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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA:

Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   14 e 15 aprile 2008        #TOP


Report "Israele/Palestina"

La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne ( da "Stampa, La" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ISRAELE, TORINO La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi 25.

Carter: per la pace serve anche Hamas ( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: per la pace serve anche Hamas Umberto De Giovannangeli Israele contro Jimmy Carter. L'ex presidente degli Stati Uniti ha iniziato ieri un "viaggio studio" di nove giorni in Medio Oriente durante il quale potrebbe incontrare anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Sarebbe la prima volta che il capo del movimento integralista palestinese incontra un ex presidente Usa.

Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen ( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: edizione del ISRAELE Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen GERUSALEMME Nella residenza del primo ministro di Israele a Gerusalemme ieri si è svolto l'incontro fra Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), durato un'ora. I due hanno deciso di tornare a vedersi per coordinare le posizioni in vista dell'imminente viaggio negli Stati Uniti del presidente dell'

Carter: per la pace voglio mediare con Hamas L'ex presidente Usa inizia un tour in Medio Oriente. Gelida accoglienza nella prima tappa in Israele All'Unità dice: I palestinesi sono ( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: accordo di cessate il fuoco tra Israele, Amp e Hamas che arresti il lancio di razzi contro il Sud di Israele e ponga fine all'assedio israeliano a Gaza che ha determinato una drammatica emergenza umanitaria che riguarda un milione e mezzo di palestinesi". Gli chiediamo quale sia per lui la definizione che meglio sintetizza la condizione dei palestinesi di Gaza.

Per Yehoshua così abbiamo detto addio al Bene e al Male ( da "Unita, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Yehoshua pubblicava in Israele un saggio uscito in Italia per Einaudi nel 2000, Il potere terribile di una piccola colpa, con un sottotitolo, per questi lettori, da choc anafilattico, Etica e letteratura. Benché il dibattito all'epoca da noi non sia stato fragoroso (il tema era troppo "alto".

La giornata ( da "Manifesto, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 50 metri dal generale israeliano, che era accompagnato da alti ufficiali. Nessuno è stato colpito dalle schegge. Due settimane fa il ministro israeliano della sicurezza interna Avi Dichter (ex capo dello Shin Bet, il servizio segreto israeliano) era rimasto illeso a suo volta dopo essersi trovato nel mirino di un cecchino di Hamas mentre era in prossimità della Striscia di Gaza.

ISTANBUL - Si attende per la serata di oggi l'arrivo a Milano da Istanbul della salma di Giu ( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: in abiti da sposa verso Israele e la Palestina. La rabbia, il profondo rammarico e l'apprezzamento per il messaggio di amicizia lasciato dalla "sposa della pace" compaiono per il secondo giorno tra le prime notizie di radio, telegiornali e quotidiani turchi. "Siamo molto addolorati" è il titolo d'apertura, riportato nel tricolore italiano,

ALL'AEROPORTO di Tel Aviv una coppia si separa, provvisoriamente. Accade forse per la prima ( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Lui resta in Israele e per una settimana, senza aveva accanto la moglie con l'energia sprigionata dalla sua presenza, e molto soffrendo la sua assenza. E continua a fare il suo mestiere di progettista di ascensori (e deve risolvere almeno due prblemi impellenti e inattesi), di figlio di un padre malato di Parkinsonalle prese con un passata amante,

<Milano si colori di verde per l'addio a Pippa> ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Qualcosa in ricordo dello spirito e del messaggio di questa ragazza partita da Milano l'8 marzo per raggiungere Israele in autostop, vestita da sposa perché nessuno meglio delle spose, era certa, sanno trasmettere pace e amore. Era la performance artistica di una ragazza cresciuta alla corte di Piero Manzoni, lo zio famoso in Italia e in Europa per la sua "merda d'artista".

Morbillo in Italia L'allerta Usa: rischio di contagio ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: e Israele, altro Paese ritenuto a rischio. "La vaccinazione è l'arma più sicura ed efficace", ha detto Jane Zucker, come rappresentante dell'autorità sanitaria locale. In Italia sono al lavoro i responsabili dei dipartimenti di prevenzione. Il morbillo è una minaccia sempre in agguato nel nostro Paese che non brilla in quanto a percentuali di vaccinazione.

Trame dei film ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Una scena del film LA BANDA In un aeroporto d'Israele arriva una banda musicale della polizia egiziana. Nessuno li attende. Così iniziano ad incamminarsi e arrivano in una cittadina nel cuore del deserto. Qui vivono una notte travolgente tra risate e commovente umanità. Greenwich, Metropolitan, Quattro Fontane.

Ex presidente Usa ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nel 2006 il suo libro "Palestine, peace not apartheid" ha suscitato molte polemiche: Carter critica Israele che "continua a controllare e colonizzare il territorio palestinese" e rappresenta "il principale ostacolo a un accordo di pace finale".

Gelo in Israele per la visita di Carter Niente incontri con Olmert e la Livni ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978), ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni "ha arrecato danno al processo di pace". Forse per questo motivo nessun membro del governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni,

Olmert ( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: BREVI Olmert Né il premier israeliano Ehud Olmert, né i suoi ministri hanno voluto accogliere l'ex presidente statunitense Jimmy Carter, in missione (privata) ieri a Gerusalemme. No anche dalla destra di Netanyahu Peres Il presidente israeliano Shimon Peres ha incontrato Carter, ma nel colloquio è stato molto critico: lo avrebbe accusato di ostacolare il processo di pace,

TEL AVIV - Resterà chiuso ancora per alcuni giorni il terminal dei combustibili di Nahal-Oz (fr ( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: A Israele e Gaza) dove mercoledì un commando di miliziani palestinesi ha compiuto un raid in cui due dipendenti civili israeliani sono rimasti uccisi. Le conseguenze per i palestinesi potrebbero rivelarsi drammatiche. Jamal al Khoudari, presidente del Comitato popolare contro l'assedio, ha detto che se il terminal non aprirà al più presto entro pochi giorni,

Funerali in verde per Pippa Bacca ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: entrambe vestite da sposa - per effettuare una performance artistica che avrebbe dovuto portarle in Israele attraversando Paesi dei Balcani e del Medio Oriente. Il 31 marzo, dopo essersi divisa dalla compagna di viaggio, Giuseppina era scomparsa dopo aver accettato un passaggio dall'uomo che ha poi confessato di averla violentata e strangolata.

Folgorato da Hamas, sulla via di Damasco ( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: da anni un bersaglio delle forze di sicurezza speciali di Israele e che un incontro del genere precluderebbe allo stesso Carter ogni successivo meeting nello Stato ebraico con le autorità di governo. Per la cronaca Tzipi Livni ed Ehud Olmert hanno già disdetto il programmato briefing con l'ex presidente statunitense noto per gli scandali del fratello con le noccioline americane,

"Pippa" ritorna, solo i genitori a Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: avventura in autostop verso Israele. E stamattina questa donna coraggiosa e fiera della sua ragazza - una madre che in questi giorni tragici non si è mai negata a chiunque volesse sapere qualcosa della figlia e ha parlato con tutti - ne aspetterà la bara all'aeroporto. "Doveva tornare prima - conclude - ma poi, per questioni organizzative,

Berlusconi, annunciate le prime mosse di governo ( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Berlusconi ha inoltre già in programma la sua prima visita da premier in Israele: “Olmert mi ha invitato e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale”. Contattato da diversi capi di Stato per ricevere le prime congratulazioni, il leader del Pdl ha già fissato appuntamenti per ripristinare “

<Sarò diverso dal 2001meno parole e più fatti> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: e lui deve andare al più presto in Israele, "l'unica democrazia nello scacchiere mediorientale", e intanto non chiude la porta in faccia a Casini "e a quelli che lavorano nell'interesse del Paese", pausa, "sì al dialogo per le riforme", altra pausa, "avete visto che non era così brutta la legge elettorale, con pochi partiti alla fine in Parlamento"?

La memoria - susanna nirenstein ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Agenzia ebraica e ha fondato Israele. Non è un caso se sarà proprio Appelfeld ad inaugurare la Fiera del Libro di Torino in cui quest'anno sarà Israele il paese ospite d'onore: vogliamo proprio vedere chi avrà il coraggio di contestare un uomo che rappresenta così profondamente l'unico luogo che accolse in massa i sopravvissuti al buio del XIX secolo e restituì loro una casa,

Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano in governi laburisti: il negoziato per il cessate il fuoco non può escludere chi governa a Gaza "Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele" di Umberto De Giovannangeli "Concordo pienamente con quanto Jimmy Carter ha ribadito nel suo colloquio con l'Unità e nell'intervista ad Haaretz: è interesse di Israele raggiungere un accordo di cessate il fuoco nel Sud

Berlusconi torna per la terza volta Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Fini presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno, Mauro, Prestigiacomo e Carfagna ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: invito di Olmert" in Israele. Ma di dare la presidenza di una delle Camere all'opposizione non se ne parla: "L'opposizione ha già il presidente della Repubblica, non basta?", sentenzia Renato Brunetta: la Camera per Fini e il SEnato per Schifani o Pisanu, di FI. Anche la telefonata di Silvio è bipartisan (e ben studiata),

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: GIOVANI IN ISRAELE Alle 11, al Dismec di Ravenna, incontro sul tema "L'evoluzione del costume e della mentalità giovanile in Israele", con David Assaf Kedem. ASTROLOGIA Ovest Alle 18, a Casa Melandri a Ravenna, Renata Venturini presenta il "Manuale di astrologia occidentale".

Jimmy Carter in Israele una lezione di diplomazia ( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Sicuramente Carter non gode di buona fame in Israele, specialmente dopo la pubblicazione, avvenuta l'anno scorso, di un libro in cui denunciava il regime di apartheid a cui Israele sottopone i palestinesi. Intervistato dal popolare giornale israeliano Haaretz Carter ha spiegato il suo punto di vista sulla crisi regionale.

<Saranno cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del Pd> ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: sarà in Israele. A casa con i suoi ospiti, durante la giornata, Berlusconi parla un po' di tutto. Dell'affermazione di Di Pietro, il simbolo del suo orrore durante tutta la campagna elettorale: "Come si fa a dargli tanti voti, non capisco". Della Lega, del grande risultato del partito di Bossi: "Sono molto contento che il mio alleato più fedele sia stato così gratificato,

Doppio Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 18 categoria: REDAZIONALE DAL VERME Doppio Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele Orchestra, solista e autori in programma: tutto ha un inconfondibile accento ebraico nel concerto che le Serate Musicali dedicano per i sessant'anni dello Stato d'Israele. Al Dal Verme (stasera ore 21, via S. Giovanni sul Muro 2, €

<Gli agenti di Gheddafi addestrati dai tedeschi> ( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: la liberazione della Palestina (Olp) di Arafat affinché questa non desse rifugio ai terroristi tedeschi della Raf, che in quegli anni avevano condotto gravi attentati in Germania. Il quotidiano di Francoforte - forse il più autorevole della Germania - dice che esiste un filmato che mostra questo esperto tedesco spiegare i segreti della difesa alle guardie del corpo del colonnello.

Shlomo Mintz rende omaggio a Israele ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 15 pagina 12 Shlomo Mintz rende omaggio a Israele di Piera Anna Franini Il direttore e violinista proporrà brani di Mendelssohn e Ben Haim La musica è nel dna del popolo israelita che ha fatto del violino una sorta di emblema nazionale. "La tradizione del violino è nata nel ghetto: al pianoforte è difficile piangere, mentre riesce naturale se si abbraccia un violino"

La tv di Hamas: <L'islam prenderà Roma> ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Islam e ha inviato fratelli di scimmie e maiali in Palestina per impedire il risveglio dell'Islam", ha detto il parlamentare di Hamas. "La capitale italiana sarà un avamposto per le conquiste islamiche, che si diffonderanno attraverso l'Europa nella sua interezza e poi si dirigeranno verso le Americhe e l'Europa dell'est" © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 9 Il nemico Carter Israele accoglie con gelo l'ex presidente Usa: "Tratta con Hamas e ci accusa di apartheid". Negata la scorta P. 11 Spericolata Beirut "Sous les bombes", è in uscita il film del franco-libanese Philippe Aractingi. Incontro con il regista P. 14 Veneto La Lega vola al 25% e conquista la paura A PAGINA 2 Campania Effetto rifiuti,

Tratta con Hamas , scorta negata a Carter ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Intervistato ieri dal quotidiano Haaretz si è detto convinto che in nome della pace "Israele deve parlare con tutti" e, incontrando il deputato Yossi Beilin, ha precisato che nell'incontro a Damasco affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit, catturato dai palestinesi due anni fa. Non è servito a nulla, precisazioni inutili, il boicottaggio è continuato.

Siglato accordo di cooperazione tra Washington e Tel Aviv ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: americano per i 60 anni di Israele è arrivato a destinazione. Lo Stato ebraico e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di piena cooperazione nucleare. Secondo il quotidiano Ha'aretz, Israele ora cercherà di ottenere assistenza per il reattore atomico di Dimona dove, denunciò nel 1986 il tecnico nucleare Mordechai Vanunu, si produce il plutonio per le bombe atomiche.

Sequestrò l'Achille Lauro, ora rischia di essere espulso ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il 7 ottobre del 1985 si è imbarcato sull'Achille Lauro con altri profughi palestinesi, per scendere al porto israeliano di Ishdud e rapire dei soldati israeliani in cambio della liberazione di alcuni prigionieri palestinesi. Le cose, poi, androno diversamente, con il commando che assassinò Leon Klinghoffer, un cittadino americano di origine ebraica.

Gaza, Hamas ha interrotto la distribuzione di un milione di litri di benzina nella Striscia ( da "Liberazione" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: interruzione delle forniture da Israele", ha detto la fonte riferendosi al sindacato dei proprietari di stazioni di servizio a Gaza. Da mercoledì scorso Israele mantiene chiusi il valico e il terminal di Nahal Oz che rifornisce di carburante la Striscia, per rappresaglia a un attacco di militanti palestinesi costato la vita a due impiegati israeliani.

Jimmy Carter a Sderot ma senza la protezione degli 007 israeliani ( da "Liberazione" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: anomalia che il governo israeliano non ha commentato. Altra anomalia, gli incontri ufficiali. Carter è stato ignorato dall'intero governo israeliano, così come dall'opposizione. Né il premier Olmert né il ministro della Difesa Barak hanno trovato il tempo di riceverlo e anche il leader del Likud, Benjamin Netanyahu non ha voluto vederlo.

<Governerò cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con tutti> ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il primo viaggio ufficiale sarà in Israele: "In Medio Oriente è l'unica democrazia" da Roma La soddisfazione, ammette in privato durante le tante telefonate che si rincorrono nella giornata, "è di quelle che si provano poche volte nella vita". Esattamente due anni fa, nelle ore che precedevano il voto che avrebbe poi certificato un sostanziale pareggio,

La capitale cattolica cadrà in mano nostra come Costantinopoli ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il messaggio più importante per i nostri nemici - aveva detto - è che per loro non ci può essere spazio nella terra della Palestina, dal mare (Mediterraneo) al fiume (Giordano). In Israele, il profondo convincimento di Carter che nessuna intesa politica stabile possa essere raggiunta nella zona senza una partecipazione attiva di Hamas non è piaciuto.

GERUSALEMME L'ex presidente americano Jimmy Carter ha ( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit. Come riporta il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth", Carter ha incontrato ieri il deputato della Knesset Yossi Beilin (Meretz), con cui ha appunto parlato del caporale israeliano rapito da militanti palestinesi vicino alla Striscia di Gaza nel giugno del 2006.

Torino roccaforte del centrosinistra ( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: territorio in campagna elettorale è stata la polemica sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro, un pò poco. Sono stati lontani dalla gente ed anche la candidatura di Bertinotti, con tutto il rispetto, andava valutata con maggiore attenzione". Nonostante il quorum non sia stato raggiunto, si respira altra aria nella sede de La Destra, a due passi da quella di Alleanza Nazionale.

Iraq, da incubo a carta vincente del Gop ( da "Avanti!" del 15-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, dell'Occidente e del mondo. Tale corsa va assolutamente scoraggiata e fermata, non si può affrontare tale attentato contro l'umanità con lo spirito sciagurato di Monaco 38. È giunta l'ora che l'ignava Europa e l'Occidente si sveglino e scoraggino, con efficacia, ogni disegno revanscista, portato avanti dal nuovo totalitarismo,


Articoli

La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

RICERCA SU PALESTINA, ISRAELE, TORINO La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi 25. L'obiettivo dello studio è favorire, attraverso scambi internazionali e utilizzando una metodologia partecipativa, la costruzione di politiche attente alla salute delle donne nell'area mediterranea, con riferimento al tema della difesa attiva nelle situazioni a rischio di violenza sociale e familiare. La ricerca durerà un anno e avrà come momento topico un confronto, che si svolgerà ad ottobre a Torino, tra operatori che lavorano nelle realtà di Gaza e Haifa. Nell'incontro di martedì 15, Diana Carminati offrirà un'analisi del contesto dell'occupazione nei territorio palestinesi; Elisabetta Donini relazionerà sul progetto Epic (European Palestinian and Israeli Cities) al cui interno si inserisce la ricerca; Franca Balsamo affronterà le ricadute che il conflitto in Medio Oriente ha sulla condizione femminile. Concluderà Chiara Einaudi che entrerà nel dettaglio del progetto di ricerca, spiegandone programma e metodologie. \.

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Carter: per la pace serve anche Hamas (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Carter: per la pace serve anche Hamas Umberto De Giovannangeli Israele contro Jimmy Carter. L'ex presidente degli Stati Uniti ha iniziato ieri un "viaggio studio" di nove giorni in Medio Oriente durante il quale potrebbe incontrare anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Sarebbe la prima volta che il capo del movimento integralista palestinese incontra un ex presidente Usa. Carter - che alla fine degli anni Settanta contribuì in maniera determinante alla firma di storici accordi di pace tra Israele ed Egitto - è stato ricevuto ieri a Gerusalemme dal capo dello Stato Shimon Peres. Ma la sua apertura a Hamas non pare gradita dai dirigenti israeliani. segue a pagina 9.

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Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del ISRAELE Per un'ora a colloquio Olmert e Abu Mazen GERUSALEMME Nella residenza del primo ministro di Israele a Gerusalemme ieri si è svolto l'incontro fra Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), durato un'ora. I due hanno deciso di tornare a vedersi per coordinare le posizioni in vista dell'imminente viaggio negli Stati Uniti del presidente dell'Anp (Autorità nazionale palestinese). "È un faccia a faccia", ha spiegato un funzionario del governo israeliano, con "al centro l'aumento del livello di cooperazione e di coordinamento prima che Abbas (Abu Mazen, ndr) si rechi a Washington". L'ultimo incontro tra i due avvenne il 7 aprile scorso, dopo il quale i rapporti tra le due parti si fecero tesi per la decisione israeliana di avviare nuovi insediamenti di coloni attorno a Gerusalemme. Abu Mazen sarà negli Stati Uniti per incontrare George W. Bush il 24 aprile.

