HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “INTERCETTAZIONI” |
ARCHIVIO GENERALE DEL
DOSSIER |
tARTICOLI DEL 25-29 agosto 2008
#TOP
La
missione dimenticata - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
il nostro
paese ha un saldo intellettuale deficitario: vede partire i migliori e
intercetta solo una frangia trascurabile del grande movimento migratorio di
cervelli in cerca di formazione qualificata. Per questo si pone oggi da noi con
speciale, drammatica e poco avvertita urgenza il problema dei finanziamenti
destinati alla formazione e alla ricerca.
"la
riforma non è contro le toghe ma le carriere vanno separate" - liana
milella ( da "Repubblica, La"
del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Se un fatto è
reato deve essere sempre perseguito La corruzione deve restare tra i reati per
i quali i magistrati possono disporre intercettazioni LIANA MILELLA ROMA - Per
sottolineare l'importanza determinante dell'efficienza della giustizia, nel
(segue
dalla copertina) riccardo stagliano
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
soldati al
fronte proibendo loro di rivelare informazioni che potessero localizzarli
temendo che Al Qaeda potesse intercettarle. Niente di più facile, in effetti.
Potremmo farlo tutti, senza avere né un particolare talento di hacker né di
007. Basta avere un "conto" per entrare e dare un'occhiata.
Spionaggio elettronico al quale anche i genitori si sono rapidamente
riconvertiti.
Delle
- siegmund ginzberg ( da "Repubblica, La"
del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
è a prova di
intercettazione perché cifrata. Molte di queste carte, conservate negli
archivi, erano rimaste illeggibili fino ai giorni nostri. Marcello Simonetta le
ha decifrate, grazie anche all'aiuto di un suo lontano antenato, Cicco
Simonetta, potente cancelliere degli Sforza.
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv
(nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova
stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Walter
e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Carabiniere
trova un orologio da 80.000 euro ( da "Corriere delle Alpi"
del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Il graduato
intercetta l'orologio a terra, lo raccoglie, si guarda intorno per verificare
su qualche volto i sintomi dello smarrimento per una perdita così grave. Ma
nessuno sta cercando quel prezioso. A sorprendersi è lo stesso maresciallo che,
senza fare una piega, anziché continuare il suo itinerario di vetrina in
vetrina corre verso il municipio e consegna il pezzo all'
Caccia
su internet alle email dei lo piccolo - salvo palazzolo
( da "Repubblica,
La" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Di certo,
dentro a quel computer, i Lo Piccolo hanno inserito il cd rom che conteneva il
file dell'indagine Gotha: davanti al monitor fu deciso che il vecchio boss Lino
Spatola doveva morire, perché le intercettazioni dicevano che aveva tramato con
Nino Rotolo contro il potere dei nuovi padrini.
"i
grandi magazzini arriveranno a indicare ogni giorno i prezzi online" -
paola coppola ( da "Repubblica, La"
del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Questi siti
intercettano anche le casalinghe? "Credo che le casalinghe continuino a
preferire i metodi tradizionali di risparmio. Il carovita, però, potrebbe aver
contribuito alla nascita di un fenomeno nuovo nel nostro paese: quello della
spesa come fatto comunitario delle famiglie italiane che stentano ad arrivare
alla fine del mese"
Cantieri
e caroprezzi Le mille denunce della Milano d'estate
( da "Corriere
della Sera" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Non bastano a
intercettare malumori i giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta
che non va in ferie e sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e
per le tasse a sorpresa recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe
un gigantesco ufficio del Difensore civico, un city manager del cittadino.
Fatti
di nessuna rilevanza ( da "Corriere delle Alpi"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Le
intercettazioni sarebbero irrilevanti anche laddove Prodi sembrerebbe
sollecitare con Ovi "la ricerca di un socio di capitale per la società del
nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare finanziamenti
pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a cercare fondi per il
nascente Pd".
Prodi
intercettato: Gli presto io i soldi
( da "Corriere
delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Prodi
intercettato: "Gli presto io i soldi" Panorama pubblica le
conversazioni dell'ex presidente con amici e parenti ROMA. Pressioni per
ottenere favori e affari emergerebbero in alcune intercettazioni telefoniche di
Romano Prodi, quando, nel 2007, era Presidente del Consiglio.
Il
professore tra amarezza e sospetti "una mossa per bloccare le
inchieste" - marco marozzi ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Un po' di
polverone in vista dell'arrivo della legge sulle intercettazioni in Parlamento
voluta da Berlusconi. Per dimostrare che tutte le intercettazioni sono
uguali". "Fan di tutto - ride amaro l'ex ministro del Programma - per
mostrare che è ancora Prodi a far più paura nel centrosinistra. Lui che si è
chiamato fuori".
Inchiesta
italtel, intercettato prodi - walter galbiati
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Inchiesta
Italtel, intercettato Prodi Panorama: richieste di favori per amici e parenti.
L'ex premier: niente di rilevante WALTER GALBIATI MILANO - Il sottobosco della
politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge ogni volta che viene
intercettata l'utenza di chi è solito parlare con parlamentari.
"candidature,
è troppo presto costruiamo prima il partito"
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
è troppo
presto costruiamo prima il partito" "Intercettiamo i problemi
concreti dei cittadini: il caro prezzi, l'inflazione" Le candidature e il
dibattito avanzato sulla successione alla Regione? "è presto. Troppo
presto. Prima vengono altre questioni". Antonio Bassolino ripete più volte
l'avverbio.
Le
risate dopo lo stupro "la tedesca ci ha fregati"
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazione
ambientale negli uffici di polizia, uno degli indagati aveva rassicurato
l'altro, con una previsione sbagliata: "Tranquillo: massimo due giorni e
usciamo... ". In un altro passaggio, secondo quanto emerso dall'udienza di
convalida, sia Valentino che Giovanni imprecano contro il complice arrestato
per primo,
L'ARMA
delle intercettazioni telefoniche viene nuovamente sfoderata da Panorama
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
una vicenda
di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie
- conclude l'ex premier - che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano
impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi
riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioè che si pubblichino
pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione".
Panorama
pubblica intercettazioni di Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori
sollecitati. L'ex premier: fatti di nessuna rilevanza giuridica e penale
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del "Panorama" pubblica intercettazioni di
Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti
di nessuna rilevanza giuridica e penale.
Novi,
le prime crepe davanti ai giudici "avrò sbagliato, ma per il bene del
porto..." - vincenzo curia marco preve
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Pagina V -
Genova Dalle intercettazioni la fine dell'amicizia con Spinelli alla vigilia
dell'arresto: "Aldo, io ti querelo" Novi, le prime crepe davanti ai
giudici "Avrò sbagliato, ma per il bene del porto..." VINCENZO CURIA
MARCO PREVE NEI mesi precedenti i due si erano scambiati telefonate dal tono
amichevole.
Multipurpose,
il 5 ottobre scocca l'ora x ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
di
trascrizioni di intercettazioni da sviscerare. La monumentale documentazione
dell'inchiesta sulla gestione dell'Autorità Portuale nel periodo di presidenza
di Giovanni Novi, ha spinto gli avvocati dei numerosi indagati a chiedere una
proroga per i tempi dell'avviso di conclusione delle indagini, ossia l'atto
formale di fine inchiesta,
Palermo,
07:23 - IMMIGRATI: 55 INTERCETTATI A TERRA A LAMPEDUSA
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni
di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
REDAZIONALE
Il caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti
ROMA - Da alcune intercettazioni telefoniche emergerebbe l'interessamento di
Romano Prodi e di parte del suo staff in una vicenda relativa a una richiesta
di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che
stava a cuore a Pier Maria Fornasari,
L'inchiesta
originaria ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
90
intercettano Romano Prodi (a capo dell'azienda di Stato dall'82 all'89 e nel
'93-'94) e i suoi collaboratori, tra cui Alessandro Ovi (all'epoca della
transazione vice di Prodi all'Iri) Le intercettazioni Le trascrizioni di alcune
delle telefonate in cui compare l'ex premier vengono poi trasferite alla
procura di Roma.
Travaglio:
grave se ci furono favori ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
ha un senso
pubblicare intercettazioni come queste? "Certo che ha un senso. E' giusto
che si sappia cosa fanno i nostri ministri e i nostri presidenti del Consiglio.
E' giusto che certe cose vengano fuori". Anche se sono penalmente
irrilevanti? "Certo. Se sono di pubblico interesse e riguardano
personalità della politica devono essere rese note.
Pecorella:
nessun reato, privacy violata ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
lei è
avvocato e deputato del Pdl, come valuta queste intercettazioni? "E' il
solito rituale, che ha interessato uomini politici e persone che hanno molto
meno rilievo pubblico. La diffusione di intercettazioni coperte da segreto
costituisce probabilmente un illecito penale e certamente un fatto deprecabile".
Inchiesta
sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
12 categoria:
REDAZIONALE Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm Consigli
e aiuti a due parenti. L'ex premier: sono fatti irrilevanti Agli atti
conversazioni tra il Professore e i suoi collaboratori su vicende riguardanti
il consuocero e il nipote ROMA - Gli affari del nipote, i presunti aiuti al
consuocero.
Lo
staff del Professore <Piano contro di noi>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
irrilevanti vengano utilizzate come vasellina nei confronti dei nostri per
quanto riguarda le intercettazioni ". E Sandra Zampa, ex capo ufficio
stampa di palazzo Chigi che dopo l'esperienza di governo ha avuto un seggio
alla Camera, citata dal settimanale edito da Silvio Berlusconi fra le persone
che avevano seguito una delle vicende emerse nelle intercettazioni,
Il
consuocero: ovvio che parlai con Romano
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
le telefonate
intercettate e pubblicate oggi da Panorama non solo sono penalmente
irrilevanti, ma anche politicamente e moralmente. Il "consuocero",
dunque. Sua figlia Veronica è moglie di Giorgio, primogenito del Professore. è
conosciuto e apprezzato come primario all'istituto ortopedico Rizzoli di
Bologna.
Fondi
per la <banca dell'osso> Consultati Turco e Mussi
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Consultati
Turco e Mussi I tre punti Le intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre
filoni, il primo riguarda gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria
Fornasari, primario all'ospedale Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della
banca dell'osso della Regione Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue
ricerche.
Silvio
Sircana ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13
categoria: BREVI Silvio Sircana "è un'operazione costruita per fare una
bella campagna contro le intercettazioni".
Ecco
l'esclusiva di <Panorama> da oggi in edicola
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da oggi in
edicola di Gianluigi Nuzzi "Le telefonate d'affari di Prodi": questo
il titolo di copertina di "Panorama", in edicola da oggi. Il settimanale
diretto da Maurizio Belpietro dedica ampio spazio alle intercettazioni dell'ex
premier. L'esclusiva è firmata da . © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
Gli
affari di famiglia di Prodi ( da "Giornale.it, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Spinte,
favori, pressioni: sono decine le intercettazioni che oggi raccontano quelle
lunghe settimane di crepuscolo politico. Gli affari dell'amato nipote Luca, gli
aiuti pubblici invocati dal consuocero, i finanziamenti sollecitati al fidato
industriale farmaceutico. Anche Prodi tiene famiglia.
Latitante
da 15 anni catturato Melloni ( da "Giornale.it, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
e controlli di conoscenti in partenza da Cento verso la Spagna. "Sforzi ed
energie che sono stati premiati" ha spiegato il comandante dei
carabinieri, Luigi Di Gesù, che con il comando della Compagnia di Cento aveva
ereditato il caso Melloni, scomparso da 15 anni, ricercato da carabinieri e
polizia,
Berlusconi
su Prodi intercettato "Sono solidale, serve una legge"
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettato
dai magistrati di Bolzano che indagano sulla vecchia cessione dell'Italtel alla
Siemens. In quelle telefonate Prodi viene intercettato a parlare con Ovi mentre
i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora premier, giovane
azionista di minoranza di una società, per uscire da una empasse gestionale con
altri soci.
Inchiesta
Italtel, Prodi intercettato L'ex premier: "Niente di rilevante"
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Prodi viene
intercettato con Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote,
azionista di minoranza di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse
gestionale con altri soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con
Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca
di organizzare un incontro con gli allora ministri,
Roma,
11:38 - INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI, SOLIDARIETA' MA SERVE LEGGE
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Roma,
13:23 - INTERCETTAZIONI: PRODI, NO A LEGGE PER FERMARE GIUDICI
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni,
no di Prodi alla solidarietà di Berlusconi
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Prodi viene
intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il
nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società,
per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure
intercettato per "sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal
consuocero di Prodi,
E'
scontro sulle intercettazioni Pd: da Berlusconi solidarietà pelosa
( da "Repubblica.it"
del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
riaccendono
il dibattito sul tema scottante delle intercettazioni. Nel giugno scorso, il
Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulle
intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati superiori a 10
anni di detenzione con l'unica deroga per i reati contro la pubblica
amministrazione.
( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti LA MISSIONE
DIMENTICATA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In Italia, paese senza
"grandeur" dove i ministri sono i primi a sbeffeggiare alla bandiera
nazionale, il segnale della fine della ricreazione lo dà la voce gentile ma
ferma della ministra dell'istruzione pubblica: cinque in condotta, grembiulino
per i piccoli e gerarchia per tutti. Gli insegnanti meridionali in particolare
sono nell'occhio del ciclone: abbassano la qualità della scuola italiana,
dovranno fare corsi di riqualificazione. I mezzi? li daranno i risparmi sugli
sprechi. Non è un messaggio confortante, anzi sembra proprio confermare quello
che ha scritto Galli della Loggia (Corriere della sera, 21 agosto) sul
sostanziale disprezzo con cui i ministri attuali guardano alla scuola. Hanno ragione?
secondo lui sì, perché la scuola italiana non ha al suo centro "un'idea,
una visione generale del mondo". Tra la minuteria pedagogica della
ministra e la visione del mondo c'è posto per tutte le nostre lagnanze. Quando
si parla della scuola è facile evadere nelle opposte direzioni delle grandi
prospettive ideologiche e della minuta quotidianità. Da tempo i ministri che si
succedono, in mancanza di risorse, si limitano a ritocchi dell'intonaco invece
di verificare lo stato delle fondamenta e dei muri portanti: non c'è ministro
che non abbia modificato il sistema dei voti o la formula degli esami di
maturità. Sullo sfondo si svolge il grande dibattito ideologico ed è sempre
pronto a riaccendersi lo scontro fra laici e cattolici, fra scuola statale e scuola
privata. Oggi la scuola statale è la grande accusata. Se ne ricerca il cuore
identitario: che deve "aprirsi al contesto territoriale", afferma la
ministra; deve riappropriarsi di "un'idea del nostro passato", dice
più ambiziosamente Galli della Loggia. In materia di ideologie, a costo di
apparire del tutto fuori tempo tra i cultori di questa "incerta
modernità", vorremmo ricordare la frase di un filosofo che era di moda
citare in un non lontano passato: non è la coscienza a determinare le condizioni
sociali, sono le condizioni sociali a premere in modo determinante sulla
coscienza. Dalle condizioni sociali in cui si svolge la scuola nasce una
disaffezione profonda e diffusa; nasce anche un minaccioso processo di
produzione di disadattati. Gli studenti che si preparano a tornare a scuola
troveranno ancora una volta edifici malconci, docenti demotivati e mal pagati;
non potranno contare sulla biblioteca della scuola per studiare ? anche se
tutti sanno che è la biblioteca pubblica il luogo dove si impara a studiare, a
confrontare le idee, a informarsi liberamente. Le famiglie dovranno ancora una
volta acquistare chili e chili di libri: e non sarebbe un gran male, anche se
nel nostro paese la spesa in libri scolastici appartiene al genere voluttuario
ed è vissuta come una violenza intollerabile da chi è pronto a fare ogni genere
di sacrifici per i consumi voluttuari dei figli, incluse auto dalla potenza
assassina. Ma il fatto è che quei libri si chiamano "di testo", sono
quelli che i professori "adottano" (talvolta dopo averli partoriti) e
sono destinati a morire dopo un anno o poco più, sostituiti da stampe
"aggiornate" da un'industria editoriale che è facile criticare ma che
nessuno vuole in realtà sostituire. è più facile prendersela coi sintomi che
affrontare le cause della malattia. Una malattia che avanza: oggi il libro di
testo ha proliferato ben al di là delle scuole secondarie e ha messo radici
all'università, come prodotto della famigerata formula del 3x2. Dunque libro di
testo e telefonino saranno ancora gli strumenti scolastici, il primo desueto,
ingombrante, spesso mai aperto, il secondo pronto a sfornare compiti già fatti
senza bisogno di perdere tempo nell'aula dei computer ? che dovrebbe esserci ma
in genere non c'è. Ma il punto è un altro: che cosa attende il giovane al
termine dei suoi studi, quando la rivoluzione del sistema in atto gli dirà con
un voto finalmente e chiaramente espresso in numeri se ce l'ha fatta o no?
quale immagine del suo futuro gli propone il luogo deputato agli studi e alla disciplina
sociale? è qui che si deve misurare la salute della scuola come sistema di
promozione del paese, nelle aspettative che suscita e nelle risposte che dà.
Oggi tutti sanno che il sistema sfocia sul vuoto. Lo sanno per primi i giovani.
La società italiana non premia i migliori. A nessun livello. Per gli impieghi
pubblici, più degli studi valgono le reti del potere locale e nazionale e la
forza delle corporazioni di ogni genere. E non parliamo del potere economico,
che seleziona e forma le nuove leve che gli servono senza tener conto dei
percorsi scolastici. Nemmeno la scuola di ogni ordine e grado funziona più col
sistema dei concorsi. E non sembra che ci si muova nel senso giusto per
cambiare le cose. Non è il caso di ripetere quel che è stato detto tante volte.
Certo, quando uno scienziato vince il Nobel è bello scoprire che ha i genitori
italiani. Ma perché oltre ai geni ereditari quell'italiano non ha trovato qui
un sistema in grado di farlo crescere? e dove vanno oggi gli italiani che
vogliono davvero studiare? il mondo è aperto, oggi: andare per il mondo a
costruire la propria vita è quello che tutti cercano di fare. C'è anche
un'emigrazione intellettuale accanto a quella dei disperati in cerca di lavoro.
Ebbene, il nostro paese ha un saldo intellettuale
deficitario: vede partire i migliori e intercetta solo una frangia trascurabile
del grande movimento migratorio di cervelli in cerca di formazione qualificata.
Per questo si pone oggi da noi con speciale, drammatica e poco avvertita
urgenza il problema dei finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca.
Che sono scarsi lo sappiamo. Che saranno ancora minori in futuro è già stato
detto. Ma qual è, se esiste, il criterio delle erogazioni? in questa stagione
vediamo spuntare nella pubblicità dei quotidiani tante sigle di scuole
"alte", "eccellenti", mentre la cronaca ci informa sullo
stato comatoso di antiche università che si dibattono in drammatici problemi di
bilancio, aumentano le tasse degli studenti, riducono i servizi, minacciano
fallimento. Si parla di fondazioni; e viene in mente il disastro dell'Alitalia
e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le università non sono
società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si preoccuperebbe. Statene sicuri.
In una situazione come questa tornare a ricercare nell'identità nazionale
italiana l'anima perduta della scuola è una fuga verso un passato concluso. La
scuola italiana ha conosciuto il suo momento migliore non quando ha
indottrinato gli italiani al culto dei martiri risorgimentali o alla mistica
del fascismo, ma quando ha dato ai figli delle classi popolari gli stessi
strumenti per comunicare che fino ad allora erano riservati alle classi
dominanti. Giuseppe Di Vittorio studiava il vocabolario cercando di
impadronirsi di tutte le parole come strumenti essenziali nella lotta per i
diritti dei lavoratori, Don Milani apriva ai suoi scolari la via del riscatto
sociale attraverso un duro lavoro sui linguaggi, quello della letteratura e
quello della matematica. Oggi la sfida che si presenta alla rinnovata scuola
pubblica è ancora una volta la promozione sociale dei figli di quelle diverse
culture che abitano la penisola e che saranno la società italiana di domani. Ed
è ancora alla scuola che si deve ricorrere come l'unica agenzia capace di
creare l'unità del paese non comunicando messaggi identitari precostituiti nei
laboratori pedagogici di un qualche ministero ma promuovendo la partecipazione
alla vita democratica di una società aperta attraverso la conoscenza e la
tutela dei diritti umani: una scuola che sia capace di far apprendere ai suoi
studenti i linguaggi necessari per accedere al possesso e al rispetto del
grandissimo patrimonio culturale italiano come un'eredità vivente. è nella
libertà e nell'apertura al dialogo accanto al duro e severo lavoro dell'apprendimento
che la scuola pubblica può tornare a essere il luogo di formazione
indispensabile per una moderna democrazia: un luogo dove la ricerca sia aperta
e non chiusa dogmaticamente su identità territoriali, regionali, confessionali,
calate dall'alto, sorvegliate da agenzie ideologiche dominate dal sospetto e
dalla volontà di dominio: o peggio ancora, sorvegliate dai tutori di localismi
tanto feroci quanto fondamentalmente stupidi, incredibilmente stupidi, pronti
come sono a credere che il male venga da fuori, che la qualità degli insegnanti
sia delimitata da confini regionali e da latitudini geografiche.
( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La Bongiorno (An)
vuole introdurre i manager nei tribunali: "No al controllo del governo sui
pm" "La riforma non è contro le toghe ma le carriere vanno separate"
L'obbligatorietà dell'azione penale? Se un fatto è reato
deve essere sempre perseguito La corruzione deve restare tra i reati per i
quali i magistrati possono disporre intercettazioni LIANA MILELLA ROMA - Per
sottolineare l'importanza determinante dell'efficienza della giustizia, nel
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Se n'è
andato Bill Gates e con lui altre migliaia di utenti. Il sito Facebook registra
sempre più abbandoni. Navigatori irritati dalle insidie del social network più
famoso del mondo. O semplicemente delusi E se cancellare il proprio account può
rivelarsi un'impresa, utilizzarlo in modo spregiudicato può diventare un
pericolo Il servizio internet è il fenomeno del momento e ha superato il rivale
MySpace (SEGUE DALLA COPERTINA) RICCARDO STAGLIANO riccardo staglianò Al picco
della popolarità gli abbandoni fanno più rumore. Tra dicembre 2007 e gennaio
2008 ventimila frequentatori francesi e 23 mila spagnoli, riporta Le Figaro,
hanno cancellato il loro account. "Suicidarsi", è il gergo
drammatizzante che si usa in questi casi. Evidentemente si erano stancati del loro
"potere di condividere, per rendere il mondo più aperto e connesso",
come il ventiquattrenne fondatore Mark Zuckerberg ha definito la sua creatura
alla recente convention di San Francisco. Perché nel frattempo, scartato il
giocattolo, si sono accorti di alcuni difetti. C'erano tutte le attività
classiche. Una volta digitata la password, si poteva vedere dov'era e che
faceva in quel momento una serie di vostri amici. Scoprire che alcuni avevano
familiarizzato per merito vostro. Che un altro paio aveva cambiato la foto con
cui presentarsi nella società telematica. E ancora, declinare un numero sempre
troppo alto di inviti alla comunità di amanti del gatto o a quella dei lettori
del Piccolo principe, come ricaduta transitiva del fatto che qualche vostra lontana
conoscenza vi si era iscritta. Ma una volta entrati in questo circolo era
difficilissimo uscire. Ancora pochi mesi fa Facebook era una trappola. Se
decidevate che eravate stanchi di far sapere alla vostra cerchia di sodali
virtuali dove vi trovavate, cosa stavate leggendo, quali acquisti avevate fatto
potevate "disattivare" il vostro account. Lo mettevate in stand by,
non lo spegnevate davvero però. Le vostre informazioni personali rimanevano sul
server "per un ragionevole periodo di tempo", come recitava la
clausola del sito. Alan Burlison, un ingegnere informatico britannico,
piuttosto bravino con la tecnologia, ha provato di tutto per cancellarsi.
Niente. E dopo lettere di fuoco al servizio clienti è riuscito a far rimuovere
le innumerervoli tracce del suo passaggio solo spedendo ad alcuni responsabili
del sito un link al video dell'intervista rilasciata a Channel 4 per denunciare
l'accaduto. Come lui tanti altri hanno vissuto lo stesso calvario. E, con un
cortocircuito tipico delle cose internettiane, era anche nato un gruppo di
discussione interno a Facebook su "come distruggere permanentemente il tuo
account" messo su da un ventiseienne svedese che a febbraio contava 4.300
membri. Un attaccamento così tenace al cliente, ai suoi dati personali piuttosto,
si spiega col fatto che il sito guadagna vendendo informazioni demografiche e
di comportamento online alle aziende di marketing. Anonime, aggregate, ma
comunque preziose. Più schedature quindi (anche di utenti non attivi) uguale
più soldi. Ma quando il risentimento ha toccato il livello di guardia la
compagnia ha, molto discretamente, concesso l'exit strategy. La prima scelta è
sempre "disattivarsi". Ma oggi, spulciando nella sezione
"aiuto", spunta anche un bottone per fare hara-kiri virtuale. E sparire
una volta per tutte. Se la vita è stata resa più facile a chi vuole andarsene,
i rischi per chi resta rimangono. E la casistica di vittime di Facebook si
allunga, facendosi sempre più variegata. C'è la compagnia di assicurazioni
statunitense che, per negare un risarcimento di spese mediche al cliente,
porterà in tribunale delle confessioni online che dimostrerebbero la causa
emotiva e non organica dei suoi disordini alimentari. C'è il procuratore texano
che, per provare la colpa di un guidatore che ha ucciso un uomo in un incidente
d'auto, allegherà le pagine in cui dichiara "non sono un alcolista: sono
un iper-alcolista". E non è necessario dire o fare cose di rilevanza
penale per passare dei guai. Come sanno bene i 27 dipendenti dell'Automobile
Club della Southern California licenziati per messaggi offensivi nei confronti
di colleghi. Regolarmente scambiati - e letti - attraverso il sito. Stando a un
sondaggio recente di Viadeo, un altro social network, il 62% dei datori di
lavoro britannici darebbero ormai un'occhiata alle pagine di Facebook e simili
prima dei colloqui. E un quarto dei candidati sarebbe stato respinto di
conseguenza. Per Michael Fertik, presidente di ReputationDefender, la quota di
bocciati per incontinenze internettiane negli Stati Uniti è addirittura del
43%. La sua società, a pagamento beninteso, setaccia la rete alla ricerca di
potenziali fonti di imbarazzo. "è inquietante quante informazioni siano
disponibili sul vostro conto in un social network - ha detto a Wired - e quante
conclusioni, più o meno vicine alla realtà, vi si possano trarre". La
totalità dei suoi dipendenti, confessa per niente contento, è su Facebook. E le
figuracce di quando uno scopre che l'altro, la sera prima, è stato a un
barbecue di un collega che invece si era guardato bene dall'invitarlo sono
all'ordine del giorno. Ci sono gaffe ben peggiori, ovvio. Al punto che l'anno
scorso l'esercito inglese ha mandato una direttiva ai suoi soldati
al fronte proibendo loro di rivelare informazioni che potessero localizzarli
temendo che Al Qaeda potesse intercettarle. Niente di più facile, in effetti.
Potremmo farlo tutti, senza avere né un particolare talento di hacker né di
007. Basta avere un "conto" per entrare e dare un'occhiata.
Spionaggio elettronico al quale anche i genitori si sono rapidamente
riconvertiti. Una volta rovistavano nei diari dei figli per scoprire ciò
che loro gli volevano nascondere. Oggi possono sapere molto di più, rischiando
molto meno di essere beccati in flagranza. Ti iscrivi, cerchi il nome del pargolo
e scopri cosa dicono, pensano e fanno lui e la banda dei suoi amici.
Un'autobiografia collettiva a portata di clic. Perché quel che sorprende è ciò
che gli esperti chiamano il "paradosso della privacy". Succede che,
come ha spiegato l'economista della Carnegie Mellon George Loewenstein, quando
lui e i suoi ricercatori hanno posto domande delicate a un gruppo di studenti
dando forti garanzie di riservatezza ha risposto il 25%. Quando neppure si
nominava la riservatezza, si confidava oltre la metà degli intervistati. Non
evocare rischi li aveva resi più tranquilli, meglio disposti. Il contesto poi
fa la differenza e pochi, di fronte al pc, sentono minacciata la loro privacy.
Sbagliando, ovviamente. Ma è un dato di fatto che solo un quarto degli utenti di
Facebook utilizzi i controlli per graduare quante informazioni sul proprio
conto gli altri possano consultare. Non si pongono il problema, oppure non
sanno come utilizzarli. E restano nudi nel cyberspazio. Una circostanza che non
impedisce a Facebook di crescere impetuosamente. "Mario Rossi added you as
a friend..." è una delle intestazioni più frequenti nel nuovo spam che
intasa le nostre caselle elettroniche. Non sappiamo bene perché, ma quando
qualcuno ci invita accettiamo di far parte del club. D'altronde uno dei boss
della compagnia, il futurologo neocon Peter Thiel, è un grande fan del filosofo
di Stanford René Girard, teorico del "desiderio mimetico".
