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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

 

 

 

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Report "Laici e chierici"   10-12 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

se la politica non è all'altezza ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il peso del candidato a sindaco cattolico. Brandita senza scrupoli contro se stessi, si può dire, con grande soddisfazione del centro destra riuscito, data la posta in gioco, a rintuzzare la sua anima laica. Risultato: un consiglio comunale spaccato in due, su una cittadinanza che diventa così la meno voluta di tutte quelle mai conferite da Firenze,

ROMA - Il Pd aveva chiesto di inserire il consenso informato nell'articolo ... ( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La stessa frontiera tra cattolici e laici nel Pd è mobile. E pure nel Pdl sono emerse riserve, sia dalla parte laica che dall'area cattolico-tradizionalista. Berlusconi ha assicurato che sarà garantita «libertà di coscienza» mentre Bossi insiste per una soluzione condivisa con il grosso del Pd, e non solo con i cattolici.

A guidare il Pdl sarà un triumvirato ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il Pdl non è certo il partito dei nostalgici), cattolici e laici; è un partito non confessionale, che tiene conto di ciò che afferma la Chiesa ma che su ogni tema decide sulla base delle proprie scelte autonome". "Nella costruzione del nuovo soggetto politico - ha aggiunto Cicchitto - partiamo da due forme-partito indubbiamente diverse.

Pdl, cosa c'è dietro la libertà di coscienza ( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico ma ritiene un valore la laicità dello stato, fondata non sull?anticlericalismo ma sull?autonomia della politica ». Dunque, in questa fase, per il Cavaliere, è meglio mostrare la briglia lenta. E verificare se la cosa produce effetti nel campo avverso, dove Franceschini ha garantito da subito libertà di coscienza e pari dignità delle diverse posizioni e dove una parte della

La Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato ( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato L'apertura nei confronti di Darwin contrasta, da un punto di vista strettamente laico, con la condanna della ricerca sulle staminali embrionali. Non solo perché si presume di dettare alla scienza la direzione da prendere In questi giorni sono arrivati dalla chiesa cattolica messaggi contrastanti (

Democratici divisi, ma sul consenso informato passano ( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dal presidente Antonio Tomassini con i sei capogruppo per tentare di trovare una quadra (fallita a metà), la Commissione è stata chiamata al voto sull'intero articolo, il Pd si è di nuovo spaccato. Sei i voti contrari e tre astenuti. E di nuovo, l'ex Udc Dorina Bianchi non ha potuto pronunciare la dichiarazione di voto a nome del gruppo, affidata invece al laico Lionello Cosentino.

Il leader di an a el País:<Il premier al Colle?l'ipotesi non è remota> ( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il laicismo, l'emigrazione, i diritti dei cittadini, l'autorità dello Stato». Qui, un cenno al caso di Eluana Englaro ed alle discussioni parlamentari per una legislazione sul testamento biologico, è inevitabile: «Fare una legge - sottolinea Fini - sul fine vita sotto l'onda dell'emozione è sbagliato.

Jemolo, un malpensante nel Paese dei conformisti ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il partito di raccolta dei cattolici italiani nei quasi cinquant'anni della prima Repubblica, garantiva un accettabile equilibrio tra la rappresentanza degli interessi della Chiesa nella società italiana e il rispetto della laicità dello Stato. Ora, il Vaticano ha assunto in prima persona il compito di interlocutore diretto con le nostre istituzioni,

Biotestamento Il Pd vota in ordine sparso sull'articolo 1 ( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: quindi soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd»

Sei voti contro, tre astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore: l'ar... ( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: quindi soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd»

Dario, anch'io ero con Zac ( da "EUROPA ON-LINE" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sopravvive diviso e paralizzato e la costante guerra tra cattolici e laici ne mina forza e credibilità, evidenziando anche divisioni interne ai cattolici, tra chi si trova d?accordo con papa e vescovi e chi, sempre d?accordo con mangiapreti antichi e nuovi, è perciò osannato come «adulto». Ne segue che fino ad oggi questo Pd è una straordinaria cassa di risparmio per il centrodestra,

Domani sera tavola rotondasu giochi e pericoli ( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la tavola rotonda in programma domani sera alle 21 presso il teatro della Società operaia cattolica in via San Bartolomeo 11 a Certosa, aperta a tutti con ingresso gratuito. Interverranno il dirigente del Dipartimento dipendenze Levante della Asl 3, Giorgio Schiappacasse, il responsabile "laico" della Fondazione Antiusura della Curia, Alberto Montani e altri operatori.

"Tassa di solidarietà oltre i 120 mila euro" ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I fondi verrebbero destinati agli organismi in prima linea, praticamente tutti di matrice cattolica. Si spiega l'applauso caloroso dell'ala democristiana, da Fioroni a Enrico Letta, addirittura Casini. Laici del Pd a ruota. Sottoscrive Bersani: «Proposta realistica e utile». Errani: «Giusta e coraggiosa». Soro: «Immediata e tangibile».

Formigoni chiama a raccolta i cattolici a difesa dei valori ( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati». Se poi anche ubbidienti ai dettami di santa romana chiesa, meglio ancora. E cosa c'è di meglio allora del braccio secolare della Compagnia delle opere per portare avanti un progetto così. Con un occhio anche al futuro assetto del partito, che Berlusconi vorrebbe «schiacciato» su una linea molto governativa.


Articoli

se la politica non è all'altezza (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Firenze Il commento SE LA POLITICA NON è ALL´ALTEZZA (segue dalla prima di cronaca) Di cui un partito, vantando una affinità politica con Beppino Englaro, può fare un uso politico ad esclusivo vantaggio della propria visibilità, all´interno di un´area politica incapace di sintesi e nella preoccupazione neanche tanto nascosta di «bilanciare» il peso del candidato a sindaco cattolico. Brandita senza scrupoli contro se stessi, si può dire, con grande soddisfazione del centro destra riuscito, data la posta in gioco, a rintuzzare la sua anima laica. Risultato: un consiglio comunale spaccato in due, su una cittadinanza che diventa così la meno voluta di tutte quelle mai conferite da Firenze, e un Pd spaccato in tre. E di nuovo la confusione più totale dei piani, i cosiddetti «valori etici» cacciati dalla porta che rientrano dalla finestra, facendo capolino nel «no» di gran parte dell´anima cattolica del Pd, ma senza in realtà essere davvero «etiche» le motivazioni dei dissidenti. E non solo perché si stava parlando di una cittadinanza onoraria (non, per fortuna, di staccare o no il sondino a Eluana!), ma perché di etico, in voti del genere, non c´è mai davvero niente. Si dovrebbe dire: meno male, visto che in politica le preoccupazioni per il bene morale dovrebbero lasciare il campo a quelle per il bene comune. Ma no: il vero motivo è che, ovunque, si vota preoccupati più che altro del proprio orticello elettorale. E così, la decisione del Pd di votare in libertà - «non secondo coscienza, non c´entra niente» aveva detto la capogruppo - ha poi configurato (si può dire «inconsciamente») una divisione che ricalca proprio la solita contrapposizione fra portatori (presunti) di valori «etici», da un lato, e di valori «laici» dall´altro. Anche se, giustamente, non c´entrava niente. Nessuno ha saputo dare un senso logico all´accaduto, che non lo avrà mai. E nessuno saprà darne neanche uno politico. Mentre la Curia ha confuso ancor più i piani parlando di atto «distruttivo, nefasto e offensivo». Per fortuna Beppino Englaro lo ha ribadito: nessuno gli chieda di entrare in politica. «Mi farei schifo da solo», ha detto. (m.c.c.)

