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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA: Se scoppia l’intelligenza” |
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tARTICOLI DEL 16-4-2008 #TOP
1
Lotteria umanitaria per sostenere le iniziative dell'Onu a favore dei programmi
di so ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Stegno alimentare anche in vista della crisi del cibo che si sta diffondendo. Inoltre iniziative a favore di Israele. 2 Iniziative di interesse nazionale come una legge sull'immigrazione.
Putin
subito a cena da berlusconi bush: "impazienti di lavorare con lui" -
rosalba castelletti ( da "Repubblica, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: potrebbe accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai festeggiamenti del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge Hamas a chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati Uniti "fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei conflitti".
Israele
nega a Carter il visto per incontrare Hamas a Gaza Il Nobel per la pace vede i
rappresentanti integralisti a Ramallah e depone fiori sulla tomba di Arafat
( da "Unita,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Carter ha suscitato l'ira di Israele per il proposito di andare a Damasco per incontrarsi con Khaled Mashal, uno dei massimi leader di Hamas, e per aver pure definito in un suo libro l'occupazione israeliana in Cisgiordania "un sistema di apartheid". In Israele è stato ricevuto dal presidente Shimon Peres ma non dal premier Ehud Olmert,
Guida
ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti,
Il
leader va in Israele Si chiude la fase dell'<equivicinanza>
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: tra Israele e palestinesi professata dal ministro degli Esteri uscente Massimo D'Alema. E ieri sera è arrivata la risposta da parte dell'ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, che ha espresso "soddisfazione " per la sua partecipazione alle celebrazioni a Gerusalemme e ha confermato la telefonata di congratulazioni di Olmert.
Al
Qaeda contro il Cavaliere <Allah maledica lui e il Papa>
( da "Corriere
della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: assedio israeliano". Da quasi un anno, Hamas controlla la Striscia, dopo un'operazione militare che aveva sconfitto le forze di Fatah, la fazione di Abu Mazen. Gli israeliani e la comunità internazionale stanno portando avanti un embargo economico e politico contro l'organizzazione, che non riconosce il diritto all'esistenza dello Stato ebraico.
<E'
il governo più a destra della storia politica italiana>
( da "Liberazione"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Nei forum viene peraltro sottolineato come il futuro premier abbia subito annunciato che sarà Israele la destinazione prescelta per la mia prima missione ufficiale all'estero: "Olmert mi ha invitato - ha raccontato ieri in conferenza stampa - e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale".
Scrittura
nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e
non tanto i ( da "Messaggero, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: quella israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo, case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso intera, una, ma piena di diversità. Il romanzo di Ferrara, regia di Piero Maccarinelli, testo di Tullio Kezich da Bassani, è in scena al Palladium fino al 27 aprile.
Anche
Osama perde E maledice Silvio ( da "Libero"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Non si sorprende Souad Sbai, neoeletta deputata in Puglia con il PdL: "Israele per primo? Certo, ma Berlusconi ha rapporti migliori con i Paesi arabi rispetto alla sinistra. Su Al Jazeera e Al Arabyia, fino alle tv nazionali arabe e anche turche, la vittoria di Berlusconi è stata presentata positivamente".
Il
Cavaliere: <Farò la chioccia dei leader europei>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Ma il primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio lo farà in Israele per la celebrazione dei 60 anni dello Stato ebraico. "Tra noi devono esserci rapporti stretti", gli ripete il premier Ehud Olmert durante la telefonata di congratulazioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Israele
vieta Gaza a Jimmy Carter ( da "Manifesto, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Il premier israeliano invece riserva un trattamento da grande amico a Silvio Berlusconi, un sostenitore incondizionato delle politiche di Israele verso i palestinesi. Olmert ieri ha telefonato a Berlusconi per congratularsi per la vittoria elettorale e, soprattutto, per invitarlo in Israele.
Protagonisti
2 islamisti in cerca di copertura mediatica
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ma da fonti al seguito della sua delegazione è trapelata l'accusa a Israele che controlla i valichi di confine con la striscia di Gaza. Il tutto mentre, nei giorni scorsi, testate israeliane hanno raccontato di possibili accordi per una tregua tra Israele e Hamas. "C'è stata effettivamente l'offerta di una tregua da parte di Hamas", dice al Riformista , Riccardo Pacifici,
Prima
missione in Israele ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Primo Piano Pagina 104 Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi Prima missione in Israele Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi --> ROMA Si parte informalmente con l'"amico Vladimir" Putin a villa Certosa in Sardegna; poi una missione, probabilmente la prima dopo l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele.
Gioia
in Israele maledizione da Al Qaeda
( da "Opinione,
L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: miliardario amico di Israele", sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di "Repubblica", Vincenzo Nigro, che sostiene che "Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme..." e che afferma che "per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato"
Visita
oggi l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli
ispanici ( da "Riformista, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: E poi le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese, la pace in Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa Sede è stata sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a cose fatte prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro soprattutto per la popolazione del posto.
Visti
da gerusalemme che bello il bipartitismo all'italiana
( da "Riformista,
Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: perché ormai che Berlusconi sia filo-israeliano si dà per assodato. Oppure, più probabilmente, perché al grande pubblico in Israele della politica estera italiana importa poco o nulla. Quello che interessa sono i protagonisti che scompaiono e che poi ritornano, così umani e così simili alle loro controparti israeliane.
Panoramiche
su infiniti percorsi ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: esordio del giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo insito nei rapporti sentimentali.
Bush:
"Silvio ci aiuti a Kabul"
( da "Stampa,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Gerusalemme a metà maggio per i 60 anni dello Stato di Israele. Per i media Usa il focus è sull'"amico dell'America che torna al potere in Italia" come scrive l'Ap e le aspettative si concentrano sull'economia. "Berlusconi ha vinto grazie allo scontento" scrive il "Los Angeles Times" mentre il "Wall Street Journal" vede nelle riforme il banco di prova del neopremier ed il "New York Times"
Al
Qaeda: <Maledetti Berlusconi e Papa>
( da "Padania,
La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Sulla vicenda è interevenuto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio: "Le minacce di al Qaeda contro Berlusconi e il Papa dimostrano che l Islam radicale vede di malocchio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il terrorismo islamico.
Gaza,
due razzi uccidono cameraman Reuters
( da "Voce
d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Secondo le testimonianze il cameraman si trovava al bordo del proprio fuoristrada quando è stato raggiunto da due razzi, ai bordi dell'autoveicolo erano ben visibili i marchi dell'agenzia stampa. Sale intanto il numero delle vittime del raid israeliano, sino ad ora sono stati contati 9 morti e 17 feriti.
Israele
chiude Gaza a Carter ( da "Stampa, La"
del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: TOMBA DI ARAFAT Israele chiude Gaza a Carter [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL AVIV Il permesso è stato richiesto e negato, e la visita finora non si è realizzata. Malgrado la palese delusione per non essere riuscito a entrare nella striscia di Gaza nel corso del suo viaggio-studi mediorientale, l'ex presidente statunitense Jimmy Carter preferisce non polemizzare con le autorità israeliane.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stegno
alimentare anche in vista della crisi del cibo che si sta diffondendo. Inoltre
iniziative a favore di Israele. 2 Iniziative
di interesse nazionale come una legge sull'immigrazione.
