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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL 25-29 agosto 2008       #TOP


Report "Intercettazioni"

La missione dimenticata - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il nostro paese ha un saldo intellettuale deficitario: vede partire i migliori e intercetta solo una frangia trascurabile del grande movimento migratorio di cervelli in cerca di formazione qualificata. Per questo si pone oggi da noi con speciale, drammatica e poco avvertita urgenza il problema dei finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca.

"la riforma non è contro le toghe ma le carriere vanno separate" - liana milella ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Se un fatto è reato deve essere sempre perseguito La corruzione deve restare tra i reati per i quali i magistrati possono disporre intercettazioni LIANA MILELLA ROMA - Per sottolineare l'importanza determinante dell'efficienza della giustizia, nel 2004, in tribunale a piazzale Clodio, intervenne a fianco delle toghe che scioperavano contro l'ordinamento giudiziario di Castelli.

(segue dalla copertina) riccardo stagliano ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: soldati al fronte proibendo loro di rivelare informazioni che potessero localizzarli temendo che Al Qaeda potesse intercettarle. Niente di più facile, in effetti. Potremmo farlo tutti, senza avere né un particolare talento di hacker né di 007. Basta avere un "conto" per entrare e dare un'occhiata. Spionaggio elettronico al quale anche i genitori si sono rapidamente riconvertiti.

Delle - siegmund ginzberg ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è a prova di intercettazione perché cifrata. Molte di queste carte, conservate negli archivi, erano rimaste illeggibili fino ai giorni nostri. Marcello Simonetta le ha decifrate, grazie anche all'aiuto di un suo lontano antenato, Cicco Simonetta, potente cancelliere degli Sforza.

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.

Carabiniere trova un orologio da 80.000 euro ( da "Corriere delle Alpi" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il graduato intercetta l'orologio a terra, lo raccoglie, si guarda intorno per verificare su qualche volto i sintomi dello smarrimento per una perdita così grave. Ma nessuno sta cercando quel prezioso. A sorprendersi è lo stesso maresciallo che, senza fare una piega, anziché continuare il suo itinerario di vetrina in vetrina corre verso il municipio e consegna il pezzo all'

Caccia su internet alle email dei lo piccolo - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Di certo, dentro a quel computer, i Lo Piccolo hanno inserito il cd rom che conteneva il file dell'indagine Gotha: davanti al monitor fu deciso che il vecchio boss Lino Spatola doveva morire, perché le intercettazioni dicevano che aveva tramato con Nino Rotolo contro il potere dei nuovi padrini.

"i grandi magazzini arriveranno a indicare ogni giorno i prezzi online" - paola coppola ( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Questi siti intercettano anche le casalinghe? "Credo che le casalinghe continuino a preferire i metodi tradizionali di risparmio. Il carovita, però, potrebbe aver contribuito alla nascita di un fenomeno nuovo nel nostro paese: quello della spesa come fatto comunitario delle famiglie italiane che stentano ad arrivare alla fine del mese"

Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate ( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non bastano a intercettare malumori i giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta che non va in ferie e sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e per le tasse a sorpresa recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe un gigantesco ufficio del Difensore civico, un city manager del cittadino.

Fatti di nessuna rilevanza ( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le intercettazioni sarebbero irrilevanti anche laddove Prodi sembrerebbe sollecitare con Ovi "la ricerca di un socio di capitale per la società del nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a cercare fondi per il nascente Pd".

Prodi intercettato: Gli presto io i soldi ( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Prodi intercettato: "Gli presto io i soldi" Panorama pubblica le conversazioni dell'ex presidente con amici e parenti ROMA. Pressioni per ottenere favori e affari emergerebbero in alcune intercettazioni telefoniche di Romano Prodi, quando, nel 2007, era Presidente del Consiglio.

Il professore tra amarezza e sospetti "una mossa per bloccare le inchieste" - marco marozzi ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Un po' di polverone in vista dell'arrivo della legge sulle intercettazioni in Parlamento voluta da Berlusconi. Per dimostrare che tutte le intercettazioni sono uguali". "Fan di tutto - ride amaro l'ex ministro del Programma - per mostrare che è ancora Prodi a far più paura nel centrosinistra. Lui che si è chiamato fuori".

Inchiesta italtel, intercettato prodi - walter galbiati ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Inchiesta Italtel, intercettato Prodi Panorama: richieste di favori per amici e parenti. L'ex premier: niente di rilevante WALTER GALBIATI MILANO - Il sottobosco della politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge ogni volta che viene intercettata l'utenza di chi è solito parlare con parlamentari.

"candidature, è troppo presto costruiamo prima il partito" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è troppo presto costruiamo prima il partito" "Intercettiamo i problemi concreti dei cittadini: il caro prezzi, l'inflazione" Le candidature e il dibattito avanzato sulla successione alla Regione? "è presto. Troppo presto. Prima vengono altre questioni". Antonio Bassolino ripete più volte l'avverbio.

Le risate dopo lo stupro "la tedesca ci ha fregati" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione ambientale negli uffici di polizia, uno degli indagati aveva rassicurato l'altro, con una previsione sbagliata: "Tranquillo: massimo due giorni e usciamo... ". In un altro passaggio, secondo quanto emerso dall'udienza di convalida, sia Valentino che Giovanni imprecano contro il complice arrestato per primo,

L'ARMA delle intercettazioni telefoniche viene nuovamente sfoderata da Panorama ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie - conclude l'ex premier - che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioè che si pubblichino pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione".

Panorama pubblica intercettazioni di Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti di nessuna rilevanza giuridica e penale ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del "Panorama" pubblica intercettazioni di Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti di nessuna rilevanza giuridica e penale.

Novi, le prime crepe davanti ai giudici "avrò sbagliato, ma per il bene del porto..." - vincenzo curia marco preve ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Pagina V - Genova Dalle intercettazioni la fine dell'amicizia con Spinelli alla vigilia dell'arresto: "Aldo, io ti querelo" Novi, le prime crepe davanti ai giudici "Avrò sbagliato, ma per il bene del porto..." VINCENZO CURIA MARCO PREVE NEI mesi precedenti i due si erano scambiati telefonate dal tono amichevole.

Multipurpose, il 5 ottobre scocca l'ora x ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di trascrizioni di intercettazioni da sviscerare. La monumentale documentazione dell'inchiesta sulla gestione dell'Autorità Portuale nel periodo di presidenza di Giovanni Novi, ha spinto gli avvocati dei numerosi indagati a chiedere una proroga per i tempi dell'avviso di conclusione delle indagini, ossia l'atto formale di fine inchiesta,

Palermo, 07:23 - IMMIGRATI: 55 INTERCETTATI A TERRA A LAMPEDUSA ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Il caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti ROMA - Da alcune intercettazioni telefoniche emergerebbe l'interessamento di Romano Prodi e di parte del suo staff in una vicenda relativa a una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che stava a cuore a Pier Maria Fornasari,

L'inchiesta originaria ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 90 intercettano Romano Prodi (a capo dell'azienda di Stato dall'82 all'89 e nel '93-'94) e i suoi collaboratori, tra cui Alessandro Ovi (all'epoca della transazione vice di Prodi all'Iri) Le intercettazioni Le trascrizioni di alcune delle telefonate in cui compare l'ex premier vengono poi trasferite alla procura di Roma.

Travaglio: grave se ci furono favori ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ha un senso pubblicare intercettazioni come queste? "Certo che ha un senso. E' giusto che si sappia cosa fanno i nostri ministri e i nostri presidenti del Consiglio. E' giusto che certe cose vengano fuori". Anche se sono penalmente irrilevanti? "Certo. Se sono di pubblico interesse e riguardano personalità della politica devono essere rese note.

Pecorella: nessun reato, privacy violata ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: lei è avvocato e deputato del Pdl, come valuta queste intercettazioni? "E' il solito rituale, che ha interessato uomini politici e persone che hanno molto meno rilievo pubblico. La diffusione di intercettazioni coperte da segreto costituisce probabilmente un illecito penale e certamente un fatto deprecabile".

Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 12 categoria: REDAZIONALE Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm Consigli e aiuti a due parenti. L'ex premier: sono fatti irrilevanti Agli atti conversazioni tra il Professore e i suoi collaboratori su vicende riguardanti il consuocero e il nipote ROMA - Gli affari del nipote, i presunti aiuti al consuocero.

Lo staff del Professore <Piano contro di noi> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni irrilevanti vengano utilizzate come vasellina nei confronti dei nostri per quanto riguarda le intercettazioni ". E Sandra Zampa, ex capo ufficio stampa di palazzo Chigi che dopo l'esperienza di governo ha avuto un seggio alla Camera, citata dal settimanale edito da Silvio Berlusconi fra le persone che avevano seguito una delle vicende emerse nelle intercettazioni,

Il consuocero: ovvio che parlai con Romano ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le telefonate intercettate e pubblicate oggi da Panorama non solo sono penalmente irrilevanti, ma anche politicamente e moralmente. Il "consuocero", dunque. Sua figlia Veronica è moglie di Giorgio, primogenito del Professore. è conosciuto e apprezzato come primario all'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

Fondi per la <banca dell'osso> Consultati Turco e Mussi ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Consultati Turco e Mussi I tre punti Le intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre filoni, il primo riguarda gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria Fornasari, primario all'ospedale Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della banca dell'osso della Regione Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue ricerche.

Silvio Sircana ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria: BREVI Silvio Sircana "è un'operazione costruita per fare una bella campagna contro le intercettazioni".

Ecco l'esclusiva di <Panorama> da oggi in edicola ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da oggi in edicola di Gianluigi Nuzzi "Le telefonate d'affari di Prodi": questo il titolo di copertina di "Panorama", in edicola da oggi. Il settimanale diretto da Maurizio Belpietro dedica ampio spazio alle intercettazioni dell'ex premier. L'esclusiva è firmata da . © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Gli affari di famiglia di Prodi ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Spinte, favori, pressioni: sono decine le intercettazioni che oggi raccontano quelle lunghe settimane di crepuscolo politico. Gli affari dell'amato nipote Luca, gli aiuti pubblici invocati dal consuocero, i finanziamenti sollecitati al fidato industriale farmaceutico. Anche Prodi tiene famiglia.

Latitante da 15 anni catturato Melloni ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e controlli di conoscenti in partenza da Cento verso la Spagna. "Sforzi ed energie che sono stati premiati" ha spiegato il comandante dei carabinieri, Luigi Di Gesù, che con il comando della Compagnia di Cento aveva ereditato il caso Melloni, scomparso da 15 anni, ricercato da carabinieri e polizia,

Berlusconi su Prodi intercettato "Sono solidale, serve una legge" ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettato dai magistrati di Bolzano che indagano sulla vecchia cessione dell'Italtel alla Siemens. In quelle telefonate Prodi viene intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società, per uscire da una empasse gestionale con altri soci.

Inchiesta Italtel, Prodi intercettato L'ex premier: "Niente di rilevante" ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Prodi viene intercettato con Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote, azionista di minoranza di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli allora ministri,

Roma, 11:38 - INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI, SOLIDARIETA' MA SERVE LEGGE ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Roma, 13:23 - INTERCETTAZIONI: PRODI, NO A LEGGE PER FERMARE GIUDICI ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni, no di Prodi alla solidarietà di Berlusconi ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Prodi viene intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure intercettato per "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero di Prodi,

E' scontro sulle intercettazioni Pd: da Berlusconi solidarietà pelosa ( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: riaccendono il dibattito sul tema scottante delle intercettazioni. Nel giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati superiori a 10 anni di detenzione con l'unica deroga per i reati contro la pubblica amministrazione.


