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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA: Se scoppia l’intelligenza” |
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tARTICOLI DEL 14 e 15 aprile
2008 #TOP
La
violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne
( da "Stampa,
La" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ISRAELE, TORINO La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi 25.
Carter:
per la pace serve anche Hamas ( da "Unita, L'"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: per la pace serve anche Hamas Umberto De Giovannangeli Israele contro Jimmy Carter. L'ex presidente degli Stati Uniti ha iniziato ieri un "viaggio studio" di nove giorni in Medio Oriente durante il quale potrebbe incontrare anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Sarebbe la prima volta che il capo del movimento integralista palestinese incontra un ex presidente Usa.
Per
un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen
( da "Unita,
L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: edizione del ISRAELE Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen GERUSALEMME Nella residenza del primo ministro di Israele a Gerusalemme ieri si è svolto l'incontro fra Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), durato un'ora. I due hanno deciso di tornare a vedersi per coordinare le posizioni in vista dell'imminente viaggio negli Stati Uniti del presidente dell'
Carter:
per la pace voglio mediare con Hamas L'ex presidente Usa inizia un tour in
Medio Oriente. Gelida accoglienza nella prima tappa in Israele All'Unità dice:
I palestinesi sono ( da "Unita, L'"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: accordo di cessate il fuoco tra Israele, Amp e Hamas che arresti il lancio di razzi contro il Sud di Israele e ponga fine all'assedio israeliano a Gaza che ha determinato una drammatica emergenza umanitaria che riguarda un milione e mezzo di palestinesi". Gli chiediamo quale sia per lui la definizione che meglio sintetizza la condizione dei palestinesi di Gaza.
Per
Yehoshua così abbiamo detto addio al Bene e al Male
( da "Unita,
L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Yehoshua pubblicava in Israele un saggio uscito in Italia per Einaudi nel 2000, Il potere terribile di una piccola colpa, con un sottotitolo, per questi lettori, da choc anafilattico, Etica e letteratura. Benché il dibattito all'epoca da noi non sia stato fragoroso (il tema era troppo "alto".
La
giornata ( da "Manifesto, Il"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
ISTANBUL
- Si attende per la serata di oggi l'arrivo a Milano da Istanbul della salma di
Giu ( da "Messaggero, Il"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: in abiti da sposa verso Israele e la Palestina. La rabbia, il profondo rammarico e l'apprezzamento per il messaggio di amicizia lasciato dalla "sposa della pace" compaiono per il secondo giorno tra le prime notizie di radio, telegiornali e quotidiani turchi. "Siamo molto addolorati" è il titolo d'apertura, riportato nel tricolore italiano,
ALL'AEROPORTO
di Tel Aviv una coppia si separa, provvisoriamente. Accade forse per la prima
( da "Messaggero,
Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Lui resta in Israele e per una settimana, senza aveva accanto la moglie con l'energia sprigionata dalla sua presenza, e molto soffrendo la sua assenza. E continua a fare il suo mestiere di progettista di ascensori (e deve risolvere almeno due prblemi impellenti e inattesi), di figlio di un padre malato di Parkinsonalle prese con un passata amante,
<Milano
si colori di verde per l'addio a Pippa>
( da "Corriere
della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Qualcosa in ricordo dello spirito e del messaggio di questa ragazza partita da Milano l'8 marzo per raggiungere Israele in autostop, vestita da sposa perché nessuno meglio delle spose, era certa, sanno trasmettere pace e amore. Era la performance artistica di una ragazza cresciuta alla corte di Piero Manzoni, lo zio famoso in Italia e in Europa per la sua "merda d'artista".
Morbillo
in Italia L'allerta Usa: rischio di contagio
( da "Corriere
della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: e Israele, altro Paese ritenuto a rischio. "La vaccinazione è l'arma più sicura ed efficace", ha detto Jane Zucker, come rappresentante dell'autorità sanitaria locale. In Italia sono al lavoro i responsabili dei dipartimenti di prevenzione. Il morbillo è una minaccia sempre in agguato nel nostro Paese che non brilla in quanto a percentuali di vaccinazione.
Trame
dei film ( da "Corriere della Sera"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Una scena del film LA BANDA In un aeroporto d'Israele arriva una banda musicale della polizia egiziana. Nessuno li attende. Così iniziano ad incamminarsi e arrivano in una cittadina nel cuore del deserto. Qui vivono una notte travolgente tra risate e commovente umanità. Greenwich, Metropolitan, Quattro Fontane.
Ex
presidente Usa ( da "Corriere della Sera"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Nel 2006 il suo libro "Palestine, peace not apartheid" ha suscitato molte polemiche: Carter critica Israele che "continua a controllare e colonizzare il territorio palestinese" e rappresenta "il principale ostacolo a un accordo di pace finale".
Gelo
in Israele per la visita di Carter Niente incontri con Olmert e la Livni
( da "Corriere
della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978), ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni "ha arrecato danno al processo di pace". Forse per questo motivo nessun membro del governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni,
Olmert
( da "Corriere
della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: BREVI Olmert Né il premier israeliano Ehud Olmert, né i suoi ministri hanno voluto accogliere l'ex presidente statunitense Jimmy Carter, in missione (privata) ieri a Gerusalemme. No anche dalla destra di Netanyahu Peres Il presidente israeliano Shimon Peres ha incontrato Carter, ma nel colloquio è stato molto critico: lo avrebbe accusato di ostacolare il processo di pace,
TEL
AVIV - Resterà chiuso ancora per alcuni giorni il terminal dei combustibili di
Nahal-Oz (fr ( da "Messaggero, Il"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: A Israele e Gaza) dove mercoledì un commando di miliziani palestinesi ha compiuto un raid in cui due dipendenti civili israeliani sono rimasti uccisi. Le conseguenze per i palestinesi potrebbero rivelarsi drammatiche. Jamal al Khoudari, presidente del Comitato popolare contro l'assedio, ha detto che se il terminal non aprirà al più presto entro pochi giorni,
Funerali
in verde per Pippa Bacca ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: entrambe vestite da sposa - per effettuare una performance artistica che avrebbe dovuto portarle in Israele attraversando Paesi dei Balcani e del Medio Oriente. Il 31 marzo, dopo essersi divisa dalla compagna di viaggio, Giuseppina era scomparsa dopo aver accettato un passaggio dall'uomo che ha poi confessato di averla violentata e strangolata.
Folgorato
da Hamas, sulla via di Damasco ( da "Opinione, L'"
del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: da anni un bersaglio delle forze di sicurezza speciali di Israele e che un incontro del genere precluderebbe allo stesso Carter ogni successivo meeting nello Stato ebraico con le autorità di governo. Per la cronaca Tzipi Livni ed Ehud Olmert hanno già disdetto il programmato briefing con l'ex presidente statunitense noto per gli scandali del fratello con le noccioline americane,
"Pippa"
ritorna, solo i genitori a Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: avventura in autostop verso Israele. E stamattina questa donna coraggiosa e fiera della sua ragazza - una madre che in questi giorni tragici non si è mai negata a chiunque volesse sapere qualcosa della figlia e ha parlato con tutti - ne aspetterà la bara all'aeroporto. "Doveva tornare prima - conclude - ma poi, per questioni organizzative,
Berlusconi,
annunciate le prime mosse di governo
( da "Voce
d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Berlusconi ha inoltre già in programma la sua prima visita da premier in Israele: “Olmert mi ha invitato e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale”. Contattato da diversi capi di Stato per ricevere le prime congratulazioni, il leader del Pdl ha già fissato appuntamenti per ripristinare “
<Sarò
diverso dal 2001meno parole e più fatti>
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: e lui deve andare al più presto in Israele, "l'unica democrazia nello scacchiere mediorientale", e intanto non chiude la porta in faccia a Casini "e a quelli che lavorano nell'interesse del Paese", pausa, "sì al dialogo per le riforme", altra pausa, "avete visto che non era così brutta la legge elettorale, con pochi partiti alla fine in Parlamento"?
La
memoria - susanna nirenstein ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Agenzia ebraica e ha fondato Israele. Non è un caso se sarà proprio Appelfeld ad inaugurare la Fiera del Libro di Torino in cui quest'anno sarà Israele il paese ospite d'onore: vogliamo proprio vedere chi avrà il coraggio di contestare un uomo che rappresenta così profondamente l'unico luogo che accolse in massa i sopravvissuti al buio del XIX secolo e restituì loro una casa,
Bene
Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: israeliano in governi laburisti: il negoziato per il cessate il fuoco non può escludere chi governa a Gaza "Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele" di Umberto De Giovannangeli "Concordo pienamente con quanto Jimmy Carter ha ribadito nel suo colloquio con l'Unità e nell'intervista ad Haaretz: è interesse di Israele raggiungere un accordo di cessate il fuoco nel Sud
Berlusconi
torna per la terza volta Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Fini
presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno, Mauro, Prestigiacomo e
Carfagna ( da "Unita, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: invito di Olmert" in Israele. Ma di dare la presidenza di una delle Camere all'opposizione non se ne parla: "L'opposizione ha già il presidente della Repubblica, non basta?", sentenzia Renato Brunetta: la Camera per Fini e il SEnato per Schifani o Pisanu, di FI. Anche la telefonata di Silvio è bipartisan (e ben studiata),
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
GIOVANI IN
ISRAELE Alle 11, al Dismec di Ravenna, incontro sul tema "L'evoluzione del
costume e della mentalità giovanile in Israele", con David Assaf Kedem.
ASTROLOGIA Ovest Alle
Jimmy
Carter in Israele una lezione di diplomazia
( da "Voce
d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Sicuramente Carter non gode di buona fame in Israele, specialmente dopo la pubblicazione, avvenuta l'anno scorso, di un libro in cui denunciava il regime di apartheid a cui Israele sottopone i palestinesi. Intervistato dal popolare giornale israeliano Haaretz Carter ha spiegato il suo punto di vista sulla crisi regionale.
<Saranno
cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del Pd>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: sarà in Israele. A casa con i suoi ospiti, durante la giornata, Berlusconi parla un po' di tutto. Dell'affermazione di Di Pietro, il simbolo del suo orrore durante tutta la campagna elettorale: "Come si fa a dargli tanti voti, non capisco". Della Lega, del grande risultato del partito di Bossi: "Sono molto contento che il mio alleato più fedele sia stato così gratificato,
Doppio
Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: 18 categoria: REDAZIONALE DAL VERME Doppio Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele Orchestra, solista e autori in programma: tutto ha un inconfondibile accento ebraico nel concerto che le Serate Musicali dedicano per i sessant'anni dello Stato d'Israele. Al Dal Verme (stasera ore 21, via S. Giovanni sul Muro 2, €
<Gli
agenti di Gheddafi addestrati dai tedeschi>
( da "Corriere
della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: la liberazione della Palestina (Olp) di Arafat affinché questa non desse rifugio ai terroristi tedeschi della Raf, che in quegli anni avevano condotto gravi attentati in Germania. Il quotidiano di Francoforte - forse il più autorevole della Germania - dice che esiste un filmato che mostra questo esperto tedesco spiegare i segreti della difesa alle guardie del corpo del colonnello.
Shlomo
Mintz rende omaggio a Israele ( da "Giornale.it, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: 15 pagina 12 Shlomo Mintz rende omaggio a Israele di Piera Anna Franini Il direttore e violinista proporrà brani di Mendelssohn e Ben Haim La musica è nel dna del popolo israelita che ha fatto del violino una sorta di emblema nazionale. "La tradizione del violino è nata nel ghetto: al pianoforte è difficile piangere, mentre riesce naturale se si abbraccia un violino"
La
tv di Hamas: <L'islam prenderà Roma>
( da "Giornale.it,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Islam e ha inviato fratelli di scimmie e maiali in Palestina per impedire il risveglio dell'Islam", ha detto il parlamentare di Hamas. "La capitale italiana sarà un avamposto per le conquiste islamiche, che si diffonderanno attraverso l'Europa nella sua interezza e poi si dirigeranno verso le Americhe e l'Europa dell'est" © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: 9 Il nemico Carter Israele accoglie con gelo l'ex presidente Usa: "Tratta con Hamas e ci accusa di apartheid". Negata la scorta P. 11 Spericolata Beirut "Sous les bombes", è in uscita il film del franco-libanese Philippe Aractingi. Incontro con il regista P. 14 Veneto La Lega vola al 25% e conquista la paura A PAGINA 2 Campania Effetto rifiuti,
Tratta
con Hamas , scorta negata a Carter
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Intervistato ieri dal quotidiano Haaretz si è detto convinto che in nome della pace "Israele deve parlare con tutti" e, incontrando il deputato Yossi Beilin, ha precisato che nell'incontro a Damasco affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit, catturato dai palestinesi due anni fa. Non è servito a nulla, precisazioni inutili, il boicottaggio è continuato.
Siglato
accordo di cooperazione tra Washington e Tel Aviv
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: americano per i 60 anni di Israele è arrivato a destinazione. Lo Stato ebraico e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di piena cooperazione nucleare. Secondo il quotidiano Ha'aretz, Israele ora cercherà di ottenere assistenza per il reattore atomico di Dimona dove, denunciò nel 1986 il tecnico nucleare Mordechai Vanunu, si produce il plutonio per le bombe atomiche.
Sequestrò
l'Achille Lauro, ora rischia di essere espulso
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Il 7 ottobre del 1985 si è imbarcato sull'Achille Lauro con altri profughi palestinesi, per scendere al porto israeliano di Ishdud e rapire dei soldati israeliani in cambio della liberazione di alcuni prigionieri palestinesi. Le cose, poi, androno diversamente, con il commando che assassinò Leon Klinghoffer, un cittadino americano di origine ebraica.
Gaza,
Hamas ha interrotto la distribuzione di un milione di litri di benzina nella
Striscia ( da "Liberazione"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: interruzione delle forniture da Israele", ha detto la fonte riferendosi al sindacato dei proprietari di stazioni di servizio a Gaza. Da mercoledì scorso Israele mantiene chiusi il valico e il terminal di Nahal Oz che rifornisce di carburante la Striscia, per rappresaglia a un attacco di militanti palestinesi costato la vita a due impiegati israeliani.
Jimmy
Carter a Sderot ma senza la protezione degli 007 israeliani
( da "Liberazione"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: anomalia che il governo israeliano non ha commentato. Altra anomalia, gli incontri ufficiali. Carter è stato ignorato dall'intero governo israeliano, così come dall'opposizione. Né il premier Olmert né il ministro della Difesa Barak hanno trovato il tempo di riceverlo e anche il leader del Likud, Benjamin Netanyahu non ha voluto vederlo.
<Governerò
cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con tutti>
( da "Giornale.it,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Il primo viaggio ufficiale sarà in Israele: "In Medio Oriente è l'unica democrazia" da Roma La soddisfazione, ammette in privato durante le tante telefonate che si rincorrono nella giornata, "è di quelle che si provano poche volte nella vita". Esattamente due anni fa, nelle ore che precedevano il voto che avrebbe poi certificato un sostanziale pareggio,
La
capitale cattolica cadrà in mano nostra come Costantinopoli
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Il messaggio più importante per i nostri nemici - aveva detto - è che per loro non ci può essere spazio nella terra della Palestina, dal mare (Mediterraneo) al fiume (Giordano). In Israele, il profondo convincimento di Carter che nessuna intesa politica stabile possa essere raggiunta nella zona senza una partecipazione attiva di Hamas non è piaciuto.
GERUSALEMME
L'ex presidente americano Jimmy Carter ha
( da "Tempo,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit. Come riporta il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth", Carter ha incontrato ieri il deputato della Knesset Yossi Beilin (Meretz), con cui ha appunto parlato del caporale israeliano rapito da militanti palestinesi vicino alla Striscia di Gaza nel giugno del 2006.
