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tARTICOLI DEL 20-22 giugno
2008 #TOP
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Articoli
Intercettazioni (105)
Informazioni riservate su soldi e case dei capi.
Indagato De Zan ( da "Corriere.it"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "
Spaccio
di eroina e fumo in cinque hanno patteggiato
( da "Corriere
delle Alpi" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il tempo di registrare almeno 30mila conversazioni telefoniche intercettate su una trentina di utenze cellulari (che cambiavano in continuazione), prima di chiedere al gip di far scattare le manette. L'organizzazione faceva capo a Trevisan, che aveva messo in piedi una rete di fornitori che gestiva uno smercio legato ad una quarantina di persone fra i 24 e i 30 anni.
In
sette giorni pronto il lodo-schifani bis - liana milella
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stretta sulle intercettazioni, norma salva-premier, ora il lodo. Come una macchina schiacciasassi il Cavaliere va avanti. Anche se dal Quirinale gli arrivano segnali di profonda irritazione, se dal Csm bocciano le sue leggi, se dentro il Pdl cova il dissenso, se l'opposizione cerca di convincerlo al passo indietro.
Arrestato
per spaccio, salta la seconda prova - federica cravero
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I carabinieri di Strambino lo hanno intercettato mentre effettuava una manovra inconsueta, forse per evitarli, e così hanno pensato di passare dall'osservazione all'azione. Lo hanno seguito fino al piazzale del mercato di Caluso, a duecento metri dalla scuola. E hanno avuto la prova che i loro sospetti erano fondati: nell'auto, infatti,
Clandestini
assunti era falso: denunciato ( da "Repubblica, La"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni e pedinamenti gli agenti hanno scoperto che l'odontotecnico aveva presentato richiesta di assunzione presso un Caaf dell'Acli per due cittadini marocchini in cambio di tre mila euro. Ed è stata proprio la collaborazione del personale del Caaf che ha permesso di accertare che l'uomo aveva venduto agli stranieri false dichiarazioni di assunzione per ottenere il permesso
Rifiuti
radioattivi - lucio forte ( da "Repubblica, La"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Pagina XV -
Palermo RIFIUTI RADIOATTIVI LUCIO FORTE Lunedì 20 giugno
Casal
di principe attende la resa "il vuoto intorno a bidognetti" - dal
nostro inviato ( da "Repubblica, La"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il salotto ospita dieci monitor per le intercettazioni. Si cucina in sede: per evitare contatti con l'esterno e farsi riconoscere. Prudenza. Le trasmissioni in diretta trasferite dalla piazza alla sala interna dell'ex villa di Walter Schiavone, confiscata anche questa. Niente pubblico.
Torniamo
in Piazza ( da "Unita, L'"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: A me sembra che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza (con l'emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche. segue a pagina 27.
Chiamate
l'ambulanza ( da "Unita, L'"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: - Intercettazioni. L'altra clinica degli orrori, la S. Rita di Milano, dove si squartavano i pazienti, è stata scoperta dai giudici e raccontata dai giornalisti grazie alle intercettazioni. Con la nuova legge voluta da S.B. in nome della sicurezza, non sarebbe stata mai scoperta né raccontata.
Torniamo
in piazza ( da "Unita, L'"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: in politica la scelta dei tempi è cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni, che fa strame del principio secondo cui "la legge è eguale per tutti", e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di establishment, la scadenza per una manifestazione è dettata dal calendario parlamentare.
Leggi
su misura per il suo business ( da "Unita, L'"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ricorda le polemiche con i giudici sulle intercettazioni e, di queste ore, sul cosidetto emendamento salva premier. Concludendo che attacchi ai giudici e leggi ad personam, il premier italiano sta raccogliendo risultati per se stesso e per il suo business. Due mesi dopo aver vinto le elezioni - scrive il settimanale - Berlusconi ricomincia ad affrontare i nodi-
Mensopoli
entra al san martino - marco preve
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nato dalle centinaia di intercettazioni telefoniche, dai colloqui ascoltati dal novembre 2007 fino allo scorso 21 maggio, giorno degli arresti. Mensopoli sembra sconfinare oltre la Liguria e tre Procure adesso se ne occupano. Oltre al pm Francesco Pinto sono al lavoro su questo filone la procura di Vicenza, la città dove la società di ristorazione ha la sua sede legale ed operativa,
Truffe
al computer, spunta la cosca - franca selvatici
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: fra cui 80 milioni di franchi svizzeri) e trovare compratori per quadri (Burri, Campus, addirittura un Van Gogh) presumibilmente rubati. Grazie alle intercettazioni, è stato scoperto l'omicidio di uno del gruppo, Salvatore Conte, vittima di un regolamento di conti interno. Menzo è stato arrestato in marzo per l'omicidio.
"fra
cinque anni passeremo momenti indelebili ma spero di poter fare l'amore con te
prima" ( da "Repubblica, La"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettato) dalla polizia sotto casa di un'altra tredicenne (conosciuta sempre in chat) proprio un attimo prima di salire con lei nella sua stanza. Proprio tenendo conto dei loro trascorsi, il gip Milena Zavatti che ha convalidato l'arresto dei due, nell'ordinanza di custodia cautelare sottolinea come: "Si tratta di soggetti che mostrano una precisa propensione per le minorenni,
Uccisa
perché voleva uscire dal giro - giovanni di benedetto
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sarebbero stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e da una serie di contraddizioni. Nella memoria del cellulare di Giuseppe Gallone, per esempio, fu trovata una foto sexy della vittima scattata nella tavernetta dell'uomo, nonostante lui avesse detto alla polizia di non conoscere la donna.
Il
giovane "witness" diventa giustiziere
( da "Repubblica,
La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ha intercettato uno stupratore. Il giovane crede di aver trovato la sua vocazione; poiché la polizia scoraggia i dilettanti, si autoproclama giustiziere della notte, mena il dealer locale e fa di peggio a uno scippatore. Dall'andamento iniziale di commedia, Gardener of Eden vira gradualmente verso il dramma - ma restando indeciso sul tono da tenere -
<Adescata
in chat da due uomini Violentata ragazzina di 13 anni>
( da "Corriere
di Bologna" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Anche in questo caso le intercettazioni telefoniche sono state preziose. è grazie alle telefonate che la polizia è risucita a sapere che, il 18 aprile scorso, Di Caro aveva preso un appuntamento con un'altra minorenne bolognese. Gli agenti l'hanno pedinato: l'incontro è avvenuto davanti a una scuola media di Bologna, poi i due si sono diretti a casa di lei,
<Ai
domiciliari? Ma così salta la vacanza> E sua madre: sono piombata in un
incubo ( da "Corriere di Bologna"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che ha 22 anni e che nella vita non fa praticamente nulla- pende l'accusa della ragazzina (che l'ha tirato in ballo spontaneamente durante l'interrogatorio davanti alla polizia), ma pende anche l'episodio del 18 aprile, quando la polizia (che lo stava intercettando) l'ha colto in fallo mentre agganciava una ragazzina davanti a una scuola. A. Esp.
La
vera priorità: l'autonomia di politici e giudici
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: esigenza di arrestare un fenomeno che su queste colonne ho definito spesso incivile, ossia la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, anche quelle incongrue e che coinvolgono soggetti del tutto estranei, si sta riducendo al tentativo di imporre la mordacchia ai cronisti. Che è come prendersela col testimone per aver assistito al reato. salvatore.
Operazioni
fuori conto, prima chiamata il 30 giugno
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettare quelle occasionali poste in essere con la clientela al di fuori di un rapporto continuativo o con mezzi di pagamento diversi da quelli già intercettati dal sistema bancario. A differenza di quanto avviene per i rapporti finanziari per cui va comunicata apertura e chiusura, l'esistenza di un'operazione extraconto e i dati identificativi di chi la pone in essere vanno
Sì
del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-20 - pag: 22 autore: INTERCETTAZIONI Sì del Parlamento svedese al controllo di email e telefonate internazionali Il Parlamento svedese ha approvato una legge che autorizza le autorità a controllare email e traffico telefonico internazionale. Alla notizia dà grande rilevanza il sito della Bbc.
Imprese
a caccia di nuovi buyer grazie a W-Woman
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: tempi sempre più rapidi della moda sono il segnale che sta cercando di intercettare Pitti W-Woman precollection. "Le date per le collezioni donna e uomo, che prima erano diverse, si stanno avvicinando – spiega Gianna Fantoni di Annapurna, che dalla donna ottiene il 65% dei ricavi e che è presente alla rassegna fiorentina con la collezione 5+ 1,più trendy e colorata –
Delitto
di Mez, chiusa l'indagine: <Tre gli assassini>
( da "Corriere
della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Verbali, intercettazioni, perizie riempiono 18 faldoni e raccontano sette mesi di inchiesta. Ma tra quelle carte non si rintraccia il movente del delitto, né si individua chi abbia stretto le mani intorno al collo di Mez colpendola poi con almeno tre coltellate.
Blair:
<L'intesa Israele-Hamas indebolisce l'Iran>
( da "Corriere
della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: lo riportava dal World Economic Forum in Egitto è stato intercettato dai jet israeliani che non l'avevano identificato (e soprattutto non avevano identificato il prestigioso passeggero). Che da pendolare della diplomazia globale, si muove tra un continente e l'altro, tra l'impegno per la pace in Medio Oriente e quelli da consulente con la JpMorgan o la finanziaria svizzera Zurich.
Il
faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie
( da "Corriere
della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie ROMA - Temeva di essere intercettato il faccendiere Rodolfo Grancini, l'uomo che secondo la Procura di Palermo pilotava i processi in Cassazione per conto dei boss mafiosi, considerato il crocevia del patto tra massoni ed esponenti di Cosa Nostra emerso dall'indagine siciliana.
Autoporto
di Gorizia al raddoppio ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non a caso abbiamo già in mano un accordo con le ferrovie slovene per la realizzazione, subito oltre confine, di un nuovo ingresso alla nostra piattaforma di scambio gomma- rotaia che ci permetterà di intercettare nuovi flussi di vettori provenienti da est e diretti verso ovest".
Consorzio
di Bonifica Agro Veronese ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 07 Consorzio di Bonifica Agro Veronese Indirizzo: Ufficio amministrativo- Stradone S. Fermo- 37121 Verona (VR) Oggetto: Pubblico incanto. Lavori di sistemazione della rete irrigua e di scolo intercettata dalla variante SS n. 62 della Cisa- CIG 0163693BB9. CUP: I83J06000050005. Categoria: OG6 (IV 2.582.284) 9 Luglio.
SFIDA
DELLA LEGA AL GOVERNO. RIFIUTI, BOSSI VOTA CON L'OPPOSIZIONE - MUTUI SUBPRIME,
MAXI-RETATA A WALL STREET - L'ACCUSA DI ALEMANNO. 'BUCO DA 10 MILIARDI,
VELTRONI OCCULTAVA I DA ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: In un riquadro: "'Quando intercettavamo noi'. Ayala racconta i tempi di Falcone". In basso: "Per salvare il Darfur, Mia vuole mandarci i mercenari". IL SOLE 24 ORE - Editoriale di Mauro Meazza e Salvatore Padula: "Las scelta di campo del Fisco per i piccoli". "Deficit, correzione da 2 miliardi subito".
JANNUZZI
CONSIGLIA: SE VIOLANTE CONTROFIRMERÀ LA NORMA SALVASILVIO A FAVORE DEL LODO
SCHIFANI, AVRÀ FINALMENTE I VOTI DEL CENTRODESTRA PER ESSERE ELETTO ALLA CORTE
COSTITUZIONALE ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni, dove prevede l'obbligo di astenersi per il magistrato che rilascia dichiarazioni sulle indagini che conduce e sul dovere del capo dell'ufficio di sostituire il magistrato che rivela i segreti dell'ufficio". Infine ha polemizzato col pm di Milano Armando Spataro e ha proposto di affidare le indagini sulle fughe di notizie a una procura diversa da quella in cui si
LA
RICUSAZIONE NON SOSPENDE IL PROCESSO MILLS VELTRONI: "OPPOSIZIONE
INTRANSIGENTE" (IN PIAZZA IN AUTUNNO) PARISI: IL PD È VENUTO MALE MARONI:
NELLA MAGGIORANZA TUTTO OK ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni e lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo piu' vicino di quanto non ci aspettiamo'. © Foto U.Pizzi"> Prodi e Veltroni © Foto U.Pizzi APPELLO A PRODI PERCHE' RESTI L'omaggio a Romano Prodi e' breve ma intenso. Veltroni, dopo aver letto una lettera che gli e' indirizzata dal Professore,
VATICANO
IN MANO AL "GENERALE" BAGNASCO - VALUE PARTNERS PER RUGGIERO TREMONTI
AMA LA BANCA DEL SUD - ROVERSI MONACO SPODESTA MONTEZEMOLO PROFUMO GIALLOROSSO:
I SENSI HANNO DUE ANN ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: scrisse quando scoprì che il suo telefono e quello di Colao Meravigliao erano intercettati. Nel corso di un interrogatorio che si svolse a Milano il 13 marzo dell'anno scorso, Fabio Ghioni, il responsabile della sicurezza Telecom, tirò in ballo Value Partners dicendo che il famoso Tavaroli voleva fare della società di consulenza il fornitore unico della sicurezza Telecom.
PIANISTA,
QUANTO CI COSTI DE AGOSTINI IN THE SKY TRENTINO, IL PD TORNA ALL'ANTICO
CRESCENZAGO, ETERNO ETERNIT GASPARRI MASTRO LINDO VERGINI DELLA BIENNALE WALTER
SI PER ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dunque: arginare e intercettare il voto dei moderati, dei leghisti e degli scontenti del centrosinistra. Il Trentino, dopo la sconfitta di Illy in Friuli, è l'ultima regione rimasta al centrosinistra nel Nord-est. E il rischio che possa cadere è forte. La Margherita, però, cambierà nome in Unione per il Trentino.
TRAVAGLIO:
FACCI NON SA SCRIVERE, E NEPPURE LEGGERE MA WALTERLOO DOVE VIVE? SCHIFANI, C'È
POSTA PER TE - L'ANM DÀ I NUMERI SAN PIETRO VIOLENTATA I CUGINI DI CAMPAGNA NON
"S ( da "Dagospia.com"
del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Limita le intercettazioni a tutti i reati che non rientrano in quelli che potrebbero scoprire su di lui, diffondendo una serie di dati falsi che è inutile contestare tanto l'informazione ce l'ha in mano lui, blocca centomila processi per bloccarne uno, il suo, continua nell'opera di salvataggio di Rete4, per cui tutti noi Italiani paghiamo,
Condannato
a 7 anni per spaccio ( da "Stampa, La"
del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: cui la colpevolezza di Cacciatori emerge dalle numerose intercettazioni telefoniche, il difensore ha replicato sostenendo che, invece, non c'è prova certa che il casalese abbia commercializzato stupefacenti, perché la parola cocaina non viene mai pronunciata. E se si sostiene che gli interlocutori parlavano in codice, dove sta, ha domandato il difensore, la chiave di decrittazione?
"Papà
ammazzato dai concorrenti troppo invidiosi"
( da "Stampa,
La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Proprio l'identificazione degli autori del delitto sarà al centro dello scontro più duro fra accusa e difesa, fatto di consulenze, perizie, intercettazioni di cui la Corte, ieri, ha ordinato la trascrizione. Il processo è stato aggiornato al 17 luglio.
Spacciatore
arrestato al Sert ( da "Stampa, La"
del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettato dopo un lungo appostamento al Sert, il Servizio per le tossicodipendente che ha sede a "Villa Spinola", a Bussana di Sanremo, dove si trova anche la direzione generale dell'Asl 1 Imperiese. E' stata una lunga attività di appostamento da parte dei militari del Nucleo Operativo, anche con l'utilizzo di potenti binocoli,
Il
sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi"
( da "Stampa,
La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: PERQUISIZIONI VERRANNO ESAMINATE LE TELEFONATE INTERCETTATE Il sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" Lotta alla droga: già decisa un'iniziativa nelle scuole [FIRMA]MARCO RAFFA SAVONA Il sindaco Federico Berruti ha incontrato ieri mattina nel suo ufficio a Palazzo di Giustizia il sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell'inchiesta antidroga dalla quale sono scaturite,
Palloni
sgonfiati ( da "Stampa, La"
del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: svizzeri con la leggiadria di uno stopper e invece Berlusconi non trova nemmeno il tempo di farsi intercettare al telefono mentre detta la formazione a Donadoni? Il silenzio assordante con cui la politica italiana sta seguendo gli Europei ha sorpreso gli studiosi della Casta. Qualcuno (una minoranza) pensa che i nostri politici siano improvvisamente diventati seri.
Delitto
Perugia, i familiari di Sollecito indagati per il video choc di Meredith
( da "Corriere.it"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Perugia Dalle intercettazioni emergerebbe che parenti avrebbero chiesto soldi per fornire il video della scientifica ad una tv PERUGIA - Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'
La
telepolitica a circuito chiuso - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: dalla sicurezza alle intercettazioni telefoniche. Ma si tratta a ben vedere di un circuito chiuso in cui la televisione riflette, amplifica e talvolta distorce le situazioni e i problemi concreti per proiettarli in una dimensione virtuale, propagandistica. E poi, a sua volta, la politica se ne riappropria commutandoli in allarmi,
Sgominata
la banda dell'iveco rubavano i pezzi di ricambio - lorenza pleuteri
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche delle utenze in uso agli indagati". La possibilità di ascoltare le conversazioni ai cellulari e di leggere gli sms è stata fondamentale. Con le nuove norme restrittive, dice amaro il tenente colonnello Nicola Fozzi, comandante del reparto Operativo, non sarebbe più possibile captare le chiamate e i messaggi e arrivare agli stessi risultati nel medesimo
Medici
specialisti low-cost nella nuova casa della salute - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: esperienza che vogliono intercettare i bisogni di chi ha difficoltà economiche e mai potrebbe permettersi di pagare visite a 150 euro o più. La sfida, del tutto innovativa, è stata appena battezzata in Borgo Aurora - via Damiano 5/16 è l'indirizzo - , si chiama Casa per la salute e ha un obiettivo ben più ampio di quello di un gruppo di specialisti disposti ad offrire prezzi calmierati.
"notte
bianca? soltanto con gli sponsor"
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ma anche i negozi che hanno intercettato l'invasione di gente con lo Shopping Days. L'anno precedente, quando Gigi Proietti salì in groppa al cavallo del Marco Aurelio in piazza Campidoglio, l'incasso era stato appena inferiore. Il 10 settembre 2006 il presidente della Camera di Commercio, Andrea Mondello, dichiarava: "Il giro di affari,
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ma la maggior preoccupazione è di non farsi intercettare con i cellulari o eliminare i processi non necessari. Quegli angoli cittadini sciatti e dimenticati Chiara P. Milano Ho fotografato gli angoli milanesi di cui vi parlo e ho inviato le immagini al Comune di Milano, con la speranza che qualcuno intervenga.
Mensopoli,
appuntamento al bar - giuseppe filetto marco preve
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il cui nome è finito tra gli indagati per alcune sue frasi intercettate al ristorante e al telefono in cui manifestava l'intenzione di aiutare, con informazioni provenienti dal Comune, il gruppo di amici affaristi. Dopo Morettini il magistrato sentirà probabilmente Antonella Calò, dirigente dell'Asl2 di Savona indagata per turbativa d'asta in relazione ad una gara per la quale,
Truffe
via web, come salvarsi - franca selvatici
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: hanno denunciato anomalie e frodi, ma alcune intercettazioni fanno presumere che le truffe non siano sempre sgradite. "Mi raccomando col traffico, negli ultimi due giorni si è rismosciato", dice un funzionario a un truffatore. E in un'altra occasione gli chiede "una polmonata di traffico, ché sono disperati".
Finanza,
caccia aperta agli evasori recuperati 400 milioni di tasse
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: oltre 794 chili di sostanze stupefacenti sono stati intercettati dai militari, coinvolgendo 379 spacciatori di cui poco meno della metà arrestati. Un occhio particolare al lavoro sommerso, piaga che ha portato nell'ultimo anno a scoprire 4mila e settecento persone impiegate in nero, e all'immigrazione clandestina, con 62 arresti per favoreggiamento e sfruttamento.
Bocche
cucite davanti al gip restano muti i killer di marisa
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: L'episodio potrebbe essere portato all'attenzione della procura. Secondo quanto disposto dal gip i due arrestati non potranno avere colloqui con i loro legali fino a martedì prossimo. Ad incastrarli, secondo l'accusa, sarebbero state numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. (g.d.b.).
Mossa
di Veltroni: manifestazione in autunno
( da "Corriere
della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: la stretta sulle intercettazioni, il lodo Schifani... Tutto sbagliato secondo Veltroni, che teme la "recessione democratica", definisce la lettera al presidente del Senato uno "spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura" e accusa il premier di "colpire il ruolo di garanzia del capo dello Stato".
<Sollecito,
pressioni sui politici per depistare>
( da "Corriere
della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Le intercettazioni che svelano questi tentativi di "orientare" le indagini sul delitto di Perugia sono in un fascicolo avviato dopo la trasmissione su Telenorba del filmato che mostrava il cadavere di Meredith. Sotto inchiesta ci sono i familiari di Raffaele Sollecito, accusato dell'omicidio insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede.
Quel
decreto che non aiuta le donne ( da "Unita, L'"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le intercettazioni saranno consentite. Ma ha tralasciato di informarci (doveva farlo il tg!) del fatto che lo stesso reato poteva essere introdotto molto più efficacemente all'interno del decreto-sicurezza, come proponevano le opposizioni. È chiaro che, aiutare le donne e alleviare le loro sofferenze, per il governo non è un'
Segue
da pagina 17 Il risultato elettorale, peraltro, ci consegna un quadro politico
che ha reso ( da "Unita, L'"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: decreto su Retequattro, uscite della Lega sull'Europa, intercettazioni e Lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo più vicino di quanto non ci aspettiamo. Per questo abbiamo bisogno di organizzarci, di lavorare senza risparmio alla costruzione di un partito grande e forte, con radici profonde nella società italiana.
Le
email svelano la grande truffa ( da "Corriere della Sera"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici - email e "instant messages" - scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime.
Attacco
all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta
( da "Corriere
della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo Stato Maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar.
Quei
comunisti dell'Fbi ( da "Unita, L'"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: gli stessi che in Italia non si potranno più scoprire con le intercettazioni perché considerati "minori" e di scarso "allarme sociale". In America chi commette quei reati viene intercettato dall'Fbi e dalla Sec (l'autorità di borsa), finisce dentro e buttano la chiave. In Italia finisce in Parlamento, ultimo arrivato Ciarrapico.
La
famiglia di Sollecito contattò dei politici?
( da "Unita,
L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: emergerebbe dalle intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, e che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso - si apprende da fonti qualificate -
Piazza
opposizione ( da "Unita, L'"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa. Norme per fermare il processo Mills. Ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier. Norma blocca processi. Riproposizione del lodo Schifani. Guerra all'Europa. Guerra ai magistrati. Guerra all'opposizione.
Uno
scomodo sequestro in un tranquillo Nord-Est
( da "Unita,
L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Un conto erano le intercettazioni illegali, lo spionaggio industriale, i ricatti. ma adesso fanno sparire la gente. Campagna si alzò di scatto. - Ma ti rendi conto di che cazzo mi stai raccontando? - sbottò. - Alle tue condizioni questo "gioco" non mi interessa.
Questo
libro sarà vietato ( da "Unita, L'"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche appena varato dal Consiglio dei ministri, infatti, stabilisce che "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più alcun segreto,
Un
partito forte per uscire dal passato
( da "Unita,
L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura,
"faremo
cacciare quei poliziotti di perugia" - meo ponte
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi.
Tra
sogni proibiti e favorite ombra torna di moda anche claudio villa
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo".
Plus
sezione: ANALISI data: 2008-06-21 - pag: 34 autore: L'azionario torna in
sofferenza, le materie... ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: A trarre vantaggio sono le materie prime, diventate oramai una asset class in grado di intercettare enormi flussi finanziari. Sarà solo l'evoluzione del dollaro positiva del dollaro ad arrestare la corsa dell'indice Crb delle materie prime, ipotesi che appare non impossibile.
Gli
operai rubavano i pezzi di ricambio (guarda il video dei furti)
( da "CronacaQui.it"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sono stati confermati e rafforzati dalle intercettazioni telefoniche. In manette sono finiti: Alfonso Morgillo, Marco Giurato, Giovanni Giunto e Michele Tarallo, tutti accusati di furto. Invece dovranno rispondere di ricettazione: Luciano Di Nenno e Pietro Bavuso. I carabinieri del reparto operativo hanno indagato per quasi un anno fino a mettere insieme tutte le prove necessarie.
Il
Berlusconi furioso: Toghe sovversive
( da "Manifesto,
Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.
Dramma
teologico neurologico in un atto ( da "Manifesto, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il seguito è soggetto alla censura per le intercettazioni). * Il "lupo" ha deciso di scrivere solo sul suo sito. Il motivo ci sfugge, chissà che non sfugga anche a lui. Per diritto di primogenitura, o se si vuole per lo jus primae noctis, o ancora perché ce ne freghiamo del diritto d'autore, cominciamo con il rubare questo dramma senza escludere nuove,
I
furbetti della Grande Mela ( da "Manifesto, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: hanno tratteggiato i due imputati attraverso le intercettazioni. Ma negli Stati Uniti il principe dei mezzi di comunicazione, più che il telefono, è l'e-mail. I giornali americani di ieri ospitavano i dialoghi elettronici dei due imputati, in prima pagina. La ricostruzione degli inquirenti inizia nel febbraio del 2007.
Intercettazioni
libere, ha vinto Bush ( da "Manifesto, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: SUPERPOTERI PER GLI 007 Intercettazioni libere, ha vinto Bush La camera dei rappresentanti ha approvato ieri un controverso progetto di legge che oltre a garantire, di fatto, l'immunità alle società telefoniche che parteciparono a un programma d'intercettazioni illegali "anti-terrorismo" voluto dal presidente Bush, darà la possibilità alle agenzie di 007 di continuare a spiare "
Riemerge
dall'ombra un nuovo Leonardo ( da "Manifesto, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie.
Obiettivo
Leoncavallo ( da "Manifesto, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: dobbiamo intercettare i veri problemi della popolazione". Ora, stando così le cose, dobbiamo precisare che le diverse realtà sono ancora attive sul territorio (in sintesi ne diamo conto nell'elenco che pubblichiamo). Quindi, vista l'aria che tira, lunga vita a questi soggetti, a prescindere dallo loro preistoriche beghe interne incomprensibili,
NAZIONI
UNITE ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: STATI UNITI/2 Ok della Camera alle intercettazioni La Camera degli Stati Uniti ha dato il via libera alla legge sulle intercettazioni, fortemente voluta dal presidente Bush, che consente al Governo di ascoltare le comunicazioni di persone sospettate di legami con i terroristi.
Anche
alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati
nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da
parte della tv pugliese Tele ( da "Liberazione"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista. Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. 21/06/2008.
CALCIO
PULITO: CANNAVARO NON GIOCA MA SI FA LA DOCCIA - RIGHETTI DRIBBLA IL
CONGIUNTIVO - CLAUDIO VILLA LANCIA UNA 'GRANADA' SULLA SPAGNA "ANGELA
MERKEL SI INTENDE DI CALCIO PER ( da "Dagospia.com"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Amedeo Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un ciclo di partite positive può essere negativo".
Indagati
i familiari di Sollecito Volevano manipolare le indagini
( da "Repubblica.it"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi.
Wall
Street, truffa svelata dalle email <Ho paura. Mi sa che siamo fritti>
( da "Corriere.it"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione telefonica, ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici email e "instant messages" scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime.
Il
Berlusconi furioso: <Toghe sovversive>
( da "Manifesto,
Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Contemporaneamente la sesta commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento "salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità. Con l'aria che tira, rischiano di farcela.
OLTRETUTTO
( da "Manifesto,
Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie.
Treviso,
maxi operazione della Gdf Evasori con barche da 600mila euro
( da "Repubblica.it"
del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione di alcune manovre patrimoniali azzardate concluse tra il 2004 e il 2007: dall'acquisto di barche da centinaia di migliaia di euro all'acquisizione di terreni nel trevigiano e non solo. I controlli hanno portato alla luce ingenti movimenti di capitale in Italia e all'estero, con l'apertura di diverse società di copertura.
Nidificano
gli smerghi, prova che il lago è più pulito
( da "Corriere
Di Como, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: dopo oltre un mese di appostamenti, è stata intercettata la nidiata al completo. Si tratta di 5 piccoli che sono stati fotografati mentre seguivano la madre e, immagine curiosa, mentre le saltavano sulla schiena per farsi portare. Questi esemplari, considerati dagli esperti "rari", sono riconoscibili da alcune caratteristiche.
I
pezzi ceduti a rivenditori autorizzati anche su internet
( da "Stampa,
La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Tutto immortalato da intercettazioni telefoniche e videoriprese. Almeno nell'ultimo anno, ma si sospetta che i furti siano iniziati già nel 2006. Sei ladri sono stati arrestati dai carabinieri del Reparto operativo, diretto dal tenente colonnello Nicola Fozzi. L'indagine, coordinata dal pm Laura Longo, ha smascherato anche tre ricettatori: rivenditori autorizzati,
E
dopo pranzo sesso a pagamento davanti al Comune
( da "Stampa,
La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: filmati e intercettazioni, gli uomini del capitano Maurizio Pinardi hanno fatto irruzione nell'alloggio, portato tutti i caserma e chiuso la "casa squillo". Quattro le misure cautelari richieste dal pm Pasquale Longarini al gip Maurizio D'Abrusco, con l'accusa di favoreggiamento continuato della prostituzione.
Sparatoria
al night il titolare avvisato dagli investigatori
( da "Stampa,
La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non si tratterebbe in alcun modo di intercettazioni telefoniche, ma di attività di intelligence riservate e che comunque non riguarderebbero in alcun caso organi investigativi della città dei fiori. L'altra sera, intanto, i due sanremesi che erano stati fermati per essere sottoposti alla prova dello "Stub", il test chimico che verifica la presenza di residui di sparo,
Manovre
nel Mediterraneo con centinaia di aerei
( da "Stampa,
La" del 21-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dal canto suo, l'Iran non resta fermo. Si è dotato di radar fabbricati in Russia, in grado di intercettare il volo di aerei a bassa quota. Inoltre nel mese di febbraio Teheran ha avviato una trattativa per acquistare i russi SA 20, missili terra-aria.
Attacco
all'Iran, la prova generale Simulazione israeliana su Creta
( da "Corriere.it"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: si sono levati in volo per intercettare aerei finiti fuori rotta. Lo stato maggiore ha intensificato il programma per potenziare la difesa contraerea: sono state acquistate diverse batterie di missili russi "Sa 300" e "Sa 20". Inoltre gli iraniani hanno chiesto aiuto ai tecnici di Mosca per migliorare i radar.
Camere
a rischio ingorgo ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Per i decreti legge, che devono essere votati entro 60 giorni, pena la decadenza, scatta quindi una corsa a ostacoli. E il rischio ingorgo è reale. C'è poi il nodo intercettazioni. E' sì un disegno di legge, ma il governo vuole dargli una corsia preferenziale, come per il disegno di legge in materia di sicurezza.
Preso
il killer della badante ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: L'ha intercettata a bordo della sua vecchia Saab, l'ha tamponata sbalzandola dalla sella e facendola cadere a terra. La donna si è rialzata ed è fuggita, ma lui l'ha raggiunta nel cortile della casa dove viveva con due dei tre figli, di 18 e 23 anni, avuti dal marito morto tempo fa.
Berlusconismo
( da "Unita,
L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: secondo, le intercettazioni: prigione e multe altissime per chi intercetta i sospetti di delitti odiosi pericolosi, destinati a ripetersi, e per chi, quando gli atti del processo sono legalmente e anzi doverosamente usciti dal segreto istruttorio e legalmente disponibili, osasse pubblicarli.
Berlusconi
è maestro dell'ingiuria ( da "Unita, L'"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sono sbagliati anche i limiti posti alle intercettazioni? "Per certi versi, sono ancora più gravi. Imponendo che ad autorizzare le intercettazioni sia un collegio di 3 membri, si metteranno nell'impossibilità di funzionare tutti i tribunali con meno di 20 magistrati. Mi aspetterei allora che venissero aboliti".
Berlusconismo
( da "Unita,
L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: tutti e quattrocento gli arrestati o incriminati di Wall Street erano sotto intercettazione da mesi. Molti dei reati contestati ai grandi di Wall Street, infatti, sono reati tipicamente telefonici, e dimostrabili solo con l'intercettazione, come l'"insider trading" (fornire a uno notizie che devono restare segrete per arricchirsi in due).
Il
vecchio squalo, da 15 anni in marcia verso l'impunità
( da "Unita,
L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che vieta ai giudici di usare le intercettazioni in cui compare anche indirettamente la voce di un parlamentare senza il permesso del Parlamento. Toghe matte. Per evitare che la sentenza Sme-Ariosto arrivi prima del Lodo, il premier fa saltare le udienze inventando svariati "impedimenti istituzionali" e ricusando continuamente i suoi giudici (14 volte in tutto,
Degenze
d'oro, indagine bis ora la regione vuole sapere - lorenza pleuteri
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Perché le verifiche compiute dalla regione non hanno intercettato il fenomeno dei "ricoveri d'oro" nel corso degli anni? "Nel 2000 c'era stato un caso analogo - risponde l'assessore Artesio, al timone della sanità dall'autunno 2007 - ed è stato affrontato. Se avessimo avuto il sentore di anomalie simili, ci saremmo attivati.
Cade
l'estorsione resta il terrorismo scarcerati sei tamil - gabriele isman
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: difeso dall'avvocato Bruno - è stata disposta la scarcerazione, così come era accaduto a Bologna venerdì per altri 3 tamil. A Palermo, un'ottava persona era stata arrestata, salvo poi essere liberata il giorno dopo: il telefonino che era stato intercettato era suo ma lo utilizzava un altro indagato.
Rapina
al molo un arrestato ( da "Repubblica, La"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: un genovese di 32 anni, è riuscito a fare arrestare uno dei sette nordafricani che hanno partecipato all'azione, un marocchino di 38 anni, chiamando con il cellulare la polizia. Gli agenti del commissariato Centro hanno intercettato e bloccato il rapinatore al mercato del pesce: era nascosto dietro una macchina.
Benzina,
crollano i consumi ( da "Repubblica, La"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: A fronte del calo dei consumi di benzina, l'Ataf non sembra riuscire ad intercettare nuove fette di mercato. La vendita complessiva di biglietti e abbonamenti, nel corso del 2007, è calata del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Mentre i chilometri percorsi dal trasporto pubblico sono sempre gli stessi: 23 milioni di chilometri.
Altolà
del Csm a Berlusconi Mancino: le leggi non si eludono
( da "Corriere
della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: immigrazione clandestina (ma anche alle intercettazioni), il comparto economico (con gli interventi sull'Ici, sui mutui e i provvedimenti di questi ultimi giorni) e il funzionamento e la regolamentazione della giustizia. Questi settori erano stati oggetto, sia pur con intensità differenti, della comunicazione durante la campagna elettorale.
<Giusto
frenare i magistrati> ( da "Corriere della Sera"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La salva premier è vista come la soluzione per ridurre i tempi lunghi della giustizia italiana. E, "le acrobazie giudiziarie di Berlusconi" sono "a suo vantaggio", ma riescono a cogliere "problemi veri", intercettando il consenso degli elettori. E qui, conclude l'Ft, sta "il genio politico" del Cavaliere.
Farmaci
pericolosi e permessi: sospeso il direttore dell'Aifa
( da "Corriere
della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ma dalle intercettazioni telefoniche che hanno alimentato un'inchiesta che dura dal 2006 emerge l'esistenza di una rete di amicizie sospette: "Questo scherzetto ci costerà l'ira di Dio", dice ad esempio l'impiegata di una casa farmaceutica al funzionario Aifa che le chiede come mai dalla confezione di uno spray nasale non sia ancora stata tolta l'
Meredith,
i verbali che accusano i sollecito - meo ponte
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Pagina I - Bari Il reportage Perugia, dalle intercettazioni sui familiari del giovane presunto omicida il tentativo d'inquinare l'inchiesta Meredith, i verbali che accusano i Sollecito MEO PONTE PERUGIA - Iniziano il 21 febbraio scorso le intercettazioni telefoniche della famiglia Sollecito.
"quando
la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" - (segue dalla prima
pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Quando la incontrerò fuori la metterò sotto con la macchina" Ecco i verbali delle intercettazioni che accusano i Sollecito (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) meo ponte PERUGIA - La ricerca dell'appoggio di personaggi influenti risulta evidente già da una telefonata del 17 marzo tra Vanessa e Francesco Sollecito.
"soldi
falsi per fare lo shopping" finisce in manette gruppo di famiglia
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettata dopo poco da una pattuglia. A bordo dell'auto la capofamiglia nascondeva i soldi nel reggiseno, mentre sui sedili c'erano le buste della spesa con gli acquisti effettuati tra Acquaviva e Turi. A Triggiano vivevano invece la Troso con il figlio Massimiliano e la sua giovane fidanzata: nella loro abitazione,
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: prima di pubblicare e commentare frammenti di intercettazioni telefoniche, approfondire con scrupolo e attenzione i fatti ai quali le conversazioni si riferiscono. Questo approfondimento dovrebbe essere ancor più rigoroso quando le intercettazioni sono estrapolate dal contesto globale e si riferiscono anche a soggetti del tutto estranei alle indagini.
Restano
in cella i sei arrestati delle Tigri Tamil
( da "Stampa,
La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Solo chi versava la "tassa" poteva ritornare in patria a trovare i propri cari, chi non pagava rischiava invece ritorsioni nei confronti dei parenti rimasti in Sri Lanka. A testimoniare questa storia di racket anche diverse intercettazioni che vedono al centro il capo della cellula, che a Soprana aveva il suo quartier generale.
Cinque
stranieri fermati dopo il furto d'occhiali
( da "Stampa,
La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La vettura è stata intercettata dai carabinieri in corso Marconi a Cuneo. Alla vista dei militari gli immigrati hanno reagito, rifiutando la perquisizione. Tutti e 5 sono stati arrestati per resistenza. Due dovranno rispondere anche di furto aggravato, mentre il possessore della pistola di porto d'oggetti atti ad offendere.
Cocaina,
intercettazioni al vaglio della Procura
( da "Stampa,
La" del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INCHIESTAALLE BATTUTE FINALI Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura SAVONA Un faldone voluminoso, di centinaia di pagine. E' il materiale raccolto dagli investigatori nell'inchiesta antidroga "Inferno" sfociata a gennaio in cinque arresti e sabato scorso in tredici perquisizioni ad altrettati savonesi "informati sui fatti".
L'OPPOSIZIONE
ANOMALA ( da "Stampa, La"
del 22-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Avrebbe alzato una barriera contro il reato d'immigrazione clandestina, il divieto d'intercettazione per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un enorme numero di processi (compresi i processi a Berlusconi; il processo per le violenze contro i manifestanti al vertice G8 del 2001; il processo sulle morti causate dall'amianto).
( da "Corriere.it" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Spiati Piccinini e
Ziliani di "Controcampo" Informazioni riservate su soldi e case dei capi.
Indagato De Zan Le due vittime: "Curiosità innocente, ci abbiamo riso
sopra". "Se ci sono le condizioni farò causa al Fisco" MILANO
L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di Milano? Un incubo per i
dipendenti infedeli. Che però confidavano di liberarsene presto: "Adesso
si attengono scrupolosamente perché c'è l'Audit che quotidianamente va a vedere
tutto quello che hai fatto, quindi rompono i coglioni in maniera impressionante
in tutti gli uffici. Mo' comunque questo è l'ultimo anno, l'Audit viene
chiuso... troppe spese... rimane solo a Roma, così mi dà più possibilità di
lavorare al meglio, di lavorare più tranquillo ". Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle
Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per
ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo
di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto
quella "tranquillità " di "lavoro", intendendosi per
"lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai contribuenti in
cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti. In quella che
ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in vendita, Lomuti è
stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai commercialisti Antonio
Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata dell'agenzia
"Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in carcere, gli altri
due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso abusivo alla banca
dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è contestata dal pm
Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al giornalista sportivo Davide
De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e consegnato informazioni patrimoniali
su altri due colleghi di Mediaset, il conduttore di "Controcampo "
Alessandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani. "Ci siamo sentiti e
fatti una risata sdrammatizza Piccinini . Davide mi ha spiegato che era con
questo suo amico e così, per gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore
per nulla! E' stata una curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda:
diversa è la posizione dell'altra persona che ha un ruolo pubblico".
Concorda Ziliani: "Il fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla
banca dati dell'Agenzia Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo
conto, beh, dà molto fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al
Fisco". Già nel dicembre scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle
Entrate aveva rilevato illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la
password del funzionario allora in servizio all'ufficio "Milano 2".
Ma nonostante ciò, "capillari intercettazioni telefoniche e ambientali
" hanno documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita
cercando di volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che
lui non era più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far
ottenere (invano, perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno
sgravio fiscale da 100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato
civilista (come altri avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi
portare il contraccambio che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè
2.500 euro. Luigi Ferrarella Alessandra Mangiarotti stampa |.
( da "Corriere delle Alpi" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'operazione
"White woman" finisce davanti al giudice Spaccio di eroina e fumo in
cinque hanno patteggiato BELLUNO. Cinque patteggiamenti sono stati ratificati
ieri davanti al giudice Elisabetta Scolozzi nell'ambito dell'inchiesta
anti-droga denominata "White woman" della Guardia di Finanza che
portò all'arresto di sette persone e alla denuncia di molte altre a fine giugno
dell'anno scorso. Massimo Bernardini, 30 anni di Belluno, ha patteggiato tre
anni di reclusione e 12.000 euro di multa; Letizia Sommacal, 20 anni di Limana,
2 anni e 8 mesi e 6.500 euro di multa; Martina Fassin, 21 anni di Santa
Giustina, 2 anni e 6.500 euro di multa; stessa pena anche per Michele Cavalet,
32 anni di Belluno, e Daniele Cecconetto, 24 anni di Belluno. Gli imputati
erano difesi dagli avvocati Luciano Licini, Francesco Mazzoccoli e Daniela
Tonion. Altri coi-imputati saranno invece giudicati in rito abbreviato o in
processi ordinari. Le indagini della Guardia di Finanza e della procura sono
iniziate a settembre del 2006: il tempo di registrare
almeno 30mila conversazioni telefoniche intercettate su una trentina di utenze
cellulari (che cambiavano in continuazione), prima di chiedere al gip di far
scattare le manette. L'organizzazione faceva capo a Trevisan, che aveva messo
in piedi una rete di fornitori che gestiva uno smercio legato ad una quarantina
di persone fra i 24 e i 30 anni. Uomini di fiducia erano la sua
compagna, che stando alla Finanza, curava i "contatti", faceva da
segretaria e aggiornava i pagamenti dei clienti.
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
In sette giorni
pronto il lodo-Schifani bis Il ddl voluto da Berlusconi riguarderà le alte
cariche dello Stato e la Consulta Al Quirinale si ipotizza un messaggio alle
Camere contro l'abuso di decreti LIANA MILELLA ROMA - Non sappiamo chi lo
battezzerà, ma il lodo, ormai ex Schifani, è pronto. Tutto in un articolo.
Andrà in consiglio dei ministri la prossima settimana. Salva da inchieste e
processi le cinque più alte cariche dello Stato (presidenti Repubblica, Senato,
Camera, Consiglio, Consulta), ma non solo. A loro si aggiungeranno i 14 giudici
della Corte costituzionale. Niente ministri né parlamentari. Sarà
"rinunciabile". Nei procedimenti congelati le parti si potranno
rivalere subito in sede civile. Scadrà con la fine dell'incarico e a quel punto
i processi andranno avanti comunque. Ma su questo Berlusconi è perplesso perché
il loro riproporsi a fine mandato potrebbe mettere in crisi una sua futura
corsa al Quirinale. Così il governo dovrebbe far sue le obiezioni dell'Alta
corte che, a gennaio 2004, bocciò il lodo Schifani approvato sei mesi prima ed
era servito al premier per superare il semestre di presidenza italiana della Ue
indenne dal processo Sme. La Corte contestò che il lodo, limitato alle cinque
più alte cariche, violasse il principio d'uguaglianza (perché il presidente
della Consulta e non i giudici?) e il diritto alla difesa. Ma ora, con
l'estensione a 19 figure istituzionali, la possibilità di rinunciare e
proseguire il processo, il recupero in sede civile e la temporaneità (se alla
fine ci sarà), la legge potrebbe non incappare in ostacoli di natura costituzionale,
anche perché la Consulta riconobbe che il principio di uno scudo giuridicamente
protettivo per i vertici aveva un fondamento. Stretta sulle
intercettazioni, norma salva-premier, ora il lodo. Come una macchina
schiacciasassi il Cavaliere va avanti. Anche se dal Quirinale gli arrivano
segnali di profonda irritazione, se dal Csm bocciano le sue leggi, se dentro il
Pdl cova il dissenso, se l'opposizione cerca di convincerlo al passo indietro.
Ma fermare il processo Mills a Milano (solo il 10 luglio, in udienza, si
discuterà della ricusazione contro la presidente Gandus) è più forte di
qualsiasi altra cosa. Partiamo dal Colle. La diplomazia di Napolitano sta
cercando di far recedere il governo dall'articolo salva-Berlusconi. Finora
inutilmente. Ancora ieri Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico del
premier, diceva: "La norma ha ottenuto il pieno sostegno di tutto il
governo. Escluderei radicalmente che possa essere ritirata". Umberto Bossi
in Transatlantico: "Berlusconi non ha ragione su tutto, ma per il processo
Mills siamo sicuri che non c'entra niente. La Lega non farà problemi". Ma
dal Colle non demordono. Se la bocciatura del dl è difficile, alla firma del
testo potrebbe seguire un messaggio alle Camere per ribadire le caratteristiche
imprescindibili della decretazione d'urgenza che deve rispettare i criteri di
assoluta necessità e immediatezza. I dubbi del Colle troveranno utili puntelli
nel parere che il Csm si appresta a fornire sulla norma. Dopo l'alto là
dell'Anm ("100mila processi a rischio"), il Consiglio parla di
"ricadute pesanti e irrazionali". Il parere, affidato ai togati Fabio
Roia (Unicost) e Livio Pepino (Md), sarà pronto giusto a ridosso del voto al
Senato di martedì. Il testo poi andrà subito alla Camera visto che va
convertito entro il 24 luglio. L'opposizione gioca le sue carte. Il leader Udc
Pier Ferdinando Casini propone uno "scambio" tra lodo e
salva-premier: "Se il governo procederà al ritiro unilaterale, credo che
l'opposizione debba impegnarsi a varare una sospensione dei processi per gli
alti vertici dello Stato come in altri paesi europei". Ma, come dice un
esponente autorevole del Pdl, "a meno che la Gandus non lasci il processo
di Milano, la norma resterà quella che è". Anche se proprio nel Pdl non
mancano i malumori di chi è convinto che "questo articolo ci fa più danni
d'immagine di una condanna".
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XI - Torino
Il caso Al Guarini riammesso con riserva Arrestato per spaccio, salta la
seconda prova Fotografa i tabelloni con il cellulare e fa ricorso al Tar
Maturando bloccato vicino al liceo: nell'auto l'hashish e un bilancino I
carabinieri di Caluso lo seguivano da tempo Forse potrà sostenere l'esame
suppletivo previsto a inizio luglio FEDERICA CRAVERO Arrestato la sera prima
dell'esame, sorpreso con due etti di hashish in macchina. In carcere mentre i
suoi compagni si arrovellavano sulla prova di geometria. Se per tutti la
maturità è uno di quei momenti che, nel bene e nel male, si dice non si
scorderanno mai, ancora più vero sarà per Matteo Seriolo, 20 anni, studente di
Caluso che frequenta il liceo scientifico Martinetti. Mercoledì mattina ha
sostenuto la prima prova, il tema, ma ieri mattina il suo banco per l'esame di
matematica era vuoto, tra lo stupore di compagni e insegnanti, che si
interrogavano sulla sua assenza e lo pensavano malato. Gli interrogativi si
sono dissolti quando è arrivata la comunicazione ufficiale che il maturando non
si era presentato "per legittimo impedimento". Era, infatti, in
carcere a Ivrea con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Oggi l'udienza di convalida deciderà se potrà essere scarcerato e dunque se
potrà già sostenere il terzo scritto di lunedì. In ogni caso per non perdere
l'anno sarebbe sufficiente che fosse rimesso in libertà, o almeno potesse
ottenere un permesso, per i primi di luglio, quando si tengono in tutta Italia
le cosiddette prove suppletive per permettere di recuperare a chi, per
giustificati motivi, non si sia presentato a qualche scritto. Certo Matteo non
immaginava che sarebbe toccato a lui. Mercoledì pomeriggio, dopo il tema, ha
pensato di svagarsi facendo un giro con la Volkswagen Lupo della madre. Ma da
tempo i carabinieri della Compagnia di Ivrea stavano tenendo sotto controllo i
suoi movimenti e quelli dei suoi amici. Ragazzi di buona famiglia, due
studenti, un operaio e uno in cerca di un'occupazione definitiva. Incensurati,
tranne uno con qualche segnalazione per droga. "C'era il sospetto - ha
spiegato il capitano Simone Martano - che passasse attraverso di loro un
traffico che dall'esterno faceva circolare droghe leggere dentro l'istituto,
vendute anche a minorenni". Da due mesi, però, vista la pioggia, gli
spostamenti del gruppo si limitavano alle loro abitazioni e ad alcuni bar e
locali dei dintorni. Solo ieri, con la bella giornata, il giovane si è visto in
giro. I carabinieri di Strambino lo hanno intercettato
mentre effettuava una manovra inconsueta, forse per evitarli, e così hanno
pensato di passare dall'osservazione all'azione. Lo hanno seguito fino al
piazzale del mercato di Caluso, a duecento metri dalla scuola. E hanno avuto la
prova che i loro sospetti erano fondati: nell'auto, infatti, Matteo
Seriolo aveva due panetti di hashish da un etto l'uno, oltre a un bilancino di
precisione e tutto il necessario per confezionare delle dosi. Contemporaneamente
i carabinieri hanno perquisito le abitazioni degli amici, tutti di Caluso.