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ROMA - Il Pd aveva chiesto di inserire il consenso informato nell'articolo ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - Il Pd aveva chiesto di inserire il «consenso informato» nell'articolo 1 della legge sul testamento biologico, minacciando in caso contrario l'ostruzionismo. E il Pdl alla fine ha accettato: «È la prova della nostra buona volontà» è stato il messaggio inviato venerdì sera da Gaetano Quagliariello ad Anna Finocchiaro. Mettere però l'intesa nero su bianco in forma di sub-emendamento è stato più difficile del previsto. Segno che la questione aveva un suo peso nella controversia sulle regole del fine-vita. Per trovare una formula condivisa, dopo l'affermazione che «gli atti medici non possono prescindere dal consenso informato», è stato addirittura riprodotto per intero il secondo comma dell'art. 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per una disposizione di legge, e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Davvero singolare che una legge ripeta integralmente una norma costituzionale. Ma questa è al momento la soluzione nella mani del relatore Raffaele Calabrò (Pdl). Stamani per iniziativa del presidente della commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini, si riuniranno i capigruppo della commissione. Una riunione informale nella quale si discuterà dei tempi della legge e dei principali problemi sul tavolo. La linea del Pdl è stata ormai chiarita da Quagliariello e dalla sottosegretaria Eugenia Roccella: massima apertura su tutti i temi sollevati dal Pd tranne che su alimentazione e idratazione dei pazienti in stato di incoscienza. Alimentazione e nutrizione per il Pdl sono «sostegno vitale» e non «terapia», quindi non possono diventare oggetto delle disposizioni del testamento biologico (dat, secondo l'acronimo della legge). Oltre che sul consenso informato, Calabrò ha già accolto la proposta del Pd di consegnare la dat al medico di base e non al notaio. Ed è probabile che presto faccia dei passi avanti anche sulla durata delle dat (nel testo-base la validità era di tre anni, il Pd chiede di portarla a cinque). Il presidente Tomassimi è invece inflessibile sulle cure palliative: debbono essere trattate in uno specifico disegno di legge (ora in discussione alla Camera). Ignazio Marino (Pd) si è molto battuto perché il provvedimento sul testamento biologico diventasse una legge complessiva sul fine-vita. Ma non è escluso che, dopo l'esame degli articoli, si cerchi un'intesa su un ordine del giorno comune. Il punto di dissenso al momento insuperabile, allo stato, resta sempre quello: alimentazione e idratazione. Per il Pd chi vuole può disporre nella sua dat la rinuncia al trattamento, nel caso un domani si troverà in stato vegetativo senza più possibilità di recupero. Ma gli schieramenti non sono monolitici. La stessa frontiera tra cattolici e laici nel Pd è mobile. E pure nel Pdl sono emerse riserve, sia dalla parte laica che dall'area cattolico-tradizionalista. Berlusconi ha assicurato che sarà garantita «libertà di coscienza» mentre Bossi insiste per una soluzione condivisa con il grosso del Pd, e non solo con i cattolici. Già sono pronti emendamenti per gettare ponti (e per dividere il fronte avverso). L'ex popolare Daniele Bosone ha già pronta una soluzione che limita l'applicazione della dat ai casi di grave danno cerebrale (assenza di attività integrativa corticale-sottocorticale). Ma la maggioranza del Pdl non accetta il principio che nella dat si possa disporre del «sostegno vitale», anche perché rischierebbe una spaccatura interna con l'area teo-con. La contromessa del Pdl sarà prevedere una sola eccezione all'obbligo di nutrire il paziente in stato di incoscienza: il trattamento può essere sospeso se il paziente non è più in grado di «assimilare». Con questo emendamento il Pdl spera di raccogliere i voti di Udc, Rutelli, teodem e magari anche le astensioni di altri cattolici del Pd. La battaglia comincia oggi, con le prime votazioni in commissione.

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A guidare il Pdl sarà un triumvirato (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Laicita'

