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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL  1-7-2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (39)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Agenda religioni ( da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: AZIONE CATTOLICA, UN CAMPO ESTIVO Da giovedì 3 luglio fino a domenica 6, il Settore Adulti dell'Azione Cattolica di Torino organizza un campo estivo a Valtournanche (Valle d'Aosta) nella Villa del Seminario. Il titolo è "Non ci ardeva forse il cuore?

<Rom, un piano razzista> ( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stato di polizia mostra il volto più feroce ai piccoli rom. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?". Accusando di inerzia i ministri cattolici, Famiglia cristiana riserva una coda al veleno ad Alessandra Mussolini, presidente della commissione per l'infanzia: "Le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare,

<Indecenti le impronte digitali> ( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: del mondo cattolico e delle associazioni. Persino l'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, ha pesantemente ironizzato: "Penso che la prossima direttiva di Maroni sarà quella di tagliare ai bambini rom la falange del dito mignolo, o ancora meglio un pezzetto del lobo dell'orecchio, in modo che siano immediatamente riconosciuti"

Fenomenologia del mago dei nostri figli - margherita rubino ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: docente alla Cattolica di Milano MARGHERITA RUBINO Gioiello culturale ed editoriale, "Il Melangolo" rinasce a Genova nel 1996, quando assume una autonomia gestionale che ad oggi si mantiene in equilibrio, fuori da giochi o pressioni aliene, e in più vi si ritaglia una fisionomia precisa, lontana dalla narrativa di genesi einaudiana e piuttosto volta alla saggistica e alla filosofia.

I gay contro caffarra: reazionario e ottuso - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: diviso tra laici e cattolici, cerca di ricompattarsi: dribbla in consiglio comunale un ordine del giorno del Pdl per condannare gli attacchi alla Chiesa, ma spedisce l'assessore Virginio Merola, stasera, ad accogliere la Madonna di Lourdes, in arrivo alle 20 nella stessa "arena" del Pride, Piazza VIII Agosto.

Nuova veste per il pantheon della certosa ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Bologna Nuova veste per il Pantheon della Certosa SONO solo una trentina i funerali laici che si sono celebrati l'anno scorso a Bologna, contro i 1540 che si sono tenuti nella chiesa della Certosa. Ma tra credenti e non credenti era comunque forte la necessità di avere un luogo in cui raccogliersi, in intimità e in tranquillità, per l'ultimo saluto ai cari estinti.

Maltese e i costi della chiesa al via le notti del pensiero laico - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Palazzo Poggi Maltese e i costi della Chiesa al via le notti del pensiero laico Stasera il giornalista; domani l'antropologo Remotti e il genetista Boncinelli. Venerdì monsignor Bettazzi e il filosofo Viano. Poi Maraini e Toscani ILARIA VENTURI QUANTO costa la Chiesa agli italiani? Si comincia da qui per dare spazio al pensiero laico ed evitare derive fondamentaliste, religiose e non.

Famiglia cristiana attacca maroni "razzismo le impronte ai bimbi rom" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma sono soprattutto i cattolici della compagine governativa a reagire con più veemenza contro Famiglia Cristiana. Come la forzista Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione: "Proprio in quanto cattolica sento come un dovere morale occuparmi di questi bambini in questo modo e condivido il piano Maroni".

L'accusa di Famiglia Cristiana Rom, norme razziste e indecenti ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: edizione del CRITICHE A MARONI E AI MINISTRI CATTOLICI L'accusa di Famiglia Cristiana "Rom, norme razziste e indecenti" "Norme razziste e indecenti": anche Famiglia Cristiana scende in campo contro la schedatura dei piccoli rom e chiama in causa oltre a Maroni i ministri cattolici che hanno dato via libera alla vergognosa schedatura: "Nessuno che abbia contrastato il ministro dell'

Sotto accusa anche la componente cattolica dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro la dignità dell'uomo vale zero ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stai consultando l'edizione del Sotto accusa anche la componente "cattolica" dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro la dignità dell'uomo vale zero.

Le impronte ai rom è razzismo Famiglia Cristiana attacca il governo: Berlusconi permetterebbe di schedare i suoi figli? ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Secco e pungente il giudizio del settimanale cattolico Famiglia Cristiana sulla proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali dei bambini rom. Critica ferma alle scelte del governo Berlusconi da parte del settima- nale cattolico diffuso. "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola - scrive -

<Le aziende sbagliano Aiutiamo invece le famiglie con colf> ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: immigrazione il prorettore dell'università Cattolica, Luigi Campiglio, trova riduttivo puntare il dito solo contro i clandestini. Quantomeno perché il problema ha due facce. L'uso del lavoro immigrato in nero è radicato in alcuni settori. L'edilizia per esempio. "Il alcuni contesti sta diventando un elemento strutturale.

<Poliziotti nei campi perché quei bambini vadano a scuola> ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Mariastella Gelmini è uno dei ministri del governo Berlusconi presi di mira dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana. è "fervente cattolica", come lei stessa ha dichiarato più volte. E soprattutto è la responsabile della Scuola dove, secondo il periodico, "bisognerebbe mandare i bimbi rom per impedire che vivano con i topi". Vi accusano di violare la dignità umana.

Famiglia cristiana attacca Maroni <Indecente schedare i piccoli rom> ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Indecente schedare i piccoli rom" Il settimanale cattolico: "Viola la dignità". Il ministro: "Vado avanti" Nuove polemiche, questa volta dal fronte cattolico, sulla proposta del governo di prendere le impronte ai bimbi rom ROMA - "Silvio Berlusconi permetterebbe che si prendessero le impronte ai suoi figli e ai suoi nipotini?

L'ultima porta, festa e lacrime per i clandestini ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: una sorta di sacrario laico". Centinaia di persone si sono avviate in processione con le fiaccole accese come fosse una cerimonia religiosa: rientrando poi in città nel traffico assordante delle strade e dei ristoranti all'aperto con tanto di orchestrine e balli per una festa che sarebbe durata tutta la notte, alla faccia dei poveri naufraghi.

Maroni senza Famiglia Cristiana ( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la proposta di prendere le impronte ai minori rom Maroni senza Famiglia Cristiana Fronte cattolico contro il governo. Il ministro: "Critiche infondate, andiamo avanti" ROMA Una "proposta indecente". Non ci gira tanto intorno Famiglia Cristiana nel commentare l'idea del ministro Maroni di chiedere le impronti digitali ai piccoli rom.

Azione Cattolica mette a punto la convention ( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stampa Azione Cattolica mette a punto la convention CAMPOBASSO Si svolgerà dal 7 al 10 agosto a Matrice nel convento della Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso la Convenzion regionale 2008 dell'animazione per ragazzi, rivolto agli animatori delle Parrocchie.

Kureishi ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: erano movimenti del tutto laici, eppure non sono stati secondi a nessuno nel produrre orrori e morti. Altra dimenticanza di quelli che oggi puntano il dito contro l'islam è la questione del razzismo: io, come anglo-pachistano, l'ho conosciuto. Non c'era grande tolleranza verso le minoranze etniche nell'Inghilterra dei '70 e degli '80".

Uno, due o tre stati? Il diritto di discuterne ( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: annessione della Cisgiordania e di Gaza ad uno stato di Israele unificato? Naturalmente il suo attacco prende di mira una parte diversa dello spettro politico. Ma anche in questa parte l'idea di un solo stato non è né unica né semplice. Le diverse varianti includono uno stato laico unitario, uno stato binazionale, una confederazione, e così via.

Caldo: allarme rosso per anziani e bambini Ospedali affollati ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Università Cattolica di Roma, avverte che "dormire poco per il caldo è un problema generale, con un'attenzione particolare per bambini e anziani". Per combattere la calura l'esperto consiglia di bere molta acqua (magari 2 litri al giorno), mangiare soprattutto frutta fresca e verdura, senza fare stravizi in particolare modo la sera,

NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 01 Luglio 2008 Chiudi NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI La Cattolica avrà 550 milioni in cambio però perderà 250 posti.

L'allegra brigata dei tedeschi ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di idee tendenzialmente laiche come Reinhold e Erhard. O a via Condotti, dove il Caffè Greco rappresentava il punto di approdo delle allegre brigate. O alle Grotte di Cervara, sulle rive dell'Aniene, dove si festeggiava l'arrivo della primavera. In occasione della mostra, martedì primo luglio alle 18.

Pace fatta tra la Regione e l'Università Cattolica Sacro Cuore per la gestione del policli ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: contenzioso economico sui finanziamenti ai policlinici universitari non statali come quello della Cattolica e il Campus Biomedico. Dal Gemelli, all'inizio dell'anno era stato lanciato il grido di allarme dal rettore Lorenzo Ornaghi che contestava le decisioni contenute nel Piano di rientro dal deficit sanitario che prevedeva il taglio di posti letto e la diminuzione dei fondi regionali.

Livia non doveva essere operata: anomalie nell'elettrocardiogramma e nei valori di alcune ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ieri mattina è stata effettuata l'autopsia dai professori Capelli e De Giorgi dell'Università Cattolica. "Di certo per ora possiamo dire che c'è stata un'embolia massiva cerebrale e sono state rilevate ecchimosi a livello cardiaco", aggiunge il dottor Labate.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Reliquie laiche e politica nell'Ottocento" ( Corriere, 28 giugno), dia un'interpretazione per certi versi originale della leggenda di Garibaldi, vi sono alcune affermazioni sorprendenti. Mi ha meravigliato leggere che Garibaldi era "un rivoluzionario senza Dio" e "in persona aveva provveduto negli anni a fabbricare innumerevoli reliquie di sé,

ROMA - Prendere le impronte digitali ai rom, come ha detto di voler fare il ministro Maroni, & ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tradito le attese dei cattolici"; e a tre mesi fa risale l'intemerata contro "il primato del fare e l'anarchia dei valori" alla base della politica di Berlusconi. Stavolta il settimanale non risparmia neppure i ministri cattolici del Governo in carica i quali, si legge, "escono bocciati, senza appello, alla prima prova d'esame.

Lo sguardo surreale del corto Mediterraneo ( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Umorismo sensibile e deliziosamente laico è la cifra vincente di Agape dello sloveno Slobodan Maksimovic, premio speciale della giuria. Con intelligente freschezza mette in scena una commedia lieve ma arguta, con al centro un convento di suore in cui si decide di installare internet a banda larga.

Impronte, il coraggio di un prefetto Famiglia Cristiana: <piano razzista> ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: esperto di amministrazione e organizzazione di strutture pubbliche: un "fedele servitore dello Stato" di alto livello e di autentica fede cattolica, abituato a lavorare con impegno, rigore (ed eccellenti risultati), fuori da ogni pratica "politicante" - e dentro una civiltà, una disposizione al dialogo, una sensibilità alle questioni sociali che sorprende ogni interlocutore.

Fulvio Fania Città del Vaticano E' <indecente e razzista> l'intenzione di Maroni di sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono <bocciati> tutti i ministri cattolici del g ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: attacca duramente il governo mettendo in evidenza la scarsa presenza di cattolici doc e l'incoerenza dei ministri che si professano tali. Mentre Benedetto XVI ha ricevuto con grandi sorrisi Berlusconi, Famiglia cristiana , che non è mai stata tenera neppure verso il Pd, si fa interprete di un malessere diffuso nel mondo cattolico, non soltanto nella Caritas e nel volontariato sociale.

<Indecente e razzista marchiare i rom> "Famiglia cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla prima prova ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Nuovo affondo del settimanale contro il governo: "La dignità umana per loro vale zero" "Indecente e razzista marchiare i rom" "Famiglia cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla prima prova.

Facciamo Breccia: Tutte/i con Bertozzo. Botte e accuse per l'attivista ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico il Cassero di porta Saragozza, per tornare, almeno qualche minuto, a presidiare la storica sede del movimento lbgt bolognese. Dal Comitato del Pride si chiedono cosa abbia a che fare la vicenda dell'arresto di Bertozzo con l'episodio dello striscione non previsto che i No-Vat volevano srotolare sul palco durante l'

Impronte, il coraggio di un prefetto ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la comunità ebraica e il mondo cattolico. E' di ieri il duro attacco del settimanale cattolico Famiglia cristiana che ha definito le misure del governo: "Una proposta indecente"."Alla prima prova d'esame - scrive Famiglia Cristiana - i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello.

Pironi e Mangano a Zoate danno spettacolo ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: netto Cattoli Catullo 38. III categoria: 1° netto Giovanni Godio 44, 2° netto Vittoria Gatti 41. EUCALYPTUS - Maratona del ventennale - Louisiana 20 buche - 1° squadra "i principi" F. Pacelli-A. Pacelli-M.Sessich-R. Cianfrini 58, 2° "gli archi" R.Battaglia-Sampaolesi-Bertozzi-Milani 63,3° "zingari2" Crisciotti-Zorloni-Ambrosi-

Obbligavano i figli a rubare, rom in manette ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Questa nozione non sfiora l'anima bella dei laici e religiosi di Famiglia Cristiana. Ricordo una volta di aver fatto un viaggio con uno di loro all'Avana. Era tanto tempo fa, ma non potrò mai scordare che gli piaceva tutto e che giustificava tutto: povertà, torture agli oppositori, discriminazione, sfruttamento delle donne.

Famiglia Cristiana contro Maroni, lui: non mollo ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: provvedimento del Viminale sulle impronte ai rom e punta il dito contro i ministri cattolici: "Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare l'indecente proposta" Roma - Questa volta tocca al ministro dell'Interno Roberto Maroni a finire nel mirino di Famiglia Cristiana: prendere le impronte digitali ai bambini rom è una "indecente proposta",

Famiglia Cristiana: Proposta razzista ( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici" del governo del Cavaliere". Accuse pesanti come macigni. "Per loro - si legge nell'editoriale che sarà in edicola con il prossimo numero - la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna)

ROMA. SARà IL PLENUM DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, CONVOCATO PER QUESTO POMERIGGI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: venne approvato con il voto contrario di Michele Saponaro, laico di Forza Italia. Tormentatissimo del resto tutto l'iter di questo parere, segnato da continue fughe di notizie sui suoi contenuti e da duri e reiterati richiami di Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, ai consiglieri perché garantiscano riservatezza e rispetto delle regole.

Rom Famiglia Cristiana attacca il leghista maroni ( da "Riformista, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Secondo il più diffuso settimanale italiano d'ispirazione cattolica, la proposta di Maroni di prendere le impronte ai bambini rom si può definire in due sole parole: "indecente" e "razzista". Una proposta - spiega Famiglia Cristiana - che pesa anche sui "ministri "cattolici" del governo del Cavaliere", i quali, non avendo detto nulla in merito, "escono bocciati,

Radio Padania attacca, Famiglia Cristiana "assolve" ( da "Voce d'Italia, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: alla fine chi si occupa dei rom sono sempre le associazioni cattoliche". Intanto l'appello di Radio Padania è stato subito accolto, con circa un centinaio di telefonate e oltre 140 e-mail di dissenso e dai toni piuttosto offensivi. Gli ascoltatori accusano il settimanale di spalleggiare delinquenti e rapitori pedofili.


Articoli

Agenda religioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

APPUNTAMENTI, INCONTRI, CELEBRAZIONI Agenda religioni A CURA DI DANIELE SILVA MAITRI BUDDHA La lezione di venerdì 27 giugno al Centro Studi Maitri Buddha verte su "Fenomeni e Nuomenon", a partire dalle 20. La tiene il maestro Ghelong Lobsang Sanghye in via Guglielminetti 9. www.centromaitri.com. LE VISITE DELL'UCID L'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UDIC) ha in programma per lunedì 30 giugno una visita turistica serale di Torino. Si parte alle 19 davanti alla chiesa di San Francesco da Paola in via Po per proseguire alla scoperta di palazzi, vie, monumenti sotto la guida di Luisa Quarena. Per iscriversi alla visita, telefonare allo 011/8122083 dalle 9 alle 14. CONVEGNO SULLA MISTAGOGIA Parte il 30 giugno la terza settimana catachistica di Mondovì, con un convegno lungo cinque giorni (fino a sabato 5 luglio), organizzato dall'Ufficio Catechistico Regionale del Piemonte - Valle d'Aosta, dal centro Evangelizzazione e Catechesi Don Bosco e dalla casa editrice Elledici. Dal titolo "Il bello viene dopo!", il convegno punta ad approfondire il tema della catechesi mistagogica degli adolescenti cresimati, ovvero sull'educazione cristiana di chi ha già ricevuto l'iniziazione. L'iscrizione costa 40 euro, la pensione completa per tutti i giorni del convegno 260 o 240 euro. Info 0174/565300 o scrivere a santuariovico@libero.it A STRESA IN PELLEGRINAGGIO La comunità rosminiana della Sacra di San Michele organizza per martedì 1 luglio un pellegrinaggio a Stresa. Questo il programma: alle ore 7 partenza da Avigliana con arrivo alle 9 a Stresa e accoglienza al Centro Internazionale Studi Rosiminiani; alle 10 processione alla Chiesa del Crocifisso e alle 11,30 messa solenne del Beato Antonio Rosmini; alle 13 il pranzo e pomeriggio libero per la visita alla città. Alle ore 17 è prevista la partenza per il ritorno. Per ogni informazione, 011/939130 e 338/3978641. AZIONE CATTOLICA, UN CAMPO ESTIVO Da giovedì 3 luglio fino a domenica 6, il Settore Adulti dell'Azione Cattolica di Torino organizza un campo estivo a Valtournanche (Valle d'Aosta) nella Villa del Seminario. Il titolo è "Non ci ardeva forse il cuore? La strafa di Emmaus, la strada della nostra storia". Info 011/5623285. COMUNITA' VALDESE È ormai un appuntamento fisso quello che la comunità valdese di Torino organizza per la prima domenica di luglio: domenica 6 è in programma infatti la tradizionale visita a Pièdicavallo, nel biellese. La partenza per il minuscolo comune dell'Alta Valle Cervo è per le 9,30 dal tempio valdese di corso Vittorio Emanuele II, con auto private. La giornata prevede il pranzo in una trattoria locale, alle 16 una conferenza sulla storia valdese e alle 17 il culto con il sermone bilingue, in piemontese e in italiano. Come consuetudine, il pomeriggio avrà termine con una merenda sinoira insieme con la comunità valdese di Biella e con il pastore Maurizio Abbà. La giornata è animata dal pastore Giuseppe Platone; iscrizioni allo 011/6692838 entro il 1 luglio.