Banalizzando: la gente segue quel che fa il gregge, senza tanto riflettere. Il
motore immobile di tanti successi commerciali. Nel mondo reale come in quello
virtuale.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura DELLE
"L'Enigma Montefeltro" un saggio di Marcello Simonetta congiure
l'Italia Il duca di Urbino, pur professando amicizia per i Medici, è a
conoscenza del complotto ordito contro di loro dai Pazzi con l'aiuto del papa
Sisto IV Un fitto carteggio in cifra, ora interpretato, svela i retroscena
Dalla guerra di parole si passa ad un intervento contro Firenze Francesco Pazzi
viene prelevato nudo dal palazzo e subito impiccato I sicari riescono ad
ammazzare in Duomo il solo Giuliano de' Medici SIEGMUND GINZBERG Due
coalizioni, composta una da tre, l'altra da due parti, verrebbe da dire
partiti, principali, si contendono l'egemonia in Italia. Ciascuno dei partiti è
a sua volta dilaniato da risse ai coltelli avvelenati tra le componenti interne,
da violentissimi scontri per la successione al leader del momento, anzi da
complotti per eliminarlo, in modo da potergli succedere. L'ago della bilancia è
rappresentato da potentati locali minori, alleati all'una o all'altra delle
coalizioni. Capacissimi però di far finta di stare con gli uni e magari
lavorare al tempo stesso per i nemici, passare con disinvoltura da una parte
all'altra, o stare con tutt'e due, o magari ripassare, dopo un doppio salto
mortale, con la parte originaria. è l'Italia alle soglie del 1500. Con le sue
città-stato di cui ciascuna è governata, con diverse gradazioni di tirannia, da
padroni che mirano a perpetuarsi in dinastia, ma si rivelano tutti più o meno
instabili ed esposti ad un cambio di leadership, anzi veri e propri "cambi
di regime". A Milano dominano gli Sforza, pronti a sbranarsi per la
successione. A Firenze i Medici. A Napoli e nel resto del Sud gli Aragonesi. A
Venezia e nel Nord-est un'oligarchia di ricchi e arzilli mercanti. A Roma
comanda il Papa, espresso dalla famiglia nobile di turno. Mentre i Montefeltro
di Urbino, i Malatesta di Rimini, gli Estensi di Ferrara, i Gonzaga di Mantova
prestano di volta in volta i propri servizi diplomatici e soprattutto militari,
da "condottieri" al servizio del miglior offerente. Un'intensissima
corrispondenza diplomatica privata tra i protagonisti rivela complotti,
congiure, retroscena, ricatti, avvertimenti mafiosi, inciuci, progettati
tradimenti e invenzione di nuove alleanze, persino pettegolezzi piccanti. è a prova di intercettazione perché cifrata. Molte di queste
carte, conservate negli archivi, erano rimaste illeggibili fino ai giorni
nostri. Marcello Simonetta le ha decifrate, grazie anche all'aiuto di un suo
lontano antenato, Cicco Simonetta, potente cancelliere degli Sforza. Per
trascrivere il testo di quelle intercettazioni di oltre mezzo millennio fa, ha
fatto ricorso alle sue Regule ad extrahendum litteras zifratas sine exemplo, un
trattato per decifrare messaggi segreti utilizzando un modello matematico. Il
risultato è un libro di storia, una ricerca seria e documentata, che si legge
però come un romanzo giallo: L'Enigma Montefeltro, pubblicato da Rizzoli (pagg.
307, euro 19) in elegante copertina, ma con una qualità delle illustrazioni
interne che purtroppo lascia molto a desiderare. Peccato, perché una parte
dell'enigma è decifrato con chiave pittorica, attraverso i simboli nascosti nei
dipinti di Botticelli e del Perugino. "Enigma" era il nome
dell'inviolabile cifrario meccanico usato dai Tedeschi nella Seconda guerra
mondiale, sconfitto dal genio matematico Alan Turing. Il Montefeltro è il Duca
di Urbino Federico, uno dei protagonisti chiave dell'epoca. Era il figlio
bastardo, poi legittimato di Guidantonio da Montefeltro. Lo soprannominavano
"Caino" perché si dava per scontato che avesse tirato le fila della
congiura in cui era stato assassinato l'erede legittimo, suo fratello
Oddantonio. Secondo la recente interpretazione di Bernd Roeck la Flagellazione
di Piero della Francesca sarebbe una denuncia in simboli, nemmeno tanto
criptici per i contemporanei, forse commissionata da una delle sorelle della
vittima. Federico di mestiere faceva il mercenario di eserciti. Li forniva al
migliore offerente, come dire, "chiavi in mano", per il tempo e con
la dotazione richiesta. Aveva precise tariffe. Le sue tecniche di marketing
includevano il passare per pacificatore e moderatore, anziché fomentatore di
lucrose guerre. Agli inviati stranieri spiegava: "Ho cercato con ogni mia
industria che sia pace ed unione in Italia? e non ci è stato rimedio: finaliter
ognuno grida guerra guerra, or su facciamo guerra in nome di Dio, e Dio e
ancora assai uomini da bene del mondo mi sono testimoni". La redditizia
industria del conflitto poteva però funzionare e perpetuarsi solo ad una condizione:
che nessuna delle parti in causa sopraffacesse completamente le altre. La forza
della "lega generale" tra Venezia, Milano e Firenze, compensava in
genere efficacemente il "polo" avverso formato dal Papa e del Re di
Napoli. Ma l'equilibrio si ruppe quando nel 1471 ascese al soglio di Pietro un
papa, Sisto IV, la cui fissazione era produrre un cambio di regime a Firenze.
Si potrebbe anche dire cambio di banchieri, anziché cambio di regime, perché
sia i Medici che i Pazzi, loro rivali, erano famiglie di banchieri. La
differenza era che i Pazzi, al contrario dei Medici, erano ben disposti verso
la politica di espansione pontificia nelle Romagne. I poteri forti contavano
insomma anche allora molto più della religione e di tutto il resto. L'obiettivo
era sostituire gli uni agli altri al governo di Firenze. Le carte decifrate
mostrano che Federico, il quale pubblicamente professa amicizia verso i Medici,
è ben a conoscenza del complotto. Qualcosa non lo convince del tutto
("forse io sarei di altro parere se le cose non fossero tanto
avanti"), ma non si tira indietro, anzi propone una spregiudicata manovra
per occupare Firenze. Ma il 26 aprile 1478, allo scoccare della "congiura
dei Pazzi", le cose non vanno come previsto. I sicari riescono ad ammazzare
in Duomo il solo Giuliano de' Medici. Si salva invece Lorenzo, quello che avrà
poi il nome di Magnifico. Alcuni dei congiurati vengono linciati dalla folla
accorsa a sostegno dei Medici al grido di "Palle, Palle" (il loro
emblema). Altri sono costretti a scappare. Francesco Pazzi viene prelevato nudo
dal palazzo di famiglia dove si era rifugiato ed impiccato alle finestre di
Palazzo vecchio, assieme ad uno dei suoi complici, l'arcivescovo Salviati. Così
come viene impiccato, con tutti i suoi servi, Jacopo Pazzi, catturato in
campagna dopo che era fuggito attraverso Porta delle Croce, dopo averne
corrotto le guardie. Si sequestrano i loro conti bancari, si pignorano i loro
beni, vengono cancellate le lapidi dei loro antenati, alle donne della famiglia
viene proibito di sposarsi. L'assassino di Giuliano, Bernardo Brandini, sarebbe
andato a rifugiarsi addirittura a Costantinopoli, ma il sultano, interessato ai
buoni affari coi Fiorentini, l'avrebbe rimandato a Firenze, dove fu subito
impiccato, vestito per beffa da turco. Ne abbiamo testimonianza nel disegno di
un pittore allora ancora relativamente sconosciuto: Leonardo da Vinci. Il Papa,
che era il principale mandante degli assassini, furibondo perché sono stati
giustiziati uomini di chiesa ed è stato trattenuto per oltre un mese come
ostaggio il cardinale suo nipote, scomunica Lorenzo e i Fiorentini. Lorenzo gli
risponde affidando la contropropaganda ad un esercito di avvocati. Federico di
Montefeltro ha la faccia tosta di scrivergli continuando a fingere di essergli
amico. Lorenzo, dal canto suo, sa benissimo che nel complotto il Duca di Urbino
c'è dentro mani e piedi, perché uno dei congiurati ha confessato tutto. Ma fa
finta di dargli corda, proprio per evitare di ritrovarsi solo, o male
accompagnato, contro tutti gli altri insieme. In men che non si dica, dalla
guerra di parole e per interposti avvocati e magistrati, si passa però ad un
intervento armato contro Firenze. I Medici rischiano di essere spazzati via
dalla "guerra dei Pazzi". Lorenzo si salva solo perché va via mare a
Napoli a firmare un accordo separato con Ferrante d'Aragona e perché Federico
da Montefeltro sconsiglia fermamente l'occupazione di Firenze. In una lettera
al comandante delle truppe aragonesi elenca tutti gli "inconvenienti"
che "facilmente", "anzi pur necessariamente" potrebbero
risultare da un attacco a Firenze: lui è disabilitato da un incidente in cui
s'è rotta la gamba; sarebbe impossibile, "in un paese tanto pieno e
delizioso, il tenere a freno i soldati licenziosi per la fresca vittoria, e per
natura e per uso assetati di preda"; "Ma ammesso e non concesso che
siano ubbidienti, e non abbandonino i luoghi, che poi? è forse lontano Roberto
Malatesta (il condottiero suo rivale), e non aspetta forse ogni piccola
occasione di nostro disordine per raddoppiare le sue vittorie, e acquistarsi il
nome di salvatore e liberatore di Firenze?". E ancora: "La fretta è
cieca, perciò se io non m'inganno non sarà se non bene il considerar
prudentemente ciò che sia da farsi prima che si corra a così importante e
pericolosa risoluzione". Sarà anche stato un gran figlio di buona donna
questo Federico, ma dà l'idea che ci avrebbe pensato due volte prima di
occupare Afghanistan e Iraq, per non parlare dell'Iran.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere
in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da
"Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14
votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza
nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa?
Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non
condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti
solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti
( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza
e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili
di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si
terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average:
3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile
degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce
pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1,
ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di
Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di
odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel
Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da
aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere
in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da
"Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14
votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista,
post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo
farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non
ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte
elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di
centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale
(che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli
italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è
sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei
suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente"
(troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo
diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader",
dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del
politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average:
3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate
le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14
votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito
da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da
una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è
trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash
"fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno
scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del
Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta
per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in
serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con
travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi
manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso.
Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto
già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre",
quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che
sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere
definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al
monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina
rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento
di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average:
3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E'
bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale
(che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli
italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è
sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei
suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente"
(troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo
diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader",
dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del
politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14
votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale").
Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della
rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 20Jun
( da "Corriere delle Alpi" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ignoto
proprietario lo ha perso in Corso Italia. Il militare lo porta in Comune Si
tratta di un Cartier monopulsante in oro bianco con uno zaffiro sulla corona
FRANCESCO DAL MAS CORTINA. Perdere, lungo il frequentatissimo corso Italia, in
pieno centro a Cortina, un orologio di un valore minimo di 80 mila euro e
massimo di 180 e nemmeno sorprendersi di non averlo più al braccio o in tasca
o, ancora, in borsa. Sembra impossibile, ma è accaduto. Fortuna ha voluto che
un maresciallo dei carabinieri della Compagnia di Cortina l'abbia trovato. E
che l'abbia consegnato al suo comandante. Che a sua volta l'ha depositato in
municipio, presso l'economato che si cura dell'Ufficio oggetti smarriti. In 24
ore, però, ancora nessuno si è fatto avanti. Forse si sarà chiuso in casa (o in
albergo), anche lui smarrito. O, forse, sarà così vip da non farci caso più di
tanto. Ma - fanno notare in Compagnia - è un orologio che vale quanto un
piccolo appartamento in pianura, se non proprio a Cortina. Si tratta infatti di
un cronografo Cartier monopulsante in oro bianco 18 carati, con uno zaffiro sulla
corona, congegno interno a 27 rubini, automatico. Un oggetto che, vedendolo
abbandonato a terra, uno ha il tremore perfino di raccoglierlo. E fa
intervenire immediatamente i carabinieri perché se ne occupino. Un comune
orologio, invece, avrebbe probabilmente un altro destino. L'altro ieri
pomeriggio, invece, un maresciallo dell'Arma passeggiava per il centro città,
fuori servizio, tra le tante centinaia di persone che in questi giorni stanno
affollando la conca ampezzana e specificatamente il lussuoso selciato di corso
Italia. Il graduato intercetta l'orologio a terra, lo
raccoglie, si guarda intorno per verificare su qualche volto i sintomi dello
smarrimento per una perdita così grave. Ma nessuno sta cercando quel prezioso.
A sorprendersi è lo stesso maresciallo che, senza fare una piega, anziché
continuare il suo itinerario di vetrina in vetrina corre verso il municipio e
consegna il pezzo all'apposito Ufficio Oggetti Smarriti. E' evidente
che, davanti ad una merce così preziosa, a prendersi cura dell'affido è lo
stesso economo. Del singolare ritrovamento il maresciallo informa ovviamente i
superiori. Di fronte al comandante che si congratula per il gesto, a
testimonianza peraltro dell'abituale comportamento dei militi dell'Arma,
l'interessato quasi si scusa: "...questo è il mio modo normale di
comportarmi, in questi casi. Ho già tutto quello che mi serve". Di più. Il
maresciallo dice d'essersi calato nei panni di chi ha perso quel prezioso:
"...non posso non pensare che ci sia qualcuno che affannosamente sta
cercando un oggetto così raro, e magari dal così alto valore anche affettivo.
Ma io sono carabiniere anche per questo". Un episodio che inorgoglisce
l'intera Compagnia di Cortina: "questo non è un atto straordinario, ma uno
di quei tanti gesti quotidiani che confermano come noi facciamo semplicemente
il nostro dovere". Questa mattina si occuperà, di quell'orologio, la
polizia locale, per conto appunto del Comune, augurandosi - come ci dicono al
comando - che il proprietario si faccia vivo al più presto, peraltro
dimostrando puntualmente che di quel cronografo è il titolare. "Saremmo
lieti per lui, ma ci leverebbe anche un grosso pensiero", dicono i vigili.
Svogliando i verbali degli oggetti smarriti, si scopre in questo modo che
l'elenco è molto lungo: da braccialetti a collane, più o meno impreziosite
d'oro, da anelli ad orecchini, ai più banali (si fa per dire) cellulari e
macchine fotografiche. Ma un appartamento, fino ad oggi, non era stato mai
smarrito; pardon, un cronografo che vale quanto un alloggio.
( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VIII -
Palermo Caccia su Internet alle email dei Lo Piccolo Controlli su una linea di
trasmissione dati scoperta nel covo di Terrasini Confessa la tabaccaia che
ospitò per due anni i capimafia è ancora giallo sul pc portatile dei due
latitanti In un pizzino tracce di una chat SALVO PALAZZOLO Nuovi controlli
della polizia attorno alla villa di Terrasini che è stata per due anni il covo
di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. A caccia degli ultimi segreti dei padrini di
Tommaso Natale, quelli che ruotano attorno a un computer portatile che come
hanno riferito i pentiti "era sempre collegato a Internet". Il
computer fu portato via in tutta fretta dai fedelissimi dei boss, subito dopo
la notizia del blitz del 5 novembre 2007. è rimasta la linea per il collegamento
veloce a Internet, che i Lo Piccolo avevano fatto installare subito dopo il
loro arrivo a Terrasini, nell'autunno 2005. Nelle scorse settimane, il pool
coordinato dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo ha chiesto alla squadra
mobile di tirare fuori tutti i dati possibili da quella connessione telefonica,
soprattutto quelli relativi alle email che i padrini spedivano ai loro
complici. Per seguire le tracce elettroniche di Cosa nostra sono arrivati anche
gli esperti della polizia postale. Alla fine, dopo tanti silenzi, ha parlato di
quel computer pure la padrona di casa dei Lo Piccolo, la signora Angela
Colombo, finita in carcere nei mesi scorsi assieme al marito, Angelo Targia, il
titolare del bar tabacchi sulla spiaggia di Magaggiari. "Nella saletta antistante
la camera da letto - questo ha messo a verbale - i Lo Piccolo avevano creato
una postazione dotata di computer, al quale lavoravano entrambi. Dopo circa
quindici giorni dall'arresto si è presentato di sera tardi un uomo che ho poi
riconosciuto in Massimo Troia. Mi chiese di radunare tutte le cose dei Lo
Piccolo, che avrei dovuto restituire a una persona che sarebbe venuta presto.
Disse che anche il computer era di loro competenza". Dopo qualche giorno,
si presentò Calogero Lo Piccolo, l'altro figlio di Salvatore. La signora
Colombo ricorda ancora: "Un giorno, i Lo Piccolo avevano dimenticato un
mazzo di chiavi. Notai che ce n'era una particolare, tipica delle casseforti o
delle cassette di sicurezza. Notai pure un telecomando blu scuro, con tre pulsanti
neri". In quel covo, i Lo Piccolo si sentivano sicuri, anche dopo aver
appreso dell'arresto di uno dei loro colonnelli, Francesco Franzese: non
sospettavano che avrebbe soffiato presto alla polizia il nome dell'ultimo
tramite verso Terrasini, l'insospettabile Vito Palazzolo, gestore di un
agriturismo. A fine luglio, i pm Domenico Gozzo, Gaetano Paci, Francesco Del
Bene, Marcello Viola e Annamaria Picozzi hanno firmato la chiusura
dell'indagine sul ramo estorsioni della holding Lo Piccolo. Ma resta ancora
altro da scoprire su quel gruppo criminale che era diventato il simbolo della
nuova Cosa nostra dopo l'arresto di Bernardo Provenzano. Anche Salvatore Lo
Piccolo aveva inventato un codice numerico per individuare i suoi picciotti e
gli insospettabili complici. "Ma alla fine ci siamo confusi un po'
tutti", ha spiegato Franzese ormai pentito. "E così Lo Piccolo aveva
deciso di passare ai soprannome". Nei mille pizzini trovati in una
"The Bridge", il giorno del blitz del 5 novembre, ci sono ancora
numeri e soprannomi non individuati. L'indagine prosegue. E gli inquirenti
sperano che la linea Internet riveli qualche traccia importante. Di certo, nel
tempo libero, Sandro amava chattare, oppure visitare un sito di modelle
"in affitto". In un pizzino, qualcuno consiglia al giovane boss di
cliccare "sulla prima modella a destra, sulla homepage". Di certo, dentro a quel computer, i Lo Piccolo hanno inserito il
cd rom che conteneva il file dell'indagine Gotha: davanti al monitor fu deciso
che il vecchio boss Lino Spatola doveva morire, perché le intercettazioni
dicevano che aveva tramato con Nino Rotolo contro il potere dei nuovi padrini.
( da "Repubblica, La" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca L'intervista
Giuseppe Bortolussi, responsabile del centro studi Cgia di Mestre "I
grandi magazzini arriveranno a indicare ogni giorno i prezzi online" PAOLA
COPPOLA "L'Italia deve fare il salto di qualità: i supermercati devono mettere
online i prezzi di tutte le merci, tutti i giorni, così i consumatori potranno
fare una comparazione trasparente e scegliere i prodotti con il rapporto
migliore tra qualità e prezzo. Negli Stati Uniti la spesa si può già fare in
questo modo, sfruttando appieno le potenzialità di Internet. Noi non siamo
lontani, e questo aiuterebbe davvero le famiglie italiane ad affrontare il
carovita". Per Giuseppe Bortolussi, direttore del centro studi della Cgia
di Mestre, questo è un modo "per fare la spesa con la testa oltre che con
le gambe", i siti che mettono a confronto offerte speciali, promozioni e
sconti di supermercati e negozi "sono solo il primo passo". Questi
siti sono uno strumento che aiuta le famiglie ad arrivare alla fine del mese,
suggerisce scorciatoie per combattere il carovita? "Questi siti nascono
anche come effetto della crisi, rispondono all'esigenza di risparmio dei
consumatori, ma permettono un confronto soltanto tra i "prodotti
civetta" di supermercati e negozi. Ma non è detto che questi applichino i
prezzi più bassi su tutti i prodotti: è possibile invece che quello che si
risparmia su un prodotto poi si spende su un altro. Il "carrello virtuale
ideale" è invece quello che permette un confronto tra i prezzi di tutti i
beni e ne mostra anche l'aumento nel tempo, e che è tarato sugli acquisti di
ciascuno consentendo quindi alle famiglie di calcolare l'andamento
dell'inflazione personale". Chi usa questi siti che promettono una mappa
del risparmio? "Rivolgersi a Internet per un confronto delle offerte e dei
prezzi dei prodotti resta un fenomeno elitario, perché non più del 30 per cento
della popolazione naviga in rete. Questi siti sono frequentati soprattutto da
un pubblico giovane e colto senza molta disponibilità economica: l'utente tipo
potrebbe essere lo studente fuori sede. Potrebbe rappresentare circa il 20 per
cento del pubblico, anche perché, se per l'abbigliamento molti giovani sono
attratti dai marchi, per quanto riguarda i prodotti alimentari sono attenti al
rapporto tra qualità e prezzo". Per fare la spesa acquistando i prodotti
nei luoghi dove conviene di più serve tempo. Questi siti
intercettano anche le casalinghe? "Credo che le casalinghe continuino a
preferire i metodi tradizionali di risparmio. Il carovita, però, potrebbe aver
contribuito alla nascita di un fenomeno nuovo nel nostro paese: quello della
spesa come fatto comunitario delle famiglie italiane che stentano ad arrivare
alla fine del mese". Perché? "è possibile ipotizzare che a
conoscere e a navigare attraverso questi siti che comparano le offerte siano i
più giovani, quei figli che vivono in famiglia, e che siano loro a segnalare la
presenza di punti vendita dove si può risparmiare o l'offerta speciale su un
singolo prodotto. Il compito di acquistarlo, poi, spetterà a chi si occupa di
fare la spesa".
( da "Corriere della Sera" del 28-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-28 num: - pag: 3 autore:
di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Cantieri e caroprezzi Le mille
denunce della Milano d'estate I disagi d'agosto. "Tram in ritardo e negozi
chiusi" E un appello: "Subito un difensore dei cittadini" N ella
Milano d'agosto si alza un mugugno solitario, una protesta isolata, una voce
inascoltata: denuncia un tram in ritardo, un ufficio chiuso, una scala mobile
che non funziona. Finito il fracasso delle notti al Ticinese e al Sempione, con
la tregua dello smog e il placebo dei soldati in periferia, il lamento del
cittadino d'estate è il diario dei disagi evitabili per chi resta e
l'inventario delle disavventure per chi parte. Uno scrive che il parcheggio di
Malpensa è troppo caro (e ha ragione), un altro denuncia la sporcizia dei treni
sulla Milano- Novara (è vero), un altro ancora lamenta il disservizio negli
uffici comunali di piazzale Accursio per un documento d'identità (personale in
ferie). Per chi rimane in città, una fila di tre ore nell'ufficio postale di
piazza Cordusio per ritirare una raccomandata è davvero insopportabile, ma
fanno più male le saracinesche abbassate, il coprifuoco da città industriale
che non si adegua alla città dei servizi che vuole essere Milano, che in agosto
rimane "metropoli fantasma ", come scrive Isabella Bossi Fedrigotti:
chiusi i negozi, i ristoranti, i parrucchieri, gli studi medici, le pizzerie,
le palestre, Milano si condanna a una piccola morte, a un silenzio a volte
asfissiante per il popolo degli anziani che hanno rinunciato alle ferie, che
non si fanno vedere in giro per non mostrare l'imbarazzo di non potersi
permettere una vacanza. Eppure basterebbe poco per rendere Milano più
efficiente, in linea con l'Europa e le nuove abitudini dei cittadini, così come
chiede il presidente dell'Epam Lino Stoppani, che tiene aperto il mitico Peck
perché sono cambiate le abitudini e gli stili di vita, o come ripete da anni il
Marco Comini del Matarel, sempre aperto d'agosto. Ma dovrebbe esserci anche un
nuovo tipo di controllo, legato ai superprezzi che di questi tempi fanno
soffrire e alle disattenzioni di sempre che in agosto diventano ancor meno
sopportabili: un arbitraggio super partes in grado di rispondere a chi si lamenta
per un caffè pagato un'esagerazione perché seduto al tavolino in Galleria, o
per una semplice bibita pagata al prezzo di un Negroni; a chi chiede una
migliore segnaletica per il terminal di Malpensa e alla lettrice che passa due
ore in coda per imboccare lo svincolo della Tangenziale per viale Forlanini:
non un cartello, un vigile, una segnalazione, un invito a cambiare percorso.
"E con chi me la prendo?" s'indigna. Prendete il caso degli asili,
l'apertura che slitta, la comunicazione in ritardo alle famiglie: non si poteva
evitare, non si doveva informare per tempo? E l'accoglienza in Centrale, le
scale mobili che vanno a intermittenza. Perché? Una, perennemente guasta,
l'hanno murata. L'altra funziona saltuariamente. Scrive un cittadino
viaggiatore: il personale Fs o non sa nulla o ci manda - inutilmente - dal lato
opposto. Milano non si distingue, l'assistenza ai disabili, denuncia
associazione Asphi, è quasi a zero. Non bastano a
intercettare malumori i giudici di pace, che drenano il grosso di una protesta
che non va in ferie e sono sommersi da ricorsi per le multe, per l'Ecopass e
per le tasse a sorpresa recapitate a domicilio dal messo comunale: ci vorrebbe
un gigantesco ufficio del Difensore civico, un city manager del cittadino.
Cominciano a chiederlo anche i lettori d'agosto: qualcuno si domanda con quali
poteri si può muovere oggi un gentile consulente del Comune che deve tutelare i
diritti della gente. La risposta è: nessuno. Il difensore civico è una bella
facciata, ma per far girare la macchina municipale più dalla parte del
cittadino e meno nel verso della burocrazia, dovrebbe contare molto di più. Non
chiede miracoli il cittadino d'agosto, chiede esattamente quello che a Milano
serve negli altri mesi dell'anno: più attenzione, più informazione, più aiuto
anche per potersi organizzare, per non pagare un inutile sovrapprezzo a una
città che offre ancora molto ma è sempre più esosa. Non si lamenta soltanto: è
pronto a riconoscere l'umanità (quando c'è) in un reparto d'ospedale, la
generosità di un medico o l'assistenza di un infermiere, oppure l'altruismo di
chi ha trovato un portafoglio sul taxi e si è premurato di farlo riavere
all'interessato. Buone azioni da incoraggiare, da incentivare. Come sollecitano
tre politici, Andrea Fanzago dei Democratici, Aldo Brandirali e Michele
Mardegan del Partito delle libertà: "In agosto occorre mobilitare la
generosità dei milanesi che rimangono in città e dei giovani che hanno del
tempo libero da dedicare a iniziative di buon volontariato. Da queste esperienze
può nascere uno stile che va oltre la disponibilità estiva". Si va
dall'aiuto agli anziani per la spesa, alla pulizia di una strada, alla visita a
qualche malato. Qualche Comune, in provincia, già lo fa. Gesti concreti di
solidarietà, emozioni da portare nel cuore. Prima che si torni a parlare di
rom, di clandestini e di smog, incoraggiamo i nostri ragazzi a fare qualcosa di
utile, a bucare la corazza dell'egoismo. Forse qualcuno prima o poi ci scriverà
che ha visto un giovanotto alzarsi sul tram per lasciar posto a un'anziana o a
una donna incinta. è una lettera che manca, ma noi abbiamo fiducia:
l'aspettiamo. gschiavi@rcs.it Disagi Tram in ritardo Parking Troppo caro I
negozi Molti chiusi Eppure basterebbe poco per rendere Milano più efficiente \\
Lavori e disagi Il Comune ha aperto in agosto oltre 200 cantieri stradali;
decine gli interventi di Aem e Atm. Proteste dei cittadini.
( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'EX PREMIER
"Fatti di nessuna rilevanza" ROMA. Lapidaria la replica dell'ex
premier Romano Prodi: "Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di
nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale". Le intercettazioni sarebbero irrilevanti anche laddove Prodi
sembrerebbe sollecitare con Ovi "la ricerca di un socio di capitale per la
società del nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare
finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a
cercare fondi per il nascente Pd". Circostanze alle quali Prodi
replica nella sua dichiarazione. "Come presidente del Consiglio - afferma
- ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura
scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle
leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella
veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le
richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei,
vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e
vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie - conclude l'ex premier -
che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite
sulle intercettazioni telefoniche".
( da "Corriere delle Alpi" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Prodi
intercettato: "Gli presto io i soldi" Panorama pubblica le
conversazioni dell'ex presidente con amici e parenti ROMA. Pressioni per
ottenere favori e affari emergerebbero in alcune intercettazioni telefoniche di
Romano Prodi, quando, nel 2007, era Presidente del Consiglio. I dialoghi, pubblicati oggi sul
settimanale "Panorama", sono al vaglio della Procura di Roma. Secondo
il settimanale, diretto da Maurizio Belpietro, il Professore avrebbe cercato di
soddisfare alcune richieste di parenti coinvolgendo ministri e sottosegretari.
