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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA:

Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  12-4-2008       #TOP


Report "Israele/Palestina"

Panoramiche su infiniti percorsi ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: esordio del giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo insito nei rapporti sentimentali.

La strana forza espressiva e segreta dell'abbinamento Zubin Metha e Israel Philharmonic ( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stai consultando l'edizione del La strana forza espressiva e segreta dell'abbinamento Zubin Metha e Israel Philharmonic.

Striscia di Gaza, Israele scatena la rappresaglia: uccisi otto palestinesi Violenti combattimenti tra le forze di Tsahal e miliziani dell'intifada. A morire è anche un adolescente ( da "Unita, L'" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: torna dunque ad inasprirsi il conflitto fra Israele e Hamas. L'episodio saliente degli ultimi giorni è stato l'attacco palestinese di mercoledì al terminal di Nahal Oz dove i combustibili vengono inoltrati da Israele verso Gaza. Nel blitz palestinese - inquadrato in un progetto più vasto per la rimozione dell' isolamento di Gaza, presentato come "Operazione Fine dell'

Razzo fa strage all'hotel Palestine ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Esteri Pagina 113 Razzo fa strage all'hotel Palestine --> Baghdad Ieri l'assassinio di un alto esponente sadrista a Najaf ha riaacceso lo scontro tra il premier iracheno Nuri al Maliki e il leader radicale sciita Moqtada Sadr, che però ha reagito esortando i suoi sostenitori a "mantenere la calma".

Sette palestinesi uccisi ieri: è la risposta d'Israele ( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: militare israeliano pensa anche al "regalo di compleanno" da chiedere all'amministrazione Bush per i 60 anni dello Stato di Israele. Alex Fishman, firma autorevole di Yediot Ahronot, ha scritto ieri che governo e comandi militari stanno valutando cosa chiedere al presidente uscente, l'alleato più stretto che Israele abbia mai avuto a Washington.

LIBRI Bajani Alle 16,30 presentazione del libro di Andrea Bajani Se consideri le colpe&# ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nichelino, Teatro Superga, via Superga 44 Israele-Palestina Va in scena alle 21 lo spettacolo della compagnia Anna Bolens "Shalom Salam", racconto musicale scritto e diretto da Davide Iervolino. Due donne, una israeliana e una palestinese, cominciano un'amicizia con uno scambio di lettere.

Raid israeliano a Gaza: ucciso un bambino palesinese ( da "Liberazione" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il premier israeliano ha ribadito di considerare Hamas responsabile per tutto quello che accade nel territorio di cui ha il controllo dal giugno scorso e soprattutto per gli attacchi contro Israele. Intanto è polemica sulla promessa non mantenuta di rimuovere i posti di blocco e i checkpoint.

ROMA - Speravamo di più, ma temevamo di peggio: e quindi il curioso 1 a 1 con cui si &# ( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: perdendo in maniera sciagurata contro il sedicente giocatore israeliano Noam Okun (oggi numero 266...). Dunque, il fatto che ieri abbia battuto il numero 18 del mondo e superato l'esame più importante della sua vita, incoraggia. "Karlovic ha un servizio davvero pazzesco - ha detto Bolelli alla fine - ma sono stato bravo a non lasciargli mai l'iniziativa".

SCRITTURA nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e non tan ( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: quella israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo, case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso intera, una, ma piena di diversità. Avverti il profumo della Micol dei Finzi Contini e della sua stanza in cui i calici di opaline si affastellano gli uni sugli altri;

Al via la nuova campagna Dainese ( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La location scelta per gli scatti è il Mulino 503 a Vicenza, un antico mulino del '600 completamente ristrutturato che in questi anni è stato scelto come suggestiva location di mostre di arte contemporanea di artisti internazionali, tra cui l'israeliano Ron Arad.

ROMA - Giuseppina Pasqualino, la milanese di 33 anni sparita in Turchia il 31 marzo, è stata tr ( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La destinazione era Israele, nei territori palestinesi, in una sorta di "performance itinerante", come l'aveva definita attraverso i Paesi balcanici e il Medio Oriente. Nipote dell'artista Piero Manzoni aveva scritto del viaggio sul suo sito: "Indosseremo questi vestiti perché la sposa è luce generatrice di vita e pace".

La <fatwa alcolica> agita l'Islam ( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: estremisti di Qaradawi sui kamikaze in Israele ("resistenti e martiri") o quelli teologicamente tolleranti sugli sciiti ("fratelli di noi sunniti"), anche la fatwa alcolica ha iniziato a creare scompiglio. "Confonderà la gente, sarebbe stato meglio evitarla - ha già scritto Abdullatif Al Mahmud, direttore del giornale di Doha Ash Sharq - E questo perché nè il Corano nè la Sunna (

ANGELA MERKEL IN ISRAELE L'EREDITÀ DEL PASSATO ( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La visita del cancelliere Angela Merkel in Israele e il suo discorso alla Knesset (il parlamento israeliano) appartengono quindi a questa tendenza introspettiva e penitente delle società europee durante gli ultimi decenni. Ma potrebbero anche essere una delle sue ultime manifestazioni.

Droga ai ragazzi israeliani, l'arma segreta di Hezbollah ( da "Libero" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: affari israeliano che fu rilasciato il 29 gennaio 2004 da Hezbollah, in cambio di 435 prigionieri arabi detenuti in Israele. Ex colonnello dell'esercito e tuttora ufficiale della riserva Tannenbaum nell'ottobre del 2000 era stato attirato da emissari di Hezbollah a Dubai, con la falsa promessa di ricevere una quantità di droga in cambio di informazioni.

La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ISRAELE, TORINO La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi 25.

L'incredibile estate 1943 di Saint Martin ( da "Stampa, La" del 12-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Molti abitanti del villaggio furono, addirittura, proclamati "Giusti di Israele" per l'aiuto dato agli ebrei. Tutto iniziò nel marzo del 1943. Saint Martin de Vesubie, tranquillo luogo di villeggiatura, aveva circa 1500 abitanti. In pochi giorni arrivarono quasi 1200 ebrei. Si sistemarono in alberghi, pensioni, case private.