Torino
roccaforte del centrosinistra ( da "Voce d'Italia, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: territorio in campagna elettorale è stata la polemica sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro, un pò poco. Sono stati lontani dalla gente ed anche la candidatura di Bertinotti, con tutto il rispetto, andava valutata con maggiore attenzione". Nonostante il quorum non sia stato raggiunto, si respira altra aria nella sede de La Destra, a due passi da quella di Alleanza Nazionale.
Iraq,
da incubo a carta vincente del Gop
( da "Avanti!"
del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele, dell'Occidente e del mondo. Tale corsa va assolutamente scoraggiata e fermata, non si può affrontare tale attentato contro l'umanità con lo spirito sciagurato di Monaco 38. È giunta l'ora che l'ignava Europa e l'Occidente si sveglino e scoraggino, con efficacia, ogni disegno revanscista, portato avanti dal nuovo totalitarismo,
( da "Stampa, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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PALESTINA, ISRAELE, TORINO La violenza in contesti
difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti
difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il
titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato
martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi
( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del Carter: per la pace serve anche Hamas
Umberto De Giovannangeli Israele contro Jimmy Carter. L'ex presidente degli Stati Uniti ha
iniziato ieri un "viaggio studio" di nove giorni in Medio Oriente
durante il quale potrebbe incontrare anche il leader politico di Hamas, Khaled
Meshaal. Sarebbe la prima volta che il capo del movimento integralista
palestinese incontra un ex presidente Usa. Carter - che alla fine degli
anni Settanta contribuì in maniera determinante alla firma di storici accordi
di pace tra Israele ed Egitto - è stato ricevuto ieri
a Gerusalemme dal capo dello Stato Shimon Peres. Ma la sua apertura a Hamas non
pare gradita dai dirigenti israeliani. segue a pagina 9.
( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del ISRAELE Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen
GERUSALEMME Nella residenza del primo ministro di Israele a Gerusalemme ieri si è svolto l'incontro fra Ehud Olmert e il
presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), durato un'ora. I due hanno
deciso di tornare a vedersi per coordinare le posizioni in vista dell'imminente
viaggio negli Stati Uniti del presidente dell'Anp (Autorità nazionale
palestinese). "È un faccia a faccia", ha spiegato un funzionario del
governo israeliano, con "al centro l'aumento del livello di cooperazione e
di coordinamento prima che Abbas (Abu Mazen, ndr) si rechi a Washington".
L'ultimo incontro tra i due avvenne il 7 aprile scorso, dopo il quale i
rapporti tra le due parti si fecero tesi per la decisione israeliana di avviare
nuovi insediamenti di coloni attorno a Gerusalemme. Abu Mazen sarà negli Stati
Uniti per incontrare George W. Bush il 24 aprile.
( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del Carter: per la pace voglio mediare con Hamas L'ex presidente Usa
inizia un tour in Medio Oriente. Gelida accoglienza nella prima tappa in Israele All'Unità dice: "I palestinesi sono murati
vivi, privarli dei diritti umani fondamentali non porta al dialogo" di
Umberto De Giovannageli/ Segue dalla prima DAL PROGRAMMA della visita
distribuito ieri alla stampa sono assenti i nomi del premier Ehud Olmert e
della ministra degli Esteri Tzipi Livni. In Israele
Carter vedrà il vicepremier Ely Yishai (Shas), la colomba Yossi Beilin e il
falco Avigdor Lieberman, nonché i genitori di Ghilad Shalit, il soldato rapito
da Hamas nel giugno 2006. Carter, premio Nobel per la pace nel 2002, prevede
oggi una visita a Sederot, la città nel Neghev bersagliata da razzi sparati da
Gaza. Domani sarà a Ramallah, ospite della Autorità nazionale palestinese e
quindi visiterà Egitto, Siria ed Arabia Saudita. Il progetto di Carter di
incontrare Meshaal (a Damasco) ha già ricevuto le critiche della segretaria di
Stato Usa Condoleezza Rice. L'"operazione Meshal" viene letta in
ambienti politici israeliani anche in chiave presidenziali Usa: sono in molti a
ritenere che dietro l'iniziativa dell'ex presidente vi sia l'imprimatur di
Barack Obama, verso il quale Carter, uno dei super delegati alla convention
Democratica di Denver, ha già espresso il suo sostegno. Fuori da ogni lettura
dietrologica, l'ex presidente Usa riflette criticamente sugli errori compiuti
dall'amministrazione Bush, e sia pur con gradualità diverse dall'Europa, nel "non
aver saputo o voluto cogliere la dialettica interna ad Hamas che aveva portato
il movimento a scegliere la via politica", con la partecipazione alle
elezioni del gennaio 2006, riflette Carter incontrando in un albergo di
Gerusalemme un gruppo di giornalisti stranieri, tra i quali il collaboratore de
l'Unità, Osama Hamdan. "E se uno - aggiunge - sponsorizza elezioni o
intende promuovere la democrazia e la libertà in tutto il mondo, poi, come è
accaduto in Palestina, quando un popolo sceglie
liberamente i propri leader, credo che tutti dovrebbero riconoscere il
risultato e incalzare, senza demonizzarlo, il governo legittimo che scaturisce
dal voto". E sul presente, Carter ribadisce la sua volontà a farsi parte
dirigente di un "accordo di cessate il fuoco tra Israele, Amp e Hamas che arresti il
lancio di razzi contro il Sud di Israele e ponga fine all'assedio israeliano a Gaza che ha determinato
una drammatica emergenza umanitaria che riguarda un milione e mezzo di
palestinesi". Gli chiediamo quale sia per lui la definizione che meglio
sintetizza la condizione dei palestinesi di Gaza. La sua risposta è
secca: "Quella di murativi vivi". Di due cose, l'ex presidente Usa si
dice convinto. La prima: "Privare il popolo palestinese dei suoi
fondamentali diritti umani al solo scopo di punire i leader eletti non è una
strada che porta alla pace". Su questo punto, Carter è perentorio:
"Punire degli innocenti - dice - è sempre e comunque un crimine". La
seconda certezza, quella che scatena le polemiche: Hamas "deve essere incluso
nel processo di pace" nella regione. "È molto importante che ci sia
qualcuno disposto a incontrare i leader di Hamas e ascoltare il loro punto di
vista, in modo da verificare la loro flessibilità e cercare di indurli a
bloccare tutti gli attacchi contro innocenti civili in Israele",
ribadisce Carter in una intervista alla rete televisiva Abc. "Non ho dubbi
- rimarca ancora l'ex presidente statunitense -sul fatto che se Israele vuole trovare la pace con giustizia nei suoi rapporti
con i palestinesi debba veder incluso Hamas nel processo di pace". Jimmy
Carter crede nell'opzione di due popoli, due Stati, e motiva così la sua
convinzione all'Unità: "Incorporare i Territori occupati dentro Israele ed avere un solo Stato, non penso che funzionerebbe,
e per diverse ragioni. Prima di tutto, i palestinesi, se gli venisse dato il
diritto di votare alla pari con gli israeliani, finirebbero per giocare un
ruolo decisivo nel prendere le decisioni per conto dell'intero Paese. E con il
loro rapido incremento demografico, che a Gaza è del 4% all'anno, uno dei più
alti al mondo, ed in un prevedibile futuro i palestinesi sarebbero in effetti
maggioranza della nazione". "Quindi - si congeda l'ex presidente Usa
- io penso che la sola vera soluzione pratica è avere due Stati, fianco a
fianco, che vivono in pace e in armonia. Questo ritengo sia l'approccio
migliore, per il quale ho deciso di impegnarmi, e lo faccio perché ero e resto
fermamente convinto che la stabilizzazione dell'intero Medio Oriente è
indissolubilmente legata ad una equa soluzione della questione
palestinese". Gli chiediamo se può confermare l'incontro a Damasco con
Khaled Meshaal: "Non è ancora certo - risponde - ma direi che è
probabile". (ha collaborato Osama Hamdan).
( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del ALL'ORIGINE Nel 1998 un pamphlet dello scrittore isrealiano Per
Yehoshua così abbiamo detto addio al Bene e al Male LEONARDO COLOMBATI, come si
ricorda in questa pagina, si "agita" quando sente pronunciare,
affiancate, le parole "etica" e "letteratura". Da dove
nasce, in lui come in altri, quest'allergia? Nel 1998 Abraham B. Yehoshua pubblicava in Israele un saggio uscito in Italia per Einaudi nel 2000, Il potere
terribile di una piccola colpa, con un sottotitolo, per questi lettori, da choc
anafilattico, Etica e letteratura. Benché il dibattito all'epoca da noi non sia
stato fragoroso (il tema era troppo "alto"...) non è illogico
pensare che nel decennio le sue riflessioni abbiano germinato.
Nell'introduzione Yehoshua prendeva in mano la parola "etica", e si
chiedeva perché oggi, parlando di narrativa, sia pericoloso usarla. Questo, in
due sensi: da un lato si chiedeva perché il dilemma etico sia scomparso come
motore delle storie e come motivazione dei personaggi; dall'altro, perché i
critici, nel recensire, non usino più termini come "valori morali,
giustizia e bene", rimpiazzandoli con termini tecnici come
"credibilità, complessità, profondità e soprattutto originalità".
Questo, osservava, nel mentre in altri campi (la medicina per esempio) l'uso
della parola "etica" si sprechi. Tra i motivi, Yehoshua rintracciava
la psicologia, e il suo sedimentarsi nel '900 nel nostro bagaglio culturale,
psicologia che impedirebbe, poniamo, oggi di immaginare un personaggio
romanzesco di "buono puro" come l'Idiota dostoievskiano, senza il
retropensiero: ma non sarà un represso? Accanto alla psicologia, l'uso perverso
che della "morale pubblica" hanno fatto nel '900 regimi repressivi,
così come oggi il trionfo di relativismo e correttezza politica... Eppure,
osservava, alla fine resta il fatto che l'interrogativo morale è il più intimo
e individuale di tutti. E che proprio esso, oggi, non trova spazio nelle
narrazioni. m.s.p.
( da "Manifesto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La giornata Segreto
di stato Limite finale dopo 30 anni sapremo di più sulle stragi? All'ultimo
giorno di attività il governo Prodi ha preso forse la migliore decisione della
sua breve storia: ha ridotto il periodo di vigenza del segreto di stato a 30
anni (15, prorogabili soltanto una volta). Saranno anche "decretate"
- dopo identico periodo - tutte le carte considerate "classificate"
(a un livello di segretezza inferiore e senza decisione governativa) per
coprire l'identità di fonti, spie, componenti di organismi di sicurezza, ecc.
Il segreto è stato posto nella storia d'Italia una dozzina di volte, ed è per
queste vicende che la mossa può risultare decisiva. Il caso politicamente più importante
riguarda le stragi fasciste (o più precisamente "di stato", si diceva
una volta), come quella del treno Italicus (nel 1974). Identica decisione fu
presa per l'abbattimento dell'aereo Argo 16, dei servizi italiani,
probabilmente colpito dal Mossad israeliano in quanto era servito per
rimpatriare dei feddayn palestinesi arrestati anni prima. Ma anche per altre
vicende in cui erano in ballo i rapporti dello stato italiano con diversi paesi
mediorientali (come nel caso della scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni
in Libano), traffici di armi compresi. Da ridere il segreto apposto sui lavori
nella Villa Certosa berlusconiana, in Costa Smeralda. Contrariamente a quanto
ripetuto da molti media in questi giorni, il "segreto di stato" non
fu mai posto sul sequestro e l'uccisione di Aldo Moro. Su questa vicenda
diventeranno pubblici alcuni documenti classificati come "riservati",
riguardanti per lo più le attività dei vari "comitati di crisi" messi
in piedi nei giorni del sequestro. Per lo stesso sottosegretario Micheli,
titolare della delega della presidenza del consiglio per i servizi segreti,
però, "è difficile immaginare di scoprire chissà quale deviazione
istituzionale". Primarie Usa Obama ex-estremista con amici tra i Weather
Underground? La politica dei colpi bassi è un classico nelle elezioni Usa. Così
qualcuno ha "scoperto" che da giovane Barack Obama è stato per tre
anni in una fondazione filantropica - Woods Fund - cui partecipava anche
William Ayers, un ex militante dei Weather Underground, che negli anni settanta
fu coinvolto in attentati dinamitardi a Washington, contro il Pentagono, il
Dipartimento di Stato e il Congresso. Avrebbe sostenuto Obama politicamente a
più riprese, anche con piccole donazioni. Facile la risposta: "aveva otto
anni quando gli Weathermen erano attivi e ogni tentativo di associarlo ad
eventi di quasi 40 anni fa è palesemente ridicolo". Subito dopo, però, si
è esposto ad altri attacchi dello stesso genere per aver detto, in un discorso,
che "in certe cittadine della Pennsylvania e, come in altre cittadine del
Midwest, non c'è più lavoro da 25 anni e niente l'ha sostituito. Non c'è da
stupirsi che diventino amareggiati, si aggrappino alle pistole o alla religione
o all'antipatia per la gente che non è come loro, a un sentimento anti
immigrati, a un sentimento anti commercio, per spiegare le loro
frustrazioni". Di fronte alla reazione dei repubblicani e dei democratici
pro-Hilary, Obama si è poi scusato per queste frasi. Peccato. Tibet Il Dalai
Lama: se la violenza aumenta, mi dimetto Il leader spirituale dei tibetani ieri
è tornato a gettare acqua sul fuoco della protesta della regione autonoma del
sudovest cinese, che nei giorni scorsi ha causato un numero imprecisato di
vittime in seguito alla repressione delle autorità di Pechino. "Se la
violenza andrà fuori controllo, la mia unica possibilità sarà quella di
dimettermi", ha dichiarato dalla città statunitense di Seattle. Kenya
Accordo tra Odinga e Kibaki, al via governo di unità Raile Odinga, leader del
Movimento Arancione per la Democrazia" sarà il primo ministro del Kenya
nell'ambito del nuovo governo di coalizione che mette fine allo scontro
politico che ha insanguinato il paese. Lo ha annunciato il presidente Mwai
Kibaki parlando in diretta televisiva accanto a Odinga. L'ostacolo è stato
superato ieri durante un incontro fra Kibaki e Odinga. Fra i compiti
dell'esecutivo ci sarà quello di scrivere una nuova costituzione che possa
risolvere il problema della divisione delle terre e del potere politico tra le
principali etnie del Paese. Occorrerà tempo perché il Kenya possa rimarginare
le tremende cicatrici accumulate negli ultimi quattro mesi. Macedonia Sciolto
il parlamento dopo Kosovo e crisi sulla Nato Il parlamento della repubblica ex
jugoslava di Macedonia ha approvato il proprio autodissolvimento, avviando le
procedure destinate a portare il Paese a elezioni anticipate in giugno. Lo
scioglimento è stato votato a maggioranza dall'assemblea, dopo un lungo e
contrastato dibattito, su iniziativa congiunta del principale partito etnico
slavo-macedone al governo (Vmro-Dpmne) e del principale partito della minoranza
albanese all'opposizione (Dui). Esso è frutto della crisi che un paio di
settimane fa ha messo in minoranza l'esecutivo del premier Nikola Gruevski
(leader del Vmro), con l'uscita dalla coalizione al potere dell'altro grande
partito della comunità albanofona: il Dpa, entrato in polemica con i partner
per il mancato riconoscimento da parte di Skopje della secessione del vicino
Kosovo da Belgrado. Il recente rinvio dell'invito all'adesione alla Nato -
imposto dal veto greco in forza dell'annosa diatriba sulla titolarità del nome
storico di Macedonia - ha contribuito a precipitare la crisi. Gaza Attacco a
generale israeliano Tre morti a Jabalya È rimasto incolume il comandante della
regione militare meridionale israeliana, gen. Yoav Galant, sorpreso ieri da un
attacco di mortai palestinesi mentre era impegnato in un sopralluogo nel Neghev
occidentale, a ridosso della Striscia di Gaza. Uno dei colpi di mortaio è
esploso a circa
( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di VINCENZO PERGOLIZZI
ISTANBUL - Si attende per la serata di oggi l'arrivo a Milano da Istanbul della
salma di Giuseppina Pasqualino, l'artista barbaramente uccisa durante il suo
"viaggio di pace" in abiti da sposa verso Israele e la Palestina. La rabbia, il profondo rammarico e l'apprezzamento per il
messaggio di amicizia lasciato dalla "sposa della pace" compaiono per
il secondo giorno tra le prime notizie di radio, telegiornali e quotidiani
turchi. "Siamo molto addolorati" è il titolo d'apertura, riportato
nel tricolore italiano, dell'edizione cartacea del quotidiano Milliyet,
solo uno dei tanti segni di cordoglio corale. E' una Turchia ancora sbigottita
di fronte all'orrore di un assassinio insensato verso "Pippa,
ambasciatrice di pace", cosi ricordata ieri dal primo ministro Erdogan.