n. 59 del 2009-03-10 pagina 0 A guidare il Pdl sarà un triumvirato di Redazione Assemblea dei parlamentari del Pdl in attesa del congresso. Verdini: "I coordinatori saranno tre. Uno di An, due di Forza Italia". Cicchitto: "Non siamo un partito di nostalgici". Gasparri: "Ridicolo discutere di leadership". Bondi: "Pdl come la Dc di De Gasperi" Roma - Il giorno del battesimo si sta avvicinando. Il 27 marzo il Popolo della Libertà celebrerà, con il suo primo congresso, la nascita ufficiale con la fusione di Forza Italia, An e altri partiti minori della tradizione liberale, cattolica, socialista e della destra. Un lungo processo che parte da lontano, dall'intuizione di Silvio Berlusconi di riunire tutti insieme i moderati italiani. Oggi i parlamentari del Pdl si sono riuniti a Roma per discutere dei futuri scenari politici. "Abbiamo deciso che i coordinatori saranno tre, vogliamo dare all?esterno il senso di una maggiore coesione. Uno sarà di An, gli altri due di Forza Italia. è chiaro che il nome di Bondi è molto gradito, è una persona di esperienza che ha già fatto questo lavoro". Così il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini conferma che a guidare il Pdl insieme a Silvio Berlusconi sarà un triumvirato, del quale dovrebbe far parte anche Sandro Bondi. Cicchitto: non è un partito di nostalgici Il Pdl è il naturale approdo di un doppio percorso politico cominciato con la discesa in campo di Silvio Berlusconi e con il processo di trasformazione del Movimento Sociale, sfociato poi in An. Lo ha ricordato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, nel corso del suo intervento all?assemblea dei gruppi parlamentari di Camera e Senato che si sta svolgendo al Teatro Capranica. In questo senso il Pdl rappresenta una «grande novità" nel panorama politico, che ha tuttavia alla base "un retroterra storico-culturale non indifferente". "Esso - ha spiegato Cicchitto - si fonda sugli eretici della prima repubblica: i cattolici sociali e anticomunisti come Forze nuove di Donat Cattin, Comunione e Liberazione, Arnaldo Forlani, i socialisti riformisti di Craxi, i liberali e i repubblicani, la destra nazionale". Presidenzialismo "Oggi il Pdl fonde in sé, e per certi aspetti supera in una forma politica innovativa (il Pdl non è certo il partito dei nostalgici), cattolici e laici; è un partito non confessionale, che tiene conto di ciò che afferma la Chiesa ma che su ogni tema decide sulla base delle proprie scelte autonome". "Nella costruzione del nuovo soggetto politico - ha aggiunto Cicchitto - partiamo da due forme-partito indubbiamente diverse. Dobbiamo costruirne una nuova. Il Pdl sarà un partito presidenzialista, fondato sulla leadership di Berlusconi, secondo canoni del resto simili a molti partiti dell?Occidente e, nel contempo, sarà un partito che avrà le sue sedi di confronto e di dibattito, sarà organizzato sul territorio, sarà un partito interclassista e pluriculturale". Economia sociale di mercato "Il Pdl - ha proseguito Cicchitto- aderisce al Ppe e ciò gli dà anche un retroterra politico-culturale per affrontare l?attuale crisi finanziaria internazionale, che è anche segnata dalla crisi prima del dirigismo e dello statalismo, adesso del liberismo senza regole, della finanziarizzazione dell?economia, del mercatismo, come dice Tremonti. L?economia sociale di mercato ci insegna che non va gettato il bambino con l?acqua sporca: occorre ricostruire un mercato fondato sulle industrie private manifatturiere, con regole precise, con mezzi economici dedicati alla solidarietà nei confronti dei poveri e degli emarginati". Gasparri: è una tappa storica "La nascita del Pdl è una tappa storica e fondamentale a cui non arriviamo impreparati perchè la mescolanza dei percorsi è un dato che abbiamo vissuto tutti in prima persona". Lo afferma Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, intervenendo all?assemblea dei parlamentari del partito. Il presidente dei senatori invita ad evitare le polemiche: "Non dobbiamo discutere perché se non abbiamo ancora un partito giuridicamente esistente non possiamo drammatizzare i toni sullo statuto. Anche per i gruppi parlamentari bisognerà pensare un ruolo in termini statutari". Infine, Gasparri, dedica il passaggio del suo intervento alla questione della leadership: "Discuterne ora è ridicolo perché il partito nasce adesso con una leadership forte e non si può già pensare a quali saranno i prossimi leader. Dobbiamo avere rispetto per la fiducia che gli italiani ci hanno trasmesso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Pdl, cosa c'è dietro la libertà di coscienza (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pdl, cosa c?è dietro la libertà di coscienza FABRIZIA BAGOZZI La discussione sul testamento biologico entra nel vivo al senato e dalle colonne del quotidiano spagnolo El Mundo è il Cavaliere in persona a ricordare che sul fine vita i suoi parlamentari hanno libertà di «votare secondo coscienza ». Berlusconi ribadisce a parole una linea che nel Pdl dovrebbe essere pacifica e che è stata formalmente richiamata anche in altre discussioni sensibili, come ai tempi dell?approvazione della legge sulla fecondazione assistita. Quando però l?allora maggioranza impose una fiducia di fatto, serrando le fila al momento della votazione finale, con tanti saluti alla libertà di coscienza. Ma al Cavaliere serve richiamarla ora, alla vigilia del voto in commissione e dopo le torsioni, le forzature e gli strappi istituzionali del decreto Eluana poi andato come sappiamo. Per rassicurare dissenzienti e malpancisti nei confronti della linea oltranzista e, tatticamente, per andare a vedere l?effetto che fa dall?altra parte un atteggiamento ? almeno formalmente e sul piano dei comportamenti parlamentari ? più morbido. La maggioranza è stretta fra i prolife alla Mantovano (che ha firmato il documento dei cinquantatré fra senatori e deputati critici da destra al ddl Calabrò) e i dissensi dichiarati e già messi in conto dei laici come Ferruccio Saro e Antonio Paravia, del valdese Lucio Malan o del cattolico Beppe Pisanu. Ma, all?ombra della linea dura su idratazione e nutrizione artificiali cresce sempre di più nel Pdl il partito di quanti vorrebbero se non aprire il dialogo con l?opposizione, almeno un provvedimento meno ideologico e comunque più condiviso. Come hanno fatto sapere dei giorni scorsi Bondi e Bossi. Mentre il capogruppo del Pdl alla camera Fabrizio Cicchitto, difende la libertà di coscienza e ribatte all?Udc che parla di «anarchia dei valori»: «Il Pdl tiene largamente conto delle posizioni della Chiesa e del mondo cattolico ma ritiene un valore la laicità dello stato, fondata non sull?anticlericalismo ma sull?autonomia della politica ». Dunque, in questa fase, per il Cavaliere, è meglio mostrare la briglia lenta. E verificare se la cosa produce effetti nel campo avverso, dove Franceschini ha garantito da subito libertà di coscienza e pari dignità delle diverse posizioni e dove una parte della galassia cattolica non si ritrova o fatica a ritrovarsi nella posizione prevalente elaborata dai democratici (che ammette lo stop di idratazione e nutrizione nella dichiarazione anticipata di trattamento). Con sfumature: la terza via di Rutelli parte ? come il testo Calabrò ? dal divieto dei due trattamenti nella dat, ma consente in casi particolari e a condizioni date la loro sospensione, l?ipotetico emendamento Bosone (che vedrà la luce solo se condiviso dal gruppo e in aula) specifica i casi in cui lo stop di nutrizione e idratazione può essere consentito anche se previsto nella dat e accoglie la seconda parte dell?emendamento rutelliano. Sul punto cruciale ? ammettere o no la sospensione di idratazione e nutrizione nella dichiarazione anticipata di trattamento ? la distanza fra i due schieramenti è massima, ma un clima meno da muro contro muro fra Pdl e Pd potrebbe alla fine favorire una soluzione in cui il divieto sancito nel ddl Calabrò potrebbe essere attenuato. Intanto il clima generale della discussione migliora. Questa mattina il presidente della commissione sanità Antonio Tomassini vedrà i capigruppo dei per verificare dove è possibile trovare un?intesa per far procedere in modo spedito i lavori e arrivare in tempo in aula. Il punto cruciale dell?idratazione e della nutrizione è escluso. Ma sul consenso informato un accordo di massima è stato raggiunto.

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La Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

La Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato L'apertura nei confronti di Darwin contrasta, da un punto di vista strettamente laico, con la condanna della ricerca sulle staminali embrionali. Non solo perché si presume di dettare alla scienza la direzione da prendere In questi giorni sono arrivati dalla chiesa cattolica messaggi contrastanti (ai nostri occhi, s'intende) circa il rapporto con la scienza. Da un lato la dura reazione dell'episcopato americano all'executive order con cui Barack Obama ha ristabilito i finanziamenti federali alla ricerca sulle staminali; dall'altro il convegno svoltosi alla Gregoriana sull'evoluzionismo, che ha affermato la non inconciliabilità tra la teoria evoluzionistica e la fede in un Dio creatore. Una tesi, questa, che potrebbe apparire perfino ovvia: perché mai chi crede in Dio non potrebbe credere che il grande meccanismo dell'evoluzione sia messo in opera da lui? Perché mai la creazione non potrebbe prendere questa forma, o almeno essere compresa in questa forma dalla mente umana? Del resto la Chiesa cattolica non aveva mai formalmente condannato l'evoluzionismo, e anzi tra i suoi maestri annovera un teologo evoluzionista come Pierre Teilhard de Chardin. Tuttavia tanto ovvia questa presa di posizione non è, perché non erano mancate negli ultimi anni delle manifestazioni di simpatia per il disegno intelligente, la forma leggera di creazionismo che ha avuto un notevole successo negli ambienti fondamentalisti americani, anche da parte di un prelato particolarmente autorevole, il vescovo austriaco Cristoph Schoenbron. Lo stesso cardinale Joseph Ratzinger, nel suo celebre dialogo con Jürgen Habermas, aveva fatto un accenno all'evoluzionismo, che rivelava insieme una attenta considerazione e una difficoltà. L'attuale Papa aveva detto in quell'occasione che il diritto naturale, figura argomentativa molto amata dalla Chiesa cattolica, non è più utilizzabile perché la vittoria della teoria evoluzionistica ha vanificato l'idea che la natura sia di per sé razionale. La natura come tale non è di per sé razionale: questa è la diagnosi che deriva in modo inoppugnabile, secondo Ratzinger, dall'evoluzionismo; e questo mette fuori gioco il richiamo all'autorità della natura che è alla base delle argomentazioni fondate sulla legge naturale, argomentazioni molto usate dai cattolici, per esempio in bioetica. L'osservazione è molto fine, e spiega la resistenza al darwinismo meglio delle supposte implicazioni ateistiche di questo, che appartengono alle interpretazioni, del tutto legittime, così come sono legittime le interpretazioni religiose. Ciò che è difficile pensare per i cattolici è il ruolo della casualità nell'evoluzione naturale, la mancanza in essa di un disegno razionale, di una teleologia riconoscibile. Ma si tratta di una forma mentis che non è inscindibile dalla religione: perciò le conclusioni del convegno sono importanti, e aprono certamente un campo di ricerca alla teologia, nella scia di un rapporto aperto e di reciproco rispetto tra scienza e fede. Come si è espresso alla Radio Vaticana lo zoologo Ludovico Galleni: la scienza descrive l'universo e quindi dà degli strumenti su cui la teologia deve poi riflettere. La teologia può suggerire delle ipotesi di lavoro, però poi la scienza, su queste ipotesi di lavoro, deve indagare con i suoi strumenti. Quest'apertura però contrasta, da un punto di vista strettamente laico, con la condanna della ricerca sulle staminali embrionali. Non solo perché si presume di dettare alla scienza la direzione da prendere, il che non è precisamente espressione di un rapporto di reciproco rispetto. La Chiesa che rompe definitivamente col disegno intelligente mostra di non aver paura della scienza e di non volerla ridurre ad ancella della teologia. Ma non vuole ancora riconoscere che la ricerca sulle staminali non è offensiva della dignità umana, perché il suo fine è un fine essenzialmente umanistico: alleviare le sofferenze di tanti esseri umani. In gioco è evidentemente la concezione della vita e la difesa di questa, in cui la Chiesa in questa fase ha identificato la sua missione principale. Ma la concezione della vita dovrebbe cambiare se si accetta il punto di vista evoluzionistico, che è difficilmente compatibile con il materialismo biologistico che fa riconoscere l'intera personalità umana in uno zigote. C'è poi anche un aspetto politico della questione. Il mondo che si è opposto in America a questo tipo di ricerca, trovando in Geroge W. Bush la sua espressione istituzionale, è lo stesso che ha sostenuto il disegno intelligente. Si tratta in ambedue i casi di manifestazioni del fondamentalismo evangelico. La Chiesa cattolica, pur contraria alla guerra e all'esportazione della democrazia, ha stretto una forte alleanza sull'etica della vita con Bush e con quel mondo. Ma questa alleanza non può non finire con l'elezione di Obama. Sono questioni sulle quali certamente la Cchiesa dovrà riflettere. di Claudia Mancina 11/03/2009

