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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   3-4-2008        #TOP


Report "Israele/Palestina"

Giovani nazi sedotti a ritmo di rock ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: sulla Palestina ora rivive lo spirito guerriero". Entrambe le canzoni sono peraltro scritte dal gruppo 270 bis di Marcello De Angelis, senatore di An già ricandidato. "C'è un rigurgito, una voglia di fascismo per colpa della globalizzazione: se non hai strumenti culturali per surfare sul cambiamento, ti ritiri,

Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali.

I falchi di Tzahal danno la pensione al militare omo ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano. Quel che oggi scandalizza profondamente l'establishment politico italiano in Israele è semplice routine, Dna di un Paese che non può permettersi il lusso di difendersi in modo selettivo. A novembre l'università americana di Santa Barbara, in California, ha pubblicato uno studio secondo cui appena 2 ufficiali israeliani su 17 troverebbero imbarazzante obbedire a un superiore

Le mogli degli ebrei ortodossi minacciano lo sciopero del sesso ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: A proclamarlo in Israele sono le mogli degli ebrei ultraortodossi che intendono così denunciare il ritardo di cinque mesi nel pagamento dei salari delle inservienti dei "mikve", luoghi dove secondo il rito ebraico tutte le donne religiose dovrebbero compiere abluzioni rituali almeno una volta al mese con lo scopo di "purificarsi" e poter poi avere rapporti con il partner.

Tedeschi brava gente. Se ancora avevamo bisogno di conferme che l'ordine mondiale scaturito dal ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: aggiudicano il quarto posto della poco virtuosa classifica dei paesi con la peggiore influenza sulle sorti del globo, preceduti solo da Pakistan, Israele e Iran - considerato dunque la nazione "peggiore" di oggi. In Israele sono infuriati per il secondo posto tra i "peggiori" e replicano con una ricerca che dimostra che la Gran Bretagna, patria della Bbc, è l'epicentro dell'antisemitismo.

Cultura Inoltre gira il mondo per promuovere una saggia politica sul riscaldamento globale e il camb... ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: utile osservazione sulla Palestina e Israele, che merita di essere presa sul serio. Nei lunghi anni di questa sanguinosa tragedia si è cercato di procedere gradatamente verso un accordo attraverso misure tese a creare la fiducia o, nel caso della ormai da tempo defunta "Road Map", spingendo le parti a intraprendere passi paralleli verso un'intesa.

DUBAI - Il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, in un nuovo messaggio lanciato ieri sera via i ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: tratta di un appello a tutti i musulmani affinchè lancino attacchi contro obiettivi ebraici dentro e fuori Israele. Il medico egiziano accusa inoltre le Nazioni Unite di essere "nemiche dei musulmani e dell'Islam" e sollecita assalti contro i loro uffici. Il messaggio segue di pochi giorni un analogo appello dello stesso Zawahiri a combattere contro obiettivi ebraici e statunitensi.

Gli Usa meglio mentre l'Iran è maglia nera ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele un po' meno detestata. In cima ai gradimenti globali la Germania (56% di approvazione), in fondo l'Iran. Chi guadagna più punti rispetto a un anno fa è la Russia (da 29 a 37% di sì). La Cina migliora (leggermente) l'immagine (dal 44 al 47% di giudizi positivi), superata dall'Unione Europea (dal 48 al 52%).

Il ponte-arpa di Calatrava mette in crisi Gerusalemme ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: dovrebbe essere pronta per le celebrazioni dei 60 anni di Israele. Ma, tra le proteste, la costruzione va a rilento DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Fania tiene le tende chiuse anche di giorno per non vedere il "mostro" che cresce. Il "mostro", come lo chiamano lei e gli altri vicini, è venuto su lentamente, più piano di quanto avrebbe voluto chi l'ha progettato.

Il muro, ovvero come Israele si annette la terra col pretesto della sicurezza ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Esteri Palestina e Israele: note di un viaggio nella pace (im)possibile* Il muro, ovvero come Israele si annette la terra col pretesto della sicurezza Tutti pensano che il muro serva a dividere Israele dalla Cisgiordania, ma la realta' e' diversa Gerusalemme (dal nostro inviato), 3 apr.

Il vice di Bin Laden: <Attaccate l'Onu, è nemico dell'islam> ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele è stato lanciato ieri sera via internet dal numero due di Al Qaida Ayman al Zawahiri. Al Zawahiri accusa inoltre le Nazioni Unite di essere "nemiche dei musulmani e dell'islam" e sollecita attacchi contro i loro uffici. Questo di Zawahiri è il quarto messaggio di Al Qaida comparso negli ultimi mesi: il 20 marzo era stata diffusa una registrazione audio in cui Bin Laden minacciava

E il mondo disse: Bush e Israele sono i più pericolosi ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Bush e Israele sono i più pericolosi di Dimitri Buffa Nel mondo ci sono quasi 18000 persone che mettono sullo stesso piano le possibili vittime e i probabili carnefici. Cioè Israele e l'Iran. Si tratta del campione di individui sondato (come ogni anno) tra l'ottobre del 2007 e il gennaio del 2008, dal GlobeScan per conto del programma Bbc World.


