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DEL 30 agosto 2008 #TOP
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ROMA -
Era ancora luglio. Un tavolo riservato a casa di Berlusconi per discutere di
giustizia e di intercettazioni. Lui, il Cavaliere, scatenato, continuava a
ripetere: "Dovete darmi retta. Questo disegno di legge va cambiato. In consiglio
dei ministri mi avete forzato la mano. Ma io non sono per niente soddisfatto.
Avete voluto a tutti i costi prevedere una lista ampia di reati. Così non va
bene. I magistrati continueranno a massacrarci. Finiremo sempre sui giornali.
Dobbiamo limitare la possibilità di ascoltare le telefonate solo ai delitti
gravi, la mafia e il terrorismo. E basta. Perché...".
D'improvviso, fatto non proprio usuale quando parla il Cavaliere, lo interrompe
Bobo Maroni: "Silvio, scusami. Ma hai per caso qualche altro problema che
ti assilla?". Angoscia giudiziaria, ovviamente, ma il fair play impone di
non chiamare le cose col loro nome. Il premier si fa una risata e replica:
"Problemi? Io? Altre inchieste? Proprio no. Che io sappia non ne ho. Ma è
il sistema che fa schifo. Ieri è toccato a me, domani toccherà a un altro. Qui
non si salva nessuno. Prima o poi finiamo tutti sulla graticola, sputtanati sui
e dai giornali. Per questo, e non finirò mai di ripetervelo, i reati sulla
pubblica amministrazione non devono essere più ascoltati dai giudici.
Capito?".
Ma la Lega di Maroni e An con Giulia Borgiorno non si sono spostate di un
centimetro. "La corruzione è intercettabile, e tale deve restare"
disse allora, e ripete ancora oggi, la delegata di Fini al tavolo della giustizia.
Il Carroccio era ed è altrettanto irremovibile.
Sicché Berlusconi, quando l'altra sera gli hanno messo sul tavolo l'anteprima
della copertina di Panorama col servizio su Prodi, ha avuto buon gioco ad
esplodere: "Eccoci qua. È disgustoso. Ieri ero io la vittima, adesso è
lui. Qui non si salva nessuno. Questi comportamenti non sono più tollerabili.
Bisogna approvare la legge il più presto possibile. E bisogna stringere sulla
lista dei reati".
Ha chiamato Niccolò Ghedini, il suo avvocato e consigliere giuridico. Con lui
s'è lamentato con forza per "quella legge troppo morbida" che però
Ghedini difende. "Berlusconi ha dato delle indicazioni, il ministro della
Giustizia Alfano ha presentato un testo, ne abbiamo discusso, il consiglio dei
ministri l'ha approvata, il premier stesso l'ha firmata, ora è in Parlamento.
Non ci sono accelerazioni particolari da imporre, il testo farà il suo iter,
che non sarà certo breve, ma alla fine sarà approvato". E l'opposizione
che oggi accusa Berlusconi di aver provocato e quasi ordinato lo scoop di
Panorama per poi sfruttarlo politicamente e imporre il voto su una legge che in
realtà serve soprattutto lui? Ghedini esplode in un mezzo moccolo:
"Abbiamo una maggioranza fortissima. La legge ce la possiamo votare da
soli. Che ce ne importa di Prodi? La verità è che Berlusconi ha scritto
esattamente quello che provava. Fastidio, esasperazione, condanna per
pubblicazioni inaccettabili".
Silvio sincero? Silvio autentico? Silvio che arriva a contrirsi per l'ex
premier e l'ex avversario? Ghedini giura che è proprio così: "Berlusconi
non sapeva nulla del servizio del settimanale. Se ne fossimo stati informati
avremmo tentato di dire che stavano per fare una cosa pazzesca, anche perché si
tratta di un comportamento penalmente rilevante". Avreste censurato
Panorama? "Berlusconi non lo fa mai. E non lo avrebbe fatto nemmeno in
questo caso. Ma la sua reazione è stata di indignazione profonda".
Quella che ieri mattina, a ridosso dell'incontro con Napolitano che lodava i
risultati bipartisan sulla Georgia ottenuti dopo il confronto Frattini-Fassino,
gli ha fatto dettare alle agenzie una nota decisamente a favore di Prodi.
Ma alla versione di Ghedini s'oppone quella del Pd e di Di Pietro. Solidarietà
"pelosa". Come sospetta Marco Minniti, solo "una manovra
architettata". Che serve a Berlusconi come pezza d'appoggio per
giustificare non solo la stretta sulle intercettazioni, ma più in generale
quella contro i giudici. Ma un fatto è certo. Nell'incontro tra il premier e il
Guardasigilli Alfano a palazzo Grazioli, appena due giorni fa, il capo del
governo ha detto al suo ministro: "E poi, Angelino, mi raccomando le
intercettazioni. Segui la legge a ogni passo. E dammi retta. Limate quella
lista dei reati".
Via la corruzione, la concussione, gli abusi. È l'unica preoccupazione del
Cavaliere. Non il carcere per i giornalisti, ché quello vuole eliminarlo. Non
la durata degli ascolti, ché non lo preoccupa. Ma la "lista". È
quello il vero problema su cui vorrebbe che almeno i benpensanti della sinistra
stessero dalla sua parte.
(30 agosto
2008)
ROMA
Due giorni in macchina, tra Bologna e Losanna e il Trentino, e non gli è ancora
passata. Aveva chiesto di lasciarlo in pace, fuori dalle beghe e dalla
politica, né alla Festa del Pd né altrove. Romano Prodi, professore e basta.
Però è anche marito, otto volte fratello, più di cento zio e prozio, due volte
suocero, quattro volte nonno di una famiglia da record. Ieri pomeriggio, quando
rientra dalla Svizzera, proprio a questo stava pensando. Che, pur di metterlo
in mezzo, c’è chi si attacca alla sua famigliona. «Come se uno non potesse dare
consigli a un nipote...». Consigli leciti e intercettati. E pubblicati come
fossero delitti. Professore sì e fesso no, da buon passista della politica ha
capito e detto che la pubblicazione di quelle telefonate è strumentale, serve
ad altro.
E si sarà ricordato una delle frasi celebri dell’ex ministro socialista Rino
Formica, quella a proposito della «merda nel ventilatore». Ce n’è sempre per
tutti, specie se, come in questo caso la famiglia una famigliona. Politica,
religione, università, scienza e storia, fisica e meteorologia, biologia o
economia industriale. Facile, tra Bologna e Roma, incontrare un Prodi o una
Prodi, ad esempio Maria, assessore alla Regione Umbria, una dei cento nipoti.
Nell’estate ’96, primi mesi del primo governo Prodi, la famigliona si era
riunita a Bebbio, sulle colline di Reggio Emilia, per un matrimonio nella
cappelletta accanto alla casa dei Prodi. Un cronista presente se la ricorda
così: «un Prodi è stato sposato da un Prodi nella chiesetta restaurata dai
Prodi, il coro era diretto da un Prodi, cantavano tutti i Prodi tranne uno,
Romano che è stonato. Anche i musicisti erano tutti Prodi, e a dirigerli era un
Prodi...».
Ecco, e se uno dei Prodi domanda consigli che deve rispondere lo zio, arrangiati?
È questo che infastidisce il Professore, il sospetto sulla sua moralità. Gli
amici, e non solo adesso, raccontano che i nove fratelli Prodi la strada se la
son battuta da soli, solidarietà sempre, favori e clientela mai. È vero,
Vittorio professor di fisica è arrivato all’Europarlamento, ma prima ha
gavettato come presidente della Provincia di Bologna ed è malato di politica
fin da ragazzino. Paolo, il professor di storia moderna sempre professore è, e
quando aveva tentato la corsa come Rettore altro che aiutini dall’illustre
fratellone, trombato alla grande. E Franco, professor di meteorologia, ha
dovuto rinunciare alle comparsate in tv da Fabio Fazio. Per colpa del cognome e
del fratello premier. Arriva in Trentino a sera. Sorride, come (quasi) sempre.
Lo aspettano una relazione per il seminario dei cattolici de «La Rosa Bianca».
Il tema l’avevano fissato da mesi, ma al momento fa un certo effetto. «Parlando
di futuro con le finestre spalancate al mondo». Anche le telefonate, da quel
che si è letto. Ma sull’altopiano di Brentonico Romano Prodi si sente a casa, è
tra amici, sa che nessuno prende per buoni certi titoli e certe insinuazioni.
Anche perché chi lo conosce bene sa che per Prodi la famigliona è sacra, e l’ha
sempre tenuta lontana dalla sua avventura nella politica e nel potere. E qui si
passa all’altra famiglia o famigliona del Professore, quella allargata, quella
appunto di politica e potere. E allora bisogna tornare a Bologna, una qualsiasi
mattina di una qualsiasi domenica, per vedere con chi va a correre o pedalare,
o chi sale e scende dall’appartamento di via Gerusalemme. Magari sono manager o
professori come Massimo Ponzellini, Angelo Tantazzi, o Luciano Sita presidente
della Granarolo o Stefano Borghi già presidente di Confindustria in città.
Vecchi amici dei tempi dell’università Cattolica.
O giovani amici e collaudati collaboratori con la voglia di inventarsi un
futuro in Parlamento o nel sottogoverno. Perché il Professore, questo sì,
quando era a Palazzo Chigi ha fatto del bene a parecchi dei suoi, parecchi di
questa famiglia allargata. Silvio Sircana, il suo portavoce, è deputato per la
seconda volta. Sandra Zampa, la sua addetta stampa, dalla redazione bolognese
dell’agenzia Dire è passata pure lei a Montecitorio, e pazienza se ha confuso i
60 della Costituzione con quelli della Liberazione, o se dichiara che Alitalia
ha milioni di dipendenti. E così Ricardo Franco Levi o Andrea Papini. O, per
allargarla un poco di più, a chi è entrato in Rai o in aziende controllate
dallo Stato negli anni dei suoi governi. Elenco lungo assai. Ma questa è la
politica, il diritto di nomina e di scelta. La famiglia, la famigliona, quella
no, quella dovevano lasciarla stare.
Mai un eccesso in tutti questi anni. Mai sentito parlare di Antonio e Giorgio,
uno biologo e l’altro economista, i due figli. Della signora Flavia, la moglie,
anche. C’è ancora chi, per via del cognome Franzoni, continua a credere che sia
parente di Annamaria Franzoni, la mamma del delitto di Cogne: non è vero, ma
continua a rimanere una piccola e fasulla leggenda da sussurrare. Insomma, una
famiglia discreta, che fa vacanze al mare in un residence e d’inverno la
settimana bianca in pensione. Una famigliona che non s’è mai confusa con
l’altra, o con gli amici che spesso capitano per casa, come Angelone Rovati,
Massimo Tononi, Fabio Gobbo, l’ex ministro Paolo De Castro, o con il professor
Alessandro Ovi, l’amico più intercettato.
A Romano Prodi, e l’ha detto ieri dal telefonino della macchina, garberebbe
parecchio veder pubblicate tutte le sue telefonate. Nulla da nascondere, nulla
di illecito. E così, ma questo non lo dice, si potrebbe scoprire se sono vere
le affermazioni di qualche leader del Pd che, il 9 agosto, ha dichiarato: «Ho
telefonato a Prodi per gli auguri di compleanno». Ma queste, adesso, sono
facezie. Quando al Professore gli girano ha bisogno della bicicletta, peccato
non l’abbia portata nel Trentino, proprio questa mattina c’è la scalata dello
Stelvio e saranno in novemila. L’aveva inventata lui alla fine degli Anni 80,
quando pedalava e sudava con amministratori delegati e banchieri, l’amico
Luciano Segre guidava l’ammiraglia, un altro passava la borraccia, non c’erano
le scorte, non esistevano i telefonini e nessuno si occupava delle sue chiamate
e del suo mestiere di zio. Probabile che di buon mattino si rimetta in
macchina, destinazione Bebbio, o Bologna. Dove lo aspettano tutti i Prodi della
famigliona.
·
Articoli
59 (70)
Lo staff del Professore: <Piano contro di noi>
( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni irrilevanti vengano utilizzate come vasellina nei confronti dei nostri per quanto riguarda le intercettazioni". E Sandra Zampa, ex capo ufficio stampa di palazzo Chigi che dopo l'esperienza di governo ha avuto un seggio alla Camera, citata dal settimanale edito da Silvio Berlusconi fra le persone che avevano seguito una delle vicende emerse nelle intercettazioni,
I
due filoni dell'inchiesta Italtel
( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: azienda farmaceutica IL FILONE RICERCA MEDICA I tre punti Le intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre filoni, il primo riguarda gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria Fornasari, primario all'ospedale Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della banca dell'osso della Regione Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue ricerche.
Intercettazioni,
Berlusconi solidale con Prodi ( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: su intercettazioni in cui risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier. "La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto" ha affermato il Presidente del Consiglio in una nota,
Prodi
intercettato, torna lo scontro Pd: no a legge che blocca i giudici
( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il riformista: "romano ha la sindrome di stoccolma" Intercettazioni, scontro Prodi-Berlusconi Caso Italtel, premier solidale col predecessore: le Camere intervengano. Il Professore: pubblicate pure le chiamate ROMA - Sono ancora una volta le intercettazioni a tenere banco nella scena politica nazionale.
E'
subito scandalo sulla vice di McCain Sarah Palin a rischio impeachment
( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ma lo avrebbe fatto soltanto perchè una delle conversazioni era stata intercettata. Sarah Palin, continuando a sostenere che Monegan non è stato licenziato per il caso Wooten, ha chiesto l'avvio di un'inchiesta indipendente sulla vicenda, guidata da Steve Branchflower, un ex procuratore statale in pensione. stampa |.
Intercettazioni
no di prodi a berlusconi ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La replica: pubblicate tutto Intercettazioni no di Prodi a Berlusconi ROMA - è scontro sulla legge sulle intercettazioni nuovamente invocata da Berlusconi dopo le ultime telefonate di Prodi pubblicate da "Panorama". Ma l'ex premier non ci sta: "Non vorrei si creasse un caso per cambiare la legge.
L'ultimo
trucco del mago di arcore - giuseppe d'avanzo
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Scopre che è stato intercettato in un'inchiesta giudiziaria. Pubblica stralci delle sue conversazioni. è una buona occasione per rilanciare il "giro di vite" per le intercettazioni, già al primo posto dell'agenda del governo per l'autunno. Farle? Come disporle e per quali reati?
Il
cavaliere ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il Cavaliere L'ex premier A Prodi va la mia assoluta solidarietà il Parlamento deve intervenire sollecitamente No a una legge sulle intercettazioni che limiti i poteri dei pm Tutte le mie telefonate siano rese pubbliche.
"conversazioni
ambigue, giusto indagare bene il professore che vuole la trasparenza" -
walter galbiati ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non serve rivedere la legge sulle intercettazioni. Bisogna pubblicarle solo se rilevanti, da un certo momento in avanti". Quando? "Lo decida il legislatore". Cuno Tarfusser, capo della procura di Bolzano, al centro delle polemiche per la recente pubblicazione di telefonate tra Romano Prodi e il suo consigliere Alessandro Ovi, registrate proprio da quegli uffici nell'
"come
lobbista sarei un fallito il tar più potente di noi" - marco marozzi
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Per i suoi rapporti col Professore Ovi è stato intercettato dai magistrati di Bolzano."Per me non occorrono autorizzazioni. Ma sinceramente avrei sperato in qualcosa di meglio. Non ci faccio una grande figura in quel che ha pubblicato Panorama. Bell'uomo di potere". E' stato intercettato nell'inchiesta sulla vendita di Italtel, gruppo Iri, lei nel Cda,
Il
cavaliere prepara la nuova offensiva "vietare gli ascolti anche per la
corruzione" - liana milella ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Un tavolo riservato a casa di Berlusconi per discutere di giustizia e di intercettazioni. Lui, il Cavaliere, scatenato, continuava a ripetere: "Dovete darmi retta. Questo disegno di legge va cambiato. In consiglio dei ministri mi avete forzato la mano. Ma io non sono per niente soddisfatto. Avete voluto a tutti i costi prevedere una lista ampia di reati.
L'ultimo
trucco del mago di arcore - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: per accelerare una soluzione legislativa che egli non condivide: "Le intercettazioni sono utili", dice. è tranquillo, certo di non avere nulla da temere dall'accertamento penale. Invita, chi vuole, a pubblicare integralmente le sue conversazioni, sicuro di non doversi vergognare delle sue parole. Con il che, l'ultimo tentativo di Berlusconi di creare uno stato di necessità,
Intercettazioni,
prodi sfida berlusconi "pubblicate tutte le mie telefonate" - silvio
buzzanca ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: quelle intercettazioni". Intanto arrivano le dichiarazione a sostegno di Prodi, ma che avallano la fretta di Berlusconi sulle intercettazioni. Si esprimono le cariche istituzionali. "Auspichiamo che il Parlamento si assuma la responsabilità di intervenire al più presto sull'annoso e deprecabile tema delle inopportune pubblicazioni delle intercettazioni prive di rilevanza penale"
L'impegno
dei nomadi sul palco di "contro" - elio bussolino
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettare i cambiamenti nel gusto musicale di diverse generazioni di fan senza venire mai meno alla propria originaria identità. La festa continua anche stasera, insomma. Per prendervi parte si spendono 18 euro. A chiudere il festival provvederanno domani i Chorus 2000, una corale di Vezza d'Alba specializzata nel reinterpretare in chiave polifonica i classici della musica leggera
Nascosto
a euroma2 per clonare i bancomat - maria elena vincenzi
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Forse ha fatto troppo rumore, forse è stato intercettato da una telecamera, sta di fatto che i vigiliantes lo hanno sentito e lo hanno consegnato ai carabinieri che lo hanno arrestato. è successo nella notte tra giovedì e venerdì nel negozio di Zara del nuovo centro commerciale Euroma2.
"Solidale",
"Grazie no" ( da "Stampa, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Torna lo scontro tra Berlusconi e Prodi Sono stavolta le intercettazioni a riaccendere lo scontro tra Berlusconi e Prodi. Dopo la pubblicazione su "Panorama" di alcune telefonate del Professore, il Cavaliere gli ha dichiarato la sua solidarietà, che l'ex premier ha rispedito al mittente: "Intercettatemi pure.
Dal
messico ai clan della camorra la cocaina viaggia negli armadi - luigi carbone
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Giovedì mattina la droga viene intercettata, chiusa in un container, nel porto di Vado, principale approdo in Italia per la frutta esotica sudamericana. E non solo. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e iniziate otto mesi fa portano i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli sulle tracce dei trafficanti.
"Sono
stata violentata" Ragazza accusa amico
( da "Stampa,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettato l'uomo, l'avrebbero fermato. Durante l'interrogatorio di rito, però, l'uomo ha negato l'intera vicenda chiarendo che si è trattato di un rapporto sessuale consenziente. A questo punto gli uomini dell'Arma, al fine di verificare le dichiarazioni del giovane, avrebbero richiamato l'amica che,
"presidente,
ci proviamo scajola si sta muovendo" - marco preve
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Così intercettazioni e interrogatori si incrociano tra la Camera dei Deputati, il Comune di Genova, le aziende partecipate e i manager delle controllate. Il 29 gennaio di quest'anno Giuseppe Guerrera - segretario particolare dell'allora presidente della Commissione sui servizi segreti e oggi ministro dello sviluppo Claudio Scajola-
Studente
travolto da un'auto pirata due mesi dopo arrestato l'assassino - stefano
origone ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: giorni di agosto il giovane è stato intercettato sull'isola catalana, dove si nascondeva e si "manteneva" compiendo non solo furti in appartamenti e sulle auto, ma anche scippi e borseggi. In collaborazione con il servizio di Cooperazione internazionale di polizia e l'ufficiale di collegamento italiano a Madrid, gli agenti genovesi lo hanno tenuto sotto controllo in attesa dell'
"prc,
problema anche in regione" - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sua solidarietà a Romano Prodi per lo scandalo intercettazioni, "contro l'indegna operazione propagandistica di una testata giornalistica" dice. Ma poi De Maria non rinuncia ad attaccare il centrodestra: "La loro è una crisi molto seria - spiega - e il motivo è che dopo il 2004 non ha messo in campo nessun nuovo progetto, al contrario di quello che abbiamo fatto noi dopo il 1999.
Intercettazioni,
Prodi smonta la trappola di Berlusconi
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: di Silvio Berlusconi per la pubblicazione su Panorama di alcune intercettazioni telefoniche. Pubblicate ciò che volete, dice in sostanza Prodi, non ho niente da nascondere. "Non vorrei - dice - che si alimentasse il tentativo di dare vita ad una legge sulle intercettazioni che possa sottrarre alla magistratura questo strumento".
Fino
a 3 anni di carcere ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sono previste intercettazioni per i reati con pene superiori a 10 anni, per i reati contro la PA, corruzione compresa. Scure sui giornalisti: per chi sgarra fino a 3 anni di carcere. Le intercettazioni non si possono usare che per il processo per cui sono state autorizzate.
La
Ricostituente ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi.
Intercettazioni,
Berlusconi tenta l'imboscata Dopo i veleni del suo Panorama , sostegno al
Professore per invocare censure. Il Pd: un'intimidazione
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Prodi per le intercettazioni telefoniche pubblicate ieri da Panorama per ca- pire il gioco del leader Pdl. "La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto - si è affrettato a dettare alle agenzie il presidente del Consiglio quando erano da poco passate le 11 -
Riparte
il Giro d'Italia della libertà di stampa
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: legge del Governo sulle intercettazioni promosso dall'Unione Nazionale Cronisti Italia d'intesa con Fnsi, Ordine e Associazioni stampa. Per la terza edizione di "Moda Media", sfilata di moda di 18 giornaliste e 12 giornalisti pontini per raccogliere fondi per il reparto pediatrico dell'ospedale, sabato sera nella piazza del comune i cronisti distribuiscono volantini con scritto "
"i
bianchi restano ancora un modello di riferimento" - paola coppola
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Perché intercetta la domanda e i bisogni di un segmento della popolazione. Difficilmente le campagne pubblicitarie sono all'avanguardia, quelle che Oliviero Toscani ha realizzato per la Benetton erano un'eccezione. Le pubblicità invece restano forme di comunicazione delle aziende che devono vendere un prodotto,
Da
Raiset a Saccà, l'ossessione del grande silenzio Il premier torna alla carica:
il progetto Alfano sulle intercettazioni è ancora in commissione
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il progetto Alfano sulle intercettazioni è ancora in commissione di Massimo Solani / Roma LE FERIE SONO FINITE e il presidente del Consiglio torna a fare pressione sul parlamento perché si torni a percorrere a tappe forzate all'agenda politica. Non quella delle esigenze del paese, va da sè, ma la sua personalissima lista di priorità che vede la giustizia in cima ad ogni pensiero.
Lirio
Abbate: Affari tra le cosche e la politica? Impossibile fare nomi, gli editori
hanno paura ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sono intercettazioni tra capimafia e politici che parlano di affari e spartizioni di commesse. Ma è difficile fare i nomi. Gli editori vogliono tenersi bassi per paura di querele. Così la gente non può sapere quello che accade veramente". Ad affermarlo è Lirio Abbate, giornalista che vive sotto scorta dopo essere stato minacciato di morte dalla mafia nel 2007 per la sua attività.
L'ira
di Prodi: pubblicatele pure Resta il no alla legge-bavaglio
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Per quanto riguarda la vicenda intercettazioni, mentre passeggia per il corso principale, non fa che rinviare ad una nota scritta. Non vuole aggiungere altro. È venuto fin quassù solo per incontrare gli amici, la presidente Grazia Villa, Giovanni Bachelet, la moglie di Paolo Giuntella, Luisa Broli, ex presidente, che ci tiene a ripetergli "non ti abbiamo mollato mai"
I
bocconi amari del Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: La
verità sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo . Parola d'ordine:
insistere, la real ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ha parlato del nuovo caso intercettazioni. Però si sa cosa pensa: lui si era impegnato a fare le pulci a ogni promessa non mantenuta del premier, e l'obiettivo lo persegue con determinazione, ma se persino su una vicenda come Alitalia, dove l'opposizione o anche il semplice buon senso dovrebbero far valere le loro ragioni, significa che non c'è partita.
Veltroni:
svolta storica con Obama presidente Gli Stati Uniti ritroveranno la leadership
morale. E soprattutto la speranza
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Bastava che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle intercettazioni. In questo modo la solidarietà suona completamente falsa. E Prodi ha ragione quando dice che non ne aveva assolutamente bisogno. Berlusconi è così impegnato a impedire che i magistrati facciano intercettazioni perchè lamenta che finiscono sui giornali.
Di
Pietro anti-premier, applausi dalla platea Pd Firmerò la petizione di Veltroni
. Faccia a faccia tra il leader Idv e Bindi: un dovere riaprire il dialogo tra
noi ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Per non parlare dell'applauso che esplode quando attacca Berlusconi per la solidarietà data a Prodi: "Il suo giornale pubblica le intercettazioni e lui dà la solidarietà? È come quello che dà la coltellata e poi dice: oh, come mi dispiace del sangue che esce".
Controllava
il mercato della droga, in cella ( da "Corriere delle Alpi"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche e filmati di scambi di droga che non lascerebbero dubbi sulla sua attività di smercio. Secondo gli investigatori, Adil H. avrebbe controllato lo spaccio di droga leggera e pesante della piazza Feltrina, approfittando del "vuoto" provocato dai recenti arresti di polizia e carabinieri nella zona per imporsi come nuovo punto di riferimento dei piccoli spacciatori.
Prodi
intercettatoscontro sulla legge ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettato, cioè l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, dice: "Pubblicate pure tutte le mie telefonate. Le intercettazioni servono. E nessuno sfrutti il caso per fare una legge contro i magistrati". Silvio Berlusconi, da palazzo Chigi, gli aveva invece dimostrato a tempo di record la sua "assoluta solidarietà" con l'
Uccise
diciassettenne a Genovapirata della strada preso a Ibiza
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: era stato intercettato da una volante della polizia mentre era a bordo di una potente auto rubata. Aveva scampato la cattura a causa di un guasto all'auto dei poliziotti, e, imboccando a tutta velocità - e contromano - la strada per il quartiere Begato, aveva trovato davanti a sé Grassi, sul suo scooter, che percorreva la stessa strada,
Ovi,
il presenzialista di Stato ( da "Giornale.it, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: si sovrappongono, mettono il nostro di fronte a un rischio peggiore: lo sdoppiamento di personalità. Lui però guarda avanti e risponde sempre, come ieri al Corriere dopo le ultime intercettazioni: "Che cosa c'è che non va?". "C'è qualcosa di male?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
Prodi:
<Non ho segreti> ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettato, cioè l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, dice: "Pubblicate pure tutte le mie telefonate. Le intercettazioni servono. E nessuno sfrutti il caso per fare una legge contro i magistrati". L' inquilino attuale di palazzo Chigi, Silvio Berlusconi, gli aveva invece dimostrato a tempo di record la sua "assoluta solidarietà"
Polemica
sulle intercettazioni Prodi: pubblicatele tutte
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Polemica sulle intercettazioni Prodi: pubblicatele tutte Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esprime solidarietà al suo predecessore Romano Prodi per la pubblicazioni di intercettazioni che lo riguardano e invoca l'intervento del Parlamento sulla materia.