Articoli

Panoramiche su infiniti percorsi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

DAVIDE OBERTO Difficile raccontare in poche righe tutto ciò che le Panoramiche (lungometraggi, documentari, cortometraggi) del festival propongono. Impossibile non citare due film "di genere": l'appassionato, inusuale e vitalissimo road movie "Torino - Marocco, Corazones de mujer", dei piemontesi Davide Sordella e Pablo Benedetti, che arriva al Festival dopo l'esordio alla Berlinale, il film noir rivisitato in chiave lesbica "Finn's Girl", delle registe canadesi Dominique Cardona e Laurie Colbert, e il dramma familiare spagnolo "Pudor" dei due fratelli David e Tristán Ulloa. Sempre tra i lungometraggi delle Panoramiche ci sono tre titoli sorprendenti: "Japan Japan", esordio del giovane regista israeliano Lior Shamriz, in cui il protagonista preferisce sognare il Giappone e vivere sul web piuttosto di prendere coscienza della realtà complessa del paese in cui vive; "Solos" (Singapore) di Kan Lume e Loo Zihan, una folgorante riflessione stilistica sull'Amore e sull'egoismo insito nei rapporti sentimentali. Infine, "Panorama": la regista Loo Hui Pang, originaria del Laos e francese d'adozione, ha deciso di mettere in scena il suo romanzo a disegni, un successo cult in Francia, riuscendo a mantenerne intatte le atmosfere surreali e fantastiche. Sia "Solos" che "Panorama" concorrono al premio Nuovi Sguardi, che il Festival ha ideato proprio per segnalare quei film che aprono nuove strade nella rappresentazione dei generi e del genere. Le strade che si possono percorrere tra i documentari delle Panoramiche sono diversissime tra loro: si può riflettere su che senso abbia oggi in Occidente (Italia esclusa) parlare di movimento gay, comunità gay, dopo aver visto "Gay. et après?"; scoprire il coraggio di un sindaco di un paesino spagnolo che decide di sposare coppie omosessuali in "Campillo sì, quiero"; ricordarsi che l'Aids esiste ancora, nonostante il silenzio da tempo calato sull'argomento, guardando "No Magic Bullet"; ricordarsi che l'Italia è sempre un'altra cosa grazie a "Les Règles du Vatican" del regista italiano emigrato in Francia (probabilmente con ottime ragioni), Alessandro Avellis. Dalla Francia arriva una giocosa riflessione sul corpo e sul corpo nudo nei media e nei discorsi contemporanei grazie a Olivier Nicklaus che firma "La Nudité toute nue", e una biografia video di Paul Vecchiali, regista che il festival ama molto e a cui ha consegnato un premio per omaggiarne la lunga carriera cinematografica: "Paul Vecchiali, en diagonales". Un consiglio. Perdetevi tra i programmi dei cortometraggi. Ci sono commedie, film sperimentali, western in plastilina, romantiche storie d'amore e soprattutto "Schwarzwald: The Black Party® - The Movie You Can Dance To", surreale, fiabesco, audace film tra le fantasmagoriche feste newyorkesi dei Black Party e riti druidici nei boschi.

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La strana forza espressiva e segreta dell'abbinamento Zubin Metha e Israel Philharmonic (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del La strana forza espressiva e segreta dell'abbinamento Zubin Metha e Israel Philharmonic.

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Striscia di Gaza, Israele scatena la rappresaglia: uccisi otto palestinesi Violenti combattimenti tra le forze di Tsahal e miliziani dell'intifada. A morire è anche un adolescente (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Striscia di Gaza, Israele scatena la rappresaglia: uccisi otto palestinesi Violenti combattimenti tra le forze di Tsahal e miliziani dell'intifada. A morire è anche un adolescente. Il vice ministro della Difesa: regoleremo i conti con Hamas di Umberto De Giovannangeli SANGUE a Gaza. Guerra e morte. E paura. E dolore. Otto palestinesi, in prevalenza civili, sono rimasti uccisi ieri in due scontri a fuoco con reparti militari israeliani, a Khan Yunes e nel campo profughi di el-Bureij (Gaza). In serata un portavoce di Hamas ha elogiato il comportamento dei propri miliziani che, ha notato, "hanno dato prova di eroismo esemplare e hanno saputo respingere il nemico". Nella prima mattina due miliziani di Hamas sono rimasti uccisi a Khan Yunes durante un raid aereo israeliano. Successivamente una forza terrestre israeliana - composta da reparti della brigata di fanteria Ghivati, assistiti da mezzi blindati e da ruspe - è penetrata di circa un chilometro nella striscia di Gaza fino a raggiungere i limiti orientali del campo profughi di el-Bureij. Il loro obiettivo era di "allontanare i miliziani dai reticolati di confine con il Neghev". In direzione di questa forza i miliziani palestinesi (fra cui membri di Hamas, della Jihad islamica e dei Comitati di resistenza popolare) hanno sparato numerosi colpi di mortaio e razzi anticarro. Alla battaglia hanno preso parte anche i cecchini, che hanno ferito uno dei militari israeliani. Questi hanno risposto al fuoco ricorrendo ai carri armati. Diversi edifici sono stati così colpiti. Mentre la battaglia era ancora in corso le squadre mediche hanno recuperato prima il corpo di un bambino di 12 anni, Riad Awessi, che è morto in ospedale, poi ancora una ventina di feriti. Nel pomeriggio si è appreso che complessivamente ad el-Bureij sono rimasti uccisi cinque palestinesi, tutti civili. Le altre vittime sono state identificate in Jihad Abu Zebed (19), Shihab Abu Zebed (17) e Yussuf al-Maghari (17). L'ultima vittima, rimasta mutilata, non è stata identificata. Da parte loro i miliziani hanno sparato un razzo verso la città israeliana di Sderot, numerosi colpi di mortaio verso il kibbutz di Nahal Oz e colpi di mitragliatore verso il kibbutz di Nir Oz. Dopo alcune settimane di calma relativa, torna dunque ad inasprirsi il conflitto fra Israele e Hamas. L'episodio saliente degli ultimi giorni è stato l'attacco palestinese di mercoledì al terminal di Nahal Oz dove i combustibili vengono inoltrati da Israele verso Gaza. Nel blitz palestinese - inquadrato in un progetto più vasto per la rimozione dell' isolamento di Gaza, presentato come "Operazione Fine dell' arroganza" - due civili israeliani erano stati uccisi. Ieri, , durante i funerali di uno di questi, il ministro israeliano per la sicurezza interna Gideon Ezra è stato duramente contestato dai familiari della vittima. Intanto è polemica sulla promessa non mantenuta di rimuovere i posti di blocco e i checkpoint. Israele si era impegnato con la segretaria di Stato Usa, Condoleezza Rice, a rimuovere 50 posti di blocco e un checkpoint, ma a oggi, secondo l'ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari, ne sono stati eliminati 44, la maggior parte dei quali "di nessuna importanza". "Hamas è responsabile di quanto sta accadendo nel sud - ha detto l'altro ieri il premier israeliano Ehud Olmert ai parlamentari del suo partito Kadima - Vi prometto che la risposta a Hamas sarà tale che non sarà più in grado di continuare ad agire come sta facendo oggi". "Regoleremo i nostri conti con Hamas, che è il solo responsabile di tutto ciò che accade nella Striscia di Gaza",, avverte il vice ministro della Difesa israeliano Matan Vilnai. "Sceglieremo il momento e il luogo più opportuno", ha aggiunto il viceministro. E quel momento sembra essere scoccato. Da Gaza, la risposta dei duri dell'Intifada: "Siamo pronti a scatenare l'inferno contro il nemico sionista", minaccia un comandante militare delle Brigate Al Quds, il braccio armato della Jihad islamica.