Articoli

Giovani nazi sedotti a ritmo di rock (sezione: Israele/Palestina)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Docufilm Giovani nazi sedotti a ritmo di rock GABRIELLA MONTELEONE Nera sì ma non troppo. Non ditelo a Daniela Santanchè che i suoi "ragazzi" della Fiamma tricolore e della Gioventù italiana, quelli che "ora hanno trovato me e non si sentono più messi all'angolo come estremisti violenti", hanno una certa familiarità con saluti romani, croci celtiche e revisionismo storico e che quel "Duce! Duce!" gridato l'altra sera al teatro Nuovo di Milano altro non è che il loro refrain preferito. La candidata alla presidenza del consiglio per la Destra di Storace negherà, naturalmente. Anche se Luca Romagnoli, quello che ha sostituito Pino Rauti nella Fiamma tricolore e che dice di non aver "nessun mezzo per poter affermare o negare" l'esistenza dei campi di concentramento, ecco, lui è candidato proprio nella sua lista. Il fatto è che zitti zitti, grazie a Berlusconi che per primo sdoganò la destra estrema (accogliendo nel 2006 il cartello politico guidato da Alessandra Mussolini con Romagnoli, Tilgher e Fiore) questi ed altri personaggi stanno ritornando in auge (parliamo di un'area che vale circa 500mila voti). E fanno proseliti tra i più giovani. Nazirock ? un docufilm del giornalista Claudio Lazzaro, già autore e regista di Camicie verdi ? ha il grande merito di essere andato ad esplorare (per rabbia) con umiltà questo mondo muovendo dalla musica rock che unisce e contagia i giovani. Li ha fatti parlare, ne ha messo a nudo tutta l'ingenuità e "l'ignoranza". Li ha seguiti nei Campi d'Azione di Forza Nuova quando di giorno ascoltano politici e intellettuali tedeschi o spagnoli contro il "cataclisma multirazziale " o il sionismo, e la sera a braccia tese nel saluto nazifascista pogano e cantano "Claretta e Ben": "Io ho il cuore nero e tanta gente mi vorrebbe al cimitero. E me ne frego e sputo in faccia al mondo intero". Oppure "Settembre nero": "Tra le dune sorge il mitra di Settembre nero, sulla Palestina ora rivive lo spirito guerriero". Entrambe le canzoni sono peraltro scritte dal gruppo 270 bis di Marcello De Angelis, senatore di An già ricandidato. "C'è un rigurgito, una voglia di fascismo per colpa della globalizzazione: se non hai strumenti culturali per surfare sul cambiamento, ti ritiri, diventi talebano contro gli stranieri" dice Lazzaro all'anteprima a Roma spiegando il suo bisogno di "testimoniare " queste realtà prendendosela in definitiva con l'assenza di istruzione. Il grande Carlo Lizzani, dall'alto dei suoi 86 anni, chiede che "questi film vadano nelle sale". Ma per ora, da venerdì, uscirà solo al Politecnico di Roma e in libreria (Dvd più libro Feltrinelli, 14,90 euro).

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Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

AVVENIMENTO Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm Si producono ogni anno centinaia, migliaia di film. A nord, a sud, a est del mondo. Che raccontano di storie d'amore diverse da quelle della tv, che parlano della vita quotidiana di chi vive in paesi in guerra o semplicemente lontani da qui, che si ricordano della fatica del lavoro quando è disoccupato, insicuro, ambulante. Eppure la maggior parte di queste storie è invisibile, esclusa com'è dalla programmazione "istituzionale" di sale e televisione. Per chi non si rassegna a guardare da un solo punto di vista, il gruppo di cinefili di Tichofilm ha creato un catalogo di film online inediti in Italia, soprattutto documentari, cinema queer e cinema indipendente d'area mediterranea e mediorientale. Sono piccole produzioni che vengono presentate ai festival in giro per il mondo ma che poi scompaiono dalla distribuzione. L'idea è venuta a Davide Oberto e Ricke Merighi che da anni lavorano nel cinema, l'uno al Torino Film Festival, l'altra a Da Sodoma a Hollywood - Torino GLBT Film Festival. Venerdì 28 marzo, alle 21, nei locali di Artintown, in via Berthollet 25, Tichofilm presenta il suo catalogo online con la proiezione di "The Inner Tour" di Ra'anan Alexandrovich. Uomini, donne e bambini palestinesi dei Territori Occupati attraversano, in autobus, Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali. Dopodiché ci sono 48 ore a disposizione per vedere il film. L'ingresso alla serata è libero. Info 011/6696331. \.