Da
Almirante a Lenin. Le strade senza pace di A. Cazzullo
( da "Corriere.it"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni che noi sardi puzziamo come capre!" è la spiegazione. A Torino si discusse se abolire corso Unione Sovietica, ma i residenti si opposero: troppo costoso cambiare indirizzo. E alle critiche per aver intitolato una piazza al 28 aprile 1945, giorno della fucilazione di Mussolini, la giunta (centrodestra) di Mezzegra risponde che non di rivincita ideologica si tratta,
Prodi
intercettato, è scontro ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Si pubblichino Prodi intercettato, è scontro Berlusconi: nuove regole. Il Professore: non cambiate le norme ROMA - E' ancora il tema delle intercettazioni ad accendere le polemiche politiche. Questa volta al centro dello scontro tra maggioranza e opposizione ci sono le telefonate dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi e di parte del suo staff,
Prodi:
non si fermino i giudici ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni. "Sul caso Italtel notizie irrilevanti, pubblicatele pure" - Veltroni e il Pd: strumentale e falsa la difesa del Cavaliere Prodi: non si fermino i giudici Solidarietà di Berlusconi dopo la pubblicazione di alcune telefonate: subito la legge Donatella Stasio ROMA Se il prezzo per la solidarietà di Silvio Berlusconi è una legge sulle intercettazioni che limita il potere
L'
ipotesi ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Parlamento sulle intercettazioni, da ieri è ancora più illusoria. Le telefonate di Romano Prodi pubblicate dal settimanale Panorama hanno rafforzato i settori del centrosinistra più ostili a qualunque intesa col governo. La solidarietà offerta da Silvio Berlusconi all'ex premier dell'Unione è stata considerata dagli avversari troppo tempestiva per non apparire un gesto strumentale:
Calvi:
però una legge serve. E subito ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Perché i colloqui di carattere privato che non sono attinenti al processo per il quale sono state disposte le intercettazioni non dovrebbero essere divulgati". Anche se si tratta di una personalità politica, per la quale è evidente l'interesse pubblico? "La pubblicazione delle intercettazioni, oltre a violare la privacy, a volte interrompe le indagini.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI | PAGINA 5 Prodi al contrattacco: "Pubblicate tutto, ma la legge non cambi" DENVER l PAGINA 2 Una notte di fuochi d'artificio Steve Wonders e Al Gore, i divi e la gente comune. Il candidato ha vinto la sfida. Invano i repubblicani hanno cercato di demolire il "tempio di Obama" DENVER l PAGINA 3 Alla conquista degli evangelici Il caucus sulla fede è stato uno dei più
Intercettazioni
Il caso ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: pag: 5 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni Il caso E Belpietro "ringrazia" Travaglio "Parole sacrosante" "Marco Travaglio dice una cosa sacrosanta". Il direttore di Panorama Maurizio Belpietro apprezza la difesa dal sospetto che la pubblicazione delle intercettazioni di Prodi miri ad agevolare una legge restrittiva.
Il
premier: intercettazioni, solidarietà a Prodi
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE Il premier: intercettazioni, solidarietà a Prodi Ma il Professore: le mie telefonate? Si pubblichino pure. Veltroni: Silvio dice cose false L'ex capo del governo contrario a una legge anti intercettazioni. Di Pietro: bravo, non è caduto nel trabocchetto di Berlusconi ROMA - Il comunicato di Silvio Berlusconi arriva di buon'ora.
IL
BRUTTO SHOW DA CANCELLARE ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 1 autore: di SERGIO ROMANO categoria: REDAZIONALE INTERCETTAZIONI E POLITICA IL BRUTTO SHOW DA CANCELLARE P untualmente, alla fine dell'estate, la commedia delle intercettazioni (il più popolare reality show della politica italiana) si arricchisce di un nuovo episodio. La trama è ancora più arruffata e stravagante del solito.
Il
caso ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Bolzano che indagano sulle presunte tangenti Italtel intercettano le telefonate del manager Iri Alessandro Ovi, ex braccio destro di Prodi I parenti Le telefonate riguardano Ovi e alcuni parenti dell'ex premier, il nipote Luca Prodi e il consuocero Pier Maria Fornasari, primario del Rizzoli di Bologna I favori Alcune telefonate riguardano Claudio Cavazza manager della Sigma Tau:
Il
piano del Governo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettabili in ogni caso i delitti gravissimi, (mafia e pedofilia) ma anche ingiuria, minaccia, usurae stalking Nulla cambia per i reati contro la pubblica amministrazione (tra cui corruzione e concussione): il testo del Guardasigilli include i delitti che prevedono pene fino a cinque anni.
Mussi,
conferma polemica: dissi no ai fondi per Fornasari
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il piano per dare fondi pubblici al progetto che secondo le intercettazioni pubblicate ieri da Panorama era sostenuto dal consuocero di Romano Prodi, Pier Maria Fornasari, primario del Rizzoli di Bologna, e per cui si sarebbe interessato lo stesso ex premier fallì a causa del ministero dell'Università.
Pubblicate
le mie conversazioni ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI Dopo le telefonate uscite ieri su Panorama, Romano Prodi va al contrattacco "Pubblicate le mie conversazioni" Il Professore rifiuta la solidarietà di Berlusconi: "Vuole fermare i magistrati" Stefano Milani ROMA Il piano era fin troppo chiaro.
<Prodi
mi chiamò per suo nipote> ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dicono che sono prodiano, altri pensano che sono berlusconiano, ma io sono un vecchio socialista. E penso che le due parti si debbano parlare e trovare un accordo: il Paese ha bisogno di tranquillità e le intercettazioni sono un'arma da utilizzare solo in casi estremi". L. Sal. 2007 Prodi e Cavazza a Farmindustria.
Alla
Camera riparte l'esame ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alla Camera riparte l'esame Il ddl sulle intercettazioni viene discusso assieme alle altre proposte in Commissione giustizia alla Camera, presieduta da Giulia Bongiorno ( nella foto con il ministro Alfano).
Meno
potere alle toghe, carcere ai giornalisti
( da "Manifesto,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: carcere ai giornalisti ROMA Intercettazioni consentite solo per i reati che prevedono pene superiori ai 10 anni e carcere per i giornalisti che le pubblicano. Sono due tra i punti più importanti del disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo Berlusconi sull'onda del clamore suscitato dalla conversazioni tra il premier e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà.
Caso
Siemens e affari di famiglia ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: e nella quale sono inserite anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti il professore ed alcuni esponenti del suo staff. Il fascicolo è una costola dell'inchiesta sulla vendita di una consistente quota di Italtel (parte a sua volta dell'Iri) alla Siemens, a metà degli anni novanta, con Prodi alla presidenza del colosso di stato.
Nuove
norme, stretta del Pdl <Il primo sì entro ottobre>
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: stretta del Pdl "Il primo sì entro ottobre" Intercettazioni in Commissione. Il Pd: fate un gioco sporco Nel disegno di legge approvato dal governo regole più severe su utilizzo e pubblicazione delle intercettazioni ROMA - "Ripartiremo con la discussione subito, fin dalla prima seduta alla ripresa dei lavori intorno al 10 settembre.
Stretta
su stampa e indagini ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ddl sono intercettabili solo i reati puniti con più di 10 anni, compresi quelli contro la pubblica amministrazione che il premier vorrebbe invece escludere. L'autorizzazione a intercettare è affidata non più a un singolo giudice ma a un collegio. E, per tutelare il segreto e la privacy si prevede la creazione di un archivio riservato in cui custodire il testo delle intercettazioni.
Tutte
le tappe del ddl Il ddl del governo proposto da Alfano
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni. Prevede una stretta sui reati intercettabili e fino a tre anni di carcere per i giornalisti che pubblicano le telefonate Incommissione perilnuovoesame A settembre ricomincia l'esame in commissione. Sotto la lente anche una proposta di legge del Pd che riprende, con alcune modifiche, il ddl Mastella della scorsa legislatura Cosaprevede iltestogiàapprovato Vieta le
Politi,
il milanese che crea megayacht su misura
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
ed
intercettando le ambizioni dei nuovi ricchi, russi, arabi, cinesi e indiani,
che comprano i super yacht per tenerli a navigare nel Mediterraneo o nei
Caraibi. Nel
Trento,
il <ritorno> di Romano <Ma ora ho un'altra vita>
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: L'esplodere dell'affaire intercettazioni rischia di rovinare la giornata e l'umore dell'ex premier. Non per il fatto in sé, probabilmente. A urtare Prodi è l'assalto dei cronisti: "Guarda, riprendimi così che ho la faccia preoccupata" scherza amaro facendo una smorfia al fotoreporter.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Prodi e le intercettazioni Romano Prodi non vuole una legge sulle intercettazioni telefoniche. All'indomani della pubblicazione, su Panorama, di alcune conversazioni tra Prodi e un collaboratore, l'ex premier dice: pubblicatele pure. Berlusconi aveva espresso solidarietà all'ex rivale e aveva chiesto una legge più severa.
I
CAPIFAMIGLIA ( da "Stampa, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: abuso delle intercettazioni nelle procure e sui giornali. Non lo ha mai sostenuto Prodi, e con coerenza non lo ha sostenuto stavolta; semmai, vorrebbe divulgarle tutte per dimostrare la sua innocenza. E siccome non è uno sprovveduto, il Professore si è guardato dal tirare in ballo il conflitto d'interessi di Berlusconi,
Prodi:
rendete pure pubbliche le mie telefonate
( da "Corriere
delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ex premier ma i suoi giornali stampano le intercettazioni Prodi: rendete pure pubbliche le mie telefonate "Non vorrei si creasse il caso per imporre nuove regole" MARIA BERLINGUER ROMA. Panorama e i giornali di proprietà di Silvio Berlusconi pubblicano le intercettazioni telefoniche di Romano Prodi su alcune raccomandazioni e il premier esprime solidarietà all'ex capo del governo,
Previste
forti limitazioni per giudici e giornalisti
( da "Corriere
delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ma si potrà intercettare anche in caso di molestie ripetute, il cosiddetto stalking. L'autorizzazione ad effettuare un'intercettazione non verrà più data dal Gip, bensì da un organismo collegiale composto da tre magistrati. Inoltre dovrebbe essere istituito un archivio riservato nel quale custodire il testo delle intercettazioni.
La
pace impossibile del pensionato Prodi
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Novella Il professore intercettato. Nonostante gli sforzi per defilarsi, l'ex premier continua a far parlare di sé. Purtroppo in negativo. Dalla voragine nei conti scoperta dalla Ue al mancato invito alla festa Pd. Berlusconi: "Copione già visto, deve intervenire il Parlamento" Poi dicono che non c'è l'allarme sicurezza: neanche sulle panchine dei giardinetti puoi stare tranquillo.
Berlusconi:
"Copione già visto, deve intervenire il Parlamento"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che non vuole interventi legislativi sulle intercettazioni. Eppure il suo governo approvò in Consiglio dei ministri un disegno di legge sulle intercettazioni, a firma di Clemente Mastella. E ora interventi per frenare l'uso delle intercettazioni vengono auspicati da diversi esponenti del Pdl (Ghedini, Bongiorno, Capezzone) e dallo stesso presidente del Senato.
In
corsia di emergenza con la bici e contromano
( da "Stampa,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: altra sponda del Ticino e ha percorso una decina di chilometri sino a Castelletto Ticino, dove è stato intercettato dagli agenti della polizia stradale. L'uomo, 44 anni, dell'aronese, non ha voluto riconoscere il pericolo procurato a sé e agli altri ed è stato così condotto per accertamenti al centro di igiene mentale dell'ospedale di Borgomanero.
E
Romano fa il puro: "Pubblicate tutto"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La crisi del suo governo, l'auto-esilio politico, ora perfino le intercettazioni. A Prodi in versione "disoccupato" - come si definisce - piace di più il futuro. Ed ecco perché ieri sera si è fermato in Valsugana, a Roncegno Terme, dove ha presenziato all'incontro "Parlando di futuro con le finestre spalancate sul mondo".
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La linea Sircana:
campagna anti intercettazioni Lo staff del Professore: "Piano contro di
noi" Ovi: ascoltate richieste, che male c'è? ROMA - Quando ha saputo che
cosa avrebbe pubblicato oggi Panorama ha reagito così: "Non ho nulla di
cui dovermi preoccupare. Scrivano pure quello che gli pare". Una reazione
forse scontata, per chi conosce Romano Prodi. Come un'alzata di spalle di una
persona che non riesce, parole sue, "a essere nemmeno seccato". Meno
scontata è invece la nota con cui qualche ora dopo, mentre l'affare si stava
mediaticamente ingrossando, l'ex presidente del Consiglio ha replicato
ufficialmente, e da Losanna, al settimanale della Mondadori. "In tutta
questa cosa c'era evidentissimo l'odore di una operazione costruita per fare
una bella campagna contro le intercettazioni telefoniche. Tanto valeva fargli
subito tana", spiega Silvio Sircana, senatore del Pd e storico portavoce
del professore bolognese. Una tesi, quella dell'obiettivo politico di queste
rivelazioni, condivisa da tutti nel fronte prodiano: che nell'attuale
opposizione è sempre stata la componente più critica verso la proposta di legge
della maggioranza. C'è chi, come l'ex ministro Giulio Santagata, interpreta
l'iniziativa di Panorama come la prova che "Prodi fa ancora paura al
centrodestra", aggiungendo con crudezza: "Mi sembra che queste intercettazioni irrilevanti vengano utilizzate come vasellina nei
confronti dei nostri per quanto riguarda le intercettazioni". E Sandra
Zampa, ex capo ufficio stampa di palazzo Chigi che dopo l'esperienza di governo
ha avuto un seggio alla Camera, citata dal settimanale edito da Silvio
Berlusconi fra le persone che avevano seguito una delle vicende emerse nelle
intercettazioni, non è da meno. "L'operazione è smaccata. Si vuole
spingere la sinistra, compresi i prodiani, a dire di sì al bavaglio per la
stampa. Berlusconi vuole arrivare a farsi anche questa legge senza che si dica
che la sta facendo soltanto per se stesso", afferma. E precisa: "Noi
non abbiamo nulla da nascondere". Dove per "noi" si intende
chiaramente tutti quelli incappati nelle intercettazioni pubblicate da
Panorama. Per non parlare di Alessandro Ovi. La fonte, se così si può definire,
di questa nuova bufera telefonica (sua era l'utenza intercettata) rivendica
tutti i passaggi delle vicende, confermando per filo e per segno i fatti.
"Lei lo sa che alla presidenza del consiglio arrivano dozzine di richieste
tutti i giorni, e da ogni parte? Il problema esiste se qualcuna di queste
sollecitazioni viene accontentata in modo scorretto. Se ciò non è avvenuto, e
non è mai avvenuto quando eravamo a palazzo Chigi, che male c'è?", dice
l'ex consigliere di Prodi. Che giudica privi di significato anche i vincoli di
parentela esistenti fra l'ex premier e i destinatari dei suoi interessamenti.
"Prodi è stato così presidente del consiglio, in questo caso, che non ha
mosso un solo dito", ironizza Ovi. "Tanto che nessuna di quelle
vicende si è poi concretizzata". La storia dell'iniziativa scientifica di
Bologna per cui Pier Maria Fornasari, padre di Veronica, moglie del primogenito
di Prodi, Giorgio, avrebbe sollecitato contributi pubblici? "Era una di
quelle iniziative dove c'erano di mezzo gli enti locali, che come sempre vanno
a cercare soldi. Tra l'altro Fornasari non avrebbe nemmeno potuto gestirla,
visto che è primario all'istituto Rizzoli. L'operazione poi non è stata
possibile, mi sembra per difficoltà sorte al ministero dell'Università di
Mussi. Ma se fosse andata a buon fine non sarebbe stata una buona cosa? Poi ci
lamentiamo che in Italia non si riesce a fare niente..." E la vicenda del
progettato coinvolgimento dell'industriale Claudio Cavazza nella società di
Luca Prodi (figlio del fratello dell'ex premier, Vittorio), che avrebbe voluto
sostituire il socio di maggioranza relativa, la Euroclone? "Anche in quel
caso, che cosa c'è che non va? Non si può forse chiedere una mano a un amico
imprenditore farmaceutico? Tenga presente che il valore totale di quell'operazione
era modestissimo. E poi non se ne fece nulla. Era la classica storia di uno
start up scientifico nel quale sorge un contrasto fra i ricercatori azionisti e
il socio imprenditore. Cavazza non è entrato nella società perché c'era un
problema tecnico". Evidentemente insormontabile. "Pensi che Prodi
disse: "guardate che Luca ha bisogno di soldi posso metterli anche
io..."", racconta Ovi. Il quale, per inciso, ricorda bene anche la
richiesta che fece Cavazza per rientrare nell'elenco delle fondazioni
beneficiarie di sgravi fiscali. "Fu una cosa normalissima, senza un pelo
di prevaricazione. Ma Cavazza aveva fatto trascorrere il termine stabilito. E
semplicemente gli fu risposto che non era possibile. Tutto qua. Ripeto: c'è
qualcosa di male?" Sergio Rizzo stampa |.
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazinoi e
ROMANO prodi I due filoni dell'inchiesta Italtel Quello della ricerca medica e
quello dell'azienda farmaceutica IL FILONE RICERCA MEDICA I
tre punti Le intercettazioni si dividono sostanzialmente in tre filoni, il
primo riguarda gli affari del consuocero di Prodi, Gian Maria Fornasari, primario
all'ospedale Rizzoli di Bologna. Il medico si occupa della banca dell'osso
della Regione Emilia-Romagna e richiede fondi per le sue ricerche. Le
riunioni Romano Prodi si interessa del caso e coinvolge anche in alcune
riunioni i ministri della Salute Livia Turco e dell'Università e ricerca
scientifica Fabio Mussi, oltre al suo collaboratore Alessandro Ovi e
all'economista Daniele De Giovanni. Ovi stesso ricorda alla segretaria del
Professore che "Romano ha fissato un appuntamento con i bolognesi per la medicina
rigenerativa". Ovi poi evoca, parlando con Fornasari, un incontro già
avvenuto con il ministro Turco. Il consuocero conferma i contatti. Le
conversazioni sui finanziamenti secondo quanto riporta Panorama sarebbero
"decine". I finanziamenti In una telefonata, Fornasari e Ovi
discutono su come ottenere i fondi necessari senza che siano accreditati
direttamente a nome del medico e parlano del ruolo di Aster, cioè il consorzio
tra Regione Emilia Romagna, Università, imprese e coop. Ovi spiega che la convenzione
"è un bellissimo pezzo di carta", ma perchè arrivino i fondi è
necessario che siano indirizzati "al posto giusto" e anche in tempi
stretti. Chiede Fornasari: "Facciamo l'incontro? Sai, Romano mi parlava
del 4 luglio...". Replica Ovi: "L'accordo è che si passi tramite una
convenzione con la regione, poi però la convenzione, se non c'è dietro il
soggetto che riceve i soldi, non va da nessuna parte".
"Sicuro!", gli fa eco Fornasari. IL FILONE AZIENDA FARMACEUTICA Il
nipote Il secondo filone riguarda le attività del nipote Luca Prodi, figlio di
Vittorio. Luca, che ha il 20% della Cyanagen azienda che produce reagenti
chimici (di cui detiene i brevetti) e nata come spin-off dell'Università di
Bologna chiede consiglio al premier per far uscire dal patto di sindacato un
socio, la Euroclone, che detiene il 24 5 delle quote e dunque ha ruolo forte.
Il consiglio In un primo momento, Prodi e i suoi consiglieri cercano l'aiuto
dell'industriale farmaceutico Claudio Cavazza. Viste le difficoltà, il premier
consiglia di agire all'insaputa del socio sul know-how dell'azienda: "Lo
so, appunto, siccome loro hanno brevettato tutto sostiene Romano in una
telefonata con Ovi , intanto tirano via tutto quello che non hanno
brevettato...". L'ex premier dichiara di essere pronto ad aiutare
economicamente il nipote Luca per dare vita a un'altra società, ma Ovi lo frena
e ribadisce la necessità di "fare una cosa amichevole" con Euroclone.
Il Pd Tra gli argomenti emersi dalle telefonate ci sono anche presunti fondi da
destinare al Pd. Secondo Panorama, viene chiesto un aiuto a Cavazza, che
avrebbe stanziato 280mila euro per il partito. L'industriale, nel frattempo, fa
pressioni sostiene Panorama per ottenere "aiuti legislativi e agevolazioni
fiscali per la fondazione scientifica del suo gruppo". Il sottosegretario
all'Economia Massimo Tononi, però, fa sapere a Ovi che non è possibile inserire
la fondazione nella lista: "Lui (Cavazza o i suoi collaboratori) è venuto
a trovarmi troppo tardi. Non può mica pensare che cambi il decreto del
presidente del Consiglio". Ovi a sua volta chiama Cavazza per rassicurarlo
sul fatto che in futuro sarà possibile inserire la fondazione nell'elenco di
quelle che possono godere di privilegi fiscali. stampa |.
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IL CASO. Panorama
pubblica le telefonate dell'ex premier per aiutare i parenti Intercettazioni,
Berlusconi solidale con Prodi "Ennesima ripetizione di un copione già
visto" dice il premier che chiede l'intervento del Parlamento ROMA -
Silvio Berlusconi esprime la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia,
pubblicata da Panorama, su intercettazioni in cui
risulterebbero aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier. "La
pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va
la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già
visto" ha affermato il Presidente del Consiglio in una nota,
sollecitando il "Parlamento ad intervenire per evitare il perpetuarsi di
tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle
libertà fondamentali". ROTONDI: "STOP ALLE GOGNE PUBBLICHE" -
Anche il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi ha espresso
"solidarietà al presidente Prodi". "È inaccettabile che le
intercettazioni continuino ad essere motivo di gogna pubblica - si legge in una
nota del ministero - senza che ci sia un minimo di garanzia a tutela dei
cittadini e, ovviamente, anche di chi riveste cariche pubbliche". LA
RUSSA: "FOSSERO QUELLE LE SUE COLPE" - Più critico il ministro della
Difesa, Ignazio La Russa, che durante il programma Omnibus Estate su La7 ha
commentato: "Se le colpe che gli italiani attribuiscono a Prodi fossero
quelle di aver fatto anche lui qualche raccomandazione, posso assicurare che
oggi sarebbe ancora presidente del Consiglio". stampa |.
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Veltroni:
"mossa falsa dal cavaliere". il riformista:
"romano ha la sindrome di stoccolma" Intercettazioni,
scontro Prodi-Berlusconi Caso Italtel, premier solidale col predecessore: le
Camere intervengano. Il Professore: pubblicate pure le chiamate ROMA - Sono
ancora una volta le intercettazioni a tenere banco nella scena politica
nazionale. Una questione che riaccende lo scontro tra maggioranza e
opposizione e attorno alle quali si consuma un duro confronto a distanza tra
Prodi e Berlusconi. La pubblicazione su Panorama (settimanale di proprietà di
Silvio Berlusconi, diretto da Maurizio Belpietro) di alcune telefonate dell'ex
presidente del Consiglio, intercettato nell'ambito dell'inchiesta su Italtel
(per alcuni presunti favori ad amici e parenti), hanno fatto tornare alla
ribalta l'ipotesi di una legge che regolamenti l'uso i controlli telefonici da
parte dei pm. E se da una parte il premier Silvio Berlusconi, ha dichiarato la
sua solidarietà a Prodi, invocando una legge che regolamenti l'uso delle
telefonate, dall'latra l'ex premier ha rispedito al mittente la solidarietà,
gelando il Cavaliere: "Intercettatemi pure - è in sostanza la posizione
del Professore -. Io sono contrario a leggi lampo per fermare i giudici che
indagano". IL PREMIER - In mattinata Berlusconi, oltre ad esprimere
"solidarietà" al predecessore, aveva dichiarato che "la pubblicazione
di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi non è che l'ennesima
ripetizione di un copione già visto". Il Parlamento, secondo il premier,
"deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi
che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali". "INTERCETTATEMI PURE" - A quel punto è giunto
l'intervento di Prodi. " Da parte mia - ha detto l'ex premier - non ho
alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche.
Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me
attribuiti dal settimanale Panorama - ha detto Prodi, subito dopo l'intervento
del premier - non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico
alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve
possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre
alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato
indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento
delle funzioni che le sono proprie". VELTRONIE DI PIETRO- Sulla vicenda è
intervenuto il segretario del Pd, Walter Veltroni, apostrofando come
"falsa" la solidarietà manifestata da Berlusconi a Prodi. "La
dichiarazione di solidarietà del premier è un esercizio non utile - ha detto
Veltroni -, sarebbe bastato che i giornali di sua proprietà non pubblicassero
quelle intercettazioni: non ci sarebbe stato bisogno di fare una dichiarazione
di solidarietà che evidentemente appare falsa e non ispirata a principi e
pensieri reali". "Meno male che Prodi non è caduto nel trabocchetto e
ha subito detto che le intercettazioni che lo riguardano, siano rese
pubbliche" ha dichiarato Antonio Di Pietro, arrivando alla festa del Pd a Firenze.
LE CRITICHE DE IL RIFORMISTA - Le critiche a Prodi arrivano dal Pdl, ma anche
da Il Riformista, che taccia l'ex premier e anche tutto il Pd di soffrire di
una sorta di "sindrome di Stoccolma" nei confronti di "un
apparato spionistico-giornalistico" cui delegare "il tema serio della
trasparenza e della moralità politica". "Intendiamoci - scrive il
direttore Antonio Polito in un editoriale che sarà pubblicato sabato -, può
darsi che Berlusconi sia così luciferino da far pubblicare da Panorama un
attacco a Prodi per tirare il Pd dentro la sua campagna anti-intercettazioni.
Mai sotto-stimare Berlusconi. Ma la conseguenza che ne tira Prodi è
agghiacciante". stampa |.
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Presidenziali Usa E'
subito scandalo sulla vice di McCain Sarah Palin a rischio impeachment La governatrice
dell'Alaska avrebbe chiesto di licenziare un poliziotto che si era appena
separato dalla sorella NEW YORK- Neppure il tempo di essere nominata e Sarah
Palin, la governatrice dell'Alaska scelta dal candidato repubblicano alla Casa
Bianca John McCain come vice, è già al centro di uno scandalo. Come ricorda
l'Anchorage Daily News, il principale tra i quotidiani dell'Alaska, la Palin è
accusata di avere esonerato il responsabile statale per la pubblica sicurezza
Walt Monegan, dopo il suo rifiuto di licenziare un poliziotto del servizio,
MIke Wooten, che aveva appena divorziato dalla sorella della governatrice.
IMPEACHMENT - Nei confronti della nuova vice di McCain, secondo un senatore
statale, Hollis French, ci potrebbe essere anche un impeachment, visto che la
donna, mentendo almeno per omissione, ha sempre negato qualsiasi pressione su
Monegan, fino al 13 agosto scorso. Quel giorno, in una conferenza stampa ad
Anchorage, la governatrice aveva ammesso di avere fatto una ventina di
telefonate al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ma lo
avrebbe fatto soltanto perchè una delle conversazioni era stata intercettata.
Sarah Palin, continuando a sostenere che Monegan non è stato licenziato per il
caso Wooten, ha chiesto l'avvio di un'inchiesta indipendente sulla vicenda,
guidata da Steve Branchflower, un ex procuratore statale in pensione. stampa |.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il premier: serve la
legge. La replica: pubblicate tutto Intercettazioni no di Prodi a Berlusconi ROMA - è scontro sulla legge sulle
intercettazioni nuovamente invocata da Berlusconi dopo le ultime telefonate di
Prodi pubblicate da "Panorama". Ma l'ex premier non ci sta: "Non
vorrei si creasse un caso per cambiare la legge. Le norme attuali
servono ai giudici". BUZZANCA, GALBIATI, MAROZZI E MILELLA ALLE PAGINE 2 E
3.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ULTIMO TRUCCO DEL
MAGO DI ARCORE GIUSEPPE D'AVANZO La classe non è acqua. Prodi dimostra di averne.
Uno degli house organ del Cavaliere lo mette in mezzo. Scopre
che è stato intercettato in un'inchiesta giudiziaria. Pubblica stralci delle
sue conversazioni. è una buona occasione per rilanciare il "giro di
vite" per le intercettazioni, già al primo posto dell'agenda del governo
per l'autunno. Farle? Come disporle e per quali reati? Per tutti o
soltanto per alcuni? Pubblicarle, e come e quando? Senza troppo fantasia o
sorpresa, si affaccia al proscenio prontamente - toh! - il Cavaliere ancora in
vacanza (come non pensare che la minestrina se la siano cucinata in famiglia?).
