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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA:

Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  16-4-2008      #TOP


Report "Israele/Palestina"

1 Lotteria umanitaria per sostenere le iniziative dell'Onu a favore dei programmi di so ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stegno alimentare anche in vista della crisi del cibo che si sta diffondendo. Inoltre iniziative a favore di Israele. 2 Iniziative di interesse nazionale come una legge sull'immigrazione.

Putin subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" - rosalba castelletti ( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: potrebbe accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai festeggiamenti del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge Hamas a chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati Uniti "fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei conflitti".

Israele nega a Carter il visto per incontrare Hamas a Gaza Il Nobel per la pace vede i rappresentanti integralisti a Ramallah e depone fiori sulla tomba di Arafat ( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Carter ha suscitato l'ira di Israele per il proposito di andare a Damasco per incontrarsi con Khaled Mashal, uno dei massimi leader di Hamas, e per aver pure definito in un suo libro l'occupazione israeliana in Cisgiordania "un sistema di apartheid". In Israele è stato ricevuto dal presidente Shimon Peres ma non dal premier Ehud Olmert,

Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti,

Il leader va in Israele Si chiude la fase dell'<equivicinanza> ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: tra Israele e palestinesi professata dal ministro degli Esteri uscente Massimo D'Alema. E ieri sera è arrivata la risposta da parte dell'ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, che ha espresso "soddisfazione " per la sua partecipazione alle celebrazioni a Gerusalemme e ha confermato la telefonata di congratulazioni di Olmert.

Al Qaeda contro il Cavaliere <Allah maledica lui e il Papa> ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: assedio israeliano". Da quasi un anno, Hamas controlla la Striscia, dopo un'operazione militare che aveva sconfitto le forze di Fatah, la fazione di Abu Mazen. Gli israeliani e la comunità internazionale stanno portando avanti un embargo economico e politico contro l'organizzazione, che non riconosce il diritto all'esistenza dello Stato ebraico.

<E' il governo più a destra della storia politica italiana> ( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nei forum viene peraltro sottolineato come il futuro premier abbia subito annunciato che sarà Israele la destinazione prescelta per la mia prima missione ufficiale all'estero: "Olmert mi ha invitato - ha raccontato ieri in conferenza stampa - e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale".

Scrittura nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e non tanto i ( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: quella israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo, case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso intera, una, ma piena di diversità. Il romanzo di Ferrara, regia di Piero Maccarinelli, testo di Tullio Kezich da Bassani, è in scena al Palladium fino al 27 aprile.

Anche Osama perde E maledice Silvio ( da "Libero" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Non si sorprende Souad Sbai, neoeletta deputata in Puglia con il PdL: "Israele per primo? Certo, ma Berlusconi ha rapporti migliori con i Paesi arabi rispetto alla sinistra. Su Al Jazeera e Al Arabyia, fino alle tv nazionali arabe e anche turche, la vittoria di Berlusconi è stata presentata positivamente".

Il Cavaliere: <Farò la chioccia dei leader europei> ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ma il primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio lo farà in Israele per la celebrazione dei 60 anni dello Stato ebraico. "Tra noi devono esserci rapporti stretti", gli ripete il premier Ehud Olmert durante la telefonata di congratulazioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Israele vieta Gaza a Jimmy Carter ( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il premier israeliano invece riserva un trattamento da grande amico a Silvio Berlusconi, un sostenitore incondizionato delle politiche di Israele verso i palestinesi. Olmert ieri ha telefonato a Berlusconi per congratularsi per la vittoria elettorale e, soprattutto, per invitarlo in Israele.

Protagonisti 2 islamisti in cerca di copertura mediatica ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ma da fonti al seguito della sua delegazione è trapelata l'accusa a Israele che controlla i valichi di confine con la striscia di Gaza. Il tutto mentre, nei giorni scorsi, testate israeliane hanno raccontato di possibili accordi per una tregua tra Israele e Hamas. "C'è stata effettivamente l'offerta di una tregua da parte di Hamas", dice al Riformista , Riccardo Pacifici,

Prima missione in Israele ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Primo Piano Pagina 104 Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi Prima missione in Israele Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi --> ROMA Si parte informalmente con l'"amico Vladimir" Putin a villa Certosa in Sardegna; poi una missione, probabilmente la prima dopo l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele.

Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda ( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: miliardario amico di Israele", sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di "Repubblica", Vincenzo Nigro, che sostiene che "Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme..." e che afferma che "per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato"

Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: E poi le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese, la pace in Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa Sede è stata sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a cose fatte prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro soprattutto per la popolazione del posto.

Visti da gerusalemme che bello il bipartitismo all'italiana ( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: perché ormai che Berlusconi sia filo-israeliano si dà per assodato. Oppure, più probabilmente, perché al grande pubblico in Israele della politica estera italiana importa poco o nulla. Quello che interessa sono i protagonisti che scompaiono e che poi ritornano, così umani e così simili alle loro controparti israeliane.

Panoramiche su infiniti percorsi ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: esordio del giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo insito nei rapporti sentimentali.

Bush: "Silvio ci aiuti a Kabul" ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Gerusalemme a metà maggio per i 60 anni dello Stato di Israele. Per i media Usa il focus è sull'"amico dell'America che torna al potere in Italia" come scrive l'Ap e le aspettative si concentrano sull'economia. "Berlusconi ha vinto grazie allo scontento" scrive il "Los Angeles Times" mentre il "Wall Street Journal" vede nelle riforme il banco di prova del neopremier ed il "New York Times"

Al Qaeda: <Maledetti Berlusconi e Papa> ( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Sulla vicenda è interevenuto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio: "Le minacce di al Qaeda contro Berlusconi e il Papa dimostrano che l Islam radicale vede di malocchio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il terrorismo islamico.

Gaza, due razzi uccidono cameraman Reuters ( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Secondo le testimonianze il cameraman si trovava al bordo del proprio fuoristrada quando è stato raggiunto da due razzi, ai bordi dell'autoveicolo erano ben visibili i marchi dell'agenzia stampa. Sale intanto il numero delle vittime del raid israeliano, sino ad ora sono stati contati 9 morti e 17 feriti.

Israele chiude Gaza a Carter ( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: TOMBA DI ARAFAT Israele chiude Gaza a Carter [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL AVIV Il permesso è stato richiesto e negato, e la visita finora non si è realizzata. Malgrado la palese delusione per non essere riuscito a entrare nella striscia di Gaza nel corso del suo viaggio-studi mediorientale, l'ex presidente statunitense Jimmy Carter preferisce non polemizzare con le autorità israeliane.


Articoli

1 Lotteria umanitaria per sostenere le iniziative dell'Onu a favore dei programmi di so (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stegno alimentare anche in vista della crisi del cibo che si sta diffondendo. Inoltre iniziative a favore di Israele. 2 Iniziative di interesse nazionale come una legge sull'immigrazione.

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Putin subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" - rosalba castelletti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Putin subito a cena da Berlusconi Bush: "Impazienti di lavorare con lui" Il mondo ROSALBA CASTELLETTI "Sono stato trattenuto dalle tante telefonate di leader mondiali che si congratulavano": Silvio Berlusconi arriva in ritardo alla conferenza stampa prevista nel pomeriggio, ma le scuse diventano il pretesto per enumerare ai giornalisti gli "amici" stranieri sentiti in giornata, "tutti convinti - assicura - che il risultato elettorale sarà foriero di grandi cambiamenti" per l'Italia. Il primo a chiamare è il presidente francese Nicolas Sarkozy: "una lunga e bellissima telefonata" aveva detto in mattinata in collegamento con Radio Anch'io, durante la quale - precisa più tardi - non fa però alcun accenno alla vicenda Alitalia. Le "vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono anche più tardi per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una concertazione molto stretta" con l'Italia, "partner essenziale" in vista del semestre di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio. Più tardivi, a causa del fuso orario, i rallegramenti di George W. Bush: "il presidente è impaziente di lavorare di nuovo" con Berlusconi, dichiara la portavoce della Casa Bianca Dana Perino non appena si fa giorno negli Usa. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si dice "ansiosa di collaborare con Berlusconi" congratulandosi per il "convincente successo elettorale" e invitandolo in Germania. Ma il primo impegno internazionale del futuro premier sarà l'incontro di domani in Sardegna con Vladimir Putin. "Sarà da me a cena per la sua ultima uscita ufficiale da presidente della Federazione russa, poi torneremo colleghi primi ministri" spiega il vittorioso leader del Pdl che, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, potrebbe accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai festeggiamenti del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge Hamas a chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati Uniti "fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei conflitti". Aspettativa che, secondo l'autore di Citizen Berlusconi Alexander Stille, verrà disattesa: "Washington potrebbe chiedere un maggiore impegno dell'Italia, per esempio in Afghanistan", già auspicato del resto dal sottosegretario di Stato Kurt Volker. Secondo l'ex-consigliere di Clinton Charles Kupchan, il terzo governo Berlusconi non cambierà le relazioni con gli Usa, ma non potrà "compiere quelle importanti riforme di cui l'Italia ha davvero bisogno": una nota stonata tra le tante "congratulazioni sentite e non di pragmatica", le definisce il leader del Pdl, come pure il commento diffuso su al-Hesbah, un forum propagandistico di al-Qaeda. "Che Allah lo maledica - scrive un utente - e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo".