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Democratici divisi, ma sul consenso informato passano (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

TESTAMENTO BIOLOGICO Democratici divisi, ma sul consenso informato passano Eleonora Martini È successo di nuovo. Per Dorina Bianchi, la capogruppo Pd in Commissione sanità del Senato l'articolo 1 del ddl Calabrò sul testamento biologico, così come è stato riformulato dalla stessa maggioranza accettando di subordinare qualsiasi attività medica al consenso informato, è «un netto miglioramento del testo». E come lei la pensano Daniele Bosone e Claudio Gustavino, colleghi d'area cattolica. Per tutti gli altri democratici della commissione, è una modifica «non sufficiente» perché «lascia intatta la filosofia di fondo della legge». Così ieri sera quando, dopo una giornata convulsa con voci di accordo e disaccordo che si susseguivano frenetiche a cominciare dalla riunione mattutina "informale" voluta dal presidente Antonio Tomassini con i sei capogruppo per tentare di trovare una quadra (fallita a metà), la Commissione è stata chiamata al voto sull'intero articolo, il Pd si è di nuovo spaccato. Sei i voti contrari e tre astenuti. E di nuovo, l'ex Udc Dorina Bianchi non ha potuto pronunciare la dichiarazione di voto a nome del gruppo, affidata invece al laico Lionello Cosentino. L'«indisponibilità della vita» per chi la vive, infatti, è ancora lì. Un punto fermo dell'articolo 1, dove si enunciano i principi generali a cui deve rifarsi la nuova legge sul testamento biologico. Un enunciato che, se dovesse diventare norma dello Stato, «potrebbe entrare in conflitto con la legge sull'aborto», avverte la radicale Donatella Poretti, segretario della Commissione Sanità. Cancellata invece la seconda parte della lettera E, quella relativa al comma che imponeva che l'attività medica non potesse in alcun modo «essere orientata a produrre o consentire la morte del paziente». Riscritto completamente, infine, il comma C che ora recita: «Si garantisce che gli atti medici non possono prescindere dall'espressione del consenso informato nei termini di cui all'art. 4 della presente legge, fermo il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizioni di legge, e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Superato così lo scoglio del consenso informato (che riguarda tutti, non solo chi non può più esprimersi), ora si entra nel vivo del testamento biologico (Dat). E questa mattina, prima di riunire di nuovo la Commissione, sottoposta ad un tour de force dopo la seduta notturna, il presidente Tomassini replica la riunione "informale" con i capogruppo. Ma l'impresa questa volta è decisamente più ardua: all'ordine del giorno c'è il nodo della nutrizione e dell'idratazione artificiali. I democratici tenteranno di strappare almeno che possano essere oggetto di Dat, seppure in casi eccezionali. I teo-cattolici non ne vogliono proprio sapere, ma all'orizzonte del Pdl ci sono sempre la "terza via" di Rutelli e la "quarta" di Bosone. Eppure il Pd nega qualsiasi spaccatura: ieri, secondo il senatore Ignazio Marino, il partito ha tenuto e il voto ha seguito semplicemente «la linea prevalente».

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Il leader di an a el País:<Il premier al Colle?l'ipotesi non è remota> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Il leader di an a el País:«Il premier al Colle?l'ipotesi non è remota» l'intervista nRoma. Un bravo all'ex leader del centrosinistra Walter Veltroni per «aver evitato il peggio al Partito democratico»; una carezza a Silvio Berlusconi «la cui ipotesi di una salita al Colle» da futuro Presidente della Repubblica «non è remota» ed un conforto a se stesso, che «non sono il delfino di Berlusconi». A parlare, nell'intervista al quotidiano spagnolo della sinistra liberal, El País, è Gianfranco Fini presidente della Camera dei deputati e leader di un partito, Alleanza nazionale, che il 21 e 22 marzo prossimi affronterà un congresso nazionale, l'ultimo, di scioglimento nel Popolo della libertà, la grande formazione di centrodestra ideata da Silvio Berlusconi nel novembre 2007. Così, qualche giorno dopo l'intervista al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi uscita sul quotidiano iberico El Mundo, il dialogo tra il Cavaliere e Fini continua in "spagnolo". La cosa a cui più sembra tenere il Presidente della Camera - parlando con El País - è il delfinato, che non accetta. «Io - dice Fini - sono repubblicano e Berlusconi non è un re con un erede. La politica è un'altra cosa. I leader si affermano se hanno la capacità e se ci sono le condizioni e questo non devo deciderlo io». E siccome il passato è pure un po' il presente, il leader di An sottolinea i propri meriti per «aver contribuito a una strategia che ha portato la cultura politica della destra italiana a integrarsi pienamente nel sistema politico, grazie anche ad alcuni amici spagnoli, tra i quali lo spagnolo e popolare Aznar, prima di altri in Europa. Questo attore politico nuovo, che era legato alla nostalgia del fascismo, è oggi una destra democratica». Gioca quasi in casa, Fini, visto che il quotidiano spagnolo, tra una domanda e l'altra, lo elogia e lo racconta «come il politico più equilibrato di questa emotiva ed agitata terza Repubblica italiana». Dopo il delfinato negato, è poi la volta di Berlusconi futuro Capo dello Stato. «Un'ipotesi non remota», avverte Fini, visto che il Cavaliere «oggi gode di un appoggio personale e popolare che fa sì che questa ipotesi» sia possibile. Il punto è che, alla vigilia della nascita ufficiale del Popolo della libertà, con Forza Italia e Alleanza nazionale che si fonderanno e si congederanno entrando nel nuovo, la conta di quelli che saranno i rapporti di forza interni è aperta. Alle elezioni Europee di giugno, e non è una coincidenza, i maggiori dei leader dei due partiti si candideranno per misurare i consensi. Nell'attesa, Fini indica la sua idea di destra moderna: «Non ideologica, democratica, europea e istituzionale» perché«la cultura della destra del terzo millennio deve modernizzarsi, bisogna smetterla con le etichette del secolo scorso, che è il millennio scorso. Ci sono sfide culturali che dobbiamo affrontare tutti insieme: l'integrazione, il laicismo, l'emigrazione, i diritti dei cittadini, l'autorità dello Stato». Qui, un cenno al caso di Eluana Englaro ed alle discussioni parlamentari per una legislazione sul testamento biologico, è inevitabile: «Fare una legge - sottolinea Fini - sul fine vita sotto l'onda dell'emozione è sbagliato. La laicità delle istituzioni è un principio che non può essere messo in discussione. Se pensiamo all'ipotesi di uno stato confessionale, entriamo in un'ottica integralista incompatibile con la cultura europea. Questo non significa negare alla chiesa il suo magistero morale. Però sono due sfere distinte. Alcuni politici sembrano avere una scarsa considerazione del valore della laicità istituzionale». Chissà a quali nomi e cognomi avrà pensato mentre rispondeva alla domanda del País e sottolineava che no, «No soy el delfín de Berlusconi». Massimiliano Lenzi 11/03/2009