Esprime una solidarietà tartufesca al suo predecessore e chiede alParlamento di
approvare con sollecitudine il disegno di legge che, regolando l'uso delle
intercettazioni, imbriglia il lavoro dei magistrati e ammutolisce
l'informazione vietandone di fatto le cronache, a prezzo del carcere per gli
scriba e punizioni pecunarie per gli editori. è l'ennesimo trucco del mago di
Arcore. Al terzo round governativo, ha deciso di esercitare il suo potere
secondo una tecnica che gli impone di creare ? volontariamente e in modo
artefatto ? una necessità dopo l'altra, giorno dopo giorno, quale che siano le
priorità più autentiche del Paese. Abitualmente i trucchi del mago di Arcore
sono di cattiva qualità. Tutti vedono il passo storto, ma sono efficaci perché
ipnotici. Per lo meno, per chi all'opposizione ci casca per non smarrire l'onda
mediatica, che immagina essere l'unico canale per essere in sintonia con il
Paese reale, condividendo così l'agenda del governo e l'offerta di un
immaginario "dialogo istituzionale". SEGUE A PAGINA 37.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Cavaliere L'ex premier A Prodi va la mia assoluta solidarietà il Parlamento
deve intervenire sollecitamente No a una legge sulle intercettazioni che limiti
i poteri dei pm Tutte le mie telefonate siano rese pubbliche.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'intervista Il pm Tarfusser:
su questa vicenda il premier è contraddittorio, non serve rivedere la legge
"Conversazioni ambigue, giusto indagare bene il Professore che vuole la
trasparenza" WALTER GALBIATI MILANO - "Non serve
rivedere la legge sulle intercettazioni. Bisogna pubblicarle solo se rilevanti,
da un certo momento in avanti". Quando? "Lo decida il
legislatore". Cuno Tarfusser, capo della procura di Bolzano, al centro
delle polemiche per la recente pubblicazione di telefonate tra Romano Prodi e
il suo consigliere Alessandro Ovi, registrate proprio da quegli uffici nell'ambito
della vicenda Siemens-Italtel, ha le idee chiare su come debbano essere
trattate le intercettazioni, uno dei materiali più scottanti delle inchieste
giudiziarie. "Va vietata la pubblicazione, quando il procedimento viene
archiviato e quindi non c'è rilevanza penale. Se si avvia l'azione penale,
bisogna distinguere tra le telefonate rilevanti e quelle non rilevanti. Le
prime devono essere pubblicate, ma solo al momento opportuno, le altre devono essere
distrutte. Le modalità le scelga il legislatore". E com'è stato possibile
che le vostre intercettazioni, non ancora depositate, siano finite su un
settimanale? "Finché sono state in mano nostra, non è uscito nulla. è
materiale del 2007. Si tratta di un cd che a luglio abbiamo spedito a Roma,
perché durante le indagini per il caso Siemens, ci siamo imbattuti in una serie
di telefonate ambigue". Ambigue in che senso? Rilevanti penalmente?
"Quei dialoghi tra Ovi, Prodi e gli altri hanno qualcosa di ambiguo. E ho
pensato che al riguardo dovesse decidere il magistrato competente, ovvero la
procura di Roma. Per questo le ho trasmesse". Ma che reato avete
ipotizzato? "Il semplice abuso d'ufficio". Perché avete intercettato
Ovi? "Non certo per arrivare a Prodi. Solo perché era stato indicato da
alcune persone informate e in alcuni atti dell'inchiesta tedesca come uno dei
principali conoscitori dell'affare Siemens-Italtel". Prodi dice che sono
irrilevanti e che è bene pubblicarle tutte... "Gli fa onore, anche se non
va bene che le telefonate vengano pubblicate in questo modo. è una questione di
civiltà. Sul resto, decida Roma". Berlusconi, editore del giornale che le
ha pubblicate, dice che "è grave che ciò accada e che il Parlamento deve
intervenire per evitare tali abusi"... "Mi sembra ci sia qualche
contraddizione". Ha letto il disegno di legge sulla materia? "Le
leggi, le leggo solo quando vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Non serve
rifare la normativa. Le intercettazioni sono un supporto estremamente importante
per l'attività investigativa. Bisogna piuttosto intervenire sui costi".
Lei quanto spende? "La procura di Bolzano nel 2004 spendeva un milione di
euro, dopo tre anni con la stessa mole di lavoro ne spende 400mila". Come
si fa a ridurre i costi? "Il ministro deve intervenire sui gestori: non è
giusto che chi intercetta paghi la telefonata, già pagata da chi telefona. Le
procure devono ridurre i costi di noleggio delle apparecchiature".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Ovi, consigliere di
Prodi: indaghino su quel che vogliono "Come lobbista sarei un fallito il
Tar più potente di noi" MARCO MAROZZI ROMA - "Se sono un lobbista,
sono un lobbista rovinato. Mi chiedono tre di quelle che vengono presentate
come raccomandazioni. E io non riesco a portarne in porto nemmeno una.
Richieste legittime. Risposte nulle. Niente male. Meno male che lobbista non
sono". Alessandro Ovi fin dal primo momento l'ha presa a ridere e continua
a ridere. Sta partendo per Los Angeles, dove lavora. Consigliere di
amministrazione di una serie di società. Messo da Prodi? "Magari. No, olio
di gomito mio. Tutto verificabile, se a qualcuno interessa".
Reggiano-americano, 64 anni allegri, amico dell'ex premier da bambini, con lui
all'Iri, poi consigliere di amministrazione di Telecom, Alitalia, Finmeccanica.
Direttore della Technology Review Italy, rivista sull'innovazione pubblicata in
tutto il mondo dal bostoniano MIT, è stato consigliere di Prodi a Bruxelles e
Palazzo Chigi. "Uomo dell'innovazione e delle nuove tecnologie". Per i suoi rapporti col Professore Ovi è stato intercettato dai
magistrati di Bolzano."Per me non occorrono autorizzazioni. Ma
sinceramente avrei sperato in qualcosa di meglio. Non ci faccio una grande
figura in quel che ha pubblicato Panorama. Bell'uomo di potere". E' stato
intercettato nell'inchiesta sulla vendita di Italtel, gruppo Iri, lei nel Cda,
ai tedeschi della Siemens. Inchiesta senza nomi, contro ignoti. Preoccupato?
"No, proprio no. Nessuno mi ha avvisato di nulla. Ma questo non un
problema. Ma possono indagare su tutto quel che vogliono. Su Prodi, su me. Non
protesto, non polemizzo. Certo tutta la faccenda mi sembra strana. Sinceramente
non capisco cosa c'entrino con un'inchiesta giudiziaria le intercettazioni
pubblicate". Ci siete lei e Massimo Tononi, altro del gruppo Prodi, ex
allievo, Nomisma, Iri, Goldman Sachs, sottosegretario di Padoa Schioppa
ministro. "Grandi lobbisti. Io che cerco di dare consigli al consuocero di
Prodi, Pier Maria Fornasari, su come muoversi per aiutare una struttura
pubblica di medicina rigenerativa. Prodi ed io che cerchiamo di consigliare il
nipote di Romano su come districarsi in una sua azienda che ha messo su con
altri soci. Diecimila euro di capitale. Come privati cittadini. Tutto
verificabile. Fin dalle telefonate". Ma nell'azienda voleva subentrare
l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza, amico di Prodi e che chiede a lei e
Tononi come ottenere detrazioni fiscali nella sua fondazione. "Già. Noi
gli diciamo che non è possibile. Lui ricorre al Tar e ottiene quel che noi, con
tutto il nostro potere non gli abbiamo saputo dare. Grandi lobbisti". Ride
e se ne va, Ovi. "Sono contento che il presidente della Regione
Emilia-Romagna abbia fatto una bella dichiarazione di elogio di Fornasari e del
suo operato. E' un medico, certo conosce il mondo, ma non credo immagini cosa è
diventata la politica in Italia".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il retroscena Il
Cavaliere prepara la nuova offensiva "Vietare gli ascolti anche per la
corruzione" Ma Lega e An si mettono di traverso: quel testo non si tocca
Maroni: "Silvio ma hai per caso ancora qualche problema che ti
assilla?" Ghedini: "Una manovra? Non ci serve, la legge ce la
possiamo votare da soli" LIANA MILELLA ROMA - Era ancora luglio. Un tavolo riservato a casa di Berlusconi per discutere di
giustizia e di intercettazioni. Lui, il Cavaliere, scatenato, continuava a
ripetere: "Dovete darmi retta. Questo disegno di legge va cambiato. In
consiglio dei ministri mi avete forzato la mano. Ma io non sono per niente
soddisfatto. Avete voluto a tutti i costi prevedere una lista ampia di reati.
Così non va bene. I magistrati continueranno a massacrarci. Finiremo sempre sui
giornali. Dobbiamo limitare la possibilità di ascoltare le telefonate solo ai
delitti gravi, la mafia e il terrorismo. E basta. Perché...".
D'improvviso, fatto non proprio usuale quando parla il Cavaliere, lo interrompe
Bobo Maroni: "Silvio, scusami. Ma hai per caso qualche altro problema che
ti assilla?". Angoscia giudiziaria, ovviamente, ma il fair play impone di
non chiamare le cose col loro nome. Il premier si fa una risata e replica: "Problemi?
Io? Altre inchieste? Proprio no. Che io sappia non ne ho. Ma è il sistema che
fa schifo. Ieri è toccato a me, domani toccherà a un altro. Qui non si salva
nessuno. Prima o poi finiamo tutti sulla graticola, sputtanati sui e dai
giornali. Per questo, e non finirò mai di ripetervelo, i reati sulla pubblica
amministrazione non devono essere più ascoltati dai giudici. Capito?". Ma
la Lega di Maroni e An con Giulia Borgiorno non si sono spostate di un
centimetro. "La corruzione è intercettabile, e tale deve restare"
disse allora, e ripete ancora oggi, la delegata di Fini al tavolo della
giustizia. Il Carroccio era ed è altrettanto irremovibile. Sicché Berlusconi,
quando l'altra sera gli hanno messo sul tavolo l'anteprima della copertina di
Panorama col servizio su Prodi, ha avuto buon gioco ad esplodere: "Eccoci
qua. è disgustoso. Ieri ero io la vittima, adesso è lui. Qui non si salva
nessuno. Questi comportamenti non sono più tollerabili. Bisogna approvare la
legge il più presto possibile. E bisogna stringere sulla lista dei reati".
Ha chiamato Niccolò Ghedini, il suo avvocato e consigliere giuridico. Con lui
s'è lamentato con forza per "quella legge troppo morbida" che però
Ghedini difende. "Berlusconi ha dato delle indicazioni, il ministro della
Giustizia Alfano ha presentato un testo, ne abbiamo discusso, il consiglio dei
ministri l'ha approvata, il premier stesso l'ha firmata, ora è in Parlamento.
Non ci sono accelerazioni particolari da imporre, il testo farà il suo iter,
che non sarà certo breve, ma alla fine sarà approvato". E l'opposizione
che oggi accusa Berlusconi di aver provocato e quasi ordinato lo scoop di
Panorama per poi sfruttarlo politicamente e imporre il voto su una legge che in
realtà serve soprattutto lui? Ghedini esplode in un mezzo moccolo: "Abbiamo
una maggioranza fortissima. La legge ce la possiamo votare da soli. Che ce ne
importa di Prodi? La verità è che Berlusconi ha scritto esattamente quello che
provava. Fastidio, esasperazione, condanna per pubblicazioni
inaccettabili". Silvio sincero? Silvio autentico? Silvio che arriva a
contrirsi per l'ex premier e l'ex avversario? Ghedini giura che è proprio così:
"Berlusconi non sapeva nulla del servizio del settimanale. Se ne fossimo
stati informati avremmo tentato di dire che stavano per fare una cosa pazzesca,
anche perché si tratta di un comportamento penalmente rilevante". Avreste
censurato Panorama? "Berlusconi non lo fa mai. E non lo avrebbe fatto
nemmeno in questo caso. Ma la sua reazione è stata di indignazione
profonda". Quella che ieri mattina, a ridosso dell'incontro con Napolitano
che lodava i risultati bipartisan sulla Georgia ottenuti dopo il confronto
Frattini-Fassino, gli ha fatto dettare alle agenzie una nota decisamente a
favore di Prodi. Ma alla versione di Ghedini s'oppone quella del Pd e di Di
Pietro. Solidarietà "pelosa". Come sospetta Marco Minniti, solo
"una manovra architettata". Che serve a Berlusconi come pezza
d'appoggio per giustificare non solo la stretta sulle intercettazioni, ma più
in generale quella contro i giudici. Ma un fatto è certo. Nell'incontro tra il
premier e il Guardasigilli Alfano a palazzo Grazioli, appena due giorni fa, il
capo del governo ha detto al suo ministro: "E poi, Angelino, mi raccomando
le intercettazioni. Segui la legge a ogni passo. E dammi retta. Limate quella
lista dei reati". Via la corruzione, la concussione, gli abusi. è l'unica
preoccupazione del Cavaliere. Non il carcere per i giornalisti, ché quello
vuole eliminarlo. Non la durata degli ascolti, ché non lo preoccupa. Ma la
"lista". è quello il vero problema su cui vorrebbe che almeno i
benpensanti della sinistra stessero dalla sua parte.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti L'ULTIMO
TRUCCO DEL MAGO DI ARCORE Questa volta però c'è di mezzo Prodi che denuncia un
giochetto per creare un caso politico (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Questa volta, però,
c'è Prodi di mezzo. Come il bambino di Andersen, dice quel che vede. E quel che
vede è il sovrano nudo. Quel che scorge è un giochetto maldestro e molesto.
Avverte che si vuole soltanto creare artificiosamente un "caso
politico" per accelerare una soluzione legislativa che
egli non condivide: "Le intercettazioni sono utili", dice. è
tranquillo, certo di non avere nulla da temere dall'accertamento penale.
Invita, chi vuole, a pubblicare integralmente le sue conversazioni, sicuro di
non doversi vergognare delle sue parole. Con il che, l'ultimo tentativo di
Berlusconi di creare uno stato di necessità, che imponga
l'annichilimento delle intercettazioni e delle cronache, s'affloscia come un
soufflé malfatto e svela i suoi ingredienti. Da quando il Cavaliere è al
governo è il terzo affondo. Si comincia nei primi giorni di giugno. Una nota di
Palazzo Chigi annuncia che il governo ha approvato un decreto con immediata
forza di legge che vieta le intercettazioni, se si esclude terrorismo e mafia,
praticamente per tutti i reati (anche quelli per corruzione) e dispone il
carcere per chi le pubblica. "è un provvedimento atteso da tutti i
cittadini" giura Berlusconi. Deve intervenire addirittura il Quirinale per
ricordare che il capo dello Stato ha già fatto sapere al governo che non
intende riconoscere né l'urgenza né la necessità di un decreto legge. Palazzo
Chigi impiega due ore per correggersi. è "un refuso": presentiamo un
disegno di legge, non un decreto. La rettifica arriva dopo che anche la Lega ha
fatto la voce grossa (vuole che le intercettazioni siano consentite anche per i
reati contro la pubblica amministrazione). Il mago di Arcore ci riprova in
luglio. Per giorni il Paese è inchiodato a un dilemma: che cosa dice Berlusconi
nelle conversazioni privatissime registrate dalla procura di Napoli? Le sue
parole sono davvero così inappropriate da costringerlo alle dimissioni? è vero
che, in un'intercettazione, spiega a Fedele Confalonieri le ragioni
postribolari dell'ingresso di qualche ministra nel governo? Quelle
conversazioni semplicemente non esistono. Non sono mai esistite in un fascicolo
giudiziario. L'avvocato del Cavaliere ? Nicolò Ghedini, ministro di Giustizia
di fatto ? lo sa. Sa che a Napoli e a Milano sono stati raccolti dei colloqui
privati del Cavaliere (niente a proposito di ministre) e sa che, irrilevanti
dal punto di vista penale, sono stati o saranno distrutti. Ghedini si guarda
bene dal dirlo. Non aiuterebbe la performance dell'illusionista che, con
notizie farlocche affidate ai famigli, veleni insufflati nelle redazioni, deve
rappresentare la necessità di un urgente "giro di vite". Mi spiano
illegalmente, geme Berlusconi. Vogliono ricattarmi con intercettazioni private,
abusivamente consegnate alle redazioni, protesta. Minaccia incursioni televisive
e requisitorie parlamentari. La pantomima, che si è affatturato con la
complicità del suo avvocato-consigliere, lo autorizza a chiedere subito alle
Camere genuflesse l'approvazione della nuova legge. Si sente finalmente
abilitato a pretendere dal capo dello Stato di riconoscere l'urgenza
costituzionale di un decreto legge. Il sette luglio è a un passo dall'imporre
al Consiglio dei ministri un provvedimento che vieta, pena la galera per il
giornalista e la disgrazia dell'editore, la pubblicazione delle intercettazioni.
Si ferma, lo fermano (troppo presto per dare battaglia a Napolitano). Ci
riprova ora combinando dal nulla un "caso Prodi" alla vigilia del suo
rientro a Roma, tanto per spiegare ai suoi che cosa gli interessa che facciano
in Parlamento nelle prossime settimane. I suoi dimostrano di aver capito al
volo. Il presidente del Senato Renato Schifani (chi lo sa con quale titolo
istituzionale) chiede che le Camere approvino subito la riduzione al silenzio
della stampa (gli appare addirittura una mossa "indifferibile")
rinviando alla discussione della riforma della giustizia "l'individuazione
delle tipologie di reato per le quali poter utilizzare quel metodo di
indagine". Difficile avere dubbi (chi ne aveva?): Berlusconi pretende che
la sua legittimità a governare sia libera dall'impaccio della legalità; intende
legale con un "soltanto formale" e legittimo come il suo opposto.
Vuole tagliar corto con le dispute togate e avvocatesche di uno Stato
giurisdizionale e le lunghe, faticose discussioni dello Stato parlamentare.
Ridotte già le Camere a una sorta di "servizio al governo", era così
scritto che il Cavaliere si dovesse occupare al più presto di magistratura e
informazione, i due ordini che, nell'equilibrio di checks and balances, sono le
istituzioni di controllo dei poteri e, nell'interpretazione della legittimità
di Berlusconi, soltanto pericolosi ostacoli che impediscono al sovrano di
governare perché sorvegliano le sue decisioni. Quella vigilanza è un
impedimento che crea uno status necessitatis, che gli impone di andare avanti
per decreti con forza di legge o per leggi approvate in pochi giorni creando ad
hoc il "clima giusto". è quel che è accaduto con il fasullo
"caso Prodi" e quel accadrà in un autunno, freddissimo per la Costituzione.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni, Prodi sfida Berlusconi
"Pubblicate tutte le mie telefonate" Il premier gli dà solidarietà e
chiede la legge. Veltroni: parole false Belpietro: non ci sono complotti e non
ho consultato il premier, faccio solo il mio lavoro SILVIO BUZZANCA ROMA -
Silvio Berlusconi, dopo che "Panorama" ha pubblicato alcune
intercettazioni relative di Romano Prodi relative al caso Italtel, si precipita
ad esprimere "assoluta solidarietà" al Professore. Il Cavaliere, en
passant, ne approfitta, per ribadire, pro domo sua, che "il Parlamento
deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che
tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali". L'ex premier però sente odore di complotto e rilancia.
Sfida con un comunicato il Cavaliere e i suoi giornali: "Da parte mia - fa
sapere - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano
rese pubbliche". Prodi legge infatti nelle parole del vecchio avversario
una manovra politico-giornalistica e avverte: "Non vorrei che
l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la
tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle
intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento
che in molti casi si è dimostrato indispensabile". Una linea decisa
durante un trasferimento da Losanna a Roncegno, nel Trentino, dove in serata ha
partecipato a un convegno della Rosa Bianca con 350 persone. "Ma cosa c'è
di moralmente riprovevole? Non dico penalmente, ma nemmeno moralmente",
ripete inizialmente ai suoi collaboratori. A mezzogiorno arriva la solidarietà
del Cavaliere e questo da un lato lo rasserena. Ma è troppo navigato per non
capire le conseguenze del gesto. Per questo decide di sfidare Berlusconi. In privato
il Professore spiega: "Sapevo che l'obiettivo era creare un caso
mediatico. Mica di parlare di fatti men che irrilevanti. Se vogliono pubblicare
tutto quello che dicono, lo facciano. Non ci sto a fare di ogni erba un fascio,
come se tutti quel che fanno politica fossero uguali. I giudici vogliono
indagare? Lo dico dai tempi della Cirio. L'ho detto per tutte le inchieste
finite in niente: lo facciano". Il Professore, dunque sceglie di battersi.
Non avalla l'idea, la necessità, di varare norme restrittive sulle
intercettazioni. Antonio Di Pietro plaude e attacca Berlusconi: "Ma che
crede? Che abbiamo scritto "Joe Condor" sulla fronte?", dice
l'ex pm. Contento che il Professore non sia caduto nel trabocchetto del
Cavaliere. Da Di Pietro solidarietà piena. Come quella che arriva da tutto il
centrosinistra e che fa felice Prodi. Il Pd questa volta si schiera compatto
con il Professore. Dall'America fa sentire la sua voce Walter Veltroni.
"La solidarietà di Berlusconi a Prodi è falsa e inutile. Sarebbe bastato
che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle
intercettazioni". Intanto arrivano le dichiarazione a sostegno di Prodi,
ma che avallano la fretta di Berlusconi sulle intercettazioni. Si esprimono le
cariche istituzionali. "Auspichiamo che il Parlamento si assuma la
responsabilità di intervenire al più presto sull'annoso e deprecabile tema
delle inopportune pubblicazioni delle intercettazioni prive di rilevanza
penale", fa sapere il presidente del Senato Renato Schifani.
Urgenza ribadita da Cicchitto, Quagliariello, Capezzone, Leone, Ghedini.
"Si tratta di una tecnica antica: intimidire per indurre ad un cambiamento
di posizione", commenta il ministro ombra dell'Interno Marco Minniti.
Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, respinge però l'idea del
"complotto": "Questa è una stupidaggine colossale, - dice -
Ormai ho fatto il callo a queste sciocchezze. Io pubblico le notizie quando le
notizie ci sono".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XVI - Torino
Il festival L'impegno dei Nomadi sul palco di "Contro" La band
emiliana festeggia questa sera nel centro astigiano il 45° anniversario della
propria nascita ELIO BUSSOLINO Un giorno finiranno per chiamarsi Nomadi tutti i
cittadini di Castagnole Lanze. In onore del gruppo che, da attrazione della
festa patronale del paese, è assurto a parte della tradizione e della storia
stessa di quella comunità. Tutto in virtù del festival nato nel nome di Augusto
Daolio e Dante Pergreffi, i due Nomadi scomparsi nel '92, e della canzone del
gruppo emiliano che ha battezzato la manifestazione: "Contro".
Stendere l'elenco completo degli ospiti che dal '74 ad oggi hanno calcato il
palco sulla locale piazza San Bartolomeo equivale a passare in rassegna gran
parte degli artisti e dei gruppi che più si sono distinti per l'impegno etico e
sociale delle loro canzoni. E soprattutto cogliere proprio in questo festival
uno dei segni più evidenti della grande affezione che circonda ancora e sempre
la formazione diretta da Beppe Carletti. Persino pleonastico, allora,
sottolineare come proprio i loro concerti - spesso in coincidenza con il raduno
estivo del numeroso e fedele fan club - abbiano fatto da richiamo principale
della rassegna, fino ad imporla tra le più seguite in ambito regionale. Casomai
è giusto ricordare che questa viene a coincidere con un'altra significativa
ricorrenza: il quarantacinquesimo anno di attività del gruppo, un record
assoluto di longevità che si spiega solo con la rara capacità del gruppo di intercettare i cambiamenti nel gusto musicale di diverse
generazioni di fan senza venire mai meno alla propria originaria identità. La festa
continua anche stasera, insomma. Per prendervi parte si spendono 18 euro. A
chiudere il festival provvederanno domani i Chorus 2000, una corale di Vezza
d'Alba specializzata nel reinterpretare in chiave polifonica i classici della
musica leggera italiana dai 60 ad oggi.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina I - Roma La
storia Nascosto a Euroma2 per clonare i bancomat MARIA ELENA VINCENZI Si è
nascosto in una camerino, ha aspettato che il negozio chiudesse e poi, con un
microchip, ha cercato di manomettere i pos per i bancomat e le carte di
credito. Ma qualcosa deve essere andato storto. Forse ha
fatto troppo rumore, forse è stato intercettato da una telecamera, sta di fatto
che i vigiliantes lo hanno sentito e lo hanno consegnato ai carabinieri che lo
hanno arrestato. è successo nella notte tra giovedì e venerdì nel negozio di
Zara del nuovo centro commerciale Euroma2. In manette è finito un 21enne
romeno. SEGUE A PAGINA VII.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Torna
lo scontro tra Berlusconi e Prodi Sono stavolta le intercettazioni a
riaccendere lo scontro tra Berlusconi e Prodi. Dopo la pubblicazione su
"Panorama" di alcune telefonate del Professore, il Cavaliere gli ha
dichiarato la sua solidarietà, che l'ex premier ha rispedito al mittente:
"Intercettatemi pure. Io sono contrario a leggi lampo per fermare i
giudici". Cerruti, Magri e Schianchi ALLE PAG. 10 E 11.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Napoli Da
8 mesi i finanzieri erano sulle tracce dei trafficanti: è il risultato più
importante del 2008 Dal Messico ai clan della camorra la cocaina viaggia negli
armadi Sequestro da 200 chili. Narcos traditi dal peso della droga Venduta
sulle piazze dello spaccio avrebbe fruttato oltre 80 milioni LUIGI CARBONE
Partenza da Vera Cruz, Messico. Destinazione Salerno. Una traversata lunga un
mese, interrotta a pochi giorni dall'approdo. Con un sequestro record di
cocaina. Diversi quintali di polvere purissima attraversano l'oceano, nascosti
nelle intercapedini di armadi di legno. Poi lo scalo, a Vado Ligure, provincia
di Savona. Qui il blitz dei finanzieri: rinvenuti oltre duecento chili di
cocaina, ma alle 19 di ieri sera erano stati ispezionati solo un terzo dei mobili.
I quintali potrebbero quindi diventare sei. Un carico enorme destinato a
rifornire le piazze dell'intera Campania. Un business colossale per i clan che
si approvvigionano direttamente in Sud America: il valore sul mercato della
roba sequestrata, a oggi, è di oltre 80 milioni di euro. Cifra che potrebbe
triplicare nelle prossime ore. La droga sarebbe arrivata a Salerno nei primi
giorni di settembre. D'estate la richiesta di coca sui mercati campani cresce
in modo esponenziale, si moltiplicano allora le spedizioni per mare o su gomma.
Giovedì mattina la droga viene intercettata, chiusa in un
container, nel porto di Vado, principale approdo in Italia per la frutta
esotica sudamericana. E non solo. Le indagini coordinate dalla Direzione
distrettuale antimafia e iniziate otto mesi fa portano i finanzieri del Nucleo
di polizia tributaria di Napoli sulle tracce dei trafficanti.
Spedizionieri dei clan. Di Lauro, forse, Scissionisti o Fabbrocino. Gli unici
in grado, con i Casalesi, di intrattenere rapporti diretti con i cartelli
colombiani. Tutte le altre cosche devono passare dall'intermediazione delle
organizzazioni colombiane in Spagna e Olanda. Per ora Procura e Finanza
mantengono il riserbo: le indagini sono ancora in corso, la caccia a narcos ed
esponenti dei clan di camorra è ancora aperta. L'operazione, coordinata dal
comandante provinciale della Guardia di finanza Giuseppe Bottillo e dal
comandante del Nucleo tributario Sandro Baldassari, porta al risultato più
importante dall'inizio dell'anno nella lotta al traffico internazionale di
stupefacenti. E arriva a una settimana dal blitz dei carabinieri del Ros che ha
consentito il sequestro di un quintale di coca nascosto in ananas di cera in un
anonimo palazzo di Poggiomarino. L'interlocutore con il cartello di Medellin,
in quel caso, era un uomo legato agli Scissionisti, Umberto Romano. Arrestato.
La sua società di copertura, la "Eden fruits", operava anche nei
porti di Livorno e Genova. Analogie non secondarie con l'operazione in corso.
Dimostrano come gli inquirenti, in questi ultimi mesi, abbiano stretto il
cerchio intorno alle rotte della droga tracciate dai clan. Tre i container
sospetti scaricati nel porto di Vado. Tutti pieni di mobili, comodini,
cassettiere, divani, letti e indirizzati a una società import-export di Roma.
