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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL  20-22 giugno 2008      #TOP



Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (105)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

Informazioni riservate su soldi e case dei capi. Indagato De Zan ( da "Corriere.it" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "

Spaccio di eroina e fumo in cinque hanno patteggiato ( da "Corriere delle Alpi" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il tempo di registrare almeno 30mila conversazioni telefoniche intercettate su una trentina di utenze cellulari (che cambiavano in continuazione), prima di chiedere al gip di far scattare le manette. L'organizzazione faceva capo a Trevisan, che aveva messo in piedi una rete di fornitori che gestiva uno smercio legato ad una quarantina di persone fra i 24 e i 30 anni.

In sette giorni pronto il lodo-schifani bis - liana milella ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stretta sulle intercettazioni, norma salva-premier, ora il lodo. Come una macchina schiacciasassi il Cavaliere va avanti. Anche se dal Quirinale gli arrivano segnali di profonda irritazione, se dal Csm bocciano le sue leggi, se dentro il Pdl cova il dissenso, se l'opposizione cerca di convincerlo al passo indietro.

Arrestato per spaccio, salta la seconda prova - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I carabinieri di Strambino lo hanno intercettato mentre effettuava una manovra inconsueta, forse per evitarli, e così hanno pensato di passare dall'osservazione all'azione. Lo hanno seguito fino al piazzale del mercato di Caluso, a duecento metri dalla scuola. E hanno avuto la prova che i loro sospetti erano fondati: nell'auto, infatti,

Clandestini assunti era falso: denunciato ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e pedinamenti gli agenti hanno scoperto che l'odontotecnico aveva presentato richiesta di assunzione presso un Caaf dell'Acli per due cittadini marocchini in cambio di tre mila euro. Ed è stata proprio la collaborazione del personale del Caaf che ha permesso di accertare che l'uomo aveva venduto agli stranieri false dichiarazioni di assunzione per ottenere il permesso

Rifiuti radioattivi - lucio forte ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Pagina XV - Palermo RIFIUTI RADIOATTIVI LUCIO FORTE Lunedì 20 giugno 1988. L'Ars ha chiesto al presidente del Consiglio De Mita la verità sui container di rifiuti radioattivi intercettati a Lentini.

Casal di principe attende la resa "il vuoto intorno a bidognetti" - dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il salotto ospita dieci monitor per le intercettazioni. Si cucina in sede: per evitare contatti con l'esterno e farsi riconoscere. Prudenza. Le trasmissioni in diretta trasferite dalla piazza alla sala interna dell'ex villa di Walter Schiavone, confiscata anche questa. Niente pubblico.

Torniamo in Piazza ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: A me sembra che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza (con l'emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche. segue a pagina 27.

Chiamate l'ambulanza ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: - Intercettazioni. L'altra clinica degli orrori, la S. Rita di Milano, dove si squartavano i pazienti, è stata scoperta dai giudici e raccontata dai giornalisti grazie alle intercettazioni. Con la nuova legge voluta da S.B. in nome della sicurezza, non sarebbe stata mai scoperta né raccontata.

Torniamo in piazza ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: in politica la scelta dei tempi è cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni, che fa strame del principio secondo cui "la legge è eguale per tutti", e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di establishment, la scadenza per una manifestazione è dettata dal calendario parlamentare.

Leggi su misura per il suo business ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ricorda le polemiche con i giudici sulle intercettazioni e, di queste ore, sul cosidetto emendamento salva premier. Concludendo che attacchi ai giudici e leggi ad personam, il premier italiano sta raccogliendo risultati per se stesso e per il suo business. Due mesi dopo aver vinto le elezioni - scrive il settimanale - Berlusconi ricomincia ad affrontare i nodi-

Mensopoli entra al san martino - marco preve ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nato dalle centinaia di intercettazioni telefoniche, dai colloqui ascoltati dal novembre 2007 fino allo scorso 21 maggio, giorno degli arresti. Mensopoli sembra sconfinare oltre la Liguria e tre Procure adesso se ne occupano. Oltre al pm Francesco Pinto sono al lavoro su questo filone la procura di Vicenza, la città dove la società di ristorazione ha la sua sede legale ed operativa,

Truffe al computer, spunta la cosca - franca selvatici ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: fra cui 80 milioni di franchi svizzeri) e trovare compratori per quadri (Burri, Campus, addirittura un Van Gogh) presumibilmente rubati. Grazie alle intercettazioni, è stato scoperto l'omicidio di uno del gruppo, Salvatore Conte, vittima di un regolamento di conti interno. Menzo è stato arrestato in marzo per l'omicidio.

"fra cinque anni passeremo momenti indelebili ma spero di poter fare l'amore con te prima" ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettato) dalla polizia sotto casa di un'altra tredicenne (conosciuta sempre in chat) proprio un attimo prima di salire con lei nella sua stanza. Proprio tenendo conto dei loro trascorsi, il gip Milena Zavatti che ha convalidato l'arresto dei due, nell'ordinanza di custodia cautelare sottolinea come: "Si tratta di soggetti che mostrano una precisa propensione per le minorenni,

Uccisa perché voleva uscire dal giro - giovanni di benedetto ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sarebbero stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e da una serie di contraddizioni. Nella memoria del cellulare di Giuseppe Gallone, per esempio, fu trovata una foto sexy della vittima scattata nella tavernetta dell'uomo, nonostante lui avesse detto alla polizia di non conoscere la donna.

Il giovane "witness" diventa giustiziere ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ha intercettato uno stupratore. Il giovane crede di aver trovato la sua vocazione; poiché la polizia scoraggia i dilettanti, si autoproclama giustiziere della notte, mena il dealer locale e fa di peggio a uno scippatore. Dall'andamento iniziale di commedia, Gardener of Eden vira gradualmente verso il dramma - ma restando indeciso sul tono da tenere -

<Adescata in chat da due uomini Violentata ragazzina di 13 anni> ( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Anche in questo caso le intercettazioni telefoniche sono state preziose. è grazie alle telefonate che la polizia è risucita a sapere che, il 18 aprile scorso, Di Caro aveva preso un appuntamento con un'altra minorenne bolognese. Gli agenti l'hanno pedinato: l'incontro è avvenuto davanti a una scuola media di Bologna, poi i due si sono diretti a casa di lei,

<Ai domiciliari? Ma così salta la vacanza> E sua madre: sono piombata in un incubo ( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che ha 22 anni e che nella vita non fa praticamente nulla- pende l'accusa della ragazzina (che l'ha tirato in ballo spontaneamente durante l'interrogatorio davanti alla polizia), ma pende anche l'episodio del 18 aprile, quando la polizia (che lo stava intercettando) l'ha colto in fallo mentre agganciava una ragazzina davanti a una scuola. A. Esp.

La vera priorità: l'autonomia di politici e giudici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: esigenza di arrestare un fenomeno che su queste colonne ho definito spesso incivile, ossia la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, anche quelle incongrue e che coinvolgono soggetti del tutto estranei, si sta riducendo al tentativo di imporre la mordacchia ai cronisti. Che è come prendersela col testimone per aver assistito al reato. salvatore.

Operazioni fuori conto, prima chiamata il 30 giugno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettare quelle occasionali poste in essere con la clientela al di fuori di un rapporto continuativo o con mezzi di pagamento diversi da quelli già intercettati dal sistema bancario. A differenza di quanto avviene per i rapporti finanziari per cui va comunicata apertura e chiusura, l'esistenza di un'operazione extraconto e i dati identificativi di chi la pone in essere vanno

Sì del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-20 - pag: 22 autore: INTERCETTAZIONI Sì del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali Il Parlamento svedese ha approvato una legge che autorizza le autorità a controllare email e traffico telefonico internazionale. Alla notizia dà grande rilevanza il sito della Bbc.

Imprese a caccia di nuovi buyer grazie a W-Woman ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: tempi sempre più rapidi della moda sono il segnale che sta cercando di intercettare Pitti W-Woman precollection. "Le date per le collezioni donna e uomo, che prima erano diverse, si stanno avvicinando – spiega Gianna Fantoni di Annapurna, che dalla donna ottiene il 65% dei ricavi e che è presente alla rassegna fiorentina con la collezione 5+ 1,più trendy e colorata –

Delitto di Mez, chiusa l'indagine: <Tre gli assassini> ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Verbali, intercettazioni, perizie riempiono 18 faldoni e raccontano sette mesi di inchiesta. Ma tra quelle carte non si rintraccia il movente del delitto, né si individua chi abbia stretto le mani intorno al collo di Mez colpendola poi con almeno tre coltellate.

Blair: <L'intesa Israele-Hamas indebolisce l'Iran> ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: lo riportava dal World Economic Forum in Egitto è stato intercettato dai jet israeliani che non l'avevano identificato (e soprattutto non avevano identificato il prestigioso passeggero). Che da pendolare della diplomazia globale, si muove tra un continente e l'altro, tra l'impegno per la pace in Medio Oriente e quelli da consulente con la JpMorgan o la finanziaria svizzera Zurich.

Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie ROMA - Temeva di essere intercettato il faccendiere Rodolfo Grancini, l'uomo che secondo la Procura di Palermo pilotava i processi in Cassazione per conto dei boss mafiosi, considerato il crocevia del patto tra massoni ed esponenti di Cosa Nostra emerso dall'indagine siciliana.

Autoporto di Gorizia al raddoppio ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non a caso abbiamo già in mano un accordo con le ferrovie slovene per la realizzazione, subito oltre confine, di un nuovo ingresso alla nostra piattaforma di scambio gomma- rotaia che ci permetterà di intercettare nuovi flussi di vettori provenienti da est e diretti verso ovest".

Consorzio di Bonifica Agro Veronese ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 07 Consorzio di Bonifica Agro Veronese Indirizzo: Ufficio amministrativo- Stradone S. Fermo- 37121 Verona (VR) Oggetto: Pubblico incanto. Lavori di sistemazione della rete irrigua e di scolo intercettata dalla variante SS n. 62 della Cisa- CIG 0163693BB9. CUP: I83J06000050005. Categoria: OG6 (IV 2.582.284) 9 Luglio.

SFIDA DELLA LEGA AL GOVERNO. RIFIUTI, BOSSI VOTA CON L'OPPOSIZIONE - MUTUI SUBPRIME, MAXI-RETATA A WALL STREET - L'ACCUSA DI ALEMANNO. 'BUCO DA 10 MILIARDI, VELTRONI OCCULTAVA I DA ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: In un riquadro: "'Quando intercettavamo noi'. Ayala racconta i tempi di Falcone". In basso: "Per salvare il Darfur, Mia vuole mandarci i mercenari". IL SOLE 24 ORE - Editoriale di Mauro Meazza e Salvatore Padula: "Las scelta di campo del Fisco per i piccoli". "Deficit, correzione da 2 miliardi subito".

JANNUZZI CONSIGLIA: SE VIOLANTE CONTROFIRMERÀ LA NORMA SALVASILVIO A FAVORE DEL LODO SCHIFANI, AVRÀ FINALMENTE I VOTI DEL CENTRODESTRA PER ESSERE ELETTO ALLA CORTE COSTITUZIONALE ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni, dove prevede l'obbligo di astenersi per il magistrato che rilascia dichiarazioni sulle indagini che conduce e sul dovere del capo dell'ufficio di sostituire il magistrato che rivela i segreti dell'ufficio". Infine ha polemizzato col pm di Milano Armando Spataro e ha proposto di affidare le indagini sulle fughe di notizie a una procura diversa da quella in cui si

LA RICUSAZIONE NON SOSPENDE IL PROCESSO MILLS VELTRONI: "OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE" (IN PIAZZA IN AUTUNNO) PARISI: IL PD È VENUTO MALE MARONI: NELLA MAGGIORANZA TUTTO OK ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo piu' vicino di quanto non ci aspettiamo'. © Foto U.Pizzi"> Prodi e Veltroni © Foto U.Pizzi APPELLO A PRODI PERCHE' RESTI L'omaggio a Romano Prodi e' breve ma intenso. Veltroni, dopo aver letto una lettera che gli e' indirizzata dal Professore,

VATICANO IN MANO AL "GENERALE" BAGNASCO - VALUE PARTNERS PER RUGGIERO TREMONTI AMA LA BANCA DEL SUD - ROVERSI MONACO SPODESTA MONTEZEMOLO PROFUMO GIALLOROSSO: I SENSI HANNO DUE ANN ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: scrisse quando scoprì che il suo telefono e quello di Colao Meravigliao erano intercettati. Nel corso di un interrogatorio che si svolse a Milano il 13 marzo dell'anno scorso, Fabio Ghioni, il responsabile della sicurezza Telecom, tirò in ballo Value Partners dicendo che il famoso Tavaroli voleva fare della società di consulenza il fornitore unico della sicurezza Telecom.

PIANISTA, QUANTO CI COSTI DE AGOSTINI IN THE SKY TRENTINO, IL PD TORNA ALL'ANTICO CRESCENZAGO, ETERNO ETERNIT GASPARRI MASTRO LINDO VERGINI DELLA BIENNALE WALTER SI PER ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dunque: arginare e intercettare il voto dei moderati, dei leghisti e degli scontenti del centrosinistra. Il Trentino, dopo la sconfitta di Illy in Friuli, è l'ultima regione rimasta al centrosinistra nel Nord-est. E il rischio che possa cadere è forte. La Margherita, però, cambierà nome in Unione per il Trentino.

TRAVAGLIO: FACCI NON SA SCRIVERE, E NEPPURE LEGGERE MA WALTERLOO DOVE VIVE? SCHIFANI, C'È POSTA PER TE - L'ANM DÀ I NUMERI SAN PIETRO VIOLENTATA I CUGINI DI CAMPAGNA NON "S ( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Limita le intercettazioni a tutti i reati che non rientrano in quelli che potrebbero scoprire su di lui, diffondendo una serie di dati falsi che è inutile contestare tanto l'informazione ce l'ha in mano lui, blocca centomila processi per bloccarne uno, il suo, continua nell'opera di salvataggio di Rete4, per cui tutti noi Italiani paghiamo,

Condannato a 7 anni per spaccio ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: cui la colpevolezza di Cacciatori emerge dalle numerose intercettazioni telefoniche, il difensore ha replicato sostenendo che, invece, non c'è prova certa che il casalese abbia commercializzato stupefacenti, perché la parola cocaina non viene mai pronunciata. E se si sostiene che gli interlocutori parlavano in codice, dove sta, ha domandato il difensore, la chiave di decrittazione?

"Papà ammazzato dai concorrenti troppo invidiosi" ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Proprio l'identificazione degli autori del delitto sarà al centro dello scontro più duro fra accusa e difesa, fatto di consulenze, perizie, intercettazioni di cui la Corte, ieri, ha ordinato la trascrizione. Il processo è stato aggiornato al 17 luglio.

Spacciatore arrestato al Sert ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettato dopo un lungo appostamento al Sert, il Servizio per le tossicodipendente che ha sede a "Villa Spinola", a Bussana di Sanremo, dove si trova anche la direzione generale dell'Asl 1 Imperiese. E' stata una lunga attività di appostamento da parte dei militari del Nucleo Operativo, anche con l'utilizzo di potenti binocoli,

Il sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: PERQUISIZIONI VERRANNO ESAMINATE LE TELEFONATE INTERCETTATE Il sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" Lotta alla droga: già decisa un'iniziativa nelle scuole [FIRMA]MARCO RAFFA SAVONA Il sindaco Federico Berruti ha incontrato ieri mattina nel suo ufficio a Palazzo di Giustizia il sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell'inchiesta antidroga dalla quale sono scaturite,

Palloni sgonfiati ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: svizzeri con la leggiadria di uno stopper e invece Berlusconi non trova nemmeno il tempo di farsi intercettare al telefono mentre detta la formazione a Donadoni? Il silenzio assordante con cui la politica italiana sta seguendo gli Europei ha sorpreso gli studiosi della Casta. Qualcuno (una minoranza) pensa che i nostri politici siano improvvisamente diventati seri.

Delitto Perugia, i familiari di Sollecito indagati per il video choc di Meredith ( da "Corriere.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Perugia Dalle intercettazioni emergerebbe che parenti avrebbero chiesto soldi per fornire il video della scientifica ad una tv PERUGIA - Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'

La telepolitica a circuito chiuso - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: dalla sicurezza alle intercettazioni telefoniche. Ma si tratta a ben vedere di un circuito chiuso in cui la televisione riflette, amplifica e talvolta distorce le situazioni e i problemi concreti per proiettarli in una dimensione virtuale, propagandistica. E poi, a sua volta, la politica se ne riappropria commutandoli in allarmi,

Sgominata la banda dell'iveco rubavano i pezzi di ricambio - lorenza pleuteri ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche delle utenze in uso agli indagati". La possibilità di ascoltare le conversazioni ai cellulari e di leggere gli sms è stata fondamentale. Con le nuove norme restrittive, dice amaro il tenente colonnello Nicola Fozzi, comandante del reparto Operativo, non sarebbe più possibile captare le chiamate e i messaggi e arrivare agli stessi risultati nel medesimo

Medici specialisti low-cost nella nuova casa della salute - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: esperienza che vogliono intercettare i bisogni di chi ha difficoltà economiche e mai potrebbe permettersi di pagare visite a 150 euro o più. La sfida, del tutto innovativa, è stata appena battezzata in Borgo Aurora - via Damiano 5/16 è l'indirizzo - , si chiama Casa per la salute e ha un obiettivo ben più ampio di quello di un gruppo di specialisti disposti ad offrire prezzi calmierati.

"notte bianca? soltanto con gli sponsor" ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ma anche i negozi che hanno intercettato l'invasione di gente con lo Shopping Days. L'anno precedente, quando Gigi Proietti salì in groppa al cavallo del Marco Aurelio in piazza Campidoglio, l'incasso era stato appena inferiore. Il 10 settembre 2006 il presidente della Camera di Commercio, Andrea Mondello, dichiarava: "Il giro di affari,

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ma la maggior preoccupazione è di non farsi intercettare con i cellulari o eliminare i processi non necessari. Quegli angoli cittadini sciatti e dimenticati Chiara P. Milano Ho fotografato gli angoli milanesi di cui vi parlo e ho inviato le immagini al Comune di Milano, con la speranza che qualcuno intervenga.

Mensopoli, appuntamento al bar - giuseppe filetto marco preve ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il cui nome è finito tra gli indagati per alcune sue frasi intercettate al ristorante e al telefono in cui manifestava l'intenzione di aiutare, con informazioni provenienti dal Comune, il gruppo di amici affaristi. Dopo Morettini il magistrato sentirà probabilmente Antonella Calò, dirigente dell'Asl2 di Savona indagata per turbativa d'asta in relazione ad una gara per la quale,

Truffe via web, come salvarsi - franca selvatici ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: hanno denunciato anomalie e frodi, ma alcune intercettazioni fanno presumere che le truffe non siano sempre sgradite. "Mi raccomando col traffico, negli ultimi due giorni si è rismosciato", dice un funzionario a un truffatore. E in un'altra occasione gli chiede "una polmonata di traffico, ché sono disperati".

Finanza, caccia aperta agli evasori recuperati 400 milioni di tasse ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: oltre 794 chili di sostanze stupefacenti sono stati intercettati dai militari, coinvolgendo 379 spacciatori di cui poco meno della metà arrestati. Un occhio particolare al lavoro sommerso, piaga che ha portato nell'ultimo anno a scoprire 4mila e settecento persone impiegate in nero, e all'immigrazione clandestina, con 62 arresti per favoreggiamento e sfruttamento.

Bocche cucite davanti al gip restano muti i killer di marisa ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: L'episodio potrebbe essere portato all'attenzione della procura. Secondo quanto disposto dal gip i due arrestati non potranno avere colloqui con i loro legali fino a martedì prossimo. Ad incastrarli, secondo l'accusa, sarebbero state numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. (g.d.b.).

Mossa di Veltroni: manifestazione in autunno ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: la stretta sulle intercettazioni, il lodo Schifani... Tutto sbagliato secondo Veltroni, che teme la "recessione democratica", definisce la lettera al presidente del Senato uno "spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura" e accusa il premier di "colpire il ruolo di garanzia del capo dello Stato".

<Sollecito, pressioni sui politici per depistare> ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le intercettazioni che svelano questi tentativi di "orientare" le indagini sul delitto di Perugia sono in un fascicolo avviato dopo la trasmissione su Telenorba del filmato che mostrava il cadavere di Meredith. Sotto inchiesta ci sono i familiari di Raffaele Sollecito, accusato dell'omicidio insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede.

Quel decreto che non aiuta le donne ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni saranno consentite. Ma ha tralasciato di informarci (doveva farlo il tg!) del fatto che lo stesso reato poteva essere introdotto molto più efficacemente all'interno del decreto-sicurezza, come proponevano le opposizioni. È chiaro che, aiutare le donne e alleviare le loro sofferenze, per il governo non è un'

Segue da pagina 17 Il risultato elettorale, peraltro, ci consegna un quadro politico che ha reso ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: decreto su Retequattro, uscite della Lega sull'Europa, intercettazioni e Lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo più vicino di quanto non ci aspettiamo. Per questo abbiamo bisogno di organizzarci, di lavorare senza risparmio alla costruzione di un partito grande e forte, con radici profonde nella società italiana.

Le email svelano la grande truffa ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici - email e "instant messages" - scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime.

Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo Stato Maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar.

Quei comunisti dell'Fbi ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: gli stessi che in Italia non si potranno più scoprire con le intercettazioni perché considerati "minori" e di scarso "allarme sociale". In America chi commette quei reati viene intercettato dall'Fbi e dalla Sec (l'autorità di borsa), finisce dentro e buttano la chiave. In Italia finisce in Parlamento, ultimo arrivato Ciarrapico.

La famiglia di Sollecito contattò dei politici? ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: emergerebbe dalle intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, e che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso - si apprende da fonti qualificate -

Piazza opposizione ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa. Norme per fermare il processo Mills. Ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier. Norma blocca processi. Riproposizione del lodo Schifani. Guerra all'Europa. Guerra ai magistrati. Guerra all'opposizione.

Uno scomodo sequestro in un tranquillo Nord-Est ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Un conto erano le intercettazioni illegali, lo spionaggio industriale, i ricatti. ma adesso fanno sparire la gente. Campagna si alzò di scatto. - Ma ti rendi conto di che cazzo mi stai raccontando? - sbottò. - Alle tue condizioni questo "gioco" non mi interessa.

Questo libro sarà vietato ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche appena varato dal Consiglio dei ministri, infatti, stabilisce che "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più alcun segreto,

Un partito forte per uscire dal passato ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura,

"faremo cacciare quei poliziotti di perugia" - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi.

Tra sogni proibiti e favorite ombra torna di moda anche claudio villa ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo".

Plus sezione: ANALISI data: 2008-06-21 - pag: 34 autore: L'azionario torna in sofferenza, le materie... ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: A trarre vantaggio sono le materie prime, diventate oramai una asset class in grado di intercettare enormi flussi finanziari. Sarà solo l'evoluzione del dollaro positiva del dollaro ad arrestare la corsa dell'indice Crb delle materie prime, ipotesi che appare non impossibile.

Gli operai rubavano i pezzi di ricambio (guarda il video dei furti) ( da "CronacaQui.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sono stati confermati e rafforzati dalle intercettazioni telefoniche. In manette sono finiti: Alfonso Morgillo, Marco Giurato, Giovanni Giunto e Michele Tarallo, tutti accusati di furto. Invece dovranno rispondere di ricettazione: Luciano Di Nenno e Pietro Bavuso. I carabinieri del reparto operativo hanno indagato per quasi un anno fino a mettere insieme tutte le prove necessarie.

Il Berlusconi furioso: Toghe sovversive ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.

Dramma teologico neurologico in un atto ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il seguito è soggetto alla censura per le intercettazioni). * Il "lupo" ha deciso di scrivere solo sul suo sito. Il motivo ci sfugge, chissà che non sfugga anche a lui. Per diritto di primogenitura, o se si vuole per lo jus primae noctis, o ancora perché ce ne freghiamo del diritto d'autore, cominciamo con il rubare questo dramma senza escludere nuove,

I furbetti della Grande Mela ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: hanno tratteggiato i due imputati attraverso le intercettazioni. Ma negli Stati Uniti il principe dei mezzi di comunicazione, più che il telefono, è l'e-mail. I giornali americani di ieri ospitavano i dialoghi elettronici dei due imputati, in prima pagina. La ricostruzione degli inquirenti inizia nel febbraio del 2007.

Intercettazioni libere, ha vinto Bush ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: SUPERPOTERI PER GLI 007 Intercettazioni libere, ha vinto Bush La camera dei rappresentanti ha approvato ieri un controverso progetto di legge che oltre a garantire, di fatto, l'immunità alle società telefoniche che parteciparono a un programma d'intercettazioni illegali "anti-terrorismo" voluto dal presidente Bush, darà la possibilità alle agenzie di 007 di continuare a spiare "

Riemerge dall'ombra un nuovo Leonardo ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie.

Obiettivo Leoncavallo ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: dobbiamo intercettare i veri problemi della popolazione". Ora, stando così le cose, dobbiamo precisare che le diverse realtà sono ancora attive sul territorio (in sintesi ne diamo conto nell'elenco che pubblichiamo). Quindi, vista l'aria che tira, lunga vita a questi soggetti, a prescindere dallo loro preistoriche beghe interne incomprensibili,

NAZIONI UNITE ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: STATI UNITI/2 Ok della Camera alle intercettazioni La Camera degli Stati Uniti ha dato il via libera alla legge sulle intercettazioni, fortemente voluta dal presidente Bush, che consente al Governo di ascoltare le comunicazioni di persone sospettate di legami con i terroristi.

Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Tele ( da "Liberazione" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista. Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. 21/06/2008.

CALCIO PULITO: CANNAVARO NON GIOCA MA SI FA LA DOCCIA - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO - CLAUDIO VILLA LANCIA UNA 'GRANADA' SULLA SPAGNA "ANGELA MERKEL SI INTENDE DI CALCIO PER ( da "Dagospia.com" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo".

Indagati i familiari di Sollecito Volevano manipolare le indagini ( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi.

Wall Street, truffa svelata dalle email <Ho paura. Mi sa che siamo fritti> ( da "Corriere.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici email e "instant messages" scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime.

Il Berlusconi furioso: <Toghe sovversive> ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.

OLTRETUTTO ( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie.

Treviso, maxi operazione della Gdf Evasori con barche da 600mila euro ( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione di alcune manovre patrimoniali azzardate concluse tra il 2004 e il 2007: dall'acquisto di barche da centinaia di migliaia di euro all'acquisizione di terreni nel trevigiano e non solo. I controlli hanno portato alla luce ingenti movimenti di capitale in Italia e all'estero, con l'apertura di diverse società di copertura.

Nidificano gli smerghi, prova che il lago è più pulito ( da "Corriere Di Como, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: dopo oltre un mese di appostamenti, è stata intercettata la nidiata al completo. Si tratta di 5 piccoli che sono stati fotografati mentre seguivano la madre e, immagine curiosa, mentre le saltavano sulla schiena per farsi portare. Questi esemplari, considerati dagli esperti "rari", sono riconoscibili da alcune caratteristiche.

I pezzi ceduti a rivenditori autorizzati anche su internet ( da "Stampa, La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Tutto immortalato da intercettazioni telefoniche e videoriprese. Almeno nell'ultimo anno, ma si sospetta che i furti siano iniziati già nel 2006. Sei ladri sono stati arrestati dai carabinieri del Reparto operativo, diretto dal tenente colonnello Nicola Fozzi. L'indagine, coordinata dal pm Laura Longo, ha smascherato anche tre ricettatori: rivenditori autorizzati,

E dopo pranzo sesso a pagamento davanti al Comune ( da "Stampa, La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: filmati e intercettazioni, gli uomini del capitano Maurizio Pinardi hanno fatto irruzione nell'alloggio, portato tutti i caserma e chiuso la "casa squillo". Quattro le misure cautelari richieste dal pm Pasquale Longarini al gip Maurizio D'Abrusco, con l'accusa di favoreggiamento continuato della prostituzione.

Sparatoria al night il titolare avvisato dagli investigatori ( da "Stampa, La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non si tratterebbe in alcun modo di intercettazioni telefoniche, ma di attività di intelligence riservate e che comunque non riguarderebbero in alcun caso organi investigativi della città dei fiori. L'altra sera, intanto, i due sanremesi che erano stati fermati per essere sottoposti alla prova dello "Stub", il test chimico che verifica la presenza di residui di sparo,

Manovre nel Mediterraneo con centinaia di aerei ( da "Stampa, La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dal canto suo, l'Iran non resta fermo. Si è dotato di radar fabbricati in Russia, in grado di intercettare il volo di aerei a bassa quota. Inoltre nel mese di febbraio Teheran ha avviato una trattativa per acquistare i russi SA 20, missili terra-aria.

Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta ( da "Corriere.it" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo stato maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar.

Camere a rischio ingorgo ( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Per i decreti legge, che devono essere votati entro 60 giorni, pena la decadenza, scatta quindi una corsa a ostacoli. E il rischio ingorgo è reale. C'è poi il nodo intercettazioni. E' sì un disegno di legge, ma il governo vuole dargli una corsia preferenziale, come per il disegno di legge in materia di sicurezza.

Preso il killer della badante ( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: L'ha intercettata a bordo della sua vecchia Saab, l'ha tamponata sbalzandola dalla sella e facendola cadere a terra. La donna si è rialzata ed è fuggita, ma lui l'ha raggiunta nel cortile della casa dove viveva con due dei tre figli, di 18 e 23 anni, avuti dal marito morto tempo fa.

Berlusconismo ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: secondo, le intercettazioni: prigione e multe altissime per chi intercetta i sospetti di delitti odiosi pericolosi, destinati a ripetersi, e per chi, quando gli atti del processo sono legalmente e anzi doverosamente usciti dal segreto istruttorio e legalmente disponibili, osasse pubblicarli.

Berlusconi è maestro dell'ingiuria ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sono sbagliati anche i limiti posti alle intercettazioni? "Per certi versi, sono ancora più gravi. Imponendo che ad autorizzare le intercettazioni sia un collegio di 3 membri, si metteranno nell'impossibilità di funzionare tutti i tribunali con meno di 20 magistrati. Mi aspetterei allora che venissero aboliti".

Berlusconismo ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: tutti e quattrocento gli arrestati o incriminati di Wall Street erano sotto intercettazione da mesi. Molti dei reati contestati ai grandi di Wall Street, infatti, sono reati tipicamente telefonici, e dimostrabili solo con l'intercettazione, come l'"insider trading" (fornire a uno notizie che devono restare segrete per arricchirsi in due).

Il vecchio squalo, da 15 anni in marcia verso l'impunità ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che vieta ai giudici di usare le intercettazioni in cui compare anche indirettamente la voce di un parlamentare senza il permesso del Parlamento. Toghe matte. Per evitare che la sentenza Sme-Ariosto arrivi prima del Lodo, il premier fa saltare le udienze inventando svariati "impedimenti istituzionali" e ricusando continuamente i suoi giudici (14 volte in tutto,

Degenze d'oro, indagine bis ora la regione vuole sapere - lorenza pleuteri ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Perché le verifiche compiute dalla regione non hanno intercettato il fenomeno dei "ricoveri d'oro" nel corso degli anni? "Nel 2000 c'era stato un caso analogo - risponde l'assessore Artesio, al timone della sanità dall'autunno 2007 - ed è stato affrontato. Se avessimo avuto il sentore di anomalie simili, ci saremmo attivati.

Cade l'estorsione resta il terrorismo scarcerati sei tamil - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: difeso dall'avvocato Bruno - è stata disposta la scarcerazione, così come era accaduto a Bologna venerdì per altri 3 tamil. A Palermo, un'ottava persona era stata arrestata, salvo poi essere liberata il giorno dopo: il telefonino che era stato intercettato era suo ma lo utilizzava un altro indagato.

Rapina al molo un arrestato ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: un genovese di 32 anni, è riuscito a fare arrestare uno dei sette nordafricani che hanno partecipato all'azione, un marocchino di 38 anni, chiamando con il cellulare la polizia. Gli agenti del commissariato Centro hanno intercettato e bloccato il rapinatore al mercato del pesce: era nascosto dietro una macchina.

Benzina, crollano i consumi ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: A fronte del calo dei consumi di benzina, l'Ataf non sembra riuscire ad intercettare nuove fette di mercato. La vendita complessiva di biglietti e abbonamenti, nel corso del 2007, è calata del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Mentre i chilometri percorsi dal trasporto pubblico sono sempre gli stessi: 23 milioni di chilometri.

Altolà del Csm a Berlusconi Mancino: le leggi non si eludono ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: immigrazione clandestina (ma anche alle intercettazioni), il comparto economico (con gli interventi sull'Ici, sui mutui e i provvedimenti di questi ultimi giorni) e il funzionamento e la regolamentazione della giustizia. Questi settori erano stati oggetto, sia pur con intensità differenti, della comunicazione durante la campagna elettorale.

<Giusto frenare i magistrati> ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La salva premier è vista come la soluzione per ridurre i tempi lunghi della giustizia italiana. E, "le acrobazie giudiziarie di Berlusconi" sono "a suo vantaggio", ma riescono a cogliere "problemi veri", intercettando il consenso degli elettori. E qui, conclude l'Ft, sta "il genio politico" del Cavaliere.

Farmaci pericolosi e permessi: sospeso il direttore dell'Aifa ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ma dalle intercettazioni telefoniche che hanno alimentato un'inchiesta che dura dal 2006 emerge l'esistenza di una rete di amicizie sospette: "Questo scherzetto ci costerà l'ira di Dio", dice ad esempio l'impiegata di una casa farmaceutica al funzionario Aifa che le chiede come mai dalla confezione di uno spray nasale non sia ancora stata tolta l'

Meredith, i verbali che accusano i sollecito - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Pagina I - Bari Il reportage Perugia, dalle intercettazioni sui familiari del giovane presunto omicida il tentativo d'inquinare l'inchiesta Meredith, i verbali che accusano i Sollecito MEO PONTE PERUGIA - Iniziano il 21 febbraio scorso le intercettazioni telefoniche della famiglia Sollecito.

"quando la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Quando la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" Ecco i verbali delle intercettazioni che accusano i Sollecito (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) meo ponte PERUGIA - La ricerca dell'appoggio di personaggi influenti risulta evidente già da una telefonata del 17 marzo tra Vanessa e Francesco Sollecito.

"soldi falsi per fare lo shopping" finisce in manette gruppo di famiglia ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettata dopo poco da una pattuglia. A bordo dell'auto la capofamiglia nascondeva i soldi nel reggiseno, mentre sui sedili c'erano le buste della spesa con gli acquisti effettuati tra Acquaviva e Turi. A Triggiano vivevano invece la Troso con il figlio Massimiliano e la sua giovane fidanzata: nella loro abitazione,

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: prima di pubblicare e commentare frammenti di intercettazioni telefoniche, approfondire con scrupolo e attenzione i fatti ai quali le conversazioni si riferiscono. Questo approfondimento dovrebbe essere ancor più rigoroso quando le intercettazioni sono estrapolate dal contesto globale e si riferiscono anche a soggetti del tutto estranei alle indagini.

Restano in cella i sei arrestati delle Tigri Tamil ( da "Stampa, La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Solo chi versava la "tassa" poteva ritornare in patria a trovare i propri cari, chi non pagava rischiava invece ritorsioni nei confronti dei parenti rimasti in Sri Lanka. A testimoniare questa storia di racket anche diverse intercettazioni che vedono al centro il capo della cellula, che a Soprana aveva il suo quartier generale.

Cinque stranieri fermati dopo il furto d'occhiali ( da "Stampa, La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La vettura è stata intercettata dai carabinieri in corso Marconi a Cuneo. Alla vista dei militari gli immigrati hanno reagito, rifiutando la perquisizione. Tutti e 5 sono stati arrestati per resistenza. Due dovranno rispondere anche di furto aggravato, mentre il possessore della pistola di porto d'oggetti atti ad offendere.

Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura ( da "Stampa, La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INCHIESTAALLE BATTUTE FINALI Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura SAVONA Un faldone voluminoso, di centinaia di pagine. E' il materiale raccolto dagli investigatori nell'inchiesta antidroga "Inferno" sfociata a gennaio in cinque arresti e sabato scorso in tredici perquisizioni ad altrettati savonesi "informati sui fatti".

L'OPPOSIZIONE ANOMALA ( da "Stampa, La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Avrebbe alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto d'intercettazione per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme numero di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti causate dall'amianto).


Articoli

Informazioni riservate su soldi e case dei capi. Indagato De Zan (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Spiati Piccinini e Ziliani di "Controcampo" Informazioni riservate su soldi e case dei capi. Indagato De Zan Le due vittime: "Curiosità innocente, ci abbiamo riso sopra". "Se ci sono le condizioni farò causa al Fisco" MILANO L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di Milano? Un incubo per i dipendenti infedeli. Che però confidavano di liberarsene presto: "Adesso si attengono scrupolosamente perché c'è l'Audit che quotidianamente va a vedere tutto quello che hai fatto, quindi rompono i coglioni in maniera impressionante in tutti gli uffici. Mo' comunque questo è l'ultimo anno, l'Audit viene chiuso... troppe spese... rimane solo a Roma, così mi dà più possibilità di lavorare al meglio, di lavorare più tranquillo ". Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "lavoro", intendendosi per "lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai contribuenti in cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti. In quella che ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in vendita, Lomuti è stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai commercialisti Antonio Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata dell'agenzia "Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in carcere, gli altri due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso abusivo alla banca dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è contestata dal pm Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al giornalista sportivo Davide De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e consegnato informazioni patrimoniali su altri due colleghi di Mediaset, il conduttore di "Controcampo " Alessandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani. "Ci siamo sentiti e fatti una risata sdrammatizza Piccinini . Davide mi ha spiegato che era con questo suo amico e così, per gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore per nulla! E' stata una curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda: diversa è la posizione dell'altra persona che ha un ruolo pubblico". Concorda Ziliani: "Il fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla banca dati dell'Agenzia Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo conto, beh, dà molto fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al Fisco". Già nel dicembre scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate aveva rilevato illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la password del funzionario allora in servizio all'ufficio "Milano 2". Ma nonostante ciò, "capillari intercettazioni telefoniche e ambientali " hanno documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita cercando di volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che lui non era più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far ottenere (invano, perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno sgravio fiscale da 100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato civilista (come altri avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi portare il contraccambio che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè 2.500 euro. Luigi Ferrarella Alessandra Mangiarotti stampa |.

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Spaccio di eroina e fumo in cinque hanno patteggiato (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'operazione "White woman" finisce davanti al giudice Spaccio di eroina e fumo in cinque hanno patteggiato BELLUNO. Cinque patteggiamenti sono stati ratificati ieri davanti al giudice Elisabetta Scolozzi nell'ambito dell'inchiesta anti-droga denominata "White woman" della Guardia di Finanza che portò all'arresto di sette persone e alla denuncia di molte altre a fine giugno dell'anno scorso. Massimo Bernardini, 30 anni di Belluno, ha patteggiato tre anni di reclusione e 12.000 euro di multa; Letizia Sommacal, 20 anni di Limana, 2 anni e 8 mesi e 6.500 euro di multa; Martina Fassin, 21 anni di Santa Giustina, 2 anni e 6.500 euro di multa; stessa pena anche per Michele Cavalet, 32 anni di Belluno, e Daniele Cecconetto, 24 anni di Belluno. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Luciano Licini, Francesco Mazzoccoli e Daniela Tonion. Altri coi-imputati saranno invece giudicati in rito abbreviato o in processi ordinari. Le indagini della Guardia di Finanza e della procura sono iniziate a settembre del 2006: il tempo di registrare almeno 30mila conversazioni telefoniche intercettate su una trentina di utenze cellulari (che cambiavano in continuazione), prima di chiedere al gip di far scattare le manette. L'organizzazione faceva capo a Trevisan, che aveva messo in piedi una rete di fornitori che gestiva uno smercio legato ad una quarantina di persone fra i 24 e i 30 anni. Uomini di fiducia erano la sua compagna, che stando alla Finanza, curava i "contatti", faceva da segretaria e aggiornava i pagamenti dei clienti.

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In sette giorni pronto il lodo-schifani bis - liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

In sette giorni pronto il lodo-Schifani bis Il ddl voluto da Berlusconi riguarderà le alte cariche dello Stato e la Consulta Al Quirinale si ipotizza un messaggio alle Camere contro l'abuso di decreti LIANA MILELLA ROMA - Non sappiamo chi lo battezzerà, ma il lodo, ormai ex Schifani, è pronto. Tutto in un articolo. Andrà in consiglio dei ministri la prossima settimana. Salva da inchieste e processi le cinque più alte cariche dello Stato (presidenti Repubblica, Senato, Camera, Consiglio, Consulta), ma non solo. A loro si aggiungeranno i 14 giudici della Corte costituzionale. Niente ministri né parlamentari. Sarà "rinunciabile". Nei procedimenti congelati le parti si potranno rivalere subito in sede civile. Scadrà con la fine dell'incarico e a quel punto i processi andranno avanti comunque. Ma su questo Berlusconi è perplesso perché il loro riproporsi a fine mandato potrebbe mettere in crisi una sua futura corsa al Quirinale. Così il governo dovrebbe far sue le obiezioni dell'Alta corte che, a gennaio 2004, bocciò il lodo Schifani approvato sei mesi prima ed era servito al premier per superare il semestre di presidenza italiana della Ue indenne dal processo Sme. La Corte contestò che il lodo, limitato alle cinque più alte cariche, violasse il principio d'uguaglianza (perché il presidente della Consulta e non i giudici?) e il diritto alla difesa. Ma ora, con l'estensione a 19 figure istituzionali, la possibilità di rinunciare e proseguire il processo, il recupero in sede civile e la temporaneità (se alla fine ci sarà), la legge potrebbe non incappare in ostacoli di natura costituzionale, anche perché la Consulta riconobbe che il principio di uno scudo giuridicamente protettivo per i vertici aveva un fondamento. Stretta sulle intercettazioni, norma salva-premier, ora il lodo. Come una macchina schiacciasassi il Cavaliere va avanti. Anche se dal Quirinale gli arrivano segnali di profonda irritazione, se dal Csm bocciano le sue leggi, se dentro il Pdl cova il dissenso, se l'opposizione cerca di convincerlo al passo indietro. Ma fermare il processo Mills a Milano (solo il 10 luglio, in udienza, si discuterà della ricusazione contro la presidente Gandus) è più forte di qualsiasi altra cosa. Partiamo dal Colle. La diplomazia di Napolitano sta cercando di far recedere il governo dall'articolo salva-Berlusconi. Finora inutilmente. Ancora ieri Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico del premier, diceva: "La norma ha ottenuto il pieno sostegno di tutto il governo. Escluderei radicalmente che possa essere ritirata". Umberto Bossi in Transatlantico: "Berlusconi non ha ragione su tutto, ma per il processo Mills siamo sicuri che non c'entra niente. La Lega non farà problemi". Ma dal Colle non demordono. Se la bocciatura del dl è difficile, alla firma del testo potrebbe seguire un messaggio alle Camere per ribadire le caratteristiche imprescindibili della decretazione d'urgenza che deve rispettare i criteri di assoluta necessità e immediatezza. I dubbi del Colle troveranno utili puntelli nel parere che il Csm si appresta a fornire sulla norma. Dopo l'alto là dell'Anm ("100mila processi a rischio"), il Consiglio parla di "ricadute pesanti e irrazionali". Il parere, affidato ai togati Fabio Roia (Unicost) e Livio Pepino (Md), sarà pronto giusto a ridosso del voto al Senato di martedì. Il testo poi andrà subito alla Camera visto che va convertito entro il 24 luglio. L'opposizione gioca le sue carte. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini propone uno "scambio" tra lodo e salva-premier: "Se il governo procederà al ritiro unilaterale, credo che l'opposizione debba impegnarsi a varare una sospensione dei processi per gli alti vertici dello Stato come in altri paesi europei". Ma, come dice un esponente autorevole del Pdl, "a meno che la Gandus non lasci il processo di Milano, la norma resterà quella che è". Anche se proprio nel Pdl non mancano i malumori di chi è convinto che "questo articolo ci fa più danni d'immagine di una condanna".

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Arrestato per spaccio, salta la seconda prova - federica cravero (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Torino Il caso Al Guarini riammesso con riserva Arrestato per spaccio, salta la seconda prova Fotografa i tabelloni con il cellulare e fa ricorso al Tar Maturando bloccato vicino al liceo: nell'auto l'hashish e un bilancino I carabinieri di Caluso lo seguivano da tempo Forse potrà sostenere l'esame suppletivo previsto a inizio luglio FEDERICA CRAVERO Arrestato la sera prima dell'esame, sorpreso con due etti di hashish in macchina. In carcere mentre i suoi compagni si arrovellavano sulla prova di geometria. Se per tutti la maturità è uno di quei momenti che, nel bene e nel male, si dice non si scorderanno mai, ancora più vero sarà per Matteo Seriolo, 20 anni, studente di Caluso che frequenta il liceo scientifico Martinetti. Mercoledì mattina ha sostenuto la prima prova, il tema, ma ieri mattina il suo banco per l'esame di matematica era vuoto, tra lo stupore di compagni e insegnanti, che si interrogavano sulla sua assenza e lo pensavano malato. Gli interrogativi si sono dissolti quando è arrivata la comunicazione ufficiale che il maturando non si era presentato "per legittimo impedimento". Era, infatti, in carcere a Ivrea con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Oggi l'udienza di convalida deciderà se potrà essere scarcerato e dunque se potrà già sostenere il terzo scritto di lunedì. In ogni caso per non perdere l'anno sarebbe sufficiente che fosse rimesso in libertà, o almeno potesse ottenere un permesso, per i primi di luglio, quando si tengono in tutta Italia le cosiddette prove suppletive per permettere di recuperare a chi, per giustificati motivi, non si sia presentato a qualche scritto. Certo Matteo non immaginava che sarebbe toccato a lui. Mercoledì pomeriggio, dopo il tema, ha pensato di svagarsi facendo un giro con la Volkswagen Lupo della madre. Ma da tempo i carabinieri della Compagnia di Ivrea stavano tenendo sotto controllo i suoi movimenti e quelli dei suoi amici. Ragazzi di buona famiglia, due studenti, un operaio e uno in cerca di un'occupazione definitiva. Incensurati, tranne uno con qualche segnalazione per droga. "C'era il sospetto - ha spiegato il capitano Simone Martano - che passasse attraverso di loro un traffico che dall'esterno faceva circolare droghe leggere dentro l'istituto, vendute anche a minorenni". Da due mesi, però, vista la pioggia, gli spostamenti del gruppo si limitavano alle loro abitazioni e ad alcuni bar e locali dei dintorni. Solo ieri, con la bella giornata, il giovane si è visto in giro. I carabinieri di Strambino lo hanno intercettato mentre effettuava una manovra inconsueta, forse per evitarli, e così hanno pensato di passare dall'osservazione all'azione. Lo hanno seguito fino al piazzale del mercato di Caluso, a duecento metri dalla scuola. E hanno avuto la prova che i loro sospetti erano fondati: nell'auto, infatti, Matteo Seriolo aveva due panetti di hashish da un etto l'uno, oltre a un bilancino di precisione e tutto il necessario per confezionare delle dosi. Contemporaneamente i carabinieri hanno perquisito le abitazioni degli amici, tutti di Caluso. Romeo Ancora, 20 anni, è stato arrestato: a casa sua hanno trovato 250 grammi di hashish in panetti e un grammo in polvere, oltre a 45 grammi di foglie essiccate di marijuana e 5 semi, nascosti nel garage. Altri due giovani di 21 e 23 anni sono stati denunciati a piede libero sempre per detenzione ai fini di spaccio. "è una vicenda che ci stupisce e ci addolora molto - ha commentato il preside del Martinetti, Mauro D'Amico - Avevamo il sospetto che ci fossero pressioni dall'esterno per far entrare la droga a scuola, per questo avevamo anche messo delle telecamere di sorveglianza, ma non pensavamo che fosse uno dei nostri ragazzi. E pensare che abbiamo molti progetti di prevenzione".

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Clandestini assunti era falso: denunciato (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XIII - Torino L'inchiesta Clandestini assunti era falso: denunciato Faceva finta di assumere dei dipendenti stranieri, permettendo loro di ottenere il permesso di soggiorno, ma in cambio pretendeva tremila euro per ogni falsa pratica presentata. Le indagini del Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di Torino, coordinate dal pm Marco Bouchard, hanno così smascherato l'attività di Giorgio B., 54 anni, odontotecnico di Torino, che è stato denunciato. Ma durante l'inchiesta è anche emerso che l'uomo, in possesso di diploma di odontotecnico, svolgeva illecitamente l'attività di medico dentista e pertanto è stato denunciato anche per il reato di esercizio abusivo della professione medica. Altre sei persone sono state indagate: quattro extracomunitari che si sono rivolte a lui per regolarizzare la propria posizione e due italiani per favoreggiamento. Grazie a intercettazioni e pedinamenti gli agenti hanno scoperto che l'odontotecnico aveva presentato richiesta di assunzione presso un Caaf dell'Acli per due cittadini marocchini in cambio di tre mila euro. Ed è stata proprio la collaborazione del personale del Caaf che ha permesso di accertare che l'uomo aveva venduto agli stranieri false dichiarazioni di assunzione per ottenere il permesso di soggiorno. Il caso è stato segnalato anche alla prefettura per gli adempimneti dei confronti dei clandestini. (r.t.).

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Rifiuti radioattivi - lucio forte (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XV - Palermo RIFIUTI RADIOATTIVI LUCIO FORTE Lunedì 20 giugno 1988. L'Ars ha chiesto al presidente del Consiglio De Mita la verità sui container di rifiuti radioattivi intercettati a Lentini.

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Casal di principe attende la resa "il vuoto intorno a bidognetti" - dal nostro inviato (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Napoli Nei paesi degli ergastolani 40 auto civetta. Vietata la piazza per le trasmissioni in diretta Casal di Principe attende la resa "Il vuoto intorno a Bidognetti" DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) antonio corbo CASAL DI PRINCIPE - Una sola chiesa aperta, sei donne affrante che pregano. I negozi non abbassano le serrande ma sono vuoti. Le strade deserte. Folla nei bar eleganti dai nomi ambiziosi, "Paradise" e "Hollywood". Tutti muti: sguardi che si incrociano, si parla con gli occhi, come nei paesi di mafia nei giorni cruciali, e questo lo è. Venti auto civette della polizia e venti dei carabinieri giorno e notte, un assedio mascherato a Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, Villa di Briano, i paesi degli ergastolani. Almeno tremila persone, con precedenti, sono monitorate. Perquisizioni anche a Castelvolturno, la riviera dei latitanti. Si diffonde l'incertezza, che succede ora? Un senso diffuso di cose sospese. La domanda diventa esplicita quando tre giornalisti entrano in un bar. Un banale pretesto per parlare: due mezzi sigari da accendere, qualcuno ha un cerino? Quello che la Procura per ora non conferma, è il grande nodo: chi si pente? Quel tipo così gentile, offrendo l'accendino, si scioglie. "Che siete venuti a fare, ma quello davvero si pente?" chiede notizie. "Quello", Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto e' Mezzanotte", è il primo nome che gira. Giuseppe Russo, "Peppe il padrino", è il secondo. Non si pensa ad altro: il 19 giugno non ha confermato solo sedici ergastoli, può provocare la resa più temuta, forse la più attesa dai casertani onesti. "Lui è ancora più forte, l'altro ora chissà", è il giudizio che ricorre. Lui è Francesco Schiavone, detto Sandokan. Ha famiglia, patrimonio, struttura, territorio da difendere. La spiegazione trova conferma tra gli inquirenti. "L'altro" è Francesco Bidognetti. è in bilico. Ha il vuoto intorno. La sua area si estendeva da Casale verso il mare. Castelvolturno. è la zona più ricca di progetti, di investimenti, di personaggi. è anche quella degli ultimi delitti. Il potere di Bidognetti è minato dal pentimento del cugino, della sua donna Anna Carrino convinta a collaborare dai pm Antonio Ardituro e Marco Del Gaudio. Parla anche Gaetano Vassallo, l'albergatore che lucrava sui rifiuti tossici e che da marzo apre scenari neanche immaginati. Sul traffico dei rifiuti era egemone Bidognetti: da tempo lo invitano a pentirsi, anche la sua ex compagna l'ha fatto pubblicamente, la sentenza di appello potrebbe spingerlo verso il sì. Sa tutto anche sui rifiuti, quindi sui politici eccellenti e burocrati. Posizione che rafforza quella del suo ex socio, Francesco Schiavone, e che rinsalda i suoi rapporti con Salvatore Cantiello, la sua famiglia era al matrimonio di Carmine Schiavone nell'hotel 5 stelle di Raito a Vietri sul Mare, dove settanta agenti della Mobile di Caserta con il dirigente Rodolfo Ruperti piombarono per identificare i 200 ospiti e aggiornare i collegamenti tra le famiglie. Cantiello aveva avuto screzi proprio con Bidognetti, questione di affari a Castelvolturno, trenta chilometri di litorale, una miniera. Le sentenze spostano l'obiettivo su chi è fuori. Per la Mobile di Caserta e i carabinieri del colonnello Carmelo Burgio sono ore di controlli e perquisizioni. Si lavora nell'ex villa-bunker di Dante Apicella, oggi sede operativa degli 007 inviati da Antonio Manganelli, guidati da Ruperti, ieri a Casale per rilanciare la caccia ai latitanti, e da Alessandro Tocco. Originale per un ufficio: nel bagno una vasca idromassaggio che è un lago, colore rosa, rubinetti laccati d'oro. Il salotto ospita dieci monitor per le intercettazioni. Si cucina in sede: per evitare contatti con l'esterno e farsi riconoscere. Prudenza. Le trasmissioni in diretta trasferite dalla piazza alla sala interna dell'ex villa di Walter Schiavone, confiscata anche questa. Niente pubblico. Massima vigilanza. Come in via Catullo 9, dove la Finanza protegge Sergio Orsi, fratello e socio dell'imprenditore ucciso. Una donna si scusa: "Papà non può ricevere nessuno, ha una colica renale". Lo descrivono terrorizzato. Basta svoltare l'angolo ed ecco via Dante: è aperto il Roxy bar. Fu ucciso Michele Orsi il primo giugno. Solo ragazzi nel locale adesso, felpe con scritte stravaganti, "Marmellata's boy", uno sdraiato sul divano, altri curvi sui flipper, nessun adulto. Le telecamere di polizia o carabinieri, di fronte al bar, avrebbero ripreso 5, forse sei auto per l'agguato. "Un'operazione militare" che rende l'importanza di Michele Orsi e di quanto poteva raccontare sulla sua Eco4 e sul consorzio Ce4. "Sarebbe stato il riscontro per le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, quindi il finimondo", è la spiegazione più attendibile. Con un'auto blindata, arriva in serata Lorenzo Diana, protagonista della lotta alla camorra negli anni più difficili. "Lo Stato ha colto una grande vittoria. Ha infranto un mito. Passava un messaggio: si diceva che le sentenze di Spartacus sarebbero crollate. Invece ne ha potenziato il significato". Lorenzo Diana non cede all'entusiasmo. Prudenza, ancora prudenza. "Gli omicidi del processo Spartacus arrivano al 1992-'93. Bisogna far luce sugli altri". Un filo di ottimismo: "Lo Stato se vuole ha una opportunità irripetibile: riprendersi il territorio. L'ha perso, ora però...". Saluta e se ne va, enigmatico, nella sua blindata blu.

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Torniamo in Piazza (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Torniamo in Piazza Paolo Flores d'Arcais Lettera a Veltroni Caro Walter, le ultime mosse legislative del governo Berlusconi in tema di giustizia costituiscono o no un vulnus gravissimo alle fondamenta liberaldemocratiche di una convivenza civile? La risposta che si fornisce è decisiva per il tipo di opposizione che di conseguenza si sceglierà. A me sembra che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza (con l'emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche. segue a pagina 27.