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<Rom, un piano razzista> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

"Rom, un piano razzista" "famiglia cristiana" attacca il governo Il settimanale cattolico giudica "indecente" l'idea di prendere le impronte ai bambini. Maroni insiste: "Ineludibile censire" 01/07/2008 Roma. Dopo l'attacco a Berlusconi per le sue "ossessioni giudiziarie", il settimanale cattolico Famiglia Cristiana si scaglia contro il governo per la proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni di prendere le impronte ai bambini rom. "Prima però prendete le impronte dei parlamentari e dei figli" titola il settimanale che giudica "indecente" l'idea di Maroni. Così"uno Stato di polizia mostra il volto più feroce ai piccoli rom. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?". Accusando di inerzia i ministri cattolici, Famiglia cristiana riserva una coda al veleno ad Alessandra Mussolini, presidente della commissione per l'infanzia: "Le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare, e ora tornano patrimonio del governo". de carolis >> 5 01/07/2008.

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<Indecenti le impronte digitali> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

"Indecenti le impronte digitali" sicurezza Famiglia Cristiana attacca il ministro Maroni che risponde: "Pregiudizi ideologici" Roma. Una settimana fa aveva bollato Berlusconi come un premier "ossessionato dai giudici", e ieri ha attaccato a muso duro Maroni, definendo "indecente" la sua proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Ma l'affondo di "Famiglia Cristiana", il settimanale dei Paolini, non turba il ministro degli Interni, Roberto Maroni, che rilancia: "La norma è conforme alle direttive europee, le polemiche sono frutto di ignoranza e di pregiudizio ideologico". Si tira dritto dunque, nonostante le proteste dell'opposizione, del mondo cattolico e delle associazioni. Persino l'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, ha pesantemente ironizzato: "Penso che la prossima direttiva di Maroni sarà quella di tagliare ai bambini rom la falange del dito mignolo, o ancora meglio un pezzetto del lobo dell'orecchio, in modo che siano immediatamente riconosciuti". Ma il titolare del Viminale si sente forte. Ieri molti esponenti del governo si sono schierati al suo fianco, ribadendo che l'iniziativa è giusta. E che Maroni non verrà lasciato solo. Almeno per ora, perché da Famiglia Cristiana è arrivato un vero e proprio anatema. "Quella di Maroni è una proposta indecente, accolta dal silenzio assordante dei ministri cattolici, che escono bocciati senza appello dalla prima prova d'esame - si legge sul prossimo numero, in edicola da domani - Per loro la vita vale zero, e non hanno alzato un dito contro questa idea. Non stupisce invece il silenzio della nuova presidente della commissione per l'Infanzia, Alessandra Mussolini, perché le schedature etniche e familiari fanno parte del dna di famiglia". Ma l'obiettivo principale del settimanale è ovviamente Maroni: "Avremmo dato credito al ministro se, oltre a proporre la schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti hanno previsto? Nulla". Per l'ira del giornale, che attacca: "Ci chiediamo se Berlusconi permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o ai suoi nipotini. Oggi uno Stato di polizia mostra il suo volto più feroce ai piccoli rom, che pure sono cittadini italiani. Perché non si persegue con la stessa ostinazione la criminalità vera che esiste in varie zone del Paese?". Una domanda seguita da una provocazione: "Se vogliamo prendere le impronte, cominciamo dai nostri figli, anzi dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi fa il furbo. L'"affossa-pianisti" sarebbe l'unico lodo gradito agli italiani". Famiglia Cristiana, che due anni fa si schierò a favore di Romano Prodi prima delle elezioni, si conferma quindi nettamente contrario al centrodestra e al suo leader. E sulle impronte digitali è pronto alle barricate. Compatta anche l'opposizione, a cominciare dal leader del Pd, Walter Veltroni, che sottolinea: "La proposta di Maroni è eticamente inaccettabile, stiamo parlando di bambini che poi si troveranno in classe con altri bimbi a cui non avranno preso le impronte". Fabio Evangelisti, dell'Italia dei Valori, evoca scenari apocalittici: "Dalla schedatura dei bimbi rom a quella degli ebrei e degli omosessuali il passo è breve. La scelta di Maroni può essere foriera di conseguenze drammatiche". Mentre Ernesto Ferrero (Rifondazione Comunista) lancia un invito alla disobbedienza civile: "La proposta di Maroni è razzista, barbara e incivile, oltre che palesemente incostituzionale. Io e molti compagni e compagne ci metteremo in fila per farci schedare anche noi. E così spero che faranno anche tanti cittadini, associazioni e preti". Il clima insomma è rovente. Ma Maroni non si pente. E replica: "Chi è contro il provvedimento non sa di cosa parla. C'è un regolamento, approvato dai ministri dell'Interno della Ue nell'aprile del 2008, che impone agli stati membri di prendere le impronte digitali ai minori extracomunitari dai sei anni in su. Il censimento dei nomadi, adulti o minori, è ineludibile". Il ministro però non chiude la porta al dialogo invocato dal presidente dell'Unicef, Vincenzo Spadafora, (secondo cui le impronte "criminalizzano le vittime"): "Non solo lo voglio incontrare, ma gli chiederò di coinvolgere la sua organizzazione nelle nostre iniziative". Tutto il centro destra fa quadrato. "Credo che Maroni faccia bene a proseguire nella strada tracciata" sostiene il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo cui il censimento tramite impronte digitali "è soprattutto nell'interesse dei bambini e dei minori che non hanno un'identità. Queste cose vengono fatte anche in altri paesi, e non suscitano questo scandalo". Dello stesso avviso Maurizio Gasparri, capogruppo in Senato del Pdl: "Il blitz della polizia a Verona con l'arresto di otto rom per sfruttamento di minori, e l'arresto di due piccoli rom ad Avellino dimostrano che l'iniziativa di Maroni è più che giusta". Karim Mezran, vicepresidente dell'associazione Intellettuali Musulmani Italiani e docente presso la Johns Hopkins University, invece afferma: "Se si vuole risolvere il problema dell'orrendo sfruttamento dei minori che avviene quotidianamente nel nostro Paese, si deve combattere una tratta che ha portato in Italia, negli ultimi anni, più di diecimila minori stranieri senza famiglia, i cosiddetti bambini non accompagnati, sfruttati dalle organizzazioni criminali per il borseggio, lo spaccio di droga e la pedofilia. Attualmente, la maggior parte degli sbarchi clandestini coinvolge ragazzini tra i 10 e i 16 anni, che, in base all'attuale normativa, non possono essere espulsi", conclude il vicepresidente di Intellettuali Musulmani Italiani. Luca De Carolis 01/07/2008 ' 01/07/2008 FAMIGLIA CRISTIANAOggi uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli cittadini italiani 01/07/2008 FRANCO FRATTINI 01/07/2008.

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Fenomenologia del mago dei nostri figli - margherita rubino (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Genova In libreria Uno studio sulla cultura di massa: come fece Eco con Mike Bongiorno Fenomenologia del mago dei nostri figli Dopo il dottor House, un altro mito virtuale nella nuova collana de "Il Melangolo" Dall'etica all'epica, l'idea di Simone Regazzoni, docente alla Cattolica di Milano MARGHERITA RUBINO Gioiello culturale ed editoriale, "Il Melangolo" rinasce a Genova nel 1996, quando assume una autonomia gestionale che ad oggi si mantiene in equilibrio, fuori da giochi o pressioni aliene, e in più vi si ritaglia una fisionomia precisa, lontana dalla narrativa di genesi einaudiana e piuttosto volta alla saggistica e alla filosofia. Sulla carta, un possibile suicidio. Ma nel tempo i rifondatori, Marco Fidora e Magiù Viardo tra i tanti, affiancati poi da Francesco Chiossone e Simone Regazzoni, hanno con ogni evidenza compiuto molte scelte giuste, visto che le collane aumentano e godono buona fortuna, caso forse unico in città, per fama, credito e stampa nazionale. Propensione per i titoli e i contenuti legati ai diritti femminili o alle donne scrittrici (Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, scritta nel 1791 da Olympe de Gouges, talentuosa protofemminista, Gesù l'ebreo, sorprendente libello di Lou Salome del 1896, scovato e curato da Carlo Angelino, Manifesto della donna futurista, 1912, antidoto verso il maschilismo di Marinetti) oppure libelli originali (Come ridevano gli antichi, le prime barzellette della storia tradotte da Tommaso Braccini, Morire per Dio, l'ipotesi di Daniel Boyarin che legge in parallelo le nascite di Giudaismo e Cristianesimo) hanno recentemente confermato il percorso di una casa editrice piccola ma capace di scelte diverse, eleganti e capaci di cogliere il bersaglio. Alle molte collane aperte, vive e vegete, come quella filosofica e universitaria, le Nugae e gli Opuscula, si affianca ora Altrescritture, modernissimo tentativo di creare nuovi modi di conoscenza e lettura dell'oggi, su una linea intermedia tra la cultura alta e popolare: una collana pop-filosofica, attenta ai fenomeni di massa, serie tivù e politica, ecologia e pubblicità. L'idea è del direttore di collana, il trentatreenne Simone Regazzoni, professore a contratto di Fenomenologia dell'arte presso l'Università Cattolica di Milano, che ha già pronti i primi titoli: tra ottobre e gennaio vanno in libreria Sette giorni di filosofia di Charles Pepin e Wu Ming e La nuova epica italiana di Gaia De Pascale. Ma il giovane direttore parte di persona, in settembre, con il suo Harry Potter e la filosofia. Fenomenologia di un mito pop, sulla scia del fortunato Filosofia del dr. House firmato con alcuni amici sotto lo pseudonimo di Blitris. Per la verità Simone Regazzoni è un tipo molto serio, allievo di Carlo Angelino e poi di Jacques Derrida, sulla cui scia ha scritto La decostruzione del politico. 11 tesi su Derrida (2006) e Nel nome di Chora (2008). Tuttora immerso in pubblicazioni di estetica e di filosofia politica, Regazzoni però ha individuato lo scorso anno un filone di ricerca diverso, esploso immediatamente, che lo ha portato a una bella affermazione sul piano nazionale. Riformulando l'idea di decostruzione di Derrida in direzione di una decostruzione filosofica della cultura di massa, dopo Dr House firma ora questo Harry Potter sulla scia di un'idea precisa. La cultura di massa non è un semplice prodotto dell'industria culturale, indegno di elaborazioni teoriche. Come Umberto Eco ha scritto decenni fa Fenomenologia di Mike Bongiorno, aprendo la semiotica a interrogazioni e contenuti di massa, così oggi negli USA si studiano seriamente le saghe tivù, i nuovi miti, le pubblicità anche becere, creando una vera e propria filosofia della cultura di massa, accessibile ad ogni tipo di pubblico. Si tratta dunque di novità relativa, di importazione anglo americana: fatto sta che in Italia non ci aveva ancora pensato nessuno, e Simone Regazzoni probabilmente con questo libretto lancia un inedito indirizzo di studi. La saga di Harry, Hermione e compagni viene trattata come un classico della letteratura, che sottintende problemi vari: il rapporto tra magia e ragione, ad esempio, in polemica con Piergiorgio Odifreddi, che dichiara Potter pericoloso per la razionalità delle persone. Oppure la questione etica del coraggio, lo sviluppo di un'etica del soggetto eroico, con la responsabilità di ciascun soggetto verso la Giustizia: Harry ha paura, ma la supera e agisce perché quella è la cosa giusta. Infine traspare dietro la saga per bambini il tema della questione politica della giustizia, con tanto di evocazione , in Voldemort, dello spettro e della simbologia di fascismo e nazismo. Da settembre, alla fin fine, Harry Potter si potrà studiare a scuola.

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I gay contro caffarra: reazionario e ottuso - silvia bignami (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Bologna I gay contro Caffarra: reazionario e ottuso Il Pd non vota la solidarietà alla Chiesa. Ma Merola va in processione SILVIA BIGNAMI La controffensiva del comitato organizzatore del Gay Pride parte da un attacco diretto alla Curia e a Carlo Caffarra, "cardinale reazionario ed ottuso". Una risposta al vescovo vicario Ernesto Vecchi, che ha definito la manifestazione del mondo gay di sabato un insulto alla città. Intanto il Pd, diviso tra laici e cattolici, cerca di ricompattarsi: dribbla in consiglio comunale un ordine del giorno del Pdl per condannare gli attacchi alla Chiesa, ma spedisce l'assessore Virginio Merola, stasera, ad accogliere la Madonna di Lourdes, in arrivo alle 20 nella stessa "arena" del Pride, Piazza VIII Agosto. "Quella di Vecchi è la solita solfa di un prete reazionario" dice Emiliano Zaino, presidente del Cassero e portavoce del Pride. "Sabato la festa è stata sobria e composta. Le contestazioni a Caffarra sono partite da piccoli gruppi". A monsignor Vecchi - che ha consigliato al Pd e alla politica di non inseguire gruppi che nelle urne pesano solo per lo 0,9% - Zaino risponde così: "Questa è una ingerenza inaccettabile. Tra l'altro Vecchi si ricordi che il primo cittadino di Bologna non è Caffarra, ma Sergio Cofferati". Dura anche l'altra portavoce del Pride, Paola Brandolini, che parla di "mistificazione, minaccia e ricatto" da parte della Curia, e ricorda le "parole di odio che ripetutamente Caffarra ci rivolge". Mentre la presidente del Mit Marcella Di Folco, che stasera sarà in piazza "come credente" ad accogliere la Madonna di Lourdes, precisa: "Il Cassero di porta Saragozza non è della Madonna, ma del Comune". Franco Grillini: "Vecchi parla come un capo partito". Uno scontro che scoppia proprio mentre sotto le Due Torri sta per arrivare la Madonna di Lourdes. Un appuntamento che si preannuncia già ad alto rischio "provocazioni", soprattutto da parte dei gruppi antagonisti di "Facciamo Breccia", che sabato hanno contestato San Petronio e Caffarra. "Se andremo a contestare la Curia? Non credo" glissa per ora il loro leader Marco Geremia, ma la tensione resta alta. In piazza VIII Agosto, in processione insieme al cardinale Caffarra, ci sarà Merola, in veste di rappresentante del Comune. Una mano tesa alla Curia, dopo che ieri il Pd, nonostante i malpancisti cattolici, ha ritrovato l'unità bocciando compatto un ordine del giorno proposto dal Pdl per condannare gli attacchi alla chiesa del Gay Pride. "Un documento strumentale" lo ha definito la vicecapogruppo del Pd, la cattolica Lina Delli Quadri. Ma il centrodestra non ci sta e attacca. "Il Pd chieda pubblicamente scusa per certi striscioni indegni contro la Chiesa" dice in consiglio Silvia Noè (Udc). "Offese sistematiche alla morale comune" insiste il consigliere di An Galeazzo Bignami. Mentre il deputato di Forza Italia Fabio Garagnani fa appello ai cattolici a unirsi per difendere Caffarra. Intanto non si esaurisce la polemica sul Pride, continuato sino a notte fonda al Parco Nord. I carabinieri di San Lazzaro, domenica mattina, hanno denunciato 350 persone, molte delle quali reduci dal corteo, che si erano trasferite per un rave clandestino in riva al fiume a Monterenzio.

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Nuova veste per il pantheon della certosa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Bologna Nuova veste per il Pantheon della Certosa SONO solo una trentina i funerali laici che si sono celebrati l'anno scorso a Bologna, contro i 1540 che si sono tenuti nella chiesa della Certosa. Ma tra credenti e non credenti era comunque forte la necessità di avere un luogo in cui raccogliersi, in intimità e in tranquillità, per l'ultimo saluto ai cari estinti. Un "non-luogo" fino a ieri, dal momento che le cerimonie si dividevano tra le camere mortuarie, spesso asettiche e anonime, di ospedali e case di cura. "Luogo d'arte", ora, con l'apertura della "Sala d'attesa", il Pantheon del cimitero della Certosa, rinnovato grazie all'allestimento dell'artista bolognese Flavio Favelli. Il locale, a pianta ellittica, realizzato nell'Ottocento dall'architetto Giuseppe Tubertini, sarà inaugurato nella nuova veste oggi alle 18.30 alla presenza del sindaco Sergio Cofferati. Progetto costato 140mila euro, voluto fortemente da Francesco Amante, presidente degli Amici della GAM, e realizzato (grazie a numerosi sponsor) in collaborazione con il settore cultura del Comune. L'idea è stata quella di ricreare un ambiente quasi domestico: tendaggi che coprono le pareti, una gradinata in legno rosso lacca, il pavimento in marmo con materiale riciclato assemblato con un disegno preciso, lampadari con gocce di cristallo appesi ad una struttura portante. "Sono anni che raccolgo questi oggetti - ha spiegato Flavio Favelli - e speravo di poter realizzare un'opera di questo tipo". E Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente del MAMbo: "Una nuova agorà in cui un artista contemporaneo ha fatto un monumento al futuro che costringe a riflettere sul passato". (p. n.).