Uno pesa più degli altri, ma trasporta la stessa merce. Immediati partono i
controlli. Sette uomini delle Fiamme gialle, in collaborazione con la Guardia
di finanza di Savona e con i funzionari della dogana, cominciano a distruggere
gli armadi. Sanno che la cocaina è lì, una grossa partita era attesa in questi
giorni. Nei primi due container non trovano riscontri. Il terzo, quello più
pesante, nasconde tra le ante in legno dei mobili di produzione artigianale
messicana, rifiniti di tutto punto, i panetti di coca. Panetti anomali: non
quelli soliti da un chilo, ma più piccoli, da un etto o un etto e mezzo. Ogni
armadio ne custodisce decine, un carico imponente. Ieri sera, alle 19, ne
vengono estratti oltre 1500. I panetti sono sagomati alla perfezione per gli
armadi, una delle tecniche più diffuse nei lunghi viaggi della coca. Ma questa
volta, per sfuggire ai controlli, vengono ingabbiati con lamine di legno e
buste azzurre. Diventano così invisibili ai raggi X, ai rilevatori del porto. Le
indagini dei militari del Gico avevano già portato, lo scorso febbraio, a un
sequestro di 92 chili di coca, nascosti tra carta igienica e salumi, nel
rimorchio di un tir proveniente dalla Spagna. Ora il nuovo blitz. Le
perquisizioni, disposte dai pm Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli,
proseguono a ritmo serrato nel porto ligure dove è approdata la nave partita da
Vera Cruz il primo agosto.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PRATO SESIA.VICENDA
DAI CONTORNI POCO CHIARI Lui si difende: "Il rapporto era voluto da tutti
e due" "Sono stata violentata" Ragazza accusa amico [FIRMA]PAOLO
USELLINI PRATO SESIA Violentata sul serio o storia inventata? Una ragazza ha
denunciato di aver subìto uno stupro da parte di un conoscente. Ma sulla
vicenda c'è lo stretto riserbo delle forze dell'ordine e gli accertamenti sono
ancora in corso. I fatti risalirebbero a qualche giorno fa, nel territorio
della bassa Valsesia, a Prato Sesia. L'altra sera una donna sarebbe uscita di
casa per un incontro con un amico. Secondo il suo racconto, dopo un drink in un
locale della zona i due ragazzi in cerca di intimità si sono appartati in
campagna e qui l'uomo avrebbe abusato di lei. La giovane, sulla trentina, si è
quindi rivolta al comando dei carabinieri della stazione di Romagnano Sesia per
denunciare l'amico. Non appena giunta in caserma avrebbe raccontato tutta la
sua storia agli inquirenti che, intercettato l'uomo,
l'avrebbero fermato. Durante l'interrogatorio di rito, però, l'uomo ha negato
l'intera vicenda chiarendo che si è trattato di un rapporto sessuale
consenziente. A questo punto gli uomini dell'Arma, al fine di verificare le
dichiarazioni del giovane, avrebbero richiamato l'amica che, scoppiando
in lacrime, avrebbe confessato di essersi inventata l'atto di violenza. Una
vicenda strana ancora tutta da chiarire nei suoi termini precisi che in questi
giorni è diventata oggetto di gossip a Prato Sesia e in tutta la Bassa
Valsesia. Ma le forze dell'ordine al lavoro per verificare se e come siano
accaduti i fatti non confermato l'accaduto. Molti gli interrogativi aperti in
una vicenda dai contorni ancora da chiarie. I fatti sono realmente accaduti e
se non è vero nulla perchè la giovane ha architettato una storia del genere?
Voleva infangare la reputazione dell'amico in seguito ad un diverbio o c'è
dell'altro? Una cosa è certa: se gli inquirenti verificheranno la veridicità della
vicenda, per la ragazza sarà uno scherzo dal caro prezzo. Nei suoi confronti
potrebbe scattare una denuncia.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IV - Genova
La concessione La commissione Le telefonate "Presidente, ci proviamo
Scajola si sta muovendo" Le grandi manovre per la conferma di Novi Il caso
porto Gli abbiamo spiegato chiaramente che non era possibile dare la
concessione alla Sepg senza gara Guardi che in passato ho visto commissioni che
hanno bocciato le proposte del governo... L'onorevole sta facendo telefonate
personali a chi di dovere, non escluderei l'impossibile MARCO PREVE "Il
presidente Scajola mi diceva di dirle che lui si è mosso facendo telefonate
personali". La lettura delle ultime carte depositate nell'inchiesta sul
Multipurpose apre il sipario su una serie di manovre che, alla fine del
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IX - Genova
Studente travolto da un'auto pirata due mesi dopo arrestato l'assassino Ylber
Ndoi bloccato a Ibiza al termine di una rapina Fermato dalla polizia spagnola,
il ragazzo si manteneva grazie a furti in appartamento e borseggi Il ragazzo,
incastrato dalle impronte digitali, è accusato di omicidio volontario,
omissione di soccorso e ricettazione STEFANO ORIGONE Si è conclusa a Ibiza dopo
cinquantadue giorni la fuga di Ylber Ndoi, 22 anni, l'albanese che la sera
dell'1 luglio ha travolto e ucciso con un'auto rubata Andrea Grassi, lo
studente di 17 anni di Begato che in scooter stava raggiungendo gli amici al
bowling di Bolzaneto. Braccato dalla Squadra Mobile, il pirata della strada è
stato arrestato dalla polizia spagnola dopo una rapina a un turista: è accusato
di omicidio volontario, omissione di soccorso e ricettazione. Identificato dopo
qualche ora di indagine da parte della sezione Omicidi della questura, nei
primi giorni di agosto il giovane è stato intercettato
sull'isola catalana, dove si nascondeva e si "manteneva" compiendo
non solo furti in appartamenti e sulle auto, ma anche scippi e borseggi. In
collaborazione con il servizio di Cooperazione internazionale di polizia e
l'ufficiale di collegamento italiano a Madrid, gli agenti genovesi lo hanno
tenuto sotto controllo in attesa dell'emissione del mandato di arresto
europeo. Nel frattempo, però, si è reso protagonista di una rapina ed è stato
arrestato. Di fronte ai documenti italiani, ovviamente risultati falsi,
presentati dall'albanese, la polizia spagnola ha dovuto attendere la
comparazione delle impronte digitali e l'internazionalizzazione del mandato di
arresto, compiuta dal Gip di Genova, per procedere alla notifica del
provvedimento. Ora gli investigatori stanno vagliando la posizione di due
connazionali che potrebbero aver favorito la latitanza del giovane in Spagna.
Il killer di Andrea era stato identificato grazie a delle impronte digitali
trovate dalla Scientifica sul vetro dell'Audi A3 rubata il 23 giugno in via
Geminiano Superiore in val Polcevera. I ladri erano entrati in un'abitazione
mentre moglie e marito dormivano ed erano fuggiti con gioielli, soldi e le
chiavi della macchina. La sera dell'1 luglio una volante della questura aveva
incrociato l'auto nella stessa zona. Riconosciuta la targa si era lanciata
all'inseguimento. In via Durazzo, a poche decine di metri dal punto dell'impatto,
il vecchio motore della Marea aveva ceduto e un'altra volante chiamata in
supporto era rimasta in panne per lo stesso motivo. Il ladro aveva sorpassato a
forte velocità un bus e aveva imboccato contromano via Maritano mentre
sopraggiungeva Andrea Grassi, che dopo aver fatto quattro chiacchiere con un
amico stava raggiungendo la compagnia per trascorrere la serata. Il ragazzo era
stato centrato dall'Audi e dopo aver sfondato il parabrezza era caduto
sull'asfalto senza sensi. L'albanese, abbandonata in fretta l'auto, era
scappato a piedi senza neppure chiamare i soccorsi, lasciando nell'auto il
cellulare e un giubbotto di jeans. Rilevate le impronte digitali, erano emersi
dalla banca dati il nome e i precedenti del giovane, denunciato in passato più volte
per reati minori (in particolare contro il patrimonio) e colpito da
un'ordinanza di espulsione dall'Italia emessa dal questore Salvatore Presenti.
Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori tenendo sotto controllo i
cellulari di alcuni connazionali, Ylber Ndoi il giorno dopo l'omicidio era
fuggito a Milano, dove si era nascosto a casa di alcuni amici. Sono stati loro,
secondo gli inquirenti, ad accompagnarlo in macchina in Spagna e a fornirgli i
soldi per raggiungere Ibiza. Lì ha trovato appoggio a casa di un pregiudicato
albanese, che lo ha inserito nel giro dei furti in appartamento. Per garantirsi
la costosa latitanza si dedicava a borseggi e scippi. Di giorno andava al mare,
la sera si comportava come un normale turista, cenava in ristoranti, andava a
ballare. Quando è stato arrestato per la rapina, ha fornito una carta di
identità con un nome italiano, ma la polizia sentendo l'accento ha capito che
c'era qualcosa di strano. Nel frattempo, appena saputo dell'arresto, la
questura ha inviato le sue impronte digitali ed è bastato confrontarle con
quelle in possesso ai colleghi spagnoli per scoprire che il ladro era un
assassino. Ieri pomeriggio, concluso l'iter formale previsto per la cattura,
gli è stato notificato il mandato di arresto europeo. Quando avrà chiuso i
conti con la giustizia spagnola verrà estradato in Italia. Si annunciano tempi
lunghi, almeno un mese.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Bologna
Caronna Di Pietro "Prc, problema anche in Regione" Caronna con
Cofferati. Di Pietro attacca: rischiamo di perdere Bologna "Qui non c'è alcun
contrasto tra politici e amministratori" Se va avanti così rischiamo di
perdere le elezioni comunali SILVIA BIGNAMI Dopo il no ad alleanze con Prc nel
2009 sia in Comune che in Provincia, il segretario regionale del Pd Salvatore
Caronna apre il nodo Rifondazione anche a viale Aldo Moro, dove si voterà nel
2010. "Fino ad allora non cambia nulla nella giunta, ma con gli indirizzi
presi dal Prc al congresso nazionale il problema si pone. Ci hanno sbattuto la
porta in faccia" dice allineandosi alla posizione espressa anche da Sergio
Cofferati in una intervista all'Unità. Ma se Prc è fuori, dalla festa
dell'Unità di Firenze arriva il siluro di un altro alleato, il leader dell'Idv
Antonio Di Pietro, che accusa il Pd di essersi fatto "berlusconizzare",
e avverte: "Così si rischia di perdere anche Bologna". Immediata la
replica di Caronna: "Anche Di Pietro e Silvana Mura si impegnino a evitare
questo rischio". E' cominciata così la prima Festa dell'Unità del Pd al
Parco Nord. Ad aprire l'inaugurazione, tra Bella Ciao e l'Inno di Mameli, è
stato il segretario provinciale Andrea De Maria. Presenti in platea anche l'ex
sindaco Renato Zangheri, ed esponenti della minoranza bindiana, come Giuseppe
Mariucci. Non c'è, invece il sindaco Sergio Cofferati, ancora in vacanza. E
nemmeno, per la prima volta, la Presidente della Provincia Beatrice Draghetti,
che dopo l'esclusione annunciata del Prc alle prossime comunali non si è
presentata. "Siamo stati troppo tiepidi nel parlare di quello che ha fatto
la giunta Cofferati. A partire da questa sera lo faremo con molta
determinazione" esordisce il segretario intervenendo dopo l'organizzatore
della kermesse Lele Roveri, e aprendo di fatto la campagna elettorale.
Annuiscono gli assessori presenti, tra cui la vicesindaco Adriana Scaramuzzino,
Virginio Merola, e Libero Mancuso, vicino ad Sd. L'applauso più intenso arriva
quando il segretario esprime dal palco la sua solidarietà a
Romano Prodi per lo scandalo intercettazioni, "contro l'indegna operazione
propagandistica di una testata giornalistica" dice. Ma poi De Maria non
rinuncia ad attaccare il centrodestra: "La loro è una crisi molto seria -
spiega - e il motivo è che dopo il 2004 non ha messo in campo nessun nuovo
progetto, al contrario di quello che abbiamo fatto noi dopo il 1999.
Oggi sono ancora a litigare intorno a Guazzaloca, a quel progetto che nel '99
era nuovo ma che già nel 2004 non lo era più". Non basta, perché subito
dopo il taglio del nastro anche Caronna si toglie qualche sassolino dalla
scarpa: "L'Udc è fermo a Guazzaloca. Sono rimasti al '99. Solo che sono
passati dieci anni", dice commentando il dialogo fallito Pd-Idv. Anche se
nelle stesse ore l'assessore all'agricoltura in Provincia, Gabriella Montera
chiedeva di "sondare" i casiniani anche a Palazzo Malvezzi dopo la
rottura col Prc. Ma il segretario regionale lancia anche l'Election day delle
primarie per tutti i principali capoluoghi e per le province entro la fine di
dicembre. Probabilmente già quel 14 dicembre indicato dall'esecutivo del Pd
come data per la consultazione. Di più, incurante delle polemiche bolognesi
sullo "sgabello" concesso al Parco Nord allo sfidante di Cofferati
Andrea Forlani e sulle primarie bolognesi, il segretario le lancia anche per la
scelta dei candidati alle europee, in linea con il sindaco, e non esclude
primarie di coalizione dopo quelle di partito, come chiedono i possibili
alleati di Sd e la minoranza ulivista e bindiana del partito. Infine, il
segretario prende posizione anche sulla situazione nazionale del Pd.
"Credo che questo dibattito confuso che a volte raggiunge vette di
masochismo. Sono veramente irritanti". In Emilia Romanga noi abbiamo un
patrimonio enorme, insiste Caronna elencando i 700 circoli fondati, le quasi
150mila adesioni raccolte, le 365 feste del partito organizzate con 50mila
volontari al lavoro. "Non siamo disponibili a mettere in discussione
questa ricchezza. Bisogna dare un taglio a questa discussione. Se si vuole fare
il congresso lo si faccia, anche se i tempi sono molto ristretti. Nel caso non
ci fosse tempo anche l'assemblea programmatica deve essere un'occasione utile
di discussione".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Dura replica di
Romano Prodi alla "solidarietà" di Silvio
Berlusconi per la pubblicazione su Panorama di alcune intercettazioni
telefoniche. Pubblicate ciò che volete, dice in sostanza Prodi, non ho niente
da nascondere. "Non vorrei - dice - che si alimentasse il tentativo di
dare vita ad una legge sulle intercettazioni che possa sottrarre alla
magistratura questo strumento". Ciarnelli e Solani a pag. 6 e 7.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sono
previste intercettazioni per i reati con pene superiori a 10 anni, per i reati
contro la PA, corruzione compresa. Scure sui giornalisti: per chi sgarra fino a
3 anni di carcere. Le intercettazioni non si possono usare che per il processo
per cui sono state autorizzate. Il ddl.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Marco Travaglio
"Cari ragazzi, da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra
dell'Istruzione (un bell'applauso all'on. prof. Mariastella Gelmini e all'amato
presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra
Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri
Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esami- neremo articolo per
articolo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce
il dovere della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno
può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza
distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche, condizioni personali o
sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o potenti che siano. Se uno
viola la legge, ne risponde alla Giustizia, foss'anche il capo del Governo. La
Repubblica è una e indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o seces-
sioni. Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l'arte e la
scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa sono indi- pendenti e sovrani. Dunque
il Vaticano non può dare ordini al Governo o al Parlamento. La scuola privata è
autorizzata, ma senza oneri per lo Stato. Lo straniero che viene da paesi
dittatoriali ha diritto di asilo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di
offesa ad altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per
dire, non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Iraq o Afghanistan.
La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai
ministri. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e
la stampa non può essere soggetta ad autoriz- zazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore
ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad
assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente
precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche
in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il
dovere di adempierle con disciplina e onore (il che esclude imputati,
condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi
assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta
l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica
rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla Repubblica e
alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali. È lui che
nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Dunque
se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della carica, la
responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i
ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro
funzioni, alla Giustizia ordinaria. Cioè, se il Parlamento dà il via libera,
devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione
deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per
concorso pubblico. Vietate lottizzazioni, favoritismi e sopra- tutto conflitti
d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della
Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al
Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di
funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pm ha l'obbligo di esercitare
l'azione penale (che è obbligatoria, non discrezionale). La magistratura è un
ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso
il Csm. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi
incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che
è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma
solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non
ottengono i due terzi dei voti, sono sotto- poste al referendum popolare
confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto
partito fascista. Tutto chiaro, ragazzi? Domande?". Voce dal fondo
dell'aula: "Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando?". Ora
d'Aria.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni, Berlusconi tenta l'imboscata Dopo
i veleni del suo "Panorama", sostegno al Professore per invocare
censure. Il Pd: un'intimidazione / Roma IL TRAPPOLONE è durato poco, il bluff
scoperto in una manciata di minuti. È bastato leggere la dichiarazione di
solidarietà del premier Silvio Berlusconi al suo predecessore Romano Prodi per le intercettazioni telefoniche pubblicate ieri da
Panorama per ca- pire il gioco del leader Pdl. "La pubblicazione di
intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta
solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto - si è
affrettato a dettare alle agenzie il presidente del Consiglio quando erano da
poco passate le 11 - È grave che ciò accada e il Parlamento deve
sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto
profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali". Tutto giusto tranne due dettagli. Il primo: il settimanale
Panorama - che ha pubblicato estratti di conversazioni intercettate nell'ambito
dell'inchiesta Italtel - è di proprietà della famiglia Berlusconi. Il secondo:
è il premier a spingere da mesi per l'approvazione di una legge che limiti ai
magistrati la facoltà di disporre intercettazioni telefoniche. Logico allora
che quell'attestato di comprensione e vicinanza sia suonata stonata e quanto
meno sospetta. "Quello di Berlusconi è un esercizio non utile - ha infatti
commentato da Denver Walter Veltroni - sarebbe bastato che i giornali di sua
proprietà non pubblicassero quelle intercettazioni: non ci sarebbe stato
bisogno di fare una dichiarazione di solidarietà che evidentemente appare falsa
e non ispirata a principi e pensieri reali". E quali potrebbero essere i
veri pensieri del premier lo ha detto chiaramente il Partito Democratico in una
nota durissima: "Proprio Berlusconi - era infatti scritto nel comunicato -
negli ultimi mesi ha ostentato una "speciale sensibilità" sul tema
delle intercettazioni e sulla loro pubblicazione. Quale miglior occasione per
tornare a invitare il Parlamento a varare una legge che limiti i poteri di
indagine dei magistrati?". Cosa che infatti puntualmente hanno fatto più o
meno tutti gli esponenti del centrodestra, a partire dal presidente del Senato
Renato Schifani. "Singolare coincidenza - ha ironizzato Marco Minniti, ministro
dell'Interno del governo ombra del Pd - Non vorrei che ci fosse una qualche
connessione fra la pubblicazione delle telefonate su una testata di proprietà
del premier e il suo invito al Parlamento ad approvare rapidamente una legge
alla quale è direttamente interessato. Si tratta - ha concluso Minniti - di una
tecnica antica: intimidire per indurre ad un cambiamento di posizione". Un
progetto che sembra però destinato a fallire stando almeno alla reazione
compatta di tutta l'opposizione. "Il Presidente del Consiglio con tutta la
sua maggioranza giocano sporco e cercano di coinvolgere nelle loro manovrette
Prodi - ha spiegato Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia Pd -
Concordiamo sulla necessità di tutelare la privacy, tuttavia già esistono gli
strumenti normativi per farlo. Tocca alla magistratura applicarli per scoprire
coloro che hanno violato il segreto di indagine. Ma la si smetta di cercare
ogni occasione per arrivare ad una legge sulle intercettazioni, che limiti uno
strumento di indagine fondamentale e che restringa il diritto di cronaca".
E quello della legge sulle intercettazioni voluta dal centrodestra è un tema su
cui Pd e Italia dei Valori sembrano parlare la stessa lingua. "Meno male
che Prodi non è caduto nel trabocchetto della solidarietà di Berlusconi e ha
detto subito: pubblicate le intercettazioni visto che riguardano una
personalità pubblica - ha commentato Antonio Di Pietro - In realtà al premier
non interessa la solidarietà da dare a Prodi, gli interessa un preventivo
viatico per poi dire: avete visto perché bisogna non pubblicare mai le
intercettazioni". In prima linea contro la legge che punta a limitare
l'uso delle intercettazioni e la loro pubblicazione, l'Unione Nazionale
Cronisti ha invece plaudito ieri alla reazione dell'ex premier denunciando i
tentativi di "strumentalizzare la vicenda per sostenere il disegno di
legge del governo che limita la possibilità dei magistrati di indagare e quella
dei giornalisti di informare l'opinione pubblica". ma.so.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Ricomincia da
Sabaudia il Giro d'Italia della libertà di stampa contro il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni promosso dall'Unione
Nazionale Cronisti Italia d'intesa con Fnsi, Ordine e Associazioni stampa. Per
la terza edizione di "Moda Media", sfilata di moda di 18 giornaliste
e 12 giornalisti pontini per raccogliere fondi per il reparto pediatrico
dell'ospedale, sabato sera nella piazza del comune i cronisti distribuiscono
volantini con scritto "No alla legge bavaglio. Sì alla libertà di
stampa. Aiutateci a difendervi" nei quali si spiega ai cittadini che
"se il disegno di legge venisse approvato noi non potremmo scrivere e voi
non potreste sapere" e che "solo un'informazione corretta consente a
tutti di essere informati e liberi".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Vanni
Codeluppi, della Iulm di Milano "I bianchi restano ancora un modello di
riferimento" PAOLA COPPOLA ROMA - "I bianchi dettano ancora i modelli
di riferimento e la società multietnica, anche se è un obiettivo da perseguire,
è ancora di là da venire". Ecco perché hanno successo le creme che
sbiancano la pelle, chiarisce Vanni Codeluppi, docente di sociologia dei consumi
all'Università Iulm di Milano. "Sono una risposta al desiderio di
imitazione da parte di una fascia benestante di neri e asiatici". Negli
Stati Uniti un nero sta correndo per la Casa Bianca ma la multinazionale
L'Oréal per la sua campagna pubblicitaria ha sbiancato la cantante Beyoncé e le
ha stirato i capelli. Perché? "Perché intercetta la
domanda e i bisogni di un segmento della popolazione. Difficilmente le campagne
pubblicitarie sono all'avanguardia, quelle che Oliviero Toscani ha realizzato
per la Benetton erano un'eccezione. Le pubblicità invece restano forme di
comunicazione delle aziende che devono vendere un prodotto, nascono da
ricerche di mercato. E se pensiamo al mondo della moda, Naomi Campbell è un
caso isolato, come negli altri settori. I modelli di successo e di potere sono
ancora oggi prevalentemente bianchi, persino nella società americana". Le
creme che sbiancano vanno a ruba anche tra le donne asiatiche. La loro pelle ha
un colore più vicino a quello delle occidentali: cosa le spinge a schiarirsi
ancora di più? "Gli asiatici sono una potenza economica che noi
occidentali possiamo percepire come una minaccia, ma stanno appena iniziando a
prendere coscienza della loro forza e hanno ancora strada da fare prima di
affermarsi anche come modello culturale di riferimento. Per questo l'Occidente
continua a essere per loro un modello estetico da imitare non soltanto nel
campo della moda ma anche per quanto riguarda la bellezza".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Da Raiset a Saccà,
l'ossessione del "grande silenzio" Il premier torna alla carica: il progetto Alfano sulle intercettazioni è ancora in commissione
di Massimo Solani / Roma LE FERIE SONO FINITE e il presidente del Consiglio
torna a fare pressione sul parlamento perché si torni a percorrere a tappe
forzate all'agenda politica. Non quella delle esigenze del paese, va da sè, ma
la sua personalissima lista di priorità che vede la giustizia in cima ad ogni
pensiero. E così, mentre il ministro Alfano lavora ad una riforma che
snaturerà tribunali e Csm, la preoccupazione del premier è di rimettere al
centro del dibattito la contestata legge sulle intercettazioni che proprio il
Guardasigilli portò di fronte al Consiglio dei ministri il 13 giugno. In piena
bufera Raiset e Saccà, con tanto di indiscrezioni piccanti. Un testo che è già
valso le scomuniche della magistratura e sul quale si è sfiorato lo scontro
istituzionale fra Palazzo Chigi e il Quirinale. Accadde due giorni prima di
quel fatidico venerdì 13 giugno quando la presidenza del Consiglio diramò
l'ordine del giorno dell'ormai imminente consiglio dei ministri inserendo nella
lista la discussione sul "decreto legge contenente norme in materia di
intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali". Uno schiaffo al
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che soltanto ventiquattro ore
prima si era augurato (di fronte ad un premier smanioso di procedere per
decreto saltando a piè pari la discussione parlamentare) che sulla materia si
intervenisse attraverso "soluzioni con large intese". Unica strada
percorribile per il capo dello Stato, quindi, il disegno di legge. "Solo
un errore materiale", si giustificò Berlusconi senza convincere nessuno.
Anche perché, dopo il varo in Cdm, il testo del Guardasigilli è rimasto insabbiato
in un parlamento ostaggio di emendamenti blocca processi e Lodo
sull'improcessabilità delle alte cariche (anche questo a firma Alfano).
Approdato in commissione giustizia della Camera il 24 luglio, infatti, le ferie
estive hanno concesso soltanto tre sedute utili. Logico allora che, a vacanze
ormai concluse, Berlusconi abbia tentato una manovra spericolata per
ricollocare l'agenda politica sui suoi desiderata. Che in materia di
intercettazioni, lungo i 18 articoli del ddl Alfano, sono soddisfatti soltanto
in parte. "Le limiteremo ai reati di terrorismo e mafia", aveva
infatti minacciato prima di essere ricondotto a più miti consigli dalle
titubanze degli alleati, Lega in testa. Così, alla fine, il proposito
governativo è quello di limitare la possibilità di intercettazioni contro i
reati per cui è prevista una pena superiore ai 10 anni e quelli contro la
pubblica amministrazione, corruzione compresa. Durissime le sanzioni contro i
giornalisti che pubblicheranno tanto i testi delle conversazioni quanto atti
coperti da segreto istruttorio fino al termine dell'udienza preliminare. Per
chi viola il divieto il rischio è quello del carcere da uno a tre anni. Ma se
il ddl verrà approvato nella sua forma attuale sarà più difficoltoso per i
pubblici ministeri richiedere l'autorizzazione per effettuare le
intercettazioni: non sarà infatti più concessa dal gip ma da un collegio di tre
giudici. Dure sanzioni anche per i magistrati che favoriscono fughe di notizie
o che semplicemente hanno "rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento
affidatogli". Telefonate o intercettazioni ambientali, infine, non
potranno essere utilizzate per un procedimento diverso da quello per cui erano
state autorizzate, mentre il limite di tempo previsto per "l'ascolto"
scende a soli tre mesi.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Lirio Abbate: "Affari
tra le cosche e la politica? Impossibile fare nomi, gli editori hanno
paura" Francesca Padula "Il giornalista ha la possibilità di
raccontare fatti moralmente ed eticamente importanti. Scopriamo che ci sono
business avviati da mafiosi aiutati da politici. Ci sono
intercettazioni tra capimafia e politici che parlano di affari e spartizioni di
commesse. Ma è difficile fare i nomi. Gli editori vogliono tenersi bassi per
paura di querele. Così la gente non può sapere quello che accade
veramente". Ad affermarlo è Lirio Abbate, giornalista che vive sotto
scorta dopo essere stato minacciato di morte dalla mafia nel 2007 per la sua
attività. Lo ha detto nel corso della presentazione del terzo taccuino
del Premio Ilaria Alpi "Giornalismo & mafie. Alla ricerca dell'informazione
perduta" (Egalibri) che si è svolta alla prima Festa nazionale del Pd a
Firenze. Insieme a lui sul palco anche Alberto Spampinato, Roberto Natale, Jean
Leonard Touadi, Mariangela Gritta Grainer e Roberto Morrione. Abbate ha, poi, proposto
di "dare un premio a chi fa i nomi di coloro che sono collusi con la
mafia". Alberto Spampinato, consigliere nazionale della Federazione
nazionale stampa italiana, ha fatto presente che "ci sono una serie di
notizie, simili a ordigni esplosivi, che i cronisti per deontologia devono
raccogliere. Gli editori, però, da parte loro, tendono a censurare o mettere da
parte tali notizie che tendono a danneggiare certi affari". È noto che i
giornali svolgono una funzione pubblica perché raccontano ciò che succede e
ricevono un contributo pubblico. A tal proposito Spampinato pone una domanda:
"Se non raccontano tutto quello che succede perché devono
riceverlo?". "Oltre al problema degli editori - ha continuato
Spampinato - c'è quello dei giornalisti che si autocensurano. Il giornalista,
in questo caso, deve avere dei motivi forti per essere giustificato".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Marcella
Ciarnelli inviato a Roncegno (Trento) Quando arriva al calar della sera nello
spiazzo dell'Hotel Villa Flora di Roncegno, un paesino, guarda caso non lontano
da Bolzano, ad attenderlo ci sono i partecipanti alla scuola estiva di
formazione della "Rosa Bianca", il movimento di cattolici democratici
alla cui fondazione partecipò Paolo Giuntella scomparso da poco, Romano Prodi
nasconde la tensione di queste ore dietro un sorriso sereno, conseguenza anche
delle "belle vacanze a Marittimo" racconta la moglie Flavia. E lui
precisa: "Vent'anni che non mi facevo un periodo di riposo così".