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Israele nega a Carter il visto per incontrare Hamas a Gaza Il Nobel per la pace vede i rappresentanti integralisti a Ramallah e depone fiori sulla tomba di Arafat (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Israele nega a Carter il visto per incontrare Hamas a Gaza Il Nobel per la pace vede i rappresentanti integralisti a Ramallah e depone fiori sulla tomba di Arafat di Umberto De Giovannangeli "AVREI VOLUTO visitare Gaza, ho chiesto il permesso, ma ho ricevuto risposta negativa": Striscia sbarrata per Jimmy Carter. È lo stesso ex presidente Usa a rive- larlo. "Forse esiste ancora il modo di aggirare l'ostacolo - ha aggiunto -. Ancora non lo so". Carter, che è in visita nella regione e che è stato accolto in Israele con grande freddezza per sue prese di posizioni ritenute ostili allo Stato ebraico, si è recato a Ramallah dove ha deposto una corona di fiori sulla tomba del "mio caro amico Yasser Arafat" - cosa che il presidente George W. Bush aveva invece evitato di fare - e si è incontrato col premier palestinese, Salam Fayyad. Carter ha affermato che Israele, dopo la conferenza di Annapolis, nel novembre scorso, non ha tenuto fede ai suoi impegni, non ha cessato le costruzioni negli insediamenti ebraici e non ha rimosso nemmeno un posto di blocco in Cisgiordania. A Ramallah Carter ha pure avuto un colloquio con Naser al-Shaer, ex vice premier nel primo governo formato da Hamas dopo la vittoria nelle elezioni del 2006. In precedenza Carter aveva detto che era sua intenzione andare anche a Gaza ma che il permesso gli era stato rifiutato, senza precisare da chi. Fonti al seguito della sua delegazione hanno detto che il rifiuto è stato di Israele, che controlla i valichi di confine con la striscia di Gaza. L' ex presidente e premio Nobel per la pace ha ribadito di essere arrivato nella regione non come negoziatore o mediatore ma semplicemente per comunicare "ai leader degli Stati Uniti" ciò che gli diranno i leader della Siria e di Hamas. Carter ha suscitato l'ira di Israele per il proposito di andare a Damasco per incontrarsi con Khaled Mashal, uno dei massimi leader di Hamas, e per aver pure definito in un suo libro l'occupazione israeliana in Cisgiordania "un sistema di apartheid". In Israele è stato ricevuto dal presidente Shimon Peres ma non dal premier Ehud Olmert, che per questo motivo è stato criticato dal quotidiano Haaretz. Il giornale ha ricordato che 30 anni fa fu Carter a propiziare gli storici accordi di pace con l'Egitto in cui Israele, e tra l'altro si impegnò a garantire "una piena autonomia" ai palestinesi dei Territori. In questi decenni, afferma Haaretz, è stata invece sviluppata la colonizzazione ebraica. "Israele ha già dimenticato quell'impegno - nota il giornale - ma Carter ricorda". Per quegli accordi di pace, conclude Haaretz, Carter si meriterebbe in Israele "un trattamento da re, vita natural durante". La realtà, però. è un'altra. Emblematico è il fatto che Carter non ha beneficiato di alcuna misura protettiva da parte dello Shin Bet (sicurezza interna) quando l'altro ieri mattina l'ex presidente Usa ha voluto visitare la la città israeliana di frontiera di Sderot, spesso oggetto di attacchi di razzi. Fonti statunitensi hanno riferito alla stampa locale che è molto insolito che una personalità del suo rango non venga protetta durante la visita in Israele dalla "security locale". Durante la visita a Sderot Carter ha definito "un crimine" il lancio di razzi da parte dei palestinesi verso la popolazione civile israeliana e ha confermato che cercherà di favorire un cessate il fuoco. Cercherà inoltre di propiziare uno scambio di prigionieri che includa la liberazione di Ghilad Shalit, il soldato ostaggio di Hamas dal 2006. La Casa Bianca dal canto suo ha ribadito l'opposizione al piano dell'ex presidente Usa di incontrare a Damasco, Khaled Meshaal. Carter "non rappresenta gli Stati Uniti in questi incontri e il presidente Bush non approva che abbia conversazioni con Hamas", ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino.

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Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-16 num: - pag: 19 categoria: BREVI Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda YYYY La banda della polizia egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti, ma baciato dalla voglia di essere utile. E lo è, con grazia, con poesia Anteo, Eliseo.

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Il leader va in Israele Si chiude la fase dell'<equivicinanza> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Strategia L'obiettivo: ribadire la "discontinuità" da Prodi Il leader va in Israele Si chiude la fase dell'"equivicinanza" ROMA - E' stato uno dei primi annunci, a poche ore dalla vittoria elettorale: Silvio Berlusconi, stuzzicato da Clemente Mimun a Matrix, lunedì sera, ha confermato che la sua prima missione all'estero sarà in Israele, per celebrare i 60 anni dalla fondazione dello Stato ebraico: "Olmert mi ha invitato, sarò lietissimo di essere presente, per dare supporto all'unica democrazia del Medioriente". Un messaggio non nuovo per Berlusconi, che in un colpo solo rilancia la politica estera, assente dalla campagna elettorale se non per un weekend di dichiarazioni più o meno confuse sulle missioni militari, cancella "l'incidente" Ciarrapico, che con le sue dichiarazioni nostalgiche sul fascismo aveva inquietato una parte degli ebrei italiani. Il presidente del consiglio in pectore già in campagna elettorale aveva voluto più volte dichiarare la discontinuità della sua politica estera dall'"equivicinanza" tra Israele e palestinesi professata dal ministro degli Esteri uscente Massimo D'Alema. E ieri sera è arrivata la risposta da parte dell'ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, che ha espresso "soddisfazione " per la sua partecipazione alle celebrazioni a Gerusalemme e ha confermato la telefonata di congratulazioni di Olmert. E' vero che l'ambasciatore Meir l'altra sera si è congratulato sia con Berlusconi che con Walter Veltroni, con il quale i rapporti sono buoni e al quale la comunità ebraica romana riconosce, per bocca del suo presidente Riccardo Pacifici, di aver contribuito a semplificare il sistema italiano "con l'esclusione dal Parlamento dell'estrema destra di Storace e della sinistra radicale dei Diliberto e di quanti bruciano le bandiere americane e israeliane in piazza". Oltre al l'omaggio di Matrix, quello che è piaciuto molto è la scelta di Franco Frattini agli Esteri: "Fu lui nel 2003 durante la presidenza italiana dell'Unione Europea a far inserire Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Con lui l'Italia ha posto il veto più di una volta alle risoluzioni antiisraeliane nelle organizzazioni internazionali", ricorda Fiamma Nirenstein, neo-eletta parlamentare del Pdl oltre che firma di spicco sulle questioni mediorientali. Del resto non sarà un caso che il voto degli italiani all'estero in Israele ha dato un risultato più che certo: 73,2 al Popolo delle Libertà e il 19,8 al Partito democratico. Quello che in questi due anni non è piaciuto a gran parte degli ebrei italiani è stata la "neutralità " di D'Alema (la definizione è della Nirenstein) sulle questioni mediorientali. Al suo esordio alla Farnesina lo definirono un "pericolo". Alla celebrazione della festa nazionale, a Roma l'anno scorso, Prodi e D'Alema furono trattati con una certa freddezza, e a chiudere dal palco fu tra gli applausi l'ex ministro Gianfranco Fini come se fosse ancora in carica. Tra l'altro c'era stata la foto di D'Alema a braccetto a Beirut con un parlamentare di Hezbollah. Poi ancora le dichiarazioni sulla necessità di dialogare con Hamas anche prima che accetti di riconoscere Israele, che avevano provocato l'indignazione del Le reazioni Alla notizia l'ambasciatore Meir ha reagito con "soddisfazione". Nel mirino la "neutralità" dalemiana.

