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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
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ARCHIVIO GEN. DEL
DOSSIER |
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se
la politica non è all'altezza ( da "Repubblica, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il peso del
candidato a sindaco cattolico. Brandita senza scrupoli contro se stessi, si può
dire, con grande soddisfazione del centro destra riuscito,
data la posta in gioco, a rintuzzare la sua anima laica. Risultato: un
consiglio comunale spaccato in due, su una cittadinanza che diventa così la
meno voluta di tutte quelle mai conferite da Firenze,
ROMA
- Il Pd aveva chiesto di inserire il consenso informato nell'articolo ...
( da "Messaggero,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
La stessa
frontiera tra cattolici e laici nel Pd è mobile. E pure nel Pdl sono emerse
riserve, sia dalla parte laica che dall'area cattolico-tradizionalista.
Berlusconi ha assicurato che sarà garantita «libertà di coscienza» mentre Bossi
insiste per una soluzione condivisa con il grosso del Pd, e non solo con i
cattolici.
A
guidare il Pdl sarà un triumvirato
( da "Giornale.it,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il Pdl non è certo il partito dei nostalgici), cattolici e
laici; è un partito non confessionale, che tiene conto di ciò che afferma la
Chiesa ma che su ogni tema decide sulla base delle proprie scelte
autonome".
"Nella costruzione del nuovo soggetto politico - ha
aggiunto Cicchitto - partiamo da due forme-partito indubbiamente diverse.
Pdl,
cosa c'è dietro la libertà di coscienza
( da "EUROPA
ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
cattolico ma
ritiene un valore la laicità dello stato, fondata non sull?anticlericalismo ma
sull?autonomia della politica ». Dunque, in questa fase, per il Cavaliere, è
meglio mostrare la briglia lenta. E verificare se la cosa produce effetti nel
campo avverso, dove Franceschini ha garantito da subito libertà di coscienza e
pari dignità delle diverse posizioni e dove una parte della
La
Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato
( da "Riformista,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
La Chiesa
cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato L'apertura
nei confronti di Darwin contrasta, da un punto di vista strettamente laico, con
la condanna della ricerca sulle staminali embrionali. Non solo perché si
presume di dettare alla scienza la direzione da prendere In questi giorni sono
arrivati dalla chiesa cattolica messaggi contrastanti (
Democratici
divisi, ma sul consenso informato passano
( da "Manifesto,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
dal
presidente Antonio Tomassini con i sei capogruppo per
tentare di trovare una quadra (fallita a metà), la Commissione è stata chiamata
al voto sull'intero articolo, il Pd si è di nuovo spaccato. Sei i voti contrari
e tre astenuti. E di nuovo, l'ex Udc Dorina Bianchi non ha potuto pronunciare
la dichiarazione di voto a nome del gruppo, affidata
invece al laico Lionello Cosentino.
Il
leader di an a el País:<Il premier al Colle?l'ipotesi non è remota>
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il laicismo,
l'emigrazione, i diritti dei cittadini, l'autorità dello Stato». Qui, un cenno al caso di Eluana Englaro ed alle
discussioni parlamentari per una legislazione sul testamento biologico, è
inevitabile: «Fare una legge - sottolinea Fini - sul fine
vita sotto l'onda dell'emozione è sbagliato.
Jemolo,
un malpensante nel Paese dei conformisti
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il partito di
raccolta dei cattolici italiani nei quasi cinquant'anni della prima Repubblica,
garantiva un accettabile equilibrio tra la rappresentanza degli interessi della
Chiesa nella società italiana e il rispetto della laicità dello Stato. Ora, il
Vaticano ha assunto in prima persona il compito di interlocutore diretto con le
nostre istituzioni,
Biotestamento
Il Pd vota in ordine sparso sull'articolo 1
( da "Unita,
L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
quindi
soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per
i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui
sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi
sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del
voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd»
Sei
voti contro, tre astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv,
Astore: l'ar... ( da "Unita, L'"
del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
quindi
soggetta alla libera scelta del paziente per i laici, sostentamento vitale per
i "pro life". Calabrò ha annunciato che esprimerà il suo parere sui
sub-emendamenti dell'opposizione articolo per articolo. Evidentemente non vi
sono ancora le basi di un confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del
voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd»
Dario,
anch'io ero con Zac ( da "EUROPA ON-LINE"
del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
sopravvive
diviso e paralizzato e la costante guerra tra cattolici e laici ne mina forza e
credibilità, evidenziando anche divisioni interne ai cattolici, tra chi si
trova d?accordo con papa e vescovi e chi, sempre d?accordo con mangiapreti antichi e nuovi, è perciò osannato come
«adulto». Ne segue che fino ad oggi questo Pd è una straordinaria cassa di
risparmio per il centrodestra,
Domani
sera tavola rotondasu giochi e pericoli
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
la tavola
rotonda in programma domani sera alle 21 presso il teatro della Società operaia
cattolica in via San Bartolomeo
"Tassa
di solidarietà oltre i 120 mila euro"
( da "Stampa,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
I fondi
verrebbero destinati agli organismi in prima linea, praticamente tutti di
matrice cattolica. Si spiega l'applauso caloroso dell'ala democristiana, da
Fioroni a Enrico Letta, addirittura Casini. Laici del Pd a ruota. Sottoscrive
Bersani: «Proposta realistica e utile». Errani: «Giusta e coraggiosa». Soro:
«Immediata e tangibile».
Formigoni
chiama a raccolta i cattolici a difesa dei valori
( da "Manifesto,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
necessita di
una nuova generazione di laici cristiani impegnati». Se poi anche ubbidienti ai
dettami di santa romana chiesa, meglio ancora. E cosa c'è di meglio allora del
braccio secolare della Compagnia delle opere per portare avanti un progetto
così. Con un occhio anche al futuro assetto del partito, che Berlusconi
vorrebbe «schiacciato» su una linea molto governativa.
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina V - Firenze
Il commento SE LA POLITICA NON è ALL´ALTEZZA (segue dalla prima di cronaca) Di
cui un partito, vantando una affinità politica con
Beppino Englaro, può fare un uso politico ad esclusivo vantaggio della propria
visibilità, all´interno di un´area politica incapace di sintesi e nella
preoccupazione neanche tanto nascosta di «bilanciare» il
peso del candidato a sindaco cattolico. Brandita senza scrupoli contro se
stessi, si può dire, con grande soddisfazione del centro destra
riuscito, data la posta in gioco, a rintuzzare la sua anima laica.
Risultato: un consiglio comunale spaccato in due, su una cittadinanza che
diventa così la meno voluta di tutte quelle mai conferite da Firenze, e
un Pd spaccato in tre. E di nuovo la confusione più totale dei piani, i
cosiddetti «valori etici» cacciati dalla porta che rientrano dalla finestra,
facendo capolino nel «no» di gran parte dell´anima cattolica del Pd, ma senza
in realtà essere davvero «etiche» le motivazioni dei dissidenti. E non solo
perché si stava parlando di una cittadinanza onoraria (non, per fortuna, di
staccare o no il sondino a Eluana!), ma perché di etico, in voti del genere,
non c´è mai davvero niente. Si dovrebbe dire: meno male, visto che in politica
le preoccupazioni per il bene morale dovrebbero lasciare il campo a quelle per
il bene comune. Ma no: il vero motivo è che, ovunque, si vota preoccupati più
che altro del proprio orticello elettorale. E così, la decisione del Pd di
votare in libertà - «non secondo coscienza, non
c´entra niente» aveva detto la capogruppo - ha poi configurato (si può dire
«inconsciamente») una divisione che ricalca proprio la solita contrapposizione
fra portatori (presunti) di valori «etici», da un lato, e di valori «laici»
dall´altro. Anche se, giustamente, non c´entrava niente. Nessuno ha saputo dare
un senso logico all´accaduto, che non lo avrà mai. E nessuno saprà darne
neanche uno politico. Mentre la Curia ha confuso ancor
più i piani parlando di atto «distruttivo, nefasto e offensivo». Per fortuna
Beppino Englaro lo ha ribadito: nessuno gli chieda di entrare in politica. «Mi
farei schifo da solo», ha detto. (m.c.c.)
( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - Il Pd aveva
chiesto di inserire il «consenso informato» nell'articolo 1 della legge sul
testamento biologico, minacciando in caso contrario l'ostruzionismo. E il Pdl
alla fine ha accettato: «È la prova della nostra buona volontà» è stato il messaggio inviato venerdì sera da Gaetano
Quagliariello ad Anna Finocchiaro. Mettere però l'intesa nero
su bianco in forma di sub-emendamento è stato più
difficile del previsto. Segno che la questione aveva un suo peso nella
controversia sulle regole del fine-vita. Per trovare una formula condivisa,
dopo l'affermazione che «gli atti medici non possono prescindere dal consenso
informato», è stato addirittura riprodotto per intero
il secondo comma dell'art. 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato
ad un determinato trattamento sanitario, se non per una disposizione di legge,
e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Davvero singolare che
una legge ripeta integralmente una norma costituzionale. Ma questa è al momento
la soluzione nella mani del relatore Raffaele Calabrò
(Pdl). Stamani per iniziativa del presidente della commissione Sanità del
Senato, Antonio Tomassini, si riuniranno i capigruppo della commissione. Una
riunione informale nella quale si discuterà dei tempi della legge e dei
principali problemi sul tavolo. La linea del Pdl è stata ormai chiarita da Quagliariello e dalla sottosegretaria Eugenia Roccella:
massima apertura su tutti i temi sollevati dal Pd tranne che su alimentazione e
idratazione dei pazienti in stato di incoscienza.
Alimentazione e nutrizione per il Pdl sono «sostegno vitale» e non «terapia»,
quindi non possono diventare oggetto delle disposizioni del testamento
biologico (dat, secondo l'acronimo della legge). Oltre che sul consenso
informato, Calabrò ha già accolto la proposta del Pd di consegnare la dat al
medico di base e non al notaio. Ed è probabile che presto faccia dei passi
avanti anche sulla durata delle dat (nel testo-base la validità era di tre
anni, il Pd chiede di portarla a cinque). Il presidente Tomassimi è invece
inflessibile sulle cure palliative: debbono essere trattate in uno specifico
disegno di legge (ora in discussione alla Camera). Ignazio Marino (Pd) si è
molto battuto perché il provvedimento sul testamento biologico diventasse una legge
complessiva sul fine-vita. Ma non è escluso che, dopo l'esame degli articoli,
si cerchi un'intesa su un ordine del giorno comune. Il punto di dissenso al
momento insuperabile, allo stato, resta sempre quello:
alimentazione e idratazione. Per il Pd chi vuole può disporre nella sua dat la
rinuncia al trattamento, nel caso un domani si troverà in stato
vegetativo senza più possibilità di recupero. Ma gli schieramenti non sono
monolitici. La stessa frontiera tra cattolici e laici nel Pd è mobile. E pure nel Pdl sono emerse riserve, sia
dalla parte laica che dall'area cattolico-tradizionalista. Berlusconi ha
assicurato che sarà garantita «libertà di coscienza» mentre Bossi insiste per
una soluzione condivisa con il grosso del Pd, e non solo con i cattolici. Già sono pronti emendamenti per gettare ponti (e per
dividere il fronte avverso). L'ex popolare Daniele Bosone ha già pronta una
soluzione che limita l'applicazione della dat ai casi di grave danno cerebrale
(assenza di attività integrativa corticale-sottocorticale). Ma la maggioranza
del Pdl non accetta il principio che nella dat si possa disporre del «sostegno
vitale», anche perché rischierebbe una spaccatura interna con l'area teo-con.
La contromessa del Pdl sarà prevedere una sola eccezione all'obbligo di nutrire
il paziente in stato di incoscienza: il trattamento
può essere sospeso se il paziente non è più in grado di «assimilare». Con
questo emendamento il Pdl spera di raccogliere i voti di Udc, Rutelli, teodem e
magari anche le astensioni di altri cattolici del Pd.
La battaglia comincia oggi, con le prime votazioni in commissione.
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 59 del 2009-03-10 pagina
( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Pdl, cosa c?è dietro
la libertà di coscienza FABRIZIA BAGOZZI La discussione sul testamento
biologico entra nel vivo al senato e dalle colonne del quotidiano spagnolo El
Mundo è il Cavaliere in persona a ricordare che sul fine vita
i suoi parlamentari hanno libertà di «votare secondo coscienza ». Berlusconi
ribadisce a parole una linea che nel Pdl dovrebbe essere pacifica e che è stata
formalmente richiamata anche in altre discussioni sensibili, come ai tempi
dell?approvazione della legge sulla fecondazione assistita. Quando però
l?allora maggioranza impose una fiducia di fatto, serrando le fila al momento
della votazione finale, con tanti saluti alla libertà di coscienza. Ma al
Cavaliere serve richiamarla ora, alla vigilia del voto in commissione e dopo le
torsioni, le forzature e gli strappi istituzionali del decreto Eluana poi
andato come sappiamo. Per rassicurare dissenzienti e malpancisti nei confronti
della linea oltranzista e, tatticamente, per andare a vedere l?effetto che fa
dall?altra parte un atteggiamento ? almeno formalmente e sul piano dei
comportamenti parlamentari ? più morbido. La maggioranza è stretta fra i
prolife alla Mantovano (che ha firmato il documento dei cinquantatré fra
senatori e deputati critici da destra al ddl Calabrò) e i dissensi dichiarati e
già messi in conto dei laici come Ferruccio Saro e Antonio Paravia, del valdese
Lucio Malan o del cattolico Beppe Pisanu. Ma, all?ombra della linea dura su
idratazione e nutrizione artificiali cresce sempre di più nel Pdl il partito di
quanti vorrebbero se non aprire il dialogo con l?opposizione, almeno un
provvedimento meno ideologico e comunque più condiviso. Come hanno fatto sapere
dei giorni scorsi Bondi e Bossi. Mentre il capogruppo del Pdl alla camera
Fabrizio Cicchitto, difende la libertà di coscienza e ribatte all?Udc che parla
di «anarchia dei valori»: «Il Pdl tiene largamente conto delle posizioni della
Chiesa e del mondo cattolico ma ritiene un valore la laicità dello stato, fondata non sull?anticlericalismo ma sull?autonomia
della politica ». Dunque, in questa fase, per il Cavaliere, è meglio mostrare
la briglia lenta. E verificare se la cosa produce effetti nel campo avverso,
dove Franceschini ha garantito da subito libertà di coscienza e pari dignità
delle diverse posizioni e dove una parte della galassia cattolica non si
ritrova o fatica a ritrovarsi nella posizione prevalente elaborata dai
democratici (che ammette lo stop di idratazione e nutrizione nella
dichiarazione anticipata di trattamento). Con sfumature: la terza via di
Rutelli parte ? come il testo Calabrò ? dal divieto dei due trattamenti nella
dat, ma consente in casi particolari e a condizioni date la loro sospensione,
l?ipotetico emendamento Bosone (che vedrà la luce solo se condiviso dal gruppo
e in aula) specifica i casi in cui lo stop di nutrizione e idratazione può
essere consentito anche se previsto nella dat e accoglie la seconda parte
dell?emendamento rutelliano. Sul punto cruciale ? ammettere o no la sospensione
di idratazione e nutrizione nella dichiarazione anticipata di trattamento ? la
distanza fra i due schieramenti è massima, ma un clima meno da muro contro muro
fra Pdl e Pd potrebbe alla fine favorire una soluzione in cui il divieto
sancito nel ddl Calabrò potrebbe essere attenuato. Intanto il clima generale
della discussione migliora. Questa mattina il presidente della commissione
sanità Antonio Tomassini vedrà i capigruppo dei per
verificare dove è possibile trovare un?intesa per far procedere in modo spedito
i lavori e arrivare in tempo in aula. Il punto cruciale dell?idratazione e
della nutrizione è escluso. Ma sul consenso informato un accordo di massima è stato raggiunto.
( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
La
Chiesa cattolica l'evoluzionismo e le cellule staminali pubblico/privato
L'apertura nei confronti di Darwin contrasta, da un punto di vista strettamente
laico, con la condanna della ricerca sulle staminali embrionali. Non solo
perché si presume di dettare alla scienza la direzione da prendere In questi
giorni sono arrivati dalla chiesa cattolica messaggi contrastanti (ai nostri occhi, s'intende) circa
il rapporto con la scienza. Da un lato la dura reazione dell'episcopato
americano all'executive order con cui Barack Obama ha ristabilito i
finanziamenti federali alla ricerca sulle staminali; dall'altro il convegno
svoltosi alla Gregoriana sull'evoluzionismo, che ha affermato la non
inconciliabilità tra la teoria evoluzionistica e la fede in un Dio creatore.
Una tesi, questa, che potrebbe apparire perfino ovvia: perché mai chi crede in
Dio non potrebbe credere che il grande meccanismo dell'evoluzione sia messo in
opera da lui? Perché mai la creazione non potrebbe prendere questa forma, o
almeno essere compresa in questa forma dalla mente umana? Del resto la Chiesa
cattolica non aveva mai formalmente condannato l'evoluzionismo, e anzi tra i
suoi maestri annovera un teologo evoluzionista come Pierre Teilhard de Chardin.
Tuttavia tanto ovvia questa presa di posizione non è, perché non erano mancate
negli ultimi anni delle manifestazioni di simpatia per il disegno intelligente,
la forma leggera di creazionismo che ha avuto un notevole successo negli
ambienti fondamentalisti americani, anche da parte di un prelato
particolarmente autorevole, il vescovo austriaco Cristoph Schoenbron. Lo stesso
cardinale Joseph Ratzinger, nel suo celebre dialogo con Jürgen Habermas, aveva
fatto un accenno all'evoluzionismo, che rivelava insieme una attenta
considerazione e una difficoltà. L'attuale Papa aveva detto in quell'occasione
che il diritto naturale, figura argomentativa molto amata dalla Chiesa
cattolica, non è più utilizzabile perché la vittoria della teoria
evoluzionistica ha vanificato l'idea che la natura sia di per sé razionale. La
natura come tale non è di per sé razionale: questa è la diagnosi che deriva in
modo inoppugnabile, secondo Ratzinger, dall'evoluzionismo; e questo mette fuori
gioco il richiamo all'autorità della natura che è alla base delle
argomentazioni fondate sulla legge naturale, argomentazioni molto usate dai cattolici, per esempio in bioetica. L'osservazione è molto
fine, e spiega la resistenza al darwinismo meglio delle supposte implicazioni
ateistiche di questo, che appartengono alle interpretazioni, del tutto
legittime, così come sono legittime le interpretazioni religiose. Ciò che è
difficile pensare per i cattolici è il ruolo della
casualità nell'evoluzione naturale, la mancanza in essa di un disegno
razionale, di una teleologia riconoscibile. Ma si tratta di una forma mentis
che non è inscindibile dalla religione: perciò le conclusioni del convegno sono
importanti, e aprono certamente un campo di ricerca alla teologia, nella scia
di un rapporto aperto e di reciproco rispetto tra scienza e fede. Come si è
espresso alla Radio Vaticana lo zoologo Ludovico Galleni: la scienza descrive
l'universo e quindi dà degli strumenti su cui la teologia deve poi riflettere.
La teologia può suggerire delle ipotesi di lavoro, però poi la scienza, su
queste ipotesi di lavoro, deve indagare con i suoi strumenti. Quest'apertura
però contrasta, da un punto di vista strettamente laico, con la condanna della
ricerca sulle staminali embrionali. Non solo perché si presume di dettare alla
scienza la direzione da prendere, il che non è precisamente espressione di un
rapporto di reciproco rispetto. La Chiesa che rompe definitivamente col disegno
intelligente mostra di non aver paura della scienza e di non volerla ridurre ad
ancella della teologia. Ma non vuole ancora riconoscere che la ricerca sulle
staminali non è offensiva della dignità umana, perché il suo fine è un fine
essenzialmente umanistico: alleviare le sofferenze di tanti esseri umani. In
gioco è evidentemente la concezione della vita e la difesa di questa, in cui la
Chiesa in questa fase ha identificato la sua missione principale. Ma la
concezione della vita dovrebbe cambiare se si accetta il punto di vista
evoluzionistico, che è difficilmente compatibile con il materialismo
biologistico che fa riconoscere l'intera personalità umana in uno zigote. C'è
poi anche un aspetto politico della questione. Il mondo che si è opposto in
America a questo tipo di ricerca, trovando in Geroge W. Bush la sua espressione
istituzionale, è lo stesso che ha sostenuto il disegno intelligente. Si tratta
in ambedue i casi di manifestazioni del fondamentalismo evangelico. La Chiesa cattolica, pur contraria alla guerra e all'esportazione
della democrazia, ha stretto una forte alleanza sull'etica della vita con Bush
e con quel mondo. Ma questa alleanza non può non finire con l'elezione di
Obama. Sono questioni sulle quali certamente la Cchiesa dovrà riflettere. di Claudia Mancina 11/03/2009
( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
TESTAMENTO BIOLOGICO
Democratici divisi, ma sul consenso informato passano Eleonora Martini È
successo di nuovo. Per Dorina Bianchi, la capogruppo Pd in Commissione sanità
del Senato l'articolo 1 del ddl Calabrò sul testamento biologico, così come è stato riformulato dalla stessa maggioranza accettando di
subordinare qualsiasi attività medica al consenso informato, è «un netto
miglioramento del testo». E come lei la pensano Daniele Bosone e Claudio
Gustavino, colleghi d'area cattolica. Per tutti gli altri democratici della
commissione, è una modifica «non sufficiente» perché «lascia intatta la
filosofia di fondo della legge». Così ieri sera quando, dopo una giornata
convulsa con voci di accordo e disaccordo che si susseguivano frenetiche a
cominciare dalla riunione mattutina "informale" voluta dal presidente Antonio Tomassini con i
sei capogruppo per tentare di trovare una quadra (fallita a metà), la
Commissione è stata chiamata al voto sull'intero articolo, il Pd si è di nuovo
spaccato. Sei i voti contrari e tre astenuti. E di nuovo, l'ex Udc Dorina
Bianchi non ha potuto pronunciare la dichiarazione di voto a
nome del gruppo, affidata invece al laico Lionello Cosentino.