Sorride il Professore ai tanti volti amici di un'associazione cui, unica in
questa estate lontana dalla politica e dalla Feste, non ha voluto far mancare
il suo contributo ad un dibattito quanto mai congeniale alla strada che ha
deciso, almeno per ora, di intraprendere. E che nulla ha a che vedere con la
"politica italiana di cui non parlo perché non mi interessa". Parlerà
del "futuro con le finestre spalancate sul mondo". Dell'Europa che
continua ad essere una sua passione tanto che non ha cambiato la suoneria del
telefonino che è sempre l'inno scelto dalla Ue. Degli avvenimenti che hanno
caratterizzato questi mesi fino alle prossime elezioni americane. "Da
disoccupato c'è molto più tempo per leggere e per studiare" spiega
ribadendo la sua decisione di allontanarsi dal palcoscenico politico "con
semplicità ma coerenza perché quando si prende una decisione bisogna esserlo".
È uno dei pochi accenni alla sua attuale situazione. La platea ascolta attenta.
Per quanto riguarda la vicenda intercettazioni, mentre
passeggia per il corso principale, non fa che rinviare ad una nota scritta. Non
vuole aggiungere altro. È venuto fin quassù solo per incontrare gli amici, la
presidente Grazia Villa, Giovanni Bachelet, la moglie di Paolo Giuntella, Luisa
Broli, ex presidente, che ci tiene a ripetergli "non ti abbiamo mollato
mai" e per tenere una lezione. Sembrano lontani i giornali di
Berlusconi che fanno da marionette nelle mani del Cavaliere-padrone che muove i
fili a seconda delle sue necessità. Sono lontani i politici anche se il
telefono squilla in continuazione. È meglio far la fila al self service con gli
altri e scegliere un piatto di pasta in bianco invece delle orecchiette o dei
sedanini al pomodoro. Romano Prodi la sua posizione l'ha chiarita. "Vista
la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me
attribuiti da Panorama non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso
politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più
breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa
sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato
indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento
delle funzioni che le sono proprie". Il professore è quanto mai chiaro e
netto su questo punto. Non lascia spazio a fraintendimenti e interpretazioni di
comodo. Leggi lampo che tolgano prerogative alla magistratura non potranno mai
essere giustificate con l'intenzione di salvare anche lui. La solidarietà
"pelosa" di Berlusconi viene rinviata al mittente così come il
tentativo, fin troppo esplicito, di creare problemi anche ad altri, nella
speranza di percorrere più speditamente, magari insieme, la strada verso una
legge che limiti l'azione dei magistrati, ed anche di chi fa informazione.
Chissà se veramente Berlusconi ci ha creduto alla possibilità, esponendo il
Professore, di poterselo trovare dalla sua parte. Forse no. Ma il Cavaliere è
uomo che ci prova. Sempre. Anche quando a richiamarlo all'ordine è il
Presidente della Repubblica che più volte ha dovuto insistere in questi mesi
sulla necessità di "soluzioni bipartisan" su temi delicati come
questi. Ma non certo nei modi strumentalmente studiati dal Cavaliere. Basta
ricordare l'indecorosa pantomima di giugno quando, proprio a proposito delle
intercettazioni, il tentativo di una decisione per decreto fu fermato proprio
dal Quirinale. E Berlusconi dovette fa ricorso alla penosa giustificazione del
"refuso" nell'ordine del giorno del Cdm. Il tentativo di tirarci
dentro Prodi dunque è andato a vuoto. "Da parte mia - si è sentito
rispondere dal Professore - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie
telefonate siano rese pubbliche". La stessa cosa il presidente del
Consiglio in carica non può affermarla con altrettanta serenità.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I bocconi amari del
Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: "La verità
sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo". Parola d'ordine:
insistere, la realtà è testarda di Bruno Miserendino/ Roma QUALCUNO NEL PD,
senza farsi illusioni, lo considerava un banco di prova: "Vediamo se anche
su Alitalia il premier riesce a non pagare dazio". Se era una scom- messa
al Pd ammettono di averla persa. Ieri, dopo amaro ascolto di tutti i tg, e
attenta lettura dei giornali, il verdetto è arrivato, impietoso (per Veltroni e
compagni): anche stavolta, sia pure con qualche difficoltà, Berlusconi sembra
riuscito a far passare il suo messaggio. "Missione compiuta, Alitalia è
stata salvata dalla svendita e non peserà più sui contribuenti". Così ha
detto il premier e così i media, con qualche sporadico sussulto critico, hanno
riportato e ripetuto all'infinito. Come direbbe Quasimodo "senza un
lamento, senza un grido, levato a vincere d'improvviso il giorno". Al Pd
allargano le braccia, visto il coinvolgimento nell'operazione di tante proprietà
dei giornali non è che si aspettassero grida d'indignazione. Però il succo è
che hanno deglutito amaro un'altra volta: le dichiarazioni dell'opposizione
relegate ad articoletti di maniera, i dubbi sull'operazione avvolti in una
grande nebbia fuori stagione, la sostanza politica della vicenda stravolta, le
bugie del premier, perché di questo secondo il Pd si tratta, riportate come
verità: come quelle secondo cui il vecchio piano Air France prevedeva più
esuberi di quelli annunciati adesso, e quella, "fantasmagorica",
secondo cui Alitalia non peserà sui contribuenti. Un leader moderato e misurato
come Enrico Letta, che è parte in causa visto che si era occupato del caso
quando era al governo, si è lasciato andare l'altra sera a un moto di sgomento
per "l'intollerabile sfacciataggine del premier". Ieri Bersani, al
meeting di Rimini, tra una botta e risposta con Passera, qualche parola su
questa nebbia mediatica l'ha detta: "Uno sforzo lo faccia anche la libera
stampa, non può mica farlo solo l'opposizione". Veltroni ieri era in
ritorno da Denver e dopo la dichiarazione dell'altra sera ("sarà una
compagnia di bandierina, la vicenda è lo specchio di un governo vittima della
sua demagogia"), ha parlato del nuovo caso
intercettazioni. Però si sa cosa pensa: lui si era impegnato a fare le pulci a
ogni promessa non mantenuta del premier, e l'obiettivo lo persegue con
determinazione, ma se persino su una vicenda come Alitalia, dove l'opposizione
o anche il semplice buon senso dovrebbero far valere le loro ragioni, significa
che non c'è partita. O meglio, la partita c'è , ma il primo tempo si sta
chiudendo col premier in grande vantaggio. Non resta che aspettare il secondo.
Magari cambiando un po' gioco. Sembra di capire che la parola d'ordine è
"insistere, insistere, insistere", squarciare la nebbia, perché alla
fine, pensa Veltroni, i fatti s'imporranno e il "grande imbroglio"
verrà valutato per quel che è anche dalla maggioranza dei cittadini. Al Pd non
vogliono dare l'impressione di essere in lotta con i media. In tanto perché non
c'è nessuna lotta: nemmeno i più maliziosi o sospettosi credono a complotti o
censure, ma al massimo, nella vicenda Alitalia, solo alla pesantezza degli
interessi in campo. Però che si usino due pesi e due misure sì. "Pensate
solo se avesse fatto Prodi quel che ha combinato Berlusconi", commentano
al Pd. Nessuno vuole prendersela solo con i media, perché che qualcosa non
funzioni nella macchina comunicativa del Pd lo notano in molti. L'altra sera
alla Festa di Firenze l'ex ministro Giulio Santagata commentava
autocriticamente la sproporzione tra i fatti e la condiscendenza dei media:
"Oggi (ieri ndr) era la giornata in cui si dovevano fare decine di
dichiarazioni, di mettere in moto una macchina, almeno vagamente simile a
quella che guida Berlusconi, invece adesso non si sa mai bene chi deve parlare,
e se è il caso dir qualcosa". Il risultato è che alla fine è arrivato un
altro messaggio: come dice un autorevole quotidiano del nord "dal punto di
vista politico è difficile non registrare il punto messo a segno dal
governo". Ecco. Insistere e aspettare. I lavoratori Alitalia l'imbroglio
l'hanno capito, a Fiumicino soprattutto, per il resto si tratterà di aspettare
che i fatti diradino la nebbia e che le divisioni nel governo su dove collocare
gli esuberi vengano allo scoperto. Mai farsi tante illusioni, comunque. Del
resto i riflettori, caso mai avessero illuminato il caso Alitalia, si sono già
spostati su Prodi e le nuove intercettazioni. "Fantastico - commentano al
Pd - un settimanale di Berlusconi le pubblica, i suoi giornali lo riprendono
con titoli cubitali - e il premier dà la solidarietà a Prodi". La classe
non è acqua.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Veltroni: svolta
storica con Obama presidente "Gli Stati Uniti ritroveranno la leadership morale.
E soprattutto la speranza" di Roberto Rezzo / Denver UN EVENTO STORICO.
Così il segretario del Partito democratico Walter Veltroni commenta da Denver
la candidatura di Barack Obama. Aldilà di quello che sarà l'esito delle
elezioni. "Da Roosevelt a Kennedy, sino alla politica di pace di Clinton,
e ora con Obama, il mondo è sempre andato più veloce quando i democratici hanno
vinto - ha detto Veltroni - Alla cultura democratica americana e alla cultura
che solitamente ha fatto riferimento questo partito, si devono alcune delle più
grandi e più profonde accelerazioni che l'Occidente abbia mai avuto. Se Obama,
come auspichiamo, vincerà a novembre, si aprirà una nuova fase della storia
contemporanea". Si chiude l'era di Bush. "Il repubblicano John McCain
è una persona diversa, ma Obama è portatore di una radicale innovazione. Obama
è portatore di un disegno, di un'idea, il recupero di una leadership ideale,
politica, morale degli Stati Uniti. A questo tutti noi siamo interessati,
l'Occidente ne ha bisogno". Per il segretario del Pd la convention di
Denver è stato un grande esempio del felice rapporto tra conflitto e rispetto
nella politica americana. "Obama ha criticato con durezza le proposte di
McCain, ma dandogli atto del servizio reso al Paese. E tutto lo stadio ha
applaudito l'avversario". Tutt'altra musica dall'Italia. "I giornali
di proprietà del premier Berlusconi - e già questa è una cosa che sarebbe
inconcepibile in America - hanno pubblicato intercettazioni telefoniche che
riguardano lo schieramento avversario. Il suo predecessore Romano Prodi. La
dichiarazione di solidarietà di Berlusconi è un esercizio inutile. Bastava che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle
intercettazioni. In questo modo la solidarietà suona completamente falsa. E
Prodi ha ragione quando dice che non ne aveva assolutamente bisogno. Berlusconi
è così impegnato a impedire che i magistrati facciano intercettazioni perchè
lamenta che finiscono sui giornali. Ma quando riguardano gli avversari,
sono i suoi a pubblicarle. Ora se qualcuno pensa di utilizzare questa vicenda
per impedire alla magistratura italiana di fare per intero il suo lavoro, si
sbaglia. E si sbaglia". "Ho pubblicato la prefazione al libro di
Obama in tempi non sospetti - ricorda Veltroni - Quando il giovane senatore
dell'Illinois non era ancora il fenomeno che conosciamo. Quando sembrava
impossibile che un afro americano potesse diventare presidente degli Usa. L'ho
fatto convinto dalla forza delle sue idee, dal suo pragmatismo, da suo
equilibrio. Speranza è lo slogan di questa campagna, come nel 1992 lo fu in
quella di Clinton. Sostituire la parola paura con la parola speranza è una
chiave difficile ma indispensabile. La paura è la merce più facile da spendere
in politica. Con la paura si possono vincere le elezioni ma non si mantiene un
equilibrio. Né sul piano interno, né su quello internazionale. Vogliamo
immaginare un ritorno alla Guerra fredda tornare allo scenario che abbiamo
vissuto 30 anni fa? Io sono convinto che se Obama vincerà le elezioni l'Europa
avrà un ruolo maggiore e sarà più unita". Un'ultima battuta sui sondaggi,
da cui ancora non emerge un chiaro vantaggio. "I sondaggi sono ballerini,
quello che conta sono le persone. Le migliaia di giovani che non si erano mai
avvicinate alla politica e che sono stati determinanti per il successo di
Obama. E alla fine gli unici numeri che fanno testo sono quelli che conosceremo
dopo le votazioni".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Pietro
anti-premier, applausi dalla platea Pd "Firmerò la petizione di
Veltroni". Faccia a faccia tra il leader Idv e Bindi: un dovere riaprire
il dialogo tra noi di Simone Collini / Firenze "VUOLE passare da
dietro?", gli domandano gli organizzatori della Festa democratica mentre
lo accompagnano alla sala piena di gente che ospita il dibattito. "E
perché?", risponde Antonio Di Pietro avanzando a passi lunghi sui vialetti
della Fortezza da Basso. Poi imbocca l'entrata sul fondo della sala "La
Pira" e non nasconde la sua soddisfazione mentre va verso il palco e la
platea lo saluta con un forte applauso. Si è portato la claque? "Io
preferisco comunque la tifoseria di Di Pietro a quella della Lega",
sorride Rosy Bindi riferendosi alle bandiere padane comparse domenica per la
serata con Bossi. Ieri le 'due opposizioni' di cui periodicamente si parla,
questa volta si sono mostrate più concilianti del solito l'una con l'altra. Di
Pietro, che in passato non ha mancato di criticare la petizione Salva l'Italia
("non serve a niente"), ora dice che la firmerà. Bindi, pur dicendo
che "non serve una battaglia di minoranza e i referendum li abbiamo persi
tutti, da Barabba in giù", fa sapere che a quello sul lodo Alfano andrà a
votare (pur facendosi poche illusioni sul quorum). Piccoli segnali di
ricucitura tra Pd e Idv che però andranno verificati nei fatti. A entrambe le
parti non sfugge la necessità di trovare un accordo per raggiungere in futuro
il fatidico 50,1%: "L'Idv ha bisogno del Pd e il Pd ha bisogno
dell'Idv", dice Di Pietro aggiungendo che "si rischia di perdere
Firenze e Bologna"; "noi abbiamo il dovere di riaprire il dialogo tra
di noi", aggiunge Bindi gettando lo sguardo anche verso il Prc, più
attendibile di un Udc "più che altro interessato ad alzare il prezzo del
rapporto col centrodestra". Il problema è però che dopo gli strappi degli
ultimi mesi, il livello di diffidenza è ancora alto. Bindi, che pure è tra
quelli che meno prendono le distanze da tipo di opposizione condotta da Di
Pietro, lo dice chiaro: "Non si può dare l'impressione che noi siamo in letargo
e voi fate l'opposizione perché sennò il percorso insieme non si fa". E
d'altro canto che Di Pietro, nonostante la mossa di tendere la mano al Pd, in
futuro eviterà stilettate al partito di Veltroni è tutt'altro che scontato.
Anche in questo faccia a faccia in cui pure dominano i toni di distensione, il
leader dell'Idv dice che non ha accettato di fare un gruppo parlamentare unico
col Pd perché "non mi fondo e confondo con un partito che non si capisce
cosa sia". O critica l'atteggiamento del Pd nei confronti del referendum
dicendo: "Quando c'era Mussolini, se quelli che hanno fatto la Resistenza
avessero temuto di non raggiungere il quorum, nessuno avrebbe fatto il
partigiano". Parole che non devono far piacere a chi è l'erede di quella storia.
E però tra i mille che riempiono la sala "La Pira" non si sente
nessuna contestazione. Anche perché Di Pietro è abile a scaldare gli animi
battendo sul tasto dell'antiberlusconismo, che qui si dimostra sempre
apprezzato. Applausi scattano quando l'ex pm dice che non esiste una riforma
della giustizia "ma soltanto provvedimenti che Berlusconi intende prendere
per completare il progetto di cui parlava Gelli". Così come la platea si
fa sentire quando se la prende con Fini: "La cosa grave non è solo il
fatto che abbia compiuto immersioni in una zona proibita ma che ci stava con
una barca dei vigili del fuoco, spendendo soldi dello Stato per fare il
bagnetto lui e l'amichetta sua". Per non parlare
dell'applauso che esplode quando attacca Berlusconi per la solidarietà data a
Prodi: "Il suo giornale pubblica le intercettazioni e lui dà la
solidarietà? È come quello che dà la coltellata e poi dice: oh, come mi
dispiace del sangue che esce".
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Marco Filippi
Controllava il mercato della droga, in cella Disoccupato finisce in manette per
smercio di cocaina ed eroina FELTRE. Chili di droga, cocaina, eroina e hashish,
passavano mensilmente attraverso le sue mani. Lui, però, non voleva sporcarsele
spacciando direttamente ai consumatori o ai tossicodipendenti. La droga la
forniva ad una rete di piccoli spacciatori. Era affare loro smerciarla nella
piazza del Feltrino. Adil H., un marocchino di 34 anni, disoccupato, residente
a Feltre, è stato arrestato su ordine di custodia cautelare dalla polizia
all'alba di giovedì. Quando gli uomini della squadra mobile di Belluno hanno
bussato alla sua porta è stato lui ad accoglierli. Non ha battuto ciglio alle
contestazioni ed è uscito di casa salutando la moglie. "Ci rivediamo
presto", le ha detto. Ma ora dipenderà dai giudici stabilire quando per
Adil H. si riapriranno le porte del carcere di Baldenich dove è rinchiuso. Le
accuse, nei suoi confronti, sono pesanti: detenzione e spaccio di un'ingente
quantità di sostanze stupefacenti. Nel corso della perquisizione della sua
abitazione non è stata travata alcuna quantità di sostanza sospetta. Ma in mano
agli investigatori ci sono testi di intercettazioni
telefoniche e filmati di scambi di droga che non lascerebbero dubbi sulla sua
attività di smercio. Secondo gli investigatori, Adil H. avrebbe controllato lo spaccio
di droga leggera e pesante della piazza Feltrina, approfittando del
"vuoto" provocato dai recenti arresti di polizia e carabinieri nella
zona per imporsi come nuovo punto di riferimento dei piccoli spacciatori.
Treviso e Padova erano le sue piazze di riferimento per rifornirsi di coca,
eroina ed hashish. Poi, una volta effettuato l'approvvigionamento, divideva la
droga in dosi e le cedeva ai piccoli spacciatori. A tradire Adil H. è stato
anche il suo tenore di vita. Troppo elevato per uno straniero che non aveva
neppure un'occupazione. La cessione di droga avveniva in genere in casa. Ma
qualche volta anche in strada. Per quattro mesi i poliziotti lo hanno seguito
ed intercettato telefonicamente, filmando anche gli scambi. Al termine di mesi
di indagini gli investigatori hanno deciso che era giunto il momento di
raccogliere le prove per poi sottoporle al vaglio del giudice delle indagini
preliminari Aldo Giancotti. Pochi giorni fa il giudice ha accolto la richiesta
del pubblico ministero che coordina le indagini ed ha emesso un ordine di
custodia cautelare in carcere per il marocchino. Il blitz della polizia è
scattato all'alba di due giorni fa. Il marocchino non ha opposto resistenza ed
è stato ammanettato e portato dietro le sbarre del carcere di Baldenich. Ora ci
vorranno almeno 5 giorni per l'interrogatorio di garanzia nel corso del quale
avrà la possibilità di difendersi davanti al giudice che ha firmato la custodia
cautelare. In genere, però, gli avvocati suggeriscono al cliente di non aprire
bocca. Si tratta di una strategia meramente difensiva per prendere tempo per
acquisire le carte in mano alla pubblica accusa ed impostare le
"contromisure".
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il pd accusa:
vogliono fermare i pm Berlusconi accelera. L'ex premier: pubblicate tutto Roma.
L'intercettato, cioè l'ex presidente del Consiglio Romano
Prodi, dice: "Pubblicate pure tutte le mie telefonate. Le intercettazioni
servono. E nessuno sfrutti il caso per fare una legge contro i
magistrati". Silvio Berlusconi, da palazzo Chigi, gli aveva invece
dimostrato a tempo di record la sua "assoluta solidarietà" con l'aggiunta
di un invito: "Il Parlamento intervenga subito per evitare abusi a danno
dei cittadini e delle libertà fondamentali". Berlusconi e Prodi, così si
scontrano sulle intercettazioni telefoniche, tema estivo per eccellenza
(ricordate i "furbetti del quartierino" dell'estate 2006?). Il
Professore tirato in ballo in un servizio di Panorama, giornale del gruppo
controllato dal Cavaliere. Anche il Pd è di scena con un finanziamento di 280
mila euro per un sondaggio. Secca la smentita: "Il Pd non esisteva all'epoca
delle intercettazioni". Poi, la stoccata del leader del Pd, Walter
Veltroni: "La solidarietà di Berlusconi è falsa e non ispirata a pensieri
reali". Duro anche il capo dell'Idv, Antonio Di Pietro: "Berlusconi
vuole solo poter dire: "avete visto perché non bisogna pubblicarle mai, le
intercettazioni?"". lombardi >> 2 30/08/2008 in primo piano2
attualità4 dal mondo5 cronache7 liguria13 lettere e rubriche14 commenti15
economia17 marittimo19 cultura & spettacoli21 sport23 genova sport27
genova29 lettere e città34 album35 agenda36 cinema & teatri38 televisione40
affari42 meteo43 30/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'indagine Genova.
Determinante per la sua cattura è stata una rapina finita male, sull'isola
spagnola di Ibiza. Dove un ventiduenne albanese, Ylber Ndoi, si era rifugiato,
presumibilmente subito dopo aver travolto e ucciso uno scooterista minorenne,
Andrea Grassi, 17 anni, a Genova. La tragedia era avvenuta il primo luglio, nel
quartiere popolare di Begato. Lo straniero, quel giorno, era
stato intercettato da una volante della polizia mentre era a bordo di una potente
auto rubata. Aveva scampato la cattura a causa di un guasto all'auto dei
poliziotti, e, imboccando a tutta velocità - e contromano - la strada per il
quartiere Begato, aveva trovato davanti a sé Grassi, sul suo scooter, che
percorreva la stessa strada, via Maritano, nella direzione opposta. Uno
schianto terrificante aveva rubato la vita al minorenne genovese. E Ndoi,
braccato dalla polizia, aveva preso la rotta della Spagna. Secondo gli
investigatori il pirata della strada (che venne identificato qualche giorno
dopo l'investimento) aveva raggiunto Barcellona in traghetto, esibendo
documenti falsi all'imbarco. Poi si era rifugiato ad Ibiza e lì era stato poi
individuato. Gli uomini della squadra mobile genovese, retta da Gaetano
Bonaccorso, stavano aspettando l'emissione del mandato di cattura europeo e si
tenevano in contatto coi loro colleghi spagnoli, per tenere sotto controllo il
giovane. Ma prima del provvedimento è arrivata una rapina, commessa
dall'albanese e finita con l'arresto. La polizia spagnola sta ora indagando su
alcune persone che avrebbero favorito la latitanza del ventiduenne. s. sch.
30/08/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 207 del
2008-08-30 pagina 2 Ovi, il presenzialista di Stato di Redazione Raccontano nei
bar di Carpineti, provincia di Reggio Emilia, che un giorno Alessandro Ovi
decise di festeggiare alla grande il suo compleanno e invitò in trattoria un
consigliere di amministrazione della Sirti (società leader nell'hi-tech), uno
di Italtel, uno di Alitalia, uno di Telecom e ancora l'amministratore delegato
di Tecnitel, il consigliere del presidente del Consiglio per le comunicazioni,
il direttore della rivista "Technology Review Italy" e il
responsabile "media e tv" dell'Ulivo. Alla cena c'erano tutti,
riuniti in una sola persona: Alessandro Ovi. A 64 anni compiuti e pensionato da
otto, il "bostoniano di Reggio" continua a darsi da fare. Di seguito
la sua formazione, dal Corriere della Sera: "Liceo a Reggio Emilia, laurea
in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano e una borsa di studio Fulbright
spesa per un master al Mit di Boston, su cui ha costruito le sue fortune di curriculum
e di immagine". Segni particolari? "La vivacità intellettuale, la
capacità di vendersi bene e l'attenzione a presenziare a ogni cerimonia".
La stampa d'altronde è sempre stata maligna con Ovi. Quando nel 2003 fu
nominato nel board delle Generali, il Sole-24 ore osò insinuare che l'ennesimo,
prestigioso incarico fosse in qualche modo collegato alla sua "amicizia
ventennale" con un altro emiliano doc. "Non posso far niente per
conto mio che subito dicono che c'entra Prodi", rispose risentito. Dieci
anni prima, quando il Professore lo chiamò all'Iri, aveva reagito con più
ironia: "La scelta di Romano non si deve alla conterraneità, ma al fatto
che il presidente vuole qualcuno da battere al mattino, durante le sessioni di
footing a villa Borghese". Questione di feeling. Da Prodi, Ovi ha sempre
avuto incarichi delicati: assistente di fiducia ai tempi della (s)vendita del
patrimonio statale, "consigliere speciale" in Commissione Ue,
"addetto al barbecue e alle nomine Rai" (copyright Massimo
Gramellini) durante le disavventure a palazzo Chigi. Già, la tv di Stato: la
sua grande ossessione, e forse l'unico cda che conta dove non è mai riuscito a
sedersi. Il suo problema non è il conflitto di interessi. Tutti questi ruoli
che si alternano, si intersecano, si sovrappongono, mettono
il nostro di fronte a un rischio peggiore: lo sdoppiamento di personalità. Lui
però guarda avanti e risponde sempre, come ieri al Corriere dopo le ultime
intercettazioni: "Che cosa c'è che non va?". "C'è qualcosa di
male?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale").
Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della
rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del
Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia.
Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi
e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 20Jun
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Prodi: "Non ho
segreti" Berlusconi: ha la mia solidarietà. Lui: non sfruttare il caso per
colpire i magistrati Roma. L'intercettato, cioè l'ex presidente
del Consiglio Romano Prodi, dice: "Pubblicate pure tutte le mie
telefonate. Le intercettazioni servono. E nessuno sfrutti il caso per fare una
legge contro i magistrati". L' inquilino attuale di palazzo Chigi, Silvio
Berlusconi, gli aveva invece dimostrato a tempo di record la sua "assoluta
solidarietà" con l'aggiunta di un invito: "Il Parlamento
intervenga subito per evitare abusi a danno dei cittadini e delle libertà
fondamentali". E' singolare il duello a distanza tra Berlusconi e Prodi,
che si scontrano sulle intercettazioni telefoniche, tema estivo per eccellenza
(ricordate i "furbetti del quartierino" dell'estate 2006?), che vede
protagonista il Professore tirato in ballo in un servizio di Panorama, giornale
del gruppo controllato dal Cavaliere. Anche il Pd è di scena nella nuova
telenovela telefonica. Il motivo è un ventilato finanziamento di 280 mila euro
per un sondaggio. Secca la smentita: "Non c'è niente di vero. Il Pd non
esisteva all'epoca delle intercettazioni". I nuovi veleni estivi fanno da
detonatore per uno scontro dai toni accesi sulle intercettazione tra chi, il
governo e la maggioranza, pigiano l'acceleratore della legge che le limita e
l'opposizione, che non accoglie l'invito del premier e fa quadrato attorno a
Prodi. "La solidarietà di Berlusconi è falsa e non ispirata a pensieri
reali", commenta il leader del Pd, Walter Veltroni. "A Berlusconi non
interessa la solidarietà a Prodi. Vuole solo poter dire: "avete visto
perché non bisogna pubblicarle mai, le intercettazioni?"", rincara il
capo dell'Idv, Antonio Di Pietro. Le intercettazioni pubblicate nascono dalla
vecchia indagine sulla cessione della Italtel alla Siemens avviata dalla
procura di Bolzano che aveva messo sotto controllo l'apparecchio di Alessandro
Ovi, il più stretto collaboratore di Prodi all'epoca dell'Iri e poi suo
consigliere a palazzo Chigi. Dalle varie conversazioni riportate da Panorama
risulterebbe l'interessamento di Prodi e di alcuni esponenti del suo staff in
vicende che riguardano alcuni parenti del Professore, il consuocero e un
nipote. In quest'ultimo caso, emerge il nome dell'industriale farmaceutico
Claudio Cavazza, presidente di Sigma Tau e vecchio amico di Prodi. In entrambi
casi, dalle telefonate si evince anche l'interessamento non andò a buon fine e
non si concretizzò in alcun favore. Ma le conversazioni ora finiscono sulla
prima pagina di Panorama (titolo: "Le telefonate d'affari di Prodi")
e sono come la benzina sul fuoco perché il Cavaliere le usa a man bassa per
tornare alla carica sulla legge che limita le intercettazioni e punisce chi le
pubblica. "E' un copione già visto, è grave ciò che accade. Il Parlamento
deve intervenire sollecitamente per evitare il perpetuarsi di tali abusi",
è il messaggio di Berlusconi rivolto anche agli alleati titubanti, come la Lega
e An. Del resto, quale migliore occasione di questa che viene servita su un
piatto d'argento da un giornale di famiglia? Il Pdl, con Fi in prima linea, si
indigna per la disavventura di Prodi e si ripromette di bruciare i tempi in Parlamento
per rapido via libera alla legge. Il testo, varato dal governo il 13 giugno, è
ora parcheggiato sul tavolo della commissione Giustizia alla Camera, ma rischia
di non avere vita facile anche per i dissensi nella maggioranza in particolare
da parte di Lega e An, che vogliono allargare i confini delle intercettazioni
consentite ai reati contro la pubblica amministrazione, corruzione e
concussione in primo luogo. Berlusconi vorrebbe limitare le registrazioni delle
telefonate alle indagini di mafia e terrorismo. La vicenda di Prodi riaccende
il dibattito ma rischia anche di provocare un irrigidimento del Pd. "Le
intercettazioni su Prodi sono state pubblicate per indurre l'opposizione ad
accettare l'inaccettabile", dice senza giri di parole Gerardo D'Ambrosio,
senatore del Pd ed ex procuratore capo di Milano. E Piero Fassino, ministro
ombra del Pd, rincara: "E' un vergognoso attacco", dice dopo che ha
sentito Prodi per esprimergli la sua solidarietà. Ma il Pdl non rinuncia la suo
pressing. "Serve una legge che blocchi questo gioco al massacro",
avverte Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera. Gli fa eco il presidente
del Senato, Reato Schifani, che sollecita il Parlamento: "Deve assumersi
la responsabilità di intervenire al più presto". L'invito è raccolto
prontamente da Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della
Camera, che concorda: "urge una riforma. A settembre si riparte con le
audizioni". Ma, su tutti, si leva il giudizio di Prodi: "Le
intercettazioni servono. E i magistrati devono avere a disposizione questo
strumento che spesso è indispensabile". Parola di intercettato. Michele
Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 30/08/2008 ' 30/08/2008 la freddezzadi
veltroniSarebbe bastato che i giornali di Berlusconi non pubblicassero quelle
registrazioni walter veltronileader del Pd 30/08/2008 Danni di guerra , Roma
pagherà 5 miliardi di dollari per costruire infrastrutture. Oggi la firma a
Bengasi 30/08/2008 CHIUSO politicamente ma non definito in tutti i suoi aspetti
tecnici e finanziari il grande Accordo italo-libico sulle compensazioni per i
danni del colonialismo italiano in Tripolitania e Cirenaica. Si tratta di un
Accordo di amicizia e cooperazione che "servirà a voltare pagina" nei
rapporti con Tripoli con un impegno di "diversi miliardi di dollari",
ha detto il presidente del Consiglio in una intervista ad un giornale libico.
