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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

 

 

 

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Report "Laici e chierici"

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (10)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Nel momento stesso che il terremoto Grinzane Cavour è esploso, mi sono domandato in che termini... ( da "Stampa, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: entrò a far parte della giuria il mio amico Ben Okri, nigeriano ed uno dei massimi scrittori africani di lingua inglese. Spero che rimanga. Insieme ai laici e ai cattolici, una divisione davvero archeologica. Siamo seri, e non trasformiamo il nodo del Grinzane in una baruffa estemporanea. In una commedia alla Macario (era laico o cattolico?).

il dio del cuore e il dio del potere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Difendere lo Stato laico � ovvero lo Stato di diritto � è per questo un dovere che i cittadini religiosi dovrebbero avere a cuore in modo particolare, non meno degli altri. Stato laico non è stato secolarista, ma Stato che si dà come criterio per legiferare e giudicare quello della separazione del giusto dal bene.

"caro leo ecco i limiti della resistenza" - roma, 24 maggio 1975 ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: impedendo la formazione di un partito laico di nuova democrazia Invece la bandiera del laicismo liberale rimase a quelli che erano i sopravvissuti della vecchia democrazia prefascista, ormai tagliati fuori dal processo storico. Insomma, sostengo, c´era, da parte di tutti noi: 1) scarsa conoscenza della realtà italiana; 2) mancanza di un progetto di ricostruzione economica;

pannella, amarcord su rutelli "si è convertito senza tradirci" - umberto rosso ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: «Da radicale a cattolico? Fatti suoi. In casa nostra la categoria del tradimento non esiste. Però non è stato il solo ad andare via, e non mi pare nemmeno il caso più clamoroso. Da segretario, avevo tre vice: Rutelli, Gaetano Quagliarello, Giovanni Negri. E in tre hanno poi imboccato strade diverse dalle mie.

"io, una persona normale nella casta se affossano il pd me ne torno a casa" - curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Da laica e di famiglia comunista, non mi aspettavo che un cattolico prendesse una posizione così netta sulla laicità». A proposito, da diessina era veltroniana o dalemiana? «Ho votato per la prima volta nel �96 e c´era già l´Ulivo. Il resto per me non esiste, sono personalismi dannosi.

Testamento biologico, la grande rissa ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: costruzione di una barriera con cattolici da un parte e laici dall'altra». Davanti alla plaetea del congresso Radicale, ieri Emma Bonino ha preso le distanze dalla «terza via» proposta in commissione Sanità da Francesco Rutelli. Rutelli non può proporsi come il «sapientino moderato» sul tema del testamento biologico, dice Bonino.

ROMA - È in cantiere un nuovo emendamento del Pd sul punto-chiave della legge sul testa... ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: anche sul fronte laico. L'autore è Daniele Bosone, cattolico, medico neurologo, già artefice con Ignazio Marino della mozione che ha definito l'«orientamento prevalente» del Pd. Allo stato la posizione «prevalente» del Pd è espressa in un emendamento al ddl Calabrò a firma Finocchiaro, Zanda, Latorre, che contiene due affermazioni.

Pannella lancia la sua nuova sfida <Basta con i partiti-sciagura> ( da "Corriere della Sera" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non è vero che io e lei rappresentiamo due posizioni estremiste: il mio laicismo etico non vuole imporre niente a nessuno, mentre la Chiesa pretende di imporre le sue regole morali a tutti». Prosegue: «Non è nemmeno vero che in mezzo a noi ci sia un sapientino moderato che cerca di fare il mediatore ». Così anche Rutelli, ospite del congresso il giorno prima, è sistemato.

Il killer dc che ha steso anche... ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: si trova viceversa sospinto dal «cattolico adulto» Franceschini nel ruolo di conservatore neo-cattolico, esposto alle contumelie dei laici e dei cattolici anti-ratzingeriani. Mai come ora Rutelli ha un piede fuori dal Pd. La vera vendetta della storia Franceschini la sta consumando nei confronti degli ex ds.

CLAUDIO SARDO ROMA. È IN CANTIERE UN NUOVO EMENDAMENTO DEL PD SUL PUNTO-CHIAVE DEL TESTAMENT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-03-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: anche sul fronte laico. L'autore è Daniele Bosone, cattolico, neurologo, artefice con Ignazio Marino della mozione che ha definito l'«orientamento prevalente» del Pd. Allo stato la posizione «prevalente» del Pd è espressa in un emendamento a firma Finocchiaro, Zanda, Latorre, che contiene due affermazioni.