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Carter: per la pace voglio mediare con Hamas L'ex presidente Usa inizia un tour in Medio Oriente. Gelida accoglienza nella prima tappa in Israele All'Unità dice: I palestinesi sono (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Carter: per la pace voglio mediare con Hamas L'ex presidente Usa inizia un tour in Medio Oriente. Gelida accoglienza nella prima tappa in Israele All'Unità dice: "I palestinesi sono murati vivi, privarli dei diritti umani fondamentali non porta al dialogo" di Umberto De Giovannageli/ Segue dalla prima DAL PROGRAMMA della visita distribuito ieri alla stampa sono assenti i nomi del premier Ehud Olmert e della ministra degli Esteri Tzipi Livni. In Israele Carter vedrà il vicepremier Ely Yishai (Shas), la colomba Yossi Beilin e il falco Avigdor Lieberman, nonché i genitori di Ghilad Shalit, il soldato rapito da Hamas nel giugno 2006. Carter, premio Nobel per la pace nel 2002, prevede oggi una visita a Sederot, la città nel Neghev bersagliata da razzi sparati da Gaza. Domani sarà a Ramallah, ospite della Autorità nazionale palestinese e quindi visiterà Egitto, Siria ed Arabia Saudita. Il progetto di Carter di incontrare Meshaal (a Damasco) ha già ricevuto le critiche della segretaria di Stato Usa Condoleezza Rice. L'"operazione Meshal" viene letta in ambienti politici israeliani anche in chiave presidenziali Usa: sono in molti a ritenere che dietro l'iniziativa dell'ex presidente vi sia l'imprimatur di Barack Obama, verso il quale Carter, uno dei super delegati alla convention Democratica di Denver, ha già espresso il suo sostegno. Fuori da ogni lettura dietrologica, l'ex presidente Usa riflette criticamente sugli errori compiuti dall'amministrazione Bush, e sia pur con gradualità diverse dall'Europa, nel "non aver saputo o voluto cogliere la dialettica interna ad Hamas che aveva portato il movimento a scegliere la via politica", con la partecipazione alle elezioni del gennaio 2006, riflette Carter incontrando in un albergo di Gerusalemme un gruppo di giornalisti stranieri, tra i quali il collaboratore de l'Unità, Osama Hamdan. "E se uno - aggiunge - sponsorizza elezioni o intende promuovere la democrazia e la libertà in tutto il mondo, poi, come è accaduto in Palestina, quando un popolo sceglie liberamente i propri leader, credo che tutti dovrebbero riconoscere il risultato e incalzare, senza demonizzarlo, il governo legittimo che scaturisce dal voto". E sul presente, Carter ribadisce la sua volontà a farsi parte dirigente di un "accordo di cessate il fuoco tra Israele, Amp e Hamas che arresti il lancio di razzi contro il Sud di Israele e ponga fine all'assedio israeliano a Gaza che ha determinato una drammatica emergenza umanitaria che riguarda un milione e mezzo di palestinesi". Gli chiediamo quale sia per lui la definizione che meglio sintetizza la condizione dei palestinesi di Gaza. La sua risposta è secca: "Quella di murativi vivi". Di due cose, l'ex presidente Usa si dice convinto. La prima: "Privare il popolo palestinese dei suoi fondamentali diritti umani al solo scopo di punire i leader eletti non è una strada che porta alla pace". Su questo punto, Carter è perentorio: "Punire degli innocenti - dice - è sempre e comunque un crimine". La seconda certezza, quella che scatena le polemiche: Hamas "deve essere incluso nel processo di pace" nella regione. "È molto importante che ci sia qualcuno disposto a incontrare i leader di Hamas e ascoltare il loro punto di vista, in modo da verificare la loro flessibilità e cercare di indurli a bloccare tutti gli attacchi contro innocenti civili in Israele", ribadisce Carter in una intervista alla rete televisiva Abc. "Non ho dubbi - rimarca ancora l'ex presidente statunitense -sul fatto che se Israele vuole trovare la pace con giustizia nei suoi rapporti con i palestinesi debba veder incluso Hamas nel processo di pace". Jimmy Carter crede nell'opzione di due popoli, due Stati, e motiva così la sua convinzione all'Unità: "Incorporare i Territori occupati dentro Israele ed avere un solo Stato, non penso che funzionerebbe, e per diverse ragioni. Prima di tutto, i palestinesi, se gli venisse dato il diritto di votare alla pari con gli israeliani, finirebbero per giocare un ruolo decisivo nel prendere le decisioni per conto dell'intero Paese. E con il loro rapido incremento demografico, che a Gaza è del 4% all'anno, uno dei più alti al mondo, ed in un prevedibile futuro i palestinesi sarebbero in effetti maggioranza della nazione". "Quindi - si congeda l'ex presidente Usa - io penso che la sola vera soluzione pratica è avere due Stati, fianco a fianco, che vivono in pace e in armonia. Questo ritengo sia l'approccio migliore, per il quale ho deciso di impegnarmi, e lo faccio perché ero e resto fermamente convinto che la stabilizzazione dell'intero Medio Oriente è indissolubilmente legata ad una equa soluzione della questione palestinese". Gli chiediamo se può confermare l'incontro a Damasco con Khaled Meshaal: "Non è ancora certo - risponde - ma direi che è probabile". (ha collaborato Osama Hamdan).

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Per Yehoshua così abbiamo detto addio al Bene e al Male (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del ALL'ORIGINE Nel 1998 un pamphlet dello scrittore isrealiano Per Yehoshua così abbiamo detto addio al Bene e al Male LEONARDO COLOMBATI, come si ricorda in questa pagina, si "agita" quando sente pronunciare, affiancate, le parole "etica" e "letteratura". Da dove nasce, in lui come in altri, quest'allergia? Nel 1998 Abraham B. Yehoshua pubblicava in Israele un saggio uscito in Italia per Einaudi nel 2000, Il potere terribile di una piccola colpa, con un sottotitolo, per questi lettori, da choc anafilattico, Etica e letteratura. Benché il dibattito all'epoca da noi non sia stato fragoroso (il tema era troppo "alto"...) non è illogico pensare che nel decennio le sue riflessioni abbiano germinato. Nell'introduzione Yehoshua prendeva in mano la parola "etica", e si chiedeva perché oggi, parlando di narrativa, sia pericoloso usarla. Questo, in due sensi: da un lato si chiedeva perché il dilemma etico sia scomparso come motore delle storie e come motivazione dei personaggi; dall'altro, perché i critici, nel recensire, non usino più termini come "valori morali, giustizia e bene", rimpiazzandoli con termini tecnici come "credibilità, complessità, profondità e soprattutto originalità". Questo, osservava, nel mentre in altri campi (la medicina per esempio) l'uso della parola "etica" si sprechi. Tra i motivi, Yehoshua rintracciava la psicologia, e il suo sedimentarsi nel '900 nel nostro bagaglio culturale, psicologia che impedirebbe, poniamo, oggi di immaginare un personaggio romanzesco di "buono puro" come l'Idiota dostoievskiano, senza il retropensiero: ma non sarà un represso? Accanto alla psicologia, l'uso perverso che della "morale pubblica" hanno fatto nel '900 regimi repressivi, così come oggi il trionfo di relativismo e correttezza politica... Eppure, osservava, alla fine resta il fatto che l'interrogativo morale è il più intimo e individuale di tutti. E che proprio esso, oggi, non trova spazio nelle narrazioni. m.s.p.

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La giornata (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La giornata Segreto di stato Limite finale dopo 30 anni sapremo di più sulle stragi? All'ultimo giorno di attività il governo Prodi ha preso forse la migliore decisione della sua breve storia: ha ridotto il periodo di vigenza del segreto di stato a 30 anni (15, prorogabili soltanto una volta). Saranno anche "decretate" - dopo identico periodo - tutte le carte considerate "classificate" (a un livello di segretezza inferiore e senza decisione governativa) per coprire l'identità di fonti, spie, componenti di organismi di sicurezza, ecc. Il segreto è stato posto nella storia d'Italia una dozzina di volte, ed è per queste vicende che la mossa può risultare decisiva. Il caso politicamente più importante riguarda le stragi fasciste (o più precisamente "di stato", si diceva una volta), come quella del treno Italicus (nel 1974). Identica decisione fu presa per l'abbattimento dell'aereo Argo 16, dei servizi italiani, probabilmente colpito dal Mossad israeliano in quanto era servito per rimpatriare dei feddayn palestinesi arrestati anni prima. Ma anche per altre vicende in cui erano in ballo i rapporti dello stato italiano con diversi paesi mediorientali (come nel caso della scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni in Libano), traffici di armi compresi. Da ridere il segreto apposto sui lavori nella Villa Certosa berlusconiana, in Costa Smeralda. Contrariamente a quanto ripetuto da molti media in questi giorni, il "segreto di stato" non fu mai posto sul sequestro e l'uccisione di Aldo Moro. Su questa vicenda diventeranno pubblici alcuni documenti classificati come "riservati", riguardanti per lo più le attività dei vari "comitati di crisi" messi in piedi nei giorni del sequestro. Per lo stesso sottosegretario Micheli, titolare della delega della presidenza del consiglio per i servizi segreti, però, "è difficile immaginare di scoprire chissà quale deviazione istituzionale". Primarie Usa Obama ex-estremista con amici tra i Weather Underground? La politica dei colpi bassi è un classico nelle elezioni Usa. Così qualcuno ha "scoperto" che da giovane Barack Obama è stato per tre anni in una fondazione filantropica - Woods Fund - cui partecipava anche William Ayers, un ex militante dei Weather Underground, che negli anni settanta fu coinvolto in attentati dinamitardi a Washington, contro il Pentagono, il Dipartimento di Stato e il Congresso. Avrebbe sostenuto Obama politicamente a più riprese, anche con piccole donazioni. Facile la risposta: "aveva otto anni quando gli Weathermen erano attivi e ogni tentativo di associarlo ad eventi di quasi 40 anni fa è palesemente ridicolo". Subito dopo, però, si è esposto ad altri attacchi dello stesso genere per aver detto, in un discorso, che "in certe cittadine della Pennsylvania e, come in altre cittadine del Midwest, non c'è più lavoro da 25 anni e niente l'ha sostituito. Non c'è da stupirsi che diventino amareggiati, si aggrappino alle pistole o alla religione o all'antipatia per la gente che non è come loro, a un sentimento anti immigrati, a un sentimento anti commercio, per spiegare le loro frustrazioni". Di fronte alla reazione dei repubblicani e dei democratici pro-Hilary, Obama si è poi scusato per queste frasi. Peccato. Tibet Il Dalai Lama: se la violenza aumenta, mi dimetto Il leader spirituale dei tibetani ieri è tornato a gettare acqua sul fuoco della protesta della regione autonoma del sudovest cinese, che nei giorni scorsi ha causato un numero imprecisato di vittime in seguito alla repressione delle autorità di Pechino. "Se la violenza andrà fuori controllo, la mia unica possibilità sarà quella di dimettermi", ha dichiarato dalla città statunitense di Seattle. Kenya Accordo tra Odinga e Kibaki, al via governo di unità Raile Odinga, leader del Movimento Arancione per la Democrazia" sarà il primo ministro del Kenya nell'ambito del nuovo governo di coalizione che mette fine allo scontro politico che ha insanguinato il paese. Lo ha annunciato il presidente Mwai Kibaki parlando in diretta televisiva accanto a Odinga. L'ostacolo è stato superato ieri durante un incontro fra Kibaki e Odinga. Fra i compiti dell'esecutivo ci sarà quello di scrivere una nuova costituzione che possa risolvere il problema della divisione delle terre e del potere politico tra le principali etnie del Paese. Occorrerà tempo perché il Kenya possa rimarginare le tremende cicatrici accumulate negli ultimi quattro mesi. Macedonia Sciolto il parlamento dopo Kosovo e crisi sulla Nato Il parlamento della repubblica ex jugoslava di Macedonia ha approvato il proprio autodissolvimento, avviando le procedure destinate a portare il Paese a elezioni anticipate in giugno. Lo scioglimento è stato votato a maggioranza dall'assemblea, dopo un lungo e contrastato dibattito, su iniziativa congiunta del principale partito etnico slavo-macedone al governo (Vmro-Dpmne) e del principale partito della minoranza albanese all'opposizione (Dui). Esso è frutto della crisi che un paio di settimane fa ha messo in minoranza l'esecutivo del premier Nikola Gruevski (leader del Vmro), con l'uscita dalla coalizione al potere dell'altro grande partito della comunità albanofona: il Dpa, entrato in polemica con i partner per il mancato riconoscimento da parte di Skopje della secessione del vicino Kosovo da Belgrado. Il recente rinvio dell'invito all'adesione alla Nato - imposto dal veto greco in forza dell'annosa diatriba sulla titolarità del nome storico di Macedonia - ha contribuito a precipitare la crisi. Gaza Attacco a generale israeliano Tre morti a Jabalya È rimasto incolume il comandante della regione militare meridionale israeliana, gen. Yoav Galant, sorpreso ieri da un attacco di mortai palestinesi mentre era impegnato in un sopralluogo nel Neghev occidentale, a ridosso della Striscia di Gaza. Uno dei colpi di mortaio è esploso a circa 50 metri dal generale israeliano, che era accompagnato da alti ufficiali. Nessuno è stato colpito dalle schegge. Due settimane fa il ministro israeliano della sicurezza interna Avi Dichter (ex capo dello Shin Bet, il servizio segreto israeliano) era rimasto illeso a suo volta dopo essersi trovato nel mirino di un cecchino di Hamas mentre era in prossimità della Striscia di Gaza. Gli spari avevano ferito invece un suo stretto collaboratore. E nel campo profughi di Jabalya, nel nord della Striscia, tre palestinesi sono rimasti uccisi per un'esplosione. Non è chiaro se lo scoppio sia conseguenza di un raid israeliano o sia avvenuto nel corso della fabbricazione di ordigni da parte degli stessi palestinesi. Iran Esplosione moschea: forse un incidente Nessuna ipotesi risolutiva sull'esplosione che l'altroieri sera, in una moschea di Shiraz, ha provocato almeno 12 morti e circa 200 feriti. Alcune autorità locali avevano parlato di attentato. Ieri il vice ministro dell'Interno per gli affari della sicurezza, Abbas Mohtaj, ha affermato che si è trattato di "un incidente", ma non ha fornito particolari. L'esplosione è avvenuta alle 21.15 mentre un importante religioso sciita locale, l'hojatoleslam Anjavinejad, teneva un sermone. Ogni sabato sera, hanno riferito i mezzi d'informazione iraniani, si svolgono nella moschea incontri con la partecipazione di centinaia di fedeli in cui vengono attaccate sette religiose considerate eretiche: tra queste, quella dei Bahai, fondata nel diciannovesimo secolo e messa al bando in Iran, e quella sunnita dei Wahabiti, che è tra l'altro religione ufficiale in Arabia Saudita. Potrebbe infatti essersi trattato dell'esplosione accidentale di uno o più ordigni che facevano parte di un'esposizione sulla guerra tra Iran e Iraq (1980-1988), allestita all'entrata del luogo di culto. Questa versione è stata però contestata da Hamid Hashemi, un membro dei Basiji, le milizie dei volontari islamici, che è stato tra i primi ad arrivare sul posto. Banca mondiale Un miliardo di nullatenenti: meno di un dollaro al giorno Sono più di un miliardo le persone che vivono con meno di un dollaro al giorno. Lo ha detto, davanti all'International Monetary Financial Committee, il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick. Il Millenium Development Goal fissa nel 2015 la data per dimezzare il numero degli estremamente poveri nel mondo. "I paesi in via di sviluppo - ha scritto Zoellick nel discorso depositato dopo la riunione - hanno continuato a crescere a un tasso medio del 7% negli ultimi cinque anni. Ma nell'Africa sub-sahariana, i 18 paesi sono cresciuti di circa il 5,5% negli ultimi dieci anni. Mentre altri 20 paesi dell'area, molti dei quali con conflitti in corso o appena terminati, non crescono e anzi registrano un continuo aumento della povertà estrema". Il boom dei prezzi alimentari sta mettendo in ginocchio i paesi sottosviluppati: se si calcola che i poveri spendono in media il 75% del proprio reddito per il cibo, e che solo il riso negli ultimi due mesi è salito del 75%, si constata come per i più deboli andare avanti e sopravvivere è sempre più duro. Per questo Zoellick ha rilanciato la necessità di un new deal sulle politiche mondiali alimentari. "Noi come Banca Mondiale stiamo avviando una redistribuzione degli aiuti, le riserve di cibo nel mondo sono molto basse, c'è una emergenza che non può essere affrontata solo con analisi, parole, convegni". C'è anzitutto bisogno che "la comunità internazionale si impegni concretamente per recuperare i 500 milioni di dollari necessari per colmare il 'gap' di necessità alimentari individuate dalle Nazioni Unite". Crisi globale Paulson (Tesoro Usa): "2008 anno difficile" Il segretario di stato al tesoro, Henry Paulson, al termine della riunione del G7, ha ammesso che l'anno in corso sarà "più difficile" di quanto lo sia stato finora, e che "potrebbero emergere molti altri problemi di mercato. Ci aspettiamo molti altri ostacoli sulla strada". La priorità è limitare l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale. La stessa riforma del Fondo monetario, appena approvato, non è sufficiente: l'istituto di Washington dovrebbe infatti porsi tre priorità: sorvegliare i cambi, affrontare le sfide poste dai "fondi sovrani" (di stati esteri), sostenere la stabilità del mercato finanziario globale. Su cosa dovrebbero fare gli usa per eliminare il proprio spaventoso debito nei confronti del mondo (assorbono il 50% delle importazioni di capitali globali), invece, nessuna proposta. Anziani Salgono a due le vittime nell'ospizio di Trieste Un secondo pensionato "non autosufficiente" è morto ieri nell'ospedale di Trieste per le conseguenze di un'intossicazione alimentare che ha colpito una sessantina di degenti della casa di riposo "Bartoli". Tra i sottoposti ad accertamenti anche tre dipendenti della cooperativa che gestisce la fornitura pasti per l'ospizio. Il Comune ha intanto disposto la chiusura del reparto cucine e la fornitura dei pasti da parte di un altro istituto per anziani. Il presidente della cooperativa si difende negando "irregolarità" nella produzione dei cibi e portando ad esempio altri istituti riforniti con le stesse pietanze, ma senza problemi. Come si dice in questi casi, le indagini sono in corso.