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Al Qaeda contro il Cavaliere <Allah maledica lui e il Papa> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Al Qaeda contro il Cavaliere "Allah maledica lui e il Papa" L'anatema online. E Hamas: smetta di seguire gli Usa Il consigliere del premier deposto Haniyeh: Berlusconi si renda conto che il popolo palestinese soffre e ha dei diritti DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Ahmed Youssef è chiamato "l'americano ", dopo i vent'anni passati negli Stati Uniti. Tra i leader di Hamas è quello che parla meglio l'inglese e che dovrebbe conoscere la lingua da adoperare con la diplomazia occidentale. Il primo messaggio che manda a Silvio Berlusconi è un avvertimento: esca dal controllo di George W. Bush. "Spero abbia imparato che la politica regionale adottata dagli americani - dice all'Ansa da Gaza - è solo fomentatrice d'odio". Youssef è il consigliere politico di Ismail Haniyeh, il premier deposto dal presidente palestinese Abu Mazen. I capi oltranzisti hanno cercato di allontanarlo dal primo ministro di Hamas - anche fisicamente, il suo ufficio è stato spostato -, resta influente nelle mosse internazionali del movimento fondamentalista. "Bush finora non ha ottenuto nulla, se non un accresciuto antagonismo nei confronti del suo Paese. Ci auguriamo che Berlusconi adotti una politica moderata sulla questione palestinese. Seguire Washington non aiuterà certo a risolvere i conflitti nella regione". Aggiunge: "Occorre che il premier italiano si renda conto che qua c'è un popolo che soffre, che ha diritti e che tutti devono impegnarsi perché questi diritti vengano riconquistati ". Sami Abu Zuhri, uno dei portavoce del movimento integralista, chiede un intervento "per risolvere la crisi umanitaria nella Striscia, causata dall'assedio israeliano". Da quasi un anno, Hamas controlla la Striscia, dopo un'operazione militare che aveva sconfitto le forze di Fatah, la fazione di Abu Mazen. Gli israeliani e la comunità internazionale stanno portando avanti un embargo economico e politico contro l'organizzazione, che non riconosce il diritto all'esistenza dello Stato ebraico. In campagna elettorale, Berlusconi aveva attaccato le parole di Massimo D'Alema sulla necessità di coinvolgere Hamas nelle trattative di pace. "Dire queste cose significa lavorare contro gli ebrei. Io, assieme a Tony Blair, ho fatto mettere Hamas nell'elenco delle organizzazioni terroristiche stilato dall'Unione Europea ". Franco Frattini guidava, da presidente di turno, il Consiglio dei ministri degli Esteri che il 6 settembre 2003 aveva deciso di inserire il movimento nella lista nera. La vittoria di Berlusconi è stata "maledetta" da uno dei forum islamici che veicolano la propaganda di Al Qaeda su Internet. "Che Allah scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo" è il commento con la firma al-Wahabi. Sul sito al-Hesbah, viene data la "notizia urgente" del risultato elettorale da un tale Qannas al-Jazira: il "Cecchino della penisola arabica" tiene aggiornati gli utenti sulle vicende italiane. "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria avrebbe visitato Israele", riporta un altro messaggio. Davide Frattini.

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<E' il governo più a destra della storia politica italiana> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

I trionfi del Cavaliere e della Lega visti (e commentati) dalle colonne dei principali quotidiani europei e statunitensi "E' il governo più a destra della storia politica italiana" Stefania Podda "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e il Papa cattivo". All'indomani della vittoria di Silvo Berlusconi e della sua coalizione, sui siti jihadisti si scatena la rabbia per il ritorno al potere del Cavaliere. Commenti minacciosi e annunci di prossime rappresaglie si leggono sui siti che fanno propaganda per al Qaeda. Su uno dei principali di questi, al Hesbah, un uomo che si è firmato "al Wahabi" ha postato questo commento al risultato delle elezioni, indicando in Berlusconi e Ratzinger gli obbiettivi di possibili azioni. Non è peraltro la prima volta. Nel 2004, con il Cavaliere a Palazzo Chigi, un sito internet islamico aveva diffuso un messaggio, attribuito ad al Qaeda, in cui si intimava all'Italia di liberarsi del Cavaliere, pena futuri attentati: "O vi liberate dell'incompetente Berlusconi o davvero metteremo a ferro e a fuoco l'Italia. Vi aspetta un bagno di sangue come quello dell'undici settembre". A gennaio, un video di un portavoce di al Qaeda, Adam Yahive Gadahn, noto come Azzam, attaccava Berlusconi citandolo esplicitamente tra i nemici dell'Islam, in quanto amici e "complici" di Bush: "La sconfitta degli americani - diceva Azzam - non potrà essere completa se non comprenderà anche i crociati di Bush che sono suoi complici e che hanno importanti responsabilità nel fallimento di questa crociata". Di minacce più o meno dettagliate e circostanziate in questi anni ne sono arrivate molte, difficile però verificarne la credibilità. Certo è che la terza volta a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi inquieta il mondo arabo che non ha dimenticato la sua sortita all'indomani dell'11 settembre, con l'affermazione della superiorità del mondo occidentale rispetto alla cultura islamica: "Dovremmo essere consapevoli - aveva detto - della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione. Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani". Ne era seguita una dura polemica, con maldestri tentativi di correggere il tiro. Ma al di là delle dichiarazioni estemporanee, Berlusconi è stato sempre in prima fila nelle guerre volute dalla Casa Bianca, ha affiancato acriticamente George W.Bush, accreditandosi - con Tony Blair - come il miglior alleato possibile. Nei forum viene peraltro sottolineato come il futuro premier abbia subito annunciato che sarà Israele la destinazione prescelta per la mia prima missione ufficiale all'estero: "Olmert mi ha invitato - ha raccontato ieri in conferenza stampa - e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale". Una preoccupazione, quella dell'appiattimento dell'Italia sulle posizioni americane e israeliane, che è presente tra i paesi del mondo arabo. Soprattutto riguardo la questione israelo-palestinese. Il governo israeliano è senza dubbio rassicurato dal cambio alla Farnesina, il tentativo di Massimo D'Alema di sganciarsi dalle direttive statunitensi e di provare a creare una politica europea che imponesse di considerare Hamas un interlocutore possibile o meglio ineludibile, ha molto irritato Tel Aviv e Washington. Facile prevedere che il nuovo governo correggerà immediatamente la linea - rimasta peraltro ondivaga, anche nel governo Prodi - tornando ad una chiusura assoluta con il movimento islamico. Ieri, dall'Egitto i Fratelli musulmani hanno commentato i risultati elettorali italiani, auspicando una maggiore flessibilità dal Cavaliere.In un'intervista concessa all'Agi, il numero due del movimento, Mohammed Habib, ha detto di augurarsi "una politica più moderata per il Medio Oriente e, soprattutto, indipendente dal governo statunitense". "Saluto positivamente - ha detto - l'alternanza politica nei Paesi democratici come l'Italia, ma spero che Berlusconi cambi le sue strategie internazionali. So che alle ultime elezioni non venne votato per le sue posizioni anti-arabe, qualsiasi minaccia ai Paesi musulmani viene da noi vista con molta preoccupazione. Spero quindi che Berlusconi rimanga accanto alle democrazie e a coloro che lottano per la libertà contro le dittature anche in Medio Oriente". 16/04/2008.

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Scrittura nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e non tanto i (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Mmagini, colori, atmosfere, bensì sapori e odori. E Ferrara, quella israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo, case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso intera, una, ma piena di diversità. Il romanzo di Ferrara, regia di Piero Maccarinelli, testo di Tullio Kezich da Bassani, è in scena al Palladium fino al 27 aprile.