Continuano numerosi i commenti on line di rammarico e di orrore contro quel
balordo, Murat Karatash, più volte denunciato per i diversi furti e le
falsificazioni, che dopo averle fatto credere in un passaggio per Ankara, l'ha
violentata, strappandole il vestito bianco simbolo di pace, per poi seppellirne
malamente il corpo in un boschetto a
( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di RENATO MINORE
ALL'AEROPORTO di Tel Aviv una coppia si separa, provvisoriamente. Accade forse
per la prima volta nel loro complice, simbiotico ménage di decenni. Lei deve
incontrare il cognato in Tanzania colpito da un doppio lutto: la morte del
figlio ucciso dal "fuoco amico" (cioè dai suoi stessi commilitoni
durante una perlustrazione notturna in un campo palestinese) e la conseguente
morte della moglie, per infarto. Lui resta in Israele e per una settimana, senza aveva
accanto la moglie con l'energia sprigionata dalla sua presenza, e molto
soffrendo la sua assenza. E continua a fare il suo mestiere di progettista di
ascensori (e deve risolvere almeno due prblemi impellenti e inattesi), di
figlio di un padre malato di Parkinsonalle prese con un passata amante,
di padre di un figlio che, forse tradito dalla bella moglie, è finito agli
arresti domiciliari per essere renitente alla leva nell'Israele
dei nostri giorni in cui tutto un popolo in preda al disincanto "non
riesce ad essere e sentirsi normale". Sullo sfondo di una storia di
famiglia, in un Paese dove la famiglia sembra essere un luogo caldo. protettivo
e anche abbastanza claustofobico, per la sicurezza dell''individuo, Fuoco amico
di Abraham B. Yehoshua (Einaudi, 398 pagine, 19 euro) è un racconto di fatti
quotidiani, scrutati nel rotolo della quotidianeità, e assai privati.
Nell'incastro tra i due piani e nel loro muoversi lento e progressivo, dentro
la storia di una famiglia toccata dal dolore e accumulata dal fatto di doverlo
elaborare, c'è in filigrana la storia di una comunità con tutti i suoi drammi e
le sue lacerazioni. Un intreccio di voci, personaggi e luoghi geografici nella
complessità della realtà fotografata durante la settimana di Hanukkah: otto
giorni di festa della luce scanditi dall'accensione quotidiana, al tramonto. di
una candela. Nella settimana di separazione, in una riserva dove i paleontologi
africani sono sulle tracce dell'austropopitecus bosei, prima traccia della
presenza dell'uomo sulla terra, Daniela cerca di vincere il dolore del cognato
che rifiuta il vecchio mondo, vuole cancellare la sua identità, non appartenere
più a nulla, liberarsi dalla sofferenza per la morte del figlio per un atto di
umanuità sproporzionato al rischio, nella distanza tra due mondi che gli
appaiono lontani e inaccessibili. Tutta giocata da Yehoshua su un ritmo del
racconto dominato dall'indicativo presente che scivola di capitolo in capitolo
e li annoda con sagacia, la strategia compositiva alterna una scena africana e
una israeliana con una lenta progressione dentro cui il lettore viene avviato e
guidato dalla prima scena in aeroporto fino alle ultime righe, fino al
ricongiungimento coniugale, con il "miracoloso duetto" di Amotz e
Daniela, ancora affiatatissimi e con il desiderio forte, nonostante il logorio
del tempo e la prevedibile usura delle abitudini nella vita di coppia. Forse
Fuoco amico poteva essere scorciato di qualche pagina e si sarebbeb
maggiormente "ruscaldato". D'altro, lo riconosce un suo personaggio,
anche "la Bibbia si potrebbe tranquillamente abbreviare un poco, senza che
nulla si significativo vada perduto".
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-14 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE
L'artista uccisa Oggi rientra la salma di Giuseppina Pasqualino "Milano si
colori di verde per l'addio a Pippa" Appello della madre. Erdogan: faremo
giustizia La famiglia voleva anche una bara verde ("Si vestiva sempre con
quel colore") ma la legge non lo permette MILANO - "E poi parlano
tanto di libertà...". La signora Elena non lo dice con intento polemico. è
solo che avrebbe voluto la libertà di scegliere il colore della bara di sua
figlia. La voleva verde perché la sua Giuseppina, in arte "Pippa
Bacca" e di cognome Pasqualino di Marineo, amava il verde più di ogni
altro colore. Ma in Comune hanno detto di no, nessuna deroga: "le leggi e
i regolamenti non lo consentono" è costretta ad accettare Elena. E allora
che sia verde tutto il resto, chiede lei. Che i commercianti espongano lumini e
candele verdi al passaggio del corteo funebre. Che chiunque vorrà venire al
funerale di Pippa (sabato alle 11, nella chiesa di San Simpliciano, a Milano)
abbia con sé qualcosa di verdeggiante, un vestito, una borsa, un fazzoletto. Qualcosa in ricordo dello spirito e del messaggio di questa
ragazza partita da Milano l'8 marzo per raggiungere Israele in autostop, vestita da sposa perché nessuno meglio delle spose,
era certa, sanno trasmettere pace e amore. Era la performance artistica di una
ragazza cresciuta alla corte di Piero Manzoni, lo zio famoso in Italia e in
Europa per la sua "merda d'artista". Giuseppina aveva 33 anni.
Il 31 marzo ha accettato il passaggio sbagliato, in Turchia, l'ultimo della sua
vita. Murat Karatash, un balordo di 38 anni, l'ha caricata sulla sua Jeep, a
Istanbul, l'ha violentata, uccisa e seppellita sotto pochi centimetri di terra
e foglie. L'hanno ritrovata nella notte fra venerdì e sabato scorso, nuda. Il
suo vestito da sposa e tutto il resto era a casa di lui, arrestato e reo
confesso quella stessa notte. Il primo ministro turco Tayyip Erdogan si dice
"profondamente rattristato" e spiega che non trova "le parole
per descrivere questo brutale omicidio. La giustizia turca farà il suo corso"
assicura alla famiglia di Pippa. Ma a casa Pasqualino di Marineo nessuno ha mai
temuto nemmeno un istante che la Turchia non facesse giustizia. "La
Turchia ci è stata molto vicina, molto di più di qualche italiano - dice Elena
-. Pippa avrebbe rischiato se fosse andata scosciata irritando il sentimento
musulmano ma lei era una brava ragazza e in Turchia c'è rispetto per le
donne...". I grandi giornali turchi ieri hanno pubblicato titoli in
italiano, con sfondo tricolore, "perdonaci Pippa", "siamo molto
addolorati ". Stasera alle nove la bara atterrerà a Malpensa. Dentro una
sposta perduta per sempre, vestita di verde. Giusi Fasano # Il ricordo A
sinistra (foto Azzari) un gruppo di amici radunati, a Milano, per ricordare
Giuseppina Pasqualino di Marineo (a destra, Alabiso), la ragazza di 33 anni
uccisa vicino a Istanbul, in Turchia.
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-14 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Vaccino raccomandato Morbillo in Italia L'allerta Usa: rischio di
contagio ROMA - Sfuma l'ambizioso programma dell'Organizzazione mondiale della
sanità di eliminare il morbillo dall'Europa entro il 2010. Il vecchio
continente è infatti tartassato da focolai e piccole epidemie di un'infezione
respiratoria che si prende con la stessa facilità del raffreddore. L'ultimo
allarme a Londra. Segue con attenzione l'espandersi del virus in Europa il
centro per il Controllo delle malattie infettive americano. All'inizio del mese
il Cdc ha emesso un avviso di salute pubblica. In particolare ai cittadini di
New York, dove sono stati contati decine di contagi inusuali per la città,
viene raccomandato di fare immunizzarsi prima di partire per l'Europa, Italia
compresa, e Israele, altro Paese ritenuto a rischio. "La vaccinazione è l'arma
più sicura ed efficace", ha detto Jane Zucker, come rappresentante
dell'autorità sanitaria locale. In Italia sono al lavoro i responsabili dei
dipartimenti di prevenzione. Il morbillo è una minaccia sempre in agguato nel
nostro Paese che non brilla in quanto a percentuali di vaccinazione.
Diverse Regioni in queste settimane hanno continuato a registrare casi. Da 5
mesi è sotto tiro il Piemonte, provincie di Torino e Cuneo: fino a marzo 635 i
pazienti noti, 25 ricoveri, 4 con complicanze polmonari. In allerta anche la Puglia,
16 infezioni tra gennaio e marzo, per la maggior parte bambini sotto gli 8
anni, ma anche adolescenti e adulti. Tutti i colpiti non erano stati vaccinati.
Segnalazioni anche dal Friuli e dal Trentino Alto Adige. è preoccupato Ben
Duncan, del Centro europeo per il controllo e la prevenzione: "Nel primo
trimestre del 2008 siamo saliti a quota 1.300. Pochi Paesi hanno centrato
l'obiettivo del 95% dei bambini vaccinati, una copertura indispensabile per
prevenire la malattia". Margherita De Bac.
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-14 num: - pag: 23 categoria: BREVI
Trame dei film ALLA RICERCA DELL'ISOLA DI NIM Alexandra scrive storie di
avventura per bambini, però è una donna insicura e il suo pc è l'unico contatto
con l'esterno. Esce dalla sua tana quando una piccola fan le chiede aiuto per
cercare il papà scomparso su un'isola lontana. UGC Ciné Cité Parco Leonardo,
Adriano Multisala, Atlantic, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Europa,
Galaxy, Gregory, Jolly, Lux, Roxyparioli, Stardust Village (Eur), Trianon,
Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis
Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. AMORE, BUGIE &
CALCETTO L'ABC DELLA VITA MODERNA Un gruppo di amici e l'irrinunciabile partita
di calcetto del giovedì alle 20.00. Le loro vite e le loro storie sentimentali
riflesse sugli schemi di gioco e sui singoli ruoli. Da semplice gioco a
metafora della vita. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala,
Andromeda, Cineland, Cineplex Gulliver, Lux, Roxyparioli, Savoy, Stardust
Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité
Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. CI
STA UN FRANCESE, UN INGLESE E UN NAPOLETANO Salvatore, soldato napoletano in un
campo di prima accoglienza, viene scelto per sposare Majena che, incinta e
nubile, rischia di essere uccisa. All'improvviso arriva la fidanzata di
Salvatore e le cose si complicano notevolmente. UGC Ciné Cité Parco Leonardo,
Atlantic, Cineland, Cinestar Cassia, Galaxy, Giulio Cesare, Warner Village
Cinemas. IL CACCIATORE DI AQUILONI Amir, dopo aver trascorso molti anni in
California, ritorna in Afghanistan per aiutare il suo amico Hassan. Il viaggio
diventa un viaggio a ritroso nel tempo, nelle vicende storiche che hanno
portato alla distruzione del paese afgano. UGC Ciné Cité Parco Leonardo,
Adriano Multisala, Alhambra, Ambassade, Antares, Atlantic, Ciak, Cineland,
Cineplex Gulliver, Doria, Galaxy, Jolly, Lux, Madison, Quattro Fontane, Roxyparioli,
Sala Troisi, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci Cinema's Marconi, UGC
Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. Una scena del film
IN AMORE NIENTE REGOLE America anni Venti. Un affascinante giocatore di
football, Dodge, ingaggia l'eroe di guerra Carter per risollevare la sua
squadra. Tutto volge al meglio fin quando i due non s'innamorano della
giornalista Littleton. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala,
Andromeda, Atlantic, Barberini, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia,
Embassy, Lux, Odeon Multiscreen, Reale, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci
Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village
Cinemas. INTERVIEW Un illustre giornalista, inviato di guerra, sta perdendo la
stima dei suoi superiori e, dopo un diverbio con il suo capo, deve accettare
suo malgrado di intervistare l'attrice protagonista di una celebre soap opera.
UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Eden Film Center, Eurcine, Mignon, Nuovo Olimpia,
Roma, Warner Village Cinemas. JUNO La giovane Juno decide di fare sesso con il
compagno di scuola Bleeker. Scopre di essere incinta e senza indugio decide di
far adottare il bambino ai coniugi Loring. Ma con l'avvicinarsi del parto i
Loring iniziano a vacillare. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland,
Cineplex Gulliver, Eurcine, Fiamma, Giulio Cesare, Holiday, Intrastevere, Lux,
Maestoso, Metropolitan, Tibur, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner
Village Cinemas. Una scena del film LA BANDA In un
aeroporto d'Israele arriva
una banda musicale della polizia egiziana. Nessuno li attende. Così iniziano ad
incamminarsi e arrivano in una cittadina nel cuore del deserto. Qui vivono una
notte travolgente tra risate e commovente umanità. Greenwich, Metropolitan,
Quattro Fontane. Una scena del film LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI
Giulio, brillante agente immobiliare, durante un appuntamento di lavoro
incontra Ilaria, sorella di un suo ex compagno di scuola. Giulio rimane colpito
dalla bellezza della ragazza ed un suo invito a cena lo getta nel panico. UGC
Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Broadway,
Cineland, Cineplex Gulliver, Doria, Jolly, Lux, Maestoso, Odeon Multiscreen,
Savoy, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner
Village Moderno. A. Siani, E. Canalis NESSUNA QUALITà AGLI EROI Bruno non può
avere figli e ha contratto un debito con un usuraio. La moglie lo vede cadere
nella depressione. L'usuraio scompare nel nulla. Tutto dovrebbe volgere per il
meglio, ma il figlio dell'usuraio, inizia a seguirlo. Intrastevere. NEXT Cris
ha il dono di vedere il futuro. Dopo anni vissuti tra esami clinici e indagini
governative, Cris vive nell'anonimato a Las Vegas come mago di sala. L'agente
Callie si mette sulle sue tracce per sventare un attacco terroristico. UGC Ciné
Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Atlantic, Cineland, Cineplex
Gulliver, Cinestar Cassia, Galaxy, Lux, Odeon Multiscreen, Stardust Village
(Eur), Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner
Village Cinemas, Warner Village Moderno. NON PENSARCI Per Stefano è arrivato il
tempo di riflettere. Trentasei anni, alle spalle una carriere da star del punk
rock e tante situazioni in sospeso. Si ritorna a casa dai genitori ma tutto è
cambiato. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland, Cineplex Gulliver,
Giulio Cesare, Greenwich, King, Quattro Fontane, Stardust Village (Eur), Tibur,
Trianon, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. V.
Mastandrea, G. Battiston OXFORD MURDERS - TEOREMA DI UN DELITTO Misteriosi
delitti tormentano l'Università di Oxford. Martin, giovane matematico e il
professore Arthur trovano solo una serie di formule matematiche per risolvere
l'inquietante enigma e porre fine agli omicidi. UGC Ciné Cité Parco Leonardo,
Andromeda, Barberini, Cineland, Cinestar Cassia, Doria, UGC Ciné Cité Porta di
Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. RIPRENDIMI Le vicende di Giovanni e
Lucia, protagonisti di un documentario sull'aspetto del precariato nel mondo
dello spettacolo. Realtà e finzione si sovrappongono fino a colpire anche la
sfera affettiva. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Admiral, Adriano Multisala,
Cineplex Gulliver, Fiamma, Greenwich, Stardust Village (Eur), UGC Ciné Cité
Porta di Roma, Warner Village Cinemas. A. Rohrwacher, V. Lodovini ROLLING
STONES' SHINE A LIGHT Martin Scorsese riprende lo storico concerto dei Rolling
Stones al Beacon Theater di New York nell'autunno del 2006, avvalendosi anche
di una troupe di cineasti leggendaria da Robert Richardson a Ellen Kuras. Eden
Film Center, Quattro Fontane.