( da "Repubblica, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Putin subito a cena
da Berlusconi Bush: "Impazienti di lavorare con lui" Il mondo ROSALBA
CASTELLETTI "Sono stato trattenuto dalle tante telefonate di leader
mondiali che si congratulavano": Silvio Berlusconi arriva in ritardo alla
conferenza stampa prevista nel pomeriggio, ma le scuse diventano il pretesto
per enumerare ai giornalisti gli "amici" stranieri sentiti in
giornata, "tutti convinti - assicura - che il risultato elettorale sarà foriero
di grandi cambiamenti" per l'Italia. Il primo a chiamare è il presidente
francese Nicolas Sarkozy: "una lunga e bellissima telefonata" aveva
detto in mattinata in collegamento con Radio Anch'io, durante la quale -
precisa più tardi - non fa però alcun accenno alla vicenda Alitalia. Le
"vive felicitazioni" del capo dell'Eliseo giungono anche più tardi
per iscritto accompagnate dalla volontà "d'avviare una concertazione molto
stretta" con l'Italia, "partner essenziale" in vista del semestre
di presidenza dell'Ue che inizierà l'1 luglio. Più tardivi, a causa del fuso
orario, i rallegramenti di George W. Bush: "il presidente è impaziente di
lavorare di nuovo" con Berlusconi, dichiara la portavoce della Casa Bianca
Dana Perino non appena si fa giorno negli Usa. Anche la cancelliera tedesca
Angela Merkel si dice "ansiosa di collaborare con Berlusconi"
congratulandosi per il "convincente successo elettorale" e
invitandolo in Germania. Ma il primo impegno internazionale del futuro premier
sarà l'incontro di domani in Sardegna con Vladimir Putin. "Sarà da me a
cena per la sua ultima uscita ufficiale da presidente della Federazione russa,
poi torneremo colleghi primi ministri" spiega il vittorioso leader del Pdl
che, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, potrebbe
accogliere l'invito del premier israeliano Ehuld Olmert a partecipare ai
festeggiamenti del 60° anniversario dello Stato ebraico. Prospettiva che spinge
Hamas a chiedere a Berlusconi di smarcarsi dalla politica regionale degli Stati
Uniti "fomentatrice di odio" che "non aiuterà la soluzione dei
conflitti". Aspettativa che, secondo l'autore di Citizen Berlusconi
Alexander Stille, verrà disattesa: "Washington potrebbe chiedere un
maggiore impegno dell'Italia, per esempio in Afghanistan", già auspicato
del resto dal sottosegretario di Stato Kurt Volker. Secondo l'ex-consigliere di
Clinton Charles Kupchan, il terzo governo Berlusconi non cambierà le relazioni
con gli Usa, ma non potrà "compiere quelle importanti riforme di cui
l'Italia ha davvero bisogno": una nota stonata tra le tante
"congratulazioni sentite e non di pragmatica", le definisce il leader
del Pdl, come pure il commento diffuso su al-Hesbah, un forum propagandistico
di al-Qaeda. "Che Allah lo maledica - scrive un utente - e scateni la sua
rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo".
( da "Unita, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del Israele nega a Carter il visto per
incontrare Hamas a Gaza Il Nobel per la pace vede i rappresentanti integralisti
a Ramallah e depone fiori sulla tomba di Arafat di Umberto De Giovannangeli
"AVREI VOLUTO visitare Gaza, ho chiesto il permesso, ma ho ricevuto
risposta negativa": Striscia sbarrata per Jimmy Carter. È lo stesso ex
presidente Usa a rive- larlo. "Forse esiste ancora il modo di aggirare
l'ostacolo - ha aggiunto -. Ancora non lo so". Carter, che è in visita
nella regione e che è stato accolto in Israele con
grande freddezza per sue prese di posizioni ritenute ostili allo Stato ebraico,
si è recato a Ramallah dove ha deposto una corona di fiori sulla tomba del
"mio caro amico Yasser Arafat" - cosa che il presidente George W.
Bush aveva invece evitato di fare - e si è incontrato col premier palestinese,
Salam Fayyad. Carter ha affermato che Israele, dopo la
conferenza di Annapolis, nel novembre scorso, non ha tenuto fede ai suoi
impegni, non ha cessato le costruzioni negli insediamenti ebraici e non ha
rimosso nemmeno un posto di blocco in Cisgiordania. A Ramallah Carter ha pure
avuto un colloquio con Naser al-Shaer, ex vice premier nel primo governo
formato da Hamas dopo la vittoria nelle elezioni del
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-16 num: - pag: 19 categoria:
BREVI Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda YYYY La banda
della polizia egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual,
conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta
urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due
popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di
Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti, ma baciato
dalla voglia di essere utile. E lo è, con grazia, con poesia Anteo, Eliseo.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Strategia L'obiettivo: ribadire la "discontinuità" da
Prodi Il leader va in Israele Si chiude la fase
dell'"equivicinanza" ROMA - E' stato uno dei primi annunci, a poche
ore dalla vittoria elettorale: Silvio Berlusconi, stuzzicato da Clemente Mimun
a Matrix, lunedì sera, ha confermato che la sua prima missione all'estero sarà
in Israele, per celebrare i 60 anni dalla fondazione
dello Stato ebraico: "Olmert mi ha invitato, sarò lietissimo di essere
presente, per dare supporto all'unica democrazia del Medioriente". Un
messaggio non nuovo per Berlusconi, che in un colpo solo rilancia la politica
estera, assente dalla campagna elettorale se non per un weekend di
dichiarazioni più o meno confuse sulle missioni militari, cancella
"l'incidente" Ciarrapico, che con le sue dichiarazioni nostalgiche
sul fascismo aveva inquietato una parte degli ebrei italiani. Il presidente del
consiglio in pectore già in campagna elettorale aveva voluto più volte
dichiarare la discontinuità della sua politica estera
dall'"equivicinanza" tra Israele e palestinesi professata dal ministro degli Esteri uscente
Massimo D'Alema. E ieri sera è arrivata la risposta da parte dell'ambasciatore israeliano
in Italia Gideon Meir, che ha espresso "soddisfazione " per la sua
partecipazione alle celebrazioni a Gerusalemme e ha confermato la telefonata di
congratulazioni di Olmert. E' vero che l'ambasciatore Meir l'altra sera
si è congratulato sia con Berlusconi che con Walter Veltroni, con il quale i
rapporti sono buoni e al quale la comunità ebraica romana riconosce, per bocca
del suo presidente Riccardo Pacifici, di aver contribuito a semplificare il
sistema italiano "con l'esclusione dal Parlamento dell'estrema destra di
Storace e della sinistra radicale dei Diliberto e di quanti bruciano le
bandiere americane e israeliane in piazza". Oltre al l'omaggio di Matrix,
quello che è piaciuto molto è la scelta di Franco Frattini agli Esteri:
"Fu lui nel 2003 durante la presidenza italiana dell'Unione Europea a far
inserire Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche. Con lui l'Italia
ha posto il veto più di una volta alle risoluzioni antiisraeliane nelle
organizzazioni internazionali", ricorda Fiamma Nirenstein, neo-eletta
parlamentare del Pdl oltre che firma di spicco sulle questioni mediorientali.
Del resto non sarà un caso che il voto degli italiani all'estero in Israele ha dato un risultato più che certo: 73,2 al Popolo
delle Libertà e il 19,8 al Partito democratico. Quello che in questi due anni
non è piaciuto a gran parte degli ebrei italiani è stata la "neutralità
" di D'Alema (la definizione è della Nirenstein) sulle questioni
mediorientali. Al suo esordio alla Farnesina lo definirono un "pericolo".
Alla celebrazione della festa nazionale, a Roma l'anno scorso, Prodi e D'Alema
furono trattati con una certa freddezza, e a chiudere dal palco fu tra gli
applausi l'ex ministro Gianfranco Fini come se fosse ancora in carica. Tra
l'altro c'era stata la foto di D'Alema a braccetto a Beirut con un parlamentare
di Hezbollah. Poi ancora le dichiarazioni sulla necessità di dialogare con
Hamas anche prima che accetti di riconoscere Israele,
che avevano provocato l'indignazione del Le reazioni Alla notizia l'ambasciatore
Meir ha reagito con "soddisfazione". Nel mirino la
"neutralità" dalemiana.