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Anche Osama perde E maledice Silvio (sezione: Israele/Palestina)

( da "Libero" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Anzitutto 16-04-2008 Anche Osama perde E maledice Silvio di ANDREA MORIGI ROMA Osama bin Laden preferiva il governo Prodi che, ritirando le truppe italiane dall'Iraq rinunciava alla lotta contro il terrorismo, Hezbollah ne rimpiangerà il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. E un predicatore di Hamas, il deputato palestinese Yunis Al Astal, nel sermone di venerdì scorso, ha profetizzato ai suoi fedeli che Roma sarà presto conquistata dall'islam. Su tutto, prevale comunque l'odio contro Silvio Berlusconi. "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo", è il primo commento post-elettorale diffuso ieri sul sito jihadista Al Hesbah da un tale Al Wahabi. Per Al Qaeda torna in edizione aggiornata l'incubo della triade BBB. Nel frattempo Tony Blair è stato sostituito da Benedetto XVI, ora nel mirino insieme a George W. Bush e Berlusconi. La notizia viene ripresa da Qannas Al Jazira, in arabo "Cecchino della penisola araba", osservatore particolarmente attento del panorama politico italiano, mentre Fursan Al Fajr evoca lo spettro di un rapporto più stretto tra l'Italia e i "nemici sionisti": "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Non si sorprende Souad Sbai, neoeletta deputata in Puglia con il PdL: "Israele per primo? Certo, ma Berlusconi ha rapporti migliori con i Paesi arabi rispetto alla sinistra. Su Al Jazeera e Al Arabyia, fino alle tv nazionali arabe e anche turche, la vittoria di Berlusconi è stata presentata positivamente". Anche se, tra le priorità del Cavaliere, la seconda e la terza sono, rispettivamente, garantire la sicurezza dei cittadini e rispedire i clandestini nei loro Paesi, non ci saranno problemi con il mondo islamico: "Tutti i governanti arabi e musulmani si sono congratulati con il vincitore". A preoccuparla, semmai, sono "i musulmani qui in Italia e i siti web, con pagine in italiano, che invitano all'odio e alla guerra santa. Perché la polizia postale non li ha chiusi? Abbiamo presentato molte denunce, ma senza esito. Vorrei scoprire chi li protegge". Senza più punti di riferimento antiamericani e anticristiani in Parlamento, per i fondamentalisti la scelta naturale sarà la saldatura con la sinistra antagonista. L'europarlamentare leghista Mario Borghezio individua il pericolo, ma anche la soluzione in "una scelta di campo molto precisa, per l'Europa delle cattedrali e dei campanili, che non vuole diventare musulmana". Rimane "significativo che le minacce di Al Qaeda siano giunte così tempestivamente. Ma è meglio così, perché ci accorgeremo che questa gente non sta qui da noi a fare attività religiosa. E ci rafforza nella convinzione che i cattocomunisti al governo non creavano nessun problema al terrorismo, alla vulgata fondamentalista e alla dolce vita degli estremisti islamici. Ma ora c'è la Lega al governo e inizierà un bel lavoro di pulizia". Foto: L'ATTACCO Borghezio: "Le minacce dimostrano che l'islam radicale non vede di buon occhio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il terrorismo islamico. Sbai: "Il mondo islamico non è questo, tutti i governanti arabi hanno fatto gli auguri al Cavaliere" Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Il Cavaliere: <Farò la chioccia dei leader europei> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 91 del 2008-04-16 pagina 2 Il Cavaliere: "Farò la chioccia dei leader europei" di Adalberto Signore "Dobbiamo riallacciare al più presto i rapporti coi russi o rischiamo di perderli". Bush e Sarkozy lo chiamano: "Dobbiamo lavorare ancora insieme" da Roma La prima telefonata che arriva lunedì sera nell'enorme salone di Arcore dove Silvio Berlusconi si sta godendo una vittoria decisamente più ampia del previsto è quella di José Luis Zapatero. Congratulazioni "sincere", spiega il Cavaliere ai commensali, tanto che i due si dicono d'accordo sulla necessità di "una più stretta collaborazione" tra Italia e Spagna. La serata andrà avanti così per qualche ora, al punto - racconta chi c'era - che "è stato difficile mangiare". Soprattutto per Piersilvio, seduto a fianco al padre e impegnato a più riprese nel passargli il telefono. La lista è lunga: il premier olandese Jan Peter Balkenende, quello tunisino Ben Alì, quello albanese Sali Berisha. Ma la chiacchierata più lunga è quella con Vladimir Putin, visto che il Cavaliere e il leader del Cremlino devono mettere a punto il loro incontro di domani, quando di ritorno dalla Libia Putin farà scalo in Sardegna per un faccia a faccia a Villa Certosa. Due anni e qualche giorno dopo il suo addio a Palazzo Chigi, dunque, il leader del Pdl ricomincia dalla politica estera. "Riprendiamo da dove eravamo rimasti", chiosa soddisfatto con i presenti. Con l'obiettivo di far valere in Europa il suo status di "più anziano" e, dunque, "più esperto". Insomma, "dovrò fare da chioccia", da "pater familias", come faceva François Mitterrand nel 1994, quando "arrivai per la prima volta a quelle riunioni". Un concetto che ripete anche durante la sua prima conferenza stampa da presidente del Consiglio in pectore. Perché, spiegava lunedì sera ai suoi commensali, quello che ha in mente è cercare di riunire i leader europei per "rilanciare" il ruolo dell'Ue, visto anche il momento di difficoltà degli Stati Uniti. Un'iniziativa cui sembra guardare con interesse José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue oltre che esponente di spicco dei Popolari europei. "Il governo dell'Ue - spiega - conta sul contributo di Berlusconi per il pieno successo politico del progetto europeo". Quel che colpisce i presenti, però, è che - seppure decisamente sopra ogni aspettativa - il Cavaliere si gode la vittoria "sereno" e "soddisfatto" ma senza farsi trascinare dall'euforia. Lascia trasparire un pizzico di commozione solo quando alza il calice e invita tutti al brindisi. Lo farà anche qualche ora più tardi, quando l'ingresso di Umberto Bossi e dei colonnelli del Carroccio sarà accolto da un lungo applauso e da un secondo brindisi. "Finalmente sono arrivati i miei amici della Lega", dice Berlusconi abbracciando il Senatùr. Insomma, il dopo elezioni del Cavaliere è piuttosto sobrio. Qualche battuta, certo, ma nessuna voglia di rivincita verso gli sconfitti o gli ex alleati. Solo un po' di disappunto per l'ottimo risultato di Antonio Di Pietro ("ma come è possibile, un partito tanto giustizialista...") e per "tutti quelli che mi davano per finito". "Si prendevano gioco di me quando dicevo che il distacco era di trenta senatori - se la ride davanti al roastbeef -: vorrei vedere le loro facce ora che siamo a quaranta...". Il day after della vittoria inizia come si era chiusa la sera di lunedì. Ieri mattina, infatti, il Cavaliere ha continuato a ricevere le telefonate dei leader stranieri. La più gradita, probabilmente, quella di George Bush che si è detto ansioso di "lavorare ancora con lui" e con cui si sono dati appuntamento a breve per un faccia a faccia. Poi, di nuovo Putin, segno evidente che le relazioni tra Italia e Russia saranno ancora una volta molto strette. Anche in prospettiva europea. "Ue e Federazione Russa - spiega Berlusconi nella sua prima uscita pubblica dopo la vittoria - dovranno avere un rapporto più ravvicinato e globale". A solo ventiquattro ore dal "convincente successo elettorale", per usare le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, le linee fondamentali della politica estera di Silvio Berlusconi sembrano dunque già tracciate. E confermano le "preferenze" a cui ha saldamente ancorato la Farnesina nel quinquennio tra il 2001 e il 2006. Con più spazio, però, per quell'Europa che più d'una volta era stata terreno di incomprensioni soprattutto per ragioni di bilancio comunitario. D'altra parte, dal 2006 di acqua sotto i ponti ne è passata. All'Eliseo non c'è più Jacques Chirac ma Nicolas Sarkozy la cui storia personale sembra essere certamente più congeniale al Cavaliere tanto che in Francia è già stato coniato un nuovo neologismo: "Le Sarkóberlusconisme". E anche con il presidente francese c'è stata una lunga e cordiale telefonata conclusasi con l'impegno di incontrarsi al più presto e "avviare una concertazione molto stretta" tra Italia e Francia. Ma il primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio lo farà in Israele per la celebrazione dei 60 anni dello Stato ebraico. "Tra noi devono esserci rapporti stretti", gli ripete il premier Ehud Olmert durante la telefonata di congratulazioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Israele vieta Gaza a Jimmy Carter (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il premier Olmert nega l'accesso a Gaza all'ex presidente Usa ma invita Berlusconi per il 60° della nascita dello Stato Michele Giorgio Gerusalemme Non cessa il boicottaggio del governo Olmert della visita dell'ex presidente americano e premio Nobel per la pace Jimmy Carter, colpevole agli occhi dei dirigenti dello Stato ebraico, ma anche del Dipartimento di stato Usa, di voler aprire un dialogo con Hamas - nei prossimi giorni vedrà a Damasco il capo dell'ufficio politico del movimento islamico, Khaled Mashaal - e di aver descritto con dovizia di particolari, in un suo libro, l'occupazione israeliana dei territori palestinesi "un sistema di apartheid". Israele, ha spiegato di recente Carter, dopo la conferenza di Annapolis dello scorso novembre non ha rispettato i suoi impegni e ha accelerato le costruzioni nelle colonie ebraiche in Cisgiordania. Olmert così ha impedito al protagonista degli accordi di pace tra Israele ed Egitto di andare a Gaza dove Carter avrebbe voluto parlare ai dirigenti locali di Hamas. "Non sono riuscito ad ottenere un permesso per raggiungere Gaza, cosa che avrei desiderato fare. Ho chiesto un'autorizzazione, ma mi è stata negata", ha spiegato l'ex presidente. Il premier israeliano invece riserva un trattamento da grande amico a Silvio Berlusconi, un sostenitore incondizionato delle politiche di Israele verso i palestinesi. Olmert ieri ha telefonato a Berlusconi per congratularsi per la vittoria elettorale e, soprattutto, per invitarlo in Israele. "Il primo ministro Olmert si è congratulato con il signor Berlusconi per la sua vittoria elettorale e lo ha invitato nuovamente a visitare il nostro paese, suggerendogli di venire in occasione delle celebrazioni per il 60esimo anniversario della fondazione di Israele" (previste tra un mese), ha riferito Mark Regev, portavoce del premier israeliano. "Olmert ha espresso" ha aggiunto Regev "il convincimento di poter lavorare in stretta cooperazione e in un continuo dialogo con il futuro premier Berlusconi". E sarà proprio così. Calore e amicizia per il leader della destra italiana (con al suo interno fascisti dichiarati) che per Israele non ha fatto nulla, ed invece ostilità e gelo nei confronti di Carter che pure convinse il presidente egiziano Anwar Sadat a firmare uno storico accordo di pace con Israele. Ad accrescere il risentimento di Olmert è anche la visita effettuata ieri dall'ex capo della Casa Bianca a Ramallah. Carter ha accolto con un caloroso abbraccio Nasser Shaer, il vice premier di Hamas del passato governo di unità nazionale palestinese. E certo a Tel Aviv non hanno gradito la decisione dell'ex presidente Usa di rendere omaggio allo scomparso rais palestinese Yasser Arafat, sulla cui tomba ha deposto una corona di fiori, cosa che George Bush si era rifiutato di fare durante la sua visita all'inizio dell'anno. Tuttavia non tutti in Israele condividono il boicottaggio di Carter. Ieri in un editoriale Haaretz ha sottolineato che Israele non avrebbe dovuto ignorare Jimmy Carter verso il quale ha un debito di riconoscenza. Il giornale non ha escluso che l'idea di Carter di dialogo con tutti sia più utile ed efficace della chiusura verso Hamas portata avanti dal governo. Per la pace tra Israele ed Egitto, ha concluso Haaretz, Carter si meriterebbe "un trattamento da re, vita natural durante".