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Chiamate l'ambulanza (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Chiamate l'ambulanza Marco Travaglio Scoperte a Roma altre due cliniche degli orrori, denominate "Governo" e "Parlamento". Il proprietario, nonché paziente (lo chiameremo S.B. in ossequio alla nuova legge sulla stampa), sarebbe un anziano cavaliere del lavoro con vari precedenti penali e procedimenti in corso, finora inspiegabilmente scampato alla Giustizia. Quando tutti lo credevano guarito, sebbene assistito giorno e notte da infermieri (giorno) e infermiere (notte) è sfuggito alla camicia di forza e ha ripreso a dare in escandescenze, scrivendo leggi e decreti di allarmante valenza psichiatrica. Poi si è reso irreperibile. Gravissimo il bilancio, ancora provvisorio, dei danni. - Clandestinità. S.B. inventa il reato di immigrazione clandestina, ma si scorda di inserirlo nell'apposito ddl, dove ne compare un altro, molto più blando: ingresso illegale in Italia. Poi, convinto di averlo istituito, si pente e annuncia in mondovisione: "Sono contrario al reato di immigrazione clandestina, sarebbe un ritorno al Medioevo". Il ministro dell'Interno R.M., però, lo rimbecca stupefatto: "Ma come, il primo firmatario del ddl sei tu.". Lui allora dichiara di aver "parlato a titolo personale": il reato di clandestinità, peraltro mai istituito, "rimane". Per la letteratura psichiatrica è un inedito assoluto: il paziente non fa una cosa, smentisce di averla fatta, poi smentisce di aver smentito la cosa che non ha mai fatto. Il nulla al cubo. - Sicurezza. Il "pacchetto sicurezza" aumenta pene e arresti per i "reati di strada" che, a suo dire, desterebbero maggior "allarme sociale" (lui non delinque mai in strada): rapine, scippi, furti, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione. Questo nel Lato A. Nel Lato B si limitano le intercettazioni ai reati puniti con pene superiori ai 10 anni, dunque esclusi i reati di strada. Così sarà impossibile scoprirne e incastrare i colpevoli. Per il futuro. E i rapinatori, ladri, scippatori, spacciatori e papponi già scoperti? Se hanno avuto l'accortezza di delinquere entro il 2002 (come il premier nel caso Mills), avranno la sospensione dei processi per un anno. Di fatto, per sempre. - Se un clandestino ha stuprato una ragazza, il suo processo viene sospeso; se ha passato una canna a un amico, no. Se due zingare han rapito un bambino, il processo è sospeso; se invece han rubato un salame al supermarket e, scappando, hanno urtato una guardia, no. Per le violenze della polizia al G8, il processo è rinviato; per le violenze di cittadini no. Si blocca pure il processo all'industriale avvelenatore che ha causato tumori da amianto agli operai, al chirurgo che ha ammazzato un bimbo in sala operatoria per errore grave, all'assessore che ha intascato mazzette, all'ubriaco che ha arrotato due pedoni sulle strisce; proseguono i processi al parcheggiatore che ha chiesto 1 euro all'automobilista per non rigargli la portiera, al ragazzo che ha rubato il cellulare al coetaneo minacciandolo col temperino o ha comprato un motorino rubato e gli ha cambiato la targa. Sempre, s'intende, in nome della sicurezza contro i reati di "allarme sociale". - Indulto. Il rinvio dei processi viene motivato da S.B. con la necessità di accantonare quelli inutili,perché coperti dall'orribile indulto del 2006. Piccolo dettaglio: l'ha votato anche lui. - Intercettazioni. L'altra clinica degli orrori, la S. Rita di Milano, dove si squartavano i pazienti, è stata scoperta dai giudici e raccontata dai giornalisti grazie alle intercettazioni. Con la nuova legge voluta da S.B. in nome della sicurezza, non sarebbe stata mai scoperta né raccontata. Ma se qualche magistrato avesse osato scoprirla e qualche giornalista raccontarla, in galera non sarebbero finiti i medici per omicidio e lesioni; ma i magistrati per intercettazioni abusive e i giornalisti per pubblicazioni abusive. - Lodo Schifoso. Nel 2003, per immunizzare S.B. dai processi, il suo riporto personale Renato Schifani gli apparecchiò un Lodo su misura che sospendeva i processi a lui e ad altre quattro cariche dello Stato (peraltro prive di processi). La Consulta lo cancellò: incostituzionale. Ora S.B. annuncia un nuovo lodo Schifani che, diversamente dal vecchio, non vale solo per S.B., ma anche per Schifani, più altre tre cariche. Se prima erano in quattro a ballare l'Alligalli, adesso sono in tre a ballare l'Alligalli. Ps. Se qualcuno dovesse imbattersi nel noto S.B., faccia il favore: chiami l'ambulanza. Ora d'Aria.

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Torniamo in piazza (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Torniamo in piazza Paolo Flores D'Arcais Segue dalla Prima Perfino una personalità di proverbiale saggezza e prudenza, che non ha mai amato la politica girotondina e ha sempre aperto generosissimi crediti alla credibilità dei partiti di centro-sinistra, dai tempi di Berlinguer e passando per tutte le metamorfosi del Pci fino a Veltroni (senza dimenticare l'appoggio a De Mita) - sto parlando di Eugenio Scalfari - è arrivato a dire che se quello di Berlusconi non è già fascismo è qualcosa che sempre più pericolosamente gli si avvicina e gli assomiglia. Già da molti giorni, consapevoli della gravità della situazione, tre parlamentari dell'opposizione (che prendono il termine nell'accezione del vocabolario della lingua italiana, nel quale si menziona "un'azione di contrasto e di critica" - Devoto-Oli - ma mai di dialogo), l'on. Furio Colombo, l'on. Giuseppe Giulietti e il sen. Francesco Pardi detto Pancho, hanno reso pubblica attraverso il sito www.micromega.net una lettera a te e Antonio Di Pietro, nella vostra qualità di capi del Partito democratico e dell'Italia dei valori, nella quale vi invitavano ad indire una manifestazione pubblica (a scendere in piazza, insomma) che vedesse insieme opposizione parlamentare e società civile (quella definita "giustizialista", sottolineavano i tre parlamentari, a scanso di equivoci). Lettera sostenuta da personalità come Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, e da migliaia di cittadini che stanno firmando sul sito www.micromega.net. Antonio Di Pietro ha risposto positivamente, a nome del suo intero partito. Di una tua risposta, invece, sui due principali quotidiani di giovedì 19 giugno, non c'è ancora traccia alcuna. Forse perché la nota che hai diramato alle agenzia costituisce un perfetto esempio di risposta-non-risposta. In essa infatti si legge che "il leader del Partito democratico condivide le ragioni che hanno spinto a promuovere l'appello. Rispetto all'iniziativa di piazza, tuttavia, almeno per il momento Veltroni non aderisce". Almeno per il momento. Che vuol dire? Che in futuro potresti? E quando, se non ora? Oggi che tutti fanno a gare per dichiararsi cristiani, credo che un tratto squisitamente evangelico dovremmo assumerlo tutti, politici in primis: "il tuo dire sia sì sì no no, perché il di più viene dal maligno" (Matteo, 5,37). Oltretutto, in politica la scelta dei tempi è cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni, che fa strame del principio secondo cui "la legge è eguale per tutti", e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di establishment, la scadenza per una manifestazione è dettata dal calendario parlamentare. Questa legge-canaglia va in discussione tra due settimane, o si scende in piazza un minuto prima che la discussione inizi oppure vuol dire che alle manifestazioni si vuole rinunciare. E per manifestare tra due settimane, e in modo unitario, opposizione parlamentare accanto a società civile "giustizialista", bisogna cominciare a lavorare subito, a organizzare subito, a mobilitarsi subito. Altrimenti è preferibile un chiaro e rotondo no, in cui ciascuno si assume le sue responsabilità (per atti od omissioni) di fronte al baratro morale e costituzionale in cui Berlusconi sta trascinando il paese. I cittadini democratici, per i quali "la legge uguale per tutti" non costituisce un optional, troveranno comunque i modi per testimoniare pubblicamente, anche da soli, contro questo strame di legalità. Ma le forze politiche che questa protesta lasceranno senza rappresentanza in parlamento perderanno per sempre ogni credibilità di fronte ai tanti, tantissimi elettori (sempre più ex-elettori), che non capiscono l'ossimoro di una "opposizione che non esclude il dialogo". Un caro saluto.

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Leggi su misura per il suo business (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "ECONOMIST" "Leggi su misura per il suo business..." ROMA La perseveranza paga. Almeno - secondo l'Economist - nel caso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In un articolo dedicato al tormentato rapporto fra il premier italiano e la magistratura, titolato "I frutti del lavoro", il prestigioso settimanale, riconoscendo a Berlusconi di essere un "uomo perseverante", ricorda le polemiche con i giudici sulle intercettazioni e, di queste ore, sul cosidetto emendamento salva premier. Concludendo che attacchi ai giudici e leggi ad personam, il premier italiano sta raccogliendo risultati per se stesso e per il suo business. Due mesi dopo aver vinto le elezioni - scrive il settimanale - Berlusconi ricomincia ad affrontare i nodi-giustizia, così "robustamente" come nel suo precedente mandato. "Durante la campagna elettorale si disse perseguitato" dal magistrati - ricorda il giornale - "ora tira fuori nuovi attacchi alla magistratura e leggi su misura per proteggere se stesso e il suo business". Che - prosegue l'Economist - "ancora una volta sembrano essere la priorità". Ricordando la lettera al presidente del Senato Renato Schifani in cui Berlusconi sottolinea che "molti procedimenti sono stati montati contro di lui da magistrati di estrema sinistra, per fini politici", l'Economist parla di tentativo di "imbavagliare la magistratura e la stampa".

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Mensopoli entra al san martino - marco preve (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Genova MENSOPOLI ENTRA AL SAN MARTINO MARCO PREVE (segue dalla prima di cronaca) Non è ancora chiaro cosa abbiano in comune la mensopoli genovese e le gare di appalto della "Serenissima" al "San Martino". Il magistrato Francesco Pinto è lo stesso per entrambe le vicende, e sembra di capire che questo potrebbe essere un nuovo filone della stessa inchiesta. Nato dalle centinaia di intercettazioni telefoniche, dai colloqui ascoltati dal novembre 2007 fino allo scorso 21 maggio, giorno degli arresti. Mensopoli sembra sconfinare oltre la Liguria e tre Procure adesso se ne occupano. Oltre al pm Francesco Pinto sono al lavoro su questo filone la procura di Vicenza, la città dove la società di ristorazione ha la sua sede legale ed operativa, e poi quella di Venezia, dove il gruppo ha vinto numerosi appalti. Occhi puntati sulla "Serenissima", che a Genova, dal 2003, ha in gestione il servizio mensa e la distribuzione di pasti dell'ospedale San Martino. Nel 2007 la società era stata oggetto d'indagine da parte dei Nas, per alcune segnalazioni che avevano riguardato la fornitura di pasti alle scuole genovesi. Sulle tracce della ditta il pm Pinto e la Guardia di Finanza sarebbero arrivati incrociando le intercettazioni sulla Mensopoli e le dichiarazioni di una testimone. Una manager del settore che agli inquirenti ha raccontato, con dovizia di particolari, le voci raccolte nel suo ambiente che parlavano di un giro di mazzette tra il Veneto e la Liguria. Circostanze ancora tutte da provare, tanto che nei prossimi giorni il pm tornerà ad interrogare un'altra indagata: Antonella Calò, funzionaria dell'Asl-Due di Savona. L'11 dicembre del 2007 Alessio parla con l'impiegata e le dice: "... perché a me interessa la Serenissima, perché gli altri non sono concorrenti pericolosi, ma la Serenissima ultimamente si sta muovendo sulla Liguria in modo pesante... ".

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Truffe al computer, spunta la cosca - franca selvatici (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Firenze Truffe al computer, spunta la cosca Avrebbe utilizzato per il riciclaggio gli stessi personaggi FRANCA SELVATICI "Mi raccomando col traffico". "Bisogna aumentare il traffico". Era la preoccupazione costante delle 15 persone arrestate e delle tre ancora ricercate nell'inchiesta dei pm fiorentini Paolo Canessa e Giulio Monferini sulle truffe informatiche. Il traffico era quello delle chiamate ai numeri "premium" a tariffa maggiorata (minimo 12,50 euro), che cominciano con 889, 892, 0088, 166, connettono con siti erotici, giochi a premi, cartomanti o più spesso con niente, e per lo più finiscono sulle bollette di utenti inconsapevoli, facendole gonfiare fino a cifre spropositate (anche 4-5 mila euro). La truffa è stata illustrata ieri dal questore Francesco Tagliente, dal capo della squadra mobile Filippo Ferri, dal dirigente della polizia postale Stefania Pierazzi, dal generale Umberto Di Nuzzo e dal capitano Umberto Piro della Guardia di Finanza di Arezzo. Alcuni degli arrestati sono esperti informatici. Per generare il traffico anomalo hanno usato varie tecniche. Hanno installato abusivamente nei computer degli utenti un software dialer nascosto o ingannevole, che automaticamente si connette con un'utenza a tariffa maggiorata. Hanno inviato sms a numerosissimi utenti di telefoni cellulari per indurli a contattare numerazioni a valore aggiunto (per esempio con offerte di lavoro o illudendoli di aver vinto un premio o di aver ricevuto un pacco). Hanno manomesso centraline telefoniche stradali per allacciarsi a linee di ignari abbonati sulle quali hanno generato traffico diretto a numeri 899. Hanno utilizzato programmi tv (per esempio di cartomanzia) per indurre gli spettatori a contattare numerazioni a valore aggiunto. Una parte dell'indagine, ancora da completare, riguarda presunte complicità fra i truffatori e dipendenti delle grandi compagnie telefoniche, che li incitavano a incrementare il traffico. Se l'arrestato più noto è Piero Mancini, presidente dell'Arezzo Calcio e amministratore dell'internet provider Fly Net, concessionario di numeri "premium", i personaggi chiave sono Giuseppe Cimieri e Carlo Contini, soci della Plug Easy di Londra: una società che - secondo le accuse - fungeva da schermo per i fruitori finali italiani del traffico telefonico e consentiva - come due società di San Marino - cospicue evasioni Iva e il riciclaggio degli ingenti profitti delle frodi: almeno 10 milioni di euro. Contini era in contatto anche con un pregiudicato, Salvatore Menzo, che gestiva un night a Perugia, ritenuto il capo di un gruppo mafioso specializzato in furti, rapine, spaccio. Contini è accusato di aver offerto i suoi servigi per riciclare i proventi illeciti della banda (fra cui 80 milioni di franchi svizzeri) e trovare compratori per quadri (Burri, Campus, addirittura un Van Gogh) presumibilmente rubati. Grazie alle intercettazioni, è stato scoperto l'omicidio di uno del gruppo, Salvatore Conte, vittima di un regolamento di conti interno. Menzo è stato arrestato in marzo per l'omicidio.

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"fra cinque anni passeremo momenti indelebili ma spero di poter fare l'amore con te prima" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IV - Bologna I verbali Ecco alcune frasi, rimaste nel computer, che i due adulti scambiavano con la minore via web "Fra cinque anni passeremo momenti indelebili ma spero di poter fare l'amore con te prima" "Fra cinque anni andremo in quel posto megagalattico e passeremo momenti indelebili". Questa frase lanciata via web e rimasta impressa in maniera incancellabile in un file del computer di Luisa, mostra tutta l'ingenuità e l'innocenza della tredicenne, ormai completamente rapita dalla capacità di persuasione di chi ha approfittato di lei e in balia delle perverse promesse di uno dei due indagati: Fabio Marchesani. L'uomo, dopo averla agganciata in chat e "corteggiata" per più di un mese, la incontra dal vivo e mentre è in macchina con lei prima la bacia e poi inizia a toccarla, approfitta di lei, senza che la tredicenne faccia la benché minima resistenza. Luisa è succube del trentacinquenne, dopo l'incontro vuole vederlo di nuovo, andare oltre, e allora Marchesani continua a fare il suo sporco gioco con la ragazzina e risponde così alla sua frase: "Spero di poter fare l'amore con te un po' prima, ma se devo aspettare lo farò". Luisa raccoglieva tutti i dialoghi che aveva in chat e su messenger con il genovese, ogni tanto riapriva la cartella, intitolata "le mie conversazioni", e rileggeva tutto. Frasi assurde, a volte anche spinte e oscene, promesse che nascondevano secondi fini, scambiate su Internet o tramite il cellulare anche con l'altro indagato, il ventiduenne Giuseppe Di Caro. Entrambi gli arrestati, che ora si trovano ai domiciliari, avevano già dei precedenti. Marchesani, per scambio di materiale pedopornografico e Di Caro per essere stato sorpreso e fermato (mentre era già intercettato) dalla polizia sotto casa di un'altra tredicenne (conosciuta sempre in chat) proprio un attimo prima di salire con lei nella sua stanza. Proprio tenendo conto dei loro trascorsi, il gip Milena Zavatti che ha convalidato l'arresto dei due, nell'ordinanza di custodia cautelare sottolinea come: "Si tratta di soggetti che mostrano una precisa propensione per le minorenni, che contattano nell'ambiente melmoso e sregolato dei siti Internet e delle chat-line e che riescono, con modi suadenti e profferte amorose, ad incuriosire e a solleticare fino a convincerle ad un incontro personale". Ed è in considerazione della sicurezza mostrata nei confronti della tredicenne, che il gip poi aggiunge come non può trattarsi di "una casualità o un errore, bensì di uno degli episodi di un modus operandi collaudato. Ancora più grave per il fatto che la ragazzina, pur nella consapevolezza dell'illiceità del loro comportamento, non ha tuttavia mostrato rancore nei loro confronti e tale la dice lunga sulla loro capacità di persuasione e quindi sulla loro pericolosità". (ale. co.).

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Uccisa perché voleva uscire dal giro - giovanni di benedetto (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina II - Bari Uccisa perché voleva uscire dal giro Due arresti per la prostituta ammazzata: incastrati dai cellulari GIOVANNI DI BENEDETTO TRANI - Il movente è ancora avvolto nel mistero. Forse una rapina, la punizione per uno sgarro, il suo rifiuto di amicizie "particolari", il tentativo forse di uscire dal giro dei festini a luci rosse con insospettabili professionisti. O forse richiedeva la restituzione dei suoi risparmi, dai 15mila ai 25mila euro, affidati a due uomini. I punti interrogativi rimangono ma per gli inquirenti gli indizi nei confronti dei presunti assassini sono "gravissimi": furono i cugini Raimondo Carbone, di 29 anni, e Giuseppe Gallone, di 32, entrambi di Trinitapoli, gli esecutori materiali dell'assassinio di Marisa Scopece, la 23enne trovata carbonizzata il pomeriggio dell'11 settembre del 2007 alla periferia di Barletta. I due, che si trovavano in carcere accusati di un tentato omicidio, sarebbero stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e da una serie di contraddizioni. Nella memoria del cellulare di Giuseppe Gallone, per esempio, fu trovata una foto sexy della vittima scattata nella tavernetta dell'uomo, nonostante lui avesse detto alla polizia di non conoscere la donna. Gli inquirenti ritengono che l'episodio del tentato omicidio non sia collegato al delitto della giovane ma in entrambi i casi a fare fuoco sarebbe stata la stessa arma, una pistola a salve modificata calibro 9. Un omicidio "nello stile di un vecchio rituale mafioso" scrive il gip del tribunale di Trani Francesco Zecchillo nelle oltre 140 pagine di ordinanza di custodia cautelare, la vittima venne prima assassinata con 8 colpi di pistola e poi data alle fiamme. Il cadavere della ragazza fu riconosciuto solo dopo alcuni giorni grazie al particolare di un tatuaggio, un cuore alato all'altezza del fondoschiena; nella tasca posteriore dei jeans gli investigatori trovarono un fazzolettino sul quale erano indicati due numeri di telefoni cellulari, il primo intestato ad un uomo di Corato, l'altro ad una persona del Nord. Da queste utenze gli uomini della squadra mobile della Questura di Bari e i colleghi del commissariato di Barletta, coordinati dal magistrato della procura di Trani Teresa Iodice, sono riusciti a risalire ai contatti della vittima. Le piste inizialmente seguite furono diverse, così come diverse erano le frequentazioni della giovane. Lei, abbandonata dai genitori dopo la nascita e adottata da una famiglia di Spinazzola, negli ultimi tempi faceva uso di cocaina e si prostituiva, anche con una clientela "di un certo livello". Al vaglio degli investigatori sono state le posizioni di un uomo di Bari, suo protettore, che la faceva prostituire nei casinò del Montenegro; del fidanzato che, qualche giorno prima del delitto, l'aveva picchiata; dei magrebini trovati in possesso di un cellulare della vittima. La svolta nelle indagini però arriva dopo il ritrovamento casuale della borsetta di Marisa, lungo la tratta ferroviaria in direzione Foggia, là dove sarebbero fuggiti i sicari dopo essersene sbarazzati. Secondo gli inquirenti Carbone e Gallone conoscevano la vittima, il primo (che avrebbe venduto i telefonini della ragazza a due magrebini cercando di incastrare un cittadino rumeno) l'avrebbe frequentata in piscina, il secondo (con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale violento) avrebbe da lei ricevuto le condoglianze per la morte del padre. In queste persone Marisa, che portava con sé ingenti somme di denaro, forse cercava protezione. La "ragazza dal cuore alato", come la definisce il gip, si sarebbe sentita perseguitata dalle e aveva paura "a causa di amicizie pericolose". Poco prima di morire ad un amica aveva confidato di dover fare "un lavoro con i foggiani", ma di non poterne parlare al telefono.

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Il giovane "witness" diventa giustiziere (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Spettacoli Kevin Connolly Il giovane "witness" diventa giustiziere Prodotto da Leonardo DiCaprio e interpretato da Lukas Haas, il bambino-prodigio (oggi parecchio cresciuto) che vedemmo a fianco di Harrison Ford in "Witness il testimone", un piccolo film da festival indipendente che promette abbastanza, prende la rincorsa per un bel po' ma non riesce mai davvero a spiccare il volo. E sì che il soggetto, esplicitamente memore di "Taxi Driver", avrebbe anche una sua attualità in tempi di ronde e di aspiranti "giustizieri fai da te". Espulso dall'università, Adam torna nella sua cittadina del Ney Jersey, dove lavora nelle tavole calde e frequenta i vecchi compagni di liceo, più o meno sue fotocopie. In una serata di particolare frustrazione, decide di cambiare i connotati al primo che incrocia; lo fa e diventa un piccolo eroe: per puro caso, ha intercettato uno stupratore. Il giovane crede di aver trovato la sua vocazione; poiché la polizia scoraggia i dilettanti, si autoproclama giustiziere della notte, mena il dealer locale e fa di peggio a uno scippatore. Dall'andamento iniziale di commedia, Gardener of Eden vira gradualmente verso il dramma - ma restando indeciso sul tono da tenere - poi scivola in un epilogo truculento. Più inaspettato che sorprendente. (r.n.).

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<Adescata in chat da due uomini Violentata ragazzina di 13 anni> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-20 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Adescata in chat da due uomini Violentata ragazzina di 13 anni" L'adolescente si era invaghita di uno. E l'ha confessato al padre I due sono agli arresti domiciliari: il primo ha 35 anni e vive vicino a Genova. L'altro, di 22 anni, abita a Modena Geograficamente parlando, questa storia ha confini precisi: Genova, Modena e la bassa bolognese. Impossibile invece tracciare il perimetro di quello spazio virtuale in cui per mesi si è sviluppata la trama. L'ambiente "melmoso e sregolato", come lo definisce il gip Milena Zavatti, di Internet. è in questo ambiente, precisamente in una chat, che una tredicenne residente in un comune della provincia è stata adescata e plagiata da due uomini. Uomini che, una volta conquistata la sua fiducia, l'hanno convinta ad avere rapporti sessuali (veri) con loro. Il 9 marzo scorso due genitori sconvolti si presentano in Questura. Al poliziotto che prende la denuncia raccontano tra la rabbia e l'imbarazzo che la loro figlia tredicenne (la chiameremo Luisa) ha avuto un rapporto sessuale con un uomo di 35 anni. Un uomo sposato e in attesa di un figlio. Un uomo che abita lontano, a Genova, e che la ragazzina ha conosciuto attraverso la chat Messenger. Raccontano che l'ha plagiata, nonostante fosse stato contattato al telefono dal papà della minore che gli aveva detto di lasciarla in pace. Da ieri mattina quest'uomo, Fabio Marchesani, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Arenzano, sul litorale ligure, in esecuzione di un'ordinanza firmata dal giudice Zavatti. Contemporaneamente la stessa misura restrittiva ha colpito un ragazzo a Modena, Giuseppe Di Caro, 22 anni. L'altro uomo che, come hanno appurato le indagini della Squdara mobile di Bologna, aveva avvicinato la tredicenne tramite Messenger, l'aveva circuita e, infine, convinta a compiere atti sessuali con lui. Marchesani e Di Caro, che non si conoscono, sono adesso accusati di atti sessuali con minorenne. Al primo il pm Flavio Lazzarini contesta anche i reati di atti osceni in luogo pubblico e atti sessuali in presenza di minore. Delle due è senza dubbio quella di Marchesani, di cui la tredicenne si era di fatto invaghita, la posizione più grave. L'uomo, che di lavoro fa l'assicuratore e nel tempo libero si diletta con il suo pc (è già noto alle forze dell'ordine liguri per possesso di materiale pedo- pornografico) avrebbe infatti avuto frequenti "rapporti virtuali" con Luisa. Le prove starebbero in una cartella che Luisa aveva creato sul desktop del suo pc. In sostanza l'uomo si sarebbe masturbato davanti a una web-cam, mentre la ragazzina, dal pc di casa sua, stava a guardare. Gli incontri veri accertati dalla polizia tra la vittima e gli arrestati sono due. Quello con Marchesani avviene il 4 marzo. I due si vedono in auto. E sempre in auto, l'Audi dell'uomo, consumano un rapporto orale. L'incontro con Di Caro, invece, risale a tre mesi prima, al 14 dicembre 2007. è Luisa a raccontarlo alla polizia, durante un interrogatorio fiume e dettagliatissimo. I due, che si frequentano on line da poco tempo, si vedono a casa di lei, approfittando del fatto che è sola perché la madre e la sorella maggiore sono uscite (i genitori sono divorziati e il padre abita altrove). Lì hanno un rapporto sessuale, sempre non completo. Dal racconto circostanziato di Luisa, dall'esame del suo computer e dai tabulati telefonici, gli uomini della sezione reati sessuali della Squadra Mobile, diretta da Andrea Del Ferraro, sono risaliti alle identità degli indagati e hanno messo sotto controllo i loro cellullari. Anche in questo caso le intercettazioni telefoniche sono state preziose. è grazie alle telefonate che la polizia è risucita a sapere che, il 18 aprile scorso, Di Caro aveva preso un appuntamento con un'altra minorenne bolognese. Gli agenti l'hanno pedinato: l'incontro è avvenuto davanti a una scuola media di Bologna, poi i due si sono diretti a casa di lei, stesso copione messo in atto a dicembre con Luisa. Quel giorno Di Caro è stato fermato proprio mentre varcava la soglia di casa della minorenne. Chissà se altre ragazzine sono cadute nella rete dei due pedofili. Lo dirà l'esame dei pc sequestrati a Genova e a Modena. La polizia non lo esclude affatto ed è fondamentalmente per questo, per il "pericolo concreto che gli indagati commettano altri reati della stessa specie", che il gip ha disposto per loro gli arresti domiciliari. Amelia Esposito.

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<Ai domiciliari? Ma così salta la vacanza> E sua madre: sono piombata in un incubo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La reazione del modenese "Ai domiciliari? Ma così salta la vacanza" E sua madre: sono piombata in un incubo Quando la polizia gli è piombata in casa a Modena mostrandogli l'ordinanza con cui il giudice lo mandava ai domiciliari, Giuseppe Di Caro ha detto: "Arresti domiciliari? No! Vuol dire che non posso andare in vacanza". Ecco, questa è stata la principale preoccupazione del ventiduenne accusato di aver compiuto atti sessuali con una minorenne: le vacanze che sarebbero saltate. Reazione che dà la cifra della sua personalità, della leggerezza con cui affronta le cose. I suoi genitori, un padre e una madre per bene che hanno fatto tutto per quell'unico figlio, invece l'hanno presa molto seriamente. Con l'arrivo della polizia, che li ha svegliati all'alba, sono piombati in un incubo. Raggiunta al telefono, la madre di Giuseppe Di Caro è molto scossa e dice si "sentirsi in un limbo". "Stiamo ancora cercando un avvocato, adesso è presto per dire qualsiasi cosa, per fare delle valutazioni", osserva la signora. Che, però, pur senza entrare nel merito delle accuse mosse a suo figlio, qualcosa la vuole dire: "Voglio dire che posso assicurare che è ancora tutto da dimostrare. Tutto. E voglio anche dire che un'accusa grave come questa rovina la vita di una persona. Rovina i rapporti che può avere in futuro con le persone, con le donne. Rovina tutto". Sulla testa di suo figlio - che ha 22 anni e che nella vita non fa praticamente nulla- pende l'accusa della ragazzina (che l'ha tirato in ballo spontaneamente durante l'interrogatorio davanti alla polizia), ma pende anche l'episodio del 18 aprile, quando la polizia (che lo stava intercettando) l'ha colto in fallo mentre agganciava una ragazzina davanti a una scuola. A. Esp.

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La vera priorità: l'autonomia di politici e giudici (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-20 - pag: 18 autore: CRITICAMENTE ... La vera priorità: l'autonomia di politici e giudici I l vecchio vizio delle leggi fatalmente lette ad personam frustra irreparabilmente ogni possibilità di affrontare un tema che avvelena da quasi quindici anni la vita istituzionale del nostro Paese, ossia il mai definito rapporto tra politica e magistratura. Se tornassimo ai fondamenti dello Stato di diritto e al rispetto del principio della separazione dei poteri, basterebbe tutelare l'autonomia di ciascuno di essi. Il che significa che la politica non deve perseguitare i giudici, ma anche che essa sia messa nella condizione di svolgere il ruolo che le è attribuito dai cittadini sovrani, ossia quello di fare le leggi,anche sull'ordinamento giudiziario. La tutela deve valere per tutti; e ilprincipiodellagiustiziaugualepertuttidevetrova-reilmododiesseredeclinatosenzaprefigurareilso-spettocheinchiesteeprocedimentig udiziarivenganoavviati alsoloscopodimetterefuorigiococandidati verso i quali si antipatizza; ovvero di atteggiarsi più che come potere dello Stato, come contropotere della politica. Perciò non solo la sostanza ma anche l'apparenza di giudici e magistrati lontani da schieramenti politici e partitici dovrebbe tornare a essere la regola. D'altra parte, non basta gridare alla persecuzione per essere esentati dal rispetto dalla legge: così, in Francia, ora che è tornato ad essere monsieur Chirac, l'ex presidente della Repubblica è alle prese con procedimenti giudiziari che erano stati (per legge) sospesi nel periodo della presidenza. In Italia siamo lontanissimi da questo clima: alcuni magistrati hanno purtroppo alimentato il sospetto di essere animati da un certo fumus persecutionis (e non solo nei confronti di Berlusconi); mentre quest'ultimo appare sempre pronto a sfidare Quirinale, alleati, settori importanti dell'opinione pubblica pur di chiudere i conti coi magistrati avversari. Ma è un gioco a somma zero, in cui, alla fine, tutti perdono, a partire dai cittadini. Ed è grave che proprio su questo fronte si consumi la rottura tra maggioranza e opposizione, perché i settori più responsabili dell'una e dell'altra comprendono ormai come un Paese civile non possa più permettersi una patologia così clamorosa, un avvelenamento quotidiano e costante della vita civile, una così contraddittoria risposta alla richiesta dell'opinione pubblica ditutela dei propri diritti. Ed è fatale che la spregiudicatezza della maggioranza susciti le più elementari pulsioni dell'opposizione, depurata sì, nelle aule parlamentari, da spinte oltranziste, ma zavorrata da velleità giustizialiste nobilitate da una inspiegabile ( e controproducente) alleanza elettorale. Come sorprendersi che un Paese a debole cultura civica e liberale non trovi il modo di intendersi sulle regole che ne definiscono l'appartenenza a una moderna società liberaldemocratica? E come prestare fede alle reiterate proclamazioni di superiorità morale di questa o quella categoria, di questo o quel potere, di questa o quella funzione dello Stato, di questa o quella parte politica? Perciò le vicende di questi giorni danneggiamo tutti, allontanando l'illusione che la politica possa maturare attraverso il recupero di una moderna cultura liberale e garantista. Così, anche l'esigenza di arrestare un fenomeno che su queste colonne ho definito spesso incivile, ossia la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, anche quelle incongrue e che coinvolgono soggetti del tutto estranei, si sta riducendo al tentativo di imporre la mordacchia ai cronisti. Che è come prendersela col testimone per aver assistito al reato. salvatore.carrubba@ilsole24ore.com POTERI IN LOTTA I rinnovati scontri legati allo stop dei processi danneggiano tutti i cittadini di Salvatore Carrubba.

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Operazioni fuori conto, prima chiamata il 30 giugno (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-20 - pag: 32 autore: Banche e finanziarie. Comunicazione per il periodo 2005-2007 Operazioni fuori conto, prima chiamata il 30 giugno Gaetano De Vito Le comunicazioni all'Anagrafe tributaria delle operazioni "extraconto" –la prima tranche va effettuata entro il 30 giugno – per banche, finanziarie e holding completano l'obiettivo di "indirizzare" le richieste di indagine nei confronti degli intermediari finanziari presso cui un indagato per evasione ha intrattenuto rapporti o effettuato operazioni finanziarie. Si evita così di far arrivare a questi soggetti un numero imprecisato di risposte negative tramite posta elettronica certificata (Pec) come conseguenza di richieste generalizzate. Il sistema di indagini per via elettronica, avviato con provvedimento direttoriale 22 dicembre 2005, è diventato più incisivo grazie all'incrocio con i rapporti finanziari confluiti nell'Anagrafe tributaria. Sfuggiva a queste verifiche la mancata evidenza di operazioni finanziarie al di fuori di un rapporto continuativo o fatte tramite procuratori o delegati. Mancanza cui si è provveduto con l'articolo 63 del decreto legislativo 231/ 2007. La qualificazione delle operazioni è più facile per il sistema bancario. Per finanziarie e holding (al di là dell'elenco indicativo in tabella), per individuare se un'operazione è qualificata extraconto, va tenuto presente che l'obiettivo è intercettare quelle occasionali poste in essere con la clientela al di fuori di un rapporto continuativo o con mezzi di pagamento diversi da quelli già intercettati dal sistema bancario. A differenza di quanto avviene per i rapporti finanziari per cui va comunicata apertura e chiusura, l'esistenza di un'operazione extraconto e i dati identificativi di chi la pone in essere vanno comunicati una sola volta, per ciascun anno solare, in occasione della prima operazione compiuta. Per quanto riguarda i termini, le operazioni con decorrenza 1Ú gennaio 2005 e poste in essere fino al 31 dicembre 2007 vanno comunicate tramite Entratel entro il 30 giugno. Quelle poste in essere dal1Úgennaioal30giugno2008 devono essere comunicate entro il 31 luglio; quelle successive entro il mese seguente a quello di effettuazione.

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Sì del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-20 - pag: 22 autore: INTERCETTAZIONI Sì del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali Il Parlamento svedese ha approvato una legge che autorizza le autorità a controllare email e traffico telefonico internazionale. Alla notizia dà grande rilevanza il sito della Bbc. Le misure sono passate con una ristretta maggioranza e dopo un acceso dibattito. I critici sostengono che il provvedimento restringe le libertà civili e rappresenta il più spinto piano di intercettazioni in Europa. Coloro che difendono il provvedimento sostengono invece che esso è necessario per proteggere la sicurezza nazionale dall'uso sempre più massiccio di queste tecnologie nel confezionare piani di attacco. Il Governo assicura che filtrerà le intercettazioni interne e monitorerà solo quelle internazionali. Il sito della Bbc.

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Imprese a caccia di nuovi buyer grazie a W-Woman (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: STILE E TENDENZE data: 2008-06-20 - pag: 29 autore: PRECOLLEZIONI Imprese a caccia di nuovi buyer grazie a W-Woman Le 50 aziende di moda donna anticipano ordini e consegne Silvia Pieraccini FIRENZE Pitti W-Woman prova a diventare "grande". Non solo perché alla seconda edizione il salone dedicato alle precollezioni donna – che si tiene a Firenze nelle stesse date e orari di Pitti Uomo, in una sede vicina alla Fortezza da Basso come l'ex Dogana – ha conquistato nuovi espositori (in tutto sono 50 aziende) e affinato il mix di marchi consolidati e giovani realtà di ricerca. Ma anche perché vanta già un ospite speciale (le borse Carmina Campus) e un evento speciale (la sfilata di Diane von Furstenberg che si è tenuta mercoledì sera), segno della volontà di Pitti Immagine di investire su un progetto che al debutto (nel gennaio scorso) ha attirato 6.500 visitatori, ma che continua a far storcere il naso a parte degli operatori milanesi della moda. Gli espositori presenti a Firenze, invece, lo apprezzano soprattutto per la clientela selezionata e la data anticipata rispetto alle tradizionali scadenze, che aumenta le opportunità commerciali e impone di organizzare la produzione. "Soprattutto per la collezione estiva è ormai necessario anticipare i tempi – spiega Giovanna Paone di Kiton, che dalla linea donna ha ricavato 5,4 milioni nel 2007, destinati a salire a sette quest'anno, e che nei mesi scorsi ha aperto il primo negozio Kiton donna in Corea – e questo appuntamento imprime un ritmo alla produzione, tanto più necessario per chi, come noi, realizza tutto internamente. Mercoledì a Milano saremo già operativi con le vendite". I tempi sempre più rapidi della moda sono il segnale che sta cercando di intercettare Pitti W-Woman precollection. "Le date per le collezioni donna e uomo, che prima erano diverse, si stanno avvicinando – spiega Gianna Fantoni di Annapurna, che dalla donna ottiene il 65% dei ricavi e che è presente alla rassegna fiorentina con la collezione 5+ 1,più trendy e colorata – e se il cliente non sceglie con anticipo, e non riceve la merce per tempo, ha poi difficoltà a vendere, anche per effetto del turismo nomade che compra in ogni parte del mondo". Per questo venire incontro alle esigenze della clientela è diventato essenziale. "Presentare la collezione estiva a settembre è ormai troppo tardi – spiega Stefano Stenta di Atelier Stimamiglio, piccola azienda veneta (1,5 milioni di fatturato) che sta avviando la licenza del marchio di italian biocouture Nathù – e inoltre qui a Pitti W-Woman c'è una coerenza di buyer che apre opportunità commerciali, anche grazie alle sinergie con il salone maschile ". Come nel caso del gruppo Batrax, che dalla donna ricava il 30% dei 40 milioni di fatturato e a Pitti W-Woman presenta la collezione Jaggy: "Abbiamo invitato i nostri clienti che comprano uomo e donna e, in più, 1.500 clienti donna che di solito non vengono a Firenze", spiega Stefania Garelli. Ma il salone fiorentino ha rappresentato una scommessa anche per Gherardini, storico marchio fiorentino di pelletteria acquisito nel 2007 da Braccialini e ora in fase di rilancio con, tra l'altro, un progetto di ritorno all'abbigliamento O per le borse Carmina Campus fatte con materiali riciclati, come i tubi per doccia e le spugnette per piatti, da Ilaria Venturini Fendi, figlia di Anna Fendi.

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Delitto di Mez, chiusa l'indagine: <Tre gli assassini> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-20 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Perugia Per il pm Amanda e Raffaele erano presenti quando la ragazza era a letto con Rudy Guede. Ma il movente resta misterioso Delitto di Mez, chiusa l'indagine: "Tre gli assassini" DAL NOSTRO INVIATO PERUGIA - Accusò Patrick Lumumba di essere l'assassino "perché voleva l'impunità per tutti e in particolare per Rudy Hermann Guede, anche lui di colore". La procura di Perugia chiude l'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher e conferma il ruolo da protagonista di Amanda Knox. Le imputa di aver tentato un depistaggio per allontanare i sospetti da se stessa, dal giovane ivoriano e dal fidanzato Raffaele Sollecito "incolpando una persona che sapeva essere innocente". E invece, dicono adesso i pm, sono loro gli assassini. Loro tre, tutti insieme, violentarono e poi uccisero la studentessa inglese. Verbali, intercettazioni, perizie riempiono 18 faldoni e raccontano sette mesi di inchiesta. Ma tra quelle carte non si rintraccia il movente del delitto, né si individua chi abbia stretto le mani intorno al collo di Mez colpendola poi con almeno tre coltellate. La ricostruzione degli spostamenti degli indagati, le bugie che avrebbero raccontato nel tentativo di crearsi un alibi e soprattutto gli esami compiuti dalla polizia Scientifica consentono però ai magistrati di collocarli nella villetta di via della Pergola la sera del primo novembre 2007. "Uccisero per futili motivi ", scrive il pm Giuliano Mignini, poi accusa Amanda e Raffaele di aver "portato fuori dall'abitazione del Sollecito, senza giustificato motivo un grosso coltello da punta e da taglio lungo complessivamente 31 centimetri ". Nel capo di imputazione non c'è alcuna indicazione sul fatto che sia proprio quella l'arma del delitto, anche se sulla lama è stato rilevato il Dna della vittima e quello dell'americana. Fu Rudy, secondo la Procura, ad aver "costretto Meredith a subire atti sessuali con penetrazione manuale o genitale", ma gli altri due erano presenti, sono indagati di concorso nella violenza. E tutti e tre avrebbero anche rubato "circa 300 euro, due carte di credito della Abbey Bank e della Nationwide, entrambe del Regno Unito, e due telefoni cellulari" della vittima. La messinscena successiva al delitto fu invece studiata e compiuta dai due fidanzati. "Sollecito e la Knox - è scritto nel provvedimento - simularono il tentato furto con effrazione nella camera della villetta di via della Pergola abitata da Filomena Romanelli (una delle quattro coinquiline ndr) rompendo il vetro della finestra con una pietra prelevata dalle vicinanze dell'abitazione che veniva lasciata nella stanza, per assicurarsi l'impunità dei delitti di omicidio e violenza sessuale, tentando di attribuirne la responsabilità a sconosciuti penetrati a tal fine nell'appartamento". Agli atti il pubblico ministero allega una nuova relazione della Scientifica su alcune orme di piedi nudi che sarebbero state lasciate proprio la sera dell'omicidio da Amanda e Raffaele. "Sono state rilevate grazie alle analisi effettuate con il Luminol, sostanza che reagisce soltanto quando c'è sangue - si spiega - e questo conferma che erano lì al momento del delitto". Rilevanza viene data pure alla testimonianza di un signore albanese che ha raccontato di aver visto i tre giovani fuori dalla villetta con un coltello. Inizialmente il testimone aveva ricordato di averli notati la sera del 31 ottobre. Poi è stato interrogato nuovamente alla presenza di un interprete e si è corretto sostenendo che si trattava proprio della sera dell'omicidio. "Siamo pronti a smontare queste congetture ", assicurano gli avvocati Luca Maori e Marco Brusco che difendono Sollecito con Giulia Bongiorno. I legali di Guede, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, ribadiscono invece: "Rudy c'era, ma non ha ucciso. è importante che anche l'accusa abbia già marcato le differenze escludendo che lui abbia partecipato al tentativo di depistaggio ". Fiorenza Sarzanini.

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Blair: <L'intesa Israele-Hamas indebolisce l'Iran> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-20 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'inviato del Quartetto per il Medio Oriente: "L'obiettivo della mia missione è restituire credibilità al processo di pace" Blair: "L'intesa Israele-Hamas indebolisce l'Iran" "Ma la minaccia non sparirà. è inaccettabile che Teheran ottenga armi nucleari" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Tra il compleanno festeggiato il 6 maggio e il primo anniversario dell'addio a Downing Street (27 giugno), Tony Blair ha anche ricevuto il battesimo del fuoco. Una battaglia virtuale, a colpi di radar, quando l'aereo che lo riportava dal World Economic Forum in Egitto è stato intercettato dai jet israeliani che non l'avevano identificato (e soprattutto non avevano identificato il prestigioso passeggero). Che da pendolare della diplomazia globale, si muove tra un continente e l'altro, tra l'impegno per la pace in Medio Oriente e quelli da consulente con la JpMorgan o la finanziaria svizzera Zurich. La religione tiene insieme due incarichi, inviato del Quartetto e presidente della fondazione per la fede, che ha creato dopo la pensione dalla politica britannica. Nelle stanze dell'American Colony - ha requisito un piano dell'hotel come quartier generale - entrano il suono delle campane e la voce del muezzin. Gli ebrei pregano poco lontano, davanti al Muro del pianto. "è evidente che la religione è un fattore fondamentale in questa regione ", dice l'ex primo ministro. "Non deve diventare il problema, ma parte della soluzione. La globalizzazione forza le persone insieme, se la fede le spinge a isolarsi, separarsi, diventa pericolosa. è molto importante che gli islamici, per esempio, non si considerino contrapposti ad altre culture o religioni ". La tregua tra Israele e Hamas è entrata in vigore da poche ore. Nell'intervista concessa al Corriere della Sera e a un gruppo ristretto di giornali, Blair sembra ancora più fiducioso ed energetico (l'abbronzatura aiuta). "In Medio Oriente, le opinioni oscillano tra ingiustificato ottimismo, piuttosto raro, e immotivato pessimismo nero, decisamente più comune. Il cessate il fuoco è uno sviluppo positivo, un'opportunità per Hamas di mostrare le sue vere intenzioni. Dimostra che il governo di Ehud Olmert vuole creare una situazione differente e smentisce chi era convinto che Israele avesse l'obiettivo strategico di demolire Gaza". Non è ancora pronto a visitare la Striscia. "Voglio andare, devo essere sicuro che possa essere utile. Persone del mio staff sono già state a Gaza". Incontri con i leader di Hamas sono esclusi. "La posizione del Quartetto è chiara. Il movimento è di fatto al potere nella Striscia, ma non può entrare nel negoziato politico, quando l'obiettivo delle trattative è la nascita di due Stati e Hamas è contrario o quando continuano a usare il terrorismo per tentare di imporre la loro visione. Un nuovo governo di unità nazionale palestinese non potrebbe funzionare senza un accordo su principi comuni ". è convinto di poter applicare il modello Cisgiordania a Gaza: riforme e sviluppo economico. "Abbiamo dei piani per costruire scuole e infrastrutture. è impossibile convincere investitori privati finché le condizioni non cambiano. Nel momento in cui dalla Striscia non partono più attacchi contro Israele e Hamas rinuncia alla violenza, possiamo migliorare la situazione in pochi mesi ". Si avvicina alla grande mappa della Cisgiordania, che copre le foto in bianco e nero di Lawrence d'Arabia (anche lui ha dormito in queste stanze). Indica l'area di Jenin ("è più grande di Gaza") e ammette che i cambiamenti (la riduzione dei posti di blocco israeliani) sono ancora troppo lenti. "Facciamo progressi, l'obiettivo sarebbe avere una strada che corre da nord a sud, senza restrizioni. è vero, il governo Olmert deve fermare le costruzioni di nuovi insediamenti, come chiede la comunità internazionale. A me sembra più importante aprire il 60 per cento della Cisgiordania alla libertà di movimento per i palestinesi". L'obiettivo della sua missione - dice - è restituire credibilità al processo di pace. "Quello che è successo dal 2000, la seconda intifada, gli attacchi terroristici, le reazioni israeliane, la costruzione della barriera, hanno distrutto la fiducia nella possibilità di raggiungere un accordo. Non il desiderio per la pace. Nell'ultimo anno, questa tendenza negativa si sta lentamente invertendo. I palestinesi vanno convinti che gli israeliani se ne andranno dai loro territori e gli israeliani devono poter credere in uno Stato palestinese in Cisgiordania che non si trasformi nella Striscia di Gaza. Tutt'e due le parti dicono cose vere: il peso dell'occupazione è oppressivo, gli israeliani vogliono garanzie per la sicurezza ". Ammette che l'inchiesta per corruzione contro Olmert "complica lo scenario ", riconosce che il primo ministro sta continuando gli sforzi per le trattative. Come l'annuncio di un possibile negoziato con il Libano. "Se restituire le fattorie di Sheeba toglie a Hezbollah il pretesto, vadano avanti. Arrivare a un accordo di pace tra israeliani e palestinesi è anche un modo per sottrarre un elemento alle pressioni che l'Iran esercita sulla comunità internazionale. Non voglio dire che se c'è un'intesa la minaccia iraniana sparirà". Risponde solo con la mimica (una smorfia) alla domanda sulle probabilità di un attacco israeliano contro il regime degli ayatollah. "Ogni leader politico occidentale deve porsi due domande. è accettabile che Teheran ottenga armi nucleari? La risposta è no. Quindi che cosa facciamo, se succede? Hmm...". Davide Frattini.

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Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-20 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Inchiesta mafia-massoneria Rodolfo Grancini, amico di Dell'Utri: "Lì vedo generali e colonnelli dei carabinieri, vengono per Marcello" Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie ROMA - Temeva di essere intercettato il faccendiere Rodolfo Grancini, l'uomo che secondo la Procura di Palermo pilotava i processi in Cassazione per conto dei boss mafiosi, considerato il crocevia del patto tra massoni ed esponenti di Cosa Nostra emerso dall'indagine siciliana. Lui che si muoveva spesso tra Roma e la Sicilia, teneva gli incontri più riservati in un luogo sicuro: le sacrestie di Sant'Ignazio di Loyola, la chiesa-madre dei gesuiti romani. Lì riceveva e parlava, al riparo da eventuali microspie. Anche per conto (e forse con) il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Col quale ostentava grande amicizia. I carabinieri li hanno visti insieme, anche con altre persone, in un bar del centro e altrove. Ma la rivelazione sugli incontri nelle stanze secentesche di Sant'Ignazio l'ha fatta lui stesso, parlando al telefono con l'agente di polizia sua amica Francesca Surdo (pure arrestata nell'indagine palermitana), mentre gli investigatori registravano. "Mercoledì vedo Marcellino, alle 10 al Senato", dice Grancini alla poliziotta in un colloquio del 3 luglio 2006, agli atti dell'inchiesta. "Tornava questa sera o domani - continua - perché stiamo mettendo su gli uffici bellissimi al Tritone, dove c'è il Messaggero, e ci va a lavorare mio figlio". Subito dopo arriva la sorpresa per chi ascolta: "Lì da lui ci vedo generali, colonnelli dei carabinieri, mi sono venuti a parlare dentro la chiesa, due, un colonnello di Asti, uno di Prato, un altro del ministero di Grazia e Giustizia, per parlare con lui". "Con lui chi?" , chiede l'agente. "Con Marcello - risponde il faccendiere -. E io li ricevo nelle sacrestie della Chiesa... Dove non ci sono microspie lì, hai capito?", e ride. Poi di seguito: "Oppure li porto sopra, nelle stanze segrete". Grancini fa il nome di un colonnello che voleva scendere in politica, con l'Udc, "però non è stato eletto. Perché per essere eletto ci vogliono un sacco di soldi, perché non ti devi fidare degli amici, hai capito? Ti devi fidare dei nemici, che si comprano e diventano fedeli... E' la politica, è una cosa sporca, è tutto un ricatto, un dare avere, non c'è niente di pulito...". La chiesa di Sant'Ignazio è quella retta dal gesuita settantanovenne Ferruccio Romanin, che si ritrova indagato per concorso esterno in associazione mafiosa dopo aver scritto, su indicazione del faccendiere, lettere di raccomandazione in favore di alcuni detenuti tra cui il figlio del boss trapanese Mariano Agate, condannato a 18 anni di carcere per traffico di droga. Nel 2004 il superiore di padre Romanin aveva pregato Grancini di non frequentare più la chiesa (e la sacrestia). Senza troppo successo, evidentemente, se le lettere sono di due anni dopo, così come la conversazione sugli incontri a Sant'Ignazio. In un'altra telefonata del 2006, a ottobre, Grancini e la Surdo "commentano soddi-sfatti " l'assoluzione del senatore Dell'Utri (già condannato in primo grado a 9 anni di pena nel processo per mafia) in un altro dibattimento palermitano dov'era accusato di calunnia aggravata. Mentre nella telefonata del 3 luglio, quando la poliziotta rivela al faccendiere di aver saputo che anche sul suo conto pendeva un processo "per una storia di assegni", il faccendiere ribatte: "Ah! Ma quello perché ho coperto Marcello ". Secondo i carabinieri che ascoltano, "anche in ragione delle ulteriori risultanze investigative, il "Marcello" per conto del quale il Grancini stava asseritamente subendo il processo si identificava nel senatore Marcello Dell'Utri". Nel carcere di Rebibbia, ieri, Grancini e la Surdo - accusati di concorso in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari e altri reati - hanno preferito non rispondere al giudice che li ha fatti arrestare, rinviando la loro versione dei fatti a un altro momento. Intercettazione Al telefono con un'amica: li ricevo nelle sacrestie di Sant'Ignazio, poi li porto nelle stanze segrete Giovanni Bianconi.

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Autoporto di Gorizia al raddoppio (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)

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Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 7 autore: Infrastrutture. Entro luglio la società di gestione completerà il potenziamento della piattaforma di scambio tra gomma e rotaia Autoporto di Gorizia al raddoppio Investimento di 11 milioni per la riconversione da dogana a centro di logistica A CURA DI Nicola Comelli La Sdag, la società di gestione dell'autoporto di Gorizia, controllata al 98% dal Comune, completerà entro luglio i lavori per il raddoppio della piattaforma di scambio gomma - rotaia, portando da 300 a 600 metri la lunghezza della sua linea ferroviaria interna. Un'infrastruttura del valore complessivo di 5,5 milioni sulla quale l'impianto autoportuale, collocato esattamenta a ridosso del confine con la Slovenia, scommette tantissimo. L'acquisizione della capacità di imbarcare merci e Tir sui vagoni, infatti, è fondamentale all'interno del processo di riconversione che la struttura isontina sta compiendo da quando, il 1Ú maggio 2004, la Slovenia è entrata nell'Unione europea. Una data che è stata per l'autoporto, nel quale oggi operano 74 imprese ( 27 sono case di spedizione) che danno lavoro a circa 500 lavoratori, un vero e proprio anno zero. E, sempre nell'ottica dell'adeguamento al nuovo mercato comunitario dei trasporti e della logistica, si inserisce l'investimento da 11 milioni per la realizzazione del cosiddetto terzo lotto. Un nuovo complesso da 13.400 metri quadrati che vedrà la luce in due fasi: la prima, del valore di 6 milioni e realizzazioni per 8.400 mq, sarà completata entro gennaio 2009. La seconda, del costo di 5 milioni per i 5 mila mq residui, invece, verrà ultimata nel giro di 24 mesi, quando la superficie globale coperta dell'impianto toccherà i 125 mila metri quadrati. "Fino a quattro anni fa questa realtà, per gli operatori del settore, era semplicemente un luogo dove fare dogana. Nel quale, quindi, si perdeva sostanzialmente solo tempo – osserva Giorgio Milocco, da poco più di un mese alla guida del nuovo cda –. Ora, stiamo cercando di trasformarci in un vero e proprio motore della logistica, capace di dare impulso ai traffici e alle movimentazioni delle merci. Non è una sfida semplice, anche perché si tratta di muoversi con una mentalità diametralmente opposta a quella che per tanto tempo ha regnato qui". I frutti di questi sforzi, però, stanno arrivando. Una partnership con il porto di Trieste prevede che l'autoporto goriziano diventi il punto di stoccaggio dei parabrezza prodotti in Cina per diverse case automobilistiche europee, soprattutto quelle francesi. "Stiamo effettuando le prime sperimentazioni per la gestione dei contenitori nei quali questi componenti automotive ci verranno recapitati da Trieste – spiega Bruno Podbersig, direttore della Sdag –. Si tratta del primo passo in direzione di quella funzione retroportuale, rispetto allo scalo giuliano e a quello monfalconese, che rappresenta il nostro futuro". Il modello di riferimento è il sistema interportuale francese Montpellier - Perpignan - Le Boulou, nella zona pirenaico - mediterranea. "Siamo posizionati esattamente a metà del Corridoio 5 e dobbiamo essere all'altezza di questa dimensione strategica – aggiunge Milocco –. Non a caso abbiamo già in mano un accordo con le ferrovie slovene per la realizzazione, subito oltre confine, di un nuovo ingresso alla nostra piattaforma di scambio gomma- rotaia che ci permetterà di intercettare nuovi flussi di vettori provenienti da est e diretti verso ovest".

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Consorzio di Bonifica Agro Veronese (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)

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Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 9 autore: TREVISO, VERONA Importo: 2.107.700,07 Consorzio di Bonifica Agro Veronese Indirizzo: Ufficio amministrativo- Stradone S. Fermo- 37121 Verona (VR) Oggetto: Pubblico incanto. Lavori di sistemazione della rete irrigua e di scolo intercettata dalla variante SS n. 62 della Cisa- CIG 0163693BB9. CUP: I83J06000050005. Categoria: OG6 (IV 2.582.284) 9 Luglio.