( da "Corriere della Sera" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-16 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Al Qaeda contro il Cavaliere "Allah maledica lui e il
Papa" L'anatema online. E Hamas: smetta di seguire gli Usa Il consigliere
del premier deposto Haniyeh: Berlusconi si renda conto che il popolo
palestinese soffre e ha dei diritti DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME -
Ahmed Youssef è chiamato "l'americano ", dopo i vent'anni passati
negli Stati Uniti. Tra i leader di Hamas è quello che parla meglio l'inglese e
che dovrebbe conoscere la lingua da adoperare con la diplomazia occidentale. Il
primo messaggio che manda a Silvio Berlusconi è un avvertimento: esca dal
controllo di George W. Bush. "Spero abbia imparato che la politica
regionale adottata dagli americani - dice all'Ansa da Gaza - è solo
fomentatrice d'odio". Youssef è il consigliere politico di Ismail Haniyeh,
il premier deposto dal presidente palestinese Abu Mazen. I capi oltranzisti
hanno cercato di allontanarlo dal primo ministro di Hamas - anche fisicamente,
il suo ufficio è stato spostato -, resta influente nelle mosse internazionali
del movimento fondamentalista. "Bush finora non ha ottenuto nulla, se non
un accresciuto antagonismo nei confronti del suo Paese. Ci auguriamo che
Berlusconi adotti una politica moderata sulla questione palestinese. Seguire
Washington non aiuterà certo a risolvere i conflitti nella regione".
Aggiunge: "Occorre che il premier italiano si renda conto che qua c'è un
popolo che soffre, che ha diritti e che tutti devono impegnarsi perché questi
diritti vengano riconquistati ". Sami Abu Zuhri, uno dei portavoce del
movimento integralista, chiede un intervento "per risolvere la crisi umanitaria
nella Striscia, causata dall'assedio israeliano". Da
quasi un anno, Hamas controlla la Striscia, dopo un'operazione militare che
aveva sconfitto le forze di Fatah, la fazione di Abu Mazen. Gli israeliani e la
comunità internazionale stanno portando avanti un embargo economico e politico
contro l'organizzazione, che non riconosce il diritto all'esistenza dello Stato
ebraico. In campagna elettorale, Berlusconi aveva attaccato le parole di
Massimo D'Alema sulla necessità di coinvolgere Hamas nelle trattative di pace.
"Dire queste cose significa lavorare contro gli ebrei. Io, assieme a Tony
Blair, ho fatto mettere Hamas nell'elenco delle organizzazioni terroristiche
stilato dall'Unione Europea ". Franco Frattini guidava, da presidente di
turno, il Consiglio dei ministri degli Esteri che il 6 settembre 2003 aveva
deciso di inserire il movimento nella lista nera. La vittoria di Berlusconi è
stata "maledetta" da uno dei forum islamici che veicolano la
propaganda di Al Qaeda su Internet. "Che Allah scateni la sua rabbia contro
di lui e contro il Papa cattivo" è il commento con la firma al-Wahabi. Sul
sito al-Hesbah, viene data la "notizia urgente" del risultato
elettorale da un tale Qannas al-Jazira: il "Cecchino della penisola
arabica" tiene aggiornati gli utenti sulle vicende italiane. "Alcuni
giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria avrebbe visitato Israele", riporta un altro messaggio. Davide Frattini.
( da "Liberazione" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
I trionfi del
Cavaliere e della Lega visti (e commentati) dalle colonne dei principali
quotidiani europei e statunitensi "E' il governo più a destra della storia
politica italiana" Stefania Podda "Che Allah lo maledica e scateni la
sua rabbia contro di lui e il Papa cattivo". All'indomani della vittoria
di Silvo Berlusconi e della sua coalizione, sui siti jihadisti si scatena la
rabbia per il ritorno al potere del Cavaliere. Commenti minacciosi e annunci di
prossime rappresaglie si leggono sui siti che fanno propaganda per al Qaeda. Su
uno dei principali di questi, al Hesbah, un uomo che si è firmato "al
Wahabi" ha postato questo commento al risultato delle elezioni, indicando
in Berlusconi e Ratzinger gli obbiettivi di possibili azioni. Non è peraltro la
prima volta. Nel 2004, con il Cavaliere a Palazzo Chigi, un sito internet
islamico aveva diffuso un messaggio, attribuito ad al Qaeda, in cui si intimava
all'Italia di liberarsi del Cavaliere, pena futuri attentati: "O vi
liberate dell'incompetente Berlusconi o davvero metteremo a ferro e a fuoco
l'Italia. Vi aspetta un bagno di sangue come quello dell'undici settembre".
A gennaio, un video di un portavoce di al Qaeda, Adam Yahive Gadahn, noto come
Azzam, attaccava Berlusconi citandolo esplicitamente tra i nemici dell'Islam,
in quanto amici e "complici" di Bush: "La sconfitta degli
americani - diceva Azzam - non potrà essere completa se non comprenderà anche i
crociati di Bush che sono suoi complici e che hanno importanti responsabilità
nel fallimento di questa crociata". Di minacce più o meno dettagliate e
circostanziate in questi anni ne sono arrivate molte, difficile però verificarne
la credibilità. Certo è che la terza volta a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi
inquieta il mondo arabo che non ha dimenticato la sua sortita all'indomani
dell'11 settembre, con l'affermazione della superiorità del mondo occidentale
rispetto alla cultura islamica: "Dovremmo essere consapevoli - aveva detto
- della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori
che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti
umani e religione. Questo rispetto certamente non esiste negli Stati
musulmani". Ne era seguita una dura polemica, con maldestri tentativi di
correggere il tiro. Ma al di là delle dichiarazioni estemporanee, Berlusconi è
stato sempre in prima fila nelle guerre volute dalla Casa Bianca, ha affiancato
acriticamente George W.Bush, accreditandosi - con Tony Blair - come il miglior
alleato possibile. Nei forum viene peraltro sottolineato
come il futuro premier abbia subito annunciato che sarà Israele la destinazione prescelta per la mia prima missione ufficiale
all'estero: "Olmert mi ha invitato - ha raccontato ieri in conferenza
stampa - e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il
mio supporto all'unica democrazia mediorientale". Una
preoccupazione, quella dell'appiattimento dell'Italia sulle posizioni americane
e israeliane, che è presente tra i paesi del mondo arabo. Soprattutto riguardo
la questione israelo-palestinese. Il governo israeliano è senza dubbio
rassicurato dal cambio alla Farnesina, il tentativo di Massimo D'Alema di
sganciarsi dalle direttive statunitensi e di provare a creare una politica
europea che imponesse di considerare Hamas un interlocutore possibile o meglio
ineludibile, ha molto irritato Tel Aviv e Washington. Facile prevedere che il
nuovo governo correggerà immediatamente la linea - rimasta peraltro ondivaga,
anche nel governo Prodi - tornando ad una chiusura assoluta con il movimento
islamico. Ieri, dall'Egitto i Fratelli musulmani hanno commentato i risultati
elettorali italiani, auspicando una maggiore flessibilità dal Cavaliere.In
un'intervista concessa all'Agi, il numero due del movimento, Mohammed Habib, ha
detto di augurarsi "una politica più moderata per il Medio Oriente e,
soprattutto, indipendente dal governo statunitense". "Saluto
positivamente - ha detto - l'alternanza politica nei Paesi democratici come
l'Italia, ma spero che Berlusconi cambi le sue strategie internazionali. So che
alle ultime elezioni non venne votato per le sue posizioni anti-arabe,
qualsiasi minaccia ai Paesi musulmani viene da noi vista con molta
preoccupazione. Spero quindi che Berlusconi rimanga accanto alle democrazie e a
coloro che lottano per la libertà contro le dittature anche in Medio
Oriente". 16/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Mmagini, colori,
atmosfere, bensì sapori e odori. E Ferrara, quella
israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo,
case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso
intera, una, ma piena di diversità. Il romanzo di Ferrara, regia di Piero
Maccarinelli, testo di Tullio Kezich da Bassani, è in scena al Palladium fino
al 27 aprile.
( da "Libero" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Anzitutto 16-04-2008
Anche Osama perde E maledice Silvio di ANDREA MORIGI ROMA Osama bin Laden
preferiva il governo Prodi che, ritirando le truppe italiane dall'Iraq
rinunciava alla lotta contro il terrorismo, Hezbollah ne rimpiangerà il ministro
degli Esteri Massimo D'Alema. E un predicatore di Hamas, il deputato
palestinese Yunis Al Astal, nel sermone di venerdì scorso, ha profetizzato ai
suoi fedeli che Roma sarà presto conquistata dall'islam. Su tutto, prevale
comunque l'odio contro Silvio Berlusconi. "Che Allah lo maledica e scateni
la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo", è il primo commento
post-elettorale diffuso ieri sul sito jihadista Al Hesbah da un tale Al Wahabi.
