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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA:

Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  31-5-2008      #TOP



Report "Israele/Palestina"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Israele/Palestina (21)


Indice degli articoli

Sezione principale: Israele/Palestina

Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore.

Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore.

"Siate giovani, non alla moda" ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore.

"mai più bombe a grappolo" ma i paesi produttori non ci stanno - francesca caferri ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, India e Pakistan - non hanno aderito alla convenzione e questo significa che le regole fissate a Dublino a loro non si applicano. La speranza dei promotori dell'iniziativa è che - come è accaduto in passato con il trattato internazionale di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-uomo - il fronte degli aderenti si allarghi nei prossimi anni.

Dialogo con teheran ma l'ue parli con una voce sola - ferdinando salleo ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: cancellare Israele dalla mappa", è in difficoltà con la base popolare per le promesse di benessere non mantenute, con gli ambienti economici perché le sanzioni già mordono, con parte del clero e forse con lo stesso Khamenei per l'isolamento di cui gli iraniani soffrono attribuendolo anche al comportamento del loro presidente.

"ahmadinejad a roma è un male per tutti vuole distruggere israele" - vincenzo nigro ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Ahmadinejad a Roma è un male per tutti vuole distruggere Israele" L'ambasciatore: Berlusconi non gli darà credito VINCENZO NIGRO ROMA - Fino ad oggi il governo di Israele non aveva parlato, non aveva detto ancora nulla sulla partecipazione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al vertice Fao di Roma.

Usa, revocate le borse di studio ai giovani di gaza ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Poiché Israele ha imposto il blocco alla Striscia dominata da Hamas dichiarandola "territorio ostile", e quindi nega i visti d'uscita alla popolazione, quei fondi rischiano d'essere "sciupati". La notizia è giunta via email: "La vostra borsa di studio è stata ritirata".

Il sicario delle palme "margini" si occupa del punteruolo rosso ( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Egitto e in Israele. E in Sicilia? Il filone investigativo è indagato da Gioacchino Sauro, agronomo: in "Io e il punteruolo rosso" descrive l'inchiesta scientifica messa in campo per cercare di arginare il fenomeno. Non mancano, ovviamente, le polemiche riguardo il braccio di ferro tra Comune e Regione che hanno lungamente discusso su chi di loro fosse tenuto a occuparsi del problema.

Bombe a grappolo fuorilegge. Non per i Grandi Oltre cento Paesi a Dublino approvano il trattato che vieta l'uso, la vendita e lo stoccaggio delle pericolose cluster bomb. Ma Usa, R ( da "Unita, L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ma Usa, Russia, Cina, Israele, India e Pakistan non ci stanno di Toni Fontana BOMBE INTELLIGENTI anche a detta dei più documentati esperti militari, non ne esistono. La guerra è sempre una spaventosa tragedia nella quale gli eserciti sperimentano ogni sorta di "armi di distruzione di massa".

Bahrain, un'ebrea ambasciatrice ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Dopo la guerra del 1948 e la nascita dello Stato di Israele anche la comunità ebraica dell'emirato si ridimensionò. Oggi i correligionari della nuova ambasciatrice non sono più di una cinquantina su una popolazione di circa mezzo milione. A differenza di quanto avvenuto nel resto della regione e nonostante l'assenza di rapporti diplomatici con Israele,

Il vice di Olmert: si vota a novembre ( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Per il vice premier israeliano Haim Ramon, uno dei più stretti collaboratori del premier Ehud Olmert, le elezioni anticipate si terranno entro le fine dell'anno, quasi certamente a novembre. Olmert è coinvolto in un nuovo guaio giudiziario. Il premier è sospettato di aver ricevuto per 15 anni fondi illegali da un finanziere americano di nome Morris Talansky.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 9 Israele divisa Come gli ebrei israeliani leggono l'atto fondativo del loro stato. Nei libri di Ilan Pappe e Arno Meyer P. 12 Il '68 in immagine Il primo mouse comparve a San Francisco. L'estetica dei nuovi barbari e il salto nel post-umano. Domani Europa Costituzione Ue, la Lega minaccia il referendum A PAGINA 4 Cgil L'accusa di Rinaldini:

La lunga marcia degli storici ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Mayer ("Ploughshares into Swords: from Zionism to Israel", Verso, London, pp. 430). La dimensione teologico-politica del sionismo è sottolineata da Amnon Raz-Krakotzkin, "Exil et souveraineté. Judaïsme, sionisme et pensée binationale", con una prefazione di Carlo Ginzburg (Editions La fabrique, Paris, pp.

Il sogno di una patria infranto sul muro dell'ostilità ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: lettura a partire dai libri di Ilan Pappe e Arno Meyer su come gli ebrei d'Israele e della diaspora leggono l'atto fondativo dello stato d'Israele L'apertura degli archivi di Tel Aviv ripropone la necessità di un bilancio storico svincolato da letture non messianiche del conflitto israelo-palestinese Enzo Traverso Il sessantesimo anniversario della fondazione di Israele e della Nakba,

Permacultura in Palestina ( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ridurre non solo la povertà nella regione ma anche la dipendenza da Israele. La permacultura per principio si plasma sulle situazioni locali. Nel caso specifico, i seminari riguardano il "disegno" di orti e frutteti biointensivi (l'impostazione iniziale è fondamentale), il compostaggio, la protezione ecologica delle colture, il mantenimento dei tradizionali terrazzamenti palestinesi.

TEL AVIV Secondo il vice premier israeliano Haim Ramon, uno dei più stretti collaboratori del ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract:

Era ora. Ce ne è voluto di tempo, perché le terribili "bombe a grappolo" ( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: i "giganti" Stati Uniti, Russia e Cina (ma anche India, Pakistan, Israele) non sono tra i Paesi che hanno partecipato al vertice di Dublino. Ma tra gli aderenti c'è la Gran Bretagna, che pure ha interessi militari molto condizionati dall'amicizia con gli Stati Uniti. Quello di Londra è stato un "sì" pesante.

L'esodo, il viaggio, guerra e pace Israele e la sua <scuola> di danza ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: guerra e pace Israele e la sua "scuola" di danza REGGIO EMILIA - Il primo vero, grande Festival dedicato in Italia al balletto israeliano si è concluso, al Valli e su altri palcoscenici di Reggio Emilia, con grande partecipazione di pubblico; ed è nato subito un progetto di scambi e partecipazioni che si articolerà nei prossimi anni in creazioni di Ohad Naharin per l'

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: umanità e ha dichiarato che non è contro la naturalizzazione culturale con Israele, però questa deve essere effettuata nel periodo adeguato, quando si raggiungerà la pace duratura e giusta per tutti i popoli di tale regione. Malgrado Israele abbia assunto una posizione contraria alla sua candidatura arabo-egiziana per la carica di direttore generale dell'Unesco.

Cluster bomb, raggiunto l'accordo tra oltre 100 Paesi ( da "Campanile, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele Dopo dieci giorni di intensi negoziati tenutisi a Dublino sotto la leadership irlandese, è stato raggiunto l'accordo su un trattato contro le Cluster bomb. Sotto gli auspici della Norvegia, Paese iniziatore della battaglia contro tali armi, 110 paesi e la Coalizione contro le munizioni hanno concordato sul nuovo innovativo e completo trattato per il divieto di bombe a frammentazione.

Tra Oriente e Occidente Chi è l'autore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-05-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ha pubblicato con la Mondadori "Viva Israele. Dall'ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia" (2007), "Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?" (2006), "Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l'incoscienza dell'Occidente" (2005), "Kamikaze made in Europe.


Articoli

Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (6 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 173 ) " (16 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 528 ) " (23 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 457 ) " (25 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (18 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (25 votes, average: 2.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (20 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (17 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (193) Ultime discussioni Vincenzo: P.S. Forse, è stato ricordato già da altri, ma, quando il cataclisma liturgico degli anni... Vincenzo: @F.Pernice..scrive: "l'O.D. non è, purtroppo, una realtà tradizionalista".... Cherubino: riprendo il discorso sul kerygma e sul rapporto tra paura della morte, peccato e redenzione. Ho trovato un... Vincenzo: a @Remo di Medio...R 30; ..Non Interessato..̷ 0;..Nulla da... Caterina63: PAUSA RIFLESSIVA "Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts La gioia del Papa per il nuovo clima politico L'annuncio di Gesù ai giovani Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger "Siate giovani, non alla moda" Un'enciclica con l'aiuto di Marx Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (6 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 173 ) " (16 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 528 ) " (23 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 457 ) " (25 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (18 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (25 votes, average: 2.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (20 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (17 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (193) Ultime discussioni Vincenzo: P.S. Forse, è stato ricordato già da altri, ma, quando il cataclisma liturgico degli anni... Vincenzo: @F.Pernice..scrive: "l'O.D. non è, purtroppo, una realtà tradizionalista".... Cherubino: riprendo il discorso sul kerygma e sul rapporto tra paura della morte, peccato e redenzione. Ho trovato un... Vincenzo: a @Remo di Medio...R 30; ..Non Interessato..̷ 0;..Nulla da... Caterina63: PAUSA RIFLESSIVA "Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 4 Emails Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails Ultime news Maltempo, ritrovate anche mamma e figliaLecco, lasciata sola in auto: bimba muoreParcheggi, Roma dice addio alle "strisce blu"Giro: Di Luca e Riccò, scacco al re ContadorRifiuti, Berlusconi: "Discarica a Chiaiano Basta anarchia, arriva la Superprocura"L'inflazione schizza alle stelle: +3,6% Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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"Siate giovani, non alla moda" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