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Maltese e i costi della chiesa al via le notti del pensiero laico - ilaria venturi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIII - Bologna Di Santa Ragione a Palazzo Poggi Maltese e i costi della Chiesa al via le notti del pensiero laico Stasera il giornalista; domani l'antropologo Remotti e il genetista Boncinelli. Venerdì monsignor Bettazzi e il filosofo Viano. Poi Maraini e Toscani ILARIA VENTURI QUANTO costa la Chiesa agli italiani? Si comincia da qui per dare spazio al pensiero laico ed evitare derive fondamentaliste, religiose e non. Torna da questa sera, nel calendario di Bè estate, "Di Santa Ragione": sei incontri al Cortile d'Ercole di Palazzo Poggi (via Zamboni 33), a ingresso libero (ore 21), con Curzio Maltese, Umberto Folena, Francesco Remotti, Edoardo Boncinelli, monsignor Luigi Bettazzi, Carlo Augusto Viano, Paola Bigatto, Dacia Maraini e Oliviero Toscani. Voci scomode, punti di vista differenti, che affronteranno le grandi sfide della contemporaneità tra scienza, letteratura e filosofia. "Uno spazio in cui dare voce a quella grande parte di cittadini che sente il bisogno di riappropriarsi della ragion perduta", spiegano i promotori, Procope studio e Micromega. Stasera il primo incontro con il giornalista Curzio Maltese che presenterà la sua inchiesta sui costi della chiesa cattolica poi raccolta nel libro "La questua". Maltese ne discuterà con il giornalista Umberto Folena. Domani, dibattito sulle identità e differenze negli uomini e in natura ("Una, nessuna, centomila?") con l'antropologo Francesco Remotti e il genetista Edoardo Boncinelli. Venerdì parleranno monsignor Bettazzi e il filosofo Carlo Augusto Viano, già membro del comitato nazionale di Bioetica, su "La chiesa, la sua base e il potere politico". L'8 luglio spettacolo teatrale tratto da "La banalità del male" di Hannah Arendt con l'attrice Paola Bigatto, che collabora con il Teatro delle Albe di Ravenna. Il 9 luglio, viaggio nel cuore del '900, con la scrittrice Dacia Marainim il titolo è suggestivo: "Il treno dell'ultima notte". Finale con il fotografo Oliviero Toscani, il 10 luglio, su "Il piacere e i divieti nel pubblico e nel privato".

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Famiglia cristiana attacca maroni "razzismo le impronte ai bimbi rom" - francesco bei (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Famiglia Cristiana attacca Maroni "Razzismo le impronte ai bimbi rom" Bordata anche sulla Mussolini: schedare è nel dna familiare Il ministro tiene duro: polemiche infondate, frutto di scarsa informazione FRANCESCO BEI ROMA - "Alla prima prova d'esame i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero". Famiglia Cristiana, il settimanale dei Paolini (tre milioni e mezzo di lettori) torna all'attacco. Con una nuova stroncatura del governo. La settimana scorsa era stato preso di mira Silvio Berlusconi "ossessionato" dai giudici. Questa volta sotto tiro finisce "l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". Nell'editoriale la rivista attacca Maroni, Berlusconi e la Mussolini, scatenando la piccata replica del ministro dell'Interno ("non indietreggio di un millimetro") e la sollevazione di tutto il centrodestra. "Avremmo dato credito al ministro - si legge nel fondo - se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi con i topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". Sulla Mussolini: "Non stupisce il silenzio della nuova presidente della commissione per l'Infanzia, perché le schedature etniche e religiose fanno parte del dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio del governo". L'attacco arriva diretto contro il premier: "Permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". Insomma, la procedura di identificazione scelta dal Viminale viene paragonata ai tempi del fascismo, "quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella al braccio", e Maroni viene accusato di riproporre "il concetto di razza nell'ordinamento giuridico". Con parole diverse una mezza bocciatura arriva anche dal commissario europeo alla sicurezza, Jacques Barrot, che ricorda come "non ci possano essere discriminazioni nei confronti dei rom". Di fronte alle critiche, Maroni tira dritto: "La nostra iniziativa di censire chi vive nei campi nomadi, adulti o minori, è ineludibile". Le polemiche "sono infondate" e "frutto di scarsa informazione". Attorno al Viminale fa quadrato tutto il governo. Per il ministro degli Esteri Frattini il provvedimento "è nell'interesse dei bambini, dei minori senza identità. Se li lasciamo nello stato ignobile di abbandono non facciamo i loro interessi". Concorda Andrea Ronchi, ieri in visita al centro d'accoglienza di Lampedusa: "è sacrosanto essere duri, ferrei, verso tutto ciò che è illegale e clandestino". Ma sono soprattutto i cattolici della compagine governativa a reagire con più veemenza contro Famiglia Cristiana. Come la forzista Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione: "Proprio in quanto cattolica sento come un dovere morale occuparmi di questi bambini in questo modo e condivido il piano Maroni". La schedatura con le impronte "non è una discriminazione ma una forma di tutela, anche nei confronti delle famiglie che spesso li sfruttano". La Gelmini ricorda inoltre di aver concordato con il Viminale "un piano di scolarizzazione dei Rom, che partirà nel 2009, dopo che avremo finito il censimento: attualmente oltre il 60% dei bambini Rom non viene mandato a scuola". Altri, come Carlo Giovanardi, sono meno diplomatici: "Dopo aver respinto con rabbia e sdegno la delirante accusa di Famiglia Cristiana di essere parte di un governo più o meno nazista, mi chiedo che cosa abbia più a che fare con la famiglia e con i cristiani questo settimanale". Usa l'ironia un altro cattolico doc come il ministro Gianfranco Rotondi: "Famiglia Cristiana ci boccia? Non è mica la nostra scuola!". Alessandra Mussolini, pesantemente tirata in ballo dal settimanale, definisce l'articolo "un misto di confusione e intolleranza", mentre dal Pd si fa sentire Walter Veltroni: "Prendere le impronte ai bambini rom è eticamente inaccettabile".

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L'accusa di Famiglia Cristiana Rom, norme razziste e indecenti (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del CRITICHE A MARONI E AI MINISTRI CATTOLICI L'accusa di Famiglia Cristiana "Rom, norme razziste e indecenti" "Norme razziste e indecenti": anche Famiglia Cristiana scende in campo contro la schedatura dei piccoli rom e chiama in causa oltre a Maroni i ministri cattolici che hanno dato via libera alla vergognosa schedatura: "Nessuno che abbia contrastato il ministro dell'Interno e l'indecente proposta razzista". Ma il governo non si ferma: domenica la schedatura inizierà anche nei campi nomadi della capitale. Monteforte e Di Dio a pagina 7.

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Sotto accusa anche la componente cattolica dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro la dignità dell'uomo vale zero (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Sotto accusa anche la componente "cattolica" dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro la dignità dell'uomo vale zero.

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Le impronte ai rom è razzismo Famiglia Cristiana attacca il governo: Berlusconi permetterebbe di schedare i suoi figli? (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del "Le impronte ai rom è razzismo" Famiglia Cristiana attacca il governo: Berlusconi permetterebbe di schedare i suoi figli? di Roberto Monteforte / Roma "PROPOSTA INDECENTE" Secco e pungente il giudizio del settimanale cattolico Famiglia Cristiana sulla proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali dei bambini rom. Critica ferma alle scelte del governo Berlusconi da parte del settima- nale cattolico diffuso. "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola - scrive -, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". Un editoriale che indica non solo un decisa opposizione verso le scelte del leghista Maroni, ma anche una sonora bocciatura per la "componente cattolica" presente nel governo di centrodestra. "Alla prima prova i ministri "cattolici" del Governo del Cavaliere - commenta - escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". E ce ne è anche per il "silenzio" della nuova presidente della commissione infanzia, Alessandra Mussolini. "Non sappiamo - continua il settimanale - cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". Siamo allo "Stato di polizia", questa la conclusione, "che mostra il volto più feroce ai bambini Rom che pur sono cittadini italiani", invece di "combattere la criminalità vera". Troppe e intollerabili le violazioni della dignità e dei diritti umani contenute nel provvedimento. "È giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque - osserva -, ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è reato). C'è un solo modo perché i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola". "Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio - conclude caustico -, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa "pianisti" sarebbe l'unico "lodo" gradito agli italiani". Le accuse sono durissime, da scontro frontale. Ma non arretra il leghista ministro Maroni. "Nell'ordinanza abbiamo inserito il censimento anche dei minori. È una cosa logica, una norma conforme alle direttive europee. Tutte le polemiche sono infondate, frutto dell'ignoranza o di pregiudizio ideologico" è la sua risposta. Con lui fa quadrato la Lega, con Calderoli e il capogruppo del Pdl alla Camera, Cicchitto. La "lettura" del provvedimento che viene da Famiglia Cristiana, assicura, sarebbe "opposta" a quella della maggioranza. "Noi vogliamo ridare dignità a quei bambini, rinserirli nella società". E i ministri "cattolici"? "Famiglia Cristiana ci boccia? non è mica la nostra scuola..." taglia corto Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma. Stessa posizione è espressa dalla collega alla Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini: "Se può servire ad obbligare qualcuno a mandare i figli a scuola allora ben vengano le impronte". Più dura la replica del sottosegretario all'Interno, Mantovano: "Famiglia Cristiana si iscrive nel "club" dei critici "a prescindere" dell'esecutivo Berlusconi". Torna a bocciare il provvedimento il leader dell'opposizione, Walter Veltroni: "È una misura eticamente inaccettabile, stiamo parlando di bambini che magari poi si troveranno in una classe, a sette anni, insieme ad altri bambini ai quali non saranno prese le impronte". Esprime tutta la preoccupazione e la radicale contrarietà degli ebrei italiani verso questa "inquietante iniziativa" il deputato Roberto Della Seta (Pd) per il quale "fin dal nome "censimento delle comunità nomadi", si evoca l'idea che l'etnia possa costituire un criterio per uno specifico trattamento verso persone o gruppi". Plaudono alla sortita di Famiglia Cristiana Giorgio Tonini e Luigi Bobba. "Ci vuole coraggio a dare voce a due verità elementari: che gli immigrati sono persone e che il Vangelo è scomodo. È perciò motivo di conforto quell'editoriale che trasuda indignazione sul segno razzista delle misure del governo" commenta Franco Monaco (Pd). Ne chiede il ritiro Vittoria Franco (Pd) e invita la maggioranza ad un ripensamento Ceccanti (Pd), mentre Paolo Ferrero (Prc) invita all'obiezione di coscienza chi è chiamato ad attuarlo. E la Croce Rossa Italiana cui è stato affidato il compito di effettuare il "censimento", per bocca del suo presidente Maurizio Barra, assicura che opererà "con un'intenzione positiva e umanitaria". "Non ci possono essere discriminazioni nei confronti dei rom" è stato il laconico commento del commissario Ue alla Giustizia libertà e sicurezza, Jacques Barrot.

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<Le aziende sbagliano Aiutiamo invece le famiglie con colf> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'economista Campiglio "Le aziende sbagliano Aiutiamo invece le famiglie con colf" "Troppo facile prendersela solo con i clandestini. Ogni irregolare ha un'impresa che lo fa lavorare. In nero e a stipendio stracciato". Nel dibattito sull'immigrazione il prorettore dell'università Cattolica, Luigi Campiglio, trova riduttivo puntare il dito solo contro i clandestini. Quantomeno perché il problema ha due facce. L'uso del lavoro immigrato in nero è radicato in alcuni settori. L'edilizia per esempio. "Il alcuni contesti sta diventando un elemento strutturale. Questa stortura è ormai un triste segno distintivo del sistema economico del nostro Paese". Le imprese lamentano competizione feroce basata sui costi. Non possono fare diversamente? "Scuse, alibi. Secondo lei nei cantieri tedeschi si lavora con quote di lavoro irregolare pari alle nostre?". Suppongo di no. "Suppone giusto. E non è nemmeno una questione di costo del lavoro: in Italia la manodopera costa decisamente meno che nella maggioranza dei Paesi europei". E allora qual è il problema? "In Italia la competizione è tutta al ribasso, sul costo della manodopera. In questo modo anche la qualità dei prodotti non può che peggiorare". Le famiglie sono sotto accusa? Badanti e baby sitter sono spesso in nero. "Qui la questione è completamente diversa. Prendiamo un pensionato costretto ad accudire la moglie malata. Pagare i contributi alla badante in certi casi è oggettivamente difficile se non impossibile. Le famiglie sono abbandonate a se stesse". Lo Stato dovrebbe accollarsi il pagamento dei contributi? "Nelle situazioni in cui il disagio economico è dimostrato può essere la strada giusta". Luigi Campiglio Rita Querzé.

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<Poliziotti nei campi perché quei bambini vadano a scuola> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Il ministro Gelmini "Poliziotti nei campi perché quei bambini vadano a scuola" ROMA - Mariastella Gelmini è uno dei ministri del governo Berlusconi presi di mira dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana. è "fervente cattolica", come lei stessa ha dichiarato più volte. E soprattutto è la responsabile della Scuola dove, secondo il periodico, "bisognerebbe mandare i bimbi rom per impedire che vivano con i topi". Vi accusano di violare la dignità umana. "Questa di Famiglia Cristiana è una lezione che non capisco e non posso accettare anche perché è esattamente il contrario. Noi vogliamo tutelare i bambini, evitare che vengano sfruttati". E pensa che per farlo sia necessario prendere loro le impronte? "Sono perfettamente d'accordo con Roberto Maroni: è l'unico modo per riuscire a identificarli e dunque per far sì che vengano rispettati i loro diritti, primo fra tutti quello di andare a scuola". Molti ci vanno. "Abbiamo dati che ci forniscono un quadro davvero grave. Secondo le nostre stime in Italia ci sono fra i 30.000 e i 35.000 bambini rom, cioè persone fra i 6 e i 14 anni. Nell'anno scolastico 2007/2008 ci risulta che appena 12.000 di loro sono stati iscritti a scuola. Soltanto uno Stato indifferente fa finta di non vedere questa situazione. Anche perché si tratta di un dato che va in controtendenza rispetto ad altre etnie". Non basterebbe fornire loro un documento di identità con la fotografia? "Senza avere un dato certo, non possiamo avere alcuna sicurezza rispetto al fatto che l'identità non venga sostituita o che, come avviene in molti casi, i presunti genitori disconoscano quelli che vengono loro attribuiti come figli. La foto non costituisce un dato attendibile". Lei non ritiene che queste misure siano tipiche di uno Stato di polizia? "Non siamo pazzi e credo sia offensivo nei confronti di questo governo pensare che si tratti di una misura repressiva nei confronti dei bambini o comunque dei minorenni. Il nostro obiettivo è quello di ottenere il rispetto delle leggi da parte degli adulti, di fare in modo che rispettino l'obbligo scolastico. Su questo non si può essere buonisti". Però si rischia di essere discriminatori, visto che ci si concentra soltanto sui rom. "I minori di questa etnia sono quelli che vengono maggiormente sfruttati, sono moltissimi i bimbi mandati in strada a chiedere l'elemosina, ma anche a commettere reati. Di fronte a questo non possiamo chiudere gli occhi e far finta di non vedere". Lei crede davvero che i rilievi segnaletici siano l'unica misure possibile? "Certamente no. Sono il primo passo ". E dopo? "Chiederò al ministro Maroni di valutare l'opportunità di affidare alle forze di polizia il presidio dei campi rom la mattina per verificare che i bambini vengano mandati a scuola". Si rende conto che anche questo può alimentare critiche e accuse? "Sul mancato rispetto dell'obbligo dobbiamo intervenire in maniera dura e decisa. Abbiamo una responsabilità morale ed etica che ci deve portare a proteggere in ogni modo il diritto dei bambini all'istruzione. Per questo dobbiamo prevedere sanzioni anche nei confronti dei genitori". Il disegno di legge sulla sicurezza prevede che venga tolta la patria potestà a chi manda i figli a mendicare. Non basta? "Dobbiamo prevedere pene severe anche a chi non li manda a scuola. Adesso c'è soltanto una sanzione amministrativa. Non è un deterrente". Fiorenza Sarzanini.