Per Al Qaeda torna in edizione aggiornata l'incubo della triade BBB. Nel
frattempo Tony Blair è stato sostituito da Benedetto XVI, ora nel mirino
insieme a George W. Bush e Berlusconi. La notizia viene ripresa da Qannas Al
Jazira, in arabo "Cecchino della penisola araba", osservatore
particolarmente attento del panorama politico italiano, mentre Fursan Al Fajr
evoca lo spettro di un rapporto più stretto tra l'Italia e i "nemici
sionisti": "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva
detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Non si sorprende Souad Sbai, neoeletta deputata in Puglia
con il PdL: "Israele per primo? Certo, ma Berlusconi ha rapporti migliori con i Paesi
arabi rispetto alla sinistra. Su Al Jazeera e Al Arabyia, fino alle tv
nazionali arabe e anche turche, la vittoria di Berlusconi è stata presentata
positivamente". Anche se, tra le priorità del Cavaliere, la seconda
e la terza sono, rispettivamente, garantire la sicurezza dei cittadini e
rispedire i clandestini nei loro Paesi, non ci saranno problemi con il mondo
islamico: "Tutti i governanti arabi e musulmani si sono congratulati con
il vincitore". A preoccuparla, semmai, sono "i musulmani qui in
Italia e i siti web, con pagine in italiano, che invitano all'odio e alla
guerra santa. Perché la polizia postale non li ha chiusi? Abbiamo presentato
molte denunce, ma senza esito. Vorrei scoprire chi li protegge". Senza più
punti di riferimento antiamericani e anticristiani in Parlamento, per i
fondamentalisti la scelta naturale sarà la saldatura con la sinistra
antagonista. L'europarlamentare leghista Mario Borghezio individua il pericolo,
ma anche la soluzione in "una scelta di campo molto precisa, per l'Europa
delle cattedrali e dei campanili, che non vuole diventare musulmana".
Rimane "significativo che le minacce di Al Qaeda siano giunte così
tempestivamente. Ma è meglio così, perché ci accorgeremo che questa gente non
sta qui da noi a fare attività religiosa. E ci rafforza nella convinzione che i
cattocomunisti al governo non creavano nessun problema al terrorismo, alla
vulgata fondamentalista e alla dolce vita degli estremisti islamici. Ma ora c'è
la Lega al governo e inizierà un bel lavoro di pulizia". Foto: L'ATTACCO
Borghezio: "Le minacce dimostrano che l'islam radicale non vede di buon
occhio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il terrorismo
islamico. Sbai: "Il mondo islamico non è questo, tutti i governanti arabi
hanno fatto gli auguri al Cavaliere" Salvo per uso personale è vietato
qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 91 del 2008-04-16
pagina 2 Il Cavaliere: "Farò la chioccia dei leader europei" di
Adalberto Signore "Dobbiamo riallacciare al più presto i rapporti coi
russi o rischiamo di perderli". Bush e Sarkozy lo chiamano: "Dobbiamo
lavorare ancora insieme" da Roma La prima telefonata che arriva lunedì
sera nell'enorme salone di Arcore dove Silvio Berlusconi si sta godendo una
vittoria decisamente più ampia del previsto è quella di José Luis Zapatero.
Congratulazioni "sincere", spiega il Cavaliere ai commensali, tanto
che i due si dicono d'accordo sulla necessità di "una più stretta
collaborazione" tra Italia e Spagna. La serata andrà avanti così per
qualche ora, al punto - racconta chi c'era - che "è stato difficile
mangiare". Soprattutto per Piersilvio, seduto a fianco al padre e
impegnato a più riprese nel passargli il telefono. La lista è lunga: il premier
olandese Jan Peter Balkenende, quello tunisino Ben Alì, quello albanese Sali
Berisha. Ma la chiacchierata più lunga è quella con Vladimir Putin, visto che
il Cavaliere e il leader del Cremlino devono mettere a punto il loro incontro
di domani, quando di ritorno dalla Libia Putin farà scalo in Sardegna per un
faccia a faccia a Villa Certosa. Due anni e qualche giorno dopo il suo addio a
Palazzo Chigi, dunque, il leader del Pdl ricomincia dalla politica estera.
"Riprendiamo da dove eravamo rimasti", chiosa soddisfatto con i
presenti. Con l'obiettivo di far valere in Europa il suo status di "più
anziano" e, dunque, "più esperto". Insomma, "dovrò fare da
chioccia", da "pater familias", come faceva François Mitterrand
nel 1994, quando "arrivai per la prima volta a quelle riunioni". Un
concetto che ripete anche durante la sua prima conferenza stampa da presidente
del Consiglio in pectore. Perché, spiegava lunedì sera ai suoi commensali,
quello che ha in mente è cercare di riunire i leader europei per
"rilanciare" il ruolo dell'Ue, visto anche il momento di difficoltà
degli Stati Uniti. Un'iniziativa cui sembra guardare con interesse José Manuel
Barroso, presidente della Commissione Ue oltre che esponente di spicco dei Popolari
europei. "Il governo dell'Ue - spiega - conta sul contributo di Berlusconi
per il pieno successo politico del progetto europeo". Quel che colpisce i
presenti, però, è che - seppure decisamente sopra ogni aspettativa - il
Cavaliere si gode la vittoria "sereno" e "soddisfatto" ma
senza farsi trascinare dall'euforia. Lascia trasparire un pizzico di commozione
solo quando alza il calice e invita tutti al brindisi. Lo farà anche qualche
ora più tardi, quando l'ingresso di Umberto Bossi e dei colonnelli del
Carroccio sarà accolto da un lungo applauso e da un secondo brindisi.
"Finalmente sono arrivati i miei amici della Lega", dice Berlusconi
abbracciando il Senatùr. Insomma, il dopo elezioni del Cavaliere è piuttosto
sobrio. Qualche battuta, certo, ma nessuna voglia di rivincita verso gli
sconfitti o gli ex alleati. Solo un po' di disappunto per l'ottimo risultato di
Antonio Di Pietro ("ma come è possibile, un partito tanto
giustizialista...") e per "tutti quelli che mi davano per finito".
"Si prendevano gioco di me quando dicevo che il distacco era di trenta
senatori - se la ride davanti al roastbeef -: vorrei vedere le loro facce ora
che siamo a quaranta...". Il day after della vittoria inizia come si era
chiusa la sera di lunedì. Ieri mattina, infatti, il Cavaliere ha continuato a
ricevere le telefonate dei leader stranieri. La più gradita, probabilmente,
quella di George Bush che si è detto ansioso di "lavorare ancora con
lui" e con cui si sono dati appuntamento a breve per un faccia a faccia.
Poi, di nuovo Putin, segno evidente che le relazioni tra Italia e Russia
saranno ancora una volta molto strette. Anche in prospettiva europea. "Ue
e Federazione Russa - spiega Berlusconi nella sua prima uscita pubblica dopo la
vittoria - dovranno avere un rapporto più ravvicinato e globale". A solo
ventiquattro ore dal "convincente successo elettorale", per usare le
parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, le linee fondamentali della
politica estera di Silvio Berlusconi sembrano dunque già tracciate. E confermano
le "preferenze" a cui ha saldamente ancorato la Farnesina nel
quinquennio tra il 2001 e il 2006. Con più spazio, però, per quell'Europa che
più d'una volta era stata terreno di incomprensioni soprattutto per ragioni di
bilancio comunitario. D'altra parte, dal 2006 di acqua sotto i ponti ne è
passata. All'Eliseo non c'è più Jacques Chirac ma Nicolas Sarkozy la cui storia
personale sembra essere certamente più congeniale al Cavaliere tanto che in
Francia è già stato coniato un nuovo neologismo: "Le Sarkóberlusconisme".