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ISTANBUL - Si attende per la serata di oggi l'arrivo a Milano da Istanbul della salma di Giu (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di VINCENZO PERGOLIZZI ISTANBUL - Si attende per la serata di oggi l'arrivo a Milano da Istanbul della salma di Giuseppina Pasqualino, l'artista barbaramente uccisa durante il suo "viaggio di pace" in abiti da sposa verso Israele e la Palestina. La rabbia, il profondo rammarico e l'apprezzamento per il messaggio di amicizia lasciato dalla "sposa della pace" compaiono per il secondo giorno tra le prime notizie di radio, telegiornali e quotidiani turchi. "Siamo molto addolorati" è il titolo d'apertura, riportato nel tricolore italiano, dell'edizione cartacea del quotidiano Milliyet, solo uno dei tanti segni di cordoglio corale. E' una Turchia ancora sbigottita di fronte all'orrore di un assassinio insensato verso "Pippa, ambasciatrice di pace", cosi ricordata ieri dal primo ministro Erdogan. Continuano numerosi i commenti on line di rammarico e di orrore contro quel balordo, Murat Karatash, più volte denunciato per i diversi furti e le falsificazioni, che dopo averle fatto credere in un passaggio per Ankara, l'ha violentata, strappandole il vestito bianco simbolo di pace, per poi seppellirne malamente il corpo in un boschetto a 20 km da Gebze. Rimangono alcune ombre sull'esatta dinamica dei fatti. Il quotidiano Vatan si chiede ancora se ci fossero altri due complici, dal momento che gli inquirenti hanno preferito mantenere il silenzio in proposito, riservandosi di rispondere nei prossimi giorni all'interrogativo. L'agenzia giornalistica Ihlas nel sito on line di ieri parlava sempre laconicamente dell'arresto di Karatas insieme ad un complice. Divergono anche le ricostruzioni dei fatti tra i quotidiani turchi: mentre alcuni affermano che Karatash l'avrebbe violentata e uccisa per strada (le perle della collana dell'artista sono state ritrovate sparse nella camionetta dell'assassino) e da lì la decisione di seppellirne il corpo in un boschetto, altri riportano la versione della violenza, dell'uccisione e del seppellimento susseguitesi nello stesso boschetto in cui è stata ritrovata 11 giorni dopo. Rimane dunque da capire, ultimo interrogativo, se Karatas abbia agito da solo o abbia avuto una cricca di complici efferati come lui. Fino a quel tragico incontro Pippa Bacca, artista in viaggio di pace, aveva trovato l'ospitalità istanbuliota di Serkan S., un'amicizia on line dell'artista e, nonostante le difficoltà di un autostop non facile in quelle zone, aveva anche incontrato l'offerta ospitale di un biglietto d'autobus per Ankara. Un'ospitalità interrotta tragicamente, che vede ancora oggi l'intera opinione pubblica turca sdegnata e rammaricata. Facendosi interprete di un cordoglio nazionale il capo del governo Erdogan ha manifestato il suo profondo rammarico per un evento in cui lui stesso non riesce a trovare, ("barbaro, feroce, selvaggio?") le parole adatte. E nel porgere le condoglianze alla famiglia e al popolo italiano, auspica una esemplare sentenza della giustizia turca.

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ALL'AEROPORTO di Tel Aviv una coppia si separa, provvisoriamente. Accade forse per la prima (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di RENATO MINORE ALL'AEROPORTO di Tel Aviv una coppia si separa, provvisoriamente. Accade forse per la prima volta nel loro complice, simbiotico ménage di decenni. Lei deve incontrare il cognato in Tanzania colpito da un doppio lutto: la morte del figlio ucciso dal "fuoco amico" (cioè dai suoi stessi commilitoni durante una perlustrazione notturna in un campo palestinese) e la conseguente morte della moglie, per infarto. Lui resta in Israele e per una settimana, senza aveva accanto la moglie con l'energia sprigionata dalla sua presenza, e molto soffrendo la sua assenza. E continua a fare il suo mestiere di progettista di ascensori (e deve risolvere almeno due prblemi impellenti e inattesi), di figlio di un padre malato di Parkinsonalle prese con un passata amante, di padre di un figlio che, forse tradito dalla bella moglie, è finito agli arresti domiciliari per essere renitente alla leva nell'Israele dei nostri giorni in cui tutto un popolo in preda al disincanto "non riesce ad essere e sentirsi normale". Sullo sfondo di una storia di famiglia, in un Paese dove la famiglia sembra essere un luogo caldo. protettivo e anche abbastanza claustofobico, per la sicurezza dell''individuo, Fuoco amico di Abraham B. Yehoshua (Einaudi, 398 pagine, 19 euro) è un racconto di fatti quotidiani, scrutati nel rotolo della quotidianeità, e assai privati. Nell'incastro tra i due piani e nel loro muoversi lento e progressivo, dentro la storia di una famiglia toccata dal dolore e accumulata dal fatto di doverlo elaborare, c'è in filigrana la storia di una comunità con tutti i suoi drammi e le sue lacerazioni. Un intreccio di voci, personaggi e luoghi geografici nella complessità della realtà fotografata durante la settimana di Hanukkah: otto giorni di festa della luce scanditi dall'accensione quotidiana, al tramonto. di una candela. Nella settimana di separazione, in una riserva dove i paleontologi africani sono sulle tracce dell'austropopitecus bosei, prima traccia della presenza dell'uomo sulla terra, Daniela cerca di vincere il dolore del cognato che rifiuta il vecchio mondo, vuole cancellare la sua identità, non appartenere più a nulla, liberarsi dalla sofferenza per la morte del figlio per un atto di umanuità sproporzionato al rischio, nella distanza tra due mondi che gli appaiono lontani e inaccessibili. Tutta giocata da Yehoshua su un ritmo del racconto dominato dall'indicativo presente che scivola di capitolo in capitolo e li annoda con sagacia, la strategia compositiva alterna una scena africana e una israeliana con una lenta progressione dentro cui il lettore viene avviato e guidato dalla prima scena in aeroporto fino alle ultime righe, fino al ricongiungimento coniugale, con il "miracoloso duetto" di Amotz e Daniela, ancora affiatatissimi e con il desiderio forte, nonostante il logorio del tempo e la prevedibile usura delle abitudini nella vita di coppia. Forse Fuoco amico poteva essere scorciato di qualche pagina e si sarebbeb maggiormente "ruscaldato". D'altro, lo riconosce un suo personaggio, anche "la Bibbia si potrebbe tranquillamente abbreviare un poco, senza che nulla si significativo vada perduto".

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<Milano si colori di verde per l'addio a Pippa> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-14 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE L'artista uccisa Oggi rientra la salma di Giuseppina Pasqualino "Milano si colori di verde per l'addio a Pippa" Appello della madre. Erdogan: faremo giustizia La famiglia voleva anche una bara verde ("Si vestiva sempre con quel colore") ma la legge non lo permette MILANO - "E poi parlano tanto di libertà...". La signora Elena non lo dice con intento polemico. è solo che avrebbe voluto la libertà di scegliere il colore della bara di sua figlia. La voleva verde perché la sua Giuseppina, in arte "Pippa Bacca" e di cognome Pasqualino di Marineo, amava il verde più di ogni altro colore. Ma in Comune hanno detto di no, nessuna deroga: "le leggi e i regolamenti non lo consentono" è costretta ad accettare Elena. E allora che sia verde tutto il resto, chiede lei. Che i commercianti espongano lumini e candele verdi al passaggio del corteo funebre. Che chiunque vorrà venire al funerale di Pippa (sabato alle 11, nella chiesa di San Simpliciano, a Milano) abbia con sé qualcosa di verdeggiante, un vestito, una borsa, un fazzoletto. Qualcosa in ricordo dello spirito e del messaggio di questa ragazza partita da Milano l'8 marzo per raggiungere Israele in autostop, vestita da sposa perché nessuno meglio delle spose, era certa, sanno trasmettere pace e amore. Era la performance artistica di una ragazza cresciuta alla corte di Piero Manzoni, lo zio famoso in Italia e in Europa per la sua "merda d'artista". Giuseppina aveva 33 anni. Il 31 marzo ha accettato il passaggio sbagliato, in Turchia, l'ultimo della sua vita. Murat Karatash, un balordo di 38 anni, l'ha caricata sulla sua Jeep, a Istanbul, l'ha violentata, uccisa e seppellita sotto pochi centimetri di terra e foglie. L'hanno ritrovata nella notte fra venerdì e sabato scorso, nuda. Il suo vestito da sposa e tutto il resto era a casa di lui, arrestato e reo confesso quella stessa notte. Il primo ministro turco Tayyip Erdogan si dice "profondamente rattristato" e spiega che non trova "le parole per descrivere questo brutale omicidio. La giustizia turca farà il suo corso" assicura alla famiglia di Pippa. Ma a casa Pasqualino di Marineo nessuno ha mai temuto nemmeno un istante che la Turchia non facesse giustizia. "La Turchia ci è stata molto vicina, molto di più di qualche italiano - dice Elena -. Pippa avrebbe rischiato se fosse andata scosciata irritando il sentimento musulmano ma lei era una brava ragazza e in Turchia c'è rispetto per le donne...". I grandi giornali turchi ieri hanno pubblicato titoli in italiano, con sfondo tricolore, "perdonaci Pippa", "siamo molto addolorati ". Stasera alle nove la bara atterrerà a Malpensa. Dentro una sposta perduta per sempre, vestita di verde. Giusi Fasano # Il ricordo A sinistra (foto Azzari) un gruppo di amici radunati, a Milano, per ricordare Giuseppina Pasqualino di Marineo (a destra, Alabiso), la ragazza di 33 anni uccisa vicino a Istanbul, in Turchia.

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Morbillo in Italia L'allerta Usa: rischio di contagio (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-14 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Vaccino raccomandato Morbillo in Italia L'allerta Usa: rischio di contagio ROMA - Sfuma l'ambizioso programma dell'Organizzazione mondiale della sanità di eliminare il morbillo dall'Europa entro il 2010. Il vecchio continente è infatti tartassato da focolai e piccole epidemie di un'infezione respiratoria che si prende con la stessa facilità del raffreddore. L'ultimo allarme a Londra. Segue con attenzione l'espandersi del virus in Europa il centro per il Controllo delle malattie infettive americano. All'inizio del mese il Cdc ha emesso un avviso di salute pubblica. In particolare ai cittadini di New York, dove sono stati contati decine di contagi inusuali per la città, viene raccomandato di fare immunizzarsi prima di partire per l'Europa, Italia compresa, e Israele, altro Paese ritenuto a rischio. "La vaccinazione è l'arma più sicura ed efficace", ha detto Jane Zucker, come rappresentante dell'autorità sanitaria locale. In Italia sono al lavoro i responsabili dei dipartimenti di prevenzione. Il morbillo è una minaccia sempre in agguato nel nostro Paese che non brilla in quanto a percentuali di vaccinazione. Diverse Regioni in queste settimane hanno continuato a registrare casi. Da 5 mesi è sotto tiro il Piemonte, provincie di Torino e Cuneo: fino a marzo 635 i pazienti noti, 25 ricoveri, 4 con complicanze polmonari. In allerta anche la Puglia, 16 infezioni tra gennaio e marzo, per la maggior parte bambini sotto gli 8 anni, ma anche adolescenti e adulti. Tutti i colpiti non erano stati vaccinati. Segnalazioni anche dal Friuli e dal Trentino Alto Adige. è preoccupato Ben Duncan, del Centro europeo per il controllo e la prevenzione: "Nel primo trimestre del 2008 siamo saliti a quota 1.300. Pochi Paesi hanno centrato l'obiettivo del 95% dei bambini vaccinati, una copertura indispensabile per prevenire la malattia". Margherita De Bac.

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Trame dei film (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-14 num: - pag: 23 categoria: BREVI Trame dei film ALLA RICERCA DELL'ISOLA DI NIM Alexandra scrive storie di avventura per bambini, però è una donna insicura e il suo pc è l'unico contatto con l'esterno. Esce dalla sua tana quando una piccola fan le chiede aiuto per cercare il papà scomparso su un'isola lontana. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Atlantic, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Europa, Galaxy, Gregory, Jolly, Lux, Roxyparioli, Stardust Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. AMORE, BUGIE & CALCETTO L'ABC DELLA VITA MODERNA Un gruppo di amici e l'irrinunciabile partita di calcetto del giovedì alle 20.00. Le loro vite e le loro storie sentimentali riflesse sugli schemi di gioco e sui singoli ruoli. Da semplice gioco a metafora della vita. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Cineland, Cineplex Gulliver, Lux, Roxyparioli, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. CI STA UN FRANCESE, UN INGLESE E UN NAPOLETANO Salvatore, soldato napoletano in un campo di prima accoglienza, viene scelto per sposare Majena che, incinta e nubile, rischia di essere uccisa. All'improvviso arriva la fidanzata di Salvatore e le cose si complicano notevolmente. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Atlantic, Cineland, Cinestar Cassia, Galaxy, Giulio Cesare, Warner Village Cinemas. IL CACCIATORE DI AQUILONI Amir, dopo aver trascorso molti anni in California, ritorna in Afghanistan per aiutare il suo amico Hassan. Il viaggio diventa un viaggio a ritroso nel tempo, nelle vicende storiche che hanno portato alla distruzione del paese afgano. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Alhambra, Ambassade, Antares, Atlantic, Ciak, Cineland, Cineplex Gulliver, Doria, Galaxy, Jolly, Lux, Madison, Quattro Fontane, Roxyparioli, Sala Troisi, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. Una scena del film IN AMORE NIENTE REGOLE America anni Venti. Un affascinante giocatore di football, Dodge, ingaggia l'eroe di guerra Carter per risollevare la sua squadra. Tutto volge al meglio fin quando i due non s'innamorano della giornalista Littleton. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Atlantic, Barberini, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Embassy, Lux, Odeon Multiscreen, Reale, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. INTERVIEW Un illustre giornalista, inviato di guerra, sta perdendo la stima dei suoi superiori e, dopo un diverbio con il suo capo, deve accettare suo malgrado di intervistare l'attrice protagonista di una celebre soap opera. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Eden Film Center, Eurcine, Mignon, Nuovo Olimpia, Roma, Warner Village Cinemas. JUNO La giovane Juno decide di fare sesso con il compagno di scuola Bleeker. Scopre di essere incinta e senza indugio decide di far adottare il bambino ai coniugi Loring. Ma con l'avvicinarsi del parto i Loring iniziano a vacillare. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland, Cineplex Gulliver, Eurcine, Fiamma, Giulio Cesare, Holiday, Intrastevere, Lux, Maestoso, Metropolitan, Tibur, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. Una scena del film LA BANDA In un aeroporto d'Israele arriva una banda musicale della polizia egiziana. Nessuno li attende. Così iniziano ad incamminarsi e arrivano in una cittadina nel cuore del deserto. Qui vivono una notte travolgente tra risate e commovente umanità. Greenwich, Metropolitan, Quattro Fontane. Una scena del film LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI Giulio, brillante agente immobiliare, durante un appuntamento di lavoro incontra Ilaria, sorella di un suo ex compagno di scuola. Giulio rimane colpito dalla bellezza della ragazza ed un suo invito a cena lo getta nel panico. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Doria, Jolly, Lux, Maestoso, Odeon Multiscreen, Savoy, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. A. Siani, E. Canalis NESSUNA QUALITà AGLI EROI Bruno non può avere figli e ha contratto un debito con un usuraio. La moglie lo vede cadere nella depressione. L'usuraio scompare nel nulla. Tutto dovrebbe volgere per il meglio, ma il figlio dell'usuraio, inizia a seguirlo. Intrastevere. NEXT Cris ha il dono di vedere il futuro. Dopo anni vissuti tra esami clinici e indagini governative, Cris vive nell'anonimato a Las Vegas come mago di sala. L'agente Callie si mette sulle sue tracce per sventare un attacco terroristico. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Atlantic, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Galaxy, Lux, Odeon Multiscreen, Stardust Village (Eur), Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. NON PENSARCI Per Stefano è arrivato il tempo di riflettere. Trentasei anni, alle spalle una carriere da star del punk rock e tante situazioni in sospeso. Si ritorna a casa dai genitori ma tutto è cambiato. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland, Cineplex Gulliver, Giulio Cesare, Greenwich, King, Quattro Fontane, Stardust Village (Eur), Tibur, Trianon, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. V. Mastandrea, G. Battiston OXFORD MURDERS - TEOREMA DI UN DELITTO Misteriosi delitti tormentano l'Università di Oxford. Martin, giovane matematico e il professore Arthur trovano solo una serie di formule matematiche per risolvere l'inquietante enigma e porre fine agli omicidi. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Andromeda, Barberini, Cineland, Cinestar Cassia, Doria, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. RIPRENDIMI Le vicende di Giovanni e Lucia, protagonisti di un documentario sull'aspetto del precariato nel mondo dello spettacolo. Realtà e finzione si sovrappongono fino a colpire anche la sfera affettiva. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Admiral, Adriano Multisala, Cineplex Gulliver, Fiamma, Greenwich, Stardust Village (Eur), UGC Ciné Cité Porta di Roma, Warner Village Cinemas. A. Rohrwacher, V. Lodovini ROLLING STONES' SHINE A LIGHT Martin Scorsese riprende lo storico concerto dei Rolling Stones al Beacon Theater di New York nell'autunno del 2006, avvalendosi anche di una troupe di cineasti leggendaria da Robert Richardson a Ellen Kuras. Eden Film Center, Quattro Fontane.

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Ex presidente Usa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria: BREVI Ex presidente Usa Negoziatore in Medio Oriente Le intese e le polemiche Presidente e Nobel Jimmy Carter, 83 anni e ancora esponente di spicco dei democratici statunitensi, è stato presidente a Washington dal 1977 al 1981. Nel 2002, per il suo impegno da mediatore ha ricevuto il Nobel per la Pace Camp David In politica internazionale uno dei maggiori successi attribuiti all'amministrazione Carter è il negoziato tra israeliani ed egiziani che ha portato nel 1978 alla firma degli accordi di pace di Camp David (nella foto il presidente Usa, tra Sadat, a sinistra, e Begin, a destra) La seconda intifada Carter ha continuato a seguire le vicende mediorientali, anche dopo la seconda intifada (2000). A dicembre 2005 ha guidato gli osservatori Usa alle presidenziali palestinesi. Nel 2006 il suo libro "Palestine, peace not apartheid" ha suscitato molte polemiche: Carter critica Israele che "continua a controllare e colonizzare il territorio palestinese" e rappresenta "il principale ostacolo a un accordo di pace finale".