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I falchi di Tzahal danno la pensione al militare omo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Prepotente, sbruffone, fastidiosamente impunito dietro gli impenetrabili occhiali da sole, l'esercito israeliano è l'icona di un Paese macho che non conviene sfidare. Eppure, per quanto contraddittorio possa sembrare, il poderoso Tzahal, terrore degli arabi e bersaglio privilegiato del pacifismo internazionale, ha un debole per gli omosessuali. Proprio loro, gli inaffidabili effeminati in uniforme che tanto preoccupano il nostro generale Mauro Del Vecchio. Non che nelle caserme di Tel Aviv e Beersheba si allestiscano parruccate Gay Parade, ma qui la discriminazione sessuale, fisiologica tra camerati, è stata combattuta e vinta parecchio tempo fa. Archeologia culturale di un'era di convivenza pacifica mitica almeno quanto il paradiso terrestre. Un soldato in Israele è un soldato, indipendentemente dal sesso del partner che lo aspetta a casa. Al punto che il ministero della Difesa versa la stessa pensione di guerra alle vedove e ai vedovi dei caduti. "Quando Doron è morto, nel 1981, stavamo insieme da otto anni" racconta Adir Steiner. Doron Maizel, 39 anni, medico riservista, ha perso la vita in un agguato, nella fase finale della prima Intifada. Dal 1983, Israele permette agli omosessuali di servire nell'esercito. Un dovere mascherato da diritto o viceversa? Adir non se ne cura: "Doron aveva fatto carriera. All'inizio non era così scontato. Per vincere le resistenze di un ambiente estremamente tradizionale s'era appellato all'allora ministro della Sicurezza Yitzhak Rabin e aveva ottenuto i gradi. Ho voluto continuare la sua battaglia". Nel 1998 il Mevaker Hamedina, l'organo legislativo che supervisiona l'ordinamento dello Stato, gli ha dato ragione: da 9 anni Adir Steiner riceve la pensione come qualsiasi vedova della guerra dei Sei Giorni, dello Yom Kippur, del Libano 1982 e 2006. "Durante le prime settimane d'arruolamento, ogni matricola partecipa a un seminario sugli omosessuali e impara a non discriminare il vicino di brandina che si batte come lui" dice Yoav Arad, 37 anni, comandante dello Shayetet 3, l'unità speciale della Marina. Il suo compagno, Itai Pinkas, è ufficiale dell'Aeronautica, l'élite dell'esercito israeliano. Quel che oggi scandalizza profondamente l'establishment politico italiano in Israele è semplice routine, Dna di un Paese che non può permettersi il lusso di difendersi in modo selettivo. A novembre l'università americana di Santa Barbara, in California, ha pubblicato uno studio secondo cui appena 2 ufficiali israeliani su 17 troverebbero imbarazzante obbedire a un superiore gay. Gli ordini sono ordini. Anche perché da queste parti si contano più generali omosessuali che allarmi terrorismo. "La disciplina militare non dipende dalle abitudini sessuali dei soldati che la osservano" nota David Saranga, ex ufficiale di Tzahal, oggi consulente mediatico dell'ambasciata israeliana a New York. Non è stato sempre così. Quando il ministero della Difesa israeliano aprì ai gay le porte delle caserme si premurò di tenere ben serrate quelle dell'intelligence, terreno troppo sensibile per la volubilità del gusto sessuale. Solo nel 1993 la Knesset, il Parlamento di Gerusalemme, rimosse gli ostacoli che sbarravano la strada agli 007 omosessuali. E ora sono ovunque, affidabili come gli altri se non di più, sentinelle vigili ai check-point, dentro i tank, in trincea, prepotenti, sbruffoni, femminilissimi. www.lastampa.it/paci.asp.

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Le mogli degli ebrei ortodossi minacciano lo sciopero del sesso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

TEL AVIV - Il mancato pagamento di stipendi rischia di provocare uno sciopero del sesso. A proclamarlo in Israele sono le mogli degli ebrei ultraortodossi che intendono così denunciare il ritardo di cinque mesi nel pagamento dei salari delle inservienti dei "mikve", luoghi dove secondo il rito ebraico tutte le donne religiose dovrebbero compiere abluzioni rituali almeno una volta al mese con lo scopo di "purificarsi" e poter poi avere rapporti con il partner. "Fermiamo le abluzioni, e di conseguenza niente più sesso" ha annunciato con tono da rivolta l'avvocatessa Batia Kahane-Dror. Di "mikve" ce ne sono di norma alcuni per ogni quartiere. Le inservienti che vi lavorano ricevono un misero stipendio pagato dai consigli religiosi, che dipendono a loro volta dal ministero degli affari religiosi e quindi, in definitiva, dal governo.