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Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (6 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... 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Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 173 ) " (16 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... 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Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 528 ) " (23 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 457 ) " (25 votes, average: 3.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23May 08 Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia Un nuovo vescovo nella "famiglia" del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell'attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l'indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso. A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall'americano Harvey). Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22May 08 Vangeli bruciati, un silenzio (in)spiegabile La notizia è stata pubblicata ieri da alcuni quotidiani, tra i quali "Avvenire" e rilanciata nel pomeriggio da "L'Osservatore Romano". In Israele decine di testi cristiani sono stati dati alle fiamme. È successo nella città di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv e Lo riferisce il quotidiano israeliano "Maariv". Le immagini dei roghi hanno destato incredulità e sdegno, ma al momento nessuna reazione "istituzionale" da parte delle autorità politiche e religiose: speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. Secondo "Maariv" l'episodio è avvenuto giovedì scorso, quando il vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, ha avuto sentore che in un rione era stata appena distribuita "propaganda di missionari". Su sua istruzione scrive "Maariv" gli allievi di un collegio rabbinico sono passati di casa in casa per raccogliere i libri, che sono stati poi raccolti in un campo e dati alle fiamme. "Maariv" ha anche pubblicato una foto di Aharon mentre tiene in mano alcuni testi, fra cui un Vangelo. Alle sue spalle si notano le ceneri fumanti di altri libri. Quei testi cristiani ha detto Aharon "hanno leso i nostri sentimenti religiosi", perché "secondo la nostra ortodossia, un libro che incita contro gli ebrei può essere arso". A quanto pare, i testi cristiani erano stati distribuiti da alcuni ebrei messianici. Una settimana fa, un pacco esplosivo era stato inviato a un membro di questa comunità messianica e l'esplosione aveva provocato l'amputazione di un piede a un ragazzo. Da noi, in Italia, ci si degna giustamente per le bandiere israeliane bruciate nei cortei. Papa Ratzinger è stato oggetto di critiche anche pesanti per la famosa preghiera tridentina del Venerdì Santo (già peraltro epurata da Giovanni XXIII e nuovamente corretta da Benedetto XVI). Peccato non aver ascoltato la voce di qualche rabbino italiano che condannasse prontamente quei roghi avvenuti in Israele esprimendo solidarietà agli ebrei messianici e ai cristiani per i loro libri sacri dati alle fiamme. Apprendo ora, dall'amico e collega Giorgio Bernardelli, che invece una reazione netta c'è stata anche in Italia: ieri sera l'Unione delle comunità ebraiche italiane, nella sua newsletter, riportava un efficace commento della storica Anna Foa che condannava il rogo dei libri cristiani ricordando, con le parole del poeta ebreo Heinrich Heine, che "si comincia con il bruciare i libri, si finisce con il rogo delle persone". Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (18 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20May 08 Gli "angeli custodi" di Papa Ratzinger Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a Loredana, Carmela, Cristina e Manuela, le quattro laiche appartenenti all'associazione dei "memores Domini" di Comunione e Liberazione che curano l'appartamento, la cappella e il guardaroba di Benedetto XVI. I loro nomi non compaiono sull'Annuario Pontificio e rifuggono qualsiasi pubblicità. Svolgono nel nascondimento un servizio prezioso. In ogni caso, la presenza di laiche non consacrate nella casa del Pontefice non è una novità. Già Pio XI, nel 1922, volle portare con sé a Roma la sua governante, Teodolinda Banfi, che curava il suo appartamento da moltissimi anni. Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (25 votes, average: 2.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18May 08 "Siate giovani, non alla moda" Da Genova, dove mi trovo per seguire la visita di Benedetto XVI (la foto si riferisce a un viaggio dell'allora cardinale Ratzinger in città), vi propongo questo brano del bel discorso che il Papa ha rivolto questa mattina ai giovani: "Essere giovani significa aver scoperto le cose che non passano col passare veloce degli anni. Se un giovane scopre i valori veri e grandi, allora non invecchia mai, anche se il corpo segue le sue leggi. Resta giovane sempre nel cuore e irradia giovinezza, cioè bontà. Sì, perché la bontà sfugge alla presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e generoso è veramente giovane. Vi auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita; la giovinezza invece quella della bontà resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio. E' bello essere giovani. Oggi tutti vogliono essere giovani, rimanere giovani e si mascherano da giovani, anche se il tempo della giovinezza è passato - visibilmente passato. Perché è bello essere giovani? Perché il sogno della perenne giovinezza? Mi sembra ci siano due elementi determinanti: la gioventù ha ancora tutto il futuro davanti a sé. Tutto è futuro tempo di speranza. E il futuro è pieno di promesse. Oggi però, per molti, anche pieno di minacce, soprattutto la minaccia di un grande vuoto. Perciò molti vogliono arrestare il tempo per paura di un futuro nel vuoto; vogliono subito consumare tutte le bellezze della vita e così l'olio della lampada è consumato quando la vita comincerebbe. E' importante scegliere le vere promesse, che aprono al futuro anche con rinunce. Chi ha scelto Dio ha ancora nella vecchiaia un futuro senza fine e senza minacce davanti a sé. Scegliere bene non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, rivelatosi nel Figlio Gesù Cristo. E nella luce di questa scelta, che ci offre nello stesso tempo una compagnia affidabile nel cammino, si trovano i criteri per le altre scelte necessarie". Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (20 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16May 08 Un'enciclica con l'aiuto di Marx Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell'enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell'economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c'è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del "Capitale", è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l'economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L'enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1 maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell'estate anche se questa rimane l'ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell'Epifania 2008: Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro. I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C'è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c'è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Scritto in Varie Commenti ( 123 ) " (15 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14May 08 Papa Wojtyla, la "Positio" è pronta La causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II procede speditamente. Il lavoro della "Positio", cioè la redazione dei volumi comprendenti la biografia documentata sul servo di Dio e le testimonianze, è stata completata, come confermano al Giornale autorevoli fonti vaticane. E' un altro passo verso la beatificazione. Ora la "Positio" dovrà essere esaminata dai teologi della Congregazione delle cause dei santi. Nel giro di qualche mese - c'è chi prevede non meno di otto-nove - si potrebbe arrivare al decreto sull'eroicità delle virtù, tappa fondamentale della causa. Scritto in Varie Commenti ( 187 ) " (17 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (193) Ultime discussioni Vincenzo: P.S. Forse, è stato ricordato già da altri, ma, quando il cataclisma liturgico degli anni... Vincenzo: @F.Pernice..scrive: "l'O.D. non è, purtroppo, una realtà tradizionalista".... Cherubino: riprendo il discorso sul kerygma e sul rapporto tra paura della morte, peccato e redenzione. Ho trovato un... Vincenzo: a @Remo di Medio...R 30; ..Non Interessato..̷ 0;..Nulla da... Caterina63: PAUSA RIFLESSIVA "Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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"mai più bombe a grappolo" ma i paesi produttori non ci stanno - francesca caferri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Mai più bombe a grappolo" ma i Paesi produttori non ci stanno FRANCESCA CAFERRI Più di cento paesi hanno raggiunto ieri a Dublino un accordo per mettere al bando le cluster bombs, le controverse bombe a grappolo che negli ultimi anni hanno fatto migliaia di vittime, per la maggior parte tra i civili. Il trattato sarà firmato a dicembre ad Oslo ed entrerà in vigore non appena sarà ratificato da più di 30 nazioni: prevede che i firmatari non usino, costruiscano, ospitino sul loro territorio le cluster e che forniscano assistenza alle vittime e ai territori infestati dalle bombe a grappolo. "è una grande vittoria - dice Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine - questo trattato non solo mette al bando tutte le cluster bombs, ma introduce anche elementi importanti come l'assistenza non solo alle vittime, ma anche alle loro famiglie e alle comunità". Tuttavia le celebrazioni sono offuscate da un problema di non poco conto: i principali paesi produttori e utilizzatori di cluster - Stati Uniti, Cina, Russia, Israele, India e Pakistan - non hanno aderito alla convenzione e questo significa che le regole fissate a Dublino a loro non si applicano. La speranza dei promotori dell'iniziativa è che - come è accaduto in passato con il trattato internazionale di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-uomo - il fronte degli aderenti si allarghi nei prossimi anni. Proprio l'esclusione delle cluster da quel trattato aveva sollevato polemiche: tecnicamente infatti le bombe a grappolo non sono ordigni anti-persona ma nei fatti hanno gli stessi effetti. Vengono infatti sganciate dagli aerei come delle bombe tradizionali ma una volta in aria si frammentano in ordigni più piccoli e vanno ad infilarsi nel terreno, dove possono rimanere per anni. Negli ultimi conflitti sono state massicciamente utilizzate sia in Afghanistan nel 2001 e 2002 che nel 2006 in Libano, dove Israele ne sganciò centinaia nelle ultime ore di conflitto, rendendo di fatto impraticabili la maggior parte dei terreni agricoli della zona Sud del paese. Il trattato impegna i paesi ad assistere le vittime delle cluster e a bonificare le aree interessate (compito particolarmente complesso, perché a differenza delle mine anti-uomo non esistono mappe che dicono dove si trovano le bombe a grappolo), ma prevede anche (articolo 21) che i firmatari possano partecipare ad azioni di cooperazione militare con nazioni non aderenti al bando senza però usare le cluster. Una clausola che ha fatto discutere a lungo, ma che secondo i promotori non influisce sull'importanza dell'obiettivo raggiunto.