Articoli

Nel momento stesso che il terremoto Grinzane Cavour è esploso, mi sono domandato in che termini... (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Nel momento stesso che il terremoto Grinzane Cavour è esploso, mi sono domandato in che termini sarebbe divampato il dibattito per il suo possibile ridimensionamento o, come avrebbe detto un ingenuo sprovveduto, per la spartizione della torta. Mi imbarazza che nella fase ormai rovente del dibattito sulla costituzione del comitato dei garanti sia emerso anche il mio nome. Ringrazio, ma non sono goloso. In compenso, assisto stupefatto e preoccupato allo scontro politico-ideologico, del tutto estraneo a quello che sin qui era stata, mi sembra, la conduzione del Grinzane. Allora: le nomine effettuate finora sono un poco a sinistra, molto a sinistra, troppo a sinistra? Ecco uno dei termini del dibattito come li ha ben esposti ieri La Stampa. L'altro corno del dilemma, se volete definirlo così, forse il tema più scottante, riguarda l'obiezione secondo la quale i prescelti sono più o meno radicalmente laici, laddove manca una personalità del mondo cattolico. Ho conosciuto bene e stimato profondamente il fondatore del Grinzane, don Meotto: era un sacerdote di raffinata cultura, il quale mantenne sempre un atteggiamento di cristallina obiettività e di limpida coerenza. La questione dell'incidenza cattolica o laica non si pose mai: a lui interessava per così dire lo spessore del Premio, la sua ricchezza culturale, in cui confluissero valori diversi ma in nessun caso prevalenti o conflittuali. In quanto a Giuliano Soria, ha un'educazione cattolica, ma lasciate dire a chi lo conosce bene e lo stima, tentare di etichettarlo sarebbe un'impresa disperata. Uno dei motivi fondamentali del prestigio mondiale - è lecito affermarlo - del Grinzane sta proprio nella coerenza della sua dialettica interna. Il presidente della Giuria è un grande scrittore di appartenenza islamica? Esercita con signorile obiettività la sua funzione, in armonia con i colleghi cattolici e laici. Dopo il Grinzane for Africa, che segnò un memorabile successo e leggo con timore si vuole sopprimere, entrò a far parte della giuria il mio amico Ben Okri, nigeriano ed uno dei massimi scrittori africani di lingua inglese. Spero che rimanga. Insieme ai laici e ai cattolici, una divisione davvero archeologica. Siamo seri, e non trasformiamo il nodo del Grinzane in una baruffa estemporanea. In una commedia alla Macario (era laico o cattolico?).

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il dio del cuore e il dio del potere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 25 - Commenti IL DIO DEL CUORE E IL DIO DEL POTERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Questo è uno degli insegnamenti che ci offre la storia dell´Europa moderna. E liberare lo Stato dalla religione è stato possibile quando lo stato di diritto ha vinto la propria battaglia sullo stato confessionale. In un libro interessante sull´età del secolarismo, Charles Taylor, forse il filosofo cattolico più noto e rappresentativo del nostro tempo, ha mostrato molto bene come l´età secolare non sia affatto un´età di miscredenza, ma invece un´età di rinascita religiosa proprio per il rispetto affermato della libertà individuale, come libertà di coscienza e libertà religiosa, la quale è sia libertà di credere che libertà di scegliere in che cosa credere. Pre-modernità e modernità denotano secondo Taylor anche due modi di essere della religione: da un lato, una religione nella quale i credenti "appartenevano a Dio" e la loro fede era identificata con riti, pratiche ecclesiastiche, e gerarchie; e dall´altro, una religione che, sorta dalla critica di quella vecchia fede in nome dell´autonomia morale individuale, ha reso possibile l´affermarsi della religione come "fenomeno di fede" � un fenomeno per cui "Dio appartiene a noi", come creature che desiderano l´eternità e la trascendenza e quindi credono per scelta. In tal senso l´umanesimo ha servito la causa della religione e il secolarismo è stato un lavoro non anti-religioso, ma la condizione affinché la religione tornasse a vivere nel cuore umano, invece che nei riti e nelle gerarchie. Quando la religione costituita fa un passo indietro, la religione come credenza fa un passo avanti: questa è stata fin dal Seicento, l´insegnamento della filosofia della libertà religiosa e della tolleranza, una filosofia grazie alla quale le comunità politiche possono essere luoghi di tranquillità e di reciproco rispetto. Difendere lo Stato laico � ovvero lo Stato di diritto � è per questo un dovere che i cittadini religiosi dovrebbero avere a cuore in modo particolare, non meno degli altri. Stato laico non è stato secolarista, ma Stato che si dà come criterio per legiferare e giudicare quello della separazione del giusto dal bene. L´arte della separazione non è arte della negazione o dell´ipocrisia: tenere separati i nostri criteri di giudizio quando ragioniamo come cittadini e quando ragioniamo come individui sociali non significa affatto mettere a tacere le ragioni etiche per far trionfare quelle della politica. L´arte della separazione è quell´arte che consente a chi ha una dimensione religiosa di vita di vivere in coerenza a questa sua credenza e che non impone con l´arma della legge la sua visione del bene. E facendo questo non rispetta solo o semplicemente chi non ha particolari credenze religiose, ma prima di tutto chi ha una forte credenza religiosa e quindi anche se stesso. Poiché se è vero che solo chi è libero crede � se è vero che il credere è un atto di libertà personale fondamentale � allora chi crede non può vedere il proprio credo tradotto in un articolo del codice penale. Non è per legge che la nostra credenza avrà la certezza di essere rispettata, ma per nostra personale responsabilità e scelta. Non è l´assenza di una legge che garantisce alla donna di decidere responsabilmente la propria maternità che libera la donna dell´onere della scelta e la società dall´aborto. Siamo davvero sicuri che avremo messo a tacere il nostro senso del dovere verso la vita qualora alcuni rappresentanti politici abbiano trovato un compromesso su questa o quella procedura? E come può un credente accettare di delegare ad alcuni � in tutto simili a lui � di prendere decisioni che solo egli potrà e dovrà in realtà prendere? In uno Stato di diritto, la legge non impone a tutti quello che alcuni (non importa quanti) pensano che sia bene fare in un campo, quello morale, dove è solo la coscienza dell´individuo che ha l´onere della scelta. è questa legge, non una legge etica, che salvaguardia la dignità del credente. E ciò che è buono per il credente lo è anche per il cittadino in questo caso. Che la democrazia sia un governo di eguali significa infatti niente altro che non si dà un criterio più legittimo per decidere se non la conta dei voti, e questo non perché la democrazia sia dozzinale o volgare, ma perché essa è umanissima. La democrazia presume che nessuno sia infallibile e saggio sopra tutti, tanto da poter decidere indubbiamente e ottimamente per tutti. Nessun mio rappresentante può decidere per me che cosa sia bene che io faccia per difendere la mia dignità morale. è avvilente quando si assiste a un Parlamento che si arroga il diritto di trattarci come fanciulli, che detti le sue massime etiche e che per giunta, e per necessità, le condizioni al compromesso e alla conta dei voti. Il credente religioso e il cittadino hanno qui lo stesso interesse: quello di avere politici che non facciano della vita l´oggetto di un compromesso politico. è proprio la dignità, quella di tutti � ma soprattutto quella dei credenti � che è in giuoco quando si chiede allo Stato di smettere di essere stato di diritto per farsi organo di una dottrina religiosa o etica.