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Tedeschi brava gente. Se ancora avevamo bisogno di conferme che l'ordine mondiale scaturito dal (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La Seconda Guerra è morto e sepolto, eccole: è proprio la Germania il paese che - a detta di 34 nazioni sparse per il globo - esercita più di tutti un'influenza "benefica" sullo scacchiere internazionale. Parola della Bbc, che per il terzo anno consecutivo ha commissionato un sondaggio globale su un campione di ben 17 mila persone. Male invece - anche se in recupero - quelli che indossarono un tempo le vesti dei liberatori: gli Stati Uniti d'America. Gli Usa si aggiudicano il quarto posto della poco virtuosa classifica dei paesi con la peggiore influenza sulle sorti del globo, preceduti solo da Pakistan, Israele e Iran - considerato dunque la nazione "peggiore" di oggi. In Israele sono infuriati per il secondo posto tra i "peggiori" e replicano con una ricerca che dimostra che la Gran Bretagna, patria della Bbc, è l'epicentro dell'antisemitismo. Nell'epoca post guerra fredda, surriscaldata dalla lotta contro il terrorismo, l'America di George W. Bush viene vista come una potenza positiva dal 35% degli intervistati, mentre il 47% la ritiene "sostanzialmente negativa". Sempre meglio dell'anno passato, quando a bocciare la bandiera a stelle e strisce fu il 52%. E allora tutti pazzi per la Germania, finita al primo posto della classifica pur essendo stata scrutinata, nel sondaggio Bbc, per la prima volta. Secondo e terzo posto, rispettivamente, vanno al Giappone e all'Unione Europea. La Germania ha "vinto" con il 56% dei giudizi positivi - e solo il 18% di negativi - mentre il Giappone ha conquistato le simpatie del 56% degli intervistati ma anche il 21% di antipatie. La Ue, invece, sale al terzo posto con il 52% dei sì e il 21% dei no. L'Italia non è stata presa in considerazione, benché agli italiani siano stati chiesti giudizi sugli altri paesi. Al quarto e quinto posto, poi, altre due nazioni europee, Francia e Gran Bretagna, che riesce a dare una buona immagine nonostante l'impegno in Iraq a fianco agli Usa. Osservando, però, i risultati si noterà, ad esempio, che l'opinione sugli Usa è peggiorata in Medio Oriente, ma anche nel confinante e occidentalissimo Canada; mentre la performance del Giappone, per le vicine Cina e Corea del Sud, non è per niente positiva, anzi, è pessima. Insomma, l'erba dei vicini non è verde per niente. La Russia poi, nonostante l'attitudine "culturista" in materia di politiche energetiche, ha mostrato il passo in avanti più consistente, passando dal 29% dei consensi del 2007 al 37%. E per quanto riguarda il miglioramento degli Usa, potrebbe esserci dell'ormai taumaturgico Barack Obama. Secondo Steven Kull, direttore dell'istituto che ha prodotto lo studio - il Program on International Policy Attitudes dell'università del Maryland - la variazione statistica potrebbe dipendere "dalla speranza che la nuova amministrazione cambi politica estera".

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Cultura Inoltre gira il mondo per promuovere una saggia politica sul riscaldamento globale e il camb... (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Inoltre gira il mondo per promuovere una saggia politica sul riscaldamento globale e il cambiamento climatico, ha creato una fondazione con l'obiettivo di contribuire a superare il divario tra diverse fedi religiose e terrà conferenze sulla religione a Yale. Manca solo che rinnovi le fortune delle nazionali inglesi di calcio e di cricket. Forse potrebbe trovare un buco nei week-end. Recentemente però Blair ha fatto un'utile osservazione sulla Palestina e Israele, che merita di essere presa sul serio. Nei lunghi anni di questa sanguinosa tragedia si è cercato di procedere gradatamente verso un accordo attraverso misure tese a creare la fiducia o, nel caso della ormai da tempo defunta "Road Map", spingendo le parti a intraprendere passi paralleli verso un'intesa. Alcuni osservatori, non da ultimo i caparbi pacifisti israeliani, hanno indicato un approccio diverso. Dicono che il cammino sinuoso, a tappe, non sarà mai quello giusto. Bisogna invece andare direttamente ad un accordo definitivo. E, visto che non si riuscirà a farlo accettare alle due parti, bisognerà imporlo dall'esterno. Ma questo esito ambizioso è più facile da illustrare che da raggiungere. Anche se l'opinione pubblica israeliana normalmente sembra avere un approccio più avanzato alla pace rispetto ai politici locali, non è facile capire come questi ultimi possano essere scavalcati. Che cosa comporterebbe passare direttamente all'istituzione di uno stato palestinese? E' presumibile che la proposta di Blair non miri alla creazione di uno stato prima che si sia raggiunto un accordo sui confini definitivi. Non può esistere uno stato palestinese senza risolvere il problema degli insediamenti in Cisgiordania. Se non mi credete, andate là a vedere. Il piano israeliano di espansione di Gerusalemme Est si incunea come un pugnale nel cuore dei territori palestinesi verso il Mar Morto. Come può sopravvivere uno stato diviso da recinzioni, strade militari, e filo spinato? Lo stato palestinese dovrebbe comunque esistere all'interno dei confini del 1967. I pacifisti di entrambe le parti lo hanno chiarito nell'ambito dell'iniziativa di Ginevra. Yasser Arafat e Ehud Barak sono andati vicino a questa conclusione a Camp David quasi otto anni fa. Inoltre lo stato palestinese non solo comprenderebbe la Cisgiordania e Gaza, ma presumibilmente darebbe spazio ai principali partiti politici di ogni area. I tentativi di distruggere Hamas ? politicamente o fisicamente ? non hanno funzionato e non possono funzionare. Gli americani e gli europei hanno commesso un grave errore cospirando per distruggere il governo di unità nazionale Fatah-Hamas, creato in gran parte grazie alla diplomazia saudita e di altri paesi della Lega Araba. Spero che Blair lo dica ai suoi amici americani. Il suo massimo successo è stata la pace in Irlanda del Nord, un trionfo storico ottenuto coinvolgendo i politici del Sinn Fein, capi del movimento repubblicano irlandese in molti casi indistinguibile dall'Ira, che metteva bombe, sparava e mutilava civili innocenti per perseguire i suoi obiettivi politici. Perché ciò che ha funzionato in Irlanda del Nord (a dir la verità ciò che è stato imposto alla Gran Bretagna dagli Usa) dovrebbe essere impensabile in Medio oriente? Noi occidentali facciamo per l'ennesima volta due pesi e due misure? Aborrisco qualsiasi azione terroristica, da parte di Hamas o di chiunque altro. Ho avuto amici uccisi dai terroristi. Ma da quando in qua il sentimento e la condanna morale sono ingredienti sufficienti di una politica? E quando mai ha funzionato una risposta militare sproporzionata al terrorismo? La terza sfida nel dar vita a uno stato palestinese è creare le istituzioni di uno stato indipendente: ospedali, porti, aeroporti, strade, tribunali, stazioni di polizia, uffici delle imposte e archivi governativi. Quando ero commissario europeo erogavamo ai palestinesi fondi provenienti dalle tasche dei contribuenti europei mirati a creare tutte queste strutture, per poi vederle sistematicamente devastate dalla reazione israeliana alla seconda intifada. Distruggere patenti di guida in Palestina ha tutelato la sicurezza di Israele? E scavare piste, sradicare alberi, inquinare i pozzi? Lo stato palestinese dovrà essere costruito da zero. E ciò che viene costruito non deve essere distrutto. Voglio vedere, e sono certo che è desiderio anche di Blair, uno stato palestinese pacifico a fianco di un Israele sicuro in una regione unita dalla prosperità e dalla stabilità. Forse Blair ha azzeccato il modo per riuscirci. Ma dovrebbe riflettere sulle implicazioni di un approccio del genere negli intervalli tra le riunioni, le conferenze e i flash dei fotografi. Copyright: Project Syndicate, 2008. Traduzione di Emilia Benghi Traduzione di Emilia Benghi.