Le intercettazioni sono ora sul tavolo del procuratore capo Giovanni Vecchione
e l'aggiunto Mara Cordova, i quali devono valutare eventuali reati penali. Ma
al momento, dei protagonisti di tali conversazioni, non risulta alcun iscritto
nel registro degli indagati. L'interesse nasce tutto dall'inchiesta svolta
dalle toghe di Bolzano per corruzione e riciclaggio sulla vendita dell'Italtel
dell'Iri alla Siemens, avvenuta negli anni 90 con Prodi alla presidenza del
colosso di Stato. E, tra i fondi neri del gruppo tedesco, è stato rintracciato
un insolito bonifico da 5 milioni di euro a favore della Goldman Sachs, advisor
nell'operazione e società dove hanno lavorato, oltre al Professore, anche l'ex
sottosegrerio all'Economia Massimo Tononi e Allessandro Ovi, amico di Prodi e
vice all'Iri. I risultati delle telefonate messe sotto controllo hanno mostrato
uno scenario che ora da Bolzano in parte passa ai magistrati di Roma perché
oltre a Prodi, coinvolgerebbe altri politici. Una delle vicende su cui si
indaga riguarderebbe Pier Maria Fornasari, primario all'Istituto ortopedico
Rizzoli di Bologna, e consuocero di Prodi. Fornasari è sensibile alla banca
dell'osso della Regione Emilia Romagna, che si occupa della lavorazione dei
frammenti dei tessuto muscoloscheletrico. Per questo avrebbe chiesto contributi
pubblici a Prodi. Ad occuparsi del caso viene incaricato Ovi e Prodi avrebbe
organizzato riunioni ad hoc con gli allora ministri Livia Turco, alla Sanità, e
Fabio Mussi, all'Università e ricerca scientifica. Nelle conversazioni sui
finanziamenti si parla dell'Aster, ovvero il consorzio tra Regione Emilia
Romagna, università, imprese e coop per la promozione della ricerca industriale
e tecnologica del territorio. Ovi: "Lui dice che bisogna accelerare la
costituzione del soggetto". Fornasari: "Così mi ha detto...".
Ovi: "Sai, la convenzione è un bellissimo pezzo di carta ma perché
arrivino i finanziamenti bisogna farli arrivare nel posto giusto. Mi raccomando
la fretta perché a Milano sono già pronti. E evidente che Aster non ha nessuna
qualifica per prendere i soldi perché non è neanche associata, l'importante è
che Aster costituisca qualcosa che è medicina rigenerativa". Fornasari:
"Facciamo l'incontro...Romano mi parlava del 4 luglio". Poi spunterebbero
intercettazioni dove Prodi parla del nipote Luca, scienziato. L'ex presidente
del Consiglio avrebbe chiesto l'intervento di Claudio Cavazza, presidente del
colosso farmaceutico Sigma Tau, proprio per il nipote. Luca, forte del suo 20
per cento desidera far saltare il patto di sindacato nella Cyanagen, azienda
bolognese titolare di diversi brevetti. Il giovane Prodi vorrebbe liberarsi di
un socio, la Euroclone gruppo Celbio, che detiene il 24 per cento e per questo
ne parla allo zio Romano il quale si interessa del caso coinvolgendo Ovi.
Prodi: "Hai parlato con Cavazza?" Ovi: "Certo ho parlato, è
molto, molto interessato, il problema che ho studiato i patti parasociali: si
sono fatti veramente ingabbiare. Prima di far intervenire uno con le spalle
forti bisogna che loro si liberino di questi signori di Euroclone..."
Prodi: "L'hai detto a Luca?". Ovi: "Gliel'ho detto e ridetto...
Ho parlato con il suo commercialista che ha convenuto con me: i patti sono
stati fatti in un momento che si era con l'acqua alla gola perché gli hai dato
tutto, quelli hanno messo 100 mila euro di aumento di capitale su un capitale
di 10 mila". Prodi: "Si mette da solo e fanno la loro roba...".
Ovi: "Sì, Romano". Prodi: "Potremo fare anche un'altra società,
ci sto anch'io a prestargli i soldi". Ovi: "Ma Romano, ti sto dicendo
che bisogna fare una cosa... amichevole... Quelli vogliono i soldi indietro,
gli si danno i soldi indietro allora il Cavazza di turno interviene e ripaga
quelli di prima....". Prodi: "Appunto è quello che dico io".
Ovi: "Certo ma devono svincolarsi da questi qua perché hanno l'esclusiva
su tutta una serie di cose". Prodi: "Lo so, appunto, siccome loro
hanno brevettato tutto, intanto tirano via tutto quello che non hanno
brevettato...". Ovi: "Sì che siamo d'accordo Romano, però sai
benissimo che i brevetti hanno tutti i legami (...)". (a.g.).
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Parisi: hanno paura
dei loro scheletri. Il consuocero: tutti investono nella medicina rigenerativa
Il Professore tra amarezza e sospetti "Una mossa per bloccare le
inchieste" Ma perché tirano fuori vicende di nessuna rilevanza, non solo
penale, ma anche morale? Sulle intercettazioni resto del parere di sempre: si
pubblichino pure quando vi sia una reale motivazione MARCO MAROZZI ROMA -
"E se parlar di Prodi servisse per non parlar di Berlusconi?" Fra i
prodiani qualcuno va giù pesante su quello che il sito "Dagospia" ha
definito fin dalla mattinata lo "scoop di Panorama". Romano Prodi lo
ha saputo in viaggio per Losanna, per il 25º anniversario dell'Istituto
svizzero di Diritto comparato. "Ancora la Siemens" ha sospirato con Silvio
Sircana, suo portavoce dall'Iri a Palazzo Chigi, compagno di avventure ed
eventuali misteri. "Ma perché tirano fuori fatti di nessuna rilevanza, non
solo penale, ma pure morale?" è stato il primo commento. Poi, con una nota
da Roma, ha rilanciato. Ricordando che "Panorama" è proprietà
Berlusconi: "Vista la rilevanza data a una vicenda di così scarsa portata
e vista la fonte giornalistica, - ha dettato - non vorrei che questa vicenda
tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni
telefoniche". Concetto che i due politici a lui più vicini rendono ancora
più esplicito. "Hanno paura dei loro scheletri" attacca Arturo
Parisi. E Giulio Santagata: "Un po' di polverone in
vista dell'arrivo della legge sulle intercettazioni in Parlamento voluta da
Berlusconi. Per dimostrare che tutte le intercettazioni sono uguali".
"Fan di tutto - ride amaro l'ex ministro del Programma - per mostrare che
è ancora Prodi a far più paura nel centrosinistra. Lui che si è chiamato
fuori". Il Professore prende le distanze da qualsiasi pietra
tombale sulle intercettazioni: "Resto del parere di sempre: si pubblichino
pure quando vi sia una reale motivazione". Sulle quegli scambi telefonici
né Prodi né i suoi sono mai stati sentiti o avvisati. Idem su tutta l'inchiesta
relativa alla vendita di Italtel, gruppo Iri, ai tedeschi della Siemens.
Operazione del 1994, mentre Prodi stava per lasciare la guida dell'Iri. Il
fascicolo è contro "ignoti", reati ipotizzati che vanno dalla
corruzione alla concussione. "Il Giornale" si occupò a lungo della
vicenda l'anno scorso, con Prodi premier e Maurizio Belpietro direttore del
quotidiano come adesso di "Panorama". Una ventina di articoli, la
firma del giornalista è la stessa. Panorama tira in ballo le telefonate di
Alessandro Ovi, collaboratore da sempre di Prodi, per "la ricerca di un
socio di capitale per la società del nipote di Prodi, il Luca" e per
"sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria
Fornasari", autorità mondiale nel campo della ricerca medica. "La
medicina rigenerativa - dice il primario - è il futuro della sanità. Tutti i
Paesi evoluti stanno investendo in maniera molto cospicua. L'Italia è del tutto
assente. Ho fatto presente al presidente del Consiglio l'importanza di cambiare
registro. Continuerò a farlo con tutti coloro che posso. E in Emilia-Romagna
esiste una realtà che le permette di proporsi come punto di riferimento della
ricerca nazionale". "Come presidente del Consiglio - racconta Prodi -
ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica
della Regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho
chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio,
e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio
nipote e gli ho dato dei consigli". Ovi, più brillante, taglia corto:
"Abbiamo ascoltato richieste legittime a cui purtroppo non abbiamo potuto
dare risposta positiva". E l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza i
problemi fiscali della sua fondazione, di cui parla "Panorama" li ha
risolti in altro modo: ricorrendo al Tar, vincendo la causa e ottenendo quel
che Prodi non gli aveva. dato.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Inchiesta
Italtel, intercettato Prodi Panorama: richieste di favori per amici e parenti.
L'ex premier: niente di rilevante WALTER GALBIATI MILANO - Il sottobosco della
politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge ogni volta che viene
intercettata l'utenza di chi è solito parlare con parlamentari. Favori, accreditamenti che
immancabilmente emergono anche dalle telefonate di Alessandro Ovi, ex manager
Iri, prodiano, che i pm di Bolzano hanno captato nell'inchiesta sui fondi
occulti della Siemens. Un'inchiesta che ha coinvolto l'Italtel, ex azienda di
Stato, dove Ovi aveva un ruolo dirigenziale: dal 1994 al 2000, infatti, è stato
amministratore delegato di Tecnitel, società creata per gestire proprio le
partecipazioni della Iri in Sirti e Italtel. Ascoltando le sue telefonate i pm
di Bolzano speravano di trovare i destinatari della ipotetica tangente pagata
dalla Siemens per agevolare i rapporti dell'azienda tedesca con l'Iri, in vista
di una collaborazione industriale con Italtel. Invece sono incappati in una
serie di telefonate, anticipate ieri dal settimanale della Mondadori, Panorama,
in cui Ovi appare come uno dei tramiti per "raggiungere" l'allora
presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ovvero, come un consigliere d'affari
per alcuni parenti dello stesso Prodi, il nipote Luca, e il consuocero Pier
Maria Fornasari. A chiedere favori, secondo il settimanale, sarebbe stato
l'imprenditore farmaceutico, Claudio Cavazza (gruppo Sigma Tau). In cambio di
una sponsorizzazione di un sondaggio per il nascente Partito democratico,
avrebbe chiesto benefici fiscali per la fondazione scientifica del suo gruppo.
"Una richiesta di revisione della lista - dice Ovi al telefono con Cavazza
- è un passaggio che si può fare, ma bisogna parlare con Visco ... Romano non
ha problemi". è, però, l'ex sottosegratario all'Economia Alessandro Tononi
a spiegare a Ovi che la cosa in realtà non si può fare: "Lui (Cavazza,
ndr) è venuto a trovarmi troppo tardi. Non può pensare che cambia il decreto
del presidente del Consiglio... Loro mi stanno simpatici... sono amici di mio
fratello ... se venivano un mese fa si telefonava a Visco, si diceva, guardate
mi raccomando metteteli dentro, sono persone brave... io volevo aiutarli, io
sarei stato il primo". Quanto al nipote Luca, Prodi viene intercettato con
Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote, azionista di minoranza
di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse gestionale con altri
soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con Fornasari, primario dell'istituto
ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli
allora ministri, Livia Turco, alla Sanità, e Fabio Mussi, all'Università, per
convogliare risorse finanziarie verso le iniziative scientifiche del medico.
"Fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia
penale", ha replicato Prodi. "Come presidente del Consiglio - afferma
- ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura
scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle
leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella
veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le
richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". Le telefonate sono
state trasmesse alla procura di Roma, al pm Roberto Felici, che ha aperto un
fascicolo privo di ipotesi di reato e di indagati.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Napoli Il
presidente Bassolino allontana l'ipotesi di elezioni regionali anticipate nel
2009 "Candidature, è troppo presto costruiamo prima il
partito" "Intercettiamo i problemi concreti dei cittadini: il caro
prezzi, l'inflazione" Le candidature e il dibattito avanzato sulla
successione alla Regione? "è presto. Troppo presto. Prima vengono altre
questioni". Antonio Bassolino ripete più volte l'avverbio. Risponde
così alle "legittime ambizioni" di aspiranti leader alla poltrona di
Santa Lucia: dal già dichiarato segretario provinciale Pd Luigi Nicolais
all'ultimo in ordine di autocandidature, il sindaco di Salerno, Vincenzo De
Luca. Giacca pastello, polo chiara, Bassolino affronta la questione a margine
della conferenza sulla scuola. Solo per un attimo l'umore disteso, al rientro
dalle vacanze, gli si contrae sul volto. Ed è quando avverte: "Meglio che
il Pd si rafforzi, che si occupi dei problemi concreti. Più si fa carico delle
ansie e delle preoccupazioni delle famiglie, più non parla di altro, meglio è
ai fini di una vittoria elettorale". Il governatore non fa cenno ad alcuna
data, glissa accuratamente sull'anno in cui gli elettori saranno chiamati a
votare per la Regione (il 2009, con un anno di anticipo; oppure 2010, scadenza
naturale?), non parla del suo futuro politico. Ma ha cura di affidare ad
avversari e a presunti successori la propria pacata analisi. Ovvero:
"Prima abbiamo il dovere di costruire il Pd, dove non c'è, e di
rafforzarlo dove c'è. Prima bisogna riallacciare un legame, un sentire comune
con i cittadini, con i loro problemi reali, a cominciare dal carovita,
dall'inflazione che flagella soprattutto la Campania. Poi occorre pensare al
programma e alle alleanze, alla coalizione. Il Pd da solo non va da nessuna
parte, no?". E ricorda: "La battaglia non ha mai un esito scontato:
lo abbiamo visto a Roma, in Friuli. Ragionare sulle alleanze è
fondamentale". Solo dopo queste preliminari questioni, "si penserà
alle candidature, che saranno scelte con le procedure più democratiche",
traduci primarie. Stop alle congetture, quindi. Bassolino pronuncia una frase
illuminante: "Scadenza elettorale". Spiega: "Solo dopo aver
compiuto un percorso di maturazione, indispensabile anche qui in casa nostra,
ci si potrà presentare più forti alla scadenza elettorale: di Provincia,
Regione e Comune". Si andrà al 2010, sembra di capire. Ma Bassolino non
precisa. Torna sul tema che gli sta a cuore: "Il costo della vita deve essere
una priorità dell'agenda politica. Abbiamo registrato quest'anno un aumento del
7 per cento sui prodotti alimentari. è una cosa enorme, soprattutto in una
realtà come quella meridionale dove l'inflazione è più alta, dove c'è più
disoccupazione, più nuclei monoreddito. Qui una famiglia su quattro è in
condizione di relativa povertà". Quindi, il monito: "Il Pd e le forze
che governano in Campania devono sapere intercettare queste preoccupazioni.
Prepareremo meglio la stagione delle elezioni e la scelta del programma, meglio
le alleanze e i candidati, se sapremo stare in sintonia con questo
sentire". A tale proposito, il governatore annuncia, già nelle prossime
ore, che prenderà contatto "con le organizzazioni sindacali e
imprenditoriali per aprire un confronto positivo, costruttivo sull'emergenza
del caro prezzi. Abbiamo il dovere di dare risposte". Magari
"intervenendo sulla polverizzazione della rete distributiva". E
aggiunge: "A Napoli a luglio abbiamo registrato l'incremento di un punto
dei prezzi rispetto a Milano e Roma. Per questo abbiamo il dovere di
confrontarci e sollecitare il governo nazionale. Si tratta di un'emergenza
sociale". (conchita sannino).