Per firmare l'intesa il premier italiano volerà oggi a Bengasi dove sarà
ricevuto dal colonnello Muammar Gheddafi per una cerimonia che si annuncia
scenografica, voluta dalla Libia per celebrare la fine di un lungo percorso
segnato in oltre trent'anni da non poche tensioni tra Roma e Tripoli. Gheddafi
da anni chiede una compensazione per i danni del colonialismo attraverso un
impegno di grande impatto che si sarebbe dovuto concretizzare in una autostrada
costiera da costruire interamente a spese italiane. Dalle prime informazioni
che trapelano, l'accordo sarebbe stato raggiunto sulla cifra di 5 miliardi di
dollari per "opere infrastrutturali" da spalmare in 25 anni con impegni
di spesa annuali. Non si conoscono dettagli sulle richieste italiane in merito
alla restituzione dei beni sequestrati da Gheddafi agli italiani negli anni '70
e sui crediti che diverse imprese ancora vantano dalla Libia. Ma l'accordo
resta complesso: al punto che le delegazioni italiane non sono riuscite a
chiudere su tutto ma hanno preferito - pungolati dalla volontà di Berlusconi di
chiudere al più presto - lasciare a soluzione futura "alcune questioni
collaterali". Intanto alla vigilia della visita del presidente del
Consiglio, proprio a Bengasi il colonnello Gheddafi è stato ieri incoronato
"re dei re d'Africa". 30/08/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-08-30 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Polemica sulle intercettazioni Prodi: pubblicatele tutte Il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esprime solidarietà al suo
predecessore Romano Prodi per la pubblicazioni di intercettazioni che lo
riguardano e invoca l'intervento del Parlamento sulla materia. L'ex
premier, però, replica: nessuna contrarietà al fatto che tutte le telefonate
vengano rese pubbliche, è un caso politico artificiale per togliere strumenti
ai Pm. Il Pd: strumentale la difesa di Berlusconi. u pagina 15 Riforma
federalista, Bersani frena: "No a scadenze" Pierluigi Bersani (Pd)
frena sul federalismo: "No a scadenze né a deleghe troppo generiche, prima
dell'eventuale accordo almeno 20 questioni aperte". Della necessità di
"tempi più lunghi" parla anche il ministro per gli Affari regionali
Raffaele Fitto. u pagina 15 Mediobanca verso il compromesso sulla governance Si
terrà lunedì il comitato strategico di UniCredit,ma ieri riunioni informali
avrebbero confermato la linea dell'a. d.Profumo sull'assetto di governance di
Mediobanca. Geronzi è fiducioso di arrivare a una soluzione condivisa in tempo
utile per l'assemblea di fine ottobre. u pagina 31 Fallita un'altra banca
americana, è la decima Le autorità americane hanno chiuso ieri Integrity
Bancshares, cedendo tutti i depositi a Regions Financial Corp: è la decima
banca fallita quest'anno. Integrity, fondata nel 2000, possedeva al 30 giugno
asset per 1,1 miliardi di dollari e 974 milioni in depositi. Tokyo dà il via a
un piano anti-crisi Il Giappone ha varato un maxi-piano contro la crisi
economica da 107 miliardi di dollari. Il pacchetto punta sulla concessione di
garanzie per i prestiti bancari alle piccole e medie imprese in difficoltà a
causa dei rincari delle materie prime. u pagina 11 La Russia rassicura l'Europa
sulle forniture di petrolio Alla vigilia del vertice Ue che dovrà lanciare un
segnale a Mosca dopo la guerra in Georgia, la Russia ha negato di voler
interrompere le forniture di petrolio come ritorsione. Tbilisi ha annunciato la
rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia. u pagina8 Karadzic sfida i
giudici dell'Aja: "Non vi riconosco" L'ex leader serbo-bosniaco
Radovan Karadzic,accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità
non ha risposto ai giudici dell'Aja,che gli chiedevano se si dichiarasse
colpevole:"Non riconosco la giurisdizione di una corte Nato", li ha
sfidati. u pagina 10.
( da "Corriere.it" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Tra toponomastica e
storia Da Almirante a Lenin, le strade tormentate degli opposti revisionismi Le
targhe senza pace Non soltanto a Venezia un antifascista ribattezzerà il
piazzale dedicato alla littoria Roma, e in Sicilia un generale sostituirà un
comunista.Roma litiga e alla fine vota a favore di via Craxi, Milano litiga e
alla fine rinvia. Archiviata via Bottai proposta da Rutelli , Alemanno
vagheggia via Almirante; la comunità ebraica protesta, donna Assunta scende in
campo: "Mio marito degli ebrei era amico!". E a Fregene si discute da
anni se intitolare una via al gerarca Ettore Muti, che finora aveva dato (da
morto) il nome solo a una banda di torturatori: il sindaco Udc la vuole, e la
Margherita l'ha sostenuto perché ha litigato con i Ds per una questione di
parcheggi. C'è una discussione sulla storia, benefica perché libera le vicende
da incrostazioni retoriche e idee ricevute. E c'è un litigio continuo che della
ricerca storica è deformazione e parodia, ma serve agli amministratori per
evitare questioni reali, rinfocolare passioni sopite, e finire sui giornali.
Come se la politica avesse abdicato alla rappresentanza, per limitarsi alla
rappresentazione: in cui le parole non sono conseguenza delle cose, ma fiati di
voci. Attivissimo il sindaco di Verona Tosi, già distintosi per aver tolto dal
Comune il ritratto di Napolitano. La sua maggioranza dedica una via a Nicola
Pasetto, già consigliere comunale missino e deputato di An, per aver
"lasciato una traccia indelebile in favore della nostra città", al
punto che "è ancora vivissimo il suo ricordo in molti concittadini".
Furibonda la reazione della sinistra: "Pasetto ha lasciato sì tracce
indelebili, ma di sangue! Il suo ricordo è vivissimo per studenti, giovani di
sinistra, mili tanti della Fgci assaliti a colpi di spranga e di cric, e pure
per un anziano partigiano che ebbe, nel 1980, 40 giorni di prognosi. Il
picchiatore fu condannato a nove mesi di reclusione...". Lo schema
classico è destra contro sinistra. Ma le carte talora si sparigliano. Micciché
esprime la sua tristezza per l'aeroporto di Palermo intitolato a Falcone e
Borsellino, il sindaco Cammarata (anche lui di Forza Italia) si smarca e
propone di dedicare a Falcone la piazza in cui è cresciuto; ma a sorpresa si
oppone proprio don Giacomo Ribaudo, il prete antimafia. La piazza è infatti
dedicata alla sua chiesa, la Magione, "dal francese Maison, casa, sinonimo
d'accoglienza ". Don Ribaudo è scatenato, arriva a scrivere un j'accuse
dal titolo "L'antimafia della mafia", in difesa del sindaco
interviene Maria Falcone. Larghe intese solo a Galtellì, paese sardo in
provincia di Nuoro, che con voto unanime cancella dal Tuttocittà ogni
riferimento a Casa Savoia: via Umberto diventa via Karol Wojtyla, la Beata
Vergine Assunta sostituisce Vittorio Emanuele; "così l'indegno principe
impara a dire nelle intercettazioni che noi sardi puzziamo
come capre!" è la spiegazione. A Torino si discusse se abolire corso
Unione Sovietica, ma i residenti si opposero: troppo costoso cambiare
indirizzo. E alle critiche per aver intitolato una piazza al 28 aprile 1945,
giorno della fucilazione di Mussolini, la giunta (centrodestra) di Mezzegra
risponde che non di rivincita ideologica si tratta, ma di richiamo
turistico. La guerra delle targhe stradali è stata stigmatizzata da uno storico
che il ripensamento della memoria ha vissuto in prima persona, Carlo Vivarelli.
"L'uso politico della toponomastica per imporre i valori della fazione
vincente ha scritto in una lettera al Corriere è stata consuetudine di tutte le
pubbliche amministrazioni fin dalla nascita dello Stato unitario. E io provo
vergogna e tristezza, perché sono anche prove di stupidità, davanti alla
presenza delle vie dedicate ad Armando Diaz o a Vittorio Veneto nelle cittadine
dell'Alto Adige, così come delle vie dedicate a Lenin, Palmiro Togliatti, Ho
Chi Min in tanti ridenti borghi della Toscana (spesso gli stessi al cui
ingresso figura l'insegna: "Comune denuclearizzato") ".
"Anch'io, come lei, sogno una pace delle targhe stradali, sottoscritta dai
sindaci con impegni simili a quelli proposti nella sua lettera" rispose
Sergio Romano. Ma a Milano si è andati oltre: in risposta alla famiglia, che
chiedeva un segno in ricordo di Camilla Cederna, l'allora assessore Vittorio
Sgarbi portò in consiglio comunale due delibere identiche, una con il nome
della scrittrice Camilla e l'altra con il nome di suo fratello Antonio Cederna,
fondatore di Italia Nostra; quindi si rivolse ai consiglieri comunali:
"Scegliete voi". Vinse Antonio. Sgarbi si disse soddisfatto:
"Insistere sulla sorella avrebbe determinato un conflitto ideologico
inutile e improduttivo. E poi Antonio ha fatto di più". A Roma, invece,
Veltroni ha accontentato tutti. La signora Luigina Talamonti, responsabile
dell'operazione toponomastica, dichiarò la sua spossatezza ma anche la sua
felicità per il primato: "Siamo oltre le cento nuove intitolazioni!
". Giovani vittime di sinistra, come Valerio Verbano, e di destra, come
Paolo Di Nella. Calciatori della Roma, Di Bartolomei, e della Lazio, Re
Cecconi. Don Milani e Fabrizio Quattrocchi. Il doppiatore Ferruccio Amendola,
il mattatore Vittorio Gassman, il presentatore Corrado Mantoni, il cantautore
Rino Gaetano. Ovviamente: Alberto Sordi. E ancora: largo Lucio Battisti, piazza
Fabrizio De André, via Domenico Modugno... Aldo Cazzullo stampa |.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE "Solidarietà" dal Cavaliere. Ma l'ex premier: le mie
telefonate? Si pubblichino Prodi intercettato, è scontro
Berlusconi: nuove regole. Il Professore: non cambiate le norme ROMA - E' ancora
il tema delle intercettazioni ad accendere le polemiche politiche. Questa volta
al centro dello scontro tra maggioranza e opposizione ci sono le telefonate
dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi e di parte del suo staff,
intercettati nell'ambito dell'inchiesta su Italtel (per alcuni presunti favori
ad amici e parenti). Mentre il premier Silvio Berlusconi offre
"solidarietà" al Professore e sollecita il parlamento ad adottare
"nuove regole", Prodi si smarca e attacca: "Le mie telefonate?
Si pubblichino pure". Poi alza il tiro e aggiunge: "Comunque la legge
non va cambiata". ALLE PAGINE 5 E 6 M. Franco e L. Salvia.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-30 - pag: 15 autore: Intercettazioni. "Sul caso Italtel notizie irrilevanti, pubblicatele
pure" - Veltroni e il Pd: strumentale e falsa la difesa del Cavaliere
Prodi: non si fermino i giudici Solidarietà di Berlusconi dopo la pubblicazione
di alcune telefonate: subito la legge Donatella Stasio ROMA Se il prezzo per la
solidarietà di Silvio Berlusconi è una legge sulle intercettazioni che limita
il potere di indagine dei magistrati e il diritto di cronaca dei
giornalisti, Romano Prodi non è disposto a pagarlo. Lo dice chiaro e tondo
appena gli riferiscono che il premier ha espresso "assoluta solidarietà
" per la pubblicazione, su Panorama, degli stralci di alcune sue
telefonate, risalenti al 2007, con Alessandro Ovi, ex manager Iri, da cui
emergerebbe un interessamento dell'ex presidente del Consiglio per gli affari
del nipote e del consuocero. Telefonate intercettate dai Pm di Bolzano
nell'ambito dell'inchiesta sulla cessione dell'Italtel alla Siemens,
trasferita, per una parte, alla Procura di Roma, ma senza l'indicazione di
indagati. Telefonate prive di qualunque rilevanza penale, finite sul
settimanale della Mondadori. "è un copione già visto ", detta
Berlusconi alle agenzie. Un fatto "grave", aggiunge. E subito
rilancia la legge sulle intercettazioni, "per evitare il perpetuarsi di
tali abusi, che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali ". No, grazie, replica Prodi a stretto giro di posta,
nonostante il coro di solidarietà alzatosi dalle file del Pdl, che chiede il
giro di vite contro la "gogna mediatica ". Un coro
"sospetto", al quale si aggiunge la voce del presidente del Senato,
Renato Schifani: "Siamo sempre più convinti - dice - dell'indifferibilità
di un provvedimento legislativo che consenta, una volta per tutte, la corretta
pubblicazione delle sole intercettazioni di rilevanza penale a inchiesta
conclusa, delegando al più articolato "pacchetto giustizia"
l'individuazione delle tipologie di reato per le quali poter utilizzare questo
strumento quale metodo di indagine". Sembra quasi la proposta di uno
stralcio delle misure più urgenti, da approvare per decreto legge, come il
Governo tentò di fare a giugno (si veda l'articolo in pagina). Ma Prodi gela
gli entusiasmi. Poiché i fatti pubblicati da Panorama sono
"inconsistenti", nonostante "l'enfasi" con cui sono stati
riportati, il Professore sospetta che sia stato "artificiosamente "
creato un caso politico proprio per "alimentare il tentativo o la
tentazione" di approvare al più presto il Ddl del Governo sulle
intercettazioni, che "sottrae alla magistratura uno strumento
indispensabile" di lavoro. Non se ne parla, fa sapere. Anzi. "Personalmente
- fa sapere Prodi - non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie
telefonate siano rese pubbliche ". Una mossa che nessun altro, finora,
aveva mai fatto. Quella del "complotto per condizionare il Pd in
Parlamento" è "una stupidaggine colossale", replica dai
microfoni di Radio 24 il direttore del settimanale Maurizio Belpietro.
Dall'opposizione arriva un plauso unanime a Prodi. Per una volta, Walter
Veltroni e Antonio Di Pietro sembrano in sintonia. Per il segretario del Pd, la
solidarietà di Berlusconi "è una falsità" ma, come dice il leader
dell'Idv, "meno male che Prodi non è caduto nel trabocchetto ".
Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del Governo ombra, va giù duro:
"Giocano sporco e cercano di coinvolgere nelle loro manovrette Romano
Prodi, a cui va tutta la nostra solidarietà ". Più diplomatico Michele
Vietti (Udc), secondo cui la pubblicazione delle intercettazioni di Prodi
"non aggiunge né toglie nulla all'annoso dibattito sulla necessità di
modificare finalmente la legge". La reazione del Pd (per nulla condivisa
dal Riformista) cambia il clima in casa Pdl, dove la solidarietà lascia il
posto a una polemica più aspra. Ci prova Niccolò Ghedini, deputato e avvocato
del premier a stemperare la tensione: "La vicenda è pessima e non doveva
accadere ", premette, auspicando che la legge venga approvata al più
presto. Ma, aggiunge, "non dev'essere una legge bavaglio, non deve punire
i giornalisti ma chi fornisce loro il materiale". LA POLEMICA Ghedini (Fi)
e Schifani premono affinché il Ddl venga approvato presto Il direttore di
"Panorama" Belpietro: nessun complotto.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Si è già consumata ogni prospettiva di
intesa trasversale L' ipotesi di un accordo in Parlamento
sulle intercettazioni, da ieri è ancora più illusoria. Le telefonate di Romano
Prodi pubblicate dal settimanale Panorama hanno rafforzato i settori del
centrosinistra più ostili a qualunque intesa col governo. La solidarietà
offerta da Silvio Berlusconi all'ex premier dell'Unione è stata considerata
dagli avversari troppo tempestiva per non apparire un gesto strumentale:
"evidentemente falso", lo ha bollato il segretario del Pd, Walter
Veltroni. L'opposizione tende a vedere nella vicenda soltanto un tranello
ordito dal presidente del Consiglio. L'obiettivo berlusconiano sarebbe quello
di piegare le resistenze dell'opposizione contro la legge. Che la tesi sia
fondata o no, conta relativamente. Pesa di più la risposta scelta in modo
piuttosto compatto dal Pd, in piena sintonia con l'alleato Antonio Di Pietro; e
favorita dal rifiuto prodiano alla proposta del Cavaliere di approvare
"subito" il provvedimento. "Non vorrei ", ha detto il
Professore, "che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse
il tentativo di dare vita nel tempo più breve possibile a una legge sulle
intercettazioni". Il rischio, a suo avviso, potrebbe essere quello di
"sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è
dimostrato indispensabile...". Traspare un'irritazione profonda, per un
ritorno intossicato dai veleni, dopo la sconfitta elettorale ed un'estate di
distacco ostentato dal "suo" Pd. Ma il no procura a Prodi il plauso
del partito; e soprattutto l'approvazione di Di Pietro. è il leader dell'Italia
dei Valori ad apprezzare dalla "Festa democratica " di Firenze il
fatto che il fondatore dell'Ulivo non sia "caduto nel trabocchetto della
solidarietà di Berlusconi". Ma Di Pietro va oltre. Coglie al volo
l'episodio per rafforzare l'ipoteca negativa su qualunque dialogo col governo.
Bacchetta il Pd per non avere appoggiato i suoi referendum sulla giustizia.
Evoca i fantasmi della P2 di Licio Gelli, definendo Berlusconi l'esecutore del
suo progetto contro la magistratura. Mostrando una fiducia assai limitata nelle
capacità negoziali alleate, aggiunge che se l'opposizione trattasse col
premier, farebbe come "l'agnello che si siede a tavola col lupo".
Sono le premesse di uno scontro che scomunica qualunque confronto con la
maggioranza di governo. E può risucchiare il centrosinistra in un bunker
antiberlusconiano rassicurante ma anche senza via d'uscita. La difesa dei
giudici contro quelli che vengono visti solo come progetti di normalizzazione,
finisce per apparire un obiettivo limitato, quasi di ripiego: soprattutto nel
momento in cui vicende come Alitalia mostrano la capacità del governo di
calamitare pezzi importanti del mondo imprenditoriale. Il Pd sembra irretito da
un centrodestra capace di decisioni magari controverse sul piano economico, ma
paganti su quello politico e del consenso. Per Rosy Bindi, "Berlusconi ha
conquistato mente, cuore degli italiani, e quindi si deve fare un lavoro
culturale di lungo periodo". Ma per il momento non ce n'è traccia. Il
centrosinistra tende a ripiegarsi su se stesso, coltivando i pregiudizi più logori
contro il premier. Il risultato è di aggravare la subalternità non solo al
berlusconismo, ma ad un Di Pietro che incalza e alza la posta: una deriva
culturale destinata a trascinare l'opposizione su terreni sempre più impervi e
minoritari; e foriera di ulteriori ritardi e di nuove delusioni. \\ Giustizia,
si rafforza l'ipoteca di Di Pietro sulla politica del Pd.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Dal centrosinistra L'ex senatore ds: bravo Romano, ha statura etica
Calvi: però una legge serve. E subito ROMA - "Prodi ha dato prova della
sua indiscutibile statura etica a dire di pubblicare le sue intercettazioni. Ma
il problema rimane. Non può essere lui o un altro a decidere. Serve una
legge". Guido Calvi, ex senatore ds e noto penalista, che annovera fra i
suoi clienti anche Massimo D'Alema, la pensa così. Perché? "Perché i colloqui di carattere privato che non sono attinenti al
processo per il quale sono state disposte le intercettazioni non dovrebbero
essere divulgati". Anche se si tratta di una personalità politica, per la
quale è evidente l'interesse pubblico? "La pubblicazione delle
intercettazioni, oltre a violare la privacy, a volte interrompe le indagini.
E' stato così per il processo Moggi: rese note le telefonate, l'istruttoria è
praticamente morta". Lei era favorevole a una legge ad hoc. "Lo ero
talmente che l'ho proposta per tre legislature dal '97. I punti fondamentali
sono gli stessi del ddl Mastella ". Lo è ancora? "Sempre di più.
Penso che le intercettazioni siano uno strumento di grande importanza, a volte
unico contro il crimine organizzato e la corruzione. Ma di quelle private il pm
dovrebbe tutelare la riservatezza". E' d'accordo con il premier Silvio
Berlusconi che individua la necessità di un giro di vite? "Eh no. Lui dice
un'altra cosa, che va ristretta la possibilità di intercettare. Ma invece lo
strumento di indagine va difeso. Certo, tanto più si è larghi di manica nel
concedere la possibilità di intercettare, tanto più si deve essere rigorosi nel
selezionare ciò che è utile all'indagine e tutelarne il segreto". C'è chi
ha visto nella pubblicazione di Panorama delle telefonate di Prodi non uno
scoop. Ma un complotto. Lei cosa ne pensa? "Non c'è dubbio che siano state
pubblicate nel tentativo di sollecitare anche il centrosinistra ad appoggiare
una legge ad hoc". Prodi con il suo invito a pubblicare tutto non ha
disinnescato questo presunto complotto? "Lui è un uomo d'onore e ha fatto
bene a farlo. Ma la necessità della riforma rimane". Virginia Piccolillo Calvi
Guido Calvi ( nella foto), ex senatore ds, noto penalista; fra i suoi clienti
anche D'Alema \\ I colloqui privati non dovrebbero essere resi pubblici: così
si danneggia l'inchiesta.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
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ALITALIA | PAGINA 8
Arriva il commissario Fantozzi. Sindacati convocati per lunedì CALCIO | PAGINA
16 Campionato al via. L'accordo sui diritti c'è INTERCETTAZIONI
| PAGINA 5 Prodi al contrattacco: "Pubblicate tutto, ma la legge non
cambi" DENVER l PAGINA 2 Una notte di fuochi d'artificio Steve Wonders e
Al Gore, i divi e la gente comune. Il candidato ha vinto la sfida. Invano i
repubblicani hanno cercato di demolire il "tempio di Obama" DENVER l
PAGINA 3 Alla conquista degli evangelici Il caucus sulla fede è stato uno dei
più affollati della Convention democratica. I predicatori battisti neri,
progressisti e ambientalisti, mettono in crisi McCain.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni Il
caso E Belpietro "ringrazia" Travaglio "Parole sacrosante"
"Marco Travaglio dice una cosa sacrosanta". Il direttore di Panorama
Maurizio Belpietro apprezza la difesa dal sospetto che la pubblicazione delle
intercettazioni di Prodi miri ad agevolare una legge restrittiva.
"Nessun complotto, era solo una notizia".
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il premier: intercettazioni, solidarietà a Prodi Ma
il Professore: le mie telefonate? Si pubblichino pure. Veltroni: Silvio dice
cose false L'ex capo del governo contrario a una legge anti intercettazioni. Di
Pietro: bravo, non è caduto nel trabocchetto di Berlusconi ROMA - Il comunicato
di Silvio Berlusconi arriva di buon'ora. Parla di "copione già
visto" il presidente del consiglio, anche se non cita i casi che l'hanno
coinvolto direttamente. Esprime la sua "assoluta solidarietà" a
Romano Prodi per le intercettazioni pubblicate da Panorama. E poi tira le sue
conclusioni: "Il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il
perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei
cittadini". Solidarietà, caso raro tra il Cavaliere e il Professore. Ma
nella sua risposta Romano Prodi non lo ringrazia. Anzi. Respinge le accuse, dà
la sua interpretazione dei fatti. E dice no ad una legge che restringa
l'utilizzo delle intercettazioni, come quella già in discussione alla Camera.
"Vista la grande enfasi e nello stesso tempo l'inconsistenza dei fatti a
me attribuiti da Panorama - dice l'ex premier citando il settimanale
controllato dal gruppo della famiglia Berlusconi - non vorrei che l'artificiale
creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di
dare vita ad una legge che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che
in molti casi si è dimostrato indispensabile". Quanto alla sua vicenda
personale Prodi dice di "non avere alcuna contrarietà al fatto che tutte
le mie telefonate siano rese pubbliche". Un modo per respingere quella
solidarietà da intercettato a intercettato offerta da Berlusconi, quasi fosse
un abbraccio mortale. E per prendere le distanze da quella pioggia di
dichiarazioni del centrodestra che leggono nella pubblicazione delle
conversazioni di Prodi una prova dell'urgenza di intervenire in materia. Una
lettura che condivide anche Renato Schifani: "Siamo sempre più convinti -
dice il presidente del Senato - della indifferibilità di un provvedimento che
consenta la corretta pubblicazione delle sole intercettazioni di rilevanza
penale ad inchiesta conclusa. Auspichiamo che il Parlamento intervenga al più
presto". Per il partito democratico è Walter Veltroni a replicare: la
solidarietà di Berlusconi, dice da Denver, "è un esercizio non utile,
sarebbe bastato che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle
intercettazioni: non ci sarebbe stato bisogno di fare una dichiarazione che
evidentemente appare falsa e non ispirata a principi e pensieri reali". In
sostanza, Veltroni accredita la tesi del trappolone: dalla pubblicazione su
Panorama al comunicato di solidarietà, tutto serve solo per accelerare sul
disegno di legge in discussione a Montecitorio. E per una volta, sul tema della
giustizia, le sue parole sono sovrapponibili a quello del suo alleato più
scomodo: "Meno male - dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - che
Prodi non è caduto nel trabocchetto di Berlusconi e ha detto pubblicate subito
le mie intercettazioni. In realtà a Berlusconi non interessa la solidarietà a
Prodi, gli interessa un preventivo viatico per poi poter dire, avete visto
perché non bisogna pubblicare mai le intercettazioni?". Di Pietro come
Veltroni. E Forza Italia, con il portavoce Daniele Capezzone, parla di "Pd
che insegue la scia giustizialista". Lorenzo Salvia Il Cavaliere \\ Il
Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali
abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 autore: di SERGIO ROMANO categoria: REDAZIONALE INTERCETTAZIONI
E POLITICA IL BRUTTO SHOW DA CANCELLARE P untualmente, alla fine dell'estate,
la commedia delle intercettazioni (il più popolare reality show della politica
italiana) si arricchisce di un nuovo episodio. La trama è ancora più arruffata
e stravagante del solito. Sembra che i procuratori di Bolzano abbiano
indagato negli scorsi mesi sulla vendita di un'azienda dell'Iri negli anni in
cui l'Istituto era presieduto da Romano Prodi. La vicenda risale al 1993, ma i
magistrati ritengono utile occuparsene e decidono di intercettare le
conversazioni telefoniche di una persona che fu braccio destro di Prodi all'Iri
ed era, al momento delle indagini, suo consigliere a Palazzo Chigi. Speravano
forse che i due interlocutori avrebbero parlato ancora, dopo tanti anni, di
quella storia, ma scoprono, ascoltando, che il tema delle conversazioni è
diverso (finanziamenti pubblici per un progetto scient ifico che interessa
un'azienda farmaceutica) e che alcuni dei protagonisti sono legati da vincoli
familiari con il presidente del Consiglio. I procuratori non hanno trovato ciò
che cercavano, ma avrebbero deciso di inviare le intercettazioni alla Procura
di Roma per l'eventualità che il caso meritasse una diversa indagine. E dalla
Procura romana le conversazioni finiscono sulle pagine di un settimanale.