L'«indisponibilità della vita» per chi la vive, infatti, è ancora lì. Un punto
fermo dell'articolo 1, dove si enunciano i principi generali a cui deve rifarsi
la nuova legge sul testamento biologico. Un enunciato che, se dovesse diventare
norma dello Stato, «potrebbe entrare in conflitto con la legge sull'aborto»,
avverte la radicale Donatella Poretti, segretario della Commissione Sanità.
Cancellata invece la seconda parte della lettera E, quella relativa al comma
che imponeva che l'attività medica non potesse in alcun modo «essere orientata
a produrre o consentire la morte del paziente». Riscritto completamente,
infine, il comma C che ora recita: «Si garantisce che gli atti medici non
possono prescindere dall'espressione del consenso informato nei termini di cui
all'art. 4 della presente legge, fermo il principio per cui la salute deve
essere tutelata come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività e che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento
sanitario, se non per disposizioni di legge, e con i limiti imposti dal
rispetto della persona umana». Superato così lo scoglio del consenso informato
(che riguarda tutti, non solo chi non può più esprimersi), ora si entra nel
vivo del testamento biologico (Dat). E questa mattina, prima di riunire di
nuovo la Commissione, sottoposta ad un tour de force dopo la seduta notturna,
il presidente Tomassini replica la riunione "informale" con i capogruppo. Ma l'impresa questa volta è decisamente più
ardua: all'ordine del giorno c'è il nodo della nutrizione e dell'idratazione
artificiali. I democratici tenteranno di strappare almeno che possano essere
oggetto di Dat, seppure in casi eccezionali. I teo-cattolici
non ne vogliono proprio sapere, ma all'orizzonte del Pdl ci sono sempre la
"terza via" di Rutelli e la "quarta" di Bosone. Eppure il
Pd nega qualsiasi spaccatura: ieri, secondo il senatore Ignazio Marino, il
partito ha tenuto e il voto ha seguito semplicemente «la linea prevalente».
( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Il leader di an a el
País:«Il premier al Colle?l'ipotesi non è remota»
l'intervista nRoma. Un bravo all'ex leader del centrosinistra Walter Veltroni
per «aver evitato il peggio al Partito democratico»; una carezza a Silvio
Berlusconi «la cui ipotesi di una salita al Colle» da futuro Presidente della
Repubblica «non è remota» ed un conforto a se stesso, che «non sono il delfino
di Berlusconi». A parlare, nell'intervista al quotidiano spagnolo della
sinistra liberal, El País, è Gianfranco Fini presidente della Camera dei
deputati e leader di un partito, Alleanza nazionale, che il 21 e 22 marzo
prossimi affronterà un congresso nazionale, l'ultimo, di scioglimento nel Popolo
della libertà, la grande formazione di centrodestra ideata da Silvio Berlusconi
nel novembre 2007. Così, qualche giorno dopo l'intervista al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi uscita sul quotidiano iberico El Mundo, il dialogo
tra il Cavaliere e Fini continua in "spagnolo". La cosa a cui più
sembra tenere il Presidente della Camera - parlando con El País - è il
delfinato, che non accetta. «Io - dice Fini - sono
repubblicano e Berlusconi non è un re con un erede. La politica è un'altra
cosa. I leader si affermano se hanno la capacità e se ci sono le condizioni e
questo non devo deciderlo io». E siccome il passato è pure un po' il presente,
il leader di An sottolinea i propri meriti per «aver
contribuito a una strategia che ha portato la cultura politica della destra
italiana a integrarsi pienamente nel sistema politico, grazie anche ad alcuni
amici spagnoli, tra i quali lo spagnolo e popolare Aznar, prima di altri in
Europa. Questo attore politico nuovo, che era legato alla nostalgia del
fascismo, è oggi una destra democratica». Gioca quasi in casa, Fini, visto che
il quotidiano spagnolo, tra una domanda e l'altra, lo elogia e lo racconta
«come il politico più equilibrato di questa emotiva ed
agitata terza Repubblica italiana». Dopo il delfinato negato, è poi la volta di
Berlusconi futuro Capo dello Stato. «Un'ipotesi non remota», avverte Fini,
visto che il Cavaliere «oggi gode di un appoggio personale e popolare che fa sì
che questa ipotesi» sia possibile. Il punto è che, alla vigilia della nascita ufficiale
del Popolo della libertà, con Forza Italia e Alleanza nazionale che si
fonderanno e si congederanno entrando nel nuovo, la conta di quelli che saranno
i rapporti di forza interni è aperta. Alle elezioni Europee di giugno, e non è
una coincidenza, i maggiori dei leader dei due partiti si candideranno per
misurare i consensi. Nell'attesa, Fini indica la sua idea di destra moderna:
«Non ideologica, democratica, europea e istituzionale» perché«la
cultura della destra del terzo millennio deve modernizzarsi, bisogna smetterla
con le etichette del secolo scorso, che è il millennio scorso. Ci sono sfide
culturali che dobbiamo affrontare tutti insieme:
l'integrazione, il laicismo,
l'emigrazione, i diritti dei cittadini, l'autorità dello Stato». Qui, un cenno
al caso di Eluana Englaro ed alle discussioni parlamentari per una legislazione
sul testamento biologico, è inevitabile: «Fare una legge - sottolinea Fini - sul fine vita sotto l'onda dell'emozione è sbagliato.