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Protagonisti 2 islamisti in cerca di copertura mediatica (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Protagonisti 2 islamisti in cerca di copertura mediatica Hamas incontra Carter e si appella a Silvio ma la tregua rimane una voce di corridoio Tra voglie di conquista, impegno diplomatico e dichiarazioni sulle recenti elezioni italiane è grande, in questi giorni, il protagonismo di Hamas. Ha promesso la conquista di Roma, incontrato Jimmy Carter e augurato a Silvio Berlusconi di uscire dall'egida statunitense. Ma andiamo con ordine. "Molto presto, con il volere di Allah, Roma sarà conquistata proprio come lo fu Costantinopoli", queste le affermazioni di Yunis al-Astal, chierico di Hamas, in un sermone tenuto venerdì scorso. Moderatismo, invece, è quanto chiede al premier italiano Berlusconi, Ahmed Yussef, consigliere politico del movimento palestinese, dopo aver appreso la notizia della vittoria. "Spero che abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice d'odio". Ma è certamente ieri a Ramallah, che Hamas mette a segno il grande colpo mediatico, l'incontro con Jimmy Carter che ha avuto un colloquio con Naser al-Shaer, ex vice premier nel primo governo formato da Hamas, dopo la vittoria nelle elezioni del 2006. A dire il vero Carter voleva incontrare esponenti di Hamas a Gaza, ma gli è stato impedito. Lui non ha detto da chi, ma da fonti al seguito della sua delegazione è trapelata l'accusa a Israele che controlla i valichi di confine con la striscia di Gaza. Il tutto mentre, nei giorni scorsi, testate israeliane hanno raccontato di possibili accordi per una tregua tra Israele e Hamas. "C'è stata effettivamente l'offerta di una tregua da parte di Hamas", dice al Riformista , Riccardo Pacifici, neo eletto presidente della Comunità ebraica romana, "ma è evidente che in un momento di grande debolezza, come è oggi quello di Hamas, l'organizzazione ha la necessità di prendere tempo per preparare poi l'assalto finale, magari con la complicità di altri stati della regione". Ci vuole prudenza. Questa - secondo Pacifici - la premessa ad un eventuale accordo, che potrebbe comunque svilupparsi solo con il rispetto di precisi presupposti. "La cancellazione, dalla carta di Hamas, della volontà di distruggere lo Stato di Israele, esattamente come avvenne nel '93 fra Rabin e Arafat. Il secondo requisito è l'abbandono di ogni forma di azione terroristica e il terzo è il riconoscimento degli accordi sottoscritti con Arafat. In questo quadro si innesca un'altra vicenda, che è un po' il paradosso di tutte le vicende che avvengono in Medio Oriente. Se anche qualsiasi governante israeliano dovesse decidere di andare alla resa con Hamas, in un ipotetico accordo di pace, questo non farebbe che rafforzare, nell'opinione pubblica araba e palestinese, l'idea che Israele ha ceduto solo grazie alle azioni terroristiche. Il risultato sarebbe insomma stato raggiunto più con la violenza che non con il normale dialogo". Per Jamal Moh'd Jadallah, corrispondente in Italia dell'Agenzia di stampa palestinese Wafa, "di tregua effettivamente si era parlato. Dopo alcuni incontri mediati dagli egiziani, sembrava iniziata una trattativa, ma proprio ieri Israele ha bombardato, occupato cinque case, e tutto si è complicato di nuovo" E sulle proposte di Hamas? "Hamas fa proposte ogni giorno, il punto è a quali condizioni. Quelle poste dal popolo palestinese sono quelle poste da Abu Mazen a Olmert. Le condizioni di Hamas potrebbero avere riscontro solo se il movimento islamico ammettesse il suo errore a Gaza e il governo di Salam Fayyad riprendesse in pugno la situazione. Se le richieste di Hamas fossero quelle di sedersi al tavolo delle trattative questo non sarebbe possibile, perché Hamas non rappresenta il popolo palestinese". Una buona notizia comunque c'è. Da oggi Israele dovrebbe ripristinare i rifornimenti di gas e elettricità verso la Striscia di Gaza. Francesco De Leo 16/04/2008.

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Prima missione in Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Primo Piano Pagina 104 Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi Prima missione in Israele Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi --> ROMA Si parte informalmente con l'"amico Vladimir" Putin a villa Certosa in Sardegna; poi una missione, probabilmente la prima dopo l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele. Quindi l'Europa e naturalmente un saluto ufficiale all'altro "amico" al di là dell'Oceano, il presidente George W. Bush. A sole 24 ore dal "convincente successo elettorale", per usare le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, le linee fondamentali della politica estera di Silvio Berlusconi sembrano essere già tracciate. È stato lo stesso premier in pectore a disegnare la scaletta delle priorità internazionali districandosi tra un'infinità di messaggi e telefonate di congratulazioni provenienti da ogni parte del mondo, da leader di governi di destra e di sinistra. Tutti concordi nel sottolineare la forza della vittoria elettorale e tutti consapevoli che il "Berlusconi ter" dovrebbe proprio essere un governo di legislatura. Si tratta di una rapidissima conferma delle preferenze di Silvio Berlusconi che nei suoi due Governi precedenti ha saldamente ancorato la linea della Farnesina ad un ferreo atlantismo accompagnato da un pieno sostegno alla guida di Putin della Russia. In mezzo l'Europa, con la quale ha avuto rapporti più controversi anche per ragioni di bilancio comunitario. Fuori dall'Unione europea, nell'area calda del Medio Oriente, la scelta di Berlusconi è sempre caduta senza tentennamenti o incertezze su Israele. E così sarà anche nel prossimo futuro come ha già dimostrato la telefonata avuta ieri con il premier Ehud Olmert che non ha nascosto la sua soddisfazione nel vedere di nuovo Berlusconi alla guida dell'Italia: "vogliamo stretti rapporti tra di noi", ha detto Olmert ringraziandolo per "il sostegno sempre dato" e invitandolo in Israele al più presto. Un sostegno deciso che è ben conosciuto nell'area e che ha spinto subito Hamas a chiedere esplicitamente a Berlusconi di adottare "una politica moderata" che non segua quella dell'amministrazione Bush che è "solo fomentatrice di odio". Il presidente americano invece si è subito fatto vivo con il neopremier facendo sapere da Washington "di essere pronto a lavorare di nuovo" con il leader del Pdl. Anche la scelta di Franco Frattini come ministro degli Esteri conferma la volontà di cambiare poco in politica estera.