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Razzo fa strage all'hotel Palestine (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Pagina 113 Razzo fa strage all'hotel Palestine --> Baghdad Ieri l'assassinio di un alto esponente sadrista a Najaf ha riaacceso lo scontro tra il premier iracheno Nuri al Maliki e il leader radicale sciita Moqtada Sadr, che però ha reagito esortando i suoi sostenitori a "mantenere la calma". E mentre nella notte nel grande sobborgo sciita Sadr City di Baghdad andavano avanti gli scontri tra miliziani sadristi e forze Usa, nel pomeriggio un colpo di mortaio, o forse un razzo katiusha, si è abbattuto sull'Hotel Palestine, uccidendo tre persone e ferendone altre sette. Il colpo ha aperto un grande squarcio nel secondo piano dell'albergo, che è stato sin da prima della guerra il quartier generale della stampa internazionale. Difficile dire da dove sia partito l'attacco, anche se alcune fonti citando testimoni affermano che il razzo, o il colpo di mortaio, è stato sparato da Sadr City, dove vivono due milioni di persone. Nel corso della notte a Sadr City almeno sei persone sono morte in un attacco messo a segno da un aereo senza pilota americano, un drone, che ha sparato un missile Hellfire contro un gruppo di miliziani armati di lanciarazzi e mortaio.

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Sette palestinesi uccisi ieri: è la risposta d'Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

13 morti in 2 giorni, quasi tutti civili. I razzi qassam però continuano a cadere su Sderot. L'attacco generale israeliano su Gaza sempre più vicino E Tel Aviv, in vista dei suoi 60 anni, già pensa al "regalo di compleanno" da chiedere a Bush: o la piena cooperazione nucleare o la difesa satellitare Michele Giorgio Gerusalemme "La risposta ad Hamas sarà tale che non sarà più in grado di continuare a colpire i civili israeliani come fa oggi", aveva annunciato giovedì sera il premier israeliano Olmert incontrando i vertici del suo partito, Kadima. E invece a pagare con la vita le ultime incursioni aeree e di terra israeliane sono stati in maggioranza i civili, frequenti "danni collaterali" della "lotta al terrorismo" che Israele afferma di condurre contro il movimento islamico. Ieri sono stati uccisi almeno sette palestinesi, tra cui quattro ragazzi, uno dei quali aveva appena 12 anni. La rappresaglia scattata dopo il raid compiuto mercoledì da tre gruppi armati palestinesi al valico di Karni - in cui sono rimasti uccisi due civili israeliani e un militante del Jihad - ha provocato almeno 13 morti, tra cui bambini e adolescenti. Ma in questi giorni l'establishment politico-militare israeliano pensa anche al "regalo di compleanno" da chiedere all'amministrazione Bush per i 60 anni dello Stato di Israele. Alex Fishman, firma autorevole di Yediot Ahronot, ha scritto ieri che governo e comandi militari stanno valutando cosa chiedere al presidente uscente, l'alleato più stretto che Israele abbia mai avuto a Washington. "E' il primo leader statunitense che continua ad amarci anche se noi continuiamo ad ingannarlo", ha sottolineato il giornalista. Il "regalo" potrebbe essere l'avvio di una piena cooperazione nucleare con gli Usa, sul modello di quella tra Stati uniti e India, paese che, come Israele, non ha mai firmato il Trattato di non-proliferazione nucleare. Oppure l'accesso permanente al sistema globale di difesa satellitare con cui Washington è in grado di individuare il lancio di un missile in qualsiasi momento in ogni parte del mondo. In attesa di nuovi "regali" americani, le forze armate israeliane prendono di mira Gaza. La giornata ieri è cominciata con l'uccisione di due militanti di Hamas, vicino alla "linea verde". Poco dopo soldati, mezzi corazzati e bulldozer della Brigata Ghivati hanno fatto irruzione a Gaza dove sono entrati in contatto con combattenti palestinesi. Nello scontro a fuoco un bambino di dodici anni, Riad Awasi, è stato colpito allo stomaco ed è morto in ospedale. Altri sei palestinesi sono rimasti feriti. La Ghivati si è spinta fino all'ingresso del campo profughi di Bureji dove ha aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi armati vicino a un'azienda agricola, ferendo però civili, fra cui bambini. Uomini di Hamas, Jihad islamica e dei Comitati di resistenza popolare hanno sparato colpi di mortaio ai quali hanno risposto i carri armati prendendo di mira alcuni edifici. Nel tardo pomeriggio si è appreso che complessivamente ad el-Bureij sono rimasti uccisi cinque palestinesi, tutti civili. Le altre vittime sono state identificate in Jihad Abu Zebed (19), Shihab Abu Zebed (17) e Yussuf al-Maghari (17). L'ultima, rimasta mutilata, ieri sera non aveva ancora un nome. In serata un razzo Qassam palestinese ha colpito la città israeliana di Sderot e colpi di mortaio sono caduti sul kibbutz di Nahal Oz, senza fare vittime. L'invasione completa di Gaza si fa ogni giorno più vicina anche se la prossima festività ebraica della Pessah e le celebrazioni per l'anniversario della fondazione di Israele potrebbero spingere i comandi militari e il governo a rinviarla ancora. Allo stesso tempo i mezzi d'informazione israeliani e i servizi di sicurezza continuano a preparare l'opinione pubblica internazionale all'operazione diffondendo, ormai quasi quotidianamente, "rivelazioni" sulle capacità belliche di Hamas. Secondo un rapporto dell'intelligence militare di Israele, il movimento islamico palestinese avrebbe organizzato nella sua roccaforte Gaza - con l'aiuto di Iran e Siria - una forza di 20.000 uomini ai quali andrebbero aggiunti 6.000 poliziotti e 3-4mila combattenti di diverse forze. Il rapporto parla di "dedalo di tunnel, bunker e corridoi" a Gaza e di decine di razzi katiusha in possesso di Hamas che nei prossimi anni potrebbe mettere sotto tiro un milione di israeliani. Uno scenario che prepara il terreno alla "guerra preventiva" da scatenare contro Gaza.