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Famiglia cristiana attacca Maroni <Indecente schedare i piccoli rom> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Il caso Editoriale contro il Viminale. La maggioranza fa quadrato, Frattini: accade già in altri Paesi Famiglia cristiana attacca Maroni "Indecente schedare i piccoli rom" Il settimanale cattolico: "Viola la dignità". Il ministro: "Vado avanti" Nuove polemiche, questa volta dal fronte cattolico, sulla proposta del governo di prendere le impronte ai bimbi rom ROMA - "Silvio Berlusconi permetterebbe che si prendessero le impronte ai suoi figli e ai suoi nipotini?". Parte da questa domanda provocatoria l'attacco del settimanale cattolico Famiglia Cristiana al governo del Cavaliere e all'ordinanza che impone i "rilievi segnaletici" per l'identificazione dei bimbi rom. Un lungo e durissimo editoriale che denuncia "il silenzio assordante contro l'indecente proposta di Maroni" al quale "avremmo dato credito se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". Per il settimanale dei paolini l'Italia è "uno stato di polizia che mostra il volto più feroce ai piccoli rom, che pur sono cittadini italiani" e ci si chiede "come mai non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?". La conclusione è drastica: "Questa schedatura viola la dignità umana". Polemiche, accuse e critiche che non fermano però il titolare del Viminale. Per l'ennesima volta Roberto Maroni ribadisce "non arretrerò di un millimetro" e trova compatta nel sostenerlo la maggioranza. Al segretario del partito democratico Walter Veltroni che parla di iniziativa "eticamente inaccettabile", a Saverio Romano dell'Udc che chiede di "individuare nuove formule per evitare l'esclusione sociale e forme di discriminazione ", risponde il ministro degli Esteri Franco Frattini secondo il quale "Maroni fa bene a voler proseguire nella strada tracciata. Non si parla né di retate né di niente del genere ma di identificare quelli che vivono nel nostro Paese. Queste cose vengono fatte in tanti altri Paesi europei senza nessuno scandalo quindi vanno fatte anche qui". Secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, Famiglia Cristiana non mostra la volontà di approfondire la questione, e non si hanno tracce di simili preoccupazioni del periodico dei paolini quando, nella scorsa legislatura, clandestinità e delinquenza minorile aumentavano in modo esponenziale. Con questo editoriale si iscrive a pieno titolo nel gruppo dei critici "a prescindere" del governo Berlusconi". Perde la pazienza anche il sottosegretario alla presidenza Carlo Giovanardi che si chiede "che cosa abbia più a che fare con la famiglia e con i cristiani questo settimanale. Nessuno possiede la verità assoluta quando c'è da conciliare sicurezza e rispetto della persona, ma non si possono neppure chiudere gli occhi davanti a fenomeni, denunciati da più parti, di minori rom sfruttati e strumentalizzati con l'utilizzo spregiudicato del nascondere una loro identità". Finora a livello europeo si sono espressi soltanto portavoce, ma ieri il commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza Jacques Barrot, pur precisando di non poter "esprimere giudizi perché non ho informazioni su questo argomento ", ha ricordato: "Non ci possono essere discriminazioni nei confronti dei rom". La sua precisazione rischia di provocare uno scontro con il ministro dell'Interno che nei giorni scorsi aveva difeso l'ordinanza di censimento anche rispetto alla normativa dell'Unione. Il ministro Roberto Maroni F. Sar. DI' COSA NE PENSI sul caso dei rom su www.corriere.it.

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L'ultima porta, festa e lacrime per i clandestini (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 17 autore: di ETTORE MO categoria: REDAZIONALE Viaggio sull'isola degli sbarchi L'ultima porta, festa e lacrime per i clandestini A Lampedusa il monumento simbolo LAMPEDUSA - Sono 48 gli ultimi migranti clandestini sbarcati l'altra notte a Lampedusa in una delle spiagge sudorientali dell'isola. Stavano accucciati al buio dietro uno sbarramento di macchine dei carabinieri che si proponevano, invano, di proteggerli dall'assalto di cronisti e fotoreporter piombati sul posto poco prima della mezzanotte. Gli "spiaggiati" (come si dice ormai in gergo) erano affamati ed assetati, dopo 15 ore di mare. Quarantacinque erano somali, tre venivano dal Ghana. Tutti sfiancati e rauchi, ma felici di aver raggiunto la terra promessa. Nel buio, chiostre di denti più luminose dei flash dei fotografi. La solita, breve bagarre tra i giornalisti meno pazienti e le forze dell'ordine prima che il pullman raccogliesse quest'ultimo carico di disperati per trasportarli al Centro d'accoglienza dell'isola. Secondo gli aggiornamenti di cui dispongo sarebbero più di sei mila i clandestini sbarcati quest'anno in Sicilia, di cui 5.900 a Lampedusa, contro un totale di 13 mila nel 2007: ma tutto lascia prevedere, vista la frequenza degli sbarchi delle ultime settimane, che il conto sarà agevolmente peggiorato. Il Centro d'accoglienza dell'isola (o Centro di transito ), che ha una capienza per 600 persone, ne ospita al momento 780 - uomini, donne, bambini - molte già in partenza verso altri lidi. Per Lampedusa, già affollata dalla massa dei turisti stagionali, è stato un weekend particolarmente intenso, dedicato soprattutto alla memoria delle migliaia di migranti (provenienti in gran parte dalle coste della Libia) annegati nel Canale di Sicilia o giunti stremati sulle spiagge dell'isola: un'odissea di dimensioni omeriche. Il clou dei festeggiamenti (se così si possono definire le manifestazioni legate a quei tristissimi eventi e programmate sulla base di un ambizioso progetto) è stato l'inaugurazione di un monumento di Mimmo Paladino eretto sulla scogliera. Si tratta di una porta alta cinque metri e larga tre, realizzata in ceramica refrattaria, che guarda il mare e dovrebbe essere, nelle intenzioni del celebre scultore, "una sorta di sacrario laico". Centinaia di persone si sono avviate in processione con le fiaccole accese come fosse una cerimonia religiosa: rientrando poi in città nel traffico assordante delle strade e dei ristoranti all'aperto con tanto di orchestrine e balli per una festa che sarebbe durata tutta la notte, alla faccia dei poveri naufraghi. Atmosfera che deve aver messo a disagio uno dei promotori della manifestazione, Arnoldo Mosca Mondadori, che commenta: "Questo progetto ha una radice spirituale. Sono le stesse anime dei migranti che in questi anni sono morti nel Mar Mediterraneo ad avercelo suggerito. E noi abbiamo semplicemente ascoltato la bellezza della loro voce. Siamo in un'epoca in cui tutto viene venduto e comprato. Ecco, ieri sera durante la fiaccolata verso la porta di Paladino, si sentiva che esiste negli esseri umani qualcosa di inesprimibile, che lo unisce a qualcosa di eterno". In questa sua riflessione, Arnoldo trova il sostegno del critico d'arte Enzo Di Martino, che accosta l'opera di Palladino (Porta di Lampedusa, Porta d'Europa ) alla Porta dell'Inferno del celeberrimo Auguste Rodin: "Quella degli uomini, donne e bambini che, fuggendo da insopportabili condizioni di vita, riescono a raggiungere stremati l'approdo in Europa evoca la "terribile allegoria dell'amore e della dannazione" di Rodin. Gente che ha perso la vita in mare nel tentativo di realizzare il sogno di una nuova e più dignitosa esistenza". Contro certe voci che hanno talvolta rimproverato agli abitanti di Lampedusa un atteggiamento di insofferenza o addirittura di intolleranza verso i migranti clandestini, sacerdoti cattolici e l'Imam di Agrigento in visita alla città hanno affermato che, al contrario, questa "è l'isola dell'Accoglienza ". Parlando nella mattinata davanti al portone della basilica, il parroco ha detto che "il mare è pieno delle lacrime dei nostri fratelli" e ha pure ricordato che qualche mese fa "una bimba nata in Libia da madre musulmana è stata battezzata proprio in questa chiesa con il nome di Francesca per ringraziare Iddio d'aver loro salvato la vita durante la traversata". Nel suo libro Sale nero, pieno di storie agghiaccianti, la giornalista siciliana Valentina Loiero (del TG5) scrive che "ancora una volta la sorte peggiore tocca ai morti. Per ore, dopo essere stati estratti dal barcone, i tredici corpi rimangono in quei sacchi verdi, sul molo, sotto il sole. In attesa delle bare. A Lampedusa non ce ne sono, devono arrivare da Agrigento. A Lampedusa, per la verità, non c'è neanche una camera mortuaria. L'isola ha però un cimitero dove avrebbero potuto essere sistemati i cadaveri di quei giovani. Ma nessuna autorità se la sente di prendere la decisione e finisce per piegarsi al volere della solita minoranza rumorosa. Gli isolani più intolleranti, che non hanno nessuna intenzione di tenere lì le salme". In un'intervista ad Andrea Camilleri, contenuta nello stesso libro, quando gli si chiede cosa sia oggi il Mediterraneo, lo scrittore risponde: "Oggi il Mediterraneo può essere, se riusciamo a riportarlo com'era, una splendida vasca da bagno domestica. Oppure può diventare una di quelle vasche nelle quali i bambini affogano in tre centimetri d'acqua. Ed è quest'ultima ipotesi che si sta verificando, purtroppo". Con l'adozione della linea dura approvata in giugno dall'Europarlamento (definita da il Manifesto la "direttiva della vergogna") nei riguardi degli immigrati clandestini, la situazione di questi poveri sans papiers si è ulteriormente aggravata e non l'addolciscono neanche le dichiarazioni veementi del presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, quando dice che "noi preferiamo che si punisca, più che l'immigrato clandestino, il datore di lavoro che spesso lo sfrutta" e che "comunque nella maggior parte dei casi gli immigrati sono le vittime". Accompagnato da Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati -, faccio una visita al Centro d'Accoglienza di Lampedusa. "Il problema più grave - dice la Signora Boldrini che da anni si occupa di questa tragedia - è che molti di questi immigrati avanzano richiesta d'asilo politico. Complessivamente nel 2007 ne sono state presentate 14.053. Un lavoro enorme poiché bisogna esaminare caso per caso per accertare che ogni richiesta sia sostenuta da motivi reali, validi. Certo, ognuno può dire di essere fuggito dal proprio Paese a causa di persecuzioni politiche o altro. Tocca a noi fare le dovute verifiche e di conseguenza accettare o respingere la richiesta. Negli ultimi sbarchi è sempre più massiccia la presenza di immigrati provenienti dal Corno d'Africa, mentre s'è alleggerito il flusso da paesi come l'Algeria e il Marocco ". Dal primo gennaio a metà giugno i clandestini sbarcati a Lampedusa sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'infermeria del Centro ha avuto il suo bel da fare. "Arrivano qui esausti, stremati - dice uno degli infermieri in camice azzurro -. Sono disidratati, ustionati, spesso hanno la scabbia. Cerchiamo di rimetterli in sesto. I casi gravi li mandiamo a Palermo". Gli sbarchi continui, più frequenti nella bella stagione, non sembrano aver turbato l'esistenza della popolazione, anche se il coro di chi lamenta che gli immigrati godono di privilegi e attenzioni negati invece ai cittadini dell'isola è abbastanza fitto. C'è stata qualche apprensione un paio di mesi fa, quando il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis (un riccioluto gigante di pelle scura), ha minacciato di recintare il Centro con il filo spinato per impedire che i clandestini più riottosi scorazzassero per l'isola. Nelle chiacchiere quotidiane emerge spesso il nome di Gheddafi, ritenuto da taluni il "maggior responsabile" degli sbarchi, non essendo mai intervenuto per bloccare l'attività mercenaria degli scafisti libici. A fine maggio le cronache annunciavano la nascita di un bambino avvenuta su un gommone a 12 miglia da Lampedusa. Somali il padre e la madre che aveva lasciato in Libia altri 5 figli. Ma a Lampedusa non nasce più nessuno. Non ci sono né ospedali né cliniche. Quando è il momento di partorire le donne prendono il battello e vanno a Palermo. Ma oltre a quelle del parto ci sono le spese di viaggio e soggiorno: e una signora costretta ad affidare la propria bimba di un mese alle cure di un medico palermitano ha dovuto sborsare più di tremila euro, che qui sono soldi. Quel breve tratto di mare con il fagottino in braccio non è stato perciò una gita piacevole. Alda Merini, la nostra poetessa, ha dedicato una poesia a Lampedusa o, più precisamente, al suo sindaco, in data 28 giugno 2008, dove dice di aver sognato "di essere una tartaruga gigante" e di aver portato in salvo, "sulla mia scorza dura", "bimbi e piccini e alghe/ e rifiuti e fiori". Ma era un sogno e al momento giusto la tartaruga non c'era: e così migliaia di uomini sono calati a picco in fondo al mare. Inaugurazione Il monumento ai migranti morti in mare.

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Maroni senza Famiglia Cristiana (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)

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SCHEDATURE Il settimanale definisce "indecente e razzista" la proposta di prendere le impronte ai minori rom Maroni senza Famiglia Cristiana Fronte cattolico contro il governo. Il ministro: "Critiche infondate, andiamo avanti" ROMA Una "proposta indecente". Non ci gira tanto intorno Famiglia Cristiana nel commentare l'idea del ministro Maroni di chiedere le impronti digitali ai piccoli rom. L'editoriale del settimanale dei paolini - in edicola domani e dal titolo "Prima però le impronte dei parlamentari e dei figli" - è un attacco frontale all'intera linea securitaria messa in atto dal governo. Nel mirino finiscono in particolare i ministri cattolici, "bocciati senza appello", perché sdraiati sulle posizioni definite "razziste" della Lega. Per loro "la dignità dell'uomo vale zero - si legge qualche riga più avanti - Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista". E ancora: "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". E Berlusconi "permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". "Oggi, - prosegue l'invettiva - con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto più feroce ai piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita". Un attacco veemente, ma che non scuote minimamente Maroni, deciso ad andare avanti nel suo progetto. "Il censimento di chi vive nei campi nomadi, adulti o bambini, è ineludibile", taglia corto da Parigi dove ha incontrato il ministro dell'Interno francese Michele Alliot-Marie, e rilancia: "Queste polemiche non mi faranno indietreggiare di un millimetro: continueremo fino a che tutti i campi saranno censiti e tutte le persone che vivono nei campi saranno identificati". Ma ci sono ancora dei dettagli da mettere a punto. Perché, nonostante domenica il ministro si diceva "soddisfatto" dopo l'incontro straordinario con i tre prefetti di Milano, Roma e Napoli e giurava di aver trovato una "linea comune", resta la grana del prefetto capitolino Carlo Mosca, l'unico dei tre a non volersi allineare alla direttiva ministeriale, contrario a chiedere le impronte digitali ai piccoli rom. Ma per forza di cose dovrà cambiare idea. "Se non vuole farlo valuteremo questo suo comportamento", la velata minaccia di Maroni in un'intervista alla Padania. Ad appoggiare il titolare del Viminale c'è tutta la maggioranza. A cominciare dal ministro degli Esteri, Franco Frattini che precisa: "Non si parla di retate ma di identificare quelli che vivono nel nostro paese. Questa cosa viene fatta in tanti altri paesi, ma senza nessuno scandalo. Quindi bisogna farla pure qui". Magari per "obbligare qualcuno a mandare i figli a scuola" come propone il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dimenticandosi della comunità sinti che fino a qualche settimana fa abitava a Roma, nel Campo Boario di Testaccio. I loro figli a scuola ci andavano eccome. Poi sono arrivate le ruspe di Alemanno e il trasferimento forzato su un altro campo (a Tor Vergata, senza luce ne acqua) e così i piccoli hanno dovuto lasciare le loro classi e i loro compagni, interrompendo quel lavoro di integrazione da anni portato avanti nel quartiere. Sottoscrivono in pieno le parole di Famiglia Cristiana i cattolici del Pd. "Le impronte digitali ai rom rappresentano una discriminazione odiosa nei confronti di una etnia e ancora più assurda perché riguarda i bambini", commenta il teodem Luigi Bobba. Per contrastare "questa vergogna" Paolo Ferrero (Prc) propone invece la "disobbedienza civile". Aspettando una presa di posizione ufficiale da parte dell'Europa, ieri il gruppo socialista del Parlamento europeo ha presentato un'interrogazione orale alla Commissione Ue per chiederle di "valutare se le misure definite dal governo italiano possono costituire un caso di discriminazione sulla base dell'origine etnica o della nazionalità". Il gruppo del Pse - a firma anche di due europarlamentari italiani, Claudio Fava (Sd) e Gianni Pittella (Pd) - chiede inoltre all'esecutivo comunitario di valutare se tali misure costituiscono una violazione della Carta dei diritti fondamentali della Ue.

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Azione Cattolica mette a punto la convention (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)

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Stampa Azione Cattolica mette a punto la convention CAMPOBASSO Si svolgerà dal 7 al 10 agosto a Matrice nel convento della Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso la Convenzion regionale 2008 dell'animazione per ragazzi, rivolto agli animatori delle Parrocchie. Difatti rientra nel progetto nazionale del servizio civile del Csi "A Scuola di valori in Parrocchia". Promosso dall'Azione Cattolica dei Ragazzi dell'Arcidiocesi di Campobasso-Boiano, dal Comitato regionale del Csi e dall'associazione di volontariato "10.33, Un uomo scendeva", in collaborazione con l'Acesvo. Tema trattato: "Voi, chi dite che Io sia?". I giovani saranno accolti giovedì dall'Assistente Diocesano dell'Azione Cattolica Don Vittorio Perrella, dal responsabile regionale di A.C. Abruzzo e Molise Alessandro Franceschini e da padre Giuseppe Maria Persico, della Parrocchia di Indiprete. Importantissimi i temi delle catechesi. Desideri, insoddisfazione e desiderio di Dio, don Franco D'Onofrio da San Massimo. E poi bisogna fare della vita un dono, padre Fabrizio da Castelpetroso. Accompagnamento dei ragazzi in chiave vocazionale, padre Roberto Nesta da Campobasso. Il brano biblico, Ma voi, chi dite che Io sia?, don Michele Tartaglia da Campobasso. Gesù si prende cura della tua vita, fa anche tu lo stesso, padre Mimmo Scardino, assistente Fuci. I laboratori saranno curati da Stefania Marcozzi, della direzione nazionale CS, le animazioni da Agesci. Domenica mattina il messaggio video dell'Arcivescoco Bregantini, che ha evidenziato l'importanza dell'Azione Cattolica e del "campo scuola curato neiparticolari e pensato come momento formativo per coloro che si occupano dell'animazione dei ragazzi nelle parrocchie". Seguiranno gli interventi di Luigi Palumbo, presidente regionale CSI e responsabile diocesano dell'A.C.Ragazzi e di Giuseppe Petrella, presidente diocesano dell'A.C. Diocesana. Lucio Renzi.