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Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mer, 16 Apr 2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Il M.O. e il Cavaliere Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda di Dimitri Buffa Basta passeggiate con i ministri Hezbollah e dichiarazioni di assurde equivicinanze. Con la vittoria nettissima alle elezioni politiche da parte di Silvio Berlusconi gli israeliani in particolare e tutti gli ebrei del mondo in generale ritrovano un loro sicuro e fedele amico. E la stampa dello Stato ebraico, pur mantenendo un certo understatement, di certo non si fa pregare nel sottolineare la felice novità. Su Yedioth Aronoth si parla della vittoria del "miliardario amico di Israele", sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di "Repubblica", Vincenzo Nigro, che sostiene che "Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme..." e che afferma che "per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato". Infine sul Jerusalem Post la notizia della vittoria di Berlusconi è al primo posto nella sezione esteri della versione online e si ricordano le sue continue attestazioni di amicizia verso lo Stato ebraico. Da Roma l'entusiasmo israeliano viene commentato anche dai candidati di religione ebraica eletti nel Partito delle libertà come Fiamma Nirenstein e Alessandro Ruben. La prima non ha peli sulla lingua nel ricordare come a Gerusalemme nessuno abbia dimenticato i segretari di partito come Oliviero Diliberto che marciavano insieme a chi bruciava la bandiera con la stella di Davide e tantomeno i ministri degli esteri come Massimo D'Alema che si facevano fotografare a braccetto con gli esponenti del "partito di Dio" finanziato dall'Iran. La Nirenstein fa anche notare come in pratica gli elettori abbiano di fatto bocciato ogni partito, a destra e a sinistra, che nel proprio bagaglio avesse messo le lotte anti occidentali: che si trattasse della Destra di Storace e della Santanchè o dei verdi di Pecoraro Scanio. L'avvocato Ruben invece ha evitato di mettere il dito nella piaga dicendo che "la riflessione sull'atteggiamento di una certa parte della sinistra verso Israele riguarda soprattutto chi è stato sconfitto". E la stampa araba? I principali quotidiani noti e venduti anche in Italia, nelle edicole di via Veneto a Roma (ad esempio), come Al Ayat e Al Sharq al Awsat, non prendevano posizioni nette. Ahmed Yussef, consigliere politico del leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha invece avvertito: "Spero che Berlusconi abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice di odio. Ci auguriamo che, per quanto concerne la questione palestinese, Berlusconi adotti una politica moderata". Le parole pesanti sono giunte ieri dai vari siti della jihad online che più o meno fanno riferimento ad Al Qaeda e dintorni. Su uno di essi si legge anche la prima maledizione islamica contro il Cavaliere: "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo". A inserire queste invettive sul sito "al-Hesbah", è stato un internauta che si firma al-Wahabi. A propagare la presunta parola d'ordine di Osama bin Laden un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, cioè il "cecchino della penisola". Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento ai telegiornali italiani e già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato il nostro paese. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Ecco insomma chi sono i compagni di odio anti berlusconiano della sinistra antagonista che per fortuna è diventata extraparlamentare.

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Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Visita oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli ispanici La promessa di Ratzinger: "Via i preti pedofili" Oggi è la prima giornata di Benedetto XVI negli Stati Uniti. Una giornata che coincide con l'81esimo compleanno di Ratzinger. E la cosa ha colpito emotivamente il popolo americano, onorato che il successore di Wojtyla si trovi nel loro paese in un giorno per lui così importante. Sabato, poi, sarà l'anniversario del suo terzo anno di pontificato, anch'esso festeggiato negli Usa. Coincidenze che rafforzano quel 58 per cento di cittadini statunitensi che, secondo un recente sondaggio, ha dichiarato di avere un'opinione positiva di Benedetto XVI. In molti - il 64 per cento secondo un'altra inchiesta - si aspettano molto dal suo arrivo, soprattutto attendono parole utili per accrescere la forza spirituale della società americana. Già quest'oggi Benedetto XVI ha la possibilità di non deluderli. Queste prime ventiquattro ore in America sono caratterizzate da due incontri importanti. Il primo, nello studio ovale della Casa Bianca di Washington, col presidente George W. Bush. Un incontro preceduto da un discorso pubblico tenuto nella South Lawn della Casa Bianca. Il secondo, nel pomeriggio, con i vescovi americani nella basilica dell'Immacolata Concezione di Washington: anche qui ci sarà un discorso. Benedetto XVI incontrerà Bush in forma privata. I due si erano incontrati già una prima volta: il 9 giugno dello scorso anno in Vaticano. In quell'occasione trovarono diversi punti di convergenza, inerenti soprattutto la necessità di promuovere la tolleranza e la comprensione fra culture e religioni. Un tema che verrà affrontato anche nel faccia a faccia di questa mattina. Ma non solo. Come ha in parte anticipato nei giorni scorsi l'ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, i due parleranno anche del ruolo che fede e ragione hanno nel futuro del mondo. E poi le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese, la pace in Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa Sede è stata sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a cose fatte prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro soprattutto per la popolazione del posto. Bush e il Papa parleranno anche della promozione dei diritti umani. Su questo punto l'amministrazione Bush non è lontana dalle istanze vaticane inerenti la difesa della vita in ogni sua forma, il "no" agli esperimenti sulle cellule embrionali staminali e alla legalizzazione dei matrimoni tra gay. Più difficile, quando si parla di diritti umani, il nodo dell'immigrazione. Negli Usa moltissimi cattolici sono immigrati ispanici. Il Papa, nel messaggio video registrato prima della partenza, ha parlato anche nella loro lingua. Gli ispanici costituiscono oggi comunità molto numerose, soprattutto negli Stati ai confini col Messico. In Arizona, ad esempio, ci sono più messe in spagnolo che in inglese. Spesso si tratta di immigrati clandestini che lottano in condizioni di vita disagiate e senza il riconoscimento di alcun diritto. Per la loro condizione già diversi vescovi statunitensi hanno rivolto a Bush esplicite critiche. È anche la loro voce che Benedetto XVI cercherà di far sentire al presidente Usa nel colloquio odierno. Nel pomeriggio saranno i vescovi americani ad accogliere il Papa nella basilica dell'Immacolata Concezione. Con lui reciteranno i vesperi e poi ne ascolteranno un discorso. Nei giorni scorsi diversi esponenti dell'episcopato Usa hanno esplicitamente espresso l'auspicio che il Papa affronti il tema dello scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti. Scandalo che ha messo in ginocchio, anche finanziariamente, diverse diocesi americane. E il Papa lo affronterà, il tema, anche se probabilmente lo farà in modo compiuto soltanto sabato mattina, nella messa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose convenuti nella cattedrale Saint Patrick di New York. Ieri, però, volando verso gli Usa, ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta giornalisti presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che intende fare "tutto il possibile" perché la cosa non si ripeta più. "I pedofili - ha detto - saranno completamente esclusi dal sacerdozio". E ancora: "Ci vergogniamo profondamente" anche perché "è più importante avere buoni preti che avere molti preti". "Se leggo le storie di quelle vittime - ha concluso il Papa - è difficile per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro missione di alleviare, di dare l'amore di Dio a quei bambini". (P. Rod) 16/04/2008.