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Jemolo, un malpensante nel Paese dei conformisti (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Personaggio Il grande storico e giurista cattolico-liberale Domani a Torino Jemolo, un malpensante nel Paese dei conformisti LUIGI LA SPINA Si può essere moralisti senza essere giustizialisti. Si può essere cattolici e liberali senza essere clerico-moderati. Si può essere anticonformisti senza essere esibizionisti. In questi tempi di grande confusione, in cui i limiti tra le competenze dello Stato e quelle della Chiesa vengono travolti da inediti conflitti etici e i conflitti tra la coscienza laica e quella religiosa sembrano acuirsi, sorprende la lezione di libertà intellettuale di Arturo Carlo Jemolo, uno dei più grandi giuristi e storici del secolo scorso. Perché aiuta una spregiudicata riflessione su alcuni temi di grandissima attualità, sollecitando il coraggio di mettere in dubbio convinzioni che sembravano persino ovvie, pregiudizi ormai consolidati nell'opinione comune, tabù ideologici e politici intoccabili. Il merito di aver riproposto, dopo anni di oscuramento, il pensiero dello studioso romano, per quasi trent'anni collaboratore assiduo e prestigioso della Stampa, va riconosciuto a Paolo Valbusa e a Carlo Fantappié. Il primo ha pubblicato recentemente una sua bella biografia e il secondo ha curato, anche con una sottile introduzione, Coscienza laica, un volumetto che raccoglie alcune fra le più significative pagine di Jemolo a proposito dei temi più controversi nell'attuale discussione pubblica. Colpisce nella lettura di questi due testi soprattutto la testimonianza di un metodo, diventato adesso sempre più raro: quello di sapere andare controcorrente, ma senza arroganza, senza quei narcisismi a cui siamo abituati dalle mode urlate della comunicazione-spettacolo. Anzi, con quel rigore intellettuale e quella modestia personale che, come ricorda uno dei suoi ultimi allievi, Francesco Margiotta Broglio, gli facevano sempre preferire il condizionale del dubbio alla sentenziosità dell'indicativo. Così le sue posizioni, sempre sopraffatte dalle convinzioni maggioritarie del suo tempo, oggi, invece, possono rivelarsi assai utili per riformulare questioni che hanno improvvisamente mutato aspetto. Gli esempi possono essere numerosi, ma limitiamoci a quelli più scottanti. Proprio come cattolico e liberale, è nota l'avversione di Jemolo per il Concordato, l'intesa stipulata tra lo Stato italiano e la Santa Sede nel 1929. Opinione che nasce dalla concezione separatista, tipica della nostra tradizione risorgimentale ed ereditata dal suo grande maestro Francesco Ruffini. Una tesi estremamente minoritaria finché l'esistenza e l'egemonia della Dc, il partito di raccolta dei cattolici italiani nei quasi cinquant'anni della prima Repubblica, garantiva un accettabile equilibrio tra la rappresentanza degli interessi della Chiesa nella società italiana e il rispetto della laicità dello Stato. Ora, il Vaticano ha assunto in prima persona il compito di interlocutore diretto con le nostre istituzioni, esercitando, del tutto legittimamente, una azione di «lobby» cattolica nella nostra società. Alla luce di tale importante cambiamento, è ancora compatibile il privilegio di una intesa speciale con lo Stato italiano? L'atteggiamento di Jemolo non può aiutarci non tanto a denunciare l'inattualità di un Concordato, quanto a riconsiderare i rapporti tra Stato e Chiesa alla luce delle moderne questioni dell'etica scientifica? Altro tema di polemica attualità è la concezione giuridica che sta alla base del pensiero di Jemolo in tutta la sua lunga attività di intellettuale «civile». Il problema è quello del rapporto tra giustizia e diritto e, per lo studioso romano, si palesa drammatico nella polemica per le leggi retroattive che, nell'immediato dopoguerra, cercavano di individuare e condannare i responsabili della dittatura fascista. Jemolo non ha il timore di opporsi anche alle opinioni giustificatrici di amici carissimi e autorevoli, molto vicini a lui nella battaglia politica e culturale di quegli anni, come Piero Calamandrei. Di fronte a coloro che sostenevano la necessità di «leggi eccezionali per tempi eccezionali», al fine di soddisfare un sostanziale desiderio di giustizia, il discepolo di Ruffini ricorda la necessità di non ripudiare una pietra miliare della moderna concezione dello Stato, perché «la sete di giustizia» è pericolosa: «Il diritto è l'occhio, il misuratore, la bilancia della giustizia e nessun istinto, nessuna ispirazione può sostituirlo». Jemolo è sicuramente un moralista, uno studioso che sente l'influenza del giansenismo, argomento dei suoi primi interessi scientifici. Ma il suo rigore intellettuale non gli permette di sacrificare il rispetto dei principi del diritto al mito di una giustizia salvifica e semplificatoria. Ai tempi del «roveto ardente», come chiamava gli anni dell'immediato postfascismo, anni di grande passioni seguiti a grandi tragedie, era difficile sostenere posizioni così impopolari. Oggi, passioni e tragedie sono minori, ma «i pensieri di un malpensante» sono altrettanto impopolari e altrettanto preziosi. L'attualità del pensiero di Arturo Carlo Jemolo sarà il tema della discussione che si svolgerà a Torino, domani alle 17,30, alla Fondazione Carlo Donat-Cattin, in via Stampatori 4. Saranno presentati il libro di Paolo Valbusa I pensieri di un malpensante, edito da Marsilio, e quello, intitolato Coscienza laica, a cura di Carlo Fantappiè, pubblicato da Morcelliana. Interverranno Walter E. Crivellin, Francesco Margiotta Broglio e Giovanni Battista Varnier. Il dibattito sarà moderato da Luigi La Spina.