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"caro leo ecco i limiti della resistenza" - roma, 24 maggio 1975 (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 37 - Cultura La lettera inedita "Caro Leo ecco i limiti della Resistenza" ROMA, 24 MAGGIO 1975 Caro Leo, (...) bisogna fare uno sforzo autocritico per comprendere le ragioni storiche e politiche dei limiti che ebbe la Resistenza. Ed a questa ricerca tutti, anche gli azionisti ed i socialisti, debbono portare il loro contributo. Non ho risposto a Sandro (Pertini, n. d. r.), perché con lui è impossibile discutere. Dopo il mio libro Lettere a Milano mi inviò una letteraccia perché avrei esaltato la funzione del partito d´Azione e sottovalutato quella svolta dal Psi. Ed è inutile indicargli «esasperazioni massimalistiche e cedimenti opportunistici compiuti in questa o in quella occasione dal Psiup». Egli pretende di riassumere tutta la vita del Psiup. (...) Credo che tu potresti essere il più preparato a fare la storia della vita (gloriosa) e della morte (dolorosa) del partito d´Azione. (...). Il problema principale per me è sempre quello del ritardo con cui vennero ricostituiti e riorganizzati i partiti antifascisti, e quindi della mancata preparazione programmatica. Noi comunisti avevamo alle spalle vent´anni di ininterrotto travaglio, spesso assai doloroso. Ciò non escludeva i motivi di dissenso, ma permetteva a tutti di muoverci, oltre che per ragioni di costume e di disciplina, entro un quadro unitario. Perché, ad esempio, non si riuscì a formare un partito di «democrazia del lavoro» che si richiamasse al pensiero e all´esempio di Giovanni Amendola? Molte volte ho chiesto a La Malfa ed a Parri perché avessero lasciato quella bandiera a Meuccio Ruini. Fu la «pregiudiziale repubblicana» che separò democratici, come La Malfa e Sergio Fenoaltea, da liberali come Antonicelli o Pepe, impedendo la formazione di un partito laico di nuova democrazia Invece la bandiera del laicismo liberale rimase a quelli che erano i sopravvissuti della vecchia democrazia prefascista, ormai tagliati fuori dal processo storico. Insomma, sostengo, c´era, da parte di tutti noi: 1) scarsa conoscenza della realtà italiana; 2) mancanza di un progetto di ricostruzione economica; 3) sottovalutazione del peso dell´eredità fascista (nell´economia, nella cultura, nella scuola, nell´amministrazione dello Stato e, soprattutto, nel costume). Credo che questa autocritica possa essere utile, perché, malgrado questi limiti, abbiamo fatto grandi cose e lasciamo ai giovani un paese che è migliore di quello in cui ci trovammo a combattere le nostre prime battaglie.

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pannella, amarcord su rutelli "si è convertito senza tradirci" - umberto rosso (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 16 - Interni Pannella, amarcord su Rutelli "Si è convertito senza tradirci" Ma la Bonino lo critica: sulla biopolitica è impreparato Il leader: l´unica delusione è stato Capezzone, vive di politica e non per la politica UMBERTO ROSSO DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - «Bene Rutelli, però di radicali che hanno cambiato idea, e a pieno diritto, ne ho visto tanti sfilare al mio fianco». Marco Pannella chiude il congresso, lancia l´ennesimo appello per convincere gli italiani a liberarsi dalla partitocrazia, ma è "l´effetto-ritorno" dell´ex vicepremier che resta nell´aria. A riflettori quasi spenti, il vecchio leone non rinnega la commozione, «ringrazio Francesco anche perché ci spinge a riprendere la lotta alla fame nel mondo», ma precisa, circoscrive, corregge, e si riprende il posto del mattatore. «Da radicale a cattolico? Fatti suoi. In casa nostra la categoria del tradimento non esiste. Però non è stato il solo ad andare via, e non mi pare nemmeno il caso più clamoroso. Da segretario, avevo tre vice: Rutelli, Gaetano Quagliarello, Giovanni Negri. E in tre hanno poi imboccato strade diverse dalle mie. Buon viaggio a tutti». O forse non proprio a tutti tutti. Che a farsi raccontare emozioni e amarcord, mentre stanno smontando il palco della kermesse e Bordin lo aspetta per solito filo diretto domenicale con Radio Radicale, da qualcuno dei suoi molti e amati figli sì è sentito colpito al cuore. «Si può vivere per la politica. Si può vivere di politica. Per Daniele Capezzone vale la seconda opzione. Che delusione». Rutelli, no. «Ha fatto scelte diverse, si è sposato in chiesa, è contro l´aborto, si è fatto cattolico dopo le battaglie radicali, ma non per opportunismo. E sono certo che anche qui è venuto a parlare non per meschini calcoli tattici ma perché lo sentiva davvero». Anche se alla Bonino la "lezioncina" dell´ex presidente della Margherita non è piaciuta. Spiega perché. Rutelli è venuto a presentarsi come «il saggio moderato che media fra opposti estremismi sul testamento biologico: è una caricatura». Perché, dice Emma, in campo non ci sono affatto due squadre di pasdaran. La Chiesa e i suoi referenti politici («ma non ce l´ho personalmente con Dorina Bianchi») vogliono imporre la propria posizione erga omnes, i radicali e i laici sono per la libertà di scelta. Altro rimprovero a Rutelli: «Per anni ha sostenuto che la politica doveva tenersi alla larga dai temi etici. L´opposto della nostra idea. Magari non è ancora molto preparato in materia». Travolti da un congresso di insolite emozioni, finisce che lasciano sullo sfondo i nodi politici. Il segretario dei socialisti, Riccardo Nencini, chiede ai radicali di entrare a far parte di «un´alleanza laica e riformista». Il cartello fra Ps, vendoliani, verdi e Sd dovrebbe prendere forma in settimana, Nencini vorrebbe appunto aggiungere un posto in più. Pannella prende tempo. Anche Giovanni Guzzetta, presidente del comitato del referendum elettorale, è latore di una richiesta ai radicali: unitevi alla nostra battaglia dell´election day, per votare il 7 giugno insieme alle europee. Si vedrà. Perché per ora nel flusso dei pensieri del grande vecchio tiene banco ancora Rutelli, «me lo ricordo quando bussò per la prima volta a Torre Argentina, nemmeno ventenne, studente universitario: andai ad aprire giusto io, e da quel giorno diventò una presenza quotidiana». Segretario regionale, segretario nazionale, capogruppo alla Camera, il filo che poi si spezza. «Ma una rottura vera, quella forse non c´è mai stata. E niente polemiche, rancori personali, magari disagio, questo sì». Come un padre abbandonato dal figlio? «Niente padri e niente figli. Compagni. Fratelli. Compagni che percorrono insieme un pezzo di strada. Come con tanti altri però. Che ne so, Elio Vito che poi diventa il capogruppo di Forza Italia. O Marco Taradash». L´altro giorno, il ritorno. «Mi ha detto, Francesco: neanche un fischio, grazie per aver organizzato la platea. L´ho guardato: macchè, da noi se io dico una cosa, fanno subito il contrario. Lui si è illuminato, e si è ricordato di come son fatti i radicali: hai ragione, io vi conosco bene».