E anche con il presidente francese c'è stata una lunga e cordiale telefonata
conclusasi con l'impegno di incontrarsi al più presto e "avviare una
concertazione molto stretta" tra Italia e Francia. Ma
il primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio lo farà in Israele per la celebrazione dei 60 anni dello Stato ebraico. "Tra
noi devono esserci rapporti stretti", gli ripete il premier Ehud Olmert
durante la telefonata di congratulazioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il premier Olmert nega
l'accesso a Gaza all'ex presidente Usa ma invita Berlusconi per il 60° della
nascita dello Stato Michele Giorgio Gerusalemme Non cessa il boicottaggio del
governo Olmert della visita dell'ex presidente americano e premio Nobel per la
pace Jimmy Carter, colpevole agli occhi dei dirigenti dello Stato ebraico, ma
anche del Dipartimento di stato Usa, di voler aprire un dialogo con Hamas - nei
prossimi giorni vedrà a Damasco il capo dell'ufficio politico del movimento
islamico, Khaled Mashaal - e di aver descritto con dovizia di particolari, in
un suo libro, l'occupazione israeliana dei territori palestinesi "un
sistema di apartheid". Israele, ha spiegato di
recente Carter, dopo la conferenza di Annapolis dello scorso novembre non ha
rispettato i suoi impegni e ha accelerato le costruzioni nelle colonie ebraiche
in Cisgiordania. Olmert così ha impedito al protagonista degli accordi di pace
tra Israele ed Egitto di andare a Gaza dove Carter
avrebbe voluto parlare ai dirigenti locali di Hamas. "Non sono riuscito ad
ottenere un permesso per raggiungere Gaza, cosa che avrei desiderato fare. Ho
chiesto un'autorizzazione, ma mi è stata negata", ha spiegato l'ex
presidente. Il premier israeliano invece riserva un
trattamento da grande amico a Silvio Berlusconi, un sostenitore incondizionato
delle politiche di Israele verso i palestinesi. Olmert ieri ha telefonato a Berlusconi per
congratularsi per la vittoria elettorale e, soprattutto, per invitarlo in Israele. "Il primo ministro Olmert si è congratulato con il
signor Berlusconi per la sua vittoria elettorale e lo ha invitato nuovamente a
visitare il nostro paese, suggerendogli di venire in occasione delle
celebrazioni per il 60esimo anniversario della fondazione di Israele"
(previste tra un mese), ha riferito Mark Regev, portavoce del premier
israeliano. "Olmert ha espresso" ha aggiunto Regev "il
convincimento di poter lavorare in stretta cooperazione e in un continuo
dialogo con il futuro premier Berlusconi". E sarà proprio così. Calore e
amicizia per il leader della destra italiana (con al suo interno fascisti
dichiarati) che per Israele non ha fatto nulla, ed
invece ostilità e gelo nei confronti di Carter che pure convinse il presidente
egiziano Anwar Sadat a firmare uno storico accordo di pace con Israele. Ad accrescere il risentimento di Olmert è anche la
visita effettuata ieri dall'ex capo della Casa Bianca a Ramallah. Carter ha
accolto con un caloroso abbraccio Nasser Shaer, il vice premier di Hamas del
passato governo di unità nazionale palestinese. E certo a Tel Aviv non hanno
gradito la decisione dell'ex presidente Usa di rendere omaggio allo scomparso
rais palestinese Yasser Arafat, sulla cui tomba ha deposto una corona di fiori,
cosa che George Bush si era rifiutato di fare durante la sua visita all'inizio
dell'anno. Tuttavia non tutti in Israele condividono
il boicottaggio di Carter. Ieri in un editoriale Haaretz ha sottolineato che Israele non avrebbe dovuto ignorare Jimmy Carter verso il
quale ha un debito di riconoscenza. Il giornale non ha escluso che l'idea di
Carter di dialogo con tutti sia più utile ed efficace della chiusura verso
Hamas portata avanti dal governo. Per la pace tra Israele
ed Egitto, ha concluso Haaretz, Carter si meriterebbe "un trattamento da
re, vita natural durante".
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Protagonisti 2 islamisti
in cerca di copertura mediatica Hamas incontra Carter e si appella a Silvio ma
la tregua rimane una voce di corridoio Tra voglie di conquista, impegno
diplomatico e dichiarazioni sulle recenti elezioni italiane è grande, in questi
giorni, il protagonismo di Hamas. Ha promesso la conquista di Roma, incontrato
Jimmy Carter e augurato a Silvio Berlusconi di uscire dall'egida statunitense.
Ma andiamo con ordine. "Molto presto, con il volere di Allah, Roma sarà
conquistata proprio come lo fu Costantinopoli", queste le affermazioni di
Yunis al-Astal, chierico di Hamas, in un sermone tenuto venerdì scorso.
Moderatismo, invece, è quanto chiede al premier italiano Berlusconi, Ahmed
Yussef, consigliere politico del movimento palestinese, dopo aver appreso la
notizia della vittoria. "Spero che abbia imparato che la politica
regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice d'odio". Ma è certamente
ieri a Ramallah, che Hamas mette a segno il grande colpo mediatico, l'incontro
con Jimmy Carter che ha avuto un colloquio con Naser al-Shaer, ex vice premier
nel primo governo formato da Hamas, dopo la vittoria nelle elezioni del
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Primo Piano Pagina 104
Il premier conferma le linee di politica estera dei suoi vecchi governi Prima
missione in Israele Il premier conferma le linee di
politica estera dei suoi vecchi governi --> ROMA Si parte informalmente con
l'"amico Vladimir" Putin a villa Certosa in Sardegna; poi una
missione, probabilmente la prima dopo l'insediamento a palazzo Chigi, in Israele. Quindi l'Europa e naturalmente un saluto ufficiale
all'altro "amico" al di là dell'Oceano, il presidente George W. Bush.
A sole 24 ore dal "convincente successo elettorale", per usare le
parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, le linee fondamentali della
politica estera di Silvio Berlusconi sembrano essere già tracciate. È stato lo
stesso premier in pectore a disegnare la scaletta delle priorità internazionali
districandosi tra un'infinità di messaggi e telefonate di congratulazioni
provenienti da ogni parte del mondo, da leader di governi di destra e di
sinistra. Tutti concordi nel sottolineare la forza della vittoria elettorale e
tutti consapevoli che il "Berlusconi ter" dovrebbe proprio essere un
governo di legislatura. Si tratta di una rapidissima conferma delle preferenze
di Silvio Berlusconi che nei suoi due Governi precedenti ha saldamente ancorato
la linea della Farnesina ad un ferreo atlantismo accompagnato da un pieno
sostegno alla guida di Putin della Russia. In mezzo l'Europa, con la quale ha
avuto rapporti più controversi anche per ragioni di bilancio comunitario. Fuori
dall'Unione europea, nell'area calda del Medio Oriente, la scelta di Berlusconi
è sempre caduta senza tentennamenti o incertezze su Israele.
E così sarà anche nel prossimo futuro come ha già dimostrato la telefonata
avuta ieri con il premier Ehud Olmert che non ha nascosto la sua soddisfazione
nel vedere di nuovo Berlusconi alla guida dell'Italia: "vogliamo stretti
rapporti tra di noi", ha detto Olmert ringraziandolo per "il sostegno
sempre dato" e invitandolo in Israele al più
presto. Un sostegno deciso che è ben conosciuto nell'area e che ha spinto
subito Hamas a chiedere esplicitamente a Berlusconi di adottare "una
politica moderata" che non segua quella dell'amministrazione Bush che è
"solo fomentatrice di odio". Il presidente americano invece si è
subito fatto vivo con il neopremier facendo sapere da Washington "di
essere pronto a lavorare di nuovo" con il leader del Pdl. Anche la scelta
di Franco Frattini come ministro degli Esteri conferma la volontà di cambiare
poco in politica estera.