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Biotestamento Il Pd vota in ordine sparso sull'articolo 1 (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Biotestamento Il Pd vota in ordine sparso sull'articolo 1 JOLANDA BUFALINI Sei voti contro, tre astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore: l'articolo 1 del ddl Calabrò è passato ieri sera a larga maggioranza ma, nonostante il lavoro bipartisan che ha portato alla riformulazione del testo, senza il voto del Pd (l'astensione vale in Senato come voto contrario anche se è evidente che segnala una diversa valutazione da parte dei tre Pd che si sono differenziati). È il primo voto espresso sul merito di un testo intorno al quale, poco più di un mese fa, si è acceso - mentre a Udine si concludeva l'esistenza di Eluana Englaro - lo scontro in Parlamento. Dal muro contro muro si è passati al confronto, anche perché nello stesso Pdl il testo originario, palesemente incostituzionale, creava problemi, come quelli espressi dal senatore Giuseppe Ferruccio Saro che, ieri a Udine, ha salutato la nascita della associazione dedicata a Eluana Englaro: «Lo scossone etico sul biotestamento è nato dal Friuli, la sfida sul biotestamento deve essere in grado di equilibrare i difensori della dimensione pro life tanto quanto i difensori del concetto di disponibilità della vita». Ancora inaccettabile Il Pdl ha accettato di modificare il primo comma. Il risultato ottenuto fa sì che nel gruppo Pd non ci si stracci le vesti per la differenziazione nel voto. Sottolinea il senatore Marino: «Il Pd non si è spaccato, ma ha portato avanti la linea prevalente». Ma, insiste, è stato approvato un articolo di una legge «che continuiamo a considerare contro la Costituzione, perchè lede la libertà di scelta della persona rispetto alle terapie». Dice il senatore Lionello Cosentino «abbiamo raggiunto un risultato di principio su una legge che è partita malissimo e che è ancora, allo stato, per noi inaccettabile. Però non perdo la speranza che il testo possa essere ancora migliorato, in commissione e in Aula». Nella nuova formulazione la legge «garantisce che gli atti medici non possono prescindere dall'espressione del consenso informato nei termini di cui all'articolo 4 della presente legge, fermo il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana», praticamente una riscrittura dell'articolo 32 della Costituzione. L'intesa si è trovata con una formulazione bipartisan, che vede tra i firmatari la stessa Finocchiaro, ma anche il presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama Antonio Tomassini. Una riscrittura che non è piaciuta alla componente radicale che, ieri mattina, ha convocato una conferenza stampa per annunciare il proprio «ostruzionismo costruttivo», ovvero la determinazione a discutere nel merito - non leggendo foglietti a vanvera, ha detto Donatella Porretti - tutti i sub-emendamenti presentati al testo Calabrò. Al contrario per il senatore cattolico Bosone «il bicchiere mezzo pieno» vale il segnale di attenzione che si esprime con l'astensione. E mezzo pieno il bicchiere è anche per gli altri esponenti "margheritini" del Partito democratico, che avrebbero dovuto incontrarsi ieri con Franco Marini. Riunione poi rinviata perché, in seduta notturna, si è passati all'esame dell'articolo 4 (ora 2) del testo Calabrò. L'incognita nutrizione Nel voto contrario «prevalente» del Pd si riflettono due ordini di motivi. Nel merito dell'articolo 1, Ignazio Marino sottolinea: «avevo proposto anche di modificare la parte che parla di "partecipazione del paziente all'identificazione delle cure mediche", perchè questa formulazione non è il consenso informato». Secondo il senatore pd, «il paziente deve dire sì o no a una terapia altrimenti si aprirebbe la strada a una serie infinita di contenziosi». Ma pesa ancora di più l'incognita dell'atteggiamento della maggioranza sulle altre questioni controverse, particolarmente sul problema della nutrizione e idratazione artificiale: terapia e quindi soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd». Diverso il commento del presidente Tomassini: «Non sono deluso», «è stato un passaggio molto importante ed è evidente una certa diffidenza a dare un parere favorevole finchè non è conclusa le legge». E il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, in predicato come coordinatore del Pdl: «Dobbiamo ascoltare le ragioni del papà di Eluana e dobbiamo dar segno di ascoltare le ragioni di chi ha sofferto». Sei contrari e tre astensioni nel primo voto di merito sul testamento biologico. L'orientamento prevalente: «Passi avanti ma il testo è ancora inaccettabile». Oggi la discussione su idratazione e nutrizione.

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Sei voti contro, tre astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore: l'ar... (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 11-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Sei voti contro, tre astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore: l'articolo 1 del ddl Calabrò è passato ieri sera a larga maggioranza ma, nonostante il lavoro bipartisan che ha portato alla riformulazione del testo, senza il voto del Pd (l'astensione vale in Senato come voto contrario anche se è evidente che segnala una diversa valutazione da parte dei tre Pd che si sono differenziati). È il primo voto espresso sul merito di un testo intorno al quale, poco più di un mese fa, si è acceso - mentre a Udine si concludeva l'esistenza di Eluana Englaro - lo scontro in Parlamento. Dal muro contro muro si è passati al confronto, anche perché nello stesso Pdl il testo originario, palesemente incostituzionale, creava problemi, come quelli espressi dal senatore Giuseppe Ferruccio Saro che, ieri a Udine, ha salutato la nascita della associazione dedicata a Eluana Englaro: «Lo scossone etico sul biotestamento è nato dal Friuli, la sfida sul biotestamento deve essere in grado di equilibrare i difensori della dimensione pro life tanto quanto i difensori del concetto di disponibilità della vita». Ancora inaccettabile Il Pdl ha accettato di modificare il primo comma. Il risultato ottenuto fa sì che nel gruppo Pd non ci si stracci le vesti per la differenziazione nel voto. Sottolinea il senatore Marino: «Il Pd non si è spaccato, ma ha portato avanti la linea prevalente». Ma, insiste, è stato approvato un articolo di una legge «che continuiamo a considerare contro la Costituzione, perchè lede la libertà di scelta della persona rispetto alle terapie». Dice il senatore Lionello Cosentino «abbiamo raggiunto un risultato di principio su una legge che è partita malissimo e che è ancora, allo stato, per noi inaccettabile. Però non perdo la speranza che il testo possa essere ancora migliorato, in commissione e in Aula». Nella nuova formulazione la legge «garantisce che gli atti medici non possono prescindere dall'espressione del consenso informato nei termini di cui all'articolo 4 della presente legge, fermo il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana», praticamente una riscrittura dell'articolo 32 della Costituzione. L'intesa si è trovata con una formulazione bipartisan, che vede tra i firmatari la stessa Finocchiaro, ma anche il presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama Antonio Tomassini. Una riscrittura che non è piaciuta alla componente radicale che, ieri mattina, ha convocato una conferenza stampa per annunciare il proprio «ostruzionismo costruttivo», ovvero la determinazione a discutere nel merito - non leggendo foglietti a vanvera, ha detto Donatella Porretti - tutti i sub-emendamenti presentati al testo Calabrò. Al contrario per il senatore cattolico Bosone «il bicchiere mezzo pieno» vale il segnale di attenzione che si esprime con l'astensione. E mezzo pieno il bicchiere è anche per gli altri esponenti "margheritini" del Partito democratico, che avrebbero dovuto incontrarsi ieri con Franco Marini. Riunione poi rinviata perché, in seduta notturna, si è passati all'esame dell'articolo 4 (ora 2) del testo Calabrò. L'incognita nutrizione Nel voto contrario «prevalente» del Pd si riflettono due ordini di motivi. Nel merito dell'articolo 1, Ignazio Marino sottolinea: «avevo proposto anche di modificare la parte che parla di "partecipazione del paziente all'identificazione delle cure mediche", perchè questa formulazione non è il consenso informato». Secondo il senatore pd, «il paziente deve dire sì o no a una terapia altrimenti si aprirebbe la strada a una serie infinita di contenziosi». Ma pesa ancora di più l'incognita dell'atteggiamento della maggioranza sulle altre questioni controverse, particolarmente sul problema della nutrizione e idratazione artificiale: terapia e quindi soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd». Diverso il commento del presidente Tomassini: «Non sono deluso», «è stato un passaggio molto importante ed è evidente una certa diffidenza a dare un parere favorevole finchè non è conclusa le legge». E il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, in predicato come coordinatore del Pdl: «Dobbiamo ascoltare le ragioni del papà di Eluana e dobbiamo dar segno di ascoltare le ragioni di chi ha sofferto».