Articoli

La missione dimenticata - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti LA MISSIONE DIMENTICATA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In Italia, paese senza "grandeur" dove i ministri sono i primi a sbeffeggiare alla bandiera nazionale, il segnale della fine della ricreazione lo dà la voce gentile ma ferma della ministra dell'istruzione pubblica: cinque in condotta, grembiulino per i piccoli e gerarchia per tutti. Gli insegnanti meridionali in particolare sono nell'occhio del ciclone: abbassano la qualità della scuola italiana, dovranno fare corsi di riqualificazione. I mezzi? li daranno i risparmi sugli sprechi. Non è un messaggio confortante, anzi sembra proprio confermare quello che ha scritto Galli della Loggia (Corriere della sera, 21 agosto) sul sostanziale disprezzo con cui i ministri attuali guardano alla scuola. Hanno ragione? secondo lui sì, perché la scuola italiana non ha al suo centro "un'idea, una visione generale del mondo". Tra la minuteria pedagogica della ministra e la visione del mondo c'è posto per tutte le nostre lagnanze. Quando si parla della scuola è facile evadere nelle opposte direzioni delle grandi prospettive ideologiche e della minuta quotidianità. Da tempo i ministri che si succedono, in mancanza di risorse, si limitano a ritocchi dell'intonaco invece di verificare lo stato delle fondamenta e dei muri portanti: non c'è ministro che non abbia modificato il sistema dei voti o la formula degli esami di maturità. Sullo sfondo si svolge il grande dibattito ideologico ed è sempre pronto a riaccendersi lo scontro fra laici e cattolici, fra scuola statale e scuola privata. Oggi la scuola statale è la grande accusata. Se ne ricerca il cuore identitario: che deve "aprirsi al contesto territoriale", afferma la ministra; deve riappropriarsi di "un'idea del nostro passato", dice più ambiziosamente Galli della Loggia. In materia di ideologie, a costo di apparire del tutto fuori tempo tra i cultori di questa "incerta modernità", vorremmo ricordare la frase di un filosofo che era di moda citare in un non lontano passato: non è la coscienza a determinare le condizioni sociali, sono le condizioni sociali a premere in modo determinante sulla coscienza. Dalle condizioni sociali in cui si svolge la scuola nasce una disaffezione profonda e diffusa; nasce anche un minaccioso processo di produzione di disadattati. Gli studenti che si preparano a tornare a scuola troveranno ancora una volta edifici malconci, docenti demotivati e mal pagati; non potranno contare sulla biblioteca della scuola per studiare ? anche se tutti sanno che è la biblioteca pubblica il luogo dove si impara a studiare, a confrontare le idee, a informarsi liberamente. Le famiglie dovranno ancora una volta acquistare chili e chili di libri: e non sarebbe un gran male, anche se nel nostro paese la spesa in libri scolastici appartiene al genere voluttuario ed è vissuta come una violenza intollerabile da chi è pronto a fare ogni genere di sacrifici per i consumi voluttuari dei figli, incluse auto dalla potenza assassina. Ma il fatto è che quei libri si chiamano "di testo", sono quelli che i professori "adottano" (talvolta dopo averli partoriti) e sono destinati a morire dopo un anno o poco più, sostituiti da stampe "aggiornate" da un'industria editoriale che è facile criticare ma che nessuno vuole in realtà sostituire. è più facile prendersela coi sintomi che affrontare le cause della malattia. Una malattia che avanza: oggi il libro di testo ha proliferato ben al di là delle scuole secondarie e ha messo radici all'università, come prodotto della famigerata formula del 3x2. Dunque libro di testo e telefonino saranno ancora gli strumenti scolastici, il primo desueto, ingombrante, spesso mai aperto, il secondo pronto a sfornare compiti già fatti senza bisogno di perdere tempo nell'aula dei computer ? che dovrebbe esserci ma in genere non c'è. Ma il punto è un altro: che cosa attende il giovane al termine dei suoi studi, quando la rivoluzione del sistema in atto gli dirà con un voto finalmente e chiaramente espresso in numeri se ce l'ha fatta o no? quale immagine del suo futuro gli propone il luogo deputato agli studi e alla disciplina sociale? è qui che si deve misurare la salute della scuola come sistema di promozione del paese, nelle aspettative che suscita e nelle risposte che dà. Oggi tutti sanno che il sistema sfocia sul vuoto. Lo sanno per primi i giovani. La società italiana non premia i migliori. A nessun livello. Per gli impieghi pubblici, più degli studi valgono le reti del potere locale e nazionale e la forza delle corporazioni di ogni genere. E non parliamo del potere economico, che seleziona e forma le nuove leve che gli servono senza tener conto dei percorsi scolastici. Nemmeno la scuola di ogni ordine e grado funziona più col sistema dei concorsi. E non sembra che ci si muova nel senso giusto per cambiare le cose. Non è il caso di ripetere quel che è stato detto tante volte. Certo, quando uno scienziato vince il Nobel è bello scoprire che ha i genitori italiani. Ma perché oltre ai geni ereditari quell'italiano non ha trovato qui un sistema in grado di farlo crescere? e dove vanno oggi gli italiani che vogliono davvero studiare? il mondo è aperto, oggi: andare per il mondo a costruire la propria vita è quello che tutti cercano di fare. C'è anche un'emigrazione intellettuale accanto a quella dei disperati in cerca di lavoro. Ebbene, il nostro paese ha un saldo intellettuale deficitario: vede partire i migliori e intercetta solo una frangia trascurabile del grande movimento migratorio di cervelli in cerca di formazione qualificata. Per questo si pone oggi da noi con speciale, drammatica e poco avvertita urgenza il problema dei finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca. Che sono scarsi lo sappiamo. Che saranno ancora minori in futuro è già stato detto. Ma qual è, se esiste, il criterio delle erogazioni? in questa stagione vediamo spuntare nella pubblicità dei quotidiani tante sigle di scuole "alte", "eccellenti", mentre la cronaca ci informa sullo stato comatoso di antiche università che si dibattono in drammatici problemi di bilancio, aumentano le tasse degli studenti, riducono i servizi, minacciano fallimento. Si parla di fondazioni; e viene in mente il disastro dell'Alitalia e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le università non sono società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si preoccuperebbe. Statene sicuri. In una situazione come questa tornare a ricercare nell'identità nazionale italiana l'anima perduta della scuola è una fuga verso un passato concluso. La scuola italiana ha conosciuto il suo momento migliore non quando ha indottrinato gli italiani al culto dei martiri risorgimentali o alla mistica del fascismo, ma quando ha dato ai figli delle classi popolari gli stessi strumenti per comunicare che fino ad allora erano riservati alle classi dominanti. Giuseppe Di Vittorio studiava il vocabolario cercando di impadronirsi di tutte le parole come strumenti essenziali nella lotta per i diritti dei lavoratori, Don Milani apriva ai suoi scolari la via del riscatto sociale attraverso un duro lavoro sui linguaggi, quello della letteratura e quello della matematica. Oggi la sfida che si presenta alla rinnovata scuola pubblica è ancora una volta la promozione sociale dei figli di quelle diverse culture che abitano la penisola e che saranno la società italiana di domani. Ed è ancora alla scuola che si deve ricorrere come l'unica agenzia capace di creare l'unità del paese non comunicando messaggi identitari precostituiti nei laboratori pedagogici di un qualche ministero ma promuovendo la partecipazione alla vita democratica di una società aperta attraverso la conoscenza e la tutela dei diritti umani: una scuola che sia capace di far apprendere ai suoi studenti i linguaggi necessari per accedere al possesso e al rispetto del grandissimo patrimonio culturale italiano come un'eredità vivente. è nella libertà e nell'apertura al dialogo accanto al duro e severo lavoro dell'apprendimento che la scuola pubblica può tornare a essere il luogo di formazione indispensabile per una moderna democrazia: un luogo dove la ricerca sia aperta e non chiusa dogmaticamente su identità territoriali, regionali, confessionali, calate dall'alto, sorvegliate da agenzie ideologiche dominate dal sospetto e dalla volontà di dominio: o peggio ancora, sorvegliate dai tutori di localismi tanto feroci quanto fondamentalmente stupidi, incredibilmente stupidi, pronti come sono a credere che il male venga da fuori, che la qualità degli insegnanti sia delimitata da confini regionali e da latitudini geografiche.

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"la riforma non è contro le toghe ma le carriere vanno separate" - liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La Bongiorno (An) vuole introdurre i manager nei tribunali: "No al controllo del governo sui pm" "La riforma non è contro le toghe ma le carriere vanno separate" L'obbligatorietà dell'azione penale? Se un fatto è reato deve essere sempre perseguito La corruzione deve restare tra i reati per i quali i magistrati possono disporre intercettazioni LIANA MILELLA ROMA - Per sottolineare l'importanza determinante dell'efficienza della giustizia, nel 2004, in tribunale a piazzale Clodio, intervenne a fianco delle toghe che scioperavano contro l'ordinamento giudiziario di Castelli. Giulia Bongiorno non ha cambiato idea. Tant'è che, da presidente della commissione Giustizia della Camera, ha subito convocato i magistrati campioni d'efficienza come Tarfusser e Barbuto. Ora che, per An, è protagonista della stagione delle riforme, dice: "L'efficienza va messa al primo posto e assieme servono un nuovo Csm e carriere separate". Ma non vede che l'Anm ha risposto subito picche? "Loro leggono la parola "riforma" come un peggioramento della propria condizione. Suggerisco di interpretarla come la via per superare un sistema che non funziona". Palamara dice: Berlusconi non riduce di un giorno i tempi dei processi modificando l'assetto della magistratura. Chi ha ragione? "La priorità assoluta è restituire efficienza alla giustizia, ma ci vuole anche una riforma globale sia della magistratura che dell'avvocatura". Cioè bisogna intervenire sia sui giudici che sulla procedura? "Serve una doppia, contestuale e radicale riforma. Da un lato velocizzare i processi, dall'altro formare meglio i giudici e separare le carriere. Gli attuali meccanismi di selezione sono del tutto inadatti. Prima dell'esame finale il giudice deve fare un periodo di pratica negli uffici giudiziari, come fanno gli avvocati, per essere non solo un teorico ma un uomo calato nella realtà". E il pm lo mette sotto l'esecutivo? "Assolutamente no. Creerei un organismo autonomo e indipendente". La lentezza dei processi è anche colpa dei giudici? "La produttività dei singoli magistrati non è controllata a sufficienza. Alcuni lavorano tantissimo ma altri, per giorni, sono difficilmente rintracciabili in ufficio. Le conseguenze negative sono ovvie". E se si separassero le carriere la situazione cambierebbe? "Si realizzerebbe un sistema di massima indipendenza del giudice. Nella quotidianità bisogna pensare a nuove figure, come i manager, per organizzare e rendere più celere il lavoro dei magistrati". Il Csm non garantisce controlli sufficienti? Ce ne vogliono per forza due? "Non nego che il Consiglio abbia avuto dei meriti, ma è evidente che va superata la logica correntizia. Non condivido la radicale opposizione di Palamara, perché dice no e basta. Lo invito a essere più propositivo". Ma una riforma così "pesante" non rischia di occupare l'intera legislatura e risolversi in nulla? "Dipende dal grado di condivisione politica. Se tutti comprendono che questa è un'occasione storica e anche il Pd si schiera con noi e pure l'Anm, visto che Palamara parla di nuova generazione, fa il grande salto, allora basta poco tempo. Se si va al muro contro muro o si anticipano le critiche prima di vedere i testi, tutto diventerà complicato". Dialogo a tutti i costi? "Sono ontologicamente per il confronto quando si tratta di riforme di cosi grande portata". E crede davvero che il Pd possa riformare la magistratura col Cavaliere? "La giustizia è un servizio e non un optional, invece manca alla gente da troppi anni. Non mi pare che Berlusconi abbia fatto annunci contro i giudici visto che ha citato Falcone come modello cui ispirarsi". Ma vuole eliminare l'obbligatorietà dell'azione penale. Ghedini lo frena. E lei? "Se un fatto è reato deve essere sempre perseguito, se non lo è ovviamente no. Non comprendo perché dobbiamo affidare a un ulteriore filtro la scelta, già contenuta nel codice, se sanzionare o meno un delitto. Il cittadino deve sapere in anticipo che se viola la legge sarà sicuramente punito". Giustizia e riforma federalista: Berlusconi preme per la prima, Bossi per la seconda. Chi avrà la meglio? "L'una non esclude l'altra. Potranno procedere assieme. Se è necessario il Parlamento lavorerà molto di più". Intercettazioni, primo banco di prova alla riapertura delle Camere. Sempre convinta, al contrario di Berlusconi, che la corruzione vada inclusa? "Assolutamente sì. Gli ascolti saranno ridotti affidando l'autorizzazione a un organo collegiale. Le intercettazioni sono come il bisturi per il chirurgo, non possiamo toglierle ai magistrati, ma loro dovranno usarle con cura".

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(segue dalla copertina) riccardo stagliano (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Se n'è andato Bill Gates e con lui altre migliaia di utenti. Il sito Facebook registra sempre più abbandoni. Navigatori irritati dalle insidie del social network più famoso del mondo. O semplicemente delusi E se cancellare il proprio account può rivelarsi un'impresa, utilizzarlo in modo spregiudicato può diventare un pericolo Il servizio internet è il fenomeno del momento e ha superato il rivale MySpace (SEGUE DALLA COPERTINA) RICCARDO STAGLIANO riccardo staglianò Al picco della popolarità gli abbandoni fanno più rumore. Tra dicembre 2007 e gennaio 2008 ventimila frequentatori francesi e 23 mila spagnoli, riporta Le Figaro, hanno cancellato il loro account. "Suicidarsi", è il gergo drammatizzante che si usa in questi casi. Evidentemente si erano stancati del loro "potere di condividere, per rendere il mondo più aperto e connesso", come il ventiquattrenne fondatore Mark Zuckerberg ha definito la sua creatura alla recente convention di San Francisco. Perché nel frattempo, scartato il giocattolo, si sono accorti di alcuni difetti. C'erano tutte le attività classiche. Una volta digitata la password, si poteva vedere dov'era e che faceva in quel momento una serie di vostri amici. Scoprire che alcuni avevano familiarizzato per merito vostro. Che un altro paio aveva cambiato la foto con cui presentarsi nella società telematica. E ancora, declinare un numero sempre troppo alto di inviti alla comunità di amanti del gatto o a quella dei lettori del Piccolo principe, come ricaduta transitiva del fatto che qualche vostra lontana conoscenza vi si era iscritta. Ma una volta entrati in questo circolo era difficilissimo uscire. Ancora pochi mesi fa Facebook era una trappola. Se decidevate che eravate stanchi di far sapere alla vostra cerchia di sodali virtuali dove vi trovavate, cosa stavate leggendo, quali acquisti avevate fatto potevate "disattivare" il vostro account. Lo mettevate in stand by, non lo spegnevate davvero però. Le vostre informazioni personali rimanevano sul server "per un ragionevole periodo di tempo", come recitava la clausola del sito. Alan Burlison, un ingegnere informatico britannico, piuttosto bravino con la tecnologia, ha provato di tutto per cancellarsi. Niente. E dopo lettere di fuoco al servizio clienti è riuscito a far rimuovere le innumerervoli tracce del suo passaggio solo spedendo ad alcuni responsabili del sito un link al video dell'intervista rilasciata a Channel 4 per denunciare l'accaduto. Come lui tanti altri hanno vissuto lo stesso calvario. E, con un cortocircuito tipico delle cose internettiane, era anche nato un gruppo di discussione interno a Facebook su "come distruggere permanentemente il tuo account" messo su da un ventiseienne svedese che a febbraio contava 4.300 membri. Un attaccamento così tenace al cliente, ai suoi dati personali piuttosto, si spiega col fatto che il sito guadagna vendendo informazioni demografiche e di comportamento online alle aziende di marketing. Anonime, aggregate, ma comunque preziose. Più schedature quindi (anche di utenti non attivi) uguale più soldi. Ma quando il risentimento ha toccato il livello di guardia la compagnia ha, molto discretamente, concesso l'exit strategy. La prima scelta è sempre "disattivarsi". Ma oggi, spulciando nella sezione "aiuto", spunta anche un bottone per fare hara-kiri virtuale. E sparire una volta per tutte. Se la vita è stata resa più facile a chi vuole andarsene, i rischi per chi resta rimangono. E la casistica di vittime di Facebook si allunga, facendosi sempre più variegata. C'è la compagnia di assicurazioni statunitense che, per negare un risarcimento di spese mediche al cliente, porterà in tribunale delle confessioni online che dimostrerebbero la causa emotiva e non organica dei suoi disordini alimentari. C'è il procuratore texano che, per provare la colpa di un guidatore che ha ucciso un uomo in un incidente d'auto, allegherà le pagine in cui dichiara "non sono un alcolista: sono un iper-alcolista". E non è necessario dire o fare cose di rilevanza penale per passare dei guai. Come sanno bene i 27 dipendenti dell'Automobile Club della Southern California licenziati per messaggi offensivi nei confronti di colleghi. Regolarmente scambiati - e letti - attraverso il sito. Stando a un sondaggio recente di Viadeo, un altro social network, il 62% dei datori di lavoro britannici darebbero ormai un'occhiata alle pagine di Facebook e simili prima dei colloqui. E un quarto dei candidati sarebbe stato respinto di conseguenza. Per Michael Fertik, presidente di ReputationDefender, la quota di bocciati per incontinenze internettiane negli Stati Uniti è addirittura del 43%. La sua società, a pagamento beninteso, setaccia la rete alla ricerca di potenziali fonti di imbarazzo. "è inquietante quante informazioni siano disponibili sul vostro conto in un social network - ha detto a Wired - e quante conclusioni, più o meno vicine alla realtà, vi si possano trarre". La totalità dei suoi dipendenti, confessa per niente contento, è su Facebook. E le figuracce di quando uno scopre che l'altro, la sera prima, è stato a un barbecue di un collega che invece si era guardato bene dall'invitarlo sono all'ordine del giorno. Ci sono gaffe ben peggiori, ovvio. Al punto che l'anno scorso l'esercito inglese ha mandato una direttiva ai suoi soldati al fronte proibendo loro di rivelare informazioni che potessero localizzarli temendo che Al Qaeda potesse intercettarle. Niente di più facile, in effetti. Potremmo farlo tutti, senza avere né un particolare talento di hacker né di 007. Basta avere un "conto" per entrare e dare un'occhiata. Spionaggio elettronico al quale anche i genitori si sono rapidamente riconvertiti. Una volta rovistavano nei diari dei figli per scoprire ciò che loro gli volevano nascondere. Oggi possono sapere molto di più, rischiando molto meno di essere beccati in flagranza. Ti iscrivi, cerchi il nome del pargolo e scopri cosa dicono, pensano e fanno lui e la banda dei suoi amici. Un'autobiografia collettiva a portata di clic. Perché quel che sorprende è ciò che gli esperti chiamano il "paradosso della privacy". Succede che, come ha spiegato l'economista della Carnegie Mellon George Loewenstein, quando lui e i suoi ricercatori hanno posto domande delicate a un gruppo di studenti dando forti garanzie di riservatezza ha risposto il 25%. Quando neppure si nominava la riservatezza, si confidava oltre la metà degli intervistati. Non evocare rischi li aveva resi più tranquilli, meglio disposti. Il contesto poi fa la differenza e pochi, di fronte al pc, sentono minacciata la loro privacy. Sbagliando, ovviamente. Ma è un dato di fatto che solo un quarto degli utenti di Facebook utilizzi i controlli per graduare quante informazioni sul proprio conto gli altri possano consultare. Non si pongono il problema, oppure non sanno come utilizzarli. E restano nudi nel cyberspazio. Una circostanza che non impedisce a Facebook di crescere impetuosamente. "Mario Rossi added you as a friend..." è una delle intestazioni più frequenti nel nuovo spam che intasa le nostre caselle elettroniche. Non sappiamo bene perché, ma quando qualcuno ci invita accettiamo di far parte del club. D'altronde uno dei boss della compagnia, il futurologo neocon Peter Thiel, è un grande fan del filosofo di Stanford René Girard, teorico del "desiderio mimetico". Banalizzando: la gente segue quel che fa il gregge, senza tanto riflettere. Il motore immobile di tanti successi commerciali. Nel mondo reale come in quello virtuale.