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Visti da gerusalemme che bello il bipartitismo all'italiana (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Visti da gerusalemme che bello il bipartitismo all'italiana Piace l'idea di un Pdl e un Pd d'Israele Poco Medio Oriente, molto interesse e simpatia per un paese che, in tutte le sue complesse vicessitudini politiche, molto ricorda Gerusalemme: così la stampa israeliana ha raccontato le elezioni italiane e la vittoria del Pdl. Inutile negarlo: Berlusconi affascina i media israeliani, e non solo per le sue idee filo-americane e filo-israeliane. Anzi, la politica estera è passata quasi inosservata, un po' perché ormai che Berlusconi sia filo-israeliano si dà per assodato. Oppure, più probabilmente, perché al grande pubblico in Israele della politica estera italiana importa poco o nulla. Quello che interessa sono i protagonisti che scompaiono e che poi ritornano, così umani e così simili alle loro controparti israeliane. Tutto questo interessa perché, visto da Gerusalemme, sembra così vicino. Ieri sera uno solo dei principali siti d'informazione in ebraico - Nana - dedicava spazio alle congratulazioni da parte di Ehud Olmert e all'annunciata partecipazione del premier israeliano ai festeggiamenti per il sessantesimo anniversario di Israele. Tutte le testate principali erano invece concentrate sul "fenomeno Berlusconi" e sul nuovo bipartitismo italiano, visto forse con un po' di invidia in un paese che da anni cerca di semplificare il proprio sistema politico, e che non ci riesce. Ieri il Maariv quotidiano progressista di ampia diffusione, si soffermava sulla "mancanza di fiducia nella politica" e sollevava qualche dubbio sulla Lega, per poi concludere che "stavolta per Berlusconi governare sarà più facile". Il conservatore Yediot Ahronot , primo quotidiano per diffusione, ripropone la storia del "miliardario che entra in politica": sarà perché anche in Israele ora c'è un tycoon, Arkadi Gaydamak, che sta valutando una candidatura? La radio militare Galei Tsahal , la più ascoltata del paese, ha evitato completamente le questioni diplomatiche e di sicurezza, buttandola quasi sul sentimentale: "Gli hanno dato del megalomane e dello sciovinista, ma evidentemente Silvio Berlusconi è l'uomo di cui gli italiani più sentivano la nostalgia". L'emittente militare si permette anche un po' di sarcasmo: "È facile intuire perché la stampa internazionale sia tanto interessata a un paese che vota, in media, una volta all'anno. Ma questa situazione comincia a infastidire persino gli italiani. L'aria che si respirava prima del voto era "non importa chi vince, purché chi vinca sia in grado di governare"". Sarà. Ma in fondo anche in Israele l'aria che si respira non sembra poi così diversa: anche gli israeliani sembrano "infastiditi" (per riprendere l'espressione di Galei Tsahal ) dalle continue incertezze politiche. Non è un caso, forse, che anche il mondo politico israeliano proprio ora stia compiendo i primi passi nella lunga strada verso il sistema bipartitico. Qualche giorno fa erano cominciate a circolare le prime voci su una possibile fusione tra il partito laburista e i centristi di Kadima: "la formazione Ehud + Ehud" (ossia Olmert e Barak), come l'hanno ribattezzata i media israeliani. Parallelamente, si parla di una possibile fusione tra i due principali partiti conservatori, il Likud di Benyamin Netanyahu e il partito nazionalista Yisrael Beitenu di Avigdor Lieberman: l'idea è stata lanciata dal consigliere di Netanyahu Naftali Bennet. Per ora, dalla destra non arrivano né conferme né smentite. Mentre all'interno di Kadima si è aperto uno scontro frontale: da un lato Olmert, in piena crisi di popolarità e che vede nella fusione con "l'altro Ehud" l'unica via di salvezza, dall'altro i due luogotenenti Shaul Mofaz e Tzipora Livni, che vorrebbero mantenere Kadima intatta (e, possibilmente, guidarla loro). Insomma, la strada per un Pd e un Pdl d'Israele sembra ancora lunga. Ma forse, per la prima volta, Gerusalemme sta guardando a Roma come a un modello. Forse sarà anche per questo che, ieri, un giornalista di Yediot Ahronot ha fatto confusione? trasformando Forza Italia in "Kadima Italia". Un errore di traduzione o un lapsus freudiano? Anna Momigliano 16/04/2008.

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Panoramiche su infiniti percorsi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

DAVIDE OBERTO Difficile raccontare in poche righe tutto ciò che le Panoramiche (lungometraggi, documentari, cortometraggi) del festival propongono. Impossibile non citare due film "di genere": l'appassionato, inusuale e vitalissimo road movie "Torino - Marocco, Corazones de mujer", dei piemontesi Davide Sordella e Pablo Benedetti, che arriva al Festival dopo l'esordio alla Berlinale, il film noir rivisitato in chiave lesbica "Finn's Girl", delle registe canadesi Dominique Cardona e Laurie Colbert, e il dramma familiare spagnolo "Pudor" dei due fratelli David e Tristán Ulloa. Sempre tra i lungometraggi delle Panoramiche ci sono tre titoli sorprendenti: "Japan Japan", esordio del giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo insito nei rapporti sentimentali. Infine, "Panorama": la regista Loo Hui Pang, originaria del Laos e francese d'adozione, ha deciso di mettere in scena il suo romanzo a disegni, un successo cult in Francia, riuscendo a mantenerne intatte le atmosfere surreali e fantastiche. Sia "Solos" che "Panorama" concorrono al premio Nuovi Sguardi, che il Festival ha ideato proprio per segnalare quei film che aprono nuove strade nella rappresentazione dei generi e del genere. Le strade che si possono percorrere tra i documentari delle Panoramiche sono diversissime tra loro: si può riflettere su che senso abbia oggi in Occidente (Italia esclusa) parlare di movimento gay, comunità gay, dopo aver visto "Gay. et après?"; scoprire il coraggio di un sindaco di un paesino spagnolo che decide di sposare coppie omosessuali in "Campillo sì, quiero"; ricordarsi che l'Aids esiste ancora, nonostante il silenzio da tempo calato sull'argomento, guardando "No Magic Bullet"; ricordarsi che l'Italia è sempre un'altra cosa grazie a "Les Règles du Vatican" del regista italiano emigrato in Francia (probabilmente con ottime ragioni), Alessandro Avellis. Dalla Francia arriva una giocosa riflessione sul corpo e sul corpo nudo nei media e nei discorsi contemporanei grazie a Olivier Nicklaus che firma "La Nudité toute nue", e una biografia video di Paul Vecchiali, regista che il festival ama molto e a cui ha consegnato un premio per omaggiarne la lunga carriera cinematografica: "Paul Vecchiali, en diagonales". Un consiglio. Perdetevi tra i programmi dei cortometraggi. Ci sono commedie, film sperimentali, western in plastilina, romantiche storie d'amore e soprattutto "Schwarzwald: The Black Party® - The Movie You Can Dance To", surreale, fiabesco, audace film tra le fantasmagoriche feste newyorkesi dei Black Party e riti druidici nei boschi.