La laicità delle istituzioni è un principio che non può essere messo in
discussione. Se pensiamo all'ipotesi di uno stato confessionale, entriamo in
un'ottica integralista incompatibile con la cultura europea. Questo non
significa negare alla chiesa il suo magistero morale. Però sono due sfere
distinte. Alcuni politici sembrano avere una scarsa considerazione del valore
della laicità istituzionale». Chissà a quali nomi e cognomi avrà pensato mentre
rispondeva alla domanda del País e sottolineava che no, «No soy el delfín de
Berlusconi». Massimiliano Lenzi 11/03/2009
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Personaggio Il
grande storico e giurista cattolico-liberale Domani a Torino Jemolo, un
malpensante nel Paese dei conformisti LUIGI LA SPINA Si
può essere moralisti senza essere giustizialisti. Si può essere cattolici e liberali senza essere clerico-moderati. Si può
essere anticonformisti senza essere esibizionisti. In questi tempi di grande
confusione, in cui i limiti tra le competenze dello Stato e quelle della Chiesa
vengono travolti da inediti conflitti etici e i conflitti tra la coscienza
laica e quella religiosa sembrano acuirsi, sorprende la lezione di libertà
intellettuale di Arturo Carlo Jemolo, uno dei più grandi giuristi e storici del
secolo scorso. Perché aiuta una spregiudicata riflessione su alcuni temi di
grandissima attualità, sollecitando il coraggio di mettere in dubbio
convinzioni che sembravano persino ovvie, pregiudizi ormai consolidati
nell'opinione comune, tabù ideologici e politici intoccabili. Il merito di aver
riproposto, dopo anni di oscuramento, il pensiero dello studioso romano, per
quasi trent'anni collaboratore assiduo e prestigioso della Stampa, va
riconosciuto a Paolo Valbusa e a Carlo Fantappié. Il primo ha pubblicato
recentemente una sua bella biografia e il secondo ha curato, anche con una
sottile introduzione, Coscienza laica, un volumetto che raccoglie alcune fra le
più significative pagine di Jemolo a proposito dei temi più controversi
nell'attuale discussione pubblica. Colpisce nella lettura di questi due testi
soprattutto la testimonianza di un metodo, diventato adesso sempre più raro:
quello di sapere andare controcorrente, ma senza arroganza, senza quei
narcisismi a cui siamo abituati dalle mode urlate della
comunicazione-spettacolo. Anzi, con quel rigore intellettuale e quella modestia
personale che, come ricorda uno dei suoi ultimi allievi, Francesco Margiotta
Broglio, gli facevano sempre preferire il condizionale del dubbio alla
sentenziosità dell'indicativo. Così le sue posizioni, sempre sopraffatte dalle
convinzioni maggioritarie del suo tempo, oggi, invece, possono rivelarsi assai
utili per riformulare questioni che hanno improvvisamente mutato aspetto. Gli
esempi possono essere numerosi, ma limitiamoci a quelli più scottanti. Proprio
come cattolico e liberale, è nota l'avversione di Jemolo per il Concordato,
l'intesa stipulata tra lo Stato italiano e la Santa Sede nel 1929. Opinione che
nasce dalla concezione separatista, tipica della nostra tradizione
risorgimentale ed ereditata dal suo grande maestro Francesco Ruffini. Una tesi
estremamente minoritaria finché l'esistenza e l'egemonia della Dc, il partito di raccolta dei cattolici italiani
nei quasi cinquant'anni della prima Repubblica, garantiva un accettabile
equilibrio tra la rappresentanza degli interessi della Chiesa nella società
italiana e il rispetto della laicità dello Stato. Ora, il Vaticano ha assunto
in prima persona il compito di interlocutore diretto con le nostre istituzioni,
esercitando, del tutto legittimamente, una azione di
«lobby» cattolica nella nostra società. Alla luce di tale importante
cambiamento, è ancora compatibile il privilegio di una intesa
speciale con lo Stato italiano? L'atteggiamento di Jemolo non può aiutarci non
tanto a denunciare l'inattualità di un Concordato, quanto a riconsiderare i
rapporti tra Stato e Chiesa alla luce delle moderne questioni dell'etica
scientifica? Altro tema di polemica attualità è la concezione giuridica che sta
alla base del pensiero di Jemolo in tutta la sua lunga attività di
intellettuale «civile». Il problema è quello del rapporto tra giustizia e
diritto e, per lo studioso romano, si palesa drammatico nella polemica per le
leggi retroattive che, nell'immediato dopoguerra, cercavano di individuare e
condannare i responsabili della dittatura fascista. Jemolo non ha il timore di
opporsi anche alle opinioni giustificatrici di amici carissimi e autorevoli,
molto vicini a lui nella battaglia politica e culturale di quegli anni, come
Piero Calamandrei. Di fronte a coloro che sostenevano la necessità di «leggi
eccezionali per tempi eccezionali», al fine di soddisfare un sostanziale desiderio
di giustizia, il discepolo di Ruffini ricorda la necessità di non ripudiare una
pietra miliare della moderna concezione dello Stato, perché «la sete di
giustizia» è pericolosa: «Il diritto è l'occhio, il misuratore, la bilancia
della giustizia e nessun istinto, nessuna ispirazione può sostituirlo». Jemolo
è sicuramente un moralista, uno studioso che sente l'influenza del giansenismo,
argomento dei suoi primi interessi scientifici. Ma il suo rigore intellettuale
non gli permette di sacrificare il rispetto dei principi del diritto al mito di
una giustizia salvifica e semplificatoria. Ai tempi del «roveto ardente», come
chiamava gli anni dell'immediato postfascismo, anni di grande
passioni seguiti a grandi tragedie, era difficile sostenere posizioni
così impopolari. Oggi, passioni e tragedie sono minori, ma «i pensieri di un
malpensante» sono altrettanto impopolari e altrettanto preziosi. L'attualità
del pensiero di Arturo Carlo Jemolo sarà il tema della discussione che si
svolgerà a Torino, domani alle 17,30, alla Fondazione Carlo Donat-Cattin, in
via Stampatori 4. Saranno presentati il libro di Paolo Valbusa I pensieri di un
malpensante, edito da Marsilio, e quello, intitolato
Coscienza laica, a cura di Carlo Fantappiè, pubblicato da Morcelliana.
Interverranno Walter E. Crivellin, Francesco Margiotta Broglio e Giovanni
Battista Varnier. Il dibattito sarà moderato da Luigi La Spina.
( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Biotestamento Il Pd
vota in ordine sparso sull'articolo 1 JOLANDA BUFALINI Sei voti contro, tre
astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore:
l'articolo 1 del ddl Calabrò è passato ieri sera a larga maggioranza ma,
nonostante il lavoro bipartisan che ha portato alla riformulazione del testo,
senza il voto del Pd (l'astensione vale in Senato come voto contrario
anche se è evidente che segnala una diversa valutazione da parte dei tre
Pd che si sono differenziati). È il primo voto espresso sul merito di un testo
intorno al quale, poco più di un mese fa, si è acceso - mentre a Udine si
concludeva l'esistenza di Eluana Englaro - lo scontro in Parlamento. Dal muro
contro muro si è passati al confronto, anche perché nello stesso Pdl il testo
originario, palesemente incostituzionale, creava problemi, come quelli espressi
dal senatore Giuseppe Ferruccio Saro che, ieri a Udine, ha salutato la nascita della associazione dedicata a Eluana Englaro: «Lo scossone
etico sul biotestamento è nato dal Friuli, la sfida sul biotestamento deve
essere in grado di equilibrare i difensori della dimensione pro life tanto
quanto i difensori del concetto di disponibilità della vita». Ancora
inaccettabile Il Pdl ha accettato di modificare il primo comma. Il risultato
ottenuto fa sì che nel gruppo Pd non ci si stracci le vesti per la
differenziazione nel voto. Sottolinea il senatore Marino: «Il Pd non si è
spaccato, ma ha portato avanti la linea prevalente». Ma, insiste, è stato approvato un articolo di una legge «che continuiamo a
considerare contro la Costituzione, perchè lede la libertà di scelta della
persona rispetto alle terapie». Dice il senatore Lionello Cosentino «abbiamo raggiunto un risultato di principio su una legge
che è partita malissimo e che è ancora, allo stato,
