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TARTICOLI DEL 1-7-2008 #TOP
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Articoli
Laici e chierici (39)
Agenda
religioni ( da "Stampa, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
AZIONE
CATTOLICA, UN CAMPO ESTIVO Da giovedì 3 luglio fino a domenica 6, il Settore
Adulti dell'Azione Cattolica di Torino organizza un campo estivo a
Valtournanche (Valle d'Aosta) nella Villa del Seminario. Il titolo è "Non
ci ardeva forse il cuore?
<Rom,
un piano razzista> ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Stato di
polizia mostra il volto più feroce ai piccoli rom. Perché non c'è la stessa
ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?".
Accusando di inerzia i ministri cattolici, Famiglia cristiana riserva una coda
al veleno ad Alessandra Mussolini, presidente della commissione per l'infanzia:
"Le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare,
<Indecenti
le impronte digitali> ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
del mondo
cattolico e delle associazioni. Persino l'ex presidente della Repubblica,
Francesco Cossiga, ha pesantemente ironizzato: "Penso che la prossima
direttiva di Maroni sarà quella di tagliare ai bambini rom la falange del dito
mignolo, o ancora meglio un pezzetto del lobo dell'orecchio, in modo che siano
immediatamente riconosciuti"
Fenomenologia
del mago dei nostri figli - margherita rubino
( da "Repubblica,
La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
docente alla
Cattolica di Milano MARGHERITA RUBINO Gioiello culturale ed editoriale,
"Il Melangolo" rinasce a Genova nel 1996, quando assume una autonomia
gestionale che ad oggi si mantiene in equilibrio, fuori da giochi o pressioni
aliene, e in più vi si ritaglia una fisionomia precisa, lontana dalla narrativa
di genesi einaudiana e piuttosto volta alla saggistica e alla filosofia.
I
gay contro caffarra: reazionario e ottuso - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
diviso tra
laici e cattolici, cerca di ricompattarsi: dribbla in consiglio comunale un
ordine del giorno del Pdl per condannare gli attacchi alla Chiesa, ma spedisce
l'assessore Virginio Merola, stasera, ad accogliere la Madonna di Lourdes, in
arrivo alle 20 nella stessa "arena" del Pride, Piazza VIII Agosto.
Nuova
veste per il pantheon della certosa
( da "Repubblica,
La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Bologna Nuova
veste per il Pantheon della Certosa SONO solo una trentina i funerali laici che
si sono celebrati l'anno scorso a Bologna, contro i 1540 che si sono tenuti
nella chiesa della Certosa. Ma tra credenti e non credenti era comunque forte
la necessità di avere un luogo in cui raccogliersi, in intimità e in
tranquillità, per l'ultimo saluto ai cari estinti.
Maltese
e i costi della chiesa al via le notti del pensiero laico - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Palazzo Poggi
Maltese e i costi della Chiesa al via le notti del pensiero laico Stasera il
giornalista; domani l'antropologo Remotti e il genetista Boncinelli. Venerdì
monsignor Bettazzi e il filosofo Viano. Poi Maraini e Toscani ILARIA VENTURI
QUANTO costa la Chiesa agli italiani? Si comincia da qui per dare spazio al
pensiero laico ed evitare derive fondamentaliste, religiose e non.
Famiglia
cristiana attacca maroni "razzismo le impronte ai bimbi rom" -
francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Ma sono
soprattutto i cattolici della compagine governativa a reagire con più veemenza
contro Famiglia Cristiana. Come la forzista Mariastella Gelmini, ministro
dell'Istruzione: "Proprio in quanto cattolica sento come un dovere morale
occuparmi di questi bambini in questo modo e condivido il piano Maroni".
L'accusa
di Famiglia Cristiana Rom, norme razziste e indecenti
( da "Unita,
L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
edizione del
CRITICHE A MARONI E AI MINISTRI CATTOLICI L'accusa di Famiglia Cristiana
"Rom, norme razziste e indecenti" "Norme razziste e
indecenti": anche Famiglia Cristiana scende in campo contro la schedatura
dei piccoli rom e chiama in causa oltre a Maroni i ministri cattolici che hanno
dato via libera alla vergognosa schedatura: "Nessuno che abbia contrastato
il ministro dell'
Sotto
accusa anche la componente cattolica dell'esecutivo: alla prima prova escono
bocciati Per loro la dignità dell'uomo vale zero
( da "Unita,
L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Sotto accusa anche la componente
"cattolica" dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro
la dignità dell'uomo vale zero.
Le
impronte ai rom è razzismo Famiglia Cristiana attacca il governo: Berlusconi
permetterebbe di schedare i suoi figli?
( da "Unita,
L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Secco e
pungente il giudizio del settimanale cattolico Famiglia Cristiana sulla
proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali dei bambini rom.
Critica ferma alle scelte del governo Berlusconi da parte del settima- nale
cattolico diffuso. "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla
schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola - scrive -
<Le
aziende sbagliano Aiutiamo invece le famiglie con colf>
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
immigrazione
il prorettore dell'università Cattolica, Luigi Campiglio, trova riduttivo
puntare il dito solo contro i clandestini. Quantomeno perché il problema ha due
facce. L'uso del lavoro immigrato in nero è radicato in alcuni settori.
L'edilizia per esempio. "Il alcuni contesti sta diventando un elemento
strutturale.
<Poliziotti
nei campi perché quei bambini vadano a scuola>
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Mariastella
Gelmini è uno dei ministri del governo Berlusconi presi di mira dal settimanale
cattolico Famiglia Cristiana. è "fervente cattolica", come lei stessa
ha dichiarato più volte. E soprattutto è la responsabile della Scuola dove,
secondo il periodico, "bisognerebbe mandare i bimbi rom per impedire che
vivano con i topi". Vi accusano di violare la dignità umana.
Famiglia
cristiana attacca Maroni <Indecente schedare i piccoli rom>
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Indecente
schedare i piccoli rom" Il settimanale cattolico: "Viola la
dignità". Il ministro: "Vado avanti" Nuove polemiche, questa
volta dal fronte cattolico, sulla proposta del governo di prendere le impronte
ai bimbi rom ROMA - "Silvio Berlusconi permetterebbe che si prendessero le
impronte ai suoi figli e ai suoi nipotini?
L'ultima
porta, festa e lacrime per i clandestini
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
una sorta di
sacrario laico". Centinaia di persone si sono avviate in processione con
le fiaccole accese come fosse una cerimonia religiosa: rientrando poi in città
nel traffico assordante delle strade e dei ristoranti all'aperto con tanto di
orchestrine e balli per una festa che sarebbe durata tutta la notte, alla
faccia dei poveri naufraghi.
Maroni
senza Famiglia Cristiana ( da "Manifesto, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
la proposta
di prendere le impronte ai minori rom Maroni senza Famiglia Cristiana Fronte
cattolico contro il governo. Il ministro: "Critiche infondate, andiamo
avanti" ROMA Una "proposta indecente". Non ci gira tanto intorno
Famiglia Cristiana nel commentare l'idea del ministro Maroni di chiedere le
impronti digitali ai piccoli rom.
Azione
Cattolica mette a punto la convention
( da "Tempo,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Stampa Azione
Cattolica mette a punto la convention CAMPOBASSO Si svolgerà dal 7 al 10 agosto
a Matrice nel convento della Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso
la Convenzion regionale 2008 dell'animazione per ragazzi, rivolto agli
animatori delle Parrocchie.
Kureishi
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
erano
movimenti del tutto laici, eppure non sono stati secondi a nessuno nel produrre
orrori e morti. Altra dimenticanza di quelli che oggi puntano il dito contro
l'islam è la questione del razzismo: io, come anglo-pachistano, l'ho
conosciuto. Non c'era grande tolleranza verso le minoranze etniche
nell'Inghilterra dei '70 e degli '80".
Uno,
due o tre stati? Il diritto di discuterne
( da "Manifesto,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
annessione
della Cisgiordania e di Gaza ad uno stato di Israele unificato? Naturalmente il
suo attacco prende di mira una parte diversa dello spettro politico. Ma anche
in questa parte l'idea di un solo stato non è né unica né semplice. Le diverse
varianti includono uno stato laico unitario, uno stato binazionale, una
confederazione, e così via.
Caldo:
allarme rosso per anziani e bambini Ospedali affollati
( da "Corriere
della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Università
Cattolica di Roma, avverte che "dormire poco per il caldo è un problema
generale, con un'attenzione particolare per bambini e anziani". Per
combattere la calura l'esperto consiglia di bere molta acqua (magari
NUOVI
FONDI E TAGLIO DEI LETTI ( da "Messaggero, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
01 Luglio
2008 Chiudi NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI La Cattolica avrà 550 milioni in
cambio però perderà 250 posti.
L'allegra
brigata dei tedeschi ( da "Corriere della Sera"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
di idee
tendenzialmente laiche come Reinhold e Erhard. O a via Condotti, dove il Caffè
Greco rappresentava il punto di approdo delle allegre brigate. O alle Grotte di
Cervara, sulle rive dell'Aniene, dove si festeggiava l'arrivo della primavera.
In occasione della mostra, martedì primo luglio alle 18.
Pace
fatta tra la Regione e l'Università Cattolica Sacro Cuore per la gestione del
policli ( da "Messaggero, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
contenzioso
economico sui finanziamenti ai policlinici universitari non statali come quello
della Cattolica e il Campus Biomedico. Dal Gemelli, all'inizio dell'anno era
stato lanciato il grido di allarme dal rettore Lorenzo Ornaghi che contestava
le decisioni contenute nel Piano di rientro dal deficit sanitario che prevedeva
il taglio di posti letto e la diminuzione dei fondi regionali.
Livia
non doveva essere operata: anomalie nell'elettrocardiogramma e nei valori di
alcune ( da "Messaggero, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Ieri mattina
è stata effettuata l'autopsia dai professori Capelli e De Giorgi
dell'Università Cattolica. "Di certo per ora possiamo dire che c'è stata
un'embolia massiva cerebrale e sono state rilevate ecchimosi a livello
cardiaco", aggiunge il dottor Labate.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Reliquie
laiche e politica nell'Ottocento" ( Corriere, 28 giugno), dia
un'interpretazione per certi versi originale della leggenda di Garibaldi, vi
sono alcune affermazioni sorprendenti. Mi ha meravigliato leggere che Garibaldi
era "un rivoluzionario senza Dio" e "in persona aveva provveduto
negli anni a fabbricare innumerevoli reliquie di sé,
ROMA
- Prendere le impronte digitali ai rom, come ha detto di voler fare il ministro
Maroni, & ( da "Messaggero, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
tradito le
attese dei cattolici"; e a tre mesi fa risale l'intemerata contro "il
primato del fare e l'anarchia dei valori" alla base della politica di
Berlusconi. Stavolta il settimanale non risparmia neppure i ministri cattolici
del Governo in carica i quali, si legge, "escono bocciati, senza appello,
alla prima prova d'esame.
Lo
sguardo surreale del corto Mediterraneo
( da "Manifesto,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Umorismo
sensibile e deliziosamente laico è la cifra vincente di Agape dello sloveno
Slobodan Maksimovic, premio speciale della giuria. Con intelligente freschezza
mette in scena una commedia lieve ma arguta, con al centro un convento di suore
in cui si decide di installare internet a banda larga.
Impronte,
il coraggio di un prefetto Famiglia Cristiana: <piano razzista>
( da "Liberazione"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
esperto di
amministrazione e organizzazione di strutture pubbliche: un "fedele servitore
dello Stato" di alto livello e di autentica fede cattolica, abituato a
lavorare con impegno, rigore (ed eccellenti risultati), fuori da ogni pratica
"politicante" - e dentro una civiltà, una disposizione al dialogo,
una sensibilità alle questioni sociali che sorprende ogni interlocutore.
Fulvio
Fania Città del Vaticano E' <indecente e razzista> l'intenzione di Maroni
di sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono <bocciati> tutti
i ministri cattolici del g ( da "Liberazione"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
attacca
duramente il governo mettendo in evidenza la scarsa presenza di cattolici doc e
l'incoerenza dei ministri che si professano tali. Mentre Benedetto XVI ha
ricevuto con grandi sorrisi Berlusconi, Famiglia cristiana , che non è mai
stata tenera neppure verso il Pd, si fa interprete di un malessere diffuso nel
mondo cattolico, non soltanto nella Caritas e nel volontariato sociale.
<Indecente
e razzista marchiare i rom> "Famiglia cristiana" contro Maroni
ministri cattolici bocciati alla prima prova
( da "Liberazione"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Nuovo affondo
del settimanale contro il governo: "La dignità umana per loro vale
zero" "Indecente e razzista marchiare i rom" "Famiglia
cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla prima prova.
Facciamo
Breccia: Tutte/i con Bertozzo. Botte e accuse per l'attivista
( da "Liberazione"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laico il
Cassero di porta Saragozza, per tornare, almeno qualche minuto, a presidiare la
storica sede del movimento lbgt bolognese. Dal Comitato del Pride si chiedono
cosa abbia a che fare la vicenda dell'arresto di Bertozzo con l'episodio dello
striscione non previsto che i No-Vat volevano srotolare sul palco durante l'
Impronte,
il coraggio di un prefetto ( da "Liberazione"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
la comunità
ebraica e il mondo cattolico. E' di ieri il duro attacco del settimanale
cattolico Famiglia cristiana che ha definito le misure del governo: "Una
proposta indecente"."Alla prima prova d'esame - scrive Famiglia
Cristiana - i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere escono
bocciati, senza appello.
Pironi
e Mangano a Zoate danno spettacolo
( da "Giornale.it,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
netto Cattoli
Catullo 38. III categoria: 1° netto Giovanni Godio 44, 2° netto Vittoria Gatti
41. EUCALYPTUS - Maratona del ventennale - Louisiana 20 buche - 1° squadra
"i principi" F. Pacelli-A. Pacelli-M.Sessich-R. Cianfrini 58, 2°
"gli archi" R.Battaglia-Sampaolesi-Bertozzi-Milani 63,3°
"zingari2" Crisciotti-Zorloni-Ambrosi-
Obbligavano
i figli a rubare, rom in manette ( da "Giornale.it, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Questa
nozione non sfiora l'anima bella dei laici e religiosi di Famiglia Cristiana.
Ricordo una volta di aver fatto un viaggio con uno di loro all'Avana. Era tanto
tempo fa, ma non potrò mai scordare che gli piaceva tutto e che giustificava
tutto: povertà, torture agli oppositori, discriminazione, sfruttamento delle
donne.