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Delle - siegmund ginzberg (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura DELLE "L'Enigma Montefeltro" un saggio di Marcello Simonetta congiure l'Italia Il duca di Urbino, pur professando amicizia per i Medici, è a conoscenza del complotto ordito contro di loro dai Pazzi con l'aiuto del papa Sisto IV Un fitto carteggio in cifra, ora interpretato, svela i retroscena Dalla guerra di parole si passa ad un intervento contro Firenze Francesco Pazzi viene prelevato nudo dal palazzo e subito impiccato I sicari riescono ad ammazzare in Duomo il solo Giuliano de' Medici SIEGMUND GINZBERG Due coalizioni, composta una da tre, l'altra da due parti, verrebbe da dire partiti, principali, si contendono l'egemonia in Italia. Ciascuno dei partiti è a sua volta dilaniato da risse ai coltelli avvelenati tra le componenti interne, da violentissimi scontri per la successione al leader del momento, anzi da complotti per eliminarlo, in modo da potergli succedere. L'ago della bilancia è rappresentato da potentati locali minori, alleati all'una o all'altra delle coalizioni. Capacissimi però di far finta di stare con gli uni e magari lavorare al tempo stesso per i nemici, passare con disinvoltura da una parte all'altra, o stare con tutt'e due, o magari ripassare, dopo un doppio salto mortale, con la parte originaria. è l'Italia alle soglie del 1500. Con le sue città-stato di cui ciascuna è governata, con diverse gradazioni di tirannia, da padroni che mirano a perpetuarsi in dinastia, ma si rivelano tutti più o meno instabili ed esposti ad un cambio di leadership, anzi veri e propri "cambi di regime". A Milano dominano gli Sforza, pronti a sbranarsi per la successione. A Firenze i Medici. A Napoli e nel resto del Sud gli Aragonesi. A Venezia e nel Nord-est un'oligarchia di ricchi e arzilli mercanti. A Roma comanda il Papa, espresso dalla famiglia nobile di turno. Mentre i Montefeltro di Urbino, i Malatesta di Rimini, gli Estensi di Ferrara, i Gonzaga di Mantova prestano di volta in volta i propri servizi diplomatici e soprattutto militari, da "condottieri" al servizio del miglior offerente. Un'intensissima corrispondenza diplomatica privata tra i protagonisti rivela complotti, congiure, retroscena, ricatti, avvertimenti mafiosi, inciuci, progettati tradimenti e invenzione di nuove alleanze, persino pettegolezzi piccanti. è a prova di intercettazione perché cifrata. Molte di queste carte, conservate negli archivi, erano rimaste illeggibili fino ai giorni nostri. Marcello Simonetta le ha decifrate, grazie anche all'aiuto di un suo lontano antenato, Cicco Simonetta, potente cancelliere degli Sforza. Per trascrivere il testo di quelle intercettazioni di oltre mezzo millennio fa, ha fatto ricorso alle sue Regule ad extrahendum litteras zifratas sine exemplo, un trattato per decifrare messaggi segreti utilizzando un modello matematico. Il risultato è un libro di storia, una ricerca seria e documentata, che si legge però come un romanzo giallo: L'Enigma Montefeltro, pubblicato da Rizzoli (pagg. 307, euro 19) in elegante copertina, ma con una qualità delle illustrazioni interne che purtroppo lascia molto a desiderare. Peccato, perché una parte dell'enigma è decifrato con chiave pittorica, attraverso i simboli nascosti nei dipinti di Botticelli e del Perugino. "Enigma" era il nome dell'inviolabile cifrario meccanico usato dai Tedeschi nella Seconda guerra mondiale, sconfitto dal genio matematico Alan Turing. Il Montefeltro è il Duca di Urbino Federico, uno dei protagonisti chiave dell'epoca. Era il figlio bastardo, poi legittimato di Guidantonio da Montefeltro. Lo soprannominavano "Caino" perché si dava per scontato che avesse tirato le fila della congiura in cui era stato assassinato l'erede legittimo, suo fratello Oddantonio. Secondo la recente interpretazione di Bernd Roeck la Flagellazione di Piero della Francesca sarebbe una denuncia in simboli, nemmeno tanto criptici per i contemporanei, forse commissionata da una delle sorelle della vittima. Federico di mestiere faceva il mercenario di eserciti. Li forniva al migliore offerente, come dire, "chiavi in mano", per il tempo e con la dotazione richiesta. Aveva precise tariffe. Le sue tecniche di marketing includevano il passare per pacificatore e moderatore, anziché fomentatore di lucrose guerre. Agli inviati stranieri spiegava: "Ho cercato con ogni mia industria che sia pace ed unione in Italia? e non ci è stato rimedio: finaliter ognuno grida guerra guerra, or su facciamo guerra in nome di Dio, e Dio e ancora assai uomini da bene del mondo mi sono testimoni". La redditizia industria del conflitto poteva però funzionare e perpetuarsi solo ad una condizione: che nessuna delle parti in causa sopraffacesse completamente le altre. La forza della "lega generale" tra Venezia, Milano e Firenze, compensava in genere efficacemente il "polo" avverso formato dal Papa e del Re di Napoli. Ma l'equilibrio si ruppe quando nel 1471 ascese al soglio di Pietro un papa, Sisto IV, la cui fissazione era produrre un cambio di regime a Firenze. Si potrebbe anche dire cambio di banchieri, anziché cambio di regime, perché sia i Medici che i Pazzi, loro rivali, erano famiglie di banchieri. La differenza era che i Pazzi, al contrario dei Medici, erano ben disposti verso la politica di espansione pontificia nelle Romagne. I poteri forti contavano insomma anche allora molto più della religione e di tutto il resto. L'obiettivo era sostituire gli uni agli altri al governo di Firenze. Le carte decifrate mostrano che Federico, il quale pubblicamente professa amicizia verso i Medici, è ben a conoscenza del complotto. Qualcosa non lo convince del tutto ("forse io sarei di altro parere se le cose non fossero tanto avanti"), ma non si tira indietro, anzi propone una spregiudicata manovra per occupare Firenze. Ma il 26 aprile 1478, allo scoccare della "congiura dei Pazzi", le cose non vanno come previsto. I sicari riescono ad ammazzare in Duomo il solo Giuliano de' Medici. Si salva invece Lorenzo, quello che avrà poi il nome di Magnifico. Alcuni dei congiurati vengono linciati dalla folla accorsa a sostegno dei Medici al grido di "Palle, Palle" (il loro emblema). Altri sono costretti a scappare. Francesco Pazzi viene prelevato nudo dal palazzo di famiglia dove si era rifugiato ed impiccato alle finestre di Palazzo vecchio, assieme ad uno dei suoi complici, l'arcivescovo Salviati. Così come viene impiccato, con tutti i suoi servi, Jacopo Pazzi, catturato in campagna dopo che era fuggito attraverso Porta delle Croce, dopo averne corrotto le guardie. Si sequestrano i loro conti bancari, si pignorano i loro beni, vengono cancellate le lapidi dei loro antenati, alle donne della famiglia viene proibito di sposarsi. L'assassino di Giuliano, Bernardo Brandini, sarebbe andato a rifugiarsi addirittura a Costantinopoli, ma il sultano, interessato ai buoni affari coi Fiorentini, l'avrebbe rimandato a Firenze, dove fu subito impiccato, vestito per beffa da turco. Ne abbiamo testimonianza nel disegno di un pittore allora ancora relativamente sconosciuto: Leonardo da Vinci. Il Papa, che era il principale mandante degli assassini, furibondo perché sono stati giustiziati uomini di chiesa ed è stato trattenuto per oltre un mese come ostaggio il cardinale suo nipote, scomunica Lorenzo e i Fiorentini. Lorenzo gli risponde affidando la contropropaganda ad un esercito di avvocati. Federico di Montefeltro ha la faccia tosta di scrivergli continuando a fingere di essergli amico. Lorenzo, dal canto suo, sa benissimo che nel complotto il Duca di Urbino c'è dentro mani e piedi, perché uno dei congiurati ha confessato tutto. Ma fa finta di dargli corda, proprio per evitare di ritrovarsi solo, o male accompagnato, contro tutti gli altri insieme. In men che non si dica, dalla guerra di parole e per interposti avvocati e magistrati, si passa però ad un intervento armato contro Firenze. I Medici rischiano di essere spazzati via dalla "guerra dei Pazzi". Lorenzo si salva solo perché va via mare a Napoli a firmare un accordo separato con Ferrante d'Aragona e perché Federico da Montefeltro sconsiglia fermamente l'occupazione di Firenze. In una lettera al comandante delle truppe aragonesi elenca tutti gli "inconvenienti" che "facilmente", "anzi pur necessariamente" potrebbero risultare da un attacco a Firenze: lui è disabilitato da un incidente in cui s'è rotta la gamba; sarebbe impossibile, "in un paese tanto pieno e delizioso, il tenere a freno i soldati licenziosi per la fresca vittoria, e per natura e per uso assetati di preda"; "Ma ammesso e non concesso che siano ubbidienti, e non abbandonino i luoghi, che poi? è forse lontano Roberto Malatesta (il condottiero suo rivale), e non aspetta forse ogni piccola occasione di nostro disordine per raddoppiare le sue vittorie, e acquistarsi il nome di salvatore e liberatore di Firenze?". E ancora: "La fretta è cieca, perciò se io non m'inganno non sarà se non bene il considerar prudentemente ciò che sia da farsi prima che si corra a così importante e pericolosa risoluzione". Sarà anche stato un gran figlio di buona donna questo Federico, ma dà l'idea che ci avrebbe pensato due volte prima di occupare Afghanistan e Iraq, per non parlare dell'Iran.

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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Carabiniere trova un orologio da 80.000 euro (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 28-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'ignoto proprietario lo ha perso in Corso Italia. Il militare lo porta in Comune Si tratta di un Cartier monopulsante in oro bianco con uno zaffiro sulla corona FRANCESCO DAL MAS CORTINA. Perdere, lungo il frequentatissimo corso Italia, in pieno centro a Cortina, un orologio di un valore minimo di 80 mila euro e massimo di 180 e nemmeno sorprendersi di non averlo più al braccio o in tasca o, ancora, in borsa. Sembra impossibile, ma è accaduto. Fortuna ha voluto che un maresciallo dei carabinieri della Compagnia di Cortina l'abbia trovato. E che l'abbia consegnato al suo comandante. Che a sua volta l'ha depositato in municipio, presso l'economato che si cura dell'Ufficio oggetti smarriti. In 24 ore, però, ancora nessuno si è fatto avanti. Forse si sarà chiuso in casa (o in albergo), anche lui smarrito. O, forse, sarà così vip da non farci caso più di tanto. Ma - fanno notare in Compagnia - è un orologio che vale quanto un piccolo appartamento in pianura, se non proprio a Cortina. Si tratta infatti di un cronografo Cartier monopulsante in oro bianco 18 carati, con uno zaffiro sulla corona, congegno interno a 27 rubini, automatico. Un oggetto che, vedendolo abbandonato a terra, uno ha il tremore perfino di raccoglierlo. E fa intervenire immediatamente i carabinieri perché se ne occupino. Un comune orologio, invece, avrebbe probabilmente un altro destino. L'altro ieri pomeriggio, invece, un maresciallo dell'Arma passeggiava per il centro città, fuori servizio, tra le tante centinaia di persone che in questi giorni stanno affollando la conca ampezzana e specificatamente il lussuoso selciato di corso Italia. Il graduato intercetta l'orologio a terra, lo raccoglie, si guarda intorno per verificare su qualche volto i sintomi dello smarrimento per una perdita così grave. Ma nessuno sta cercando quel prezioso. A sorprendersi è lo stesso maresciallo che, senza fare una piega, anziché continuare il suo itinerario di vetrina in vetrina corre verso il municipio e consegna il pezzo all'apposito Ufficio Oggetti Smarriti. E' evidente che, davanti ad una merce così preziosa, a prendersi cura dell'affido è lo stesso economo. Del singolare ritrovamento il maresciallo informa ovviamente i superiori. Di fronte al comandante che si congratula per il gesto, a testimonianza peraltro dell'abituale comportamento dei militi dell'Arma, l'interessato quasi si scusa: "...questo è il mio modo normale di comportarmi, in questi casi. Ho già tutto quello che mi serve". Di più. Il maresciallo dice d'essersi calato nei panni di chi ha perso quel prezioso: "...non posso non pensare che ci sia qualcuno che affannosamente sta cercando un oggetto così raro, e magari dal così alto valore anche affettivo. Ma io sono carabiniere anche per questo". Un episodio che inorgoglisce l'intera Compagnia di Cortina: "questo non è un atto straordinario, ma uno di quei tanti gesti quotidiani che confermano come noi facciamo semplicemente il nostro dovere". Questa mattina si occuperà, di quell'orologio, la polizia locale, per conto appunto del Comune, augurandosi - come ci dicono al comando - che il proprietario si faccia vivo al più presto, peraltro dimostrando puntualmente che di quel cronografo è il titolare. "Saremmo lieti per lui, ma ci leverebbe anche un grosso pensiero", dicono i vigili. Svogliando i verbali degli oggetti smarriti, si scopre in questo modo che l'elenco è molto lungo: da braccialetti a collane, più o meno impreziosite d'oro, da anelli ad orecchini, ai più banali (si fa per dire) cellulari e macchine fotografiche. Ma un appartamento, fino ad oggi, non era stato mai smarrito; pardon, un cronografo che vale quanto un alloggio.