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Kureishi (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-07-01 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE (NEVILLE ELDER / CORBIS) Interviste Parla lo scrittore anglo-pachistano che arriva in Italia con un nuovo romanzo, "Ho qualcosa da dirti". Protagonista un gay musulmano Kureishi è l'Occidente arrogante con l'islam "McEwan non è razzista, Amis forse sì. Gli intellettuali dimenticano il passato" dal nostro inviato RANIERI POLESE LONDRA - All'angolo di Talbot Road, la strada del Nord-Ovest di Londra alle spalle di Notting Hill, c'è una lavanderia a gettone con l'insegna My Beautiful Laundrette. Un omaggio a Hanif Kureishi - uno dei clienti dell'agenzia letteraria Rogers, Coleridge & White che ha la sede a pochi metri da lì e che rappresenta scrittori come Ian McEwan, Patrick McGrath, Timothy Garton Ash - che quasi trent'anni fa con la sceneggiatura del film di Stephen Frears, ( My Beautiful Laundrette, appunto) si guadagnò una nomination all'Oscar e divenne famoso. Raccontava il film la storia di una coppia gay, il pachistano Omar e l'inglese Johnny, skinhead e di sentimenti razzisti, che mettono su una lavanderia. Ora, Omar, ricompare nel nuovo romanzo di Kureishi Ho qualcosa da dirti, tradotto da Ivan Cotroneo per Bompiani e in uscita in questi giorni. Omar ha passato i 40, ha fatto fortuna con le lavanderie poi le ha vendute per entrare nel mondo dei media producendo tv per le minoranze. Dal '97, l'anno della vittoria di Blair, è diventato Lord. Come gay musulmano crede che i fratelli e le sorelle musulmani debbano "lasciare l'età delle tenebre" e aprirsi al mondo moderno. Lui, Omar, del resto è favorevole alla guerra in Iraq, pensa addirittura che "abbiamo fatto un favore agli iracheni", cosa che gli attira l'odio dei musulmani e della sinistra radicale. Non sono queste le sole pagine del libro in cui la questione politica - Occidente e Islam, liberalismo e fondamentalismo, la vita delle minoranze etniche nell'Inghilterra della Thatcher prima e di Blair poi - viene affrontata. Anzi, è il sottotesto del romanzo, il basso continuo su cui si inscrive la vita di Jamal Khan, figlio di un matrimonio misto (padre pachistano, madre inglese), cresciuto fuori dalla religione degli antenati e affascinato dalla cultura occidentale che cerca di conquistarsi leggendo tutto quello che gli capita. Fino a quando l'amore infelice per una giovane indiana e la morte non accidentale del padre di lei lo precipitano in una crisi da cui solo uno psicoanalista lo aiuterà a uscire. Ora, a quasi 50 anni, fa lo psicoanalista, ha scritto libri di successo, si è appena separato dalla moglie, e ha i problemi tipici dell'età "in cui ci sono più funerali che matrimoni". Se il privato è incasinato (ci mette molto del suo la sorella Miriam, 5 figli e nessun marito, tatuaggi e piercing, perennemente in guerra contro il sistema), il pubblico non lo è meno. Nelle ultime pagine del libro ci troviamo a Londra 2005, con le bombe nella metropolitana e sui bus. L'amica indiana, laica e senza nessun interesse per la religione, si mette a studiare il Corano. L'amico inglese, ex comunista, è sconvolto: "Siamo cresciuti sui movimenti radicali del Terzo Mondo, e adesso i ribelli, gli oppressi, ci stanno uccidendo". Islamisti o liberali. Pochi giorni fa, in un'intervista a questo giornale, Ian McEwan ha dichiarato di disprezzare l'islamismo perché vuole una società che discrimina le donne e condanna gli omosessuali. "Se per islamismo si intende l'ideologia politica estremista di Al Qaeda o dei talebani, anche a me non piace per niente - commenta Kureishi -. Sarebbe come chiedere a qualcuno se gli piace il fascismo: tutti dicono di no. La questione, però, non è così semplice. E quello che mi colpisce quando si affrontano questi discorsi è l'arroganza con cui l'Occidente continua a sostenere la sua superiorità morale. Allora, guardiamo un po' questi argomenti. Primo: la questione degli omosessuali. Vorrei ricordare che, non tantissimi anni fa, quando io ero bambino, in Inghilterra gli omosessuali finivano in carcere. E che le donne hanno conquistato i loro diritti abbastanza recentemente. Secondo: l'accusa ai musulmani di vivere in Stati teocratici dominati dalla religione: da qui intolleranza, fanatismo ecc. Faccio solo osservare che le più efferate macchine di sterminio del XX secolo - nazismo, stalinismo e poi il maoismo - non si basavano su alcun credo religioso, erano movimenti del tutto laici, eppure non sono stati secondi a nessuno nel produrre orrori e morti. Altra dimenticanza di quelli che oggi puntano il dito contro l'islam è la questione del razzismo: io, come anglo-pachistano, l'ho conosciuto. Non c'era grande tolleranza verso le minoranze etniche nell'Inghilterra dei '70 e degli '80". Per Kureishi in queste posizioni anti-islamiste c'è un fondo di razzismo: "Certo, non credo assolutamente che McEwan sia razzista, Martin Amis invece probabilmente lo è. Il razzismo ha sempre trovato un buon terreno nell'Europa cristiana. Senza andare troppo indietro, basta ricordare l'antisemitismo della prima metà del '900: crisi economica, antichi pregiudizi, l'individuazione di un capro espiatorio, e abbiamo visto i risultati. Poi, dopo la guerra, l'antisemitismo è fortunatamente calato. Ma è cresciuta l'ostilità contro gli arabi, i musulmani. Non solo contro gli estremisti fanatici, ma contro gli islamici in genere. Col risultato che quando la gente si abitua a considerarli il nemico principale, si dimentica facilmente di tutte le pulsioni razziste che vivono in Europa in questo momento. Per esempio contro gli zingari". Nel 2009 ricorrono due anniversari, la caduta del Muro di Berlino e la fatwa contro Salman Rushdie: può essere una semplice coincidenza? "No, direi di no" dice lo scrittore. La fatwa contro Rushdie - contro cui ho scritto e che ho condannato: per l'anno prossimo voglio portare in teatro il romanzo The Black Album - fornì all'Occidente il nuovo nemico. Il comunismo era morto, ci voleva un'altra bestia nera. Da qui parte questa ondata anti-islam che non sembra voler finire". Decadenza e psicoanalisi. Nel suo nuovo romanzo c'è una parola che torna molte volte: decadenza. Cosa significa? "Significa il disgusto di se stesso che prova l'Occidente. Per quello che ha prodotto in questi anni, la cultura spazzatura, i giornali di Murdoch e il culto delle celebrities, un materialismo invadente, Berlusconi, Paris Hilton. Ma questi sono anche gli obiettivi delle critiche che i musulmani rivolgono agli occidentali: materialismo, droga, famiglie esplose, pornografia. Ciascuno dei due contendenti rivendica una propria superiorità morale, l'islam con il richiamo alla fede, l'Occidente con i valori della democrazia. C'è ovviamente da entrambi le parti una grande scontentezza di se stessi, che si riflette nelle accuse reciproche". Kureishi racconta di non aver avuto una formazione religiosa: "Non andavo in moschea, nemmeno mio padre ci andava. Del resto, sono un ragazzo cresciuto negli anni '60, la religione era qualcosa di autoritario, volevamo essere il più liberi possibile, sesso, droga, musica. è con la morte di mio padre, nel 1991, che comincio a pormi delle domande, per esempio vado per qualche tempo in moschea. Ma poco tempo dopo decido di cominciare l'analisi...". Proprio come il protagonista del romanzo, che però comincia molto prima. "Avevo letto molto sulla psicoanalisi all'università. Mi interessavo di Gestalt, dei gruppi, delle idee di R. D. Laing. La psicoanalisi ha segnato profondamente il '900, letteratura, cinema, arti visive. Negli anni '50 colonizza gli Stati Uniti, poi torna in Europa, a Parigi incontra lo strutturalismo, qui Lacan tiene i suoi seminari. Ma a un certo punto, tutti dichiarano la morte della psicoanalisi: la depressione - dicono - è solo un problema chimico, comincia la stagione del Prozac. Ma anche questo periodo è finito. Il biologismo è fallito, e con esso il tentativo di azzerare la complessità umana, di semplificare tutto. Torna, ora, la psicoanalisi, anche nei romanzi, per esempio nell'ultimo di Siri Hustvedt, la moglie di Paul Auster. Dopo il crollo delle ideologie, la psicoanalisi rimane l'unico strumento di critica contro l'autoritarismo". Nel suo romanzo tornano alcuni personaggi di suoi lavori precedenti: Omar di My Beautiful Laundrette, Karim di Il Budda delle periferie. Quasi un sequel? "Non proprio, però mi sono divertito a immaginare quei personaggi vent'anni dopo: come hanno vissuto, cosa sono diventati? A volte mi pongo la stessa domanda: cosa ho fatto nella vita? E la risposta è: ho inventato dei personaggi che mi sono vicini come e più delle persone di famiglia, degli amici. Come scrittore faccio un lavoro molto particolare: io creo persone e faccio accadere delle cose". Confronti "Ciascuno dei due mondi rivendica una propria superiorità morale: con la fede o con la democrazia" Le frasi L'intervista di Ian McEwan al "Corriere della Sera" è stata pubblicata il 21 giugno. Lo scrittore inglese è in questi giorni in libreria con "Blues della fine del mondo" (Einaudi).

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Uno, due o tre stati? Il diritto di discuterne (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)

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LONDRA Scontro sul futuro della Palestina Uno, due o tre stati? Il diritto di discuterne Brian Klug* Ron Prosor, l'ambasciatore israeliano nel Regno Unito, ha pubblicato su un giornale britannico un articolo in cui sostiene che in Gran Bretagna il dibattito su Israele "è stato sequestrato dagli estremisti". Egli afferma che Israele si troverebbe di fronte "all'intensificarsi di una campagna di delegittimazione, demonizzazione e parzialità". In realtà è il suo pesante attacco agli oppositori, con generalizzazioni e accuse indimostrate, che rappresenta una forma di demonizzazione, un tentativo di delegittimare due dibattiti perfettamente validi. Uno di essi riguarda la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Prosor accusa le proposte a favore della "soluzione dello stato unico" di essere "in malafede", di costituire "un movimento che vuole la distruzione di Israele". Ha forse dimenticato che nel suo paese è un settore della destra a sostenere una versione della "soluzione dello stato unico": annessione della Cisgiordania e di Gaza ad uno stato di Israele unificato? Naturalmente il suo attacco prende di mira una parte diversa dello spettro politico. Ma anche in questa parte l'idea di un solo stato non è né unica né semplice. Le diverse varianti includono uno stato laico unitario, uno stato binazionale, una confederazione, e così via. Inoltre, alcuni considerano la "soluzione dello stato unico" un obiettivo a lungo termine, altri un imperativo immediato. Ciascuna opzione presenta vantaggi e svantaggi, proprio come avviene per la "soluzione dei due stati". In breve, vi è una gamma di possibilità. Le persone di buona volontà che hanno a cuore il futuro di tutti gli abitanti del territorio lacerato dal conflitto, tra il Mediterraneo e il Fiume Giordano, hanno il diritto di discuterne. L'ambasciatore partecipi a questo complesso dibattito, invece di cercare di chiuderlo d'un colpo, accusando i suoi antagonisti di odiare Israele. La "soluzione dello stato unico", dice Prosor, è "eufemistica". Allora cos'è la "soluzione dei due stati" che il suo governo dice di appoggiare, data l'espansione degli insediamenti israeliani nelle aree palestinesi? All'inizio di questo mese Ze'ev Boim, il ministro israeliano per le politiche abitative, ha annunciato dei piani per la costruzione di quasi 900 nuove unità residenziali per ebrei israeliani a Pisgat Ze'ev e Har Homa. Ufficialmente, entrambi i quartieri fanno parte della municipalità di Gerusalemme. In effetti essi dominano le alture della Cisgiordania. L'ambasciatore Prosor dice "sì al contesto", ma evita di citare l'espansione degli insediamenti - probabilmente la circostanza più cruciale nel conflitto con i palestinesi dal 1967. Secondo Prosor, chi propone la soluzione "dello stato unico" "distorce il passato di Israele". Vuole dire che chi la pensa come lui non distorce il passato? La storia non parla da sé. Discutere il passato rientra nel dibattito; perciò la sua non è una obiezione valida. Egli prosegue affermando che i suoi avversari negherebbero "il diritto di Israele a esistere in quanto stato democratico e liberale ebraico". Tralasciando la questione di cosa significhi "uno stato democratico e liberale ebraico", l'oggetto di questo dibattito non è un astratto "diritto di esistere". Recentemente sono stato a Gerusalemme, e molti amici (ebrei) israeliani si chiedevano con preoccupazione se lo stato ha un futuro - non il diritto a un futuro, ma la realtà di esso - data la situazione di stallo e l'intransigenza del loro governo. E questo mi porta all'altro dibattito che Prosor tenta di delegittimare. La campagna per un boicottaggio di Israele a livello accademico, egli dice, è "una licenza di molestare, umiliare e sacrificare per motivi puramente legati alla nazionalità". Nonostante la sua ambiguità, confido che intenda dire che questo è l'effetto non voluto della campagna, e non l'intenzione. Anche in questo caso, egli esagera grossolanamente, mettendo i promotori in cattiva luce senza alcuna considerazione per le loro motivazioni o le loro ragioni. Come in qualunque campagna politica, persone diverse sostengono un boicottaggio per ragioni diverse. Le persone che conosco vedono il boicottaggio principalmente come un modo non violento di esercitare pressione su un governo intransigente. Naturalmente potrebbero sbagliare. Se Prosor la pensa così, che ponga la questione. Perché c'è una questione da porre. Sin dall'inizio mi sono espresso contro la campagna di boicottaggio. Per quanto mi riguarda, continuo a credere che una formula con due stati - una versione significativa, con uno stato palestinese forte e compatto accanto allo stato israeliano - sia il modo migliore per uscire dalla attuale impasse. Potrei sbagliarmi. Discutiamone. Ma Prosor non affronta la discussione. Piuttosto, esagera il quadro, svilisce l'opposizione offrendone un'immagine caricaturale. Verso la fine del suo articolo auspica "fair play e imparzialità" nel dibattito. Dovrebbe cercare di mettere in pratica ciò che predica. *L'autore è docente di filosofia all'Università di Oxford Traduzione di Marina Impallomeni.