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DUBAI - Il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, in un nuovo messaggio lanciato ieri sera via i (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Nternet annuncia che il leader dell'organizzazione terroristica, Osama bin Laden, è in buona salute e che le notizie riguardo a una sua malattia sono false. Da tempo erano corse voci sul pessimo stato di salute dello sceicco del terrore, qualcuno lo ha dato addirittura per morto. Comunque, non è certo questo messaggio, più o meno autentico, che chiarirà le cose. Resta da stabilire, infatti, se chi scrive sia davvero al Zawahiri e, nel caso lo fosse, se dica la verità. Il messaggio è piuttosto articolato. In sostanza si tratta di un appello a tutti i musulmani affinchè lancino attacchi contro obiettivi ebraici dentro e fuori Israele. Il medico egiziano accusa inoltre le Nazioni Unite di essere "nemiche dei musulmani e dell'Islam" e sollecita assalti contro i loro uffici. Il messaggio segue di pochi giorni un analogo appello dello stesso Zawahiri a combattere contro obiettivi ebraici e statunitensi. La pubblicazione del nuovo messaggio del numero due di al Qaeda era stata anticipata da as Sahab, il sito internet legato a doppio filo con al Qaeda. Nel messaggio, che dovrebbe rappresentare una risposta a domande rivoltegli via web, al Zawahiri approva gli attacchi contro sedi dell'Onu, riferendosi apparentemente agli attentati che nel dicembre scorso hanno causato 41 morti ad Algeri e a quello del 2003 a Baghdad, costato la vita a 22 persone. Quest'ultimo è il quarto messaggio di al Qaeda comparso su internet negli ultimi mesi: il 20 marzo era stata diffusa una registrazione audio in cui Bin Laden minacciava l'Unione Europea e il Papa, e il 16 dicembre scorso lo stesso Zawahiri aveva criticato fortemente il re d'Arabia Abdullah per la visita fatta a Benedetto XVI in Vaticano lo scorso ottobre.

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Gli Usa meglio mentre l'Iran è maglia nera (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-03 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Sondaggio Bbc Gli Usa meglio mentre l'Iran è maglia nera Gli Stati Uniti sono un po' più amati. Israele un po' meno detestata. In cima ai gradimenti globali la Germania (56% di approvazione), in fondo l'Iran. Chi guadagna più punti rispetto a un anno fa è la Russia (da 29 a 37% di sì). La Cina migliora (leggermente) l'immagine (dal 44 al 47% di giudizi positivi), superata dall'Unione Europea (dal 48 al 52%). Il mondo allo specchio, secondo il sondaggio annuale condotto dalla Bbc in 34 Paesi, si piace un po' di più che nel 2007. Gli Usa ottengono "un modesto miglioramento", riuscendo a tamponare la discesa continua degli ultimi 4 anni. Su 17 mila intervistati, quelli convinti che Washington eserciti un'influenza positiva nel mondo crescono dal 31 al 35%; coloro che pensano l'opposto calano dal 52 al 47%. I curatori dello studio spiegano questa avanzata con "la speranza che un nuovo presidente cambi le politiche impopolari" del passato.

