normali", cioè con padre e madre che lavorano, non arriverebbero a fine mese". M. Antonietta Calabrò Monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro.

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