Famiglia
Cristiana contro Maroni, lui: non mollo
( da "Giornale.it,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
provvedimento
del Viminale sulle impronte ai rom e punta il dito contro i ministri cattolici:
"Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito
a contrastare l'indecente proposta" Roma - Questa volta tocca al ministro
dell'Interno Roberto Maroni a finire nel mirino di Famiglia Cristiana: prendere
le impronte digitali ai bambini rom è una "indecente proposta",
Famiglia
Cristiana: Proposta razzista ( da "Tempo, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
cattolici"
del governo del Cavaliere". Accuse pesanti come macigni. "Per loro -
si legge nell'editoriale che sarà in edicola con il prossimo numero - la
dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di proteggere
(cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la
dignità di ogni uomo e donna)
ROMA.
SARà IL PLENUM DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, CONVOCATO PER QUESTO
POMERIGGI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
venne
approvato con il voto contrario di Michele Saponaro, laico di Forza Italia.
Tormentatissimo del resto tutto l'iter di questo parere, segnato da continue
fughe di notizie sui suoi contenuti e da duri e reiterati richiami di Nicola
Mancino, vicepresidente del Csm, ai consiglieri perché garantiscano
riservatezza e rispetto delle regole.
Rom
Famiglia Cristiana attacca il leghista maroni
( da "Riformista,
Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Secondo il
più diffuso settimanale italiano d'ispirazione cattolica, la proposta di Maroni
di prendere le impronte ai bambini rom si può definire in due sole parole:
"indecente" e "razzista". Una proposta - spiega Famiglia
Cristiana - che pesa anche sui "ministri "cattolici" del governo
del Cavaliere", i quali, non avendo detto nulla in merito, "escono
bocciati,
Radio
Padania attacca, Famiglia Cristiana "assolve"
( da "Voce
d'Italia, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
alla fine chi
si occupa dei rom sono sempre le associazioni cattoliche". Intanto
l'appello di Radio Padania è stato subito accolto, con circa un centinaio di
telefonate e oltre 140 e-mail di dissenso e dai toni piuttosto offensivi. Gli
ascoltatori accusano il settimanale di spalleggiare delinquenti e rapitori
pedofili.
( da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
APPUNTAMENTI,
INCONTRI, CELEBRAZIONI Agenda religioni A CURA DI DANIELE SILVA MAITRI BUDDHA
La lezione di venerdì 27 giugno al Centro Studi Maitri Buddha verte su
"Fenomeni e Nuomenon", a partire dalle 20. La tiene il maestro
Ghelong Lobsang Sanghye in via Guglielminetti 9. www.centromaitri.com. LE
VISITE DELL'UCID L'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UDIC) ha in
programma per lunedì 30 giugno una visita turistica serale di Torino. Si parte
alle 19 davanti alla chiesa di San Francesco da Paola in via Po per proseguire
alla scoperta di palazzi, vie, monumenti sotto la guida di Luisa Quarena. Per
iscriversi alla visita, telefonare allo 011/8122083 dalle 9 alle 14. CONVEGNO
SULLA MISTAGOGIA Parte il 30 giugno la terza settimana catachistica di Mondovì,
con un convegno lungo cinque giorni (fino a sabato 5 luglio), organizzato
dall'Ufficio Catechistico Regionale del Piemonte - Valle d'Aosta, dal centro
Evangelizzazione e Catechesi Don Bosco e dalla casa editrice Elledici. Dal
titolo "Il bello viene dopo!", il convegno punta ad approfondire il
tema della catechesi mistagogica degli adolescenti cresimati, ovvero
sull'educazione cristiana di chi ha già ricevuto l'iniziazione. L'iscrizione
costa 40 euro, la pensione completa per tutti i giorni del convegno 260 o 240
euro. Info 0174/565300 o scrivere a santuariovico@libero.it A STRESA IN
PELLEGRINAGGIO La comunità rosminiana della Sacra di San Michele organizza per
martedì 1 luglio un pellegrinaggio a Stresa. Questo il programma: alle ore 7
partenza da Avigliana con arrivo alle
( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
"Rom, un piano
razzista" "famiglia cristiana" attacca il governo Il settimanale
cattolico giudica "indecente" l'idea di prendere le impronte ai
bambini. Maroni insiste: "Ineludibile censire" 01/07/2008 Roma. Dopo
l'attacco a Berlusconi per le sue "ossessioni giudiziarie", il
settimanale cattolico Famiglia Cristiana si scaglia contro il governo per la
proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni di prendere le impronte ai
bambini rom. "Prima però prendete le impronte dei parlamentari e dei figli"
titola il settimanale che giudica "indecente" l'idea di Maroni.
Così"uno Stato di polizia mostra il volto più feroce
ai piccoli rom. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la
criminalità vera in vaste aree del Paese?". Accusando di inerzia i ministri
cattolici, Famiglia
cristiana riserva una coda al veleno ad Alessandra Mussolini, presidente della
commissione per l'infanzia: "Le schedature etniche e religiose fanno parte
del Dna familiare, e ora tornano patrimonio del governo". de
carolis >> 5 01/07/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
"Indecenti le
impronte digitali" sicurezza Famiglia Cristiana attacca il ministro Maroni
che risponde: "Pregiudizi ideologici" Roma. Una settimana fa aveva
bollato Berlusconi come un premier "ossessionato dai giudici", e ieri
ha attaccato a muso duro Maroni, definendo "indecente" la sua
proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom. Ma l'affondo di
"Famiglia Cristiana", il settimanale dei Paolini, non turba il
ministro degli Interni, Roberto Maroni, che rilancia: "La norma è conforme
alle direttive europee, le polemiche sono frutto di ignoranza e di pregiudizio
ideologico". Si tira dritto dunque, nonostante le proteste
dell'opposizione, del mondo cattolico e delle associazioni.
Persino l'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, ha pesantemente
ironizzato: "Penso che la prossima direttiva di Maroni sarà quella di
tagliare ai bambini rom la falange del dito mignolo, o ancora meglio un
pezzetto del lobo dell'orecchio, in modo che siano immediatamente
riconosciuti". Ma il titolare del Viminale si sente forte. Ieri
molti esponenti del governo si sono schierati al suo fianco, ribadendo che
l'iniziativa è giusta. E che Maroni non verrà lasciato solo. Almeno per ora,
perché da Famiglia Cristiana è arrivato un vero e proprio anatema. "Quella
di Maroni è una proposta indecente, accolta dal silenzio assordante dei
ministri cattolici, che escono bocciati senza appello
dalla prima prova d'esame - si legge sul prossimo numero, in edicola da domani
- Per loro la vita vale zero, e non hanno alzato un dito contro questa idea.
Non stupisce invece il silenzio della nuova presidente della commissione per
l'Infanzia, Alessandra Mussolini, perché le schedature etniche e familiari
fanno parte del dna di famiglia". Ma l'obiettivo principale del
settimanale è ovviamente Maroni: "Avremmo dato credito al ministro se,
oltre a proporre la schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola,
togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti hanno previsto?
Nulla". Per l'ira del giornale, che attacca: "Ci chiediamo se
Berlusconi permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi
figli o ai suoi nipotini. Oggi uno Stato di polizia mostra il suo volto più
feroce ai piccoli rom, che pure sono cittadini italiani. Perché non si persegue
con la stessa ostinazione la criminalità vera che esiste in varie zone del
Paese?". Una domanda seguita da una provocazione: "Se vogliamo
prendere le impronte, cominciamo dai nostri figli, anzi dai parlamentari: i
cittadini saprebbero chi lavora e chi fa il furbo. L'"affossa-pianisti"
sarebbe l'unico lodo gradito agli italiani". Famiglia Cristiana, che due
anni fa si schierò a favore di Romano Prodi prima delle elezioni, si conferma
quindi nettamente contrario al centrodestra e al suo leader. E sulle impronte
digitali è pronto alle barricate. Compatta anche l'opposizione, a cominciare
dal leader del Pd, Walter Veltroni, che sottolinea: "La proposta di Maroni
è eticamente inaccettabile, stiamo parlando di bambini che poi si troveranno in
classe con altri bimbi a cui non avranno preso le impronte". Fabio
Evangelisti, dell'Italia dei Valori, evoca scenari apocalittici: "Dalla
schedatura dei bimbi rom a quella degli ebrei e degli omosessuali il passo è
breve. La scelta di Maroni può essere foriera di conseguenze drammatiche".
Mentre Ernesto Ferrero (Rifondazione Comunista) lancia un invito alla
disobbedienza civile: "La proposta di Maroni è razzista, barbara e
incivile, oltre che palesemente incostituzionale. Io e molti compagni e
compagne ci metteremo in fila per farci schedare anche noi. E così spero che
faranno anche tanti cittadini, associazioni e preti". Il clima insomma è
rovente. Ma Maroni non si pente. E replica: "Chi è contro il provvedimento
non sa di cosa parla. C'è un regolamento, approvato dai ministri dell'Interno
della Ue nell'aprile del 2008, che impone agli stati membri di prendere le
impronte digitali ai minori extracomunitari dai sei anni in su. Il censimento
dei nomadi, adulti o minori, è ineludibile". Il ministro però non chiude
la porta al dialogo invocato dal presidente dell'Unicef, Vincenzo Spadafora,
(secondo cui le impronte "criminalizzano le vittime"): "Non solo
lo voglio incontrare, ma gli chiederò di coinvolgere la sua organizzazione
nelle nostre iniziative". Tutto il centro destra fa quadrato. "Credo
che Maroni faccia bene a proseguire nella strada tracciata" sostiene il
ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo cui il censimento tramite
impronte digitali "è soprattutto nell'interesse dei bambini e dei minori
che non hanno un'identità. Queste cose vengono fatte anche in altri paesi, e
non suscitano questo scandalo". Dello stesso avviso Maurizio Gasparri,
capogruppo in Senato del Pdl: "Il blitz della polizia a Verona con
l'arresto di otto rom per sfruttamento di minori, e l'arresto di due piccoli rom
ad Avellino dimostrano che l'iniziativa di Maroni è più che giusta". Karim
Mezran, vicepresidente dell'associazione Intellettuali Musulmani Italiani e
docente presso la Johns Hopkins University, invece afferma: "Se si vuole
risolvere il problema dell'orrendo sfruttamento dei minori che avviene
quotidianamente nel nostro Paese, si deve combattere una tratta che ha portato
in Italia, negli ultimi anni, più di diecimila minori stranieri senza famiglia,
i cosiddetti bambini non accompagnati, sfruttati dalle organizzazioni criminali
per il borseggio, lo spaccio di droga e la pedofilia. Attualmente, la maggior
parte degli sbarchi clandestini coinvolge ragazzini tra i 10 e i 16 anni, che,
in base all'attuale normativa, non possono essere espulsi", conclude il vicepresidente
di Intellettuali Musulmani Italiani. Luca De Carolis 01/07/2008 ' 01/07/2008
FAMIGLIA CRISTIANAOggi uno Stato di polizia mostra il volto più feroce a
piccoli cittadini italiani 01/07/2008 FRANCO FRATTINI 01/07/2008.
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XV - Genova
In libreria Uno studio sulla cultura di massa: come fece Eco con Mike Bongiorno
Fenomenologia del mago dei nostri figli Dopo il dottor House, un altro mito
virtuale nella nuova collana de "Il Melangolo" Dall'etica all'epica,
l'idea di Simone Regazzoni, docente alla Cattolica di
Milano MARGHERITA RUBINO Gioiello culturale ed editoriale, "Il
Melangolo" rinasce a Genova nel 1996, quando assume una autonomia
gestionale che ad oggi si mantiene in equilibrio, fuori da giochi o pressioni
aliene, e in più vi si ritaglia una fisionomia precisa, lontana dalla narrativa
di genesi einaudiana e piuttosto volta alla saggistica e alla filosofia.
Sulla carta, un possibile suicidio. Ma nel tempo i rifondatori, Marco Fidora e
Magiù Viardo tra i tanti, affiancati poi da Francesco Chiossone e Simone
Regazzoni, hanno con ogni evidenza compiuto molte scelte giuste, visto che le
collane aumentano e godono buona fortuna, caso forse unico in città, per fama,
credito e stampa nazionale. Propensione per i titoli e i contenuti legati ai
diritti femminili o alle donne scrittrici (Dichiarazione dei diritti della
donna e della cittadina, scritta nel 1791 da Olympe de Gouges, talentuosa
protofemminista, Gesù l'ebreo, sorprendente libello di Lou Salome del 1896,
scovato e curato da Carlo Angelino, Manifesto della donna futurista, 1912,
antidoto verso il maschilismo di Marinetti) oppure libelli originali (Come
ridevano gli antichi, le prime barzellette della storia tradotte da Tommaso
Braccini, Morire per Dio, l'ipotesi di Daniel Boyarin che legge in parallelo le
nascite di Giudaismo e Cristianesimo) hanno recentemente confermato il percorso
di una casa editrice piccola ma capace di scelte diverse, eleganti e capaci di
cogliere il bersaglio. Alle molte collane aperte, vive e vegete, come quella
filosofica e universitaria, le Nugae e gli Opuscula, si affianca ora
Altrescritture, modernissimo tentativo di creare nuovi modi di conoscenza e
lettura dell'oggi, su una linea intermedia tra la cultura alta e popolare: una
collana pop-filosofica, attenta ai fenomeni di massa, serie tivù e politica,
ecologia e pubblicità. L'idea è del direttore di collana, il trentatreenne
Simone Regazzoni, professore a contratto di Fenomenologia dell'arte presso
l'Università Cattolica di Milano, che ha già pronti i primi titoli: tra ottobre
e gennaio vanno in libreria Sette giorni di filosofia di Charles Pepin e Wu
Ming e La nuova epica italiana di Gaia De Pascale. Ma il giovane direttore
parte di persona, in settembre, con il suo Harry Potter e la filosofia.
Fenomenologia di un mito pop, sulla scia del fortunato Filosofia del dr. House
firmato con alcuni amici sotto lo pseudonimo di Blitris. Per la verità Simone
Regazzoni è un tipo molto serio, allievo di Carlo Angelino e poi di Jacques
Derrida, sulla cui scia ha scritto La decostruzione del politico. 11 tesi su Derrida
(2006) e Nel nome di Chora (2008). Tuttora immerso in pubblicazioni di estetica
e di filosofia politica, Regazzoni però ha individuato lo scorso anno un filone
di ricerca diverso, esploso immediatamente, che lo ha portato a una bella
affermazione sul piano nazionale. Riformulando l'idea di decostruzione di
Derrida in direzione di una decostruzione filosofica della cultura di massa,
dopo Dr House firma ora questo Harry Potter sulla scia di un'idea precisa. La
cultura di massa non è un semplice prodotto dell'industria culturale, indegno
di elaborazioni teoriche. Come Umberto Eco ha scritto decenni fa Fenomenologia
di Mike Bongiorno, aprendo la semiotica a interrogazioni e contenuti di massa,
così oggi negli USA si studiano seriamente le saghe tivù, i nuovi miti, le
pubblicità anche becere, creando una vera e propria filosofia della cultura di
massa, accessibile ad ogni tipo di pubblico. Si tratta dunque di novità
relativa, di importazione anglo americana: fatto sta che in Italia non ci aveva
ancora pensato nessuno, e Simone Regazzoni probabilmente con questo libretto
lancia un inedito indirizzo di studi. La saga di Harry, Hermione e compagni
viene trattata come un classico della letteratura, che sottintende problemi
vari: il rapporto tra magia e ragione, ad esempio, in polemica con Piergiorgio
Odifreddi, che dichiara Potter pericoloso per la razionalità delle persone.