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria:
BREVI Ex presidente Usa Negoziatore in Medio Oriente Le intese e le polemiche
Presidente e Nobel Jimmy Carter, 83 anni e ancora esponente di spicco dei
democratici statunitensi, è stato presidente a Washington dal 1977 al 1981. Nel
2002, per il suo impegno da mediatore ha ricevuto il Nobel per la Pace Camp
David In politica internazionale uno dei maggiori successi attribuiti
all'amministrazione Carter è il negoziato tra israeliani ed egiziani che ha
portato nel 1978 alla firma degli accordi di pace di Camp David (nella foto il
presidente Usa, tra Sadat, a sinistra, e Begin, a destra) La seconda intifada
Carter ha continuato a seguire le vicende mediorientali, anche dopo la seconda
intifada (2000). A dicembre
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Missione privata Critiche dal dipartimento di Stato Usa:
"Parlerà con chi ostacola la pace" Gelo in Israele
per la visita di Carter Niente incontri con Olmert e la Livni L'ex presidente
difende la scelta di vedere il leader di Hamas a Damasco Il mediatore americano
accolto nello Stato ebraico solo da Peres. Visita a Sderot e colloquio con il
padre di Shalit DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - Non avrebbe potuto essere
più glaciale l'accoglienza riservata da Israele all'ex
presidente americano Jimmy Carter, da ieri a Gerusalemme per una missione
privata nella regione che prevede, tra l'altro, un incontro a Damasco con il
leader di Hamas, Khaled Meshaal. Il primo contatto in oltre due anni tra un
politico Usa d'alto profilo e Hamas. Soltanto il presidente Shimon Peres ha
accettato di incontrare l'83enne Premio Nobel. Ma si sarebbe trattato di un
meeting poco cordiale, durante il quale Peres avrebbe redarguito l'artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978),
ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni "ha arrecato
danno al processo di pace". Forse per questo motivo nessun membro del
governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di
centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, da
quello della Difesa Ehud Barak e anche dal leader dell'opposizione di destra
Benyamin Netanyahu. A nulla è valsa la sua tanto reclamizzata visita a Sderot,
(la città vittima delle quotidiane gragnole di razzi da Gaza) e l'incontro con
il padre del soldato israeliano catturato nel giugno 2006 da Hamas, Gilad
Shalit. In Israele non si è ancora sopito il clamore
per Palestine: Peace, not Apartheid, il controverso saggio del
( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria: BREVI Olmert Né il premier israeliano Ehud Olmert, né i suoi
ministri hanno voluto accogliere l'ex presidente statunitense Jimmy Carter, in
missione (privata) ieri a Gerusalemme. No anche dalla destra di Netanyahu Peres
Il presidente israeliano Shimon Peres ha incontrato Carter, ma nel colloquio è
stato molto critico: lo avrebbe accusato di ostacolare il processo di pace,
invece che favorirlo.
( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
A
Israele e Gaza) dove
mercoledì un commando di miliziani palestinesi ha compiuto un raid in cui due
dipendenti civili israeliani sono rimasti uccisi. Le conseguenze per i
palestinesi potrebbero rivelarsi drammatiche. Jamal al Khoudari, presidente del
Comitato popolare contro l'assedio, ha detto che se il terminal non aprirà al
più presto entro pochi giorni, l'intera Striscia di Gaza, dove vive circa un milione e
mezzo di palestinesi, rischia di trovarsi in un completo black-out di corrente
elettrica. "Dobbiamo dire al mondo - ha detto al-Khoudari - che siamo sul
punto di crollare, e che questa è una responsabilità del mondo intero". Ma
l'allarme non turba gli israeliani: "Chi spara al terminal non si illuda
che poi esso resterà aperto a tempo indeterminato" ha detto ieri Zahi
Hanegbi, presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e la
difesa. "Dobbiamo adesso rivedere i sistemi di difesa del terminal"
ha detto ancora Hanegbi. Non si tratta di una politica strategica, ma solo una
chiusura di alcuni giorni, necessari per raccogliere i dati e prendere
decisioni che impediscano in futuro attentati analoghi". Fonti israeliane
aggiungono che a Gaza ci sono scorte di centinaia di migliaia di litri di
gasolio. Gli appelli allarmati giunti ieri da Gaza sono dunque, secondo
Hanegbi, "una propaganda menzognera". Continuano intanto gli scontri
tra israeliani e palestinesi. Tre persone sono morte ieri in un'esplosione a
Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo fonti palestinesi le vittime
erano membri di Hamas. Sempre ieri è iniziato il viaggio in Israele
dell'ex presidente degli Usa, Jimmy Carter. Nel "viaggio studio" di 9
giorni in Medio Oriente, Carter potrebbe incontrare anche il leader politico di
Hamas, Khaled Meshaal. Carter è stato ricevuto ieri a Gerusalemme dal Capo
dello stato, Shimon Peres. Ma la sua apertura a Hamas non pare gradita dai
dirigenti israeliani: dal programma sono assenti i nomi del premier Ehud Olmert
e del ministro degli esteri Tzipi Livni. In programma per oggi una visita a Sderot.
Domani sarà a Ramallah, ospite della Anp, e quindi visiterà Egitto, Siria ed
Arabia Saudita. Il progetto di Carter di incontrare Meshaal (a Damasco) è stato
criticato dal segretario di stato Usa, Condoleezza Rice: "Non capisco cosa
ci sia da guadagnare con discussioni con Hamas circa la pace".
Contemporanemante all'incontro tra Carter e Peres, avvenuto ieri pomeriggio, si
sono incontrati nella residenza del primo ministro di Israele,
Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. Obiettivo: coordinare le posizioni
in vista dell'imminente viaggio negli Usa del presidente dell'Anp.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Israele/Palestina
Cronaca Italiana
Pagina 109 Oggi la salma arriva dalla Turchia Funerali in verde per Pippa Bacca
Oggi la salma arriva dalla Turchia --> MILANO Arriverà oggi sera
all'aeroporto della Malpensa il volo con la salma di Giuseppina Pasqualino di
Marineo, in arte Pippa Bacca, l'artista milanese di 33 anni violentata e uccisa
in Turchia da Murat Karatash, 38 anni. La bara, accompagnata dalla sorella
Antonietta, viaggerà a bordo del volo di linea Alitalia AZ 709 che decollerà da
Istanbul alle 18:55 locali e atterrerà alle 20:55. La madre della ragazza ha
chiesto che gli abitanti della zona della chiesa di San Simpliciano, dove si
svolgeranno i funerali, espongano lumini e candele verdi, il colore preferito
di Pippa, e della stessa tonalità sia un oggetto o il vestito di chi
parteciperà alla cerimonia. Il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, ha
espresso di nuovo e pubblicamente il suo dolore per la tragica vicenda affermando
di esserne "profondamente rattristato" e di "non poter trovare
le parole adatte per descrivere questo brutale omicidio". Il premier ha
comunque voluto rassicurare la famiglia della vittima che la "giustizia
turca farà il suo corso e che i giudici prenderanno le giuste decisioni".
La stampa locale mette in particolare in risalto come la famiglia della
vittima, pur nel dolore del momento, abbia ribadito che il popolo turco non può
essere ritenuto responsabile dell'accaduto, e che quanto è successo a Giuseppina
sarebbe potuto accadere in qualsiasi altra parte del mondo. Il quotidiano Sabah
ha titolato in prima pagina "Perdonaci, Pippa", mentre sulla prima
del diffuso Milliyet si leggeva: "Siamo molto addolorati". Giuseppina
Pasqualino era partita in autostop l'8 marzo da Milano insieme con un'amica - entrambe vestite da sposa - per effettuare una performance
artistica che avrebbe dovuto portarle in Israele attraversando Paesi dei Balcani e del Medio Oriente. Il 31
marzo, dopo essersi divisa dalla compagna di viaggio, Giuseppina era scomparsa
dopo aver accettato un passaggio dall'uomo che ha poi confessato di averla
violentata e strangolata. Il cadavere della giovane milanese è stato
rinvenuto due giorni fa, seppellito sommariamente, in un'area disabitata a un
centinaio di chilometri da Istanbul. "Aspettavo un suo sms in cui mi
diceva che ce l'aveva fatta. Invece un viaggio per la vita è diventato un
viaggio di morte". Parla così Giovanni Chiari, fidanzato di Giuseppina
Pasqualino di Marineo. Giovanni Chiari è rientrato sabato sera da Istanbul,
dove si era recato alla ricerca della giovane, a Sale Marasino, il paese del
bresciano in cui risiede. "Chiamatela Pippa - aggiunge - ci teneva molto,
e se potete fate almeno un titolo di giornale di colore verde. Si vestiva
sempre di quel colore".
( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
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Oggi è Lun, 14 Apr
2008 Edizione 72 del 12-04-
( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 15 del 2008-04-14
pagina 0 "Pippa" ritorna, solo i genitori a Malpensa di Redazione
"La bara arriverà all'aeroporto di Malpensa su un volo Alitalia che
decollerà da Istanbul alle 18.55 locali e atterrerà alle 20.55. Ad aspettarla
là saremo io e il mio ex marito, suo padre". Elena Manzoni parla con la
pacatezza "La bara arriverà all'aeroporto di Malpensa su un volo Alitalia
che decollerà da Istanbul alle 18.55 locali e atterrerà alle 20.55. Ad
aspettarla là saremo io e il mio ex marito, suo padre". Elena Manzoni
parla con la pacatezza della disperazione, con la calma dei vinti che non
possono più nulla contro la morte. è la mamma di Giuseppina Pasqualino di
Marineo, meglio conosciuta come Pippa Bacca, la 33enne artista milanese uccisa
in Turchia da un automobilista al quale aveva chiesto un passaggio durante il
suo viaggio-avventura in autostop verso Israele. E stamattina questa donna
coraggiosa e fiera della sua ragazza - una madre che in questi giorni tragici
non si è mai negata a chiunque volesse sapere qualcosa della figlia e ha parlato
con tutti - ne aspetterà la bara all'aeroporto. "Doveva tornare prima -
conclude - ma poi, per questioni organizzative, non è stato
possibile". Tutta la famiglia di Pippa ha rivelato una dignità e un
coraggio veramente straordinari nel parlare di lei. Quasi a voler continuare a
portare avanti - nonostante l'immenso dolore per la sua morte e per come è
avvenuta - il messaggio di pace di una giovane donna piena di speranza nel
prossimo. E che, prima di tutto, davanti a sé ha sempre messo la comunicazione
con gli altri e la circolazione del messaggio "artistico" di una pace
universale. "Aspettavo un suo sms in cui mi diceva che ce l'aveva fatta.
Invece è finita così, un viaggio per la vita è diventato un viaggio di morte. -
ha detto ieri Giovanni Chiari, 31 anni, fidanzato Pippa, rientrato sabato sera
da Istanbul a Sale Marasino, il paese del Bresciano in cui risiede -.
Chiamatela pure Pippa - aggiunge Chiari - ci teneva molto e, se potete, fate
almeno un titolo di giornale di colore verde. Si vestiva sempre di quel
colore". Il giovane, che nella vita è geologo e skipper, ricorda d'aver
"pensato subito a qualcosa di brutto", quando ha smesso di ricevere i
messaggi di Pippa. I funerali di Pippa Bacca saranno celebrati sabato alle 11
nella chiesa di San Simpliciano e per quell'occasione i suoi amici stanno
organizzando una "festa" sul sagrato. La giovane poi sarà seppellita
nella tomba di famiglia a Casirate d'Adda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Politica Leader del
Pdl, premier in pectore Berlusconi, annunciate le prime mosse di governo
Rifiuti e Alitalia: priorita' assoluta. Prevista visita in Israele
Roma, 15 apr. – Silvio Berlusconi, ormai premier in pectore, annuncia
pubblicamente i suoi prioritari impegni di governo. Ringraziando tutti gli
italiani che gli hanno dimostrato fiducia, il leader del Pdl, nel salone di
Vespa prima, da Mentana poi, esprime la sua commozione per la vittoria
annunciata e confermata, dichiarando al contempo quali saranno le promesse
fatte in campagna elettorale che intende da subito mantenere. Prioritari
saranno i problemi dei rifiuti di Napoli e di Alitalia. Di seguito esprime
volontà di impiegare “impegno ed esperienza per l'ammodernamento del Paese”,
attraverso una serie di interventi diretti nei confronti di “famiglie, anziani
e giovani”. Ancora, in previsione da subito “il riavvio delle grandi opere, un
piano casa per dare un'abitazione ai giovani che non ce l'hanno.
Riorganizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Riduzione
del debito pubblico; riforma della giustizia, della scuola e della sanità.”
Positiva la sua prospettiva di collaborazione con il Pd di Veltroni,
dichiarandosi “pronto a lavorare con l'opposizione sulle riforme” . Berlusconi ha inoltre già in programma la sua prima visita da
premier in Israele: “Olmert
mi ha invitato e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale”.
Contattato da diversi capi di Stato per ricevere le prime congratulazioni, il
leader del Pdl ha già fissato appuntamenti per ripristinare “quei
contatti interrotti con la sinistra al governo”. Annalisa Tregattini.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"Sarò diverso
dal 2001meno parole e più fatti" Il Cavaliere: niente teatrino della
politica, voglio lasciare un segno come statista. Mano tesa all'opposizione
dalla prima pagina Il Cavaliere specifica che gli hanno già telefonato
"numerosi capi di stato" e lui deve andare al più
presto in Israele,
"l'unica democrazia nello scacchiere mediorientale", e intanto non
chiude la porta in faccia a Casini "e a quelli che lavorano nell'interesse
del Paese", pausa, "sì al dialogo per le riforme", altra pausa,
"avete visto che non era così brutta la legge elettorale, con pochi
partiti alla fine in Parlamento"? Il senso della vittoria lo danno
i camerieri. Giacca candida, pantaloni neri, spalline dorate e alamari sulle
maniche, fendono il quartier generale azzurro inalberando vassoi carichi di
torte, creme, lasagne, insalate di mare, una processione consacrata
all'abbondanza che non potrà mancare, assieme alla felicità, durante il
Berlusconi Ter. Silvio è rimasto a far la spola tra Arcore e Macherio ma i
luogotenenti sono qui, nella catacomba moquettata di marron che è l'auditorium
della Tecnica, Roma Eur, dependance del palazzo della Confindustria. Si respira
golosità, e non solo di cibo. Pensare che era cominciata con le sopracciglia
inarcate di molti, i primi exit-poll ingrati e il timore della beffa alimentato
da quel perfido di Mastella ospite di Raidue: "Con il Partito democratico
primo partito italiano si apre un problema in seno al Popolo della
Libertà?". Invece no. Invece Antonio Tajani, storico portavoce del
Cavaliere all'epoca della discesa in campo, può ostentare soddisfatto i venti
chili accumulati in quattordici anni di politica attiva e distribuire pacche
sulle spalle come non faceva da quella magica notte del 1994, all'hotel Jolly,
quando con la lacrima al ciglio cantava l'inno di Forza Italia, mano nella mano
con Lui. Lui non c'è ma è come se ci fosse. Aleggia. Ispira commenti e analisi.
Telefona, soprattutto, e a vittoria sicura non si farà pregare per parlare di
tutto e di più: "Io lo sapevo che avremmo vinto, e anzi oggi abbiamo la
prova dei brogli del 2006". Stilettata all'avversario? Ma no:
"Potremmo riesumare la Bicamerale come era stata impostata nel 1994".