Romeo Ancora, 20 anni, è stato arrestato: a casa sua hanno trovato
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XIII - Torino
L'inchiesta Clandestini assunti era falso: denunciato Faceva finta di assumere
dei dipendenti stranieri, permettendo loro di ottenere il permesso di
soggiorno, ma in cambio pretendeva tremila euro per ogni falsa pratica
presentata. Le indagini del Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di
Torino, coordinate dal pm Marco Bouchard, hanno così smascherato l'attività di
Giorgio B., 54 anni, odontotecnico di Torino, che è stato denunciato. Ma
durante l'inchiesta è anche emerso che l'uomo, in possesso di diploma di
odontotecnico, svolgeva illecitamente l'attività di medico dentista e pertanto
è stato denunciato anche per il reato di esercizio abusivo della professione
medica. Altre sei persone sono state indagate: quattro extracomunitari che si
sono rivolte a lui per regolarizzare la propria posizione e due italiani per
favoreggiamento. Grazie a intercettazioni e pedinamenti gli
agenti hanno scoperto che l'odontotecnico aveva presentato richiesta di
assunzione presso un Caaf dell'Acli per due cittadini marocchini in cambio di
tre mila euro. Ed è stata proprio la collaborazione del personale del Caaf che
ha permesso di accertare che l'uomo aveva venduto agli stranieri false
dichiarazioni di assunzione per ottenere il permesso di soggiorno. Il
caso è stato segnalato anche alla prefettura per gli adempimneti dei confronti
dei clandestini. (r.t.).
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
XV - Palermo RIFIUTI RADIOATTIVI LUCIO FORTE Lunedì 20 giugno
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Napoli
Nei paesi degli ergastolani 40 auto civetta. Vietata la piazza per le
trasmissioni in diretta Casal di Principe attende la resa "Il vuoto
intorno a Bidognetti" DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca)
antonio corbo CASAL DI PRINCIPE - Una sola chiesa aperta, sei donne affrante
che pregano. I negozi non abbassano le serrande ma sono vuoti. Le strade
deserte. Folla nei bar eleganti dai nomi ambiziosi, "Paradise" e
"Hollywood". Tutti muti: sguardi che si incrociano, si parla con gli
occhi, come nei paesi di mafia nei giorni cruciali, e questo lo è. Venti auto
civette della polizia e venti dei carabinieri giorno e notte, un assedio
mascherato a Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, Villa
Literno, Villa di Briano, i paesi degli ergastolani. Almeno tremila persone,
con precedenti, sono monitorate. Perquisizioni anche a Castelvolturno, la
riviera dei latitanti. Si diffonde l'incertezza, che succede ora? Un senso
diffuso di cose sospese. La domanda diventa esplicita quando tre giornalisti
entrano in un bar. Un banale pretesto per parlare: due mezzi sigari da
accendere, qualcuno ha un cerino? Quello che la Procura per ora non conferma, è
il grande nodo: chi si pente? Quel tipo così gentile, offrendo l'accendino, si
scioglie. "Che siete venuti a fare, ma quello davvero si pente?"
chiede notizie. "Quello", Francesco Bidognetti, detto "Cicciotto
e' Mezzanotte", è il primo nome che gira. Giuseppe Russo, "Peppe il
padrino", è il secondo. Non si pensa ad altro: il 19 giugno non ha
confermato solo sedici ergastoli, può provocare la resa più temuta, forse la
più attesa dai casertani onesti. "Lui è ancora più forte, l'altro ora
chissà", è il giudizio che ricorre. Lui è Francesco Schiavone, detto
Sandokan. Ha famiglia, patrimonio, struttura, territorio da difendere. La
spiegazione trova conferma tra gli inquirenti. "L'altro" è Francesco
Bidognetti. è in bilico. Ha il vuoto intorno. La sua area si estendeva da
Casale verso il mare. Castelvolturno. è la zona più ricca di progetti, di
investimenti, di personaggi. è anche quella degli ultimi delitti. Il potere di
Bidognetti è minato dal pentimento del cugino, della sua donna Anna Carrino
convinta a collaborare dai pm Antonio Ardituro e Marco Del Gaudio. Parla anche
Gaetano Vassallo, l'albergatore che lucrava sui rifiuti tossici e che da marzo
apre scenari neanche immaginati. Sul traffico dei rifiuti era egemone
Bidognetti: da tempo lo invitano a pentirsi, anche la sua ex compagna l'ha
fatto pubblicamente, la sentenza di appello potrebbe spingerlo verso il sì. Sa
tutto anche sui rifiuti, quindi sui politici eccellenti e burocrati. Posizione
che rafforza quella del suo ex socio, Francesco Schiavone, e che rinsalda i
suoi rapporti con Salvatore Cantiello, la sua famiglia era al matrimonio di
Carmine Schiavone nell'hotel 5 stelle di Raito a Vietri sul Mare, dove settanta
agenti della Mobile di Caserta con il dirigente Rodolfo Ruperti piombarono per
identificare i 200 ospiti e aggiornare i collegamenti tra le famiglie.
Cantiello aveva avuto screzi proprio con Bidognetti, questione di affari a
Castelvolturno, trenta chilometri di litorale, una miniera. Le sentenze
spostano l'obiettivo su chi è fuori. Per la Mobile di Caserta e i carabinieri
del colonnello Carmelo Burgio sono ore di controlli e perquisizioni. Si lavora
nell'ex villa-bunker di Dante Apicella, oggi sede operativa degli 007 inviati
da Antonio Manganelli, guidati da Ruperti, ieri a Casale per rilanciare la
caccia ai latitanti, e da Alessandro Tocco. Originale per un ufficio: nel bagno
una vasca idromassaggio che è un lago, colore rosa, rubinetti laccati d'oro. Il salotto ospita dieci monitor per le intercettazioni. Si cucina
in sede: per evitare contatti con l'esterno e farsi riconoscere. Prudenza. Le
trasmissioni in diretta trasferite dalla piazza alla sala interna dell'ex villa
di Walter Schiavone, confiscata anche questa. Niente pubblico. Massima
vigilanza. Come in via Catullo 9, dove la Finanza protegge Sergio Orsi,
fratello e socio dell'imprenditore ucciso. Una donna si scusa: "Papà non
può ricevere nessuno, ha una colica renale". Lo descrivono terrorizzato.
Basta svoltare l'angolo ed ecco via Dante: è aperto il Roxy bar. Fu ucciso
Michele Orsi il primo giugno. Solo ragazzi nel locale adesso, felpe con scritte
stravaganti, "Marmellata's boy", uno sdraiato sul divano, altri curvi
sui flipper, nessun adulto. Le telecamere di polizia o carabinieri, di fronte
al bar, avrebbero ripreso 5, forse sei auto per l'agguato. "Un'operazione
militare" che rende l'importanza di Michele Orsi e di quanto poteva
raccontare sulla sua Eco4 e sul consorzio Ce4. "Sarebbe stato il riscontro
per le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, quindi il finimondo", è la
spiegazione più attendibile. Con un'auto blindata, arriva in serata Lorenzo
Diana, protagonista della lotta alla camorra negli anni più difficili. "Lo
Stato ha colto una grande vittoria. Ha infranto un mito. Passava un messaggio:
si diceva che le sentenze di Spartacus sarebbero crollate. Invece ne ha
potenziato il significato". Lorenzo Diana non cede all'entusiasmo.
Prudenza, ancora prudenza. "Gli omicidi del processo Spartacus arrivano al
1992-'93. Bisogna far luce sugli altri". Un filo di ottimismo: "Lo
Stato se vuole ha una opportunità irripetibile: riprendersi il territorio. L'ha
perso, ora però...". Saluta e se ne va, enigmatico, nella sua blindata
blu.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Torniamo in Piazza Paolo Flores d'Arcais Lettera a Veltroni Caro
Walter, le ultime mosse legislative del governo Berlusconi in tema di giustizia
costituiscono o no un vulnus gravissimo alle fondamenta liberaldemocratiche di
una convivenza civile? La risposta che si fornisce è decisiva per il tipo di
opposizione che di conseguenza si sceglierà. A me sembra
che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza
(con l'emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di
fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche.
segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Chiamate l'ambulanza Marco Travaglio Scoperte a Roma altre due
cliniche degli orrori, denominate "Governo" e "Parlamento".
Il proprietario, nonché paziente (lo chiameremo S.B. in ossequio alla nuova legge
sulla stampa), sarebbe un anziano cavaliere del lavoro con vari precedenti
penali e procedimenti in corso, finora inspiegabilmente scampato alla
Giustizia. Quando tutti lo credevano guarito, sebbene assistito giorno e notte
da infermieri (giorno) e infermiere (notte) è sfuggito alla camicia di forza e
ha ripreso a dare in escandescenze, scrivendo leggi e decreti di allarmante
valenza psichiatrica. Poi si è reso irreperibile. Gravissimo il bilancio,
ancora provvisorio, dei danni. - Clandestinità. S.B. inventa il reato di immigrazione
clandestina, ma si scorda di inserirlo nell'apposito ddl, dove ne compare un
altro, molto più blando: ingresso illegale in Italia. Poi, convinto di averlo
istituito, si pente e annuncia in mondovisione: "Sono contrario al reato
di immigrazione clandestina, sarebbe un ritorno al Medioevo". Il ministro
dell'Interno R.M., però, lo rimbecca stupefatto: "Ma come, il primo
firmatario del ddl sei tu.". Lui allora dichiara di aver "parlato a
titolo personale": il reato di clandestinità, peraltro mai istituito,
"rimane". Per la letteratura psichiatrica è un inedito assoluto: il
paziente non fa una cosa, smentisce di averla fatta, poi smentisce di aver
smentito la cosa che non ha mai fatto. Il nulla al cubo. - Sicurezza. Il
"pacchetto sicurezza" aumenta pene e arresti per i "reati di
strada" che, a suo dire, desterebbero maggior "allarme sociale"
(lui non delinque mai in strada): rapine, scippi, furti, spaccio di droga,
sfruttamento della prostituzione. Questo nel Lato A. Nel Lato B si limitano le
intercettazioni ai reati puniti con pene superiori ai 10 anni, dunque esclusi i
reati di strada. Così sarà impossibile scoprirne e incastrare i colpevoli. Per
il futuro. E i rapinatori, ladri, scippatori, spacciatori e papponi già
scoperti? Se hanno avuto l'accortezza di delinquere entro il 2002 (come il
premier nel caso Mills), avranno la sospensione dei processi per un anno. Di
fatto, per sempre. - Se un clandestino ha stuprato una ragazza, il suo processo
viene sospeso; se ha passato una canna a un amico, no. Se due zingare han
rapito un bambino, il processo è sospeso; se invece han rubato un salame al
supermarket e, scappando, hanno urtato una guardia, no. Per le violenze della
polizia al G8, il processo è rinviato; per le violenze di cittadini no. Si
blocca pure il processo all'industriale avvelenatore che ha causato tumori da
amianto agli operai, al chirurgo che ha ammazzato un bimbo in sala operatoria
per errore grave, all'assessore che ha intascato mazzette, all'ubriaco che ha
arrotato due pedoni sulle strisce; proseguono i processi al parcheggiatore che
ha chiesto 1 euro all'automobilista per non rigargli la portiera, al ragazzo
che ha rubato il cellulare al coetaneo minacciandolo col temperino o ha
comprato un motorino rubato e gli ha cambiato la targa. Sempre, s'intende, in
nome della sicurezza contro i reati di "allarme sociale". - Indulto.
Il rinvio dei processi viene motivato da S.B. con la necessità di accantonare
quelli inutili,perché coperti dall'orribile indulto del 2006. Piccolo
dettaglio: l'ha votato anche lui. - Intercettazioni. L'altra clinica degli
orrori, la S. Rita di Milano, dove si squartavano i pazienti, è stata scoperta
dai giudici e raccontata dai giornalisti grazie alle intercettazioni. Con la
nuova legge voluta da S.B. in nome della sicurezza, non sarebbe stata mai
scoperta né raccontata. Ma se qualche magistrato avesse osato scoprirla
e qualche giornalista raccontarla, in galera non sarebbero finiti i medici per
omicidio e lesioni; ma i magistrati per intercettazioni abusive e i giornalisti
per pubblicazioni abusive. - Lodo Schifoso. Nel 2003, per immunizzare S.B. dai
processi, il suo riporto personale Renato Schifani gli apparecchiò un Lodo su
misura che sospendeva i processi a lui e ad altre quattro cariche dello Stato
(peraltro prive di processi). La Consulta lo cancellò: incostituzionale. Ora
S.B. annuncia un nuovo lodo Schifani che, diversamente dal vecchio, non vale
solo per S.B., ma anche per Schifani, più altre tre cariche. Se prima erano in
quattro a ballare l'Alligalli, adesso sono in tre a ballare l'Alligalli. Ps. Se
qualcuno dovesse imbattersi nel noto S.B., faccia il favore: chiami
l'ambulanza. Ora d'Aria.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Torniamo in piazza Paolo Flores D'Arcais Segue dalla Prima
Perfino una personalità di proverbiale saggezza e prudenza, che non ha mai amato
la politica girotondina e ha sempre aperto generosissimi crediti alla
credibilità dei partiti di centro-sinistra, dai tempi di Berlinguer e passando
per tutte le metamorfosi del Pci fino a Veltroni (senza dimenticare l'appoggio
a De Mita) - sto parlando di Eugenio Scalfari - è arrivato a dire che se quello
di Berlusconi non è già fascismo è qualcosa che sempre più pericolosamente gli
si avvicina e gli assomiglia. Già da molti giorni, consapevoli della gravità
della situazione, tre parlamentari dell'opposizione (che prendono il termine
nell'accezione del vocabolario della lingua italiana, nel quale si menziona
"un'azione di contrasto e di critica" - Devoto-Oli - ma mai di
dialogo), l'on. Furio Colombo, l'on. Giuseppe Giulietti e il sen. Francesco
Pardi detto Pancho, hanno reso pubblica attraverso il sito www.micromega.net
una lettera a te e Antonio Di Pietro, nella vostra qualità di capi del Partito
democratico e dell'Italia dei valori, nella quale vi invitavano ad indire una
manifestazione pubblica (a scendere in piazza, insomma) che vedesse insieme
opposizione parlamentare e società civile (quella definita
"giustizialista", sottolineavano i tre parlamentari, a scanso di
equivoci). Lettera sostenuta da personalità come Margherita Hack, Andrea
Camilleri, Antonio Tabucchi, e da migliaia di cittadini che stanno firmando sul
sito www.micromega.net. Antonio Di Pietro ha risposto positivamente, a nome del
suo intero partito. Di una tua risposta, invece, sui due principali quotidiani
di giovedì 19 giugno, non c'è ancora traccia alcuna. Forse perché la nota che
hai diramato alle agenzia costituisce un perfetto esempio di
risposta-non-risposta. In essa infatti si legge che "il leader del Partito
democratico condivide le ragioni che hanno spinto a promuovere l'appello.
Rispetto all'iniziativa di piazza, tuttavia, almeno per il momento Veltroni non
aderisce". Almeno per il momento. Che vuol dire? Che in futuro potresti? E
quando, se non ora? Oggi che tutti fanno a gare per dichiararsi cristiani,
credo che un tratto squisitamente evangelico dovremmo assumerlo tutti, politici
in primis: "il tuo dire sia sì sì no no, perché il di più viene dal
maligno" (Matteo, 5,37). Oltretutto, in politica la
scelta dei tempi è cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni,
che fa strame del principio secondo cui "la legge è eguale per
tutti", e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di
establishment, la scadenza per una manifestazione è dettata dal calendario
parlamentare. Questa legge-canaglia va in discussione tra due settimane,
o si scende in piazza un minuto prima che la discussione inizi oppure vuol dire
che alle manifestazioni si vuole rinunciare. E per manifestare tra due
settimane, e in modo unitario, opposizione parlamentare accanto a società
civile "giustizialista", bisogna cominciare a lavorare subito, a
organizzare subito, a mobilitarsi subito. Altrimenti è preferibile un chiaro e
rotondo no, in cui ciascuno si assume le sue responsabilità (per atti od
omissioni) di fronte al baratro morale e costituzionale in cui Berlusconi sta
trascinando il paese. I cittadini democratici, per i quali "la legge
uguale per tutti" non costituisce un optional, troveranno comunque i modi
per testimoniare pubblicamente, anche da soli, contro questo strame di legalità.
Ma le forze politiche che questa protesta lasceranno senza rappresentanza in
parlamento perderanno per sempre ogni credibilità di fronte ai tanti,
tantissimi elettori (sempre più ex-elettori), che non capiscono l'ossimoro di
una "opposizione che non esclude il dialogo". Un caro saluto.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del "ECONOMIST" "Leggi su misura per il suo business..."
ROMA La perseveranza paga. Almeno - secondo l'Economist - nel caso del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In un articolo dedicato al
tormentato rapporto fra il premier italiano e la magistratura, titolato "I
frutti del lavoro", il prestigioso settimanale, riconoscendo a Berlusconi
di essere un "uomo perseverante", ricorda le
polemiche con i giudici sulle intercettazioni e, di queste ore, sul cosidetto
emendamento salva premier. Concludendo che attacchi ai giudici e leggi ad
personam, il premier italiano sta raccogliendo risultati per se stesso e per il
suo business. Due mesi dopo aver vinto le elezioni - scrive il settimanale -
Berlusconi ricomincia ad affrontare i nodi-giustizia, così
"robustamente" come nel suo precedente mandato. "Durante la
campagna elettorale si disse perseguitato" dal magistrati - ricorda il
giornale - "ora tira fuori nuovi attacchi alla magistratura e leggi su
misura per proteggere se stesso e il suo business". Che - prosegue
l'Economist - "ancora una volta sembrano essere la priorità".
Ricordando la lettera al presidente del Senato Renato Schifani in cui
Berlusconi sottolinea che "molti procedimenti sono stati montati contro di
lui da magistrati di estrema sinistra, per fini politici", l'Economist
parla di tentativo di "imbavagliare la magistratura e la stampa".
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Genova
MENSOPOLI ENTRA AL SAN MARTINO MARCO PREVE (segue dalla prima di cronaca) Non è
ancora chiaro cosa abbiano in comune la mensopoli genovese e le gare di appalto
della "Serenissima" al "San Martino". Il magistrato
Francesco Pinto è lo stesso per entrambe le vicende, e sembra di capire che
questo potrebbe essere un nuovo filone della stessa inchiesta. Nato dalle centinaia di intercettazioni telefoniche, dai colloqui
ascoltati dal novembre 2007 fino allo scorso 21 maggio, giorno degli arresti.
Mensopoli sembra sconfinare oltre la Liguria e tre Procure adesso se ne
occupano. Oltre al pm Francesco Pinto sono al lavoro su questo filone la
procura di Vicenza, la città dove la società di ristorazione ha la sua sede
legale ed operativa, e poi quella di Venezia, dove il gruppo ha vinto
numerosi appalti. Occhi puntati sulla "Serenissima", che a Genova,
dal
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XI - Firenze
Truffe al computer, spunta la cosca Avrebbe utilizzato per il riciclaggio gli
stessi personaggi FRANCA SELVATICI "Mi raccomando col traffico".
"Bisogna aumentare il traffico". Era la preoccupazione costante delle
15 persone arrestate e delle tre ancora ricercate nell'inchiesta dei pm
fiorentini Paolo Canessa e Giulio Monferini sulle truffe informatiche. Il
traffico era quello delle chiamate ai numeri "premium" a tariffa
maggiorata (minimo 12,50 euro), che cominciano con 889, 892, 0088, 166,
connettono con siti erotici, giochi a premi, cartomanti o più spesso con
niente, e per lo più finiscono sulle bollette di utenti inconsapevoli,
facendole gonfiare fino a cifre spropositate (anche 4-5 mila euro). La truffa è
stata illustrata ieri dal questore Francesco Tagliente, dal capo della squadra
mobile Filippo Ferri, dal dirigente della polizia postale Stefania Pierazzi,
dal generale Umberto Di Nuzzo e dal capitano Umberto Piro della Guardia di
Finanza di Arezzo. Alcuni degli arrestati sono esperti informatici. Per
generare il traffico anomalo hanno usato varie tecniche. Hanno installato
abusivamente nei computer degli utenti un software dialer nascosto o
ingannevole, che automaticamente si connette con un'utenza a tariffa
maggiorata. Hanno inviato sms a numerosissimi utenti di telefoni cellulari per
indurli a contattare numerazioni a valore aggiunto (per esempio con offerte di
lavoro o illudendoli di aver vinto un premio o di aver ricevuto un pacco).
Hanno manomesso centraline telefoniche stradali per allacciarsi a linee di
ignari abbonati sulle quali hanno generato traffico diretto a numeri 899. Hanno
utilizzato programmi tv (per esempio di cartomanzia) per indurre gli spettatori
a contattare numerazioni a valore aggiunto. Una parte dell'indagine, ancora da
completare, riguarda presunte complicità fra i truffatori e dipendenti delle
grandi compagnie telefoniche, che li incitavano a incrementare il traffico. Se
l'arrestato più noto è Piero Mancini, presidente dell'Arezzo Calcio e
amministratore dell'internet provider Fly Net, concessionario di numeri
"premium", i personaggi chiave sono Giuseppe Cimieri e Carlo Contini,
soci della Plug Easy di Londra: una società che - secondo le accuse - fungeva
da schermo per i fruitori finali italiani del traffico telefonico e consentiva
- come due società di San Marino - cospicue evasioni Iva e il riciclaggio degli
ingenti profitti delle frodi: almeno 10 milioni di euro. Contini era in
contatto anche con un pregiudicato, Salvatore Menzo, che gestiva un night a
Perugia, ritenuto il capo di un gruppo mafioso specializzato in furti, rapine,
spaccio. Contini è accusato di aver offerto i suoi servigi per riciclare i
proventi illeciti della banda (fra cui 80 milioni di
franchi svizzeri) e trovare compratori per quadri (Burri, Campus, addirittura
un Van Gogh) presumibilmente rubati. Grazie alle intercettazioni, è stato
scoperto l'omicidio di uno del gruppo, Salvatore Conte, vittima di un
regolamento di conti interno. Menzo è stato arrestato in marzo per l'omicidio.
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IV - Bologna
I verbali Ecco alcune frasi, rimaste nel computer, che i due adulti scambiavano
con la minore via web "Fra cinque anni passeremo momenti indelebili ma
spero di poter fare l'amore con te prima" "Fra cinque anni andremo in
quel posto megagalattico e passeremo momenti indelebili". Questa frase
lanciata via web e rimasta impressa in maniera incancellabile in un file del
computer di Luisa, mostra tutta l'ingenuità e l'innocenza della tredicenne,
ormai completamente rapita dalla capacità di persuasione di chi ha approfittato
di lei e in balia delle perverse promesse di uno dei due indagati: Fabio
Marchesani. L'uomo, dopo averla agganciata in chat e "corteggiata"
per più di un mese, la incontra dal vivo e mentre è in macchina con lei prima
la bacia e poi inizia a toccarla, approfitta di lei, senza che la tredicenne
faccia la benché minima resistenza. Luisa è succube del trentacinquenne, dopo
l'incontro vuole vederlo di nuovo, andare oltre, e allora Marchesani continua a
fare il suo sporco gioco con la ragazzina e risponde così alla sua frase:
"Spero di poter fare l'amore con te un po' prima, ma se devo aspettare lo
farò". Luisa raccoglieva tutti i dialoghi che aveva in chat e su messenger
con il genovese, ogni tanto riapriva la cartella, intitolata "le mie
conversazioni", e rileggeva tutto. Frasi assurde, a volte anche spinte e
oscene, promesse che nascondevano secondi fini, scambiate su Internet o tramite
il cellulare anche con l'altro indagato, il ventiduenne Giuseppe Di Caro.
Entrambi gli arrestati, che ora si trovano ai domiciliari, avevano già dei
precedenti. Marchesani, per scambio di materiale pedopornografico e Di Caro per
essere stato sorpreso e fermato (mentre era già intercettato)
dalla polizia sotto casa di un'altra tredicenne (conosciuta sempre in chat)
proprio un attimo prima di salire con lei nella sua stanza. Proprio tenendo
conto dei loro trascorsi, il gip Milena Zavatti che ha convalidato l'arresto
dei due, nell'ordinanza di custodia cautelare sottolinea come: "Si tratta
di soggetti che mostrano una precisa propensione per le minorenni, che
contattano nell'ambiente melmoso e sregolato dei siti Internet e delle
chat-line e che riescono, con modi suadenti e profferte amorose, ad incuriosire
e a solleticare fino a convincerle ad un incontro personale". Ed è in
considerazione della sicurezza mostrata nei confronti della tredicenne, che il
gip poi aggiunge come non può trattarsi di "una casualità o un errore,
bensì di uno degli episodi di un modus operandi collaudato. Ancora più grave
per il fatto che la ragazzina, pur nella consapevolezza dell'illiceità del loro
comportamento, non ha tuttavia mostrato rancore nei loro confronti e tale la
dice lunga sulla loro capacità di persuasione e quindi sulla loro
pericolosità". (ale. co.).
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina II - Bari
Uccisa perché voleva uscire dal giro Due arresti per la prostituta ammazzata:
incastrati dai cellulari GIOVANNI DI BENEDETTO TRANI - Il movente è ancora
avvolto nel mistero. Forse una rapina, la punizione per uno sgarro, il suo
rifiuto di amicizie "particolari", il tentativo forse di uscire dal
giro dei festini a luci rosse con insospettabili professionisti. O forse
richiedeva la restituzione dei suoi risparmi, dai 15mila ai 25mila euro,
affidati a due uomini. I punti interrogativi rimangono ma per gli inquirenti
gli indizi nei confronti dei presunti assassini sono "gravissimi":
furono i cugini Raimondo Carbone, di 29 anni, e Giuseppe Gallone, di 32,
entrambi di Trinitapoli, gli esecutori materiali dell'assassinio di Marisa
Scopece, la 23enne trovata carbonizzata il pomeriggio dell'11 settembre del
2007 alla periferia di Barletta. I due, che si trovavano in carcere accusati di
un tentato omicidio, sarebbero stati incastrati dalle
intercettazioni telefoniche e ambientali e da una serie di contraddizioni.
Nella memoria del cellulare di Giuseppe Gallone, per esempio, fu trovata una
foto sexy della vittima scattata nella tavernetta dell'uomo, nonostante lui
avesse detto alla polizia di non conoscere la donna. Gli inquirenti
ritengono che l'episodio del tentato omicidio non sia collegato al delitto
della giovane ma in entrambi i casi a fare fuoco sarebbe stata la stessa arma,
una pistola a salve modificata calibro 9. Un omicidio "nello stile di un
vecchio rituale mafioso" scrive il gip del tribunale di Trani Francesco
Zecchillo nelle oltre 140 pagine di ordinanza di custodia cautelare, la vittima
venne prima assassinata con 8 colpi di pistola e poi data alle fiamme. Il
cadavere della ragazza fu riconosciuto solo dopo alcuni giorni grazie al
particolare di un tatuaggio, un cuore alato all'altezza del fondoschiena; nella
tasca posteriore dei jeans gli investigatori trovarono un fazzolettino sul
quale erano indicati due numeri di telefoni cellulari, il primo intestato ad un
uomo di Corato, l'altro ad una persona del Nord. Da queste utenze gli uomini
della squadra mobile della Questura di Bari e i colleghi del commissariato di
Barletta, coordinati dal magistrato della procura di Trani Teresa Iodice, sono
riusciti a risalire ai contatti della vittima. Le piste inizialmente seguite
furono diverse, così come diverse erano le frequentazioni della giovane. Lei,
abbandonata dai genitori dopo la nascita e adottata da una famiglia di
Spinazzola, negli ultimi tempi faceva uso di cocaina e si prostituiva, anche
con una clientela "di un certo livello". Al vaglio degli
investigatori sono state le posizioni di un uomo di Bari, suo protettore, che
la faceva prostituire nei casinò del Montenegro; del fidanzato che, qualche
giorno prima del delitto, l'aveva picchiata; dei magrebini trovati in possesso
di un cellulare della vittima. La svolta nelle indagini però arriva dopo il
ritrovamento casuale della borsetta di Marisa, lungo la tratta ferroviaria in
direzione Foggia, là dove sarebbero fuggiti i sicari dopo essersene sbarazzati.
Secondo gli inquirenti Carbone e Gallone conoscevano la vittima, il primo (che
avrebbe venduto i telefonini della ragazza a due magrebini cercando di incastrare
un cittadino rumeno) l'avrebbe frequentata in piscina, il secondo (con il quale
avrebbe avuto un rapporto sessuale violento) avrebbe da lei ricevuto le
condoglianze per la morte del padre. In queste persone Marisa, che portava con
sé ingenti somme di denaro, forse cercava protezione. La "ragazza dal
cuore alato", come la definisce il gip, si sarebbe sentita perseguitata
dalle e aveva paura "a causa di amicizie pericolose". Poco prima di
morire ad un amica aveva confidato di dover fare "un lavoro con i foggiani",
ma di non poterne parlare al telefono.
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Spettacoli Kevin
Connolly Il giovane "witness" diventa giustiziere Prodotto da
Leonardo DiCaprio e interpretato da Lukas Haas, il bambino-prodigio (oggi
parecchio cresciuto) che vedemmo a fianco di Harrison Ford in "Witness il
testimone", un piccolo film da festival indipendente che promette
abbastanza, prende la rincorsa per un bel po' ma non riesce mai davvero a
spiccare il volo. E sì che il soggetto, esplicitamente memore di "Taxi
Driver", avrebbe anche una sua attualità in tempi di ronde e di aspiranti "giustizieri
fai da te". Espulso dall'università, Adam torna nella sua cittadina del
Ney Jersey, dove lavora nelle tavole calde e frequenta i vecchi compagni di
liceo, più o meno sue fotocopie. In una serata di particolare frustrazione,
decide di cambiare i connotati al primo che incrocia; lo fa e diventa un
piccolo eroe: per puro caso, ha intercettato uno
stupratore. Il giovane crede di aver trovato la sua vocazione; poiché la
polizia scoraggia i dilettanti, si autoproclama giustiziere della notte, mena
il dealer locale e fa di peggio a uno scippatore. Dall'andamento iniziale di
commedia, Gardener of Eden vira gradualmente verso il dramma - ma restando
indeciso sul tono da tenere - poi scivola in un epilogo truculento. Più
inaspettato che sorprendente. (r.n.).
( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-20 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE "Adescata in chat da due uomini Violentata ragazzina di 13
anni" L'adolescente si era invaghita di uno. E l'ha confessato al padre I
due sono agli arresti domiciliari: il primo ha 35 anni e vive vicino a Genova.
L'altro, di 22 anni, abita a Modena Geograficamente parlando, questa storia ha
confini precisi: Genova, Modena e la bassa bolognese. Impossibile invece
tracciare il perimetro di quello spazio virtuale in cui per mesi si è
sviluppata la trama. L'ambiente "melmoso e sregolato", come lo
definisce il gip Milena Zavatti, di Internet. è in questo ambiente,
precisamente in una chat, che una tredicenne residente in un comune della
provincia è stata adescata e plagiata da due uomini. Uomini che, una volta
conquistata la sua fiducia, l'hanno convinta ad avere rapporti sessuali (veri)
con loro. Il 9 marzo scorso due genitori sconvolti si presentano in Questura.
Al poliziotto che prende la denuncia raccontano tra la rabbia e l'imbarazzo che
la loro figlia tredicenne (la chiameremo Luisa) ha avuto un rapporto sessuale
con un uomo di 35 anni. Un uomo sposato e in attesa di un figlio. Un uomo che
abita lontano, a Genova, e che la ragazzina ha conosciuto attraverso la chat
Messenger. Raccontano che l'ha plagiata, nonostante fosse stato contattato al
telefono dal papà della minore che gli aveva detto di lasciarla in pace. Da
ieri mattina quest'uomo, Fabio Marchesani, è agli arresti domiciliari nella sua
casa di Arenzano, sul litorale ligure, in esecuzione di un'ordinanza firmata
dal giudice Zavatti. Contemporaneamente la stessa misura restrittiva ha colpito
un ragazzo a Modena, Giuseppe Di Caro, 22 anni. L'altro uomo che, come hanno
appurato le indagini della Squdara mobile di Bologna, aveva avvicinato la
tredicenne tramite Messenger, l'aveva circuita e, infine, convinta a compiere
atti sessuali con lui. Marchesani e Di Caro, che non si conoscono, sono adesso
accusati di atti sessuali con minorenne. Al primo il pm Flavio Lazzarini contesta
anche i reati di atti osceni in luogo pubblico e atti sessuali in presenza di
minore. Delle due è senza dubbio quella di Marchesani, di cui la tredicenne si
era di fatto invaghita, la posizione più grave. L'uomo, che di lavoro fa
l'assicuratore e nel tempo libero si diletta con il suo pc (è già noto alle
forze dell'ordine liguri per possesso di materiale pedo- pornografico) avrebbe
infatti avuto frequenti "rapporti virtuali" con Luisa. Le prove
starebbero in una cartella che Luisa aveva creato sul desktop del suo pc. In
sostanza l'uomo si sarebbe masturbato davanti a una web-cam, mentre la
ragazzina, dal pc di casa sua, stava a guardare. Gli incontri veri accertati
dalla polizia tra la vittima e gli arrestati sono due. Quello con Marchesani
avviene il 4 marzo. I due si vedono in auto. E sempre in auto, l'Audi
dell'uomo, consumano un rapporto orale. L'incontro con Di Caro, invece, risale
a tre mesi prima, al 14 dicembre 2007. è Luisa a raccontarlo alla polizia,
durante un interrogatorio fiume e dettagliatissimo. I due, che si frequentano
on line da poco tempo, si vedono a casa di lei, approfittando del fatto che è
sola perché la madre e la sorella maggiore sono uscite (i genitori sono
divorziati e il padre abita altrove). Lì hanno un rapporto sessuale, sempre non
completo. Dal racconto circostanziato di Luisa, dall'esame del suo computer e
dai tabulati telefonici, gli uomini della sezione reati sessuali della Squadra
Mobile, diretta da Andrea Del Ferraro, sono risaliti alle identità degli
indagati e hanno messo sotto controllo i loro cellullari. Anche
in questo caso le intercettazioni telefoniche sono state preziose. è grazie
alle telefonate che la polizia è risucita a sapere che, il 18 aprile scorso, Di
Caro aveva preso un appuntamento con un'altra minorenne bolognese. Gli agenti
l'hanno pedinato: l'incontro è avvenuto davanti a una scuola media di Bologna,
poi i due si sono diretti a casa di lei, stesso copione messo in atto a
dicembre con Luisa. Quel giorno Di Caro è stato fermato proprio mentre varcava
la soglia di casa della minorenne. Chissà se altre ragazzine sono cadute nella
rete dei due pedofili. Lo dirà l'esame dei pc sequestrati a Genova e a Modena.
La polizia non lo esclude affatto ed è fondamentalmente per questo, per il
"pericolo concreto che gli indagati commettano altri reati della stessa
specie", che il gip ha disposto per loro gli arresti domiciliari. Amelia
Esposito.
( da "Corriere di Bologna" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
La reazione del modenese "Ai domiciliari? Ma così salta la vacanza" E
sua madre: sono piombata in un incubo Quando la polizia gli è piombata in casa
a Modena mostrandogli l'ordinanza con cui il giudice lo mandava ai domiciliari,
Giuseppe Di Caro ha detto: "Arresti domiciliari? No! Vuol dire che non
posso andare in vacanza". Ecco, questa è stata la principale
preoccupazione del ventiduenne accusato di aver compiuto atti sessuali con una
minorenne: le vacanze che sarebbero saltate. Reazione che dà la cifra della sua
personalità, della leggerezza con cui affronta le cose. I suoi genitori, un
padre e una madre per bene che hanno fatto tutto per quell'unico figlio, invece
l'hanno presa molto seriamente. Con l'arrivo della polizia, che li ha svegliati
all'alba, sono piombati in un incubo. Raggiunta al telefono, la madre di
Giuseppe Di Caro è molto scossa e dice si "sentirsi in un limbo".
"Stiamo ancora cercando un avvocato, adesso è presto per dire qualsiasi
cosa, per fare delle valutazioni", osserva la signora. Che, però, pur
senza entrare nel merito delle accuse mosse a suo figlio, qualcosa la vuole
dire: "Voglio dire che posso assicurare che è ancora tutto da dimostrare.
Tutto. E voglio anche dire che un'accusa grave come questa rovina la vita di
una persona. Rovina i rapporti che può avere in futuro con le persone, con le
donne. Rovina tutto". Sulla testa di suo figlio - che
ha 22 anni e che nella vita non fa praticamente nulla- pende l'accusa della
ragazzina (che l'ha tirato in ballo spontaneamente durante l'interrogatorio
davanti alla polizia), ma pende anche l'episodio del 18 aprile, quando la
polizia (che lo stava intercettando) l'ha colto in fallo mentre agganciava una
ragazzina davanti a una scuola. A. Esp.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-20 - pag: 18 autore: CRITICAMENTE
... La vera priorità: l'autonomia di politici e giudici I l vecchio vizio delle
leggi fatalmente lette ad personam frustra irreparabilmente ogni possibilità di
affrontare un tema che avvelena da quasi quindici anni la vita istituzionale
del nostro Paese, ossia il mai definito rapporto tra politica e magistratura.
Se tornassimo ai fondamenti dello Stato di diritto e al rispetto del principio
della separazione dei poteri, basterebbe tutelare l'autonomia di ciascuno di
essi. Il che significa che la politica non deve perseguitare i giudici, ma
anche che essa sia messa nella condizione di svolgere il ruolo che le è
attribuito dai cittadini sovrani, ossia quello di fare le leggi,anche
sull'ordinamento giudiziario. La tutela deve valere per tutti; e
ilprincipiodellagiustiziaugualepertuttidevetrova-reilmododiesseredeclinatosenzaprefigurareilso-spettocheinchiesteeprocedimentig
udiziarivenganoavviati alsoloscopodimetterefuorigiococandidati verso i quali si
antipatizza; ovvero di atteggiarsi più che come potere dello Stato, come
contropotere della politica. Perciò non solo la sostanza ma anche l'apparenza
di giudici e magistrati lontani da schieramenti politici e partitici dovrebbe
tornare a essere la regola. D'altra parte, non basta gridare alla persecuzione
per essere esentati dal rispetto dalla legge: così, in Francia, ora che è
tornato ad essere monsieur Chirac, l'ex presidente della Repubblica è alle
prese con procedimenti giudiziari che erano stati (per legge) sospesi nel
periodo della presidenza. In Italia siamo lontanissimi da questo clima: alcuni
magistrati hanno purtroppo alimentato il sospetto di essere animati da un certo
fumus persecutionis (e non solo nei confronti di Berlusconi); mentre
quest'ultimo appare sempre pronto a sfidare Quirinale, alleati, settori
importanti dell'opinione pubblica pur di chiudere i conti coi magistrati
avversari. Ma è un gioco a somma zero, in cui, alla fine, tutti perdono, a
partire dai cittadini. Ed è grave che proprio su questo fronte si consumi la rottura
tra maggioranza e opposizione, perché i settori più responsabili dell'una e
dell'altra comprendono ormai come un Paese civile non possa più permettersi una
patologia così clamorosa, un avvelenamento quotidiano e costante della vita
civile, una così contraddittoria risposta alla richiesta dell'opinione pubblica
ditutela dei propri diritti. Ed è fatale che la spregiudicatezza della
maggioranza susciti le più elementari pulsioni dell'opposizione, depurata sì,
nelle aule parlamentari, da spinte oltranziste, ma zavorrata da velleità
giustizialiste nobilitate da una inspiegabile ( e controproducente) alleanza
elettorale. Come sorprendersi che un Paese a debole cultura civica e liberale
non trovi il modo di intendersi sulle regole che ne definiscono l'appartenenza
a una moderna società liberaldemocratica? E come prestare fede alle reiterate
proclamazioni di superiorità morale di questa o quella categoria, di questo o
quel potere, di questa o quella funzione dello Stato, di questa o quella parte
politica? Perciò le vicende di questi giorni danneggiamo tutti, allontanando
l'illusione che la politica possa maturare attraverso il recupero di una
moderna cultura liberale e garantista. Così, anche l'esigenza
di arrestare un fenomeno che su queste colonne ho definito spesso incivile,
ossia la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, anche quelle
incongrue e che coinvolgono soggetti del tutto estranei, si sta riducendo al
tentativo di imporre la mordacchia ai cronisti. Che è come prendersela col
testimone per aver assistito al reato. salvatore.carrubba@ilsole24ore.com
POTERI IN LOTTA I rinnovati scontri legati allo stop dei processi danneggiano
tutti i cittadini di Salvatore Carrubba.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-20 - pag: 32 autore: Banche e
finanziarie. Comunicazione per il periodo 2005-2007 Operazioni fuori conto,
prima chiamata il 30 giugno Gaetano De Vito Le comunicazioni all'Anagrafe
tributaria delle operazioni "extraconto" –la prima tranche va
effettuata entro il 30 giugno – per banche, finanziarie e holding completano l'obiettivo
di "indirizzare" le richieste di indagine nei confronti degli
intermediari finanziari presso cui un indagato per evasione ha intrattenuto
rapporti o effettuato operazioni finanziarie. Si evita così di far arrivare a
questi soggetti un numero imprecisato di risposte negative tramite posta
elettronica certificata (Pec) come conseguenza di richieste generalizzate. Il
sistema di indagini per via elettronica, avviato con provvedimento direttoriale
22 dicembre 2005, è diventato più incisivo grazie all'incrocio con i rapporti
finanziari confluiti nell'Anagrafe tributaria. Sfuggiva a queste verifiche la
mancata evidenza di operazioni finanziarie al di fuori di un rapporto
continuativo o fatte tramite procuratori o delegati. Mancanza cui si è
provveduto con l'articolo 63 del decreto legislativo 231/ 2007. La
qualificazione delle operazioni è più facile per il sistema bancario. Per
finanziarie e holding (al di là dell'elenco indicativo in tabella), per
individuare se un'operazione è qualificata extraconto, va tenuto presente che
l'obiettivo è intercettare quelle occasionali poste in
essere con la clientela al di fuori di un rapporto continuativo o con mezzi di
pagamento diversi da quelli già intercettati dal sistema bancario. A differenza
di quanto avviene per i rapporti finanziari per cui va comunicata apertura e
chiusura, l'esistenza di un'operazione extraconto e i dati identificativi di
chi la pone in essere vanno comunicati una sola volta, per ciascun anno
solare, in occasione della prima operazione compiuta. Per quanto riguarda i
termini, le operazioni con decorrenza 1Ú gennaio 2005 e poste in essere fino al
31 dicembre 2007 vanno comunicate tramite Entratel entro il 30 giugno. Quelle
poste in essere dal1Úgennaioal30giugno2008 devono essere comunicate entro il 31
luglio; quelle successive entro il mese seguente a quello di effettuazione.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-20 - pag: 22
autore: INTERCETTAZIONI Sì del Parlamento svedese al controllo di email e
telefonate internazionali Il Parlamento svedese ha approvato una legge che
autorizza le autorità a controllare email e traffico telefonico internazionale.
Alla notizia dà grande rilevanza il sito della Bbc. Le misure sono
passate con una ristretta maggioranza e dopo un acceso dibattito. I critici
sostengono che il provvedimento restringe le libertà civili e rappresenta il
più spinto piano di intercettazioni in Europa. Coloro che difendono il
provvedimento sostengono invece che esso è necessario per proteggere la
sicurezza nazionale dall'uso sempre più massiccio di queste tecnologie nel
confezionare piani di attacco. Il Governo assicura che filtrerà le
intercettazioni interne e monitorerà solo quelle internazionali. Il sito della
Bbc.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: STILE E TENDENZE data: 2008-06-20 - pag: 29 autore: PRECOLLEZIONI Imprese
a caccia di nuovi buyer grazie a W-Woman Le 50 aziende di moda donna anticipano
ordini e consegne Silvia Pieraccini FIRENZE Pitti W-Woman prova a diventare
"grande". Non solo perché alla seconda edizione il salone dedicato
alle precollezioni donna – che si tiene a Firenze nelle stesse date e orari di
Pitti Uomo, in una sede vicina alla Fortezza da Basso come l'ex Dogana – ha
conquistato nuovi espositori (in tutto sono 50 aziende) e affinato il mix di
marchi consolidati e giovani realtà di ricerca. Ma anche perché vanta già un
ospite speciale (le borse Carmina Campus) e un evento speciale (la sfilata di
Diane von Furstenberg che si è tenuta mercoledì sera), segno della volontà di
Pitti Immagine di investire su un progetto che al debutto (nel gennaio scorso)
ha attirato 6.500 visitatori, ma che continua a far storcere il naso a parte
degli operatori milanesi della moda. Gli espositori presenti a Firenze, invece,
lo apprezzano soprattutto per la clientela selezionata e la data anticipata
rispetto alle tradizionali scadenze, che aumenta le opportunità commerciali e
impone di organizzare la produzione. "Soprattutto per la collezione estiva
è ormai necessario anticipare i tempi – spiega Giovanna Paone di Kiton, che
dalla linea donna ha ricavato 5,4 milioni nel 2007, destinati a salire a sette
quest'anno, e che nei mesi scorsi ha aperto il primo negozio Kiton donna in
Corea – e questo appuntamento imprime un ritmo alla produzione, tanto più
necessario per chi, come noi, realizza tutto internamente. Mercoledì a Milano
saremo già operativi con le vendite". I tempi sempre
più rapidi della moda sono il segnale che sta cercando di intercettare Pitti
W-Woman precollection. "Le date per le collezioni donna e uomo, che prima
erano diverse, si stanno avvicinando – spiega Gianna Fantoni di Annapurna, che
dalla donna ottiene il 65% dei ricavi e che è presente alla rassegna fiorentina
con la collezione 5+ 1,più trendy e colorata – e se il cliente non
sceglie con anticipo, e non riceve la merce per tempo, ha poi difficoltà a vendere,
anche per effetto del turismo nomade che compra in ogni parte del mondo".
Per questo venire incontro alle esigenze della clientela è diventato
essenziale. "Presentare la collezione estiva a settembre è ormai troppo
tardi – spiega Stefano Stenta di Atelier Stimamiglio, piccola azienda veneta
(1,5 milioni di fatturato) che sta avviando la licenza del marchio di italian
biocouture Nathù – e inoltre qui a Pitti W-Woman c'è una coerenza di buyer che
apre opportunità commerciali, anche grazie alle sinergie con il salone maschile
". Come nel caso del gruppo Batrax, che dalla donna ricava il 30% dei 40
milioni di fatturato e a Pitti W-Woman presenta la collezione Jaggy:
"Abbiamo invitato i nostri clienti che comprano uomo e donna e, in più,
1.500 clienti donna che di solito non vengono a Firenze", spiega Stefania
Garelli. Ma il salone fiorentino ha rappresentato una scommessa anche per
Gherardini, storico marchio fiorentino di pelletteria acquisito nel 2007 da
Braccialini e ora in fase di rilancio con, tra l'altro, un progetto di ritorno
all'abbigliamento O per le borse Carmina Campus fatte con materiali riciclati,
come i tubi per doccia e le spugnette per piatti, da Ilaria Venturini Fendi,
figlia di Anna Fendi.
( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-20 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Perugia Per il pm Amanda e Raffaele erano presenti quando la
ragazza era a letto con Rudy Guede. Ma il movente resta misterioso Delitto di
Mez, chiusa l'indagine: "Tre gli assassini" DAL NOSTRO INVIATO
PERUGIA - Accusò Patrick Lumumba di essere l'assassino "perché voleva
l'impunità per tutti e in particolare per Rudy Hermann Guede, anche lui di
colore". La procura di Perugia chiude l'indagine sull'omicidio di Meredith
Kercher e conferma il ruolo da protagonista di Amanda Knox. Le imputa di aver
tentato un depistaggio per allontanare i sospetti da se stessa, dal giovane
ivoriano e dal fidanzato Raffaele Sollecito "incolpando una persona che
sapeva essere innocente". E invece, dicono adesso i pm, sono loro gli
assassini. Loro tre, tutti insieme, violentarono e poi uccisero la studentessa
inglese. Verbali, intercettazioni, perizie riempiono 18
faldoni e raccontano sette mesi di inchiesta. Ma tra quelle carte non si
rintraccia il movente del delitto, né si individua chi abbia stretto le mani
intorno al collo di Mez colpendola poi con almeno tre coltellate. La
ricostruzione degli spostamenti degli indagati, le bugie che avrebbero
raccontato nel tentativo di crearsi un alibi e soprattutto gli esami compiuti
dalla polizia Scientifica consentono però ai magistrati di collocarli nella
villetta di via della Pergola la sera del primo novembre 2007. "Uccisero
per futili motivi ", scrive il pm Giuliano Mignini, poi accusa Amanda e
Raffaele di aver "portato fuori dall'abitazione del Sollecito, senza
giustificato motivo un grosso coltello da punta e da taglio lungo
complessivamente
( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-20 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE L'intervista L'inviato del Quartetto per il Medio Oriente:
"L'obiettivo della mia missione è restituire credibilità al processo di
pace" Blair: "L'intesa Israele-Hamas indebolisce l'Iran"
"Ma la minaccia non sparirà. è inaccettabile che Teheran ottenga armi
nucleari" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Tra il compleanno
festeggiato il 6 maggio e il primo anniversario dell'addio a Downing Street (27
giugno), Tony Blair ha anche ricevuto il battesimo del fuoco. Una battaglia
virtuale, a colpi di radar, quando l'aereo che lo riportava
dal World Economic Forum in Egitto è stato intercettato dai jet israeliani che
non l'avevano identificato (e soprattutto non avevano identificato il
prestigioso passeggero). Che da pendolare della diplomazia globale, si muove
tra un continente e l'altro, tra l'impegno per la pace in Medio Oriente e
quelli da consulente con la JpMorgan o la finanziaria svizzera Zurich.
La religione tiene insieme due incarichi, inviato del Quartetto e presidente
della fondazione per la fede, che ha creato dopo la pensione dalla politica
britannica. Nelle stanze dell'American Colony - ha requisito un piano
dell'hotel come quartier generale - entrano il suono delle campane e la voce
del muezzin. Gli ebrei pregano poco lontano, davanti al Muro del pianto.