Oppure la questione etica del coraggio, lo sviluppo di un'etica del soggetto
eroico, con la responsabilità di ciascun soggetto verso la Giustizia: Harry ha
paura, ma la supera e agisce perché quella è la cosa giusta. Infine traspare
dietro la saga per bambini il tema della questione politica della giustizia,
con tanto di evocazione , in Voldemort, dello spettro e della simbologia di
fascismo e nazismo. Da settembre, alla fin fine, Harry Potter si potrà studiare
a scuola.
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina IV - Bologna
I gay contro Caffarra: reazionario e ottuso Il Pd non vota la solidarietà alla
Chiesa. Ma Merola va in processione SILVIA BIGNAMI La controffensiva del
comitato organizzatore del Gay Pride parte da un attacco diretto alla Curia e a
Carlo Caffarra, "cardinale reazionario ed ottuso". Una risposta al
vescovo vicario Ernesto Vecchi, che ha definito la manifestazione del mondo gay
di sabato un insulto alla città. Intanto il Pd, diviso tra laici
e cattolici, cerca di
ricompattarsi: dribbla in consiglio comunale un ordine del giorno del Pdl per
condannare gli attacchi alla Chiesa, ma spedisce l'assessore Virginio Merola,
stasera, ad accogliere la Madonna di Lourdes, in arrivo alle 20 nella stessa
"arena" del Pride, Piazza VIII Agosto. "Quella di Vecchi
è la solita solfa di un prete reazionario" dice Emiliano Zaino, presidente
del Cassero e portavoce del Pride. "Sabato la festa è stata sobria e
composta. Le contestazioni a Caffarra sono partite da piccoli gruppi". A
monsignor Vecchi - che ha consigliato al Pd e alla politica di non inseguire
gruppi che nelle urne pesano solo per lo 0,9% - Zaino risponde così:
"Questa è una ingerenza inaccettabile. Tra l'altro Vecchi si ricordi che
il primo cittadino di Bologna non è Caffarra, ma Sergio Cofferati". Dura
anche l'altra portavoce del Pride, Paola Brandolini, che parla di
"mistificazione, minaccia e ricatto" da parte della Curia, e ricorda
le "parole di odio che ripetutamente Caffarra ci rivolge". Mentre la
presidente del Mit Marcella Di Folco, che stasera sarà in piazza "come
credente" ad accogliere la Madonna di Lourdes, precisa: "Il Cassero
di porta Saragozza non è della Madonna, ma del Comune". Franco Grillini:
"Vecchi parla come un capo partito". Uno scontro che scoppia proprio
mentre sotto le Due Torri sta per arrivare la Madonna di Lourdes. Un
appuntamento che si preannuncia già ad alto rischio "provocazioni",
soprattutto da parte dei gruppi antagonisti di "Facciamo Breccia",
che sabato hanno contestato San Petronio e Caffarra.
"Se andremo a contestare la Curia? Non credo" glissa per ora il loro
leader Marco Geremia, ma la tensione resta alta. In piazza VIII Agosto, in
processione insieme al cardinale Caffarra, ci sarà Merola, in veste di rappresentante
del Comune. Una mano tesa alla Curia, dopo che ieri il Pd, nonostante i
malpancisti cattolici, ha ritrovato l'unità bocciando
compatto un ordine del giorno proposto dal Pdl per condannare gli attacchi alla
chiesa del Gay Pride. "Un documento strumentale" lo ha definito la
vicecapogruppo del Pd, la cattolica Lina Delli Quadri. Ma il centrodestra non
ci sta e attacca. "Il Pd chieda pubblicamente scusa per certi striscioni
indegni contro la Chiesa" dice in consiglio Silvia Noè (Udc). "Offese
sistematiche alla morale comune" insiste il consigliere di An Galeazzo
Bignami. Mentre il deputato di Forza Italia Fabio Garagnani fa appello ai cattolici a unirsi per difendere Caffarra. Intanto non si
esaurisce la polemica sul Pride, continuato sino a notte fonda al Parco Nord. I
carabinieri di San Lazzaro, domenica mattina, hanno denunciato 350 persone,
molte delle quali reduci dal corteo, che si erano trasferite per un rave
clandestino in riva al fiume a Monterenzio.
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina IV - Bologna Nuova veste per il Pantheon della Certosa SONO solo una
trentina i funerali laici che si sono celebrati l'anno scorso a Bologna, contro
i 1540 che si sono tenuti nella chiesa della Certosa. Ma tra credenti e non
credenti era comunque forte la necessità di avere un luogo in cui raccogliersi,
in intimità e in tranquillità, per l'ultimo saluto ai cari estinti. Un
"non-luogo" fino a ieri, dal momento che le cerimonie si dividevano
tra le camere mortuarie, spesso asettiche e anonime, di ospedali e case di
cura. "Luogo d'arte", ora, con l'apertura della "Sala
d'attesa", il Pantheon del cimitero della Certosa, rinnovato grazie
all'allestimento dell'artista bolognese Flavio Favelli. Il locale, a pianta
ellittica, realizzato nell'Ottocento dall'architetto Giuseppe Tubertini, sarà
inaugurato nella nuova veste oggi alle 18.30 alla presenza del sindaco Sergio
Cofferati. Progetto costato 140mila euro, voluto
fortemente da Francesco Amante, presidente degli Amici della GAM, e realizzato
(grazie a numerosi sponsor) in collaborazione con il settore cultura del
Comune. L'idea è stata quella di ricreare un ambiente quasi domestico: tendaggi
che coprono le pareti, una gradinata in legno rosso lacca, il pavimento in
marmo con materiale riciclato assemblato con un disegno preciso, lampadari con
gocce di cristallo appesi ad una struttura portante. "Sono anni che
raccolgo questi oggetti - ha spiegato Flavio Favelli - e speravo di poter
realizzare un'opera di questo tipo". E Lorenzo Sassoli de Bianchi,
presidente del MAMbo: "Una nuova agorà in cui un artista contemporaneo ha
fatto un monumento al futuro che costringe a riflettere sul passato". (p.
n.).
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIII -
Bologna Di Santa Ragione a Palazzo Poggi Maltese e i costi
della Chiesa al via le notti del pensiero laico Stasera il giornalista; domani
l'antropologo Remotti e il genetista Boncinelli. Venerdì monsignor Bettazzi e
il filosofo Viano. Poi Maraini e Toscani ILARIA VENTURI QUANTO costa la Chiesa
agli italiani? Si comincia da qui per dare spazio al pensiero laico ed evitare
derive fondamentaliste, religiose e non. Torna da questa sera, nel
calendario di Bè estate, "Di Santa Ragione": sei incontri al Cortile
d'Ercole di Palazzo Poggi (via Zamboni 33), a ingresso libero (ore 21), con
Curzio Maltese, Umberto Folena, Francesco Remotti, Edoardo Boncinelli,
monsignor Luigi Bettazzi, Carlo Augusto Viano, Paola Bigatto, Dacia Maraini e
Oliviero Toscani. Voci scomode, punti di vista differenti, che affronteranno le
grandi sfide della contemporaneità tra scienza, letteratura e filosofia. "Uno
spazio in cui dare voce a quella grande parte di cittadini che sente il bisogno
di riappropriarsi della ragion perduta", spiegano i promotori, Procope
studio e Micromega. Stasera il primo incontro con il giornalista Curzio Maltese
che presenterà la sua inchiesta sui costi della chiesa cattolica poi raccolta
nel libro "La questua". Maltese ne discuterà con il giornalista
Umberto Folena. Domani, dibattito sulle identità e differenze negli uomini e in
natura ("Una, nessuna, centomila?") con l'antropologo Francesco
Remotti e il genetista Edoardo Boncinelli. Venerdì parleranno monsignor
Bettazzi e il filosofo Carlo Augusto Viano, già membro del comitato nazionale
di Bioetica, su "La chiesa, la sua base e il potere politico". L'8
luglio spettacolo teatrale tratto da "La banalità del male" di Hannah
Arendt con l'attrice Paola Bigatto, che collabora con il Teatro delle Albe di
Ravenna. Il 9 luglio, viaggio nel cuore del '900, con la scrittrice Dacia
Marainim il titolo è suggestivo: "Il treno dell'ultima notte". Finale
con il fotografo Oliviero Toscani, il 10 luglio, su "Il piacere e i
divieti nel pubblico e nel privato".
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Famiglia Cristiana
attacca Maroni "Razzismo le impronte ai bimbi rom" Bordata anche
sulla Mussolini: schedare è nel dna familiare Il ministro tiene duro: polemiche
infondate, frutto di scarsa informazione FRANCESCO BEI ROMA - "Alla prima
prova d'esame i ministri "cattolici" del
governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità
dell'uomo vale zero". Famiglia Cristiana, il settimanale dei Paolini (tre
milioni e mezzo di lettori) torna all'attacco. Con una nuova stroncatura del
governo. La settimana scorsa era stato preso di mira
Silvio Berlusconi "ossessionato" dai giudici. Questa volta sotto tiro
finisce "l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai
bambini rom". Nell'editoriale la rivista attacca Maroni, Berlusconi e la
Mussolini, scatenando la piccata replica del ministro dell'Interno ("non
indietreggio di un millimetro") e la sollevazione di tutto il
centrodestra. "Avremmo dato credito al ministro - si legge nel fondo - se,
assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola,
togliendoli dagli spazi condivisi con i topi. Che aiuti ha previsto? Nulla".
Sulla Mussolini: "Non stupisce il silenzio della nuova presidente della
commissione per l'Infanzia, perché le schedature etniche e religiose fanno
parte del dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio del
governo". L'attacco arriva diretto contro il premier: "Permetterebbe
che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi
nipotini?". Insomma, la procedura di identificazione scelta dal Viminale
viene paragonata ai tempi del fascismo, "quando i bambini ebrei venivano
identificati con la stella al braccio", e Maroni viene accusato di
riproporre "il concetto di razza nell'ordinamento giuridico". Con
parole diverse una mezza bocciatura arriva anche dal commissario europeo alla
sicurezza, Jacques Barrot, che ricorda come "non ci possano essere
discriminazioni nei confronti dei rom". Di fronte alle critiche, Maroni
tira dritto: "La nostra iniziativa di censire chi vive nei campi nomadi,
adulti o minori, è ineludibile". Le polemiche "sono infondate" e
"frutto di scarsa informazione". Attorno al Viminale fa quadrato
tutto il governo. Per il ministro degli Esteri Frattini il provvedimento
"è nell'interesse dei bambini, dei minori senza identità. Se li lasciamo
nello stato ignobile di abbandono non facciamo i loro
interessi". Concorda Andrea Ronchi, ieri in visita al centro d'accoglienza
di Lampedusa: "è sacrosanto essere duri, ferrei, verso tutto ciò che è
illegale e clandestino". Ma sono soprattutto i cattolici della compagine governativa a
reagire con più veemenza contro Famiglia Cristiana. Come la forzista
Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione: "Proprio in quanto
cattolica sento come un dovere morale occuparmi di questi bambini in questo
modo e condivido il piano Maroni". La schedatura con le impronte
"non è una discriminazione ma una forma di tutela, anche nei confronti
delle famiglie che spesso li sfruttano". La Gelmini ricorda inoltre di
aver concordato con il Viminale "un piano di scolarizzazione dei Rom, che
partirà nel 2009, dopo che avremo finito il censimento: attualmente oltre il
60% dei bambini Rom non viene mandato a scuola". Altri, come Carlo
Giovanardi, sono meno diplomatici: "Dopo aver respinto con rabbia e sdegno
la delirante accusa di Famiglia Cristiana di essere parte di un governo più o
meno nazista, mi chiedo che cosa abbia più a che fare con la famiglia e con i
cristiani questo settimanale". Usa l'ironia un altro cattolico doc come il
ministro Gianfranco Rotondi: "Famiglia Cristiana ci boccia? Non è mica la
nostra scuola!". Alessandra Mussolini, pesantemente tirata in ballo dal
settimanale, definisce l'articolo "un misto di confusione e
intolleranza", mentre dal Pd si fa sentire Walter Veltroni: "Prendere
le impronte ai bambini rom è eticamente inaccettabile".
( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando l'edizione del CRITICHE A MARONI E AI MINISTRI CATTOLICI L'accusa
di Famiglia Cristiana "Rom, norme razziste e indecenti" "Norme
razziste e indecenti": anche Famiglia Cristiana scende in campo contro la
schedatura dei piccoli rom e chiama in causa oltre a Maroni i ministri cattolici che hanno dato via libera alla
vergognosa schedatura: "Nessuno che abbia contrastato il ministro dell'Interno e l'indecente proposta
razzista". Ma il governo non si ferma: domenica la schedatura inizierà
anche nei campi nomadi della capitale. Monteforte e Di Dio a pagina 7.
( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai
consultando l'edizione del Sotto accusa anche la componente
"cattolica" dell'esecutivo: alla prima prova escono bocciati Per loro
la dignità dell'uomo vale zero.
( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del "Le impronte ai rom è razzismo" Famiglia Cristiana
attacca il governo: Berlusconi permetterebbe di schedare i suoi figli? di
Roberto Monteforte / Roma "PROPOSTA INDECENTE" Secco
e pungente il giudizio del settimanale cattolico Famiglia Cristiana sulla
proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali dei bambini rom.
Critica ferma alle scelte del governo Berlusconi da parte del settima- nale
cattolico diffuso. "Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla
schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola - scrive -,
togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla".
Un editoriale che indica non solo un decisa opposizione verso le scelte del
leghista Maroni, ma anche una sonora bocciatura per la "componente
cattolica" presente nel governo di centrodestra. "Alla prima prova i
ministri "cattolici" del Governo del
Cavaliere - commenta - escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità
dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e
l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini
rom". E ce ne è anche per il "silenzio" della nuova presidente
della commissione infanzia, Alessandra Mussolini. "Non sappiamo - continua
il settimanale - cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia
prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". Siamo allo
"Stato di polizia", questa la conclusione, "che mostra il volto
più feroce ai bambini Rom che pur sono cittadini italiani", invece di
"combattere la criminalità vera". Troppe e intollerabili le
violazioni della dignità e dei diritti umani contenute nel provvedimento.