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"io, una persona normale nella casta se affossano il pd me ne torno a casa" - curzio maltese (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 17 - Interni "Io, una persona normale nella casta se affossano il Pd me ne torno a casa" Meloni, la baby di Siena: mettersi nei panni di chi prende l´autobus I nostri elettori si sentono esuli dalla politica. Dario ha iniziato bene sulla laicità CURZIO MALTESE Riformismo può essere una parola, uno slogan, una formula politica, oppure un´esigenza di vita. Elisa Meloni ha 31 anni, una bambina di diciotto mesi, Bianca, un lavoro a Siena lontano dalla casa di Torrita, uno stipendio di 1800 euro e 800 di mutuo da pagare. «Senza i nonni non ce la farei mai». L´ingresso di «una persona normale» ai vertici del Pd è stata una festa di piazza. Non c´era mai stato un dirigente nazionale di Siena, la più rossa delle città italiane, alla dirigenza di un partito nazionale, neppure ai tempi del Pci. Curioso che a colmare la lacuna sia stato l´ex democristiano Franceschini. «Non me l´aspettavo» dice Elisa Meloni. «Dario non riusciva a trovarmi per dirmelo. La politica viene vissuta come casta. Per me è una specie di film di Frank Capra. Mi ci sono trovata per caso, da poco tempo, e continuano a succedermi cose incredibili». Che cosa voleva fare da grande? «Il magistrato. Avevo quindici anni il giorno della strage di Capaci, sedici durante Tangentopoli. Il magistrato mi sembrava l´unico modo per cambiare le cose». Perché Franceschini l´ha chiamata al vertice del Pd? «Me lo chiedo da una settimana. Forse volevano una donna giovane nel gruppo e non ce n´è tante fra i dirigenti locali». Una spiegazione meno modesta? «Mio nonno partigiano era una persona normale, come mio padre sindaco comunista. Da un po´ di tempo chi fa politica non è una persona normale, uno che prende i mezzi pubblici per andare al lavoro, alle prese coi problemi di tutti. Ho letto l´analisi di Ilvo Diamanti oggi (ieri-ndr) sull´elettorato perduto dal Pd. Non so se si sentono esuli in Italia, di sicuro si sentono esuli dalla politica, non si sentono rappresentati antropologicamente». Quali sono i problemi delle persone normali, a Siena, oggi? «Gli stessi di tutto il pianeta, in fondo. La crisi economica, la globalizzazione, la tutela dell´ambiente, l´immigrazione, la sicurezza». E perché a Siena le cose funzionano meglio che nel resto d´Italia? «Perché qui il riformismo si è incarnato in scelte nette, decise, moderne. Abbiamo asili e scuole elementari che funzionano, dove i figli dei migranti stanno bene e questo aiuta molto l´integrazione. Abbiamo servizi efficienti che non costano molto ai cittadini». I senesi pagano una tassa dei rifiuti che è la metà di quella pagata dai napoletani. Con ben altri risultati. «Appunto, E poi abbiamo una bella illuminazione, che serve più delle ronde, una vita sociale ricca, grandi investimenti nella cultura, incentivi alla green economy, quella di Obama». Avete anche il Monte dei Paschi che vi dà un sacco di soldi. «Abbiamo il Monte dei Paschi sì, e ne siamo fieri. Ma non è soltanto una questione di soldi, anzitutto è questione di buona politica». Ma lei ci crede alla toscanizzazione dell´Italia? L´incubo di Berlusconi, peraltro. «Strano incubo, non trova? Io penso che questo sia il riformismo concreto, nei fatti, che la gente capisce, apprezza e vota, al di là delle ideologie». Si candida a rifondare quello che D´Alema negli anni Novanta definiva con disprezzo il partito dei sindaci? «Dobbiamo tornare ai territori, dice Franceschini, ed è l´unica cosa da fare per evitare il disastro. Altrimenti non avrebbero dato a me e agli altri questa opportunità». Ma è un´opportunità o una fregatura? I grandi capi mandano avanti Franceschini e il suo gruppo perché a loro viene da ridere. Poi, dopo il disastro delle europee, si riprenderanno tutto. «Chi ha detto che sarà un disastro? E se invece Franceschini si dimostrasse il miglior leader possibile, l´unico che si è assunto una responsabilità in tempi duri? Finora ha sorpreso in positivo. Il discorso di insediamento, la posizione sul testamento biologico. Da laica e di famiglia comunista, non mi aspettavo che un cattolico prendesse una posizione così netta sulla laicità». A proposito, da diessina era veltroniana o dalemiana? «Ho votato per la prima volta nel �96 e c´era già l´Ulivo. Il resto per me non esiste, sono personalismi dannosi. Se tornano indietro, se affossano il Pd per tornare a Ds e Margherita, io lascio la politica e riprovo con la magistratura. E quello magari non è un gran guaio. Il guaio è che ci lasciano milioni di elettori». Da magistrato mancato, come vede la questione della giustizia e la concorrenza che Di Pietro fa al Pd su questo tema? «L´ideologia di Di Pietro a me non piace, per non dire che mi fa orrore. Ma sulla giustizia abbiamo avuto troppe timidezza. Bisogna tornare allo stato di diritto, alla Costituzione, alla certezza della pena. Le leggi ad personam sono uno schiaffo in faccia ai cittadini normali che aspettano dieci o quindici anni, il tempo medio di una causa civile, per ottenere i soldi da un debitore».