Questo, almeno, è quello che sembra comprendere leggendo ciò che è apparso ieri
sulla stampa. Di fronte a una storia di questo genere un uomo politico di medio
buon senso dovrebbe interrogarsi anzitutto sul funzionamento di un sistema
giudiziario in cui i magistrati sono molto impegnati da vicende del secolo
scorso. E dovrebbe concludere, subito dopo, che la pubblicazione di
intercettazioni segrete è diventata una patologia italiana, un virus che, come
quello di un computer, annebbia lo schermo e ingarbuglia, sino a renderlo
incomprensibile, il discorso della politica nazionale. Il problema, in questo
caso, non è l'eventuale responsabilità di un ex presidente del Consiglio, forse
un po' troppo sensibile agli affetti familiari (sarà accertata, se mai, dalla
magistratura). Il problema è se sia giusto tollerare che uno strumento
d'indagine destinato a favorire la ricerca della verità venga usato per
seminare dubbi, alimentare chiacchiere e attizzare polemiche. I magistrati
avrebbero dovuto preoccuparsene per primi e trovare rimedi anche sul piano
organizzativo e amministrativo. Se non lo hanno fatto, tocca alla politica con
una legge che, in linea di principio, non è difficile immaginare e scrivere. Ma
tutto diventa terribilmente complicato se la classe politica preferisce servirsi
di questi incidenti soprattutto per colpire l'avversario o speculare sulle sue
intenzioni. La responsabilità in questo caso mi sembra essere soprattutto
dell'opposizione. Anziché dirsi pronta a discutere con la maggioranza il tenore
della legge, la sinistra ha preferito sospettare in questa "fuga"
un'operazione diretta a favorire i disegni del governo. Lo stesso Prodi,
dicendosi indifferente alla pubblicazione delle intercettazioni, ha dato la
sensazione di volere svalutare i sentimenti di solidarietà offerti da
Berlusconi. Ma questo è un problema nazionale che occorre affrontare con
serietà e senza secondi fini. L'opposizione troverà altri temi su cui
dissentire dal governo e fare le proprie battaglie. Sul problema delle
intercettazioni ha il dovere di lavorare in Parlamento per una legge che spenga
le luci accese su questo brutto reality show.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La vicenda Il caso I magistrati di Bolzano che
indagano sulle presunte tangenti Italtel intercettano le telefonate del manager
Iri Alessandro Ovi, ex braccio destro di Prodi I parenti Le telefonate
riguardano Ovi e alcuni parenti dell'ex premier, il nipote Luca Prodi e il
consuocero Pier Maria Fornasari, primario del Rizzoli di Bologna I favori
Alcune telefonate riguardano Claudio Cavazza manager della Sigma Tau: in
cambio di finanziamenti al Pd avrebbe chiesto benefici fiscali per la
fondazione del suo gruppo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-30 - pag: 15 autore: Il piano del
Governo Restano i reati di corruzione e concussione Il "tetto" dei 10
anni Il Ddl del Governo prevede la possibilità di registrare telefonate solo
nel caso di indagini per reati con pene superiori ai 10 anni. Intercettabili in ogni caso i delitti gravissimi, (mafia e
pedofilia) ma anche ingiuria, minaccia, usurae stalking Nulla cambia per i
reati contro la pubblica amministrazione (tra cui corruzione e concussione): il
testo del Guardasigilli include i delitti che prevedono pene fino a cinque
anni.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'ex ministro Mussi, conferma polemica: dissi no ai fondi per
Fornasari ROMA - (s.riz.) - Fabio Mussi ( nella foto), esponente di Sinistra
democratica, sottoscrive la ricostruzione di Alessandro Ovi. Il piano per dare fondi pubblici al progetto che secondo le
intercettazioni pubblicate ieri da Panorama era sostenuto dal consuocero di
Romano Prodi, Pier Maria Fornasari, primario del Rizzoli di Bologna, e per cui
si sarebbe interessato lo stesso ex premier fallì a causa del ministero
dell'Università. E l'ex ministro Mussi ribadisce seccamente con una nota
ufficiale quanto ha raccontato al Corriere lo stesso Ovi, all'epoca consigliere
di Prodi: "Confermo il suo ricordo". Una frase che trasuda veleno. Fu
proprio Mussi che in quell'occasione si mise di traverso. E non per i rapporti
familiari del premier. Bensì "per una questione di metodo". L'ex
ministro avrebbe fatto presente alla presidenza che, indipendentemente dal
valore dell'iniziativa, per accedere ai fondi statali per la ricerca c'erano
regole inderogabili. Tutto quindi si bloccò. Ma non era il primo screzio. In diverse
occasioni il ministro aveva avuto modo di polemizzare con Palazzo Chigi per il
taglio dei fondi all'università e alla ricerca. Poi, quella vicenda bolognese.
Finché alla fine del 2007 a Palazzo Chigi venne istituito un tavolo sulla
ricerca scientifica, il cui coordinamento fu affidato allo stesso Ovi.
Iniziativa che irritò Mussi: svariate lettere con richieste di chiarimento
piovvero sul tavolo di Prodi. Uno scontro ci fu anche per la nomina di Claudio
Cavazza (l'industriale che si sarebbe attivato per aiutare in nipote del
premier, Luca Prodi, in una vicenda societaria) a responsabile del settore di
"Nuove tecnologie della vita". Un episodio senza alcun nesso con le
rivelazioni di Panorama, ma che non a caso Mussi ha voluto sottolineare. La
nomina decisa con decreto di Pier Luigi Bersani il 22 gennaio (due giorni prima
della caduta del governo), rivela l'ex ministro, "avvenne con il mio
parere contrario formalmente espresso con lettera del 5 febbraio, nella quale
invitavo il mio collega dello Sviluppo economico a valutare "profili di
inopportunità derivanti dalla sua (di Cavazza, ndr) contestuale attività nel
settore privato"".
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
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INTERCETTAZIONI
Dopo le telefonate uscite ieri su Panorama, Romano Prodi va al contrattacco
"Pubblicate le mie conversazioni" Il Professore rifiuta la
solidarietà di Berlusconi: "Vuole fermare i magistrati" Stefano
Milani ROMA Il piano era fin troppo chiaro. Panorama che mette nero su bianco
le conversazioni telefoniche di Prodi, intento a chiedere favori a un suo
stretto collaboratore, così il professore s'arrabbia, s'indigna, si ribella e
comincia una crociata contro l'uso improprio delle intercettazioni. Magari
sposando il famigerato ddl, approvato lo scorso giugno, che prevede
l'autorizzazione a "spiare" solo per i reati superiori a 10 anni di
detenzione con l'unica deroga alla soglia di intercettabilità per i reati
contro la pubblica amministrazione. Segue l'"assoluta solidarietà" di
Berlusconi il quale, mettendo da parte tutto il suo livore nei confronti
dell'acerrimo nemico, rinfocola la polemica contro gli spioni telefonici.
"È grave", dice il cavaliere, "che ciò accada e il Parlamento
deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che
tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà
fondamentali". Questo il piano diabolico, ma Prodi non ci casca. Non
s'arrabbia, né s'indigna, anzi serafico annuncia: "Nessun problema,
intercettatemi pure". E in un attimo il castello di carte costruito da
Berlusconi, con la collaborazione del fido direttore Belpietro, viene giù. A
soffiare è il Professore: "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo,
l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama non vorrei che
l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo"
o, e qui le carte si scoprono, "la tentazione di dare vita, nel tempo più
breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa
sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato
indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento
delle funzioni che le sono proprie". Perciò, "da parte mia non c'è
alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese
pubbliche". Il polverone si è scatenato subito dopo la pubblicazione di
alcuni stralci, da ieri nero su bianco nelle pagine di Panorama, delle
telefonate di Prodi con Alessandro Ovi, suo braccio destro, intercettato dai
magistrati di Bolzano che stavano indagando sulla presunta tangente pagata
dalla Siemens per ottenere l'acquisto dell'Italtel, ex azienda di stato. Nessun
reato penalmente perseguibile per l'allora presidente del consiglio che nelle
telefonate incriminate viene pizzicato a parlare col suo collaboratore mentre
gli chiede una mano per aiutare il nipote Luca, giovane azionista di minoranza
di una società, e farlo uscire da una grana gestionale con altri soci. Sempre
Ovi viene anche intercettato mentre cerca di "sbloccare finanziamenti
pubblici richiesti dal consuocero di Prodi, Pier Maria Fornasari",
primario dell'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Con l'ex presidente
dell'Ulivo si schiera compatta tutta l'opposizione. Il segretario del Pd Walter
Veltroni, in questi giorni a Denver in scia di Obama, definisce la
dichiarazione di solidarietà del premier a Prodi "un esercizio non
utile", oltre ad essere "falsa e non ispirata a principi e pensieri
reali". Parole più dure arrivano da Antonio Di Pietro. "A Berlusconi
non interessa affatto la solidarietà da dare a Prodi, - tuona il leader
dell'Italia dei Valori - ma un preventivo viatico per poi dire: avete visto
perché non bisogna pubblicarle mai, le intercettazioni?". E Anche l'ex
ministro dell'Istruzione Mussi, anch'esso tirato in ballo dal settimanale della
Mondadori insieme a Livia Turco, definisce "pelosa" la mano tesa dal
cavaliere. Dalla maggioranza la musica è invece diametralmente opposta. Il
presidente del Senato Schifani prende spunto dalla vicenda per ribadire la
necessità di una legge ad hoc. "Il Parlamento deve assumersi la
responsabilità di intervenire al più presto. - dice il forzista - Serve un
provvedimento legislativo che consenta la corretta pubblicazione di quelle sole
intercettazioni di rilevanza penale ad inchiesta conclusa". Stessa
posizione anche per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl,
secondo cui "bisogna varare una legge che blocchi realmente questo gioco al
massacro". Ma una stoccata a Prodi arriva anche dalle colonne del
Riformista. Nell'editoriale in edicola oggi il direttore Antonio Polito invita
il Pd a non seguire la linea espressa dal Professore, ovvero di contrarietà ad
una legge che limiti le intercettazioni. Una linea che, secondo Polito, per il
centrosinistra sarebbe il sintomo di una vera e propria "sindrome di
Stoccolma" verso quello che appare un "apparato
spionistico-giornalistico".
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Cavazza Il presidente Sigma Tau "Prodi mi chiamò per suo
nipote" ROMA - "Prodi lo conosco da 30 anni. è vero, mi parlò di
quella società di suo nipote che aveva bisogno di un nuovo socio. Cerco sempre
di aiutare i giovani, ma alla fine non se ne fece nulla". Claudio Cavazza
- presidente di Sigma Tau e numero due di Federfarma - conferma che nel giugno
dell'anno scorso, su sollecitazione "dell'amico Romano ", pensò di
entrare nella Cyanagen, società di Bologna partecipata da Luca Prodi. Ma esclude
che quell'interessamento sia collegabile alla richiesta fatta ad Alessandro
Ovi, collaboratore dell'allora premier, di ottenere un regime fiscale migliore
per la fondazione che porta il nome della sua casa farmaceutica: "Mandai a
Bologna Carminati e Bianchi, due scienziati della Sigma Tau. Mi dissero che
quell'azienda si occupava di biotecnologie ma in un settore lontano dal nostro.
Decidemmo di non fare nulla. Nessun favore, quindi". Cavazza conferma
anche la telefonata con Ovi in cui chiedeva un migliore regime fiscale per la
fondazione. Ma pure qui esclude vantaggi: "Eravamo stati esclusi
dall'elenco delle fondazioni che possono non pagare le tasse, che sono al 50
per cento, sulle donazioni ricevute. Ma lui mi scaricò, mi disse che i termini
erano ormai scaduti e non si poteva fare nulla. Ci rimasi anche male". La
fondazione ha comunque ottenuto quello che voleva. "Abbiamo fatto ricorso
al Tar che ci ha dato ragione. Non chiedevamo favori ma solo quanto già
previsto per altri". Quello che invece Cavazza smentisce è il contributo
di 280 mila euro al Partito democratico: "Forse è Ovi che millanta di aver
chiuso un accordo con me. Del resto io sono amico di Prodi e non credo che lui
si sarebbe messo in pericolo per Veltroni, visto che non era poi così contento
di Walter. E poi, dopo Mani pulite, io ho paura pure a lasciare la
mancia". Negli anni '90 Cavazza patteggiò (due mesi) nell'inchiesta sulla
corruzione della sanità, quella dei soldi nel pouf di Poggiolini che coinvolse
l'ex ministro Francesco De Lorenzo. "Ecco, spero che non ritorni quel
clima di caccia alle streghe. Dicono che sono prodiano,
altri pensano che sono berlusconiano, ma io sono un vecchio socialista. E penso
che le due parti si debbano parlare e trovare un accordo: il Paese ha bisogno
di tranquillità e le intercettazioni sono un'arma da utilizzare solo in casi
estremi". L. Sal. 2007 Prodi e Cavazza a Farmindustria.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6
categoria: BREVI Alla Camera riparte l'esame Il ddl sulle intercettazioni viene
discusso assieme alle altre proposte in Commissione giustizia alla Camera,
presieduta da Giulia Bongiorno ( nella foto con il ministro Alfano).
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IL DDL Meno potere
alle toghe, carcere ai giornalisti ROMA Intercettazioni consentite solo per i reati che prevedono pene superiori ai 10
anni e carcere per i giornalisti che le pubblicano. Sono due tra i punti più
importanti del disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo
Berlusconi sull'onda del clamore suscitato dalla conversazioni tra il premier e
l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Conversazioni che hanno
spinto il premier a premere sull'acceleratore per arrivare il più presto
possibile a una nuova legge che possa limitare il potere dei magistrati di
mettere sotto controllo un'utenza telefonica. Al punto che all'inizio palazzo
Chigi valutò l'ipotesi di fare ricorso a un decreto legge, ipotesi smentita
dopo l'intervento del Quirinale. Il provvedimento si trova adesso all'esame
della commissione Giustizia della Camera e insieme al disegno di legge sulla
sicurezza è tra i primi che il parlamento dovrà discutere a partire dal
prossimo 8 settembre, alla termine della pausa estiva. Ma cosa prevedono le
nuove norme sulle intercettazioni? Al centro del disegno di legge del governo
c'è la riforma di due articoli del codice penale, il 617 e il 684. Il primo
punta a colpire le "talpe", coloro cioè che prendono visione in
maniera indebita degli atti di un procedimento penale. Per questi è prevista
una pena compresa da 1 a 3 anni di reclusione. Il secondo articolo prende
invece di mira i giornalisti che pubblicano gli atti dell'inchiesta. In questo
caso la sanzione passa da 30 mesi a 3 anni di carcere. Stessa cosa per
l'ammenda, che da un massimo di 258 euro sale fino a toccare i 1.000 euro.
Rivoluzione anche per quanto riguarda le norme in base alle quali un magistrato
potrà ordinare l'intercettazione di un'utenza telefonica. La più importante
riguarda il tipo di reato per il quale sarà possibile mette sotto controllo un
telefono. Nel disegno di legge del governo sarà possibile per tutte le indagini
che riguarderanno reati con pene superiori ai 10 anni, quelli contro la
Pubblica amministrazione, compresa quindi la corruzione, e quelli gravissimi
come omicidio, mafia, pedofilia. Ma si potrà intercettare anche in caso di
molestie ripetute, il cosiddetto stalking. L'autorizzazione ad effettuare
un'intercettazione non verrà più data dal Giudice delle indagini preliminari
(Gip), bensì da un organismo collegiale composto, che ha spiegato lo stesso
Berlusconi, da tre magistrati. Inoltre dovrebbe essere istituito un archivio
riservato nel quale custodire il testo delle intercettazioni. La riforma,
infine, non dovrebbe essere applicata ai processi in corso.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
DA BOLZANO A ROMANO
"Caso Siemens" e affari di famiglia Adesso sono al vaglio del pm di
Roma Roberto Felici gli atti della parte di indagine arrivata dalla procura di
Bolzano sul presunto giro di favori "familiari" dell'ex presidente
del consiglio Romano Prodi, e nella quale sono inserite
anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti il professore ed alcuni
esponenti del suo staff. Il fascicolo è una costola dell'inchiesta sulla
vendita di una consistente quota di Italtel (parte a sua volta dell'Iri) alla
Siemens, a metà degli anni novanta, con Prodi alla presidenza del colosso di
stato. L'indagine del capoluogo altoatesino ruota su una tangente di 10
miliardi di vecchie lire pagata dalla Siemens all'Iri per agevolare i rapporti
in vista dell'affare, e non coinvolge l'ex premier. Ascoltando le telefonate
del suo collaboratore Alessandro Ovi, i pm di Bolzano speravano di trovare i
destinatari della ipotetica tangente. Invece sono incappati in una serie di
conversazioni, anticipate ieri da Panorama, in cui Ovi appare come un
consigliere d'affari per alcuni parenti dello stesso Prodi, il nipote Luca, e
il consuocero Pier Maria Fornasari. Tre i filoni delle intercettazioni. Il
primo riguarda gli affari di Fornasari, primario all'ospedale Rizzoli di
Bologna, mentre cerca di organizzare un incontro con gli allora ministri Livia
Turco, (Sanità) e Fabio Mussi (Università) per convogliare finanziamenti verso
le proprie iniziative scientifiche. Un secondo filone riguarda invece le attività
di Luca Prodi, figlio di Vittorio, che ha il 20% della azienda chimica
Cyanagen. Per aiutare le sorti dell'azienda, Romano invoca l'intervento di
Claudio Cavazza, presidente del colosso farmaceutico Sigma Tau (e finito più
volte in carcere per corruzione). Luca deve però prima liberarsi di un socio,
la Euroclone. È a questo proposito che, parlando con Ovi, Prodi pensa di
suggerire al nipote di svuotare la società in comune all'insaputa del socio:
"Intanto tirano via tutto quello che non hanno brevettato", dice.
Infine, a chiedere favori, secondo Panorama, sarebbe stato lo stesso Cavazza,
in cambio di una sponsorizzazione per un sondaggio delle primarie del nascente
Partito democratico.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE
Nuove norme, stretta del Pdl "Il primo sì entro
ottobre" Intercettazioni in Commissione. Il Pd: fate un gioco sporco Nel disegno di legge
approvato dal governo regole più severe su utilizzo e pubblicazione delle
intercettazioni ROMA - "Ripartiremo con la discussione subito, fin dalla
prima seduta alla ripresa dei lavori intorno al 10 settembre. E penso
che, in commissione, potremo chiudere entro il mese di ottobre". Un tempo
in corsa per la poltrona di ministro poi andata ad Angelino Alfano, l'avvocato
Giulia Bongiorno ha un doppio ruolo nella partita che promette di scaldare
l'autunno della politica. è presidente della commissione Giustizia della
Camera, ed anche relatore del disegno di legge approvato dal consiglio dei
ministri a metà giugno che stabilisce regole più severe sia per l'utilizzo sia
per la pubblicazione delle intercettazioni. Prima della pausa estiva la
commissione ha cominciato a lavorare sul testo con una serie di audizioni. Cosa
succede adesso con il presidente del Consiglio che, dopo aver pensato al
decreto legge, chiede di fare presto? "I tempi saranno rapidi - spiega
Bongiorno - come sempre avviene per i disegni di legge presentati dal governo.
E perché l'urgenza credo sia condivisa anche dal centrosinistra che, non dimentichiamolo,
nella passata legislatura presentò un suo disegno di legge poi approvato
all'unanimità da un ramo del Parlamento. Tuttavia non parlerei di
accelerazione, perché già stavamo procedendo in modo rapido e perché non credo
sia saggio che il Parlamento si muova in risposta a singoli episodi ".
Eppure la tentazione di accelerare, nel centrodestra, è forte. E non è un caso
che Niccolò Ghedini - deputato del Popolo della libertà e avvocato di
Berlusconi - dica sì che la nuova legge "non deve essere un bavaglio"
ma sottolinei subito la "necessità che venga fatta rapidamente ". Sui
tempi, e sul merito, si discuterà in commissione anche se il margine ampio
della maggioranza non lascia molto spazio alla trattativa. Ma il Partito
democratico promette barricate: "Berlusconi e la sua maggioranza - dice
Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia nel governo ombra di Veltroni -
giocano sporco e cercano di coinvolgere nelle loro manovrette Romano Prodi. La
smettano di cercare ogni occasione per arrivare ad una legge che limiti uno
strumento di indagine fondamentale e che restringa il diritto di cronaca".
Il disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri alza da cinque a dieci
anni la pena prevista per i reati sui quali è possibile disporre
intercettazioni. Stabilisce che i telefoni non possono essere messi sotto
controllo per un periodo superiore a tre mesi. Introduce il divieto di
pubblicazione assoluto fino al termine delle indagini preliminari. E prevede
sanzioni molto pesanti: tre anni di carcere per i giornalisti che pubblicano
atti coperti dal segreto, cinque anni per il magistrato che divulga le carte.
L. Sal.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-08-30 - pag: 15 autore: Magistrati e
giornali. Il testo del Governo ora in Commissione alla Camera Stretta su stampa
e indagini ROMA Pluriannunciato da Berlusconi, il Ddl sulle intercettazioni
viene approvato dal Consiglio dei ministri il 13 giugno ma approda alla Camera
a fine mese e la commissione Giustizia ne comincia l'esame solo il 24 luglio a
causa dell'ingorgo creato anche dal Lodo Alfano e dal decreto sicurezza. Un
cammino un po' lento rispetto alle dichiarazioni di "urgenza" che ne
avevano accompagnato gli annunci, prima, e il varo, dopo, tra una pubblicazione
e l'altra di intercettazioni riguardanti il premier. Tanto che, ai primi di
luglio, il Governo aveva addirittura minacciato di voler trasformare il testo
del dl o una parte di esso in un decreto legge: ipotesi poi archiviata per il
no del Quirinale oltre che per la progressiva scomparsa dai giornali delle
telefonate riguardanti il premier e per la minaccia di una massiccia protesta
della stampa italiana contro le norme-bavaglio del Governo Berlusconi. Passata
la bufera, il Ddl ha cominciato il suo iter parlamentare, che non si
preannuncia affatto rapido. E non potrebbe esserlo vista la delicatezza della
materia e la discutibilità di alcune norme. A cominciare da quelle che limitano
pesantemente il diritto di cronaca per finire a quelle che limitano,
altrettanto pesantemente, il ricorso alle intercettazioni da parte dei
magistrati. "A settembre riprenderemo il ciclo di audizioni cominciato a
luglio con i vertici della stampa – fa sapere il presidente della commissione
Giustizia Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento –e il prossimo incontro
sarà con gli editori ". Il Ddl punisce con il carcere da 1 a 3 anni e con
l'ammenda fino a 1.032 euro chi pubblica le telefonate di cui sia vietata la
divulgazione. Ovvero, fino all'inizio del dibattimento. Peraltro, il divieto
assoluto di pubblicazione viene esteso a tutti gli atti di indagine, anche
quando su di essi è caduto il segreto. Sanzioni pesanti anche per chi
"prende diretta cognizione degli atti del procedimento penale coperti dal
segreto ": da 1 a 3 anni di carcere. La reclusione sale a 5 anni per chi
rivela gli atti segretati di cui sia venuto a conoscenza "in ragione del
proprio ufficio ". Il magistrato ciarliero sulle indagini in corso è
obbligato ad astenersi e, se viene iscritto nel registro degli indagati perché
qualcuno lo ha accusato di aver rivelato il segreto d'ufficio, dovrà essere
sostituito da un collega nell'indagine. In base al Ddl sono
intercettabili solo i reati puniti con più di 10 anni, compresi quelli contro
la pubblica amministrazione che il premier vorrebbe invece escludere.
L'autorizzazione a intercettare è affidata non più a un singolo giudice ma a un
collegio. E, per tutelare il segreto e la privacy si prevede la creazione di un
archivio riservato in cui custodire il testo delle intercettazioni. D.