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Caldo: allarme rosso per anziani e bambini Ospedali affollati (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Estate L'emergenza della Protezione civile. I consigli del medico Caldo: allarme rosso per anziani e bambini Ospedali affollati La canicola proseguirà fino a domani Nella Capitale, come a Civitavecchia, la colonnina di mercurio si prevede che oggi tocchi i 36 gradi centigradi, ma è destinata a raggiungere addirittura i 38 a Latina. Per la Protezione civile l'allarme arriverà nei prossimi 2 giorni con il "livello 3" di attenzione è ancora allarme rosso per il caldo: la Protezione civile parla di "livello di attenzione 3", il massimo. Molti ospedali in città anche ieri sono stati presi d'assalto e c'è stato molto lavoro per le ambulanze. A soffrire di più l'alto afflusso di malati sono state le strutture del quadrante est di Roma: i pronto soccorso del Pertini, del Policlinico Casilino, delle Figlie di San Camillo e del Policlinico Tor Vergata ieri risultavano strapieni di pazienti. E il problema dell'afa, che imperversa in tutto il Lazio coinvolgendo soprattutto Latina e Civitavecchia, fino a domani non accenna a placarsi: in città la colonnina di mercurio si prevede che oggi tocchi i 36 gradi centigradi ed è destinata a raggiungere addirittura i 38 nel capoluogo pontino. La canicola sta mettendo a dura prova non solo tanti anziani, ma anche i servizi di emergenza: ieri dalle 7 alle 17 sono arrivate 1.370 telefonate alla centrale operativa del 118 e sono stati eseguiti 450 interventi con cittadini soccorsi dalle ambulanze e poi trasportati negli ospedali romani. Secondo l'analisi degli esperti del 118, il 15-20 per cento delle chiamate e il 10-15 per cento degli interventi in questi giorni sono causati da problemi connessi alle alte temperature. A chiedere aiuto sono soprattutto anziani soli, soggetti con ma-lattie croniche e cittadini che soffrono di problemi cardiocircolatori, disidratazione, malnutrizione, insonnia, colpi di calore e difficoltà respiratorie. "A stare peggio di tutti sono gli anziani non autosufficienti costretti a stare al letto - sottolinea Pier Luigi Bartoletti, segretario dei medici di medicina generale del Lazio (Fimmg) - che rischiano pericolose piaghe da decubito e disidratazione". Secondo il monitoraggio effettuato dai medici di famiglia dopo il grande afflusso avvenuto nei giorni scorsi di centinaia di pazienti negli studi dei medici di base, ieri la situazione sembrava sotto controllo. Con il caldo eccezionale di questi giorni Federanziani ha denunciato il boom di infezioni per lesioni cutanee per gli over 65enni, mentre in molti ospizi e case di riposo è crisi per mancanza di impianti di aria condizionata. Gioacchino Mennuni, responsabile dell'unità di medicina del sonno all'Università Cattolica di Roma, avverte che "dormire poco per il caldo è un problema generale, con un'attenzione particolare per bambini e anziani". Per combattere la calura l'esperto consiglia di bere molta acqua (magari 2 litri al giorno), mangiare soprattutto frutta fresca e verdura, senza fare stravizi in particolare modo la sera, e centellinare il vino "che non è affatto un induttore di sonno, come si può pensare ". Pier Luigi Bartoletti, segretario dei medici di famiglia del Lazio: "A stare peggio di tutti sono gli anziani non autosufficienti, costretti a stare a letto: rischiano piaghe da decubito e disidratazione" Fuga dall'afa Due turiste ieri mattina, davanti all'Ara Pacis, cercano di rinfrescarsi nella fontana Francesco Di Frischia.

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NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

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01 Luglio 2008 Chiudi NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI La Cattolica avrà 550 milioni in cambio però perderà 250 posti.

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L'allegra brigata dei tedeschi (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-07-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Casa di Goethe In mostra 142 ritratti di artisti a Roma tra il 1832 e il 1845 L'allegra brigata dei tedeschi "Roma è l'unico luogo del mondo per l'artista, ed io altro non sono che questo", così Goethe scriveva al granduca Carl August e all'affascinante Charlotte von Stein conosciuta a Weimar. Il museo goethiano di via del Corso, ricavato nella casa che ospitò il poeta tedesco durante il suo soggiorno romano tra il 1786 e il 1788, si è ispirato più volte a questo suo pensiero, dedicando mostre temporanee ad artisti tedeschi che lavorarono in Italia, presentando al pubblico una parte centrale delle sue collezioni. Questa mostra offre ora una visione dell'album che raccoglie 142 ritratti di artisti tedeschi, quasi tutti vissuti a Roma nella prima metà del XIX secolo. Conservata prima a Villa Malta, la raccolta si trova oggi nella Biblioteca Hertziana. L'album è stato smembrato per motivi conservativi e i ritratti sono attualmente custoditi come singoli fogli. Oltre a nomi conosciuti, quali Johann Christian Reinhart, Joseph Anton Koch, Carl Rottmann, Peter Cornelius, Christian Daniel Rauch, la collezione comprende anche ritratti di artisti dei quali si sono perse le tracce. Oltre ai visi degli artisti, giovani e vecchi, inquieti o rubicondi, la rassegna presenta varie testimonianze della loro cultura delle feste. Nel catalogo, Tamara Hufschmidt e Claudia Nordhoff che hanno curato la mostra raccontano come nel 1832, tra gli artisti tedeschi riuniti informalmente nella cosiddetta Società di Ponte Molle, nacque l'idea di raccogliere i loro ritratti. Raccontano anche i loro luoghi d'incontro. A cominciare dalla casa di Franz Nadorp in via San Nicola da Tolentino, dove il pittore riceveva lasciando un biglietto da visita che lo ritrae mentre invita i suoi amici ad entrare accanto a una donna che arrostisce gli onnipresenti marroni, alimento base per molti artisti costretti a un regime di vita spartano. Fino a via delle Quattro Fontane, luogo di ritrovo dei paesaggisti, di idee tendenzialmente laiche come Reinhold e Erhard. O a via Condotti, dove il Caffè Greco rappresentava il punto di approdo delle allegre brigate. O alle Grotte di Cervara, sulle rive dell'Aniene, dove si festeggiava l'arrivo della primavera. In occasione della mostra, martedì primo luglio alle 18.30, si terrà la tavola rotonda "Amicizie artistiche: la Società di Ponte Molle, il Deutscher Kunstlerverein e gli americani a Roma". Acquerelli In alto, il ritratto di Franz Nadorp, che abitava in via San Nicola da Tolentino. Sopra, quello di Carl Friedrich Heinrich Werner Lauretta Colonnelli Disegnato dall'amico. L'album di ritratti degli artisti tedeschi a Roma dal 1832 al 1845. Casa di Goethe, via del Corso 18, tel.06.32650412. Fino al 17 agosto.

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Pace fatta tra la Regione e l'Università Cattolica Sacro Cuore per la gestione del policli (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

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01 Luglio 2008 Chiudi Pace fatta tra la Regione e l'Università Cattolica Sacro Cuore per la gestione del policlinico Agostino Gemelli e i relativi finanziamenti. Questa mattina la giunta regionale approverà una delibera che di fatto conclude il contenzioso economico sui finanziamenti ai policlinici universitari non statali come quello della Cattolica e il Campus Biomedico. Dal Gemelli, all'inizio dell'anno era stato lanciato il grido di allarme dal rettore Lorenzo Ornaghi che contestava le decisioni contenute nel Piano di rientro dal deficit sanitario che prevedeva il taglio di posti letto e la diminuzione dei fondi regionali. L'ateneo presentò anche un ricorso al Tar (accolto) ma cominciò anche il confronto fino a un preaccordo siglato il 10 aprile scorso e che verrà ratificato questa mattina. Con l'accordo di due mesi fa venne limata la diminuzione dei posti letto, aggiustati tutti i capitoli dei relativi finanziamenti fino alla delibera vera e propria di questa mattina. Il Gemelli avrà un finanziamento totale di 550,247 milioni di euro (per la spesa ospedaliera 347 milioni, per quella ambulatoriale 36 milioni, per comprare farmaci 44 milioni e un finanziamento integrativo di 122 milioni quale riconoscimento dei costi per le attività didattiche e di ricerca) e in cambio perderà circa 250 posti letto perché quelli riconosciuti dalla Regione per il ricovero dei malati acuti sono ora 1.669 esclusi quella per la riabilitazione e per la libera professione. Il tutto rientra nelle linee previste dal Piano di rientro dal deficit sanitario. L'ultima parte dell'accordo contenuto nella delibera regionale prevede per il Dipartimento di emergenza del policlinico un ulteriore finanziamento di 16 milioni di euro ma in cambio l'Università si impegna a non attuare il ricorso accolto dai giudizi amministrativi. nella stessa delibera che sarà approvata questa mattina, viene regolarizzato il finanziamento per il 2008 a favore dell'altro policlinico universitario non statale, il campus Biomedico. Alla struttura sanitaria è stato riconosciuto un budget complessivo di 71 milioni di euro (55 dei quali per l'attività sanitaria vera e propria, quasi 5 per l'attività ambulatoriale, un milione per i farmaci e un finanziamento integrativo per la didattica e la ricerca di 10 milioni). M.Gi.

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Livia non doveva essere operata: anomalie nell'elettrocardiogramma e nei valori di alcune (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

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01 Luglio 2008 Chiudi di MARCO GIOVANNELLI "Livia non doveva essere operata: anomalie nell'elettrocardiogramma e nei valori di alcune indagini cliniche sconsigliavano l'intervento chirurgico che invece è stato effettato ed è risultato fatale per la bambina". E' convinto di questo Francesco Dario Labate, medico legale consulente della famiglia Dainotto. Ieri mattina al Gemelli è state eseguita l'autopsia su Livia, 11 anni, morta giovedì scorso al Sant'Andrea in sala operatoria, dopo due arresti del cuoricino. "Non cerchiamo clamore, non abbiamo sospetti ma chiediamo chiarezza. Nessuno ci ha dato spiegazioni sulla morte della nostra bambina - dice il padre di Livia - e solo per questo motivo, di fronte a tanto silenzio, abbiamo deciso di denunciare l'accaduto". Chiede chiarezza anche la direzione del Sant'Andrea perché "casi come questi ci lasciano sgomenti. Tutti i pazienti vengono valutati con molta attenzione prima di un intervento per ridurre al massimo i rischi. La paziente era ricoverata nella nostra struttura per l'esecuzione di intervento di chirurgia maggiore della colonna vertebrale. Nella fase conclusiva dell'intervento, che si è svolto con regolarità, le condizioni cliniche si sono improvvisamente aggravate. L'immediato trattamento rianimatorio ha portato ad una temporanea normalizzazione dell'attività cardiaca. Una nuova crisi insorta alle ore 17,20 non ha consentito il recupero delle funzioni vitali. Nonostante gli intensi trattamenti rianimatori mai cessati, la crisi si è conclusa alle alle 18,15 con il decesso. Venerdì 27 giugno l'Autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia e il sequestro della documentazione sanitaria, pertanto l'Azienda è in attesa delle doverose risultanze. Come sempre, ogni intervento chirurgico è preceduto da una accurata approfondita e multidisciplinare analisi delle condizioni cliniche del paziente atti ad appurare l'operabilità del paziente stesso, a cui anche questa piccola paziente è stata sottoposta". L'inchiesta è di fatto iniziata dopo la presentazione da parte della famiglia di una denuncia ai carabinieri della Cassia, consigliata dal medico legale Labate e dall'avvocato Domenico Mariani. Subito dopo gli atti sono stati trasmessi in Procura al pubblico ministero Marcello Cascini che ha ordinato l'autopsia nell'Istituto di medicina legale del Gemelli. Due medici (l'ortopedico Salvatore Turturro e l'anestesista Paolo Orfei) sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto per permettere loro di tutelarsi in tutte le sedi. Eppure tutto questo non doveva accadere. Livia (affetta da distrofia muscolare, costretta a vivere su una sedia a rotelle che comunque non le impediva di praticare sport con lo sci o l'hockey) aveva bisogno della correzione di una grave forma di scoliosi e il tre giugno la bambina venne ricoverata al Sant'Andrea. Il sei giugno, dopo gli accertamenti clinici, la bambina venne portata in sala operatorie. Un intervento durato dieci ore, diretto dal professor Turturro. "Un ortopedico stimato, bravo come chirurgo e sensibile come persona, punto di riferimento italiano per la scoliosi", dice un medico del Sant'Andrea che chiede di rimanere anonimo. L'intervento sembra aver avuto pieno successo ma i giorni seguenti sono stati un calvario. Livia rimane in rianimazione per quattro giorni, si lamenta per i forti dolori a un fianco. Superati anche questi problemi, per la bambina sembrava iniziare la strada verso il ritorno a casa ma la scorsa settimana è stato necessario un secondo intervento per rinforzare la sutura della lunga ferita (dalla nuca al coccige). Poco dopo l'inizio dell'intervento, per Livia è arrivato il primo arresto cardiocircolatorio, poi il secondo e infine la morte. Ieri mattina è stata effettuata l'autopsia dai professori Capelli e De Giorgi dell'Università Cattolica. "Di certo per ora possiamo dire che c'è stata un'embolia massiva cerebrale e sono state rilevate ecchimosi a livello cardiaco", aggiunge il dottor Labate. Tra due mesi, comunque ci saranno i risultati ufficiali dell'autopsia e sarà più chiara tutta la vicenda.

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Interventi e Repliche (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-01 num: - pag: 39 categoria: BREVI Interventi e Repliche Garibaldi e la bacinella di pietrisco Nonostante il saggio di Dino Mengozzi "Garibaldi taumaturgo. Reliquie laiche e politica nell'Ottocento" ( Corriere, 28 giugno), dia un'interpretazione per certi versi originale della leggenda di Garibaldi, vi sono alcune affermazioni sorprendenti. Mi ha meravigliato leggere che Garibaldi era "un rivoluzionario senza Dio" e "in persona aveva provveduto negli anni a fabbricare innumerevoli reliquie di sé, e a distribuirle in ogni dove". Grazie ai ricordi della figlia Donna Clelia Garibaldi so che l'eroe dei due mondi aveva un profondo senso religioso della vita e che aveva trasmesso alla sua grande famiglia, nonostante il suo irriducibile e noto anticlericalismo. Inoltre, egli non scelse di essere cremato per fornire reliquie a tutti ma perché desiderava che le sue ceneri riposassero nello stesso sepolcretto delle sue bambine Rosa e Anita. Mi meraviglia, infine, che Mengozzi abbia trovato a Caprera solo nel 2007 "la grande bacinella di pietrisco dove Garibaldi sperava di essere bruciato" che io, invece, ho visto, già negli anni '50, nei pressi della "casa bianca". Sebastiano Caronni Orsenigo, Pavia Leggo sul Corriere del 28 giugno l'ampia recensione di Sergio Luzzatto al libro del prof. Mengozzi "Garibaldi taumaturgo". Non mi soffermo sulla differenza tra uso intelligente e futuristico della propria immagine da parte di Garibaldi e culto delle reliquie (talvolta strumentale e con deciso sprezzo del senso del ridicolo) promosso da alcuni tra i suoi seguaci; vorrei però dire qualcosa su quello che viene presentato come uno scoop, ossia il presunto ritrovamento del luogo ove Garibaldi avrebbe voluto essere bruciato: a quanto mi risulta la bacinella di pietrisco è quella dove, con l'ausilio di un mulo e di una pietra atta allo scopo, il Duce delle Camicie Rosse macinava il grano. Un cimelio, quindi, che ha a che vedere con l'attività agricola di Garibaldi e non con le sue ultime disattese volontà. Achille Ragazzoni Presidente del Comitato di Bolzano dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Secondo le ricerche di Dino Mengozzi, la bacinella di pietrisco dove Garibaldi sperava di essere cremato coinciderebbe piuttosto, entro la tenuta agricola di Caprera, con il sito della "nuova casa delle api", cui il Generale fece riferimento nel suo testamento del 15 gennaio 1879. Sergio Luzzatto Leonardo e il mancinismo speculare Sul Corriere, nel numero di sabato 27 giugno, è stato pubblicato l'articolo "Leonardo era mancino, però non era un segreto" che muove alcune critiche sorprendentemente frettolose ad un mio saggio apparso sul numero 33 della rivista Kamen. A proposito di quanto ha scritto desidero fare le seguenti precisazioni: 1) Nel mio lavoro non si parla del fatto ovvio che Leonardo fosse mancino, bensì del suo mancinismo speculare. Leonardo cioè scriveva con la mano mancina, facendo procedere la scrittura da destra a sinistra e rovesciando le lettere rispetto all'asse verticale, il che è ben altra cosa dalla semplice scrittura mancina. Nel mio intervento ho approfondito inoltre il rapporto centrale - del tutto ignorato nell'articolo - tra questa caratteristica della scrittura "speculare" e il tema speculativo tipicamente leonardesco dello "specchio". 2) Come ultima cosa preciso che il grande studioso di Leonardo, maestro di tutti noi, è Carlo Pedretti e non Mario Pedretti, come è stato erroneamente scritto. Claudio Iozzo La foto scambiata Nella prima pagina del Corriere di ieri, accanto al titolo sull'architetto Frank O. Gehry è stata pubblicata per errore una foto del regista Sidney Pollack. Ce ne scusiamo.

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ROMA - Prendere le impronte digitali ai rom, come ha detto di voler fare il ministro Maroni, & (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

01 Luglio 2008 Chiudi di CARLO MERCURI ROMA - Prendere le impronte digitali ai rom, come ha detto di voler fare il ministro Maroni, "è un'indecente proposta razzista". Lo dice, anzi lo scrive "Famiglia cristiana" nel numero in edicola domani. Il settimanale dei Paolini non è nuovo a energiche prese di posizione contro la classe politica, sia di destra che di sinistra, in nome della difesa dei valori dei cattolici. Una settimana fa si scagliò contro "l'ossessione di Berlusconi per i magistrati, un'idea fissa che ha il sopravvento sui problemi del Paese"; due settimane prima se l'era presa con Veltroni, colpevole di aver "tradito le attese dei cattolici"; e a tre mesi fa risale l'intemerata contro "il primato del fare e l'anarchia dei valori" alla base della politica di Berlusconi. Stavolta il settimanale non risparmia neppure i ministri cattolici del Governo in carica i quali, si legge, "escono bocciati, senza appello, alla prima prova d'esame. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere, ampiamente illustrato da Papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. Nessuno - scrive il giornale - che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". "Famiglia cristiana" lancia bordate anche contro Alessandra Mussolini, presidente della Commissione per l'Infanzia, scrivendo che "le schedature etniche e religiose fanno parte del suo Dna familiare e finalmente tornano ad essere patrimonio di governo". "Quanto alle impronte - conclude il settimanale - se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli. Ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro". Naturalmente l'editoriale di "Famiglia cristiana" ha sollevato una ridda di reazioni indignate. Si va da quelle dei ministri cattolici direttamente chiamati in causa (Giovanardi: "Accuse deliranti", Rotondi: "Bocciato da "Famiglia cristiana"? Mi sottopongo volentieri agli esami nelle scuole a cui sono iscritto e tra queste non c'è la redazione del settimanale paolino") all'altro politico citato dal settimanale, e cioè Alessandra Mussolini: "L'articolo è un misto di confusione e intolleranza". Analogamente critici il sottosegretario Mantovano ("Con questo editoriale "Famiglia cristiana" si iscrive a pieno titolo nel gruppo dei critici "a prescindere" del Governo Berlusconi"), il ministro degli Esteri Frattini ("I prefetti debbono eseguire i provvedimenti perché è un'ordinanza del Capo del Governo proposta dal ministro dell'Interno") e il ministro dell'Istruzione, Gelmini ("Se la proposta di Maroni sulle impronte digitali dei bambini rom può servire per obbligare i genitori a mandare i figli a scuola, allora ben vengano le impronte").Intanto il presidente della Croce rossa italiana, Maurizio Barra, ha annunciato che il censimento nel campo nomadi di Roma partirà il 10 luglio e sarà ultimato il 15 ottobre. Barra ha precisato che in questi giorni è in corso la fase preparatoria per mettere a punto, attraverso incontri con il prefetto Mosca, tutte le modalità, gli aspetti logistici e operativi.