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Dialogo con teheran ma l'ue parli con una voce sola - ferdinando salleo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Dialogo con Teheran ma l'Ue parli con una voce sola Anche l'atmosfera a Washington è cambiata, soltanto McCain ha una linea interventista FERDINANDO SALLEO Alla vigilia della visita a Roma del Presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad per la Conferenza generale della Fao, improvvisamente riemergono le preoccupazioni per lo sviluppo accelerato del programma nucleare iraniano e con esse risorge l'antico dilemma tra l'approccio diplomatico al problema o, in alternativa, l'intervento militare "preventivo". Ahmadinejad viene in una capitale europea che mantiene con l'Iran importanti rapporti economici (secondo, forse primo partner commerciale) e che ambirebbe ? dopo aver a suo tempo rifiutato ? a prender parte al gruppo di Paesi (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e la Germania) che discute con Teheran le prospettive diplomatiche di soluzione, sia le facilitazioni per il nucleare pacifico che più energiche sanzioni se gli intenti militari fossero confermati. Il ministro degli Esteri dell'Unione Europea Solana si appresta a presentare agli iraniani nuove proposte e la minaccia di più ferme sanzioni, ma è a Washington, in ogni caso, che l'Iran guarda con il maggiore interesse. L'atmosfera è però cambiata a Washington, anche se rimane ferma sulle sue posizioni la Casa Bianca giunta quasi alla fine del mandato. Soltanto McCain tra gli aspiranti alla presidenza tiene la linea interventista, mentre Obama e Hillary Clinton si dicono pronti al dialogo. La pressione per il dialogo viene da eminenti personalità politiche ? democratici come il presidente della Commissione Esteri della Camera Biden e repubblicani come, ancora pochi giorni fa, Kissinger, certo non un appeaser ? che rifiutano la semplificazione demagogica del dilemma "tollerare l'Iran con la bomba o bombardare l'Iran" e auspicano con forza di argomenti che Washington accetti il dialogo globale con Teheran, anche duro, ma senza condizioni né infingimenti. Sul versante iraniano, come si era compreso durante la presidenza del moderato Khatami, il vero potere di decisione appartiene alla "guida spirituale", all'intoccabile capo del clero sciita l'ayatollah Khamenei. L'estremista radicale Ahmadinejad, il negazionista che vorrebbe "cancellare Israele dalla mappa", è in difficoltà con la base popolare per le promesse di benessere non mantenute, con gli ambienti economici perché le sanzioni già mordono, con parte del clero e forse con lo stesso Khamenei per l'isolamento di cui gli iraniani soffrono attribuendolo anche al comportamento del loro presidente. Il nuovo presidente del Parlamento, il conservatore Ali Larijani molto legato alla "guida", cacciato poco tempo fa da Ahmadinejad dall'incarico di negoziatore del programma nucleare, si profila ora come un temibile contendente per le elezioni presidenziali del prossimo anno contro lo stesso Ahmadinejad. Il Pontefice vedrà il suscettibile e iracondo presidente iraniano, formalmente o in udienza collettiva, attento alle esigenze delle piccole comunità cristiane e presumibilmente anche con un ampio messaggio di pace. In queste circostanze, quali sono i limiti della visita romana di Ahmadinejad? è concepibile che si lanci in tirate demagogiche che non devono restare senza risposta o che ripeta il costante avvertimento di legare i progetti industriali a non meglio precisati "gesti politici" del governo: discorsi che sarebbero inaccettabili di per sé, persino senza l'incubo della proliferazione. Sul piano della soluzione del nucleare, però, quanto può offrire e in quale prospettiva di risposta, o bisognerà piuttosto aspettare nuovi leader per il dialogo complessivo dell'Occidente con l'Iran? E si può sottacere l'avvertimento dell'Aiea rischiando di rafforzare i fautori dell'intervento armato? Conviene che l'Italia associ Solana a un incontro romano che contenga prospettive di avvio del dialogo e di un ruolo italiano? è difficile credere che parlare con Ahmadinejad possa rafforzarlo sul piano interno, specie se è costretto a trincerarsi nel suo estremismo per sopravvivere politicamente, ma si può ritenere che la sua limitata esposizione alla realtà internazionale possa essere intaccata da risposte politiche ferme sul rispetto del diritto internazionale e della sicurezza dei Paesi vicini e che la prospettiva di un'intesa gli faccia intravedere l'uscita possibile dall'isolamento. In ogni caso, il monito che viene dai più avvertiti esperti internazionali, da ambo le parti dell'Atlantico, suggerisce la cauta esplorazione, anche per segnalare agli ambienti più estremisti che la comunità euroatlantica è unita, uno strumento forte di pressione: per difficili e sgradevoli che possano essere le circostanze, la diplomazia non è riservata solo ai giorni di sole.

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"ahmadinejad a roma è un male per tutti vuole distruggere israele" - vincenzo nigro (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Ahmadinejad a Roma è un male per tutti vuole distruggere Israele" L'ambasciatore: Berlusconi non gli darà credito VINCENZO NIGRO ROMA - Fino ad oggi il governo di Israele non aveva parlato, non aveva detto ancora nulla sulla partecipazione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al vertice Fao di Roma. "Non volevamo essere i soli a dire qualcosa su questa visita, su questa riunione", dice Gideon Meir, l'ambasciatore israeliano a Roma, che però ora decide di uscire allo scoperto: "Per me vedere un'organizzazione internazionale come la Fao invitare e accogliere un leader come Ahmadinejad, un leader che dice chiaro e forte che bisogna distruggere Israele, che bisogna distruggere uno stato membro dell'Onu, per me vedere tutto questo è una disgrazia. E non parliamo del resto. Nega la Shoah, è il principale attore dietro il terrorismo, ha un progetto nucleare militare, nega i diritti umani allo stesso popolo iraniano. Lo ripeto, immaginare sul podio di un organismo Onu un leader che chiede la distruzione di un paese membro, è una disgrazia per ogni democratico. E' come se ricevesse il certificato, quasi una patente del fatto che quello che lui dice è possibile dirlo. Abbiamo avuto un'esperienza nel mondo, qui in Europa, durante la Seconda guerra mondiale. Non devo ricordare nulla dei leader che provarono a parlare con Hitler. Ci sono parallelismi, è inutile far finta di non vederli. Quest'uomo non parla solo contro gli ebrei, parla contro i popoli del mondo". Ambasciatore, come giudica allora il fatto che il governo italiano accolga il leader iraniano a Roma. "L'Italia ospita la Fao come gli Stati Uniti ospitano l'Onu, dove Ahmadinejad è già stato. Lui non sarà qui come ospite del governo italiano, ma della Fao. L'Italia fa la cosa giusta, quando hai un'organizzazione internazionale nella tua capitale ti comporti così". Ma Berlusconi o Frattini potrebbero incontrarlo in qualche modo. "L'Italia ha una posizione chiara, di supporto convinto alle risoluzioni Onu sull'Iran. Il nuovo governo italiano ha rafforzato questa posizione. Sono sicuro che ogni singolo gesto del governo Berlusconi confermerà questo". Siete contenti del nuovo governo? "Ma guardi che noi abbiamo avuto un ottimo rapporto anche con Prodi e D'Alema. Su alcuni punti ci siamo chiariti, ma per esempio proprio sul tema dell'Iran nelle ultime settimane il ministro D'Alema ha aiutato l'Europa ad andare avanti sulla questione delle sanzioni. E comunque certo, siamo contenti". D'Alema ha sbloccato il veto italiano sulle nuovi sanzioni Ue. Ma lui per primo, assieme a molti altri, non crede all'efficacia delle sanzioni. Se l'Occidente si esclude economicamente dall'Iran, il suo petrolio è pronto a finire non solo in Cina o Russia, ma in India, Indonesia, Malesia, in tutti i paesi emergenti dell'Asia. "Le sanzioni sono innanzitutto il segnale politico della comunità internazionale. Secondo, sono la maniera più dura ed energica di usare il "soft power", perché tutti sanno qual è l'alternativa che tutti vogliamo evitare: l'uso della forza contro la possibilità della bomba atomica in mano al regime iraniano. Il rapporto dell'Aiea della settimana scorsa è stato chiaro: i singoli pezzi del progetto nucleare iraniano, i suoi progetti missilistici vanno in una sola direzione, quella della bomba atomica. E' una minaccia vitale per Israele, ma è una minaccia per tutta l'Europa, per i paesi del mondo". Non crede che le sanzioni siano una sofferenza soltanto per il popolo iraniano? "Noi abbiamo a che fare con uno dei peggiori regimi in azione oggi nel mondo. Voglio essere chiaro: nessuno parla del popolo iraniano, ma di un regime. E aggiungo: noi non lavoriamo a un cambio di regime. Vogliamo che cambi la sua politica aggressiva, i suoi piani per ottenere armi nucleari. Noi abbiamo totale simpatia del popolo iraniano, che tra l'altro paga le conseguenze delle scelte del suo governo. L'obiettivo della comunità internazionale deve essere quello di cambiare quelle scelte: l'uso del terrorismo, il programma nucleare. L'Iran non minaccia Israele, minaccia l'Europa. E Ahmadinejad è il simbolo di questo regime". Ahmadinejad potrebbe essere ricevuto in Vaticano dal papa. "Io non sono l'ambasciatore in Vaticano. E come essere umano non mi piacerebbe ascoltare nulla sul mio leader religioso. Ma come essere umano io credo, io spero nel bene".