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LIBRI Bajani Alle 16,30 presentazione del libro di Andrea Bajani Se consideri le colpe&# (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LIBRI Bajani Alle 16,30 presentazione del libro di Andrea Bajani "Se consideri le colpe", edito da Einaudi. Interviene l'autore. Libreria La Torre di Abele, via Pietro Micca 22 Giannella Alle 18 viene presentato il libro "Voglia di cambiare (Chiarelettere)" di Salvatore Giannella. Con l'autore ne parlano Evelina Christillin e Beppe Scienza. Circolo dei Lettori, via Bogino 9 INCONTRI Medicina Alle 15,30 per gli "Incontri con il medico", Marco Guida, specialista in dermatologia, parlerà su "La perdita dei capelli: si può rimediare?". Ingresso libero. Educatorio della Provvidenza, corso Trento 13 SPETTACOLI Don Giovanni Alle 20,30 va in scena l'opera lirica del regista torinese Pasquale Buonarota "Don Giovanni. Dramma giocoso in due atti". Nichelino, Teatro Superga, via Superga 44 Israele-Palestina Va in scena alle 21 lo spettacolo della compagnia Anna Bolens "Shalom Salam", racconto musicale scritto e diretto da Davide Iervolino. Due donne, una israeliana e una palestinese, cominciano un'amicizia con uno scambio di lettere. Ingresso libero. Associazione Piazze dei Mestieri, via Durandi 13 Acqua Alle 21 spettacolo della compagnia Itineraria "H2Oro - L'acqua, un diritto dell'umanità". Ingresso libero. Venaria, Teatro Concordia, corso Puccini Cabaret Ultima serata per lo spettacolo del comico milanese Beppe Altissimi "Mi fai vedere la tua password". Ingresso 12, euro; inizio ore 22,30. Cab 41, via Fratelli Carle 41 La sposa francese E' lo spettacolo portato sul palco da Santibriganti, ideato e diretto da Mauro Piombo, con Maria Augusta Balla, Cinzia Brugnola, Michele Guaraldo, Ettore Scarpa e Costanza Frola. Inizio alle 21; ingresso 10 euro. Settimo Torinese, Teatro Garybaldi, via Garibaldi 4 Marginalia Prosegue la rassegna con lo spettacolo di Ideatro che porta in scena il celebre testo di Tennesse Williams "La gatta sul tetto che scotta". Inizio ore 20,45. Teatro Espace, via Mantova 34 Pirandello Per la rassegna "DruenTeatro", curata da I compagni di viaggio, alle 21 spettacolo de La Cattiva Compagnia "L'uomo, la bestia e la virtù". Ingresso libero. Druento, Salone teatrale parrocchia Santa Maria della Stella, via al Castello 6 MUSICA Trio cameristico Alle 17 "Concerto di primavera" del gruppo cameristico Alchimea, che eseguirà musiche di Bach, Paganini, Bizet, Rota e Morricone. Ingresso libero. Cappella dei Mercanti, via Garibaldi 25 VARIE Bolle di sapone Oggi e domani dalle 14,30 alle 19,30 laboratori e attività dedicati alle "Mille bolle blu". Muse A come Ambiente, corso Umbria 84/90 Rondini La "Festa di primavera" quest'anno è dedicata alle rondini: oggi e domani, dalle 10 alle 19. Ci saranno mostre, riprese in diretta dai midi e informazioni scientifiche, che si alterneranno a momenti musicali, letture di brani teatrali e fiabe africane. Per i più piccoli oggi alle 10,30 e alle 15,30 laboratorio "la rondinella". Borgo Medievale, parco del Valentino, viale Virgilio 107 Quartiere in festa Si terrà domani, dalle 15, con animazioni, spettacoli di clownerie, laboratori e giochi per grandi e bambini: attrazione il toro meccanico. E poi si può partecipare alla "Corrida", iscrivendosi sul posto. Organizza Onda Giovane Salus, info: 011/6618197, corso Sicilia 2/A. Area compresa tra piazza Zara e corso Sicilia 40 Festa di primavera Domani dalle 15 la festa comincia con una passeggiata per raccogliere i luvertin, e prosegue con lo spettacolo itinerante "Storie delle nostre colline": protagonisti Claudio Zanotto Contino e Geraldina la Sommaire. Alle 19 merenda sinoira con le erbe di stagione. Cuceglio Canavese, Santuario della B. V. Addolorata Volontariato Oggi dalle 14,15 l'associazione Oasi, dell'Operazione Mato Grosso di Torino, organizza una festa per bambini e famiglie conclusiva dei laboratori fatti nelle scuole sul tema "Prossima fermata: il volontariato". Giochi e animazioni. Parco Ruffini, corso Siracusa Parchi Domani la Circoscrizione 8 e l'Associazione Parco del Nobile organizzano l'iniziativa "Giornate nei parchi": dalle 10 alle 12 percorso storico ambientale; ritrovo a Villa Abegg in strada San Vito 65. Dalle 15 alle 17,30 invece percorso botanico al giardino roccioso; ritrovo al parco del Valentino. La partecipazione è gratuita; info: 011/3839511. Teatro di strada Domani dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 la compagnia Artò propone uno stage di "Teatro di strada", condotto dall'attore e mimo Vito Garofalo. Costo 60 euro. Sede in via Montevideo 41 A cura di Tiziana Platzer giornonotte@lastampa.it.

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Raid israeliano a Gaza: ucciso un bambino palesinese (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La rappresaglia decisa dal governo Olmert dopo l'attacco di mercoledì al terminal di Nahal Oz. Sono sette le vittime degli scontri, la maggior parte civili Raid israeliano a Gaza: ucciso un bambino palesinese La rappresaglia israeliana per l'attacco di mercoledì scorso costato la vita a due civili non si è fatta attendere. Una decina di carri armati e due bulldozer corazzati sono penetrati ieri per un chilometro nella Striscia di Gaza e quando si sono trovati di fronte a un "muro" di adolescenti che proteggeva il campo profughi di Bureij si è scatenata la battaglia. Dalle case del campo i miliziani di Hamas hanno cominciato a sparare e nel fuoco di risposta sono rimaste colpite decine di palestinesi. Sette di essi, tra cui un bambino di dieci anni raggiunto al petto e all'addome, sono morti. Gli altri tre erano in una casa presa di mira dal fuoco dei carri e degli elicotteri dopo che vi avevano trovato rifugio alcuni guerriglieri. Alcune ore prima due miliziani erano stati uccisi in un raid aereo nei pressi di Khan Younis. Stando a quanto riferito da fonti mediche, le due vittime erano Muhamed e Amil Al Najaf, membri delle Brigate Ezzedin al-Qassam. L'offensiva su Gaza è la riposta all'attacco contro il deposito che, aveva promesso Ehud Olmert, non sarebbe rimasto impunito. Il premier israeliano ha ribadito di considerare Hamas responsabile per tutto quello che accade nel territorio di cui ha il controllo dal giugno scorso e soprattutto per gli attacchi contro Israele. Intanto è polemica sulla promessa non mantenuta di rimuovere i posti di blocco e i checkpoint. Israele si era impegnata con il segretario di Stato americano a rimuovere 50 posti di blocco e un checkpoint, ma a oggi, secondo l'ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari, ne sono stati eliminati 44, la maggior parte dei quali "di nessuna importanza". E dopo il rapporto sull'esercito di Hamas diffuso ieri, si presume che Israele continuerà nella linea dura. Secondo un rapporto in un rapporto divulgato alla stampa dall'Intelligence militare, infatti. un esercito palestinese sarebbe in fase di organizzazione nella striscia di Gaza, sulla base di un progetto elaborato dalla leadership di Hamas a Damasco. Tre successi contribuiscono ad infondere energia a quel progetto: il ritiro israeliano da Gaza (2005), la vittoria di Hamas alle elezioni politiche dell'Anp (2006), il colpo di mano a Gaza (2007). Da quella data Hamas ha marginalizzato al-Fatah, liberandosi così dagli impedimenti interni. Con l'aiuto attivo di Iran e Siria - secondo il rapporto israeliano - avrebbe organizzato una forza di 20.000 uomini. Si tratta, spiegano gli esperti israeliani, della struttura del futuro esercito. L'uomo forte è Ahmed Jaabari. Guida 10.000 membri delle Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas); comanda in persona due brigate, dislocate a Gaza City. Nella striscia di Gaza ci sono altre quattro brigate. Hamas dispone anche di 6mila uomini delle forze di polizia. I miliziani delle diverse forze politiche (tutte succubi del volere di Hamas) sono stimati in 3-4.000, di cui mille della Jihad islamica. Gli esperti israeliani ritengono che se Israele tentasse di riconquistare Gaza, Hamas non opporrebbe nella fase iniziale un'opposizione particolarmente tenace, per intrappolare i soldati in zone fittamente abitate, dove dovrebbero confrontarsi anche con decine di kamikaze. Nel frattempo Hamas utilizzerebbe la sua capacità di colpire duramente le retrovie israeliane. Già oggi avrebbe decine di razzi Katyiuscia capaci di colpire Ashqelon. In futuro tale capacità offensiva è destinata ad aumentare fino a coinvolgere nel conflitto anche gli abitanti di Ashdod, Kiryat Gat e Beer Sheva. 12/04/2008.