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Lo sguardo surreale del corto Mediterraneo (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)

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FESTIVAL Si è conclusa la sesta edizione Lo sguardo surreale del corto Mediterraneo TANGERI Alla fine di una settimana, il 6° Festival del Cortometraggio Mediterraneo di Tangeri ha messo in luce timori e stress che s'insinuano nel modus vivendi mediterraneo, ma mostrando anche una capacità di guardare di sbieco, di ritrovare altri punti di vista, ironici, surreali, critici, memori. Sguardo mediamente giovane, ma non tutti hanno la stessa accessibilità a mezzi, strumenti e finanziamenti. Per non parlare di scuole di cinema regionali, finanziamenti pubblici decentrati, capacità distributiva e promozionale, programmazione di tv e festival. Per forza paesi dall'industria cinematografica più debole quali Tunisia o Cipro si esprimono di più con i video, mentre soprattutto in Europa si gira in 35mm. La differenza di qualità si vede, anche se non sempre ad essa corrisponde altrettanta freschezza di idee e di stili. Stavolta sì però e, per di più con una giuria a maggioranza nordafricana, i premi conferiti a tre diversi film europei lo evidenzia. Il Grand Prix è aggiudicato al portoghese Gonçalo Galvào Teles per il suo Before tomorrow. Solida costruzione narrativa compatta che riporta alla memoria la rivoluzione dei garofani. Concentrandosi sulla vicenda, politicamente paradossale eppur tesa, del fuggitivo Mario, oppositore del longevo regime fascista di Salazar. Adesso basta, ancora 24 ore prima dell'appuntamento con il suo contatto che gli permetterà di lasciare una prigione chiamata Portogallo. Ancora 24 ore di coperture e clandestinità, ma parenti e amici hanno paura, non ce la fanno a mantenere fede all'antica solidarietà condivisa. Mario è solo, ancora di più perché la donna che ama sta morendo per tumore, ed è la voce off del suo pensiero a guidare: "Tutto è proibito in questo paese. Quando finirà la notte?". Non si accorge che il momento da lungo tempo agognato è arrivato. Preso con beffarda amarezza fra il mancato contatto per la fuga e la visita alla tomba, una fra troppe, della sua compagna, cammina solo ai margini di una città che è concentrata da tutt'altra parte. Il 25 aprile 1974, la rivoluzione dolce dei capitani democratici hanno posto finalmente fine alla dittatura. Reperti filmati d'epoca di scene di popolo festante chiudono al 16° minuto, riaprendo la memoria su una pagina di storia nera tutt'altra che distante. Il film è dedicato "a quanti lottarono, a quanti non fuggirono". Umorismo sensibile e deliziosamente laico è la cifra vincente di Agape dello sloveno Slobodan Maksimovic, premio speciale della giuria. Con intelligente freschezza mette in scena una commedia lieve ma arguta, con al centro un convento di suore in cui si decide di installare internet a banda larga. In particolare la novizia Melissa, in crisi e al momento giusto scopertamente sensuale, scopre la sua vera vocazione perché, come dice il regista, "ci sono diversi modi per amare Dio". Infine migliore sceneggiatura per Dans leur peau, sofisticata situazione sociale del francese Arnaud Malherbe.

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Impronte, il coraggio di un prefetto Famiglia Cristiana: <piano razzista> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

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Carlo Mosca, prefetto di Roma si è opposto alle schedature dei rom. Ora potrebbe rischiare il posto... Duro attacco dal quotidiano ai ministro cattolici: per loro la dignità dell'uomo vale zero Impronte, il coraggio di un prefetto Famiglia Cristiana: "piano razzista" Rina Gagliardi In queste ore, forse, il governo di destra e il sindaco di destra stanno decidendo la sorte del professor Carlo Mosca, prefetto della capitale da meno di un anno. Lo cacceranno? Lo costringeranno all'obbedienza? Escogiteranno un (improbabile) compromesso? Non lo sappiamo. Sappiamo, però, intanto, che in una temperie così oscura ed ignobile della politica si è manifestato un anticorpo significativo: un gesto di coraggio del tutto inconsueto nell'Italia berlusconiana del conformismo, delle veline, dell'autocensura. Un prefetto che dice no al Governo - ed è il prefetto della città più importante d'Italia. Un commissario straordinario alla questione rom, che fa sapere che non intende prendere le impronte digitali ai piccoli nomadi e che quindi non si adeguerà ai forsennati diktat del ministro Maroni - ed è il commissario del luogo d'Italia dove le comunità rom sono le più numerose. Una scelta che nessuno, nemmeno i più zelanti leghisti,razzisti o fascisti, potrà accusare di "secondi fini" , giacchè è tutto fuorché una scelta comoda. Carlo Mosca, poi, è una figura di prestigio indiscusso, in quanto giurista, docente universitario, esperto di amministrazione e organizzazione di strutture pubbliche: un "fedele servitore dello Stato" di alto livello e di autentica fede cattolica, abituato a lavorare con impegno, rigore (ed eccellenti risultati), fuori da ogni pratica "politicante" - e dentro una civiltà, una disposizione al dialogo, una sensibilità alle questioni sociali che sorprende ogni interlocutore. Non sarà agevole per nessuno, quindi, liberarsene. O, peggio, denunciarne la "scarsa competenza" o l'indebita politicizzazione. 23 servizi a pagina 5 01/07/2008.

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Fulvio Fania Città del Vaticano E' <indecente e razzista> l'intenzione di Maroni di sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono <bocciati> tutti i ministri cattolici del g (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Fulvio Fania Città del Vaticano E' "indecente e razzista" l'intenzione di Maroni di sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono "bocciati" tutti i ministri cattolici del governo di centro-destra: "alla prima prova d'esame" hanno dimostrato che "per loro la dignità dell'uomo vale zero" e gli insegnamenti del papa sono "carta straccia" Fulvio Fania Città del Vaticano E' "indecente e razzista" l'intenzione di Maroni di sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono "bocciati" tutti i ministri cattolici del governo di centro-destra: "alla prima prova d'esame" hanno dimostrato che "per loro la dignità dell'uomo vale zero" e gli insegnamenti del papa sono "carta straccia". "Nessuno ha alzato un dito" contro quella proposta, il silenzio è stato "assordante". Il nuovo affondo del settimanale Famiglia cristiana contro la compagine di Berlusconi trasuda indignazione. "Se vogliamo prendere le impronte - replica sdegnato l'editorialista - cominciamo dai nostri figli o ancor meglio dai parlamentari". Così verrebbero smascherati i "pianisti" che votano per gli assenti. Non è la prima volta che la rivista dei paolini attacca duramente il governo mettendo in evidenza la scarsa presenza di cattolici doc e l'incoerenza dei ministri che si professano tali. Mentre Benedetto XVI ha ricevuto con grandi sorrisi Berlusconi, Famiglia cristiana , che non è mai stata tenera neppure verso il Pd, si fa interprete di un malessere diffuso nel mondo cattolico, non soltanto nella Caritas e nel volontariato sociale. Il settimanale, che è anche capofila nella campagna per rivedere la legge sull'aborto, fa leva infatti anche sulla delusione che serpeggia tra i familisti del Family day. Per dirigere la commissione infanzia - obietta quest'ultimo editoriale - "non era più adatta Luisa Santolini" che Alessandra Mussolini? Santolini è l'ex presidente del Forum delle famiglie ed è deputata dell'Udc di Casini, perciò attualmente all'opposizione. Ma è sulle impronte per i bambini rom che il commento non firmato attribuibile al direttore don Sciortino e allo staff dirigente della redazione, risulta spietato. "Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la stella al braccio in segno di pubblico ludibrio" - scrive Famiglia cristiana così oggi la marchiatura dei piccoli rom denota "uno stato di polizia" e conduce al "crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale straordinario per i poveri". "Non ci siamo abbastanza vergognati delle leggi razziali" di settanta anni fa, incalza la rivista sfidando Maroni a spiegare piuttosto come intenda mandare a scuola i figli dei rom per sottrarli all'accatonaggio, magari impegnando speciali scuolabus della polizia. Le prese di posizioni di parte cattolica contro le misure anti-immigrati e anti-zingari del governo italiano e dell'Unione europea si susseguono ormai quotidianamente. La Fondazione Migrantes, che è struttura della Cei, ha denunciato la xenofobia di provvedimenti che si preoccupano unicamente delle paure di una parte degli italiani. In ambito europeo il Pontificio consiglio per i migranti si è opposto alle misure per il reimpatrio forzato e la detenzione prolungata degli immigrati. 01/07/2008.

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<Indecente e razzista marchiare i rom> "Famiglia cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla prima prova (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Nuovo affondo del settimanale contro il governo: "La dignità umana per loro vale zero" "Indecente e razzista marchiare i rom" "Famiglia cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla prima prova.

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Facciamo Breccia: Tutte/i con Bertozzo. Botte e accuse per l'attivista (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Coda avvelenata del Pride Facciamo Breccia: Tutte/i con Bertozzo. Botte e accuse per l'attivista Benedetta Aledda Bologna Chi poteva aspettarsi che alla fine della festa del Pride nazionale un'attivista sarebbe stata portata via in manette dalla piazza dove è confluita la marea gioiosa che nel pomeriggio di sabato aveva invaso Bologna? Di sicuro non se l'aspettava Graziella Bertozzo, militante storica del movimento lgbt, trattenuta per tre ore dalla polizia e rilasciata con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza. All'ospedale Rizzoli, però, le hanno dato 10 giorni di prognosi per traumi multipli che lei spiega con un trattamento "non gentile" ricevuto quando è stata portata via su una volante a sirene spiegate. Si è resa conto che l'uomo che la respingeva oltre le transenne sotto al palco era un poliziotto solo quando gli agenti in divisa l'hanno "buttata a terra e ammanettata", racconta, perché chiamavano "collega" quell'uomo vestito in borghese che non si era qualificato. Bertozzo pensa che sia stato casuale che abbiano fermato proprio lei, perché i suoi compagni di Facciamo Breccia erano già passati oltre le transenne, diretti al palco dove volevano aprire lo stesso striscione con cui, durante il corteo, avevano fasciato di fucsia-laico il Cassero di porta Saragozza, per tornare, almeno qualche minuto, a presidiare la storica sede del movimento lbgt bolognese. Dal Comitato del Pride si chiedono cosa abbia a che fare la vicenda dell'arresto di Bertozzo con l'episodio dello striscione non previsto che i No-Vat volevano srotolare sul palco durante l'intervento (questo sì previsto) della loro compagna di lotte Porpora Marcasciano. La stessa Bertozzo sostiene: "Non potevano sapere che volevamo aprire lo striscione". Racconta di essere stata bloccata prima da una ragazza, che solo dopo si sarebbe rivolta a quello che poi si è rivelato un poliziotto. Graziella, però, credeva fosse un militante e si è sorpresa di essere spintonata. Un episodio "sgradevole da ogni lato", dicono dal Comitato del Pride, riunito mentre scriviamo per stendere una valutazione complessiva della giornata di sabato e per cercare di ricostruire l'affaire Bertozzo ascoltando chi è stato coinvolto. Non sappiamocome risponderanno all'appello di Facciamo Breccia, che ha diffuso domenica un comunicato per esprimere "sconcerto e preoccupazione politica" per l'episodio. "Non si era mai vista la polizia legittimata su un palco di un pride", denuncia la rete no-vat, chiedendo a tutte le realtà di prendere posizione contro le accuse paradossali contro Bertozzo e in particolare propio "al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l'azione di polizia è stata causata da un abnorme "equivoco"". L'ex vicepresidente di Arci gay-lesbica ha ricevuto intanto molti attestati di solidarietà, tra gli altri anche quello della Federazione bolognese del Prc, presente con un suo spezzone al corteo. L'associazione fiorentina Per una sinistra unita e plurale ha annunciato un presidio di protesta giovedì a Firenze. Una cosa che Graziella non manda giù è la sanzione amministrativa per ubriachezza molesta, proprio a lei che si era tenuta sobria per guidare il furgone di Facciamo Breccia. "Dicono che parlavo a voce alta e sudavo, ma certo: c'erano 40 gradi!", puntualizza. Sobrietà confermata dal test alcolemico fatto, su consiglio di un'amica avvocata, quando l'hanno rilasciata. Ora si augura che il Comitato del Pride non tradisca "lo spirito di Stonewall, quando gli omosessuali", ammonisce, "si sono ribellati ai controlli della polizia newyorchese". 01/07/2008.

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Impronte, il coraggio di un prefetto (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

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Carlo Mosca, prefetto di Roma, si è opposto alle schedature dei rom Impronte, il coraggio di un prefetto Rina Gagliardi "La vicenda nomade" aveva dichiarato questo prefetto gentiluomo, nel tempo in cui era la giunta Veltroni a impazzare con la pratica degli sgomberi degli insediamenti rom "non è riducibile a una faccenda di ordine pubblico, è innanzi tutto un'emergenza sociale e abitativa". E su questa linea - che poi significa un lavoro di censimento vero, d'inchiesta, di conoscenza della realtà nomade - intende continuare a muoversi. Ha dalla sua, nietemeno, che l'Europa, i migliori costituzionalisti, la comunità ebraica e il mondo cattolico. E' di ieri il duro attacco del settimanale cattolico Famiglia cristiana che ha definito le misure del governo: "Una proposta indecente"."Alla prima prova d'esame - scrive Famiglia Cristiana - i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". Tutta questa bufera, che speriamo si concluda presto con la Canossa di Roberto Maroni, ci ha fatto venire alla mente un notissimo prefetto italiano degli anni 20: Cesare Mori, detto il "prefetto di ferro" per la sua azione contro la mafia siciliana. Mori, certo, è stato un personaggio per molti versi agli antipodi di Mosca: "inflessibile", violento, capace di usare qualunque mezzo, dalla tortura agli ostaggi, per far trionfare la legge e la legalità. Però, proprio come Mosca, Mori è stato anche un uomo capace di opporsi, diciamo così, a pressioni o ordini ingiusti, provenienti dal potere. Accadde nei primi mesi del fatidico 1922, l'anno della marcia su Roma: Mori era allora commissario straordinario delle province "padane" e prefetto di Bologna. Tra i suoi primi atti, si mise, nientemeno, che a contrastare i soprusi degli agrari, che pretendevano di poter assumere la forzalavoro bracciantile e contadina a loro arbitrio, violando la legge che prescriveva "quote locali" prefissate: Mori, l'inflessibile, impose il rispetto della legge e diventò per questo del tutto inviso ai fascisti, che orchestrarono una violenta campagna contro di lui. Poi, nel febbraio del 1922, quando, col pretesto di vendicare la morte di uno di loro, gli squadristi assediarono Bologna, fin sotto la Prefettura, si rifiutò di cedere: resistette per giorni e giorni, ed alla fine vinse la sua battaglia. In quei mesi di fuoco, quasi tutti i prefetti di quelle zone facevano l'esatto contrario, ubbidivano cioè alla pressione degli agrari o del boss fascista locale. Ma a Bologna, a chi gli disse che doveva aprire le porte della città alla "gioventù nazionale, argine al bolscevismo", Mori rispose seccamente: "Ma che gioventù nazionale! Questi sono eversori, e vanno trattati come tutti gli altri eversori". Qualche anno dopo, quando ormai il fascismo era al potere e Mussolini decise che era venuta l'ora di dare una lezione "definitiva" alla mafia, chiamò proprio l'ormai già pensionato (e deluso) prefetto. E a chi gli fece notare che Mori era sì bravissimo, ma "impolitico", il Duce rispose che non voleva un politico e che comunque gli bastava che il futuro "prefetto di ferro" fosse pronto a trattare la mafia "come aveva trattato i miei squadristi bolognesi". Ecco, al di là dell'audacia del parallelo tra due prefetti così diversi e così lontani nel tempo e nello spazio, si può scoprire, anche negli angoli meno prevedibili della storia, che a volte basta ubbidire alla legge - alle leggi fondamentali che regolano lo Stato democratico e la sua missione civile - per contrastare la nequizia del potere. E si può scoprire, ancora, che nessun Governo (e nessun Parlamento) può consentirsi il lusso di imporre scelte che stravolgono, fino ad offenderli e negarli, i principi fondamentali della legge: come l'eguaglianza degli esseri umani, la parità dei diritti, il rifiuto di ogni discriminazione e persecuzione razziale. Quando e se questo accade, come nel caso dei provvedimenti annunciati da Maroni, si troverà sempre di fronte un prefetto coraggioso, capace di dire No. Ogni parallelo tra il 1922 e i giorni oscuri di questo presente è puramente casuale?.anzi no. 01/07/2008.