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SFIDA DELLA LEGA AL GOVERNO. RIFIUTI, BOSSI VOTA CON L'OPPOSIZIONE - MUTUI SUBPRIME, MAXI-RETATA A WALL STREET - L'ACCUSA DI ALEMANNO. 'BUCO DA 10 MILIARDI, VELTRONI OCCULTAVA I DA (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

TI DI BILANCIO'? Da Il Velino.it CORRIERE DELLA SERA - Editoriale di Francesco Giavazzi: "Una svolta a metà". "Sfida della Lega al governo. Rifiuti, Bossi vota con l'opposizione: 'E' un segnale'". In un riquadro: "L'occasione di Sarkozy". "Umberto e lo stop al Cavaliere sudista". "Giustizia, la guerra dei numeri sbagliati". A centropagina: "Usa, crisi dei mutui: retata a Wall Street". Fotocolor; "'Venceremos'. 'No, finirà 1 a 0 per noi'". In un riquadro: "Pietro Ingrao: 'Il premier non è il nazifascismo'". In basso: "Inglese e greco, la maturità degli orrori". In un riquadro: "Tettamanzi alle parrocchie: 'Date le case ai più poveri'". "Ergastoli ai casalesi. Saviano: vince lo Stato". REPUBBLICA: "Lite con la Lega, governo battuto. Berlusconi dice sì all'Europa, il Carroccio vota con l'opposizione". "Mutui Subprime, maxi-retata a Wall Street". In un riquadro: "Manovra, card con 400 euro per 1,2 milioni di pensionati". "Dal Welfare alla carità". "La blogger che sfida Fidel Castro". A centropagina fotocolor: "Ergastolo ai boss di Gomorra. Saviano: lo Stato può vincere" In basso: "Maturità, altri due errori. Il ministro: chiedo scusa". "Il patto di Juno al liceo incinte assieme 17 ragazze". In un riquadro: "Caso Calipari, niente processo in Italia per Lozano". "Alemanno accusa 'Veltroni ha occultato il buco dei conti'". LA STAMPA - Editoriale di Alberto Biasin: "Barili e bidoni". "'Mutuo maligno' scuote gli Usa. Retata senza precedenti, l'Fbi arresta centinaia di manager per le frodi sui prestiti". In un riquadro: "Lettera di Prodi: 'Non lascio la politica, il Pd è ancora il mio partito'". "marchionne: Fiat scommette su MiTo". "Insegnate ai figli a salutare". "maturità, altri strafalcioni". A centropagina: "Berlusconi ai burocrati Ue: 'Un drizzone per l'Europa'". Fotocolor: "Lo sponsor sulla pelle". In un riquadro: "Per i boss di Gomorra sedici condanne all'ergastolo". In basso: "Palloni sgonfiati". IL GIORNALE Editoriale di Salvatore Tramontano: "Chi sbaglia adesso paga". "E c'è anche il 'buono' babysitter. Arriva il 'voucher' per i lavori occasionali: si potranno pagare pure stagionali e giardinieri". Fotocolor: "Berlusconi: 'Ue da raddrizzare'. Bossi: 'Va bene, firmeremo'". In un riquadro: "L'accusa di Alemanno. 'Buco da 10 miliardi, Veltroni occultava i dati di bilancio'". A centropagina: "Maturità, il test d'inglese con 30 errori". In un riquadro: "Parla Calderoli: 'L'Europa è il regno dei burocrati'". "I giudici si occupino dei processi lumaca". "Serve immunità alle alte cariche". In basso: "Quando Guareschi fuggiva da Indro". "Mutui suprime, 406 arresti negli Usa". In un riquadro: "Tramonta l'era di 'Sandokan'. Ergastolo per i Casalesi". IL TEMPO - Editoriale di Andrea Pamparana: "Adesso per favore non litigate". "Il federalismo parte da Roma". In un riquadro: "Evasione, scoperti 12 miliardi di redditi nascosti". "La disoccupazione è salita al 7,1% nei primi tre mesi". "berlusconi: 'Avanti con il Trattato'". A centropagina: "La Lega manda un segnale al premier. Per la Rai non c'è intesa. Rinviate le decisioni sulla commissione Vigilanza". Fotocolor: "maturità, atri due errori nelle prove scritte". "'Con l'Iran Ue e Italia mediatori'". In un riquadro: "La Cassazione, no alprocesso Lozano". "Arresti per i mutui suprime". In basso: "Ad Ascot non solo cappelli. Obbligatori anche gli slip". "Si riaccende larivalità con la Spagna". L'UNITA' - "Governo, la guerriglia della Lega". In un riquadro: "No della Cgil ala manovra di Tremonti". "La carta della povertà". "Il giorno nero per l'Europa". "Torniamo in piazza". "Prodi dice no. Veltroni cerca un presidente". "Si avvicina il rischio scissione". A centropagina: "Calipari senza giustizia. La vedova: non è più un eroe dello Stato". In un riquadro: "Un Nobel per la Libertà". "In manette i furbetti dei subprime". Fotocolor: "Ergastolo per tutti i Casalesi". In basso: "Croazia-Turchia, la partita di Dio". IL FOGLIO - "Sala della maggioranza. Sei ministri alla corte di Giulio. Via alla manovra". "Il bel Veronesi". "Il Cav. molto euroattivo dice ad alta voce quel che pensa Sarkozy". In un riquadro: "La battaglia di Kandahar". "Governatore e governo". A centropagina: "Apostati di tutto il mondo unitevi". IL RIFORMISTA - Editoriale di Antonio Polito: "L'ora fatale se non decollasi schianta". "La prima svolta". "Sulla Rai un altro sgambetto di Silvio". In un riquadro: "Non ho capito se ha ragione Walter o il compagno Veltroni". A centropagina: "Bossi si piega sulla Ue, non su Napoli". In un riquadro: "'Quando intercettavamo noi'. Ayala racconta i tempi di Falcone". In basso: "Per salvare il Darfur, Mia vuole mandarci i mercenari". IL SOLE 24 ORE - Editoriale di Mauro Meazza e Salvatore Padula: "Las scelta di campo del Fisco per i piccoli". "Deficit, correzione da 2 miliardi subito". Fotocolor: "Crisi subprime, retata dell'Fbi a Wall Street. Paulson: più poteri d'indagine per laFed". In un riquadro: "Seimila leggi tagliate con un colpo di decreto". "La Ue concede tempo a Dublino. Bossi: la Lega voterà la Carta". A centropagina: "Crescono i posti di lavoro ma disoccupati oltre il 7%". "Dal consiglio Telecom via libera agli impegni per l'apertura della rete". In un riquadro: "Acquisizione record in Italia: il gruppo cinese Zoomlion rileva laCifa". In basso: "L'Italia del futuro: così si eviterà il declino demografico". Dagospia 20 Giugno 2008.

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JANNUZZI CONSIGLIA: SE VIOLANTE CONTROFIRMERÀ LA NORMA SALVASILVIO A FAVORE DEL LODO SCHIFANI, AVRÀ FINALMENTE I VOTI DEL CENTRODESTRA PER ESSERE ELETTO ALLA CORTE COSTITUZIONALE (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

? Lino Jannuzzi per "Panorama" © Foto U.Pizzi"> Luciano Violante © Foto U.Pizzi Luciano Violante continua nella sua marcia di allontanamento dal suo passato di Vishinskj all'italiana e di capo del partito dei giudici. Aveva già riabilitato Bettino Craxi, definendolo "capro espiatorio", e Giulio Andreotti, scaricando Gian Carlo Caselli. Nelle ultime settimane ha partecipato alle celebrazioni per Giorgio Almirante ("Ha ricondotto alla democrazia gli italiani che avevano aderito alla Repubblica sociale") e ha censurato Michele Santoro e Marco Travaglio ("Fanno solo pettegolezzi, che c'entrano costoro con la sinistra?"), ha deplorato le "intemperanze" di Clementina Forleo e si è schierato con il governo contro il Csm e l'Associazione magistrati: "Sono assolutamente con la legge sulle intercettazioni, dove prevede l'obbligo di astenersi per il magistrato che rilascia dichiarazioni sulle indagini che conduce e sul dovere del capo dell'ufficio di sostituire il magistrato che rivela i segreti dell'ufficio". Infine ha polemizzato col pm di Milano Armando Spataro e ha proposto di affidare le indagini sulle fughe di notizie a una procura diversa da quella in cui si sono verificate. Una sola cosa resta da fare a Violante, controfirmare l'emendamento presentato dalla maggioranza al decreto sulla sicurezza, quello che prevede la sospensione di un anno per i processi che non provocano allarme sociale (compreso quello contro David Mills e Silvio Berlusconi) e schierarsi a favore del lodo Schifani. Se farà anche questo, avrà finalmente i voti dei senatori e dei deputati del centrodestra per essere eletto alla Corte costituzionale. Dagospia 20 Giugno 2008.

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LA RICUSAZIONE NON SOSPENDE IL PROCESSO MILLS VELTRONI: "OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE" (IN PIAZZA IN AUTUNNO) PARISI: IL PD È VENUTO MALE MARONI: NELLA MAGGIORANZA TUTTO OK (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

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LA RICUSAZIONE NON SOSPENDE IL PROCESSO MILLS ? VELTRONI: "OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE" (IN PIAZZA IN AUTUNNO) ? PARISI: IL PD È VENUTO MALE ? MARONI: NELLA MAGGIORANZA TUTTO OK? © Foto U.Pizzi"> Walter Veltroni © Foto U.Pizzi 1 - OH? Jena per "La Stampa" - E' rosso e presenta anche qualche segno di vita. Oh, finalmente parli bene del Partito democratico. Ma no, cretino, parlavo del pianeta Marte. 2 - PROCESSO MILLS VA AVANTI, LA RICUSAZIONE NON LO SOSPENDE? (Apcom) - "La dichiarazione di ricusazione a carico del presidente di questo collegio non sospende il processo". Lo hanno deciso i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano che si occupano del processo a carico di Silvio Berlusconi e David Mills imputati di corruzione in atti giudiziari. I giudici hanno rigettato la richiesta delle difese di sentire i consulenti tecnici solo dopo l'interrogatorio del banchiere Paolo Del Bue. Per cui gli stessi consulenti sono stati citati per testimoniare nella prossima udienza del 7 luglio. Ci sarà una successiva udienza il 14 luglio e il calendario prevede udienze anche a settembre. Va ricordato che il prossimo 10 luglio la Corte d'appello terrà l'udienza camerale per decidere sulla ricusazione a carico del presidente Nicoletta Gandus chiesta da Silvio Berlusconi e dai suoi difensori. 3 - IL PD TORNA PARTITO DI PIAZZA, VELTRONI LANCIA OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE? (Adnkronos) - Nel primo sabato afoso dell'estate, nella piana assolata della Nuova Fiera di Roma, il Pd torna ad essere partito 'di piazza'. Walter Veltroni rompe il segno che fin qui aveva guidato la sua gestione del partito e sale sul ring, delinea il profilo di un'opposizione civile ma intransigente, inizia la sua relazione con un duro attacco verso il Cavaliere e annuncia una manifestazione in autunno contro le politiche economiche del governo. Lo spiega cosi' il nuovo corso del Pd, Veltroni, all'indomani della rottura del dialogo con il Cavaliere. Lo spiega alla sala non troppo affollata della Fiera (non sono venuti tutti i 2800 delegati dell'assemblea). Lo spiega ai 'big' del partito a cui manda un avvertimento chiaro: no alla proliferazione delle correnti personali. Quindi, l'omaggio' a Romano Prodi a cui Veltroni rinnova l'invito a restare chiamando la standig ovation dell'assemblea. Ed ancora il richiamo all'Ulivo. "Il Pd e' l'Ulivo del '96 diventato finalmente partito". La discontinuita' che il segretario rivendica e' quella con l'Unione, con la rissosita' di quella coalizione che ha minato i buoni risultati del governo Prodi. E, sul piano delle alleanze, nel rivolgersi sia al centro di Pier Ferdinando Casini che alla Sinistra, a quest'ultima Veltroni dice di guardare con attenzione purche' metta da parte la formula del 'partito di lotta e di governo. "Quando si sta al governo -taglia corto- si governa". Veltroni quindi ribadisce la linea tenuta fin qui, compreso il fatto di andare 'liberi' senza l'alleanza con la sinistra, e' stata "la linea giusta" ma "essa ha bisogno di ulteriori innovazioni". FINE DEL DIALOGO: "La lettera che il presidente del Consiglio ha inviato lunedi' scorso al presidente del Senato e' uno spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura". Cosi' Veltroni inizia il suo intervento all'assemblea del Pd e spiega che, quanto accaduto sulla sicurezza con l'introduzione degli emendamenti 'salva premier' rappresenta un colpo "al ruolo di garanzia del capo dello Stato, strappa la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l'opposizione". Il leader del Pd incalza. "L'occasione e' perduta, forse definitivamente". MANIFESTAZIONE IN AUTUNNO: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sara' una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminera' con una grande manifestazione nazionale". Cosi' Veltroni annuncia il ritorno in piazza del Pd con una iniziativa contro le politiche economiche del governo che ora "e' in piena fisiologica luna di miele ma in una democrazia matura la prova dei fatti arrivera' piu' presto del previsto, basta vedere cosa e' successo a Sarkozy in Francia". Prova dei fatti che per il governo Berlusconi "arrivera' in autunno, sui temi economici sui quali gia' noi esprimiamo un giudizio severo per l'assenza nella manovra di un intervento sulla questione salariale e sugli interventi per la riduzione della spesa pubblica". OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE, NO LEGGI AD PERSONAM:"La nostra e' gia' e sara' sempre di piu' un'opposizione intransigente: contro il ritorno di una stagione di conflitti istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra interessi privati e la cosa pubblica". Il segretario delinea cosi' all'assemblea il cambio di passo nella linea d'opposizione del Pd. NO ILLUSIONE 'SPALLATA' ME SE GOVERNO CONTINUA COSI'...: "Sarebbe un errore se noi facessimo nostra la categoria della 'spallata': l'illusione che ci si possa liberare rapidamente di un governo che gode di una larga base parlamentare oltre che, almeno al momento, di un largo consenso nella societa'" osserva Veltroni ma aggiunge che, se il governo continuera' come in questo primo mese e mezzo, il traguardo potrebbe essere vicino: "'Ci aspetta un lavoro di lungo respiro davanti a noi non c'e' una pista dei 100 metri e il nostro problema non e' dimostrare straordinarie capacita' di scatto; davanti a noi c'e' una gara di fondo e quel che dobbiamo avere e' lucidita' e polmoni grandi, anche perche' se continueranno a governare come hanno cominciato a fare, tra Alitalia, decreto su Rete 4, uscite della Lega sull'Europa, intercettazioni e lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo piu' vicino di quanto non ci aspettiamo'. © Foto U.Pizzi"> Prodi e Veltroni © Foto U.Pizzi APPELLO A PRODI PERCHE' RESTI L'omaggio a Romano Prodi e' breve ma intenso. Veltroni, dopo aver letto una lettera che gli e' indirizzata dal Professore, il segretario rinnova l'appello perche' resti presidente dell'assemblea del Pd. "Proprio perche' e' dalla straordinaria esperienza dell'Ulivo che il Pd deriva la sua radice piu' profonda e piu' importante, torno a chiedere a Romano Prodi, davanti a insieme a tutti voi, di restare". NO A CORRENTI PERSONALI: Veltroni nel dire che il Pd non sara' un partito "liquido" ma strutturato sul territorio e a base federale, mette in chiaro che si avverra' dell'apporto delle tante associazioni e fondazioni, come 'Italianieuropei' di Massimo D'Alema, ma si battera' contro le correnti: "Quel che non puo' accadere e' che proliferino le correnti personali". SU ALLEANZE, SI GUARDA A UDC E SINISTRA: Veltroni ribadisce che anche sulle alleanze indietro non si torna. Il segretario dice si' a una politica delle alleanze che siano solide "sia perche' si basano sul programma di governo sia perche' garanzia per realizzare il programma viene solo dalla presenza di una grande forza riformatrice che sia il baricentro dell'alleanza". Si guarda, quindi, con interesse, aggiunge Veltroni, "sia a cio' che avviene alla nostra sinistra, che deve pero' lasciarsi alle spalle l'idea di poter essere un partito di lotta e di governo" cosi' come al dialogo Udc e i Socialisti. IN UE ANDARE OLTRE PSE: Veltroni accenna anche alla questione della collocazione europea del Pd e spiega che l'obiettivo e' quello di creare un grande campo dei riformisti, dei democratici, dei progressisti "un nuovo gruppo aperto a forze che non facciano parte del Pse". 4 - D'ALEMA: NO CORRENTI MA PLURALISMO DI IDEE? (Adnkronos) - "Veltroni ha affrontato il problema delle correnti in modo serio ed equilibrato. Il suo appello al confronto delle idee e dicendo no alla cristalizzazione di gruppi di potere, va interamente raccolto". E' il commento di Massimo D'Alema al passaggio dell'intervento di Veltroni dedicato alle correnti. "Un partito che raccoglie un terzo degli italiani e' per sua natura pluralista. Il Pdl, invece, porta al suo interno altro che correnti ma partiti diversi", aggiunge D'Alema sottolineando che "il pluralismo va considerato come una ricchezza per il confronto delle idee". © Foto U.Pizzi"> Arturo Parisi con la moglie © Foto U.Pizzi 5 - PARISI: SE E' IL NUOVO ULIVO E' VENUTO MALE? (Adnkronos) - "Se e' l'Ulivo fatto partito, si e' fatto male". Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter Veltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che l'Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del centrosinistra", ha spiegato Parisi. Piu' in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo operato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o la Sicilia". 6 - DI PIETRO: MANIFESTAZIONE SUBITO NON IN AUTUNNO? (Adnkronos) - "Non bisogna aspettare l'autunno per una grande manifestazione di piazza. In autunno i buoi sono gia' scappati dalla stalla. Non bisogna attendere ulteriormente, c'e' un'emergenza democratica che non va sottovalutata.". Lo afferna Antonio Di Pietro in una lettera inviata a 'Micromega' e a Walter Veltroni. "Questo governo -aggiunge l'ex pm- ha proposto in Parlamento dei provvedimenti vergognosi che attentano ai principi del nostro sistema democratico. Noi dell'Italia dei Valori metteremo in campo tutte le risorse disponibili e tutte le nostre forze per organizzare una grande manifestazione che coinvolga tutti i cittadini. Ora e subito: Questo e' il nostro input". 7 - GASPARRI: NON ACCETTIAMO LEZIONI DA VELTRONI? (Adnkronos) - "Non siamo disposti ad accettare alcuna lezione da Veltroni". Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che aggiunge: "Mi chiedo perche' all'assemblea nazionale del suo partito si sia dilungato a parlare del governo Berlusconi e del Popolo della liberta' piuttosto che affrontare i guai in casa propria". "Il Popolo della liberta' -prosegue- ha le idee chiare su come, quando e in quali termini dar via alla fase costituente. Spiace che alla prima occasione utile Veltroni abbia manifestato il suo solito anti berlusconismo, piuttosto che parlare del suo partito che un'anima evidentemente non ha. Forse -conclude Gasparri- Veltroni sperava che ritornando all'attacco di Berlusconi avrebbe fatto dimenticare i danni causati dal governo Prodi e dalla sua scellerata gestione del comune di Roma". 8 - BONAIUTI: DI PIETRO COMANDA E VELTRONI UBBIDISCE? (Adnkronos) - "Di Pietro comanda e Veltroni ubbidisce". Questo e' il commento di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del governo, alle dichiarazioni del leader dell'opposizione Walter Veltroni. © Foto U.Pizzi"> Il ministro Maroni © Foto U.Pizzi 9 ? MARONI: FRIZIONI NEL GOVERNO? NON MI PARE? (Ansa) - 'Non mi pare'. Cos' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se nel governo ci sono frizioni. In riferimento alle due votazioni di ieri da parte dei parlamentari della Lega sul decreto Rifiuti, Maroni ha spiegato che 'la prima votazione e' stato un segnale che ha voluto dare la Lega, mentre la seconda e' stata un errore che puo' capitare con centinaia di votazioni'. 'Mi sembra piu' importante - ha sottolineato il ministro - che l'altro giorno in Consiglio dei ministri sia stato votata all'unanimita' una finanziaria impegnativa e si sia deciso di definire in autunno il federalismo fiscale, che e' la vera riforma della pubblica amministrazione ed il progetto che terra' insieme la maggioranza per 5 anni. Il resto sono sciocchezze'. 10 - ALEMANNO: NOTTE BIANCA SI FARA' SOLO SE FINANZIATA DA SPONSOR? (Adnkronos) - 'La Notte Bianca non si fara' perche' non ci sono le risorse per farla'. Lo ha ribadito il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine dell'incontro con la Rugby Roma svoltosi oggi in Campidoglio. 'E' molto difficile - ha aggiunto Alemanno - a meno che non ci sia un progetto completamente privato. La Festa del Cinema, invece, si fara' perche' finanziata in gran parte dagli sponsor'. Il sindaco ha quindi spiegato che 'dobbiamo presidiare le cose essenziali, i servizi sociali, gli stipendi ai dipendenti, tutti impegni seri su cui faremo grande fatica a fare copertura'. 11 - ABETE: SISTEMA BANCARIO PRONTO A SACRIFICIO MA CHE NON SIA STRUTTURALE? (Adnkronos) - Il sistema bancario e' pronto 'a fare un sacrificio per concorrere al mantenimento dell'obiettivo di risanamento della finanza pubblica' ma auspica che 'sia un provvedimento eccezionale, congiunturale, non strutturale'. Cosi' il presidente della Bnl, Luigi Abete, a margine della sigla di un protocollo d'intesa con l'Unione industriale di Torino a sostegno dell'internazionalizzazione delle Pmi, commenta il provvedimento che prevede una tassazione per i settori bancario e assicurativo. 'Se consideriamo questo provvedimento nella logica dell'eccezionalita' e di concorso ad un momento particolare per raggiungere un obiettivo importante che il governo ha confermato, cioe' il mantenimento degli obiettivi di finanza pubblica gia' individuati dal governo precedente -ha detto Abete- e' un sacrificio eccezionale e come tale deve essere interpretato. Se invece ?ha precisato il presidente di Bnl- lo interpretassimo come l'inizio di un percorso culturale, comportamentale, di abitudine a tassare in modo differenziato alcuni settori produttivi rispetto ad altri e quindi ad appesantire la competitivita' di questi settori, in particolare quello bancario, non penso sarebbe nell'interesse del Paese, ne' delle imprese, ne' dei risparmiatori azionisti. Dagospia 20 Giugno 2008.

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VATICANO IN MANO AL "GENERALE" BAGNASCO - VALUE PARTNERS PER RUGGIERO TREMONTI AMA LA BANCA DEL SUD - ROVERSI MONACO SPODESTA MONTEZEMOLO PROFUMO GIALLOROSSO: I SENSI HANNO DUE ANN (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I E MEZZO PER VENDERE IL CLUB 1 - RICCARDINO RUGGIERO CORRE CON VALUE PARTNERS Riccardo Ruggiero, l'ex-amministratore delegato di Telecom che è passato alla storia per il favoloso stipendio, le stock options e la liquidazione da 9,9 milioni, ha sempre più fretta. Fin da bambino la madre Paola, che in casa lo chiamava "frettella", ha sempre stentato a frenare la sua irrequietezza, e non a caso il manager napoletano 48enne, figlio dell'Ambasciatore Renato, nel marzo 2006 è stato fermato sull'autostrada Voltri-Sempione mentre correva a 311 km all'ora su una Porsche nuova di zecca. © Foto La Presse"> Guido Rossi e Riccardo Ruggiero © Foto La Presse Dopo l'uscita da Telecom nel novembre dell'anno scorso "Frettella" ha preso un po' di fiato, poi ha cominciato a guardarsi intorno. Per uno come lui abituato a comandare e soprattutto a "vendere" (una tecnica imparata da Berlusconi in Fininvest), stare con le mani in mano è come avere chiodi nella croce. A maggio è entrato nel Fondo Permira con il compito di orientare gli investimenti nel settore delle tecnologie e delle telecomunicazioni. Ma questo incarico non soddisfa le ambizioni di Ruggiero che secondo indiscrezioni raccolte da Dagospia è appena entrato nella società di consulenza internazionale Value Partners. All'interno di questo Gruppo opera Value Team, un'altra società che offre consulenze e sistemi di tecnologie avanzate alle banche e alle imprese. A capo della società che vanta 1.400 professionisti di 20 nazionalità, si trovano il fondatore Giorgio Rossi Cairo, Patrizio Mapelli e Patrizia Greco, una donna manager che si è fatta le ossa in Italtel fino a diventarne amministratore delegato nel 2002. La notizia su Ruggiero sarà ufficializzata nel corso di una grande convention che si terrà la prossima settimana. È probabile che molti dei manager presenti ricordino le vicende che portarono sui giornali il nome di Value Partners ai tempi delle oscure operazioni attribuite alla rete spionistica di Telecom. Quello è un capitolo ormai cancellato dalla memoria e dai giornali, ma vivo nelle pagine del "Baco del Corriere", il libro che Massimo Mucchetti, editorialista del "Corriere della Sera", scrisse quando scoprì che il suo telefono e quello di Colao Meravigliao erano intercettati. Nel corso di un interrogatorio che si svolse a Milano il 13 marzo dell'anno scorso, Fabio Ghioni, il responsabile della sicurezza Telecom, tirò in ballo Value Partners dicendo che il famoso Tavaroli voleva fare della società di consulenza il fornitore unico della sicurezza Telecom. La società di Rossi Cairo e di Patrizia Grieco ha sempre smentito, anche se sono noti i ricchi contratti di consulenza che vennero firmati ai tempi di Tronchetti Provera e Ruggiero. Adesso "Frettella" ha siglato un contratto milionario e probabilmente cercherà di bussare alla porta di Telecom dove accanto a Franchino Bernabè si trovano ancora molti manager legati alla sua gestione e affezionati a Value Partners. © Foto U.Pizzi"> Rino Fisichella © Foto U.Pizzi 2 ? IL VATICANO NELLE MANI DEL "GENERALE" BAGNASCO (NE SA QUALCOSA RINO FISICHELLA) In Vaticano tira un'aria strana perché nelle stanze vicine al Papa e negli organismi che governano i vescovi italiani, i colpi bassi si sprecano. Nei giorni scorsi monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, è stato nominato nuovo presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Pare che il prelato, nato a Codogno 57 anni fa, abbia interpretato la nomina più come una punizione che una promozione. Da mesi si parlava di lui per la poltrona di numero 2 al Sant'Uffizio, un trampolino ideale per arrivare poi a capo della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco. Quest'ultimo è un bresciano dall'aria severa che nel marzo 2007 ha preso il posto di "Eminence" Ruini, e appare come l'uomo forte di Oltretevere. Con molta determinazione ha sussurrato nell'orecchio del Papa l'idea di spedire il segretario generale della CEI, Giuseppe Betori, a Perugia, ma ha dovuto piegarsi di fronte alla volontà di Ratzinger e di Ruini che hanno spedito Betori a Firenze. Bagnasco, che oltre ad essere presidente della CEI e arcivescovo metropolita di Genova, è anche Ordinario Militare per l'Italia con l'incarico automatico di "generale" dell'Esercito, sta marciando come un bulldozer per arricchire il suo incarico. Dopo aver incassato l'Ufficio della Pastorale Giovanile e quello delle Giornate Mondiali dei Giovani, adesso è intenzionato a sostituire il vescovo che guida il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo. Si tratta di monsignor Piergiuseppe Vacchelli, un cremonese di 71 anni che parla perfettamente tre lingue e sta per lasciare la carica a un altro prelato genovese amico di Bagnasco. 3 ? PROFUMO GIALLOROSSO: CONCEDE DUE ANNI E MEZZO AI SENSI PER VENDERE IL CLUB Non si può proprio dire che Roma piaccia ad Alessandro Profumo, l'ex-boyscout al top degli stipendi che guida Unicredit. Pochi giorni fa nella sala Fellini di Cinecittà il banchiere genovese ha celebrato il primo compleanno della fusione con Capitalia, un'operazione risolta in 15 giorni con Cesarone Geronzi, ma l'unica Roma che gli interessa è quella del pallone che fa capo alla società AS Roma della famiglia Sensi. © Foto U.Pizzi"> Rossella Sensi © Foto U.Pizzi Dopo il vortice di stupidaggini messe in giro ad arte sulla fantomatica scalata di Soros, adesso sembra che Profumo abbia dato ordine al suo braccio destro Paolo Fiorentino di trattare il debito di Rosella Sensi con mano soffice. Secondo il "Messaggero" la famiglia proprietaria della squadra avrà due anni e mezzo di tempo per vendere il Club e oggi stesso gli avvocati dello studio Lowells che assiste i Sensi dovrebbe firmare l'accordo con la banca di Profumo. C'è un'altra Roma che però fa incazzare il banchiere "europeo", l'uomo ex-McKinsey che ha piantato le bandierine nell'Est europeo e vorrebbe trasferire il suo quartier generale a Londra. È la Roma del governo che il genietto Tremonti ha scatenato contro le banche per dimostrare la sua verginità riformista. Ieri Profumo ha avuto una battuta felice quando ha detto che le banche non sono mucche da mungere e subito dopo ha rilasciato al "Corriere della Sera" un'intervista in cui esprime la sua fede europeista. Non è un'intervista meravigliosa, ma al 51enne capo di Unicredit serve per dire che "mancano forti personalità e leader che vogliano spendersi per il progetto europeo". Nelle ultime righe c'è anche una strizzatine d'occhio per il genietto di Sondrio, Giulietto Tremonti, e per il suo contestatissimo libro "La paura e la speranza". 4 ? ROVERSI MONACO SPODESTA MONTEZEMOLO (E VALORI GODI) A Bologna tira un'aria piuttosto mesta. Le passeggiate di Romano Prodi e della moglie Flavia a piazza Maggiore non sono più accompagnate dagli applausi, e il sindaco-innamorato Cofferati è sotto tiro. A vivacizzare la scena è rimasto Fabio Alberto Roversi Monaco, il professore di diritto che ha guidato la storica Università dall'85 al 2000. © Foto U.Pizzi"> Attilio Celant e Roversi Monaco © Foto U.Pizzi Per 15 anni Roversi Monaco ha lasciato la montagna di cariche che aveva e si è dedicato all'ateneo, uscendo anche dalla Loggia massonica Zamboni-De Rolandis che rappresentava un handicap per la carica di rettore. Lui non ha mai fatto mistero di essere entrato nella massoneria nel 1974 e ha dichiarato che "non è stata un'esperienza né esaltante, né negativa". Questo non gli ha impedito, una volta lasciata l'Università, di collezionare un'infinità di cariche. Forse il suo curriculum è pari a quello di Giancarlo Elia Valori, il "Professore" che giovedì 3 luglio presenterà in Campidoglio alle 17,30 davanti a Fini, Letta, Tarak Ben Ammar, il suo ultimo libro sul Mediterraneo con la prefazione dell'amico Shimon Peres. Sul petto di Roversi Monaco c'è la Legion d'Onore, la Gran Croce di Alfonso X, l'Ordem de Sant'Iago del Portogallo, e quello al merito del Governo saudita. A quanto pare queste onorificenze non bastano. Tra una scalata in montagna e una partita a golf, il mitico professore bolognese acchiappa al volo la nomina di consigliere indipendente di Alleanza e quella di presidente della Fiera di Bologna. Su quest'ultima poltrona era seduto fino a pochi giorni fa Luchino di Montezemolo, ma i soci pubblici della Fiera lo hanno congedato in favore dell'ex-massone che adora la musica di Mozart. Tremonti versione South Park 5 ? TREMONTI FA PIANGERE ANCHE I VECCHI BOIARDI DELL'IRI Piangono i vecchi boiardi sopravvissuti dell'Iri per la decisione di Giulietto Tremonti di tagliare dalla finanziaria la storica Fondazione di via Veneto. Nel testo del governo non c'è traccia di questo strumento che fu creato nel giugno 2000 al momento della liquidazione dell'Istituto fondato nel '33 da Alberto Beneduce e Donato Menichella. La Fondazione aveva il compito di promuovere ricerche storiche e programmi di formazione manageriale. Fino al 2002 è stata guidata da Piero Gnudi (ultimo presidente dell'Iri e attuale di Enel) al quale è subentrato l'economista Antonio Pedone. Del consiglio di amministrazione fanno parte tra gli altri Lamberto Cardia, Antonio Catricalà, Maurizio Prato e Vittorio Grilli. E pare sia stato proprio questo pallido direttore generale del Tesoro a mettere la croce sulla fondazione per dirottare i soldi (così scrive ItaliaOggi) sull'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, "un regalino di circa 130 milioni di euro". 6 ? TREMONTI NON DIMENTICA LA BANCA DEL SUD Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che per ragioni misteriose dentro la Finanziaria riappare ancora una volta il fantasma della Banca del Sud alla quale Giulietto Tremonti ha destinato 5 milioni di euro. I Borboni ringraziano". Dagospia 20 Giugno 2008.

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PIANISTA, QUANTO CI COSTI DE AGOSTINI IN THE SKY TRENTINO, IL PD TORNA ALL'ANTICO CRESCENZAGO, ETERNO ETERNIT GASPARRI MASTRO LINDO VERGINI DELLA BIENNALE WALTER SI PER (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PIANISTA, QUANTO CI COSTI ? DE AGOSTINI IN THE SKY ? TRENTINO, IL PD TORNA ALL'ANTICO ? CRESCENZAGO, ETERNO ETERNIT ? GASPARRI MASTRO LINDO ? VERGINI DELLA BIENNALE ? WALTER SI PERDE IL VESCOVO? A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso" © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Fini © Foto U.Pizzi 1 - MONTECITORIO - PIANISTA STONATO? Si fa presto a dire 'due mani, un solo voto'. Far tenere entrambe le mani del parlamentare impegnate a esprimere il voto, in modo che una non possa essere dirottata sul banco del vicino assente (misura proposta dal presidente della Camera Gianfranco Fini per risolvere il problema dei cosiddetti pianisti) potrebbe costare una fortuna ai contribuenti. Secondo Fini, infatti, i deputati dovranno premere contemporaneamente due pulsanti e questo significa cambiare tutte le 630 pulsantiere presenti nell'emiciclo di Montecitorio. E non si tratta solo di aggiungere un pulsante a quelli esistenti, ma di rivoluzionare il sistema. I conti sono presto fatti: rifare completamente l'impianto elettrico dell'aula della Camera costerebbe circa 850 mila euro. A questi si dovrebbero aggiungere i costi per le nuove pulsantiere e quelli per l'allargamento degli spazi per l'inserimento di due mani. Ammesso che la Soprintendenza dia il via libera (la Camera è un bene vincolato). A spanne, trapela dagli uffici dei questori, il costo complessivo non dovrebbe superare il milione di euro. Si cercherà in ogni modo di spendere una cifra più modesta. Comunque superiore ai "circa 200 mila euro" necessari per venire incontro alla trovata del leghista Giacomo Stucchi (sua la stima economica): installare sotto la sedia dei deputati un sensore dello stesso tipo di quelli che fanno scattare l'allarme in caso di mancato allacciamento delle cinture di sicurezza. L'idea migliore sarà trasformata in realtà entro agosto. A settembre Fini vuole ricominciare i lavori con i pianisti messi a tacere. (S.N.) 2 - TV SATELLITARE - DE AGOSTINI VA IN ONDA? La televisione, per Lorenzo Pellicioli, è stata davvero il primo amore: dalle emittenti locali degli anni Settanta fino alla direzione di Rete 4 e ora alla De Agostini di cui è amministratore delegato, con la spagnola Antena 3. Ma le ambizioni del gruppo sono sempre più multimediali: al broadcasting si sono aggiunti la distribuzione (Mikado) e la produzione di contenuti, con Magnolia, Marathon e l'ingresso da completare nella svedese Zodiak. La televisione in Italia mancava, ma da ottobre la lacuna sarà colmata. Appoggiandosi alla piattaforma di Sky, partirà infatti il primo di una serie di canali cosiddetti di edutainment rivolti soprattutto al target dei bambini. Per i contenuti, la De Agostini Editore si potrà avvalere dell'immensa library dei collezionabili, delle grandi opere vendute porta a porta e dei suoi libri anche scolastici. (V.P.) © Foto La Presse"> Lorenzo Dellai © Foto La Presse 3 - TRENTINO, PD SENZA MARGHERITA? Pd spogliato. Al voto regionale di novembre in Trentino il Pd rimarrà senza la Margherita. Qualche margheritino è già in viaggio verso il partito di Walter Veltroni, ma sono pochi. Il progetto politico è del governatore Lorenzo Dellai e del coordinatore della Margherita, Giorgio Lunelli. Unirsi tutti sono la bandiera del Pd, dicono, sarebbe arrischiato, si offrirebbe su un piatto d'argento il governo al centrodestra. Dunque: arginare e intercettare il voto dei moderati, dei leghisti e degli scontenti del centrosinistra. Il Trentino, dopo la sconfitta di Illy in Friuli, è l'ultima regione rimasta al centrosinistra nel Nord-est. E il rischio che possa cadere è forte. La Margherita, però, cambierà nome in Unione per il Trentino. Per Dellai sarebbe la terza legislatura, e già due volte è riuscito a fermare la fuga degli elettori verso Berlusconi. Un progetto, tuttavia, che non è contro il Pd: alle elezioni Pd e Unione sosterranno la riconferma di Dellai. (P.T.) 4 - ETERNIT ETERNO? Sono 117 famiglie, in gran parte italiane, che da 16 anni attendono che le loro abitazioni siano bonificate dall'amianto. Vivono nelle cosiddette casette di Crescenzago, a nord di Milano, costruite nel 1953 con materiali poveri, ognuna col suo fazzoletto d'erba, ma con i tetti imbottiti di eternit, oggi fuorilegge. Ed ecco che nelle casette intorno a via Civitavecchia, a due passi dalla Rizzoli, finalmente arrivano i periti del Comune per i primi sopralluoghi. Sui tempi esatti dell'intervento nulla si sa. Ma l'associazione civica Chiamamilano, animata da Milly Moratti, ironizza sulle coincidenze: a Rogoredo, infatti, altra situazione incresciosa, dopo la puntata di 'Anno Zero' di Michele Santoro sull'emergenza amianto nelle case White di via Feltrinelli, sono apparse in visita solidale prima le esponenti della Destra Barbara Ciabò e Daniela Santanché, poi, l'11 giugno, il sindaco Letizia Moratti col ministro Stefania Prestigiacomo, che hanno promesso la ristrutturazione in tempi brevi. Ora a Rogoredo sperano. E a Crescenzago si rodono: per non esser stati loro a essere miracolati dalle telecamere. (E.A.) 5 - MASTRO GASPARRI? Mastro Lindo? No, mastro Gasparri. Sulla falsariga di un noto detersivo, il presidente dei senatori del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, ha posto tra le prime questioni necessarie alla funzionalità del ramo alto del Parlamento, quella dell'orario delle pulizie. Mattiniero, Gasparri si è accorto, infatti, che alle otto del mattino gli addetti girano ancora con gli aspirapolvere nelle stanze del Senato, mentre il cortile interno viene lavato dopo le 10. La questione è urgente. Di qui un richiamo: "Le pulizie vanno concluse entro le sette del mattino, perché c'è da lavorare". Gasparri sarà accontentato, i funzionari del Senato si stanno occupando della pratica. (G.S.) 6 - BIENNALE - LA CONQUISTA DELLE VERGINI? Falci e motoseghe al lavoro nel Giardino delle Vergini. Per addentrarsi nei 6 mila metri quadri appena conquistati dalla Biennale di Venezia in fondo all'Arsenale dopo anni di abbandono, tra rovi, ruderi, baracche, un antico orto. Entusiasti i primi esploratori, la paesaggista Kathryn Gustafson, che vi prepara per settembre l'installazione 'Towards Paradise', e il direttore della Biennale Arte Daniel Birnbaum. Regista dell'operazione è di nuovo Paolo Baratta (che durante la sua prima presidenza negoziò con la Marina militare la concessione dell'Arsenale). Baratta ringrazia due ammiragli, il comandante dell'Arsenale Mario Fumagalli e il capo di Stato maggiore Paolo La Rosa. Il Giardino delle Vergini, ceduto dall'Agenzia del Demanio dopo l'accordo con i militari, ha origine in un convento, ma dal tempo degli austriaci era degradato a deposito di carbone e stoccaggio carburanti. Baratta chiude il cerchio. (E.A.) 7 - TIRA ARIA DI TORNADO? Chissà cosa c'è nella mente del nostro Stato maggiore. Venerdì 6 giugno Vincenzo Camporini, numero uno dei militari italiani, ha smentito le anticipazioni de 'L'espresso' sulla partenza per l'Afghanistan di parà e cacciabombardieri Amx: "Ciò non corrisponde a nessuna delle idee che abbiamo in mente". Quattro giorni dopo il ministro Ignazio La Russa ha annunciato alle Camere il piano per schierare in Afghanistan uno stormo di ben più potenti cacciabombardieri Tornado. Certo, il modello è diverso, ma è come se Camporini avesse smentito la partenza della fanteria per poi annunciare quella dei carri armati. In casi simili, non sarebbe meglio tacere per non rischiare di fare disinformazione? (G.D.F.) © Foto U.Pizzi"> Fabio Mussi © Foto U.Pizzi 8 - SE MUSSI SPAVENTA GELMINI CONSOLA? Il cambio della guardia ai vertici del ministero dell'Università sta già risarcendo di tante amarezze Michele Corsi, preside della facoltà di Scienze della formazione all'Università di Macerata. La neo ministra Maria Stella Gelmini lo ha chiamato a far parte della commissione che studierà la riforma delle scuole d'infanzia. La nomina di Corsi è del 3 giugno. Pochi giorni prima, la Procura di Macerata aveva depositato l'avviso di chiusura indagini per la tragicomica storia del signor Colleoni, il fantomatico docente di geografia 'importato' dall'università di Ulan Bator. Vicenda per la quale sono indagati Corsi, il rettore Sani e il sedicente professore. I reati ipotizzati sono truffa e falso. L'illegittimità era stata denunciata due anni fa dall'ex ministro Fabio Mussi, che aveva deciso di costituire il ministero parte civile nei processi. Chissà se la Gelmini confermerà la linea della fermezza. Per ora sembra aver scambiato il preside di Macerata per un perseguitato del Terrore. Il Terrore del compagno Mussi. (F.B.) 9 - A CASERTA SI PERSO IL VESCOVO? Walter Veltroni a Caserta e Casal di Principe, nella sua iniziativa anticamorra, ha incontrato tutti. Magistrati, prefetto, questore, associazioni e volontari che combattono a rischio della propria vita i camorristi di 'Sandokan'. Ma ha saltato l'incontro a cui, forse, teneva di più: quello con il vescovo di Caserta monsignor Raffaele Nogaro, simbolo della lotta anticamorra. Aveva provato a contattarlo per un appuntamento e sabato 7 giugno si è presentato di buon'ora in curia a Caserta. Ma il vescovo non c'era: non sapeva nulla dell'appuntamento e con Walter non ha parlato. Il segretario del Pd non ha potuto che girare l'auto e partire. Forse gli intermediari non erano stati puntuali. Mala tempora currunt con cattolici e gerarchie. (L.F.) 10 - PALERMO - AVANGUARDIA ALLO SPASIMO? Nonostante il nome, fu Lo Spasimo negli anni Novanta il simbolo dell'avanguardia palermitana. Sontuosa rovina, chiesa monumentale scoperchiata, dalle lunghe navate piene d'erba, costruita accanto all'Ospedale degli incurabili (da cui il nome), era insieme ai cantieri della Zisa una location irresistibile. Poi, dopo la fine della giunta Orlando, Palermo si è artisticamente addormentata. Ora si riparte. E proprio dallo Spasimo, dove Vanessa Beecroft allestirà il 12 luglio tra le 18,30 e le 21,30 una performance (la VB62) di donne coperte di gesso e statue di gesso in forma di donne che alla luce del tramonto saranno quasi indistinguibili. È un omaggio allo scultore barocco Giacomo Serpotta, ma anche il segnale di una rinascita che da Palermo intende occupare mezza Sicilia. Il quartier generale è nel nuovo Museo d'arte contemporanea di Palazzo del Riso. Da qui in estate soffieranno i '5venti', che toccano il restauro del Grande Cretto di Burri a Gibellina; la ricostruzione dell'opera del 1997 di Richard Long 'Circle of life', magico cerchio di pietre raccolte in tutti gli angoli dell'isola; un progetto per residenze di artisti e visite di curatori internazionali; il gemellaggio con la Biennale di Berlino e la volontà - tra Riso e Spasimo - di riportare Palermo nella mappa dell'arte internazionale. (A.M.) Dagospia 20 Giugno 2008.

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TRAVAGLIO: FACCI NON SA SCRIVERE, E NEPPURE LEGGERE MA WALTERLOO DOVE VIVE? SCHIFANI, C'È POSTA PER TE - L'ANM DÀ I NUMERI SAN PIETRO VIOLENTATA I CUGINI DI CAMPAGNA NON "S (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

TRAVAGLIO: FACCI NON SA SCRIVERE, E NEPPURE LEGGERE ? MA WALTERLOO DOVE VIVE? ? SCHIFANI, C'È POSTA PER TE - L'ANM DÀ I NUMERI ? SAN PIETRO VIOLENTATA ? I CUGINI DI CAMPAGNA NON "SONO" GLI ANNI 70? Riceviamo e pubblichiamo © Foto U.Pizzi"> Marco Travaglio © Foto U.Pizzi Lettera 1 Caro Dago, leggo con sincera preoccupazione la lettera del poveraccio con le mèches che scrive sul Giornale e da un po' di tempo anche sul Riformista. Preoccupazione dovuta alle sue condizioni di salute, che devono essere davvero precarie. Ossessionato da me, al punto da dedicare gran parte della sua produzione letteraria a quel che scrivo io (con tutto quel che succede in giro), il tipo in questione ha ormai smarrito non solo il lume della ragione, ma anche la consecutio temporum. Infatti, in pieno al delirio, ti scrive testualmente: "Marco Travaglio ha copiato un virgolettato senza citare la fonte (e sin qui niente di pazzesco) ma per la prima volta nella Storia l'ha fatto non dalle carte di un magistrato, ma di un avvocato. E' la rivoluzione. Le allego due frammenti identici: il primo è in un Ansa (qui ci sarebbe stato bene un apostrofo, ma pazienza, ndr) del 15 giugno con dichiarazioni di Caterina Malavenda, uno dei maggiori esperti italiani sul diritto dell'informazione; il secondo, il giorno dopo, è estratto da 'Ora d'Aria' di Marco Travaglio pubblicato il giorno dopo su l'Unità. Copia e incolla". Seguono le citazioni, effettivamente identiche, dall'Ansa e dal mio articolo. C'è solo un piccolo dettaglio da correggere: l'Ansa in questione è datata 15 giugno 2008, ore 14.30; il mio articolo è uscito sulla prima pagina dell'Unità del 15 giugno (domenica), dunque è stato scritto il 14 giugno (sabato). Il giorno prima, non il giorno dopo. Essendo impossibile che io, il sabato, abbia copiato un'Ansa uscita domenica, non posso non concluderne che: 1) l'Ansa ha copiato da me e non viceversa; 2) il poveraccio con le mèches non solo non sa scrivere, ma non sa neppure leggere. Marco Travaglio Lettera 2 Caro Dago, scrivo a caldo dopo aver ascoltato su Radio Radicale l'ultima mezz'ora dell'intervento all'assemblea costituente del PD di Waterloo Veltroni, perchè una domanda mi sorge spontanea: dove vive Veltroni? A parte una serie di banali principi ed autoassoluzioni, non ha fatto proposte concrete su come contrastare la crescente marea di consensi che sta riscuotendo il centrodestra. Mah! Gennarino Calderoli Lettera 3 Caro D'Agostino, alcuni lettori si stupiscono che si faccia notare che il Presidente del Consiglio, che non avrebbe potuto nemmeno candidarsi, non appena nominato, che fa? Limita le intercettazioni a tutti i reati che non rientrano in quelli che potrebbero scoprire su di lui, diffondendo una serie di dati falsi che è inutile contestare tanto l'informazione ce l'ha in mano lui, blocca centomila processi per bloccarne uno, il suo, continua nell'opera di salvataggio di Rete4, per cui tutti noi Italiani paghiamo, permette ai suoi ministri di proporre l'impiego dell'esercito contro una delinquenza inferiore a quella della Francia, trasformando Milano e Roma in Kabul e Bagdad, mentre contro la mafia, nisba. Ebbene, cosa rispondere a personaggi del genere, che vogliono farsi del male, che vogliono lasciare in mano ai figli un paese spaccato, immorale e povero, solo in nome di una vecchia idea di destra e sinistra (Natalino, quanto sei prevedibile). Fatti loro, per quanto riguarda noi sinistri, come qualcuno scrive, ci teniamo le nostre convinzioni di libertà e giustizia sociale, ci vorrà tempo, passerà qualche generazione, ma, prima o poi, i 24 milioni di Italiani che non hanno accesso all'informazione non ci saranno più, la gente sarà più informata e finalmente non leggeremo più sciocchezze. Franco Due © Foto U.Pizzi"> Filippo Facci © Foto U.Pizzi Lettera 4 Veltroni attacca il governo: "In autunno in piazza". Con calma, senza agitarsi troppo: adesso ci facciamo qualche settimana di meritato riposo. Poi in autunno ne riparliamo. Davvero un'opposizione ferma e autorevole. Questo è parlare da leader, poche balle. Zuccapelata Lettera 5 Scusami Dago, ma ciò che ho letto oggi su alcuni siti internet ha dello stupefacente. Senti qui: ho letto di un leader politico che invitava tutti a scendere in piazza nel prossimo autunno contro Berlusconi. Non tanto contro il suo governo, ma proprio contro Berlusconi (in personam). Ho pensato che fosse qualche leader dell'estrema sinistra che deve dare segni di vita, magari proprio nel quarantesimo anniversario del '68, o il solito Di Pietro che, si sa, alla piazza non rinuncia mai. Ma quando ho letto la frase: "scenderemo in piazza contro Berlusconi ma non faremo antiberlusconismo" come d'incanto ho capito di chi si trattasse. Solo una persona in Italia poteva affermare una simile stron... ehm... questa frase apparentemente contraddittoria: Walterloo! E sono scoppiato in una risata fragorosa pensando alla faida che si sta aprendo nel Pd. Dopo alcuni minuti di allegrezza irrefrenabile, ripreso un briciolo di lucidità, ho pensato che quel personaggio che invita tutti alla piazza in realtà è lo stesso che ha lasciato una voragine di 10 miliardi di euri nei conti della Capitale e che noi contribuenti italiani saremo costretti a ripianare. Allora mi è venuto il sospetto che in autunno saranno tutti i cittadini e contribuenti italiani a scendere in piazza. Ma contro Veltroni, e con i forconi! (Tira fora li sordi!!!!!) Paolo Lettera 6 Questa volta sono stati i signori dell'Anm a dare i numeri. Siamo sicuri che siano proprio centomila i processi che slitterebbero per la norma salva-premier? E' certamente singolare che il numero sia uscito in poche ore dall'Anm (il sindacato dei magistrati) quando gli stessi giudici lamentano di non avere strutture informatiche sufficienti a gestire la gran mole di lavoro che intasa gli uffici: Basta leggere il catastrofico "Toghe rotte" del procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, il magistrato col papillon che sulle orme di Travaglio contesta tutto dell'ambiente in cui è vissuto (bene) per decenni. Delle due l'una: o il numero centomila processi è stato buttato sul piatto della contestazione dall'Anm a casaccio, o non è vero che i mezzi della giustizia (vedi intercettazioni a gogo come in nessun altro Paese europeo) siano insufficienti se in poche ore si può fare lo screening dell'arretrato di un certo tipo di tutto il rimasto della giustizia italiana. Nel primo caso si potrebbe obiettare che non ci si aspetterebbe, da giudici seri, un comportamento da giocatore d'azzardo: la cifra tonda serve nelle vendite all'ingrosso, non per contestare una norma, neppure contro Belezebù Berlusconi. Nel secondo caso bisognerebbe ricordare l'attivismo di chi, per scrivere una sentenza, ha impiegato otto anni. Forse avrà avuto anche un libro da scrivere. Gianni Bisio Lettera 7 Berlusconi fa leggere al Presidente del Senato una lettera in cui spiega il senso del presunto decreto salva-premier. La seconda carica dello stato non può non ubbidire. Schifani, c'è posta per te. Umberto Pone © Foto U.Pizzi"> I Cugini di Campagna © Foto U.Pizzi Lettera 8 Caro Dago, noto con piacere che la piccola posta si è rapidamente adeguata ai famosi "umori del paese", tanto da essere ormai dominata in larghissima parte da convinti berlusconiani. Non è mai stata così divertente. Sto seguendo con molta attenzione la ricostruzione storica di quel diabolico filo rosso che, da Stalin a Travaglio, passando per Curcio e Zucconi, è responsabile di tutti i mali del mondo. I subdoli compagni, si sa, sono dappertutto, pronti a materializzarsi all'occorrenza; talvolta sotto forma di polizia politica, talaltra come banda armata e, soprattutto ultimamente, sotto forma di magistrato. Quest'evenienza ha spinto molti tuoi lettori ad accantonare (spero temporaneamente) la storia, per dedicarsi a una materia sulla quale sembrano essere un po' meno preparati: la giustizia. Nella piccola posta di ieri ad esempio, il signor M&C si chiede indignato come sia possibile che ci sia gente convinta che la Magistratura "non debba essere sottoposta all'unica istituzione preposta che è il Parlamento". Permettimi di tranquillizzare il signor M&C: a credere a questa leggenda metropolitana, sono rimasti ormai solo quegli allocchi (naturalmente comunisti) che hanno letto la Costituzione, fonte dell'insano equivoco. Infatti, in questo libretto, ingiustamente sopravvalutato dall'intellighenzia marxista e radical chic, si arriva addirittura a sostenere che: "La Magistratura è un organo autonomo e indipendente da tutti gli altri poteri". In attesa che il prossimo "dossier" di Berlusconi e l'imminente ritorno al dialogo possano porre fine allo scempio, può provare a darci un'occhiatina. Dovrebbe essere l'articolo 104. Mic Lettera 9 Non potrei essere definita un bocciolino e non ho nulla contro i miei coetanei, ma quanto sono vecchi e polverosi Minniti, Sansonetti, Bersani, Rizzo,& c.! Ho citato dei nomi a caso, ma é la sinistra tutta che é avvolta in una ragnatela paralizzante. I "progressisti" (ironia di un aggettivo!)ripetono all'infinito le loro ideuzze, guardandosi fra loro, senza degnare d'uno sguardo noi, gente comune. E sì che ci siamo fatti sentire, ma i sinistri, dopo un soprassalto di meraviglia, ci hanno snobbato di nuovo: siamo noi, milioni di italiani, che non capiamo, assolutamente non capiamo; perché non seguiamo i loro intelligentissimi ragionamenti? Perché non abbiamo compreso l'intelligenza e la lungimiranza del governo Prodi? E perché continuiamo ad aver paura di scippi, stupri, rapine? E meno male che c'é chi per la prima volta prende decisioni senza star tre mesi a far convegni, tavole rotonde e meeting vari su ogni cosa che interessi (quelle sì!) solo le loro paranoie meschinuzze. Gabriella Lettera 10 Caro Dago,da piccolo, negli anni 80, ho fatto il chierichetto a San Pietro in Vaticano durante l'estate. Quanti bei ricordi: ambienti ed atmosfere cariche di pathos, storia e arte, al di là di ogni possibile giudizio e pregiudizio che qui non c'entrano. Passeggiate serali estive nella Piazza semplicemente vuota al suono dell'acqua delle fontane e immune da barriere e metal detector, che di fatto l'hanno blindata per sempre con buona pace di Gianlorenzo Bernini. Ti confesso che vedere, nel Cafonal Vatican del mitico Pizzi ? sociologo e registratore dei nostri (brutti) tempi, piazza San Pietro violentata come parcheggio di periferia e tonnellate di cattivo gusto e tette al vento entrare in sala Nervi, mi ha fatto ribrezzo. Il ribrezzo non è assolutamente moralistico o utilitaristico! Le tette son sempre meraviglie della natura? evviva loro! Il parcheggio poi si sa, quando ce vò ce vò! Quanto per lo stridore di nuovi scenari e ritorni a chissà quali origini del Cattolicesimo nei suoi riti, liturgie e morali bacchettone che MAL SI SPOSANO con tutto questo secolarismo tanto disprezzato. Ma Benedetto XVI sa qualcosa di tutto ciò?!? La domanda sorge spontanea? come i miei dubbi e pensieri sulla Santa e Romana Chiesa Cattolica, al ritornello di: "Se le canta e se le suona!" Matteo Golfetto, architetto Lettera 11 Caro Roberto, ho letto, in apertura del tuo sito, delle auto pargheggiate in P.zza San Pietro per gli ospiti del musical tenutosi in Sala Nervi (non c'era sala con nome più appropriato!) Vaticano Martedì scorso. Mi dispiace molto che si parli solo delle auto parcheggiate perchè il peggio non avveniva all'esterno della sala Nervi bensì all'interno. Un musical? (un giretto nei teatri di Broadway servirebbe a molti!!!) a dir poco orrendo ( le recite di fine corso di tente scuole di teatro sono assolutamente migliori), testo orrendo (almeno si fossero attenuti al Vangelo!!! a alle sacre scritture!!!!!), scelte stilistiche discutibili...il bene e il male o se vuoi la vita e la morte erano interpretati da due attori che dalla platea sembravano, perchè si comportavano, come due "tronisti"! La regia insignificante per non parlare della scenografia, delle luci ecc. ecc. Se devo salvare qualche cosa salvo il lavoro dei coreografi che, con tutto questo niente, sono loro che hanno fatto il vero miracolo! Non parlo per sentito dire ma perchè, come si dice, io c'ero è ho visto e udito quello che mi si proponeva. Senza peccare di presunzione sono certa di poter dare voce a tutti coloro che, come me, erano tra l'essere indignati e allibiti, e insieme a me se ne sono andati prime della fine del secondo tempo (tanti altri sono fuggiti molto prima!!). g.m. Lettera 12 Leggo delle difficoltà che ci sono in Francia per "sbattezzarsi". Una volta tanto stiamo meglio in Italia: basta andare sul sito www.uaar.it e, tra le altre cose, si trova il modulo per la richiesta di sbattezzo, con l'indicazione della procedura (abbastanza semplice per la verità) da seguire. Nella maggioranza dei casi la parrocchia dove si è stati battezzati prende atto della richiesta e, in pochi giorni, dà conferma scritta dell'avvenuta cancellazione del battesimo. Provare per credere. Giancarlo Lettera 13 Ho letto l'articolo sulla Carmen all'Opera di Roma e sbirciato le foto che lo accompagnavano. Sono lieta, molto lieta, che la giovane e bella Allegra Versace sia tornata a farsi ammirare. Non so altro di lei se non che ha in passato sofferto di un disturbo alimentare di cui io stessa, all'incirca alla sua età, ho sofferto. La mia vita ha poco in comune con quella di Allegra (io semplice impiegata, Allegra erede di una maison di grido) ma questo "poco" non è affatto poco e basta a rendermela cara. Allegra, ricorda che la sensibilità è la tua grande forza: abusane per vivere la vita felice che ti auguro con tutto il cuore. Una Tizia (che ora è madre serena e donna sicura di sè) Lettera 14 Scusa Dago, puoi dire a Tonti che rappresentare gli anni settanta come l'epoca dei Cugini di campagna è ridicolo? Se penso alla musica degli anni settanta, mi vengono in mente gli Stooges, il kraut rock tedesco, il punk e la new wave inglesi, Brian Eno che passa dai Roxy Music alla World Music e all'Ambient e tante altre belle cose. Se all'epoca Tonti preferiva sentirsi I cugini di campagna, affari suoi... Colinmckenzie - http://www.badtaste.it Lettera 15 Vabbe', nel 1970 Labranca aveva otto anni, ma la tv a colori ne aveva -7 ! come fece allora il nostro a vedere che l'abito di Renato dei Profeti era verde? Sono capace anch'io a scrivere libri con le finte emozioni ricostruite a posteriori... ma ci facciano il piacere! angdeang Dagospia 20 Giugno 2008.