Il governo? "Ho già parlato con Bossi e con Fini. Ci saranno almeno
quattro donne". Proprio il suo braccio destro si presenterà al quartier
generale azzurro, a notte fonda, per felicitarsi con il leader e con se stesso:
il passo indietro, il sacrificio dell'antica fiaccola tricolore ha dato i suoi frutti.
Indossa una cravatta rosa che neanche Vespa, liquida la Destra con un paio di
battute velenose, si attarda a garantire sulla lealtà della Lega. Dietro di lui
i colonnelli di An, un po' imbarazzati tra i doppipetti e i tailleur di
sartoria. Maurizio Gasparri: "Ci prendiamo anche la Liguria!". Sergio
Alemanno: "Se riesco a fare il sindaco di Roma?". Alessandra
Mussolini irride la Daniela Santanché, "complimenti per il flop", si
è messa un paio di pantaloni neri che la valorizzano. Luca Barbareschi
gigioneggia davanti alle telecamere con la consumata perizia dell'attor
drammatico. Renato Schifani (in lizza per un posto da ministro) allontana lo
spettro di una Lega ricattatrice, "perché mai? Siamo alleati. Governeremo
insieme". Che il Popolo della Libertà governi, "anche con un solo
voto in più", lo scandisce ai microfoni della Rai il portavoce di
Berlusconi Paolo Bonaiuti, cravatta violetta e accento toscano particolarmente
ostentato: "E comunque i voti in più, qui, sono una caterva". Bonaiuti
declama le virtù di re Silvio, "gli italiani hanno scelto una persona
credibile, esperta, un uomo capace di tradurre in fatti gli impegni
presi?", ma è curioso che Silvio latiti. Lo segnalano tra le nebbie natie,
ad Arcore, con la famiglia e i consiglieri più fidati, primo fra tutti il
ligure Claudio Scajola. Berlusconi volerà a Roma oggi. Nel frattempo telefona
alle trasmissioni televisive in cui si parla di elezioni. All'ora di cena torna
in bilico il Lazio, qui la Destra di Storace e della Danielita Santanché ha
creato problemi seri. Davanti agli schermi sono preghiere e scongiuri, mentre
"quei maledetti comunisti" insistono ad agitare lo spauracchio
leghista. Carlo Giovanardi: "Sono stato ministro e in consiglio dei
ministri, per cinque anni, Bossi non ha mai creato problemi. Follini invece sì,
per esempio, ma mi risulta che Follini non faccia più parte della coalizione
vincente". Punge, infastidisce questa storia della Lega pronta a tradire
come nel 1996. Fabrizio Cicchitto: "Ma chi l'ha detto? Ma perché? Capisco
che a sinistra possa far piacere, una simile ipotesi, ma per i ribaltoni ci
devono essere le condizioni". Stasera non ci sono. I camerieri continuano
a sfilare tra le moquettes e i maxischermi, inalberando calici e vassoi. Si
brinda a prosecchino e nero d'Avola. In televisione compare Casini, ha la
faccia di uno che sta per scoppiare in lacrime, "Te la sei voluta!".
Compare Bertinotti, "Fausto, non ti vedremo più!". Ma il dileggio è
contenuto. Un po' perché tira un'altra aria, rispetto alle più recenti
elezioni, e un po' perché qui, nella catacomba dell'auditorium, non c'è la
gente comune. L'Eur è decentrato, possono entrare solo i giornalisti e i
politici: manca, rispetto a via dell'Umiltà, il conforto dell'appoggio
popolare. E poi manca Lui, il leader, il premier designato. A Roma rimbalzano
voci di una riunione operativa con Gianni Letta, ad Arcore, di una telefonata
entusiasta con Gianfranco Fini, di una cena lontano dai riflettori. Che fa il
vincitore, si defila? Ma no. "Sono commosso: abbraccio tutti gli italiani",
confessa telefonando a Vespa, Mentana e agli studi di Sky 24. Mentana è in
grande spolvero, si inchina: "Ha finito, presidente? Se invece vuole
continuare?". E' tornato. paolo crecchi crecchi@ilsecoloxix.it 15/04/2008
' 15/04/2008 la gioiadel fedelissimoGli italiani hanno dato fiducia a un uomo
esperto e credibile, che manterrà gli impegni presi paolo bonaiutiportavoce di
Silvio Berlusconi 15/04/2008 IGNAZIO LA RUSSA (PDL) 15/04/2008 PAOLO BONAIUTI
(PDL) 15/04/2008 R. CALDEROLI (LEGA) 15/04/2008 BEPPE PISANU (PDL) 15/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
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Cultura LA MEMORIA
esce l'autobiografia dell'autore israeliano la guerra di aharon appelfeld
negata Gli squarci di ricordi di un uomo fuggito dal lager a 10 anni: solo nei
boschi, poi profugo in Italia, infine ad Haifa dove conquista lingua e identità
Sarà lui ad aprire a maggio la Fiera del Libro di Torino dove quest'anno lo
Stato ebraico è il paese ospite d'onore Una volta in Palestina
studiò l'ebraico. Balbettava, taceva. In lui via via si consolidò il rifiuto a
rinnegare il proprio passato SUSANNA NIRENSTEIN Ogni frase, ogni descrizione,
nasce come un lampo dalle brume del silenzio che per anni ha accompagnato
Aharon Appelfeld mentre tentava di ricordare le esperienze degli anni esplosivi
che lo hanno formato: eppure ecco Storia di una vita (uscito per la prima volta
nel 2001 con la Giuntina e ora ripubblicato da Guanda - pagg. 199, euro 14),
l'autobiografia speciale di un uomo che dopo poche pagine dichiara le sue
paradossali modalità di memoria: "Il cuore ha dimenticato molto,
soprattutto luoghi, date e nomi di persone, ma malgrado ciò sento quei giorni
con tutto il mio corpo. Ogni volta che piove, fa freddo o soffia un forte
vento, torno nel ghetto, nel campo di concentramento, nei boschi dove ho
trascorso molti giorni. A volte bastano l'odore del fieno che marcisce o il
grido di un uccello per trascinarmi lontano e dentro di me. Dico dentro di me
benché non abbia ancora trovato le parole per queste potenti macchie di
memoria. Anche questa volta non toccherò quel fuoco. Non racconterò del campo
di concentramento, ma della fuga, ciò che effettivamente feci nell'autunno del
1942, all'età di dieci anni. Non ricordo il mio ingresso nel bosco, ma ricordo
il momento in cui mi trovai lì, di fronte a un albero carico di mele rosse.
Rimasi talmente sbalordito che feci alcuni passi indietro. I passi all'indietro
il mio corpo li ricorda meglio di me. Ogni volta che faccio un movimento
sbagliato con la schiena o inciampo all'indietro, vedo l'albero con le mele
rosse. Non tocco cibo da giorni ed ecco un albero, carico di mele. Posso
allungare la mano e coglierle, ma me ne sto lì sbigottito, e più sto lì, più
sono paralizzato". Appelfeld è questo. Parla e scrive per descrizioni
minute, per emozioni, per squarci o racconti esemplari, ed ha una vita
straordinaria in parte sepolta dentro di sé, un nucleo silenzioso presente in
buona parte della generazione alla deriva che è approdata ad Haifa sulle
carrette del mare dell'Agenzia ebraica e ha fondato Israele. Non è un caso se sarà proprio
Appelfeld ad inaugurare la Fiera del Libro di Torino in cui quest'anno sarà Israele il paese ospite d'onore:
vogliamo proprio vedere chi avrà il coraggio di contestare un uomo che
rappresenta così profondamente l'unico luogo che accolse in massa i
sopravvissuti al buio del XIX secolo e restituì loro una casa, e con
essa la lingua e l'identità. Appelfeld è nato a Czernowitz nel
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del YOSSI BEILINL'ex ministro israeliano in
governi laburisti: il negoziato per il cessate il fuoco non può escludere chi
governa a Gaza "Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele" di Umberto De
Giovannangeli "Concordo pienamente con quanto Jimmy Carter ha ribadito nel
suo colloquio con l'Unità e nell'intervista ad Haaretz: è interesse di Israele raggiungere un accordo di
cessate il fuoco nel Sud del Paese e per farlo deve negoziare con chi,
come Hamas, rappresenta una parte significativa del popolo palestinese,
soprattutto nella Striscia di Gaza. Negoziare non è un cedimento al terrorismo
ma è nell'interesse di Israele". A parlare è una
delle figure storiche della sinistra israeliana: Yossi Beilin, più volte
ministro nei governi a guida laburista, uno degli artefici dell'Iniziativa di
Ginevra, il piano di pace elaborato da politici, intellettuali, militari
israeliani e palestinesi. Le autorità di governo israeliane hanno accolto con
freddezza la missione di Jimmy Carter in Medio Oriente. "Non condivido
questo atteggiamento perché ne contesto le ragioni politiche: Carter è un
sostenitore convinto di un accordo di pace israelo-palestinese fondato sul
principio di due popoli, due Stati, ed è consapevole che per raggiungerlo
occorre coinvolgere tutte le istanze realmente rappresentative del popolo
palestinese, e non vi è dubbio, anche se ciò può non piacere, che Hamas è parte
significativa della società palestinese. Carter è convinto che una pace
stabile, duratura, non può essere fatta con la metà di un popolo. Io sono della
stessa convinzione". Il premier Olmert come il ministro della Difesa e
leader laburista Ehud Olmert ribattono che non si può intavolare un negoziato
con un'organizzazione terroristica. "Sarebbe troppo facile rispondere che
la pace la si fa con il nemico e non certo con chi inviteresti a cena, ma nel
merito vi sono due argomenti che contestano questa asserzione: il primo è che
l'obiettivo di un negoziato non è un accordo di pace ma una sua premessa
indispensabile: il cessate il fuoco. E per raggiungere un tale accordo, ed è
questo l'intendimento che ispira l'azione di Carter, occorre che Hamas si
assuma l'impegno di porre fine al lancio di razzi su Sderot e il sud del Negev.
Hamas ha sostenuto di essere in grado di interrompere il lancio dei Qassam su Israele e io credo che lo possano fare. Se sono pronti a
parlare con noi, noi dovremmo farlo con loro". Controreplica: ma perché
Hamas dovrebbe essere interessato ad un cessate il fuoco e cosa potrebbe
concedere Israele per ottenerlo? "I negoziati
dovrebbero focalizzarsi sull'apertura dei valichi di frontiera (tra Gaza e Israele) alla circolazione di persone e merci, in modo da
non privare gli abitanti di Gaza di redditi vitali. Ogni giorno che passa, la
situazione economica e sociale nella Striscia si fa più grave, e questo è un
problema per Hamas." Perché lo sarebbe? "Perché Hamas è qualcosa di altro
e ben più complesso di un gruppuscolo jihadista, né può essere assimilato ad Al
Qaeda, e questa consapevolezza è un'altra delle ragioni che ispira l'iniziativa
di Jimmy Carter. Hamas è un movimento che trova la sua legittimazione popolare
anche, se non soprattutto, dalla rete sociale di assistenza organizzata nel
tempo. Hamas ha vinto le elezioni del gennaio 2006, elezioni libere è bene non
dimenticarlo, non perché ha proclamato la Guerra Santa contro Israele, ma perché aveva promesso ordine, benessere, la fine
della corruzione. Il deteriorarsi delle condizioni di vita a Gaza è un problema
politico per Hamas perché mette in discussione la tenuta del suo sistema di
assistenza, e Israele deve agire con intelligenza
politica dentro queste contraddizioni, smettendola di coltivare l'illusione che
esista una scorciatoia militare per sradicare Hamas. A dirlo sono i fatti, è la
storia recente: Israele ha eliminato il fondatore di
Hamas (lo sheikh Ahmed Yassin), ha fatto fuori il suo successore (Abelaziz
Rantisi), ha arrestato ministri e parlamentari di Hamas. Il risultato è stato
opposto alle aspettative: Hamas è cresciuta nel consenso della popolazione
palestinese". C'è chi sostiene che aprire una qualche forma di dialogo con
Hamas, anche solo per raggiungere un accordo di cessate il fuoco, significhi
delegittimare la leadership moderata di Abu Mazen. "Abu Mazen lo si
indebolisce proseguendo la colonizzazione della Cisgiordania e non di certo con
un cessate il fuoco concordato a Gaza. L'esplodere di una catastrofe umanitaria
nella Striscia non favorirebbe in alcun modo la dirigenza moderata palestinese
ma al contrario innescherebbe una nuova, devastante spirale di violenza
generalizzata. Il dramma della gente di Gaza non è solo un problema umanitario,
è un problema politico. Per tutti. Ed è per questo che sostengo con forza
l'iniziativa di Jimmy Carter, che Israele farebbe bene
a considerare una risorsa e non un problema".
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del Berlusconi torna per la terza volta Tremonti all'Economia,
Frattini agli Esteri, Fini presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno,
Mauro, Prestigiacomo e Carfagna di Natalia Lombardo / Roma SI DICE
"COMMOSSO" per la vittoria, Silvio Berlusconi, convinto che governerà
cinque anni con "una squadra di governo forte", e pronto a
"lavorare con il Pd sulle riforme". Non vuole usare toni
trionfalistici, piuttosto sceglie la linea del profilo istituziona- le, ben
felice, però di aver essere "il vecchio che ha battuto quello che non era
il nuovo". Però ha apprezzato la telefonata di Walter Veltroni che ne ha
riconosciuto la vittoria e gli ha fatto "gli auguri di buon lavoro"
mantenendo la disponibilità al dialogo. Così, dopo aver passato la giornata tra
le ville di Arcore e Macherio, alle nove e mezza di sera il leader del Pdl si
appalesa in una telefonata in diretta a "Porta a Porta": vuole
mostrare la faccia (invisibile) da buono in un grande "abbraccio"
mediatico agli italiani che l'hanno votato. E che hanno garantito al Pdl il
37,8% di voti al Senato (insieme a Lega e Mpa diventa i 47,2%), contro i 33,8
del Pd e il 4,3 dell'Idv. Nei dati ancora non definitivi alla Camera lo stacco
fra partiti è di tre punti: Pdl 36,2% e il Pd al 33,6. Il vero
"botto" l'ha fatto la Lega, col 9,2 e l'8,2 al Senato. "Sono
commosso", dice Berlusconi a Porta a Porta, per "la grande
responsabilità" di governo che sembra già pesargli, dal momento che
"ci aspettano anni difficili", spiega, e intende affrontare per primi
i problemi che ha cavalcato in campagna elettorale: i rifiuti e la crisi
Alitalia. E davvero vuole riunire i primi consigli dei ministri a Napoli, dove
"starò tre giorni a settimana" annuncia. Quanto al dialogo, il
cavaliere apre le porte ai voti del Pd, più che altro fa capire che spera una
convergenza loro su quelli del Pdl: "Noi siamo sempre stati aperti nei
confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto, là
dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell'interesse del
paese". Atteggiamento che non vuole cambiare, annuncia. Poi promette di
essere di manica larga, anche se le coperture non si sa bene dove siano:
"Mai un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e diminuisca
la libertà dei cittadini", dice in tv, elargendo a parole vari aiuti alle
famiglie. E accoglierà "l'invito di Olmert" in Israele. Ma di dare la presidenza di una
delle Camere all'opposizione non se ne parla: "L'opposizione ha già il
presidente della Repubblica, non basta?", sentenzia Renato Brunetta: la
Camera per Fini e il SEnato per Schifani o Pisanu, di FI. Anche la telefonata
di Silvio è bipartisan (e ben studiata), prima la Rai poi Mediaset, allo
speciale del Tg5 col direttore Mimun condotto da Mentana che ironizza: "la
dittatura Mentana l'ha già provata...". Qui il leader del Pdl ha ammesso
che "questa maggioranza in Senato ci tranquillizza", anche se,
"me l'aspettavo, era quello che prevedevano i miei sondaggi. Come si è
visto questa legge elettorale non è sbagliata". E non perde occasione per
tornare all'ossessione brogli: "Questo risultato è la prova che le
elezioni del 2006 non sono state regolari". La previsione in effetti era
giusta, se il dato si conferma almeno sui 20 senatori in più. E prevede di
azzerare il lavoro di Prodi: riforma della giustizia,"applicazione della
riforma della scuola e modernizzazione della sanità". Low profile e niente
fuochi d'artificio, ma nelle varie telefonate avute con i fedelissimi di Forza
Italia, il cavaliere si è lasciato andare alla: "Visto? E io sarei stato
il vecchio? Ecco chi è il vero nuovo, non quello che si presentava così",
è il berlusconi-pensiero. L'altra immagine che vuole dare è quella della
"concretezza", da contrapporre a "chi concreto non è". Per
tutta la giornata Berlusconi non ha parlato. L'ha passata a Villa San Martino a
Arcore, poi un salto nella residenza dove vive Veronica con i figli a Macherio.