( da "Opinione, L'" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mer, 16 Apr
2008 Edizione 74 del 16-04-2008 Il M.O. e il Cavaliere Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda di Dimitri Buffa Basta passeggiate
con i ministri Hezbollah e dichiarazioni di assurde equivicinanze. Con la
vittoria nettissima alle elezioni politiche da parte di Silvio Berlusconi gli
israeliani in particolare e tutti gli ebrei del mondo in generale ritrovano un
loro sicuro e fedele amico. E la stampa dello Stato ebraico, pur mantenendo un
certo understatement, di certo non si fa pregare nel sottolineare la felice
novità. Su Yedioth Aronoth si parla della vittoria del "miliardario amico di Israele", sul
sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di
"Repubblica", Vincenzo Nigro, che sostiene che "Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato
una grande amicizia verso Gerusalemme..." e che afferma che "per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro
alleato". Infine sul Jerusalem Post la notizia della vittoria di
Berlusconi è al primo posto nella sezione esteri della versione online e si
ricordano le sue continue attestazioni di amicizia verso lo Stato ebraico. Da
Roma l'entusiasmo israeliano viene commentato anche dai candidati di religione
ebraica eletti nel Partito delle libertà come Fiamma Nirenstein e Alessandro
Ruben. La prima non ha peli sulla lingua nel ricordare come a Gerusalemme nessuno
abbia dimenticato i segretari di partito come Oliviero Diliberto che marciavano
insieme a chi bruciava la bandiera con la stella di Davide e tantomeno i
ministri degli esteri come Massimo D'Alema che si facevano fotografare a
braccetto con gli esponenti del "partito di Dio" finanziato
dall'Iran. La Nirenstein fa anche notare come in pratica gli elettori abbiano
di fatto bocciato ogni partito, a destra e a sinistra, che nel proprio bagaglio
avesse messo le lotte anti occidentali: che si trattasse della Destra di
Storace e della Santanchè o dei verdi di Pecoraro Scanio. L'avvocato Ruben
invece ha evitato di mettere il dito nella piaga dicendo che "la
riflessione sull'atteggiamento di una certa parte della sinistra verso Israele riguarda soprattutto chi è stato sconfitto". E
la stampa araba? I principali quotidiani noti e venduti anche in Italia, nelle
edicole di via Veneto a Roma (ad esempio), come Al Ayat e Al Sharq al Awsat,
non prendevano posizioni nette. Ahmed Yussef, consigliere politico del leader di
Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha invece avvertito: "Spero che Berlusconi
abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice
di odio. Ci auguriamo che, per quanto concerne la questione palestinese,
Berlusconi adotti una politica moderata". Le parole pesanti sono giunte
ieri dai vari siti della jihad online che più o meno fanno riferimento ad Al
Qaeda e dintorni. Su uno di essi si legge anche la prima maledizione islamica
contro il Cavaliere: "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro
di lui e contro il Papa cattivo". A inserire queste invettive sul sito
"al-Hesbah", è stato un internauta che si firma al-Wahabi. A
propagare la presunta parola d'ordine di Osama bin Laden un assiduo
frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, cioè il
"cecchino della penisola". Il frequentatore del forum sembra essere
particolarmente attento ai telegiornali italiani e già in passato è intervenuto
su vicende che hanno riguardato il nostro paese. Il post si chiude con un terzo
messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: "Alcuni
giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in
visita in Israele". Ecco insomma chi sono i
compagni di odio anti berlusconiano della sinistra antagonista che per fortuna
è diventata extraparlamentare.
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Visita oggi
l'incontro con george bush. Le affinità sui temi etici, le distanze sugli
ispanici La promessa di Ratzinger: "Via i preti pedofili" Oggi è la
prima giornata di Benedetto XVI negli Stati Uniti. Una giornata che coincide
con l'81esimo compleanno di Ratzinger. E la cosa ha colpito emotivamente il
popolo americano, onorato che il successore di Wojtyla si trovi nel loro paese
in un giorno per lui così importante. Sabato, poi, sarà l'anniversario del suo
terzo anno di pontificato, anch'esso festeggiato negli Usa. Coincidenze che
rafforzano quel 58 per cento di cittadini statunitensi che, secondo un recente
sondaggio, ha dichiarato di avere un'opinione positiva di Benedetto XVI. In
molti - il 64 per cento secondo un'altra inchiesta - si aspettano molto dal suo
arrivo, soprattutto attendono parole utili per accrescere la forza spirituale
della società americana. Già quest'oggi Benedetto XVI ha la possibilità di non
deluderli. Queste prime ventiquattro ore in America sono caratterizzate da due
incontri importanti. Il primo, nello studio ovale della Casa Bianca di
Washington, col presidente George W. Bush. Un incontro preceduto da un discorso
pubblico tenuto nella South Lawn della Casa Bianca. Il secondo, nel pomeriggio,
con i vescovi americani nella basilica dell'Immacolata Concezione di
Washington: anche qui ci sarà un discorso. Benedetto XVI incontrerà Bush in
forma privata. I due si erano incontrati già una prima volta: il 9 giugno dello
scorso anno in Vaticano. In quell'occasione trovarono diversi punti di
convergenza, inerenti soprattutto la necessità di promuovere la tolleranza e la
comprensione fra culture e religioni. Un tema che verrà affrontato anche nel
faccia a faccia di questa mattina. Ma non solo. Come ha in parte anticipato nei
giorni scorsi l'ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, i due
parleranno anche del ruolo che fede e ragione hanno nel futuro del mondo. E poi le tematiche internazionali quali il conflitto israelo-palestinese,
la pace in Medio Oriente e in altre zone a rischio, Iraq in primis . La Santa
Sede è stata sempre critica verso l'interventismo americano nel paese. Ma a
cose fatte prevale l'idea che lasciare il paese oggi sarebbe un disastro
soprattutto per la popolazione del posto. Bush e il Papa parleranno
anche della promozione dei diritti umani. Su questo punto l'amministrazione
Bush non è lontana dalle istanze vaticane inerenti la difesa della vita in ogni
sua forma, il "no" agli esperimenti sulle cellule embrionali
staminali e alla legalizzazione dei matrimoni tra gay. Più difficile, quando si
parla di diritti umani, il nodo dell'immigrazione. Negli Usa moltissimi
cattolici sono immigrati ispanici. Il Papa, nel messaggio video registrato
prima della partenza, ha parlato anche nella loro lingua. Gli ispanici
costituiscono oggi comunità molto numerose, soprattutto negli Stati ai confini
col Messico. In Arizona, ad esempio, ci sono più messe in spagnolo che in
inglese. Spesso si tratta di immigrati clandestini che lottano in condizioni di
vita disagiate e senza il riconoscimento di alcun diritto. Per la loro
condizione già diversi vescovi statunitensi hanno rivolto a Bush esplicite
critiche. È anche la loro voce che Benedetto XVI cercherà di far sentire al
presidente Usa nel colloquio odierno. Nel pomeriggio saranno i vescovi
americani ad accogliere il Papa nella basilica dell'Immacolata Concezione. Con
lui reciteranno i vesperi e poi ne ascolteranno un discorso. Nei giorni scorsi
diversi esponenti dell'episcopato Usa hanno esplicitamente espresso l'auspicio
che il Papa affronti il tema dello scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti.
Scandalo che ha messo in ginocchio, anche finanziariamente, diverse diocesi
americane. E il Papa lo affronterà, il tema, anche se probabilmente lo farà in
modo compiuto soltanto sabato mattina, nella messa con i sacerdoti, i religiosi
e le religiose convenuti nella cattedrale Saint Patrick di New York. Ieri,
però, volando verso gli Usa, ha voluto dare un assaggio in merito ai settanta
giornalisti presenti con lui sul Boeing Alitalia. Benedetto XVI ha spiegato che
intende fare "tutto il possibile" perché la cosa non si ripeta più.
"I pedofili - ha detto - saranno completamente esclusi dal
sacerdozio". E ancora: "Ci vergogniamo profondamente" anche
perché "è più importante avere buoni preti che avere molti preti".