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Condannato a 7 anni per spaccio (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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PROCESSO. ABITANTE DI POMARO Condannato a 7 anni per spaccio Altri sette anni di reclusione e 40 mila euro di multa inflitti al casalese Andrea Cacciatori per lo spaccio di un chilo circa di droga. Cocaina, secondo la ricostruzione degli investigatori romani sostenuta dal pm Alessio Marangelli, che ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione. Cacciatori, 50 anni, abitante a Pomaro, era accusato di aver spacciato 960 grammi di coca fornendola al siciliano Giuseppe Mollace (già condannato in uno stralcio del procedimento) con l'intermediazione del sudamericano Cuervo Arteaga. Personaggi che l'imputato, ascoltato ieri dal tribunale (Gian Rodolfo Sciaccaluga, Patrizia Baici e Rosanna La Rosa), ha negato di conoscere. "Ho consegnato a Mollace non droga, ma denaro: 9600 euro per un prestito ad Arteaga, solo perché me l'aveva chiesto un amico, ma io prima non li avevo mai visti". Il difensore Germano Carpenedo ce l'ha messa tutta per tirare fuori da questo nuovo guaio giudiziario il suo cliente al quale, a novembre, erano già stati inflitti otto anni per un'altra vicenda di droga, portata alla luce dalla squadra investigativa del commissariato, riguardante l'importazione dalle Antille di un chilo di cocaina in ovuli (arrivata in Italia dentro lo stomaco di un giovane corriere). Alle argomentazioni del pm, secondo cui la colpevolezza di Cacciatori emerge dalle numerose intercettazioni telefoniche, il difensore ha replicato sostenendo che, invece, non c'è prova certa che il casalese abbia commercializzato stupefacenti, perché la parola cocaina non viene mai pronunciata. E se si sostiene che gli interlocutori parlavano in codice, dove sta, ha domandato il difensore, la chiave di decrittazione? Carpenedo ha parlato di prevenzione nei confronti di Cacciatori, per via del coinvolgimento nella vicenda precedente. Come già la sentenza di novembre, anche questa nuova condanna sarà comuque impugnata.

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"Papà ammazzato dai concorrenti troppo invidiosi" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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GIUDIZIARIA. L'OMICIDIO DI TRE ANNI FA "Papà ammazzato dai concorrenti troppo invidiosi" Ma fra accusa e difesa è battaglia legale sull'identificazione dei presunti assassini [FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Litigi, dissapori, screzi, invidie legate soprattutto all'ambiente delle cooperative di pulizia, che ovviamente, per sopravvivere, si facevano una concorrenza spiegata. E' questa la realtà che fa da sfondo all'omicidio del filippino Gatos Aquino Exaldi, titolare di una piccola impresa di pulizie con sede a Chiavazza, assassinato la sera del 15 aprile di tre anni fa. E' la realtà raccontata ieri davanti ai giudici togati e popolari della Corte d'Assise di Novara alla prima udienza dibattimentale del processo che vede ora sotto accusa tre connazionali: Eligio Serrano, che di recente si è auto-accusato mandando dalla sua latitanza una sorta di confessione ratificata da un notaio, Inocencio Garcia Mercado e Alejandre Serrano Baclig. Difesi dagli avvocati Pozzo, Cardinali e Atzei, gli ultimi due, presenti in aula, sostengono la loro estraneità. A parlare delle tensioni interne nell'ambiente dei filippini biellesi sono arrivati i tre figli della vittima (la moglie, assente, sarà ascoltata alla prossima udienza): intimoriti, spesso in difficoltà con l'italiano, hanno ripercorso i fatti drammatici di quella sera iniziati con una telefonata della madre ("Hanno sparato a papà"), ma soprattutto confermato ciò che secondo il pm Silvia Baglivo fa da sfondo al delitto: vecchie tensioni tra imprenditori concorrenti. "Abbiamo avuto subito dei sospetti su certe persone", hanno detto. E il tragico episodio non potè non essere collegato a diversi atti vandalici capitati nei mesi precedenti: più volte Aquino e figli si erano trovati le gomme dell'auto tagliate e graffi sulle carrozzerie. "Gelosia - dicono i ragazzi, che non facevano parte della cooperativa del padre -: noi avevamo la casa più grande e lavoravamo di più". Nei nomi dei sospetti finirono appunto Mercado, con il figlio del quale ci furono anche litigi ad una festa di compleanno, e poi il mandante dell'omicidio, un piccolo imprenditore concorrente, Nilo Dimaculangan, già stato condannato a 14 anni di carcere dal giudice dell'udienza preliminare di Biella, poi ridotti in Appello a 12 anni e 9 mesi. E sullo sfondo anche l'ex fidanzato di una delle figlie della vittima, lavoratore in un'altra cooperativa: aveva anche minacciato di morte Gatos Aquino Exaldi e, anche lui indagato, la sua posizione fu archiviata perché non emersero collegamenti con il "clan" cui si attribuisce il delitto. Ma la difesa, invece, punta molto su quella figura, descritta come "un giovane violento e che aveva anche una pistola". Proprio l'identificazione degli autori del delitto sarà al centro dello scontro più duro fra accusa e difesa, fatto di consulenze, perizie, intercettazioni di cui la Corte, ieri, ha ordinato la trascrizione. Il processo è stato aggiornato al 17 luglio.

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Spacciatore arrestato al Sert (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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SANREMOSMASCHERATO DOPO UN LUNGO APPOSTAMENTO UN ITALIANO 36 ANNI Spacciatore arrestato al Sert [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO "Vendeva dosi di eroina a chi stava cercando di smettere". I carabinieri non usano mezze parole non raffigurare la gravità dell'episodio di spaccio che l'altro giorno ha portato all'arresto di un italiano di 36 anni, Roberto Campari, residente a Riva Ligure, intercettato dopo un lungo appostamento al Sert, il Servizio per le tossicodipendente che ha sede a "Villa Spinola", a Bussana di Sanremo, dove si trova anche la direzione generale dell'Asl 1 Imperiese. E' stata una lunga attività di appostamento da parte dei militari del Nucleo Operativo, anche con l'utilizzo di potenti binocoli, a permettere l'individuazione del pusher alla prese con un'attività che ha portato i carabinieri a contestargli l'aggravante specifica, che aumenta la pena da un terzo alla metà, per chi cede stupefacenti nei pressi o all'interno di strutture adibite alla cura. Campari dovrà rispondere sia di spaccio di droga sia per la violazione del foglio di via obbligatorio al quale era sottoposto e che gli impediva di mettere piede nel territorio del comune di Sanremo. I carabinieri del capitano Daniele Credidio e del tenente Gian Mario Carta hanno seguito ogni sua mossa. Prima l'arrivo, circospetto, al Sert e quindi il "contatto" con almeno due giovani, entrambi in trattamento, cui l'indiziato ha passato dosi di eroina (la coppia, fermata, è stata trovata in possesso dello stupefacente, circostanza che ha portato ad un ulteriore riscontro). Quando lo spacciatore è stato bloccato nei giardini della struttura sanitaria i militari gli hanno trovati nel portafoglio i 40 euro appena incassati per la cessione della droga (piegati e riposti in disparte rispetto al resto del denaro) e, nell'ambito della perquisizione personale, sono saltati fuori altri due grammi di eroina che aveva nascosto in un involucro di plastica occultato negli slip. Roberto Campari è stato immediatamente accompagnato nel carcere di Sanremo in attesa del processo per direttissima previsto nell'ambito della nuova normativa del "pacchetto-sicurezza". L'attività investigativa a suo carico continua, con l'obiettivo di risalire anche al canale di approvvigionamento dello stupefacente. "L'episodio al centro dell'indagine - ha spiegato ieri mattina il capitano Credidio - ha dimostrato l'efficacia dei controlli a contrasto della lotta allo spaccio di droga, con un'attenzione particolare a quel punto sensibile rappresentato dal Sert dell'Asl, il presidio sanitario adibito alla cura dei tossicodipendenti, una struttura che rappresenta un punto di riferimento per chi cerca di dire basta alla droga. In pratica l'arrestato ha operato in soggetti vulnerabili e in una "zona protetta". La segnalazione che ha portato al blitz di Bussana rappresenta inoltre qualcosa di importante nel rapporto tra l'Arma i cittadini e nell'ambito della prevenzione e repressione dei fenomeni di illegalità".

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Il sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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DOPO LE PERQUISIZIONI VERRANNO ESAMINATE LE TELEFONATE INTERCETTATE Il sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" Lotta alla droga: già decisa un'iniziativa nelle scuole [FIRMA]MARCO RAFFA SAVONA Il sindaco Federico Berruti ha incontrato ieri mattina nel suo ufficio a Palazzo di Giustizia il sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell'inchiesta antidroga dalla quale sono scaturite, la settimana scorsa, tredici perquisizioni domiciliari ad altrettanti savonesi. Perquisizioni motivate, come ha sottolineato l'altroieri il procuratore capo Vincenzo Scolastico, dalla necessità di "verificare le dichiarazioni di persone che avevano ceduto o visto cedere sostanze stupefacenti". I perquisiti, peraltro, non risultano indagati ma soltanto "persone informate sui fatti". Chiusi gli interrogatori, gli inquirenti stanno lavorando sul molto materiale raccolto nei mesi scorsi nell'inchiesta, e in particolare su numerosi faldoni di intercettazioni che verranno esaminate minuziosamente. Tornando all'incontro a Palazzo di Giustizia, il sindaco avrebbe preferito parlarne dopo un "passaggio" in giunta ma, sollecitato a spiegarne il contenuto, ha chiarito che non si è parlato affatto del recente blitz. "L'appuntamento con il dottor Landolfi era programmato da qualche tempo ma la coincidenza con il clamore suscitato dall'inchiesta non mi è dispiaciuta, anzi. Ho voluto dare un segnale netto, chiaro dell'amministrazione, dichiarare che il Comune, senza ambiguità, è schierato con i magistrati e con le forze dell'ordine in questa tremenda battaglia contro il dilagare dell'uso degli stupefacenti, specialmente tra le giovani generazioni". Lo scopo dell'incontro, però, era un altro: chiedere la collaborazione del magistrato per un'iniziativa di sensibilizzazione antidroga promossa dal Comune nelle scuole cittadine. "Ho chiesto al dottor Landolfi, non nuovo a queste iniziative, se era disponibile a partecipare a una serie di "lezioni di legalità" nelle scuole cittadine, intese soprattutto nello spiegare i rischi dell'uso di stupefacenti. Il magistrato ha accolto con favore la mia proposta: l'iniziativa partirà con il prossimo anno scolastico".

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Palloni sgonfiati (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

Buongiorno Palloni sgonfiati Massimo Gramellini Come mai Zapatero si lancia in pronostici guasconi su Spagna-Italia, la Merkel sfila sugli spalti austro-svizzeri con la leggiadria di uno stopper e invece Berlusconi non trova nemmeno il tempo di farsi intercettare al telefono mentre detta la formazione a Donadoni? Il silenzio assordante con cui la politica italiana sta seguendo gli Europei ha sorpreso gli studiosi della Casta. Qualcuno (una minoranza) pensa che i nostri politici siano improvvisamente diventati seri. Statisti autorevoli e anche un po' noiosi, che durante le partite si ritrovano in circoli esclusivi per discutere l'andamento del petrolio, mentre il televisore rimane acceso a basso volume su History Channel. Qualcun altro sostiene che Palazzo Chigi preferisca non prendere posizione per evitare dissidi fra Tremonti, il quale vorrebbe applicare la Pirlo Tax ai calciatori europei ingaggiati dall'Inter (praticamente tutti, tranne gli italiani), Brunetta che pretende di licenziare chi va in panchina senza regolare certificato medico e Calderoli che contesta l'appartenenza all'Europa di Spagna e Turchia e starebbe pensando di sostituirle nei quarti di finale con Atalanta e Albinoleffe. Vi è però qualche osservatore che avanza un'ipotesi diversa. I politici avrebbero fin qui resistito alla tentazione di apparire col bandierone a tracolla nel timore che il popolo addossasse loro, oltre tutto il resto, anche l'ignominia di un'eventuale disfatta. E nemmeno la vittoria contro la Francia sarebbe riuscita a scioglierne la diffidenza. Tanto che domenica, a presidiare la tribuna d'onore di Zapatero, spediranno l'Esercito, nella persona del caporale delle Sturmtruppen, Ignazio La Russa.

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Delitto Perugia, i familiari di Sollecito indagati per il video choc di Meredith (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I reati ipotizzati: violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti Omicidio Meredith, familiari di Sollecito indagati a Perugia Dalle intercettazioni emergerebbe che parenti avrebbero chiesto soldi per fornire il video della scientifica ad una tv PERUGIA - Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della studentessa inglese. I REATI - I reati ipotizzati nel fascicolo sono violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di dati giudiziari da parte di privati. Il 5 aprile scorso la polizia perquisì la redazione dell'emittente pugliese sequestrando il filmato trasmesso. Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista. Un fascicolo è stato aperto anche dalla procura di Bari. Ora i due uffici giudiziari dovranno decidere a chi spetta la competenza a proseguire l'indagine. Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. stampa |.

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La telepolitica a circuito chiuso - giovanni valentini (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO LA TELEPOLITICA A CIRCUITO CHIUSO GIOVANNI VALENTINI Non è certamente un sintomo positivo quello della maggioranza che ha fatto mancare il numero legale per bloccare l'elezione del nuovo presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza. Né si può considerare semplicemente una mossa ostruzionistica, perché il "filibustering" appartiene proprio all'armamentario della minoranza. Questo è piuttosto uno sfregio istituzionale, dal momento che la presidenza delle Commissioni di garanzia spetta per prassi consolidata all'opposizione. E peggio ancora se implica un tentativo di scambio, di baratto o di ricatto, in ordine al futuro assetto della Rai. Ora che "il capo dello schieramento avverso" - come direbbe pudicamente Walter Veltroni - ha strappato la tela del dialogo, sembra che il vertice del Partito democratico si stia risvegliando finalmente dal suo sogno elettorale. Dall'incantesimo mediatico del "fair play", torniamo dunque alla brutalità della politica nell'esercizio spregiudicato del potere e nella difesa degli interessi più o meno illegittimi: dalla giustizia alla tv, dalla sicurezza alle intercettazioni telefoniche. Ma si tratta a ben vedere di un circuito chiuso in cui la televisione riflette, amplifica e talvolta distorce le situazioni e i problemi concreti per proiettarli in una dimensione virtuale, propagandistica. E poi, a sua volta, la politica se ne riappropria commutandoli in allarmi, urgenze ed emergenze da iscrivere all'ordine del giorno della vita nazionale. Non è che, oggettivamente, questi problemi non esistano: la crisi economica ed energetica, la criminalità, l'immigrazione clandestina, la prostituzione, i rifiuti, le inefficienze dell'apparato giudiziario e quant'altro, sono tutte questioni reali e aperte, da affrontare nel modo più tempestivo ed efficace possibile. Non c'è dubbio, però, che sia la telepolitica a imporre quella che la sociologia della comunicazione chiama "agenda setting", letteralmente la composizione dell'agenda, alimentando spesso una mentalità collettiva, un'aspettativa diffusa o addirittura una psicosi di massa. Prendiamo il caso della criminalità. Gli ultimi dati ufficiali dell'Istat, diffusi a dicembre scorso e pubblicati sul sito dell'Istituto, riferiscono che tra il 2005 e il 2004 i delitti denunciati in Italia erano diminuiti del 7,3%. E in questi due anni non possono essere aumentati tanto da far scattare l'allarme sicurezza. Eppure, il tema ha dominato la campagna elettorale e forse ne ha anche condizionato l'esito, in base a una percezione generale che costituisce alla fine l'elemento decisivo, il parametro di riferimento. Per fare un altro esempio statistico, citiamo le morti bianche. è vero che giornali e telegiornali non mancano di darne notizia purtroppo giorno per giorno, in una triste contabilità che trasforma assurdamente il lavoro in un pericolo di vita. Ma fa riflettere e mette i brividi il dato secondo cui, dall'inizio della guerra in Iraq, sono più gli operai morti nei nostri cantieri (oltre 5.000, più di mille all'anno) dei militari americani caduti sul campo (circa 4.000). Nel primo caso, per quanto il problema della sicurezza sia di grande rilevanza sociale, la percezione che ne ha la gente è verosimilmente superiore alla sua consistenza reale. Nel secondo, quello delle morti sul lavoro, è senz'altro inferiore e comunque non è tale da suscitare un allarme o una mobilitazione popolare, sebbene il ministro Alfano prometta adesso che "la giustizia sarà più veloce". In entrambi i casi, lo "spread" è determinato in larga misura dalla videocrazia, dalla maggiore o minore amplificazione mediatica che i due temi subiscono, dal diverso trattamento che ne propongono in particolare telegiornali e talk-show. è questa la ragione fondamentale per cui, in un Paese democratico, occorre garantire il pluralismo dell'informazione. Non solo nella carta stampata, o fra questa e la televisione, ma soprattutto all'interno del sistema televisivo. Altrimenti, il duopolio tende fatalmente a diffondere un pensiero unico dominante, con l'aggravante dell'omologazione tra la tv di Stato e quella commerciale. Ed è sempre per questo che occorre separare la responsabilità politica dal controllo della televisione, pubblica o privata, sottoposta non a caso a un regime di concessione da parte dello Stato. Ma invece il conflitto d'interessi, che proprio per la sua natura concessoria è insanabile in radice, continua a imperversare fino a sublimarsi nella decisione di cancellare per legge le imbarazzanti intercettazioni tra il leader-tycoon e un alto dirigente del servizio pubblico che documentano in modo incontrovertibile l'esistenza e l'anomalia di quel conflitto. Per riprendere il titolo del libro citato all'inizio, sembra davvero una società sotto assedio, la nostra: l'assedio psicologico di una tv che cattura l'opinione pubblica, ottunde le menti e narcotizza le coscienze. Un persuasore occulto che propizia bisogni, consumi e costumi, come il bombardamento degli spot sulle merendine provoca la bulimia e l'obesità fra i telespettatori più giovani. Ma è anche l'assedio culturale e civile di una telepolitica che in un rapporto simbiotico con l'elettorato fomenta esigenze e aspettative, per poi rappresentarle a livello istituzionale e infine soddisfarle in nome dell'emergenza, con una compressione inaccettabile delle regole democratiche. Sarà pure sbagliato, allora, parlare di regime in senso tecnico. E qualcuno ripeterà magari che così si fa il gioco del "capo dello schieramento avverso". Ma se l'opposizione non riesce neppure a presidiare la linea di confine che preserva la libertà d'informazione, si assume la responsabilità di avallare la teledittatura o rischia addirittura di diventarne complice. (sabatorepubblica.it).

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Sgominata la banda dell'iveco rubavano i pezzi di ricambio - lorenza pleuteri (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Torino Sgominata la banda dell'Iveco rubavano i pezzi di ricambio Sottratti turbine e iniettori per mezzo milione di euro Sei gli arrestati tra cui 3 magazzinieri della ditta che cura la logistica nello stabilimento I carabinieri hanno filmato per mesi la gang che agiva nel sito di Lungo Stura LORENZA PLEUTERI Esterno giorno, scena prima. L'autista di una utilitaria, ripreso in controluce, fuma lentamente una sigaretta. Aspetta a bordo della macchina, ferma davanti ad un condominio. Esce un tipo brizzolato. Lui scende. Prende in consegna una busta pesante, messa nel bagagliaio. Due minuti dopo l'interlocutore, rispuntato dal palazzo, gli affida una cassetta di plastica. Scena seconda. Lo sfondo è cambiato. L'uomo che fumava in macchina parla con un signore stempiato di mezza età. Il referente sale su un furgone, sfoglia una robusta mazzetta, conta le banconote. L'affare si conclude. Sei inconsapevoli protagonisti di questi e altri video, girati dalle telecamere nascoste dei carabinieri del reparto Operativo, ora stanno in carcere, accusati di uno stillicidio di furti e di ricettazione, un lungo elenco di episodi contestati nelle ordinanze di custodia cautelare eseguite mercoledì dai detective dell'Arma. Sono un carrozziere in pensione, il pregiudicato titolare di una rivendita specializzata, un dipendente della ditta Flexider e tre magazzinieri della Kuehne+Nagel, la società che gestisce il gigantesco deposito torinese di pezzi e accessori della Iveco, 220mila metri quadrati affacciati sul lungo Stura Lazio, territorio di caccia dei predoni interni. Nel corso dei mesi, sistematici e tenaci come formiche, gli stipendiati infedeli avrebbero quotidianamente sottratto dagli scaffali dei datori di lavoro navigatori satellitari, elettroiniettori, turbine, polverizzatori, autoradio, pastiglie, lampade, tendine parasole. Poi li avrebbero piazzati ai clienti finali, attraverso gli esterni coinvolti nel business o gli annunci pubblicati online su siti specializzati. I ladri abbattevano i prezzi di listino del 60-70 per cento, i rivenditori praticavano sconti del 30 per cento. Il danno calcolato per difetto, per Iveco, ammonta ad almeno 500mila euro. Nemmeno l'arresto di un collega, sempre per ruberie, ha frenato il gruppo. Michele Tarallo, Alfonso Morgillo, Giovanni Giunto e Marco Giurato - stando ai risultati delle investigazioni - hanno continuato a sottrarre la merce nel "loro" magazzino e a consegnare i pezzi via via ordinati dai committenti, Luciano Di Nenno e Pietro Bavuso. I tre amici scampati al giro di manette - un quarto magazziniere della Kuehne+Nagel, un dipendente della Alenia aeronautica e il titolare di due negozi di ricambi - avrebbero invece partecipato al business con un ruolo più defilato. Adesso hanno l'obbligo di andare in caserma a firmare il registro delle presenze, tre sere la settimana. L'indagine chiusa con gli arresti, e con il sequestro di 5mila euro di refurtiva e di 62 mila euro in contanti, è partita dalle denunce presentate dai responsabili del magazzino Iveco a cominiciare dal giugno 2007. Si è sviluppata, come è riportato per inciso nelle ordinanze, "attraverso una costante ed attenta attività di osservazione e controllo, coordinata con le risultanze delle intercettazioni telefoniche delle utenze in uso agli indagati". La possibilità di ascoltare le conversazioni ai cellulari e di leggere gli sms è stata fondamentale. Con le nuove norme restrittive, dice amaro il tenente colonnello Nicola Fozzi, comandante del reparto Operativo, non sarebbe più possibile captare le chiamate e i messaggi e arrivare agli stessi risultati nel medesimo tempo.

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Medici specialisti low-cost nella nuova casa della salute - sara strippoli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Torino Una cooperativa sociale lancia il servizio a Barriera di Milano Medici specialisti low-cost nella nuova casa della salute Tariffe addirittura dimezzate per le visite. Sono 12 gli esperti e due i dottori di famiglia Scopo: aiutare i deboli e non solo SARA STRIPPOLI A Barriera di Milano il medico costa la metà. E anche meno: tariffe che partono da 40 euro e non superano i 60. Dodici specialisti (nomi importanti della sanità piemontese come l'ematologo Mario Bazzan, la ginecologa Fabrizia Kubatski del team Ginteam di Fabrizio Del Tetto, Stefania Massara esperta di counselling che fornisce consigli psicologici mirati in caso di disagio momentaneo come separazioni o licenziamenti, la dietologa Behnaz Saber) che hanno deciso di raccogliere la sfida di realizzare un progetto di "privato sociale", medici di grande esperienza che vogliono intercettare i bisogni di chi ha difficoltà economiche e mai potrebbe permettersi di pagare visite a 150 euro o più. La sfida, del tutto innovativa, è stata appena battezzata in Borgo Aurora - via Damiano 5/16 è l'indirizzo - , si chiama Casa per la salute e ha un obiettivo ben più ampio di quello di un gruppo di specialisti disposti ad offrire prezzi calmierati. Al loro fianco lavorano anche associazioni che possono aiutare i genitori a risolvere il problema di un bimbo disabile, i figli a trovare il miglior percorso per un genitore affetto da morbo di alzheimer, una famiglia ad organizzare attività sportive. Un percorso sanitario e assistenziale supportato dal lavoro di coordinamento di due medici di base. Chi si rivolge alla Casa per la salute per una visita con la diabetologa si vedrà infatti suggerire di rivolgersi comunque al suo medico di base per verificare la necessità di una diagnosi o di una consulenza da parte di uno specialista. Questo perché non sempre la percezione del paziente rispetta un reale bisogno di salute e perché la finalità è restare all'interno di un percorso che ha al centro il medico di base. La forma che ha permesso la realizzazione del progetto è quello di una cooperativa sociale, la Cps, il cui rappresentante è un ingegnere consulente di organizzazione sanitaria, Paolo Giraudo. Il quale racconta che ci sono voluti tre anni di lavoro e di riflessioni per varare il nuovo progetto: "Ci crediamo molto, perché siamo convinti che il benessere di una persona è concetto molto più ampio che tiene conto di diversi aspetti, non solo quello sanitario". Un buon esperimento per sostenere le persone deboli, aggiunge "con una particolare attenzione alla qualità. Per questo la ricerca dei professionisti è stata mirata e spero che il gruppo possa ancora crescere, sia fra i professionisti, sia fra le associazioni o i volontari". Gli obiettivi sono molteplici: offrire risposte di salute e di assistenza a soggetti fragili o in situazioni di disagio, ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere, garantire per una risposta per almeno otto ore al giorno dal lunedì al venerdì con la prospettiva di estendere l'orario in un futuro prossimo, fare attività di prevenzione e di riabilitazione e anche rispondere a bisogni come organizzare un servizio di medicazione con personale infermieristico. Il riferimento principale è il medico di medicina generale, che sarà colui che guida i pazienti all'interno dei percorsi diagnostici/terapeutici. Spiega Chiara De' Sperati, medico di base che partecipa al progetto: "La finalità è un lavoro in sinergia che parte dal medico di famiglia che ha una visione d'insieme del paziente e della sua storia sanitaria, ambientale e familiare, passa attraverso lo specialista se necessario e torna al medico di base per la sintesi". L'auspicio, aggiunge "è avere la massima collaborazione da parte delle aziende sanitarie e delle circoscrizioni. Se ogni due settimane ad esempio avessimo la possibilità di avere la disponibilità di un'assistente sociale ne saremmo felici".

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"notte bianca? soltanto con gli sponsor" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Roma Il caso "Notte bianca? Soltanto con gli sponsor" Alemanno: non si farà. Ma nel 2007 ha fatto guadagnare 135 milioni "La Notte bianca non si farà perché non ci sono le risorse". Gianni Alemanno ieri ha cantato il requiem per il giorno più lungo della cultura romana. "A meno che - ha aggiunto il sindaco - non ci sia un progetto completamente privato". Ma quale pool di sponsor si può accollare a pochi mesi da settembre il peso del milione e passa che garantivano le casse capitoline su un totale di quattro milioni di spesa? "Dobbiamo presidiare le cose essenziali, i servizi sociali, gli stipendi dei dipendenti, tutti impegni seri su cui faremo grande fatica a fare copertura" è la giustificazione del sindaco per il taglio dell'iniziativa seguita l'anno scorso da 2,5 milioni di persone. Ma la Notte bianca non è un vuoto a perdere. Lo testimoniano i conti che la Camera di Commercio di Roma, co-organizzatrice dell'evento, ha diffuso l'anno scorso, nei giorni successivi la non stop di cultura, spettacoli, musica, teatro, divertimento. Nessuno ha pagato il biglietto per partecipare a uno dei 400 eventi e passa organizzati per l'edizione dell'8 settembre 2007. Ma gli incassi globali per la città, e non solo, si sono aggirati intorno ai 135 milioni di euro. Soldi finiti nelle casse di Ferrovie dello Stato, compagnie aeree, catene alberghiere e piccoli hotel, ristoranti, bar, birrerie, ma anche i negozi che hanno intercettato l'invasione di gente con lo Shopping Days. L'anno precedente, quando Gigi Proietti salì in groppa al cavallo del Marco Aurelio in piazza Campidoglio, l'incasso era stato appena inferiore. Il 10 settembre 2006 il presidente della Camera di Commercio, Andrea Mondello, dichiarava: "Il giro di affari, che si distingue dal volume di spesa perché considera l'indotto, sarà di 131,9 milioni. Il valore aggiunto si stima intorno ai 54 milioni, mentre il gettito fiscale sarà quasi di 24,8 milioni". Il costo, quell'anno, per i 400 eventi in programma, era stato di 4 milioni 354.705 euro (fonte Comune di Roma). Quasi il doppio rispetto alla prima Notte, del 2003, quando però "solo" 1,5 milioni di persone scese in strada, nelle piazza, nei musei ad assistere ai 183 eventi in cartellone. Per gli anni a venire, Camera di Commercio e giunta di centrosinistra avevano intenzione di ridurre il contributo finanziario pubblico. Fino a farla finanziare completamente dai privati come propone ora Alemanno? Sulla decisione del sindaco di eliminare la Notte bianca, secco il giudizio del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: "Se ci sono le risorse per abbattere un muro di marmo della teca di Meier (la proposta del sindaco per il Museo dell'Ara Pacis, ndr) non capisco perché non ci sono per fare cultura". Se Roma "ha conosciuto tassi di crescita da 15 anni superiori all'Italia, è anche perché è una città che ha scommesso sulla cultura come valore e non come spesa o, peggio, come spreco", il giudizio del segretario uscente del Pd romano. (carlo alberto bucci).

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La Milano europea non rispetta i disabili Andrea Nobile, Annunziata Visaggio, Nicola Curioni, Rita Loffredo Docenti della classe prima E, Istituto Calasanzio, Milano Ci sono sociologi che pensano sia necessario uno "stato di paura" perché noi (gente, massa o individui che potenzialmente siamo) possiamo in questo modo essere "guidati" verso forme di vivere civili più organizzate. A Milano, città expo europea, è sufficiente uno "stato di impotenza". Come quando decidi, con la tua classe, di andare a visitare il Museo di Storia Naturale. C'è nel gruppo un'alunna in carrozzella. Va beh, prendiamo la linea 1 a Lotto e scendiamo a Porta Venezia. Due fermate abbastanza importanti della rete metropolitana. Unico dovere: telefonare il giorno prima all'Atm per sapere se funzionano gli accessi facilitati alle stazioni. No, non ci sono! La scuola ci viene incontro, decidiamo così di far prendere un taxi a due alunne, almeno al ritorno. Telefoniamo quindi a fine visita. Al telefono, arriva tra due minuti. Dopo un'ora sotto la pioggia, due meschini ed eroici colleghi che hanno accompagnato le due alunne risalgono soli soletti le scale del Museo. Uno con in braccio un'alunna, l'altro trascinandosi per le scale la carrozzella, forse non visti dai custodi del museo che non hanno messo in funzione il montacarichi per gli handicappati. Ma perché tutto questo in una città che si vuole definire europea? Perché Milano è sempre più, per usare la battuta di un film, "chiacchiere e distintivo". Io non ho mai visto tanta inefficienza generale come da quando c'è questa legislatura, e sì che sono vecchio. Parole tante, fatti pochi e confusi. Ma alla maggioranza dei nostri concittadini sta bene così, è evidente. Vivere sui ponteggi col rischio del bullone Manuela Castellani Milano In una traversa di via Ripamonti alle 8.25 un operaio si sporgeva per parlare con qualcuno da una impalcatura a circa 10 metri di altezza di un cantiere per la costruzione di un palazzo, senza casco, imbragatura, nulla. Il collega camminava sul tetto, con il casco ma senza alcuna imbragatura. Gli operai muoiono ogni giorno, da sempre, ma la maggior preoccupazione è di non farsi intercettare con i cellulari o eliminare i processi non necessari. Quegli angoli cittadini sciatti e dimenticati Chiara P. Milano Ho fotografato gli angoli milanesi di cui vi parlo e ho inviato le immagini al Comune di Milano, con la speranza che qualcuno intervenga. Nell'ordine ve le descrivo: strisce pedonali inesistenti o molto poco evidenti in una via molto trafficata (via Bassini) all'incrocio con via Beruto e Clericetti (dove ci sono ben 4 istituti scolastici); altre strisce "non" sono in viale Rimembranze di Lambrate, vicinanze asilo nido Console Flaminio; e così il sottopasso è quello che faccio tutti i giorni con il bambino sul passeggino (una bella passeggiata no?). Infine i lavori in via Buschi, fermi oramai da due settimane. Ringrazio entrambe per le vostre segnalazioni. Dico senza ironia: siete due persone molto attente alla vita di Milano, meno male. Il nervosismo genera mostri Angelo Caudullo Milano Ritengo incomprensibile tacciare noi italiani di razzismo quando si parla male di rom o extracomunitari, in genere. A Milano, vi pongo due esempi. La zona di via Paolo Sarpi, ad oggi, è esclusa dall'Ecopass, perché i cinesi hanno attaccato i vigili. Via cardinale Tosi, attigua all'Ospedale San Carlo, zona dove imperversano le strisce blu dei parcheggi a pagamento: i rom stabiliti lì non sanno cosa siano quelle strisce disegnate sulla strada, né la polizia locale lo va a spiegare. Ma quante auto hanno i rom? Ed è sicuro che l'Ecopass non c'è in via Sarpi non perché ci sono i cinesi ma perché è un po' al di fuori della Cerchia dei Navigli? Diciamo che il razzismo comincia quando siamo un po' nervosi verso gruppi omogenei per colore, religione, forma del cranio o che so io. Certo, è un periodo di nervosismo generale, oserei direi mondiale. Ma lei si chieda: se fossero foggiani o mantovani sarebbe arrabbiato alla stessa maniera?.

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Mensopoli, appuntamento al bar - giuseppe filetto marco preve (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Genova Mensopoli, appuntamento al bar L'inchiesta punta sulla gestione dei locali all'interno del San Martino GIUSEPPE FILETTO MARCO PREVE Mensopoli si sdoppia. Da un lato il nuovo filone che ha nel mirino gli appalti dei bar e della ristorazione del San Martino, dall'altro l'inchiesta originale che nei prossimi giorni si avvia ad una nuova fase importante. In settimana il pm Francesco Pinto interrogherà uno degli indagati a piede libero, l'ex assessore Massimiliano Morettini, coinvolto nell'inchiesta assieme ad un altro ex membro della giunta di Marta Vincenzi, Paolo Striano. Al momento, la vicenda che sembra poter riservare gli sviluppi più importanti, è quella che si snoda sull'asse Liguria Veneto e che riguarda la Serenissima, uno dei colossi della ristorazione collettiva italiana con sede a Vicenza e appalti in tutta la penisola. Giovedì, i finanzieri del nucleo di polizia giudiziaria del tribunale si sono recati all'ospedale San Martino su incarico del pm Pinto. Nell'ufficio dell'economato hanno prelevato una serie di documenti relativi a diverse aziende e a due gare di appalto. Della prima si sapeva già e riguarda l'assegnazione, avvenuta nel 2004, dopo una fase preliminare tortuosa che portò all'esclusione di alcune aziende, della gestione delle cucine - previa ristrutturazione delle stesse che versavano in condizioni precarie - della preparazione di piatti caldi e freddi quotidiani per gli oltre 1.800 pazienti, e infine della gestione della mensa interna per i dipendenti. La Serenissima aveva battuto nella selezione la società Gemeaz. Ma i finanzieri hanno prelevato anche i faldoni relativi ad un altro appalto vinto dalla Serenissima. Quello del 2003 che riguarda la gestione dei due bar, uno all'interno del Monoblocco e l'altro al piano terra del Padiglione B. "All'appalto avevano partecipato anche altre società - spiega Roberta Serena direttore amministrativo del San Martino - e il contratto prevedeva anche al ristrutturazione dei locali. La gestione dei servizi aveva durata di cinque anni ad un canone annuo di 560mila euro, più uno sconto sui prodotti per i dipendenti dell'azienda che poteva oscillare tra il 5 e il 15%. per noi è tutto regolare". "Sì - conferma Gaetano Cosenza, direttore generale, sentito telefonicamente mentre partecipava alla cerimonia per la festa delle Fiamme gialle - la finanza ha preso le carte relative a tutti i partecipanti ma da noi c'è massima tranquillità e trasparenza. Anzi, più ci controllano e meglio è". Gli accertamenti sugli affari della Serenissima a Genova sono partiti dopo le dichiarazioni che ha rilasciato al pm Pinto una manager veneta, che ha lavorato a lungo nel settore della ristorazione e che di sua iniziativa ha deciso di raccontare alcuni retroscena relativi alle gare d'appalto. La donna ha parlato di possibili episodi di corruzione e gli inquirenti vogliono ora verificare con l'analisi di alcune carte la sua attendibilità. Per quanto riguarda invece l'inchiesta principale di Mensopoli, in settimana il pm Pinto e i finanzieri del comando provinciale sentiranno altri testimoni e due degli indagati. Il primo sarà probabilmente Massimiliano Morettini, il cui nome è finito tra gli indagati per alcune sue frasi intercettate al ristorante e al telefono in cui manifestava l'intenzione di aiutare, con informazioni provenienti dal Comune, il gruppo di amici affaristi. Dopo Morettini il magistrato sentirà probabilmente Antonella Calò, dirigente dell'Asl2 di Savona indagata per turbativa d'asta in relazione ad una gara per la quale, secondo l'accusa, l'imprenditore di Vercelli Roberto Alessio aveva pagato delle tangenti.

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Truffe via web, come salvarsi - franca selvatici (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina X - Firenze Truffe via web, come salvarsi La questura: evitate le e-mail che annunciano multe, pacchi o impieghi FRANCA SELVATICI L'ultima trovata dei truffatori telematici è una e-mail che risulta inviata da un Comune (ma non è vero), segnala presunte violazioni del Codice della strada, avverte che è stata elevata contravvenzione (in genere per eccesso di velocità rilevato da un autovelox), e invita l'utente ad aprire gli allegati per prendere visione delle foto, della contestazione, del conteggio dei punti sulla patente e addirittura del modulo per presentare ricorso. Tutti gli allegati sono infetti da un virus che installa sul computer dell'utente un codice dannoso. Mai aprirli. Lo segnala la questura di Firenze, che dopo gli arresti di 18 persone per le truffe informatiche, ha aggiornato il proprio sito, aggiungendo ai suggerimenti per evitare raggiri in casa o per strada i consigli per sfuggire al bombardamento delle frodi telematiche. Fra i suggerimenti vi è quello di non rispondere mai agli sms che segnalano l'invio di un pacco o una proposta di lavoro e invitano l'utente a chiamare una segreteria telefonica che corrisponde ai numeri a tariffa maggiorata 899, 892, 0088, 166. Dilaga il fenomeno delle truffe con dialer, una connessione sul computer che dirotta la linea telefonica su un'utenza a pagamento. Il consiglio è quello di installare un software in grado di impedire l'attivazione del dialer e di aggiornare costantemente gli antivirus. Devastante è la pratica del phishing. Una e-mail - apparentemente inviata da una banca o dalle poste - invita l'utente a collegarsi a un link e a fornire i dati personali per risolvere inesistenti problemi tecnici relativi al suo conto on line. Chi lo ha fatto si è trovato il conto svuotato. Coloro che ricevono bollette telefoniche maggiorate - informa la questura - possono scorporare dall'importo totale il traffico telefonico diretto a numeri 899 e simili e pagare solo la differenza. E' possibile tentare la conciliazione rivolgendosi al Corecom in piazza San Lorenzo 2 a Firenze. E ogni utente può chiedere con raccomandata al suo gestore telefonico il blocco automatico di ogni numerazione in sovrapprezzo. Ieri il patron dell'Arezzo Piero Mancini, che è anche amministratore dell'internet provider Fly Net ed è uno degli arrestati dell'inchiesta fiorentina sulle frodi informatiche, è stato interrogato in carcere, con l'assistenza dell'avvocato Nino D'Avirro, e ha detto di essere stato del tutto all'oscuro della truffa. Magistrati e polizia, per contro, sospettano che i truffatori avessero dei complici anche nel Ministero delle Comunicazioni, che ha rilasciato oltre 140 mila numerazioni 899, e fra il personale dei grandi operatori di rete, come Telecom e Wind, che per legge devono garantire la sicurezza delle comunicazioni. Sia Telecom che Wind, in effetti, hanno denunciato anomalie e frodi, ma alcune intercettazioni fanno presumere che le truffe non siano sempre sgradite. "Mi raccomando col traffico, negli ultimi due giorni si è rismosciato", dice un funzionario a un truffatore. E in un'altra occasione gli chiede "una polmonata di traffico, ché sono disperati".

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Finanza, caccia aperta agli evasori recuperati 400 milioni di tasse (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Bari Identificati circa 5 mila irregolari e 3 mila falsi braccianti. Incrementata la lotta al lavoro nero Finanza, caccia aperta agli evasori recuperati 400 milioni di tasse Cerimonia alla caserma Macchi per celebrare la fondazione del Corpo Oltre un milione di controlli nell'arco di dodici mesi ad opera dei reparti operativi, per accertare truffe da oltre 600 milioni di euro complessivi. Il bilancio delle operazioni della guardia di finanza regionale, diffuso ieri nel corso della cerimonia di celebrazione per il 234esimo anniversario della fondazione del corpo, copre il periodo trascorso dal giugno 2007 a oggi in campi che vanno dal contrasto all'evasione fiscale e all'usura, alla lotta al lavoro sommerso e al contrabbando, fino alla tutela dell'ambiente. Con un aumento del carico di droga sequestrata, "legato, inevitabilmente, all'aumento del consumo": oltre 794 chili di sostanze stupefacenti sono stati intercettati dai militari, coinvolgendo 379 spacciatori di cui poco meno della metà arrestati. Un occhio particolare al lavoro sommerso, piaga che ha portato nell'ultimo anno a scoprire 4mila e settecento persone impiegate in nero, e all'immigrazione clandestina, con 62 arresti per favoreggiamento e sfruttamento. E con alcuni casi eclatanti, come l'operazione contro l'usura denominata "Fenerator", che ha impegnato anche la polizia tributaria e la Dia e ha portato alla scoperta di una banca sommersa, in cui si applicavano a commercianti e piccoli imprenditori tassi di interesse che arrivavano al 442 per cento. La cerimonia, ospitata a Bari nella caserma Giovanni Macchi, sede del comando regionale, è stata anche l'occasione per portare lo sguardo indietro nel tempo. Alla presenza del vicepresidente della Camera Antonio Leone, infatti, hanno ricevuto la medaglia d'oro al valore militare tre uomini della compagnia di pronto impiego di Brindisi, il corpo che ha il triste primato del maggior numero di perdite negli ultimi anni. Sessantadue militari feriti, tutti nella lotta al contrabbando, e tre morti sul lavoro: a uno di loro, il finanziere scelto Antonio Sottile, è andata la medaglia ritirata dalla vedova Danila Fiusco: con lui, sono stati premiati anche i suoi colleghi di reparto che furono speronati nel febbraio 2000 in località Jaddico, nel corso dell'operazione "Primavera". Stavano invece effettuando dei controlli nell'ambito della campagna di verifica sul commercio di ferro e rame, dietro il quale spesso si nasconde la ricettazione, i finanzieri di Trani che negli scorsi giorni hanno scoperto una truffa da milioni di euro. Attraverso due società che esistevano solo sulla carta, una ditta di metalli della città aveva emesso negli ultimi mesi fatture false per 2 milioni di euro. Nove milioni, invece, la somma evasa ai danni dello Stato e della Regione dall'azienda, il cui titolare è stato denunciato dai militari della guardia di finanza, guidati dal capitano Tiziano La Grua. L'uomo, un 42enne campano, emetteva fatture false attraverso le due ditte, a Firenze e a Napoli, con un doppio scopo. Da un lato permetteva ai suoi complici di documentare spese mai effettuate e truffare così il fisco, e dall'altro giustificava con le bolle il possesso del suo materiale ferroso, su cui i militari continueranno a indagare. Fatture e libri contabili, sui quali è stata verificata l'evasione da 4,6 milioni di euro alle imposte dirette e 4,5 all'Irap, sono sotto sequestro e la ditta, con 6 dipendenti, resterà sotto controllo. In totale dallo scorso giugno sono state scoperte evasioni, dirette o indirette, e truffe per oltre 600 milioni di euro, mentre 3mila banconote false e 2mila 300 tonnellate di olio di oliva avariato è il bilancio degli ultimi sequestri. (f. sav.).

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Bocche cucite davanti al gip restano muti i killer di marisa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Bari Barletta Bocche cucite davanti al gip restano muti i killer di Marisa TRANI - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Raimondo Carbone, 29 anni, e suo cugino Giuseppe Gallone, di 32, entrambi di Trinitapoli, accusati di essere i killer di Marisa Scopece, la 23enne uccisa con otto colpi di pistola e poi carbonizzata l'11 settembre del 2007 alla periferia di Barletta. Prima dell'interrogatorio davanti al gip, da parte di Gallone sarebbero volate parole pesanti nei confronti del magistrato titolare dell'inchiesta Teresa Iodice. L'episodio potrebbe essere portato all'attenzione della procura. Secondo quanto disposto dal gip i due arrestati non potranno avere colloqui con i loro legali fino a martedì prossimo. Ad incastrarli, secondo l'accusa, sarebbero state numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. (g.d.b.).

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Mossa di Veltroni: manifestazione in autunno (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-21 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Mossa di Veltroni: manifestazione in autunno "Berlusconi colpisce il ruolo del Colle". Posti in direzione, Parisi litiga con Franceschini Il leader: il buco al Comune di Roma? Non accetto simili giudizi da chi nel 2006 lasciò l'Italia con 30 miliardi di deficit ROMA - L'ex uomo del dialogo completa la svolta antibuonista e chiama gli elettori in piazza. Una "grande civile democratica " manifestazione di protesta come ai tempi dei Girotondi è la contromossa che Walter Veltroni annuncia dal palco di una Assemblea costituente un po' mesta e un po' convulsa, con la sala mezza vuota e Arturo Parisi che si scaglia contro "l'assenza di democrazia " nel partito: "Ci sono 600 delegati su 2800, manca il numero legale!". Fiera di Roma, Veltroni arriva puntuale alle 10, ma le 1200 sedie tardano a riempirsi e al leader tocca aspettare 71 eterni minuti prima di prendere la parola. Nemmeno un saluto del tipo "cari delegati" e il segretario parte a razzo, legge un testo scritto aiutandosi con il gobbo elettronico e attacca: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani". L'illusione del confronto bipartisan è infranta, il tuffo all'indietro è scolpito nelle 37 cartelle con cui il leader smonta la "luna di miele" e - per la prima volta - ammette la sconfitta: "Abbiamo perso le elezioni". Le norme salva-Rete4, la stretta sulle intercettazioni, il lodo Schifani... Tutto sbagliato secondo Veltroni, che teme la "recessione democratica", definisce la lettera al presidente del Senato uno "spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura" e accusa il premier di "colpire il ruolo di garanzia del capo dello Stato". E alle cinque, dopo che l'assemblea si è spaccata sulle regole del gioco interno, Veltroni torna al microfono e salda il conto. "Il buco al Comune di Roma? Non accetto simili giudizi, espressi con la violenza tipica dell'uomo, da parte di chi nel 2006 lasciò all'Italia 30 miliardi di deficit". Di aver dato credito al Cavaliere non si pente, ma è a lui che dà la colpa della rottura. Mantiene la disponibilità al confronto sulle riforme e promette che non si farà "riportare su posizioni ideologiche e di demonizzazione". Opposizione "intransigente contro il ritorno delle eleggi ad personam ", ma niente colpi sotto la cintura. La spallata? Il solo sognarla sarebbe "un'illusione", quel che Veltroni spera è convincere che un'alternativa esiste e si chiama Pd. Certo, la strada è lunga e il segretario ne ha avuto ieri dolorosa conferma. Succede quando Parisi contesta come "inaccettabile" la scelta per quote dei membri della direzione, l'organismo destinato a "soppiantare" la Costituente: 83 per cento a Veltroni, 10 a Rosy Bindi, 7 a Enrico Letta. "Difficile associare al nome del partito l'aggettivo democratico ", geme Parisi. Si mettono ai voti le modifiche statutarie e i parisiani insorgono. Franceschini prova a rintuzzare l'ex ministro ed è bagarre, "non ti permettere di procedere con insinuazioni " gli grida Parisi, Barbi sbotta "la direzione ve la fate voi" e Lerner sventola la tessera urlando "contare, contare! ". Le telecamere virano sul protagonista dello show. "Qui non c'è il numero legale!" strilla Parisi, sale sul palco e affronta di petto Veltroni - il quale sbotta "quando mai nelle assemblee si sono contati i delegati? " - poi si fionda nello studio di Nessuno tv e mette a verbale il resto: "I partiti di oggi sono più abituati a schiacciare che a scacciare, ma a me non mi schiacceranno". Resta da registrare l'affondo di Veltroni contro la "degenerazione delle correnti", la preoccupazione di Rosy Bindi per le poltrone vuote, il dissenso di Follini verso il Pd di piazza, lo sfogo di Fioroni contro un Parisi che "ha dato il peggio di sé". E la replica del segretario: "C'è qualcuno che dice che una cosa fa schifo perché lui non ne fa parte". Alla fine la direzione è approvata a maggioranza semplice e senza Parisi. "Voto legittimo a norma di statuto", certifica Anna Finocchiaro. Monica Guerzoni Costituente All'assemblea Veltroni ha incassato il sì del Pd sull'opposizione dura al governo ( Insidefoto).

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<Sollecito, pressioni sui politici per depistare> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-21 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Delitto di Perugia, familiari indagati "Sollecito, pressioni sui politici per depistare" DAL NOSTRO INVIATO PERUGIA - Volevano far trasferire alcuni poliziotti della squadra mobile di Perugia e cercavano appoggi per influire sul verdetto della Corte di cassazione. Per questo avrebbero contattato anche alcuni uomini politici. Le intercettazioni che svelano questi tentativi di "orientare" le indagini sul delitto di Perugia sono in un fascicolo avviato dopo la trasmissione su Telenorba del filmato che mostrava il cadavere di Meredith. Sotto inchiesta ci sono i familiari di Raffaele Sollecito, accusato dell'omicidio insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede. Il padre, la matrigna, lo zio, la zia e la sorella sono indagati per violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di dati giudiziari da parte di privati. Ad aprile, in vista dell'udienza in Cassazione che dovrà valutare la custodia in carcere, il padre di Sollecito cerca appoggi. "Mi voglio prendere Giulia Bongiorno - dice - perché lei può influire su questa storia a livello politico". Per contattare l'avvocatessa e parlamentare di Alleanza Nazionale si affida alla cognata Sara Achille, esponente locale del partito. è lei a mettere la famiglia in contatto con Domenico Nania che poi avrebbe fatto da tramite. Vanessa Sollecito, la sorella di Raffaele, parla invece con Aniello Formisano dell'Italia dei Valori. Lei è sott'ufficiale dei carabinieri in Puglia e riferisce di un incontro che avrebbe avuto con il parlamentare a Napoli. "Dobbiamo scuoiare la Mobile di Perugia - ripetono al telefono i parenti se riusciamo a toglierci dai piedi il capo della omicidi e quell'altro siamo a posto". Ne parlano anche con Raffaele quando vanno a trovarlo in carcere, cercano di rassicurarlo. E lui, riferendosi alla dottoressa Monica Napoleoni che ha svolto le indagini, afferma: "Se la incontro per strada la metto sotto con la macchina". Alla fine i poliziotti restano al proprio posto, la Cassazione conferma il carcere. I familiari riescono soltanto a far trasmettere da Telenorba il filmato che mostra il cadavere di Meredith, "per mettere in luce l'inefficienza della Scientifica". Ma per farlo chiedono anche soldi in cambio. F. Sar. Imputato Raffaele Sollecito è accusato di aver partecipato all'omicidio di Meredith.

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Quel decreto che non aiuta le donne (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Quel decreto che non aiuta le donne Maria Novella Oppo MARA CARFAGNA, sforzandosi in maniera commovente di fare la faccia da ministro, ha annunciato ai tg il disegno di legge sul reato di stalking, che in italiano significa molestie. E ha anche promesso che, per questo tipo di reato, le intercettazioni saranno consentite. Ma ha tralasciato di informarci (doveva farlo il tg!) del fatto che lo stesso reato poteva essere introdotto molto più efficacemente all'interno del decreto-sicurezza, come proponevano le opposizioni. È chiaro che, aiutare le donne e alleviare le loro sofferenze, per il governo non è un'urgenza. Tanto è vero che, perfino per lo stupro (proprio ieri definito dall'Onu uno dei delitti più orrendi), i processi saranno sospesi per effetto del decreto salva Silvio. E saranno pure sospesi i processi per le violenze in famiglia, che, come noto, sono la grandissima parte delle violenze inflitte alle donne, ma non costituiscono allarme o pericolo per Berlusconi. Cosicché quelli che hanno sete di giustizia, dovranno attendere che Berlusconi riesca a sfuggire alla giustizia. FRONTE DEL VIDEO.