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Il ponte-arpa di Calatrava mette in crisi Gerusalemme (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-03 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il caso L'architetto: "Volevo dare l'idea di un'entrata, non erigere un altro muro" Il ponte-arpa di Calatrava mette in crisi Gerusalemme Per molti abitanti "è una spada nel cuore della città" L'opera, voluta da Olmert quando era sindaco, dovrebbe essere pronta per le celebrazioni dei 60 anni di Israele. Ma, tra le proteste, la costruzione va a rilento DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Fania tiene le tende chiuse anche di giorno per non vedere il "mostro" che cresce. Il "mostro", come lo chiamano lei e gli altri vicini, è venuto su lentamente, più piano di quanto avrebbe voluto chi l'ha progettato. è venuto su lentamente, ma adesso è la cosa più alta che ci sia a Gerusalemme: 120 metri, un pennone d'acciaio visibile da qualunque punto della città. Dà il benvenuto a chi arriva da nord-ovest ed è risalito verso le montagne dal mare e dalla piana di Tel Aviv. Quando sarà finito - il comune spera nelle prossime settimane - accoglierà i capi di Stato e i primi ministri, invitati per le celebrazioni dei 60 anni dalla fondazione di Israele. Disegnato dall'architetto Santiago Calatrava, il dito di acciaio poggia su un ponte, una virgola di metallo che si curva tra i palazzi. A raggiera, si aprono 66 cavi che reggono il viadotto, dove entro il 2010 passerà la nuova linea di treno leggero. "Ho pensato a un'arpa - ha commentato Calatrava - lo strumento suonato da re Davide. Mi è sembrato un simbolo per la città". I detrattori del progetto fanno paragoni con immagini meno eleganti e ispirate. "Quel punto è troppo affollato di case, persone, auto - dice il poeta Haim Gouri al New York Times - e il valore estetico del ponte va completamente perso, avrebbe bisogno di spazio. è stato messo nella zona più inappropriata". Calatrava è stato scelto da Ehud Olmert, primo ministro israeliano e allora sindaco di Gerusalemme. "Quando sono andato a firmare il contratto - ricorda l'architetto spagnolo - mi ha detto: lei ha creato molti ponti, per Gerusalemme deve idearne uno che davvero significhi qualcosa. Questa sarà l'opera più bella che avrà mai fatto". Che Calatrava abbia creato molti ponti - oltre quaranta, uno sul Canal Grande a Venezia - irrita i critici più che confortarli. "Questa città è unica - spiega l'architetto Arthur Spector -, non ha senso costruirci qualcosa che si può trovare nel resto del mondo". L'area scelta è una delle più congestionate, smog e confusione. "E anche una delle più brutte, con o senza il ponte", continua Spector. è l'incrocio dove si incontrano via Jaffa e viale Herzl, in certe ore sembra che tutti gli israeliani si siano dati appuntamento qui. In macchina. I costi del progetto sono cresciuti quanto il pennone d'acciaio e il comune arriverà a sborsare 70 milioni di dollari (circa 44 milioni di euro). "La spazzatura invade le strade e le case vengono abbattute per fare spazio a orribili palazzi moderni. Sarebbe stato meglio investire per rilanciare una città che il cemento sta abbruttendo", dice Yoram Amir, fotografo che documenta "gli scempi edilizi ". Più che cemento è pietra, i blocchi giallo-rossa pallidi vecchi di millenni, utilizzati anche per i nuovi edifici e che Calatrava ha voluto per la base del ponte. Ex ufficiale dei paracadutisti, Amir si sente "più nemico di Calatrava che dei palestinesi". Con il gruppo di anarchici che guida nelle sue azioni di guerriglia urbana, è salito due volte in cima alle gru che stanno lavorando al progetto. Nell'ultimo raid - pochi mesi fa - ha minacciato di buttarsi di sotto, se la costruzione non fosse stata fermata. "è come una spada piantata nel cuore della città. Il popolo ebraico è contro gli idoli e i religiosi hanno lasciato che una statua venisse eretta alle porte di Gerusalemme ". La galleria del fotografo è in mezzo agli odori del mercato Mahane Yehuda. Sulle pareti, finestre che si aprono ormai solo sul muro, reliquie di antichi palazzi distrutti. "Rappresentano la nostra memoria e l'abbiamo seppellita troppo in fretta, come bambini che giocano al Monopoli e si sfidano a chi costruisce di più". Calatrava spiega di aver voluto innalzare un ponte che sembrasse volare, una curva di metallo sospesa sopra i tetti delle auto. "Volevo dare l'idea di un'entrata, un punto d'accesso. Non tirar su un altro muro". Gli urbanisti progettano di sviluppare sotto al cavalcavia una piazza con centinaia di alberi. "Se un senso di rinnovamento comincia ad emergere- scrive Amotz Asa-El sul Jerusalem Post - la città potrebbe richiamare le élite laiche che l'hanno abbandonata. Poche cose simbolizzano il suo declino più della fuga di intellettuali e scrittori. Anche Olmert, terminati i nove anni da sindaco, si è comprato un appartamento a Tel Aviv". Davide Frattini.