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Gelo in Israele per la visita di Carter Niente incontri con Olmert e la Livni (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Missione privata Critiche dal dipartimento di Stato Usa: "Parlerà con chi ostacola la pace" Gelo in Israele per la visita di Carter Niente incontri con Olmert e la Livni L'ex presidente difende la scelta di vedere il leader di Hamas a Damasco Il mediatore americano accolto nello Stato ebraico solo da Peres. Visita a Sderot e colloquio con il padre di Shalit DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - Non avrebbe potuto essere più glaciale l'accoglienza riservata da Israele all'ex presidente americano Jimmy Carter, da ieri a Gerusalemme per una missione privata nella regione che prevede, tra l'altro, un incontro a Damasco con il leader di Hamas, Khaled Meshaal. Il primo contatto in oltre due anni tra un politico Usa d'alto profilo e Hamas. Soltanto il presidente Shimon Peres ha accettato di incontrare l'83enne Premio Nobel. Ma si sarebbe trattato di un meeting poco cordiale, durante il quale Peres avrebbe redarguito l'artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978), ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni "ha arrecato danno al processo di pace". Forse per questo motivo nessun membro del governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, da quello della Difesa Ehud Barak e anche dal leader dell'opposizione di destra Benyamin Netanyahu. A nulla è valsa la sua tanto reclamizzata visita a Sderot, (la città vittima delle quotidiane gragnole di razzi da Gaza) e l'incontro con il padre del soldato israeliano catturato nel giugno 2006 da Hamas, Gilad Shalit. In Israele non si è ancora sopito il clamore per Palestine: Peace, not Apartheid, il controverso saggio del 2006 in cui Carter accusa lo Stato ebraico di praticare coi palestinesi una politica razzista simile a quella attuata dal Sudafrica nei confronti dei neri durante l'Apartheid. Ma proprio come allora, anche oggi Carter difende a spada tratta le sue scelte. "è molto importante che ci sia qualcuno disposto a incontrare i leader di Hamas e ad ascoltare il loro punto di vista", ha spiegato in una intervista alla Abc, dove ha ribadito che intende "verificare la flessibilità di Hamas, per tentare di convincerlo a cessare gli attacchi contro civili innocenti in Israele e a cooperare con Al Fatah per unire i palestinesi ". "Non ho dubbi sul fatto che se Israele vuole trovare la pace con giustizia nei suoi rapporti con i palestinesi - ha aggiunto Carter - debba veder incluso Hamas nel processo di pace". Una tesi che lo vede completamente isolato in America, dove considerare Hamas un'organizzazione terrorista è un precetto bipartisan che unisce Casa Bianca e Partito Democratico. Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha criticato l'iniziativa di Carter, dopo che il Dipartimento di Stato statunitense aveva insistito invano perché rinunciasse al viaggio. "Trovo difficile capire cosa possiamo guadagnare nel parlare di pace con Hamas - ha detto la Rice -, quando Hamas è, di fatto, l'ostacolo stesso alla pace". Alessandra Farkas Pacifista L'ex presidente Usa Carter, 83 anni, si occupa da decenni di conflitto araboisraeliano.

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Olmert (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-14 num: - pag: 15 categoria: BREVI Olmert Né il premier israeliano Ehud Olmert, né i suoi ministri hanno voluto accogliere l'ex presidente statunitense Jimmy Carter, in missione (privata) ieri a Gerusalemme. No anche dalla destra di Netanyahu Peres Il presidente israeliano Shimon Peres ha incontrato Carter, ma nel colloquio è stato molto critico: lo avrebbe accusato di ostacolare il processo di pace, invece che favorirlo.

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TEL AVIV - Resterà chiuso ancora per alcuni giorni il terminal dei combustibili di Nahal-Oz (fr (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

A Israele e Gaza) dove mercoledì un commando di miliziani palestinesi ha compiuto un raid in cui due dipendenti civili israeliani sono rimasti uccisi. Le conseguenze per i palestinesi potrebbero rivelarsi drammatiche. Jamal al Khoudari, presidente del Comitato popolare contro l'assedio, ha detto che se il terminal non aprirà al più presto entro pochi giorni, l'intera Striscia di Gaza, dove vive circa un milione e mezzo di palestinesi, rischia di trovarsi in un completo black-out di corrente elettrica. "Dobbiamo dire al mondo - ha detto al-Khoudari - che siamo sul punto di crollare, e che questa è una responsabilità del mondo intero". Ma l'allarme non turba gli israeliani: "Chi spara al terminal non si illuda che poi esso resterà aperto a tempo indeterminato" ha detto ieri Zahi Hanegbi, presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa. "Dobbiamo adesso rivedere i sistemi di difesa del terminal" ha detto ancora Hanegbi. Non si tratta di una politica strategica, ma solo una chiusura di alcuni giorni, necessari per raccogliere i dati e prendere decisioni che impediscano in futuro attentati analoghi". Fonti israeliane aggiungono che a Gaza ci sono scorte di centinaia di migliaia di litri di gasolio. Gli appelli allarmati giunti ieri da Gaza sono dunque, secondo Hanegbi, "una propaganda menzognera". Continuano intanto gli scontri tra israeliani e palestinesi. Tre persone sono morte ieri in un'esplosione a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo fonti palestinesi le vittime erano membri di Hamas. Sempre ieri è iniziato il viaggio in Israele dell'ex presidente degli Usa, Jimmy Carter. Nel "viaggio studio" di 9 giorni in Medio Oriente, Carter potrebbe incontrare anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Carter è stato ricevuto ieri a Gerusalemme dal Capo dello stato, Shimon Peres. Ma la sua apertura a Hamas non pare gradita dai dirigenti israeliani: dal programma sono assenti i nomi del premier Ehud Olmert e del ministro degli esteri Tzipi Livni. In programma per oggi una visita a Sderot. Domani sarà a Ramallah, ospite della Anp, e quindi visiterà Egitto, Siria ed Arabia Saudita. Il progetto di Carter di incontrare Meshaal (a Damasco) è stato criticato dal segretario di stato Usa, Condoleezza Rice: "Non capisco cosa ci sia da guadagnare con discussioni con Hamas circa la pace". Contemporanemante all'incontro tra Carter e Peres, avvenuto ieri pomeriggio, si sono incontrati nella residenza del primo ministro di Israele, Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen. Obiettivo: coordinare le posizioni in vista dell'imminente viaggio negli Usa del presidente dell'Anp.

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Funerali in verde per Pippa Bacca (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Israele/Palestina

Cronaca Italiana Pagina 109 Oggi la salma arriva dalla Turchia Funerali in verde per Pippa Bacca Oggi la salma arriva dalla Turchia --> MILANO Arriverà oggi sera all'aeroporto della Malpensa il volo con la salma di Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, l'artista milanese di 33 anni violentata e uccisa in Turchia da Murat Karatash, 38 anni. La bara, accompagnata dalla sorella Antonietta, viaggerà a bordo del volo di linea Alitalia AZ 709 che decollerà da Istanbul alle 18:55 locali e atterrerà alle 20:55. La madre della ragazza ha chiesto che gli abitanti della zona della chiesa di San Simpliciano, dove si svolgeranno i funerali, espongano lumini e candele verdi, il colore preferito di Pippa, e della stessa tonalità sia un oggetto o il vestito di chi parteciperà alla cerimonia. Il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, ha espresso di nuovo e pubblicamente il suo dolore per la tragica vicenda affermando di esserne "profondamente rattristato" e di "non poter trovare le parole adatte per descrivere questo brutale omicidio". Il premier ha comunque voluto rassicurare la famiglia della vittima che la "giustizia turca farà il suo corso e che i giudici prenderanno le giuste decisioni". La stampa locale mette in particolare in risalto come la famiglia della vittima, pur nel dolore del momento, abbia ribadito che il popolo turco non può essere ritenuto responsabile dell'accaduto, e che quanto è successo a Giuseppina sarebbe potuto accadere in qualsiasi altra parte del mondo. Il quotidiano Sabah ha titolato in prima pagina "Perdonaci, Pippa", mentre sulla prima del diffuso Milliyet si leggeva: "Siamo molto addolorati". Giuseppina Pasqualino era partita in autostop l'8 marzo da Milano insieme con un'amica - entrambe vestite da sposa - per effettuare una performance artistica che avrebbe dovuto portarle in Israele attraversando Paesi dei Balcani e del Medio Oriente. Il 31 marzo, dopo essersi divisa dalla compagna di viaggio, Giuseppina era scomparsa dopo aver accettato un passaggio dall'uomo che ha poi confessato di averla violentata e strangolata. Il cadavere della giovane milanese è stato rinvenuto due giorni fa, seppellito sommariamente, in un'area disabitata a un centinaio di chilometri da Istanbul. "Aspettavo un suo sms in cui mi diceva che ce l'aveva fatta. Invece un viaggio per la vita è diventato un viaggio di morte". Parla così Giovanni Chiari, fidanzato di Giuseppina Pasqualino di Marineo. Giovanni Chiari è rientrato sabato sera da Istanbul, dove si era recato alla ricerca della giovane, a Sale Marasino, il paese del bresciano in cui risiede. "Chiamatela Pippa - aggiunge - ci teneva molto, e se potete fate almeno un titolo di giornale di colore verde. Si vestiva sempre di quel colore".

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Folgorato da Hamas, sulla via di Damasco (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Lun, 14 Apr 2008 Edizione 72 del 12-04-2008 L'ex presidente Jimmy Carter vuole incontrare il leader terrorista Khaled Meshaal Folgorato da Hamas, sulla via di Damasco di Dimitri Buffa Jimmy Carter avrebbe intenzione di incontrare il terrorista di Hamas latitante in Siria Khaled Meshaal durante il suo prossimo viaggio in Medio Oriente. La notizia è stata confermata da un altro esponente del movimento di guerriglia islamica, Muhammad Nazzal, che sostiene addirittura che Carter abbia inviato una sorta di ambasciata a Damasco per preparare l'incontro. Peccato però che l'uomo in questione sia da anni un bersaglio delle forze di sicurezza speciali di Israele e che un incontro del genere precluderebbe allo stesso Carter ogni successivo meeting nello Stato ebraico con le autorità di governo. Per la cronaca Tzipi Livni ed Ehud Olmert hanno già disdetto il programmato briefing con l'ex presidente statunitense noto per gli scandali del fratello con le noccioline americane, nonché per essere stato il presidente americano che porta sulle spalle la terribile responsabilità dell'ascesa al potere di Khomeini in Iran e della successiva crisi degli ostaggi americani all'ambasciata di Teheran. Livni e Olmert non incontreranno Carter, ufficialmente per "precedenti impegni". Benjamin Netanyahu, meno ipocritamente, ha detto che, "con questa trovata" Carter "ha ucciso"le residue possibilità di incontrarsi con lui. E anche il dipartimento di Stato americano ha messo sull'avviso Carter affermando, per bocca del portavoce Sean Mc Cormack, che "gli Stati Uniti non possono avere contatti con Hamas perché questa organizzazione da anni figura nella black list delle formazioni terroristiche con cui è vietato tenere ogni forma di rapporto da parte di politici e funzionari dell'amministrazione statunitense". Carter, peraltro, non è nuovo a idiozie politically correct e addirittura in Israele è stato dichiarato persona non grata nel 2006, quando diede alle stampe un ignobile pamphlet, "Palestine: Peace Not Apartheid", in cui sposava la causa palestinese senza se e senza ma. E soprattutto senza indicare il terrorismo islamico come un pericolo per tutto il mondo oltre che per Israele. E anche in America, Carter rischia di venire presto preso di petto da quanti vedono male queste trattative con i nemici nella guerra al terrorismo islamico. Uno di loro, Mark Kirk, senatore repubblicano, lo ha contestato in pubblico: "Presidente Carter, le voci dalle tombe di 26 americani uccisi da Hamas ti implorano di non incontarti con Khaled Meshaal, l'uomo che ha ordinato la loro uccisione".

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"Pippa" ritorna, solo i genitori a Malpensa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 15 del 2008-04-14 pagina 0 "Pippa" ritorna, solo i genitori a Malpensa di Redazione "La bara arriverà all'aeroporto di Malpensa su un volo Alitalia che decollerà da Istanbul alle 18.55 locali e atterrerà alle 20.55. Ad aspettarla là saremo io e il mio ex marito, suo padre". Elena Manzoni parla con la pacatezza "La bara arriverà all'aeroporto di Malpensa su un volo Alitalia che decollerà da Istanbul alle 18.55 locali e atterrerà alle 20.55. Ad aspettarla là saremo io e il mio ex marito, suo padre". Elena Manzoni parla con la pacatezza della disperazione, con la calma dei vinti che non possono più nulla contro la morte. è la mamma di Giuseppina Pasqualino di Marineo, meglio conosciuta come Pippa Bacca, la 33enne artista milanese uccisa in Turchia da un automobilista al quale aveva chiesto un passaggio durante il suo viaggio-avventura in autostop verso Israele. E stamattina questa donna coraggiosa e fiera della sua ragazza - una madre che in questi giorni tragici non si è mai negata a chiunque volesse sapere qualcosa della figlia e ha parlato con tutti - ne aspetterà la bara all'aeroporto. "Doveva tornare prima - conclude - ma poi, per questioni organizzative, non è stato possibile". Tutta la famiglia di Pippa ha rivelato una dignità e un coraggio veramente straordinari nel parlare di lei. Quasi a voler continuare a portare avanti - nonostante l'immenso dolore per la sua morte e per come è avvenuta - il messaggio di pace di una giovane donna piena di speranza nel prossimo. E che, prima di tutto, davanti a sé ha sempre messo la comunicazione con gli altri e la circolazione del messaggio "artistico" di una pace universale. "Aspettavo un suo sms in cui mi diceva che ce l'aveva fatta. Invece è finita così, un viaggio per la vita è diventato un viaggio di morte. - ha detto ieri Giovanni Chiari, 31 anni, fidanzato Pippa, rientrato sabato sera da Istanbul a Sale Marasino, il paese del Bresciano in cui risiede -. Chiamatela pure Pippa - aggiunge Chiari - ci teneva molto e, se potete, fate almeno un titolo di giornale di colore verde. Si vestiva sempre di quel colore". Il giovane, che nella vita è geologo e skipper, ricorda d'aver "pensato subito a qualcosa di brutto", quando ha smesso di ricevere i messaggi di Pippa. I funerali di Pippa Bacca saranno celebrati sabato alle 11 nella chiesa di San Simpliciano e per quell'occasione i suoi amici stanno organizzando una "festa" sul sagrato. La giovane poi sarà seppellita nella tomba di famiglia a Casirate d'Adda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi, annunciate le prime mosse di governo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Politica Leader del Pdl, premier in pectore Berlusconi, annunciate le prime mosse di governo Rifiuti e Alitalia: priorita' assoluta. Prevista visita in Israele Roma, 15 apr. – Silvio Berlusconi, ormai premier in pectore, annuncia pubblicamente i suoi prioritari impegni di governo. Ringraziando tutti gli italiani che gli hanno dimostrato fiducia, il leader del Pdl, nel salone di Vespa prima, da Mentana poi, esprime la sua commozione per la vittoria annunciata e confermata, dichiarando al contempo quali saranno le promesse fatte in campagna elettorale che intende da subito mantenere. Prioritari saranno i problemi dei rifiuti di Napoli e di Alitalia. Di seguito esprime volontà di impiegare “impegno ed esperienza per l'ammodernamento del Paese”, attraverso una serie di interventi diretti nei confronti di “famiglie, anziani e giovani”. Ancora, in previsione da subito “il riavvio delle grandi opere, un piano casa per dare un'abitazione ai giovani che non ce l'hanno. Riorganizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Riduzione del debito pubblico; riforma della giustizia, della scuola e della sanità.” Positiva la sua prospettiva di collaborazione con il Pd di Veltroni, dichiarandosi “pronto a lavorare con l'opposizione sulle riforme” . Berlusconi ha inoltre già in programma la sua prima visita da premier in Israele: “Olmert mi ha invitato e sarò lietissimo di andare in Israele e dare il mio supporto all'unica democrazia mediorientale”. Contattato da diversi capi di Stato per ricevere le prime congratulazioni, il leader del Pdl ha già fissato appuntamenti per ripristinare “quei contatti interrotti con la sinistra al governo”. Annalisa Tregattini.