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Segue da pagina 17 Il risultato elettorale, peraltro, ci consegna un quadro politico che ha reso (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del segue da pagina 17 Il risultato elettorale, peraltro, ci consegna un quadro politico che ha reso questa ambiziosissima impresa l'unica realistica. Per un verso, infatti, la crisi dell'Unione ha chiuso, io penso in modo definitivo, la fase delle alleanze eterogenee, messe insieme per vincere più che per governare. Per altro verso, la sfida che abbiamo lanciato al centrodestra con la nostra scelta di correre liberi, ha costretto i nostri avversari a rilanciare: dando vita al Popolo della libertà, peraltro almeno fino ad oggi un soggetto elettorale più che un vero partito. Come dimostra il fatto che Alleanza nazionale non si è sciolta e non è chiaro se abbia intenzione di farlo. Anche per questo, molte sono le ragioni di ritenere che la vittoria del Pdl e della Lega il 13 e 14 aprile non abbia aperto un ciclo di lunga durata e di ampio respiro, ma segni piuttosto il tempo supplementare di una stagione ormai conclusa, quella delle alleanze costruite per vincere e che poi non riescono a governare. Sarebbe tuttavia un errore se noi facessimo nostra la categoria della "spallata": l'illusione che ci si possa liberare rapidamente di un governo che gode di una larga base parlamentare, oltre che, almeno al momento, di un largo consenso nella società. Noi abbiamo scelto un'altra strada, coerente con le cose nuove che abbiamo detto e fatto in campagna elettorale, coerente con la natura innovativa e innovatrice del Partito democratico. Noi vogliamo, insieme ad altri, conquistare le menti e i cuori della maggioranza degli italiani, perché vogliamo aprire un ciclo politico nuovo, non solo contendere alla destra le spoglie di una stagione ormai finita. Per conquistare le menti e i cuori della maggioranza degli italiani è necessario che noi per primi ci lasciamo conquistare da loro. Dobbiamo ascoltare di più il Paese e smettere di giudicarlo, se vogliamo contendere credibilmente al Pdl la funzione di "Country Party", "Partito del Paese", per usare un'espressione cara a Nino Andreatta. Smettiamola, ad esempio, di dire che l'Italia è un Paese di destra. Non esistono paesi di destra e paesi di sinistra. Esistono, paese per paese, destre e sinistre più o meno capaci di leggere, interpretare e rappresentare i cambiamenti che interessano le società in cui vivono. E se noi oggi siamo minoranza nel Paese è perché in questi anni l'Italia è cambiata, sul piano della struttura materiale come su quello della cultura collettiva, e noi non abbiamo ancora elaborato i linguaggi e le forme di una politica che sia in grado di dare risposte alle domande nuove che pone una società diversa da quella del secolo scorso. Per fare solo un esempio, sono decenni che parliamo di fine del modello fordista. Ma nella nostra testa abbiamo ancora la catena di montaggio e il conflitto industriale attorno alla grande fabbrica. E invece, l'Italia vive e cresce, nonostante tutto, grazie al capitalismo molecolare, alla famiglia-impresa, alle migliaia di nuove medie imprese dinamiche e vocate all'export che condensano attorno a sé decine di migliaia di microimprese e tutte insieme si muovono come sciami tra i mille fiori e le mille spine del mercato globale. In campagna elettorale abbiamo cominciato a parlare a questa locomotiva d'Italia, che per anni, troppe volte, abbiamo liquidato come sintomo di arretratezza, quando non come brodo di coltura del sommerso, del nero, dell'evasione fiscale. E lo abbiamo fatto in condizioni particolarmente difficili, con i rifiuti di Napoli e la vicenda Alitalia a dire delle fragilità del Paese e del suo sistema decisionale. Non ci hanno votato in misura sufficiente. Ma ci hanno ascoltato, per la prima volta da tanto tempo ci sono stati a sentire. Ora si aspettano da noi coerenza: si aspettano che impostiamo il nostro lavoro di opposizione con la stessa cultura innovativa che ci eravamo impegnati a portare nell'azione di governo. Chiediamocelo apertamente, abbiamo avuto ragione o no, dal discorso del Lingotto in avanti, a parlare di democrazia che decide; di ambientalismo "del fare" contro ogni sindrome "nimby"; di un patto tra i produttori, lavoratori autonomi e dipendenti; di un nuovo patto tra le generazioni per garantire ai giovani precari quei diritti che i loro padri hanno visto riconosciuti? E abbiamo fatto bene a parlare dei problemi veri degli italiani, a organizzare una conferenza operaia, ad avanzare proposte concrete per le casalinghe e per la difesa nel tempo del potere d'acquisto delle pensioni? Abbiamo fatto bene a dare il segno di un partito che recupera la voglia di "farsi popolo"? Sono convinto che la risposta non possa che essere affermativa. È grazie a quella innovazione se, man mano che le contraddizioni della maggioranza e del governo verranno alla luce, anche chi non ci ha votato potrà avere un'alternativa al ritrarsi sotto la tenda della delusione e dell'anti-politica: l'alternativa di un Partito Democratico che non è il prolungamento sotto altre forme della storia delle sinistre del Novecento italiano, ma è una forza davvero innovativa, innanzi tutto sul piano culturale. Innovando il sistema politico italiano, il Partito Democratico potrà anche contribuire, ad esempio, al rinnovamento delle relazioni tra la politica e le organizzazioni sociali e di rappresentanza degli interessi, sulla base del valore dell'autonomia. L'autonomia delle organizzazioni sociali dalla politica, contro ogni collateralismo, è per noi un valore fondamentale. Ed è la via maestra per favorire una riorganizzazione del panorama associativo nel campo economico e sociale, che è una necessità per il Paese non meno urgente della semplificazione dello schieramento politico. Per questo noi guardiamo con grande interesse al nuovo clima che si è andato instaurando nell'ultimo anno tra le organizzazioni sindacali confederali: un clima maturato nella comune battaglia referendaria a sostegno dell'accordo sul welfare e che più di recente ha prodotto lo storico accordo tra Cgil, Cisl e Uil sulla riforma della contrattazione e della rappresentanza. Allo stesso modo, guardiamo con interesse ai processi unitari nel campo imprenditoriale: con l'importante e intelligente tentativo di Confartigianato, Cna e Casa, insieme a Confcommercio e Confesercenti, di dar vita ad una grande organizzazione della piccola impresa, che dia finalmente voce e rappresentanza adeguata a quella che è ormai per riconoscimento unanime la struttura portante dell'economia italiana; e con i processi di avvicinamento, di collaborazione, di integrazione tra le centrali cooperative. Ci aspetta un lavoro di lungo respiro. Davanti a noi non c'è una pista dei cento metri e il nostro problema non è dimostrare straordinarie capacità di scatto. Davanti a noi c'è una gara di fondo e quel che dobbiamo dimostrare di avere è lucidità e polmoni grandi. Anche perché se continueranno a governare come hanno cominciato a fare in questo primo mese, tra Alitalia, decreto su Retequattro, uscite della Lega sull'Europa, intercettazioni e Lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo più vicino di quanto non ci aspettiamo. Per questo abbiamo bisogno di organizzarci, di lavorare senza risparmio alla costruzione di un partito grande e forte, con radici profonde nella società italiana. In questi otto mesi abbiamo fatto un lavoro immane: abbiamo mobilitato quasi tre milioni e mezzo di cittadini elettori alle primarie del 14 ottobre; abbiamo insediato questa assemblea costituente e messo a lavorare tre commissioni per scrivere statuto, codice etico e manifesto dei valori; nel frattempo abbiamo dato al partito una linea politica innovativa e abbiamo dovuto affrontare la crisi del governo Prodi, il tentativo di salvare la legislatura e di dar vita ad un governo per le riforme; poi la redazione di un programma finalmente riformista, la selezione delle candidature e la campagna elettorale, con il viaggio nelle province italiane che ha prodotto una splendida mobilitazione di tutto il nostro popolo; infine, dopo le elezioni, la costituzione dei gruppi parlamentari e del governo-ombra, con i quali abbiamo cominciato ad impostare il lavoro di opposizione. E fatemi dire: in questi mesi abbiamo anche compiuto passi giganteschi verso quel traguardo che tutti abbiamo a cuore: il 50 per cento di rappresentanza femminile a tutti i livelli delle istituzioni e dei gruppi dirigenti del nostro partito. Ora è il momento che ci occupiamo di noi, del partito. Noi non abbiamo mai parlato di partito "liquido", perché vogliamo un partito presente in tutti gli 8 mila comuni italiani e in tutti i quartieri e le borgate delle città, un partito che si possa incontrare nei luoghi di lavoro e di studio, che si veda al mercato, in piazza, per strada. Non un partito elitario, quindi, ma neppure un partito bolso, ridotto ad un elenco di iscritti e di tessere che esistono solo sulla carta, magari da qualche parte più numerosi dei voti che poi si prendono. Per radicarsi in un territorio, in una comunità non basta aprire una sede. Radicamento significa vicinanza, prossimità, condivisione rispetto ai problemi reali delle persone. Perché le persone parteciperanno alla nostra vita democratica, tanto più quanto più avvertiranno che il Partito democratico si sente a sua volta partecipe delle loro speranze e delle loro angosce. "A voi non interessa niente di me, dei miei problemi": quante volte, volantinando davanti ai mercati o mescolandoci alla gente che passa davanti a qualche nostro banchetto, abbiamo sentito giovani precari, pensionati, lavoratori pronunciare parole terribili come queste. Sono le parole di chi ha perso non solo la speranza che la politica possa fare qualcosa per lui o per lei, ma addirittura che la politica voglia farlo. E allora radicamento significa fargli o farle sentire fisicamente e vitalmente che non è così. Che il suo problema, insieme a quello di tanti altri, è il nostro principale problema, molto di più della composizione di questo o quell'organismo e della prossima nomina o la prossima candidatura. Allo stesso modo e inestricabilmente, radicamento può e deve essere, non solo condivisione, ma se necessario anche alterità, differenza, proposta visibile e percepibile di una vera, netta, intransigente alternativa: ci si radica, al Nord come al Sud, anche contrastando con coraggio opinioni e atteggiamenti inaccettabili, promuovendo la cultura della legalità o favorendo il superamento dei pregiudizi nei confronti degli immigrati. Radicamento e innovazione non sono quindi termini da contrapporre, ma da coniugare, come del resto risulta chiaro dalla lettera e dallo spirito dello Statuto approvato all'unanimità dall'Assemblea costituente. Il nostro è, deve essere, un partito aperto, tutt'altro che privo di corpo e spina dorsale. Radicamento e innovazione andranno realizzati secondo modalità diverse nei diversi contesti regionali e territoriali. È per questo che abbiamo dato vita ad un partito federale. Un partito che ha eletto lo stesso giorno una assemblea costituente e un segretario nazionale e venti assemblee e segretari regionali. Noi dobbiamo nutrire l'ambizione di fare del Partito Democratico un fermento culturale per il rinnovamento morale e civile della Nazione. Una istituzione della società civile, uno strumento di incontro, di discussione politica, di formazione all'impegno civico, di democrazia deliberativa, a disposizione non solo di una ristretta cerchia di militanti, ma di tutte le persone interessate. A cominciare dai giovani: ai quali, in modo particolare, dobbiamo saper proporre innanzi tutto percorsi di formazione: alla cittadinanza, all'impegno sociale e politico, all'assunzione di responsabilità istituzionali. Abbiamo escluso che il compito di formare la classe dirigente per i prossimi decenni possa essere affidato a tradizionali scuole di partito, riflesso delle gerarchie interne e di un impianto dottrinario codificato. Ci avvarremo piuttosto dell'apporto dei numerosi think tank che già esistono, di Fondazioni consolidate e autorevoli come "Italianieuropei", o di più recente costituzione come la "Fondazione Scuola di Politica"; di centri studi e strutture di ricerca come l'Arel, il Nens, LibertàEguale, Glocus, o Astrid, che siano strumento di comprensione e di relazione con mondi diversi, della cultura e della società civile, del nostro Paese e internazionali. Realizzeremo anche una "Summer school" del partito: quest'anno a Cortona dall'11 al 14 settembre, sul tema del rapporto tra globalizzazione e riscoperta del territorio. Vorremmo farne un appuntamento da ripetere ogni anno, alla ripresa dell'attività politica dopo la pausa estiva: una sorta di Festival della cultura politica democratica, che possa servire non solo a chi vi parteciperà direttamente, ma anche a stabilire contatti e a far circolare idee per poi moltiplicare iniziative di formazione e riflessione in sede locale. Investire nella formazione è essenziale per un partito come il nostro: ci serve per colmare i nostri deficit di comprensione del Paese e delle sue diverse aree territoriali, per creare un linguaggio e visioni condivise sulla storia repubblicana e sul futuro dell'Italia, per attenuare le disparità regionali nelle esperienze concrete e nei modi di far politica. Ma ci serve anche per far maturare nelle giovani generazioni un senso alto dell'impegno politico e della sua moralità. Un modo, uno stile di fare politica, che non si esaurisce in una condotta irreprensibile nell'uso delle risorse pubbliche e nell'esercizio delle prerogative istituzionali, ma deve qualificarsi per la sua competenza, la sua attitudine allo studio e la sua capacità di analisi, contro il vizio della superficialità e del pressappochismo, per la sua disponibilità all'ascolto e al rendiconto, contro il vizio dell'arroganza. Non si tratta di moralismo, ma della consapevolezza che non si può far riamare la politica, in particolare ai più giovani, se non rimettendo in campo abitudini virtuose nell'esercitarla concretamente. Così come non si può liberare la società dalla presa di clientelismi e corruttele, fino alla dipendenza dai circuiti malavitosi, senza la moltiplicazione e la diffusione di energie sane, di forze virtuose lungo il delicato crinale del rapporto tra società e politica. A luglio partirà la campagna del tesseramento, che dovrà essere una grande occasione per radicare il partito. I nostri circoli dovranno diventare la frontiera dell'innovazione civile e democratica del Paese. Luoghi nei quali la gente si incontra, ragiona di politica, acquista consapevolezza della complessità, matura una visione non più solitaria, rassegnata, talora disperata del suo problema, della sua angoscia, della sua rabbia, trasforma questi sentimenti in energia positiva di trasformazione sociale, fino a riconquistare la voglia di partecipare, decidere, contare nelle scelte che riguardano il destino della comunità umana di cui si è parte. Per questo, completare la fase di costituzione dei circoli è una priorità assoluta del partito e un dovere primario di tutte le nostre strutture regionali e territoriali. È necessario e urgente consentire a tutti i cittadini che guardano a noi con interesse e con disponibilità all'impegno, poter contare su sedi e luoghi ove incontrare il Partito democratico. Non può e non deve succedere che l'unica via d'ingresso nel PD finisca per essere, sul territorio, la struttura periferica di una organizzazione più o meno correntizia. Siamo un grande partito, aperto e plurale. Un partito che raccoglie attorno a sé un terzo e noi speriamo presto di più di un terzo della società italiana. Dobbiamo quindi imparare a considerare una ricchezza l'inevitabile articolazione interna, farne una risorsa per il partito, sul piano delle idee, delle proposte, delle risorse umane. E perché ciò accada, è importante promuovere la mescolanza tra le culture, le ispirazioni, le provenienze. È importante che le aggregazioni culturali e politiche non riproducano i confini delle vecchie appartenenze di partito, o peggio ancora delle vecchie correnti dei vecchi partiti, ma si ritrovino sulla base di sensibilità e orientamenti politici e programmatici che attraversino i vecchi confini. Ci vorrà del tempo, ma ogni giorno che passa fa sì che venga maturando una identità unitaria. E comunque questo è il mio sforzo. In ogni caso, quel che non può accadere è che proliferino le correnti personali, mentre il partito deperisce fino al punto di trasformarsi in una confederazione di potentati nazionali con le loro estese ramificazioni locali, che finirebbero col demotivare chi avesse semplicemente l'obiettivo di non partecipare ad altro se non al PD. Non esistono regole per impedire questa degenerazione. Esiste solo la nostra volontà collettiva, il nostro impegno comune. L'anno prossimo ci attendono due appuntamenti di grande rilievo: le elezioni europee, in un momento assai delicato della vita e per le prospettive dell'Unione, e un importante turno di amministrative. Abbiamo una grandissima responsabilità. Verso quei dodici milioni di donne e di uomini che ci hanno dato fiducia e che non possiamo deludere. Verso tutti gli italiani, che hanno il diritto di avere soluzioni all'altezza, in grado di rispondere davvero alle loro paure, alle loro domande di rassicurazione, di cambiamento e di nuove opportunità. Nelle mie parole di questa mattina avete ritrovato, io credo, il senso e l'ispirazione che ci ha guidato a partire dal discorso del Lingotto. E il tono di una campagna elettorale che per quanto mi riguarda io ricorderò sempre per la passione e la speranza che ho incontrato in ogni tappa di quel meraviglioso viaggio in tutte le province italiane. Ora la sfida del Partito Democratico è chiara ed è lì, davanti a noi. È una sfida di innovazione e di radicamento. Continuare a innovare noi stessi, i nostri programmi e la politica italiana. Radicare le nostre idee e il nostro modo di essere nella vita concreta degli italiani. Questa è la sfida del PD. Ed è la mia sfida personale. Ora dobbiamo impiegare gli anni che abbiamo davanti a noi per fare quel che in Europa e nel mondo sanno fare le grandi forze riformiste e democratiche: essere preparati e solidali tra di noi, lavorare duramente e stringerci attorno a idee e programmi, e creare così le condizioni della nostra vittoria. Le condizioni che ci faranno passare dall'opposizione alla guida del Paese. Con la nascita del Partito Democratico il nostro viaggio è giunto al suo approdo definitivo. Una storia intera si è compiuta, ha trovato il suo esito aperto al futuro. È la storia cominciata più di un secolo fa, quando i "dannati della terra" cercarono nella solidarietà la risposta ai loro bisogni e alla loro volontà di emancipazione. È la storia dei braccianti che smettevano di stare con il cappello in mano di fronte al padrone e si battevano per la terra, dei contadini che fondavano le casse rurali e si difendevano dal bisogno con la solidarietà. La storia degli operai che alle rivendicazioni salariali imparavano ad unire le richieste di più diritti, più libertà, più riconoscimento della dignità del loro lavoro. La storia di chi in silenzio si oppose al fascismo, di dodici professori che preferirono dire di no al giuramento imposto dal regime, dei ragazzi che cambiarono la loro vita e quella dell'Italia scegliendo la Resistenza, dei sacerdoti che aprirono le canoniche per nasconderli e proteggerli. La storia di coloro che entrarono nell'Assemblea Costituente pensando solo a ricostruire il Paese e scrissero la nostra Costituzione. La storia delle donne e degli uomini che hanno animato le battaglie per i diritti civili e hanno reso migliore la società italiana. Quella di chi si è speso e ha perso anche la vita per difendere la nostra democrazia contro il terrorismo e quella degli imprenditori che si sono opposti al racket della mafia. È la storia alla quale tutti noi sentiamo di appartenere. Fino a ieri chi ha attraversato questa storia lo ha fatto nella divisione e nella separatezza. Oggi per la prima volta siamo uniti nella stessa casa politica, nello stesso partito. Abbiamo fatto un grande miracolo collettivo. Lo hanno fatto l'intelligenza e la generosità di tanti. Adesso siamo una delle più grandi forze europee del centrosinistra. In un Paese che maturerà, presto, la consapevolezza di come la paura generi paura se non egoismo e violenza nelle relazioni sociali e nei rapporti individuali. Presto il Paese sentirà il bisogno e avvertirà il senso della parola speranza e della parola cambiamento. Nulla succederà automaticamente. Ci vorrà il coraggio di resistere, oggi che l'onda conservatrice in tutta Europa sembra soverchiante. Ci vorrà il coraggio di tenere la rotta, di non tornare nei porti dai quali si era partiti per ritrovarsi smarriti e senza futuro. Il coraggio di non spaventarsi, di non pensare che tutto sia sempre scritto sull'acqua e che si debba sempre ricominciare da capo. Il coraggio di sapere che abbiamo ancora un grande lavoro da fare, che dobbiamo sentirci non "ex" di qualcosa ma fieri di una identità nuova. Il coraggio e l'umiltà di riconoscere che proprio perché questo straordinario cammino si è compiuto, ora più che sulle forme, è finalmente sulle proposte e sulle pratiche che dobbiamo dispiegare la nostra capacità di innovazione. Oggi abbiamo lo strumento, abbiamo cominciato ad avere idee e linguaggi. Ma dobbiamo fare un bagno di umiltà, immergerci nella società, recuperare il gusto della condivisione della vita reale delle persone. "Farci popolo", come una grande forza riformista deve saper fare. Non una élite di professionisti della politica, ma una comunità immersa nelle tensioni, nelle ansie, nelle speranze della società di cui è parte. Se sarà così sarà il Partito Democratico. Altrimenti non sarà. Ma sarà così.

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Le email svelano la grande truffa (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-21 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Manette a Wall Street Si allarga l'indagine dell'Fbi, continuano i fermi. Inchiesta su 19 big della finanza Usa Le email svelano la grande truffa Ai clienti: "State tranquilli". Negli scambi interni: "Ho paura. Mi sa che siamo fritti" DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - "Questo mercato mi mette paura, mi sa che siamo fritti". "Che tu ci creda o no, anche in queste condizioni sono riuscito a convincere qualche cliente a mettere più soldi nel nostro fondo". "Io penso che dovremmo chiuderlo adesso ". Questo scambio di battute è alla base dell'incriminazione dei due "fund manager " di Bear Stearns arrestati (e poi rilasciati su cauzione) due giorni fa con l'accusa di aver mentito agli investitori loro clienti. Non sono frasi ricavate da un'intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici - email e "instant messages" - scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime. L'arresto di Ralph Cioffi e Mattehew Tannin è probabilmente solo il primo episodio di un'offensiva giudiziaria che, dopo aver colpito soprattutto operatori del mercato immobiliare, periti e le società che hanno concesso mutui (i 60 arresti per 144 frodi di cui hanno dato notizia l'altro giorno i procuratori federali a Washington), è destinata a espandersi proprio a Wall Street e dintorni, nel cuore del mercato finanziario. L'Fbi ha, infatti, reso noto che sta esaminando in profondità il comportamento di 19 delle maggiori istituzioni finanziarie del Paese. E, vista la grande difficoltà di entrare nel merito delle scelte professionali degli operatori, di provare la loro imperizia nella gestione del denaro degli investitori, si finisce per intervenire cercando di dimostrare che i risparmiatori sono stati presi per il naso. Per farlo di mettono a confronto le frasi di ogni tipo - c'è di tutto, dalle espressioni scanzonate alle confessioni angosciate - scritte nelle mail e, ancor più, nei messaggi istantanei con le assicurazioni che, negli stessi giorni, venivano fornite ai clienti. Le parole sussiegose, gli inviti alla fiducia registrati nelle "conference call" contro testi scritti, inesorabilmente registrati dalla memoria universale del web, che riflettono stati d'animo momentanei, sfoghi improvvisi, il linguaggio colloquiale, e notoriamente colorito, dei trader. Non è la prima volta che le email sono cruciali per un provvedimento giudiziario. E' successo nel caso Enron, mentre qualche anno fa Henry Blodget, celebre analista di Merrill Lynch, patteggiò, pagando una multa salatissima e abbandonando l'attività finanziaria per evitare di essere processato dall'allora capo della procura di New York, Eliot Spitzer, che lo aveva accusato di essere, nella sua attività finanziaria, in conflitto d'interessi. Ai risparmiatori Blodget raccontava meraviglie di alcune "start up" tecnologiche come Info.Space, Pets.com e eToys, ma poi, in privato, usava espressioni come "ho smaltito un po' di spazzatura" o "gli ho rifilato m…". E Sanford Weill, mitico capo del gruppo Citibank, lasciò l'istituto e rinunciò a candidarsi ad alcuni incarichi pubblici anche per l'imbarazzo derivante da uno scambio di email col superanalista Jack Grubman che, mentre proponeva ai clienti della banca di investire in certe società, scriveva a Weill che coloro che governavano quelle stesse imprese erano dei gran maiali. Non sempre, comunque, il messaggio elettronico basta a incastrate un imputato: Frank Quattrone, banchiere specializzato in investimenti tecnologici, è stato processato per il reato di ostruzione alla giustizia a causa di una mail nella quale invitava i suoi colleghi a ripulire i loro "file", facendo sparire tutto ciò che poteva essere imbarazzante o compromettente. La battaglia legale è stata lunga, ma alla fine Quattrone è stato assolto. Stavoltà, però, negli Usa il clima è diverso. Intanto perché la disinvoltura di molti operatori finanziari ha innescato una crisi di dimensioni impressionanti che sta avendo un impatto pesante sul piano economico e anche a livello sociale. E poi perché i clienti di Bear Stearns ai quali Cioffi e Tannin vendevano titoli che già sapevano essere carta straccia non erano solo anziani e danarosi pensionati, ma anche grandi banche come la britannica Barclays e perfino "hedge fund". L'industria della finanza più rischiosa, quella spesso sospettata di rifilare "bidoni", è stata, insomma, a sua volta "bidonata". Banche e fondi non l'hanno presa bene. Delle vecchie complicità tipo "cane non morde cane " non c'è più traccia: le banche raggirate dai due "fund manager " sono in prima fila nel procedimento d'accusa. Lo scambio di mail della notte del 22 aprile 2007 può segnare, negli Stati Uniti, l'inizio di una nuova stagione nei rapporti tra finanza e giustizia. Matthew Tannin, un operatore finanziario laureato in giurisprudenza descritto dai suoi colleghi come un uomo tormentato, da tempo preoccupato per la china nella quale sta sprofondando la Bear Stearns, confessa i suoi timori al suo collega "anziano", Ralph Cioffi. Il rude "broker" italoamericano lo incontra nel fine settimana per rassicurarlo: la situazione è difficile, ma ce la faremo, stanno per arrivare nuovi soci. Tannin si convince e si rimette al lavoro. Qualche settimana dopo il loro fondo fa naufragio: gli investitori perdono tutto. Ancora qualche mese e ad affondare sarà l'intera Bear Stearns. Massimo Gaggi Su Corriere.it guarda il video della retata dell'Fbi a Wall Street e dell'arresto dei manager di Bear Stearns Nel computer A sinistra, un'immagine degli arresti di Matthew Tannin, ex top manager di Bear Stearns, fermato giovedì con Ralph Cioffi. Rischiano tra i 20 e i 40 anni di carcere. A destra, il simbolo di Enron, emblema di tutti gli scandali finanziari.

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Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-21 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Venti di guerra Oltre 100 caccia hanno condotto una missione di 1.500 chilometri Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta ElBaradei dell'Aiea: "La regione diventerebbe una palla di fuoco" Il presidente Ahmadinejad promette ritorsioni pesanti, l'ayatollah Khatami minaccia conseguenze "terribili" WASHINGTON - Nome in codice "Glorious Spartan 08". Teatro operativo: il tratto di mare a sud est dell'isola di Creta. E' in questo splendido angolo di Mediterraneo che l'aviazione israeliana ha simulato - dal 28 maggio al 18 giugno - l'attacco all'Iran. Oltre cento caccia F16 e F15, con l'ausilio di aerei per il rifornimento in volo, hanno condotto una missione di 1500 chilometri, la stessa distanza che divide lo Stato ebraico dall'impianto nucleare di Natanz. I jet hanno sganciato bombe, condotto raid contro i radar, attuato manovre evasive. In loro supporto velivoli per la guerra elettronica ed elicotteri che trasportavano i commandos dell'unità speciale 5101, conosciuta come Shaldag, e gli incursori della Sayeret. Una delle simulazioni prevedeva infatti il recupero di piloti abbattuti in "territorio ostile". Al loro fianco i greci, che hanno offerto l'ospitalità dei poligoni e provato interventi coordinati. Gli israeliani, di solito estremamente riservati su quello che combinano, hanno passato al New York Times le informazioni su "Spartan 08" accostando le manovre ad un possibile blitz contro l'Iran. E hanno spiegato, con l'abituale pragmatismo, quali fossero gli obiettivi. Il primo - tecnico - era quello di esercitarsi in un raid a lungo raggio. Le forze aeree israeliane sono abituate ad azioni di questo tipo. Hanno organizzato il raid di Entebbe andando a liberare ostaggi in Uganda e distrutto il reattore iracheno di Osirak. Ma proprio il ricorso "al lungo braccio" ha spinto gli avversari di Israele a dotarsi di contromisure e dunque una eventuale incursione in territorio iraniano può rivelarsi insidiosa. Il secondo obiettivo era ribadire agli Stati Uniti e ai governi occidentali che l'opzione militare non è poi così lontana. Se i ripetuti tentativi negoziali falliranno, non resterà che la forza. Le fughe di notizie, i "piani" rivelati dai giornali, gli scenari dei think thank fanno parte di una accurata regia per preparare le opinioni pubbliche. E la stessa interpretazione va data alle previsioni nere di politici come il tedesco Josckha Fischer e del più coinvolto ex premier israeliano (di origini iraniane) Shaul Mofaz. Il punto non è più "se" ma piuttosto "quando" ci sarà l'assalto. Preoccupato per questi sviluppi, Mohammed ElBaradei, il direttore dell'Aiea, l'ente per l'energia atomica dell'Onu, ha detto ieri sera che si dimetterà nel caso di un attacco contro l'Iran: "Secondo me, è la peggiore opzione possibile. Traformerebbe la regione in una palla di fuoco... Se l'Iran non sta già costruendo armi nucleari, lancerà un corso accelerato con la benedizione di tutti gli iraniani". Agitando le sciabole gli israeliani hanno anche voluto accentuare le inquietudini degli ayatollah, ormai da tempo sotto una forte pressione psicologica e diplomatica. Ogni giorno Teheran dovrà chiedersi se la formazione di jet in avvicinamento sono l'ennesima simulazione o il colpo di maglio. Gli iraniani sono convinti che ai loro confini si sta preparando qualcosa. E reagiscono a parole e con i fatti. Il presidente Ahmadinejad promette ritorsioni pesanti, l'ayatollah Ahmad Khatami minaccia conseguenze "terribili ". L'aviazione è in costante allerta e nelle ultime settimane i vecchi caccia F4, eredità dello Scià, si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo Stato Maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar. Una necessità emersa dopo il raid compiuto da Israele in Siria il 6 settembre. Il blitz - che per alcuni esperti ha rappresentato un'ulteriore prova di attacco- ha dimostrato che i radar russi sono stati "accecati" con sistemi da guerra elettronica. L'intelligence khomeinista ha anche monitorato con attenzione le attività dell'Us Air Force. Nell'agosto di un anno fa, una formazione di F16 statunitensi ha condotto una misteriosa missione d'addestramento - durata 11 ore - dall'Iraq all'Afghanistan. Per l'analista William Arkyn "c'entra l'Iran". E se il cielo promette tempesta, sul terreno la situazione non è serena. Minoranze etniche e oppositori interni sembrano spinti da nuova linfa e forse nuovi aiuti. I separatisti curdi sono passati all'attacco anche al di fuori della loro regione. I beluci del gruppo Jundallah continuano ad attaccare i pasdaran. Si sono mossi anche gruppi inediti: il Movimento jihadista della Sunna e i "Soldati dell'Assemblea del Regno" (nazionalisti). Entrambi hanno rivendicato la strage nella moschea di Shiraz. Negli ambienti della diaspora non si esclude che le tattiche "mordi e fuggi" di questi nuclei siano legate a un ordine segreto firmato da George Bush alla fine di gennaio con il quale si autorizzano "attività clandestine" per destabilizzare l'Iran. Uno spettatore interessato, la Russia, ha fatto sentire la sua voce. Il ministro degli Esteri Lavrov ha lanciato ieri una severa messa in guardia. Non sarebbe strano se i russi avessero seguito da vicino le manovre a Creta: come ai tempi della Guerra fredda, la Marina ha rimandato in Mediterraneo le sue navi spia. A volte innocui pescherecci, irti di antenne, più interessati ai segreti che ai pesci. Guido Olimpio.

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Quei comunisti dell'Fbi (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Quei comunisti dell'Fbi Marco Travaglio Segue dalla Prima I due protagonisti dello scandalo, Mattew Tannin e Ralph Cioffi, sono stati trascinati per strada in manette davanti alle telecamere e ai flash, perché tutto il mondo vedesse cosa rischia chi commette reati finanziari, mettendo a repentaglio il sistema capitalistico. Un trattamento che i due non avrebbero subito nemmeno se avessero ammazzato le rispettive consorti. Fortuna che la cosa non è avvenuta in Italia (dove peraltro non potrebbe avvenire, visto che si stanno abolendo le intercettazioni per i reati finanziari e, per chi è già stato preso, si rinviano per legge i processi, a cominciare dal caso Cirio, per rallentarli un altro po'). Altrimenti avremmo giornali e tv intasati dai commenti sdegnati dei principali supporter del sistema americano, cioè i Panebianco, gli Ostellino, i Platinette Barbuti, i Teodori, i Galli della Loggia e i Polli del Balcone, tutti urlanti contro le manette facili, la gogna pubblica, il circuito mediatico giudiziario, gli abusi della custodia cautelare, la giustizia spettacolo, il protagonismo delle toghe, il nuovo caso Tortora, i danni all'economia e all'immagine del Paese. I reati contestati nella retata di quei comunisti dell'Fbi, che ricorda quella immortalata nel film Wall Street con Michael Douglas, sono la frode e l'insider trading: gli stessi che in Italia non si potranno più scoprire con le intercettazioni perché considerati "minori" e di scarso "allarme sociale". In America chi commette quei reati viene intercettato dall'Fbi e dalla Sec (l'autorità di borsa), finisce dentro e buttano la chiave. In Italia finisce in Parlamento, ultimo arrivato Ciarrapico. Se poi ha la fortuna di diventare presidente del Consiglio, scrive una lettera al suo riporto personale, il noto Schifani detto Lodo, e invoca una legge per autoimmunizzarsi dai processi. Dopodichè sguinzaglia i suoi giannizzeri a spiegare che lo fa per noi e per la Giustizia. Uno dei più solerti e prolifici è l'Insetto, al secolo Bruno Vespa, che non potendo più infestare Rai1 per la chiusura estiva di Porta a Porta, scrive tre articoli uguali in un giorno su tre giornali diversi in difesa del suo amico ed editore. Che, incidentalmente, è anche il presidente del Consiglio. Ieri su Panorama, Quotidiano Nazionale e Mattino comparivano tre editoriali dell'Insetto uno e trino, scritti col copia-incolla. Non bastando i tre onorevoli avvocati Ghedini, Pecorella e Longo, Vespa s'è voluto gentilmente associare al collegio di difesa berlusconiano al processo Mills. Le sue tesi sono avvincenti. 1) "Ci suona strano che un imprenditore straricco abbia bisogno di corrompere un proprio avvocato quando ce l'ha a libro paga". Forse Vespa non sa che, quando Mills ricevette 600 mila dollari dalla Fininvest tramite il manager berlusconiano Carlo Bernasconi, non era più a libro paga della Fininvest, dunque non riceveva più parcelle. Inoltre, a dire che quei soldi non erano parcelle, ma un regalo in cambio delle sue false testimonianze ai processi milanesi sulle tangenti alla Guardia di Finanza e sui fondi neri di All Iberian, non è stata una toga rossa: è stato lo stesso Mills in una lettera super-riservata del 2 febbraio 2004 al suo commercialista Bob Drennan (che però - come si usa in Inghilterra - l'ha denunciato al fisco, che ha aperto un procedimento, passando poi tutte le carte ai pm di Milano): "Nella mia testimonianza - scrive Mills, ignaro del fatto che sarebbe stato presto chiamato a risponderne - non ho mentito, ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato. E ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quel che sapevo. Alla fine del 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi, che avrei dovuto considerare come un prestito a lungo termine o un regalo: 600 mila dollari furono messi in un hedge fund e mi fu detto che sarebbero stati a mia disposizione". 2) Anche Vespa ricusa la giudice Gandus, "star di Magistratura democratica", colpevole di aver invocato l'abrogazione delle leggi vergogna sulla giustizia e di aver financo insinuato che servissero all'"interesse personale di pochi": cioè di aver detto ciò che tutti sanno e pensano, perché è la verità. Dunque, conclude l'insetto, "un dichiarato avversario politico" non può giudicare "il capo del governo che combatte": un'eventuale condanna diventerebbe "una sentenza che sarebbe molto difficile non con- siderare politica". Il fatto che Mills abbia confessato in privato, per iscritto, di essere stato corrotto per non dire la verità sotto giuramento dall'attuale presidente del Consiglio italiano, a Vespa non fa né caldo né freddo. Mica siamo a New York o a Londra. Siamo in Italia, dove gl'insetti fanno i giornalisti e si preoccupano non di un premier possibile corruttore, ma di ciò che pensa un giudice delle leggi vergogna. E lo scrivono in stereofonia su tre giornali. Paghi tre, leggi uno. Ora d'Aria.

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La famiglia di Sollecito contattò dei politici? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del OMICIDIO DI MEREDITH KERCHER La famiglia di Sollecito contattò dei politici? Alcuni uomini politici sarebbero stati contattati dai familiari di Raffaele Sollecito affinché intervenissero "da Roma" per fare pressioni sugli inquirenti perugini che indagano sulla morte di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 2 novembre scorso per la cui morte sono in carcere il giovane barese, Amanda Knox e Rudy Guede. La circostanza, secondo quanto si apprende, emergerebbe dalle intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, e che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso - si apprende da fonti qualificate - sarebbero Domenico Nania del Pdl e Nello Formisano dell'Idv. Gli stessi parenti, in un'altra telefonata avrebbero valutato l'ipotesi di coinvolgere nella difesa di Raffaele, come poi è stato, l'avvocato e deputato del Pdl, Giulia Bongiorno. Nelle conversazioni i familiari parlerebbero della necessità di rivolgersi ai politici per fare pressioni sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in carcere presentato da Raffaele e di intervenire per far trasferire o spostare alcuni investigatori della questura di Perugia che si sono occupati in questi mesi dell'omicidio della studentessa inglese.

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Piazza opposizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Piazza opposizione Antonio Padellaro Segue dalla Prima E se anche l'umore complessivo della platea non era certo raggiante (come dimostra la presenza di meno della metà dei delegati) c'è da dire che Veltroni esce dalla Nuova Fiera di Roma più rinfrancato. E questo, a maggior ragione, vale per l'intero Pd. A parte le attese critiche di Arturo Parisi sulla "nave piena di falle", l'intero partito (D'Alema compreso) sembra avere alla fine condiviso la strategia veltroniana riassumibile in tre punti. Primo: sulla natura riformista del Pd e sull'andare da soli non si torna indietro. Secondo: basta col sentirsi ex di qualcosa anche se manca ancora quel famoso radicamento nel territorio che non significa aprire qualche nuova sede ma dare risposte vere, concrete ai tanti che dicono:"A voi non interessa niente di me, dei miei problemi". Terzo: il Pd voleva competere con la maggioranza, scontrarsi a viso aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori costituzionali; ma per colpa di Berlusconi che cerca solo la rissa del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del Paese tutto rischia di precipitare nella conflittualità permanente. Del resto, l'elenco degli strappi "ad personam" è impressionante. Emendamento salva Rete 4. Limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa. Norme per fermare il processo Mills. Ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier. Norma blocca processi. Riproposizione del lodo Schifani. Guerra all'Europa. Guerra ai magistrati. Guerra all'opposizione. Questo in appena due mesi. E nei prossimi cinque anni questo signore come ridurrà la nostra povera democrazia? Qui torniamo all'opposizione in piazza. E ritorniamo al 14 settembre 2002. Lo ha ricordato Piero Fassino che anche dopo la sconfitta del 2001 trascorse un anno prima che il centrosinistra riuscisse a reagire. E infatti quella opposizione si riprese a tal punto da vincere dal 2002 in poi tutte le elezioni amministrative ed europee fino alla risicata vittoria del 2006. Molti se ne sono dimenticati ma sei anni fa in quel sabato di un caldo settembre piazza San Giovanni a Roma straboccava di gente. I giornali parlarono di mezzo milione di persone. Una moltitudine di girotondini eccitati col superattico e l'ombrellone a Capalbio? No, cittadini normali, famiglie intere, persone reali con i problemi di tutti i giorni e una domanda irrisolta di giustizia. Protestare per una situazione subita come ingiusta, non è una scelta politica di destra o di sinistra. È una reazione umana, naturale anche se difficile da comprendere nella logica di un mondo capovolto, scrivemmo allora. Sei anni dopo ci ritroviamo al punto di partenza. Forse non c'è paese al mondo che vive una simile coazione a ripetere. Ma questa volta, se possibile, è ancora peggio. Perché in più, oltre all'arbitrio, al sopruso e alla legge del più forte c'è qualcosa che la nostra pur tormentata storia repubblicana non aveva mai conosciuto: la militarizzazione del senso comune, la persecuzione degli immigrati, il carcere per i giornalisti. Per le tante ragioni che sappiamo non sarà facile riempire di nuovo una piazza San Giovanni. Però bisognerà prepararla bene questa chiamata a raccolta degli italiani e il prossimo autunno appare il periodo giusto. Antonio Di Pietro dice che no, che va fatta subito e ci ricorda Achille Campanile e la surreale gara di matematica dove ad ogni numero iperbolico di un concorrente l'altro rispondeva sempre: più uno. La reazione scomposta di Berlusconi dimostra che l'opposizione più dura del Pd ha colto nel segno. È troppo chiedere di non dividersi anche quando si è d'accordo? apadellaro@unita.it.

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Uno scomodo sequestro in un tranquillo Nord-Est (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Uno scomodo sequestro in un tranquillo Nord-Est di Massimo Carlotto / Segue dalla prima I l tizio, un cinquantenne che tifava Inter e non faceva nulla per nasconderlo, abbassò il volume della radio. Il ritornello di un motivetto alla moda sfumò delicatamente. - Da Mahinda e Margherita, - commentò, mettendo in moto. - Si mangia bene. I loro occhi si incontrarono per un attimo nello specchietto retrovisore. Campagna non aveva voglia di parlare e rivolse lo sguardo alla strada. Anche il tassista sapeva fare il suo mestiere, capì il messaggio e rialzò il volume della radio. Avrebbe chiacchierato con il cliente successivo. Campagna si voltò per l'ultima volta e si convinse che nessuno lo stava seguendo. In quella calda domenica d'agosto, all'ora di pranzo, Milano era praticamente deserta, e pensò che anche gli agenti del Mossad israeliano avrebbero avuto parecchi problemi per non farsi notare. Ancora non sapeva chi poteva avere interesse a conoscere i suoi movimenti. Sapeva solo che se Vincenzo "Vince" Scaldaferro gli aveva chiesto di fare attenzione, significava che la faccenda scottava sul serio. Vince non esagerava mai. Lo aveva conosciuto alla mobile di Padova, avevano lavorato insieme per sei anni e poi lui aveva dato le dimissioni ed era entrato nella "sicurezza" di un grande gruppo bancario, dove aveva fatto carriera. Non si erano sforzati molto per convincerlo. Scaldaferro era uno sbirro coscienzioso ma non aveva il carattere giusto per scalare i vertici nell'amministrazione, e la differenza di stipendio era troppo grande per non prendere in considerazione l'offerta. A Campagna, invece, proposte di quel tipo non erano mai arrivate. La sua fama di sbirro indisciplinato e scontroso e il disinteresse per i soldi erano noti a tutti, e da tempo aveva già concluso la sua carriera in polizia. Ma l'ispettore non si era mai lamentato. A lui piaceva quel mestiere. Non avrebbe saputo che altro fare nella vita. Per andare a Milano a incontrare Vince Scaldaferro aveva telefonato a Veronesi, il dirigente, e gli aveva annunciato di avere mal di pancia. Nel linguaggio cifrato che avevano costruito negli anni, significava che Campagna doveva muoversi in totale autonomia. Veronesi come al solito si era incazzato: - Bravo! - aveva urlato nella cornetta. - Ti fai venire il mal di pancia proprio ad agosto, quando sono sotto organico. L'ispettore aveva riattaccato ghignando. Veronesi era fatto così. Da quando si alzava la mattina non faceva altro che urlare. Ma era un grande sbirro, e al grado di vicequestore c'era arrivato senza spintarelle. Il taxi imboccò via Rosmini e la trovò sbarrata da un camion che stava scaricando merci. - Cinesi. Solo loro lavorano la domenica, a quest'ora, sotto il sole, - commentò l'autista in tono piatto. - Le conviene scendere qui, mancano poche decine di metri al ristorante. L'ispettore pagò e attese che il taxi si allontanasse a marcia indietro. Passò accanto ai cinesi che scaricavano scatoloni di pelletteria. Lungo tutta la via erano disseminati negozi che esponevano borse di ogni foggia e dimensione in vetrine polverose. Al numero 3 spiccava l'insegna del ristorante Little Dream, con i colori sgargianti dello Sri Lanka. Campagna diede un'ultima occhiata in giro e infilò la porta. A differenza del resto della città, il locale era pieno di gente. Il profumo di pietanze speziate gli risvegliò l'appetito che fino ad allora era rimasto sepolto da caffè e sigarette. - Mi dispiace, ma non ci sono tavoli liberi, - si scusò la proprietaria. - Ci dovrebbe essere una prenotazione a nome Tersilli, - ribatté l'ispettore citando il cognome di comodo che Scaldaferro gli aveva indicato quando avevano fissato l'appuntamento. Vince era romano, Sordi era sempre stato il suo attore preferito, e si era divertito a usare il nome del personaggio di un suo film famoso. La donna sorrise. - Il signor Tersilli l'aspetta nella sala del Carrom, - disse indicando una scala che portava al seminterrato. La sala era interamente occupata da cingalesi che mangiavano e chiacchieravano allegri. I due uomini che sedevano al tavolo del Carrom si disputavano la partita concentrati e in silenzio, ma quando lo striker, la pedina battente, colpiva le altre, lo schiocco secco copriva il brusio. Nessuno badava all'italiano seduto a un tavolino d'angolo, che sorseggiava una birra con una smorfia di tensione stampata sul volto. Al poliziotto non sfuggì il dettaglio che sedeva con le spalle al muro. Era evidente che si sentiva insicuro. - Ciao, Vince. L'ex poliziotto si alzò e abbracciò Campagna. - Grazie di essere venuto. - Ti dovevo un favore, - ricordò l'ispettore, passando la mano con tocco leggero sulla pistola che l'altro portava infilata in una fondina ascellare. - Sembra un secolo fa, invece sono passati solo pochi anni, - commentò Vince, e poi aggiunse: - Ti vedo bene, sei sempre lo stesso. Campagna alzò la mano per interromperlo. - Risparmiami le stronzate, "dottor Tersilli". Non sono lo stesso e nemmeno tu. Sei ingrassato e addosso, solo di vestiti, hai tre stipendi da ispettore. L'altro fece un sorriso tirato. - Hai ragione, niente stronzate. - Bene. Ora mangiamo. Ho fame. - Ho già ordinato. Tanto tu di cucina cingalese non capisci un cazzo. In quel momento si materializzò la proprietaria con un vasso- io grande e pesante. - Non si preoccupi, le piacerà, - disse appoggiando un piatto di fronte a Campagna. - Questi sono satay, spiedini di pollo e gamberi con contorno di riso giallo e verdure al vapore. E poi, per finire, il suo amico ha ordinato il wattalappan, un budino con miele di palma e noci. Campagna ringraziò e affondò la forchetta nel riso. - Allora? - incalzò l'altro con la bocca piena. - Non sono in veste ufficiale. - Questo l'avevo capito. - Se i "miei" vengono a sapere che ti ho parlato, non rischio solo il licenziamento. Campagna soppesò attentamente le parole. - In che razza di guaio ti sei cacciato? - Nulla che non possa gestire e controllare, ma voglio che sia chiaro che mai e poi mai sarò disposto a rendere testimonianza su quanto sto per raccontarti. - E allora io sono libero di decidere se la storia mi interessa abbastanza da occuparmene. - Ovvio. Ma per come ti conosco, credo che non riuscirai a fare finta di nulla. - Non ci contare. Vince sorrise. L'ex collega non era cambiato. - Avrai letto di certo sui giornali che qualche mese fa il nostro grande capo è stato colpito da un ictus. Campagna ricordava perfettamente e annuì continuando a riempirsi lo stomaco. Il grande capo era il sessantenne bergamasco Francesco Presutti, presidente del gruppo bancario, e la notizia era ancora "fresca", ben presente sui media nazionali che ne seguivano con attenzione il lento recupero psicofisico. Voci piuttosto accreditate suggerivano che nel gruppo fosse scoppiata una vera e propria guerra per la successione. Un sacco di gente pensava che Presutti fosse finito. - La storia del malore è un po' diversa da quanto hanno raccontato i giornali. - Quanto "diversa"? Vince bevve una lunga sorsata di birra prima di rispondere. - Quando si è sentito male non si trovava a casa, a letto con la moglie, ma qui a Milano, in un hotel, in compagnia di una bella fanciulla, strafatto di coca e Viagra. - Un cocktail pericoloso alla sua età, - commentò l'ispettore. - Quando ha avuto l'ictus, la ragazza ha avvertito l'autista che lo aspettava di sotto, e anziché chiamare un'ambulanza, per evitare lo scandalo, lo ha portato a casa a Bergamo e ci ha pensato la moglie a farlo ricoverare. - Quanto meno un paio d'ore di ritardo che hanno senz'altro aggravato il quadro clinico, - rifletté ad alta voce Campagna. Poi aggiunse: - Non capisco però tutta questa segretezza per 'sta minchiata. Ormai è una moda nazionale per politici e pezzi grossi portarsi le troie in hotel per festini a base di neve e pilloline azzurre. - Non è una troia, - ringhiò l'ex collega. - Calmo, Vince, non ti scaldare, - lo ammonì Campagna. - Quando esce dalla mia bocca non è un termine offensivo, lo sai bene. - Scusami. Il fatto è che sono preoccupato per lei. È scomparsa da tre settimane. - Avrà cambiato aria. - No. Qualcuno l'ha portata via -. Vince tirò fuori dalla tasca una fotografia e puntò l'indice sul volto di una giovane in bikini, che sorrideva nel bel mezzo di un gruppetto di ragazze che indossavano lo stesso identico due pezzi e sfoggiavano un sorriso altrettanto identico. Campagna osservò meglio: si trattava di un concorso di bellezza di tre anni prima. L'ispettore si soffermò a osservare il volto da ragazzina. Troppo presto per finire in guai così grossi. - È arrivato il momento che mi racconti tutto. Dall'inizio. La ragazza si chiamava Federica Actis, in arte Julia Perez, si spacciava per sudamericana per via della pelle olivastra ereditata dalla madre calabrese. Bella, con un sacco di curve al posto giusto e l'ambizione di diventare qualcuno nel mondo della televisione. Era il tipo di ragazza che piaceva al presidente Presutti, se le portava a letto per un anno e, oltre a mantenerle, le aiutava a fare carriera. Giusto qualche provino e qualche apparizione in terza, quarta fila negli spettacoli della domenica, per vedere se avevano talento. Era Scaldaferro, su diretto incarico del grande capo, che si occupava di trovarle battendo con discrezione le miriadi di agenzie che gestivano fanciulle a caccia di successo e mariti calciatori. Sceglieva le passato, le contattava e organizzava un incontro "casuale". Poi una cena, e se la ragazza ci stava, passava agli incontri. E procurava pure la cocaina e il Viagra, che miglioravano le prestazioni del presidente. Solo che, nel caso di Federica, il buon vecchio Vince aveva perso la testa e aveva iniziato a portarsela a letto pure lui, sperando che il capo si stancasse presto di quel bel giocattolo. Dopo il fattaccio l'aveva portata in un posto sicuro a Verona, in attesa che le acque si calmassero, dove nessun giornalista avrebbe mai potuto trovarla nel caso avesse fiutato la pista giusta. Ma un giorno era scomparsa. Nell'appartamento non era rimasta una minima traccia della sua presenza. Sembrava fosse passata un'impresa di pulizie. - Professionisti, - commentò Campagna. - Hai idea di chi siano e del motivo per cui hanno fatto sparire la ragazza? E soprattutto, come hanno fatto a scoprire il suo rifugio se lo conoscevi solo tu? - No. È evidente che mi hanno seguito, controllato, ma forse hanno commesso un errore, - ribatté l'ex collega. - Hanno disconnesso il cellulare di Federica con un'ora di ritardo. L'ultima traccia è stata individuata all'altezza di Padova, la zona era quella dell'autostrada. Era su una macchina che procedeva in direzione di Venezia. - E queste informazioni come le hai avute? Vince spazzò l'aria con un gesto della mano. - Non fingere di essere ingenuo, - sbottò. - Ormai certe strutture private sono diventate vere e proprie forze di polizia. - Che agiscono al di fuori di ogni regola, - aggiunse l'ispettore stizzito. - E ora vorresti che ti aiutassi a trovare la ragazza senza informare i miei superiori e la magistratura. Spiegami perché dovrei farlo. Scaldaferro allargò le braccia: - Non lo so. Ma non so a chi altro rivolgermi, e poi l'ultima traccia di Federica è a Padova, la tua zona. - Quanto meno hai avuto il buon senso di non offrirmi dei soldi, - bofonchiò il poliziotto. - In realtà il tuo vero problema è che non puoi rendere pubblica la vicenda, altrimenti finiresti in galera con una bella sfilza di reati. E andrebbero a puttane carriera e matrimonio. - Non si tratta solo di questo, - disse in tono più calmo. - La verità è che non so cosa sta succedendo e non mi fido di nessuno. In questo ambiente il gioco non era mai stato così pesante. Un conto erano le intercettazioni illegali, lo spionaggio industriale, i ricatti. ma adesso fanno sparire la gente. Campagna si alzò di scatto. - Ma ti rendi conto di che cazzo mi stai raccontando? - sbottò. - Alle tue condizioni questo "gioco" non mi interessa. Scaldaferro gli afferrò il polso. - Aiutami, ti prego. - Fottiti, - ribatté l'ispettore divincolandosi. IL RACCONTO L'ispettore Campagna - nato dalla penna di Massimo Carlotto - è alle prese con un nuovo caso: il presidente di un gruppo bancario muore durante un festino a base di coca, ma qualcuno fa sparire la ragazza che era con lui.

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Questo libro sarà vietato (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Questo libro sarà vietato Gian Carlo Caselli L'opera di ricerca, studio analisi e approfondimento sulla mafia siciliana (con annessi e connessi) che Saverio Lodato conduce da anni è instancabile. Un'opera che periodicamente Lodato raccoglie in una "summa" che non può mancare nella biblioteca di chi debba occuparsi - per mestiere, passione o curiosità - di crimine organizzato. Questa "summa" apparve per la prima volta nel 1990 con il titolo "Dieci anni di mafia" e si meritò allora un giudizio di eccellenza da parte di Giovanni Falcone, che scrisse di un "testimone attento e sensibile" capace sempre di "fedeltà documentale e lucidità di analisi". La "summa", negli anni successivi, conobbe varie altre edizioni, ogni volta aggiornate e ampliate. Fino all'odierna edizione, del maggio 2008, che la Bur propone col titolo "Trent'anni di mafia - Storia di una guerra infinita" (Rizzoli, pag. 832, euro 12) e che arriva a comprendere l'arresto dei Lo Piccolo, l'operazione "Old bridge" fra Italia e Usa, il caso Cuffaro, la ribellione al pizzo e un ultimo paragrafo che sfora il tema specifico del volume, essendo dedicato alla "nuova autonomia in salsa siciliana" di cui è leader Raffaele Lombardo (restano fuori del libro, per limiti di tempo, le esternazioni dei potenti personaggi che vorrebbero contrabbandare gli stallieri come Mangano per degli eroi). Anche le cronache più recenti del volume di Lodato dimostrano come l'apparato investigativo-giudiziario antimafia si sia stabilmente assestato su livelli di efficienza e continuità di grande rilievo quanto al contrasto dell'ala "militare" di Cosa nostra. Non altrettanta continuità, però, è dato di registrare sul versante delle cosiddette "relazioni esterne", vale a dire le complicità, coperture e collusioni con pezzi del mondo legale (politica, affari, imprenditoria, istituzioni...) che rappresentano la spina dorsale, il nerbo del potere mafioso. Se tali coperture non sono aggredite con forza e appunto continuità, senza sconti o scaltrezze, Cosa nostra non è certo onnipotente, ma continuerà a trovare sostegni preziosi se non decisivi anche nei momenti più difficili. Se persiste il malvezzo di applaudire quando si arrestano capimafia e gregari, per gridare al teorema o al complotto quando si cerca di far luce più in profondità, allora avrà ancora una volta ragione chi sostiene che si possono anche arrestare boss su boss, ma l'alt ad andare oltre, in forma anche esplicita e non solo sottintesa, rimane: e pesa come un macigno. Gli scritti di Lodato aiutano a capire questa verità di solito occultata. E allora si capisce anche (e di conseguenza ancor più lo si apprezza) come Lodato faccia parte di una "minoranza". Quella "minoranza" di cui parla Salvatore Lupo ("L'evoluzione di Cosa nostra: famiglia, territorio, mercati, alleanze", in Questione Giustizia, n. 3/2002), quando sostiene che non si può dire che i risultati nel contrasto alla mafia siano stati ottenuti dallo Stato, che anzi ha ampiamente ostacolato il lavoro svolto da altri. Quei risultati sono frutto di un gruppo composto di rappresentanti dell'opinione pubblica, di uomini delle istituzioni e di uomini della politica, probabilmente minoritario in tutti e tre i settori; che tuttavia - pur col suo peso ridotto - ha ottenuto quella che Lupo definisce "una grande vittoria", la dimostrazione che la mafia si può sconfiggere, almeno ciclicamente. Se la sconfitta non è stata definitiva, ciò è dipeso anche dal fatto che ad un certo punto l'isolamento - invece che verso Cosa nostra - si è indirizzato verso coloro che cercavano di contrastarla. Questo isolamento della "minoranza" riguarda anche coloro che, operando nel campo dell'informazione, non accettano di affievolire l'attenzione verso la pericolosità di Cosa nostra fingendo di non vedere quel che hanno sotto gli occhi. Affievolimento non sgradito a molti giornalisti, che "volentieri" accettano di soffrire di un grave limite culturale: quello di percepire la mafia esclusivamente come problema di ordine pubblico, cogliendone la pericolosità solo in situazioni di emergenza, quando cioè la mafia uccide, trascurando i rischi di conviverci quando attua strategie non sanguinarie. Così, coloro che - come Saverio Lodato - si ostinano a fare il loro mestiere con rigore e coerenza sembrano ridursi ad uno sparuto ed isolato gruppetto di "alieni", spesso additati (anche da certi colleghi) come "marziani". Soprattutto quando osano l'inosabile: cioè esplorare il lato più nascosto del potere mafioso, quello che si vorrebbe tenere fuori da ogni scena pubblica. Fra i tanti buoni motivi che spingono a leggere il libro di Lodato vi è poi quello che potrebbe essere... l'ultimo. Nel senso che le cronache giudiziarie (e quindi anche i libri che le raccolgono) sembrano destinate - vuoi per le stravaganti ossessioni governative, vuoi per il compiaciuto assenso di parte della cosiddetta opposizione - a diventare merce rara in quanto proibita. Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche appena varato dal Consiglio dei ministri, infatti, stabilisce che "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più alcun segreto, fino a che non siano chiuse le indagini preliminari" (cfr. Il Sole 24 ore del 14 giugno, pg.35). Come a dire che delle inchieste in corso non si potrà più scrivere nulla, se non il nome dell'indagato, ma guai a precisare per quale reato si procede e qualunque altra circostanza utile a conoscere e controllare il lavoro dei magistrati. Tempi duri per tutti i cronisti, non solo per la "minoranza" dei Lodato. Ma ancor più duri per chi crede che la Costituzione non sia un pezzo di carta che si possa stiracchiare a seconda degli interessi della maggioranza politica del momento.