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Caccia su internet alle email dei lo piccolo - salvo palazzolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VIII - Palermo Caccia su Internet alle email dei Lo Piccolo Controlli su una linea di trasmissione dati scoperta nel covo di Terrasini Confessa la tabaccaia che ospitò per due anni i capimafia è ancora giallo sul pc portatile dei due latitanti In un pizzino tracce di una chat SALVO PALAZZOLO Nuovi controlli della polizia attorno alla villa di Terrasini che è stata per due anni il covo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. A caccia degli ultimi segreti dei padrini di Tommaso Natale, quelli che ruotano attorno a un computer portatile che come hanno riferito i pentiti "era sempre collegato a Internet". Il computer fu portato via in tutta fretta dai fedelissimi dei boss, subito dopo la notizia del blitz del 5 novembre 2007. è rimasta la linea per il collegamento veloce a Internet, che i Lo Piccolo avevano fatto installare subito dopo il loro arrivo a Terrasini, nell'autunno 2005. Nelle scorse settimane, il pool coordinato dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo ha chiesto alla squadra mobile di tirare fuori tutti i dati possibili da quella connessione telefonica, soprattutto quelli relativi alle email che i padrini spedivano ai loro complici. Per seguire le tracce elettroniche di Cosa nostra sono arrivati anche gli esperti della polizia postale. Alla fine, dopo tanti silenzi, ha parlato di quel computer pure la padrona di casa dei Lo Piccolo, la signora Angela Colombo, finita in carcere nei mesi scorsi assieme al marito, Angelo Targia, il titolare del bar tabacchi sulla spiaggia di Magaggiari. "Nella saletta antistante la camera da letto - questo ha messo a verbale - i Lo Piccolo avevano creato una postazione dotata di computer, al quale lavoravano entrambi. Dopo circa quindici giorni dall'arresto si è presentato di sera tardi un uomo che ho poi riconosciuto in Massimo Troia. Mi chiese di radunare tutte le cose dei Lo Piccolo, che avrei dovuto restituire a una persona che sarebbe venuta presto. Disse che anche il computer era di loro competenza". Dopo qualche giorno, si presentò Calogero Lo Piccolo, l'altro figlio di Salvatore. La signora Colombo ricorda ancora: "Un giorno, i Lo Piccolo avevano dimenticato un mazzo di chiavi. Notai che ce n'era una particolare, tipica delle casseforti o delle cassette di sicurezza. Notai pure un telecomando blu scuro, con tre pulsanti neri". In quel covo, i Lo Piccolo si sentivano sicuri, anche dopo aver appreso dell'arresto di uno dei loro colonnelli, Francesco Franzese: non sospettavano che avrebbe soffiato presto alla polizia il nome dell'ultimo tramite verso Terrasini, l'insospettabile Vito Palazzolo, gestore di un agriturismo. A fine luglio, i pm Domenico Gozzo, Gaetano Paci, Francesco Del Bene, Marcello Viola e Annamaria Picozzi hanno firmato la chiusura dell'indagine sul ramo estorsioni della holding Lo Piccolo. Ma resta ancora altro da scoprire su quel gruppo criminale che era diventato il simbolo della nuova Cosa nostra dopo l'arresto di Bernardo Provenzano. Anche Salvatore Lo Piccolo aveva inventato un codice numerico per individuare i suoi picciotti e gli insospettabili complici. "Ma alla fine ci siamo confusi un po' tutti", ha spiegato Franzese ormai pentito. "E così Lo Piccolo aveva deciso di passare ai soprannome". Nei mille pizzini trovati in una "The Bridge", il giorno del blitz del 5 novembre, ci sono ancora numeri e soprannomi non individuati. L'indagine prosegue. E gli inquirenti sperano che la linea Internet riveli qualche traccia importante. Di certo, nel tempo libero, Sandro amava chattare, oppure visitare un sito di modelle "in affitto". In un pizzino, qualcuno consiglia al giovane boss di cliccare "sulla prima modella a destra, sulla homepage". Di certo, dentro a quel computer, i Lo Piccolo hanno inserito il cd rom che conteneva il file dell'indagine Gotha: davanti al monitor fu deciso che il vecchio boss Lino Spatola doveva morire, perché le intercettazioni dicevano che aveva tramato con Nino Rotolo contro il potere dei nuovi padrini.

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"i grandi magazzini arriveranno a indicare ogni giorno i prezzi online" - paola coppola (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca L'intervista Giuseppe Bortolussi, responsabile del centro studi Cgia di Mestre "I grandi magazzini arriveranno a indicare ogni giorno i prezzi online" PAOLA COPPOLA "L'Italia deve fare il salto di qualità: i supermercati devono mettere online i prezzi di tutte le merci, tutti i giorni, così i consumatori potranno fare una comparazione trasparente e scegliere i prodotti con il rapporto migliore tra qualità e prezzo. Negli Stati Uniti la spesa si può già fare in questo modo, sfruttando appieno le potenzialità di Internet. Noi non siamo lontani, e questo aiuterebbe davvero le famiglie italiane ad affrontare il carovita". Per Giuseppe Bortolussi, direttore del centro studi della Cgia di Mestre, questo è un modo "per fare la spesa con la testa oltre che con le gambe", i siti che mettono a confronto offerte speciali, promozioni e sconti di supermercati e negozi "sono solo il primo passo". Questi siti sono uno strumento che aiuta le famiglie ad arrivare alla fine del mese, suggerisce scorciatoie per combattere il carovita? "Questi siti nascono anche come effetto della crisi, rispondono all'esigenza di risparmio dei consumatori, ma permettono un confronto soltanto tra i "prodotti civetta" di supermercati e negozi. Ma non è detto che questi applichino i prezzi più bassi su tutti i prodotti: è possibile invece che quello che si risparmia su un prodotto poi si spende su un altro. Il "carrello virtuale ideale" è invece quello che permette un confronto tra i prezzi di tutti i beni e ne mostra anche l'aumento nel tempo, e che è tarato sugli acquisti di ciascuno consentendo quindi alle famiglie di calcolare l'andamento dell'inflazione personale". Chi usa questi siti che promettono una mappa del risparmio? "Rivolgersi a Internet per un confronto delle offerte e dei prezzi dei prodotti resta un fenomeno elitario, perché non più del 30 per cento della popolazione naviga in rete. Questi siti sono frequentati soprattutto da un pubblico giovane e colto senza molta disponibilità economica: l'utente tipo potrebbe essere lo studente fuori sede. Potrebbe rappresentare circa il 20 per cento del pubblico, anche perché, se per l'abbigliamento molti giovani sono attratti dai marchi, per quanto riguarda i prodotti alimentari sono attenti al rapporto tra qualità e prezzo". Per fare la spesa acquistando i prodotti nei luoghi dove conviene di più serve tempo. Questi siti intercettano anche le casalinghe? "Credo che le casalinghe continuino a preferire i metodi tradizionali di risparmio. Il carovita, però, potrebbe aver contribuito alla nascita di un fenomeno nuovo nel nostro paese: quello della spesa come fatto comunitario delle famiglie italiane che stentano ad arrivare alla fine del mese". Perché? "è possibile ipotizzare che a conoscere e a navigare attraverso questi siti che comparano le offerte siano i più giovani, quei figli che vivono in famiglia, e che siano loro a segnalare la presenza di punti vendita dove si può risparmiare o l'offerta speciale su un singolo prodotto. Il compito di acquistarlo, poi, spetterà a chi si occupa di fare la spesa".

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Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-28 num: - pag: 3 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Cantieri e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate I disagi d'agosto. "Tram in ritardo e negozi chiusi" E un appello: "Subito un difensore dei cittadini" N ella Milano d'agosto si alza un mugugno solitario, una protesta isolata, una voce inascoltata: denuncia un tram in ritardo, un ufficio chiuso, una scala mobile che non funziona. Finito il fracasso delle notti al Ticinese e al Sempione, con la tregua dello smog e il placebo dei soldati in periferia, il lamento del cittadino d'estate è il diario dei disagi evitabili per chi resta e l'inventario delle disavventure per chi parte. Uno scrive che il parcheggio di Malpensa è troppo caro (e ha ragione), un altro denuncia la sporcizia dei treni sulla Milano- Novara (è vero), un altro ancora lamenta il disservizio negli uffici comunali di piazzale Accursio per un documento d'identità (personale in ferie). Per chi rimane in città, una fila di tre ore nell'ufficio postale di piazza Cordusio per ritirare una raccomandata è davvero insopportabile, ma fanno più male le saracinesche abbassate, il coprifuoco da città industriale che non si adegua alla città dei servizi che vuole essere Milano, che in agosto rimane "metropoli fantasma ", come scrive Isabella Bossi Fedrigotti: chiusi i negozi, i ristoranti, i parrucchieri, gli studi medici, le pizzerie, le palestre, Milano si condanna a una piccola morte, a un silenzio a volte asfissiante per il popolo degli anziani che hanno rinunciato alle ferie, che non si fanno vedere in giro per non mostrare l'imbarazzo di non potersi permettere una vacanza. Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente, in linea con l'Europa e le nuove abitudini dei cittadini, così come chiede il presidente dell'Epam Lino Stoppani, che tiene aperto il mitico Peck perché sono cambiate le abitudini e gli stili di vita, o come ripete da anni il Marco Comini del Matarel, sempre aperto d'agosto. Ma dovrebbe esserci anche un nuovo tipo di controllo, legato ai superprezzi che di questi tempi fanno soffrire e alle disattenzioni di sempre che in agosto diventano ancor meno sopportabili: un arbitraggio super partes in grado di rispondere a chi si lamenta per un caffè pagato un'esagerazione perché seduto al tavolino in Galleria, o per una semplice bibita pagata al prezzo di un Negroni; a chi chiede una migliore segnaletica per il terminal di Malpensa e alla lettrice che passa due ore in coda per imboccare lo svincolo della Tangenziale per viale Forlanini: non un cartello, un vigile, una segnalazione, un invito a cambiare percorso. "E con chi me la prendo?" s'indigna. Prendete il caso degli asili, l'apertura che slitta, la comunicazione in ritardo alle famiglie: non si poteva evitare, non si doveva informare per tempo? E l'accoglienza in Centrale, le scale mobili che vanno a intermittenza. Perché? Una, perennemente guasta, l'hanno murata. L'altra funziona saltuariamente. Scrive un cittadino viaggiatore: il personale Fs o non sa nulla o ci manda - inutilmente - dal lato opposto. Milano non si distingue, l'assistenza ai disabili, denuncia associazione Asphi, è quasi a zero. Non bastano a intercettare malumori i giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta che non va in ferie e sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e per le tasse a sorpresa recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe un gigantesco ufficio del Difensore civico, un city manager del cittadino. Cominciano a chiederlo anche i lettori d'agosto: qualcuno si domanda con quali poteri si può muovere oggi un gentile consulente del Comune che deve tutelare i diritti della gente. La risposta è: nessuno. Il difensore civico è una bella facciata, ma per far girare la macchina municipale più dalla parte del cittadino e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non chiede miracoli il cittadino d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano serve negli altri mesi dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto anche per potersi organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una città che offre ancora molto ma è sempre più esosa. Non si lamenta soltanto: è pronto a riconoscere l'umanità (quando c'è) in un reparto d'ospedale, la generosità di un medico o l'assistenza di un infermiere, oppure l'altruismo di chi ha trovato un portafoglio sul taxi e si è premurato di farlo riavere all'interessato. Buone azioni da incoraggiare, da incentivare. Come sollecitano tre politici, Andrea Fanzago dei Democratici, Aldo Brandirali e Michele Mardegan del Partito delle libertà: "In agosto occorre mobilitare la generosità dei milanesi che rimangono in città e dei giovani che hanno del tempo libero da dedicare a iniziative di buon volontariato. Da queste esperienze può nascere uno stile che va oltre la disponibilità estiva". Si va dall'aiuto agli anziani per la spesa, alla pulizia di una strada, alla visita a qualche malato. Qualche Comune, in provincia, già lo fa. Gesti concreti di solidarietà, emozioni da portare nel cuore. Prima che si torni a parlare di rom, di clandestini e di smog, incoraggiamo i nostri ragazzi a fare qualcosa di utile, a bucare la corazza dell'egoismo. Forse qualcuno prima o poi ci scriverà che ha visto un giovanotto alzarsi sul tram per lasciar posto a un'anziana o a una donna incinta. è una lettera che manca, ma noi abbiamo fiducia: l'aspettiamo. gschiavi@rcs.it Disagi Tram in ritardo Parking Troppo caro I negozi Molti chiusi Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente \\ Lavori e disagi Il Comune ha aperto in agosto oltre 200 cantieri stradali; decine gli interventi di Aem e Atm. Proteste dei cittadini.

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Fatti di nessuna rilevanza (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'EX PREMIER "Fatti di nessuna rilevanza" ROMA. Lapidaria la replica dell'ex premier Romano Prodi: "Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale". Le intercettazioni sarebbero irrilevanti anche laddove Prodi sembrerebbe sollecitare con Ovi "la ricerca di un socio di capitale per la società del nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a cercare fondi per il nascente Pd". Circostanze alle quali Prodi replica nella sua dichiarazione. "Come presidente del Consiglio - afferma - ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei, vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie - conclude l'ex premier - che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche".