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Testamento biologico, la grande rissa (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Testamento biologico, la grande rissa il disegno di legge in senato Il Pdl si spacca sulla legge. Tondo: «È un errore». Scandroglio: «È urgente». Il segretario Pd: «Stiamo costruendo una posizione» 02/03/2009 Roma. Spacca gli schieramenti politici a destra e a sinistra il disegno di legge sul testamento biologico in discussione al Senato. La materia è delicata dal punto di vista del consenso e il provvedimento rischia di arrivare a essere approvato a primavera inoltrata, a ridosso delle elezioni amministrative ed europee. Ieri il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo (Pdl) si è spinto ad affermare sul suo blog che sul testamento biologico «legiferare è un errore». Tondo fa riferimento per i casi di fine vita alla «zona grigia» citata in un editoriale di Angelo Panebianco, ed elenca i fattori a suo avviso determinanti in decisioni così delicate: «L'attenzione della persona che ti ha amato, il confronto con il tuo medico, la spiritualità di chi è vicino e ancora la diversità di ogni singolo caso». «Nei due anni - aggiunge il friulano - in cui sono stato in Parlamento una sola volta ho votato per disciplina di partito contro i miei convincimenti, ed è stato sull'indulto. Se ora mi trovassi di nuovo a Montecitorio - conclude fermo - penso che non voterei nessuna legge sul testamento biologico». Ma per un esponente del Pdl che si schiera apertamente contro la legge, un senatore dello stesso partito ne sottolinea «l'urgente» necessità. «Si interviene inopportunamente a difesa del padre della povera Eluana - osserva Michele Scandroglio - Beppino Englaro ha utilizzato tutte le opzioni legali per raggiungere il suo scopo: togliere alimentazione e idratazione alla propria figlia e dunque lasciarla morire. Ora - chiude il senatore - deve accettare che la legge si occupi di lui e delle sue azioni». A differenza di Tondo, Scandroglio richiama con «urgenza un intervento del Parlamento» in materia. Quella del senatore ligure suona come una risposta al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che ieri ha definito quanto accade «poco civile e poco cristiano», spiegando che vorrebbe, «vivere in un Paese in cui non scoppiassero più guerre tra Guelfi e Ghibellini sul valore della vita e non avvenissero più episodi come quello di una procura costretta ad aprire un'inchiesta che coinvolge il padre di Eluana». Bondi ha rilasciato dichiarazioni al Corriere della Sera e allo stesso quotidiano si riferisce il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, affermando che «l'articolo sulle ultime notti di Eluana Englaro spiega molte cose. È angosciante avere conferma da questa lettura dei drammatici dubbi su quanto avvenne in quelle ore. Ora - aggiunge Gasparri - si comprende ancora di più come e perché precipitarono gli eventi». A rivendicare la necessità di una legge sul testamento biologico è anche Italia Bocchino, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera. E Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica avverte che il ddl della maggioranza sul testamento biologico non va bene «perché divide i cattolici». Per Cossiga non se ne farà nulla «perché ci sono troppe divisioni sia nella maggioranza, sia nell'opposizione». E poi «sarebbe meglio che il Parlamento non si occupasse del fine vita», anche se «un intervento dopo le invadenze di campo della giurisdizione nella legislazione si rendeva necessario». A sinistra il parlamentare del Pd, teodem, Enzo Carra, l'altro giorno ha affermato che «può darsi che su Eluana ci sia stata una violenza e bisogna fare chiarezza». Posizione che si aggiunge ad altre teodem che spinge il segretario Dario Franceschini ad affrettarsi a spiegare che «sul testamento biologico il Pd sta costruendo una posizione prevalente». «Sul 95% dei temi su cui abbiamo lavorato in questi anni abbiamo raggiunto posizioni comuni. - dice Franceschini - Altri etici sono più difficili anche perché sono più nuovi». Questo però secondo Franceschini «non vuol dire che non ci sarà o che non c'è una posizione del Pd anche su questi argomenti ma bisogna rispettare le diversità. Nell'Ulivo erano accettate ora si vivono come scontro». È un no alla «costruzione di una barriera con cattolici da un parte e laici dall'altra». Davanti alla plaetea del congresso Radicale, ieri Emma Bonino ha preso le distanze dalla «terza via» proposta in commissione Sanità da Francesco Rutelli. Rutelli non può proporsi come il «sapientino moderato» sul tema del testamento biologico, dice Bonino. «Dispiace che i mass media abbiano personalizzato la polemica tra me e Dorina Bianchi. - aggiunge La vera differenza tra me e Bianchi è che il mio laicismo etico non vuole imporre niente a nessuno mentre la Chiesa pretende di imporre le sue regole morali per tutti». gil. f. 02/03/2009