"Se leggo le storie di quelle vittime - ha concluso il Papa - è difficile
per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in
questo modo la loro missione di alleviare, di dare l'amore di Dio a quei
bambini". (P. Rod) 16/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Visti da gerusalemme
che bello il bipartitismo all'italiana Piace l'idea di un Pdl e un Pd d'Israele Poco Medio Oriente, molto interesse e simpatia per
un paese che, in tutte le sue complesse vicessitudini politiche, molto ricorda
Gerusalemme: così la stampa israeliana ha raccontato le elezioni italiane e la
vittoria del Pdl. Inutile negarlo: Berlusconi affascina i media israeliani, e
non solo per le sue idee filo-americane e filo-israeliane. Anzi, la politica
estera è passata quasi inosservata, un po' perché ormai che
Berlusconi sia filo-israeliano si dà per assodato. Oppure, più probabilmente,
perché al grande pubblico in Israele della politica estera
italiana importa poco o nulla. Quello che interessa sono i protagonisti che
scompaiono e che poi ritornano, così umani e così simili alle loro controparti
israeliane. Tutto questo interessa perché, visto da Gerusalemme, sembra
così vicino. Ieri sera uno solo dei principali siti d'informazione in ebraico -
Nana - dedicava spazio alle congratulazioni da parte di Ehud Olmert e
all'annunciata partecipazione del premier israeliano ai festeggiamenti per il
sessantesimo anniversario di Israele. Tutte le testate
principali erano invece concentrate sul "fenomeno Berlusconi" e sul
nuovo bipartitismo italiano, visto forse con un po' di invidia in un paese che
da anni cerca di semplificare il proprio sistema politico, e che non ci riesce.
Ieri il Maariv quotidiano progressista di ampia diffusione, si soffermava sulla
"mancanza di fiducia nella politica" e sollevava qualche dubbio sulla
Lega, per poi concludere che "stavolta per Berlusconi governare sarà più
facile". Il conservatore Yediot Ahronot , primo quotidiano per diffusione,
ripropone la storia del "miliardario che entra in politica": sarà
perché anche in Israele ora c'è un tycoon, Arkadi
Gaydamak, che sta valutando una candidatura? La radio militare Galei Tsahal ,
la più ascoltata del paese, ha evitato completamente le questioni diplomatiche
e di sicurezza, buttandola quasi sul sentimentale: "Gli hanno dato del
megalomane e dello sciovinista, ma evidentemente Silvio Berlusconi è l'uomo di
cui gli italiani più sentivano la nostalgia". L'emittente militare si
permette anche un po' di sarcasmo: "È facile intuire perché la stampa
internazionale sia tanto interessata a un paese che vota, in media, una volta
all'anno. Ma questa situazione comincia a infastidire persino gli italiani.
L'aria che si respirava prima del voto era "non importa chi vince, purché
chi vinca sia in grado di governare"". Sarà. Ma in fondo anche in Israele l'aria che si respira non sembra poi così diversa:
anche gli israeliani sembrano "infastiditi" (per riprendere
l'espressione di Galei Tsahal ) dalle continue incertezze politiche. Non è un
caso, forse, che anche il mondo politico israeliano proprio ora stia compiendo
i primi passi nella lunga strada verso il sistema bipartitico. Qualche giorno
fa erano cominciate a circolare le prime voci su una possibile fusione tra il
partito laburista e i centristi di Kadima: "la formazione Ehud +
Ehud" (ossia Olmert e Barak), come l'hanno ribattezzata i media
israeliani. Parallelamente, si parla di una possibile fusione tra i due
principali partiti conservatori, il Likud di Benyamin Netanyahu e il partito nazionalista
Yisrael Beitenu di Avigdor Lieberman: l'idea è stata lanciata dal consigliere
di Netanyahu Naftali Bennet. Per ora, dalla destra non arrivano né conferme né
smentite. Mentre all'interno di Kadima si è aperto uno scontro frontale: da un
lato Olmert, in piena crisi di popolarità e che vede nella fusione con
"l'altro Ehud" l'unica via di salvezza, dall'altro i due luogotenenti
Shaul Mofaz e Tzipora Livni, che vorrebbero mantenere Kadima intatta (e,
possibilmente, guidarla loro). Insomma, la strada per un Pd e un Pdl d'Israele sembra ancora lunga. Ma forse, per la prima volta,
Gerusalemme sta guardando a Roma come a un modello. Forse sarà anche per questo
che, ieri, un giornalista di Yediot Ahronot ha fatto confusione? trasformando
Forza Italia in "Kadima Italia". Un errore di traduzione o un lapsus
freudiano? Anna Momigliano 16/04/2008.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
DAVIDE OBERTO
Difficile raccontare in poche righe tutto ciò che le Panoramiche
(lungometraggi, documentari, cortometraggi) del festival propongono.
Impossibile non citare due film "di genere": l'appassionato, inusuale
e vitalissimo road movie "Torino - Marocco, Corazones de mujer", dei
piemontesi Davide Sordella e Pablo Benedetti, che arriva al Festival dopo
l'esordio alla Berlinale, il film noir rivisitato in chiave lesbica
"Finn's Girl", delle registe canadesi Dominique Cardona e Laurie
Colbert, e il dramma familiare spagnolo "Pudor" dei due fratelli
David e Tristán Ulloa. Sempre tra i lungometraggi delle Panoramiche ci sono tre
titoli sorprendenti: "Japan Japan", esordio del
giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce
sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della
realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan
Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo
insito nei rapporti sentimentali. Infine, "Panorama": la
regista Loo Hui Pang, originaria del Laos e francese d'adozione, ha deciso di
mettere in scena il suo romanzo a disegni, un successo cult in Francia,
riuscendo a mantenerne intatte le atmosfere surreali e fantastiche. Sia
"Solos" che "Panorama" concorrono al premio Nuovi Sguardi,
che il Festival ha ideato proprio per segnalare quei film che aprono nuove
strade nella rappresentazione dei generi e del genere. Le strade che si possono
percorrere tra i documentari delle Panoramiche sono diversissime tra loro: si
può riflettere su che senso abbia oggi in Occidente (Italia esclusa) parlare di
movimento gay, comunità gay, dopo aver visto "Gay. et après?";
scoprire il coraggio di un sindaco di un paesino spagnolo che decide di sposare
coppie omosessuali in "Campillo sì, quiero"; ricordarsi che l'Aids
esiste ancora, nonostante il silenzio da tempo calato sull'argomento, guardando
"No Magic Bullet"; ricordarsi che l'Italia è sempre un'altra cosa
grazie a "Les Règles du Vatican" del regista italiano emigrato in
Francia (probabilmente con ottime ragioni), Alessandro Avellis. Dalla Francia
arriva una giocosa riflessione sul corpo e sul corpo nudo nei media e nei
discorsi contemporanei grazie a Olivier Nicklaus che firma "La Nudité
toute nue", e una biografia video di Paul Vecchiali, regista che il
festival ama molto e a cui ha consegnato un premio per omaggiarne la lunga
carriera cinematografica: "Paul Vecchiali, en diagonales". Un
consiglio. Perdetevi tra i programmi dei cortometraggi. Ci sono commedie, film
sperimentali, western in plastilina, romantiche storie d'amore e soprattutto
"Schwarzwald: The Black Party® - The Movie You Can Dance To",
surreale, fiabesco, audace film tra le fantasmagoriche feste newyorkesi dei
Black Party e riti druidici nei boschi.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
LA SVOLTA LE REAZIONI
ALL'ESTERO Bush: "Silvio ci aiuti a Kabul" Basta estremismi Il
Dipartimento di Stato legge positivamente il taglio delle ali a destra e
sinistra, "anti-Usa" Il Presidente americano ha ancora 200 giorni
"Possiamo fare molto su povertà e ambiente" [FIRMA]MAURIZIO MOLINARI
INVIATO A WASHINGTON "Verso la Terza Repubblica". Dopo una notte di
analisi sui risultati italiani dal Dipartimento di Stato esce una lettura
positiva del voto che "ha premiato Berlusconi e anche Veltroni". Le
feluche di Washington hanno preparato il memorandum per il Segretario di Stato
Condoleezza Rice che il presidente George W. Bush ha letto prima di chiamare
Berlusconi e dirgli: "Sono ansioso di lavorare con te". Nel memo,
secondo le indiscrezioni raccolte, c'è la lettura di quanto avvenuto: i numeri
della vittoria di Berlusconi consentono una "stabilità politica"
rafforzata dal Pd padrone del campo a sinistra. Da qui la prospettiva della
genesi di una "Terza Repubblica" grazie al fatto che "i due
partiti maggiori possono collaborare per fare le riforme economiche
necessarie" proprio come auspicato dall'ambasciatore Spogli a New York la
scorsa settimana. Positivi anche i commenti sulla sconfitta di estrema destra
ed estrema sinistra, accomunate da posizioni ostili all'America. In tale
cornice si pone l'eventualità di rischi di degenerazioni violente da parte di
frange isolate delle aree politiche divenute extraparlamentari. Ma se ciò
dovesse avvenire "fra i nostri Paesi si attiverebbe la solida
collaborazione antiterrorismo" assicura una feluca. Gli analisti ammettono
che non si aspettavano l'azzeramento dell'estrema sinistra così come anche
"il visibile successo della Lega Nord". L'attenzione comunque è tutta
sull'agenda bilaterale dei prossimi mesi. A Bush restano meno di 200 giorni alla
Casa Bianca ma ciò non toglie che "molto può essere fatto". Di questo
i due leader hanno parlato in una telefonata di congratulazioni assai concreta.