"è evidente che la religione è un fattore fondamentale in questa regione
", dice l'ex primo ministro. "Non deve diventare il problema, ma
parte della soluzione. La globalizzazione forza le persone insieme, se la fede
le spinge a isolarsi, separarsi, diventa pericolosa. è molto importante che gli
islamici, per esempio, non si considerino contrapposti ad altre culture o
religioni ". La tregua tra Israele e Hamas è entrata in vigore da poche
ore. Nell'intervista concessa al Corriere della Sera e a un gruppo ristretto di
giornali, Blair sembra ancora più fiducioso ed energetico (l'abbronzatura
aiuta). "In Medio Oriente, le opinioni oscillano tra ingiustificato
ottimismo, piuttosto raro, e immotivato pessimismo nero, decisamente più
comune. Il cessate il fuoco è uno sviluppo positivo, un'opportunità per Hamas
di mostrare le sue vere intenzioni. Dimostra che il governo di Ehud Olmert
vuole creare una situazione differente e smentisce chi era convinto che Israele
avesse l'obiettivo strategico di demolire Gaza". Non è ancora pronto a
visitare la Striscia. "Voglio andare, devo essere sicuro che possa essere
utile. Persone del mio staff sono già state a Gaza". Incontri con i leader
di Hamas sono esclusi. "La posizione del Quartetto è chiara. Il movimento
è di fatto al potere nella Striscia, ma non può entrare nel negoziato politico,
quando l'obiettivo delle trattative è la nascita di due Stati e Hamas è
contrario o quando continuano a usare il terrorismo per tentare di imporre la
loro visione. Un nuovo governo di unità nazionale palestinese non potrebbe
funzionare senza un accordo su principi comuni ". è convinto di poter
applicare il modello Cisgiordania a Gaza: riforme e sviluppo economico.
"Abbiamo dei piani per costruire scuole e infrastrutture. è impossibile
convincere investitori privati finché le condizioni non cambiano. Nel momento
in cui dalla Striscia non partono più attacchi contro Israele e Hamas rinuncia
alla violenza, possiamo migliorare la situazione in pochi mesi ". Si
avvicina alla grande mappa della Cisgiordania, che copre le foto in bianco e
nero di Lawrence d'Arabia (anche lui ha dormito in queste stanze). Indica
l'area di Jenin ("è più grande di Gaza") e ammette che i cambiamenti
(la riduzione dei posti di blocco israeliani) sono ancora troppo lenti. "Facciamo
progressi, l'obiettivo sarebbe avere una strada che corre da nord a sud, senza
restrizioni. è vero, il governo Olmert deve fermare le costruzioni di nuovi
insediamenti, come chiede la comunità internazionale. A me sembra più
importante aprire il 60 per cento della Cisgiordania alla libertà di movimento
per i palestinesi". L'obiettivo della sua missione - dice - è restituire
credibilità al processo di pace. "Quello che è successo dal 2000, la
seconda intifada, gli attacchi terroristici, le reazioni israeliane, la costruzione
della barriera, hanno distrutto la fiducia nella possibilità di raggiungere un
accordo. Non il desiderio per la pace. Nell'ultimo anno, questa tendenza
negativa si sta lentamente invertendo. I palestinesi vanno convinti che gli
israeliani se ne andranno dai loro territori e gli israeliani devono poter
credere in uno Stato palestinese in Cisgiordania che non si trasformi nella
Striscia di Gaza. Tutt'e due le parti dicono cose vere: il peso
dell'occupazione è oppressivo, gli israeliani vogliono garanzie per la
sicurezza ". Ammette che l'inchiesta per corruzione contro Olmert
"complica lo scenario ", riconosce che il primo ministro sta
continuando gli sforzi per le trattative. Come l'annuncio di un possibile
negoziato con il Libano. "Se restituire le fattorie di Sheeba toglie a
Hezbollah il pretesto, vadano avanti. Arrivare a un accordo di pace tra
israeliani e palestinesi è anche un modo per sottrarre un elemento alle
pressioni che l'Iran esercita sulla comunità internazionale. Non voglio dire
che se c'è un'intesa la minaccia iraniana sparirà". Risponde solo con la
mimica (una smorfia) alla domanda sulle probabilità di un attacco israeliano
contro il regime degli ayatollah. "Ogni leader politico occidentale deve
porsi due domande. è accettabile che Teheran ottenga armi nucleari? La risposta
è no. Quindi che cosa facciamo, se succede? Hmm...". Davide Frattini.
( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-20 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Inchiesta mafia-massoneria Rodolfo Grancini, amico di Dell'Utri:
"Lì vedo generali e colonnelli dei carabinieri, vengono per Marcello"
Il faccendiere e gli incontri in chiesa contro le microspie
ROMA - Temeva di essere intercettato il faccendiere Rodolfo Grancini, l'uomo
che secondo la Procura di Palermo pilotava i processi in Cassazione per conto
dei boss mafiosi, considerato il crocevia del patto tra massoni ed esponenti di
Cosa Nostra emerso dall'indagine siciliana. Lui che si muoveva spesso
tra Roma e la Sicilia, teneva gli incontri più riservati in un luogo sicuro: le
sacrestie di Sant'Ignazio di Loyola, la chiesa-madre dei gesuiti romani. Lì
riceveva e parlava, al riparo da eventuali microspie. Anche per conto (e forse
con) il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Col quale ostentava grande
amicizia. I carabinieri li hanno visti insieme, anche con altre persone, in un
bar del centro e altrove. Ma la rivelazione sugli incontri nelle stanze
secentesche di Sant'Ignazio l'ha fatta lui stesso, parlando al telefono con
l'agente di polizia sua amica Francesca Surdo (pure arrestata nell'indagine
palermitana), mentre gli investigatori registravano. "Mercoledì vedo
Marcellino, alle 10 al Senato", dice Grancini alla poliziotta in un
colloquio del 3 luglio 2006, agli atti dell'inchiesta. "Tornava questa sera
o domani - continua - perché stiamo mettendo su gli uffici bellissimi al
Tritone, dove c'è il Messaggero, e ci va a lavorare mio figlio". Subito
dopo arriva la sorpresa per chi ascolta: "Lì da lui ci vedo generali,
colonnelli dei carabinieri, mi sono venuti a parlare dentro la chiesa, due, un
colonnello di Asti, uno di Prato, un altro del ministero di Grazia e Giustizia,
per parlare con lui". "Con lui chi?" , chiede l'agente.
"Con Marcello - risponde il faccendiere -. E io li ricevo nelle sacrestie
della Chiesa... Dove non ci sono microspie lì, hai capito?", e ride. Poi
di seguito: "Oppure li porto sopra, nelle stanze segrete". Grancini
fa il nome di un colonnello che voleva scendere in politica, con l'Udc,
"però non è stato eletto. Perché per essere eletto ci vogliono un sacco di
soldi, perché non ti devi fidare degli amici, hai capito? Ti devi fidare dei
nemici, che si comprano e diventano fedeli... E' la politica, è una cosa
sporca, è tutto un ricatto, un dare avere, non c'è niente di pulito...".
La chiesa di Sant'Ignazio è quella retta dal gesuita settantanovenne Ferruccio
Romanin, che si ritrova indagato per concorso esterno in associazione mafiosa
dopo aver scritto, su indicazione del faccendiere, lettere di raccomandazione
in favore di alcuni detenuti tra cui il figlio del boss trapanese Mariano
Agate, condannato a 18 anni di carcere per traffico di droga. Nel 2004 il
superiore di padre Romanin aveva pregato Grancini di non frequentare più la
chiesa (e la sacrestia). Senza troppo successo, evidentemente, se le lettere
sono di due anni dopo, così come la conversazione sugli incontri a
Sant'Ignazio. In un'altra telefonata del
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nord-Est sezione: NORD
EST data: 2008-06-18 - pag: 7 autore: Infrastrutture. Entro luglio la società
di gestione completerà il potenziamento della piattaforma di scambio tra gomma
e rotaia Autoporto di Gorizia al raddoppio Investimento di 11 milioni per la
riconversione da dogana a centro di logistica A CURA DI Nicola Comelli La Sdag,
la società di gestione dell'autoporto di Gorizia, controllata al 98% dal
Comune, completerà entro luglio i lavori per il raddoppio della piattaforma di
scambio gomma - rotaia, portando da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 9 autore: TREVISO, VERONA Importo: 2.107.700,07 Consorzio di Bonifica Agro Veronese Indirizzo: Ufficio
amministrativo- Stradone S. Fermo- 37121 Verona (VR) Oggetto: Pubblico incanto.
Lavori di sistemazione della rete irrigua e di scolo intercettata dalla
variante SS n. 62 della Cisa- CIG 0163693BB9. CUP: I83J06000050005. Categoria:
OG6 (IV 2.582.284) 9 Luglio.
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
TI DI BILANCIO'? Da
Il Velino.it CORRIERE DELLA SERA - Editoriale di Francesco Giavazzi: "Una
svolta a metà". "Sfida della Lega al governo. Rifiuti, Bossi vota con
l'opposizione: 'E' un segnale'". In un riquadro: "L'occasione di
Sarkozy". "Umberto e lo stop al Cavaliere sudista".
"Giustizia, la guerra dei numeri sbagliati". A centropagina:
"Usa, crisi dei mutui: retata a Wall Street". Fotocolor;
"'Venceremos'. 'No, finirà
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
? Lino Jannuzzi per
"Panorama" © Foto U.Pizzi"> Luciano Violante © Foto U.Pizzi
Luciano Violante continua nella sua marcia di allontanamento dal suo passato di
Vishinskj all'italiana e di capo del partito dei giudici. Aveva già riabilitato
Bettino Craxi, definendolo "capro espiatorio", e Giulio Andreotti,
scaricando Gian Carlo Caselli. Nelle ultime settimane ha partecipato alle
celebrazioni per Giorgio Almirante ("Ha ricondotto alla democrazia gli
italiani che avevano aderito alla Repubblica sociale") e ha censurato
Michele Santoro e Marco Travaglio ("Fanno solo pettegolezzi, che c'entrano
costoro con la sinistra?"), ha deplorato le "intemperanze" di
Clementina Forleo e si è schierato con il governo contro il Csm e
l'Associazione magistrati: "Sono assolutamente con la legge sulle intercettazioni, dove prevede l'obbligo di astenersi per il
magistrato che rilascia dichiarazioni sulle indagini che conduce e sul dovere
del capo dell'ufficio di sostituire il magistrato che rivela i segreti
dell'ufficio". Infine ha polemizzato col pm di Milano Armando Spataro e ha
proposto di affidare le indagini sulle fughe di notizie a una procura diversa
da quella in cui si sono verificate. Una sola cosa resta da fare a
Violante, controfirmare l'emendamento presentato dalla maggioranza al decreto
sulla sicurezza, quello che prevede la sospensione di un anno per i processi
che non provocano allarme sociale (compreso quello contro David Mills e Silvio
Berlusconi) e schierarsi a favore del lodo Schifani. Se farà anche questo, avrà
finalmente i voti dei senatori e dei deputati del centrodestra per essere eletto
alla Corte costituzionale. Dagospia 20 Giugno 2008.
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LA RICUSAZIONE NON
SOSPENDE IL PROCESSO MILLS ? VELTRONI: "OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE"
(IN PIAZZA IN AUTUNNO) ? PARISI: IL PD È VENUTO MALE ? MARONI: NELLA
MAGGIORANZA TUTTO OK? © Foto U.Pizzi"> Walter Veltroni © Foto U.Pizzi 1
- OH? Jena per "La Stampa" - E' rosso e presenta anche qualche segno
di vita. Oh, finalmente parli bene del Partito democratico. Ma no, cretino,
parlavo del pianeta Marte. 2 - PROCESSO MILLS VA AVANTI, LA RICUSAZIONE NON LO
SOSPENDE? (Apcom) - "La dichiarazione di ricusazione a carico del
presidente di questo collegio non sospende il processo". Lo hanno deciso i
giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano che si occupano del
processo a carico di Silvio Berlusconi e David Mills imputati di corruzione in
atti giudiziari. I giudici hanno rigettato la richiesta delle difese di sentire
i consulenti tecnici solo dopo l'interrogatorio del banchiere Paolo Del Bue.
Per cui gli stessi consulenti sono stati citati per testimoniare nella prossima
udienza del 7 luglio. Ci sarà una successiva udienza il 14 luglio e il
calendario prevede udienze anche a settembre. Va ricordato che il prossimo 10
luglio la Corte d'appello terrà l'udienza camerale per decidere sulla
ricusazione a carico del presidente Nicoletta Gandus chiesta da Silvio
Berlusconi e dai suoi difensori. 3 - IL PD TORNA PARTITO DI PIAZZA, VELTRONI
LANCIA OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE? (Adnkronos) - Nel primo sabato afoso
dell'estate, nella piana assolata della Nuova Fiera di Roma, il Pd torna ad
essere partito 'di piazza'. Walter Veltroni rompe il segno che fin qui aveva
guidato la sua gestione del partito e sale sul ring, delinea il profilo di
un'opposizione civile ma intransigente, inizia la sua relazione con un duro
attacco verso il Cavaliere e annuncia una manifestazione in autunno contro le
politiche economiche del governo. Lo spiega cosi' il nuovo corso del Pd,
Veltroni, all'indomani della rottura del dialogo con il Cavaliere. Lo spiega
alla sala non troppo affollata della Fiera (non sono venuti tutti i 2800
delegati dell'assemblea). Lo spiega ai 'big' del partito a cui manda un
avvertimento chiaro: no alla proliferazione delle correnti personali. Quindi,
l'omaggio' a Romano Prodi a cui Veltroni rinnova l'invito a restare chiamando
la standig ovation dell'assemblea. Ed ancora il richiamo all'Ulivo. "Il Pd
e' l'Ulivo del '96 diventato finalmente partito". La discontinuita' che il
segretario rivendica e' quella con l'Unione, con la rissosita' di quella
coalizione che ha minato i buoni risultati del governo Prodi. E, sul piano
delle alleanze, nel rivolgersi sia al centro di Pier Ferdinando Casini che alla
Sinistra, a quest'ultima Veltroni dice di guardare con attenzione purche' metta
da parte la formula del 'partito di lotta e di governo. "Quando si sta al
governo -taglia corto- si governa". Veltroni quindi ribadisce la linea
tenuta fin qui, compreso il fatto di andare 'liberi' senza l'alleanza con la sinistra,
e' stata "la linea giusta" ma "essa ha bisogno di ulteriori
innovazioni". FINE DEL DIALOGO: "La lettera che il presidente del
Consiglio ha inviato lunedi' scorso al presidente del Senato e' uno spartiacque
che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura". Cosi' Veltroni
inizia il suo intervento all'assemblea del Pd e spiega che, quanto accaduto
sulla sicurezza con l'introduzione degli emendamenti 'salva premier'
rappresenta un colpo "al ruolo di garanzia del capo dello Stato, strappa
la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l'opposizione". Il
leader del Pd incalza. "L'occasione e' perduta, forse
definitivamente". MANIFESTAZIONE IN AUTUNNO: "Non ci siamo, onorevole
Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sara' una larga parte degli
italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta
in tutto il Paese e culminera' con una grande manifestazione nazionale".
Cosi' Veltroni annuncia il ritorno in piazza del Pd con una iniziativa contro
le politiche economiche del governo che ora "e' in piena fisiologica luna
di miele ma in una democrazia matura la prova dei fatti arrivera' piu' presto
del previsto, basta vedere cosa e' successo a Sarkozy in Francia". Prova
dei fatti che per il governo Berlusconi "arrivera' in autunno, sui temi
economici sui quali gia' noi esprimiamo un giudizio severo per l'assenza nella
manovra di un intervento sulla questione salariale e sugli interventi per la
riduzione della spesa pubblica". OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE, NO LEGGI AD
PERSONAM:"La nostra e' gia' e sara' sempre di piu' un'opposizione
intransigente: contro il ritorno di una stagione di conflitti istituzionali, di
leggi ad personam e di confusione tra interessi privati e la cosa
pubblica". Il segretario delinea cosi' all'assemblea il cambio di passo
nella linea d'opposizione del Pd. NO ILLUSIONE 'SPALLATA' ME SE GOVERNO
CONTINUA COSI'...: "Sarebbe un errore se noi facessimo nostra la categoria
della 'spallata': l'illusione che ci si possa liberare rapidamente di un governo
che gode di una larga base parlamentare oltre che, almeno al momento, di un
largo consenso nella societa'" osserva Veltroni ma aggiunge che, se il
governo continuera' come in questo primo mese e mezzo, il traguardo potrebbe
essere vicino: "'Ci aspetta un lavoro di lungo respiro davanti a noi non
c'e' una pista dei
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I E MEZZO PER
VENDERE IL CLUB 1 - RICCARDINO RUGGIERO CORRE CON VALUE PARTNERS Riccardo
Ruggiero, l'ex-amministratore delegato di Telecom che è passato alla storia per
il favoloso stipendio, le stock options e la liquidazione da 9,9 milioni, ha
sempre più fretta. Fin da bambino la madre Paola, che in casa lo chiamava
"frettella", ha sempre stentato a frenare la sua irrequietezza, e non
a caso il manager napoletano 48enne, figlio dell'Ambasciatore Renato, nel marzo
2006 è stato fermato sull'autostrada Voltri-Sempione mentre correva a
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PIANISTA, QUANTO CI
COSTI ? DE AGOSTINI IN THE SKY ? TRENTINO, IL PD TORNA ALL'ANTICO ?
CRESCENZAGO, ETERNO ETERNIT ? GASPARRI MASTRO LINDO ? VERGINI DELLA BIENNALE ?
WALTER SI PERDE IL VESCOVO? A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per
"L'espresso" © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Fini © Foto U.Pizzi
1 - MONTECITORIO - PIANISTA STONATO? Si fa presto a dire 'due mani, un solo
voto'. Far tenere entrambe le mani del parlamentare impegnate a esprimere il
voto, in modo che una non possa essere dirottata sul banco del vicino assente
(misura proposta dal presidente della Camera Gianfranco Fini per risolvere il
problema dei cosiddetti pianisti) potrebbe costare una fortuna ai contribuenti.
Secondo Fini, infatti, i deputati dovranno premere contemporaneamente due
pulsanti e questo significa cambiare tutte le 630 pulsantiere presenti
nell'emiciclo di Montecitorio. E non si tratta solo di aggiungere un pulsante a
quelli esistenti, ma di rivoluzionare il sistema. I conti sono presto fatti:
rifare completamente l'impianto elettrico dell'aula della Camera costerebbe circa
850 mila euro. A questi si dovrebbero aggiungere i costi per le nuove
pulsantiere e quelli per l'allargamento degli spazi per l'inserimento di due
mani. Ammesso che la Soprintendenza dia il via libera (la Camera è un bene
vincolato). A spanne, trapela dagli uffici dei questori, il costo complessivo
non dovrebbe superare il milione di euro. Si cercherà in ogni modo di spendere
una cifra più modesta. Comunque superiore ai "circa 200 mila euro"
necessari per venire incontro alla trovata del leghista Giacomo Stucchi (sua la
stima economica): installare sotto la sedia dei deputati un sensore dello
stesso tipo di quelli che fanno scattare l'allarme in caso di mancato
allacciamento delle cinture di sicurezza. L'idea migliore sarà trasformata in
realtà entro agosto. A settembre Fini vuole ricominciare i lavori con i
pianisti messi a tacere. (S.N.) 2 - TV SATELLITARE - DE AGOSTINI VA IN ONDA? La
televisione, per Lorenzo Pellicioli, è stata davvero il primo amore: dalle
emittenti locali degli anni Settanta fino alla direzione di Rete 4 e ora alla
De Agostini di cui è amministratore delegato, con la spagnola Antena 3. Ma le
ambizioni del gruppo sono sempre più multimediali: al broadcasting si sono
aggiunti la distribuzione (Mikado) e la produzione di contenuti, con Magnolia,
Marathon e l'ingresso da completare nella svedese Zodiak. La televisione in
Italia mancava, ma da ottobre la lacuna sarà colmata. Appoggiandosi alla
piattaforma di Sky, partirà infatti il primo di una serie di canali cosiddetti
di edutainment rivolti soprattutto al target dei bambini. Per i contenuti, la
De Agostini Editore si potrà avvalere dell'immensa library dei collezionabili,
delle grandi opere vendute porta a porta e dei suoi libri anche scolastici.
(V.P.) © Foto La Presse"> Lorenzo Dellai © Foto La Presse 3 - TRENTINO,
PD SENZA MARGHERITA? Pd spogliato. Al voto regionale di novembre in Trentino il
Pd rimarrà senza la Margherita. Qualche margheritino è già in viaggio verso il
partito di Walter Veltroni, ma sono pochi. Il progetto politico è del
governatore Lorenzo Dellai e del coordinatore della Margherita, Giorgio
Lunelli. Unirsi tutti sono la bandiera del Pd, dicono, sarebbe arrischiato, si
offrirebbe su un piatto d'argento il governo al centrodestra. Dunque: arginare e intercettare il voto dei moderati, dei
leghisti e degli scontenti del centrosinistra. Il Trentino, dopo la sconfitta
di Illy in Friuli, è l'ultima regione rimasta al centrosinistra nel Nord-est. E
il rischio che possa cadere è forte. La Margherita, però, cambierà nome in Unione
per il Trentino. Per Dellai sarebbe la terza legislatura, e già due
volte è riuscito a fermare la fuga degli elettori verso Berlusconi. Un
progetto, tuttavia, che non è contro il Pd: alle elezioni Pd e Unione
sosterranno la riconferma di Dellai. (P.T.) 4 - ETERNIT ETERNO? Sono 117
famiglie, in gran parte italiane, che da 16 anni attendono che le loro
abitazioni siano bonificate dall'amianto. Vivono nelle cosiddette casette di
Crescenzago, a nord di Milano, costruite nel 1953 con materiali poveri, ognuna
col suo fazzoletto d'erba, ma con i tetti imbottiti di eternit, oggi
fuorilegge. Ed ecco che nelle casette intorno a via Civitavecchia, a due passi
dalla Rizzoli, finalmente arrivano i periti del Comune per i primi
sopralluoghi. Sui tempi esatti dell'intervento nulla si sa. Ma l'associazione
civica Chiamamilano, animata da Milly Moratti, ironizza sulle coincidenze: a
Rogoredo, infatti, altra situazione incresciosa, dopo la puntata di 'Anno Zero'
di Michele Santoro sull'emergenza amianto nelle case White di via Feltrinelli,
sono apparse in visita solidale prima le esponenti della Destra Barbara Ciabò e
Daniela Santanché, poi, l'11 giugno, il sindaco Letizia Moratti col ministro
Stefania Prestigiacomo, che hanno promesso la ristrutturazione in tempi brevi. Ora
a Rogoredo sperano. E a Crescenzago si rodono: per non esser stati loro a
essere miracolati dalle telecamere. (E.A.) 5 - MASTRO GASPARRI? Mastro Lindo?
No, mastro Gasparri. Sulla falsariga di un noto detersivo, il presidente dei
senatori del Pdl a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, ha posto tra le prime
questioni necessarie alla funzionalità del ramo alto del Parlamento, quella
dell'orario delle pulizie. Mattiniero, Gasparri si è accorto, infatti, che alle
otto del mattino gli addetti girano ancora con gli aspirapolvere nelle stanze
del Senato, mentre il cortile interno viene lavato dopo le 10. La questione è
urgente. Di qui un richiamo: "Le pulizie vanno concluse entro le sette del
mattino, perché c'è da lavorare". Gasparri sarà accontentato, i funzionari
del Senato si stanno occupando della pratica. (G.S.) 6 - BIENNALE - LA
CONQUISTA DELLE VERGINI? Falci e motoseghe al lavoro nel Giardino delle
Vergini. Per addentrarsi nei 6 mila metri quadri appena conquistati dalla
Biennale di Venezia in fondo all'Arsenale dopo anni di abbandono, tra rovi,
ruderi, baracche, un antico orto. Entusiasti i primi esploratori, la
paesaggista Kathryn Gustafson, che vi prepara per settembre l'installazione
'Towards Paradise', e il direttore della Biennale Arte Daniel Birnbaum. Regista
dell'operazione è di nuovo Paolo Baratta (che durante la sua prima presidenza
negoziò con la Marina militare la concessione dell'Arsenale). Baratta ringrazia
due ammiragli, il comandante dell'Arsenale Mario Fumagalli e il capo di Stato
maggiore Paolo La Rosa. Il Giardino delle Vergini, ceduto dall'Agenzia del
Demanio dopo l'accordo con i militari, ha origine in un convento, ma dal tempo
degli austriaci era degradato a deposito di carbone e stoccaggio carburanti.
Baratta chiude il cerchio. (E.A.) 7 - TIRA ARIA DI TORNADO? Chissà cosa c'è
nella mente del nostro Stato maggiore. Venerdì 6 giugno Vincenzo Camporini,
numero uno dei militari italiani, ha smentito le anticipazioni de 'L'espresso'
sulla partenza per l'Afghanistan di parà e cacciabombardieri Amx: "Ciò non
corrisponde a nessuna delle idee che abbiamo in mente". Quattro giorni
dopo il ministro Ignazio La Russa ha annunciato alle Camere il piano per
schierare in Afghanistan uno stormo di ben più potenti cacciabombardieri
Tornado. Certo, il modello è diverso, ma è come se Camporini avesse smentito la
partenza della fanteria per poi annunciare quella dei carri armati. In casi
simili, non sarebbe meglio tacere per non rischiare di fare disinformazione?
(G.D.F.) © Foto U.Pizzi"> Fabio Mussi © Foto U.Pizzi 8 - SE MUSSI
SPAVENTA GELMINI CONSOLA? Il cambio della guardia ai vertici del ministero
dell'Università sta già risarcendo di tante amarezze Michele Corsi, preside
della facoltà di Scienze della formazione all'Università di Macerata. La neo
ministra Maria Stella Gelmini lo ha chiamato a far parte della commissione che
studierà la riforma delle scuole d'infanzia. La nomina di Corsi è del 3 giugno.
Pochi giorni prima, la Procura di Macerata aveva depositato l'avviso di
chiusura indagini per la tragicomica storia del signor Colleoni, il fantomatico
docente di geografia 'importato' dall'università di Ulan Bator. Vicenda per la
quale sono indagati Corsi, il rettore Sani e il sedicente professore. I reati
ipotizzati sono truffa e falso. L'illegittimità era stata denunciata due anni
fa dall'ex ministro Fabio Mussi, che aveva deciso di costituire il ministero
parte civile nei processi. Chissà se la Gelmini confermerà la linea della
fermezza. Per ora sembra aver scambiato il preside di Macerata per un
perseguitato del Terrore. Il Terrore del compagno Mussi. (F.B.) 9 - A CASERTA
SI PERSO IL VESCOVO? Walter Veltroni a Caserta e Casal di Principe, nella sua
iniziativa anticamorra, ha incontrato tutti. Magistrati, prefetto, questore,
associazioni e volontari che combattono a rischio della propria vita i
camorristi di 'Sandokan'. Ma ha saltato l'incontro a cui, forse, teneva di più:
quello con il vescovo di Caserta monsignor Raffaele Nogaro, simbolo della lotta
anticamorra. Aveva provato a contattarlo per un appuntamento e sabato 7 giugno
si è presentato di buon'ora in curia a Caserta. Ma il vescovo non c'era: non
sapeva nulla dell'appuntamento e con Walter non ha parlato. Il segretario del
Pd non ha potuto che girare l'auto e partire. Forse gli intermediari non erano
stati puntuali. Mala tempora currunt con cattolici e gerarchie. (L.F.) 10 -
PALERMO - AVANGUARDIA ALLO SPASIMO? Nonostante il nome, fu Lo Spasimo negli
anni Novanta il simbolo dell'avanguardia palermitana. Sontuosa rovina, chiesa
monumentale scoperchiata, dalle lunghe navate piene d'erba, costruita accanto
all'Ospedale degli incurabili (da cui il nome), era insieme ai cantieri della
Zisa una location irresistibile. Poi, dopo la fine della giunta Orlando,
Palermo si è artisticamente addormentata. Ora si riparte. E proprio dallo
Spasimo, dove Vanessa Beecroft allestirà il 12 luglio tra le 18,30 e le 21,30
una performance (la VB62) di donne coperte di gesso e statue di gesso in forma
di donne che alla luce del tramonto saranno quasi indistinguibili. È un omaggio
allo scultore barocco Giacomo Serpotta, ma anche il segnale di una rinascita
che da Palermo intende occupare mezza Sicilia. Il quartier generale è nel nuovo
Museo d'arte contemporanea di Palazzo del Riso. Da qui in estate soffieranno i
'5venti', che toccano il restauro del Grande Cretto di Burri a Gibellina; la
ricostruzione dell'opera del 1997 di Richard Long 'Circle of life', magico
cerchio di pietre raccolte in tutti gli angoli dell'isola; un progetto per
residenze di artisti e visite di curatori internazionali; il gemellaggio con la
Biennale di Berlino e la volontà - tra Riso e Spasimo - di riportare Palermo
nella mappa dell'arte internazionale. (A.M.) Dagospia 20 Giugno 2008.
( da "Dagospia.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
TRAVAGLIO: FACCI NON
SA SCRIVERE, E NEPPURE LEGGERE ? MA WALTERLOO DOVE VIVE? ? SCHIFANI, C'È POSTA
PER TE - L'ANM DÀ I NUMERI ? SAN PIETRO VIOLENTATA ? I CUGINI DI CAMPAGNA NON
"SONO" GLI ANNI 70? Riceviamo e pubblichiamo © Foto U.Pizzi">
Marco Travaglio © Foto U.Pizzi Lettera 1 Caro Dago, leggo con sincera
preoccupazione la lettera del poveraccio con le mèches che scrive sul Giornale
e da un po' di tempo anche sul Riformista. Preoccupazione dovuta alle sue
condizioni di salute, che devono essere davvero precarie. Ossessionato da me,
al punto da dedicare gran parte della sua produzione letteraria a quel che
scrivo io (con tutto quel che succede in giro), il tipo in questione ha ormai
smarrito non solo il lume della ragione, ma anche la consecutio temporum. Infatti,
in pieno al delirio, ti scrive testualmente: "Marco Travaglio ha copiato
un virgolettato senza citare la fonte (e sin qui niente di pazzesco) ma per la
prima volta nella Storia l'ha fatto non dalle carte di un magistrato, ma di un
avvocato. E' la rivoluzione. Le allego due frammenti identici: il primo è in un
Ansa (qui ci sarebbe stato bene un apostrofo, ma pazienza, ndr) del 15 giugno
con dichiarazioni di Caterina Malavenda, uno dei maggiori esperti italiani sul
diritto dell'informazione; il secondo, il giorno dopo, è estratto da 'Ora
d'Aria' di Marco Travaglio pubblicato il giorno dopo su l'Unità. Copia e
incolla". Seguono le citazioni, effettivamente identiche, dall'Ansa e dal
mio articolo. C'è solo un piccolo dettaglio da correggere: l'Ansa in questione
è datata 15 giugno 2008, ore 14.30; il mio articolo è uscito sulla prima pagina
dell'Unità del 15 giugno (domenica), dunque è stato scritto il 14 giugno
(sabato). Il giorno prima, non il giorno dopo. Essendo impossibile che io, il
sabato, abbia copiato un'Ansa uscita domenica, non posso non concluderne che:
1) l'Ansa ha copiato da me e non viceversa; 2) il poveraccio con le mèches non
solo non sa scrivere, ma non sa neppure leggere. Marco Travaglio Lettera 2 Caro
Dago, scrivo a caldo dopo aver ascoltato su Radio Radicale l'ultima mezz'ora
dell'intervento all'assemblea costituente del PD di Waterloo Veltroni, perchè
una domanda mi sorge spontanea: dove vive Veltroni? A parte una serie di banali
principi ed autoassoluzioni, non ha fatto proposte concrete su come contrastare
la crescente marea di consensi che sta riscuotendo il centrodestra. Mah!
Gennarino Calderoli Lettera 3 Caro D'Agostino, alcuni lettori si stupiscono che
si faccia notare che il Presidente del Consiglio, che non avrebbe potuto nemmeno
candidarsi, non appena nominato, che fa? Limita le
intercettazioni a tutti i reati che non rientrano in quelli che potrebbero
scoprire su di lui, diffondendo una serie di dati falsi che è inutile
contestare tanto l'informazione ce l'ha in mano lui, blocca centomila processi
per bloccarne uno, il suo, continua nell'opera di salvataggio di Rete4, per cui
tutti noi Italiani paghiamo, permette ai suoi ministri di proporre
l'impiego dell'esercito contro una delinquenza inferiore a quella della Francia,
trasformando Milano e Roma in Kabul e Bagdad, mentre contro la mafia, nisba.
Ebbene, cosa rispondere a personaggi del genere, che vogliono farsi del male,
che vogliono lasciare in mano ai figli un paese spaccato, immorale e povero,
solo in nome di una vecchia idea di destra e sinistra (Natalino, quanto sei
prevedibile). Fatti loro, per quanto riguarda noi sinistri, come qualcuno
scrive, ci teniamo le nostre convinzioni di libertà e giustizia sociale, ci
vorrà tempo, passerà qualche generazione, ma, prima o poi, i 24 milioni di
Italiani che non hanno accesso all'informazione non ci saranno più, la gente
sarà più informata e finalmente non leggeremo più sciocchezze. Franco Due ©
Foto U.Pizzi"> Filippo Facci © Foto U.Pizzi Lettera 4 Veltroni attacca
il governo: "In autunno in piazza". Con calma, senza agitarsi troppo:
adesso ci facciamo qualche settimana di meritato riposo. Poi in autunno ne
riparliamo. Davvero un'opposizione ferma e autorevole. Questo è parlare da
leader, poche balle. Zuccapelata Lettera 5 Scusami Dago, ma ciò che ho letto
oggi su alcuni siti internet ha dello stupefacente. Senti qui: ho letto di un
leader politico che invitava tutti a scendere in piazza nel prossimo autunno
contro Berlusconi. Non tanto contro il suo governo, ma proprio contro
Berlusconi (in personam). Ho pensato che fosse qualche leader dell'estrema
sinistra che deve dare segni di vita, magari proprio nel quarantesimo
anniversario del '68, o il solito Di Pietro che, si sa, alla piazza non
rinuncia mai. Ma quando ho letto la frase: "scenderemo in piazza contro
Berlusconi ma non faremo antiberlusconismo" come d'incanto ho capito di
chi si trattasse. Solo una persona in Italia poteva affermare una simile
stron... ehm... questa frase apparentemente contraddittoria: Walterloo! E sono
scoppiato in una risata fragorosa pensando alla faida che si sta aprendo nel
Pd. Dopo alcuni minuti di allegrezza irrefrenabile, ripreso un briciolo di
lucidità, ho pensato che quel personaggio che invita tutti alla piazza in
realtà è lo stesso che ha lasciato una voragine di 10 miliardi di euri nei
conti della Capitale e che noi contribuenti italiani saremo costretti a
ripianare. Allora mi è venuto il sospetto che in autunno saranno tutti i
cittadini e contribuenti italiani a scendere in piazza. Ma contro Veltroni, e
con i forconi! (Tira fora li sordi!!!!!) Paolo Lettera 6 Questa volta sono
stati i signori dell'Anm a dare i numeri. Siamo sicuri che siano proprio
centomila i processi che slitterebbero per la norma salva-premier? E'
certamente singolare che il numero sia uscito in poche ore dall'Anm (il
sindacato dei magistrati) quando gli stessi giudici lamentano di non avere
strutture informatiche sufficienti a gestire la gran mole di lavoro che intasa
gli uffici: Basta leggere il catastrofico "Toghe rotte" del
procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, il magistrato col papillon che
sulle orme di Travaglio contesta tutto dell'ambiente in cui è vissuto (bene)
per decenni. Delle due l'una: o il numero centomila processi è stato buttato
sul piatto della contestazione dall'Anm a casaccio, o non è vero che i mezzi
della giustizia (vedi intercettazioni a gogo come in nessun altro Paese
europeo) siano insufficienti se in poche ore si può fare lo screening
dell'arretrato di un certo tipo di tutto il rimasto della giustizia italiana.
Nel primo caso si potrebbe obiettare che non ci si aspetterebbe, da giudici
seri, un comportamento da giocatore d'azzardo: la cifra tonda serve nelle
vendite all'ingrosso, non per contestare una norma, neppure contro Belezebù Berlusconi.
Nel secondo caso bisognerebbe ricordare l'attivismo di chi, per scrivere una
sentenza, ha impiegato otto anni. Forse avrà avuto anche un libro da scrivere.
Gianni Bisio Lettera 7 Berlusconi fa leggere al Presidente del Senato una
lettera in cui spiega il senso del presunto decreto salva-premier. La seconda
carica dello stato non può non ubbidire. Schifani, c'è posta per te. Umberto
Pone © Foto U.Pizzi"> I Cugini di Campagna © Foto U.Pizzi Lettera 8
Caro Dago, noto con piacere che la piccola posta si è rapidamente adeguata ai
famosi "umori del paese", tanto da essere ormai dominata in
larghissima parte da convinti berlusconiani. Non è mai stata così divertente.
Sto seguendo con molta attenzione la ricostruzione storica di quel diabolico filo
rosso che, da Stalin a Travaglio, passando per Curcio e Zucconi, è responsabile
di tutti i mali del mondo. I subdoli compagni, si sa, sono dappertutto, pronti
a materializzarsi all'occorrenza; talvolta sotto forma di polizia politica,
talaltra come banda armata e, soprattutto ultimamente, sotto forma di
magistrato. Quest'evenienza ha spinto molti tuoi lettori ad accantonare (spero
temporaneamente) la storia, per dedicarsi a una materia sulla quale sembrano
essere un po' meno preparati: la giustizia. Nella piccola posta di ieri ad
esempio, il signor M&C si chiede indignato come sia possibile che ci sia
gente convinta che la Magistratura "non debba essere sottoposta all'unica
istituzione preposta che è il Parlamento". Permettimi di tranquillizzare
il signor M&C: a credere a questa leggenda metropolitana, sono rimasti
ormai solo quegli allocchi (naturalmente comunisti) che hanno letto la
Costituzione, fonte dell'insano equivoco. Infatti, in questo libretto,
ingiustamente sopravvalutato dall'intellighenzia marxista e radical chic, si
arriva addirittura a sostenere che: "La Magistratura è un organo autonomo
e indipendente da tutti gli altri poteri". In attesa che il prossimo
"dossier" di Berlusconi e l'imminente ritorno al dialogo possano
porre fine allo scempio, può provare a darci un'occhiatina. Dovrebbe essere
l'articolo 104. Mic Lettera 9 Non potrei essere definita un bocciolino e non ho
nulla contro i miei coetanei, ma quanto sono vecchi e polverosi Minniti,
Sansonetti, Bersani, Rizzo,& c.! Ho citato dei nomi a caso, ma é la
sinistra tutta che é avvolta in una ragnatela paralizzante. I
"progressisti" (ironia di un aggettivo!)ripetono all'infinito le loro
ideuzze, guardandosi fra loro, senza degnare d'uno sguardo noi, gente comune. E
sì che ci siamo fatti sentire, ma i sinistri, dopo un soprassalto di
meraviglia, ci hanno snobbato di nuovo: siamo noi, milioni di italiani, che non
capiamo, assolutamente non capiamo; perché non seguiamo i loro
intelligentissimi ragionamenti? Perché non abbiamo compreso l'intelligenza e la
lungimiranza del governo Prodi? E perché continuiamo ad aver paura di scippi,
stupri, rapine? E meno male che c'é chi per la prima volta prende decisioni
senza star tre mesi a far convegni, tavole rotonde e meeting vari su ogni cosa
che interessi (quelle sì!) solo le loro paranoie meschinuzze. Gabriella Lettera
10 Caro Dago,da piccolo, negli anni 80, ho fatto il chierichetto a San Pietro
in Vaticano durante l'estate. Quanti bei ricordi: ambienti ed atmosfere cariche
di pathos, storia e arte, al di là di ogni possibile giudizio e pregiudizio che
qui non c'entrano. Passeggiate serali estive nella Piazza semplicemente vuota
al suono dell'acqua delle fontane e immune da barriere e metal detector, che di
fatto l'hanno blindata per sempre con buona pace di Gianlorenzo Bernini. Ti
confesso che vedere, nel Cafonal Vatican del mitico Pizzi ? sociologo e
registratore dei nostri (brutti) tempi, piazza San Pietro violentata come
parcheggio di periferia e tonnellate di cattivo gusto e tette al vento entrare
in sala Nervi, mi ha fatto ribrezzo. Il ribrezzo non è assolutamente
moralistico o utilitaristico! Le tette son sempre meraviglie della natura?
evviva loro! Il parcheggio poi si sa, quando ce vò ce vò! Quanto per lo
stridore di nuovi scenari e ritorni a chissà quali origini del Cattolicesimo
nei suoi riti, liturgie e morali bacchettone che MAL SI SPOSANO con tutto
questo secolarismo tanto disprezzato. Ma Benedetto XVI sa qualcosa di tutto
ciò?!? La domanda sorge spontanea? come i miei dubbi e pensieri sulla Santa e
Romana Chiesa Cattolica, al ritornello di: "Se le canta e se le
suona!" Matteo Golfetto, architetto Lettera 11 Caro Roberto, ho letto, in
apertura del tuo sito, delle auto pargheggiate in P.zza San Pietro per gli
ospiti del musical tenutosi in Sala Nervi (non c'era sala con nome più
appropriato!) Vaticano Martedì scorso. Mi dispiace molto che si parli solo
delle auto parcheggiate perchè il peggio non avveniva all'esterno della sala
Nervi bensì all'interno. Un musical? (un giretto nei teatri di Broadway servirebbe
a molti!!!) a dir poco orrendo ( le recite di fine corso di tente scuole di
teatro sono assolutamente migliori), testo orrendo (almeno si fossero attenuti
al Vangelo!!! a alle sacre scritture!!!!!), scelte stilistiche discutibili...il
bene e il male o se vuoi la vita e la morte erano interpretati da due attori
che dalla platea sembravano, perchè si comportavano, come due
"tronisti"! La regia insignificante per non parlare della
scenografia, delle luci ecc. ecc. Se devo salvare qualche cosa salvo il lavoro
dei coreografi che, con tutto questo niente, sono loro che hanno fatto il vero
miracolo! Non parlo per sentito dire ma perchè, come si dice, io c'ero è ho
visto e udito quello che mi si proponeva. Senza peccare di presunzione sono
certa di poter dare voce a tutti coloro che, come me, erano tra l'essere
indignati e allibiti, e insieme a me se ne sono andati prime della fine del
secondo tempo (tanti altri sono fuggiti molto prima!!). g.m. Lettera 12 Leggo
delle difficoltà che ci sono in Francia per "sbattezzarsi". Una volta
tanto stiamo meglio in Italia: basta andare sul sito www.uaar.it e, tra le
altre cose, si trova il modulo per la richiesta di sbattezzo, con l'indicazione
della procedura (abbastanza semplice per la verità) da seguire. Nella maggioranza
dei casi la parrocchia dove si è stati battezzati prende atto della richiesta
e, in pochi giorni, dà conferma scritta dell'avvenuta cancellazione del
battesimo. Provare per credere. Giancarlo Lettera 13 Ho letto l'articolo sulla
Carmen all'Opera di Roma e sbirciato le foto che lo accompagnavano. Sono lieta,
molto lieta, che la giovane e bella Allegra Versace sia tornata a farsi
ammirare. Non so altro di lei se non che ha in passato sofferto di un disturbo
alimentare di cui io stessa, all'incirca alla sua età, ho sofferto. La mia vita
ha poco in comune con quella di Allegra (io semplice impiegata, Allegra erede
di una maison di grido) ma questo "poco" non è affatto poco e basta a
rendermela cara. Allegra, ricorda che la sensibilità è la tua grande forza:
abusane per vivere la vita felice che ti auguro con tutto il cuore. Una Tizia
(che ora è madre serena e donna sicura di sè) Lettera 14 Scusa Dago, puoi dire
a Tonti che rappresentare gli anni settanta come l'epoca dei Cugini di campagna
è ridicolo? Se penso alla musica degli anni settanta, mi vengono in mente gli
Stooges, il kraut rock tedesco, il punk e la new wave inglesi, Brian Eno che
passa dai Roxy Music alla World Music e all'Ambient e tante altre belle cose.
Se all'epoca Tonti preferiva sentirsi I cugini di campagna, affari suoi...
Colin
( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
PROCESSO. ABITANTE
DI POMARO Condannato a 7 anni per spaccio Altri sette anni di reclusione e 40
mila euro di multa inflitti al casalese Andrea Cacciatori per lo spaccio di un
chilo circa di droga. Cocaina, secondo la ricostruzione degli investigatori
romani sostenuta dal pm Alessio Marangelli, che ha chiesto la condanna a 5 anni
di reclusione. Cacciatori, 50 anni, abitante a Pomaro, era accusato di aver
spacciato
( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
GIUDIZIARIA.
L'OMICIDIO DI TRE ANNI FA "Papà ammazzato dai concorrenti troppo
invidiosi" Ma fra accusa e difesa è battaglia legale sull'identificazione
dei presunti assassini [FIRMA]MARCO BENVENUTI NOVARA Litigi, dissapori, screzi,
invidie legate soprattutto all'ambiente delle cooperative di pulizia, che
ovviamente, per sopravvivere, si facevano una concorrenza spiegata. E' questa
la realtà che fa da sfondo all'omicidio del filippino Gatos Aquino Exaldi,
titolare di una piccola impresa di pulizie con sede a Chiavazza, assassinato la
sera del 15 aprile di tre anni fa. E' la realtà raccontata ieri davanti ai
giudici togati e popolari della Corte d'Assise di Novara alla prima udienza
dibattimentale del processo che vede ora sotto accusa tre connazionali: Eligio
Serrano, che di recente si è auto-accusato mandando dalla sua latitanza una
sorta di confessione ratificata da un notaio, Inocencio Garcia Mercado e
Alejandre Serrano Baclig. Difesi dagli avvocati Pozzo, Cardinali e Atzei, gli
ultimi due, presenti in aula, sostengono la loro estraneità. A parlare delle
tensioni interne nell'ambiente dei filippini biellesi sono arrivati i tre figli
della vittima (la moglie, assente, sarà ascoltata alla prossima udienza):
intimoriti, spesso in difficoltà con l'italiano, hanno ripercorso i fatti
drammatici di quella sera iniziati con una telefonata della madre ("Hanno
sparato a papà"), ma soprattutto confermato ciò che secondo il pm Silvia
Baglivo fa da sfondo al delitto: vecchie tensioni tra imprenditori concorrenti.
"Abbiamo avuto subito dei sospetti su certe persone", hanno detto. E
il tragico episodio non potè non essere collegato a diversi atti vandalici
capitati nei mesi precedenti: più volte Aquino e figli si erano trovati le
gomme dell'auto tagliate e graffi sulle carrozzerie. "Gelosia - dicono i ragazzi,
che non facevano parte della cooperativa del padre -: noi avevamo la casa più
grande e lavoravamo di più". Nei nomi dei sospetti finirono appunto
Mercado, con il figlio del quale ci furono anche litigi ad una festa di
compleanno, e poi il mandante dell'omicidio, un piccolo imprenditore
concorrente, Nilo Dimaculangan, già stato condannato a 14 anni di carcere dal
giudice dell'udienza preliminare di Biella, poi ridotti in Appello a 12 anni e
9 mesi. E sullo sfondo anche l'ex fidanzato di una delle figlie della vittima,
lavoratore in un'altra cooperativa: aveva anche minacciato di morte Gatos
Aquino Exaldi e, anche lui indagato, la sua posizione fu archiviata perché non
emersero collegamenti con il "clan" cui si attribuisce il delitto. Ma
la difesa, invece, punta molto su quella figura, descritta come "un
giovane violento e che aveva anche una pistola". Proprio
l'identificazione degli autori del delitto sarà al centro dello scontro più
duro fra accusa e difesa, fatto di consulenze, perizie, intercettazioni di cui
la Corte, ieri, ha ordinato la trascrizione. Il processo è stato aggiornato al
17 luglio.
( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
SANREMOSMASCHERATO
DOPO UN LUNGO APPOSTAMENTO UN ITALIANO 36 ANNI Spacciatore arrestato al Sert
[FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO "Vendeva dosi di eroina a chi stava cercando
di smettere". I carabinieri non usano mezze parole non raffigurare la
gravità dell'episodio di spaccio che l'altro giorno ha portato all'arresto di
un italiano di 36 anni, Roberto Campari, residente a Riva Ligure, intercettato dopo un lungo appostamento al Sert, il Servizio per
le tossicodipendente che ha sede a "Villa Spinola", a Bussana di
Sanremo, dove si trova anche la direzione generale dell'Asl 1 Imperiese. E'
stata una lunga attività di appostamento da parte dei militari del Nucleo
Operativo, anche con l'utilizzo di potenti binocoli, a permettere
l'individuazione del pusher alla prese con un'attività che ha portato i
carabinieri a contestargli l'aggravante specifica, che aumenta la pena da un
terzo alla metà, per chi cede stupefacenti nei pressi o all'interno di
strutture adibite alla cura. Campari dovrà rispondere sia di spaccio di droga
sia per la violazione del foglio di via obbligatorio al quale era sottoposto e
che gli impediva di mettere piede nel territorio del comune di Sanremo. I
carabinieri del capitano Daniele Credidio e del tenente Gian Mario Carta hanno
seguito ogni sua mossa. Prima l'arrivo, circospetto, al Sert e quindi il
"contatto" con almeno due giovani, entrambi in trattamento, cui
l'indiziato ha passato dosi di eroina (la coppia, fermata, è stata trovata in
possesso dello stupefacente, circostanza che ha portato ad un ulteriore
riscontro). Quando lo spacciatore è stato bloccato nei giardini della struttura
sanitaria i militari gli hanno trovati nel portafoglio i 40 euro appena
incassati per la cessione della droga (piegati e riposti in disparte rispetto
al resto del denaro) e, nell'ambito della perquisizione personale, sono saltati
fuori altri due grammi di eroina che aveva nascosto in un involucro di plastica
occultato negli slip. Roberto Campari è stato immediatamente accompagnato nel
carcere di Sanremo in attesa del processo per direttissima previsto nell'ambito
della nuova normativa del "pacchetto-sicurezza". L'attività
investigativa a suo carico continua, con l'obiettivo di risalire anche al canale
di approvvigionamento dello stupefacente. "L'episodio al centro
dell'indagine - ha spiegato ieri mattina il capitano Credidio - ha dimostrato
l'efficacia dei controlli a contrasto della lotta allo spaccio di droga, con
un'attenzione particolare a quel punto sensibile rappresentato dal Sert
dell'Asl, il presidio sanitario adibito alla cura dei tossicodipendenti, una
struttura che rappresenta un punto di riferimento per chi cerca di dire basta
alla droga. In pratica l'arrestato ha operato in soggetti vulnerabili e in una
"zona protetta". La segnalazione che ha portato al blitz di Bussana
rappresenta inoltre qualcosa di importante nel rapporto tra l'Arma i cittadini
e nell'ambito della prevenzione e repressione dei fenomeni di illegalità".
( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
DOPO LE PERQUISIZIONI VERRANNO ESAMINATE LE TELEFONATE INTERCETTATE Il
sindaco dal magistrato "Siamo solidali con voi" Lotta alla droga: già
decisa un'iniziativa nelle scuole [FIRMA]MARCO RAFFA SAVONA Il sindaco Federico
Berruti ha incontrato ieri mattina nel suo ufficio a Palazzo di Giustizia il
sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell'inchiesta antidroga dalla
quale sono scaturite, la settimana scorsa, tredici perquisizioni
domiciliari ad altrettanti savonesi. Perquisizioni motivate, come ha
sottolineato l'altroieri il procuratore capo Vincenzo Scolastico, dalla
necessità di "verificare le dichiarazioni di persone che avevano ceduto o
visto cedere sostanze stupefacenti". I perquisiti, peraltro, non risultano
indagati ma soltanto "persone informate sui fatti". Chiusi gli
interrogatori, gli inquirenti stanno lavorando sul molto materiale raccolto nei
mesi scorsi nell'inchiesta, e in particolare su numerosi faldoni di
intercettazioni che verranno esaminate minuziosamente. Tornando all'incontro a
Palazzo di Giustizia, il sindaco avrebbe preferito parlarne dopo un
"passaggio" in giunta ma, sollecitato a spiegarne il contenuto, ha
chiarito che non si è parlato affatto del recente blitz. "L'appuntamento
con il dottor Landolfi era programmato da qualche tempo ma la coincidenza con
il clamore suscitato dall'inchiesta non mi è dispiaciuta, anzi. Ho voluto dare
un segnale netto, chiaro dell'amministrazione, dichiarare che il Comune, senza
ambiguità, è schierato con i magistrati e con le forze dell'ordine in questa
tremenda battaglia contro il dilagare dell'uso degli stupefacenti, specialmente
tra le giovani generazioni". Lo scopo dell'incontro, però, era un altro:
chiedere la collaborazione del magistrato per un'iniziativa di
sensibilizzazione antidroga promossa dal Comune nelle scuole cittadine.
"Ho chiesto al dottor Landolfi, non nuovo a queste iniziative, se era
disponibile a partecipare a una serie di "lezioni di legalità" nelle
scuole cittadine, intese soprattutto nello spiegare i rischi dell'uso di
stupefacenti. Il magistrato ha accolto con favore la mia proposta: l'iniziativa
partirà con il prossimo anno scolastico".
( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
Buongiorno Palloni
sgonfiati Massimo Gramellini Come mai Zapatero si lancia in pronostici guasconi
su Spagna-Italia, la Merkel sfila sugli spalti austro-svizzeri
con la leggiadria di uno stopper e invece Berlusconi non trova nemmeno il tempo
di farsi intercettare al telefono mentre detta la formazione a Donadoni? Il
silenzio assordante con cui la politica italiana sta seguendo gli Europei ha
sorpreso gli studiosi della Casta. Qualcuno (una minoranza) pensa che i nostri
politici siano improvvisamente diventati seri. Statisti autorevoli e
anche un po' noiosi, che durante le partite si ritrovano in circoli esclusivi
per discutere l'andamento del petrolio, mentre il televisore rimane acceso a
basso volume su History Channel. Qualcun altro sostiene che Palazzo Chigi
preferisca non prendere posizione per evitare dissidi fra Tremonti, il quale
vorrebbe applicare la Pirlo Tax ai calciatori europei ingaggiati dall'Inter
(praticamente tutti, tranne gli italiani), Brunetta che pretende di licenziare
chi va in panchina senza regolare certificato medico e Calderoli che contesta
l'appartenenza all'Europa di Spagna e Turchia e starebbe pensando di
sostituirle nei quarti di finale con Atalanta e Albinoleffe. Vi è però qualche
osservatore che avanza un'ipotesi diversa. I politici avrebbero fin qui
resistito alla tentazione di apparire col bandierone a tracolla nel timore che
il popolo addossasse loro, oltre tutto il resto, anche l'ignominia di
un'eventuale disfatta. E nemmeno la vittoria contro la Francia sarebbe riuscita
a scioglierne la diffidenza. Tanto che domenica, a presidiare la tribuna
d'onore di Zapatero, spediranno l'Esercito, nella persona del caporale delle
Sturmtruppen, Ignazio La Russa.
( da "Corriere.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I reati ipotizzati: violazione
della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti Omicidio
Meredith, familiari di Sollecito indagati a Perugia Dalle
intercettazioni emergerebbe che parenti avrebbero chiesto soldi per fornire il
video della scientifica ad una tv PERUGIA - Anche alcuni stretti familiari di
Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di
Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle
immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove
venne uccisa Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della
studentessa inglese. I REATI - I reati ipotizzati nel fascicolo sono violazione
della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti di un
procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di dati giudiziari
da parte di privati. Il 5 aprile scorso la polizia perquisì la redazione
dell'emittente pugliese sequestrando il filmato trasmesso. Vennero quindi
denunciato il direttore della tv e un giornalista. Un fascicolo è stato aperto
anche dalla procura di Bari. Ora i due uffici giudiziari dovranno decidere a
chi spetta la competenza a proseguire l'indagine. Dalle intercettazioni delle
due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto
dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. stampa |.
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti IL SABATO
DEL VILLAGGIO LA TELEPOLITICA A CIRCUITO CHIUSO GIOVANNI VALENTINI Non è
certamente un sintomo positivo quello della maggioranza che ha fatto mancare il
numero legale per bloccare l'elezione del nuovo presidente della Commissione
parlamentare di Vigilanza. Né si può considerare semplicemente una mossa
ostruzionistica, perché il "filibustering" appartiene proprio
all'armamentario della minoranza. Questo è piuttosto uno sfregio istituzionale,
dal momento che la presidenza delle Commissioni di garanzia spetta per prassi
consolidata all'opposizione. E peggio ancora se implica un tentativo di
scambio, di baratto o di ricatto, in ordine al futuro assetto della Rai. Ora
che "il capo dello schieramento avverso" - come direbbe pudicamente
Walter Veltroni - ha strappato la tela del dialogo, sembra che il vertice del
Partito democratico si stia risvegliando finalmente dal suo sogno elettorale.
Dall'incantesimo mediatico del "fair play", torniamo dunque alla
brutalità della politica nell'esercizio spregiudicato del potere e nella difesa
degli interessi più o meno illegittimi: dalla giustizia alla tv, dalla sicurezza alle intercettazioni telefoniche. Ma si tratta a
ben vedere di un circuito chiuso in cui la televisione riflette, amplifica e
talvolta distorce le situazioni e i problemi concreti per proiettarli in una
dimensione virtuale, propagandistica. E poi, a sua volta, la politica se ne
riappropria commutandoli in allarmi, urgenze ed emergenze da iscrivere
all'ordine del giorno della vita nazionale. Non è che, oggettivamente, questi
problemi non esistano: la crisi economica ed energetica, la criminalità,
l'immigrazione clandestina, la prostituzione, i rifiuti, le inefficienze
dell'apparato giudiziario e quant'altro, sono tutte questioni reali e aperte,
da affrontare nel modo più tempestivo ed efficace possibile. Non c'è dubbio,
però, che sia la telepolitica a imporre quella che la sociologia della
comunicazione chiama "agenda setting", letteralmente la composizione
dell'agenda, alimentando spesso una mentalità collettiva, un'aspettativa
diffusa o addirittura una psicosi di massa. Prendiamo il caso della
criminalità. Gli ultimi dati ufficiali dell'Istat, diffusi a dicembre scorso e
pubblicati sul sito dell'Istituto, riferiscono che tra il 2005 e il 2004 i
delitti denunciati in Italia erano diminuiti del 7,3%. E in questi due anni non
possono essere aumentati tanto da far scattare l'allarme sicurezza. Eppure, il
tema ha dominato la campagna elettorale e forse ne ha anche condizionato
l'esito, in base a una percezione generale che costituisce alla fine l'elemento
decisivo, il parametro di riferimento. Per fare un altro esempio statistico,
citiamo le morti bianche. è vero che giornali e telegiornali non mancano di
darne notizia purtroppo giorno per giorno, in una triste contabilità che
trasforma assurdamente il lavoro in un pericolo di vita. Ma fa riflettere e
mette i brividi il dato secondo cui, dall'inizio della guerra in Iraq, sono più
gli operai morti nei nostri cantieri (oltre 5.000, più di mille all'anno) dei
militari americani caduti sul campo (circa 4.000). Nel primo caso, per quanto
il problema della sicurezza sia di grande rilevanza sociale, la percezione che
ne ha la gente è verosimilmente superiore alla sua consistenza reale. Nel
secondo, quello delle morti sul lavoro, è senz'altro inferiore e comunque non è
tale da suscitare un allarme o una mobilitazione popolare, sebbene il ministro
Alfano prometta adesso che "la giustizia sarà più veloce". In entrambi
i casi, lo "spread" è determinato in larga misura dalla videocrazia,
dalla maggiore o minore amplificazione mediatica che i due temi subiscono, dal
diverso trattamento che ne propongono in particolare telegiornali e talk-show.
è questa la ragione fondamentale per cui, in un Paese democratico, occorre
garantire il pluralismo dell'informazione. Non solo nella carta stampata, o fra
questa e la televisione, ma soprattutto all'interno del sistema televisivo.
Altrimenti, il duopolio tende fatalmente a diffondere un pensiero unico
dominante, con l'aggravante dell'omologazione tra la tv di Stato e quella
commerciale. Ed è sempre per questo che occorre separare la responsabilità
politica dal controllo della televisione, pubblica o privata, sottoposta non a
caso a un regime di concessione da parte dello Stato. Ma invece il conflitto
d'interessi, che proprio per la sua natura concessoria è insanabile in radice,
continua a imperversare fino a sublimarsi nella decisione di cancellare per
legge le imbarazzanti intercettazioni tra il leader-tycoon e un alto dirigente
del servizio pubblico che documentano in modo incontrovertibile l'esistenza e
l'anomalia di quel conflitto. Per riprendere il titolo del libro citato
all'inizio, sembra davvero una società sotto assedio, la nostra: l'assedio
psicologico di una tv che cattura l'opinione pubblica, ottunde le menti e
narcotizza le coscienze. Un persuasore occulto che propizia bisogni, consumi e
costumi, come il bombardamento degli spot sulle merendine provoca la bulimia e
l'obesità fra i telespettatori più giovani. Ma è anche l'assedio culturale e
civile di una telepolitica che in un rapporto simbiotico con l'elettorato
fomenta esigenze e aspettative, per poi rappresentarle a livello istituzionale
e infine soddisfarle in nome dell'emergenza, con una compressione inaccettabile
delle regole democratiche. Sarà pure sbagliato, allora, parlare di regime in
senso tecnico. E qualcuno ripeterà magari che così si fa il gioco del
"capo dello schieramento avverso". Ma se l'opposizione non riesce
neppure a presidiare la linea di confine che preserva la libertà
d'informazione, si assume la responsabilità di avallare la teledittatura o
rischia addirittura di diventarne complice. (sabatorepubblica.it).
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Torino
Sgominata la banda dell'Iveco rubavano i pezzi di ricambio Sottratti turbine e
iniettori per mezzo milione di euro Sei gli arrestati tra cui 3 magazzinieri
della ditta che cura la logistica nello stabilimento I carabinieri hanno
filmato per mesi la gang che agiva nel sito di Lungo Stura LORENZA PLEUTERI
Esterno giorno, scena prima. L'autista di una utilitaria, ripreso in
controluce, fuma lentamente una sigaretta. Aspetta a bordo della macchina,
ferma davanti ad un condominio. Esce un tipo brizzolato. Lui scende. Prende in
consegna una busta pesante, messa nel bagagliaio. Due minuti dopo
l'interlocutore, rispuntato dal palazzo, gli affida una cassetta di plastica.
Scena seconda. Lo sfondo è cambiato. L'uomo che fumava in macchina parla con un
signore stempiato di mezza età. Il referente sale su un furgone, sfoglia una
robusta mazzetta, conta le banconote. L'affare si conclude. Sei inconsapevoli
protagonisti di questi e altri video, girati dalle telecamere nascoste dei
carabinieri del reparto Operativo, ora stanno in carcere, accusati di uno stillicidio
di furti e di ricettazione, un lungo elenco di episodi contestati nelle
ordinanze di custodia cautelare eseguite mercoledì dai detective dell'Arma.
Sono un carrozziere in pensione, il pregiudicato titolare di una rivendita
specializzata, un dipendente della ditta Flexider e tre magazzinieri della
Kuehne+Nagel, la società che gestisce il gigantesco deposito torinese di pezzi
e accessori della Iveco, 220mila metri quadrati affacciati sul lungo Stura
Lazio, territorio di caccia dei predoni interni. Nel corso dei mesi,
sistematici e tenaci come formiche, gli stipendiati infedeli avrebbero
quotidianamente sottratto dagli scaffali dei datori di lavoro navigatori
satellitari, elettroiniettori, turbine, polverizzatori, autoradio, pastiglie,
lampade, tendine parasole. Poi li avrebbero piazzati ai clienti finali,
attraverso gli esterni coinvolti nel business o gli annunci pubblicati online
su siti specializzati. I ladri abbattevano i prezzi di listino del 60-70 per
cento, i rivenditori praticavano sconti del 30 per cento. Il danno calcolato
per difetto, per Iveco, ammonta ad almeno 500mila euro. Nemmeno l'arresto di un
collega, sempre per ruberie, ha frenato il gruppo. Michele Tarallo, Alfonso
Morgillo, Giovanni Giunto e Marco Giurato - stando ai risultati delle investigazioni
- hanno continuato a sottrarre la merce nel "loro" magazzino e a
consegnare i pezzi via via ordinati dai committenti, Luciano Di Nenno e Pietro
Bavuso. I tre amici scampati al giro di manette - un quarto magazziniere della
Kuehne+Nagel, un dipendente della Alenia aeronautica e il titolare di due
negozi di ricambi - avrebbero invece partecipato al business con un ruolo più
defilato. Adesso hanno l'obbligo di andare in caserma a firmare il registro
delle presenze, tre sere la settimana. L'indagine chiusa con gli arresti, e con
il sequestro di 5mila euro di refurtiva e di 62 mila euro in contanti, è
partita dalle denunce presentate dai responsabili del magazzino Iveco a
cominiciare dal giugno 2007. Si è sviluppata, come è riportato per inciso nelle
ordinanze, "attraverso una costante ed attenta attività di osservazione e
controllo, coordinata con le risultanze delle intercettazioni
telefoniche delle utenze in uso agli indagati". La possibilità di
ascoltare le conversazioni ai cellulari e di leggere gli sms è stata
fondamentale. Con le nuove norme restrittive, dice amaro il tenente colonnello
Nicola Fozzi, comandante del reparto Operativo, non sarebbe più possibile
captare le chiamate e i messaggi e arrivare agli stessi risultati nel medesimo
tempo.
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Torino
Una cooperativa sociale lancia il servizio a Barriera di Milano Medici
specialisti low-cost nella nuova casa della salute Tariffe addirittura
dimezzate per le visite. Sono 12 gli esperti e due i dottori di famiglia Scopo:
aiutare i deboli e non solo SARA STRIPPOLI A Barriera di Milano il medico costa
la metà. E anche meno: tariffe che partono da 40 euro e non superano i 60.
Dodici specialisti (nomi importanti della sanità piemontese come l'ematologo
Mario Bazzan, la ginecologa Fabrizia Kubatski del team Ginteam di Fabrizio Del
Tetto, Stefania Massara esperta di counselling che fornisce consigli
psicologici mirati in caso di disagio momentaneo come separazioni o
licenziamenti, la dietologa Behnaz Saber) che hanno deciso di raccogliere la
sfida di realizzare un progetto di "privato sociale", medici di
grande esperienza che vogliono intercettare i bisogni di
chi ha difficoltà economiche e mai potrebbe permettersi di pagare visite a 150
euro o più. La sfida, del tutto innovativa, è stata appena battezzata in Borgo
Aurora - via Damiano 5/16 è l'indirizzo - , si chiama Casa per la salute e ha
un obiettivo ben più ampio di quello di un gruppo di specialisti disposti ad
offrire prezzi calmierati. Al loro fianco lavorano anche associazioni
che possono aiutare i genitori a risolvere il problema di un bimbo disabile, i
figli a trovare il miglior percorso per un genitore affetto da morbo di
alzheimer, una famiglia ad organizzare attività sportive. Un percorso sanitario
e assistenziale supportato dal lavoro di coordinamento di due medici di base.
Chi si rivolge alla Casa per la salute per una visita con la diabetologa si
vedrà infatti suggerire di rivolgersi comunque al suo medico di base per
verificare la necessità di una diagnosi o di una consulenza da parte di uno specialista.
Questo perché non sempre la percezione del paziente rispetta un reale bisogno
di salute e perché la finalità è restare all'interno di un percorso che ha al
centro il medico di base. La forma che ha permesso la realizzazione del
progetto è quello di una cooperativa sociale, la Cps, il cui rappresentante è
un ingegnere consulente di organizzazione sanitaria, Paolo Giraudo. Il quale
racconta che ci sono voluti tre anni di lavoro e di riflessioni per varare il
nuovo progetto: "Ci crediamo molto, perché siamo convinti che il benessere
di una persona è concetto molto più ampio che tiene conto di diversi aspetti,
non solo quello sanitario". Un buon esperimento per sostenere le persone
deboli, aggiunge "con una particolare attenzione alla qualità. Per questo
la ricerca dei professionisti è stata mirata e spero che il gruppo possa ancora
crescere, sia fra i professionisti, sia fra le associazioni o i
volontari". Gli obiettivi sono molteplici: offrire risposte di salute e di
assistenza a soggetti fragili o in situazioni di disagio, ridurre il ricorso
alle strutture ospedaliere, garantire per una risposta per almeno otto ore al
giorno dal lunedì al venerdì con la prospettiva di estendere l'orario in un
futuro prossimo, fare attività di prevenzione e di riabilitazione e anche
rispondere a bisogni come organizzare un servizio di medicazione con personale
infermieristico. Il riferimento principale è il medico di medicina generale,
che sarà colui che guida i pazienti all'interno dei percorsi
diagnostici/terapeutici. Spiega Chiara De' Sperati, medico di base che
partecipa al progetto: "La finalità è un lavoro in sinergia che parte dal
medico di famiglia che ha una visione d'insieme del paziente e della sua storia
sanitaria, ambientale e familiare, passa attraverso lo specialista se
necessario e torna al medico di base per la sintesi". L'auspicio, aggiunge
"è avere la massima collaborazione da parte delle aziende sanitarie e
delle circoscrizioni. Se ogni due settimane ad esempio avessimo la possibilità
di avere la disponibilità di un'assistente sociale ne saremmo felici".
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Roma Il
caso "Notte bianca? Soltanto con gli sponsor" Alemanno: non si farà.
Ma nel
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La Milano europea
non rispetta i disabili Andrea Nobile, Annunziata Visaggio, Nicola Curioni,
Rita Loffredo Docenti della classe prima E, Istituto Calasanzio, Milano Ci sono
sociologi che pensano sia necessario uno "stato di paura" perché noi
(gente, massa o individui che potenzialmente siamo) possiamo in questo modo
essere "guidati" verso forme di vivere civili più organizzate. A
Milano, città expo europea, è sufficiente uno "stato di impotenza".
Come quando decidi, con la tua classe, di andare a visitare il Museo di Storia
Naturale. C'è nel gruppo un'alunna in carrozzella. Va beh, prendiamo la linea
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Genova
Mensopoli, appuntamento al bar L'inchiesta punta sulla gestione dei locali
all'interno del San Martino GIUSEPPE FILETTO MARCO PREVE Mensopoli si sdoppia.
Da un lato il nuovo filone che ha nel mirino gli appalti dei bar e della
ristorazione del San Martino, dall'altro l'inchiesta originale che nei prossimi
giorni si avvia ad una nuova fase importante. In settimana il pm Francesco
Pinto interrogherà uno degli indagati a piede libero, l'ex assessore
Massimiliano Morettini, coinvolto nell'inchiesta assieme ad un altro ex membro
della giunta di Marta Vincenzi, Paolo Striano. Al momento, la vicenda che
sembra poter riservare gli sviluppi più importanti, è quella che si snoda
sull'asse Liguria Veneto e che riguarda la Serenissima, uno dei colossi della
ristorazione collettiva italiana con sede a Vicenza e appalti in tutta la
penisola. Giovedì, i finanzieri del nucleo di polizia giudiziaria del tribunale
si sono recati all'ospedale San Martino su incarico del pm Pinto. Nell'ufficio
dell'economato hanno prelevato una serie di documenti relativi a diverse
aziende e a due gare di appalto. Della prima si sapeva già e riguarda
l'assegnazione, avvenuta nel 2004, dopo una fase preliminare tortuosa che portò
all'esclusione di alcune aziende, della gestione delle cucine - previa
ristrutturazione delle stesse che versavano in condizioni precarie - della
preparazione di piatti caldi e freddi quotidiani per gli oltre 1.800 pazienti,
e infine della gestione della mensa interna per i dipendenti. La Serenissima
aveva battuto nella selezione la società Gemeaz. Ma i finanzieri hanno
prelevato anche i faldoni relativi ad un altro appalto vinto dalla Serenissima.
Quello del 2003 che riguarda la gestione dei due bar, uno all'interno del
Monoblocco e l'altro al piano terra del Padiglione B. "All'appalto avevano
partecipato anche altre società - spiega Roberta Serena direttore
amministrativo del San Martino - e il contratto prevedeva anche al ristrutturazione
dei locali. La gestione dei servizi aveva durata di cinque anni ad un canone
annuo di 560mila euro, più uno sconto sui prodotti per i dipendenti
dell'azienda che poteva oscillare tra il 5 e il 15%. per noi è tutto
regolare". "Sì - conferma Gaetano Cosenza, direttore generale,
sentito telefonicamente mentre partecipava alla cerimonia per la festa delle
Fiamme gialle - la finanza ha preso le carte relative a tutti i partecipanti ma
da noi c'è massima tranquillità e trasparenza. Anzi, più ci controllano e
meglio è". Gli accertamenti sugli affari della Serenissima a Genova sono
partiti dopo le dichiarazioni che ha rilasciato al pm Pinto una manager veneta,
che ha lavorato a lungo nel settore della ristorazione e che di sua iniziativa
ha deciso di raccontare alcuni retroscena relativi alle gare d'appalto. La
donna ha parlato di possibili episodi di corruzione e gli inquirenti vogliono
ora verificare con l'analisi di alcune carte la sua attendibilità. Per quanto
riguarda invece l'inchiesta principale di Mensopoli, in settimana il pm Pinto e
i finanzieri del comando provinciale sentiranno altri testimoni e due degli
indagati. Il primo sarà probabilmente Massimiliano Morettini, il cui nome è finito tra gli indagati per alcune sue frasi
intercettate al ristorante e al telefono in cui manifestava l'intenzione di
aiutare, con informazioni provenienti dal Comune, il gruppo di amici affaristi.
Dopo Morettini il magistrato sentirà probabilmente Antonella Calò, dirigente
dell'Asl2 di Savona indagata per turbativa d'asta in relazione ad una gara per
la quale, secondo l'accusa, l'imprenditore di Vercelli Roberto Alessio
aveva pagato delle tangenti.
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina X - Firenze
Truffe via web, come salvarsi La questura: evitate le e-mail che annunciano
multe, pacchi o impieghi FRANCA SELVATICI L'ultima trovata dei truffatori
telematici è una e-mail che risulta inviata da un Comune (ma non è vero),
segnala presunte violazioni del Codice della strada, avverte che è stata
elevata contravvenzione (in genere per eccesso di velocità rilevato da un
autovelox), e invita l'utente ad aprire gli allegati per prendere visione delle
foto, della contestazione, del conteggio dei punti sulla patente e addirittura
del modulo per presentare ricorso. Tutti gli allegati sono infetti da un virus
che installa sul computer dell'utente un codice dannoso. Mai aprirli. Lo
segnala la questura di Firenze, che dopo gli arresti di 18 persone per le
truffe informatiche, ha aggiornato il proprio sito, aggiungendo ai suggerimenti
per evitare raggiri in casa o per strada i consigli per sfuggire al bombardamento
delle frodi telematiche. Fra i suggerimenti vi è quello di non rispondere mai
agli sms che segnalano l'invio di un pacco o una proposta di lavoro e invitano
l'utente a chiamare una segreteria telefonica che corrisponde ai numeri a
tariffa maggiorata 899, 892, 0088, 166. Dilaga il fenomeno delle truffe con
dialer, una connessione sul computer che dirotta la linea telefonica su
un'utenza a pagamento. Il consiglio è quello di installare un software in grado
di impedire l'attivazione del dialer e di aggiornare costantemente gli
antivirus. Devastante è la pratica del phishing. Una e-mail - apparentemente
inviata da una banca o dalle poste - invita l'utente a collegarsi a un link e a
fornire i dati personali per risolvere inesistenti problemi tecnici relativi al
suo conto on line. Chi lo ha fatto si è trovato il conto svuotato. Coloro che
ricevono bollette telefoniche maggiorate - informa la questura - possono
scorporare dall'importo totale il traffico telefonico diretto a numeri 899 e
simili e pagare solo la differenza. E' possibile tentare la conciliazione
rivolgendosi al Corecom in piazza San Lorenzo
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Bari
Identificati circa 5 mila irregolari e 3 mila falsi braccianti. Incrementata la
lotta al lavoro nero Finanza, caccia aperta agli evasori recuperati 400 milioni
di tasse Cerimonia alla caserma Macchi per celebrare la fondazione del Corpo
Oltre un milione di controlli nell'arco di dodici mesi ad opera dei reparti
operativi, per accertare truffe da oltre 600 milioni di euro complessivi. Il
bilancio delle operazioni della guardia di finanza regionale, diffuso ieri nel
corso della cerimonia di celebrazione per il 234esimo anniversario della
fondazione del corpo, copre il periodo trascorso dal giugno
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Bari
Barletta Bocche cucite davanti al gip restano muti i killer di Marisa TRANI -
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Raimondo Carbone, 29 anni, e
suo cugino Giuseppe Gallone, di 32, entrambi di Trinitapoli, accusati di essere
i killer di Marisa Scopece, la 23enne uccisa con otto colpi di pistola e poi
carbonizzata l'11 settembre del 2007 alla periferia di Barletta. Prima
dell'interrogatorio davanti al gip, da parte di Gallone sarebbero volate parole
pesanti nei confronti del magistrato titolare dell'inchiesta Teresa Iodice. L'episodio potrebbe essere portato all'attenzione della procura.
Secondo quanto disposto dal gip i due arrestati non potranno avere colloqui con
i loro legali fino a martedì prossimo. Ad incastrarli, secondo l'accusa,
sarebbero state numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. (g.d.b.).
( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-21 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Mossa di Veltroni: manifestazione in autunno "Berlusconi
colpisce il ruolo del Colle". Posti in direzione, Parisi litiga con
Franceschini Il leader: il buco al Comune di Roma? Non accetto simili giudizi
da chi nel 2006 lasciò l'Italia con 30 miliardi di deficit ROMA - L'ex uomo del
dialogo completa la svolta antibuonista e chiama gli elettori in piazza. Una
"grande civile democratica " manifestazione di protesta come ai tempi
dei Girotondi è la contromossa che Walter Veltroni annuncia dal palco di una
Assemblea costituente un po' mesta e un po' convulsa, con la sala mezza vuota e
Arturo Parisi che si scaglia contro "l'assenza di democrazia " nel
partito: "Ci sono 600 delegati su 2800, manca il numero legale!".
Fiera di Roma, Veltroni arriva puntuale alle 10, ma le 1200 sedie tardano a
riempirsi e al leader tocca aspettare 71 eterni minuti prima di prendere la
parola. Nemmeno un saluto del tipo "cari delegati" e il segretario
parte a razzo, legge un testo scritto aiutandosi con il gobbo elettronico e
attacca: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in
autunno sarà una larga parte degli italiani". L'illusione del confronto
bipartisan è infranta, il tuffo all'indietro è scolpito nelle 37 cartelle con
cui il leader smonta la "luna di miele" e - per la prima volta -
ammette la sconfitta: "Abbiamo perso le elezioni". Le norme
salva-Rete4, la stretta sulle intercettazioni, il lodo
Schifani... Tutto sbagliato secondo Veltroni, che teme la "recessione
democratica", definisce la lettera al presidente del Senato uno
"spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura"
e accusa il premier di "colpire il ruolo di garanzia del capo dello
Stato". E alle cinque, dopo che l'assemblea si è spaccata sulle
regole del gioco interno, Veltroni torna al microfono e salda il conto.
"Il buco al Comune di Roma? Non accetto simili giudizi, espressi con la
violenza tipica dell'uomo, da parte di chi nel 2006 lasciò all'Italia 30
miliardi di deficit". Di aver dato credito al Cavaliere non si pente, ma è
a lui che dà la colpa della rottura. Mantiene la disponibilità al confronto
sulle riforme e promette che non si farà "riportare su posizioni
ideologiche e di demonizzazione". Opposizione "intransigente contro
il ritorno delle eleggi ad personam ", ma niente colpi sotto la cintura.
La spallata? Il solo sognarla sarebbe "un'illusione", quel che
Veltroni spera è convincere che un'alternativa esiste e si chiama Pd. Certo, la
strada è lunga e il segretario ne ha avuto ieri dolorosa conferma. Succede
quando Parisi contesta come "inaccettabile" la scelta per quote dei
membri della direzione, l'organismo destinato a "soppiantare" la
Costituente: 83 per cento a Veltroni,
( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-21 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Delitto di Perugia, familiari indagati "Sollecito, pressioni
sui politici per depistare" DAL NOSTRO INVIATO PERUGIA - Volevano far
trasferire alcuni poliziotti della squadra mobile di Perugia e cercavano
appoggi per influire sul verdetto della Corte di cassazione. Per questo
avrebbero contattato anche alcuni uomini politici. Le
intercettazioni che svelano questi tentativi di "orientare" le
indagini sul delitto di Perugia sono in un fascicolo avviato dopo la trasmissione
su Telenorba del filmato che mostrava il cadavere di Meredith. Sotto inchiesta
ci sono i familiari di Raffaele Sollecito, accusato dell'omicidio insieme ad
Amanda Knox e Rudy Hermann Guede. Il padre, la matrigna, lo zio, la zia
e la sorella sono indagati per violazione della privacy, diffamazione,
pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e violazione della
norma sul trattamento di dati giudiziari da parte di privati. Ad aprile, in
vista dell'udienza in Cassazione che dovrà valutare la custodia in carcere, il
padre di Sollecito cerca appoggi. "Mi voglio prendere Giulia Bongiorno -
dice - perché lei può influire su questa storia a livello politico". Per
contattare l'avvocatessa e parlamentare di Alleanza Nazionale si affida alla
cognata Sara Achille, esponente locale del partito. è lei a mettere la famiglia
in contatto con Domenico Nania che poi avrebbe fatto da tramite. Vanessa
Sollecito, la sorella di Raffaele, parla invece con Aniello Formisano
dell'Italia dei Valori. Lei è sott'ufficiale dei carabinieri in Puglia e
riferisce di un incontro che avrebbe avuto con il parlamentare a Napoli.
"Dobbiamo scuoiare la Mobile di Perugia - ripetono al telefono i parenti
se riusciamo a toglierci dai piedi il capo della omicidi e quell'altro siamo a
posto". Ne parlano anche con Raffaele quando vanno a trovarlo in carcere,
cercano di rassicurarlo. E lui, riferendosi alla dottoressa Monica Napoleoni
che ha svolto le indagini, afferma: "Se la incontro per strada la metto
sotto con la macchina". Alla fine i poliziotti restano al proprio posto,
la Cassazione conferma il carcere. I familiari riescono soltanto a far
trasmettere da Telenorba il filmato che mostra il cadavere di Meredith,
"per mettere in luce l'inefficienza della Scientifica". Ma per farlo chiedono
anche soldi in cambio. F. Sar. Imputato Raffaele Sollecito è accusato di aver
partecipato all'omicidio di Meredith.
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
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l'edizione del Quel decreto che non aiuta le donne Maria Novella Oppo MARA
CARFAGNA, sforzandosi in maniera commovente di fare la faccia da ministro, ha
annunciato ai tg il disegno di legge sul reato di stalking, che in italiano
significa molestie. E ha anche promesso che, per questo tipo di reato, le intercettazioni saranno consentite. Ma ha tralasciato di
informarci (doveva farlo il tg!) del fatto che lo stesso reato poteva essere
introdotto molto più efficacemente all'interno del decreto-sicurezza, come
proponevano le opposizioni. È chiaro che, aiutare le donne e alleviare le loro
sofferenze, per il governo non è un'urgenza. Tanto è vero che, perfino
per lo stupro (proprio ieri definito dall'Onu uno dei delitti più orrendi), i
processi saranno sospesi per effetto del decreto salva Silvio. E saranno pure
sospesi i processi per le violenze in famiglia, che, come noto, sono la
grandissima parte delle violenze inflitte alle donne, ma non costituiscono
allarme o pericolo per Berlusconi. Cosicché quelli che hanno sete di giustizia,
dovranno attendere che Berlusconi riesca a sfuggire alla giustizia. FRONTE DEL
VIDEO.
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
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l'edizione del segue da pagina 17 Il risultato elettorale, peraltro, ci
consegna un quadro politico che ha reso questa ambiziosissima impresa l'unica
realistica. Per un verso, infatti, la crisi dell'Unione ha chiuso, io penso in
modo definitivo, la fase delle alleanze eterogenee, messe insieme per vincere
più che per governare. Per altro verso, la sfida che abbiamo lanciato al
centrodestra con la nostra scelta di correre liberi, ha costretto i nostri
avversari a rilanciare: dando vita al Popolo della libertà, peraltro almeno
fino ad oggi un soggetto elettorale più che un vero partito. Come dimostra il
fatto che Alleanza nazionale non si è sciolta e non è chiaro se abbia
intenzione di farlo. Anche per questo, molte sono le ragioni di ritenere che la
vittoria del Pdl e della Lega il 13 e 14 aprile non abbia aperto un ciclo di
lunga durata e di ampio respiro, ma segni piuttosto il tempo supplementare di
una stagione ormai conclusa, quella delle alleanze costruite per vincere e che
poi non riescono a governare. Sarebbe tuttavia un errore se noi facessimo
nostra la categoria della "spallata": l'illusione che ci si possa
liberare rapidamente di un governo che gode di una larga base parlamentare,
oltre che, almeno al momento, di un largo consenso nella società. Noi abbiamo
scelto un'altra strada, coerente con le cose nuove che abbiamo detto e fatto in
campagna elettorale, coerente con la natura innovativa e innovatrice del
Partito democratico. Noi vogliamo, insieme ad altri, conquistare le menti e i
cuori della maggioranza degli italiani, perché vogliamo aprire un ciclo
politico nuovo, non solo contendere alla destra le spoglie di una stagione
ormai finita. Per conquistare le menti e i cuori della maggioranza degli
italiani è necessario che noi per primi ci lasciamo conquistare da loro. Dobbiamo
ascoltare di più il Paese e smettere di giudicarlo, se vogliamo contendere
credibilmente al Pdl la funzione di "Country Party", "Partito
del Paese", per usare un'espressione cara a Nino Andreatta. Smettiamola,
ad esempio, di dire che l'Italia è un Paese di destra. Non esistono paesi di
destra e paesi di sinistra. Esistono, paese per paese, destre e sinistre più o
meno capaci di leggere, interpretare e rappresentare i cambiamenti che
interessano le società in cui vivono. E se noi oggi siamo minoranza nel Paese è
perché in questi anni l'Italia è cambiata, sul piano della struttura materiale
come su quello della cultura collettiva, e noi non abbiamo ancora elaborato i
linguaggi e le forme di una politica che sia in grado di dare risposte alle
domande nuove che pone una società diversa da quella del secolo scorso. Per
fare solo un esempio, sono decenni che parliamo di fine del modello fordista.
Ma nella nostra testa abbiamo ancora la catena di montaggio e il conflitto
industriale attorno alla grande fabbrica. E invece, l'Italia vive e cresce,
nonostante tutto, grazie al capitalismo molecolare, alla famiglia-impresa, alle
migliaia di nuove medie imprese dinamiche e vocate all'export che condensano
attorno a sé decine di migliaia di microimprese e tutte insieme si muovono come
sciami tra i mille fiori e le mille spine del mercato globale. In campagna
elettorale abbiamo cominciato a parlare a questa locomotiva d'Italia, che per
anni, troppe volte, abbiamo liquidato come sintomo di arretratezza, quando non
come brodo di coltura del sommerso, del nero, dell'evasione fiscale. E lo
abbiamo fatto in condizioni particolarmente difficili, con i rifiuti di Napoli
e la vicenda Alitalia a dire delle fragilità del Paese e del suo sistema
decisionale. Non ci hanno votato in misura sufficiente. Ma ci hanno ascoltato,
per la prima volta da tanto tempo ci sono stati a sentire. Ora si aspettano da
noi coerenza: si aspettano che impostiamo il nostro lavoro di opposizione con
la stessa cultura innovativa che ci eravamo impegnati a portare nell'azione di
governo. Chiediamocelo apertamente, abbiamo avuto ragione o no, dal discorso
del Lingotto in avanti, a parlare di democrazia che decide; di ambientalismo
"del fare" contro ogni sindrome "nimby"; di un patto tra i
produttori, lavoratori autonomi e dipendenti; di un nuovo patto tra le
generazioni per garantire ai giovani precari quei diritti che i loro padri
hanno visto riconosciuti? E abbiamo fatto bene a parlare dei problemi veri
degli italiani, a organizzare una conferenza operaia, ad avanzare proposte
concrete per le casalinghe e per la difesa nel tempo del potere d'acquisto
delle pensioni? Abbiamo fatto bene a dare il segno di un partito che recupera
la voglia di "farsi popolo"? Sono convinto che la risposta non possa
che essere affermativa. È grazie a quella innovazione se, man mano che le
contraddizioni della maggioranza e del governo verranno alla luce, anche chi
non ci ha votato potrà avere un'alternativa al ritrarsi sotto la tenda della
delusione e dell'anti-politica: l'alternativa di un Partito Democratico che non
è il prolungamento sotto altre forme della storia delle sinistre del Novecento
italiano, ma è una forza davvero innovativa, innanzi tutto sul piano culturale.
Innovando il sistema politico italiano, il Partito Democratico potrà anche
contribuire, ad esempio, al rinnovamento delle relazioni tra la politica e le
organizzazioni sociali e di rappresentanza degli interessi, sulla base del
valore dell'autonomia. L'autonomia delle organizzazioni sociali dalla politica,
contro ogni collateralismo, è per noi un valore fondamentale. Ed è la via
maestra per favorire una riorganizzazione del panorama associativo nel campo
economico e sociale, che è una necessità per il Paese non meno urgente della
semplificazione dello schieramento politico. Per questo noi guardiamo con
grande interesse al nuovo clima che si è andato instaurando nell'ultimo anno
tra le organizzazioni sindacali confederali: un clima maturato nella comune
battaglia referendaria a sostegno dell'accordo sul welfare e che più di recente
ha prodotto lo storico accordo tra Cgil, Cisl e Uil sulla riforma della
contrattazione e della rappresentanza. Allo stesso modo, guardiamo con
interesse ai processi unitari nel campo imprenditoriale: con l'importante e
intelligente tentativo di Confartigianato, Cna e Casa, insieme a Confcommercio
e Confesercenti, di dar vita ad una grande organizzazione della piccola
impresa, che dia finalmente voce e rappresentanza adeguata a quella che è ormai
per riconoscimento unanime la struttura portante dell'economia italiana; e con
i processi di avvicinamento, di collaborazione, di integrazione tra le centrali
cooperative. Ci aspetta un lavoro di lungo respiro. Davanti a noi non c'è una
pista dei cento metri e il nostro problema non è dimostrare straordinarie
capacità di scatto. Davanti a noi c'è una gara di fondo e quel che dobbiamo
dimostrare di avere è lucidità e polmoni grandi. Anche perché se continueranno
a governare come hanno cominciato a fare in questo primo mese, tra Alitalia, decreto su Retequattro, uscite della Lega sull'Europa,
intercettazioni e Lodo Schifani, potremmo ritrovarci il traguardo più vicino di
quanto non ci aspettiamo. Per questo abbiamo bisogno di organizzarci, di
lavorare senza risparmio alla costruzione di un partito grande e forte, con
radici profonde nella società italiana. In questi otto mesi abbiamo
fatto un lavoro immane: abbiamo mobilitato quasi tre milioni e mezzo di
cittadini elettori alle primarie del 14 ottobre; abbiamo insediato questa
assemblea costituente e messo a lavorare tre commissioni per scrivere statuto,
codice etico e manifesto dei valori; nel frattempo abbiamo dato al partito una
linea politica innovativa e abbiamo dovuto affrontare la crisi del governo
Prodi, il tentativo di salvare la legislatura e di dar vita ad un governo per
le riforme; poi la redazione di un programma finalmente riformista, la
selezione delle candidature e la campagna elettorale, con il viaggio nelle
province italiane che ha prodotto una splendida mobilitazione di tutto il
nostro popolo; infine, dopo le elezioni, la costituzione dei gruppi
parlamentari e del governo-ombra, con i quali abbiamo cominciato ad impostare
il lavoro di opposizione. E fatemi dire: in questi mesi abbiamo anche compiuto
passi giganteschi verso quel traguardo che tutti abbiamo a cuore: il 50 per
cento di rappresentanza femminile a tutti i livelli delle istituzioni e dei
gruppi dirigenti del nostro partito. Ora è il momento che ci occupiamo di noi,
del partito. Noi non abbiamo mai parlato di partito "liquido", perché
vogliamo un partito presente in tutti gli 8 mila comuni italiani e in tutti i
quartieri e le borgate delle città, un partito che si possa incontrare nei
luoghi di lavoro e di studio, che si veda al mercato, in piazza, per strada.
Non un partito elitario, quindi, ma neppure un partito bolso, ridotto ad un
elenco di iscritti e di tessere che esistono solo sulla carta, magari da
qualche parte più numerosi dei voti che poi si prendono. Per radicarsi in un
territorio, in una comunità non basta aprire una sede. Radicamento significa
vicinanza, prossimità, condivisione rispetto ai problemi reali delle persone.
Perché le persone parteciperanno alla nostra vita democratica, tanto più quanto
più avvertiranno che il Partito democratico si sente a sua volta partecipe delle
loro speranze e delle loro angosce. "A voi non interessa niente di me, dei
miei problemi": quante volte, volantinando davanti ai mercati o
mescolandoci alla gente che passa davanti a qualche nostro banchetto, abbiamo
sentito giovani precari, pensionati, lavoratori pronunciare parole terribili
come queste. Sono le parole di chi ha perso non solo la speranza che la
politica possa fare qualcosa per lui o per lei, ma addirittura che la politica
voglia farlo. E allora radicamento significa fargli o farle sentire fisicamente
e vitalmente che non è così. Che il suo problema, insieme a quello di tanti
altri, è il nostro principale problema, molto di più della composizione di
questo o quell'organismo e della prossima nomina o la prossima candidatura.
Allo stesso modo e inestricabilmente, radicamento può e deve essere, non solo
condivisione, ma se necessario anche alterità, differenza, proposta visibile e
percepibile di una vera, netta, intransigente alternativa: ci si radica, al
Nord come al Sud, anche contrastando con coraggio opinioni e atteggiamenti
inaccettabili, promuovendo la cultura della legalità o favorendo il superamento
dei pregiudizi nei confronti degli immigrati. Radicamento e innovazione non
sono quindi termini da contrapporre, ma da coniugare, come del resto risulta
chiaro dalla lettera e dallo spirito dello Statuto approvato all'unanimità
dall'Assemblea costituente. Il nostro è, deve essere, un partito aperto,
tutt'altro che privo di corpo e spina dorsale. Radicamento e innovazione
andranno realizzati secondo modalità diverse nei diversi contesti regionali e
territoriali. È per questo che abbiamo dato vita ad un partito federale. Un
partito che ha eletto lo stesso giorno una assemblea costituente e un
segretario nazionale e venti assemblee e segretari regionali. Noi dobbiamo
nutrire l'ambizione di fare del Partito Democratico un fermento culturale per
il rinnovamento morale e civile della Nazione. Una istituzione della società
civile, uno strumento di incontro, di discussione politica, di formazione all'impegno
civico, di democrazia deliberativa, a disposizione non solo di una ristretta
cerchia di militanti, ma di tutte le persone interessate. A cominciare dai
giovani: ai quali, in modo particolare, dobbiamo saper proporre innanzi tutto
percorsi di formazione: alla cittadinanza, all'impegno sociale e politico,
all'assunzione di responsabilità istituzionali. Abbiamo escluso che il compito
di formare la classe dirigente per i prossimi decenni possa essere affidato a
tradizionali scuole di partito, riflesso delle gerarchie interne e di un
impianto dottrinario codificato. Ci avvarremo piuttosto dell'apporto dei
numerosi think tank che già esistono, di Fondazioni consolidate e autorevoli
come "Italianieuropei", o di più recente costituzione come la
"Fondazione Scuola di Politica"; di centri studi e strutture di
ricerca come l'Arel, il Nens, LibertàEguale, Glocus, o Astrid, che siano
strumento di comprensione e di relazione con mondi diversi, della cultura e
della società civile, del nostro Paese e internazionali. Realizzeremo anche una
"Summer school" del partito: quest'anno a Cortona dall'11 al 14
settembre, sul tema del rapporto tra globalizzazione e riscoperta del
territorio. Vorremmo farne un appuntamento da ripetere ogni anno, alla ripresa
dell'attività politica dopo la pausa estiva: una sorta di Festival della
cultura politica democratica, che possa servire non solo a chi vi parteciperà
direttamente, ma anche a stabilire contatti e a far circolare idee per poi
moltiplicare iniziative di formazione e riflessione in sede locale. Investire
nella formazione è essenziale per un partito come il nostro: ci serve per
colmare i nostri deficit di comprensione del Paese e delle sue diverse aree
territoriali, per creare un linguaggio e visioni condivise sulla storia repubblicana
e sul futuro dell'Italia, per attenuare le disparità regionali nelle esperienze
concrete e nei modi di far politica. Ma ci serve anche per far maturare nelle
giovani generazioni un senso alto dell'impegno politico e della sua moralità.
Un modo, uno stile di fare politica, che non si esaurisce in una condotta
irreprensibile nell'uso delle risorse pubbliche e nell'esercizio delle
prerogative istituzionali, ma deve qualificarsi per la sua competenza, la sua
attitudine allo studio e la sua capacità di analisi, contro il vizio della
superficialità e del pressappochismo, per la sua disponibilità all'ascolto e al
rendiconto, contro il vizio dell'arroganza. Non si tratta di moralismo, ma
della consapevolezza che non si può far riamare la politica, in particolare ai
più giovani, se non rimettendo in campo abitudini virtuose nell'esercitarla
concretamente. Così come non si può liberare la società dalla presa di
clientelismi e corruttele, fino alla dipendenza dai circuiti malavitosi, senza
la moltiplicazione e la diffusione di energie sane, di forze virtuose lungo il
delicato crinale del rapporto tra società e politica. A luglio partirà la
campagna del tesseramento, che dovrà essere una grande occasione per radicare
il partito. I nostri circoli dovranno diventare la frontiera dell'innovazione
civile e democratica del Paese. Luoghi nei quali la gente si incontra, ragiona
di politica, acquista consapevolezza della complessità, matura una visione non
più solitaria, rassegnata, talora disperata del suo problema, della sua
angoscia, della sua rabbia, trasforma questi sentimenti in energia positiva di
trasformazione sociale, fino a riconquistare la voglia di partecipare,
decidere, contare nelle scelte che riguardano il destino della comunità umana
di cui si è parte. Per questo, completare la fase di costituzione dei circoli è
una priorità assoluta del partito e un dovere primario di tutte le nostre
strutture regionali e territoriali. È necessario e urgente consentire a tutti i
cittadini che guardano a noi con interesse e con disponibilità all'impegno,
poter contare su sedi e luoghi ove incontrare il Partito democratico. Non può e
non deve succedere che l'unica via d'ingresso nel PD finisca per essere, sul
territorio, la struttura periferica di una organizzazione più o meno
correntizia. Siamo un grande partito, aperto e plurale. Un partito che
raccoglie attorno a sé un terzo e noi speriamo presto di più di un terzo della
società italiana. Dobbiamo quindi imparare a considerare una ricchezza
l'inevitabile articolazione interna, farne una risorsa per il partito, sul
piano delle idee, delle proposte, delle risorse umane. E perché ciò accada, è
importante promuovere la mescolanza tra le culture, le ispirazioni, le
provenienze. È importante che le aggregazioni culturali e politiche non
riproducano i confini delle vecchie appartenenze di partito, o peggio ancora
delle vecchie correnti dei vecchi partiti, ma si ritrovino sulla base di
sensibilità e orientamenti politici e programmatici che attraversino i vecchi
confini. Ci vorrà del tempo, ma ogni giorno che passa fa sì che venga maturando
una identità unitaria. E comunque questo è il mio sforzo. In ogni caso, quel
che non può accadere è che proliferino le correnti personali, mentre il partito
deperisce fino al punto di trasformarsi in una confederazione di potentati
nazionali con le loro estese ramificazioni locali, che finirebbero col
demotivare chi avesse semplicemente l'obiettivo di non partecipare ad altro se
non al PD. Non esistono regole per impedire questa degenerazione. Esiste solo
la nostra volontà collettiva, il nostro impegno comune. L'anno prossimo ci
attendono due appuntamenti di grande rilievo: le elezioni europee, in un
momento assai delicato della vita e per le prospettive dell'Unione, e un
importante turno di amministrative. Abbiamo una grandissima responsabilità.