"È giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque - osserva -,
ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è
reato). C'è un solo modo perché i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a
scuola". "Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai
nostri figli; ancor meglio - conclude caustico -, dai parlamentari: i cittadini
saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto
di un altro. L'affossa "pianisti" sarebbe l'unico "lodo"
gradito agli italiani". Le accuse sono durissime, da scontro frontale. Ma
non arretra il leghista ministro Maroni. "Nell'ordinanza abbiamo inserito
il censimento anche dei minori. È una cosa logica, una norma conforme alle
direttive europee. Tutte le polemiche sono infondate, frutto dell'ignoranza o
di pregiudizio ideologico" è la sua risposta. Con lui fa quadrato la Lega,
con Calderoli e il capogruppo del Pdl alla Camera, Cicchitto. La
"lettura" del provvedimento che viene da Famiglia Cristiana,
assicura, sarebbe "opposta" a quella della maggioranza. "Noi
vogliamo ridare dignità a quei bambini, rinserirli nella società". E i
ministri "cattolici"? "Famiglia
Cristiana ci boccia? non è mica la nostra scuola..." taglia corto
Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma. Stessa posizione è
espressa dalla collega alla Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini: "Se
può servire ad obbligare qualcuno a mandare i figli a scuola allora ben vengano
le impronte". Più dura la replica del sottosegretario all'Interno,
Mantovano: "Famiglia Cristiana si iscrive nel "club" dei critici
"a prescindere" dell'esecutivo Berlusconi". Torna a bocciare il
provvedimento il leader dell'opposizione, Walter Veltroni: "È una misura
eticamente inaccettabile, stiamo parlando di bambini che magari poi si
troveranno in una classe, a sette anni, insieme ad altri bambini ai quali non
saranno prese le impronte". Esprime tutta la preoccupazione e la radicale
contrarietà degli ebrei italiani verso questa "inquietante
iniziativa" il deputato Roberto Della Seta (Pd) per il quale "fin dal
nome "censimento delle comunità nomadi", si evoca l'idea che l'etnia
possa costituire un criterio per uno specifico trattamento verso persone o
gruppi". Plaudono alla sortita di Famiglia Cristiana Giorgio Tonini e
Luigi Bobba. "Ci vuole coraggio a dare voce a due verità elementari: che
gli immigrati sono persone e che il Vangelo è scomodo. È perciò motivo di
conforto quell'editoriale che trasuda indignazione sul segno razzista delle
misure del governo" commenta Franco Monaco (Pd). Ne chiede il ritiro
Vittoria Franco (Pd) e invita la maggioranza ad un ripensamento Ceccanti (Pd),
mentre Paolo Ferrero (Prc) invita all'obiezione di coscienza chi è chiamato ad
attuarlo. E la Croce Rossa Italiana cui è stato
affidato il compito di effettuare il "censimento", per bocca del suo
presidente Maurizio Barra, assicura che opererà "con un'intenzione
positiva e umanitaria". "Non ci possono essere discriminazioni nei
confronti dei rom" è stato il laconico commento
del commissario Ue alla Giustizia libertà e sicurezza, Jacques Barrot.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-01 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE L'economista Campiglio "Le aziende sbagliano
Aiutiamo invece le famiglie con colf" "Troppo facile prendersela solo
con i clandestini. Ogni irregolare ha un'impresa che lo fa lavorare. In nero e
a stipendio stracciato". Nel dibattito sull'immigrazione
il prorettore dell'università Cattolica, Luigi Campiglio, trova riduttivo
puntare il dito solo contro i clandestini. Quantomeno perché il problema ha due
facce. L'uso del lavoro immigrato in nero è radicato in alcuni settori.
L'edilizia per esempio. "Il alcuni contesti sta diventando un elemento
strutturale. Questa stortura è ormai un triste segno distintivo del
sistema economico del nostro Paese". Le imprese lamentano competizione
feroce basata sui costi. Non possono fare diversamente? "Scuse, alibi.
Secondo lei nei cantieri tedeschi si lavora con quote di lavoro irregolare pari
alle nostre?". Suppongo di no. "Suppone giusto. E non è nemmeno una
questione di costo del lavoro: in Italia la manodopera costa decisamente meno
che nella maggioranza dei Paesi europei". E allora qual è il problema?
"In Italia la competizione è tutta al ribasso, sul costo della manodopera.
In questo modo anche la qualità dei prodotti non può che peggiorare". Le
famiglie sono sotto accusa? Badanti e baby sitter sono spesso in nero.
"Qui la questione è completamente diversa. Prendiamo un pensionato
costretto ad accudire la moglie malata. Pagare i contributi alla badante in
certi casi è oggettivamente difficile se non impossibile. Le famiglie sono
abbandonate a se stesse". Lo Stato dovrebbe accollarsi il pagamento dei
contributi? "Nelle situazioni in cui il disagio economico è dimostrato può
essere la strada giusta". Luigi Campiglio Rita Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Il ministro Gelmini "Poliziotti nei campi perché quei bambini
vadano a scuola" ROMA - Mariastella Gelmini è uno dei
ministri del governo Berlusconi presi di mira dal settimanale cattolico
Famiglia Cristiana. è "fervente cattolica", come lei stessa ha
dichiarato più volte. E soprattutto è la responsabile della Scuola dove,
secondo il periodico, "bisognerebbe mandare i bimbi rom per impedire che
vivano con i topi". Vi accusano di violare la dignità umana.
"Questa di Famiglia Cristiana è una lezione che non capisco e non posso
accettare anche perché è esattamente il contrario. Noi vogliamo tutelare i
bambini, evitare che vengano sfruttati". E pensa che per farlo sia necessario
prendere loro le impronte? "Sono perfettamente d'accordo con Roberto
Maroni: è l'unico modo per riuscire a identificarli e dunque per far sì che
vengano rispettati i loro diritti, primo fra tutti quello di andare a
scuola". Molti ci vanno. "Abbiamo dati che ci forniscono un quadro
davvero grave. Secondo le nostre stime in Italia ci sono fra i 30.000 e i
35.000 bambini rom, cioè persone fra i 6 e i 14 anni. Nell'anno scolastico
2007/2008 ci risulta che appena 12.000 di loro sono stati iscritti a scuola.
Soltanto uno Stato indifferente fa finta di non vedere questa situazione. Anche
perché si tratta di un dato che va in controtendenza rispetto ad altre
etnie". Non basterebbe fornire loro un documento di identità con la
fotografia? "Senza avere un dato certo, non possiamo avere alcuna
sicurezza rispetto al fatto che l'identità non venga sostituita o che, come
avviene in molti casi, i presunti genitori disconoscano quelli che vengono loro
attribuiti come figli. La foto non costituisce un dato attendibile". Lei
non ritiene che queste misure siano tipiche di uno Stato di polizia? "Non
siamo pazzi e credo sia offensivo nei confronti di questo governo pensare che
si tratti di una misura repressiva nei confronti dei bambini o comunque dei
minorenni. Il nostro obiettivo è quello di ottenere il rispetto delle leggi da
parte degli adulti, di fare in modo che rispettino l'obbligo scolastico. Su
questo non si può essere buonisti". Però si rischia di essere
discriminatori, visto che ci si concentra soltanto sui rom. "I minori di
questa etnia sono quelli che vengono maggiormente sfruttati, sono moltissimi i
bimbi mandati in strada a chiedere l'elemosina, ma anche a commettere reati. Di
fronte a questo non possiamo chiudere gli occhi e far finta di non
vedere". Lei crede davvero che i rilievi segnaletici siano l'unica misure
possibile? "Certamente no. Sono il primo passo ". E dopo?
"Chiederò al ministro Maroni di valutare l'opportunità di affidare alle
forze di polizia il presidio dei campi rom la mattina per verificare che i
bambini vengano mandati a scuola". Si rende conto che anche questo può
alimentare critiche e accuse? "Sul mancato rispetto dell'obbligo dobbiamo
intervenire in maniera dura e decisa. Abbiamo una responsabilità morale ed
etica che ci deve portare a proteggere in ogni modo il diritto dei bambini
all'istruzione. Per questo dobbiamo prevedere sanzioni anche nei confronti dei
genitori". Il disegno di legge sulla sicurezza prevede che venga tolta la
patria potestà a chi manda i figli a mendicare. Non basta? "Dobbiamo
prevedere pene severe anche a chi non li manda a scuola. Adesso c'è soltanto
una sanzione amministrativa. Non è un deterrente". Fiorenza Sarzanini.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Il caso Editoriale contro il Viminale. La maggioranza fa quadrato,
Frattini: accade già in altri Paesi Famiglia cristiana attacca Maroni "Indecente schedare i piccoli rom" Il settimanale cattolico:
"Viola la dignità". Il ministro: "Vado avanti" Nuove
polemiche, questa volta dal fronte cattolico, sulla proposta del governo di
prendere le impronte ai bimbi rom ROMA - "Silvio Berlusconi permetterebbe
che si prendessero le impronte ai suoi figli e ai suoi nipotini?".
Parte da questa domanda provocatoria l'attacco del settimanale cattolico
Famiglia Cristiana al governo del Cavaliere e all'ordinanza che impone i
"rilievi segnaletici" per l'identificazione dei bimbi rom. Un lungo e
durissimo editoriale che denuncia "il silenzio assordante contro
l'indecente proposta di Maroni" al quale "avremmo dato credito se,
assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola,
togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla".
Per il settimanale dei paolini l'Italia è "uno stato
di polizia che mostra il volto più feroce ai piccoli rom, che pur sono
cittadini italiani" e ci si chiede "come mai non c'è la stessa
ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?".
La conclusione è drastica: "Questa schedatura viola la dignità
umana". Polemiche, accuse e critiche che non fermano però il titolare del
Viminale. Per l'ennesima volta Roberto Maroni ribadisce "non arretrerò di
un millimetro" e trova compatta nel sostenerlo la maggioranza. Al
segretario del partito democratico Walter Veltroni che parla di iniziativa
"eticamente inaccettabile", a Saverio Romano dell'Udc che chiede di
"individuare nuove formule per evitare l'esclusione sociale e forme di
discriminazione ", risponde il ministro degli Esteri Franco Frattini
secondo il quale "Maroni fa bene a voler proseguire nella strada
tracciata. Non si parla né di retate né di niente del genere ma di identificare
quelli che vivono nel nostro Paese. Queste cose vengono fatte in tanti altri
Paesi europei senza nessuno scandalo quindi vanno fatte anche qui".
Secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, Famiglia Cristiana non
mostra la volontà di approfondire la questione, e non si hanno tracce di simili
preoccupazioni del periodico dei paolini quando, nella scorsa legislatura,
clandestinità e delinquenza minorile aumentavano in modo esponenziale. Con
questo editoriale si iscrive a pieno titolo nel gruppo dei critici "a
prescindere" del governo Berlusconi". Perde la pazienza anche il
sottosegretario alla presidenza Carlo Giovanardi che si chiede "che cosa
abbia più a che fare con la famiglia e con i cristiani questo settimanale.
Nessuno possiede la verità assoluta quando c'è da conciliare sicurezza e
rispetto della persona, ma non si possono neppure chiudere gli occhi davanti a
fenomeni, denunciati da più parti, di minori rom sfruttati e strumentalizzati
con l'utilizzo spregiudicato del nascondere una loro identità". Finora a
livello europeo si sono espressi soltanto portavoce, ma ieri il commissario
alla Giustizia, Libertà e Sicurezza Jacques Barrot, pur precisando di non poter
"esprimere giudizi perché non ho informazioni su questo argomento ",
ha ricordato: "Non ci possono essere discriminazioni nei confronti dei
rom". La sua precisazione rischia di provocare uno scontro con il ministro
dell'Interno che nei giorni scorsi aveva difeso l'ordinanza di censimento anche
rispetto alla normativa dell'Unione. Il ministro Roberto Maroni F. Sar. DI'
COSA NE PENSI sul caso dei rom su www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 17 autore: di
ETTORE MO categoria: REDAZIONALE Viaggio sull'isola degli sbarchi L'ultima
porta, festa e lacrime per i clandestini A Lampedusa il monumento simbolo
LAMPEDUSA - Sono 48 gli ultimi migranti clandestini sbarcati l'altra notte a
Lampedusa in una delle spiagge sudorientali dell'isola. Stavano accucciati al
buio dietro uno sbarramento di macchine dei carabinieri che si proponevano,
invano, di proteggerli dall'assalto di cronisti e fotoreporter piombati sul
posto poco prima della mezzanotte. Gli "spiaggiati" (come si dice
ormai in gergo) erano affamati ed assetati, dopo 15 ore di mare. Quarantacinque
erano somali, tre venivano dal Ghana. Tutti sfiancati e rauchi, ma felici di
aver raggiunto la terra promessa. Nel buio, chiostre di denti più luminose dei
flash dei fotografi. La solita, breve bagarre tra i giornalisti meno pazienti e
le forze dell'ordine prima che il pullman raccogliesse quest'ultimo carico di
disperati per trasportarli al Centro d'accoglienza dell'isola. Secondo gli
aggiornamenti di cui dispongo sarebbero più di sei mila i clandestini sbarcati
quest'anno in Sicilia, di cui
( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
SCHEDATURE Il
settimanale definisce "indecente e razzista" la
proposta di prendere le impronte ai minori rom Maroni senza Famiglia Cristiana
Fronte cattolico contro il governo. Il ministro: "Critiche infondate,
andiamo avanti" ROMA Una "proposta indecente". Non ci gira tanto
intorno Famiglia Cristiana nel commentare l'idea del ministro Maroni di
chiedere le impronti digitali ai piccoli rom. L'editoriale del
settimanale dei paolini - in edicola domani e dal titolo "Prima però le
impronte dei parlamentari e dei figli" - è un attacco frontale all'intera
linea securitaria messa in atto dal governo. Nel mirino finiscono in
particolare i ministri cattolici, "bocciati senza
appello", perché sdraiati sulle posizioni definite "razziste"
della Lega. Per loro "la dignità dell'uomo vale zero - si legge qualche
riga più avanti - Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e
l'indecente proposta razzista". E ancora: "Avremmo dato credito al
ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a
scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto?
Nulla". E Berlusconi "permetterebbe che agenti di polizia prendessero
le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?". "Oggi, - prosegue
l'invettiva - con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto
più feroce ai piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la
stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?
La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che
tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La
schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità
umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è
una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la
povertà e le difficili condizioni di vita". Un attacco veemente, ma che
non scuote minimamente Maroni, deciso ad andare avanti nel suo progetto.