Bush ha aspettato che fosse Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, a
riconoscere la vittoria di Berlusconi e subito dopo ha chiamato. I possibili
fronti di azione sono tre. Anzitutto l'Afghanistan perché, come spiegano fonti
Usa, "era chiaro che Prodi al summit di Bucarest non si poteva impegnare a
dare di più alla Nato" mentre ora da Berlusconi si attende un
"aumento di doganieri, carabinieri e civili". Senza contare che
"sarebbe positivo" se Roma facesse un passo in più, seguendo Parigi
nella decisione di "inviare più truppe". Poi c'è il summit del G-
( da "Padania, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Al Qaeda:
"Maledetti Berlusconi e Papa" Commentata così in rete la vittoria
della coalizione Cav-Bossi "Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia
contro di lui e contro il Papa cattivo". È il primo commento sulla
vittoria alle elezioni politiche in Italia ottenuta dalla coalizione guidata da
Silvio Berlusconi. È stato diffuso ieri via rete da uno dei forum islamici che
veicolano la propaganda di al-Qaeda. A inserire queste invettive su uno dei
principali siti jihadisti, al-Hesbah , è stato un internauta che si firma
al-Wahabi ; interviene per commentare la notizia della vittoria Pdl-Lega alle
elezioni, data dalllo stesso sito islamico, ma accompagnata da un banner con
una scritta in arabo che recita notizia urgente . Sotto questo banner si
annuncia che "Berlusconi vince le elezioni generali italiane e diventa
premier per la terza volta". A dare la notizia a tutti i seguaci di Osama
Bin Laden è stata un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa
chiamare Qannas al-Jazira , in arabo Cecchino della penisola araba . Il
frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento a tutto ciò che
accade nel nostro paese; già in passato era intervenuto su vicende italiane. Il
post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr ,
che scrive: "Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto
che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele". Sulla
vicenda è interevenuto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio: "Le
minacce di al Qaeda contro Berlusconi e il Papa dimostrano che l Islam radicale
vede di malocchio la sconfitta di una sinistra incapace di contrastare il
terrorismo islamico. Queste dure e cupe parole dei seguaci di Bin Laden
esigono una risposta nei fatti da parte del nuovo governo, che segni una scelta
di campo molto precisa, per l Europa delle cattedrali e dei campanili, che non
vuole diventare musulmana". L attenzione di al Qaeda verso l Italia è
crescente. Di lunedì scorso la notizia secondo cui avrebbe aperto un sito in
lingua italiana. O meglio, a farlo sono i suoi proseliti via Web dedicando alla
nostra lingua uno dei forum qaedisti più noti e frequentati, Ekhlas . Finora interamente
in lingua araba, il forum è stato scelto dai internauti dopo la chiusura da
parte della polizia postale, il 22 febbraio scorso, del blog dell Imam di
Carmagnola, Abdul Qadir Fadlallah Mamour, e della moglie Barbara Farina. Nella
sezione italiana all interno di Ekhlas appaiono documenti scritti solo nella
nostra lingua. A gestirlo è un membro del forum che si fa chiamare Nahir
al-Murtadin , in arabo, sgozzatore degli apostati . [Data pubblicazione:
16/04/2008].
( da "Voce d'Italia, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Gaza, due razzi
uccidono cameraman Reuters Era a bordo del proprio autoveicolo con le insegne
dell'agenzia ben visibili Gaza City, 16 apr.-Un giornalista dell'Ansa ha
confermato la morte di un cameraman palestinese mentre filmava gli esiti del
bombardamento dell'aviazione israeliana nel campo profughi di El Bureij. Secondo le testimonianze il cameraman si trovava al bordo del
proprio fuoristrada quando è stato raggiunto da due razzi, ai bordi
dell'autoveicolo erano ben visibili i marchi dell'agenzia stampa. Sale intanto
il numero delle vittime del raid israeliano, sino ad ora sono stati contati 9
morti e 17 feriti.
( da "Stampa, La" del 16-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
A RAMALLAH HA POSTO
UNA CORONA DI FIORI SULLA TOMBA DI ARAFAT Israele chiude Gaza a Carter [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL AVIV Il permesso è
stato richiesto e negato, e la visita finora non si è realizzata. Malgrado la palese
delusione per non essere riuscito a entrare nella striscia di Gaza nel corso
del suo viaggio-studi mediorientale, l'ex presidente statunitense Jimmy Carter
preferisce non polemizzare con le autorità israeliane. La tappa
israeliana della missione è stata caratterizzata da nervosismo. Gerusalemme non
perdona l'ex presidente per aver accostato la politica di Israele
nei Territori all'Apartheid sudafricano e per la sua intenzione di incontrare a
Damasco il leader politico di Hamas, Khaled Meshal. A eccezione di Shimon
Peres, gli altri dirigenti dello Stato ebraico hanno preferito non ricevere
l'ospite ingombrante e indesiderato: un atteggiamento di chiusura severamente
criticato dal quotidiano Haaretz. "Per il ruolo da lui avuto nella pace
con l'Egitto - ha scritto il giornale - abbiamo verso di lui un debito di
riconoscenza. Avremmo dovuto estendergli un trattamento da re, vita natural
durante". A Ramallah Carter è stato invece accolto letteralmente a braccia
aperte, anche perché il suo primo gesto è stato la deposizione di una corona di
fiori sulla tomba di Yasser Arafat: un gesto che il gennaio scorso il
presidente George Bush, trovandosi pure nello stesso posto, si era guardato
bene dal compiere. Poco dopo Carter ha scambiato altri abbracci con il premier
palestinese Salam Fayad e con Nasser a-Shaer, un esponente islamico
indipendente che pure nel 2006 fungeva da vice-premier nel primo governo di
Hamas guidato da Ismail Haniyeh. Carter ha chiarito di non essere un mediatore.
Il suo obiettivo, più modestamente, è di fungere da canale di comunicazione fra
i protagonisti del Medio Oriente che non si parlano fra di loro: Israele da un lato, Hamas e la Siria dall'altro. E anche fra
le due fazioni palestinesi che ancora oggi si guardano in cagnesco: Hamas e al-Fatah.
Nel taccuino di Carter ci sono anche questioni umanitarie (ad esempio uno
scambio di prigionieri fra Israele e Hamas) e la
speranza di favorire un cessate il fuoco che riporti la calma a Gaza e consenta
di riaprirne i valichi. La striscia di Gaza resta una polveriera, e forse anche
per questa ragione la presenza di Carter è stata ritenuta inopportuna. I
dirigenti di Hamas si dicono decisi ad abbattere, anche con la forza, la morsa
di assedio che da giugno stringe la popolazione. Nel settore centrale di Gaza
miliziani di Hamas hanno ingaggiato battaglia ieri con reparti militari
israeliani: al culmine degli scontri, un tunnel esplosivo è stato fatto
brillare accanto a un blindato israeliano. E nel Sinai, secondo i servizi
segreti israeliani, miliziani di Hamas potrebbero essere in procinto di
assalire turisti israeliani che speravano di concedersi una settimana di relax
sul Mar Rosso in occasione delle imminenti vacanze pasquali ebraiche. Anche
questi sono elementi che lo studente Carter dovrà annotare nel suo quaderno, in
questo complesso viaggio-studi.