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Usa, revocate le borse di studio ai giovani di gaza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il caso Usa, revocate le borse di studio ai giovani di Gaza GAZA - Il Dipartimento di Stato americano revoca le borse di studio Fullbright assegnate agli studenti palestinesi di Gaza. Il motivo? Poiché Israele ha imposto il blocco alla Striscia dominata da Hamas dichiarandola "territorio ostile", e quindi nega i visti d'uscita alla popolazione, quei fondi rischiano d'essere "sciupati". La notizia è giunta via email: "La vostra borsa di studio è stata ritirata". E' il New York Times a raccogliere la reazione di uno dei beneficiari, Abdulrahman Abdullah, 30 anni, in attesa del permesso di uscire da Gaza per conseguire un Master negli Usa. "Se si parla di pace e di dialogo, questo significa investire in chi in futuro darà un contributo alla società palestinese", dice Abdulrahman, pronto a condannare "la politica sbagliata di Hamas" e a rilanciare l'interrogativo: "Chi costruirà lo Stato palestinese se non saremo addestrati a farlo?". Per le autorità israeliane però l'assedio di Gaza funziona: le asprezze della vita quotidiana starebbero creando una frattura fra i civili e Hamas.

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Il sicario delle palme "margini" si occupa del punteruolo rosso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XVII - Palermo La rivista il sicario delle palme "Margini" si occupa del punteruolo rosso Racconti e letture dedicate a "piccole e grandi questioni di ambiente": così recita il sottotitolo del nuovo numero della rivista "Margini", diretta da Beatrice Agnello e Gian Mauro Costa. In "Siamo a Terra" diversi brani sono dedicati al punteruolo rosso, il terribile insetto che ha infestato le palme di tutta la Sicilia. Giuseppe Barbera, docente presso la facoltà di Agraria, in "Ogni coleottero è bello a casa sua" ripercorre le origini del punteruolo tracciando un vero e proprio excursus geografico che parte dal sud est asiatico e raccontando delle sue incursioni durante i primi anni Ottanta nelle regioni del Golfo, poi in Arabia, infine in Egitto e in Israele. E in Sicilia? Il filone investigativo è indagato da Gioacchino Sauro, agronomo: in "Io e il punteruolo rosso" descrive l'inchiesta scientifica messa in campo per cercare di arginare il fenomeno. Non mancano, ovviamente, le polemiche riguardo il braccio di ferro tra Comune e Regione che hanno lungamente discusso su chi di loro fosse tenuto a occuparsi del problema. Un'attenzione particolare è dedicata al rapporto tra i palermitani e le palme che, punteruolo a parte, difficilmente hanno amato il loro abbattimento: "Ma per forza la dovete tagliare? - scrive Sauro - Ma lei u sapi ca sta palma era già cca quannu annasciiu iu?". a.f.

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Bombe a grappolo fuorilegge. Non per i Grandi Oltre cento Paesi a Dublino approvano il trattato che vieta l'uso, la vendita e lo stoccaggio delle pericolose cluster bomb. Ma Usa, R (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Bombe a grappolo fuorilegge. Non per i Grandi Oltre cento Paesi a Dublino approvano il trattato che vieta l'uso, la vendita e lo stoccaggio delle pericolose cluster bomb. Ma Usa, Russia, Cina, Israele, India e Pakistan non ci stanno di Toni Fontana BOMBE INTELLIGENTI anche a detta dei più documentati esperti militari, non ne esistono. La guerra è sempre una spaventosa tragedia nella quale gli eserciti sperimentano ogni sorta di "armi di distruzione di massa". E ieri tutti coloro che lottano per la pa- ce hanno ricevuto da Dublino una bella notizia: 111 paesi del pianeta hanno deciso la messa al bando delle bombe a grappolo. Ci vorranno otto anni per distruggere le scorte e porre fine all'uso di queste armi ma, finalmente, è stata posta la prima pietra in un processo destinato col tempo a liberare il pianeta dagli orrori provocati dalla "cluster bomb". Tra gli strumenti di morte le bombe a frammentazione sono quelli più odiosi. Il Libano ne è pieno, Afghanistan ed Iraq sono immensi depositi. Non è un caso che tra le tante assenze a Dublino spicchino quelle dei rappresentanti degli Stati Uniti, della Cina, della Russia, dell'India e del Pakistan. Le bombe a grappolo si frammentano in centinaia di piccoli ordigni. Il contenitore "madre" si apre seminando sul terreno decine di migliaia di oggetti dalle forme più strane e tali da attrarre soprattutto l'ingenuità dei bambini. Restano nel terreno, si vedono difficilmente, basta un rametto o un foglia per renderle invisibili, esplodono anche dopo molto tempo dal bombardamento. Le vittime sono dunque civili e, spesso, minori, il compito di queste bombe è quello di terrorizzare, rendere impraticabili, off limits, parti di un territorio. E sono soprattutto gli eserciti occidentali a farne uso. Nel 1991, dopo l'attacco americano, il Kuwait appariva un'immensa distesa di cluster bomb, così come il Libano meridionale dopo le incursioni israeliane dell'estate 2006. Per questo il risultato raggiunto ieri a Dublino è di portata storica. Con un applauso unanime i delegati dei 111 paesi rappresentati hanno salutato l'approvazione del Trattato, cioè della convenzione internazionale che prevede la bonifica dei territori "inquinati", il risarcimento delle vittime (oltre 13mila quelle riconosciute finora, 400 milioni le persone a rischio), la fine delle produzioni e la distruzione dello scorte. Inizia ora un complesso iter per rendere operativo l'accordo raggiunto ieri in Irlanda. La convenzione verrà sottoscritta dai paesi che l'hanno approvata nel corso di una cerimonia che si terra il 3 dicembre ad Oslo. Successivamente ci vorranno sei mesi e trenta ratifiche per l'effettiva entrata in vigore delle disposizioni del Trattato. L'Italia, per bocca del ministro degli Esteri Frattini, ha fatto sapere ieri che Roma procederà alla ratifica in tempi brevi. La decisione adottata a Dublino è stata commentata con estremo favore da Roberta Pinotti, ministra della Difesa nel governo ombra del Pd. Il 28 maggio scorso il Senato ha approvato un ordine del giorno bipartisan che impegna l'Italia a schierarsi in favore del Trattato. Il nostro paese è tuttavia tra i sostenitori del passaggio del Trattato che ha suscitato riserve e critiche. In seguito a faticose mediazioni si è stabilito che gli stati "abrogazionisti", quelli che non utilizzano le bombe a frammentazione, "possono partecipare ad azione di cooperazione militare con stati che non aderiscono". Un comandante di un paese "abrogazionista" quando la "scelta di quali munizioni usare è sotto il suo esclusivo controllo" non potrà però ordinare l'uso di bombe a frammentazione. Alla luce di queste disposizioni, l'Italia può proseguire la collaborazione militare con gli americani, ad esempio in Afghanistan, ma un comandante italiano, alla guida di una forza multinazionale, non può ordinare l'uso di questo tipo di ordigni. I commenti delle Ong come la Campagna Mine e la Rete italiana disarmo, che hanno in questi anni condotto le campagna contro le cluster bomb, sono tutti positivi e parlano di una "vittoria della società civile", ma definiscono "un difetto" la clausola sulla cooperazione militare.