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ROMA - È in cantiere un nuovo emendamento del Pd sul punto-chiave della legge sul testa... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Lunedì 02 Marzo 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - È in cantiere un nuovo emendamento del Pd sul punto-chiave della legge sul testamento biologico. L'iniziativa è dei popolari. L'obiettivo è duplice: da un lato andare incontro alle proposte di Rutelli e tentare nel Pd una sintesi unitaria, dall'altro offrire un terreno di mediazione a chi nel Pdl si mostra interessato al dialogo. La bozza dell'emendamento circola da qualche giorno e le prime valutazioni sono positive, anche sul fronte laico. L'autore è Daniele Bosone, cattolico, medico neurologo, già artefice con Ignazio Marino della mozione che ha definito l'«orientamento prevalente» del Pd. Allo stato la posizione «prevalente» del Pd è espressa in un emendamento al ddl Calabrò a firma Finocchiaro, Zanda, Latorre, che contiene due affermazioni. La prima: idratazione e nutrizione vanno considerate «sostegno vitale» e quindi sempre assicurate al paziente. La seconda: in via eccezionale questi trattamenti possono essere sospesi qualora espressamente indicato nella Dat (dichiarazione anticipata di trattamento). Su questo testo Bosone ha innestato due correzioni. Innanzitutto, ed è la novità più rilevante, il caso «eccezionale» viene definito come patologia: la volontà espressa nella Dat può essere attuata se il paziente si trova «in stato vegetativo» e se viene «accertata l'assenza di attività integrativa cortico-sottocorticale». È in pratica la condizione in cui si trovava Eluana. E si tratta di una definizione, spiega Bosone, riconosciuta dalla comunità scientifica e capace di «togliere quel margine di incertezza altrimenti presente nella norma». Ma, accanto a questa correzione, ce n'è anche un'altra, che accoglie parte della proposta di Francesco Rutelli. L'ex leader della Margherita, nel suo emendamento, aveva escluso dalla Dat la sospensione di alimentazione e idratazione. Una posizione che, sul punto, coincide con la linea del ddl Calabrò. Tuttavia la "terza via" di Rutelli prevede, «nelle fasi terminali della vita», la possibilità estrema di un'interruzione del trattamento a condizione di una «comune valutazione» del medico, dei familiari e del fiduciario del paziente. Ebbene, Bosone recepisce questa eccezione, sia pure subordinandola all'«assenza di attività integrativa cortico-sottocorticale». Nella nuova formulazione dell'emendamento Pd, insomma, diventerebbe possibile, sia pure in ambiti molto limitati, una sospensione di idratazione e alimentazione anche in assenza di una Dat. «Cerchiamo con step successivi - spiega Bosone - di definire una sintesi condivisa tra affermazione del principio della vita e diritto all'autodeterminazione». Nel Pd c'è una ragione politica ulteriore: ridurre i dissensi nel voto. E i popolari, ora che Dario Franceschini è segretario, sono ancor più impegnati per cercare intese. Il problema è che, al momento, il Pdl non pare interessato a questo genere di mediazioni. Lo stato maggiore ha deciso di procedere con la legge, fissando la linea di demarcazione sull'obbligo di alimentazione e idratazione, senza eccezioni. Del resto, il Pdl ha un fronte interno teo-con (guidato da Alfredo Mantovano) che contesta l'idea stessa della Dat. Negoziare con il Pd vorrebbe dire, dunque, rischiare una frattura verticale nel partito. In ogni caso, nel Pdl non mancano i fautori del dialogo. Tra questi ci sono i laici dissidenti, ma anche Pisanu, Cicchitto, lo stesso Bondi. Ieri Franco Marini ha lanciato segnali in questa direzione: «Bisogna trovare una soluzione largamente condivisa». Lo stesso Franceschini ha ripetuto: «È assurdo costruire una barriera che separi i cattolici dai laici». «A questo punto, il nostro voto finale - sono parole di Pierluigi Castagnetti - dipenderà dall'atteggiamento che il Pdl avrà verso queste proposte». Come dire: se il no fosse pregiudiziale, nel Pd anche il grosso dei cattolici non voterà il testo Calabrò.