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Un partito forte per uscire dal passato (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Un partito forte per uscire dal passato Pubblichiamo il testo integrale dell'intervento tenuto ieri da Walter Veltroni a Roma all'Assemblea costituente nazionale del Partito Democratico La lettera che il Presidente del Consiglio ha inviato lunedì scorso al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura. Con quella missiva, l'on. Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sulla sicurezza che stravolge il senso del provvedimento all'esame del Senato, colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato, strappa la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l'opposizione. Siamo preoccupati, per questa svolta all'indietro. Siamo preoccupati per l'Italia, che rischia di perdere una nuova occasione per darsi un sistema politico maturo: una democrazia compiuta, nella quale si possa competere lealmente tra avversari, scontrarsi a viso aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori costituzionali e collaborare nella manutenzione e nella riforma delle istituzioni e delle regole democratiche, come avviene in tutti i grandi paesi occidentali. Siamo preoccupati, ma non sorpresi. In tutti questi mesi il Partito Democratico ha cercato di portare l'Italia fuori dal passato. La proposta che quasi un anno fa abbiamo avanzato al centrodestra, di aprire una nuova stagione di confronto, per il bene dell'Italia, non era solo una mano tesa: era anche un guanto di sfida. Abbiamo sfidato il centrodestra sul terreno della responsabilità nazionale, dell'innovazione politica e programmatica. Convinti che questo nostro Paese non può più permettersi di aspettare altro tempo, che gli italiani non possono più aspettare. L'Italia è un Paese fermo. È un Paese che non cresce. E' un Paese che dispone di straordinarie risorse, materiali e umane. Risorse però non sfruttate, e mortificate, da un vero e proprio blocco non solo politico-istituzionale, ma anche economico e sociale e perfino di genere e di generazione. Un blocco che lo imprigiona, lo attanaglia, fino quasi a soffocarlo. La nostra società è, e si sente, più povera. Sono e si sentono così milioni di famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, che di fatto contano in lire i loro stipendi e le loro pensioni e calcolano in euro il prezzo di quel che spendono per vivere, con sempre maggiori difficoltà a far quadrare tutto. Si sentono così tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che si ritrovano a collezionare un contratto dopo l'altro per poche centinaia di euro alla volta. Sono più poveri gli operai, che si ritrovano con una busta paga sempre più leggera e rischiano di uscire dalla generale invisibilità solo quando sono vittime di uno dei troppi incidenti sul lavoro. Da quindici anni, coalizioni politiche di segno diverso si alternano al governo dell'Italia, ma nessuna di esse è stata in grado di esprimere la capacità di decisione democratica necessaria ad aggredire in modo incisivo e durevole i problemi di fondo del nostro Paese. Questa è la verità: l'Italia non dispone di un sistema istituzionale e politico all'altezza della gravità e della complessità dei suoi problemi. E se questo deficit di coesione politica e di decisione democratica non verrà rapidamente colmato, rischia una crisi di sistema, della quale da tempo si vedono molto più che le avvisaglie. La stessa anomalia della destra italiana, quel suo affidarsi alla persona che detiene la massima concentrazione di potere privato del Paese, non è che l'altra faccia della debolezza dei poteri pubblici e della fragilità del sistema politico. Quasi che un sistema politico e istituzionale strutturalmente inadeguato a prendere le decisioni necessarie dovesse e potesse essere surrogato dall'investitura di un potere parallelo. I risultati dei passati governi Berlusconi, così come l'infelice esordio di questa legislatura, ci dicono che la speranza che una parte larga e più volte maggioritaria del Paese ha riposto nella supplenza privata di poteri pubblici si è rivelata un'illusione: alla fine il potere privato, pure invocato per finalità pubbliche, finisce sempre per anteporre gli interessi particolari a quelli generali. Come ha scritto uno sconsolato Luca Ricolfi, "Emendamento salva Rete 4, limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si mette in movimento è del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del Paese". Per questo ci ha preoccupato e indignato, ma non sorpreso, lo strappo consumato dall'on. Berlusconi con l'emendamento sul decreto sicurezza. L'occasione è perduta, forse definitivamente. Ma nessuno si illuda, tra i nostri avversari: noi non torneremo con loro nel passato. Noi continueremo a lavorare per la nuova stagione della democrazia italiana. Proprio l'inadeguatezza del centrodestra apre davanti a noi una grande opportunità, che dobbiamo far maturare con pazienza, coerenza, tenacia. E' proprio adesso che i nostri avversari hanno messo in mostra, ancora una volta, i loro limiti radicali, che noi non dobbiamo ricadere in vizi antichi e ripetere i vecchi errori: se lo facessimo, ci giocheremmo la possibilità di diventare maggioranza nel Paese. Anche nella legislatura 2001-2006 il berlusconismo si rivelò un rimedio peggiore del male, un'aggravante alla crisi italiana. E lungo tutto l'arco del quinquennio, il centrodestra continuò a perdere vaste aree di consenso, che preferirono accamparsi nella terra di nessuno dell'astensionismo. Il vecchio centrosinistra vinse in quegli anni quasi tutte le elezioni parziali. Ma non riuscì a smuovere e a spostare verso di sé gli elettori moderati che si erano rifugiati nell'astensione. E nel 2006, quei voti in grandissima parte tornarono lì da dove erano venuti. L'Unione rischiò così di perdere un'elezione che comunque non vinse. Fu il connubio tra antiberlusconismo e massimalismo a rendere non credibile la nostra alternativa. Fondata, plausibile, convincente nella denuncia, ma inadeguata nella proposta, incapace di porsi, sia sul piano programmatico che su quello politico, come praticabile soluzione politica alla crisi italiana. Noi non ripeteremo gli errori di quella stagione. Per la semplice ragione che oggi, finalmente, abbiamo il Partito democratico, la Casa comune dei riformisti, il grande partito che mancava al centrosinistra italiano e per il quale abbiamo lavorato, lottato, sperato, dalla nascita dell'Ulivo fino ad oggi. All'indomani della sconfitta delle elezioni del 13 e 14 aprile, le motivazioni della quale costituiscono il filo conduttore di questa relazione, noi abbiamo messo in campo una opposizione coerente con la natura del Partito Democratico. La nostra è l'opposizione di un grande partito riformista, che si candida non solo a governare il Paese, ma ad aprire un ciclo di grande innovazione istituzionale, politica e programmatica. Per questo, la nostra è già e sarà sempre di più un'opposizione intransigente: contro il ritorno di una stagione di conflitti istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra gli interessi privati e la cosa pubblica. Al tempo stesso, sarà un'opposizione incalzante e propositiva sul terreno delle politiche che hanno a che fare con la concreta condizione di vita dei cittadini: sicurezza, potere d'acquisto, servizi sociali. Un'opposizione che gradualmente, senza arroganza, ma con crescente autorevolezza, riesca ad imporre la propria agenda in Parlamento e nel Paese. Per questo abbiamo dato vita al "Governo-ombra": uno strumento essenziale per un'opposizione che voglia qualificarsi per le sue proposte e affermarsi progressivamente come credibile alternativa di governo per il Paese. Una decisione, la nostra, che è stata accolta dall'opinione pubblica più avvertita come la conferma della volontà di procedere con determinazione lungo la via dell'innovazione del sistema politico e istituzionale. Il governo Berlusconi è ancora nel pieno della fisiologica luna di miele col Paese, il periodo nel quale, come accade in ogni sistema democratico, anche chi non ha votato per il governo in carica può concedere fiducia al nuovo esecutivo, o quanto meno sospendere il giudizio, in attesa della prova dei fatti. La prova dei fatti verrà in autunno. Sul terreno economico, innanzi tutto. Ne abbiamo già i primi segni. Della manovra economica che il Governo ha presentato ieri, noi apprezziamo la conferma dell'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011e l'equilibrio tra minori spese e maggiori entrate che sembra caratterizzarla. Esprimiamo invece un giudizio severo per la mancanza di qualsiasi intervento sulla questione salariale e per la discutibile qualità delle misure adottate per la riduzione della spesa pubblica. È davvero grave che proprio ora che le parti sociali muovono i primi passi verso una riforma del modello contrattuale che metta al centro la produttività e la sua equa remunerazione, proprio ora il Governo non dia luogo ad un intervento significativo di riduzione della pressione fiscale sui salari. Su tutti i salari - con l'aumento della detrazione IRPEF - e sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello. Non ci si può rispondere che si è deciso di intervenire sugli straordinari: non tutti i lavoratori fanno straordinari, e un intervento su questo solo aspetto non è in grado di spingere le parti sociali ad una nuova stagione di contrattazione, che distribuisca finalmente un po' dei vantaggi da aumento di produttività a favore dei lavoratori. Ecco dunque un primo elemento della nostra contromanovra: salari migliori e salto nelle capacità competitive del sistema, attraverso misure fiscali e riforma del modello contrattuale. In secondo luogo, quale componente della spesa pubblica viene tagliata? Noi non discutiamo l'entità dell'intervento: il nostro programma elettorale, al quale intendiamo ispirare la nostra opposizione, prevedeva riduzioni della spesa corrente primaria della Pubblica Amministrazione, al netto della spesa sociale, anche più significative. All'interno della spesa corrente primaria, però, è soprattutto alle spese di organizzazione della Pubblica Amministrazione che noi guardiamo, per un'azione al tempo stesso di qualificazione e riduzione. Nell'intervento del Governo, invece, leggiamo di tagli alla sanità e agli Enti Locali. Quanto alla finanza locale, proprio non si vuole uscire dalla logica dei tagli orizzontali, che accomunano buoni e cattivi, virtuosi e viziosi, a tutto danno dei primi e a tutto vantaggio dei secondi. Bisogna invece rovesciare logica e tempistica rispetto a quella adottata dal Governo. Prima il federalismo fiscale, fondato su standard di qualità, quantità e costi dei livelli essenziali dei servizi, poi la razionalizzazione dei trasferimenti. Quanto a banche, assicurazioni e petrolieri, mi limiterò a qualche domanda: quanto vale, per questi soggetti, l'abolizione della class action? Quanto vale, l'evaporare della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto? Quanto vale il mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto vale il rinnovo per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i meccanismi che il governo intende mettere in atto per impedire che consumatori, risparmiatori e utenti vedano trasferire sui prezzi gli aggravi? Liberalizzare, aprire i mercati chiusi, favorire l'accesso degli outsiders: ecco di cosa c'è bisogno. Leggeremo la proposta del Governo sui servizi pubblici locali: se sarà figlia di una strategia di modernizzazione e apertura, capace al tempo stesso di favorire l'irrobustimento delle nostre imprese e l'apertura dei mercati, faremo la nostra parte. Se in passato le maggioranze di centrosinistra non hanno proceduto, in questo campo, non è certo stato per responsabilità dell'Ulivo e del PD. Infine, gli interventi sui fondi europei per il Sud. Qui, se davvero il Governo intende procedere ad una severa opera di selezione dei progetti, per riprogrammare alla luce di poche priorità, definite con le istituzioni regionali e locali - a partire dai progetti sulla mobilità, sulla ricerca e sulla sicurezza - sappia che troverà nel PD un interlocutore attento e disponibile. Ma il governo deve anche sapere che la sospensione dell'automaticità dei crediti d'imposta, il saccheggio delle risorse per le infrastrutture nel Sud a fini di copertura del decreto ICI, lo sperpero di 300 milioni nel prestito Alitalia, che non è più ponte verso una credibile soluzione (e dunque non è più nemmeno un prestito), hanno inferto un duro colpo alla sua credibilità in questo campo e ci rendono diffidenti sulla serietà delle sue intenzioni. Non ci siamo, on. Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani. Quella che noi chiameremo a raccolta, per una azione di protesta e di proposta in tutto il Paese, che culminerà con una grande manifestazione nazionale. Anche sul terreno, delicato e decisivo, della sicurezza dei cittadini, il governo appare prigioniero della sua stessa cattiva propaganda. Noi abbiamo detto con nettezza, nei mesi scorsi, che la sicurezza è un bene primario, un diritto civile indisponibile, una condizione imprescindibile della democrazia. Una delle "rotture", delle innovazioni più grandi che rispetto al passato il Partito Democratico ha prodotto, è stata proprio questa: affermare che quello alla sicurezza è un diritto fondamentale, che chi governa ha il compito di fare ogni cosa per assicurarlo. Con la necessaria fermezza, anche espellendo dall'Italia chi si macchia di reati gravissimi e mostra segni di pericolosità sociale. Come peraltro ponendo fine alla vergogna di troppi delinquenti, non importa se italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi giorni, o di condannati che evitano il carcere grazia a un'infinità di premi e benefici. Dire questo, far vivere concretamente questi principi in un pacchetto sulla sicurezza che a suo tempo stato è un grave errore non approvare, ci ha permesso se non di colmare un ritardo accumulatosi per troppo tempo, di rimetterci in sintonia con il Paese. Con gli italiani, che in nove su dieci ritengono che negli ultimi anni la criminalità sia complessivamente aumentata e che per il 50 per cento pensano che questo sia avvenuto nel proprio territorio di residenza, dove vivono e lavorano. La percezione delle persone, si badi, non è qualcosa da sminuire o biasimare. È parte integrante del diritto a vivere sicuri e sereni, senza temere di andare a ritirare la pensione, senza dover star svegli con l'ansia di chi aspetta il ritorno a casa di sua figlia. La paura è un dato reale. Va compresa, e le vanno date risposte. Come va data risposta a chi arriva qui, lavora onestamente, e chiede integrazione, chiede di aver riconosciuti diritti civili e politici, chiede di poter votare, a cominciare dalle amministrative. Altra cosa, decisamente altra cosa, è fare un'equazione tanto ingiusta quanto gravemente sbagliata: più immigrazione uguale insicurezza, straniero uguale estraneo, diverso, "altro" da sé, minaccia per il proprio territorio, la propria casa, la propria incolumità. E quindi nemico da allontanare, da respingere, da cacciare. segue a pagina 16.

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"faremo cacciare quei poliziotti di perugia" - meo ponte (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca "Faremo cacciare quei poliziotti di Perugia" Omicidio Meredith, scoperto piano dei genitori di Sollecito. "Ci aiuteranno i politici" "Le indagini sono manipolate" Indagati per un video trasmesso da Telenorba MEO PONTE DAL NOSTRO INVIATO PERUGIA - Far trasferire poliziotti scomodi, chiedere l'intervento di politici di spicco, organizzare campagne mediatiche. Tutto per scagionare Raffaele Sollecito, lo studente di Giovinazzo, in carcere con l'accusa di aver ucciso, con la fidanzata americana Amanda Knox e Rudy Guede, la studentessa inglese Meredith Kercher. è il piano messo a punto nei mesi scorsi dalla famiglia Sollecito e ora rivelato dalle intercettazioni telefoniche depositate l'altro ieri con i quattordici faldoni che raccolgono l'intera inchiesta sul delitto di Perugia. Le registrazioni delle conversazioni telefoniche tra il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, noto cardiologo pugliese, il fratello Giuseppe, la cognata Sara, la seconda moglie Mara e la figlia Vanessa ricostruiscono l'incessante attività della famiglia per trovare l'appoggio di personaggi influenti. Spinto dalla convinzione che la Squadra Mobile perugina e il pm Giuliano Mignini abbiano indagato in modo errato, l'intero clan familiare di Raffaele Sollecito si mobilita per scagionare il giovane. Non solo con l'intervento di pool di avvocati e di consulenti medico-legali ma anche attraverso amicizie politiche. Ad esempio Vanessa, la sorella di Raffaele, confida al padre di aver la possibilità di raggiungere il senatore Domenico Formisano dell'Italia dei Valori. "Il senatore - dice - mi ha contattato per chiedermi un intervento a favore di una persona. Sono contenta perché così sarà in debito con me e potrò andare a Napoli a parlargli". Si rivela ingenua, Vanessa, anche se è un tenente dei carabinieri. Al padre che la invita alla prudenza ricordandogli che ha il telefono sotto controllo lei risponde: "Ma io non sono intercettata". Un altro politico di spicco a cui si rivolge la famiglia Sollecito, anche grazie alla zia Sara, militante di Alleanza Nazionale, è Domenico Nania, ora vicepresidente del Senato, che, secondo i parenti di Raffaele, potrebbe interessare alla vicenda addirittura l'onorevole Renato Schifani. Anche la scelta di Giulia Bongiorno come avvocato è dettata dalla stessa logica. Mara, la matrigna di Raffaele, la definisce "la signora Trentapalle" e sottolinea: "Lei sa come comportarsi in certe situazioni". Tutta questa attività naturalmente viene riferita a Raffaele durante i colloqui in carcere, anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi. Nel mirino della famiglia ci sono soprattutto il commissario Monica Napoleoni, responsabile della Sezione Omicidi, e Giacinto Profazio, capo della Squadra Mobile, che sono di volta in volta definiti "maiali, figli di p., bastardi". "Dobbiamo trovare qualcuno che possa intervenire in qualsiasi maniera - si legge nelle intercettazioni - Bisogna far sì che la polizia non faccia altre nefandezze". Tutti si dicono convinti che la polizia perugina sia capace di alterare le prove, costruendone addirittura di false. E per questo contattano giornalisti e televisioni finendo per portare a Telenorba un filmato girato nel momento successivo alla scoperta dell'omicidio che dovrebbe, secondo loro, rivelare l'inefficienza della polizia scientifica. è una decisione invece che si rivela fatale per la famiglia Sollecito: l'intero clan finisce indagato per violazione della privacy, diffamazione e pubblicazione arbitraria di atti giudiziari e pubblicazione di immagini raccapriccianti. E ora alla Procura di Perugia pensano di inviare ai colleghi di Firenze, competenti per territorio, il nuovo fascicolo.

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Tra sogni proibiti e favorite ombra torna di moda anche claudio villa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sport Tra sogni proibiti e favorite ombra torna di moda anche Claudio Villa Informative da Raisport con la Spagna all'orizzonte. Contro l'invadenza dei politici nelle vicende dell'Europeo, Bartoletti insiste e cambia obiettivo: "Angela Merkel si intende di calcio per quanto è sexy". Screanzato. Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo". (Marco Tardelli). "Modric somiglia un po' a Cruz e un po' a Zola" (Saverio Montingelli in uno spericolatissimo paragone). "Alla fine, su quello che possiamo fare con la Spagna, posso dire una cosa sola: You may say I'm a dreamer, But I'm not the only one". (Bartoletti inventa dal nulla ? forse ? una strofa memorabile). *** La questione della sfida a ogni livello tra Italia e Spagna viene modulata ovunque producendo notevoli sforzi di fantasia. Ieri sera al Tg2 la pratica è stata affidata al poeta militante Claudio Valeri, che ha iniziato il servizio con un vecchio filmato in bianco e nero di Claudio Villa che cantava "Granada". *** Sta per partire Croazia-Turchia, squadre a centrocampo, si vede il nostro Rosetti che si rivolge partecipe ai due capitani e si intuisce il labiale: "In bocca al lupo". I due, il croato e il turco, lo guardano un po' così. *** Il buon Alessandro Forti di Raisport ha vinto il premio in palio (un poster di Lineker) bruciando tutti sul tempo giovedì sera e ricordando prima di chiunque altro in tv la frase dell'antico centravanti inglese sul calcio e la Germania che vince sempre. *** "Ottomani a respingere gli attacchi croati" era lo slogan pubblicitario scelto ieri dalla nota agenzia di scommesse per Croazia-Turchia. Carino, ma si può fare di più. Se ne accettano, scommesse, per quello odierno dedicato a Olanda-Russia, qualcosa del tipo "Il Gus dotto farà appassire i tulipani?". O anche di peggio. *** Nelle meravigliose code di conferenza stampa con gli azzurri, quei momenti in cui chiunque chiede qualsiasi cosa, ieri si è parlato anche di cantanti, canzoni e preferenze musicali. Il confronto tra Cassano e Gattuso è impietoso quanto sorprendente: Cassano predilige Nino D'Angelo, Gattuso si proclama romantico seguace di Gigi D'Alessio. Per intendersi, in confronto a D'Alessio, Nino D'Angelo è Proust. Gattuso precisa che la sua canzone d'alessiana preferita è "Annarè". In effetti basta scorrerne il testo. C'è il momento in cui dice: "Io sto aspettanno sultanto e sape'/ si cchiu tarde te pozzo vede'": ecco, in quel momento un'entrata sulle caviglie a piedi uniti sarebbe perfetta". *** "A me piace molto che si desse continuità alla formazione che abbiamo vinto con la Francia". (Walter Novellino, Eurosera).

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Plus sezione: ANALISI data: 2008-06-21 - pag: 34 autore: L'azionario torna in sofferenza, le materie... (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Plus sezione: ANALISI data: 2008-06-21 - pag: 34 autore: L'azionario torna in sofferenza, le materie prime ne giovano - In chiave intermarket, quella che studia la correlazione tra i mercati, il mercato azionario è tornato a soffrire. Il campanello d'allarme era arrivato dal rialzo dei rendimenti (e conseguente debolezza dei bond) senza che questo avesse dirottato nuovi flussi verso l'azionario. Alla fine è tornato il flight to quality sui bond. A trarre vantaggio sono le materie prime, diventate oramai una asset class in grado di intercettare enormi flussi finanziari. Sarà solo l'evoluzione del dollaro positiva del dollaro ad arrestare la corsa dell'indice Crb delle materie prime, ipotesi che appare non impossibile.

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Gli operai rubavano i pezzi di ricambio (guarda il video dei furti) (sezione: Intercettazioni)

( da "CronacaQui.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

All'Iveco - In manette sei dipendenti di una ditta che gestisce il magazzino e tre ricettatori Gli operai rubavano i pezzi di ricambio (guarda il video dei furti) TORINO - Rubavano pezzi di ricambio dai magazzini dell'Iveco, a Torino, e poi li rivendevano sul mercato nero. I carabinieri del comando provinciale hanno smantellato una banda di ladri che, dal 2006 ad oggi, aveva portato via dallo stabilimento merce per oltre 500 mila euro. Sono nove i provvedimenti restrittivi notificati, sei in carcere e tre con obbligo di firma. L'indagine è stata condotta in stretta collaborazione con i vertici dell'azienda, i cui dipendenti non sono coinvolti in alcun modo nella vicenda. Le persone indagate sono dipendenti della società esterna che gestisce i magazzini dei pezzi di ricambio o persone, precisano i carabinieri, che gravitano nel settore, come negozianti e imprenditori. Il magazzino in cui si sono verificati gli ammanchi si trova in lungo Stura Lazio, alla periferia settentrionale di Torino, gestito dalla ditta Kuehne+Nagel. Alcuni dipendenti di questa società per quasi due anni si sono portati via gli apparecchi, nascondendoli tra gli abiti o nelle borse: i pezzi venivano ceduti ai commercianti, che li vendevano in nero (per i navigatori satellitari si sceglieva invece la strada dell'inserzione sulle riviste di annunci economici). Quella dei ladri era "Un'attività radicata e sistematica", come è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, "Che non si è fermata nemmeno quando un collega, sorpreso per un furto, è stato licenziato". Il gip, nelle carte processuali, ha anche fatto presente che gli indizi raccolti dai carabinieri del colonnello Nicola Fozzi e del tenente Pierluigi Bogliacino sono stati confermati e rafforzati dalle intercettazioni telefoniche. In manette sono finiti: Alfonso Morgillo, Marco Giurato, Giovanni Giunto e Michele Tarallo, tutti accusati di furto. Invece dovranno rispondere di ricettazione: Luciano Di Nenno e Pietro Bavuso. I carabinieri del reparto operativo hanno indagato per quasi un anno fino a mettere insieme tutte le prove necessarie. I malviventi sono stati pedinati e filmati anche quanto contrattavano il prezzo della merce con i ricettatori. Prove inoppugnabili messe insieme grazie alle indicazioni ottenute con le intercettazioni. Proprio per l'utilizzo di queste ultime l'operazione dei carabinieri ha avuto successo in tempi rapidi. Senza di esse (come previsto nel nuovo decreto del Governo), difficilmente le indagini dei militari avrebbero avuto esito positivo. m.bar. 21/06/2008.

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Il Berlusconi furioso: Toghe sovversive (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSTIZIA I magistrati chiamano il Quirinale: "Attacchi ingiustificati" Il Berlusconi furioso: "Toghe sovversive" ROMA La conferenza stampa sul trattato europeo è finita. C'è giusto il tempo per un paio di domande al premier, un cronista alza il braccio, chiede di Veltroni. E il Cavaliere si imbizzarrisce, dà del "fallito che non dovrebbe proseguire la propria carriera politica" al leader dell'opposizione per poi lanciarsi in una invettiva anti-toghe, agitando pericolosamente braccio e penna verso il ministro degli esteri Frattini, che lo guarda attonito: "Nel '94 ho visto sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria che sta nella magistratura (pugno sul tavolo). Ora sono accusato di fatti risibili (toc) di cui non c'è neppure l'ombra dell'ombra di una prova (toc). Non permetterò (toc) in alcun modo (toc) che il voto popolare, che la volontà degli italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura che il resto della magistratura non sa mettere nell'angolo". Quindi, ancora agitato, lascia la sala stampa di Bruxelles antipatizzando coi cronisti e accusandoli anche delle ragioni del suo sfogo: "L'avete voluto voi". L'accusa verso il leader dell'opposizione è molto pesante. Lo ritiene responsabile di un debito di 16.000 miliardi di lire, "una vera bancarotta", "se così fosse" Walter Veltroni sarebbe un "fallito" che dovrebbe "interrompere la propria carriera politica". Ma quello che lascia di sale i cronisti arrivati a Bruxelles per capire l'esito delle frizioni tra il governo italiano e la commissione è il frontale con l'intera magistratura italiana: "Contro di me ci sono accuse risibili. Lo giuro sui miei cinque figli, sono accuse false, assolutamente non provate, portate aventi da pm e giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia. Un fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei cinque figli. Se uscisse fuori anche solo un'ombra della mia colpevolezza mi ritirerei". Il presidente del consiglio promette che tutti i dettagli delle sue accuse contro i giudici sovversivi saranno spiegati meglio la prossima settimana, con una bella conferenza stampa. Intanto, a sorpresa, promette che a dispetto del nome dell'emendamento, a Milano rinuncerà ad usare la "salva premier: "Dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perché voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti". Piero Longo, uno dei suoi due avvocati nel processo Mills (l'altro è Niccolò Ghedini, consigliori giuridico a tutto campo) conferma che l'intenzione c'è: "Non abbiamo ancora ricevuto un mandato esplicito, ma non mi stupirebbe se arrivasse. Del resto, vinceremo quel processo in ogni caso". Difficile dire se Berlusconi lascerà davvero da parte la salva premier. E' probabile che decida di farlo, se davvero venerdì prossimo presenterà in consiglio dei ministri il lodo Schifani bis che con una legge di un solo articolo (dunque pensata per una rapidissima approvazione) sia capace di istituire una "immunità totale" a suo favore e rispondere alla bocciatura della corte costituzionale, allargando la platea delle cariche dello stato completamente immuni da inchieste giudiziarie a tutti i giudici della consulta, permettendo ai "salvati" di rinunciare al privilegio e limitando nel tempo questo pesante mantello anti inchieste. Dinnanzi all'ennesimo attacco, persino più grave di quelli che il premier lanciava ormai dieci anni fa, l'Associazione nazionale magistrati si è decisa a chiedere un incontro riservato col presidente della repubblica Giorgio Napolitano e ad inviare immediatamente un comunicato stampa: "Riteniamo che in uno stato democratico ogni imputato possa difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica; ma riteniamo che chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria anche se è in discussione la sua posizione personale". Ammettono di essere preoccupati: "Questi attacchi ci allarmano e ci preoccupano perché rischiano di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". Lo scontro con le toghe è destinato ad accendersi ancora, se è vero che nella prossima settimana il Csm si prepara a prendere posizione sulle scelte della maggioranza. Lunedì sono già in calendario due appuntamenti: la prima commissione avvierà la valutazione della pratica a tutela della magistratura milanese, partita (ed è cosa piuttosto rara) su precisa indicazione del vicepresidente Nicola Mancino. Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.

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Dramma teologico neurologico in un atto (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IL PRE E IL PAP Dramma teologico neurologico in un atto Stefano Benni Pre: Buongiorno Sua Santità. Pap: Buongiorno signor premier... sono lieto di questo incontro, utile a rafforzare i legami che uniscono la nostra chiesa al vostro stato e alla fattiva collaborazione che... Pre: Mi scusi Santità ma abbiamo solo mezz'ora e vorrei venire al dunque. Pap: Prego? Pre: Al dunque, al vero motivo della mia visita. Dunque, io non sono contento di voi... Pap: Ma come? Con tutto il sostegno che vi abbiamo dato, lo IOR, i cardinali, i vescovi... Pre: No. Io non sono contento... del suo superiore... Pap: Intende dire?Pre: Proprio di Lui. Mi spiego. Io non dovrei avere più pensieri, né problemi. Sono uno statista che ha fallito due volte e mi hanno rieletto. Sono dieci volte più ricco di quando ho cominciato a fare politica. L'opposizione mi regge lo strascico. E a forza di leggi ad personam, sono intoccabile. Sto eliminando i giudici, la magistratura, i processi, ripulendo la stampa, nessuno potrà più sfiorarmi... Pap: E allora? Pre: A allora? Non vede come sono esasperato, con quanta rabbia continuo ad accanirmi, a dire che ce l'hanno tutti con me, a tentare di spegnere ogni critica... e che cos'è questo secondo lei? Pap: Uh, credo di capire. Pre: Esatto. È questa maledetta coscienza, il senso di colpa, il sapere cosa veramente sono. Crede lei che se fossi convinto di essere innocente, se fossi sereno e in pace con me stesso, mi darei tanto da fare? No, ho sempre quel rovello, quel rimorso, quel coltello nel fianco. Pap: Ma figliolo,bisogna accettare... Pre: No Santità scusi se glie lo dico ma il Suo Superiore ce l'ha con me. Continua a torturarmi. E io non so più che leggi fare, che televisioni e giornali comprare, che bugie dire. Continuo a sentirmi colpevole e disonorato, vivo come se fossi un evaso, e ogni mio atto lo denuncia. Pap: Ma Lui non c'entra... Pre: C'entra, c'entra. C'entra fin dall'inizio. Lui è prevenuto. Guardi come mi ha fatto piccolo, guardi cosa devo fare per coprire i segni della sua palese inimicizia. E non solo mi ha fatto cadere i capelli, ma mi arrovella, mi fa rosicare, non mi fa dormire la notte. Insomma lei deve intervenire contro questa persecuzione... Pap: Premier, io posso dire ai vescovi di intervenire nel dibattito politico, posso darle dei consigli su come investire, posso assolverla, manon posso parlare direttamente con Lui... Pre: Come sarebbe a dire! Che capo è lei? Se lei è il capo, deve avere il filo diretto, il telefono rosso, come Bush! Deve parlare con Lui e dire che lo ricuso. Pap: Ma lei bestemmia! Pre: Uffa, sono stanco di dover dimostrare la mia innocenza sapendo benissimo che non sono innocente. Quindi lo ricuso. Sceglierò un altro Dio. Pap: Orrore! Pre: Sì, Letta e Schifani stanno compilando una lista di centoventi divinità pagane. Ci metto niente, a sostituire il crocefisso nelle scuole con un totem. Faccia qualcosa o le tasso gli immobili! Pap (barcollando): No,questo no. Pre: Allora agisca subito. Deve dire al suo capo che la smetta di avercela con me, che non voglio avere più rimorsi, né rodermi l'anima. Pap: Sì, ma praticamente cosa vuole? Pre: Voglio che in luogo e data certa, in modo che le televisioni possano riprendere l'evento, le nubi si squarcino e dall'alto scenda una luce, un angelo, o qualcosa di altrettanto gradito all'audience, e che una voce tonante dica al mondo: quest'uomo è un martire, quest'uomo è innocente, quest'uomo è assolto, nessuno lo tocchi più. Pap: Non credo che si possa fare... Pre: Si può, si può, lei deve avviare l'operazione SSS, Silvio Santo Subito. Non saboti il dialogo! Se si rifiuta, si prepari pure a trasferire altrove il Vaticano, che ne dice del deserto libico? Pap: No, la prego. Ciò che chiede è difficile... Pre: Lei ha tre giorni di tempo. Dopodiché io ricuserò lei e il suo datore di lavoro. Pap: Mi lasci sette giorni. Pre: Va bene. Allora devo andare, ecco il regalo che le avevo portato. Un mio ritratto di dieci metri da mettere al posto del Cenacolo. Pap: Ecco il regalo per lei. Una palla di vetro con la neve artificiale e dentro un nano. Pre (furente): Lo vede? Anche lei è d'accordo con lui. La ricuso! Lei è prevenuto! Lei mi perseguita (cerca di aggredirlo, si scontra con le guardie svizzere. Il seguito è soggetto alla censura per le intercettazioni). * Il "lupo" ha deciso di scrivere solo sul suo sito. Il motivo ci sfugge, chissà che non sfugga anche a lui. Per diritto di primogenitura, o se si vuole per lo jus primae noctis, o ancora perché ce ne freghiamo del diritto d'autore, cominciamo con il rubare questo dramma senza escludere nuove, future incursioni piratesche.

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I furbetti della Grande Mela (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MUTUI SUBPRIME Torna la paura: nuovo venerdì nero in tutte le borse mondiali I furbetti della Grande Mela Dopo la retata di giovedì dell'Fbi, si allarga l'inchiesta sulle truffe NEW YORK A Wall Street si respira aria pesante. L'estate newyorchese è umida, soffocante e pronta al peggio. La borsa, ieri, è partita male, con il Dow Jones rapidamente sceso sotto i 12 mila punti e gli indici di riferimento in perdita. Ma nel venerdì del Financial District si è parlato anche di altre grane - quelle giudiziarie - dei furbetti della Grande Mela. Ralph Ciotti e Matthew Tannin, due ex manager della Bear Stearns, sono stati arrestati giovedì con l'accusa di aver frodato i loro clienti con i famigerati fondi di speculazione. Il dramma dei mutui made in Usa, insomma, si trasferisce nelle aule di tribunale, mentre l'Fbi annuncia numeri da capogiro della sua maxi-indagine sui "malicious mortgage" apertasi lo scorso marzo. Finora i condannati sono 173, mentre sono state arrestate 283 persone su un totale di 406 incriminati. Un vero e proprio esercito, quello dei furbetti di Manhattan con il colletto inamidato e l'ufficio che si affaccia sul cratere di Ground Zero. L'Fbi starebbe indagando su 19 grandi società, incluse banche d'investimento, agenzie di rating e hedge fund, come quelli gestiti dai due imputati eccellenti. Gli stati più colpiti da questo tipo di attività illecita sono Florida, Texas, New York, Ohio e Illinois. In alcuni casi - spiega l'Fbi - le frodi sui mutui sono collegate a bande e casi di droga, in quanto rappresentano un meccanismo per il riciclaggio di denaro. A Chicago le autorità hanno incriminato 67 persone per frode fra agenti immobiliari, costruttori e avvocati. "Questo tipo di crimini ha fatto sì che le banche e le società finanziarie si adoperassero per stringere gli standard di credito", sottolinea Patrick Fitzgerald, procuratore di Chicago. Ma il caso sulla bocca di tutti gli operatori degli ambienti finanziari, ieri a New York, era quello degli arresti alla Bear Stearns. Gli investigatori, come accade in Italia, hanno tratteggiato i due imputati attraverso le intercettazioni. Ma negli Stati Uniti il principe dei mezzi di comunicazione, più che il telefono, è l'e-mail. I giornali americani di ieri ospitavano i dialoghi elettronici dei due imputati, in prima pagina. La ricostruzione degli inquirenti inizia nel febbraio del 2007. Cioffi e la sua squadra festeggiano il lucroso mercato dei fondi di speculazione con un giro di vodka. Il mercato va bene, i soldi sono facili. Una sbornia. Ci si sveglia a marzo e le cose vanno male. Cioffi scrive: "Ho mal di pancia per la nostra performance di questo mese". Anche Tannin è preoccupato, probabilmente si rende conto dell'abisso che ha di fronte. "Non siamo diciannovenni in Iraq", lo rimprovera il collega con un'email. L'altro, quasi incredulo, gli scrive: "Non ci crederai, sono riusciuto a convincere altre persone ad aggiungere soldi". Questi i testi sui Blackberry - i cellulari con cui si possono leggere le e-mail - degli uomini di Bear Stearns. I quali, tre giorni dopo, dipingevano un'immagine ben più rosea di fronte ai loro clienti. Ma in aprile gli investitori cominciano ad innervosirsi. Uno chiede ritirare 57 milioni di dollari. Cioffi lo rassicura: "Io stesso ho messo 8 milioni, non c'è da preoccuparsi". Ma la situazione, verso la fine del mese, precipita. Un rapporto dalle tinte fosche prospetta quel che poi è accaduto. Tannin, all'alba di una domenica mattina, è sconvolto: "Il mercato va dannatamente male". Qualcosa che il manager non poteva permettersi di scrivere sull'e-mail della Bear Stearns, sottolineano gli investigatori. Tannin aveva quindi spedito una missiva elettronica privata, alla moglie di Cioffi. Qualche giorno dopo, il 25 aprile, i due parlano di fondi in "gran forma" in una conference call con gli investitori. Ma, secondo la ricostruzione degli investigatori, la frittata è ormai fatta. Poco prima del collasso dei fondi, Cioffi scrive un'altra email: "Ho sciacquato trent'anni di carriera giù nella fogna". Giovedì gli arresti. Da Wall Street alla corte federale di Brooklyn, dopo manette e impronte digitali di rito. Edward J. Little, avvocato di Cioffi, difende il suo cliente spiegando che "ha perso i soldi esattamente nella stessa maniera dei suoi investitori". "Il fatto che i suoi fondi siano stati i primi a perdere lo può rendere un obiettivo facile - continua l'avvocato - ma non vuol dire che abbia fatto qualcosa di sbagliato". I legali respingono le accuse, ma i loro assistiti rischiano parecchio. Tannin potrebbe avere 20 anni per frode e complotto, Cioffi 40 perché su di lui grava anche l'accusa di insider trading. I due manager non hanno avuto problemi a pagare le cauzioni, rispettivamente 4 milioni per Cioffi e 1,5 milioni per Tannin. Per sborsare i soldi hanno dovuto ipotecare le loro case: la villa in New Jersey e i terreni in Florida di Cioffi e l'appartamento di Manhattan di Tannin.

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Intercettazioni libere, ha vinto Bush (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

USA, SÌ DELLA CAMERA AI SUPERPOTERI PER GLI 007 Intercettazioni libere, ha vinto Bush La camera dei rappresentanti ha approvato ieri un controverso progetto di legge che oltre a garantire, di fatto, l'immunità alle società telefoniche che parteciparono a un programma d'intercettazioni illegali "anti-terrorismo" voluto dal presidente Bush, darà la possibilità alle agenzie di 007 di continuare a spiare "liberamente" le telefonate degli americani. Se il provvedimento - che deve ancora passare al vaglio del senato - fosse stato respinto, gli utenti avrebbero potuto ottenere miliardi di dollari di risarcimento per le telefonate intercettate dal 2001 - quando il piano fu varato segretamente dalla Casa Bianca - a quando, quest'anno, Bush ne ammise l'esistenza e lo giustificò come una misura necessaria a prevenire attentati terroristici. Una quarantina di cause erano già state intentate contro le principali compagnie telefoniche tra cui AT&T, Verizon communications, Sprint Nextel per aver violato le leggi sulla privacy partecipando al programma di intercettazioni non autorizzate. "Aiuterà i nostri professionisti dei servizi segreti a scoprire i piani dei nostri nemici per nuovi attentati" ha insistito ieri il comandante in capo della cosiddetta "guerra al terrorismo per lodare i parlamentari che hanno passato il disegno di legge, presentato sia da democratici sia da repubblicani. Protestano le organizzazioni per la difesa dei diritti civili. La nuova legge rimpiazzerà un provvedimento temporaneo - che scadrà il febbraio prossimo - che dava al presidente il potere di ordinare la sorveglianza di utenze senza autorizzazione. La controversa legge, rimasta bloccata per mesi al Congresso, dovrebbe essere approvata la prossima settimana anche dal Senato, assicurando in questo modo un'importante vittoria alla legge della giungla "anti-terrorismo" del presidente.

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Riemerge dall'ombra un nuovo Leonardo (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

OLTRETUTTO Riemerge dall'ombra un "nuovo" Leonardo Sarà o non sarà opera di Leonardo da Vinci il ritratto su pergamena di giovane donna, di cui si ignora la provenienza, battuto all'asta a New York nel 1998 e poi finito in Svizzera? Ne è così convinto Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, da avere deciso di inserirne una riproduzione nel suo volume "Leonardo infinito", di prossima uscita per le Edizioni Scripta Maneant. E ne sono persuasi, fra gli altri, Nicholas Turner (che, già curatore dei disegni nel Getty Museum di Los Angeles e nel British Museum, è stato il primo a riferire a Leonardo questo profilo) e Mina Gregori. Più cauto invece Carlo Pedretti, il più noto studioso internazionale del maestro, che tuttavia ha concluso come l'opera costituisca, almeno per ora, il ritrovamento più importante dopo la definitiva attribuzione a Leonardo, all'inizio del Novecento, della "Dama con l'ermellino". Il dipinto, che misura circa trenta centimetri per trenta, raffigura una giovane donna di profilo, dai lineamenti purissimi, senza gioielli. Tra i particolari che avvalorerebbero l'ipotesi leonardesca, l'acconciatura a "coazzone", caratteristica della corte sforzesca, quando l'artista era a Milano, dopo il 1482. La provenienza del ritratto è sconosciuta. Pedretti ricostruisce che l'unica volta che è apparsa nel catalogo di vendita all'asta è stato da Christie' s a New York, quando fu battuta come dipinto di un anonimo tedesco nell'Ottocento per oltre ventunomila dollari, cifra assurda: esagerata per un anonimo, un'inezia per un maestro del Rinascimento. Da lì il ritratto è arrivato fino in Svizzera. POESIA ENZENSBERGER IL PARMENSE Da oggi Hans Magnus Enzensberger - poeta, saggista, analista sociale, traduttore, critico - potrà dichiararsi a buon diritto cittadino di Parma. In occasione del festival di poesia in corso fino al 24 giugno, la città emiliana insignirà infatti della cittadinanza poetica lo scrittore tedesco in una cerimonia che si svolgerà stamattina presso la Sala di rappresentanza del Municipio. Lo stesso onore era toccato nelle edizioni precedenti a Luciano Erba e a Edoardo Sanguineti. Il "parmense" Enzensberger incontrerà poi per un pubblico "aperitivo letterario" il poeta americano Stanley Moss, noto anche come editore: Sheep Meadow Press, la casa editrice no-profit che dirige, ha pubblicato fra gli altri Celan, García Lorca, Pessoa e (naturalmente) Enzensberger. FOTOGRAFIA UNA MOSTRA PER WEEGEE Viveva praticamente nella sua Chevrolet Weegee, leggendario fotoreporter statunitense che Milano ricordaora con una mostra allestita da ieri nel Palazzo della Ragione. Nell'auto teneva tutto l'occorrente per il suo lavoro, compresa una radio sintonizzata sulla lunghezza d'onda della Polizia, per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie. Nella mostra aperta fino al 12 ottobre, sono esposte circa cento immagini scattate nel decennio 1935-1945 a New York. Di un disastro, un delitto, un incidente, Weegee non fotografava solo i protagonisti diretti e lo scenario, ma riservava sempre qualche scatto alle persone che si fermavano ad osservare. Di quegli anni Weegee testimoniò anche le tensioni razziali, con immagini spesso disarmanti, come quella di un cinematografo diviso da una transenna longitudinale: a destra i bianchi ed a sinistra i neri.

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Obiettivo Leoncavallo (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il più famoso centro sociale d'Italia è rimasto isolato e rischia di essere sgomberato. Una minaccia reale che non scuote più quel che resta del movimento milanese sempre più in crisi Luca Fazio MILANO A Milano, città dove le autoprofezie più nefaste si avverano prima che altrove, i centri sociali sono in avanzato stato di decomposizione. Le membra sparse del movimento che fu però continuano a muoversi appena appena tiepide, segno che forse è ancora prematuro procedere al complicatissimo esame autoptico, operazione che si sarebbe dovuta fare con più coraggio diversi anni fa per indagare le cause del progressivo disfacimento. Un'analisi a freddo, oggi, oltre che impietosa sarebbe ingenerosa, anche perché il cosiddetto "movimento" milanese sconta una crisi di tipo terminale che accomuna la sinistra intera, e proprio nessuno può chiamarsi fuori. Allora, come riparlarne senza farsi troppo del male? Ricominciando dall'inizio, o forse dalla fine, imboccando la scorciatoia che ci conduce alla porta del centro sociale simbolo di tutti i centri italiani. Aprirla, significa rievocare un fantasma: lo sgombero del Leoncavallo. Un film dell'orrore, che forse non appassiona più. Questa volta però sono cambiati i rapporti di forza tra "buoni" e "cattivi", ed è mutato lo scenario dove si potrebbe consumare la vendetta di una destra più subdola di quella fascistoide e primitiva che ha preso Roma. Quindi, come dicono le parti interessate, l'ipotesi sgombero non è mai stata così concreta (lunedì, alle 6 del mattino, presidio anti-sfratto in via Watteau). Non è del tutto ininfluente se il ministro degli Interni, durante la sua uscita milanese, ha minacciato l'intervento della forza prendendo di mira un obiettivo così simbolico per l'area antagonista italiana. Ma oggi, quale parte di città cercherebbe di resistere in difesa del Leoncavallo? Meglio attendere il non precipitare degli eventi, e non deprimersi cercando risposte che non si possono nemmeno virgolettare: la definizione più simpatica che raccogliamo è che ormai il Leo è il circolo di un partitino andato in frantumi. E il resto? "I centri sociali sono morti", questo dicono di sé i più disposti a fare autocritica, ma senza esagerare, perché ognuno rivendica una maggiore progettualità rispetto agli altri. Non si vogliono bene, vecchia storia a sinistra. Come si è arrivati a questo punto? Sintetizzando: negli anni tutti i centri milanesi, per dirla con un eufemismo, hanno fatto prevalere le loro soggettività allontanandosi gli uni dagli altri, e il principale imputato di ogni involuzione è sempre stato il fratello più grande (in ultima analisi, il Leo sconta anche l'adesione di Daniele Farina al partito che fu di Bertinotti). Farina ha il dovere di essere fiducioso. "La cosa peggiore è farsi travolgere dal pessimismo della ragione, la situazione prima del 1989 (il primo sgombero, ndr) era simile a quella attuale, pessima, e sono convinto che i centri milanesi possano ancora fare da ponte per i soggetti in difficoltà. Credo che ci siano tutti gli elementi per un processo di riaggregazione, anche a partire dallo sgombero del Leo. Nei momenti di scontro i centri riescono ad esprimere maggiore visibilità, accadrà di nuovo, oggi siamo davanti a una fase di caricamento". Già, lo sfratto. La soluzione è nelle mani del comune di Milano. C'è un'intesa tra gli occupanti e la proprietà dell'immobile (società della famiglia Cabassi) che prevede la trasformazione dell'area di via Watteau in spazio pubblico - quindi non più edificabile - a patto che il comune permetta alla proprietà di traslare su un altro terreno la medesima cubatura edificatoria, se non altro come risarcimento per aver disinnescato negli anni la miccia Leoncavallo. Perché Palazzo Marino dovrebbe agevolare la trattativa anche se con un semplice atto notarile? Forse perché un sindaco scaltro come la Moratti, con davanti un futuro lastricato di miliardi per l'Expo 2015, è interessata a mantenere la pace sociale. Altri, invece, sostengono che il governo sarebbe capace di tutto pur di mortificare anche l'opposizione extraparlamentare. Questa resa dei conti, se così sarà, non poteva capitare nel momento peggiore. Non solo per il Leo. Prendiamo in prestito una onesta dichiarazione di un vecchio leone del movimento, in due parole esprime un sentimento diffuso: "Una fase si è chiusa, a Milano chi è rimasto ancorato ai centri è morto di morte naturale, adesso bisogna ricominciare a fare politica in maniera complessiva, tutta la retorica dei centri ormai è vecchia, dobbiamo intercettare i veri problemi della popolazione". Ora, stando così le cose, dobbiamo precisare che le diverse realtà sono ancora attive sul territorio (in sintesi ne diamo conto nell'elenco che pubblichiamo). Quindi, vista l'aria che tira, lunga vita a questi soggetti, a prescindere dallo loro preistoriche beghe interne incomprensibili, e dalle parole d'ordine che faticano ad arrivare a destinazione: antifascismo militante o disobbedienza, antiproibizionismo o lotta alla precarietà, liberi saperi o solidarietà a Chiapas e Palestina, sound system o banchetti di controinformazione. Ognuno ha il diritto di rivendicare una presunta vivacità e un calendario di iniziative anche meritevoli, ma nessuno può negare che un eccesso di autoreferenzialità e la palese incapacità di leggere ciò che accade a Milano - e quindi muoversi di conseguenza - siano la dimostrazione di una inadeguatezza e di uno scollamento che non possono non far riflettere. Concretamente. Davanti a un affare colossale come l'Expo, un solo gruppo di Rho (senza sede perché appena sgomberato...) si propone con iniziative che raccolgono poche decine di persone. Di fronte ai rastrellamenti quotidiani di stranieri sugli autobus, solo per restare alle ultime settimane, quasi tutti hanno dimenticato persino la buona pratica di prendere carta e penna per scrivere un comunicato. L'indignazione (per gli assalti agli zingari, per l'arresto nei Cpt fino a 18 mesi, per i militari nelle strade...) rimane alta a Milano, ma resta confinata in gesti individuali, nello scoramento, non esistono più ambiti collettivi che riescano a tradurre tutto ciò in azione politica, fosse anche solo simbolica. I centri sociali erano capaci di questo. Ma oggi, un ragazzo giustamente arrabbiato, non trova naturale sfogo nella frequentazione di luoghi che un tempo erano in grado di comunicare e trasmettere senso di appartenenza e passione. Forse questa ricerca va fatta altrove, forse, per pigrizia, stiamo solo sbagliando indirizzo. Fine della storia? No. Nulla si crea, nulla si distrugge. "Forse i nostri figli...", suggerisce chi li ha alle prime classi delle elementari.

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NAZIONI UNITE (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-06-21 - pag: 12 autore: NAZIONI UNITE Lo stupro diventa crimine di guerra La violenza sessuale è una "tattica di guerra" secondo il Consiglio di sicurezza dell'Onu. I quindici membri hanno approvato una risoluzione, la 1820, che classifica lo stupro come "un crimine di guerra, un crimine contro l'umanità o un elemento di genocidio". Questo significa il divieto di prescrizione e la possibilità di processi davanti al tribunale internazionale dell'Aja. "è un avvenimento storico", ha dichiarato l'organizzazione Human Right Watch. CECENIA Grozny, 800 corpi in una fossa comune Appartengono a civili uccisi durante la prima guerra russo-cecena (1994-'96) gli 800 corpi rinvenuti in una fossa comune scoperta ieri a Grozny. Ci sarebbero ancora 60 fosse comuni in Cecenia, ma mancano fondi e laboratori per il riconoscimento dei cadaveri. Secondo Nurdi Nukhazhiev, responsabile per i diritti umani, sono 5mila i cittadini ceceni di cui non si hanno più tracce. STATI UNITI/1 Sui fondi elettorali stampa contro Obama In un editoriale il New York Times lo definisce "Fast Eddie Obama", come il protagonista de "Lo spaccone": quello che non mantiene le promesse. Per il Washington Post "aveva l'opportunità di dimostrare di essere un politico diverso. Ha fatto una scelta differente e tutti possiamo capire perché: sta raccogliendo una montagna di denaro". La stampa non è stata tenera con il candidato democratico alla Casa Bianca, dopo la sua rinuncia ai fondi pubblici. Obama intanto venerdì prossimo sarà con Hillary nella prima apparizione pubblica comune. STATI UNITI/2 Ok della Camera alle intercettazioni La Camera degli Stati Uniti ha dato il via libera alla legge sulle intercettazioni, fortemente voluta dal presidente Bush, che consente al Governo di ascoltare le comunicazioni di persone sospettate di legami con i terroristi. Le legge passa ora al Senato.

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Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Tele (sezione: Intercettazioni)

( da "Liberazione" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Norba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della studentessa inglese Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della studentessa inglese. I reati ipotizzati nel fascicolo sono violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di dati giudiziari da parte di privati. Il 5 aprile scorso la polizia perquisì la redazione dell'emittente pugliese sequestrando il filmato trasmesso. Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista. Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. 21/06/2008.