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<Sarò diverso dal 2001meno parole e più fatti> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Sarò diverso dal 2001meno parole e più fatti" Il Cavaliere: niente teatrino della politica, voglio lasciare un segno come statista. Mano tesa all'opposizione dalla prima pagina Il Cavaliere specifica che gli hanno già telefonato "numerosi capi di stato" e lui deve andare al più presto in Israele, "l'unica democrazia nello scacchiere mediorientale", e intanto non chiude la porta in faccia a Casini "e a quelli che lavorano nell'interesse del Paese", pausa, "sì al dialogo per le riforme", altra pausa, "avete visto che non era così brutta la legge elettorale, con pochi partiti alla fine in Parlamento"? Il senso della vittoria lo danno i camerieri. Giacca candida, pantaloni neri, spalline dorate e alamari sulle maniche, fendono il quartier generale azzurro inalberando vassoi carichi di torte, creme, lasagne, insalate di mare, una processione consacrata all'abbondanza che non potrà mancare, assieme alla felicità, durante il Berlusconi Ter. Silvio è rimasto a far la spola tra Arcore e Macherio ma i luogotenenti sono qui, nella catacomba moquettata di marron che è l'auditorium della Tecnica, Roma Eur, dependance del palazzo della Confindustria. Si respira golosità, e non solo di cibo. Pensare che era cominciata con le sopracciglia inarcate di molti, i primi exit-poll ingrati e il timore della beffa alimentato da quel perfido di Mastella ospite di Raidue: "Con il Partito democratico primo partito italiano si apre un problema in seno al Popolo della Libertà?". Invece no. Invece Antonio Tajani, storico portavoce del Cavaliere all'epoca della discesa in campo, può ostentare soddisfatto i venti chili accumulati in quattordici anni di politica attiva e distribuire pacche sulle spalle come non faceva da quella magica notte del 1994, all'hotel Jolly, quando con la lacrima al ciglio cantava l'inno di Forza Italia, mano nella mano con Lui. Lui non c'è ma è come se ci fosse. Aleggia. Ispira commenti e analisi. Telefona, soprattutto, e a vittoria sicura non si farà pregare per parlare di tutto e di più: "Io lo sapevo che avremmo vinto, e anzi oggi abbiamo la prova dei brogli del 2006". Stilettata all'avversario? Ma no: "Potremmo riesumare la Bicamerale come era stata impostata nel 1994". Il governo? "Ho già parlato con Bossi e con Fini. Ci saranno almeno quattro donne". Proprio il suo braccio destro si presenterà al quartier generale azzurro, a notte fonda, per felicitarsi con il leader e con se stesso: il passo indietro, il sacrificio dell'antica fiaccola tricolore ha dato i suoi frutti. Indossa una cravatta rosa che neanche Vespa, liquida la Destra con un paio di battute velenose, si attarda a garantire sulla lealtà della Lega. Dietro di lui i colonnelli di An, un po' imbarazzati tra i doppipetti e i tailleur di sartoria. Maurizio Gasparri: "Ci prendiamo anche la Liguria!". Sergio Alemanno: "Se riesco a fare il sindaco di Roma?". Alessandra Mussolini irride la Daniela Santanché, "complimenti per il flop", si è messa un paio di pantaloni neri che la valorizzano. Luca Barbareschi gigioneggia davanti alle telecamere con la consumata perizia dell'attor drammatico. Renato Schifani (in lizza per un posto da ministro) allontana lo spettro di una Lega ricattatrice, "perché mai? Siamo alleati. Governeremo insieme". Che il Popolo della Libertà governi, "anche con un solo voto in più", lo scandisce ai microfoni della Rai il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, cravatta violetta e accento toscano particolarmente ostentato: "E comunque i voti in più, qui, sono una caterva". Bonaiuti declama le virtù di re Silvio, "gli italiani hanno scelto una persona credibile, esperta, un uomo capace di tradurre in fatti gli impegni presi?", ma è curioso che Silvio latiti. Lo segnalano tra le nebbie natie, ad Arcore, con la famiglia e i consiglieri più fidati, primo fra tutti il ligure Claudio Scajola. Berlusconi volerà a Roma oggi. Nel frattempo telefona alle trasmissioni televisive in cui si parla di elezioni. All'ora di cena torna in bilico il Lazio, qui la Destra di Storace e della Danielita Santanché ha creato problemi seri. Davanti agli schermi sono preghiere e scongiuri, mentre "quei maledetti comunisti" insistono ad agitare lo spauracchio leghista. Carlo Giovanardi: "Sono stato ministro e in consiglio dei ministri, per cinque anni, Bossi non ha mai creato problemi. Follini invece sì, per esempio, ma mi risulta che Follini non faccia più parte della coalizione vincente". Punge, infastidisce questa storia della Lega pronta a tradire come nel 1996. Fabrizio Cicchitto: "Ma chi l'ha detto? Ma perché? Capisco che a sinistra possa far piacere, una simile ipotesi, ma per i ribaltoni ci devono essere le condizioni". Stasera non ci sono. I camerieri continuano a sfilare tra le moquettes e i maxischermi, inalberando calici e vassoi. Si brinda a prosecchino e nero d'Avola. In televisione compare Casini, ha la faccia di uno che sta per scoppiare in lacrime, "Te la sei voluta!". Compare Bertinotti, "Fausto, non ti vedremo più!". Ma il dileggio è contenuto. Un po' perché tira un'altra aria, rispetto alle più recenti elezioni, e un po' perché qui, nella catacomba dell'auditorium, non c'è la gente comune. L'Eur è decentrato, possono entrare solo i giornalisti e i politici: manca, rispetto a via dell'Umiltà, il conforto dell'appoggio popolare. E poi manca Lui, il leader, il premier designato. A Roma rimbalzano voci di una riunione operativa con Gianni Letta, ad Arcore, di una telefonata entusiasta con Gianfranco Fini, di una cena lontano dai riflettori. Che fa il vincitore, si defila? Ma no. "Sono commosso: abbraccio tutti gli italiani", confessa telefonando a Vespa, Mentana e agli studi di Sky 24. Mentana è in grande spolvero, si inchina: "Ha finito, presidente? Se invece vuole continuare?". E' tornato. paolo crecchi crecchi@ilsecoloxix.it 15/04/2008 ' 15/04/2008 la gioiadel fedelissimoGli italiani hanno dato fiducia a un uomo esperto e credibile, che manterrà gli impegni presi paolo bonaiutiportavoce di Silvio Berlusconi 15/04/2008 IGNAZIO LA RUSSA (PDL) 15/04/2008 PAOLO BONAIUTI (PDL) 15/04/2008 R. CALDEROLI (LEGA) 15/04/2008 BEPPE PISANU (PDL) 15/04/2008.

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La memoria - susanna nirenstein (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura LA MEMORIA esce l'autobiografia dell'autore israeliano la guerra di aharon appelfeld negata Gli squarci di ricordi di un uomo fuggito dal lager a 10 anni: solo nei boschi, poi profugo in Italia, infine ad Haifa dove conquista lingua e identità Sarà lui ad aprire a maggio la Fiera del Libro di Torino dove quest'anno lo Stato ebraico è il paese ospite d'onore Una volta in Palestina studiò l'ebraico. Balbettava, taceva. In lui via via si consolidò il rifiuto a rinnegare il proprio passato SUSANNA NIRENSTEIN Ogni frase, ogni descrizione, nasce come un lampo dalle brume del silenzio che per anni ha accompagnato Aharon Appelfeld mentre tentava di ricordare le esperienze degli anni esplosivi che lo hanno formato: eppure ecco Storia di una vita (uscito per la prima volta nel 2001 con la Giuntina e ora ripubblicato da Guanda - pagg. 199, euro 14), l'autobiografia speciale di un uomo che dopo poche pagine dichiara le sue paradossali modalità di memoria: "Il cuore ha dimenticato molto, soprattutto luoghi, date e nomi di persone, ma malgrado ciò sento quei giorni con tutto il mio corpo. Ogni volta che piove, fa freddo o soffia un forte vento, torno nel ghetto, nel campo di concentramento, nei boschi dove ho trascorso molti giorni. A volte bastano l'odore del fieno che marcisce o il grido di un uccello per trascinarmi lontano e dentro di me. Dico dentro di me benché non abbia ancora trovato le parole per queste potenti macchie di memoria. Anche questa volta non toccherò quel fuoco. Non racconterò del campo di concentramento, ma della fuga, ciò che effettivamente feci nell'autunno del 1942, all'età di dieci anni. Non ricordo il mio ingresso nel bosco, ma ricordo il momento in cui mi trovai lì, di fronte a un albero carico di mele rosse. Rimasi talmente sbalordito che feci alcuni passi indietro. I passi all'indietro il mio corpo li ricorda meglio di me. Ogni volta che faccio un movimento sbagliato con la schiena o inciampo all'indietro, vedo l'albero con le mele rosse. Non tocco cibo da giorni ed ecco un albero, carico di mele. Posso allungare la mano e coglierle, ma me ne sto lì sbigottito, e più sto lì, più sono paralizzato". Appelfeld è questo. Parla e scrive per descrizioni minute, per emozioni, per squarci o racconti esemplari, ed ha una vita straordinaria in parte sepolta dentro di sé, un nucleo silenzioso presente in buona parte della generazione alla deriva che è approdata ad Haifa sulle carrette del mare dell'Agenzia ebraica e ha fondato Israele. Non è un caso se sarà proprio Appelfeld ad inaugurare la Fiera del Libro di Torino in cui quest'anno sarà Israele il paese ospite d'onore: vogliamo proprio vedere chi avrà il coraggio di contestare un uomo che rappresenta così profondamente l'unico luogo che accolse in massa i sopravvissuti al buio del XIX secolo e restituì loro una casa, e con essa la lingua e l'identità. Appelfeld è nato a Czernowitz nel 1932, in Bucovina, tra la Romania e l'Ucraina. Il tedesco è la sua lingua madre, l'ucraino la lingua parlata con le governanti, l'yiddish quella dei nonni, sebbene lui sia senz'altro cresciuto fino alla guerra in una famiglia assimilata. Quando i tedeschi invasero la sua zona aveva 7 anni. I nonni (con tutti quei ricordi meravigliosi di pace, di idillio con la natura e con Dio che Aharon porta con sé) e la madre furono uccisi. Della morte della mamma, ha scritto Appelfeld, ricorda "solo un grido". Lui e suo padre furono portati nel ghetto (dove, ecco uno dei pochi flash di memoria, i matti e i bambini erano amici). Poi in una lunga marcia attraverso il fango assassino dell'Ucraina ("a volte ho la sensazione che quella marcia continui da cinquant'anni, e di essere ancora lì a trascinarmi") e infine il campo di concentramento, dove Aharon fu diviso dal padre (lo rincontrerà nel '56 in Israele). Se già da piccolissimo aveva cominciato a osservare persone e oggetti con sospetto (in due soli ebrei in una classe di quaranta, "si viveva una miscela dolorosa e divertente di senso d'inferiorità e superiorità"), quando fuggì dal lager e si ritrovò solo e chiuso in se stesso. Imparò "in fretta che è meglio parlare poco e, se si è interrogati, rispondere brevemente", senza mai rivelare, è ovvio, di essere ebreo. "Ai tempi della guerra feci del sospetto un'arte" racconta. "Prima di avvicinarmi a una casa, a una scuderia o a un pagliaio, stavo chino ad ascoltare, a volte per molte ore. Dai rumori scoprivo se c'erano persone, e quante... Ho trascorso gran parte dei giorni della guerra steso per terra, ad ascoltare. Ho imparato, fra le altre cose, ad ascoltare gli uccelli: pronosticano meravigliosamente l'avvicinarsi non solo delle piogge, ma anche di gente cattiva e di animali feroci... Ho imparato a preferire il bosco ai campi aperti, le stalle alle case, gli invalidi ai sani, gli emarginati del villaggio ai proprietari apparentemente perbene. Col tempo feci conoscenza con mucche e cavalli. A volte penso che non siano stati gli uomini a salvarmi, ma gli animali capitati sulla mia strada... quando mi addormentavo al loro fianco, il sonno era tranquillo e profondo, come nel letto dei miei genitori". Visse più di due anni nel bosco, buona parte del tempo da solo, una volta a servizio di una prostituta, un'altra di un gruppo di ladri di cavalli, di briganti, un'altra ancora con un contadino cieco che lo batteva. Ai margini dei campi. Sotto gli alberi. Nel freddo e nella fame. "Avevo l'impressione che, se avessi trovato il giusto sentiero, mi avrebbe portato dai miei genitori... Col tempo mi inventai dei segni che avrebbero indicato il loro ritorno: se il tempo avesse soffiato forte, se avessi visto un cavallo bianco, se il tramonto fosse stato senza fuoco. Anche quei segni mi delusero, ma io non disperai". Di quegli anni resistono alcune immagini "potenti come colpi di arma da fuoco". Poi torna la nera galleria della guerra. Nel '44, a 12 anni, divenne garzone di cucina dell'esercito russo, e, alla fine del conflitto, con altri ragazzi si incamminò verso l'Italia dove stette a lungo, tra spiagge calde e ristoratrici, nei campi profughi, popolati di uomini modellati dall'arte di arrangiarsi: "suonatori, prestigiatori, cantanti d'opera, attori, profeti di catastrofi, contrabbandieri e ladri, e anche artisti bambini di sei o sette anni che impresari corrotti adottavano e trascinavano da un posto all'altro. Ogni notte era uno spettacolo". Spettacoli strani a volte, come quello di Shiko che a sette anni recitava tutte le preghiere donando così alle persone "un pizzico della fede dimenticata ed un contatto coi cari perduti": colpito da una febbre altissima, Shiko perse la memoria. L'impresario lo maltrattò. I profughi lo liberarono a forza dalle grinfie del suo Mangiafuoco e lo portarono su una nave diretta in Palestina. In quei campi profughi c'era anche "gente meravigliosa", i maestri dell'Agenzia ebraica che insegnavano a quei bambini e ragazzini analfabeti a leggere e scrivere, a far di conto, a conoscere la Bibbia. "Fu allora, tra quelle serate e quel girovagare, che l'oblio costruì i suoi profondi sotterranei. Più tardi li trasportammo in Israele". Certo l'ideologia della "costruzione" di quegli anni contribuì a dimenticare, ma l'ordine a perdere la memoria non veniva solo dai kibbutznik assetati di futuro. La lotta tra il ricordo e "amnesia" fu lunga ed è raccontata in modo struggente in Storia di una vita. In Palestina, privo di ogni istruzione, Aharon iniziò a studiare l'ebraico e lo fece lentamente suo, tra silenzi, infiniti balbettamenti, enormi difficoltà. Frequentò corsi di agricoltura e si innamorò degli alberi. In lui, comunque, si consolidò via via il rifiuto a rinnegare il proprio passato: per "costruire ed essere ricostruiti" scelse piuttosto uno strumento di fondo, l'ebraico, che voleva, doveva acquisire e assumere come lingua madre, senza rinnegare chi realmente era, come scrive, "un profugo, un immigrante, un uomo che porta in sé il bambino della guerra, che si esprime a fatica e si sforza di raccontare con meno parole possibile". Fu così che continuò anche a coltivare anche l'yiddish (con maestri di prim'ordine come Agnon, Buber, Scholem!) - un argomento, quello della nostalgia per l'yiddish su cui ha scritto anche uno splendido romanzo, Notte dopo notte (Giuntina). Appelfeld infatti ama più raccontare del mondo in cui è nato (e di quello in cui vive), che del lager, delle forze malefiche che hanno distrutto la sua Europa: per quanto catalogato da sempre tra gli scrittori della Shoah, è lontanissimo da Wiesel, o Kertesc o Primo Levi. Come Kafka piuttosto, non ebbe una percezione forte della sua ebraicità nella famiglia in cui nacque, e questo è un leit motiv di tutta la sua poetica, perché Appelfeld riconosce in questo un peccato originale dell'ebraismo europeo del Novecento, incapace, proprio per il suo desiderio di assimilazione, di riconoscere perfino il proprio nemico (Badenheim 1939, Guanda, è la parabola quasi surreale della catastrofe che aspetta chi perde l'identità). La letteratura di Appelfeld rappresenta sì, come ha scritto Philip Roth, "il paesaggio della deprivazione", ma anche quello della conquista: il suo modo di usare l'assenza di memorie di infanzia, di cercare una cultura madre, di ripercorrere l'esperienza della mancanza quanto quella di aver acquisito, in ritardo, una lingua identitaria, tutto in lui parla di un vuoto che non potrà mai essere riempito, ma in cui la nuova vita c'è, è dolorosamente, quanto compiutamente, possibile. Basta pensare che in Israele Appelfeld si è felicemente sposato, ha avuto due figli, ha scritto una quarantina di romanzi, ed è diventato un autore di statura internazionale.

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Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del YOSSI BEILINL'ex ministro israeliano in governi laburisti: il negoziato per il cessate il fuoco non può escludere chi governa a Gaza "Bene Carter, trattare con Hamas è interesse di Israele" di Umberto De Giovannangeli "Concordo pienamente con quanto Jimmy Carter ha ribadito nel suo colloquio con l'Unità e nell'intervista ad Haaretz: è interesse di Israele raggiungere un accordo di cessate il fuoco nel Sud del Paese e per farlo deve negoziare con chi, come Hamas, rappresenta una parte significativa del popolo palestinese, soprattutto nella Striscia di Gaza. Negoziare non è un cedimento al terrorismo ma è nell'interesse di Israele". A parlare è una delle figure storiche della sinistra israeliana: Yossi Beilin, più volte ministro nei governi a guida laburista, uno degli artefici dell'Iniziativa di Ginevra, il piano di pace elaborato da politici, intellettuali, militari israeliani e palestinesi. Le autorità di governo israeliane hanno accolto con freddezza la missione di Jimmy Carter in Medio Oriente. "Non condivido questo atteggiamento perché ne contesto le ragioni politiche: Carter è un sostenitore convinto di un accordo di pace israelo-palestinese fondato sul principio di due popoli, due Stati, ed è consapevole che per raggiungerlo occorre coinvolgere tutte le istanze realmente rappresentative del popolo palestinese, e non vi è dubbio, anche se ciò può non piacere, che Hamas è parte significativa della società palestinese. Carter è convinto che una pace stabile, duratura, non può essere fatta con la metà di un popolo. Io sono della stessa convinzione". Il premier Olmert come il ministro della Difesa e leader laburista Ehud Olmert ribattono che non si può intavolare un negoziato con un'organizzazione terroristica. "Sarebbe troppo facile rispondere che la pace la si fa con il nemico e non certo con chi inviteresti a cena, ma nel merito vi sono due argomenti che contestano questa asserzione: il primo è che l'obiettivo di un negoziato non è un accordo di pace ma una sua premessa indispensabile: il cessate il fuoco. E per raggiungere un tale accordo, ed è questo l'intendimento che ispira l'azione di Carter, occorre che Hamas si assuma l'impegno di porre fine al lancio di razzi su Sderot e il sud del Negev. Hamas ha sostenuto di essere in grado di interrompere il lancio dei Qassam su Israele e io credo che lo possano fare. Se sono pronti a parlare con noi, noi dovremmo farlo con loro". Controreplica: ma perché Hamas dovrebbe essere interessato ad un cessate il fuoco e cosa potrebbe concedere Israele per ottenerlo? "I negoziati dovrebbero focalizzarsi sull'apertura dei valichi di frontiera (tra Gaza e Israele) alla circolazione di persone e merci, in modo da non privare gli abitanti di Gaza di redditi vitali. Ogni giorno che passa, la situazione economica e sociale nella Striscia si fa più grave, e questo è un problema per Hamas." Perché lo sarebbe? "Perché Hamas è qualcosa di altro e ben più complesso di un gruppuscolo jihadista, né può essere assimilato ad Al Qaeda, e questa consapevolezza è un'altra delle ragioni che ispira l'iniziativa di Jimmy Carter. Hamas è un movimento che trova la sua legittimazione popolare anche, se non soprattutto, dalla rete sociale di assistenza organizzata nel tempo. Hamas ha vinto le elezioni del gennaio 2006, elezioni libere è bene non dimenticarlo, non perché ha proclamato la Guerra Santa contro Israele, ma perché aveva promesso ordine, benessere, la fine della corruzione. Il deteriorarsi delle condizioni di vita a Gaza è un problema politico per Hamas perché mette in discussione la tenuta del suo sistema di assistenza, e Israele deve agire con intelligenza politica dentro queste contraddizioni, smettendola di coltivare l'illusione che esista una scorciatoia militare per sradicare Hamas. A dirlo sono i fatti, è la storia recente: Israele ha eliminato il fondatore di Hamas (lo sheikh Ahmed Yassin), ha fatto fuori il suo successore (Abelaziz Rantisi), ha arrestato ministri e parlamentari di Hamas. Il risultato è stato opposto alle aspettative: Hamas è cresciuta nel consenso della popolazione palestinese". C'è chi sostiene che aprire una qualche forma di dialogo con Hamas, anche solo per raggiungere un accordo di cessate il fuoco, significhi delegittimare la leadership moderata di Abu Mazen. "Abu Mazen lo si indebolisce proseguendo la colonizzazione della Cisgiordania e non di certo con un cessate il fuoco concordato a Gaza. L'esplodere di una catastrofe umanitaria nella Striscia non favorirebbe in alcun modo la dirigenza moderata palestinese ma al contrario innescherebbe una nuova, devastante spirale di violenza generalizzata. Il dramma della gente di Gaza non è solo un problema umanitario, è un problema politico. Per tutti. Ed è per questo che sostengo con forza l'iniziativa di Jimmy Carter, che Israele farebbe bene a considerare una risorsa e non un problema".