"Il censimento di chi vive nei campi nomadi, adulti o bambini, è
ineludibile", taglia corto da Parigi dove ha incontrato il ministro
dell'Interno francese Michele Alliot-Marie, e rilancia: "Queste polemiche
non mi faranno indietreggiare di un millimetro: continueremo fino a che tutti i
campi saranno censiti e tutte le persone che vivono nei campi saranno
identificati". Ma ci sono ancora dei dettagli da mettere a punto. Perché,
nonostante domenica il ministro si diceva "soddisfatto" dopo
l'incontro straordinario con i tre prefetti di Milano, Roma e Napoli e giurava
di aver trovato una "linea comune", resta la grana del prefetto
capitolino Carlo Mosca, l'unico dei tre a non volersi allineare alla direttiva
ministeriale, contrario a chiedere le impronte digitali ai piccoli rom. Ma per
forza di cose dovrà cambiare idea. "Se non vuole farlo valuteremo questo
suo comportamento", la velata minaccia di Maroni in un'intervista alla
Padania. Ad appoggiare il titolare del Viminale c'è tutta la maggioranza. A
cominciare dal ministro degli Esteri, Franco Frattini che precisa: "Non si
parla di retate ma di identificare quelli che vivono nel nostro paese. Questa
cosa viene fatta in tanti altri paesi, ma senza nessuno scandalo. Quindi
bisogna farla pure qui". Magari per "obbligare qualcuno a mandare i
figli a scuola" come propone il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, dimenticandosi della comunità sinti che fino a qualche settimana fa
abitava a Roma, nel Campo Boario di Testaccio. I loro figli a scuola ci
andavano eccome. Poi sono arrivate le ruspe di Alemanno e il trasferimento
forzato su un altro campo (a Tor Vergata, senza luce ne acqua) e così i piccoli
hanno dovuto lasciare le loro classi e i loro compagni, interrompendo quel
lavoro di integrazione da anni portato avanti nel quartiere. Sottoscrivono in
pieno le parole di Famiglia Cristiana i cattolici del
Pd. "Le impronte digitali ai rom rappresentano una discriminazione odiosa
nei confronti di una etnia e ancora più assurda perché riguarda i
bambini", commenta il teodem Luigi Bobba. Per contrastare "questa vergogna"
Paolo Ferrero (Prc) propone invece la "disobbedienza civile".
Aspettando una presa di posizione ufficiale da parte dell'Europa, ieri il
gruppo socialista del Parlamento europeo ha presentato un'interrogazione orale
alla Commissione Ue per chiederle di "valutare se le misure definite dal
governo italiano possono costituire un caso di discriminazione sulla base
dell'origine etnica o della nazionalità". Il gruppo del Pse - a firma
anche di due europarlamentari italiani, Claudio Fava (Sd) e Gianni Pittella
(Pd) - chiede inoltre all'esecutivo comunitario di valutare se tali misure
costituiscono una violazione della Carta dei diritti fondamentali della Ue.
( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)
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Stampa
Azione Cattolica mette a punto la convention CAMPOBASSO Si svolgerà dal 7 al 10
agosto a Matrice nel convento della Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso
la Convenzion regionale 2008 dell'animazione per ragazzi, rivolto agli
animatori delle Parrocchie. Difatti rientra nel progetto nazionale del servizio
civile del Csi "A Scuola di valori in Parrocchia". Promosso
dall'Azione Cattolica dei Ragazzi dell'Arcidiocesi di Campobasso-Boiano, dal
Comitato regionale del Csi e dall'associazione di volontariato "10.33, Un
uomo scendeva", in collaborazione con l'Acesvo. Tema trattato: "Voi,
chi dite che Io sia?". I giovani saranno accolti giovedì dall'Assistente
Diocesano dell'Azione Cattolica Don Vittorio Perrella, dal responsabile
regionale di A.C. Abruzzo e Molise Alessandro Franceschini e da padre Giuseppe
Maria Persico, della Parrocchia di Indiprete. Importantissimi i temi delle
catechesi. Desideri, insoddisfazione e desiderio di Dio, don Franco D'Onofrio
da San Massimo. E poi bisogna fare della vita un dono, padre Fabrizio da
Castelpetroso. Accompagnamento dei ragazzi in chiave vocazionale, padre Roberto
Nesta da Campobasso. Il brano biblico, Ma voi, chi dite che Io sia?, don
Michele Tartaglia da Campobasso. Gesù si prende cura della tua vita, fa anche
tu lo stesso, padre Mimmo Scardino, assistente Fuci. I laboratori saranno
curati da Stefania Marcozzi, della direzione nazionale CS, le animazioni da Agesci.
Domenica mattina il messaggio video dell'Arcivescoco Bregantini, che ha
evidenziato l'importanza dell'Azione Cattolica e del "campo scuola curato
neiparticolari e pensato come momento formativo per coloro che si occupano
dell'animazione dei ragazzi nelle parrocchie". Seguiranno gli interventi
di Luigi Palumbo, presidente regionale CSI e responsabile diocesano
dell'A.C.Ragazzi e di Giuseppe Petrella, presidente diocesano dell'A.C.
Diocesana. Lucio Renzi.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-07-01 num: - pag: 41 categoria:
REDAZIONALE (NEVILLE ELDER / CORBIS) Interviste Parla lo scrittore
anglo-pachistano che arriva in Italia con un nuovo romanzo, "Ho qualcosa
da dirti". Protagonista un gay musulmano Kureishi è l'Occidente arrogante
con l'islam "McEwan non è razzista, Amis forse sì. Gli intellettuali
dimenticano il passato" dal nostro inviato RANIERI POLESE LONDRA -
All'angolo di Talbot Road, la strada del Nord-Ovest di Londra alle spalle di
Notting Hill, c'è una lavanderia a gettone con l'insegna My Beautiful
Laundrette. Un omaggio a Hanif Kureishi - uno dei clienti dell'agenzia
letteraria Rogers, Coleridge & White che ha la sede a pochi metri da lì e
che rappresenta scrittori come Ian McEwan, Patrick McGrath, Timothy Garton Ash
- che quasi trent'anni fa con la sceneggiatura del film di Stephen Frears, ( My
Beautiful Laundrette, appunto) si guadagnò una nomination all'Oscar e divenne
famoso. Raccontava il film la storia di una coppia gay, il pachistano Omar e
l'inglese Johnny, skinhead e di sentimenti razzisti, che mettono su una
lavanderia. Ora, Omar, ricompare nel nuovo romanzo di Kureishi Ho qualcosa da
dirti, tradotto da Ivan Cotroneo per Bompiani e in uscita in questi giorni. Omar
ha passato i
( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
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LONDRA Scontro sul
futuro della Palestina Uno, due o tre stati? Il diritto di discuterne Brian
Klug* Ron Prosor, l'ambasciatore israeliano nel Regno Unito, ha pubblicato su
un giornale britannico un articolo in cui sostiene che in Gran Bretagna il
dibattito su Israele "è stato sequestrato dagli
estremisti". Egli afferma che Israele si troverebbe di fronte
"all'intensificarsi di una campagna di delegittimazione, demonizzazione e
parzialità". In realtà è il suo pesante attacco agli oppositori, con
generalizzazioni e accuse indimostrate, che rappresenta una forma di
demonizzazione, un tentativo di delegittimare due dibattiti perfettamente
validi. Uno di essi riguarda la soluzione del conflitto israelo-palestinese.
Prosor accusa le proposte a favore della "soluzione dello stato unico" di essere "in malafede", di
costituire "un movimento che vuole la distruzione di Israele". Ha
forse dimenticato che nel suo paese è un settore della destra a sostenere una
versione della "soluzione dello stato
unico": annessione della Cisgiordania e di Gaza ad uno
stato di Israele unificato?
Naturalmente il suo attacco prende di mira una parte diversa dello spettro
politico. Ma anche in questa parte l'idea di un solo stato non è né unica né semplice. Le diverse varianti includono uno stato laico unitario, uno stato binazionale, una confederazione, e
così via. Inoltre, alcuni considerano la "soluzione dello stato unico" un obiettivo a lungo termine, altri un
imperativo immediato. Ciascuna opzione presenta vantaggi e svantaggi, proprio
come avviene per la "soluzione dei due stati". In breve, vi è una
gamma di possibilità. Le persone di buona volontà che hanno a cuore il futuro di
tutti gli abitanti del territorio lacerato dal conflitto, tra il Mediterraneo e
il Fiume Giordano, hanno il diritto di discuterne. L'ambasciatore partecipi a
questo complesso dibattito, invece di cercare di chiuderlo d'un colpo,
accusando i suoi antagonisti di odiare Israele. La "soluzione dello stato unico", dice Prosor, è "eufemistica".
Allora cos'è la "soluzione dei due stati" che il suo governo dice di
appoggiare, data l'espansione degli insediamenti israeliani nelle aree
palestinesi? All'inizio di questo mese Ze'ev Boim, il ministro israeliano per
le politiche abitative, ha annunciato dei piani per la costruzione di quasi 900
nuove unità residenziali per ebrei israeliani a Pisgat Ze'ev e Har Homa.
Ufficialmente, entrambi i quartieri fanno parte della municipalità di
Gerusalemme. In effetti essi dominano le alture della Cisgiordania.
L'ambasciatore Prosor dice "sì al contesto", ma evita di citare
l'espansione degli insediamenti - probabilmente la circostanza più cruciale nel
conflitto con i palestinesi dal 1967. Secondo Prosor, chi propone la soluzione
"dello stato unico" "distorce il
passato di Israele". Vuole dire che chi la pensa come lui non distorce il
passato? La storia non parla da sé. Discutere il passato rientra nel dibattito;
perciò la sua non è una obiezione valida. Egli prosegue affermando che i suoi
avversari negherebbero "il diritto di Israele a esistere in quanto stato democratico e liberale ebraico". Tralasciando la
questione di cosa significhi "uno stato
democratico e liberale ebraico", l'oggetto di questo dibattito non è un
astratto "diritto di esistere". Recentemente sono stato
a Gerusalemme, e molti amici (ebrei) israeliani si chiedevano con
preoccupazione se lo stato ha un futuro - non il
diritto a un futuro, ma la realtà di esso - data la situazione di stallo e
l'intransigenza del loro governo. E questo mi porta all'altro dibattito che
Prosor tenta di delegittimare. La campagna per un boicottaggio di Israele a
livello accademico, egli dice, è "una licenza di molestare, umiliare e
sacrificare per motivi puramente legati alla nazionalità". Nonostante la
sua ambiguità, confido che intenda dire che questo è l'effetto non voluto della
campagna, e non l'intenzione. Anche in questo caso, egli esagera
grossolanamente, mettendo i promotori in cattiva luce senza alcuna
considerazione per le loro motivazioni o le loro ragioni. Come in qualunque
campagna politica, persone diverse sostengono un boicottaggio per ragioni
diverse. Le persone che conosco vedono il boicottaggio principalmente come un
modo non violento di esercitare pressione su un governo intransigente.
Naturalmente potrebbero sbagliare. Se Prosor la pensa così, che ponga la
questione. Perché c'è una questione da porre. Sin dall'inizio mi sono espresso
contro la campagna di boicottaggio. Per quanto mi riguarda, continuo a credere
che una formula con due stati - una versione significativa, con uno stato palestinese forte e compatto accanto allo stato israeliano - sia il modo migliore per uscire dalla
attuale impasse. Potrei sbagliarmi. Discutiamone. Ma Prosor non affronta la
discussione. Piuttosto, esagera il quadro, svilisce l'opposizione offrendone
un'immagine caricaturale. Verso la fine del suo articolo auspica "fair
play e imparzialità" nel dibattito. Dovrebbe cercare di mettere in pratica
ciò che predica. *L'autore è docente di filosofia all'Università di Oxford
Traduzione di Marina Impallomeni.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-01 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Estate L'emergenza della Protezione civile. I consigli del medico
Caldo: allarme rosso per anziani e bambini Ospedali affollati La canicola proseguirà
fino a domani Nella Capitale, come a Civitavecchia, la colonnina di mercurio si
prevede che oggi tocchi i
( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
01
Luglio 2008 Chiudi NUOVI FONDI E TAGLIO DEI LETTI La Cattolica avrà 550 milioni
in cambio però perderà 250 posti.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-07-01 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Casa di Goethe In mostra 142 ritratti di artisti a Roma tra il 1832
e il
( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
01 Luglio 2008
Chiudi Pace fatta tra la Regione e l'Università Cattolica Sacro Cuore per la
gestione del policlinico Agostino Gemelli e i relativi finanziamenti. Questa
mattina la giunta regionale approverà una delibera che di fatto conclude il contenzioso economico sui finanziamenti ai policlinici
universitari non statali come quello della Cattolica e il Campus Biomedico. Dal
Gemelli, all'inizio dell'anno era stato lanciato il grido di allarme dal rettore Lorenzo Ornaghi che
contestava le decisioni contenute nel Piano di rientro dal deficit sanitario
che prevedeva il taglio di posti letto e la diminuzione dei fondi regionali.
L'ateneo presentò anche un ricorso al Tar (accolto) ma cominciò anche il
confronto fino a un preaccordo siglato il 10 aprile scorso e che verrà
ratificato questa mattina. Con l'accordo di due mesi fa venne limata la
diminuzione dei posti letto, aggiustati tutti i capitoli dei relativi finanziamenti
fino alla delibera vera e propria di questa mattina. Il Gemelli avrà un
finanziamento totale di 550,247 milioni di euro (per la spesa ospedaliera 347
milioni, per quella ambulatoriale 36 milioni, per comprare farmaci 44 milioni e
un finanziamento integrativo di 122 milioni quale riconoscimento dei costi per
le attività didattiche e di ricerca) e in cambio perderà circa 250 posti letto
perché quelli riconosciuti dalla Regione per il ricovero dei malati acuti sono
ora 1.669 esclusi quella per la riabilitazione e per la libera professione. Il
tutto rientra nelle linee previste dal Piano di rientro dal deficit sanitario.
L'ultima parte dell'accordo contenuto nella delibera regionale prevede per il
Dipartimento di emergenza del policlinico un ulteriore finanziamento di 16
milioni di euro ma in cambio l'Università si impegna a non attuare il ricorso
accolto dai giudizi amministrativi. nella stessa delibera che sarà approvata
questa mattina, viene regolarizzato il finanziamento per il
( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
01 Luglio 2008
Chiudi di MARCO GIOVANNELLI "Livia non doveva essere operata: anomalie
nell'elettrocardiogramma e nei valori di alcune indagini cliniche
sconsigliavano l'intervento chirurgico che invece è stato
effettato ed è risultato fatale per la bambina". E' convinto di questo
Francesco Dario Labate, medico legale consulente della famiglia Dainotto. Ieri
mattina al Gemelli è state eseguita l'autopsia su Livia, 11 anni, morta giovedì
scorso al Sant'Andrea in sala operatoria, dopo due arresti del cuoricino.