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IX - Napoli
Le risate dopo lo stupro "La tedesca ci ha fregati" Il gip: restano
in carcere i tre sedicenni I ragazzi-carnefici confessano: non sono riusciti a
terminare la violenza DAL NOSTRO INVIATO TORRE ANNUNZIATA - Erano "su di giri",
e avevano appena tentato una rapina a un'altra coppia sulla spiaggia. I tre
stupratori di Torre Annunziata, 16 anni a testa, avevano bevuto birre e
spumante, e forse assunto cocaina, dopo avere accompagnato a casa le rispettive
fidanzate-bambine. Così l'agghiacciante violenza consumata nella notte tra
domenica e lunedì sulla pelle di Sandra G., la turista tedesca accampata con il
fidanzato David a Rovigliano, è diventato il diversivo di una serata come
tante, trascorse tra bravate e scorribande armate. Uno scenario che emerge dopo
la convalida degli arresti, firmata dal giudice per le indagini preliminari del
Tribunale per i minori, Anna Cappelli, a carico di Luigi S., Valentino G. e
Giovanni L., i tre ragazzini-carnefici. Il gip ha accolto la richiesta del pm
Elvira Tortori e ha emesso a loro carico la misura più dura: ordinanza di
custodia in carcere. Una sorpresa, per i ragazzi. Durante un'intercettazione ambientale negli uffici di polizia, uno degli
indagati aveva rassicurato l'altro, con una previsione sbagliata: "Tranquillo:
massimo due giorni e usciamo... ". In un altro passaggio, secondo quanto
emerso dall'udienza di convalida, sia Valentino che Giovanni imprecano contro
il complice arrestato per primo, Luigi, che aveva ammesso la rapina
(negando lo stupro), e aveva tirato in ballo i due. "Ci ha cantato a noi?
Proprio lui ha fatto i nomi nostri?". Luigi, figlio di un boss di camorra,
sarebbe difatti - a detta degli altri due - colui che ha fatto
"tutto". Cioè: "Ha fatto la rapina, ha alzato la tenda e gridava
ai due che non capivano l'italiano, "Cash, cash", soldi e in
contanti. Poi ha preso la ragazza e ci ha detto di tenere sotto tiro il
fidanzato, "Aspettate, mi devo portare a questa", trascinandola in
auto. Poi ci ha detto a tutti e due a turno, "Ora vieni tu"". Il
racconto dell'orrore prosegue tra efferati particolari. Giovanni e Valentino,
pur ammettendo i reati, sottolineano di non essere riusciti a "portare a
termine" la violenza. Il che non attenua le accuse. Per tutti: porto
d'armi, sequestro di persona, violenza sessuale. Per il gip, "sussistono
specifiche ed attuali esigenze cautelari", soprattutto "il rischio di
reiterazione dell'attività criminosa". Il giudice per le indagini
preliminari sottolinea "le modalità particolarmente violente dello stupro
di gruppo", "la superficialità con cui hanno commesso fatti di così
rilevante allarme sociale". Così Luigi S., considerato l'organizzatore e
il capo della spedizione, (difeso dall'avvocato Giovanni Tortora) viene inviato
nel penitenziario minorile di Airola. Mentre per Valentino G. (difeso dagli
avvocati Michele Riggi e Ciro Ottobre), e Giovanni L. (assistito dal legale
Massimiliano Lafranco), scatta il trasferimento nell'istituto di Nisida.
Un'altra conversazione colpisce. Durante una pausa delle confessioni, Giovanni
e Valentino scherzano e fanno battute pronunciando frasi irripetibili. La cui
sintesi è: "Pensavamo di fregare la tedesca, ma la tedesca ha fregato
noi". Solo alla fine, emerge una parziale consapevolezza della gravità dei
fatti: "Io ci ho provato a farle violenza, ma quella piangeva e mi
guardava, con le mani in faccia. Aveva gli occhi arrossati: faceva troppa,
troppa pena". (conchita sannino).
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del / Roma L'ARMA delle intercettazioni telefoniche viene nuovamente
sfoderata da "Panorama", il settimanale di famiglia del premier in
carica, contro Romano Prodi. Nel numero del giornale, oggi in edicola, vengono
riportati stralci di alcune conversazioni datate giugno 2007, al vaglio della
Procura di Roma "che si sta occupando di uno stralcio dell'inchiesta dei
magistrati di Bolzano al lavoro sull'inchiesta per corruzione e riciclaggio
sulla vendita dell'Italtel dell'Iri alla Siemens, avvenuta negli anni '90 con
Prodi alla presidenza del colosso di Stato". Di qui i testi pubblicati dal
settimanale, che precisa che nessuna delle persone coinvolte risulta iscritta
nel registro degli indagati, e che riguardano, conversazioni di Prodi con il
suo consigliere di sempre Alessandro Ovi il cui telefono era stato messo sotto
controllo proprio per la vicenda Iri, su presunti favori sollecitati a
vantaggio del consuocero Pier Maria Fornasari, primario dell'Ospedale Rizzoli
di Bologna e del nipote, figlio del fratello Vittorio. Ma anche del nascente
Partito Democratico. Coinvolgendo anche ministri come Fabio Mussi e Livia
Turco. "Nulla di illegale -scrive il settimanale- ma c'è da chiedersi se
un simile trattamento sarebbe riservato a qualunque primario che cerca fondi
pubblici". L'ex premier ha replicato alla nuova sventagliata di
intercettazioni con una dichiarazione nella quale prende atto delle
anticipazioni di "Panorama": "Mi sembra evidente che vi si
trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia
penale". Nella nota di "Panorama" si riporta che nelle
intercettazioni Prodi sollecita con Ovi "la ricerca di un socio di
capitale per la società del nipote Luca", mentre si punterebbe a "sbloccare
finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero Pier Maria Fornasari o a
cercare fondi per il nascente Pd". Circostanze alle quali Prodi replica
nella sua dichiarazione. "Come presidente del Consiglio - afferma - ho
preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica
della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho
chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio,
e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio
nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei, vista la rilevanza
che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e
vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie - conclude l'ex premier -
che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite
sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di
sempre sull'argomento e cioè che si pubblichino pure le intercettazioni quando
vi sia una reale motivazione".
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del "Panorama" pubblica intercettazioni di
Prodi Conversazioni con Ovi su presunti favori sollecitati. L'ex premier: fatti
di nessuna rilevanza giuridica e penale.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
V - Genova Dalle intercettazioni la fine dell'amicizia con Spinelli alla
vigilia dell'arresto: "Aldo, io ti querelo" Novi, le prime crepe
davanti ai giudici "Avrò sbagliato, ma per il bene del porto..."
VINCENZO CURIA MARCO PREVE NEI mesi precedenti i due si erano scambiati
telefonate dal tono amichevole. Tra il Presidente e sciu Aldo era tutto un "grazie e
prego", e "come stai", e "a presto", intervallati da
qualche riferimento all'onnipotente Marcellino Gavio o da apprezzamenti poco
garbati nei confronti dell'odiato Bruno Musso. Ma il 3 febbraio di quest'anno,
il giorno prima che i finanzieri gli notifichino gli arresti domiciliari,
Giovanni Novi si rende conto che Aldo Spinelli gli ha giocato un brutto tiro:
"... senti Aldo, però ti dico un'altra cosa, io sto preparando con i miei
avvocati una querela per calunnia per te e per Messina... che avete dichiarato
che vi ho imposto il Multipurpose.. ". Spinelli pare cadere dalle nuvole:
"no ma io non c'entro te lo posso giurare". Novi ribatte di aver
letto sui giornali passaggi delle sue dichiarazioni in procura. E alla fine
Spinelli ammette: "...quando hai fatto la delibera di aprile... scusa
Giovanni.. noi ci siamo trovati la Tirrenia e questo purtroppo non puoi dire
che non è vero... la Tirrenia non aveva fatto nessuna domanda". Novi
replica che "l'aveva fatta precedentemente... io non l'ho imposta".
La telefonata finisce, e forse pure un'amicizia. E dalla lettura dei verbali
degli interrogatori si scopre che altri indagati e testimoni hanno voluto
prendere le distanze dal presidente. Filippo Schiaffino, uno dei più alti
funzionari dell'Autorità Portuale è indagato per truffa assieme a Novi,
all'avvocato dello stato Giuseppe Novaresi e al console Culmv Paride Batini, in
merito ad un rimborso di un milione e 700mila euro concesso (solo metà
incassato) dall'Autorità Portuale alla Compagnia per le spese sostenute nella
gestione del Multipurpose nel 2005. Per i pm Walter Cotugno, Mario Morisani e
Enrico Zucca, fu un "regalo" di Novi per garantirsi l'appoggio dei
camalli. Schiaffino, come Office Manager, venne incaricato di vagliare la
pratica che fu poi approvata dal Comitato Portuale. Ecco cosa dichiara nella
sua testimonianza del 12 febbraio: "Io ho potuto fare solo un controllo
notarile contabile nel senso che ho preso i fogli di carta dove la Compagnia
aveva indicato quello che secondo lei era il personale ed i mezzi impiegati.
preso per buono quanto riportato dalla Compagnia... ho evidenziato al
presidente nella relazione e espressamente a voce che vi era motivo per ritenere
che gli extra costi evidenziati dalla Compagnia fossero in parte gonfiati... ho
invitato così a trattare in diminuzione e Novi mi disse
"vedremo"". Visto che il governo del porto segue logiche assai
particolari può essere utile riferire di una serie di interrogatori di membri
del Comitato Portuale che sarebbe in sostanza il "parlamentino" della
banchine. Dunque, quando la proposta dei finanziamenti alla Compagnia viene
portata in votazione ottiene all'inizio una secca bocciatura, specie per la posizione
dell'allora sindaco Giuseppe Pericu. Ma successivamente, come confermano molti
testimoni, arriva il parere favorevole di Giuseppe Novaresi Avvocato dello
Stato. E ad alcuni membri del Comitato - quelli che al pm raccontano di
conoscere poco dei meccanismi decisionali - forse non sembra vero: di fronte ad
un parere tanto autorevole ci adeguiamo e votiamo a favore. Paolo Lenzi
presidente del Collegio dei revisori dei Conti: "... mi opposi, dissi più
volte no come anche il professor Pericu... ovviamente una volta pervenuto il
parere dell'Avvocatura dello Stato l'autorevolezza dell'organo fece si che
rivedessimo le nostre posizioni...". Di autorevolezza parla anche un altro
membro, Filippo Gallo, rappresentante degli agenti raccomandatari marittimi. E
poi Pietro Vicino, di Trenitalia che interrogato risponde:"Non ero a
conoscenza che l'avvocato dello Stato Novaresi che ha rilasciato quel parere
avesse un rapporto personale di consulenza con L'autorità portuale, lo apprendo
in questo momento". E lo apprende pure Luigi Negri rappresentante dei
terminalisti che aggiunge:"credo che nessuno degli altri membri (del
Comitato, ndr) fosse a conoscenza di questa situazione". Lo ribadisce
anche Antonio Cirotto rappresentante dei dipendenti dell'Authority specificando:
"...sono rimasto molto stupito perché ritenevo che la cosa non fosse
possibile visto che è un organo chiamato a dare giudizi imparziali". E
sulla stessa linea sono le dichiarazioni di Andrea Roncallo per i lavoratori
portuali, Piero Lazzeri per gli spedizionieri, Etttorino Torzetti della Fit
Cisl. Che fossero all'oscuro molti membri del Comitato è già piuttosto curioso
ma non può che essere sorprendente apprendere che neppure Novi sapeva che
Novaresi fosse consulente dell'Autorità. L'ex presidente lo dice al gip Franca
Borzone nel corso dell'interrogatorio di garanzia: "Non sapevo che
rapporti ci fossero dal punto di vista economico, l'ho saputo oggi, ieri, dalla
richiesta del pm". Il giudice gli ricorda di aver firmato incarichi di un
rapporto di consulenza e Novi: "Ah può darsi benissimo". Il giudice
evidenzia alcuni aspetti circa i rapporti di consulenza con l'Avvocatura e
Novi: "C'abbiamo l'ufficio legale non so... se m'avesse chiesto l'altro
ieri se pagavamo Novaresi o qualcuno non lo sapevo, non sapevo nemmeno se era
gratis o retribuito". E quando il giudice gli contesta la turbativa d'asta
in relazione all'assegnazione del Multipurpose, Novi, quasi amareggiato che il
magistrato non possa credere alla sua ricostruzione, pare cedere per la prima
volta: "Era nell'interesse del porto...avrò sbagliato, non sono un
avvocato, non sono un legale, avrò sbagliato".
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Genova
Multipurpose, il 5 ottobre scocca l'ora X Migliaia di verbali da leggere e
analizzare, di trascrizioni di intercettazioni da
sviscerare. La monumentale documentazione dell'inchiesta sulla gestione
dell'Autorità Portuale nel periodo di presidenza di Giovanni Novi, ha spinto
gli avvocati dei numerosi indagati a chiedere una proroga per i tempi
dell'avviso di conclusione delle indagini, ossia l'atto formale di fine
inchiesta, che consente ai difensori di presentare nei venti giorni
successivi eventuali memorie o richieste di interrogatori. Di fatto è stata
spostata dal 15 settembre al 5 ottobre la scadenza definitiva. Dopo quel giorno
la procura valuterà i documenti delle difese, sentirà gli indagati che lo
richiedono e poi procederà alla richieste di rinvio a giudizio o di
archiviazione. Due i filoni principali dell'indagine. Il primo riguarda
l'assegnazione delle aree del terminal Multipurpose. L'impostazione accusatoria
ritiene che Giovanni Novi, assieme al suo consulente Sergio Carbone e ad altri
soggetti costrinse un gruppo di terminalisti - alcuni dei quali anche loro
finiti suo registro degli indagati - ad accettare una spartizione delle aree in
cui compariva anche Tirrenia. In tal modo, accusa la procura, veniva garantito
il lavoro alla Culmv e Novi si garantiva così l'appoggio di Batini e dei suoi
camalli. Proprio il patto tra i due fa da sfondo al secondo filone. Tra le
nuove carte depositate compare anche l'interrogatorio in veste di testimone di
Claudio Burlando, del 27 aprile davanti al pm Walter Cotugno. Il presidente
della Regione spiega ad un certo punto: "Confermo che il 26 gennaio 2004
sono andato a pranzo al ristorante "Luigina" con Novi e Batini. Il
presidente Novi mi chiese di presentargli il console e io accettai. In altre
occasioni ci incontrammo per esempio a cena a casa di Andreina Boero, nostra
amica comune". Il ricco broker trova nel camallo comunista un alleato e,
secondo gli inquirenti, questa sarebbe la spiegazione per le accuse di truffa
che riguardano il rimborso accordato dall'Authoriy alla Culmv per la gestione
del Multipurpose. Nell'inchiesta oltre a Novi, Carbone, Batini, sono coinvolti
anche Aldo Spinelli, Aldo Grimaldi, l'avvocato dello Stato Giuseppe Novaresi, gli
ex segretari generali dell'Autorità Sandro Carena ed Erido Moscatelli, e poi
diversi funzionari come Filippo Schiaffino e Andrea Pieracci. (m . p.).