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ROMA - Speravamo di più, ma temevamo di peggio: e quindi il curioso 1 a 1 con cui si &# (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di MARCO DE MARTINO ROMA - Speravamo di più, ma temevamo di peggio: e quindi il curioso 1 a 1 con cui si è chiusa la prima giornata di Coppa Davis in Croazia non è poi una pietra tombale sulle speranze azzurre. Abbiamo sempre 35 possibilità su 100, non di più, ma almeno abbiamo ritrovato un giovane di talento, Simone Bolelli, 22 anni, 57 del mondo e in progresso, che tra l'altro è mezzo romano visto che da due anni si allena nell'Academy di Claudio Pistolesi sull'Aurelia. Si temeva che Bolelli potesse uscire tumefatto dal match di wrestling e pallate contro lo spilungone Karlovic: invece, nonostante il tennista più vicino a Frankenstein gli abbia sparato in faccia la bellezza di 26 ace e 23 servizi vincenti, il Nostro è venuto a capo dell'incontro con una solidità e una essenzialità sorprendente. Karlovic ha avuto quattro palle break e anche un set-ball nel primo set, ma Bolelli ha retto e poi ha giocato in maniera impeccabile i punti importanti del secondo e terzo set. In due ore e mezzo di gioco ha fatto di tutto: è andato a rete per anticipare l'avversario, ha comandato gli scambi da fondo, ha incassato senza tossire molte molte sberle, e si è scansato bene quando i missili di Karlovic hanno preso a veleggiare verso le tribune (40 errori gratuiti, una valanga). A metà del secondo set, al terribile dioscuro croato si è bloccato il ginocchio; in realtà gli era già andato in tilt il cervello e Super Bol, come lo chiamano gli amici, è stato bravo a mandarlo negli spogliatoi il prima possibile. Bolelli aveva esordito in Davis proprio un anno fa, perdendo in maniera sciagurata contro il sedicente giocatore israeliano Noam Okun (oggi numero 266...). Dunque, il fatto che ieri abbia battuto il numero 18 del mondo e superato l'esame più importante della sua vita, incoraggia. "Karlovic ha un servizio davvero pazzesco - ha detto Bolelli alla fine - ma sono stato bravo a non lasciargli mai l'iniziativa". Bolelli, in carriera, non aveva mai battuto un giocatore tra i primi venti. E' la Davis, ragazzi, una lavatrice che centrifuga emozioni e pronostici, tanto che subito dopo il numero uno azzurro Andreas Seppi, numero 45 del mondo, è stato tritato in tre set da Mario Ancic, numero 54, che però ha giocato come quando era numero 7 nel 2006. Non c'è stato nemmeno un attimo in cui si è avuta l'impressione che il match potesse girare. Oggi si gioca il doppio, Ancic-Cilic contro (probabilmente) Starace-Cipolla. Ci vorrebbe un miracolo grande come la cattedrale di Dubrovnik. Risultati: Bolelli b. Karlovic 7-6 (7), 6-3, 6-4. Ancic b. Seppi 6-2, 6-4, 7-5. Tv: Oggi diretta RaiSat dalle ore 13.

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SCRITTURA nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e non tan (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di RITA SALA SCRITTURA nobile, dolore autentico, eleganza e buon gusto rimandano in platea non solo e non tanto immagini, colori, atmosfere, bensì sapori e odori. E Ferrara, quella israelita di Giorgio Bassani, di nebbioline ed acque, portici e muri, prunalbo, case turrite, biciclette, vocali aperte e grasse botteghe, ti arriva addosso intera, una, ma piena di diversità. Avverti il profumo della Micol dei Finzi Contini e della sua stanza in cui i calici di opaline si affastellano gli uni sugli altri; l'aroma di bucato degli abiti chiari dei suoi partner di vita e di tennis, Ruggero detto Geo, il fratello Alberto, l'amico Giampiero; l'olezzo di resina che viene dal grande giardino; il fetore dei vagoni sui quali gli Ebrei ferraresi, anche quelli di fede fascista, vengono deportati. E, su tutto, il gusto dolceamaro dello sperma, quello mai versato per amore, quello sparso per sfregio, quello strappato con la violenza. Il tormentato seme della stirpe che Tacito definisce proiectissima ad libidinem gens. Il romanzo di Ferrara tra le Storie Ferraresi e i Finzi Contini di Tullio Kezich, dalle opere di Giorgio Bassani, regia di Piero Maccarinelli (al Palladium fino al 27 aprile) è il punto d'arrivo di un progetto che Artisti Riuniti, con la consulenza scientifica della Fondazione Bassani, ha realizzato cooptando l'Eti, la Fondazione Romaeuropa-Palladium e la Direzione generale dello Spettacolo dal vivo del Ministero. Tutti gli attori del cast hanno vinto un concorso che ha offerto occasione di approfondimento e di lavoro ai diplomati degli ultimi cinque anni dell'Accademia d'Arte Drammatica e del Centro Sperimentale di Cinematografia. Estremamente pertinenti allo spazio che le ospita, le scene di Paola Comencini collocano figure e situazioni, tutte scaturite da una condizione onirica in cui il tempo cronologico si annulla, sui differenti livelli di uno "scalone" proiettato verso il fatale Giardino. Maccarinelli può così muovere i personaggi su strisce diverse che denotano, insieme, ambienti e momenti, regalando allo spettacolo, senza snaturarlo, anche un passo cinematografico. Teatralissima, per contro, la carnalità dei singoli: Geo, alter ego di Bassani, che torna dal campo di sterminio, trova, riconosce, rimpiange, infine fugge dalla Ferrara "città chiusa" cui l'orrore delle leggi razziali del 1938 sembra non appartenere più (sobrio e molto incisivo Andrea Monterosi); Micol sognante e fuggitiva (bella, Federica Vincenti, e ambiguamente ignara come vuole il ruolo); Anna della farmacia, prostituta per strazio e per tigna (Veronica Gentili, romana che sa riprodurre il piglio sanguigno e la parlata della "bassa"); Clelia la socialista (Elisa Amore). E tutti gli altri, vestiti alla perfezione da Sabrina Chiocchio. Anche Bassani era in platea, c'è da scommetterlo, e applaudiva forte assieme agli spettatori. Questo spettacolo è proprio "suo".