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Prodi intercettato: Gli presto io i soldi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Prodi intercettato: "Gli presto io i soldi" Panorama pubblica le conversazioni dell'ex presidente con amici e parenti ROMA. Pressioni per ottenere favori e affari emergerebbero in alcune intercettazioni telefoniche di Romano Prodi, quando, nel 2007, era Presidente del Consiglio. I dialoghi, pubblicati oggi sul settimanale "Panorama", sono al vaglio della Procura di Roma. Secondo il settimanale, diretto da Maurizio Belpietro, il Professore avrebbe cercato di soddisfare alcune richieste di parenti coinvolgendo ministri e sottosegretari. Le intercettazioni sono ora sul tavolo del procuratore capo Giovanni Vecchione e l'aggiunto Mara Cordova, i quali devono valutare eventuali reati penali. Ma al momento, dei protagonisti di tali conversazioni, non risulta alcun iscritto nel registro degli indagati. L'interesse nasce tutto dall'inchiesta svolta dalle toghe di Bolzano per corruzione e riciclaggio sulla vendita dell'Italtel dell'Iri alla Siemens, avvenuta negli anni 90 con Prodi alla presidenza del colosso di Stato. E, tra i fondi neri del gruppo tedesco, è stato rintracciato un insolito bonifico da 5 milioni di euro a favore della Goldman Sachs, advisor nell'operazione e società dove hanno lavorato, oltre al Professore, anche l'ex sottosegrerio all'Economia Massimo Tononi e Allessandro Ovi, amico di Prodi e vice all'Iri. I risultati delle telefonate messe sotto controllo hanno mostrato uno scenario che ora da Bolzano in parte passa ai magistrati di Roma perché oltre a Prodi, coinvolgerebbe altri politici. Una delle vicende su cui si indaga riguarderebbe Pier Maria Fornasari, primario all'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, e consuocero di Prodi. Fornasari è sensibile alla banca dell'osso della Regione Emilia Romagna, che si occupa della lavorazione dei frammenti dei tessuto muscoloscheletrico. Per questo avrebbe chiesto contributi pubblici a Prodi. Ad occuparsi del caso viene incaricato Ovi e Prodi avrebbe organizzato riunioni ad hoc con gli allora ministri Livia Turco, alla Sanità, e Fabio Mussi, all'Università e ricerca scientifica. Nelle conversazioni sui finanziamenti si parla dell'Aster, ovvero il consorzio tra Regione Emilia Romagna, università, imprese e coop per la promozione della ricerca industriale e tecnologica del territorio. Ovi: "Lui dice che bisogna accelerare la costituzione del soggetto". Fornasari: "Così mi ha detto...". Ovi: "Sai, la convenzione è un bellissimo pezzo di carta ma perché arrivino i finanziamenti bisogna farli arrivare nel posto giusto. Mi raccomando la fretta perché a Milano sono già pronti. E evidente che Aster non ha nessuna qualifica per prendere i soldi perché non è neanche associata, l'importante è che Aster costituisca qualcosa che è medicina rigenerativa". Fornasari: "Facciamo l'incontro...Romano mi parlava del 4 luglio". Poi spunterebbero intercettazioni dove Prodi parla del nipote Luca, scienziato. L'ex presidente del Consiglio avrebbe chiesto l'intervento di Claudio Cavazza, presidente del colosso farmaceutico Sigma Tau, proprio per il nipote. Luca, forte del suo 20 per cento desidera far saltare il patto di sindacato nella Cyanagen, azienda bolognese titolare di diversi brevetti. Il giovane Prodi vorrebbe liberarsi di un socio, la Euroclone gruppo Celbio, che detiene il 24 per cento e per questo ne parla allo zio Romano il quale si interessa del caso coinvolgendo Ovi. Prodi: "Hai parlato con Cavazza?" Ovi: "Certo ho parlato, è molto, molto interessato, il problema che ho studiato i patti parasociali: si sono fatti veramente ingabbiare. Prima di far intervenire uno con le spalle forti bisogna che loro si liberino di questi signori di Euroclone..." Prodi: "L'hai detto a Luca?". Ovi: "Gliel'ho detto e ridetto... Ho parlato con il suo commercialista che ha convenuto con me: i patti sono stati fatti in un momento che si era con l'acqua alla gola perché gli hai dato tutto, quelli hanno messo 100 mila euro di aumento di capitale su un capitale di 10 mila". Prodi: "Si mette da solo e fanno la loro roba...". Ovi: "Sì, Romano". Prodi: "Potremo fare anche un'altra società, ci sto anch'io a prestargli i soldi". Ovi: "Ma Romano, ti sto dicendo che bisogna fare una cosa... amichevole... Quelli vogliono i soldi indietro, gli si danno i soldi indietro allora il Cavazza di turno interviene e ripaga quelli di prima....". Prodi: "Appunto è quello che dico io". Ovi: "Certo ma devono svincolarsi da questi qua perché hanno l'esclusiva su tutta una serie di cose". Prodi: "Lo so, appunto, siccome loro hanno brevettato tutto, intanto tirano via tutto quello che non hanno brevettato...". Ovi: "Sì che siamo d'accordo Romano, però sai benissimo che i brevetti hanno tutti i legami (...)". (a.g.).

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Il professore tra amarezza e sospetti "una mossa per bloccare le inchieste" - marco marozzi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Parisi: hanno paura dei loro scheletri. Il consuocero: tutti investono nella medicina rigenerativa Il Professore tra amarezza e sospetti "Una mossa per bloccare le inchieste" Ma perché tirano fuori vicende di nessuna rilevanza, non solo penale, ma anche morale? Sulle intercettazioni resto del parere di sempre: si pubblichino pure quando vi sia una reale motivazione MARCO MAROZZI ROMA - "E se parlar di Prodi servisse per non parlar di Berlusconi?" Fra i prodiani qualcuno va giù pesante su quello che il sito "Dagospia" ha definito fin dalla mattinata lo "scoop di Panorama". Romano Prodi lo ha saputo in viaggio per Losanna, per il 25º anniversario dell'Istituto svizzero di Diritto comparato. "Ancora la Siemens" ha sospirato con Silvio Sircana, suo portavoce dall'Iri a Palazzo Chigi, compagno di avventure ed eventuali misteri. "Ma perché tirano fuori fatti di nessuna rilevanza, non solo penale, ma pure morale?" è stato il primo commento. Poi, con una nota da Roma, ha rilanciato. Ricordando che "Panorama" è proprietà Berlusconi: "Vista la rilevanza data a una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica, - ha dettato - non vorrei che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche". Concetto che i due politici a lui più vicini rendono ancora più esplicito. "Hanno paura dei loro scheletri" attacca Arturo Parisi. E Giulio Santagata: "Un po' di polverone in vista dell'arrivo della legge sulle intercettazioni in Parlamento voluta da Berlusconi. Per dimostrare che tutte le intercettazioni sono uguali". "Fan di tutto - ride amaro l'ex ministro del Programma - per mostrare che è ancora Prodi a far più paura nel centrosinistra. Lui che si è chiamato fuori". Il Professore prende le distanze da qualsiasi pietra tombale sulle intercettazioni: "Resto del parere di sempre: si pubblichino pure quando vi sia una reale motivazione". Sulle quegli scambi telefonici né Prodi né i suoi sono mai stati sentiti o avvisati. Idem su tutta l'inchiesta relativa alla vendita di Italtel, gruppo Iri, ai tedeschi della Siemens. Operazione del 1994, mentre Prodi stava per lasciare la guida dell'Iri. Il fascicolo è contro "ignoti", reati ipotizzati che vanno dalla corruzione alla concussione. "Il Giornale" si occupò a lungo della vicenda l'anno scorso, con Prodi premier e Maurizio Belpietro direttore del quotidiano come adesso di "Panorama". Una ventina di articoli, la firma del giornalista è la stessa. Panorama tira in ballo le telefonate di Alessandro Ovi, collaboratore da sempre di Prodi, per "la ricerca di un socio di capitale per la società del nipote di Prodi, il Luca" e per "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari", autorità mondiale nel campo della ricerca medica. "La medicina rigenerativa - dice il primario - è il futuro della sanità. Tutti i Paesi evoluti stanno investendo in maniera molto cospicua. L'Italia è del tutto assente. Ho fatto presente al presidente del Consiglio l'importanza di cambiare registro. Continuerò a farlo con tutti coloro che posso. E in Emilia-Romagna esiste una realtà che le permette di proporsi come punto di riferimento della ricerca nazionale". "Come presidente del Consiglio - racconta Prodi - ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della Regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". Ovi, più brillante, taglia corto: "Abbiamo ascoltato richieste legittime a cui purtroppo non abbiamo potuto dare risposta positiva". E l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza i problemi fiscali della sua fondazione, di cui parla "Panorama" li ha risolti in altro modo: ricorrendo al Tar, vincendo la causa e ottenendo quel che Prodi non gli aveva. dato.

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Inchiesta italtel, intercettato prodi - walter galbiati (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Inchiesta Italtel, intercettato Prodi Panorama: richieste di favori per amici e parenti. L'ex premier: niente di rilevante WALTER GALBIATI MILANO - Il sottobosco della politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge ogni volta che viene intercettata l'utenza di chi è solito parlare con parlamentari. Favori, accreditamenti che immancabilmente emergono anche dalle telefonate di Alessandro Ovi, ex manager Iri, prodiano, che i pm di Bolzano hanno captato nell'inchiesta sui fondi occulti della Siemens. Un'inchiesta che ha coinvolto l'Italtel, ex azienda di Stato, dove Ovi aveva un ruolo dirigenziale: dal 1994 al 2000, infatti, è stato amministratore delegato di Tecnitel, società creata per gestire proprio le partecipazioni della Iri in Sirti e Italtel. Ascoltando le sue telefonate i pm di Bolzano speravano di trovare i destinatari della ipotetica tangente pagata dalla Siemens per agevolare i rapporti dell'azienda tedesca con l'Iri, in vista di una collaborazione industriale con Italtel. Invece sono incappati in una serie di telefonate, anticipate ieri dal settimanale della Mondadori, Panorama, in cui Ovi appare come uno dei tramiti per "raggiungere" l'allora presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ovvero, come un consigliere d'affari per alcuni parenti dello stesso Prodi, il nipote Luca, e il consuocero Pier Maria Fornasari. A chiedere favori, secondo il settimanale, sarebbe stato l'imprenditore farmaceutico, Claudio Cavazza (gruppo Sigma Tau). In cambio di una sponsorizzazione di un sondaggio per il nascente Partito democratico, avrebbe chiesto benefici fiscali per la fondazione scientifica del suo gruppo. "Una richiesta di revisione della lista - dice Ovi al telefono con Cavazza - è un passaggio che si può fare, ma bisogna parlare con Visco ... Romano non ha problemi". è, però, l'ex sottosegratario all'Economia Alessandro Tononi a spiegare a Ovi che la cosa in realtà non si può fare: "Lui (Cavazza, ndr) è venuto a trovarmi troppo tardi. Non può pensare che cambia il decreto del presidente del Consiglio... Loro mi stanno simpatici... sono amici di mio fratello ... se venivano un mese fa si telefonava a Visco, si diceva, guardate mi raccomando metteteli dentro, sono persone brave... io volevo aiutarli, io sarei stato il primo". Quanto al nipote Luca, Prodi viene intercettato con Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote, azionista di minoranza di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli allora ministri, Livia Turco, alla Sanità, e Fabio Mussi, all'Università, per convogliare risorse finanziarie verso le iniziative scientifiche del medico. "Fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale", ha replicato Prodi. "Come presidente del Consiglio - afferma - ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". Le telefonate sono state trasmesse alla procura di Roma, al pm Roberto Felici, che ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di indagati.

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"candidature, è troppo presto costruiamo prima il partito" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Napoli Il presidente Bassolino allontana l'ipotesi di elezioni regionali anticipate nel 2009 "Candidature, è troppo presto costruiamo prima il partito" "Intercettiamo i problemi concreti dei cittadini: il caro prezzi, l'inflazione" Le candidature e il dibattito avanzato sulla successione alla Regione? "è presto. Troppo presto. Prima vengono altre questioni". Antonio Bassolino ripete più volte l'avverbio. Risponde così alle "legittime ambizioni" di aspiranti leader alla poltrona di Santa Lucia: dal già dichiarato segretario provinciale Pd Luigi Nicolais all'ultimo in ordine di autocandidature, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Giacca pastello, polo chiara, Bassolino affronta la questione a margine della conferenza sulla scuola. Solo per un attimo l'umore disteso, al rientro dalle vacanze, gli si contrae sul volto. Ed è quando avverte: "Meglio che il Pd si rafforzi, che si occupi dei problemi concreti. Più si fa carico delle ansie e delle preoccupazioni delle famiglie, più non parla di altro, meglio è ai fini di una vittoria elettorale". Il governatore non fa cenno ad alcuna data, glissa accuratamente sull'anno in cui gli elettori saranno chiamati a votare per la Regione (il 2009, con un anno di anticipo; oppure 2010, scadenza naturale?), non parla del suo futuro politico. Ma ha cura di affidare ad avversari e a presunti successori la propria pacata analisi. Ovvero: "Prima abbiamo il dovere di costruire il Pd, dove non c'è, e di rafforzarlo dove c'è. Prima bisogna riallacciare un legame, un sentire comune con i cittadini, con i loro problemi reali, a cominciare dal carovita, dall'inflazione che flagella soprattutto la Campania. Poi occorre pensare al programma e alle alleanze, alla coalizione. Il Pd da solo non va da nessuna parte, no?". E ricorda: "La battaglia non ha mai un esito scontato: lo abbiamo visto a Roma, in Friuli. Ragionare sulle alleanze è fondamentale". Solo dopo queste preliminari questioni, "si penserà alle candidature, che saranno scelte con le procedure più democratiche", traduci primarie. Stop alle congetture, quindi. Bassolino pronuncia una frase illuminante: "Scadenza elettorale". Spiega: "Solo dopo aver compiuto un percorso di maturazione, indispensabile anche qui in casa nostra, ci si potrà presentare più forti alla scadenza elettorale: di Provincia, Regione e Comune". Si andrà al 2010, sembra di capire. Ma Bassolino non precisa. Torna sul tema che gli sta a cuore: "Il costo della vita deve essere una priorità dell'agenda politica. Abbiamo registrato quest'anno un aumento del 7 per cento sui prodotti alimentari. è una cosa enorme, soprattutto in una realtà come quella meridionale dove l'inflazione è più alta, dove c'è più disoccupazione, più nuclei monoreddito. Qui una famiglia su quattro è in condizione di relativa povertà". Quindi, il monito: "Il Pd e le forze che governano in Campania devono sapere intercettare queste preoccupazioni. Prepareremo meglio la stagione delle elezioni e la scelta del programma, meglio le alleanze e i candidati, se sapremo stare in sintonia con questo sentire". A tale proposito, il governatore annuncia, già nelle prossime ore, che prenderà contatto "con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali per aprire un confronto positivo, costruttivo sull'emergenza del caro prezzi. Abbiamo il dovere di dare risposte". Magari "intervenendo sulla polverizzazione della rete distributiva". E aggiunge: "A Napoli a luglio abbiamo registrato l'incremento di un punto dei prezzi rispetto a Milano e Roma. Per questo abbiamo il dovere di confrontarci e sollecitare il governo nazionale. Si tratta di un'emergenza sociale". (conchita sannino).