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE
Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm L'ex premier: sono irrilevanti ROMA - Da alcune
intercettazioni telefoniche emergerebbe l'interessamento di Romano Prodi e di
parte del suo staff in una vicenda relativa a una richiesta di finanziamenti
per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che stava a cuore a
Pier Maria Fornasari, consuocero dell'ex presidente del Consiglio. E'
quanto rivela il settimanale Panorama. Le intercettazioni furono disposte
nell'ambito dell'inchiesta sulla cessione dell'Italtel alla Siemens avviata
dalla Procura di Bolzano. Il fascicolo ora è stato trasferito a Roma, dalla cui
Procura si fa sapere che non ci sono indagati. L'ex premier: fatti irrilevanti.
ALLE PAGINE 12 E 13 Haver, S. Rizzo, Trocino.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria:
BREVI L'inchiesta originaria Le carte di Bolzano passate a Roma Le trascrizioni
sull'ex premier Le indagini Secondo la ricostruzione di Panorama, nell'estate
2007 i magistrati di Bolzano - nel corso delle indagini per corruzione e
riciclaggio sulla vendita di Italtel dell'Iri alla Siemens negli anni '90 intercettano Romano Prodi (a capo dell'azienda di Stato
dall'82 all'89 e nel '93-'94) e i suoi collaboratori, tra cui Alessandro Ovi
(all'epoca della transazione vice di Prodi all'Iri) Le intercettazioni Le
trascrizioni di alcune delle telefonate in cui compare l'ex premier vengono poi
trasferite alla procura di Roma. Al momento non vi sono ipotesi di reato
e nessuno è iscritto al registro degli indagati.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Dal centrosinistra Il giornalista: pubblicare tutto, le ombre vanno
diradate Travaglio: grave se ci furono favori ROMA - Marco Travaglio, ha un senso pubblicare intercettazioni come queste? "Certo
che ha un senso. E' giusto che si sappia cosa fanno i nostri ministri e i
nostri presidenti del Consiglio. E' giusto che certe cose vengano fuori".
Anche se sono penalmente irrilevanti? "Certo. Se sono di pubblico
interesse e riguardano personalità della politica devono essere rese note.
E poi: se non c'è niente di grave, non vedo perché non pubblicarle. Se invece
c'è qualcosa, a maggior ragione è giusto che si conoscano ". Prodi viene
accusato di aver favorito un consuocero e un nipote. "Non so se sia vero,
mi riservo di leggere con attenzione le carte prima di dare un parere. Ma
certo, se fosse provato che Prodi ha usato denaro pubblico per farlo pervenire
ai suoi parenti sarebbe una cosa molto grave". Non c'è un'inchiesta sul
punto, però. "Proprio per questo è utile che questa storia venga raccontata
nel dettaglio. Per capire se le riunioni del premier con i ministri erano
finalizzate a ricerche utili o a scopi clientelari. E' giusto che le ombre
vengano diradate". Prodi non vuole che siano usate per un "giro di
vite" contro le intercettazioni. "E meno male, sono dichiarazioni
incoraggianti. Si nota la differenza di stile con Berlusconi: almeno lui non ha
parlato di toghe azzurre". Prodi fa un accenno alla fonte di diffusione,
Panorama, alludendo all'interesse verso una legge restrittiva. "Su questo
non sono d'accordo con lui. Non credo che Maurizio Belpietro (direttore del
settimanale della Mondadori, ndr) le pubblichi per agevolare una legge simile.
Perché lui è l'unico che ha criticato esplicitamente la legge sulle
intercettazioni, sia nella versione di Mastella, sia in quella di Berlusconi
". Al. T.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Dal centrodestra Il deputato pdl: è deprecabile diffondere quei
testi Pecorella: nessun reato, privacy violata ROMA - Gaetano Pecorella, lei è avvocato e deputato del Pdl, come valuta queste
intercettazioni? "E' il solito rituale, che ha interessato uomini politici
e persone che hanno molto meno rilievo pubblico. La diffusione di
intercettazioni coperte da segreto costituisce probabilmente un illecito penale
e certamente un fatto deprecabile". Prodi viene implicitamente
accusato di atteggiamento clientelare. "Certe intercettazioni sono inutili
e andrebbero distrutte. Le persone che vengono degradate non si possono
difendere da nulla: perché non c'è un'accusa, non c'è niente, ci sono solo
pettegolezzi ". Cosa bisognerebbe fare? "Non credo che sia giusto
ricorrere a norme penali, perché sono sempre stato contrario al carcere per i
reati a mezzo stampa. Ma servono sanzioni pecuniarie. E servirebbe anche più
autodisciplina da parte dei giornali". Prodi però sostiene che la
pubblicazione da parte di Panorama potrebbe servire proprio a un "giro di
vite" sulle intercettazioni. "Non si può leggere nella mente di
nessuno, tantomeno in quella di chi pubblica certe cose. Però da tempo ci sono
persone che sono coinvolte in telefonate con l'amante, per organizzare una
cena, insomma, in vicende che non hanno alcuna rilevanza pubblica ".
Magari una rilevanza politica ce l'hanno. "La vita privata è un valore e
la libertà di stampa ha un limite, che è la rilevanza sociale. Se non sono
illeciti e non sono segnali di comportamenti scorretti, è sbagliato
pubblicare". Difende Prodi, dunque? "Non mi interessa l'oggetto delle
pubblicazioni, difendo Prodi come ho difeso in passato anche Anna Falchi o
Silvio Berlusconi". Al. T.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Inchiesta sul caso Italtel Intercettazioni di Prodi ai pm Consigli
e aiuti a due parenti. L'ex premier: sono fatti irrilevanti Agli atti
conversazioni tra il Professore e i suoi collaboratori su vicende riguardanti
il consuocero e il nipote ROMA - Gli affari del nipote, i presunti aiuti al
consuocero. Panorama rivela l'esistenza di un'inchiesta su Romano Prodi
all'epoca in cui era presidente del Consiglio per l'interessamento alle
attività dei parenti. Tutto nasce dalla vecchia indagine sulla cessione
dell'Italtel alla Siemens avviata dalla procura di Bolzano che aveva disposto
intercettazioni telefoniche sull'apparecchio di Alessandro Ovi, braccio destro
di Prodi al-l'Iri e poi suo consigliere a palazzo Chigi. Nel fascicolo per
"abuso d'ufficio ", ora trasferito a Roma, non ci sono tuttavia indagati.
L'indagine del procuratore aggiunto Maria Cordova e del pm Roberto Felici è
all'inizio e dal Palazzo di giustizia si fa notare che per una valutazione
corretta bisogna ascoltare interamente le bobine con le conversazioni,
contestualizzarle e non estrapolare singoli brani di esse. Secondo Panorama,
dalle intercettazioni emergerebbe l'interessamento di Prodi e di parte del suo
staff (l'economista Daniele De Giovanni, la segretaria Daniela Flamini e il
capoufficio stampa Sandra Zampa) in una vicenda relativa a una richiesta di
finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna che
stava a cuore a Pier Maria Fornasari, consuocero dell'ex premier. Il progetto,
per il quale sarebbero state organizzate riunioni con i ministri Livia Turco e
Fabio Mussi non si sarebbe poi concretizzato. Ma da palazzo Chigi Prodi si
sarebbe speso, con il sostegno di Ovi, anche per consigliare suo nipote Luca,
imprenditore azionista di una società titolare di diversi brevetti scientifici,
intenzionato a liberarsi, liquidandolo, di un socio ingombrante. Per questo
sarebbe stato contattato l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza. Ma
l'operazione si sarebbe presentata troppo complessa e irrealizzabile. In altra
occasione lo stesso Cavazza avrebbe chiesto tramite Ovi la possibilità di far
rientrare la propria fondazione negli elenchi degli enti che beneficiano di
particolari esenzioni fiscali. Un episodio che Panorama accosta a un presunto
contributo di 280 mila euro per il Partito democratico che l'industriale
farmaceutico avrebbe messo a disposizione. La richiesta di Cavazza, girata
all'ex sottosegretario Massimo Tononi, sarebbe però caduta nel vuoto: il
relativo decreto era stato già firmato da Prodi. E a Cavazza sarebbe stato
consigliato di attrezzarsi per presentare la domanda per l'anno successivo
entro i tempi stabiliti per legge. "Mi sembra evidente", ha
commentato Prodi, "che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto
di vista sia giuridico sia penale. Come presidente del Consiglio ho infatti
preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica
della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho
chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze", ha aggiunto
Prodi. "Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata ho
ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli. Non vorrei,
vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e
vista la fonte giornalistica (il settimanale è edito dal gruppo di Silvio
Berlusconi, ndr), che la vicenda tornasse utile a quanti invocano giri di vite
sulle intercettazioni telefoniche". Flavio Haver.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE La linea Sircana: campagna anti intercettazioni Lo staff del
Professore "Piano contro di noi" Ovi: ascoltate richieste, che male
c'è? ROMA - Quando ha saputo che cosa avrebbe pubblicato oggi Panorama ha
reagito così: "Non ho nulla di cui dovermi preoccupare. Scrivano pure
quello che gli pare". Una reazione forse scontata, per chi conosce Romano
Prodi. Come un'alzata di spalle di una persona che non riesce, parole sue,
"a essere nemmeno seccato". Meno scontata è invece la nota con cui
qualche ora dopo, mentre l'affare si stava mediaticamente ingrossando, l'ex presidente
del Consiglio ha replicato ufficialmente, e da Losanna, al settimanale della
Mondadori. "In tutta questa cosa c'era evidentissimo l'odore di una
operazione costruita per fare una bella campagna contro le intercettazioni
telefoniche. Tanto valeva fargli subito tana", spiega Silvio Sircana,
senatore del Pd e storico portavoce del professore bolognese. Una tesi, quella
dell'obiettivo politico di queste rivelazioni, condivisa da tutti nel fronte
prodiano: che nell'attuale opposizione è sempre stata la componente più critica
verso la proposta di legge della maggioranza. C'è chi, come l'ex ministro
Giulio Santagata, interpreta l'iniziativa di Panorama come la prova che
"Prodi fa ancora paura al centrodestra", aggiungendo con crudezza:
"Mi sembra che queste intercettazioni irrilevanti
vengano utilizzate come vasellina nei confronti dei nostri per quanto riguarda
le intercettazioni ". E Sandra Zampa, ex capo ufficio stampa di palazzo
Chigi che dopo l'esperienza di governo ha avuto un seggio alla Camera, citata
dal settimanale edito da Silvio Berlusconi fra le persone che avevano seguito
una delle vicende emerse nelle intercettazioni, non è da meno.
"L'operazione è smaccata. Si vuole spingere la sinistra, compresi i
prodiani, a dire di sì al bavaglio per la stampa. Berlusconi vuole arrivare a
farsi anche questa legge senza che si dica che la sta facendo soltanto per se
stesso", afferma. E precisa: "Noi non abbiamo nulla da
nascondere". Dove per "noi" si intende chiaramente tutti quelli
incappati nelle intercettazioni pubblicate da Panorama. Per non parlare di
Alessandro Ovi. La fonte, se così si può definire, di questa nuova bufera
telefonica (sua era l'utenza intercettata) rivendica tutti i passaggi delle
vicende, confermando per filo e per segno i fatti. "Lei lo sa che alla
presidenza del consiglio arrivano dozzine di richieste tutti i giorni, e da
ogni parte? Il problema esiste se qualcuna di queste sollecitazioni viene
accontentata in modo scorretto. Se ciò non è avvenuto, e non è mai avvenuto
quando eravamo a palazzo Chigi, che male c'è?", dice l'ex consigliere di
Prodi. Che giudica privi di significato anche i vincoli di parentela esistenti
fra l'ex premier e i destinatari dei suoi interessamenti. "Prodi è stato
così presidente del consiglio, in questo caso, che non ha mosso un solo
dito", ironizza Ovi. "Tanto che nessuna di quelle vicende si è poi
concretizzata ". La storia dell'iniziativa scientifica di Bologna per cui
Pier Maria Fornasari, padre di Veronica, moglie del primogenito di Prodi,
Giorgio, avrebbe sollecitato contributi pubblici? "Era una di quelle
iniziative dove c'erano di mezzo gli enti locali, che come sempre vanno a
cercare soldi. Tra l'altro Fornasari non avrebbe nemmeno potuto gestirla, visto
che è primario all'istituto Rizzoli. L'operazione poi non è stata possibile, mi
sembra per difficoltà sorte al ministero dell'Università di Mussi. Ma se fosse
andata a buon fine non sarebbe stata una buona cosa? Poi ci lamentiamo che in
Italia non si riesce a fare niente..." E la vicenda del progettato coinvolgimento
dell'industriale Claudio Cavazza nella società di Luca Prodi (figlio del
fratello dell'ex premier, Vittorio), che avrebbe voluto sostituire il socio di
maggioranza relativa, la Euroclone? "Anche in quel caso, che cosa c'è che
non va? Non si può forse chiedere una mano a un amico imprenditore
farmaceutico? Tenga presente che il valore totale di quell'operazione era
modestissimo. E poi non se ne fece nulla. Era la classica storia di uno start
up scientifico nel quale sorge un contrasto fra i ricercatori azionisti e il
socio imprenditore. Cavazza non è entrato nella società perché c'era un
problema tecnico ". Evidentemente insormontabile. "Pensi che Prodi
disse: "guardate che Luca ha bisogno di soldi posso metterli anche io..."",
racconta Ovi. Il quale, per inciso, ricorda bene anche la richiesta che fece
Cavazza per rientrare nell'elenco delle fondazioni beneficiarie di sgravi
fiscali. "Fu una cosa normalissima, senza un pelo di prevaricazione. Ma
Cavazza aveva fatto trascorrere il termine stabilito. E semplicemente gli fu
risposto che non era possibile. Tutto qua. Ripeto: c'è qualcosa di male?"
Sergio Rizzo.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE I familiari Il nipote Luca: è vero, ho chiesto un parere a mio zio
e lui mi ha dato suggerimenti Il consuocero: ovvio che parlai con Romano ROMA -
Luca Prodi risponde dal suo interno dell'università di Bologna ostentando
tranquillità: "è vero, ho chiesto un consiglio a mio zio. E allora?".
Pier Maria Fornasari è meno placido: "Sono scandalizzato, profondamente
amareggiato. Romano? Ma è ovvio che ho parlato con lui: è il mio consuocero e
in più era il premier, con chi dovevo parlare?". Reazioni diverse, ma non
troppo. Perché, secondo entrambi, le telefonate
intercettate e pubblicate oggi da Panorama non solo sono penalmente
irrilevanti, ma anche politicamente e moralmente. Il "consuocero",
dunque. Sua figlia Veronica è moglie di Giorgio, primogenito del Professore. è
conosciuto e apprezzato come primario all'istituto ortopedico Rizzoli di
Bologna. La vicenda, dice, è semplicissima: "Tutto il mondo
concentra l'attenzione sulla medicina rigenerativa, che consente di guarire i
pazienti, anziché curarli cronicamente e che consente di supplire alla carenza
di donatori per i trapianti. L'hanno capito i cinesi, i coreani, gli americani.