per noi inaccettabile. Però non perdo la speranza che il testo possa essere
ancora migliorato, in commissione e in Aula». Nella nuova formulazione la legge
«garantisce che gli atti medici non possono prescindere dall'espressione del
consenso informato nei termini di cui all'articolo 4 della presente legge,
fermo il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività e che nessuno può essere
obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di
legge e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana», praticamente
una riscrittura dell'articolo 32 della Costituzione. L'intesa si è trovata con una formulazione bipartisan, che vede tra i firmatari la
stessa Finocchiaro, ma anche il presidente della Commissione Sanità di Palazzo
Madama Antonio Tomassini. Una riscrittura che non è piaciuta alla componente radicale
che, ieri mattina, ha convocato una conferenza stampa per annunciare il proprio
«ostruzionismo costruttivo», ovvero la determinazione a discutere nel merito -
non leggendo foglietti a vanvera, ha detto Donatella Porretti - tutti i
sub-emendamenti presentati al testo Calabrò. Al contrario per il senatore
cattolico Bosone «il bicchiere mezzo pieno» vale il segnale di attenzione che
si esprime con l'astensione. E mezzo pieno il bicchiere è anche per gli altri
esponenti "margheritini" del Partito democratico, che avrebbero
dovuto incontrarsi ieri con Franco Marini. Riunione poi rinviata perché, in
seduta notturna, si è passati all'esame dell'articolo 4 (ora 2) del testo
Calabrò. L'incognita nutrizione Nel voto contrario «prevalente» del Pd si
riflettono due ordini di motivi. Nel merito dell'articolo 1, Ignazio Marino
sottolinea: «avevo proposto anche di modificare la parte che parla di
"partecipazione del paziente all'identificazione delle cure mediche",
perchè questa formulazione non è il consenso informato». Secondo il senatore
pd, «il paziente deve dire sì o no a una terapia altrimenti si aprirebbe la
strada a una serie infinita di contenziosi». Ma pesa ancora di più l'incognita
dell'atteggiamento della maggioranza sulle altre questioni controverse, particolarmente
sul problema della nutrizione e idratazione artificiale: terapia e quindi soggetta alla libera scelta del paziente per i laici,
sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha annunciato che
esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione articolo per
articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un confronto. E, infatti,
è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con «l'atteggiamento troppo
rigido di una parte del Pd». Diverso il commento del presidente
Tomassini: «Non sono deluso», «è stato un passaggio
molto importante ed è evidente una certa diffidenza a dare un parere favorevole
finchè non è conclusa le legge». E il ministro dei
Beni culturali Sandro Bondi, in predicato come coordinatore del Pdl: «Dobbiamo
ascoltare le ragioni del papà di Eluana e dobbiamo dar segno di ascoltare le
ragioni di chi ha sofferto». Sei contrari e tre astensioni nel primo voto di
merito sul testamento biologico. L'orientamento prevalente: «Passi avanti ma il
testo è ancora inaccettabile». Oggi la discussione su idratazione e nutrizione.
( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Sei voti contro, tre
astenuti nel gruppo Pd, astensione anche del commissario Idv, Astore:
l'articolo 1 del ddl Calabrò è passato ieri sera a larga maggioranza ma,
nonostante il lavoro bipartisan che ha portato alla riformulazione del testo,
senza il voto del Pd (l'astensione vale in Senato come voto contrario
anche se è evidente che segnala una diversa valutazione da parte dei tre
Pd che si sono differenziati). È il primo voto espresso sul merito di un testo
intorno al quale, poco più di un mese fa, si è acceso - mentre a Udine si
concludeva l'esistenza di Eluana Englaro - lo scontro in Parlamento. Dal muro
contro muro si è passati al confronto, anche perché nello stesso Pdl il testo
originario, palesemente incostituzionale, creava problemi, come quelli espressi
dal senatore Giuseppe Ferruccio Saro che, ieri a Udine, ha salutato la nascita della associazione dedicata a Eluana Englaro: «Lo scossone
etico sul biotestamento è nato dal Friuli, la sfida sul biotestamento deve
essere in grado di equilibrare i difensori della dimensione pro life tanto
quanto i difensori del concetto di disponibilità della vita». Ancora
inaccettabile Il Pdl ha accettato di modificare il primo comma. Il risultato
ottenuto fa sì che nel gruppo Pd non ci si stracci le vesti per la
differenziazione nel voto. Sottolinea il senatore Marino: «Il Pd non si è
spaccato, ma ha portato avanti la linea prevalente». Ma, insiste, è stato approvato un articolo di una legge «che continuiamo a
considerare contro la Costituzione, perchè lede la libertà di scelta della
persona rispetto alle terapie». Dice il senatore Lionello Cosentino «abbiamo raggiunto un risultato di principio su una legge
che è partita malissimo e che è ancora, allo stato,
per noi inaccettabile. Però non perdo la speranza che il testo possa essere
ancora migliorato, in commissione e in Aula». Nella nuova formulazione la legge
«garantisce che gli atti medici non possono prescindere dall'espressione del
consenso informato nei termini di cui all'articolo 4 della presente legge,
fermo il principio per cui la salute deve essere tutelata come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività e che nessuno può essere
obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di
legge e con i limiti imposti dal rispetto della persona umana», praticamente
una riscrittura dell'articolo 32 della Costituzione. L'intesa si è trovata con una formulazione bipartisan, che vede tra i firmatari la
stessa Finocchiaro, ma anche il presidente della Commissione Sanità di Palazzo
Madama Antonio Tomassini. Una riscrittura che non è piaciuta alla componente
radicale che, ieri mattina, ha convocato una conferenza stampa per annunciare
il proprio «ostruzionismo costruttivo», ovvero la determinazione a discutere
nel merito - non leggendo foglietti a vanvera, ha detto Donatella Porretti -
tutti i sub-emendamenti presentati al testo Calabrò. Al contrario per il
senatore cattolico Bosone «il bicchiere mezzo pieno» vale il segnale di
attenzione che si esprime con l'astensione. E mezzo pieno il bicchiere è anche
per gli altri esponenti "margheritini" del Partito democratico, che
avrebbero dovuto incontrarsi ieri con Franco Marini. Riunione poi rinviata
perché, in seduta notturna, si è passati all'esame dell'articolo 4 (ora 2) del
testo Calabrò. L'incognita nutrizione Nel voto contrario «prevalente» del Pd si
riflettono due ordini di motivi. Nel merito dell'articolo 1, Ignazio Marino
sottolinea: «avevo proposto anche di modificare la parte che parla di
"partecipazione del paziente all'identificazione delle cure mediche",
perchè questa formulazione non è il consenso informato». Secondo il senatore
pd, «il paziente deve dire sì o no a una terapia altrimenti si aprirebbe la
strada a una serie infinita di contenziosi». Ma pesa ancora di più l'incognita
dell'atteggiamento della maggioranza sulle altre questioni controverse,
particolarmente sul problema della nutrizione e idratazione artificiale:
terapia e quindi soggetta alla libera scelta del paziente
per i laici, sostentamento vitale per i "pro life". Calabrò ha
annunciato che esprimerà il suo parere sui sub-emendamenti dell'opposizione
articolo per articolo. Evidentemente non vi sono ancora le basi di un
confronto. E, infatti, è Calabrò, dopo l'esito del voto a prendersela con
«l'atteggiamento troppo rigido di una parte del Pd». Diverso il commento
del presidente Tomassini: «Non sono deluso», «è stato
un passaggio molto importante ed è evidente una certa diffidenza a dare un
parere favorevole finchè non è conclusa le legge». E
il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, in predicato come coordinatore del
Pdl: «Dobbiamo ascoltare le ragioni del papà di Eluana e dobbiamo dar segno di
ascoltare le ragioni di chi ha sofferto».