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Al via la nuova campagna Dainese (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-12 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Al via la nuova campagna Dainese D ainese e Valentino Rossi ancora insieme per la nuova campagna istituzionale del “diavoletto rosso” firmata da Toni Thorimbert. Grande novità della campagna in corso la presenza di Alessia Piovan, giovane volto del cinema italiano, voluta da Andrea Molaioli per il suo primo lungometraggio, “La ragazza del lago”. La scelta di affiancare un volto femminile al campione di Tavullia fa parte della strategia di comunicazione di Dainese nel 2008. Il marchio, universalmente riconosciuto nel mondo racing e dagli sportivi più appassionati, intende comunicare i suoi valori a un pubblico sempre più ampio, primo fra tutti quello femminile. “Dainese. Stile di vita” è il titolo del nuovo concept: gli scatti ritraggono Valentino e Alessia in quattro momenti di vita quotidiana, in cui però indossano con estrema disinvoltura tute racing, giacche di pelle dall'alto contenuto tecnologico e protezioni. Il fotografo, Toni Thorimbert, ha giocato sui contrasti, ricreando un'ambientazione calda e accogliente, come il più intimo focolare domestico, a contrappunto dell'abbigliamento tecnico dei due protagonisti. Valentino Rossi ha saputo interpretare il suo “stile di vita” con l'ironia e il carattere che lo hanno reso un'icona a livello internazionale. La location scelta per gli scatti è il Mulino 503 a Vicenza, un antico mulino del '600 completamente ristrutturato che in questi anni è stato scelto come suggestiva location di mostre di arte contemporanea di artisti internazionali, tra cui l'israeliano Ron Arad.

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ROMA - Giuseppina Pasqualino, la milanese di 33 anni sparita in Turchia il 31 marzo, è stata tr (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ovata morta senza vestiti a Gebze, a un'ora d'auto da Istanbul. La notizia è stata diffusa nella notte dal sito internet della tv turca Ntv. Sarebbe stato arrestato anche un uomo reo confesso. Lui avrebbe caricato la donna in una stazione di servizio, l'avrebbe uccisa, bruciati i documenti e seppellita. L'omicida ha guidato la polizia. Durante tutta la giornata di ieri la sorella Antonietta e il fidanzato Giovanni Chiari avevano proseguito le ricerche. Due giorni fa erano arrivati ad Ankara seguendo ipotetiche tracce di Giuseppina, che, come artista, si era scelta il nome di "Pippa Bacca". Era partita da Milano con un'amica l'8 marzo: viaggio in autostop, vestite da spose. La destinazione era Israele, nei territori palestinesi, in una sorta di "performance itinerante", come l'aveva definita attraverso i Paesi balcanici e il Medio Oriente. Nipote dell'artista Piero Manzoni aveva scritto del viaggio sul suo sito: "Indosseremo questi vestiti perché la sposa è luce generatrice di vita e pace".L'ultimo avvistamentoè stato quello di un benzinaio che l'ha vista in attesa di un passaggio ad una stazione di servizio.

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La <fatwa alcolica> agita l'Islam (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-12 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Precetti Lo Sheikh Qaradawi approva la "modica quantità". Le repliche: "Così confonde la gente" La "fatwa alcolica" agita l'Islam Un teologo: permesso bere a piccole dosi. E scoppia la polemica Il Corano, in vari versetti (II:219, IV:43, V:90, LII:23), proibisce in effetti il vino in quanto inebriante "Il giorno in cui morrò sotterrami presso una vite, che le sue vene m'innaffino l'esanimi ossa", scriveva a Bagdad nel IX secolo il grande poeta abbaside Abu Nuwas, noto soprattutto per le sue "odi bacchiche" (e omosessuali). E il celeberrimo Omar Khayyam, scienziato e autore delle "Quartine ", duecento e passa anni dopo cantava: "Godetevi il vino e le donne, non temete: Dio è compassionevole". Un Dio musulmano (anzi "il Dio", come Allah significa in arabo), che anche oggi - in tempi certo assai meno tolleranti - sarebbe relativamente "compassionevole " con chi vede nell'alcol non solo un simbolo di estasi mistica. O almeno così pensa Sheikh Yusuf Qaradawi, controverso teologo egiziano che vive in Qatar (dove ha un programma fisso su Al Jazeera), vicino ai Fratelli musulmani e considerato estremista da molti in Europa (e non solo) ma troppo soft da wahhabiti e salafiti. Respinto poche settimane fa dalla Gran Bretagna (nel 2004 una sua visita aveva creato grandi polemiche, anche per l'accoglienza trionfale del sindaco di Londra Ken Livingstone, che lo paragonò a Papa Giovanni), è autore di varie fatwa che hanno fatto molto discutere. L'ultima, di questi giorni, riguarda appunto l'alcol: "Non c'è nulla di sbagliato nel consumare bevande che ne contengano una percentuale minima - ha scritto lo sheikh 80enne sul quotidiano di Doha Al Arab -. In una proporzione di 5 a mille, ovvero lo 0,5 per cento, soprattutto se le bevande vengono prodotte con tecniche naturali, sono halal, permesse ". Quantità quasi ridicole se si pensa che una birra ha come minimo il 3,6 per cento di gradazione alcolica. E infatti Qaradawi - che sul suo sito IslamOnline sforna ogni giorno numerose opinioni (fatwa, appunto) su come interpretare i sacri testi - rispondeva così a chi gli chiedeva la liceità delle bibite energizzanti diffuse ormai ovunque. Alcoliche solo in parte minima, come lo è - tra l'altro - la sobia: una bevanda (di gusto discutibile) fermentata dal grano o dal malto, prodotta artigianalmente da secoli (e ancor oggi venduta tra privati) proprio nelle città sante della Mecca e di Medina. I luoghi, in teoria, più privi di alcol del pianeta. Eppure, quasi quanto i pareri politicamente estremisti di Qaradawi sui kamikaze in Israele ("resistenti e martiri") o quelli teologicamente tolleranti sugli sciiti ("fratelli di noi sunniti"), anche la fatwa alcolica ha iniziato a creare scompiglio. "Confonderà la gente, sarebbe stato meglio evitarla - ha già scritto Abdullatif Al Mahmud, direttore del giornale di Doha Ash Sharq - E questo perché nè il Corano nè la Sunna (i detti e i fatti di Mohammad) definiscono la "minima quantità" che può essere permessa". Il Corano, in vari versetti (II:219, IV:43, V:90, LII:23), proibisce in effetti il vino in quanto inebriante. Ma nei secoli tale divieto è diventato in molti Paesi (come Arabia, Libia o Sudan) assoluto. In teoria, ovviamente: il consumo "segreto" è alto ovunque. E in altri Stati (come Egitto, Marocco o Libano), la produzione locale di birra e vino non incontra problemi, anzi è in aumento (dalla birra egiziana Stella ai grand cru marocchini). Dopo un periodo "proibizionista" negli anni Ottanta, moltissimi soprattutto tra i giovani sono tornati a bere senza nemmeno nasconderlo. "Il fatto che Qaradawi ammetta una quantità seppur minima d'alcol è un segnale - commenta Paolo Branca, professore di arabo e islamistica alla Cattolica di Milano - Anche i teologi si rendono conto che molti musulmani, soprattutto se vivono in Occidente, hanno serie difficoltà ad osservare norme troppo rigide. La macellazione rituale, ad esempio, non è più così seguita, almeno in Europa ". Ma finora, continua Branca "un vero dibattito tra teologi non c'è stato sull'alcol. E almeno in teoria, "i musulmani si dividono oggi drasticamente tra il no assoluto e il sì". La fatwa di Qaradawi, per simbolica che sia la quantità ammessa, potrebbe ora segnare una svolta. Cecilia Zecchinelli.