Tutti, tranne noi. In California hanno speso miliardi di dollari per la
ricerca. E considerando che a Bologna ci sono enormi competenze in materia, si
voleva creare un polo nazionale". Di qui, la richiesta di interessamento a
Prodi: "Ma non è arrivato niente, solo un piccolo investimento della
Regione Emilia Romagna". Quanto alle riunioni che si sarebbero tenute con
i ministri Turco e Mussi, ha notizie vaghe: "So che era stata indetta una
riunione ma non so con chi. C'era il presidente della Regione Emilia- Romagna
Vasco Errani. Ma non c'era nulla di illecito. La pubblicazione di queste
intercettazioni è un attacco ignobile e dimostra che siamo un paese di serie B.
Si fa del gossip su un tema fondamentale ". E il conflitto di interessi?
"Ci sarebbe stato se avessi avuto un interesse personale. Ma io sono al
top della carriera, sono direttore e primario, non ho bisogno di chiedere
nulla, non ho nessuna ambizione ". E i finanziamenti? "Non ho mai
chiesto fondi pubblici". Anche Luca Prodi minimizza, con meno slancio
polemico. "Anche se questa cosa mi ha causato problemi con i soci".
Dalle intercettazioni sembra che abbia chiesto aiuto allo zio per capire come
sbarazzarsi di un socio sgradito nel patto di sindacato: "Ma no, la
Cyanagen è una piccola società che deve crescere, non vogliamo escludere alcun
partner". Peraltro, tiene a precisare, "il mio vero lavoro è
nell'università. E sono consigliere di amministrazione su esplicita
autorizzazione dell'ateneo". Detto questo, è vero che ha chiesto
l'interessamento allo zio premier: "Non un favore, però. Ho chiesto solo
un consiglio per crescere. E mio zio mi ha suggerito alcune cose. E' vero, poi,
che ci sono stati contatti con Sigma Tau". Il cui presidente, Claudio Cavazza,
è finito in carcere due volte per tangenti: "Di questo non sapevo e non ne
so nulla. Comunque, Cavazza è pur sempre il presidente di una società attiva
sul mercato". Quelli con la Sigma Tau, assicura, erano semplici contatti
scientifici: "C'è una normale collaborazione tra università e aziende. E'
in corso uno studio di fattibilità, si voleva vedere se alcune terapie
antitumorali potessero essere di interesse di Sigma Tau. Normali contatti e non
è girato un solo euro". Sul perché siano uscite queste intercettazioni,
Luca Prodi non vuole fare commenti: "Le cose sono evidenti. Sono tutte
cose che non hanno a che fare con il penale e sono distorte". E' la
politica: "E dire che l'ho fatta la politica, per sette anni sono stato
consigliere comunale a Castel Maggiore, a Bologna, in una lista civica alleata
poi con Margherita e Pds". Poi, però, ha deciso di mollare tutto: "E'
giusto cambiare, fare cose diverse ". Collaborerà con le nuove iniziative
di Romano? "Non credo. Noi due ci limitiamo a scambiarci pareri,
opinioni". Alessandro Trocino.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il "filone" ricerca medica Fondi per la "banca
dell'osso" Consultati Turco e Mussi I tre punti Le
intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre filoni, il primo riguarda
gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria Fornasari, primario all'ospedale
Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della banca dell'osso della Regione
Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue ricerche. Le riunioni Romano
Prodi si interessa del caso e coinvolge anche in alcune riunioni i ministri
della Salute Livia Turco e dell'Università e ricerca scientifica Fabio Mussi,
oltre al suo collaboratore Alessandro Ovi e all'economista Daniele De Giovanni.
Ovi stesso ricorda alla segretaria del Professore che "Romano ha fissato
un appuntamento con i bolognesi per la medicina rigenerativa". Ovi poi
evoca, parlando con Fornasari, un incontro già avvenuto con il ministro Turco.
Il consuocero conferma i contatti. Le conversazioni sui finanziamenti - secondo
quanto riporta Panorama- sarebbero "decine". I finanziamenti In una
telefonata, Fornasari e Ovi discutono su come ottenere i fondi necessari senza
che siano accreditati direttamente a nome del medico e parlano del ruolo di
Aster, cioè il consorzio tra Regione Emilia Romagna, Università, imprese e
coop. Ovi spiega che la convenzione "è un bellissimo pezzo di carta",
ma perchè arrivino i fondi è necessario che siano indirizzati "al posto
giusto" e anche in tempi stretti. Chiede Fornasari: "Facciamo
l'incontro? Sai, Romano mi parlava del 4 luglio...". Replica Ovi:
"L'accordo è che si passi tramite una convenzione con la regione, poi però
la convenzione, se non c'è dietro il soggetto che riceve i soldi, non va da
nessuna parte". "Sicuro!", gli fa eco Fornasari.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 13
categoria: BREVI Silvio Sircana "è un'operazione costruita per fare una
bella campagna contro le intercettazioni".
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 206 del
2008-08-29 pagina 2 Ecco l'esclusiva di "Panorama" da oggi in edicola di Gianluigi Nuzzi "Le telefonate
d'affari di Prodi": questo il titolo di copertina di "Panorama",
in edicola da oggi. Il settimanale diretto da Maurizio Belpietro dedica ampio
spazio alle intercettazioni dell'ex premier. L'esclusiva è firmata da . ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 206 del
2008-08-29 pagina 1 Gli affari di famiglia di Prodi di Redazione Fine giugno
2007: crisi di governo, il Pd in embrione, Romano Prodi contestato in ogni
piazza. Ma l'allora presidente del Consiglio a Palazzo Chigi ha comunque un
gran daffare. Spinte, favori, pressioni: sono decine le
intercettazioni che oggi raccontano quelle lunghe settimane di crepuscolo
politico. Gli affari dell'amato nipote Luca, gli aiuti pubblici invocati dal
consuocero, i finanziamenti sollecitati al fidato industriale farmaceutico.
Anche Prodi tiene famiglia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 206 del
2008-08-29 pagina 21 Latitante da 15 anni catturato Melloni di Redazione
Stefano Melloni, 51 anni, latitante dal
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Berlusconi è solidale
con Prodi intercettato. Il rivale di sempre mostra partecipazione umana e
politica all'ex premier: "La pubblicazione di telefonate che riguardano
Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima
ripetizione di un copione già visto", dice il presidente del Consiglio di
certo ricordando il proprio di disagio quando le sue telefonate private
finirono sui quotidiani. "E' grave che ciò accada - denuncia Berlusconi -
e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di
tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle
libertà fondamentali". L'esternazione di Berlusconi non è casuale. Proprio
oggi, nel numero in edicola di Panorama, il settimanale tira in ballo le
telefonate di Alessandro Ovi, collaboratore da sempre di Prodi, intercettato dai magistrati di Bolzano che indagano sulla vecchia
cessione dell'Italtel alla Siemens. In quelle telefonate Prodi viene
intercettato a parlare con Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il
nipote Luca dell'allora premier, giovane azionista di minoranza di una società,
per uscire da una empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure
intercettato al telefono con il consuero di Prodi, Pier Maria Fornasari,
primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca di
organizzare un incontro con gli allora ministri alla Sanità e all'Università,
per sbloccare finanziamenti pubblici. (29-08-2008.
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
MILANO - Il
sottobosco della politica. Quella rete di amicizie, di richieste che emerge
ogni volta che viene intercettata l'utenza di chi è solito parlare con
parlamentari. Favori, accreditamenti che immancabilmente emergono anche dalle
telefonate di Alessandro Ovi, ex manager Iri, prodiano, che i pm di Bolzano
hanno captato nell'inchiesta sui fondi occulti della Siemens. Un'inchiesta che
ha coinvolto l'Italtel, ex azienda di Stato, dove Ovi aveva un ruolo
dirigenziale: dal 1994 al 2000, infatti, è stato amministratore delegato di
Tecnitel, società creata per gestire proprio le partecipazioni della Iri in
Sirti e Italtel. Ascoltando le sue telefonate i pm di Bolzano speravano di
trovare i destinatari della ipotetica tangente pagata dalla Siemens per agevolare
i rapporti dell'azienda tedesca con l'Iri, in vista di una collaborazione
industriale con Italtel. Invece sono incappati in una serie di telefonate,
anticipate ieri dal settimanale della Mondadori, Panorama, in cui Ovi appare
come uno dei tramiti per "raggiungere" l'allora presidente del
Consiglio, Romano Prodi. Ovvero, come un consigliere d'affari per alcuni
parenti dello stesso Prodi, il nipote Luca, e il consuocero Pier Maria
Fornasari. A chiedere favori, secondo il settimanale, sarebbe stato l'imprenditore
farmaceutico, Claudio Cavazza (gruppo Sigma Tau). In cambio di una
sponsorizzazione di un sondaggio per il nascente Partito democratico, avrebbe
chiesto benefici fiscali per la fondazione scientifica del suo gruppo.
"Una richiesta di revisione della lista - dice Ovi al telefono con Cavazza
- è un passaggio che si può fare, ma bisogna parlare con Visco ... Romano non
ha problemi". È, però, l'ex sottosegratario all'Economia Alessandro Tononi
a spiegare a Ovi che la cosa in realtà non si può fare: "Lui (Cavazza,
ndr) è venuto a trovarmi troppo tardi. Non può pensare che cambia il decreto
del presidente del Consiglio... Loro mi stanno simpatici... sono amici di mio
fratello ... se venivano un mese fa si telefonava a Visco, si diceva, guardate
mi raccomando metteteli dentro, sono persone brave... io volevo aiutarli, io
sarei stato il primo". Quanto al nipote Luca, Prodi
viene intercettato con Ovi, mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote,
azionista di minoranza di una società, la Cyanagen, per uscire da una empasse
gestionale con altri soci. Ovi viene poi intercettato al telefono con
Fornasari, primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, mentre cerca
di organizzare un incontro con gli allora ministri, Livia Turco, alla
Sanità, e Fabio Mussi, all'Università, per convogliare risorse finanziarie
verso le iniziative scientifiche del medico. "Fatti di nessuna rilevanza
dal punto di vista sia giuridico sia penale", ha replicato Prodi.
"Come presidente del Consiglio - afferma - ho preso atto delle legittime
richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna
e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti
di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente
privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei
consigli". Le telefonate sono state trasmesse alla procura di Roma, al pm
Roberto Felici, che ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di
indagati. (29 agosto 2008.
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE
Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE
Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Panorama
pubblica le telefonate di Prodi; Berlusconi si dichiara solidale con l'ex
premier chiedendo leggi per evitare "abusi che incidono sulle libertà
fondamentali", ma il Professore si smarca e replica secco, evidenziando il
rischio che si voglia creare un caso per "limitare i poteri di indagine
attribuiti ai magistrati". Il caso Siemens. Il caso è scoppiato con la
pubblicazione su Panorama delle telefonate di Alessandro Ovi, collaboratore da
sempre di Prodi, intercettato dai magistrati di Bolzano che indagano sulla
presunta tangente pagata dalla Siemens per ottenere l'acquisto dell'Italtel.
Ascoltando le telefonate del dirigente nel'ex azienda di Stato, i pm di Bolzano
sono incappati in una serie di conversazioni in cui Ovi appare come uno dei tramiti
per "raggiungere" l'allora presidente del Consiglio Romano Prodi. In
quelle telefonate, Prodi viene intercettato a parlare con
Ovi mentre i due studiano il modo di aiutare il nipote Luca dell'allora
premier, giovane azionista di minoranza di una società, per uscire da una
empasse gestionale con altri soci. Ovi viene pure intercettato per
"sbloccare finanziamenti pubblici richiesti dal consuocero di Prodi,
Pier Maria Fornasari", primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di
Bologna. Le telefonate raccolte dalla procura di Bolzano sono state trasmesse
alla procura di Roma che ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e di
indagati. La solidarietà di Berlusconi. Il premier parla in mattinata, e sono
parole di solidarietà ma anche di annuncio delle prossime mosse sulla
giustizia: "La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a
cui va la mia assoluta solidarietà non è che l'ennesima ripetizione di un
copione già visto. E' grave che ciò accada - dice Berlusconi - e il Parlamento
deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che
tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali". La replica del Professore. L'ex premier, che già aveva
definito irrilevante il contenuto delle telefonate intercettate, risponde a
stretto giro all'attuale inqulino di Palazzo Chigi. E si smarca nettamente
dalla solidarietà del suo rivale. "Vista la grande enfasi e, nello stesso
tempo, l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama - non vorrei che
l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la
tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle
intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento
che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o
accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie".
"Da parte mia - conclude - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le
mie telefonate siano rese pubbliche". La legge sulle intercettazioni. Nel
giugno scorso, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di
legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati fino
a 10 anni di detenzione con l'unica deroga alla soglia di intercettabilità per
i reati contro la pubblica amministrazione. (29 agosto 2008.
( da "Repubblica.it" del 29-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - La
pubblicazioni delle telefonate di Prodi su Panorama, la solidarietà mostrata da
Berlusconi verso l'ex premier ma subito rifiutata, riaccendono
il dibattito sul tema scottante delle intercettazioni. Nel giugno scorso, il
Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge sulle
intercettazioni che prevede l'autorizzazione solo per i reati superiori a 10
anni di detenzione con l'unica deroga per i reati contro la pubblica
amministrazione. Ma non basta. Berlusconi chiede che il Parlamento
intervenga e subito. A Prodi però non va "una legge che limiti i poteri di
indagine attribuiti ai magistrati". Le reazioni. Come ha detto il senatore
Pd ed ex procuratore capo di Milano Gerardo D'Ambrosio, ''le intercettazioni su
Prodi sono state pubblicate per indurre l'opposizione ad accettare
l'inaccettabile. La limitazione del campo di applicazione delle intercettazioni
farebbe rinunciare alla maggior parte delle indagini sulla corruzione''.
"La solidarietà di Berlusconi a Prodi è una solidarietà pelosa", come
l'ha definita Fabio Mussi, ex ministro dell'Università e della Ricerca nel
governo di centrosinistra. "La pubblicazione delle telefonate - ha detto
Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra - è solo un vergognoso
attacco". Sostegno alle parole di Berlusconi arriva invece dalla
maggioranza. Per il presidente del Senato Renato Schifani: "Il Parlamento
deve assumersi la responsabilità di intervenire al più presto. Serve un
provvedimento legislativo che consenta la corretta pubblicazione di quelle sole
intercettazioni di rilevanza penale ad inchiesta conclusa". Stessa
posizione anche per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL:
"Bisogna varare una legge che blocchi realmente questo gioco al massacro".
"Basta gogne mediatiche senza garanzie verso chi riveste cariche
pubbliche", dichiara il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco
Rotondi. "Bisogna intervenire con la forza della legge" anche per il
presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno:
"Urge una riforma". (29 agosto 2008.