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Bahrain, un'ebrea ambasciatrice (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 129 del 2008-05-31 pagina 13 Bahrain, un'ebrea ambasciatrice di Redazione Houda Nonoo rappresenterà l'emirato a Washington Se puntava a sfatare pregiudizi e luoghi comuni sua maestà Hanad bin Isa Al Khalifa, sovrano e signore dell'emirato del Bahrain, ha fatto centro. E soprattutto l'ha fatto in un colpo solo scegliendo come rappresentante del proprio Paese a Washington un ambasciatore di sesso femminile e di religione ebraica. Il primo e unico esemplare di diplomatico con siffatte caratteristiche di tutto il mondo arabo si chiama Houda Nonoo. La signora 43enne, madre di due figli ed esponente di un'influente famiglia ricopriva, prima della nomina per editto reale, la carica di deputato al Parlamento del Bahrain. Per quanto eccezionale, la scelta della signora Nonoo non contraddice la natura di un emirato conosciuto, fin dall'inizio del ventesimo secolo, come terra d'insediamento per gli ebrei d'origine iraniana e irachena. Dopo la guerra del 1948 e la nascita dello Stato di Israele anche la comunità ebraica dell'emirato si ridimensionò. Oggi i correligionari della nuova ambasciatrice non sono più di una cinquantina su una popolazione di circa mezzo milione. A differenza di quanto avvenuto nel resto della regione e nonostante l'assenza di rapporti diplomatici con Israele, gli ebrei del Bahrain possono però contare sulla protezione di una casa regnante che garantisce il mantenimento di una sinagoga e una sufficiente integrazione nel tessuto economico e sociale dell'emirato. Pur cercando di mantenere un basso profilo, gli esponenti della minoranza religiosa occupano ruoli importanti nel settore bancario e nel commercio. Prima di diventare deputato e poi ambasciatrice la signora Nonoo è stata anche una militante dei diritti umani dirigendo la sede dell'Human Right Watch. "Sono onorata di essere la prima donna a rappresentare il mio paese all'estero", ha detto la signora Nonoo nella prima intervista concessa dopo la nomina. Il Bahrain e la sua dinastia sono considerati i più stretti alleati di Washington tra i paesi del Golfo. Oltre a contare sulla disponibilità di varie basi, gli Stati Uniti utilizzano le coste del Bahrain come porto per le navi della Quinta flotta. Benchè governato da una dinastia sunnita, il Bahrain ha però una popolazione a maggioranza sciita strettamente legata all'Iran. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il vice di Olmert: si vota a novembre (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 129 del 2008-05-31 pagina 13 Il vice di Olmert: si vota a novembre di Redazione Washington. Per il vice premier israeliano Haim Ramon, uno dei più stretti collaboratori del premier Ehud Olmert, le elezioni anticipate si terranno entro le fine dell'anno, quasi certamente a novembre. Olmert è coinvolto in un nuovo guaio giudiziario. Il premier è sospettato di aver ricevuto per 15 anni fondi illegali da un finanziere americano di nome Morris Talansky.Ramon, che si trova a Washington, ha detto che israeliani e palestinesi dovrebbero rendere pubbliche le intese finora raggiunte quando Olmert è ancora in carica, e prima che il presidente Bush lasci la Casa Bianca. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il cibo e il mercato Domani a Roma Terra Preta, Forum mondiale di organizzazioni rurali. Per "parlare" alla Conferenza Fao P. 9 Israele divisa Come gli ebrei israeliani leggono l'atto fondativo del loro stato. Nei libri di Ilan Pappe e Arno Meyer P. 12 Il '68 in immagine Il primo mouse comparve a San Francisco. L'estetica dei nuovi barbari e il salto nel post-umano. Domani Europa Costituzione Ue, la Lega minaccia il referendum A PAGINA 4 Cgil L'accusa di Rinaldini: rischiamo il suicidio A PAGINA 6 Università Nessun sequestro, gli studenti ribattono PAGINA 7.

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La lunga marcia degli storici (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Enfant terrible della storiografia israeliana, oggi insegnante all'università di Exter in Gran Bretagna, Ilan Pappe ha dedicato molti lavori alla guerra del 1948. Esce ora "La pulizia etnica della Palestina" (Fazi editore, pp. 376, euro 19 ). Oggi allineato sulle posizioni sioniste più bellicose, Benny Morris è stato uno dei primi a rimettere in discussione la visione israeliana ufficiale della guerra del 1948 ("Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001", Rizzoli, pp. 940, euro 12,90). Dello stesso autore, sempre Rizzoli ha pubblicato ques'anno "Due popoli una terra" (pp. 227, euro 12). Secondo lo storico Rashid Khalidi, erede di Edward Said alla Columbia University, la formazione di una coscienza nazionale palestinese precede di gran lunga la prima guerra arabo-israeliana. Prende forma al crepuscolo dell'impero ottomano, elaborata da un'intellighenzia urbana i cui lavori saranno sostanzialmente ignorati dalla storiografia israeliana ("Identità palestinese. La costruzione di una moderna coscienza nazionale", Bollati-Boringhieri, pp. 350, euro 32 ). Una sintesi globale, ammirevole per chiarezza e rigore analitico, della storia di questo conflitto, esce in questi giorni ad opera del grande storico di Princeton Arno J. Mayer ("Ploughshares into Swords: from Zionism to Israel", Verso, London, pp. 430). La dimensione teologico-politica del sionismo è sottolineata da Amnon Raz-Krakotzkin, "Exil et souveraineté. Judaïsme, sionisme et pensée binationale", con una prefazione di Carlo Ginzburg (Editions La fabrique, Paris, pp. 238, euro 22). La contingenza storica all'origine di Israele è invece al centro di un illuminante articolo di Dan Diner ("Zwischen den Zeiten", Neue Zürcher Zeitung del 10 maggio 2008).