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CALCIO PULITO: CANNAVARO NON GIOCA MA SI FA LA DOCCIA - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO - CLAUDIO VILLA LANCIA UNA 'GRANADA' SULLA SPAGNA "ANGELA MERKEL SI INTENDE DI CALCIO PER (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CALCIO PULITO: CANNAVARO NON GIOCA MA SI FA LA DOCCIA - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO - CLAUDIO VILLA LANCIA UNA 'GRANADA' SULLA SPAGNA ? "ANGELA MERKEL SI INTENDE DI CALCIO PER QUANTO È SEXY"? 1 ? CLAUDIO VILLA LANCIA UNA GRANADA SULLA SPAGNA Antonio Dipollina per La Repubblica - Informative da Raisport con la Spagna all'orizzonte. Contro l'invadenza dei politici nelle vicende dell'Europeo, Bartoletti insiste e cambia obiettivo: "Angela Merkel si intende di calcio per quanto è sexy". Screanzato. Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo". (Marco Tardelli). "Modric somiglia un po' a Cruz e un po' a Zola" (Saverio Montingelli in uno spericolatissimo paragone). "Alla fine, su quello che possiamo fare con la Spagna, posso dire una cosa sola: You may say I'm a dreamer, But I'm not the only one". (Bartoletti inventa dal nulla ? forse ? una strofa memorabile). - La questione della sfida a ogni livello tra Italia e Spagna viene modulata ovunque producendo notevoli sforzi di fantasia. Ieri sera al Tg2 la pratica è stata affidata al poeta militante Claudio Valeri, che ha iniziato il servizio con un vecchio filmato in bianco e nero di Claudio Villa che cantava "Granada". - Sta per partire Croazia-Turchia, squadre a centrocampo, si vede il nostro Rosetti che si rivolge partecipe ai due capitani e si intuisce il labiale: "In bocca al lupo". I due, il croato e il turco, lo guardano un po' così. - Il buon Alessandro Forti di Raisport ha vinto il premio in palio (un poster di Lineker) bruciando tutti sul tempo giovedì sera e ricordando prima di chiunque altro in tv la frase dell'antico centravanti inglese sul calcio e la Germania che vince sempre. - "Ottomani a respingere gli attacchi croati" era lo slogan pubblicitario scelto ieri dalla nota agenzia di scommesse per Croazia-Turchia. Carino, ma si può fare di più. Se ne accettano, scommesse, per quello odierno dedicato a Olanda-Russia, qualcosa del tipo "Il Gus dotto farà appassire i tulipani?". O anche di peggio. - Nelle meravigliose code di conferenza stampa con gli azzurri, quei momenti in cui chiunque chiede qualsiasi cosa, ieri si è parlato anche di cantanti, canzoni e preferenze musicali. Il confronto tra Cassano e Gattuso è impietoso quanto sorprendente: Cassano predilige Nino D'Angelo, Gattuso si proclama romantico seguace di Gigi D'Alessio. Per intendersi, in confronto a D'Alessio, Nino D'Angelo è Proust. Gattuso precisa che la sua canzone d'alessiana preferita è "Annarè". In effetti basta scorrerne il testo. C'è il momento in cui dice: "Io sto aspettanno sultanto e sape'/ si cchiu tarde te pozzo vede'": ecco, in quel momento un'entrata sulle caviglie a piedi uniti sarebbe perfetta". - "A me piace molto che si desse continuità alla formazione che abbiamo vinto con la Francia". (Walter Novellino, Eurosera). 2 - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO Luca Bottura per il Corriere della Sera BEH, PER ESEMPIO SONO 23 GIOCATORI DIVERSI - "La Spagna rispetto a quella del '94 come è cambiata?" (Alan Gard, forse figlio del mitologico Ferruccio Gard del "Novantesimo" anni 70, intervista Mauro Tassotti a Tg Sport). RIVELAZIONI - "Non tutti sanno che Panucci è un grande appassionato di pallanuoto " (Fabrizio Failla, Eurosera). ROSETTI VUOL DIRE FIDUCIA - "Il nostro miglior arbitro Rosetti rappresenterà degnamente la classe arbitrale italiana" (Carlo Longhi, Raduno, prima di Croazia-Turchia). ANZI NO - "Andiamo a vedere il fallo di Tuncai: per me è calcio di rigore. Rosetti ha sbagliato" (Carlo Longhi, metà tempo). CORNA SUBITO - "Il pallone quasi si sgonfia nell'impatto con la testa di Arda Turan" (Stefano Bizzotto fa insinuazioni sulla fedeltà della signora Turan, Croazia-Turchia). IO PENSO CONGIUNTIVO - "La Croazia ha avuto un'impennata: sembrasse che volesse schiacciare l'acceleratore (Ubaldo Righetti, idem). PIEDI PULITI - "Fabio Cannavaro alla fine ha fatto anche la doccia" (Donatella Scarnati, Tg1, ripresa da Blob). TINTO BROS - Si vede che i Mondiali Rai vanno in onda da Milano: i capelli di Walter Novellino sono platealmente colorati con gli avanzi della tintura di Paolo Limiti. STORIE PESE - In concomitanza con Turchia- Croazia, Eurosport ha trasmesso ieri sera le "Strongest men superseries", ossia il campionato per uomini forzuti che sollevano oggetti pesantissimi. Il vincitore è riuscito ad alzare in sequenza (a crescere) un frigorifero, un'automobile e un servizio di Saverio Montingelli. C SIAMO - Contrordine alla Lega di C, che aveva annunciato di voler cambiare nome in Lega Pro. Il premier in persona, ravvisando un richiamo al precedente presidente del consiglio, ha chiesto e ottenuto un nuovo nome: si chiamerà Lega Ber. FIGURE DI CACAO - La Nutella ha ridoppiato lo chef della nazionale Claudio Silvestri, nel noto spot, facendogli dire che la riserva del prezioso alimento è "per quando battiamo la Francia". Claudio, una notizia per te: già fatto. Adesso màgnate 'sto panino. QUESTI FANTASMI - Gran bel duello ieri a "Dribbling europei". Varriale da Casa Azzurri lancia l'intervista di Paris a Gattuso, preannunciando "una notazione finale su cui sarà magari giusto fare un commento" La notazione finale è l'attacco di Gattuso a Moggi. Rientro. Paola Ferrari: "Lasciamo Moggi fuori da questi europei. Interessanti le similitudini tra la Spagna di Aragones e il Barcellona di due anni fa, vero Marino?". E Varriale, ancora sul ledwall, assume un'espressione da Calimero partenopeo che neanche Eduardo ai tempi d'oro. Da rivedere. CIAK, MI GIRANO - "Bisognerà ostacolare il centrocampo spagnolo prima di far girare le palle lì davanti" (Sandro Mazzola, Eurosera). Dagospia 21 Giugno 2008.

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Indagati i familiari di Sollecito Volevano manipolare le indagini (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di MEO PONTE PERUGIA - Far trasferire poliziotti scomodi, chiedere l'intervento di politici di spicco, organizzare campagne mediatiche. Tutto per scagionare Raffaele Sollecito, lo studente di Giovinazzo, in carcere con l'accusa di aver ucciso, con la fidanzata americana Amanda Knox e Rudy Guede, la studentessa inglese Meredith Kercher. È il piano messo a punto nei mesi scorsi dalla famiglia Sollecito e ora rivelato dalle intercettazioni telefoniche depositate l'altro ieri con i quattordici faldoni che raccolgono l'intera inchiesta sul delitto di Perugia. Le registrazioni delle conversazioni telefoniche tra il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, noto cardiologo pugliese, il fratello Giuseppe, la cognata Sara, la seconda moglie Mara e la figlia Vanessa ricostruiscono l'incessante attività della famiglia per trovare l'appoggio di personaggi influenti. Spinto dalla convinzione che la Squadra Mobile perugina e il pm Giuliano Mignini abbiano indagato in modo errato, l'intero clan familiare di Raffaele Sollecito si mobilita per scagionare il giovane. Non solo con l'intervento di pool di avvocati e di consulenti medico-legali ma anche attraverso amicizie politiche. Ad esempio Vanessa, la sorella di Raffaele, confida al padre di aver la possibilità di raggiungere il senatore Domenico Formisano dell'Italia dei Valori. "Il senatore - dice - mi ha contattato per chiedermi un intervento a favore di una persona. Sono contenta perché così sarà in debito con me e potrò andare a Napoli a parlargli". Si rivela ingenua, Vanessa, anche se è un tenente dei carabinieri. Al padre che la invita alla prudenza ricordandogli che ha il telefono sotto controllo lei risponde: "Ma io non sono intercettata". Un altro politico di spicco a cui si rivolge la famiglia Sollecito, anche grazie alla zia Sara, militante di Alleanza Nazionale, è Domenico Nania, ora vicepresidente del Senato, che, secondo i parenti di Raffaele, potrebbe interessare alla vicenda addirittura l'onorevole Renato Schifani. Anche la scelta di Giulia Bongiorno come avvocato è dettata dalla stessa logica. Mara, la matrigna di Raffaele, la definisce "la signora Trentapalle" e sottolinea: "Lei sa come comportarsi in certe situazioni". Tutta questa attività naturalmente viene riferita a Raffaele durante i colloqui in carcere, anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi. Nel mirino della famiglia ci sono soprattutto il commissario Monica Napoleoni, responsabile della Sezione Omicidi, e Giacinto Profazio, capo della Squadra Mobile, che sono di volta in volta definiti "maiali, figli di p., bastardi". "Dobbiamo trovare qualcuno che possa intervenire in qualsiasi maniera - si legge nelle intercettazioni - Bisogna far sì che la polizia non faccia altre nefandezze". Tutti si dicono convinti che la polizia perugina sia capace di alterare le prove, costruendone addirittura di false. E per questo contattano giornalisti e televisioni finendo per portare a Telenorba un filmato girato nel momento successivo alla scoperta dell'omicidio che dovrebbe, secondo loro, rivelare l'inefficienza della polizia scientifica. È una decisione invece che si rivela fatale per la famiglia Sollecito: l'intero clan finisce indagato per violazione della privacy, diffamazione e pubblicazione arbitraria di atti giudiziari e pubblicazione di immagini raccapriccianti. E ora alla Procura di Perugia pensano di inviare ai colleghi di Firenze, competenti per territorio, il nuovo fascicolo. (21 giugno 2008.

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Wall Street, truffa svelata dalle email <Ho paura. Mi sa che siamo fritti> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Si allarga l'indagine dell'Fbi, continuano i fermi. Inchiesta su 19 big della finanza Usa Le email svelano la grande truffa Manette a Wall Street. Ai clienti: "State tranquilli". Negli scambi interni: "Ho paura. Mi sa che siamo fritti" NEW YORK "Questo mercato mi mette paura, mi sa che siamo fritti". "Che tu ci creda o no, anche in queste condizioni sono riuscito a convincere qualche cliente a mettere più soldi nel nostro fondo". "Io penso che dovremmo chiuderlo adesso ". Questo scambio di battute è alla base dell'incriminazione dei due "fund manager " di Bear Stearns arrestati (e poi rilasciati su cauzione) due giorni fa con l'accusa di aver mentito agli investitori loro clienti. Non sono frasi ricavate da un'intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici email e "instant messages" scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime. L'arresto di Ralph Cioffi e Mattehew Tannin è probabilmente solo il primo episodio di un'offensiva giudiziaria che, dopo aver colpito soprattutto operatori del mercato immobiliare, periti e le società che hanno concesso mutui (i 60 arresti per 144 frodi di cui hanno dato notizia l'altro giorno i procuratori federali a Washington), è destinata a espandersi proprio a Wall Street e dintorni, nel cuore del mercato finanziario. L'Fbi ha, infatti, reso noto che sta esaminando in profondità il comportamento di 19 delle maggiori istituzioni finanziarie del Paese. E, vista la grande difficoltà di entrare nel merito delle scelte professionali degli operatori, di provare la loro imperizia nella gestione del denaro degli investitori, si finisce per intervenire cercando di dimostrare che i risparmiatori sono stati presi per il naso. Per farlo di mettono a confronto le frasi di ogni tipo c'è di tutto, dalle espressioni scanzonate alle confessioni angosciate scritte nelle mail e, ancor più, nei messaggi istantanei con le assicurazioni che, negli stessi giorni, venivano fornite ai clienti. Le parole sussiegose, gli inviti alla fiducia registrati nelle "conference call" contro testi scritti, inesorabilmente registrati dalla memoria universale del web, che riflettono stati d'animo momentanei, sfoghi improvvisi, il linguaggio colloquiale, e notoriamente colorito, dei trader. Non è la prima volta che le email sono cruciali per un provvedimento giudiziario. E' successo nel caso Enron, mentre qualche anno fa Henry Blodget, celebre analista di Merrill Lynch, patteggiò, pagando una multa salatissima e abbandonando l'attività finanziaria per evitare di essere processato dall'allora capo della procura di New York, Eliot Spitzer, che lo aveva accusato di essere, nella sua attività finanziaria, in conflitto d'interessi. Ai risparmiatori Blodget raccontava meraviglie di alcune "start up" tecnologiche come Info.Space, Pets.com e eToys, ma poi, in privato, usava espressioni come "ho smaltito un po' di spazzatura" o "gli ho rifilato m.". E Sanford Weill, mitico capo del gruppo Citibank, lasciò l'istituto e rinunciò a candidarsi ad alcuni incarichi pubblici anche per l'imbarazzo derivante da uno scambio di email col superanalista Jack Grubman che, mentre proponeva ai clienti della banca di investire in certe società, scriveva a Weill che coloro che governavano quelle stesse imprese erano dei gran maiali. Non sempre, comunque, il messaggio elettronico basta a incastrare un imputato: Frank Quattrone, banchiere specializzato in investimenti tecnologici, è stato processato per il reato di ostruzione alla giustizia a causa di una mail nella quale invitava i suoi colleghi a ripulire i loro "file", facendo sparire tutto ciò che poteva essere imbarazzante o compromettente. La battaglia legale è stata lunga, ma alla fine Quattrone è stato assolto. Stavoltà, però, negli Usa il clima è diverso. Intanto perché la disinvoltura di molti operatori finanziari ha innescato una crisi di dimensioni impressionanti che sta avendo un impatto pesante sul piano economico e anche a livello sociale. E poi perché i clienti di Bear Stearns ai quali Cioffi e Tannin vendevano titoli che già sapevano essere carta straccia non erano solo anziani e danarosi pensionati, ma anche grandi banche come la britannica Barclays e perfino "hedge fund". L'industria della finanza più rischiosa, quella spesso sospettata di rifilare "bidoni", è stata, insomma, a sua volta "bidonata". Banche e fondi non l'hanno presa bene. Delle vecchie complicità tipo "cane non morde cane" non c'è più traccia: le banche raggirate dai due "fund manager " sono in prima fila nel procedimento d'accusa. Lo scambio di mail della notte del 22 aprile 2007 può segnare, negli Stati Uniti, l'inizio di una nuova stagione nei rapporti tra finanza e giustizia. Matthew Tannin, un operatore finanziario laureato in giurisprudenza descritto dai suoi colleghi come un uomo tormentato, da tempo preoccupato per la china nella quale sta sprofondando la Bear Stearns, confessa i suoi timori al suo collega "anziano", Ralph Cioffi. Il rude "broker" italoamericano lo incontra nel fine settimana per rassicurarlo: la situazione è difficile, ma ce la faremo, stanno per arrivare nuovi soci. Tannin si convince e si rimette al lavoro. Qualche settimana dopo il loro fondo fa naufragio: gli investitori perdono tutto. Ancora qualche mese e ad affondare sarà l'intera Bear Stearns. Massimo Gaggi stampa |.

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Il Berlusconi furioso: <Toghe sovversive> (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSTIZIA I magistrati chiamano il Quirinale: "Attacchi ingiustificati" Il Berlusconi furioso: "Toghe sovversive" sa.m. ROMA La conferenza stampa sul trattato europeo è finita. C'è giusto il tempo per un paio di domande al premier, un cronista alza il braccio, chiede di Veltroni. E il Cavaliere si imbizzarrisce, dà del "fallito che non dovrebbe proseguire la propria carriera politica" al leader dell'opposizione per poi lanciarsi in una invettiva anti-toghe, agitando pericolosamente braccio e penna verso il ministro degli esteri Frattini, che lo guarda attonito: "Nel '94 ho visto sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria che sta nella magistratura (pugno sul tavolo). Ora sono accusato di fatti risibili (toc) di cui non c'è neppure l'ombra dell'ombra di una prova (toc). Non permetterò (toc) in alcun modo (toc) che il voto popolare, che la volontà degli italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura che il resto della magistratura non sa mettere nell'angolo". Quindi, ancora agitato, lascia la sala stampa di Bruxelles antipatizzando coi cronisti e accusandoli anche delle ragioni del suo sfogo: "L'avete voluto voi". L'accusa verso il leader dell'opposizione è molto pesante. Lo ritiene responsabile di un debito di 16.000 miliardi di lire, "una vera bancarotta", "se così fosse" Walter Veltroni sarebbe un "fallito" che dovrebbe "interrompere la propria carriera politica". Ma quello che lascia di sale i cronisti arrivati a Bruxelles per capire l'esito delle frizioni tra il governo italiano e la commissione è il frontale con l'intera magistratura italiana: "Contro di me ci sono accuse risibili. Lo giuro sui miei cinque figli, sono accuse false, assolutamente non provate, portate aventi da pm e giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia. Un fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei cinque figli. Se uscisse fuori anche solo un'ombra della mia colpevolezza mi ritirerei". Il presidente del consiglio promette che tutti i dettagli delle sue accuse contro i giudici sovversivi saranno spiegati meglio la prossima settimana, con una bella conferenza stampa. Intanto, a sorpresa, promette che a dispetto del nome dell'emendamento, a Milano rinuncerà ad usare la "salva premier: "Dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perché voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti". Piero Longo, uno dei suoi due avvocati nel processo Mills (l'altro è Niccolò Ghedini, consigliori giuridico a tutto campo) conferma che l'intenzione c'è: "Non abbiamo ancora ricevuto un mandato esplicito, ma non mi stupirebbe se arrivasse. Del resto, vinceremo quel processo in ogni caso". Difficile dire se Berlusconi lascerà davvero da parte la salva premier. E' probabile che decida di farlo, se davvero venerdì prossimo presenterà in consiglio dei ministri il lodo Schifani bis che con una legge di un solo articolo (dunque pensata per una rapidissima approvazione) sia capace di istituire una "immunità totale" a suo favore e rispondere alla bocciatura della corte costituzionale, allargando la platea delle cariche dello stato completamente immuni da inchieste giudiziarie a tutti i giudici della consulta, permettendo ai "salvati" di rinunciare al privilegio e limitando nel tempo questo pesante mantello anti inchieste. Dinnanzi all'ennesimo attacco, persino più grave di quelli che il premier lanciava ormai dieci anni fa, l'Associazione nazionale magistrati si è decisa a chiedere un incontro riservato col presidente della repubblica Giorgio Napolitano e ad inviare immediatamente un comunicato stampa: "Riteniamo che in uno stato democratico ogni imputato possa difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica; ma riteniamo che chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria anche se è in discussione la sua posizione personale". Ammettono di essere preoccupati: "Questi attacchi ci allarmano e ci preoccupano perché rischiano di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". Lo scontro con le toghe è destinato ad accendersi ancora, se è vero che nella prossima settimana il Csm si prepara a prendere posizione sulle scelte della maggioranza. Lunedì sono già in calendario due appuntamenti: la prima commissione avvierà la valutazione della pratica a tutela della magistratura milanese, partita (ed è cosa piuttosto rara) su precisa indicazione del vicepresidente Nicola Mancino. Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.

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OLTRETUTTO (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

A cura di Lisa Masier ARTE Riemerge dall'ombra un "nuovo" Leonardo Sarà o non sarà opera di Leonardo da Vinci il ritratto su pergamena di giovane donna, di cui si ignora la provenienza, battuto all'asta a New York nel 1998 e poi finito in Svizzera? Ne è così convinto Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, da avere deciso di inserirne una riproduzione nel suo volume "Leonardo infinito", di prossima uscita per le Edizioni Scripta Maneant. E ne sono persuasi, fra gli altri, Nicholas Turner (che, già curatore dei disegni nel Getty Museum di Los Angeles e nel British Museum, è stato il primo a riferire a Leonardo questo profilo) e Mina Gregori. Più cauto invece Carlo Pedretti, il più noto studioso internazionale del maestro, che tuttavia ha concluso come l'opera costituisca, almeno per ora, il ritrovamento più importante dopo la definitiva attribuzione a Leonardo, all'inizio del Novecento, della "Dama con l'ermellino". Il dipinto, che misura circa trenta centimetri per trenta, raffigura una giovane donna di profilo, dai lineamenti purissimi, senza gioielli. Tra i particolari che avvalorerebbero l'ipotesi leonardesca, l'acconciatura a "coazzone", caratteristica della corte sforzesca, quando l'artista era a Milano, dopo il 1482. La provenienza del ritratto è sconosciuta. Pedretti ricostruisce che l'unica volta che è apparsa nel catalogo di vendita all'asta è stato da Christie' s a New York, quando fu battuta come dipinto di un anonimo tedesco nell'Ottocento per oltre ventunomila dollari, cifra assurda: esagerata per un anonimo, un'inezia per un maestro del Rinascimento. Da lì il ritratto è arrivato fino in Svizzera. POESIA ENZENSBERGER IL PARMENSE Da oggi Hans Magnus Enzensberger - poeta, saggista, analista sociale, traduttore, critico - potrà dichiararsi a buon diritto cittadino di Parma. In occasione del festival di poesia in corso fino al 24 giugno, la città emiliana insignirà infatti della cittadinanza poetica lo scrittore tedesco in una cerimonia che si svolgerà stamattina presso la Sala di rappresentanza del Municipio. Lo stesso onore era toccato nelle edizioni precedenti a Luciano Erba e a Edoardo Sanguineti. Il "parmense" Enzensberger incontrerà poi per un pubblico "aperitivo letterario" il poeta americano Stanley Moss, noto anche come editore: Sheep Meadow Press, la casa editrice no-profit che dirige, ha pubblicato fra gli altri Celan, García Lorca, Pessoa e (naturalmente) Enzensberger. FOTOGRAFIA UNA MOSTRA PER WEEGEE Viveva praticamente nella sua Chevrolet Weegee, leggendario fotoreporter statunitense che Milano ricordaora con una mostra allestita da ieri nel Palazzo della Ragione. Nell'auto teneva tutto l'occorrente per il suo lavoro, compresa una radio sintonizzata sulla lunghezza d'onda della Polizia, per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie. Nella mostra aperta fino al 12 ottobre, sono esposte circa cento immagini scattate nel decennio 1935-1945 a New York. Di un disastro, un delitto, un incidente, Weegee non fotografava solo i protagonisti diretti e lo scenario, ma riservava sempre qualche scatto alle persone che si fermavano ad osservare. Di quegli anni Weegee testimoniò anche le tensioni razziali, con immagini spesso disarmanti, come quella di un cinematografo diviso da una transenna longitudinale: a destra i bianchi ed a sinistra i neri.

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Treviso, maxi operazione della Gdf Evasori con barche da 600mila euro (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

TREVISO - Barche da 600mila euro, terreni, auto di lusso, appartamenti e ville. Possedevano beni per milioni di euro ma nei registri del fisco erano poco più che nullatenenti. I militari delle Fiamme gialle di Treviso, durante un'indagine sui movimenti patrimoniali di 111 persone sospettate di frode fiscale, hanno smascherato 20 evasori sconosciuti all'erario. Oltre la metà aveva dichiarato di non possedere nulla, ma in 14 sono risultati proprietari di almeno due appartamenti ciascuno. E tra loro c'è anche chi aveva 50 immobili a fronte di una dichiarazione dei redditi di poco superiore ai 5mila euro l'anno. Un'incongruenza difficile da sostenere. L'operazione della Guardia di finanza è scattata dopo l'intercettazione di alcune manovre patrimoniali azzardate concluse tra il 2004 e il 2007: dall'acquisto di barche da centinaia di migliaia di euro all'acquisizione di terreni nel trevigiano e non solo. I controlli hanno portato alla luce ingenti movimenti di capitale in Italia e all'estero, con l'apertura di diverse società di copertura. Una delle 20 persone finite nel mirino dovrà spiegare il trasferimento fuori dai confini nazionali di oltre 500mila euro per motivi non commerciali. Per il fisco italiano, fino ad oggi, non esisteva. (21 giugno 2008.

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Nidificano gli smerghi, prova che il lago è più pulito (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere Di Como, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Esemplari rari Gli smerghi maggiori nidificano sul nostro lago. "La presenza di questi uccelli sul Lario indica che il profilo faunistico del nostro lago sta migliorando", spiega Piero Bonvicini del Centro ricerca ornitologica di Varenna. Questa particolare specie di anatra è stata avvistata di recente sulla costa ovest del Lario. L'eccezionale scoperta è stata fatta da Giovanni Salici, fotografo naturalista, che si è imbattuto per la prima volta in tre femmine di questa famiglia di volatili l'11 maggio scorso. A metà giugno, dopo oltre un mese di appostamenti, è stata intercettata la nidiata al completo. Si tratta di 5 piccoli che sono stati fotografati mentre seguivano la madre e, immagine curiosa, mentre le saltavano sulla schiena per farsi portare. Questi esemplari, considerati dagli esperti "rari", sono riconoscibili da alcune caratteristiche. "I maschi hanno la testa verde e le femmine marrone - spiega Bonvicini - mentre entrambi hanno il corpo di colore chiaro. L'unica differenza con i piccoli è il colore grigio delle piume. Il becco è rosso e seghettato". Fabrizio Barabesi Nella foto: Gli esemplari avvistati di recente sulla costa ovest del Lario ( foto GiovanniSalici.com) Home Mais antipiccioni fino al 2011 Parco Canile, scade l'ultimatum Ma mancano ancora 60mila euro Auto fuori dal Sant'Anna La rivoluzione funziona Rivoluzione nei reparti Pronto il nuovo piano Tagliati 63 posti letto in luglio e agosto.

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I pezzi ceduti a rivenditori autorizzati anche su internet (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Intercettazioni

[FIRMA]GRAZIA LONGO All'apparenza magazzinieri modello, sono riusciti a rubare ricambi Iveco per mezzo milione di euro. Tutto immortalato da intercettazioni telefoniche e videoriprese. Almeno nell'ultimo anno, ma si sospetta che i furti siano iniziati già nel 2006. Sei ladri sono stati arrestati dai carabinieri del Reparto operativo, diretto dal tenente colonnello Nicola Fozzi. L'indagine, coordinata dal pm Laura Longo, ha smascherato anche tre ricettatori: rivenditori autorizzati, anche online, sottoposti alla misura restrittiva dell'obbligo di firma. Tra i vari prodotti sugli scaffali dei 220 mila metri quadri dei magazzini Iveco, in Lungo Stura Lazio, i più rubati erano navigatori satellitari, polverizzatori, elettroiniettori, turbine. Il materiale veniva portato all'esterno L'inchiesta è stata condotta in stretta collaborazione con i vertici dell'azienda. Nessuno dei dipendenti Iveco è coinvolto: gli indagati sono infatti operai delle società che gestiscono i magazzini dei pezzi ricambio e persone che gravitano nel settore dei ricambi tra cui negozianti e imprenditori. Per l'attività dei carabinieri della seconda sezione del Reparto operativo, guidata dal tenente Pierluigi Bogliacino, fondamentali sono state le registrazioni visive e sonore. "Radicata e sistematica sottrazione di pezzi di ricambio e successivo smercio presso ricettatori" è la valutazione espressa dal gip Sandra Ricci nell'ordinanza. Nel carcere delle Vallette si trovano: Michele Tarallo, 45 anni, Alfonso Morgillo, 51, Giovanni Giunto, 40, Marco giurato, 48, Luciano Di Nenno, 51 e Pietro Bavuso, 59 anni. La tecnica del furto era più che collaudata: i pezzi venivano portati fuori in buste di nylon o borsoni, pochi alla volta. Per non destare sospetti. Ma tutte quelle sparizioni non sono passate inosservate ai vertici Iveco. Un anno fa l'inizio dei controlli da parte dei carabinieri. Ecco dunque le conversazioni telefoniche per accordarsi sul prezzo - con un abbattimento del 60-70% - e le immagini che provano la cessione del materiale ai negozianti o a persone specializzare nelle vendite attraverso il web. Sul mercato la refurtiva era piazzata a un costo ridotto del 30% rispetto a quello previsto dal listino.

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E dopo pranzo sesso a pagamento davanti al Comune (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

CHATILLON. IDENTIFICATI 30 CLIENTI E dopo pranzo sesso a pagamento davanti al Comune [FIRMA]DANIELE GENCO CHATILLON C'erano un avvocato di Torino, un impiegato, alcuni operai, quattro artigiani edili della Bassa Valle, due studenti, un commerciante trentenne e anche degli allevatori tra i frequentatori della "casa a luci rosse" ricavata in un appartamento di via Chanoux a Châtillon, proprio di fronte al municipio e sopra un bar del tutto estraneo alla vicenda. Circa trenta clienti sono stati identificati dai militari che da novembre tenevano sotto stretta sorveglianza l'attività delle ragazze-squillo e del loro "protettore", un artigiano di Sarre che aveva il compito di procacciare clienti. Le ragazze erano tutte originarie della Repubblica Dominicana, residenti tra Roma, Issogne e Châtillon. Una di loro risulta sposata con un valdostano. Giovedì mattina, dopo mesi di controlli, filmati e intercettazioni, gli uomini del capitano Maurizio Pinardi hanno fatto irruzione nell'alloggio, portato tutti i caserma e chiuso la "casa squillo". Quattro le misure cautelari richieste dal pm Pasquale Longarini al gip Maurizio D'Abrusco, con l'accusa di favoreggiamento continuato della prostituzione. Agli arresti domiciliari è finita Sandra Beato Espinal, di 39 anni, dominicana residente a Roma, cassiera della holding del sesso. Divieto di dimora, nei Comuni della Valle d'Aosta, per Flor Dalisa Ramirez Los Santos, e Yanet Josefina Ramirez Polanco, entrambe di 43 anni, originarie della Repubblica Dominicana, la prima residente a Châtillon, l'altra a Issogne. E poi c'è l'uomo, un artigiano di Sarre di 54 anni: per lui il magistrato ha disposto l'obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria. Denunciata anche una diciannovenne dominicana residente a Châtillon. L'operazione dei carabinieri è stata chiamata "Dopo pranzo", perché l'attività sessuale in quell'alloggio cominciava alle 14 per terminare a mezzanotte. L'appartamento era stato affittato solo per gli incontri prostitute-clienti. L'attività era cominciata da poco più di un anno. Da subito, però, alla caserma dei carabinieri erano piovuto esposti e proteste da parte degli inquilini della zona, stanchi di vedere un via vai di persone e di assistere a volte a discussioni animate lungo le scale. I controlli dei militari hanno permesso di scoprire che a procurare i clienti (all'inizio qualche amico o conoscente fidato, poi su più ampia scala) era l'artigiano di Sarre cui spettava anche il compito di controllare che tutto procedesse senza incidenti. Il prezzi delle prestazioni sessuali variavano in base alle richieste dei clienti: da 30 a 100 euro. A riscuotere le somme, secondo gli investigatori, era Sandra Beato Espinal.

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Sparatoria al night il titolare avvisato dagli investigatori (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
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INCHIESTA TRA LE IPOTESI SUL MOVENTE POSSIBILI PROBLEMI FINANZIARI Sparatoria al night il titolare avvisato dagli investigatori [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO La sparatoria davanti al night club "Piper" di via Roma, avvenuta all'alba di giovedì, era "nell'aria". Fonti investigative hanno infatti confermato ieri che qualche giorno prima che quell'arma semiautomatica facesse fuoco nel centro di Sanremo il titolare del locale, Giovanni Battista Di Fuccia, era stato contattato e messo debitamente sull'"avviso". Gli inquirenti, insomma, gli avevano riferito che si stava preparando "qualcosa" e che sarebbe stato meglio lasciare la città per qualche tempo (pare che si trovasse in un ospedale fuori provincia quando è avvenuta la sparatoria). Un intervento discreto, quello della Polizia di Stato, avvenuto peraltro tenendosi in stretto contatto con la magistratura. E al tempo stesso una procedura di sicurezza, visto che non si aveva alcuna idea di quello che "qualcuno" aveva intenzione di mettere in atto. Ma la "dritta" come sarebbe arrivata? Non si tratterebbe in alcun modo di intercettazioni telefoniche, ma di attività di intelligence riservate e che comunque non riguarderebbero in alcun caso organi investigativi della città dei fiori. L'altra sera, intanto, i due sanremesi che erano stati fermati per essere sottoposti alla prova dello "Stub", il test chimico che verifica la presenza di residui di sparo, sono stati rimessi in libertà. Sarebbero però indagati a piede libero, atto dovuto e scattato automaticamente vista la procedura che per le perquisizioni e per il test prevede, a tutela delle persone interessate, l'assistenza di un legale. Ma di pistole o altre armi non ne sono state trovate e, soprattutto, per i riscontri legati alle eventuali tracce balistiche ci vorrà qualche giorno di tempo, se non addirittura delle settimane. Intanto, i poliziotti che si stanno occupando del caso avrebbero ipotizzato alcuni moventi legati alla "notte di fuoco" avvenuta in via Roma che come bersaglio non aveva avuto una persona fisica ma un'auto, un piccolo fuoristrada Suzuki "Samurai" bianco di proprietà di Giovanni Zito, 42 anni, residente a Sanremo, cognato del titolare del "Piper", Di Fuccia, che la utilizzava frequentemente per i suoi spostamenti in città. Una pista sarebbe legata a questioni personali, non escluse le frequentazioni del locale notturno. Un'altra, invece, ancora tutta da dimostrare riguarderebbe la situazione patrimoniale dell'imprenditore del settore dello spettacolo.

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Manovre nel Mediterraneo con centinaia di aerei (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

Gerusalemme simula l'attacco all'Iran Manovre nel Mediterraneo con centinaia di aerei Israele mette in mostra i muscoli, in vista di uno scontro con l'Iran. Lo Stato ebraico alla prima settimana di giugno, ha riferito ieri il New York Times, ha effettuato un'esercitazione militare aerea facendo sorvolare da un centinaio di F16 e F15 il cielo del Mediterraneo orientale e della Grecia per un percorso di circa 900 miglia, ovvero la distanza tra Gerusalemme e la centrale nucleare iraniana di Natanz. Nelle manovre, svoltesi in segreto, sono stati impegnati elicotteri per il rifornimento di carburante e per il recupero di soldati. L'esercito, attraverso un portavoce, ha ammesso le manovre ma si è limitato ad affermare che il loro obiettivo è l'addestramento "per rispondere alle minacce contro Israele". Negli ultimi trent'anni lo Stato ebraico ha condotto almeno due attacchi unilaterali contro sospetti siti nucleari in Medio Oriente. Nel 1981 i suoi jet bombardarono una centrale nucleare irachena a Osirak. Lo scorso settembre è stata la volta di una infrastruttura nucleare siriana, rasa al suolo perché ospitava un reattore messo in piedi con l'aiuto di ingegneri nordcoreani. E di recente l'ex ministro della Difesa e attuale vice premier, Shaul Mofaz, ha reagito duramente, come mai prima, alle minacce del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, assicurando che un attacco a Teheran sarà "inevitabile" se la Repubblica islamica non rinuncerà al programma nucleare. Israele fa sul serio, e vuole farlo capire sia agli americani che agli europei. Dal canto suo, l'Iran non resta fermo. Si è dotato di radar fabbricati in Russia, in grado di intercettare il volo di aerei a bassa quota. Inoltre nel mese di febbraio Teheran ha avviato una trattativa per acquistare i russi SA 20, missili terra-aria.

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Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Venti di guerra Oltre 100 caccia hanno condotto una missione di 1.500 chilometri Attacco all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta ElBaradei dell'Aiea: "La regione diventerebbe una palla di fuoco" WASHINGTON - Nome in codice "Glorious Spartan 08". Teatro operativo: il tratto di mare a sud est dell'isola di Creta. È in questo splendido angolo di Mediterraneo che l'aviazione israeliana ha simulato - dal 28 maggio al 18 giugno - l'attacco all'Iran. Oltre cento caccia F16 e F15, con l'ausilio di aerei per il rifornimento in volo, hanno condotto una missione di 1.500 chilometri, la stessa distanza che divide lo Stato ebraico dall'impianto nucleare di Natanz. I jet hanno sganciato bombe, condotto raid contro i radar, attuato manovre evasive. In loro supporto velivoli per la guerra elettronica ed elicotteri che trasportavano i commandos dell'unità speciale 5101, conosciuta come Shaldag, e gli incursori della Sayeret. Una delle simulazioni prevedeva infatti il recupero di piloti abbattuti in "territorio ostile". Al loro fianco i greci, che hanno offerto l'ospitalità dei poligoni e provato interventi coordinati. Gli israeliani, di solito estremamente riservati su quello che combinano, hanno passato al New York Times le informazioni su "Spartan 08" accostando le manovre a un possibile blitz contro l'Iran. E hanno spiegato, con l'abituale pragmatismo, quali fossero gli obiettivi. Il primo - tecnico - era quello di esercitarsi in un raid a lungo raggio. Le forze aeree israeliane sono abituate ad azioni di questo tipo. Hanno organizzato il raid di Entebbe andando a liberare ostaggi in Uganda e distrutto il reattore iracheno di Osirak. Ma proprio il ricorso "al lungo braccio" ha spinto gli avversari di Israele a dotarsi di contromisure e dunque una eventuale incursione in territorio iraniano può rivelarsi insidiosa. Il secondo obiettivo era ribadire agli Stati Uniti e ai governi occidentali che l'opzione militare non è poi così lontana. Se i ripetuti tentativi negoziali falliranno, non resterà che la forza. Le fughe di notizie, i "piani" rivelati dai giornali, gli scenari dei think thank fanno parte di una accurata regia per preparare le opinioni pubbliche. E la stessa interpretazione va data alle previsioni nere di politici come il tedesco Josckha Fischer e del più coinvolto ex premier israeliano (di origini iraniane) Shaul Mofaz. Il punto non è più "se" ma piuttosto "quando" ci sarà l'assalto. Preoccupato per questi sviluppi, Mohammed ElBaradei, il direttore dell'Aiea, l'ente per l'energia atomica dell'Onu, ha detto ieri sera che si dimetterà nel caso di un attacco contro l'Iran: "Secondo me, è la peggiore opzione possibile. Trasformerebbe la regione in una palla di fuoco... Se l'Iran non sta già costruendo armi nucleari, lancerà un corso accelerato con la benedizione di tutti gli iraniani". Agitando le sciabole gli israeliani hanno anche voluto accentuare le inquietudini degli ayatollah, ormai da tempo sotto una forte pressione psicologica e diplomatica. Ogni giorno Teheran dovrà chiedersi se la formazione di jet in avvicinamento sono l'ennesima simulazione o il colpo di maglio. Gli iraniani sono convinti che ai loro confini si sta preparando qualcosa. E reagiscono a parole e con i fatti. Il presidente Ahmadinejad promette ritorsioni pesanti, l'ayatollah Ahmad Khatami minaccia conseguenze "terribili ". L'aviazione è in costante allerta e nelle ultime settimane i vecchi caccia F4, eredità dello scià, si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo stato maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar. Una necessità emersa dopo il raid compiuto da Israele in Siria il 6 settembre. Il blitz - che per alcuni esperti ha rappresentato un'ulteriore prova di attacco - ha dimostrato che i radar russi sono stati "accecati" con sistemi da guerra elettronica. L'intelligence khomeinista ha anche monitorato con attenzione le attività dell'Us Air Force. Nell'agosto di un anno fa, una formazione di F16 statunitensi ha condotto una misteriosa missione d'addestramento - durata 11 ore - dall'Iraq all'Afghanistan. Per l'analista William Arkyn "c'entra l'Iran". E se il cielo promette tempesta, sul terreno la situazione non è serena. Minoranze etniche e oppositori interni sembrano spinti da nuova linfa e forse nuovi aiuti. I separatisti curdi sono passati all'attacco anche al di fuori della loro regione. I beluci del gruppo Jundallah continuano ad attaccare i pasdaran. Si sono mossi anche gruppi inediti: il Movimento jihadista della Sunna e i "Soldati dell'Assemblea del Regno" (nazionalisti). Entrambi hanno rivendicato la strage nella moschea di Shiraz. Negli ambienti della diaspora non si esclude che le tattiche "mordi e fuggi" di questi nuclei siano legate a un ordine segreto firmato da George Bush alla fine di gennaio con il quale si autorizzano "attività clandestine" per destabilizzare l'Iran. Uno spettatore interessato, la Russia, ha fatto sentire la sua voce. Il ministro degli Esteri Lavrov ha lanciato ieri una severa messa in guardia. Non sarebbe strano se i russi avessero seguito da vicino le manovre a Creta: come ai tempi della Guerra fredda, la Marina ha rimandato in Mediterraneo le sue navi spia. A volte innocui pescherecci, irti di antenne, più interessati ai segreti che ai pesci. Guido Olimpio stampa |.

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Camere a rischio ingorgo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Giustizia, sicurezza, economia: sarà un luglio bollente Camere a rischio ingorgo Giustizia, sicurezza ed emergenze economiche: in Parlamento sarà un luglio bollente e si rischia una vera e propria corsa contro il tempo per riuscire ad approvare tutti i provvedimenti del governo prima della pausa estiva. Un pacchetto destinato ad arricchirsi con l'arrivo del "Lodo-bis": gli uffici del Guardasigilli Alfano sono al lavoro e l'intenzione è quella di portare il nuovo testo, che prevede l'immunità e il rinvio di ogni procedimento che riguardi le più alte cariche dello Stato, in consiglio dei ministri entro una settimana. Domattina si aprono invece le danze con la manovra economica. Deputati e senatori hanno circa sei settimane a disposizione, al massimo sette; poi scatteranno le ferie. Per i decreti legge, che devono essere votati entro 60 giorni, pena la decadenza, scatta quindi una corsa a ostacoli. E il rischio ingorgo è reale. C'è poi il nodo intercettazioni. E' sì un disegno di legge, ma il governo vuole dargli una corsia preferenziale, come per il disegno di legge in materia di sicurezza.

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Preso il killer della badante (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'ha investita, inseguita e uccisa a coltellate a Crema Resta da chiarire il movente: forse una questione di soldi CREMA (Cremona). L'ha investita con l'auto e poi l'ha finita a coltellate, di prima mattina a Crema, in provincia di Cremona. Poche ore dopo i carabinieri l'hanno rintracciato e arrestato nel Bresciano. Resta da chiarire il motivo del delitto, forse avvenuto per una questione di denaro. La furia omicida di Antonio D'Onghia, 54 anni, barese, si è scatenata ieri mattina. Ha atteso che Antonia Sangiovanni, detta Mariuccia, di professione badante, uscisse di casa in bicicletta, nel quartiere San Bernardino a Crema, come faceva tutti i giorni per andare in stazione a prendere il treno per recarsi al lavoro nel Bergamasco, dove accudiva un'anziana signora. L'ha intercettata a bordo della sua vecchia Saab, l'ha tamponata sbalzandola dalla sella e facendola cadere a terra. La donna si è rialzata ed è fuggita, ma lui l'ha raggiunta nel cortile della casa dove viveva con due dei tre figli, di 18 e 23 anni, avuti dal marito morto tempo fa. La figlia maggiore, ventiseienne, è sposata. Secondo la ricostruzione degli investigatori, D'Onghia l'ha poi colpita con un numero imprecisato di coltellate. Giuseppe Pirri, un vicino, attirato dalle urla della donna, ha chiamato i soccorsi, ma quando l'ambulanza è arrivata la donna era già morta. Subito dopo il delitto, è scattata la caccia all'uomo. Gli inquirenti sono riusciti a identificare l'omicida grazie al numero della targa della sua auto, trascritto da una guardia giurata che aveva assistito alla scena e che ha anche tentato di inseguire l'assassino con la sua auto in direzione di Soncino, ma che poi ha dovuto desistere. I carabinieri hanno cercato nel campeggio di Vigevano dove aveva la residenza, ma da venerdì nessuno l'aveva più visto. Poi, grazie alla testimonianza di un suo conoscente gli investigatori si sono spinti nel Bresciano e l'hanno trovato, a Rovato, in un casolare in località Montorfano, luogo che spesso frequentava fin dai tempi in cui lavorava in una vicina acciaieria. Erano passate 11 ore dal delitto. Alla vista dei carabinieri di Chiari, non ha opposto resistenza. D'Onghia non ha un lavoro fisso e si guadagna da vivere facendo il tassista abusivo a Milano. E' stato fermato con l'accusa di omicidio volontario. Non si sa che cosa l'abbia spinto ad ammazzare la donna, descritta dai vicini di casa e dai figli come una persona mite. Forse una questione di denaro.

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Berlusconismo (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Berlusconismo Furio Colombo Vorrei subito chiarire. Non sto dedicando questo articolo al berlusconismo a causa del fatto che Berlusconi è improvvisamente ritornato ai toni incattiviti di quel primo non dimenticato governo, quello che ha portato l'Italia alla crescita zero ma ha garantito al primo ministro tutte le leggi di utilità e convenienza personale, ha dato un colpo durissimo - e notato nel mondo - alla libertà di stampa e ridotto prestigiosi commentatori di prestigiosi giornali a dargli sempre ragione come a Mussolini. Certo, la lettera del presidente Berlusconi, di cui ha dato compunta lettura il Presidente del Senato Schifani a un'aula di persone probabilmente stupefatte, spinge la scena della vita italiana fuori dalla Costituzione ("Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge") e fuori dalla democrazia ("La legge è uguale per tutti"). Però, onestamente, come fare a mostrare meraviglia per un leader (questa è la terza prova e la quarta volta) che ha sempre violato la Costituzione e leggi del suo Paese e ne ha imposte altre che poi sono state giudicate, a una a una, incostituzionali dalla Consulta? Ma tutto ciò senza perdere di vista i suoi interessi personali: primo, Mediaset, salvare dall'onta del satellite il soldato Fede; secondo, le intercettazioni: prigione e multe altissime per chi intercetta i sospetti di delitti odiosi pericolosi, destinati a ripetersi, e per chi, quando gli atti del processo sono legalmente e anzi doverosamente usciti dal segreto istruttorio e legalmente disponibili, osasse pubblicarli. In tutti i Paesi democratici vale il principio che "il processo è pubblico". È una garanzia per le vittime, per gli imputati, ma anche per tutti i cittadini. Avvocati e giuristi di Berlusconi hanno già dimostrato di non provare alcun imbarazzo nel cambiare le leggi di quei processi che non si sentono in grado di vincere (hanno visto le carte e conoscono la vera storia). segue a pagina 27 L'editoriale.

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Berlusconi è maestro dell'ingiuria (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del GIANRICO CAROFIGLIOMagistrato, scrittore e senatore Pd: dispiace che Mancino debba spiegare ciò che è ovvio "Berlusconi è maestro dell'ingiuria..." di Federica Fantozzi /Roma Gianrico Carofiglio è uno e trino: magistrato antimafia, scrittore di gialli, senatore del Pd. Gli abbiamo chiesto un'analisi dei rapporti tra Berlusconi e la giustizia. Il Csm ha dubbi di costituzionalità sulla salva-premier: violerebbe i principi di uguaglianza e ragionevole durata dei processi. "Francamente non capisco come si possa parlare di dubbi: sono norme palesemente incostituzionali". L'ennesima norma ad personam che andrà riscritta? "Da lungo tempo chi scrive questi articoli per Berlusconi si rivela di livello tecnico mediocre. Non li definirei giuristi, ma persone dalla competenza modesta. Lo si è visto dalla disciplina delle rogatorie a tutti i tentativi di far saltare il sistema giudiziario italiano per tutelare i singoli. C'è poi la valutazione etica di chi si presta a questo per scopi vergognosamente chiari nonostante i tentativi di occultarli". Sono sbagliati anche i limiti posti alle intercettazioni? "Per certi versi, sono ancora più gravi. Imponendo che ad autorizzare le intercettazioni sia un collegio di 3 membri, si metteranno nell'impossibilità di funzionare tutti i tribunali con meno di 20 magistrati. Mi aspetterei allora che venissero aboliti". Il Lodo Schifani-bis consegnerà Berlusconi all'immunità finale. Giochi chiusi? "Questa previsione mi scandalizza molto meno. Ha un senso di ingegneria costituzionale: serve a evitare che, al di là di reati come alto tradimento, le più alte cariche dello Stato vengano sottoposte a processo durante il loro mandato. Mi scandalizza piuttosto la violenza sistematica operata contro la giustizia nel suo complesso". Secondo lei gli italiani sono con Berlusconi, come lui è convinto? "Credo che il centrodestra dovrebbe riflettere sulle reazioni delle forze di polizia. Esiste un malcontento diffuso, la percezione di un tradimento delle promesse sulla maggiore efficienza del settore. E questo riguarda anche non pochi parlamentari della destra: se li incontri, si girano per controllare che nessuno li senta e poi dicono che questa situazione è molto imbarazzante". Quando Schifani ha letto in aula la lettera del premier lei ha parlato di "fatto indecente". Nel metodo o nel merito? "Berlusconi ha umiliato Schifani. È come se avesse detto: tu, presidente del Senato, esegui i miei ordini. E questa deliberata umiliazione si percepiva nella voce di chi leggeva. Ma il messaggio era chiaro: il premier ha mortificato la seconda carica dello Stato non potendo mortificare la prima". In pochi giorni il Cavaliere ha sferrato due attacchi alla magistratura: per lettera e nello sfogo di Bruxelles, a margine di un vertice europeo. Quale strategia vede alla base di questa escalation? "Berlusconi è maestro dell'ingiuria. È una delle cose che gli riesce meglio. L'aggressione rabbiosa verso tutto ciò che non asseconda il suo delirio di onnipotenza è una reazione che gli viene naturale". La richiesta di ricusazione del giudice milanese Gandus, che ha criticato la legge sulla fecondazione assistita e le leggi ad personam, è fondata? "La definizione gentile che posso dare di quella ricusazione è: grottesca. La definizione meno gentile non la dico". Il cambio di toni da "statista" a "caimano" potrebbe pregiudicare le ambizioni quirinalizie del premier? "Premesso che Berlusconi non ha mai avuto toni da statista, non credo che andrà mai al Quirinale. I suoi momenti di rabbia sono legati anche all'intuizione che questo tassello del suo mosaico politico non andrà a posto". Perché pensa di no? "È una sensazione". Mancino ha avvertito: non si chieda alle toghe di non fare i processi e i politici non usino espedienti per eludere le leggi. Condivide? "Ha ragione Mancino. Pacificamente. Dispiace dover vivere in una situazione in cui il vicepresidente del Csm deve spiegare al mondo politico quello che dovrebbe essere ovvio per tutti".

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Berlusconismo (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Berlusconismo Furio Colombo Segue dalla Prima Q uanto ai giornalisti indipendenti italiani, sentite Bruno Vespa in una delle sue "rubriche" diffuse in tutta la provincia italiana: "La nuova controversia tra Berlusconi e i magistrati di Milano sembra l'ultima sgradevole puntata di una telenovela cominciata quindici anni fa, quando il Cavaliere decise di abbandonare la dura trincea del lavoro per scendere in campo nella politica. In realtà non è così (...). Il presidente che deve giudicare Berlusconi, Nicoletta Gandus, è un avversario politico. Da molti anni è una star di Magistratura democratica (...). Nel motivare la richiesta di cancellazione delle leggi Schifani, Pecorella, Cirami, Cirielli sostiene che esse sono state motivate al fine di perseguire l'interesse personale di pochi, ignorando la collettività. Si tratta di leggi che hanno devastato il nostro sistema di giustizia (...). Senza entrare nel merito di queste opinioni, può un dichiarato avversario politico giudicare in tribunale il capo del governo che combatte?" (Quotidiano Nazionale, 19 giugno). Avete capito il delitto imperdonabile in un Paese libero? Il giudice Gandus, che deve giudicare Berlusconi, non fa parte della P2. È membro di una libera, civile, legale associazione detta Magistratura democratica. Inevitabile inviare un pensiero al decoroso silenzio dei 62 arrestati e trecentocinquanta incriminati caduti tre giorni fa nella maxi-retata dell'Fbi contro i più potenti personaggi di Wall Street, portati via in manette tra due ali di operatori di Borsa che per alcuni minuti (succede di rado) hanno sospeso le contrattazioni. Nessuno di loro, personaggi del gran mondo finanziario americano, presidenti di Banche d'affari, patron celebri e celebrati di tutti i musei e gli ospedali di New York (dove alcuni hanno un reparto col loro nome) ha fiatato. Né lo hanno fatto i celebri avvocati a cui si sono affidati. Eppure sanno che, nella tradizione e prassi giudiziaria americana, alcuni giudici sono repubblicani e altri democratici. Alcuni giudici, nei distretti federali in cui questi imputati saranno giudicati sono stati nominati da Carter, alcuni da Reagan, alcuni da Clinton (che in silenzio si è sottoposto a tre diversi processi) e alcuni da uno o dall'altro dei due Bush. Ma, nella civiltà democratica, i giudici non si scelgono e non si discutono e la ricusazione è ammessa solo per legami d'affari, d'amore o di famiglia di uno dei giudici con una delle parti. Altrimenti mai, per non affrontare il famoso reato americano di "oltraggio alla Corte", che scatta quando l'imputato, invece di lasciarsi giudicare, si mette a giudicare il giudice. Tutto ciò avviene nel Paese in cui, una volta condannati, non si va in Parlamento, si va in prigione. Particolare curioso (come si diceva una volta sulla Domenica del Corriere): tutti e quattrocento gli arrestati o incriminati di Wall Street erano sotto intercettazione da mesi. Molti dei reati contestati ai grandi di Wall Street, infatti, sono reati tipicamente telefonici, e dimostrabili solo con l'intercettazione, come l'"insider trading" (fornire a uno notizie che devono restare segrete per arricchirsi in due). E nessuno sostiene, pena il ridicolo, di essere vittima di una persecuzione politica. Chi poi, in quel Paese civile, avesse scritto, da titolare del potere esecutivo, una lettera al Presidente del Senato (istituzione legislativa) per levare accuse contro i suoi giudici (istituzione giudiziaria), avrebbe prontamente ottenuto, oltre al ridicolo (in democrazia non si può giocare il potere esecutivo contro il potere giudiziario usando il potere legislativo) una imputazione in più. * * * Qui mi devo confrontare con l'iniziativa appena presa dai Radicali, una proposta di legge costituzionale a firma Rita Bernardini, con cui si intende abolire l'obbligatorietà dell'azione penale. Vuol dire che un giudice agisce immediatamente e di propria iniziativa appena ha notizia di un reato. I codici dicono quali. Ovviamente non si tratta di cose futili. L'idea di abolire l'obbligatorietà dell'azione penale (assente quasi solo nelle legislazioni anglosassoni) è certo meritevole di attenzione e discussione. Per esempio per il fatto che identifica meglio la responsabilità dei giudici e diminuisce il numero dei processi. Stimo i miei colleghi Radicali ma non sono d'accordo. Chiedo: si può in Italia? In questa Italia? Proprio qui passa la linea di demarcazione. Ci sono coloro che sostengono che, a parte la coloritura manageriale e padronale, non c'è niente di speciale o così diverso in Berlusconi rispetto a ogni altro capo di governo. Non esiste il berlusconismo. E se esiste è qualcosa che riguarda Giannelli o Staino, Vauro o Vincino ma non la politica. E poi ci sono coloro che vedono il berlusconismo come una potente e ben finanziata spinta del Paese fuori dalla democrazia anche a causa di un controllo mediatico quasi totale, che tende ad estendersi attraverso i premi che derivano dal conquistare benevolenza (Berlusconi è un buon padrone) e dalle punizioni (fino alla riduzione al silenzio) di coloro che - nel suo insindacabile giudizio - sono dichiarati nemici. In questa Italia l'obbligatorietà dell'azione penale resta l'unica garanzia che potenti e prepotenti, soprattutto sul versante politico e di affari, non restino impuniti. Cito Emilio Gentile: "Nel 1922 Amendola, Sturzo, Salvatorelli presero a usare il vocabolo "totalitarismo" quando il sistema parlamentare italiano non era ancora molto dissimile dalle altre democrazie europee. Però essi osservarono come il partito di Mussolini operò per conquistare il potere. Ne colsero la natura di partito incompatibile con la democrazia e inevitabilmente destinato a creare un sistema totalitario" (intervista a Simonetta Fiori, la Repubblica, 19 giugno). L'obiezione tipica è: "Ma che cosa c'è di più democratico di una valanga di voti per qualcuno noto in tutto, compresi i suoi difetti e i suoi reati?". Emilio Gentile ha una risposta interessante: "Gramsci fu tra i pochi a comprendere che il totalitarismo è una tecnica politica che può essere applicata continuamente a una società di massa. Potrebbe accadere anche oggi: una tecnica che punta a uniformare l'individuo e le masse in un pensiero unico, usando il controllo dell'informazione". È un'affermazione limpida, logica, difficilmente confutabile se non per ragioni di fede. Ma la fede riguarda i berlusconiani. Quanto a noi oppositori, quanto a quelli di noi che vedono il pericolo del singolare totalitarismo berlusconiano, non avremmo diritto di avere i nostri Amendola, Sturzo e Salvatorelli? È con questi nomi e con queste citazioni in mente che chiedo ai miei amici Radicali del Pd, della cui presenza in Parlamento sono lieto come di una garanzia: si può in questa Italia, in cui il giornalista Vespa riproduce all'istante e con convinzione indiscutibile, solo le ragioni del premier imputato; si può in questa Italia in cui il più forte ricusa giudici, accuse, processo in nome della sua forza e dei suoi voti; si può in questa Italia in cui si è già tentata, da parte dell'allora ministro Castelli, una "riforma" che mette tutti i giudici agli ordini di pochi procuratori generali; si può in questa Italia in cui l'opinione pubblica è messa a tacere dal controllo quasi totale dei media, si può introdurre una riforma "anglosassone", cioè di Paesi in cui le istituzioni sono incalzate da un'opinione pubblica bene informata e da una stampa che non dà tregua? * * * Vedo nel berlusconismo una forma di potere in espansione, già molto prossima al pericolo citato da Emilio Gentile. Perciò dico no a questo regime e mi spiego. 1 - "Vogliono screditare il potere dei tribunali e decidere da soli che cosa è legalità". Cito da un editoriale del New York Times (19 giugno) che in questo modo propone l'accusa più grave alla presidenza di Bush. Perché i nostri colleghi americani vedono la portata del loro problema (scontro tra i poteri-pilastro della democrazia) e in Italia così tanti tra noi ti guardano come un disturbatore ossessionato? 2 - Lo stesso giorno la deputata Pd Linda Lanzillotta (destra della sinistra) e la ex senatrice Rina Gagliardi (sinistra della sinistra) hanno questo, rispettivamente, da dire: Lanzillotta: "Eppure dovremo dire anche dei sì (a Berlusconi, ndr) almeno su alcune decisioni annunciate". Quali saranno queste decisioni annunciate, nei giorni in cui il politologo Giovanni Sartori scrive, a proposito di Berlusconi: "Nessuno può essere al di sopra della legge a vita. Lo sono solo i dittatori" (Corriere della Sera, editoriale, 21 giugno)? Gagliardi: "A me star lì a dire sempre no non mi piace perché mi pare un radicalismo solo apparente. Risolve il quotidiano, dà un po' di soddisfazione ai tuoi che ti vedono con la faccia scura davanti a Berlusconi. E poi?" (Corriere della Sera 19 Giugno). E poi, Rina Gagliardi, si fa opposizione, che vuol dire tenere testa a un governo evidentemente pericoloso, come si fa in tutti i Paesi democratici. Credo che sia utile ricordare alle due esponenti politiche ciò che l'ex ministro delle Comunicazioni-Mediaset Maurizio Gasparri ha appena detto a Walter Veltroni dopo l'annuncio di una grande manifestazione popolare proposta dal segretario Pd all'Assemblea del partito (20 Giugno): "Veltroni non ha nessun diritto di parlare, con tutti i debiti che ha lasciato. Taccia e faccia opposizione" (Tg 1, 20 Giugno, ore 20). 3 - "Tacere e fare opposizione" è il motto perfetto per definire questa Italia berlusconiana e il pericolo che corre. Se, come sta accadendo, il berlusconismo continua ad espandersi e a conquistare per il suo capo e i suoi uomini sempre più franchigia, sempre più esenzione dalle sanzioni della legge, allora il silenzio dei cittadini, che non sentono voci alte e chiare di contraddizione al regime, quel silenzio può diventare il silenzio-assenso su cui punta il movimento berlusconista, e che ha già dato la sua paurosa prova in Sicilia. 4 - Come si vede e si impara dalla clamorosa parabola discendente di George Bush (dal 70 per cento di gradimento al 70 per cento di rifiuto, nonostante la sua seconda elezione sia stata un trionfo) l'opposizione netta, vigorosa, visibile, su ogni punto chiama i cittadini e porta risultati persino a partire da una minoranza sconfitta. Quella minoranza, in America, non ha mai ceduto, non ha mai fatto cose "insieme" con il suo avversario, perché accusato di illegalità e di avere violato la Costituzione. Alla fine della lunga marcia quella minoranza ha incontrato il Paese, e, divenuta maggioranza a causa della sua testarda opposizione, si appresta a guidare una nuova epoca per gli Stati Uniti. Perché questa non potrebbe, non dovrebbe essere la nostra storia? furiocolombo@unita.it.