E ritorno ad Arcore in serata, a cena con Fedele Confalonieri (si parlava anche
di Gianni Letta ma da Roma smentivano). Li raggiunge in serata Umberto Bossi,
"l'amico fraterno", per festeggiare l'en plain grazie al boom della
Lega. Che ora chiederà il conto (i forzisti minimizano, An già mugugna). Nel
pomeriggio telefona Gianfranco Fini, che seguiva i risultati nelle sede d An a
Via della Scrofa: i due si sarebbero comunicati "profonda
soddisfazione". I forzisti che vagolano nel quartier generale del Pdl
all'Eur in attesa dei dati se la prendono con gli exit poll che per un po'
hanno fatto sperare il Pd di una rimonta. Nelle sale dell'Auditorium della
Tecnica, sede di Confindustria, il clima si va sollevando con il passare delle
ore, ma l'entusiasmo è mantenuto in sordina. A Casini Silvio ha già aperto
l'ovile. Con Fini e Bossi "tutti d'accordo", assicura il leader del
Pdl: la squadra di governo ce l'ha in testa e sarà pronta rapidamente. E a
caldo ieri notte (da varie adio e tv) rivela alcuni nomi: Frattini agli Esteri,
Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. ("me lo aveva detto in
privato, ne parleremo con An e con Bossi"), ma potrebbe ambire anche
all'Interno. E Gianni Letta come uno dei vicepremier (l'altro è Bossi?). Già
annunciati Giulio Tremonti all'Economia, Lucio Stanca all'Innovazione e, fra le
quattro donne in ministeri leggeri, Stefania Prestigiacomo alle Pari Opportunità
(uno dei 3 senza portafoglio); l'avvocato Giulia Bongiorno per An alla
Giustizia, a Mara Carfagna a un ministero "sociale", un'altra l'ha
richiesta Bossi per la fidata Rosy Mauro, magari proprio alle Riforme. Uno dei
due posti riservati alla Lega: forse con Calderoli e con Maroni ancora al
Welfare. Alla Difesa potrebbe tornare il forzista Martino, ma già batte il
passo La Russa: An chiede le Infrastrutture per Matteoli, a cui però piacerebbe
tornare all'Ambiente. Formigoniè in pista all'Istruzione o alla Sanità,
Bonaiuti sfilerebbe a Bondi i Beni Culturali. Alla Brambilla una
sottopoltrona?.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
VEDERE CON MENTE
Alle 21, nella Sala delle Stilate dell'Abbazia di Pomposa a Codigoro (FE), i
Ricostruttori dell'Abbazia propongono la conferenza "Vedere - la mente e
la forza delle immagini", a cura di Fulvio Giuglini. LIBRI SUDAMERICA Alle
21, alla Libreria Infoshop Mag6 di Reggio Emilia, presentazione dei libri
"I colori del mais. Società, economia e risorse in Centro America" di
Luca Martinelli e "Honduras. Maschere per il dominio" di Sergio
Spina. Introduce Norma Albertini. GENERE E IDENTITA' Alle 21, al Liceo Classico
Ariosto di Ferrara, per il ciclo Genere, identità, formazione, seminario sul
tema "Il latte di gatto Mordekai. Il midrash in un romanzo di Giacoma
Limentani", a cura di Luca De Angelis. DIRITTI UMANI Alle 17, ai Musei San
Domenico di Forlì, incontro sul tema "Forlì per i diritti umani" in
cui verrà aperta la riflessione sugli obiettivi della rassegna Human Rights
Nights-8th international arts and film festival-(soprav)Vivere", in
programma a Forlì dal 17 al 20 aprile. GIOVANI IN ISRAELE
Alle 11, al Dismec di Ravenna, incontro sul tema "L'evoluzione del costume
e della mentalità giovanile in Israele", con David Assaf Kedem. ASTROLOGIA Ovest Alle
( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Composto da
ex dirigenti politici, "The Elders" si propone di risolvere le crisi
planetarie piu' gravi Jimmy Carter in Israele: una
lezione di diplomazia Jimmy Carter si rechera' a Damasco per incontrare anche
il leader di Hamas, bufera in Israele Gerusalemme, 15
apr.- “Questo gruppo parlerà in modo libero e audace, lavorando sia alla luce
del sole che dietro le quinte. Insieme sosterremo il coraggio dove regna la
paura, e porteremo la speranza dove non c'è che disperazione.” E' con queste
parole che il premio Nobel per la pace Nelson Mandela descrive gli “Elders”, un
gruppo di recentissima costituzione, formato da ex dirigenti politici dotati di
grande influenza come l'ex presidente americano e premio Nobel per la pace
Jimmy Carter, il sudafricano Nelson Mandela, Mohamed Yunus, padre del
microcredito, anche lui premio Nobel per la pace, l'ex presidente irlandese
Mary Robinson e l'ex segretario generale dell'ONU Kofi Annan. Lo scopo di
quest'organizzazione è di agire per riuscire a risolvere crisi che sembrano
senza via d'uscita. Il prestigio delle personalità che asi sono impegnate nel
progetto e indiscutibile. Nessuno di loro ha intenzione di correre per un
qualsiasi tipo di elezione, e il loro alto profilo morale rende
l'organizzazione assolutamente credibile agli occhi del Mondo. La prima
importante azione intrapresa dal gruppo è la visita dell'attempato Jimmy Carter
in Israele, dal 13 al 15 aprile, per cercare di
bloccare la situazione di stallo in cui si trova il processo di pace. L'ex
presidente americano ha dichiarato di avere intenzione di incontrare tutte le
parti causa, compresi i dirigenti di Hamas, gruppo islamico di ispirazione
fondamentalista che rappresenta tuttavia una parte consistente della
popolazione palestinese. Jimmy Carter ha già incontrato il presidente
israeliano Shimon Peres, il padre di Gilad Shalit, il soldato rapito nel 2006
nei pressi della striscia di Gaza da 3 gruppi palestinesi armati, tra cui
Hamas. Khaled Mechaal, il massimo dirigente di quell'organizzazione si trova a
Damasco, dove Carter dovrebbe incontrarlo oggi. “Il signor Carter mi ha
promesso che si recherà nella capitale siriana per incontrare Mechaal e farà
tutto il possibile per convincerlo a liberare mio figlio”, ha dichiarato Noam
Shalit, padre del militare ucciso.” Come segno di “buona volontà”, il primo
ministro Olmert e la ministra degli esteri Tzipi Livni, hanno rifiutato di
incontrare l'ex presidente Carter. Sicuramente Carter non
gode di buona fame in Israele, specialmente dopo la pubblicazione, avvenuta l'anno scorso, di
un libro in cui denunciava il regime di apartheid a cui Israele sottopone i palestinesi.
Intervistato dal popolare giornale israeliano Haaretz Carter ha spiegato il suo
punto di vista sulla crisi regionale. Punto di vista audace e in controtendenza
con l'atteggiamento israeliano, sostenuto sempre e comunque dagli Stati Uniti
che, ricordiamolo, erogano per quel paese più aiuti che per qualsiasi Stato
dell'Unione. Secondo Jimmy Carter “anche la Siria dovrebbe essere coinvolta
nelle discussioni, perché”, aggiunge, “se il presidente siriano avrà
l'impressione di essere trattato come un nemico finirà con lo schierarsi
definitivamente con l'Iran. Non parliamo ai cubani, non parliamo agli iraniani.
Non parliamo ad una sacco di gente. Ma credo che quando si voglia intavolare un
processo di pace tutti gli attori debbano essere coinvolti.” Massimo Alberico.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Saranno cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del
Pd" Il Cavaliere: sono commosso. Ho gradito gli auguri di Veltroni
"Il successo dimostra che il voto 2006 era irregolare. Subito al lavoro su
rifiuti e Alitalia" ROMA - L'ha vissuto come "uno dei momenti più
belli della vita, il coronamento di un sogno". Ha atteso le nove di sera
per rilasciare un commento ufficiale, ma la parola storia, la convinzione di
vivere "un momento e una vittoria storica", è concetto che fa
capolino per tutto il pomeriggio nella mente di Silvio Berlusconi. Insieme alla
commozione, esplicitata nel primo comunicato: "Abbraccio e ringrazio di
cuore tutti gli italiani". Il premier in pectore ha trascorso ad Arcore la
sua giornata. Chi è stato con lui lo ha trovato felice e soddisfatto, ma con
misura: "Moderato anche nella felicità", dirà in serata Paolo
Bonaiuti. E anche un tantino spensierato, visto che per un'ora fa perdere le
sue tracce e va a visitare una villa che sarà sede di quell'università del
pensiero liberale che da due anni è uno dei suoi pallini. A Rai1 e Canale 5
Berlusconi parla all'ora di cena. Si dice "pronto ad accettare voti
dell'opposizione sulle riforme". Consapevole "della grande
responsabilità e che ci attendono 5 anni difficili, che però serviranno per
ammodernare il Paese, per riprendere un percorso interrotto". Aggiunge che
nessuno gli toglierà dalla mente che "il voto del 2006 era
irregolare". Di avere già "in testa la squadra di governo ". Che
lavorerà da subito su Alitalia e sull'emergenza rifiuti in Campania. Il primo
viaggio all'estero, conferma, sarà in Israele. A casa con i suoi ospiti,
durante la giornata, Berlusconi parla un po' di tutto. Dell'affermazione di Di
Pietro, il simbolo del suo orrore durante tutta la campagna elettorale:
"Come si fa a dargli tanti voti, non capisco". Della Lega, del grande
risultato del partito di Bossi: "Sono molto contento che il mio alleato
più fedele sia stato così gratificato, è sempre stato anche la mia
forza, oggi più che mai". Sull'esclusione della sinistra dal Parlamento
invece anche qualche rammarico, frutto di una preoccupazione: "Governare
con una protesta di piazza amplificata dall'assenza di rappresentanza".
Ringrazia Walter Veltroni, che lo chiama nel pomeriggio per riconoscere la
sconfitta e fargli gli auguri di buon lavoro, gesto apprezzato dal Cavaliere.
Si sente a telefono con Gianfranco Fini, con cui da domani dovrà trovare un
percorso definito per il nuovo partito. Con Umberto Bossi, al quale farà forse
qualche concessione in più nell'esecutivo. In serata è con gli amici più cari,
i collaboratori di sempre, quel pezzo di mondo che gli era vicino anche al
momento della discesa in campo. A cena ad Arcore ci sono Fedele Confalonieri,
la figlia Marina e il suo compagno, l'imprenditore Tarek Ben Ammar, il capo di
Mediolanum Ennio Doris, l'avvocato e amico Nicolò Ghedini, il direttore del Tg4
Emilio Fede, l'ad del Milan Adriano Galliani, l'amministratore delegato di
Publitalia Giuliano Adreani, il consulente Bruno Ermolli, che segue da alcune
settimane la vicenda Alitalia per il Cavaliere, il professore Alberto Zangrillo,
suo medico personale, Sandro Bondi e numerose altre persone. Parla anche del
leader del partito democratico: "Ha fallito - più o meno il concetto - ma
non poteva essere diversamente. Il nostro risultato dimostra anche che il
malcontento era gigantesco. Eppure ha avuto il merito di aver semplificato la
vita politica italiana, in senso bipolare ". Davanti Villa San Martino, ad
Arcore, un carosello di auto fa festa sino a notte fonda. Senato dati parziali
47,3 (FI-An-Lega) 40,9 Marco Galluzzo GUARDA I commenti di Berlusconi
www.corriere.it 2006.
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-15 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE DAL VERME Doppio Shlomo Mintz per i
sessant'anni di Israele
Orchestra, solista e autori in programma: tutto ha un inconfondibile accento
ebraico nel concerto che le Serate Musicali dedicano per i sessant'anni dello
Stato d'Israele. Al Dal
Verme (stasera ore 21, via S. Giovanni sul Muro 2, € 40/30/20, tel.
02.29.40.97.24) Shlomo Mintz è solista e direttore della Israel Sinfonietta Beer
Sheva in tre perle mendelssohniane e in un brano di raro ascolto per il
pubblico italiano, il "Salmo" dalla prima sinfonia di Ben Haim,
prolifico compositore contemporaneo che si ispira al patrimonio culturale e
spirituale della terra natia. Di Mintz ormai non vi è più nulla da scoprire:
nato a Mosca mezzo secolo fa da una famiglia israeliana che lo riportò nella
patria d'origine quando aveva appena due anni, si rivelò al mondo come enfant
prodige debuttando con la Israel Philharmonic quando ancora frequentava le
scuole elementari. Lo sentì Zubin Mehta, che lo volle con sé per sostituire
un'altra divinità dell'archetto dai natali israeliani, Itzhak Perlman. Dotato
di tecnica prodigiosa (ha consegnato al disco e alle platee del mondo
memorabili esecuzioni dei Capricci di Paganini) e di una sensibilità musicale
altrettanto acuta, ha affiancato l'attività direttoriale a quella solistica.
Nella doppia veste si esibisce oggi nell'appassionato romanticismo del Concerto
in mi minore di Mendelssohn, il compositore amburghese di famiglia ebraica di
cui vengono proposte anche la Sinfonia "Italiana" e l'ouverture
"Le Ebridi". Al suo fianco la Israel Sinfonietta Beer Sheva,
formazione che in 35 anni di attività ha collaborato con Bernstein, Stern e
Zuckerman. (Enrico Parola).
( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-15 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Scandalo in Germania Ma per l'ex ministro della Difesa Struck la
strategia fu utile nella lotta al terrorismo "Gli agenti di Gheddafi
addestrati dai tedeschi" In cambio della mediazione libica per impedire
aiuti palestinesi alla Raf La Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Un filmato
mostra un esperto tedesco con le guardie del corpo di Gheddafi" DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE BERLINO - Le forze speciali della polizia tedesca hanno
addestrato truppe libiche già dal 1979 - si è saputo ieri - come forma di
ringraziamento per protezioni ricevute da Gheddafi nella lotta al terrorismo.
Finora, si pensava che lo scandalo del training in Libia - venuto alla luce una
decina di giorni fa - riguardasse attività recenti, risalenti al 2005-2006,
quando Tripoli era ormai stata ripresa nella comunità delle nazioni perché
aveva troncato i legami con i gruppi terroristi. Le rivelazioni fatte ieri
dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) indicano invece che la Germania ha
mantenuto rapporti di collaborazione con la Libia anche mentre Gheddafi
appoggiava e sponsorizzava i peggiori attentati. La Faz sostiene che il Bka,
cioè l'organizzazione responsabile dei servizi speciali della polizia tedesca,
le ha confermato di avere addestrato le guardie del corpo del colonnello
Muhammad Gheddafi nel 1979: un accordo sulla base del quale l'allora Germania
Ovest mandò un funzionario a Tripoli come istruttore in cambio dell'intervento
libico sulla dirigenza dell'Organizzazione per la
liberazione della Palestina
(Olp) di Arafat affinché questa non desse rifugio ai terroristi tedeschi della
Raf, che in quegli anni avevano condotto gravi attentati in Germania. Il
quotidiano di Francoforte - forse il più autorevole della Germania - dice che
esiste un filmato che mostra questo esperto tedesco spiegare i segreti della
difesa alle guardie del corpo del colonnello. Il giornale sostiene anche
che imprese private tedesche non hanno mai smesso, per più di vent'anni, di
addestrare forze di polizia libiche. La questione è imbarazzante per Berlino.