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Il sogno di una patria infranto sul muro dell'ostilità (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Un percorso di lettura a partire dai libri di Ilan Pappe e Arno Meyer su come gli ebrei d'Israele e della diaspora leggono l'atto fondativo dello stato d'Israele L'apertura degli archivi di Tel Aviv ripropone la necessità di un bilancio storico svincolato da letture non messianiche del conflitto israelo-palestinese Enzo Traverso Il sessantesimo anniversario della fondazione di Israele e della Nakba, l'espulsione di oltre 700.000 palestinesi dalle loro terre, ha suscitato com'era prevedibile commemorazioni e bilanci. Pochi - anche questo era prevedibile - hanno abbandonato le tradizionali interpretazioni teleologiche. Per i sionisti, Israele incarna la redenzione di un popolo martirizzato da secoli di antisemitismo; per i palestinesi, costituisce invece l'epilogo della lunga storia dell'imperialismo e del colonialismo occidentali. Queste letture contengono entrambe un nocciolo di verità. Difficilmente si potrebbe contestare l'appartenenza di Theodor Herzl e dei fondatori del sionismo alla cultura imperiale e colonialista europea della fine dell'Ottocento. Aldilà della retorica sionista, tuttavia, altrettanto incontestabile è la vitalità dell'attuale nazione israeliana, letteralmente "inventata" da tutti i punti di vista: territoriale, politico, culturale e perfino linguistico, grazie alla metamorfosi di un idioma antico in una lingua nazionale moderna. Ma questa realtà non è il prodotto di una diabolica causalità imperiale né di un messianico disegno provvidenziale. Si tratta piuttosto, come sottolinea Dan Diner, del frutto di una contingenza storica. Israele nasce tra la fine della seconda guerra mondiale e lo scoppio della guerra fredda, in un momento eccezionale e transitorio di convergenza tra le grandi potenze, in un mondo scosso dall'Olocausto e posto di fronte a centinaia di migliaia di profughi in cerca di un tetto. Prima della guerra, soltanto la leadership sionista pensava di trasformare in uno stato la piccola colonia ebraica della Palestina (salvata nel 1942 dalle truppe alleate che bloccano l'avanzata tedesca ad El Alamein). I britannici vi erano ostili e ben pochi ebrei europei desideravano trasferirsi a Gerusalemme o Tel Aviv. Pochi anni dopo, al tempo della decolonizzazione, i sovietici difendevano la causa del nazionalismo arabo e le grandi potenze non avrebbero più potuto tracciare a loro piacimento le frontiere politiche del Medio Oriente. Insomma, Israele può essere interpretato come un miracolo o una tragedia della storia, secondo i punti di vista, ma non come un suo prodotto ineluttabile. Il fatto che i leader sionisti fossero in molti casi la versione caricaturale del colonialismo europeo (caricaturale perché incarnata da intellettuali paria) e che quelli palestinesi riproducessero tutti i tratti del nazionalismo antimperialista, non modifica il quadro d'insieme. Opportunismo giordano Specchio di questa contingenza fu la guerra arabo-israeliana del 1948, scoppiata al momento della proclamazione di Israele da parte di Ben Gurion, ma preceduta da una guerra civile ebraico-palestinese durante gli ultimi mesi del mandato britannico, dopo il voto favorevole delle Nazioni Unite alla divisione della Palestina. Agli occhi del mondo, la causa araba non era quella di un movimento di liberazione nazionale ma di un insieme di principati feudali che, opposti al dominio britannico, si erano compromessi con le forze dell'Asse durante la seconda guerra mondiale (e durante la guerra del 1948, cercheranno di tirare profitto dalla sconfitta araba, come la Giordania, il cui re sarà vittima di un attentato palestinese). Gli ebrei suscitavano invece la compassione dei paesi europei, come riconosceva esplicitamente Gromiko, ministro degli esteri sovietico, evocando nel suo intervento all'Onu lo sterminio nazista. Così si spiega la passività dei britannici durante il conflitto del 1948 quando, dopo quattro anni di mortiferi attentati sionisti contro l'autorità mandataria, si limitarono ad osservare i massacri e le espulsioni dei palestinesi. Così si spiega anche il sostegno sovietico alle forze sioniste, decisivo sul piano strettamente militare. L'esercito ebraico, formato dalla Haganah e dalle milizie del gruppo Stern, era dotato di armi cecoslovacche. Ben pochi, nel 1947, avevano tirato la lezione delle due prime intifada palestinesi (nel 1929 e nel 1936) o espresso dei dubbi sul progetto sionista, chiaramente formulato da Theodor Herzl fin dal 1897, di dar vita in Medio Oriente a uno stato europeo, "avamposto della civiltà" contro la "barbarie" orientale. Non solo i nazionalisti arabi, ma neppure i "sionisti culturali" come Martin Buber o il rettore dell'Università ebraica di Gerusalemme, Jeudah Magnes, furono ascoltati. Nessuno, all'epoca, commentò le analisi premonitrici di Hannah Arendt, che al momento del voto sulla partizione decise di interrompere la sua collaborazione critica con il sionismo (e la sua amicizia con Gershom Scholem). La guerra del 1948 - la prima di sei guerre arabo-israeliane - è stata oggetto negli ultimi due decenni di ampie revisioni storiografiche che hanno definitivamente rimesso in discussione la vecchia tesi sionista dell'"aggressione" araba e della "fuga volontaria" palestinese. Il racconto della Nakba (catastrofe) da parte dei profughi è stato confermato dalla documentazione conservata negli archivi israeliani. Una divergenza rimane tra gli storici "funzionalisti" come Benny Morris, che vedono nella cacciata di oltre 700.000 palestinesi "il prodotto di un insieme di fattori e di un processo cumulativo", e gli storici "intenzionalisti" che, sulla scia di Ilan Pappe, descrivono invece un'epurazione etnica pianificata e sistematica. Benché non vi attribuiscano lo stesso ruolo, entrambi hanno messo in luce l'esistenza di un progetto di evacuazione forzata - il famigerato "Piano Dalet" - e documentato i massacri contro i palestinesi, da Der Yassin a Tantura, tipici delle guerre civili e dei conflitti senza legge: esecuzioni sommarie di civili, distruzione di case, a volte stupro collettivo delle donne. Le atrocità arabe, nella maggior parte dei casi reattive, furono ben più limitate. Certo è che la condotta israeliana durante il conflitto si inscriveva nel disegno sionista di uno stato ebraico senza arabi. Potevano i palestinesi approvare un piano di divisione che attribuiva agli ebrei, un quarto della popolazione del paese, il 60% delle terre? Fatto sta che la guerra permise ai sionisti di ottenere molto più di quanto l'Onu volesse concedere. Nel 1947, gli ebrei possedevano circa il 10% delle terre della Palestina mandataria; nel 1949, alla fine del conflitto e in seguito alla promulgazione delle leggi che sancivano le espropriazioni, ne controllavano ormai l'85%. La "legge del ritorno" apriva le porte del nuovo stato agli ebrei del mondo intero, chiudendole invece a chi era stato cacciato dalla sua terra (nonostante una risoluzione dell'Onu che ne prevedeva la restituzione). In virtù di una delle tante ironie della storia, i primi a usufruire di questa legge saranno gli ebrei del mondo arabo, che il sionismo classico di matrice europea aveva sempre ignorato. Incarnazione dell'"arretratezza" orientale, essi furono sottoposti a un'intensa campagna di dearabizzazione e assimilazione ai codici culturali dell'ebraismo askenazita. Quanto ai palestinesi, essi daranno vita a una nuova diaspora e affolleranno i campi profughi di tutti i paesi limitrofi. Traumatizzata e impotente, la minoranza palestinese rimasta entro i confini del nuovo stato acquisirà una cittadinanza di seconda classe. Questi palestinesi continueranno ad abitare la propria terra diventata un paese straniero, nel quale saranno percepiti come una "quinta colonna". Mentre offriva una cittadinanza ai superstiti del genocidio nazista, un terzo della popolazione israeliana negli anni cinquanta, il nuovo stato creava una nuova massa di profughi palestinesi, autentici "paria" nel senso arendtiano del termine: esseri umani senza stato e senza diritti. Oggi, la memoria di queste vittime è sostanzialmente incompatibile con quella dell'Olocausto di cui Israele si vuole guardiano e redentore. Israeliani nel ghetto Iniziò dunque allora, dentro un'inespugnabile fortezza dotata di armi sofisticate e ben presto della bomba atomica, la costruzione di una "comunità immaginata" all'insegna della Bibbia, dell'ecologia e dell'Occidente: la Bibbia come fonte legittimante in ultima istanza; l'ecologia delle foreste verdeggianti al posto dei villaggi palestinesi cancellati; l'Occidente di una nazione di pionieri europei alleata degli Stati Uniti, la nuova potenza egemone del blocco atlantico. Tutti, illustra Pappe, hanno dato il loro contributo alla rinascita nazionale: dai militanti dei kibbutz (spesso avamposti militari più che isole di uguaglianza sociale) agli architetti che ridisegnavano le città, fino ai filologi, agli storici e agli archeologi che facevano riaffiorare la Palestina ebraica di duemila anni fa dalle macerie della Palestina araba moderna. Guardando oltre questa facciata, Arno J. Mayer interroga i paradossi di uno stato che sembra incarnare non il trionfo ma il fallimento del sionismo. Questi era nato, a detta dei suoi fondatori, per sottrarre definitivamente gli ebrei ai ghetti in cui l'Europa cristiana li aveva rinchiusi e in cui l'antisemitismo voleva ricacciarli. Lo stato cui ha dato vita vuole oggi costruire le mura di un nuovo ghetto - materiale e metaforico - in cui proteggere gli ebrei, separandoli ermeticamente dal mondo arabo circostante e facendone il bersaglio di un'ostilità radicale storicamente sconosciuta in seno all'islam. Forse ha ragione Dan Diner quando scrive che Israele è stato, "fin dall'inizio, un progetto teologico-politico della modernità". Prendendo in prestito l'ideologia e il linguaggio dei nazionalismi novecenteschi, il sionismo ha secolarizzato un'aspirazione millenaria il cui postulato risiede nell'identità tra un popolo e una religione. La collisione con il mondo arabo diventa ancora più acuta nel momento in cui, dopo la crisi di tutte le ipotesi laiche, dal panarabismo al socialismo, i palestinesi sono rimasti imprigionati in un vicolo cieco dal quale sembrano voler uscire ridefinendosi come nazionalismo religioso, nella forma dell'islamismo radicale. Potremo allora assistere a guerre di religione in versione postmoderna dalle quali tutto potrà venir fuori tranne la democrazia. Questo è il dilemma di fronte al quale si trova Israele a sessant'anni dalla sua nascita. O diventerà davvero, come dice di essere, una democrazia, ritirandosi dai territori che occupa illegalmente e trasformandosi nello stato di tutti i suoi cittadini, senza distinzioni di appartenenza etnica, linguistica, culturale e religiosa, senza un diritto al "ritorno" riservato agli ebrei del mondo intero e negato ai palestinesi che furono espulsi dalla loro terra; oppure rimarrà uno "stato ebraico", e inevitabilmente la sua democrazia assomiglierà sempre di più a quella del Sudafrica bianco ai tempi dell'Apartheid. Nei tempi lunghi della storia - su questo punto Arno Mayer ha ragione -, non lo salveranno né la Bibbia né la bomba atomica.