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ANGELA MERKEL IN ISRAELE L'EREDITÀ DEL PASSATO (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-12 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano ANGELA MERKEL IN ISRAELE L'EREDITà DEL PASSATO Ho letto sul Corriere l'articolo di Danilo Taino, corrispondente da Berlino, sul libro "Le Benevole" di Jonathan Littell. In questo libro l'autore afferma che lo sterminio nazista non fu compiuto da pochi capi, psicopatici o sadici, ma da buona parte della volenterosa popolazione tedesca. Questo articolo mi ha fatto venire in mente un incontro, a metà degli anni '70, con alcuni ragazzi tedeschi in vacanza sul Lago di Garda. Erano studenti liceali, abitanti a Monaco di Baviera. Parlando con loro in inglese scolastico, mi dissero, tra le altre cose, che a scuola non si parlava di quanto avvenuto durante gli anni di Hitler, nemmeno dei campi di concentramento (vicino c'è il campo di Dachau). Forse solo ora la Germania sta veramente elaborando il male commesso. Forse bisognava aspettare che arrivassero le generazioni nate dopo la II Guerra Mondiale, più obiettive su quanto accaduto. Anche la recente visita della Cancelliera Angela Merkel in Israele forse ne è un esempio. Emanuela Bassan Badia Polesine (Ro) Cara Signora, L' ignoranza del passato, che lei ha riscontrato conversando più di trent'anni fa con alcuni liceali tedeschi, fu in realtà un fenomeno europeo. Per molti anni, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, le scuole adottarono gli stessi manuali che erano stati usati negli anni precedenti e i docenti evitarono generalmente gli avvenimenti più critici e controversi del Novecento. Vi furono alcune interessanti iniziative franco-tedesche e tedesco- polacche per la preparazione di testi scolastici in cui la prima e la seconda guerra mondiale sarebbero state raccontate da un punto di vista distaccato e neutrale. Ma l'insegnamento della storia fu generalmente "patriottico ", vale a dire ispirato dalla convinzione che era meglio non mettere troppo in evidenza le colpe e gli errori del proprio Paese. La rottura avvenne con i movimenti studenteschi degli anni Sessanta in tutte le democrazie occidentali e fu generazionale. La rivolta contro i padri divenne rapidamente un processo ai valori, ai miti, alle credenze del passato recente e al modo in cui gli stessi padri avevano attraversato i maggiori avvenimenti del secolo. Gli americani cominciarono a parlare della sorte toccata agli indiani durante la grande corsa all'ovest della seconda metà dell'Ottocento. Gli inglesi cominciarono a interrogarsi sulla natura "rapace" del loro imperialismo. I francesi e gli italiani tirarono fuori dagli archivi le pagine meno nobili e le imprese meno confessabili del loro colonialismo. E i tedeschi cominciarono a fare i conti con la loro storia. è questo il momento in cui il genocidio ebraico della Seconda guerra mondiale e le leggi razziali adottate da alcuni Paesi, fra cui l'Italia, assumono maggiore evidenza e provocano dibattiti nazionali in quasi tutti i Paesi europei. Naturalmente i maggiori effetti di questa tendenza cominciarono ad avvertirsi nelle scuole soltanto quando i giovani del '68 divennero a loro volta docenti e cominciarono a insegnare una storia alquanto diversa da quella che era stata insegnata negli anni precedenti. I liceali tedeschi che lei ha incontrato, cara Signora, sono forse gli ultimi educati "all'antica". Da allora il clima delle scuole tedesche è certamente cambiato. La visita del cancelliere Angela Merkel in Israele e il suo discorso alla Knesset (il parlamento israeliano) appartengono quindi a questa tendenza introspettiva e penitente delle società europee durante gli ultimi decenni. Ma potrebbero anche essere una delle sue ultime manifestazioni. Il discorso di Angela Merkel è parso a parecchi tedeschi troppo filo israeliano. La SÜddeutsche Zeitung, il grande quotidiano di Monaco, ha scritto che "i tedeschi devono fare attenzione a non commettere l'errore del presidente George Bush ed essere parte nel processo di pace. La signora Merkel deve mantenere la sua indipendenza e criticare Israele direttamente per la sua politica di occupazione e di insediamenti. Un vero amico dice la verità". Dal canto suo, Bild, il quotidiano popolare che vende alcuni milioni di copie, ha fatto presente che la solidarietà verso lo Stato ebraico potrebbe dimo-strarsi pericolosa e imporre a Berlino, un giorno, di prendere le difese di Israele: "A Gerusalemme il discorso della signora Merkel non sarà dimenticato. Chi si dice così dichiaratamente amico e alleato dello Stato ebraico deve sapere che le sue parole sono prese alla lettera". Queste reazioni non significano che la Germania stia dimenticando le sue responsabilità. Tutte le sue iniziative, dall'apertura a Berlino di un grande museo ebraico alla costruzione di un enorme memoriale dedicato all'Olocausto, dimostrano che la Germania è consapevole delle proprie responsabilità. Ma anche in Germania, come in altri Paesi, è oggi più diffuso il convincimento che le critiche della politica israeliana non possano essere considerate manifestazioni di antisemitismo.