Mentre Tripoli appoggiava, se non sponsorizzava direttamente, il terrorismo in
Europa, la Germania intratteneva rapporti non chiari con la dittatura libica.
Nel periodo tra il 1979 e oggi, tra l'altro, si verificò l'attentato di
Lockerbie, nel dicembre 1988, nel quale un aereo della Pan Am fu fatto
esplodere in volo sui cieli della Scozia e per il quale Tripoli ha
successivamente accettato la responsabilità politica. I morti furono 270 e il
caso fu il cuore delle accuse rivolte dalla comunità internazionale alla Libia,
ritenuta uno degli sponsor principali del terrorismo mediorientale. I rapporti
tra Bka e Libia erano venuti alla luce dieci giorni fa, quando si seppe che una
trentina di specialisti dei corpi speciali avevano lavorato per Gheddafi nella
prima metà di questo decennio. Il governo di Berlino aveva anche detto che le
loro attività erano però state svolte su basi personali, non per il governo ma
per una società privata che aveva pagato ciascuno degli esperti 15 mila euro.
Le nuove rivelazioni, invece, indicano che il "buon rapporto " con
Tripoli andrebbe avanti da decenni. Come sempre succede in questi casi, c'è chi
sceglie la linea "realista" e chi sceglie i principi. L'ex ministro
della Difesa Peter Struck, oggi capo dei socialdemocratici in parlamento,
domenica ha detto di non considerare uno scandalo l'addestrare truppe libiche
se queste aiutavano nella lotta al terrorismo. Il dibattito che si è svolto la
settimana scorsa al Bundestag, quando ancora non si sapeva delle ultime
rivelazioni della Faz, ha invece visto molti politici allibiti di fronte alla
constatazione che i responsabili dell'intelligence sapevano delle attività in
Libia ma non hanno mai ritenuto che fossero rilevanti al punto di renderle note
al governo. Raf I fondatori Baader, Meinhof, Ensslin. A des. una vittima,
Schleyer Danilo Taino.
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 90 del 2008-04-15 pagina 12 Shlomo Mintz rende omaggio a Israele di Piera Anna Franini Il
direttore e violinista proporrà brani di Mendelssohn e Ben Haim La musica è nel
dna del popolo israelita che ha fatto del violino una sorta di emblema
nazionale. "La tradizione del violino è nata nel ghetto: al pianoforte è
difficile piangere, mentre riesce naturale se si abbraccia un violino",
racconta il direttore d'orchestra (anche della Israel Philharmonic) Zubin
Mehta. La galleria di violinisti memorabili del secolo scorso è monopolizzata
da artisti di ceppo ebraico come Yehudi Menuhin, Jascha Heifetz, Nathan
Milstein, Isaac Stern, tutti maestri spirituali della generazione successiva di
Shlomo Mintz, per esempio: un musicista istintivamente violinista. Mintz, ebreo
moscovita, raggiungeva Israele all'età di due anni, e
ancora ricorda "l'incontro con tutta quella gente alimentata da grandi
speranze". È un artista di corso internazionale, ma non dimentica la
lingua di terra in Medio Oriente dove crebbe, e che raggiunge più volte l'anno,
dato che insegna al Keshet Eilon Music Centre, scuola per bimbi prodigio
dell'archetto. Shlomo Mintz è il protagonista del concerto di stasera al Teatro
Dal Verme (ore 21), nato dalla collaborazione fra le Serate musicali con la
Comunità ebraica di Milano, in omaggio al sessantesimo anniversario dello Stato
d'Israele. Assieme a Mintz, la Israel Sinfonietta Beer
Sheva, compagine trentacinquenne che a Milano propone un programma centrato su
due compositori ebrei, uno arcinoto, Mendelssohn (Ouverture op. 26 Le Ebridi,
concerto per violino e orchestra, Sinfonia Italiana) e Ben Haim, tedesco
emigrato in Palestina in piena epoca nazista. Musica
ebraica che, sempre martedì, ma in Conservatorio (ore 20.30), segna anche
l'appuntamento con la Società del Quartetto che ospita la Klezmerata
Fiorentina, quartetto composto dal violino di Igor Polesitsky, tutt'uno con tre
colleghi del Maggio Musicale Fiorentino (clarinetto, fisarmonica e
contrabbasso). In programma musiche della tradizione degli ebrei ucraini, tra
cui brani eseguiti in occasione del matrimonio dei nonni di Polesitsky. Israel
Sinfonietta Beer Sheva stasera, ore 21 Teatro Dal Verme via S. Giovanni sul
Muro 2 Tel. 02-29409724 © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 90 del 2008-04-15
pagina 31 La tv di Hamas: "L'islam prenderà Roma" di Redazione Tel
Aviv. "Molto presto, ad Allah piacendo, Roma sarà conquistata, così come
lo fu Costantinopoli, e secondo le profezie del nostro profeta Maometto":
lo ha affermato un predicatore e parlamentare di Hamas, Yunis al-Astal, durante
un sermone in una moschea di Gaza. Il sito Memri, che si occupa del
monitoraggio dei mass media arabi, ha diffuso il filmato della predica, tenuta
l'11 aprile scorso e trasmessa dalla televisione di Hamas a Gaza, Al-Aqsa Tv.
Al-Astal è considerato più una figura religiosa che politica. In materia di
dottrina è ritenuto una autorità e dunque autorizzato ad emettere
"fatwe" "Oggi, Roma è la capitale dei cattolici, o la capitale
dei crociati, che ha dichiarato la sua ostilità all'Islam e
ha inviato fratelli di scimmie e maiali in Palestina per impedire il risveglio dell'Islam", ha detto il
parlamentare di Hamas. "La capitale italiana sarà un avamposto per le
conquiste islamiche, che si diffonderanno attraverso l'Europa nella sua
interezza e poi si dirigeranno verso le Americhe e l'Europa dell'est" ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Lavoro che uccide
Un'altra vittima alla Thyssen Krupp: incidente mortale allo stabilimento di
Terni. La protesta della Fiom P. 9 Il nemico Carter Israele accoglie con gelo l'ex
presidente Usa: "Tratta con Hamas e ci accusa di apartheid". Negata
la scorta P. 11 Spericolata Beirut "Sous les bombes", è in uscita il
film del franco-libanese Philippe Aractingi. Incontro con il regista P. 14
Veneto La Lega vola al 25% e conquista la paura A PAGINA 2 Campania Effetto
rifiuti, Berlusconi al 51% A PAGINA 4 Sicilia Regionali, Lombardo nuovo
governatore A PAGINA 4.
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"Tratta con
Hamas", scorta negata a Carter L'ex presidente americano in visita in Israele accolto come un nemico. Nessuna scorta per lui nella
Sderot colpita dai razzi, il premier Olmert e i ministri non lo ricevono. La
sua colpa? Aver parlato di apartheid e invitato a negoziare con gli islamisti
assediati a Gaza Michele Giorgio Gerusalemme Jimmy Carter ieri non si è
risparmiato manifestando la sua piena solidarietà alla popolazione di Sderot,
la cittadina israeliana bersaglio dei lanci dei razzi artigianali palestinesi. "Penso
che ogni tentativo deliberato di uccidere cittadini innocenti sia un crimine
infame", ha detto l'ex presidente americano e premio Nobel per la pace.
"Spero che arrivi rapidamente una tregua a fermare tutto questo", ha
aggiunto prima d'incontrare una delegazione di abitanti e di studenti di
Sderot. Ma nemmeno queste dichiarazioni sono servite a modificare
l'atteggiamento delle autorità israeliane verso il presidente americano che
pure dovrebbe incontrare la riconoscenza infinita dei dirigenti dello Stato
ebraico. Carter è stato il mediatore della trattativa che, avviata nel
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Nucleare Siglato
accordo di cooperazione tra Washington e Tel Aviv Anticipato la scorsa
settimana dal giornale Yediot Ahronot, il "regalo di compleanno" americano per i 60 anni di Israele è arrivato a destinazione. Lo Stato ebraico e gli Stati Uniti
hanno firmato un accordo di piena cooperazione nucleare. Secondo il quotidiano
Ha'aretz, Israele ora cercherà
di ottenere assistenza per il reattore atomico di Dimona dove, denunciò nel
1986 il tecnico nucleare Mordechai Vanunu, si produce il plutonio per le bombe
atomiche. Il nuovo accordo permetterà a Israele
di accedere alla tecnologia nucleare disponibile negli Usa.
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Roma Dopo aver trascorso
vent'anni in carcere, Ibrahim Fatayer oggi è rinchiuso nel cpt di Ponte Galeria
Orsola Casagrande In mezzo al clamore dei risultati elettorali rischia di
consumarsi nel silenzio un vergognoso provvedimento in ultima istanza del
governo uscente. Abdellatif Ibrahim Fatayer è palestinese. Ha scontato in
Italia vent'anni di carcere per l'azione del Fronte di liberazione della Palestina, legato a Abu Abbas, sull'Achille Lauro. Allora
Fatayer era, come i suoi compagni, molto giovane. Ha trascorso metà della sua
vita in un carcere italiano. Nel 2005 è uscito in libertà vigilata a Perugia,
sottoposto a obbligo di firma. Dall'8 aprile, cioè da quando anche l'obbligo di
firma era terminato, Fatayer si trova rinchiuso nel centro di detenzione romano
di Ponte Galeria. Una vicenda assurda ma reale. Con il giovane che rischia di
essere espulso. Dove non è chiaro, visto che Fatayer risulta apolide. E' nato
infatti in Libano, nel campo di Tall Al Zaatar, tristemente noto per la strage
commessa dai siriani nel
( da "Liberazione" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Hamas ha bloccato la
distribuzione di un milione di litri di carburante nella Striscia di Gaza. Lo
ha denunciato un funzionario delle Nazioni Unite, avvalorando così l'accusa di Israele che vuole il movimento di resistenza islamico
pilotare la crisi nella Striscia. La stessa fonte, che ha chiesto di restare
anonima, ha tuttavia precisato che tali scorte di carburante per uso sia
privato sia industriale sarebbero sufficienti soltanto a soddisfare la domanda
per un paio di giorni. "L'associazione generale del petrolio rifiuta la
distribuzione in segno di protesta, stante l'interruzione
delle forniture da Israele",
ha detto la fonte riferendosi al sindacato dei proprietari di stazioni di
servizio a Gaza. Da mercoledì scorso Israele mantiene chiusi il valico e il terminal di Nahal Oz che
rifornisce di carburante la Striscia, per rappresaglia a un attacco di
militanti palestinesi costato la vita a due impiegati israeliani.
15/04/2008.
( da "Liberazione" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stefania Podda
Un'accoglienza gelida e nessuna protezione, se non quella dei suoi. Così, è
iniziato ieri in Israele il contestato viaggio-studio
di Jimmy Carter. Nove giorni e un programma di visite e incontri che dovrebbe
includere anche un colloquio con Khaled Meshaal, leader poltico di Hamas, in
esilio a Damasco. Un incontro che ha messo in imbarazzo Washington e irritato Israele, tanto che, per la visita a Sderot, prima tappa del
suo viaggio, l'ex presidente degli Stati Uniti ha dovuto fare a meno della
protezione degli 007 israeliani. Mentre camminava per le strade della cittadina
di frontiera, spesso colpita dai qassam che arrivano dalla Striscia di Gaza, al
fianco di Carter non c'erano gli uomini dello Shin Bet, come di solito accade,
ma solo gli agenti dei servizi americani. Un'anomalia che
il governo israeliano non ha commentato. Altra anomalia, gli incontri ufficiali.
Carter è stato ignorato dall'intero governo israeliano, così come
dall'opposizione. Né il premier Olmert né il ministro della Difesa Barak hanno
trovato il tempo di riceverlo e anche il leader del Likud, Benjamin Netanyahu
non ha voluto vederlo. Alla fine ha incontrato solo il presidente Shimon
Peres, ma il colloquio tra i due - ha notato la stampa - è stato molto freddo.
D'altronde in Israele, Carter - che pure nel 1979
propiziò lo storico accordo con l'Egitto, il primo dello Stato ebraico con un
paese arabo - non gode di buona stampa. Colpa, soprattutto, di un suo libro
uscito un paio di anni fa, dal titolo "Palestina,
pace non apartheid". Nel libro, accusava Israele
di applicare nei confronti dei palestinesi un vero e proprio regime di
apartheid, scatenando polemiche durissime a Tel Aviv e in patria. Per nulla
turbato, Carter aveva rilanciato con un articolo sul "Guardian",
sottolineando l'impossibilità per i politici americani di criticare la politica
del loro alleato: "Sarebbe praticamente una politica suicida per qualsiasi
membro del congresso - aveva spiegato - aderire a una posizione equilibrata tra
Israele e Palestina, oppure
suggerire che Israele debba rispettare le leggi
internazionali o parlare in difesa della giustizia o dei diritti umani dei
palestinesi". Due anni dopo, a provocare il malumore del governo e
dell'opinione pubblica israeliana, l'annuncio di voler incontrare Meshaal. Una
decisione contrastata anche dalla Casa Bianca che - per bocca di Condoleezza
Rice - ha duramente criticato le intenzioni dell'ex presidente. Domenica, in
un'intervista ad "Ha'aretz", Carter ha cercato di spiegare le ragioni
del suo appuntamento con il leader del movimento islamico, spiegando di avere
intenzione di sondare Meshaal circa la sua disponibilità ad accettare il piano
di pace saudita adottato dalla Lega Araba: "Il mio unico e più importante
risultato in politica estera è stato quello di portare la pace in Israele e nei paesi vicini. La vostra sicurezza è un tema
irrinunciabile. Ma Israele - ha detto - deve parlare
con chiunque, non si può fare la pace in Medio Oriente senza coinvolgere
Hamas". Ha aggiunto poi che una parte importante del suo incontro con
Meshaal, verrà dedicata alla questione della liberazione del caporale Gilad
Shalit, rapito nel
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 90 del 2008-04-15
pagina 5 "Governerò cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con
tutti" di Adalberto Signore Il Cavaliere già al lavoro sulla politica
estera. Giovedì in Sardegna è in programma un faccia con Putin. Il primo viaggio ufficiale sarà in Israele: "In Medio Oriente è l'unica democrazia" da Roma La
soddisfazione, ammette in privato durante le tante telefonate che si rincorrono
nella giornata, "è di quelle che si provano poche volte nella vita".
Esattamente due anni fa, nelle ore che precedevano il voto che avrebbe poi
certificato un sostanziale pareggio, erano in molti a dare Silvio
Berlusconi per politicamente finito. Ventiquattro mesi e qualche giorno dopo,
il Cavaliere torna a Palazzo Chigi con una maggioranza schiacciante. Un
"vittoria di squadra", ripete al telefono con Gianfranco Fini e
Umberto Bossi, anche se il futuro premier la sente soprattutto sua. Non solo
perché le ultime due settimane non si è risparmiato comizi e interviste, al
punto di dover ricorrere agli aerosol di cortisone per salvare la voce, ma pure
perché alla fine il progetto del Pdl lanciato a San Babila e la scelta di
correre in solitaria - senza Udc e Destra - ha pagato. Insomma, confida durante
la cena ad Arcore con Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Niccolò Ghedini,
Sandro Bondi e Bruno Ermolli, "questo è un momento storico". Un
concetto ribadito a notte, quando a Villa San Martino arrivano Umberto Bossi e
i colonnelli leghisti. Ma alla soddisfazione non si unisce l'euforia perché,
spiega più volte in privato il Cavaliere a metà pomeriggio, "ora dobbiamo
rimboccarci le maniche" e "affrontare un periodo difficilissimo".