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Berlusconi torna per la terza volta Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Fini presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno, Mauro, Prestigiacomo e Carfagna (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Berlusconi torna per la terza volta Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Fini presidente della Camera. Tra le donne: Bongiorno, Mauro, Prestigiacomo e Carfagna di Natalia Lombardo / Roma SI DICE "COMMOSSO" per la vittoria, Silvio Berlusconi, convinto che governerà cinque anni con "una squadra di governo forte", e pronto a "lavorare con il Pd sulle riforme". Non vuole usare toni trionfalistici, piuttosto sceglie la linea del profilo istituziona- le, ben felice, però di aver essere "il vecchio che ha battuto quello che non era il nuovo". Però ha apprezzato la telefonata di Walter Veltroni che ne ha riconosciuto la vittoria e gli ha fatto "gli auguri di buon lavoro" mantenendo la disponibilità al dialogo. Così, dopo aver passato la giornata tra le ville di Arcore e Macherio, alle nove e mezza di sera il leader del Pdl si appalesa in una telefonata in diretta a "Porta a Porta": vuole mostrare la faccia (invisibile) da buono in un grande "abbraccio" mediatico agli italiani che l'hanno votato. E che hanno garantito al Pdl il 37,8% di voti al Senato (insieme a Lega e Mpa diventa i 47,2%), contro i 33,8 del Pd e il 4,3 dell'Idv. Nei dati ancora non definitivi alla Camera lo stacco fra partiti è di tre punti: Pdl 36,2% e il Pd al 33,6. Il vero "botto" l'ha fatto la Lega, col 9,2 e l'8,2 al Senato. "Sono commosso", dice Berlusconi a Porta a Porta, per "la grande responsabilità" di governo che sembra già pesargli, dal momento che "ci aspettano anni difficili", spiega, e intende affrontare per primi i problemi che ha cavalcato in campagna elettorale: i rifiuti e la crisi Alitalia. E davvero vuole riunire i primi consigli dei ministri a Napoli, dove "starò tre giorni a settimana" annuncia. Quanto al dialogo, il cavaliere apre le porte ai voti del Pd, più che altro fa capire che spera una convergenza loro su quelli del Pdl: "Noi siamo sempre stati aperti nei confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto, là dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell'interesse del paese". Atteggiamento che non vuole cambiare, annuncia. Poi promette di essere di manica larga, anche se le coperture non si sa bene dove siano: "Mai un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e diminuisca la libertà dei cittadini", dice in tv, elargendo a parole vari aiuti alle famiglie. E accoglierà "l'invito di Olmert" in Israele. Ma di dare la presidenza di una delle Camere all'opposizione non se ne parla: "L'opposizione ha già il presidente della Repubblica, non basta?", sentenzia Renato Brunetta: la Camera per Fini e il SEnato per Schifani o Pisanu, di FI. Anche la telefonata di Silvio è bipartisan (e ben studiata), prima la Rai poi Mediaset, allo speciale del Tg5 col direttore Mimun condotto da Mentana che ironizza: "la dittatura Mentana l'ha già provata...". Qui il leader del Pdl ha ammesso che "questa maggioranza in Senato ci tranquillizza", anche se, "me l'aspettavo, era quello che prevedevano i miei sondaggi. Come si è visto questa legge elettorale non è sbagliata". E non perde occasione per tornare all'ossessione brogli: "Questo risultato è la prova che le elezioni del 2006 non sono state regolari". La previsione in effetti era giusta, se il dato si conferma almeno sui 20 senatori in più. E prevede di azzerare il lavoro di Prodi: riforma della giustizia,"applicazione della riforma della scuola e modernizzazione della sanità". Low profile e niente fuochi d'artificio, ma nelle varie telefonate avute con i fedelissimi di Forza Italia, il cavaliere si è lasciato andare alla: "Visto? E io sarei stato il vecchio? Ecco chi è il vero nuovo, non quello che si presentava così", è il berlusconi-pensiero. L'altra immagine che vuole dare è quella della "concretezza", da contrapporre a "chi concreto non è". Per tutta la giornata Berlusconi non ha parlato. L'ha passata a Villa San Martino a Arcore, poi un salto nella residenza dove vive Veronica con i figli a Macherio. E ritorno ad Arcore in serata, a cena con Fedele Confalonieri (si parlava anche di Gianni Letta ma da Roma smentivano). Li raggiunge in serata Umberto Bossi, "l'amico fraterno", per festeggiare l'en plain grazie al boom della Lega. Che ora chiederà il conto (i forzisti minimizano, An già mugugna). Nel pomeriggio telefona Gianfranco Fini, che seguiva i risultati nelle sede d An a Via della Scrofa: i due si sarebbero comunicati "profonda soddisfazione". I forzisti che vagolano nel quartier generale del Pdl all'Eur in attesa dei dati se la prendono con gli exit poll che per un po' hanno fatto sperare il Pd di una rimonta. Nelle sale dell'Auditorium della Tecnica, sede di Confindustria, il clima si va sollevando con il passare delle ore, ma l'entusiasmo è mantenuto in sordina. A Casini Silvio ha già aperto l'ovile. Con Fini e Bossi "tutti d'accordo", assicura il leader del Pdl: la squadra di governo ce l'ha in testa e sarà pronta rapidamente. E a caldo ieri notte (da varie adio e tv) rivela alcuni nomi: Frattini agli Esteri, Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. ("me lo aveva detto in privato, ne parleremo con An e con Bossi"), ma potrebbe ambire anche all'Interno. E Gianni Letta come uno dei vicepremier (l'altro è Bossi?). Già annunciati Giulio Tremonti all'Economia, Lucio Stanca all'Innovazione e, fra le quattro donne in ministeri leggeri, Stefania Prestigiacomo alle Pari Opportunità (uno dei 3 senza portafoglio); l'avvocato Giulia Bongiorno per An alla Giustizia, a Mara Carfagna a un ministero "sociale", un'altra l'ha richiesta Bossi per la fidata Rosy Mauro, magari proprio alle Riforme. Uno dei due posti riservati alla Lega: forse con Calderoli e con Maroni ancora al Welfare. Alla Difesa potrebbe tornare il forzista Martino, ma già batte il passo La Russa: An chiede le Infrastrutture per Matteoli, a cui però piacerebbe tornare all'Ambiente. Formigoniè in pista all'Istruzione o alla Sanità, Bonaiuti sfilerebbe a Bondi i Beni Culturali. Alla Brambilla una sottopoltrona?.

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

VEDERE CON MENTE Alle 21, nella Sala delle Stilate dell'Abbazia di Pomposa a Codigoro (FE), i Ricostruttori dell'Abbazia propongono la conferenza "Vedere - la mente e la forza delle immagini", a cura di Fulvio Giuglini. LIBRI SUDAMERICA Alle 21, alla Libreria Infoshop Mag6 di Reggio Emilia, presentazione dei libri "I colori del mais. Società, economia e risorse in Centro America" di Luca Martinelli e "Honduras. Maschere per il dominio" di Sergio Spina. Introduce Norma Albertini. GENERE E IDENTITA' Alle 21, al Liceo Classico Ariosto di Ferrara, per il ciclo Genere, identità, formazione, seminario sul tema "Il latte di gatto Mordekai. Il midrash in un romanzo di Giacoma Limentani", a cura di Luca De Angelis. DIRITTI UMANI Alle 17, ai Musei San Domenico di Forlì, incontro sul tema "Forlì per i diritti umani" in cui verrà aperta la riflessione sugli obiettivi della rassegna Human Rights Nights-8th international arts and film festival-(soprav)Vivere", in programma a Forlì dal 17 al 20 aprile. GIOVANI IN ISRAELE Alle 11, al Dismec di Ravenna, incontro sul tema "L'evoluzione del costume e della mentalità giovanile in Israele", con David Assaf Kedem. ASTROLOGIA Ovest Alle 18, a Casa Melandri a Ravenna, Renata Venturini presenta il "Manuale di astrologia occidentale". Intervengon Giuliana Bruni e Ivan Simonini. ARTISTI E FOTO Alle 21, all'Hotel Leon D'Oro di Sassuolo (MO), per il ciclo di lezioni "Gli artisti e la fotografia 1988-2008", a cura di Luca Panaro, si parlerà di "L'ambiguità della finzione". Gratuito.

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Jimmy Carter in Israele una lezione di diplomazia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Composto da ex dirigenti politici, "The Elders" si propone di risolvere le crisi planetarie piu' gravi Jimmy Carter in Israele: una lezione di diplomazia Jimmy Carter si rechera' a Damasco per incontrare anche il leader di Hamas, bufera in Israele Gerusalemme, 15 apr.- “Questo gruppo parlerà in modo libero e audace, lavorando sia alla luce del sole che dietro le quinte. Insieme sosterremo il coraggio dove regna la paura, e porteremo la speranza dove non c'è che disperazione.” E' con queste parole che il premio Nobel per la pace Nelson Mandela descrive gli “Elders”, un gruppo di recentissima costituzione, formato da ex dirigenti politici dotati di grande influenza come l'ex presidente americano e premio Nobel per la pace Jimmy Carter, il sudafricano Nelson Mandela, Mohamed Yunus, padre del microcredito, anche lui premio Nobel per la pace, l'ex presidente irlandese Mary Robinson e l'ex segretario generale dell'ONU Kofi Annan. Lo scopo di quest'organizzazione è di agire per riuscire a risolvere crisi che sembrano senza via d'uscita. Il prestigio delle personalità che asi sono impegnate nel progetto e indiscutibile. Nessuno di loro ha intenzione di correre per un qualsiasi tipo di elezione, e il loro alto profilo morale rende l'organizzazione assolutamente credibile agli occhi del Mondo. La prima importante azione intrapresa dal gruppo è la visita dell'attempato Jimmy Carter in Israele, dal 13 al 15 aprile, per cercare di bloccare la situazione di stallo in cui si trova il processo di pace. L'ex presidente americano ha dichiarato di avere intenzione di incontrare tutte le parti causa, compresi i dirigenti di Hamas, gruppo islamico di ispirazione fondamentalista che rappresenta tuttavia una parte consistente della popolazione palestinese. Jimmy Carter ha già incontrato il presidente israeliano Shimon Peres, il padre di Gilad Shalit, il soldato rapito nel 2006 nei pressi della striscia di Gaza da 3 gruppi palestinesi armati, tra cui Hamas. Khaled Mechaal, il massimo dirigente di quell'organizzazione si trova a Damasco, dove Carter dovrebbe incontrarlo oggi. “Il signor Carter mi ha promesso che si recherà nella capitale siriana per incontrare Mechaal e farà tutto il possibile per convincerlo a liberare mio figlio”, ha dichiarato Noam Shalit, padre del militare ucciso.” Come segno di “buona volontà”, il primo ministro Olmert e la ministra degli esteri Tzipi Livni, hanno rifiutato di incontrare l'ex presidente Carter. Sicuramente Carter non gode di buona fame in Israele, specialmente dopo la pubblicazione, avvenuta l'anno scorso, di un libro in cui denunciava il regime di apartheid a cui Israele sottopone i palestinesi. Intervistato dal popolare giornale israeliano Haaretz Carter ha spiegato il suo punto di vista sulla crisi regionale. Punto di vista audace e in controtendenza con l'atteggiamento israeliano, sostenuto sempre e comunque dagli Stati Uniti che, ricordiamolo, erogano per quel paese più aiuti che per qualsiasi Stato dell'Unione. Secondo Jimmy Carter “anche la Siria dovrebbe essere coinvolta nelle discussioni, perché”, aggiunge, “se il presidente siriano avrà l'impressione di essere trattato come un nemico finirà con lo schierarsi definitivamente con l'Iran. Non parliamo ai cubani, non parliamo agli iraniani. Non parliamo ad una sacco di gente. Ma credo che quando si voglia intavolare un processo di pace tutti gli attori debbano essere coinvolti.” Massimo Alberico.

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<Saranno cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del Pd> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Saranno cinque anni difficili Aperto ai suggerimenti del Pd" Il Cavaliere: sono commosso. Ho gradito gli auguri di Veltroni "Il successo dimostra che il voto 2006 era irregolare. Subito al lavoro su rifiuti e Alitalia" ROMA - L'ha vissuto come "uno dei momenti più belli della vita, il coronamento di un sogno". Ha atteso le nove di sera per rilasciare un commento ufficiale, ma la parola storia, la convinzione di vivere "un momento e una vittoria storica", è concetto che fa capolino per tutto il pomeriggio nella mente di Silvio Berlusconi. Insieme alla commozione, esplicitata nel primo comunicato: "Abbraccio e ringrazio di cuore tutti gli italiani". Il premier in pectore ha trascorso ad Arcore la sua giornata. Chi è stato con lui lo ha trovato felice e soddisfatto, ma con misura: "Moderato anche nella felicità", dirà in serata Paolo Bonaiuti. E anche un tantino spensierato, visto che per un'ora fa perdere le sue tracce e va a visitare una villa che sarà sede di quell'università del pensiero liberale che da due anni è uno dei suoi pallini. A Rai1 e Canale 5 Berlusconi parla all'ora di cena. Si dice "pronto ad accettare voti dell'opposizione sulle riforme". Consapevole "della grande responsabilità e che ci attendono 5 anni difficili, che però serviranno per ammodernare il Paese, per riprendere un percorso interrotto". Aggiunge che nessuno gli toglierà dalla mente che "il voto del 2006 era irregolare". Di avere già "in testa la squadra di governo ". Che lavorerà da subito su Alitalia e sull'emergenza rifiuti in Campania. Il primo viaggio all'estero, conferma, sarà in Israele. A casa con i suoi ospiti, durante la giornata, Berlusconi parla un po' di tutto. Dell'affermazione di Di Pietro, il simbolo del suo orrore durante tutta la campagna elettorale: "Come si fa a dargli tanti voti, non capisco". Della Lega, del grande risultato del partito di Bossi: "Sono molto contento che il mio alleato più fedele sia stato così gratificato, è sempre stato anche la mia forza, oggi più che mai". Sull'esclusione della sinistra dal Parlamento invece anche qualche rammarico, frutto di una preoccupazione: "Governare con una protesta di piazza amplificata dall'assenza di rappresentanza". Ringrazia Walter Veltroni, che lo chiama nel pomeriggio per riconoscere la sconfitta e fargli gli auguri di buon lavoro, gesto apprezzato dal Cavaliere. Si sente a telefono con Gianfranco Fini, con cui da domani dovrà trovare un percorso definito per il nuovo partito. Con Umberto Bossi, al quale farà forse qualche concessione in più nell'esecutivo. In serata è con gli amici più cari, i collaboratori di sempre, quel pezzo di mondo che gli era vicino anche al momento della discesa in campo. A cena ad Arcore ci sono Fedele Confalonieri, la figlia Marina e il suo compagno, l'imprenditore Tarek Ben Ammar, il capo di Mediolanum Ennio Doris, l'avvocato e amico Nicolò Ghedini, il direttore del Tg4 Emilio Fede, l'ad del Milan Adriano Galliani, l'amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, il consulente Bruno Ermolli, che segue da alcune settimane la vicenda Alitalia per il Cavaliere, il professore Alberto Zangrillo, suo medico personale, Sandro Bondi e numerose altre persone. Parla anche del leader del partito democratico: "Ha fallito - più o meno il concetto - ma non poteva essere diversamente. Il nostro risultato dimostra anche che il malcontento era gigantesco. Eppure ha avuto il merito di aver semplificato la vita politica italiana, in senso bipolare ". Davanti Villa San Martino, ad Arcore, un carosello di auto fa festa sino a notte fonda. Senato dati parziali 47,3 (FI-An-Lega) 40,9 Marco Galluzzo GUARDA I commenti di Berlusconi www.corriere.it 2006.

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Doppio Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-15 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE DAL VERME Doppio Shlomo Mintz per i sessant'anni di Israele Orchestra, solista e autori in programma: tutto ha un inconfondibile accento ebraico nel concerto che le Serate Musicali dedicano per i sessant'anni dello Stato d'Israele. Al Dal Verme (stasera ore 21, via S. Giovanni sul Muro 2, € 40/30/20, tel. 02.29.40.97.24) Shlomo Mintz è solista e direttore della Israel Sinfonietta Beer Sheva in tre perle mendelssohniane e in un brano di raro ascolto per il pubblico italiano, il "Salmo" dalla prima sinfonia di Ben Haim, prolifico compositore contemporaneo che si ispira al patrimonio culturale e spirituale della terra natia. Di Mintz ormai non vi è più nulla da scoprire: nato a Mosca mezzo secolo fa da una famiglia israeliana che lo riportò nella patria d'origine quando aveva appena due anni, si rivelò al mondo come enfant prodige debuttando con la Israel Philharmonic quando ancora frequentava le scuole elementari. Lo sentì Zubin Mehta, che lo volle con sé per sostituire un'altra divinità dell'archetto dai natali israeliani, Itzhak Perlman. Dotato di tecnica prodigiosa (ha consegnato al disco e alle platee del mondo memorabili esecuzioni dei Capricci di Paganini) e di una sensibilità musicale altrettanto acuta, ha affiancato l'attività direttoriale a quella solistica. Nella doppia veste si esibisce oggi nell'appassionato romanticismo del Concerto in mi minore di Mendelssohn, il compositore amburghese di famiglia ebraica di cui vengono proposte anche la Sinfonia "Italiana" e l'ouverture "Le Ebridi". Al suo fianco la Israel Sinfonietta Beer Sheva, formazione che in 35 anni di attività ha collaborato con Bernstein, Stern e Zuckerman. (Enrico Parola).