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Le risate dopo lo stupro "la tedesca ci ha fregati" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IX - Napoli Le risate dopo lo stupro "La tedesca ci ha fregati" Il gip: restano in carcere i tre sedicenni I ragazzi-carnefici confessano: non sono riusciti a terminare la violenza DAL NOSTRO INVIATO TORRE ANNUNZIATA - Erano "su di giri", e avevano appena tentato una rapina a un'altra coppia sulla spiaggia. I tre stupratori di Torre Annunziata, 16 anni a testa, avevano bevuto birre e spumante, e forse assunto cocaina, dopo avere accompagnato a casa le rispettive fidanzate-bambine. Così l'agghiacciante violenza consumata nella notte tra domenica e lunedì sulla pelle di Sandra G., la turista tedesca accampata con il fidanzato David a Rovigliano, è diventato il diversivo di una serata come tante, trascorse tra bravate e scorribande armate. Uno scenario che emerge dopo la convalida degli arresti, firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minori, Anna Cappelli, a carico di Luigi S., Valentino G. e Giovanni L., i tre ragazzini-carnefici. Il gip ha accolto la richiesta del pm Elvira Tortori e ha emesso a loro carico la misura più dura: ordinanza di custodia in carcere. Una sorpresa, per i ragazzi. Durante un'intercettazione ambientale negli uffici di polizia, uno degli indagati aveva rassicurato l'altro, con una previsione sbagliata: "Tranquillo: massimo due giorni e usciamo... ". In un altro passaggio, secondo quanto emerso dall'udienza di convalida, sia Valentino che Giovanni imprecano contro il complice arrestato per primo, Luigi, che aveva ammesso la rapina (negando lo stupro), e aveva tirato in ballo i due. "Ci ha cantato a noi? Proprio lui ha fatto i nomi nostri?". Luigi, figlio di un boss di camorra, sarebbe difatti - a detta degli altri due - colui che ha fatto "tutto". Cioè: "Ha fatto la rapina, ha alzato la tenda e gridava ai due che non capivano l'italiano, "Cash, cash", soldi e in contanti. Poi ha preso la ragazza e ci ha detto di tenere sotto tiro il fidanzato, "Aspettate, mi devo portare a questa", trascinandola in auto. Poi ci ha detto a tutti e due a turno, "Ora vieni tu"". Il racconto dell'orrore prosegue tra efferati particolari. Giovanni e Valentino, pur ammettendo i reati, sottolineano di non essere riusciti a "portare a termine" la violenza. Il che non attenua le accuse. Per tutti: porto d'armi, sequestro di persona, violenza sessuale. Per il gip, "sussistono specifiche ed attuali esigenze cautelari", soprattutto "il rischio di reiterazione dell'attività criminosa". Il giudice per le indagini preliminari sottolinea "le modalità particolarmente violente dello stupro di gruppo", "la superficialità con cui hanno commesso fatti di così rilevante allarme sociale". Così Luigi S., considerato l'organizzatore e il capo della spedizione, (difeso dall'avvocato Giovanni Tortora) viene inviato nel penitenziario minorile di Airola. Mentre per Valentino G. (difeso dagli avvocati Michele Riggi e Ciro Ottobre), e Giovanni L. (assistito dal legale Massimiliano Lafranco), scatta il trasferimento nell'istituto di Nisida. Un'altra conversazione colpisce. Durante una pausa delle confessioni, Giovanni e Valentino scherzano e fanno battute pronunciando frasi irripetibili. La cui sintesi è: "Pensavamo di fregare la tedesca, ma la tedesca ha fregato noi". Solo alla fine, emerge una parziale consapevolezza della gravità dei fatti: "Io ci ho provato a farle violenza, ma quella piangeva e mi guardava, con le mani in faccia. Aveva gli occhi arrossati: faceva troppa, troppa pena". (conchita sannino).

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L'ARMA delle intercettazioni telefoniche viene nuovamente sfoderata da Panorama (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del / Roma L'ARMA delle intercettazioni telefoniche viene nuovamente sfoderata da "Panorama", il settimanale di famiglia del premier in carica, contro Romano Prodi. Nel numero del giornale, oggi in edicola, vengono riportati stralci di alcune conversazioni datate giugno 2007, al vaglio della Procura di Roma "che si sta occupando di uno stralcio dell'inchiesta dei magistrati di Bolzano al lavoro sull'inchiesta per corruzione e riciclaggio sulla vendita dell'Italtel dell'Iri alla Siemens, avvenuta negli anni '90 con Prodi alla presidenza del colosso di Stato". Di qui i testi pubblicati dal settimanale, che precisa che nessuna delle persone coinvolte risulta iscritta nel registro degli indagati, e che riguardano, conversazioni di Prodi con il suo consigliere di sempre Alessandro Ovi il cui telefono era stato messo sotto controllo proprio per la vicenda Iri, su presunti favori sollecitati a vantaggio del consuocero Pier Maria Fornasari, primario dell'Ospedale Rizzoli di Bologna e del nipote, figlio del fratello Vittorio. Ma anche del nascente Partito Democratico. Coinvolgendo anche ministri come Fabio Mussi e Livia Turco. "Nulla di illegale -scrive il settimanale- ma c'è da chiedersi se un simile trattamento sarebbe riservato a qualunque primario che cerca fondi pubblici". L'ex premier ha replicato alla nuova sventagliata di intercettazioni con una dichiarazione nella quale prende atto delle anticipazioni di "Panorama": "Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale". Nella nota di "Panorama" si riporta che nelle intercettazioni Prodi sollecita con Ovi "la ricerca di un socio di capitale per la società del nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a cercare fondi per il nascente Pd". Circostanze alle quali Prodi replica nella sua dichiarazione. "Come presidente del Consiglio - afferma - ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei, vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie - conclude l'ex premier - che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioè che si pubblichino pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione".

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Panorama pubblica intercettazioni di Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti di nessuna rilevanza giuridica e penale (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "Panorama" pubblica intercettazioni di Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti di nessuna rilevanza giuridica e penale.

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Novi, le prime crepe davanti ai giudici "avrò sbagliato, ma per il bene del porto..." - vincenzo curia marco preve (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Genova Dalle intercettazioni la fine dell'amicizia con Spinelli alla vigilia dell'arresto: "Aldo, io ti querelo" Novi, le prime crepe davanti ai giudici "Avrò sbagliato, ma per il bene del porto..." VINCENZO CURIA MARCO PREVE NEI mesi precedenti i due si erano scambiati telefonate dal tono amichevole. Tra il Presidente e sciu Aldo era tutto un "grazie e prego", e "come stai", e "a presto", intervallati da qualche riferimento all'onnipotente Marcellino Gavio o da apprezzamenti poco garbati nei confronti dell'odiato Bruno Musso. Ma il 3 febbraio di quest'anno, il giorno prima che i finanzieri gli notifichino gli arresti domiciliari, Giovanni Novi si rende conto che Aldo Spinelli gli ha giocato un brutto tiro: "... senti Aldo, però ti dico un'altra cosa, io sto preparando con i miei avvocati una querela per calunnia per te e per Messina... che avete dichiarato che vi ho imposto il Multipurpose.. ". Spinelli pare cadere dalle nuvole: "no ma io non c'entro te lo posso giurare". Novi ribatte di aver letto sui giornali passaggi delle sue dichiarazioni in procura. E alla fine Spinelli ammette: "...quando hai fatto la delibera di aprile... scusa Giovanni.. noi ci siamo trovati la Tirrenia e questo purtroppo non puoi dire che non è vero... la Tirrenia non aveva fatto nessuna domanda". Novi replica che "l'aveva fatta precedentemente... io non l'ho imposta". La telefonata finisce, e forse pure un'amicizia. E dalla lettura dei verbali degli interrogatori si scopre che altri indagati e testimoni hanno voluto prendere le distanze dal presidente. Filippo Schiaffino, uno dei più alti funzionari dell'Autorità Portuale è indagato per truffa assieme a Novi, all'avvocato dello stato Giuseppe Novaresi e al console Culmv Paride Batini, in merito ad un rimborso di un milione e 700mila euro concesso (solo metà incassato) dall'Autorità Portuale alla Compagnia per le spese sostenute nella gestione del Multipurpose nel 2005. Per i pm Walter Cotugno, Mario Morisani e Enrico Zucca, fu un "regalo" di Novi per garantirsi l'appoggio dei camalli. Schiaffino, come Office Manager, venne incaricato di vagliare la pratica che fu poi approvata dal Comitato Portuale. Ecco cosa dichiara nella sua testimonianza del 12 febbraio: "Io ho potuto fare solo un controllo notarile contabile nel senso che ho preso i fogli di carta dove la Compagnia aveva indicato quello che secondo lei era il personale ed i mezzi impiegati. preso per buono quanto riportato dalla Compagnia... ho evidenziato al presidente nella relazione e espressamente a voce che vi era motivo per ritenere che gli extra costi evidenziati dalla Compagnia fossero in parte gonfiati... ho invitato così a trattare in diminuzione e Novi mi disse "vedremo"". Visto che il governo del porto segue logiche assai particolari può essere utile riferire di una serie di interrogatori di membri del Comitato Portuale che sarebbe in sostanza il "parlamentino" della banchine. Dunque, quando la proposta dei finanziamenti alla Compagnia viene portata in votazione ottiene all'inizio una secca bocciatura, specie per la posizione dell'allora sindaco Giuseppe Pericu. Ma successivamente, come confermano molti testimoni, arriva il parere favorevole di Giuseppe Novaresi Avvocato dello Stato. E ad alcuni membri del Comitato - quelli che al pm raccontano di conoscere poco dei meccanismi decisionali - forse non sembra vero: di fronte ad un parere tanto autorevole ci adeguiamo e votiamo a favore. Paolo Lenzi presidente del Collegio dei revisori dei Conti: "... mi opposi, dissi più volte no come anche il professor Pericu... ovviamente una volta pervenuto il parere dell'Avvocatura dello Stato l'autorevolezza dell'organo fece si che rivedessimo le nostre posizioni...". Di autorevolezza parla anche un altro membro, Filippo Gallo, rappresentante degli agenti raccomandatari marittimi. E poi Pietro Vicino, di Trenitalia che interrogato risponde:"Non ero a conoscenza che l'avvocato dello Stato Novaresi che ha rilasciato quel parere avesse un rapporto personale di consulenza con L'autorità portuale, lo apprendo in questo momento". E lo apprende pure Luigi Negri rappresentante dei terminalisti che aggiunge:"credo che nessuno degli altri membri (del Comitato, ndr) fosse a conoscenza di questa situazione". Lo ribadisce anche Antonio Cirotto rappresentante dei dipendenti dell'Authority specificando: "...sono rimasto molto stupito perché ritenevo che la cosa non fosse possibile visto che è un organo chiamato a dare giudizi imparziali". E sulla stessa linea sono le dichiarazioni di Andrea Roncallo per i lavoratori portuali, Piero Lazzeri per gli spedizionieri, Etttorino Torzetti della Fit Cisl. Che fossero all'oscuro molti membri del Comitato è già piuttosto curioso ma non può che essere sorprendente apprendere che neppure Novi sapeva che Novaresi fosse consulente dell'Autorità. L'ex presidente lo dice al gip Franca Borzone nel corso dell'interrogatorio di garanzia: "Non sapevo che rapporti ci fossero dal punto di vista economico, l'ho saputo oggi, ieri, dalla richiesta del pm". Il giudice gli ricorda di aver firmato incarichi di un rapporto di consulenza e Novi: "Ah può darsi benissimo". Il giudice evidenzia alcuni aspetti circa i rapporti di consulenza con l'Avvocatura e Novi: "C'abbiamo l'ufficio legale non so... se m'avesse chiesto l'altro ieri se pagavamo Novaresi o qualcuno non lo sapevo, non sapevo nemmeno se era gratis o retribuito". E quando il giudice gli contesta la turbativa d'asta in relazione all'assegnazione del Multipurpose, Novi, quasi amareggiato che il magistrato non possa credere alla sua ricostruzione, pare cedere per la prima volta: "Era nell'interesse del porto...avrò sbagliato, non sono un avvocato, non sono un legale, avrò sbagliato".

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Multipurpose, il 5 ottobre scocca l'ora x (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Genova Multipurpose, il 5 ottobre scocca l'ora X Migliaia di verbali da leggere e analizzare, di trascrizioni di intercettazioni da sviscerare. La monumentale documentazione dell'inchiesta sulla gestione dell'Autorità Portuale nel periodo di presidenza di Giovanni Novi, ha spinto gli avvocati dei numerosi indagati a chiedere una proroga per i tempi dell'avviso di conclusione delle indagini, ossia l'atto formale di fine inchiesta, che consente ai difensori di presentare nei venti giorni successivi eventuali memorie o richieste di interrogatori. Di fatto è stata spostata dal 15 settembre al 5 ottobre la scadenza definitiva. Dopo quel giorno la procura valuterà i documenti delle difese, sentirà gli indagati che lo richiedono e poi procederà alla richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. Due i filoni principali dell'indagine. Il primo riguarda l'assegnazione delle aree del terminal Multipurpose. L'impostazione accusatoria ritiene che Giovanni Novi, assieme al suo consulente Sergio Carbone e ad altri soggetti costrinse un gruppo di terminalisti - alcuni dei quali anche loro finiti suo registro degli indagati - ad accettare una spartizione delle aree in cui compariva anche Tirrenia. In tal modo, accusa la procura, veniva garantito il lavoro alla Culmv e Novi si garantiva così l'appoggio di Batini e dei suoi camalli. Proprio il patto tra i due fa da sfondo al secondo filone. Tra le nuove carte depositate compare anche l'interrogatorio in veste di testimone di Claudio Burlando, del 27 aprile davanti al pm Walter Cotugno. Il presidente della Regione spiega ad un certo punto: "Confermo che il 26 gennaio 2004 sono andato a pranzo al ristorante "Luigina" con Novi e Batini. Il presidente Novi mi chiese di presentargli il console e io accettai. In altre occasioni ci incontrammo per esempio a cena a casa di Andreina Boero, nostra amica comune". Il ricco broker trova nel camallo comunista un alleato e, secondo gli inquirenti, questa sarebbe la spiegazione per le accuse di truffa che riguardano il rimborso accordato dall'Authoriy alla Culmv per la gestione del Multipurpose. Nell'inchiesta oltre a Novi, Carbone, Batini, sono coinvolti anche Aldo Spinelli, Aldo Grimaldi, l'avvocato dello Stato Giuseppe Novaresi, gli ex segretari generali dell'Autorità Sandro Carena ed Erido Moscatelli, e poi diversi funzionari come Filippo Schiaffino e Andrea Pieracci. (m . p.).