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Permacultura in Palestina (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Terraterra Permacultura in Palestina Marinella Correggia I duemilaseicento abitanti di Marda, nella regione Salfit a nord di Gerusalemme, vivono all'ombra di Ariel, uno dei principali insediamenti di coloni nella West Bank. Il villaggio e i suoi abitanti hanno perso metà della terra nella costruzione di Ariel e continua a perderne a causa del muro. La penuria in denaro da parte della comunità locale è tale che le due scuole sono state chiuse per mesi, di recente. Sono all'ordine del giorno incursioni armate, restrizioni nei movimenti, carenze idriche mentre gli orti di Ariel sono lussureggianti. L'impressione è che il villaggio sia a poco a poco ma sistematicamente strangolato, le sue risorse annesse agli insediamenti. Insomma fare agricoltura in una zona simile è sempre più difficile. Ancora più particolare è che lì esista e lavori un centro di permacultura come la Marda Permaculture Farm, avviata da Murad Al Khuffash. La permacultura, cos'è? Una filosofia molto pratica che progetta insediamenti umani imitando il più possibile gli ecosistemi naturali. L'obiettivo è ripristinare sistemi produttivi umani e naturali equilibrati e stabili, in grado di automantenersi e rinnovarsi con bassi input di energia. Il concetto di permanenza in economia fu sviluppato dall'economista gandhiano J.C. Kumarappa. La permacultura come modello agricolo fu sviluppata alla fine degli anni 70 dall'australiano Bill Mollison. Comprende la produzione di alimenti, fibra ed energia, creando cicli naturali e favorendo le relazioni sinergiche fra gli elementi. Si applica anche alla progettazione di comunità e sistemi economici. Insomma soluzioni pratiche ai problemi con i quali ci si confronta a livello globale. Policolture, pacciamature, concimazioni verdi, la vita del suolo favorita cercando l'equilibrio per evitare infestazioni o malerbe, coltivazioni senza lavorazione della terra, tutto per la transizione verso una agricoltura veramente rigenerativa. Ciò si accompagna alla raccolta dell'acqua piovana, al riciclo dei rifiuti e dei nutrienti domestici e locali, al compostaggio anche delle deiezioni umane, alle autocostruzioni con pietra, terra, paglia, pneumatici. Comunità, auto-conoscenza con gli altri, lavoro in gruppo completano il quadro. Insomma, prendersi cura della terra, condividere le risorse, prendersi cura della gente sono considerati i principi etici di fondo. Molti ecovillaggi in giro per il mondo fondano la loro organizzazione materiale e sociale su questi principi. Il bello è che Murad li sta applicando anima e braccia nella Marda Permaculture Farm. "Ci sono diversi modi di lottare contro l'occupazione; il mio è diffondere la permacultura", dice Murad Al Khuffash. Nel contesto palestinese con meno terra e meno acqua di prima a causa degli insediamenti israeliani, la sfida è non solo resistere ma riuscire a realizzare un'agricoltura intensiva su piccole superfici. Ottimizzando le risorse e l'organizzazione del lavoro ci si può riuscire, ci sono esperienze di orti che in pochi metri quadrati nutrono un'intera famiglia. La Marda Farm con poche risorse a disposizione - alcune raccolte a livello internazionale dallo storico agroecovillaggio pacifista internazionalista The Farm, nato negli Usa negli anni 70 - sta organizzando corsi pratici per piccoli coltivatori e abitanti dei 22 villaggi dell'area Salfit. Il primo obiettivo è riconnettere le persone con la terra, la terra che rivendicano come popolo, e ridurre non solo la povertà nella regione ma anche la dipendenza da Israele. La permacultura per principio si plasma sulle situazioni locali. Nel caso specifico, i seminari riguardano il "disegno" di orti e frutteti biointensivi (l'impostazione iniziale è fondamentale), il compostaggio, la protezione ecologica delle colture, il mantenimento dei tradizionali terrazzamenti palestinesi. Ma anche la raccolta e il risparmio dell'acqua, la depurazione e riuso delle acque grigie, l'autoproduzione di energia per scopi agricoli e domestici, la conversione dei rifiuti in risorsa, la costruzione di case con materiali naturali dell'area come pietre, argilla e paglia.

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TEL AVIV Secondo il vice premier israeliano Haim Ramon, uno dei più stretti collaboratori del (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Premier Ehud Olmert, le elezioni anticipate si terranno entro l'anno, forse a novembre. Olmert intanto lunedì incontrerà Abu Mazen, poi partirà per gli Usa per un nuovo incontro con Bush.

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Era ora. Ce ne è voluto di tempo, perché le terribili "bombe a grappolo" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di FABIO MORABITO Era ora. Ce ne è voluto di tempo, perché le terribili "bombe a grappolo", le cluster bombs, fossero messe al bando. E, anche se sono risuonati ieri commenti entusiasti (a cominciare dalla "viva soddisfazione" del nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini) continueranno a uccidere, o a mutilare, ancora nel tempo. Le bombe a frammentazione, oppure dette "a grappolo" rilasciano ciascuna sul terreno trecento piccoli ordigni (nel caso del modello Cbu-105), ognuno dei quali è una mina antiuomo, che si distribuiscono in un'area larga centinaia di metri e che possono esplodere anche ad anni di distanza. L'orologio di una società civile globalizzata è ancora in ritardo. Ma, almeno, questo passo necessario è stato fatto. Ieri, alla Convenzione di Dublino, in Irlanda, hanno aderito 111 Paesi (l'ultimo in ordine di tempo è stato il Giappone). Le nazioni aderenti hanno preso l'impegno di non usare, produrre, acquistare, trasferire ad altri le cluster bombs. E di distruggere, entro otto anni, quelle eventualmente in proprio possesso. E ancora: chi ha usato le bombe a grappolo, dovrà farsi carico di "ripulire" le aree colpite. C'è l'obbligo di assistenza ai mutilati. La firma della Convenzione però avverrà nel vertice di Oslo (Norvegia), il 3 dicembre prossimo. Entrerà in vigore sei mesi dopo che almeno trenta Paesi l'avranno ratificata. E a altri cinque anni di distanza, l'Onu convocherà una conferenza per verificarne l'applicazione. Tempi lunghi, anche se storicamente rapidi per una diplomazia di pace (un anno e 5 mesi ci sono voluti per arrivare a questo trattato). E con un'ombra pesante: i principali produttori, i "giganti" Stati Uniti, Russia e Cina (ma anche India, Pakistan, Israele) non sono tra i Paesi che hanno partecipato al vertice di Dublino. Ma tra gli aderenti c'è la Gran Bretagna, che pure ha interessi militari molto condizionati dall'amicizia con gli Stati Uniti. Quello di Londra è stato un "sì" pesante. E l'accordo di ieri è comunque una tappa storica, undici anni dopo la Convenzione di Ottawa (Canada) contro le mine antiuomo. Il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon in un comunicato ha parlato di "un nuovo modello internazionale" che è nato a Dublino, e che migliora la protezione dei civili e rafforza i diritti umani. Un modello che però non è stato preso "a modello" dalle grandi potenze militari.

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L'esodo, il viaggio, guerra e pace Israele e la sua <scuola> di danza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-05-31 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Il festival A Reggio Emilia un ciclo dedicato a Tel Aviv L'esodo, il viaggio, guerra e pace Israele e la sua "scuola" di danza REGGIO EMILIA - Il primo vero, grande Festival dedicato in Italia al balletto israeliano si è concluso, al Valli e su altri palcoscenici di Reggio Emilia, con grande partecipazione di pubblico; ed è nato subito un progetto di scambi e partecipazioni che si articolerà nei prossimi anni in creazioni di Ohad Naharin per l'Aterballetto, in tournèe e ospitalità reciproche. Protagonisti della Rassegna, Naharin e la compagnia nata da una costola del balletto moderno americano: la Batsheva Dance company, che qualche anno dopo la nascita dello Stato, potè crescere grazie al mecenatismo della signora Batsheva Rotschild e all' arte di grandi coreografi come Jerome Robbins e Martha Graham. I giovani israeliani hanno per questo privilegiato l'arte contemporanea rispetto a punte e tutù, accogliendo tuttavia anche gli ideali della Mitteleuropa e dell'Espressionismo e cercando nei vari strati dell'immigrazione, radici comuni di lingua e folklore. Oggi il panorama della coreografia di Israele sembra ampliarsi in una visione più ecumenica, nella convivenza dello spirito del Kibbutz con il desiderio di normalità e di pace. Il leader della nuova danza, Naharin, direttore del Batsheva, allievo di Martha Graham e di Béjart, si fa amare per la forza vitale dei suoi balletti e per il rigore di una cultura aperta alle mille istanze del presente, come la guerra che non finisce mai e le nostalgie dei tempi felici, gli arrivi da mondi lontani, i viaggi a ritroso verso l'Europa libera (ci sono artisti come Emanuel Gat che lavorano a Parigi ), la liberazione dei sensi in stile Ovadia ( Il violinista sul tetto). La Batsheva Company è stata il punto più alto del Festival, con una offerta di temi diversi, ludici e astratti, sempre fortemente caratterizzati. Non meno interessanti le altre presenze: c'era la radicalità di performer come Talia Paz e Yasmeen Godder , la forza biblica (l'esodo, il viaggio, la felicità delle terre promesse) della Kibbutz Contemporary Company e del gruppo eccentrico del già citato Gat. Naharin ha la capacità di coinvolgere sempre il pubblico: lo abbiamo visto sia in Minus 7 (ricostruito per l'Aterballetto, collage allegro e pop, che nei titoli più popolari e divertenti) sia dove il discorso coreografico - come in Tre - appare più limpido. Il prorompente scatto di energia che Naharin trasmette fa parte anche dello stile nervoso, plastico, audacemente fisico di Mauro Bigonzetti, oggi il numero uno della coreografia italiana, che ha creato per l'Aterballetto un nuovo, applaudito spettacolo, messo in apertura del Festival, Terra. E' il racconto di un italiano che partecipa all' eterno viaggio dei migranti, alle diaspore, ai dolori e agli amori: il simbolo è sempre la valigia, contenitore di tutti gli averi e i pensieri di chi deve lasciare la sua dimora per trovare altrove dignità e salvezza. Allo stesso modo si è espresso in Minus 7 Naharin, in un fuoco d'artificio di passi e canti, su robuste musiche d'oriente e occidente. E' stato lanciato un messaggio di amicizia, senza retorica, in nome della libertà. Mario Pasi Modernità Uno dei balletti del ciclo di Reggio Emilia dedicato alla danza israeliana, che ha fin dall'inizio privilegiato l'arte contemporanea rispetto a punte e tutù.