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Il muro, ovvero come Israele si annette la terra col pretesto della sicurezza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Palestina e Israele: note di un viaggio nella pace (im)possibile* Il muro, ovvero come Israele si annette la terra col pretesto della sicurezza Tutti pensano che il muro serva a dividere Israele dalla Cisgiordania, ma la realta' e' diversa Gerusalemme (dal nostro inviato), 3 apr. – A vederlo dal vivo fa impressione. Il famoso e famigerato muro che il governo israeliano sta costruendo è lì, di fronte a me. Ed è uno spettacolo che mette soggezione: taglia in due le colline, sbarra le strade, separa i villaggi. Arrivi e pensi di essere preparato perché hai visto le foto sui giornali e le immagini in televisione, ma toccarlo con mano è un'altra cosa. Il governo israeliano ha iniziato ha costruire il muro nel 2002. Una volta finiti i lavori, peraltro già a buon punto, la barriera misurerà oltre 700 km di lunghezza e 8 metri di altezza. Si presenta composta da blocchi rettangolari, di cemento grigio, ma in alcuni rari tratti è invece fatta di graziose pietre, che le conferiscono un aspetto decisamente più garbato. Di tanto in tanto ci sono torrette di guardia per i soldati e telecamere per la video sorveglianza. In molti punti oltre al muro c'è anche una rete metallica col filo spinato, e tra il muro e la rete vi è una strada che permette ai veicoli dell'esercito di spostarsi rapidamente. Laddove il muro vero e proprio non è stato ancora costruito c'è invece soltanto una fence, una rete di recinzione. In corrispondenza delle principali strade, il muro ha delle aperture: sono i check-points o posti di blocco, che si presentano simili a caselli autostradali militarizzati dove, al posto del casellante, ci sono soldati armati di giganteschi mitra M16 con la mano sempre sul grilletto. è idea comune, almeno in Italia e nel resto d'Europa, che il muro sia stato voluto dal governo israeliano per dividere il paese ebraico dai territori palestinesi della Cisgiordania e per impedire l'accesso in territorio israeliano dei terroristi palestinesi. Ma un funzionario della sede di Gerusalemme dell'OCHA, l'ufficio delle Nazioni Unite che coordina gli affari umanitari (www.ochaopt.org), ci spiega che le cose non stanno così. Se sovrapponiamo il percorso del muro alla “green line”, la linea verde che segna il confine tra Israele e Cisgiordania internazionalmente riconosciuto con l'armistizio del 1949, ci accorgiamo subito che essi non coincidono. Il percorso del muro in alcuni tratti (circa il 20%) segue quello della green line, ma in altri se ne distacca, “entrando” per svariati chilometri all'interno della Cisgiordania, cioè in territorio palestinese. Questi “sconfinamenti” coincidono con le colonie, vale a dire gli insediamenti che alcuni gruppi di israeliani (spesso ebrei ortodossi) hanno progressivamente costruito in Palestina, violando il diritto internazionale con la complicità del proprio governo. Il tracciato del muro è stato dunque concepito per sottrarre terra ai palestinesi collegando le colonie ebraiche della Cisgiordania ad Israele e separandole dal resto del territorio palestinese; oltre il 10% della Cisgiordania verrebbe così di fatto annesso a Israele. Il rappresentante dell'Onu sottolinea che lo scandalo non è il muro in sé (“Israele ha tutto il diritto di difendersi”) bensì il suo percorso. Vale anche la pena ricordare che la Corte di Giustizia Internazionale, in un parere del 2004, ha stabilito che il tracciato della barriera in Cisgiordania è illegale in base al diritto umanitario internazionale. Lunghi tratti del muro presentano scritte, graffiti, disegni. Vicino a Betlemme le creazioni più originali: un Pinocchio con un missile al posto del naso, varie scritte “made in Usa”, la frase “grazie mondo per aver aiutato a costruire questo muro”. Il disegno più bello è forse quello vicino al check point Qalandiya, sulla strada tra Gerusalemme e Ramallah, che raffigura una bambina aggrappata a dei palloncini che vola verso l'alto. Ironico, forse non nelle intenzioni ma certamente nei fatti, un grande poster del Ministero del Turismo israeliano, appeso sul muro a fianco del posto di blocco di Betlemme, che recita “la pace sia con voi” in inglese, ebraico e arabo. Anche il passaggio per i check point è un'esperienza interessante: i palestinesi vengono controllati, spesso perquisiti, talvolta lasciati a lungo in attesa. Noi europei invece passiamo velocemente e senza troppi controlli. Soltanto una volta, a Hebron, un giovane soldato israeliano viene meno alla sua marziale professionalità e chiede il passaporto solo alle ragazze carine, facendo seguire il controllo da un “ti va di uscire stasera?”. Quello che non si dice mai, dunque, è che il muro è essenzialmente uno strumento usato da Israele per annettere le colonie (settlements), che sono illegali, al proprio territorio. Ma chi vive in queste colonie? I settlers hanno spesso motivazioni religiose: ritengono che tutta la terra dal Mediterraneo al fiume Giordano sia stata data da Dio agli ebrei e quindi sono disposti a tutto pur di recuperarla; ma altri sono semplicemente attratti da condizioni vantaggiose, quali ad esempio i prezzi dei terreni, molto più bassi che a Tel Aviv o nelle altre città israeliane. Per chi lavora in città e vive in una colonia, poi, gli spostamenti non sono un problema, dato il numero consistente di strade che possono essere percorse solo da israeliani e alle quali i palestinesi non hanno accesso, con evidenti benefici per la fluidità del traffico. Il meccanismo è più o meno il seguente: un gruppo di cittadini israeliani si installano illegalmente su un pezzo di terra palestinese con camper e roulotte (formando così un outpost); il governo israeliano finge di opporsi ma in realtà porta alle abitazioni temporanee dei suoi cittadini acqua ed elettricità, avviando di fatto la progressiva trasformazione dell'outpost transitorio in insediamento permanente, con vere e proprie case in cemento. In alcuni casi il governo dichiara alcune colonie illegali, ma è bene precisare che, in base al diritto internazionale, tutte le colonie ebraiche in territorio palestinese sono illegali. Il muro dunque fa impressione perché ha un profondo significato simbolico, rappresentando una nuova barriera proprio in un mondo che diventa sempre più interdipendente. Colpisce perché rappresenta la resa di due popoli che non riescono a vivere uno accanto all'altro. Ma preoccupa soprattutto per motivi molto più pratici: perché sottrae agli uni la terra che è stata loro riconosciuta, per darla ad altri che l'hanno illegalmente occupata. Alessandro Bozzini * L'autore ha partecipato a una delegazione in Palestina e Israele organizzata e guidata da Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo. Il gruppo ha incontrato esponenti politici, intellettuali e associazioni sia internazionali che palestinesi e israeliani nelle città di Gerusalemme, Tel Aviv, Jaffa, Sderot, Ramallah, Nablus, Hebron e Betlemme.