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Palermo, 07:23 - IMMIGRATI: 55 INTERCETTATI A TERRA A LAMPEDUSA (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti ROMA - Da alcune intercettazioni telefoniche emergerebbe l'interessamento di Romano Prodi e di parte del suo staff in una vicenda relativa a una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che stava a cuore a Pier Maria Fornasari, consuocero dell'ex presidente del Consiglio. E' quanto rivela il settimanale Panorama. Le intercettazioni furono disposte nell'ambito dell'inchiesta sulla cessione dell'Italtel alla Siemens avviata dalla Procura di Bolzano. Il fascicolo ora è stato trasferito a Roma, dalla cui Procura si fa sapere che non ci sono indagati. L'ex premier: fatti irrilevanti. ALLE PAGINE 12 E 13 Haver, S. Rizzo, Trocino.

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L'inchiesta originaria (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria: BREVI L'inchiesta originaria Le carte di Bolzano passate a Roma Le trascrizioni sull'ex premier Le indagini Secondo la ricostruzione di Panorama, nell'estate 2007 i magistrati di Bolzano - nel corso delle indagini per corruzione e riciclaggio sulla vendita di Italtel dell'Iri alla Siemens negli anni '90 intercettano Romano Prodi (a capo dell'azienda di Stato dall'82 all'89 e nel '93-'94) e i suoi collaboratori, tra cui Alessandro Ovi (all'epoca della transazione vice di Prodi all'Iri) Le intercettazioni Le trascrizioni di alcune delle telefonate in cui compare l'ex premier vengono poi trasferite alla procura di Roma. Al momento non vi sono ipotesi di reato e nessuno è iscritto al registro degli indagati.

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Travaglio: grave se ci furono favori (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Dal centrosinistra Il giornalista: pubblicare tutto, le ombre vanno diradate Travaglio: grave se ci furono favori ROMA - Marco Travaglio, ha un senso pubblicare intercettazioni come queste? "Certo che ha un senso. E' giusto che si sappia cosa fanno i nostri ministri e i nostri presidenti del Consiglio. E' giusto che certe cose vengano fuori". Anche se sono penalmente irrilevanti? "Certo. Se sono di pubblico interesse e riguardano personalità della politica devono essere rese note. E poi: se non c'è niente di grave, non vedo perché non pubblicarle. Se invece c'è qualcosa, a maggior ragione è giusto che si conoscano ". Prodi viene accusato di aver favorito un consuocero e un nipote. "Non so se sia vero, mi riservo di leggere con attenzione le carte prima di dare un parere. Ma certo, se fosse provato che Prodi ha usato denaro pubblico per farlo pervenire ai suoi parenti sarebbe una cosa molto grave". Non c'è un'inchiesta sul punto, però. "Proprio per questo è utile che questa storia venga raccontata nel dettaglio. Per capire se le riunioni del premier con i ministri erano finalizzate a ricerche utili o a scopi clientelari. E' giusto che le ombre vengano diradate". Prodi non vuole che siano usate per un "giro di vite" contro le intercettazioni. "E meno male, sono dichiarazioni incoraggianti. Si nota la differenza di stile con Berlusconi: almeno lui non ha parlato di toghe azzurre". Prodi fa un accenno alla fonte di diffusione, Panorama, alludendo all'interesse verso una legge restrittiva. "Su questo non sono d'accordo con lui. Non credo che Maurizio Belpietro (direttore del settimanale della Mondadori, ndr) le pubblichi per agevolare una legge simile. Perché lui è l'unico che ha criticato esplicitamente la legge sulle intercettazioni, sia nella versione di Mastella, sia in quella di Berlusconi ". Al. T.

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Pecorella: nessun reato, privacy violata (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Dal centrodestra Il deputato pdl: è deprecabile diffondere quei testi Pecorella: nessun reato, privacy violata ROMA - Gaetano Pecorella, lei è avvocato e deputato del Pdl, come valuta queste intercettazioni? "E' il solito rituale, che ha interessato uomini politici e persone che hanno molto meno rilievo pubblico. La diffusione di intercettazioni coperte da segreto costituisce probabilmente un illecito penale e certamente un fatto deprecabile". Prodi viene implicitamente accusato di atteggiamento clientelare. "Certe intercettazioni sono inutili e andrebbero distrutte. Le persone che vengono degradate non si possono difendere da nulla: perché non c'è un'accusa, non c'è niente, ci sono solo pettegolezzi ". Cosa bisognerebbe fare? "Non credo che sia giusto ricorrere a norme penali, perché sono sempre stato contrario al carcere per i reati a mezzo stampa. Ma servono sanzioni pecuniarie. E servirebbe anche più autodisciplina da parte dei giornali". Prodi però sostiene che la pubblicazione da parte di Panorama potrebbe servire proprio a un "giro di vite" sulle intercettazioni. "Non si può leggere nella mente di nessuno, tantomeno in quella di chi pubblica certe cose. Però da tempo ci sono persone che sono coinvolte in telefonate con l'amante, per organizzare una cena, insomma, in vicende che non hanno alcuna rilevanza pubblica ". Magari una rilevanza politica ce l'hanno. "La vita privata è un valore e la libertà di stampa ha un limite, che è la rilevanza sociale. Se non sono illeciti e non sono segnali di comportamenti scorretti, è sbagliato pubblicare". Difende Prodi, dunque? "Non mi interessa l'oggetto delle pubblicazioni, difendo Prodi come ho difeso in passato anche Anna Falchi o Silvio Berlusconi". Al. T.

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Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm Consigli e aiuti a due parenti. L'ex premier: sono fatti irrilevanti Agli atti conversazioni tra il Professore e i suoi collaboratori su vicende riguardanti il consuocero e il nipote ROMA - Gli affari del nipote, i presunti aiuti al consuocero. Panorama rivela l'esistenza di un'inchiesta su Romano Prodi all'epoca in cui era presidente del Consiglio per l'interessamento alle attività dei parenti. Tutto nasce dalla vecchia indagine sulla cessione dell'Italtel alla Siemens avviata dalla procura di Bolzano che aveva disposto intercettazioni telefoniche sull'apparecchio di Alessandro Ovi, braccio destro di Prodi al-l'Iri e poi suo consigliere a palazzo Chigi. Nel fascicolo per "abuso d'ufficio ", ora trasferito a Roma, non ci sono tuttavia indagati. L'indagine del procuratore aggiunto Maria Cordova e del pm Roberto Felici è all'inizio e dal Palazzo di giustizia si fa notare che per una valutazione corretta bisogna ascoltare interamente le bobine con le conversazioni, contestualizzarle e non estrapolare singoli brani di esse. Secondo Panorama, dalle intercettazioni emergerebbe l'interessamento di Prodi e di parte del suo staff (l'economista Daniele De Giovanni, la segretaria Daniela Flamini e il capoufficio stampa Sandra Zampa) in una vicenda relativa a una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che stava a cuore a Pier Maria Fornasari, consuocero dell'ex premier. Il progetto, per il quale sarebbero state organizzate riunioni con i ministri Livia Turco e Fabio Mussi non si sarebbe poi concretizzato. Ma da palazzo Chigi Prodi si sarebbe speso, con il sostegno di Ovi, anche per consigliare suo nipote Luca, imprenditore azionista di una società titolare di diversi brevetti scientifici, intenzionato a liberarsi, liquidandolo, di un socio ingombrante. Per questo sarebbe stato contattato l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza. Ma l'operazione si sarebbe presentata troppo complessa e irrealizzabile. In altra occasione lo stesso Cavazza avrebbe chiesto tramite Ovi la possibilità di far rientrare la propria fondazione negli elenchi degli enti che beneficiano di particolari esenzioni fiscali. Un episodio che Panorama accosta a un presunto contributo di 280 mila euro per il Partito democratico che l'industriale farmaceutico avrebbe messo a disposizione. La richiesta di Cavazza, girata all'ex sottosegretario Massimo Tononi, sarebbe però caduta nel vuoto: il relativo decreto era stato già firmato da Prodi. E a Cavazza sarebbe stato consigliato di attrezzarsi per presentare la domanda per l'anno successivo entro i tempi stabiliti per legge. "Mi sembra evidente", ha commentato Prodi, "che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale. Come presidente del Consiglio ho infatti preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze", ha aggiunto Prodi. "Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli. Non vorrei, vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica (il settimanale è edito dal gruppo di Silvio Berlusconi, ndr), che la vicenda tornasse utile a quanti invocano giri di vite sulle intercettazioni telefoniche". Flavio Haver.

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Lo staff del Professore <Piano contro di noi> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE La linea Sircana: campagna anti intercettazioni Lo staff del Professore "Piano contro di noi" Ovi: ascoltate richieste, che male c'è? ROMA - Quando ha saputo che cosa avrebbe pubblicato oggi Panorama ha reagito così: "Non ho nulla di cui dovermi preoccupare. Scrivano pure quello che gli pare". Una reazione forse scontata, per chi conosce Romano Prodi. Come un'alzata di spalle di una persona che non riesce, parole sue, "a essere nemmeno seccato". Meno scontata è invece la nota con cui qualche ora dopo, mentre l'affare si stava mediaticamente ingrossando, l'ex presidente del Consiglio ha replicato ufficialmente, e da Losanna, al settimanale della Mondadori. "In tutta questa cosa c'era evidentissimo l'odore di una operazione costruita per fare una bella campagna contro le intercettazioni telefoniche. Tanto valeva fargli subito tana", spiega Silvio Sircana, senatore del Pd e storico portavoce del professore bolognese. Una tesi, quella dell'obiettivo politico di queste rivelazioni, condivisa da tutti nel fronte prodiano: che nell'attuale opposizione è sempre stata la componente più critica verso la proposta di legge della maggioranza. C'è chi, come l'ex ministro Giulio Santagata, interpreta l'iniziativa di Panorama come la prova che "Prodi fa ancora paura al centrodestra", aggiungendo con crudezza: "Mi sembra che queste intercettazioni irrilevanti vengano utilizzate come vasellina nei confronti dei nostri per quanto riguarda le intercettazioni ". E Sandra Zampa, ex capo ufficio stampa di palazzo Chigi che dopo l'esperienza di governo ha avuto un seggio alla Camera, citata dal settimanale edito da Silvio Berlusconi fra le persone che avevano seguito una delle vicende emerse nelle intercettazioni, non è da meno. "L'operazione è smaccata. Si vuole spingere la sinistra, compresi i prodiani, a dire di sì al bavaglio per la stampa. Berlusconi vuole arrivare a farsi anche questa legge senza che si dica che la sta facendo soltanto per se stesso", afferma. E precisa: "Noi non abbiamo nulla da nascondere". Dove per "noi" si intende chiaramente tutti quelli incappati nelle intercettazioni pubblicate da Panorama. Per non parlare di Alessandro Ovi. La fonte, se così si può definire, di questa nuova bufera telefonica (sua era l'utenza intercettata) rivendica tutti i passaggi delle vicende, confermando per filo e per segno i fatti. "Lei lo sa che alla presidenza del consiglio arrivano dozzine di richieste tutti i giorni, e da ogni parte? Il problema esiste se qualcuna di queste sollecitazioni viene accontentata in modo scorretto. Se ciò non è avvenuto, e non è mai avvenuto quando eravamo a palazzo Chigi, che male c'è?", dice l'ex consigliere di Prodi. Che giudica privi di significato anche i vincoli di parentela esistenti fra l'ex premier e i destinatari dei suoi interessamenti. "Prodi è stato così presidente del consiglio, in questo caso, che non ha mosso un solo dito", ironizza Ovi. "Tanto che nessuna di quelle vicende si è poi concretizzata ". La storia dell'iniziativa scientifica di Bologna per cui Pier Maria Fornasari, padre di Veronica, moglie del primogenito di Prodi, Giorgio, avrebbe sollecitato contributi pubblici? "Era una di quelle iniziative dove c'erano di mezzo gli enti locali, che come sempre vanno a cercare soldi. Tra l'altro Fornasari non avrebbe nemmeno potuto gestirla, visto che è primario all'istituto Rizzoli. L'operazione poi non è stata possibile, mi sembra per difficoltà sorte al ministero dell'Università di Mussi. Ma se fosse andata a buon fine non sarebbe stata una buona cosa? Poi ci lamentiamo che in Italia non si riesce a fare niente..." E la vicenda del progettato coinvolgimento dell'industriale Claudio Cavazza nella società di Luca Prodi (figlio del fratello dell'ex premier, Vittorio), che avrebbe voluto sostituire il socio di maggioranza relativa, la Euroclone? "Anche in quel caso, che cosa c'è che non va? Non si può forse chiedere una mano a un amico imprenditore farmaceutico? Tenga presente che il valore totale di quell'operazione era modestissimo. E poi non se ne fece nulla. Era la classica storia di uno start up scientifico nel quale sorge un contrasto fra i ricercatori azionisti e il socio imprenditore. Cavazza non è entrato nella società perché c'era un problema tecnico ". Evidentemente insormontabile. "Pensi che Prodi disse: "guardate che Luca ha bisogno di soldi posso metterli anche io..."", racconta Ovi. Il quale, per inciso, ricorda bene anche la richiesta che fece Cavazza per rientrare nell'elenco delle fondazioni beneficiarie di sgravi fiscali. "Fu una cosa normalissima, senza un pelo di prevaricazione. Ma Cavazza aveva fatto trascorrere il termine stabilito. E semplicemente gli fu risposto che non era possibile. Tutto qua. Ripeto: c'è qualcosa di male?" Sergio Rizzo.