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Pironi e Mangano a Zoate danno spettacolo (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

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N. 155 del 2008-07-01 pagina 40 Pironi e Mangano a Zoate danno spettacolo di Redazione ZOATE - Coppa Luigi Varni - 18 buche stableford. I categoria: 1° netto Lorenzo Pironi 37, 1° lordo Davide Mangano 31, 2° netto Claudio Iotti 32. II categoria: 1° netto Luca Barbera 42, 2° netto Roberto Donini 42. III categoria: 1° netto Renzo Bonfanti 40, 2° netto Riccardo Granzini 39. LA PINETINA - Trofeo del consiglio - 18 buche medal e stableford per la terza categoria. I categoria: 1° netto Maurizio Merenda 67, 1° lordo Flavio Ferloni 74, 2° netto Alessandro Cerana 68. II categoria: 1° netto Francesco Tavecchio 64, 2° netto Cosimo Suma 68. III categoria: 1° netto Michele Cozzi 44, 2° netto Simonetta Bacchetti 40. AMBROSIANO - Partesa Italian Tour: I categoria: 1° netto Luigi Colli 36, 1° lordo Carlo Maria Vitali 35 2° netto Costanza Alessandri 34. II categoria: 1° netto Giuseppe Mazzara 37, 2° netto Riccardo Bagni 37. III categoria: 1° netto Stefano Manfredi 43, 2° netto Marco De Vincenzi 43. MONTICELLO - Trofeo Hotel Principe di Savoia - Classifica femminile. 1° Giuliana Colavito 222, 2° Giulia Carando 233, 3° Silvia Valli 235, 1° under 18 Gaia Gera 247, 1° Mid-Am Alessandra Napoleone 257. CASTELCONTURBIA - Golf Challenge Autoarona - 18 buche stableford. I categoria: 1° netto Giuseppe Bellia 38, 1° lordo Marco Gavioli 32, 2° netto Riccardo Castelnuovo 37. II categoria: 1° netto Paolo Tenderini 39, 2° netto Cattoli Catullo 38. III categoria: 1° netto Giovanni Godio 44, 2° netto Vittoria Gatti 41. EUCALYPTUS - Maratona del ventennale - Louisiana 20 buche - 1° squadra "i principi" F. Pacelli-A. Pacelli-M.Sessich-R. Cianfrini 58, 2° "gli archi" R.Battaglia-Sampaolesi-Bertozzi-Milani 63,3° "zingari2" Crisciotti-Zorloni-Ambrosi-Ruffolo 63, 4° "forza Roma" D'Anselmo-S.Bianconi-R.Bianconi-P.Mauti 65, 5° "lucy's family" Masi-Allegri-G.Castrichella-M.Castrichella 66. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Obbligavano i figli a rubare, rom in manette (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 155 del 2008-07-01 pagina 1 Obbligavano i figli a rubare, rom in manette di Maria Giovanna Maglie Una vita d'inferno: minacciati di botte e stupri, i bimbi hanno compiuto 150 furti Papa Ratzinger parlando di recente ai seminaristi durante il viaggio in Puglia ha pronunciato una frase che non si dimentica. Ha detto, cito a memoria, che volontariato e assistenza non vogliono dire assistenzialismo e pietismo. Pratiche che sono invece, insieme al fastidio sempre più irritato e messo a nudo, per la svolta culturale che gli italiani hanno chiesto con il voto e ora desiderano diventi legge e regole, il pane quotidiano dei cattolici nello stile, se mai la parola stile si possa più usare a proposito di quella rivista, Famiglia Cristiana. "Prima però le impronte dei parlamentari e dei figli", è il titolo del prossimo numero, in fiera opposizione alla proposta del ministro Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Il settimanale dei Paolini ci sorprende così, sia pur a metà, con la tirata populista e dipietrista secondo la quale ogni colpa andrebbe attribuita alla politica. Ma non ci cascate, è con il governo di Berlusconi che ce l'hanno, e con un ministro degli Interni, Dio lo conservi perché è merce rara, che non si fa spaventare. Com'è la proposta del ministro? Naturalmente "indecente"; com'è il silenzio generale sulla indecente proposta? "Assordante", no? "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". E Berlusconi "permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". "Oggi - argomenta Famiglia cristiana -, con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto più feroce ai piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita". Questa è evidentemente la chicca finale. Il bambino rom ruba, chiede l'elemosina, viene sfruttato nei più biechi modi, ed è una realtà talmente estesa e cancerosa la delinquenza rom che la Corte di Cassazione ha appena assolto il sindaco di Verona per averlo esplicitamente detto? Questa nozione non sfiora l'anima bella dei laici e religiosi di Famiglia Cristiana. Ricordo una volta di aver fatto un viaggio con uno di loro all'Avana. Era tanto tempo fa, ma non potrò mai scordare che gli piaceva tutto e che giustificava tutto: povertà, torture agli oppositori, discriminazione, sfruttamento delle donne. L'ideologia ne fa di vittime, e quella cattocomunista è tra le più resistenti, soprattutto oggi che è così profondamente minoritaria. L'anticipazione diffusa orgogliosamente alle agenzie da Famiglia Cristiana è di ieri pomeriggio, dunque, se so contare, è posteriore alla scoperta della rete di sfruttamento di bambini rom a opera dei loro genitori e parenti. Cellulari per istruirli a crimini e rapine, minacciandoli in caso di ripensamento, di violenze che dovrebbero far avvampare di sdegno qualunque buon cittadino e qualunque credente; lo strazio nella carne e nella testa di bambini innocenti, quei padri non sono diversi dai mostri della cronaca che tanto fanno inorridire. Si vede che è così che a Famiglia Cristiana piacciono le creature. Libere, non controllabili dall'odioso Stato italiano di Polizia (quanto apprezziamo queste espressioni da extraparlamentari anni '70), saldamente affidati ai loro amorevoli cari, che sanno come crescerli e come farli diventare dei pericolosi criminali. Bravi, continuate così, ma non stupitevi se le famiglie cristiane non vi acquisteranno più. Sarà legittima difesa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Famiglia Cristiana contro Maroni, lui: non mollo (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 155 del 2008-07-01 pagina 0 Famiglia Cristiana contro Maroni, lui: non mollo di Redazione Il settimanale boccia il provvedimento del Viminale sulle impronte ai rom e punta il dito contro i ministri cattolici: "Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare l'indecente proposta" Roma - Questa volta tocca al ministro dell'Interno Roberto Maroni a finire nel mirino di Famiglia Cristiana: prendere le impronte digitali ai bambini rom è una "indecente proposta", sostiene il settimanale dei Paolini. "Alla prima prova d'esame - scrive Famiglia Cristiana - i ministri cattolici del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". L'attacco di Famiglia Cristiana "Avremmo dato credito al ministro - sottolinea il settimanale nell'editoriale di questa settimana - se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". "Non stupisce, invece - continua Famiglia Cristiana - il silenzio della nuova presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perché le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". "Oggi, con le impronte digitali - prosegue - uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita". "E' giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è reato). C'è un solo modo - osserva Famiglia Cristiana - perché i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto legge perché, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi. Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa pianisti - conclude - sarebbe l'unico lodo gradito agli italiani". Maroni: "Non indietreggio" "Non indietreggio di un millimetro", afferma sulle impronte ai bambini rom il ministro dell'Interno, Roberto Maroni a Sky pomeriggio. Il titolare del Viminale definisce "inventata" la polemica sulla Ue. Il portavoce del commissario competente in materia non ha espresso giudizi sulla politica italiana in materia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Famiglia Cristiana: Proposta razzista (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)

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Stampa Impronte ai Rom Famiglia Cristiana: "Proposta razzista" Una proposta indecente. Una schedatura razzista, che ricorda le leggi fasciste ed è frutto di uno Stato di polizia. Va giù dura, "Famiglia Cristiana". Sulla questione dei minori Rom il settimanale dei Paolini se la prende con il premier, con il ministro Maroni, con la presidente della Commissione per l'Infanzia Mussolini, ricordando le leggi contro gli ebrei fatte approvare dal nonno Benito. E boccia "senza appello al loro primo esame i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere". Accuse pesanti come macigni. "Per loro - si legge nell'editoriale che sarà in edicola con il prossimo numero - la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". Non solo l'ipotesi è inaccettabile. Ma com'è formulata non contiene neanche provvedimenti per la tutela dei minori nomadi che, nelle dichiarazioni pubbliche, gli autori della proposta dicono di voler tutelare. "Avremmo dato credito al ministro - prosegue infatti il giornale - se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s'è rifiutato di schedare, il presidente del Veneto, Galan, ha parlato di "fantapolitica", ma il ministro non arretra d'un millimetro". Ma se per i cattolici l'atteggiamento del ministro leghista è una sorpresa, "non stupisce, invece, il silenzio della nuova presidente della commissione per l'Infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie? - si chiede l'editorialista dei Paolini - ), perchè le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di governo". E il presidente del Consiglio? "Permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?", ci si domanda nell'articolo. Il settimanale lamenta che "a sessant'anni dalle leggi razziali", l'Italia non abbia ancora "fatto i conti con le sue tragiche responsabilità", in particolare, "non li ha fatti il centrodestra al governo, se un ministro propone il concetto di razza nell'ordinamento giuridico". E così "uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita", sostiene l'editorialista. Per Famiglia cristiana, ovviamente, "è giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è reato). C'è un solo modo perchè i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto legge perchè, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi". E le impronte? "Cominciamo dai nostri figli - propone il settimanale cattolico - ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa-"pianisti" sarebbe l'unico "lodo" gradito agli italiani".

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ROMA. SARà IL PLENUM DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, CONVOCATO PER QUESTO POMERIGGI (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-07-2008)

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Roma. Sarà il plenum del Consiglio superiore della magistratura, convocato per questo pomeriggio a palazzo dei Marescialli in seduta straordinaria, a varare in via definitiva il parere dell'organo di autogoverno dei giudici sulla norma riguardante la sospensione dei processi inserita nel dl sulla sicurezza. E tutto lascia prevedere che si riproporranno le tensioni già manifestatesi giovedì scorso quando il parere, elaborato dai consiglieri Fabio Roia e Livio Pepino, che sostanzialmente boccia il provvedimento, venne approvato con il voto contrario di Michele Saponaro, laico di Forza Italia. Tormentatissimo del resto tutto l'iter di questo parere, segnato da continue fughe di notizie sui suoi contenuti e da duri e reiterati richiami di Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, ai consiglieri perché garantiscano riservatezza e rispetto delle regole. Già una settimana prima di arrivare al vaglio della sesta commissione di palazzo dei Marescialli, infatti, era trapelato l'orientamento decisamente negativo degli estensori che contestavano soprattutto "il mancato rispetto dell'articolo 111 della Costituzione" (ragionevole durata dei processi) e del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, articolo 112 della Carta.

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Rom Famiglia Cristiana attacca il leghista maroni (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Rom Famiglia Cristiana attacca il leghista maroni La luna di miele in crisi sulla sicurezza Se c'è un terreno sul quale l'attuale governo rischia di incrinare l'ottima intesa raggiunta in questi primi mesi di legislatura con le gerarchie della Chiesa, questi è quello della sicurezza, in tutte le sue sfaccettature. Non a caso, gli attacchi più diretti rivolti al premier e alla sua compagine di governo dall'ambito ecclesiale sono arrivati principalmente qui, sulle misure proposte in tema di sicurezza. Il durissimo attacco di ieri rivolto da Famiglia Cristiana al ministro dell'Interno Roberto Maroni, reo di voler raccogliere le impronte digitali dei bambini rom, è in questo senso l'ennesimo segnale da non sottovalutare. Perché riflette un sentimento comune all'interno della Chiesa: va bene garantire la sicurezza dei cittadini, ma va male, molto male, quando nel nome di questa legittima volontà si discriminano i più deboli, immigrati o rom con cittadinanza italiana che siano. C'è chi, come la Cei, per voce della Fondazione Migrantes, ha rivolto a Maroni una critica precisa pur senza eccedere nei toni. "Nei confronti di immigrati e rom" - si è letto sabato in un comunicato della Fondazione - si assiste "di giorno in giorno al paventare provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di essere attuati, destano allarme e agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per tutta la nostra società italiana". C'è chi, come monsignor Agostino Marchetto, segretario del dicastero vaticano che si occupa della pastorale dei migranti e degli itineranti - le sue parole sono di qualche settimana fa -, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina all'interno del pacchetto sicurezza non va bene. E c'è chi, come appunto Famiglia Cristiana , nell'editoriale in uscita questa settimana usa toni più duri e coloriti, riferiti direttamente alle impronte da prendere ai nomadi. Secondo il più diffuso settimanale italiano d'ispirazione cattolica, la proposta di Maroni di prendere le impronte ai bambini rom si può definire in due sole parole: "indecente" e "razzista". Una proposta - spiega Famiglia Cristiana - che pesa anche sui "ministri "cattolici" del governo del Cavaliere", i quali, non avendo detto nulla in merito, "escono bocciati, senza appello: per loro la dignità dell'uomo vale zero". Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. E ancora: si è innanzi a "uno Stato di polizia" che "mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani". Bocciata, secondo i paolini, è pure Alessandra Mussolini, nuova presidente della commissione per l'infanzia, anch'essa rea di non aver detto nulla in merito: "Non era più adatta" al suo posto "Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?", si chiede Famiglia Cristiana . Domande che probabilmente non avranno risposta, almeno nell'immediato. Eppure, se la Mussolini ribatte che "l'articolo di Famiglia Cristiana è un misto di confusione e intolleranza", e se Maroni mostra di non preoccuparsi più di tanto del fuoco cattolico cadutogli addosso - ieri ha detto di non voler indietreggiare "di un millimetro" anche perché il censimento di chi vive nei campi nomadi, adulti o bambini è "ineludibile" - non così dovrebbe comportarsi il premier. È vero, c'è una parte del suo elettorato che sulla sicurezza vuole la linea Maroni. E ci sono anche le notizie che vengono dal paese che sembrano dare credito alla necessità di non transigere coi rom: ieri, in Liguria, sono finiti in carcere sette nomadi per furti messi a segno con l'"aiuto" di bambini, costretti a rubare con le minacce anche di violenze sessuali. Ma c'è un'istituzione importante, come la Chiesa, che fa notare altre necessità e lo fa nonostante giudizi critici sull'operato del governo non fossero in programma fino a poche settimane fa. Giusto a fine maggio, infatti, il governo Berlusconi aveva incassato (seppure indirettamente) le parole di apprezzamento del cardinale Bagnasco in apertura dell'assemblea generale della Cei e del Papa nel suo successivo intervento. Poi ci fu la visita del premier in Vaticano: anche qui, a detta dei presenti, grande sintonia motivata principalmente dal fatto che, soprattutto sui temi etici, il governo non spaventa come il precedente. Ma oltre a questi temi, c'è il nodo sicurezza. E anche qui la Chiesa vuole essere ascoltata. 01/07/2008.

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Radio Padania attacca, Famiglia Cristiana "assolve" (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca "Vergogna il clero e' il primo proprietario di immobili" Radio Padania attacca, Famiglia Cristiana "assolve" Alla Voce d'Italia , la pronta risposta del settimanale cattolico all'emittente del Carroccio Milano, 1 lug. - "Chi si occupa dei rom sono sempre le associazioni cattoliche", così Famiglia Cristiana spiega alla Voce d'Italia la questione "impronte digitali". Domenica prossima la rivista pubblicherà un editoriale in cui condanna come razzista "l'indecente proposta di Maroni" di voler schedare le impronte dei bambini nei campi nomadi, e la notizia ha acceso gli animi di Radio Padania. L'emittente in segno di 'protesta' ha diffuso oggi, in diretta, i recapiti telefonici e e-mail di Famiglia Cristiana, invitando gli ascoltatori a lamentarsi. Raggiunto dalla 'Voce d'Italia', il settimanale cattolico minimizza: "Una delle chiavi del nostro successo è l'apertura ai lettori. Non ci sentiamo offesi perché è giusto accettare anche i dissensi". E sull'emergenza sicurezza replica: "La questione delinquenza legata ai rom esiste, ma non si può dire che tutti siano delinquenti, perché non è una questione di razza. Inoltre, a ben guardare, alla fine chi si occupa dei rom sono sempre le associazioni cattoliche". Intanto l'appello di Radio Padania è stato subito accolto, con circa un centinaio di telefonate e oltre 140 e-mail di dissenso e dai toni piuttosto offensivi. Gli ascoltatori accusano il settimanale di spalleggiare delinquenti e rapitori pedofili. "Come potete schierarvi dalla parte di chi non rispetta le regole - si legge nei messaggi - non rispetta il prossimo e i beni degli altri? Con chi non ha identità". E ancora: "Vergogna, il clero è il primo proprietario di immobili e guarda se ne dà qualcuno per i rom". Giampaolo Mannu.

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