Verso quei dodici milioni di donne e di uomini che ci hanno dato fiducia e che
non possiamo deludere. Verso tutti gli italiani, che hanno il diritto di avere
soluzioni all'altezza, in grado di rispondere davvero alle loro paure, alle
loro domande di rassicurazione, di cambiamento e di nuove opportunità. Nelle
mie parole di questa mattina avete ritrovato, io credo, il senso e
l'ispirazione che ci ha guidato a partire dal discorso del Lingotto. E il tono
di una campagna elettorale che per quanto mi riguarda io ricorderò sempre per
la passione e la speranza che ho incontrato in ogni tappa di quel meraviglioso
viaggio in tutte le province italiane. Ora la sfida del Partito Democratico è
chiara ed è lì, davanti a noi. È una sfida di innovazione e di radicamento.
Continuare a innovare noi stessi, i nostri programmi e la politica italiana.
Radicare le nostre idee e il nostro modo di essere nella vita concreta degli
italiani. Questa è la sfida del PD. Ed è la mia sfida personale. Ora dobbiamo
impiegare gli anni che abbiamo davanti a noi per fare quel che in Europa e nel
mondo sanno fare le grandi forze riformiste e democratiche: essere preparati e
solidali tra di noi, lavorare duramente e stringerci attorno a idee e programmi,
e creare così le condizioni della nostra vittoria. Le condizioni che ci faranno
passare dall'opposizione alla guida del Paese. Con la nascita del Partito
Democratico il nostro viaggio è giunto al suo approdo definitivo. Una storia
intera si è compiuta, ha trovato il suo esito aperto al futuro. È la storia
cominciata più di un secolo fa, quando i "dannati della terra"
cercarono nella solidarietà la risposta ai loro bisogni e alla loro volontà di
emancipazione. È la storia dei braccianti che smettevano di stare con il
cappello in mano di fronte al padrone e si battevano per la terra, dei
contadini che fondavano le casse rurali e si difendevano dal bisogno con la
solidarietà. La storia degli operai che alle rivendicazioni salariali
imparavano ad unire le richieste di più diritti, più libertà, più
riconoscimento della dignità del loro lavoro. La storia di chi in silenzio si
oppose al fascismo, di dodici professori che preferirono dire di no al
giuramento imposto dal regime, dei ragazzi che cambiarono la loro vita e quella
dell'Italia scegliendo la Resistenza, dei sacerdoti che aprirono le canoniche
per nasconderli e proteggerli. La storia di coloro che entrarono nell'Assemblea
Costituente pensando solo a ricostruire il Paese e scrissero la nostra Costituzione.
La storia delle donne e degli uomini che hanno animato le battaglie per i
diritti civili e hanno reso migliore la società italiana. Quella di chi si è
speso e ha perso anche la vita per difendere la nostra democrazia contro il
terrorismo e quella degli imprenditori che si sono opposti al racket della
mafia. È la storia alla quale tutti noi sentiamo di appartenere. Fino a ieri
chi ha attraversato questa storia lo ha fatto nella divisione e nella
separatezza. Oggi per la prima volta siamo uniti nella stessa casa politica,
nello stesso partito. Abbiamo fatto un grande miracolo collettivo. Lo hanno
fatto l'intelligenza e la generosità di tanti. Adesso siamo una delle più
grandi forze europee del centrosinistra. In un Paese che maturerà, presto, la
consapevolezza di come la paura generi paura se non egoismo e violenza nelle
relazioni sociali e nei rapporti individuali. Presto il Paese sentirà il
bisogno e avvertirà il senso della parola speranza e della parola cambiamento.
Nulla succederà automaticamente. Ci vorrà il coraggio di resistere, oggi che
l'onda conservatrice in tutta Europa sembra soverchiante. Ci vorrà il coraggio
di tenere la rotta, di non tornare nei porti dai quali si era partiti per
ritrovarsi smarriti e senza futuro. Il coraggio di non spaventarsi, di non
pensare che tutto sia sempre scritto sull'acqua e che si debba sempre
ricominciare da capo. Il coraggio di sapere che abbiamo ancora un grande lavoro
da fare, che dobbiamo sentirci non "ex" di qualcosa ma fieri di una
identità nuova. Il coraggio e l'umiltà di riconoscere che proprio perché questo
straordinario cammino si è compiuto, ora più che sulle forme, è finalmente
sulle proposte e sulle pratiche che dobbiamo dispiegare la nostra capacità di
innovazione. Oggi abbiamo lo strumento, abbiamo cominciato ad avere idee e
linguaggi. Ma dobbiamo fare un bagno di umiltà, immergerci nella società,
recuperare il gusto della condivisione della vita reale delle persone.
"Farci popolo", come una grande forza riformista deve saper fare. Non
una élite di professionisti della politica, ma una comunità immersa nelle
tensioni, nelle ansie, nelle speranze della società di cui è parte. Se sarà
così sarà il Partito Democratico. Altrimenti non sarà. Ma sarà così.
( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-21 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE
Manette a Wall Street Si allarga l'indagine dell'Fbi, continuano i fermi.
Inchiesta su 19 big della finanza Usa Le email svelano la grande truffa Ai
clienti: "State tranquilli". Negli scambi interni: "Ho paura. Mi
sa che siamo fritti" DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - "Questo mercato mi
mette paura, mi sa che siamo fritti". "Che tu ci creda o no, anche in
queste condizioni sono riuscito a convincere qualche cliente a mettere più
soldi nel nostro fondo". "Io penso che dovremmo chiuderlo adesso
". Questo scambio di battute è alla base dell'incriminazione dei due
"fund manager " di Bear Stearns arrestati (e poi rilasciati su
cauzione) due giorni fa con l'accusa di aver mentito agli investitori loro
clienti. Non sono frasi ricavate da un'intercettazione telefonica,
ma la ricerca condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono
stati infatti passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici - email e
"instant messages" - scambiati da manager e operatori delle
istituzioni finanziarie nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del
mercato dei mutui subprime. L'arresto di Ralph Cioffi e Mattehew Tannin
è probabilmente solo il primo episodio di un'offensiva giudiziaria che, dopo
aver colpito soprattutto operatori del mercato immobiliare, periti e le società
che hanno concesso mutui (i 60 arresti per 144 frodi di cui hanno dato notizia
l'altro giorno i procuratori federali a Washington), è destinata a espandersi
proprio a Wall Street e dintorni, nel cuore del mercato finanziario. L'Fbi ha, infatti,
reso noto che sta esaminando in profondità il comportamento di 19 delle
maggiori istituzioni finanziarie del Paese. E, vista la grande difficoltà di
entrare nel merito delle scelte professionali degli operatori, di provare la
loro imperizia nella gestione del denaro degli investitori, si finisce per
intervenire cercando di dimostrare che i risparmiatori sono stati presi per il
naso. Per farlo di mettono a confronto le frasi di ogni tipo - c'è di tutto,
dalle espressioni scanzonate alle confessioni angosciate - scritte nelle mail
e, ancor più, nei messaggi istantanei con le assicurazioni che, negli stessi
giorni, venivano fornite ai clienti. Le parole sussiegose, gli inviti alla
fiducia registrati nelle "conference call" contro testi scritti,
inesorabilmente registrati dalla memoria universale del web, che riflettono
stati d'animo momentanei, sfoghi improvvisi, il linguaggio colloquiale, e
notoriamente colorito, dei trader. Non è la prima volta che le email sono
cruciali per un provvedimento giudiziario. E' successo nel caso Enron, mentre
qualche anno fa Henry Blodget, celebre analista di Merrill Lynch, patteggiò,
pagando una multa salatissima e abbandonando l'attività finanziaria per evitare
di essere processato dall'allora capo della procura di New York, Eliot Spitzer,
che lo aveva accusato di essere, nella sua attività finanziaria, in conflitto
d'interessi. Ai risparmiatori Blodget raccontava meraviglie di alcune
"start up" tecnologiche come Info.Space, Pets.com e eToys, ma poi, in
privato, usava espressioni come "ho smaltito un po' di spazzatura" o
"gli ho rifilato m…". E Sanford Weill, mitico capo del gruppo
Citibank, lasciò l'istituto e rinunciò a candidarsi ad alcuni incarichi
pubblici anche per l'imbarazzo derivante da uno scambio di email col superanalista
Jack Grubman che, mentre proponeva ai clienti della banca di investire in certe
società, scriveva a Weill che coloro che governavano quelle stesse imprese
erano dei gran maiali. Non sempre, comunque, il messaggio elettronico basta a
incastrate un imputato: Frank Quattrone, banchiere specializzato in
investimenti tecnologici, è stato processato per il reato di ostruzione alla
giustizia a causa di una mail nella quale invitava i suoi colleghi a ripulire i
loro "file", facendo sparire tutto ciò che poteva essere imbarazzante
o compromettente. La battaglia legale è stata lunga, ma alla fine Quattrone è
stato assolto. Stavoltà, però, negli Usa il clima è diverso. Intanto perché la
disinvoltura di molti operatori finanziari ha innescato una crisi di dimensioni
impressionanti che sta avendo un impatto pesante sul piano economico e anche a
livello sociale. E poi perché i clienti di Bear Stearns ai quali Cioffi e
Tannin vendevano titoli che già sapevano essere carta straccia non erano solo
anziani e danarosi pensionati, ma anche grandi banche come la britannica
Barclays e perfino "hedge fund". L'industria della finanza più
rischiosa, quella spesso sospettata di rifilare "bidoni", è stata,
insomma, a sua volta "bidonata". Banche e fondi non l'hanno presa bene.
Delle vecchie complicità tipo "cane non morde cane " non c'è più
traccia: le banche raggirate dai due "fund manager " sono in prima
fila nel procedimento d'accusa. Lo scambio di mail della notte del 22 aprile
2007 può segnare, negli Stati Uniti, l'inizio di una nuova stagione nei
rapporti tra finanza e giustizia. Matthew Tannin, un operatore finanziario
laureato in giurisprudenza descritto dai suoi colleghi come un uomo tormentato,
da tempo preoccupato per la china nella quale sta sprofondando la Bear Stearns,
confessa i suoi timori al suo collega "anziano", Ralph Cioffi. Il
rude "broker" italoamericano lo incontra nel fine settimana per
rassicurarlo: la situazione è difficile, ma ce la faremo, stanno per arrivare
nuovi soci. Tannin si convince e si rimette al lavoro. Qualche settimana dopo
il loro fondo fa naufragio: gli investitori perdono tutto. Ancora qualche mese
e ad affondare sarà l'intera Bear Stearns. Massimo Gaggi Su Corriere.it guarda
il video della retata dell'Fbi a Wall Street e dell'arresto dei manager di Bear
Stearns Nel computer A sinistra, un'immagine degli arresti di Matthew Tannin,
ex top manager di Bear Stearns, fermato giovedì con Ralph Cioffi. Rischiano tra
i 20 e i 40 anni di carcere. A destra, il simbolo di Enron, emblema di tutti gli
scandali finanziari.
( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-21 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Venti di guerra Oltre 100 caccia hanno condotto una missione di
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Quei comunisti dell'Fbi Marco Travaglio Segue dalla Prima I due
protagonisti dello scandalo, Mattew Tannin e Ralph Cioffi, sono stati
trascinati per strada in manette davanti alle telecamere e ai flash, perché
tutto il mondo vedesse cosa rischia chi commette reati finanziari, mettendo a
repentaglio il sistema capitalistico. Un trattamento che i due non avrebbero
subito nemmeno se avessero ammazzato le rispettive consorti. Fortuna che la
cosa non è avvenuta in Italia (dove peraltro non potrebbe avvenire, visto che
si stanno abolendo le intercettazioni per i reati finanziari e, per chi è già
stato preso, si rinviano per legge i processi, a cominciare dal caso Cirio, per
rallentarli un altro po'). Altrimenti avremmo giornali e tv intasati dai
commenti sdegnati dei principali supporter del sistema americano, cioè i
Panebianco, gli Ostellino, i Platinette Barbuti, i Teodori, i Galli della
Loggia e i Polli del Balcone, tutti urlanti contro le manette facili, la gogna
pubblica, il circuito mediatico giudiziario, gli abusi della custodia
cautelare, la giustizia spettacolo, il protagonismo delle toghe, il nuovo caso
Tortora, i danni all'economia e all'immagine del Paese. I reati contestati
nella retata di quei comunisti dell'Fbi, che ricorda quella immortalata nel
film Wall Street con Michael Douglas, sono la frode e l'insider trading: gli stessi che in Italia non si potranno più scoprire con le
intercettazioni perché considerati "minori" e di scarso "allarme
sociale". In America chi commette quei reati viene intercettato dall'Fbi e
dalla Sec (l'autorità di borsa), finisce dentro e buttano la chiave. In Italia
finisce in Parlamento, ultimo arrivato Ciarrapico. Se poi ha la fortuna
di diventare presidente del Consiglio, scrive una lettera al suo riporto
personale, il noto Schifani detto Lodo, e invoca una legge per autoimmunizzarsi
dai processi. Dopodichè sguinzaglia i suoi giannizzeri a spiegare che lo fa per
noi e per la Giustizia. Uno dei più solerti e prolifici è l'Insetto, al secolo
Bruno Vespa, che non potendo più infestare Rai1 per la chiusura estiva di Porta
a Porta, scrive tre articoli uguali in un giorno su tre giornali diversi in
difesa del suo amico ed editore. Che, incidentalmente, è anche il presidente
del Consiglio. Ieri su Panorama, Quotidiano Nazionale e Mattino comparivano tre
editoriali dell'Insetto uno e trino, scritti col copia-incolla. Non bastando i
tre onorevoli avvocati Ghedini, Pecorella e Longo, Vespa s'è voluto gentilmente
associare al collegio di difesa berlusconiano al processo Mills. Le sue tesi
sono avvincenti. 1) "Ci suona strano che un imprenditore straricco abbia
bisogno di corrompere un proprio avvocato quando ce l'ha a libro paga".
Forse Vespa non sa che, quando Mills ricevette 600 mila dollari dalla Fininvest
tramite il manager berlusconiano Carlo Bernasconi, non era più a libro paga
della Fininvest, dunque non riceveva più parcelle. Inoltre, a dire che quei
soldi non erano parcelle, ma un regalo in cambio delle sue false testimonianze
ai processi milanesi sulle tangenti alla Guardia di Finanza e sui fondi neri di
All Iberian, non è stata una toga rossa: è stato lo stesso Mills in una lettera
super-riservata del 2 febbraio 2004 al suo commercialista Bob Drennan (che però
- come si usa in Inghilterra - l'ha denunciato al fisco, che ha aperto un
procedimento, passando poi tutte le carte ai pm di Milano): "Nella mia
testimonianza - scrive Mills, ignaro del fatto che sarebbe stato presto
chiamato a risponderne - non ho mentito, ma ho superato curve pericolose, per
dirla in modo delicato. E ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali
l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quel che sapevo. Alla fine del
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del OMICIDIO DI MEREDITH KERCHER La famiglia di Sollecito contattò
dei politici? Alcuni uomini politici sarebbero stati contattati dai familiari
di Raffaele Sollecito affinché intervenissero "da Roma" per fare
pressioni sugli inquirenti perugini che indagano sulla morte di Meredith
Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia il 2 novembre scorso per la
cui morte sono in carcere il giovane barese, Amanda Knox e Rudy Guede. La
circostanza, secondo quanto si apprende, emergerebbe dalle
intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti
depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la
chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito
nelle telefonate, e che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso - si
apprende da fonti qualificate - sarebbero Domenico Nania del Pdl e Nello
Formisano dell'Idv. Gli stessi parenti, in un'altra telefonata avrebbero
valutato l'ipotesi di coinvolgere nella difesa di Raffaele, come poi è stato,
l'avvocato e deputato del Pdl, Giulia Bongiorno. Nelle conversazioni i
familiari parlerebbero della necessità di rivolgersi ai politici per fare pressioni
sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in
carcere presentato da Raffaele e di intervenire per far trasferire o spostare
alcuni investigatori della questura di Perugia che si sono occupati in questi
mesi dell'omicidio della studentessa inglese.
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Piazza opposizione Antonio Padellaro Segue dalla Prima E se
anche l'umore complessivo della platea non era certo raggiante (come dimostra
la presenza di meno della metà dei delegati) c'è da dire che Veltroni esce
dalla Nuova Fiera di Roma più rinfrancato. E questo, a maggior ragione, vale
per l'intero Pd. A parte le attese critiche di Arturo Parisi sulla "nave
piena di falle", l'intero partito (D'Alema compreso) sembra avere alla
fine condiviso la strategia veltroniana riassumibile in tre punti. Primo: sulla
natura riformista del Pd e sull'andare da soli non si torna indietro. Secondo:
basta col sentirsi ex di qualcosa anche se manca ancora quel famoso radicamento
nel territorio che non significa aprire qualche nuova sede ma dare risposte
vere, concrete ai tanti che dicono:"A voi non interessa niente di me, dei
miei problemi". Terzo: il Pd voleva competere con la maggioranza,
scontrarsi a viso aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo
convergere sui valori costituzionali; ma per colpa di Berlusconi che cerca solo
la rissa del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del
Paese tutto rischia di precipitare nella conflittualità permanente. Del resto,
l'elenco degli strappi "ad personam" è impressionante. Emendamento
salva Rete 4. Limiti alle intercettazioni e alla libertà di
stampa. Norme per fermare il processo Mills. Ricusazione del magistrato che
dovrebbe giudicare il premier. Norma blocca processi. Riproposizione del lodo
Schifani. Guerra all'Europa. Guerra ai magistrati. Guerra all'opposizione.
Questo in appena due mesi. E nei prossimi cinque anni questo signore come
ridurrà la nostra povera democrazia? Qui torniamo all'opposizione in piazza. E
ritorniamo al 14 settembre 2002. Lo ha ricordato Piero Fassino che anche dopo
la sconfitta del 2001 trascorse un anno prima che il centrosinistra riuscisse a
reagire. E infatti quella opposizione si riprese a tal punto da vincere dal
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
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l'edizione del Uno scomodo sequestro in un tranquillo Nord-Est di Massimo
Carlotto / Segue dalla prima I l tizio, un cinquantenne che tifava Inter e non
faceva nulla per nasconderlo, abbassò il volume della radio. Il ritornello di
un motivetto alla moda sfumò delicatamente. - Da Mahinda e Margherita, -
commentò, mettendo in moto. - Si mangia bene. I loro occhi si incontrarono per
un attimo nello specchietto retrovisore. Campagna non aveva voglia di parlare e
rivolse lo sguardo alla strada. Anche il tassista sapeva fare il suo mestiere,
capì il messaggio e rialzò il volume della radio. Avrebbe chiacchierato con il
cliente successivo. Campagna si voltò per l'ultima volta e si convinse che
nessuno lo stava seguendo. In quella calda domenica d'agosto, all'ora di
pranzo, Milano era praticamente deserta, e pensò che anche gli agenti del
Mossad israeliano avrebbero avuto parecchi problemi per non farsi notare.
Ancora non sapeva chi poteva avere interesse a conoscere i suoi movimenti.
Sapeva solo che se Vincenzo "Vince" Scaldaferro gli aveva chiesto di
fare attenzione, significava che la faccenda scottava sul serio. Vince non
esagerava mai. Lo aveva conosciuto alla mobile di Padova, avevano lavorato
insieme per sei anni e poi lui aveva dato le dimissioni ed era entrato nella
"sicurezza" di un grande gruppo bancario, dove aveva fatto carriera.
Non si erano sforzati molto per convincerlo. Scaldaferro era uno sbirro
coscienzioso ma non aveva il carattere giusto per scalare i vertici
nell'amministrazione, e la differenza di stipendio era troppo grande per non
prendere in considerazione l'offerta. A Campagna, invece, proposte di quel tipo
non erano mai arrivate. La sua fama di sbirro indisciplinato e scontroso e il
disinteresse per i soldi erano noti a tutti, e da tempo aveva già concluso la
sua carriera in polizia. Ma l'ispettore non si era mai lamentato. A lui piaceva
quel mestiere. Non avrebbe saputo che altro fare nella vita. Per andare a
Milano a incontrare Vince Scaldaferro aveva telefonato a Veronesi, il
dirigente, e gli aveva annunciato di avere mal di pancia. Nel linguaggio
cifrato che avevano costruito negli anni, significava che Campagna doveva
muoversi in totale autonomia. Veronesi come al solito si era incazzato: - Bravo!
- aveva urlato nella cornetta. - Ti fai venire il mal di pancia proprio ad
agosto, quando sono sotto organico. L'ispettore aveva riattaccato ghignando.
Veronesi era fatto così. Da quando si alzava la mattina non faceva altro che
urlare. Ma era un grande sbirro, e al grado di vicequestore c'era arrivato
senza spintarelle. Il taxi imboccò via Rosmini e la trovò sbarrata da un camion
che stava scaricando merci. - Cinesi. Solo loro lavorano la domenica, a
quest'ora, sotto il sole, - commentò l'autista in tono piatto. - Le conviene
scendere qui, mancano poche decine di metri al ristorante. L'ispettore pagò e
attese che il taxi si allontanasse a marcia indietro. Passò accanto ai cinesi
che scaricavano scatoloni di pelletteria. Lungo tutta la via erano disseminati
negozi che esponevano borse di ogni foggia e dimensione in vetrine polverose.
Al numero 3 spiccava l'insegna del ristorante Little Dream, con i colori
sgargianti dello Sri Lanka. Campagna diede un'ultima occhiata in giro e infilò
la porta. A differenza del resto della città, il locale era pieno di gente. Il
profumo di pietanze speziate gli risvegliò l'appetito che fino ad allora era
rimasto sepolto da caffè e sigarette. - Mi dispiace, ma non ci sono tavoli
liberi, - si scusò la proprietaria. - Ci dovrebbe essere una prenotazione a
nome Tersilli, - ribatté l'ispettore citando il cognome di comodo che
Scaldaferro gli aveva indicato quando avevano fissato l'appuntamento. Vince era
romano, Sordi era sempre stato il suo attore preferito, e si era divertito a usare
il nome del personaggio di un suo film famoso. La donna sorrise. - Il signor
Tersilli l'aspetta nella sala del Carrom, - disse indicando una scala che
portava al seminterrato. La sala era interamente occupata da cingalesi che
mangiavano e chiacchieravano allegri. I due uomini che sedevano al tavolo del
Carrom si disputavano la partita concentrati e in silenzio, ma quando lo
striker, la pedina battente, colpiva le altre, lo schiocco secco copriva il
brusio. Nessuno badava all'italiano seduto a un tavolino d'angolo, che
sorseggiava una birra con una smorfia di tensione stampata sul volto. Al
poliziotto non sfuggì il dettaglio che sedeva con le spalle al muro. Era
evidente che si sentiva insicuro. - Ciao, Vince. L'ex poliziotto si alzò e
abbracciò Campagna. - Grazie di essere venuto. - Ti dovevo un favore, - ricordò
l'ispettore, passando la mano con tocco leggero sulla pistola che l'altro
portava infilata in una fondina ascellare. - Sembra un secolo fa, invece sono
passati solo pochi anni, - commentò Vince, e poi aggiunse: - Ti vedo bene, sei
sempre lo stesso. Campagna alzò la mano per interromperlo. - Risparmiami le
stronzate, "dottor Tersilli". Non sono lo stesso e nemmeno tu. Sei
ingrassato e addosso, solo di vestiti, hai tre stipendi da ispettore. L'altro
fece un sorriso tirato. - Hai ragione, niente stronzate. - Bene. Ora mangiamo.
Ho fame. - Ho già ordinato. Tanto tu di cucina cingalese non capisci un cazzo.
In quel momento si materializzò la proprietaria con un vasso- io grande e
pesante. - Non si preoccupi, le piacerà, - disse appoggiando un piatto di
fronte a Campagna. - Questi sono satay, spiedini di pollo e gamberi con
contorno di riso giallo e verdure al vapore. E poi, per finire, il suo amico ha
ordinato il wattalappan, un budino con miele di palma e noci. Campagna
ringraziò e affondò la forchetta nel riso. - Allora? - incalzò l'altro con la
bocca piena. - Non sono in veste ufficiale. - Questo l'avevo capito. - Se i
"miei" vengono a sapere che ti ho parlato, non rischio solo il
licenziamento. Campagna soppesò attentamente le parole. - In che razza di guaio
ti sei cacciato? - Nulla che non possa gestire e controllare, ma voglio che sia
chiaro che mai e poi mai sarò disposto a rendere testimonianza su quanto sto
per raccontarti. - E allora io sono libero di decidere se la storia mi
interessa abbastanza da occuparmene. - Ovvio. Ma per come ti conosco, credo che
non riuscirai a fare finta di nulla. - Non ci contare. Vince sorrise. L'ex
collega non era cambiato. - Avrai letto di certo sui giornali che qualche mese
fa il nostro grande capo è stato colpito da un ictus. Campagna ricordava
perfettamente e annuì continuando a riempirsi lo stomaco. Il grande capo era il
sessantenne bergamasco Francesco Presutti, presidente del gruppo bancario, e la
notizia era ancora "fresca", ben presente sui media nazionali che ne
seguivano con attenzione il lento recupero psicofisico. Voci piuttosto
accreditate suggerivano che nel gruppo fosse scoppiata una vera e propria
guerra per la successione. Un sacco di gente pensava che Presutti fosse finito.
- La storia del malore è un po' diversa da quanto hanno raccontato i giornali.
- Quanto "diversa"? Vince bevve una lunga sorsata di birra prima di
rispondere. - Quando si è sentito male non si trovava a casa, a letto con la
moglie, ma qui a Milano, in un hotel, in compagnia di una bella fanciulla,
strafatto di coca e Viagra. - Un cocktail pericoloso alla sua età, - commentò
l'ispettore. - Quando ha avuto l'ictus, la ragazza ha avvertito l'autista che
lo aspettava di sotto, e anziché chiamare un'ambulanza, per evitare lo
scandalo, lo ha portato a casa a Bergamo e ci ha pensato la moglie a farlo
ricoverare. - Quanto meno un paio d'ore di ritardo che hanno senz'altro
aggravato il quadro clinico, - rifletté ad alta voce Campagna. Poi aggiunse: -
Non capisco però tutta questa segretezza per 'sta minchiata. Ormai è una moda
nazionale per politici e pezzi grossi portarsi le troie in hotel per festini a
base di neve e pilloline azzurre. - Non è una troia, - ringhiò l'ex collega. -
Calmo, Vince, non ti scaldare, - lo ammonì Campagna. - Quando esce dalla mia
bocca non è un termine offensivo, lo sai bene. - Scusami. Il fatto è che sono
preoccupato per lei. È scomparsa da tre settimane. - Avrà cambiato aria. - No.
Qualcuno l'ha portata via -. Vince tirò fuori dalla tasca una fotografia e
puntò l'indice sul volto di una giovane in bikini, che sorrideva nel bel mezzo
di un gruppetto di ragazze che indossavano lo stesso identico due pezzi e
sfoggiavano un sorriso altrettanto identico. Campagna osservò meglio: si
trattava di un concorso di bellezza di tre anni prima. L'ispettore si soffermò
a osservare il volto da ragazzina. Troppo presto per finire in guai così
grossi. - È arrivato il momento che mi racconti tutto. Dall'inizio. La ragazza
si chiamava Federica Actis, in arte Julia Perez, si spacciava per sudamericana
per via della pelle olivastra ereditata dalla madre calabrese. Bella, con un
sacco di curve al posto giusto e l'ambizione di diventare qualcuno nel mondo
della televisione. Era il tipo di ragazza che piaceva al presidente Presutti,
se le portava a letto per un anno e, oltre a mantenerle, le aiutava a fare
carriera. Giusto qualche provino e qualche apparizione in terza, quarta fila
negli spettacoli della domenica, per vedere se avevano talento. Era
Scaldaferro, su diretto incarico del grande capo, che si occupava di trovarle
battendo con discrezione le miriadi di agenzie che gestivano fanciulle a caccia
di successo e mariti calciatori. Sceglieva le passato, le contattava e
organizzava un incontro "casuale". Poi una cena, e se la ragazza ci
stava, passava agli incontri. E procurava pure la cocaina e il Viagra, che
miglioravano le prestazioni del presidente. Solo che, nel caso di Federica, il
buon vecchio Vince aveva perso la testa e aveva iniziato a portarsela a letto
pure lui, sperando che il capo si stancasse presto di quel bel giocattolo. Dopo
il fattaccio l'aveva portata in un posto sicuro a Verona, in attesa che le
acque si calmassero, dove nessun giornalista avrebbe mai potuto trovarla nel caso
avesse fiutato la pista giusta. Ma un giorno era scomparsa. Nell'appartamento
non era rimasta una minima traccia della sua presenza. Sembrava fosse passata
un'impresa di pulizie. - Professionisti, - commentò Campagna. - Hai idea di chi
siano e del motivo per cui hanno fatto sparire la ragazza? E soprattutto, come
hanno fatto a scoprire il suo rifugio se lo conoscevi solo tu? - No. È evidente
che mi hanno seguito, controllato, ma forse hanno commesso un errore, - ribatté
l'ex collega. - Hanno disconnesso il cellulare di Federica con un'ora di
ritardo. L'ultima traccia è stata individuata all'altezza di Padova, la zona
era quella dell'autostrada. Era su una macchina che procedeva in direzione di
Venezia. - E queste informazioni come le hai avute? Vince spazzò l'aria con un
gesto della mano. - Non fingere di essere ingenuo, - sbottò. - Ormai certe
strutture private sono diventate vere e proprie forze di polizia. - Che
agiscono al di fuori di ogni regola, - aggiunse l'ispettore stizzito. - E ora
vorresti che ti aiutassi a trovare la ragazza senza informare i miei superiori
e la magistratura. Spiegami perché dovrei farlo. Scaldaferro allargò le
braccia: - Non lo so. Ma non so a chi altro rivolgermi, e poi l'ultima traccia
di Federica è a Padova, la tua zona. - Quanto meno hai avuto il buon senso di
non offrirmi dei soldi, - bofonchiò il poliziotto. - In realtà il tuo vero
problema è che non puoi rendere pubblica la vicenda, altrimenti finiresti in
galera con una bella sfilza di reati. E andrebbero a puttane carriera e
matrimonio. - Non si tratta solo di questo, - disse in tono più calmo. - La
verità è che non so cosa sta succedendo e non mi fido di nessuno. In questo
ambiente il gioco non era mai stato così pesante. Un conto
erano le intercettazioni illegali, lo spionaggio industriale, i ricatti. ma
adesso fanno sparire la gente. Campagna si alzò di scatto. - Ma ti rendi conto
di che cazzo mi stai raccontando? - sbottò. - Alle tue condizioni questo
"gioco" non mi interessa. Scaldaferro gli afferrò il polso. -
Aiutami, ti prego. - Fottiti, - ribatté l'ispettore divincolandosi. IL RACCONTO
L'ispettore Campagna - nato dalla penna di Massimo Carlotto - è alle prese con
un nuovo caso: il presidente di un gruppo bancario muore durante un festino a
base di coca, ma qualcuno fa sparire la ragazza che era con lui.
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Questo libro sarà vietato Gian Carlo Caselli L'opera di ricerca,
studio analisi e approfondimento sulla mafia siciliana (con annessi e connessi)
che Saverio Lodato conduce da anni è instancabile. Un'opera che periodicamente
Lodato raccoglie in una "summa" che non può mancare nella biblioteca
di chi debba occuparsi - per mestiere, passione o curiosità - di crimine
organizzato. Questa "summa" apparve per la prima volta nel 1990 con
il titolo "Dieci anni di mafia" e si meritò allora un giudizio di
eccellenza da parte di Giovanni Falcone, che scrisse di un "testimone
attento e sensibile" capace sempre di "fedeltà documentale e lucidità
di analisi". La "summa", negli anni successivi, conobbe varie
altre edizioni, ogni volta aggiornate e ampliate. Fino all'odierna edizione,
del maggio 2008, che la Bur propone col titolo "Trent'anni di mafia -
Storia di una guerra infinita" (Rizzoli, pag. 832, euro 12) e che arriva a
comprendere l'arresto dei Lo Piccolo, l'operazione "Old bridge" fra
Italia e Usa, il caso Cuffaro, la ribellione al pizzo e un ultimo paragrafo che
sfora il tema specifico del volume, essendo dedicato alla "nuova autonomia
in salsa siciliana" di cui è leader Raffaele Lombardo (restano fuori del
libro, per limiti di tempo, le esternazioni dei potenti personaggi che
vorrebbero contrabbandare gli stallieri come Mangano per degli eroi). Anche le
cronache più recenti del volume di Lodato dimostrano come l'apparato
investigativo-giudiziario antimafia si sia stabilmente assestato su livelli di
efficienza e continuità di grande rilievo quanto al contrasto dell'ala
"militare" di Cosa nostra. Non altrettanta continuità, però, è dato
di registrare sul versante delle cosiddette "relazioni esterne", vale
a dire le complicità, coperture e collusioni con pezzi del mondo legale
(politica, affari, imprenditoria, istituzioni...) che rappresentano la spina
dorsale, il nerbo del potere mafioso. Se tali coperture non sono aggredite con
forza e appunto continuità, senza sconti o scaltrezze, Cosa nostra non è certo
onnipotente, ma continuerà a trovare sostegni preziosi se non decisivi anche
nei momenti più difficili. Se persiste il malvezzo di applaudire quando si
arrestano capimafia e gregari, per gridare al teorema o al complotto quando si
cerca di far luce più in profondità, allora avrà ancora una volta ragione chi
sostiene che si possono anche arrestare boss su boss, ma l'alt ad andare oltre,
in forma anche esplicita e non solo sottintesa, rimane: e pesa come un macigno.
Gli scritti di Lodato aiutano a capire questa verità di solito occultata. E
allora si capisce anche (e di conseguenza ancor più lo si apprezza) come Lodato
faccia parte di una "minoranza". Quella "minoranza" di cui
parla Salvatore Lupo ("L'evoluzione di Cosa nostra: famiglia, territorio,
mercati, alleanze", in Questione Giustizia, n. 3/2002), quando sostiene
che non si può dire che i risultati nel contrasto alla mafia siano stati
ottenuti dallo Stato, che anzi ha ampiamente ostacolato il lavoro svolto da
altri. Quei risultati sono frutto di un gruppo composto di rappresentanti
dell'opinione pubblica, di uomini delle istituzioni e di uomini della politica,
probabilmente minoritario in tutti e tre i settori; che tuttavia - pur col suo
peso ridotto - ha ottenuto quella che Lupo definisce "una grande vittoria",
la dimostrazione che la mafia si può sconfiggere, almeno ciclicamente. Se la
sconfitta non è stata definitiva, ciò è dipeso anche dal fatto che ad un certo
punto l'isolamento - invece che verso Cosa nostra - si è indirizzato verso
coloro che cercavano di contrastarla. Questo isolamento della
"minoranza" riguarda anche coloro che, operando nel campo
dell'informazione, non accettano di affievolire l'attenzione verso la
pericolosità di Cosa nostra fingendo di non vedere quel che hanno sotto gli
occhi. Affievolimento non sgradito a molti giornalisti, che
"volentieri" accettano di soffrire di un grave limite culturale:
quello di percepire la mafia esclusivamente come problema di ordine pubblico,
cogliendone la pericolosità solo in situazioni di emergenza, quando cioè la
mafia uccide, trascurando i rischi di conviverci quando attua strategie non
sanguinarie. Così, coloro che - come Saverio Lodato - si ostinano a fare il
loro mestiere con rigore e coerenza sembrano ridursi ad uno sparuto ed isolato
gruppetto di "alieni", spesso additati (anche da certi colleghi) come
"marziani". Soprattutto quando osano l'inosabile: cioè esplorare il
lato più nascosto del potere mafioso, quello che si vorrebbe tenere fuori da
ogni scena pubblica. Fra i tanti buoni motivi che spingono a leggere il libro
di Lodato vi è poi quello che potrebbe essere... l'ultimo. Nel senso che le
cronache giudiziarie (e quindi anche i libri che le raccolgono) sembrano
destinate - vuoi per le stravaganti ossessioni governative, vuoi per il
compiaciuto assenso di parte della cosiddetta opposizione - a diventare merce
rara in quanto proibita. Il disegno di legge sulle
intercettazioni telefoniche appena varato dal Consiglio dei ministri, infatti,
stabilisce che "è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto
o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al
fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più
alcun segreto, fino a che non siano chiuse le indagini preliminari"
(cfr. Il Sole 24 ore del 14 giugno, pg.35). Come a dire che delle inchieste in
corso non si potrà più scrivere nulla, se non il nome dell'indagato, ma guai a
precisare per quale reato si procede e qualunque altra circostanza utile a
conoscere e controllare il lavoro dei magistrati. Tempi duri per tutti i
cronisti, non solo per la "minoranza" dei Lodato. Ma ancor più duri
per chi crede che la Costituzione non sia un pezzo di carta che si possa
stiracchiare a seconda degli interessi della maggioranza politica del momento.
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del Un partito forte per uscire dal passato Pubblichiamo il testo integrale
dell'intervento tenuto ieri da Walter Veltroni a Roma all'Assemblea costituente
nazionale del Partito Democratico La lettera che il Presidente del Consiglio ha
inviato lunedì scorso al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di
segnare negativamente l'intera legislatura. Con quella missiva, l'on.
Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sulla
sicurezza che stravolge il senso del provvedimento all'esame del Senato,
colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato, strappa la delicatissima
tela del dialogo istituzionale con l'opposizione. Siamo preoccupati, per questa
svolta all'indietro. Siamo preoccupati per l'Italia, che rischia di perdere una
nuova occasione per darsi un sistema politico maturo: una democrazia compiuta,
nella quale si possa competere lealmente tra avversari, scontrarsi a viso
aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori
costituzionali e collaborare nella manutenzione e nella riforma delle
istituzioni e delle regole democratiche, come avviene in tutti i grandi paesi
occidentali. Siamo preoccupati, ma non sorpresi. In tutti questi mesi il
Partito Democratico ha cercato di portare l'Italia fuori dal passato. La
proposta che quasi un anno fa abbiamo avanzato al centrodestra, di aprire una
nuova stagione di confronto, per il bene dell'Italia, non era solo una mano
tesa: era anche un guanto di sfida. Abbiamo sfidato il centrodestra sul terreno
della responsabilità nazionale, dell'innovazione politica e programmatica.
Convinti che questo nostro Paese non può più permettersi di aspettare altro
tempo, che gli italiani non possono più aspettare. L'Italia è un Paese fermo. È
un Paese che non cresce. E' un Paese che dispone di straordinarie risorse,
materiali e umane. Risorse però non sfruttate, e mortificate, da un vero e
proprio blocco non solo politico-istituzionale, ma anche economico e sociale e
perfino di genere e di generazione. Un blocco che lo imprigiona, lo attanaglia,
fino quasi a soffocarlo. La nostra società è, e si sente, più povera. Sono e si
sentono così milioni di famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, che di
fatto contano in lire i loro stipendi e le loro pensioni e calcolano in euro il
prezzo di quel che spendono per vivere, con sempre maggiori difficoltà a far
quadrare tutto. Si sentono così tutte quelle persone, giovani e meno giovani,
che si ritrovano a collezionare un contratto dopo l'altro per poche centinaia
di euro alla volta. Sono più poveri gli operai, che si ritrovano con una busta
paga sempre più leggera e rischiano di uscire dalla generale invisibilità solo
quando sono vittime di uno dei troppi incidenti sul lavoro. Da quindici anni,
coalizioni politiche di segno diverso si alternano al governo dell'Italia, ma
nessuna di esse è stata in grado di esprimere la capacità di decisione
democratica necessaria ad aggredire in modo incisivo e durevole i problemi di
fondo del nostro Paese. Questa è la verità: l'Italia non dispone di un sistema
istituzionale e politico all'altezza della gravità e della complessità dei suoi
problemi. E se questo deficit di coesione politica e di decisione democratica
non verrà rapidamente colmato, rischia una crisi di sistema, della quale da tempo
si vedono molto più che le avvisaglie. La stessa anomalia della destra
italiana, quel suo affidarsi alla persona che detiene la massima concentrazione
di potere privato del Paese, non è che l'altra faccia della debolezza dei
poteri pubblici e della fragilità del sistema politico. Quasi che un sistema
politico e istituzionale strutturalmente inadeguato a prendere le decisioni
necessarie dovesse e potesse essere surrogato dall'investitura di un potere
parallelo. I risultati dei passati governi Berlusconi, così come l'infelice
esordio di questa legislatura, ci dicono che la speranza che una parte larga e
più volte maggioritaria del Paese ha riposto nella supplenza privata di poteri
pubblici si è rivelata un'illusione: alla fine il potere privato, pure invocato
per finalità pubbliche, finisce sempre per anteporre gli interessi particolari
a quelli generali. Come ha scritto uno sconsolato Luca Ricolfi,
"Emendamento salva Rete 4, limiti alle intercettazioni
e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del
magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani,
tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha
sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si
mette in movimento è del tutto incapace di separare l'interesse personale da
quello del Paese". Per questo ci ha preoccupato e indignato, ma non
sorpreso, lo strappo consumato dall'on. Berlusconi con l'emendamento sul
decreto sicurezza. L'occasione è perduta, forse definitivamente. Ma nessuno si
illuda, tra i nostri avversari: noi non torneremo con loro nel passato. Noi
continueremo a lavorare per la nuova stagione della democrazia italiana.
Proprio l'inadeguatezza del centrodestra apre davanti a noi una grande
opportunità, che dobbiamo far maturare con pazienza, coerenza, tenacia. E'
proprio adesso che i nostri avversari hanno messo in mostra, ancora una volta,
i loro limiti radicali, che noi non dobbiamo ricadere in vizi antichi e
ripetere i vecchi errori: se lo facessimo, ci giocheremmo la possibilità di
diventare maggioranza nel Paese. Anche nella legislatura 2001-2006 il
berlusconismo si rivelò un rimedio peggiore del male, un'aggravante alla crisi
italiana. E lungo tutto l'arco del quinquennio, il centrodestra continuò a
perdere vaste aree di consenso, che preferirono accamparsi nella terra di
nessuno dell'astensionismo. Il vecchio centrosinistra vinse in quegli anni
quasi tutte le elezioni parziali. Ma non riuscì a smuovere e a spostare verso
di sé gli elettori moderati che si erano rifugiati nell'astensione. E nel 2006,
quei voti in grandissima parte tornarono lì da dove erano venuti. L'Unione
rischiò così di perdere un'elezione che comunque non vinse. Fu il connubio tra
antiberlusconismo e massimalismo a rendere non credibile la nostra alternativa.
Fondata, plausibile, convincente nella denuncia, ma inadeguata nella proposta,
incapace di porsi, sia sul piano programmatico che su quello politico, come
praticabile soluzione politica alla crisi italiana. Noi non ripeteremo gli
errori di quella stagione. Per la semplice ragione che oggi, finalmente,
abbiamo il Partito democratico, la Casa comune dei riformisti, il grande
partito che mancava al centrosinistra italiano e per il quale abbiamo lavorato,
lottato, sperato, dalla nascita dell'Ulivo fino ad oggi. All'indomani della
sconfitta delle elezioni del 13 e 14 aprile, le motivazioni della quale
costituiscono il filo conduttore di questa relazione, noi abbiamo messo in
campo una opposizione coerente con la natura del Partito Democratico. La nostra
è l'opposizione di un grande partito riformista, che si candida non solo a
governare il Paese, ma ad aprire un ciclo di grande innovazione istituzionale,
politica e programmatica. Per questo, la nostra è già e sarà sempre di più
un'opposizione intransigente: contro il ritorno di una stagione di conflitti
istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra gli interessi privati e
la cosa pubblica. Al tempo stesso, sarà un'opposizione incalzante e propositiva
sul terreno delle politiche che hanno a che fare con la concreta condizione di
vita dei cittadini: sicurezza, potere d'acquisto, servizi sociali.
Un'opposizione che gradualmente, senza arroganza, ma con crescente
autorevolezza, riesca ad imporre la propria agenda in Parlamento e nel Paese.
Per questo abbiamo dato vita al "Governo-ombra": uno strumento
essenziale per un'opposizione che voglia qualificarsi per le sue proposte e
affermarsi progressivamente come credibile alternativa di governo per il Paese.
Una decisione, la nostra, che è stata accolta dall'opinione pubblica più
avvertita come la conferma della volontà di procedere con determinazione lungo
la via dell'innovazione del sistema politico e istituzionale. Il governo
Berlusconi è ancora nel pieno della fisiologica luna di miele col Paese, il
periodo nel quale, come accade in ogni sistema democratico, anche chi non ha
votato per il governo in carica può concedere fiducia al nuovo esecutivo, o
quanto meno sospendere il giudizio, in attesa della prova dei fatti. La prova
dei fatti verrà in autunno. Sul terreno economico, innanzi tutto. Ne abbiamo
già i primi segni. Della manovra economica che il Governo ha presentato ieri,
noi apprezziamo la conferma dell'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011e
l'equilibrio tra minori spese e maggiori entrate che sembra caratterizzarla.
Esprimiamo invece un giudizio severo per la mancanza di qualsiasi intervento
sulla questione salariale e per la discutibile qualità delle misure adottate
per la riduzione della spesa pubblica. È davvero grave che proprio ora che le
parti sociali muovono i primi passi verso una riforma del modello contrattuale
che metta al centro la produttività e la sua equa remunerazione, proprio ora il
Governo non dia luogo ad un intervento significativo di riduzione della
pressione fiscale sui salari. Su tutti i salari - con l'aumento della
detrazione IRPEF - e sulla quota di salario da contrattazione di secondo
livello. Non ci si può rispondere che si è deciso di intervenire sugli
straordinari: non tutti i lavoratori fanno straordinari, e un intervento su
questo solo aspetto non è in grado di spingere le parti sociali ad una nuova
stagione di contrattazione, che distribuisca finalmente un po' dei vantaggi da
aumento di produttività a favore dei lavoratori. Ecco dunque un primo elemento
della nostra contromanovra: salari migliori e salto nelle capacità competitive
del sistema, attraverso misure fiscali e riforma del modello contrattuale. In
secondo luogo, quale componente della spesa pubblica viene tagliata? Noi non
discutiamo l'entità dell'intervento: il nostro programma elettorale, al quale
intendiamo ispirare la nostra opposizione, prevedeva riduzioni della spesa
corrente primaria della Pubblica Amministrazione, al netto della spesa sociale,
anche più significative. All'interno della spesa corrente primaria, però, è
soprattutto alle spese di organizzazione della Pubblica Amministrazione che noi
guardiamo, per un'azione al tempo stesso di qualificazione e riduzione.
Nell'intervento del Governo, invece, leggiamo di tagli alla sanità e agli Enti
Locali. Quanto alla finanza locale, proprio non si vuole uscire dalla logica
dei tagli orizzontali, che accomunano buoni e cattivi, virtuosi e viziosi, a
tutto danno dei primi e a tutto vantaggio dei secondi. Bisogna invece rovesciare
logica e tempistica rispetto a quella adottata dal Governo. Prima il
federalismo fiscale, fondato su standard di qualità, quantità e costi dei
livelli essenziali dei servizi, poi la razionalizzazione dei trasferimenti.
Quanto a banche, assicurazioni e petrolieri, mi limiterò a qualche domanda:
quanto vale, per questi soggetti, l'abolizione della class action? Quanto vale,
l'evaporare della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto?
Quanto vale il mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto
vale il rinnovo per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i
meccanismi che il governo intende mettere in atto per impedire che consumatori,
risparmiatori e utenti vedano trasferire sui prezzi gli aggravi? Liberalizzare,
aprire i mercati chiusi, favorire l'accesso degli outsiders: ecco di cosa c'è
bisogno. Leggeremo la proposta del Governo sui servizi pubblici locali: se sarà
figlia di una strategia di modernizzazione e apertura, capace al tempo stesso
di favorire l'irrobustimento delle nostre imprese e l'apertura dei mercati,
faremo la nostra parte. Se in passato le maggioranze di centrosinistra non
hanno proceduto, in questo campo, non è certo stato per responsabilità
dell'Ulivo e del PD. Infine, gli interventi sui fondi europei per il Sud. Qui,
se davvero il Governo intende procedere ad una severa opera di selezione dei
progetti, per riprogrammare alla luce di poche priorità, definite con le
istituzioni regionali e locali - a partire dai progetti sulla mobilità, sulla ricerca
e sulla sicurezza - sappia che troverà nel PD un interlocutore attento e
disponibile. Ma il governo deve anche sapere che la sospensione
dell'automaticità dei crediti d'imposta, il saccheggio delle risorse per le
infrastrutture nel Sud a fini di copertura del decreto ICI, lo sperpero di 300
milioni nel prestito Alitalia, che non è più ponte verso una credibile
soluzione (e dunque non è più nemmeno un prestito), hanno inferto un duro colpo
alla sua credibilità in questo campo e ci rendono diffidenti sulla serietà
delle sue intenzioni. Non ci siamo, on. Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in
autunno sarà una larga parte degli italiani. Quella che noi chiameremo a
raccolta, per una azione di protesta e di proposta in tutto il Paese, che
culminerà con una grande manifestazione nazionale. Anche sul terreno, delicato
e decisivo, della sicurezza dei cittadini, il governo appare prigioniero della
sua stessa cattiva propaganda. Noi abbiamo detto con nettezza, nei mesi scorsi,
che la sicurezza è un bene primario, un diritto civile indisponibile, una
condizione imprescindibile della democrazia. Una delle "rotture",
delle innovazioni più grandi che rispetto al passato il Partito Democratico ha
prodotto, è stata proprio questa: affermare che quello alla sicurezza è un
diritto fondamentale, che chi governa ha il compito di fare ogni cosa per
assicurarlo. Con la necessaria fermezza, anche espellendo dall'Italia chi si
macchia di reati gravissimi e mostra segni di pericolosità sociale. Come
peraltro ponendo fine alla vergogna di troppi delinquenti, non importa se
italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi
giorni, o di condannati che evitano il carcere grazia a un'infinità di premi e
benefici. Dire questo, far vivere concretamente questi principi in un pacchetto
sulla sicurezza che a suo tempo stato è un grave errore non approvare, ci ha
permesso se non di colmare un ritardo accumulatosi per troppo tempo, di
rimetterci in sintonia con il Paese. Con gli italiani, che in nove su dieci
ritengono che negli ultimi anni la criminalità sia complessivamente aumentata e
che per il 50 per cento pensano che questo sia avvenuto nel proprio territorio
di residenza, dove vivono e lavorano. La percezione delle persone, si badi, non
è qualcosa da sminuire o biasimare. È parte integrante del diritto a vivere
sicuri e sereni, senza temere di andare a ritirare la pensione, senza dover
star svegli con l'ansia di chi aspetta il ritorno a casa di sua figlia. La
paura è un dato reale. Va compresa, e le vanno date risposte. Come va data
risposta a chi arriva qui, lavora onestamente, e chiede integrazione, chiede di
aver riconosciuti diritti civili e politici, chiede di poter votare, a
cominciare dalle amministrative. Altra cosa, decisamente altra cosa, è fare
un'equazione tanto ingiusta quanto gravemente sbagliata: più immigrazione
uguale insicurezza, straniero uguale estraneo, diverso, "altro" da
sé, minaccia per il proprio territorio, la propria casa, la propria incolumità.