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Dario, anch'io ero con Zac (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 12-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Dario, anch?io ero con Zac GIANNI GENNARI Caro Franceschini, ti scrivono in tanti, e allora ti scrivo anch?io. So che sei stato vicino a Benigno Zaccagnini. Io non sono mai stato vicino alla Democrazia cristiana.Non accettavo l?identificazione di essa con i valori della fede cattolica, ma a lui sono stato molto vicino dai giorni del dramma di Aldo Moro, e fino all?ultimo. Tempi di un nuovo «dialogo». Nel 1977 con la Lettera al vescovo Bettazzi Berlinguer, pur nella ribadita «laicità», aveva posto fine all?opposizione di principio a religione e Chiesa scegliendo un partito e uno stato «non teista, non ateista, non antiteista». E quella scelta nuova portò quel Pci fino al 1984 ai massimi successi, locali e nazionali. Non fu una coincidenza astratta: fu dialogo vero di riavvicinamento tra la base di quel Pci e tanto mondo cattolico di sinistra insieme «fedele» e «libero». Quella stagione finì presto con l?assassinio di Moro, e nel Pci-Pds-Ds e ora Pd la ?nuova? scelta ideale è via via svanita. Le aperture ideali sono lettera morta e pare costante l?avversità di principio alla Chiesa e al cattolicesimo non tacito e timido, come se per vivere riconosciuti nell?attuale centrosinistra basti dire il contrario di ciò che la Chiesa afferma nella sua dottrina morale. E così il centrosinistra attuale sopravvive diviso e paralizzato e la costante guerra tra cattolici e laici ne mina forza e credibilità, evidenziando anche divisioni interne ai cattolici, tra chi si trova d?accordo con papa e vescovi e chi, sempre d?accordo con mangiapreti antichi e nuovi, è perciò osannato come «adulto». Ne segue che fino ad oggi questo Pd è una straordinaria cassa di risparmio per il centrodestra, per quanto scombiccherato e ridotto a corte di un palazzo a padrone- patron assoluto unico. E allora? Allora l?opportunità attuale del tuo Pd mi pare ci sia, ma è realista solo con alcune condizioni. È solo il mio parere, ma le enuncio di seguito, a costo di apparire scortese. La prima è liberarsi dei parassiti dannosi, cioè dei radicali di Pannella e dell?Idv di Di Pietro. I radicali sono solo un leader ? unico da 50 anni ? che nella realtà confermata ad abundantiam anche dai discorsi di questi giorni insulta e disprezza innanzitutto gli alleati, tutti ? «partitocrazia immonda», «buoni a nulla e capaci di tutto», «assassini della legalità e della libertà» ? con la costante monomaniacale contro Chiesa, papa, vescovi e cattolici. Se ascolti Radio Radicale ti viene il dubbio sulla capacità di intendere di certi politici, come quel parlamentare illustre del Pd che di recente diceva ossequioso che «la convivenza con i radicali è stata sempre ottima e positiva»! Eppure Pannella a Radio Radicale giorno e notte offre insulti e critiche totali a tutti i partiti, e da mesi al Pd di Veltroni, per lui inginocchiato di fronte al «Vaticano talebano», traditore della Costituzione e della libertà di tutti. Un?alleanza «ottima e positiva»? In realtà Pannella è da sempre desolatamente «senza base». Di recente un suo fedelissimo come Sergio Stanzani glielo ha ricordato: «Marco, senza base anche tu sei il nulla, da solo non vai da nessuna parte»! Un?alleanza, questa, che è anche peggio del ?nulla?. Quanti consensi, quanti voti di gente seria ed equilibrata ha in realtà fatto perdere prima al centrosinistra e ora al Pd? Certamente tanti. Quanto a Di Pietro, che dopo le elezioni ha subito fatto tutto da solo, il moralismo giustizialista a gettone e a piacimento del leader, anche lì unico e assoluto è altra cosa rispetto alla morale del giusto e del pulito. Soli, allora? Sì, soli, ma con le due grandi eredità della storia grande del cattolicesimo democratico italiano, simboleggiato proprio da un cristiano vero e autenticamente testimone come Zaccagnini, che tanto ha infastidito e infastidisce chi vuole un cattolicesimo accomodante, e del movimento operaio italiano di popolo, simboleggiato dal ricordo di Enrico Berlinguer e liberato da ogni antireligione pregiudiziale di origine filosofica, espresso nella sua lettera a Bettazzi e che mosse grandi energie di gente delle sezioni e anche delle parrocchie, unita da nuova speranza e da un dialogo forse atteso da tanto tempo, ma poi svanito nella primavera di quel 1978. Soli, sì, ma non basta. Mi soccorre qui la prima pagina dell?Unità di lunedì 2 marzo, col suo grande titolo: Soli e solidali. ?Solidali?, allora. E per coincidenza lo stesso giorno su tutti i giornali, ma talora con molta freddezza, veniva ripreso un tema forte del discorso domenicale di Benedetto XVI: «Al primo posto il lavoratore! ». Quel giorno si parlava anche del fondo di solidarietà promosso dalla Chiesa di Milano? Solidarietà: nome forte della presenza cattolica nella storia d?Italia, e anche caratteristica della visione del mondo della sinistra di sempre. Tra l?altro, e pare essenziale, la scelta vera e fattiva della solidarietà consentirà di recuperare la vicinanza di tanto mondo sociale, anche giovanile ed emarginato, che solo qualche mese orsono si riconosceva nelle formazioni a sinistra del Pd, ora escluse per ragioni di legge elettorale vigente dalla rappresentanza in parlamento. Ed eccoci al punto chiave. Va chiarito che nelle questioni di vita e di morte, se si tratta di fare le leggi civili che governano la società di tutti, con l?ascolto delle voci della scienza, della filosofia e se si vuole anche della Chiesa, entra e deve entrare in gioco la libera coscienza di tutti. Tutti ?liberi? in coscienza sulle grandi scelte di vita, e di morte, ciascuno con i suoi valori ideali, religiosi o meno, né contrapposti come in guerra né camuffati come in una commedia ipocrita, ma concorrenti nella realtà della elaborazione delle leggi uguali per tutti, democratica e davvero laica. ?Laica?, sì, nel senso che non deve necessariamente corrispondere ai valori dell?etica cristiana, ma non deve neppure necessariamente opporsi ad essa. Laici, quindi, senza divisioni paralizzanti, ma con le differenze ideali e di valori che entrano nella competizione democratica e restano nel suo ambito, ?soli? politicamente, e ?solidali? davvero, mettendo al centro l?uomo reale, cioè ?il lavoratore?, e regolando tutto in vista di esso e della sua realtà vitale. Liberi, soli e solidali! Caro Franceschini, scrivendoti così farò venire l?orticaria a tanti, ma questa triade ideale mi pare fedele all?immagine viva che la vita mi ha lasciato di Benigno Zaccagnini e a modo suo, rispettato e stimato, anche di Enrico Berlinguer. Molti diranno che sono nostalgie. Per me sono speranze. Buon lavoro!