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Il consuocero: ovvio che parlai con Romano (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE I familiari Il nipote Luca: è vero, ho chiesto un parere a mio zio e lui mi ha dato suggerimenti Il consuocero: ovvio che parlai con Romano ROMA - Luca Prodi risponde dal suo interno dell'università di Bologna ostentando tranquillità: "è vero, ho chiesto un consiglio a mio zio. E allora?". Pier Maria Fornasari è meno placido: "Sono scandalizzato, profondamente amareggiato. Romano? Ma è ovvio che ho parlato con lui: è il mio consuocero e in più era il premier, con chi dovevo parlare?". Reazioni diverse, ma non troppo. Perché, secondo entrambi, le telefonate intercettate e pubblicate oggi da Panorama non solo sono penalmente irrilevanti, ma anche politicamente e moralmente. Il "consuocero", dunque. Sua figlia Veronica è moglie di Giorgio, primogenito del Professore. è conosciuto e apprezzato come primario all'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. La vicenda, dice, è semplicissima: "Tutto il mondo concentra l'attenzione sulla medicina rigenerativa, che consente di guarire i pazienti, anziché curarli cronicamente e che consente di supplire alla carenza di donatori per i trapianti. L'hanno capito i cinesi, i coreani, gli americani. Tutti, tranne noi. In California hanno speso miliardi di dollari per la ricerca. E considerando che a Bologna ci sono enormi competenze in materia, si voleva creare un polo nazionale". Di qui, la richiesta di interessamento a Prodi: "Ma non è arrivato niente, solo un piccolo investimento della Regione Emilia Romagna". Quanto alle riunioni che si sarebbero tenute con i ministri Turco e Mussi, ha notizie vaghe: "So che era stata indetta una riunione ma non so con chi. C'era il presidente della Regione Emilia- Romagna Vasco Errani. Ma non c'era nulla di illecito. La pubblicazione di queste intercettazioni è un attacco ignobile e dimostra che siamo un paese di serie B. Si fa del gossip su un tema fondamentale ". E il conflitto di interessi? "Ci sarebbe stato se avessi avuto un interesse personale. Ma io sono al top della carriera, sono direttore e primario, non ho bisogno di chiedere nulla, non ho nessuna ambizione ". E i finanziamenti? "Non ho mai chiesto fondi pubblici". Anche Luca Prodi minimizza, con meno slancio polemico. "Anche se questa cosa mi ha causato problemi con i soci". Dalle intercettazioni sembra che abbia chiesto aiuto allo zio per capire come sbarazzarsi di un socio sgradito nel patto di sindacato: "Ma no, la Cyanagen è una piccola società che deve crescere, non vogliamo escludere alcun partner". Peraltro, tiene a precisare, "il mio vero lavoro è nell'università. E sono consigliere di amministrazione su esplicita autorizzazione dell'ateneo". Detto questo, è vero che ha chiesto l'interessamento allo zio premier: "Non un favore, però. Ho chiesto solo un consiglio per crescere. E mio zio mi ha suggerito alcune cose. E' vero, poi, che ci sono stati contatti con Sigma Tau". Il cui presidente, Claudio Cavazza, è finito in carcere due volte per tangenti: "Di questo non sapevo e non ne so nulla. Comunque, Cavazza è pur sempre il presidente di una società attiva sul mercato". Quelli con la Sigma Tau, assicura, erano semplici contatti scientifici: "C'è una normale collaborazione tra università e aziende. E' in corso uno studio di fattibilità, si voleva vedere se alcune terapie antitumorali potessero essere di interesse di Sigma Tau. Normali contatti e non è girato un solo euro". Sul perché siano uscite queste intercettazioni, Luca Prodi non vuole fare commenti: "Le cose sono evidenti. Sono tutte cose che non hanno a che fare con il penale e sono distorte". E' la politica: "E dire che l'ho fatta la politica, per sette anni sono stato consigliere comunale a Castel Maggiore, a Bologna, in una lista civica alleata poi con Margherita e Pds". Poi, però, ha deciso di mollare tutto: "E' giusto cambiare, fare cose diverse ". Collaborerà con le nuove iniziative di Romano? "Non credo. Noi due ci limitiamo a scambiarci pareri, opinioni". Alessandro Trocino.

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Fondi per la <banca dell'osso> Consultati Turco e Mussi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il "filone" ricerca medica Fondi per la "banca dell'osso" Consultati Turco e Mussi I tre punti Le intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre filoni, il primo riguarda gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria Fornasari, primario all'ospedale Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della banca dell'osso della Regione Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue ricerche. Le riunioni Romano Prodi si interessa del caso e coinvolge anche in alcune riunioni i ministri della Salute Livia Turco e dell'Università e ricerca scientifica Fabio Mussi, oltre al suo collaboratore Alessandro Ovi e all'economista Daniele De Giovanni. Ovi stesso ricorda alla segretaria del Professore che "Romano ha fissato un appuntamento con i bolognesi per la medicina rigenerativa". Ovi poi evoca, parlando con Fornasari, un incontro già avvenuto con il ministro Turco. Il consuocero conferma i contatti. Le conversazioni sui finanziamenti - secondo quanto riporta Panorama- sarebbero "decine". I finanziamenti In una telefonata, Fornasari e Ovi discutono su come ottenere i fondi necessari senza che siano accreditati direttamente a nome del medico e parlano del ruolo di Aster, cioè il consorzio tra Regione Emilia Romagna, Università, imprese e coop. Ovi spiega che la convenzione "è un bellissimo pezzo di carta", ma perchè arrivino i fondi è necessario che siano indirizzati "al posto giusto" e anche in tempi stretti. Chiede Fornasari: "Facciamo l'incontro? Sai, Romano mi parlava del 4 luglio...". Replica Ovi: "L'accordo è che si passi tramite una convenzione con la regione, poi però la convenzione, se non c'è dietro il soggetto che riceve i soldi, non va da nessuna parte". "Sicuro!", gli fa eco Fornasari.

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Silvio Sircana (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria: BREVI Silvio Sircana "è un'operazione costruita per fare una bella campagna contro le intercettazioni".

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Ecco l'esclusiva di <Panorama> da oggi in edicola (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 206 del 2008-08-29 pagina 2 Ecco l'esclusiva di "Panorama" da oggi in edicola di Gianluigi Nuzzi "Le telefonate d'affari di Prodi": questo il titolo di copertina di "Panorama", in edicola da oggi. Il settimanale diretto da Maurizio Belpietro dedica ampio spazio alle intercettazioni dell'ex premier. L'esclusiva è firmata da . © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gli affari di famiglia di Prodi (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 206 del 2008-08-29 pagina 1 Gli affari di famiglia di Prodi di Redazione Fine giugno 2007: crisi di governo, il Pd in embrione, Romano Prodi contestato in ogni piazza. Ma l'allora presidente del Consiglio a Palazzo Chigi ha comunque un gran daffare. Spinte, favori, pressioni: sono decine le intercettazioni che oggi raccontano quelle lunghe settimane di crepuscolo politico. Gli affari dell'amato nipote Luca, gli aiuti pubblici invocati dal consuocero, i finanziamenti sollecitati al fidato industriale farmaceutico. Anche Prodi tiene famiglia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Latitante da 15 anni catturato Melloni (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 206 del 2008-08-29 pagina 21 Latitante da 15 anni catturato Melloni di Redazione Stefano Melloni, 51 anni, latitante dal 1993, in fuga da un buco finanziario, ex broker d'assalto della finanziaria "Sim Patrimonium" con cui fece un crac di 130 miliardi di lire, è stato arrestato sul posto di lavoro, ad Anteguera, un paese a 50 chilometri da Malaga, in Spagna, dove abitava. Da due anni le indagini su Stefano Melloni seguivano la pista spagnola dopo aver scartato segnalazioni che lo avevano dato in Sud America. Seguendo parenti, italiani di Cento (Ferrara), i carabinieri centesi sono arrivati a lui, con pedinamenti, intercettazioni e controlli di conoscenti in partenza da Cento verso la Spagna. "Sforzi ed energie che sono stati premiati" ha spiegato il comandante dei carabinieri, Luigi Di Gesù, che con il comando della Compagnia di Cento aveva ereditato il caso Melloni, scomparso da 15 anni, ricercato da carabinieri e polizia, già fermato e arrestato per ben due volte, nel dicembre 1993 e nel gennaio '96, sempre sfuggito alla giustizia per pasticci burocratici e mancate applicazioni di provvedimenti italiani all'estero, tra cui il mandato di cattura internazionale. L'arresto è stato possibile grazie alla collaborazione della polizia locale spagnola che ha fermato Melloni il 31 luglio scorso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi su Prodi intercettato "Sono solidale, serve una legge" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Berlusconi è solidale con Prodi intercettato. Il rivale di sempre mostra partecipazione umana e politica all'ex premier: "La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto", dice il presidente del Consiglio di certo ricordando il proprio di disagio quando le sue telefonate private finirono sui quotidiani. "E' grave che ciò accada - denuncia Berlusconi - e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". L'esternazione di Berlusconi non è casuale. Proprio oggi, nel numero in edicola di Panorama, il settimanale tira in ballo le telefonate di Alessandro Ovi, collaboratore da sempre di Prodi, intercettato dai magistrati di Bolzano che indagano sulla vecchia cessione dell'Italtel alla Siemens. In quelle telefonate Prodi viene intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure intercettato al telefono con il consuero di Prodi, Pier Maria Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli allora ministri alla Sanità e all'Università, per sbloccare finanziamenti pubblici. (29-08-2008.

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Inchiesta Italtel, Prodi intercettato L'ex premier: "Niente di rilevante" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MILANO - Il sottobosco della politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge ogni volta che viene intercettata l'utenza di chi è solito parlare con parlamentari. Favori, accreditamenti che immancabilmente emergono anche dalle telefonate di Alessandro Ovi, ex manager Iri, prodiano, che i pm di Bolzano hanno captato nell'inchiesta sui fondi occulti della Siemens. Un'inchiesta che ha coinvolto l'Italtel, ex azienda di Stato, dove Ovi aveva un ruolo dirigenziale: dal 1994 al 2000, infatti, è stato amministratore delegato di Tecnitel, società creata per gestire proprio le partecipazioni della Iri in Sirti e Italtel. Ascoltando le sue telefonate i pm di Bolzano speravano di trovare i destinatari della ipotetica tangente pagata dalla Siemens per agevolare i rapporti dell'azienda tedesca con l'Iri, in vista di una collaborazione industriale con Italtel. Invece sono incappati in una serie di telefonate, anticipate ieri dal settimanale della Mondadori, Panorama, in cui Ovi appare come uno dei tramiti per "raggiungere" l'allora presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ovvero, come un consigliere d'affari per alcuni parenti dello stesso Prodi, il nipote Luca, e il consuocero Pier Maria Fornasari. A chiedere favori, secondo il settimanale, sarebbe stato l'imprenditore farmaceutico, Claudio Cavazza (gruppo Sigma Tau). In cambio di una sponsorizzazione di un sondaggio per il nascente Partito democratico, avrebbe chiesto benefici fiscali per la fondazione scientifica del suo gruppo. "Una richiesta di revisione della lista - dice Ovi al telefono con Cavazza - è un passaggio che si può fare, ma bisogna parlare con Visco ... Romano non ha problemi". È, però, l'ex sottosegratario all'Economia Alessandro Tononi a spiegare a Ovi che la cosa in realtà non si può fare: "Lui (Cavazza, ndr) è venuto a trovarmi troppo tardi. Non può pensare che cambia il decreto del presidente del Consiglio... Loro mi stanno simpatici... sono amici di mio fratello ... se venivano un mese fa si telefonava a Visco, si diceva, guardate mi raccomando metteteli dentro, sono persone brave... io volevo aiutarli, io sarei stato il primo". Quanto al nipote Luca, Prodi viene intercettato con Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote, azionista di minoranza di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli allora ministri, Livia Turco, alla Sanità, e Fabio Mussi, all'Università, per convogliare risorse finanziarie verso le iniziative scientifiche del medico. "Fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale", ha replicato Prodi. "Come presidente del Consiglio - afferma - ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". Le telefonate sono state trasmesse alla procura di Roma, al pm Roberto Felici, che ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di indagati. (29 agosto 2008.

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Roma, 11:38 - INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI, SOLIDARIETA' MA SERVE LEGGE (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Roma, 13:23 - INTERCETTAZIONI: PRODI, NO A LEGGE PER FERMARE GIUDICI (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Intercettazioni, no di Prodi alla solidarietà di Berlusconi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Panorama pubblica le telefonate di Prodi; Berlusconi si dichiara solidale con l'ex premier chiedendo leggi per evitare "abusi che incidono sulle libertà fondamentali", ma il Professore si smarca e replica secco, evidenziando il rischio che si voglia creare un caso per "limitare i poteri di indagine attribuiti ai magistrati". Il caso Siemens. Il caso è scoppiato con la pubblicazione su Panorama delle telefonate di Alessandro Ovi, collaboratore da sempre di Prodi, intercettato dai magistrati di Bolzano che indagano sulla presunta tangente pagata dalla Siemens per ottenere l'acquisto dell'Italtel. Ascoltando le telefonate del dirigente nel'ex azienda di Stato, i pm di Bolzano sono incappati in una serie di conversazioni in cui Ovi appare come uno dei tramiti per "raggiungere" l'allora presidente del Consiglio Romano Prodi. In quelle telefonate, Prodi viene intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società, per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure intercettato per "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero di Prodi, Pier Maria Fornasari", primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Le telefonate raccolte dalla procura di Bolzano sono state trasmesse alla procura di Roma che ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di indagati. La solidarietà di Berlusconi. Il premier parla in mattinata, e sono parole di solidarietà ma anche di annuncio delle prossime mosse sulla giustizia: "La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto. E' grave che ciò accada - dice Berlusconi - e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". La replica del Professore. L'ex premier, che già aveva definito irrilevante il contenuto delle telefonate intercettate, risponde a stretto giro all'attuale inqulino di Palazzo Chigi. E si smarca nettamente dalla solidarietà del suo rivale. "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama - non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie". "Da parte mia - conclude - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche". La legge sulle intercettazioni. Nel giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati fino a 10 anni di detenzione con l'unica deroga alla soglia di intercettabilità per i reati contro la pubblica amministrazione. (29 agosto 2008.

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E' scontro sulle intercettazioni Pd: da Berlusconi solidarietà pelosa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - La pubblicazioni delle telefonate di Prodi su Panorama, la solidarietà mostrata da Berlusconi verso l'ex premier ma subito rifiutata, riaccendono il dibattito sul tema scottante delle intercettazioni. Nel giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati superiori a 10 anni di detenzione con l'unica deroga per i reati contro la pubblica amministrazione. Ma non basta. Berlusconi chiede che il Parlamento intervenga e subito. A Prodi però non va "una legge che limiti i poteri di indagine attribuiti ai magistrati". Le reazioni. Come ha detto il senatore Pd ed ex procuratore capo di Milano Gerardo D'Ambrosio, ''le intercettazioni su Prodi sono state pubblicate per indurre l'opposizione ad accettare l'inaccettabile. La limitazione del campo di applicazione delle intercettazioni farebbe rinunciare alla maggior parte delle indagini sulla corruzione''. "La solidarietà di Berlusconi a Prodi è una solidarietà pelosa", come l'ha definita Fabio Mussi, ex ministro dell'Università e della Ricerca nel governo di centrosinistra. "La pubblicazione delle telefonate - ha detto Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra - è solo un vergognoso attacco". Sostegno alle parole di Berlusconi arriva invece dalla maggioranza. Per il presidente del Senato Renato Schifani: "Il Parlamento deve assumersi la responsabilità di intervenire al più presto. Serve un provvedimento legislativo che consenta la corretta pubblicazione di quelle sole intercettazioni di rilevanza penale ad inchiesta conclusa". Stessa posizione anche per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL: "Bisogna varare una legge che blocchi realmente questo gioco al massacro". "Basta gogne mediatiche senza garanzie verso chi riveste cariche pubbliche", dichiara il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. "Bisogna intervenire con la forza della legge" anche per il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno: "Urge una riforma". (29 agosto 2008.

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