E quindi nemico da allontanare, da respingere, da cacciare. segue a pagina 16.
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca "Faremo
cacciare quei poliziotti di Perugia" Omicidio Meredith, scoperto piano dei
genitori di Sollecito. "Ci aiuteranno i politici" "Le indagini
sono manipolate" Indagati per un video trasmesso da Telenorba MEO PONTE
DAL NOSTRO INVIATO PERUGIA - Far trasferire poliziotti scomodi, chiedere
l'intervento di politici di spicco, organizzare campagne mediatiche. Tutto per
scagionare Raffaele Sollecito, lo studente di Giovinazzo, in carcere con
l'accusa di aver ucciso, con la fidanzata americana Amanda Knox e Rudy Guede,
la studentessa inglese Meredith Kercher. è il piano messo a punto nei mesi
scorsi dalla famiglia Sollecito e ora rivelato dalle intercettazioni
telefoniche depositate l'altro ieri con i quattordici faldoni che raccolgono
l'intera inchiesta sul delitto di Perugia. Le registrazioni delle conversazioni
telefoniche tra il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, noto cardiologo
pugliese, il fratello Giuseppe, la cognata Sara, la seconda moglie Mara e la
figlia Vanessa ricostruiscono l'incessante attività della famiglia per trovare
l'appoggio di personaggi influenti. Spinto dalla convinzione che la Squadra
Mobile perugina e il pm Giuliano Mignini abbiano indagato in modo errato,
l'intero clan familiare di Raffaele Sollecito si mobilita per scagionare il
giovane. Non solo con l'intervento di pool di avvocati e di consulenti
medico-legali ma anche attraverso amicizie politiche. Ad esempio Vanessa, la
sorella di Raffaele, confida al padre di aver la possibilità di raggiungere il
senatore Domenico Formisano dell'Italia dei Valori. "Il senatore - dice -
mi ha contattato per chiedermi un intervento a favore di una persona. Sono
contenta perché così sarà in debito con me e potrò andare a Napoli a
parlargli". Si rivela ingenua, Vanessa, anche se è un tenente dei
carabinieri. Al padre che la invita alla prudenza ricordandogli che ha il
telefono sotto controllo lei risponde: "Ma io non sono intercettata".
Un altro politico di spicco a cui si rivolge la famiglia Sollecito, anche
grazie alla zia Sara, militante di Alleanza Nazionale, è Domenico Nania, ora
vicepresidente del Senato, che, secondo i parenti di Raffaele, potrebbe
interessare alla vicenda addirittura l'onorevole Renato Schifani. Anche la
scelta di Giulia Bongiorno come avvocato è dettata dalla stessa logica. Mara,
la matrigna di Raffaele, la definisce "la signora Trentapalle" e
sottolinea: "Lei sa come comportarsi in certe situazioni". Tutta
questa attività naturalmente viene riferita a Raffaele durante i colloqui in
carcere, anche questi intercettati. Che cosa vogliono i
familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre
intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché
accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per
togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi. Nel mirino della
famiglia ci sono soprattutto il commissario Monica Napoleoni, responsabile
della Sezione Omicidi, e Giacinto Profazio, capo della Squadra Mobile, che sono
di volta in volta definiti "maiali, figli di p., bastardi".
"Dobbiamo trovare qualcuno che possa intervenire in qualsiasi maniera - si
legge nelle intercettazioni - Bisogna far sì che la polizia non faccia altre
nefandezze". Tutti si dicono convinti che la polizia perugina sia capace
di alterare le prove, costruendone addirittura di false. E per questo
contattano giornalisti e televisioni finendo per portare a Telenorba un filmato
girato nel momento successivo alla scoperta dell'omicidio che dovrebbe, secondo
loro, rivelare l'inefficienza della polizia scientifica. è una decisione invece
che si rivela fatale per la famiglia Sollecito: l'intero clan finisce indagato
per violazione della privacy, diffamazione e pubblicazione arbitraria di atti
giudiziari e pubblicazione di immagini raccapriccianti. E ora alla Procura di
Perugia pensano di inviare ai colleghi di Firenze, competenti per territorio,
il nuovo fascicolo.
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
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Sport Tra sogni
proibiti e favorite ombra torna di moda anche Claudio Villa Informative da
Raisport con la Spagna all'orizzonte. Contro l'invadenza dei politici nelle vicende
dell'Europeo, Bartoletti insiste e cambia obiettivo: "Angela Merkel si
intende di calcio per quanto è sexy". Screanzato. Amedeo
Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di
notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia
è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un
ciclo di partite positive può essere negativo". (Marco Tardelli).
"Modric somiglia un po' a Cruz e un po' a Zola" (Saverio Montingelli
in uno spericolatissimo paragone). "Alla fine, su quello che possiamo fare
con la Spagna, posso dire una cosa sola: You may say I'm a dreamer, But I'm not
the only one". (Bartoletti inventa dal nulla ? forse ? una strofa
memorabile). *** La questione della sfida a ogni livello tra Italia e Spagna
viene modulata ovunque producendo notevoli sforzi di fantasia. Ieri sera al Tg2
la pratica è stata affidata al poeta militante Claudio Valeri, che ha iniziato
il servizio con un vecchio filmato in bianco e nero di Claudio Villa che
cantava "Granada". *** Sta per partire Croazia-Turchia, squadre a
centrocampo, si vede il nostro Rosetti che si rivolge partecipe ai due capitani
e si intuisce il labiale: "In bocca al lupo". I due, il croato e il
turco, lo guardano un po' così. *** Il buon Alessandro Forti di Raisport ha
vinto il premio in palio (un poster di Lineker) bruciando tutti sul tempo
giovedì sera e ricordando prima di chiunque altro in tv la frase dell'antico
centravanti inglese sul calcio e la Germania che vince sempre. ***
"Ottomani a respingere gli attacchi croati" era lo slogan
pubblicitario scelto ieri dalla nota agenzia di scommesse per Croazia-Turchia.
Carino, ma si può fare di più. Se ne accettano, scommesse, per quello odierno
dedicato a Olanda-Russia, qualcosa del tipo "Il Gus dotto farà appassire i
tulipani?". O anche di peggio. *** Nelle meravigliose code di conferenza
stampa con gli azzurri, quei momenti in cui chiunque chiede qualsiasi cosa,
ieri si è parlato anche di cantanti, canzoni e preferenze musicali. Il
confronto tra Cassano e Gattuso è impietoso quanto sorprendente: Cassano
predilige Nino D'Angelo, Gattuso si proclama romantico seguace di Gigi
D'Alessio. Per intendersi, in confronto a D'Alessio, Nino D'Angelo è Proust.
Gattuso precisa che la sua canzone d'alessiana preferita è "Annarè".
In effetti basta scorrerne il testo. C'è il momento in cui dice: "Io sto
aspettanno sultanto e sape'/ si cchiu tarde te pozzo vede'": ecco, in quel
momento un'entrata sulle caviglie a piedi uniti sarebbe perfetta". ***
"A me piace molto che si desse continuità alla formazione che abbiamo
vinto con la Francia". (Walter Novellino, Eurosera).
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 21-06-2008)
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Plus sezione:
ANALISI data: 2008-06-21 - pag: 34 autore: L'azionario torna in sofferenza, le materie
prime ne giovano - In chiave intermarket, quella che studia la correlazione tra
i mercati, il mercato azionario è tornato a soffrire. Il campanello d'allarme
era arrivato dal rialzo dei rendimenti (e conseguente debolezza dei bond) senza
che questo avesse dirottato nuovi flussi verso l'azionario. Alla fine è tornato
il flight to quality sui bond. A trarre vantaggio sono le
materie prime, diventate oramai una asset class in grado di intercettare enormi
flussi finanziari. Sarà solo l'evoluzione del dollaro positiva del dollaro ad
arrestare la corsa dell'indice Crb delle materie prime, ipotesi che appare non
impossibile.
( da "CronacaQui.it" del 21-06-2008)
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All'Iveco - In
manette sei dipendenti di una ditta che gestisce il magazzino e tre ricettatori
Gli operai rubavano i pezzi di ricambio (guarda il video dei furti) TORINO -
Rubavano pezzi di ricambio dai magazzini dell'Iveco, a Torino, e poi li
rivendevano sul mercato nero. I carabinieri del comando provinciale hanno
smantellato una banda di ladri che, dal 2006 ad oggi, aveva portato via dallo
stabilimento merce per oltre 500 mila euro. Sono nove i provvedimenti
restrittivi notificati, sei in carcere e tre con obbligo di firma. L'indagine è
stata condotta in stretta collaborazione con i vertici dell'azienda, i cui
dipendenti non sono coinvolti in alcun modo nella vicenda. Le persone indagate
sono dipendenti della società esterna che gestisce i magazzini dei pezzi di
ricambio o persone, precisano i carabinieri, che gravitano nel settore, come
negozianti e imprenditori. Il magazzino in cui si sono verificati gli ammanchi
si trova in lungo Stura Lazio, alla periferia settentrionale di Torino, gestito
dalla ditta Kuehne+Nagel. Alcuni dipendenti di questa società per quasi due
anni si sono portati via gli apparecchi, nascondendoli tra gli abiti o nelle
borse: i pezzi venivano ceduti ai commercianti, che li vendevano in nero (per i
navigatori satellitari si sceglieva invece la strada dell'inserzione sulle
riviste di annunci economici). Quella dei ladri era "Un'attività radicata
e sistematica", come è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare in
carcere, "Che non si è fermata nemmeno quando un collega, sorpreso per un
furto, è stato licenziato". Il gip, nelle carte processuali, ha anche
fatto presente che gli indizi raccolti dai carabinieri del colonnello Nicola
Fozzi e del tenente Pierluigi Bogliacino sono stati
confermati e rafforzati dalle intercettazioni telefoniche. In manette sono
finiti: Alfonso Morgillo, Marco Giurato, Giovanni Giunto e Michele Tarallo,
tutti accusati di furto. Invece dovranno rispondere di ricettazione: Luciano Di
Nenno e Pietro Bavuso. I carabinieri del reparto operativo hanno indagato per
quasi un anno fino a mettere insieme tutte le prove necessarie. I
malviventi sono stati pedinati e filmati anche quanto contrattavano il prezzo
della merce con i ricettatori. Prove inoppugnabili messe insieme grazie alle
indicazioni ottenute con le intercettazioni. Proprio per l'utilizzo di queste
ultime l'operazione dei carabinieri ha avuto successo in tempi rapidi. Senza di
esse (come previsto nel nuovo decreto del Governo), difficilmente le indagini
dei militari avrebbero avuto esito positivo. m.bar. 21/06/2008.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
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GIUSTIZIA I
magistrati chiamano il Quirinale: "Attacchi ingiustificati" Il
Berlusconi furioso: "Toghe sovversive" ROMA La conferenza stampa sul
trattato europeo è finita. C'è giusto il tempo per un paio di domande al
premier, un cronista alza il braccio, chiede di Veltroni. E il Cavaliere si
imbizzarrisce, dà del "fallito che non dovrebbe proseguire la propria
carriera politica" al leader dell'opposizione per poi lanciarsi in una
invettiva anti-toghe, agitando pericolosamente braccio e penna verso il
ministro degli esteri Frattini, che lo guarda attonito: "Nel '94 ho visto
sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria che sta
nella magistratura (pugno sul tavolo). Ora sono accusato di fatti risibili
(toc) di cui non c'è neppure l'ombra dell'ombra di una prova (toc). Non
permetterò (toc) in alcun modo (toc) che il voto popolare, che la volontà degli
italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura che il resto della
magistratura non sa mettere nell'angolo". Quindi, ancora agitato, lascia
la sala stampa di Bruxelles antipatizzando coi cronisti e accusandoli anche
delle ragioni del suo sfogo: "L'avete voluto voi". L'accusa verso il
leader dell'opposizione è molto pesante. Lo ritiene responsabile di un debito
di 16.000 miliardi di lire, "una vera bancarotta", "se così
fosse" Walter Veltroni sarebbe un "fallito" che dovrebbe
"interrompere la propria carriera politica". Ma quello che lascia di
sale i cronisti arrivati a Bruxelles per capire l'esito delle frizioni tra il
governo italiano e la commissione è il frontale con l'intera magistratura
italiana: "Contro di me ci sono accuse risibili. Lo giuro sui miei cinque figli,
sono accuse false, assolutamente non provate, portate aventi da pm e giudici
che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia. Un
fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che
non esiste. Ve lo giuro sui miei cinque figli. Se uscisse fuori anche solo
un'ombra della mia colpevolezza mi ritirerei". Il presidente del consiglio
promette che tutti i dettagli delle sue accuse contro i giudici sovversivi
saranno spiegati meglio la prossima settimana, con una bella conferenza stampa.
Intanto, a sorpresa, promette che a dispetto del nome dell'emendamento, a
Milano rinuncerà ad usare la "salva premier: "Dirò ai miei legali che
io non voglio approfittare di questa norma perché voglio allontanare qualunque
sospetto. Questa è una norma salva-tutti". Piero Longo, uno dei suoi due
avvocati nel processo Mills (l'altro è Niccolò Ghedini, consigliori giuridico a
tutto campo) conferma che l'intenzione c'è: "Non abbiamo ancora ricevuto
un mandato esplicito, ma non mi stupirebbe se arrivasse. Del resto, vinceremo
quel processo in ogni caso". Difficile dire se Berlusconi lascerà davvero
da parte la salva premier. E' probabile che decida di farlo, se davvero venerdì
prossimo presenterà in consiglio dei ministri il lodo Schifani bis che con una
legge di un solo articolo (dunque pensata per una rapidissima approvazione) sia
capace di istituire una "immunità totale" a suo favore e rispondere
alla bocciatura della corte costituzionale, allargando la platea delle cariche
dello stato completamente immuni da inchieste giudiziarie a tutti i giudici
della consulta, permettendo ai "salvati" di rinunciare al privilegio
e limitando nel tempo questo pesante mantello anti inchieste. Dinnanzi
all'ennesimo attacco, persino più grave di quelli che il premier lanciava ormai
dieci anni fa, l'Associazione nazionale magistrati si è decisa a chiedere un
incontro riservato col presidente della repubblica Giorgio Napolitano e ad
inviare immediatamente un comunicato stampa: "Riteniamo che in uno stato
democratico ogni imputato possa difendersi con tutti gli strumenti del diritto
e con la critica pubblica; ma riteniamo che chi governa il paese non può
denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria anche se è in
discussione la sua posizione personale". Ammettono di essere preoccupati:
"Questi attacchi ci allarmano e ci preoccupano perché rischiano di minare
alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato
equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". Lo
scontro con le toghe è destinato ad accendersi ancora, se è vero che nella
prossima settimana il Csm si prepara a prendere posizione sulle scelte della
maggioranza. Lunedì sono già in calendario due appuntamenti: la prima
commissione avvierà la valutazione della pratica a tutela della magistratura
milanese, partita (ed è cosa piuttosto rara) su precisa indicazione del
vicepresidente Nicola Mancino. Contemporaneamente la sesta
commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento
"salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura
democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di
conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità.
Con l'aria che tira, rischiano di farcela.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
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IL PRE E IL PAP Dramma
teologico neurologico in un atto Stefano Benni Pre: Buongiorno Sua Santità.
Pap: Buongiorno signor premier... sono lieto di questo incontro, utile a
rafforzare i legami che uniscono la nostra chiesa al vostro stato e alla
fattiva collaborazione che... Pre: Mi scusi Santità ma abbiamo solo mezz'ora e
vorrei venire al dunque. Pap: Prego? Pre: Al dunque, al vero motivo della mia
visita. Dunque, io non sono contento di voi... Pap: Ma come? Con tutto il
sostegno che vi abbiamo dato, lo IOR, i cardinali, i vescovi... Pre: No. Io non
sono contento... del suo superiore... Pap: Intende dire?Pre: Proprio di Lui. Mi
spiego. Io non dovrei avere più pensieri, né problemi. Sono uno statista che ha
fallito due volte e mi hanno rieletto. Sono dieci volte più ricco di quando ho
cominciato a fare politica. L'opposizione mi regge lo strascico. E a forza di
leggi ad personam, sono intoccabile. Sto eliminando i giudici, la magistratura,
i processi, ripulendo la stampa, nessuno potrà più sfiorarmi... Pap: E allora?
Pre: A allora? Non vede come sono esasperato, con quanta rabbia continuo ad
accanirmi, a dire che ce l'hanno tutti con me, a tentare di spegnere ogni
critica... e che cos'è questo secondo lei? Pap: Uh, credo di capire. Pre:
Esatto. È questa maledetta coscienza, il senso di colpa, il sapere cosa
veramente sono. Crede lei che se fossi convinto di essere innocente, se fossi
sereno e in pace con me stesso, mi darei tanto da fare? No, ho sempre quel
rovello, quel rimorso, quel coltello nel fianco. Pap: Ma figliolo,bisogna
accettare... Pre: No Santità scusi se glie lo dico ma il Suo Superiore ce l'ha
con me. Continua a torturarmi. E io non so più che leggi fare, che televisioni
e giornali comprare, che bugie dire. Continuo a sentirmi colpevole e
disonorato, vivo come se fossi un evaso, e ogni mio atto lo denuncia. Pap: Ma
Lui non c'entra... Pre: C'entra, c'entra. C'entra fin dall'inizio. Lui è
prevenuto. Guardi come mi ha fatto piccolo, guardi cosa devo fare per coprire i
segni della sua palese inimicizia. E non solo mi ha fatto cadere i capelli, ma
mi arrovella, mi fa rosicare, non mi fa dormire la notte. Insomma lei deve
intervenire contro questa persecuzione... Pap: Premier, io posso dire ai
vescovi di intervenire nel dibattito politico, posso darle dei consigli su come
investire, posso assolverla, manon posso parlare direttamente con Lui... Pre:
Come sarebbe a dire! Che capo è lei? Se lei è il capo, deve avere il filo
diretto, il telefono rosso, come Bush! Deve parlare con Lui e dire che lo
ricuso. Pap: Ma lei bestemmia! Pre: Uffa, sono stanco di dover dimostrare la
mia innocenza sapendo benissimo che non sono innocente. Quindi lo ricuso.
Sceglierò un altro Dio. Pap: Orrore! Pre: Sì, Letta e Schifani stanno
compilando una lista di centoventi divinità pagane. Ci metto niente, a
sostituire il crocefisso nelle scuole con un totem. Faccia qualcosa o le tasso
gli immobili! Pap (barcollando): No,questo no. Pre: Allora agisca subito. Deve
dire al suo capo che la smetta di avercela con me, che non voglio avere più
rimorsi, né rodermi l'anima. Pap: Sì, ma praticamente cosa vuole? Pre: Voglio
che in luogo e data certa, in modo che le televisioni possano riprendere
l'evento, le nubi si squarcino e dall'alto scenda una luce, un angelo, o
qualcosa di altrettanto gradito all'audience, e che una voce tonante dica al
mondo: quest'uomo è un martire, quest'uomo è innocente, quest'uomo è assolto,
nessuno lo tocchi più. Pap: Non credo che si possa fare... Pre: Si può, si può,
lei deve avviare l'operazione SSS, Silvio Santo Subito. Non saboti il dialogo!
Se si rifiuta, si prepari pure a trasferire altrove il Vaticano, che ne dice
del deserto libico? Pap: No, la prego. Ciò che chiede è difficile... Pre: Lei
ha tre giorni di tempo. Dopodiché io ricuserò lei e il suo datore di lavoro.
Pap: Mi lasci sette giorni. Pre: Va bene. Allora devo andare, ecco il regalo
che le avevo portato. Un mio ritratto di dieci metri da mettere al posto del
Cenacolo. Pap: Ecco il regalo per lei. Una palla di vetro con la neve
artificiale e dentro un nano. Pre (furente): Lo vede? Anche lei è d'accordo con
lui. La ricuso! Lei è prevenuto! Lei mi perseguita (cerca di aggredirlo, si
scontra con le guardie svizzere. Il seguito è soggetto alla
censura per le intercettazioni). * Il "lupo" ha deciso di scrivere
solo sul suo sito. Il motivo ci sfugge, chissà che non sfugga anche a lui. Per
diritto di primogenitura, o se si vuole per lo jus primae noctis, o ancora
perché ce ne freghiamo del diritto d'autore, cominciamo con il rubare questo
dramma senza escludere nuove, future incursioni piratesche.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
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MUTUI SUBPRIME Torna
la paura: nuovo venerdì nero in tutte le borse mondiali I furbetti della Grande
Mela Dopo la retata di giovedì dell'Fbi, si allarga l'inchiesta sulle truffe
NEW YORK A Wall Street si respira aria pesante. L'estate newyorchese è umida,
soffocante e pronta al peggio. La borsa, ieri, è partita male, con il Dow Jones
rapidamente sceso sotto i 12 mila punti e gli indici di riferimento in perdita.
Ma nel venerdì del Financial District si è parlato anche di altre grane -
quelle giudiziarie - dei furbetti della Grande Mela. Ralph Ciotti e Matthew
Tannin, due ex manager della Bear Stearns, sono stati arrestati giovedì con
l'accusa di aver frodato i loro clienti con i famigerati fondi di speculazione.
Il dramma dei mutui made in Usa, insomma, si trasferisce nelle aule di
tribunale, mentre l'Fbi annuncia numeri da capogiro della sua maxi-indagine sui
"malicious mortgage" apertasi lo scorso marzo. Finora i condannati
sono 173, mentre sono state arrestate 283 persone su un totale di 406
incriminati. Un vero e proprio esercito, quello dei furbetti di Manhattan con
il colletto inamidato e l'ufficio che si affaccia sul cratere di Ground Zero.
L'Fbi starebbe indagando su 19 grandi società, incluse banche d'investimento,
agenzie di rating e hedge fund, come quelli gestiti dai due imputati
eccellenti. Gli stati più colpiti da questo tipo di attività illecita sono
Florida, Texas, New York, Ohio e Illinois. In alcuni casi - spiega l'Fbi - le
frodi sui mutui sono collegate a bande e casi di droga, in quanto rappresentano
un meccanismo per il riciclaggio di denaro. A Chicago le autorità hanno
incriminato 67 persone per frode fra agenti immobiliari, costruttori e
avvocati. "Questo tipo di crimini ha fatto sì che le banche e le società
finanziarie si adoperassero per stringere gli standard di credito",
sottolinea Patrick Fitzgerald, procuratore di Chicago. Ma il caso sulla bocca
di tutti gli operatori degli ambienti finanziari, ieri a New York, era quello
degli arresti alla Bear Stearns. Gli investigatori, come accade in Italia, hanno tratteggiato i due imputati attraverso le intercettazioni.
Ma negli Stati Uniti il principe dei mezzi di comunicazione, più che il
telefono, è l'e-mail. I giornali americani di ieri ospitavano i dialoghi
elettronici dei due imputati, in prima pagina. La ricostruzione degli inquirenti
inizia nel febbraio del 2007. Cioffi e la sua squadra festeggiano il
lucroso mercato dei fondi di speculazione con un giro di vodka. Il mercato va
bene, i soldi sono facili. Una sbornia. Ci si sveglia a marzo e le cose vanno
male. Cioffi scrive: "Ho mal di pancia per la nostra performance di questo
mese". Anche Tannin è preoccupato, probabilmente si rende conto
dell'abisso che ha di fronte. "Non siamo diciannovenni in Iraq", lo
rimprovera il collega con un'email. L'altro, quasi incredulo, gli scrive:
"Non ci crederai, sono riusciuto a convincere altre persone ad aggiungere
soldi". Questi i testi sui Blackberry - i cellulari con cui si possono
leggere le e-mail - degli uomini di Bear Stearns. I quali, tre giorni dopo,
dipingevano un'immagine ben più rosea di fronte ai loro clienti. Ma in aprile
gli investitori cominciano ad innervosirsi. Uno chiede ritirare 57 milioni di
dollari. Cioffi lo rassicura: "Io stesso ho messo 8 milioni, non c'è da
preoccuparsi". Ma la situazione, verso la fine del mese, precipita. Un
rapporto dalle tinte fosche prospetta quel che poi è accaduto. Tannin, all'alba
di una domenica mattina, è sconvolto: "Il mercato va dannatamente
male". Qualcosa che il manager non poteva permettersi di scrivere
sull'e-mail della Bear Stearns, sottolineano gli investigatori. Tannin aveva
quindi spedito una missiva elettronica privata, alla moglie di Cioffi. Qualche
giorno dopo, il 25 aprile, i due parlano di fondi in "gran forma" in
una conference call con gli investitori. Ma, secondo la ricostruzione degli
investigatori, la frittata è ormai fatta. Poco prima del collasso dei fondi,
Cioffi scrive un'altra email: "Ho sciacquato trent'anni di carriera giù
nella fogna". Giovedì gli arresti. Da Wall Street alla corte federale di
Brooklyn, dopo manette e impronte digitali di rito. Edward J. Little, avvocato
di Cioffi, difende il suo cliente spiegando che "ha perso i soldi
esattamente nella stessa maniera dei suoi investitori". "Il fatto che
i suoi fondi siano stati i primi a perdere lo può rendere un obiettivo facile -
continua l'avvocato - ma non vuol dire che abbia fatto qualcosa di
sbagliato". I legali respingono le accuse, ma i loro assistiti rischiano
parecchio. Tannin potrebbe avere 20 anni per frode e complotto, Cioffi 40
perché su di lui grava anche l'accusa di insider trading. I due manager non
hanno avuto problemi a pagare le cauzioni, rispettivamente 4 milioni per Cioffi
e 1,5 milioni per Tannin. Per sborsare i soldi hanno dovuto ipotecare le loro
case: la villa in New Jersey e i terreni in Florida di Cioffi e l'appartamento
di Manhattan di Tannin.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
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USA, SÌ DELLA CAMERA
AI SUPERPOTERI PER GLI 007 Intercettazioni libere, ha vinto Bush La camera dei rappresentanti ha approvato
ieri un controverso progetto di legge che oltre a garantire, di fatto,
l'immunità alle società telefoniche che parteciparono a un programma
d'intercettazioni illegali "anti-terrorismo" voluto dal presidente
Bush, darà la possibilità alle agenzie di 007 di continuare a spiare "liberamente"
le telefonate degli americani. Se il provvedimento - che deve ancora passare al
vaglio del senato - fosse stato respinto, gli utenti avrebbero potuto ottenere
miliardi di dollari di risarcimento per le telefonate intercettate dal 2001 -
quando il piano fu varato segretamente dalla Casa Bianca - a quando,
quest'anno, Bush ne ammise l'esistenza e lo giustificò come una misura
necessaria a prevenire attentati terroristici. Una quarantina di cause erano
già state intentate contro le principali compagnie telefoniche tra cui
AT&T, Verizon communications, Sprint Nextel per aver violato le leggi sulla
privacy partecipando al programma di intercettazioni non autorizzate.
"Aiuterà i nostri professionisti dei servizi segreti a scoprire i piani
dei nostri nemici per nuovi attentati" ha insistito ieri il comandante in
capo della cosiddetta "guerra al terrorismo per lodare i parlamentari che
hanno passato il disegno di legge, presentato sia da democratici sia da
repubblicani. Protestano le organizzazioni per la difesa dei diritti civili. La
nuova legge rimpiazzerà un provvedimento temporaneo - che scadrà il febbraio
prossimo - che dava al presidente il potere di ordinare la sorveglianza di
utenze senza autorizzazione. La controversa legge, rimasta bloccata per mesi al
Congresso, dovrebbe essere approvata la prossima settimana anche dal Senato,
assicurando in questo modo un'importante vittoria alla legge della giungla
"anti-terrorismo" del presidente.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
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OLTRETUTTO Riemerge
dall'ombra un "nuovo" Leonardo Sarà o non sarà opera di Leonardo da
Vinci il ritratto su pergamena di giovane donna, di cui si ignora la
provenienza, battuto all'asta a New York nel 1998 e poi finito in Svizzera? Ne
è così convinto Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, da
avere deciso di inserirne una riproduzione nel suo volume "Leonardo
infinito", di prossima uscita per le Edizioni Scripta Maneant. E ne sono
persuasi, fra gli altri, Nicholas Turner (che, già curatore dei disegni nel
Getty Museum di Los Angeles e nel British Museum, è stato il primo a riferire a
Leonardo questo profilo) e Mina Gregori. Più cauto invece Carlo Pedretti, il
più noto studioso internazionale del maestro, che tuttavia ha concluso come
l'opera costituisca, almeno per ora, il ritrovamento più importante dopo la
definitiva attribuzione a Leonardo, all'inizio del Novecento, della "Dama
con l'ermellino". Il dipinto, che misura circa trenta centimetri per
trenta, raffigura una giovane donna di profilo, dai lineamenti purissimi, senza
gioielli. Tra i particolari che avvalorerebbero l'ipotesi leonardesca,
l'acconciatura a "coazzone", caratteristica della corte sforzesca,
quando l'artista era a Milano, dopo il 1482. La provenienza del ritratto è
sconosciuta. Pedretti ricostruisce che l'unica volta che è apparsa nel catalogo
di vendita all'asta è stato da Christie' s a New York, quando fu battuta come
dipinto di un anonimo tedesco nell'Ottocento per oltre ventunomila dollari,
cifra assurda: esagerata per un anonimo, un'inezia per un maestro del
Rinascimento. Da lì il ritratto è arrivato fino in Svizzera. POESIA
ENZENSBERGER IL PARMENSE Da oggi Hans Magnus Enzensberger - poeta, saggista,
analista sociale, traduttore, critico - potrà dichiararsi a buon diritto
cittadino di Parma. In occasione del festival di poesia in corso fino al 24
giugno, la città emiliana insignirà infatti della cittadinanza poetica lo
scrittore tedesco in una cerimonia che si svolgerà stamattina presso la Sala di
rappresentanza del Municipio. Lo stesso onore era toccato nelle edizioni
precedenti a Luciano Erba e a Edoardo Sanguineti. Il "parmense"
Enzensberger incontrerà poi per un pubblico "aperitivo letterario" il
poeta americano Stanley Moss, noto anche come editore: Sheep Meadow Press, la
casa editrice no-profit che dirige, ha pubblicato fra gli altri Celan, García
Lorca, Pessoa e (naturalmente) Enzensberger. FOTOGRAFIA UNA MOSTRA PER WEEGEE
Viveva praticamente nella sua Chevrolet Weegee, leggendario fotoreporter
statunitense che Milano ricordaora con una mostra allestita da ieri nel Palazzo
della Ragione. Nell'auto teneva tutto l'occorrente per il suo lavoro, compresa
una radio sintonizzata sulla lunghezza d'onda della Polizia, per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto
tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto
negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New
York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi
chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie. Nella mostra
aperta fino al 12 ottobre, sono esposte circa cento immagini scattate nel
decennio 1935-
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il più famoso centro
sociale d'Italia è rimasto isolato e rischia di essere sgomberato. Una minaccia
reale che non scuote più quel che resta del movimento milanese sempre più in
crisi Luca Fazio MILANO A Milano, città dove le autoprofezie più nefaste si
avverano prima che altrove, i centri sociali sono in avanzato stato di
decomposizione. Le membra sparse del movimento che fu però continuano a
muoversi appena appena tiepide, segno che forse è ancora prematuro procedere al
complicatissimo esame autoptico, operazione che si sarebbe dovuta fare con più
coraggio diversi anni fa per indagare le cause del progressivo disfacimento.
Un'analisi a freddo, oggi, oltre che impietosa sarebbe ingenerosa, anche perché
il cosiddetto "movimento" milanese sconta una crisi di tipo terminale
che accomuna la sinistra intera, e proprio nessuno può chiamarsi fuori. Allora,
come riparlarne senza farsi troppo del male? Ricominciando dall'inizio, o forse
dalla fine, imboccando la scorciatoia che ci conduce alla porta del centro
sociale simbolo di tutti i centri italiani. Aprirla, significa rievocare un
fantasma: lo sgombero del Leoncavallo. Un film dell'orrore, che forse non
appassiona più. Questa volta però sono cambiati i rapporti di forza tra
"buoni" e "cattivi", ed è mutato lo scenario dove si
potrebbe consumare la vendetta di una destra più subdola di quella fascistoide
e primitiva che ha preso Roma. Quindi, come dicono le parti interessate,
l'ipotesi sgombero non è mai stata così concreta (lunedì, alle 6 del mattino,
presidio anti-sfratto in via Watteau). Non è del tutto ininfluente se il
ministro degli Interni, durante la sua uscita milanese, ha minacciato
l'intervento della forza prendendo di mira un obiettivo così simbolico per
l'area antagonista italiana. Ma oggi, quale parte di città cercherebbe di
resistere in difesa del Leoncavallo? Meglio attendere il non precipitare degli
eventi, e non deprimersi cercando risposte che non si possono nemmeno
virgolettare: la definizione più simpatica che raccogliamo è che ormai il Leo è
il circolo di un partitino andato in frantumi. E il resto? "I centri
sociali sono morti", questo dicono di sé i più disposti a fare
autocritica, ma senza esagerare, perché ognuno rivendica una maggiore
progettualità rispetto agli altri. Non si vogliono bene, vecchia storia a
sinistra. Come si è arrivati a questo punto? Sintetizzando: negli anni tutti i
centri milanesi, per dirla con un eufemismo, hanno fatto prevalere le loro
soggettività allontanandosi gli uni dagli altri, e il principale imputato di
ogni involuzione è sempre stato il fratello più grande (in ultima analisi, il
Leo sconta anche l'adesione di Daniele Farina al partito che fu di Bertinotti).
Farina ha il dovere di essere fiducioso. "La cosa peggiore è farsi
travolgere dal pessimismo della ragione, la situazione prima del 1989 (il primo
sgombero, ndr) era simile a quella attuale, pessima, e sono convinto che i
centri milanesi possano ancora fare da ponte per i soggetti in difficoltà.
Credo che ci siano tutti gli elementi per un processo di riaggregazione, anche
a partire dallo sgombero del Leo. Nei momenti di scontro i centri riescono ad
esprimere maggiore visibilità, accadrà di nuovo, oggi siamo davanti a una fase
di caricamento". Già, lo sfratto. La soluzione è nelle mani del comune di
Milano. C'è un'intesa tra gli occupanti e la proprietà dell'immobile (società
della famiglia Cabassi) che prevede la trasformazione dell'area di via Watteau
in spazio pubblico - quindi non più edificabile - a patto che il comune
permetta alla proprietà di traslare su un altro terreno la medesima cubatura
edificatoria, se non altro come risarcimento per aver disinnescato negli anni
la miccia Leoncavallo. Perché Palazzo Marino dovrebbe agevolare la trattativa
anche se con un semplice atto notarile? Forse perché un sindaco scaltro come la
Moratti, con davanti un futuro lastricato di miliardi per l'Expo 2015, è
interessata a mantenere la pace sociale. Altri, invece, sostengono che il
governo sarebbe capace di tutto pur di mortificare anche l'opposizione extraparlamentare.
Questa resa dei conti, se così sarà, non poteva capitare nel momento peggiore.
Non solo per il Leo. Prendiamo in prestito una onesta dichiarazione di un
vecchio leone del movimento, in due parole esprime un sentimento diffuso:
"Una fase si è chiusa, a Milano chi è rimasto ancorato ai centri è morto
di morte naturale, adesso bisogna ricominciare a fare politica in maniera
complessiva, tutta la retorica dei centri ormai è vecchia, dobbiamo
intercettare i veri problemi della popolazione". Ora, stando così le cose,
dobbiamo precisare che le diverse realtà sono ancora attive sul territorio (in
sintesi ne diamo conto nell'elenco che pubblichiamo). Quindi, vista l'aria che
tira, lunga vita a questi soggetti, a prescindere dallo loro preistoriche beghe
interne incomprensibili, e dalle parole d'ordine che faticano ad
arrivare a destinazione: antifascismo militante o disobbedienza,
antiproibizionismo o lotta alla precarietà, liberi saperi o solidarietà a
Chiapas e Palestina, sound system o banchetti di controinformazione. Ognuno ha
il diritto di rivendicare una presunta vivacità e un calendario di iniziative
anche meritevoli, ma nessuno può negare che un eccesso di autoreferenzialità e
la palese incapacità di leggere ciò che accade a Milano - e quindi muoversi di
conseguenza - siano la dimostrazione di una inadeguatezza e di uno scollamento
che non possono non far riflettere. Concretamente. Davanti a un affare
colossale come l'Expo, un solo gruppo di Rho (senza sede perché appena
sgomberato...) si propone con iniziative che raccolgono poche decine di
persone. Di fronte ai rastrellamenti quotidiani di stranieri sugli autobus,
solo per restare alle ultime settimane, quasi tutti hanno dimenticato persino
la buona pratica di prendere carta e penna per scrivere un comunicato.
L'indignazione (per gli assalti agli zingari, per l'arresto nei Cpt fino a 18
mesi, per i militari nelle strade...) rimane alta a Milano, ma resta confinata
in gesti individuali, nello scoramento, non esistono più ambiti collettivi che
riescano a tradurre tutto ciò in azione politica, fosse anche solo simbolica. I
centri sociali erano capaci di questo. Ma oggi, un ragazzo giustamente
arrabbiato, non trova naturale sfogo nella frequentazione di luoghi che un
tempo erano in grado di comunicare e trasmettere senso di appartenenza e
passione. Forse questa ricerca va fatta altrove, forse, per pigrizia, stiamo
solo sbagliando indirizzo. Fine della storia? No. Nulla si crea, nulla si
distrugge. "Forse i nostri figli...", suggerisce chi li ha alle prime
classi delle elementari.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-06-21 - pag: 12 autore: NAZIONI UNITE Lo stupro
diventa crimine di guerra La violenza sessuale è una "tattica di
guerra" secondo il Consiglio di sicurezza dell'Onu. I quindici membri
hanno approvato una risoluzione, la 1820, che classifica lo stupro come
"un crimine di guerra, un crimine contro l'umanità o un elemento di
genocidio". Questo significa il divieto di prescrizione e la possibilità
di processi davanti al tribunale internazionale dell'Aja. "è un
avvenimento storico", ha dichiarato l'organizzazione Human Right Watch.
CECENIA Grozny, 800 corpi in una fossa comune Appartengono a civili uccisi
durante la prima guerra russo-cecena (1994-'96) gli 800 corpi rinvenuti in una
fossa comune scoperta ieri a Grozny. Ci sarebbero ancora 60 fosse comuni in
Cecenia, ma mancano fondi e laboratori per il riconoscimento dei cadaveri.
Secondo Nurdi Nukhazhiev, responsabile per i diritti umani, sono 5mila i
cittadini ceceni di cui non si hanno più tracce. STATI UNITI/1 Sui fondi
elettorali stampa contro Obama In un editoriale il New York Times lo definisce
"Fast Eddie Obama", come il protagonista de "Lo spaccone":
quello che non mantiene le promesse. Per il Washington Post "aveva
l'opportunità di dimostrare di essere un politico diverso. Ha fatto una scelta
differente e tutti possiamo capire perché: sta raccogliendo una montagna di
denaro". La stampa non è stata tenera con il candidato democratico alla
Casa Bianca, dopo la sua rinuncia ai fondi pubblici. Obama intanto venerdì
prossimo sarà con Hillary nella prima apparizione pubblica comune. STATI UNITI/2 Ok della Camera alle intercettazioni La Camera
degli Stati Uniti ha dato il via libera alla legge sulle intercettazioni,
fortemente voluta dal presidente Bush, che consente al Governo di ascoltare le
comunicazioni di persone sospettate di legami con i terroristi. Le legge
passa ora al Senato.
( da "Liberazione" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Norba delle immagini
dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove venne uccisa
Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della studentessa inglese
Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati
nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da
parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia
scientifica nell'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher che mostravano
tra l'altro il corpo della studentessa inglese. I reati ipotizzati nel
fascicolo sono violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria
di atti di un procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di
dati giudiziari da parte di privati. Il 5 aprile scorso la polizia perquisì la
redazione dell'emittente pugliese sequestrando il filmato trasmesso. Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista.
Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di
Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica
alla televisione. 21/06/2008.
( da "Dagospia.com" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CALCIO PULITO:
CANNAVARO NON GIOCA MA SI FA LA DOCCIA - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO -
CLAUDIO VILLA LANCIA UNA 'GRANADA' SULLA SPAGNA ? "ANGELA MERKEL SI
INTENDE DI CALCIO PER QUANTO È SEXY"? 1 ? CLAUDIO VILLA LANCIA UNA GRANADA
SULLA SPAGNA Antonio Dipollina per La Repubblica - Informative da Raisport con
la Spagna all'orizzonte. Contro l'invadenza dei politici nelle vicende
dell'Europeo, Bartoletti insiste e cambia obiettivo: "Angela Merkel si
intende di calcio per quanto è sexy". Screanzato. Amedeo
Goria intercetta Ambrosini: "In vista della Spagna che partita sogni di
notte se sogni di notte la partita o sogni altre cose?". "La Croazia
è la favorita-ombra dell'Europeo" (Bartoletti). "Interrompere un
ciclo di partite positive può essere negativo". (Marco Tardelli).
"Modric somiglia un po' a Cruz e un po' a Zola" (Saverio Montingelli
in uno spericolatissimo paragone). "Alla fine, su quello che possiamo fare
con la Spagna, posso dire una cosa sola: You may say I'm a dreamer, But I'm not
the only one". (Bartoletti inventa dal nulla ? forse ? una strofa
memorabile). - La questione della sfida a ogni livello tra Italia e Spagna
viene modulata ovunque producendo notevoli sforzi di fantasia. Ieri sera al Tg2
la pratica è stata affidata al poeta militante Claudio Valeri, che ha iniziato
il servizio con un vecchio filmato in bianco e nero di Claudio Villa che
cantava "Granada". - Sta per partire Croazia-Turchia, squadre a
centrocampo, si vede il nostro Rosetti che si rivolge partecipe ai due capitani
e si intuisce il labiale: "In bocca al lupo". I due, il croato e il
turco, lo guardano un po' così. - Il buon Alessandro Forti di Raisport ha vinto
il premio in palio (un poster di Lineker) bruciando tutti sul tempo giovedì
sera e ricordando prima di chiunque altro in tv la frase dell'antico
centravanti inglese sul calcio e la Germania che vince sempre. - "Ottomani
a respingere gli attacchi croati" era lo slogan pubblicitario scelto ieri dalla
nota agenzia di scommesse per Croazia-Turchia. Carino, ma si può fare di più.
Se ne accettano, scommesse, per quello odierno dedicato a Olanda-Russia,
qualcosa del tipo "Il Gus dotto farà appassire i tulipani?". O anche
di peggio. - Nelle meravigliose code di conferenza stampa con gli azzurri, quei
momenti in cui chiunque chiede qualsiasi cosa, ieri si è parlato anche di
cantanti, canzoni e preferenze musicali. Il confronto tra Cassano e Gattuso è
impietoso quanto sorprendente: Cassano predilige Nino D'Angelo, Gattuso si
proclama romantico seguace di Gigi D'Alessio. Per intendersi, in confronto a
D'Alessio, Nino D'Angelo è Proust. Gattuso precisa che la sua canzone
d'alessiana preferita è "Annarè". In effetti basta scorrerne il
testo. C'è il momento in cui dice: "Io sto aspettanno sultanto e sape'/ si
cchiu tarde te pozzo vede'": ecco, in quel momento un'entrata sulle
caviglie a piedi uniti sarebbe perfetta". - "A me piace molto che si
desse continuità alla formazione che abbiamo vinto con la Francia". (Walter
Novellino, Eurosera). 2 - RIGHETTI DRIBBLA IL CONGIUNTIVO Luca Bottura per il
Corriere della Sera BEH, PER ESEMPIO SONO 23 GIOCATORI DIVERSI - "La
Spagna rispetto a quella del '94 come è cambiata?" (Alan Gard, forse
figlio del mitologico Ferruccio Gard del "Novantesimo" anni 70,
intervista Mauro Tassotti a Tg Sport). RIVELAZIONI - "Non tutti sanno che
Panucci è un grande appassionato di pallanuoto " (Fabrizio Failla,
Eurosera). ROSETTI VUOL DIRE FIDUCIA - "Il nostro miglior arbitro Rosetti
rappresenterà degnamente la classe arbitrale italiana" (Carlo Longhi,
Raduno, prima di Croazia-Turchia). ANZI NO - "Andiamo a vedere il fallo di
Tuncai: per me è calcio di rigore. Rosetti ha sbagliato" (Carlo Longhi,
metà tempo). CORNA SUBITO - "Il pallone quasi si sgonfia nell'impatto con
la testa di Arda Turan" (Stefano Bizzotto fa insinuazioni sulla fedeltà
della signora Turan, Croazia-Turchia). IO PENSO CONGIUNTIVO - "La Croazia
ha avuto un'impennata: sembrasse che volesse schiacciare l'acceleratore (Ubaldo
Righetti, idem). PIEDI PULITI - "Fabio Cannavaro alla fine ha fatto anche
la doccia" (Donatella Scarnati, Tg1, ripresa da Blob). TINTO BROS - Si
vede che i Mondiali Rai vanno in onda da Milano: i capelli di Walter Novellino
sono platealmente colorati con gli avanzi della tintura di Paolo Limiti. STORIE
PESE - In concomitanza con Turchia- Croazia, Eurosport ha trasmesso ieri sera
le "Strongest men superseries", ossia il campionato per uomini
forzuti che sollevano oggetti pesantissimi. Il vincitore è riuscito ad alzare
in sequenza (a crescere) un frigorifero, un'automobile e un servizio di Saverio
Montingelli. C SIAMO - Contrordine alla Lega di C, che aveva annunciato di
voler cambiare nome in Lega Pro. Il premier in persona, ravvisando un richiamo
al precedente presidente del consiglio, ha chiesto e ottenuto un nuovo nome: si
chiamerà Lega Ber. FIGURE DI CACAO - La Nutella ha ridoppiato lo chef della
nazionale Claudio Silvestri, nel noto spot, facendogli dire che la riserva del
prezioso alimento è "per quando battiamo la Francia". Claudio, una
notizia per te: già fatto. Adesso màgnate 'sto panino. QUESTI FANTASMI - Gran
bel duello ieri a "Dribbling europei". Varriale da Casa Azzurri
lancia l'intervista di Paris a Gattuso, preannunciando "una notazione
finale su cui sarà magari giusto fare un commento" La notazione finale è
l'attacco di Gattuso a Moggi. Rientro. Paola Ferrari: "Lasciamo Moggi
fuori da questi europei. Interessanti le similitudini tra la Spagna di Aragones
e il Barcellona di due anni fa, vero Marino?". E Varriale, ancora sul
ledwall, assume un'espressione da Calimero partenopeo che neanche Eduardo ai
tempi d'oro. Da rivedere. CIAK, MI GIRANO - "Bisognerà ostacolare il
centrocampo spagnolo prima di far girare le palle lì davanti" (Sandro Mazzola,
Eurosera). Dagospia 21 Giugno 2008.
( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di MEO PONTE PERUGIA
- Far trasferire poliziotti scomodi, chiedere l'intervento di politici di
spicco, organizzare campagne mediatiche. Tutto per scagionare Raffaele
Sollecito, lo studente di Giovinazzo, in carcere con l'accusa di aver ucciso,
con la fidanzata americana Amanda Knox e Rudy Guede, la studentessa inglese
Meredith Kercher. È il piano messo a punto nei mesi scorsi dalla famiglia
Sollecito e ora rivelato dalle intercettazioni telefoniche depositate l'altro
ieri con i quattordici faldoni che raccolgono l'intera inchiesta sul delitto di
Perugia. Le registrazioni delle conversazioni telefoniche tra il padre di
Raffaele, Francesco Sollecito, noto cardiologo pugliese, il fratello Giuseppe,
la cognata Sara, la seconda moglie Mara e la figlia Vanessa ricostruiscono
l'incessante attività della famiglia per trovare l'appoggio di personaggi
influenti. Spinto dalla convinzione che la Squadra Mobile perugina e il pm
Giuliano Mignini abbiano indagato in modo errato, l'intero clan familiare di
Raffaele Sollecito si mobilita per scagionare il giovane. Non solo con
l'intervento di pool di avvocati e di consulenti medico-legali ma anche
attraverso amicizie politiche. Ad esempio Vanessa, la sorella di Raffaele,
confida al padre di aver la possibilità di raggiungere il senatore Domenico
Formisano dell'Italia dei Valori. "Il senatore - dice - mi ha contattato
per chiedermi un intervento a favore di una persona. Sono contenta perché così
sarà in debito con me e potrò andare a Napoli a parlargli". Si rivela
ingenua, Vanessa, anche se è un tenente dei carabinieri. Al padre che la invita
alla prudenza ricordandogli che ha il telefono sotto controllo lei risponde:
"Ma io non sono intercettata". Un altro politico di spicco a cui si
rivolge la famiglia Sollecito, anche grazie alla zia Sara, militante di
Alleanza Nazionale, è Domenico Nania, ora vicepresidente del Senato, che,
secondo i parenti di Raffaele, potrebbe interessare alla vicenda addirittura
l'onorevole Renato Schifani. Anche la scelta di Giulia Bongiorno come avvocato
è dettata dalla stessa logica. Mara, la matrigna di Raffaele, la definisce
"la signora Trentapalle" e sottolinea: "Lei sa come comportarsi
in certe situazioni". Tutta questa attività naturalmente viene riferita a
Raffaele durante i colloqui in carcere, anche questi
intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici
appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di
Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo
e interventi per togliere l'inchiesta ad alcuni investigatori scomodi.