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Domani sera tavola rotondasu giochi e pericoli (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Domani sera tavola rotondasu giochi e pericoli l'incontro SI INTITOLA "La posta in gioco (slot, videopoker, scommesse.... quando il gioco diventa pericoloso)" la tavola rotonda in programma domani sera alle 21 presso il teatro della Società operaia cattolica in via San Bartolomeo 11 a Certosa, aperta a tutti con ingresso gratuito. Interverranno il dirigente del Dipartimento dipendenze Levante della Asl 3, Giorgio Schiappacasse, il responsabile "laico" della Fondazione Antiusura della Curia, Alberto Montani e altri operatori. E, anonimamente, un rappresentante dell'Associazione familiari dei giocatori d'azzardo. Perché il gioco non è solo un problema delle singole persone: dietro ci sono mariti e mogli, figli, famiglie intere. E non sono pochi i casi in cui, a fronte di una situazione economica diventata insostenibile, l'unica risorsa per arrivare a fine mese resta la pensione di un anziano. «Cercheremo di portare sul palco, dietro a un paravento, anche un giocatore perché possa raccontare la sua esperienza - raccontano gli organizzatori - e, al termine degli interventi, si aprirà un dibattito con il pubblico ». L'obiettivo è portare alla luce uno spaccato di un mondo oggi in gran parte sommerso.Ma anche offrire a tante famiglie un salvagente, l'indicazione di una possibile via di uscita da un problema che, se tenuto nascosto, diventa ancora più difficile da affrontare. 12/03/2009

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"Tassa di solidarietà oltre i 120 mila euro" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Laicita'

"Tassa di solidarietà oltre i 120 mila euro" [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Quando si lanciano nel sociale, i cristiani spesso scavalcano tutti a sinistra, marxisti compresi. Giorgio La Pira, che per Franceschini è un padre spirituale, non a caso veniva bollato dagli avversari politici come il «comunista bianco». Ora il suo discepolo segretario dei Democrats ne ripercorre le orme. E senza l'ambizione di diventare pure lui beato, ecco Franceschini spiazzare i rifondaroli con una proposta molto «bertinottiana»: si metta un contributo straordinario a carico dei maggiori contribuenti, «Due punti Irpef a carico di chi dichiara un reddito che va dai 120 mila euro in su». Con i denari ricavati, pari a mezzo miliardo di euro nella stima del leader Pd, lo Stato potrebbe mettere in campo aiuti per i più disperati, quelli che si presentano alle mense dei poveri e magari qualche mese fa avevano un lavoro rispettabile. Ferrero (Prc) insorge, «il Pd propone l'elemosina di Stato, per giunta una tantum, è solo una foglia di fico». Chiaro che con le Europee alle porte c'è pure una competizione a sinistra. Ma la nuova «proposta Franceschini», che integra quella sull'assegno ai disoccupati, nasce in ben altro contesto. Il segretario Pd ha visto i rappresentanti di Caritas, Sant'Egidio, Acli, Capodarco, insomma i protagonisti del Terzo settore. All'incontro, promosso dal giovane dirigente ex-Ppi Lioni, non voleva presentarsi a mani vuote. Di qui l'idea del contributo di solidarietà, che andrebbe a colpire una platea di 150-200 mila contribuenti a cominciare dai nostri onorevoli (scucirebbero 1000 euro). I fondi verrebbero destinati agli organismi in prima linea, praticamente tutti di matrice cattolica. Si spiega l'applauso caloroso dell'ala democristiana, da Fioroni a Enrico Letta, addirittura Casini. Laici del Pd a ruota. Sottoscrive Bersani: «Proposta realistica e utile». Errani: «Giusta e coraggiosa». Soro: «Immediata e tangibile». Per Cofferati è «opportuna». Il suo successore in Cgil Epifani annuisce, «c'è bisogno di aumentare le risorse verso le fasce più svantaggiate», sebbene l'occhio sia rivolto in primis a chi rischia di restare senza lavoro (Cgil propone di raddoppiare il periodo della Cassa integrazione ordinaria). Franceschini è spericolato, evocare la parola tasse rischia di diventare un assist per Berlusconi. Ma l'audacia è dei fortunati. Difatti in soccorso corre chi meno ti aspetteresti, cioè Bossi. Il quale non boccia affatto l'idea, anzi: «Può anche funzionare in un momento di crisi, è bene che chi ha di più contribuisca...». L'uscita del leader leghista tappa la bocca al centrodestra, dove solo Gasparri e Capezzone si mettono in polemica. Come mai Bossi l'abbia fatto, si presta a varie letture. Certo la Lega, radicata nel suo territorio, tocca con mano il dramma dei poveri. C'è però dell'altro. Calcoli di convenienza. Domani si chiude in commissione alla Camera l'esame del federalismo fiscale, la riforma per cui Bossi farebbe qualunque pazzia. La prossima settimana il provvedimento va in Aula, e un'astensione del Pd sarebbe parecchio gradita, anche in vista di un possibile referendum confermativo. Bossi si offre come sponda al leader d'opposizione, sulla proposta per i poveri e pure sulla casa. Al Cavaliere l'Umberto dà l'altolà: «Vogliamo vedere bene che cosa ha in mente Berlusconi». Niente case agli immigrati e niente cemento nelle valli del Nord. Oggi riunione di governo chiarificatrice, non è detto che il piano approdi domani in Consiglio dei ministri. Da segnalare la sconfitta di quanti, nella maggioranza, puntavano alla riforma previdenziale. La senatrice Bonfrisco ha ritirato l'emendamento che fissava un'unica età (da 62 a 67 anni) per donne e uomini nel pubblico impiego: Tremonti e Sacconi non vogliono moltiplicare lo stress sociale.

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Formigoni chiama a raccolta i cattolici a difesa dei valori (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Laicita'

PDL Formigoni chiama a raccolta i cattolici a difesa dei valori Alessandro Braga Non è il «raduno di una corrente» che, per carità, nel Popolo della libertà le correnti «non esistono». Anzi, di più, «sono vietate», dice sorridendo il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, riprendendo le parole usate dallo stesso Silvio Berlusconi, durante la presentazione, ieri alla Camera, della tre giorni di incontri organizzati dalla sua Rete Italia a Riva del Garda, in provincia di Trento. Però... Però sta di fatto che in riva al lago, questo fine settimana, ci saranno oltre mille persone. E non certo per prendere il sole in un bel fine settimana primaverile, ma per discutere sui valori, l'identità, la concezione della politica che staranno dietro al progetto politico del Popolo della libertà, a due settimane dalla nascita ufficiale del nuovo partito unico del centrodestra inventato da Berlusconi su un «predellino» in piazza san Babila a Milano. «Cammellate», appunto, da Roberto Formigoni, tramite la «sua» Rete Italia. Che non è una nuova televisione on demand, ma un'associazione nata tre anni fa, «spontaneamente», come coordinamento tra politici di varie regioni che, di passaggio al meeting di Rimini di Comunione e liberazione, si «ritrovavano» con Roberto Formigoni. E costituitesi poi in rete, sempre su iniziativa di Formigoni, nel 2006. Se non è una sorta di Cl in piccolo, poco ci manca. «Una ricognizione dei valori che stanno dietro al progetto politico del Pdl», la definisce il vice coordinatore di Forza Italia Giancarlo Abelli. Mentre per il vice presidente della Camera Maurizio Lupi, anche lui formigoniano di ferro, è «una riflessione» sulla loro identità. Partendo, sono parole dello stesso Formigoni, dalla «bio-politica, ovvero le risposte che la politica può e deve dare in un momento in cui si assiste ad una quasi onnipotenza della scienza». Insomma, in questa tre giorni, affollata dalla presenza di ministri, europarlamentari, amministratori locali del Pdl e dallo stesso presidente del consiglio, i convegnisti cercheranno di dare «una sterzata» in senso teo-con alla linea politica del Popolo della libertà, per evitare il rischio di una sua deriva laicista. La «parola d'ordine» del convegno, giusto per non lasciare adito a dubbi, è presa nientepopodimeno che da papa Ratzinger: «...il mondo...necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati». Se poi anche ubbidienti ai dettami di santa romana chiesa, meglio ancora. E cosa c'è di meglio allora del braccio secolare della Compagnia delle opere per portare avanti un progetto così. Con un occhio anche al futuro assetto del partito, che Berlusconi vorrebbe «schiacciato» su una linea molto governativa. Non a caso Formigoni ha apprezzato l'idea di una candidatura in massa dei presidenti di Regione alle prossime europee. «Splendida, un vero bagno di democrazia», ha commentato il Celeste. Ben sapendo che lui può catalizzare su di sé i voti di tutta Cl. E a quel punto, dopo un tale «bagno di democrazia», non ascoltarlo diventerebbe più difficile, anche per Silvio Berlusconi.

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