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Il vecchio squalo, da 15 anni in marcia verso l'impunità (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Il vecchio squalo, da 15 anni in marcia verso l'impunità di Marco Travaglio / Segue dalla prima Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di Milano chiede l'arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni Cariplo in cambio dell'acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello Dell'Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva Dell'Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere, che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori, tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool, Di Pietro e Davigo, rispettivamente all'Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In via Arenula arriva Alfredo Biondi. Poi un sottufficiale della Guardia di Finanza denuncia il suo capo: gli ha offerto una quota di una mazzetta appena pagata dalla Fininvest per ammorbidire una verifica fiscale. Decreto Biondi. E' lo scandalo delle mazzette alle Fiamme Gialle: coinvolti un centinaio di militari e 500 aziende, tre delle quali appartengono al nuovo premier. L'ufficiale pagatore del Biscione è il dirigente Salvatore Sciascia, che sta per essere arrestato insieme a colui che, a suo dire, gli ha dato i soldi e l'autorizzazione a pagare: Paolo Berlusconi. Per i due è pronta la richiesta di cattura. E c'è il rischio che, in carcere, confessino la verità. Silvio, da Palazzo Chigi, commissiona in fretta e furia a Biondi un decreto per vietare la custodia cautelare in carcere per vari reati, compresi quelli contro la pubblica amministrazione. Corruzione compresa. E' il primo Salvaladri, che fa uscire circa 3 mila detenuti in tre giorni. E soprattutto non fa entrare Paolo e Sciascia. Poi, a furor di popolo, Bossi e Fini non ancora ridotti a maggiordomi impongono il ritiro della porcata. Paolo e Sciascia finiscono in manette e confessano. Poi si scopre che il consulente Fininvest Massimo Maria Berruti ha depistato le indagini subito dopo un incontro a Palazzo Chigi col premier. Che, il 21 novembre, riceve il suo primo invito a comparire. Lui si adopera con ispezioni ministeriali e ricatti per propiziare le dimissioni di Di Pietro e il 6 dicembre le ottiene. Due settimane dopo, Bossi rovescia in polemica con la riforma delle pensioni. L'inciucio. Il Cavaliere passa all'opposizione del governo Dini, anche se è pappa e ciccia col nuovo Guardasigilli Filippo Mancuso, che perseguita con attacchi e ispezioni le Procure di Milano e Palermo (qui si indaga su Berlusconi e Dell'Utri per mafia e riciclaggio). E ottiene la prima controriforma bipartisan della giustizia:quella che rende più difficile la custodia cautelare per i colletti bianchi. Nel marzo '96, scandalo "toghe sporche": indagati e/o arrestati alcuni magistrati romani, corrotti dagli avvocati Fininvest Previti e Pacifico, in seguito alle rivelazioni di Stefania Ariosto al pm Ilda Boccassini. Berlusconi è indagato come uno dei mandanti. Un mese dopo Prodi vince le elezioni e inaugura il quinquennio dell'Ulivo. Ma sulla giustizia Berlusconi continua a vincere anche se ha perso, grazie all'Ulivo che gliele dà tutte vinte. Essendo indagato a Milano per corruzione dei giudici e della Finanza, per le tangenti a Craxi tramite All Iberian, per i fondi neri nell'acquisto del calciatore Lentini e dei terreni di Macherio, oltrechè indagato per mafia e riciclaggio a Palermo, attacca quotidianamente le Procure e anche Di Pietro, fino a quel momento risparmiato nella speranza che aderisse a Forza Italia. L'ex pm viene denunciato e indagato più volte a Brescia, dove anche gli altri pm milanesi devono difendersi dalle accuse del Cavaliere, che li fa incriminare per "attentato a organo costituzionale". Una specie di colpo di Stato. Leggi ad personas. Intanto in Parlamento le leggi "ad personas" ammazza-toghe e salva-imputati si susseguono a getto continuo, sempre votate da maggioranze bulgare e trasversali, in parallelo alla Bicamerale, dove il lottatore continuo Marco Boato prepara bozze su bozze che mettono la magistratura al guinzaglio del potere politico. La bozza finale viene votata da tutti i partiti, eccetto Rifondazione. Sul più bello, il Caimano fa saltare il banco perché ormai ha ottenuto tutto quel che voleva: infatti, sono passate quasi tutte le leggi contenute nel programma della Giustizia del Polo, scritto da Previti nel '96 e bocciato dagli elettori. Il nuovo articolo 513 Cpp cambia le regole dei processi a partita in corso e costringe i giudici a ripartire daccapo: prescrizione garantita a centinaia d'imputati di Tangentopoli. La Consulta lo dichiara incostituzionale e destra e sinistra, a tempo di record, lo conficcano nella Costituzione (articolo 111, il cosiddetto "giusto processo"). Seguono la depenalizzazione dell'abuso d'ufficio non patrimoniale, la legge imbavaglia-pentiti, il patteggiamento in Cassazione e la depenalizzazione dell'uso di false fatture (per risparmiare il carcere a Dell'Utri, condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture), il no delle Camere all'arresto di Previti e Dell'Utri e così via. Incassato tutto l'incassabile, nel 2001 Berlusconi stravince e torna al potere. Leggi ad personam. Ormai, da salvare dai processi, sono rimasti solo il premier e il fido Previti: per loro la giustizia-lumaca è ancora troppo efficiente e spedita. Dunque, per tutta la legislatura, si lavora per paralizzarla definitivamente. Appena rientrato a Palazzo Chigi, Berlusconi scatena subito i suoi onorevoli avvocati, Pecorella e Ghedini, e i suoi giannizzeri, Dell'Utri e Guzzanti, con una legge che si propone di cestinare tutte le prove trasmesse per rogatoria dalle magistrature straniere. Per esempio, le carte che dimostrano i passaggi di denaro estero su estero dalle sue aziende ai conti di Previti a quelli di alcuni giudici romani. Recitando un copione stilato da Pio Pompa, lo spione preferito dal comandante del Sismi Niccolò Pollari, che raccoglie schedature su magistrati, politici e giornalisti "rossi", il Cavaliere denuncia un complotto planetario dell'"Internazionale delle toghe rosse". La Svizzera, per protesta, blocca la ratifica del trattato sulle rogatorie con l'Italia. I giudici di tutta Europa insorgono. Per fortuna la legge è scritta coi piedi e non verrà mai applicata da nessun tribunale: contrasta con le prassi e con una mezza dozzina di convenzioni internazionali, che prevalgono sulle norme ordinarie. Intanto Tremonti escogita lo "scudo fiscale" per il rientro anonimo dei capitali illegalmente accumulati ed esportati all'estero. Nel gennaio 2002, il ministro Castelli tenta di trasferire il giudice Brambilla per far saltare il processo Sme. Il governo toglie la scorta a vari magistrati, tra cui Greco e la Boccassini. E abolisce di fatto il reato di falso in bilancio, per cui il premier è imputato in 5 processi: saranno tutti chiusi con la prescrizione o con la formula "il fatto non è più reato". In marzo chiede il trasferimento dei processi a Brescia: il Tribunale di Milano è infestato di toghe rosse e condizionato dai girotondi. Per propiziare il grande trasloco, vara a tappe forzate la legge Cirami che reintroduce il "legittimo sospetto". Ma nel gennaio 2003 la Cassazione lascia i processi dove sono: i giudici milanesi sono imparziali. Allora il premier che sta per diventare per 6 mesi presidente di turno dell'Ue, impone il lodo Maccanico-Schifani: uno scudo spaziale che rende le 5 alte cariche dello Stato invulnerabili da ogni processo per ogni reato, anche comune, anche commesso prima di assumere l'incarico. C'è anche la norma Boato, che vieta ai giudici di usare le intercettazioni in cui compare anche indirettamente la voce di un parlamentare senza il permesso del Parlamento. Toghe matte. Per evitare che la sentenza Sme-Ariosto arrivi prima del Lodo, il premier fa saltare le udienze inventando svariati "impedimenti istituzionali" e ricusando continuamente i suoi giudici (14 volte in tutto, tra lui e Previti). Ad abundantiam, spiega che i magistrati sono "antropologicamente diversi dal resto della razza umana", perché "se fai quel mestiere devi essere matto". Nel gennaio 2004 la Consulta dichiara incostituzionale anche il Lodo e il processo Sme al Cavaliere ricomincia. Allora passa la legge per accorciare la prescrizione dei suoi reati e, per estensione, anche per quelli degli altri: si chiama ex-Cirielli perché il promotore Edmondo Cirielli di An, visto come gliel'hanno stravolta, la sconfessa e non si trova nessuno che voglia darle il proprio nome. Prescritto in primo grado per la tangente al giudice Squillante, Silvio teme la condanna in appello: l'apposito Pecorella abolisce l'appello per le sentenze di proscioglimento. Le condanne invece restano appellabili. Ciampi respinge la legge: incostituzionale. Il premier la rifà uguale e la Consulta la cancella. Coa(li)zione a ripetere. Nel 2006, come sempre dopo aver governato, Berlusconi perde le elezioni. Ma sulla Giustizia rivince anche se ha perso. L'Unione gli regala subito un indulto extra-large di 3 anni per salvare Previti dagli arresti domiciliari. E gli attacchi ai giudici diventano pane quotidiano anche della sinistra, che crocifigge Clementina Forleo e Luigi de Magistris, rei di aver messo il naso in troppi malaffari trasversali. Così, nel 2008, Lazzaro risorge e torna a Palazzo Chigi per la terza volta. E per la terza volta si occupa dei suoi processi. Taglia le intercettazioni. Abolisce la cronaca giudiziaria.Sospende almeno 100 mila processi per sospendere il processo Mills, in attesa di varare il Lodo Schifani-bis e rendersi di nuovo invulnerabile. Chi l'avrebbe mai detto.

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Degenze d'oro, indagine bis ora la regione vuole sapere - lorenza pleuteri (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XII - Torino Degenze d'oro, indagine bis ora la Regione vuole sapere L'assessore chiede accertamenti su cliniche e ospedali Artesio: "Non ci risultavano anomalie, ci saremmo attivati prima" LORENZA PLEUTERI La regione corre ai ripari, in attesa di vedere come si evolverà la maxi indagine avviata dalla Guardia di finanza su input della Corte dei conti. Una truffa da quasi dieci milioni di euro in sette anni, si ipotizza. Centinaia di malati ricoverati, dimessi, appoggiati un paio di giorni in ospedali pubblici e poi ripresi in carico da strutture private convenzionate non in base alle condizioni di salute ma alla possibilità di sfruttare al massimo il sistema dei rimborsi. L'assessore alla Sanità Eleonora Artesio, avvisata a mezzo stampa delle investigazioni in corso, ieri ha programmato e disposto una serie di accertamenti mirati e di verifiche incrociate. Il termine "inchiesta", dice, non le piace molto. Ma la sostanza non cambia. La responsabile politica del settore vuole approfondire l'affaire dei "ricoveri d'oro" dal punto di vista amministrativo e interno, lasciando alla magistratura il compito di stabilire se e dove siano stati commessi reati, pronta a costituirsi parte civile e a chiedere gli eventuali danni. Intanto non starà alla finestra, spettatrice passiva delle mosse di palazzo di giustizia. Domani, è il primo passo, l'assessorato di corso Regina Margherita chiederà alle Fiamme gialle le coordinate dell'indagine e l'elenco delle Asl, degli ospedali pubblici e delle cliniche private sotto esame per le presunte "degenze d'oro" e i giochetti dei rimborsi. "Le indiscrezioni dei media - spiega la stessa Artesio - non sono sufficienti. Abbiamo bisogno di indicazioni ufficiali, per muoverci. Acquisiti formalmente i nomi delle strutture nel mirino - 55 strutture in tutto, governate da 51 tra dirigenti e manager - verranno convocati e sentiti i responsabili e i referenti. Esaminate le carte, rivista la documentazione prodotta nel corso del tempo dalle Aziende sanitarie e dalle unità di valutazione preposte ai controlli, si trarranno le conclusioni. Poi si stabilirà il da farsi. "I livelli della questione sono due. Gli eventuali abusi, con la conseguente sottrazione di risorse al sistema sanitario e a tutti i cittadini. E il grosso problema del cambiamento della composizione della popolazione, con l'aumento degli anziani e con il variare delle patologie e delle esigenze". Muoversi prima, prima che scoppiasse lo scandalo, non era possibile e dovuto? Perché le verifiche compiute dalla regione non hanno intercettato il fenomeno dei "ricoveri d'oro" nel corso degli anni? "Nel 2000 c'era stato un caso analogo - risponde l'assessore Artesio, al timone della sanità dall'autunno 2007 - ed è stato affrontato. Se avessimo avuto il sentore di anomalie simili, ci saremmo attivati. Il monitoraggio fatto per legge è statistico e sul due per cento delle cartelle di dimissioni. Non erano emerse criticità. A rischio sembrava altro, gli interventi ad alta complessità".

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Cade l'estorsione resta il terrorismo scarcerati sei tamil - gabriele isman (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Palermo Il caso Inchiesta ridimensionata dai giudici Cade l'estorsione resta il terrorismo scarcerati sei tamil GABRIELE ISMAN Alle udienze di convalida si indebolisce notevolmente l'inchiesta sui tamil accusati di associazione finalizzata al terrorismo e all'estorsione. In particolare, i 28 arrestati in varie città italiane - tra cui Palermo, Bologna, Bergamo e Napoli, da dove ha avuto origine l'inchiesta - avrebbero finanziato l'organizzazione terroristica Ltte (Liberation tigers of tamil eelam), le tigri liberatrici del Tamil Eelam, un gruppo paramilitare responsabile di azioni di guerriglia e attentati in Sri Lanka (nella foto, la loro bandiera). Ieri a Palermo le udienze di convalida per 7 dei 30 arrestati: per cinque - 4 sono difesi dall'avvocato Vincenzo Gervasi, uno da Giuseppe Bruno - il fermo non è stato convalidato dal gip, per uno, Joseph Charles Quintan, collaboratore domestico, 52 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari e soltanto per l'ultimo, Legori Junis Antipuro, 41 anni, ritenuto il capo dell'organizzazione a Palermo, è stata confermata la carcerazione. Per tutti è caduta l'imputazione di estorsione, mentre resta l'ipotesi di terrorismo: "è una norma nata dopo l'11 settembre - dice Gervasi - che ha bisogno di essere riformata, perché è possibile interpretarlo in modo eccessivamente estensivo. Ed è chiaro che i risultati delle udienze di oggi (ieri, ndr) indeboliscono le ipotesi accusatorie". Per altro ancora ieri a Bergamo anche per un altro tamil - Koneswaran Subramanian, 40 anni, difeso dall'avvocato Bruno - è stata disposta la scarcerazione, così come era accaduto a Bologna venerdì per altri 3 tamil. A Palermo, un'ottava persona era stata arrestata, salvo poi essere liberata il giorno dopo: il telefonino che era stato intercettato era suo ma lo utilizzava un altro indagato.

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Rapina al molo un arrestato (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XV - Genova Il caso Rapina al Molo un arrestato Lo hanno accerchiato in sette in piazza Cavour, gli hanno offerto di acquistare cocaina o hashish e quando ha rifiutato lo hanno spintonato e rapinato del portafogli. La vittima, un genovese di 32 anni, è riuscito a fare arrestare uno dei sette nordafricani che hanno partecipato all'azione, un marocchino di 38 anni, chiamando con il cellulare la polizia. Gli agenti del commissariato Centro hanno intercettato e bloccato il rapinatore al mercato del pesce: era nascosto dietro una macchina.

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Benzina, crollano i consumi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina I - Firenze Punte fino al 30-35 nei distributori con i prezzi più alti. Molti chiedono 5 euro di carburante. Non aumenta l'uso dei bus Benzina, crollano i consumi Da gennaio calo del 20 per cento. Tir in sciopero cinque giorni Meno 20 per cento dall'inizio dell'anno. E' il calo dei consumi di benzina registrato in città per effetto del caro-petrolio. Nei distributori che praticano il prezzo di più alto, secondo i dati forniti da Faib Confesercenti, la riduzione dei consumi di benzina arriva anche al 30-35 per cento. Gli autotrasportatori dei Confartigianato sono sul piede di guerra: ci sarà il fermo dei Tir in Toscana dal 30 giugno e al 4 luglio. "Sono a rischio imprese e posti di lavoro", denuncia Confartigianato. Nei distributori cresce la richiesta di rifornimenti di importo ridotto: crescono coloro che chiedono solo 5 euro. A fronte del calo dei consumi di benzina, l'Ataf non sembra riuscire ad intercettare nuove fette di mercato. La vendita complessiva di biglietti e abbonamenti, nel corso del 2007, è calata del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Mentre i chilometri percorsi dal trasporto pubblico sono sempre gli stessi: 23 milioni di chilometri. Secondo il contratto stipulato con la Provincia, rimarranno invariati fino al 2010, ma sono sempre gli stessi dal 2005. CARRATU' A PAGINA II.

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Altolà del Csm a Berlusconi Mancino: le leggi non si eludono (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Altolà del Csm a Berlusconi Mancino: le leggi non si eludono L'annuncio della bocciatura: è un testo incostituzionale Però per gli italiani la priorità sono i prezzi Q uanto interessano e quanto incidono sugli orientamenti della pubblica opinione le recenti iniziative di Berlusconi sulla giustizia? Come si sa, le prime attività del Governo hanno riguardato una pluralità di settori. Tra essi, hanno ottenuto particolare eco quattro ambiti: la questione di Napoli, la diffusa percezione di insicurezza individuale, specie con riferimento all'immigrazione clandestina (ma anche alle intercettazioni), il comparto economico (con gli interventi sull'Ici, sui mutui e i provvedimenti di questi ultimi giorni) e il funzionamento e la regolamentazione della giustizia. Questi settori erano stati oggetto, sia pur con intensità differenti, della comunicazione durante la campagna elettorale. Tre di essi (il tema della giustizia è tradizionalmente giudicato meno rilevante dalla pubblica opinione) corrispondevano, non a caso, ad altrettante esigenze manifestate fortemente dalla popolazione. Occupandosene nelle ultime settimane, il Governo ha di conseguenza ottenuto un forte incremento della popolarità: le ricerche hanno sempre indicato un crescente livello di approvazione del suo operato. E la lieve diminuzione di giudizi positivi di questi ultimi giorni (legata alla troppa attenzione ai temi della giustizia che, appunto, interessano poco i cittadini) dipende soprattutto dall'erosione dei consensi provenienti dagli elettori di opposizione, senza intaccare di fatto il supporto dell'elettorato di centrodestra. Dalle elezioni ad oggi c'è stato, tuttavia, un mutamento rilevante nelle aspettative e nelle richieste degli italiani nei confronti dell'esecutivo. Sino a qualche settimana fa, gli ambiti che, secondo i cittadini, il Governo doveva affrontare prioritariamente erano l'occupazione e la sicurezza del lavoro, seguite dalla questione del livello - ritenuto insufficiente - di salari e stipendi. Questi temi sono ritenuti anche oggi molto importanti. Ma dagli ultimi sondaggi emerge con ancora maggior rilievo un'altra problematica: quella dei prezzi. La richiesta di un intervento al riguardo risulta oggi provenire in modo pressoché indifferenziato da elettori di centrodestra come di centrosinistra. Ma, all'assenza di un netto colore politico, si contrappone una caratterizzazione socioeconomica molto significativa: tra chi sottolinea l'urgenza di una iniziativa sui prezzi vi sono specialmente persone più anziane (ove è il 32% a porre prioritariamente questo problema: non a caso Tremonti si è rivolto proprio a loro con la proposta della Card), possessori di titoli di studio meno elevati, operai, casalinghe, residenti al sud. Insomma, le fasce sociali più deboli. Si tratta grossomodo di un terzo degli italiani, che versa in questo momento in condizioni molto difficili, spesso drammatiche. E i cui problemi, a parere della pubblica opinione, sono più urgenti di tante altre questioni oggetto della discussione di questi giorni. ROMA - Incostituzionale. E con effetti disastrosi. Il parere tecnico del Csm sulla norma che sospende i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni per i reati commessi prima del giugno 2002, in discussione al Senato, si annuncia come una sonora bocciatura. La bozza che i relatori Fabio Roia (Unicost) e Livio Pepino (Md) proporranno domani alla sesta commissione del Csm, per il parere tecnico da sottoporre al plenum e poi fornire al Parlamento, parla di "potenziale incompatibilità " dell'emendamento del pacchetto sicurezza con l'articolo 111 della Costituzione, ovvero la ragionevole durata del processo. E con l'articolo 3, quello del principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Secondo i relatori una materia così importante non può essere affrontata con un emendamento completamente estraneo al tema del provvedimento. Il riferimento temporale scelto per la sospensione dei processi, poi, "non ha alcun appiglio logico". Mentre sarebbe stato meglio sospendere i processi coperti dall'indulto, celebrati invano. In più l'Ue che ha già messo in mora la giustizia italiana per la sua lentezza, non capirebbe le ragioni di questa scelta che li rallenta ancor di più. A rincarare la dose ieri è sceso il campo il vicepresidente del Csm Mancino. Da Avellino ha fatto notare: "Fino a quando l'azione penale è obbligatoria, alle toghe non si può chiedere di non fare i processi; ai politici si può, invece, chiedere di saper scegliere natura, limiti, tempi ed efficacia delle leggi, non espedienti per eluderle". Un richiamo significativo all'indomani dell'attacco di Silvio Berlusconi ai giudici "sovversivi". E alla vigilia di una settimana cruciale. Al Csm si discuterà la pratica di tutela dei magistrati del processo Mills dalle accuse lanciate dal premier che in quel dibattimento è imputato di corruzione. E venerdì prossimo al Consiglio dei ministri dovrebbe giungere il testo del Lodo Alfano: la norma che prevede la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Mancino ricorda a chi "innesca" le polemiche, "occasioni comode per nascondere i problemi e per dividere il Paese", che "un ritorno di tutti alle responsabilità non può che far bene all'Italia". Concorda l'Anm. Spiega di non aver posto "veti" ma critiche a "provvedimenti che rischiano di paralizzare ulteriormente un sistema che già di per sé, attualmente, non funziona". E chiarisce di aver chiesto l'intervento del capo dello Stato perché "gli attacchi degli ultimi giorni sono ingiustificati e rischiano di delegittimare l'intera magistratura". Ma il pdl reagisce: il Csm non è la quarta Camera. "Né Mancino né il Csm possono dare giudizi di costituzionalità" avverte il capogruppo Cicchitto. "Le norme le fanno il governo e il Parlamento, non il Csm", aggiunge il portavoce FI Capezzone. "Il Csm è organo di autogoverno, non di governo" avverte Quagliariello. La pd Anna Finocchiaro invita Berlusconi a "riflettere sulle posizioni da assumere nei prossimi giorni". E il ministro ombra Tenaglia lo incita "a ripensare alla norma sui processi". Umori La questione della giustizia è tradizionalmente giudicata dall'opinione pubblica meno rilevante di altre Il centrodestra contro i magistrati: loro non sono la quarta Camera. E la Finocchiaro: il capo del governo rifletta L'Osservatorio di Renato Mannheimer V.Pic.

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<Giusto frenare i magistrati> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-22 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Financial Times "Giusto frenare i magistrati" Nella guerra tra Berlusconi e la magistratura, il Financial Times, principale quotidiano economico e finanziario del Regno Unito, si schiera con il premier. "L'Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici", è il titolo dell'editoriale di Christopher Caldwell. Il columnist ripercorre la cronaca degli ultimi giorni, dal decreto sicurezza al caso Mills. Poi attacca: "negli ultimi quindici anni i giudici italiani hanno raggiunto un livello di potere unico in occidente", che è "a lungo andare, dannoso per la democrazia". La salva premier è vista come la soluzione per ridurre i tempi lunghi della giustizia italiana. E, "le acrobazie giudiziarie di Berlusconi" sono "a suo vantaggio", ma riescono a cogliere "problemi veri", intercettando il consenso degli elettori. E qui, conclude l'Ft, sta "il genio politico" del Cavaliere.

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Farmaci pericolosi e permessi: sospeso il direttore dell'Aifa (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-22 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta di Torino Nello Martini, già indagato, sollevato dall'incarico per due mesi. Stesso provvedimento per una dirigente dell'associazione Farmaci pericolosi e permessi: sospeso il direttore dell'Aifa TORINO - "Il ritardo dell'Aifa nel concedere le autorizzazioni alla modifica dei farmaci rappresenta in sé un pericolo per l'incolumità pubblica". Così, nel passaggio-chiave dell'ultima ordinanza sull'agenzia nazionale del farmaco, il gip torinese Sandra Recchione spiega perché ha accolto la richiesta del procuratore Raffaele Guariniello: sospendere per due mesi dai pubblici uffici il direttore Nello Martini e la dirigente Caterina Gualano. Ora l'agenzia è decapitata e il ministero, al quale è stata trasmesso il provvedimento, dovrà prendere provvedimenti per rimediare a un'organizzazione carente che impiegava tra i due e i sette anni ad autorizzare le variazioni necessarie a correggere gli effetti collaterali scoperti nei farmaci e dopo averle concesse lasciava ancora il tempo alle case farmaceutiche di esaurire le scorte, dai due ai cinque anni, come è stato più volte verificato nelle farmacie italiane. E se le modifiche sono arrivate in tutta fretta per 21 dei 22 farmaci che i carabinieri dei Nas hanno scelto come campioni, per altri milletrecento non c'è ancora traccia del provvedimento. Semplice, anche se gravissimo, ritardo o corruzione? Su questo filone, come sul disastro colposo, ipotesi di reato per la quale è indagato lo stesso Martini, indaga la Procura di Roma. Ma dalle intercettazioni telefoniche che hanno alimentato un'inchiesta che dura dal 2006 emerge l'esistenza di una rete di amicizie sospette: "Questo scherzetto ci costerà l'ira di Dio", dice ad esempio l'impiegata di una casa farmaceutica al funzionario Aifa che le chiede come mai dalla confezione di uno spray nasale non sia ancora stata tolta l'indicazione di somministrarlo ai bambini con problemi di enuresi notturna, dopo la morte in Francia di un piccolo paziente. E l'uomo, comprensivo: "Vabbé, finitevi le scorte, farò finta di non vedere quelle etichette…". Alla Procura di Torino resta ora un terzo filone di indagine ancora segreto. Ma, dopo l'ordinanza di ieri, non sarà più possibile al ministero lasciare che l'Aifa continui a funzionare come prima, né che le oltre mille richieste di variazione restino giacenti. Il rischio, come l'ordinanza del gip spiega dettagliatamente, è che i consumatori italiani possano curarsi con farmaci che provocano effetti collaterali non previsti, anche gravi, oppure che il farmaco non sia quello giusto per la malattia in corso, o ancora che venga preso in dosi o con modalità sbagliate. Le autorizzazioni di tipo 2, infatti, sono quelle che le aziende sono obbligate a chiedere quando, per prodotti già in commercio, si scoprono imperfezioni o effetti che non erano stati previsti all'origine, e occorre cambiare anche la comunicazione rivolta ai pazienti. Quelle che si annunciano - mentre dallo stesso ministero si fa sapere che i risultati dell'inchiesta interna verranno resi noti tra poco e che è già in atto una riorganizzazione - sono dunque settimane cruciali per l'industria farmaceutica italiana, con la possibilità che molti prodotti debbano essere ritirati dal commercio. Sulla sospensione di Martini, ieri, è intervenuto anche il farmacologo Silvio Garattini: "Una brutta notizia, che ritengo ingiusta perché il direttore ha dato un forte impulso all'Aifa e ora gli vengono addebitati problemi di natura amministrativa, che non hanno alcuna ripercussione sulla salute pubblica". Garattini, però, fa parte della commissione ricerca dell'Aifa e l'avvocato difensore di Martini l'ha indicato come esperto. Vera Schiavazzi.

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Meredith, i verbali che accusano i sollecito - meo ponte (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina I - Bari Il reportage Perugia, dalle intercettazioni sui familiari del giovane presunto omicida il tentativo d'inquinare l'inchiesta Meredith, i verbali che accusano i Sollecito MEO PONTE PERUGIA - Iniziano il 21 febbraio scorso le intercettazioni telefoniche della famiglia Sollecito. E il perché lo spiegano gli investigatori della Squadra Mobile di Perugia nelle poche righe che aprono il fascicolo che raccoglie le registrazioni delle telefonate scrivendo: "Attività che si è resa necessaria una volta avuta notizia che gli stessi si stavano già attivando al fine di demolire in maniera illecita l'impianto d'accusa, che, sulla base di riscontri tecnici e investigativi, aveva giust'appunto portato all'arresto del loro congiunto?". Ciò che colpisce, leggendo i riassunti delle conversazioni tra Francesco Sollecito, il padre di Raffaele, suo fratello Giuseppe, la figlia Vanessa (tenente dei carabinieri), Maria Papagni, la matrigna e altri componenti della famiglia di Giovinazzo, è soprattutto la violenza verbale dei dialoghi che travalica il legittimo diritto alla difesa. Scrivono infatti gli investigatori: "Appare chiaro ed evidente il fatto che i familiari di Raffaele abbiano tentato di alleggerire la posizione processuale del loro congiunto in modo spregiudicato: tale condotta appare evidente dall'ascolto delle conversazioni telefoniche intercorse tra la famiglia Sollecito e quei "personaggi" influenti al fine di "farlo liberare" non esitando addirittura a "chiedere la testa degli inquirenti". Questa condotta appare nella sua gravità allorquando i soggetti intercettati, pur sottolineando ogni volta di sapere di essere "ascoltati", insistono nel perseguire lo scopo della liberazione del Sollecito esclusivamente screditando l'operato di chi ha condotto le indagini?". SEGUE A PAGINA V.

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"quando la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Bari La rabbia di Raffaele Sollecito rinchiuso in carcere contro il capo della sezione omicidi di Perugia "Quando la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" Ecco i verbali delle intercettazioni che accusano i Sollecito (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) meo ponte PERUGIA - La ricerca dell'appoggio di personaggi influenti risulta evidente già da una telefonata del 17 marzo tra Vanessa e Francesco Sollecito. Gli investigatori ne fanno una sintesi: "Vanessa dice al padre che ha parlato con quel loro "amico" di Napoli (senatore Aniello Formisano dell'Italia dei Valori, ndr) in merito ad un "favore" che lei gli deve fare. Ha fissato un appuntamento per mercoledì alle 12,30. Le intenzioni di Vanessa e di suo padre sono quelle di poter chiedere un "interessamento" del senatore in merito alla posizione processuale di Raffaele". E l'8 maggio Francesco Sollecito parlando con la cognata Rosaria Achille, detta Sara, esponente di An, tira in ballo un altro politico di spicco, Domenico Nania, neo-eletto alla vicepresidenza del Senato. La Mobile annota: "Nella conversazione è chiaro che entrambi si stiano facendo avanti presso personaggi importanti per ottenere "un interessamento" per far liberare Raffaele". L'estenuante ricerca di appoggi influenti si accompagna alla continua (e violentissima) denigrazione di magistrati e poliziotti definiti di volta in volta "maiali, bastardi, figli di p." e ritenuti responsabili di un'indagine basata esclusivamente sul pregiudizio e quindi "da scuoiare, scalpare, spellare vivi". Il piano di delegittimazione degli investigatori prevede anche una rumorosa campagna mediatica in cui i più attivi appaiono lo zio Giuseppe, l'avvocato Tiziano Tedeschi e suo fratello Enrico. Il 9 marzo Sara parlando con Enrico Tedeschi annuncia un dossier che deve servire per la Cassazione e per "certe persone". Giuseppe Sollecito è anche lo stratega che vuole coinvolgere l'avvocato Giulia Bongiorno nella difesa. E' evidente che disprezza gli avvocati perugini (Luca Maori e Marco Brusco) che nella telefonata del 27 marzo definisce: "Ciarlatani che continuano ad andare in televisione. Puffi, buffoni che vanno a fare pagliacciate in tv. Fanno solo show, ma non è nulla di utile per il processo?". Ed è lui a storpiare il nome dell'avvocato Maresca, legale della famiglia di Meredith Kercher, in "Ventresca". Annota la polizia: "Giuseppe vorrebbe far revocare dal fratello Francesco il mandato ai legali perugini nominando la Bongiorno perché persona più "influente"". Il 5 giugno Mara, la matrigna, contatta Telenorba. "Lo scopo è quello di organizzare con giornalisti di Mediaset - scrivono gli investigatori - una trasmissione top secret che dovrà andare in onda il 2 luglio con la finalità di screditare l'operato della polizia scientifica di Roma come già fatto dalla trasmissione "Il Graffio" andata in onda il 31 marzo". Tutto viene riferito a Raffaele durante i colloqui in carcere. E durante l'intercettazione di uno dei questi, il giovane accusato di omicidio apprendendo dal padre che la responsabile della sezione omicidi di Perugia, il commissario Monica Napoleoni, "è finita perché chi conta sta per eliminarla" commenta: "Quando la incontrerò fuori dal carcere la metterò sotto con la macchina, facendo finta di nulla".

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"soldi falsi per fare lo shopping" finisce in manette gruppo di famiglia (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VI - Bari I carabinieri di Turi arrestano madre, i due figli e la fidanzata di uno dei giovanotti: acquistavano merce con banconote illegali "Soldi falsi per fare lo shopping" finisce in manette gruppo di famiglia Un quaderno a quadretti, con la copertina a fiori, registrava tutta la contabilità del loro giro di banconote da 20 euro false. Ma a incastrare con poco meno di 4mila euro una famiglia allargata, composta da una donna, Rosalba Troso, di 62 anni, suo figlio Massimiliano Gentile, trentenne, con la fidanzata Valentina Verga di 20 anni e il fratellastro Gino Gentile di 37, sono stati i troppi acquisti con i soldi falsi nella zona fra Turi e Acquaviva delle Fonti. Nella mattinata di venerdì sono arrivate nella centrale dei carabinieri di Turi più segnalazioni da parte di negozianti della città, vittime della truffa: le due donne e il più piccolo dei due ragazzi avevano appena effettuato acquisti da loro per pochi euro. Lasciandogli in cassa le banconote false e portando via, oltre alla spesa, anche i soldi del resto: dai 15 euro in su, era il guadagno della banda per ogni tappa. Uno dei due negozianti, in particolare, ha indicato ai militari il modello dell'auto su cui si erano allontanati i tre: una Mercedes di colore scuro, intercettata dopo poco da una pattuglia. A bordo dell'auto la capofamiglia nascondeva i soldi nel reggiseno, mentre sui sedili c'erano le buste della spesa con gli acquisti effettuati tra Acquaviva e Turi. A Triggiano vivevano invece la Troso con il figlio Massimiliano e la sua giovane fidanzata: nella loro abitazione, subito perquisita dai militari di Turi e Acquaviva, sono state ritrovate poche centinaia di euro autentici, 159 banconote false, ora all'esame del nucleo antisofisticazione monetaria, e il quaderno dove veniva registrata la contabilità. Questo ha permesso ai militari di confermare quanto già appurato in passato: il rapporto di "cambio" dei falsari è di uno a 6. Per comprare 30mila euro falsi, quindi, basta spendere 5mila euro veri. Dalle note segnate a penna è stato possibile anche rintracciare il quarto membro del gruppo: Gino Gentile, fratello per parte di padre di Massimiliano, che raggiunto nella sua casa a Capurso ha subito consegnato le sue 32 banconote. Un totale di 191 pezzi da 20 euro, definiti di buona fattura dagli investigatori: 3mila e 820 euro in totale. Proprio la qualità dei pezzi, con la filigrana in controluce, i rilievi di inchiostro e la striscia olografica che avrebbero facilmente ingannato un occhio non esperto, è ora al centro delle indagini dei militari, guidati dal comandante della centrale di Gioia del Colle Pietro Petronio. Si cerca nella provincia la banda dei falsari e forse anche la stamperia: alla settimana scorsa risale infatti l'allarme lanciato dalla Banca d'Italia e arrivato sulle scrivanie della procura di Bari sull'esistenza di centrali di contraffazione in Puglia. Mentre ad aprile risale la scoperta, a Melissano, dell'impianto di falsificazione più sofisticato d'Europa: la Sud Graf, con macchinari da 400mila euro, stampava in poche settimane importi pari a 10milioni di euro. (f. sav.).

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Interventi e Repliche (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-22 num: - pag: 29 categoria: BREVI Interventi e Repliche Sollecito e il delitto di Perugia In relazione all'articolo a firma di Fiorenza Sarzanini, intitolato "Sollecito, pressioni sui politici per depistare" ( Corriere, 21 giugno) ritengo che, al fine di assolvere correttamente il compito di informare i lettori sui procedimenti penali in fase di indagini preliminari, sarebbe doveroso, prima di pubblicare e commentare frammenti di intercettazioni telefoniche, approfondire con scrupolo e attenzione i fatti ai quali le conversazioni si riferiscono. Questo approfondimento dovrebbe essere ancor più rigoroso quando le intercettazioni sono estrapolate dal contesto globale e si riferiscono anche a soggetti del tutto estranei alle indagini. Sarebbe stato sufficiente esaminare gli atti processuali, oppure contattare me o uno degli altri avvocati del collegio difensivo di Raffaele Sollecito, per apprendere che ho conosciuto i signori Sollecito e ho da loro ricevuto il mandato di difesa del figlio ben dopo la celebrazione del ricorso per Cassazione, che è stato curato da altri legali. Tanto sarebbe bastato per evitare arbitrarie e offensive illazioni. Giulia Bongiorno Studio legale Bongiorno, Roma Nell'articolo non c'è alcuna illazione ma si dà conto di quanto emerso nell'ambito di un'indagine che vede indagati i familiari di Raffaele Sollecito. Fiorenza Sarzanini Mazzetti e "Il libro nero della Rai" Aldo Grasso ha scritto sul Corriere del 7 giugno che per il contenuto del mio libro dal titolo, da lui definito "inquietante", "Il libro nero della Rai", l'azienda, di cui sono dipendente, avrebbe dovuto licenziarmi, per la precisione: "Uno che scrive un libro così (al cui confronto l'intervista di Tortora è acqua fresca) si licenzia o viene cacciato, non esiste alternativa", Grasso attribuisce il mio mancato licenziamento a una mia appartenenza a imprecisata lobby partitocratica. Mi sembra che questa sia un'insinuazione certamente non in linea con le regole del buon giornalismo. Io non mi permetterei mai di dire che qualcuno dovrebbe essere licenziato, nemmeno Aldo Grasso: ritengo infatti che chiedere di togliere il lavoro sia l'atto più ignobile che si possa fare nei confronti di una persona che non ha rubato, che non ha molestato una collega o preso a male parole l'usciere. Il mio libro parla, purtroppo, di fatti realmente accaduti e non ha avuto né querele né smentite. Prima di compilare liste di proscrizione, che ricordano tristi tempi, prima di avanzare ipotesi offensive sul conto di un collega, Grasso dovrebbe domandarsi se esiste, per il mio mancato licenziamento, un'altra molto più semplice spiegazione: vale a dire che con il libro ho correttamente esercitato il diritto di critica ragion per cui l'azienda non ha nemmeno pensato di licenziarmi ovvero, se pur l'ha pensato, ha capìto che avrebbe perso la causa. Inviterei poi il critico televisivo del Corriere a rileggere la prefazione de "Il libro nero della Rai": forse ne capirebbe meglio lo spirito. Loris Mazzetti, Bologna Gentile Mazzetti, non ho chiesto il licenziamento di nessuno. Mettiamola così, per non ingenerare equivoci. Se io avessi in mente di scrivere un "libro nero" sul Corriere o sull'Università dove insegno, del tenore di quello che lei ha scritto sulla Rai, prima mi dimetterei e poi consegnerei le pagine di denuncia alle stampe. Le ricordo che il "libro nero", durante la Rivoluzione francese, era la lista dei condannati alla ghigliottina. Poi, ognuno è libero di comportarsi come meglio crede. Ammetterà però, come ho sostenuto, che Enzo Tortora è stato licenziato per molto meno. Aldo Grasso.

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Restano in cella i sei arrestati delle Tigri Tamil (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

INCHIESTA. PRESUNTI TERRORISTI Restano in cella i sei arrestati delle Tigri Tamil [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Rimangono in carcere i sei Tamil arrestati nel Biellese con l'accusa di terrorismo ed estorsione nei confronti dei propri connazionali. Ieri mattina è arrivata la decisione del giudice delle indagini preliminari Claudio Passerini, che ha convalidato l'arresto dopo l'udienza di venerdì mattina, avvenuta direttamente nella casa circondariale. "Il giudice ha confermato la custodia in carcere - spiegano gli avvocati Ketty Zampaglione di Biella e Vainer Burani di Reggio Emilia -. Inoltre si è dichiarato incompetente dato che l'indagine e la richiesta di carcerazione arriva dalla Procura di Napoli". La questione passa a questo punto ai magistrati partenopei, che stanno cercando di chiarire meglio il quadro accusatorio. I legali meditano anche di presentare ricorso contro la detenzione in carcere: "Decideremo nelle prossime ore - continuano gli avvocati -. Occorre valutare anche i provvedimenti presi dagli altri giudici". Mentre i Tamil biellesi rimangono in carcere, quelli fermati a Bologna lasciano la prigione. Il gip Milena Zavatti non ha convalidato i fermi e ha disposto gli arresti domiciliari per Suthakaran Subramanijam, mentre per Pratheeparayah Thambirayah e Kandeepan Siventhiran è stato imposto l'obbligo di dimora. Il giudice non ha convalidato i fermi eseguiti della Digos per insussistenza del pericolo di fuga, ritenendo non provati gli indizi di colpevolezza in merito all'accusa di estorsione. Nel frattempo emergono nuovi particolari dall'operazione "Home tigers", condotta dalla Digos e dalla procura di Napoli che ha determinato l'arresto di 33 cittadini dello Sri Lanka accusati di finanziare i progetti terroristici delle Tigri Tamil. L'attenzione maggiore degli inquirenti è su Civarajah Sinnathurai, professione operaio tintore in un'azienda tessile di Trivero, con un passato da badante. L'uomo è ritenuto il capo della cellula e il rappresentante delle "tigri" in Italia, colui che organizzava la raccolta dei fondi da inviare ai guerriglieri. Sempre secondo gli inquirenti era lui a tenere i rapporti con il tesoriere europeo residente a Zurigo. Era sempre stato lui a promuovere la nuova campagna di finanziamento "Morire per vivere", ovvero facendo pagare a tutti i connazionali un euro al giorno. L'organizzazione controllava tutto, schedando tutti i Tamil presenti in Italia. Solo chi versava la "tassa" poteva ritornare in patria a trovare i propri cari, chi non pagava rischiava invece ritorsioni nei confronti dei parenti rimasti in Sri Lanka. A testimoniare questa storia di racket anche diverse intercettazioni che vedono al centro il capo della cellula, che a Soprana aveva il suo quartier generale.

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Cinque stranieri fermati dopo il furto d'occhiali (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

CUNEO. CENTRO COMMERCIALE Cinque stranieri fermati dopo il furto d'occhiali Hanno rubato un paio di occhiali in un negozio nella galleria Auchan di Cuneo, bloccati dai carabinieri hanno opposto resistenza: arrestati 5 immigrati (4 della Costa d'Avorio, 1 del Camerun), uno dei quali aveva in tasca una pistola soft air, di quelle usate per giocare alla guerra. Il fatto è avvenuto l'altro pomeriggio. A dare l'allarme gli addetti del servizio di sicurezza del centro commerciale, che hanno notato il gruppo muoversi con fare sospetto. Dalle riprese del circuito di video sorveglianza è risultato che i quattro, sul piazzale del supermercato, prima di allontanarsi in auto, hanno estratto dagli abiti un paio di occhiali (poi risultati rubati) e una pistola. La vettura è stata intercettata dai carabinieri in corso Marconi a Cuneo. Alla vista dei militari gli immigrati hanno reagito, rifiutando la perquisizione. Tutti e 5 sono stati arrestati per resistenza. Due dovranno rispondere anche di furto aggravato, mentre il possessore della pistola di porto d'oggetti atti ad offendere. \.

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Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

INCHIESTAALLE BATTUTE FINALI Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura SAVONA Un faldone voluminoso, di centinaia di pagine. E' il materiale raccolto dagli investigatori nell'inchiesta antidroga "Inferno" sfociata a gennaio in cinque arresti e sabato scorso in tredici perquisizioni ad altrettati savonesi "informati sui fatti". Una parte corposa del fascicolo è occupata dalle intercettazione telefoniche e ambientali. Sono decine e decine che in questi giorni il sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Landolfi, ha ripreso ad esaminare, minuziosamente, per ricostruire i legami tra spacciatori e consumatori. L'indagine infatti è arrivata alle battute finali ed è a un passo delle richieste di rinvio a giudizio. Gli indagati sono per ora quattro: Luciano Ferro, Francesco Perugino, Agim Lataj e Danilo Re (ma a quest'ultimo viene solo contestata la ricettazione di materiale edile). E' fuori invece dalla vicenda, F.C., l'assicuratore quarantenne che era stato arrestato nel gennaio scorso. "Ho pagato abbondantemente - dice - prima con il carcere e poi con gli arresti domiciliari, finchè non sono riuscito a dimostrare che non sono stato io a rifornire di droga Ferro". F.C. in questi mesi è stato interrogato più volte in Procura dal pm Alberto Landolfi, ma nega di essere lui la "gola profonda" che avrebbe rivelato nomi di persone in contatto con Ferro. "Posso soltanto dire - spiega - che gli investigatori hanno raccolto un materiale imponente. Ogni volta mi hanno fatto dei nomi che erano emersi dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e mi hanno chiesto chi fossero". "Di qualcuno - prosegue l'assicuratore - ho detto quel poco che sapevo e cioè che mi era capitato di essere presente quando telefonavano, ma di non essere a conoscenza di quello di cui parlavano con Ferro. La maggior parte di quelle persone però non le conoscevo proprio".

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L'OPPOSIZIONE ANOMALA (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
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Argomenti: Intercettazioni

Barbara Spinelli L'OPPOSIZIONE ANOMALA Spesso chi ci guarda da fuori dice qualcosa su noi e la nostra storia che è difficile dire a se stessi e perfino pensare. Di questo nostro terzo occhio possiamo risentirci o esser grati: comunque avremo l'impressione d'ascoltare una non improbabile verità. Nel mezzo d'un attonito imbarazzo un ange passe: un angelo passa, dicono i francesi. Accade nella vita degli individui come delle nazioni, e l'Italia non è l'unica a sperimentarlo. La Francia ha iniziato a scrutare dentro il proprio passato fascista grazie allo storico americano Robert Paxton, nel '66: l'angelo passò e i francesi impararono a vedere nel vasto buio della collaborazione. Chi guarda da fuori non è necessariamente uno straniero: può anche essere un connazionale che riesce a guardare da una certa distanza, che è meno fasciato da bende linguistiche patrie. Così è stato per l'Italia nell'ormai lunga epoca dominata da Berlusconi. La parola che più spesso la definisce è, da anni, "anomalia democratica": il terzo occhio questo vede, anche quando comprende l'inquietudine della maggioranza che l'ha votata. Sull'anomalia di Berlusconi molto è stato scritto, negarla è difficile. È anomalo il conflitto d'interessi. È anomalo che un governante controlli tutte le tv private e, se è al potere, anche le pubbliche. È anomala la naturalezza con cui, quando è Premier, cura i propri interessi e fabbrica leggi che gli evitino processi. È anomalo il fatto che continuamente si indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici. Visti da fuori, i magistrati non sembrano eversori. Tutto questo non sorprende più molto: l'anomalia è nota ai più. Molto meno si è scritto invece sull'anomalia dell'opposizione: anomalia che crea ripetuto sgomento, in chi ci osserva con quel terzo occhio. Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie. L'articolo dell'Economist del 12 giugno è rivelatore perché del tutto privo dei nostri infingimenti, come in passato lo è stato su Berlusconi. Questa volta lo sbigottimento si sposta su Veltroni: anche se il leader dell'opposizione ha scelto uno "stile Westminster" (governo ombra, fair play formale) "non c'è assolutamente nulla di britannico" nella sostanza del suo agire. Un'opposizione all'inglese, scrive l'Economist, non avrebbe esitato a indagare su Schifani - dopo le rivelazioni di Abbate e Travaglio - scoraggiando la sua nomina a presidente del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla cordata italiana pronta a comprare Alitalia in condizioni migliori di Air France. Avrebbe alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto d'intercettazione per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme numero di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti causate dall'amianto). La militarizzazione delle città crea straordinari consensi di italiani, infine, senza perciò divenire ordinaria. Questa fatica-riluttanza a opporsi non solo è poco britannica. È poco francese, tedesca, americana. Perché nessuno, in questi Paesi, teme di apparire quel che è: inequivocabilmente oppositore, portato a dire no e a mostrare sempre quella che potrebbe essere l'alternativa al governo presente. Non mancano naturalmente le eccezioni: nell'emergenza alcune scelte sono condivise. Ma sono eccezioni, appunto: i politici sanno che le emergenze fiaccano la democrazia proprio perché aboliscono il conflitto, deturpano i modi di dire, demonizzano l'opposizione, parlamentare o giornalistica. Vogliono presto tornare a dividersi e appena possono lo fanno. Così si comportano, senz'alcuna remora, i socialisti francesi, i democratici Usa, i conservatori inglesi: quando attaccano o contrattaccano, non si sentono in dovere di spiegare i motivi profondamente torbidi per cui hanno interrotto il dialogo. Non danno a questo opporsi il nome indecoroso di antiriformismo o massimalismo. Non sono accusati dalla stampa di "pura agitazione", di "precipitare nel rivoluzionarismo verbale". Nessuno si sognerebbe di accusare i democratici Usa di antibushismo, o la sinistra francese di antisarkosismo. Sono eccettuati i Paesi con larghe intese: in Germania i socialdemocratici non attaccano la Merkel perché la necessità li ha spinti nella Grosse Koalition. Nessuno dei due la voleva, ma hanno dovuto farla e non vedono l'ora di smettere, e riprendere la classica dialettica fra chi governa assumendosene le responsabilità e chi si oppone preparando il ricambio. In Italia non c'è Grande Coalizione ma una strana invasiva idea del decoro impone il linguaggio da Grande Coalizione. In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un regime paradossale che promette sicurezza e lede la rule of law. Che fa ardite leggi finanziarie e sottovaluta la cultura della legalità. Ma ancor più impervio è dare un nome all'opposizione. Il Pd si oppone ma non vuol essere antiberlusconiano, si oppone ma non vuol farlo con la determinazione - peraltro rara - dell'Ulivo. Si oppone nell'impaccio, quasi avesse alle spalle severissime offensive: contro il conflitto d'interessi, contro le leggi ad personam. Nulla di questo è stato fatto eppure s'espande la paura di apparire antiberlusconiani, non nella realtà dei fatti ma nell'immaginario della pubblica chiacchiera. Il clima nelle ultime ore sembra mutato, ma siccome alcune tendenze restano converrà indagare sulle radici di questo immaginario fatto di timori e fantasmi. Una delle radici è forse nella storia del Pci, evidentemente ancora inconclusa o mal conclusa. Non più comunisti, ormai liberali, gli eredi di Togliatti sono alla ricerca di un'identità introvabile ma una cosa sanno e desiderano: tutto vogliono essere, fuorché sembrare quello che sono stati in passato, cioè oppositori intransigenti. È l'intensità dell'opporsi che giudicano deleteria, molto più dell'ideologia che per decenni la sorresse. Abbandonata l'ideologia anche l'opporsi in sé viene abbandonato, come qualcosa di cui ci si vergogna, che sveglia un fantasma sgradito: il proprio. Scrive Paolo Flores d'Arcais sull'Unità che Veltroni non sa dire sì sì, no no. In realtà non oscilla: ha un rapporto malsano con il no, associandolo al no massimalista detto per mezzo secolo dai comunisti dell'Est e dell'Ovest. Per la verità prima ancora di cambiar nome i riformatori postcomunisti avevano cambiato linea. Ma la cambiarono nell'economia, più che su Stato di diritto e rule of law. Ricordo i tempi in cui chi si congedava dai totalitarismi, in Est Europa, era affascinato da Pinochet. Pinochet aveva abolito la rule of law, ma aveva scommesso sul capitalismo con notevole successo, e questo piaceva al postcomunismo. Quel che non gli piaceva era ben altro, e gli incuteva panico. Panico di somigliare alle sinistre radicali, figure redivive del proprio passato. Panico, oggi, di fronte a chi fa dura opposizione concentrandosi innanzitutto sulla rule of law (Di Pietro, Bonino). Il discredito che colpisce i girotondi (ma che hanno fatto di sovversivo?) è segno di questa pavidità e del conformismo che secerne. Il confluire di tradizioni democristiane nel Pd non aiuta. Avvinti gli uni agli altri, i finti affratellati pencolano nel vuoto. I massimi dirigenti del Pd hanno grandi tremori e forse non sarebbe male che cominciassero a parlarne. Altrimenti chi guarda da fuori continuerà a sbigottirsi: più sorpreso da questi tremori, in fondo, che da Berlusconi. Tra l'Italia e le altre democrazie si sta aprendo un baratro più vasto di quello che immaginiamo: non solo tra governanti diversi ma tra oppositori, giornalisti, sindacati diversi. Quasi non ce ne accorgiamo. Non ne usciremo dicendo che siamo così complicati e che nessuno, fuori casa, è in grado di capirci.

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