Nel mirino della famiglia ci sono soprattutto il commissario Monica Napoleoni,
responsabile della Sezione Omicidi, e Giacinto Profazio, capo della Squadra
Mobile, che sono di volta in volta definiti "maiali, figli di p.,
bastardi". "Dobbiamo trovare qualcuno che possa intervenire in
qualsiasi maniera - si legge nelle intercettazioni - Bisogna far sì che la
polizia non faccia altre nefandezze". Tutti si dicono convinti che la polizia
perugina sia capace di alterare le prove, costruendone addirittura di false. E
per questo contattano giornalisti e televisioni finendo per portare a Telenorba
un filmato girato nel momento successivo alla scoperta dell'omicidio che
dovrebbe, secondo loro, rivelare l'inefficienza della polizia scientifica. È
una decisione invece che si rivela fatale per la famiglia Sollecito: l'intero
clan finisce indagato per violazione della privacy, diffamazione e
pubblicazione arbitraria di atti giudiziari e pubblicazione di immagini raccapriccianti.
E ora alla Procura di Perugia pensano di inviare ai colleghi di Firenze,
competenti per territorio, il nuovo fascicolo. (21 giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Si allarga
l'indagine dell'Fbi, continuano i fermi. Inchiesta su 19 big della finanza Usa Le
email svelano la grande truffa Manette a Wall Street. Ai clienti: "State
tranquilli". Negli scambi interni: "Ho paura. Mi sa che siamo
fritti" NEW YORK "Questo mercato mi mette paura, mi sa che siamo
fritti". "Che tu ci creda o no, anche in queste condizioni sono
riuscito a convincere qualche cliente a mettere più soldi nel nostro
fondo". "Io penso che dovremmo chiuderlo adesso ". Questo
scambio di battute è alla base dell'incriminazione dei due "fund manager
" di Bear Stearns arrestati (e poi rilasciati su cauzione) due giorni fa
con l'accusa di aver mentito agli investitori loro clienti. Non sono frasi
ricavate da un'intercettazione telefonica, ma la ricerca
condotta dagli inquirenti non ha una natura molto diversa: sono stati infatti
passati al setaccio migliaia di messaggi elettronici email e "instant
messages" scambiati da manager e operatori delle istituzioni finanziarie
nei mesi cruciali che hanno preceduto il crollo del mercato dei mutui subprime.
L'arresto di Ralph Cioffi e Mattehew Tannin è probabilmente solo il primo
episodio di un'offensiva giudiziaria che, dopo aver colpito soprattutto
operatori del mercato immobiliare, periti e le società che hanno concesso mutui
(i 60 arresti per 144 frodi di cui hanno dato notizia l'altro giorno i procuratori
federali a Washington), è destinata a espandersi proprio a Wall Street e
dintorni, nel cuore del mercato finanziario. L'Fbi ha, infatti, reso noto che
sta esaminando in profondità il comportamento di 19 delle maggiori istituzioni
finanziarie del Paese. E, vista la grande difficoltà di entrare nel merito
delle scelte professionali degli operatori, di provare la loro imperizia nella
gestione del denaro degli investitori, si finisce per intervenire cercando di
dimostrare che i risparmiatori sono stati presi per il naso. Per farlo di
mettono a confronto le frasi di ogni tipo c'è di tutto, dalle espressioni
scanzonate alle confessioni angosciate scritte nelle mail e, ancor più, nei
messaggi istantanei con le assicurazioni che, negli stessi giorni, venivano fornite
ai clienti. Le parole sussiegose, gli inviti alla fiducia registrati nelle
"conference call" contro testi scritti, inesorabilmente registrati
dalla memoria universale del web, che riflettono stati d'animo momentanei,
sfoghi improvvisi, il linguaggio colloquiale, e notoriamente colorito, dei
trader. Non è la prima volta che le email sono cruciali per un provvedimento
giudiziario. E' successo nel caso Enron, mentre qualche anno fa Henry Blodget,
celebre analista di Merrill Lynch, patteggiò, pagando una multa salatissima e
abbandonando l'attività finanziaria per evitare di essere processato
dall'allora capo della procura di New York, Eliot Spitzer, che lo aveva
accusato di essere, nella sua attività finanziaria, in conflitto d'interessi.
Ai risparmiatori Blodget raccontava meraviglie di alcune "start up"
tecnologiche come Info.Space, Pets.com e eToys, ma poi, in privato, usava
espressioni come "ho smaltito un po' di spazzatura" o "gli ho
rifilato m.". E Sanford Weill, mitico capo del gruppo Citibank, lasciò l'istituto
e rinunciò a candidarsi ad alcuni incarichi pubblici anche per l'imbarazzo
derivante da uno scambio di email col superanalista Jack Grubman che, mentre
proponeva ai clienti della banca di investire in certe società, scriveva a
Weill che coloro che governavano quelle stesse imprese erano dei gran maiali.
Non sempre, comunque, il messaggio elettronico basta a incastrare un imputato:
Frank Quattrone, banchiere specializzato in investimenti tecnologici, è stato
processato per il reato di ostruzione alla giustizia a causa di una mail nella
quale invitava i suoi colleghi a ripulire i loro "file", facendo
sparire tutto ciò che poteva essere imbarazzante o compromettente. La battaglia
legale è stata lunga, ma alla fine Quattrone è stato assolto. Stavoltà, però,
negli Usa il clima è diverso. Intanto perché la disinvoltura di molti operatori
finanziari ha innescato una crisi di dimensioni impressionanti che sta avendo
un impatto pesante sul piano economico e anche a livello sociale. E poi perché
i clienti di Bear Stearns ai quali Cioffi e Tannin vendevano titoli che già
sapevano essere carta straccia non erano solo anziani e danarosi pensionati, ma
anche grandi banche come la britannica Barclays e perfino "hedge
fund". L'industria della finanza più rischiosa, quella spesso sospettata
di rifilare "bidoni", è stata, insomma, a sua volta
"bidonata". Banche e fondi non l'hanno presa bene. Delle vecchie
complicità tipo "cane non morde cane" non c'è più traccia: le banche
raggirate dai due "fund manager " sono in prima fila nel procedimento
d'accusa. Lo scambio di mail della notte del 22 aprile 2007 può segnare, negli
Stati Uniti, l'inizio di una nuova stagione nei rapporti tra finanza e
giustizia. Matthew Tannin, un operatore finanziario laureato in giurisprudenza
descritto dai suoi colleghi come un uomo tormentato, da tempo preoccupato per
la china nella quale sta sprofondando la Bear Stearns, confessa i suoi timori
al suo collega "anziano", Ralph Cioffi. Il rude "broker"
italoamericano lo incontra nel fine settimana per rassicurarlo: la situazione è
difficile, ma ce la faremo, stanno per arrivare nuovi soci. Tannin si convince
e si rimette al lavoro. Qualche settimana dopo il loro fondo fa naufragio: gli
investitori perdono tutto. Ancora qualche mese e ad affondare sarà l'intera
Bear Stearns. Massimo Gaggi stampa |.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GIUSTIZIA I
magistrati chiamano il Quirinale: "Attacchi ingiustificati" Il
Berlusconi furioso: "Toghe sovversive" sa.m. ROMA La conferenza
stampa sul trattato europeo è finita. C'è giusto il tempo per un paio di
domande al premier, un cronista alza il braccio, chiede di Veltroni. E il
Cavaliere si imbizzarrisce, dà del "fallito che non dovrebbe proseguire la
propria carriera politica" al leader dell'opposizione per poi lanciarsi in
una invettiva anti-toghe, agitando pericolosamente braccio e penna verso il
ministro degli esteri Frattini, che lo guarda attonito: "Nel '94 ho visto
sovvertire il voto popolare da parte di una minoranza rivoluzionaria che sta
nella magistratura (pugno sul tavolo). Ora sono accusato di fatti risibili
(toc) di cui non c'è neppure l'ombra dell'ombra di una prova (toc). Non
permetterò (toc) in alcun modo (toc) che il voto popolare, che la volontà degli
italiani sia sovvertita da infiltrati nella magistratura che il resto della
magistratura non sa mettere nell'angolo". Quindi, ancora agitato, lascia
la sala stampa di Bruxelles antipatizzando coi cronisti e accusandoli anche
delle ragioni del suo sfogo: "L'avete voluto voi". L'accusa verso il
leader dell'opposizione è molto pesante. Lo ritiene responsabile di un debito
di 16.000 miliardi di lire, "una vera bancarotta", "se così
fosse" Walter Veltroni sarebbe un "fallito" che dovrebbe
"interrompere la propria carriera politica". Ma quello che lascia di
sale i cronisti arrivati a Bruxelles per capire l'esito delle frizioni tra il
governo italiano e la commissione è il frontale con l'intera magistratura
italiana: "Contro di me ci sono accuse risibili. Lo giuro sui miei cinque
figli, sono accuse false, assolutamente non provate, portate aventi da pm e
giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in
Italia. Un fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di
qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei cinque figli. Se uscisse fuori
anche solo un'ombra della mia colpevolezza mi ritirerei". Il presidente
del consiglio promette che tutti i dettagli delle sue accuse contro i giudici
sovversivi saranno spiegati meglio la prossima settimana, con una bella
conferenza stampa. Intanto, a sorpresa, promette che a dispetto del nome
dell'emendamento, a Milano rinuncerà ad usare la "salva premier:
"Dirò ai miei legali che io non voglio approfittare di questa norma perché
voglio allontanare qualunque sospetto. Questa è una norma salva-tutti".
Piero Longo, uno dei suoi due avvocati nel processo Mills (l'altro è Niccolò
Ghedini, consigliori giuridico a tutto campo) conferma che l'intenzione c'è:
"Non abbiamo ancora ricevuto un mandato esplicito, ma non mi stupirebbe se
arrivasse. Del resto, vinceremo quel processo in ogni caso". Difficile
dire se Berlusconi lascerà davvero da parte la salva premier. E' probabile che
decida di farlo, se davvero venerdì prossimo presenterà in consiglio dei
ministri il lodo Schifani bis che con una legge di un solo articolo (dunque
pensata per una rapidissima approvazione) sia capace di istituire una
"immunità totale" a suo favore e rispondere alla bocciatura della
corte costituzionale, allargando la platea delle cariche dello stato
completamente immuni da inchieste giudiziarie a tutti i giudici della consulta,
permettendo ai "salvati" di rinunciare al privilegio e limitando nel
tempo questo pesante mantello anti inchieste. Dinnanzi all'ennesimo attacco,
persino più grave di quelli che il premier lanciava ormai dieci anni fa,
l'Associazione nazionale magistrati si è decisa a chiedere un incontro
riservato col presidente della repubblica Giorgio Napolitano e ad inviare
immediatamente un comunicato stampa: "Riteniamo che in uno stato
democratico ogni imputato possa difendersi con tutti gli strumenti del diritto
e con la critica pubblica; ma riteniamo che chi governa il paese non può
denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria anche se è in
discussione la sua posizione personale". Ammettono di essere preoccupati:
"Questi attacchi ci allarmano e ci preoccupano perché rischiano di minare
alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato
equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". Lo
scontro con le toghe è destinato ad accendersi ancora, se è vero che nella
prossima settimana il Csm si prepara a prendere posizione sulle scelte della
maggioranza. Lunedì sono già in calendario due appuntamenti: la prima
commissione avvierà la valutazione della pratica a tutela della magistratura
milanese, partita (ed è cosa piuttosto rara) su precisa indicazione del
vicepresidente Nicola Mancino. Contemporaneamente la sesta
commissione discuterà il decreto legge sulle intercettazioni e l'emendamento
"salva premier". I due relatori, Livio Pepino di Magistratura
democratica e Fabio Roia di Unicost, hanno preparato una bozza che parla di
conseguenze "pesanti e irrazionali". Puntano ad ottenere l'unanimità.
Con l'aria che tira, rischiano di farcela.
( da "Manifesto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
A cura di Lisa
Masier ARTE Riemerge dall'ombra un "nuovo" Leonardo Sarà o non sarà
opera di Leonardo da Vinci il ritratto su pergamena di giovane donna, di cui si
ignora la provenienza, battuto all'asta a New York nel 1998 e poi finito in
Svizzera? Ne è così convinto Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di
Vinci, da avere deciso di inserirne una riproduzione nel suo volume
"Leonardo infinito", di prossima uscita per le Edizioni Scripta
Maneant. E ne sono persuasi, fra gli altri, Nicholas Turner (che, già curatore
dei disegni nel Getty Museum di Los Angeles e nel British Museum, è stato il
primo a riferire a Leonardo questo profilo) e Mina Gregori. Più cauto invece Carlo
Pedretti, il più noto studioso internazionale del maestro, che tuttavia ha
concluso come l'opera costituisca, almeno per ora, il ritrovamento più
importante dopo la definitiva attribuzione a Leonardo, all'inizio del
Novecento, della "Dama con l'ermellino". Il dipinto, che misura circa
trenta centimetri per trenta, raffigura una giovane donna di profilo, dai
lineamenti purissimi, senza gioielli. Tra i particolari che avvalorerebbero
l'ipotesi leonardesca, l'acconciatura a "coazzone", caratteristica
della corte sforzesca, quando l'artista era a Milano, dopo il 1482. La
provenienza del ritratto è sconosciuta. Pedretti ricostruisce che l'unica volta
che è apparsa nel catalogo di vendita all'asta è stato da Christie' s a New
York, quando fu battuta come dipinto di un anonimo tedesco nell'Ottocento per
oltre ventunomila dollari, cifra assurda: esagerata per un anonimo, un'inezia
per un maestro del Rinascimento. Da lì il ritratto è arrivato fino in Svizzera.
POESIA ENZENSBERGER IL PARMENSE Da oggi Hans Magnus Enzensberger - poeta,
saggista, analista sociale, traduttore, critico - potrà dichiararsi a buon
diritto cittadino di Parma. In occasione del festival di poesia in corso fino
al 24 giugno, la città emiliana insignirà infatti della cittadinanza poetica lo
scrittore tedesco in una cerimonia che si svolgerà stamattina presso la Sala di
rappresentanza del Municipio. Lo stesso onore era toccato nelle edizioni
precedenti a Luciano Erba e a Edoardo Sanguineti. Il "parmense"
Enzensberger incontrerà poi per un pubblico "aperitivo letterario" il
poeta americano Stanley Moss, noto anche come editore: Sheep Meadow Press, la
casa editrice no-profit che dirige, ha pubblicato fra gli altri Celan, García
Lorca, Pessoa e (naturalmente) Enzensberger. FOTOGRAFIA UNA MOSTRA PER WEEGEE
Viveva praticamente nella sua Chevrolet Weegee, leggendario fotoreporter
statunitense che Milano ricordaora con una mostra allestita da ieri nel Palazzo
della Ragione. Nell'auto teneva tutto l'occorrente per il suo lavoro, compresa
una radio sintonizzata sulla lunghezza d'onda della Polizia, per intercettare le segnalazioni ed arrivare sul posto
tempestivamente. Il vero nome del fotografo, nato in Galizia nel 1899 e morto
negli Stati Uniti nel 1968, era Usher Fellig: ebreo austriaco, all'arrivo a New
York come emigrante ebbe il nome cambiato in Arthur, ma scelse di farsi
chiamare Weegee, e con questo nome firmò la sue fotografie. Nella mostra
aperta fino al 12 ottobre, sono esposte circa cento immagini scattate nel
decennio 1935-
( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
TREVISO - Barche da
600mila euro, terreni, auto di lusso, appartamenti e ville. Possedevano beni
per milioni di euro ma nei registri del fisco erano poco più che nullatenenti.
I militari delle Fiamme gialle di Treviso, durante un'indagine sui movimenti
patrimoniali di 111 persone sospettate di frode fiscale, hanno smascherato 20
evasori sconosciuti all'erario. Oltre la metà aveva dichiarato di non possedere
nulla, ma in 14 sono risultati proprietari di almeno due appartamenti ciascuno.
E tra loro c'è anche chi aveva 50 immobili a fronte di una dichiarazione dei
redditi di poco superiore ai 5mila euro l'anno. Un'incongruenza difficile da
sostenere. L'operazione della Guardia di finanza è scattata dopo l'intercettazione di alcune manovre patrimoniali azzardate concluse
tra il 2004 e il 2007: dall'acquisto di barche da centinaia di migliaia di euro
all'acquisizione di terreni nel trevigiano e non solo. I controlli hanno
portato alla luce ingenti movimenti di capitale in Italia e all'estero, con
l'apertura di diverse società di copertura. Una delle 20 persone finite
nel mirino dovrà spiegare il trasferimento fuori dai confini nazionali di oltre
500mila euro per motivi non commerciali. Per il fisco italiano, fino ad oggi,
non esisteva. (21 giugno 2008.
( da "Corriere Di Como, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Esemplari rari Gli
smerghi maggiori nidificano sul nostro lago. "La presenza di questi
uccelli sul Lario indica che il profilo faunistico del nostro lago sta
migliorando", spiega Piero Bonvicini del Centro ricerca ornitologica di
Varenna. Questa particolare specie di anatra è stata avvistata di recente sulla
costa ovest del Lario. L'eccezionale scoperta è stata fatta da Giovanni Salici,
fotografo naturalista, che si è imbattuto per la prima volta in tre femmine di
questa famiglia di volatili l'11 maggio scorso. A metà giugno, dopo oltre un mese di appostamenti, è stata intercettata la
nidiata al completo. Si tratta di 5 piccoli che sono stati fotografati mentre
seguivano la madre e, immagine curiosa, mentre le saltavano sulla schiena per
farsi portare. Questi esemplari, considerati dagli esperti "rari",
sono riconoscibili da alcune caratteristiche. "I maschi hanno la
testa verde e le femmine marrone - spiega Bonvicini - mentre entrambi hanno il
corpo di colore chiaro. L'unica differenza con i piccoli è il colore grigio
delle piume. Il becco è rosso e seghettato". Fabrizio Barabesi Nella foto:
Gli esemplari avvistati di recente sulla costa ovest del Lario ( foto
GiovanniSalici.com) Home Mais antipiccioni fino al 2011 Parco Canile, scade
l'ultimatum Ma mancano ancora 60mila euro Auto fuori dal Sant'Anna La
rivoluzione funziona Rivoluzione nei reparti Pronto il nuovo piano Tagliati 63
posti letto in luglio e agosto.
( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
[FIRMA]GRAZIA LONGO All'apparenza
magazzinieri modello, sono riusciti a rubare ricambi Iveco per mezzo milione di
euro. Tutto immortalato da intercettazioni telefoniche e
videoriprese. Almeno nell'ultimo anno, ma si sospetta che i furti siano
iniziati già nel 2006. Sei ladri sono stati arrestati dai carabinieri del
Reparto operativo, diretto dal tenente colonnello Nicola Fozzi. L'indagine,
coordinata dal pm Laura Longo, ha smascherato anche tre ricettatori:
rivenditori autorizzati, anche online, sottoposti alla misura restrittiva
dell'obbligo di firma. Tra i vari prodotti sugli scaffali dei 220 mila metri
quadri dei magazzini Iveco, in Lungo Stura Lazio, i più rubati erano navigatori
satellitari, polverizzatori, elettroiniettori, turbine. Il materiale veniva
portato all'esterno L'inchiesta è stata condotta in stretta collaborazione con
i vertici dell'azienda. Nessuno dei dipendenti Iveco è coinvolto: gli indagati
sono infatti operai delle società che gestiscono i magazzini dei pezzi ricambio
e persone che gravitano nel settore dei ricambi tra cui negozianti e
imprenditori. Per l'attività dei carabinieri della seconda sezione del Reparto
operativo, guidata dal tenente Pierluigi Bogliacino, fondamentali sono state le
registrazioni visive e sonore. "Radicata e sistematica sottrazione di
pezzi di ricambio e successivo smercio presso ricettatori" è la
valutazione espressa dal gip Sandra Ricci nell'ordinanza. Nel carcere delle
Vallette si trovano: Michele Tarallo, 45 anni, Alfonso Morgillo, 51, Giovanni
Giunto, 40, Marco giurato, 48, Luciano Di Nenno, 51 e Pietro Bavuso, 59 anni.
La tecnica del furto era più che collaudata: i pezzi venivano portati fuori in
buste di nylon o borsoni, pochi alla volta. Per non destare sospetti. Ma tutte
quelle sparizioni non sono passate inosservate ai vertici Iveco. Un anno fa
l'inizio dei controlli da parte dei carabinieri. Ecco dunque le conversazioni
telefoniche per accordarsi sul prezzo - con un abbattimento del 60-70% - e le
immagini che provano la cessione del materiale ai negozianti o a persone specializzare
nelle vendite attraverso il web. Sul mercato la refurtiva era piazzata a un
costo ridotto del 30% rispetto a quello previsto dal listino.
( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
CHATILLON.
IDENTIFICATI 30 CLIENTI E dopo pranzo sesso a pagamento davanti al Comune [FIRMA]DANIELE
GENCO CHATILLON C'erano un avvocato di Torino, un impiegato, alcuni operai,
quattro artigiani edili della Bassa Valle, due studenti, un commerciante
trentenne e anche degli allevatori tra i frequentatori della "casa a luci
rosse" ricavata in un appartamento di via Chanoux a Châtillon, proprio di
fronte al municipio e sopra un bar del tutto estraneo alla vicenda. Circa
trenta clienti sono stati identificati dai militari che da novembre tenevano
sotto stretta sorveglianza l'attività delle ragazze-squillo e del loro
"protettore", un artigiano di Sarre che aveva il compito di
procacciare clienti. Le ragazze erano tutte originarie della Repubblica
Dominicana, residenti tra Roma, Issogne e Châtillon. Una di loro risulta
sposata con un valdostano. Giovedì mattina, dopo mesi di controlli, filmati e intercettazioni, gli uomini del capitano Maurizio
Pinardi hanno fatto irruzione nell'alloggio, portato tutti i caserma e chiuso
la "casa squillo". Quattro le misure cautelari richieste dal pm
Pasquale Longarini al gip Maurizio D'Abrusco, con l'accusa di favoreggiamento
continuato della prostituzione. Agli arresti domiciliari è finita Sandra
Beato Espinal, di 39 anni, dominicana residente a Roma, cassiera della holding
del sesso. Divieto di dimora, nei Comuni della Valle d'Aosta, per Flor Dalisa
Ramirez Los Santos, e Yanet Josefina Ramirez Polanco, entrambe di 43 anni,
originarie della Repubblica Dominicana, la prima residente a Châtillon, l'altra
a Issogne. E poi c'è l'uomo, un artigiano di Sarre di 54 anni: per lui il
magistrato ha disposto l'obbligo giornaliero di presentazione alla polizia
giudiziaria. Denunciata anche una diciannovenne dominicana residente a
Châtillon. L'operazione dei carabinieri è stata chiamata "Dopo
pranzo", perché l'attività sessuale in quell'alloggio cominciava alle 14
per terminare a mezzanotte. L'appartamento era stato affittato solo per gli
incontri prostitute-clienti. L'attività era cominciata da poco più di un anno.
Da subito, però, alla caserma dei carabinieri erano piovuto esposti e proteste
da parte degli inquilini della zona, stanchi di vedere un via vai di persone e
di assistere a volte a discussioni animate lungo le scale. I controlli dei
militari hanno permesso di scoprire che a procurare i clienti (all'inizio
qualche amico o conoscente fidato, poi su più ampia scala) era l'artigiano di
Sarre cui spettava anche il compito di controllare che tutto procedesse senza
incidenti. Il prezzi delle prestazioni sessuali variavano in base alle
richieste dei clienti: da
( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
INCHIESTA TRA LE
IPOTESI SUL MOVENTE POSSIBILI PROBLEMI FINANZIARI Sparatoria al night il
titolare avvisato dagli investigatori [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO La
sparatoria davanti al night club "Piper" di via Roma, avvenuta
all'alba di giovedì, era "nell'aria". Fonti investigative hanno
infatti confermato ieri che qualche giorno prima che quell'arma semiautomatica
facesse fuoco nel centro di Sanremo il titolare del locale, Giovanni Battista
Di Fuccia, era stato contattato e messo debitamente sull'"avviso".
Gli inquirenti, insomma, gli avevano riferito che si stava preparando
"qualcosa" e che sarebbe stato meglio lasciare la città per qualche
tempo (pare che si trovasse in un ospedale fuori provincia quando è avvenuta la
sparatoria). Un intervento discreto, quello della Polizia di Stato, avvenuto
peraltro tenendosi in stretto contatto con la magistratura. E al tempo stesso
una procedura di sicurezza, visto che non si aveva alcuna idea di quello che
"qualcuno" aveva intenzione di mettere in atto. Ma la
"dritta" come sarebbe arrivata? Non si
tratterebbe in alcun modo di intercettazioni telefoniche, ma di attività di
intelligence riservate e che comunque non riguarderebbero in alcun caso organi
investigativi della città dei fiori. L'altra sera, intanto, i due sanremesi che
erano stati fermati per essere sottoposti alla prova dello "Stub", il
test chimico che verifica la presenza di residui di sparo, sono stati
rimessi in libertà. Sarebbero però indagati a piede libero, atto dovuto e
scattato automaticamente vista la procedura che per le perquisizioni e per il
test prevede, a tutela delle persone interessate, l'assistenza di un legale. Ma
di pistole o altre armi non ne sono state trovate e, soprattutto, per i
riscontri legati alle eventuali tracce balistiche ci vorrà qualche giorno di
tempo, se non addirittura delle settimane. Intanto, i poliziotti che si stanno
occupando del caso avrebbero ipotizzato alcuni moventi legati alla "notte
di fuoco" avvenuta in via Roma che come bersaglio non aveva avuto una
persona fisica ma un'auto, un piccolo fuoristrada Suzuki "Samurai"
bianco di proprietà di Giovanni Zito, 42 anni, residente a Sanremo, cognato del
titolare del "Piper", Di Fuccia, che la utilizzava frequentemente per
i suoi spostamenti in città. Una pista sarebbe legata a questioni personali,
non escluse le frequentazioni del locale notturno. Un'altra, invece, ancora
tutta da dimostrare riguarderebbe la situazione patrimoniale dell'imprenditore
del settore dello spettacolo.
( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
Gerusalemme simula
l'attacco all'Iran Manovre nel Mediterraneo con centinaia di aerei Israele
mette in mostra i muscoli, in vista di uno scontro con l'Iran. Lo Stato ebraico
alla prima settimana di giugno, ha riferito ieri il New York Times, ha
effettuato un'esercitazione militare aerea facendo sorvolare da un centinaio di
F16 e F15 il cielo del Mediterraneo orientale e della Grecia per un percorso di
circa
( da "Corriere.it" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Venti di guerra
Oltre 100 caccia hanno condotto una missione di
( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Giustizia,
sicurezza, economia: sarà un luglio bollente Camere a rischio ingorgo
Giustizia, sicurezza ed emergenze economiche: in Parlamento sarà un luglio bollente
e si rischia una vera e propria corsa contro il tempo per riuscire ad approvare
tutti i provvedimenti del governo prima della pausa estiva. Un pacchetto
destinato ad arricchirsi con l'arrivo del "Lodo-bis": gli uffici del
Guardasigilli Alfano sono al lavoro e l'intenzione è quella di portare il nuovo
testo, che prevede l'immunità e il rinvio di ogni procedimento che riguardi le
più alte cariche dello Stato, in consiglio dei ministri entro una settimana.
Domattina si aprono invece le danze con la manovra economica. Deputati e
senatori hanno circa sei settimane a disposizione, al massimo sette; poi
scatteranno le ferie. Per i decreti legge, che devono
essere votati entro 60 giorni, pena la decadenza, scatta quindi una corsa a
ostacoli. E il rischio ingorgo è reale. C'è poi il nodo intercettazioni. E' sì
un disegno di legge, ma il governo vuole dargli una corsia preferenziale, come
per il disegno di legge in materia di sicurezza.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ha investita,
inseguita e uccisa a coltellate a Crema Resta da chiarire il movente: forse una
questione di soldi CREMA (Cremona). L'ha investita con l'auto e poi l'ha finita
a coltellate, di prima mattina a Crema, in provincia di Cremona. Poche ore dopo
i carabinieri l'hanno rintracciato e arrestato nel Bresciano. Resta da chiarire
il motivo del delitto, forse avvenuto per una questione di denaro. La furia
omicida di Antonio D'Onghia, 54 anni, barese, si è scatenata ieri mattina. Ha
atteso che Antonia Sangiovanni, detta Mariuccia, di professione badante,
uscisse di casa in bicicletta, nel quartiere San Bernardino a Crema, come faceva
tutti i giorni per andare in stazione a prendere il treno per recarsi al lavoro
nel Bergamasco, dove accudiva un'anziana signora. L'ha
intercettata a bordo della sua vecchia Saab, l'ha tamponata sbalzandola dalla
sella e facendola cadere a terra. La donna si è rialzata ed è fuggita, ma lui
l'ha raggiunta nel cortile della casa dove viveva con due dei tre figli, di 18
e 23 anni, avuti dal marito morto tempo fa. La figlia maggiore,
ventiseienne, è sposata. Secondo la ricostruzione degli investigatori, D'Onghia
l'ha poi colpita con un numero imprecisato di coltellate. Giuseppe Pirri, un
vicino, attirato dalle urla della donna, ha chiamato i soccorsi, ma quando
l'ambulanza è arrivata la donna era già morta. Subito dopo il delitto, è
scattata la caccia all'uomo. Gli inquirenti sono riusciti a identificare
l'omicida grazie al numero della targa della sua auto, trascritto da una
guardia giurata che aveva assistito alla scena e che ha anche tentato di
inseguire l'assassino con la sua auto in direzione di Soncino, ma che poi ha
dovuto desistere. I carabinieri hanno cercato nel campeggio di Vigevano dove
aveva la residenza, ma da venerdì nessuno l'aveva più visto. Poi, grazie alla
testimonianza di un suo conoscente gli investigatori si sono spinti nel
Bresciano e l'hanno trovato, a Rovato, in un casolare in località Montorfano,
luogo che spesso frequentava fin dai tempi in cui lavorava in una vicina
acciaieria. Erano passate 11 ore dal delitto. Alla vista dei carabinieri di
Chiari, non ha opposto resistenza. D'Onghia non ha un lavoro fisso e si
guadagna da vivere facendo il tassista abusivo a Milano. E' stato fermato con
l'accusa di omicidio volontario. Non si sa che cosa l'abbia spinto ad ammazzare
la donna, descritta dai vicini di casa e dai figli come una persona mite. Forse
una questione di denaro.
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Berlusconismo Furio Colombo Vorrei subito chiarire. Non sto
dedicando questo articolo al berlusconismo a causa del fatto che Berlusconi è
improvvisamente ritornato ai toni incattiviti di quel primo non dimenticato
governo, quello che ha portato l'Italia alla crescita zero ma ha garantito al
primo ministro tutte le leggi di utilità e convenienza personale, ha dato un
colpo durissimo - e notato nel mondo - alla libertà di stampa e ridotto
prestigiosi commentatori di prestigiosi giornali a dargli sempre ragione come a
Mussolini. Certo, la lettera del presidente Berlusconi, di cui ha dato compunta
lettura il Presidente del Senato Schifani a un'aula di persone probabilmente
stupefatte, spinge la scena della vita italiana fuori dalla Costituzione
("Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge") e fuori dalla
democrazia ("La legge è uguale per tutti"). Però, onestamente, come
fare a mostrare meraviglia per un leader (questa è la terza prova e la quarta
volta) che ha sempre violato la Costituzione e leggi del suo Paese e ne ha
imposte altre che poi sono state giudicate, a una a una, incostituzionali dalla
Consulta? Ma tutto ciò senza perdere di vista i suoi interessi personali:
primo, Mediaset, salvare dall'onta del satellite il soldato Fede; secondo, le intercettazioni: prigione e multe altissime per chi
intercetta i sospetti di delitti odiosi pericolosi, destinati a ripetersi, e
per chi, quando gli atti del processo sono legalmente e anzi doverosamente
usciti dal segreto istruttorio e legalmente disponibili, osasse pubblicarli.
In tutti i Paesi democratici vale il principio che "il processo è
pubblico". È una garanzia per le vittime, per gli imputati, ma anche per
tutti i cittadini. Avvocati e giuristi di Berlusconi hanno già dimostrato di non
provare alcun imbarazzo nel cambiare le leggi di quei processi che non si
sentono in grado di vincere (hanno visto le carte e conoscono la vera storia).
segue a pagina
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del GIANRICO CAROFIGLIOMagistrato, scrittore e senatore Pd: dispiace
che Mancino debba spiegare ciò che è ovvio "Berlusconi è maestro
dell'ingiuria..." di Federica Fantozzi /Roma Gianrico Carofiglio è uno e
trino: magistrato antimafia, scrittore di gialli, senatore del Pd. Gli abbiamo
chiesto un'analisi dei rapporti tra Berlusconi e la giustizia. Il Csm ha dubbi
di costituzionalità sulla salva-premier: violerebbe i principi di uguaglianza e
ragionevole durata dei processi. "Francamente non capisco come si possa
parlare di dubbi: sono norme palesemente incostituzionali". L'ennesima
norma ad personam che andrà riscritta? "Da lungo tempo chi scrive questi
articoli per Berlusconi si rivela di livello tecnico mediocre. Non li definirei
giuristi, ma persone dalla competenza modesta. Lo si è visto dalla disciplina
delle rogatorie a tutti i tentativi di far saltare il sistema giudiziario
italiano per tutelare i singoli. C'è poi la valutazione etica di chi si presta
a questo per scopi vergognosamente chiari nonostante i tentativi di
occultarli". Sono sbagliati anche i limiti posti alle
intercettazioni? "Per certi versi, sono ancora più gravi. Imponendo che ad
autorizzare le intercettazioni sia un collegio di 3 membri, si metteranno
nell'impossibilità di funzionare tutti i tribunali con meno di 20 magistrati.
Mi aspetterei allora che venissero aboliti". Il Lodo Schifani-bis
consegnerà Berlusconi all'immunità finale. Giochi chiusi? "Questa
previsione mi scandalizza molto meno. Ha un senso di ingegneria costituzionale:
serve a evitare che, al di là di reati come alto tradimento, le più alte
cariche dello Stato vengano sottoposte a processo durante il loro mandato. Mi
scandalizza piuttosto la violenza sistematica operata contro la giustizia nel
suo complesso". Secondo lei gli italiani sono con Berlusconi, come lui è
convinto? "Credo che il centrodestra dovrebbe riflettere sulle reazioni
delle forze di polizia. Esiste un malcontento diffuso, la percezione di un
tradimento delle promesse sulla maggiore efficienza del settore. E questo
riguarda anche non pochi parlamentari della destra: se li incontri, si girano
per controllare che nessuno li senta e poi dicono che questa situazione è molto
imbarazzante". Quando Schifani ha letto in aula la lettera del premier lei
ha parlato di "fatto indecente". Nel metodo o nel merito?
"Berlusconi ha umiliato Schifani. È come se avesse detto: tu, presidente
del Senato, esegui i miei ordini. E questa deliberata umiliazione si percepiva
nella voce di chi leggeva. Ma il messaggio era chiaro: il premier ha
mortificato la seconda carica dello Stato non potendo mortificare la
prima". In pochi giorni il Cavaliere ha sferrato due attacchi alla
magistratura: per lettera e nello sfogo di Bruxelles, a margine di un vertice
europeo. Quale strategia vede alla base di questa escalation? "Berlusconi
è maestro dell'ingiuria. È una delle cose che gli riesce meglio. L'aggressione
rabbiosa verso tutto ciò che non asseconda il suo delirio di onnipotenza è una
reazione che gli viene naturale". La richiesta di ricusazione del giudice
milanese Gandus, che ha criticato la legge sulla fecondazione assistita e le leggi
ad personam, è fondata? "La definizione gentile che posso dare di quella
ricusazione è: grottesca. La definizione meno gentile non la dico". Il
cambio di toni da "statista" a "caimano" potrebbe
pregiudicare le ambizioni quirinalizie del premier? "Premesso che
Berlusconi non ha mai avuto toni da statista, non credo che andrà mai al
Quirinale. I suoi momenti di rabbia sono legati anche all'intuizione che questo
tassello del suo mosaico politico non andrà a posto". Perché pensa di no?
"È una sensazione". Mancino ha avvertito: non si chieda alle toghe di
non fare i processi e i politici non usino espedienti per eludere le leggi.
Condivide? "Ha ragione Mancino. Pacificamente. Dispiace dover vivere in
una situazione in cui il vicepresidente del Csm deve spiegare al mondo politico
quello che dovrebbe essere ovvio per tutti".
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del Berlusconismo Furio Colombo Segue dalla Prima Q uanto ai giornalisti
indipendenti italiani, sentite Bruno Vespa in una delle sue
"rubriche" diffuse in tutta la provincia italiana: "La nuova
controversia tra Berlusconi e i magistrati di Milano sembra l'ultima sgradevole
puntata di una telenovela cominciata quindici anni fa, quando il Cavaliere
decise di abbandonare la dura trincea del lavoro per scendere in campo nella
politica. In realtà non è così (...). Il presidente che deve giudicare Berlusconi,
Nicoletta Gandus, è un avversario politico. Da molti anni è una star di
Magistratura democratica (...). Nel motivare la richiesta di cancellazione
delle leggi Schifani, Pecorella, Cirami, Cirielli sostiene che esse sono state
motivate al fine di perseguire l'interesse personale di pochi, ignorando la
collettività. Si tratta di leggi che hanno devastato il nostro sistema di
giustizia (...). Senza entrare nel merito di queste opinioni, può un dichiarato
avversario politico giudicare in tribunale il capo del governo che
combatte?" (Quotidiano Nazionale, 19 giugno). Avete capito il delitto
imperdonabile in un Paese libero? Il giudice Gandus, che deve giudicare
Berlusconi, non fa parte della P2. È membro di una libera, civile, legale
associazione detta Magistratura democratica. Inevitabile inviare un pensiero al
decoroso silenzio dei 62 arrestati e trecentocinquanta incriminati caduti tre
giorni fa nella maxi-retata dell'Fbi contro i più potenti personaggi di Wall
Street, portati via in manette tra due ali di operatori di Borsa che per alcuni
minuti (succede di rado) hanno sospeso le contrattazioni. Nessuno di loro,
personaggi del gran mondo finanziario americano, presidenti di Banche d'affari,
patron celebri e celebrati di tutti i musei e gli ospedali di New York (dove
alcuni hanno un reparto col loro nome) ha fiatato. Né lo hanno fatto i celebri
avvocati a cui si sono affidati. Eppure sanno che, nella tradizione e prassi
giudiziaria americana, alcuni giudici sono repubblicani e altri democratici.
Alcuni giudici, nei distretti federali in cui questi imputati saranno giudicati
sono stati nominati da Carter, alcuni da Reagan, alcuni da Clinton (che in
silenzio si è sottoposto a tre diversi processi) e alcuni da uno o dall'altro
dei due Bush. Ma, nella civiltà democratica, i giudici non si scelgono e non si
discutono e la ricusazione è ammessa solo per legami d'affari, d'amore o di
famiglia di uno dei giudici con una delle parti. Altrimenti mai, per non
affrontare il famoso reato americano di "oltraggio alla Corte", che
scatta quando l'imputato, invece di lasciarsi giudicare, si mette a giudicare
il giudice. Tutto ciò avviene nel Paese in cui, una volta condannati, non si va
in Parlamento, si va in prigione. Particolare curioso (come si diceva una volta
sulla Domenica del Corriere): tutti e quattrocento gli
arrestati o incriminati di Wall Street erano sotto intercettazione da mesi.
Molti dei reati contestati ai grandi di Wall Street, infatti, sono reati
tipicamente telefonici, e dimostrabili solo con l'intercettazione, come
l'"insider trading" (fornire a uno notizie che devono restare segrete
per arricchirsi in due). E nessuno sostiene, pena il ridicolo, di essere
vittima di una persecuzione politica. Chi poi, in quel Paese civile, avesse
scritto, da titolare del potere esecutivo, una lettera al Presidente del Senato
(istituzione legislativa) per levare accuse contro i suoi giudici (istituzione
giudiziaria), avrebbe prontamente ottenuto, oltre al ridicolo (in democrazia
non si può giocare il potere esecutivo contro il potere giudiziario usando il
potere legislativo) una imputazione in più. * * * Qui mi devo confrontare con
l'iniziativa appena presa dai Radicali, una proposta di legge costituzionale a
firma Rita Bernardini, con cui si intende abolire l'obbligatorietà dell'azione
penale. Vuol dire che un giudice agisce immediatamente e di propria iniziativa
appena ha notizia di un reato. I codici dicono quali. Ovviamente non si tratta
di cose futili. L'idea di abolire l'obbligatorietà dell'azione penale (assente
quasi solo nelle legislazioni anglosassoni) è certo meritevole di attenzione e
discussione. Per esempio per il fatto che identifica meglio la responsabilità
dei giudici e diminuisce il numero dei processi. Stimo i miei colleghi Radicali
ma non sono d'accordo. Chiedo: si può in Italia? In questa Italia? Proprio qui
passa la linea di demarcazione. Ci sono coloro che sostengono che, a parte la
coloritura manageriale e padronale, non c'è niente di speciale o così diverso
in Berlusconi rispetto a ogni altro capo di governo. Non esiste il
berlusconismo. E se esiste è qualcosa che riguarda Giannelli o Staino, Vauro o
Vincino ma non la politica. E poi ci sono coloro che vedono il berlusconismo
come una potente e ben finanziata spinta del Paese fuori dalla democrazia anche
a causa di un controllo mediatico quasi totale, che tende ad estendersi
attraverso i premi che derivano dal conquistare benevolenza (Berlusconi è un
buon padrone) e dalle punizioni (fino alla riduzione al silenzio) di coloro che
- nel suo insindacabile giudizio - sono dichiarati nemici. In questa Italia
l'obbligatorietà dell'azione penale resta l'unica garanzia che potenti e
prepotenti, soprattutto sul versante politico e di affari, non restino
impuniti. Cito Emilio Gentile: "Nel 1922 Amendola, Sturzo, Salvatorelli
presero a usare il vocabolo "totalitarismo" quando il sistema
parlamentare italiano non era ancora molto dissimile dalle altre democrazie
europee. Però essi osservarono come il partito di Mussolini operò per
conquistare il potere. Ne colsero la natura di partito incompatibile con la
democrazia e inevitabilmente destinato a creare un sistema totalitario"
(intervista a Simonetta Fiori, la Repubblica, 19 giugno). L'obiezione tipica è:
"Ma che cosa c'è di più democratico di una valanga di voti per qualcuno
noto in tutto, compresi i suoi difetti e i suoi reati?". Emilio Gentile ha
una risposta interessante: "Gramsci fu tra i pochi a comprendere che il
totalitarismo è una tecnica politica che può essere applicata continuamente a
una società di massa. Potrebbe accadere anche oggi: una tecnica che punta a
uniformare l'individuo e le masse in un pensiero unico, usando il controllo
dell'informazione". È un'affermazione limpida, logica, difficilmente
confutabile se non per ragioni di fede. Ma la fede riguarda i berlusconiani.
Quanto a noi oppositori, quanto a quelli di noi che vedono il pericolo del
singolare totalitarismo berlusconiano, non avremmo diritto di avere i nostri
Amendola, Sturzo e Salvatorelli? È con questi nomi e con queste citazioni in
mente che chiedo ai miei amici Radicali del Pd, della cui presenza in
Parlamento sono lieto come di una garanzia: si può in questa Italia, in cui il
giornalista Vespa riproduce all'istante e con convinzione indiscutibile, solo
le ragioni del premier imputato; si può in questa Italia in cui il più forte
ricusa giudici, accuse, processo in nome della sua forza e dei suoi voti; si
può in questa Italia in cui si è già tentata, da parte dell'allora ministro
Castelli, una "riforma" che mette tutti i giudici agli ordini di pochi
procuratori generali; si può in questa Italia in cui l'opinione pubblica è
messa a tacere dal controllo quasi totale dei media, si può introdurre una
riforma "anglosassone", cioè di Paesi in cui le istituzioni sono
incalzate da un'opinione pubblica bene informata e da una stampa che non dà
tregua? * * * Vedo nel berlusconismo una forma di potere in espansione, già
molto prossima al pericolo citato da Emilio Gentile. Perciò dico no a questo
regime e mi spiego. 1 - "Vogliono screditare il potere dei tribunali e
decidere da soli che cosa è legalità". Cito da un editoriale del New York
Times (19 giugno) che in questo modo propone l'accusa più grave alla presidenza
di Bush. Perché i nostri colleghi americani vedono la portata del loro problema
(scontro tra i poteri-pilastro della democrazia) e in Italia così tanti tra noi
ti guardano come un disturbatore ossessionato? 2 - Lo stesso giorno la deputata
Pd Linda Lanzillotta (destra della sinistra) e la ex senatrice Rina Gagliardi
(sinistra della sinistra) hanno questo, rispettivamente, da dire: Lanzillotta:
"Eppure dovremo dire anche dei sì (a Berlusconi, ndr) almeno su alcune
decisioni annunciate". Quali saranno queste decisioni annunciate, nei
giorni in cui il politologo Giovanni Sartori scrive, a proposito di Berlusconi:
"Nessuno può essere al di sopra della legge a vita. Lo sono solo i
dittatori" (Corriere della Sera, editoriale, 21 giugno)? Gagliardi:
"A me star lì a dire sempre no non mi piace perché mi pare un radicalismo
solo apparente. Risolve il quotidiano, dà un po' di soddisfazione ai tuoi che
ti vedono con la faccia scura davanti a Berlusconi. E poi?" (Corriere
della Sera 19 Giugno). E poi, Rina Gagliardi, si fa opposizione, che vuol dire
tenere testa a un governo evidentemente pericoloso, come si fa in tutti i Paesi
democratici. Credo che sia utile ricordare alle due esponenti politiche ciò che
l'ex ministro delle Comunicazioni-Mediaset Maurizio Gasparri ha appena detto a
Walter Veltroni dopo l'annuncio di una grande manifestazione popolare proposta dal
segretario Pd all'Assemblea del partito (20 Giugno): "Veltroni non ha
nessun diritto di parlare, con tutti i debiti che ha lasciato. Taccia e faccia
opposizione" (Tg 1, 20 Giugno, ore 20). 3 - "Tacere e fare
opposizione" è il motto perfetto per definire questa Italia berlusconiana
e il pericolo che corre. Se, come sta accadendo, il berlusconismo continua ad
espandersi e a conquistare per il suo capo e i suoi uomini sempre più
franchigia, sempre più esenzione dalle sanzioni della legge, allora il silenzio
dei cittadini, che non sentono voci alte e chiare di contraddizione al regime,
quel silenzio può diventare il silenzio-assenso su cui punta il movimento
berlusconista, e che ha già dato la sua paurosa prova in Sicilia. 4 - Come si
vede e si impara dalla clamorosa parabola discendente di George Bush (dal 70
per cento di gradimento al 70 per cento di rifiuto, nonostante la sua seconda
elezione sia stata un trionfo) l'opposizione netta, vigorosa, visibile, su ogni
punto chiama i cittadini e porta risultati persino a partire da una minoranza
sconfitta. Quella minoranza, in America, non ha mai ceduto, non ha mai fatto
cose "insieme" con il suo avversario, perché accusato di illegalità e
di avere violato la Costituzione. Alla fine della lunga marcia quella minoranza
ha incontrato il Paese, e, divenuta maggioranza a causa della sua testarda
opposizione, si appresta a guidare una nuova epoca per gli Stati Uniti. Perché
questa non potrebbe, non dovrebbe essere la nostra storia?
furiocolombo@unita.it.