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Il vice di Bin Laden: <Attaccate l'Onu, è nemico dell'islam> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 80 del 2008-04-03 pagina 13 Il vice di Bin Laden: "Attaccate l'Onu, è nemico dell'islam" di Redazione Un appello a tutti i musulmani affinché lancino attacchi contro obiettivi ebraici dentro e fuori Israele è stato lanciato ieri sera via internet dal numero due di Al Qaida Ayman al Zawahiri. Al Zawahiri accusa inoltre le Nazioni Unite di essere "nemiche dei musulmani e dell'islam" e sollecita attacchi contro i loro uffici. Questo di Zawahiri è il quarto messaggio di Al Qaida comparso negli ultimi mesi: il 20 marzo era stata diffusa una registrazione audio in cui Bin Laden minacciava l'Unione Europea e il Papa, e il 16 dicembre scorso lo stesso Zawahiri aveva criticato fortemente il re d'Arabia Abdullah per la visita a Benedetto XVI in Vaticano lo scorso ottobre. Al Zawahiri ha inoltre affermato che il leader di Al Qaida Osama Bin Laden è in buona salute e che le notizie riguardo ad una sua presunta malattia sono false. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E il mondo disse: Bush e Israele sono i più pericolosi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Il sondaggio E il mondo disse: Bush e Israele sono i più pericolosi di Dimitri Buffa Nel mondo ci sono quasi 18000 persone che mettono sullo stesso piano le possibili vittime e i probabili carnefici. Cioè Israele e l'Iran. Si tratta del campione di individui sondato (come ogni anno) tra l'ottobre del 2007 e il gennaio del 2008, dal GlobeScan per conto del programma Bbc World. Per la cronaca Israele secondo questi cittadini sondati in 34 paesi rimane saldamente in testa alla graduatoria dei paesi più pericolosi per la stabilità e la pace mondiale con il punteggio di 52% negativo e solo 17% positivo. La precede di poco l'Iran, 54% e 18%, l'America a stelle e strisce, poi arriva la Corea del Nord. A Israele anche il record negativo di nazioni, 27 sulle 34 in cui è stato fatto il sondaggio, che lo vedono come un entità negativa. Segue l'Iran, 21 su 34 e Stati Uniti e Corea del Nord appaiati a quota 20. A naso la prima osservazione che viene da fare di fronte a una simile perdita di valori di riferimento è questa: la disinformazione terzomondista produce oggi gli stessi danni che produceva oltre 20 anni fa la stampa asservita all'Urss e ai paesi non allineati, e spesso da essi finanziata. C'è poi una consolidata tendenza suicida nel mettere sullo stesso piano chi compie atti di guerra asimmetrica e di terrorismo e chi , in un modo o nell'altro, è condannato a difendersi. Poi cinicamente si potrebbe arguire della diseducatività di questi sondaggi e dei metodi con cui vengono svolti. Ad esempio le domande che vengono poste o i campioni di persone che vengono scelti. Il lieve miglioramento di Israele rispetto all'anno scorso, quando con 56 a 17 superava addirittura l'Iran sarebbe dovuto alla consapevolezza da parte di molti cittadini del pericolo che sta correndo lo stato ebraico. E dal risalto finalmente dato dai media mondiali, al continuo bombardamento con mortai e missili Qassam. Gli Stati Uniti invece migliorano per motivi legati alla attuale campagna elettorale e alle tendenze di moda di considerare Obama o Hillary come una sorta di antidoto alla politica estera di Bush junior. E' di martedì, a proposito di opinioni distorte, la notizia che i cartoni animati della tv di Hamas adesso incitano a uccidere George W. Bush, come se si trattasse di un sionista. Anzi di un ebreo. Visti i risultati dei sondaggi della Bbc, si potrebbe pensare che alcuni degli intervistati prendano con la parabola la tv di Al Quds.

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