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<Gli agenti di Gheddafi addestrati dai tedeschi> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-15 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Scandalo in Germania Ma per l'ex ministro della Difesa Struck la strategia fu utile nella lotta al terrorismo "Gli agenti di Gheddafi addestrati dai tedeschi" In cambio della mediazione libica per impedire aiuti palestinesi alla Raf La Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Un filmato mostra un esperto tedesco con le guardie del corpo di Gheddafi" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO - Le forze speciali della polizia tedesca hanno addestrato truppe libiche già dal 1979 - si è saputo ieri - come forma di ringraziamento per protezioni ricevute da Gheddafi nella lotta al terrorismo. Finora, si pensava che lo scandalo del training in Libia - venuto alla luce una decina di giorni fa - riguardasse attività recenti, risalenti al 2005-2006, quando Tripoli era ormai stata ripresa nella comunità delle nazioni perché aveva troncato i legami con i gruppi terroristi. Le rivelazioni fatte ieri dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) indicano invece che la Germania ha mantenuto rapporti di collaborazione con la Libia anche mentre Gheddafi appoggiava e sponsorizzava i peggiori attentati. La Faz sostiene che il Bka, cioè l'organizzazione responsabile dei servizi speciali della polizia tedesca, le ha confermato di avere addestrato le guardie del corpo del colonnello Muhammad Gheddafi nel 1979: un accordo sulla base del quale l'allora Germania Ovest mandò un funzionario a Tripoli come istruttore in cambio dell'intervento libico sulla dirigenza dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) di Arafat affinché questa non desse rifugio ai terroristi tedeschi della Raf, che in quegli anni avevano condotto gravi attentati in Germania. Il quotidiano di Francoforte - forse il più autorevole della Germania - dice che esiste un filmato che mostra questo esperto tedesco spiegare i segreti della difesa alle guardie del corpo del colonnello. Il giornale sostiene anche che imprese private tedesche non hanno mai smesso, per più di vent'anni, di addestrare forze di polizia libiche. La questione è imbarazzante per Berlino. Mentre Tripoli appoggiava, se non sponsorizzava direttamente, il terrorismo in Europa, la Germania intratteneva rapporti non chiari con la dittatura libica. Nel periodo tra il 1979 e oggi, tra l'altro, si verificò l'attentato di Lockerbie, nel dicembre 1988, nel quale un aereo della Pan Am fu fatto esplodere in volo sui cieli della Scozia e per il quale Tripoli ha successivamente accettato la responsabilità politica. I morti furono 270 e il caso fu il cuore delle accuse rivolte dalla comunità internazionale alla Libia, ritenuta uno degli sponsor principali del terrorismo mediorientale. I rapporti tra Bka e Libia erano venuti alla luce dieci giorni fa, quando si seppe che una trentina di specialisti dei corpi speciali avevano lavorato per Gheddafi nella prima metà di questo decennio. Il governo di Berlino aveva anche detto che le loro attività erano però state svolte su basi personali, non per il governo ma per una società privata che aveva pagato ciascuno degli esperti 15 mila euro. Le nuove rivelazioni, invece, indicano che il "buon rapporto " con Tripoli andrebbe avanti da decenni. Come sempre succede in questi casi, c'è chi sceglie la linea "realista" e chi sceglie i principi. L'ex ministro della Difesa Peter Struck, oggi capo dei socialdemocratici in parlamento, domenica ha detto di non considerare uno scandalo l'addestrare truppe libiche se queste aiutavano nella lotta al terrorismo. Il dibattito che si è svolto la settimana scorsa al Bundestag, quando ancora non si sapeva delle ultime rivelazioni della Faz, ha invece visto molti politici allibiti di fronte alla constatazione che i responsabili dell'intelligence sapevano delle attività in Libia ma non hanno mai ritenuto che fossero rilevanti al punto di renderle note al governo. Raf I fondatori Baader, Meinhof, Ensslin. A des. una vittima, Schleyer Danilo Taino.

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Shlomo Mintz rende omaggio a Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 90 del 2008-04-15 pagina 12 Shlomo Mintz rende omaggio a Israele di Piera Anna Franini Il direttore e violinista proporrà brani di Mendelssohn e Ben Haim La musica è nel dna del popolo israelita che ha fatto del violino una sorta di emblema nazionale. "La tradizione del violino è nata nel ghetto: al pianoforte è difficile piangere, mentre riesce naturale se si abbraccia un violino", racconta il direttore d'orchestra (anche della Israel Philharmonic) Zubin Mehta. La galleria di violinisti memorabili del secolo scorso è monopolizzata da artisti di ceppo ebraico come Yehudi Menuhin, Jascha Heifetz, Nathan Milstein, Isaac Stern, tutti maestri spirituali della generazione successiva di Shlomo Mintz, per esempio: un musicista istintivamente violinista. Mintz, ebreo moscovita, raggiungeva Israele all'età di due anni, e ancora ricorda "l'incontro con tutta quella gente alimentata da grandi speranze". È un artista di corso internazionale, ma non dimentica la lingua di terra in Medio Oriente dove crebbe, e che raggiunge più volte l'anno, dato che insegna al Keshet Eilon Music Centre, scuola per bimbi prodigio dell'archetto. Shlomo Mintz è il protagonista del concerto di stasera al Teatro Dal Verme (ore 21), nato dalla collaborazione fra le Serate musicali con la Comunità ebraica di Milano, in omaggio al sessantesimo anniversario dello Stato d'Israele. Assieme a Mintz, la Israel Sinfonietta Beer Sheva, compagine trentacinquenne che a Milano propone un programma centrato su due compositori ebrei, uno arcinoto, Mendelssohn (Ouverture op. 26 Le Ebridi, concerto per violino e orchestra, Sinfonia Italiana) e Ben Haim, tedesco emigrato in Palestina in piena epoca nazista. Musica ebraica che, sempre martedì, ma in Conservatorio (ore 20.30), segna anche l'appuntamento con la Società del Quartetto che ospita la Klezmerata Fiorentina, quartetto composto dal violino di Igor Polesitsky, tutt'uno con tre colleghi del Maggio Musicale Fiorentino (clarinetto, fisarmonica e contrabbasso). In programma musiche della tradizione degli ebrei ucraini, tra cui brani eseguiti in occasione del matrimonio dei nonni di Polesitsky. Israel Sinfonietta Beer Sheva stasera, ore 21 Teatro Dal Verme via S. Giovanni sul Muro 2 Tel. 02-29409724 © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La tv di Hamas: <L'islam prenderà Roma> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 90 del 2008-04-15 pagina 31 La tv di Hamas: "L'islam prenderà Roma" di Redazione Tel Aviv. "Molto presto, ad Allah piacendo, Roma sarà conquistata, così come lo fu Costantinopoli, e secondo le profezie del nostro profeta Maometto": lo ha affermato un predicatore e parlamentare di Hamas, Yunis al-Astal, durante un sermone in una moschea di Gaza. Il sito Memri, che si occupa del monitoraggio dei mass media arabi, ha diffuso il filmato della predica, tenuta l'11 aprile scorso e trasmessa dalla televisione di Hamas a Gaza, Al-Aqsa Tv. Al-Astal è considerato più una figura religiosa che politica. In materia di dottrina è ritenuto una autorità e dunque autorizzato ad emettere "fatwe" "Oggi, Roma è la capitale dei cattolici, o la capitale dei crociati, che ha dichiarato la sua ostilità all'Islam e ha inviato fratelli di scimmie e maiali in Palestina per impedire il risveglio dell'Islam", ha detto il parlamentare di Hamas. "La capitale italiana sarà un avamposto per le conquiste islamiche, che si diffonderanno attraverso l'Europa nella sua interezza e poi si dirigeranno verso le Americhe e l'Europa dell'est" © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Lavoro che uccide Un'altra vittima alla Thyssen Krupp: incidente mortale allo stabilimento di Terni. La protesta della Fiom P. 9 Il nemico Carter Israele accoglie con gelo l'ex presidente Usa: "Tratta con Hamas e ci accusa di apartheid". Negata la scorta P. 11 Spericolata Beirut "Sous les bombes", è in uscita il film del franco-libanese Philippe Aractingi. Incontro con il regista P. 14 Veneto La Lega vola al 25% e conquista la paura A PAGINA 2 Campania Effetto rifiuti, Berlusconi al 51% A PAGINA 4 Sicilia Regionali, Lombardo nuovo governatore A PAGINA 4.

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Tratta con Hamas , scorta negata a Carter (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Tratta con Hamas", scorta negata a Carter L'ex presidente americano in visita in Israele accolto come un nemico. Nessuna scorta per lui nella Sderot colpita dai razzi, il premier Olmert e i ministri non lo ricevono. La sua colpa? Aver parlato di apartheid e invitato a negoziare con gli islamisti assediati a Gaza Michele Giorgio Gerusalemme Jimmy Carter ieri non si è risparmiato manifestando la sua piena solidarietà alla popolazione di Sderot, la cittadina israeliana bersaglio dei lanci dei razzi artigianali palestinesi. "Penso che ogni tentativo deliberato di uccidere cittadini innocenti sia un crimine infame", ha detto l'ex presidente americano e premio Nobel per la pace. "Spero che arrivi rapidamente una tregua a fermare tutto questo", ha aggiunto prima d'incontrare una delegazione di abitanti e di studenti di Sderot. Ma nemmeno queste dichiarazioni sono servite a modificare l'atteggiamento delle autorità israeliane verso il presidente americano che pure dovrebbe incontrare la riconoscenza infinita dei dirigenti dello Stato ebraico. Carter è stato il mediatore della trattativa che, avviata nel 1978 a Camp David, portò Israele a firmare uno storico accordo di pace con l'Egitto, il più importante a quel tempo dei paesi arabi. Niente da fare. Carter ora riceve il trattamento che si riserva ad un nemico. Il premier Olmert, il ministro degli esteri Livni e della difesa Barak non lo hanno ricevuto. Solo il presidente Peres si è degnato di incontrarlo. Motivo? L'aver scritto, senza se e senza ma, nel suo libro "Palestine: Peace, not Apartheid", che l'establishment dello Stato ebraico deve ricercare una pace giusta con i palestinesi e non praticare una politica di separazione razziale nei confronti di questo popolo sotto occupazione dal 1967. La reazione in Israele (e non solo) dopo la pubblicazione di quel testo è stata furiosa e Carter ha subìto - anche negli Stati Uniti - critiche pesantissime che hanno sfiorato l'accusa di antisemitismo. Ma ad arroventare i rapporti è anche il suo prossimo incontro a Damasco con il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, a conclusione di un tour di nove giorni nella regione, che lo porterà oggi in Cisgiordania e successivamente in Egitto, Siria, Giordania e Arabia Saudita. Un colloquio, quello col numero uno degli islamisti, che Israele e il Dipartimento di stato Usa condannano senza mezze parole. "È molto importante che qualcuno incontri i dirigenti di Hamas per poter scambiare opinioni, per vedere se possono dare prova di moderazione, per tentare di convincerli a cessare gli attacchi contro civili innocenti in Israele e a cooperare con Fatah per unire i palestinesi", ha spiegato Carter difendendo la sua decisione di incontrare Mashaal. "Non andrò al colloquio con Hamas come mediatore o negoziatore - ha aggiunto - sono impegnato a sostenere l'opera di pace patrocinata dal presidente George Bush e dal Segretario di stato Rice, dagli israeliani e dai palestinesi". Intervistato ieri dal quotidiano Haaretz si è detto convinto che in nome della pace "Israele deve parlare con tutti" e, incontrando il deputato Yossi Beilin, ha precisato che nell'incontro a Damasco affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit, catturato dai palestinesi due anni fa. Non è servito a nulla, precisazioni inutili, il boicottaggio è continuato. A Carter non è stata assicurata neppure la protezione dei servizi di sicurezza durante la visita a Sderot. Una fonte americana ha parlato di fatto "senza precedenti" nei rapporti fra lo Shin Bet israeliano e il Secret service, che protegge i presidenti e gli ex presidenti americani, così come i leader israeliani in visita negli Usa. Lo Shin Bet non ha voluto incontrare il capo della squadra del Secret service assegnata a Carter. Il paradosso è che mentre l'ex presidente Usa viene messo sulla graticola per il suo prossimo incontro con Mashaal (lo stesso era accaduto a Romano Prodi e Massimo D'Alema, perché avevano suggerito aperture ad Hamas), Israele in segreto tratta con il movimento islamico. Il leader palestinese Abu Mazen ha detto che il governo Olmert è pronto a una tregua nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas. "La mia riunione dell'altra sera (con Olmert) si è concentrata sulla tregua, i mezzi per applicarla e imporre la sicurezza, attraverso gli egiziani" ha riferito Abu Mazen attraverso un portavoce, "le condizioni sono la sospensione dei lanci di razzi, il rispetto della tregua da parte di tutti i palestinesi e l'interruzione del traffico di armi".

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Siglato accordo di cooperazione tra Washington e Tel Aviv (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Nucleare Siglato accordo di cooperazione tra Washington e Tel Aviv Anticipato la scorsa settimana dal giornale Yediot Ahronot, il "regalo di compleanno" americano per i 60 anni di Israele è arrivato a destinazione. Lo Stato ebraico e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di piena cooperazione nucleare. Secondo il quotidiano Ha'aretz, Israele ora cercherà di ottenere assistenza per il reattore atomico di Dimona dove, denunciò nel 1986 il tecnico nucleare Mordechai Vanunu, si produce il plutonio per le bombe atomiche. Il nuovo accordo permetterà a Israele di accedere alla tecnologia nucleare disponibile negli Usa.

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Sequestrò l'Achille Lauro, ora rischia di essere espulso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Roma Dopo aver trascorso vent'anni in carcere, Ibrahim Fatayer oggi è rinchiuso nel cpt di Ponte Galeria Orsola Casagrande In mezzo al clamore dei risultati elettorali rischia di consumarsi nel silenzio un vergognoso provvedimento in ultima istanza del governo uscente. Abdellatif Ibrahim Fatayer è palestinese. Ha scontato in Italia vent'anni di carcere per l'azione del Fronte di liberazione della Palestina, legato a Abu Abbas, sull'Achille Lauro. Allora Fatayer era, come i suoi compagni, molto giovane. Ha trascorso metà della sua vita in un carcere italiano. Nel 2005 è uscito in libertà vigilata a Perugia, sottoposto a obbligo di firma. Dall'8 aprile, cioè da quando anche l'obbligo di firma era terminato, Fatayer si trova rinchiuso nel centro di detenzione romano di Ponte Galeria. Una vicenda assurda ma reale. Con il giovane che rischia di essere espulso. Dove non è chiaro, visto che Fatayer risulta apolide. E' nato infatti in Libano, nel campo di Tall Al Zaatar, tristemente noto per la strage commessa dai siriani nel 1976. Ha visto uccidere il padre che cercava di proteggerlo dai militari davanti ai suoi occhi. Ha perso tanta parte della sua famiglia nella guerra del Libano e dopo. Il 7 ottobre del 1985 si è imbarcato sull'Achille Lauro con altri profughi palestinesi, per scendere al porto israeliano di Ishdud e rapire dei soldati israeliani in cambio della liberazione di alcuni prigionieri palestinesi. Le cose, poi, androno diversamente, con il commando che assassinò Leon Klinghoffer, un cittadino americano di origine ebraica. Ibrahim venne arrestato nella base Usa di Sigonella, in Sicilia, con i suoi compagni. Per la Bossi Fini Fatayer rischia l'espulsione in Tunisia, paese di provenienza diretta nel 1985. "Ho già presentato ricorso - dice l'avvocato Sandro Clementi - alla Corte europea richiamandomi all'articolo 2 della convenzione per i diritti umani che riguarda il diritto alla vita". La Tunisia infatti non rappresenta un paese sicuro. "Ho presentato nell'ultimo anno e mezzo - spiega Clementi - venti ricorsi contro espulsioni di terroristi veri o presunti. E tutti sono stati accolti dalla Corte europea che a gennaio ha anche condannato l'Italia a risarcire alcuni miei clienti". L'Italia si è presa una bella strigliata da Strasburgo per i suoi comportamenti assai poco rispettosi nei confronti di cittadini che sono stati espulsi dal nostro paese e sono letteralmente scomparsi. Non solo, spesso, lamenta Clementi, le espulsioni avvenivano mentre il legale stava presentando il ricorso. La Corte europea ha ribadito a gennaio "il divieto assoluto di espulsione verso paesi che non garantiscano i diritti minimi - dice Clementi - ed è su questa base che ho presentato ricorso anche per Fatayer". Da Ponte Galeria Fatayer attende con ansia la risposta della Corte europea e denuncia i modi vergognosi in cui è stato trattato. "Sono andato a firmare in questura - racconta - e mi hanno detto che ero un clandestino e che mi avrebbero mandato in un cpt e poi espulso". Clandestino dopo vent'anni di galera e tre anni di obbligo di firma. Teoricamente Fatayer potrebbe rimanere nel centro di detenzione fino a sessanta giorni, ma l'avvocato Clementi spera che la Corte europea "blocchi in via cautelare l'espulsione", proprio per i precedenti assai poco rispettosi dell'Italia. Nel decreto di questore e prefetto di Perugia si motiva l'espulsione di Fatayer, altro assurdo legale, sostenendo che il giovane è "soggetto dedito al delitto". L'appello degli amici di Fatayer è alla mobilitazione per impedire che questa decisione venga attuata.

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Gaza, Hamas ha interrotto la distribuzione di un milione di litri di benzina nella Striscia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Hamas ha bloccato la distribuzione di un milione di litri di carburante nella Striscia di Gaza. Lo ha denunciato un funzionario delle Nazioni Unite, avvalorando così l'accusa di Israele che vuole il movimento di resistenza islamico pilotare la crisi nella Striscia. La stessa fonte, che ha chiesto di restare anonima, ha tuttavia precisato che tali scorte di carburante per uso sia privato sia industriale sarebbero sufficienti soltanto a soddisfare la domanda per un paio di giorni. "L'associazione generale del petrolio rifiuta la distribuzione in segno di protesta, stante l'interruzione delle forniture da Israele", ha detto la fonte riferendosi al sindacato dei proprietari di stazioni di servizio a Gaza. Da mercoledì scorso Israele mantiene chiusi il valico e il terminal di Nahal Oz che rifornisce di carburante la Striscia, per rappresaglia a un attacco di militanti palestinesi costato la vita a due impiegati israeliani. 15/04/2008.

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Jimmy Carter a Sderot ma senza la protezione degli 007 israeliani (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stefania Podda Un'accoglienza gelida e nessuna protezione, se non quella dei suoi. Così, è iniziato ieri in Israele il contestato viaggio-studio di Jimmy Carter. Nove giorni e un programma di visite e incontri che dovrebbe includere anche un colloquio con Khaled Meshaal, leader poltico di Hamas, in esilio a Damasco. Un incontro che ha messo in imbarazzo Washington e irritato Israele, tanto che, per la visita a Sderot, prima tappa del suo viaggio, l'ex presidente degli Stati Uniti ha dovuto fare a meno della protezione degli 007 israeliani. Mentre camminava per le strade della cittadina di frontiera, spesso colpita dai qassam che arrivano dalla Striscia di Gaza, al fianco di Carter non c'erano gli uomini dello Shin Bet, come di solito accade, ma solo gli agenti dei servizi americani. Un'anomalia che il governo israeliano non ha commentato. Altra anomalia, gli incontri ufficiali. Carter è stato ignorato dall'intero governo israeliano, così come dall'opposizione. Né il premier Olmert né il ministro della Difesa Barak hanno trovato il tempo di riceverlo e anche il leader del Likud, Benjamin Netanyahu non ha voluto vederlo. Alla fine ha incontrato solo il presidente Shimon Peres, ma il colloquio tra i due - ha notato la stampa - è stato molto freddo. D'altronde in Israele, Carter - che pure nel 1979 propiziò lo storico accordo con l'Egitto, il primo dello Stato ebraico con un paese arabo - non gode di buona stampa. Colpa, soprattutto, di un suo libro uscito un paio di anni fa, dal titolo "Palestina, pace non apartheid". Nel libro, accusava Israele di applicare nei confronti dei palestinesi un vero e proprio regime di apartheid, scatenando polemiche durissime a Tel Aviv e in patria. Per nulla turbato, Carter aveva rilanciato con un articolo sul "Guardian", sottolineando l'impossibilità per i politici americani di criticare la politica del loro alleato: "Sarebbe praticamente una politica suicida per qualsiasi membro del congresso - aveva spiegato - aderire a una posizione equilibrata tra Israele e Palestina, oppure suggerire che Israele debba rispettare le leggi internazionali o parlare in difesa della giustizia o dei diritti umani dei palestinesi". Due anni dopo, a provocare il malumore del governo e dell'opinione pubblica israeliana, l'annuncio di voler incontrare Meshaal. Una decisione contrastata anche dalla Casa Bianca che - per bocca di Condoleezza Rice - ha duramente criticato le intenzioni dell'ex presidente. Domenica, in un'intervista ad "Ha'aretz", Carter ha cercato di spiegare le ragioni del suo appuntamento con il leader del movimento islamico, spiegando di avere intenzione di sondare Meshaal circa la sua disponibilità ad accettare il piano di pace saudita adottato dalla Lega Araba: "Il mio unico e più importante risultato in politica estera è stato quello di portare la pace in Israele e nei paesi vicini. La vostra sicurezza è un tema irrinunciabile. Ma Israele - ha detto - deve parlare con chiunque, non si può fare la pace in Medio Oriente senza coinvolgere Hamas". Ha aggiunto poi che una parte importante del suo incontro con Meshaal, verrà dedicata alla questione della liberazione del caporale Gilad Shalit, rapito nel 2006. In attesa di recarsi oggi a Ramallah, ieri Carter ha visitato Sderot e ne ha approfittato per condannare il lancio di qassam, definito "un "crimine deprecabile". 15/04/2008.