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del Il vecchio squalo, da 15 anni in marcia verso l'impunità di Marco Travaglio
/ Segue dalla prima Quando, al termine di un anno di indagini, la Procura di
Milano chiede l'arresto di Paolo Berlusconi per le tangenti al fondo pensioni
Cariplo in cambio dell'acquisto di immobili Edilnord invenduti, e di Marcello
Dell'Utri per i fondi neri di Publitalia. Una fuga di notizie del Tg5 salva
Dell'Utri dalle manette, mentre Paolo finisce dentro e confessa. Il Cavaliere,
che sui giudici dice il contrario di ciò che pensa per non urtare gli elettori,
tutti schierati col pool Mani Pulite, vince le elezioni e forma il suo primo
governo. Tenta, invano, di avere come ministri i due uomini simbolo del Pool,
Di Pietro e Davigo, rispettivamente all'Interno e alla Giustizia. Scalfaro gli
impedisce di nominare Guardasigilli Cesare Previti, che slitta alla Difesa. In
via Arenula arriva Alfredo Biondi. Poi un sottufficiale della Guardia di
Finanza denuncia il suo capo: gli ha offerto una quota di una mazzetta appena pagata
dalla Fininvest per ammorbidire una verifica fiscale. Decreto Biondi. E' lo
scandalo delle mazzette alle Fiamme Gialle: coinvolti un centinaio di militari
e 500 aziende, tre delle quali appartengono al nuovo premier. L'ufficiale
pagatore del Biscione è il dirigente Salvatore Sciascia, che sta per essere
arrestato insieme a colui che, a suo dire, gli ha dato i soldi e
l'autorizzazione a pagare: Paolo Berlusconi. Per i due è pronta la richiesta di
cattura. E c'è il rischio che, in carcere, confessino la verità. Silvio, da
Palazzo Chigi, commissiona in fretta e furia a Biondi un decreto per vietare la
custodia cautelare in carcere per vari reati, compresi quelli contro la
pubblica amministrazione. Corruzione compresa. E' il primo Salvaladri, che fa
uscire circa 3 mila detenuti in tre giorni. E soprattutto non fa entrare Paolo
e Sciascia. Poi, a furor di popolo, Bossi e Fini non ancora ridotti a
maggiordomi impongono il ritiro della porcata. Paolo e Sciascia finiscono in
manette e confessano. Poi si scopre che il consulente Fininvest Massimo Maria
Berruti ha depistato le indagini subito dopo un incontro a Palazzo Chigi col
premier. Che, il 21 novembre, riceve il suo primo invito a comparire. Lui si
adopera con ispezioni ministeriali e ricatti per propiziare le dimissioni di Di
Pietro e il 6 dicembre le ottiene. Due settimane dopo, Bossi rovescia in
polemica con la riforma delle pensioni. L'inciucio. Il Cavaliere passa
all'opposizione del governo Dini, anche se è pappa e ciccia col nuovo
Guardasigilli Filippo Mancuso, che perseguita con attacchi e ispezioni le
Procure di Milano e Palermo (qui si indaga su Berlusconi e Dell'Utri per mafia
e riciclaggio). E ottiene la prima controriforma bipartisan della
giustizia:quella che rende più difficile la custodia cautelare per i colletti
bianchi. Nel marzo '96, scandalo "toghe sporche": indagati e/o
arrestati alcuni magistrati romani, corrotti dagli avvocati Fininvest Previti e
Pacifico, in seguito alle rivelazioni di Stefania Ariosto al pm Ilda
Boccassini. Berlusconi è indagato come uno dei mandanti. Un mese dopo Prodi
vince le elezioni e inaugura il quinquennio dell'Ulivo. Ma sulla giustizia
Berlusconi continua a vincere anche se ha perso, grazie all'Ulivo che gliele dà
tutte vinte. Essendo indagato a Milano per corruzione dei giudici e della
Finanza, per le tangenti a Craxi tramite All Iberian, per i fondi neri
nell'acquisto del calciatore Lentini e dei terreni di Macherio, oltrechè
indagato per mafia e riciclaggio a Palermo, attacca quotidianamente le Procure
e anche Di Pietro, fino a quel momento risparmiato nella speranza che aderisse
a Forza Italia. L'ex pm viene denunciato e indagato più volte a Brescia, dove
anche gli altri pm milanesi devono difendersi dalle accuse del Cavaliere, che
li fa incriminare per "attentato a organo costituzionale". Una specie
di colpo di Stato. Leggi ad personas. Intanto in Parlamento le leggi "ad
personas" ammazza-toghe e salva-imputati si susseguono a getto continuo,
sempre votate da maggioranze bulgare e trasversali, in parallelo alla Bicamerale,
dove il lottatore continuo Marco Boato prepara bozze su bozze che mettono la
magistratura al guinzaglio del potere politico. La bozza finale viene votata da
tutti i partiti, eccetto Rifondazione. Sul più bello, il Caimano fa saltare il
banco perché ormai ha ottenuto tutto quel che voleva: infatti, sono passate
quasi tutte le leggi contenute nel programma della Giustizia del Polo, scritto
da Previti nel '96 e bocciato dagli elettori. Il nuovo articolo 513 Cpp cambia
le regole dei processi a partita in corso e costringe i giudici a ripartire
daccapo: prescrizione garantita a centinaia d'imputati di Tangentopoli. La
Consulta lo dichiara incostituzionale e destra e sinistra, a tempo di record,
lo conficcano nella Costituzione (articolo 111, il cosiddetto "giusto
processo"). Seguono la depenalizzazione dell'abuso d'ufficio non
patrimoniale, la legge imbavaglia-pentiti, il patteggiamento in Cassazione e la
depenalizzazione dell'uso di false fatture (per risparmiare il carcere a
Dell'Utri, condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture), il no
delle Camere all'arresto di Previti e Dell'Utri e così via. Incassato tutto
l'incassabile, nel 2001 Berlusconi stravince e torna al potere. Leggi ad
personam. Ormai, da salvare dai processi, sono rimasti solo il premier e il
fido Previti: per loro la giustizia-lumaca è ancora troppo efficiente e
spedita. Dunque, per tutta la legislatura, si lavora per paralizzarla
definitivamente. Appena rientrato a Palazzo Chigi, Berlusconi scatena subito i
suoi onorevoli avvocati, Pecorella e Ghedini, e i suoi giannizzeri, Dell'Utri e
Guzzanti, con una legge che si propone di cestinare tutte le prove trasmesse
per rogatoria dalle magistrature straniere. Per esempio, le carte che
dimostrano i passaggi di denaro estero su estero dalle sue aziende ai conti di
Previti a quelli di alcuni giudici romani. Recitando un copione stilato da Pio
Pompa, lo spione preferito dal comandante del Sismi Niccolò Pollari, che
raccoglie schedature su magistrati, politici e giornalisti "rossi", il
Cavaliere denuncia un complotto planetario dell'"Internazionale delle
toghe rosse". La Svizzera, per protesta, blocca la ratifica del trattato
sulle rogatorie con l'Italia. I giudici di tutta Europa insorgono. Per fortuna
la legge è scritta coi piedi e non verrà mai applicata da nessun tribunale:
contrasta con le prassi e con una mezza dozzina di convenzioni internazionali,
che prevalgono sulle norme ordinarie. Intanto Tremonti escogita lo "scudo
fiscale" per il rientro anonimo dei capitali illegalmente accumulati ed
esportati all'estero. Nel gennaio 2002, il ministro Castelli tenta di
trasferire il giudice Brambilla per far saltare il processo Sme. Il governo
toglie la scorta a vari magistrati, tra cui Greco e la Boccassini. E abolisce
di fatto il reato di falso in bilancio, per cui il premier è imputato in 5
processi: saranno tutti chiusi con la prescrizione o con la formula "il
fatto non è più reato". In marzo chiede il trasferimento dei processi a
Brescia: il Tribunale di Milano è infestato di toghe rosse e condizionato dai
girotondi. Per propiziare il grande trasloco, vara a tappe forzate la legge
Cirami che reintroduce il "legittimo sospetto". Ma nel gennaio 2003
la Cassazione lascia i processi dove sono: i giudici milanesi sono imparziali.
Allora il premier che sta per diventare per 6 mesi presidente di turno dell'Ue,
impone il lodo Maccanico-Schifani: uno scudo spaziale che rende le 5 alte
cariche dello Stato invulnerabili da ogni processo per ogni reato, anche
comune, anche commesso prima di assumere l'incarico. C'è anche la norma Boato, che vieta ai giudici di usare le intercettazioni in cui compare
anche indirettamente la voce di un parlamentare senza il permesso del
Parlamento. Toghe matte. Per evitare che la sentenza Sme-Ariosto arrivi prima
del Lodo, il premier fa saltare le udienze inventando svariati
"impedimenti istituzionali" e ricusando continuamente i suoi giudici
(14 volte in tutto, tra lui e Previti). Ad abundantiam, spiega che i
magistrati sono "antropologicamente diversi dal resto della razza
umana", perché "se fai quel mestiere devi essere matto". Nel
gennaio 2004 la Consulta dichiara incostituzionale anche il Lodo e il processo
Sme al Cavaliere ricomincia. Allora passa la legge per accorciare la
prescrizione dei suoi reati e, per estensione, anche per quelli degli altri: si
chiama ex-Cirielli perché il promotore Edmondo Cirielli di An, visto come
gliel'hanno stravolta, la sconfessa e non si trova nessuno che voglia darle il
proprio nome. Prescritto in primo grado per la tangente al giudice Squillante,
Silvio teme la condanna in appello: l'apposito Pecorella abolisce l'appello per
le sentenze di proscioglimento. Le condanne invece restano appellabili. Ciampi
respinge la legge: incostituzionale. Il premier la rifà uguale e la Consulta la
cancella. Coa(li)zione a ripetere. Nel 2006, come sempre dopo aver governato,
Berlusconi perde le elezioni. Ma sulla Giustizia rivince anche se ha perso.
L'Unione gli regala subito un indulto extra-large di 3 anni per salvare Previti
dagli arresti domiciliari. E gli attacchi ai giudici diventano pane quotidiano
anche della sinistra, che crocifigge Clementina Forleo e Luigi de Magistris,
rei di aver messo il naso in troppi malaffari trasversali. Così, nel 2008,
Lazzaro risorge e torna a Palazzo Chigi per la terza volta. E per la terza
volta si occupa dei suoi processi. Taglia le intercettazioni. Abolisce la
cronaca giudiziaria.Sospende almeno 100 mila processi per sospendere il
processo Mills, in attesa di varare il Lodo Schifani-bis e rendersi di nuovo
invulnerabile. Chi l'avrebbe mai detto.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XII - Torino
Degenze d'oro, indagine bis ora la Regione vuole sapere L'assessore chiede
accertamenti su cliniche e ospedali Artesio: "Non ci risultavano anomalie,
ci saremmo attivati prima" LORENZA PLEUTERI La regione corre ai ripari, in
attesa di vedere come si evolverà la maxi indagine avviata dalla Guardia di
finanza su input della Corte dei conti. Una truffa da quasi dieci milioni di
euro in sette anni, si ipotizza. Centinaia di malati ricoverati, dimessi,
appoggiati un paio di giorni in ospedali pubblici e poi ripresi in carico da
strutture private convenzionate non in base alle condizioni di salute ma alla
possibilità di sfruttare al massimo il sistema dei rimborsi. L'assessore alla
Sanità Eleonora Artesio, avvisata a mezzo stampa delle investigazioni in corso,
ieri ha programmato e disposto una serie di accertamenti mirati e di verifiche
incrociate. Il termine "inchiesta", dice, non le piace molto. Ma la
sostanza non cambia. La responsabile politica del settore vuole approfondire
l'affaire dei "ricoveri d'oro" dal punto di vista amministrativo e
interno, lasciando alla magistratura il compito di stabilire se e dove siano
stati commessi reati, pronta a costituirsi parte civile e a chiedere gli
eventuali danni. Intanto non starà alla finestra, spettatrice passiva delle
mosse di palazzo di giustizia. Domani, è il primo passo, l'assessorato di corso
Regina Margherita chiederà alle Fiamme gialle le coordinate dell'indagine e
l'elenco delle Asl, degli ospedali pubblici e delle cliniche private sotto
esame per le presunte "degenze d'oro" e i giochetti dei rimborsi.
"Le indiscrezioni dei media - spiega la stessa Artesio - non sono
sufficienti. Abbiamo bisogno di indicazioni ufficiali, per muoverci. Acquisiti
formalmente i nomi delle strutture nel mirino - 55 strutture in tutto,
governate da 51 tra dirigenti e manager - verranno convocati e sentiti i
responsabili e i referenti. Esaminate le carte, rivista la documentazione
prodotta nel corso del tempo dalle Aziende sanitarie e dalle unità di
valutazione preposte ai controlli, si trarranno le conclusioni. Poi si
stabilirà il da farsi. "I livelli della questione sono due. Gli eventuali
abusi, con la conseguente sottrazione di risorse al sistema sanitario e a tutti
i cittadini. E il grosso problema del cambiamento della composizione della
popolazione, con l'aumento degli anziani e con il variare delle patologie e
delle esigenze". Muoversi prima, prima che scoppiasse lo scandalo, non era
possibile e dovuto? Perché le verifiche compiute dalla regione
non hanno intercettato il fenomeno dei "ricoveri d'oro" nel corso
degli anni? "Nel 2000 c'era stato un caso analogo - risponde l'assessore
Artesio, al timone della sanità dall'autunno 2007 - ed è stato affrontato. Se
avessimo avuto il sentore di anomalie simili, ci saremmo attivati. Il
monitoraggio fatto per legge è statistico e sul due per cento delle cartelle di
dimissioni. Non erano emerse criticità. A rischio sembrava altro, gli
interventi ad alta complessità".
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Palermo
Il caso Inchiesta ridimensionata dai giudici Cade l'estorsione resta il
terrorismo scarcerati sei tamil GABRIELE ISMAN Alle udienze di convalida si
indebolisce notevolmente l'inchiesta sui tamil accusati di associazione
finalizzata al terrorismo e all'estorsione. In particolare, i 28 arrestati in
varie città italiane - tra cui Palermo, Bologna, Bergamo e Napoli, da dove ha
avuto origine l'inchiesta - avrebbero finanziato l'organizzazione terroristica
Ltte (Liberation tigers of tamil eelam), le tigri liberatrici del Tamil Eelam,
un gruppo paramilitare responsabile di azioni di guerriglia e attentati in Sri
Lanka (nella foto, la loro bandiera). Ieri a Palermo le udienze di convalida
per 7 dei 30 arrestati: per cinque - 4 sono difesi dall'avvocato Vincenzo
Gervasi, uno da Giuseppe Bruno - il fermo non è stato convalidato dal gip, per
uno, Joseph Charles Quintan, collaboratore domestico, 52 anni, sono stati
disposti gli arresti domiciliari e soltanto per l'ultimo, Legori Junis
Antipuro, 41 anni, ritenuto il capo dell'organizzazione a Palermo, è stata
confermata la carcerazione. Per tutti è caduta l'imputazione di estorsione,
mentre resta l'ipotesi di terrorismo: "è una norma nata dopo l'11
settembre - dice Gervasi - che ha bisogno di essere riformata, perché è
possibile interpretarlo in modo eccessivamente estensivo. Ed è chiaro che i
risultati delle udienze di oggi (ieri, ndr) indeboliscono le ipotesi
accusatorie". Per altro ancora ieri a Bergamo anche per un altro tamil -
Koneswaran Subramanian, 40 anni, difeso dall'avvocato Bruno
- è stata disposta la scarcerazione, così come era accaduto a Bologna venerdì
per altri 3 tamil. A Palermo, un'ottava persona era stata arrestata, salvo poi
essere liberata il giorno dopo: il telefonino che era stato intercettato era
suo ma lo utilizzava un altro indagato.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XV - Genova Il
caso Rapina al Molo un arrestato Lo hanno accerchiato in sette in piazza
Cavour, gli hanno offerto di acquistare cocaina o hashish e quando ha rifiutato
lo hanno spintonato e rapinato del portafogli. La vittima, un
genovese di 32 anni, è riuscito a fare arrestare uno dei sette nordafricani che
hanno partecipato all'azione, un marocchino di 38 anni, chiamando con il
cellulare la polizia. Gli agenti del commissariato Centro hanno intercettato e
bloccato il rapinatore al mercato del pesce: era nascosto dietro una macchina.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina I - Firenze Punte
fino al 30-35 nei distributori con i prezzi più alti. Molti chiedono 5 euro di
carburante. Non aumenta l'uso dei bus Benzina, crollano i consumi Da gennaio
calo del 20 per cento. Tir in sciopero cinque giorni Meno 20 per cento
dall'inizio dell'anno. E' il calo dei consumi di benzina registrato in città
per effetto del caro-petrolio. Nei distributori che praticano il prezzo di più
alto, secondo i dati forniti da Faib Confesercenti, la riduzione dei consumi di
benzina arriva anche al 30-35 per cento. Gli autotrasportatori dei
Confartigianato sono sul piede di guerra: ci sarà il fermo dei Tir in Toscana
dal 30 giugno e al 4 luglio. "Sono a rischio imprese e posti di
lavoro", denuncia Confartigianato. Nei distributori cresce la richiesta di
rifornimenti di importo ridotto: crescono coloro che chiedono solo 5 euro. A fronte del calo dei consumi di benzina, l'Ataf non sembra
riuscire ad intercettare nuove fette di mercato. La vendita complessiva di
biglietti e abbonamenti, nel corso del 2007, è calata del 5 per cento rispetto
all'anno precedente. Mentre i chilometri percorsi dal trasporto pubblico sono
sempre gli stessi: 23 milioni di chilometri. Secondo il contratto
stipulato con la Provincia, rimarranno invariati fino al 2010, ma sono sempre
gli stessi dal 2005. CARRATU' A PAGINA II.
( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-22 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Altolà del Csm a Berlusconi Mancino: le leggi non si eludono
L'annuncio della bocciatura: è un testo incostituzionale Però per gli italiani
la priorità sono i prezzi Q uanto interessano e quanto incidono sugli
orientamenti della pubblica opinione le recenti iniziative di Berlusconi sulla
giustizia? Come si sa, le prime attività del Governo hanno riguardato una
pluralità di settori. Tra essi, hanno ottenuto particolare eco quattro ambiti:
la questione di Napoli, la diffusa percezione di insicurezza individuale,
specie con riferimento all'immigrazione clandestina (ma
anche alle intercettazioni), il comparto economico (con gli interventi
sull'Ici, sui mutui e i provvedimenti di questi ultimi giorni) e il
funzionamento e la regolamentazione della giustizia. Questi settori erano stati
oggetto, sia pur con intensità differenti, della comunicazione durante la
campagna elettorale. Tre di essi (il tema della giustizia è
tradizionalmente giudicato meno rilevante dalla pubblica opinione)
corrispondevano, non a caso, ad altrettante esigenze manifestate fortemente
dalla popolazione. Occupandosene nelle ultime settimane, il Governo ha di
conseguenza ottenuto un forte incremento della popolarità: le ricerche hanno
sempre indicato un crescente livello di approvazione del suo operato. E la
lieve diminuzione di giudizi positivi di questi ultimi giorni (legata alla
troppa attenzione ai temi della giustizia che, appunto, interessano poco i
cittadini) dipende soprattutto dall'erosione dei consensi provenienti dagli
elettori di opposizione, senza intaccare di fatto il supporto dell'elettorato
di centrodestra. Dalle elezioni ad oggi c'è stato, tuttavia, un mutamento
rilevante nelle aspettative e nelle richieste degli italiani nei confronti
dell'esecutivo. Sino a qualche settimana fa, gli ambiti che, secondo i
cittadini, il Governo doveva affrontare prioritariamente erano l'occupazione e
la sicurezza del lavoro, seguite dalla questione del livello - ritenuto
insufficiente - di salari e stipendi. Questi temi sono ritenuti anche oggi
molto importanti. Ma dagli ultimi sondaggi emerge con ancora maggior rilievo
un'altra problematica: quella dei prezzi. La richiesta di un intervento al
riguardo risulta oggi provenire in modo pressoché indifferenziato da elettori
di centrodestra come di centrosinistra. Ma, all'assenza di un netto colore
politico, si contrappone una caratterizzazione socioeconomica molto
significativa: tra chi sottolinea l'urgenza di una iniziativa sui prezzi vi
sono specialmente persone più anziane (ove è il 32% a porre prioritariamente
questo problema: non a caso Tremonti si è rivolto proprio a loro con la
proposta della Card), possessori di titoli di studio meno elevati, operai,
casalinghe, residenti al sud. Insomma, le fasce sociali più deboli. Si tratta
grossomodo di un terzo degli italiani, che versa in questo momento in
condizioni molto difficili, spesso drammatiche. E i cui problemi, a parere della
pubblica opinione, sono più urgenti di tante altre questioni oggetto della
discussione di questi giorni. ROMA - Incostituzionale. E con effetti
disastrosi. Il parere tecnico del Csm sulla norma che sospende i processi
puniti con la reclusione fino a dieci anni per i reati commessi prima del
giugno
( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-22 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Financial Times "Giusto frenare i magistrati" Nella
guerra tra Berlusconi e la magistratura, il Financial Times, principale
quotidiano economico e finanziario del Regno Unito, si schiera con il premier.
"L'Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici", è il titolo
dell'editoriale di Christopher Caldwell. Il columnist ripercorre la cronaca degli
ultimi giorni, dal decreto sicurezza al caso Mills. Poi attacca: "negli
ultimi quindici anni i giudici italiani hanno raggiunto un livello di potere
unico in occidente", che è "a lungo andare, dannoso per la
democrazia". La salva premier è vista come la
soluzione per ridurre i tempi lunghi della giustizia italiana. E, "le
acrobazie giudiziarie di Berlusconi" sono "a suo vantaggio", ma
riescono a cogliere "problemi veri", intercettando il consenso degli
elettori. E qui, conclude l'Ft, sta "il genio politico" del
Cavaliere.
( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-22 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE L'inchiesta di Torino Nello Martini, già indagato, sollevato
dall'incarico per due mesi. Stesso provvedimento per una dirigente
dell'associazione Farmaci pericolosi e permessi: sospeso il direttore dell'Aifa
TORINO - "Il ritardo dell'Aifa nel concedere le autorizzazioni alla
modifica dei farmaci rappresenta in sé un pericolo per l'incolumità
pubblica". Così, nel passaggio-chiave dell'ultima ordinanza sull'agenzia
nazionale del farmaco, il gip torinese Sandra Recchione spiega perché ha
accolto la richiesta del procuratore Raffaele Guariniello: sospendere per due
mesi dai pubblici uffici il direttore Nello Martini e la dirigente Caterina
Gualano. Ora l'agenzia è decapitata e il ministero, al quale è stata trasmesso
il provvedimento, dovrà prendere provvedimenti per rimediare a
un'organizzazione carente che impiegava tra i due e i sette anni ad autorizzare
le variazioni necessarie a correggere gli effetti collaterali scoperti nei
farmaci e dopo averle concesse lasciava ancora il tempo alle case farmaceutiche
di esaurire le scorte, dai due ai cinque anni, come è stato più volte
verificato nelle farmacie italiane. E se le modifiche sono arrivate in tutta
fretta per 21 dei 22 farmaci che i carabinieri dei Nas hanno scelto come
campioni, per altri milletrecento non c'è ancora traccia del provvedimento.
Semplice, anche se gravissimo, ritardo o corruzione? Su questo filone, come sul
disastro colposo, ipotesi di reato per la quale è indagato lo stesso Martini,
indaga la Procura di Roma. Ma dalle intercettazioni
telefoniche che hanno alimentato un'inchiesta che dura dal 2006 emerge
l'esistenza di una rete di amicizie sospette: "Questo scherzetto ci
costerà l'ira di Dio", dice ad esempio l'impiegata di una casa
farmaceutica al funzionario Aifa che le chiede come mai dalla confezione di uno
spray nasale non sia ancora stata tolta l'indicazione di somministrarlo
ai bambini con problemi di enuresi notturna, dopo la morte in Francia di un
piccolo paziente. E l'uomo, comprensivo: "Vabbé, finitevi le scorte, farò
finta di non vedere quelle etichette…". Alla Procura di Torino resta ora
un terzo filone di indagine ancora segreto. Ma, dopo l'ordinanza di ieri, non
sarà più possibile al ministero lasciare che l'Aifa continui a funzionare come
prima, né che le oltre mille richieste di variazione restino giacenti. Il
rischio, come l'ordinanza del gip spiega dettagliatamente, è che i consumatori
italiani possano curarsi con farmaci che provocano effetti collaterali non
previsti, anche gravi, oppure che il farmaco non sia quello giusto per la
malattia in corso, o ancora che venga preso in dosi o con modalità sbagliate.
Le autorizzazioni di tipo 2, infatti, sono quelle che le aziende sono obbligate
a chiedere quando, per prodotti già in commercio, si scoprono imperfezioni o
effetti che non erano stati previsti all'origine, e occorre cambiare anche la
comunicazione rivolta ai pazienti. Quelle che si annunciano - mentre dallo
stesso ministero si fa sapere che i risultati dell'inchiesta interna verranno
resi noti tra poco e che è già in atto una riorganizzazione - sono dunque
settimane cruciali per l'industria farmaceutica italiana, con la possibilità
che molti prodotti debbano essere ritirati dal commercio. Sulla sospensione di
Martini, ieri, è intervenuto anche il farmacologo Silvio Garattini: "Una
brutta notizia, che ritengo ingiusta perché il direttore ha dato un forte
impulso all'Aifa e ora gli vengono addebitati problemi di natura amministrativa,
che non hanno alcuna ripercussione sulla salute pubblica". Garattini,
però, fa parte della commissione ricerca dell'Aifa e l'avvocato difensore di
Martini l'ha indicato come esperto. Vera Schiavazzi.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
I - Bari Il reportage Perugia, dalle intercettazioni sui familiari del giovane
presunto omicida il tentativo d'inquinare l'inchiesta Meredith, i verbali che
accusano i Sollecito MEO PONTE PERUGIA - Iniziano il 21 febbraio scorso le
intercettazioni telefoniche della famiglia Sollecito. E il perché lo spiegano gli
investigatori della Squadra Mobile di Perugia nelle poche righe che aprono il
fascicolo che raccoglie le registrazioni delle telefonate scrivendo:
"Attività che si è resa necessaria una volta avuta notizia che gli stessi
si stavano già attivando al fine di demolire in maniera illecita l'impianto
d'accusa, che, sulla base di riscontri tecnici e investigativi, aveva
giust'appunto portato all'arresto del loro congiunto?". Ciò che colpisce,
leggendo i riassunti delle conversazioni tra Francesco Sollecito, il padre di
Raffaele, suo fratello Giuseppe, la figlia Vanessa (tenente dei carabinieri),
Maria Papagni, la matrigna e altri componenti della famiglia di Giovinazzo, è
soprattutto la violenza verbale dei dialoghi che travalica il legittimo diritto
alla difesa. Scrivono infatti gli investigatori: "Appare chiaro ed
evidente il fatto che i familiari di Raffaele abbiano tentato di alleggerire la
posizione processuale del loro congiunto in modo spregiudicato: tale condotta
appare evidente dall'ascolto delle conversazioni telefoniche intercorse tra la
famiglia Sollecito e quei "personaggi" influenti al fine di
"farlo liberare" non esitando addirittura a "chiedere la testa
degli inquirenti". Questa condotta appare nella sua gravità allorquando i
soggetti intercettati, pur sottolineando ogni volta di sapere di essere
"ascoltati", insistono nel perseguire lo scopo della liberazione del
Sollecito esclusivamente screditando l'operato di chi ha condotto le
indagini?". SEGUE A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Bari La
rabbia di Raffaele Sollecito rinchiuso in carcere contro il capo della sezione
omicidi di Perugia "Quando la incontrerò fuori la
metterò sotto con la macchina" Ecco i verbali delle intercettazioni che
accusano i Sollecito (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla
prima di cronaca) meo ponte PERUGIA - La ricerca dell'appoggio di personaggi
influenti risulta evidente già da una telefonata del 17 marzo tra Vanessa e
Francesco Sollecito. Gli investigatori ne fanno una sintesi:
"Vanessa dice al padre che ha parlato con quel loro "amico" di
Napoli (senatore Aniello Formisano dell'Italia dei Valori, ndr) in merito ad un
"favore" che lei gli deve fare. Ha fissato un appuntamento per
mercoledì alle 12,30. Le intenzioni di Vanessa e di suo padre sono quelle di
poter chiedere un "interessamento" del senatore in merito alla
posizione processuale di Raffaele". E l'8 maggio Francesco Sollecito
parlando con la cognata Rosaria Achille, detta Sara, esponente di An, tira in
ballo un altro politico di spicco, Domenico Nania, neo-eletto alla
vicepresidenza del Senato. La Mobile annota: "Nella conversazione è chiaro
che entrambi si stiano facendo avanti presso personaggi importanti per ottenere
"un interessamento" per far liberare Raffaele". L'estenuante ricerca
di appoggi influenti si accompagna alla continua (e violentissima) denigrazione
di magistrati e poliziotti definiti di volta in volta "maiali, bastardi,
figli di p." e ritenuti responsabili di un'indagine basata esclusivamente
sul pregiudizio e quindi "da scuoiare, scalpare, spellare vivi". Il
piano di delegittimazione degli investigatori prevede anche una rumorosa
campagna mediatica in cui i più attivi appaiono lo zio Giuseppe, l'avvocato
Tiziano Tedeschi e suo fratello Enrico. Il 9 marzo Sara parlando con Enrico Tedeschi
annuncia un dossier che deve servire per la Cassazione e per "certe
persone". Giuseppe Sollecito è anche lo stratega che vuole coinvolgere
l'avvocato Giulia Bongiorno nella difesa. E' evidente che disprezza gli
avvocati perugini (Luca Maori e Marco Brusco) che nella telefonata del 27 marzo
definisce: "Ciarlatani che continuano ad andare in televisione. Puffi,
buffoni che vanno a fare pagliacciate in tv. Fanno solo show, ma non è nulla di
utile per il processo?". Ed è lui a storpiare il nome dell'avvocato Maresca,
legale della famiglia di Meredith Kercher, in "Ventresca". Annota la
polizia: "Giuseppe vorrebbe far revocare dal fratello Francesco il mandato
ai legali perugini nominando la Bongiorno perché persona più
"influente"". Il 5 giugno Mara, la matrigna, contatta Telenorba.
"Lo scopo è quello di organizzare con giornalisti di Mediaset - scrivono
gli investigatori - una trasmissione top secret che dovrà andare in onda il 2
luglio con la finalità di screditare l'operato della polizia scientifica di Roma
come già fatto dalla trasmissione "Il Graffio" andata in onda il 31
marzo". Tutto viene riferito a Raffaele durante i colloqui in carcere. E
durante l'intercettazione di uno dei questi, il giovane accusato di omicidio
apprendendo dal padre che la responsabile della sezione omicidi di Perugia, il
commissario Monica Napoleoni, "è finita perché chi conta sta per
eliminarla" commenta: "Quando la incontrerò fuori dal carcere la
metterò sotto con la macchina, facendo finta di nulla".
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VI - Bari I carabinieri
di Turi arrestano madre, i due figli e la fidanzata di uno dei giovanotti:
acquistavano merce con banconote illegali "Soldi falsi per fare lo
shopping" finisce in manette gruppo di famiglia Un quaderno a quadretti,
con la copertina a fiori, registrava tutta la contabilità del loro giro di
banconote da 20 euro false. Ma a incastrare con poco meno di 4mila euro una
famiglia allargata, composta da una donna, Rosalba Troso, di 62 anni, suo
figlio Massimiliano Gentile, trentenne, con la fidanzata Valentina Verga di 20
anni e il fratellastro Gino Gentile di 37, sono stati i troppi acquisti con i
soldi falsi nella zona fra Turi e Acquaviva delle Fonti. Nella mattinata di
venerdì sono arrivate nella centrale dei carabinieri di Turi più segnalazioni
da parte di negozianti della città, vittime della truffa: le due donne e il più
piccolo dei due ragazzi avevano appena effettuato acquisti da loro per pochi
euro. Lasciandogli in cassa le banconote false e portando via, oltre alla
spesa, anche i soldi del resto: dai 15 euro in su, era il guadagno della banda
per ogni tappa. Uno dei due negozianti, in particolare, ha indicato ai militari
il modello dell'auto su cui si erano allontanati i tre: una Mercedes di colore
scuro, intercettata dopo poco da una pattuglia. A bordo
dell'auto la capofamiglia nascondeva i soldi nel reggiseno, mentre sui sedili
c'erano le buste della spesa con gli acquisti effettuati tra Acquaviva e Turi.
A Triggiano vivevano invece la Troso con il figlio Massimiliano e la sua
giovane fidanzata: nella loro abitazione, subito perquisita dai militari
di Turi e Acquaviva, sono state ritrovate poche centinaia di euro autentici,
159 banconote false, ora all'esame del nucleo antisofisticazione monetaria, e
il quaderno dove veniva registrata la contabilità. Questo ha permesso ai
militari di confermare quanto già appurato in passato: il rapporto di
"cambio" dei falsari è di uno a 6. Per comprare 30mila euro falsi,
quindi, basta spendere 5mila euro veri. Dalle note segnate a penna è stato
possibile anche rintracciare il quarto membro del gruppo: Gino Gentile,
fratello per parte di padre di Massimiliano, che raggiunto nella sua casa a
Capurso ha subito consegnato le sue 32 banconote. Un totale di 191 pezzi da 20
euro, definiti di buona fattura dagli investigatori: 3mila e 820 euro in
totale. Proprio la qualità dei pezzi, con la filigrana in controluce, i rilievi
di inchiostro e la striscia olografica che avrebbero facilmente ingannato un
occhio non esperto, è ora al centro delle indagini dei militari, guidati dal
comandante della centrale di Gioia del Colle Pietro Petronio. Si cerca nella
provincia la banda dei falsari e forse anche la stamperia: alla settimana
scorsa risale infatti l'allarme lanciato dalla Banca d'Italia e arrivato sulle
scrivanie della procura di Bari sull'esistenza di centrali di contraffazione in
Puglia. Mentre ad aprile risale la scoperta, a Melissano, dell'impianto di
falsificazione più sofisticato d'Europa: la Sud Graf, con macchinari da 400mila
euro, stampava in poche settimane importi pari a 10milioni di euro. (f. sav.).
( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-22 num: - pag: 29
categoria: BREVI Interventi e Repliche Sollecito e il delitto di Perugia In
relazione all'articolo a firma di Fiorenza Sarzanini, intitolato
"Sollecito, pressioni sui politici per depistare" ( Corriere, 21
giugno) ritengo che, al fine di assolvere correttamente il compito di informare
i lettori sui procedimenti penali in fase di indagini preliminari, sarebbe
doveroso, prima di pubblicare e commentare frammenti di
intercettazioni telefoniche, approfondire con scrupolo e attenzione i fatti ai
quali le conversazioni si riferiscono. Questo approfondimento dovrebbe essere
ancor più rigoroso quando le intercettazioni sono estrapolate dal contesto
globale e si riferiscono anche a soggetti del tutto estranei alle indagini.
Sarebbe stato sufficiente esaminare gli atti processuali, oppure contattare me
o uno degli altri avvocati del collegio difensivo di Raffaele Sollecito, per
apprendere che ho conosciuto i signori Sollecito e ho da loro ricevuto il
mandato di difesa del figlio ben dopo la celebrazione del ricorso per
Cassazione, che è stato curato da altri legali. Tanto sarebbe bastato per
evitare arbitrarie e offensive illazioni. Giulia Bongiorno Studio legale
Bongiorno, Roma Nell'articolo non c'è alcuna illazione ma si dà conto di quanto
emerso nell'ambito di un'indagine che vede indagati i familiari di Raffaele
Sollecito. Fiorenza Sarzanini Mazzetti e "Il libro nero della Rai"
Aldo Grasso ha scritto sul Corriere del 7 giugno che per il contenuto del mio
libro dal titolo, da lui definito "inquietante", "Il libro nero
della Rai", l'azienda, di cui sono dipendente, avrebbe dovuto licenziarmi,
per la precisione: "Uno che scrive un libro così (al cui confronto
l'intervista di Tortora è acqua fresca) si licenzia o viene cacciato, non
esiste alternativa", Grasso attribuisce il mio mancato licenziamento a una
mia appartenenza a imprecisata lobby partitocratica. Mi sembra che questa sia
un'insinuazione certamente non in linea con le regole del buon giornalismo. Io
non mi permetterei mai di dire che qualcuno dovrebbe essere licenziato, nemmeno
Aldo Grasso: ritengo infatti che chiedere di togliere il lavoro sia l'atto più
ignobile che si possa fare nei confronti di una persona che non ha rubato, che
non ha molestato una collega o preso a male parole l'usciere. Il mio libro
parla, purtroppo, di fatti realmente accaduti e non ha avuto né querele né
smentite. Prima di compilare liste di proscrizione, che ricordano tristi tempi,
prima di avanzare ipotesi offensive sul conto di un collega, Grasso dovrebbe
domandarsi se esiste, per il mio mancato licenziamento, un'altra molto più
semplice spiegazione: vale a dire che con il libro ho correttamente esercitato
il diritto di critica ragion per cui l'azienda non ha nemmeno pensato di
licenziarmi ovvero, se pur l'ha pensato, ha capìto che avrebbe perso la causa.
Inviterei poi il critico televisivo del Corriere a rileggere la prefazione de
"Il libro nero della Rai": forse ne capirebbe meglio lo spirito.
Loris Mazzetti, Bologna Gentile Mazzetti, non ho chiesto il licenziamento di
nessuno. Mettiamola così, per non ingenerare equivoci. Se io avessi in mente di
scrivere un "libro nero" sul Corriere o sull'Università dove insegno,
del tenore di quello che lei ha scritto sulla Rai, prima mi dimetterei e poi
consegnerei le pagine di denuncia alle stampe. Le ricordo che il "libro
nero", durante la Rivoluzione francese, era la lista dei condannati alla
ghigliottina. Poi, ognuno è libero di comportarsi come meglio crede. Ammetterà
però, come ho sostenuto, che Enzo Tortora è stato licenziato per molto meno.
Aldo Grasso.
( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
INCHIESTA. PRESUNTI
TERRORISTI Restano in cella i sei arrestati delle Tigri Tamil [FIRMA]MATTEO
PRIA BIELLA Rimangono in carcere i sei Tamil arrestati nel Biellese con
l'accusa di terrorismo ed estorsione nei confronti dei propri connazionali.
Ieri mattina è arrivata la decisione del giudice delle indagini preliminari
Claudio Passerini, che ha convalidato l'arresto dopo l'udienza di venerdì
mattina, avvenuta direttamente nella casa circondariale. "Il giudice ha
confermato la custodia in carcere - spiegano gli avvocati Ketty Zampaglione di
Biella e Vainer Burani di Reggio Emilia -. Inoltre si è dichiarato incompetente
dato che l'indagine e la richiesta di carcerazione arriva dalla Procura di
Napoli". La questione passa a questo punto ai magistrati partenopei, che
stanno cercando di chiarire meglio il quadro accusatorio. I legali meditano
anche di presentare ricorso contro la detenzione in carcere: "Decideremo
nelle prossime ore - continuano gli avvocati -. Occorre valutare anche i
provvedimenti presi dagli altri giudici". Mentre i Tamil biellesi
rimangono in carcere, quelli fermati a Bologna lasciano la prigione. Il gip
Milena Zavatti non ha convalidato i fermi e ha disposto gli arresti domiciliari
per Suthakaran Subramanijam, mentre per Pratheeparayah Thambirayah e Kandeepan
Siventhiran è stato imposto l'obbligo di dimora. Il giudice non ha convalidato
i fermi eseguiti della Digos per insussistenza del pericolo di fuga, ritenendo
non provati gli indizi di colpevolezza in merito all'accusa di estorsione. Nel
frattempo emergono nuovi particolari dall'operazione "Home tigers",
condotta dalla Digos e dalla procura di Napoli che ha determinato l'arresto di
33 cittadini dello Sri Lanka accusati di finanziare i progetti terroristici
delle Tigri Tamil. L'attenzione maggiore degli inquirenti è su Civarajah
Sinnathurai, professione operaio tintore in un'azienda tessile di Trivero, con
un passato da badante. L'uomo è ritenuto il capo della cellula e il
rappresentante delle "tigri" in Italia, colui che organizzava la
raccolta dei fondi da inviare ai guerriglieri. Sempre secondo gli inquirenti
era lui a tenere i rapporti con il tesoriere europeo residente a Zurigo. Era
sempre stato lui a promuovere la nuova campagna di finanziamento "Morire
per vivere", ovvero facendo pagare a tutti i connazionali un euro al
giorno. L'organizzazione controllava tutto, schedando tutti i Tamil presenti in
Italia. Solo chi versava la "tassa" poteva
ritornare in patria a trovare i propri cari, chi non pagava rischiava invece
ritorsioni nei confronti dei parenti rimasti in Sri Lanka. A testimoniare
questa storia di racket anche diverse intercettazioni che vedono al centro il
capo della cellula, che a Soprana aveva il suo quartier generale.
( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
CUNEO. CENTRO
COMMERCIALE Cinque stranieri fermati dopo il furto d'occhiali Hanno rubato un
paio di occhiali in un negozio nella galleria Auchan di Cuneo, bloccati dai
carabinieri hanno opposto resistenza: arrestati 5 immigrati (4 della Costa
d'Avorio, 1 del Camerun), uno dei quali aveva in tasca una pistola soft air, di
quelle usate per giocare alla guerra. Il fatto è avvenuto l'altro pomeriggio. A
dare l'allarme gli addetti del servizio di sicurezza del centro commerciale,
che hanno notato il gruppo muoversi con fare sospetto. Dalle riprese del
circuito di video sorveglianza è risultato che i quattro, sul piazzale del
supermercato, prima di allontanarsi in auto, hanno estratto dagli abiti un paio
di occhiali (poi risultati rubati) e una pistola. La
vettura è stata intercettata dai carabinieri in corso Marconi a Cuneo. Alla
vista dei militari gli immigrati hanno reagito, rifiutando la perquisizione.
Tutti e 5 sono stati arrestati per resistenza. Due dovranno rispondere anche di
furto aggravato, mentre il possessore della pistola di porto d'oggetti atti ad
offendere. \.
( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
INCHIESTAALLE
BATTUTE FINALI Cocaina, intercettazioni al vaglio della Procura SAVONA Un
faldone voluminoso, di centinaia di pagine. E' il materiale raccolto dagli
investigatori nell'inchiesta antidroga "Inferno" sfociata a gennaio
in cinque arresti e sabato scorso in tredici perquisizioni ad altrettati
savonesi "informati sui fatti". Una parte corposa del fascicolo è occupata dalle
intercettazione telefoniche e ambientali. Sono decine e decine che in questi
giorni il sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Landolfi, ha ripreso
ad esaminare, minuziosamente, per ricostruire i legami tra spacciatori e
consumatori. L'indagine infatti è arrivata alle battute finali ed è a un passo
delle richieste di rinvio a giudizio. Gli indagati sono per ora quattro:
Luciano Ferro, Francesco Perugino, Agim Lataj e Danilo Re (ma a quest'ultimo
viene solo contestata la ricettazione di materiale edile). E' fuori invece
dalla vicenda, F.C., l'assicuratore quarantenne che era stato arrestato nel
gennaio scorso. "Ho pagato abbondantemente - dice - prima con il carcere e
poi con gli arresti domiciliari, finchè non sono riuscito a dimostrare che non
sono stato io a rifornire di droga Ferro". F.C. in questi mesi è stato
interrogato più volte in Procura dal pm Alberto Landolfi, ma nega di essere lui
la "gola profonda" che avrebbe rivelato nomi di persone in contatto
con Ferro. "Posso soltanto dire - spiega - che gli investigatori hanno
raccolto un materiale imponente. Ogni volta mi hanno fatto dei nomi che erano
emersi dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e mi hanno chiesto chi
fossero". "Di qualcuno - prosegue l'assicuratore - ho detto quel poco
che sapevo e cioè che mi era capitato di essere presente quando telefonavano,
ma di non essere a conoscenza di quello di cui parlavano con Ferro. La maggior
parte di quelle persone però non le conoscevo proprio".
( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Intercettazioni
Barbara Spinelli
L'OPPOSIZIONE ANOMALA Spesso chi ci guarda da fuori dice qualcosa su noi e la
nostra storia che è difficile dire a se stessi e perfino pensare. Di questo
nostro terzo occhio possiamo risentirci o esser grati: comunque avremo
l'impressione d'ascoltare una non improbabile verità. Nel mezzo d'un attonito
imbarazzo un ange passe: un angelo passa, dicono i francesi. Accade nella vita
degli individui come delle nazioni, e l'Italia non è l'unica a sperimentarlo.
La Francia ha iniziato a scrutare dentro il proprio passato fascista grazie
allo storico americano Robert Paxton, nel '66: l'angelo passò e i francesi
impararono a vedere nel vasto buio della collaborazione. Chi guarda da fuori
non è necessariamente uno straniero: può anche essere un connazionale che
riesce a guardare da una certa distanza, che è meno fasciato da bende
linguistiche patrie. Così è stato per l'Italia nell'ormai lunga epoca dominata
da Berlusconi. La parola che più spesso la definisce è, da anni, "anomalia
democratica": il terzo occhio questo vede, anche quando comprende
l'inquietudine della maggioranza che l'ha votata. Sull'anomalia di Berlusconi
molto è stato scritto, negarla è difficile. È anomalo il conflitto d'interessi.
È anomalo che un governante controlli tutte le tv private e, se è al potere,
anche le pubbliche. È anomala la naturalezza con cui, quando è Premier, cura i
propri interessi e fabbrica leggi che gli evitino processi. È anomalo il fatto
che continuamente si indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici. Visti
da fuori, i magistrati non sembrano eversori. Tutto questo non sorprende più
molto: l'anomalia è nota ai più. Molto meno si è scritto invece sull'anomalia
dell'opposizione: anomalia che crea ripetuto sgomento, in chi ci osserva con
quel terzo occhio. Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire
dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie. L'articolo dell'Economist
del 12 giugno è rivelatore perché del tutto privo dei nostri infingimenti, come
in passato lo è stato su Berlusconi. Questa volta lo sbigottimento si sposta su
Veltroni: anche se il leader dell'opposizione ha scelto uno "stile
Westminster" (governo ombra, fair play formale) "non c'è
assolutamente nulla di britannico" nella sostanza del suo agire.
Un'opposizione all'inglese, scrive l'Economist, non avrebbe esitato a indagare
su Schifani - dopo le rivelazioni di Abbate e Travaglio - scoraggiando la sua nomina
a presidente del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla
cordata italiana pronta a comprare Alitalia in condizioni migliori di Air
France. Avrebbe alzato una barriera contro il reato
d'immigrazione clandestina, il divieto d'intercettazione per crimini tutt'altro
che minori, le leggi che sospendono un enorme numero di processi (compresi i
processi a Berlusconi; il processo per le violenze contro i manifestanti al
vertice G8 del 2001; il processo sulle morti causate dall'amianto). La
militarizzazione delle città crea straordinari consensi di italiani, infine,
senza perciò divenire ordinaria. Questa fatica-riluttanza a opporsi non solo è
poco britannica. È poco francese, tedesca, americana. Perché nessuno, in questi
Paesi, teme di apparire quel che è: inequivocabilmente oppositore, portato a
dire no e a mostrare sempre quella che potrebbe essere l'alternativa al governo
presente. Non mancano naturalmente le eccezioni: nell'emergenza alcune scelte
sono condivise. Ma sono eccezioni, appunto: i politici sanno che le emergenze
fiaccano la democrazia proprio perché aboliscono il conflitto, deturpano i modi
di dire, demonizzano l'opposizione, parlamentare o giornalistica. Vogliono
presto tornare a dividersi e appena possono lo fanno. Così si comportano,
senz'alcuna remora, i socialisti francesi, i democratici Usa, i conservatori
inglesi: quando attaccano o contrattaccano, non si sentono in dovere di
spiegare i motivi profondamente torbidi per cui hanno interrotto il dialogo.
Non danno a questo opporsi il nome indecoroso di antiriformismo o massimalismo.
Non sono accusati dalla stampa di "pura agitazione", di
"precipitare nel rivoluzionarismo verbale". Nessuno si sognerebbe di
accusare i democratici Usa di antibushismo, o la sinistra francese di antisarkosismo.
Sono eccettuati i Paesi con larghe intese: in Germania i socialdemocratici non
attaccano la Merkel perché la necessità li ha spinti nella Grosse Koalition.
Nessuno dei due la voleva, ma hanno dovuto farla e non vedono l'ora di
smettere, e riprendere la classica dialettica fra chi governa assumendosene le
responsabilità e chi si oppone preparando il ricambio. In Italia non c'è Grande
Coalizione ma una strana invasiva idea del decoro impone il linguaggio da
Grande Coalizione. In Italia si fatica a dare un nome al governo Berlusconi: un
regime paradossale che promette sicurezza e lede la rule of law. Che fa ardite
leggi finanziarie e sottovaluta la cultura della legalità. Ma ancor più
impervio è dare un nome all'opposizione. Il Pd si oppone ma non vuol essere
antiberlusconiano, si oppone ma non vuol farlo con la determinazione - peraltro
rara - dell'Ulivo. Si oppone nell'impaccio, quasi avesse alle spalle
severissime offensive: contro il conflitto d'interessi, contro le leggi ad
personam. Nulla di questo è stato fatto eppure s'espande la paura di apparire
antiberlusconiani, non nella realtà dei fatti ma nell'immaginario della
pubblica chiacchiera. Il clima nelle ultime ore sembra mutato, ma siccome
alcune tendenze restano converrà indagare sulle radici di questo immaginario
fatto di timori e fantasmi. Una delle radici è forse nella storia del Pci,
evidentemente ancora inconclusa o mal conclusa. Non più comunisti, ormai
liberali, gli eredi di Togliatti sono alla ricerca di un'identità introvabile
ma una cosa sanno e desiderano: tutto vogliono essere, fuorché sembrare quello
che sono stati in passato, cioè oppositori intransigenti. È l'intensità
dell'opporsi che giudicano deleteria, molto più dell'ideologia che per decenni
la sorresse. Abbandonata l'ideologia anche l'opporsi in sé viene abbandonato,
come qualcosa di cui ci si vergogna, che sveglia un fantasma sgradito: il
proprio. Scrive Paolo Flores d'Arcais sull'Unità che Veltroni non sa dire sì
sì, no no. In realtà non oscilla: ha un rapporto malsano con il no,
associandolo al no massimalista detto per mezzo secolo dai comunisti dell'Est e
dell'Ovest. Per la verità prima ancora di cambiar nome i riformatori
postcomunisti avevano cambiato linea. Ma la cambiarono nell'economia, più che
su Stato di diritto e rule of law. Ricordo i tempi in cui chi si congedava dai
totalitarismi, in Est Europa, era affascinato da Pinochet. Pinochet aveva
abolito la rule of law, ma aveva scommesso sul capitalismo con notevole
successo, e questo piaceva al postcomunismo. Quel che non gli piaceva era ben
altro, e gli incuteva panico. Panico di somigliare alle sinistre radicali,
figure redivive del proprio passato. Panico, oggi, di fronte a chi fa dura
opposizione concentrandosi innanzitutto sulla rule of law (Di Pietro, Bonino).
Il discredito che colpisce i girotondi (ma che hanno fatto di sovversivo?) è
segno di questa pavidità e del conformismo che secerne. Il confluire di
tradizioni democristiane nel Pd non aiuta. Avvinti gli uni agli altri, i finti
affratellati pencolano nel vuoto. I massimi dirigenti del Pd hanno grandi
tremori e forse non sarebbe male che cominciassero a parlarne. Altrimenti chi
guarda da fuori continuerà a sbigottirsi: più sorpreso da questi tremori, in
fondo, che da Berlusconi. Tra l'Italia e le altre democrazie si sta aprendo un
baratro più vasto di quello che immaginiamo: non solo tra governanti diversi ma
tra oppositori, giornalisti, sindacati diversi. Quasi non ce ne accorgiamo. Non
ne usciremo dicendo che siamo così complicati e che nessuno, fuori casa, è in
grado di capirci.