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Bush: "Silvio ci aiuti a Kabul" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LA SVOLTA LE REAZIONI ALL'ESTERO Bush: "Silvio ci aiuti a Kabul" Basta estremismi Il Dipartimento di Stato legge positivamente il taglio delle ali a destra e sinistra, "anti-Usa" Il Presidente americano ha ancora 200 giorni "Possiamo fare molto su povertà e ambiente" [FIRMA]MAURIZIO MOLINARI INVIATO A WASHINGTON "Verso la Terza Repubblica". Dopo una notte di analisi sui risultati italiani dal Dipartimento di Stato esce una lettura positiva del voto che "ha premiato Berlusconi e anche Veltroni". Le feluche di Washington hanno preparato il memorandum per il Segretario di Stato Condoleezza Rice che il presidente George W. Bush ha letto prima di chiamare Berlusconi e dirgli: "Sono ansioso di lavorare con te". Nel memo, secondo le indiscrezioni raccolte, c'è la lettura di quanto avvenuto: i numeri della vittoria di Berlusconi consentono una "stabilità politica" rafforzata dal Pd padrone del campo a sinistra. Da qui la prospettiva della genesi di una "Terza Repubblica" grazie al fatto che "i due partiti maggiori possono collaborare per fare le riforme economiche necessarie" proprio come auspicato dall'ambasciatore Spogli a New York la scorsa settimana. Positivi anche i commenti sulla sconfitta di estrema destra ed estrema sinistra, accomunate da posizioni ostili all'America. In tale cornice si pone l'eventualità di rischi di degenerazioni violente da parte di frange isolate delle aree politiche divenute extraparlamentari. Ma se ciò dovesse avvenire "fra i nostri Paesi si attiverebbe la solida collaborazione antiterrorismo" assicura una feluca. Gli analisti ammettono che non si aspettavano l'azzeramento dell'estrema sinistra così come anche "il visibile successo della Lega Nord". L'attenzione comunque è tutta sull'agenda bilaterale dei prossimi mesi. A Bush restano meno di 200 giorni alla Casa Bianca ma ciò non toglie che "molto può essere fatto". Di questo i due leader hanno parlato in una telefonata di congratulazioni assai concreta. Bush ha aspettato che fosse Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, a riconoscere la vittoria di Berlusconi e subito dopo ha chiamato. I possibili fronti di azione sono tre. Anzitutto l'Afghanistan perché, come spiegano fonti Usa, "era chiaro che Prodi al summit di Bucarest non si poteva impegnare a dare di più alla Nato" mentre ora da Berlusconi si attende un "aumento di doganieri, carabinieri e civili". Senza contare che "sarebbe positivo" se Roma facesse un passo in più, seguendo Parigi nella decisione di "inviare più truppe". Poi c'è il summit del G-8 in programma a luglio in Giappone: sarà l'ultimo di Bush, che punta ad ottenere un risultato di alto profilo varando una ricetta globale contro la povertà ed un patto sulla difesa dell'ambiente che si lasci alle spalle il Trattato di Kyoto. Avere intorno al tavolo leader amici come Sarkozy, Merkel, Harper, Gordon Brown ed ora anche Berlusconi consente un cauto ottimismo. "L'Italia conterà molto in Giappone perché sarete voi i prossimi presidenti del G8" sottolineano a Foggy Bottom. Infine, la difesa antimissile: durante il precedente governo Berlusconi si parlò di Puglia e Sicilia come possibili sedi di radar e dopo il via libera della Nato allo scudo potrebbe essere proprio Berlusconi a dare seguito a quei progetti. Non è escluso che Bush e Berlusconi possano vedersi anche prima del G8: entrambi saranno a Gerusalemme a metà maggio per i 60 anni dello Stato di Israele. Per i media Usa il focus è sull'"amico dell'America che torna al potere in Italia" come scrive l'Ap e le aspettative si concentrano sull'economia. "Berlusconi ha vinto grazie allo scontento" scrive il "Los Angeles Times" mentre il "Wall Street Journal" vede nelle riforme il banco di prova del neopremier ed il "New York Times" mette in prima pagina un voto che "segna il ritorno della politica delle personalità". Guardando oltre l'Election Day, sarà il nuovo presidente Usa l'interlocutore di Berlusconi, che conosce Hillary Clinton dai tempi del G8 di Napoli ma non ha mai incontrato nè John McCain nè Barack Obama.

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Al Qaeda: <Maledetti Berlusconi e Papa> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Padania, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Al Qaeda: "Maledetti Berlusconi e Papa" Commentata così in rete la vittoria della coalizione Cav-Bossi "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo". È il primo commento sulla vittoria alle elezioni politiche in Italia ottenuta dalla coalizione guidata da Silvio Berlusconi. È stato diffuso ieri via rete da uno dei forum islamici che veicolano la propaganda di al-Qaeda. A inserire queste invettive su uno dei principali siti jihadisti, al-Hesbah , è stato un internauta che si firma al-Wahabi ; interviene per commentare la notizia della vittoria Pdl-Lega alle elezioni, data dalllo stesso sito islamico, ma accompagnata da un banner con una scritta in arabo che recita notizia urgente . Sotto questo banner si annuncia che "Berlusconi vince le elezioni generali italiane e diventa premier per la terza volta". A dare la notizia a tutti i seguaci di Osama Bin Laden è stata un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira , in arabo Cecchino della penisola araba . Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento a tutto ciò che accade nel nostro paese; già in passato era intervenuto su vicende italiane. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr , che scrive: "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Sulla vicenda è interevenuto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio: "Le minacce di al Qaeda contro Berlusconi e il Papa dimostrano che l Islam radicale vede di malocchio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il terrorismo islamico. Queste dure e cupe parole dei seguaci di Bin Laden esigono una risposta nei fatti da parte del nuovo governo, che segni una scelta di campo molto precisa, per l Europa delle cattedrali e dei campanili, che non vuole diventare musulmana". L attenzione di al Qaeda verso l Italia è crescente. Di lunedì scorso la notizia secondo cui avrebbe aperto un sito in lingua italiana. O meglio, a farlo sono i suoi proseliti via Web dedicando alla nostra lingua uno dei forum qaedisti più noti e frequentati, Ekhlas . Finora interamente in lingua araba, il forum è stato scelto dai internauti dopo la chiusura da parte della polizia postale, il 22 febbraio scorso, del blog dell Imam di Carmagnola, Abdul Qadir Fadlallah Mamour, e della moglie Barbara Farina. Nella sezione italiana all interno di Ekhlas appaiono documenti scritti solo nella nostra lingua. A gestirlo è un membro del forum che si fa chiamare Nahir al-Murtadin , in arabo, sgozzatore degli apostati . [Data pubblicazione: 16/04/2008].

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Gaza, due razzi uccidono cameraman Reuters (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Gaza, due razzi uccidono cameraman Reuters Era a bordo del proprio autoveicolo con le insegne dell'agenzia ben visibili Gaza City, 16 apr.-Un giornalista dell'Ansa ha confermato la morte di un cameraman palestinese mentre filmava gli esiti del bombardamento dell'aviazione israeliana nel campo profughi di El Bureij. Secondo le testimonianze il cameraman si trovava al bordo del proprio fuoristrada quando è stato raggiunto da due razzi, ai bordi dell'autoveicolo erano ben visibili i marchi dell'agenzia stampa. Sale intanto il numero delle vittime del raid israeliano, sino ad ora sono stati contati 9 morti e 17 feriti.

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Israele chiude Gaza a Carter (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 16-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

A RAMALLAH HA POSTO UNA CORONA DI FIORI SULLA TOMBA DI ARAFAT Israele chiude Gaza a Carter [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL AVIV Il permesso è stato richiesto e negato, e la visita finora non si è realizzata. Malgrado la palese delusione per non essere riuscito a entrare nella striscia di Gaza nel corso del suo viaggio-studi mediorientale, l'ex presidente statunitense Jimmy Carter preferisce non polemizzare con le autorità israeliane. La tappa israeliana della missione è stata caratterizzata da nervosismo. Gerusalemme non perdona l'ex presidente per aver accostato la politica di Israele nei Territori all'Apartheid sudafricano e per la sua intenzione di incontrare a Damasco il leader politico di Hamas, Khaled Meshal. A eccezione di Shimon Peres, gli altri dirigenti dello Stato ebraico hanno preferito non ricevere l'ospite ingombrante e indesiderato: un atteggiamento di chiusura severamente criticato dal quotidiano Haaretz. "Per il ruolo da lui avuto nella pace con l'Egitto - ha scritto il giornale - abbiamo verso di lui un debito di riconoscenza. Avremmo dovuto estendergli un trattamento da re, vita natural durante". A Ramallah Carter è stato invece accolto letteralmente a braccia aperte, anche perché il suo primo gesto è stato la deposizione di una corona di fiori sulla tomba di Yasser Arafat: un gesto che il gennaio scorso il presidente George Bush, trovandosi pure nello stesso posto, si era guardato bene dal compiere. Poco dopo Carter ha scambiato altri abbracci con il premier palestinese Salam Fayad e con Nasser a-Shaer, un esponente islamico indipendente che pure nel 2006 fungeva da vice-premier nel primo governo di Hamas guidato da Ismail Haniyeh. Carter ha chiarito di non essere un mediatore. Il suo obiettivo, più modestamente, è di fungere da canale di comunicazione fra i protagonisti del Medio Oriente che non si parlano fra di loro: Israele da un lato, Hamas e la Siria dall'altro. E anche fra le due fazioni palestinesi che ancora oggi si guardano in cagnesco: Hamas e al-Fatah. Nel taccuino di Carter ci sono anche questioni umanitarie (ad esempio uno scambio di prigionieri fra Israele e Hamas) e la speranza di favorire un cessate il fuoco che riporti la calma a Gaza e consenta di riaprirne i valichi. La striscia di Gaza resta una polveriera, e forse anche per questa ragione la presenza di Carter è stata ritenuta inopportuna. I dirigenti di Hamas si dicono decisi ad abbattere, anche con la forza, la morsa di assedio che da giugno stringe la popolazione. Nel settore centrale di Gaza miliziani di Hamas hanno ingaggiato battaglia ieri con reparti militari israeliani: al culmine degli scontri, un tunnel esplosivo è stato fatto brillare accanto a un blindato israeliano. E nel Sinai, secondo i servizi segreti israeliani, miliziani di Hamas potrebbero essere in procinto di assalire turisti israeliani che speravano di concedersi una settimana di relax sul Mar Rosso in occasione delle imminenti vacanze pasquali ebraiche. Anche questi sono elementi che lo studente Carter dovrà annotare nel suo quaderno, in questo complesso viaggio-studi.

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