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Pannella lancia la sua nuova sfida <Basta con i partiti-sciagura> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-02 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il congresso radicale Il leader: sostituire la classe dirigente corrotta con la nostra Pannella lancia la sua nuova sfida «Basta con i partiti-sciagura» La Bonino critica Rutelli: fa il «sapientino» sul testamento biologico «Se i cittadini fossero correttamente informati, almeno otto-dieci milioni sarebbero al nostro fianco» DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO (Siena) — Pannella contro tutti. Ha convocato e guidato questo «Congresso italiano del Partito radicale transnazionale» all'insegna della «liberazione dal regime partitocratico che dura da 60 anni». Liberazione paragonata a quella dal fascismo. Obiettivo: «Sostituire la classe dirigente al governo, espressione dei partiti corrotti, con quella radicale». Un tornado per travolgere maggioranza e opposizione, compreso il Pd che accoglie nove radicali nei suoi gruppi parlamentari. Progetto ai limiti dell'impossibile, ma secondo Pannella la colpa è dei mass media: «Se fossero correttamente informati almeno otto-dieci milioni di cittadini sarebbero al nostro fianco». Emma Bonino, meno sognatrice e più pratica, riporta il discorso sul testamento biologico. Corregge la polemica con Dorina Bianchi, capogruppo cattolico del Pd in Commissione Sanità al Senato: «L'ho paragonata al mullah Omar, ma non volevo personalizzare la polemica». Puntualizza: «Non è vero che io e lei rappresentiamo due posizioni estremiste: il mio laicismo etico non vuole imporre niente a nessuno, mentre la Chiesa pretende di imporre le sue regole morali a tutti». Prosegue: «Non è nemmeno vero che in mezzo a noi ci sia un sapientino moderato che cerca di fare il mediatore ». Così anche Rutelli, ospite del congresso il giorno prima, è sistemato. Poi, Bonino si chiede: parliamo di liberazione, ma oggi chi sono gli americani che ci daranno una mano? «I laici — si risponde — ovunque siano accasati, anche nell'Udc, nel Pdl, in Rifondazione comunista. E i nostri amici rumeni. E i piccoli e medi imprenditori». Sullo sfondo, le elezioni europee. Nella loro trasversalità anti-partiti, i radicali, se vogliono rappresentanti a Strasburgo, devono legarsi a qualche partito. A Chianciano il segretario socialista Riccardo Nencini ha chiesto ai radicali di entrare nell'alleanza fra socialisti, vendoliani, Verdi e Sinistra democratica. Ma Pannella si riserva la possibilità di trattare ancora con il Pd. La decisione, probabilmente, arriverà a fine aprile, ultimo momento utile. Nencini ha proposto ai radicali uno scambio politico: i socialisti presenteranno le battaglie radicali negli enti locali e i radicali quelle socialiste in Parlamento. Prima idea: «Una legge per uniformare le indennità dei consiglieri regionali a quelle della Toscana, le più basse d'Italia, pari al 65 per cento delle indennità dei parlamentari. In altre regioni gli stipendi sono anche al 110 per cento. Si risparmierebbero 110 milioni di euro da destinare a precari, licenziati, laureati meritevoli». A. Gar. Chi è Marco Pannella nasce a Teramo nel 1930. Si definisce radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, nonviolento e gandhiano

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Il killer dc che ha steso anche... (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

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n. 9 del 2009-03-02 pagina 7 Il killer dc che ha steso anche D?Alema di Peppino Caldarola Franceschini ci crede. Il potere, anche per lui, logora chi non ce l?ha. Arrivato per caso al vertice del Pd, prova a conquistare il partito. Chi lo conosce sa che non sbaglia un colpo. è stato il primo dei mariniani, il primo dei rutelliani, il primo dei veltroniani, per due settimane ha convinto D?Alema di essere lui quello che l?ex premier cercava. Improvvisi amori, repentini tradimenti: è questa la filosofia di vita di Franceschini. è il più furbo di tutti, come stanno capendo, a loro spese, le vecchie volpi dell?ex Botteghino. Nel giro di venti giorni ha liquidato Veltroni. Addio al partito leggero, al partito a vocazione maggioritaria, alla tentazione di porre fine all?antiberlusconismo. Franceschini è tornato alle vecchie certezze: tessere, alleanze, scontro frontale con il Cavaliere. Qualcuno nel Pd è soddisfatto, più d?uno teme che sarà un problema serio mandarlo via. L?elenco delle vittime di Franceschini è già molto lungo. I veltroniani sono in cima alla lista e già si organizzano in corrente per cercare di non scomparire assieme al capo. Forse Veltroni sperava che l?erede mantenesse vivo il suo ricordo ma l?assedio di D?Alema e il golpe di Franceschini hanno per ora chiuso la partita. Le prime vittime sono anche fra i popolari e gli ex Margherita. L?elenco si apre con Fioroni declassato dall?organizzazione agli enti locali. Non solo, il leader reatino ha anche subito l?offesa di vedere entrare al suo posto in segreteria il suo pupillo Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti, catturato dal nuovo segretario. Da vero dc, Franceschini non ha solo spodestato Fioroni ma ne ha occupato il territorio. Un?altra vittima è Rutelli. L?ex sindaco di Roma, abituato ad una difficile convivenza con Veltroni, si trova viceversa sospinto dal «cattolico adulto» Franceschini nel ruolo di conservatore neo-cattolico, esposto alle contumelie dei laici e dei cattolici anti-ratzingeriani. Mai come ora Rutelli ha un piede fuori dal Pd. La vera vendetta della storia Franceschini la sta consumando nei confronti degli ex ds. Questi non possono fare a meno di lui. Ne hanno addirittura bisogno per dimostrare che il nuovo partito non è la prosecuzione delle formazioni politiche post-comuniste. Franceschini li ha giocati alla grande. Si è messo alla sinistra di D?Alema nel rapporto con la Cgil e sulle riforme istituzionali ha fatto sparire ogni traccia di innovazione. Ma soprattutto ha scompaginato il campo dalemiano. La vittima eccellente è stata Pierluigi Bersani. Espulso dalla segreteria, ridotto ad esperto di economia, Bersani si è visto scavalcare dal corregionale Errani. Gli emiliani hanno salutato Errani come il primo di loro al vertice del Pd. D?un colpo la breve stagione dell?emiliano Bersani è stata cancellata come nei ritratti che Stalin epurava a mano a mano che i suoi colleghi, caduti in disgrazia, sparivano. Per D?Alema è stato un colpo duro. Lo schema di Franceschini è semplice. Sa di non avere grandi chances, deve solo dimostrare di saper portare il Pd ad un livello elettorale di sussistenza. A lui non è chiesto il miracolo della grande rimonta ma quello dell?arresto della frana. Se ce la fa sarà intoccabile. E per farcela, Franceschini ha accettato di convivere con le correnti, ha aperto un nuovo fronte con il governo, ha allacciato rapporti con il territorio. La tattica ha un nome caro alla politica degli ex dc. Si chiama logoramento. Il nuovo segretario affida ben poche possibilità all?ipotesi di capovolgere lo stato delle cose. Sa di dover convivere con Berlusconi. Preferisce allora cercare il voto di nicchia, quello degli anti-berlusconiani irriducibili. Nello scontro interno ha capito che nessuno dei capicorrente può dare il segnale della battaglia finale, pena il crollo del Palazzo. Di qui la scelta di far vivere le vecchie correnti e di crearne una gigantesca di apparato con le nuove leve e il potere locale. Gli ex ds vengono spiazzati sul loro stesso terreno, con i loro stessi uomini. Al vertice del Pd è salito, quindi, il più doroteo dei democristiani che dovrà misurarsi con D?Alema, il più doroteo degli ex comunisti. Finora gli avversari dell?ex premier, da Prodi a Rutelli, da Amato a Veltroni, si erano rivelati fragili ed ha avuto buon gioco D?Alema a logorarli e a sconfiggerli. Ora ha di fronte un democristiano doc che si piega ma non si spezza. Non lo può attaccare da sinistra ne è tempo di attacchi da destra. Vittima delle sue macchinazioni, l?ultimo D'Alema rischia di farsi male con il primo e il secondo Franceschini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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CLAUDIO SARDO ROMA. È IN CANTIERE UN NUOVO EMENDAMENTO DEL PD SUL PUNTO-CHIAVE DEL TESTAMENT... (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-03-2009)