St.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 6 categoria: BREVI
Tutte le tappe del ddl Il ddl del governo proposto da Alfano Il 13 giugno il
Cdm vara il decreto sulle intercettazioni. Prevede una
stretta sui reati intercettabili e fino a tre anni di carcere per i giornalisti
che pubblicano le telefonate Incommissione perilnuovoesame A settembre
ricomincia l'esame in commissione. Sotto la lente anche una proposta di legge
del Pd che riprende, con alcune modifiche, il ddl Mastella della scorsa
legislatura Cosaprevede iltestogiàapprovato Vieta le intercettazioni per
reati con pene inferiori a 10 anni ma include corruzione e concussione, mafia,
terrorismo e i reati di allarme sociale. Durano fino a 3 mesi e sono decise da
un tribunale Inuovipunti indiscussione Si discute di ampliare la rosa dei reati
per cui sono possibili le intercettazioni, di istituire un archivio delle
telefonate e di inasprire le pene per magistrati e le possibili talpe in
procura.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: STILE E TENDENZE data: 2008-08-30 - pag: 21 autore: Nautica Politi, il
milanese che crea megayacht su misura di Nicoletta Picchio I l marchio è già un
messaggio molto eplicito di ciò che vuol essere il prodotto: una barca curata e
ricercata nei dettagli, innovativa, destinata a fare tendenza. Fabrizio Politi
non ha dovuto pensare a lungo per chiamare Fashion Yachts le sue barche:è un
nome che è venuto quasi d'istinto a questo giovanissimo (35 anni) milanese, ma
che da sempre vive a Livorno e si sente toscano d'adozione. Nel mondo delle
barche lavora da sempre: ha cominciato come brocker di grandi barche, oltre i
30 metri, muovendosi dalla Toscana soprattutto in Costa Azzurra. Ed è in quegli
anni che, ascoltando le richieste dei clienti, ha individuato lo spazio dove
potersi inserire, mettendosi in proprio non come mediatore, ma come
costruttore. Puntando sul lusso, sempre di più, ed
intercettando le ambizioni dei nuovi ricchi, russi, arabi, cinesi e indiani,
che comprano i super yacht per tenerli a navigare nel Mediterraneo o nei
Caraibi. Nel 2002, l'esordio come costruttore è stato con un 17 metri, il
Fashion 55. Ora non solo ha 13 modelli a marchio Fashion, ma ne ha lanciato
anche un altro, due anni fa, Politi Navi, per le barche più grandi, dai
35 agli 85 metri. "Mi sono accorto che per i mega yacht era opportuno
lanciare un altro brand e un altro messaggio", spiega Politi. Fashion
Yachts produrrà imbarcazioni più glamour e con linee più aggressive; Politi
Navi si dedicherà ad un target differente, interessato ai super yacht. Questo
passaggio che è stato possibile grazie all'acquisizione del Cantiere Darsena
Pisana, quasi 30mila metri quadrati, di cui 8mila coperti. Tre capannoni, dove
lavorano 300 persone. In questa operazione Politi ha un trovato un socio di
maggioranza, Carlo Maria Majocchi Clerici, tenendo per sé il ruolo di
amministratore. La produzione è per il 25% in conto terzi (si realizzano scafi
per cantieri come Benetti, Codecasa). Il resto, per i marchi Fashion e Politi
Navi. A Politi piace stupire e creare: sul Fashion 68, modello Open, ha montato
un pavimento interno laminato in foglia d'oro. Il top della barca, in questo e
altri modelli, è in cristallo temperato, applicato senza infissi: un modo per
guardare il cielo, giorno e notte. Le vetrate sono scorrevoli, per poter
personalizzare gli interni. E poi, altra caratteristica dei Fashion Yacht, la
gradinata di poppa, con scalini larghi e comodi, che si ispira nelle forme alla
cavea del teatro greco. I Fashion Yachts sono interamente una creazione di
Politi, dagli interni, al design, alla tecnica. Per le banche Politi Navi, il
giovane costruttore si avvale della collaborazione di esperti ed anche della
Facoltà di ingegneria di Genova. La sua esperienza gli ha reso possibile
individuare anche una casistica dei clienti: oltre i 50 metri, chi acquista è
costantemente straniero in particolare russo, arabo, cinese o indiano. Tra i 40
e i 70 me-tri, c'è un 30% di italiani che compra. Sotto i 24 metri, sono solo
italiani e francesi. "Questo è un momento irripetibile: in Russia e negli
Emirati stiamo andando benissimo", dice Politi, che ha in mente anche un
servizio di jet privati per collegare Pisa, l'aeroporto che dista pochi
chilometri dal cantiere, con Mosca e Dubai. E i conti lo dimostrano:
dall'inizio, nel 2002, il fatturato è salito rapidamente fino ai 100 milioni di
euro. Il prossimo appuntamento è a Milano per martedì 9 settembre: Fabrizio Politi
presenterà ufficialmente il progetto Politi Navi e Fashion Yachts all'hotel
Bulgari. nicoletta.picchio@ilsole24ore.com www.fashionyachts.it Fuoriserie del
mare. Il Fashion Yacht 88 è lungo 26,5 metri; a poppa ha una zona living e
l'"hard top" in cristallo è sostenuto da una sovrastruttura in
carbonio.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-30 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Per la "Rosa bianca" Il Professore: sono qui tra amici
Trento, il "ritorno" di Romano "Ma ora ho un'altra vita" E
ricorda la telefonata con Bush sul ritiro dall'Iraq: evitò tensioni L'ex capo
del governo e la politica estera: questo è un anno importante, serve un nuovo
multilateralismo DAL NOSTRO INVIATO RONCEGNO (Trento) - Quando si dice la
jella. Doveva essere (e probabilmente sarà) l'unica uscita pubblica di Prodi in
tutta l'estate. Di più. La prima occasione, dopo anni forse, per un
"incontro tra amici", ospite della diletta associazione Rosa Bianca,
in cui volare alto senza l'ossessione della polemica di giornata, delle domande
a mitraglia, del taccuino spianato. E invece no. L'esplodere
dell'affaire intercettazioni rischia di rovinare la giornata e l'umore dell'ex
premier. Non per il fatto in sé, probabilmente. A urtare Prodi è l'assalto dei
cronisti: "Guarda, riprendimi così che ho la faccia preoccupata"
scherza amaro facendo una smorfia al fotoreporter. Più tardi spiegherà:
"Ho abbandonato con molta semplicità e in modo sereno ma anche deciso un
ruolo nella vita pubblica italiana, mi spiace che i giornalisti siano venuti
fin qui". Poi, però, tutto si scioglie. L'incontro con Luisa Broli, già
presidente dell'associazione nell'eroico 1995 del pullman, gli fa tornare il
sorriso: "Presidente, noi l'abbiamo sempre sostenuta fino all'ultimo,
senza dubbi né ripensamenti". E allora lui inizia la lezione - quella
della Rosa bianca è una scuola politica - elencando i temi di un anno decisivo:
"Il referendum irlandese, le Olimpiadi cinesi che segnano un passaggio
nella storia, l'atteggiamento più assertivo della politica russa, le elezioni
americane". Prodi tratteggia la necessità, anzi l'obbligo, di "un
nuovo multilateralismo" saggio, capace di creare cuscinetti tra i grandi
blocchi, che in realtà rappresentano "la vera esportazione della
democrazia". E se è chiaro che lo spartiacque "è stato l'intervento
in Iraq". Il racconto è punteggiato di ricordi personali. Come la
telefonata di George Bush all'annuncio del ritiro delle truppe italiane:
"L'ho apprezzato. Nel suo modo diretto, mi ha detto che il fatto non gli
faceva certo piacere, ma si sarebbe stupito di un'incoerenza da parte mia
rispetto a quanto annunciato in campagna elettorale. E difatti, nel rapporto,
non ci furono le tensioni e le spaccature che temevo". Poi, Prodi
rivendica il ruolo dell'Ue e invita a non "dare nulla per scontato:
"Pensate la Polonia o l'Ungheria senza l'Europa in questo frangente".
L'ex presidente, però, si concede una battuta sulla pretesa italiana di
tradurre tutti i documenti nella lingua di Dante: "Pensate se lo
chiedessero tutti, dallo slovacco al maltese". Ma la lezione, alla fine, è
seria, quasi cupa: "Speriamo di non aver bisogno dello stimolo della
storia per far progredire le nostre istituzioni ". Marco Cremonesi In
Trentino Romano Prodi ieri al suo arrivo a Roncegno.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-08-30 num: - pag: 64 categoria: BREVI
Notizie in 2 minuti Primo Piano Una donna la vice McCain Il candidato
repubblicano alla Casa Bianca John McCain ha scelto il suo vice presidente: è
Sarah Palin, governatore dell'Alaska, 44 anni e 5 figli. Nel 1994 arrivò
seconda al concorso di Miss Alaska, è considerata un astro nascente nel
partito. Prodi e le intercettazioni Romano Prodi non vuole
una legge sulle intercettazioni telefoniche. All'indomani della pubblicazione,
su Panorama, di alcune conversazioni tra Prodi e un collaboratore, l'ex premier
dice: pubblicatele pure. Berlusconi aveva espresso solidarietà all'ex rivale e
aveva chiesto una legge più severa. Focus Camerieri in via d'estinzione
In Italia i camerieri professionisti sono ormai una categoria in via
d'estinzione e sempre peggio pagata. I giovani che frequentano le scuole
puntano solo alla cucina: il loro sogno è fare lo chef. Così la professione si
dequalifica. Esteri Ue, niente sanzioni a Mosca L'Europa non applicherà
sanzioni nei confronti della Russia, ma cercherà, nel corso del vertice dei
capi di Stato e di governo dei 27 di lunedì prossimo, di comunicare un
messaggio deciso a Mosca, senza però correre il rischio di rotture. Per quanto
riguarda la Georgia, saranno proposte la creazione di una zona di libero
scambio e la liberalizzazione dei visti. Cronache Crollano le vendite al
dettaglio La crisi economica non allenta la presa e i consumatori sono
costretti a ridurre le spese. La conferma arriva dal crollo delle vendite al
dettaglio a giugno. Il dato ha registrato un calo del 3,4% su base tendenziale
e dello 0,5% su base mensile. Il risultato annuo è il peggiore da aprile 2005,
quando l'indicatore segnò -3,9%. Il sesso? Una droga David Duchovny, la 48enne
star di X-Files e Californication, è entrato in una clinica specializzata per
curare la sua dipendenza dal sesso. A suo tempo si fece ricoverare anche
Michael Douglas. Ma la sex-addiction non riguarda solo le star: in Italia oltre
un milione e mezzo ne soffrono, per lo più uomini (l'80%) ma anche donne (il
20%). Economia Alitalia, il piano va avanti Va avanti il piano di salvataggio
di Alitalia. Ieri il governo ha nominato l'ex ministro Augusto Fantozzi
commissario straordinario della società. Corrado Passera (Banca Intesa): il
piano di rilancio è solido, ma senza l'accordo con i sindacati salta tutto.
Cultura Il Vocabolario dei sentimenti Il Festivaletteratura di Mantova ha
chiesto ad alcuni autori europei di contribuire a formare un ideale patrimonio
linguistico comune scegliendo una parola significativa nelle loro lingue di origine:
è nato così il Vocabolario dei sentimenti, con vocaboli che vanno dall'inglese
Argument al basco Ikasi (apprendere). Spettacoli Venezia, il giorno di Charlize
Al Lido di Venezia è arrivata Charlize Theron, protagonista di The Burning
Plain, un melodramma d'amore e morte, passioni e ossessioni che segna il
debutto nella regia dello scrittore e sceneggiatore messicano Guillermo Arriaga
conosciuto per il sodalizio ora interrotto con Alejandro Inarritu ( Babel, 21
grammi, Amores perros). Sport Calcio, accordo Rai-Lega "Novantesimo
minuto" e "Tutto il calcio minuto per minuto" sono salvi. è
stato raggiunto l'accordo tra Rai e Lega Calcio per i diritti sulle
trasmissioni in chiaro dei gol e delle radiocronache. La Rai verserà alla Lega 27,5
milioni per il primo anno e 28 milioni per il secondo.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Mattia Feltri I
CAPIFAMIGLIA C' erano tre cose che Romano Prodi - da ex premier e da storico
rivale di Silvio Berlusconi - doveva fare dopo la pubblicazione su Panorama dei
colloqui telefonici in cui lo si sente indaffarato a intercedere per nipoti e
consuoceri. La prima era di mantenere un profilo istituzionale, e cioè di non
gridare all'attentato contro la privacy violata sin nel cuore di Palazzo Chigi;
la seconda di mantenere un profilo di dignità, e cioè di non denunciare
d'attentato il presidente del consiglio, editore del settimanale autore dello
scoop; la terza di agguantare un profilo di rigore, e ammettere che dalla
poltrona dell'esecutivo non ci si dovrebbe occupare delle grane di famiglia.
Due cose le ha fatte, l'ultima no. Molti in Italia segnalano l'abuso delle intercettazioni nelle procure e sui giornali. Non lo
ha mai sostenuto Prodi, e con coerenza non lo ha sostenuto stavolta; semmai,
vorrebbe divulgarle tutte per dimostrare la sua innocenza. E siccome non è uno
sprovveduto, il Professore si è guardato dal tirare in ballo il conflitto
d'interessi di Berlusconi, perché era troppo facile e perché le sue
telefonate dimostrano quanto è facile cascare negli abusi d'ufficio anche se
non si posseggono tre reti televisive. Prodi si è conservato la misura e la
fierezza che - specialmente al tramonto del suo potere, quando irriducibile
assistette in Parlamento alla sua esecuzione - gli hanno fatto guadagnare il
rispetto, se non la simpatia, pure di chi mai lo votò. E agevolmente non è
cascato nel giochetto di prestigio di Berlusconi, il quale ha offerto solidarietà
all'offeso e invitato le Camere a mettere mano alla questione. La grandezza di
Berlusconi risiede anche nella sua capacità di sostenere qualsiasi tesi senza
perdere di credibilità. Ma stavolta non gli è riuscito. Giudicare una
mascalzonata quella di Panorama e appellarsi ai parlamentari perché vi pongano
rimedio, è un'enormità insostenibile persino per uno estroso come lui, al quale
basterebbe una telefonata, magari alla figlia Marina, gran capo della
Mondadori, per suggerire soluzioni più rapide. E allora, fin qui due a zero
secco per Prodi. Peccato, però, che si sia risparmiato il filotto. Lui e tutti
i suoi sodali del Partito democratico hanno impegnato gran parte della giornata
per avvalorare l'inconsistenza penale del contenuto delle conversazioni. Questo
lo valuteranno i magistrati e gli osservatori abituati a pesare il mondo in
base alle prescrizioni e alle aggravanti. Se Antonio Di Pietro acquista in
saldo la Mercedes da un indagato, non violerà la legge ma si offre a un
giudizio morale. Se Prodi, intanto che guida l'esecutivo, parla con i
collaboratori e coinvolge i ministri per il vantaggio dei parenti, magari non
intacca la fedina penale, ma intacca la reputazione. Sarebbe stato sufficiente
offrire la spiegazione più accettata dagli italiani: anche io tengo famiglia. E
piuttosto numerosa. E afflitta da qualche pena, animata da qualche aspirazione,
pure un pochino petulante. Sarebbe stato sufficiente dire ho ceduto, mi
dispiace, chiedo scusa, ma garantisco di non aver sconfinato nell'illegalità. E
nessun galantuomo avrebbe avuto più nulla da ridire.
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Berlusconi
"solidale" con l'ex premier ma i suoi giornali
stampano le intercettazioni Prodi: rendete pure pubbliche le mie telefonate
"Non vorrei si creasse il caso per imporre nuove regole" MARIA
BERLINGUER ROMA. Panorama e i giornali di proprietà di Silvio Berlusconi
pubblicano le intercettazioni telefoniche di Romano Prodi su alcune
raccomandazioni e il premier esprime solidarietà all'ex capo del governo,
invocando una legge per vietarle. Ma il Professore conferma il suo no a un
provvedimento che limiterebbe l'attività dei giudici e aggiunge: "Nessua
contrarietà a che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche". A
distanza di alcuni mesi dalla pubblicazione delle telefonate tra Berlusconi e
Agostino Saccà, sono le conversazioni tra l'ex premier e Alessandro Ovi -
intercettati mentre studiano il modo di aiutare il nipote di Prodi - a
scatenare la nuova polemica. Per Berlusconi queste sono infatti
"l'ennesima ripetizione di un copione già visto. E' grave che ciò accada e
il Parlamento deve intervenire sollecitamente per evitare il perpetuarsi di
tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle
libertà fondamentali". Il Cavaliere approfitta dell'esternazione per
esprimere a Prodi la sua assoluta "solidarietà". Una solidarietà che
Prodi non apprezza. E lo dice a chiare lettere con una nota: "Vista la
grande enfasi e nello stesso tempo l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da
Panorama non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico
alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel più breve possibile
ad una legge sulle intrecettazioni telefoniche che possa sottrarre alla
magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per
portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che
gli sono proprie". A conferma del motto andreottiano che "a pensare
male si fa peccato ma spesso ci si prende", ecco che arriva il Presidente
del Senato. "Nell'esprimere la nostra solidarietà a Romano Prodi
auspichiamo che il Parlamento si assuma la responsabilità di intervenire al più
presto sull'annoso e deprecabile tema delle inopportune pubblicazioni delle
intercettazioni prive di rilevanza penale", dichiara infatti Renato
Schifani. Intanto mentre Romano Prodi incassa la solidarietà convinta di
entrambi gli schieramenti, Walter Veltroni bolla come "falsa" quella
espressa da Berlusconi. "La dichiarazione di solidarietà del presidente
del Consiglio è un esercizio non utile", dice il segretario del Pd.
"Sarebbe bastato che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle
intercettazioni: non ci sarebbe stato bisogno di fare una dichiarazione di
solidarietà che evidentemente appare falsa e non ispirata a principi e pensieri
reali", aggiunge. Sulla stessa lunghezza d'onda è Antonio Di Pietro.
"Meno male che Prodi non è caduto nel trabocchetto della solidarietà di
Berlusconi e ha detto subito: pubblicate le intercettazioni visto che
riguardano una personalità pubblica". "Le nostre telefonate possono
essere tranquillamente pubblicate", rincara Rosy Bindi.
( da "Corriere delle Alpi" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Carlo Rosso
Previste forti limitazioni per giudici e giornalisti ROMA. Insieme al disegno
di legge sulla sicurezza, quello sulle intercettazioni è uno dei due
provvedimenti che le camere dovranno esaminare per primi alla loro riapertura,
prevista per il prossimo 8 settembre. Le nuove regole prevedono una serie di
forti limitazioni per i magistrati che vorranno far uso di una delle tecniche
di investigazione ritenute più utili, ma un giro di vite - con sanzioni che non
escludono il carcere - è previsto anche per i giornalisti che pubblicheranno
conversazioni delle quali è vietata la pubblicazione. Il disegno di legge è di
quelli fortemente voluti al presidente del consiglio Silvio Berlusconi,
soprattutto dopo che sono state rese note alcune conversazioni tra lui e l'ex
direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Inizialmente, rischiando una scontro
istituzionale con il Quirinale, si era addirittura parlato di un decreto legge,
idea subito rientrata dopo un intervento del presidente della repubblica
Giorgio Napolitano. "Un errore", spiegò allora - era lo scorso mese
di giugno - Berlusconi. Attualmente il disegno di legge è all'esame della
commissione Giustizia della camera, da dove ripartirà il suo iter parlamentare.
Ma cosa prevedono le nuove norme? Al centro del disegno di legge del governo
c'è la riforma di due articoli del codice penale il 617 e il 684. Il primo
punta a colpire le "talpe", coloro cioè che prendono visione in
maniera indebita degli atti di un procedimento penale. Per questi è prevista
una pena compresa da 1 a 3 anni di reclusione. Il secondo articolo prende
invece di mira i giornalisti che pubblicano gli atti dell'inchiesta. In questo
caso la sanzione passa da 30 mesi a 3 anni di carcere. Stessa cosa per
l'ammenda, che da un massimo di 258 euro sale fino a toccare i 1.000 euro.
Rivoluzione anche per quanto riguarda le norme in base alle quali un magistrato
potrà ordinare l'intercettazione di un'utenza telefonica. La più importante
riguarda il tipo di reato per il quale sarà possibile mettere sotto controllo
un telefono. Nel disegno di legge del governo sarà possibile per tutte le
indagini che riguarderanno reati con pene superiori ai 10 anni, quelli contro
la Pubblica amministrazione, compresa quindi la corruzione, e quelli gravissmi
come omicidio, mafia, pedofilia. Ma si potrà intercettare
anche in caso di molestie ripetute, il cosiddetto stalking. L'autorizzazione ad
effettuare un'intercettazione non verrà più data dal Gip, bensì da un organismo
collegiale composto da tre magistrati. Inoltre dovrebbe essere istituito un
archivio riservato nel quale custodire il testo delle intercettazioni.
La riforma, infine, non dovrebbe essere applicata ai processi in corso.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 207 del
2008-08-30 pagina 0 La pace impossibile del pensionato Prodi di Federico Novella Il professore intercettato. Nonostante gli sforzi per defilarsi,
l'ex premier continua a far parlare di sé. Purtroppo in negativo. Dalla
voragine nei conti scoperta dalla Ue al mancato invito alla festa Pd.
Berlusconi: "Copione già visto, deve intervenire il Parlamento" Poi
dicono che non c'è l'allarme sicurezza: neanche sulle panchine dei giardinetti
puoi stare tranquillo. Quando meno te l'aspetti, in testa piovono tegole
come noccioline allo zoo. Lo avrete capito. Immancabilmente, inevitabilmente,
inesorabilmente, parliamo ancora di Romano Prodi. è sul viale del tramonto, lo
dice anche lui. Il guaio è che questo famoso viale si sta rivelando una via
crucis, una strada sterrata piena di voragini, un percorso infuocato zeppo di
buche mastodontiche, insomma peggio della Salerno-Reggio Calabria nel pieno
dell'esodo di ferragosto. Ce lo immaginavamo appunto sulla panchina del
giardino municipale a godersi la quiete del primo pomeriggio, come tutti i
pensionati che si rispettino. Sulla panchina non hai niente da temere: non c'è
Mastella che ti rovina la digestione, non c'è Rifondazione che ti fa venire le
palpitazioni. Insomma avresti raggiunto la pace dei sensi. E invece, fatto
incredibile: caduto il governo, Prodi riesce a cadere anche dalla panchina.
Inutilmente lancia appelli al destino, "dimenticatemi di me". Ma
niente: neanche in bicicletta riesce a smarcarsi dalla nuvoletta di Fantozzi.
Avvistato giorni fa in Romagna, aveva appena fatto in tempo a dire "ora
sto un po' meglio", che patatrac. Gli è piovuta in testa la tegola delle
intercettazioni: lo sapete, no? Mentre passeggiava per il già citato viale del
tramonto, l'ex premier si sarebbe concesso qualche sosta in autogrill: una
volta c'era da dare una spinta al nipote Luca, un'altra c'era da premere per il
consuocero. Ma questa non è la più pesante delle tegole, anche perché, sempre e
comunque, esiste la presunzione di innocenza. Però la panchina di Romano aveva
già cominciato a traballare giorni addietro, quando sotto Olimpiadi, l'Eurostat
assegnò al professore la medaglia di mortadella per il "falso in bilancio"
più grande del mondo. Più o meno trenta miliardi di euro, con i quali la sua
compagine avrebbe manomesso i conti pubblici italiani al fine di caricare il
deficit sulle spalle del governo di centrodestra. Ne abbiamo già parlato in
queste pagine: pare che tra le fantasiose voci di bilancio, ci sia un codicillo
che prevede l'accollo da parte dello Stato dei debiti delle Ferrovie per 13
miliardi. Cifretta, questa, annotata furbescamente nell'esercizio 2006. Un
colpaccio che falsa le statistiche ufficiali, e fa impazzire i contabili
europei ancora oggi, che l'Ulivo è morto e defunto. Perché diciamolo. Per Prodi
guidare il governo è come andare contro un muro con una macchina comprata a
rate: l'auto non c'è più, ma sai che continuerai a pagarla cara. Cosa si fa in
questi casi? Ci si aggrappa alla panchina dei succitati giardinetti, magari si
cerca una distrazione, si legge l'ultimo sonetto di Sircana, si alzano gli
occhi al cielo in segno di speranza: ed ecco che dal cielo piove la tegola
Alitalia. Da una parte la velocità con cui oggi la compagnia sta ripartendo;
dall'altra la triste lentezza dei tempi che furono. Ricordate la gestione della
pratica sotto il governo Prodi? Sindacati in piazza, panico sui lavoratori, i
francesi che s'imbizzarriscono e se ne tornano a casa. Brutti pensieri: vien
voglia di alzarsi e abbandonare la beneamata panchina. Ma per andare dove?
Certo, c'era la festa estiva del Partito democratico: presente Bossi e
Tremonti, ma lui no. Prodi alla festa non l'hanno invitato; e se l'hanno fatto,
evidentemente non ci hanno messo molto entusiasmo. Vatti a fidare degli amici.
Eppure, il problema resta: c'è un'alternativa alla panchina? Sì, d'accordo: ha
piantato un ulivo a Tirana, ha presentato il suo libro a Riccione, ha ricevuto
il premio "Abolizionista dell'anno" (ma esiste davvero?) da Emma
Bonino. Però come si muove un po' troppo lo fulminano. In una botta di vita, al
Festival dell'Europa di Pesaro, Romano ha manifestato la
"disponibilità" a ricoprire un ruolo internazionale. C'era libera la presidenza
dell'Unesco: incarico prestigioso. E infatti, notizia fresca, pare che lo
affibbieranno a Ingrid Betancourt. Ma poi, cosa passa il convento? Ci sarebbe
la poltrona da primo presidente permanente dell'Unione europea, ma i numeri
sono quelli che sono: basti dire che i bookmaker inglesi lo danno 1 a 13,
mentre Tony Blair ha il doppio delle possibilità. Roba che ti vien voglia di
sfasciare la panchina con tutti i giardinetti. L'avessero almeno invitato a
Denver con l'allegra brigata del Pd, si sarebbe certo divertito, avrebbe
chiacchierato con Sean Penn e Lapo Pistelli, e magari, proprio come ha fatto
Veltroni, avrebbe visto Obama. Da lontano, ma l'avrebbe visto. Ma è inutile. A
Prodi non resta che rassegnarsi: non lo rimpiangiamo, ma certo lo comprendiamo.
Nella convinzione che presto, su quella benedetta panchina, la pioggia di
tegole finirà. E nella speranza che sopra la testa, dopo le tegole, non
arrivino i piccioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 207 del
2008-08-30 pagina 3 Berlusconi: "Copione già visto, deve intervenire il
Parlamento" di Fabrizio Ravoni Il Cavaliere esprime a Prodi la sua
"assoluta solidarietà" e dice :" Grave ciò che è accaduto,
Dobbiamo evitare che questi abusi continuino". L'opposizione: "Mossa
studiata a tavolino" da Roma Romano Prodi viene intercettato. Le
telefonate finiscono sui giornali (prima su Panorama). Il presidente del
Consiglio esprime "assoluta solidarietà" all'ex premier. E nel Pd
scatta la dietrologia. Tutto nasce da una frase utilizzata da Silvio Berlusconi
per esprimere la solidarietà al predecessore "intercettato".
"Questa è l'ennesima ripetizione di un copione già visto. è grave che ciò
accada - osserva una nota di Palazzo Chigi -. E il Parlamento deve
sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che -
prosegue - tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle
libertà fondamentali". Immediatamente, scatta nel centrosinistra la
strategia dietrologica. Il ragionamento che si fa largo è il seguente: le
intercettazioni di Prodi vengono pubblicate da Panorama, settimanale del gruppo
Mondadori; quindi, di Berlusconi. Ne consegue che si tratta di una mossa voluta
dal premier per spingere anche il Pd a volere una legge sulle intercettazioni.
Teorema che Marco Minniti mette nero su bianco. "Non vorrei che ci fosse
qualche connessione tra i due fatti", commenta il ministro
dell'Interno-ombra del Pd. "A pensare male si fa peccato, ma qualche volta
ci si azzecca", aggiunge. Ma c'è anche un esponente del Pdl che pensa
male. Ed è Piero Testoni. "Non c'è bisogno di essere maliziosi - commenta
l'esponente del Pdl - per ipotizzare che qualcuno nel Pd avrà sicuramente fatto
il tifo perché queste conversazioni - per quanto prive di rilevanza penale -
fossero divulgate". Motivo? "Da tempo la dirigenza veltroniana non
riceve certo carezze da Prodi e dai prodiani". Insomma, da una parte e
dall'altra degli schieramenti partono sospetti e veleni reciproci. Fino al
punto che Walter Veltroni arriva a definire "falsa" la solidarietà
espressa da Berlusconi a Prodi sulle intercettazioni: "sarebbe bastato che
i giornali di sua proprietà non le pubblicassero". E Antonio Di Pietro
rileva che Berlusconi è solidale per interesse. Schermaglie politiche sulla
sincerità di una solidarietà; ma non sulla sostanza. Su questa interviene
Giorgio Merlo del Pd. "è indubbio - dice - che il capitolo intercettazioni
deve trovare una definitiva regolamentazione legislativa. Non credo - aggiunge
- che esistano temi tabù che non possono essere affrontati dalle assemblee
legislative". Esattamente il contrario di quel che dice Prodi, che non vuole interventi legislativi sulle intercettazioni.
Eppure il suo governo approvò in Consiglio dei ministri un disegno di legge
sulle intercettazioni, a firma di Clemente Mastella. E ora interventi per
frenare l'uso delle intercettazioni vengono auspicati da diversi esponenti del
Pdl (Ghedini, Bongiorno, Capezzone) e dallo stesso presidente del Senato.
Renato Schifani, oltre ad esprimere solidarietà a Prodi si dice sempre più
convinto "della indifferibilità di un provvedimento legislativo che
consenta, una volta per tutte, la corretta pubblicazione di quelle sole
intercettazioni di rilevanza penale a inchiesta conclusa". A una
condizione, dicono più o meno in coro Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno: che
non rappresenti un bavaglio ai giornalisti. "Non deve punire i
giornalisti, ma chi fornisce loro il materiale". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CASTELLETTO TICINO
In corsia di emergenza con la bici e contromano Agli agenti della polizia
nessuna spiegazione Condotto al Centro di igiene mentale [FIRMA]MARCELLO
GIORDANI CASTELLETTO TICINO In terza corsia in bicicletta contromano dal
casello di Vergiate a quello di Castelletto Ticino. Il protagonista del folle
gesto ha percorso il tratto di autostrada della Voltri-Sempione incurante dei
clacson degli automobilisti che suonavano all'impazzata quando lo incrociavano
e dovevano sterzare di colpo per non investirlo. Il ciclista non ha causato un
disastro solo per un caso fortuito. E' entrato, senza che nessuno lo vedesse, al
casello in Lombardia, sull'altra sponda del Ticino e ha
percorso una decina di chilometri sino a Castelletto Ticino, dove è stato
intercettato dagli agenti della polizia stradale. L'uomo, 44 anni,
dell'aronese, non ha voluto riconoscere il pericolo procurato a sé e agli altri
ed è stato così condotto per accertamenti al centro di igiene mentale
dell'ospedale di Borgomanero. Incredibile constatare che un gesto di una
tale gravità venga ancora oggi sanzionato in modo ridicolo dal codice della
strada: per un'infrazione che può provocare una strage sulle strade è prevista
appena una sanzione amministrativa di 36 euro.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 207 del
2008-08-30 pagina 0 E Romano fa il puro: "Pubblicate tutto" di Marco
Zucchetti L'ex premier ospite di un convegno in Trentino ostenta la proverbiale
serenità: "Un caso artificioso. Sono finiti i giochi, non parlo di
politica" nostro inviato a Roncegno Terme (Trento) Avanti