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Interventi e Repliche (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-31 num: - pag: 37 categoria: BREVI Interventi e Repliche Hosny, l'Unesco e il rispetto delle culture A proposito dell'articolo dal titolo "Brucerò di persona i libri israeliani" pubblicato sul Corriere del 26 maggio, il ministro della Cultura egiziano Farouk Hosny ha confermato il suo rispetto per tutto il patrimonio dell'umanità e ha dichiarato che non è contro la naturalizzazione culturale con Israele, però questa deve essere effettuata nel periodo adeguato, quando si raggiungerà la pace duratura e giusta per tutti i popoli di tale regione. Malgrado Israele abbia assunto una posizione contraria alla sua candidatura arabo-egiziana per la carica di direttore generale dell'Unesco. Infatti Hosny possiede uno spirito quasi "missionario" nel riconciliare i concetti di comprensione e di ricostruzione della fiducia tra i popoli e le religioni. Farouk Hosny ha espresso il suo stupore per quanto accaduto perché lui stesso in Egitto ha protetto il patrimonio culturale ebraico tramite i vari programmi di attuazione del ministero della Cultura egiziano, volti al restauro di templi ebraici in Egitto e il recupero di documenti antichi della Genesi ebraica, nonché la traduzione di numerosi testi israeliani all'interno del progetto internazionale di traduzione, di cui lui stesso è il sovrintendente. Farouk Hosny si è stupito per essere stato preso di mira per quanto accaduto e ha sottolineato che è impossibile che lui dia l'ordine di bruciare qualsiasi libro di qualsiasi autore o identità o nazionalità. Poiché Hosny, oltre a essere un ministro della Cultura di un Paese che possiede un livello avanzato di cultura e civiltà, è anche un artista creativo e conosce e comprende l'importanza del concetto di libertà. Se la situazione si fosse così verificata, l'Egitto avrebbe preso seriamente alcune autorizzazioni israeliane come quella di un ministro che richiedeva il bombardamento della diga di Assuan e anche l'autorizzazione relativa all'ambasciatore israeliano al Cairo che Israele sarà contro la candidatura di Hosny per la carica dell'Unesco. Infine Hosny ha confermato di essere candidato all'Unesco grazie alla sua esperienza culturale e artistica, portando a compimento numerosi progetti culturali e artistici e centinaia di traduzioni, la costruzione e lo sviluppo di musei, sottolineando il ruolo civile dell'Egitto. Aly Hashem Capo ufficio stampa Ambasciata della repubblica araba d'Egitto Costruzione delle centrali nucleari Mi riferisco alla costruzione di centrali nucleari in Lombardia ( Corriere, 29 maggio). Premesso che al referendum sul nucleare ero favorevole al suo mantenimento ora invece sono contrario e mi spiego. Si è costruito a Milano il nuovo polo fieristico di Rho-Pero, bellissimo dal punto di vista sia funzionale che estetico, ma non si è installato un solo pannello fotovoltaico che avrebbe potuto rendere la fiera autonoma. Si costruirà CityLife e tutti discutono se i grattacieli devono essere diritti o storti, alti o bassi ma nessuno dice che devono essere ecologici e il più possibile autosufficienti dal punto di vista energetico. Sino a che si proporranno costruzioni di centrali nucleari, per il cui realizzo ci vorranno circa dieci anni, senza nel frattempo nulla fare per un vero risparmio energetico, il mio sarà un no al nucleare. Guido Cernuschi guido.cernuschi@libero.it Sistemare gli argini dei fiumi Sono d'accordo che si può costruire qualche centrale nucleare in Lombardia ( Corriere, 29 maggio), ma anche in altre Regioni del Nord. Considerando però le ultime alluvioni in Piemonte e Valle d'Aosta, credo sia meglio sistemare prima gli argini della Dora, del Po, del Ticino e dell'Adige! Silvano Stoppa silvano.stoppa@poste.it.

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Cluster bomb, raggiunto l'accordo tra oltre 100 Paesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Campanile, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Dopo dieci giorni di intensi negoziati a Dublino trovata l'intesa contro le bombe a grappolo, sotto gli auspici della Norvegia. Da registrarsi l'assenza degli Stati Uniti Russia, Cina e Israele Dopo dieci giorni di intensi negoziati tenutisi a Dublino sotto la leadership irlandese, è stato raggiunto l'accordo su un trattato contro le Cluster bomb. Sotto gli auspici della Norvegia, Paese iniziatore della battaglia contro tali armi, 110 paesi e la Coalizione contro le munizioni hanno concordato sul nuovo innovativo e completo trattato per il divieto di bombe a frammentazione. Le "cluster bomb" sono bombe a grappolo che hanno varie cariche esplosive che prima di cadere al suolo esplodono con effetti nell'arco di vari chilometri e contengono centinaia di bombe più piccole che a volte si depositano al suolo, diventando un pericolo per chi le calpesti inavvertitamente. Circa il 20% degli ordigni resta inesploso, ma rispetto alle mine essi sono più pericolosi, in quanto hanno un raggio d'azione di 150 metri, quindi uccidono chi le calpesta e uccidono o feriscono anche chi si trovi nel loro raggio d'azione. Tali tipi di bombe sono state sviluppate durante la seconda guerra mondiale e sono state usate in molti campi di battaglia, compreso il Vietnam, l'ex Iugoslavia, l'Afghanistan e l'Iraq. Negli anni recenti, Israele ha usato queste bombe nel Libano del sud, suscitando forti critiche internazionali. Il testo è stato formalmente adottato oggi e sarà aperto alla firma a Oslo nel mese di dicembre. Fra i partecipanti molti alleati della NATO, Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna e Belgio. Una volta che i paesi avranno firmato il trattato di Oslo, la Convenzione di Vienna vieterà loro di utilizzare tali armi. Purtroppo è da registrarsi l'assenza degli Stati Uniti Russia, Cina e Israele. E' stato registrato con favore l'intervento in extremis di Gordon Brown, che secondo la Coalizione contro le cluster bomb contribuirà a stigmatizzare l'arma a livello internazionale ed a indurre altri Paesi che non hanno ancora sottoscritto il trattato ad aderire. Il consenso al Trattato, che pone un divieto categorico a produttori, commercianti, immagazzinatori e utenti delle cluster bomb, ha superato tutte le aspettative. Inizialmente infatti le nazioni che detengono magazzini della pericolosa arma avevano cercato di proteggere i loro depositi, almeno in un periodo di transizione, ma non sono state ammesse eccezioni. Dopo un intenso lavoro sulla definizione delle nozioni di munizioni a grappolo da includere nel divieto, sono ora vietati tutti i tipi di munizioni a grappolo esistenti, tra cui le armi M85, BLU97 e MLRS e si prevede la distruzione di milioni di submunizioni esplosive in quegli Stati che aderiranno alla convenzione. Fra l'altro un punto qualificante e innovativo del trattato è quello sull'assistenza umanitaria alle vittime e alle comunità colpite, così come gli obblighi dei paesi colpiti e donatori di bonificare i terreni contaminati, andando al di là di quanto era stato concordato nel trattato sulle mine antiuomo, basandosi sulla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. (31-05-2008).

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Tra Oriente e Occidente Chi è l'autore (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-05-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

> Laureato in sociologia alla Sapienza di Roma, lo scrittore egiziano, nato al Cairo nel 1952, si è sempre occupato di tematiche legate all'Oriente e ai rapporti con l'Occidente. Dopo avere collaborato con i quotidiani Il Manifesto e La Repubblica, è entrato al Corriere della Sera di cui attualmente è editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale). Le sue posizioni, spesso molto vicine a quelle dei critici più severi del mondo islamico, gli hanno apportato critiche ma anche il sostegno di una parte dell'opinione pubblica oltre che di opinionisti e politici. Citato spesso come modello di musulmano moderato e di arabo perfettamente integrato nel mondo, nella cultura e nel sistema di valori propri dell'Occidente, nel 2006 ha vinto, congiuntamente a tre altri giornalisti, il premio giornalistico Dan David, istituito dall'omonima fondazione israeliana, per "il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture". È dello scorso 22 marzo la conversione al Cattolicesimo: durante la Veglia pasquale, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e l'Eucaristia da papa Benedetto XVI, abbandonando l'Islam. Da quel momento ha preso il nome di Magdi Cristiano Allam. Ha pubblicato con la Mondadori "Viva Israele. Dall'ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia" (2007), "Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?" (2006), "Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l'incoscienza dell'Occidente" (2005), "Kamikaze made in Europe. Riuscirà l'Occidente a sconfiggere i terroristi islamici?" (2004), "Saddam. Storia segreta di un dittatore" (2003), "Bin Laden in Italia. Viaggio nell'islam radicale" (2002), "Diario dall'Islam" (2002). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui il Premio Saint-Vincent di Giornalismo, la Medaglia del Senato della Repubblica Italiana conferita dal Centro Pio Manzù, l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano, il Premio internazionale Dan David e il Mass Media Award dell'American Jewish Committee.

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