( da "EUROPA ON-LINE" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Dario, anch?io ero
con Zac GIANNI GENNARI Caro Franceschini, ti scrivono in tanti, e allora ti
scrivo anch?io. So che sei stato vicino a Benigno
Zaccagnini. Io non sono mai stato vicino alla
Democrazia cristiana.Non accettavo l?identificazione di essa con i valori della
fede cattolica, ma a lui sono stato molto vicino dai
giorni del dramma di Aldo Moro, e fino all?ultimo. Tempi di un nuovo «dialogo».
Nel 1977 con la Lettera al vescovo Bettazzi Berlinguer, pur nella ribadita
«laicità», aveva posto fine all?opposizione di principio a religione e Chiesa
scegliendo un partito e uno stato «non teista, non
ateista, non antiteista». E quella scelta nuova portò quel Pci fino al 1984 ai
massimi successi, locali e nazionali. Non fu una coincidenza astratta: fu
dialogo vero di riavvicinamento tra la base di quel Pci e tanto mondo cattolico
di sinistra insieme «fedele» e «libero». Quella stagione finì presto con
l?assassinio di Moro, e nel Pci-Pds-Ds e ora Pd la
?nuova? scelta ideale è via via svanita. Le aperture
ideali sono lettera morta e pare costante l?avversità di principio alla Chiesa
e al cattolicesimo non tacito e timido, come se per vivere riconosciuti
nell?attuale centrosinistra basti dire il contrario di ciò che la Chiesa
afferma nella sua dottrina morale. E così il centrosinistra attuale sopravvive
diviso e paralizzato e la costante guerra tra cattolici
e laici ne mina forza e credibilità, evidenziando anche divisioni interne ai cattolici, tra chi si trova d?accordo con papa e vescovi e
chi, sempre d?accordo con mangiapreti antichi e nuovi,
è perciò osannato come «adulto». Ne segue che fino ad oggi questo Pd è una
straordinaria cassa di risparmio per il centrodestra, per quanto scombiccherato
e ridotto a corte di un palazzo a padrone- patron assoluto unico. E allora?
Allora l?opportunità attuale del tuo Pd mi pare ci sia, ma è realista solo con
alcune condizioni. È solo il mio parere, ma le enuncio di seguito, a costo di
apparire scortese. La prima è liberarsi dei parassiti dannosi, cioè dei
radicali di Pannella e dell?Idv di Di Pietro. I radicali sono solo un leader ?
unico da 50 anni ? che nella realtà confermata ad abundantiam anche dai
discorsi di questi giorni insulta e disprezza innanzitutto gli alleati, tutti ?
«partitocrazia immonda», «buoni a nulla e capaci di tutto», «assassini della
legalità e della libertà» ? con la costante monomaniacale contro Chiesa, papa,
vescovi e cattolici. Se ascolti Radio Radicale ti
viene il dubbio sulla capacità di intendere di certi politici, come quel
parlamentare illustre del Pd che di recente diceva ossequioso che «la
convivenza con i radicali è stata sempre ottima e positiva»!
Eppure Pannella a Radio Radicale giorno e notte offre insulti e critiche totali
a tutti i partiti, e da mesi al Pd di Veltroni, per lui inginocchiato di fronte
al «Vaticano talebano», traditore della Costituzione e della libertà di tutti.
Un?alleanza «ottima e positiva»? In realtà Pannella è da sempre desolatamente
«senza base». Di recente un suo fedelissimo come Sergio Stanzani glielo ha
ricordato: «Marco, senza base anche tu sei il nulla, da solo non vai da nessuna
parte»! Un?alleanza, questa, che è anche peggio del
?nulla?. Quanti consensi, quanti voti di gente seria
ed equilibrata ha in realtà fatto perdere prima al centrosinistra e ora al Pd?
Certamente tanti. Quanto a Di Pietro, che dopo le elezioni ha subito fatto
tutto da solo, il moralismo giustizialista a gettone e a piacimento del leader,
anche lì unico e assoluto è altra cosa rispetto alla morale del giusto e del
pulito. Soli, allora? Sì, soli, ma con le due grandi eredità della storia
grande del cattolicesimo democratico italiano, simboleggiato proprio da un
cristiano vero e autenticamente testimone come Zaccagnini, che tanto ha
infastidito e infastidisce chi vuole un cattolicesimo accomodante, e del
movimento operaio italiano di popolo, simboleggiato dal ricordo di Enrico
Berlinguer e liberato da ogni antireligione pregiudiziale di origine
filosofica, espresso nella sua lettera a Bettazzi e che mosse grandi energie di
gente delle sezioni e anche delle parrocchie, unita da nuova speranza e da un
dialogo forse atteso da tanto tempo, ma poi svanito nella primavera di quel
1978. Soli, sì, ma non basta. Mi soccorre qui la prima pagina dell?Unità di
lunedì 2 marzo, col suo grande titolo: Soli e solidali. ?Solidali?, allora. E per coincidenza lo stesso giorno su tutti i
giornali, ma talora con molta freddezza, veniva ripreso un tema forte del
discorso domenicale di Benedetto XVI: «Al primo posto
il lavoratore! ». Quel giorno si parlava anche del fondo di solidarietà
promosso dalla Chiesa di Milano? Solidarietà: nome forte della presenza
cattolica nella storia d?Italia, e anche caratteristica della visione del mondo
della sinistra di sempre. Tra l?altro, e pare essenziale,
la scelta vera e fattiva della solidarietà consentirà di recuperare la
vicinanza di tanto mondo sociale, anche giovanile ed emarginato, che solo
qualche mese orsono si riconosceva nelle formazioni a sinistra del Pd, ora escluse
per ragioni di legge elettorale vigente dalla rappresentanza in parlamento. Ed
eccoci al punto chiave. Va chiarito che nelle questioni di vita e di morte, se
si tratta di fare le leggi civili che governano la società di tutti, con
l?ascolto delle voci della scienza, della filosofia e se si vuole anche della
Chiesa, entra e deve entrare in gioco la libera coscienza di tutti. Tutti
?liberi? in coscienza sulle grandi scelte di vita, e di morte, ciascuno con i
suoi valori ideali, religiosi o meno, né contrapposti come in guerra né
camuffati come in una commedia ipocrita, ma concorrenti nella realtà della elaborazione delle leggi uguali per tutti, democratica
e davvero laica. ?Laica?, sì, nel senso che non deve
necessariamente corrispondere ai valori dell?etica cristiana, ma non deve
neppure necessariamente opporsi ad essa. Laici, quindi, senza divisioni
paralizzanti, ma con le differenze ideali e di valori che entrano nella
competizione democratica e restano nel suo ambito, ?soli?
politicamente, e ?solidali? davvero,
mettendo al centro l?uomo reale, cioè ?il lavoratore?, e regolando tutto in
vista di esso e della sua realtà vitale. Liberi, soli e solidali! Caro
Franceschini, scrivendoti così farò venire l?orticaria a tanti, ma questa
triade ideale mi pare fedele all?immagine viva che la vita mi ha lasciato di
Benigno Zaccagnini e a modo suo, rispettato e stimato, anche di Enrico
Berlinguer. Molti diranno che sono nostalgie. Per me sono speranze. Buon
lavoro!
( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
Domani sera tavola
rotondasu giochi e pericoli l'incontro SI INTITOLA
"La posta in gioco (slot, videopoker, scommesse.... quando il gioco
diventa pericoloso)" la tavola rotonda in programma
domani sera alle 21 presso il teatro della Società operaia cattolica in via San
Bartolomeo
( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
"Tassa di
solidarietà oltre i 120 mila euro" [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Quando si
lanciano nel sociale, i cristiani spesso scavalcano tutti a sinistra, marxisti
compresi. Giorgio La Pira, che per Franceschini è un padre spirituale, non a
caso veniva bollato dagli avversari politici come il «comunista bianco». Ora il
suo discepolo segretario dei Democrats ne ripercorre le orme. E senza
l'ambizione di diventare pure lui beato, ecco Franceschini spiazzare i
rifondaroli con una proposta molto «bertinottiana»: si metta un contributo straordinario
a carico dei maggiori contribuenti, «Due punti Irpef a carico di chi dichiara
un reddito che va dai 120 mila euro in su». Con i
denari ricavati, pari a mezzo miliardo di euro nella stima del leader Pd, lo
Stato potrebbe mettere in campo aiuti per i più disperati, quelli che si
presentano alle mense dei poveri e magari qualche mese fa avevano un lavoro
rispettabile. Ferrero (Prc) insorge, «il Pd propone l'elemosina di Stato, per
giunta una tantum, è solo una foglia di fico». Chiaro
che con le Europee alle porte c'è pure una competizione a sinistra. Ma la nuova
«proposta Franceschini», che integra quella sull'assegno ai disoccupati, nasce
in ben altro contesto. Il segretario Pd ha visto i rappresentanti di Caritas,
Sant'Egidio, Acli, Capodarco, insomma i protagonisti del Terzo settore.
All'incontro, promosso dal giovane dirigente ex-Ppi Lioni, non voleva
presentarsi a mani vuote. Di qui l'idea del contributo di solidarietà, che
andrebbe a colpire una platea di 150-200 mila contribuenti a cominciare dai
nostri onorevoli (scucirebbero 1000 euro). I fondi
verrebbero destinati agli organismi in prima linea, praticamente tutti di
matrice cattolica. Si spiega l'applauso caloroso dell'ala democristiana, da
Fioroni a Enrico Letta, addirittura Casini. Laici del Pd a ruota. Sottoscrive
Bersani: «Proposta realistica e utile». Errani: «Giusta e coraggiosa». Soro:
«Immediata e tangibile». Per Cofferati è «opportuna». Il suo successore
in Cgil Epifani annuisce, «c'è bisogno di aumentare le risorse verso le fasce
più svantaggiate», sebbene l'occhio sia rivolto in primis a chi rischia di
restare senza lavoro (Cgil propone di raddoppiare il periodo della Cassa
integrazione ordinaria). Franceschini è spericolato, evocare la parola tasse
rischia di diventare un assist per Berlusconi. Ma l'audacia è dei fortunati.
Difatti in soccorso corre chi meno ti aspetteresti,
cioè Bossi. Il quale non boccia affatto l'idea, anzi: «Può anche funzionare in
un momento di crisi, è bene che chi ha di più contribuisca...».
L'uscita del leader leghista tappa la bocca al centrodestra, dove solo Gasparri
e Capezzone si mettono in polemica. Come mai Bossi l'abbia fatto, si presta a
varie letture. Certo la Lega, radicata nel suo territorio, tocca con mano il
dramma dei poveri. C'è però dell'altro. Calcoli di convenienza. Domani si chiude in commissione alla Camera l'esame del federalismo
fiscale, la riforma per cui Bossi farebbe qualunque pazzia. La prossima
settimana il provvedimento va in Aula, e un'astensione del Pd sarebbe parecchio
gradita, anche in vista di un possibile referendum confermativo. Bossi si offre
come sponda al leader d'opposizione, sulla proposta per i poveri e pure sulla
casa. Al Cavaliere l'Umberto dà l'altolà: «Vogliamo vedere bene che cosa ha in
mente Berlusconi». Niente case agli immigrati e niente cemento nelle valli del
Nord. Oggi riunione di governo chiarificatrice, non è detto che il piano approdi domani in Consiglio dei ministri. Da segnalare la
sconfitta di quanti, nella maggioranza, puntavano alla riforma previdenziale. La
senatrice Bonfrisco ha ritirato l'emendamento che fissava un'unica età (da
( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Laicita'
PDL Formigoni chiama
a raccolta i cattolici a difesa dei valori Alessandro
Braga Non è il «raduno di una corrente» che, per carità, nel Popolo della
libertà le correnti «non esistono». Anzi, di più, «sono vietate», dice
sorridendo il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, riprendendo le
parole usate dallo stesso Silvio Berlusconi, durante la presentazione, ieri
alla Camera, della tre giorni di incontri organizzati
dalla sua Rete Italia a Riva del Garda, in provincia di Trento. Però... Però
sta di fatto che in riva al lago, questo fine settimana,
ci saranno oltre mille persone. E non certo per prendere il sole in un bel fine settimana primaverile, ma per discutere sui
valori, l'identità, la concezione della politica che staranno dietro al
progetto politico del Popolo della libertà, a due settimane dalla nascita
ufficiale del nuovo partito unico del centrodestra inventato da Berlusconi su
un «predellino» in piazza san Babila a Milano. «Cammellate», appunto, da
Roberto Formigoni, tramite la «sua» Rete Italia. Che non è una
nuova televisione on demand, ma un'associazione nata tre anni fa, «spontaneamente»,
come coordinamento tra politici di varie regioni che, di passaggio al meeting
di Rimini di Comunione e liberazione, si «ritrovavano» con Roberto Formigoni. E
costituitesi poi in rete, sempre su iniziativa di Formigoni, nel 2006. Se non è
una sorta di Cl in piccolo, poco ci manca. «Una ricognizione dei valori che
stanno dietro al progetto politico del Pdl», la definisce il vice coordinatore
di Forza Italia Giancarlo Abelli. Mentre per il vice presidente della Camera
Maurizio Lupi, anche lui formigoniano di ferro, è «una riflessione» sulla loro
identità. Partendo, sono parole dello stesso Formigoni, dalla «bio-politica,
ovvero le risposte che la politica può e deve dare in un momento in cui si
assiste ad una quasi onnipotenza della scienza». Insomma, in questa tre giorni,
affollata dalla presenza di ministri, europarlamentari, amministratori locali
del Pdl e dallo stesso presidente del consiglio, i convegnisti cercheranno di
dare «una sterzata» in senso teo-con alla linea politica del Popolo della libertà,
per evitare il rischio di una sua deriva laicista. La «parola d'ordine» del
convegno, giusto per non lasciare adito a dubbi, è presa nientepopodimeno che
da papa Ratzinger: «...il mondo...necessita
di una nuova generazione di laici cristiani impegnati». Se poi anche ubbidienti
ai dettami di santa romana chiesa, meglio ancora. E cosa c'è di meglio allora
del braccio secolare della Compagnia delle opere per portare avanti un progetto
così. Con un occhio anche al futuro assetto del partito, che Berlusconi
vorrebbe «schiacciato» su una linea molto governativa. Non a caso
Formigoni ha apprezzato l'idea di una candidatura in massa dei presidenti di
Regione alle prossime europee. «Splendida, un vero bagno di democrazia», ha
commentato il Celeste. Ben sapendo che lui può
catalizzare su di sé i voti di tutta Cl. E a quel punto, dopo un tale «bagno di
democrazia», non ascoltarlo diventerebbe più difficile, anche per Silvio
Berlusconi.