"Non cerchiamo clamore, non abbiamo sospetti ma chiediamo chiarezza.
Nessuno ci ha dato spiegazioni sulla morte della nostra bambina - dice il padre
di Livia - e solo per questo motivo, di fronte a tanto silenzio, abbiamo deciso
di denunciare l'accaduto". Chiede chiarezza anche la direzione del
Sant'Andrea perché "casi come questi ci lasciano sgomenti. Tutti i
pazienti vengono valutati con molta attenzione prima di un intervento per
ridurre al massimo i rischi. La paziente era ricoverata nella nostra struttura
per l'esecuzione di intervento di chirurgia maggiore della colonna vertebrale.
Nella fase conclusiva dell'intervento, che si è svolto con regolarità, le
condizioni cliniche si sono improvvisamente aggravate. L'immediato trattamento
rianimatorio ha portato ad una temporanea normalizzazione dell'attività
cardiaca. Una nuova crisi insorta alle ore 17,20 non ha consentito il recupero
delle funzioni vitali. Nonostante gli intensi trattamenti rianimatori mai
cessati, la crisi si è conclusa alle alle 18,15 con il decesso. Venerdì 27
giugno l'Autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia e il sequestro della
documentazione sanitaria, pertanto l'Azienda è in attesa delle doverose
risultanze. Come sempre, ogni intervento chirurgico è preceduto da una accurata
approfondita e multidisciplinare analisi delle condizioni cliniche del paziente
atti ad appurare l'operabilità del paziente stesso, a cui anche questa piccola
paziente è stata sottoposta". L'inchiesta è di fatto iniziata dopo la
presentazione da parte della famiglia di una denuncia ai carabinieri della
Cassia, consigliata dal medico legale Labate e dall'avvocato Domenico Mariani.
Subito dopo gli atti sono stati trasmessi in Procura al pubblico ministero
Marcello Cascini che ha ordinato l'autopsia nell'Istituto di medicina legale
del Gemelli. Due medici (l'ortopedico Salvatore Turturro e l'anestesista Paolo
Orfei) sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto per
permettere loro di tutelarsi in tutte le sedi. Eppure tutto questo non doveva
accadere. Livia (affetta da distrofia muscolare, costretta a vivere su una
sedia a rotelle che comunque non le impediva di praticare sport con lo sci o
l'hockey) aveva bisogno della correzione di una grave forma di scoliosi e il
tre giugno la bambina venne ricoverata al Sant'Andrea. Il sei giugno, dopo gli
accertamenti clinici, la bambina venne portata in sala operatorie. Un
intervento durato dieci ore, diretto dal professor Turturro. "Un
ortopedico stimato, bravo come chirurgo e sensibile come persona, punto di
riferimento italiano per la scoliosi", dice un medico del Sant'Andrea che
chiede di rimanere anonimo. L'intervento sembra aver avuto pieno successo ma i
giorni seguenti sono stati un calvario. Livia rimane in rianimazione per
quattro giorni, si lamenta per i forti dolori a un fianco. Superati anche
questi problemi, per la bambina sembrava iniziare la strada verso il ritorno a
casa ma la scorsa settimana è stato necessario un
secondo intervento per rinforzare la sutura della lunga ferita (dalla nuca al
coccige). Poco dopo l'inizio dell'intervento, per Livia è arrivato il primo
arresto cardiocircolatorio, poi il secondo e infine la morte. Ieri mattina è stata effettuata l'autopsia dai professori Capelli
e De Giorgi dell'Università Cattolica. "Di certo per ora possiamo dire che
c'è stata un'embolia massiva cerebrale e sono state rilevate ecchimosi a
livello cardiaco", aggiunge il dottor Labate. Tra due mesi,
comunque ci saranno i risultati ufficiali dell'autopsia e sarà più chiara tutta
la vicenda.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-01 num: - pag: 39
categoria: BREVI Interventi e Repliche Garibaldi e la bacinella di pietrisco
Nonostante il saggio di Dino Mengozzi "Garibaldi taumaturgo. Reliquie laiche e politica nell'Ottocento" ( Corriere, 28
giugno), dia un'interpretazione per certi versi originale della leggenda di
Garibaldi, vi sono alcune affermazioni sorprendenti. Mi ha meravigliato leggere
che Garibaldi era "un rivoluzionario senza Dio" e "in persona
aveva provveduto negli anni a fabbricare innumerevoli reliquie di sé, e
a distribuirle in ogni dove". Grazie ai ricordi della figlia Donna Clelia
Garibaldi so che l'eroe dei due mondi aveva un profondo senso religioso della
vita e che aveva trasmesso alla sua grande famiglia, nonostante il suo
irriducibile e noto anticlericalismo. Inoltre, egli non scelse di essere
cremato per fornire reliquie a tutti ma perché desiderava che le sue ceneri
riposassero nello stesso sepolcretto delle sue bambine Rosa e Anita. Mi
meraviglia, infine, che Mengozzi abbia trovato a Caprera solo nel 2007 "la
grande bacinella di pietrisco dove Garibaldi sperava di essere bruciato"
che io, invece, ho visto, già negli anni '50, nei pressi della "casa
bianca". Sebastiano Caronni Orsenigo, Pavia Leggo sul Corriere del 28
giugno l'ampia recensione di Sergio Luzzatto al libro del prof. Mengozzi
"Garibaldi taumaturgo". Non mi soffermo sulla differenza tra uso
intelligente e futuristico della propria immagine da parte di Garibaldi e culto
delle reliquie (talvolta strumentale e con deciso sprezzo del senso del
ridicolo) promosso da alcuni tra i suoi seguaci; vorrei però dire qualcosa su
quello che viene presentato come uno scoop, ossia il presunto ritrovamento del
luogo ove Garibaldi avrebbe voluto essere bruciato: a quanto mi risulta la
bacinella di pietrisco è quella dove, con l'ausilio di un mulo e di una pietra
atta allo scopo, il Duce delle Camicie Rosse macinava il grano. Un cimelio,
quindi, che ha a che vedere con l'attività agricola di Garibaldi e non con le
sue ultime disattese volontà. Achille Ragazzoni Presidente del Comitato di
Bolzano dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Secondo le
ricerche di Dino Mengozzi, la bacinella di pietrisco dove Garibaldi sperava di
essere cremato coinciderebbe piuttosto, entro la tenuta agricola di Caprera,
con il sito della "nuova casa delle api", cui il Generale fece
riferimento nel suo testamento del 15 gennaio 1879. Sergio Luzzatto Leonardo e
il mancinismo speculare Sul Corriere, nel numero di sabato 27 giugno, è stato pubblicato l'articolo "Leonardo era mancino, però
non era un segreto" che muove alcune critiche sorprendentemente frettolose
ad un mio saggio apparso sul numero 33 della rivista Kamen. A proposito di
quanto ha scritto desidero fare le seguenti precisazioni: 1) Nel mio lavoro non
si parla del fatto ovvio che Leonardo fosse mancino, bensì del suo mancinismo
speculare. Leonardo cioè scriveva con la mano mancina, facendo procedere la
scrittura da destra a sinistra e rovesciando le lettere rispetto all'asse
verticale, il che è ben altra cosa dalla semplice scrittura mancina. Nel mio
intervento ho approfondito inoltre il rapporto centrale - del tutto ignorato
nell'articolo - tra questa caratteristica della scrittura "speculare"
e il tema speculativo tipicamente leonardesco dello "specchio". 2)
Come ultima cosa preciso che il grande studioso di Leonardo, maestro di tutti
noi, è Carlo Pedretti e non Mario Pedretti, come è stato
erroneamente scritto. Claudio Iozzo La foto scambiata Nella prima pagina del
Corriere di ieri, accanto al titolo sull'architetto Frank O. Gehry è stata
pubblicata per errore una foto del regista Sidney Pollack. Ce ne scusiamo.
( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
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01 Luglio 2008
Chiudi di CARLO MERCURI ROMA - Prendere le impronte digitali ai rom, come ha
detto di voler fare il ministro Maroni, "è un'indecente proposta
razzista". Lo dice, anzi lo scrive "Famiglia cristiana" nel
numero in edicola domani. Il settimanale dei Paolini non è nuovo a energiche
prese di posizione contro la classe politica, sia di destra che di sinistra, in
nome della difesa dei valori dei cattolici. Una
settimana fa si scagliò contro "l'ossessione di Berlusconi per i
magistrati, un'idea fissa che ha il sopravvento sui problemi del Paese";
due settimane prima se l'era presa con Veltroni, colpevole di aver "tradito le attese dei cattolici"; e a tre mesi fa risale l'intemerata contro "il
primato del fare e l'anarchia dei valori" alla base della politica di
Berlusconi. Stavolta il settimanale non risparmia neppure i ministri cattolici del Governo in carica i quali,
si legge, "escono bocciati, senza appello, alla prima prova d'esame.
Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della responsabilità di
proteggere, ampiamente illustrato da Papa Benedetto XVI all'Onu, è carta
straccia. Nessuno - scrive il giornale - che abbia alzato il dito a contrastare
Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai
bambini rom". "Famiglia cristiana" lancia bordate anche contro
Alessandra Mussolini, presidente della Commissione per l'Infanzia, scrivendo
che "le schedature etniche e religiose fanno parte del suo Dna familiare e
finalmente tornano ad essere patrimonio di governo". "Quanto alle
impronte - conclude il settimanale - se vogliamo prenderle, cominciamo dai
nostri figli. Ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora
e chi marina e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro".
Naturalmente l'editoriale di "Famiglia cristiana" ha sollevato una
ridda di reazioni indignate. Si va da quelle dei ministri cattolici
direttamente chiamati in causa (Giovanardi: "Accuse deliranti",
Rotondi: "Bocciato da "Famiglia cristiana"? Mi sottopongo
volentieri agli esami nelle scuole a cui sono iscritto e tra queste non c'è la
redazione del settimanale paolino") all'altro politico citato dal
settimanale, e cioè Alessandra Mussolini: "L'articolo è un misto di
confusione e intolleranza". Analogamente critici il sottosegretario
Mantovano ("Con questo editoriale "Famiglia cristiana" si
iscrive a pieno titolo nel gruppo dei critici "a prescindere" del
Governo Berlusconi"), il ministro degli Esteri Frattini ("I prefetti
debbono eseguire i provvedimenti perché è un'ordinanza del Capo del Governo
proposta dal ministro dell'Interno") e il ministro dell'Istruzione,
Gelmini ("Se la proposta di Maroni sulle impronte digitali dei bambini rom
può servire per obbligare i genitori a mandare i figli a scuola, allora ben
vengano le impronte").Intanto il presidente della Croce rossa italiana,
Maurizio Barra, ha annunciato che il censimento nel campo nomadi di Roma
partirà il 10 luglio e sarà ultimato il 15 ottobre. Barra ha precisato che in
questi giorni è in corso la fase preparatoria per mettere a punto, attraverso
incontri con il prefetto Mosca, tutte le modalità, gli aspetti logistici e
operativi.
( da "Manifesto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
FESTIVAL Si è
conclusa la sesta edizione Lo sguardo surreale del corto Mediterraneo TANGERI
Alla fine di una settimana, il 6° Festival del Cortometraggio Mediterraneo di
Tangeri ha messo in luce timori e stress che s'insinuano nel modus vivendi
mediterraneo, ma mostrando anche una capacità di guardare di sbieco, di
ritrovare altri punti di vista, ironici, surreali, critici, memori. Sguardo
mediamente giovane, ma non tutti hanno la stessa accessibilità a mezzi,
strumenti e finanziamenti. Per non parlare di scuole di cinema regionali,
finanziamenti pubblici decentrati, capacità distributiva e promozionale,
programmazione di tv e festival. Per forza paesi dall'industria cinematografica
più debole quali Tunisia o Cipro si esprimono di più con i video, mentre
soprattutto in Europa si gira in 35mm. La differenza di qualità si vede, anche
se non sempre ad essa corrisponde altrettanta freschezza di idee e di stili.
Stavolta sì però e, per di più con una giuria a maggioranza nordafricana, i
premi conferiti a tre diversi film europei lo evidenzia. Il Grand Prix è
aggiudicato al portoghese Gonçalo Galvào Teles per il suo Before tomorrow.
Solida costruzione narrativa compatta che riporta alla memoria la rivoluzione dei
garofani. Concentrandosi sulla vicenda, politicamente paradossale eppur tesa,
del fuggitivo Mario, oppositore del longevo regime fascista di Salazar. Adesso
basta, ancora 24 ore prima dell'appuntamento con il suo contatto che gli
permetterà di lasciare una prigione chiamata Portogallo. Ancora 24 ore di
coperture e clandestinità, ma parenti e amici hanno paura, non ce la fanno a
mantenere fede all'antica solidarietà condivisa. Mario è solo, ancora di più
perché la donna che ama sta morendo per tumore, ed è la voce off del suo
pensiero a guidare: "Tutto è proibito in questo paese. Quando finirà la
notte?". Non si accorge che il momento da lungo tempo agognato è arrivato.
Preso con beffarda amarezza fra il mancato contatto per la fuga e la visita
alla tomba, una fra troppe, della sua compagna, cammina solo ai margini di una
città che è concentrata da tutt'altra parte. Il 25 aprile 1974, la rivoluzione
dolce dei capitani democratici hanno posto finalmente fine alla dittatura.
Reperti filmati d'epoca di scene di popolo festante chiudono al 16° minuto,
riaprendo la memoria su una pagina di storia nera tutt'altra che distante. Il
film è dedicato "a quanti lottarono, a quanti non fuggirono". Umorismo sensibile e deliziosamente laico è la cifra vincente di
Agape dello sloveno Slobodan Maksimovic, premio speciale della giuria. Con
intelligente freschezza mette in scena una commedia lieve ma arguta, con al
centro un convento di suore in cui si decide di installare internet a banda
larga. In particolare la novizia Melissa, in crisi e al momento giusto
scopertamente sensuale, scopre la sua vera vocazione perché, come dice il
regista, "ci sono diversi modi per amare Dio". Infine migliore
sceneggiatura per Dans leur peau, sofisticata situazione sociale del francese
Arnaud Malherbe.
( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Carlo Mosca,
prefetto di Roma si è opposto alle schedature dei rom. Ora potrebbe rischiare
il posto... Duro attacco dal quotidiano ai ministro cattolici:
per loro la dignità dell'uomo vale zero Impronte, il coraggio di un prefetto
Famiglia Cristiana: "piano razzista" Rina Gagliardi In queste ore,
forse, il governo di destra e il sindaco di destra stanno decidendo la sorte
del professor Carlo Mosca, prefetto della capitale da meno di un anno. Lo
cacceranno? Lo costringeranno all'obbedienza? Escogiteranno un (improbabile)
compromesso? Non lo sappiamo. Sappiamo, però, intanto, che in una temperie così
oscura ed ignobile della politica si è manifestato un
anticorpo significativo: un gesto di coraggio del tutto inconsueto nell'Italia
berlusconiana del conformismo, delle veline, dell'autocensura. Un prefetto che
dice no al Governo - ed è il prefetto della città più importante d'Italia. Un
commissario straordinario alla questione rom, che fa sapere che non intende
prendere le impronte digitali ai piccoli nomadi e che quindi non si adeguerà ai
forsennati diktat del ministro Maroni - ed è il commissario del luogo d'Italia
dove le comunità rom sono le più numerose. Una scelta che nessuno, nemmeno i
più zelanti leghisti,razzisti o fascisti, potrà accusare di "secondi fini"
, giacchè è tutto fuorché una scelta comoda. Carlo Mosca, poi, è una figura di
prestigio indiscusso, in quanto giurista, docente universitario, esperto di amministrazione e organizzazione di strutture
pubbliche: un "fedele servitore dello Stato" di alto livello e di
autentica fede cattolica, abituato a lavorare con impegno, rigore (ed
eccellenti risultati), fuori da ogni pratica "politicante" - e dentro
una civiltà, una disposizione al dialogo, una sensibilità alle questioni
sociali che sorprende ogni interlocutore. Non sarà agevole per nessuno,
quindi, liberarsene. O, peggio, denunciarne la "scarsa competenza" o
l'indebita politicizzazione. 23 servizi a pagina 5 01/07/2008.
( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Fulvio Fania Città
del Vaticano E' "indecente e razzista" l'intenzione di Maroni di
sottoporre i bambini rom alle impronte digitali Sono "bocciati" tutti
i ministri cattolici del governo di centro-destra:
"alla prima prova d'esame" hanno dimostrato che "per loro la
dignità dell'uomo vale zero" e gli insegnamenti del papa sono "carta
straccia" Fulvio Fania Città del Vaticano E' "indecente e
razzista" l'intenzione di Maroni di sottoporre i bambini rom alle impronte
digitali Sono "bocciati" tutti i ministri cattolici
del governo di centro-destra: "alla prima prova d'esame" hanno
dimostrato che "per loro la dignità dell'uomo vale zero" e gli
insegnamenti del papa sono "carta straccia". "Nessuno ha alzato
un dito" contro quella proposta, il silenzio è stato
"assordante". Il nuovo affondo del settimanale Famiglia cristiana
contro la compagine di Berlusconi trasuda indignazione. "Se vogliamo
prendere le impronte - replica sdegnato l'editorialista - cominciamo dai nostri
figli o ancor meglio dai parlamentari". Così verrebbero smascherati i
"pianisti" che votano per gli assenti. Non è la prima volta che la
rivista dei paolini attacca duramente il governo mettendo
in evidenza la scarsa presenza di cattolici doc e l'incoerenza dei ministri che si professano tali. Mentre
Benedetto XVI ha ricevuto con grandi sorrisi Berlusconi, Famiglia cristiana ,
che non è mai stata tenera neppure verso il Pd, si fa interprete di un
malessere diffuso nel mondo cattolico, non soltanto nella Caritas e nel
volontariato sociale. Il settimanale, che è anche capofila nella
campagna per rivedere la legge sull'aborto, fa leva infatti anche sulla
delusione che serpeggia tra i familisti del Family day. Per dirigere la
commissione infanzia - obietta quest'ultimo editoriale - "non era più adatta
Luisa Santolini" che Alessandra Mussolini? Santolini è l'ex presidente del
Forum delle famiglie ed è deputata dell'Udc di Casini, perciò attualmente
all'opposizione. Ma è sulle impronte per i bambini rom che il commento non
firmato attribuibile al direttore don Sciortino e allo staff dirigente della
redazione, risulta spietato. "Come quando i bambini ebrei venivano
identificati con la stella al braccio in segno di pubblico ludibrio" -
scrive Famiglia cristiana così oggi la marchiatura dei piccoli rom denota
"uno stato di polizia" e conduce al
"crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale
straordinario per i poveri". "Non ci siamo abbastanza vergognati
delle leggi razziali" di settanta anni fa, incalza la rivista sfidando Maroni
a spiegare piuttosto come intenda mandare a scuola i figli dei rom per
sottrarli all'accatonaggio, magari impegnando speciali scuolabus della polizia.
Le prese di posizioni di parte cattolica contro le misure anti-immigrati e
anti-zingari del governo italiano e dell'Unione europea si susseguono ormai
quotidianamente. La Fondazione Migrantes, che è struttura della Cei, ha
denunciato la xenofobia di provvedimenti che si preoccupano unicamente delle
paure di una parte degli italiani. In ambito europeo il Pontificio consiglio per
i migranti si è opposto alle misure per il reimpatrio forzato e la detenzione
prolungata degli immigrati. 01/07/2008.
( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Nuovo
affondo del settimanale contro il governo: "La dignità umana per loro vale
zero" "Indecente e razzista marchiare i rom" "Famiglia
cristiana" contro Maroni ministri cattolici bocciati alla
prima prova.
( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Coda avvelenata del
Pride Facciamo Breccia: Tutte/i con Bertozzo. Botte e accuse per l'attivista
Benedetta Aledda Bologna Chi poteva aspettarsi che alla fine della festa del
Pride nazionale un'attivista sarebbe stata portata via in manette dalla piazza
dove è confluita la marea gioiosa che nel pomeriggio di sabato aveva invaso
Bologna? Di sicuro non se l'aspettava Graziella Bertozzo, militante storica del
movimento lgbt, trattenuta per tre ore dalla polizia e rilasciata con le accuse
di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza.
All'ospedale Rizzoli, però, le hanno dato 10 giorni di prognosi per traumi
multipli che lei spiega con un trattamento "non gentile" ricevuto
quando è stata portata via su una volante a sirene spiegate. Si è resa conto
che l'uomo che la respingeva oltre le transenne sotto al palco era un
poliziotto solo quando gli agenti in divisa l'hanno "buttata a terra e
ammanettata", racconta, perché chiamavano "collega" quell'uomo
vestito in borghese che non si era qualificato. Bertozzo pensa che sia stato casuale che abbiano fermato proprio lei, perché i suoi
compagni di Facciamo Breccia erano già passati oltre le transenne, diretti al
palco dove volevano aprire lo stesso striscione con cui, durante il corteo,
avevano fasciato di fucsia-laico il Cassero di porta
Saragozza, per tornare, almeno qualche minuto, a presidiare la storica sede del
movimento lbgt bolognese. Dal Comitato del Pride si chiedono cosa abbia a che
fare la vicenda dell'arresto di Bertozzo con l'episodio dello striscione non
previsto che i No-Vat volevano srotolare sul palco durante l'intervento
(questo sì previsto) della loro compagna di lotte Porpora Marcasciano. La
stessa Bertozzo sostiene: "Non potevano sapere che volevamo aprire lo
striscione". Racconta di essere stata bloccata prima da una ragazza, che
solo dopo si sarebbe rivolta a quello che poi si è rivelato un poliziotto.
Graziella, però, credeva fosse un militante e si è sorpresa di essere
spintonata. Un episodio "sgradevole da ogni lato", dicono dal
Comitato del Pride, riunito mentre scriviamo per stendere una valutazione
complessiva della giornata di sabato e per cercare di ricostruire l'affaire
Bertozzo ascoltando chi è stato coinvolto. Non
sappiamocome risponderanno all'appello di Facciamo Breccia, che ha diffuso
domenica un comunicato per esprimere "sconcerto e preoccupazione
politica" per l'episodio. "Non si era mai vista la polizia
legittimata su un palco di un pride", denuncia la rete no-vat, chiedendo a
tutte le realtà di prendere posizione contro le accuse paradossali contro
Bertozzo e in particolare propio "al Comitato Bologna Pride, di spendersi
affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che
l'azione di polizia è stata causata da un abnorme "equivoco"".
L'ex vicepresidente di Arci gay-lesbica ha ricevuto intanto molti attestati di
solidarietà, tra gli altri anche quello della Federazione bolognese del Prc,
presente con un suo spezzone al corteo. L'associazione fiorentina Per una
sinistra unita e plurale ha annunciato un presidio di protesta giovedì a
Firenze. Una cosa che Graziella non manda giù è la sanzione amministrativa per
ubriachezza molesta, proprio a lei che si era tenuta sobria per guidare il
furgone di Facciamo Breccia. "Dicono che parlavo a voce alta e sudavo, ma
certo: c'erano 40 gradi!", puntualizza. Sobrietà confermata dal test
alcolemico fatto, su consiglio di un'amica avvocata, quando l'hanno rilasciata.
Ora si augura che il Comitato del Pride non tradisca "lo spirito di
Stonewall, quando gli omosessuali", ammonisce, "si sono ribellati ai
controlli della polizia newyorchese". 01/07/2008.
( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Carlo Mosca,
prefetto di Roma, si è opposto alle schedature dei rom Impronte, il coraggio di
un prefetto Rina Gagliardi "La vicenda nomade" aveva dichiarato
questo prefetto gentiluomo, nel tempo in cui era la giunta Veltroni a impazzare
con la pratica degli sgomberi degli insediamenti rom "non è riducibile a
una faccenda di ordine pubblico, è innanzi tutto un'emergenza sociale e
abitativa". E su questa linea - che poi significa un lavoro di censimento
vero, d'inchiesta, di conoscenza della realtà nomade - intende continuare a
muoversi. Ha dalla sua, nietemeno, che l'Europa, i migliori costituzionalisti, la comunità ebraica e il mondo cattolico. E' di ieri il duro
attacco del settimanale cattolico Famiglia cristiana che ha definito le misure
del governo: "Una proposta indecente"."Alla prima prova d'esame
- scrive Famiglia Cristiana - i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello.
Per loro la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a
contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte
digitali ai bambini rom". Tutta questa bufera, che speriamo si concluda
presto con la Canossa di Roberto Maroni, ci ha fatto venire alla mente un
notissimo prefetto italiano degli anni 20: Cesare Mori, detto il "prefetto
di ferro" per la sua azione contro la mafia siciliana. Mori, certo, è stato un personaggio per molti versi agli antipodi di Mosca:
"inflessibile", violento, capace di usare qualunque mezzo, dalla
tortura agli ostaggi, per far trionfare la legge e la legalità. Però, proprio
come Mosca, Mori è stato anche un uomo capace di
opporsi, diciamo così, a pressioni o ordini ingiusti, provenienti dal potere.
Accadde nei primi mesi del fatidico
( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 155 del
2008-07-01 pagina 40 Pironi e Mangano a Zoate danno spettacolo di Redazione
ZOATE - Coppa Luigi Varni - 18 buche stableford. I categoria: 1° netto Lorenzo
Pironi 37, 1° lordo Davide Mangano 31, 2° netto Claudio Iotti 32. II categoria:
1° netto Luca Barbera 42, 2° netto Roberto Donini 42. III categoria: 1° netto
Renzo Bonfanti 40, 2° netto Riccardo Granzini 39. LA PINETINA - Trofeo del consiglio
- 18 buche medal e stableford per la terza categoria. I categoria: 1° netto
Maurizio Merenda 67, 1° lordo Flavio Ferloni 74, 2° netto Alessandro Cerana 68.
II categoria: 1° netto Francesco Tavecchio 64, 2° netto Cosimo Suma 68. III
categoria: 1° netto Michele Cozzi 44, 2° netto Simonetta Bacchetti 40.
AMBROSIANO - Partesa Italian Tour: I categoria: 1° netto Luigi Colli 36, 1°
lordo Carlo Maria Vitali 35 2° netto Costanza Alessandri 34. II categoria: 1°
netto Giuseppe Mazzara 37, 2° netto Riccardo Bagni 37. III categoria: 1° netto
Stefano Manfredi 43, 2° netto Marco De Vincenzi 43. MONTICELLO - Trofeo Hotel
Principe di Savoia - Classifica femminile. 1° Giuliana Colavito 222, 2° Giulia
Carando 233, 3° Silvia Valli 235, 1° under 18 Gaia Gera 247, 1° Mid-Am Alessandra
Napoleone 257. CASTELCONTURBIA - Golf Challenge Autoarona - 18 buche
stableford. I categoria: 1° netto Giuseppe Bellia 38, 1° lordo Marco Gavioli
32, 2° netto Riccardo Castelnuovo 37. II categoria: 1° netto Paolo Tenderini
39, 2° netto Cattoli Catullo 38. III categoria: 1° netto
Giovanni Godio 44, 2° netto Vittoria Gatti 41. EUCALYPTUS - Maratona del
ventennale - Louisiana 20 buche - 1° squadra "i principi" F.
Pacelli-A. Pacelli-M.Sessich-R. Cianfrini 58, 2° "gli archi" R.Battaglia-Sampaolesi-Bertozzi-Milani
63,3° "zingari2" Crisciotti-Zorloni-Ambrosi-Ruffolo 63, 4°
"forza Roma" D'Anselmo-S.Bianconi-R.Bianconi-P.Mauti 65, 5°
"lucy's family" Masi-Allegri-G.Castrichella-M.Castrichella 66. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 155 del
2008-07-01 pagina 1 Obbligavano i figli a rubare, rom in manette di Maria
Giovanna Maglie Una vita d'inferno: minacciati di botte e stupri, i bimbi hanno
compiuto 150 furti Papa Ratzinger parlando di recente ai seminaristi durante il
viaggio in Puglia ha pronunciato una frase che non si dimentica. Ha detto, cito
a memoria, che volontariato e assistenza non vogliono dire assistenzialismo e
pietismo. Pratiche che sono invece, insieme al fastidio sempre più irritato e
messo a nudo, per la svolta culturale che gli italiani hanno chiesto con il
voto e ora desiderano diventi legge e regole, il pane quotidiano dei cattolici nello stile, se mai la parola stile si possa più
usare a proposito di quella rivista, Famiglia Cristiana. "Prima però le
impronte dei parlamentari e dei figli", è il titolo del prossimo numero,
in fiera opposizione alla proposta del ministro Roberto Maroni di prendere le
impronte digitali ai bambini rom. Il settimanale dei Paolini ci sorprende così,
sia pur a metà, con la tirata populista e dipietrista secondo la quale ogni colpa
andrebbe attribuita alla politica. Ma non ci cascate, è con il governo di
Berlusconi che ce l'hanno, e con un ministro degli Interni, Dio lo conservi
perché è merce rara, che non si fa spaventare. Com'è la proposta del ministro?
Naturalmente "indecente"; com'è il silenzio generale sulla indecente
proposta? "Assordante", no? "Avremmo dato credito al ministro
se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola,
togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla".
E Berlusconi "permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte
dei suoi figli o dei suoi nipotini?". "Oggi - argomenta Famiglia
cristiana -, con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto più
feroce ai piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perché non c'è la
stessa ostinazione nel combattere la criminalità vera in vaste aree del Paese?
La Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che
tutela i minori da qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La
schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità
umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai genitori rom è
una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la toglierà solo per la
povertà e le difficili condizioni di vita". Questa è evidentemente la
chicca finale. Il bambino rom ruba, chiede l'elemosina, viene sfruttato nei più
biechi modi, ed è una realtà talmente estesa e cancerosa la delinquenza rom che
la Corte di Cassazione ha appena assolto il sindaco di Verona per averlo
esplicitamente detto? Questa nozione non sfiora l'anima
bella dei laici e religiosi di Famiglia Cristiana. Ricordo una volta di aver
fatto un viaggio con uno di loro all'Avana. Era tanto tempo fa, ma non potrò
mai scordare che gli piaceva tutto e che giustificava tutto: povertà, torture
agli oppositori, discriminazione, sfruttamento delle donne. L'ideologia
ne fa di vittime, e quella cattocomunista è tra le più resistenti, soprattutto
oggi che è così profondamente minoritaria. L'anticipazione diffusa
orgogliosamente alle agenzie da Famiglia Cristiana è di ieri pomeriggio,
dunque, se so contare, è posteriore alla scoperta della rete di sfruttamento di
bambini rom a opera dei loro genitori e parenti. Cellulari per istruirli a crimini
e rapine, minacciandoli in caso di ripensamento, di violenze che dovrebbero far
avvampare di sdegno qualunque buon cittadino e qualunque credente; lo strazio
nella carne e nella testa di bambini innocenti, quei padri non sono diversi dai
mostri della cronaca che tanto fanno inorridire. Si vede che è così che a
Famiglia Cristiana piacciono le creature. Libere, non controllabili dall'odioso
Stato italiano di Polizia (quanto apprezziamo queste espressioni da
extraparlamentari anni '70), saldamente affidati ai loro amorevoli cari, che
sanno come crescerli e come farli diventare dei pericolosi criminali. Bravi,
continuate così, ma non stupitevi se le famiglie cristiane non vi acquisteranno
più. Sarà legittima difesa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 155 del
2008-07-01 pagina 0 Famiglia Cristiana contro Maroni, lui: non mollo di
Redazione Il settimanale boccia il provvedimento del
Viminale sulle impronte ai rom e punta il dito contro i ministri cattolici: "Per loro la dignità
dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare l'indecente
proposta" Roma - Questa volta tocca al ministro dell'Interno Roberto
Maroni a finire nel mirino di Famiglia Cristiana: prendere le impronte digitali
ai bambini rom è una "indecente proposta", sostiene il
settimanale dei Paolini. "Alla prima prova d'esame - scrive Famiglia
Cristiana - i ministri cattolici del Governo del
Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell'uomo vale
zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente
proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom".
L'attacco di Famiglia Cristiana "Avremmo dato credito al ministro -
sottolinea il settimanale nell'editoriale di questa settimana - se, assieme
alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli
dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". "Non
stupisce, invece - continua Famiglia Cristiana - il silenzio della nuova
presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra Mussolini (non era più
adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perché le
schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente,
tornano a essere patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi:
permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o
dei suoi nipotini?". "Oggi, con le impronte digitali - prosegue - uno
Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono
cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la
criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu sui diritti
dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi
discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non
ha commesso reato, viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la
patria potestà ai genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale
dei minori la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di
vita". "E' giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi
delinque, ma le misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che
non è reato). C'è un solo modo - osserva Famiglia Cristiana - perché i bambini
rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto
legge perché, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a
raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi. Quanto alle impronte,
se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor meglio, dai
parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e anche chi fa il
furbo, votando al posto di un altro. L'affossa pianisti - conclude - sarebbe
l'unico lodo gradito agli italiani". Maroni: "Non indietreggio"
"Non indietreggio di un millimetro", afferma sulle impronte ai
bambini rom il ministro dell'Interno, Roberto Maroni a Sky pomeriggio. Il
titolare del Viminale definisce "inventata" la polemica sulla Ue. Il
portavoce del commissario competente in materia non ha espresso giudizi sulla
politica italiana in materia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Impronte ai
Rom Famiglia Cristiana: "Proposta razzista" Una proposta indecente.
Una schedatura razzista, che ricorda le leggi fasciste ed è frutto di uno Stato
di polizia. Va giù dura, "Famiglia Cristiana". Sulla questione dei minori
Rom il settimanale dei Paolini se la prende con il premier, con il ministro
Maroni, con la presidente della Commissione per l'Infanzia Mussolini,
ricordando le leggi contro gli ebrei fatte approvare dal nonno Benito. E boccia
"senza appello al loro primo esame i ministri "cattolici" del governo del Cavaliere". Accuse pesanti come
macigni. "Per loro - si legge nell'editoriale che sarà in edicola con il
prossimo numero - la dignità dell'uomo vale zero. Il principio della
responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento dell'unità della famiglia
umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e donna), ampiamente
illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia. Nessuno che abbia
alzato il dito a contrastare Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere
le impronte digitali ai bambini rom". Non solo l'ipotesi è inaccettabile.
Ma com'è formulata non contiene neanche provvedimenti per la tutela dei minori
nomadi che, nelle dichiarazioni pubbliche, gli autori della proposta dicono di
voler tutelare. "Avremmo dato credito al ministro - prosegue infatti il
giornale - se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a
scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto?
Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s'è rifiutato di schedare, il
presidente del Veneto, Galan, ha parlato di "fantapolitica", ma il
ministro non arretra d'un millimetro". Ma se per i cattolici
l'atteggiamento del ministro leghista è una sorpresa, "non stupisce,
invece, il silenzio della nuova presidente della commissione per l'Infanzia,
Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del
Forum delle famiglie? - si chiede l'editorialista dei Paolini - ), perchè le
schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente,
tornano a essere patrimonio di governo". E il presidente del Consiglio?
"Permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi
figli o dei suoi nipotini?", ci si domanda nell'articolo. Il settimanale
lamenta che "a sessant'anni dalle leggi razziali", l'Italia non abbia
ancora "fatto i conti con le sue tragiche responsabilità", in
particolare, "non li ha fatti il centrodestra al governo, se un ministro
propone il concetto di razza nell'ordinamento giuridico". E così "uno
Stato di polizia mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono
cittadini italiani. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato,
viola la dignità umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai
genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale dei minori la
toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita", sostiene
l'editorialista. Per Famiglia cristiana, ovviamente, "è giusto reprimere,
con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure di Maroni non servono a
combattere l'accattonaggio (che non è reato). C'è un solo modo perchè i bambini
rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe un decreto
legge perchè, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei campi nomadi a
raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi". E le impronte?
"Cominciamo dai nostri figli - propone il settimanale cattolico - ancor
meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e
anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro.
L'affossa-"pianisti" sarebbe l'unico "lodo" gradito agli
italiani".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Roma. Sarà il plenum
del Consiglio superiore della magistratura, convocato per questo pomeriggio a
palazzo dei Marescialli in seduta straordinaria, a varare in via definitiva il
parere dell'organo di autogoverno dei giudici sulla norma riguardante la
sospensione dei processi inserita nel dl sulla sicurezza. E tutto lascia
prevedere che si riproporranno le tensioni già manifestatesi giovedì scorso
quando il parere, elaborato dai consiglieri Fabio Roia e Livio Pepino, che
sostanzialmente boccia il provvedimento, venne approvato
con il voto contrario di Michele Saponaro, laico di Forza Italia.
Tormentatissimo del resto tutto l'iter di questo parere, segnato da continue
fughe di notizie sui suoi contenuti e da duri e reiterati richiami di Nicola
Mancino, vicepresidente del Csm, ai consiglieri perché garantiscano
riservatezza e rispetto delle regole. Già una settimana prima di
arrivare al vaglio della sesta commissione di palazzo dei Marescialli, infatti,
era trapelato l'orientamento decisamente negativo degli estensori che contestavano
soprattutto "il mancato rispetto dell'articolo 111 della
Costituzione" (ragionevole durata dei processi) e del principio
dell'obbligatorietà dell'azione penale, articolo 112 della Carta.
( da "Riformista, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Laicita'
Rom Famiglia
Cristiana attacca il leghista maroni La luna di miele in crisi sulla sicurezza
Se c'è un terreno sul quale l'attuale governo rischia di incrinare l'ottima
intesa raggiunta in questi primi mesi di legislatura con le gerarchie della
Chiesa, questi è quello della sicurezza, in tutte le sue sfaccettature. Non a
caso, gli attacchi più diretti rivolti al premier e alla sua compagine di
governo dall'ambito ecclesiale sono arrivati principalmente qui, sulle misure
proposte in tema di sicurezza. Il durissimo attacco di ieri rivolto da Famiglia
Cristiana al ministro dell'Interno Roberto Maroni, reo di voler raccogliere le
impronte digitali dei bambini rom, è in questo senso l'ennesimo segnale da non
sottovalutare. Perché riflette un sentimento comune all'interno della Chiesa:
va bene garantire la sicurezza dei cittadini, ma va male, molto male, quando nel
nome di questa legittima volontà si discriminano i più deboli, immigrati o rom
con cittadinanza italiana che siano. C'è chi, come la Cei, per voce della
Fondazione Migrantes, ha rivolto a Maroni una critica precisa pur senza
eccedere nei toni. "Nei confronti di immigrati e rom" - si è letto
sabato in un comunicato della Fondazione - si assiste "di giorno in giorno
al paventare provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di
essere attuati, destano allarme e agitazione generale con la previsione di
tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali
provvedimenti, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per
tutta la nostra società italiana". C'è chi, come monsignor Agostino
Marchetto, segretario del dicastero vaticano che si occupa della pastorale dei
migranti e degli itineranti - le sue parole sono di qualche settimana fa -,
l'introduzione del reato di immigrazione clandestina all'interno del pacchetto
sicurezza non va bene. E c'è chi, come appunto Famiglia Cristiana ,
nell'editoriale in uscita questa settimana usa toni più duri e coloriti,
riferiti direttamente alle impronte da prendere ai nomadi. Secondo
il più diffuso settimanale italiano d'ispirazione cattolica, la proposta di
Maroni di prendere le impronte ai bambini rom si può definire in due sole
parole: "indecente" e "razzista". Una proposta - spiega
Famiglia Cristiana - che pesa anche sui "ministri "cattolici" del governo del
Cavaliere", i quali, non avendo detto nulla in merito, "escono
bocciati, senza appello: per loro la dignità dell'uomo vale zero".
Il principio della responsabilità di proteggere (cioè, il riconoscimento
dell'unità della famiglia umana e l'attenzione per la dignità di ogni uomo e
donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, è carta straccia.
E ancora: si è innanzi a "uno Stato di polizia" che "mostra il
volto più feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani".
Bocciata, secondo i paolini, è pure Alessandra Mussolini, nuova presidente della
commissione per l'infanzia, anch'essa rea di non aver detto nulla in merito:
"Non era più adatta" al suo posto "Luisa Santolini, ex
presidente del Forum delle famiglie?", si chiede Famiglia Cristiana .
Domande che probabilmente non avranno risposta, almeno nell'immediato. Eppure,
se la Mussolini ribatte che "l'articolo di Famiglia Cristiana è un misto
di confusione e intolleranza", e se Maroni mostra di non preoccuparsi più
di tanto del fuoco cattolico cadutogli addosso - ieri ha detto di non voler
indietreggiare "di un millimetro" anche perché il censimento di chi
vive nei campi nomadi, adulti o bambini è "ineludibile" - non così
dovrebbe comportarsi il premier. È vero, c'è una parte del suo elettorato che
sulla sicurezza vuole la linea Maroni. E ci sono anche le notizie che vengono
dal paese che sembrano dare credito alla necessità di non transigere coi rom:
ieri, in Liguria, sono finiti in carcere sette nomadi per furti messi a segno
con l'"aiuto" di bambini, costretti a rubare con le minacce anche di
violenze sessuali. Ma c'è un'istituzione importante, come la Chiesa, che fa
notare altre necessità e lo fa nonostante giudizi critici sull'operato del
governo non fossero in programma fino a poche settimane fa. Giusto a fine
maggio, infatti, il governo Berlusconi aveva incassato (seppure indirettamente)
le parole di apprezzamento del cardinale Bagnasco in apertura dell'assemblea
generale della Cei e del Papa nel suo successivo intervento. Poi ci fu la
visita del premier in Vaticano: anche qui, a detta dei presenti, grande sintonia
motivata principalmente dal fatto che, soprattutto sui temi etici, il governo
non spaventa come il precedente. Ma oltre a questi temi, c'è il nodo sicurezza.
E anche qui la Chiesa vuole essere ascoltata. 01/07/2008.
( da "Voce d'Italia, La" del 01-07-2008)
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Cronaca
"Vergogna il clero e' il primo proprietario di immobili" Radio
Padania attacca, Famiglia Cristiana "assolve" Alla Voce d'Italia , la
pronta risposta del settimanale cattolico all'emittente del Carroccio Milano, 1
lug. - "Chi si occupa dei rom sono sempre le associazioni
cattoliche", così Famiglia Cristiana spiega alla Voce d'Italia la
questione "impronte digitali". Domenica prossima la rivista
pubblicherà un editoriale in cui condanna come razzista "l'indecente
proposta di Maroni" di voler schedare le impronte dei bambini nei campi
nomadi, e la notizia ha acceso gli animi di Radio Padania. L'emittente in segno
di 'protesta' ha diffuso oggi, in diretta, i recapiti telefonici e e-mail di
Famiglia Cristiana, invitando gli ascoltatori a lamentarsi. Raggiunto dalla
'Voce d'Italia', il settimanale cattolico minimizza: "Una delle chiavi del
nostro successo è l'apertura ai lettori. Non ci sentiamo offesi perché è giusto
accettare anche i dissensi". E sull'emergenza sicurezza replica: "La
questione delinquenza legata ai rom esiste, ma non si può dire che tutti siano
delinquenti, perché non è una questione di razza. Inoltre, a ben guardare, alla fine chi si occupa dei rom sono sempre le associazioni
cattoliche". Intanto l'appello di Radio Padania è stato subito accolto, con circa un
centinaio di telefonate e oltre 140 e-mail di dissenso e dai toni piuttosto
offensivi. Gli ascoltatori accusano il settimanale di spalleggiare delinquenti
e rapitori pedofili. "Come potete schierarvi dalla parte di chi non
rispetta le regole - si legge nei messaggi - non rispetta il prossimo e i beni
degli altri? Con chi non ha identità". E ancora: "Vergogna, il clero
è il primo proprietario di immobili e guarda se ne dà qualcuno per i rom".
Giampaolo Mannu.