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Droga ai ragazzi israeliani, l'arma segreta di Hezbollah (sezione: Israele/Palestina)

( da "Libero" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri 12-04-2008 Droga ai ragazzi israeliani, l'arma segreta di Hezbollah di MAURIZIO STEFANINI Hezbollah sta riempiendo di droga Israele non solo per autofinanziarsi, ma anche per distruggere lo Stato ebraico dall'interno. Lo denunciano le autorità di Gerusalemme, che hanno infatti lanciato una campagna antidroga con poster sui muri e annunci sui giornali "Quel che spera è di distruggerci dall'interno", dice una scritta: accanto all'immagine dello sceicco Sayed Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, che esce fuori da un narghilè, a mo' di genio malefico della lampada. "Smettete di sballarvi, perché state finanziando il terrorismo". Il concetto è spiegato anche meglio in un'intervista al Jerusalem Post, da un portavoce di quell'Autorità antidroga che dipende direttamente dal primo ministro Ehud Olmert. "Ogni volta che voi comprate droga, entrare a far parte di una catena. Questo commercio alimenta le cellule terroriste e di spionaggio all'interno stesso di Israele. Procura del denaro alle attività di Hezbollah". Su questa vera e propria "minaccia strategica" il Jerusalem Post ha pubblicato anche delle cifre, fornite dalla stessa Autorità anti-droga. Il giro d'affari complessivo sarebbe di 7 miliardi di shekel, pari a 1,27 miliardi di euro: "Tre tonnellate di cocaina, quattro tonnellate di eroina e 20 milioni di pasticche di ecstasy e di Lsd" all'anno. E ci sarebbe poi un centinaio di tonnellate di marijuana, che però non arriva dal Libano ma dal Sinai, dove è coltivata clandestinamente. Data la differente provenienza e redditività, per la canapa indiana piuttosto che a un complotto politico bisogna pensare ai piccoli contadini egiziani in cerca di guadagni. Qualcuno nella setssa Israele ha parlato di "paranoia", ma i servizi e l'Autorità antidroga rispondono che ci sono prove ben precise. Lo scorso 27 marzo, ad esempio, il maresciallo Louai Balut è stato condannato da un tribunale militare dell'Alta Galilea per aver venduto informazioni a Hezbollah in cambio di aiuti per trafficare droga. Ci sono anche testimonianze sul fatto che la stessa Hezbollah sta cercando di corrompere soldati israeliani di origine drusa o beduina. Sono due comunità che, a differenza della maggioranza dei cittadini arabi israeliani, fanno il servizio militare: obbligatorio, come gli ebrei e i circassi, i drusi; volontario, come i cristiani, i beduini. Per di più, i drusi sono tradizionalmente favoriti nel reclutamento per la guardia di frontiera e i beduini per quelli nel deserto: dunque, sono "quinte colonne" che potrebbero chiudere un occhio in punti cruciali delle rotte clandestine. C'è pure il caso di Elchanan Tannenbaum: un uomo d'affari israeliano che fu rilasciato il 29 gennaio 2004 da Hezbollah, in cambio di 435 prigionieri arabi detenuti in Israele. Ex colonnello dell'esercito e tuttora ufficiale della riserva Tannenbaum nell'ottobre del 2000 era stato attirato da emissari di Hezbollah a Dubai, con la falsa promessa di ricevere una quantità di droga in cambio di informazioni. Nello scambio del 2004, mediato dalla Germania, erano entrati nel conto anche i cadaveri di tre soldati israeliani, uccisi in un'imboscata presso il confine tra Israele e Libano. Passato direttamente dal cercere di Hezbollah a quello israeliano e poi messo sotto processo, Tannenbaum riuscì a ottenere l'immunità in cambio di una piena confessione. E nel dicembre del 2006 ha appunto ammesso che in realtà non era stato sequestrato a Dubai come si era sempre pensato, ma che si era recato in Libano di propria spontanea volontà proprio per perfezionare un narcoaffare da cui si aspettava di ottenere 200.000 dollari. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

RICERCA SU PALESTINA, ISRAELE, TORINO La violenza in contesti difficili Aiuti e suggerimenti alle donne "Violenza di genere in contesti difficili. Palestina, Israele, Torino": è questo il titolo del progetto di ricerca, organizzato dal Cirsde, che verrà presentato martedì 15, alle 17, presso la sala lauree di Scienze Politiche in via Verdi 25. L'obiettivo dello studio è favorire, attraverso scambi internazionali e utilizzando una metodologia partecipativa, la costruzione di politiche attente alla salute delle donne nell'area mediterranea, con riferimento al tema della difesa attiva nelle situazioni a rischio di violenza sociale e familiare. La ricerca durerà un anno e avrà come momento topico un confronto, che si svolgerà ad ottobre a Torino, tra operatori che lavorano nelle realtà di Gaza e Haifa. Nell'incontro di martedì 15, Diana Carminati offrirà un'analisi del contesto dell'occupazione nei territorio palestinesi; Elisabetta Donini relazionerà sul progetto Epic (European Palestinian and Israeli Cities) al cui interno si inserisce la ricerca; Franca Balsamo affronterà le ricadute che il conflitto in Medio Oriente ha sulla condizione femminile. Concluderà Chiara Einaudi che entrerà nel dettaglio del progetto di ricerca, spiegandone programma e metodologie. \.

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L'incredibile estate 1943 di Saint Martin (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La storia Un film ricorda il "rifugio" degli ebrei L'incredibile estate 1943 di Saint Martin BRUNO MONTICONE CANNES In un certo senso è stata la prima "terra promessa". Durata lo spazio di un mattino. Una storia. Bella e triste. La storia degli ebrei rifugiati, dal marzo al settembre del 1943, a Saint Martin Vesubie, nel Mercantour, nell'alto entroterra di Nizza e Montecarlo. C'erano la guerra e le persecuzioni degli ebrei. Ma in quel villaggio, a mille metri di altezza, circa 1200 ebrei vissero mesi di apparente serenità. Protetti - incredibile ma vero - dai soldati della 4ª armata italiana che occupava il sud della Francia. Soldati dell'Italia fascista. Storia per certi versi incredibile. Raccontata, ieri, in un documentario ("Le temps d'un été") presentato al Mip-Tv di Cannes. Lo ha "firmato" il regista Andrè Waksman. Aveva pochi mesi di vita quando, con i genitori, visse a Saint Martin Vesubie in quel periodo buio. Il documentario ha riproposto la vicenda. Mai dimenticata. Molti abitanti del villaggio furono, addirittura, proclamati "Giusti di Israele" per l'aiuto dato agli ebrei. Tutto iniziò nel marzo del 1943. Saint Martin de Vesubie, tranquillo luogo di villeggiatura, aveva circa 1500 abitanti. In pochi giorni arrivarono quasi 1200 ebrei. Si sistemarono in alberghi, pensioni, case private. Sotto gli occhi dei soldati italiani che occupavano il villaggio (un caso emblematico di "Italiani brava gente", questione da sempre discussa). "I militari li proteggevano - ha ricordato, in una testimonianza, Marguerite Franco, una dei "giusti di Isreale" - I gendarmi di Petain venivano a cercarli per mandarli a Drancy e di lì ad Auschwitz, ma gli italiani rispondevamo di non farsi più vedere. Avrebbero usato il mitra se necessario. Non avevano paura dei tedeschi, Si sentivano protetti da Roma". C'erano feste negli alberghi con italiani ed ebrei, sfociarono amori con le ragazze, si parlava yiddish, si festeggiavano nascite e matrimoni. Un mondo a parte. Che finì l'8 settembre. Quando gli italiani lasciarono precipitosamente il villaggio e arrivarono le SS. Molti ebrei fuggirono al seguito della 4ª armata attraverso le montagne. Molti (almeno 500) furono catturati a Borgo San Dalmazzo, poi deportati. Altri riuscirono a nascondersi, aiutati dagli abitanti del paese, fino all'arrivo degli americani.

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