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<Governerò cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con tutti> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 90 del 2008-04-15 pagina 5 "Governerò cinque anni Sulle riforme pronti a collaborare con tutti" di Adalberto Signore Il Cavaliere già al lavoro sulla politica estera. Giovedì in Sardegna è in programma un faccia con Putin. Il primo viaggio ufficiale sarà in Israele: "In Medio Oriente è l'unica democrazia" da Roma La soddisfazione, ammette in privato durante le tante telefonate che si rincorrono nella giornata, "è di quelle che si provano poche volte nella vita". Esattamente due anni fa, nelle ore che precedevano il voto che avrebbe poi certificato un sostanziale pareggio, erano in molti a dare Silvio Berlusconi per politicamente finito. Ventiquattro mesi e qualche giorno dopo, il Cavaliere torna a Palazzo Chigi con una maggioranza schiacciante. Un "vittoria di squadra", ripete al telefono con Gianfranco Fini e Umberto Bossi, anche se il futuro premier la sente soprattutto sua. Non solo perché le ultime due settimane non si è risparmiato comizi e interviste, al punto di dover ricorrere agli aerosol di cortisone per salvare la voce, ma pure perché alla fine il progetto del Pdl lanciato a San Babila e la scelta di correre in solitaria - senza Udc e Destra - ha pagato. Insomma, confida durante la cena ad Arcore con Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Niccolò Ghedini, Sandro Bondi e Bruno Ermolli, "questo è un momento storico". Un concetto ribadito a notte, quando a Villa San Martino arrivano Umberto Bossi e i colonnelli leghisti. Ma alla soddisfazione non si unisce l'euforia perché, spiega più volte in privato il Cavaliere a metà pomeriggio, "ora dobbiamo rimboccarci le maniche" e "affrontare un periodo difficilissimo". Un concetto che ribadisce anche a Paolo Bonaiuti quando i due si sentono per concordare la dichiarazione da fare di lì a qualche ora a Porta a Porta. Tanto che il suo portavoce lo descrive "felice della vittoria" ma "sereno" e "tranquillo". E infatti - collegandosi a sera prima con la Rai, poi con Mediaset e Sky - Berlusconi non lascia spazio a trionfalismi se non per dire che "per il nostro Paese è un grande risultato". "Che avremmo vinto - aggiunge - l'ho sempre detto. Sono commosso per la prova di fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che ringrazio con tutto il cuore". Poi, però, il leader del Pdl guarda al futuro. "Sento una grande responsabilità - dice - perché ci aspettano momenti difficili. Richiederanno una prova di governo di straordinaria forza e capacità riformatrice. Per questo opererò con tutto il mio impegno per i prossimi cinque anni". Grande disponibilità, poi, verso l'opposizione. "Ho gradito molto la telefonata di Walter Veltroni", spiega, che "mi ha fatto gli auguri di buon lavoro". E ancora: "Confermo l'assoluta apertura affinché il dialogo ci sia e sia fruttuoso". Anche rispetto a Pier Ferdinando Casini perché "andremo d'accordo con tutti coloro che vorranno lavorare con noi per il bene del Paese". Insomma, "sulle riforme siamo pronti a lavorare insieme". Tanto da non essere contrario a "riesumare la commissione Bicamerale fatta nel '94". "Non vedo alcun motivo - spiega - per non ripartire dai risultati a cui eravamo pervenuti con quel lavoro". Ma Berlusconi guarda già ai prossimi giorni. "Avvieremo da subito - dice - la riforma della giustizia, l'applicazione della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità". E "ci impegneremo subito per risolvere l'emergenza rifiuti e il problema Alitalia". "Provvederemo con urgenza - aggiunge - alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa, per dare una casa ai giovani che ancora non ce l'hanno a partire dalle città capoluogo. Da subito metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della pubblica amministrazione e per la riduzione dell'evasione fiscale. Mai approverò un solo provvedimento che aumenti l'imposizione fiscale e indurisca la libertà dei cittadini". Insomma, un Berlusconi che non si fa prendere dall'entusiasmo. E che preferisce guardare già ai prossimi appuntamenti con prudenza e responsabilità. D'altra parte, confida in più d'una telefonata privata, "ora ricadrà su di noi il difficile compito di fermare il declino". Il Cavaliere, però, guarda anche alla politica estera che nei suoi cinque anni a Palazzo Chigi è stata uno dei suoi principali impegni. Il suo primo viaggio ufficiale da presidente del Consiglio sarà in Israele per i festeggiamenti dei 60 anni dello Stato. "Olmert - spiega - mi ha invitato e sarò lietissimo di essere presente per dare supporto all'unica democrazia presente in Medio Oriente". Ma già giovedì dovrebbe avere un faccia a faccia con Vladimir Putin in Sardegna. Da ieri, infatti, l'ambasciata russa sta organizzando nel dettaglio lo scalo del leader del Cremlino a Portorotondo per un incontro privato a Villa Certosa. Nulla di ufficiale, fanno sapere fonti diplomatiche, perché giovedì il Cavaliere non sarà ancora in carica. Me che tornando dalla Libia Putin voglia fare una deviazione sulla Sardegna per congratularsi con il Cavaliere è un segnale che non passerà inosservato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La capitale cattolica cadrà in mano nostra come Costantinopoli (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"La capitale cattolica cadrà in mano nostra come Costantinopoli" [FIRMA]ALDO BAQUIS TEL AVIV "Roma diventerà un avamposto delle conquiste islamiche": questa la previsione espressa venerdì in una moschea di Gaza da un noto predicatore locale, Yunis al-Astal, e che è stata mandata in onda dalla Al-Aqsa Tv di Hamas. Le immagini, raccolte dal centro Memri di monitoraggio della stampa araba, sono subito rimbalzate con grande clamore sui mass media statunitensi anche perchè in questi giorni l'ex presidente Usa Jimmy Carter si trova in Medio Oriente per un viaggio studi in cui intende incontrare fra gli altri anche il leader politico di Hamas, Khaled Meshaal. Al-Astal, che pure è un parlamentare di Hamas, non è una figura spiccatamente politica, dicono a Gaza. Il suo peso è piuttosto di carettere religioso e il suo ascendente è tale da consentirgli di emettere "fatwe". Le immagini registrate da Memri lo mostrano in piedi, di fronte a decine di fedeli intenti ad ascoltare il suo messaggio, all'interno di una mosche. "Molto presto, ad Allah piacendo - dice al-Astal - Roma sarà conquistata, così come lo fu Costantinopoli, sulla base delle profezie del nostro profeta Maometto". Il pubblico ascolta in silenzio. "Oggi Roma è la capitale dei cattolici - prosegue al-Astal. È la capitale dei Crociati che ha dichiarato ostilita' all'Islam e che ha insediato in Palestina i fratelli delle scimmie e dei maiali": con questi termini, allude agli israeliani. Al-Astal non è nuovo a prediche del genere. Ancora pochi mesi fa, in una intervista alla televisione egiziana al-Rafidein, aveva magnificato l'esempio del 15 donne palestinesi immolatesi in attenti kamikaze contro obiettivi israeliani. Anche allora era stato esplicito in maniera disarmante: "Il messaggio più importante per i nostri nemici - aveva detto - è che per loro non ci può essere spazio nella terra della Palestina, dal mare (Mediterraneo) al fiume (Giordano). In Israele, il profondo convincimento di Carter che nessuna intesa politica stabile possa essere raggiunta nella zona senza una partecipazione attiva di Hamas non è piaciuto.

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GERUSALEMME L'ex presidente americano Jimmy Carter ha (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa GERUSALEMME L'ex presidente americano Jimmy Carter ha ... GERUSALEMME L'ex presidente americano Jimmy Carter ha dichiarato che nell'incontro a Damasco con il capo dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal, affronterà la questione del rilascio del caporale israeliano Gilad Shalit. Come riporta il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth", Carter ha incontrato ieri il deputato della Knesset Yossi Beilin (Meretz), con cui ha appunto parlato del caporale israeliano rapito da militanti palestinesi vicino alla Striscia di Gaza nel giugno del 2006. Carter, al momento impegnato in un tour di nove giorni in Medio Oriente per promuovere la pace, ha sostenuto come la liberazione di Shalit sia possibile.

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Torino roccaforte del centrosinistra (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Politica Si conferma l'esploit della Lega Torino: roccaforte del centrosinistra La Destra: "Risultato con il botto". Torino 15 aprile - Torino si conferma un serbatoio di voti fondamentale per il centrosinistra, con il Pd che al Senato conquista il 40,15% dei voti. Risultato storico anche per Tonino Di Pietro con il 6,71. La Lega raddoppia i voti raggiungendo il 9,1, mentre il Pdl si assesta al 33,5% Anche nel capoluogo piemontese si registra il crollo della sinistra radicale, ferma al 4% contro il 14,6 delle precedenti politiche. Ottimo risultato, invece, per La Destra di Daniela Santanchè, con il 3,6. Il sindaco Sergio Chiamparino prova a spiegare il voto della Torino delle tute blu "Gli operai non votano più per appartenenza ideologica, il voto popolare va anche a destra, se si crede che questo possa migliorare la propria condizione. La Sinistra Arcobaleno ha un elettorato "coontro", e l'esperienza di governo ha danneggiato lo schieramento. Hanno pagato il fatto di non aver mantenuto promesse che non potevano mantenere". Al quartier generale della Sinistra L'Arcobaleno la delusione è tangibile, l'avventura è finita, ma la voglia di ripartire è tanta. L'ex sindaco Diego Novelli è perplesso "L'unico argomento trattato sul territorio in campagna elettorale è stata la polemica sulla presenza di Israele alla Fiera del Libro, un pò poco. Sono stati lontani dalla gente ed anche la candidatura di Bertinotti, con tutto il rispetto, andava valutata con maggiore attenzione". Nonostante il quorum non sia stato raggiunto, si respira altra aria nella sede de La Destra, a due passi da quella di Alleanza Nazionale. Il 3,6% per i Santanchè boys è "un risultato con il botto, del tutto simile a quello della sinistra, che ha decenni di militanza in un territorio tradizionalmente rosso". Non andranno in Parlamento ma il battesimo va oltre ogni aspettativa. In piazza Castello i Grillini manifestano per Pino Masciari, il testimone di giustizia ritornato in Calabria dopo aver denunciato di essere stato abbandonato dallo Stato. Elena Sargiotti, la promotrice del primo meetum piemontese spiega "Ognuno di noi ha scelto liberamente, noi ci occupiamo dei problemi di Masciari, di Tav e di inceneritori, non di tattiche di palazzo" L'appuntamento per il gli Amici di Beppe Grillo è il 25 aprile, il V2 day, per gridare "Questi devonoandare tutti a casa". Riccardo Castagneri politica@voceditalia.it.

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Iraq, da incubo a carta vincente del Gop (sezione: Israele/Palestina)

( da "Avanti!" del 15-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LA STRATEGIA DEL "SURGE" DI PETRAEUS STA STABILIZZANDO LA REGIONE E AVVANTAGGIANDO MCCAIN Iraq, da incubo a carta vincente del Gop 15/04/2008 Ancora una volta, il generale David Petraeus e l'ambasciatore Ryan Crocker, sono comparsi a Washington davanti al Congresso, per illustrare la situazione, che si è venuta a definire in Iraq, a seguito dell'applicazione della strategia del "surge", nella guerra al fronte terrorista islamico. Davanti al Congresso e, in particolar modo, davanti ai candidati per la Presidenza della Repubblica e al popolo americano, viene posta una realtà che non sarà facile eludere. Si proietta, prepotentemente, così, sulle elezioni presidenziali americane tutto il problema Iraq e il naturale e inscindibile legame, che avvince questo teatro di guerra con l'azione destabilizzante di un Iran, in preda a un delirante moto revanscista, che lo porta a sovvenzionare e organizzare il terrorismo islamico in tutto il mondo. La divaricazione, nel campo della politica internazionale, che si prospetta subito, tra il candidato repubblicano John McCain e i due candidati democratici ancora in lizza per la Casa Bianca - Hillary Rodham Clinton e Barack Obama -, è così netta, che restringe questi ultimi, fautori del "ritiro necessario", in un imbarazzante angolo dal quale sarà molto difficile uscire. McCain, invece, vede, in questo evolversi favorevole della situazione della guerra irachena, una realtà effettuale, che rafforza la sua linea di necessitata continuazione di proseguire a contrastare e a non concedere tregua alcuna all'azione revanscista del nazismo internazionale di marca islamica. Il generale Petraeus, in tale circostanza, mette in rilievo il costante e progressivo miglioramento della situazione nella guerra, senza quartiere, al terrorismo internazionale islamico, che subisce colpi durissimi sui campi di battaglia da parte delle truppe alleate e dal nuovo esercito iracheno. L'alleanza che in Iraq si sta sempre di più rafforzando tra le nuove istituzioni democratiche, l'esercito e la popolazione è stato il fatto determinante dell'arretramento e delle continue sconfitte del fronte internazionale terrorista. La funzionalità e l'efficienza, sempre maggiore, dell'esercito democratico iracheno, hanno proceduto in sintonia con il miglioramento della situazione politica interna. L'evoluzione della situazione interna è stata decisiva e ha visto i vari gruppi etnici e religiosi, che compongono la nazione irachena, operare contro i gruppi esterni e interni del terrorismo, per conseguire l'obiettivo comune dell'interesse del Paese e non delle singole appartenenze. Infine, ha fatto il resto l'isolamento, sempre più crescente delle milizie armate di Al Sadr, sfacciatamente sovvenzionate e appoggiate dall'imperialismo iraniano, del quale sono la propaggine strumentale in terra irachena. È conseguente a questa nuova condizione di supremazia delle forze democratiche alleate in Iraq, la possibilità di un rientro in patria, verso la fine di luglio, di un contingente di 20mila soldati americani, ma la situazione, ancora poco stabile, potrebbe consigliare il congelamento di tale fase. Esce evidente, nella relazione di Petraeus, rafforzata da quella dell'ambasciatore Crocker, che, ancora una volta, la realtà che, le tesi rinunciatarie dei democratici, spingano il Paese verso il baratro del rischio di perdere una guerra già vinta (Vietnam docet). McCain, di fronte alle relazioni del generale e dell'ambasciatore, vede rafforzarsi, sempre di più, la validità della sua linea e la solidità sulla quale poggia le basi la sua ascesa alla nomina per la presidenza degli Stati Uniti. Il dibattito che si è aperto sulle relazioni, fatte dagli alti funzionari militari e civili americani, davanti al Congresso, ha quasi costretto i candidati democratici, Hillary e Obama, ad assumere una posizione di estrema prudenza e moderazione, rispetto ai loro proponimenti di ritiro delle truppe. La posizione del candidato repubblicano, dopo l'esposizione fatta da Petraeus e Crocker, si è ancor più avvantaggiata dall'intervento del senatore indipendente, Joe Lieberman, che, preso atto del ribaltamento delle sorti sul teatro iracheno, denuncia l'aperta ingerenza iraniana in Iraq. È chiara e lampante la verità, che viene illustrata nella relazione di Petraeus e di Crocker, dell'opera nefanda, che è portata avanti dal regime teocratico dei mullah per destabilizzare lo Stato democratico iracheno e per terrorizzare con la strategia stragista la sua popolazione. La sicurezza in terra irachena sta, infatti, ancora in condizione instabile a cagione dell'espansionismo che spinge il regime di Teheran a organizzare, sovvenzionare e guidare i gruppi dell'internazionale islamica e delle milizie sadriste. Il presidente George W. Bush, preso atto degli eventi d'instabilità provocati dall'ingerenza della teocrazia iraniana, che condizionano la guerra in Iraq, uniti dagli innegabili miglioramenti che si sono conseguiti, accoglie la richiesta del congelamento del ritiro di 20mila unità delle truppe Usa. Questo è il logico coronamento di una realtà, che ha visto, arma decisiva e vincente, l'adozione della strategia di Petraeus del "surge". Il piano, adottato dal generale, ha portato a un consistente aumento delle truppe statunitensi nelle zone d'operazione irachene e ha delineato e conseguito effettive e realistiche prospettive di vittoria, quando la linea, portata avanti dai candidati democratici, predicava sconfitta irreparabile. Si delinea, netta e chiara, da tutto questo quadro, evidenziata, inoltre, da Petraeus e Crocker e rafforzata dall'aperta denuncia del senatore Lieberman, la nefasta influenza e il continuo sovvenzionamento dell'Iran alle forze terroriste, sia in Iraq, che in tutto il Medio Oriente. È la prepotenza ed il delirio espansionista della Repubblica dei mullah, che costituisce l'idra dai tanti tentacoli, che porta instabilità, terrorismo, minacce e appoggio alle organizzazione del terrore, che non permettono ne pace ne sicurezza nel settore mediorientale. La corsa forsennata delle gerarchie teocratiche iraniane, all'armamento atomico, costituisce un fattore d'alto rischio, che minaccia apertamente l'esistenza d'Israele, dell'Occidente e del mondo. Tale corsa va assolutamente scoraggiata e fermata, non si può affrontare tale attentato contro l'umanità con lo spirito sciagurato di Monaco 38. È giunta l'ora che l'ignava Europa e l'Occidente si sveglino e scoraggino, con efficacia, ogni disegno revanscista, portato avanti dal nuovo totalitarismo, che si riaffaccia per portare sciagure, oppressione e lutti all'umanità.

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