Argomenti: Laicita'

CLAUDIO SARDO Roma. È in cantiere un nuovo emendamento del Pd sul punto-chiave del testamento biologico per iniziativa dei popolari. L'obiettivo è duplice: da un lato andare incontro alle proposte di Rutelli e tentare nel Pd una sintesi unitaria, dall'altro offrire un terreno di mediazione a chi nel Pdl si mostra interessato al dialogo. La bozza dell'emendamento circola da qualche giorno e le prime valutazioni sono positive, anche sul fronte laico. L'autore è Daniele Bosone, cattolico, neurologo, artefice con Ignazio Marino della mozione che ha definito l'«orientamento prevalente» del Pd. Allo stato la posizione «prevalente» del Pd è espressa in un emendamento a firma Finocchiaro, Zanda, Latorre, che contiene due affermazioni. La prima: idratazione e nutrizione vanno considerate «sostegno vitale» e quindi sempre assicurate al paziente. La seconda: in via eccezionale questi trattamenti possono essere sospesi qualora indicato nella Dat (dichiarazione anticipata di trattamento). Su questo testo Bosone ha innestato due correzioni. Innanzitutto il caso «eccezionale» viene definito come patologia: la volontà espressa nella Dat può essere attuata se il paziente si trova «in stato vegetativo» e se viene «accertata l'assenza di attività integrativa cortico-sottocorticale». È la condizione in cui si trovava Eluana. E si tratta di una definizione, spiega Bosone, riconosciuta dalla comunità scientifica e capace di «togliere il margine di incertezza presente nella norma». Poi c'è un'altra correzione, che accoglie parte della proposta di Rutelli. L'ex leader di Dl, nel suo emendamento, aveva escluso dalla Dat la sospensione di alimentazione e idratazione. Una posizione che coincide con la linea del ddl Calabrò. Tuttavia la «terza via» di Rutelli prevede, «nelle fasi terminali della vita», la possibilità estrema di un'interruzione del trattamento a condizione di una «comune valutazione» del medico, dei familiari e del fiduciario del paziente. Bosone recepisce questa eccezione, sia pure subordinandola all'«assenza di attività integrativa cortico-sottocorticale». Nella nuova formulazione dell'emendamento Pd, diventerebbe possibile, in ambiti limitati, una sospensione di idratazione e alimentazione anche in assenza di una Dat. «Cerchiamo con step successivi - spiega Bosone - di definire una sintesi tra affermazione del principio della vita e diritto all'autodeterminazione». Nel Pd c'è una ragione politica ulteriore: ridurre i dissensi nel voto. E i popolari, ora che Franceschini è segretario, sono ancor più impegnati per cercare intese. Ma il Pdl non pare interessato. Lo stato maggiore ha deciso di procedere con la legge, fissando la linea di demarcazione sull'obbligo di alimentazione e idratazione, senza eccezioni. Del resto, il Pdl ha un fronte interno teo-con (guidato da Mantovano) che contesta l'idea stessa della Dat. Negoziare con il Pd vorrebbe dire rischiare una frattura nel partito. In ogni caso, nel Pdl non mancano i fautori del dialogo. Tra questi ci sono i laici dissidenti, ma anche Pisanu, Cicchitto e Bondi. Marini ha lanciato segnali in questa direzione: «Bisogna trovare una soluzione condivisa». Franceschini ha ripetuto: «Assurdo costruire una barriera che separi i cattolici dai laici». «Il nostro voto - sono parole di Castagnetti - dipenderà dall'atteggiamento del Pdl verso queste proposte». Come dire: se il no fosse pregiudiziale, nel Pd anche il grosso dei cattolici non voterà il testo Calabrò.

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