Un concetto che ribadisce anche a Paolo Bonaiuti quando i due si sentono per
concordare la dichiarazione da fare di lì a qualche ora a Porta a Porta. Tanto
che il suo portavoce lo descrive "felice della vittoria" ma "sereno"
e "tranquillo". E infatti - collegandosi a sera prima con la Rai, poi
con Mediaset e Sky - Berlusconi non lascia spazio a trionfalismi se non per
dire che "per il nostro Paese è un grande risultato". "Che
avremmo vinto - aggiunge - l'ho sempre detto. Sono commosso per la prova di
fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che ringrazio con tutto il
cuore". Poi, però, il leader del Pdl guarda al futuro. "Sento una
grande responsabilità - dice - perché ci aspettano momenti difficili.
Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e capacità
riformatrice. Per questo opererò con tutto il mio impegno per i prossimi cinque
anni". Grande disponibilità, poi, verso l'opposizione. "Ho gradito
molto la telefonata di Walter Veltroni", spiega, che "mi ha fatto gli
auguri di buon lavoro". E ancora: "Confermo l'assoluta apertura
affinché il dialogo ci sia e sia fruttuoso". Anche rispetto a Pier
Ferdinando Casini perché "andremo d'accordo con tutti coloro che vorranno
lavorare con noi per il bene del Paese". Insomma, "sulle riforme
siamo pronti a lavorare insieme". Tanto da non essere contrario a
"riesumare la commissione Bicamerale fatta nel '94". "Non vedo
alcun motivo - spiega - per non ripartire dai risultati a cui eravamo pervenuti
con quel lavoro". Ma Berlusconi guarda già ai prossimi giorni.
"Avvieremo da subito - dice - la riforma della giustizia, l'applicazione
della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità". E "ci
impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia".
"Provvederemo con urgenza - aggiunge - alla riapertura dei cantieri delle
grandi opere e al piano casa, per dare una casa ai giovani che ancora non ce
l'hanno a partire dalle città capoluogo. Da subito metteremo mano al lungo e
duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della
pubblica amministrazione e per la riduzione dell'evasione fiscale. Mai
approverò un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e indurisca
la libertà dei cittadini". Insomma, un Berlusconi che non si fa prendere
dall'entusiasmo. E che preferisce guardare già ai prossimi appuntamenti con
prudenza e responsabilità. D'altra parte, confida in più d'una telefonata
privata, "ora ricadrà su di noi il difficile compito di fermare il
declino". Il Cavaliere, però, guarda anche alla politica estera che nei
suoi cinque anni a Palazzo Chigi è stata uno dei suoi principali impegni. Il
suo primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio sarà in Israele per i festeggiamenti dei 60 anni dello Stato.
"Olmert - spiega - mi ha invitato e sarò lietissimo di essere presente per
dare supporto all'unica democrazia presente in Medio Oriente". Ma già
giovedì dovrebbe avere un faccia a faccia con Vladimir Putin in Sardegna. Da
ieri, infatti, l'ambasciata russa sta organizzando nel dettaglio lo scalo del
leader del Cremlino a Portorotondo per un incontro privato a Villa Certosa.
Nulla di ufficiale, fanno sapere fonti diplomatiche, perché giovedì il
Cavaliere non sarà ancora in carica. Me che tornando dalla Libia Putin voglia
fare una deviazione sulla Sardegna per congratularsi con il Cavaliere è un
segnale che non passerà inosservato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"La capitale
cattolica cadrà in mano nostra come Costantinopoli" [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL
AVIV "Roma diventerà un avamposto delle conquiste islamiche": questa
la previsione espressa venerdì in una moschea di Gaza da un noto predicatore
locale, Yunis al-Astal, e che è stata mandata in onda dalla Al-Aqsa Tv di
Hamas. Le immagini, raccolte dal centro Memri di monitoraggio della stampa
araba, sono subito rimbalzate con grande clamore sui mass media statunitensi
anche perchè in questi giorni l'ex presidente Usa Jimmy Carter si trova in
Medio Oriente per un viaggio studi in cui intende incontrare fra gli altri
anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Al-Astal, che pure è un
parlamentare di Hamas, non è una figura spiccatamente politica, dicono a Gaza.
Il suo peso è piuttosto di carettere religioso e il suo ascendente è tale da
consentirgli di emettere "fatwe". Le immagini registrate da Memri lo
mostrano in piedi, di fronte a decine di fedeli intenti ad ascoltare il suo
messaggio, all'interno di una mosche. "Molto presto, ad Allah piacendo -
dice al-Astal - Roma sarà conquistata, così come lo fu Costantinopoli, sulla
base delle profezie del nostro profeta Maometto". Il pubblico ascolta in
silenzio. "Oggi Roma è la capitale dei cattolici - prosegue al-Astal. È la
capitale dei Crociati che ha dichiarato ostilita' all'Islam e che ha insediato
in Palestina i fratelli delle scimmie e dei
maiali": con questi termini, allude agli israeliani. Al-Astal non è nuovo
a prediche del genere. Ancora pochi mesi fa, in una intervista alla televisione
egiziana al-Rafidein, aveva magnificato l'esempio del 15 donne palestinesi
immolatesi in attenti kamikaze contro obiettivi israeliani. Anche allora era
stato esplicito in maniera disarmante: "Il messaggio
più importante per i nostri nemici - aveva detto - è che per loro non ci può
essere spazio nella terra della Palestina, dal mare (Mediterraneo) al fiume (Giordano). In Israele, il profondo convincimento di
Carter che nessuna intesa politica stabile possa essere raggiunta nella zona
senza una partecipazione attiva di Hamas non è piaciuto.
( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stampa GERUSALEMME
L'ex presidente americano Jimmy Carter ha ... GERUSALEMME L'ex presidente americano
Jimmy Carter ha dichiarato che nell'incontro a Damasco con il capo dell'ufficio
politico di Hamas, Khaled Mashaal, affronterà la questione
del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit. Come riporta il quotidiano
israeliano "Yedioth Ahronoth", Carter ha incontrato ieri il deputato
della Knesset Yossi Beilin (Meretz), con cui ha appunto parlato del caporale
israeliano rapito da militanti palestinesi vicino alla Striscia di Gaza nel
giugno del 2006. Carter, al momento impegnato in un tour di nove giorni
in Medio Oriente per promuovere la pace, ha sostenuto come la liberazione di
Shalit sia possibile.
( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Politica Si conferma
l'esploit della Lega Torino: roccaforte del centrosinistra La Destra:
"Risultato con il botto". Torino 15 aprile - Torino si conferma un
serbatoio di voti fondamentale per il centrosinistra, con il Pd che al Senato
conquista il 40,15% dei voti. Risultato storico anche per Tonino Di Pietro con
il 6,71. La Lega raddoppia i voti raggiungendo il 9,1, mentre il Pdl si assesta
al 33,5% Anche nel capoluogo piemontese si registra il crollo della sinistra
radicale, ferma al 4% contro il 14,6 delle precedenti politiche. Ottimo
risultato, invece, per La Destra di Daniela Santanchè, con il 3,6. Il sindaco
Sergio Chiamparino prova a spiegare il voto della Torino delle tute blu
"Gli operai non votano più per appartenenza ideologica, il voto popolare
va anche a destra, se si crede che questo possa migliorare la propria
condizione. La Sinistra Arcobaleno ha un elettorato "coontro", e
l'esperienza di governo ha danneggiato lo schieramento. Hanno pagato il fatto
di non aver mantenuto promesse che non potevano mantenere". Al quartier
generale della Sinistra L'Arcobaleno la delusione è tangibile, l'avventura è
finita, ma la voglia di ripartire è tanta. L'ex sindaco Diego Novelli è
perplesso "L'unico argomento trattato sul territorio
in campagna elettorale è stata la polemica sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro, un pò
poco. Sono stati lontani dalla gente ed anche la candidatura di Bertinotti, con
tutto il rispetto, andava valutata con maggiore attenzione". Nonostante il
quorum non sia stato raggiunto, si respira altra aria nella sede de La Destra,
a due passi da quella di Alleanza Nazionale. Il 3,6% per i Santanchè
boys è "un risultato con il botto, del tutto simile a quello della
sinistra, che ha decenni di militanza in un territorio tradizionalmente
rosso". Non andranno in Parlamento ma il battesimo va oltre ogni
aspettativa. In piazza Castello i Grillini manifestano per Pino Masciari, il
testimone di giustizia ritornato in Calabria dopo aver denunciato di essere
stato abbandonato dallo Stato. Elena Sargiotti, la promotrice del primo meetum
piemontese spiega "Ognuno di noi ha scelto liberamente, noi ci occupiamo
dei problemi di Masciari, di Tav e di inceneritori, non di tattiche di palazzo"
L'appuntamento per il gli Amici di Beppe Grillo è il 25 aprile, il V2 day, per
gridare "Questi devonoandare tutti a casa". Riccardo Castagneri
politica@voceditalia.it.
( da "Avanti!" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
LA STRATEGIA DEL
"SURGE" DI PETRAEUS STA STABILIZZANDO LA REGIONE E AVVANTAGGIANDO MCCAIN
Iraq, da incubo a carta vincente del Gop 15/04/2008 Ancora una volta, il
generale David Petraeus e l'ambasciatore Ryan Crocker, sono comparsi a
Washington davanti al Congresso, per illustrare la situazione, che si è venuta
a definire in Iraq, a seguito dell'applicazione della strategia del
"surge", nella guerra al fronte terrorista islamico. Davanti al
Congresso e, in particolar modo, davanti ai candidati per la Presidenza della
Repubblica e al popolo americano, viene posta una realtà che non sarà facile
eludere. Si proietta, prepotentemente, così, sulle elezioni presidenziali
americane tutto il problema Iraq e il naturale e inscindibile legame, che
avvince questo teatro di guerra con l'azione destabilizzante di un Iran, in
preda a un delirante moto revanscista, che lo porta a sovvenzionare e
organizzare il terrorismo islamico in tutto il mondo. La divaricazione, nel
campo della politica internazionale, che si prospetta subito, tra il candidato
repubblicano John McCain e i due candidati democratici ancora in lizza per la
Casa Bianca - Hillary Rodham Clinton e Barack Obama -, è così netta, che
restringe questi ultimi, fautori del "ritiro necessario", in un
imbarazzante angolo dal quale sarà molto difficile uscire. McCain, invece,
vede, in questo evolversi favorevole della situazione della guerra irachena,
una realtà effettuale, che rafforza la sua linea di necessitata continuazione
di proseguire a contrastare e a non concedere tregua alcuna all'azione
revanscista del nazismo internazionale di marca islamica. Il generale Petraeus,
in tale circostanza, mette in rilievo il costante e progressivo miglioramento
della situazione nella guerra, senza quartiere, al terrorismo internazionale
islamico, che subisce colpi durissimi sui campi di battaglia da parte delle
truppe alleate e dal nuovo esercito iracheno. L'alleanza che in Iraq si sta
sempre di più rafforzando tra le nuove istituzioni democratiche, l'esercito e
la popolazione è stato il fatto determinante dell'arretramento e delle continue
sconfitte del fronte internazionale terrorista. La funzionalità e l'efficienza,
sempre maggiore, dell'esercito democratico iracheno, hanno proceduto in
sintonia con il miglioramento della situazione politica interna. L'evoluzione
della situazione interna è stata decisiva e ha visto i vari gruppi etnici e
religiosi, che compongono la nazione irachena, operare contro i gruppi esterni
e interni del terrorismo, per conseguire l'obiettivo comune dell'interesse del
Paese e non delle singole appartenenze. Infine, ha fatto il resto l'isolamento,
sempre più crescente delle milizie armate di Al Sadr, sfacciatamente
sovvenzionate e appoggiate dall'imperialismo iraniano, del quale sono la
propaggine strumentale in terra irachena. È conseguente a questa nuova
condizione di supremazia delle forze democratiche alleate in Iraq, la
possibilità di un rientro in patria, verso la fine di luglio, di un contingente
di 20mila soldati americani, ma la situazione, ancora poco stabile, potrebbe
consigliare il congelamento di tale fase. Esce evidente, nella relazione di
Petraeus, rafforzata da quella dell'ambasciatore Crocker, che, ancora una
volta, la realtà che, le tesi rinunciatarie dei democratici, spingano il Paese
verso il baratro del rischio di perdere una guerra già vinta (Vietnam docet).
McCain, di fronte alle relazioni del generale e dell'ambasciatore, vede
rafforzarsi, sempre di più, la validità della sua linea e la solidità sulla
quale poggia le basi la sua ascesa alla nomina per la presidenza degli Stati
Uniti. Il dibattito che si è aperto sulle relazioni, fatte dagli alti
funzionari militari e civili americani, davanti al Congresso, ha quasi
costretto i candidati democratici, Hillary e Obama, ad assumere una posizione
di estrema prudenza e moderazione, rispetto ai loro proponimenti di ritiro delle
truppe. La posizione del candidato repubblicano, dopo l'esposizione fatta da
Petraeus e Crocker, si è ancor più avvantaggiata dall'intervento del senatore
indipendente, Joe Lieberman, che, preso atto del ribaltamento delle sorti sul
teatro iracheno, denuncia l'aperta ingerenza iraniana in Iraq. È chiara e
lampante la verità, che viene illustrata nella relazione di Petraeus e di
Crocker, dell'opera nefanda, che è portata avanti dal regime teocratico dei
mullah per destabilizzare lo Stato democratico iracheno e per terrorizzare con
la strategia stragista la sua popolazione. La sicurezza in terra irachena sta,
infatti, ancora in condizione instabile a cagione dell'espansionismo che spinge
il regime di Teheran a organizzare, sovvenzionare e guidare i gruppi dell'internazionale
islamica e delle milizie sadriste. Il presidente George W. Bush, preso atto
degli eventi d'instabilità provocati dall'ingerenza della teocrazia iraniana,
che condizionano la guerra in Iraq, uniti dagli innegabili miglioramenti che si
sono conseguiti, accoglie la richiesta del congelamento del ritiro di 20mila
unità delle truppe Usa. Questo è il logico coronamento di una realtà, che ha
visto, arma decisiva e vincente, l'adozione della strategia di Petraeus del
"surge". Il piano, adottato dal generale, ha portato a un consistente
aumento delle truppe statunitensi nelle zone d'operazione irachene e ha
delineato e conseguito effettive e realistiche prospettive di vittoria, quando
la linea, portata avanti dai candidati democratici, predicava sconfitta
irreparabile. Si delinea, netta e chiara, da tutto questo quadro, evidenziata,
inoltre, da Petraeus e Crocker e rafforzata dall'aperta denuncia del senatore
Lieberman, la nefasta influenza e il continuo sovvenzionamento dell'Iran alle
forze terroriste, sia in Iraq, che in tutto il Medio Oriente. È la prepotenza
ed il delirio espansionista della Repubblica dei mullah, che costituisce l'idra
dai tanti tentacoli, che porta instabilità, terrorismo, minacce e appoggio alle
organizzazione del terrore, che non permettono ne pace ne sicurezza nel settore
mediorientale. La corsa forsennata delle gerarchie teocratiche iraniane,
all'armamento atomico, costituisce un fattore d'alto rischio, che minaccia
apertamente l'esistenza d'Israele,
dell'Occidente e del mondo. Tale corsa va assolutamente scoraggiata e fermata,
non si può affrontare tale attentato contro l'umanità con lo spirito sciagurato
di Monaco 38. È giunta l'ora che l'ignava Europa e l'Occidente si sveglino e
scoraggino, con efficacia, ogni disegno revanscista, portato avanti dal nuovo
totalitarismo, che si riaffaccia per portare sciagure, oppressione e
lutti all'umanità.